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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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DALLE 14:12 DI LUNEDì 07 OTTOBRE 2019

ALLE 11:55 DI MERCOLEDì 09 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Barbablù, un convegno su origini mito
Esperti riuniti a Pisa per discutere protagonista fiaba

PISA07 ottobre 2019 14:12

– Un convegno sull’aura “trasgressiva” che da sempre accompagna Barbablù, il protagonista della fiaba di Perrault (1697) e della variante offerta dai fratelli Grimm (1812), che si è affermato nella cultura occidentale con la forza del mito stimolando in scrittori, artisti e studiosi ciò che il racconto sembra sanzionare (curiosità, desiderio di conoscenza, l’infrazione del divieto e il confronto con verità terribili). L’appuntamento, promosso dall’Università di Pisa, si terrà nella città toscana dal 9 all’11 ottobre.
‘Barbablù: trasposizioni del mito in letteratura e nelle arti’ il titolo del convegno con esperti di diverse letterature nazionali, arti figurative e performative per fornire un quadro complesso e sfaccettato delle riscritture e interpretazioni del mito andando oltre la lettura più consueta, legata al conflitto tra i generi.

Museo Egizio riallestisce sale storicheTra novità una sala del Museo del 1800 e l’apparato multimediale

TORINO07 ottobre 201914:40

– Iniziano i nuovi lavori per riqualificare le sale del Museo Egizio che ha quasi duecento anni di vita (la ricorrenza cade nel 2024). Il cantiere, con circa due mesi di lavori durante i quali non saranno visibili al pubblico le sale via via interessate dagli interventi, attuerà la riprogettazione voluta per ampliare gli spazi dedicati alla storia del Museo e rendere il percorso maggiormente fruibile ai visitatori. Fra le novità dell’allestimento, sviluppato con la curatela scientifica di Beppe Moiso e Tommaso Montonati, spicca lo spazio che ospiterà la ricostruzione di come doveva presentarsi ai visitatori una sala del Museo nel 1800: uno spazio che riprodurrà l’allestimento tipico di un museo antiquario in cui sarà possibile osservare i reperti come accadeva nel XIX secolo.
La visita delle sale storiche sarà supportata da un apparato multimediale composto da video integrati nel percorso, che forniranno informazioni supplementari rispetto ai testi di sala e alle didascalie.

Linea 77, liberi di sperimentare con ‘Server sirena’Venerdì 11 ottobre il nuovo album con Salmo, Caparezza e altri ospiti

08 ottobre 201911:17

– Abbiamo messo insieme una squadra di campioni come il Real Madrid”. I Linea 77 raccontano così il nuovo album intitolato ‘Server Sirena’, in uscita venerdì 11 ottobre su tutte le piattaforme digitali e con il quale la band torinese mischia ancora le carte di una lunga e fortunata carriera. In scena dagli anni Novanta, la band di Davide ‘Dade’ Pavanello, Paolo ‘Chinaski’ Pavanello, Nicola ‘Nitto’ Sangermano, Christian ‘Tozzo’ Montanarella, Paolo Paganelli e Fabio ‘Maggio’ Zompa, ha messo in fila una scaletta di sei titoli, oltre ogni schema di genere e lontano dalle etichettature facili.”Siamo sempre stati lontani da un’etichetta di genere precisa – ha raccontato Dade – e anche se agli inizi ci siamo avvicinati al genere new metal, non lo siamo mai stati. Il termine crossover, invece, ci è sempre piaciuto di più perché significa mischiare più generi musicali”. Fuori dagli schemi di genere e alla ricerca del rinnovamento ad ogni fase della propria carriera, i Linea 77 questa volta si sono spinti anche oltre, con una serie di collaborazioni dai nomi noti, nati da una sorta di sfida accettata nel backstage dei concerti di Salmo, per i quale Dade è anche il bassista. Se infatti il rapper sardo appare tra le righe della fulminante ‘AK77’, Ensi ha messo lo zampino in ‘Sangue nero’, Samuel dei Subsonica fa capolino su ‘Cielo Piombo’, così come Caparezza ed Hell Raton sono tra i protagonisti di ‘Play & Rewind’. Su ‘Prison’ c’è invece Axos, mentre Jack The Smoker è l’ospite di ‘Senzalternativa’. “Altri nomi con i quali ci sarebbe piaciuto lavorare sono rimasti fuori dall’album – ha detto Dade – e chissà che in futuro non si possa recuperare. Quello che ci ha stupito è però il fatto che, anche tra episodi musicali molto diversi tra loro, il risultato è qualcosa di molto uniforme”.Un risultato ottenuto forse anche alla produzione di The Bloody Beetroots, che ha segnato un passo in avanti dei Linea 77 anche sul fronte dell’elettronica. “E’ un genere con il quale in realtà abbiamo sempre giocato – ha detto Pavanello – un po’ come con l’hip pop dal quale però siamo sempre stati un po’ più distanti. Il risultato è stato stupefacente perché dalle basi di partenza molto essenziali, la produzione ha portato ad un risultato potentissimo”. Con vent’anni di musica scritta e suonata alle spalle, i Linea 77 oggi si sono presi quindi la libertà di sperimentare l’ennesima strada nuova, con la sicurezza di avere alla base una solida identità conquistata di diritto sul campo. “Oggi siamo un gruppo di amici che si divertono tantissimo a suonare – ha commentato Dade – senza pressioni. Non dobbiamo suonare perché ce lo impone un contratto e anche dal vivo siamo più liberi”.Sul fronte live, i Linea 77 saranno i protagonisti di un concerto evento organizzato per il 6 novembre sul palco milanese dell’Alcatraz. In quell’occasione, sul palco si alterneranno gli artisti coinvolti in ‘Server Sirena’, oltre ad altri colleghi e amici che hanno condiviso la storia della band dalle origini fino ad oggi.

Schwarz, resto al Teatro RegioIn Francia avrei vita più facile, ma Torino mi ha accolto bene

TORINO07 ottobre 201915:39

– “Mi lusinga la notizia che sarei atteso a Lione, ma voglio chiarire che è una notizia vecchia di maggio, giugno. Nel frattempo è subentrata Torino e io ho fatto una scelta che ho comunicato a Lione e ribadita, non era stata compresa. Sono a Torino, rimango a Torino”. Lo ha detto il sovrintendente del Teatro Regio di Torino, Sebastian Schwarz, a proposito della notizia della sua candidatura alla guida dell’Opera di Lione.
“Il Regio di Torino ha una storia importante, questa è una città bellissima che mi ha accolto a braccia aperte. Il Fus (Fondo unico per lo spettacolo, ndr) è scioccante, ci vorrebbe una ripartizione dei fondi diversa. A Lione avrei la vita più facile, ma resto qui”, ha aggiunto Schwarz.

Tredici Pietro in tour dal 12 ottobreIl figlio di Gianni Morandi porta dal vivo l’Ep ‘Assurdo’

07 ottobre 201916:23

– Tredici Pietro (all’anagrafe Pietro Morandi, figlio d’arte dell”eterno ragazzo’ Gianni), dopo l’uscita del primo Ep dal titolo Assurdo è ora pronto a portare la sua musica dal vivo nei club. L'”Assurdo tour” partirà il 12 ottobre da Forlì, poi il 26 ottobre a Firenze, il 9 novembre a Milano, il 16 novembre a Bologna, il 30 novembre a Foggia, il 7 dicembre a Mantova, il 14 dicembre a Roma e il 27 dicembre a Teramo.
“Non vedo l’ora di partire in tour – racconta Tredici Pietro -. La dimensione live ti permette di interagire veramente con i tuoi fan, la prova del nove che ti ripaga di tutti i sacrifici fatti in studio. L’energia è al massimo così come la voglia di spaccare il palco per ricambiare il calore che mi hanno dato le persone che fino ad ora mi hanno seguito. Sarà una gran bella festa e uno scambio reciproco di sole good vibes”.

Rosy Abate muore? Puntata al montaggioValsecchi, “Taodue inondata da richieste fan. Stiamo rimontando”

07 ottobre 201916:31

– “Stiamo rilavorando al montaggio dell’ultima puntata di Rosy Abate, ma per favore ora non inondatemi più di messaggi”: così Pietro Valsecchi, produttore della seconda stagione di Rosy Abate, che sta riscuotendo un grande successo, risponde ai fan che stanno scrivendo alla Taodue. “Appena si è sparsa la voce che l’ultima puntata, che sarà trasmessa venerdì 11 ottobre su Canale 5, potrebbe vedere la morte di Rosy, i fan si sono scatenati sul web e con le email. Siamo tutti molto colpiti e riconoscenti per questa dimostrazione di affetto verso un personaggio entrato nell’immaginario collettivo: lo vediamo dai dati di ascolto Auditel, dai record di visualizzazioni delle puntate su Mediaset Play (quasi 3 milioni), dall’enorme riscontro sui social. E di fronte a tanto affetto ho deciso di rimettermi al lavoro per chiudere il montaggio della puntata spero nel modo migliore per tutti. Per sapere come finirà quindi appuntamento a venerdì e guardatela fino all’ultimo secondo per non perdervi le sorprese che riserverà”

A fine anno via macerie Basilica NorciaAnnuncio soprintendente, si lavora anche a concattredale

NORCIA (PERUGIA)07 ottobre 201916:31

– “Le macerie all’interno della Basilica di San Benedetto a Norcia saranno tutte rimosse entro la fine dell’anno”: lo ha annunciato la soprintendente alle Belle arti dell’Umbria, Marica Mercalli. “Al momento siamo arrivati a sgomberare fino al transetto, ma entro dicembre avremo rimosso tutti i materiali per poi consegnare il cantiere alla Soprintendenza speciale per la ricostruzione della stessa Basilica”, ha aggiunto.
Intanto sono in atto anche le operazioni di sgombero delle macerie nella concattedrale di Norcia, Santa Maria Argentea.
“Abbiamo già liberato la navata centrale – ha spiegato Mercalli – e di destra, presto interverremo anche su quella di sinistra”.

Al via restauro castelli Cannero RivieraSul lago Maggiore. Principe Vitaliano, c’è grande entusiasmo

VERBANIA07 ottobre 201916:32

– E’ stata posata la prima pietra del restauro dei castelli di Cannero Riviera (VCO). La famiglia Borromeo ha dato il via ai lavori, della durata triennale, che renderanno fruibili ai turisti i castelli per farne un museo interattivo sul loro passato. “Il recupero parte da una accurata indagine archeologica e da una scrupolosa ricerca d’archivio” spiega l’architetto Salvatore Simonetti, presentando l’intervento.
La storia dei castelli inizia nel 1519, quando Ludovico Borromeo s’insediò sui resti di un modesto castello, noto come Malpaga, e vi fece edificare la fortezza Vitaliana, in onore del capostipite della famiglia. “C’è grande entusiasmo per il progetto, di cui da tanti anni si parla in famiglia. Un impegno che ho preso con mia moglie Marina per riportare alla luce quello che fu un castello di difesa dello Stato Borromeo e che auspico possa ricoprire un ruolo di primaria importanza nel territorio del Verbano e non solo”, dichiara il principe Vitaliano Borromeo.

I musei statali valgono l’1,6% del PilFranceschini, investire in cultura fa bene all’economia

07 ottobre 201919:24

I 358 musei statali nel 2018 hanno prodotto 27 miliardi di euro pari all’1.6% del Pil, con 117mila posti di lavoro, generando 278 milioni di ricavi e portando 53 milioni di visitatori. Sono fra i dati della ricerca di Boston Consulting Group per il Mibact, Cultura: leva strategica per la crescita del Paese, presentata dal ministro Franceschini.
“Investire in cultura e nel nostro patrimonio museale fa bene alle menti, alle anime, ma fa anche molto bene all’economia del Paese – sottolinea Franceschini -. C’è ancora un grande lavoro da fare e servono risorse”, aggiunge. Stando ai numeri, il 20% dei turisti in Italia, pari a 24 milioni, viene proprio per visitare i musei statali. Fra questi, i 32 musei statali autonomi, nel 2018, hanno attratto il 58% dei visitatori e generato l’87% dei proventi dei musei statali. Fra le note meno positive, i contributi dei privati, ancora molto bassi, circa 3 milioni di euro l’anno scorso.

Palermo ricorda il Caravaggio rubatoDal 10 al 20 ottobre incontri, mostre e spettacoli

PALERMO07 ottobre 201917:27

– Attorno al giallo senza fine del Caravaggio rubato 50 anni fa all’Oratorio di San Lorenzo, e mai più ritrovato, Palermo vivrà per dieci giorni, dal 10 al 20 ottobre, un intenso programma di eventi, incontri, spettacoli, mostre, proiezione di documentari, concerti. “Caravaggio50” è stato ideato dall’associazione Amici dei musei siciliani, presieduto da Bernardo Tortorici di Raffadali. Da Palermo viene lanciato un appello per la tutela di migliaia di opere spesso conservate in chiese, cappelle, oratori senza adeguati sistemi di vigilanza. “Palermo – ha detto il sindaco Orlando – è orfana del suo Caravaggio. Non deve accadere mai più, in nessun luogo.
Per quanto riguarda la Natività, ammesso che sia ancora integro, sono convinto che il quadro non sia più in mano alla mafia perché se n’è liberata da tempo”. Sulla fine dell’opera i pentiti di mafia hanno fronito varie versioni. L’ultima di Gaetano Grado, raccolta dalla Commissione antimafia, dice che il quadro sarebbe finito in Svizzera tagliato in più parti.

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La Notte della Taranta a Buenos Aires
Tour internazionale si chiuderà a novembre a Cuba

BARI07 ottobre 201917:28

– La Notte della Taranta conquista Buenos Aires: 50 mila fan, secondo gli organizzatori, hanno partecipato al concerto in Avenida de Mayo, nel cuore della metropoli, nell’ambito della manifestazione “Buenos Aires celebra Italia” organizzata dal Governo della capitale argentina ed Enit, in collaborazione con Pugliapromozione, Fondazione La Notte della Taranta e Raiz Italiana. Un tour che dal 29 settembre al 5 ottobre ha portato i musicisti e i ballerini della Taranta ad esibirsi nel prestigioso club La Tangente nel quartiere Palermo e ad inaugurare, come ambasciatori ufficiali della pizzica nel mondo, la FIT fiera internazionale del turismo dell’America latina. “Questa musica, questa danza hanno la stessa capacità attrattiva e seduttiva del tango in Argentina”, ha detto l’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Giuseppe Manzo. “Il tour internazionale – ha sottolineato Massimo Manera presidente della Fondazione – nel corso dell’anno ha fatto tappa in Russia, Albania e Argentina e si chiuderà a novembre a Cuba.

