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Chi è Marcello De Vito, l’ortodosso della prima ora del M5s
Già candidato a sindaco di Roma, è stato il più votato delle ultime elezioni

20 marzo 2019 09:25

Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina arrestato nell’ambito dell’inchiesta sullo Stadio della Roma, è un pentastellato della prima ora. Già candidato sindaco di Roma nel 2013, quando vince per il Pd Ignazio Marino, De Vito è da sempre considerato vicino all’ala ortodossa di M5S, quella che fa capo a Roberta Lombardi, una sorta di spina del fianco politica per la prima cittadina Raggi.

A candidato sindaco nel 2013 lo incoronano le comunarie e sempre le comunarie tre anni dopo lo fanno perdere a vantaggio di Virginia Raggi. Nella tornata elettorale che lo vede alfiere dei pentastellati arriva terzo, dietro a Ignazio Marino e l’uscente Gianni Alemanno.Prende il 12% ma è già una soglia consistente che poi il Movimento a Roma consoliderà negli anni a venire eleggendo tre anni dopo la Raggi.Laureato in Giurisprudenza, 45 anni, con l’elezioni della Raggi diventa presidente dell’assemblea capitolina forte di quasi 6500 preferenze, risultando il più votato in consiglio.Vicino alla Lombardi e all’ala ‘dura e pura del Movimento in questi anni non ha risparmiato critiche alla sindaca. Nell’inchiesta sullo stadio quello di De Vito è il secondo arresto eccellente per il Campidoglio, dopo quello dell’avvocato Luca Lanzalone già presidente di Acea e superconsulente del comune.

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Diciotti, Matteo Salvini in Senato: ‘Per andare a processo dovrei mentire’
Sul voto non dovrebbero esserci sorprese nonostante i malumori degli ortodossi M5s

20 marzo 201912:22

Senato al voto sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier Matteo Salvini. Ieri il presidente della giunta, Maurizio Gasparri, nella sua relazione ha proposto il no. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è in Aula. Con lui, anche il ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio. Il voto è previsto per le 13,  sarà palese senza proclamazione immediata del risultato.

“Mai pensato di intervenire per sequestro di persona”, ha detto Salvini prendendo la paraola in Aula. “Per andare a processo – ha aggiunto – dovrei mentire a questo Senato agli italiani, dovrei dire che non ho fatto l’interesse pubblico”.

“Amo l’Italia e miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani”, ha detto il ministro fermandosi un attimo, per commozione. Poi ha ripreso: “Ringrazio il buon Dio e gli italiani per l’onore di poter difendere con il mio lavoro che penso di svolgere con onestà, buon senso, coraggio. Comunque votiate vi ringrazio, siate certi che continuerò il lavoro senza nessuna paura, sennò farei un altro mestiere”.”Scusate, non mi emoziono quando parlo ma quando c’è di mezzo un reato e di solito vado a braccio ma… in questo caso me lo sono scritto perché se mi si accusa che, col mio lavoro ho fatto privatamente qualcosa che ho fatto e farò per difendere la sicurezza del Paese e dei miei figli, allora perdonate, un po’ di emoziono” ha continuato. LA DIRETTA DALL’AULA

Il voto non dovrebbe riservare particolari sorprese. Formalmente Lega e 5 stelle, quindi la maggioranza di governo, sono tutti schierati per il no. E potranno contare anche suoi voti di Forza Italia. “Gli iscritti “hanno detto che il Governo ha tutelato un interesse pubblico”, assicura Luigi Di Maio.

Il no all’autorizzazione in Aula, sostenuto ufficialmente dai 5 stelle, è nella stessa linea della giunta per le immunità: linea, spiega il presidente Gasparri, che “si basa sull’articolo 96 della Costituzione, che regola la responsabilità dei ministri, e sulla Legge Costituzionale (n.1 dell’89)”. Ma è evidente che le acque non sono tranquille. A scanso equivoci il voto sarà palese e lo stesso premier Conte sarà presente in Aula, “per assunzione di responsabilità”, spiega, ma anche in difesa di “una chiara linea politica che il governo sottoscrive”.A preoccupare non sono solo le senatrici M5s, Fattori e Nugnes che hanno finora manifestato la loro intenzione di votare sì all’autorizzazione a procedere per Salvini, ma si parlerebbe anche di qualche altro dissidente. Una parte di questi sarebbero tentati di uscire dall’Aula o risultare assenti per evitare scontri diretti con il movimento. Anche perché il capogruppo in Senato Stefano Patuanelli ha avvertito che chi vota in dissenso dalla piattaforma è fuori anche se le espulsioni renderebbero ancora più risicati i numeri della maggioranza in Senato.

