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DALLE 09:32 DI MERCOLEDì 30 OTTOBRE 2019

ALLE 15:13 DI GIOVEDì 31 OTTOBRE 2019

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Scary Stories, l’horror amato da Del Toro
Il film tratto dai libri di Schwartz

30 ottobre 2019 09:32

– 1968. Nella cittadina di Mill Valley incombe ancora la lunga ombra della famiglia Bellows. Nella loro dimora abbandonata Sarah, ex ragazzina torturata, ha infatti trasformato la sua travagliata esistenza in una serie di storie spaventose, scritte in un libro che va oltre i limiti del tempo.
Storie, scritte con il sangue, che diventano realistiche e assassine per un gruppo di giovani che, durante la notte di Halloween, andranno alla scoperta della sua terrificante casa.
Questo l’horror per millennial ‘Scary Stories To Tell In The Dark’, del regista norvegese Andre’ Vredal, presentato alla Festa di Roma e in sala dal 24 ottobre con Notorious Pictures, prodotto e scritto dal premio Oscar Guillermo del Toro e basato sui libri di Alvin Schwartz. Il film ha dalla sua, oltre alla penna fantasy di Del Toro, i testi di Schwartz che negli anni ’90 sono stati venduti in milioni di copie e hanno sollevato perfino un movimento per vietarli dalle biblioteche scolastiche.
‘E’ stata l’occasione per rendere omaggio al libro, raccontando una storia piu’ grande, molto spaventosa ma anche piena di quello spirito giocoso tipico della giovinezza – ha detto Del Toro nelle sue note -. Ed e’ stata anche un’opportunita’ per esaminare il peso e la responsabilita’ della narrazione, cosi’ rilevante nel nostro mondo dei social media oggi’. Continua Del Toro: ‘Esistono due tipi di film horror. I primi sono quelli che spaventano la tua anima e poi ci sono quelli che sono come un giro sulle montagne russe. Divertenti ed emozionanti, ma che alla fine hanno uno spirito umanistico. E questo e’ proprio il tipo di film che Andre’ ha realizzato, uno in cui ti diverti ad essere spaventato’.
Questa la storia. La notte di Halloween, un gruppo di amici composto da Stella, Nicholls, Ramon, Chuck e Auggie decide di sfidare la paura e visitare la famigerata Villa Bellows. I ragazzi assistono ad alcuni strani eventi e trovano alla fine il manoscritto di Sarah. Stella, appassionata di storie horror, lo porta a casa con sé’ La ragazza farà una scoperta agghiacciante: le pagine bianche del libro si riempiono di una scrittura color sangue in cui vengono descritte, in tempo reale, le morti a cui stanno andando incontro i suoi amici. E ancora Del Toro: ‘Questi personaggi sono dei bambini reali le cui vite, come la maggior parte delle nostre, sono stravolte. Stanno affrontando problemi a scuola, a casa e anche la paura del futuro, mentre diventano adulti. Ora la paura è naturale; sconfiggerla è straordinario. E questi bambini devono essere straordinari per superare le prove che devono affrontare’.

Mercalli, vicina ricostruzione BasilicaSovrintendente annuncia fine sgombero macerie entro dicembre

NORCIA30 ottobre 201912:05

– “La ricostruzione di San Benedetto è ormai molto prossima”: lo ha detto la soprintendente alle Belle Arti dell’Umbria, Marica Mercalli che ha fatto il punto sull’avanzamento dei lavori nei cantieri della Basilica di Norcia in occasione del terzo anniversario del terremoto.
Presente anche il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini.
“Stiamo lavorando – ha detto Mercalli riferendosi alla Basilica – per lo sgombero definitivo delle macerie da tutta la zona presbiteriale per completare l’attività entro dicembre e poi consegneremo il cantiere alla Soprintendenza speciale per la ricostruzione che coordinerà i lavori. Anche nella concattedrale di Santa Maria Argentea lo sgombero delle macerie è quasi definitivo. Abbiamo inoltre trovato altre opere d’arte e le abbiamo messe in sicurezza nel deposito di Santo Chiodo”.

John Galliano direttore Maison MargielaSotto la sua guida vendite duplicate

VENEZIA30 ottobre 201912:34

– Il gruppo Otb di Renzo Rosso ha annunciato oggi il rinnovo del contratto con John Galliano come direttore creativo del brand Maison Margiela.
Galliano è stato nominato a capo della casa di moda concettuale francese nell’ottobre 2014 e da allora la sta guidando verso nuovi orizzonti creativi di successo, facendone a tutti gli effetti “the coolest cutting-edge couture house”.
Lavorando con una logica piramidale, partendo dalla collezione couture ‘Artisanal’ con le linee pret-à-porter e accessori, ha saputo creare un’immagine e un’offerta nuove, rilevanti e coordinate che stanno incontrando il favore del mercato. Dal suo arrivo le vendite della maison sono duplicate. Negli ultimi cinque anni, sotto la sua guida, sono stati lanciati una serie di accessori (borse e sneakers in particolare) che hanno portato il business degli accessori al 60% del totale vendite del marchio. In arrivo il piano di sviluppo retail del marchio a livello mondiale.

Premio Strega Ragazze e Ragazzi, le dozzine selezionateIl 28/11 le cinquine a Matera. Raddoppiati studenti in giuria

30 ottobre 201912:48

– Sono state annunciate le dozzine del ‘Premio Strega Ragazze e Ragazzi’ nelle due categorie del riconoscimento: una destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni (+6) e l’altra dagli 11 ai 15 anni (+11). La scelta è stata fatta dal Comitato Scientifico , presieduto da Giovanni Solimine, tra i 79 titoli inviati quest’anno dagli editori. Le due cinquine finaliste saranno annunciate giovedì 28 novembre a Matera, capitale europea della cultura 2019.
Ecco i titoli della Categoria + 6: Mac Barnett, In missione per la regina. Nome in codice Mac B. (Terre di Mezzo), illustrazioni di Mike Lowery, traduzione di Sara Ragusa; Justyna Bednarek, L’incredibile avventura dei 10 calzini fuggiti (4 destri e 6 sinistri) (Salani), illustrazioni di Daniel de Latour, traduzione di Raffaella Belletti; Emmanuel Bourdier, Il giorno del nonno ( Coccole Books), illustrazioni di Laurent Simon, traduzione di Maria-José D’Alessandro; Janna Carioli, Martin Luther King e il suo grande sogno (Lapis), illustrazioni di Alfredo Belli; Daniela Carucci, Ruggiti (Sinnos), illustrazioni di Giulia Torelli; Matteo Corradini, Solo una parola, (Rizzoli), illustrazioni di Sonia Cucculelli; Timothée De Fombelle, Capitano Rosalie ( Mondadori), illustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Maria Bastanzetti; Susie Morgenstern, Vuoi essere mia amica?, (Babalibri) illustrazioni di Claude K. Dubois, traduzione di Maria Bastanzetti; Marta Palazzesi, Nebbia( Il Castoro); Guido Quarzo, Anna Vivarelli, La danza delle rane ( Editoriale Scienza), illustrazioni di Silvia Mauri; Onjali Q. Raúf, Il ragazzo dell’ultimo banco ( La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Angela Ricci; Anna Vivarelli, Il segreto del postino ( EDB), illustrazioni di Laura Crema.
Ecco i titoli della Categoria +11: Maite Carranza, Come in un film (Il Castoro), traduzione di Francesco Ferrucci; Chloe Daykin, Fish Boy (Giunti ), illustrazioni di Richard Jones, traduzione di Mario Sala Gallini; Annelise Heurtier, L’età dei sogni (Gallucci), traduzione di Ilaria Piperno; Davide Morosinotto, Voi (Rizzoli), illustrazioni di Giordano Poloni; Lynda Mullay Hunt, Una per i Murphy (Uovonero), traduzione di Sante Bandirali; Abe Natsumaru, I pesci non piangono,(Atmosphere Libri) , traduzione di Maria Elena Tisi; Daniela Palumbo, A un passo da un mondo perfetto ( Piemme); Raffaella Romagnolo, Respira con me (Pelledoca Editore); Rebecca Stead, L’amore sconosciuto (Terre di Mezzo), traduzione di Claudia Valentini; Arne Svingen, La ballata del naso rotto ( La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Lucia Barni; Nadia Terranova, Omero è stato qui (Bompiani), illustrazioni di Vanna Vinci; Florence Thinard, Meno male che il tempo era bello (Camelozampa), illustrazioni di Veronica Truttero, traduzione di Sara Saorin.
Tra questi il Comitato scientifico individuerà le due cinquine finaliste. I libri prescelti saranno quindi inviati in lettura ai giovanissimi giurati cui spetterà il compito di assegnare il premio che, arrivato alla cinquina edizione, vede raddoppiato il numero degli studenti che compongono la giuria: sono oltre 2.000 le ragazze e i ragazzi fra i 6 e i 15 anni di età appartenenti a scuole, gruppi di lettura, biblioteche e istituti scolastici in Italia e all’estero (Bruxelles, Madrid, Monaco, Parigi e Zurigo).
Il premio sarà conferito come di consueto nell’ambito della Bologna Children’s Book Fair (30 marzo-2 aprile 2020). Nel caso in cui l’opera più votata fosse in traduzione è previsto un premio di pari entità per il traduttore offerto da BolognaFiere.
Qualora le opere vincitrici fossero entrambe in lingua italiana, il Comitato scientifico assegnerà il premio al traduttore di uno dei libri finalisti che riterrà a suo insindacabile giudizio più meritevole. Alla cerimonia BPER Banca assegnerà una targa e un premio in denaro del valore di 1000 Euro, destinato all’acquisto di attrezzature scolastiche, a una delle scuole che compongono la giuria della categoria +6 per le originali attività di promozione della lettura svolte a partire dai libri finalisti, e un premio del valore di 500 Euro a un componente della giuria +11 per la migliore recensione a un libro finalista.

