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DALLE 14:45 DI MARTEDì 16 APRILE 2019

ALLE 07:02 DI MERCOLEDì 17 APRILE 2019

POLITICA

Chiesta commissione su sanità Umbria
Istanza depositata da alcuni gruppi opposizione in Regione

PERUGIA16 aprile 2019 14:45

– I consiglieri regionali dei gruppi consiliari “Misto Ricci presidente – Italia civica”, Claudio Ricci, Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, e “Misto Fiorini per l’Umbria” Emanuele Fiorini, hanno annunciato di avere depositato formale richiesta di istituzione di una Commissione di inchiesta sul sistema dei servizi sanitari. Lo hanno fatto secondo quanto previsto dall’articolo 54 dello Statuto della Regione Umbria.
Nella richiesta, gli esponenti dell’opposizione motivano la propria iniziativa con l’inchiesta in corso sui concorsi all’ospedale di Perugia e con “la necessità di una ricognizione immediata politico-istituzionale e organizzativo-gestionale sul sistema dei servizi sanitari regionali, per definire atti legislativi e di gestione per un sistema preventivo di monitoraggio e controllo”.

Forlì commemora Ruffilli, ucciso da BrSenatore Dc fu sorpreso in casa da terroristi vestiti da postini

FORLÌ16 aprile 201916:47

– La città di Forlì ha commemorato il trentunesimo anniversario della morte del senatore Roberto Ruffilli, assassinato da un commando delle brigate rosse il 16 aprile 1988, proprio pochi giorni dopo la nascita del nuovo governo presieduto da Ciriaco De Mita, di cui il senatore forlivese era influente consigliere. I terroristi, travestiti da postini, si fecero aprire da Ruffilli, che viveva solo, per consegnare un pacco. Poi lo uccisero a colpi di mitraglietta dotata di silenziatore. Il lavoro degl’investigatori e della magistratura portò all’identificazione e alla condanna di tutta la colonna brigatista. In mattinata si è svolta una messa di suffragio nella chiesa posta proprio di fronte all’abitazione di Ruffilli e da lui giornalmente frequentata. E’ seguita, alla presenza di tutte le autorità cittadine e dei famigliari, la deposizione di una corona commemorativa ai piedi delle lapidi che, al numero 116 di Corso Diaz, ricordano il suo sacrificio.

POLITICA

Incontro Mattarella-Conte al Quirinale
Il premier al Colle per un colloquio con il capo dello Stato

16 aprile 201917:20

– Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è salito oggi al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo si è appreso da fonti parlamentari.
Al via commissione inchiesta su RegeniLega presenterà emendamenti. Provvedimento in Aula entro maggio

16 aprile 201917:29

– Via libera in commissione Esteri della Camera al testo base per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul ricercatore friulano Giulio Regeni. A votare a favore il Movimento 5 stelle, il Pd, Liberi e uguali e anche la Lega che, secondo quanto viene riferito, dovrebbe presentare emendamenti. Si sblocca così l’esame del provvedimento, atteso in Aula fra la fine del mese e gli inizi di maggio. Il testo sul quale il M5S, riferiscono fonti pentastellate, ha voluto puntare con decisione è formulato sulla falsariga di quello presentato la scorsa legislatura.
Chiuse indagini su Oliverio,anche BossioGovernatore Calabria e deputata Pd indagati per corruzione

