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Restaurata facciata maiolica ‘Hungaria’
Restauro parete primi ‘900 in dialogo con formelle vetro Tilson

VENEZIA13 maggio 2019 17:47

– Torna a risplendere a Venezia la facciata-gioiello dell’hotel “Ausonia Hungaria”, uno dei grandi alberghi del Lido di inizio ‘900, attrazione per la celebre facciata liberty in maiolica. Dopo l’opera di restauro curata sotto le indicazioni della Sovrintendenza, la facciata frontale, con i 700 metri quadri di maioliche policrome del ceramista bassanese Luigi Fabris, può essere nuovamente ammirata nella sua magnificenza. Ma non solo: l’altro tesoro dell’Hungaria (il nome originale pensato per la clientela mitteleuropea d’inizio secolo) è nella facciata a sud-est, ricoperta da 3.358 formelle in vetro di Murano ideate dall’artista inglese Joe Tilson.
Un’unica grande opera d’arte, come se la facciata di formelle in vetro fosse in dialogo con quella in maiolica a sbalzo di 100 anni prima. L’opera di restauro, interamente finanziata dal gruppo Russo, proprietario dell’hotel, sarà presentata nel corso di un evento pubblico martedì 21 maggio, presente Vittorio Sgarbi.
J-Ax, singolo e video “Timberland Pro””Un pezzo anticonformista, fuori mercato e per vecchi come me”

13 maggio 201918:06

– J-Ax ha rilasciato il suo nuovo singolo, Timberland Pro, accompagnato anche da un video. Un brano che segna un ritorno alle origini, quelli della sua nascita artistica e del Rap’n’Roll puro, un manifesto-omaggio agli anni ’90. “Ho scritto un pezzo anticonformista, fuori mercato e per vecchi come me”, ha detto Ax, che dal 16 maggio conduce con Michelle Hunziker su Canale 5, lo show All together now.
Una canzone dissacrante, gridata, scratchata e old school: con le sue “Timberland Pro” J-Ax, che lo scorso anno ha festeggiato i 25 anni di carriera, calpesta l’aiuola del buonismo, dell’ipocrisia e dei moralismi facili e taglia dritto verso l’essenza della realtà, quella senza Rolex e senza Lamborghini. “Ho preso tutti per il culo, non ho mai comprato un Rolex – canta l’artista, con riferimento al progetto con Fedez, Comunisti col Rolex -. In Italia il sarcasmo non si usa come il goldone. Non ho niente da dimostrare né da compensare, quindi non ho il Lamborghini perché c’ho il caxxo normale”.
Giancarlo Giannini, io pacifista in Catch-22L’attore unico italiano nel cast della serie Sky

13 maggio 201921:32

C’è anche l’immenso Giancarlo Giannini, unico attore italiano del cast, in Catch-22 – la serie targata Sky Original in 6 episodi e tratta dall’omonimo romanzo antimilitarista del 1961 di Joseph Heller – ambientata nel nostro Paese durante la seconda guerra mondiale, che narra le vicende di uno squadrone dell’aviazione americana sul fronte italiano. A co-dirigere e produrre la serie il premio Oscar George Clooney, impegnato in prima persona come regista di due episodi e interprete dello spigoloso Tenente Scheisskopf.La presentazione alla stampa in anteprima europea della serie, in onda in prima tv esclusiva dal 21 maggio, ogni martedì alle 21.15 su Sky Atlantic, si è tenuta a Roma. Presenti Christopher Abbott (protagonista nei panni del bombardiere John Yossarian), George Clooney, Gran Heslov (co-regista), Tessa Ferrer, Kyle Chandler e Giancarlo Giannini (unico italiano nel cast). Insieme a loro, l’altra co-regista Ellen Kuras e lo sceneggiatore Luke Davies.”Quanto mi sono divertito”, racconta Giannini. “E’ un film anti-militarista e il libro, anti-militarista a sua volta, ha cambiato la storia della letteratura. Il mio è un cameo, ma tutti i grandi fanno i camei. George ed Ellen per me erano come i fratelli Coen. Il mio Marcello è un fanfarone molto intelligente: ricorda un po’ Pasqualino Settebellezze. Solo che Pasqualino era un vigliacco, qui invece il personaggio è il più pazzo dei pazzi. Clooney è un bravo regista, perché dice poco non è invadente, mi ha mandato un cd con le battute recitate da lui e io ho solo copiato. Ho un lungo monologo e lui mi aiutava mettendo i cartelli molto eleganti per farmelo ricordare”.Giannini è il proprietario di un bordello nella Roma appena liberata dagli Alleati, un uomo vissuto e un tempo bellissimo, ma ancora affascinante. Quando si parla di patriottismo, politica e storia, Marcello, un pacifista con idee rivoluzionarie, non perde occasione per dibattere, anche piuttosto animatamente, con i giovani soldati americani. “Catch-22 è un perfetto rappresentante del Dna di Sky che si basa sul valore delle storie e sul collegamento col nostro Paese – spiega l’executive vice president programming di Sky Nicola Maccanico – perché se pensiamo a come sono oggi i conflitti umani è cambiato poco da quando è stato scritto il libro nel 1961. Aggiungo che un gruppo di talenti artistici così non è facile da vedere insieme”.

Renée Zellweger canta Judy GarlandEsce il 27 settembre album “Judy”, colonna sonora omonimo film

13 maggio 201919:16

– Vincitrice di un premio Oscar e con all’attivo ben tre nomination, Renée Zellweger, pubblicherà il suo primo album da solista: la colonna sonora originale dell’attesissimo film Judy, di cui sarà anche protagonista.
La pubblicazione della colonna sonora è prevista per il 27 settembre 2019, in occasione dei 50 anni dalla morte prematura di Judy Garland (nel 1969) e degli 80 anni da quando ha girato giovanissima Il mago di Oz. Il disco sarà pubblicato su Decca, da sempre etichetta della cantante.
Basato sulla storia vera degli ultimi concerti di Judy Garland a Londra alla fine degli anni ’60, il film biografico Judy vede la Zellweger, nel ruolo di una vera leggenda, portare la sua particolarissima voce in un album unico.
“Ho detto chiaro e tondo a Renée che non stavo cercando di ricreare la voce inimitabile di Judy Garland, ma volevo che Renée facesse proprie queste canzoni e lei lo ha fatto ottenendo un effetto elettrizzante”, ha spiegato il regista Rupert Goold.
Clooney, un progetto tv sul WatergateL’attore e regista a Roma per presentare Catch-22

13 maggio 201919:22

– “Sto realizzando a un progetto televisivo in otto parti sul Watergate. E’ un tema affascinante ed è un momento decisamente interessante per raccontarlo”. Lo dice George Clooney, a Roma per presentare la miniserie che ha diretto, prodotto e interpretato, Catch-22, in prima tv esclusiva dal 21 maggio su Sky Atlantic.
Inoltre, sempre insieme all’amico e coproduttore Grant Heslov “stiamo per iniziare a girare un film in Islanda, abbiamo appena fatto lo scouting per le location, e non vedo l’ora di cominciare”. Clooney è interessato a tutte le forme di racconto: “Fino ad alcuni anni fa gli studios investivano anche in film di dimensioni medie – spiega -. Allora era possibile produrre titoli come Syriana, Tra le nuvole o Michael Clayton, che pur intrattenendo affrontavano temi seri. Ora gli studios non lo fanno più perché non è vantaggioso economicamente. Se si produce un film da 10 milioni di dollari poi se ne devono investire 40 per venderlo”. Perciò “le storie che amo le racconto in forme diverse”.
Museo Frank Sinatra in paese dei nonniCollezione cimeli apre domani a Lercara Friddi, nel Palermitano

PALERMO13 maggio 201919:24

– Apre il 14 maggio al pubblico il museo dedicato a Frank Sinatra e ai migranti d’America, realizzato a Lercara Friddi, nel Palermitano, paese d’origine dei nonni paterni di “The Voice”. L’iniziativa dell’associazione Life & Art Promotion cade nel 21/o anniversario dalla scomparsa di Sinatra. Il museo raccoglie cimeli appartenuti all’artista.
“Il materiale – dice Marianna Giangrasso – è frutto di diverse donazioni ricevute da persone che hanno visitato Lercara Friddi”.
L’idea si è man mano concretizzata nel corso del “My Way Festival”, giunto all’undicesima edizione: nel 2011 viene allestita la mostra fotografica “Siciliani d’America”, che ripercorre la storia di quelli che, come i nonni del cantante (Francesco Sinatra e Rosa Saglimbeni), sono emigrati. Nel 2015, grazie a Irene Soggia che ha donato la sua collezione privata con oltre 300 dischi, foto e articoli, dalla mostra si passa a una collezione permanente. In questi anni altri fan da tutto il mondo hanno continuato ad arricchire la collezione.
Ciak La dea fortuna, nuovo film OzpetekCon Accorsi, Leo e Trinca. In sala dal 28 novembre con Warner

