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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 05:44 DI MARTEDì 16 APRILE 2019

ALLE 12:09 DI MERCOLEDì 17 APRILE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ritrovata una scultura rubata a Benigni
Operazione Carabinieri Arte, è una statua romana del II secolo

17 aprile 2019 05:44

I carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) hanno recuperato una scultura romana del II secolo che era stata rubata nel 2010 a Roma nella villa di Nicoletta Braschi e Roberto Benigni. Individuata dagli investigatori in Spagna, l’opera, di proprietà dell’attore e regista e di sua moglie, verrà restituita. Nell’ambito della stessa indagine, i carabinieri hanno ritrovato e riportato in Italia anche una scultura che era stata trafugata, sempre nella capitale, da Villa Borghese. Nel corso di un’altra indagine, secondo quanto si apprende, i carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc) guidati dal generale Fabrizio Parrulli hanno recuperato anche un prezioso bassorilievo attribuito ai fratelli Della Robbia (fine 1400) che era stato rubato quasi 50 anni in Toscana fa da una chiesa di Scansano in provincia di Grosseto. Tutte le opere ritrovate dai carabinieri Tpc, dalla scultura rubata a Benigni al bassorilievo dei Della Robbia, verranno esposte domani, mercoledì 17 aprile, nella sede del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale a Roma, in via Anicia 24, e illustrate al termine della conferenza stampa di presentazione del resoconto dell’attività operativa del 2018 che si terrà alla presenza del ministro della cultura Alberto Bonisoli e del generale di brigata Fabrizio Parrulli, comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Le invisibili, homeless in commediaDal 18 aprile film francese campione d’incassi

16 aprile 201912:54

‘Le invisibili’ di Louis-Julien Petit, in sala dal 18 aprile con Teodora, racconta in commedia la storia di quelle donne che nessuno vuole vedere davvero: quelle homeless, a volte sporche e con guardaroba in busta di plastica, da cui si distoglie lo sguardo.
Campione d’incassi in Francia con oltre dieci milioni di euro al box office, il film, in sala dal 18 aprile con Teodora, guarda a Ken Loach e mette in campo tutta una serie di personaggi ai margini, pieni di spine e umanità.
E lo fa attraverso gli occhi di quattro assistenti sociali dell’Envol, centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quattro donne davvero coraggiose perche’ quando il comune decide di chiudere il centro, si lanciano in una sfida non da poco: dedicare gli ultimi mesi a trovare un lavoro alle loro assistite, abituate a vivere in strada.
Il film in realtà si ispira al lavoro sul campo di Claire Lajeunie, che ha dedicato un libro e un documentario alle donne senza dimora di Parigi. Il cast, infine, include nomi celebri come Audrey Lamy e Corinne Masiero, e moltissime non professioniste a volte con un passato di vita in strada.
“Ispirandomi alla tradizione del cinema sociale britannico (da Full Monty a Pride) – spiegato il regista -, ho capito che la commedia sarebbe stata la scelta migliore per raccontare la storia di queste donne. Volevo un film luminoso, pieno di speranza e focalizzato sulla coesione del gruppo, sul modo in cui ci si aiuta reciprocamente per fronteggiare le avversità.
Nel rispetto delle donne senza dimora, spesso inclini all’autoironia e mai all’autocommiserazione, era importante che lo spettatore si confrontasse senza sconti con il drammatico stato di precarietà in cui queste vivono”.
Per quanto riguarda il casting sottolinea Louis-Julien Petit: “Volevamo trovare cinquanta donne che avessero vissuto davvero per strada. Durante le audizioni, ognuna di loro aveva circa un’ora per raccontare la propria vita. Poi e’ stato loro chiesto di scegliere come soprannome quello di una donna che ammiravano e sul set non abbiamo mai conosciuto i loro veri nomi. Erano Edith (Piaf), Lady D, Simone (Weil), Brigitte (Macron), ecc.
Anche grazie all’opportunità di nascondersi dietro un nome e una personalità diversi – continua il regista -, hanno quasi dimenticato la presenza della cinepresa sul set, riuscendo a trovare il coraggio di esprimersi con più libertà”.
Butturini, Ho ballato di tuttoEsordio noir del giornalista, a cavallo tra anni ’80 e 2000

16 aprile 201913:16

– PAOLO BUTTURINI, HO BALLATO DI TUTTO (CERCANDO QUERENCIA A VERONA) – Albatros, pp. 160, 13.50 Euro.
E’ un noir intrigante ma soprattutto un omaggio al giornalismo, a quello del passato e a quello di oggi, il libro “Ho ballato di tutto”, esordio nella narrativa del giornalista Paolo Butturini.
Edito da Albatros, il libro racconta la vicenda di un cronista di un quotidiano romano che viene inviato a Verona per indagare su una brutta storia, tra affari e mala politica. Una città già conosciuta dal protagonista – un personaggio delineato psicologicamente dall’autore in modo convincente -, che lì ha vissuto un’esperienza professionale pesante per un’inchiesta difficile e finita male. In un continuo passaggio temporale, tra gli anni ’80 e il nuovo millennio, il lettore si troverà coinvolto in una storia avvincente, tra scandali, omicidi e loschi figuri, che racconta tanto anche del mestiere del giornalista: un lavoro che prima si faceva per lo più “consumando la suola delle scarpe”, con penna e taccuino in mano, e che negli ultimi anni utilizza in modo preponderante gli strumenti della tecnologia, ma che in fondo ha sempre lo stesso obiettivo, quello di avvicinarsi il più possibile alla verità per informare il cittadino. Ecco perché un bravo giornalista è anche oggi un misto di intuito e deontologia, di libertà di pensiero e credibilità, doti che il cronista protagonista del libro possiede, unite a un pizzico di disubbidienza. Con una storia ben costruita, articolata in capitoli brevi e incisivi e raccontata con un linguaggio fluido, Butturini riavvolge il nastro della storia del nostro Paese senza fare sconti a nessuno, delineando un contesto pieno di vizi italici, tra corruzione, nostalgie fasciste, violenze e poteri deviati, ma anche di virtù come l’onestà e la generosità. E, nel dipanare il suo thriller, mentre chiede al lettore di seguirlo senza indugi alla scoperta dei fatti e dei tanti personaggi, l’autore dipinge anche un acuto ritratto di Verona, altra silenziosa ma vivace protagonista del libro: una città splendida e misteriosa, emblema del nordest produttivo ma ricca di contraddizioni, con le sue sacche di povertà e i suoi ‘disperati’ che sul suo suolo, dal Sud del mondo, cercano un futuro migliore.

