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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 06:37 ALLE 20:14 DI GIOVEDì 24 GENNAIO 2019

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Altaroma al via con Showcase n.3
Progetto per nuovi brand con ministero Sviluppo Economico e Ice

24 gennaio 2019 06:37

– Altaroma al via con la terza edizione del progetto Showcase, prodotto con il supporto del ministero per lo Sviluppo Economico e di Ice, che vede coinvolti numerosi brand emergenti, di abbigliamento e accessori, che si alternano nel corso delle quattro giornate della manifestazione di moda nella capitale, esponendo le ultime collezioni nel nuova sede delle sfilate il PratiBus District, ex deposito Atac.
Con Showcase Altaroma sottolinea la volontà di guardare al futuro e di dar seguito al suo percorso di sostegno del made in Italy, con l’intento di guidare i nuovi brand della moda italiana verso l’internazionalità.
Tanti i marchi che partecipano a questa edizione, tra oggi 24 gennaio spetta ai cappelli di Adrianhats, A-Lab Milano, Cordien, Dream Yourself, Gaetano Pollice, Gaiofatto, Giulia Boccafogli, La Debraillée, Lucilla Paci, My Golden Cage, Roi du Lac, Yojiro Kake.
Musei, raro manoscritto donato al Meis’Bibbia di Mosè da Castellazzo’ riprodotta in pochi esemplari

FERRARA24 gennaio 201912:13

– Il Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah (Meis), che ha sede a Ferrara, ha acquisito grazie a una donazione privata un raro manoscritto del periodo rinascimentale, noto agli esperti come la ‘Bibbia di Mosè da Castellazzo’. Il donatore è l’ambasciatore Giulio Prigioni, che ha voluto contribuire alla collezione del Meis e alla preparazione della mostra ‘Il Rinascimento parla ebraico’, in allestimento per il 2019.
La Bibbia di Mosè da Castellazzo è un codice illustrato, eseguito probabilmente a Venezia negli anni Venti del ‘500. Il manoscritto, ritrovato alla fine della Seconda guerra mondiale negli scantinati del comando della Gestapo di Varsavia e poi conservato all’Istituto di Storia ebraica della capitale polacca, fu inviato nel 1980 a uno studio fotografico per essere riprodotto. Ma non tornò più alla biblioteca e ad oggi risulta smarrito o rubato. La riproduzione donata al Museo è stata curata da Kurt e Ursula Schubert e pubblicata in pochissimi esemplari. Si tratta di un documento importante della cultura artistica ebraica nell’Italia del primo Cinquecento, con illustrazioni che ampliano il dettato biblico attraverso aggiunte tratte dai ‘midrashim’, ovvero dai commenti dei maestri ebraici agli scritti biblici. L’ambasciatore, grazie all’aiuto dell’ebraista Giulio Busi, curatore della mostra sul Rinascimento in programma al Meis, è riuscito a trovare la rara riproduzione in un paesino della Svizzera.
“La mostra sul Rinascimento – anticipa il direttore del Meis, Simonetta Della Seta – tratterà un periodo aureo del dialogo tra cristianesimo ed ebraismo nel Paese. Un fenomeno sul quale desideriamo mettere un particolare accento, avendo il Meis la missione di far comprendere come la lunga vicenda degli ebrei d’Italia possa servire da parabola, da esempio di dialogo tra culture. Anche il ministero dei Beni Culturali sta valorizzando il Meis come progetto culturale nazionale che promuove il valore del dialogo e della convivenza tra i popoli e le etnie nel nostro Paese e in Europa”.
Satira e finzione in mostra a PalermoRitratti in modo irriguardoso Donald Trump e Kim Jong-un

PALERMO24 gennaio 201912:14

– Eccoli quei due leader che il 12 giugno 2018 firmarono uno storico incontro, da cui dipendono le sorti del pianeta, ritratti in modo irriguardoso: Donald Trump al centro di una tavola vuota da Ultima cena di Leonardo e di fronte a lui Kim Jong-un che emerge come la Venere di Botticelli con ai lati giocatori di basket. Sono solo due delle 19 enormi stampe a colori di Max Papeschi nella mostra “Pyongyang Rhapsody, The Summit of Love”, allestita al padiglione Zac dei Cantieri culturali alla Zisa che si inaugura il 24 gennaio e proseguirà da oggi fino al 24 marzo. Insieme alle stampe, c’è la Pop art di Max Ferrigno (originario di Casale Monferrato) che espone: 70 bandiere e due grandi tele. “Un carosello d’immagini mostruosamente iconiche e farsesche. – affermano i promotori – Al rimpallo delle immagini dei due leader fanno da contraltare le bandiere della Nord Corea, rivisitate da Ferrigno, nelle quali il simbolo del paese asiatico è tradotto in chiave pop-erotica”.
Aie, libro italiano 1/a industria Paese4/a in Europa ma -0.4% fatturato. “La politica lo sostenga”

24 gennaio 201912:59NE

– Nel 2018 il libro italiano si conferma la 1/a industria culturale del Paese e la 4/a editoria in Europa. Nel quadro di un generale rallentamento dell’economia nazionale fa segnare però un -0,4% di fatturato, dopo il +5,8% del 2017, nei canali trade (librerie, grande distribuzione organizzata-Gdo, store online compresa la stima di Amazon a cura dell’Associazione italiana editori). Sono circa 1,442 miliardi di euro a prezzo di copertina. Sono i dati dell’analisi dell’Ufficio studi dell’Aie sul mercato trade del libro in Italia e in Europa, che viene presentata il 25 gennaio a Venezia, nella giornata conclusiva del XXXVI seminario di perfezionamento della Scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri.
“Il libro italiano è bello, forte e solido e tiene le proprie posizioni anche in un quadro di generale rallentamento dell’economia”, dice il presidente Aie Ricardo Franco Levi, sottolineando peraltro “la necessità di un intervento di forti politiche di sostegno alla domanda e di promozione della lettura”.
Germania ospite agli Incontri Sorrento10-14 aprile, omaggio a Marlene Dietrich per immagine ufficiale

