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DALLE 11:46 DI LUNEDì 16 SETTEMBRE 2019

ALLE 13:14 DI MERCOLEDì 18 SETTEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Box office, It Capitolo 2 mantiene vetta
Secondo Il Re Leone a oltre 35 mln, poi la commedia con Brignano

16 settembre 201911:46

– Per la seconda settimana consecutiva, il secondo capitolo di It, l’horror tratto dai romanzi di Stephen King, si conferma in vetta alla classifica dei film più visti del weekend secondo Cinetel, con 1 milione 447mila euro nel fine settimana e 8 milioni in 15 giorni. Anche Il Re Leone è stabile al secondo posto con i suoi oltre 35 milioni (primo incasso dell’anno e primo incasso di sempre nella storia di Disney Italia). Terza al debutto la commedia italiana Tutta un’altra vita con Enrico Brignano, che guadagna 532mila euro.
Segue un’altra nuova entrata: il cartoon Angry Birds 2 con 431mila euro. Scivola di due posizioni Mio fratello rincorre i dinosauri, con Alessandro Gassmann (362mila euro, 1,2 milioni in totale). Sesto posto per Martin Eden, Coppa Volpi per Luca Marinelli, (352mila euro, 1 milione in due settimane). L’action movie Attacco al Potere 3 perde tre posizioni, è settimo con 266mila euro (2,6 milioni in totale). Incassi dimezzati: 5.3 milioni contro gli 11.3 di una settimana fa (-53%).

Tiziano Ferro, arriva il nuovo singoloIl 20 settembre esce Accetto Miracoli, l’album atteso il 22/11

16 settembre 201913:41

– Esce venerdì 20 settembre Accetto Miracoli, il nuovo singolo di Tiziano Ferro, secondo estratto dall’omonimo album atteso per il 22 novembre su etichetta Virgin Records. Prodotta ancora da Timbaland, Accetto Miracoli è una ballad intensa: “La canzone prende in esame il rapporto con il proprio destino – racconta Ferro – parlando dell’argomento in maniera aperta, senza una connotazione necessariamente religiosa: a volte dobbiamo essere capaci di consegnarci al nostro destino, senza forzarne l’andamento, e quando ci affidiamo a quello che ognuno chiama come vuole – Dio, Universo, potere superiore – poi le cose vanno molto bene, i miracoli accadono”.
La prossima estate il cantautore tornerà in tour negli stadi: il via il 30 maggio da Lignano Sabbiadoro. Poi Milano (5 e 6 giugno), Torino (11 giugno), Padova (14 giugno), Firenze (17 giugno), Ancona (20 giugno), Napoli (24 giugno), Messina (27 giugno), Bari (3 luglio), Modena (7 luglio), Cagliari (11 luglio). Gran finale a Roma il 15 luglio.

Rod Stewart, guarito da cancro prostataMalattia diagnosticata nel 2017, ma finora era rimasta segreta

LONDRA16 settembre 201913:44

– Rod Stewart ha avuto un cancro alla prostata, ma dopo due anni di trattamento e controlli annuncia – col conforto dei medici – di esserne guarito. La rivelazione a margine di un evento per la raccolta fondi organizzata dalla Prostate Project and European Tour Foundation a cui la leggendaria rock star britannica, 74 anni, ha partecipato in veste di testimonial nel Surrey (Inghilterra) assieme a Ronnie Wood, dei Rolling Stones, e a Kenney Jones.
Sir Rod, insignito del cavalierato dalla regina un annetto fa, ha raccontato alla platea di essersi ritrovato di fronte alla diagnosi del cancro nel 2017. “Nessuno lo sa, ma penso sia il momento di dirlo a tutti”, ha spiegato ai presenti secondo quanto riportato oggi dal Daily Mirror. “Ora sono guarito, semplicemente perché faccio tanti esami e l’ho beccato presto”, ha proseguito invitando tutti a sottoporsi ai test per un’eventuale diagnosi precoce. “Ragazzi, dovete andare davvero dai dottori, un dito in cu… non fa male a nessuno”, ha concluso scherzando.

Palermo come Caracas con il metodo AbreuTeatro Massimo porta “La Cenerentola” in favelas del capoluogo

PALERMO16 settembre 201913:46

– Palermo come Caracas. I quartieri più a rischio della capitale del Venezuela vennero trasformati più di 30 anni fa dal maestro Antonio Abreu, che portò 240mila giovani a studiare musica, imbracciando un violino e non una pistola. Oggi sono quasi 500mila, il metodo Abreu venne esportato a Cuba e ovunque la violenza e la droga potevano minacciare i più giovani. Tra gli orti del quartiere Danisinni, uno dei più degradati di Palermo, il Teatro Massimo porta per il secondo anno la lirica, “La cenerentola” di Gioachino Rossini. L’anno scorso con “L’Elisir d’amore” e adesso con Rossini, attorno all’allestimento, si è creata una comunità, gli abitanti partecipano, e 40 di loro hanno provato fin da febbraio a dare vita al coro, diretto da Manlio Messina. Dilettanti, ma che hanno sudato come professionisti, con un’orchestra fatta da ragazzi, la Massimo Kids orchestra, dai 10 ai 17 anni, diretta dal paziente e straordinario Michele De Luca.

Imma Tataranni, sostituto procuratore fuori dagli schemiCon Vanessa Scalera da romanzi premio Campiello Mariolina Venezia

16 settembre 201919:57

Scomoda come a volte la verità e “ostinata come una pianta che cresce tra i sassi”. E’ pronta a scardinare tutti gli schemi dei personaggi femminili cui la tv ha abituato i telespettatori il nuovo sostituto procuratore donna Imma Tataranni, preparatissima, dal fiuto fine e assai fuori dai cliché che sta per sbarcare su Rai1. Un personaggio nato dai romanzi del premio Campiello Mariolina Venezia (tutti editi da Einaudi, e un nuovo libro della scrittrice con la stessa protagonista uscirà il 24 settembre, ndr) da cui è liberamente tratta la fiction, ovvero “Come piante tra i sassi”, “Maltempo” e “Rione Serra Venerdì”.  Chi non li ha letti deve sapere che Imma è un sostituto procuratore di Matera (ambientazione suggestiva), la cui personalità non permette di identificarla con la classica figura della donna di legge, perché ha un carattere particolare. A prestare il volto a questa donna unica è l’attrice pugliese Vanessa Scalera: poco conosciuta al grande pubblico della fiction, ha lavorato con registi del calibro di Marco Bellocchio (Vincere, La bella addormentata), Marco Tullio Giordana (Lea, Nome di Donna) e Nanni Moretti (Mia Madre). Co-prodotta da Rai Fiction ed Itv Movie, con la regia di Francesco Amato, la serie Imma Tataranni sostituto procuratore andrà in onda da domenica 22 settembre in sei prime serate. Nel cast, tra gli altri, Alessio Lapice (l’affascinante appuntato Ipazio Clogiuri), Massimiliano Gallo (nei panni del marito Pietro), Carlo Buccirosso (il procuratore capo) Alice Azzariti, la figlia sedicenne di Imma. Scalera, nonostante si sia divisa tra cinema teatro e tv, del suo ruolo dice: “Non sono un’attrice di primo pelo, dopo tanti anni di duro lavoro. Avete creato un piccolo terremoto: quando hanno annunciato che sarei stata io la protagonista, mi sono arrivati tanti messaggi, ero quasi incredula. Scegliere me come protagonista è un atto coraggioso. Ho respirato l’aria della commedia, mai lo avevo fatto. Non sapevo di avere i toni della commedia, ma il regista mi ha fatto scoprire un lato inedito di me. E ora mi piace farla. Ho amato immediatamente questo personaggio, questa donna determinata, talentuosa, intelligente e caparbia”. Imma non può passare inosservata a partire dal suo abbigliamento: colori e fantasie regnano nel suo guardaroba. Ha un carattere forte e un outfit aggressivo, un passo deciso con cui guadagna l’attenzione di tutti nei corridoi della procura di Matera. Inoltre questo sostituto procuratore non fa giri di parole né sconti a nessuno, compresi la figlia, il marito e la suocera. La sua figura è talmente integra nei valori della giustizia che è difficile non ammirarla. È ovviamente incorruttibile, implacabile, dissacrante, ma non le mancano l’ironia, la compassione, la tenerezza. Vive in un luogo arcaico come Matera, rivolto però al futuro, una terra ricca di storie e cultura che Venezia ha raccontato con ironia e amore, in un giallo divertente e molto attuale. Nella prima puntata camei di Giampaolo Morelli. Ma anche la partecipazioen di Cesare Bocci, Giuseppe Zeno, Giorgio Colangeli, Franesco Foti, Paolo Sassanelli e tanti altri.
“In questi anni – fa notare Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction – abbiamo investito sul crime d’autore, sul serbatoio straordinario che è la scrittura di genere, con capostipite nobile Camilleri per Montalbano. Questa linea ci permette di avere personaggi ricchi di chiaroscuri e casi di puntata che hanno a che vedere con problematiche dell’attualità”.
A chi chiede della collocazione della domenica sera, nello slot che fino alla scorsa stagione apparteneva a Fabio Fazio spostato su Rai2, Andreatta replica: “C’è una lunga tradizione del racconto domenicale. Per la capacità di mescolare diversi generi – crime, family, commedia – ritengo che come tipo di prodotto sia in grado di convogliare diverse generazioni e di tenere insieme un pubblico diversificato, di età e gusti”.
L’autrice Mariolina Venezia sottolinea: “Imma è un personaggio nel quale credo, è la forza dei deboli che credono in se stessi, delle categorie svantaggiate, delle donne, dei meridionali, di chi non ha avuto la possibilità di autodeterminarsi. Ho combattuto per non fare di questo personaggio una macchietta: Imma ride degli altri, non si ride di lei”. Massimiliano Gallo, che ha il ruolo del marito, spiega: “È un uomo che manda un messaggio moderno, in un mondo maschilista: se voglio fare il mammo, posso essere felice di farlo; è un messaggio bello.
Vanessa è un’attrice straordinaria”.

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Tre attrici in corsa per premio Reiter
In lizza come under 35. Riconoscimento carriera a Maria Paiato

MODENA16 settembre 201913:58

– Giulia Mazzarino, Marina Occhionero e Giulia Odetto sono le tre finaliste selezionate dalla giuria di esperti presieduta da Ennio Chiodi che domenica 22 settembre, al Teatro delle Passioni di Modena, si contenderanno la palma della più apprezzata attrice italiana under 35 dell’ultima stagione teatrale. Ma sono tanti gli appuntamenti all’insegna del teatro, della poesia e del cinema per celebrare non solo la grande interprete del passato Virginia Reiter – coeva di Eleonora Duse e di Sarah Bernhardt – ma anche il regista e sceneggiatore Giuseppe Bertolucci, da una cui idea nacque nel 2007 il Festival Virginia Reiter.
Nel corso della serata saranno assegnati anche il settimo Premio Bertolucci – le finaliste sono Gaia Girace e Margherita Mazzucco, già viste ne ‘L’amica geniale’, e l’attrice russa Darya Zhovner, padrino l’attore Stefano Santospago – e il Premio Virginia Reiter alla Carriera: quest’anno andrà a Maria Paiato, che sabato 21 terrà una lectio magistralis sul ruolo dell’attrice.

Simply Red, nel 2020 tappa a MilanoL’8 novembre atteso il nuovo disco Blue Eyed Soul

16 settembre 201914:06

– Dopo l’annuncio del ritorno con il nuovo disco funky ‘Blue Eyed Soul’ (in uscita l’8 novembre per BMG), i Simply Red svelano anche i dettagli del loro prossimo tour. Il gruppo sarà infatti impegnato il prossimo anno in 33 concerti nelle arene della Gran Bretagna, Irlanda ed Europa: il via il 6 ottobre 2020 da Newcastle. La band farà tappa anche in Italia con un’unica data il 16 novembre al Mediolanum Forum di Milano.
Tra le band inglesi più famose di sempre, i Simply Red sono pronti a far sognare nuovamente i loro fan con le hit che hanno segnato la loro carriera e fatto la storia della musica, come “Stars”, “Holding Back The Years”, “Fairground” e “Money’s Too Tight To Mention”.
La vendita generale dei biglietti al via dal 20 settembre.

A Reggia Caserta da Artemisia a HackertOpere prestate da Lampronti. Sgarbi, mercato arte sia più libero

CASERTA16 settembre 201915:01

– “Da oggi l’antiquario non verrà più guardato come un delinquente da questo Stato che non capisce che le opere d’arte sono beni universali”. Parola di Vittorio Sgarbi, che al Teatro di Corte della Reggia di Caserta presenta così la mostra “Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario collezionista alla Reggia”: 112 dipinti che l’antiquario italiano Cesare Lampronti, la cui galleria è a Londra, ha prestato per quattro mesi alla pinacoteca del Palazzo Vanvitelliano. La mostra, che sarà inaugurata ufficialmente oggi (ore 18), sarà infatti visitabile fino al 16 gennaio 2020.
“Lampronti – dice Sgarbi – è buono e generoso; il suo lavoro oggi viene finalmente riconosciuto, avendo riportato in Italia, in oltre 50 anni di carriera, 12mila dipinti; Lampronti ha arricchito l’Italia e oggi arricchisce anche la Reggia. La sua storia dimostra anche quello che dico da tempo, ovvero che il mercato dell’arte in Italia deve essere più libero; oggi è soggetto a troppe prescrizioni che ne fanno un mercato minore”.