CATANZARO16 aprile 201918:22

– La Procura di Catanzaro ha emesso l’avviso di chiusura indagini nei confronti del Governatore della Calabria Mario Oliverio nell’ambito dell’inchiesta “Lande desolate”. Il provvedimento è stato emesso anche nei confronti della deputata del Pd Enza Bruno Bossio e del marito, l’ex consigliere regionale del Pd Nicola Adamo. I tre sono indagati per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio aggravata dalla finalità di stipula di contratti e corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio.
L’indagine riguarda presunti illeciti in a tre appalti: l’impianto di risalita di Lorica, nella Sila cosentina, l’aviosuperficie di Scalea (Cosenza), e la realizzazione di piazza Bilotti a Cosenza. In particolare, per quanto riguarda piazza Bilotti, a maggio 2016 Oliverio, insieme ad Adamo, Enza Bruno Bossio, al direttore dei lavori Francesco Tucci, e all’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri avrebbero stretto, secondo l’accusa, un “accordo illecito” per rallentare i lavori.
Europee: scontro dentro FI su CarfagnaMa per vicepresidente Camera nessun blitz, è partito che decide

16 aprile 201918:43

– Scontro dentro Forza Italia sul ruolo di Mara Carfagna, esponente del partito e vicepresidente della Camera. Secondo quanto riferito da un big del partito, quanto starebbe facendo Carfagna rappresenterebbe un golpe per tentare di rottamare Silvio Berlusconi e sfilargli il partito a 24 ore dalla consegna in Corte d’Appello delle liste che sono state già compilate. Immediata la replica di ambienti vicini alla Vicepresidente della Camera, secondo cui chi parla di golpe invece di rispondere nel merito vuole solo alzare polvere. E’ una semplice disponibilità, aggiungono le medesime fonti, è il partito che decide.
Inchiesta su sanità umbra, Catiuscia Marini si è dimessa Indagata per assunzioni pilotate in alcuni concorsi all’ospedale di Perugia. Zingaretti: ‘Ha pensato al bene dell’Umbria’

PERUGIA16 aprile 201921:05

Si è dimessa la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini (Pd). L’annuncio è arrivato oggi pomeriggio al termine di una lunga riunione nel palazzo che ospita la sede della Giunta, nel centro di Perugia.
Marini è indagata nell’inchiesta della procura di Perugia su alcuni concorsi per assunzioni che sarebbero stati pilotati all’ospedale del capoluogo umbro. Le dimissioni sono state comunicate con una lettera inviata alla presidente dell’Assemblea Legislativa, Donatella Porzi. Marini le ha comunicate ai sensi dell’art.64, comma 3, dello Statuto regionale.
“Io sono una persona perbene, per me la politica è sempre stata ‘fare l’interesse generale’, da sindaco della mia Città (Todi – ndr), da Europarlamentare, ed in questi anni da Presidente di Regione”: così la presidente della Regione Umbria Marini nella sua lettera pubblica di dimissioni. “Quello che sta accadendo non solo mi addolora, ma mi sconvolge e sono sicura che ne uscirò personalmente a testa alta” ha sottolineato ancora.

“Voglio ringraziare Catiuscia Marini, che con le sue dimissioni ha scelto di mettere al primo posto il bene della sua Regione. Ora, sebbene in presenza di un’indagine che è ancora allo stato preliminare, ha scelto con responsabilità di fare un passo indietro proprio allo scopo di evitare imbarazzi e strumentalizzazioni per la sua Umbria. Da garantisti, aspetteremo che la giustizia faccia il suo corso prima di emettere giudizi definitivi. Spero lo facciano tutti”. Lo dichiara in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

“Dopo averlo sollecitato per giorni, Zingaretti non ha avuto nemmeno il coraggio di mandarla a casa. E alla fine la Marini, messa all’angolo, si è dovuta dimettere. Felici? No, siamo delusi da questa vecchia politica che giorno dopo giorno prova a spacciarsi come il nuovo ma rimane sempre la stessa: attaccata agli interessi personali e affaristici, sacrificando il merito e i diritti dei cittadini. Non basta cambiare l’abito del Pd per spacciarlo come nuovo. Stiamo ripulendo il sistema da queste mele marce”. Così il Movimento 5 Stelle alla Camera.

