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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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DALLE 04:54 DI MERCOLEDì 05 DICEMBRE 2018

ALLE 08:38 DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

FiuggiStoria a saggio Avagliano-Palmieri
Per il volume “1948. Gli italiani nell’anno della svolta”

A Spoleto festival cinema Pianeta donnaRassegna ‘competitiva’ anche in altre località dell’Umbria

Mostra ‘Trinity’ Vesna Pavan a ParigiEsposte 25 opere del ciclo Skin, figura femminile ‘liquida’

Teatro Bellini, Capinera di Bella-MogolIl 9/12 prima a Catania, spettacolo tratto da romanzo di Verga

Nuovo boom per l’Amica geniale, 7 milioni e 30.1%Tratta dal bestseller di Elena Ferrante e diretta da Costanzo

Antonella Biscardi fra passato-presenteViaggio fra ricordi per rimettere assieme pezzi di vita

A teatro Maglietta, Lojodice, De SioVenturiello in Misura per Misura. Musicanti cantano Pino Daniele

Francesco Cuomo, alla ricerca della serenitàIl nuovo progetto dell’artista campano in anteprima a Eboli

Hallelujah Toscana, foto di Marco PaoliMostra alla Gamc di Viareggio da libro con poesie di Alba Donati

‘Musicanti’ con brani di Pino DanieleIl musical prodotto da Ingenius srl in scena dal 7 dicembre

The Cal 2019, le donne nell’era #metooCopeland, siamo importanti e abbiamo cose importanti da dire

T-Rex Stan in Stazione Centrale a MilanoPer promuovere ‘Dinosaurs’ nelle sale dal 10 al 12 dicembre

A Napoli ‘Rubens, Van Dyck, Ribera’A Palazzo Zevallos Stigliano tornano opere da musei d’Europa

Al Carignano Pirandello guarda a BunuelDebutta produzione Stabile Torino con Battiston e Maria Pajato

A Caserta Bufaland, storie migrantiDai barconi al palco per sei attori non professionisti

In mostra presepi genovesi del ‘700A Bologna dal 7 dicembre al 20 gennaio al Museo Davia Bargellini

Boom iscrizioni a Raffaello in MinecraftCento scuole e 2.000 ragazzi per storia partecipata su pittore

Telethon-Rai, da Clerici ad Amadeus rispondono #presenteAl via la 29/a maratona no-stop dal 15 al 22 dicembre

26 anni per Umbria Jazz WinterA Orvieto dal 28 dicembre, anche due progetti legati al cinema

Avvocati Cbs, Moonves distrusse proveDipendente “reperibile” per sesso. Ora a rischio buonuscita

Più libri apre con Crimi e punta a superare il record 2017455 editori, 650 eventi dal 5 al 9 dicembre alla Nuvola

Schmidt, Uffizi 2018 oltre i 4 mlnPer la 1/a volta. Boom ex reggia medicea Pitti, +25%

San Michele e la lotta tra bene e maleEvento a Napoli il 7/12 nella Basilica di San Lorenzo Maggiore

Adrian in onda a gennaio su Canale 5Mediaset, la data sarà comunicata a breve

Polunin come Warhol, voglio una mia factoryA Milano con ‘Sacré’ ispirato a Nijinsky,sui social tatoo Putin

Gerini è Federica Angeli sul setFine riprese per il film di Bonivento da libro della giornalista

Kevin Hart condurrà gli Oscar 2019L’Academy spera nella rimonta dopo debacle ascolti del 2018

Due registi on the road dentro la fisicaConversazioni Atomiche, dal 13 in sala e poi nelle scuole

Identificato il vero Rick di CasablancaDietro personaggio “Bogey” un impresario night club di New York

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L’ARTICOLO

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Mario Avagliano e Marco Palmieri con il libro “1948. Gli italiani nell’anno della svolta” (Il Mulino, pp. 435 con ill., € 25,00, 2018) sono i vincitori della nona edizione del Premio FiuggiStoria per la saggistica. I riconoscimenti sono stati consegnati in una cerimonia presso la Biblioteca Militare Centrale dello Stato Maggiore dell’Esercito di Via XX Settembre a Roma. Il Premio è promosso dalla Fondazione “Giuseppe Levi-Pelloni” in collaborazione con il Comune di Fiuggi e con i patrocini del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati e Presidenza della Regione Lazio. Questa edizione del Premio è stata dedicata allo storico Giuseppe Galasso, ricordato da Alfredo Arpaia, presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo.
1948. Gli italiani nell’anno della svolta (il Mulino pp. 435 con ill. € 25,00) è un viaggio nel cuore di un anno decisivo della storia italiana.
Avagliano è giornalista e storico. Tra i suoi libri: “Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945” (Einaudi, 2006) e “Il partigiano Montezemolo” (Baldini & Castoldi, 2012). Collabora alle pagine culturali del Messaggero e del Mattino. Marco Palmieri, giornalista e storico, è autore di “L’ora solenne. Gli italiani e la guerra d’Etiopia” (Baldini & Castoldi, 2015). Insieme hanno pubblicato “Gli internati militari italiani” (2009), “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia” (2010), “Voci dal lager” (2012), tutti editi da Einaudi, oltre a “Di pura razza italiana. L’Italia ‘ariana’ di fronte alle leggi razziali” (Baldini & Castoldi, 2013) e, per il Mulino, “Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte” (2014) e “L’Italia di Salò” (2016).
– SPOLETO (PERUGIA)

