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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

DALLE 11:55 DI MERCOLEDì 09 OTTOBRE 2019

ALLE 13:22 DI VENERDì 11 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Leonardo: museo riscopre moto perpetuo
Firenze, sezione realtà aumentata fa interagire con macchine

FIRENZE09 ottobre 2019 11:55

– Gli studi di Leonardo sul moto perpetuo delle sfere celesti sono al centro di una mostra in programma al museo Galileo di Firenze da domani al 12 gennaio. La rassegna dal titolo ‘Leonardo da Vinci e il moto perpetuo’ propone una galleria dei disegni di Leonardo e dei principali protagonisti delle ricerche sul moto perpetuo, affiancata dai modelli dei dispositivi e da filmati che ne illustrano il presunto funzionamento. Elemento di novità, spiega una nota, è la sezione dedicata alla realtà aumentata: grazie a questa tecnologia rivoluzionaria, i visitatori potranno interagire con l’ambiente circostante, visualizzando come se fossero reali le macchine a moto perpetuo concepite da Leonardo e dagli altri ingegneri e scienziati. Chi lo desidera, potrà cimentarsi con gioco didattico, dedicato ai principi fisici in base ai quali si ritenne a lungo che il moto perpetuo fosse possibile.

A Giosuè Calaciura il Marco Polo VenisePer il suo libro “Borgo Vecchio” tradotto in francese

PALERMO09 ottobre 201913:11

– Giosuè Calaciura col potente romanzo “Borgo Vecchio” e la traduttrice in francese dell’opera, Lise Chapuis, edita da Noir sur Blanc sono i vincitori della terza edizione del Premio per la narrativa ‘Marco Polo Venise’, iniziativa ideata dalla promotrice letteraria Christine Bach, volta a insignire il successo di un’opera italiana sul mercato francofono. Calaciura ha prevalso su una nutrita schiera di scrittori connazionali che si trovano ai primi posti nelle classifiche dei bestseller stranieri in Francia. La cerimonia di consegna avrà luogo nell’Auditorium della Venice International University sull’Isola di San Servolo (Ve), sabato 12 ottobre.
Giosuè Calaciura, giornalista e scrittore palermitano, collabora con giornali e riviste, ha scritto per il teatro e la radio. I suoi racconti sono stati tradotti in Spagna, Germania e Francia. Il libro premiato Borgo Vecchio (Sellerio 2017), Premio Volponi, Premio Presidi del Libro della Regione Puglia, è pubblicato in Francia da Noir sur Blanc.

Pelù, il mio rock abbraccia le parole di Greta’Picnic all’inferno’ è nuovo singolo che cita discorso Thunberg

09 ottobre 201919:43

– Un singolo che riporta in scena Piero Pelù con un occhio al rock e uno alla causa ambientalista. S’intitola ‘Picnic all’inferno’ il brano che sarà in radio, digital download e streaming dal 18 ottobre, per il quale il rocker toscano si è fatto ispirare dalla giovane attivista Greta Thunberg e da un suo discorso, che Pelù ha inserito nel testo. “Mi occupo di tematiche legate all’ambiente da sempre – ha spiegato Pelù in un incontro con la stampa – sia con i Litfiba (‘Peste’, ‘Woda Woda’, ‘Stesso Futuro’ per citare solo qualche titolo, ndr) ma anche da solo, tanto con le canzoni ma anche andando a ripulire le spiagge tutte le estati e collaborando con diverse associazioni ambientaliste”.Il discorso che Pelù ha inserito nella nuova ‘Picnic all’inferno’, è quello che Greta Thunberg fece nel dicembre del 2018 a Katowice (Polonia) in occasione della COP24. “E’ stato un flash – ha detto Pelù – per la potenza che ha assunto il discorso di una ragazzina davanti ai potenti del mondo. Le sue parole hanno avuto la forza di una sorta di bomba atomica verde. Ho scelto quel discorso, piuttosto che quello fatto all’Onu, perché più spontaneo e deflagrante, magari anche meno politicizzato rispetto ad altri più recenti. Greta, con il suo ‘non si è mai troppo piccoli per fare la differenza’, ha il grande merito di aver aperto una discussione che adesso deve essere sviluppata”. Il singolo è anche un primo anello di quello che potrebbe essere un nuovo progetto discografico di Pierò Pelù da solista, anche in vista del 2020 che per la voce dei Litfiba corrisponde con i quarant’anni di carriera musicale. L’artista ha cominciato a lavorare con il produttore Luca Chiaravalli già per il nuovo singolo e con sviluppi che fanno ben pensare alla prosecuzione della collaborazione. “Il prossimo anno sarà un traguardo speciale – ha detto Pelù – e sto lavorando ad un progetto che potrebbe prendere varie forme”.Nel frattempo, sul fronte del live, il rocker fiorentino tornerà a calcare i palcoscenici già il prossimo mese di novembre (cominciando dal 13 all’Atlantico di Roma, per finire il 22 alla Tuscany Hall di Firenze) con il ‘Benvenuto al mondo tour’, sei concerti nei club durante i quali sarà accompagnato dalla formazione dei Bandidos (Giacomo Castellano alla chitarra, Luca Martelli alla batteria e Dado Neri al basso). Venerdì 11 ottobre, poi, Pelù sarà anche ospite di IMAGinACTION, il festival internazionale del videoclip in programma al Teatro Alighieri di Ravenna dall’11 al 13 ottobre. Il rocker salirà sul palco alle 22.45 per raccontarsi attraverso i video che hanno affiancato la sua carriera, così come per presentare in anteprima il videoclip di ‘Picnic all’inferno’.

Afriche a Bookcity per l’8/a edizionePresentato l’evento in programma a Milano dal 13 al 17 novembre

09 ottobre 201914:03

– Oltre tremila autori per 1.500 eventi gratuiti, il coinvolgimento di 1.400 classi di scuole di vario grado, 400 volontari e 250 sedi sparse in tutti i quartieri di Milano, ma anche università, teatri e persino ospedali, carceri e case private. Sono questi i numeri di Bookcity, la festa del libro di Milano giunta all’ottava edizione e in programma dal 13 al 17 novembre. La manifestazione è stata presentata al Teatro Parenti nel corso di una conferenza-evento a cui hanno partecipato tra gli altri il presidente dell’Associazione Bookcity Piergaetano Marchetti, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente dell’Aie Ricardo Franco Levi. Tema chiave di questa edizione è quello delle ‘Afriche’. Farà inoltre tappa a Milano la prima tappa del Friendship Tour: quattro scrittori britannici (Lee Child, Ken Follett, Kate Mosse e Jojo Moyes) parleranno della loro preoccupazione nei confronti della Brexit. Fra gli autori attesi a Milano, anche due premi Nobel: Svetlana Aleksievic e Wole Soyinka.

Tornano le Lezioni di Storia a RomaAll’Auditorium da novembre a marzo, focus sulle opere dell’uomo

09 ottobre 201915:52

– Saranno “Le opere dell’uomo” al centro del 14/o ciclo delle Lezioni di Storia, ideate dagli Editori Laterza e organizzate in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, che tornano all’Auditorium dal 10 novembre al 29 marzo. Il Colosseo e le Piramidi, il Teatro La Scala e Versailles, e poi il Partenone, Piazza San Marco, la Mezquita di Cordoba, la Statua della Libertà e il Muro di Berlino saranno raccontati nella Sala Sinopoli con un approccio inedito per svelare non solo cosa abbia portato all’ideazione e alla creazione di opere famose in tutto il mondo, ma anche quali implicazioni – con la storia, la cultura e il denaro, il potere e il consenso – siano connesse alla loro realizzazione. A condurre il racconto, guidati dall’introduzione dello scrittore Paolo di Paolo, nove studiosi d’eccezione: Giuseppina Capriotti Vittozzi, Luciano Canfora, Andrea Giardina, Amedeo Feniello, Alessandro Marzo Magno, Luigi Mascilli Singorini, Carlotta Sorba, Francesca Lidia Viano e Carlo Greppi.

Da Libeskind ai Mad, l’architettura in festival a RomaAl via il 10 Spam Dreamcity, nove giorni per la città del futuro

09 ottobre 201914:12

– Una super firma come Daniel Libeskind, autore del museo ebraico di Berlino e del masterplan per la ricostruzione dell’area di Ground Zero a New York. Ma anche la voce del giapponese Yosuke Hayano, che con i soci del suo Mad guida uno dei più noti giovani studi nel mondo e ha firmato musei dalle forme avveniristiche per lo più ispirate alla natura con tecniche innovative nell’uso dei materiali, dall’acciaio inossidabile all’alluminio. E poi Alessandro Melis, che curerà il Padiglione italiano alla Biennale architettura 2020, o il portoghese Pedro Campos Costa, che ha firmato l’ampliamento dell’oceanario di Lisbona.La grande architettura trova spazio e si racconta a Roma con Spam Dreamcity, festival organizzato dall’Ordine degli architetti di Roma e provincia. Appuntamento alla Casa dell’Architettura dal 10 al 18 ottobre per nove lunghe giornate fitte di incontri, interventi, tavole rotonde, workshop. Ma anche mostre, spettacoli, lezioni per bambini, persino cinema con una serie di pellicole dedicate, per un programma variegato che coniuga l’interesse per l’architettura e la cultura del progetto in tutte le sue forme. Obiettivo, spiegano gli organizzatori, portare l’attenzione sui problemi e le tematiche che regolano le trasformazioni urbane, sociali ed economiche delle grandi metropoli contemporanee, con un focus specifico sulla Capitale.
Acronimo della Settimana del Progetto di Architettura nel Mondo, Spam sta per “virale” mentre Dreamcity è il titolo scelto per questa prima edizione del festival che punta ad offrire una panoramica della progettazione su scala internazionale a partire dalla contaminazione delle idee intorno al tema dell’architettura. Tanti i nomi di spicco che parteciperanno alle diverse sezioni, dal tedesco Jurgen Mayer a Franco Purini, Mario Bellini, Rudy Ricciotti, Gerard Loozekoost, il duo Alvisi Kirimoto. Insieme a loro rappresentanti del mondo della politica, del cinema, dell’arte e del giornalismo.
La partenza il 10 ottobre con un evento di apertura al quale è stata invitata la sindaca di Roma Virginia Raggi e la partecipazione del Sottosegretario MIBACT Lorenza Bonaccorsi, del Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, la Preside della Facoltà di Architettura de La Sapienza Anna Maria Giovenale, il Direttore del Dipartimento di Architettura Roma Tre Giovanni Longobardi e Antonella Falzetti per l’Università di Tor Vergata.

Becky G presenta e si esibisce a Mtv EmaLa 22enne americana è anche in nomination per Best Pop

09 ottobre 201914:49

– Sarà la cantante, cantautrice e attrice Becky G a presentare e a esibirsi ai prossimi MTV EMAs, il 3 novembre al FIBES, Centro Fiere e Congressi di Siviglia, in Spagna, trasmessi in diretta sui canali MTV. “Non vedo l’ora di arrivare a Siviglia per presentare questa edizione del più grande evento globale che celebra la musica”, ha detto Becky G, che è anche in nomination per Best Pop insieme ad Ariana Grande, Camila Cabello, Halsey, Jonas Brothers e Shawn Mendes. “Ci vediamo presto, Beasters”.
“Becky G è un talento eccezionale e poliedrico che non è estranea alla scena mondiale”, ha affermato Bruce Gillmer, global head of music and talent, Viacom and co-brand head, MTV International. “Non vediamo l’ora di vederla sul palco degli MTV EMAs ed accendere Siviglia”.
Tra i successi della ventiduenne star americana ci sono due hit al n.1 di Billboard Latin Airplay (Mayores & Sin Pijama), uno ruolo da protagonista nel film Power Rangers e uno da guest star nella serie Empire di Fox TV, vincitrice di un Emmy.

