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ALLE 09:32 DI MERCOLEDì 30 OTTOBRE 2019

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Daniele Silvestri e la sfida vinta dei palasport
Anche politica e ambiente ne La Terra dal vivo sotto i piedi

29 ottobre 2019 06:11

Tre ore piene. Di musica, ma non solo. Di emozioni, di scommesse fatte e vinte, di sogni che hanno preso forma, di timori che sono stati superati, di festeggiamenti mascherati da non-festeggiamenti (o viceversa).
Daniele Silvestri, dopo un’attesa durata 25 anni, ha debuttato ieri sera – non senza un po’ di batticuore previgilia – a Roma (e non poteva essere altrimenti) con La Terra dal vivo sotto ai piedi, il suo primo tour nei palasport. Tre ore, che sarebbero potute diventare quattro o cinque per l’intensità, l’energia e la passione che ci hanno messo gli artisti sul palco e il pubblico sugli spalti. “Ma poi diventa sequestro di persona”, scherza durante il live il cantautore, immaginando per la nuova avventura un palco senza confini, senza quinte, aperto su tutti i lati e al centro del parterre. E lui al centro su una piattaforma girevole coperta di terra, richiamo al titolo dell’ultimo album (La Terra sotto i piedi), circondato da 9 musicisti e accompagnato in tutte le date del tour dalle incursioni del rapper Rancore, con il quale ha condiviso anche l’esperienza sanremese e il brano Argentovivo (in video anche Caparezza, Manuel Agnelli e Shorty, mentre sul palco è arrivato Andrea Vincenzo Leuzzi degli Otto Ohm).
Il tour coincide con i 25 anni di carriera di Silvestri, ma assicura lui, è un caso, “ce ne siamo resi conto solo a progetto già iniziato”. E a dimostrazione di ciò, è uno show costruito intorno all’ultimo disco. Non mancano le concessioni all’amarcord, in particolare con un mini-concerto di 37 minuti a metà del live, con brani in ordine cronologico dal 1994 al 2016 (si parte da Dove sei per arrivare a La mia casa, passando da Desaparecido, Occhi da orientale, 1000 euro al mese, Monetine) e una carrellata di immagini a ripercorre quegli anni. La caduta del muro di Berlino e la serie cult il principe di Bel Air, Falcone e Borsellino e le stragi di mafia, Kurt Cobain, il rigore sbagliato da Baggio ai Mondiali, Bettino Craxi (fischiato), il magistrato Antonio Di Pietro e Tangentopoli, la discesa in campo di Silvio Berlusconi (fischiatissimo). E poi un giovane Silvestri al Festival di Sanremo del 1995 con L’Uomo col megafono. “Alcuni degli eventi di quegli anni hanno determinato quello che è successo poi e quello che siamo diventati”, sottolinea l’artista prima di lasciare spazio al videoracconto che ha traghettato gli spettatori fino ai giorni nostri: il sangue al Bataclan, il dramma dei naufragi e dell’immigrazione, l’incendio di Notre Dame e la caduta del ponte Morandi a Genova.
Quando sullo megaschermo compare il volto di Matteo Salvini il Palazzo dello Sport viene giù per i fischi, per emozionarsi subito dopo con le lacrime di capitan Totti il giorno dell’addio alla Roma. Greta Thunberg scatena gli applausi, così come Andrea Camilleri nel suo discorso sull'”altro, che non è altro che me stesso allo specchio”.
Silvestri, del resto, non si è mai tirato indietro davanti all’impegno politico e sociale. Quando attacca L’appello, brano dedicato a Paolo Borsellino, in platea sventolano decine di agende rosse. “Non dobbiamo mai smettere di chiedere verità allo stato”, dice, e quando intona Le navi, sull’immigrazione, spiega: “è diventata una canzone sovversiva, e allora la faccio proprio per quello e mi piace ancora di più farla”.
A penalizzare un live potente, uno show costruito magistralmente, la pessima acustica del palazzetto di Roma.
“Sapevamo che ci saremmo dovuti confrontare con la situazione peggiore – ammette Silvestri -. Anche per questo alcuni brani più parlati sono stati lasciati fuori. Sono anni che si parla di metterci mano, ma finora non è stato fatto”.
Si replica l’8 novembre a Padova, il 9 a Rimini, il 15 a Bari, il 16 a Napoli, il 22 a Milano, il 23 a Torino.

Wertmuller ‘stella di Hollywood’, “onore rappresentare l’Italia”

29 ottobre 201913:09

Lina Wertmuller è una stella di Hollywood. Da oggi anche con la stella sulla Walk of Fame al 7065 di Hollywood Boulevard,a a 300 metri dal Chinese Theatre.
“Sono onorata, vi ringrazio tutti. Ho una responsabilità grande, rappresentare l’Italia” ha detto la regista per vedere la quale sulla strada si era radunata una folla di persone che la incitavano e festeggiavano.
Sul palchetto sistemato in prossimità della stella, si sono susseguiti interventi di personalità del cinema, autorità locali e la console Silvia Chiave. Lo sceneggiatore premio oscar Steven Zaillian (Schindler’s List e ora al cinema con The Irishman di Scorsese) ha ricordato la filmografia della Wertmuller, “questa lady dietro gli occhiali – ha detto- appartiene all’età d’oro del cinema italiano con Fellini, Rossellini, Visconti, Bertolucci. Per me e per molti altri sei stata una fonte di ispirazione”.
Hanno parlato l’attore David O’ Russell, Joe Buscaino consigliere comunale di Los Angeles della comunità italo americana di 40mila persone, mentre l’attore e regista Eli Roth ha fatto ridere tutti i presenti raccontando di quando all’Ischia Film festival sette anni fa prese una sonora sberla dalla Wertmuller per aver detto di essere un “fan di Bombolo”.
Pascal Vicedomini, cui si deve la promozione della stella sulla Walk of Fame presso la Camera di Commercio, si è emozionato ricordando il legame 25ennale con Lina, “un lungo sodalizio d’amore cominciato grazie a Tony Petruzzi, il suo protagonista nei Basilischi. Ho avuto lei accanto per miei progetti Capri Hollywood , Los Angeles Italia, Ischia Global.
Sono onorato della sua amicizia e felice di festeggiare qui oggi una grande donna italiana”. Finale di cerimonia con ‘O sole mio cantata dal vivo da Ivana Canovic.