13 maggio 201919:25

– Primo ciak a Roma il 15 maggio per La Dea Fortuna, diretto da Ferzan Ozpetek con protagonisti Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca. Le riprese dureranno circa 8 settimane e si svolgeranno tra Roma e Palermo.
Alessandro e Arturo sono una coppia da più di quindici anni.
Nonostante la passione e l’amore si siano trasformati in un affetto importante, la loro relazione è in crisi da tempo.
L’improvviso arrivo nelle loro vite di due bambini lasciati in custodia per qualche giorno dalla migliore amica di Alessandro, potrebbe però dare un’insperata svolta alla loro stanca routine.
La soluzione sarà un gesto folle.
Da un soggetto di Gianni Romoli e Ferzan Ozpetek, il film è scritto da Gianni Romoli, Silvia Ranfagni e Ferzan Ozpetek. Nel cast, accanto a Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca anche Serra Yilmaz. Prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli, è una produzione Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film e sarà distribuito da Warner Bros. Pictures dal 28 novembre.
Al via a NY la Biennale del WhitneyDi scena 75 giovani artisti che guideranno tendenze future

NEW YORK13 maggio 201921:32

NEW YORK – L’America di oggi vista dagli occhi di 75 giovani artisti. La 79/a edizione della Biennale del Whitney apre il 17 maggio offrendo uno spaccato sullo stato dell’arte nel paese e selezionando artisti per la maggior parte al di sotto dei 40 anni e non bianchi. L’edizione 2019 di quella che e’ considerata la più antica manifestazione negli Usa che presenta gli ultimi sviluppi dell’arte americana è stata curata da Rujeko Hockley e Jane Panetta le quali hanno girato da un capo all’altro del paese visitando oltre 300 studi prima di selezionare gli artisti che probabilmente diventeranno le future star del panorama artistico sia nazionale che internazionale. “Questa è l’America in cui viviamo – dice la Hockley a proposito delle opere esposte – un paese con tante diversità. Abbiamo cercato di mostrare la vasta gamma di temi sia a livello geografico, culturale, storico”.”Io e Ru (Hockley, ndr) – sottolinea Panetta – ci siamo concentrate sugli artisti emergenti e per la prima volta partecipanti ad una Biennale. Durante la nostra ricerca negli Stati Uniti siamo state colpite dalle profonde difficoltà della nostra epoca e di come tanti artisti facciano fatica a presentare la loro arte pubblicamente”. Anche se le tematiche sono ampie, i temi principali toccano questioni razziali, sessuali, economiche, il cambiamento climatico e la vulnerabilità del corpo. Le forme di espressione vanno dalla scultura, alla pittura, il disegno, la fotografia, installazioni video. Le curatrici hanno anche sottolineato che nonostante le avversità a cui vanno incontro gli artisti, pervade un senso generale di ottimismo e di speranza.Ma come è già accaduto per precedenti edizioni, la Biennale non è stata priva di controverse. Subito dopo l’annuncio del programma uno dei 75 artisti selezionati, Michael Rakowitz, ha ritirato la sua adesione per protestare contro la ‘filantropia tossica’ del vice-presidente del museo, Warren Kanders. La sua azienda, infatti, la Safariland produce i gas lacrimogeni usati dalle forze americane contro i migranti arrivati dal Centro-America al confine con il Messico. Tuttavia una delle installazioni prende di mira proprio Kanders. ‘Triple Chaser’, dal nome dei lacrimogeni usati appunto contro i migranti, è opera del gruppo Forensic Architecture. Il gruppo ha presentato una forma di intelligenza artificiale su misura che attraverso l’analisi di cinquemila immagini di proteste in tutto il mondo può identificare esempi in cui è stato usato il gas prodotto da Safariland.

Riapre Loggiato S.Bartolomeo a PalermoCon mostra “Human condition” di Zhang Hongmei fino al 30 giugno

PALERMO13 maggio 201919:53

– In occasione della Settimana delle Culture a Palermo, dopo 6 anni di chiusura, riapre, domani alle 18, “a cantiere aperto” il bel Loggiato San Bartolomeo dalle suggestive vetrate aperte sulla Marina. L’occasione è la mostra “Human Condition” della cinese Zhang Hongmei, che presenta una grande installazione, una foresta di 48 alberi colorati che rilegge in chiave contemporanea temi classici della cultura del suo paese. La mostra è in collegamento con “China Art Now” rassegna di 15 artisti allestita a Palazzo Sant’Elia.
Per il sindaco Leoluca Orlando: “Il Loggiato di San Bartolomeo è un altro importante spazio di Palermo restituito alla fruizione, grazie all’impegno di tanti che amano la città ed è destinato a diventare un punto di riferimento per la vita culturale”.
Restaurato dalla Provincia nel 1998 e adibito a sede espositiva, il Loggiato è stato affidato nel 2013 alla Fondazione Sant’Elia.
La Fondazione si è trovata a gestire a un edificio che presentava numerosi e gravi problemi di mancata manutenzione, ma non aveva fondi per intervenire. Così il CdA di Sant’Elia, presieduto da Antonino Ticali, ha deciso di ricorrere all’Art bonus. Ed è stata la svolta: sono arrivati i privati, una catena di mecenati ed aziende che, d’accordo con la Soprintendenza, ha lavorato a ritmo serrato, permettendo la riapertura dello spazio, dopo aver completato interventi di restauro, ripristino, pulizia e illuminazione. Il Loggiato è la parte superstite (oggi inglobata nell’Istituto Nautico) dell’antico Ospedale di San Bartolomeo, nel XIX secolo trasformato in Conservatorio di Santo Spirito per accogliere gli orfani, distrutto dai bombardamenti del ’43. Se ne hanno notizie già nel Medioevo, come ospedale per gli incurabili. Nel XVI secolo diviene il ricovero dei malati di sifilide. Ma la sua configurazione attuale risale al viceré marchese di Vigliena, che patrocinò l’ampliamento del complesso, dotandolo di un grandioso cortile ed adornando la facciata con elementi lapidei intagliati. “Human Condition”, curata da Giacomo Fanale e Vincenzo Sanfo, sarà aperta fino al 30 giugno.
Clooney gentleman su red carpet,omaggio a Doris DayL’attore a Roma con Amal per l’anteprima europea di Catch-22

13 maggio 201921:28

– Da vero gentleman George Clooney ha reso omaggio a Doris Day stasera a Roma, all’anteprima europea di Catch-22, la miniserie che ha prodotto, diretto e interpretato, in onda dal 21 maggio in prima serata in esclusiva su Sky Atlantic. Raggiante già dal suo arrivo sul red carpet insieme alla moglie Amal bellissima in verde smeraldo, l’attore in elegante completo nero senza cravatta, è entrato in sala – il Moderno THe Space- e ha salutato il pubblico, insieme con il cast, dal piccolo palco allestito davanti lo schermo. Anzi, notando che due attrici italiane della serie erano rimaste sedute in platea, Valentina Bellè e la piccola Viola Pizzetti, è andato a prenderle per mano per coinvolgere anche loro e farle applaudire dal pubblico. “L’Italia è un Paese che ama il cinema – ha esordito- facciamo un applauso a Doris Day morta oggi a 97 anni, lei era una vera star”. E “come non ringraziare l’Italia per averci dato Giancarlo Giannini – ha aggiunto voltandosi verso l’attore , che nella serie interpreta Marcello, un saggio proprietario di bordello -. Nell’alveo delle stelle, lui è una grande star”. Clooney ha ringraziato il nostro Paese anche “per averci accolto, è un grande piacere lavorare qui”. E ha concluso con una battuta: “Se quello che vedrete vi piacerà è merito mio, se non vi piacerà è colpa sua”, ha detto indicando il coproduttore, cointerprete e coregista, oltre che grande amico Grant Henslov.
“Questo è un altro passo importante di un progetto iniziato 10 anni fa quando sono partite le serie originali di Sky – ha ricordato l’amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia -. Il percorso è andato accelerando e ci siamo costruiti una credibilità internazionale con serie come Gomorra e The young Pope che ora ci permette di coprodurre progetti come catch-22”.
Nel pubblico dell’anteprima si riconoscevano tra gli altri Aurelio de Laurentiis con la moglie, Marco Tardelli, Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Arturo Muselli (Sangue blu in Gomorra), Nicola Giuliano e il presidente dell’Anica Francesco Rutelli.
Polemiche fino all’ultimo per il Salone dei recordLega chiede testa direttore.Appendino e Chiamparino lo difendono

TORINO13 maggio 201921:35

– Doveva essere il Salone del Libro della rinascita e della ritrovata sicurezza finanziaria, ma con il record di pubblico, 5 mila visitatori più dello scorso anno, e le feroci polemiche su fascismo e antifascismo, è stato molto di più. La pensano così i vertici della 32/a edizione della kermesse libraria torinese che ha chiuso i battenti questa sera, dopo cinque giorni di code ininterrotte.
“Quella di Torino è una comunità culturale di persone, questo Salone è diventato una delle agorà culturali più importanti del Paese”, commenta entusiasta il direttore Nicola Lagioia -.
Vogliamo essere un luogo di dialogo. Non abbiamo paura del contraddittorio, al contrario, purché si mantenga un’alta qualità della discussione, senza cedere a reazioni tribali. E se ci sono state polemiche non è una tragedia”. L’ultima riguarda proprio la sua figura, con la Lega che ne ha chiesto le dimissioni per “il clima di censura”, come lo ha definito il capogruppo al Comune di Torino del Carroccio Fabrizio Ricca, che ha portato all’estromissione della casa editrice Altaforte, vicina a Casapound.
In soccorso di Lagioia si sono levati gli scudi della sindaca Chiara Appendino e del presidente della Regione Sergio Chiamparino. “Se la Lega vuole prendersela con qualcuno, lo faccia con chi si è assunto la responsabilità politica della scelta, ovvero la sottoscritta”, tuona la prima cittadina.
“Lagioia non si tocca. Ha saputo raccogliere l’eredità del Salone, rilanciarla, rafforzarla”, le fa eco il governatore.
Se la politica litiga, gli editori si dicono più che soddisfatti, con un aumento delle vendite che va dal 10% di Einaudi e dal 15% di Sellerio al 40% di Rai Eri. Bene anche Mondadori, Feltrinelli, Donzelli, Fazi, Neri Pozza.
Soddisfatti il presidente del Circolo dei Lettori, Giulio Biino, e la direttrice Maurizia Rebola. “Oggi è solo tempo per fare festa – sottolinea Biino – Abbiamo messo in campo una Ferrari, alla quale ora non si deve far mancare la benzina. E la benzina è fatta di entusiasmo e amore per il libro e la cultura.
È bellissimo sapere ora che non abbiamo sbagliato”. Già si parla delle prossime due edizioni, e non era mai successo prima: quella del 2020 sarà dal 14 al 18 maggio, del 2021 dal 13 al 17 maggio.