Mary Poppins in musical ‘vola’ a RomaDa 17/10 a Sistina show da storie P.L. Travers e film Disney

09 ottobre 201915:35

– Dopo il successo da 200 repliche e 200 mila spettatori a Milano, con una scenografia ancora più grande, il volo con ombrello e l’inconfondibile borsa sottobraccio, arriva al Sistina di Roma Mary Poppins – Il musical, produzione kolossal di Cameron Mackintosh e Thomas Schumacher per Disney Theatrical Productions, su libretto del Premio Oscar Julian Fellows dai racconti di P.L. Travers e dall’indimenticabile film di Walt Disney con Julie Andrews.
Primo titolo della nuova stagione del Sistina, in scena dal 17/10 al 6/1 (e poi ancora a Milano dal 30/1) la versione italiana dello show presentata da Wec, è diretta da Federico Bellone con Giulia Fabbri nei panni della tata che tutti avremmo voluto e Davide Sammartano in quelli dello spazzacamin Bert, orchestra dal vivo e 32 attori e ballerini. ”Mary Poppins? Una donna con gran bisogno di amore”, dice Bellone. ”Per me un intero mondo di poesia e di colore – aggiunge la Fabbri – e un grande onore interpretarla”

Sculture di Demetz alla Nuvola LavazzaLe opere nel perimetro della necropoli paleocristiana

TORINO09 ottobre 201915:50

– Sette sculture dell’artista altoatesino Aron Demetz nel perimetro della necropoli paleocristiana, venuta alla luce durante i lavori della costruzione della Nuvola, sede della Lavazza. E’ una delle tappe della quinta edizione di Art Site Festival che propone un percorso attraverso arti visive, musica e scrittura, in 11 luoghi che di solito non sono dedicati all’arte contemporanea, con 120 opere di 40 artisti.
Le sculture di Demetz, alcune delle quali esposte nel sito archeologico a Napoli, sono figure vagamente umane, sei in legno e una in bronzo, in cui sono inseriti elementi naturali come funghi e muschi, in un caso il gesso. “La collocazione permette di apprezzare le opere sul piano emozionale. Le sculture emergono dai resti archeologici e dialogano con l’ambiente circostante”, sottolinea Francesca Lavazza, membro del board del gruppo. “Le sculture di Demetz offrono la chiave per cogliere il senso del luogo, la storia e la valenza sacra dello spazio”, dice Domenico Maria Papa, curatore della mostra.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Orchestra Rai, Conlon ancora sul podioProtagonista Beethoven, il 5 luglio la Nona con direttore Luisi

TORINO09 ottobre 201916:34

– Il direttore James Conlon salirà sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, giovedì 24 ottobre, con la grande forma sinfonica fra Ludwig van Beethoven e Sergej Prokofiev. Il concerto, in programma all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio, è il terzo appuntamento consecutivo di stagione per Conlon, protagonista anche del primo concerto del ciclo ‘Classica per tutti. Casa Beethoven’, che sabato 26 ottobre alle 16 inaugura il progetto in collaborazione con la Fondazione Teatro Ragazzi e rivolto ai giovani e alle famiglie. Tanto Beethoven, di cui nel 2020 ricorre il 250mo anniversario dalla nascita: sarà proposta anche la Nona, ma si sa per ora la data, il 5 luglio, e che ci sarà il direttore Fabio Luisi, mentre sono da scegliere luogo e coro.
L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai farà una grande tournee a marzo in Spagna con 5 date. “E’ un’orchestra nazionale, non solo di Torino. Abbiamo il privilegio di suonare per tutta l’Italia”, sottolinea Conlon.

Malika Ayane, dalll’11/10 nuovo singolo”Wow (niente aspetta)”, con sonorità black music anni ’80

09 ottobre 201917:12

– Esce l’11 ottobre il nuovo singolo di Malika Ayane “WOW (Niente aspetta)” firmato dalla stessa cantautrice con Shridhar Solanki per la musica.
Con sonorità che riprendono la black music degli anni ’80 degli Arrested Development e dei De La Soul, più contemporanea e meno di protesta, e la presenza di cori e fiati, “WOW (Niente aspetta)” è un brano contro l’imbruttimento dei tempi moderni.
“La vita è qui e adesso ed è fatta da milioni di adesso, tante volte sempre uguali, che possono sembrare pesanti, ripetitivi, persino angosciosi semplicemente perché siamo noi che viviamo la consuetudine, la costanza e la normalità come qualcosa da cui scappare e non la dimensione da cui trarre ogni giorno tutti gli spunti per fare qualcosa di nuovo ed eccezionale”, racconta Malika Ayane.

‘L’affare Modigliani’ in un libroEsce il 10 ottobre per Chiarelettere

09 ottobre 201917:17

– Una lunga inchiesta, un appassionante racconto, con una serie di testimonianze e documenti assolutamente inediti, che denuncia truffe, casi di riciclaggio, falsari e interessi illeciti all’ombra di Amedeo Modigliani. E anche un probabile e incredibile delitto fatto passare per una morte accidentale, quello di Jeanne Modigliani. Arriva in libreria il 10 ottobre ‘L’Affare Modigliani’ (pp, 306, euro 19) di Claudio Loiodice e Dana Mondini, pubblicato da Chiarelettere, con la postfazione dell’ex procuratore nazionale antimafia ed ex presidente del Senato Pietro Grasso, a pochi mesi dalle celebrazioni, il 24 gennaio 2020, per il centenario della morte dell’artista livornese. Il libro – che va oltre lo scandalo della mostra a Palazzo Ducale di Genova, pur ricostruito nel dettaglio – sarà presentato il 18 ottobre a Livorno, dove il 7 novembre si inaugura la grande mostra ‘Finalmente Modì’ a cura di Marc Restellini, uno dei maggiori esperti di Modigliani, del quale nel libro è riportata una lunga intervista.

Tornano leggibili i Papiri di ErcolanoRicerca Cnr in Biblioteca Napoli riporta alla luce testi antichi

09 ottobre 201917:20

NAPOLI

– Un rotolo di papiro ritrovato nella Villa dei Papiri a Ercolano, carbonizzato dall’eruzione del 79 a.C. torna leggibile grazie ad una serie di tecnologie non invasive a spettro infrarosso a onda corta. E’ il risultato della ricerca portata avanti nella biblioteca nazionale di Napoli da un team internazionale coordinato da Graziano Ranocchia, dell’Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee del Cnr. Il lavoro, pubblicato su Science Advances, è iniziato a febbraio e ha portato il gruppo alla decifrazione del testo greco nascosto sul verso della celebre Storia dell’Accademia di Filodemo di Gadara (110-40 a.C.), uno dei 1840 rotoli conservati dalle ceneri del Vesuvio, nonché parte di un’opera più ampia intitolata Rassegna dei Filosofi, la più antica storia della filosofia greca in nostro possesso.
“Abbiamo letto testi – spiega Ranocchia – che erano persi da secoli, questa straordinaria collezione ci trasmette opere inedite di illustri filosofi greci come Epicuro e Crisippo”.

Orchestra Rai al via stagione 11 ottobreIl direttore Conlon protagonista dei primi 3 appuntamenti

TORINO09 ottobre 201917:31

– Prende il via una nuova stagione di concerti per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: il suo Direttore principale James Conlon sarà protagonista dei primi tre appuntamenti di ottobre per tre settimane consecutive di lavoro tutte nel segno di Beethoven, del quale ricorre nel 2020 il duecentocinquantesimo anniversario della nascita. La serata inaugurale è in programma venerdì 11 ottobre alle 20 all’Auditorium Rai di Torino. Il concerto è trasmesso in diretta da Rai Cultura sul canale Rai5, da Radio3, nel circuito Euroradio ed è replicato sabato 12 ottobre alle 20.30. L’omaggio del Direttore principale dell’Orchestra Rai James Conlon a Beethoven sarà il fil rouge sotteso anche ai due concerti successivi, che lo vedranno protagonista, con l’ouverture da Coriolano e il Concerto per violino e orchestra interpretato da Frank Peter Zimmermann – affiancati alla Prima Sinfonia di Čajkovskij – il 17 e 18 ottobre, e la Sinfonia Pastorale proposta il 24 e 25 ottobre, accanto alla Terza Sinfonia di Šostakovič.

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Centro Venaria restaura Santo Sepolcro
Firmato accordo tra Custodia di Terra Santa e istituzioni Italia

TORINO09 ottobre 201917:33

– La Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale parteciperà ai nuovi lavori di restauro del Santo Sepolcro, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università La Sapienza di Roma. La firma dell’accordo con la Custodia di Terra Santa si colloca nel quadro dell’accordo fra le tre maggiori Comunità Cristiane, Custodi del Luogo Sacro e responsabili dello Status Quo all’interno del Santo Sepolcro, per iniziare una seconda fase di restauro delle fondazioni dell’Edicola e del pavimento della Basilica del Santo Sepolcro.
Alle due istituzioni accademiche sarà affidato il compito di svolgere uno studio di approfondimento sullo stato attuale, anche sotto l’aspetto storico archeologico e di preparare il progetto esecutivo degli interventi di restauro necessari. I lavori saranno finanziati dalle tre principali Comunità cristiane presenti all’interno del Santo Sepolcro: Patriarcato Greco-Ortodosso, Custodia di Terra Santa e Patriarcato Armeno.

Medardo Rosso tra materia e luceA Palazzo Altemps prima monografica a Roma dedicata all’artista

09 ottobre 201918:17

– I volti che affiorano dalla materia plasmata da Medardo Rosso e i marmi della classicità della splendida collezione Boncompagni Ludovisi di Palazzo Altemps. Un connubio suggestivo prende forma tra le sale preziose del Museo Nazionale Romano per la prima monografica che la capitale dedica al grande scultore torinese fino al 2 febbraio 2020. Ventinove opere in cera, gesso e bronzo scelte da Francesco Stocchi, curatore del Boijmans Museum di Rotterdam, e Paola Zatti, conservatrice della Galleria d’Arte Moderna di Milano, per raccontare l’evoluzione di un autore che seguì il suo percorso in solitudine, ossessionato da una ricerca sui soggetti che lo accompagnò per tutta la vita. La mostra, in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Milano, il Museo Medardo Rosso di Barzio e con Electa, offre anche l’occasione per analizzare il rapporto con i modelli dell’antichità e come l’artista tra il 1890 e il 1910 intese il concetto di copia, non pura riproduzione ma interpretazione.

E’ morto Beppe Bigazzi, ex star della Prova del cuocoAveva 86 anni, l’annuncio sui social dell’amico chef Tizzanini

09 ottobre 201920:05

Addio a Beppe Bigazzi, giornalista appassionato di gastronomia. Amato dal pubblico tv per la partecipazione al programma televisivo “La prova del cuoco” con Antonella Clerici di cui, nel 2000, divenne pure co-conduttore.

Valdarnese di nascita, 86 anni, Bigazzi lottava da tempo contro una grave malattia.

Giornalista ed esperto di gastronomia, con un importantissimo passato da dirigente di aziende di spicco, volto amato dal grande pubblico per “La Prova del Cuoco” con Antonella Clerici di cui, nel 2000, divenne pure co-conduttore. Valdarnese di nascita, Bigazzi, 86 anni, lottava da tempo contro grave una malattia. L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’amico chef Paolo Tizzanini, del ristorante L’Acquolina di Terranuova Bracciolini, il comune dove Bigazzi era nato il 20 gennaio 1933. Tizzanini, con cui Bigazzi aveva condotto un programma su Alice Tv, ha scritto su Facebook: “A cerimonia avvenuta vi comunico la perdita di un amico fraterno, un grande uomo in tutti i sensi”.

Il segreto della miniera sono le fosse comuniFilm di Slak su genocidio di Tito candidato a Oscar

10 ottobre 201909:51

– C’è nella storia del mondo una realtà di esseri ‘cancellati’, corpi senza sepoltura in fosse comuni e non. A volte, come racconta ‘Il segreto della miniera’ di Hanna Slak in sala dal 31 ottobre con Cineclub Internazionale, è appunto una miniera la loro tomba. Basato su una storia vera, il lungometraggio della Slak racconta la singolare vita del minatore sloveno di origine bosniaca Mehmedalija Ali che perse tutti i parenti maschi nella strage di Srebrenica del 1995 alla quale sopravvisse solo perché era già emigrato in Slovenia. Ora nel 2007 toccò proprio ad Ali scoprire un terribile segreto nascosto nella viscere della miniera di Huda Jama. Il minatore venne infatti inviato all’interno di una miniera, ormai sigillata da tempo, per riferire il contenuto alle autorità competenti. Dopo due anni di lavoro, l’uomo si ritrovò a rompere, in condizioni estremamente pericolose, ben undici barriere artificiali presenti in miniera. Cosa nascondevano quelle barriere? Proteggevano la tomba nascosta di 4000 profughi di guerra uccisi alla fine della seconda guerra mondiale dai vincitori.Si trattava di una delle più grandi fosse comuni finora scoperte piena zeppa, come era, degli eccidi perpetrati, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dai partigiani di Tito. La scoperta di “Huda jama”, ossia “grotta maligna”, sconvolse la società slovena che ancora oggi sembra non accettare la verità di questo crimine. Il minatore Mehmedalija Ali fu poi emarginato, durante tutta la vicenda, ritenuto colpevole di aver insistito affinché le vittime venissero identificate e di aver pubblicato poi nel 2013 la sua autobiografia, ‘No One’, in cui raccontava, tra l’altro, come si fosse rifiutato più volte di nascondere la verità. Presentato con successo a numerosi festival, Il segreto della miniera’ ha vinto, tra l’altro, come miglior film e il premio del pubblico all’Al Este International Film Festival di Buenos Aires e, infine, il premio della giuria giovani al Trieste International Film Festival. Il film ha ricevuto poi il patrocinio di Amnesty International Italia rappresentata all’incontro stampa da Riccardo Noury (Portavoce di Amnesty International) e Laura Petruccioli (Responsabile dell’Ufficio del Portavoce di Amnesty International.”La mia intenzione quando ho deciso di fare questo film – spiega la regista nata nel 1975 a Varsavia e attualmente residente a Berlino – è stata quella costruire una voce terza non appesantita da ideologia e questa terza voce l’ho trovata in Ali. Certo storie simili ci sono in diverse parti del mondo – aggiunge la regista -, ma questo film oltre che storico è anche sull’oggi”. “In Slovenia – conclude – mi hanno criticato per questo film perché qualcuno mi ha detto ricorda il massacro di Srebrenica del 1995 o l’olocausto, ma io ho solo raccontato quello che è avvenuto davvero in quella miniera nel dopoguerra. Tutto qui”.