A Terni la musica di Umbria Jazz SpringFino a Pasquetta appuntamenti con cartellone insegna black music

TERNI16 aprile 201913:32

– Inizia il 18 aprile a Terni Umbria Jazz Spring, cinque giorni di musica fino al giorno di Pasquetta.
Durante il periodo delle feste pasquali Terni ospita il più corposo e articolato cartellone di Black Music (nella sua accezione più vasta) a livello nazionale. Saranno infatti protagonisti Roosevelt Collier, il “Jimi Hendrix” della pedal steel guitar, Thornetta Davis, da Detroit, che della Motor City è considerata l’indiscussa regina del blues, vincitrice di una trentina di Detroit Music Awards nelle categorie blues e rhythm ‘n’ blues, i New Orleans Mystics, un versatile gruppo vocale che ha in repertorio una varietà di classici r&b, soul, disco, jazz, Motown, coprendo un periodo che va dagli anni ’40 ad oggi, e ovviamente il gospel, con il Virginia State Gospel Choir, che nel 1997, nel corso di un tour in Italia, cantò in Vaticano per il Papa assieme ad altri grandi artisti, tra i quali la leggenda del blues, B. B. King.
Pasquetta alla Casa del Jazz a RomaDue concerti per festeggiare anche 14/o compleanno

16 aprile 201913:35

– La casa del Jazz festeggia il suo quattordicesimo compleanno con una giornata di animazione per bambini e famiglie e concerti. Una giornata di festa per celebrare un luogo prezioso per il panorama culturale italiano e internazionale. A partire dalle 11 Massimo Nunzi e la GiocaJazz Kids Orchestra animeranno il grande parco della Casa del Jazz. Nel pomeriggio nella sala concerti alle 17 il pianista Enrico Pieranunzi presenterà il progetto tra musica classica e Jazz “Play Gershwin” insieme al fratello Gabriele al violino e Gabriele Mirabassi al clarinetto. A seguire alle 21 verrà raggiunto dalla ritmica di Luca Bulgarelli e Roberto Gatto che farà da base per l’esibizione di una serie di musicisti solisti ospiti.
Sky, esordio record per Il trono di spadeÈ la serie di acquisizione più vista di sempre sulla piattaforma

16 aprile 201914:03

Esordio da record per la stagione finale de “Il Trono di Spade” su Sky Atlantic/+1 (anche on demand): il primo episodio della serie Hbo, trasmesso in contemporanea con gli Stati Uniti nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 aprile alle 3 di notte su Sky Atlantic e riproposto in serata sullo stesso canale, è stato visto nel complesso da oltre 925 mila spettatori, in crescita del +62% rispetto al debutto della settima stagione (che era stato visto da 570 mila). Questo dato porta “Il Trono di Spade” a essere la serie di acquisizione più vista di sempre su Sky, al terzo posto assoluto dopo le serie originali Sky “Gomorra – La serie” e “The Young Pope”.
Ottimo il dato della permanenza che arriva a quota 77%, con un totale di spettatori unici di quasi 1 milione 200 mila.
In particolare, il solo passaggio alle 3 di notte (dato Auditel, Live+Vosdal) è stato seguito da 320 mila spettatori medi con una share del 18,6%. Di questi, ben 82 mila spettatori (dato Auditel, Live) lo hanno seguito “in diretta” portando Sky Atlantic ad essere a quell’ora il 4/o canale nazionale sul totale individui con il 5,25% di share, il 1/o canale nazionale tra il pubblico 15-54 anni (9,1% di share) e il canale più visto della piattaforma. A questi dati si aggiungono i 202 mila utenti unici che hanno visto “Il Trono di Spade” su Sky Go e NOW TV.
Successo in Italia anche sui social con un totale di 76.900 interazioni complessive nell’intera giornata del debutto della nuova stagione de “Il Trono di Spade”, di cui il 73% generate su Twitter. L’hashtag più utilizzato dagli utenti italiani è stato #GameOfThrones che ha ottenuto quasi 9.000 citazioni su Twitter, entrando anche nella classifica dei trending topic italiani fino a questa mattina.
Pulitzer: italiano Tugnoli premiato per fotografiaA Nyt, Wsj e Wp per i riflettori su Trump

NEW YORK16 aprile 201914:05

Il Pulitzer si schiera con i giornali che stampano quelle che il presidente Donald Trump ama definire “fake news”. New York Times e Wall Street Journal hanno vinto il piu’ prestigioso premio giornalistico al mondo per le inchieste condotte l’anno scorso sull’operato dell’inquilino della Casa Bianca mentre uno dei tre premi del Washington Post e’ andato al critico Carlos Lozada per come ha preso spunto dai molti saggi usciti su Trump per ricostruire il clima culturale creato dal “trumpismo”.    Il premio al Wall Street Journal e’ andato agli scoop sui pagamenti fatti dall’avvocato di Trump Michael Cohen alla pornostar Stormy Daniels e a un’altra donna in campagna elettorale: l’obiettivo era di comprare il silenzio sui rapporti sessuali che le due affermavano di aver avuto con Trump. Il New York Times e’ stato premiato per una inchiesta di 18 mesi sulle finanze del presidente che hanno evidenziato una ricchezza gonfiata anche grazie a una serie di escamotage fiscali.    Un italiano che vive a Beirut, Lorenzo Tugnoli, e’ stato premiato per la fotografia grazie a un reportage sulla fame in Yemen pubblicato sul Washington Post. Sempre la guerra in Yemen ha fatto vincere il Pulitzer a Reuters e Associated Press per il giornalismo internazionale. Aretha Franklin ha fatto la storia con un Pulitzer postumo per la musica. Premi sono andati anche giornali locali che hanno coperto la scia di stragi che ha insanguinato l’America l’anno scorso. Il South Florida Sun Sentinel e’ stato premiato per l’analisi delle manchevolezze che hanno permesso la sparatoria nel liceo di Parkland (Pubblico Servizio) mentre il Pittsburgh Post Gazette ha conquistato il riconoscimento per le breaking news dopo la strage alla sinagoga Tree of Life. Nessun premio e’ andato invece ad articoli sull’inchiesta del procuratore Robert Mueller o sulle malefatte delle Big Tech.
Lagioia, investire più in Salone LibroAppello alle istituzioni. Biino, il futuro sia senza incertezze

TORINO16 aprile 201914:08

– “Investite nel Salone più e meglio di quanto non abbiate fatto nel passato. Nessun territorio cresce se non scommette su se stesso, altre manifestazioni di questa portata non esistono”. Lo dice Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro, rivolgendosi a istituzioni e forze economiche del territorio. “Se Torino e il Piemonte vorranno contare in Europa non potranno non investire sul Salone”.
Lagioia ha polemizzato con la stampa che a volte “dà più spazio ai rubinetti che non funzionano che al Nobel ospite, forse perché è meno difficile scrivere di questo. Così si finisce per privilegiare l’idraulica alla letteratura”. “Si lavori per dare un futuro senza incertezze al Salone del Libro”, aggiunge Giulio Biino, presidente del Circolo dei Lettori che organizza la kermesse. “Il Salone è patrimonio di Torino e dell’Italia e merita attenzione. Gli enti locali non tardino nei pagamenti, i giornalisti non sottolineino le criticità, commercianti e librai collaborino. Ce la si può fare. Ne vale la pena”.
Renga, ho trovato ‘L’altra metà’Album in uscita il 19/4, poi due live speciali e tour nei teatri

16 aprile 201915:01

– Esce venerdì 19 aprile l’ottavo album di Francesco Renga, intitolato ‘L’altra metà’, che sarà il protagonista di un nuovo tour con due anteprime speciali. La scaletta composta dai dodici brani del nuovo lavoro, da ‘Aspetto che torni’ a ‘Oltre’, sarà presentata in anteprima il 27 maggio all’Arena di Verona, mentre il 13 giugno sarà la volta del Teatro Antico di Taormina. In autunno, con partenza l’11 e 12 ottobre dagli Arcimboldi di Milano, Renga sarà poi impegnato con un lungo tour nei teatri italiani. “Con questo album – ha detto l’artista – ho trovato un nuovo spazio ed un linguaggio aperto, per parlare con tutti ma restando coerente con me stesso”.
Ecco villa Arianna, domus antica StabiaeEra chiusa da ottobre per danni subiti da un violento nubifragio

