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DALLE 15:12 DI MERCOLEDì 06 NOVEMBRE 2019

ALLE 18:18 DI GIOVEDì 07 NOVEMBRE 2019

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Torna a “casa” a Milano la Madonna Litta
Capolavoro a museo Poldi Pezzoli fino al 10 febbraio

MILANO 06 Novembre 2019 15:12

– Torna a casa la Madonna Litta, il capolavoro attribuito a Leonardo e realizzato a Milano intorno al 1490, che il duca Antonio Litta Visconti Arese vendette all’Ermitage di San Pietroburgo nel 1865.
Fino al 10 febbraio sarà il cuore della mostra ‘Leonardo e la Madonna Litta’ al museo Poldi Pezzoli, evento che rientra nel palinsesto per i 500 anni dalla morte del genio toscano che a Milano visse a lungo, realizzando una serie di opere fra cui L’ultima cena e gli affreschi della Sala delle Assi del Castello Sforzesco, la cui apertura è stata prorogata fino al 19 aprile.
Il ritorno è un evento non solo perché dal 1865 ha lasciato la Russia solo sei volte (a Milano arrivò trent’anni fa per un’esposizione a Palazzo Reale) ma anche e soprattutto perche la Madonna sarà in mostra al museo Poldi Pezzoli accostata a una ventina di capolavori di Leonardo e dei suoi allievi, incluso Giovanni Antonio Boltraffio, di cui il Poldi possiede la pregevole Madonna con bambino.
L’attribuzione a Leonardo del dipinto, che un tempo sembrava certa, è a dir poco controversa, c’è chi lo ritiene opera di un suo allievo come Boltraffio. In mostra (l’esposizione è a cura di Pietro C. Marani, uno dei massimi esperti di Leonardo, e Andrea Di Lorenzo, con progetto allestitivo e grafica espositiva di Migliore + Servetto Architects e progetto grafico di Salvatore Gregorietti) ci sono però anche lavori importanti di altri allievi di Leonardo fra cui Marco D’Oggiono, il maestro della Pala sforzesca e di Francesco Napoletano.
Sono visibili dunque le affinità della Madonna Litta con la Venere delle rocce della National Gallery, e di quelle della Madonna con bambino con la seconda Madonna delle rocce (conservata al Louvre). Questo accostamento permette di far comprendere al pubblico come avviene (e come cambia nel tempo) l’attribuzione delle opere.
Grazie alla fondazione Bracco, è stata anche eseguita una serie di analisi diagnostiche su alcune opere presenti in mostra, coordinata dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR in collaborazione con l’Università di Milano e l’Università di Milano-Bicocca. Radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore e così via hanno permesso di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, in un arco cronologico ristretto: dal 1482 al 1499, gli anni della presenza di Leonardo a Milano.
Grazie a un apparato multimediale i risultati saranno visibili ai visitatori della mostra, ma anche consultabili sul sito del museo e della fondazione Bracco, che, insieme a Comune e Regione, ha reso possibile l’esposizione.
Ad assistere il pubblico è stata anche realizzata una App.
oltre all’ album “Diventa un allievo di Leonardo” rivolto ai bambini dai 7 agli 11 anni.

Petite Messe Solennelle in jazz a Pesaroil 16 novembre con Paolo Fresu, Uri Caine,Daniele Di Bonaventura

PESARO06 novembre 201915:44

– Una Petite Messe Solennelle in chiave jazz nell’ambito delle celebrazioni dell’anniversario della morte di Gioachino Rossini. La Petite (jazz) solennelle, rilettura dell’ultimo lavoro del compositore è stata realizzata appositamente per il Rossini Opera Festival da un trio composto da alcuni dei più importanti musicisti contemnporanei: Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Uri Caine (pianoforte) e Daniele Di Bonaventura (bandoneon). Sarà eseguita in prima assoluta sabato 16 novembre alle 21 al Teatro Rossini di Pesaro.
Il trio interpreterà la partitura rossiniana con rigore e, assieme, originalità, attraverso linguaggi improvvisativi e strumenti inusuali come la tromba, il flicorno e il bandoneon, che sostituisce l’harmonium della versione originale.