Savall, a Rimini le sinfonie BeethovenVenerdì con ‘Concert de Nations’ a Sagra Musicale Malatestiana

BOLOGNA09 ottobre 201918:50

– Due tra i più celebri capolavori di Ludwig van Beethoven – la Sinfonia n.3 ‘Eroica’ la Sinfonia n.5 in do minore – risuoneranno, venerdì sera al ‘Teatro Galli’ di Rimini dalla ‘voce’ degli strumenti originali fondendo la ricerca filologica e l’energia del violista e direttore d’orchestra spagnolo Jordi Savall – che per oltre 40 anni si è dedicato alla scoperta di tesori musicali abbandonati – alla guida dei musicisti del ‘Concert de Nations’ in uno degli appuntamenti della 70/a edizione della Sagra Musicale Malatestiana.
Grazie alle sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti, sia musicali che culturali, Savall è diventato un punto di riferimento nella rinascita della musica storica e ha fondato, insieme a Montserrat Figueras, i complessi musicali ‘Hespèrion XXI’, ‘La Capella Reial de Catalunya’ e ‘Le Concert des Nations’.
Proprio con questa ultima formazione, coinvolta in un progetto pluriennale, Savall è impegnato nell’integrale delle sinfonie beethoveniane.

Pavarotti, in sala sua storia emozionaDocumentario Ron Howard con inediti a Festa Roma e evento cinema

09 ottobre 201919:09

– Luciano Pavarotti emoziona con la sua storia e la sua voce. A 12 anni dalla sua morte ci pensa il documentario evento di Ron Howard a raccontarlo riportandolo, se ce ne fosse bisogno, all’attenzione mondiale. Il 12 ottobre è il suo compleanno, pochi giorni dopo il film viene presentato alla Festa di Roma dallo stesso regista Premio Oscar. Poi in sala solo per tre giorni, il 28, 29 e 30 ottobre con Nexo Digital. La storia, la voce, i segreti e la leggenda del tenore di Modena sono al centro del film, ma soprattutto quello che emerge è il suo incredibile percorso di self made man grazie ad un talento eccezionale: dalle umili origini di figlio di un fornaio a superstar internazionale dell’opera.
Filmati mai visti prima e immagini delle esibizioni accanto a quelle più intime, con l’accesso esclusivo agli archivi di famiglia. Obiettivo di Howard: rivelare l’uomo, il marito e il padre, filantropo e artista sensibile, che ha avuto una relazione complessa con il suo talento e con il successo.

Schmidt guida cda fondo edifici cultoC’è stata prima riunione di insediamento

FIRENZE09 ottobre 201919:34

– Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt è il presidente del nuovo cda del Fondo edifici di culto (Fec) che resterà in carica per il quadriennio 2019-2022 e che è stato costituito con decreto dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini il 9 agosto. Il cda si è insediato il 7 ottobre ed, oltre a Schmidt, è composto dal direttore centrale per l’amministrazione del Fec, prefetto Angelo Carbone, dall’avvocato Biancamaria D’Agostino, dal dottor Pietro Di Natale, dalla dottoressa Lucia Foti, dall’architetto Federica Galloni, da don Renato Tarantelli Baccari, dal professor Andrea Bettetini e dall’avvocato Marcello Volpe. Il Fec è ente rappresentato legalmente dal ministro dell’Interno pro tempore cui è affidata la gestione del patrimonio di beni provenuti dalla soppressione di enti ecclesiastici nell’800. Il patrimonio conta circa 830 chiese, moltissime di inestimabile valore storico artistico. “Sono onorato di poter contribuire con la mia esperienza all’importante lavoro svolto dal Fec”, sottolinea Schmidt.

Bologna celebra il ‘compito’ di MozartUna sala dedicata all’esame che superò a 14 anni

BOLOGNA09 ottobre 201919:50

– L’Accademia Filarmonica di Bologna ha inaugurato la nuova Sala del compito di Mozart all’interno di Palazzo Carrati, sede storica dell’istituzione, dove è esposto il manoscritto redatto il 9 ottobre 1770 dal quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, insieme ai principali documenti ed oggetti legati alla vicenda. Il superamento della prova d’esame consentì a Mozart di essere aggregato alla storica istituzione bolognese e di ottenere l’ambito titolo di “Maestro Compositore”. La sala è stata inaugurata da Loris Azzaroni, presidente dell’Accademia Filarmonica, e da Romano Vettori, archivista dell’Accademia.
“L’inaugurazione della Sala del compito di Mozart – ha detto – dà avvio, in anteprima, alle celebrazioni per il 250/o anniversario dall’aggregazione di Mozart all’Accademia Filarmonica che si svolgeranno nel corso del 2020. L’Accademia fu protagonista assoluta di quel primo viaggio in Italia che Mozart intraprese col padre, grazie all’esame che sostenne in questo palazzo”.

Volo di Leonardo rivive da stesso colleSarà lanciata macchina volante ricavata da disegni genio ‘500

FIRENZE09 ottobre 201919:53

T – Il mito di Zoroastro da Peretola, l’uomo che nel 1506 planò sulle alture del Monte Ceceri con una macchina da volo realizzata da Leonardo da Vinci, rivive grazie a una installazione realizzata dagli studenti della Scuola di Architettura dell’Università di Firenze. Si chiama ‘Il Nibbio’, un lavoro che riprende l’essenza di quella esperienza, e sarà visibile alla Fattoria di Maiano di Fiesole (Firenze), alle pendici del monte Ceceri, per i prossimi tre mesi a partire dal 12 ottobre, giorno dell’inaugurazione.
E’ un’opera realizzata in legno, costituita da dieci file di blocchi sovrapposti che evocano i macigni un tempo estratti dalle cave di Maiano. Affidandosi ai disegni del genio di Vinci, gli studenti hanno anche ricostruito e reinterpretato una macchina volante che, con apertura alare di 3,5 metri, volerà il giorno dell’inaugurazione appesa a un cavo dal piazzale alla base della rupe, compiendo una traiettoria di 30 metri di lunghezza e circa 10 di dislivello.

L’arte al tempo delle migrazioniEsposizione itinerante inaugura partnership Benetton-Aga Khan

LONDRA10 ottobre 201909:57

Una mostra per portare in giro per il mondo le opere e le suggestioni creative di immigrati o figli d’immigrati, dalle radici trasversali: come in un messaggio controcorrente rispetto a certe paure a certe chiusure, a certi slogan della politica globale. E’ l’iniziativa di esordio di una nuova partnership tra la Fondazione Benetton e l’Aga Khan Trust for Culture presentata a Londra da Luciano Benetton – già promotore del progetto internazionale e non profit Imago Mundi, che riunisce 26.000 artisti affermati ed emergenti da oltre 160 paesi del pianeta – e dal principe Amyn Aga Khan, businessman di altissimo lignaggio e guida riconosciuta dei musulmani sciiti di confessione ismailita.
La mostra, illustrata nella sede londinese dell’Aga Khan Centre, a King’s Cross, s’intitola significativamente ‘Don’t Ask Me Where I’m From’ (Non Chiedermi Di Dove Sono), e avrà un carattere itinerante, con l’apertura prevista il 27 novembre presso la Galleria delle Prigioni di Treviso. Seguirà una tappa negli spazi architettonicamente innovativi dell’Aga Khan Museum di Toronto e poi il trasferimento altrove in Nord America, in Medio Oriente e di nuovo in Europa fino a Londra. Il filo conduttore è quello della migrazione narrata attraverso opere commissionate a 15 artisti, tutti migranti di prima, seconda o terza generazione, espressione delle contaminazioni di ben 26 Paesi diversi. Con il privilegio, e la complessità, di poter veicolare nella loro arte questa ricchezza di esperienze per dare vita a inedite visioni contemporanee: come quella di Jeanno Gaussi, nata in Afghanistan e vissuta fin da piccola a Berlino, nelle cui opere l’identità culturale, lo spazio condiviso e la memoria sono filtrati attraverso l’esperienza migratoria, personale e collettiva; o ancora di Shinpei Takeda, artista visivo e film maker formatosi a cavallo fra le culture giapponese, messicana, austro-tedesca che si concentra in primis sul ricordo e sul concetto di appartenenza/improprietà raccontato con installazioni, immagini, interventi sonori, documentari e film visti come “un cancello” verso un luogo magari utopico in cui sentire finalmente di poter essere a casa. “Imago Mundi – ha sottolineato Luciano Benetton nel suo intervento a Londra – è un progetto culturale, democratico e globale che guarda alle nuove frontiere dell’arte in nome della coesistenza delle diversità espressive”. “Questa collaborazione con l’Aga Khan Foundation – ha aggiunto – è un nuovo passo per allargare la nostra comunità artistica. La consideriamo come un’ulteriore opportunità per favorire la promozione, la ricerca e la conoscenza delle realtà artistiche di tutto il mondo. E soprattutto il dialogo tra le culture”.

X Factor, le scelte di Mara e Malika al BootcampLa seconda parte del Bootcamp prevede le esibizioni di Over e Under Uomini

A10 ottobre 201917:03

È il momento delle scelte di Mara e Malika. Dopo quelle di Sfera Ebbasta per le Under Donne e di Samuel per i Gruppi, la seconda parte del Bootcamp di X Factor 2019 prevede le esibizioni di Over e Under Uomini, rispettivamente sotto la guida della produttrice musicale bolognese e della cantautrice milanese. L’adrenalinica sfida delle sedie del talent di Sky prodotto da Fremantle sarà oggi, alle 21.15 su Sky.Alessandro Cattelan quest’anno ha scelto le categorie da assegnare a ciascun giudice e come sempre a lui spetta il compito d’incoraggiare i 24 aspiranti concorrenti, 12 per ciascuna squadra, che si sfidano per accedere alle Home Visit.Non basta conquistare una sedia, ma bisogna dare il meglio per tenerla fino alla fine. La probabilità che il giudice cambi idea e decida per lo switch, ovvero per il cambio con un altro concorrente, è infatti dietro l’angolo. Solo 5 talenti di ogni squadra ce la faranno. E così, tra gli applausi e i dissensi del pubblico sugli spalti del Mediolanum Forum di Assago, l’accesso alla gara live di X Factor 2019 è sempre più vicino.

Ambra e Pastorelli ‘Brave ragazze’ da rapinaDal 10 ottobre in 300 copie il film della Andreozzi

10 ottobre 201914:31

Anni Ottanta, Gaeta. Quattro donne, dalle vite più o meno complicate, decidono di fare una rapina in banca, ma vestite da uomini. L’idea è semplice: chi mai potrebbe pensare a delle donne rapinatrici? Questa, in estrema sintesi, la commedia action tutta femminile ‘Brave ragazze’ di Michela Andreozzi (Nove lune e mezzo) in sala dal 10 ottobre in 300 copie distribuite da Vision.
Nelle vesti delle quattro rapinatrici improvvisate: Anna (Ambra Angiolini), ragazza madre, due figli da mantenere e nessun lavoro stabile; Maria (Serena Rossi), timida devota alla Vergine, vittima di un marito geloso e iper-violento e, infine, Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D’Amico), sorelle di indole opposta che sognano un futuro migliore.
Insieme a loro nel cast Luca Argentero, nel ruolo del commissario Morandi, Stefania Sandrelli, in quello dell’affidabile madre di Ambra Angiolini, e Max Tortora che veste i panni dell’esuberante sacerdote Don Backy.
Queste quattro “brave ragazze” decidono di travestirsi da uomini e svaligiare la banca del paese, solo il primo passo di un’avventura dai molti sviluppi. Le rapine diventeranno piu’ d’una, e per alcune di loro arriva anche la prigione.
“Tanti anni fa mi venne l’idea leggendo un ritaglio di giornale di un fatto simile accaduto appunto in Francia negli anni Ottanta – spiega Michela Andreozzi – . E così mi sono detta, questa vicenda appartiene al mondo del cinema. C’era la storia, l’urgenza, il tema sociale: c’erano il travestimento e l’azione, la paura e il dubbio, c’erano l’inadeguatezza e la riscossa, la commedia e il dramma , gli abusi e la vendetta, la donna di ieri che e’ ancora – purtroppo – quella di oggi. Anche se era un film complicato perché in costume e con una parte action”.
Spiega invece Ambra Angiolini: “Faccio una donna abbastanza indipendente dalle formalità e che si inventa una vita senza rappresentarsela come una fiaba. Anna è insomma un personaggio forte e comunque tutto il film è, forse perché ambientato negli anni Ottanta, nel segno di una gentilezza a cui dovremmo aspirare nel futuro”.
Luca Argentero, che nel film è un simpatico commissario con i baffi dall’evocativo nome di Gianni Morandi, dice oggi all’incontro stampa a Roma: “Sono davvero felice di far parte di questo progetto che presuppone la voglia di voler raccontare la realtà dal punto di visto femminile. E tutto questo è stato fatto con precisione, senza lasciare nulla al caso”.