A Roma arriva la Virtual RealityDue esposizioni dal 9 ottobre nell’ambito di Videocittà

ROMA07 ottobre 201917:35

– Il 9 ottobre aprono due mostre a Roma, a Videocittà, unite dall’utilizzo delle ultime tecnologie in fatto di visual.
La prima è Van Gogh + Monet Experience, un viaggio nel tempo alla scoperta dei luoghi che hanno ispirato i due giganti della pittura. Grazie alla tecnologia VR il visitatore sarà immerso a 360 gradi nei paesaggi, nei colori, nelle atmosfere, ai tempi di Arles e Giverny, come se stesse vivendo all’interno del quadro.
La mostra, prodotta e distribuita a livello internazionale da Next Exhibition, è composta da quattro momenti.
L’altra mostra è “Living dinosaurs”, adatta a tutta la famiglia, che accompagna i visitatori in un viaggio nel passato.
Prodotta dalla Sudamericana Aurea Exhibitions, è organizzata per la prima volta a Roma da Next Exhibition. Ogni dinosauro presenta movimenti, colori e suoni realistici, offrendo incontri di “vita quotidiana” con queste enormi creature. Il team di esperti ha lavorato alla creazione di ogni singolo dinosauro considerando i minimi dettagli.

Roger Waters, in sala il concerto politico Us+ThemSolidarietà e diritti umani nel docu Pink Floyd amato da ragazzi

08 ottobre 201918:09

Musicista certo ma anche una sorta di ‘guru’ che a 76 anni riempie ancora gli stadi del mondo, riuscendo a dialogare con il pubblico con una musica immortale eppure cosi’ contemporanea, parlando di solidarieta’, pacifismo, ambiente, diritti umani con un alto, eppure accettabile, tasso di retorica. E’ Roger Waters, uno dei fondatori dei Pink Floyd al cinema con Us+Them, Noi e loro, film-concerto presentato fuori concorso all’ultima Venezia e nelle sale con Nexo solo dal 7 al 9 ottobre. Il film e’ la riproposizione senza alcun altro intervento, di una tappa del tour mondiale 2017-2018 di Roger Waters, brani leggendari con i Pink Floyd e dal suo ultimo lavoro da solista, Is This The Life We Really Want?. E’ la data di Amsterdam ad essere stata filmata: tra visioni dall’alto dello spettacolare concerto, maiali volanti compresi, e primi piani del pubblico, Us + Them e’ una di quelle classiche esperienze immersive che ti portano in prima fila, con tutti i dettagli anche minimi a portata di sguardo. Us + Them mostra in maniera inequivocabile l’incredibile seguito presso giovani adolescenti che non appartengono certo alla generazione cresciuta anzi ipnotizzata dai Pink Floyd: nel film ci sono tanti primi piani di questi ragazzi che piangono, sanno a memoria le canzoni. Waters ha con loro un rapporto incredibilmente speciale. “E’ vero, la maggior parte della musica pop – ha risposto Waters a Venezia – e’ completamente priva di significato, di emozioni, di contenuto. I ragazzi riconoscono la verita’ in questa mia musica. In ogni generazione ci sono stati i giovani in cerca della strada, del significato delle loro vite, di idee che non siano solo un like sull’iPhone. Quando vedo tante persone chine sullo smartphone mi chiedo: siamo nati per questo? A me sembra una perdita di tempo”. Il film, firmato con Sean Evans, e’, come pure il concerto piu’ politico che autobiografico, come fu invece The Wall Live nel 2013 in cui al centro c’era la vicenda paterna di Waters, morto soldato britannico durante lo sbarco di Anzio. “Mio padre e’ una figura eroica, era un obiettore di coscienza che poi ha cambiato idea convinto a lottare contro i nazisti. La sua storia – ha detto Waters – mi ha forgiato per tutta la vita. Mia madre poi era un’attivista e io credo di dover a lei e alla vicenda di mio padre questa empatia verso le persone che soffrono”. In Us + them nei filmati proiettati sul palco si vedono anche migranti in fuga, pronti a prendere il largo in mare, “partono perche’ vogliono far stare meglio i loro figli, partono perche’ sono perseguitati e sono disperati, non vengono certo per rubarti la pizza”. Waters parla dei pigs, dei maiali che governano il mondo – nel concerto vola sulla folla un gigantesco pallone a forma animale con scritto Restiamo Umani – cita Donald Trump, Boris Johnson, Bolsonaro, racconta che gli e’ stato impedito in Brasile di fare visita a Lula imprigionato per ridurlo al silenzio. Per Roger Waters bisogna “partire dal rispetto per la dichiarazione dei diritti umani, questo e’ l’inizio per ricominciare a riparare i danni del neoliberismo.
Rispettare l’uomo come stabilito nel’48 dopo la seconda guerra mondiale. L’ho sempre scritto nelle mie canzoni e in 50 anni di musica. Dovremmo essere tutti fratelli, costruire muri non serve, nessuno e’ piu’ schiavo di chi pensa di essere completamente libero. Bisogna mettersi insieme e resistere a chi vuole distruggere questo bellissimo pianeta, a chi controlla le nostre vite”.

Daniela Porro nuovo soprintendente RomaStorica dell’arte, prende il posto di Francesco Prosperetti

07 ottobre 201917:43

– Il ministro di beni culturali e turismo, Franceschini, ha nominato Daniela Porro a capo della Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. Dirigente storico dell’arte del Mibact dal 2009, Porro prende il posto di Francesco Prosperetti. Attualmente Direttore del Museo Nazionale Romano, negli anni 2009-2012 ha diretto il Servizio Tutela del patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e circolazione internazionale delle opere della Direzione Generale Paesaggio, Belle Arti, Arte e Architettura contemporanee. Dal 2012 al 2015 è stata Soprintendente Speciale per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale di Roma e poi Direttore del Segretariato Regionale del Lazio (2015-2017), è stata Coordinatore dell’unità di crisi del Lazio dopo il terremoto del 2016 . Ha diretto ad interim il Parco Archeologico dell’Appia Antica. Presiede la Commissione per la cessione delle opere d’arte in luogo del pagamento delle imposte dirette e tasse di successione

Nobel Letteratura 2019,torna e raddoppiaDopo scandalo 2018 il 10/10 le nuove assegnazioni, podio a donne

07 ottobre 201920:18

– Saranno due i Nobel per la Letteratura assegnati quest’anno che verranno annunciati il 10 ottobre alle 13.00. Dopo lo scandalo per molestie che nel 2018 aveva colpito il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean Claude Arnault e travolto l’Accademia di Svezia portando a una serie di dimissioni, il premio era stato sospeso e rimandato al 2019.
Come sempre è partito il totonobel che questa volta però si fa più complicato perchè si aspettano due vincitori. Chi vincerà il Nobel per la Letteratura 2018? E chi si aggiudicherà il Nobel per la Letteratura 2019? Quasi impossibile prevederlo ma stando agli scommettitori, il podio dovrebbe essere delle donne. La superfavorita è la canadese Anne Carson, della quale in Italia è uscito ‘Antropologia dell’acqua’ (Donzelli) e ‘Autobiografia del rosso’ (Bompiani), quotata da Ladbrokes 5 a 1. Al secondo posto, 6 a 1, la francese dell’Isola di Guadalupe Maryse Condé, pubblicata da E/O e al terzo la polacca Olga Tokarczuk, 8 a 1, autrice de ‘I Vagabondi’ (Bompiani).

Teatro Jesi ricorda tenore GiordaniCavaradossi in Tosca con Raina Kabaivanska nell’87,aveva 24 anni

JESI (ANCONA)07 ottobre 201918:18

– Il Teatro Pergolesi di Jesi ricorda con commozione Marcello Giordani, tenore di carriera internazionale prematuramente scomparso sabato scorso, “che proprio su questo palcoscenico debuttò il 6 ottobre 1987 uno dei suoi ruoli più distintivi, Mario Cavaradossi nella ‘Tosca’ di Puccini. Al suo fianco, per la Stagione Lirica di Tradizione, il celebre soprano Raina Kabaivanska, per la direzione di Michele Marvulli e la regia di Stefano Bracci. Aveva 24 anni – ricorda il Teatro -, un anno dopo essersi aggiudicato il primo premio del Concorso Lirico di Spoleto ed avere fatto il suo debutto professionale operistico nel ruolo del Duca in Rigoletto al Teatro Sperimentale di Spoleto”. Fu nel ruolo di Cavaradossi che, nel 2000, Giordani fece il suo debutto americano al Michigan Opera Theatre di Detroit, dove la sua interpretazione fu entusiasticamente acclamata dal pubblico e dalla critica. Da allora “Tosca” è stato uno dei suoi cavalli di battaglia, riscuotendo enorme successo nei teatri di tutto il mondo.

S.Carlo: Lissner indicato soprintendenteSindaco de Magistris, speriamo sia anche direttore artistico

NAPOLI07 ottobre 201919:27

– ”Sono molto molto soddisfatto. E’ andata benissimo. Su mia proposta il Consiglio di indirizzo indica all’unanimità al ministro dei Beni culturali, Stephane Lissner come prossimo soprintendente del Teatro San Carlo e auspichiamo anche che sia accolta la sua richiesta di adempiere non solo al ruolo di soprintendente ma anche a quello di direttore artistico”. Lo annuncia il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, lasciando il San Carlo al termine del Consiglio di indirizzo. Lissner è attualmente direttore artistico del Teatro dell’Opéra di Parigi.

Una serie tv dal fumetto cult Dylan DogAtomic Monster di James Wan sarà al fianco della Bonelli Editore

07 ottobre 201920:40

– Atomic Monster di James Wan sarà al fianco della Casa editrice di fumetti Sergio Bonelli Editore per realizzare una serie TV in lingua inglese basata sul fumetto cult Dylan Dog. “Dylan Dog”, creato da Tiziano Sclavi, si svilupperà come una serie live-action in 10 episodi, ispirata al popolare fumetto che vede protagonista il celebre “Indagatore dell’incubo” alle prese con mostri, fantasmi, vampiri, lupi mannari e zombi. La serie, nata 33 anni fa e pubblicata negli Stati Uniti da Dark Horse Comics, vanta un catalogo di oltre 500 storie a fumetti e dal suo debutto a oggi ha venduto oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo. Il prossimo appuntamento per Atomic Monster sarà con The Conjuring 3, con Vera Farmiga and Patrick Wilson, in uscita l’11 settembre 2020. “James Wan e Atomic Monster sono maestri del genere horror e hanno una profonda sensibilità circa il modo migliore di adattare i fumetti allo schermo” spiega Davide Bonelli. “Siamo entusiasti del fatto che una squadra come questa sia al lavoro su uno dei nostri personaggi più importanti”.
“Dylan Dog è uno dei miei fumetti preferiti di sempre” aggiunge James Wan (regista di Aquaman, dell’universo di The Conjuring e di Malignant, di prossima uscita). “Sono stato iniziato per la prima volta alle storie dell’Indagatore dell’Incubo al liceo, dai miei amici europei. Anche se in quel momento non ho capito il testo a causa della lingua, ho facilmente ricostruito la storia attraverso i bellissimi disegni e i riferimenti al genere horror”.
Fondata nel 1941, è una delle Case editrici di fumetto più importanti del mondo. Bonelli Entertainment, è attualmente impegnata nella realizzazione di un film live action, prodotto con Eagle Pictures e Brandon Box e in uscita nel 2020, che vedrà protagonista il personaggio di Dampyr. Per la tv, sta co-producendo con Rai la serie animata basata sul personaggio di Dragonero.

Bianca Berlinguer e la trans MarcellaEsce per La nave di Teseo memoir in prima persona dell’amica

08 ottobre 201909:55

– BIANCA BERLINGUER, STORIA DI MARCELLA CHE FU MARCELLO (LA NAVE DI TESEO, PP 110, EURO 12,75). La storia di un’amica speciale, diversa e di una vita all’avanguardia, libera. E’ quella di Marcella Di Folco, nata uomo e diventata donna in anni in cui le metamorfosi di genere erano impensabili. La racconta Bianca Berlinguer nel memoir ‘Storia di Marcella che fu Marcello’, pubblicato da La nave di Teseo, in cui ridà voce, in prima persona alla transessuale nata nel 1943 nel borghese quartiere Parioli di Roma, con un padre severissimo, ex gerarca fascista, morta nel 2010 con funerali religiosi. Da quando la incontrò, al Gay Pride del 1997 a Venezia, la Berlinguer non ha mai smesso di frequentare Marcella che la colpì per la sua “irresistibile gioia di vivere”. “Resterà sempre nel mio cuore come l’esempio di qualcuno che è riuscito a combattere contro tutto e tutti per affermare un diritto essenziale, quello all’identità sessuale, continuando a vivere con passione e felicità anche le prove più ardue” racconta la giornalista della Rai che dedica il libro a sua figlia Giulia che la chiamava zia e quando era bambina le chiedeva: “Ma tu sei maschio o femmina?” e Marcella “rideva fragorosamente”.
L’idea di scrivere questo libro sulla vita di Marcella era nata insieme a lei ma “nessuna delle due poteva immaginare che sarebbe stato pubblicato postumo. Solo più tardi si scoprì che aveva un tumore al colon ormai diffuso ovunque. E così la nostra conversazione ha accompagnato i suoi ultimi mesi” dice la Berlinguer che ci fa entrare nella vita di Marcella con una scrittura diretta, essenziale. A 14-15 anni Marcello-Marcella capisce di essere attratta dall’idea di essere donna, di giorno va a scuola e la sera frequenta la via Veneto della Dolce Vita, il Café de Paris dove ci sono Wanda Osiris, Raimondo Vianello, Alida Chelli e Walter Chiari e i primi playboy, Gigi Rizzi, Pierluigi Torri. Sono gli anni in cui furoreggia Gio Stajno, il locale gay per eccellenza è il Pipistrello di Roma, ma è quando va a lavorare nel ’68 al Piper che a Marcella si apre un mondo. Diventa amica di Renato Zero, tra le assidue frequentatrici ci sono Mia Martini e sua sorella Loredana Bertè. E durante una festa “in cima alla scala comparve Gina Lollobrigida con un cappotto di tigre lungo fino ai piedi. Uno schianto, rimasi a bocca aperta” racconta.
Pelosa come un orso, con il timbro di voce da baritono a Marcella piaceva mostrare le gambe e indossare i tacchi alti e quando, vestita da donna, andava a trovare le sue amiche che lavoravano sul marciapiede e i clienti le urlavano: “‘Quanto vuoi?’ ‘Io non lavoro’, rispondeva, però mi piaceva essere richiesta e desiderata” ricorda.
Alla sua “checcagine” come la definisce, sacrifica la carriera cinematografica lavora però con Fellini e interpreta, fra l’altro, il principe Umberto di Savoia in Amarcord e l’eunuco dell’harem in ‘La città delle donne’. Con Roberto Rossellini gira Cartesius e L’età di Cosimo de’ Medici dove interpreta Cosimo, “la parte che le è piaciuta di più” ed è anche nei panni del segretario del vescovo di Assisi in ‘Fratello sole, sorella luna’ di Franco Zeffirelli. “Meravigliosa” l’esperienza con Alberto Sordi, che la sceglie per ‘Finché c’è guerra c’è speranza’, dove è il luogotenente di un mercante d’armi. Nel 1980, l’anno dell’operazione a Casablanca, finalmente corona il suo sogno di diventare donna. Dopo, racconta, Fellini la chiama per Ginger e Fred, “voleva che facessi la parte di una travestita famosa che alla fine dello spettacolo si toglieva la parrucca e ridiventava uomo. Io ho visto i sorci verdi e gli ho detto: ‘No, no, no, io la parrucca non me la tolgo’. Ero finalmente donna, non mi andava di rimanere calva. Fellini si arrabbiò e non mi chiamò più”. Al contrario di tante star, racconta Marcella, lei non ha mai nascosto la sua omosessualità e ha portato avanti una battaglia “mai conclusa per l’affermazione della dignità di tutte e di tutti” dice la Berlinguer della sua amica che a Bologna è stata consigliera comunale dal 1995 al 1999 per i Verdi. “Bisogna riconoscere che se la possibilità di cambiare sesso è diventata una legge dello Stato, in tanti paesi del mondo, lo dobbiamo soprattutto alle puttane. Sono state loro che negli anni ottanta si sono unite e hanno creato i movimenti delle transessuali” dice Marcella che fu Marcello che di storie ne ha avute tante “ma ero sempre io ad amare e a donare” confida alla Berlinguer.