– Si intitola “Spoleto film festival. Primo piano: pianeta donna. Dalle donne della storia alle donne nella storia del cinema”, la rassegna cinematografica ‘competitiva’ che si terrà a Spoleto e in altri centri umbri dal 10 al 15 dicembre. Lo ha annunciato il direttore artistico Franco Mariotti.
“Pianeta donna” è organizzato dall’associazione culturale AmaRcorD in collaborazione con assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto, Centro sperimentale di cinematografia e Cineteca nazionale, Centro studi cinematografici e con il contributo del Ministero per le Attività culturali.
Il Festival competitivo vedrà in concorso diverse opere prime e non, firmate da autrici italiane con particolare riguardo agli esordi cinematografici e sarà inaugurato il 10 dicembre (alle 21.30) al cinema sala Frau con il film Saremo giovani e bellissimi, alla presenza della regista Letizia Lamartire e della protagonista Barbora Bobulova.
– La pittrice Vesna Pavan, approda in Francia per la ‘First International Exhibition in Paris’, che avrà luogo all’Espace Thorigny, a pochi passi dal Musée Picasso.
L’artista, 42 anni, friulana e milanese d’adozione, presenterà ‘Trinity’ un’installazione composta da 25 opere appartenenti al ciclo Skin, creato nel 2014, dopo tre anni di ricerca sui materiali. Opere analoghe sono state esposte a Milano lo scorso 26 ottobre in un luogo unico: lo studio Zecchillo, un tempo atelier di Piero Manzoni, che in passato ha visto le opere dei più grandi maestri dell’arte contemporanea.
I lavori Skin – viene spiegato dagli organizzatori – sono la messa in scena della figura femminile come materia liquida, che può essere vissuta e toccata. È colore colato, libero da qualsiasi supporto, elaborato e cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. La mostra si svolge dal 15 al 20 dicembre.
La sperimentazione tecnico-pittorica inventata dall’artista in Skin è stata paragonata, da alcuni critici italiani alle avanguardie degli anni Cinquanta: dalle tele cauterizzate di Alberto Burri al dripping di Pollock, fino all’espressionismo astratto degli squarci cromatici di Clyfford Still, a cui si aggiunge quel côté più pop, esclusivamente americano, di Claes Oldenburg o Robert Rauschenberg. Le opere realizzate con gli smalti plastici prendono forma e trasmettono un senso di equilibrio attraverso l’alternanza di pieni e vuoti.

– CATANIA

– Debutta a Catania ‘La Capinera’, melodramma ‘moderno in due atti che firmato da Gianni Bella per la musica, Mogol per le liriche, Giuseppe Fulcheri per il libretto tratto da Verga e Geoff Westley per l’orchestrazione.
La produzione è del Teatro Bellini di Catania, dove lo spettacolo farà il suo debutto il 9 dicembre e sarà in replica fino al 18. Regia, scene e costumi sono del tre volte premio Oscar Dante Ferretti. Orchestra e coro del Teatro: direttore Leonardo Catalanotto, maestro del coro Luigi Petrozziello. Il soggetto s’ispira liberamente al romanzo epistolare di Giovanni Verga “Storia di una capinera” che narra del conflitto interiore di una giovane cui è stata imposta di diventare suora. Di questo capolavoro, pubblicato nel 1871, sono state realizzate diverse riduzioni cinematografiche, la più famosa è di Franco Zeffirelli, e risale al 1993. Al bestseller ottocentesco si schiude ora la scena lirica, come accadde a suo tempo a ‘Cavalleria rusticana’, col libretto musicato da Pietro Mascagni.

L’Amica Geniale conferma il suo successo: il secondo appuntamento con la serie evento tratta dal bestseller di Elena Ferrante e diretta da Saverio Costanzo, in onda ieri sera su Rai1, ha conquistato 7 milioni 45 mila spettatori con il 30.1% di share (un punto più della scorsa settimana) vincendo il prime time.
In particolare il primo episodio ha fatto registrare 7 milioni 302 mila spettatori con il 28.5% e il successivo 6 milioni 725 mila con il 32.5%. Si tratta – sottolinea la Rai – per la seconda settimana di seguito del record di programma più visto in tv della stagione autunnale, escluso lo sport. Gli spettatori unici raggiunti complessivamente sono stati 12 milioni 368 mila, oltre il 21%, con un picco di ascolti del 36.8%.
– “Ogni racconto è un pezzo di vita vissuta in prima persona, da qualcuno accanto a me o creato dalla fantasia…”. Comincia con questa riflessione il viaggio introspettivo di Antonella Biscardi in PEZZI DI NOI (Morrone editore, pp. 156 PAGINE, 16 euro) fatto di episodi, personaggi, fantasie (poco) vissute. E’ vera una cosa: quello che siamo è il frutto di quello che siamo stati, ma è anche la conseguenza di quanto abbiamo seminato. “Ogni racconto è un pezzo di vita vissuta in prima persona da qualcuno accanto a me o creato dalla fantasia”, scrive la Biscardi, che rende ‘Pezzi di noi’ un viaggio nelle emozioni personali e professionali. Il libro è un invito a fare un grande respiro, a rallentare, in modo da assaporare il vero gusto della vita, nel tentativo di carpirle il meglio, come fare una passeggiata in bicicletta, magari in una bella giornata di sole, guardando il mondo che ci gira intorno. Il libro è anche un viaggio a ritroso nelle tradizioni e nelle passioni italiane, ma propone altresì un grande tuffo nel futuro prossimo della nostra reale essenza. I racconti si susseguono in ordine sparso e ciascuno di essi contiene un pezzo di vita vissuta in prima persona o da qualcuno accanto all’autrice. Il filo conduttore è affidato al lettore, che può benissimo raggruppare i ‘pezzi’, dando loro una logica consequenziale. Il gioco consiste nel raffigurare la stessa storia in momenti e tempi diversi, in modo da creare nuove emozioni. Ogni racconto è preceduto da un aforisma e si conclude con una poesia. Brevi ma intense storie che fanno riflettere.
“Se riesco a trasmettere almeno un’emozione ho già venduto un milione di copie”, ammette Antonella Biscardi, commentando la sua seconda opera letteraria che trasmette un messaggio a chi non conosce la propria storia e dunque – come diceva Montanelli – non può avere, né avrà mai, un futuro.
– Gli ”Amati enigmi” di Licia Maglietta e Clotilde Marghieri e il trio Umberto Orsini-Massimo Popolizio-Giuliana Lojodice in ”Copenaghen” di Michael Frayn, tutti a Roma; Massimo Venturiello in ”Misura per Misura” da Shakespeare a Firenze e il ”donchisci@tte” di Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi a Torino; ”Musicanti”, il musical sulle note di Pino Daniele, e ”Le signorine” Isa Danieli e Giuliana De Sio, tutti a Napoli: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
EBOLI (SA) – “La serenità non mi appartiene e sai il perché? Io so vivere solo così, per la sola voglia di incontrarti”. La poesia, ancora una volta, e poi il colore come ricerca, tensione ideale, voglia di trovare la bellezza, dono del cuore. Francesco Cuomo parte dai suoi versi, dall’arte che va “vissuta, indossata, raccontata”, per immortalare ‘la serenità’, tema del suo nuovo progetto artistico: 24 acquerelli, volti di donna impressi su carta in un’esplosione di vivacità e di colori, con dettagli che rimandano alla territorialità, al centro della mostra al via venerdì 7 dicembre alle 18, nello showroom di Eboli (Salerno), in corso Garibaldi.L’artista campano presenterà anche quattro tele dipinte in acrilico e un elegante cofanetto contenente dodici acquerelli riprodotti su carta pregiata, accompagnati dalla poesia ispiratrice del lavoro (in edizione limitata). Spazio ancora alle sue ultime sculture in ceramica, “gli steli della follia” che hanno contribuito a diffondere la sua fama di colorista nel panorama internazionale.La mostra è un’anteprima della presentazione ufficiale prevista in primavera in occasione della terza edizione del “Sorrento loves Art”, organizzato da Rossella Savarese, curatrice della galleria SyART, a villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento. Confermato per l’evento lo spettacolo “Contemporay art in motion”, un mapping in 3D a cura del regista Enrico Agresta, in cui le opere dell’artista si animano e prendono forma.L’esposizione sarà aperta al pubblico fino a lunedì 7 gennaio 2019. Partner del progetto la società “Zonalab” di Davide Balzano che ha collaborato alla realizzazione dell’evento.

