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ALLE 13:04 DI DOMENICA 03 NOVEMBRE 2019

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Carmelo Bene, patrimonio artistico riunito ed esposto a Lecce
Accordo Regione Puglia-eredi, opere maestro al Convitto Palmieri

BARI31 ottobre 2019 15:13

– Il patrimonio “librario, documentario e collezionistico” dell’attore e poeta salentino Carmelo Bene, sarà raccolto in un solo luogo e messo a disposizione di pubblico e ricercatori nel convitto Palmieri a Lecce già dai prossimi mesi. Lo annuncia la Regione Puglia sottolineando che è stato “firmato a Roma un accordo storico” con le “eredi di Carmelo Bene” per “l’acquisizione dell’importantissimo patrimonio”. Nello specifico, spiega la Regione, il patrimonio è costituito da un fondo librario contenente gran parte della biblioteca personale del maestro, composta da circa seimila volumi attualmente custoditi in parte presso il monastero delle suore benedettine e in parte depositati presso il Castello Carlo V di Lecce. C’è poi un archivio che contiene scritti, dattiloscritti, documenti, foto, materiale audio e video, materiale bibliografico, volumi, recensioni e testi critici. Un terzo fondo, infine, è costituito da una collezione di costumi ed elementi di scena, arredi e oggetti personali.

Nasce Lindau Junior, per bimbi felici e consapevoliNuova serie di albi cartonati con storie divertenti e attuali

31 ottobre 201915:26

– Animali sorridenti e cortesi, amici immaginari e luoghi conosciuti, accanto a tante bellissime illustrazioni e a qualche domanda a cui provare a dare una risposta: è un mondo colorato e divertente ma anche ricchissimo di emozioni e spunti di riflessione quello che il nuovo marchio di albi cartonati Lindau Junior ha in serbo per i piccoli lettori. I primi due titoli arriveranno in libreria il 7 novembre: “Grande Orso abbraccia tutti”, primo albo di una fortunata serie canadese ideata da Nicholas Oldland, e “Una piccola, grande storia di amicizia” di Réca Kiraly, che inaugura una serie di libri caratterizzati dal finale leggermente aperto e dunque modificabile da ogni bambino. Due le strenne pensate per le festività natalizie (con uscita il 21 novembre): si tratta di “Un Natale selvaggio”, che vede il ritorno di Orso, con i suoi amici Alce e Castoro, alle prese con un’avventura tra crepacci e scalate, e di “Qui da noi non c’è posto”, di Andrée Poulin ed Enzo Lord Mariano, il racconto pieno di speranza di due fratelli che insieme a tanti altri bambini fuggono su un gommone dal proprio Paese devastato dalla guerra.

Torna Celentano, tanti ospiti da De Filippi a SalaDal 7/11 riecco ‘Adrian’, Molleggiato show e poi il cartoon

01 novembre 201908:37

Le canzoni che hanno scritto la storia della musica, i monologhi che hanno segnato quella della tv e soprattutto gli incontri con i big dello spettacolo, ma anche con i politici. Torna Celentano e stavolta ‘ci mette la faccia’: dopo la sospensione dello scorso febbraio, tra ascolti deludenti e problemi di salute del Molleggiato, riecco ‘Adrian’, lo show ideato, scritto e diretto dallo stesso artista, prodotto dal Clan, dal 7 novembre in prima serata su Canale 5 per quattro appuntamenti. In una versione, però, completamente rinnovata, con Celentano in scena nei panni di protagonista e padrone di casa e ospiti di primo piano. Il riserbo è d’obbligo, ma tra i nomi confermati ci sarebbero quelli di Carlo Conti, Paolo Bonolis, Maria De Filippi, Gerry Scotti, Enrico Mentana, Massimo Giletti, Checco Zalone, Ligabue, Elisa. Ci sarà anche – probabilmente in una delle prime due puntate – il sindaco di Milano Beppe Sala.Non è chiaro se Celentano li coinvolgerà in dialoghi ‘one to one’ o se giocherà a riunirli attorno a uno stesso tavolo, come nella memorabile ‘Ho visto un re’ eseguita con Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Dario Fo e Antonio Albanese nello show del 2001 ‘125 milioni di caz…te’. Quello che è certo è che ad ospitare lo show sarà uno studio di Cologno Monzese (e non più il teatro Camploy di Verona), con il pubblico, una scenografia tutta nuova con un enorme ledwall sullo sfondo e soprattutto con l’orchestra diretta dal maestro Fio Zanotti. Del cast fisso (che aveva visto sul palco Nino Frassica, Giovanni Storti, Natalino Balasso, dopo il forfait di Teo Teocoli e Michelle Hunziker) è confermata l’attrice Ilenia Pastorelli. Si parlerà probabilmente di bellezza, libertà, rispetto per l’ambiente, grandi navi, battaglia contro il consumismo sfrenato, i temi che da sempre stanno a cuore a Celentano. L’uomo delle pause, delle prediche, delle invettive, della performance di spalle al pubblico a Sanremo e dello slogan contro la caccia (con tanto di errore), è pronto a sparigliare ancora una volta, confermandosi l’anarchico per eccellenza del piccolo schermo. Qualche anticipazione è attesa sabato 2 novembre a Verissimo, su Canale 5 dalle 16: in esclusiva Silvia Toffanin incontra Celentano durante le prove di ‘Adrian’. E’ dal 2009, quando fu ospite di Fazio, che il ‘re degli ignoranti’ non concede ‘interviste’ – fatta eccezione per i tg – in tv.Nella seconda parte della serata tornerà anche il cartoon ‘Adrian’, il kolossal di animazione ideato, scritto e diretto da Celentano con gli allievi della Scuola Holden di Alessandro Baricco e con la collaborazione di firme stellari: da Milo Manara (studio dei personaggi e delle ambientazioni), che però ha preso le distanze dal progetto, a Nicola Piovani, (musiche originali), alla supervisione ai testi di Vincenzo Cerami (scomparso nel 2013). Ambientato in una Milano del 2068, è la storia di un orologiaio in lotta contro il Potere corrotto, che con l’inganno costringe il suo popolo ad una grigia omologazione. Accanto a lui la bella Gilda (con le fattezze di una giovane e procace Claudia Mori). Accusato ingiustamente di furto, Adrian è inseguito dalla polizia che vuole catturarlo perché ormai è diventato un eroe della ribellione popolare.

A X Factor i Maneskin e Lewis CapaldiSecondo appuntamento con i live

31 ottobre 201916:02

Con l’eliminazione la scorsa settimana della giovane Mariam Rouass, concorrente della squadra Under Donne guidata da Sfera Ebbasta, X Factor 2019 entra nel vivo. Alle ore 21.15, nel secondo live del talent di Sky prodotto da Fremantle, i giudici Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel e Sfera Ebbasta si batteranno per difendere le proprie squadre, mentre Alessandro Cattelan manterrà il suo ruolo super partes alla guida della gara.All’inizio della puntata l’ospite internazionale Lewis Capaldi, al debutto su palco di X Factor, interpreterà insieme ai concorrenti la sua hit Someone You Loved. L’artista rivelazione scozzese, che con il suo album di debutto Divinely Uninspired to a Hellish Extent, pubblicato nel 2019, ha conquistato la prima posizione dei dischi più venduti nel Regno Unito e in tutto il resto dell’Europa, arriva a X Factor fresco del primo posto anche nella classifica americana e presenterà il suo ultimo successo Hold Me While You Wait.Ospiti all’X Factor Dome anche i Maneskin. Per loro si tratta di un ritorno sul palco dove è iniziato il successo da record. La band romana che si esibirà sulle note di Le Parole Lontane, già disco d’oro, ha conquistato 13 dischi di platino, 5 dischi d’oro e oltre 230 milioni di stream su Spotify, collezionando più di 140.000 biglietti venduti con 66 date soldout in Italia e in Europa.L’opening di questa settimana è all’insegna del Green: X Factor e Intesa San Paolo, main partner del programma, ha deciso di sposare la causa con l’iniziativa “Sounds Green. L’albero è vita”, che ha ideato in collaborazione con Legambiente, con l’obiettivo di piantare 40.000 alberi favorendo il rimboschimento di 14 città metropolitane italiane.

Pasolini: Casarsa lo ricorda con Sciascia, ‘ultimi eretici’Sabato cerimonia a 44 anni dalla morte del poeta friulano

CASARSA DELLA DELIZIA31 ottobre 201917:32

– Una cerimonia a 44 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini sarà celebrata sabato alle 11.30 nel cimitero di Casarsa (Pordenone), dove è sepolto il poeta e regista italiano.
A novembre la cittadina ricorderà anche Leonardo Sciascia, che col poeta friulano – si legge in una nota del Centro studi Pier Paolo Pasolini – condivise impegno civile e al tempo stesso “disorganicità”, avversione al potere e alle sue retoriche, laicità ma con senso del sacro, un’idea di letteratura come verità. Nell’ambito del “Novembre Sciasciano”, promosso dagli “Amici di Leonardo Sciascia”, nel trentennale della morte dello scrittore e intellettuale di Racalmuto, venerdì 8 e sabato 9 novembre, nella sala municipale, si terrà il convegno “Pasolini e Sciascia: ultimi eretici”, coordinato dal critico e saggista Filippo La Porta. Previsto uno spazio di confronto con voci accademiche e critiche che analizzeranno affinità e differenze tra questi due intellettuali “fraterni e lontani”, a cui la società italiana – conclude la nota – riconobbe un’autorevolezza straordinaria in quanto “coscienza del paese”, espressioni di una voce dissidente solitaria e non allineata.

Donato a Museo Musica Bologna pianoforte di Marco Di MarcoIl 2 novembre concerto di Emiliano Pintori

BOLOGNA31 ottobre 201917:40

– E’ stato donato al Museo della Musica di Bologna il pianoforte Steinway & Sons appartenuto a Marco Di Marco, il jazzista scomparso nel 2017, per desiderio della moglie Norma Facchini. Lo strumento venne donato a Di Marco dal padre nel 1958, quando frequentava il Conservatorio.
Il pianoforte, a mezza coda, è sempre rimasto nell’abitazione del bolognese del musicista, e venne suonato, amava ricordare Di Marco, anche da un giovane Keith Jarrett, in città per un concerto.
La donazione sarà presentata il 2 novembre e il pianoforte verrà suonato da Emiliano Pintori nel ciclo di lezioni-concerto ‘Jazz insight’, in cui il musicista (con Stefano Senni contrabbasso e Zeno De Rossi batteria) renderà omaggio a Bill Evans e Marco Di Marco, per ricreare l’atmosfera del jazz trio.
Di Marco dagli anni ’70 incise diversi dischi a Parigi in trio con Jacky Samson e Charles Saudrais, partecipando a molti festival, poi dagli anni ’80 ha suonato anche in luoghi di culto come la Carnegie Hall a New York.

Musei: visite guidate gratuite a Opera del Duomo di PisaOgni martedì per tutto il mese di novembre

PISA31 ottobre 201917:43

– L’Opera della Primaziale Pisana offre a novembre visite guidate gratuite al Museo dell’Opera del Duomo, recentemente riaperto dopo un lungo lavoro di restauro e di riallestimento. Le visite, è spiegato in una nota, “saranno effettuate ogni martedì, alle 10.30 e alle 17.30, ed è possibile prenotarle per un massimo di 2 persone via email”.
Il museo, inaugurato nel 1986 nel’antico seminario vescovile e pensato per rendere visibile e comprensibile lo sviluppo dell’arte pisana e della scultura medievale, ha oggi un nuovo volto con un percorso affidato a studiosi e restauratori guidati dallo storico dell’arte Marco Collareta e un suggestivo allestimento di cui si sono occupati gli studi di architettura di Adolfo Natalini e di Magni&Guicciardini, coordinati da Giuseppe Bentivoglio. Tra le opere restaurate ci sono il “Trittico della Madonna in trono e santi” di Spinello Aretino, la corona, lo scettro, il globo e un raffinatissimo drappo dell’Imperatore Enrico VII recuperati in occasione della ricognizione della sua tomba effettuata nel 2014. Il museo si sviluppa su 3 mila metri quadri interni, disposti su due piani, e su una porzione del porticato esterno e le 380 opere esposte sono suddivise in 26 sezioni.

Rai: Regione Basilicata, da Potenza lo show di CapodannoL’annuncio del governatore lucano

POTENZA31 ottobre 201917:47

– Lo show del Capodanno Rai 2020 sarà trasmesso da Potenza: la notizia – anticipata stamani dalla Gazzetta del Mezzogiorno – è stata ufficializzata dal governatore lucano, Vito Bardi. Come previsto da un accordo con la Rai, la Basilicata ospiterà quindi per il quinto anno consecutivo la trasmissione di Rai 1 della notte di San Silvestro.
“La scelta – ha aggiunto il presidente della Regione – è stata presa dopo i sopralluoghi fatti congiuntamente da Apt e Rai Com: la città capoluogo è risultata essere l’unica ad avere i requisiti di pregnanza estetica, di ospitalità, di mobilità, di dotazioni di uffici e sale prove, di un set adiacente al palco ed altre soluzioni tecniche. Per questi motivi non sono risultate idonee le aree archeologiche di Metaponto, di Venosa ed il suo parco e di Marconia. Va da sé che le località sopra citate e i tanti bei comuni della Basilicata non saranno esclusi da un più complessivo progetto di rilancio turistico che la Regione – ha concluso Bardi – ha in mente di effettuare nei prossimi mesi”.