Da Filarmonica abbonamenti youngDuecento abbonamenti a 50 euro per gli under 26

08 ottobre 201912:54

– Duecento abbonamenti a 50 euro: la Filarmonica della Scala per la prossima stagione ha deciso di riservare due tipi di abbonamento a prezzo stracciato per gli under 26: cento per i cinque concerti invernali (Winter) e cento per i cinque successivi (Summer).
L’iniziativa, realizzata grazie ad Allianz, si chiama ‘Generazione Filarmonica’ e già questo spiega lo spirito dell’ iniziativa: allevare il pubblico del futuro. Certo non un modo per riempire il teatro dato che la Filarmonica può contare su 1.400 abbonati su 1.900 posti disponibili in teatro.
In realtà da tempo l’ensemble creato da Claudio Abbado insieme ai musicisti della Scala ha un occhio di riguardo per il pubblico del domani e quindi ha varato un programma con le scuole (Sound, Music!), ha organizzato una serie di prove aperte (i cui proventi vanno ad organizzazioni del sociale) e avviato la tradizione del concerto gratuito in piazza Duomo.

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Mimmo Rotella e storia dell’arte
A Catanzaro fino al 31/8 2020 selezione di 19 opere dell’artista

CATANZARO08 ottobre 201913:01

– Un gioco di specchi che l’artista fa con se stesso e con i suoi colleghi passati e presenti. E’ la mostra “Mimmo Rotella e la storia dell’arte”, inaugurata a Catanzaro all’interno della Casa della memoria, a lui dedicata, che resterà nel capoluogo fino al 30 agosto 2020. L’esposizione, realizzata dalla Fondazione Mimmo Rotella e curata dal Mimmo Rotella institute, è una selezione di 19 opere che sottolineano il legame tra l’artista e i più importanti interpreti della storia dell’arte: Michelangelo, Caravaggio, Leonardo, Modigliani, Carrà, Picasso e De Chirico. “L’importanza della mostra – ha affermato Antonella Soldaini, curatrice e direttrice del Rotella institute – è l’aspetto didattico. L’idea di vedere come Rotella si sia rapportato con la storia dell’arte e con i personaggi nel tempo. Dovrebbe essere una mostra proprio per tutte le scuole perché Rotella era molto interessato non solo a se stesso ma anche al passato a partire dall’arte classica per arrivare proprio ai suoi contemporanei.

Amazon arruola Totti e Fedez, prima serie non fictionFormat real-life thriller Celebrity Hunted, caccia al vip

09 ottobre 201909:43

– La piattaforma di streaming Amazon comincia a fare sul serio sul nostro mercato e rende nota la produzione della prima serie italiana non-fiction, arruolando un cast di sicuro appeal a cominciare da capitan Totti. Tra alleanze e annunci di partnership e produzioni la partita italiana è in pieno svolgimento. Mettendo insieme i vari tasselli degli ultimi giorni, infatti, lo scenario televisivo (il termine è ormai riduttivo) sta cambiando con rapidità. Netflix si vedrà da domani dentro Sky, o meglio nell’ecosistema Sky Q e quelli che erano fino a pochi mesi fa competitor ora sono alleati. Mediaset non resta a guardare e oggi ha annunciato un primo accordo con Netflix per la produzione insieme di sette film italiani in due anni da trasmettere su entrambi. E ora la prima serie non fiction italiana Amazon Original che raggiungerà, tramite Amazon Prime Video, gli spettatori di oltre 200 paesi nel 2020.S’intitola ‘Celebrity Hunted – Caccia all’uomo’: è un real-life thriller in sei episodi in cui le celebrità dovranno scappare da un team di “cacciatori” esperti. Ed è l’ottavo adattamento del format inglese di ShineTV (Gruppo EndemolShine). Lo show unisce otto personaggi famosi: Francesco Totti, Fedez, lo YouTuber Luis Sal, Claudio Santamaria con la giornalista e scrittrice Francesca Barra, il presentatore Costantino della Gherardesca e gli attori Diana Del Bufalo e Cristiano Caccamo. Nella serie, unspcripted ossia senza sceneggiatura, le celebrità dovranno adoperarsi per restare anonimi, preservare la loro libertà, per 14 giorni, con limitate risorse economiche. A dar loro la caccia ci saranno analisti, investigatori professionisti, esperti di cyber security, profiler e human tracker provenienti dalle forze dell’ordine e dai servizi segreti militari. I ‘cacciatori’ potranno utilizzare solo mezzi legali per rintracciare le celebrità come ad esempio telecamere di videosorveglianza o sistemi di riconoscimento delle targhe e avranno libertà nella richiesta di informazioni. “Uno show innovativo” ha dichiarato Georgia Brown, Director European Amazon Original Series, Amazon Studios. “Celebrity Hunted è un format rivoluzionario, dal linguaggio innovativo, qualitativamente paragonabile a quello delle serie scripted, anche grazie agli elementi della suspense e del thriller. Una sfida unica nel panorama televisivo, un cast d’eccellenza, mai visto prima in un programma TV” ha concluso Leonardo Pasquinelli, Ceo di EndemolShine Italy.

Why We Hate, serie prodotta da SpielbergDisponibile dal 14 ottobre su DPLAY PLUS,

08 ottobre 201913:24

– L’odio ha sempre fatto parte della natura umana. Da tragedie terribili come l’Olocausto o il Genocidio del Ruanda, a episodi di violenza quotidiana come il bullismo nelle scuole o il trolling sui social media, l’odio può influenzare le nostre vite in molteplici modi. Ma perché odiamo? Prodotto dai registi premi Oscar Alex Gibney e Steven Spielberg e diretto da Geeta Gandbhir e Sam Pollard (vincitori del premio Emmy per “When The Levees Broke: A Requiem in Four Acts”) WHY WE HATE, disponibile dal 14 ottobre su DPLAY PLUS, analizza una delle emozioni umane più distruttive, l’odio.
Attraverso ricerche scientifiche, giornalismo d’avanguardia e studi approfonditi nel campo della psicologia, biologia e neuroscienza, la serie in sei puntate ricostruisce l’evoluzione di questo sentimento universale e l’impatto che ha avuto nella Storia. Da dove nasce l’odio? Come si diffonde?

Da McCartney reggiseno post-operatorioDisponibile gratuitamente anche modello post-mastectomia

08 ottobre 201914:17

– Michele Aboro, ex pugile che ora gestisce una palestra a Shanghai, Leanne Pero, insegnante di danza e fondatrice di Black Women Rising e Lauren Mahon, fondatrice dell’associazione benefica Girl vs. Cancer. Sono le protagoniste della campagna di sensibilizzazione di Stella McCartney nel mese della prevenzione al tumore al seno.
Nell’occasione viene anche presentato il nuovo reggiseno sportivo post-operatorio, lanciato insieme alla collezione Adidas by Stella McCartney AW19, che ha l’obiettivo di incoraggiare le donne che hanno sconfitto il cancro a praticare sport e fitness. Già disponibile il reggiseno post operatorio Louise Listening, pensato per le donne che hanno subìto una mastectomia e distribuito gratuitamente tramite Stella McCartney Cares. Questo modello sarà di nuovo disponibile su richiesta da questo mese, con una stima di 10.000 capi donati nel prossimo anno.

La Bohème apre stagione lirica a ModenaNel ricordo del debutto di Pavarotti come Rodolfo nel 1961

BOLOGNA08 ottobre 201914:17

– Sarà La Bohème di Giacomo Puccini ad aprire la nuova stagione lirica al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. Lo spettacolo, venerdì 11 e domenica 13 ottobre, è prodotto dal teatro modenese in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza e si vedrà in un nuovo allestimento coprodotto da Fondazione Pergolesi Spontini e Opéra de Marseille.
Il titolo è presentato nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Luciano Pavarotti nel contesto di Modena Città del Belcanto e inaugura un nuovo progetto che prevede la rappresentazione delle opere liriche interpretate dal tenore in ordine di debutto. La regia è firmata da Leo Nucci, protagonista storico del panorama lirico internazionale. L’omaggio è al giovane Pavarotti che il 4 maggio 1961 calcava per la prima volta il palcoscenico del Teatro Comunale di Modena nel ruolo di Rodolfo, in una Bohème diretta da Leone Magiera. Il suo Rodolfo spalancò a Pavarotti le porte dei teatri più prestigiosi del mondo.

Tornano i Rolli Days a GenovaCon novità dei soggiorni e della app per navigare nei palazzi

GENOVA08 ottobre 201914:49

– Due nuovi palazzi da visitare, una app dedicata, una navetta dall’entroterra e, sopratutto, la possibilità di vivere una giornata come i nobili europei in visita alla città negli anni del ‘secolo dei genovesi’. Sono molte le novità dei ‘Rolli Days’ che il 12 e 13 ottobre apriranno a turisti e cittadini le porte dei palazzi della nobiltà genovese. “Abbiamo lavorato molto su un’edizione rinnovata – spiega l’assessore ai grandi eventi, Paola Bordilli – un modo nuovo di vivere i palazzi dei Rolli attraverso anche il tema dell’esperienza. I Rolli sono un format che funziona e che abbiamo deciso di innovare”. Tra le novità di questa edizione quella della ‘Rolli Experience’, prenotabile attraverso il sito Visitgenoa, che permette di vivere due giornate veramente particolari, anche pernottando in uno degli storici palazzi dei Rolli. “Chi aderisce a questa iniziativa – sottolinea l’assessore alla cultura, Barbara Grosso – potrà fare visite guidate in zone che non sono mai state aperte ai turisti. E poi soggiornare vivendo l’esperienza dei cibi, della musica, dei costumi d’epoca”. L’altra grande novità di quest’anno riguarda la app ‘Palazzi dei Rolli Genova’ che permetterà di navigare attraverso tutti i 42 palazzi attraverso mappe interattive e realtà aumentata.
Infine, la navetta che, nella giornata del 13 ottobre, collegherà gratuitamente la città alle sue vallate, permettendo anche a chi abita in quelle zone di partecipare all’evento.
Quest’anno saranno aperti 34 rolli e, per la prima volta, 9 piani nobili affacciati su via Garibaldi.

Fumetti e giochi protagonisti a BolognaIl 19 e 20 ottobre con mostra-mercato, eventi e molti ospiti

BOLOGNA08 ottobre 201914:52

– Bologna Comics, la fiera dei fumetti, figurine e giochi, nuova tappa del circuito Fiere del Fumetto di Blu Nautilus, arriva al Palanord sabato 19 e domenica 20 ottobre. Propone mostra mercato, eventi e molti ospiti.
L’appuntamento è interamente dedicato al mondo dei fumetti, di ieri, oggi e domani, tutto il mondo delle figurine rare e da collezione, antiquariato, collezionismo, rarità, originali, case editrici. Non mancheranno preziose ed esclusive action figures.
E tanti videogiochi, retrogames, giochi da tavolo, miniature, tornei di carte collezionabili, role playing games, kpop. La kermesse ospita i protagonisti del mondo del fumetto internazionale: autori, sceneggiatori, editori, case editrici, indipendenti. Tra le varie iniziative, domenica 20 ottobre, lo show acustico di Giorgio Vanni, Il ‘re’ delle sigle dei cartoni animati di Italia 1. Bologna Comics collabora con l’Associazione Figurine Forever, realtà nel panorama dei collezionisti di figurine ed appassionati di calcio e non solo. Sono confermate alcune partecipazioni: Giorgio Comaschi, al quale verrà consegnata la tessera onoraria numero 8 dell’Associazione, in omaggio allo storico capitano del Bologna Giacomo Bulgarelli.

‘Furor Mathematicus’ torna in libreriaMondadori ripropone l’edizione del ’50 dell’opera di Sinisgalli

POTENZA08 ottobre 201914:55

– “Furor Mathematicus” – una raccolta di brevi saggi, pensieri, dialoghi, lettere e scritti autobiografici di Leonardo Sinisgalli, il “poeta e ingegnere” nato a Montemurro (Potenza) nel 1908 e morto a Roma nel 1981 – torna dall’8 ottobre nelle librerie per i tipi di Mondadori, nella collana degli Oscar moderni Baobab.
Il volume, con un saggio introduttivi di Gian Italo Bischi, dell’Università di Urbino, “ripropone integralmente, e per la prima volta, l’edizione pubblicata da Mondadori nel 1950”, hanno spiegato la casa editrice e la Fondazione Leonardo Sinisgalli (che fu uno dei protagonisti della cultura italiana del Secondo Dopoguerra). E’ “una sintesi, delle molteplici pubblicazioni, riflessioni e attività culturali di Leonardo Sinisgalli su temi che includono matematica, poesia, pittura, architettura, design, fisica, filosofia, tecnologia, artigianato. È la massima espressione dell’eclettismo sinisgalliano”.