Al via il Romaeuropa FestivalIn apertura la danza come atto politico con Rodrigues e Khan

16 settembre 201915:45

– La danza contemporanea come atto politico e come indagine sul potere, sulla storia e sulla sua narrazione: saranno i coreografi Lia Rodrigues e Akram Khan ad aprire, sfidando con il corpo in movimento la complessità dei nostri tempi, la XXXIV edizione del Romaeuropa Festival – REF , in programma a Roma dal 17 settembre al 24 novembre. In un’edizione dal titolo “Landscapes” che propone il racconto di un paesaggio stratificato, di una complessa geografia del contemporaneo attraverso un cartellone di danza, teatro, musica, arte e digital dai numeri esorbitanti (377 artisti da 27 Paesi, con 126 eventi in scena in 22 palcoscenici), il pubblico avrà dunque una doppia inaugurazione con due prime italiane: la brasiliana Rodrigues, ospite per la prima volta, sarà in scena con “Furia” all’Auditorium Parco della Musica (fino al 19 settembre) e l’anglo-bengalese Khan al Teatro Argentina (18-20 settembre) con “Xenos”. Tra gli appuntamenti da non perdere anche quelli con Forsythe, Rau, Celestini, Fabre, Sakamoto.

I portici di Bologna puntano all’UnescoInviato il dossier, elaborata planimetria dei 62 chilometri

BOLOGNA16 settembre 201916:22

– Il Comune di Bologna ha presentato il dossier per candidare i portici della città a patrimonio dell’umanità, inizio formale della corsa al riconoscimento. E’ stato spedito al Mibact e nelle prossime settimane arriverà all’Unesco.
Entro fine anno arriverà l’esito della verifica di completezza che l’Unesco deve fare sui progetti presentati, poi, entro febbraio, ci dovrà essere la consegna definitiva della documentazione.
Intanto il Comune ha elaborato la planimetria dei 62 chilometri di portici che si snodano lungo la città e che riguardano ogni zona: se infatti 40 km sono in centro, ce ne sono altri 20 in periferia.
Per le esigenze di conservazione sarà definito un piano di gestione, come previsto dalle regole dell’Unesco.

Sandra Milo poetessa, Il corpo e l’animaRaccolta di versi inediti svela lato sconosciuto attrice

16 settembre 201916:43

– L’attrice e conduttrice televisiva Sandra Milo scopre il suo lato letterario: con “Il corpo e l’anima. Le mie poesie”, raccolta di versi inediti, uscito in questi giorni nelle librerie, la musa di Federico Fellini rivela un suo aspetto meno conosciuto. Con animo appassionato, grande tensione e parole gentili, nel volume (MORELLINI EDITORE, 104 pp., euro 9,90) conduce il lettore per mano nel suo universo di sentimenti, desideri, dolori e rimpianti. Diciotto poesie che aprono una finestra sull’esistenza interiore di una personalità forte e significativa, ma capace di esprimere i sentimenti con autentica sincerità e sfrontatezza. Passione, amore, attaccamento alla terra e malinconia emergono dai suoi versi, tra suggestioni, tributi a personalità e riflessioni su temi attuali tra cui l’ emigrazione. Uno sguardo profondo si cela dietro metafore evocative che scuotono e meravigliano: un mondo materico che si disvela parola dopo parola in un ipnotico gioco dei sensi.
Arricchiscono le pagine del volume le delicate illustrazioni di Sara Rambaldi. Sandra Milo, pseudonimo di Salvatrice Elena Greco, nasce a Tunisi l’11 marzo 1933. La sua bellezza esuberante la fa debuttare nel 1955 in ‘Lo scapolo’ con Alberto Sordi che aprirà la strada a una lunga carriera a fianco di nomi importanti del cinema italiano.

20 anni Grande Fratello, primo in OlandaIn Italia esordì a settembre 2000, condotto da Daria Bignardi

16 settembre 201918:49

– Big Brother, il format del Gruppo EndemolShine che ha cambiato per sempre la tv, compie 20 anni.
In Italia Il Grande Fratello è arrivato l’anno dopo, il 14 settembre 2000 su Canale 5, con la conduzione di Daria Bignardi: uno dei protagonisti di quell’edizione era Pietro Taricone (morto nel giugno 2010 in un incidente col paracadute) e tra i partecipanti c’erano anche Rocco Casalino e Marina La Rosa, a vincere fu Cristina Plevani. Era il 16 settembre 1999 quando in Olanda, sull’emittente Veronica, parte di RTL, andava in onda la prima puntata di quello che sarebbe diventato un vero e proprio fenomeno culturale, capace di coinvolgere e rivoluzionare il mercato tv mondiale. Quel giorno, 9 inquilini si trasferirono in una Casa costruita per il reality, dotata di 24 telecamere e senza alcun contatto con l’esterno per essere osservati 24 ore su 24 dall’occhio del Grande Fratello. Oggi le serie di Big Brother commissionate nel mondo sono 471, in 60 mercati, trasmesse in 80 territori.

Musica: Ronin, nuovo album dopo due anniIn tour dal 28 settembre con una formazione tutta nuova

BOLOGNA16 settembre 201917:19

– ‘Bruto minore’ è il nuovo album dei Ronin, ‘creatura’ di Bruno Dorella che torna dopo un paio d’anni di pausa con una nuova formazione e un disco che cambia alcune coordinate, pur rimanendo nel solco della tradizione strumentale e cinematica della band.
Il lavoro, uscito oggi, comprende otto brani originali e la cover ‘Tuvan Internationale’ degli Hun-Huur-Tu. L’album è ispirato a una Canzone di Giacomo Leopardi, in cui si immagina il monologo di Marco Giunio Bruto dopo la sconfitta di Filippi e l’assassinio di Giulio Cesare.
L’attuale formazione comprende Bruno Dorella alla chitarra, Nicola Manzan (ex Baustelle) chitarra, Roberto Villa (The Gang) basso, Alessandro Vagnoni batteria. L’album sarà presentato live durante un tour che comincerà il 28 settembre al Circolo Gagarin di Busto Arsizio (Varese) e si concluderà il 22 dicembre al Bronson di Ravenna, dopo aver toccato anche Berlino e Praga.

Green Day al Firenze Rocks 2020Si esibiranno l’11 giugno, prima di loro sul palco i Weezer

FIRENZE16 settembre 201918:36

– I Green Day si esibiranno a Firenze per l’edizione 2020 del Firenze Rocks. La band punk rock californiana suonerà alla Visarno Arena l’11 giugno. Sul palco prima di loro anche i Weezer. Sono i primi nomi della prossima edizione del festival.
I Green Day sono una delle band più iconiche della loro generazione. Formato nel 1986 a Berkeley, in California, il gruppo ha venduto oltre 70 milioni di copie e accumulato oltre 10 miliardi di stream. Il disco che li ha rivelati al mondo, Dookie, uscito nel 1994, ha venduto 10 milioni di copie e raggiunto la certificazione Diamante. Nel 2004 i Green Day hanno pubblicato la rock opera American Idiot che ha venduto oltre 7 milioni di copie negli Usa e vinto il Grammy Award come miglior Album Rock. Il nuovo tour dei Green Day partirà il 13 giugno da Parigi e toccherà moltissime città in Europa, facendo tappa anche a Milano (Ippodromo Snai San Siro) il 10 giugno, prima di approdare a Firenze Rocks.

Accordo super-mostra Modigliani LivornoCuratore Marc Restellini, opere da collezione Netter

LIVORNO16 settembre 201918:48

– “Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre il semplice compitino: con forza e con grande entusiasmo, insieme alla giunta, abbiamo lavorato duramente per arrivare ad oggi, alla firma di questo contratto”. Lo ha detto oggi il sindaco di Livorno Luca Salvetti, poco prima della firma del contratto per la mostra ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse’, con la collezione Jonas Netter, che sarà allestita al Museo della Città di Livorno dal 7 novembre (fino al 16 febbraio 2020), in occasione del centenario della morte del grande artista livornese scomparso a Parigi il 24 gennaio 1920. Presenti alla firma, nella Sala delle cerimonie del Comune, oltre al sindaco l’assessore alla cultura Simone Lenzi e il curatore della mostra Marc Restellini.

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Sanremo, Amadeus riporta in gara le Nuove Proposte
Iscrizione dai 15 anni. Otto i contendenti all’Ariston

16 settembre 201918:55

– Torna la categorie Nuove Proposte a Sanremo 2020: è la principale novità di Sanremo Giovani voluta da Amadeus in qualità di direttore artistico. Nella scorsa edizione Claudio Baglioni aveva abolito la divisione tra Nuove Proposte e Big in gara. Saranno 8 i contendenti: 5 da Sanremo Giovani, 2 da Area Sanremo e il vincitore di Sanremo Young 2019. Altre innovazioni sono l’iscrizione a partire dai 15 anni e la doppia Semifinale. Da metà ottobre la commissione musicale ascolterà i brani per arrivare ad una prima selezione di 60 artisti, giudicati durante un’audizione dal vivo. Poi il numero si ridurrà a 20. Le due Semifinali saranno precedute da 2 puntate di presentazione dei 20 giovani in gara. In questa fase le canzoni verranno votate da commissione musicale e giuria demoscopica. In ogni semifinale da 10 canzoni/artisti passeranno il turno in 5, formando così i 10 finalisti che parteciperanno alla serata del 17 dicembre a Sanremo (con commissione musicale, giuria demoscopica, giuria tv e televoto).

Alla Frick in scena Bertoldo di GiovanniFregio da Poggio a Caiano prima volta fuori dalla Toscana

NEW YORK16 settembre 201919:42

– Sono solo 25 pezzi, ma nel loro insieme ricostruiscono il profilo di un genio del Rinascimento italiano finora trascurato se non per il suo status. Alla Frick Collection dal 17 settembre al 12 gennaio va in scena l’opera completa di Bertoldo di Giovanni, discepolo di Donatello e mentore di Michelangelo. Tra i pezzi arrivati da 14 tra musei e collezioni di tutto il mondo, sette vengono dal Bargello e uno, straordinario, dalla villa medicea di Poggio a Caiano: il fregio di terracotta lungo 15 metri e originariamente posizionato sulla facciata di Antonio da Sangallo non aveva mai prima d’ora lasciato la Toscana.
La mostra, che rende finalmente giustizia all’arte del fiorentino, è la prima in assoluto su Bertoldo e non poteva avvenire che alla Frick. Il Portatore di Scudo del museo americano, l’unico bronzetto del fiorentino fuori d’Europa, fu acquistato dal magnate dell’acciaio Henry Frick e dal 1935 è esposto al pubblico col vincolo che non potesse essere mai prestato altrove.

Così era Hollywood per TarantinoIn sala il film numero 9 del regista di Pulp Fiction

17 settembre 201909:46

C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino, dal 18 settembre in sala con la Warner, è non solo “una lettera d’amore per l’Hollywood della sua infanzia”, così lo ha definito più volte l’autore di ‘Pulp Fiction’, ma qualcosa di più. Così il film, passato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, non racconta soltanto quel 1969 (quando il regista aveva sette anni) in cui tutto quel mondo cambiò, ma diventa un po’ una summa di tutti i temi tarantiniani, senza troppa sperimentazione. Ecco quello che succede nel film (il numero nove sui dieci che Tarantino ha promesso di fare). Tre i personaggi principali.
Leonardo DiCaprio che incarna Rick Dalton, attore di western televisivi di serie B pieno di fragilità, uno che ogni tanto piange e non ha alcuna stima di se stesso (“pieno di conflitti interiori e autocommiserazione per il fatto di non trovarsi in una posizione migliore”, così lo definisce Tarantino). Di tutt’altra pasta il suo stuntman e amico di lunga data, Cliff Booth (Pitt), che è come la parte mancante di Dalton: “eroe della seconda guerra mondiale nonché una delle persone più mortali del pianeta. Potrebbe ucciderti con un cucchiaio, un pezzo di carta on un biglietto da visita” sempre secondo la definizione del regista.
A completare il quadro la bellissima Margot Robbie nei panni di Sharon Tate (uccisa proprio nel 1969 dalla setta di Manson) che, guarda caso, è una vicina di villa di Rick Dalton. Una presenza costante, la sua, nel film come d’altronde la setta di Charles Manson (Damon Herriman) in cui si imbatte più volte Cliff Booth.
‘C’era una volta a… Hollywood’, alla prima impressione, risulta essere il film più intimo di Tarantino in quanto a introspezione umana e anche quello in cui si trovano meno i dialoghi demenziali sul nulla, ma vissuti con smodata passione, tipici del cinema del regista-cinefilo Usa. Restano invece le tante citazioni, struttura portante di tutto il suo cinema, ma purtroppo in molti casi si tratta di auto-citazioni. Nel film anche un pezzo d’Italia: il manager di Dalton, Marvin Schwarz (Al Pacino), per buttarlo a mare, decide di mandarlo in Italia a fare quegli ‘spaghetti western’ da lui odiati. Gli dice solo: “Vai da Antonio Margheriti, Sergio Corbucci e lavora con loro”. E in Italia l’insicuro Dalton ci sta ben sei mesi, e anche con un certo successo, e sposa un’italiana. Quando però torna a Hollywood, con tanto di sposa italiana e un bel gruzzoletto, non è più quella di prima. Scena cult del film, quella che vede contrapposti un Bruce Lee (Mike Moh), molto trombone, e Brad Pitt. Il maestro di kung fu avvisa lo stunt-man che le sue mani sono ‘armi letali’, ma questo non spaventa certo Cliff Booth. In ‘C’era una volta a… Hollywood’ un ennesimo tentativo, da parte di Tarantino, di cambiare la storia verso il meglio, proprio come aveva fatto in ‘Bastardi senza gloria’ e ‘Django Unchained’. “È vero, con questo film chiudo una trilogia. Non posso dire però che il cinema abbia il potere cambiare la storia, ma certo può avere la sua influenza” ha detto il regista a Roma.
Nel cast monstre Dakota Fanning, Damian Lewis, Tim Roth, Kurt Russel e Micheal Madsen.