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FIRENZE

– Trenta immagini in bianco e nero per raccontare una Toscana misconosciuta, antica e contemporanea, suggestiva e romantica ma anche dolorosa e misteriosa, fatta di contraddizioni e bellezze fuori dall’iconografia classica conosciuta in tutto il mondo. E’ Hallelujah Toscana, mostra che dà corpo all’omonimo libro del fotografo Marco Paoli edito da Contrasto, con poesie di Alba Donati e una introduzione dello scrittore premio Pulitzer Michael Cunningham, ospitata fino al 6 gennaio alla Gamc, Galleria d’arte moderna e contemporanea ‘Lorenzo Viani’ a Viareggio (Lucca).
Negli scatti di Paoli ci sono le atmosfere spettrali di alcune ville e dei loro giardini, come Villa Schifanoia a Firenze, Villa Corsini a San Casciano, Villa Garzoni a Collodi, Villa Mansi a Lucca, abitate da silenti sculture rivestite di muschio. Ci sono il parco di Celle con le sue opere contemporanee, il marmo vivido delle cave di Carrara, la Fonte delle Fate a Poggibonsi dove galleggiano i coccodrilli e i corpi rannicchiati di Mimmo Paladino, ma anche il Padule di Fucecchio, il carcere di Pianosa, il mistero di ex ospedali psichiatrici come quello di Volterra, dove ancora rimangono tracce dei graffiti di NOF4 (così si firmava Oreste Fernando Nannetti, che li realizzava con la fibbia della sua divisa, paziente del manicomio dal 1959 al 1973), di isole, cimiteri, statue. “In questo viaggio ho ritrovato la meraviglia, lo splendore nascosto ai più; ma ho visto e sofferto anche l’abbandono in tutta la sua potenza” racconta Paoli che sul titolo commenta: “E’ importante, un gioco di equilibrio tra il sacro e il profano, come nel testo di Leonard Cohen. Hallelujah è un inno, una semplice esclamazione. Talvolta è sarcastica, magari polemica”.

– NAPOLI

– Manca poco al debutto di ‘Musicanti’, il musical con le canzoni di Pino Daniele. Il debutto nazionale è in programma, a Napoli, il prossimo weekend: si inizia venerdì 7 dicembre alle 21 cui seguono gli appuntamenti di sabato 8 dicembre, sempre alle 21 e domenica 9 alle 18, nel Teatro Palapartenope. Dal patrimonio delle canzoni dell’artista partenopeo, scomparso nel gennaio 2015, sono state scelte, tra le altre, le storiche “Na Tazzulella ‘e cafè”, “A me me piace ‘o blues”, “I say I sto ‘ccà”,” Napule è”, “Viento”, “Yes I know my way”, “Je so pazzo”, “Cammina cammina”, “Lazzari felici”, “Musica musica”, “Tutta n’ata storia”, “Quanno chiove” e alcune canzoni tratte dal repertorio successivo, come “Che soddisfazione” e “Anima”.
Le canzoni si mescolano con la drammaturgia e la tradizione partenopea: gli attori e i danzatori si muoveranno all’interno di una scenografia sviluppata su quattro piani e con movimenti coreografici studiati per accompagnare il racconto e la musica.
– Nell’anno del #metoo e della forte presa di posizione contro la violenza sulle donne il Calendario Pirelli, The Cal 2019, non ritrae solo i corpi ma le vite di quattro donne. Partendo dal tema del “sogno come riflessione su quello che sarò e farò domani”, spiega il fotografo Albert Watson, “l’obiettivo era esplorare le donne e creare una situazione che proponesse una visione positiva delle donne di oggi”. “C’è un messaggio simbolico: le donne si fanno sentire, siamo importanti e abbiamo cose da dire importanti – sottolinea Misty Copeland, una delle modelle -. E abbiamo uomini accanto che ci sostengono in questo”.
Le attrici Laetitia Casta, Gigi Hadid e Julia Garner e la ballerina Misty Copeland diventano dunque interpreti di sogni e ambizioni e come nella quotidianità hanno accanto a loro degli uomini che sono fidanzati o amici, che sostengono e condividono con loro impegno, delusioni e sfide. “Albert ha cercato di catturare qualcosa dalle nostre anime più che dai nostri corpi” conclude Casta.
– E’ apparso a Milano, nell’atrio ex-biglietteria della Stazione Centrale, il Tyrannosaurus Rex più grande al mondo, in occasione dell’uscita del documentario Dinosaurs, secondo appuntamento della stagione de “L’Arte al Cinema” distribuita nei migliori cinema italiani da Magnitudo con Chili dal 10 al 12 dicembre.
Il dinosauro Stan – spiegano gli organizzatori – accoglierà i viaggiatori in partenza e in arrivo alla Stazione Centrale e tutti i milanesi che potranno scattare foto e fare selfie, ammirando l’incredibile scheletro e lasciandosi trasportare in un vero e proprio viaggio nella preistoria. Stan infatti è l’esemplare più grande e completo di Tyrannosaurus Rex maschio adulto esistente al mondo: alto quasi cinque metri e lungo 12, per un peso, in vita, di sei tonnellate.
– NAPOLI