Vasco NonStop Live approda al cinemaIl film delle estati ’18 e 19 in sala il 25, 26 e 27 novembre

06 novembre 201915:46

– Il Vasco NonStop Live 018+019 arriva al cinema in tutta Italia per tre giorni. Il film del live di Vasco Rossi, con la regia di Pepsy Romanoff, sarà sul grande schermo il 25, 26 e 27 novembre.
Immagini, suoni e parole di due estati rock. Il racconto si snoda da come nasce una scaletta “perfetta” al fronte del palco.
Vasco racconta i segreti delle sue scelte, affida pensieri ed emozioni alla telecamera che lo riprende in vari momenti dall’intimità di una sala d’incisione alle prove con la band, mentre lo show si compone fino all’esplosione finale dello stadio.
Vasco NonStop Live 018+019 è prodotto da Universal Music Group, in collaborazione con Giamaica, realizzato da EXCEPT e distribuito al cinema da QMI Stardust.

Il MoMA compie 90 anni, torna a origini radicaliFondatrici volevano luogo dove arte doveva “andare e venire”

NEW YORK06 novembre 201915:54

– NEW YORK, 06 NOV – Al giro di boa del novantesimo compleanno, il MoMA torna alle origini riscoprendo l’anima radicale dell’epoca della fondazione. 7 novembre 1929: immaginato dalle fondatrici come un luogo dove l’arte moderna doveva “andare e venire”, il museo sulla 53esima strada e’ uscito come un “work in progress” dalla sua ultima (e quinta ristrutturazione) completata appena in tempo per l’anniversario.
Dal 1929 il MoMA ha continuamente ridefinito l’idea di museo di arte moderna nella cultura contemporanea occidentale.
All’inizio (e fino al 1952) non aveva una collezione permanente: il primo direttore, Alfred Barr, lo immaginava come “un siluro che avanza nel tempo: la punta e’ il presente in continua evoluzione, la coda il passato che arretra di 50, 100 anni”.
L’idea di Barr era di vendere opere vecchie di oltre 50 anni ad altri musei come il Metropolitan e il Whitney, per comprare creazioni di artisti viventi. Il primo direttore considerava gli spazi a sua disposizione come un laboratorio per l’esplorazione delle varie forme della produzione artistica.
Da allora il MoMA ha continuato a allargarsi sia in metratura che in focus abbracciando installazioni, concettualismo, performance e video-art. Da ultimo, la rivoluzione culturale del nuovo look da 450 milioni di dollari che utilizza il progetto dello studio Diller, Scofidio +Renfro per trascendere il canone dell’arte occidentale intrecciandone la narrazione con “altre voci e prospettive”: non piu’ un universo, ma un “pluriverso” in cui c’e’ spazio per donne, asiatici, latino-americani, afro-americani, accanto a beniamini del pubblico come “Les Demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso e la “Notte Stellata” di Vincent van Gogh.
Tutto comincio’ il 7 novembre di 90 anni fa quando Abby Aldrich Rockefeller e le amiche Lillie P. Bliss e Mary Quinn Sullivan affittarono uno spazio al dodicesimo piano dell’Heckscher Building su Fifth Avenue e 57esima strada, quello dove oggi si trova Bulgari. “Le Ladies”, come erano soprannominate allora, aprirono il nuovo museo al pubblico nove giorni dopo il crollo di Wall Street con una mostra sanzionata da loro di capolavori dei maestri del Modernismo. Passarono 10 anni prima che il MoMA si insediasse dove si trova oggi, in un appezzamento di proprietà della famiglia Rockefeller, con un progetto realizzato dagli architetti Philip L. Goodwin ed Edward Durell Stone e oltre 20 prima del primo nucleo della collezione permanente. Nel 1964 Philip Johnson disegno’ l’Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden. Prima dell’ultimo rinnovo, aveva messo le mani agli spazi il giapponese Yoshio Taniguchi, con un ampliamento pari a 58mila metri quadri.
Nelle ultime trasformazioni l’unica costante e’ rimasta Glenn Lowry: 65 anni e al timone dal 1995, l’anno scorso e’ stato prorogato per altri 7 anni. Lowry resterà in carica fino al 2025: un’estensione temporale tanto lunga da renderlo il direttore per più tempo al servizio dell’istituto.