A teatro, Guerritore, Battiston e i fratelli CrippaCescon dirige ultimo Moravia; Branciaroli, Falstaff e il servo

30 ottobre 201912:50

– Monica Guerritore con “L’anima buona di Sezuan” di Brecht, ispirata alla versione scenica di Giorgio Strehler del 1981, e Giuseppe Battiston con il suo premiatissimo “Orson Welles Roast”, entrambi a Roma. E poi “La donna leopardo”, ultimo romanzo postumo di Alberto Moravia, ora diretto da Michela Cescon con Valentina Banci, Olivia Magnani, Daniele Natali, Paolo Sassanelli protagonisti, a Milano; Franco Branciaroli e Massimo De Francovich diretti da Antonio Calenda in “Falstaff e il suo Servo” a Brescia; Elena Radonicich per Franco Però tra Catania e Verona ne “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Boll; fino a Maddalena e Giovanni Crippa a Trieste, fratelli nella vita e in scena per “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi, regia di Piero Maccarinelli: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Moda: Piccioli Womenswear Designer of the Year 2019Il direttore creativo di Valentino premiato al WWD Honors a NY

30 ottobre 201913:07

– Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino è stato insignito del Womenswear Designer of the Year Award al WWD Honors 2019 a New York.
Lo annuncia una nota della maison.

Arriva in Italia Callas in concertIn ologramma, la Divina “canta” con Bohemian Symphony di Prague

30 ottobre 201913:17

– La voce, inconfondibile. Le arie, le più celebri della sua carriera. E poi l’eleganza innata, nell’abito bianco, con scialle rosso. Per una sera sarà davvero come avere Maria Callas in palcoscenico, tridimensionale.
L’effetto, promettono, è emozionante.
Dopo avere girato il mondo nel 2018 dagli Stati Uniti al Sudamerica e poi Londra, Amsterdam, Bruxelles, Parigi, Lione, Zurigo e Amburgo, debutta anche in Italia Callas in Concert – The Hologram Tour, spettacolo che grazie a un ologramma ricostruisce in maniera perfetta l’immagine e le movenze della più grande icona operistica di tutti i tempi. In scena il 15/11 al Gran Teatro Geox di Padova, il concerto prevede la presenza dal vivo della Bohemian Symphony Orchestra Prague diretta da Eimear Noone (che ha studiato attentamente i tempi e ogni singola pausa del canto della Callas) e una serie di proiettori su uno schermo trasparente cui viene proiettata la sua figura, con una sofisticata tecnologia laser dalla californiana Base Hologram che restituisce la magia non solo vocale ma anche scenica della cantante, in ogni più piccolo dettaglio gestuale.
Ad aprire il programma musicale, l’Ouverture della Gazza Ladra seguita dalle arie da Roméo et Juliette di Gounod, dal Macbeth di Verdi, da Carmen di Bizet, Wally di Catalani, Hamlet di Thomas, la Gioconda di Ponchielli, per finire con la Casta diva e Vissi d’arte, capolavori che l’hanno resa immortale.
Scritto e diretto dal Creative Director Stephen Wadsworth, regista che ha tra l’altro curato a Broadway l’ultimo allestimento di Master Class di Terrence McNally dedicato alla figura della Callas, dallo show nascerà anche Callas in concert, album con tutti i brani presentati in scena pubblicato da Warner Classic. L’etichetta ha inoltre lanciato il primo sito ufficiale dedicato a Maria Callas: maria-callas.com.

Helen Mirren, Caterina la Grande, una pionieraE’ l’imperatrice più longeva di Russia, serie su Sky dal 1 novembre

31 ottobre 201909:47

Fin dalle prime scene, con l’imperatrice Caterina di Russia a bordo di una piccola imbarcazione di notte, diretta verso la prigione di Schlisselbur, San Pietroburgo, per far visita a un detenuto molto giovane e che non si fa impressionare da chi ha di fronte durante il breve incontro che la turberà non poco, ha qualcosa di maestoso. “Tu sai chi sono. E chi sei tu lo sai?”, chiede lei. “Io sono il signore di tutte le Russie, cugino dello Zar Pietro cui avete rubato la corona e ora dovete restituirla”, è la replica del ragazzo. La protagonista Premio Oscar Helen Mirren regge sulle sue spalle tutta la produzione di Caterina la Grande, nei panni dell’imperatrice russa più longeva della storia, con mostruosa bravura. Nei panni dell’imperatrice è immensa, ma anche Jason Clarke, che interpreta il focoso amante Grigory Potemkin, non sfigura affatto, anzi.
La nuova serie Sky Original e HBO debutta il 1 novembre su Sky Atlantic alle 21.15 in esclusiva; sempre dal 1 novembre tutti i 4 episodi della serie saranno disponibili on demand su Sky e Now tv. La serie segue l’imperatrice nell’ultimo periodo del suo impero e racconta della sua passionale relazione con Potemkin. Nel mezzo di scandali, intrighi e conflitti, illustra una storia di amore ossessivo tra due persone non più giovani ma tumultuose che hanno sviluppato una relazione unica, prevalendo sugli avversari e dando forma di fatto insieme alla Russia che conosciamo oggi. Strepitosi i costumi, come le location, gli arredi curati nei minimi dettagli.
“La storia di Caterina mi ha sempre affascinata – ha svelato Helen Mirren -, non solo per il mio legame con la Russia. Era una pioniera, ha portato un approccio molto innovativo e rigeneratore. Ha sicuramente saputo anticipare i tempi”.
Caterina è una delle figure più importanti del 18/o secolo, una sovrana potente capace di espandere come mai prima di allora i confini dell’impero russo. Una donna forte, intelligente, sofisticata, lungimirante, ma anche molto esperta in politica tanto che nei secoli viene ricordata come Caterina “la grande”.
Caterina la Grande è diretta dal pluripremiato regista Philip Martin (The Crown) e prende le mosse nel 1762, dopo il colpo di stato che depone Pietro III e porta al potere sua moglie Caterina, vista da molti come illegittima (essendo di origini tedesche) e non qualificata a ricoprire questo importante ruolo.
Per questo dovrà affrontare numerose sfide per mantenere il potere e governare il suo paese adottivo, nonostante le pressioni del Ministro Panin (Rory Kinnear) che lavora dietro le quinte per mettere sul trono il principe Paolo (Joseph Quinn), figlio di Caterina e Pietro. Contravvenendo alle richieste del suo infedele amante Grigory Orlov (Richard Roxburgh), Caterina decide di non risposarsi dopo il disastro del suo primo matrimonio, anzi condurrà una vita amorosa molto attiva e libera. Con un grande e tumultuoso amore per il giovane e carismatico tenente Grigory Potemkin (Jason Clarke) che ben presto diviene non solo il nuovo amante dell’imperatrice, ma anche il suo più fidato consigliere. Una relazione molto speciale, quasi esplosiva e dichiaratamente aperta. Potemkin conduce tutte le campagne più vittoriose dell’Impero Russo, guidando le truppe alla conquista della Crimea e pronto a sfidare l’Impero Ottomano. Questa campagna vittoriosa lo segnerà fisicamente, tanto da indebolirlo e portarlo alla morte.
Caterina così, affranta dal dolore, si ritira dalla vita pubblica e, con i consigli della contessa Bruce (Gina McKee), riesce a non cadere nel tranello ordito dal suo nuovo e giovane amante. Ma il suo destino è comunque segnato.
Una storia d’amore e di potere che trascende i secoli: alla base di questa serie, prosegue Helen Mirren, “c’è assolutamente l’amore. Quello tra Caterina e Potemkin e il loro amore condiviso per la Russia. È una semplice storia umana, di amore e gelosia, dolore e piacere e tutte le cose che l’amore porta con sé”. Nella sua modernità “Caterina si è però dovuta confrontare a suo tempo con problemi politici e sociali: Molte questioni che ha dovuto affrontare come leader continuano a essere decisamente attuali – commenta il regista Philip Martin – Ad esempio, bilanciare il nazionalismo e l’espansione con il liberalismo e il cambiamento sociale, la tensione tra le vite personali e i ruoli pubblici dei nostri leader e le particolari pressioni sulle donne al potere”.
Caterina la Grande è stata scritta da Nigel Williams, che aveva già lavorato con Helen Mirren nella mini-serie Elizabeth I (premiata con 9 Emmy e 3 Golden Globe).

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Moda: i “sette vizi capitali” di Barocco nel Teatro San Carlo
Ispirazione sfilata da mostra di Andrea Chisesi a Reggia Caserta

30 ottobre 201914:18

30 – Superbia, Accidia. Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Avarizia, Rocco Barocco ha tratto ispirazione dai sette vizi capitali nel realizzare la collezione che ha sfilato per la prima volta nel Teatro San Carlo di Napoli. Lo spunto parte da una mostra ospitata dalla Reggia di Caserta, a cura di Andrea Chisesi, intitolata appunto “I sette vizi capitali”.
Nella mostra venivano utilizzate come base una serie di sculture di grande storia e prestigio: Paolina Borghese, l’Apollo del Belvedere, la Medusa , il Satiro, Ulpia. E proprio da queste ha tratto ispirazione lo stilista campano, dando vita ad una collezione come sempre molto femminile, riccaa di tessuti pregiati, merletti e ricami. In passerella abiti in chiffon e seta, intarsiati di pizzo, trasparenze e sensualità silhouette fluide, stampati a motivi floreali. La palette cromatica è forte e decisa comprensiva di varie tonalita’ di rosso, giallo, verde.
La sfilata nel Teatro San Carlo di Napoli rappresenta “l’omaggio devoto dello stilista alla sua citta’”.