– Capolavori provenienti da musei nazionali e internazionali ritornano a Napoli: l’occasione è la mostra “Rubens, van Dyck, Ribera. La collezione di un principe”, visitabile dal 6 dicembre al 7 aprile a Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, a Napoli. Dipinti ricollocati negli ambienti del piano nobile dove originariamente trovavano posto. Perché i 36 capolavori in esposizione appartengono alle raccolte della famiglia Vandeneynden e di Gaspar de Roomer, mercanti e finanzieri fiamminghi attivi a Napoli per gran parte del Seicento. Da un rinnovato interesse sull’argomento, dovuto soprattutto alla presenza delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo nell’antica residenza di Jan e Ferdinando Vandeneynden, il palazzo oggi noto come Zevallos Stigliano, nasce questa mostra che offre l’occasione di riportare nel luogo dove a lungo furono custoditi molti dipinti che a loro appartennero.
– TORINO

– Un Pirandello che guarda a Buñuel, in cui i veri pazzi sono i borghesi pettegoli del paese che indagano gli altri con una curiosità morbosa che diventa violenta, come nel mondo di oggi fra realtà e social. È il Così è (Se vi pare) che Filippo Dini mette in scena e interpreta, insieme a Giuseppe Battiston e Maria Paiato, nella nuova produzione del Teatro Stabile di Torino (Tst) in prima nazionale al Carignano dall’11 dicembre al 6 gennaio.
“Per la prima volta – ricorda il direttore del Tst Filippo Fonsatti – lo Stabile programma una propria produzione al Carignano per 4 settimane. Abbiamo deciso di farlo come accade nelle grandi capitali teatrali europee, convinti dalla bontà dello spettacolo, da una compagnia stellare e dalla regia. Una partita che inizia già vinta perché quest’anno abbiamo già superato il record di pubblico dell’anno scorso”.
In questo Pirandello, spiega il regista, “i temi trattati hanno un’enorme attinenza col presente, con la ricerca spasmodica ma vana della verità”.

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NAPOLI

– Storie di sfruttamento, povertà e precarietà, racconti di lavoro e di ricerca di integrazione.
E’ ‘Bufaland’, lo spettacolo che vedrà protagonisti, venerdì 7 dicembre al teatro Civico di Caserta, sei attori non professionisti provenienti dall’Africa Occidentale, e che qui vivono e lavorano.
“Un’occasione irripetibile – sottolineano i promoter della Cultural Video Production – per questa insolita compagine per poter gridare la loro voglia di essere considerati persone con cui dialogare e non come numeri con cui fare conti. Una risorsa da mettere a frutto e non un problema da risolvere”.
“I migranti in scena – tengono a spiegare gli organizzatori – afferiscono tutti allo SPRAR, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, cioè quella stessa agenzia che il decreto sicurezza del governo depotenzia e riduce notevolmente nelle sue funzioni.
– BOLOGNA

– I ‘Presepi genovesi del Settecento dal Museo Giannettino Luxoro sono protagonisti di una mostra allestita dal 7 dicembre al 20 gennaio al Museo civico d’Arte industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna.
Inaugurazione giovedì, ore 18.30, con l’arcivescovo Matteo Zuppi e l’assessore comunale alla cultura Matteo Lepore.
Da oltre dieci anni, nell’imminenza del Natale, i Musei civici d’Arte antica, in collaborazione con il Centro Studi per la Cultura Popolare di Bologna, realizzano al Museo Davia Bargellini un appuntamento espositivo in cui, accanto agli esemplari conservati nella collezione permanente – la più ampia raccolta, numerica e qualitativa, di statuine del presepio bolognese del XVIII e XIX secolo presente in città – vengono presentati importanti gruppi presepiali che documentano la fortuna di questo specifico tipo di produzione artistica in aree regionali diverse.
Per le festività 2018-2019 l’esposizione, organizzata insieme ai Musei Civici di Genova, offre al pubblico l’opportunità di ammirare due presepi provenienti dal Museo Giannettino Luxoro, databili fra la seconda metà e la fine del XVIII secolo, che consentono al visitatore di porre a confronto tradizioni artistiche diverse – bolognese e genovese – entrambe molto significative nella produzione di questo particolare tipo di scultura, generalmente di destinazione domestica, di ridotte dimensioni, ma di grande pregio.