NAPOLI24 gennaio 201913:00

– E’ un omaggio a Marlene Dietrich l’immagine ufficiale della 41/a edizione 2018 degli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento, che si terrà dal 10 al 14 aprile e sarà dedicata alla Germania e alla sua cinematografia.
La manifestazione, organizzata da Cineventi con la direzione artistica di Remigio Truocchio, è promossa dal Comune di Sorrento, guidato dal sindaco Giuseppe Cuomo, con il coordinamento del dirigente del Settore Cultura, Antonino Giammarino, il sostegno della Regione Campania, del Mibac e in collaborazione con la Film Commission Regione Campania.
Con il tradizionale confronto tra il cinema italiano e quello di un Paese ospite, si riconferma la formula che da sempre contraddistingue gli incontri: 5 giornate di lavori vedranno l’alternarsi di proiezioni, anteprime, retrospettive, tavole rotonde e incontri, alla presenza di ospiti, italiani ed internazionali, del mondo del cinema e della televisione.
Pietas e carità, a Ferrara la pittura degli affettiTra Cinque e Settecento l’arte sacra per i poveri e gli esclusi

tiFERRARA24 gennaio 201918:

Ferrara non è solo Ariosto e Giorgio Bassani. C’ è una storia meno nota della città ma ugualmente importante che evoca tematiche attuali, come la solidarietà e l’ impegno verso gli emarginati. Per due secoli, dalla fine del Cinquecento al Settecento, la capitale del Ducato degli Estensi fu centro artistico tra i più vivaci in cui governanti e mecenati erano animati dall’ attenzione per gli esclusi. Molte opere d’arte sacra furono perciò commissionate per ornare altari, cappelle, istituti religiosi che mettevano al centro della loro ‘mission’ orfani, indigenti, bisognosi, mendicanti o donne in difficoltà. Le pagine di questo racconto si possono scorrere nell’ Ala Sud e nei Camerini del Principe del Castello Estense tra le 54 opere della mostra “Dipingere gli affetti”, dal 26 gennaio al 26 dicembre. Tele e dipinti di pregio di proprietà del Centro Servizi alla Persona di Ferrara, rimasti per lungo tempo nei depositi e mai mostrati al pubblico vengono ora esposti per descrivere – spiega il curatore Giovanni Sassu – Ferrara come “città della carità”.”E’ una collezione piccola ma significativa – dice lo storico dell’ arte – con cui si cerca di raccontare un’ altra storia, seguendo una piccola geografia della solidarietà”. Nell’ era dei principi e dei duchi il potere sapeva che intervenire a favore dei poveri sotto la spinta dello spirito religioso aveva anche un risvolto pratico, allentava i contrasti sociali, contribuiva al benessere collettivo. In questa attività si distinsero le dame degli Este ed esponenti della nobiltà. Barbara d’ Austria, seconda moglie di Alfonso II, ultimo duca di Ferrara (dopo di lui, che morì nel 1598 senza figli, Ferrara tornò allo Stato della Chiesa), fondò nel 1572 il Conservatorio di Santa Barbara per le giovani orfane e le prostitute “in via di redenzione”. Il duca sposò poi, Margherita Gonzaga, donna molto pia votata alla beneficienza, che istituì nel 1594 il conservatorio di Santa Margherita, assai caro alla città. Questi luoghi furono decorati da molti artisti: a Santa Barbara lasciò il segno Giuseppe Mazzuoli, il Bastarolo, “pittore straordinario”; a Santa Margherita Ippolito Scarsella, detto lo Scarsellino, e Carlo Bonomi. L’ esposizione – che rientra nel circuito di visita compreso nel biglietto di ingresso al Castello – descrive poi Gaspare Venturini, pittore molto attivo per i duchi e per committenti religiosi, e Giuseppe Caletti, figura curiosa ed enigmatica di ‘artista maledetto’ della prima metà del Seicento.La seconda metà del XVII secolo è caratterizzata dall’ universo figurativo di Giuseppe Avanzi, “pittore di mediazione che schiuderà il sipario al Settecento dove si imporranno le singolari personalità di Giacomo Parolini e Giuseppe Zola”.
“Sono orgoglioso del lavoro svolto per questa esposizione – dice Sassu -. Ben 34 opere sono state restaurate grazie al sostegno e alla collaborazione di enti, istituti e fondazioni.
Si è seguito un percorso ‘all’ antica’ come avveniva anni fa: le opere prima si studiano, poi si restaurano e infine si mostrano”. Tra i “pezzi” di maggior pregio, la pala d’ altare di Santa Margherita dipinta da Scarsellino nel 1611: “E’ un’ opera che mostra già i dispositivi scenici della nascente cultura barocca – osserva Sassu – . Opere come questa annunciano che i tempi stanno cambiando, Dalla controriforma cupa si passa a un’arte più aperta e coinvolgente, con forme e movimenti di figure”. Un’ altra tela particolare è la Decollazione di S. Giovanni Battista del Bastarolo. “E’ rimasta nascosta nei depositi per 30 anni e aveva problemi di conservazione seri. La procedura di restauro l’ ha fatta rinascere. Vogliamo rimetterla al centro della storia dell’ arte di Ferrara nel Cinquecento. E’ uno dei pochi capolavori del Manierismo emiliano, inteso non in senso negativo ma per l’ eleganza come elemento centrale dell’ opera”.

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Tatangelo, racconto gli amori di tutti
Al Festival con Le nostre anime di notte, “ogni volta è diverso”

MA24 gennaio 201913:02

– “Sono cambiata, è cambiato tutto intorno a me. E mi sono rimessa in gioco. Ringrazio tutto quello che mi è successo, da quando, ragazzina, mio padre mi spediva a vendere le ciambelle fino a oggi. Gioie e dolori”. Anna Tatangelo non è più l’adolescente incosciente che a 15 anni salì per la prima volta sul palco dell’Ariston vincendo tra le Nuove Proposte: a 32 anni fa i conti con una vita passata sotto i riflettori, con un amore – quello con Gigi D’Alessio, tra alti e bassi – analizzato al microscopio. Ora si ripresenta al Festival, per l’ottava volta, con Le nostre anime di notte, un brano che sembra raccontare una ritrovata serenità e una ritrovata pace familiare. “E’ la storia di una coppia che dopo incomprensioni e frasi non dette si ritrova. Non è nata dal mio momento personale, io sono solo interprete, ma di certo l’ho sentita fin da subito molto vicina”. Anche l’album che la conterrà, La fortuna sia con me (in uscita l’8 febbraio per GGD Srl/Sony Music), è il racconto delle tante sfumature dell’amore.
Mostra su Trbuljak a Villa delle RoseL’esposizione è tra i ‘main project’ di Art City Bologna 2019