Scalfari, le mie confessioni libertineGrand Hotel Scalfari, ‘non l’ho scritto io ma mi sono scoperto’

31 ottobre 201909:54

30 – ANTONIO GNOLI E FRANCESCO MERLO, GRAND HOTEL SCALFARI (Marsilio, 304 PP, 18 EURO) “È un capolavoro scritto apparentemente da me, ma io non ho scritto una parola”. Così Eugenio Scalfari alla presentazione del libro ‘Grand Hotel Scalfari’ di Antonio Gnoli e Francesco Merlo, edito da Marsilio e presentato al Tempo di Adriano alla presenza degli autori, di Paolo Mieli, del direttore di Repubblica Carlo Verdelli e del protagonista. “Questo libro mi ha fatto capire cose che erano dentro di me e loro le hanno rese esplicite – ha proseguito -. È un libro molto speciale. Una specie di Madame Bovary… Gli autori mi hanno fatto una quantità di domande, poi hanno raccolto altre informazioni ma non mi hanno detto che scrivevano un libro. Non ho scritto una riga ma mi sono riconosciuto”.
Il sottotitolo é ‘Confessioni libertine di un secolo di carta’. Libertine non solo filosoficamente. “Si’, sono un libertino – ha detto ancora Scalfari -. Ho cominciato quando avevo 23 anni dirigendo una casa da gioco a Chianciano. L’ho diretta per 4 mesi, appena laureato. Negli orari del casinò andavo con la giacca blu, poi mi mettevo la dinner jacket che al tempo era molto di moda. Finiti i giochi mi trattenevo un po’ li’ e andavo a letto alle cinque, poi mi svegliavo alle nove”.
Scalfari, attraverso le voci degli autori, racconta la sua vita, anche episodi sconosciuti, dall’infanzia cattolica ai genitori in crisi, dalle profonde amicizie alle contese giovanili. E acnora: il fascista e l’antifascista, gli amori saldi e le avventure rapsodiche, le malattie e la forza per affrontarle, le professioni svolte e la politica vissuta giorno per giorno.
Sono le confessioni di un novantacinquenne divertito e attratto da questa lunga epoca di transizione. “Abbiamo cercato il filo rosso che unisce i mille Scalfari – ha detto Merlo -.
Secondo noi questo filo rosso è l’ottimismo, la gioia di vivere che nemmeno io fascismo e la guerra hanno scalfito. Scalfari è lo spartito e noi lo abbiamo suonato”.
“Scalfari come Montanelli e pochissimi altri rappresenta un punto di riferimento esemplare, un maestro – ha aggiunto il direttore di Repubblica, Carlo Verdelli – Quando sono arrivato a Repubblica, da barbaro, volevo fare colpo su di lui e mi ha stupito facendomi un grande regalo. Abbiamo passato un pomeriggio insieme e lo ricordo come un punto di svolta. Da lì, nella mia direzione, ho cercato una ricongiunzione con la sorgente di Repubblica”.
“È un’operazione diversa da un libro intervista – ha detto Mieli -. Viene fuori un quadro diverso dagli altri libri di Scalfari. Il succo è che il passato è importantissimo e gli anni più recenti lo sono molto meno”.

A Rimini grande mostra celebra FelliniApre il 14/12 ‘Fellini 100 e La dolce vita Exhibition’

RIMINI30 ottobre 201915:07

– In attesa delle celebrazioni per i cento anni dalla nascita, in programma nel 2020 quando si toglieranno i veli al Museo Internazionale a lui dedicato, Rimini ricorda Federico Fellini – di cui domani si celebra il 26/o anniversario della scomparsa – con una grande mostra itinerante intitolata ‘Fellini 100 e La dolce vita Exhibition’ che aprirà i battenti il prossimo 14 dicembre.
Proprio domani la Giunta comunale si riunirà in seduta straordinaria per dare il via libera al progetto esecutivo, ultimo atto dell’iter per il Museo che si svilupperà tra Castel Sismondo, Piazza Malatesta e il Cinema Fulgor.
L’esposizione, al debutto a dicembre, ruota attorno a tre nuclei di contenuti: il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta attraverso l’immaginario dei film di Fellini; il secondo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e il terzo alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini.

Antonacci torna album Chiaramente visibili dallo spazioIn uscita il 29 novembre, anticipato da Ci siamo capiti male

30 ottobre 201915:16

– Esce il 29 novembre il nuovo album in studio di Biagio Antonacci dal titolo Chiaramente visibili dallo spazio. Il nuovo lavoro, il 15/esimo della carriera del cantautore, sarà anticipato dal singolo “Ci siamo capiti male”, disponibile dal 15 novembre. Prodotto da Taketo Gohara, Placido Salamone e lo stesso Antonacci, Chiaramente visibili dallo spazio vede la partecipazione di musicisti eccezionali come il percussionista brasiliano Mauro Refosco (David Byrne, Red Hot Chili Peppers), il bassista Spencer Zahn (Charlie Haden, Kimbra), oltre a quella di una vera e propria orchestra, l’EdoDea Ensemble.

Klaus, Netflix racconta le origini di Babbo NataleTra le voci del cartoon Mengoni, Pannofino e Signoris

30 ottobre 201919:28

Il Natale finalmente spiegato approda su Netflix dal 15 novembre con Klaus, primo lungometraggio di animazione della mega piattaforma e prodotto interamente a Madrid da un team internazionale composto da alcuni dei più bravi disegnatori a mano provenienti da tutto il mondo. Nato dalla mente del co-creatore di ‘Cattivissimo me’, Sergio Pablos, il film ha uno stile unico che unisce tecniche d’animazione tradizionali (disegnate a mano) con tecnologie all’avanguardia.Questa la storia che commuove non poco. Jesper (la voce è di Marco Mengoni), il peggior e più viziato studente dell’Accademia delle Poste, viene spedito, per punizione, dal padre su un’isola ghiacciata, oltre il Circolo Polare Artico, dove la gente del posto è animata solo da pure odio e non pensa certo di spedire lettere (cosa che potrebbe redimerlo). In questa terra senza cuore al di là del circolo polare artico dove due famiglie estese, gli Ellingboe e i Krum, mantengono viva la loro discordia in onore della tradizione, Jesper trova un’alleata in Alva, insegnante del posto che ha rinunciato al suo lavoro perché i bambini non vanno a scuola, e poi in Klaus (Francesco Pannofino), misterioso falegname dal passato triste che vive da solo in una baita piena di giocattoli realizzati a mano. Dopo tutta una serie di avventure, diffidenze e difficoltà, queste improbabili amicizie di Jesper sapranno riportare l’allegria a Smeerensburg ricreando anche una nuova tradizione fatta di generosità, magia e calze appese al camino con cura. Perché, proprio come ricorda il film, una buona azione ne ispira sempre un’altra, anche in un luogo lontano e ghiacciato.Dice Marco Mengoni di questa esperienza: “Intanto il montaggio ti stanca tantissimo. Per quanto riguarda il Natale – aggiunge con ironia – sono nato il 25 dicembre e ho così vissuto un’infanzia infelice perché si festeggiava un compleanno molto più importante del mio”. Per il cantautore un futuro più che pieno: “Sto lavorando su diversi fronti. Sto facendo dei podcast, ‘Il riff di Marco Mengoni’, e poi sto ripartendo in tour”. Anche Francesco Pannofino parla oggi a Roma del doppiaggio come di un lavoro difficile e faticoso: “Dopo aver doppiato l’ultima scena – dice l’attore – mi sono commosso, vuol dire che l’attore ha colpito nel segno. E devo dire che a me piacciono i film di Natale in cui si piange”. Infine Carla Signoris, che dà la voce alla cattivissima Miss Krum:”Con questo personaggio cattivo ho tirato fuori il mio lato peggiore”. I film di Natale dell’attrice? “Classici come ‘Anna dei miracoli’ e ‘La vita è una cosa meravigliosa’”. Tra le altre voci italiane: Ambra Angiolini e Neri Marcorè.

La valle dell’Eden in prima a BolognaMaxi spettacolo all’Arena del Sole con regia di Antonio Latella

BOLOGNA30 ottobre 201915:54

– Debutto in prima assoluta, il 6 novembre all’Arena del Sole di Bologna, per la nuova produzione di Emilia-Romagna Teatro ‘La valle dell’Eden’ di John Steinbeck messa in scena da Antonio Latella che ha curato anche l’adattamento del testo assieme a Linda Dalisi.
Le circa ottocento pagine del romanzo originale sono state trasposte sulla scena in uno spettacolo “fedelissimo a quello che è scritto nel romanzo” della durata di circa sette ore, diviso in due atti, con il primo visibile anche nelle giornate del 7, 8 e 10 novembre e il secondo in quelle del 13, 14, 15 e 17. Il 9 e 16 ‘La valle dell’Eden’ verrà proposto in una sorta di maratona alle 16 e alle 20. In scena alcuni attori che con Latella hanno condiviso un lungo percorso come Annibale Pavone, Michele Di Mauro, Candida Nieri e molti altri.
Coprodotto con il Teatro Metastasio di Prato e lo Stabile dell’Umbria, La valle dell’Eden ha richiesto una preparazione di circa due anni e mezzo. “Un lavoro molto difficile da chiudere – ha spiegato il regista – con al centro la parola d’ordine ‘Testamento’, trattata sia dal punto di vista biblico che come eredità. Nel testo e nello spettacolo ci sono delle stazioni: ogni volta che c’è un testamento o c’è un’eredità accade qualcosa. E dunque ci si chiede se siamo in grado di sostenere un’eredità”.