Ligabue premio Bertoli ed Emilia-RomagnaIl 18/10, riconoscimenti anche per Pfm, Gualazzi, Nigiotti

BOLOGNA08 ottobre 201915:18

– Luciano Ligabue è il vincitore del Premio Pierangelo Bertoli 2019 e al cantautore, regista e scrittore di Correggio è stato anche attribuito il primo Premio Emilia-Romagna. La Regione conferisce per la prima volta questo riconoscimento dedicato agli artisti emiliani che portano alto il nome emiliano-romagnolo e ne incarnano i valori, caratteristiche rispecchiate da Luciano Ligabue.
Il Premio verrà consegnato venerdì 18 ottobre dal presidente Stefano Bonaccini durante la finale del Premio Pierangelo Bertoli al Teatro Storchi di Modena e consiste in un dipinto del Maestro Franco Ori raffigurante un ritratto di Ligabue.
Oltre al Premio Pierangelo Bertoli, il 18 ottobre saranno assegnati riconoscimenti a PFM (Premiata Forneria Marconi), a Raphael Gualazzi e a Enrico Nigiotti.

Cocciante, il mio miracolo di Notre DameIn tournée in Italia opera che debuttò nel 1998

08 ottobre 201915:43

– “L’incendio della cattedrale è stato un dramma ma è stata anche una luce per tutto il mondo. Vedere tutta questa gente voler fare qualcosa mi ha fatto pensare: servono queste catastrofi per riunire le persone?”. Lo ha detto Riccardo Cocciante parlando a Milano della devastazione alcuni mesi fa della cattedrale di Notre Dame, che dà il titolo alla sua famosissima opera in musica, che debuttò nel 1998 e che ora sarà di nuovo in tournée.
Notre Dame de Paris, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, sarà a Milano dal 17 ottobre al 17 novembre, per poi far tappa anche a Firenze, Napoli, Torino e Roma. “Il pubblico continua ad essere entusiasta e dopo tanti anni è come un miracolo – ha detto Cocciante – Tornano a vedere l’opera e non più come la prima volta come una curiosità, ma per capirla, ci sono persone che l’hanno vista 50 volte, ragazzini portati dalle madri. In alcune scuole è diventata un recital di fine anno: ecco è un miracolo entrare così profondamente nella cultura del Paese”.

Canova e Roma, una grande storia d’amoreOltre 170 opere a Palazzo Braschi e l’omaggio di Mimmo Jodice

ROMA08 ottobre 201915:44

– Prendere in mano un candela per cercare la perfezione delle forme, la leggerezza dell’armonia e la profondità del sentimento: c’è anche questa tra le suggestioni offerte dalla grande mostra “Canova. Eterna bellezza”, in programma a Palazzo Braschi dal 9 ottobre al 15 marzo e inaugurata alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi. A cura di Giuseppe Pavanello, l’esposizione indaga il rapporto che tra ‘700 e ‘800 legò lo scultore veneto alla città di Roma attraverso ben 170 opere – tra sculture, disegni, gessi, modellini, bozzetti, del maestro e di artisti a lui contemporanei – distribuite in 13 sezioni. Del resto quella tra l’artista e la città fu davvero una storia d’amore che il percorso può raccontare anche grazie a importanti prestiti, come quelli provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo. Da non perdere, l’omaggio, al termine della mostra, che Mimmo Jodice ha voluto offrire allo scultore attraverso 30 scatti in cui i marmi di Canova vengono riletti in modo inedito.

Tar sospende prestito Uomo VitruvianoIl ricorso di Italia Nostra si discuterà il 16 ottobre

08 ottobre 201916:33

– Dopo il ricorso presentato da Italia Nostra, il Tar del Veneto ha sospeso il prestito al museo del Louvre dell’Uomo Vitruviano di Leonardo, conservato nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Tenendo conto dell’apertura della mostra parigina, prevista per il 24 ottobre, il tribunale amministrativo ha deciso di anticipare la discussione in camera di consiglio, annunciata per lo stesso giorno, al 16 ottobre.

Buchmesse, 252 editori italiani a fieraDa 16 a 20/10. Inaugura Spazio Italia sottosegretaria Orrico

08 ottobre 201915:59

– Saranno 252 gli editori e agenti letterari italiani presenti alla 71/ma edizione della Buchmesse, dal 16 al 20 ottobre a Francoforte. A inaugurare il padiglione italiano nella giornata di apertura, sarà il sottosegretario al ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo Anna Laura Orrico, accompagnata dal presidente dell’Associazione Italiana Editori-Aie, Ricardo Franco Levi. Il 16 ottobre saranno presentati anche i dati del Rapporto sullo stato dell’editoria italiana 2019.
Lo Spazio Italia, stand collettivo italiano, riunirà 134 editori in oltre 500 metri quadrati e sarà la vetrina tricolore del più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero. Tra gli editori italiani presenti anche 4 aree regionali: Lazio, Piemonte, Sardegna e Veneto. La Buchmesse attende complessivamente più di 7.300 espositori da oltre 102 paesi, con la Norvegia paese ospite d’onore e un’offerta di circa 4.000 eventi.
La tradizionale collettiva italiana – organizzata dall’Aie, dal Ministero dello Sviluppo Economico e Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – si troverà nella Hall 5.0, stand C37 e C38.
All’interno dello stand italiano è stata realizzata un’area incontri di circa 40 metri quadrati grazie al supporto dell’Agenzia Nazionale del Turismo Enit in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura di Colonia e Berlino. In questo spazio si svolgeranno incontri dedicati al pubblico professionale e istituzionale dal mercoledì al venerdì, mentre sarà aperto al pubblico generico nel weekend in un’ottica di avvicinamento al 2023, quando l’Italia sarà l’ospite d’onore.

Mediaset-Netflix, insieme per due anni e sette filmReed Hastings, 2 milioni abbonati in Italia, apriremo una sede qui

09 ottobre 201910:10

Una finestra per portare la creativita’ italiana nel mondo con storie originali e produttori indipendenti. Netflix e Mediaset hanno firmato una partnership ”sperimentale” per i prossimi due anni che portera’ alla realizzazione di sette film. “Noi siamo complementari”, ha detto Reed Hastings fondatore e Ceo Netflix annunciando a Roma – tra le mura della Galleria Nazionale d’Arte Moderna – l’accordo per produrre i sette film che prima andranno in onda su Netflix e poi appena dopo 12 mesi in esclusiva free su Mediaset, probabilmente su Canale 5.”Potrebbe essere solo il preludio di un rapporto piu’ solido e duraturo che si potrebbe estendere anche ad altri paesi, forse a partire dalla Spagna. L’idea di collaborare insomma c’e”’, spiega Alessandro Salem, direttore generale contenuti Mediaset in una presentazione-show moderata da Marta Cagnola. Manca l’ad Pier Silvio Berlusconi, costretto a casa da una forte influenza, che manda un messaggio per dire che ”nel prossimo futuro grazie alla dimensione del nostro progetto europeo MFE punteremo a rafforzare accordi come questo, un’ottima notizia per tutta l’industria del cinema e della produzione italiana”. Si parlera’ di calcio, amore, sud nei primi cinque film dove un adolescente – pubblico di riferimento di Netflix ndr – non manca mai. Si tratta di “Sotto il sole di Riccione” con la sceneggiatura di Enrico Vanzina, storia di un gruppo di teenager sulla riviera romagnola che fa pensare a ‘Sapore di sale’. “Sulla stessa onda”, diretto da Massimiliano Camaiti, anche qui adolescenziale avventura estiva ma nata sotto il sole siciliano, presentato dalla produttrice Olivia Musini. “Il divin codino”, storia di Roberto Baggio con la regia di Letizia Lamartire, che racconta i 22 anni passati sul campo dal campione qui interpretato da Andrea Arcangeli. “Al di la’ del risultato”, diretto da Francesco Lettieri, vicenda di un ultras cinquantenne napoletano che si trova a fare un bilancio della propria esistenza in un confronto con un ragazzo adolescente. E infine “L’ultimo Paradiso” prodotto e interpretato da Riccardo Scamarcio. ”E’ un film ambientato in Puglia negli anni Cinquanta – ha spiegato lo stesso Scamarcio – con protagonista Ciccio Paradiso, che capo dei braccianti si innamora della figlia del latifondista. Un film intenso d’amore, di anarchia e di violenza”.Dovrebbero essere pronti per il prossimo anno, ”ma non abbiamo nessuna fretta – dice Hastings – l’importante e’ che vengano bene. Saremo pronti tra il 2020 e il 2021”. Una strategia di espansione nel nostro paese che il Ceo di Netflix non nasconde. “In Italia abbiamo raggiunto i due milioni di abbonati”, ha detto ancora Hastings. “Siamo cresciuti e continuiamo a crescere – ha aggiunto – e investiremo 200 milioni di euro nei prossimi due anni in contenuti italiani”. Ma non basta “Netflix aprira’ una sede in Italia” dice il fondatore della piattaforma, in merito anche ai rilievi fiscali avanzati alla societa’. “Come tutte le imprese internazionali e’ importante pagare le tasse e per questo apriremo in ufficio che sara’ stabile”, ha aggiunto senza pero’ voler dare dettagli sui tempi. Non lo spaventano nemmeno le critiche sulla tendenza di Netflix ad accumulare debito: ”noi non abbiamo il problema del debito perche’ anche se investiamo continuiamo a crescere”. Non e’ invece chiaro se i film avranno o meno un passaggio in sala, anche se Hastings ha spiegato: ”noi vogliamo creare contenuti e non siamo contrari a che vengano proiettati nelle sale. Abbiamo tanti concorrenti ma non ci spaventa, il nostro scopo e’ solo gratificare il cliente”. Cliente nel segno della ”grande varieta’. Siamo interessati a tutti i generi – dice – e sempre impegnati nella diversita”’.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il Tar sospende il prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre
Dopo il ricorso di Italia Nostra. Per il ministero dei Beni culturali è una ‘decisione incomprensibile, procedura trasparente’. ‘No comment del Louvre’

09 ottobre 201910:07

Dopo il ricorso presentato da Italia Nostra, il Tar del Veneto ha sospeso il prestito al museo del Louvre dell’Uomo Vitruviano di Leonardo, conservato nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Tenendo conto dell’apertura della mostra parigina, prevista per il 24 ottobre, il tribunale amministrativo ha deciso di anticipare la discussione in camera di consiglio, annunciata per lo stesso giorno, al 16 ottobre.Nello stesso provvedimento, il Tar sospende anche il memorandum d’intesa siglato a Parigi tra il ministero dei Beni culturali e il museo del Louvre per lo scambio di opere di Leonardo e Raffaello nella parte “in cui viola il principio dell’ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall’altro”.Dura la reazione del Mibact. ‘Da una prima lettura delle anticipazioni di stampa risulta del tutto incomprensibile il riferimento a una presunta violazione del ‘principio dell’ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall’altro’ nello scambio di opere tra i musei italiani e il Louvre”. L’ufficio legislativo del Mibact commenta così la sospensione del prestito dell’Uomo Vitruviano, disposta dal Tar del Veneto, parlando di “procedura trasparente”. “L’accordo firmato a Parigi – è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del Mibac. Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell’accordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei. Una semplice lettura dei documenti dimostra facilmente tutto ciò e all’udienza del 16 ottobre – conclude la nota del ministero – tutto questo emergerà con assoluta chiarezza e trasparenza”.Un secco ‘no comment’ arriva dal Louvre. “Abbiamo appreso la notizia ma al momento non c’è nessun commento. E’ una decisione che spetta all’Italia”: questa la reazione del Louvre,

alla decisione del Tar del Veneto di bloccare il prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. Gli inviti del museo parigino per la mostra dedicata a Leonardo, e nella quale avrebbe dovuto essere esposto l’Uomo Vitruviano in base agli accordi fra i governi di Roma e Parigi, erano stati inviati già da ieri.”Fratelli d’Italia aveva denunciato l’inaccettabile e vergognoso spostamento dell’Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre. Un atto di sottomissione che il ministro Franceschini, appena giunto al ministero, aveva approvato parlando addirittura di ‘dimostrazione di qualcosa che non è solo nazionale ma è globale’. Invece, grazie al Tar l’opera del genio italiano, e a differenza di Franceschini non abbiamo paura di ribadirlo, di Leonardo da Vinci rimarrà in Italia. Un vero e proprio schiaffo per Franceschini e una lezione per chi come lui non passa giorno ad essere cantore di quel mondialismo, che punta a recidere le nostre radici e la nostra identità” ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Gaetano Nastri.

Guercino in mostra alla Morgan LibraryA New York i disegni dell’artista “mostrano sua mente al lavoro”

NEW YORK08 ottobre 201916:42

– Tutti i disegni di Guercino della Morgan Library più due in prestito da collezioni private: il museo newyorchese rende omaggio alla virtuosità del “più poliedrico artista del Barocco italiano” in una mostra aperta fino al 2 febbraio. Inclusi nella rassegna fogli che illustrano tutti i momenti della carriera del pittore autodidatta di Cento il cui vero nome era Giovanni Francesco Barbieri: dalla iniziale ammirazione per l’opera dei Carracci a Bologna, documentata in schizzi della vita di tutti i giorni, e brillanti caricature ai disegni preparatori per le prime pale d’altare. “Guercino non si limitava a un solo studio per progetto ma disegnava e disegnava, spesso cambiando radicalmente idea. E’ come vedere la sua mente al lavoro”, ha detto John Marciari, responsabile del Dipartimento disegni e stampe, che ha curato la mostra e il catalogo che la accompagna. Tra i pezzi della Morgan – oltre 35 – ci sono studi per incisioni e schizzi di paesaggi e lavori indipendenti creati per piacere personale.

Stipe, il tempo dei R.E.M. è finito”Per un nuovo disco da solista non ho fretta”

08 ottobre 201916:43

– “Domani sera a Londra sarò a cena con Mike, ma il tempo dei R.E.M. è finito. Basta”. Lo ha detto a Roma l’ex frontman della band, Michael Stipe, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la presentazione al museo Maxxi di un suo libro di foto, “Our Interference Time”.
Alla domanda su quando uscirà un suo album da solista, Stipe ha risposto: “Ti dico di aspettare. Non ho fretta, perché per me la musica è una passione. Non sento la fretta di far uscire dei singoli. Ti chiedo di non trattenere il respiro, e di goderti il viaggio”.