Martins, dalle favelas oltre la ribellioneLo scrittore, in Brasile un nuovo movimento di linguaggio e arte

29 ottobre 201910:38

E’ stata sua nonna, raccontandogli storie di vita reale, invece di dolci e mielose favole, a inculcargli la passione per la lettura e poi per la scrittura. “Avevo 4 o 5 anni ed ero affidato a lei – spiega Geovani Martins, 28 anni, considerato il fenomeno letterario emergente in Brasile – Mi teneva tranquillo con queste sue storie, alcune vere, altre no, ambientate nella favela dove vivevamo, potrei quasi dire che lei è stata la mia prima scrittrice”.
Martins, lunghi capelli ricci e scuri, è a Milano in questi giorni, e per la prima volta in Italia, per presentare ‘Il sole in testa’, il suo primo libro (Mondadori, 122 pagine). Tredici racconti con protagonisti i giovani delle baraccopoli, in particolare Rocinha, la più grande del mondo, oltre 70.000 persone. Storie scritte da chi conosce bene quel mondo, il suo gergo, le dinamiche, le difficoltà (lui stesso ha smesso di studiare molto presto per guadagnarsi da vivere con i più svariati lavori), senza voler giudicare. “Ma soprattutto uscendo dai soliti stereotipi con cui finora gli scrittori hanno trattato questo argomento – dice Martins – Mi interessava non tanto sottolineare la ribellione che può scaturire da situazioni come quelle, ma la frizione sociale che rappresenta, è arrivato il momento di riscrivere la storia di queste realtà e per fortuna c’è un movimento di scrittori, ma anche giornalisti, artisti che lo sta facendo, siamo i primi giovani che arrivando dalle periferie sono riusciti a rompere un mercato culturale chiuso, sia entrando nelle università che scrivendo libri come me, con altri linguaggi e immaginazione”.
“Confesso di essere rimasto un po’ deluso quando ho cominciato a girare e credevo di trovare la stessa tendenza – aggiunge – Ad esempio a Bogotà cercavo nelle librerie libri di giovani scrittori che arrivano dal mio stesso mondo, dalle periferie o dalle comunas spagnole, invece niente”. I racconti parlano anche di momenti felici e spensierati (il bagno in mare, le prime passioni) nonostante la povertà, la droga, gli scontri con la polizia che li tiene costantemente sotto controllo. “Lì è così – dice Martins – Da anni c’è la Unidade de Policia Pacificadora: dovrebbero combattere i narcotrafficanti, invece considerano tutti dei banditi, nel 2011 erano state 150 le persone uccise.
Nel 2019, 1300”.
Proprio agli anni in cui la Upp ha cominciato la sua attività nelle favelas è dedicato il prossimo libro che conta di far uscire entro la fine del 2020. Per quanto riguarda il suo paese, ha una visione poco felice e pessimista. “Molti giovani come me ne sono coscienti che il governo Bolsonaro porta solo violenza – dice – ma tanti altri sono invece entusiasti di quello che ritengono patriottismo, sicurezza: purtroppo il fenomeno delle fake news ha raggiunto metodologie mai attuate prima, ci sono in campo vere e proprie milizie digitali e credo che anche il Papa con i suoi appelli e le sue esortazioni potrà fare ben poco”.
Spera invece di tornare presto in Italia e portarci anche sua madre. “Il vostro per me è un paese di riferimento e mi incuriosisce tutto – ammette – Certo, le prime cose che mi vengono in mente e mi piacciono sono la gastronomia e il calcio, ma nella mia formazione hanno avuto molto peso il vostro neorealismo e gli artisti pop”.

Downton Abbey, affresco di un’epoca di persone d’onoreIn sala il film dalla serie cult. E si pensa a un sequel

29 ottobre 201910:39

“In tempi di Brexit, in cui abbiamo leader ai quali sembra mancare la dignita’, è rassicurante rifugiarsi nell’epoca di Downton Abbey, fra uomini e donne d’onore con tradizioni e valori”. Parola di Jim Carter, interprete di uno dei personaggi piu’ amati del racconto, il maggiordomo Carson, che ritroviamo nella trasposizione cinematografica/sequel diretta da Michael Engler della serie brit cult, in sala dal 24 ottobre coj Universal dopo il debutto italiano nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma.
Tornare insieme ‘”è stata come una grande riunione di famiglia, è un po’ come se non ci fossimo mai lasciati. Rifare tutto per il grande schermo e’ stato un privilegio, come l’accoglienza che stiamo ricevendo’ spiega Michelle Dockery (l’indomita Lady Mary Talbot) e non e’ escluso che il racconto prosegua. ‘C’è già fra noi la febbre per un nuovo sequel, chi lo sa – aggiunge l’attrice -. Se la gente continua a mantenere il proprio entusiasmo, un altro film è possibile”.
In effetti la trasposizione sta confermando l’affetto globale per la serie che in sei stagioni, dal 2010 al 2015, ha raccontato vite, amori, cambiamenti, fra pace e guerra, dal 1910 al 1926, degli aristocratici Crawley, guidati da Robert, Conte di Grantham (Hugh Bonneville) e della loro altrettanto numerosa servitù, in uno splendido maniero nello Yorkshire. Il film, che riprende più o meno da dove la serie aveva lasciato il pubblico, a fronte di un budget di poco piu’ di 41 milioni di dollari ne ha gia’ incassati nel mondo oltre 160 milioni.
La storia, tra sottile ironia e più linee di racconto incrociate, prende il via con una lettera da Buckingham Palace, che annuncia ai Crawley la prossima visita a Downton Abbey dei monarchi, Re Giorgio V (Simon Jones) e la Regina Mary (Geraldine James). Un arrivo che nella famiglia fa prevedere, tra le tante conseguenze, un nuovo scontro, per una questione di eredità, fra la contessa madre Violet (la sempre straordinaria Maggie Smith) e sua cugina, Maud (Imelda Staunton) dama di compagnia della regina.Parallelamente, tra la servitu’ la notizia porta due terremoti: il ritorno temporaneo come maggiordomo di Carson (Carter), che era andato in pensione al posto del recentemente promosso Barrow (Robert James-Collier) e la ‘presa di potere’ sui preparativi a Downton Abbey, da parte del personale dei reali. Tra attentati, figli segreti e nuovi amori, il racconto si snoda con la consueta classe.
“E’ una fantasia romantica di due ore, che ci fa sfuggire per un po’ dagli orrori a cui assistiamo’ sottolinea la pluripremiata Imelda Staunton, moglie nella vita di Jim Carter, felice di entrare nel cast. ‘Era importante per tutti noi fare qualcosa che i fan considerassero un ritorno a casa, ma che potesse far sentire anche a chi non avesse mai guardato la serie di poter entrare in quel mondo – dice il regista -. Ci sono nel racconto archetipi che tutti noi possiamo comprendere, dal rapporto con il capo a quello con colleghi ansiosi o difficili a persone che vanno dritte verso un obiettivo o con un carico difficile da sopportare”.
Il film ha voluto esaltare il valore cinematografico della serie e per la massima veridicitànel mettere in scena rituali e tradizioni ha avuto tra i consulenti anche un esperto che ha lavorato a Buckingham Palace. ‘Abbiamo avuto l’idea del film gia’ dalla terza stagione – dice il produttore Gareth Neame -.
Non volevamo che la serie andasse avanti a oltranza, ma visto che era cosi’ amata in tutto il mondo per la sua qualita’ dagli attori alle ambientazioni, pensavamo che sarebbe stata giusta anche una trasposizione per il grande schermo, soprattutto per ripagare l’affetto dei fan”.

Matera, Piovani e la felicità pericolosaDomani sera lo spettacolo nella Capitale europea della Cultura

MATERA29 ottobre 201911:40

– Musica, parole e teatro: una “felicità pericolosa” arriva nella Capitale europea della Cultura 2019. “Tutto questo è gioiosamente pericoloso, come sono pericolosi gli incontri della vita che ci coinvolgono fino in fondo, che ci mettono felicemente in discussione. A me è capitato tante volte per le strade della musica”: il maestro Nicola Piovani presenta così il senso del viaggio musicale che prende corpo e anima nel suo spettacolo, “La musica è pericolosa – Concertato”, in scena il 30 ottobre, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio di Matera (sold out).