– URBINO

– Boom di iscrizioni per Raffaello in Minecraft, l’iniziativa per le scuole primarie e secondarie di primo grado promossa dalla Galleria Nazionale delle Marche in collaborazione con Microsoft e con il supporto organizzativo di Maker Camp srls e AppTripper srl. Sono 100 le scuole iscritte al contesta e oltre 2.000 i partecipanti di tutta Italia. Il progetto, ispirato alla vita del giovane Raffaello Sanzio nella sua città natale, Urbino, rappresenta un caso di narrazione “partecipata”, unico nel suo genere. Partendo dalla riproduzione verosimile della città di Urbino, realizzata sfruttando i ‘mattoncini’ digitali del videogioco Minecraft i partecipanti verranno coinvolti in sfide per permettere loro di contribuire alla narrazione della storia di Raffaello attraverso uno storytelling originale e “gamificato”. Al via la prima sfida del concorso, dal tema “Raffaello nella bottega Santi”. Dal 21 gennaio 2019 la seconda sfida: “Raffaello nella città di Urbino” e dal 4 marzo “Raffaello a Palazzo Ducale”.
Gli elaborati che gli studenti iscritti al contest saranno chiamati a produrre (modelli 3D, immagini JPG oppure video ripresi dall’interno dell’ambiente Minecraft) ruoteranno intorno allo strumento didattico del videogioco Minecraft e verranno giudicati da una giuria composta da membri della Galleria Nazionale delle Marche ed esperti del videogioco Minecraft.
Entusiasta il direttore della Galleria Nazionale delle Marche, Peter Aufreiter del successo riscosso dall’iniziativa che permetterà di avvicinare il mondo dei più piccoli all’arte, all’architettura e alla storia e consentirà di far conoscere alle nuove generazioni il personaggio Raffaello e la sua città, Urbino.
– Fino al 31 dicembre sarà possibile donare chiamando da rete fissa o inviando un sms al numero solidale 45510. Sono ormai ventinove gli anni di collaborazione che uniscono Telethon e la Rai, impegno condiviso per sostenere e finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare. Quest’anno la maratona vedrà l’assenza di un importante testimionial. Fabrizio Frizzi, scomparso lo scorso marzo. Nell’edizione 2017 sono stati raccolti 31 milioni di euro per la ricerca e il sostegno quotidiano dei malati e dei loro cari. “Anche quest’anno il servizio pubblico risponde all’appello della Fondazione intitolato: ‘E tu come sarai #presente?’, dimostrando ancora una volta di essere parte integrante di una catena di solidarietà composta da volontari, ricercatori, donatori, aziende e soprattutto dalle tantissime persone pronte ad aiutare chi lotta contro patologie spesso sconosciute e trascurate dai finanziamenti pubblici e privati.Si inizierà il 15 dicembre con Antonella Clerici che condurrà in prima serata su Rai1 “Festa di Natale” in cui si alterneranno momenti musicali ad altri dedicati alle storie di pazienti e ricercatori: si racconterà la storia di Adam e Ayan, due gemelli affetti dalla Sindrome di Wiskott Aldirch; quella di Laura, una mamma affetta dalla malattia di Charcot Marie Tooth, passando per la storia di Valerio, affetto dalla sindrome di down, nominato Alfiere da Sergio Mattarella. Tra gli ospiti Luca Zingaretti, Gigi D’Alessio, Flavio Insinna, Vincenzo Salemme. I principali conduttori Rai saranno coinvolti nella lettura delle Buone notizie: Marco Liorni, Mara Venier, Milly Carlucci, Amadeus. Nella seconda serata, invece, il timone della conduzione passerà a Gigi e Ross. A chiudere la maratona tv il 22 dicembre, invece, sarà Amadeus con una puntata dei Soliti ignoti – Speciale Telethon, dove si metteranno in gioco tanti personaggi dello spettacolo.L’ad Rai Fabrizio Salini ha evidenziato che “il lavoro di Telethon è reso possibile grazie ad una grande squadra. In questa collaborazione tra Rai e Telethon ritrovo un elemento fondante del servizio pubblico, ovvero quello di portare la ricerca scientifica nelle case degli italiani. Il prossimo anno arriveremo alla 30/a edizione. In questi anni si è costruito un senso di consapevolezza nella catena di solidarietà”. Clerici, in collegamento via Skype, ha lanciato un appello: “Speriamo di raccogliere tanti fondi affinché le malattie siano sempre più curabili. E’ un impegno che sento molto, perché ognuno di noi deve fare la propria parte sia per le famiglie, sia per i ricercatori. Non mancheranno i ricordi dedicati a Fabrizio Frizzi che ha fatto tanto per Telethon”.Amadeus si sente orgoglioso di far parte di questa squadra: “Essendo genitore ho molta sensibilità sulle malattie dei bambini. La ricerca, per fortuna, ha fatto passi da gigante e noi che lavoriamo nella comunicazione abbiamo il compito di spingere la gente a donare. La puntata speciale dei Soliti ignoti sarà segnata dal divertimento, ma non dimenticheremo di lasciare spazio alle storie. Dobbiamo metterci la stessa passione che ci ha messo Fabrizio, che sentiva Telethon come casa sua”. Il testimonial di quest’anno è Luca Zingaretti: “Nello spot che abbiamo realizzato – ha fatto notare Francesca Pasinelli, direttore generale Telethon – c’è un bambino davvero affetto da una malattia rara. Zingaretti è voluto andare sul posto per accertarsi di persona della situazione e ha scritto di suo pugno il testo. La Rai ci ha permesso di dare voce a queste malattie. Grazie a Telethon sono state eseguite ben 95 sperimentazioni sui bambini. Un numero altissimo se pensiamo alla ridotta dimensione della Fondazione. Telethon ha portato risultati tangibili. Attraverso un meccanismo apparentemente sempre uguale, mettiamo un flusso di denaro per finanziare ogni anno qualcosa di nuovo. La ricerca scientifica ha successo solo se è di lunga durata: nonostante ci possano essere dei fallimenti, l’importante è ripartire da zero e portare nuovi risultati. Per la maratona annuale Gabriele Muccino ha realizzato un cortometraggio animato intitolato ‘Vasco e Viola’, due bambini. Il filmato è accompagnato dalle musiche di Nicola Piovani che rende poesia il racconto”. Marcello Ciannamea, direttore del Palinsesto Rai, ha ricordato che “la maratona coinvolgerà anche quasi tutti i programmi radiofonici, tg e avrà spazi dedicati”.

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Umbria Jazz Winter compie 26 anni e propone un cartellone che ruota attorno ad alcuni dei migliori musicisti italiani e a uno dei grandi vecchi del jazz, Barry Harris (89 anni), pianista che ha suonato con Charlie Parker.
Presentata a Roma dal sindaco di Orvieto Giuseppe Germani e da Carlo Pagnotta, storico direttore artistico, la manifestazione si terrà a Orvieto dal 28 dicembre al 1 gennaio. Harris sarà accompagnato da Ben Street al contrabbasso e da Lewis Nash alla batteria, la stessa ritmica che sarà usata da Ethan Iverson, 45 pianista e intellettuale per il suo progetto inedito dedicato a Bud Powell, il pianista che, con Thelonious Monk, ha contribuito alla nascita del Be Bop. In prima assoluta anche “Viva/De André”, spettacolo di musica e parole ideato da Luigi Viva, giornalista e scrittore che, con la partecipazione di un gruppo guidato da Francesco Bearzatti, attraverso musica, parole e immagini, ricorderà Fabrizio De André a 20 anni dalla morte. Spazio anche a due progetti legati al cinema.
– NEW YORK