Marco Masini celebra 30 anni carriera con disco e tourIn primavera nuovo lavoro e live nei teatri italiani ed europei

06 novembre 201916:35

– Il 2020 si preannuncia un anno di festeggiamenti per Marco Masini, che celebra 30 anni di carriera. Nel 1990 usciva “Marco Masini”, l’omonimo primo album dell’artista toscano che nel corso degli anni ha pubblicato undici album in studio. Tra i suoi successi singoli come T’innamorerai, Bella Stronza, Ci vorrebbe il mare, L’uomo volante, Raccontami di te o, ancora, Spostato di un secondo, brano con cui ha partecipato per l’ottava volta al Festival di Sanremo.
Il prossimo anno sarà caratterizzato da un disco, in uscita in primavera, e da un tour: da aprile, infatti, Marco Masini si esibirà live nei principali teatri italiani ed europei. Queste le date confermate: 3 aprile Mons, 4 aprile Liegi, 15 aprile Zurigo, 16 aprile Milano, 18 aprile Ancona, 25 aprile Brescia, 30 aprile Bologna, 2 maggio Roma, 9 maggio Torino, 12 maggio Venezia, 15 maggio Firenze, 18 maggio Parma.

Incidente domestico per Piero Angela, sta bene ora a casaIl giornalista, Ringrazio tutto il mio pubblico per l’affetto

06 novembre 201916:52

– Piccolo incidente domestico all’avambraccio per Piero Angela (91 anni a dicembre) decano dei divulgatori scientifici della tv e amatissimo dai telespettatori. Angela comunque ora sta bene ed è già rientrato nella sua abitazione. Dopo un controllo all’ospedale romano Sant’Andrea il giornalista è tornato a casa con la moglie, ma ci tiene a far sapere attraverso la sua portavoce che le sue condizioni sono migliorate, e soprattutto a ringraziare tutti coloro che lo hanno riempito di messaggi e telefonate e incoraggiamento anche attraverso i social, un abbraccio speciale va “al mio pubblico – ha detto Angela – che vedo ancora con affetto mi segue e si preoccupa per me”.

Inedito di George Michael nel film Last ChristmasThis is how (We Want you to get high), primo originale dal 2012

06 novembre 201918:44

– A quasi tre anni dalla morte, avvenuta il 26 dicembre 2016, esce “This Is How (We Want You To Get High)”, primo brano inedito di George Michael dal 2012.
La canzone, scritta e prodotta da George Michael in collaborazione con James Jackman, è pubblicata da Universal Music e fa parte della colonna sonora del film “Last Christmas”, ispirato alla musica di George Michael e degli Wham!.
“This Is How (we want you to get high)”, registrato a Londra durante le ultime sessioni in studio di George, è il primo materiale originale che viene condiviso dal 2012 ed è un tipico brano di George Michael dal ritmo funky.
Il testo, scritto esclusivamente da George, racconta dei mali della società con la caratteristica miscela di umorismo e autoironia tipica della pop star inglese. Il singolo accompagna perfettamente la scena finale di “Last Christmas”, la nuova commedia romantica di Universal Pictures, ispirata dall’omonimo successo degli Wham! e in uscita il 19 dicembre. Il film è diretto da Paul Feig (Bridesmaids) e co-sceneggiato da Emma Thompson, con Emilia Clarke (Game of Thrones), Henry Golding (Crazy Rich Asians), Michelle Yeoh ed Emma Thompson stessa.
Thompson aveva incontrato George nella sua casa nel nord di Londra, nella primavera del 2013, per parlare della sceneggiatura. L’attrice aveva poi sviluppato varie versioni della storia prima della improvvisa scomparsa di Michael. Nella primavera del 2018, dopo aver discusso su quali canzoni sarebbero state inserite nel film, Emma Thompson ha avuto un’anteprima esclusiva di quattro brani inediti di George Michael. La colonna sonora del film, che contiene tre brani degli Wham! e dodici canzoni della carriera solista di George Michael, sarà disponibile dall’8 novembre.