Musica: dal 24 novembre Mika in tour, con biglietti nominaliBarley Arts, da sempre schierati contro il secondary ticketing

29 ottobre 201912:28

– Una tournée di ben 12 date nei palasport italiani, da Nord a Sud: Mika è pronto a partire con il suo Revelation Tour, prodotto nel nostro Paese da Barley Arts, dal 24 novembre all’8 febbraio 2020. Manca meno di un mese al debutto. L’organizzazione è al lavoro su più fronti, e Claudio Trotta patron di Barley Arts ricorda che “ai concerti di Mika sarà d’obbligo il biglietto nominale, per contrastare ogni forma di speculazione e il fenomeno del secondary ticketing.
L’invito è sempre quello di diffidare dai circuiti di vendita alternativi e non comunicati tramite i suoi canali ufficiali”.
La normativa sul biglietto nominale riguarda la messa in vendita dei ticket dopo il primo luglio. Barley Arts informa gli acquirenti sulle modalità che consentono il cambio di denominazione o la rivendita senza lucro. Per le date del tour del 2019 (Torino, Ancona, Roma, Casalecchio di Reno, Montichiari, Livorno, Assago), il cambio nominativo potrà essere effettuato a partire da circa un mese prima del concerto fino al giorno prima: le tempistiche esatte per ogni data saranno pubblicate sui siti dei singoli circuiti di biglietteria ufficiali (Vivaticket, Ticketmaster e Ticketone). Per quanto riguarda i concerti del 2020, le modalità verranno comunicate in seguito.
Tutte le date del “Revelation Tour”: Torino (24 novembre, Pala Alpitour) la prima città del tour italiano di Mika: gli altri live sono il 26 novembre, Ancona (PalaPrometeo); il 27, Roma (Palazzo dello Sport); il 29 Casalecchio di Reno (Bologna, Unipol Arena); il 30, Montichiari (Brescia, PalaGeorge); il 2 dicembre, Livorno (Modigliani Forum); il 3, Assago (Milano, Mediolanum Forum); il 1° febbraio 2020, Padova (Kioene Arena); il 2, Bolzano (PalaOnda); il 5, Napoli (Teatro PalaPartenope); il 7, Bari (Palaflorio); l’8, Reggio Calabria (Palacalafiore). http://www.mikasounds.com

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Fiorello: Jovanotti posta lo spot dell’ ‘amico genio’ per il debutto di Viva RaiPlay
‘Lo posto qui senza autorizzazione, certe figate vanno condivise subito’

29 ottobre 201913:22

Lorenzo Jovanotti posta lo spot dell’ “amico genio” Fiorello per il debutto di VivaRaiPlay. ‘Mi ha mandato il promo perché lo vedessi, e non resisto, lo posto qui senza autorizzazione’

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Marracash, la mia ‘Persona’ tra Marra e Fabio
Nuovo album in uscita con Madame, Coez, Luché e altri

29 ottobre 201919:03

Si racconta per intero ma anche per singole parti che compongono l’individuo, Marracash, che giovedì 31 ottobre torna in scena con il nuovo album ‘Persona’. A tre anni di distanza dal precedente lavoro da studio, il rapper milanese ha scelto di scoprire le carte mostrandosi in tutti gli organi che compongono un corpo umano, tra forze e debolezze, e attraverso una scaletta di quindici titoli, ciascuno dei quali idealmente abbinato ad una parte del corpo. Si va dai denti di ‘Body partss’ fino allo stomaco di ‘Greta Thunberg’, passando per tutto, ma proprio tutto, il resto: lo scheletro (‘Qualcosa in cui credere’), il fegato (‘Poco di buono’), il cuore (‘G.O.A.T.’) e persino l’anima (‘Madame’).”Quella di suddividere un album per tracce abbinate a parti del corpo è un’idea che ho da anni – ha spiegato Marracash – e per questo album, che è il mio più personale, mi è sembrata adatta”. Tanto personale nel racconto, quanto punto di arrivo di un percorso e ripartenza verso un nuovo ciclo. “Con questo album è come se Fabio avesse ucciso Marracash – ha confessato il rapper, all’anagrafe Fabio Rizzo – mettendo in un angolo anche la sua presenza ingombrante. Ho scritto tutto in tre mesi, dopo tre anni di pausa, e quando ho ripreso a pensare alle canzoni le parole sono sgorgate con la potenza del sangue che esce da un corpo. Per me questo lavoro segna anche un nuovo inizio e una nuova libertà conquistata”. Per raccontarsi attraverso il suo rap, ma non solo quello, Marracash questa volta ha deciso di coinvolgere anche i colleghi Madame, Coez, Cosmo, Gué Pequeno, Luchè, Mahmood, Massimo Pericolo, Sfera Ebbasta e tha Supreme. A quali tracce abbiano collaborato, Marracash vuole però che resti sconosciuto fino all’uscita dell’album, per dare tempo al suo pubblico di giocare con la fantasia.”Forse è strano pensare ai featuring per un album così personale – ha spiegato la voce delle nuove ‘Bravi a cadere’, ‘Non sono Marra’ e ‘Da buttare’ – ma ciascuno degli artisti è stato chiamato in funzione del concept dell’album e dei pezzi. Tutti hanno aggiunto una parte del loro talento in base al progetto nel quale li ho coinvolti”. Qualche nome che in tanti si sarebbero aspettati tra i featuring di ‘Persona’, è però rimasto fuori. “Non chiamo nel mio disco gli artisti che ammiro – ha detto Marracash – o almeno non solo e non tutti, ma quelli che possono aggiungere qualcosa alla traccia in cui sono ospiti. Un nome tra i tanti la cui assenza mi è stata rimproverata è quello di Fabri Fibra. Non è capitato in questo disco, ma abbiamo tracce insieme e progetti futuri all’orizzonte”.Diverse anche le aree musicali alle quali Marracash ha attinto a piene mani per confezionare il suo ‘Persona’. “Ci sono le canzoni cantate e le parti suonate con gli strumenti veri – ha raccontato il rapper – che magari mi permetteranno di utilizzare una band per il prossimo tour ancora tutto da pensare. Ho sconfinato anche nel rock, che però ha sempre fatto parte del mio dna. Molti che oggi fanno rock, dal quel mondo, alla fine, hanno preso solo la parte glamour e l’etichetta di genere, mentre il rock è prima di tutto un’attitudine”.

Un libro su S. Francesco e il SultanoScritto da padre Fortunato e giornalista Piero Damosso

ASSISI (PERUGIA)29 ottobre 201913:43

– Ad 800 anni dallo storico incontro tra San Francesco e il Sultano Malik Al-Kamil il capo redattore centrale del Tg1,Piero Damosso e il direttore della rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, ripercorrono in un libro, Edizioni San Paolo, le tappe del cammino del Santo di Assisi e dei francescani nel mondo fino all’approfondimento della “straordinaria epoca di rinnovamento” dellla Chiesa con Papa Francesco. Il volume “Francesco e il Sultano. 800 anni da un incredibile incontro” parte – spiega la Rivista San Francesco in un comunicato – da interrogativi “tanto antichi quanto attuali”: come comportarsi con chi, per formazione personale, culturale o religiosa viene da un mondo diverso dal nostro? Come possiamo accettare questa diversità? Come comprenderla e quindi convivere con essa?. “In anni di incertezze e tensioni, economiche e sociali in primis – si legge ancora nella nota -, San Francesco ci giunge in aiuto indicandoci la via, il cammino da intraprendere”.