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOL16 aprile 201915:05

– E’ stata riaperta al pubblico il 16 aprile Villa Arianna, la domus dell’antica Stabiae che era chiusa da ottobre dello scorso anno, a seguito di danni subiti durante un violento nubifragio. La riapertura è avvenuta al termine dei lavori di ripristino e puntellatura della copertura moderna dell’atrio.
“Le coperture della Villa e dell’adiacente “Secondo Complesso” saranno, a breve, oggetto di un più radicale rifacimento, già definito a livello progettuale – ha assicurato la direttrice ad interim della Soprintendenza del Parco archeologico di Pompei, Alfonsina Russo – La forzata chiusura al pubblico è stata l’occasione per condurre interventi di miglioramento del decoro complessivo della Villa e di accoglienza per i visitatori”. “La riapertura della villa è solo l’inizio di una progressiva riqualificazione – spiega la Russo – e una dimostrazione della rinnovata attenzione del Parco Archeologico di Pompei verso lo straordinario patrimonio archeologico dell’antica Stabiae”.
La Butterfly di Ozpetek tra melò ed erosAl San Carlo la prima tra classicità e innovazione

NAPOLI16 aprile 201920:42

Un regista dei sentimenti, come Ferzan Ozpetek, non poteva che gettarsi sulla ‘Madama Butterfly’ di Giacomo Puccini con il giusto sguardo melò, occhio da cineasta e voglia di sparigliare le carte nel segno di una modernità che nella lirica è anche troppo consumata. Ma di fatto la sua lettura dell’opera, almeno da quello che si è visto alla prova generale al Teatro San Carlo di Napoli, è rimasta, al di là della volontà trasgressiva della vigilia, nei canoni della classicità. Molti però i voli creativi in questa rappresentazione lirica diretta da Gabriele Ferro che ha debuttato il 16 aprile e che è la terza curata dal regista italo-turco.Intanto una bella scenografia minimalista, curata da Sergio Tramonti basata su due elementi a stridere, ovvero due enormi muri che limitano il villaggio dove si svolge la vicenda e poi l’immenso mare, quello che Butterfly (Evgenia Muraveva e Rebeka Lokar che si alterneranno nel ruolo di Cio-Cio-San) protagonista assoluta dell’opera, in quanto l’innamorata perfetta e donna in attesa per eccellenza, guarda spesso dando le spalle al pubblico nel suo abito rosso porpora. In realtà Pinkerton, l’americano (Saimir Pirgu e Angelo Villari), come vuole appunto il libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, si vede poco. È l’amore assente, Il marinaio impenitente quello che però Ozpetek, a fine del primo atto, fa consumare del sesso, entrambi nudi, con la sua Cio Cio San (anche se domenica i legacci che dovevano scogliere i loro abiti non hanno funzionato del tutto tra lo stupore divertito dello stesso regista). Ancora nel segno dell’innovazione, Madama Butterfly è ambientata sì in un villaggio di pescatori, ma di una Nagasaki degli anni Cinquanta, ma nonostante la poetica lettura di Ozpetek che vuole questa geisha “tutt’altro che fragile e con un Pinkerton burattino”, alla fine le strette maglie del libretto portano tutto verso la tradizione.Madama Butterfly, che si replicherà sino al 20 aprile e sarà subito ripresa dal 25 maggio al 1 giugno, ha tra i momenti di vera poesia quello che vedono l’enorme proscenio del San Carlo diventare schermo dove poter vedere, per meno di un minuto, la solitudine di Cio Cio San nei confronti di quel che mare che potrebbe dargli la morte o la vita con il ritorno dell’amato Pinkerton. Maestro del Coro del Teatro San Carlo, Gea Garatti, mentre tornando al cast Raffaella Lupinacci e Chiara Tirotta (si alterneranno nel ruolo della fedele Suzuki); Giovanni Meoni e Filippo Polinelli (Sharpless); Luca Casalin (Goro); Ildo Song (Lo zio Bonzo); Niccolò Ceriani (Il Principe Yamadori); Rossella Locatelli (Kate Pinkerton) e Enrico Di Geronimo (Il Commissario Imperiale). I bei costumi, con prevalenza di rosso, sono di Alessandro Lai mentre le luci di Pasquale Mari. Ricordiamo infine che questa tragedia giapponese in tre atti dedicata alla regina d’Italia Elena di Montenegro e tratta dalla tragedia Madame Butterfly di David Belasco, a sua volta tratta dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long, ha ormai oltre cento anni di età (la prima rappresentazione c’è stata alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904).

A Pasqua MA_Ma Tour nell’arteA Napoli sconti mostre Canova e Mapplethorpe, fino al 22 aprile

NAPOLI16 aprile 201915:11

– Un chilometro in bellezza. C’era una volta a Napoli ‘lo struscio’, la passeggiata nei giorni precedenti la Pasqua per le vie del centro. Oggi la tradizione si rinnova nel segno dell’arte con MA_Ma Tour, un regalo di Pasqua cittadini e turisti invitati a percorrere il km che separa il Museo Archeologico nazionale (MANN) dal Museo Madre di arte contemporanea. Le due istituzioni fanno rete in occasione della mostra ‘Canova e l’antico’ (già oltre 60mila visitatori in 15 giorni) e dell’ultima settimana di apertura della retrospettiva ‘Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra’: dal 16 al 22 aprile, compresi i giorni festivi, presentando il biglietto del MANN o la Card di abbonamento annuale Open MANN, sarà possibile accedere al Madre al costo di 3 euro, e viceversa, con il ticket del Madre si visiterà l’Archeologico al prezzo ridotto di 7,50 euro.
Morandi torna a casa, 16 concerti a BolognaIl cantante sul palco del Duse fra novembre e gennaio 2020