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Il calcio che muore tra Var e denaro
Fini e Padovan raccontano il declino del mondo del pallone

14 maggio 201911:22

– MASSIMO FINI E GIANCARLO PADOVAN, STORIA REAZIONARIA DEL CALCIO – I CAMBIAMENTI DELLA SOCIETA’ VISSUTI ATTRAVERSO IL MONDO DEL PALLONE (PP.264, 17 EURO, MARSILIO) – Il calcio sta perdendo la sua identità. Anno dopo anno, l’economia lo sta svuotando di quei contenuti rituali, simbolici, mitici che per più di un secolo hanno fatto la fortuna di questo gioco. A furia di spremerlo e di spalmare le partite su ogni ora della nostra giornata, il calcio andrà fatalmente a morire per overdose. Massimo Fini e Giancarlo Padovan raccontano in questo saggio, passandosi la penna di capitolo in capitolo, i cambiamenti dello sport più amato dagli italiani che seguono quelli della società. Il calcio, come la musica, come le arti in genere, è uno specchio della società, dei suoi cambiamenti, della sua evoluzione o involuzione.In questo caso quello che emerge è un vero e proprio imbarbarimento della popolazione che sta perdendo la capacità di condividere le proprie passioni ed emozioni in riti collettivi come quello della domenica allo stadio, per piegarsi all’accettazione di una forma di intrattenimento individuale, da consumare sul divano di casa. In Storia reazionaria del calcio Fini prosegue quindi il suo filone antimodernista, in un completamento della Modernità di un antimoderno pubblicato da Marsilio nel 2016. C’è un’enorme differenza fra come si intendeva il calcio, sia in senso tecnico che, soprattutto, sociale, negli anni Sessanta e come lo si vive oggi che sul campo hanno fatto irruzione l’economia e la tecnologia. A partire dal Var, bocciato senza appello “per le manfrine che interrompono le partite per tre o quattro minuti”, impedendo ai tifosi di esultare anche se la palla ha superato la linea di porta. Una scelta ritenuta particolarmente stupida soprattutto in Italia dove ci sono “gli arbitri migliori al mondo”. Il calcio oggi si nutre di enfasi e esagerazioni che sono lo specchio di un’epoca urlata, sempre sopra le righe, in politica come in ogni altro luogo.I telecronisti di oggi sanno tutto di calcio ma non sono capaci di restituirne il pathos e l’epica. Insomma il denaro e l’evoluzione tecnologica vincono su tutto, nel calcio come nella società. Naturalmente questo discorso filosofico passa qui anche per il racconto di partite, di gol, di azioni spettacolari, di giocatori, di uomini, di emozioni e di sentimenti, vissuti sul campo e fuori dal campo. Poi ci sono i riti e le scaramanzie delle domeniche allo stadio. In quel luogo precluso alle donne – sottolinea ironicamente Fini – che permette agli uomini di “sublimare la propria omosessualità”, l’autore usa tenere tra le labbra una sigaretta senza mai accenderla. Padovan racconta, invece il suo tifo per il Lanerossi Vicenza, nato per amore di suo padre e suo zio. Insomma un libro per tutti, non solo per addetti ai lavori e tifosi che dovrebbero vedere appagate le proprie curiosità e la sete di rivalità che anima il calcio.

Festival Valle d’Itria dedicato a NapoliOmaggio a Paolo Grassi a 100 anni dalla nascita

14 maggio 201911:45

– E’ dedicato a Napoli, o meglio agli ‘Albori e bagliori di Napoli e l’Europa’ il 45/o festival della Valle d’Itria, che ha deciso di fare un omaggio a Paolo Grassi, leggendario fondatore del Piccolo di Milano, sovrintendente della Scala, presidente Rai che a Martina Franca nacque esattamente cento anni fa.
Ad aprire il festival, presentato proprio al Piccolo di Milano, il 16 luglio sarà ‘Il matrimonio segreto’ di Domenico Cimarosa con la regia di Pierluigi Pizzi, che firma anche la rara ‘Ecuba’ di Nicola Antonio Manfroce con sul podio Fabio Luisi, direttore musicale del festival. L’Orfeo di Nicola Porpora e Il Coscoletto di Jacques Offenbach – in prima italiana in forma semi-scenica – completano il cartellone a Palazzo Ducale mentre sono 5 le sedi dell’opera in masseria con in scena L’ammalato immaginario di Leonardo Vinci e La vedova ingegnosa di Giuseppe Sellitti. Il concerti del sorbetto sono alcuni degli altri appuntamenti a cui si aggiungono gli eventi per Grassi, a partire da una mostra.
Gazzè e Britti aprono Umbria jazz 2019Insieme per “In missione per conto di Dio”

PERUGIA14 maggio 201912:05

– A due anni di distanza dal doppio concerto di Roma, tornano insieme Alex Britti e Maz Gazzè con “In missione per conto di Dio” per aprire la 46/a edizione di Umbria jazz il 12 luglio.
L’evento – ricorda il festival perugino – era nato come un tributo alle loro radici comuni che affondano nel blues; negli anni Novanta Britti e Gazzè si erano ritrovati infatti a suonare insieme nei fumosi locali blues di tutta Europa. In questa occasione, al duo si aggiungono il batterista francese Manu Katchè (che nel suo curriculum vanta lunghe collaborazioni con Peter Gabriel, Sting, Pink Floyd, Joe Satriani, Dire Straits Pino Daniele e Stefano Bollani) e Flavio Boltro, una delle grandi voci della tromba jazz in Europa. Il concerto vedrà Gazzè, Britti, Katche’ e Boltro insieme in una formazione fuori dal comune.
Nella stagione della Verdi pop e scienzaPubblico cresciuto del 12%, festa per i 20 anni dell’auditorium

14 maggio 201912:32

– L’orchestra Verdi di Milano chiude la sua 25ma stagione con un aumento del 12% del pubblico e già si prepara a un nuovo anno pieno di conferme e novità. Accanto alla ‘normale’ stagione sinfonica che prevede 32 programmi, infatti, si aggiungono rassegne come laVerdi Pops, con tributi ad artisti come Fabrizio De André, i Beatles e i Pink Floyd, Crescendo in musica con 8 concerti dedicati ai bimbi, la proiezione di film con la colonna sonora eseguita dal vivo, musica da camera al Teatro Girolamo, una rassegna di musica contemporanea al Piccolo Teatro Studio e anche un ciclo di appuntamenti in cui la musica incontra la scienza. Una rassegna che evidenzia le affinità ad esempio della V di Beethoven con il pulsare delle stelle. L’apertura sarà come di consueto alla Scala, il 15 settembre con il direttore musicale dell’orchestra, Claus Peter Flor, sul podio. Il 5 e 6 ottobre invece, apertura continuata e visite guidate gratuite alla ‘casa’ della Verdi, ovvero l’Auditorium di largo Mahler, che festeggia 20 anni.
Reggia di Caserta, una donna alla guidaE’ Tiziana Maffei, presidente Icom. Succede a Mauro Felicori

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– Sarà l’architetto Tiziana Maffei a guidare la Reggia di Caserta. Maffei è docente universitaria a Bologna e presidente di Icom (International Council of Museums) Italia dal 2016: succede a Mauro Felicori nella carica di direttore della reggia vanvitelliana. La sua scelta è stata indicata dal ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli.
Castello Moncalieri, accordo Comune-ArmaProtocollo d’intesa consente visitare spazi mai aperti prima

TORINO14 maggio 201914:27

– Aprono al pubblico le aree del Castello di Moncalieri di pertinenza dell’Arma dei Carabinieri.
Lo prevede un protocollo d’intesa siglato il 14 maggio dal Comune e dell’Arma. Dal 2 giugno i visitatori potranno ammirare spazi fino ad ora sconosciuti del Castello patrimonio Unesco, come Salone della Regina, Foresteria, Piazza d’armi, Infernotti, Cavallerizza e Giardini all’italiana. Restano ancora chiuse, invece, le parti di pertinenza del Consorzio delle Residenze sabaude.
“Lavoriamo in un luogo straordinario”, dice il colonnello Stefano Russo, comandante del Primo Reggimento Piemonte dei carabinieri. “Questo è l’inizio di un percorso pensato con il Comune, che speriamo proseguire – aggiunge -. Il Castello ha molti altri spazi da mettere a disposizione”. Soddisfatto il sindaco, Paolo Montagna: “E’ un momento importante per Moncalieri, che ha il Castello come simbolo. Ora auspichiamo che il Consorzio delle Residenze sabaude faccia la sua parte e attivi l’intesa ferma dal 2017. Noi ci mettiamo la faccia”.
Guerrini direttrice Palazzo Reale GenovaE’ esperta della pittura italiana del Trecento