BOLOGNA24 gennaio 201913:03

– Un’ampia retrospettiva dell’artista croato Goran Trbuljak, curata da Lorenzo Balbi e Andrea Bellini, è in programma dal 26 gennaio al 24 marzo a Villa delle Rose. L’esposizione è tra i ‘main project’ di Art City Bologna 2019.
Trbuljak, 70 anni, vive a Zagabria ed è attivo da fine anni ’60 nell’ambito dell’arte concettuale e della cosiddetta New Art Practice, ricercando mezzi alternativi di produzione e rappresentazione dell’opera d’arte, interrogando e mettendo radicalmente in discussione il sistema dell’arte, le pratiche museali e le dinamiche del mercato. La mostra, che arriva dal Centre d’Art Contemporain Genève in una versione rivista per gli spazi di Villa delle Rose, propone opere degli ultimi 50 anni: dipinti, frottage, monocromi, fotografie, film, libri e documentazioni delle sue arti performative. La sua vena ironica lo rende diverso dagli altri artisti che, tra gli anni ’60 e ’70, hanno lavorato sulla dematerializzazione dell’opera d’arte con pratiche legate alla parola e alla performance.

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Filarmonica Scala, auditorium per Abbado
‘Una sala per il repertorio sinfonico degna della città’

MADRID24 gennaio 201913:08

– “Milano ha bisogno di una sala da concerto per il repertorio sinfonico degna della città”. A lanciare la proposta di costruirlo è la Filarmonica della Scala, che avrebbe già a chi intitolarla, ovvero Claudio Abbado, che ha fondato l’ensemble con i musicisti della Scala nel 1982. La proposta arriva dopo il successo con cui si è aperta la tournée europea all’Auditorio National de musica di Madrid, sala da 2.300 posti con un’acustica che ha permesso di apprezzare appieno l’esecuzione del Concerto per orchestra di Bartok, con cui la Filarmonica ha aperto la sua stagione alla Scala lo scorso 12 novembre. “Milano è un centro culturale e musicale importante, merita un luogo per la musica sinfonica pari a quelli delle città che ci ospitano e che aggiunga anche un nuovo tassello al grande rinnovamento urbanistico che la città vive in questi anni” hanno spiegato Renato Duca e Damiano Cottalasso, rispettivamente vicepresidente e coordinatore artistico.
Nuove format live a Music Inside RiminiA maggio salone tecnologie per concerti e show entertainment

RIMINI24 gennaio 201913:08

– La nuova edizione di ‘Music Inside Rimini’, in programma dal 5 al 7 maggio alla Fiera di Rimini e dedicata al mondo delle tecnologie per eventi, concerti e show entertainment, presenterà il nuovo format ‘Live You Play’. La formula prevede due padiglioni ‘rock’ dedicati agli eventi musicali live, un padiglione ‘Teatro’ per le performance artistiche in palcoscenico, un padiglione ‘Djing’ per il mondo delle console. In programma tra l’altro esibizioni di balletto e musical, la partecipazione di artisti del panorama del dj set come dj Aladin, un ‘virtual show’ per la dimostrazione del funzionamento di attrezzature luci, video ed effetti speciali.
Obiettivo del salone, organizzato da Italian Exhibition Group, è quello di presentare le novità tecniche e professionali del settore con un approccio pragmatico e immersivo, toccando con mano le soluzioni proposte dal mercato. Un contenitore ‘live’ con otto palchi punta ad offrire un’esperienza ancora più ricca e coinvolgente per addetti ai lavori e appassionati.
Ligabue, al via il 14/6 da Bari tourL’8 marzo esce il nuovo album di inediti “Start”

24 gennaio 201913:28

– Parte il 14 giugno, dallo stadio di Bari, lo Start Tour 2019, il nuovo live di Ligabue.
Queste le date: 14 giugno Stadio San Nicola di Bari; 17 giugno Stadio San Filippo di Messina; 21 giugno Stadio Adriatico di Pescara; 25 giugno Stadio Artemio Franchi di Firenze; 28 giugno Stadio San Siro di Milano; 2 luglio Stadio Olimpico di Torino; 6 luglio Stadio Dall’Ara di Bologna; 9 luglio Stadio Euganeo di Padova; 12 luglio Stadio Olimpico di Roma.
Biglietti disponibili da sabato 26 gennaio per gli iscritti al fanclub. Dal 28 gennaio su TicketOne.it e dal 4 febbraio nei punti vendita e nelle prevendite abituali.
“Start”, dodicesimo disco d’inediti di Ligabue (Zoo Aperto/F&P Music Hub/Warner Music) uscirà l’8 marzo. E’ stato anticipato dal singolo “Luci D’America” che, nella prima settimana di programmazione, è entrato direttamente al vertice della classifica radiofonica.
Jennifer Lopez nella giungla di ManhattanRicomincio da me, dal 24 gennaio la nuova commedia

