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Kazakistan: il presidente Tokayev giura
Tributo a Nazarbayev, ‘padre della patria’

MOSCA20 marzo 2019 10:37

– Il successore di Nursultan Nazarbayev, il presidente ad interim Kassym-Jomart Tokayev, ha giurato e ha assunto ufficialmente la guida del Kazakistan.
Le sue prime parole sono state però un tributo a Nazarbayev.
“L’opinione del padre della patria (Elbasi in kazako, ndr) sarà d’importanza speciale, e io credo prioritaria, nello sviluppare e adottare decisioni strategiche”.
Dariga Nazarbayeva, la figlia maggiore di Nazarbayev, è stata eletta speaker del Senato kazako su proposta di Tokayev. Tutti i 44 parlamentari presenti hanno votato per lei.
Nazarbayev, nonostante le dimissioni da presidente, mantiene il titolo di Leader della Nazione, resta alla testa del partito Nur Otan, che controlla il parlamento, e a capo del Consiglio di sicurezza kazako, incarico che può ricoprire a vita in base a un’apposita legge del 2018.
Fonti Weber,Ppe pronto a proporre sospensione su Orban

BRUXELLES20 marzo 201912:39

“Consiglio ai miei amici del Ppe di espellere Fidesz, il partito di Orban”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker in un’intervista alla radio tedesca. Proprio Juncker è apparso nei manifesti della campagna elettorale anti-Ue di Orban in Ungheria, insieme al miliardario George Soros.L’assemblea politica del Ppe è pronta a discutere oggi una sospensione del partito del premier ungherese Viktor Orban, Fidesz piuttosto che l’espulsione. Lo si apprende da fonti vicine al leader dei Popolari Manfred Weber secondo le quali Fidesz in base a tale proposta potrebbe perdere il diritto di voto in tutte le riunioni del partito e quello di proporre candidati per i posti. Secondo le stesse fonti Orban avrebbe reagito in parte a tutte e tre le condizioni poste da Weber: vale a dire scusarsi con i suoi alleati, fermare la campagna anti-Ue e quella riguardante l’università di Soros. Ieri un esponente del governo bavarese, Florian Herrmann, ha reso noto di avere ricevuto una lettera del premier ungherese, riferisce la Sueddeutsche Zeitung, nella quale l’offerta di trasferire alcuni corsi di laurea della Ceu – l’università dell’Europa Centrale fondata da Soros – è stata “accettata con gratitudine” da Viktor Orban. Nei giorni scorsi il presidente del Ppe Joseph Daul aveva paventato la possibilità di un compromesso su Orban che prevedeva una sospensione di alcuni mesi di Fidesz dal Gruppo.

Nuova Zelanda: premier, lotta a razzismo’Tale ideologia di destra non ha confini nazionali’

20 marzo 201911:15

– Il primo ministro della Nuova Zelanda Jacinda Ardern ha lanciato un appello ad una lotta globale contro l’ideologia razzista di destra, dopo l’attacco alle moschee a Christchurch.
In un’intervista alla Bbc, Ardern ha ricordato che l’attentatore “era un australiano, ma questo non vuol dire che non abbiamo un’ideologia del genere in Nuova Zelanda”. In ogni caso, il paese “ha vissuto una violenza portata da qualcuno che è cresciuto e ha imparato la sua ideologia da qualche altra parte”. Quindi, “se vogliamo vivere in un mondo sicuro, tollerante e inclusivo, non possiamo pensare in termini di confini”, ha sottolineto Ardern, sollecitando una lotta “globale” contro l’ideologia razzista di destra. Ardern ha poi difeso il primato della Nuova Zelanda nell’accoglienza dei rifugiati: “Respingo completamente l’idea che garantire un sistema” come quello neozelandese “abbia creato un ambiente in cui questo tipo di ideologia può esistere”.
Danimarca: deputata porta bebè, cacciataDalla presidente del parlamento. Lo sfogo su Facebook

20 marzo 201911:25

– Una giovane deputata danese, Mette Abildgaard – presentatasi in Aula con la bambina di 5 mesi – è stata di fatto “cacciata” con la sua piccola dalla presidente del Parlamento per “disturbo dei lavori”. E’ la stessa Abildgaard (30 anni), membro del Konservative Folkeparti, partito che fa parte del governo di coalizione di centrosinistra, ad esprimere il suo disappunto con un post su Facebook. Abildgaard ha raccontato che era la prima volta che portava in Aula la piccola Esther Marie e di averlo fatto perché non era riuscita a trovare una soluzione alternativa. Ma la presidente dell’Assemblea Pia Kjaersgaard – ex leader del partito sovranista e di estrema destra Dansk Folkeparti (il partito del popolo) – ha mandato un funzionario a chiedere l’allontanamento di Esther Marie perché piangeva e costituiva “un disturbo per i lavori”. La mamma nega però che lo cose siano andate così: “la bambina – ha detto – era tranquilla, di ottimo umore e con il ciuccio in bocca”. Sostegno sui social da parte di molti danesi.
Kazakistan:’nome capitale sia Nursultan’La proposta del nuovo presidente

MOSCA20 marzo 201911:49

– Praticamente ‘santo subito’. Il nuovo presidente kazako Kasym-Zhomart Tokayev ha infatti proposto di “perpetuare il nome del primo presidente del paese” rinominando la capitale da Astana a “Nursultan”. Non solo.
Secondo Tokayev è necessario “intitolare le strade centrali di tutte le città regionali a Nursultan Nazarbayev”.
“Suggerisco inoltre di erigere un monumento nella capitale in onore del primo presidente della Repubblica del Kazakistan”, ha detto Tokayev nel corso del giuramento per la nomina di presidente a interim. Lo riporta Interfax.
Libia: conferenza nazionale 14 aprileL’annuncio dell’inviato Salamé: si terrà ‘sul suolo libico’