J-Ax, sarà Reale il titolo del prossimo albumIl nuovo lavoro discografico del rapper uscirà nel 2020

31 ottobre 201918:13

– “E’ arrivato il momento di togliersi la maschera, Reale il mio nuovo disco”. Con un video sui suoi social, J-Ax rivela il titolo del suo prossimo album, giocando anche sul suo nome: Re-Ale (all’anagrafe è Alessandro Aleotti).
L’album uscirà nel 2020, a tre anni di distanza da Comunisti col Rolex (insieme a Fedez) e a due dalla raccolta per i 25 anni di carriera “25 Ax – Il bello di essere J-Ax”.
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Spunta una cassetta di Lou Reed, con parole da WarholAl museo Warhol di Pittsburgh, nuova luce rapporto tra i due

NEW YORK31 ottobre 201919:34

Una cassetta vecchia di decenni scoperta negli archivi del museo Andy Warhol di Pittsburgh getta nuova luce su una delle relazioni piu tempestose della storia del rock. Contiene una serie di canzoni di Lou Reed le cui parole sono prese dal libro di Warhol del 1975 “The Philosophy of Andy Warhol: From A to B and Back Again” e c’e chi a suggerito che potrebbero essere collegati a un vago progetto dei due di mandare in scena un musical a Broadway. Warhol per un paio di anni era stato il manager dei Velvet Underground, la band fondata nel 1964 a New York da Reed con John Cale, Sterling Morrison e Angus MacLise che divenne per un breve periodo il complesso “di casa’ della Factory.Le idee di Warhol sull’arte e la cultura pop restarono nella testa di Reed per il resto della sua carriera anche se due artisti non lavorarono piu’ assieme. Il nastro, che contiene 12 canzoni piu’ un frammento di una tredicesima, e’ stato registrato nel 1975 e i brani non sono mai stati pubblicati: sara’ difficile che succeda nell’immediato futuro per complicati problemi di diritti d’autore. A scoprire la cassetta e’ stata Judith Peraino, una musicologa di Cornell al lavoro su un libro su Warhol. Nel nastro Reed canta da solo, accompagnato dalla sua chitarra. Un brano ciascuno meritano i pensieri di Warhol sulla fama, il sesso, gli affari, due quelli sui “drag queens”. Altre canzoni sono amare. In un brano che anticipa l’album del 1990 con John Cale “Songs for Drella”, Reed rovescia addosso a Warhol le sue stesse parole criticandolo per la sua presunta indifferenza davanti alla morte di Candy Darling e Eric Emerson, due personaggi del suo entourage. Reed canta che Warhol stesso avrebbe dovuto morire quando fu ferito nel 1968 dalla femminista radicale Valerie Solanas, poi pero’ chiude il brano facendo le scuse al suo mentore.L’esistenza delle canzoni era sconosciuta perfino a Laurie Anderson, la vedova di Reed che due anni fa ha donato alla New York Public Library l’archivio del musicista: “Mi parlava delle cose che aveva fatto per Andy, ma era sempre nel contesto che lui gli diceva quanto era pigro”. I brani, secondo la Anderson, potrebbero aver rappresentato una rivincita da parte di Lou: “Come che avesse pensato, lui puo’ scrivere un libro, e io posso scrivere canzoni sopra il tuo libro”. Secondo la Peraino ci potrebbe essere di piu’: nastri conservati negli archivi Warhol documentano una serie di incontri del 1974 in cui Warhol e Reed discussero di trasformare l’album “Berlin” in un musical a Broadway. Il progetto non ando’ in porto anche se l’anno dopo Warhol fu coinvolto in un celebre flop a Broadway, “Man on the Moon” con John Phillips dei Mamas and Papas.

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Parasite, family-drama alla Monicelli
Dalla Corea il film di Bong Joon-ho Palma d’oro a Cannes

31 ottobre 201919:32

poveri in Corea che sembra scritta, in quanto a cattiveria, da Mario Monicelli. Una lotta di classe ravvicinata in cui a fare la differenza c’è anche l’olfatto, i poveri infatti puzzano un po’ troppo per i ricchi coreani, o almeno è quello che capita nel film ‘Parasite’, scritto e diretto dal talentuoso regista sud coreano Bong Joon-ho, premiato con la Palma d’Oro al 72/o Festival di Cannes e ora in sala dal 7 novembre con Academy Two.’Parasite’ parte in commedia, ma poi atterra nel dramma, un family-drama con una forte valenza politica. Perché alla fine a giocarsi tutto in questa storia sono due famiglie agli opposti, i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. I primi vivono in un sottoscala che spesso viene derattizzato (da qui forse l’odore), i secondi in una stupenda villa con giardino arredata con gusto e senza badare a spese. Tutto inizia in casa Ki-taek quando l’intera famiglia, padre, madre, figlio e figlia è nel panico più totale perché il wifi del vicino, a cui attingono tutti da sempre, ha cambiato password. Ma le cose vanno sicuramente meglio quando il primogenito di questa famiglia di ‘brutti, sporchi e cattivi’, con un espediente non proprio corretto, si ritrova a fare lezione di inglese alla figlia dei Park. Il ragazzo sarà come un cavallo di Troia per aprire le porte degli ignari Park all’intera sua famiglia che sarà in pochissimo tempo tutta al servizio della ricca casa.Per i Ki-taek la povertà sembra finita, ma nel rifugio antiatomico della ricca casa c’è un’orribile sorpresa e la pace tra le due famiglie sarà rotta. L’ultima tragica e indimenticabile scena si sviluppa, incredibilmente, sulle note di In ginocchio da te di Gianni Morandi. “L’ispirazione mi è arrivata con questa domanda: cosa accadrebbe se due famiglie – una ricca e una povera, che occupano quartieri molto diversi – si incontrassero? Cosa accadrebbe poi se quei due mondi dovessero alla fine scontrarsi?” ha spiegato il regista coreano a Cannes. E ancora Bong Joon-ho: “Non sono ossessionato dal tema della famiglia, nel caso di questo film sarebbe poi comunque diverso dai miei lavori precedenti in cui le famiglie erano incomplete. In ‘Mother’ non c’era infatti il padre, e in ‘The Host’, madre”. L’ultimo film del regista coreano, Okja, fu realizzato per Netflix e creò non poche polemiche proprio a Cannes nel 2017. La favola ecologista accese infatti il dibattito Cannes vs Netflix.

Parte la ‘cura’ per Mura Aureliane, la cinta di RomaAlcuni punti senza interventi dal 2000. Progetto illuminazione

31 ottobre 201919:40

Sono partiti i lavori di manutenzione per restituire decoro e consolidare le Mura Aureliane, la storica cinta muraria di Roma. Diciannove chilometri di città antica diciotto secoli. La massiccia ‘cura’ in arrivo arriva dalla sovrintendente ai Beni Culturali di Roma, Maria Vittoria Marini Clarelli, che spiega: “Si tratta in primis di interventi di diserbo, ovvero rimozione di piante infestanti, e conseguente messa in sicurezza laddove servisse. In media sono 10 anni che non si effettuavano, in alcune zone come Campo Boario addirittura dal Giubileo del 2000”. Qui si procederà al consolidamento di alcune parti a rischio caduta. Nel programma complessivo di manutenzione sono inseriti anche l’Arco di Druso a via di Porta San Sebastiano, i Trofei di Mario, nel giardino di piazza Vittorio, il tratto di acquedotto romano in via Pepe-via Turati. A promuoverlo la Sovrintendenza su impulso dell’assessorato alla Cultura del Campidoglio. In alcuni punti, per limitare i disagi alla cittadinanza, sono in programma lavori notturni. Lavori ad hoc sono previsti anche sulle Mura Gianicolensi. “E’ un lavoro umile che non si vede, si nota solo quando manca – spiega Clarelli – . Laddove si interviene, dal diserbo può scaturire una manutenzione muraria, per esempio quando l’effetto dei rampicanti ha minato la stabilità della struttura.
La previsione è terminare i lavori entro fine anno”. Poi nel 2020 potrebbe entrare nel vivo il progetto di illuminazione delle porte delle Mura Aureliane già preannunciato nel recente passato. Le mura di Roma, che cingono un’area di 1350 ettari ne intersecano la più antica viabilità con porte collocate in diverse zone della città: da Porta San Sebastiano (l’antica Porta Appia) a Porta San Pancrazio (prima Porta Aurelia) fino a Porta San Paolo (ex Porta Ostiense). Ma, purtroppo, vista la loro età anche nel recente passato hanno fatto registrare cedimenti. Per questo ora saranno monitorate costantemente sul fronte della stabilità. “Interventi di messa in sicurezza sono in corso, tra le altre cose, a Porta San Giovanni e sono previsti sulle Mura Gianicolensi con il diserbo e consolidamento ove necessario – dice Clarelli -. In generale le Mura Aureliane richiederanno un sistema di controllo, e per questo ci stiamo attivando con un monitoraggio costante sulla stabilità, per individuare le arre più a rischio statica”.
Non solo. Obiettivo della Sovrintendenza Capitolina è rinsaldare il senso di appartenenza di tutti i romani alla loro mura, puntando soprattutto sui più giovani. “Sono il grande monumento di Roma, comune a tutti i cittadini, un pezzo di mura lo possediamo tutti. Per questo vogliamo coinvolgere la cittadinanza anche nel decoro di questo monumento, contro il vandalismo e l’abbandono di rifiuti. Abbiamo fatto partire con Italia Nostra anche un programma con le scuole di visite guidate alle mura che coinvolgerà 1200 studenti”.

Federculture: in 10 anni – 700 milioni alla culturaSu musei, giù lettori. Franceschini, investire su contemporaneo

31 ottobre 201919:34

– In 10 anni persi 700 milioni di risorse pubbliche a sostegno di ricreazione, cultura e spettacoli da parte di Regioni, Comuni, Province. Ma i consumi culturali delle famiglie italiane crescono: dopo il crollo del quinquennio “nero” 2008/2013, quando la cultura ha sofferto di più la crisi economica, nell’ultimo anno si vola oltre 72,5 miliardi di euro spesi, ovvero il 6,7% del budget familiare.
Certo, non tutti allo stesso modo: la media nazionale è di 127,7 euro, in Trentino Alto Adige si arriva a 178,8 euro al mese, in Calabria e Basilicata si scende a meno della metà (64,3 e 67). E sempre molto lontani dai nostri cugini europei che in media, per la cultura, spendono l’8,5% del budget familiare (i Danesi toccano l’11,5%).
A raccontarlo è il 15/o Rapporto Annuale Federculture 2019 “Impresa Cultura. Politiche, Reti, Competenze”, illustrato oggi dal presidente Andrea Cancellato e dal direttore Claudio Bocci, alla presenza del ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. Una fotografia che racconta ancora di un paese a due velocità, dove si legge sempre meno, ma dove, sottolinea Cancellato, “dopo un decennio difficile, con la grande crisi internazionale del 2008 e poi quella italiana del 2013, ora assistiamo a un momento di ripresa che si sta consolidando in quasi tutti gli ambiti. In primo luogo dove si è investito di più, come musei e siti archeologici”. È proprio questo il settore con il maggiore exploit: oltre 55 milioni di visitatori nel 2018 (+10% sul 2017 con forti incrementi in Campania e Liguria), quando nel 2008 erano “solo” 33 milioni (+67% nel 2018) e nel 2013 ancora 38 milioni (+44%). A far da traino, vanto della Riforma Franceschini, i musei ad autonomia speciale che nell’ultimo anno hanno accolto il 15% di visitatori in più, superando quota 30,5 milioni (pari al 55,2% del totale). nel 2018 crescono persino i bambini di 6 anni o più che almeno una volta sono andati a musei e mostre (+3,6) e siti archeologici (+9,2%).
Secondo il Rapporto Federculture, sostanzialmente stabili nell’ultimo anno sono invece gli ingressi a teatro (che nel decennio calano del 4,8%), in leggera flessione il cinema (-1,6%), mentre crescono i fruitori di musica classica (+2,2%) e leggera (+7,5%). Il tutto ancora con grandi divari: in Trentino Alto Adige o in Toscana il 40% della popolazione va al museo, in Puglia e Calabria solo il 20%. O ancora, a teatro sempre il Trentino Alto Adige guida la classifica con il 29% della popolazione in platea e la Sardegna è fanalino di coda con il 9,3%.
“Non solo risorse, qui serve un cambio di mentalità – esorta il presidente dell’Agis Carlo Fontana – La cultura è un assist strategico per il paese: ogni euro speso ne genera altri 2,5 di ricaduta sul territorio”.
La cultura traina poi anche il turismo: nel 2018 salgono a 63 milioni i viaggiatori stranieri (+51,2% in 10 anni, sebbene il 2019 apra in calo del 2,1%) con “il turismo culturale – sottolinea Bocci – che rappresenta il 35,4% del totale”.
Settore nero, nerissimo, resta invece ancora quello della lettura. In 10 anni si sono persi per strada 1,3 milioni di lettori. Gli italiani che hanno letto almeno un libro l’anno, oggi sono 23 milioni, ovvero, sottolinea il direttore, “solo 4 su 10”, in calo sul 2017 dell’1% e soprattutto del -5,5% sul 2008. Con un’unica conferma: i lettori molto forti, quelli che possono dire di aver letto oltre 12 libri nell’ultimo anno (+2,8% nel decennio).
“La cultura è uno dei canali trainanti della crescita possibile del paese e investire in cultura e turismo è una risorsa davvero per tutti – commenta il ministro Franceschini – Senza dimenticare l’inestimabile patrimonio che abbiamo ereditato dal passato, ora è importante investire sempre di più nella creatività e nel contemporaneo”. Per questo, annuncia, “nel nuovo assetto del ministero, ci sarà una struttura che si occuperà permanentemente delle industrie culturali e creative”.