BOLOGNA16 aprile 201920:39

Con il progetto “Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni”, sedici serate dal 1 novembre al teatro Duse di Bologna, Gianni Morandi torna a cantare nella sua città e in quel teatro dove tenne un concerto nell’ormai lontano 1964 davanti a 1400 spettatori. I primi 12 sono in programma l’1, 2, 3, 7, 14, 21, 28 novembre, 5, 12, 20, 21 e 22 dicembre; gli altri quattro, nel 2020, verranno annunciati più avanti. “Saranno concerti acustici – ha spiegato Morandi in un incontro con la stampa e con il pubblico – con due, tre strumentisti al massimo. Il teatro è un luogo fantastico, e il Duse in particolar modo: qui sono passati i più grandi artisti italiani, da Anna Magnani a Gassman, da Totò a Gaber a Eduardo e alla stessa Eleonora Duse. Ci vengo spesso, mi crea una suggestione particolare. A Bologna devo molto, è nato tutto qui quando ragazzino, nel ’58, prendevo la corriera a Monghidoro per andare in Via Lame 61 a studiare con la maestra Scaglioni”.Nelle 16 serate Morandi ripercorrerà il suo ultracinquantennale percorso artistico attraverso le sue celeberrime canzoni (da ‘Se perdo anche te’ a ‘Fatti mandare dalla mamma’, da ‘Il mondo cambierà’ a ‘C’era un ragazzo’, a quelle più recenti), ma racconterà anche molti aneddoti essendo stato un testimone privilegiato di tutti questi anni. “Sono passato attraverso tanti papi – ha aggiunto – da Andreotti a Salvini ne ho visti tanti…” E l’auspicio, naturalmente, di presentare anche un nuovo brano, appositamente composto, “per segnare questo momento”. Con oltre 53 milioni di dischi venduti, 4.217 concerti in Italia e 426 all’estero, Gianni Morandi è uno degli artisti italiani più amati di sempre dal grande pubblico: “Mi fa piacere dopo tanti viaggi e tanti percorsi di vita tornare e guardare in faccia la gente, sarò insieme alle persone della mia città e spero che tutti si divertano. Per tutta la stagione non mi muoverò da Bologna. Naturalmente racconterò tutto attraverso la musica, perché alla fine è la musica che vince”. Quella musica che lo ha visto salire sui palcoscenici più importanti, osannato e, forse, anche invidiato e poi a un certo punto essere quasi dimenticato: ricorda con una certa emozione quei difficili anni Settanta, quando ripartì quasi dal principio iscrivendosi al Conservatorio di Santa Cecilia nella classe di contrabbasso, ma imparando tantissimo anche sull’uso della voce. “Mi piacerebbe fare qualcosa di classico, non so se ne sarò capace”. Poi la nuova rinascita, l’amicizia con Dalla verso il quale Morandi non nasconde la commozione: “Lo ricordo sempre nei miei concerti”. Lo farà anche in qualcuno di questi, “Lucio e Bologna sono una cosa sola”, sia attraverso “le canzoni che Lucio ha composto per me, sia interpretando qualcuna delle sue”.Cosa che ha fatto anche a conclusione della conferenza stampa, quando ha imbracciato la sua Gibson e, oltre a molti assaggi dei suoi best, ha regalato ai presenti “Piazza Grande”. Il progetto, nato da chiacchierate fra Morandi e il direttore organizzativo del Duse, Gabriele Scrima, è stato definito dal presidente del Teatro, Walter Mramor, un “incontro dell’anima: un progetto nato su questo palcoscenico, per questo palcoscenico”. L’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, ha invece sottolineato “il coraggio nella scelta di fare 16 concerti nella propria città in un teatro prestigioso che solo pochi anni fa stava per essere chiuso e invece è stato salvato da un gruppo di imprenditori privati. Bologna è Città Unesco della Musica e questo progetto ci onora perché crea entusiasmo e avvicinerà tanti giovani alla musica in teatro”. I biglietti sono in prevendita già da oggi.

“Troisi poeta Massimo” in mostraDal 17 aprile a Roma l’omaggio al grande attore-regista

ROMA16 aprile 201919:54

Da non perdere la mostra ‘Troisi poeta Massimo’ percorso tra fotografie private, immagini d’archivio, locandine, filmati e carteggi personali del regista-attore napoletano che si tiene a Roma al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, dal 17 aprile al 30 giugno. Promossa e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà con 30 Miles Film in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra e a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e con la supervisione di Stefano Veneruso, l’esposizione è una carrellata di ricordi di un antieroe moderno e rivoluzionario.L’esposizione racconta, a venticinque anni dalla sua morte, l’infanzia di Troisi a San Giorgio a Cremano, la sua passione per il teatro, la popolarità improvvisa con il gruppo de La Smorfia e la carriera cinematografica da regista e attore. Ma il vero filo conduttore della mostra, è l’esser poeta di Troisi, un poeta anche ricco di impegno sociale. ‘Troisi poeta Massimo’ è poi raccontato dalle testimonianze visuali dello stesso Troisi e quelle, inedite e realizzate per l’occasione, di cari, amici e colleghi come il nipote e collaboratore Stefano Veneruso, Enzo Decaro, Anna Pavignano, Gianni Minà, Carlo Verdone, Massimo Bonetti, Gaetano Daniele, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller, Marco Risi.Accompagna la mostra Troisi poeta Massimo un catalogo, edito da Luce-Cinecittà e Edizioni Sabinae, per la cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, con decine di immagini private e d’archivio, saggi di approfondimento biografico, i testi delle interviste ad amici e colleghi, apparati teatro-filmografici.

Per elezioni arriva Nuovo Cinema EuropaA Casa del Cinema è rassegna su Vecchio Continente, 13 film

16 aprile 201916:01

– In occasione delle elezioni europee del 26 maggio, la Casa del Cinema di Roma presenta da venerdì 19 aprile a mercoledì 1 maggio un ciclo di film che vedono al centro la storia, l’idea e la realizzazione dell’unità europea.
Il ciclo propone posizioni ideologiche (Europa di Lars von Trier, che inaugura la rassegna,) sarcastiche ed autoironiche (Quo Vado di Checco Zalone), metaforiche (L’appartamento spagnolo, di Cédric Klapisch), politiche come L’altro volto della speranza di Aki Kaurismaki o Io, Daniel Blake di Ken Loach che prende di mira quella burocrazia dei palazzi europei così aspramente contestata anche nel nostro paese. “La nostra funzione culturale – spiega Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema – viene in queste occasioni messa in risalto, perché la cinematografia accompagna da sempre gli avvenimenti politici e storici sia attraverso film di genere drammatico sia con commedie, docu-drama, fiction”. “Insomma, tredici film per raccontare un’Europa diversa da quella della propaganda elettorale”.

Ostermeier apre nuova stagione PiccoloIn scena spettacoli Dante, Latini, Massini, Latella, Servillo

16 aprile 201916:11

– “Il teatro è luogo del confronto internazionale. L’Europa non esiste se non si confronta con il mondo”: questa la premessa del direttore Sergio Escobar alla nuova stagione del Piccolo, che vedrà in scena 11 nuove produzioni firmate – tra gli altri – da Emma Dante, Antonio Latella, Roberto Latini, Stefano Massini e Toni Servillo.
Tra i registi stranieri, sarà Thomas Ostermeier, al suo debutto al Piccolo, ad aprire la stagione con ‘Ritorno a Reims’, tratto dal libro di Didier Eribon, con Sonia Bergamasco. Declan Donnellan, che aveva aperto questa stagione con la sua Tragedia del Vendicatore diventa regista residente del Piccolo: una collaborazione che porterà a una nuova produzione nel 2020/2021.
La stagione 2019/2020 vedrà anche il debutto mondiale di un’opera musicale su Leonardo creata da Michael Nyman in collaborazione con Studio Azzurro, e del progetto ‘La parola giusta: l’Italia delle stragi’ interpretato da Lella Costa e diretto da Gabriele Vacis.
Il Mondo perduto di Di Paolo in mostraAl Maxxi fino al 30 giugno, scatti ritrovati anni ’50-’60

16 aprile 201916:18

– Anna Magnani stesa al sole con il cane. Sofia Loren che si rifà il trucco, sotto a un cappello a margherite, o Marcello Mastroianni che pensa davanti a una tazzina di caffè. Ma anche la prima auto a varcare la Roma-Firenze e i funerali di Palmiro Togliatti. Paolo Di Paolo, classe 1925, per 14 anni è stato il fotografo più amato de Il mondo di Pannunzio, per il quale ha realizzato ritratti di divi, reportage dall’Italia e dal mondo e anche il racconto, con Pasolini, de La lunga strada di sabbia, sull’estate del ’59.
Poi, la chiusura del giornale e l’avvento dei paparazzi. Di Paolo cambiò mestiere per sempre. Oggi una ricca e sorprendete galleria dei suoi scatti, casualmente ritrovata in cantina dalla figlia, celebra fino al 30/6 al Maxxi il suo modo gentile e ‘ridente’ di raccontare la realtà con la mostra Mondo perduto a cura di Giovanna Calvenzi. “La foto? Per Pannunzio doveva essere buona, non bella – racconta Di Paolo – Era fotografia umanista.
Non ne sapevamo molto, ma ci lasciammo trascinare”.