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Il premio Nobel per la letteratura a Olga Tokarczuk e Peter Handke
Scrittrice polacca per il 2018, l’autore austriaco per il 2019

11 ottobre 201910:10

Assegnato il permio Nobel per la Letteratura. L’Accademia svedese ha tributato il riconoscimento per l’anno 2018 alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, nata nel 1962 e, per il 2019, all’autore austriaco Peter Handke, nato nel 1942. Queste le motivazioni. A Olga Tokarczuk “per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l’andare al di là dei confini come forma di vita”. A Peter Handke “per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana”. LA CERIMONIA

L’ultimo Nobel per la Letteratura era stato assegnato nel 2017 a Kazuo Ishiguro. Dopo lo scandalo per molestie che nel 2018 aveva colpito il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean Claude Arnault e travolto l’Accademia di Svezia portando a una serie di dimissioni, il premio era stato sospeso e rimandato al 2019.

Il trailer de ‘Il cielo sopra Berlino’ di Wim Wenders, capolavoro sceneggiato da HandkeNel 2014 Peter Handke, in occasione dell’assegnazione del Nobel per la letteratura al francese Patrick Modiano, dopo aver dispensato grandi complimenti al collega, si espresse con parole molto dure nei confronti del Nobel e propose anzi di abolirlo. “Modiano è davvero un autore notevole con un’opera unica”, affermò, aggiungendo che il riconoscimento, con la sua “falsa canonizzazione” della letteratura, non porta nulla di buono: “Il Premio Nobel andrebbe finalmente abolito”, disse Handke in una dichiarazione all’agenzia austriaca Apa. Secondo lo scrittore austriaco, autore di capolavori come i romanzi ‘Prima del calcio di rigore’, ‘Breve lettera del lungo addio’, ‘Infelicità senza desideri’, il Nobel porta “un momento di attenzione, nelle pagine dei giornali”, ma per la lettura non porta nulla. Handke aveva ammesso che l’essere stato inserito nella rosa dei candidati al Nobel non lo aveva lasciato indifferente: “certo che ti prende, ti infastidisce, e allora ti infastidisci con te stesso perché ci pensi: è una cosa così indegna e al contempo si diventa per un po’ se stessi indegni”.

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Premio “La Cava”,in gara 37 opere
Giuria selezionerà terna finalista entro il 20 di novembre

BOVALINO (REGGIO CALABRIA)10 ottobre 201910:02

– Sono trentasette le opere in gara per la terza edizione del Premio letterario “Mario La Cava” che ha come tema “Il viaggio.
Percorsi vissuti, narrati e immaginati”. Il concorso è organizzato dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario “La Cava” e con il patrocinio della Regione Calabria e il contributo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri.
Entro il 20 novembre i componenti della giuria composta da Andrea Di Consoli, Stefano Ercolino, Marco Gatto, Loredana Lipperini e Vito Teti valuteranno le opere e designeranno la terna finalista. La cerimonia di consegna è in programma il 14 dicembre e in quella sede, con voto segreto, sarà decretato il vincitore.
La prima edizione del “La Cava”, nel 2017, venne assegnata a Claudio Magris, premio speciale a Raffaele Nigro. La seconda edizione, nel 2018, fu appannaggio di Maria Pia Ammirati con il romanzo Due mogli – 2 agosto 1980 (Mondadori). Premio speciale a Raffaele La Capria.
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Libri, calcio e razzismo in 20 storieCastellani e Smulevich, un filo collega odii antichi e recenti

10 ottobre 201910:04

– MASSIMILIANO CASTELLANI, ADAM SMULEVICH, UN CALCIO AL RAZZISMO. 20 LEZIONI CONTRO L’ODIO (GIUNTINA, PP 108, EURO 10) Il rituale sembra essere ormai logoro: ululati razzisti contro giocatori con la pelle nera, insulti antisemiti se si vuole denigrare l’avversario, campagne d’odio sui social network. E, a seguire, le prevedibili condanne con la la sottolineatura che tutto questo “non c’entra con il calcio ed il tifo”. E invece, la Storia e le storie di questo libro ce lo insegnano, l’odio razzista e l’intolleranza hanno attraversato la vicenda del calcio, che da questo veleno sembra essere sempre stato contaminato. Un veleno troppo spesso sottovalutato e minimizzato.
Massimiliano Castellani e Adam Smulevich raccontano in ‘Un calcio al razzismo’ venti storie tra passato e presente. “C’è infatti un filo che collega i maestri danubiani della Serie A epurati dal regime fascista – scrivono – agli ignobili attacchi rivolti contro campioni di colore come Kalidou Koulibaly e Romelu Lukaku, per citare alcuni casi recenti che hanno colpito l’opinione pubblica. È quello che cerca di spiegare questo libro, in un percorso che spazia da Giorgio Bassani che inseguiva una suggestione calcistica alle colte citazioni di Lilian Thuram, dal ruolo salvifico di questo sport per i reduci dei lager all’abominio di chi ai giorni nostri oltraggia in curva la memoria di Anne Frank o ulula all’indirizzo dell’avversario di turno, gli dà del ‘negro’ o dello ‘zingaro di merda’”.
Il lettore impara quindi che fu una schedina, quella mitica del Totocalcio, il sogno di riscatto del giornalista Massimo Della Pergola quando si trovava in un campo di internamento in Svizzera. E fu un pallone che rotolava nel segno di una “Stella Azzurra” a ridare ad Alberto Mieli, sopravvissuto ad Auschwitz, la forza di restare in vita. Neppure i lager, infatti, riescono a fare a meno del calcio, come racconta Primo Levi in ‘I sommersi ed i salvati’ descrivendo la grottesca partita tra le SS e i membri del ‘Sonderkommando’, prigionieri che avevano l’atroce compito di aiutare i carnefici.
Il calcio non è dunque separato, in nessun modo, dalle tensioni e dai fantasmi della società in cui si gioca. ‘Un calcio al razzismo’ offre un racconto di consapevolezza: far finta che sia un mondo separato da politica, razzismo ed intolleranza lo mette solo a rischio di autodistruzione. Vedere i pericoli in tempo, e combatterli, offre una speranza di salvezza.

Canto per Europa all’Arena del SoleProtagonista il giornalista e narratore Paolo Rumiz, l’11/10

BOLOGNA10 ottobre 201910:29

– Uno spettacolo corale, Canto per l’Europa, aprirà la stagione dell’Arena del Sole di Bologna l’11 ottobre alle 21: protagonista il giornalista e narratore Paolo Rumiz con la European Spirit of Youth Orchestra – ESYO, un ensemble di 75 giovani musicisti internazionali, provenienti da 13 paesi europei diretti da Igor Coretti Kuret.
Canto per Europa è un viaggio in musica e parole alle origini dell’Occidente, che intreccia le parole con le musiche di compositori come Rimskij-Korsakov, Ravel e Beethoven. Un progetto artistico attento alla contemporaneità e ricco di spirito europeo, con un complesso giovanile fondato 25 anni fa da Coretti Kuret, con l’appoggio del violinista Yehudi Menuhin, e che ogni anno si ricostituisce coinvolgendo talenti, di età compresa tra 11 e 18 anni, sempre nuovi selezionati nei conservatori e nelle scuole di musica europee. Il concerto spettacolo propone una rilettura del mito fondativo del nostro continente, che narra della principessa fenicia Europa rapita da Giove, trasformato in placido toro bianco, su una spiaggia dell’attuale Libano. Il testo è composto da brani inediti, recitati da Rumiz e tratti dal suo libro Canto per Europa, che uscirà contemporaneamente in più lingue europee a partire da inizio 2020.

Riondino apre stagione Duse a BolognaProtagonista nel Maestro e Margherita l’11 ottobre

BOLOGNA10 ottobre 201910:30

– Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov aprirà l’11 ottobre la stagione di prosa del Teatro Duse di Bologna: Michele Riondino sarà il protagonista nel ruolo di Satana, assieme a Francesco Bonomo nel duplice ruolo del Maestro e di Ponzio Pilato e a Federica Rosellini nelle vesti di Margherita. La regia è firmata da Andrea Baracco.
“Il Maestro e Margherita, dove si passa dal registro comico alla tirata tragica – spiega il regista – è un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti. Un romanzo perturbante, complesso e articolato come il costume di Arlecchino, in cui si intrecciano numerose linee narrative, e dentro il quale prendono vita un numero infinito di personaggi, se ne contano circa 146, che costituiscono una sorta di panorama dell’umano e del sovraumano”. “Dal diavolo – aggiunge – nella figura seduttiva e mondana di Woland, una sorta di clown feroce che dirige una sarabanda demoniaca, a personaggi che rimandano all’universo grottesco di uno dei maestri di Bulgakov, Nikolaj Gogol”.

Mostre, Fornara e Divisionismo ad AostaEsposizione chiude celebrazioni 50/o anniversario morte pittore

AOSTA10 ottobre 201910:41

– Con una mostra ad Aosta su Carlo Fornara e il Divisionismo si chiude il percorso di celebrazioni per il cinquantenario della morte del pittore piemontese, aperte lo scorso settembre a Milano con una selezione degli autoritratti e proseguite nella storica Casa de Rodis a Domodossola.
Al Museo archeologico del capoluogo valdostano saranno infatti esposte da venerdì 25 ottobre prossimo 80 opere realizzate in particolare nei due decenni cruciali della parabola di Fornara: l’ultimo dell’Ottocento e il primo del Novecento, la stagione più intensa della sua produzione, in parallelo alla genesi e all’apice del Divisionismo in Italia.
L’esposizione, curata da Annie-Paule Quinsac e diretta da Daria Jorioz, è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese con testi di Annie-Paule Quinsac, Daria Jorioz, Filippo Timo.

Fano Jazz Network vince bando SiaeCon progetto tour musicale ‘green’ da Mosca a Shangai

FANO (PESARO URBINO)10 ottobre 201911:45

– Un progetto per realizzare un tour musicale internazionale a emissioni zero e green, realizzato da Fano Jazz Network insieme al quartetto Satoyama, è risultato vincitore del bando Siae “Per chi Crea”, della sezione “Musica: Live e Promozione Nazionale e Internazionale”. Il progetto si è aggiudicato il secondo posto nella graduatoria generale, risultando l’unico nel settore più specifico della musica jazz. Il progetto, previsto per marzo 2020, vedrà coinvolti il quartetto jazz Satoyama, formato da giovani musicisti della provincia torinese, la pittrice cinese Lavia Lin, il regista Fabio Dipinto e il fotografo Davide Menarello in un tour musicale-antropologico-artistico da Mosca a Shanghai, utilizzando come mezzo di trasporto la Ferrovia Transmongolica. La spedizione sarà ospite di famiglie locali ed organizzerà masterclass in scuole sul legame tra musica ed ambiente. Sarà realizzato un documentario per sensibilizzare su tematiche ambientali, ecologiche ed interculturali.

Pompei e Santorini testimoni di eternitàDall’11/10 arte e storia di scena alle Scuderie del Quirinale

10 ottobre 201913:37

– Enorme eppure così fragile con quel suo corpaccione possente riverso in terra, il calco del cavallo pompeiano ritrovato qualche mese fa a pochi passi del parco archeologico è il primo biglietto da visita della grande mostra che fino al 6 gennaio 2020 racconta alle Scuderie del Quirinale le tante tragiche somiglianze tra due civiltà, la nostra Pompei e la greca Akrotiri, cancellate e nello stesso tempo consegnate all’eternità dalla furia di fuoco e cenere di un vulcano.
Dramma e meraviglia, fascino e terrore, storie di uomini e insieme di pensieri, che nei secoli non hanno mai smesso di intrigare, spaventare, spingere alla riflessione. E anche ispirare l’arte, dalle atmosfere tenebrose dei paesaggi di William Turner al Vesuvio pop di Andy Warhol, dal Leopardi della Ginestra alla Recherche di Proust, dalle sculture di Alviero Martini all’esplosione dei colori di Guttuso o al nero senza appello di Damien Hirst.

A Palazzo Lomellino inediti StrozziAnche 15 opere del grande genovese mai esposte

GENOVA10 ottobre 201914:19

– Oltre quaranta opere, di cui una quindicina mai esposte e cinque inediti, ripercorrono i momenti salienti della carriera del pittore seicentesco genovese Bernardo Strozzi, in una mostra dedicata dal titolo ‘La conquista del colore’, che inaugurerà domani a palazzo Nicolosio Lomellino a Genova. La mostra, promossa dall’associazione Palazzo Lomellino di Strada Nuova e curata da Anna Orlando e Daniele Sanguineti, festeggia i quindici anni di apertura al pubblico di palazzo Nicolosio Lomellino che al suo interno conserva uno dei capolavori del maestro genovese, l’affresco ‘Allegoria della Fede che giunge nel Nuovo Mondo’. Il percorso espositivo si svolge su cinque sale a partire dalla pala del ‘Martirio di Santa Lucia’, una delle opere degli esordi del pittore per poi passare a una serie di ritratti, tra sacro e profano, fino ad arrivare nella sala principale, dove la ricerca della spazialità è il fulcro. Uno specchio posizionato appositamente cattura l’affresco del soffitto, e il ciclo della ‘Allegoria delle Fede che giunte nel Nuovo Mondo’ diventa quadro, creando un concetto particolare di spazio. Il percorso porta poi lo spettatore nella sala della luce e si chiude con la sala didattica.