Libro del giorno: Canfora Fermare l’odio

01 novembre 201913:41

– LUCIANO CANFORA- FERMARE L’ODIO (LATERZA, PP 80, Euro 10). Il filologo e storico professore emerito all’Università di Bari Luciano Canfora denuncia nel suo ultimo saggio il pericolo del razzismo di fronte alle migrazioni di massa. Per contrastare questa fobia l’autore auspica l’intesa tra i Paesi mediterranei. Anche per questo ha scritto il suo ultimo libro – mentre imperversava la disumana ‘chiusura dei porti’ – imposta dal governo italiano allora in carica a danno di profughi in fuga dall’inferno libico. Quella “pagina vergognosa della nostra storia recente, che ha macchiato l’onore del nostro Paese”, è stata anche rivelatrice di un male antico e sempre latente: il lauto consenso che premia la demagogia xenofoba. Drammatica conferma di quello che, come ricorda il professore, Umberto Eco definì efficacemente il fascismo eterno.
E’ interessante ricordare ad esempio per Canfora che nel mese di aprile del 1937 il sondaggio promosso negli Stati Uniti sul tema se doveste scegliere tra fascismo e comunismo quale scegliereste?, la risposta fu lapidaria: il 61% optò per il fascismo, il 39 per il comunismo. Ma già, come ricorda l’autore di Fermare l’Odio, nell’ottobre del 1938, un nuovo sondaggio sul gradimento dei leader del mondo diede una vittoria schiacciante a Mussolini: 53 %, contro il 37% per Stalin e solo il 13% per Hitler. Insomma, già negli anni Trenta l’entusiasmo americano per il dittatore italiano era imbarazzante. Nella deriva della storia è giunto il momento di capovolgere la prospettiva. È tempo di considerare l’ondata migratoria come avamposto di un mondo in accordo col quale la (ancora) ricca Europa potrebbe dar vita a una struttura federale euro-africana gravitante sul Mediterraneo, effettivamente paritaria e, in prospettiva, sempre più integrata. Se l’intera ‘Unione’ si facesse protagonista di una svolta del genere potrebbe nascere una feconda interazione tra quel grande capitale umano e il capitale di conoscenze e risorse del vecchio continente. La xenofobia sovranista ha fatto credere che la soluzione alle ondate migratorie sia alzare il ponte levatoio. Ma la storia ci insegna che la vicenda degli spostamenti di masse umane coincide con la storia stessa del genere umano. È puerile volervi porre un freno ‘a mano armata’.
Gli stessi Stati europei che ora indossano l’elmetto per chiudere le porte e i porti traggono origine da migrazioni di popoli che investirono – in un processo storico durato secoli – la struttura statale all’epoca considerata la più forte: quella dell’impero romano. Sarà fortissima la resistenza di chi dirà mi piace troppo questo mondo che mi sono conquistato e non ho intenzione di condividerlo. Ma l’esito non è scontato. Il Mediterraneo – oggi cimitero a cielo aperto -, che l’imperialismo europeo per lungo tempo ha diviso in colonizzati e colonizzatori, era stato molto prima, e per un tempo non breve, un’area politico-culturale unitaria. Può tornare a esserlo se sapremo ripensare radicalmente la troppo augusta, arroccata e qua e là incrinata, ‘unione’ europea. Luciano Canfora, è ordinario di Filologia greca e latina presso l’Università di Bari. Laureatosi in Storia romana, ha svolto il perfezionamento in Filologia classica alla Scuola Normale di Pisa. Assistente di Storia Antica, poi di Letteratura Greca, ha insegnato anche Papirologia, Letteratura latina, Storia greca e romana. Fa parte del Comitato scientifico della “Society of Classical Tradition” di Boston e della Fondazione Istituto Gramsci di Roma. Dirige la rivista Quaderni di Storia e la collana di testi “La città antica”. Fa parte del comitato direttivo di Historia y critica (Santiago, Spagna), Journal of Classical Tradition (Boston), Limes (Roma). Ha studiato problemi di storia antica, letteratura greca e romana, storia della tradizione, storia degli studi classici, politica e cultura del XX secolo. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in USA, Francia, Inghilterra, Germania, Grecia, Olanda, Brasile, Spagna, Repubblica Ceca.

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i Dardenne, se il fondamentalista è un ragazzino
Da una storia minima il fanatismo delle giovani generazioni

01 novembre 201913:41

– Con L’età giovane, già premiato a Cannes per la miglior regia e ora in sala dal 31 ottobre con Bim, Jean-Pierre e Luc Dardenne, registi record di due Palme d’oro (Rosetta, 1999, L’Enfant – Una storia d’amore, 2005) aprono uno spaccato sul crescente radicalismo delle nuove generazioni immigrate, assolutamente integrate ma al tempo stesso affascinate dalla Jihad, dal martirio.
Il film è il riuscito racconto, con lo stile realistico e documentaristico dei Dardenne che inchioda lo spettatore a seguire con lo stesso passo della macchina da presa, di cosa accade al tredicenne Ahmed (Idir Ben Addi) in un paese del Belgio ai giorni nostri. E’ bravo a scuola, viene da una famiglia di origini arabe senza particolari disagi, ha un aspetto mite e gli occhialoni da miope, ma improvvisamente passa dai videogiochi come i ragazzini della sua eta’ alle abluzioni, letture delle sure del Corano, preghiere rivolte alla Mecca.
L’avvicinamento alla religione e’ repentino, sull’onda del fascino di un cugino fondamentalista raffigurato con la solita immaginetta imbottito di armi prima del martirio.
Ahmed di colpo divide il suo mondo in puro e impuro, la sorella con la maglietta corta e’ impura, la madre che beve un bicchiere di vino e’ impura, la professoressa, che pure lo ha aiutato nei suoi problemi con la dislessia, merita di essere uccisa perche’ osa insegnare l’arabo mettendo il corano in versi musicali.
L’imam locale sprona Ahmed a diventare grande nel segno di Allah e semina cosi’ giorno dopo giorno il radicalismo. La strada e’ tracciata, per la violenza contro la docente finisce in un centro di rieducazione.
La storia che ci raccontano i Dardenne e’ la storia di una sconfitta politica e sociale: Ahmed non e’ abbandonato al suo destino, e’ circondato dall’amore della famiglia, dall’impegno degli educatori, della psicologa, del giudice, ma tutto questo non mette che un minimo dubbio in lui. Neanche l’amore di una ragazzina puo’ fargli cambiare idea. Abbiamo perso per sempre il determinato Ahmed e i ragazzini delle nuove generazioni improvvisamente fondamentalisti come lui, pronti ad essere reclutati? “Quando abbiamo iniziato a scrivere, non immaginavamo che avremmo progressivamente creato un personaggio cosi’ chiuso in se stesso e imperscrutabile, capace di sfuggirci fino a tal punto, di lasciarci privi della possibilita’ di costruire una struttura drammatica per recuperarlo, per farlo uscire dalla sua follia omicida”, dicono i registi. “Come arrestare l’impetuosa corsa di questo giovane fanatico, impermeabile alla bonta’ e alla gentilezza dei suoi educatori, all’amicizia e ai giochi romantici della giovane Louise? Come riuscire a immortalarlo in un istante in cui, senza ricorrere all’angelicita’ e alla inverosimiglianza di un lieto fine, potrebbe aprirsi alla vita e convertirsi all’impurezza fino a quel momento abborrita?” e’ alla fine la domanda.

Al via percorso recupero casa d’infanzia FelliniAbitazione dei nonni del regista a Gambettola, nel Cesenate

BOLOGNA01 novembre 201913:39

– Al via a Gambettola, nel Cesenate, il percorso di recupero e valorizzazione della Casa Fellini, l’abitazione dei nonni del Maestro del Cinema riminese. Il casolare di quella che fu la casa d’infanzia regista sarà oggetto di un progetto definitivo ed esecutivo che permetterà di realizzarne il restauro. Ad occuparsi del progetto sarà lo studio di architetti Internoundici che si è aggiudicato la progettazione. Il cantiere – spiega una nota dell’Amministrazione gambettolese – dovrebbe partire a primavera inoltrata, comunque prima della stagione estiva.
Al finanziamento dell’opera di recupero e valorizzazione della casa concorre il contributo della Regione Emilia Romagna con risorse pari a circa 300.000,00 euro: l’opera di restauro deve essere realizzata entro la fine del 2021. L’intero intervento ammonta a circa 420.000 euro.

Bobby Rush tra ‘grandi del soul’ nel 2020 a PorrettaA 86 anni il 26/o album in studio ‘Sitting on Top of the Blues’

BOLOGNA01 novembre 201913:39

– Bobby Rush, 86 anni tra pochi giorni, sarà ospite dell’edizione 2020 (la 33/a) del ‘Porretta Soul Festival’, in programma dal 23 al 26 luglio nella località appenninica bolognese con la direzione artistica di Graziano Uliani. Nel corso della carriera ha ricevuto 46 nomination, ha vinto 12 premi della Blues Foundation e ha debuttato in Italia proprio a Porretta nel 2013. Da poco è uscito ‘Sitting on Top of the Blues’, 26/o album in studio della sua lunga carriera e 75/a pubblicazione a suo nome; recentemente ha vinto un Grammy ed è stato inserito tra i grandi artisti della Blues Hall of Fame.
Tra gli artisti già inseriti in cartellone il prossimo anno anche Leo Nocentelli, fondatore dei The Meters e vincitore nel 2018 del Grammy Lifetime Achievement Award, Chick Rodgers, considerata “la più bella voce di Memphis”, ed Eddie Harrison, leader degli Short Cuts, che si esibì a Porretta nella prima edizione del 1988 con Rufus Thomas e i Memphis Horns.

Il giorno più bello del mondo, miglior debutto Italia 2019Alessandro Siani, ‘evviva il pubblico’

01 novembre 201913:42

– Il giorno più bello del mondo di Alessandro Siani è il miglior debutto di un film italiano del 2019 e si aggiudica il terzo posto del podio con oltre 324 mila euro, e il secondo piazzamento come numero di spettatori in sala (48.517) nel primo giorno di uscita. Lo spiega una nota.
Una grande soddisfazione per il regista e attore napoletano che commenta:” Evviva il cinema italiano e soprattutto il pubblico che ha dato un primo importante segnale d’ interesse verso un film family realizzato in Italia”.
Il film prodotto da Vision Distribution, Bartleby film, Buona Luna e distribuito da Vision Distribution, è la quarta opera di Alessandro Siani da regista.

Potenza evocativa delle opere di Angelica De RosaA soli 29 anni l’artista milanese ha creato già 100 ‘immagini’

01 novembre 201915:32

– La potenza evocativa delle immagini create con medium tradizionali come la pittura e la scultura, oppure come risultato di interazioni poliedriche tra corpo, suono e video. Sono questi gli strumenti espressivi di Angelica De Rosa, 29 anni, nata e residente a Segrate (Milano).
L’artista, reduce dal successo della mostra ‘Babilonia tra cielo e terra’ una bi-personale con anche lo scultore Giuliano Cataldo Giancotti allo ‘Spazio Bixio 2’ nel capoluogo lombardo, ha come punto di forza la realizzazione di dipinti astratti con rimandi paesaggisti od onirici. Nonostante la giovane età ha al suo attivo già un centinaio di opere e una quarantina fra rassegne, alcune in compartecipazione, e performance.
Angelica De Rosa ha una laurea magistrale in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e un’esperienza all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Lione. Fra i progetti futuri una esposizione alla Fiera Affordable Art Fair a Milano con la Galleria Eye Contemporary Art di Hong Kong.
“Il mio obbiettivo è creare delle atmosfere che evochino un rimando sonoro attraverso i colori e le forme – spiega l’artista -. L’arte è un linguaggio. La parola è un linguaggio. Se si spiega tutto con le parole l’arte non ha più senso e non serve più a niente. Ciò che voglio fare io è un connubio di immagine e titolo: con quest’ultimo voglio dare una chiave di lettura, una sorta di cartello autostradale, che indica la direzione da prendere nell’osservazione dell’opera. E poi uno compie il viaggio e vede quello che vuole”.

Il Cielo sopra Berlino, ‘cult’ Wenders torna in salaDue serate memorabili attendono popolo cinefili il 4 e il 5/11

01 novembre 201917:56

Due serate memorabili attendono il popolo dei cinefili il 4 e il 5 novembre: grazie alla distribuzione Viggo torna infatti in sala, a 30 anni dalla sua prima proiezione, uno dei capolavori di Wim Wenders: IL CIELO SOPRA BERLINO con Bruno Ganz, indimenticato protagonista. Non si tratta solo di una celebrazione in coincidenza con l’anniversario della caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989), ma del recupero del film in una versione magnificamente restaurata in 4K e suono originale recuperato che ha impegnato lo stesso Wenders per un anno di lavoro alla ricerca dello smalto irripetibile della fotografia in bianco e nero ideata da un maestro delle luci come il francese Henri Alekan. “Nella scansione digitale – ha scritto il regista – sono stato in grado di decifrare i cartelli stradali, illeggibili per 30 anni, e le immagini sui muri di Thierry Noir, l’artista di street art ora famoso, sono tornate più vivide che mai. La città scomparsa di quel tempo è davvero apparsa ai nostri occhi, con il suo atteggiamento malinconico nei confronti della vita e il suo blues”.

L’arte dei Grandi Maestri sfida i contemporaneo a NYTEFAF 2019 tra Carlo Dolci, Hayez e un Salvator Mundi

NEW YORK01 novembre 201916:09

– L’arte dei grandi maestri italiani torna a New York lanciando la sfida a un mercato che privilegia l’arte moderna e contemporanea: ci sono pezzi da novanta alla quarta edizione della fiera dell’arte Tefaf, gemella di quella di Maastricht, da un raro San Benedetto di Carlo Dolci, scovato in Svezia dalla galleria Frascione di via Maggio a Firenze, allo spettacolare busto di terracotta policroma del Salvator Mundi di Alfonso Lombardi degli antiquari fiorentini Botticelli e Bacarelli che nel 2020 e’ stato promesso alla mostra bolognese per i 500 anni dalla morte di Raffaello.
Trinity Fine Arts, la galleria di Carlo Orsi a Londra, ha portato a New York un Apollo di bronzo di un artista del ‘500 ispirato ai capolavori dell’eta classica, al cui fianco e’ collocato un autoritratto di Francesco Hayez, il caposcuola del romanticismo milanese alla meta’ dell’Ottocento celebre per “Il Bacio” del 1859 oggi a Brera.
Bottegantica di Bologna e Milano ha portato a New York una scelta di opere di artisti italiani rappresentativi del panorama artistico tra fine Ottocento e la prima metà del Novecento tra cui un “Autoritratto” di Giorgio de Chirico del 1930.
Alessandra di Castro ha portato dalla galleria di Piazza di Spagna dipinti romani e napoletani, mobili maggiolini e due opulente consolle veneziane d’epoca.
Come nello stand del britannico ma dagli anni Novanta a New York Sean Kelly, dove l’autoritratto col volto coperto di foglia d’oro di una delle sue artiste, Marina Abramovich, e’ accoppiato con una testa di eta’ ellenistica. E sempre Kelly ha presentato una versione ridotta di “Rumors of War”, la monumentale statua eretta a Times Square da Kehinde Wiley, il ritrattista di Barack Obama: raffigura un afroamericano a cavallo in posa da condottiero, addosso la felpa e i jeans strappati.

