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Salario minimo: Lega ritira emendamenti
Romeo, è un segnale di attenzione rispetto a quanto concordato

11 giugno 2019 17:26

– “Abbiamo ritirato i nostri emendamenti ad ddl sul Salario minimo: è un segnale di attenzione rispetto a quanto concordato. Lo abbiamo fatto comunque, nella consapevolezza della necessità di riunire un tavolo per definire le questioni rimaste ancora aperte”. Lo dice a palazzo Madama il presidente dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo. Il provvedimento, presentato da M5s, è attualmente all’esame della commissione Lavoro del Senato.
Sicurezza: ok Cdm a decreto bisProvvedimento approvato nella riunione di questo pomeriggio

11 giugno 201918:19

– Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sicurezza bis. Lo rendono noto fonti di governo.
Indagato, Comi pagò in contanti campagnaEx addetto stampa, non so se contabilizzate, si sforava budget

MILANO11 giugno 201918:38

– In “alcune riunioni dell’intero staff” si è “parlato del fatto che il budget di 200mila euro, normativamente imposto per la campagna elettorale per le elezioni europee, era troppo limitato per le esigenze della sua campagna elettorale. Peraltro, alcune spese (…) venivano in parte pagate per contanti. In alcuni casi ho visto la Comi pagare in contanti, ma non so se poi le relative somme sono state contabilizzate”. Lo ha messo a verbale l’ex addetto stampa, indagato, dell’ eurodeputata uscente Lara Comi, indagata. Comi nella maxi inchiesta della Dda milanese, che il 7 maggio scorso ha portato a 43 misure cautelari, è indagata per finanziamento illecito, corruzione e truffa aggravata ai danni del Parlamento europeo, ipotesi quest’ultima che vede indagato, tra gli altri, anche il giornalista Andrea Aliverti, ex addetto stampa dell’eurodeputata che è stato sentito per due volte, il 15 e il 17 maggio scorso, prima da teste e poi da indagato, dal pm Luigi Furno, uno dei titolari dell’indagine.
Conte, costruire manovra da subitoPer chiarezza nostra e nel Paese

11 giugno 201918:44

“Bisogna impostare sin da subito la manovra economica, per chiarezza nostra e nei confronti del Paese, dobbiamo iniziare a costruirla da subito”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Conte, senza mandato pieno lascereiLo farei nel modo più trasparente possibile

11 giugno 201919:01

– “Il presidente del Consiglio se non avesse delega per sedersi a un Consiglio europeo allora non partirebbe, sarebbe sfiduciato: è la logica della grammatica costituzionale. Ai giornalisti piace parlare di mandato pieno, mezzo mandato, un quarto di mandato. Se un giorno dovessi sentire di non avere piena delega e mandato pieno delle forze politiche ne trarrei immediatamente le conseguenze: sarebbe la crisi più trasparente possibile”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa.
Ue: Conte,domani vertice con vicepremierRiunione economica da me voluta

11 giugno 201919:05

“Le restanti risposte” sulla trattativa con l’Ue “non potevano venire ieri: ora dobbiamo ragionare sui dati, i numeri. Domattina ci sarà una riunione economica cui parteciperanno su mia richiesta Salvini e Di Maio”. Lo annuncia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Conte a Junker, sbagliò su GreciaGlielo dico con la massima cordialità: lasci che io lo aggiorni

MA11 giugno 201919:07

– “Con Juncker, lo posso dire, ho un rapporto molto cordiale, direi amicale, gli riconosco molta lealtà anche nella fase molto travagliata di dicembre: ha dato una grossa mano all’Italia. All’amico Juncker quando dice che sbagliamo direzione rispondo che ha sbagliato lui direzione sulla Grecia. Lo dico con la massima cordialità: prima di attribuirci un torto mi lasci dialogare e aggiornarlo sui conti”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Via libera al decreto sicurezza. Salvini:’E’ un passo avanti’Tra le priorità la lotta all’immigrazione clandestina

12 giugno 201908:32

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sicurezza bis. “Habemus decretum: è un passo in avanti per la sicurezza”. Lo dice il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Sono i diciotto articoli pronti, rivisti e rimeditati da tempo. Tre le finalità: lotta all’immigrazione clandestina, al centro anche del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è svolto stamattina e registra notevoli passi in avanti; c’è un capitolo cui tengo particolarmente che inasprisce le sanzioni per chi agisce con caschi, bastoni o mazze contro le forze dell’ordine; c’è l’assunzione di 800 uomini e donne di personale amministrativo per gli uffici giudiziari, per 28 milioni di euro, per eseguire le pene dei condannati in via definitiva che sono 12mila solo a Napoli e provincia”.

