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TECNOLOGIA

iPhone 5G arriverà nel 2020 con modem Qualcomm
Vendite melafonini attese a 188-192 milioni di unità nel 2019

24 aprile 2019 04:56

Apple metterà in commercio un iPhone 5G solo nel 2020, usando modem di Qualcomm – con cui ha di recente chiuso una disputa legale su brevetti e licenze – e di Samsung. Lo prevede l’analista Ming-Chi Kuo, esperto dell’azienda di Cupertino.Per Kuo, Apple porterà sul mercato un iPhone 5G nell’autunno del 2020, e non nel 2019 come la maggior parte dei produttori di smartphone. Il lancio, tuttavia, contribuirà a rivitalizzare le vendite dell’iPhone, che hanno subito una frenata.”Ci aspettiamo che le consegne complessive di iPhone si attesteranno a 188-192 milioni di unità nel 2019, e a 195-200 milioni nel 2020″, si legge in una nota dell’analista riportata dal sito della Cnbc.Apple ha venduto 217 milioni di iPhone nell’esercizio fiscale 2018, che si è chiuso nel settembre scorso. A dicembre la compagnia ha poi reso noto che non comunicherà più i dati sui volumi di vendita di dispositivi, perché meno rilevanti per gli investitori.La scorsa settimana Apple e Qualcomm hanno raggiunto un accordo sullo scontro legale che le vede protagoniste nei tribunali di tutto il mondo riguardo le royalty. “L’accordo include un pagamento da Apple e Qualcomm” si legge nel comunicato, nel quale si precisa che le due società hanno anche siglato un contratto di licenza di sei anni, in vigore dall’1 aprile 2019, con l’opzione di estenderlo per altri di due anni.

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Da governo Gb via libera a Huawei su G5
Colosso cinese potrà fornire elementi non cruciali. Usa snobbati

LONDRA24 aprile 201913:30

Il governo britannico è pronto a dare luce verde alla partecipazione del colosso cinese Huawei al progetto 5G nel Regno, a dispetto delle pressioni Usa e di alcune preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale condivise da ministri e 007 di Londra. Lo anticipa oggi il Daily Telegraph precisando tuttavia che l’ok è limitato alla fornitura di parti “non cruciali” del network per la raccolta dati: una restrizione che non sembra bastare ad accontentare Washington e che però potrebbe ridimensionare la soddisfazione di Pechino.

La questione è stato definita da Theresa May, d’intesa con i ministri di Esteri, Difesa e Interno, dopo mesi di analisi da cui era emerso qualche allarme, ma solo parziale, sul rischio di esporsi a potenziali forme di cyber intrusione cinesi. Gli Usa, che hanno tagliato fuori Huawei, avrebbero preteso l’esclusione totale del gigante cinese anche dagli alleati che aderiscono al sistema di cooperazione d’intelligence denominato ‘Five Eyes’ (Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda): gruppo un cui meeting è previsto più tardi a Glasgow.

TECNOLOGIA

Usa: fa causa a Apple e chiede 1 mld dollari per suo arresto
Ragazzo punta dito contro sistema riconoscimenti facciale

24 aprile 201917:20

Un ragazzo di 18 anni fa causa ad Apple e chiede 1 miliardo di dollari. Ousmane Bah, accusa il sistema di riconoscimento facciale per averlo fatto erroneamente collegare a una serie di furti nei negozi di Cupertino. Lo riporta il Washington Post.Bah è stato arrestato in novembre e il mandato di cattura includeva la foto di un’altra persona: gli agenti del New York Police Department hanno concluso che il ladro catturato dalle telecamere di sorveglianza del negozio “non sembrava neanche lontanamente” Bah. nell’azione legale vengono citati gli agenti e si sostiene che Apple ha usato la sua tecnologia di riconoscimento facciale per identificare taccheggiatori. Bah ammette di aver perso di recente il foglio rosa, che comunque non aveva alcuna sua foto.Il legale di Bah spiega come il foglio rosa è stato probabilmente presentato dal suo assistito in un negozio Apple come prova di identità, e che il nome di Bah è stato associato per errore al volto di un ladro nei sistemi di sicurezza della società. Questo significa che ogni volta che il taccheggiatore entra in un negozio Apple viene registrato con il nome di Bah nei sistemi di sorveglianza di Apple.