Me contro Te, fenomeni da youtube in salaVideomaker amatissimi da bambini sul set del loro primo film

01 novembre 201916:16

Quattro milioni e 300 mila iscritti per il canale youtube, che dal 2014 ha registrato oltre 3 miliardi e 250 milioni di visualizzazioni, più libri, album di figurine, giochi, un programma su Disney Channel e ora anche un film, Me Contro Te Il Film – La Vendetta del Signor S, diretto da Gianluca Leuzzi, in uscita il 17 gennaio con Warner Bros. I Me contro te, anche conosciuti come Luì e Sofì, cioè Luigi Calagna, classe 1992 e Sofia Scalia, classe 1997, entrambi siciliani di Partinico, trasferitisi a Milano, coppia anche nella vita, sono gli youtuber italiani più amati dai bambini (la grande fetta del loro pubblico, che si riconosce come ‘team trote’, è tra i 4 e i 10 anni ). Con i loro video di sfide, avventure all’aperto, buffi tutorial, piccoli esperimenti scientifici, scherzi e canzoni, hanno anche conquistato un premio Moige per aver stimolato la creatività dei ragazzi.
Sereni, sorridenti, molto professionali, e in armonia nell’alternarsi parlando del loro percorso, arrivano al cinema, per il primo film, con le idee chiare. “E’ un’avventura che nasce da un nostro soggetto – spiegano, negli ultimi giorni di riprese -. Siamo superemozionati e superfelici di quello che stiamo realizzando”. Nessuna difficoltà? “La cosa più dura è stata la sveglia alle 5.30” commentano sorridendo. Il sapere di avere un pubblico composto principalmente da bambini “ci rende coscienti della responsabilità che abbiamo – dice Luigi – sappiamo che qualunque piccolo gesto può venire imitato o ripetuto e per questo siamo molto attenti nei video. Anche quando riprendiamo momenti del quotidiano cerchiamo di dare buoni insegnamenti e messaggi corretti”. E quando incontrano di persona i loro piccoli fans hanno “reazioni fantastiche. Sono strabiliati dal fatto che esistiamo davvero”. Torna nella storia del film (ancora top secret, come il set così da mantenere la sorpresa per i bambini) il loro stile surreale, nonsense, colorato e rassicurante: “Per la prima saremo faccia a faccia con il nostro principale antagonista, il Signor S. Un momento epocale perché finora non si è mai esplicitato” spiega Luigi .
Nel film ci saranno “tanta avventura, tanto divertimento. Saremo in una situazione di pericolo, ma con scene molto buffe e tanti nuovi personaggi” sottolinea Sofia.
L’idea di aprire un canale youtube, è nata, durante un’estate in vacanza, da Luigi, allora studente di farmacia: “Io andavo ancora al liceo e mi chiese di partecipare – spiega Sofia -.
Volevamo fare qualche video scherzoso per i nostri amici, anche se c’era l’ambizione a diventare un canale di successo.
All’epoca c’erano i gamers, l’intrattenimento inteso in chiave diversa, mancava una coppia che facesse dei giochi, delle sfide, delle cose un po’ più frivole, un intrattenimento un po’ per tutti. Abbiamo pensato a un canale di challenge, incentrato sulle sfide di coppia. Da qui il nome Me contro te”. Le visualizzazioni partite in poche decine, sono iniziate a salire con il passaparola: “Essendo molto appassionati di tutto quello che è il mondo colorato e divertente degli esperimenti, delle creazioni, di fare lavoretti in casa, abbiamo iniziato a dedicarci video, fino a raccontare delle vere e proprie avventure”. L’enorme successo, non gli ha fatto montare la testa: “forse perché è arrivato in maniera graduale, eravamo già scioccati ad avere mille iscritti per il canale, figuriamoci milioni” dice Luigi. “Siamo rimasti con le stesse abitudini, gli stessi amici – aggiunge Sofia -. Il nostro sogno sarebbe diventare un vero e proprio canale di intrattenimento a 360 gradi per i più piccoli, dalla tv al cinema, diventare un brand polivalente sotto tanti punti di vista”. I genitori nell’avventura di videomaker li hanno sempre seguiti: “anche se all’inizio non sapevano neanche cosa cosa fosse youtube, ma ci vedevano felici e ci hanno appoggiato”. Un consiglio per uno youtuber agli inizi? “Essere costante, non arrendersi alle prime difficoltà, mantenere la propria spontaneità e avere pazienza”.

Ponte 1 novembre: 6.4 mln turisti, molti a caccia misteroIndagine Cna, solo questo settore movimenta 100 milioni di euro

01 novembre 201916:20

Castelli e teschi, fantasmi e fortezze. Sarà il “turismo della paura” il “must” del Ponte di Ognissanti. Non la spinta principale alla vacanza ma un nuovo elemento motivazionale. A rilevare questa tendenza pressoché inedita per l’Italia una indagine di Cna Turismo. Il “ghost tourism” movimenta un giro economico superiore ai 100 milioni di euro destinato quest’anno probabilmente a impennarsi.
Ma mistero e Halloween a parte, saranno oltre sei milioni i turisti che si metteranno in movimento per il ponte di Ognissanti e per l’intero mese di novembre. Il dato non si discosta da quello dell’anno scorso, che infranse ogni record.
Di questi 3,7 milioni i vacanzieri italiani e 2,3 gli stranieri.
Con 14,7 milioni di presenze di cui 8,4 milioni totalizzate da italiani e 6,2 milioni da stranieri per una media pro capite di 2,5 notti. A farla da padrone il settore alberghiero con 11,2 milioni di pernottamenti a fronte di oltre 3,5 milioni di pernottamenti nell’extra-alberghiero. Quanto al valore economico, secondo l’indagine di Cna Turismo, ammonterà a 3,2 miliardi di euro, 300 milioni dei quali derivati dalle attività esperienziali.
Tra le mete privilegiate i castelli, molti dei quali accolgono i vacanzieri paganti. Si va da Bardi (Parma) a Catajo (Padova), da Montebello (Rimini) a Fosdinovo (Massa Carrara) e a Lagopesole, in provincia di Potenza. In Liguria, a Trioria (che ospita il Museo della stregoneria) nella notte di Halloween si esploderanno anche fuochi pirotecnici a tema. In Emilia Romagna tra il 31 ottobre e il 1 novembre si organizzano momenti densi di emozioni, spesso con figuranti in costume, nel circuito delle otto fortezze storiche del Ducato. Sempre in Emilia Romagna, a San Mauro Pascoli, villa Torlonia si trasforma in un percorso teatrale e gastronomico. In Toscana numerose le iniziative a Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, celebre per lo spettacolare ponte del Diavolo.
A Milano si terranno visite dedicate alla “notte delle streghe” ma tra le grandi città è Napoli ad avere la leadership. In particolare con le visite allo storico Cimitero delle Fontanelle, che conserva 40 mila teschi di morti nelle epidemie di peste e di colera del passato. In Veneto per novembre e dicembre c’è il “Festival del mistero” mentre in Puglia, a Orsara (Foggia), l’antica ricorrenza di “Fucacoste e Cocce priatorie” diventa una sorta di anti-Halloween tra condivisione del cibo per strada, accanto ai falò, spettacoli popolari, concerti e processioni.

Mr. Wonderland, da Italia a top impresario USAStoria vera di un italo-americano, nel docu di Valerio Ciriaci

02 novembre 201910:02

Pochi lo sanno ma uno dei più grandi impresari teatrali e cinematografici negli Stati Uniti, ai tempi della prima Hollywood degli anni ’20 e ’30, era un emigrato italiano, di origini poverissime. Alla sua vita, che si è intrecciata con la nascita del cinema e dell’industria del divertimento di massa , è dedicato “Mister Wonderland”, il nuovo documentario diretto da Valerio Ciriaci, che sarà presentato in anteprima mondiale alla 60esima edizione del Festival dei Popoli, il 6 novembre a Firenze.
Mister Wonderland era Zeffirino Poli, nato in un paesino delle montagne lucchesi ed emigrato, insieme ad altri milioni di connazionali in America in cerca di fortuna, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Zeffirino, che in seguito cambierà nome in Sylvester, era uno scultore artigianale che modellava statue di cera e di gesso e trovò lavoro, come figurinista, all’Eden Musée, un’istituzione legata al mondo dello spettacolo. Da subito intuì le potenzialità dell’intrattenimento, in un tempo in cui nelle fabbriche si facevano turni massacranti di 12 ore al giorno e la gente aveva bisogno di divertirsi. A New Haven aprì il suo primo teatro, poi un altro, un altro ancora: arrivò a possedere un impero di 30 strutture in vari Stati dell’Est, una grande rete per quei tempi. Le porte delle maestose sale cinematografiche da lui costruite (alcune disegnate dai più importanti architetti dell’epoca, come Thomas W. Lamb) divennero il luogo in cui il pubblico statunitense scoprì il vaudeville, poi il muto, poi i grandi film d’epoca. Tra gli artisti che si esibirono sui suoi palcoscenici, Poli annoverò Harry Houdini, Charlie Chaplin e, persino, Buffalo Bill.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Golden Globes: due film italiani in corsa per film straniero
Banchiere Anarchico e Traditore in rosa 80 film da 49 paesi

NEW YORK01 novembre 201918:55

Ci sono anche due italiani nella corsa per i Golden Globes 2020: “Il banchiere anarchico” di Giulio Base e “Il Traditore” di Marco Bellocchio sulla vita di Tommaso Buscetta sono entrati nella rosa dei papabili al premio nella categoria del miglior film in lingua straniera attribuito ogni anno dalla Hollywood Foreign Press Association.
Per qualificarsi il film deve essre un dramma, musical o commedia con almeno il 51 per cento del dialogo in una lingua che non sia l’inglese. Il film deve essere uscito nel suo paese di origine durante i 15 mesi precedenti al premio. A differenza degli Oscar, i Golden Globe permettono piu’ di una candidatura per paese a patto che i requisiti sussistano.
Quest’anno sono stati presi in considerazione 80 film da 49 paesi. Quest’anno le nominations saranno annunciate il 9 dicembre.

Attore Tirabassi ricoverato a Avezzano,malore durante eventoSecondo fonti sanitarie non è in pericolo di vita

L’AQUILA02 novembre 201909:58

L’attore Giorgio Tirabassi è stato colto da un malore mentre si trovava alla presentazione del film ‘Il grande salto’ a Civitella Alfedena (L’Aquila). In un primo momento è stato condotto a Castel di Sangro e poi all’ospedale di Avezzano. Fonti sanitarie definiscono la situazione sotto controllo e sempre secondo le stesse fonti l’attore non corre pericolo di vita. Importanti le prossime ore. Resta in osservazione dopo essere stato trattato dai medici.

Musica: girato a Cosenza videoclip violinista Andrea CastaPlanetario è sfondo per ultimo singolo artista archetto luminoso

CATANZARO02 novembre 201911:06

– E’ stato girato nel planetario “G.B. Amico” di Cosenza “Birth” il nuovo videoclip di Andrea Casta, violinista elettrico internazionale conosciuto per l’utilizzo dell’archetto luminoso e per i suoi tour come performer nella nightlife di tutto mondo al fianco di importanti top dj.
Scenario del videoclip realizzato dai registi Loren e Ervin Bedeli, la struttura inaugurata la scorsa primavera scelta per le sue caratteristiche architettoniche e tecnologiche. Il nuovo singolo di Casta è il quinto episodio del racconto fantascientifico “The Space Violin Project”, iniziato nel luglio del 2018 con un percorso musicale che va dall’electro di Double Sun alla tech house di Warp 6, passando per scelte sonore progressive in Black Hole Tale, fino a The River, tutti successi che hanno fatto ballare migliaia di fan del globetrotter Casta in giro per il mondo. Casta conta più di 700mila ascolti su Spotify, quasi 200mila followers sui diversi social network ed è reduce da tour internazionali.

Lidia Schillaci incanta i giudici con Edith Piaf a Tale e Quale Show L’artista siciliana ha vinto la seconda puntata del “Torneo dei Campioni” –

02 novembre 201911:47

Lidia Schillaci ha incantato i giudici di “Tale e Quale Show” con il suo omaggio alla classe ineguagliabile di Edith Piaf. L’interpretazione ha lasciato tutti senza parole. L’artista siciliana ha vinto la seconda puntata del “Torneo dei Campioni”. Il programma condotto da Carlo Conti ieri sera ha battuto tutti, conquistato 3,9 milioni di telespettatori, con il 19,36%.

Torna la domenica gratuita al museoDa Nord a Sud festa popolare all’insegna della cultura

02 novembre 201920:09

Dalla Reggia di Caserta alla Pinacoteca Brera, dai Musei Reali di Torino al Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, da Paestum al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dal Parco Archeologico di Ostia Antica al Cenacolo Vinciano, dagli Scavi di Ercolano alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Palazzo Corsini, dal Castello di Miramare di Trieste alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia a Castel Sant’Angelo, dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto agli Uffizi, a Pompei sarà una grande festa domenica 3 novembre, che concluderà il ponte di Ognissanti.

Hancock a JazzMi, uomo buono per alieni79 anni, musicista trascina da palco del Conservatorio di Milano

MILANO02 novembre 201911:49

– Se gli alieni arrivassero domani sulla Terra e ci chiedessero di consegnargli un elenco dei musicisti che hanno lasciato un’impronta profonda come Armstrong sulla Luna, nell’elenco ci sarebbe il nome di Herbie Hancock.
Lasciamo perdere “Cantaloupe Island”, fingiamo che non esista il periodo degli “Headhunters”, dovremmo tenerlo in conto già solo per “I thought it was you”, il brano più incisivo di “Sunlinght”, che anticipava di parecchi decenni la musica dei Daft Punk. Era il 1978. Sulla copertina di quel disco Hancock sorrideva marpione con capelli cotonati, catena d’oro, e camicia dal collo ampio. Ieri, 1 novembre 2019, 41 anni dopo, Hancock aveva lo stesso ghigno divertito sul palco del Conservatorio di Milano per l’evento del JazzMi. Tra i 190 eventi quello del musicista di Chicago era tra i più attesi. In sala non una sola poltrona libera. Il vero concerto arriva col bis, quando gli argini dei posti numerati cedono sotto il peso dell’amore dei fan e tutti si trovano per magia sotto al palco.