Nadia Toffa, esce postumo il nuovo libroL’annuncio della madre su Fb, “mi ha chiesto lei di pubblicarlo”

29 ottobre 201914:34

– Dopo ‘Fiorire d’inverno’ (Mondadori), in cui aveva raccontato la battaglia contro il cancro, esce il 7 novembre il nuovo libro di Nadia Toffa, l’inviata e conduttrice delle Iene morta lo scorso agosto a 40 anni. Ad annunciarlo è la madre Margherita sul profilo Facebook di Nadia.
“Cari amici, mi fa piacere informarvi – si legge nel post – che il 7 novembre uscirà nelle librerie “Non fate i bravi”, un libro che raccoglie i pensieri scritti da Nadia negli ultimi mesi e che lei mi ha chiesto di pubblicare. Per me è importante poter condividere con voi questa iniziativa a cui Nadia teneva tanto. I proventi delle vendite saranno devoluti in beneficenza”.
Toffa aveva provato a trasformare il cancro “in un dono, un’occasione, una opportunità”, aveva scritto nel suo primo libro, attirandosi attacchi dagli hater del web e critiche, ma conquistando il plauso del mondo della scienza per l’invito ai malati a seguire le uniche cure certe, la chemio e la radioterapia. E aveva instaurato un filo diretto con i suoi fan, tra sorrisi e immagini postate anche dal letto d’ospedale. Un dialogo che si era interrotto soltanto nelle ultime settimane prima della scomparsa, il 13 agosto.

Leonardo da Vinci, nasce museo a CubaCoincidenza 1519, anno di fondazione Avana e morte genio ‘500

VINCI29 ottobre 201914:52

– Nascerà un museo dedicato a Leonardo da Vinci a L’Avana (Cuba). L’iniziativa è della Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana e la struttura troverà posto all’interno del Castillo de Santo Domingo de Atarés.
L’iniziativa è stata voluta in questo anno specifico in cui cadono due ricorrenze: il 500mo anno dalla fondazione della città caraibica, e quello della morte del Genio. L’Oficina del Historiador ha coinvolto anche l’ambasciata italiana a Cuba che a propria volta ha contattato il Comune di Vinci (Firenze) per una collaborazione. L’8 ottobre la giunta ha approvato una delibera per avviare un rapporto tra i due musei. L’ambasciatore italiano a Cuba, Andrea Ferrari, ha chiesto alla città di Vinci la possibilità di donare al centro caraibico una pietra del Castello dei Conti Guidi, sede del Museo Leonardiano, richiesta alla quale la giunta ha dato il nulla osta. L’inaugurazione del museo cubano è fissata per il 13 novembre.

De Angelis, racconto il sogno dello Zecchino d’oro

Attrice interpreta Mariele Ventre in tv movie Rai1 domenica 3 in prima serata

29 ottobre 201920:50

“Guardavo lo Zecchino d’Oro da bambina, avevo le cassette e i cd, anche mia madre le collezionava. Ho provato ad entrare all’Antoniano per superare una mia diversità: la voce da “orco” nel corpo di una bambina! Avevo un timbro eccessivamente basso. Poi sono scappata, ero piccina e avevo timore di esibirmi. Detto questo, ritengo ancora oggi che lo Zecchino d’Oro sia un luogo dove si va per risolvere i problemi”. Matilda De Angelis l’attrice bolognese tra le più richieste tra cinema e tv degli ultimi anni, presta il volto a Mariele Ventre (mitica e indimenticata direttrice del Coro, scomparsa nel dicembre del 1995, ndr) nel film tv I ragazzi dello Zecchino d’Oro, in onda il 3 novembre su Rai1.
Il regista è Ambrogio Lo Giudice, che da bambino partecipò al programma con Cino Tortorella per tutti Mago Zurlì, interpretato da Simone Gandolfo. Nel cast Maya Sansa (Enestina, la mamma del piccolo Mimmo), Valentina Cervi, Ruben Santiago Vecchi e Stefano Pesce. “Questa storia – ha spiegato nel corso della presentazione a Viale Mazzini Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction – è importante per la capacità di riportare la memoria in quel periodo in cui si è compiuto, anche attraverso la Rai, il processo di unificazione del paese.  Lo Zecchino d’oro ha il valore di ricordare anche il ruolo che la Rai ha giocato nel costruire l’identità culturale del nostro Paese”.

Il regista ha sottolineato: “Questa storia è parecchio autobiografica e l’ho tenuta segreta per molti anni. Poi mi sono reso conto quanto fosse importante per la memoria del Paese. Come le canzoni sono rimaste nella memoria di intere generazioni un nostro patrimonio, da 44 gatti, al valzer del moscerino a Volevo un gatto nero…”. Quali sono gli elementi autobiografici? “Sono stato nel Coro fino ai 7 anni, ma non ho cantato da solista. La sigla di Canzonissima l’ho fatta veramente e ho avuto come maestra Mariele”. Dice la sorella di Mariele Maria Antonietta Ventre: “Sono molto contenta del lavoro di Ambrogio… Mi auguro che questo film possa essere accolto nelle scuole. Lo ritengo uno strumento valido per educare i bambini alla vita. Questo è stato il messaggio di Mariele: utilizzare la musica come strumento per educare alla vita. Il ministero ha riconosciuto il repertorio del Coro come un valido strumento contro la dispersione scolastica”.
La storia è ambientata nella Bologna degli anni 60. Mimmo, 9 anni, è quello che oggi si direbbe un bambino difficile. Figlio di immigrati dalla Sicilia, alla scuola e allo studio preferisce la vita di strada con il fratello maggiore, Sebastiano. Il ragazzino ama cantare e ha un orecchio musicale, così un giorno la madre, Ernestina, lo porta a un provino per un concorso canoro. Un consiglio del suo insegnante: forse la musica potrà salvarlo. Quel provino è l’inizio di uno spettacolo destinato a entrare nella storia della tv: lo Zecchino d’Oro. Mimmo viene preso insieme ad altri bambini di ogni provenienza e classe sociale. Fra questi, Gaetano e Caterina, figlio di un carabiniere e di una madre ambiziosissima lui, figlia di importanti imprenditori lei. I tre diventano presto inseparabili e, sotto la guida della giovane Mariele (De Angelis), imparano a conoscere la musica e a cantare insieme.
Mariele, con Cino Tortorella, guida i bambini nella prima edizione televisiva dello Zecchino d’Oro. Per non abbandonarli, una volta che lo spettacolo è andato in onda, Mariele ha l’idea di una formazione stabile, che sia una vera scuola di musica e di vita: nasce così il Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano.