Apre mostra ‘Da impressionisti a PicassoOpere Johannesburg Art Gallery fino a febbraio 2020

TREVISO10 ottobre 201914:20

– Dagli Impressionisti a Picasso: sono questi i capolavori selezionati dalla Johannesburg Art Gallery, uno dei più importanti musei d’arte ad oggi esistenti nel continente africano, sono esposti da domani fino al 2 febbraio a palazzo Sarcinelli di Conegliano. Il nucleo di questa raccolta è il lascito di Lady Florence Phillips, appassionata collezionista che, grazie ai suoi contatti, riuscì ad acquisire capolavori di celebri artisti europei tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo successivo.Dai capolavori dell’Ottocento inglese, passando per i maestri dell’Impressionismo, fino ai movimenti artistici rivoluzionari del Novecento: 60 opere, dipinte dai principali protagonisti della scena artistica internazionale del XIX e del XX secolo come Turner, Rossetti, Courbet, Monet, Cézanne, Warhol e molti altri. La mostra offre un importante strumento di interpretazione dell’evoluzione della pittura europea tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo successivo.

Versace, dalla Medusa a sneakers SqualoAvvistate in passerella con la collezione Uomo ora sono unisex

10 ottobre 201914:29

– Se il logo della maison Versace è una Medusa, perché non proseguire con gli abitanti dei mari. Erano state avvistate per la prima volta nel corso della sfilata della collezione uomo Autunno/Inverno 2019, ma ora Versace lancia le nuove sneakers modello Squalo, che prendono ispirazione dall’omonimo predatore marino, e le propone anche per la donna.
Realizzate in Italia con materiali pregiati, le nuove calzature sono quindi unisex. Caratterizzate dal design innovativo della suola che si prolunga lateralmente a simulare la forma dei denti dell’animale. Le Squalo sneakers rispecchiano il dna di Versace, che si traduce nelle cuciture a vista sui dettagli in pelle, nel logo Versace ricamato sulla parte anteriore e nel volto della Medusa nascosto sotto la suola.

The Full Monty “si spoglia” a TorinoPiparo dirige nuova versione musical con Conticini-Ward-Fantoni

11 ottobre 201909:44

TORINO – ”Sono tutti strafelici di spogliarsi. Pensavo di trovare qualche resistenza, invece non vedono l’ora che arrivi il gran numero finale per ‘liberarsi”’. Ride Massimo Romeo Piparo al pensiero di Paolo Conticini e Luca Ward con Gianni Fantoni, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis impegnati con il celeberrimo spogliarello di ”The Full Monty”, il musical con libretto di Terence McNally e musica e liriche di David Yazbeck. A vent’anni dall’uscita del film di Peter Cattaneo e poi del debutto a Broadway dello spettacolo, Piparo lo riporta in scena con la sua PeepArrow, in Italia, in italiano e per di più ambientato in una nostra città: Torino.”Dopo le acciaierie di Sheffield del film e l’americana Buffalo nella versione originale del musical – racconta – Torino è la nostra città simbolo industriale e post industriale, dove la Fiat per generazioni ha creato tantissimi posti di lavoro e ora è emigrata a sua volta verso gli Stati Uniti”. Proprio all’ombra della Mole, lo spettacolo sarà in anteprima dal 17 al 20 ottobre al Teatro Colosseo, per poi debuttare ufficialmente dal 24 ottobre al 17 novembre al Teatro della Luna di Milano e arrivare al Sistina di Roma a febbraio (tournée fino a marzo con tappe a Brescia, Padova, Ancona, Firenze, Trento, Genova, Cremona, Bolzano, Udine, Reggio Emilia, Parma, Varese, Bologna, Roma, Bari, Brindisi). Per Piparo, che dopo Mammamia!, Billy Elliot o il suo storico Jesus Christ Superstar, prosegue sul filone dei musical cinematografici, quella con ”The Full monty” è in realtà una seconda volta, dopo averlo già diretto sette anni fa (ma “in una versione più ridotta”) con Paolo Calabresi, Pietro Sermonti e, anche allora, Gianni Fantoni. ”Dal 1997, quando è stato scritta la prima sceneggiatura, a oggi – dice – la storia è ancora attualissima. Si parla di lavoro, disoccupazione e riscatto sociale. Tutto sembra essere rimasto invariato”. Con la band dal vivo diretta dal maestro Emanuele Friello e le coreografie di Roberto Croce, si racconta di cinque disoccupati che pur di sbarcare il lunario si improvvisano spogliarellisti, sulle note di una colonna sonora travolgente e, ora, lo sfondo di una Torino che fa i conti con la fine di un mito, il tramonto di un’epoca in cui la città del Po richiamava lavoratori da ogni angolo del Paese. ”È anche la storia di un padre che per il mantenimento del figlio si deve inventare qualunque cosa pur di non andare a rubare”, prosegue Piparo.Gabriele, il ragazzino della storia, è interpretato da due ex allievi arrivati proprio dalla sua Accademia del Teatro Sistina, Tancredi Di Marco e Christian Roberto. Ma nella nuova messa in scena debutta anche Janette, ”ruolo che esisteva nel musical, ma non nel film”, affidato a una signora del teatro come Paila Pavese. ”Janette – spiega Piparo – è una vecchia star della musica, ora reclutata dai cinque per aiutarli a cantare. La Pavese in scena è spettacolare e nella ‘sua’ canzone, Janette Showbiz, ho inserito riferimenti al suo vero passato, con Peppino Di Capri, Little Tony, le serate a suonare in un pub a Pinerolo”. Il risultato è tale che lo stesso ”David Yazbeck verrà a vederla in Italia”. E poi, certo, c’è il ”Full Monty”, il ”servizio completo”, con (ironico) nudo integrale che i neo mattatori dello spogliarello promettono nel finale del loro numero. ”E’ uno spettacolo pensato per le donne: oggi sono loro soprattutto a venire a teatro – dice Piparo – Ma adatto a tutta la famiglia, perché si ride e si riflette. E, lo assicuro – ride – per quanto nudi, è assolutamente non proibito ai minori di 16 anni”.

Festa di Roma, premio speciale a TravoltaIl premio gli sarà consegnato il 22/10. Monda, ‘struggente’

ROMA10 ottobre 201920:54

– La quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma celebrerà John Travolta assegnandogli il Premio Speciale per la sua interpretazione in The Fanatic di Fred Durst prodotto da Oscar Generale p.g.a. L’attore, due volte nominato all’Oscar, vincitore del Golden Globe e del premio Emmy, riceverà il riconoscimento martedì 22 ottobre presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica in occasione dell’Incontro Ravvicinato che terrà con il pubblico della Festa.”Sono felice e onorato di premiare John Travolta per l’interpretazione in The Fanatic – ha detto il Direttore Artistico Antonio Monda – Una performance sorprendente e struggente che riesce a mostrare come a Hollywood i sogni si trasformano spesso in incubi”. Nel corso dell’Incontro Ravvicinato, Travolta presenterà The Fanatic, il thriller che lo vede protagonista e che sarà proiettato domenica 27 ottobre alle ore 18 presso il cinema My Cityplex Savoy: nel film è Moose, patito di cinema ossessionato dal suo attore preferito Hunter Dunbar.

Parma celebra il compleanno di VerdiCerimonia davanti al monumento con Leo Nucci e il coro del Regio

PARMA10 ottobre 201915:42

– La città di Parma ha festeggiato, come ogni anno, il compleanno di Giuseppe Verdi. Alla cerimonia per il 206/o anniversario della nascita del maestro di Busseto, davanti al monumento a lui dedicato in piazza della Pilotta, c’era il sindaco Federico Pizzarotti insieme ai vertici del teatro Regio, delle numerose associazioni musicali della città e di tanti appassionati. Presenti anche i cantanti lirici Leo Nucci, Michele Pertusi, Luca Salsi e Armando Gabba, il coro del Teatro Regio e la Corale Giuseppe Verdi che hanno infine intonato il “Va pensiero”, accompagnati da Claudia Zucconi al pianoforte e diretti da Massimo Fiocchi Malaspina.
A conclusione della cerimonia si è svolta, nell’ambito del Festival Verdiano, l’inaugurazione al Gran Caffè Teatro Regio della Mostra dedicata ai ritratti di Leo Nucci di Vittorio Ferrarini, alla presenza del Maestro, dell’artista e delle autorità.

Niccolò Fabi, ho girato in tondo, ora torno’Tradizione e tradimento’ è nuovo album in uscita l’11 ottobre

11 ottobre 201909:43

– “Ho provato a fare un altro tipo di canzoni, semplicemente belle ma senza tanti pensieri. Poi ho capito che non era quello che volevo fare”. Comincia a raccontarlo in questo modo, Niccolò Fabi, il nuovo album ‘Tradizione e tradimento’, in uscita domani e che riporta in scena il cantautore romano a tre anni e mezzo dal disco precedente. “Pensavo che un album come ‘Una somma di piccole cose’ – ha detto Fabi a proposito dell’ultimo lavoro da studio dato alle stampe – avesse chiuso un cerchio. Ho preso le distanze dalla musica per un anno, lasciando la chitarra chiusa nel suo fodero e dedicandomi a tutto quello che per me può essere extra musicale”. L’esigenza di scrivere, a quanto pare, è però stata più insistente e la penna di Fabi ha ricominciato a scrivere, anche se le intenzioni iniziali sul nuovo album erano ben diverse da quelle poi adottate.”L’idea era di staccarmi da quanto fatto in precedenza – ha spiegato la voce delle nuove ‘Scotta’, ‘Amori con le ali’ e ‘Prima della tempesta’ – dedicandomi anche a sonorità elettroniche. Ci ho provato davvero, ma il risultato non è stato quello che mi ero aspettato. Ho deciso quindi di ricominciare da capo e alla fine sono uscite le canzoni di questo album”. Le tracce in scaletta sono un totale di nove e Fabi le ha prodotte artisticamente assieme a Roberto Angelini e Pier Cortese, storici amici del cantautore, nonché compagni di viaggio musicale e spesso di palcoscenico. “Spesso le cose che davvero vogliamo le abbiamo già in tasca – ha commentato Fabi – ma per accorgercene ce ne dobbiamo allontanare. Io l’ho fatto e alla fine ho girato in tondo fino a tornare dal punto da cui sono partito. Non ho doti musicali particolari e se mi mettessi a fare qualcosa che non mi appartiene sarei uno dei tanti. Nel mio modo di fare canzoni, magari, ho invece qualcosa di speciale da dire e raccontare”.Con quello che il cantautore definisce “un disco più estroverso del solito, ma a modo mio”, Fabi tornerà anche ad esibirsi dal vivo per un tour teatrale, in programma dal prossimo mese di novembre e con data zero a La città del teatro di Cascina (Pisa). Poi sarà la volta dei teatri di alcune delle principali città italiane, tra le quali Ravenna, Milano e Vicenza i cui biglietti sono già andati esauriti. “Continuano a piacermi le canzoni sussurrate – ha detto Fabi – perché spesso i messaggi più forti non sono quelli che vengono urlati, ma quelli che necessitano di essere ascoltati da vicino, detti all’orecchio”.