TECNOLOGIA

Huawei: media Cina, smartphone pieghevole in arrivo a giugno
Fonti smentiscono le voci di uno slittamento come per Samsung

24 aprile 201917:41

Lo smartphone pieghevole di Huawei, chiamato Mate X, inizierà ad arrivare sugli scaffali a giugno, almeno in Cina. A dirlo sono alcuni siti cinesi, tra cui Phoenix Technology, che riferiscono di indiscrezioni interne all’azienda. Le fonti confermano una pubblicità apparsa agli inizi di aprile – e subito rimossa – sul sito di e-commerce di Huawei in Cina, in cui si indicava proprio giugno come data di disponibilità dello smartphone.Le indiscrezioni arrivano a poche ore dal comunicato di Samsung che ha invece annunciato un rinvio per il suo telefono pieghevole, il Galaxy Fold, a causa dei problemi allo schermo emersi in alcuni modelli di prova consegnati ai giornalisti.Huawei non ha al momento confermato nessuna data di uscita per il Mate X. Durante la presentazione del dispositivo, lo scorso febbraio al Mobile World Congress di Barcellona, la compagnia aveva parlato genericamente della seconda metà del 2019. In Italia il lancio era atteso nel mese di ottobre.Le nuove indiscrezioni non escludono la possibilità che in Europa il Mate X arrivi effettivamente nei mesi successivi a giugno, e quindi nel secondo semestre. L’ipotesi resta plausibile anche in considerazione dei tempi di produzione del dispositivo.

TECNOLOGIA

L’intelligenza artificiale in campo per la fusione nucleare
Per studiare le instabilità del plasma

24 aprile 201917:39

L’intelligenza artificiale scende in campo per studiare la fusione nucleare. E’ quanto prevede la ricerca pubblicata sulla rivista Nature e nata dalla collaborazione fra dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e università di Princeton; l’obiettivo è studiare un metodo per prevedere le instabilità improvvise del plasma, in modo da prevenirle, evitando interruzioni nel processo di produzione di energia. Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato potrebbe accelerare lo sviluppo della produzione di energia dalla fusione nucleare, che è una fonte pulita e virtualmente inesauribile per generare elettricità.”Questa ricerca apre un promettente nuovo capitolo nello sforzo di produrre energia illimitata sulla Terra”, ha detto Steve Cowley, dell’università di Princeton. Sono diversi i progetti e gli esperimenti che puntano a ottenere la fusione nucleare per produrre energia elettrica e fra i più importantic’è Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor) in costruzione a Cadarache, in Francia. Si basa su una macchina chiamata Tokamak, nella quale il plasma incandescente viene isolato dalle pareti del reattore (confinamento) utilizzando intensi campi magnetici.L’inconveniente di questa tecnologia è che possono verificarsi improvvise instabilità del plasma capaci di compromettere il confinamento, costringendo a fermare la macchina per evitare di danneggiarla. Tuttavia è possibile prevenire il problema a condizione che ci sia un tempo sufficiente di avviso. I ricercatori hanno pensato di ‘arruolare’ l’intelligenza artificiale per tentare l’impresa di prevedere questo fenomeno, addestrando un sistema con i dati forniti da due importanti dimostratori: il DIII-D in California, la più grande struttura degli Stati Uniti, e il Joint European Torus (JET) nel Regno Unito. Il risultato è stato SODDISFACENTE e il sistema ha fornito previsioni affidabili.         [print-me title=”STAMPA”]

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