– Per salvare la faccia e una liquidazione da 120 milioni di dollari, l’ex capo della Cbs Les Moonves distrusse prove e mise fuori pista gli investigatori che indagavano sulle sue malefatte sessuali. Queste le conclusioni di una commissione di avvocati assunti dalla rete secondo cui l’azienda ha tutte le giustificazioni per non pagare. Il rapporto dei legali – 59 pagine ottenute dal New York Times – contiene nuove rivelazioni in aggiunta a quanto emerso a settembre e che ha costretto alle dimissioni da amministratore delegato uno dei più acclamati executive di Hollywood. Si scopre così che una dipendente della rete doveva essere “sempre reperibile” per il sesso orale con il capo. “Altri dipendenti lo sapevano ed erano convinti che per questa mansione la donna fosse protetta da sanzioni disciplinari o licenziamenti”, si legge. Alla guida della Cbs da 15 anni e, dopo la caduta di Weinstein, forse la vittima più illustre del movimento #metoo, Moonves ha plasmato la tv americana per oltre 30 anni.
– “Un evento di rilievo per la cultura italiana”, come ne ha parlato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio inviato oggi all’apertura di ‘Più libri più liberi’, la fiera della piccola e media editoria – inaugurata dal sottosegretario all’Editoria Vito Crimi – punta a superare il record del 2017 nel suo secondo anno alla Nuvola di Fuksas, all’Eur di Roma.”L’anno scorso abbiamo raddoppiato i visitatori (arrivati a più di 102.179), ma non ci piace considerarlo un punto di arrivo e stiamo studiando soluzioni per aumentare gli eventi e creare altre sorprese nel 2019″ ha annunciato la presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, all’inaugurazione a cui erano presenti, fra gli altri, il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi, il vicesindaco con delega alla crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, e il vicepresidente e assessore Formazione, Università e Ricerca, Attuazione del Programma della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. Tra gli ospiti più attesi Abraham Yehoshua, protagonista dell’incontro di chiusura della prima giornata della fiera. “Bisogna educare alla lettura anche i nativi digitali. Io l’ho fatto con mio figlio fin da piccolo. Oggi stiamo perdendo la memoria. La tecnologia aiuta, ma ci sono cose insostituibili. I libri lo sono nella loro persistenza. E non c’è una cosa più bella di una libreria in una casa, perché è un ricordo della propria vita” ha detto Crimi, appassionato lettore, annunciando che tornerà alla fiera nei prossimi giorni ‘in borghese’ per girare tra gli stand. Mentre il presidente Levi ha parlato della fiera come di una “grande festa che mostra come l’AIE sia da 150 anni la casa dell’editoria italiana, del libro e dei piccoli e medi editori”.Nei cinque giorni della fiera, che si concluderà il 9 dicembre, 455 gli editori, 60 in più dell’anno scorso, su una superficie di 4.270 metri quadri dedicati esclusivamente alle case editrici (nel 2017 erano 3.800), 650 incontri e 1.600 ospiti. “Trenta gli editori stranieri, 15 in più del 2017, ma il dato più significativo sono i 13 mila studenti che saranno presenti nei giorni della fiera. Significa che il fitto lavoro fatto con le scuole ha generato un grande entusiasmo” ha spiegato la Malato. Questo anche grazie al raddoppio del contributo della Regione Lazio che ha messo a disposizione 100 mila euro destinati a buoni libri, da 10 euro ciascuno, per gli studenti delle scuole primarie e secondarie. “Sperimentiamo questa nuova cosa e ragioniamo fin d’ora su come implementare questo impegno. La Regione c’è e c’è sempre stata e sostenere questo evento è una scelta politica” ha spiegato Smeriglio. I buoni sono stati “tutti assegnati con entusiasmo dei docenti e dei ragazzi” ha spiegato la Malato che ha poi sottolineato, guardando l’amministratore delegato Mondadori Libri Trade, Enrico Selva Coddè, seduto in prima fila, che “la piccola e media editoria copre oltre il 40% del mercato, cioè un libro su due di quello che esce ogni anno in Italia”. Montroni ha lanciato un appello: “La politica da noi non ha mai pensato che la lettura sia un grande valore. Spero che la diffusione della lettura trovi il sostegno della politica e dobbiamo partire dalle scuole elementari, dalle basi”. Il vicesindaco Bergamo ha spiegato come ‘Più libri più liberi’ sia “la prima e più importante fiera a Roma per il valore economico che rappresenta, per le sue dimensioni, perché parla al mondo intero, è internazionale. Mi piacerebbe che chi fa impresa imparasse che dall’editoria si può fare profitto anche con merci in cui il valore d’uso supera il valore di scambio”.