Camera, progetto fotografo BonaventuraCon Elisa Del Prete per i 30 anni da caduta del muro di Berlino

TORINO29 ottobre 201915:23

– Un viaggio nella memoria, un cambiamento epocale osservato da un punto di vista inusuale. E’ il progetto artistico del fotografo Tommaso Bonaventura per i 30 anni della caduta del muro di Berlino, che Camera Centro Italiano per la Fotografia propone da domani 30 ottobre fino al 6 gennaio.
La mostra ‘100 marchi – Berlino 2019’ è il racconto del Begrussungsgeld, il denaro di benvenuto che dal 1970 al dicembre 1989 i cittadini della Ddr ricevevano quando entravano nella Germania Ovest per la prima volta: tutti ricordano il giorno in cui sono andati in banca a ritirare i 100 marchi, che per molti ha coinciso con il primo giorno di vita all’Ovest. Bonaventura, con la curatrice Elisa Del Prete, propone – attraverso foto e video – una Berlino fatta di volti, luoghi e storie, ricostruita attraverso 35 interviste. La mostra si articola in più sedi: a Torino Camera e il Museo del Risparmio, a Trento le Gallerie della Fondazione Museo Storico del Trentino e a San Vito al Tagliamento la chiesa di San Lorenzo.

Murales per disco tributo a GucciniSvelato a Bologna, autore è lo stesso del bacio Salvini-Di Maio

BOLOGNA29 ottobre 201915:31

– Un murales pro integrazione per lanciare il nuovo disco ‘tributo’ di alcuni dei più importanti artisti italiani a Francesco Guccini. A realizzarlo a Bologna, sotto il ponte di via Libia, il writer ‘Tvboy’, reso celebre in questi mesi da alcune opere ispirate alla politica italiana rappresentati sui muri di Roma e non solo, come ‘Amor Populi’, il bacio tra Salvini e Di Maio.
Il murales sarà anche la copertina del disco ‘Note di Viaggio – capitolo 1: venite avanti…’, in uscita il 15 novembre, e rappresenta un barcone arancione tra un mare blu e un cielo azzurro di nuvole. A bordo sono raffigurati gli artisti che hanno collaborato al progetto, interpretando alcuni dei temi più famosi di Guccini (la track-list è ancora segreta): fra gli altri Manuel Agnelli, Ligabue e Brunori. Allo svelamento dell’opera, oltre a Tvboy, ha partecipato lo stesso Guccini, che per una mattina ha abbandonato la sua Pavana per tornare in Cirenaica, dove ha abitato per anni nella storica via Paolo Fabbri.

Egizio Torino, 200.000 a mostra RioNei primi 17 giorni d’apertura, esposizione fino al 27/1

TORINO29 ottobre 201915:32

– A Rio de Janeiro è ‘egittomania’: in 17 giorni sono stati superati i 200 mila visitatori alla mostra allestita con i reperti del Museo Egizio nel Centre Cultural do Brasil. Inaugurata il 18 ottobre, propone 140 pezzi della collezione egittologica torinese e sarà visitabile fino al 27 gennaio 2020. Poi il tour a San Paolo, Brasilia e Belo Horizonte.
“E’ emozionante vedere come la cultura millenaria dell’antico Egitto sia in grado di accendere l’interesse e la passione del pubblico a ogni latitudine, attirando così tanti visitatori alle mostre che il Museo Egizio sta portando nel mondo”, commenta il direttore Christian Greco. “L’attività internazionale del museo – aggiunge la presidente Evelina Christillin – è quanto mai dinamica: la mostra a Rio de Janeiro si aggiunge alla tournée statunitense in corso, dopo il debutto a San Pietroburgo nel 2017 e le felicissime esperienze in Canada e in Cina, che hanno superato la cifra record di 4 milioni di visitatori”.

A Cinecittà il MIAC, patrimonio di sogni italianiFranceschini a Museo Audiovisivo e Cinema, ‘qui storia e futuro’

30 ottobre 201909:06

Lo spogliarello di Sophia Loren in Ieri, oggi e domani, la maschera inimitabile di Totò, lo sguardo enigmatico di Marcello Mastroianni, il volto di Luigi Lo Cascio ne I cento passi, mescolati agli sceneggiati, alle sigle, alle inchieste, ai programmi più popolari della televisione, fino ad arrivare al premio Oscar che ieri Lina Wertmüller ha ricevuto per la sua carriera: c’è davvero uno stupefacente patrimonio di sogni, speranze, battaglie e delusioni degli italiani nel MIAC, il Museo dell’Audiovisivo e del Cinema che oggi è stato inaugurato in anteprima negli studi di Cinecittà alla presenza del ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini e che aprirà ufficialmente al pubblico il prossimo dicembre.
Voluto e finanziato con 2.5 milioni di euro dal Mibact attraverso il piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”, previsto dalla legge istitutiva dell’Art Bonus e varato nel 2015 (l’idea venne proprio a Franceschini in occasione della mostra allestita 5 anni fa al Vittoriano per i 90 anni del Luce), il museo utilizza i materiali dei poderosi e preziosissimi archivi dell’Istituto Luce (che lo ha realizzato), delle Teche Rai e del Centro Sperimentale di Cinematografia per costruire un’esperienza multimediale capace di far immergere il visitatore in un mondo di immagini in movimento, di luci e suoni.
L’obiettivo è svelare il racconto di 120 anni di storia italiana, una storia che il cinema e l’audiovisivo hanno saputo declinare al meglio, interpretando l’anima, ma anche vizi e virtù, di un popolo intero e documentando la crescita e l’evoluzione sociale di un Paese: centinaia di film e filmati d’archivio, accanto a documenti, fotografie, interviste, sigle, backstage, grafiche, radio, fino alla realtà aumentata e al videogioco trovano posto in un allestimento completamente interattivo, ideato e realizzato da None Collective, in cui però la tecnologia non è fine a se stessa, ma appare piuttosto come uno strumento utile allo storytelling.
A cura di Gianni Canova, Gabriele D’Autilia, Enrico Menduni e Roland Sejko, il museo si sviluppa in 12 ambienti principali su un’area di 1650 mq, nell’edificio (ora completamente bonificato) un tempo sede del Laboratorio di Sviluppo e Stampa, seguendo un percorso tematico (dalla storia del cinema italiano agli attori, dalla lingua al potere, e poi paesaggio, eros, commedia e cibo, musica, maestri e infine, futuro). Impressionanti i due elementi che rappresentano una sorta di spina dorsale del MIAC: la Timeline, un graffito animato lungo una parete di 30 metri in cui vedere e toccare date ed eventi della storia dell’audiovisivo, e il Nastro trasportatore, il rullo originale di oltre 40 metri che un tempo trasportava le pellicole per le lavorazioni e che ora accoglie i pensieri dei visitatori. Da qui partono e si intrecciano poi le varie aree tematiche, in un trionfo di suoni e luci (che all’inizio fanno sentire un po’ spaesati, prima di riuscire a orientarsi), di schermi e specchi, e ovviamente di immagini in movimento. Visionario, immateriale e dinamico, il museo – una vera e propria piattaforma dotata di grandi potenzialità – cambierà “pelle” spesso, con continui aggiornamenti dei contenuti e mostre temporanee e, con un biglietto integrato, potrà essere visitato anche in abbinamento a Cinecittà Si Mostra e ai set cinematografici presenti negli Studios.
“Questo museo permette di conoscere la gloriosa storia del cinema tenendo aperta una porta sul presente e sul futuro”, ha detto partecipando oggi all’inaugurazione Dario Franceschini, sottolineando la “rara soddisfazione vedere aprire un museo in così poco tempo e l’imprevedibilità della politica ha fatto in modo che fossi qui da ministro per inaugurarlo”. “Il MIAC è un progetto nazionale, un luogo in cui il cinema, l’audiovisivo, gli archivi e i videogame possono trovare casa ed essere fruiti in modo diverso”, ha aggiunto Roberto Cicutto, presidente e ad Istituto Luce Cinecittà.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tremila sale in Usa per Arctic Dogs, è record
Iervolino, mai accaduto. Ora lavoriamo a web short tv show