Manuel Agnelli, esce An Evening with Manuel AgnelliIl 22 novembre il vinile in tiratura limitata

06 novembre 201919:24

– Manuel Agnelli, in occasione delle nuove date del tour da solista nei teatri, ha deciso di pubblicare il vinile di “An Evening With Manuel Agnelli” in uscita il 22 novembre su etichetta Island Records.
Questa edizione speciale in tiratura limitata è testimonianza dell’omonimo tour che lo vede protagonista assoluto, insieme al polistrumentista Rodrigo D’Erasmo, in uno spettacolo inedito che unisce musica, letteratura e il racconto nelle sue mille sfaccettature e il dialogo col pubblico.
Il vinile raccoglie alcuni brani e momenti più coinvolgenti registrati durante il live in cui si alternano le versioni rivisitate delle canzoni degli Afterhours alle cover che hanno influenzato il percorso musicale di Manuel e hanno ispirato la sua poetica.
“L’esperienza di questo tipo di spettacolo in teatro è stata prima di tutto liberatoria – racconta il frontman degli Afterhours -. Ho sempre pensato che il concerto dovesse essere un lungo viaggio privato, con un suo ritmo interiore preciso.
Quando suono con la band ho ancora quel desiderio, quella voglia di perdermi totalmente dentro l’energia e, a volte, la violenza del suono. Non ho mai parlato molto sul palco prima di oggi, perché mi sembrava di interrompere e rovinare quel flusso di energia. Riuscire a raccontare delle storie mi ha fatto scoprire la possibilità di un rapporto diverso con chi ci viene a sentire, magari meno ancestrale e meno istintivo, non necessariamente più complice, ma più sfumato, più dettagliato, in qualche modo più consapevole. Mi ha fatto scoprire un nuovo me. Mi ha fatto sentire meno prigioniero di un personaggio e, per questo, ancora più orgoglioso di poterlo essere quando voglio. Soprattutto, mi ha dato la possibilità di prendermi la totale responsabilità della mia musica senza il guscio della band”.

Apollo Mission: Irlando, Franceschini chieda spiegazioniIrlando, ministro intervenga su legittimità iniziativa Louvre

NAPOLI06 novembre 201919:26

– “Il ministro Franceschini dovrebbe chiedere dettagliate spiegazioni alla Francia sulla legittimità dell’acquisto in corso, da parte del Museo Louvre di Parigi, di una preziosa statua in bronzo di Apollo citarista proveniente, ma non si sa in che modo, dal territorio entro cui si trovano gli scavi archeologici di Pompei”. E’ quanto sostiene l’architetto Antonio Irlando, responsabile di “Osservatorio Patrimonio Culturale” riguardo all’iniziativa annunciata ieri dal grande museo francese.
“E’ sconcertante leggere sul sito ufficiale del Louvre che è stata avviata una vasta campagna di raccolta fondi denominata ‘Apollo Mission’ – sostiene l’Osservatorio Patrimonio Culturale – per contribuire all’acquisizione di quanto, impropriamente si definisce un ‘tesoro nazionale’, per la cifra di 6,7 milioni di euro richiesta dal misterioso detentore della statua e a cui la ‘Société des Amis du Louvre’ ha già garantito la somma di 3,5 milioni di euro”. “Il sito del museo francese per convincere i mecenati a contribuire al raggiungimento della somma di 800.000 euro entro il prossimo 28 febbraio – spiega l’architetto Antonio Irlando – fornisce notizie accattivanti facendo sapere che questa grande statua in bronzo risale al II o I secolo avanti Cristo ed è una superba rappresentazione di Apollo, aggiungendo, senza pudore e rispetto istituzionale per l’Italia, che probabilmente fu usata per decorare una villa romana alla periferia di Pompei, distrutta dall’eruzione del Vesuvio”.

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American Horror Story, torna con nona stagione
Ogni giovedì su Fox, tra addii e nuovi arrivi