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Torna Il paradiso delle signore daily
matrimoni e desideri, riapre il magazzino delle veneri su Rai1

11 ottobre 201909:47

“Una serie che diventa lo specchio dell’Italia di quegli anni, un Paese che rinasce grazie a chi guarda al futuro con lungimiranza, ma vedremo in questa nuova stagione anche donne che si fanno strada nell’Italia che cambia”. Lo dice una delle protagoniste, Vanessa Gravina, che impersona Adelaide di Sant’Erasmo. Per la gioia dei suoi fan e grazie all’amore del pubblico che ne ha impedito la chiusura (gli ascolti, già buoni la scorsa stagione quando si era parlato di uno stop, avevano subito una ulteriore impennata) lunedì 14 ottobre “Il Paradiso delle Signore” riapre le porte con 160 nuove puntate, in prima visione su Rai1, dal 14 ottobre, dal lunedì al venerdì alle 15.40, tornando con nuove storie e inaspettati colpi di scena. La regia di Isabella Leoni, Marco Maccaferri, Riccardo Mosca e Francesco Pavolin.
“Il Paradiso delle Signore – Daily”, la serie ambientata negli anni ’60, riporterà nel pomeriggio di Rai1 l’eleganza e la classe delle Veneri del più frequentato tempio dell’alta moda milanese. Per l’occasione il grande magazzino che fa da cornice alle vicende è stato ritinteggiato ed ora le pareti sono rosa.
“Abbiamo rinnovato il magazzino”, spiega Alessandro Tersigni che interpreta Vittorio Conti, uomo di successo che è riuscito a riportare in auge il paradiso ed ha una spiccata creatività, ma anche fiuto per gli affari. Alcuni cronisti sono stati invitati sul set con riprese in corso, che andranno avanti a oltranza anche durante la messa in onda. Tante le novità della fiction prodotta da Aurora TV nei maxi studi Videa, dove sono stati costruiti per l’occasione due teatri di 1.500 mq ciascuno, che contengono le scenografie degli ambienti principali: uno è occupato quasi esclusivamente dal grande magazzino, dagli uffici e dallo spogliatoio delle commesse che vestono una stupenda divisa verde avvitata con gonna al sotto al ginocchio, mentre nell’altro studio sono state costruite le case dei protagonisti (venti attori). È l’ottobre del 1960 e nel grande magazzino Il Paradiso delle Signore, diretto da Vittorio Conti, c’è fermento: “Si avvicinano le mie nozze – aggiunge Tersigni – con Marta Guarnieri (Gloria Radulescu) e le prime due puntate saranno incentrate molto sui preparativi: la madre di lei vuole una matrimonio sfarzoso, io opterei per qualcosa di più intimo”. Ritroviamo le giovani Veneri alle prese con vecchi e nuovi batticuori. Nicoletta, dopo la nascita di Margherita, cerca un difficile equilibrio sentimentale, divisa tra Cesare e Riccardo. Gabriella, tornata da Parigi con una nuova consapevolezza, diventa la stilista del Paradiso delle Signore e inizia a frequentare un mondo che non conosceva. Roberta attende il ritorno a Milano del fidanzato Federico, ma un incontro metterà in crisi la sua scala dei valori. A Villa Guarnieri è sempre difficile evitare i conflitti familiari e una nuova alleanza tra Umberto (Roberto Farnesi) e Adelaide è destinata ad affrontare continue prove di stabilità.
“Vi stupiremo questa volta davvero – aggiunge Vanessa Gravina – anche se c’è sempre qualche imprevisto in agguato, ma io sono una persona arguta, un personaggio il mio  che non annoia mai forse anche per questo suo essere avanti progressista rsieptto ai suoi tempi”. Il matrimonio di Luciano Cattaneo, spiega Giorgio Lupano, con Silvia sembra aver restituito serenità. “I coniugi Cattaneo sono uniti soprattutto nel proteggere la figlia Nicoletta dalla presenza di Riccardo per garantirle un futuro tranquillo con un uomo affidabile e premuroso come Cesare.
Luciano ha scelto di rimanere un bravo marito e la sua vita accanto a Silvia procede tranquilla fino a quando Clelia, per un evento imprevisto, fa ritorno a Milano”. La casa degli Amato accoglie un cugino, Rocco, che non era mai uscito prima dal paese, e sia Agnese che Salvatore dovranno affrontare con maggiore impegno il loro processo di emancipazione nel moderno ambiente milanese. Angela e Marcello Barbieri arrivano nel mondo del Paradiso delle Signore senza possedere niente, con segreti che preferirebbero non svelare, ricchi solo di ambizioni e sogni.
Riusciranno a realizzarli? Nella stagione 2018/2019 Il Paradiso delle signore – Daily ha appassionato il grande pubblico della rete ammiraglia raggiungendo, nell’ultima puntata in onda il 17 maggio 2019, un record di ascolti pari a 1,9 milioni di telespettatori con il 17,2% di share.

Nobel Handke, una decisione coraggiosa”Non avevo speranze, non sapevo di essere nella rosa”

10 ottobre 201917:01

– “E’ stata una decisione molto coraggiosa”: così Peter Handke, premio Nobel per la Letteratura 2019, in una dichiarazione raccolta in Francia, davanti alla casa di Chaville dove vive, e trasmessa in diretta da Rainews24.
Il narratore e drammaturgo austriaco si è detto “stupefatto” per la notizia: “Non avevo speranze, non sapevo di essere nella rosa”. “Ricordo quello che è successo quando scrivevo della guerra civile jugoslava: c’è stato molto rumore. Per questo è stata una decisione molto coraggiosa”, ha detto Handke ai giornalisti.
Evidente il riferimento alle sue posizioni pro-Serbia durante la guerra serbo-bosniaca e al discorso tenuto al funerale dell’ex presidente Milosevic nel 2006. “E’ un delitto aver parlato al funerale?”, gli è stato chiesto. “Non ho nulla da cambiare, la mia natura è la mia natura”. Quanto al futuro, Handke ha sottolineato che continuerà a scrivere: “Questa ormai è diventata la mia professione”. Andrà a Stoccolma a ritirare il Nobel? “Certo, se Dio mi lascerà andare”.

Inedito di Claudio Baglioni per MuccinoGli anni più belli diventa titolo del nuovo film del regista

10 ottobre 201920:46

Il brano inedito di Claudio Baglioni Gli Anni Più Belli, oltre a essere inserito nel nuovo lavoro di Gabriele Muccino, è diventato anche il titolo del film, nelle sale dal 13 febbraio 2020 in occasione di San Valentino (distribuito da 01 Distribution). “Con la sua meravigliosa canzone inedita Claudio Baglioni è il rappresentante più evocativo degli ultimi quarant’anni raccontati nel film e della storia d’Italia che scorre alle spalle dei protagonisti come un fiume, inesorabilmente”, ha dichiarato Gabriele Muccino.
Gli Anni Più Belli ha come protagonisti Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff e Emma Marrone ed è sceneggiato da Gabriele Muccino insieme a Paolo Costella. La colonna sonora del film sarà di Nicola Piovani.

Pacifico, 7 concerti con 7 ospitiBersani, De Gregori, Ayane, Bianconi,Sangiorgi al Filodrammatici

10 ottobre 201917:41

– Sette concerti, sette ospiti per Pacifico, protagonista al Teatro Filodrammatici di ‘La settimana pacifica” insieme a Malika Ayane (2 dicembre), Samuele Bersani (3 dicembre), Francesco De Gregori (5 dicembre), Giuliano Sangiorgi (6 dicembre), Francesco Bianconi (7 dicembre) e Neri Marcorè (8 dicembre). “Dal 2 all’8 dicembre 2019. Sette giorni al Teatro Filodrammatici, il piccolo ma inarrestabile cuore di Milano – racconta Pacifico sui suoi profili social – Sette miei concerti, le canzoni pescate da tutti i miei dischi. Sette magnifici ospiti. Uno a sorpresa, ma potete venire a scatola chiusa, sarà una serata grande al pari delle altre”.

Pitti Uomo, Jil Sander è guest designerLucie e Luke Meier ospiti 97/a edizione, in programma 7-10/1

10 ottobre 201918:01

– Jil Sander è il guest designer di Pitti Immagine Uomo 97, in programma a Firenze dal 7 al 10 gennaio 2020. Lucie e Luke Meier – marito e moglie co-direttori creativi del brand dalla primavera del 2017 – presenteranno la nuova collezione uomo con un evento speciale a Firenze, la cui data e location verranno comunicate a breve.
“Per noi sfilare a Firenze è al tempo stesso un onore e un completamento – hanno spiegato -. Ci siamo incontrati per la prima volta proprio a Firenze” dove entrambi hanno studiato al Polimoda “e non avremmo mai immaginato di tornare qui insieme per un evento di Pitti Uomo. E’ un’opportunità davvero speciale e non vediamo l’ora di dare il nostro contributo all’eredità creativa della città e di Pitti Uomo”.

Ozon, la mia storia di preti e pedofiliaIn sala ‘Grazie a Dio’. Regista, racconto fragilità degli uomini

11 ottobre 201909:41

– ‘Grazie a Dio’ di Francois Ozon è un film sorprendente, duro, che, nonostante il tema per nulla mainstream (preti e pedofilia), ti prende come il più appassionante dei thriller. Il fatto è che in questo film, tratto da una storia vera (il caso Preynat-Barbarin su abusi sessuali ai danni di minori commessi nella diocesi di Lione) e in sala dal 17 ottobre con Academy Two, le emozioni sono tante: uomini adulti che confessano nei minimi particolari, e tra mille imbarazzi, gli abusi subiti trent’anni prima e, soprattutto, la prepotenza della Chiesa nel negare i fatti, la sua ostentata impunità.”Non volevo fare un film sul cattolicesimo e sulla pedofilia, ma piuttosto sulla fragilità maschile. Una cosa che si vede poco al cinema” ci tiene a dire oggi a Roma il regista. Protagonista del film – che ha vinto il premio della Giuria al Festival di Berlino – è Alexandre (Melvil Poupaud) che un giorno scopre come padre Preynat (Bernard Verley), il prete che lo ha molestato durante l’infanzia, è tornato a dir messa nella regione di Lione. Una cosa assurda perché Alexandre, oltre ad essere una vittima, è anche un padre e non accetta che il sacerdote possa avere ancora contatti con altri bambini. Considerato che la Chiesa si rifiuta di sanzionare Preynat, grazie anche alla copertura dal cardinale Barbarin (Francois Marthouret), Alexandre è pronto ad agire per conto suo, e poi insieme ad alcuni amici di vecchia data ed ex vittime, Francois (Denis Ménochet) ed Emmanuel (Swann Arlaud). Iniziano così le denunce alla giustizia ordinaria, anche se nella maggior parte dei casi i reati sono andati in prescrizione. Lentamente le vittime degli abusi escono allo scoperto e prendono coraggio, anche grazie alla costituzione di un’associazione che raccoglie le testimonianze degli abusi, e così la battaglia all’omertà ecclesiastica prende forza fino a trovare giustizia.Questa la situazione giudiziaria ad oggi. Preynat è stato costretto dalla Chiesa alle dimissioni dello stato clericale, ma è ancora sotto processo per la giustizia ordinaria, mentre il cardinale Barbarin, colpevole di “omessa denuncia di maltrattamenti” in primo grado, ha presentato le sue dimissioni a Papa Francesco che le ha però rifiutate. “A Lione il film ha avuto un successo imprevedibile e inatteso – dice Ozon – come d’altronde in tutta la Francia dove ha ottenuto un milione di spettatori. Va detto che c’è stata una forte resistenza della Chiesa, una cosa che alla fine ci ha fatto anche pubblicità. Ma una cosa è certa, a pochi giorni dall’uscita prevista del film nessuno di noi era certo che sarebbe mai arrivato in sala”. “Da parte della Chiesa – spiega il regista – si continua a parlare di tolleranza zero verso queste cose, ma di fatto le azioni non sembrano seguire questa volontà. Ad esempio – conclude – dispiace pensare che Papa Francesco a tutt’oggi non abbia accettato le dimissioni di Barbarin”.

Morto Paolo Ferrari, dirigente cinemaE’ stato tra i più influenti dell’industria italiana

09 ottobre 201915:48

– E’ morto Paolo Ferrari, uno dei personaggi più influenti dell’industria cinematografica italiana e storico presidente dell’Anica che lo ricorda, rendendo nota la notizia della scomparsa e i funerali, a Roma il 10 ottobre alle 11 nella chiesa di San Roberto Bellarmino in Piazza Ungheria. Nato a Solero, Alessandria, nel 1934, già nel 1957 è in Metro-Goldwyn-Mayer, di cui diviene direttore generale nel 1969 e poi amministratore unico. Dirigente in Columbia Pictures Italia per 11 anni, nel 1989 è direttore generale per la divisione Pictures della Warner Bros. Entertainment Italia per poi diventarne presidente e amministratore delegato.
Presidente dell’Anica dal 2006, nel 2009 assume la carica di presidente della nuova Confindustria Cultura Italia e nel 2012 di presidente di Fondazione Cinema per Roma e del Festival Internazionale del Film di Roma.
L’Anica ne ricorda competenza, autorevolezza, umanità e capacità dimostrate

Giordana Angi, canto le sfumature dell’amore’Voglio essere tua’ è il nuovo disco con 10 brani

0 ottobre 201909:47

– La distanza, la mancanza, il desiderio, la leggerezza e anche la fragilità, la rabbia: Giordana Angi, cantante e autrice per sé e per grandi artisti (Tiziano Ferro, Nina Zilli, in cantiere anche un brano per Laura Pausini), torna con un nuovo album cantando “banalmente l’amore”. “Voglio essere tua”, prodotto da Carlo Avarello e pubblicato da Virgin Records (Universal Music Italia), esce il prossimo 11 ottobre, nello stesso giorno in cui si chiude il tour in sold out all’Atlantico di Roma.Dieci brani che, spaziando dal pop al soul, dal rock al reggae, hanno “tante sonorità – ha detto la cantante durante la presentazione alla stampa a Milano -, che rispecchiano i colori dell’anima: malinconia, gioie e anche forza” e che ci portano anche nei luoghi d’origine della cantautrice con il brano ‘Encore’, piano e voce in francese, lingua madre della Angi (oltre all’italiano) che è nata 25 anni fa in Bretagna. È una Giordana “felice”, un fiume in piena, quella che a soli sei mesi dall’uscita del primo album ‘Casa’ ha scritto questo nuovo disco “di cui sono molto fiera”, “più leggero e solare rispetto al primo”, in cui racconta che “in amore e in coppia si riesce a essere se stessi. Innamorandomi sono esplosa di colori, voglia di fare, vivere, conoscere e nelle canzoni c’è questo: la voglia di vivere attraverso il sentimento”. E per “scuotere un pochino” chi “giudica senza conoscere e chi giudica un amore diverso” c’è il brano ‘Sempre pronti a giudicare’: “Trovo assurdo parlare ancora nel 2020 di omosessualità, ma in alcune realtà questo è ancora un problema e mi sento in dovere di prendere una posizione su questo”, ha detto Giordana Angi.Nei progetti della 25enne lanciata dal talent Amici che ha come punti di riferimento Mia Martini e Mina, c’è anche Sanremo: “Dire che non ci penso sarebbe una bugia: è un palco importantissimo, una vetrina per gli autori e far sentire gli inediti. Voglio essere sicura della canzone che porto, ma sento che c’è”. Ma non c’è solo la musica: “Mi piacerebbe far vedere chi sono in una forma che non è la sintesi delle canzoni”, ha spiegato la cantautrice che pensa a un libro intimo con pensieri ed emozioni che scrive ogni sera sul suo diario, “un modo per capire i miei stati emotivi, mi aiuta a ricordare che la mia vita è una bella vita”.