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Anastacia all’Imaginaction Tour
7 giugno a Comacchio e 8 a Civitanova, uniche date live 2019

16 aprile 201916:42

– Anastacia sarà tra i protagonisti della prima edizione dell’IMAGinACTION Tour, manifestazione nata con l’intento di far esibire live sullo stesso palco e nella stessa serata più artisti internazionali che hanno colpito l’immaginario di milioni di persone anche con i loro videoclip.
L’IMAGinACTION Tour sarà ospitato nella sua prima tappa, il 7 giugno con la presenza di Anastacia, dal Comacchio Beach Festival – la musica per la sostenibilità targata Mab, festival che torna il 7 e 8 giugno sulla riviera di Comacchio nel cuore della Biosfera Delta del Po. Seconda tappa, sempre con Anastacia, l’8 giugno allo Stadio Comunale di Civitanova Marche, dove ad aprire ci sarà la band italiana dei Geisha. Anastacia sarà in Italia in esclusiva mondiale e farà per l’IMAGinACTION TOUR, che vuole sottolineare l’importanza e la forza delle immagini nella musica, le sue uniche date live del 2019.
Cocciante, Notre-Dame incanterà ancora”Stiamo decidendo come dare nostro contributo per la cattedrale”

16 aprile 201918:45

“La cattedrale Notre-Dame de Paris ha un valore storico inestimabile, un patrimonio universale da oltre 800 anni, sopravvissuto a rivoluzioni e guerre. Ieri sera è stato difficile credere a quello che stavo vedendo… immagini completamente surreali!”. E’ la testimonianza di Riccardo Cocciante, autore delle musiche dello spettacolo Notre Dame de Paris, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, che negli anni ha collezionato oltre cinquemila rappresentazioni nel mondo, per un totale di più di 4 milioni di spettatori.
“Per me – sottolinea ancora l’artista – Notre-Dame de Paris ha un valore doppiamente inestimabile. Grazie a Victor Hugo, a questa storia che vive nelle sue pietre, ho avuto il privilegio di darle una voce, iniziando una seconda carriera come compositore di opere popolari'”.
Per i vent’anni, lo spettacolo Notre Dame de Paris gira il mondo: sarà a Taiwan, Cina, Russia. “Con la produzione stiamo decidendo come dare il nostro dovuto contributo alla Fondazione della Cattedrale”.
At Home, a Maxxi architettura da abitareFino ad aprile 2020, archistar ‘900 in dialogo con nuovi talenti

16 aprile 201917:32

– Villa Malaparte a picco sul mare di Capri in dialogo con il rifugio sulle Dolomiti dei giovani Demogo. I Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo e il progetto Sugar Hill di David Adjaye, ad Harlem. La Casa Baldi di Paolo Portoghesi a Roma e la casa ”spaziale” di Zaha Hadid in Russia. E ancora il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano e la Moryama House di Tokyo. Come è cambiato il concetto di casa dal dopoguerra a oggi? È il racconto di At Home. Progetti per l’abitare contemporaneo, mostra che fino ad aprile 2020 mette in dialogo al Maxxi grandi maestri italiani del Novecento con giovani figure emergenti del panorama architettonico internazionale, attraverso le opere in collezione al Museo Nazionale delle arti del XXI secolo. ”Non solo un’esposizione di pezzi (ben 431 ndr), ma il ragionare su un’idea”, dice Margherita Guccione, direttore del Maxxi Architettura. Ultima stazione per Corviale, ”tra il piano originale e i 12 progetti di rigenerazione urbana in atto”

Bata sfila a Praga per 125 anni marchioPer l’anniversario del marchio anche una mostra e finale contest

16 aprile 201918:07

– Il marchio di calzature Bata ha scelto Praga per celebrare i 125 anni del marchio e presentare la terza edizione del Bata Fashion Weekend. Il tema di quest’anno, “The Evolution of Style” per la finale di Bata Young Designers Challenge è stato seguito da un fashion show e da una mostra dedicata alle calzature. Per il 125/o anniversario Bata ha trasmesso la sfilata in diretta streaming in tutto il mondo.
“Bata sostiene da sempre che le persone debbano rimanere fedeli a se stesse, senza doversi conformare ai canoni di bellezza imposti dai mass media. Il nostro fashion show vuole essere una celebrazione di questo credo” ha detto Jana Barbati Chadova, a capo dell’ufficio marketing di Bata. In pedana dunque, non le classiche modelle, ma un più ampio spettro di tipologie femminili: donne giovani e meno giovani, curvy o in forma, consapevoli e fiere del proprio corpo.
Nella mostra modelli uomo e donna appartenenti a diverse collezioni ma anche pezzi storici e la ricostruzione del laboratorio di Tomas Bata.
Riaprono Collezioni d’Arte di BolognaCantieri di oltre un anno, restaurata Galleria Vidoviana

BOLOGNA16 aprile 201918:14

– E’ valsa la pena attendere più di un anno di lavori: le rinnovate Collezioni Comunali d’Arte di Bologna svelano, infatti, un lato inedito di Palazzo d’Accursio, dove hanno sede anche il Comune e i suoi uffici. Il percorso espositivo, ora, si arricchisce della Galleria Vidoviana, restaurata e rimessa a nuovo grazie anche ai proventi delle maxi pubblicità che durante i mesi di cantiere hanno campeggiato sulla facciata storica dell’edificio. Sotto i ricchi infissi e le decorazioni ripulite nei minimi dettagli torna così visibile la serie di 18 dipinti realizzata da Donato Creti per Marcantonio Collina Sbaraglia, donati alla città già nel 1744.
I lavori erano partiti nel febbraio 2018, mentre l’inaugurazione è prevista mercoledì 17 aprile, alle 17.30. Il progetto ha riguardato la parte che dà sul Cortile d’Onore e quella su piazza del Nettuno, tra cui alcuni degli ambienti adibiti a residenza privata dei cardinali legati del Papa che tra XXIII e il XVIII secolo ressero la città. Dalle finestre delle gallerie, inoltre, si può godere una magnifica veduta su via Indipendenza e via Rizzoli. Tra gli interventi, sono stati consolidati coperti e sottotetti, rafforzate le volte, sostituiti i serramenti, installato un nuovo impianto di illuminazione e soprattutto recuperate le tappezzerie bolognesi in damasco da seta, che rivestono le cosiddette tre sale Rusconi. Inevitabile il riferimento all’incendio di Notre-Dame, nato presumibilmente proprio da un intervento di restauro: “E’ la dimostrazione di quanto sia difficile e faticoso mettere in sicurezza spazi di questo genere e fare interventi importanti e sicuri”, sottolinea l’assessore Virginia Gieri. Quanto ai giganteschi banner pubblicitari e soprattutto a chi non li aveva graditi, il presidente dell’Istituzione Musei, Roberto Grandi, è categorico: “Senza quei soldi, non avremmo mai avuto i fondi per la ristrutturazione”. Il bando era di circa 1,2 milioni di euro.
Pistoletto padre e figlio in mostraFino al 13 ottobre in tre sedi. Dialogo tra 100 opere