Adriani e Rossi per il Nuovo OrionePresentata la stagione 2019-2020, porte aperte ad adulti e bimbi

08 ottobre 201916:48

– Il Nuovo Teatro Orione di Roma presenta la nuova stagione 2019/20 aprendo le porte ad adulti e bambini, secondo una policy cominciata quattro anni fa. Ricco il nuovo cartellone presentato in una conferenza stampa da Carlo Oldani e Claudio R. Politi, direttori del teatro. Tra i presenti, Laura Adriani, protagonista di Un Natale da favola, spettacolo che dopo il successo della scorsa stagione tornerà il 21 dicembre, e Riccardo Rossi, sul palcoscenico del Nuovo Teatro Orione con lo spettacolo di Capodanno “Rossi stasera, buon anno si spera!”. Ad aprire invece il 2020, il 26 gennaio, sarà in scena il vincitore del premio Scenario quartiere 2019, per la prima volta a Roma, con “Il colloquio”, racconto di un trittico di mogli partenopee in fila davanti al carcere, in attesa del convegno coi mariti detenuti. Per il sociale, Carlo Oldani, già in cartellone con Costellazione Cancro la scorsa stagione, annuncia una serata di solidarietà in programma il 12 novembre a sostegno dell’associazione aBRCAdaBRA onlus. Il 30 novembre evento dedicato alla danza di Alessandro Rende, BalletSchoolStars che porterà in scena, per la prima volta in Italia, le grandi accademie europee. Mentre il 26-27 febbraio spazio al primo concorso di danza indetto dal Nuovo teatro Orione “Duel Degas”, con due giorni di competizioni.
Il 14 marzo sarà in scena “Analisi Illogica” di Marco Predieri autore e regista, thriller con Giorgia Trasselli e Simone Marzola. Altra novità è Orionée, stagione dedicata alle scuole, con la collaborazione di Anna Maria Piva, direttrice de La Compagnia delle Stelle. Il primo sipario sarà il 27 novembre con Heathers – Schegge di follia – Rock-Musical, spettacolo che dice no al bullismo. A seguire, il 17 e 18 dicembre, andrà in scena Merry Christmas show e il 20 dicembre Un natale da favola. Il 24 e 25 febbraio 2020 sarà la volta del musical La Regina dei ghiacci, che concluderà il primo anno di Orionée con un altro musical, Il volo di Leonardo, in scena il 3 marzo.

Zakharova al Comunale di BolognaCon il recital ‘Amore’ a chiusura della stagione del balletto

BOLOGNA08 ottobre 201917:14

– ‘Amore’, interpretato dall’étoile del Teatro Bolshoi e del Teatro alla Scala Svetlana Zakharova, chiuderà il 14 e 15 ottobre la Stagione di Danza del Teatro Comunale di Bologna: un ritorno sul palcoscenico del Bibiena dove la ballerina russa si era già esibita alcuni anni fa per la stagione della Manzoni Space.
Contesa dai teatri più prestigiosi al mondo per l’avvenenza scenica, la perfezione tecnica e l’eleganza assoluta del suo stile, Zakharova darà vita a un trittico che comprende ‘Francesca da Rimini’, coreografia ideata dal russo Yuri Possokhov sull’omonima fantasia sinfonica di Ciajkovskij nel 2012. Seguirà ‘Rain Before it Falls’, balletto a tinte forti concepito nel 2014 dal tedesco Patrick de Bana appositamente per Zakharova su musiche di Bach, del bolognese Respighi e di Carlos Pino-Quintana, mentre la serata si chiuderà con Strokes Through the Tail, ideato nel 2005 per la Hubbard Street Dance Company di Chicago dall’irlandese Marguerite Donlon sulla base della Sinfonia N. 40 Mozart.
Con Svetlana Zakharova danzeranno alcune delle prime parti del Corpo di ballo del Bolshoi con le pagine musicali interpretate dall’Orchestra del Teatro Comunale diretta da Pavel Klinichev. I biglietti e gli abbonamenti già acquistati per le due recite di ‘Amore’ inizialmente previste per lo scorso febbraio restano validi per le date di ottobre e daranno accesso in sala senza bisogno di alcuna sostituzione. Lo spettacolo sarà preceduto, domenica 13 ottobre alle 11 nel Foyer Respighi del Comunale, dall’ultimo appuntamento del ciclo di approfondimento della stagione di danza intitolato ‘L’incontro con l’étoile’ aperto al pubblico. Interverranno Svetlana Zakharova e Vittoria Cappelli del settore danza del Comunale.

Lucca Comics 53/a edizione da 30 ottobreAraki e Zerocalcare tra gli ospiti

08 ottobre 201917:18

– Presentato a Milano il programma di Lucca Comics & Games 2019, che per il 53/o anno proporrà il meglio del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco. In programma dal 30 ottobre al 3 novembre 2019, la manifestazione porterà a Lucca molti ospiti dal mondo del fumetto e del fantasy: Hirohiko Araki, Chris Claremont, Jim Starlin, Don Rosa, Zerocalcare, Gipi, Sio, Leo Ortolani, Emil Ferris, Barbara Baldi.
Tra gli ospiti dell’Area Movie, a cura di QMI – Stardust: le giovani protagoniste di The Witcher, Anya Chalotra e Freya Allan, Rebecca Sugar, Alessandro Rak, Lorenzo Mattotti e molti altri. Oltre a numerose anteprime dal mondo del cinema e delle serie tv, tra cui Terminator: Destino Oscuro.
Tra le mostre: Le origini del Manga – Da Hokusai al manga moderno; Barbara Baldi – Lo spessore del silenzio; Emil Ferris – Mostri: non lo siamo tutti?; Suehiro Maruo – La luna è un buco nel cielo; Luca Carboni – Bologna è un’immagine.

Trevor Horn a festival IMAGinACTIONA Ravenna dall’11 al 13 ottobre

08 ottobre 201917:47

– Ci sarà anche il musicista e produttore britannico Trevor Horn tra gli ospiti della terza edizione di IMAGinACTION, festival internazionale del videoclip, a Ravenna dall’11 al 13 ottobre. Già annunciata la presenza di Alessandra Amoroso, Antonello Venditti, Elisa, Francesco Guccini, Nek, Piero Pelù, Roby Facchinetti e Tiromancino.
Horn, più di ogni altro artista, rappresenta l’esplosione del fenomeno videoclip essendo l’autore con il duo The Buggles di “Video Killed the Radio Star”, primo video trasmesso da MTV.
Sarà protagonista domenica 13 per ricordare i 40 anni della clip. È stato membro degli Yes, fondatore degli Art of Noise e ha lavorato con Paul McCartney, Tina Turner, Rod Stewart, John Legend, Grace Jones, Pet Shop Boys. Per il suo straordinario eclettismo è soprannominato “L’uomo che ha inventato gli anni ’80”. Il suo ultimo progetto è Trevor Horn Reimagines The Eighties Feat. The Sarm Orchestra (BMG), rilettura di brani degli anni ’80, con ospiti speciali come Robbie Williams e Simple Minds.

Parte stagione Le Musichall di BrachettiIl duo comico si è esibito davanti alla regina d’Inghilterra

TORINO08 ottobre 201918:25

– Lo spettacolo Don’t Explain del duo comico internazionale The Umbilical Brothers inaugura venerdì 11 e sabato 12 ottobre la stagione 2019-2020 di Le Musichall, il teatro delle varietà di Torino con la direzione artistica di Arturo Brachetti.
I fratelli The Umbilical Brothers, David Collins e Shane Dundas, sono stati nominati come due dei ‘100 Most Creative People In Entertainment’ di Entertainment Weekly, sono apparsi al David Letterman Show, si sono esibiti dopo James Brown a Woodstock ’99 e di fronte alla Regina d’Inghilterra. Sono stati negli stadi al fianco di Robin Williams, trascinando il pubblico della comedy nella Sydney Opera House. Tournée internazionali in 37 paesi e vincitori di un Emmy e un Logie per la loro serie tv The Upside Down Show, in Australia sono stati premiati con l’Helpmann Award nella sezione Comedy Performance of the Year.
Il 2019/2020 propone 25 spettacoli per 60 date alle quali si aggiunge la rassegna del giovedì sera, per celebrare il varietà in tutte le sue forme.

Jessica Lange, omaggio a DylanFoto su itinerario del cuore da Minnesota a New Orleans

NEW YORK08 ottobre 201918:46

– Jessica Lange rende omaggio a Bob Dylan con una serie di fotografie scattate sulla leggendaria autostrada 61 che collega il confine canadese con la Louisiana.
“Highway 61 Revisited”, l’album del 1965 di Dylan dedicato alla celebre strada, fu il primo che l’attrice due volte premio Oscar comprò quando aveva 16 anni. Allora Jessica viveva in Minnesota – Cloquet, dove è nata 70 anni fa, è a 25 minuti di macchina dalla Duluth di Dylan – e conosce la Highway bene, avendoci viaggiato innumerevoli volte da bambina per far visita alla famiglia che viveva lungo gli otto stati tagliati dalla strada. Oltre mezzo secolo dopo la Lange rivisita questo “itinerario del cuore” – la sua geografia delle emozioni – nel libro di fotografie “Highway 61” pubblicato da PowerHouse: 81 immagini in bianco e nero scattate in sette anni di viaggi in auto, complice la Mercedes del 1967, dono di Mikhail Barishnikov, la stessa usata da Milos Forman per scappare dalla Cecoslovacchia dopo l’invasione sovietica.

Broadway pensa allo stop ai cellulariStretta già in alcune sale contro il pubblico indisciplinato

NEW YORK08 ottobre 201918:55

– Contro il pubblico indisciplinato Broadway passa alle maniere forti e considera un divieto dell’uso degli smartphone durante gli spettacoli. E già alcuni teatri sulla Great White Way, dove sono concentrati gli show musicali, hanno adottato misure per impedire che qualsiasi uso della tecnologia disturbi la performance. Tra le misure l’uso di una pochette che chiude ermeticamente il cellulare e che può essere sbloccata solo all’uscita. Dunque, nono solo niente telefonate, ma niente foto o riprese durante i musical.
Non molto tempo fa, l’attore Joshua Henry era sceso giù dal palcoscenico strappando il cellulare dalle mani di uno spettatore, e poi gettandolo sotto una piattaforma. Il pubblico lo applaudì. L’anno scorso, durante l’opening dello show di Cher, anche Kanye West è stato bacchettato per aver usato il suo smartphone. Il rapper si è poi scusato.

Torino Fringe Festival cresce ancoraSei i bandi in partenza, il primo dedicato a compagnie e artisti

TORINO08 ottobre 201918:57

– Il Torino Fringe Festival crescerà ancora. Sulle orme dei più famosi festival di Edimburgo e Avignone, infatti, l’edizione 2020 durerà ben tre settimane. “La prima sarà dedicata alle altre arti che non sono collaterali al teatro ma rappresentano una delle anime del festival” annuncia la presidente dell’Associazione Torino Fringe Festival Aps Cecilia Bozzolini che è anche una dei sette direttori artistici della rassegna con Lia Tomatis, Pierpaolo Congiu, Michele Guaraldo, Luciano Faia, Valentina Volpatto, Costanza Frola. Il via all’edizione 2020 sarà l’11 maggio. Dal 21 al 31 maggio ci sarà poi il consueto cartellone teatrale: quest’anno gli appuntamenti sono stati 230. Il bando di selezione degli spettacoli è già stato aperto e artisti e compagnie nazionali e internazionali si possono candidare fino al 3 novembre prossimo.
I torinesi potranno offrire un posto letto nella propria abitazione a uno o più artisti che si esibiranno durante il Torino Fringe Festival 2020.

Madonna si fa male, niente live BrooklynProblema al ginocchio. Popstar su Instagram, non mollo

NEW YORK08 ottobre 201919:11

Madonna si fa male al ginocchio ed è costretta a rimandare una delle date del suo Madame X tour a Brooklyn. “Sfortunatamente – si legge in una comunicazione ufficiale – Madame X di Madonna questa sera al BAM Howard Gilman Opera House è rimandato. Al momento Madonna è alle prese con una lesione al ginocchio e le è stato consigliato di riposare per i prossimi tre giorni”.
Restano invariate le date del 10 e 12 ottobre sempre a New York mentre ancora non si ha una nuova data per il concerto previsto per lo scorso sette ottobre. Madonna, 61 anni, ha iniziato il suo tour intimo in sale concerto più piccole già con un mese di ritardo rispetto ai piani a causa di problemi organizzativi. In un post su Instagram la stessa popstar ha detto che non molla, tuttavia anche lei è fatta di carne e ossa e quindi deve riposare per tre giorni per riprendersi del tutto.

‘Di uomini e ferro’, storia Fs in mostraGrandi immagini esposte fino al 6 novembre

08 ottobre 201919:26

– Si chiama ‘Di uomini e ferro’ la mostra all’aperto fino al 6 novembre delle più significative immagini tratte dall’archivio della Fondazione FS Italiane con il patrocinio del Comune di Milano, inaugurata oggi da Luigi Cantamessa, direttore generale della Fondazione FS Italiane, e da Claudia Maria Terzi, assessore regionale ai Trasporti. Ospite d’eccezione Mara Venier, “orgogliosamente figlia di ferroviere”.
Si tratta di un vero e proprio patrimonio storico e documentale della Fondazione FS Italiane, gratuito e aperto a tutti, che consente in 38 immagini di grande formato di scoprire momenti, gesti, volti, attimi della vita a bordo e intorno ai treni.
“L’operazione ‘Di Uomini e Ferro’ fa riemergere pagine importanti della nostra storia, evidenziando quanta passione e quanto sacrificio è stato necessario per costruire e far funzionare la cosiddetta “strada ferrata” che ha modernizzato il Paese”, ha commentato l’assessore Terzi.

Brachetti riparte con SoloIl 19 ottobre prima tappa a Civitanova Marche

TORINO08 ottobre 201919:28

– Arturo Brachetti dal 19 ottobre torna in scena per la quarta stagione consecutiva con il suo one man show Solo, the Legend of quick change, finora applaudito da oltre 300.000 spettatori in Europa. Prima tappa Civitanova Marche (Macerata) in un tour che toccherà più di venti città italiane (a Torino dal 19 dicembre al 6 gennaio al Colosseo).
Brachetti, che nel 2019 festeggia 40 anni di successi internazionali, propone un varietà surrealista e funambolico.
Protagonista è il trasformismo, quell’arte che lo ha reso celebre in tutto il mondo e che la farà da padrone con oltre 60 personaggi, molti creati appositamente per questo spettacolo. Ma in Solo Brachetti propone anche un viaggio nella sua storia artistica, attraverso altre affascinanti discipline: grandi classici come le ombre cinesi, il mimo e la chapeaugraphie, e sorprendenti novità come il poetico sand painting e il magnetico raggio laser. Con un mix tra scenografia tradizionale e videomapping che coinvolge gli spettatori dello show.

