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Realtà virtuale distrae bimbi da ansia iniezioni
Studio in ospedali pediatrici Australia, dolore ridotto fino 60%

SYDNEY30 aprile 2019 06:26

La realtà virtuale per distrarre e calmare i bambini terrorizzati da iniezioni, prelievi di sangue e cannulazioni intravenose, riducendo il loro dolore e il livello d’ansia. A fare indossare i visori che riproducevano le onde de mare che si infrangevano e pesci che brucavano tra gli scogli due ospedali pediatrici di Melbourne che hanno utilizzato la tecnologia su oltre 250 bambini di età fra 4 e 11 anni. Nella ricerca, pubblicata sul Journal of Pediatrics, l’uso della realtà virtuale ha ridotto il dolore del 41-60%, l’ansia del 35-45% e il livello di angoscia dei genitori fino al 75%. E la maggior parte dei bambini voleva continuare.Secondo lo specialista di dolore pediatrico Simon Cohen, cha ha guidato il progetto, la sperimentazione ha dimostrato i benefici della distrazione nella gestione del dolore per i bambini. “Il ricordo di una precedente esperienza dolorosa ha una forte influenza sull’esperienza di dolore durante procedure successive”, scrive. “Intervenendo su queste esperienze, possiamo aiutare sia i bambini sia i genitori quando sono richiesti trattamenti necessari ma dolorosi, che provocano ansia”.

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Europee: Twitter sostiene campagna Ue con #StavoltaVoto
C’è una emoji dedicata

30 aprile 201912:49

Twitter sostiene la campagna dell’Unione europea per incoraggiare il voto in vista dell’appuntamento del 26 maggio prossimo. Attiva in italiano l’hashtag #StavoltaVoto con una emoji speciale dedicata. La campagna #ThisTimeImVoting dell’Ue è declinata in 25 lingue diverse, illustra le questioni e i problemi dell’Unione Europea e come ogni singolo voto possa avere un impatto importante sulle condizioni di vita dei cittadini dell’Unione stessa.”Siamo lieti di supportare una campagna così importante e ci impegneremo per amplificare il più possibile il messaggio principale e la call-to-action per i cittadini: andate a votare”, spiega Karen White, Director of Public Policy for Twitter Europe. “Quest’anno le Elezioni Europee rappresentano il secondo esercizio democratico per dimensioni nel mondo e avranno un impatto significativo sulle prospettive geopolitiche della regione e sulle priorità per i prossimi cinque anni – continua -. E’ quindi fondamentale che i cittadini di ogni età facciano sentire la propria voce e che spingano altri a fare altrettanto.La campagna #ThisTimeImVoting incoraggia le persone a prendere un impegno e andare a votare. Attraverso l’adesione a questa campagna si partecipa a una conversazione pubblica di grandissime dimensioni e si ricorda a chi legge l’importanza di esercitare il proprio diritto di voto”.

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Facebook dà accesso a dati, fa capire impatto su elezioni
60 accademici indagheranno influenza dei social, anche in Italia

30 aprile 201912:52

Facebook apre le porte della sua banca dati agli studiosi che indagano sul ruolo dei social media nelle elezioni, e quindi nella democrazia. La società ha reso noto che una sessantina di ricercatori di 30 università in 11 Paesi avranno accesso a dati normalmente preclusi, perché protetti per questioni di privacy. Tra le nazioni c’è anche l’Italia, con un progetto dell’università di Urbino Carlo Bo che mira ad approfondire le interazioni social relative alle notizie di stampa nel periodo delle elezioni politiche 2018.A selezionare i progetti di ricerca sono stati due enti indipendenti: il Social Science One e il Social Science Research Council. Facebook, che un anno fa aveva annunciato l’impegno a sostenere l’approfondimento accademico dell’impatto dei social sulle elezioni, ha precisato di non avere alcun ruolo nella scelta dei progetti, né diritto a vedere o ad autorizzare i risultati delle ricerche prima della loro pubblicazione.Tra le informazioni a cui i ricercatori selezionati avranno accesso, ci sono i dati sulle inserzioni politiche, i link a pagine esterne condivisi da almeno cento utenti e gli strumenti per tracciare la popolarità di notizie e altri post pubblici. Tutti i dati – sottolinea Facebook – sono resi anonimi per tutelare la privacy degli utenti.

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Samsung: -56,9% utili primo trimestre, a 4,3 mld dollari
Con calo prezzi microchip e domanda display, vede segni ripresa

PECHINO30 aprile 201912:53

Samsung Electronics chiude il primo trimestre 2019 con utili operativi in frenata a 6.200 miliardi di won (-60,1% annuo), e netti in calo del 56,9%, a 5.040 miliardi di won (4,3 miliardi di dollari), ai livelli più bassi dal terzo trimestre 2016.Il trend negativo, spiega la società in una comunicazione alle autorità di regolamentazione, sconta il calo dei prezzi di microchip e la debole domanda di display. I ricavi risultano invece pari a 52.400 miliardi di won (45 miliardi di dollari), in flessione del 13,5%.Le previsioni sul secondo trimestre segnalano la ripresa dei risultati, ma anche la presenza di incertezze.I titoli del colosso sudcoreano, nonostante i dati abbiano confermato le indicazioni dei dati preliminari diffusi poche settimane fa, cedono alla Borsa di Seul lo 0,65%, attestandosi a 45.850 won.