– “Nel 2018 le Gallerie degli Uffizi superano, per la prima volta, i 4 milioni complessivi di visitatori”. Lo ha detto il direttore del museo Eike Schmidt durante un incontro nella sede dell’Associazione Stampa Estera a Roma. “Vorrei sottolineare in particolare l’ottimo risultato del giardino di Boboli, quest’anno ben oltre il milione di visitatori – ha aggiunto – e soprattutto, per Palazzo Pitti l’aumento più rilevante, più del 25% di visitatori rispetto al 2017. Abbiamo alzato la media di Palazzo Pitti dai circa 400 mila visitatori di qualche anno fa ad oltre 700 mila. E questo perché abbiamo cercato di accendere l’interesse organizzandovi mostre e concerti inclusi nel biglietto, valorizzandone le gallerie, penso al museo della moda e del costume, riaprendone spazi chiusi da decenni. E’ stato un lavoro doveroso, perché Palazzo Pitti trabocca di tesori: non solo i suoi celebri Raffaello, ma tantissima arte di tanti paesi diversi e una gamma quasi infinita di sculture e oggetti preziosi”.
NAPOLI – L’eterna lotta tra il bene e il male, interpretata da Luca Marconi nel ruolo del Principe delle milizie celesti, San Michele Arcangelo, e da Luca Gaudiano nel tronfio ritratto dell’Angelo ribelle, Lucifero, è il tema centrale della ‘prima’ dell’opera musicale ‘San Michele, l’Angelo dell’Apocalisse’, prodotta da Arilu di Aristotele Aebli, in scena a Napoli, con scopo di beneficenza per ‘In nome di Concetta’ onlus’, venerdì 7 dicembre, alle 20:30 nella scenografia della Basilica di San Lorenzo Maggiore in Piazza San Gaetano.L’opera trae ispirazione dal Libro dell’Apocalisse “e la narrazione adotta un linguaggio concreto e moderno in un format spettacolare in grado di stuzzicare i più sensibili, soddisfare i credenti ed incuriosire gli incerti” afferma il produttore Aebli. Lo spettacolo, sottolinea ancora, “è approvato dalle istituzioni e contribuisce a promuovere anche verso i turisti i nostri patrimoni culturali, artistici e performativi”. Lo spettacolo è realizzato con la regia di Andrea Palotto, musiche composte dal maestro Simone Martino, libretto e testi di Simone Martino e Lorenzo Cioce, guida spirituale di padre Gaetano Saracino ed arricchito dall’interpretazione di performers del mondo del musical italiano. Sul palco si avvicenderà un cast “interessante e talentuoso che conferirà spessore e tratti suggestivi al profilo di ciascun personaggio biblico” come Giosuè Tortorelli (Dio), Giovanni De Filippi (San Giovanni), Renato Crudo (San Gabriele), Martina Cenere (la Vergine Maria), Sharon Alessandri (Lamia), Michelangelo Nari (l’Arcangelo Raffaele), Danilo Giannini (Leviathan). Sottofondo ed interludio sono affidati ad un coro di 20 elementi e di un ensemble di voci bianche.I costumi di scena sono creati da Rita Pagano con la collaborazione di Fabrizio Del Prete. “Ogni personaggio incarna un sentimento profondamente attuale. Lucifero vive il dramma della superbia e dell’invidia nei confronti del Bene che viene inviato sulla Terra nella persona del Cristo, espressione totale della parola del Padre. Dio, che nella rappresentazione ha volto e sembianze umane, pone Lucifero di fronte ad una scelta. L’angelo ribelle sceglie e sprofonda creando l’impero del Male. San Giovanni è il narratore, lo Storico. Maria è madre forte e umile. Lamia è simbolo della corruzione, Leviathan è cinico e superbo”, spiega il compositore Simone Martino. Spiega padre Angelo Palumbo, guardiano e responsabile del Complesso Monumentale di San Lorenzo: “L’opera che sarà rappresentata si inserisce in un filone, quello della solidarietà, che ci vede impegnati, senza fini di lucro, con diverse iniziative nel corso dell’anno, principalmente con raccolta fondi per la ricerca contro il tumore”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cresce l’attesa per Adrian, il graphic novel animato di Adriano Celentano di cui si parla da tempo. La serie evento andrà in onda a gennaio su Canale 5, annuncia Mediaset, senza però ufficializzare una data precisa.
“Adrian, la serie evento di #Adriano Celentano, sarà in onda a gennaio su #Canale5. La data di messa in onda sarà comunicata a breve. #AdrianoCelentano”, si legge in un tweet di Mediaset.
Disegnato da Milo Manara e scritto da Celentano, Adrian sarà il cuore di uno show in onda in diretta dal teatro Camploy di Verona per sei o otto serate. I primi teaser erano andati in onda, a sorpresa, lo scorso luglio prima delle dirette dei match dei Mondiali. “Non è con la violenza che si mettono a posto le cose del mondo”, recitava la voce dello stesso Celentano. Poi, tra tuoni e fulmini, ecco campeggiare la scritta Adrian, sullo sfondo di una metropoli. E ancora lui: “Finché mi cercano vuol dire che non mi hanno trovato. Prossimamente su Canale 5”.
MILANO – Una factory stile Warhol o una compagnia come quella di Djagilev, il fondatore dei Ballets Russes: è quello che sogna di creare il 29enne ballerino ucraino Sergei Polunin, a Milano per il suo spettacolo ‘Sacré’, in scena il 10 dicembre al teatro degli Arcimboldi.Quando era primo ballerino del Royal Ballet di Londra, a soli 19 anni, tra droghe e tatuaggi si era guadagnato la fama di ‘bad boy’ finché, all’apice del successo, aveva abbandonato il corpo di ballo. La seconda parte della sua vita è iniziata nel 2013, con il video di ‘Take Me to Church’ dell’irlandese Hozier, diretto da David La Chapelle. Milioni di visualizzazioni dopo, ha dato il via al suo Project Polunin. “La mia idea – racconta incontrando la stampa – è di avere 9-10 produzioni da portare in tour insieme, nell’arco di cinque anni, mettendo insieme diversi artisti, come fece Djagilev, che però non ha creato un sistema, così come non l’ha fatto Warhol, mentre io voglio creare una piattaforma con coreografi e un board che vada avanti anche in mia assenza, anche per dare ai ballerini la possibilità di fare qualcosa di diverso rispetto al lavoro quotidiano, che può essere un po’ ripetitivo”.A Milano, Polunin porta un solo, creato con la danzatrice e coreografa giapponese Yuka Oishi, dove reinterpreta la figura del leggendario ballerino Vaslav Nijinsky. “La sagra della primavera” di Igor Stravinsky è al centro del balletto, che ripercorre la vita del ballerino, a partire dalla sua follia. “Lo spettacolo è stato creato in Svizzera, dove fu internato in clinica psichiatrica. Prima di ballare non mi sentivo particolarmente legato alla sua figura, ma poi interpretandolo – rivela il ballerino, tutto di nero vestito – mi sono sentito lui e ho sentito che tra 50 anni ci sarà un altro ballerino al mio posto, è stata come una lezione sul tempo appresa ballando”. Su un sottotesto “molto cupo”, Polunin ha lavorato sull’accessibilità: “Volevo che l’intrattenimento fosse preponderante e che il messaggio, seppure profondo, fosse accessibile anche a chi solitamente non va a teatro, per questo ho messo in secondo piano la parte più classica e seria, non volevo che fosse come quando ascolti la radio classica e ci sono quegli speaker con una voce così noiosa che ti vien voglia di spegnere”. Anche per questo, ha preferito non far ricerche su Nijinski per lavorare più sull’istinto e solo ora, dopo averlo sentito come parte di sé, si è convinto che “non era per niente pazzo, aveva solo trovato una sorta di Dio, se lo avessero ascoltato di più non lo avrebbero internato”.Lui, di suo, ha imparato a mettere da parte l’ego (“è il tuo migliore amico e lo devi accettare, ma anche saperlo mettere a tacere”) e a lavorare sull’istinto: “Ho imparato ad andare avanti senza farmi troppe domande, poi da cosa nasce sempre cosa e si aprono nuove porte”. L’ultima è quella del calendario Pirelli, presentato oggi a Milano, dove appare nudo a letto al fianco di Laetitia Casta: “un’esperienza strana ma interessante”, come lo è il cinema, dove tornerà a gennaio con un nuovo film di cui non vuole anticipare nulla. Intanto fa discutere la sua presa di posizione a favore di Vladimir Putin, di cui sui social tesse le lodi, mostrando il tatuaggio sul petto dedicato al presidente russo e i due passaporti, della Russia e dell’Ucraina, che sogna di vedere unite.