Oscar grandi manovre, dall’inclusione alle piattaformeNumero record di film stranieri in gara, 93

09 ottobre 201909:57

– Oscar sempre più inclusivi, nel rispetto della grande esperienza collettiva del cinema in sala ma guardando anche ai nuovi metodi di fruizione e produzione, come le piattaforme, da Amazon a Netflix (che potrebbe fare incetta di candidature, con film come The Irishman di Martin Scorsese e Marriage Story di Noah Baumbach, ndr). Sono fra le linee che stanno seguendo l’Ad dell’Academy of motion Pictures, Art and Sciences, Dawn Hudson e il neopresidente David Rubin. Lo spiegano durante l’incontro con la stampa a Roma in occasione della presentazione della partnership con Luce Cinecittà per l’Academy Museum of Motion Pictures, che si aprirà a Los Angeles nel 2020, e del primo evento dell’istituzione Usa nella capitale, un omaggio/evento glamour per i nuovi membri dell’academy italiani (fra le new entry del 2019 Giancarlo Giannini, Carlo Verdone, Toni Servillo, Matteo Garrone) ed europei.L’impegno per l’inclusione passa anche per il cambio di nome per la statuetta al miglior film straniero, che quest’anno vede in gara un numero record di candidati, 93: tra gli avversari di Il traditore di Marco Bellocchio ci sono autori come Pedro Almodovar (Dolore e gloria) e la Palma d’oro a Cannes Parasite di Bong Joon Ho. “L’Academy ha deciso quest’anno che il premio si chiamerà Oscar per il miglior film internazionale, perché la parola ‘straniero’ evocava un’alterità che non appartiene all’Academy, per cui è sempre più fondamentale l’inclusione” dice Dawn Hudson. Lo dimostra anche il fatto, che fra i nuovi membri dell’Academy (che amplia la sua composizione ogni anno) “il 30% appartengono a minoranze e il 50% sono donne”. David Rubin, che viene da una brillante carriera come casting director, da Romeo + Juliet a Big Little lies, ha già introdotto dal suo arrivo ad agosto un’importante novità, cioè la possibilità per i votanti agli Oscar (circa 7000) di vedere i film candidati anche su una nuova piattaforma ad hoc online. Tra le ‘grane’ ancora da risolvere, c’è la poca apertura da parte di alcuni membri dell’istituzione, ai film prodotti e distribuiti sulle piattaforme. Un contrasto decisamente obsoleto considerando che due dei contender più forti per il 2020, come i film di Scorsese, che debutterà in Italia alla Festa del Cinema di Roma, e Baumbach, che è stato in gara alla Mostra del Cinema di Venezia, sono targati Netflix. “Siamo sempre grandi sostenitori del del cinema in sala – spiega Rubin, parlando delle sfide per l’Ampas – è un’esperienza collettiva che non si può rimpiazzare, ma sosteniamo anche il crescente dialogo con le nuove forme di fruizione”.Sembra invece definitivamente archiviata l’idea di un Oscar per il miglior film popolare, annunciata e poi archiviata ‘sine die’ nel 2018, dopo una reazione molto negativa da parte di autori e stampa, che vedevano il nuovo premio come una sorta di ‘ghetto’ per i blockbuster: “Abbiamo capito che non era un Oscar poi così popolare – commenta sorridendo Dawn Hudson, facendo riferimento alle polemiche -. L’avevamo proposto per ampliare sempre più lo spettro dei generi dei film in gara agli Oscar ma i votanti ci hanno pensato da soli. Le candidature del 2019 sono state le più ampie come generi, da sempre”. Resta l’incognita sul presentatore della serata di premiazione, prevista per il 9 febbraio 2020: l’edizione 2019 senza conduttore ha portato un lieve aumento di pubblico in tv rispetto al 2018, ma non è stata ancora ufficializzata una decisione sulla possibilità di ripetere la formula o tornare a un presentatore. Alla giornalista che gli fa una domanda sul tema, Rubin risponde con una battuta: “Lei sarebbe disponibile?”.

Alternativa, 160 eventi in FeltrinelliFocus su memoria, ecologia, lavoro e territori

08 ottobre 201920:30

– Memoria, sostenibilità, lavoro, territori, ecologia: parte da questi cinque pilastri il prossimo palinsesto della Fondazione Feltrinelli nella nuova sede di viale Pasubio, a Milano. Il calendario, svelato questo pomeriggio, comprende mostre, incontri, dibattiti, rassegne, momenti di musica, danza e teatro, da ottobre fino alla prossima estate. La nuova stagione, denominata ‘Alternativa’, si apre a 70 anni dalla nascita della Fondazione Feltrinelli, nel 1949.
“Con il nostro calendario vogliamo parlare a pubblici diversi. Il filo rosso che lega le stagioni sono le nostre attività di ricerca” ha spiegato il presidente Carlo Feltrinelli presentando con il direttore Massimiliano Tarantino il programma 2019/2020. Il primo appuntamento della stagione è la XXII edizione dei Colloqui internazionali di Cortona, dal 16 al 18 ottobre, con un programma di approfondimento sulle trasformazioni sociali, economiche e culturali innescate dal progresso tecnologico.

John Lennon, la ‘vita eterna’ di una star immortaleA quasi 40 anni dalla morte, nel giorno del suo compleanno vola su Twitter

09 ottobre 201909:30

La parabola di John Lennon si interrompe bruscamente il 9 dicembre del 1980,  quando quattro colpi di pistola sparati da uno squilibrato, Mark Chapman, mettono fine alla sua esistenza. Lennon viene sorpreso dall’ omicida davanti al portone del lussuoso residence Dakota di New York, dove si era trasferito con la moglie Yoko Ono e il loro figlio Sean. Da cinque anni John, che era nato l’ otto ottobre del 1940 a Liverpool, non incideva: proprio nei giorni immediatamente prima della morte aveva deciso di tornare ina ttivita’: non a caso l’ album che fu pubblicato postumo, lo riporto’ in testa alle classifiche.Basterebbe il gran numero di iniziative allestite per ricordarlo che da anni si susseguono a testimoniare l’ importanza avuta da Lennon nella musica e nell’ evoluzione della cultura giovanile. Perfino in Unione Sovietica si e’ svolto un festival, al quale hanno partecipato tutti i piu’ importanti gruppi sovietici, per celebrare l’ autore di ”Immagine”.La morte e’ ormai da tempo un viatico essenziale per accedere alla mitologia del rock, e lo dimostrano i casi di Hendrix, Jim Morrison e Janis Joplin, ma John ha avuto un ruolo decisivo per l’ evoluzione dell’ immaginario della cultura giovanile nel piu’ ampio senso. (John Lennon ha rappresentato l’ anima piu’ imprevedibile dei Beatles, e’ stato lui a portare il quartetto di Liverpool sulla strada di quella trasgressione che rappresenta uno degli elementi chiave per la definizione dei connotati della musica rock. Nei primi anni ’60, i ”beatles” rappresentavano la faccia pulita del rock: a rappresentare il lato scuro del beat inglese erano i Rolling Stones. Lennon e’ stato il primo a portare in pubblico quegli elementi di sregolatezza che i quattro di Liverpool tenevano serbati per la loro vita privata. Il mito dei Beatles ha pesato coem un macigno sulla vita di John: una volta sciolto il quartetto, ha lottato a lungo per potersi liberare dall’ immagine dell’ ”ex Beatles”. Eppure, in un certo senso, per molto tempo Lennon e’ stato l’ unico dei Beatles ad essere riuscito a costruirsi una carriera degna di essere raccontata al di fuori della storia dei ”fab four”. E non solo per motivi musicali. Grazie a una sensibilita’ non comune, John seppe intuire lo spirito dei tempi e si mise in prima fila nella pacifica battaglia dei movimenti non violenti. Una scelta di campo pagata a duro prezzo, che gli costo’ ad esempio l’ ostilita’ del governo degli Stati Uniti che attese molto tempo prima di concedergli il visto.Lennon divento’ addirittura una bandiera del pacifismo, con canzoni come ”Give Peace A Chance”, ”Immagine” che gia’ da sole basterebbero a giustificare il titolo di ”grande”, e con iniziative provocatorie come i ”Bed In” di Amsterdam e Toronto, quando lui e Yoko Ono ricevettero i giornalisti nudi nel letto. Gia’ prima aveva precorso i tempi dando spazio nelle sue canzoni agli elementi della cultura lisergica, alla passione per l’ India e per l’immaginario dell’ Lsd.L’ importanza acquisita dalla sua figura anche in campo extra musicale rischia pero’ di far passare in secondo piano le sue straordinarie doti di compositore. Insieme a Paul McCartney e al produttore dei Beatles George Martin, John Lennon e’ stato protagonista di un’ autentica rivoluzione musicale che ha cambiato radicalmente il modo di concepire e realizzare i dischi. Una rivoluzione condotta talvolta sulla spinta della visionareita’ che ha precorso i tempi e che e’ la sola strada per comprendere perche’ ancora oggi le canzoni dei Beatles continuano ad esercitare un’ influenza cosi’ profonda nella musica contemporanea. E perche’ e’ ancora possibile ritrovarsi a ricordare con commozione il decennale della sua morte.

Fois, Pietro e Paolo in guerra e paceUn teso, limpido racconto epico di uomini (sardi) esemplari

09 ottobre 201910:00

MARCELLO FOIS, ”PIETRO E PAOLO” (EINAUDI, pp. 148 – 17,50 euro).
Il ritmo del racconto procede spedito e ben ritmato come la camminata in una fredda mattinata di Pietro Carta da Lollove a Nuoro ”che voleva essere una città”. E’ un andare incontro al proprio destino, forse alla propria morte, per tener fede a un giuramento di amicizia e arrivare a una resa dei conti, occhi negli occhi, con Paolo Mannoni. Ed ecco che i capitoli sono numerati dal 16 allo 0 in una sorta di conto alla rovescia, durante il quale torna tutto il passato e il rapporto tra i due coetanei da quando erano bambini inseparabili, alla guerra e la vita che li ha divisi, nonostante il voto, l’augurio segreto fatto adolescenti da ognuno davanti alla bara dell’amica e amata Lucia Pirisi, che l’uno non ha mai rivelato all’altro e che scopriremo solo alla fine.
Il tutto coinvolgente perché narrato con una scrittura nitida, limpida come l’aria del mattino in cui viaggia Pietro, e una costruzione ben congegnata, una valenza mitica con qualcosa di letterario di troppo o la digressione sul miracolo di Fatima, che certo è metafora di illusioni e demistificazioni, ma troppo lunga e che può spezzare quella tensione, quel tono epico del rapporto dell’uomo con la vita, la natura e la storia, sarda in particolare, di cui Fois è maestro e basterebbe ricordare il bellissimo ”La memoria del vuoto”, oltre alla trilogia della famiglia Chironi. E allora anche in queste pagine, al di là o grazie al fascino del racconto, alla fine, affiora una qualche verità sull’essere uomini e l’impegno e il mistero dello stare al mondo.
Pietro e Paolo, nomi ovviamente non scelti a caso, sono il povero e il ricco, ambedue nati nel 1899, uno figlio del padrone che ha accumulato soldi, partendo dal pecorino, con speculazioni e anche qualche usura, e l’altro del contadino acquistato assieme alla terra e tollerato perché la coltiva, ma cresciuti assieme col primo, forte e vitale, spesso ospite, sotto l’occhio vigile e arrogante della governante Annica, a casa dell’altro, più fragile, bella testa e buon lettore. Tanto che quando Paolo sarà richiamato dopo Caporetto in guerra senza che il padre riesca a farlo riformare, questi chiederà a Pietro, per debito di riconoscenza, di arruolarsi volontario giurando di stargli sempre vicino e proteggerlo.
Sempre rimangono però di due mondi diversi, e Paolo non a caso un giorno gli spiega certi aspetti della vita attraverso la funzione dei verbi servili e ausiliari. E così, mentre Pietro ha un assoluto senso dell’onore e fedeltà ai propri impegni sino al sacrificio di sé, l’altro è debole, lo implora di ”non lasciarlo” e alla prima occasione, sentendosi abbandonato in pericolo, non perderà tempo a capire, prima di denunciarlo dal fronte come fedifrago al padre, che si affretterà a cacciare la sua famiglia dalle proprie terre.
Al ritorno dalla guerra Pietro scoprirà così che Paolo, creduto morto, è vivo, anche se reso gravemente paralitico da una ferita, e sono morti invece il padre e il fratello di stenti e per la febbre spagnola, mentre la madre Margherita vive mendica al gelo. Il suo destino, il suo senso di giustizia tradito ne fa un uomo senza più fede e fiducia, ribelle col ”demone di determinare le cose”, il quale, con molti soldi fatti rubando e tornando a casa da disertore sbandato, diviene allora mitico e imprendibile bandito. ”A distanza di molti anni, Pietro poteva dire che tutto ciò che aveva vissuto in quel luogo non era stato altro che vita vera, e non, come aveva a lungo creduto, un’apparizione miracolosa o, peggio, un segno del cielo. Il cielo non lascia segni. Semmai sono gli uomini che lasciano segni nel cielo”. Così sa che probabilmente, un anno dopo il ritorno, nel 1920, gli costerà la vita accettare l’invito di Paolo a Nuoro, dove gli viene preparata una imboscata per farlo arrestare. Al ritorno dalla guerra Pietro scoprirà così che Paolo, creduto morto, è vivo, anche se reso gravemente paralitico da una ferita, e sono morti invece il padre e il fratello di stenti e per la febbre spagnola, mentre la madre Margherita vive mendica al gelo. Il suo destino, il suo senso di giustizia tradito ne fa un uomo senza più fede e fiducia, ribelle col ”demone di determinare le cose”, il quale, con molti soldi fatti rubando e tornando a casa da disertore sbandato, diviene allora mitico e imprendibile bandito. ”A distanza di molti anni, Pietro poteva dire che tutto ciò che aveva vissuto in quel luogo non era stato altro che vita vera, e non, come aveva a lungo creduto, un’apparizione miracolosa o, peggio, un segno del cielo. Il cielo non lascia segni. Semmai sono gli uomini che lasciano segni nel cielo”. Così sa che probabilmente, un anno dopo il ritorno, nel 1920, gli costerà la vita accettare l’invito di Paolo a Nuoro, dove gli viene preparata una imboscata per farlo arrestare.