GENOVA14 maggio 201914:51

– Alessandra Guerrini, esperta di pittura italiana del Trecento, è la nuova direttrice del Palazzo Reale di Genova. E’ stata indicata dal direttore generale dei Musei del Mibac Antonio Lampis. Guerrini subentra a Serena Bertolucci, diventata direttrice di Palazzo Ducale a Genova.
Funzionario storico dell’arte, è in servizio al Polo museale del Piemonte (ministero dei Beni e le attività culturali) dal mese di settembre 1988. Esperta in pittura italiana dell’300, Guerrini è un funzionario di lungo corso del Mibac, dal 1998 al 2010 è stata direttore di Palazzo Carignano a Torino, dal 2006 al 2014, è stata alla guida dell’Armeria Reale (oggi parte dei Musei Reali di Torino, occupandosi di valorizzazione tutela e organizzazione del personale). Dal dal 2015 ad oggi ha svolto il ruolo di direttore del complesso monumentale del Castello Ducale, giardini e parco di Agliè (Torino).
All Together Now con Hunziker e J-AxDal 16 maggio per 6 puntate su Canale 5, 50 i concorrenti

15 maggio 201909:40

–  Si presenta con un mix di originalità e del già collaudato filone del game show ‘All Together Now’, il nuovo programma di Canale 5 condotto da Michelle Hunziker, nel suo ruolo di simpatica e dolce ‘tigre’ dello spettacolo, e con presidente di giuria l’ironico J-Ax. E che giuria: un vero e proprio ‘Muro’ umano, dal forte impatto visivo, di 100 giudici scelti fra artisti ed esperti che parleranno e voteranno durante le esibizioni dei cantanti. Il format è nato l’anno scorso alla Bbc, dove è già alla terza serie, ed è stato venduto in 13 Paesi: andrà in onda da giovedì 16 maggio in prima serata. Cinquanta concorrenti per un solo vincitore: 50 mila euro il premio. Sei puntate, nella versione italiana prodotta da Endemol Shine Italy, che dai 50 minuti dell’originale inglese sono state allungate a circa due ore e mezza e adattate alle corde del nostro pubblico. E che nelle intenzioni del direttore della rete, Giancarlo Scheri, stuzzicato dagli stessi protagonisti compreso il direttore artistico e regista Roberto Cenci sull’ipotesi di nuove edizioni, potrebbe diventare un brand da portare avanti negli anni. Forse un po’ complesso da spiegare, ma semplice da capire una volta visto, ‘All Together Now’ prevede che i vari artisti si esibiscano su canzoni che hanno concordato: la giuria, composta letteralmente da 100 persone del settore – fra cui per esempio Le Donatella, Mietta, Silvia Mezzanotte, Simona Bencini dei Dirotta su Cuba e Antonella Lo Coco finalista della quinta edizione di X Factor – ha potuto parlare e polemizzare (le puntate sono registrate) e decidendo di cantare e ballare ha attribuito il voto ai vari concorrenti. Venti partecipanti arriveranno alla semifinale e dieci alla finalissima. Faranno parte della giuria, di volta in volta, anche artisti come Al Bano, Iva Zanicchi, Ron, Nek, Boomdabash e Fabio Rovazzi che entreranno nel vivo dello show. Entusiasta è apparsa la Hunziker: “Mi sono davvero emozionata e divertita; quando mi hanno descritto il format ho avuto mille dubbi. Come si possono gestire cento giurati, diventa impossibile, mi ero detta. E invece l’effetto ‘condominio’ del ‘Muro’ è coinvolgente e tutti hanno potuto dire quello che pensavano al posto dei 4-5 giurati dei talent bravissimi, ma un po’ costretti a ripetere le stesse cose”. Convinto anche J-Ax, che dopo aver appena lanciato “Timberland Pro”, raddoppia questa settimana con un nuovo singolo, Ostia Lido: “Sono un amplificatore di bellezza”, ha scherzato per poi spiegare che “hanno partecipato anche un panettiere e un poliziotto: invece che illudere di poter garantire una carriera a un artista, abbiamo dato la possibilità a gente normale di potersi realizzare; c’è stata meno responsabilità proprio perché non è un talent”. La tensione dei partecipanti di fronte al ‘Muro’ invece, è stato garantito, è stata tanta e reale. Ma il tutto sempre all’insegna della spensieratezza.

Più imprese investono nella culturaPremio Cultura + Impresa,vincono Eataly, Lavazza e Regione Lazio

TORINO14 maggio 201915:57

– Crescono, in qualità e quantità, le imprese che scelgono di sostenere la cultura. E’ il quadro che emerge dal Premio ‘Cultura + Impresa’, dedicato ai migliori progetti in Italia di sponsorizzazioni e partnership culturali, produzioni culturali d’impresa e applicazioni dell’Art Bonus, che ha annunciato il 14 maggio i vincitori. Ad aggiudicarsi la sesta edizione il progetto ‘Una Cena così non la puoi perdere’, di Museo del Cenacolo Vinciano e Eataly, ‘Nuvola Lavazza. Hub delle Idee’, di Lavazza, e ‘Campagna Istituzionale Art Bonus’, della Regione Lazio.
Menzioni speciali sono state aggiudicate a Venice Art Factory e Generali Italia, Ogr L’Associazione Unesco Giovani + Flixbus Italia per i progetti under 35, mentre a Beyond va quella per la Digital Innovation in Arts e alla Fondazione La Raia per le Fondazioni d’Impresa.
La consegna dei premi il prossimo 20 maggio, a Milano.
‘Cultura + Impresa’ è la principale iniziativa dedicata alle best practice del settore.

Nuovi Argomenti, nuovo formato e graficaIn libreria il primo numero del rinnovamento

14 maggio 201916:21

– ‘Nuovi Argomenti’ si rinnova. La rivista letteraria fondata nel 1953 a Roma da Alberto Carocci e Alberto Moravia arriva in libreria in un nuovo formato, più grande, con una nuova grafica, copertina e immagini interne di Bernardo Siciliano. Diretta da Leonardo Colombati, Raffaele La Capria, Raffaele Manica, Dacia Maraini, Giorgio Van Straten, con vicedirettori Lorenzo Pavolini e Alessandro Piperno, la rivista propone nel primo numero di questa nuova fase per ‘La Torre d’Avorio’ Leonardo Colombati, Giorgio Van Straten, Emanuele Trevi, Lorenzo Pavolini, Nicola Lagioia, Carola Susani, Francesco Longo a colloquio con Sandro Veronesi. In sommario anche ‘Un giorno in Italia’ Flavia Fratello, per ‘Racconti’ Jhumpa Lahiri, Paolo Giordano, Veronica Raimo e in ‘Diario’ Carlo Carabba.
Nelle varie fasi della rivista, nel 1966 alla direzione troviamo anche Pier Paolo Pasolini, poi Attilio Bertolucci che affianca Alberto Moravia ed Enzo Siciliano, prima segretario di redazione, e successivamente Leonardo Sciascia. Su ‘Nuovi Argomenti’ hanno scritto o scrivono, tra gli altri, Arbasino, Bassani, Bertolucci, Bianciardi, Bobbio, Calvino, Cassola, Ginzburg, Fenoglio, Montale, Morante, Ortese, Ottieri, Piovene, Pratolini, Raboni, Rea, Vittorini, Zolla, Abbate, Affinati, Albinati, Busi, Carbone, Colasanti, Lodoli, Mazzucco, Onofri, Picca, Tondelli, Trevi, Valduga.
Joan Baez al Flowers FestivalDal 27 giugno al 20 luglio nell’ex manicomio di Collegno

TORINO14 maggio 201917:07

– Joan Baez, Ezio Bosso & Europe Philharmonic Orchestra, Ex Otago +Viito, Giuseppe Cederna + Willy Merz +Clg Ensemble, The Zen Circus, Motta, sono alcuni degli artisti del cartellone musicale di Flowers Festival 2019, in programma dal 27 giugno al 20 luglio, nel cortile della Lavanderia a vapore nel parco della Certosa di Collegno, il più grande ex manicomio italiano.
“Le ultime due edizioni sono state dedicate a Franco Basaglia, lo psichiatra italiano a cui si deve la legge, tuttora all’avanguardia nel mondo, per il superamento dei manicomi – dice il direttore Fabrizio Gargarone – quest’anno invece approfondiamo il tema della ricerca di nuove fondamenta per una nuova società. Ricerca di cui è simbolo Joan Baez, testimone di un grande movimento che ha provato a cambiare il mondo”. Il titolo del festival, ‘Building a new society’, è legato al luogo in cui si svolge, un ex manicomio, dice Gargarone, “chiuso da un uomo, Basaglia, che voleva costruire un nuovo modello di società”.
Da Ercolano a Malibù la Villa dei papiriDa Napoli alla maison del tycoon che si sognava Cesare

