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TECNOLOGIA

L’intelligenza artificiale spaventa gli americani
Giovani sono più preoccupati degli ‘over 50′

NEW YORK26 aprile 2019 04:48

L’intelligenza artificiale spaventa gli americani. Secondo un sondaggio di ScottRasmussen.com, L’intelligenza artificiale spaventa gli americaniesenta in qualche modo una minaccia per la razza umana, mentre per il 16% e’ una minaccia molto seria.Gli elettori più giovani sono più preoccupati per l’effetto dell’intelligenza artificiale rispetto agli elettori con oltre 50 anni, e i repubblicani sono un più preoccupati di democratici e indipendenti.Altri dati recenti, inoltre, mostrano che secondo il 28% degli elettori le società tecnologiche dovrebbero ottenere un permesso dal governo prima di offrire i propri servizi ai consumatori.
Wetaxi sbarca in tutta ItaliaGià presente in 19 città, da 10mila a 20mila corse in pochi mesi

TORINO26 aprile 201911:09

Ha introdotto un modello di mobilità intelligente, che coniuga il servizio di trasporto urbano garantito dai taxi con un sistema che permette di conoscere in anticipo il prezzo massimo della corsa. Wetaxi, l’applicazione nata al Politecnico di Torino, cresce rapidamente grazie ad un modello di business che piace ai tassisti e ai clienti. Giù disponibile in 19 città, coinvolge più di 2 mila tassisti in tutta Italia, con oltre 75mila download e 40mila utenti attivi.”Prevediamo di aprire in più di 40 città entro la fine dell’anno”, spiega Massimiliano Curto, fondatore e amministratore di Wetaxi. Nata nel giugno 2017, la piattaforma vanta oltre 20mila corse mensili. Lo scorso anno erano poco meno di 10mila. Una crescita che conferma il successo dell’innovativo servizio. “Vogliamo valorizzare il servizio taxi attraverso la tecnologia – sottolinea – fornendo al cliente una modalità diretta, conveniente e sicura per richiedere o prenotare il taxi di sempre, senza dimenticare chi guida”.
Netflix come Spotify, testa la riproduzione casualeFunzione ‘shuffle’ in prova per alcuni utenti Android

aprile 201911:09

Netflix testa un sistema di riproduzione casuale delle serie e dei film, una specie di tasto ‘shuffle’ già presente sui servizi di streaming musicale. La funzione che va in aiuto di pigri e indecisi è stata avvistata nella versione dell’app Netflix 7.6.0 su Android mentre non c’è ancora traccia su iOS di Apple.Come spiega il sito AndroidPolice, chi è stato incluso nei test ha visualizzato l’opzione in due modi. Il primo è una colonna dedicata nella schermata principale dell’app, il secondo un tasto che appare quando un utente ha già iniziato a vedere una serie tv o un programma.

TECNOLOGIA

Oms, bimbi fino a 2 anni mai davanti ad uno schermo
Meno tempo seduti in passeggino, movimento per prevenire obesità

26 aprile 201912:48

Meno ore passate davanti ad uno schermo o seduti in passeggino, rispettare le giuste ore di sonno aiuta i bambini a crescere più sani e previene l’obesità. E’ quanto rileva l’Organizzazione mondiale della sanità in una direttiva che riguarda la salute dei bimbi di meno di cinque anni per i quali è salutare, si spiega, stare meno nel passeggino, dormire il giusto e dedicare più tempo ai giochi attivi.

Non c’è nulla di più sbagliato dunque per l’Oms di quei bambini che seduti nel passeggino giocano con il tablet.
Sony, utili record con software e diritti musicaA 916,2 mld yen (+87%). Scende playstation

26 aprile 201915:28

Il successo delle piattaforme digitali per videogiochi e la domanda dei servizi musicali online spingono a livelli record gli utili della Sony per il secondo anno consecutivo. Il colosso giapponese dell’elettronica e dell’intrattenimento ha registrato un utile netto di 916,2 miliardi di yen per l’anno fiscale 2018, pari a 7,3 miliardi di euro, equivalente a un rialzo dell’87%. Sony ha venduto 17,8 milioni di PlayStation 4, un calo rispetto ai 19 milioni del periodo precedente, ma la flessione è stata più che bilanciata dalla vendita sostenuta di software e dalle entrate derivanti dagli abbonamenti degli utenti della console di videogiochi.L’utile netto è inoltre aumentato come risultato dell’acquisizione della casa discografica Emi, lo scorso novembre, un’operazione che mostra come l’azienda nipponica intenda concentrarsi sullo sviluppo delle sinergie dei diritti musicali e delle proprietà intellettuali nel campo musicale, cinematografico e dei videogiochi. Per l’anno fiscale in corso Sony prevede un ridimensionamento dei profitti del 45% a 500 miliardi di yen, e un utile operativo in calo del 9,4%.
Tlc: Agcom, oltre 45% linee rete fissa a banda ultralargaContinua calo accessi complessivi, -350 mila in un anno

26 aprile 201915:16

A fine 2018, gli accessi complessivi della rete fissa si riducono di circa 180 mila unità rispetto al trimestre precedente (-350mila unità rispetto a dicembre 2017). I dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni, diffusi dall’Agcom. evidenziano profondi mutamenti nella composizione delle tecnologie utilizzate per la fornitura del servizio: se a fine dicembre 2014 quasi il 94% degli accessi alla rete fissa era in rame, dopo quattro anni questi sono scesi al 58%, pari ad una flessione di 7,5 milioni di linee.Nello stesso periodo (dicembre 2014 – dicembre 2018) sono cresciuti gli accessi tramite tecnologia FTTC (+5,9 milioni di unità), FTTH (+540 mila) e FWA (+700 mila). Le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s, rappresentano a dicembre 2018 meno del 25% delle linee broadband e ultrabroadband; quelle con velocità pari o maggiore di 30 Mbit/s il 45,1%. Tim è il maggiore operatore con il 43,9%, seguito da Vodafone (15,8%) e da Fastweb e Wind Tre con quote comprese tra il 14 ed il 15%.Nella rete mobile si registra, su base annua, un aumento complessivo di 3,5 milioni di sim: tale incremento è dovuto alla crescita delle sim M2M, salite di 4,8 milioni di unita, mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono ridotte di 1,3 milioni di unità. Tim si conferma market leader (30,7%), seguita da Wind Tre e Vodafone con una quota simile pari al 29,2%. Il nuovo entrante Iliad, nei primi sei mesi di attività, conquista il 2,7% del mercato.Tuttavia, se si considerano unicamente le sim “human”, escludendo quindi le M2M, il nuovo operatore raggiunge il 3,4%, mentre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 2,5 punti percentuali su base annua, rimane il principale operatore con il 32,8%. Prosegue a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: nell’ultimo trimestre dell’anno 2018 poco meno del 70% delle linee “human” ha effettuato traffico dati, con un consumo medio unitario di dati stimabile in 4,27 GB/mese in crescita del 55,6% rispetto a dicembre 2017.         

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