Zero il Folle è tornatoDebutto per nuovo tour, faccia a faccia tra uomo e artista

02 novembre 201919:58

Renato il Folle è tornato, con le sue parrucche, i suoi cappelli stravaganti, i travestimenti, gli abiti sgargianti ed eccessivi. E con uno show dalle mille sfaccettature che è uno spettacolo per gli occhi, ma soprattutto per le orecchie.
Ha debuttato a Roma, nel palazzetto dello Sport, il 1novembre e rimarrà per altre cinque date prima di spostarsi in giro per l’Italia fino a gennaio (con 14 soldout già registrati), il nuovo live di Renato Zero, “Zero il folle in tour” (dal titolo dell’ultimo album pubblicato qualche settimana fa), con l’esplicativo sottotitolo “Perché folle è chi sogna, chi è libero, chi provoca, chi cambia”. E Renato, archiviata al momento l’esperienza più metafisica e filosofica di Zerovskij del 2017, non smette di sognare, di provocare, di cambiare. Sul palco, che diventa quinta teatrale con tanto di sipario, drappi, maschere bianche a troneggiare dall’alto e un’orchestra digitale che di tanto in tanto compare sullo schermo di fondo, porta tutto il suo mondo di artista controcorrente e anticonvenzionale. La sua musica e le sue canzoni (quelle di Zero il Folle al centro dell’attenzione, con 12 brani su 13 in scaletta) la fanno da padrone, in un turbinio di cambi d’abito (sarannoo quasi una ventina a fine concerto, poco meno di uno a canzone), per tre ore piene di spettacolo. Il via, alle 21 in punto, lo dà Il mercante di stelle, con un Renato Zero che arriva sul palco con il volto coperto e una tunica con stampa fiorata e un vaso di fiori in testa, versione Primavera di Botticelli.
Ma c’è spazio anche per qualche considerazione: se la prende con la crisi delle nascite (le cicogne disertano”), con gli uomini violenti (“Non è femkinicidio. Si sono suicidat loro. Non è morta lei”), con l’accidia che caratterizza la società (“c’è chi timbra il cartellino per noi, chi va in Parlamento per noi, chi tromba per noi, chi non va in piazza siamo sempre noi”), con la crisi energetica (“Tutto non basta per tutti. E niente non è sufficiente per tutti. Finirà il carburante, e saremo costretti ad abbracciarci nuovamente, a stringerci la mano, ad andare a piedi al supermercato”), con i telefoni che lo infastidiscono durante il concerto (“Basta con i cellulari, siete venuti per Renato o per fare i cameraman. Metteteci l’anima, non queste cazzate”). Ringrazia Roma, “sei grande, non ci sono buche, non c’è monnezza che tengano”.
E’ un viaggio tra passato e presente, ma non è uno show amarcord. In scaletta ci sono anche le iconiche Madame e Triangolo, ma senza di lui in scena. Le lascia cantare ai coristi, come a segnare una distanza da quel tempo che fu. Una dicotomia che sembra risolversi nel finale, quando sul brano Zero il Folle, l’uomo Renato e l’artista Zero si guardano allo specchio. E fanno pace. Ma c’è anche l’omaggio, sulle note di Quattro passi nel blu, ai tanti amici scomparsi, i cui nomi compaiono uno dietro l’altro alle spalle di Zero. Sono tanti, tantissimi e l’emozione sale. Mia Martini, Ivan Graziani, Luigi Tenco, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Gabriella Ferri, Sergio Endrigo, Little Tony, Giuni Russo, Lucio Battisti, Domenico Modugno, Claudio Villa, Mango, Giogio Gaber, Enzo Jannacci, Alex Baroni, sono alcuni dei nomi dei compaiono. Gli applausi più commossi sono per Anna Marchesini, Pino Daniele, Franco Califano, e su tutti, Fabrizio Frizzi.
“Ero titubante all’inizio. Il calendario mi ha detto non hai più 18 anni. Poi ho riflettuto un po’, ho dato un’occhiata alla muscolatura, mi sono fatto mettere pure uno stent – rivela a sorpresa il cantautore ai saluti finali con Il Cielo -. Sarà molto dura liberarvi di me. Questa follia, tenetevela da parte: la calma piatta non ci piace un cazzo”.

Giorgio Tirabassi, “sto bene, voglio tranquillizzare tutti”Attore su Fb rassicura sulla sua salute dopo il malore

02 novembre 201913:05

“Amici e conoscenti voglio tranquillizzare tutti: Sto bene e in buone mani”, così sulla sua pagina ufficiale di Facebook l’attore Giorgio Tirabassi, che ieri sera aveva avuto un malore durante la presentazione a Civitella Alfedena del suo film “Il Grande Salto”, ha voluto rassicurare sulle sue condizioni di salute.

È fuori pericolo l’attore 59 anni, operato ieri sera con urgenza, all’ospedale di Avezzano, per un “infarto del miocardio anteriore” .Lo riferisce una nota dell’ufficio stampa della Asl provinciale dell’Aquila.Il paziente è attualmente ricoverato nel reparto di Utic-cardiologia ed emodinamica del presidio marsicano: le sue condizioni al momento sono stabili anche se resta strettamente monitorato. L’attore è stato trasportato in ambulanza ieri sera e sottoposto a intervento chirurgico intorno alle 22.30 dall’équipe diretta dal dottor Giulio Valentini, che lo ha trattato “con angioplastica e coronarica e impianto di stent medicato”. Tirabassi, che è vigile e asintomatico, dovrà rimanere in ospedale per alcuni giorni.

DiCaprio e Greta, insieme per il climaAttore, “è stato un onore passare tempo con lei. Ci sostieniamo”

02 novembre 201915:35

– Leonardo DiCaprio e Greta Thunberg: la star di Hollywood e la ragazzina che ha sfiorato il Nobel per la Pace insieme. E’ una foto postata dal premio Oscar sul suo profilo Instagram, spesso usato per lanciare campagne per la salvaguardia degli animali e del pianeta. L’attore è un attivista ambientalista da sempre e Greta è la star della lotta contro i cambiamenti climatici. “GretaThunberg è diventata una leader del nostro tempo. La storia ci giudicherà per ciò che dobbiamo garantire alle generazioni future. Spero che il messaggio di Greta sia un campanello d’allarme per i leader mondiali e che faccia capire che il tempo per non agire sia finito. È grazie a Greta e ai giovani attivisti di tutto il mondo che io sono ottimista su ciò che riserva il futuro. È stato un onore passare del tempo con lei – ha scritto DiCaprio – Lei e io ci siamo impegnati a sostenerci l’un l’altro, nella speranza di assicurare un futuro più luminoso per il nostro pianeta”. DiCaprio, con questo endorsment alla Thunberg ha ribadito la sua vicinanza ai giovani di #FridaysforFuture, in avvicinamento al nuovo sciopero globale del 29 novembre.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Commedia europea 2019, i tre film in corsa
Agli Efa, Ditte Louise, La favorita e Tutti pazzi a Telaviv

02 novembre 201920:07

Tre commedie in corsa, scelte dall”European Film Academy (gli Oscar europei), per la categoria Commedia Europea 2019. Si va dal danese ‘Ditte & Louise’ di Niclas Bendixen, con le aspirazioni frustrate di due donne di mezza età che vogliono fare le attrici, a ‘Tutti pazzi a Telaviv’ di Sameh Zoabi, politica e serie tv nel Medio Oriente fino a ‘La Favorita’ di Yorgos Lanthimos con un trio al femminile pieno di competizione e cattiveria nell’Inghilterra del 1700. Le nomination sono state decise da un comitato composto dai membri dell’ EFA Board Katriel Schory (Israele) e Angela Bosch Ríus (Spagna), dalla distributrice Selma Mehadzic (Croazia), dall’esperto di film Jacob Neiiendam (Danimarca) e dal produttore Nik Powell (Regno Unito). Intanto il danese DITTE & LOUISE. Protagoniste due donne di mezza età che hanno deciso di voler fare le attrici, ma ben presto realizzano che l’unico ruolo proposto è quello di mamma. Non appena però Ditte diventa un uomo tutto cambia. TUTTI PAZZI A TELAVIV (Lussemburgo, Francia, Israele e Belgio) di Sameh Zoabi racconta di Salam, un trentenne che vive a Gerusalemme e lavora a Ramallah. Assunto da uno zio come stagista sul set di una famosa soap opera palestinese, Tel Aviv on Fire, ogni giorno, per raggiungere lo studio tv, deve passare il rigido checkpoint israeliano, sorvegliato da militari del comandante Assi. Poiché la moglie di Assi è una grande fan della serie tv, e Salam si è spacciato per sceneggiatore, Assi esige di farsi coinvolgere personalmente nella stesura della storia. In un primo tempo tutto va bene per Salam. Peccato, però, che l’ufficiale israeliano e i finanziatori arabi non intendano il finale allo stesso modo. Infine, umorismo molto dark per LA FAVORITA del regista greco Yorgos Lanthimos, ambientato nei primi anni del 1700, durante la guerra tra Francia e Inghilterra. La storia narra le vicende che si sviluppano alla corte della regina Anna Stuart (Olivia Colman), non più giovane e con problemi di salute che la portano a trascurare i suoi impegni di regnante, preferendo la compagnia dei suoi conigli, allevati al posto dei figli che ha perso negli anni. Al centro di tutto il ‘carnage’ tra due cortigiane, Lady Sarah, duchessa di Marlborough (Rachel Weisz) e Abigail Masham, nobile in miseria e rampante cameriera a Corte (Emma Stone). E tutto questo per contendersi i favori della regina Anna, l’ultima e la più oscura degli Stuart. I film nominati saranno ora sottoposti al giudizio degli oltre 3.600 membri dell’EFA che decreteranno il vincitore a Berlino, il 7 dicembre, alla 32ma edizione degli European Film Awards.

A Lucca Comics anche nozze fumettisti Cates e HutchisonIn foto di rito ritratti come protagonisti manifesto festival

LUCCA02 novembre 201917:08

Lucca Comics & Games ha fatto da cornice al matrimonio fra lo scrittore e fumettista Donny Cates – dal 2017 una delle penne della Marvel Comics – e la disegnatrice Megan Hutchison.
Le nozze sono state celebrate a Palazzo Orsetti, sede del Comune della città, dal sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, e al suo fianco il Direttore Generale di Lucca Crea, Emanuele Vietina. Per le foto di rito poi la coppia si è sposata al Teatro del Giglio dove ha voluto replicare la romantica posa del poster di quest’anno, Becoming Human, realizzato da Barbara Baldi.

‘Lo zoo di vetro’ debutta al CarcanoDramma di Tennesse Williams in scena dal 7 al 17 novembre

02 novembre 201917:07

– ‘Lo zoo di vetro’ di Tennesse Williams, per la regia di Leonardo Lidi, fa il suo debutto nazionale, giovedì con repliche fino a domenica 17 novembre, al Teatro Carcano di Milano.
Recente vincitore della sezione ‘College’ che la Biennale di Venezia dedica ai giovani artisti, Lidi, 31 anni, ne firma adattamento e regia: una prova importante per il talentuoso regista emiliano che dirige un cast composto da Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Anahì Traversi e Mario Pirrello. Un lavoro in cui il soggiorno della famiglia Wingfield viene reinterpretato e illuminato dallo scenografo losannese Nicolas Bovey, già allievo di Margherita Palli, e gli interpreti indossano costumi firmati da Aurora Damanti.
Dopo il capoluogo lombardo lo spettacolo sarà a Torino (Teatro Astra, 19-24 novembre), Varese (Teatro Openjobmetis, 26 novembre); Russi in provincia di Ravenna (Teatro Comunale, 28 novembre).
Lo zoo di vetro – che Williams scrisse ispirandosi alla sua storia personale – racconta le vicende della famiglia Wingfield composta dalla madre Amanda e dai suoi due figli Tom e Laura, ragazza timida e claudicante. Abbandonata dal marito, Amanda deve affrontare le difficoltà, i timori e le ansie che nascono dal suo desiderio di assicurare un futuro sereno ai suoi ragazzi. “È come se stessi affrontando un divertito viaggio personale attraverso le famiglie del Teatro – spiega Lidi -. Mi sembrava il momento di bussare alla porta di un’altra casa fondamentale per il mio percorso formativo: i Wingfield”.

Mtv Ema, tutto pronto per la notte di SivigliaAriana Grande guida le nomination. Coez, Elodie, Elettra Lamborghini, Mahmood, Salmo in nomination per Best Italian Act.

02 novembre 201918:07

È tutto pronto per gli MTV EMA 2019, uno dei grandi eventi musicali dell’anno a livello mondiale che celebra gli artisti più amati in tutto il mondo e che vedrà alcuni dei più grandi nomi della musica internazionale esibirsi dal vivo. L’award show quest’anno si terrà al Fibes, Centro Fiere e Congressi, di Siviglia e sarà tramesso su tutti i canali di MTV a livello globale domenica 3 novembre. In Italia lo show sarà in diretta dalle ore 20.00 con il Red Carpet Show e dalle 21.00 con il Main Show su MTV (su Sky canale 130) e in streaming su NOW TV.
A condurre la serata sarà la superstar globale Becky G che, oltre a presentare lo show, si esibirà ed è in nomination nella categoria Best Pop.
Coez, Elodie, Elettra Lamborghini, Mahmood, Salmo sono gli artisti in nomination per il Best Italian Act.
Gli artisti che si esibiranno live sul palco degli MTV EMA 2019 sono: la superstar Dua Lipa, l’artista multidisco di platino Halsey, Niall Horan che presenterà il suo ultimo singolo, la sensazionale artista spagnola Rosalía, la cantante e attrice di fama internazionale e conduttrice dello show Becky G, la superstar mondiale Akon, il fenomeno pop Ava Max, così come Mabel, candidata nelle categorie “Best New” e “Best Push”, l’energico gruppo pop mondiale di Seoul NCT 127. I Green Day saranno gli artisti principali di “MTV World Stage Seville,” l’evento che chiuderà la “MTV Music Week” nella spettacolare Plaza de España sabato 2 novembre. Una parte della loro esibizione di sabato sarà poi in onda nel Main Show degli MTV EMAs 2019 domenica sera.
Liam Gallagher riceverà il primo “Rock Icon Award” e, per celebrare questa occasione così speciale, si esibirà sul palco degli MTV EMAs con un brano storico del repertorio degli Oasis ed uno tratto dal suo ultimo ed acclamatissimo album da solista “Why Me? Why Not.” Gli attori Terry Crews e Paz Vega e le super modelle Joan Smalls, Doutzen Kroes, Georgina Rodriguez e Leomie Anderson faranno delle apparizioni speciali durante tutto lo show sul palco di Siviglia, la super popstar messicana Sofia Reyes — insieme al campione di hit portoricano Jhay Cortez — e Pabllo Vittar, drag queen brasiliana, cantante e compositore, si esibiranno sul palco del pre-show sul red carpet degli MTV EMA.
Sofia Reyes sarà poi presente anche sul palco dello show per consegnare dei premi.
Le nomination degli MTV EMA quest’anno vedono in testa Ariana Grande con sette nomination tra cui “Best Artist” e “Best Video” per la sua hit virale “thank you, next”, e per “Best Song” insieme a Shawn Mendes. Seguono, per la prima volta in nomination, Lil Nas X e Billie Eilish con sei nomination ciascuno e la star latino-americana J Balvin con cinque nomination tra cui “Best Artist”. Subito dietro, con quattro nomination Lizzo e Taylor Swift, anche loro tra le altre per la categoria “Best Artist”.