LOS ANGELES29 ottobre 201919:15

– Tremila sale in America dal 1 novembre: è l’uscita record di Arctic Dogs, il primo film d’animazione italiano che riesce ad irrompere nel cinema Usa. Lo ha prodotto Andrea Iervolino con Monika Bacardi e arriverà anche nelle nostre sale, con Notorious all’inizio del 2020, mentre in America è distribuito da Entertainment Studios. Il progetto è cominciato nel 2014 con “giovani talenti italiani free lance, dagli autori dello story board a quelli della computer animation”, dice con orgoglio da Los Angeles Iervolino con la città tappezzata dei manifesti dei personaggi del film (evocano visivamente i character di Ice Age).E’ una storia d’avventura per bambini e per famiglie, con un tema ambientale di sfondo (“non abbiamo seguito la moda del momento, già ci era sembrato un tema importante da trattare 5 anni fa”). Aaron Woodley e Dimos Vrysellas sono registi e sceneggiatori del film che ha come voci in America quelle di Jeremy Renner, Heidi Klun, James Franco, Omar Sy, Anjelica Huston e Alec Baldwin, tra gli altri. In breve si racconta di Swifty, una volpe artica (Jeremy Renner) che lavora nell’ufficio postale dell’Arctic Blast Delivery Service, ma ha sogni molto più grandi. Desidera diventare un Top Dog, i corrieri husky stellari dell’Artico. Per provare che può farlo, ordina una delle slitte e consegna un pacchetto misterioso in un luogo segreto. Una volta lì, inciampa su una fortezza nascosta sorvegliata dal malvagio Otto Von Walrus (John Cleese). Swifty scopre il piano del cattivo: perforare sotto la superficie innevata per liberare masse di gas antico per sciogliere l’Artico e diventare il sovrano del mondo. Per fermare questo sinistro schema, Swifty chiede aiuto ai suoi amici: PB (Alec Baldwin), un orso polare nevrotico, Lemmy (James Franco), un albatros sbadato, Jade Fox (Heidi Klum), una ingegnosa ingegnere, Leopoldo (Omar Sy ) e Bertha (doppiato anche da Heidi Klum), due lontre teoriche della cospirazione e Magda (Anjelica Huston), il suo capo arrogante.”Sulla base di questo progetto Iervolino Entertainment Spa ha preso i diritti delle property dei personaggi e creato degli spin off per web short tv show da scaricare sui device o da trasmettere sulle piattaforme. Un formato di 5 minuti che è in rapidissima ascesa come consumo audiovisivo visto che – prosegue Iervolino – scarichiamo tutto sugli smartphone e non abbiamo l’attenzione di seguire a lungo. Stiamo realizzando 500 episodi di Puffins e 180 di Artice Justice secondo una pipeline, ossia il processo tecnico produttivo, totalmente in mano italiana”. Tra le attività di Iervolino Entertainment anche nei giorni scorsi i nuovi accordi di Celebrity Management per la partecipazione degli attori Johnny Depp e Antonio Banderas a programmi televisivi in Italia e in Europa.

Cinema: incendi California, cancellata la prima di TerminatorLa decisione di Paramount. Le fiamme vicine a Los Angeles

NEW YORK29 ottobre 201915:55

– Gli incendi in California fanno saltare la prima e il red carpet per il film ‘Terminator: Dark Fate’. Lo ha annunciato la Paramount Pictures, la casa produttrice assieme alla Skydance del film che avrebbe riunito sullo schermo per la prima volta dal 1991 Linda Hamilton e Arnold Schwarzenegger.
La prima era prevista a Hollywood, ma a causa della vicinanza dei roghi alla città di Los Angeles è stata cancellata. Tra l’altro anche Schwarzenegger, ex governatore della California, è stato tra i residenti costretti ad evacuare. “Se vi trovate in una zona da evacuare – ha scritto su Twitter – non perdete tempo, andate via. In questo momento sono grato ai migliori vigili del fuoco del mondo, i veri eroi che si caricano del pericolo per proteggere i californiani”. Nei giorni scorsi anche la stella del basket LeBron James è stato costretto ad evacuare.

Filarmonica Romana, apre Sol GabettaIl 7/11 la violoncellista in duo con il pianista Nelson Goerner

ROMA29 ottobre 201916:11

– La violoncellista argentina Sol Gabetta, tra le soliste più applaudite della scena internazionale, sarà la protagonista il 7 novembre al Teatro Argentina della serata inaugurale della stagione concertistica dell’ Accademia Filarmonica Romana. Con lei sul palcoscenico il pianista Nelson Goerner, anche lui argentino, per un programma incentrato su capolavori di Schubert, Brahms e Franck per violino e pianoforte, con arrangiamenti specifici per violoncello e pianoforte.
“E’ la prima volta che porto in Italia questo programma, sicuramente insolito per i cartelloni delle stagioni cameristiche -s piega la musicista -. Il repertorio per la formazione violoncello-pianoforte è abbastanza ampio, tuttavia spesso nella vita musicale si sente il bisogno di sperimentare qualcosa di nuovo, spinti dalla curiosità”. Sol Gabetta, premiata nel 2018 con il “Karajan Prize” al Festival di Pasqua di Salisburgo e già solista con le più celebri orchestre al mondo, suona un prezioso violoncello Matteo Goffriller del 1730.
L’ edizione n. 199 della stagione della Filarmonica Romana, firmata dal direttore artistico Andrea Lucchesini, proporrà fino ad aprile 13 concerti dedicati al grande repertorio della musica da camera, dal barocco a oggi, affidati a interpreti di altissimo livello. Tra questi, per omaggiare i 250 anni della nascita di Beethoven, è prevista l’ esecuzione integrale dei suoi Quartetti per archi in quattro appuntamenti con il Quartetto Pavel Haas (5 dicembre), il Belcea Quartet (6 febbraio), il Jerusalem Quartet (20 febbraio) e il Quartetto Hagen (26 marzo).

Pappano e Martha Argerich a Santa CeciliaLa fuoriclasse argentina in concerto per pianoforte e orchestra

29 ottobre 201916:17

– Antonio Pappano e Martha Argerich insieme per un grande Liszt. Promette grandi emozioni il concerto in programma giovedì 31 ottobre per la stagione sinfonica di Santa Cecilia che vedrà impegnata la grande pianista argentina nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Franz Liszt, con il direttore musicale dell’ Accademia Nazionale sul podio. La composizione, che impegnò Liszt per 26 anni, è considerata tra i massimi lavori della letteratura pianistica dell’ Ottocento e rappresenta per la fuoriclasse sudamericana un cavallo di battaglia, proposto per la prima volta al pubblico romano. Argerich torna a Santa Cecilia dopo il bellissimo concerto dello scorso dicembre per la Stagione da Camera in cui ha fatto coppia con Pappano al pianoforte accanto al violoncellista Misha Maisky nella Sonata di Shostakovich.
La grande pianista, protagonista da oltre sessant’anni della scena internazionale, vinse a 24 il prestigioso Concorso Chopin guadagnandosi la definizione di “Pantera nera del piano”.
All’Accademia Nazionale è legata da un lungo rapporto, cominciato nel 1979 e scandito da concerti indimenticabili, tournée internazionali e produzioni discografiche di spicco. Nel concerto all’Auditorium Parco della Musica (che si replica venerdì 1 novembre alle 20:30 e Sabato 2 alle 18) Pappano dirigerà inoltre l’Ouverture dall’Euryanthe di Carl Maria von Weber e la Sinfonia n. 2 di Schumann.
Martha Argerich partirà poi con l’orchestra ceciliana diretta da Pappano nella prima tournée della Stagione, alternandosi con Francesco Piemontesi nelle sei date in programma: Parigi (4 novembre), Berna (5), Ginevra (7), Zurigo (8), Lucerna (8) e Lugano (10).