LA CONFERENZA STAMPA DI CONTE E SALVINI

Il decreto sicurezza bis “è troppo repressivo? No, abbiamo specificato che gli episodi di violenza durante pubbliche manifestazioni debbano prevedere concreto pericolo a persone o cose con l’utilizzo di razzi, petardi, mazze o bastoni. Non penso che la libertà di pensiero di qualunque italiano passi attraverso strumenti di questo tipo”, dice il leader della Lega e vicepremier Salvini.

“Era e rimane il governo del cambiamento anche perché non abbiamo nessuna intenzione di cercare maggioranza diverse: questa è l’unica maggioranza possibile e l’unico governo possibile. Senza, ci sono solo le elezioni ma noi vogliamo andare avanti quattro anni. Ne abbiamo parlato in Cdm: giustizia, autonomia, grandi e piccole opere. Tutto questo richiede un governo con ampio mandato e maggioranza parlamentare”, afferma Salvini.

“Il presidente del Consiglio se non avesse delega per sedersi a un Consiglio europeo allora non partirebbe, sarebbe sfiduciato: è la logica della grammatica costituzionale. Ai giornalisti piace parlare di mandato pieno, mezzo mandato, un quarto di mandato. Se un giorno dovessi sentire di non avere piena delega e mandato pieno delle forze politiche ne trarrei immediatamente le conseguenze: sarebbe la crisi più trasparente possibile”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa.

“Il decreto sicurezza è un inizio e mi auguro che in fase di riconversione il Parlamento lavori a un rafforzamento delle misure per i rimpatri dei migranti irregolari. Parliamo di centinaia di migliaia di persone non identificate che girano liberamente in Italia. Alla luce degli ultimi fatti di cronaca è opportuno che si affronti il tema seriamente e in tempi certi. Sono troppi i circa 500mila irregolari in Italia. Bisogna lavorare sul profilo internazionale in modo più approfondito e lo faremo da squadra”. Così il vicepremier Luigi Di Maio.

La lettera inviata lo scorso 15 maggio dall’Onu all’Italia, secondo la quale il decreto sicurezza bis “è potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti” affronta la questione libica “con un approccio inadeguato e di stupefacente ristrettezza mentale”. E’ quanto si legge nella dura risposta italiana inviata all’Alto commissario Michelle Bachelet. Il testo sottolinea anche che il rispetto dei diritti umani è “un obiettivo prioritario” del governo.

“Il trasferimento ripetuto di migranti da alcune Ong, con l’obiettivo di dirigersi in Italia, è un tassello di una catena più articolata che porta a infrangere le disposizioni per l’ingresso legale nel territorio, il cui rispetto ricade tra le competenze primarie del ministro dell’Interno”. E’ quanto si legge nella risposta italiana alla lettera inviata il 15 maggio dall’Onu all’Italia. “Queste condotte reiterate – prosegue il testo – consentono di raggiungere l’obiettivo dei trafficanti”.

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Borsellino: depistaggio, indagati gli ex pm Palma e Petralia
In servizio nel pool che indagò sulla strage di via D’Amelio