Concluso restauro Porta Sud BattisteroTornerà visibile a museo Opera Duomo Firenze da 9/12

FIRENZE02 novembre 201918:20

– Concluso il restauro della più antica delle tre monumentali porte del Battistero di Firenze, la Porta Sud, realizzata da Andrea Pisano tra il 1330 e il 1336.
Nella notte tra il 4 e il 5 novembre sarà trasportata dall’Opificio delle Pietre Dure al Museo dell’Opera del Duomo, sua destinazione finale, dove sarà visibile al pubblico dal 9 dicembre prossimo. Per consentire le operazioni di montaggio lo stesso Museo resterà chiuso al pubblico dal 4 al 22 novembre. La porta aveva lasciato definitivamente la sua sede originale, dopo 680 anni, tra il 15 e il 16 aprile 2016, quando era stata trasferita dal Battistero all’Opificio che ne ha curato il restauro, finanziato dall’Opera di S.Maria del Fiore.
Considerato il grande peso, circa 7 tonnellate, per il trasporto occorreranno due viaggi, uno per anta. Una volta al Museo, sarà trasportata nella sala del Paradiso e montata in una teca accanto alle altre due Porte del Battistero. Con la Porta Sud si conclude un ciclo di restauri, definito “epocale”, che ha riguardato tutte e tre le monumentali porte del Battistero: la Porta del Paradiso e la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti e la Porta Sud opera di Andrea Pisano.

Giornalisti: +18% uccisi in 5 anni, 55% in Paesi in paceReport Unesco.Sassoli, non c’è democrazia senza libertà stampa

02 novembre 201918:54

Fino a qualche tempo fa i giornalisti morivano nei teatri di guerra, nei Paesi in conflitto, ora vengono uccisi se denunciano fatti politici, criminalità e corruzione. Le uccisioni sono aumentate del 18 per cento nel mondo nel quinquennio 2014-2018 rispetto ai cinque anni precedenti, e il 55% degli omicidi ha avuto luogo in Paesi “in pace”. Quasi il 90% dei responsabili delle uccisioni dei 1.109 giornalisti assassinati tra il 2006 e il 2018 non è stato punito. E’ quanto rileva un rapporto dell”’Unesco pubblicato in occasione della quinta edizione della Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti, che si celebra il 2 novembre. Anche il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha voluto partecipare alla celebrazione di questa Giornata. ”Non c’è democrazia senza la libertà di stampa – ha scritto su twitter – Nel giorno internazionale per porre fine all’impunità dei crimini contro i giornalisti, rendiamo omaggio a Daphne Caruana Galizia, Jan Kuciak e a tutti quelli in tutto il mondo che hanno perso la vita e hanno subito attacchi per aver svolto il loro lavoro”. ; Daphne Caruana Galizia ,giornalista e blogger maltese, impegnata in numerose inchieste e attiva contro la corruzione, è stata assassinata in un attentato dinamitardo nel 2017, mentre Ján Kuciak , giornalista slovacco, impegnato in indagini sulla gestione di fondi strutturali dell’Unione europea nel suo paese è stato trovato ucciso nella sua abitazione nel febbraio 2018.
L’indagine segnala che i Paesi con il più alto tasso di vittime tra i giornalisti sono gli Stati Arabi, seguiti da America Latina, Caraibi e Asia, e che a essere presi di mira sono sempre più spesso i giornalisti che si occupano di fatti politici, criminalità e corruzione. Negli ultimi anni, inoltre secondo l’indagine, i giornalisti e i professionisti dei media hanno visto aumentare e peggiorare gli attacchi alla loro sicurezza fisica. Il loro lavoro è sempre più ostacolato da minacce di perseguimento penale, arresti, detenzione, negazione dell’accesso alle informazioni, mancanza di indagini e procedimenti penali per reati nei loro confronti. Nel rapporto l”Unesco, registra tuttavia un calo del numero di omicidi nei primi 10 mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con 44 omicidi di giornalisti segnalati al 30 ottobre 2019, rispetto ai 90 della stessa data del 2018. Resta comunque preoccupante, come ha sottolineato il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres che crescono gli attacchi contro le donne giornalista:”le più esposte alla violenza di genere, alle espressioni di odio a sfondo sessuale alle minacce e aggressioni sessuali”.
”Quando i giornalisti sono presi di mira, la società nel suo complesso paga il prezzo” ha dichiarato Guterres. “Se non riusciamo a proteggerli, sarà estremamente difficile per noi rimanere informati e contribuire al processo decisionale. Se i giornalisti non riescono a fare il loro lavoro in sicurezza, il mondo di domani sarà segnato da confusione e disinformazione”, ha aggiunto. Infine, ha detto”senza libertà d’espressione e media liberi sarà impossibile far progredire la democrazia e raggiungere gli obiettivi di sviluppo durevole che ci siamo preposti”.
”Nel corso degli ultimi dieci anni – ha ricordato il direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay in un messaggio diffuso in occasione della Giornata internazionale – sono stati 881 i giornalisti assassinati solo per aver detto la verità. E dall’inizio del 2019 già 44 hanno perso la vita”.”L’Unesco è impegnata a rendere conto di tutti coloro che mettono in pericolo i giornalisti, coloro che uccidono i giornalisti e tutti coloro che non fanno nulla per fermare questa violenza”.”La morte di un giornalista non dovrebbe mai significare la fine della ricerca della verità”, ha aggiunto.
Per questo in occasione della Giornata mondiale contro i crimini in danno dei giornalisti l’Onu ha rivolto un appello ai Paesi membri perchè ”difendano i rappresentanti della stampa, la verità e la giustizia”.

“The Irishman” scatena guerra tra esercenti e NetflixFlop negoziati, film di Scorsese esce solo in poche sale

NEW YORK02 novembre 201920:26

“The Irishman” di Martin Scorsese scatena una guerra tra esercenti e Netflix: l’uscita limitata in solo poche sale del film sulla scomparsa di Jimmy Hoffa “e’ una disgrazia”, ha detto al New York Times John Fithian, presidente della National Association of Theater Owners, un gruppo che rappresenta grandi catene come Amc e Cineplex.
“The Irishman” con Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci, per Netflix è uno dei film più promettenti della stagione anche in vista degli Oscar. Ha debuttato ieri in otto sale a Los Angeles e New York, tra cui gli iconici Egyptian Theatre e il Belasco su Broadway, prima di una modesta espansione in altre citta’ a partire dall’8 novembre: un modello di business da cui gli esercenti si sentono minacciati anche alla luce del rango “blue chip” del regista e del cast. “E’ una gran delusione che Netflix e i proprietari di cinema non siano arrivati a un accordo per fare uscire il film di Scorsese in molte sale”, ha detto Fithian. Prima di “Irishman”, l’ultimo film di Netflix a uscire al cinema prima che in streaming era stato nel 2018 “Roma” di Alfonso Cuaron, proiettato in 250 sale americane.
Netflix ed esercenti avevano negoziato a lungo su “The Irishman” prima che le trattative in ottobre finissero in un impasse sulla clausola chiave della presenza esclusiva del film nelle sale prima della distribuzione agli abbonati in streaming.
I proprietari di catene cinematografiche insistevano per 72 giorni, scesi poi a 60. Netflix si era arroccato su 45. La trattativa si era a quel punto arenata con risultato che “Irishman” sara’ nei cinema per 26 giorni in un numero limitato di teatri prima dell’inizio della distribuzione in streaming il 27 novembre.
Per gli esercenti si tratta di “una vergogna”. Netflix sta lasciando “guadagni significativi sul tavolo”, ha avvertito il Fithian osservando che “The Irishman” sarà proiettato su “un decimo degli schermi su cui sarebbe potuto arrivare se Netflix avesse permesso un accordo” e ricordando i numeri di “The Departed” del 2006: quel film, per cui Scorsese ha vinto l’Oscar per miglior regista e miglior film, incasso’ 300 milioni di dollari in tutto il mondo. In Italia poi uscirà “in sale selezionate” solo per pochissimi giorni: dal 4 al 6 novembre.

Celentano: Io politico? No, ma sono molto preoccupatoToffanin da Adrian. Molleggiato, io e pubblico due giocherelloni

03 novembre 201912:30

Non si “sente” un politico ma specialmente “in questo periodo, che è un periodo che dura già da parecchio”, si sente davvero un po’ preoccupato… Per le cose che succedono in giro, per i cambiamenti di clima improvvisi. “D’estate nevica e d’inverno fra un po’ andremmo al mare… Tutti questi scompensi che ci sono che poi si riflettono nella mente delle persone. Su questo sono un po’ preoccupato… Forse è per questo che ho scritto Adrian…”. A parlare con la solita franchezza, il grande cuore ecologista e le classiche pause “dense di significato” è Adriano Celentano che ha dialogato con Silvia Toffanin durante la puntata pomeridiana di Verissimo. La conduttrice gli ha fatto una visita esclusiva negli studi in cui il Molleggiato sta facendo le prove di Adrian, lo show ideato, scritto e diretto dallo stesso artista, prodotto dal Clan, dal 7 novembre in prima serata su Canale 5 per 4 appuntamenti. Infatti è dal 2009, quando fu ospite di Fabio Fazio, che il ‘re degli ignoranti’ non concede ‘interviste’ – fatta eccezione per i Tg – in televisione.
La Toffanin chiede anche a Celentano il segreto del suo specialissimo rapporto con i suoi fan, un “amore” che dura ormai da 50 anni: “Forse perché io e il pubblico siamo due giocherelloni…” scherza. E poi aggiunge rispondendo alla domanda su come non deludere il pubblico: “Secondo me bisogna fare in modo che lui non si accorga che tu ci sei. Qualcuno pensa l’esatto contrario, cioè che più ci sei e più il pubblico ti ama. Invece secondo me è il contrario più ci sei e più il pubblico si stanca, specialmente se poi vai in televisione soltanto per… capisci… Penso che sia così… magari sbaglio, ma secondo me no. Tu cosa dici?”.
Adrian, dopo la sospensione dello scorso febbraio, tra ascolti deludenti e problemi di salute di Celentano, torna in una versione completamente rinnovata, con Celentano in scena nei panni di protagonista e padrone di casa e ospiti di primo piano, negli studi di Cologno Monzese (e non più il teatro Camploy di Verona), con il pubblico, una scenografia tutta nuova con un enorme ledwall sullo sfondo e soprattutto con l’orchestra diretta dal maestro Fio Zanotti. Nella seconda parte della serata tornerà anche il cartoon Adrian.
Su Adrian spiega ridendo: “Io credo che il pubblico amerà più Adrian che Adriano,per cui fino a quando il pubblico non si accorgerà di Adrian io sarò salvo…”. Nello spettacolo con tanti grandissimi ospiti saranno trattati tutti temi “pesanti”: dalla violenza sulle donne e le discriminazioni alla disuguaglianza e l’ecologia. “Adrian – spiega il Molleggiato – tratta praticamente di tutti i temi tranne uno”. Ma per capire quale sarà bisognerà sintonizzarsi dal 7 novembre su Canale5 perché neanche Silvia Toffanin riesce a carpire il segreto… E alla fine chiede: “Ma tu sei così anche nella vita?”. E Celentano risponde: “No, nella vita sono peggio…”.

Manuel Bortuzzo si racconta in ‘Rinascere’Il 5 novembre in libreria per Rizzoli

03 novembre 201912:23

– A nove mesi dal terribile incidente che lo ha fatto finire in sedia a rotelle, Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto in lizza per un posto alle Olimpiadi, si racconta in ‘Rinascere’ (euro 17) che sarà in libreria il 5 novembre per Rizzoli. “Eccomi qui, a raccontare di me, sperando di poter essere d’aiuto a chi ha dovuto far cambiare rotta ai propri sogni” dice il nuotatore che con la sua forza di volontà ha conquistato il cuore di milioni di italiani.
Nato a Trieste nel 1999, Bortuzzo si allenava al Centro Federale di Ostia con campioni del calibro di Gabriele Detti e Gregorio Paltrinieri fino al giorno del tragico incidente del 2 febbraio 2019, alla periferia di Roma, in cui, per uno scambio di persona, è stato colpito alla schiena da un proiettile che gli ha provocato una lesione midollare completa. Oggi il suo sogno non è più partecipare alle Olimpiadi, ma ricominciare a camminare. ‘Rinascere’, “l’anno in cui ho ricominciato a vincere” racconta ciò che di Manuel non sappiamo: la sofferenza, lo sconforto, la rabbia dopo “quella notte”, e più ogni altra cosa la forza che ha dovuto trovare dentro di sé, quello che ha imparato da questa vicenda, la determinazione dello sportivo e del ragazzo speciale che ha dimostrato di essere. Sono 176 pagine di dolore e di gioia incontenibile.

Migliorano condizioni Tirabassi ricoverato ad Avezzano

L’AQUILA03 novembre 201912:32

Migliorano sensibilmente le condizioni dell’attore Giorgio Tirabassi, 59 anni, operato venerdì sera con urgenza, all’ospedale di Avezzano (L’Aquila), dopo essere stato colpito da un “infarto del miocardio anteriore” alla presentazione del suo ultimo film “Il Grande Salto” nel comune di aquilano di Civitella Alfedena.
È quanto emerge da fonti sanitarie.
L’attore, fuori pericolo, da ieri, è stabile, i suoi “parametri vitali sono normali”, e da stamani può alzarsi dal letto.
Secondo l’equipe del reparto di Utic-cardiologia ed emodinamica del presidio marsicano, diretto da Giuliano Valentini, Tirabassi, che stamani hanno svolto esami di controllo, sta recuperando positivamente dall’infarto: al suo arrivo in ambulanza in ospedale è stato trattato “con angioplastica e coronarica e impianto di stent medicato”. Rimarrà in ospedale ancora per qualche giorno.

Tff, 4 anteprime nazionali e 1 mondialeVerranno presentate nella sezione Festa Mobile

TORINO31 ottobre 201915:45

– Quattro anteprime nazionali, di cui una mondiale. Ecco i primi titoli della 37esima edizione del Torino Film Festival, in programma dal 22 al 30 novembre.
Lontano Lontano, film diretto da Gianni Di Gregorio – con Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli, Gianni Di Gregorio, Daphne Scoccia, Salih Saadin Khalid, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado, Galatea Ranzi, Roberto Herlitzka – (2019, Italia) sarà presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile. Frida viva la vida, film documentario diretto da Giovanni Troilo (2019, Italia), sarà proiettato in prima nazionale nella sezione Festa Mobile. Queen & Slim, film diretto da Melina Matsoukas con Daniel Kaluuya, Jodie Turner-Smith, Chloë Sevigny, Indya Moore sarà in prima internazionale nella sezione Festa Mobile. The good Liar, film diretto da Bill Condon con Helen Mirren, Ian McKellen, Russel Tovey, Jim Carter e Jóhannes Haukur Jóhannesson, infine, sarà presentato in prima nazionale nella sezione Festa Mobile.