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Vodafone: vulnerabilità in prodotti Huawei, ora risolte
Problema con Telnet, identificato durante test di routine

30 aprile 201914:18

Vodafone ha trovato delle “vulnerabilità” nei prodotti forniti da Huawei in Italia “che risalgono al 2011 e 2012 e state tutte risolte”. Lo conferma il gruppo smentendo però che questo “potrebbe aver dato a Huawei l’accesso non autorizzato alla rete fissa della compagnia in Italia”.Il riferimento, spiega Vodafone è a Telnet, un protocollo comunemente utilizzato da molti fornitori del settore per l’esecuzione di funzioni diagnostiche. “Non abbiamo prove di accessi non autorizzati – sottolinea inoltre Vodafone – Il problema non era altro che un errore nel rimuovere una funzione diagnostica dopo lo sviluppo”.Il problema però, minimizza l’operatore, è stato “identificato da test di sicurezza indipendenti, avviati da Vodafone come parte delle nostre misure di sicurezza di routine”.”Eravamo stati informati delle vulnerabilità riscontrate tra il 2011 ed il 2012 e all’epoca avevamo adottato le dovute misure correttive”. Così un portavoce di Huawei spiega come è stato superato il ‘baco’ trovato nei dispositivi da Vodafone. “La vulnerabilità dei software rappresenta una sfida per l’intero settore”, afferma il portavoce. “Come ogni fornitore di Ict – aggiunge – disponiamo di un sistema consolidato di rilevazione e risoluzione dei problemi che, una volta identificati, ci permette di lavorare a stretto contatto con i nostri partner per intraprendere l’azione risolutiva più appropriata”.

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Spotify ha 100 milioni di abbonati, 217mln utenti totali
Nel primo trimestre ricavi a +33%, riduce le perdite

30 aprile 201912:55

Spotify raggiunge il traguardo dei 100 milioni di abbonati al suo servizio di musica in streaming, su un totale di 217 milioni di utenti. La compagnia ha annunciato i dati nel corso della presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre, chiuso con ricavi in crescita del 33% su base annua e una riduzione delle perdite rispetto al pari periodo del 2018.Gli utenti che pagano un abbonamento mensile sono aumentati del 32% rispetto a un anno fa. A fine marzo 2018, infatti, la società scandinava contava 75 milioni di abbonati. Dei 100 milioni di persone che spendono per ascoltare musica senza pubblicità, il 40% si trova in Europa, il 30% in Nord America, il 20% in America Latina e il restante 10% in altre aree geografiche. In crescita anche il numero di utenti complessivi, cioè paganti e non, passato dai 173 milioni del marzo 2018 ai 217 milioni del mese scorso.Guardando ai dati finanziari, Spotify ha riportato ricavi per 1,51 miliardi di euro, il 33% in più rispetto al primo trimestre 2018. La perdita netta si è attestata a 142 milioni di euro, a fronte della perdita da 169 milioni di un anno fa. La società ha comunicato di aver speso 308 milioni di euro per l’acquisizione delle aziende di podcast Gimlet Media e Anchor FM, cifra a cui si aggiungono 50 milioni per rilevare Cutler Media, ‘casa madre’ di Parcast.

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Due braccia robotiche in più per gli operai, contro la fatica
Dall’Iit un’arma hi-tech per affrontare i lavori usuranti

30 aprile 201917:27

Avere quattro braccia come il dio Visnù per svolgere i compiti più faticosi con il doppio della forza e la metà dello sforzo: il sogno di molti lavoratori potrebbe presto diventare realtà, grazie al sistema robotico di arti sovrannumerari sviluppato all’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).Il dispositivo è formato da un imbrago indossabile, simile a uno zaino, a cui sono agganciate due braccia dotate di mani robotiche che il lavoratore può usare per non affaticare spalla, gomito e polso ogni volta che deve sollevare pesi, compiere movimenti ripetitivi o usare strumenti che generano vibrazioni fastidiose. Alla vigilia della festa dei lavoratori, è proprio il rumore di un trapano ad annunciare l’avvio dei primi test del dispositivo nato dalla collaborazione tra i laboratori Hrii (Human Robot Interfaces and physical Interaction) e SoftBots (Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation), coordinati rispettivamente da Arash Ajoudani e Antonio Bicchi.”Il più delle volte i robot vengono progettati per condividere l’ambiente di lavoro con l’uomo in sicurezza, evitando collisioni accidentali o contatti sporadici, ma pochi sono pensati per dare assistenza attiva, ridurre gli sforzi e migliorare la produttività del lavoratore, ha rilevato Ajoudani. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è introdurre nell’industria dei sistemi robotici in grado di aiutare fisicamente i lavoratori a svolgere le proprie mansioni in modo sicuro e confortevole”, spiega Arash Ajoudani.”Si tratta di una questione di grande rilievo, se pensiamo che le patologie del sistema muscolo-scheletrico derivanti dallo svolgimento prolungato e non ergonomico di mansioni usuranti costano all’Unione europea circa 240 miliardi di euro all’anno in termini di perdita di produttività e assenza per malattia”.Tutto nel laboratorio ruota intorno al comfort del lavoratore: lo raccontano i ricercatori, mostrando robot che monitorano la fatica fisica dell’uomo e ne prevedono i movimenti in modo da adattarsi alle sue attività, consentendogli di lavorare in maniera più ergonomica possibile.Ci sono anche mani robotiche che offrono l’utensile giusto al momento giusto, riconoscendo perfino se l’operatore è destro o mancinoAltre mani  capaci di apprendere abilità complesse direttamente dall’uomo per poi eseguirle o addirittura insegnarle ad altri             [print-me title=”STAMPA”]

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