06 novembre 201919:34

– American Horror story, la pluripremiata serie antologica, questa volta intitolata 1984 e nata per omaggiare film come Venerdì 13, che viene citata esplicitamente nella serie, o Nightmare, torna da domani alle 21.25 su Fox (112, Sky) con la nona stagione. Creata dalle menti di Ryan Murphy e Brad Falchuk, i nuovi episodi sono caratterizzati da tinte slasher tipiche degli horror anni ’80.
La location di AHS: 1984 è il campo estivo di Redwood dove si aggira un pericoloso serial killer, Mr. Jingles, che semina morte e terrore. Per la prima volta la serie non vedrà la partecipazione di due dei suoi interpreti storici. Evan Peters non ci sarà, mentre Sarah Paulson comparirà solo in un cameo, ma non farà parte del cast. Per due attori che escono arrivano tre new entry assolute: si tratta dello sciatore freestyle Gus Kenworthy, atleta seguitissimo e molto amato in America, che fa il suo debutto assoluto come attore in 1984, Matthew Morrison, l’ex professor Schuester di Glee e Angelica Ross che recitato nella fortunata serie tv Pose – anche lei per la prima volta nel cast. Rivedremo invece Billie Lourd, Cody Fern, Emma Roberts e Leslie Grossman, mentre Mr. Jingles sarà interpretato da John Carroll Lynch (Fargo, The Founder), che aveva già vestito i terrificanti panni del clown Twisty nella serie

Modì torna a casa, arriva grande giornoDa domani al 6 febbraio in mostra l’avventura di Montparnasse

LIVORNO06 novembre 201919:51

– ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori delle collezioni Netter e Alexandre’ è la grande mostra che Livorno, città natale, da domani al 16 febbraio 2020, dedica al suo grande artista nel centenario della scomparsa al Museo della Città, nel quartiere Venezia.
L’esposizione,organizzata dal Comune insieme all’Istituto Restellini di Parigi, con la Fondazione Livorno, fa ammirare 14 dipinti e 12 disegni di Amedeo Modigliani (1884-1920), opere raramente visibili dal pubblico. Tra quelle, sue, esposte c’è il ritratto Fillette en Bleu del 1918, il ritratto di Cham Soutine del 1916, il ritratto Elvire au col blanc e il ritratto Jeune fille rousse(Jeanne Hébuterne) del 1919. Dei disegni la Cariatide del 1913. “La mostra segna un avvenimento molto importante – ha detto Marc Restellini – Pensando a una mostra su Modigliani volevamo lavorare su Livorno, condividere cos’è stato Modì a Parigi nel tempo nell’Avanguardia pensando che quella che fu Parigi per Modigliani fosse nulla senza Livorno”.

Recanati, ultimo saluto a Vanni Leopardi51 rose rosse sulla bara, gli anni della figlia Olimpia

RECANATI (MACERATA)06 novembre 201920:58

– “Caro Vanni, ci siamo conosciuti e stimati… ora anche tu fai parte della tua nobile ascendenza, di quanti lungo i secoli ti hanno preceduto, condottieri letterati e religiosi. La tua memoria sia tra quelli che renderanno sempre più glorioso il passato del tuo nobile casato”. Così lo studioso padre Floriano Grimaldi ha ricordato Vanni Leopardi, discendente di Giacomo, nell’omelia durante la messa funebre a Recanati, nella chiesa di Santa Maria di Montemorello nella piazzuola Sabato del Villaggio, d asempre chiesa della famiglia. Sul feretro, presidiato da un picchetto d’onore del Carabinieri, 51 rose rosse della figlia Olimpia, lo stesso numero degli anni della nobildonn. In prima fila Olimpia, con i figli Gregorio, Diana, Ettore e il nipote Pier Francesco.
Tra i presenti le massime autorità civili e militari. Un lungo corteo a piedi ha accompagnato il carro funebre fino a Porta Romana, da dove il feretro è stato trasferito a San Leopardo nella tomba monumentale della famiglia.

X Factor 2019: Marracash ospite del terzo appuntamento liveDieci i concorrenti, due manche e due eliminazioni