Maalouf, serve lucidità contro naufragioNel nuovo saggio racconta come si stia andando verso la disfatta

17 settembre 201909:47

Non c’è spazio per il pessimismo e soprattutto per la disperazione. Però Amin Maalouf ci mette davanti al fatto che gli uomini stanno navigando verso la disfatta, nel suo nuovo saggio ‘Il naufragio della civiltà’ pubblicato da La nave di Teseo nella traduzione di Anna Maria Lorusso.
“Sicuramente quello di cui abbiamo bisogno oggi è una grande lucidità che ci permetta di guardare in maniera molto obiettiva a questo momento delicato e pieno di insidie che ci troviamo ad affrontare”, spiega Maalouf che è stato tra i protagonisti del Festivaletteratura di Mantova 2019. Autore di romanzi e saggi come Le crociate viste dagli arabi, I disorientati e Un mondo senza regole, Maalouf, di origini libanesi, che vive a Parigi dal 1976 e dal 2011 fa parte dell’Accademia francese, è convinto che “a uno scrittore non venga affidato il ruolo di rassicurare le persone. Quello che deve fare uno scrittore, come me in questo caso, è dire alle persone è necessario un cambiamento vero, di 360 gradi. E’ fondamentale prendere coscienza di quella che è la situazione e fare qualcosa”. “Solo in questo modo si potrà evitare il naufragio”, secondo l’autore che oltre ad alternare i romanzi ai saggi, ogni tanto si dedica anche a scritti di natura storica. “Non mi piace mai scrivere uno dopo l’altro libri che appartengono allo stesso genere ed effettivamente adesso mi sto dedicando a un romanzo, ho già cominciato a lavorarci”, annuncia. In oltre 340 pagine ne Il naufragio delle civiltà, in cui Maalouf affronta le questioni cruciali del riscaldamento globale e della nuova corsa agli armamenti, ci mostra quanto siamo prigionieri dell’identità, della nazione e della religione. “La cosa paradossale è che assistiamo a questa deriva, che porta gli uomini verso il naufragio, proprio nel momento in cui in realtà l’umanità ha compiuto dei progressi straordinari. La tentazione che verrebbe a tutti è di pensare che i problemi nascano proprio dal progresso. Però io non lo penso. Non siamo vittime del progresso, ma siamo stati assolutamente incapaci di costruire un ambiente sociale e politico che fosse favorevole a fornire al progresso tutti quegli aspetti di cui aveva bisogno per permettere a noi e alla società di fiorire”.
La cosa più inquietante e che colpisce maggiormente Maalouf è che “non si sta proprio cercando una soluzione. Tutti si lamentano di una situazione che continua a deteriorarsi ma nessuno fa nulla. E’ importante più che mai favorire il dibattito, il dialogo che invece non ci sono assolutamente. Si sfrutta la crisi per attaccarsi”.
Proprio la questione climatica fa emergere in modo netto il bisogno di solidarietà che ci dovrebbe essere tra i vari Stati e nazioni “ma c’è un’assoluta incapacità di organizzarla. Parliamo tanto di problemi e rischi, ci vengono presentate una serie di cifre ma nessuno fa un bel niente per cambiare la situazione. I rischi che ci venivano paventati 20-30 anni fa sono quelli che ci ritroviamo a vivere oggi e la situazione è addirittura peggiorata. Questo è un dramma”, sottolinea lo scrittore.
“Contro il riscaldamento globale anziché affrontare le questioni chiave di petto si concentra l’attenzione su tematiche marginali. La giovane svedese Greta Thunberg è un esempio: anziché arrivare al succo della questione, al suo messaggio, a quello che lei cerca di dire, si discute di quello che è in grado o non è in grado di fare, ci si interroga sul suo atteggiamento”.
Altra “spinosa questione è quella della nuova corsa agli armamenti: “sarebbe stato necessario subito dopo la caduta del muro di Berlino cercare di individuare un nuovo ordine per il nostro intero mondo ma anche in questo caso nessuno è stato in grado di fare nulla. Gli Stati Uniti sono i primi responsabili di questa situazione. Tutti i presidenti americani, da allora in avanti, hanno avuto un atteggiamento fallimentare in questo caso. Non sono riusciti ad essere quella potenza paterna che si proponevano. Oggi si è toccato il punto più basso del fallimento. L’esempio più chiaro lo abbiamo sotto gli occhi oggi. Siamo davanti all’assenza di ordine, non c’è più un ordine mondiale”, avverte lo scrittore.

25 anni e ancora amici, nozze d’argento per FriendsSitcom trasmessa per la prima volta nel 1994 dal network Nbc

NEW YORK17 settembre 201910:03

Friends festeggia il 25/o anniversario. Quella che è considerata una delle sitcom in assoluto più popolari della televisione fu infatti trasmessa per la prima volta dal network Nbc il 22 settembre del 1994. Andò avanti per dieci stagioni fino al 6 maggio del 2004. Nonostante la fine della produzione da circa dieci anni, Ross, Chandler, Joey, Rachel, Monica e Phoebe, al secolo David Schwimmer, Matthew Perry, Matt LeBlanc, Jennifer Aniston, Courteney Cox e Lisa Kudrow, restano i sei amici di Manhattan le cui vicende si svolgono tra la caffetteria Central Perk dove Rachel lavora come cameriera, l’appartamento di Monica e Rachel, situato a West Village, oppure quello di Joey e Chandler, che si trova di fronte.Per celebrare l’anniversario New York non si è risparmiata in fatto di iniziative. Il 7 settembre è stato inaugurato un pop up store a tema a Soho. Resterà aperto per un mese e offrirà sia un’esperienza a 365 gradi della serie con il riallestimento del set sia un punto vendita per gadget. La Lego invece ha pensato di ricreare Central Perk in mattoncini. Il set che riproduce la caffetteria a New York luogo d’incontro dei personaggi è composto da oltre mille pezzi e comprende anche miniature di Ross, Rachel, Chandler, Monica, Joey, Phoebe e Gunther. Chi acquista il set potrà anche ricreare il palcoscenico dove Phoebe Buffay (Lisa Kudrow) eseguì le sue canzoni alla chitarra e dove Ross Geller (David Schwimmer) suonò una volta la tastiera. Nel scatola c’è inoltre una macchina per il caffè, un barattolo con biscotti e altri elementi e pezzi d’arredamento. In arrivo anche una linea di abbigliamento a tema. Sarà in vendita da Target. Tra i capi una maglia con cappuccio con la scritta ‘Pivot’, che richiama una delle scene (Fai perno!, ndr) più comiche della serie quando Ross e Rachel decidono di comprare un divano ma per risparmiare decidono di rinunciare all’aiuto dei facchini per trasportarlo nel loro appartamento senza ascensore. In vendita anche una t-shirt con la scritta ‘You’re My Lobster’ che richiama la scena in cui Phoebe spiega a Ross la famosa teoria delle aragoste, sottolineando come siano animali che si incontrano e si scelgono per la vita. ‘Lei è la tua aragosta’ riferendosi a Rachel.Uno dei momenti più attesi sarà un appuntamento cinematografico quando Friends sarà in sala con un titolo speciale ‘Friends 25th: The One With The Anniversary’. Per tre giorni, il 22 e 28 settembre e il 2 ottobre, la sitcom sarà proiettata in oltre mille teatri in tutti gli Stati Uniti. Ognuna delle tre serate presenterà quattro diversi episodi comprensivi anche di contenuti inediti ed interviste esclusive. Gli episodi saranno in alta definizione.

A Napoli in mostra le opere di MiròDal 25 settembre ottanta capolavori al museo Pan

NAPOLI17 settembre 201913:12

– Ottanta opere di Joan Mirò provenienti dalla collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto, a partire dal prossimo 25 settembre, rappresenteranno il cuore della mostra al PAN Palazzo delle Arti Napoli: “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, tra le esposizioni più importanti della stagione autunnale napoletana.
Le opere, inserite nel percorso espositivo curato da Robert Lubar Messeri, professore di storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, sotto la preziosa guida di Francesca Villanti, direttore scientifico di C.O.R, ripercorreranno più di sei decenni di attività creativa, dal 1924 al 1981, in cui Miró sviluppa un linguaggio formale che trasforma l’arte del XX secolo. Un’opera del 1924, Ballerina, che aprirà il percorso dell’esposizione, permetterà di iniziare a conoscere lo straordinario talento dell’artista catalano.
L’opera mostra l’inizio dell’iter che Miró ha intrapreso per arrivare al maturo linguaggio dei segni: una linea sostituisce il corpo della ballerina, un semicerchio in alto la testa ed è così che Miró avvia il processo di riduzione e semplificazione della figura.
Il percorso espositivo condurrà fino alle opere degli anni ’80. In questi ultimi lavori figura e sfondo, segno, superficie e supporto sono equilibrati a tal punto che sembrano dei semplici frammenti di oggetti. La figura si fonde con il suo supporto. Ne è esempio l’opera Senza titolo del 1981 che rappresenta al meglio questa trasformazione. Il progetto è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con il supporto del Ministero della Cultura portoghese, il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo in Italia e organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Vent’anni fa l’uscita in Italia di ‘Tutto su mia madre’Il film capolavoro di Almodovar nelle sale italiane il 17 settembre 1999

17 settembre 201913:30

Vent’anni fa, il 19 settembre 1999, usciva nelle sale italiane il film capolavoro di Pedro Almodovar ‘Tutto su mia madre’. La commovente storia racconta di Manuela, madre di un figlio di diciassette anni che muore travolto dalla macchina su cui viaggia una famosa attrice impegnata nella pièce ‘Un tram che si chiama desiderio’.Manuela decide di trovare il padre del ragazzo che vive a Barcellona ed è diventato Lola, un travestito. La donna incontra Agrado, altro travestito, che fa la vita e conosce anche l’attrice indiretta responsabile della morte del figlio.

Iconica, quando Torino era capitale modaUn percorso tra gli atelier storici, con abiti e bozzetti

TORINO17 settembre 201914:03

– Abiti, bozzetti, immagini che raccontano la storia inedita che ha consacrato Torino capitale della moda. Una città che pullulava di piccole sartorie e grandi atelier: da Sanlorenzo alla Naide, sopra il caffè Platti, dove si poteva incontrare Marella Agnelli, alle sorelle Cappa in via Pietro Micca. Torna dal 19 al 23 settembre Iconica, format nato con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle storie di personaggi diventati icone del nostro tempo: dalla moda all’arte, dalla letteratura alla musica, dal cinema al design.
Il tema della seconda edizione – realizzata col patrocinio di Regione Piemonte, Camera di Commercio e Città di Torino, sponsor Azimut – è ‘Atelier. Torino artefice dell’eleganza’. La mostra, a ingresso gratuito, si svolge in otto sale di Palazzo Chiablese che hanno ospitato Paolina Bonaparte e la regina Margherita di Savoia: si potranno ammirare 32 manichini con abiti iconici, ma anche un importante nucleo – mai esposto prima – di schizzi originali di cappelli della modista Pina Cerrato.