BIELLA16 aprile 201918:45

– Offre al pubblico l’occasione per riflettere sul rapporto tra padre e figlio la mostra ‘Padre e Figlio. Ettore Pistoletto Olivero e Michelangelo Pistoletto’, allestita dal 17 aprile al 13 ottobre in tre sedi emblematiche del biellese: Palazzo Gromo Rosa, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Casa Zegna.
Il percorso espositivo diffuso pone in dialogo la produzione artistica di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) con quella del padre, Ettore Pistoletto Olivero (Arnodera, Val di Susa, 1898 – Sanremo, 1981). I lavori di Michelangelo Pistoletto, artista noto e amato in tutto il mondo, e quelli del padre Ettore, apprezzato pittore di paesaggi e nature morte, in tutto cento opere, rimandano ai loro autori attraverso un meccanismo di specchi caro a Michelangelo, giocato tra provocazioni e pensieri intimi. Una mostra importante per Biella, che nel 2019 proporrà la sua candidatura al network Unesco delle città creative, con Pistoletto come ambasciatore.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Notre-Dame, Kasa dei libri legge Hugo
Ricordare la cattedrale com’era attraverso le pagine del romanzo

16 aprile 201918:49

– La Kasa dei libri di Milano ha organizzato per il 17 aprile un reading di alcuni brani del romanzo ‘Notre-Dame de Paris’ di Victor Hugo.
“A 48 ore dallo scoppio dell’incendio – scrive il fondatore della Kasa, lo scrittore Andrea Kerbaker – vogliamo ricordare la cattedrale com’era attraverso le pagine di quel grandioso romanzo, perché ci sono delle occasioni in cui la letteratura serve a tutti noi come rifugio. Saremo quindi qui alla Kasa per una lettura collettiva di alcuni tra i brani più significativi del libro: la corte dei miracoli, Esmeralda, Quasimodo… luoghi e personaggi che sono incisi nella memoria del mondo, e per fortuna nessun incendio riuscirà mai a cancellare”.
Il reading avrà inizio alle 18.50 e prevede l’intervento di numerosi lettori e scrittori.
“Qualsiasi cosa si pensi di questa spiegazione dell’incendio del Palais de Justice nel 1618 – scrisse Hugo -, la cosa dolorosamente sicura è che l’incendio ci fu. Resta ben poco, oggi, a causa di quella catastrofe…”.

Santa Cecilia, Koopman dirige MozartIl maestro olandese sul podio anche per sinfonia n.41 Jupiter

16 aprile 201918:52

– La Messa in do minore K 427, rimasta incompiuta, e la sinfonia n. 41 Jupiter sono i due capolavori di Mozart scelti dal maestro Ton Koopman per l’appuntamento della stagione sinfonica di Santa Cecilia in programma giovedì 18 aprile alle 19:30 (Auditorium Parco della Musica, repliche venerdì 19 alle 20:30 e sabato alle 18). Il direttore olandese guiderà l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale, con le soprano Maria Grazia Schiavo e Roberta Mameli, il tenore Timan Lichdi e il basso Luca Tittoto. La Grande Messa non obbediva a una committenza ma fu concepita da Mozart come pegno di fede nel matrimonio e come un dono all’amata Konstanze. La Sinfonia n.
41, maestosa e solare, fu composta nell’estate 1788, tra i periodi più bui degli ultimi mesi di vita del genio di Salisburgo. L’appellativo Jupiter, probabilmente attribuitole dall’impresario londinese Johann Peter Salomon, si riferisce proprio all’imponente solennità.
L’Uomo Vitruviano, modello del mondoMostra per 500 anni morte Leonardo a Gallerie Accademia Venezia

VENEZIA16 aprile 201920:17

Non smette di riservare sorprese l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, quella figura umana nuda inscritta nel contempo in un cerchio e in un quadrato, considerata tra le massime espressioni umanistiche dell’uomo “modello del mondo”, come rileva il sottotitolo della mostra alle Gallerie dell’Accademia, a Venezia, dedicata ai disegni del genio toscano, con inserti di Durer e allievi del maestro, a 500 anni dalla morte, e simbolo per l’euro a dimostrazione di una visione del denaro al servizio dell’uomo, come ebbe a dire l’allora governatore di Bankitalia, Carlo Azeglio Ciampi. C’è la possibilità, infatti, che Leonardo possa aver usato, fidandosi di una errata trascrizione di un testo vitruviano, un dato diverso rispetto a quello originale nel calcolo delle proporzioni. In sostanza utilizzando una misura del “piede” pari ai nostri 26 centimetri, da moltiplicare per 7 per arrivare all’altezza dell’uomo perfetto.In catalogo, edito Silvana Editoriale, c’è un dettagliato studio sull’argomento di Francesco P. Di Teodoro. Quello che è certo è che “riprendendo l’immagine simbolica dell’uomo come specchio dell’universo” – come rileva Annalisa Perissa Torrini, co-curatrice con Valeria Poletto della mostra aperta fino al 14 luglio – Leonardo ha lasciato un capolavoro, giunto a Venezia nel 1822 proveniente dalla collezione Giuseppe Bossi. Assieme a quel foglio, di appena 32,5×24,6 cm., alle Gallerie dell’Accademia giunsero altri 24 disegni opere del Da Vinci. Dopo un’attesa di cinque anni dall’ultima esposizione, i 25 fogli tornano ed essere presentati al pubblico, nel quadro delle celebrazioni per i 500 anni, segnando un filo comune che unisce Venezia alle mostre di Torino, Milano o Roma.Ai disegni “veneziani” si uniscono quelli, una decina, provenienti dalle collezioni di vari musei, oltre a un’altra trentina di altri di autori diversi, anch’essi centrati sui temi comuni delle proporzioni e dell’anatomia, di cui il “vitruviano” leonardesco è perfetta sintesi. Il percorso espositivo segue un filo cronologico ed è l’occasione per incrociare Leonardo studioso di botanica, di scienza, di caricature, di armi – come un disegno a sanguigna preparatorio della perduta Battaglia di Anghiari – o di temi religiosi, come lo schizzo per Madonna con Bambino, sant’Anna e un agnello. “I disegni, gli schizzi e le annotazioni – ha rilevato Alberto Bonisoli, ministro per i Beni e le attività culturali, sottolineando che siamo in presenza di un genio europeo – rappresentano il lato più intimo e profondo della produzione di Leonardo e consentono di visualizzare le sue idee nell’attimo stesso in cui furono concepite e trasposte su carta. I fogli del museo veneziano raccontano tutta la vita del maestro di Vinci”, da Firenze a Milano, oltre a un breve soggiorno in laguna. Riguardo alla possibilità che l’Uomo Vitruviano possa essere prestato alla Francia per le celebrazioni leonardesche, il ministro ha indicato che tutta la questione del reciproco scambio delle opere con il Paese d’Oltralpe, in vista anche delle celebrazioni per Raffaello, è ancora in fase di analisi.