Al ritorno dalla guerra Pietro scoprirà così che Paolo, creduto morto, è vivo, anche se reso gravemente paralitico da una ferita, e sono morti invece il padre e il fratello di stenti e per la febbre spagnola, mentre la madre Margherita vive mendica al gelo. Il suo destino, il suo senso di giustizia tradito ne fa un uomo senza più fede e fiducia, ribelle col ”demone di determinare le cose”, il quale, con molti soldi fatti rubando e tornando a casa da disertore sbandato, diviene allora mitico e imprendibile bandito. ”A distanza di molti anni, Pietro poteva dire che tutto ciò che aveva vissuto in quel luogo non era stato altro che vita vera, e non, come aveva a lungo creduto, un’apparizione miracolosa o, peggio, un segno del cielo. Il cielo non lascia segni. Semmai sono gli uomini che lasciano segni nel cielo”. Così sa che probabilmente, un anno dopo il ritorno, nel 1920, gli costerà la vita accettare l’invito di Paolo a Nuoro, dove gli viene preparata una imboscata per farlo arrestare.

Gemini Man, Will Smith contro Will SmithIn sala dal 10 ottobre il thriller action di Ang Lee

09 ottobre 201909:58

– “Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria e’ sicura”, scriveva Sun Tzu ne ‘L’arte della guerra’. E’ un concetto che esplora da una prospettiva distopica/esistenziale Will Smith in Gemini man di Ang Lee, action thriller con un tocco di fantascienza che arriva in sala dal 10 ottobre con 20th Century Fox. Il divo interpreta un infallibile cecchino dell’intelligence Usa stanco di uccidere ma costretto a ‘tornare in azione quando si ritrova contro una versione di se’ piu’ giovane che ha la missione di eliminarlo.
Il film porta sul grande schermo una sceneggiatura di Darren Lemke, piu’ volte rivista e riscritta (qui ci mette le mani anche uno dei coautori dell’adattamento tv de Il Trono di Spade, David Benioff) che girava almeno da 20 anni a Hollywood, e alla quale vari registi e attori erano stati interessati (da Ridley Scott a Harrison Ford, da Mel Gibson a Clint Eastwood) per poi rinunciare viste le difficolta’ tecniche di realizzazione. Il regista taiwanese premio Oscar ha risolto il problema non ricorrendo al ringiovanimento digitale degli attori (come ha fatto Scorsese in The Irishman), ma creando attraverso la motion capture un doppio digitale di Will Smith. Inoltre per un maggiore realismo dell’immagine, Lee ricorre di nuovo a una versione perfezionata del 3D Hfr (High Frame Rate, che James Cameron proporra’ anche nei sequel di Avatar) gia’ utilizzata dal regista nel primo film realizzato con queste tecniche, Billy Lynn – Un giorno da eroe (2016).
Girato tra Savannah, Cartagena e Budapest, il film ci presenta le incredibili capacita’ di Henry Brogan (Smith), killer 51enne della Dia, in una potente scena d’apertura che coinvolge un treno a tutta velocita’. L’uomo ancora una volta porta a termine la sua missione, tuttavia, arrivato alla 72/a uccisione, gli incubi e i rimpianti sono ormai troppi. Si dimette, ma l’idea di passare il resto sua vita da tranquillo pensionato, va all’aria, quando Henry si ritrova trasformato in bersaglio da un suo ex capo, Clay Verris (Owen), diventato un imprenditore specializzato in eserciti mercenari, con un sogno: arrivare al soldato perfetto, tanto abile quanto privo di sentimenti. Motivo per il quale ha lanciato Gemini, progetto di clonazione, di cui Brogan scopre l’esistenza quando si ritrova di fronte, come killer venuto per ucciderlo, ‘Junior’ (Smith), sua versione ventenne, creata da Verris con il dna di Henry.
Brogan, tradito dalla sua agenzia, cerca di capire come sopravvivere in una sfida globale, grazie anche all’aiuto di un vecchio compagno d’armi il Barone (Benedict Wong) e una nuova amica, Danny (Mary Elizabeth Winstead), agente della Dia, mandata inizialmente a sorvegliarlo, ma che comprende presto da che parte stiano i cattivi.
Ang Lee, appassionato da sempre all’esplorazione dei generi, qui non e’ aiutato da una sceneggiatura superficiale e lacunosa, che propone temi e situazioni certo non nuovi (dalla ricerca del soldato perfetto ai cloni) e dialoghi con momenti involontariamente surreali. Il cineasta riesce comunque a regalare un esteso omaggio a maestri, anche orientali dell’action, come John Woo, e non lesina inseguimenti per terra e per mare, case bunker, duelli fra centinaia di colpi da western metropolitano in una divertente playlist di ambientazioni. Fra le chicche del film, prodotto da un altro esperto del genere (versione blockbuster) Jerry Bruckheimer, uno scontro diretto fra Brogan e Junior usando come ‘armi’ due moto.
Non mancano poi temi cari a Lee, come il confronto con la figura del padre o la complessita’ del rapporto fra maestro e allievo.
Per Will Smith “e’ stato bellissimo” guardare a se stesso dalla prospettiva di “giovinezza contro esperienza – ha spiegato a Total Film – e riflettere sull’eta’ alla quale vorresti realmente tornare, se potessi”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Bologna si gira ‘Gli anni che cantano’
Filippo Vendemmiati racconta il Canzoniere delle Lame

BOLOGNA07 ottobre 201917:07

– Sono iniziate a Bologna le riprese di ‘Gli anni che cantano’, il docufilm di Filippo Vendemmiati sulla storia del Canzoniere delle Lame, il gruppo musicale nato nel 1967 che in vent’anni di attività ha proposto una nuova canzone politica e militante, con il recupero dei repertori politici e sociali della musica popolare. Con oltre mille concerti in Italia e all’estero, ha cantato con gli operai delle fabbriche occupate e gli emigrati italiani in Svizzera. Una storia di studenti e lavoratori che, partiti da una Casa del Popolo si sono trovati a incrociare la straordinarietà di un periodo storico come quello dal 1967 al 1987. Nel cast anche Alberto Cazzola (Albi) de Lo Stato Sociale e Giacomo Gelati (Jack) di Altre di B, per un dialogo ‘on the road’ tra passato e presente, tra i giovani musicisti e gli ex componenti del Canzoniere, con anche materiali provenienti dall’archivio storico del Canzoniere di Gianfranco Ginestri, tra i fondatori, tra cui dischi, bobine, pellicole super 8 e fotografie.

Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer regine a RomaLe due attrici nella capitale per la prima di “Maleficent 2″

08 ottobre 201910:53

Entrambe magrissime, belle e anche troppo professionali tanto da risultare algide, distanti.Delle vere star. Ma, nonostante questo, Angelina Jolie, 44 anni, e Michelle Pfeiffer, 61 anni, oggi a Roma per ‘Maleficent 2: Signora del Male’, diretto da Joachim Ronning in sala dal 17 ottobre e evento speciale di preapertura ad Alice nella Città, non hanno mancato in generosità nelle risposte.Tra i molti temi sollevati all’incontro stampa, l’inclusione, le donne e la famiglia. E, alla fine, ci sono state anche le domande da parte di un centinaio di ragazzini che hanno partecipato a una ristretta masterclass subito dopo l’incontro stampa.Prodotto dalla Walt Disney Pictures il fantasy, sequel di Maleficent, remake/spin-off del Classico Disney La bella addormentata nel bosco (1959), racconta come l’affettuoso legame tra Malefica (Jolie) e Aurora (Fanning) venga compromesso quando il Principe Filippo (Harris Dickinson) chiede la mano alla ragazza e quest’ultima accetta senza consultarsi con Malefica. Tutto precipita alla cena di fidanzamento quando la madre di Filippo, Ingrith (Pfeiffer), mostra una natura malvagia del tutto inaspettata e questo in un film in cui è molto forte lo scontro razziale.”Credo che l’inclusione – dice la Jolie oggi in conferenza stampa – sia estremamente importante. La prossima generazione sarà ancora più connessa e così questa rinascita dell’odio e della divisione cavalcata oggi dai politici fa parte di una battaglia che non potranno mai vincere. Il mondo – aggiunge – è infatti pieno di diversità e lo sarà ancora di più per i nostri figli e per quelli che verranno”. La famiglia, sempre per l’attrice figlia d’arte, “non dipende solo dal sangue. Io sono fortunata ad avere tanti figli (ne ha tre adottati e tre naturali) anche perché, devo dire, ho imparato qualcosa da ciascuno di loro”. E aggiunge: “E pensare che da ragazza non credevo che sarei stata capace di fare la madre. Anche nel caso di Malefica scoprire di essere madre salva la sua vita un po’ squilibrata e selvaggia”.Riguardo alle donne e Hollywood, spiega la Jolie: “In questo film ci sono alla fine tre donne protagoniste. La cosa importante è che sono tutte forti. In Maleficent, come nella realtà, una donna è forte anche quando legge favole ai bambini, come fa appunto Aurora”.”Hai avuto paura quando ti sei vista allo specchio vestita da Malefica?” chiede un bambino alla masterclass. “Farmi vedere dai miei figli mascherata non è stata una buona idea – spiega la Jolie divertita -. Si sono spaventati. Io che non l’avevo capito subito ho cominciato a inseguirli, ma poi mi sono resa conto del loro terrore così ho cominciato a togliermi il trucco per fargli capire che ero la loro madre”. Ma ad essere terrorizzati non sono stati solo i figli della Jolie: “Quando l’ho vista la prima volta travestita da Malefica – dice la Pfeiffer – sono rimasta scioccata per la sua bellezza e allo stesso tempo terrorizzata. Mi sono chiesta: che farei io se apparisse un essere così nella mia casa?”. Fare l’attrice? “È una professione molto divertente, ma devi essere anche molto forte per questo lavoro perché il mondo tende a vederti in modo sbagliato. Al Pacino ha detto una volta ai suoi fan: ‘Non mi dovete confondere con i personaggi che interpreto’. Io la penso come lui”.

Verdone guest director prossimo TFFPresenterà la sezione ‘Cinque grandi emozioni’

TORINO08 ottobre 201912:53

– Carlo Verdone è il Guest Director della 37a edizione del Torino Film Festival che si terrà dal 22 al 30 novembre prossimo. Il regista, sceneggiatore e attore sarà nel capoluogo piemontese nei giorni del festival e presenterà al pubblico ‘Cinque grandi emozioni’, la sezione da lui curata composta dai film Ordet di Carl Theodor Dreyer, Buon compleanno Mr. Grape di Lasse Hallström, Divorzio all’italiana di Pietro Germi, Oltre il giardino di Hal Ashby, Viale del tramonto di Billy Wilder.
“Accolgo con vero piacere l’invito di Emanuela Martini (direttrice della rassegna, ndr) ad essere Guest Director – dice Verdone – e ho scelto di presentare cinque film estremamente diversi fra loro, che resteranno per sempre nella mia memoria di spettatore. Cinque film che mi hanno rapito ed emozionato non solo per le perfette regie, ma soprattutto per le notevoli interpretazioni dei loro protagonisti”.

Favino sul set di Padre NostroDa una storia di cronaca il film diretto da Claudio Noce

08 ottobre 201913:24

– Pierfrancesco Favino è il protagonista di Padre Nostro, il terzo lungometraggio per il cinema di Claudio Noce. Ispirato a un fatto di cronaca, è la storia di due ragazzini, Valerio e Christian, e dell’estate in cui fanno una scoperta terribile, la violenza degli adulti, e una meravigliosa, la forza dell’amicizia.
Le riprese sono iniziate a Roma il 29 luglio e proseguono in Calabria, sulla costa tirrenica a Scilla e Palmi, in Sila a Lorica e sul lago Arvo, e sulla costa ionica a Camini, Riace e al castello San Fili a Stignano. Scritto dallo stesso Noce con Enrico Audenino, il film uscirà nelle sale cinematografiche distribuito da Vision Distribution. Nel cast anche Barbara Ronchi e i giovanissimi Mattia Garaci e Francesco Gheghi.

Diabolik sul set con Luca MarinelliNel cast Miriam Leone Eva Kant, Mastandrea ispettore Ginko

08 ottobre 201914:25

– Diabolik, il nuovo film dei Manetti bros., adattamento cinematografico delle avventure del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani è sul set dal 30 settembre. Il Re del Terrore ha il volto di Luca Marinelli, l’affascinante Eva Kant quello di Miriam Leone e Valerio Mastandrea è L’ispettore Ginko. Nel cast anche alcuni degli attori cari al cinema dei Manetti, da Alessandro Roja a Serena Rossi e Claudia Gerini. Courmayeur, Bologna, Milano e Trieste i luoghi in cui si svolgeranno le riprese del film che racconterà la storia oscuramente romantica dell’incontro tra Diabolik e Eva, ambientata nello Stato fittizio di Clerville negli anni ’60. Uscirà nelle sale italiane nel 2020 distribuito da 01 Distribution. Il film è scritto da Michelangelo La Neve e Manetti bros., che hanno firmato il soggetto insieme a Mario Gomboli. E’ prodotto da Carlo Macchitella e Manetti bros. per Mompracem con Rai Cinema, con il sostegno delle Film Commission di Emilia – Romagna, Friuli Venezia Giulia e Valle D’Aosta.

Le Mans ’66, quando la Ford batté la FerrariIn sala storia vera gara con Bale, Damon e Girone

09 ottobre 201909:54

– ‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold (Logan), in sala dal 14 novembre con la Fox, ti porta dentro la pista e non ti annoia mai nonostante la durata di oltre due ore. Dentro questo sport-movie ad alta velocità poi un pezzo di storia vera che il titolo originale sintetizza così: Ford V. Ferrari. Siamo negli anni 60 e il marketing della Ford è stanco di non avere appeal sul pubblico giovane che vuole la velocità. E la casa automobilistica é stanca di perdere la 24 ore di Le Mans contro la Ferrari. Così Henry Ford 2 si affida all’ex pilota e brillante ingegnere Carroll Shelby (Matt Damon) perché progetti un’auto capace di trionfare nell’impresa e, a sua volta Shelby chiede aiuto al pilota inglese Ken Miles (Christian Bale) che, dopo un iniziale scetticismo, accetta la proposta. I due inizieranno a collezionare vittorie in poco tempo dopo la messa a punto della mitica Ford Gt40 che vinse nello stesso anno la 12 ore di Sebring, poi la 24 ore di Daytona e, infine, la fatidica gara di Le Mans del 1966.Ed Enzo Ferrari? È reso molto bene da Remo Girone che mostra tutto il caratteraccio del costruttore di Modena specie quando, rifiutando la proposta d’acquisto della sua fabbrica da parte di Henry Ford, gli dimostra il suo disprezzo e in qualche modo lo sfida. Centrale in questo film, pieno di ritmo e cavalli motore, la lotta tra il corporate thinking della miliardaria Ford e l’artigianato creativo e artistico della Ferrari. “Con Le Mans ’66 – dice Mangold – volevo fare un film di corse dove le auto non fossero creazioni digitali e dove fossimo davvero sulla pista. E non solo per parlarne in conferenza stampa, ma perché fa la differenza vedere qualcosa di reale sullo schermo. E il regista di ‘Top Land’ più volte oggi ribadisce in conferenza stampa la sua filosofia di cinema: “Troppi dei nostri film ci fanno addormentare piuttosto che svegliarci e farci pensare alla vita. Io insomma non voglio anestetizzare il mio pubblico, piuttosto rinuncio a fare film”. E ancora Mangold: “Sono partito da una storia che ho amato subito. Un action movie con tanto di battaglia in pista e una sorprendente serie di eventi che si susseguono. Quel che accade in Le Mans poi non è come Rocky, non è così scontato. Eppure in tv – aggiunge – le corse sono spesso noiose. Così ho cambiato strategia, facendo entrare lo spettatore nell’abitacolo, coinvolgendo chi osserva direttamente nella guida”. “É stato bello girare un film interpretando un personaggio universalmente conosciuto come è ancora Enzo Ferrari – dice Remo Girone -. Un esempio su tutti per far capire quanto è ancora noto. Quando sul set hanno saputo che interpretavo Ferrari non c’è stato nessuno che non mi abbia chiesto di fare una foto con lui”.A completare il cast di Le Mans ’66 – La Grande Sfida, Jon Bernthal, Caitriona Balfe, Noah Jupe e Paul Sparks.