24 gennaio 201913:46

– Maya ha 40 anni, vive nel Queens e lavora da 15 anni in un grande centro commerciale. È in gamba e piena di intuizioni, ma quando si profila la possibilità di una promozione, le viene preferito un uomo: un manager privo di esperienza sul campo ma con molti titoli di studio. E’ la commedia Ricomincio da me che riporta al cinema la cantante, ballerina e attrice Jennifer Lopez. Esce in sala il 24 gennaio da Lucky Red. La Lopez interpreta una tenace donna che non si dà facilmente per vinta: del resto a Manhattan non è mai troppo tardi per ricominciare da capo. Nel cast del film di Peter Segal anche Milo Ventimiglia, Vanessa Hudgens e Leah Remini.
Ricomincio da me è scritto dallo sceneggiatore Justin Zackham (Non è mai troppo tardi) e da Elaine Goldsmith-Thomas. Racconta quest’ultima: “Volevo raccontare una storia di reinvenzione, parlare di tutte le persone che si sentono costrette a vivere una vita che non desiderano e passano il tempo a sognare quella che invece vorrebbero, salvo poi scoprire che avevano sempre avuto la facoltà di cambiare le cose”.
Dice il regista Segal: “Ricomincio da me è proprio il genere di film che adoro: mi ha ricordato Una donna in carriera, Tootsie e Il segreto del mio successo, tutti film in cui i desideri si avverano e i protagonisti ottengono una seconda opportunità e una sorta di maschera narrativa che li porta a diventare persone diverse. E poi ovviamente devono gestire lo smascheramento delle loro bugie mentre cercano di raggiungere il proprio obiettivo. Il pubblico sa che si va verso il baratro: si gode il film, ma intanto trema per ciò che sta per succedere”.
Segal ha apprezzato anche il lato emotivo della storia. “Maya rappresenta davvero tutti noi” spiega il regista.
All’inizio di Ricomincio da me, Maya Vargas, nata e cresciuta nel Queens, è in una fase in cui si chiede se davvero la vita non abbia in serbo nient’altro per lei. Nelle parole della Goldsmith-Thomas, “Maya è delusa quando la conosciamo, ma poi ha l’occasione di attraversare il ponte!” E così diventa la Maya di Manhattan. Il passaggio dal Queens a Manhattan è un percorso familiare per la Lopez, che è cresciuta nel Bronx e ci ha vissuto fino ai 25 anni.
“Ricordo quando prendevo quel treno per andare in città, all’inizio della mia carriera da ballerina, e l’impatto profondo del lasciare il Bronx” racconta la Lopez. “È come andare su un altro pianeta, ti cambia dentro. Ti sembra di avercela fatta.
Come dice la canzone “New York, New York,”‘se ce la faccio qui, posso farcela ovunque'”.
Durante le riprese di Ricomincio da me si è parlato molto dell’avere una seconda chance, della possibilità di reinventarsi e della determinazione a non mollare. Delle donne in grado di dare potere a se stesse e alle altre. Dell’impedire che un particolare evento influenzi tutta la propria vita e della voglia di seguire i propri sogni, indipendentemente dall’età, dal background o dal quartiere di residenza. “Maya capisce che non deve sentirsi bloccata per l’eternità” dice la Lopez. “Ci si può sempre reinventare. Si può sempre cambiare e si può sempre crescere, e per me questo messaggio è molto importante per tutti, ma specialmente per le donne”. Conclude JLo: “Il mantra di Ricomincio da me è che l’unica cosa che ti può bloccare sei tu stesso. Non devi nasconderti, puoi semplicemente lasciare uscire tutte quelle emozioni”.

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A Milano Pinocchio parla dialetto
Traduzione di Tranquillo Salvatori, al Gerolamo con Mario Sala

MILANO24 gennaio 201913:58

– A Milano Pinocchio parla dialetto.
Lombardo, per la precisione. E’ questa l’ultima proposta teatrale di Sabina Negri. Prendendo il testo dell’opera di Collodi tradotta in lumbard da Tranquillo Salvatori, l’autrice ne ha fatto un adattamento drammaturgico, in scena l’1-2-3 febbraio al teatro Gerolamo di piazza Beccaria. Nei panni di Pinocchio, Mario Sala, che ripercorre in dialetto le avventure del burattino. “L’idea – spiega Sabina Negri, che cura la regia con Lorenzo Loris – è stata quella di dare a Pinocchio 55 anni, e fargli rivivere l’infanzia. Sul palco Pinocchio, El Pinocc, incontra i vari personaggi della sua vita da burattino, Geppetto, il Gatto e la Volpe, Lucignolo, la Fata Turchina. Ed è a loro che racconta la sua storia. Solo che loro parlano in italiano. Lui, che l’italiano lo ha imparato a scuola, a 55 anni preferisce farlo in dialetto”. In scena anche i Duperdu (Marta Marangoni e Fabio Wolf), che curano anche le musiche, mentre le maschere e i disegni sono di Giovanni Franzi.
Salone Libro, Mibac rinuncia a marchioBonisoli ha telefonato a Viale. ‘Ora ci armiamo e partiamo

24 gennaio 201915:45

A quanto si apprende da fonti Mibac – il ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, ha telefonato questa mattina a Silvio Viale, presidente dell’Associazione culturale “Torino, La Città del Libro” che si è aggiudicata la vendita del Compendio archivistico di proprietà della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, per comunicargli la rinuncia della Direzione Generale Archivi del Ministero per i beni e le Attività Culturali ad esercitare il diritto di prelazione.
“Ora ci armiamo e partiamo. Incontreremo tutti gli attori della cabina di regia, poi vedremo Gl. Ci vorrà una decina giorni per condividere le progettualità, ci daremo degli step.
E’ un progetto complesso, ma finalmente siamo operativi”, conferma Silvio Viale, presidente dell’Associazione Culturale ‘Torino, la città del libro’, che si è aggiudicata il marchio.

Lucarelli e le Vite all’ombra dei geniDal 29/1. Da amica di Freddie Mercury a moglie di Hitchcock

gennaio 201916:45

– ‘Inseparabili. Vite all’ombra dei geni’ è la serie scritta e condotta da Carlo Lucarelli in onda dal 29 gennaio al 12 marzo, ogni martedì alle 21.15 su Sky Arte, che racconta le vite di personaggi all’ombra di grandi artisti: Dino Valdi, controfigura di Totò, Mary Austin, unica compagna e fedele amica di Freddie Mercury, Alma Reville, moglie di Alfred Hitchcock e altri ancora. Ideata e realizzata da Bottega Finzioni in esclusiva per Sky Arte, è dedicata alle personalità che hanno ricoperto un ruolo fondamentale per le carriere di scrittori, attori o artisti, pur rimanendo molto spesso nell’ombra; ogni genio ha infatti accanto a sé qualcuno che lo sostiene e che, per un breve o lungo periodo, diventa la sua spalla, il consigliere fedele. Tra i protagonisti anche il batterista e produttore discografico Butch Vig, l’uomo che fece grandi i Nirvana; il maestro di recitazione di Marilyn Monroe, Lee Strasberg; il poeta Guillaume Apollinaire per Pablo Picasso, la moglie di Tolstoj o il manager dei Beatles.
Ariana Grande, 8/2 esce “Thank U, Next”E’ stato anticipato dal singolo omonimo e da “7 rings”