11 giugno 201921:15

Sarebbero gli ex pm in servizio nel pool che indagò sulla strage di via D’Amelio, Carmelo Petralia ed Annamaria Palma, i magistrati indagati per il depistaggio dell’inchiesta sull’attentato costato la vita al giudice Paolo Borsellino. L’indagine, che ipotizza il reato di concorso in calunnia aggravato dall’avere favorito Cosa nostra, è condotta dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia.
Annamaria Palma attualmente è avvocato generale a Palermo, mentre Petralia ricopre la carica di procuratore aggiunto a Catania. Nell’ipotesi accusatoria, in concorso con i tre poliziotti sotto processo a Caltanissetta, Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, avrebbero depistato le indagini sulla strage. Un depistaggio definito clamoroso nella sentenza di primo grado del processo Borsellino quater, costato l’ergastolo a sette innocenti. Il reato contestato ai magistrati e ai funzionari di polizia è la calunnia: i pm e i poliziotti avrebbero imbeccato tre falsi pentiti, costruiti a tavolino tra cui Vincenzo Scarantino, suggerendo loro di accusare falsamente dell’attentato persone ad esso estranee. Ai magistrati si contesta, oltre all’aggravante di avere favorito Cosa nostra, anche l’aggravante che deriva dal fatto che dalla calunnia è seguita una condanna a una pena maggiore di 20 anni. A Palma e Petralia oggi è stato notificato dalla Procura di Messina, che indaga in quanto è coinvolto un magistrato in servizio a Catania, un avviso di accertamenti tecnici irripetibili. Stesso avviso è stato notificato ai sette condannati ingiustamente: Cosimo Vernengo, Gaetano La Mattina, Gaetano Murana, Gaetano Scotto, Giuseppe Urso e Natale Gambino, persone offese dal reato. Tranne Urso e Gambino, che non hanno nominato legali, gli altri sono difesi dagli avvocati Rosalba Di Gregorio e Pino Scozzola.

Scuola, Bussetti: concorsi per quasi 70 mila postiAccordo con i sindacati su reclutamento e precariato

11 giugno 201923:07

“Bandiremo due concorsi per la scuola secondaria, fra straordinario e ordinario, per quasi 50mila posti. Altri 17.000 sono quelli del concorso ordinario per infanzia e primaria. Nei prossimi mesi, dunque, bandiremo quasi 70.000 posti nella scuola”. Lo annuncia il ministro dell’istruzione Marco Bussetti al termine dell’incontro con i sindacati della scuola. Sono previste misure straordinarie per il reclutamento dei precari storici.Questa sera al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca è stato raggiunto l’accordo con le organizzazioni sindacali sul tema del reclutamento e del precariato nella scuola. L’accordo è stato chiuso nell’ambito di uno dei tavoli tematici attivati a seguito dell’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi alla presenza del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del ministro Marco Bussetti. “L’accordo raggiunto oggi – commenta Bussetti – è frutto del serio lavoro che abbiamo condotto in queste settimane con le organizzazioni sindacali. Un confronto franco che porterà alla stesura di una norma attraverso la quale metteremo in campo misure straordinarie a tutela dei precari storici e, in contemporanea, avvieremo una nuova stagione di concorsi ordinari per chi vuole insegnare nella scuola secondaria. Questo governo sta mostrando grande attenzione verso il comparto dell’istruzione. L’accordo di oggi ne è ulteriore riprova.Definiamo un percorso che ci consente di dare una risposta concreta al precariato giunto ormai a livelli esponenziali che rischiano di mettere in difficoltà il funzionamento del sistema, proprio perché negli ultimi anni sono mancati una seria programmazione ed interventi adeguati”. In particolare, saranno previsti, per i docenti che hanno già lavorato per almeno tre anni nella scuola, sia statale che paritaria, percorsi (Pas), che saranno attivati a stretto giro e che consentiranno di conseguire l’abilitazione all’insegnamento, utile, fra l’altro, per accedere alle supplenze annuali dalle graduatorie di seconda fascia e per insegnare nelle paritarie. Al Pas potranno accedere, tra gli altri, anche i docenti di ruolo e i dottori di ricerca. Al contempo, sarà bandito un concorso straordinario e abilitante, da oltre 24.000 posti, per chi ha già maturato tre anni di insegnamento nella scuola statale, di cui uno specifico nella classe di concorso per cui si intende concorrere. La graduatoria finale sarà determinata assicurando un preminente rilievo ai titoli di servizio, oltre che in base al punteggio attribuito ad una prova scritta, da svolgere al computer, per la quale sarà prevista una soglia di punteggio minimo, nonché a una prova orale non selettiva, si legge nell’intesa siglata. Ulteriori 24.000 posti saranno poi destinati ad un concorso ordinario per laureati in possesso dei requisiti previsti dalla disciplina vigente, fra cui 24 crediti formativi in ambito antropo-psico-pedagogico e metodologie e tecnologie didattiche. I tavoli proseguiranno ora per affrontare, fra l’altro, anche le tematiche connesse al personale Ata.           [print-me title=”STAMPA”]

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