A Torino Contemporary Art, mostre e luciMese delle arti contemporanee, dodicesima edizione

TORINO29 ottobre 201916:38

– Ritorno a Torino l’appuntamento con il mese dell’arte contemporanea. E’ Contemporary Art Torino+Piemonte – Speciale Autunno, il programma – alla dodicesima edizione – ideato dalla Città di Torino con la Fondazione Crt e tutte le istituzioni che operano nell’arte contemporanea: fiere, mostre, luci, musica, teatro, danza, cinema, notti bianche, laboratori e workshop. Un vero polo d’eccellenza con appuntamenti consolidati come Luci d’artista, che illuminerà le piazze e le vie del centro e delle circoscrizioni con un’opera nuova Miracola, ideata dall’artista Roberto Cuoghi, in piazza San Carlo. Sei le fiere dell’arte – Artissima, Paratissima, The others fair, Flashback, Flat e Dama – alle quali si aggiunge il festival Nesxt sulla produzione artistica indipendente.
Tra i nuovi progetti Nur, concorso di arti visive per giovani palestinesi, con il Walled off Hotel & Gallery di Betlemme, aperto due anni fa dallo street artist Banksy. Lavazza presenta il volume che raccoglie l’esperienza di Toward 2030.

Rai: Santanchè, interrogazione su dati sbagliati Tg1 su FdI

29 ottobre 201917:19

– “La Rai spieghi nella commissione di vigilanza per quale motivo il Tg1 notte, nell’edizione di domenica 27 ottobre, ha diffuso una grafica che riportava una proiezione dei dati elettorali delle ore 00.35, con una copertura del campione del 43% in cui a Fratelli d’Italia si attribuiva il 4% dei voti”. A chiederlo è il capogruppo di FdI nella commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai Daniela Santanchè, che su questo ha presentato un’interrogazione urgente.
“Si è trattato di un errore clamoroso e grave visto che a quell’ora la lista era in realtà accreditata dalla proiezione oltre l’11% dei consensi – continua – E le informazioni giunte nel frattempo dal giornalista in collegamento, non accompagnate da una correzione della grafica trasmessa, non hanno potuto rimediare alla diffusione di un’informazione errata e penalizzante per Fratelli d’Italia e per questo esigiamo di sapere quali misure siano state adottate nei confronti dei responsabili della diffusione attraverso la principale testata giornalistica del servizio pubblico radiotelevisivo di un’informazione palesemente errata e fuorviante”.

Francia: giallo su ipotetico quadro Leonardo Da Vinci’E ritratto Machiavelli’. Direttrice castello ordina expertise.

PARIGI29 ottobre 201917:44

– Giallo in Francia intorno ad un piccolo quadro custodito nel Castello di Valencay, nel centro del Paese. Secondo alcune ricostruzioni l’opera potrebbe essere un ritratto di Niccolò Machiavelli realizzato da Leonardo Da Vinci. Tanto che la direttrice del castello ha annunciato un’expertise per vederci piu’ chiaro. Negli archivi dell’antica dimora storica che fu del Principe Talleyrand, un documento del 1874 menziona effettivamente la presenza di un misterioso ritratto di Machiavelli realizzato da Leonardo. L’opera in legno di 55 cm per 42 che corrisponde al quadro in questione è stata identificata la scorsa primavera nelle riserve di Valencay. Si tratta di un ritratto non firmato di un uomo barbuto, dalla pronunciata calvizie, di cui si ignora l’identità. “Non è perché lo dicono gli archivi che è vero”, commenta Anne Gérardot, direttrice degli archivi locali, che da oltre un anno sta cercando di rispondere al quesito. Da parte sua, la responsabile del castello, Sylvie Giroux, ricorda che “siamo in casa di Talleyrand, un collezionista d’arte molto ricco con magnifiche collezioni”. Per lei l’attribuzione leonardesca “non è impossibile”. L’opera è stata restaurata questa estate e presto sarà oggetto di una nuova expertise tecnica. Mentre si celebrano i cinquecento anni dalla scomparsa di Leonardo in molti sperano che possa trattarsi di un altro quadro di Leonardo. Tra l’altro, sarebbe la prova, finora mai confermata, di un incontro al ‘vertice’ tra due geni toscani.

A Siena una mappa digitale dei luoghi di Federigo TozziProgetto riunirà descrizioni della città in suoi testi

SIENA29 ottobre 201918:05

– Una mappa digitale dei luoghi letterari di Federigo Tozzi (1883-1920) sarà realizzata dal Dipartimento di Filologia e critica dell’Università di Siena nella città del Palio. La narrativa di Federigo Tozzi è ricchissima di descrizioni di Siena: dalle vie e i vicoli del centro storico, alle fonti, all’immediata periferia e ai luoghi in cui è ambientato il romanzo “Con gli occhi chiusi” (Poggio al vento e il convento dei Cappuccini). “Queste descrizioni non ritraggono solo una Siena di primo Novecento per molti aspetti mutata rispetto a oggi, ma possiedono anche una forte carica evocativa, spesso di tipo espressionista e deformante”, spiega il professor Riccardo Castellana che coordinerà il progetto.
“Ricostruire la rete dei luoghi tozziani – aggiunge – significa da un lato raccontare la storia di quei luoghi e dall’altro rileggerli attraverso il filtro della letteratura e dell’invenzione narrativa, per restituirli infine, in tutta la loro profondità, alla cittadinanza, agli studenti delle scuole e dell’università, agli utenti di un turismo culturale esigente che chiede qualcosa in più di un rapido tour dei luoghi e dei monumenti più noti della città”. Il progetto gode di un finanziamento di 12mila euro della Fondazione Monte dei Paschi e consiste nel costruire una mappa, cartacea e virtuale, delle descrizioni letterarie di Federigo Tozzi, e nella creazione di un arredo urbano che segnali quegli stessi luoghi e che, tramite un qr-code, rinvii alla mappa digitale. Oltre alla mappa geolocalizzata online delle descrizioni, alla cartina topografica con informazioni e accessi al percorso digitale e al percorso fisico urbano, è prevista anche la pubblicazione di un volume con l’intera documentazione letteraria e fotografica utilizzata. Oltre al Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne, che cofinanzierà l’iniziativa e garantirà la qualità scientifica dei contenuti, è coinvolto nel progetto anche il Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive, con la dottoressa Sara Ermini, che curerà la progettazione grafica e informatica.