Idomeneo di Mozart, guerra e solitudiniMariotti su podio, Carsen regista. In scena anche migranti

30 ottobre 201919:32

Un desolante scenario post bellico, abitato da tante solitudini che anelano la pace. E poi il mare, presente nella storia e sulla scena come potente immagine di divisione ma anche di incontro. Infine i migranti e i rifugiati della comunità di Sant’Egidio, che davanti al pubblico diventano simboli viventi di una sofferenza che cerca dignità. Sarà un dramma che coniuga il mito classico con il forte riferimento all’attualità l'”Idomeneo, re di Creta” di Mozart, ultima produzione della stagione 2018-2019 del Teatro dell’Opera di Roma, in programma al Costanzi dall’8 al 16 novembre.Lo spettacolo, che vede alla regia il ritorno di Robert Carsen, sarà diretto dal giovane maestro Michele Mariotti, al suo debutto con l’orchestra capitolina. Questo dramma in 3 atti – un nuovo allestimento dell’Opera di Roma in coproduzione con il Teatro Real di Madrid, Den Kongelige Opera di Copenhagen e la Canadian Opera Company di Toronto – rappresenta una rarità: torna infatti sul palco del Costanzi dopo una lunga assenza, perché è stato qui rappresentato solo una volta, nel 1983, diretto da Peter Maag e con la regia di Luciano Damiani. Eppure il titolo – la cui vicenda è ambientata a Creta, dove, dopo 10 lunghi anni della guerra di Troia, tornano i vincitori, ma anche i prigionieri e i profughi – è il primo capolavoro di Mozart, un’opera in cui il linguaggio del teatro musicale si apre alle innovazioni operistiche del secondo ‘700 e che presenta una decisa, e nuova, caratterizzazione musicale dei personaggi e l’attenzione alla loro psicologia.La storia, in cui si intrecciano violenza e amore, guerra e pace, destino e responsabilità individuali, viene attualizzata dalla presenza sul palcoscenico – grazie a un accordo siglato tra Opera di Roma e Comunità di Sant’Egidio – di circa 30 tra migranti e rifugiati, che rivivranno forse ciò che hanno già vissuto nella vita reale, nel doloroso passaggio dal “loro” mondo al nostro: “c’è il bisogno in questa opera di provare a capire ciò che non si può capire, la guerra, il potere, le differenze tra le generazioni”, spiega oggi il regista Carsen, “speriamo che la pace arrivi nel mondo: nel frattempo l’arte può aiutarci e guidarci”. “In scena, per rispettare l’idea registica di Carsen, ci saranno più di 150 persone, tra coro e figuranti: da qui è nata l’idea di coinvolgere i migranti della Comunità di Sant’Egidio”, dice il sovrintendente Carlo Fuortes, “il teatro non fa progetti sociali, ma è un soggetto sociale e comunica con la città”. “Il nostro vuole essere un messaggio di pace e amore: nell’opera la presenza del mare è totalizzante e ho cercato di renderla in ogni parte”, aggiunge Mariotti, “sarà una lettura inquieta, bianca e nera, tagliente, con momenti di dolcezza ma anche di violenza in un’opera estremamente moderna e attuale, mai vincolata alla cultura che l’ha generata”.”L’integrazione vera di quelli che sono descritti come un mondo indistinto che sembra minacciarci è possibile: questa è la Roma che possiamo costruire grazie a un modello nuovo che qui stiamo sperimentando”, conclude Mario Marazziti, membro della Comunità di Sant’Egidio fin dalla sua fondazione, “la solitudine senza nome e senza voce dei profughi è la stessa che si ritrova in quest’opera”. In scena il pubblico vedrà nel ruolo di Idomeneo Charles Workman, in quello di Idamante Joel Prieto, mentre nei panni di Ilia ci saranno Rosa Feola e Adriana Ferfecka e in quelli di Elettra Miah Persson. Nell’allestimento Carsen firma anche le luci con Peter van Praet e le scene con Luis Carvalho, quest’ultimo autore anche dei costumi.

Rai: Anzaldi (Iv), boicotta inchiesta Report su Salvini

30 ottobre 201916:01

– A Cartabianca Mauro Corona si augura che Salvini torni presto al potere e diventi premier: “Se tornerai dove possibilmente tornerai dacci una mano’. Nella lunga intervista nessuna domanda al leader della Lega su Savoini, il Russiagate, i fondi russi: l’inchiesta di Report boicottata anche da Rai3. Questa è informazione da servizio pubblico?”. Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, che pubblica un estratto video dalla puntata in onda ieri sera.

Subsonica, il 22 novembre esce “Microchip Temporale”Rielaborazione di Microchip Emozionale, 20 anni dopo

30 ottobre 201916:03

– Il 22 novembre 2019 esce “Microchip Temporale” (Sony Music) dei Subsonica. L’album è una rielaborazione di “Microchip Emozionale” (uscito 20 anni fa, accorciando le distanze tra la musica indipendente italiana e le produzioni internazionali e integrando elettronica, rock, dance, testi e melodia in una sintesi unica) realizzato in complicità con 14 artisti che hanno, oggi per la maggior parte, l’età dei Subsonica di allora.
Oggi “Microchip” viene completamente risuonato, rivisitato e arricchito dalla creatività e dalle parole di alcuni tra i più significativi protagonisti della scena attuale. Torna anche la ragazza giapponese con la pistola, la stessa Midori Tateno, in copertina 20 anni dopo a segnare il legame tra passato e presente. “Microchip Temporale” è anticipato dal brano “Aurora Sogna”, nella nuova versione ealizzata con Coma_Cose insieme ai Mamakass, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 1 novembre.

Musica: Elisa, doppio album “Diari Aperti (Segreti Svelati)”Il 15 novembre, con inediti e duetti

30 ottobre 201916:26

– Esce il 15 novembre “Diari Aperti (Segreti Svelati)” (Island Records), il nuovo doppio album di Elisa con anche brani inediti e duetti, ultimo capitolo del progetto di successo “Diari Aperti”, partito lo scorso ottobre con un disco certificato Platino e proseguito con la pubblicazione solo in vinile e digitale dell’ep “Secret Diaries”.
Il doppio album si dividerà in due parti. Il Disco 1, totalmente in italiano, racchiude i brani di “Diari Aperti” con i duetti di Elisa con Calcutta, Carmen Consoli, Brunori Sas, Carl Brave, Rkomi e Francesco De Gregori; alcuni usciti solo in radio in questi mesi, come quello con Calcutta in “Se piovesse il tuo nome” – certificato Doppio Platino – e Carl Brave in “Vivere tutte le vite” – certificato Disco di Platino -, altri inediti come quello con Carmen Consoli in “Promettimi”, Brunori Sas in “Anche Fragile” e Rkomi nell’inedito “Blu Part II” (séguito del brano di Rkomi feat. Elisa “Blu” – certificato Platino). A quest’ultimo si aggiungono anche gli altri inediti “In piedi” e “Diari Aperti”.
Il Disco 2 sarà invece in inglese, con le tracce di “Secret Diaries” e quelle mai pubblicate “Soul” e “Thirst” (adattamento in inglese di “Se piovesse il tuo nome”). Elisa aggiunge così nuove pagine ai suoi diari e chiude una trilogia.
A fine novembre l’artista torna anche dal vivo con nuove date nei palasport italiani (25 novembre Torino, 27 novembre Milano, 30 novembre Brescia, 6 dicembre Acireale, 9 dicembre Casalecchio di Reno-Bologna, 12 dicembre Firenze, 17 dicembre Roma, con data zero il 19 novembre a Jesolo).