Cinema: Linda Hamilton torna in Terminator dopo 30 anniIn forma a 63 anni dopo un anno di dieta e allenamento

NEW YORK31 ottobre 201917:38

– Dopo quasi 30 anni e a 63 anni Linda Hamilton torna a indossare i panni di Sarah Connor in ‘Terminator: Dark Fate’ (Terminator: Destino Oscuro). Dopo diversi rifiuti, la Hamilton ha deciso di accettare il ruolo ma non senza sacrifici visto che per un anno si è sottoposta ad un allenamento e ad una dieta ferrea senza carboidrati.
“Proprio come Terminator 2 – ha detto in un’intervista a People – ho dovuto sottopormi ad una dieta speciale. Questa volta senza carboidrati (in quella precedente era senza grassi, ndr) e ovviamente l’allenamento è stato diverso per una donna di una certa età”. Nel nuovo Terminator Linda Hamilton torna protagonista con Arnold Schwarzenegger che vestirà i panni di un vecchio T-800 per salvare la giovane Dani Ramos (Natalia Reyes).

Lady Gaga ancora attrice, sarà Lady GucciInterpreterà Patrizia Reggiani nel nuovo film di Ridley Scott

02 novembre 201910:24

– Lady Gaga dopo il debutto come attrice in «A Star Is Born» di Bradley Cooper, due nomination e un Oscar per la migliore canzone originale, è pronta a tornare sul grande schermo: Ridley Scott l’avrebbe scelta, secondo quanto anticipa Variety, per interpretare Patrizia Reggiani in un film sull’omicidio di Maurizio Gucci. Lady Gucci, fu processata e condannata a 18 anni di prigione per aver organizzato l’assassinio del suo ex marito, avvenuto nel 1995.
Il film che Scott ha in preparazione parte dalla biografia The House of Gucci: A sensational story of murder, madness, glamour and greed, scritta da Sara Gay Forden, di cui il regista del Gladiatore ha acquisito i diritti. Il film sulla dinastia della famiglia Gucci, scritto da Roberto Bentivegna, sarà incentrato sull’omicidio del nipote del fondatore della casa di moda, Guccio Gucci. La camaleontica pop star che non ha mai nascosto di voler proseguire la sua carriera anche come attrice era da tempo alla ricerca di un nuovo progetto.

CineFuturaFest, festival di corti ideati dagli studentiA Roma 7-8 novembre prima edizione

ROMA02 novembre 201918:05

Prima edizione del “CineFuturaFest” giovedì 7 e venerdì 8 novembre a Roma. Prodotto da Accademia Artisti e da ANCEI, finanziato da MIUR e MIBAC, il Festival sarà dedicato a cortometraggi interamente scritti, girati e interpretati da studenti delle scuole superiori e università. I lavori saranno suddivisi in due fasce di età: dai 14 ai 18 e dai 19 ai 25 anni e dovranno essere ispirati a tre temi per altrettante sezioni: Arte e Storia, Ambiente e Natura, Diversità e Integrazione.
Il festival si propone non solo di diffondere la cultura cinematografica tra i ragazzi, ma di sensibilizzare la loro attenzione su questi argomenti così importanti e strategici per il loro futuro e quello del nostro Paese. I giovani e giovanissimi sono stati totalmente liberi di esprimersi ma hanno potuto giovarsi del supporto dei FAD, corsi di Formazione a Distanza, dedicati a tutti gli studenti che ne hanno fatto richiesta.
Durante le due giornate romane, che si svolgeranno interamente presso le sale dell’hotel The Church e nelle quali saranno presentati i migliori corti finalisti delle tre sezioni e verranno decretati i vincitori, si terranno tre Masterclass sui temi del Festival con Vittorio Sgarbi per Arte e Storia, Alessandro Cecchi Paone per Diversità e Integrazione e Valerio Rossi Albertini per Ambiente e Natura.
La direzione artistica è di Steve della Casa, il Presidente del Festival Lino Banfi. La Giuria è composta da Paola Tiziana Cruciani, Eleonora Giorgi, Cinzia Th Torrini, Nino Frassica, Neri Parenti, Andrea Roncato. Alla conduzione, invece, Beppe Convertini e Rossella Brescia.

Coldplay: doppio concerto in diretta streaming dalla GiordaniaTrasmissione su YouTube il 22 novembre in occasione dell’uscita del nuovo album ‘Everyday Life’

02 novembre 201917:06

I Coldplay, con una conferenza stampa online insieme a YouTube Originals, hanno annunciato il lancio del nuovo album “Everyday Life” con due concerti in Giordania il 22 novembre, giorno dell’uscita del loro ottavo album, che saranno trasmessi in diretta streaming.”Coldplay: Everyday Life – Live in Jordan” si terrà ad Amman e rispecchierà le due metà del doppio album da 52 minuti: Sunrise e Sunset. Il concerto Sunrise inizierà alle 5 del mattino (ora italiana), mentre il concerto Sunset seguirà alle 15. È la prima volta che la band si esibisce in Giordania.”La trasmissione di questi due concerti – hanno detto i Coldplay – è stata un nostro sogno da quando abbiamo iniziato a lavorare all’album. A pensarci ora, è una cosa che un po’ spaventa e che sembra impossibile, come tutti i migliori sogni. Ma YouTube è la casa perfetta per la sua realizzazione”.L’album uscirà in tutto il mondo venerdì 22 novembre su etichetta Parlophone/Atlantic su 1xCD, 2xLP e in digitale. I due brani “Orphans” e “Arabesque” sono già stati pubblicati il 24 ottobre e sono disponibili in download e streaming.

Le 50enni sull’onda dell’age-prideDue autrici raccontano gioie e dolori delle ‘perennials’

CAGLIARI02 novembre 201910:25

MICHAELA K. BELLISARIO e CLAUDIA RABELLINO BECCE, “FELICI A 50 ANNI – E se fosse una golden age?” (MORELLINI, pp.156 – 14,90 euro).
Splendide e fascinose 50enni. Libere di vivere la loro età con disinvoltura e naturalezza, incuranti delle regole imposte su look e linea. O donne invisibili, vittime, consapevoli o meno, dell’ageism, discriminate sulla base dell’età. Perfino una famosa popstar come Madonna ci deve fare i conti. Un dramma silenzioso di quante raggiungono il traguardo dei cinque decenni di vita. Perché se un uomo con l’età acquisisce fascino, per una donna le rughe sono un punto di caduta. Una discriminazione con la D maiuscola.
A suggerire un efficace antidoto a questa sindrome-paradosso del terzo millennio è un brillante libro-manifesto, “Felici a 50 anni” di Michaela K. Bellisario, romana di nascita e milanese di adozione, giornalista di Io Donna, e Claudia Rabellino Becce, avvocata di origine ligure trapiantata a Cagliari dal 2003.
Centocinquantasei pagine per rappresentare, senza nasconderne le ombre, il lato luminoso di questa età, con i suoi privilegi. In risposta a quanti vorrebbero mettere in panchina le over 49, le due autrici hanno stilato un prezioso manifesto in 16 punti.
Ecco che i 50 diventano lo “zenith, “la stagione della consapevolezza”, “una golden age”, in cui si dà il meglio di se stesse, a prescindere dal metabolismo che rallenta o il girovita che si allarga. Le due autrici generosamente si raccontano e danno voce alle coetanee attraverso interviste e testimonianze di esperte, topmodel, influencer, imprenditrici, donne dello showbiz. I loro vissuti si intrecciano e sullo sfondo emerge un diritto per alcune acquisito per altre da conquistare: la libertà di scegliere, rimarcare la presenza nel mondo, dove sentirsi a proprio agio. Nature o ritoccate. Con le chiome tinte o grigie. Un guardaroba adeguato al proprio stile e non imposto e un vocabolario da svecchiare.
Attempate, di mezza età, agée, sono obsoleti. E se gli Usa hanno coniato il più contemporaneo perennials, l’Italia non deve stare indietro. “Perché contro l’ageism dilagante ci proponiamo di svitare la vetrina delle ovvietà. Il nostro manifesto si propone in questo senso di ridefinire in chiave di empowerment questa fase della vita. Non vogliamo seguire copioni scritti da altri ma fare noi le nostre regole”, spiega Michaela K.
Bellisario. Rafforza il concetto Claudia Rabellino Becce: “Felici a 50 anni vuole essere proprio un movimento di rottura rispetto alle rappresentazioni sociali basate su pregiudizi e stereotipi che a questa età ci vorrebbero trasparenti, ininfluenti, fuori dai giochi”.
E dalle pagine emerge che c’è un fiorire di blog, film, letteratura, espressione di un “age-pride” che si fa sempre più strada per mandare in soffitta luoghi comuni, come “a 50 anni si è già in pensione dalla vita”. Ma “chi lo ha detto che una donna ha una data di scadenza?”, rimarca infatti Nicole Kidman, se a 50 Julia Roberts è stata eletta dalla rivista People la donna più bella del mondo, a 54 Michelle Obama ha scritto “il memoir più venduto di tutti i tempi” e Brigitte Macron è diventata la premiere dame. Risposte indirette alle provocatorie affermazioni del 50enne scrittore francese: “Sono incapace di amare le mie coetanee. Troppo vecchie”. “Come se la vita fosse solo estetica – chiosa Michaela K. Bellisario – e tutto un patrimonio di ricchezza, bellezza, grazia, esperienza, cultura, fascino, evoluzione, fosse liquidato con l’insorgere di due rughe”.
Pagina 143, regola numero 12: “Dai valore alla complicità femminile, sii la tua migliore amica”. Sottotesto: “Non delegare a un uomo la propria autostima”. Perché compiere 50 anni non è una malattia o un problema, l’ageism sì.

Il ‘Fuoco sacro’ di Merini e Bianciardi su laFIl 2/11 in onda in esclusiva su Sky 135 con Paolo Di Paolo

01 novembre 201917:58

Alda Merini, la poetessa folle che ciclicamente aveva bisogno di “tornare nell’inferno del manicomio”, in un inedito ritratto nel decimo anniversario della sua scomparsa, il 1 novembre 2009. E Luciano Bianciardi, “scrittore controcorrente, provocatore e problematico”. Parte con le vite tormentate e visionarie di questi due grandi autori del Novecento italiano il viaggio nel ‘Fuoco sacro- Il talento e la vita’ in prima tv assoluta su laF (Sky 135), il 2 novembre alle 21.10 con la narrazione appassionata dello scrittore Paolo Di Paolo . Il progetto, ideato e diretto da Samuele Rossi, alterna al racconto di Di Paolo, le voci di Federica Fracassi che interpreta la Merini e di Paolo Sassanelli nel ruolo di Bianciardi.
“L’ispirazione è qualcosa di strano, definirla è quasi impossibile, arriva come un lampo, un’idea che cresce fino a diventare un’ossessione e poi diventa qualcos’altro: un’opera.
Ma per arrivare a qualcosa di compiuto occorre una lunga traversata, fatta di incertezze, di paure, di tormenti e soprattutto di un mistero che è molto difficile spiegare.
Potremmo chiamarlo Fuoco Sacro” dice Paolo Di Paolo che in ogni episodio esplora cosa si nasconde dietro l’immagine di questi uomini e queste donne dai talenti tormentati che hanno dato vita a opere visionarie.
La nuova produzione originale laF-la Tv di Feltrinelli, realizzata in coproduzione con EchiVisivi, ripercorre in quattro episodi di 30 minuti ciascuno anche le vite di Cesare Pavese, nell’interpretazione di Pietro De Silva e di Elsa Morante in quella di Sonia Begamasco, entrambi in onda all’inizio del 2020.
In “Alda Merini – Una poetessa al telefono” rivediamo l’eccentrica, malinconica poetessa sopraffatta dall’ispirazione e segnata dalla follia, ma anche dal mistero magico che si porta dietro. Verso la fine degli anni ’40 la Merini comincia a sentire quelle che lei chiamerà “le prime ombre della sua mente”. Il racconto di Di Paolo ci porta nel periodo buio che dal 1964, dopo il matrimonio e la nascita delle prime due figlie, la vede entrare e uscire per 20 anni dal manicomio. Un luogo di solitudine e disperazione che con il tempo diventa per lei un rifugio, con cui intesse un rapporto quasi simbiotico, raccontato nelle pagine de “La pazza della porta accanto”, di cui Federica Fracassi interpreta gli estratti più significativi: “Mi rendo conto che è difficile spiegare il mio bisogno di tornare ciclicamente nell’inferno del manicomio, probabilmente si torna sul luogo del delitto per capire le ragioni della propria morte. Fino a che una grande folata di vento, forse una grazia, forse una grande magia, mi portò fuori da quei cancelli.
E cominciai a chiedermi perché mai vi fossi entrata e questa divenne una seconda tortura”.
Ma c’è anche la rinascita coraggiosa della Merini, quando torna nella sua Milano e inizia a rialzarsi, riuscendo a riconquistare l’attenzione del mondo dell’editoria e del pubblico, fino a diventare una vera e propria icona pop, un idolo della tv e del web e un caso editoriale unico.
“Il volto di Alda Merini si è impresso nell’immaginario collettivo” sottolinea Di Paolo e spiega che per lei “la poesia da un lato è stata una croce da portare tutta la vita e dall’altro l’unica ancora di salvezza”.
Il 2 novembre dopo la Merini – alla quale verrà intitolato, il prossimo 6 novembre, il Ponte sul Naviglio Grande vicino alla sua abitazione in Ripa di Porta Ticinese, a Milano – va in onda l’episodio dedicato al grande autore grossetano Luciano Bianciardi “indagatore critico dei costumi sociali dell’Italia del boom, che anticipa con la sua narrativa il terremoto della ribellione sessantottina” come lo introduce Di Paolo nel suo racconto. Arricchita dalla recitazione di Paolo Sassanelli, la narrazione segue Bianciardi dalla giovinezza in Maremma all’incontro con Giangiacomo Feltrinelli, con cui condivide il sogno di cambiare la vita culturale del Paese, fino al trasferimento a Milano, che tuttavia lo disorienta e accresce la sua inquietudine, mettendolo davanti a un destino diverso da quello che aveva immaginato e portandolo a riconoscere prima degli altri il lato oscuro del benessere. Da queste sensazioni nasce nel 1962 il suo capolavoro ‘La vita agra’, opera di denuncia che getta un’ombra sul mito del progresso, ma che paradossalmente riscuoterà un incredibile successo di pubblico e di critica, rappresentando per Bianciardi stesso una contraddizione difficile da comprendere ed accettare, che lo accompagnerà fino alla morte, avvenuta a 49 anni nel 1971.