Al via il 19 giugno Inteatro Festival54 artisti per 14 titoli e 22 repliche a Polverigi e Ancona

ANCONA16 aprile 201920:19

– Da un lato spettacoli di danza che ritrovano nell’universale linguaggio del corpo l’unico antidoto alle false verità che la cultura contemporanea ci propina, dall’altro performance teatrali che con un gioco di specchi evidenziano la confusione concettuale della nostra società.
Questo il filo conduttore del 41/o Inteatro Festival, in programma a Polverigi e Ancona dal 19 al 23 giugno, nelle parole della sua curatrice (e direttrice di Marche Teatro) Velia Papa.
Un programma che con 54 artisti, 14 titoli e 22 repliche offre una panoramica internazionale delle produzioni di ricerca teatrale più avanzate. Tra i vari appuntamenti due grandi spettacoli di danza internazionale al Teatro delle Muse il 22 e 23 giugno: ‘Invisible habitudes’ della The Dance Company di Singapore e ‘Cria’ della coreografa brasiliana Alice Ripoll. Ad inaugurare il Festival a Polverigi in prima nazionale il duo maschile di danzatori e musicisti Simone Donati e Stephen Quildam in ‘Say it’.
Walter Nudo operato al cuoreIl suo entourage, è andato tutto bene

16 aprile 201920:38

– Walter Nudo è stato operato al cuore all’ospedale Monzino di Milano, dove era stato ricoverato in seguito al malore che lo aveva colpito a Los Angeles. “E’ andato tutto bene”, fanno sapere dal suo staff. “Abbiamo eseguito tutti gli accertamenti – spiega il cardiochirurgo Marco Zanobini – per scoprire l’esatta causa delle ischemie. E’ stato necessario un piccolo intervento al cuore che si è risolto rapidamente e senza complicanze.
Seguirà una breve degenza di un paio di giorni e un periodo di convalescenza durante il quale dovrà seguire un programma di recupero concordato e molto personalizzato considerate le caratteristiche del paziente. Nel giro di breve tempo tornerà al 100 per cento alla sua vita, che comprende la ripresa della totale attività sportiva esattamente come prima dell’episodio”.
L’entourage di Nudo ringrazia “l’ospedale Monzino, tutto il suo staff, il prof. Zanobini e il prof. Bartorelli”, ma anche tutte le persone che hanno avuto anche solo un pensiero per Walter”.
Koons accademico d’onore a CarraraLezione dell’artista americano davanti agli studenti

CARRARA (MASSA CARRARA)16 aprile 201920:49

– L’artista americano Jeff Koons è stato nominato accademico d’onore in Scultura, un’onorificenza che segna l’avvio delle celebrazioni dei 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, fondata nel 1769.
Koons parla a braccio, racconta le sue esperienze, dei primi approcci con la conoscenza delle tecniche artistiche. Dagli anni dell’accademia, frequentata a Baltimora e dalla visita al museo locale che gli apre gli occhi sulla necessità di studiare la storia dell’arte, all’incontro con l’Olympia di Manet, poi le opere e i gonfiabili come soffio vitale.
Prima della lezione dell’artista, ‘generoso’ con gli studenti, era stato il presidente dell’Accademia Antonio Passa a fare gli onori di casa insieme al direttore Luciano Massari che ha letto la motivazione: “Koons è riuscito nell’intento di rinnovare la poetica degli oggetti, sulle orme del ready-made di Duchamp e la Pop Art di Andy Warhol per creare un vero e proprio immaginario postmoderno che ha segnato l’arte contemporanea”.
Torna a casa Jimi!, commedia di frontieraUn cagnolino abbatte i muri di Cipro nel film di Piperides

17 aprile 201909:56

I muri alzati dall’odio politico, le diffidenze tra popoli nemici, perfino i divieti imposti dalle leggi nulla possono di fronte all’amore che unisce un piccolo e indisciplinato cagnolino al suo padrone. È davvero una commedia ‘di frontiera’ dai toni surreali “Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro”, film di Marios Piperides che arriva in sala il 18 aprile in 20 copie con Tucker Film. Interpretato dal bravo Adam Bousdoukos (già protagonista di “Soul Kitchen”) e già premiato al Tribeca Film Festival (come Best International Narrative Feature), il film è ambientato a Nicosia, l’ultima capitale nel mondo ancora divisa in due parti, una greca, l’altra occupata dai turchi: grazie al filtro della commedia, il regista racconta con sguardo carico di leggerezza e profondità le tensioni tra i due popoli, la militarizzazione dell’isola e l’impossibilità ancora oggi di costruire un dialogo. A Cipro gli equilibri sociopolitici sono fragili, le regole sono rigide ed è vietato trasferire animali, piante e prodotti da una zona all’altra. Così, quando il bastardino Jimi Hendrix oltrepassa il checkpoint di Nicosia finendo nel settore turco, il suo padrone Yiannis, musicista inconcludente in procinto di lasciare Cipro per raggiungere l’Europa e ricostruire la propria vita, si trova coinvolto in un’incredibile avventura, tra beghe burocratiche e diplomatiche, loschi personaggi, contrabbando e spericolate alleanze pur di riportare il suo cane a casa. Yiannis, greco cipriota, dovrà perfino avere a che fare con il turco Hasan (l’attore Fatih Al), con il quale scoprirà di avere non poco in comune, nonostante la reciproca diffidenza.
“Sono dentro questa storia da tutta la vita. Sono nato a Nicosia, e non ho attraversato l’isola fino al 2003, quando è stato aperto il checkpoint: solo allora ho incontrato i turchi ciprioti”, afferma oggi a Roma il regista Piperides, “quando passi dall’altra parte provi un sentimento strano: vedi chi è profugo nel proprio Paese, che in fondo siamo le stesse persone e abbiamo le stesse facce: Cipro è una piccola isola, è inaccettabile che sia ancora divisa”.
“Sono cresciuto in Germania, i miei genitori sono emigrati negli anni ’60 e hanno sempre avuto una mentalità aperta: io ho avuto tanti amici turchi perché avevamo tante cose in comune, più di quelle che storicamente ci dividevano”, racconta invece il protagonista Bousdoukos, “la mia prima volta a Cipro risale al 2000 per Soul Kitchen, poi ci sono tornato per questo film.
Per tutti i greci la questione cipriota è importante: è inconcepibile che non si possa fare neppure una passeggiata da una parte all’altra”. “Io invece non ho avuto occasione di avere amici turchi”, prosegue il regista rispondendo all’attore, “Abbiamo costruito un muro a Cipro e l’uomo lo fa da secoli pensando di proteggersi, anche se non funziona, perché guerre e atrocità continuano. La chiave di tutto è la scuola: se non cambia la mentalità la storia resterà la stessa. Fin da piccoli ci insegnano l’odio, c’è la propaganda. Ma come accade nel film, quando persone diverse si incontrano devono avere rispetto, capirsi e accettarsi. E’ sempre colpa degli altri, anche a Cipro. Ognuno invece ha le sue responsabilità: riconoscerlo è indispensabile per andare avanti”.
Il film, girato per lo più nella zona greca, ha avuto qualche piccola difficoltà proprio per l’utilizzo del cane (in realtà femmina di nome Pepper, proveniente dall’Olanda): “Il problema era portare il cane nel settore turco, che per la legge sarebbe dovuto rimanere in quarantena per circa tre mesi. Per questo abbiamo optato per la zona sud. E abbiamo girato anche nella zona cuscinetto, chiedendo il permesso all’Onu”, conclude Piperides.