Regione Piemonte acquista Forte ExillesAntico sistema difensivo per leggenda fu prigione Maschera Ferro

TORINO30 ottobre 201916:35

– La Regione Piemonte diventa proprietaria del Forte di Exilles, trai più antichi sistemi difensivi del Piemonte che, secondo la tradizione, fu utilizzato anche per tenere prigioniero la Maschera di Ferro. Oggi è stato stipulato l’atto notarile che trasferisce il monumento dal Demanio alla Regione, consegnataria del bene dal 1979.
“I cittadini del Piemonte diventano proprietari di un bene dal valore storico, culturale e turistico straordinario”, afferma il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, che ha annunciato l’acquisto incontrando il sindaco Michelangelo Castellano con i sindaci dell’Unione Montana Alta Valle Susa e il presidente dell’Associazione Amici del Forte. “È dal 2000 che un presidente della Regione non mette piede in questo luogo che rappresenta uno dei simboli del nostro territorio – aggiunge -.
Rilanceremo questa risorsa unica insieme partendo dalle caratteristiche del luogo, ampliandone la fruibilità e lo sviluppo delle potenzialità turistiche”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moda: Sfilata Intimissimi sul tema cabaret
All’Arena di Verona evento fashion con artisti da Cafè chantan

30 ottobre 201916:36

– Sfilata della nuova collezione Intimissimi a Verona con un evento ispirato al cabaret, tra chandelier, total white e artisti da cafè chantant. Grandi lampadari con scenografiche cascate di cristalli, atmosfere jolie da café chantant hanno fatto da set alla sfilata.
Tra performance coinvolgenti, live show emozionali, veri e propri tableau vivant che hanno reso ancora più coinvolgente questo Folies Bergère, hanno sfilato reggiseni a triangolo e culotte in pizzo, balconcini fleurie tono su tono con slip coordinati, reggiseni bandeau e body di pizzo, bra top di pelle stretch. E poi ancora gli stampati: maculati e pitoné su tulle, Principe di Galles e checked e petit pois. In pedana, per le mise da sera, velluti dévoré dai bordi di frange coquette, di dentelle in stile boudoir, di bagliori gold.
Hanno sfilato anche eleganti pigiami in raso di seta dal taglio maschile: giacche profilate a contrasto e pantaloni fluidi in tinta unita nelle quattro tonalità passe-partout bianco, nero e rosa antico, oltre che nel nuovo colore rosso. Inedite versioni con top taglio a kimono su pantaloni a palazzo oppure con giacche double breasted. Lunghe sottovesti con spalline sottili o canotte di satin su shorts coordinati, seducenti e intriganti.
Ad accompagnarle, l’uomo di Intimissimi, moderno e di stile.
Pigiami dal taglio classico, a tinta unita o con motivi eleganti, vestaglie avvolgenti, pantaloni homewear comodi ma al tempo stesso ricercati, di vari pesi e strutture, adatti a tutte le esigenze.

Pompei, nuova vendemmia negli ScaviRestaurata Cella vinaria. Presentato il ‘Villa dei Misteri’ 2012

POMPEI (NAPOLI)30 ottobre 201917:18

– La vendemmia nei vigneti dell’area archeologica è diventata una tradizione: l direttore generale Massimo Osanna e l’enologo Piero Mastroberardino hanno celebrato la XX edizione della raccolta, frutto di studio dei vigneti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana. Con l’occasione è stato possibile accedere alla cella vinaria, che si trova alle spalle del vigneto, e all’ambiente produttivo attiguo che ospita la ricostruzione in legno di un antico torchio per la premitura dell’uva; entrambi i vani sono stati oggetto di recenti interventi di messa in sicurezza.
L’Azienda Vinicola Mastroberardino, in convenzione con il Parco, si è negli anni presa cura dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dando vita al pregiato vino ”Villa dei Misteri”: quest’anno sarà disponibile l’annata 2012. L’idea, nata nel 1994, dapprima riguardava un’area limitata degli scavi, per poi ampliarsi e giungere oggi a interessare 15 aree dell’antica Pompei.

Trono di Spade, Hbo ordina un nuovo prequelIn naftalina “Long Night” con Naomi Watts, ok a “Casa del Drago”

NEW YORK30 ottobre 201917:45

– Buone e cattive notizie per i fan del Trono di Spade. Hbo ha cancellato una nuova serie che avrebbe avuto Naomi Watts tra i protagonisti e di cui una puntata pilota è già stata girata settimane fa in Irlanda del Nord. Ha avuto invece luce verde l’altro progetto, il prequel intitolato “House of the Dragon”, ambientata 300 anni prima degli eventi della saga e che sarà basata sul libro di R.R.
Martin “Fire and Blood”.
La nuova serie parlerà dei precedenti sovrani della dinastia Targaryen, gli antenati di Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) e Jon Snow (Kit Harington).
La cancellazione di “The Long Night”, la serie con la Watts, è uno sviluppo drammatico nei piani di Hbo per la legacy di Trono di Spade, il suo show più premiato di sempre. Ambientato migliaia di anni prima delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, quel prequel avrebbe raccontato la discesa del mondo dall’Età d’oro degli Eroi al suo periodo più buio, quell’inverno durato una generazione conosciuto appunto come la Lunga Notte.
Un’epoca quindi antecedente ai Targaryen e ai draghi, ma non agli Stark, né agli Estranei.
I Targaryen saranno invece i protagonisti assoluti di “House of the Dragon”, di cui Hbo ha ordinato una prima stagione di dieci episodi. La regia è stata affidata a Miguel Sapochnik, premiato con l’Emmy per un episodio della sesta stagione della serie originale.

Morandi ‘gioca in casa’, via ai concerti a BolognaSpettacolo debutta al Duse, con brano scritto dal nipote Paolo

BOLOGNA30 ottobre 201920:02

Settantaquattro anni e non sentirli: sul palco del Teatro Duse di Bologna Gianni Morandi canta, si sbraccia, dà indicazioni alla regia e agli strumentisti come se ne avesse quaranta in meno alla prova generale del suo “Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni”, una maratona di 21 concerti al debutto l’1 novembre e poi fino al 26 gennaio. Tanta musica condita di ricordi, aneddoti e il desiderio fortissimo di tornare a casa. “E’ cominciato tutto a Bologna – ha raccontato – era il ’58 e avevo tredici anni, anche se ne dimostravo otto. Venivo da Monghidoro in corriera o accompagnato in motocicletta a farmi sentire dalla maestra Scaglioni in via Lame, le dissi che mi piaceva Modugno, che da poco aveva scompaginato la musica di quegli anni. E poi, poco tempo dopo proprio qui, su questo palcoscenico prestigioso calpestato da grandissimi artisti. Era il 1964, ricordo che mio padre non venne a sentirmi perché non aveva il vestito adatto. Sono felice di fare questo spettacolo a Bologna, la mia città che sto riscoprendo, un luogo che sta vivendo un momento bellissimo, con tanta gente che viene a visitarla, perché Bologna non è solo cibo, è soprattutto arte. La vedo rinata”.Non nasconde una forte emozione Morandi quando annuncia che il nuovo brano che canterà assieme ad alcune delle oltre 600 canzoni, l’ha scritto per lui suo nipote Paolo, il figlio di Marianna e di Biagio Antonacci, si intitola proprio Stasera gioco in casa, e aprirà tutti i concerti “e forse li chiuderà se mi verrà richiesto qualche bis. Non avrei mai pensato che un giorno avrei cantato un brano di mio nipote – ha detto, chiamandolo sul palco – Paolo ha un grande talento per la scrittura”. Generoso come sempre, dopo una prima parte più o meno sempre uguale per le 21 serate, il cantante lascerà scegliere al pubblico le canzoni della seconda. Generosità mostrata anche durante la prova, quando ha chiamato sul palco Beatrice, una liceale quattordicenne che studia canto, con la quale ha duettato in Grazie perché, uno dei suoi brani più poetici e amati. E anche se è difficile nel suo vastissimo repertorio andare a trovare qualcosa di non bello, lui ci è riuscito e con grande ironia ha cominciato a cantare alcuni brani da lui considerati “veramente brutti”: Vado a lavorare, Bella Belinda, La befana trullallà. Grandi applausi naturalmente da parte del numeroso pubblico che urlava “Sono bellissime”, “Sei grande Gianni”. Naturalmente a farla da padrone saranno i best di sempre come Chimera, Occhi di ragazza e tantissime altre.Immancabile l’omaggio all’amico di sempre Lucio Dalla, “ci siamo conosciuti nel ’63 quando Lucio non cantava ancora”, del quale ha cantato delle personalissime versioni di Piazza Grande, Futura e Caruso. E poi all’amico della rinascita, Giulio Rapetti più noto come Mogol, dopo i bui anni ’70: “Sapendo che giocavo a calcio, Mogol mi contattò per fare la nazionale dei cantanti, e siccome quasi non cantavo più, mi propose uno dei brani che amo di più, Canzoni stonate che inizia con la frase ‘Canto solamente insieme a pochi amici’ che ha segnato l’inizio per me di una nuova era”. E l’orgoglio di aver cantato con grandissimo successo la canzone di uno dei Premi Oscar della musica italiana, Nino Rota, la colonna sonora del film Il padrino, ‘Parla più piano’. Lo spettacolo, circa due e mezza di durata, ha la regia di Saverio Marconi e mostra pochi elementi scenici, dei tavoli, un frigo, un pianoforte e nella seconda parte un divano su cui dialogare con qualche fan. “Il teatro è la vita – ha detto il regista – quindi la cosa più importante è rendere vita questo spettacolo, che poi racconta la storia di Gianni”.

Alberto Urso, esce secondo album”Il Sole ad Est”, brani di Kekko Silvestre, Briga ed Ermal Meta

30 ottobre 201918:44

– Esce il 31 ottobre su etichetta Polydor/Universal il secondo progetto discografico dell’ultimo vincitore di Amici, il tenore e polistrumentista Alberto Urso, dal titolo “Il Sole ad Est”. Il nuovo album segue il successo di “Solo” e Urso sceglie di percorrere ed esplorare come da sua desiderata il pop declinandolo in diverse forme: da quelle più vicine alla tradizione melodica della musica leggera italiana a sonorità più rock matchando le sue indiscusse capacita’ vocali da tenore a suoni più contemporanei e più mainstream.
“Ho scelto questo titolo perché come Il Sole ad Est la mia carriera è appena all’alba, ma il mio amore per la musica e l’affetto che mi dimostra la gente mi hanno dato la spinta creativa e l’energia per lavorare a questo nuovo progetto. Sono e sarò sempre grato agli autori e ai professionisti che mi hanno seguito in questa nuova avventura”, racconta il giovane tenore, che canta e interpreta otto tracce che raccontano tutte le emozioni che ci travolgono quando si vive con intensità l’amore.
Le canzoni sono state scritte da autori di spicco, tra cui Kekko Silvestre, Briga ed Ermal Meta, oltre a rinnovare la collaborazione con Giordana Angi, con cui ha scritto “Solo con te”.
La data di uscita di questo album coincide con la data in cui Urso termina la sua prima avventura live, il “Solo Tour”, che lo ha portato a cantare in nove grandi città italiane sui palchi di altrettanti teatri proponendo i brani del suo primo disco ma cimentandosi coraggiosamente in cover di mostri sacri della musica come Frank Sinatra e i Queen spaziando dal blues alla lirica, dal pop al rock dal jazz alla dance.