La scalinata di Joker è la nuova star del BronxDopo il film con Joaquin Phoenix, fan in coda per i selfie a New York

29 ottobre 201914:47

C’è un flusso costante di curiosi sulla lunga scalinata del quartiere Highbridge nel Bronx, tra Anderson avenue e Shakespeare avenue, dove è stata girata una scena del film Joker, in cui Joaquin Phoenix balla sulle scale. Alcuni dei residenti non sono felici della novità, perché devono fare zig zag tra i fan che si fanno selfie sui gradini.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

De Luigi ‘cattivo’ in una crime-comedy
In sala Gli uomini d’oro con Edoardo Leo, Morelli e Ragone

29 ottobre 201919:00

– Come in tutti i thriller che si rispettino nessuno è davvero quello che sembra. È il caso de ‘Gli uomini d’oro’ di Vincenzo Alfieri, film tratto da una storia vera, con un Fabio De Luigi inedito e molto cattivo. Una sorta di crime-comedy che arriva in sala il 7 novembre in 300 copie distribuite da 01 con nel cast anche Edoardo Leo, Giampaolo Morelli, Giuseppe Ragone, Mariela Garriga, Matilde Gioli, Susy Laude e con la partecipazione di Gian Marco Tognazzi.Siamo nella fredda Torino del 1996 e Luigi (Morelli), impiegato postale molto napoletano sogna la baby pensione e una vita in Costa Rica. Ma la pensione non arriva e così si passa al piano b: rapinare il furgone portavalori che guida tutti i giorni. E questo anche se così rischia di perdere Anna (Gioli), la bella ragazza incontrata in una folle notte. Un colpo grosso, il suo, studiato in tutti i particolari, un piano perfetto. Un disegno criminale per cui avrà bisogno dell’aiuto del suo migliore amico Luciano (Ragone), pugliese, juventino ed ex postino quarantenne insoddisfatto, e soprattutto dell’ambiguo collega Alvise (De Luigi), apparentemente tutto casa e famiglia. Nella banda approda poi anche un ex pugile, il Lupo (Leo), ex pugile, legato a Gina (Garriga) e a Boutique (Tognazzi), uno stilista d’alta moda con un’insospettabile doppia vita.”Una storia che parte come ‘I soliti ignoti’ e finisce come ‘Le iene’ – spiega Alfieri al suo secondo film -, un crime e una commedia allo stesso tempo che parla più che della rapina, delle persone che ne fanno parte”. La scelta di Fabio De Luigi? “Sono sempre stato un suo fan, sono cresciuto con lui, ma una volta l’ho visto mentre aspettava di recitare ed era del tutto diverso, così serio. Ho pensato allora che era perfetto per un ruolo da cattivo a cui nessuno aveva mai pensato prima”. Dice infine lo stesso Fabio De Luigi: “Per fare il personaggio di Alvise mi sono attenuto alla sceneggiatura, ma devo dire che sono stato contento di misurarmi con qualcosa di totalmente diverso da quello che faccio in genere”.

Martins, dalle favelas oltre la ribellioneLo scrittore, in Brasile un nuovo movimento di linguaggio e arte

29 ottobre 201919:35

E’ stata sua nonna, raccontandogli storie di vita reale, invece di dolci e mielose favole, a inculcargli la passione per la lettura e poi per la scrittura. “Avevo 4 o 5 anni ed ero affidato a lei – spiega Geovani Martins, 28 anni, considerato il fenomeno letterario emergente in Brasile – Mi teneva tranquillo con queste sue storie, alcune vere, altre no, ambientate nella favela dove vivevamo, potrei quasi dire che lei è stata la mia prima scrittrice”.
Martins, lunghi capelli ricci e scuri, è a Milano in questi giorni, e per la prima volta in Italia, per presentare ‘Il sole in testa’, il suo primo libro (Mondadori, 122 pagine). Tredici racconti con protagonisti i giovani delle baraccopoli, in particolare Rocinha, la più grande del mondo, oltre 70.000 persone. Storie scritte da chi conosce bene quel mondo, il suo gergo, le dinamiche, le difficoltà (lui stesso ha smesso di studiare molto presto per guadagnarsi da vivere con i più svariati lavori), senza voler giudicare. “Ma soprattutto uscendo dai soliti stereotipi con cui finora gli scrittori hanno trattato questo argomento – dice Martins – Mi interessava non tanto sottolineare la ribellione che può scaturire da situazioni come quelle, ma la frizione sociale che rappresenta, è arrivato il momento di riscrivere la storia di queste realtà e per fortuna c’è un movimento di scrittori, ma anche giornalisti, artisti che lo sta facendo, siamo i primi giovani che arrivando dalle periferie sono riusciti a rompere un mercato culturale chiuso, sia entrando nelle università che scrivendo libri come me, con altri linguaggi e immaginazione”.
“Confesso di essere rimasto un po’ deluso quando ho cominciato a girare e credevo di trovare la stessa tendenza – aggiunge – Ad esempio a Bogotà cercavo nelle librerie libri di giovani scrittori che arrivano dal mio stesso mondo, dalle periferie o dalle comunas spagnole, invece niente”. I racconti parlano anche di momenti felici e spensierati (il bagno in mare, le prime passioni) nonostante la povertà, la droga, gli scontri con la polizia che li tiene costantemente sotto controllo. “Lì è così – dice Martins – Da anni c’è la Unidade de Policia Pacificadora: dovrebbero combattere i narcotrafficanti, invece considerano tutti dei banditi, nel 2011 erano state 150 le persone uccise.
Nel 2019, 1300”.
Proprio agli anni in cui la Upp ha cominciato la sua attività nelle favelas è dedicato il prossimo libro che conta di far uscire entro la fine del 2020. Per quanto riguarda il suo paese, ha una visione poco felice e pessimista. “Molti giovani come me ne sono coscienti che il governo Bolsonaro porta solo violenza – dice – ma tanti altri sono invece entusiasti di quello che ritengono patriottismo, sicurezza: purtroppo il fenomeno delle fake news ha raggiunto metodologie mai attuate prima, ci sono in campo vere e proprie milizie digitali e credo che anche il Papa con i suoi appelli e le sue esortazioni potrà fare ben poco”.
Spera invece di tornare presto in Italia e portarci anche sua madre. “Il vostro per me è un paese di riferimento e mi incuriosisce tutto – ammette – Certo, le prime cose che mi vengono in mente e mi piacciono sono la gastronomia e il calcio, ma nella mia formazione hanno avuto molto peso il vostro neorealismo e gli artisti pop”.

Raggiunto accordo su La PerlaRegione E-R si impegna, azioni di accompagnamento al lavoro

BOLOGNA30 ottobre 201909:23

Raggiunta, ieri sera dopo ore di confronto, un’intesa per la vicenda di La Perla, storica realtà del fashion dell’intimo di Bologna. L’accordo, informa la Regione Emilia-Romagna, oggi a Roma sarà portato al tavolo del Ministero del Lavoro: si aprono la strada della Cassa integrazione guadagni straordinaria e degli incentivi all’esodo.
La Regione si impegna, attraverso l’agenzia regionale per il Lavoro, a mettere in campo azioni e misure di accompagnamento al lavoro per le lavoratrici, per la ricollocazione.

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