IL CAIRO20 marzo 201912:14

– La Conferenza nazionale della Libia, il primo passo stabilito dalla road map Onu per arrivare a elezioni nel tormentato paese nordafricano, si terrà dal 14 al 16 aprile “sul suolo libico”. Lo ha annunciato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé, in una conferenza stampa trasmessa in tv.
Lo svolgimento della conferenza era stato previsto da Salamé per gennaio o comunque le prime settimane dell’anno al fine di consentire lo svolgimento di elezioni già a giugno.
Le divisioni tra le varie fazioni libiche, soprattutto quelle che appoggiano il premier Fayez al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar, hanno però ritardato i tempi.
Pompeo, Iran una minaccia come l’IsisE al Qaida, dice segretario di Stato Usa dal Kuwait

BEIRUT20 marzo 201912:18

– L’Iran, assieme all’Isis e ad al Qaida, è la principale minaccia per gli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione: lo ha detto oggi Mike Pompeo, Segretario di Stato americano appena giunto in Kuwait per un tour regionale che coinvolge anche Libano e Israele.
Parlando con le autorità dell’emirato del Golfo, Pompeo ha affermato: “Soffriamo tutti delle stesse minacce, da al Qaida, dall’Isis, dall’Iran”.
Siria: zio di Orsetti, corpo recuperatoNel Kurdistan iracheno. Genitori: ‘grazie ai miliziani curdi’

FIRENZE20 marzo 201912:25

– “Il corpo di Lorenzo è stato recuperato, ce lo ha confermato oggi la Farnesina: ora è custodito in un ospedale nel Kurdistan iracheno, poi i genitori decideranno cosa fare”. Lo ha annunciato Luca Rasoti, zio di Lorenzo Orsetti, nel corso di una conferenza stampa oggi a Firenze. “Ringrazio i miliziani curdi per aver recuperato il corpo di mio figlio con un’azione militare”, ha detto Alessandro Orsetti, padre di Lorenzo Orsetti. “Lorenzo avrebbe voluto essere sepolto nel cimitero dei martiri curdi, ma ha lasciato a noi la scelta: una scelta che non auguro mai a nessun genitore di dover prendere”, ha aggiunto. “C’è un clima che sinceramente non condivido molto: da un lato si sbandiera la lotta contro l’Isis, poi quando tornano questi ragazzi vanno a processo”, ha affermato ancora. “Vorrei fossimo solidali con questi ragazzi”.
A Hong Kong isola artificiale più grandePer costruire 260mila abitazioni, costerà oltre 70 mld euro

20 marzo 201913:02

– Hong Kong si prepara a realizzare l’isola artificiale più grande del mondo nell’ambito di un controverso – e costosissimo – progetto per far fronte alla carenza cronica delle abitazioni nella metropoli: denominato Lantau Tomorrow Vision, il piano prevede la costruzione di un’isola di circa 1.000 ettari destinata ad ospitare fino a 260mila unità residenziali, di cui il 70% saranno case popolari.
Il costo dell’opera è stato stimato in circa 80 miliardi di dollari, pari a oltre 70 miliardi di euro.
La nuova isola sorgerà vicino alla principale isola di Hong Kong – Lantau – dove si trova l’aeroporto internazionale della città. Ma il mega progetto è già stato attaccato da molti sia per il suo elevato costo – pari a circa la metà delle riserve fiscali di Hong Kong – sia per i timori legati all’ambiente.
Greenpeace ha criticato l’amministrazione accusandola di avere trascurato soluzioni più economiche e meno pericolose per l’ambiente, come lo sviluppo di terreni usati in passato per attività industriali.
Brexit: lettera May a Ue, rinvio al 30/6Proroga lunga e partecipazione a voto europeo inaccettabili

LONDRA20 marzo 201913:12

– Theresa May chiede all’Ue un rinvio della Brexit breve, limitato al 30 giugno. Lo ha detto la stessa premier nel Question Time ai Comuni annunciando di aver inviato una lettera al riguardo al presidente Donald Tusk. May ha quindi escluso nettamente l’ipotesi di una proroga lunga, definendo “inaccettabile” la prospettiva che il Regno Unito possa dover partecipare alle prossime elezioni europee “a tre anni di distanza” dal risultato del referendum del 2016.
Re dei diamanti Modi arrestato a LondraSu mandato Delhi. Accusato in patria di mega scandalo bancario

LONDRA20 marzo 201911:50

– La polizia britannica ha arrestato a Londra su mandato delle autorità di New Delhi il miliardario indiano Nirav Modi, magnate del commercio internazionale di gioielli e pietre preziose accusato di coinvolgimento in una delle più grandi truffe bancarie mai denunciate in patria.
Lo riferisce il Daily Telegraph che nei giorni scorsi lo aveva ‘stanato’ in un appartamento da 8 milioni di sterline nel West End londinese.
Modi, 48 anni, è sospettato d’aver frodato l’equivalente di 1,7 miliardi di euro alla maggiore banca pubblica indiana.
Diversi diversi suoi conti correnti erano stati congelati di recente, mentre un mandato di arresto internazionale era stato spiccato contro di lui attraverso l’Interpol. Il tycoon – che a Londra ha avviato un nuovo business nel settore dei diamanti a Soho e risulta titolare d’una catena di boutique poi chiuse sull’onda dello scandalo – è atteso di fronte alla Westminster Magistrates Court per la convalida dell’arresto. Dopo scatterà la procedura d’estradizione.         

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