Nobel Letteratura: Peter Handke disse ‘abolite quel premio’

10 ottobre 201914:01

Nel 2014 Peter Handke, in occasione dell’assegnazione del Nobel per la letteratura al francese Patrick Modiano, dopo aver dispensato grandi complimenti al collega, si espresse con parole molto dure nei confronti del Nobel e propose anzi di abolirlo.
“Modiano è davvero un autore notevole con un’opera unica”, affermò, aggiungendo che il riconoscimento, con la sua “falsa canonizzazione” della letteratura, non porta nulla di buono: “Il Premio Nobel andrebbe finalmente abolito”, disse Handke in una dichiarazione all’agenzia austriaca Apa.
Secondo lo scrittore austriaco, autore di capolavori come i romanzi ‘Prima del calcio di rigore’, ‘Breve lettera del lungo addio’, ‘Infelicità senza desideri’, il Nobel porta “un momento di attenzione, nelle pagine dei giornali”, ma per la lettura non porta nulla.
Handke aveva ammesso che l’essere stato inserito nella rosa dei candidati al Nobel non lo aveva lasciato indifferente: “certo che ti prende, ti infastidisce, e allora ti infastidisci con te stesso perché ci pensi: è una cosa così indegna e al contempo si diventa per un po’ se stessi indegni”.

Premio Nobel per la pace al premier etiope Abiy Ahmed Ali’Per i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea’

11 ottobre 201911:53

Il premio Nobel per la pace 2019 è stato assegnato al premier etiope Abiy Ahmed Ali “per i suoi sforzi  – si legge nella motivazione – per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea”.”Il premio Nobel per la pace 2019 – ha poi precisato il Comitato in un tweet – intende anche riconoscere tutte le parti interessate che lavorano per la pace e la riconciliazione in Etiopia e nelle regioni dell’Africa orientale e nordorientale”. “In stretta collaborazione con Isaias Afwerki, il presidente dell’Eritrea, il premiato di quest’anno ha rapidamente elaborato i principi di un accordo di pace per porre fine alla lunga situazione di stallo ‘nessuna pace, nessuna guerra’ tra Etiopia ed Eritrea”. “In Etiopia – ricorda il Comitato – anche se rimane molto lavoro da fare, Abiy Ahmed ha avviato importanti riforme per dare a molti cittadini la speranza per una vita migliore e un futuro più luminoso. Come primo ministro, Abiy Ahmed ha cercato di promuovere la riconciliazione, la solidarietà e la giustizia sociale”.L’Etiopia “è fiera in quanto nazione” dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace al premier Abiy Ahmed Ali, fa sapere l’ufficio del primo ministro.

IL VIDEOIl premio Nobel per la pace al primo ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed Ali riconosce il lavoro importante che ha fatto sul percorso di riforme nel campo dei diritti umani  – commenta Amnesty International – dopo decenni di repressione, “ma il suo lavoro è lontano dall’essere concluso”. Dopo aver ricordato la riforma delle forze di sicurezza, il cambiamento della legge sulle organizzazioni di volontariato, l’accordo di pace con l’Eritrea e il suo contributo all’accordo tra i leader militari del Sudan e l’opposizione civile, Amnesty afferma che “questo premio dovrebbe spingerlo e motivarlo a intraprendere le sfide sui diritti umani che minacciano di disperdere quanto ottenuto fino ad ora. Deve con urgenza assicurare che il suo governo affronti le tensioni etniche che rischiano di provocare instabilità e ulteriori abusi nel campo dei diritti umani” Amnesty aggiunge che dovrebbe rivedere la legislazione “antiterrorismo che continua ad essere usata come uno strumento di repressione”. Ora più che mai il primo ministro Abiy deve sposare pienamente i principi e i valori del premio Nobel per la pace per lasciare un eredità durevole nei diritti umani al suo paese alla regione e al mondo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

“Diamo un nome alla forza della natura”, domenica grande festa al lago di Roma
Al parco dell’ex Snia concerti, spettacoli per “aiutare la natura a resistere alla cementificazione”

10 ottobre 201916:44

Diamo un nome al lago ex Snia, l’unico bacino idrico naturale di Roma, all’interno dell’anello del GRA. Sarà questo uno dei momenti clou della giornata definita “di festa e di lotta” che animerà, Domenica 13 ottobre, tutto il parco autogestito del lago nato circa 30 anni fa tra largo Preneste e via di Portonaccio a Roma.La giornata, organizzata dal Forum Parco delle Energie, sarà ricca di iniziative con momenti di intrattenimento, spettacoli teatrali e l’esibizione di alcuni gruppi musicali tra cui gli Assalti frontali autori della canzone ‘Il lago che combatte’ insieme al Muro del canto. I tre nomi da votare per dare un nome al lago sono ‘Lago Snia Viscosa’ (dal nome della grande fabbrica di finta seta ottenuta dalla cellulosa di cui nell’area del parco restano i ruderi), ‘Lago Bullicante’ (dal nome delle risorgive di acqua sulfurea che quando l’area era ancora campagna romana si trovavano lungo l’attuale via Acqua Bullicante) e ‘Lago Preneste’ (dal nome dell’antica città di Preneste con il suo tempio della Fortuna Primigenia e il profondo pozzo di acqua sacra per gli oracoli). Saranno tutti quelli che parteciperanno alla giornata a poter esprimere un voto.

In serata ci sarà uno spettacolo di burattini sulla storia fantastica del lago realizzato dalla Compagnia Mangiafuoco – Teatro dei Burattini Roma, dal titolo Bullicante. Per tutta la giornata saranno raccolti contributi per sostenere l’apertura quotidiana, le attività e la manutenzione del Lago.”La manifestazione promossa  – sottolineano gli organizzatori – è interamente autofinanziata e autorganizzata, è realizzata senza ricorrere a sponsor o finanziamenti istituzionali, con il lavoro volontario”.  “Il coinvolgimento popolare – rilevano – è la prima garanzia e legittimità che il lago non cada in nuove speculazioni. Si vuole invece che sia pienamente riconosciuto e tutelato il valore ecosistemico di questo luogo e il suo straordinario processo spontaneo di rinaturazione ancora in corso. La Regione Lazio, il Comune di Roma, il Demanio, dall’esproprio del 2014 ancora non hanno dichiarato tutta l’area Monumento Naturale che è il nostro primo obiettivo per la salvaguarda dello spazio. Nessun finanziamento è stato mai stanziato. Questa giornata è importante per raccogliere i fondi necessari a tenere aperto il lago, al meglio, per tutti, dalla mattina al tramonto, ogni mese, con Faty e Mamour due senegalesi custodi storici. Sarà una gioia sentire l’acqua respirare insieme al quartiere, con attenzione a particolari importante e in sintonia con il paesaggio che ci circonda partendo dalle nostro agire: partecipiamo evitando di generare troppi rifiuti inutili, non usiamo prodotti di plastica monouso e scegliamo di muoverci possibilmente in gruppo, con mezzi meno inquinanti, come il treno, l’autobus, il tram o meglio ancora, senza il minimo impatto sull’ambiente quindi con la bicicletta o le nostre gambe, se possiamo scegliere”. Lo slogan della giornata sarà: “Il lago è un tesoro. Vieni a prenderti il tuo pezzo di felicità”.

Pompei: scoperto affresco con combattimento due GladiatoriFranceschini, ‘sito è miniera inesauribile di ricerca’.

11 ottobre 201912:43

Due gladiatori al termine del combattimento, l’uno vince l’altro soccombe. E’ la scena dell’ultimo affresco rinvenuto a Pompei nell’area di cantiere della Regio V, nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza e rimodulazione dei fronti di scavo, previsti dal Grande Progetto Pompei. Di cui oggi Il Venerdì di Repubblica anticipa nella storia di copertina le prime immagini. ”Si tratta della scena di un combattimento tra un “Mirmillone” e un “Trace”, due tipologie di lottatori distinti da armature differenti e classici avversari nelle lotte gladiatorie”, si legge nel sito del Ministero dei Beni Culturali.
”Su uno sfondo bianco, delimitato su tre lati da una fascia rossa, si compone la scena di lotta tra i due gladiatori. Quello sulla sinistra è un “Mirmillone” della categoria degli “Scutati”: impugna l’arma di offesa, il gladium, (corta spada romana) e un grande scudo rettangolare (scutum) e veste un elmo a tesa larga dotato di visiera con pennacchi, il cimiero.
L’altro, in posizione soccombente, è un “Trace”, gladiatore della categoria dei “Parmularii”, con lo scudo a terra. È rappresentato con elmo (galea), a tesa larga ed ampia visiera a protezione del volto, sormontato da un alto cimiero”.
L’affresco di circa 1,12 mt x 1,5mt, rinvenuto in un ambiente alle spalle dello slargo di incrocio tra il Vicolo dei Balconi e il vicolo delle Nozze d’Argento, ha forma trapeizodaile, in quanto era collocato nel sottoscala, forse di una bottega. Si intravede al di sopra della pittura, l’impronta della scala lignea. Molto probabilmente decorava un ambiente frequentato da gladiatori, forse una bettola dotata di un piano superiore, destinato ad alloggio dei proprietari dell’esercizio commerciale o come di frequente, soprattutto vista la presenza di gladiatori, destinato alle prostitute.
“Il sito archeologico di Pompei, fino a qualche anno fa, era conosciuto nel mondo per la sua immagine negativa: i crolli, gli scioperi e le file dei turisti sotto il sole. Oggi è una storia di riscatto e di milioni di turisti in più. Oggi è un sito accogliente, ma soprattutto è un luogo in cui si è tornati a far ricerca, attraverso nuovi scavi. La scoperta di questo affresco dimostra che davvero Pompei è una miniera inesauribile di ricerca e di conoscenza per gli archeologi di oggi e del futuro”. Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turimo, Dario Franceschini.
“E’ molto probabile che questo luogo fosse frequentato da gladiatori. – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – Siamo nella Regio V, non lontani dalla caserma dei gladiatori da dove, tra l’altro, provengono il numero più alto di iscrizioni graffite riferite a questo mondo. In questo affresco, di particolare interesse è la rappresentazione estremamente realistica delle ferite, come quella al polso e al petto del gladiatore soccombente, che lascia fuoriuscire il sangue e bagna i gambali. Non sappiamo quale fosse l’esito finale di questo combattimento. Si poteva morire o avere la grazia. In questo caso c’è un gesto singolare che il trace ferito fa con la mano, forse, per implorare salvezza; è il gesto di ad locutia, abitualmente fatto dall’imperatore o dal generale per concedere la grazia. L’ambiente di rinvenimento è solo parzialmente portato in luce – su un lato emerge un’altra piccola porzione di affresco che rivela la presenza di un’altra figura- in quanto lo scavo dello stesso è stato possibile a seguito dell’intervento di rimodulazione dei pendii dei fronti e alla loro messa in sicurezza, che costituisce l’esigenza prioritaria di tutto il cantiere della Regio V”.

Architettura, Roma si anima con SpamFino al 18/10,incontri, letture e cinema per la città del futuro

10 ottobre 201919:16

– Accendere il dibattito (Think-Tank) sulla Bauhaus, in occasione del centenario, nonché su una serie di altri argomenti che incidono sulla vita sia materiale che spirituale. E’ l’obiettivo di Bauhaus Think-Tank, l’installazione di Guido Iannuzzi, che oggi ha aperto a Roma Spam, il Festival dell’Architettura promosso dall’Ordine degli architetti di Roma e provincia al via da oggi al 18 ottobre nel villino dell’Acquario, sede dell’Ordine. L’opera è una rivisitazione del carro armato sovietico T34 utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale e riprodotto in scala 1:1 per stimolare uno scambio di opinioni (il think-tank appunto) su concetti antitetici come il rapporto tra etica ed estetica, pensiero teorico ed azione concreta, libertà e oppressione, guerra e pace.
Al lancio della rassegna, nove giorni di incontri, lezioni, spettacoli, cinema e tanto altro con la partecipazione delle grandi firme dell’architettura da Libeskind a Yosuke Hayano di Mad architects, da Mario Bellini ad Alessandro Melis responsabile del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2020, ha partecipato Lorenza Bonaccorsi, sottosegretario ai beni culturali: “Importante un Festival per ridare protagonismo all’architettura come momento fondamentale per pensare gli spazi urbani del futuro”, ha sottolineato, “Una città non può essere cambiata e sviluppata se non viene prima pensata nelle sue trasformazioni”.