Dopo 20 anni torna Giochi senza frontiereIlary Blasi, vorrei riunire famiglie davanti al piccolo schermo

17 settembre 201919:39

– Sei nazioni in gara, trenta squadre, trecento concorrenti, un solo Paese vincitore, nessun premio. Obiettivo giocare, divertirsi, far divertire e magari riunire le famiglie almeno una volta alla settimana, davanti al televisore, come succedeva una volta quando c’erano programmi che in casa piacevano a tutti, dai bambini ai vecchi nonni. ‘Giochi senza frontiere’, cult della televisione italiana ed europea, in onda dal 1965 fino al 1999 per 30 edizioni, torna, si chiama ‘Eurogames’ ed andrà in onda dal 19 settembre il giovedì in prima serata su Canale 5, con una produzione firmata da Nonpanic Banijay, in stile kolossal che ha trasformato Cinecittà World nel Circo Massimo.”E’ il formato storico, originale, che in 30 anni di vita ha avuto 5 miliardi di telespettatori in tutta Europa con ascolti altissimi – ha detto il direttore della rete Mediaset Gancarlo Scheri -. Abbiamo deciso di rinnovarlo e riproporlo mantenendo l’atmosfera meravigliosa che ci ricordiamo e vorrei anche allontanare ogni pensiero che ci sia qualcosa di politico dietro tutto questo”. La sfida sarà in ogni puntata tra diverse città dei Paesi concorrenti (Italia, Spagna, Russia, Grecia, Germania e Polonia), le cui squadre si cimenteranno in varie prove, dalla palla trasparente nella quale i giocatori dovranno correre, alla scalata di una parte inclinata. Nel ruolo di telecronisti Ilary Blasi e Alvin, mentre supervisore dei sei arbitri sarà Jury Chechi, ex ginnasta. “Rappresenta la nostra infanzia, e questo programma l’ho voluto fortemente io – ha detto Ilary – In questa televisione di arringhe e litigate mi piaceva riportare una tv degli anni ’80, ’90, quella con la quale sono cresciuta e che oggi può sembrare obsoleta, quasi antica, ma che io invece trovo moderna”.”Mi piaceva l’idea di riportare la famiglia italiana davanti alla televisione, si è persa un po’ questa abitudine – ha aggiunto -. Io vedo i miei figli, la loro generazione, che sono un po’ lontani dalla tv, magari guardano le serie, YouTube, e quindi questo è un programma talmente trasversale che potrebbe diventare un appuntamento fisso durante la settimana, ci si riunisce a guardare la tv, come una volta”. “Penso che i bambini non guardino troppo la tv perché non trovano qualcosa di interessante per loro”, ha detto ancora e, rispondendo a una domanda se è lei a porre dei limiti, ha aggiunto: “No assolutamente, sono loro che di spontanea volontà non si avvicinano proprio alla televisione, ovviamente parlo dei miei figli”. “Ci piaceva riportare la leggerezza che tanto ci piace, la leggerezza è un muscolo che si è un po’ impigrito in questi anni”, ha aggiunto Alvin. Eurogames andrà in onda nei vari Paesi europei, ma non contemporaneamente: la prima sarà l’Italia, l’ultima che l’ha messa in programmazione la Grecia, per l’inverno prossimo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Laurea honoris causa ad Alberto Angela
Conferita dall’Università del Piemonte Orientale a Vercelli

VERCELLI17 settembre 201914:42

– “La filosofia è l’amore per la conoscenza, ed è un grande mare in cui noi ricercatori spieghiamo le vele: il nostro ruolo è di portare la conoscenza a chi è rimasto in porto”. Così il noto divulgatore scientifico e presentatore televisivo Alberto Angela al Teatro Civico di Vercelli durante la cerimonia di conferimento della laurea magistrale honoris causa in Filosofia da parte dell’Università del Piemonte Orientale.
Il titolo è stato consegnato al figlio di Piero Angela dal magnifico rettore Gian Carlo Avanzi “per il rigore scientifico e l’elevata qualità delle sue produzioni – si legge nelle motivazioni -, per l’efficacia dei risultati raggiunti”.
Alessandro Barbero, professore di Storia Medievale dell’Upo e amico di Angela, nella laudatio ha ripercorso le principali tappe della carriera del presentatore, all’esordio sabato 21 settembre in prima serata su Rai Uno con la nuova stagione di Ulisse.
“La conoscenza è come il pane: va condivisa”, dice Angela.
“E’ sempre importante offrire la conoscenza al pubblico, in un momento in cui il sapere è disponibile a tutti tramite televisione, radio e internet – conclude -. Bisogna però sapere aiutare le persone in questo viaggio, saper riassumere, spiegare e rendere accessibile le informazioni. Il divulgatore è quello che apre le porte, offre strumenti per capire le cose. Ed è fondamentale in un’epoca di fake news”.

Rosy Abate, torna serie con MicheliniLa seconda stagione su Canale 5, in cinque prime serate

17 settembre 201914:43

– Dopo aver ritrovato suo figlio, Rosy Abate ha passato gli ultimi sei anni in carcere. A seguito del successo della prima stagione, torna da mercoledì 18 settembre in prima serata su Canale 5, ‘Rosy Abate’ la seguitissima serie tv in cinque puntate prodotta da Taodue Film per Mediaset, che vede protagonista Giulia Michelini. Ma adesso che le porte del penitenziario di Palermo si stanno per aprire e può finalmente riabbracciarlo, la Rosy si trova davanti un Leonardo diverso da quello che ricordiamo: il bambino innocente di un tempo ha lasciato il posto a un ragazzo inquieto e tormentato che sembra sentire dentro di sé il richiamo del sangue degli Abate, la vocazione alla criminalità.
Quello di Rosy e Leonardo sarà un percorso fatto di ostacoli, rancori e vendette in cui madre e figlio dovranno imparare a conoscersi e a fidarsi l’uno dell’altra. Sullo sfondo di una Napoli mai raccontata, la nuova sfida di Rosy sarà quella di salvare suo figlio da un destino criminale che potrebbe costargli la vita Per farlo, la Regina di Palermo dovrà rimettersi in gioco e affrontare il nemico più insidioso che abbia incontrato finora: Antonio Costello, boss della camorra più invisibile e aristocratica, che Leonardo vede come il padre che non ha mai avuto. Riuscirà Rosy a salvare l’anima e la vita di Leonardo senza perdere le sue?

Sal Da Vinci, la mia Fabbrica dei SogniUn musical delle feste a Napoli, il ‘debutto’ al Columbus Day

NAPOLI17 settembre 201914:43

– E’ al lavoro su ‘La Fabbrica dei sogni’, si definisce “un operaio” del mestiere, che è quello di cantare i sentimenti, e questa volta Sal Da Vinci alla sua città vuole regalare un grande musical “come quelli americani”. E dal teatro la sua musica invaderà anche le strade. “Siamo già in fase di preparazione, si tratta di una produzione davvero importante che debutterà all’Augusteo a dicembre: vogliamo sia lo spettacolo per le feste di Natale e faremo un mese di repliche. Ci sarà anche una novità: prima che si alzi il sipario La nostra Fabbrica dei sogni sarà per le strade, con gli attori già in costumi di scena, sarà un ulteriore modo per coinvolgere il pubblico. E come ormai di tradizione saremo in cartellone anche a Capodanno”, racconta Sal da Vinci, reduce da una estate di piazze piene e concerti sold out e alla vigilia della sua ‘prima volta’ al Columbus Day. Scritto da Sal Da Vinci con Ciro Villano, protagonista femminile sarò Fatima Trotta.

La Little Italy di Sonia Leimer a NYCurata dal direttore del Man di Nuoro, nel 2020 sarà in Sardegna

NUORO17 settembre 201915:03

– Le politiche urbane di Little Italy a Manhattan e la trasformazione del quartiere newyorkese con l’arrivo dell’immigrazione sono i temi al centro delle opere dell’artista di Merano Sonia Leimer, nella mostra dal titolo “Via San Gennaro”, curata del direttore del Man di Nuoro Luigi Fassi e da Kari Conte.
La mostra sarà ospitata fino al 20 dicembre all’International Studio & Curatorial Program (Iscp) di New York e arriverà al museo nuorese nell’autunno del 2020. Via San Gennaro è un progetto in partnership con il Man ed è stato selezionato tra i vincitori della quarta edizione dell’Italian Council (2018), il concorso ideato dalla direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del ministero per i Beni Culturali per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Per questa mostra – spiega Fassi – Leimer presenta un nuovo ciclo di opere incentrato sulle politiche urbane di Little Italy a Manhattan, sviluppando una riflessione sulla trasformazione economica e culturale e sui flussi migratori che hanno investito il quartiere newyorkese. Siamo molto felici di aver collaborato con l’Iscp alla riuscita di questo progetto e di ospitarlo al Man l’anno prossimo. La mostra presenta installazioni video e sculture che testimoniano la ricerca di Leimer sullo spazio urbano, l’architettura ma anche una riflessione sul lavoro e la globalizzazione. Si affrontano i temi della gentrificazione e dell’immigrazione che hanno cambiato Little Italy e che ne costituiscono l’anima profonda.
Tutto questo grazie all’iniziativa voluta e ideata dalla direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Mibac”.
Lo spazio espositivo è racchiuso da due grandi sculture a parete composte da tessuti sovrapposti, mentre una seconda serie di opere prende forma dai rotoli di carta da 500 libbre utilizzati e lasciati lungo le strade di Chinatown dalle tipografie digitali, qui serigrafati con fotografie di Little Italy e Chinatown scattate da Leimer.

Villalta, Pordenonelegge festival poetiNella XX edizione grande spazio anche ad autori stranieri

PORDENONE17 settembre 201915:10

– “A Pordenone abbiamo una particolare passione per la poesia e per questa ragione nella 20/a edizione del Festival ce ne sarà tanta, ancora più del solito”, ha detto Gianmario Villalta, direttore artistico di Pordenonelegge, al via il 18/9. “Partiamo con alcuni appuntamenti molto attesi che riguardano poeti che stanno nel cuore di tutti noi a cominciare da Federico Tavan, che rimane una sorta di subcoscienza nostra e che intendiamo celebrare degnamente. C’è poi una quantità notevole di poeti italiani. Ci saranno i maggiori: Pusterla, Fiori, De Angelis, Cucchi. Grande rilievo anche a poeti stranieri che vengono da Scozia, Inghilterra, Turchia, Francia, a significare che Pordenonelegge è un posto in cui la poesia trova un suo punto di riferimento, prima di tutto in Italia, ma anche in Europa”. Infine “abbiamo addirittura una Libreria della poesia dove incontrarci – ha concluso – ma anche alcuni angoli caratteristici che saranno votati alla poesia, tra cui la suggestiva Loggia del municipio”.

Javier Cercas, la lettura è un piacere come il sessoScrittore spagnolo, nuovo libro parte da shock crisi catalana

17 settembre 201920:45

–  Leggere è prima di tutto “un grande piacere, come il sesso, e bisogna farlo capire ai giovani”. Lo dice Javier Cercas che il 18 settembre aprirà ‘Pordenonelegge’, la Festa del libro con gli autori, che festeggia vent’anni con oltre seicento ospiti, dal 18 al 22 settembre. L’autore de ‘I soldati di Salamina’, di ‘Anatomia di un istante’, parlerà al Teatro Verdi dei libri che ha amato e di come la letteratura sia una forma di conoscenza insostituibile.
“La letteratura è una cosa straordinaria. La lettura è una forma di conoscenza e libertà. Il romanzo parla di persone che sono capaci di dire no. E cos’altro è la libertà se non la capacità di dire ‘no’ quando tutti dicono ‘si’?. Don Chisciotte di Cervantes – per me il più grande romanzo mai scritto – dice assolutamente no alla vita noiosa, povera che vive e inventa un eroe per vivere davvero. E Madame Bovary di Flaubert parla della stessa cosa, di una donna che dice no a un uomo noioso, che non ama. La letteratura è una forma di ribellione contro la realtà, contro il potere, questo s’impara nei grandi romanzi. I giovani devono sapere questo, è essenziale. Se la letteratura è solo una cosa solenne, elitaria, che non ha una trascendenza personale, allora perchè leggere?” spiega in un perfetto italiano lo scrittore spagnolo che ha appena terminato il suo nuovo libro che in Spagna dovrebbe uscire il prossimo anno. L’ultimo pubblicato in Italia due anni fa è ‘Il sovrano delle ombre’.
“A me sono sempre piaciuti i libri facili da leggere ma difficili da capire. Quei romanzi che ogni volta che li leggi trovi delle cose nuove, dove la superficie è trasparente ma non c’è fondo. Una letteratura molto esigente e molto popolare” spiega ed è quello che ha cercato di fare nel suo nuovo libro che sarà pubblicato in Italia da Guanda, il suo editore nel nostro Paese. Top secret il titolo e la trama, sarà il romanzo in cui Cercas ha voluto “reinventarsi. Radicalmente diverso dai miei libri precedenti e radicalmente fedele. Ho avuto la sensazione che con l’ultimo libro avevo chiuso un cammino cominciato 20 anni fa con ‘I soldati di Salamina’. Il pericolo è di ripetersi e quando una necessità letteraria diventa una formula è la morte di uno scrittore” racconta. A rendere più facile questo rinnovamento è stato “lo shock della crisi catalana. Non sarà un libro su questo, apparentemente non ne parla se non pochissimo, ma il risultato di questa crisi personale e storica. Senza questo shock forse ci avrei messo più tempo a scriverlo. E’ come un sogno, come gli incubi. Sei vicino a un abisso, angosciato ma non soffri per quell’abisso, ma perchè sei preoccupato per tua madre, per tuo padre” spiega.
Cercas, 56 anni, che ha più volte detto che ci sono similitudine tra Brexit e crisi catalana torna a sottolineare che “l’origine di tutto non è diversa. Nel ’29 abbiamo avuto una crisi terribile che ha consolidato i totalitarismi in Occidente.
Oggi c’e’ una crisi generale, un movimento sismico che ha provocato il nazional-populismo. La storia non si ripete mai allo steso modo ma con maschere diverse perchè gli errori degli umani sono gli stessi. Il nazional-populismo è una maschera post-moderna del totalitarismo anni ’30. E questo nazional-populismo non è totalmente violento, utilizza la democrazia per distruggere la democrazia e lo fa in forme diverse. E’ fondamentale saperlo” afferma lo scrittore.
Nel rivalutare la “letteratura molto esigente e molto popolare”, Cercas dice che anche il Don Chisciotte “non era un libro intellettuale e che Shakespeare faceva una letteratura popolare. Forse poi il problema è stato che nell’ultimo secolo i grandi libri sono stati molto complessi come l’Ulisse di Joyce o Finnegans Wake che è un libro impossibile, non lo ho potuto leggere”. E aggiunge che la letteratura “è diversa da tutte le altre forme artistiche. Io amo molto il cinema e vedo le serie tv ma non credo che siano un nemico dei libri e non credo che l’ebook cambi nulla. Questa idea che l’immagine sostituisce la letteratura non la condivido”. Tra gli autori italiani preferiti lo scrittore spagnolo indica “Dino Buzzati, tra quelli un po’ dimenticati e considerati ingiustamente minori, Italo Calvino e Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa del quale il meraviglioso film di Luchino Visconti ha provocato una lettura sbagliata perchè nell’epilogo del libro si capisce che l’amore vero di Tancredi non era Angelica ma Concetta” dice alla vigilia dell’inaugurazione del Festival che vedrà anche la presenza del Premio Campiello 2019, Andrea Tarabbia e tra gli ospiti altri big della letteratura tra cui Tahar Ben Jelloun, Manuel Vilas, David Grossman e il Nobel Svetlana Aleksievic che riceverà il Premio FriulAdria.