07 novembre 201910:14

Sono dieci i concorrenti di X FACTOR 2019 che questa sera, alle ore 21.15, si sfideranno per continuare il proprio percorso nella gara del talent di Sky prodotto da Fremantle.E per tutti il primo obiettivo, quello di riuscire a presentare tra due settimane il proprio inedito, si avvicina sempre di più. Malika Ayane e Sfera Ebbasta gareggiano con due concorrenti mentre sono ancora intatte le squadre di Mara Maionchi e Samuel.Sul palco, Alessandro Cattelan guiderà la gara e accompagnerà giudici e concorrenti nel meccanismo di questa settimana: una sfida al cardiopalma che prevede due manche con altrettante eliminazioni. Il primo concorrente abbandonerà la corsa verso la finalissima al Mediolanum Forum di Assago al termine della prima manche, che vedrà i concorrenti impegnati in un mash-up dei propri cavalli di battaglia.A seguire, i nove rimasti si esibiranno in una sfida con un unico round in cui i due meno votati dovranno sottoporsi al giudizio del televoto. Tra gli OVER, squadra di Mara Maionchi, Eugenio Campagna proporrà il suo inedito “Cornflakes”; Nicola Cavallaro canterà “Happy” di Pharrell Williams; Marco Saltari, invece, porterà sul palco “Foxey Lady” di Jimi Hendrix. Samuel ha assegnato ai suoi GRUPPI i seguenti brani: “Le acciughe fanno il pallone” di Fabrizio De André ai Sierra; “Vedrai Vedrai” di Luigi Tenco ai Seawards; “All or Nothing” di Elliphant feat. Bunji Garlin & Diplo ai Booda. Malika, per i suoi ragazzi degli UNDER UOMINI, ha scelto: “Baby I Love You” dei Ramones per Lorenzo Rinaldi; e “Why’d You Only Call Me When You’re High?” degli Arctic Monkeys per Davide Rossi. Infine, per la categoria delle UNDER DONNE, Sfera ha dato “Bellyache” di Billie Eilish a Giordana Petralia e “C’est la vie” di Achille Lauro a Sofia Tornambene.Nell’X Factor Dome, l’ospite di questa settimana è MARRACASH, che presenterà il suo nuovo disco “Persona”. Dopo tanta attesa da parte dei fan, l’album arriva come simbolo di una crescita, soprattutto delle due anime del “king del rap”. Come ha affermato lo stesso rapper, i brani presenti nell’album – ricco di featuring – sono fatti di “carne, ossa e sangue”: il corpo che Marra e Fabio, il suo vero nome, condividono da sempre diventa in questo album il mezzo di comunicazione tra i due.

Modigliani nella sua LivornoFino al 16 febbraio 2020 in mostra l’avventura di Montparnasse

LIVORNO07 novembre 201910:30

– ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori delle collezioni Netter e Alexandre’ è la grande mostra che Livorno, città natale, dedica, fino al 16 febbraio 2020, al suo grande artista nel centenario della scomparsa al Museo della Città, nel quartiere Venezia.
L’esposizione, organizzata dal Comune insieme all’Istituto Restellini di Parigi, con la partecipazione della Fondazione Livorno, fa ammirare 14 dipinti e 12 disegni di Amedeo Modigliani (1884-1920), opere raramente visibili dal pubblico.Tra quelle esposte c’è il ritratto Fillette en Bleu del 1918, il ritratto di Cham Soutine del 1916, il ritratto Elvire au col blanc e il ritratto Jeune fille rousse (Jeanne Hébuterne) del 1919. Dei disegni la Cariatide (blue) del 1913. Accanto alle opere di Modigliani, un centinaio di altri capolavori, anch’essi collezionati da Jonas Netter a partire dal 1915, opere rappresentative della grande École de Paris. Tra queste i dipinti di Cham Soutine come L’Escalier rouge à Cagnes, di Maurice Utrillo tra cui Place de l’église à Montmagny, rue Marcadet à Paris e Paysage de Corse. Poi Suzanne Valadon, Andrè Derain che con Le Grand Bagneuses ha realizzato un’opera considerata uno dei capisaldi dell’arte moderna e dipinti come St.Tropez, e Portrait d’homme di Mose Kisling, artista polacco che ci ha lasciato uno dei ritratti più emblematici proprio del collezionista Jonas Netter.
“E’ una mostra che segna un avvenimento molto importante – ha detto Marc Restellini – quello che volevamo pensando a una rassegna su Modigliani era lavorare su Livorno, sulle percezioni e condividere cos’è stato Modigliani a Parigi nel periodo dell’Avanguardia pensando che quella che è stata Parigi per Modigliani fosse nulla senza Livorno”. “Il miracolo – ha aggiunto – si è prodotto per il centenario: la collezione Modigliani ha avuto molte richieste da tutto il mondo e siamo riusciti a farla qui: per me è un grande onore, meraviglioso che fosse fatta a Livorno”. Alla presentazione c’erano anche il sindaco Luca Salvetti, l’assessore alla cultura Simone Lenzi e il coordinatore del progetto Sergio Risaliti. “Ci sono appuntamenti che non si possono mancare – hanno detto Salvetti e Lenzi – e quello del centenario di Modigliani è uno di questi: dovevamo presentarci come città e ci siamo presentati. Un lavoro enorme, in due mesi ci siamo riusciti. Modigliani era livornese, a Livorno c’è nato ci ha vissuto e si è formato e noi abbiamo l’occasione storica di raccontarlo: lo sguardo che Modì portò a Parigi si è formato qui, sotto questo cielo”.