Janeczek e il cibo nel mondo di oggiCon nuovo finale su 11 settembre romanzo autrice premio Strega

17 aprile 201909:57

Aveva un finale d’attualità, forte e impegnato, la prima edizione di questo romanzo sul cibo, che affrontava a suo modo il tema e l’allarme della “mucca pazza”, e ora, purtroppo in sostituzione di quello e non semplicemente in aggiunta, ce n’è uno tutto nuovo, dedicato alla tragedia delle Twin Towers l’11 settembre, in questa riedizione, che arriva dopo il successo internazionale de ‘La ragazza con la Leica’, vincitore dell’ultimo premio Strega. Già questi due finali ci fanno capire che è un’opera un po’ diversa da tutte quelle, ormai tante, cui siamo abituati su questo tema da quando uscì nel 1987 ‘Casalinghitudine’ di Clara Sereni. Certo non manca la madeleine personale, ma tutt’altro che proustiana, con quel “bel pezzetto d’aringa” che la riporta ai riti ebraici dell’Europa nordorientale col suo profumo di pesce salato fresco che sa di mare, cui però si lega soprattutto il ricordo del padre di Elena Janeczek, e lei lo va a ricomprare il giorno in cui lui muore, per fedeltà alla tradizione del kashrute e mentre, come si deve per la shivah, cammina scalza per casa come lui le aveva insegnato.
Si cominciava parlando con un cugino che vive in America del pesto venduto in barattoli ai supermercati, o delle mille varietà che si possono fare in casa, anche con i prodotti della California, e si finiva in Corsica guardando “libere mucche che ignorano di essere finite all’inferno”, di essere tutte viste come malate “pazze”. Oggi invece l'”epilogo quasi morale” riguarda un doppio crollo, quello per l’attentato a New York del 2001 e quello per la chiusura della Lehman Brothers il settembre di sette anni dopo con l’apertura di una crisi economica che mette a terra un paese. Dopo il crollo delle torri, c’era stato uno slancio di resistenza e rinascita, di fratellanza anche verso i tanti islamici, come i camerieri e sguatteri del celeberrimo ristorante Windows on the World che lavoravano al 107/mo piano del World Trade Center. Ma è poi con la crisi che quelli tra quei pochi lavoratori sopravvissuti per caso o per fortuna o i loro eredi si trovano costretti a lottare duramente per far rispettare i propri diritti, con l’aiuto essenziale dell’ex chef Michael Lomonaco, diventato per forza di cose sindacalista dei lavoratori del cibo.
Tra questi estremi si svolge la narrazione legate al cibo nei modi più diversi di questo libro, ovvero le storie che Elena racconta all’estetista Daniela cui si è rivolta per la cura del proprio corpo durante una dieta dimagrante. Dal confronto tra le due nascono storie storie di donne e del loro legame col mangiare, vicende di identità, di anoressia o bulimia, di varietà infinita di piatti di ogni paese, di golosità e di mancanza di gusto, di massaggi e cellulite, in una continua, allarmante attenzione che sembra precludere la possibilità di viversi spensieratamente la vita.
Le ossessioni che sono al fondo delle pagine dolci e inquietanti della Janeczek creano un romanzo, un collage di storie e sapori che si fanno testimonianza del malessere femminile, ma non solo, perché quello è anche segno preciso delle fissazioni e pericolose fascinazioni del nostro mondo ricco e occidentale e queste vicende diventano storia e costume, nella loro dimensione di metafora e indagine psicologica. I personaggi che danno vita alle storie e i piatti loro legati sono indagati a fondo: si va dalla Praga occupata dai sovietici, in cui annega la propria frustrazione per l’arrivo dei carri armati russi l’obesa Ruzena con i knedlicky di prugna, ai friarielli ricchi di sapore e dalle precise radici che danno forza a Teresa, o i krapfen delle feste di Ulrike con i suoi gravi problemi di nutrizione, sino alle tante pizze che costellano queste pagine, tra ristoranti, pasticcerie, trattorie, bar, gelaterie. Ma tutte queste varietà, tutte le preoccupazioni e gioie, vengono comunque annullate da terremoti improvvisi come appunto quello della mucca pazza o della crisi americana, a ricordarci come il cibo abbia un valore sociale, sia simbolo di una necessità e di una comunione di cui non dovremmo mai dimenticare il valore solidale.

Beresford al Taofest, Stone capo giuriaIn gara film della premio Oscar Octavia Spencer e della Apple

CATANIA16 aprile 201914:17

– Sarà la commedia ‘Ladies in Black’, nuovo film del regista australiano Bruce Beresford che ha già diretto ‘A spasso con Daisy’, ad inaugurare la 65/a edizione del Taormina Film Fest, che si svolgerà nella Perla dello Ionio dal 30 giugno al 6 luglio. Beresford sarà presente alla rassegna insieme alla co-protagonista Julia Ormond e agli altri attori del film. Sarà Oliver Stone a presiedere la giuria composta, tra gli altri, dallo scrittore André Aciman (‘Chiamami col tuo nome’), dal compositore Carlo Siliotto (‘Instructions Not Included’, ‘Miracles from Heaven’) e dall’attrice Laura Morante. Sul grande schermo del Teatro Greco e nelle sale del Palazzo dei congressi si avvicenderanno anteprime da tutto il mondo, come il nuovo film di Martha Coolidge, ‘I’ll Find You’.
Prevista la presenza della premio Oscar Octavia Spencer (‘The Help’), protagonista della serie originale ‘Are You Sleeping?’, nuova avventura televisiva della Apple.
Biografilm, premi a Luchini e MockusRiconoscimento a Bologna anche a Letizia Battaglia

16 aprile 201916:45

– Oltre alla fotografa Letizia Battaglia, sono stati annunciati a Roma i premi alla carriera, i Celebration of Lives Award, della 15/a edizione del Biografilm Festival di Bologna (7-17 giugno): l’attore Fabrice Luchini e l’ex sindaco di Bogotà Antanas Mockus.
Luchini sarà a Bologna per ritirare il premio e presentare in anteprima la sua ultima commedia Chi l’ha scritto? Il mistero Henri Pick di Rémi Bezanon, adattamento dell’omonimo romanzo ‘Il mistero Henri Pick’ di David Foenkinos (Mondadori). Il film uscirà in autunno con I Wonder Pictures.
Il terzo Celebration of Lives Award 2019 andrà poi a Antanas Mockus, filosofo, matematico colombiano divenuto famoso come sindaco di Bogotà. Durante i suoi mandati (dal 1995 al 1997 e dal 2001 al 2004) riuscì a risolvere in modo creativo alcuni dei problemi più spinosi della sua città. Al festival sarà presentato in concorso il documentario Nijole di Sandro Bozzolo, dedicato al particolare rapporto tra Mockus e la madre, l’anticonvenzionale artista Nijole Sivickas.          [print-me title=”STAMPA”]

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