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DI GIOVEDì 08 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Facebook, progetto per imprenditoria donne al Sud
#SheMeansBusiness, obiettivo più competenze digitali

Google punta a espandersi a New YorkWsj, cerca spazi per più di 12mila dipendenti nuovi

Usa, l’81% dei genitori fa guardare YouTube ai figliStudio Pew, 51% adulti usa piattaforma per imparare cose nuove

Molestie sessuali,più trasparenza GoogleAbolito arbitrato obbligatorio. Pichai, lavoriamo per migliorare

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Nuova edizione in Italia di #SheMeansBusiness, il progetto mondiale di Facebook per sostenere l’imprenditoria femminile. L’obiettivo è fornire, entro la fine del 2019, le competenze digitali con particolare focus sugli strumenti offerti dal social network e da Instagram a oltre 2.000 donne del Mezzogiorno che fanno o vogliono fare impresa. Nella prima edizione italiana, lanciata a novembre 2017, il progetto ha portato alla formazione di oltre 4.000 donne in Italia. #SheMeansBusiness è in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale.
“La spinta all’imprenditoria femminile dimostrata dalle regioni meridionali ci motiva ancora di più nel sostenere le donne che fanno impresa o che aspirano ad aprire una propria attività”, spiega Laura Bonocini, Head of Public Policy Facebook Italia, riferendosi allo studio di Unioncamere che dice che nel Sud un’impresa su 4 è donna. “Rinnoviamo il nostro impegno al fianco di Facebook nella convinzione che un approccio di sistema, alleanze strategiche e modelli positivi possano incoraggiare le donne nel raggiungimento dei loro obiettivi professionali e personali e contribuire all’avvicinamento della parità di genere nel mondo del lavoro”, sottolinea Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale.
Per Erika Stefani, Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, il progetto di “Facebook è un ottimo segnale e rappresenta un’opportunità per lo sviluppo dell’imprenditoria italiana e per accelerare la trasformazione digitale, in particolare nel Sud Italia”.
Google punta su New York. Mountain View intende espandersi nella Grande Mela e sta cercando spazi nei quali potrebbero entrare più di 12.000 nuovi dipendenti, un ammontare che quasi raddoppierebbe l’attuale numero che ha in città. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Google e’ vicina a un accordo per acquistare o affittare un edificio nel West Village che dovrebbe essere completata nel 2022. Amazon sta guardando a New York, a Long Island City nel Queens, per la sua seconda sede.
Negli Stati Uniti l’81% dei genitori consente ai propri figli di guardare video su YouTube, il 34% di questi permette loro di essere sulla piattaforma regolarmente e ancora il 61% di questi ultimi ha riscontrato contenuti non adatti ai più piccoli. Lo rivela un’indagine del Pew Research Center condotta su 4.594 americani che ha per tema, più in generale, l’utilizzo della piattaforma video. Dallo studio si evince, ad esempio, che la metà degli utenti adulti di YouTube lo usa per imparare cose che non sa o non ha mai fatto.Riguardo il capitolo relativo ai bambini, lo studio mostra che il boom dei video per i più piccoli è rafforzato dal sistema stesso: un quinto dei video più consigliati, presi in considerazione dalla ricerca, era rivolto ai più piccoli.Più in generale, lo studio Pew rivela che il 51% degli adulti americani utilizza la piattaforma per imparare cose nuove, il 28% per passare un po’ di tempo, il 19% cerca consigli per gli acquisti e un altro 19% per capire cosa accade nel mondo.Infine, il 64% degli intervistati afferma di trovare su YouTube video “chiaramente falsi” e l’11% di vedere regolarmente contenuti offensivi.
– NEW YORK

– Google rivede le pratiche con cui gestisce le denunce di molestie sessuali dopo le polemiche e le proteste delle ultime settimane. In una nota ai dipendenti l’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, annuncia che Mountain View ha deciso di mettere fine all’obbligo di arbitrato per le molestie.
”Sono impegnato a effettuare i cambiamenti di cui abbiamo bisogno per migliorare. Renderemo l’arbitrato una opzione.
Google non ha mai richiesto la riservatezza del processo di arbitrato e l’arbitrato potrebbe ancora essere la migliore strada per diverse ragioni (ad esempio la privacy), ma ammettiamo che la scelta dovrebbe essere vostra” scrive Pichai, assicurando una ”maggiore trasparenza” nel processo di gestione delle denunce. ”Aggiorneremo e amplieremo la formazione obbligatoria per le molestie” mette in evidenza.
Le polemiche contro Google sulle molestie sono seguite alle indiscrezioni riportate dal New York Times, secondo le quali Mountain View ha coperto almeno tre casi di molestie nell’ultimo decennio, fra le quali le accuse contro Andy Rubin, il padre di Android, al quale avrebbe concesso anche una buonuscita da 90 milioni di dollari.   

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