Mina Fossati, esce il singolo Tex-Mex che anticipa albumDa 7/11 il trailer film Ozpetek con Luna Diamante

07 novembre 201911:34

– Il primo singolo, Tex-Mex, estratto dal nuovo album Mina Fossati, esce il 7 novembre.
Nell’album i due grandi protagonisti della musica italiana tornano a collaborare in un’occasione unica in cui per la prima volta uniscono le loro voci in 11 brani inediti, scritti e composti da Fossati e cantati da Mina e Fossati, in uscita il 22 novembre prossimo per Sony Music, prodotto da Massimiliano Pani per Pdu e Il Volatore.
Sempre il 7 novembre, viene lanciato anche il trailer de ‘La Dea Fortuna’, il nuovo film di Ferzan Ozpetek che ha scelto il brano di Mina e Fossati, Luna Diamante, tra i pezzi che compongono la colonna sonora del suo film. Tex-Mex ha un sound blues-rock, mescolato ad atmosfere di stampo latino. E’ un inno all’amore che illude, che tradisce e che perdona ma che permette anche quegli eterni ritorni di cui canta Mina: “Ma guarda tutti quelli laggiù come ballano e si baciano, con che sguardi si ingannano, per un’occhiata cosi anche tu mi hai desiderata e allora sono tornata”.
Il video del singolo, per la regia di Mauro Balletti, art director storico di tutti i progetti di Mina, è ambientato in un non-luogo che allude proprio all’immaginario Tex-Mex, in cui un uomo si trova a vivere uno strano presente.
Luna Diamante, tra i pezzi che compongono la colonna sonora del film di Ozpetek, racconta il valore della fatica e dell’attesa, del perdono e del ritrovarsi. La forza comunicativa e emotiva di Luna Diamante svela una Mina quasi inedita dalla potenza cruda, sincera e reale. Il brano è totalmente affidato a Mina, ma nei vocalizzi finali si unisce Fossati, come in una tenera risposta. Il pre-order digitale dell’album è disponibile dal 7 novembre.

Donaera, vi racconto ‘Io sono la bestia’Il romanzo d’esordio dello scrittore che viene dalla poesia

07 novembre 201911:59

– ANDREA DONAERA, IO SONO LA BESTIA (NNE, PP 226, EURO 16,00). Parla solo attraverso le poesie che scrive e ascolta musica black metal, Michele Trevi, il quindicenne protagonista del primo romanzo di Andrea Donaera, ‘Io sono la bestia’, pubblicato da NN Editore. Figlio di Mimì, un capoclan della Sacra Corona Unita, il ragazzo si toglie la vita quando Nicole, sua compagnia di scuola di buona famiglia, rifiuta ridendo il suo regalo, un quaderno di venti poesie d’amore che nel romanzo è diventato un contenuto speciale con un codice per scaricarlo che si trova alla quarta pagina del libro.
Michele è un po’ come mi sono sentito io per tanti anni.Le sue sono poesie di un quindicenne. E’ un personaggio poco realistico, l’unico del romanzo, gli altri sono tutti plausibili” dice