Direttiva di Salvini sui migranti, tensione con M5s’Rischio terroristi dalla Libia’. Lo stop di Di Maio

16 aprile 201923:50

Si alza la tensione sulla direttiva Salvini sulla Mare Jonio che è stata inviata anche ai vertici della Difesa e della Marina. Dal ministero della Difesa emerge irritazione per uno sconfinamento del Viminale. E’ stata superata una linea rossa, osservano fonti della Difesa.

Il ministro della Difesa Trenta l’accusa di ingerenza per la direttiva sui porti? “Mio compito è difendere i confini, combattere terroristi e scafisti”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini arrivando alla Camera per l’assemblea dei gruppi della Lega. Ma i porti sono chiusi o aperti? “Io ho il diritto-dovere di decidere in quale porto sbarca tizio o caio: finché sarò io a decidere non c’è nessun porto disponibile per far sbarcare tizio o caio”.

“Al momento non c’è guerra, ci sono scontri e noi stiamo lavorando affinché non ci sia la guerra”, ha affermato Salvini a ‘Di Martedì’ su La7 parlando della situazione in Libia sostenendo dunque che chi parte oggi non è un profugo. In ogni caso, ha ribadito “siccome sui barconi c’è la possibilità che ci siano dei terroristi, rischio dei processi ma non mi interessa: se è a rischio la sicurezza italiana, io non do l’autorizzazione allo sbarco neanche ad un barcone”.

La direttiva sui porti è “doverosa, oltre che legittima e lecita, a fronte di un pericolo imminente”. Così fonti della Lega difendono la scelta del ministro Matteo Salvini che avrebbe provocato l’irritazione del ministero della Difesa. Al Viminale, spiegano le stesse fonti, sono “tranquillissimi”, perché il ministero dell’Interno è “la massima autorità per la sicurezza interna”.

Il tema della direttiva Salvini e delle tensioni tra Viminale e ministero della Difesa non è stato affrontato – si è appreso – nell’incontro di oggi al Quirinale tra il presidente Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte.

Con una direttiva datata 15 aprile e firmata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si danno indicazioni alle forze di polizia e ai capi di Marina e Guardia costiera di “vigilare” affinché il comandante e la proprietà della “Mare Jonio” – la nave della piattaforma Mediterranea Saving Humans salpata domenica scorsa da Marsala – “non reiterino condotte in contrasto con la vigente normativa nazionale ed internazionale in materia di soccorso in mare, di immigrazione, nonché con le istruzioni di coordinamento delle competenti autorità”. Secondo la direttiva, “gli interventi da parte di imbarcazioni private in determinate e circoscritte aree di mare, che si risolvono nel preventivato ed intenzionale trasporto dei migranti verso le coste europee” incentivano “gli attraversamenti via mare di cittadini stranieri non in regola con il permesso del soggiorno” e ne favoriscono “obiettivamente l’ingresso illegale sul territorio nazionale”. Inoltre, questa attività “accresce il pericolo di situazioni di rischio per la vita umana in mare e determina la violazione delle norme nazionali ed europee in materia di sorveglianza delle frontiere marittime e di contrasto all’immigrazione illegale”. A cioò si aggiungano, si legge sempre nella direttiva, “i rischi di ingresso sul territorio nazionale di soggetti coinvolti in attività terroristiche o comunque pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Nella direttiva firmata da Salvini si intima dunque alla Mare Jonio di attenersi “alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati per la citata attività”, e di rispettare “le prerogative di coordinamento delle Autorità straniere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale al coordinamento delle operazioni di soccorso in mare elle proprie acque di responsabilità dichiarate e non contestate dai paesi costieri limitrofi”.

“Se veramente abbiamo il problema di 800mila migranti in Italia, di certo non li fermi con una direttiva che nessuno ha mai ascoltato”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio ad Abu Dhabi commentando gli annunci in tal senso fatti dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Se vogliamo aiutare l’Italia – ha proseguito – molliamo quei Paesi (che non accolgono i migranti), invece di allearci con essi”, come fa Salvini, “da Orban in giù”.          [print-me title=”STAMPA”]

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