Tv: Berlino 9-11-89: fine della Guerra Fredda, rassegna Focus

01 novembre 201917:56

– «Berlino 9-11-89: fine della Guerra Fredda» è la rassegna-evento di “Focus” che andrà in onda per cinque giorni consecutivi – da martedì 5 a sabato 9 novembre – in prima, seconda serata e day-time.
La rete tematica free Mediaset al 35 del telecomando, dedicata alla divulgazione e diretta da Marco Costa, partendo da un evento che trent’anni fa ha cambiato l’assetto geopolitico dell’Europa (e non solo), la caduta del Muro di Berlino, concentra l’attenzione sul periodo storico della Guerra Fredda, politicamente caratterizzato dalla contrapposizione tra Stati Uniti e URSS. Il palinsesto speciale di “Focus” propone oltre 25 ore di programmazione su misura, intitolate alla stagione in cui lo spettro della guerra nucleare ha garantito all’Europa oltre 40 anni di pace.
Dai migliori documentari realizzati nel mondo – con cinque ore di immagini inedite – ad approfondimenti autoprodotti, fino alla miniserie con Kim Rossi Stuart Il tunnel della libertà.
Elementi centrali della rassegna, quindi, lo speciale Base Tuono, un mistero della Guerra Fredda ed i documentari in prima visione assoluta Berlino: fuga per la libertà, Broken Arrows: le atomiche perdute, ai tempi della Guerra Fredda e Korean War.
BASE TUONO, UN SEGRETO DELLA GUERRA FREDDA Base Tuono, un segreto della guerra fredda è un programma scritto da Claudia Giammatteo a cura di Massimo Polidoro, in cui il divulgatore guida il telespettatore alla scoperta dei segreti militari di Base Tuono (Folgaria, Trento), una delle 12 aree missilistiche dislocate dalla NATO, tra Anni ’60 e ’70, ai confini Nord-Orientali d’Italia, nella convinzione che potesse avvenire un’invasione da parte degli eserciti del blocco comunista.
BERLINO: FUGA PER LA LIBERTÀ Il documentario spiega le ragioni storiche, politiche e militari della divisione di Berlino tra Est e Ovest, e della costruzione del Muro ad opera della DDR, nel 1961 e 1962, dietro ordine di Mosca, a maggior gloria del comunismo e per evitare che i berlinesi dell’Est fuggissero all’Ovest.
BROKEN ARROWS: LE ATOMICHE PERDUTE, AI TEMPI DELLA GUERRA FREDDA Il documentario ricostruisce alcuni incidenti aerei occorsi durante gli Anni ’50 e ’60 a bombardieri americani con testate nucleari, approfondendone cause, modalità di recupero degli ordigni e la cortina di segretezza stesa sugli avvenimenti.
KOREAN WAR Il documentario racconta con immagini originali tutte le fasi della guerra combattuta tra il 1950 ed il 1953 fra gli Stati Uniti e le due Coree.

Basta un poco di zucchero e Mary Poppins è a RomaAl Sistina fino al 6/1, con Giulia Fabbri e un cast di 32 attori

01 novembre 201916:12

Chissà se Pamela L. Travers negli anni Trenta, quando iniziò a scrivere i suoi racconti per le sorelline minori spaventate e addolorate per la morte del padre, avrebbe mai pensato tanto successo per la sua più celebre creatura. E invece, novant’anni dopo (ma lei direbbe che “le persone per bene non dicono mai l’età di una signora”), eccola Mary Poppins, amatissima, applaudita, sognata, per qualcuno (piccolissimo) appena scoperta, che arriva volando con l’ombrello dal manico di pappagallo. Mentre tutti, davvero senza età, canticchiano la sua invincibile formula: “Basta un poco di zucchero…”.
È accaduto ancora, ieri, al Teatro Sistina di Roma dove la tata più ambita delle favole, ma anche del cinema, dopo il successo da 200 mila spettatori a Milano nella scorsa stagione, è andata in scena nel musical tutto Made in Italy, ma targato Cameron Mackintosh e Thomas Schumacher per Disney Theatrical Productions, che la WEC – World Entertainment Company ha portato in Italia con la regia di Federico Bellone (“Newsies”, “Dirty dancing”, “A qualcuno piace caldo”).
Il libretto è quello originale del Premio Oscar Julian Fellowes (lo stesso, per intendersi, di “Gosford Park” e “Downton Abbey”). Le canzoni, di Richard M. e Robert B Sherman (più nuovi brani scritti per il teatro da George Stiles e Anthony Drewe). Il cast, 32 bravissimi attori, cantanti, ballerini e lei, Giulia Fabbri, che sfida il paragone con Julie Andrews e la pellicola da cinque Oscar del 1964 (per i cui diritti Disney tanto penò a convincere la Travers) e senza colpo ferire “diventa” Mary Poppins. Cappotto allacciato, fermezza e un pizzico magia, le bastano una manciata di note e due battute per spazzar via ogni dubbio o paragone, mentre mette in fila i bambini, colora di primavera il parco e insegna a tutti che nella vita con un po’ d’amore si risolve tutto. Per i puristi, le scene cult del film ci sono tutte, dalla giostra incantata alla danza degli spazzacamini, la borsa che arriva a contenere persino un attaccapanni, specchi animati e, ovviamente, Mary Poppins che sale e scende dal camino e se ne va volando (lo spettacolo è pieno degli effetti speciali di Paolo Carta). Così come le canzoni intramontabili, da Supercalifragilistichespiralidoso a Cam Caminì, Come è bello passeggiar con Mary e Un poco di zucchero. C’è anche Bert che cammina in verticale e balla il tip tap. E, imprevisti del teatro, a raccontare quanto bravi siano in tutto il cast, ieri sera il “vero” Bert, Davide Sammartano, a metà atto non si sente bene. In corsa, tra una scena e un’altra, tra una fuliggine e un pennello, cambio d’abito e lo sostituisce Tiziano Edini che tiene così bene la parte che nessuno tra il pubblico si accorge che improvvisamente lo spazzacamino ha il volto del poliziotto di due canzoni di prima. E lo scambio si ripete, al contrario, più tardi, quando Sammartano si riprende e torna a indossare i suoi panni. In fondo, come dice Mary Poppins, “tutto può accadere se ci credi”.
Ma il musical prende tanto anche dai racconti originali della Travers. Come Miss Andrew la tata “cattiva” che ha cresciuto Mr Banks da bambino (Lucrezia Zoroddu Bianco). E si aggiunge anche la buffa Mrs Corry (Simona Patitucci) che gioca con le lettere, vende conversazioni e strappa applausi nel suo italo-portoghese (o chissà quale lingua da favola). Tra l’orchestra dal vivo diretta da Andrea Calandrini e le coreografie di Gillian Bruce, ecco poi la casa, che gira, si apre, diventa cucina, salotto, nursery (scenografie di Hella Mombrini e Silvia Silvestri).
Completano il cast i coniugi Banks, lei non più suffragetta ma ex attrice che rivendica il ruolo delle donne, interpretati da Alessandro Parise e Floriana Monici. Il musical resterà al Sistina di Roma fino al 6 gennaio, per poi tornare al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano dal 30 gennaio.

Dieci anni fa moriva Alda MeriniIl primo novembre del 2009 scomparve una tra le più grandi poetesse italiane

01 novembre 201915:32

Il primo novembre di 10 anni fa, a 78 anni, moriva Alda Merini, tra le più grandi poetesse italiane. Nata a Milano il 21 marzo 1931, Alda Merini cominciò a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romano’ che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa.Un’esistenza difficile la sua, segnata dal disagio fisico ed economico, in un ventennale entrare e uscire da ospedali psichiatrici, tra gli anni Sessanta e Settanta. L’ultima intervista (YouTube)

La prima raccolta di poesie di Alda Merini: ‘La presenza di Orfeo’, pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro e’ pero’ considerato ‘La Terra Santa’ che le e’ valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim ‘Eugenio Montale’ per la Poesia.

Altre sue raccolte di versi sono ‘Testamento’, ‘Vuoto d’amore’, ‘Ballate non pagate’, ‘Fiore di poesia 1951-1997’, ‘Superba e’ la notte’, ‘L’anima innamorata, ‘Corpo d’amore’, ‘Un incontro con Gesu”, ‘Magnificat. Un incontro con Maria’, ‘La carne degli Angeli’, ‘Piu’ bella della poesia e’ stata la mia vita’, ‘Clinica dell’abbandono’ e ‘Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati’.

Nella sua carriera artistica, Alda Merini si e’ cimentata anche con la prosa in ‘L’altra verita’. Diario di una diversa’, ‘Delirio amoroso’, ‘Il tormento delle figure’, ‘Le parole di Alda Merini’, ‘La pazza della porta accanto’ (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), ‘La vita facile’, ‘Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi’ e ‘Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta’ e con gli aforismi ‘Aforismi e magie’.

Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise e ha vinto il Premio Viareggio. Nel 1997 le e’ stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.Il 1 novembre 2009 morì a Milano, nel reparto di oncologia dell’ospedale San Paolo di Milano.

In dieci anni 700 milioni in meno alla culturaSu i musei, giù i lettori. Franceschini, investire sul contemporaneo

31 ottobre 201919:49

In 10 anni persi 700 milioni di risorse pubbliche a sostegno di ricreazione, cultura e spettacoli da parte di Regioni, Comuni, Province. Ma i consumi culturali delle famiglie italiane crescono: dopo il crollo del quinquennio “nero” 2008/2013, quando la cultura ha sofferto di più la crisi economica, nell’ultimo anno si vola oltre 72,5 miliardi di euro spesi, ovvero il 6,7% del budget familiare. Certo, non tutti allo stesso modo: la media nazionale è di 127,7 euro, in Trentino Alto Adige si arriva a 178,8 euro al mese, in Calabria e Basilicata si scende a meno della metà (64,3 e 67). E sempre molto lontani dai nostri cugini europei che in media, per la cultura, spendono l’8,5% del budget familiare (i Danesi toccano l’11,5%).A raccontarlo è il 15/o Rapporto Annuale Federculture 2019 “Impresa Cultura. Politiche, Reti, Competenze”, illustrato oggi dal presidente Andrea Cancellato e dal direttore Claudio Bocci, alla presenza del ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. Una fotografia che racconta ancora di un paese a due velocità, dove si legge sempre meno, ma dove, sottolinea Cancellato, “dopo un decennio difficile, con la grande crisi internazionale del 2008 e poi quella italiana del 2013, ora assistiamo a un momento di ripresa che si sta consolidando in quasi tutti gli ambiti. In primo luogo dove si è investito di più, come musei e siti archeologici”. È proprio questo il settore con il maggiore exploit: oltre 55 milioni di visitatori nel 2018 (+10% sul 2017 con forti incrementi in Campania e Liguria), quando nel 2008 erano “solo” 33 milioni (+67% nel 2018) e nel 2013 ancora 38 milioni (+44%). A far da traino, vanto della Riforma Franceschini, i musei ad autonomia speciale che nell’ultimo anno hanno accolto il 15% di visitatori in più, superando quota 30,5 milioni (pari al 55,2% del totale). nel 2018 crescono persino i bambini di 6 anni o più che almeno una volta sono andati a musei e mostre (+3,6) e siti archeologici (+9,2%). Secondo il Rapporto Federculture, sostanzialmente stabili nell’ultimo anno sono invece gli ingressi a teatro (che nel decennio calano del 4,8%), in leggera flessione il cinema (-1,6%), mentre crescono i fruitori di musica classica (+2,2%) e leggera (+7,5%). Il tutto ancora con grandi divari: in Trentino Alto Adige o in Toscana il 40% della popolazione va al museo, in Puglia e Calabria solo il 20%. O ancora, a teatro sempre il Trentino Alto Adige guida la classifica con il 29% della popolazione in platea e la Sardegna è fanalino di coda con il 9,3%.”Non solo risorse, qui serve un cambio di mentalità – esorta il presidente dell’Agis Carlo Fontana – La cultura è un assist strategico per il paese: ogni euro speso ne genera altri 2,5 di ricaduta sul territorio”. La cultura traina poi anche il turismo: nel 2018 salgono a 63 milioni i viaggiatori stranieri (+51,2% in 10 anni, sebbene il 2019 apra in calo del 2,1%) con “il turismo culturale – sottolinea Bocci – che rappresenta il 35,4% del totale”. Settore nero, nerissimo, resta invece ancora quello della lettura. In 10 anni si sono persi per strada 1,3 milioni di lettori. Gli italiani che hanno letto almeno un libro l’anno, oggi sono 23 milioni, ovvero, sottolinea il direttore, “solo 4 su 10”, in calo sul 2017 dell’1% e soprattutto del -5,5% sul 2008. Con un’unica conferma: i lettori molto forti, quelli che possono dire di aver letto oltre 12 libri nell’ultimo anno (+2,8% nel decennio). “La cultura è uno dei canali trainanti della crescita possibile del paese e investire in cultura e turismo è una risorsa davvero per tutti – commenta il ministro Franceschini – Senza dimenticare l’inestimabile patrimonio che abbiamo ereditato dal passato, ora è importante investire sempre di più nella creatività e nel contemporaneo”. Per questo, annuncia, “nel nuovo assetto del ministero, ci sarà una struttura che si occuperà permanentemente delle industrie culturali e creative”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mtv Ema, Mahmood è vincitore Best Italian Act
Era in corsa con Coez, Elodie, Elettra Lamborghini e Salmo

03 novembre 201912:47

– Ecco il primo vincitore degli MTV EMAs 2019: Mahmood è infatti il vincitore della categoria BEST ITALIAN ACT. Mahmood era in nomination con Coez, Elodie, Elettra Lamborghini e Salmo.
Le votazioni si sono chiuse ufficialmente ieri sera alle 23.59.
Lo show sarà in diretta questa sera dal Fibes, Centro Fiere e Congressi, di Siviglia dalle ore 20.00 con il Red Carpet Show e dalle 21.00 con il Main Show, in Italia in onda su MTV (su Sky canale 130) e in streaming su NOW TV.

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