Al via Festival “Sedendo e Mirando”Letture-spettacolo a Macerata, Fabriano, Ascoli Piceno

ANCONA30 ottobre 201919:12

– “Sedendo e mirando”, due termini che invitano alla contemplazione e all’ascolto, e che ispirandosi alla poesia leopardiana l’Infinito di cui si festeggiano i 200 anni, è stata assunta come titolo di una nuova iniziativa di letture-spettacolo nei teatri storici di Macerata, Fabriano e Ascoli Piceno, il 22, 23, e 24 novembre prossimi.
Illustrata ad Ancona, presente anche il presidente dell’associazione Torino Città del Libro Silvio Viale, la proposta nasce dalla collaborazione tra Regione Marche, Amat e Salone Internazionale del Libro di Torino per favorire nel progetto Mibact Marche inVita la rinascita dei luoghi colpiti dal sisma con lo spettacolo dal vivo. “L’idea – ha precisato la dirigente regionale del Servizio Cultura Simona Teoldi – si è sviluppata dopo la partecipazione delle Marche come Regione ospite al Salone del libro di Torino, con l’intento di valorizzare i suoi teatri storici anche con la lettura di testi, mescolando diverse arti e pubblici per moltiplicare le occasioni d’incontro culturale”.

Bologna, il nuovo murales di Tv Boy e’ un omaggio a Francesco GucciniRitrae il cantautore con i big della musica italiana, in una barca in mezzo al mare

31 ottobre 201914:27

Ritrae il cantautore con i big della musica italiana, in una barca in mezzo al mare

Viaggio nelle tenebre con le storie raccolte da Genovesi17 autori, da Lovecraft ad autori inediti in Italia come Wormser

31 ottobre 201910:07

– A CURA DI FABIO GENOVESI, I RACCONTI DELLE TENEBRE (EINAUDI, PP 346, EURO 20). Un viaggio dentro al mistero, nel mondo della notte, popolato da spettri, vampiri, licantropi, da “tutti quegli spiriti che nelle leggende di paese si chiamavano ‘spaventi'”. Fabio Genovesi ci accompagna in questa avventura con ‘I racconti delle tenebre’ che arrivano in libreria proprio nei giorni di Halloween. Raccolti in un libro che accanto a maestri del genere come Poe, Stoker e Lovercraft propone anche e per la prima volta ai lettori italiani la scrittrice americana Gwendolyn Ranger Wormser, autrice de ‘Lo spaventapasseri’, che è lei stessa un profondo mistero. “A cercare sulla rete sembra non sia mai esistita” spiega il curatore e sottolinea come anche negli Stati Uniti la raccolta ‘The Scarecrow and Other Stories’ del 1918, che include ‘Lo spaventapasseri’, si possa trovare solo in edizioni di fortuna oppure, com’è successo a noi, nel volumetto originale perso in un monte di libri muffosi su una bancarella”.
Sono 17 storie di paura e puro terrore quelle raccolta da Genovesi che a leggerle oggi , “sembrano cartoline da un altro pianeta” spiega il curatoredel libro, vincitore del Premio Strega Giovani nel 2015 con ‘Chi manda le onde’ e del Viareggio-Répaci nel 2018 con ‘Il mare dove non si tocca’.
Tra classici e figure di culto meno praticate dai non specialisti ci imbattiamo così nel ‘Satana in treno’ di Ardengo Soffici.nel fantasma di Madam Crowl di Joseph Sheridan Le Fanu e finiamo ‘Nella cripta’ di Howard Phillips Lovecraft. La raccolta esplora una “gamma di registri, ambientazioni e immaginari” ma tutte le storie sono gemme di grande valore letterario.
In questo mondo nero, dove la luce artificiale non è gradita, dove il sole rimane nascosto, si capisce quanto si sia perduto con l’alterazione del ritmo naturale della natura e delle stagioni. Dove sono le “notti buie e senza stelle” che racconta William Hope Hodgson? Oltre a ‘I racconti delle tenebre’ a catturare l’attenzione in questo libro sono le pagine dedicate agli autori delle storie dei quali Genovesi ci regala dei ritratti speciali accomunati dal fatto che siamo sempre di fronte persone fuori dal comune.
La vita di Patrick Lafcadio Hearn viene paragaonata a “un’astronave. Sempre in volo da un pianeta all’altro, a ogni atterraggio solo un attimo per esplorare luoghi alieni, dov’è impossibile stabilirsi, poi via verso nuovi mondi” scrive Genovesi dello scrittore nato in Grecia da una madre locale e un padre irlandese che dopo varie peripezie in giro per il mondo è approdato in Giappone e ha sposato una ragazza di una famiglia di samurai, di cui viene proposto il racconto ‘Mujina’ .
Nelle pagine dedicate a Lovecraft Genovesi riflette invece sul fatto che “forse per la curiosità impetuosa che li muoveva nella scrittura e nella vita, molti autori di orrore e fantascienza sono stati anche grandi viaggiatori e avventurieri”. Eppure “uno dei più subblimi”, quello che ci porta più lontano, Lovecraft appunto, “raramente si allontanava dalla sua cittadina nel new England, Providence”.
Benchè la luce, dei lampadari, delle insegne dei negozi, delle auto ci “abbagli tanto da nascondere il loro universo magico e arcano” le creature delle tenebre “continuano a danzarci intorno, invisibili” e Genovesi ci porta proprio lì, dove da soli, magari, non saremo mai andati.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Arriva La famiglia Addams in versione animata
Tra i doppiatori anche Loredana Bertè: “La nonna è rock come me”

31 ottobre 201914:43

Di questo film “mi colpisce il messaggio forte che lancia, il modo in cui valorizza l’originalita’, contro il fattore di omologazione. Fa da manifesto alla diversita’, alla follia, alla genialita’. Non c’e’ follia senza pizzico di genio”. Parola di Loredana Berte’, che debutta come doppiatrice, nei panni della nonna, molto rock, di casa, nella Famiglia Addams, versione animata in stop motion di Conrad Vernon e Greg Tiernan, in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma in Alice nella citta’ e ora n sala per Halloween, in 500 copie con Eagle.
Il film riprende lo stile graffiante dei fumetti anni ’30 di Charles Addams, sulla famiglia piu’ esilarante e dolcemente dark che ci sia. Personaggi amati da piu’ generazioni che sono approdati piu’ volte gia’ in serie tv e al cinema e anche questa nuova versione ha conquistato il pubblico, con 30 milioni di dollari nel primo weekend e gia’ l’annuncio di un sequel.
“Sono da sempre una grande fan della serie, non ho perso una puntata” spiega Loredana Berte’ al debutto come doppiatrice. Con lei in conferenza stampa Virginia Raffaele (Morticia), Pino Insegno (Gomez), Eleonora Gaggero (Mercoledi’) e Luciano Spinelli (Pugsley). “Dentro sono Mercoledi’ (la figlia di Morticia e Gomez, ndr) – aggiunge la cantante – tanto che sulla copertina di un mio album, Il mio funerale, appaio come lei. Ma nel film mi sono persa nel mio personaggio, mi ha conquistato.
L’ho amato perche’ nonna Addams e’ rock, sopra le righe, invasata, imprevedibile e molto ironica. Sono diventata Nonna Addams anche dentro”. Per Loredana Berte’ doppiare un film e’ la realizzazione di un sogno: “Secondo me mi hanno scelto per sfinimento, da anni scrivo su facebook che amerei fare un doppiaggio di un film di Tim Burton, perche’ amo il suo stile gotico e dark. Questo film richiama quello stile, quando mi hanno chiamato non ci credevo”.
Anche per Virginia Raffaele il doppiaggio e’ una nuova avventura: “Nella mia testa interpreto gia’ i personaggi come fossero cartoni animati… non lo dite alla Vanoni – spiega sorridendo -. I cartoni animati di oggi sono fantastici e questo ha un messaggio molto bello e non retorico, essere differenti e’ la cosa piu’ rock che ci possa essere”. Il film parla anche della violenza che puo’ scatenarsi sui social: “Io li amo, li uso molto per restare in contatto con i miei fan. Anche se e’ la mia agente a occuparsi dei messaggi, io sono piu’ analogica che tecnologica – racconta Loredana Berte’ -. Non ho mai avuto un telefonino. A casa ho il telefono fisso ma nessuno chiama piu’ li'”.
La cantante aveva gia’ recitato negli anni ’70, fra gli altri, nell’opera rock Orfeo 9 di Tito Schipa Jr e in Hair, “con cui abbiamo girato tre anni per tutta Italia. Abbiamo collezionato un record di denunce perche’ c’era una scena di nudo… ma e’ uno spettacolo che ha precorso i tempi”. Le e’ arrivata negli anni qualche proposta come attrice, “ma in Italia molto cinema e’ due camere e cucina, non fa per me. Io amo l’horror, da Carrie a L’esorcista, anche se film come Forrest Gump non me li perdo”.