– Si sono concluse il 4 dicembre, a Roma, le riprese di A mano disarmata, il film di Claudio Bonivento con Claudia Gerini tratto dall’omonimo libro autobiografico di Federica Angeli, la giornalista di Repubblica che dal 2013 vive sotto scorta a causa delle minacce mafiose ricevute per le sue inchieste sulla criminalità organizzata a Ostia.
Il film – in sala dal 4 aprile 2019 con Eagle Pictures – racconta le tappe della sua sfida alla malavita, senza mai dimenticare la sua dimensione di donna, madre e moglie: il coraggio e la paura, la solitudine e la solidarietà, la disperazione e l’entusiasmo per una battaglia combattuta a viso aperto.
“Sono orgogliosa di interpretare Federica Angeli – spiega Claudia Gerini -. Racconteremo la sua battaglia per la legalità, le vicende di una cronista coraggiosa, ma anche la storia di una donna dall’umanità travolgente, di una compagna e di una madre tenera, di una ‘guerriera dei nostri tempi’. Non possiamo che essere al fianco di Federica. Sempre”.
– NEW YORK

– Kevin Hart sarà il presentatore della prossima edizione degli Oscar. Lo ha annunciato la stessa Academy. Hart, 39 anni, è un comico e attore afro-americano noto per film, tra gli altri, come ‘Capitan Mutanda’, ‘The Upside’, ‘Jumanji – Benvenuti nella giungla’, ‘La scuola serale’.
“Sono così felice che finalmente è arrivato per me il giorno di presentare gli Oscar”, ha scritto l’attore su Twitter. Con la scelta di un presentatore di colore, l’Academy spera di scrollarsi di dosso le accuse di ‘OscarsSoWhite’ (Oscar troppo bianchi) e anche di rifarsi dopo il calo degli ascolti dell’ultima edizione, seguita da poco più di 26 milioni di spettatori contro i 32 milioni del 2017. La 91/a edizione degli Oscar si terrà il 24 febbraio a Los Angeles.
– “Il più bel complimento l’ho avuto da una ragazza che mi ha detto che si sarebbe iscritta a fisica all’università se avesse visto prima il mio film”. A parlare così, e con ragione, alla Casa del cinema di Roma è Felice Farina, regista e cosceneggiatore insieme a Nicholas Di Valerio del film-documentario ‘Conversazioni atomiche’, un bel viaggio nel mondo della fisica portato avanti dagli stessi autori nei panni di due divertiti e divertenti profani alle prese con i misteri del mondo.I temi di cui si parla in questo viaggio – in sala dal 13 dicembre con l’Istituto Luce e poi nelle scuole – sono infatti difficili e pieni di mistero, come gravità, buchi neri, cultura quantistica, teoria della relatività e galassie, ma quasi non ce se ne accorge, visto che Felice Farina è una sorta di Virgilio che guida un riluttante Nicholas, curioso sì di neutrini e altro, ma anche preoccupato per il suo stipendio.Farina e il suo giovane scudiero/operatore di ripresa Nicholas si intrufolano nella quotidianità di chi non smette mai di farsi domande e passano dall’acceleratore di particelle di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al Laboratorio nazionale del Gran Sasso, dall’interferometro Virgo fino all’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore. Da qui interviste a Giovanni Amelino Camelia, professore di fisica teorica a Napoli, al fisico Alberto Giazotto e alla ricercatrice Catalina Oana Curceanu, per citarne solo alcuni. Collante di questo film, gli straordinari filmati dell’archivio Luce. “È vero – dice oggi a Roma Farina – per fare questo film mi sono ispirato a Ugo Gregoretti che aveva fatto un programma simile su Rai2, ma io che ho diretto tante commedie mi sono avvicinato a questo argomento per la mia antica passione per la scienza. L’idea di ‘Conversazioni Atomiche’, comunque, era quella di far passare ostinatamente dei concetti, come la cultura quantistica o il mistero della gravità, in un paese in cui prevale un’educazione umanistica”.Mentre il fisico Camelia racconta divertito: “Farina e Di Valerio si sono intrufolati nel laboratorio e nelle nostre vite, con loro avrò parlato più di trenta ore”. Per il fisico, nonostante il mistero che quotidianamente affronta, nel suo lavoro “non c’è nulla di mistico, ma solo passione, l’amore che ho sempre avuto per i numeri. Il grigio di quello che non si sa e si vuole scoprire è una cosa che ancora mi abbaglia”.

NEW YORK – Il Rick Blaine di Casablanca è veramente esistito: il protagonista del leggendario film con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman è basato sulla vita di Billy Rose, un leggendario impresario teatrale e proprietario di night a New York prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale la cui ruvidezza esteriore era accompagnata da una profonda preoccupazione per i profughi ebrei in fuga dal nazismo.”Rose è stato il vero Rick Blaine. Il suo Casa Manana fu il vero Cafè Americain”, scrive sulla rivista ebraica “Forward” Mark Cohen, il suo biografo e l’autore di “Not Bad for Delancey Street: The Rise of Billy Rose”. Che Casablanca fosse ispirata a fatti storici – la città del Marocco fu porto di transito di profughi, molti dei quali ebrei, in fuga dall’Europa minacciata da Hitler – è noto da tempo. Fino ad oggi, però, nessuno aveva mai dato un nome al vero Rick. Secondo Cohen, Rose (il cui vero nome era Samuel Wolf Rosenberg, figlio di poveri immigrati ebrei nel Lower East Side di Manhattan) era nella testa di Murray Burnett e Joan Alison quando scrissero “Everybody Comes to Rick’s”, la piece teatrale del 1940 mai andata in scena che i due autori riuscirono però a piazzare a Hollywood. Il film è di meno di un anno dopo.Cohen si è chiesto chi potesse essere il “cinico proprietario di night” nella New York della fine degli Anni Trenta con le caratteristiche descritte nel copione. Rose, come Rick in Casablanca, non beveva mai con i clienti: infatti, non beveva mai. In un profilo del 1939, il New York Times lo descrive come un uomo “dalle palpebre pesanti. In riposo appare quasi letargico, ma di solito è intensamente vigile”. Le direzioni di scena di Burnett e Alison chiedono a Rick di “annuire quasi impercettibilmente” quando da l’ok a Sam di suonare la Marsigliese. “Sono in un racket. Non mi si chiede di avere amici”: sembrano messe in bocca a Rick le citazioni di Billy riprese dai giornali dell’epoca. “Duro come i chiodi quando fa gli affari, nel cuore è un sentimentale. Una vecchia canzone gli fa venire un groppo alla gola”, aveva scritto dell’impresario il New York Times: proprio come Rick si commuove pensando a Ilsa mentre Sam canta “As Time Goes By”.Quanto al finale in cui Rick fa in modo che Lazlo e Ilsa sfuggano ai nazisti, ci sarebbe un parallelismo anche qui: nel 1939, mentre i 900 profughi ebrei del transatlantico St. Louis venivano respinti dalle autorità Usa, l’impresario salvò un ebreo austriaco pagando per il visto che permise al fuggiasco di entrare a Cuba.     

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