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Stadio Roma:Di Maio,De Vito fuori da M5S
Sua vicenda inaccettabile, è un insulto a intero M5S

ROMA20 marzo 201910:22

– “Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri”. Lo annuncia Luigi Di Maio riferendosi alla vicenda dello stadio della Roma. “Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è – ribadisce il capo politico del M5S – una questione Di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del MoVimento, è inaccettabile”.
Diciotti: al via esame in SenatoChiusura operazioni voto intorno alle 19

20 marzo 201910:33

– E’ ripresa in Aula al Senato la discussione generale sul caso Diciotti dopo la chiusura di ieri sera poco prima della mezzanotte. Una cinquantina in tutto gli iscritti a parlare. Ieri sono già intervenuti 27 senatori e alcuni hanno rinunciato. Oggi il Senato dunque deciderà se concedere l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il voto, previsto per le ore 13, sarà palese senza proclamazione immediata del risultato.
Infatti i senatori che non hanno partecipato alla votazione potranno comunicare il proprio voto palese ai senatori Segretari, che ne terranno nota in appositi verbali fino alla chiusura delle operazioni di voto, prevista alle ore 19.
Diciotti:Nugnes, voterò sì a procedereNon c’era un preminente interesse pubblico

20 marzo 201910:38

– “Per forza, che altra possibilità c’è?”. Così la senatrice del Movimento 5 stelle Paola Nugnes risponde alla domanda sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, sul caso Diciotti. Come annunciato, Nugnes voterà sì all’autorizzazione nell’aula del Senato. “Mi attengo a questo caso e alla richiesta del tribunale”, ha aggiunto la senatrice, una delle dissidenti del Movimento, spiegando “non c’era un preminente interesse pubblico che potesse essere raffrontato all’interesse calpestato dei 177 migranti a bordo ma anche dell’equipaggio, quindi credo che (Salvini, ndr) non possa valersi dell’immunità e che debba andare a giudizio. Chiaramente non andrà a giudizio ma questo è un peccato per lo stesso Salvini perché per essere dichiarati innocenti, bisogna essere processati. La magistratura è la magistratura, le altre istituzioni sono altre”.
Ilaria Alpi: Mattarella, cercare la veritàUccisione sua e Hrovatin lacera ancora coscienza Paese

20 marzo 201912:43

“L’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin lacera profondamente, a 25 anni di distanza, la coscienza civile del nostro Paese e suona drammatico monito del prezzo che si può pagare nel servire la causa della libertà di informazione”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “In questo triste anniversario rivolgo un pensiero di solidarietà alle famiglie dei due giornalisti, insigniti della Medaglia d’oro al Merito Civile della Repubblica italiana. L’impegno dei familiari contro le reticenze e i depistaggi, dopo l’immenso dolore subito, ha meritato e merita grande rispetto e rappresenta un dovere della Repubblica”, sostiene il Capo dello Stato.
Salvini, mai complici trafficanti drogaLotta a traffico esseri umani e a immigrazione clandestina

20 marzo 201911:25

– “Chi sta collaborando allo stroncare il traffico di esseri umani sta dando una mano a chi combatte il business dell’immigrazione clandestina. Io e il governo a cui mi onoro di appartenere non saremo mai complici dei trafficanti di droga e di armi”. Lo ha detto in Aula al Senato il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo sul caso Diciotti.
Diciotti: Salvini, grazie a M5sGoverno ha sviluppato misure contrasto immigrazione

20 marzo 201911:48

– “Il governo ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell’immigrazione clandestina e ringrazio i colleghi 5 Stelle perché le cose si fanno in due, evidentemente”. L’ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo al Senato sul caso Diciotti e sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.
Salvini,non lascerò morire in mareNon sarò ministro che lascia in mare una sola persona

20 marzo 201911:51

– “Non sarò mai il ministro che lascia morire una sola persona nel Mare Mediterraneo senza muovere un dito”. Lo ha detto in Aula al Senato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Marcello De Vito, Raggi: ‘Nessuna indulgenza per chi sbaglia’ – LE REAZIONIDa M5s a Pd a Fi, forte lo choc nel mondo della politica

20 marzo 201912:15

“La notizia dell’arresto di Marcello De Vito è gravissima: ho fiducia nella magistratura e nel lavoro dei giudici. Una cosa è certa: nessuna indulgenza per chi sbaglia”. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, commenta così, a caldo, la notizia dell’arresto di Marcello De Vito nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma. “L’arresto di De Vito è un fatto terribile. La corruzione è l’atto più deprecabile che un politico possa fare e va condannato al 100%. L’importante è che la magistratura vada avanti nelle indagini. Ho piena fiducia nella magistratura. Non si guarda in faccia a nessuno, senza se e senza ma, fermo restando il diritto di De Vito alla difesa”, dice il presidente della Camera Roberto Fico.Diverse le prese di posizione dei vari partiti (a anche all’interno deipartiti stessi). Il Pd nazionale ribadisce la linea garantista ma in campidoglio torna a parlare di dimissione della sindaca.  Siamo e restiamo sempre garantisti, ma i romani non meritano questo indegno spettacolo.” Lo affermano il capogruppo del Pd in Assemblea Capitolina Giulio Pelonzi e il segretario romano del Pd Andrea Casu”. Come Pd, aggiungono, “chiediamo da mesi alla Sindaca Raggi di dimettersi al più presto, non per le inchieste giudiziarie ma per il totale fallimento politico e amministrativo”.”Sull’arresto di De Vito restiamo garantisti – dice Mariastella Gelmini per Fi –  e attendiamo sentenze anche con chi ha usato gli avvisi di garanzia come clava contro gli avversari. Per Roma invece servirebbe la ‘garanzia’ di mandare a casa la Raggi. A prescindere da questa vicenda…”.”È un brutto colpo per Roma. È chiaro che se la colpevolezza di De Vito fosse confermata sarebbe un colpo gigantesco per la Raggi e per il M5S di Roma che dovrebbero trarre le dovute conseguenze”, dice il capogruppo della Lega in Campidoglio Maurizio Politi. A chi gli chiede se si riferisce alle dimissioni della sindaca, risponde: “Dovrebbero trarre le dovute conseguenze. Noi restiamo garantisti”.         

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