Tributo a Fellini a grande Museo dell’AcademyApre a Los Angeles nel 2020. Partnership con Luce Cinecittà

08 ottobre 201919:11

Un grande tributo a Federico Fellini, con retrospettiva e mostra sul cineasta per i 100 anni dalla nascita, sarà tra gli eventi d’apertura nel 2020 (si pensa in autunno), insieme a un tributo a Miyazaki e a ‘Regeneration: Black Cinema 1900-1970’, a Los Angeles, dell’Academy Museum of Motion Pictures. La struttura da 388 milioni di dollari, progettata da Renzo Piano, nasce per essere una ‘casa’ del cinema mondiale, fra storia e sviluppi più moderni (esperienze immersive comprese). Il tributo al maestro italiano è il primo capitolo di un accordo di partenariato quinquennale fra l’Academy e Luce Cinecittà. “E’ una collaborazione fra le istituzioni cinematografiche più consolidate in Italia e negli Usa, per proporre ogni anno un programma di proiezioni e eventi sul cinema italiano” spiega a Roma, annunciando l’accordo, l’amministratrice delegata dell’Academy of motion Pictures, Art and Sciences, Dawn Hudson.

S.Cecilia, Pappano apre con BerliozConcerto inaugurale con la monumentale Grande Messe des Morts

09 ottobre 201910:03

– “Berlioz, rivoluzionario e tremendo”. Il maestro Antonio Pappano sceglie con cura le parole per definire la monumentale Grande Messe des Morts che aprirà la stagione sinfonica di Santa Cecilia. Il direttore musicale dell’ Accademia Nazionale considera una “sfida enorme” dirigere l’opera mastodontica del compositore francese, con l’orchestra e il coro Ceciliani, il Coro del Teatro San Carlo di Napoli e la Banda Musicale della Polizia di Stato, in tutto 300 musicisti in scena, con l’ atteso debutto a Roma del tenore messicano Javier Camarena.Il concerto inaugurale nell’ Auditorium Parco della musica – giovedì 10 ottobre alle 19:30 con repliche venerdì 11 e sabato 12 – sarà quindi l’ occasione per lasciarsi travolgere dalla potenza del Requiem, composto da Hector Berlioz nel 1838 ed eseguito solo quattro volte in passato negli oltre cento anni di vita dell’ Accademia. “E’ un capolavoro di rarissimo ascolto -ha detto il presidente Emanuele dall’ Ongaro -. Pensavamo che oltre questo non si potesse andare ma per l’ inaugurazione dell’ anno prossimo ci supereremo presentando ‘I maestri cantori di Norimberga’ di Richard Wagner”. “Berlioz resta un innovatore, un rivoluzionario – ha commentato Pappano – un compositore moderno ed essenziale. Ha creato una grande partitura piena di sorprese – ha commentato Pappano -, di una grandiosità e poeticità formidabili. Sono felicissimo di poter eseguire questa cattedrale gotica commovente e poetica, ha un effetto terrificante sugli spettatori. E’ un’ opera tremenda nel senso che lascia senza fiato”. Il maestro ha insistito sui contrasti tra il pianissimo e i momenti “apocalittici” che rendono unica l’ opera, nella quale nove dei dieci movimenti sono pezzi corali.”Siamo in un flusso continuo di estremi – ha spiegato – Tutto va verso strade inaspettate, è questa la sorpresa di Berlioz”. I 150 anni dalla morte del compositore francese saranno celebrati con altri due concerti in programma nel mese di ottobre. L’ avvio della nuova stagione segna anche l’ inizio dell’ attività del maestro Piero Monti alla guida del Coro dell’ Accademia Nazionale. Proprio il Coro negli ultimi anni ha interpretato il Requiem a Parigi con l’Orchestre National de France nel 2008, e ad Amsterdam nel 2019 con la Royal Concertgebouw Orchestra, quest’ultima sotto la direzione di Pappano e con il tenore Javier Camarena, in una sorta di preview internazionale del concerto romano. Già nel 2006 ll direttore musicale aveva scelto Berlioz per inaugurare la stagione di Santa Cecilia dirigendo la Damnation de Faust con un cast internazionale composto da Jonas Kaufmann, Erwin Schrott, Roberto Valentini e Vesselina Kasarova. “Senza Pappano qui non si va da nessuna parte – ha detto Dall’ Ongaro, ringraziando tutta la squadra di Santa Cecilia, dai musicisti, ai tecnici, al personale degli uffici. “L’ anno prossimo – ha aggiunto – con Wagner porteremo un titolo fantastico, l’ unica opera che ancora manca nella storia di Santa Cecilia di cui Pappano a Londra ha dato una lettura straordinaria”. Il vice sindaco di Roma Luca Bergamo, assessore alla Crescita Culturale, ha ringraziato il maestro per “l’ empatia che vorremmo fosse messa a disposizione di tutti” e l’ Accademia Nazionale, “soggetto culturale nel mondo e grandissimo orgoglio della città”.

Le Verità di Deneuve e Binoche e l’amore per il cinemaEsce film di Kore-eda Hirokazu resa dei conti madre/figlia

08 ottobre 201918:06

Le Verita’, dal 10 ottobre in sala con Bim dopo l’apertura della Mostra del cinema di Venezia del giapponese Kore-eda Hirokazu è una resa dei conti con abbraccio finale tra una madre attrice (Catherine Deneuve) e una figlia (Juliette Binoche) poco vissuta per inseguire il vero amore, quello della recitazione.
“Ho messo molto di me stessa come donna nell’attrice protagonista della storia” ha ammesso Catherine Deneuve, 75 anni, che interpreta Fabienne, un monumento del cinema francese che riceve la visita della figlia sceneggiatrice Lumir (Juliette Binoche) attrice mancata con cui ha un rapporto a dir poco problematico, in occasione dell’uscita delle sue memorie autobiografiche e mentre e’ impegnata nelle riprese di un film con una nuova stella del cinema. “La sceneggiatura – ispirata ad una piece ambientata nel camerino di un’attrice – e’ stata creata con l’aiuto di noi attori nel corso di vari incontri, a Parigi, Cannes, Giappone. Ciascuno ha raccontato se stesso, andando alle cose essenziali della personalita’ e tralasciando il superfluo”, spiega.
Fabienne, circondata da persone che la amano e la temono per il suo essere distante, e’ una madre di fatto anaffettiva, concentrata solo sulla professione e sui suoi ricordi anche dolorosi. “Io la capisco perfettamente questa donna”, ha aggiunto la Deneuve sottolineando di non essere pero’ una ‘macchina d’interpretazione’ come la Fabienne del film.
La verita’ e la non verita’: ce n’e’ di piu’ sulla scena o nella vita reale? Nel film di Kore-eda e’ pur sempre Un Affare di Famiglia per citare il titolo con cui nel 2018 il maestro giapponese ha vinto la Palma d’oro a Cannes. L’incontro tra madre e figlia, con la complicita’ della nipotina Charlotte e del genero attore di serie B (Ethan Hawke), si trasformera’ in un confronto sul passato e i risentimenti reciprochi che le avevano allontanate, in una sorta di resa di conti persino prolifica: Fabienne e Lumir, al culmine delle rivelazioni, finalmente si abbracciano e si commuovono. “Tutta questa emozione sprecata per la vita privata!”, dice Fabienne/Deneuve che chiede al regista di rigirare la scena del film che sta girando per renderla piu’ vera.
“Nel 2011 mi ha contattato Juliette Binoche chiedendomi di fare un film con lei da una piece ambientata nel camerino di un’attrice”, ha detto il regista giapponese Kore-eda Hirokazu, Palma d’oro a Cannes nel 2018 con Un affare di famiglia. E si deve alla Binoche, 55 anni, una delle attrici francesi con piu’ film d’autore nel curriculum, la tessitura della tela che alcuni anni dopo ha portato al film. “Aspettavo di lavorare con Kore-eda da anni. Realizzo oggi tutti i miei sogni – ha raccontato la Binoche – perche’ nel film sono la figlia di Catherine Deneuve ed io ero piccola quando mi innamorai di lei, questo simbolo della femminilita’ e grande attrice. Oggi e’ una vera consacrazione”.

Alessandra Priante, al turismo Onu con studio e tenaciaItalia non sprechi opportunità offerte Unwto, imiti Portogallo

RIMINI09 ottobre 201910:07

– Tosta, resiliente e come lei stessa si definisce “caparbia” e perfezionista. In un mondo abbastanza maschile come quello del turismo, soprattutto ai livelli apicali, Alessandra Priante porta l’Italia ai vertici dell’Unwto, l’agenzia Onu attiva per la promozione del turismo, diventando la nuova responsabile, la prima italiana, della Commissione Regionale Europa che riunisce più di 40 Stati. Aquilana, laureata alla Bocconi, 6 lingue parlate e una lunga esperienza sul campo sia diplomatico che culturale e turistico la Priante, che ha superato un’agguerrita concorrenza di oltre 200 candidati e numerose prove da maggio ad agosto, parla del suo percorso e dei progetti futuri: “Tanto ha pesato l’impegno e lo studio ma anche il mio carattere e la mia “abruzzesità”. A noi abruzzesi non ci ammazza mai nessuno, non ci ferma nessuno (neanche i terremoti!). Ho avuto tante occasioni in cui ho avuto voglia e modo di mollare tutto ma ho resistito. Alle donne specie se capaci fanno pesare la competenza e non sempre ci viene riconosciuto ciò che ci spetta.
Ma non serve dirlo, è toccato a tutte”.
L’Europa è la Regione più vasta e di peso nel contesto dell’Unwto e nel turismo mondiale in genere: 4 dei 6 Paesi fondatori dell’ente sono europei (Italia, Francia, Germania, Spagna); come “Regione” genera oltre il 50% degli arrivi internazionali ed è in continua crescita (+4% nell’ultimo anno).
“Mi auguro – spiega la Priante – che l’Italia continui a crescere al meglio nel turismo e riesca a comunicarlo fuori. Il turismo internazionale, infatti, non lo fai solo con l’incoming ma soprattutto con le relazioni internazionali. Per questo sono molto felice del ritorno come ministro di Dario Franceschini che ha sempre creduto nella cosiddetta “diplomazia culturale” e in quella del turismo”. La Priante, che sarà tra i protagonisti del TTG Incontri di Rimini, spiega perché un organismo come quello che andrà a dirigere può essere determinante per il Paese: “Quando si fa parte di piattaforme internazionali come l’Unwto, bisogna capirne il senso. Quasi tutti i Paesi che sono emersi, sono quelli che hanno deciso di mettere il turismo al centro delle loro politiche nazionali e nello stesso tempo di sfruttare l’Unwto come una piattaforma globale. Banalmente se vuoi stabilire delle relazioni bilaterali basta che partecipi a un evento Unwto e ti fai incontri 10 bilaterali: però bisogna averlo in testa”. E fa degli esempi: “Ci sono paesi come la Grecia e il Portogallo che erano alla Bottom Line dell’economia e hanno fatto passi avanti solo grazie al turismo. Ad esempio in Portogallo il turismo è stato messo come linea guida in tutte le policy degli altri ministeri dai trasporti alla cultura, dalla digitalizzazione alla formazione. Ora questo paese è diventato una bomba, ha iniziato a ospitare grandi eventi. E che dire della Grecia che ha risollevato tutta l’economia? Stiamo parlando di esempi di virtuosi che hanno utilizzato l’Unwto per conoscenze, scambi, market intelligence. Sei nell’Onu, nella piattaforma multilaterale per eccellenza che ha oltretutto dei valori culturali mondiali come la sostenibilità che deve essere la base di tutto”.
Il futuro ma anche i successi passati: “Ho lasciato all’Italia una bella eredità. Abbiamo fatto riconfermare l’Italia nel consiglio esecutivo per altri 4 anni, abbiamo avuto la vicepresidenza, ospiteremo nel 2021 l’Unwto Global Conference on Wine Tourism e nel 2022 l’Unwto World Forum on Gastronomy Tourism. E nel 2020 anche il Consiglio Esecutivo. Non sfruttare queste opportunità, sarebbe davvero un peccato. E bisogna cominciare subito perché ci si deve muovere con almeno due anni di anticipo. Ma sono sicura che sia Franceschini che il sottosegretario al turismo Lorenza Bonaccorsi sfrutteranno al meglio queste opportunità”.

A teatro Huppert, Malosti, RiondinoTriplice omaggio ai 50 anni del Mistero Buffo di Dario Fo

09 ottobre 201910:56

– Isabelle Huppert per Robert Wilson in ”Mary Said What She Said” di Darryl Pinckney, a Firenze, e Milo Rau a Roma con ”La rivolta della dignità – Resurrezione”; triplice omaggio ai 50 anni del ”Mistero Buffo” di Dario Fo con Mario Pirovano a Milano, Ugo Dighero a Roma e Matthias Martelli a Torino. E ancora, Roberto Latini con ”In Exitu” di Giovanni Testori, a Roma, Valter Malosti a Milano per ”Se questo è un uomo”, nel centenario della nascita di Primo Levi; fino a Michele Riondino con ”Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov diretto da Andrea Baracco, tra Narni (TN) e Bologna: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

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