Doctor Sleep, torna in sala ‘la luccicanza’Sul grande schermo ecco Ewan McGregor nei panni di Dan Torrance

31 ottobre 201914:51

Arriva in sala, ad Halloween, “DOCTOR SLEEP”, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Stephen King.Il libro è un sequel di “Shining” del 1977, adattato nell’omonimo film del 1980 di Stanley Kubrick. GUARDA IL TRAILERLa pellicola porta la firma di Mike Flanagan, montatore esperto che da sempre venera King e il genere horror come ha già dimostrato nelle sue prime prove da regista.
Ancora segnato dagli eventi che ha vissuto da bambino all’Overlook Hotel, il quarantenne Danny Torrance (Ewan McGregor) decide di non usare più i suoi poteri psichici e si trasferisce nel New Hampshire. Qui conosce una ragazzina di nome Abra Stone con i suoi stessi poteri, che chiede il suo aiuto contro la spietata Rose the Hat e i suoi seguaci, che si nutrono della ‘Luccicanza’ alla ricerca dell’immortalità.
L’alleanza tra i due, costringe l’uomo a riprendere i suoi poteri e a fare i conti con i fantasmi del suo passato.
Nel cast anche Rebecca Ferguson, Kyliegh Curran, Zahn McClarnon, Bruce Greenwood, Carel Struycken, Emily Alyn Lind, Jocelin Donahue, Nicholas Pryor e Carl Lumbly.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Premio Strega Ragazze e Ragazzi, le dozzine selezionate
Il 28/11 le cinquine a Matera. Raddoppiati studenti in giuria

30 ottobre 201912:48

– Sono state annunciate le dozzine del ‘Premio Strega Ragazze e Ragazzi’ nelle due categorie del riconoscimento: una destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni (+6) e l’altra dagli 11 ai 15 anni (+11). La scelta è stata fatta dal Comitato Scientifico , presieduto da Giovanni Solimine, tra i 79 titoli inviati quest’anno dagli editori. Le due cinquine finaliste saranno annunciate giovedì 28 novembre a Matera, capitale europea della cultura 2019.
Ecco i titoli della Categoria + 6: Mac Barnett, In missione per la regina. Nome in codice Mac B. (Terre di Mezzo), illustrazioni di Mike Lowery, traduzione di Sara Ragusa; Justyna Bednarek, L’incredibile avventura dei 10 calzini fuggiti (4 destri e 6 sinistri) (Salani), illustrazioni di Daniel de Latour, traduzione di Raffaella Belletti; Emmanuel Bourdier, Il giorno del nonno ( Coccole Books), illustrazioni di Laurent Simon, traduzione di Maria-José D’Alessandro; Janna Carioli, Martin Luther King e il suo grande sogno (Lapis), illustrazioni di Alfredo Belli; Daniela Carucci, Ruggiti (Sinnos), illustrazioni di Giulia Torelli; Matteo Corradini, Solo una parola, (Rizzoli), illustrazioni di Sonia Cucculelli; Timothée De Fombelle, Capitano Rosalie ( Mondadori), illustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Maria Bastanzetti; Susie Morgenstern, Vuoi essere mia amica?, (Babalibri) illustrazioni di Claude K. Dubois, traduzione di Maria Bastanzetti; Marta Palazzesi, Nebbia( Il Castoro); Guido Quarzo, Anna Vivarelli, La danza delle rane ( Editoriale Scienza), illustrazioni di Silvia Mauri; Onjali Q. Raúf, Il ragazzo dell’ultimo banco ( La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Angela Ricci; Anna Vivarelli, Il segreto del postino ( EDB), illustrazioni di Laura Crema.
Ecco i titoli della Categoria +11: Maite Carranza, Come in un film (Il Castoro), traduzione di Francesco Ferrucci; Chloe Daykin, Fish Boy (Giunti ), illustrazioni di Richard Jones, traduzione di Mario Sala Gallini; Annelise Heurtier, L’età dei sogni (Gallucci), traduzione di Ilaria Piperno; Davide Morosinotto, Voi (Rizzoli), illustrazioni di Giordano Poloni; Lynda Mullay Hunt, Una per i Murphy (Uovonero), traduzione di Sante Bandirali; Abe Natsumaru, I pesci non piangono,(Atmosphere Libri) , traduzione di Maria Elena Tisi; Daniela Palumbo, A un passo da un mondo perfetto ( Piemme); Raffaella Romagnolo, Respira con me (Pelledoca Editore); Rebecca Stead, L’amore sconosciuto (Terre di Mezzo), traduzione di Claudia Valentini; Arne Svingen, La ballata del naso rotto ( La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Lucia Barni; Nadia Terranova, Omero è stato qui (Bompiani), illustrazioni di Vanna Vinci; Florence Thinard, Meno male che il tempo era bello (Camelozampa), illustrazioni di Veronica Truttero, traduzione di Sara Saorin.
Tra questi il Comitato scientifico individuerà le due cinquine finaliste. I libri prescelti saranno quindi inviati in lettura ai giovanissimi giurati cui spetterà il compito di assegnare il premio che, arrivato alla cinquina edizione, vede raddoppiato il numero degli studenti che compongono la giuria: sono oltre 2.000 le ragazze e i ragazzi fra i 6 e i 15 anni di età appartenenti a scuole, gruppi di lettura, biblioteche e istituti scolastici in Italia e all’estero (Bruxelles, Madrid, Monaco, Parigi e Zurigo).
Il premio sarà conferito come di consueto nell’ambito della Bologna Children’s Book Fair (30 marzo-2 aprile 2020). Nel caso in cui l’opera più votata fosse in traduzione è previsto un premio di pari entità per il traduttore offerto da BolognaFiere.
Qualora le opere vincitrici fossero entrambe in lingua italiana, il Comitato scientifico assegnerà il premio al traduttore di uno dei libri finalisti che riterrà a suo insindacabile giudizio più meritevole. Alla cerimonia BPER Banca assegnerà una targa e un premio in denaro del valore di 1000 Euro, destinato all’acquisto di attrezzature scolastiche, a una delle scuole che compongono la giuria della categoria +6 per le originali attività di promozione della lettura svolte a partire dai libri finalisti, e un premio del valore di 500 Euro a un componente della giuria +11 per la migliore recensione a un libro finalista.

Fiumicino intitola biblioteca a Regeni, “amava i libri”

AEROPORTO INTERNAZIONALE LEONA31 ottobre 201913:53

– Fiumicino intitola la Biblioteca comunale a Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano ucciso e trovato morto alla periferia del Cairo il 3 febbraio 2016. Per l’occasione è stata scoperta una targa in suo ricordo. Presenti, tra gli altri, il sindaco ed il vice sindaco di Fiumicino Esterino Montino ed Ezio di Genesio Pagliuca. L’intitolazione arriva dopo un ordine del giorno votato, circa un anno fa, in Consiglio Comunale, che ha raccolto una proposta-petizione dell’associazione “Alexandrea-Amici della Biblioteca”.
“Nonostante il tempo trascorso, la vicenda Regeni non è arrivata purtroppo ancora ad una conclusione giudiziaria accettabile: auspichiamo che si facciano fino in fondo chiarezza e verità per l’omicidio, un buco nero che non si può accettare”, ha sottolineato Montino.
Il sindaco di Fiumicino Esterino Montino ha voluto ringraziare i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, che non hanno potuto partecipare alla cerimonia ma che hanno mandato un messaggio.
Montino ne condivide uno stralcio: “Giulio amava i libri e sono stati i suoi migliori amici – scrivono i genitori – Un pensiero particolare a tutti i bambini e giovani che si recheranno nella Vostra biblioteca e potranno avvicinarsi, così, alla tragedia di Giulio. Per la nostra famiglia è importante essere affiancati da persone ed ad iniziative che vogliono sostenere la ricerca di Verità e Giustizia, non facendo cadere nell’oblio la tragedia di Giulio, com’è bel simboleggiato dagli striscioni gialli e dai bracciali gialli. Giulio era un giovane che cercava di vivere con coerenza i suoi valori, implementandoli anche con la sua ricerca accademica, credeva molto in quello che faceva, ma ora è divenuto un simbolo della mancanza di rispetto dei diritti umani. In questo periodo, più che mai pensiamo che la convivenza civile debba anche basarsi sul rendere giustizia e verità ad ogni persona e vincere con l’azione costante l’indifferenza morale che ci circonda”.