Autunno al Mart, viaggio nel ‘900Da Duncan a Strozzi ad Artschwager, 12 progetti fino a novembre

17 settembre 201916:06

– Dalla rivoluzionaria e ribelle danzatrice Isadora Duncan alla poetica di Richard Artschwager, nella più ampia antologica a lui dedicata mai realizzata in Europa. E poi i due focus sul confronto tra Bernardo Strozzi e Yves Klein, e tra Gino Rossi e Arturo Martini, fino al trentino Gianni Pellegrini. Saranno le tante anime del ‘900 la linfa vitale della stagione autunnale del Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto che prenderà il via il 20 settembre per concludersi il 22 novembre. Con 12 appuntamenti da non perdere, tra grandi mostre, alcune prodotte in loco, approfondimenti, attività per le scuole, un nuovo corso si apre dunque per il Museo – dopo l’insediamento del cda e la rinnovata energia data dal neopresidente Vittorio Sgarbi – con l’obiettivo, annunciato oggi a Roma dal direttore Gianfranco Maraniello, di reagire alla flessione di pubblico degli ultimi anni facendo “vivere a chi viene in visita un’esperienza. Il Mart deve legarsi sempre più specificamente al territorio”.

Mika, ho fatto pace con il mio passatoIn intervista a Vanity Fair cantante svela segreti di famiglia

17 settembre 201916:07

– “Avevo sette anni. Mio padre, consulente finanziario, era stato preso in ostaggio in Kuwait. È tornato sette mesi dopo, cambiato: non riuscivamo più a chiamarlo papà, non lo riconoscevamo più”. Mika racconta a Vanity Fair, in edicola che gli dedica la copertina del numero in edicola da mercoledì 18 settembre, i segreti della sua famiglia. Quel trauma, rivela, coincise con il tracollo economico, con il trasferimento a Londra, con i suoi problemi (“su tutti la dislessia e poi l’espulsione da scuola”). In quella vicenda familiare ha individuato l’origine della sua crisi creativa esplosa quattro anni, oggi superata con l’arrivo del nuovo album My Name is Michael Holbrook, che porta il suo nome. “Volevo prendere le distanze da Mika. Non sapevo da che parte cominciare. Così mi sono detto che dovevo buttarmi verso l’ignoto, e per me l’ignoto è la famiglia di mio padre. Ho sentito il bisogno di difendere le mie radici e ho cominciato a scrivere: My Name is Michael Holbrook, I was born in 1983”.

Marco Polo di Wei apre Carlo FeliceOpera imponente in cinese con sovratitoli in italiano

GENOVA17 settembre 201916:07

– Riparte all’insegna della novità europea la stagione del Carlo Felice che apre il sipario domenica 29 settembre con ‘Marco Polo’ l’opera in tre atti, un prologo e un epilogo di Jin Wei su musiche del compositore tedesco Enjott Schneider con integrazioni del giovane artista cinese Shaosheng Li) che verrà proposta in coproduzione con la Guangzhou Opera House. Stamani il direttore artistico Giuseppe Acquaviva ha presentato la produzione, affiancato dagli artisti principali: il direttore d’orchestra Muhai Tang, la regista Jingfu Shi e il cast quasi tutto cinese, guidato dal tenore Giuseppe Talamo nei panni del grande esploratore veneziano.
“Marco Polo – ha detto Acquaviva – ha la struttura del grand-opéra estremamente impegnativa anche come scenografie e movimenti tanto che non siamo riusciti a trovare un altro teatro europeo con dimensioni tali da poter proporre la coproduzione”.

A Ligabue il Premio Bertoli 2019Riconoscimenti anche a Pfm, Raphael Gualazzi ed Enrico Nigiotti

MODENA17 settembre 201916:08

– Va a Luciano Ligabue l’edizione 2019 del Premio Pierangelo Bertoli dedicato al cantautore di Sassuolo scomparso 17 anni fa. Il riconoscimento – per artisti che abbiano inciso e pubblicato, nella loro carriera, più di 15 album – sarà consegnato il 18 ottobre al teatro Storchi di Modena. Premiati anche la Pfm (“In quasi 50 anni la band ha guadagnato un posto di rilievo sulla scena internazionale e continua a rappresentare un punto di riferimento”), Raphael Gualazzi (“Per la capacità di affrontare il percorso artistico in modo intellettualmente indipendente”) ed Enrico Nigiotti (“Ha saputo trattare nei suoi testi il tema dell’Amore sul piano universale”).
Il premio intitolato a Bertoli, con la direzione artistica del figlio Alberto e di Riccardo Benini, intende premiare i cantautori che, “come ha fatto Pierangelo, siano capaci di arrivare al cuore della gente, attraverso i contenuti dei loro testi in primis, l’impegno sociale e il non uniformarsi alle tendenze di pensiero e di moda attuali”.

A Mito un Philip Glass mai sentito in UeCommissione del festival, è suo primo brano per percussioni

17 settembre 201916:21

– E’ stato eseguito il 16 settembre al Festival MiTo in prima europea Perpetulum, nuova composizione di Philip Glass, che è anche il suo primo brano per percussioni.
Glass è forse il compositore contemporaneo più famoso al mondo e la prima esecuzione di un suo nuovo lavoro nella musica è un po’ come l’uscita dell’ultimo film Steven Spielberg per il cinema. E questo può spiegare l’interesse di pubblico che ha avuto al teatro Elfo Puccini di Milano il concerto dei Third Coast Percussion, quartetto di percussioni che ha eseguito in prima europea Perpetulum, che è una commissione congiunta di MiTo e di una serie di altre istituzioni. Per il pubblico si è trattato di una (bella) sorpresa.
Sorpresa è stata la complessità del brano pieno di suggestioni, ma anche l’intera performance dei Third Coast Percussion che hanno eseguito anche un altro brano di Glass (Madeira) e composizioni di Steve Reich, Devonté Hynes e Gavin Bryars. Ora replica a Torino e poi al Barbican Centre di Londra.

A Imola murales di Kobra celebra SennaStreet artist brasiliano al Museo multimediale dell’Autodromo

IMOLA (BOLOGNA)17 settembre 201916:42

– Lo street artist brasiliano Eduardo Kobra, famoso per i murales colorati che animano paesaggi urbani nel mondo e per il suo attivismo su temi come la guerra e il cambiamento climatico, ha iniziato a dipingere la facciata del Maicc, Museo Multimediale Autodromo di Imola Checco Costa, su cui sta realizzando un’opera dedicata ad Ayrton Senna. Dopo San Paolo e Rio De Janeiro, Kobra presenta così la sua terza opera nel mondo che celebra il pilota connazionale. Al termine dei lavori il murales rimarrà per sempre sulla facciata del Museo Multimediale, che fino al 30 novembre ospita la mostra ‘Ayrton Magico, l’anima oltre i limiti’.
A portare Kobra a Imola è stato il RestArt Urban Festival, festival di rigenerazione urbana dedicato a street art e urban culture, in programma all’Autodromo lo scorso weekend.
L’edizione 2019 si è conclusa proprio con l’avvio dei lavori dell’artista brasiliano che, accompagnato dal curatore di ‘Ayrton Magico’ Matteo Brusa, ha visitato la mostra dedicata a Senna.

Il Praemium Imperiale a Kentridge e MutterCon loro Hatoum, Tamasaburo e Williams-Tsien. Cerimonia il 16/10

17 settembre 201919:43

– Sono William Kentridge per la pittura, Mona Hatoum per la scultura, Tod Williams e Billie Tsien per l’architettura, la violinista Anne-Sophie Mutter per la musica, l’attore Bando Tamasaburo per lo spettacolo i vincitori 2019 del Praemium Imperiale per le arti, mentre la borsa di studio per giovani artisti è andata a Demos, programma di educazione musicale della Filarmonica di Parigi per bambini di aree rurali o periferiche. L’annuncio a Roma è stato fatto da Lamberto Dini, consigliere internazionale del Praemium, nato dal desiderio del principe Takamatsu (1905-1987) di promuovere la pace nel mondo attraverso le arti. La cerimonia di premiazione si terrà in forma solenne il 16 ottobre a Tokyo alla presenza del principe Hitachi, noto filantropo e zio dell’imperatore, con la consegna di 15 milioni di yen (oltre 120 mila euro) a ognuno dei vincitori.William Kentridge, nato nel 1955 in Sudafrica, dove risiede, è artista visuale ben noto in Italia, dove è arrivato per la prima volta a Roma nel 1996 con un particolare ‘Faust’, spettacolo di pupazzi sulla fine dell’apartheid, e più recentemente ha realizzato i grandi graffiti effimeri lungo i muraglioni del Tevere e ha poi firmato la regia della ‘Lulu’ all’Opera, dove nei giorni scorsi ha presentato la sua rivisitazione di un lavoro musicale di Calder. Lavora da anni sulle immagini e sul movimento, tra disegni animati e film di ombre, usando principalmente il carboncino e indagando la memoria in rapporto al tempo e alla mutabilità e instabilità delle cose, spesso aiutandosi con la suggestione della musica.Mona Hatoum è di origine palestinese e nata in Libano nel 1952, ma si è formata in Gran Bretagna dove vive, lavorando a comunicare i sentimenti del mondo conturbante e minaccioso in cui viviamo. Assieme a grandi installazioni che giocano sulla sensazione dell’intrappolamento, le opere che indagano instabilità e insicurezza d’oggi (e del mondo delle sue origini in particolare) spesso rendono minacciosi oggetti familiari e quotidiani, per far venire a galla ansie e paure. Sue grandi mostre si sono tenute al Centre Pompidou come alla Tate Gallery.Tod Williams, americano, classe 1943, e Billie Tsien, americana di origine cinese, sono una coppia di architetti nella vita e nel lavoro che operano cercando di realizzare edifici che abbiano a che fare con i loro ideali e un “tentativo di contribuire a un mondo migliore”, finendo per scegliere principalmente committenze pubbliche in cui esaltare i dati di appartenenza (a un mondo, una realtà, una cultura) e creare qualcosa che susciti stupore in chi vi entra, ma anche doni serenità e appaia non spiazzante. Loro edifici sono ormai in tutto il mondo e restano fondamentali lavori come il Neurosciences Institute in California e The Barnes Foundation a Filadelfia, mentre ora stanno progettando l’Obama Presidential Center a Chicago.Anne-Sophie Mutter, nata in Germania nel 1963, fu notata già tredicenne, quando von Karajan la chiamò per suonare con i Berliner e ne guidò per anni la crescita artistica, come poi accadde anche con André Previn. Oggi è considerata una delle violiniste più sensibili e raffinate, capace con la voce del suo Stradivari di dare profondità personale e nuova a ogni pezzo. Nel 1997 ha creato la Fondazione Mutter per scoprire e aiutare nuovi talenti, i migliori dei quali hanno dato vita nel 2011 all’ensemble Mutter’s Virtuosi. Bando Tamasaburo, nato a Tokyo nel 1950, allievo prediletto di attori mitici di Kabuki, è oggi considerato il più grande Onnagata, interprete specializzato nelle parti femminili, cui dà un’eleganza, una bellezza pare assolute ma unite sempre all’espressione profonda dello spirito dei personaggi. E’ ben noto anche in occidente per aver tra l’altro lavorato con Bejart, aver sedotto Andrzej Wajda che lo volle protagonista nel film e a teatro della sua Nastasja, aver ballato le suite per violoncello di Bach suonate da Yo Yo Ma.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Irlanda ciak serie Fate ispirata a Winx
Iginio Straffi (ceo Rainbow) tra produttori esecutivi serie

17 settembre 201917:04

– Ispirata al cartone animato italiano, la serie young, in sei episodi, racconta le avventure di cinque improbabili amiche che frequentano Alfea, il collegio di magia di Otherworld: al via in Irlanda le riprese di Fate: The Winx Saga. La serie live action Netflix è un adattamento live adult basato sulla popolare saga animata italiana Winx Club.
Brian Young (The Vampire Diaries) è lo showrunner, Judy Counihan e Kris Thykier di Archery Pictures (Riviera) sono i produttori esecutivi. Ma anche Iginio Straffi, ceo del Gruppo Rainbow (Winx Club, 44 Gatti) e creatore del brand italiano Winx Club, è produttore esecutivo della serie. Le protagoniste dovranno imparare a governare i propri poteri magici mentre affrontano l’amore, e i mostri che le minacciano. Nel cast Abigail Cowen (è Bloom), Hannah van der Westhuysen (Stella) Precious Mustapha (Aisha), Eliot Salt (Terra), Elisha Applebaum (Musa), Sadie Soverall (Beatrix), Freddie Thorp (Riven), Danny Griffin (Sky), Theo Graham (Dane) e Jacob Dudman (Sam).