NEW YORK15 maggio 201909:43

NEW YORK -Da Ercolano a Malibu e ritorno: la Villa Getty, costruita a modello della Villa dei Papiri sepolta del 79 dopo Cristo dall’eruzione del Vesuvio, ospiterà dal 26 giugno al 28 ottobre una mostra su molti degli straordinari reperti venuti alla luce dalla meta’ del Settecento a oggi e sugli sforzi tuttora in corso di aprire e leggere gli oltre mille papiri carbonizzati tornati in luce, l’unica biblioteca sopravvissuta dal crollo del mondo classico. “La villa dei papiri era una delle più lussuose residenze private dell’epoca e ha avuto un ruolo chiave nella storia dell’archeologia”, ha detto il direttore del Getty, Timothy Potts, puntando i riflettori sulla collezione di sculture in bronzo e la biblioteca che a loro volta aprono una finestra sul loro proprietario, Lucio Calpurnio Pisone, il suocero di Giulio Cesare. Tra i pezzi piu’ significativi c’e’ la scultura di bronzo di un satiro ubriaco, elogiata da Winckelmann nel ‘700 come una delle piu’ belle sopravvissute al mondo antico: la statua e’ parte di un progetto in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli per l’analisi e il restauro prima della mostra. “Non potrebbe esserci luogo migliore della Villa Getty per portare la mostra sulla Villa dei Papiri negli Usa”, ha detto Kenneth Lapatin, curatore del dipartimento antichita’ del museo. Il petroliere J. P. Getty, che costruì la villa anche se non ci abito’ mai, amava paragonarsi agli antichi romani e ammirava in particolare Giulio Cesare e l’imperatore Adriano, a sua volta un collezionista. La Villa Getty fu un tentativo da parte del tycoon di rifarsi l’immagine: da uomo d’affari del Midwest a aristocratico europeo. Annunciando la mostra, Potts ha reso omaggio alla collaborazione “vecchia di molti decenni” con le istituzioni e i colleghi italiani “per la protezione dell’eredita’ culturale del Paese”. In questo caso, l’impegno del museo californiano al centro di un braccio di ferro giudiziario con l’Italia su una statua attribuita a Lisippo, e’ con il Museo di Napoli, il Parco Archeologico di Ercolano e la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele”. E sempre Potts ha ricordato gli ultimi progetti di restauro effettuati dagli esperti del Getty: il monumentale cratere di Altamura e tre statue di bronzo: l’Efebo del 2009, l’Apollo Saettante nel 2001, e una gigantesca scultura di Tiberio nel 2013.

Memoir Chelsea Manning esce per RizzoliRacconta diffusione documenti top secret e battaglia transgender

14 maggio 201917:29

– Uscirà in Italia, a inizio 2020 per Rizzoli, il racconto autobiografico di Chelsea Manning, l’ex militare statunitense che ha divulgato, copiando con la sua fotocamera digitale, oltre 720.000 documenti top secret. Questo avveniva all’epoca delle operazioni militari in Iraq che Chelsea, nel 2010, seguiva come analista di intelligence, quando aveva 23 anni. Lo annuncia la casa editrice.
Nel memoir, ancora senza titolo, Manning intreccia il suo impegno per una maggiore trasparenza istituzionale e responsabilità governativa con la sua battaglia a favore dei diritti dei transgender. Inoltre, nel libro sono descritte dettagliatamente le ragioni che sottendono la sua decisione di inviare a WikiLeaks i documenti secretati.
“Rizzoli è orgogliosa di pubblicare la testimonianza diretta di uno dei massimi atti di fedeltà al proprio Paese: denunciarne le deviazioni per salvarlo” dice Massimo Turchetta, direttore Rizzoli Trade e direttore Publishing and Rights Development.
Nel marzo 2011 l’Esercito americano ha condannato Chelsea Manning a 35 anni di detenzione per 22 capi d’accusa, ed è stata assolta solo da quello più grave, la complicità con il nemico, che prevede la pena di morte. Il giorno dopo la sua condanna, Manning ha spiegato di non riconoscersi più nel genere maschile e ha cominciato un percorso di transizione verso la sua nuova identità femminile. Nel 2017 il presidente Barack Obama ha rivisto la sentenza riducendole la pena, e il 17 gennaio dello stesso anno è stata scarcerata. A marzo 2019, Chelsea Manning è stata nuovamente arrestata per aver rifiutato di testimoniare davanti a un grand jury sul caso WikiLeaks ritenendo a rischio l’autonomia della stampa indipendente.
I diritti del memoir sono stati venduti nei seguenti Paesi: Regno Unito/Bodley Head (Random House); Canada/McClelland &Stewart(Random House); Germania/HarperCollinsGermany Olanda/HarperCollins Netherlands; Francia/Librairie Artheme Fayard; Spagna/Ediciones B e Danimarca/Informations Forlag.
Torna a Ivrea La grande invasioneDal 31 maggio al 2 giugno, tra ospiti finalisti Premio Strega

TORINO14 maggio 201918:01

– Concita De Gregorio, Gianni Mura, Darwin Pastorin, Matteo Nucci, Ferruccio De Bortoli, i finalisti del Premio Strega, gli stranieri Damon Krukowski, Stefan Merrill Block e Ottessa Moshfegh. Sono alcuni ospiti del festival della lettura La grande invasione, a Ivrea dal 31 maggio al 2 giugno.
Per la sezione La piccola invasione ci saranno Chiara Carminati e Franco Lorenzoni.
Curato da Marco Cassini e Gianmario Pilo, con Lucia Panzieri e Silvia Trabalza per la Piccola invasione, La grande invasione è il festival della lettura, in tutte le declinazioni: narrativa e saggistica, racconto e giornalismo, illustrazione e poesia, musica e teatro, fotografia e cinema. Ivrea accoglierà scrittori, giornalisti e artisti, in tutta la città, dalla Chiesa di Santa Marta al Museo Civico Garda, dal Teatro Giacosa allo Zac!, in librerie, locali e ristoranti. Anche quest’anno il Castello di Parella, sede di Vistaterra, ospiterà alcuni incontri.
17/5 replica straordinaria “Musicanti”All’Olimpico il musical con le canzoni di Pino Daniele

14 maggio 201919:22

– Avrebbe dovuto lasciare il Teatro Olimpico dopo l’ultima replica del 12 maggio, invece, “Musicanti. Il musical con le canzoni di Pino Daniele”, andrà in scena, con una replica straordinaria, venerdì 17 maggio, alle 21. Dopo Roma, poi, “Musicanti” salirà sul palcoscenico dell’Arena Flegrea, sabato 8 giugno, alle 21, per la sua unica data in Campania.
“Un rispettoso omaggio e la celebrazione di un artista immenso, affinché la sua musica e la sua straordinaria forza poetica continuino ad essere conosciute e apprezzate – afferma il produttore Sergio De Angelis -. Al centro di Musicanti c’è l’unicità di un maestro innovatore della tradizione italiana ed è proprio nel rispetto di questa unicità che Musicanti mette insieme tutte le forme di arte da palcoscenico: teatro, musica e danza”. Musicanti è prodotto da Ingenius Srl e curato nella direzione artistica da Fabio Massimo Colasanti, al fianco di Pino Daniele per più di 20 anni.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Liliana Cosi ai giovani, siate creativi
L’etoile incontra i ragazzi dell’Accademia Belle Arti di Napoli

NAPOLI14 maggio 201919:50

– “Ai giovani dico che ogni vocazione, specie quella artistica, implica una responsabilità sociale importante perché ci si rivolge al pubblico e l’artista è un educatore. I ragazzi che frequentano un’Accademia di Belle Arti sono fortunati perché sono in un ambiente ad hoc, hanno una vocazione, un mandato fondamentale”. Così l’etoile Liliana Cosi, prima di incontrare gli studenti nell’Accademia di Belle Arti di Napoli, in occasione di ‘Siamocosì’, seminari con artisti del mondo dello spettacolo, della televisione, della danza, del teatro e del cinema voluti da Vincenzo Gagliardi, docente di Scenotecnica nell’Accademia diretta da Giuseppe Gaeta. La ballerina 77enne, col sorriso sulle labbra, sottolinea che “l’artista è un pezzo unico”. E ai ragazzi dice: “Avete bisogno della vostra creatività, non andate dietro alle mode”.
“Lo studente deve comprendere che la moda la fa lui, il mondo ha bisogno della sua unicità”. Cosa occorre sapere fare per danzare? “Semplice: bisogna essere superperfezionisti”.
A New York un nuovo museo per la Statua della LibertàProgetto 100 mln dollari, rilancia messaggio di accoglienza