Mostre: a Faenza le ceramiche di PicassoCinquanta pezzi dalle collezioni del Musée National Picasso

FAENZA (RAVENNA)31 ottobre 201914:00

– Cinquanta pezzi unici provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris sono esposti al Museo internazionale delle ceramiche (Mic) di Faenza, dall’1 novembre al 13 aprile, nella mostra ‘Picasso, La sfida della ceramica’ a cura di Harald Theil e Salvador Haro, con la collaborazione di Claudia Casali. Un nucleo di inestimabile valore e un prestito eccezionale che affronta tutto il percorso e il pensiero creativo dell’artista spagnolo nei confronti dell’argilla.
Nella mostra faentina vengono analizzate le fonti di ispirazione di Picasso, proprio a partire dai manufatti presenti nelle collezioni del Mic. La ceramica classica (con le figure nere e rosse), i buccheri etruschi, la ceramica popolare spagnola e italiana, il graffito italiano quattrocentesco, l’iconografia dell’area mediterranea (pesci, animali fantastici, gufi e uccelli) e le terrecotte delle culture pre-ispaniche sono esposte in un inedito dialogo con le ceramiche di Picasso.
Una sezione speciale è dedicata al rapporto tra Picasso e Faenza. Diversi sono i pezzi di Picasso che il Mic possiede grazie al tramite di Tullio Mazzotti di Albisola, di Gio Ponti e dei coniugi Ramié, che furono sollecitati a richiedere alcuni manufatti al Maestro per un’esposizione a Faenza e, soprattutto, per la ricostruzione delle Collezioni d’arte ceramica moderna andate distrutte nell’ingente bombardamento alleato del maggio 1944.
Merito dell’allora direttore Gaetano Ballardini, nonché fondatore del Museo faentino, che contattò Picasso a Madoura: fu così che arrivò nel 1950 il primo piatto ovale raffigurante la Colomba della Pace, memento contro ogni guerra, dedicata al Museo di Faenza e al destino della sua Collezione e della sua struttura. Seguirono altri piatti nel 1951, con teste di fauno e vasi dal sapore arcaico e archeologico, e il grande vaso ‘Le quattro stagioni’ (1951), graffito e dipinto, con la raffigurazione pittorica e morfologica di quattro figure femminili, le cui forme sinuose vengono sostanziate dalla curvatura accesa del vaso.

Premi: Giorgio Falco vince il Biella Letteratura e IndustriaRiconoscimenti anche a Gazzarri e Balduzzi Gastini

TORINO31 ottobre 201914:03

– Giorgio Falco, con il romanzo ‘Ipotesi di una sconfitta’ (Einaudi) è il vincitore della 18/ma edizione di Biella Letteratura e Industria, il premio riservato a opere di narrativa che uniscono l’indagine sul mondo industriale all’istanza letteraria. Il libro raccontaa, a partire dalla storia del padre, l’epopea novecentesca del lavoro come elevazione sociale e il graduale disfacimento di questi anni attraverso le proprie esperienze professionali, le più diverse, come un lento apprendistato per diventare scrittore.
Durante la cerimonia conclusiva di sabato 16 novembre, a Biella, verranno premiati anche Rosanna Balduzzi Gastini, premio Confindustria Piemonte con ‘Giuseppe Borsalino. L’uomo che conquistò il mondo con un cappello’ ( Sperling & Kupfer), e Maurizio Gazzarri, premio giuria dei lettori con ‘I ragazzi che scalarono il futuro’ (Edizioni ETS). Presieduto da Paolo Piana, Biella Letteratura e Industria premia opere che uniscono l’indagine sul mondo industriale all’istanza letteraria.
Promosso e finanziato da Città Studi Biella, uno dei poli di cultura industriale più importanti d’Italia, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella in partnership con l’Unione Industriale Biellese, è realizzato in collaborazione con il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese, l’Associazione l’Uomo e l’Arte, Confindustria Piemonte, il Biella Jazz Club, Teatrando, l’Accademia Perosi e la Società Dante Alighieri.

Tv: #Ragazzicontro, gli studenti si confessano a PiervincenziDal 6 novembre in seconda serata su Rai2

31 ottobre 201914:09

– I ragazzi raccontano in forma anonima, mettendo le loro confessioni scritte in una scatola, la cosa peggiore fatta o subita: un tentativo di suicidio, le botte subite da un ragazzo, una violenza sessuale. Prende il via mercoledì 6 novembre in seconda serata su Rai2 #Ragazzicontro: un viaggio immersivo nel mondo dell’adolescenza, condotto da Daniele Piervincenzi. “Uno dei programmi più intensi e belli della stagione – ha detto il direttore di rete Carlo Freccero nel corso della presentazione a viale Mazzini – Una modalità inedita di racconto, a metà strada tra il docureality e il talk”. Poi ha aggiunto: “Questo programma fa una triangolazione con Il Collegio e Volevo essere una rockstar. Interagiscono fra loro, come se fosse un unico programma con tre diverse declinazioni”.
Un vero e proprio esperimento sociale che coinvolge gli studenti di sei scuole italiane, chiamati a discutere, analizzare e raccontare in prima persona le speranze e le paure dell’età adolescenziale. Un percorso collettivo e personale per ciascuno dei partecipanti, che hanno qui l’opportunità di manifestare e affrontare un vissuto talvolta molto più difficile e complesso di quanto sia possibile immaginare.
Un’operazione, televisiva e sociale, resa possibile anche grazie alla collaborazione di sei istituti scolastici, molto diversi tra loro, che restituiscono qui uno specchio della scuola italiana oggi. Queste le scuole coinvolte: Istituto Gassman di Roma (prima puntata), Istituto Superiore Curie di Milano, Scuola Media Leonardo Da Vinci di Torino, Istituto Alberghiero S.Paolo di Bari, Istituto Almanza di Pantelleria, Istituto Professionale Ipsia Giorgi-Fermi di Trevi.

The King, l’ascesa e la solitudine di un reTimothée Chalamet è Enrico V prodotto da Netflix

NEW YORK30 ottobre 201917:42

– Un giovane sensibile e ribelle che si ritrova suo malgrado sul trono d’Inghilterra. Timothée Chalamet è Hal, principe di Galles e futuro Enrico V nel film prodotto da Netflix ‘The King’. La pellicola, dopo un breve passaggio nelle sale cinematografiche, sarà disponibile sulla piattaforma di streaming online dal 1 novembre.
Diretto da David Michôd, The King porta sullo schermo la gioventù e l’ascesa al trono del sovrano che William Shakespeare ha osannato nel dramma omonimo. Enrico V è un re giovane, apparentemente insicuro che si ritrova a dover aver a che fare con le congiure di palazzo e che lo spingono alla guerra con la Francia nonostante inizialmente contrario perché da fervido cristiano non sopporta la perdita di vite. E’ anche un sovrano solo che tuttavia acquista fiducia nelle sue capacità grazie all’amicizia e ai consigli di John Falstaff (Joel Edgerton), il cavaliere decaduto e alcolista che gli è stato vicino durante gli anni della sua vita sregolata.
Chalamet, 24 anni, candidato all’Oscar per il film ‘Chiamami col tuo nome’ di Luca Guadagnino, sa interpretare magistralmente le varie fasi della vita del sovrano inglese. Come ha detto durante la 76/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha voluto raccontare la storia giovane pieno di fragilità che lotta con il peso della sua discendenza. ‘Volevo solo raccontare la vita del buon principe Hal – ha spiegato -. Enrico V non è un gladiatore, lui stesso non crede nella battaglia, nella guerra. E’ stato bello però interpretare un uomo, in un’epoca di mascolinità tossica che non sia la caricatura di questo genere”.

Nel West Village rivive la storia degli ebrei di Rodiomaggio a Stella Levi, che usci’ viva da Auschwitz

NEW YORK30 ottobre 201920:40

In una vecchia “carriage house” nel cuore del West Village torna a vivere la comunità ebraica di Rodi sterminata ad Auschwitz nel 1944. L’installazione dal titolo evocativo “Los Corassones Avlan” (“I cuori parlano”, da un proverbio sefardita) permette scoprire la cultura e le tradizioni degli ebrei di quest’isola cosi’ vicina alla costa della Turchia che fu possedimento coloniale italiano dal 1912.
Al centro di tutto c’e’ Stella Levi, una dei 161 “Rodeslis” (come si definivano gli ebrei della Juderia di Rodi, 4.000 prima della seconda Guerra Mondiale) usciti vivi dopo la deportazione nei lager permessa dagli italiani nel luglio 1944: il piu’ lungo trasporto verso un campo della morte pose da un giorno all’altro fine a una delle piu’ antiche e diverse comunità ebraiche del Mediterraneo.
Rodi a quell’epoca era un melting pot di popoli e culture: persiana, greca, ellenistica, romana, bizantina, catalana, genovese, veneziana, ottomana. “Leggevamo Freud e Thomas Mann.
Basta con le superstizioni”, ha raccontato l’ultranovantenne Levi in una intervista in vista della mostra creata dal Centro Primo Levi e dalla Rhodes Lewis Historical Foundation e a cui hanno contribuito anche Isabelle Levy, Erin Mizrahi, Rebecca Samonà, Natalia Indrimi e Alessandro Cassin.
Stella era cresciuta in questo centro cosmopolita mediterraneo parlando Ladino (la lingua degli ebrei sefarditi espulsi dalla Spagna nel 1492) oltre al francese e all’italiano. Ispirata dai suoi ricordi, l’installazione multimediale ricrea la storia con la “s” minuscola: a raccontarla sono piccoli frammenti di memorie e una collezione di oggetti di casa Levi (libri e il sontuoso corredo nuziale di una sorella, ad esempio) e altri raccolti dall’avvocato di Los Angeles Aron Hasson in anni di ricerche e scambi tra la sua famiglia e altre della diaspora Rodesli.
“Los Corassones Avlan” e’ ospitato sui due piani di un edificio ottocentesco che condivide il cortile con la birreria belga battezzata in onore del romanzo di Antoine Saint-Exupery “Vol de Nuit”, ma che prima era stato “The Samovar”: popolare bar e cabaret dove sembra Al Jolson abbia mosso i primi passi all’inizio della carriera. L’idea costruisce sul progetto “the Rome Lab”, una installazione del 2017 che esamina la tensione tra memoria personale, storia ufficiale, e dibattito storico contemporaneo: al visitatore e’ chiesto di immaginare un mondo lontano dal nostro ma che all’improvviso potrebbe diventare il nostro alla luce dei tempi turbolenti in cui viviamo.

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