Al Testoni 80 titoli per 40 anni BaraccaDedica speciale a Gianni Rodari per centenario nascita

BOLOGNA17 settembre 201917:23

– Festeggia 40 anni La Baracca, la cooperativa bolognese che dal ’95 risiede al Teatro Testoni, creatrice di spettacoli per bambini, bambine e ragazzi da uno a 20 anni e oltre, e lo fa presentando un cartellone di 80 titoli.
Nella passata stagione il Testoni ha registrato circa 50mila spettatori e più di 8mila abbonati portando all’estero (Europa, Africa e Asia) ben 129 rappresentazioni.
A pochi mesi dal centenario della nascita di Gianni Rodari, uno dei massimi inventori di storie e filastrocche per bambini, il cartellone creato da Bruno Cappagli, oltre a ricordare l’illustre pedagogo, si rivolge come di consueto anche alle famiglie coinvolgendo molte altre istituzioni del territorio, a partire da Arte e Salute Ragazzi, Sala Borsa Ragazzi e Teatro Arcobaleno, e compagnie ospiti. Con storie e spettacoli di prosa, danza contemporanea, teatro di narrazione e teatro delle ombre toccando le tematiche dell’ambiente, quelle delle migrazioni e dei diritti civili.
Si comincia il prossimo 19 settembre con Le notti di Anima Mundi, racconto sulla varietà e la ricchezza della vita sul nostro pianeta, e si prosegue con riletture del Pinocchio, sulla storia di Bologna ai tempi del fascismo, le Quattro stagioni, o con le storie che possono nascere dagli attrezzi di un banco di lavoro. Tra le tante produzioni realizzate proprio da La Baracca, sette quelle nuove, a febbraio e marzo si terrà il consueto festival internazionale per la prima infanzia Visioni di futuro, visioni di teatro. A Natale, invece, si fa festa con Il meraviglioso Mago di Oz.
Abbonamenti, singoli biglietti e iscrizioni ai laboratori teatrali su http://www.testoniragazzi.it

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Novecento e metafisica, omaggio a Ram
A Firenze esposte opere Ruggero Michahelles, fratello di Thayaht

FIRENZE17 settembre 201917:35

– Sculture, disegni, collage e dipinti, in tutto 34 opere, alcune esposte per la prima volta, che spaziano dai primi anni Venti fino alla seconda metà degli anni Sessanta, per raccontare Ruggero Alfredo Michahelles, in arte Ram (Firenze, 1898-1976), poliedrico artista e intellettuale cosmopolita, attivo come pittore, scultore, illustratore, graphic designer e incisore. Anche fratello di Ernesto, in arte Thayaht. E’ ‘Ram – Tra Novecento e Metafisica.
La natura ricreata’, prima monografica a Firenze dedicata ad uno tra gli artisti fiorentini più importanti della prima metà del Novecento, ospitata dal 19 settembre al 7 dicembre alla Galleria Frascione. A cura di Susanna Ragionieri, la mostra è inserita nel calendario degli eventi della Florence Art Week che si terrà in occasione della 31/a Biennale internazionale dell’Antiquariato di Firenze.
La mostra, spiegano gli organizzatori, illustra il percorso compiuto da Ram, dalle influenze iniziali dello stilismo di Dominique Ingres compenetrate dai riflessi “tra fiammingo e caravaggesco” delle opere italiane studiate nei musei. Emerge poi con forza la sua personale esperienza “neo-metafisica”, in cui “entrano in gioco tangenze con gli ‘Italiens de Paris’: Alberto Magnelli, Mario Tozzi, Renato Paresce e soprattutto Giorgio de Chirico”. Il tema della “natura ricreata” attraverso l’indagine di una bellezza pura e trascendente resta alla base di una serie di ritratti che giungono a toccare gli anni Quaranta e si va rafforzando anche nel decennio successivo.
Rappresentativo della produzione del pieno dopoguerra è il ciclo degli acrobati e dei saltimbanchi che vanno a dialogare con le lontane radici del Picasso blu e rosa. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, “Ram si orienta verso il mondo astraente delle forme, dei nudi frammento e dell’illuminazione in un puro e libero gioco di ritmi, colore e luce compiuto sull’orlo dell’assoluto”.

Alberto Urso, arriva il nuovo singolo’E poi ti penti’ anticipa l’album in uscita in autunno

17 settembre 201917:46

– Tornano la voce e il talento del tenore e polistrumentista Alberto Urso che, dopo il successo del primo album “Solo”, venerdì 20 settembre pubblica il nuovo singolo “E poi ti penti”. Il brano, in radio e negli store digitali, fa da apripista del nuovo album in uscita in autunno. La ballad racconta un amore per una donna già impegnata sentimentalmente che, pur non riuscendo a condividere questo slancio, lo vive con intensità. Autore del pezzo Kekko Silvestre.
A settembre l’artista inizia anche la sua avventura live (concerti prodotti e organizzati da Friends & Partners) accompagnato dall’orchestra. La prima data del “Solo Live” è a Roma il 29 settembre, all’Auditorium Parco Della Musica; poi il 4 ottobre al Teatro degli Arcimboldi a Milano, il 17 al Teatro Augusteo di Napoli, il 19 al Teatro Metropolitan di Catania, il 22 al Teatro Team di Bari, il 25 al Teatro Colosseo di Torino, il 27 al Teatro Verdi di Firenze, il 28 al Teatro Europauditorium di Bologna e il 30 al Dis_Play Brixia Forum di Brescia.

Inge Feltrinelli a un anno dalla morteFeste e reading musicali nelle sue librerie da Milano a Palermo

17 settembre 201918:11

– Inge Feltrinelli viene ricordata a un anno dalla morte, avvenuta a 87 anni il 20 settembre 2018, con una serata di festa, di danze brillanti e reading in musica dei romanzi dai lei più amati, da ‘Il diario di Jane Somers’ di Doris Lessing a ‘Gatto e topo’ di Gunter Grass. L’appuntamento è venerdì 20 settembre alle librerie la Feltrinelli di Milano, Roma, Bologna, Napoli e Palermo a partire dalle 18.00.
A laFeltrinelli di Milano, piazza Duomo, si festeggia con Canada di Richard Ford con Daria Bignardi. La serata continuerà poi a laFeltrinelli di viale Pasubio. A laFeltrinelli di Roma, Largo di Torre Argentina, sarà di scena Sotto il vulcano di Malcolm Lowry con Elena Stancanelli e Luigi Lo Cascio mentre a quella di Napoli, in piazza dei Martiri, Gatto e Topo di Gunter Grass con Diego De Silva. A Bologna, in piazza Ravegnana, ecco Il diario di Jane Somers di Doris Lessing con Silvia Avallone e a Palermo, via Cavour, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa con Salvatore Ferlita e Carmelo Galati. “I libri sono tutto, i libri sono la vita” diceva Inge Schoenthal Feltrinelli: nata in Germania il 24 novembre 1930, figlia di ebrei tedeschi, aveva uno sguardo naturalmente internazionale che ha portato nell’editoria italiana.

“A Matera sinagoga più antica d’Europa”Nella grotta, scoperta dieci anni fa, la visita di due rabbini

MATERA17 settembre 201918:32

– “Segni inequivocabili” di quella che potrebbe essere “la sinagoga più antica d’Europa, risalente a prima della nascita di Cristo”, in una grotta del Sasso Caveoso di Matera – Capitale europea della cultura 2019 – sono stati “riconosciuti” da due rabbini, Bruno Fiszon e Herschel Gluck, in città per partecipare a “Pax Mater”, iniziativa organizzata dalla fondazione “Città della Pace”, animata da Betty Williams, Premio Nobel per la pace nel 1976.
Fiszon e Gluck hanno visitato la grotta insieme al sindaco di Matera, Raffaello De Ruggiero: il luogo fu scoperto dieci anni fa da un artista materano, Donato Rizzi, che lo sta studiando.

Scoperta a Paestum testa in travertinoZuchtriegel, per il parco un’estate da ricordare

CAPACCIO17 settembre 201919:06

– CAPACCIO-PAESTUM (SALERNO)

– Scoperta una testa in travertino a Paestum: è la prima del genere rinvenuta nell’area archeologica dell’antica Poseidonia. Il ritrovamento è stato effettuato dagli archeologi dell’università tedesca di Bochum, impegnati in una campagna di scavo in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum su concessione del Mibac.
“Un’estate che ricorderemo per molto tempo”, commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Prima, a giugno, la scoperta di un tempio del V secolo a.C.; poi, qualche giorno fa, la scoperta di un frammento di scultura arcaica nel santuario di Athena; ora questo importante ritrovamento”.
La testa, che ha dimensioni pari al vero, potrebbe aver fatto parte di una decorazione frontonale di un tempio o di una statua e dovrebbe risalire alla prima metà del VI secolo. Unico esempio del genere mai rinvenuto a Paestum, potrebbe appartenere alla prima generazione di scultura monumentale attestata in Grecia e nell’Italia del Sud.

Videocittà da videomapping a digitaleTanti eventi a Roma dal 20 settembre a dicembre

17 settembre 201919:51

– Video talk e video art, mostre immersive (Claude Monet – Van Gogh The Immersive Experience), spettacoli dal vivo come lo show di Alex Braga con Boosta dei Subsonica, gli eventi di videomapping che ridisegneranno l’architettura urbana, dal Pantheon al Palazzo dell’Eni all’Eur.
Sono fra gli appuntamenti della seconda edizione di Videocittà, il Festival della Visione che dopo i 180mila spettatori dell’edizione inaugurale torna in versione ‘large’, dal 20 settembre a dicembre. Quartiere generale è l’ex caserma di via Guido Reni.
“Il nostro obiettivo è far dialogare il cinema con le altre realtà trasformative dell’immagine in movimento” spiega Francesco Rutelli, ideatore di Videocittà e presidente dell’Anica. Tra i temi al centro di quest’anno anche i deepfake, cioè “le manipolazioni digitali più deformative dell’identità” (attraverso la sovrapposizione e lo stravolgimento dell’immagine del volto e la voce di una persona, ndr).