NEW YORK14 maggio 201920:18

-Il museo della Statua della LIbertà ha trovato una nuova casa. La nuova struttura, situata all’ombra di Lady Liberty, aprirà al pubblico dal 16 maggio ed è pronta ad accogliere oltre quattro milioni di visitatori all’anno. In un’epoca in cui i governi puntano il dito contro l’immigrazione, il nuovo museo è pronto a rilanciare un messaggio di libertà e di accoglienza per tutti. A cominciare dalla torcia originale alla quale è stata dedicata un’intera area e posizionata strategicamente in modo da mostrare la Statua della Libertà e la bandiera Usa. La torcia è il simbolo della luce che ha ispirato e continua ad ispirare milioni di emigranti. Il nuovo museo su Liberty Island occupa una superficie di 2415 mq ed è stato concepito per accogliere tutti i visitatori ampliando l’accesso. Il vecchio museo si trovava all’interno del piedistallo della Statua e solo un 20% riusciva ad entrarvi. L’ingresso sarà gratuito. “Un nuovo museo era necessario – spiega John Piltzecker, sovrintendente del National Park Service per il monumento nazionale della Statua della Libertà e Ellis Island – ora tutti potranno conoscere la storia di Lady Liberty. Questa statua è un simbolo e per ognuno di noi rappresenta qualcosa di diverso”. Il museo è diviso in tre sezioni ed è come un time-lapse sul monumento, dal momento in cui l’idea cominciò a prendere forma nella testa dello sculture francese Frédéric Auguste Bartholdi passando attraverso gli sforzi per realizzarla fino all’arrivo nella baia di New York su quella che prima di diventare Liberty Island si chiamava isola di Bedloe, e inaugurata il 28 ottobre del 1886. Nella prima sezione intitolata ‘Immersive Theater’, i visitatori saranno immersi in un’esperienza multimediale con un video in tre parti sulla storia della costruzione della Statua e su cio’ che rappresenta. La seconda, ‘Engagement Gallery’, trasporta i visitatori nell’officina in cui Frédéric Auguste Bartholdi costrui’ la statua. Infine la ‘Inspiration Gallery’, in cui i visitatori metteranno a frutto cio’ che hanno visto e appreso nel museo fotografandosi con sfondi che rappresentano la loro idea di liberta’. In questa sezione si trova anche un’area che spiega come la statua è diventata nei secoli un simbolo della cultura popolare. Il percorso approda nella stanza dove e’ custodita la torcia originale, sostituita negli anni ’80 da una replica per proteggerla dalle intemperie. Accessibile al pubblico anche il tetto del museo, concepito come un grande giardino terrazzato ad habitat naturale che cambia con le diverse stagioni. Il museo è un progetto da cento milioni di dollari finanziato dalla Statue of Liberty-Ellis Island Foundation e disegnato dallo studio FXCollaborative mentre le installazioni sono state realizzate dallo studio ESI Design. La struttura è stata invece costruita da Phelps Contruction Group.

Nuovo singolo di Thegiornalisti e film’Maradona y Pelé’ è nuovo brano che segna passaggio a Universal

15 maggio 201909:46

– Nuovo singolo estivo e passaggio ad una major discografica per Thegiornalisti che venerdì arrivano in radio con ‘Maradona y Pelé’. L’annuncio del nuovo brano arriva a qualche ora dall’ultima tappa del ‘Love tour’, in programma per questa sera al Mediolanum Forum di Milano. Tra pop e sonorità tropical, il brano ufficializza il passaggio dei tre alla Universal/Island, dopo la lunga esperienza della band con Carosello Records. “Il passaggio ad una major non cambierà niente – ha spiegato Tommaso Paradiso – non cambierà il mio modo di scrivere. Qualcosa doveva cambiare, perché tutto cambia e anche gli artisti. Sono state brave le major a capire che c’era un nuovo fermento musicale da intercettare, ma le categorie non le fanno le case discografiche, quanto il modo di scrivere le canzoni che può essere più o meno largo. Ci sono pezzi che abbiamo fatto all’inizio della nostra carriera, quando eravamo autoprodotti, che potrebbero andar bene per un prossimo album”. Il nuovo singolo sarà in radio da venerdì e contemporaneamente arriverà anche su tutte le piattaforme digitali. “Di solito scrivo le canzoni in pochi minuti – ha spiegato Paradiso a proposito del brano – mentre questa volta non trovavo la chiusura. Avevo bisogno di qualcosa di evocativo e romantico e ho trovato quattro figure come Pelé, Maradona, ma anche Sandokan la tigre di Mompracem, una figura di rivoluzionario che resiste, oltre a Robert De Niro che è in assoluto l’attore della mia vita”. Tra i prossimi impegni della band, dopo la fine del tour nei palazzetti, c’è il concerto al Circo Massimo di Roma annunciato per il 7 settembre. “Sarà una grande festa e un punto d’arrivo – ha detto Paradiso – e ci saranno tante novità rispetto a quello che si è visto durante il tour nei palazzetti”. Per Paradiso, i prossimi mesi sono anche quelli da dedicare al cinema, per il suo debutto con un film che lo vedrà nei panni di regista e sceneggiatore. “Sarà una commedia romantica, molto romantica e anche malinconica – ha spiegato ancora Paradiso – e da ‘malato’ di cinema sento spesso Carlo Verdone ma anche Enrico Vanzina. Per lavorare al film mi prenderò il tempo che serve e sarà legato al mondo della musica, quindi da lì usciranno alcune canzoni per il prossimo album dei Thegiornalisti”.

Pausini-Antonacci, sorpresa a Roma’Giocano’ con van Gogh e Vermeer. Dal 26 giugno in tour

14 maggio 201920:59

– Evento a sorpresa a Roma per la coppia del pop Laura Pausini e Biagio Antonacci. Lui, travestito da Vincent van Gogh nel famoso autoritratto del 1889; lei, nei panni della Ragazza con l’Orecchino di Perla di Jan Vermeer, hanno cantato il brano ‘In questa nostra casa nuova’ (Sony Music) scendendo la scalinata di piazza di Spagna e dando un assaggio di quella che sarà una delle scenografie del tour negli stadi, la cui regia è curata da Luca Tommasini.
Laura e Biagio hanno da sempre una passione per la storia dell’arte (Laura Pausini è diplomata alla Scuola d’Arte con una tesi su Van Gogh) e stanno preparando molte sorprese. Mentre i due artisti si mettevano in posa, portando al volto le cornici, i fan hanno intonato anche ‘Tra te e il mare’.
Il tour ‘Laura Biagio Stadi 2019′ (prodotti e organizzato da Friends & Partners) sarà il 26 giugno allo Stadio San Nicola di Bari, il 29 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, il 4 e il 5 luglio allo Stadio di San Siro di Milano.
Un bimbo su muro di Venezia. E’ Banksy?Graffito su muro lungo canale, è stato realizzato da acqua

VENEZIA14 maggio 201921:18

– Lo hanno battezzato “Naufrago bambino” e subito è stato attribuito, circostanza tutta da verificare, ad un’opera di Banksy. Si tratta di un graffito apparso a Venezia.
L’opera realizzata da una barca è su un muro a filo d’acqua nel canale di Ca’ Foscari, vicino all’omonima università veneziana.
Il bambino, ovvero il “Naufrago” è ritratto in chiaroscuro nero e grigio, è in piedi e regge una sorta di torcia che emette una nuvola di fumo rosso cangiante.
L’autore, che si sa essere di Bristol ma la cui identità è sconosciuta, non ha ancora rivendicato la paternità del graffito. Se fosse vero, sarebbe la terza opera fatta apparire e in Italia, dopo la madonna con pistola di Napoli, entrambe visibili, mentre la terza, sempre nel capoluogo partenopeo con la riproposizione della santa Teresa del Bernini in via Benedetto Croce, era stata coperta nel 2010.
In tempo di Biennale d’Arte – secondo alcuni esperti – non sarebbe affatto inusuale affiancare la firma di Banksy al “Naufrago bambino”.
Cannes al via tra zombie e tributo VardaInarritu, cinema ha potere liberatorio e può cambiare il mondo

CANNES14 maggio 201921:19

– Il cinema “con il suo potere liberatorio dell’immagine”, “esperienza che può cambiare anche il mondo”: è una dichiarazione d’amore ad un mezzo di libertà senza confini quella del regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu, presidente della giuria alla cerimonia di apertura che ha dato il via alla 72/a edizione del festival di Cannes.
In sala c’erano Bill Murray, Adam Driver, Selena Gomez, Tilda Swinton e il resto del cast della commedia-horror di Jim Jarmusch, una storia di zombie molto contemporanea intitolata I morti non muoiono, che ha aperto in concorso l’edizione 2019.
Con Inarritu la giuria al completo con la nostra Alice Rohrwacher e Elle Fanning, l’attrice americana di 21 anni che ha il record di essere la più giovane giurata della storia del festival. E Maimouna N’Diaye, Kelly Reichardt, Enki Bilal, Robin Campillo, Yorgos Lanthimos, Pawel Pawlikowski. All’inizio della cerimonia con un video è stato reso omaggio ad Agnes Varda, la regista francese scomparsa a marzo.
Bangla, l’Ecce Bombo di TorpignattaraIn sala opera prima di Bhuiyan, italiano senza ius soli

15 maggio 201910:37

– Phaim Bhuiyan, ventiduenne italiano di origine bengalese, è un vero talento. Basti solo pensare che alla sua età ha messo su una commedia brillante come ‘Bangla’, già passata al Bif&st, dove il regista si racconta in prima persona in un personaggio che ricorda l’Ecce Bombo di Moretti, ma anche il Massimo Troisi della prima ora. Qual è il problema di questo ragazzo, nato in un’Italia senza Ius Soli, e diventato così italiano a soli 18 anni? Se si leggono le sue note di regia e si segue la trama, il problema sono le ragazze.Come fa un islamico a corteggiare una ragazza italiana quando questa è tabù per la sua stessa famiglia e cultura? E poi come questo ragazzo può vivere la sua identità a cavallo tra due mondi, l’Islam e Torpignattara, quartiere romano abitato da tanti immigrati, ma anche da hypster e vecchietti che giocano a carte? Nel film, in sala dal 16 maggio con Fandango e coprodotto da TimVision, l’impacciato Phaim, 22enne di “Torpigna” che per sbarcare il lunario fa lo steward in un museo e suona con una band di coetanei della sua etnia ai matrimoni bengalesi, un giorno si imbatte in Asia (Carlotta Antonelli) ed è subito amore. Ma il ragazzo, che viene da una famiglia islamica osservante, madre tradizionalista, padre nostalgico e sorella petulante, ha più di un problema nel gestire una ragazza italiana. Uno su tutti: deve restare casto fino al matrimonio. E poi la sua famiglia vuole anche trasferirsi a Londra. Il film nasce da un servizio su Rai2 per il programma ‘Nemo-nessuno escluso’ che ha colpito Emanuele Scaringi (La profezia dell’armadillo) tanto da spingerlo a contattare il giovane autore, Phaim Bhuiyan. “Ho avuto la fortuna di essere considerato sempre come italiano. Tanti ragazzi vivono una crisi di identità tra l’etnia d’origine e il paese dove sono nati e cresciuti, però noi di seconda generazione possiamo fare la differenza e fare ponte tra gli immigrati e gli italiani, ma di fatto – spiega il regista-attore – non ho mai subito episodi di discriminazione in Italia, tranne quella volta che dei carabinieri in borghese mi hanno fermato e sono rimasti perplessi quando ho detto che ero un regista. Da qui mi hanno perquisito l’auto”.  Con le ragazze, invece, non va molto bene: “Sono single – racconta – sono stato lasciato prima di iniziare il film”. Tornare a raccontare se stesso in prima persona nel futuro? “No, non penso proprio”. Nel cast anche Alessia Giuliani, Milena Mancini, Simone Liberati e Pietro Sermonti.