24 gennaio 201916:51

– Ariana Grande ha annunciato un nuovo album dal titolo “Thank U, Next”, in uscita l’8 febbraio soltanto 6 mesi dopo “Sweetener”, il disco che ha che ha avuto 10 singoli contemporaneamente nella Billboard Hot 100. “Thank U, Next” è stato anticipato dal singolo omonimo che ha superato i 473 milioni di streaming su Spotify e più i 270 milioni di views su YouTube. “7 rings”, il secondo brano estratto che sarà in radio dal 25 gennaio, ha raggiunto la #1 su iTunes Italia e su Spotify Global ed è stabile in Top 10 su Spotify Italia dal giorno della sua pubblicazione e ha ottenuto il record mondiale per il maggior numero di streaming su Spotify nel primo giorno di uscita, con 14.966.544 ascolti.
Premi, torna il PontedilegnoPoesiaE’ alla sua decima edizione

24 gennaio 201916:52

– Torna anche per il 2019 il premio PontedilegnoPoesia: si terrà per questa decima edizione dal 2 al 4 agosto, in apertura del calendario delle manifestazioni di Pontedilegno-MirellaCultura. Approvato dal Comitato organizzatore, è stato pubblicato il bando 2019 del premio (scaricabile insieme alla scheda di adesione dal sito www.mirellacultura.it). Il bando prevede che possano concorrere opere pubblicate fra il primo gennaio 2017 e il 30 aprile 2019 e che non siano già state presentate in precedenti edizioni. La data limite per far pervenire i libri di poesia in concorso è il 6 maggio. Entro il 25 giugno la Giuria designerà i sei poeti finalisti, che dovranno presentare personalmente la loro opera al pubblico nelle serate del 2 e 3 agosto, a Ponte di Legno.
Nella mattinata di domenica 4 agosto ci sarà la proclamazione dei vincitori con cerimonia di premiazione.

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Per Gallerie Uffizi un 2018 record, incassi su del 50%
Schmidt, fase crescita esponenziale fa bene a Firenze e Toscana

SAFIRENZE24 gennaio 201918:

Record di visitatori e incassi per il 2018 delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, complesso che raccoglie anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Secondo i dati diffusi dal museo, lo scorso anno i visitatori hanno superato la soglia dei 4 milioni (4.153.101) con un aumento del 6% rispetto al 2017.Sul fronte economico, le Gallerie hanno chiuso il 2018 con 34 milioni di incassi, grazie ad una crescita del 50,5% rispetto al 2017. Risultato ottenuto, secondo il direttore Eike Schmidt, “grazie al nuovo biglietto stagionale” (il sistema tariffario delle Gallerie è cambiato l’anno scorso: rispetto ai precedenti 8 euro o 12,50 in caso di mostra adesso c’è un ticket a 12 euro da novembre a febbraio e di 20 euro da marzo a ottobre). “I numeri, ha aggiunto Schmidt, certificano che il complesso museale degli Uffizi è in una fase di crescita esponenziale, che riguarda tutti gli ambiti delle sue attività, con un impatto positivo per Firenze e l’intera Toscana”. Nel dettaglio, i visitatori entrati nel 2018 ai soli Uffizi sono stati 2,2 milioni (-0,2% sul 2017), a Palazzo Pitti oltre 735mila (+25%) e ai Giardini di Boboli quasi 1,2 milioni (+9%).
“Si iniziano a vedere i primi frutti della nostra operazione di destagionalizzazione dei flussi turistici – ha detto Schmidt – con una serie di misure mirate, abbiamo raggiunto l’obiettivo di alleggerire gli Uffizi attirando più visitatori a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli”.Per quanto riguarda le attività culturali, il direttore ha rivendicato i nuovi allestimenti, e l’inaugurazione di ambienti come le sale di Caravaggio e del ‘600, di Michelangelo e Raffaello, e l’acquisizione di 64 nuove opere. “Grande risultato anche per le nostre pubblicazioni scientifiche – ha sottolineato Schmidt – oltre 5mila pagine di pubblicazioni e con questo siamo veramente il numero uno in Italia”. Inoltre “abbiamo aumentato le attività didattiche: oltre 880 attività per i giovani, più 173 attività di accessibilità e mediazione culturale più 1.200 studenti delle scuole che hanno partecipato all’alternanza qui agli Uffizi”. Numeri in crescita anche per l’occupazione.”Grazie alla società in huose del ministero, Ales, – ha spiegato Schmidt – abbiamo creato 94 posti di lavoro, non soltanto custodi che ci permettono di aprire sale che da anni erano chiuse” ma anche “personale specializzato”. Chiuso un 2018 da record, Gallerie già nel vivo dell’attività 2019, anno dei 250 anni dall’apertura al pubblico degli Uffizi. “Senz’altro – ha anticipato Schmidt – prevediamo delle celebrazioni su questo”.

Operai ‘acrobati’ per Duomo FirenzeTre settimane controlli con gru all’interno della Cattedrale

FIRENZE24 gennaio 201916:59

– Al via il monitoraggio delle pareti interne del Duomo di Firenze e per la prima volta i controlli sul Tamburo della Cupola saranno eseguiti dagli operai dell’Opera di Santa Maria del Fiore specializzati in edilizia acrobatica.
Gli accertamenti andranno avanti per tre settimane, tutto al fine di verificare lo stato di conservazione delle pareti interne: durante questo periodo saranno utilizzate, alternativamente, due gru, una dal braccio di 56 metri e l’altra di 36. Nella settimana dal 4 all’8 febbraio saranno eseguiti in particolare i controlli sul Tamburo della Cupola, non raggiungibile con le gru, grazie agli operai e ai restauratori dell’Opera che per la prima volta, dopo essersi specializzati nell’ultimo anno in edilizia acrobatica, si caleranno da un’altezza di 60 metri, come dei veri e propri ‘alpinisti’.
L’intervento fa parte del programma di monitoraggio che l’Opera di Santa Maria del Fiore esegue una volta all’anno all’interno della Cattedrale e due volte sulle superfici marmoree esterne dei suoi monumenti: Duomo, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto e Battistero. I prossimi monitoraggi sulle pareti esterne dei monumenti della Cattedrale di Firenze sono previsti dal 6 al 31 maggio e dal 7 al 31 ottobre 2019.