Chiara Ferragni, vita, post e instagram in un docu32 anni, 17 mln follower e 80 dipendenti ma la sorpresa è Fedez

18 settembre 201912:52

32 anni, 17 milioni di follower, imprenditrice digitale con 80 dipendenti, prima influencer al mondo secondo le classifiche di Forbes, un ‘caso’ studiato alla business University di Harvard, tutto questo è Chiara Ferragni.
La sua vita è in un documentario, decisamente autocelebrativo, ‘Chiara Ferragni Unposted’ diretto da Elisa Amoruso, che dopo la premiere a Venezia 76 è evento in sala il 17-18-19 settembre distribuito da 01.
Il documentario mostra l’ascesa della Ferragni, cresciuta con naturalezza a favore di telecamera grazie alla passione della madre per i filmini amatoriali con cui documentava vacanze familiari e imprese della figlia, la sua spontaneità nella condivisione della sua vita con i follower, le prove per il matrimonio con Fedez, la sua vita privata raccontata nei dettagli (inclusi i fatti più intimi, i problemi della gravidanza ad esempio) anche ora che ha un figlio, Leone, mostrato pure lui senza filtri. Nonostante il titolo Unposted, è tutto abbastanza noto ma una sorpresa in realtà c’è ed è anche molto divertente: Fedez che si rivela simpatico e grandemente ironico a smontare la moglie perfettina.
“Raccontare ad altri me stessa all’inizio mi ha spaventato: non ero abituata a non avere il controllo, visto che da quando ho 16 anni che posto le mie cose, prima sul blog ora su Instagram. Poi mi sono trovata in sintonia con Elisa Amoruso, è riuscita a farmi scoprire parti di me che non conoscevo, farmi capire ad esempio ancora di più l’importanza che ha avuto mia madre nell’essere chi sono adesso”, ha detto la Ferragni.
Da Unposted vorrebbe che uscisse “un messaggio positivo che emerge dalla mia storia: siate determinate a realizzare i vostri sogni. Sono felice di essere fonte di ispirazione e nel documentario forse si capisce meglio perche'”. Nel film si vede una Ferragni sempre proiettata alla perfezione, al controllo, “una persona super positiva” con grandi doti comunicative e con un dialogo continuo con i suoi follower: “leggo tutti i loro messaggi, commenti, faccio continuamente sondaggi chiedendo consigli, anche con loro supero le difficoltà”. E’ amatissima, specie dalle adolescenti che la vedono come un modello femminile di successo, ma anche oggetto di critiche, di bodyshaming (dalla taglia del seno alla forma dei piedi) e persino di cyber hate, l’odio digitale. “Ho un carattere forte, specie all’inizio mi hanno fatto molto male i commenti cattivi, gratuiti, distruttivi. Mi hanno fatto dubitare di me, del percorso che stavo facendo, ora è più facile fregarsene, ma proprio per questo ci tengo ad essere un esempio contro i leoni da tastiera e presto dedicherò energia su questo”, aggiunge. Il suo bimbo, Leone, un anno e 5 mesi era su Instagram prima ancora di nascere, e per questo è stata molto criticata. “E’ figlio di due persone celebri, raccontare di Leo, della nostra felicità familiare ci sembra la cosa più naturale e trasparente. Anche qui vedo un messaggio positivo. Quando ero piccola mia madre filmava tutto, oggi accade ma sui social, è un cambiamento culturale e di linguaggio. La privacy oggi è un concetto strano, diverso da prima, per me la condivisione è la cosa fondamentale.
Sono un libro aperto e non faccio fatica a mostrarmi perché so di essere una brava persona: nei social o nel reale sono la stessa persona e cerco sempre di migliorare, pensare a me in terza persona, alla ‘Chiara che vorrei'”.

Reggio Emilia ricorda Gaetano ChiericiDal 19 al 21 settembre oltre 80 comunicazioni di studiosi

REGGIO EMILIA18 settembre 201910:57

– Tre sessioni, oltre 80 comunicazioni di scienziati provenienti da Italia e altre nazioni europee in rappresentanza di atenei, musei, biblioteche, istituti culturali compongono il programma del convegno che dal 19 al 21 settembre a Reggio Emilia celebra, a 200 anni dalla nascita, la figura di Gaetano Chierici, padre fondatore degli studi preistorici in Italia e creatore di un museo che costituisce una delle eccellenze del sistema museale regionale.
Il consesso scientifico intende portare l’attenzione sulla figura di Chierici quale scienziato europeo pienamente inserito nel dibattito culturale del suo tempo, ma anche sul museologo che è stato in grado di concepire e realizzare un museo pilota.
In programma relazioni, presentazioni di poster, dibattiti, che approfondiranno aspetti della vita, interessi e attività scientifica di uno studioso che già in vita fu considerato un maestro dai suoi contemporanei e il cui magistero costituisce il fondamento di chi oggi si occupa di studi preistorici.

Reggia Caserta, aperti appartamenti ‘700Sarà possibile ammirare artisti più rappresentativi due secoli

CASERTA18 settembre 201911:33

– Gli appartamenti del Settecento tornano ad incantare i visitatori della Reggia di Caserta. A seguito dell’inaugurazione, avvenuta lunedì 16 settembre, della mostra “Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario collezionista alla Reggia”, organizzata dalla Lampronti Gallery, un’ampia sezione delle sale degli Appartamenti del Settecento tornerà da oggi accessibile al grande pubblico. Al costo ordinario del biglietto di ingresso sarà, dunque, possibile ammirare le opere di alcuni degli artisti più rappresentativi del Seicento e del Settecento, nonché il Porto di Salerno di Jakob Philipp Hackert, che completa la serie delle Vedute dei Porti del Regno realizzata per il re Ferdinando IV di Borbone.
Riaperte anche le sale della collezione di Hackert e una parte di quelle della Pinacoteca. La Reggia di Caserta ha, inoltre, disposto di ripristinare gli orari di apertura del Teatro di Corte. Il gioiello del monumento vanvitelliano è visitabile, dal venerdì alla domenica, a cura dei volontari del Touring Club.

A teatro, Micol e Adriano di AlbertazziMilo Rau e l’Orestea, Bergamasco e Fernanda Wittgens

18 settembre 201911:58

– ”Frammenti di memorie di Adriano”, tra la Yourcenar e Albertazzi, Maurizio Scaparro e il nuovo interprete Pino Micol, ad aprire 72/o Ciclo di spettacoli classici all’Olimpico di Vicenza, e ”Giulio Cesare” di Shakespeare secondo Daniele Salvo, a Roma; Sonia Bergamasco con l’infaticabile impegno della studiosa Fernanda Wittgens ne ”Il miracolo della cena” a Milano e ”I guardiani” di Maurizio De Giovanni a Napoli; ”Orestes In Mosul”, ispirato a Eschilo, per la star della regia Milo Rau e Ivano Marescotti con i suoi ”Fatti veri”, entrambi ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Il 20/11 si aggiudica XX/mo Premio CairoTra i 10 artisti italiani e i 10 stranieri selezionati

18 settembre 201912:40

– Sarà aggiudicato il 20 novembre prossimo al Palazzo Reale di Milano il ventesimo Premio Cairo: la giuria incaricata di valutare le opere realizzate ad hoc, sceglierà il vincitore tra i 10 artisti italiani e 10 stranieri selezionati dalla redazione di ARTE, il mensile di Cairo Editore diretto da Michele Bonuomo. La giuria di esperti è presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo di Torino ed è composta da: Mariolina Bassetti, presidente Christie’s Italia; Gabriella Belli, direttore Fondazione MUVE, Musei Civici di Venezia; Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia; Andrea Viliani, direttore MADRE, Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli; Gianfranco Maraniello, direttore MART, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. A loro si unisce per la prima volta il maestro Emilio Isgrò, artista italiano tra i più noti a livello internazionale.
Sono 20 gli artisti under 40 tra cui sarà decretato il vincitore che, oltre ad aggiudicarsi il premio di 25mila euro, sarà protagonista della copertina e di un servizio dedicato nel numero di ARTE di gennaio 2020. Questi i candidati: Bea Bonafini, Guglielmo Castelli, Nataliya Chernakova, Emma Ciceri, Oscar I. Contreras Rojas, Giulia Dall’Olio, Nebojša Despotović, Irene Fenara, Gao Lan, Teresa Giannico, Délio Jasse, Kensuke Koike, Edson Luli, Andrea Martinucci, Ruben Montini, Maki Ochoa, Greta Pllana, Alessandro Scarabello, Namsal Siedlecki, Alessandro Teoldi.

Modelli 3D a Casa MorandiDal 25 settembre a Bologna progetto espositivo ‘Morandi-esque’

BOLOGNA18 settembre 201912:43

– L’universo poetico di Giorgio Morandi, con i suoi complessi equilibri compositivi, torna a ispirare il mondo del design contemporaneo. Nell’ambito della quinta edizione di Bologna Design Week, manifestazione dedicata alla cultura del design in partnership con il Salone della ceramica Cersaie che si terrà la prossima settimana a BolognaFiere, il Museo Morandi presenta dal 25 settembre all’1 dicembre nella sede di Casa Morandi (via Fondazza 36) il progetto espositivo ‘Morandi-esque’.
Nell’originale dimora atelier dove il maestro ha vissuto e lavorato dal 1910 al 1964 saranno esposti i modelli in 3D ispirati a nove sue nature morte. Lo sviluppo iniziale delle rappresentazioni è stato realizzato in forma di workshop dedicato alla relazione fra le tecniche architettoniche e l’arte di Morandi, ideato e condotto nel 2018 da Zaid Kashef Alghata, fondatore di House of ZKA, una piattaforma per la ricerca in architettura. La mostra è organizzata da Istituzione Bologna Musei-Museo Morandi.

Ali Smith, luce del pensiero che brillaLa scrittrice scozzese a Roma con ‘Inverno’

18 settembre 201912:51

– ALI SMITH, INVERNO (BIGSUR, PP 280, EURO 17,50). Teste che galleggiano e fantasmi accompagnano la storia raccontata da Ali Smith in ‘Inverno’ dove le atmosfere si fanno più scure, come la luce che si accorcia quando arriva Natale. “E’ al buio, nell’oscurità che si creano le storie di fantasmi. Questi sono tempi oscuri, bui, in cui sembra che ci venga chiesto di staccare la testa dal corpo, la mente dalla realtà concreta del mondo e della vita” dice Ali Smith, 57 anni, una delle voci più originali e influenti della letteratura britannica contemporanea, quattro volte finalista al Booker Prize e autrice di una tetralogia dedicata alle stagioni partita con ‘Autunno’, di cui ‘Inverno’ è il secondo volume.
“Questa della testa sospesa nell’aria galleggiante è un’idea che mi è venuta a sorpresa, dal nulla, come primo lampo di ispirazione e poi la ho seguita liberamente. ‘Inverno’ è un omaggio a tutte le storie fantastiche, visionarie, soprannaturali che si creano dal buio. Ci servono i visionari per farci uscire dall’oscurità. Dobbiamo cercare la luce del pensiero che brilla” dice la scrittrice, in questi giorni a Roma, autrice con ‘Autunno’ del primo romanzo post Brexit in cui ci ha raccontato che ad un certo punto le cose crollano. “Ci sono due questioni fondamentali del nostro tempo e tutto il resto è una distrazione. C’è un enorme movimento di persone, pare 160 milioni, in tutto il mondo che non riescono più a vivere nel posto in cui sono nate e si devono spostare e c’è un cambiamento climatico che spaventa. Con questo ci dobbiamo confrontare. Trump, la Brexit o la battaglia politica per chiudere le frontiere sono lotte di potere. E’ un momento in cui il fascismo ha rialzato la testa. Per questo dobbiamo dare il meglio di noi stessi, avere più immaginazione e riuscire a far funzionare meglio questo mondo. Credo che ci riusciremo.
L’umanità sbaglia, sbaglia ma alla fine impara e prende la via giusta” sottolinea la scrittrice. E spiega che Greta Thunberg “è il futuro e dobbiamo ascoltarla. Greta mi sembra una figura miracolosa, in senso arcaico” afferma la scrittrice che in ‘Primavera’, terzo volume della serie dedicata alle stagioni, in uscita in Italia nel 2020, ha raccontato un personaggio simile alla Thunberg. “In ‘Primavera ci sono due storie di disperazione: una è dovuta alla fine di un amore e di un certo tipo di vita e l’altra parla della mancanza di speranza data da certi sistemi pseudo carcerari come i centri in cui vengono tenuti gli immigrati clandestini in attesa di un rimpatrio che non si sa se ci sarà mai. Di fronte a questi due muri per trovare l’elemento di speranza ho pensato al Pericle di Shakespeare in cui di fronte a una situazione bloccata, arriva una ragazzina di 14 anni e la sua bontà è la caratteristica rivoluzionaria. Mette in luce da che parte stanno il bene e il male. Greta Thunberg per me è una figura di questo tipo” sottolinea la Smith. ‘Inverno’ si apre con tutte le cose morte come se per entrare in un nuovo tempo tutto dovesse morire. “Succede così nelle stagioni. In ‘Autunno’ le foglie cadono a terra e rendono più fertile il suolo. In ‘Inverno’, quando gli alberi sono completamente spogli, ci sono altre nuove foglie che da sotto spingono. C’è un ciclo di forza vitale continuo. C’è un’intelligenza interna della natura e del pianeta e questa è l’idea che c’è dietro al mio quartetto” dice la scrittrice che nei suoi libri ci ha sempre mostrato come per lei il linguaggio sia una chiave per capire il mondo. “Il linguaggio e’ il modo più complesso di leggere il mondo perché contiene dentro di se le cose non dette e la possibilità della verità e della menzogna” afferma la Smith e tra i libri preferiti cita le ‘Lezioni americane di Italo Calvino per il quale “il senso dello scrivere è dare una lingua anche alle cose che non ce l’hanno”.
In Inverno, pubblicato da Sur nella traduzione di Federica Aceto, ci troviamo durante le feste natalizie e in un tempo ristretto di tre giorni si consuma il confronto fra diverse sensibilità: Art raggiunge la madre Sophia in Cornovaglia con una finta fidanzata e nella villa arriva a sorpresa anche zia Iris. “Intrinseco al Natale è il tema dell’ospitalità. In questo cuore buio e pauroso della stagione fredda come essere ospitali con gli altri? Come tollerare le loro differenze, come accoglierli in un calore che duri almeno tre giorni?” sottolinea la Smith che proprio questo voleva raccontare.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Riveder le stelle, girato con cellulare
Il nuovo lavoro di Emanuele Caruso a marzo nelle sale

TORINO16 settembre 201913:19

– Arriverà a marzo 2020 nelle sale il film documentario ‘A riveder le stelle’ del giovane regista di Alba Emanuele Caruso. E’ stato girato, a impatto zero, in appena sette giorni nel mese di agosto con due iPhone di ultima generazione, in Val Granda, 152 km quadrati di natura selvaggia al confine tra il Piemonte e la Svizzera. Un lavoro sperimentale e originale, realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte doc Film Fund, con l’attore e alpinista Giuseppe Cederna e l’attrice Maya Sansa. Un gruppo di otto persone, compresa la troupe, con l’epidemiologo, esperto di sana alimentazione, Franco Berrino, che ha lavorato all’Istituto Nazionale Tumori di Milano.
“Ho immaginato di rivolgermi a un pubblico che vedrà questo film tra 100 o 200 anni e si chiederà come si siano potute fare certe scelte. E’ un tema abusato e non molto amato ma con il quale faremo i conti”, spiega Caruso il cui precedente film La Terra buona ha venduto 55.000 biglietti con un incasso superiore ai 310.000 euro.