A teatro Carpentieri, Orlando, BruniLino Guanciale e Ulisse, Laura Curino e il monument man Rotondi

15 maggio 201910:27

– ”La tempesta” di Shakespeare secondo Roberto Andò con Renato Carpentieri-Prospero e ”Kaddish” del leader della Beat Generation, Allen Ginsberg, per Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, tutti a Milano; Silvio Orlando in ”Si nota all’imbrunire” di Lucia Calamaro, a Roma, e la storia del monument man Pasquale Rotondi raccontata ne ”La lista” di Laura Curino, a Torino; ”Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman diretto dal russo Andrej Konchalovskij a Genova e Lino Guanciale con ”Itaca… il viaggio” in torunée tra Montalto di Castro (TV), Salsomaggiore Terme (PR) e Fontanetto Po (VC): sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo weekend.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Padura, i 60 anni del detective Conde
Lo scrittore con ‘La trasparenza del tempo’ al Salone del libro

15 maggio 201910:53

– LEONARDO PADURA, LA TRASPARENZA DEL TEMPO’ (BOMPIANI, PP 516, EURO 20,00). Gli anni che passano, in una percezione vicina e lontana di Cuba e del detective Mario Conde. Leonardo Padura ce li racconta nel suo nuovo romanzo, ‘La trasparenza del tempo’, pubblicato da Bompiani nella traduzione di Bruno Arpaia, con il quale il più conosciuto e apprezzato scrittore cubano è stato applaudito al Salone del Libro di Torino 2019, che si è chiuso il 13 maggio. “Conde sta per compiere 60 anni, un momento importante nella vita delle persone. Inizia a essere consapevole di aver vissuto la maggior parte della sua esistenza, i 3/4, come dice lui” racconta Padura, nato all’Avana nel 1955 che con la serie di romanzi che vedono protagonista il suo detective ha conquistato pubblico e critica di tutto il mondo. “Mario Conde è più vecchio e ha più male alle ginocchia, ma non è molto cambiato. E’ un personaggio fedele a se stesso, con i suoi pregi e difetti. Ha pochi soldi ma buoni amici, mangia male e beve tanto rum. Fuma sempre gli stessi sigari e ha sempre la stessa donna, sta con lei da tanti anni ma non la ha mai sposata perché non crede nel matrimonio” dice lo scrittore. “Ci sono molti elementi comuni tra me e lui nonostante Conde sia un personaggio di finzione e io una persona reale. E’ un uomo della mia generazione che, come me, vive in un quartiere periferico della città e al quale piacciono gli stessi scrittori che apprezzo io: Hemingway, Salinger Vargas Llosa, Manuel Vazquez Montalban” spiega Padura che ama la sua isola e ha vinto premi prestigiosi tra cui il Princesa de Asturias. In questa nuova indagine Conde indaga in quella Cuba per nulla turistica, dove il tempo è fluido come l’acqua che la circonda e l’Avana s’impone in tutta la sua fatiscente bellezza. Il detective viene contattato da un vecchio compagno di scuola al quale il giovane disperato amante ha rubato un cimelio di famiglia, la statua della Madonna di Regla, dal volto nero. E anche se Conde non è più in servizio, prende il via una ricerca che segue i passi della reliquia arrivata dal Vecchio mondo.
“Ne ‘La trasparenza del tempo’, dove si intrecciano vite “squallide e commoventi”, troviamo la storia contemporanea e la storia con la S maiuscola. C’è uno sguardo sulla società cubana di oggi, attraverso tutti i cambiamenti che si sono susseguiti, e uno sguardo sulla storia dell’uomo attraverso i secoli dove si vede che gli esseri umani sono stati costruttori della storia, ma anche vittime” sottolinea lo scrittore. “E c’è il tempo che passa attraverso un oggetto e un uomo che ha sempre lo stesso nome, perché non si tratta di un individuo in particolare, ma dell’Uomo” afferma Padura. Il romanzo ci porta nel 2014, in quella Cuba che, “vive sotto l’embargo americano che in questo momento si impone in maniera ancora più aggressiva. Una settimana fa il presidente Donald Trump ha minacciato un embargo totale a Cuba” spiega lo scrittore. “Poichè l’essenza economica e politica di Cuba non è cambiata, sembra che non ci siano state trasformazioni e invece c’è stato, negli ultimi 10-15 anni, uno sviluppo importante della società cubana. Potrei fare una lunga lista, ma cito 4 o 5 cose: dal 2009-2010 i cubani possono viaggiare liberamente. La piccola proprietà privata da impiego a quasi mezzo milione di persone a Cuba. L’accesso a Internet e ai social si è moltiplicato per 500 rispetto a 10 anni. I livelli di povertà sono cresciuti. La società cubana è cambiata, ed è meglio oggi di vent’anni fa” afferma Padura a cui non piace parlare di realtà in cui non vive. Questo “perché le sfumature di una società le conosce solo chi la abita. Ma, nonostante ciò ho dei principi: ci deve essere tutta la libertà possibile per ogni espressione eccetto quelle fasciste, sessiste, razziste e fondamentaliste religiose. Questo è universale” sostiene commentando l’estromissione dell’editore Altaforte dal Salone del Libro di Torino.

Fremaux, Delon contestato? Non è Nobel..Attore in mirino femministe e criticato per posizioni pro Le Pen

CANNES13 maggio 201917:47

– “Le contestazioni a Delon? Lo premiamo con la Palma d’oro alla carriera non con il Nobel per la pace” dice il delegato generale del festival di Cannes Thierry Fremaux incontrando la stampa internazionale alla vigilia della 72/a edizione. Il riconoscimento al mito del cinema francese è stato oggetto di contestazione dalle femministe che sottolineano come Delon abbia ammesso atteggiamenti violenti durante le sue relazioni e anche da chi ricorda Alain vicino alle posizioni del Fronte Nazionale di Le Pen e sue dichiarazioni contro l’omosessualità.
“Nessuno è perfetto – ha detto Fremaux di Delon – ma contraddizioni sono nella storia di ciascuno. Posso non essere d’accordo con quello che ha detto in passato, ma dobbiamo anche contestualizzarlo: Delon appartiene ad un’altra generazione e a ben dire il Fronte di Le Pen rappresenta il 20 per cento dei francesi. Noi qui premiamo l’attore, l’artista che ha incantato Visconti e ci ha fatto sognare al cinema”.
Angry Birds 2, pennuti a CannesSulla Croisette anche i registi Van Orman e John Rice

– Grassi maialini verdi, uccellini rossi e tanti altri pennuti formato gigante sono a Cannes sulla spiaggia della Croisette. Sono i protagonisti di Angry Birds 2 – Nemici amici, sbarcati al festival insieme ai registi Thurop Van Orman e John Rice e al doppiatore americano Josh Gad per lanciare il nuovo capitolo della saga che sarà nelle sale italiane il 12 settembre.
Il secondo film di animazione dedicato a volatili e suini verdi e pericolosi, resi celebri come videogioco dall’azienda finlandese Rovio Mobile, ha però un nuovo temibile personaggio: Zeta. Il primo film, che ha incassato 352 milioni di dollari in tutto il mondo, aveva già esordito qui a Cannes, con un’istallazione di uccellini rossi arrabbiati che erano apparsi come gadget spiaggiati ed erano andati a ruba tra i bambini. Tre anni dopo, per promuovere la parte due della saga, i bambini sono stati truccati per metà da maialino Leonard e per metà da uccello Red.
Per Polanski thriller su affaire DreyfusSi chiamerà ‘An Officer and Spy’, nel cast Dujardin e Amalric

CANNES14 maggio 201914:19

– Playtime ha ingaggiato il regista Roman Polanski per “An Officer and A Spy”, un thriller di spionaggio basato sul romanzo di Robert Harris e interpretato dall’attore premio Oscar Jean Dujardin (“The Artist”) e Mathieu Amalric (“All’Eternity’s Gate”).
Il film, secondo Variety, racconta la storia vera di controspionaggio che vide l’ufficiale Georges Picquart, in un primo momento accusatore, sfidare gli ordini pur di riabilitare il nome del capitano Alfred Dreyfus, ufficiale ebreo che fu ingiustamente accusato di spionaggio a favore della Germania e imprigionato sull’isola del Diavolo alla fine degli anni ’90. L’Affare Dreyfus è stato a lungo un’ossessione per il regista premio Oscar, che ha cercato di raccontare la storia in vari momenti della sua carriera.
Prodotto da Alain Goldman (“La Vie en Rose”) della Legende Films, il film vedrà nel cast anche Emmanuelle Seigner (“A Eternity’s Gate”) e Louis Garrel (“Redoutable”).
Cannes, Gainsbourg e Bardem per aperturaCon il film di Jarmusch al via la 72/a edizione del festival