Padova Urbs Picta candidata Unesco 2020Nel dossier Cappella Scrovegni Giotto e cicli pittorici Trecento

PADOVA24 gennaio 201917:00

– Sarà il progetto “Padova Urbs Picta” a rappresentare l’Italia nel 2020 per entrare nel Patrimonio Mondiale Unesco. Lo ha deciso oggi la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, presieduta da Franco Bernabè, che ora invierà a Parigi il dossier di oltre 500 pagine (con più di 100 immagini) e il piano di gestione in lingua inglese.
Il progetto, presentato dal Comune di Padova e condiviso con altri attori come Accademia Galileiana, Basilica di Sant’Antonio e Diocesi di Padova, comprende la Cappella degli Scrovegni di Giotto e i cicli pittorici padovani del Trecento. Il percorso di valutazione inizierà a febbraio, con l’analisi della documentazione da parte di trenta esperti internazionali e il sopralluogo di un valutatore in città. La decisione verrà presa nel luglio 2020.

Documenti Verdi di pubblica utilità”Sono frammenti di storia”. Decreto servirà per esproprio

24 gennaio 201917:53

– La Direzione generale Archivi del ministero per i Beni e le attività culturali ha adottato il decreto di dichiarazione di pubblica utilità, ai fini dell’espropriazione, del compendio archivistico costituito dall’Epistolario Giuseppe Verdi, dall’Album Clarina Maffei e dagli Abbozzi musicali inediti di Giuseppe Verdi. Lo rende noto il ministro Alberto Bonisoli. “Beni culturali preziosi come questi – sottolinea il ministro – meritano di essere valutati non sulla base del mero valore merceologico, ma come oggetti unici e necessari del nostro patrimonio culturale. Il genio italiano di Giuseppe Verdi e le sue opere non possono avere un valore quantificabile, sono frammenti importanti della storia del nostro Paese e come tali vanno trattati. E noi abbiamo il dovere di tutelare questi oggetti, di garantirne la conservazione e la corretta fruizione”.
Mostre: Vasari, a Roma un capolavoro ritrovatoRiapparso in un’asta, il Cristo portacroce fu dipinto nel 1553

24 gennaio 201918:28

L’espressione sognante del volto bellissimo di Gesù, con la mano che stringe la corona di spine, la spugna e la corda e il braccio che forte sorregge il peso della croce, nella rappresentazione simbolica della passione e della redenzione. E’ la storia di un ritrovamento eccezionale quella del “Cristo portacroce”, capolavoro dipinto da Giorgio Vasari nel 1553, che dal 25 gennaio al 30 giugno sarà esposto per la prima volta al pubblico dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica nella sede di Galleria Corsini a Roma. Il quadro, che l’artista aretino realizzò per il banchiere e collezionista Bindo Altoviti mentre era a Roma al servizio di papa Giulio III, viene dunque restituito alla collettività dopo esser stato considerato a lungo ormai irrimediabilmente perduto.    Della sua storia nel corso dei secoli si sa poco: acquistato dai Savoia, nel ‘600 molto probabilmente finì in Francia e poi se ne sono perse le tracce. Fino ai nostri giorni, con la fortunata scoperta durante un’asta di provincia, svoltasi ad Hartford (Usa), e l’identificazione avvenuta grazie all’intuizione di Carlo Falciani, esperto studioso di pittura vasariana.    Osservando una foto, Falciani ha infatti riconosciuto il “Cristo portacroce” identificandolo nel quadro registrato da Vasari nel proprio libro delle Ricordanze. Il pittore così ne scriveva: “Ricordo come a dì XX di maggio 1553 Messer Bindo Altoviti ebbe un quadro di braccia uno e mezzo drentovi una figura dal mezzo in su grande, un Cristo che portava la Croce che valeva scudi quindici d’oro”. Il collezionista americano che l’ha acquistato all’asta (la cifra non è stata resa nota) ha permesso che il quadro arrivasse in Italia per essere esposto a Roma, città dove venne realizzato da Vasari poco prima di partire per Firenze. Oltre alla sua bellezza indiscutibile, il “Cristo portacroce” testimonia un momento importante dell’attività romana di Vasari nonché il suo fertile rapporto con Altoviti, prototipo dell’uomo rinascimentale, dedito alle arti e agli affari, che gli commissionò vari lavori. Vasari fu ospite di Altoviti che lo incaricò di eseguire il Cristo portacroce nel 1553 e nella residenza romana del banchiere l’artista affrescò anche la loggia con il “Trionfo di Cerere” (unica decorazione sopravvissuta all’incendio del palazzo nel 1888 e poi ricollocata a Palazzo Venezia nel 1929). Poco dopo Vasari partì per Firenze, al servizio di Cosimo I de’ Medici, nemico acerrimo di Bindo Altoviti.”Quando ho visto la foto del quadro mi è venuta in mente la citazione delle Ricordanze”, spiega oggi Carlo Falciani, “spesso le opere d’arte restano al buio e se non si comprendono perdono significato. Anche la comprensione delle opere è una forma di tutela”. “Nell’immaginario collettivo Vasari è un pittore farraginoso e noioso, che ha un approccio retorico nella costruzione del discorso pittorico”, prosegue, “ma questo è un capolavoro dal gusto curiosamente retrò, perché qui Vasari guarda a Sebastiano del Piombo. Lo si vede nel volto sognante di Cristo. La sua figura è portatrice della redenzione, in un quadro che è simbolico e non narrativo”. “Questo dipinto rapisce per la sua bellezza ma ci permette anche di proseguire nel lavoro di mettere in luce tanti aspetti del collezionismo. La scoperta, il mercato e la ricerca sono al centro della nostra programmazione”, spiega la direttrice delle Gallerie Nazionali Flaminia Gennari Sartori, sottolineando il pregio di un “allestimento intimo, che gode anche della nuova illuminazione della Galleria”.