The Irishman di Scorsese alla Festa di RomaIl 21 ottobre. Monda, è un grandissimo onore

16 settembre 201913:42

– The Irishman, l’atteso nuovo film di Martin Scorsese, sarà presentato lunedì 21 ottobre alla 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma (17-27 ottobre). Lo annunciano il direttore artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, direttore generale.
“La partecipazione alla Festa del Cinema di Roma di The Irishman rappresenta un grandissimo onore per me e per tutti coloro che lavorano alla Festa – sottolinea Monda -. È il film più atteso dell’anno e con un cast eccezionale: il fatto che questo gigante del cinema abbia scelto Roma segna ulteriormente quanto sia cresciuta la Festa in questi ultimi anni”.
The Irishman racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

La Grande Bellezza in Top 100 GuardianTra film più belli del secolo anche Moretti, Garrone, Guadagnino

16 settembre 201919:35

– La Grande Bellezza è il primo film italiano nella top 100 dei migliori film del secolo stilata dal Guardian. Il film di Paolo Sorrentino, premiato dall’Oscar nel 2014, compare al 17esimo posto della prestigiosa lista. Tra i 100 film più belli del XXI secolo, secondo la testata inglese, ci sono anche La stanza del figlio di Nanni Moretti (83 esimo) Gomorra di Matteo Garrone (88) e Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (95). Primo della lista dei migliori lungometraggi del secolo, secondo il Guardian è Il Petroliere, film del 2007 diretto da Paul Thomas Anderson, con Daniel Day- Lewis. Al secondo posto 12 anni schiavo di Steve McQueen del 2013 con la vera storia dello schiavo Solomon Northup. Al terzo Boyhood (2014) di Richard Linklater con Ethan Hawke e Patricia Arquette.

Marchioni e D’Amore migranti on the roadIn sala ‘Drive me home’ opera prima di Simone Catania

17 settembre 201919:45

– Un viaggio on the road attraverso l’Europa per tornare poi a casa, nell’amata Sicilia. A compiere questo viaggio in ‘Drive me home’ di Simone Catania, passato alla 36/ma edizione del Torino Film Festival e ora in sala dal 26 settembre con Europictures Indyca, due attori che vengono da Gomorra e da Romanzo criminale, un inedito Marco D’Amore, vistosa parrucca bionda e tendenze omosessuali, e Vinicio Marchioni cameriere a Londra pur di sfuggire alla noia del suo paesino.Prodotto da Inthelfim, Indyca con Rai Cinema nel film i due i principali protagonisti: Antonio, detto Tino (Marchioni), e Agostino (D’Amore) sono cresciuti insieme in un piccolo paesino siciliano con tanta voglia di fuggire. Oggi trentenni, vivono entrambi all’estero, ma non si vedono né si sentono da ben 15 anni. Quando Antonio scopre che la sua amata casa natia, abbandonata da tempo, sta per essere venduta all’asta, decide ancora con più forza di ritrovare il suo amico d’infanzia. E lo troverà su un enorme camion in giro per l’Europa, Agostino fa l’autotrasportatore, e passerà con lui alcuni giorni nel segno di un’amicizia forte unica e di una nostalgia, altrettanto forte e unica, per la terra che hanno abbandonato.Spiega Marco D’Amore: “È stato un viaggio complicato. Sono partito dalla solitudine che governa questi due uomini e dalla rottura del loro rapporto nell’infanzia. Per quanto riguarda il mio aspetto, parrucca con mèche e altro – aggiunge – , ci siamo divertiti a stravolgere la mia immagine iconografica. È importante capire – conclude – quanto le maschere aiutino un attore”. Per Vinicio Marchioni che in una sequenza scopre l’omosessualità di Tino quando lo vede baciarsi con passione con un altro uomo, ‘Drive me home’ “È una storia d’amore maschile, amicale, ma comunque una storia d’amore. Ed è anche – aggiunge – un viaggio metaforico alla ricerca di identità per riempire il vuoto che questi due personaggi hanno dentro”.Infine, Simone Catania, nato a Cantù nel 1980, alla sua opera prima spiega: “Il film racconta la storia di due amici per la pelle che si ritrovano dopo anni di silenzio. Sono giovani emigranti, insoddisfatti del posto in cui sono nati e cresciuti, e che per questo hanno scelto di vivere “altrove”. Rispetto all’emigrazione alla quale assistiamo oggi relativa ai paesi extra europei, i miei protagonisti Antonio e Agostino sono italiani, profondamente soli e, come tanti, hanno l’inevitabile desiderio di appartenere a una cultura diversa dalla propria. Sono – conclude – anime perse alla ricerca di un’ancora di salvezza, di un valore che la nostra generazione fa fatica a riconoscere: quello delle proprie origini”.

Ozon e lo scandalo dei preti pedofili arriva in salaPremio della giuria a Berlino, esce il 17 ottobre

17 settembre 201917:09

“Grazie a Dio”, di Francois Ozon, che ha portato alla Berlinale lo scandalo di circa 70 bambini abusati da un prete pedofilo, Bernard Preynat, sempre coperto dalla chiesa di Lione arriva in sala dal 17 ottobre. Philippe Barbarin è il cardinale che ha tentato di tenere la verità nascosta, per non subirne le conseguenze. Ma Ozon ha assicurato di essere molto più interessato alle vittime che al clero: “non volevo fare un film politico. Ma civile”. “E mi sono concentrato sulle vittime. Il mio obiettivo era mostrare quanto la parola abbia un effetto liberatorio, su chi ha subito gli abusi e sull’ambiente circostante”. “Grace a Dieu”, che ha conquistato il premio della giuria a Berlino, dà voce principalmente a tre uomini, Alexandre (Melvil Paupaud), Francois (Denis Menochet) ed Emmanuel (Swann Arlaud), che si confrontano con approcci molto diversi ai traumi subiti nell’infanzia, in un climax emotivo che quasi divide il film in altrettante sezioni, con ritmi e registri progressivamente più intensi. Alexandre, credente e logorato dal passato, padre di 5 figli, molto benestante, non ha mai rinnegato il sentimento religioso e tenta di far esplodere il caso all’interno della Chiesa, quando scopre che chi lo molestava da bambino è ancora in servizio, per giunta a contatto con dei ragazzini. Ne vorrebbe la destituzione, ma gli viene spiegato che non la otterrà mai, “resterà prete per sempre”, gli rispondono, “pregherò per lei”. Una posizione che lo induce a sporgere denuncia in tribunale. Il suo caso però è già in prescrizione, e quindi cerca altre vittime, che possano far avviare il processo. A questo punto il filo della storia passa a Francois, un tipo ben più sanguigno, che gestisce il caso puntando sul clamore mediatico. qui che nasce l’associazione “La Parole libérée”, cui si uniranno decine di altre vittime. Ma è la terza storia, quella di Emmanuel, a caricare il film di emotività, mostrando le conseguenze tangibili della pedofilia nella vita di una persona rimasta fragile, fra attacchi di epilessia, complessi sessuali, e violenti scontri con la compagna. Anche le famiglie giocano un ruolo importante: ci sono le colpe di genitori, che non hanno voluto vedere – la madre di Emmanuel non aveva mai indagato, quando il figlio le aveva raccontato di un bacio in bocca ricevuto dal prete – o che ancora temono gli effetti della ribalta della cronaca – come nel caso di Alexander. Fondamentale è l’appoggio dei partner. Ma rompere il silenzio è l’unica vera arma contro l’omertà, che caratterizza gli ambienti in cui si verificano violenze sui bambini: “l’80% avviene nelle famiglie, ma poi ci sono lo sport, la chiesa”, ha detto Ozon. “Chi ha subito violenza è in grado di parlarne in genere intorno ai 50-60 anni, quando si è costruito una famiglia, ha un lavoro. E per la giustizia a quel punto è troppo tardi”. La prescrizione, che prima scattava a 20 anni dai fatti, adesso ne prevede 30. Ma tre decenni per elaborare l’orrore e denunciarlo spesso non bastano.

I Thegiornalisti non esistono più, Tommaso Paradiso gela i fanL’annuncio a sorpresa del frontman a pochi giorni dal concerto della band al Circo Massimo

18 settembre 201909:50

“I Thegiornalisti per quel che mi riguarda non esistono più”. L’annuncio a sorpresa di Tommaso Paradiso, frontman del gruppo, arriva attraverso alcune storie su Instagram, a pochi giorni dal concerto della band al Circo Massimo. “Vi basti solo sapere che sono stato male”, scrive Paradiso. “Sono stati mesi molto difficili; sono stato in silenzio; volevo che il Circo Massimo fosse una grande festa e non un funerale”.”Tra qualche giorno uscirà una nuova canzone. Uscirà come Tommaso Paradiso. D’ora in poi tutto ciò che scriverò e canterò non sarà più dei Thegiornalisti ma sarà Tommaso Paradiso”, afferma il frontman del gruppo annunciando di fatto una carriera da solista. “E’ giusto che sia così. E’ stata una fantastica avventura che ci ha portato fino al Circo Massimo. Ma sapete meglio di me o come me che le storie nella maggior parte dei casi non sono eterne”, aggiunge. “Ho scritto e cantato ogni singola nota e ogni singola parola di tutto ciò che avete finora ascoltato. Continuerò a farlo come Tommaso Paradiso”, afferma ancora glissando sui motivi della rottura. “Sono stati, questi ultimi, mesi molto difficili; sono stato in silenzio; volevo che il Circo Massimo fosse una grande festa e non un funerale”. E ancora: “Per ora vi basti sapere che sono stato male. E per vivere bisogna stare bene, trovarsi in armonia, altrimenti un sogno può diventare un incubo”.Negli ultimi tempi si era parlato di tensioni all’interno della band, che si è imposta – soprattutto con gli album Completamente e Love e con il tormentone Riccione – come uno dei fenomeni pop più clamorosi degli ultimi anni della musica italiana. Dopo una lunga gavetta nei locali romani, Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera hanno inventato un suono sospeso tra cantautorato, Venditti, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Luca Carboni, gli Oasis e il più attuale sound elettronico pop, scalando le classifiche e diventando frequentatori abituali dei network radiofonici, inserendosi a pieno titolo in quella nuova scena indie che ha rivitalizzato la scena italiana.

Blitz anti tv pirata, stop a 5 milioni di utentiIndagini in tutta Europa, nel mirino le Iptv illegali

18 settembre 201910:21

La polizia, coordinata dalla procura della Repubblica di Roma e dalle Agenzie europee Eurojust ed Europol, sta eseguendo la più vasta operazione antipirateria mai condotta nel settore delle Iptv (web tv) illegali, che consentono di usufruire gratuitamente di canali satellitari a pagamento. L’operazione interessa numerosi Paesi europei: in Italia sono coinvolti 5 milioni di utenti, che saranno ora oscurati. Si tratta di un volume d’affari di 2 milioni di euro al mese.

La Guardia di Finanza ha sequestrato la nota piattaforma ‘Xstream Codes’ oscurando i circa 700 mila utenti che ne usufruivano. L’operazione delle Fiamme Gialle rientra nel maxi-blitz messo a segno questa mattina anche dalla polizia contro le iptv illegali, le webtv che ritrasmettono il segnale delle pay tv. Sono otto gli ordini europei di indagine nei confronti di una associazione a delinquere a carattere transnazionale emessi dalla Procura della Repubblica di Napoli sono eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria con numerose perquisizioni sul territorio nazionale per smantellare le centrali ed aggredire i rilevanti proventi illeciti.

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