A Cucinelli premio America 2019Da Fondazione Italia-Usa per avere esportato il made in Italy

PERUGIA10 ottobre 201919:30

– Conferito a Brunello Cucinelli il premio America 2019 promosso dalla Fondazione Italia-Usa. La cerimonia di consegna si è svolta alla Camera dei deputati.
A premiare Cucinelli è stata Catia Polidori, direttore esecutivo della fondazione e imprenditrice umbra.
La fondazione si occupa di promuovere l’amicizia tra Italia e Usa. A Cucinelli il riconoscimento è stato assegnato per avere portato il made in Italy negli Stati uniti dove svolge gran parte della sua attività.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostra di Fernando Botero a BolognaCorpus costituito da 50 opere, esposizione in sette sezioni

BOLOGNA11 ottobre 201910:36

– Cinquanta opere uniche mai viste prima a Bologna, comprendenti una serie di disegni realizzati a tecnica mista e un insieme di acquerelli a colori su tela, compongono il corpus della mostra dedicata all’artista colombiano Fernando Botero, in programma dal 12 ottobre al 26 gennaio a Palazzo Pallavicini. L’esposizione, curata da Francesca Bogliolo e articolata in sette sezioni, rispetta i temi cari all’artista e pone la sua attenzione all’occhio poetico che Botero è capace di posare sul mondo, regalando una bellezza fatta di volumi abbondanti, colori avvolgenti e iconografie originali. Un visionario inno all’esistenza che approfondisce il disegno inteso come fondamento della forma, primario e imprescindibile strumento di bellezza.
Tra i soggetti selezionati compaiono personaggi legati alla tauromachia e al circo, silenti ed equilibrate nature morte, delicati nudi, personalità religiose, individui colti nella propria quotidianità. Una rassegna visiva che tiene conto dell’intensa ricerca visiva di Botero, tesa all’affermazione del suo caratteristico linguaggio. Tra le opere esposte si nascondono i segreti della vita, celati sotto presenze dai volumi corpulenti, persone o oggetti in attesa di un movimento casuale o volontario. In perfetto equilibrio tra ironia e nostalgia, atmosfere oniriche e realtà fiabesca, classicità italiana e cultura sudamericana, l’arte di Botero è creatrice e portatrice di uno stile figurativo e personale, capace anche in questa occasione di coinvolgere e affascinare chi guarda.
Libertà creativa e monumentalità rappresentano il fil rouge dell’esposizione, il cui allestimento è stato progettato con l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Favino, strada per Oscar è lunghissimaInterprete de Il traditore’ in Calabria per film di Claudio Noce

ROCCELLA IONICA (REGGIO CALABR11 ottobre 201911:39

– “Vivo questa attesa con grandissima gioia. Riuscire a fare qualcosa che va al di là dei nostri confini mi fa sentire felice e orgoglioso di poter rappresentare il nostro Paese”. Lo ha detto l’attore Pierfrancesco Favino interprete del film “Il traditore” di Marco Bellocchio, in corsa per l’Italia alla 92/ma edizione degli Oscar, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Roccella Ionica per la presentazione del film “Padre Nostro” di Claudio Noce, in parte girato in Calabria.
“La strada per arrivare a quella serata è lunghissima – ha aggiunto Favino – ci sono 93 film che concorrono all’Oscar, noi come produzione e interpretazione italiana ce la metteremo tutta per arrivare in fondo”.
Il film di Bellocchio, unica pellicola italiana in concorso alla 72/a edizione del Festival di Cannes e reduce dal successo ottenuto al recente New York Film Festival, è ispirato alla collaborazione con la giustizia dello storico pentito della mafia siciliana, Tommaso Buscetta.

La ‘Rivolta della Dignità’ di Milo RauIn scena al Teatro Argentina, una nuova tappa con un Gesù Nero

11 ottobre 201912:10

– “Quando l’ingiustizia diventa legge la resistenza diventa un dovere”: è il testo di uno dei tanti striscioni appesi la sera del 10 ottobre al Teatro Argentina di Roma. Palcoscenico prestigioso e spazio occupato da un’assemblea politica, voluta dal regista svizzero Milo Rau, che ha messo in scena “La rivolta della dignità – Resurrezione”, penultima tappa del suo Nuovo Vangelo. Un progetto che unisce l’attualità con il teatro, il cinema con la politica, per raccontare un “nuovo messaggio” di fede, contemporaneo alla denuncia dell’immigrazione, del caporalato, del capitalismo sfrenato, dello sfruttamento il lavoro nero del Sud del Bel Paese.
Per farlo, Rau, celebrato come innovatore del teatro d’avanguardia internazionale, ha scelto come protagonista un Gesù nero, interpretato dall’attivista politico Yvan Sagnet, fondatore del progetto “No Cap” nelle campagne pugliesi per tutelare il lavoro dei migranti nella stagione della raccolta agricola.

S.Cecilia, Pappano trionfa con BerliozConcerto inaugurale. Applausi a orchestra e coro

11 ottobre 201912:52

– Una macchina formidabile di suoni e voci guidata da Antonio Pappano nella esecuzione della monumentale Grande Messe des Morts di Hector Berlioz ha trasformato in un evento il concerto inaugurale della stagione sinfonica di Santa Cecilia. Palcoscenico affollatissimo con 300 musicisti, tra orchestrali, il doppio coro dell’ Accademia Nazionale e del Teatro San Carlo di Napoli, e la Banda della Polizia di Stato per il colossale Requiem. L’imponente spiegamento di forze è giustificato dalla potenza della “cattedrale gotica commovente e poetica”, come l’ ha definita Pappano, costruita dal compositore francese. Vero protagonista è il coro, che anima senza interruzione i dieci movimenti dell’opera. “E’ stata una maratona vocale durissima”, ha detto Piero Monti, al debutto alla alla guida della compagine ceciliana. Di grande intensità nel Sanctus il tenore messicano Javier Camarena, per la prima volta a Roma.

Naspini, Ossigeno, soffocati dal maleIntenso e inquietante noir psicologico

11 ottobre 201912:54

– SACHA NASPINI, ”OSSIGENO” (E/O, pp. 212 – 16,00 euro). Questo nuovo romanzo di Sacha Naspini è all’apparenza tutt’altra cosa rispetto alle pagine forti, intense, all’amara e umanissima cattiveria maremmana, al nero ma col sorriso sotto i baffi, al vitale racconto collettivo di quel bellissimo libro che è ‘Le case del malcontento’. Se quello era un quadro, la costruzione di un mosaico del male, questo è l’indagine sulle conseguenze del male, capace di annidarsi dove uno meno se lo aspetta e insidioso nella sua capacità di riproporsi, di imprigionarti con i suoi meccanismi mentali. Ma tutti e due raccontano di animi prigionieri e hanno un apparente lieto fine tra l’onirico e la favola smentito dalla realtà. ”Ossigeno”, quell’aria che manca in modo diverso a tutti i personaggi, è un vero romanzo nero, di azione ma psicologico e non un poliziesco, che se morti e un’indagine vi è stata, qui non se ne parla e si parte dalla sua conclusione. Tutto subito si concentra nell’emblematico Insetto stecco che dà non a caso il titolo al primo capitolo, imprigionato in un bicchiere per osservarne le reazioni dal famoso antropologo e docente universitario Carlo Maria Balestri e subito liberato da suo figlio Luca, di cui si occupa amorevolmente dopo la morte della moglie. Capitolo che inizia con ”Vennero a prenderlo alle otto di sera” il 6 ottobre 2013, proprio lui, proprio l’illustre professore, che, si è scoperto per caso, teneva da 14 anni una ragazza rapita chiusa in un container. Il romanzo prende l’avvio subito, coinvolgente, spiazzante, inquietante, insinuante, aggiungendo i nuovi dati ai ricordi della vita normale del figlio, così, a proposito dell’estate del 1998: ”Mentre mi tuffavo dallo scoglio più alto per impressionare quel mio amoretto estivo un’altra ragazzina se ne stava al buio di un container. Con il caldo doveva trasformarsi in un forno. Una catena al collo…” Ed è il romanzo di Luca, che ha 27 anni la sera dell’arresto del padre, che sparisce dalla storia col mistero del suo animo malato. Luca che resta solo prigioniero di quel che è accaduto, della rivelazione di essere figlio di un mostro, crepa nera e profonda cui poco riescono a far fronte le parole di un’analista. La sua vita viene sconvolta sino a costringerlo a cambiare cognome per non essere subito identificato come il figlio del ”mostro del golfo”, dopo che è stato lasciato dalla sua fidanzata mentre lui si smarrisce e angoscia alla ricerca di un senso, di un’infanzia e adolescenza che gli paiono ora del tutto false.
Ed è il romanzo di Laura che è stata anni e anni chiusa in una scatola, oggetto del folle esperimento di un… maniaco, ma non sessuale, che non l’ha mai toccata. E’ il romanzo del suo ritorno alla vita e dei conti anche con l’impotenza di sua madre, con le sue amiche di un tempo. Quando Luca la pedina per vedere cosa è, come è diventata e vive, obbedisce a una necessità che non sa controllare. Lui e tutti gli altri sono prigionieri e si imprigionano, vittime del passato e di forze oramai più forti di loro in un gioco di specchi, come non avessero più in futuro. Così è naturale che ci si ritrovi a un certo punto a sorpresa sul luogo del delitto, in un percorso di colpi di scena, fatto di costrizioni, di bisogni insopprimibili, di vite infettate dal male. Una storia così, tutta invenzioni sorprendenti eppure consequenziali, una narrazione a incastri e ribaltamenti, ma che scorre piana e tenuta in continua tensione, non riuscirebbe a essere viva e arrivare nel profondo se non fosse per la qualità della scrittura, misurata, pulita, mai ad effetto a cominciare dall’uso di aggettivi, evitando metafore per raccontare col distacco di una cronaca. E della capacità di scegliere e creare la lingua e il tono giusto per un racconto Naspini aveva già dato mirabile prova in ”Le case del malcontento” (che tra l’altro stanno diventando una serie tv internazionale col titolo ”Grudgeville”).

Murakami ad Alba per il Bottari LattesTerrà la lezione magistrale ‘Un piccolo falò nella foresta’

TORINO11 ottobre 201913:00

– Lo scrittore giapponese Haruki Murakami è ad Alba, nella Langhe, dove oggi riceve il Premio Lattes Grinzane 2019, sezione La Quercia, un riconoscimento già andato a personaggi del calibro di McEwan, Amis, Vila-Matas.
Murakami terrà la lezione magistrale dal titolo ‘Un piccolo falò nella caverna’ in cui racconta come nascono i suoi libri, quali sono le ragioni della scrittura e il metodo. Tutto esaurito per l’evento, alle 18 al Teatro Sociale di Alba: potrà partecipare soltanto chi si è procurato già da tempo un biglietto o un accredito stampa. E’ il primo incontro pubblico in Italia di Murakami che è molto schivo e sfuggente e non ha mai partecipato a festival o presentazioni di libri. Lo scrittore, che ha chiesto la massima riservatezza, non firmerà copie dei suoi romanzi (in Italia pubblicati tutti da Einaudi).
Murakami resterà nelle Langhe un paio di giorni e ritornerà poi in Giappone.

Biennale Milano, 200 artisti in mostraA inaugurazione Morgan e Alberoni lanciano progetto musicale

MILANO11 ottobre 201913:01

– Le opere di oltre duecento artisti contemporanei provenienti da oltre 40 Paesi nel mondo sono esposte al Brera site per la terza edizione della Biennale di Milano. La rassegna, organizzata e ideata da Salvo Nugnes e presentata da Vittorio Sgarbi, aperta da ieri fino al 14 ottobre, si pone l’obiettivo “di valorizzare la democrazia nell’arte”, questo il tema scelto per l’ edizione 2019, per dare l’opportunità a quanti più artisti possibile di farsi conoscere attraverso il proprio talento. “A Milano una Biennale è necessaria – sostiene Vittorio Sgarbi – per intercettare il mondo di creatività variopinta che in quella stessa città si muove”. “In tutte le grandi città artistiche del mondo c’è una biennale d’arte – ha spiegato Nugnes -. Non ho mai capito perché solo Milano, con la sua storia e la sua tradizione legata all’arte, non avesse un appuntamento di questo tipo”. La provocazione lanciata durante l’inaugurazione è stata una futura produzione musicale di Morgan con i testi scritti dal sociologo Alberoni.

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