CANNES14 maggio 201914:22

– Charlotte Gainsbourg e Javier Bardem per la cerimonia di apertura del Festival di Cannes. Alle 19.30, maestro di cerimonia per il secondo anno consecutivo Edouard Baer, si alza il sipario sulla 72/a edizione che sabato 25 maggio, da una giuria presieduta dal regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu assegnerà la Palma d’oro ad uno dei 21 film del concorso (in gara anche l’italiano Il Traditore di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino nei panni del boss pentito Tommaso Buscetta).
Gainsbourg (coprotagonista di Lux Aeterna di Gaspar Noe tra le proiezioni di mezzanotte)e Bardem dichiareranno aperto il festival. Alla cerimonia di apertura al Grand Theatre Lumiere la giuria al completo con Elle Fanning, Maimouna N’Diaye, Kelly Reichardt, la nostra Alice Rohrwacher, Enki Bilal, Robin Campillo, Yorgos Lanthimos, Pawel Pawlikowski. Dopo il galà la proiezione I Morti non Muoiono, l’horror di Jim Jarmusch con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Selena Gomez che apre il concorso.
Film Buscetta il 23/5 in sala, polemicaFiglio caposcorta Falcone, è offensivo. Favino, sarà un omaggio

CANNES14 maggio 201920:04

– Botta e risposta su Instagram tra Giovanni Montinaro e Pierfrancesco Favino che interpreta Tommaso Buscetta nel ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio. Montinaro, figlio di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone morto con il giudice a Capaci, non ha affatto apprezzato la scelta di far uscire il film di Bellocchio, unico italiano in concorso a Cannes, il 23/5, anniversario dell’attentato. E così scrive sul social network: “Sinceramente, l’uscita nelle sale il 23 maggio è solo marketing, da orfano di quella strage mi permetto di scrivere che è decisamente offensivo.
Nulla di personale, da ignorante in materia, la considero un attore fenomenale. Saluti Giovanni Montinaro”.
Favino, letto il commento, ha risposto: “Caro Giovanni, credo di poterla rassicurare circa il desiderio, nella scelta della data, di omaggiare e ricordare quel giorno senza retorica e senza il desiderio di approfittare di un evento così tragico. Le assicuro anche che nel film non troverà niente che potrà farglielo pensare”.
Inarritu, Trump alza soglia della pauraIl regista, Il cinema di qualità si veda in sala

CANNES14 maggio 201920:21

-I presidenti delle giurie assomigliano agli allenatori di calcio: parlano di emozioni, di viaggi da intraprendere, di spirito di gruppo e evitano con cura ogni tipo di affermazione compromettente, specie all’inizio della loro fatica. Li si può capire: incontrano i loro colleghi d’avventura, spesso mai frequentati prima e meno di un giorno dopo eccoli lì, schierati come soldatini a rispondere alle domande di una famelica orda di giornalisti in cerca di pettegolezzi e dichiarazioni da prima pagina. Rispetto a questa tradizione il presidente del 72/o festival di Cannes, il messicano Alejandro Gonzalez Inarritu (scoperto a Cannes con “Amores Perros”, due volte sul gradino più alto dell’Oscar con “Birdman” e “Revenant”) prova a movimentare il rituale stanco e, dopo la consueta dichiarazione di gratitudine per essere stato chiamato a tanto onore, non sfugge le domande sia politiche (“il Messico ha bisogno di un movimento di verità, deve sapersi lasciare alle spalle la sua lunga scia di sangue e ritrovare la dignità che noi cineasti cerchiamo di portare nel mondo”) che quelle d’attualità. “Cannes è il presidio del cinema di qualità, di un modo di raccontare la realtà – dice – che non ha paura della concorrenza con il grande cinema d’intrattenimento. Vedere un film è sempre un’emozione e personalmente posso vederlo con qualsiasi strumento, dal telefono al computer. Ma la sala è un’altra cosa, e noi lavoriamo perché i film si vedano su un grande schermo, tutti insieme. Per questo non capisco tanto la strategia di piattaforme come Netflix che privano lo spettatore di questo esercizio collettivo. E per questo penso che nel prossimo periodo si arriverà a una soluzione di compromesso, utile per tutti”. Intorno a lui gli otto compagni di viaggio, i componenti della giuria che assegnerà la Palma d’oro, hanno tutti profili e carattere da vendere, sicché è facile immaginare che il verdetto sarà tanto più agevole quanto condiviso. Altrimenti le sorprese potrebbero essere numerose. “Mi piacerebbe – continua Inarritu – immaginare che vedremo ogni film senza sapere nulla di chi lo ha fatto, della sua storia e del suo cinema. La sorpresa è un elemento chiave di ciò che stiamo per affrontare”. Nonostante alcuni dei suoi colleghi facciano scena muta oggi (il polacco Pawel Pawlikovski, il francese Robin Campillo, entrambi abituati ai premi e al successo, sull’asse tra Cannes e l’Oscar), basta guardarli per capire che metteranno in gioco tutto il peso della loro visione del cinema e del racconto. “Io vengo dall’esperienza della storia a disegni – racconta Elki Bilal, un mito tra gli appassionati del fumetto, ma già regista in proprio – e la storia del rapporto tra queste due arti è lunga. Non cercherò di veder riprodotto sullo schermo il mio mondo, ma certamente sono pronto a farmi appassionare da storie che trascinano in un mondo diverso da quello che appartiene a ciascuno di noi”. Autentica emozione dichiarano le due attrici del gruppo, l’americana Elle Fanning che ritrova Inarritu, il regista che la fece debuttare in “Babel” e l’africana Maimouna N’Diaye che in Burkina Faso è un’autentica star, entrambe sorprese di essere state chiamate a giudicare gli altri. “Sono la ragazzina del gruppo – dice Elle Fanning – anche se ho ormai alle spalle una carriera molto lunga. Ma indubbiamente porterò lo sguardo e le attese della mia generazione”. Tra i più spigliati si rivelano l’altro autore di carisma, Yorgos Lanthimos che quest’anno è arrivato all’Oscar da gran favorito e soprattutto Alice Rohrwacher, per nulla a disagio in tanto consesso. Due volte premiata a Cannes e sempre presente sulla Croisette, è lei ad affrontare il tema del giorno – la parità tra i sessi – con affermazioni nette che trovano il pieno consenso della nona giurata, l’americana Kelly Reichardt. “Se ne fa un gran parlare – dice Alice – ma secondo me non ha senso tirare fuori questi argomenti all’ultimo momento. Il problema sta a monte ed è tutto l’anno che ci si deve ricordare del ruolo della donna e del suo spazio nel mondo del lavoro e quindi dell’arte. Qui vediamo film e se sono belli e li hanno creati delle donne, tanto meglio”.

Inarritu, Trump alza soglia della paura”Soffro quando vedo miei fratelli messicani ‘cancellati’ in Usa”

CANNES14 maggio 201919:40

– A margine della conferenza stampa della giuria di Cannes, il premio Oscar Alejandro Gonzalez Inarritu ha espresso chiaramente, ancora una volta, il suo pensiero sulla condizione dei messicani e dei latinos nell’America di Trump. “Non sono un politico – ha detto – e quindi cerco di parlare con il mio lavoro, con il mio sguardo come ho fatto già due anni fa raccontando ciò che vedevo dei miei compatrioti nel video in realtà virtuale Carne y Arena che portai proprio qui a Cannes.
Temo che le parole del presidente Trump alzino la soglia della paura e l’ignoranza della realtà è sempre pericolosa. In America io sono stato accolto a braccia aperte e ho sempre potuto fare il mio lavoro in condizioni privilegiate. Qualcosa che non dimentico e per cui sarò sempre grato. Ma quando vedo che i miei fratelli messicani, anche quelli che stanno negli Stati Uniti da anni, non hanno gli stessi diritti e vengono come ‘cancellati’, allora ne soffro. E un muro certo non migliora le cose, da nessuna delle due parti”.
Mediaset: boom utile con meno ricaviForte taglio dei costi, sia per diritti calcio sia ‘interni’

MILANO14 maggio 201918:12

– Nel primo trimestre dell’anno Mediaset ha registrato un utile netto di 39,6 milioni, in fortissimo incremento rispetto ai 3,5 milioni dello stesso periodo del 2018. I ricavi netti sono di 718 milioni rispetto agli 839 milioni del 2018 mentre l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2019 è diminuito a 791 milioni. La raccolta pubblicitaria italiana del secondo trimestre, al netto della cessazione del calcio pay e dell’effetto Mondiali, dovrebbe essere in linea con quella del primo trimestre.
In particolare, i ricavi del Biscione in Italia sono stati pari a 492 milioni rispetto ai 609 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, mentre in Spagna ammontano a 226 milioni rispetto ai 229 milioni del 2018. I costi operativi complessivi consolidati (costi del personale, costi per acquisti, servizi e altri oneri, ammortamenti e svalutazioni di diritti e di altre immobilizzazioni) ammontano a 639 milioni rispetto agli 810 milioni del primo trimestre 2018.         

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