Mostre: Paolo Grassi, un poeta dell’organizzazioneA Milano foto e documenti dell’ex presidente della Rai

MILANO24 gennaio 201918:30NE

Apre a Milano il 26 gennaio la mostra “Paolo Grassi… senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione” curata da Fabio Francione. Così, a 100 anni dalla nascita di Paolo Grassi, il Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Fondazione Paolo Grassi-La voce della cultura, presieduta da Davide Rampello e coordinata da Francesca Grassi, figlia di Paolo, hanno voluto celebrare il centenario organizzando varie attività tra cui questa rassegna allestita a Palazzo Reale.
A Paolo Grassi, impresario teatrale, va ascritto il merito di aver diretto il primo teatro pubblico in Italia (il Piccolo Teatro di Milano), seguito dal 1947 al 1967 in codirezione con Giorgio Strehler e poi in direzione unica fino al 1972, lasciato per sovrintendere dal ’72 al ’77 il Teatro alla Scala, aperto ad innovazioni che hanno fatto scuola. Un esempio è la prima diretta televisiva in mondovisione il 7 dicembre 1976 di un’opera lirica, l’Otello di Verdi con la regia di Zeffirelli. Anche durante gli anni di presidenza della Rai, Grassi fu un innovatore: la “terza rete” divenne di fatto il canale culturale pubblico. Grassi implementò la produzione di film e sceneggiati televisivi, tra cui spiccano ‘L’albero degli zoccoli’ di Olmi, ‘Padre padrone’ dei Taviani, ‘Molière’ di Ariane Mnouchkine e ‘Gesù di Nazareth’ di Zeffirelli).
La mostra è suddivisa in cinque sezioni, un percorso attraverso foto, documenti, ritratti di Paolo Grassi e di alcuni capitoli della sua vita privata.

Mancevski, non capisco successo oggiIl regista premiato al Trieste Film Festival

TRIESTE24 gennaio 201918:35

l film ha avuto un incredibile successo per me è stato uno choc, bello ma anche brutto e io ancora non so come mai il film abbia tanto successo ancora oggi”. Lo confessa, dal palco dove è appena terminata la proiezione proprio di quel film, il regista macedone Milco Mancevski. Il film in questione è “Prima della pioggia”, vincitore del Leone d’oro nel 1994, candidato all’Oscar per il miglior film in lingua straniera alla 67/a edizione degli Academy Awards e incluso dal New York Times, poco tempo dopo la sua uscita nelle sale di tutto il mondo, nella lista dei migliori 1000 film mai realizzati.
Mancevski è a Trieste per ritirare un premio che gli è stato conferito nell’ambito del Trieste Film Festival.
Don Giovanni apre stagione lirica ArenaAl Filarmonico opera torna dopo 13 anni, regia Enrico Stinchelli

VERONA24 gennaio 201918:38

– Il 27 gennaio, al Teatro Filarmonico, Don Giovanni inaugura ufficialmente la stagione lirica 2019 della Fondazione Arena di Verona.
Il capolavoro di Wolfgang Amadeus Mozart torna in scena nella città scaligera dopo 13 anni. Il nuovo allestimento di Fondazione Arena viene proposto per quattro date, con la regia e le scene di Enrico Stinchelli, i costumi di Maurizio Millenotti, il visual design di Ezio Antonelli e il lighting design di Paolo Mazzon. Sul podio alla guida dell’orchestra dell’Arena e del coro, preparato da Vito Lombardi, debutta a Verona Renato Balsadonna, impegnato per la prima volta con questa partitura.
Le repliche sono in cartellone il 29 e 31 gennaio e domenica 3 febbraio. Protagonisti nei panni di Don Giovanni, Andrea Mastroni, al suo debutto nel ruolo, e Pier Luigi Dilengite, mentre George Andguladze sosterrà il ruolo del Commendatore per tutte le recite.
Riviera 2, tra glamour e segreti su SkyIn Costa Azzurra ancora più intrighi per Giorgina e famiglia

24 gennaio 201918:50

– Ricchezza e potere, glamour e feste da sogno. Ma anche inganni, tradimenti e omicidi, sullo sfondo di un vero e proprio parco divertimenti per super ricchi. Gli assolati e lussureggianti paesaggi della Costa Azzurra tornano ad essere lo scenario perfetto per le storie e gli intrighi dei protagonisti di Riviera, la produzione originale Sky che dopo il successo della prima stagione torna coi nuovi episodi su Sky Atlantic in estate.
Al suo debutto, Rivera è stata fra i maggiori successi tra le produzioni europee di Sky. La seconda stagione riprende esattamente da dove finiva la prima. All’indomani dello scioccante omicidio finale, Georgina (Julia Stiles) prova a farla franca, mentre dovrà continuare a combattere per mantenere il potere all’interno della famiglia Clios, nonché la sua posizione in cima al mondo dell’arte. Una battaglia per il controllo che affronterà contro gli antagonisti di sempre: Irina Clios (Lena Olin) e i figli Christos (Dimitri Leonidas) e Adriana (Roxanne Duran).
Ma in questa stagione Georgina dovrà combattere anche contro gli Eltham, aristocratica famiglia inglese che naviga nelle acque della Costa Azzurra con i suoi inconfessabili segreti.
Juliet Stevenson (Mona Lisa Smile, Sognando Beckham, Triage) è Lady Cassandra Eltham, la madre dell’elegantissima Daphne (Poppy Delevingne, Kingsman – Il cerchio d’oro, Genius) e del riflessivo Nico (Jack Fox, Johnny English 3, Genius), che insieme al marito di Daphne Raafi (Alex Lanipekun, Homeland) la raggiungono in Riviera.
Nel frattempo, Georgina si ricongiungerà con il carismatico zio Jeff (Will Arnett, 30 Rock, Una Serie di Sfortunati Eventi, Le Tartarughe Ninja) e si capirà qualcosa in più sul difficile passato che la donna si è lasciata alle spalle negli Stati Uniti. La protagonista dovrà anche fare i conti con l’affascinante e misterioso Noah (Grégory Fitoussi, Le Bureau – Sotto Copertura).
Riviera è una produzione originale Sky in associazione con Altice Studios. Prodotto da Archery Pictures, Primo Productions e Sky, i produttori esecutivi sono Kris Thykier, Paul McGuinness e Cameron Roach per Sky. La distribuzione internazionale è affidata a Sky Vision.

‘Il primo re’, ecco il mito di RomaIn sala il film di Rovere con Borghi e Lapice

ROMA24 gennaio 201919:45

– ‘Il primo re’ di Matteo Rovere, originale rivisitazione dall’anima filologica del mito della fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo, porta il pubblico con vero coraggio nella notte della storia dove gli uomini avevano tanto freddo e paura. Siamo sulle sponde del Tevere nel 753 a.C. per questa rivisitazione “emotiva e realistica” (così la vede il regista) del mito di Romolo e Remo, interpretati rispettivamente da Alessio Lapice e Alessandro Borghi, due fratelli pastori legati da un grande amore e alle prese con un mondo ostile.Girato in proto-latino (cosa che provoca nello spettatore lo stesso sperdimento dell’aramaico usato ne ‘La passione di Cristo’ di Mel Gibson), atmosfere alla Terrence Malick e utilizzo della sola luce naturale e in formato anamorfico da parte di Daniele Ciprì, rendono ‘Il primo re’, in sala in 300 copie con 01 dal 31 gennaio, un film del tutto originale nel panorama cinematografico italiano. Scene d’azione del film, belle ed efficaci, girate con l’utilizzo di effetti speciali molto realistici, e, come per il precedente film di Rovere ‘Veloce come il vento’, processo di post produzione durato oltre un anno (esattamente 14 mesi).Le riprese principali del film si sono tenute interamente nel Lazio. Tra le location utilizzate: il Bosco del Foglino e i comuni di Nettuno, Orvieto, Viterbo e Manziana. Infine, il budget del film, che ha ha avuto una produzione internazionale, è di circa nove milioni di euro. “Mi interessava molto fare un film su questo periodo storico mai trattato prima e che è poi la base della nostra civiltà e della stessa fondazione dell’Occidente – spiega il regista a Roma -. È comunque un lavoro sulla fratellanza, sull’amore di due fratelli, ma nel finale ci sono temi come la nascita dell’imperialismo e della stessa politica”.Ci tiene poi a dire Matteo Rovere: “Ne ‘Il primo re’ la cosa a cui tenevo di più è il realismo, sorprendere lo spettatore anche grazie a questo mondo di persone senza barba fatta, sporche e infreddolite anche attraverso la più realistica violenza”. Dice infine Alessandro Borghi: “Per me questo film è soprattutto una storia d’amore tra due fratelli pecorai. Mentre una cosa è certa al di là della preparazione che tu puoi fare per un film del genere subentra poi la tua personale natura. Tu puoi prevedere tutto e prepararti a tutto, ma, nonostante questo – continua l’attore – , non puoi immaginare che quel giorno pioverà e che le dita della tua mano non ce la fanno proprio a stringere la spada”.

Giudice di ‘Forum’ incontra indagato, sospeso dal programmaNon è coinvolto nell’inchiesta. Lui: “Parlavo di un processo”

CATANIA24 gennaio 201919:31

Non indagato in un’inchiesta su bancarotta della Procura di Catania, ma intercettato con un indagato sulla creazione di società in Croazia e quindi sospeso. E’ la decisione della società Corima, che cura la produzione esecutiva di ‘Forum’, in onda sulle reti Mediaset, che ha sospeso “temporaneamente e in via precauzionale” il rapporto di collaborazione con uno dei ‘giudici’ del programma, l’avvocato Francesco Foti.Ne dà notizia Mediaset in una nota spiegando che “recenti indiscrezioni di stampa relativa a un’inchiesta condotta dalla Procura di Catania menzionano, tra gli altri, anche l’avvocato Foti” e che la decisione di Corima è stata presa “in attesa che venga chiarita la sua posizione”. Foti si dichiara completamente estraneo alla vicenda e annuncia che chiederà di “essere interrogato e di leggere per intero le intercettazioni, non quello che hanno ritenuto ed estrapolato” Il ‘giudice’ Francesco Foti, uno dei volti noti e amati dal pubblico di Forum, non è indagato nell’inchiesta della Procura di Catania “London windows” su bancarotte, riciclaggio e auto riciclaggio sfociata la settimana scorsa con l’arresto dell’avvocato civilista Mariolino Leonardi. Il suo nome è citato nell’ordinanza del Gip Anna Maria Cristaldi nel riportare un’intercettazione telefonica captata dalla Guardia di Finanza mentre l’indagato e un altro legale sono a pranzo a Roma “in un ristorante assieme anche al giudice arbitro di Forum, Foti” sulla “costituzione di una società all’estero”. Mariolino, riporta il Gip, parlava di “spostare eventuali beni, mobili ed immobili in una società croata, al solo fine di evitare di pagare le tasse in Italia o per evitare che i detti beni potessero essere ‘aggrediti'”. In Croazia, sottolineava il terzo interlocutore, “era pure possibile creare società anonime completamente sconosciute oppure con un codice fiscale croato” per “evitare che in Italia si risultasse proprietari di beni di lusso su cui pagare le tasse”. “Foti dal canto suo – argomenta ancora il Gip – diceva che lo avrebbe messo in contatto con un suo cliente che faceva transazioni e finanziamenti su fatturati di società francesi” Foti contesta la ricostruzione che emerge dalle intercettazioni spiegando di “avere raccontato di un processo di cui mi stavo occupando, per parlare di qualcosa, visto che non avevo nulla da dire a questo personaggio, che ho incontrato una sola volta nella mia vita, né più, né meno…”.

Altaroma e la via del cachemire con MaloNuova proprietà per iconico maglificio e debutto in passerella

24 gennaio 201920:08

– Un viaggio ideale sulla via del cachemire, dal Nepal alle Ande, è il tema ispiratore della nuova collezione uomo e donna di Malo, il marchio specializzato in maglieria di cachemire, rilevato da ottobre 2018 da una nuova proprietà che ha scelto di presentare nella capitale con Altaroma il nuovo piano di rilancio dell’azienda e la nuova collezione F/W 2019 con una sfilata, la prima per l’azienda di maglieria. In pedana al Pratibus Distric, nuovo quartier generale degli eventi di Altaroma, si snoda attraverso i capi della nuova collezione un viaggio che parte dalle terre del cachemire, facendo tappa tra i Limbu del Nepal, accarezza i colorati “Dhaka” caratterizzati da bellissimi pattern geometrici, e poi ancora in estremo oriente, alla ricerca della lana di cammello, per finire sulle Ande ad imparare i segreti delle preziose fibre di vigogna e alpaca, che gli Inca destinavano esclusivamente agli indumenti dei Re. Un lungo e suggestivo viaggio, quindi, e un ritorno.           [print-me title=”STAMPA”]

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1 thought on “SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA”

  1. Bell’articolo, mi sono iscritto! Se ti va passa sul nostro sito lascia like e iscriviti.

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