Donaera, salentino, nato a Maglie nel 1989 e cresciuto a Gallipoli, che vive da tre anni a Bologna, viene dalla poesia e ha un gruppo metal. “La poesia è stata una grande esperienza di scrittura, una palestra per arrivare al romanzo. Ho scritto poesie in prosa o saggi dedicati alla poesia, in particolare a Elio Pagliarani” racconta Donaera che tra i poeti più amati cita Sylvia Plath e Amelia Rosselli.
“Negli anni dell’Università ho amato tantissimo la Rosselli e Michele nel libro muore come lei, lanciandosi sal balcone di casa” .
Ambientato nel 1994, quando la Sacra Corona Unita “era molto più vivace di adesso in Puglia” e quando esplodeva il Black Metal, ‘Io sono la bestia’ “non è – sottolinea l’autore – un romanzo sulla mafia. Sono cresciuto ascoltando tante storie di Paese, quasi sempre inventate, sulla Sacra Corona Unita. Sono state la mia mitologia privata. Con gli amici si parlava sempre di quello. La Sacra Corona Unita è uno sfondo plausibile nello spazio-tempo di questo romanzo. Volevo raccontare una storia estrema e poichè sono salentino questa era la cosa più naturale.
La Sacra Corona Unita non è in superficie, è la superficie. La vita quotidiana in Salento è connessa con il sistema criminale” racconta lo scrittore. E aggiunge :”la musica è molto presente nella vita dei personaggi. Molti ascoltano i Nirvana. Il romanzo non è ambientato a caso nel ’94, pochi mesi dopo il suicidio di Kurt Cobain”.
La narrazione a più voci, con Mimì che vuole vendetta per la morte del figlio e così prende Nicole e la fa rinchiudere in una casa sperduta nella campagna salentina, usa diversi registri in un interessante confronro tra le parole dell’oralità e quelle della scrittura.
Il linguaggio principale è quello psichico, molto ritmico e impastato di Mimì, una specie di traduzione dal dialetto perchè io penso e sogno in dialetto.Il primo passo linguistico è stato questo ma volevo ci fosse un controcanto: una lingua più pura, più vicina al linguaggio scritto. I personaggi alternano i due registri” dice Donaera. Così Veli, il guardiano della casa dove è prigioniera Nicole, ha una lingua estremamente pulita”. E in qualche modo lo è anche quella di Arianna, la figlia maggiore di Mimì della quale i il guardiano è innamorato. In Nicole, Veli rivede un po’ la donna che ama e tra i due nasce un legame strano, di silenzi e ferocia. “Credo che la scrittura dovrebbe entrare nelle cose autentiche che sono sempre le più terribili e oscure. Mi interessa indagare i simboli che ci portiamo dietro.
Il suicidio è un grande simbolo e ho avuto a che fare con persone che hanno compiuto questo gesto. Non è autofiction, ma tanti elementi della mia vita in qualche modo sono entrati nella ideazione della storia” spiega lo scrittore di questo romanzo di “amore e morte”.
“‘Io sono la bestia’ è un titolo stratificato, può voler dire tante cose” sottolinea Donaera che ha cominciato a scrivere questo romanzo appena è arrivato a Bologna. “Musica e scrittura per me vanno insieme, ma mi viene meglio scrivere che suonare” dice Donaera che non si sente di nessun luogo.

Su Rai3, 1989 Cronache del Muro di BerlinoIl film documentario di Ezio Mauro, venerdì 8 in prima serata

07 novembre 201912:55

Nel trentesimo anniversario dalla caduta del Muro di Berlino, che per 28 anni divise in due non solo una città ma il mondo intero, separando famiglie, amici e destini, arriva su Rai3 “1989 Cronache dal Muro di Berlino”, film documentario di Ezio Mauro, prodotto da Stand by Me e Rai Cinema, in onda in prima tv assoluta venerdì 8 novembre in prima serata. Ezio Mauro dopo aver raccontato la rivoluzione russa in “Cronache di una rivoluzione” e la tragedia italiana del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro ne “Il Condannato”, torna sui luoghi che hanno segnato i 28 anni di storia del Muro di Berlino, ripercorrendone le tappe secondo un doppio registro narrativo: le vicende – mese per mese – dell’incredibile 1989, l’ultimo anno del Muro, si intrecciano alla storia di questo ‘mostro’ fisico e politico, dal suo concepimento, il 13 agosto 1961, fino alla sua caduta. Attraverso interviste ai testimoni e materiali d’archivio raccolti da numerose fonti internazionali, Ezio Mauro riporta alla memoria i 155 chilometri di cemento e filo spinato del muro, raccontando una storia fatta di persone, sguardi, speranze e delusioni, sullo sfondo dei luoghi simbolici delle vicende, dove sopravvivono le tracce di un recente passato. Dai politici agli oppositori, dai fuggitivi agli uomini di fede, dai carcerati agli artisti fino alla gente comune, Ezio Mauro incontra decine di persone dando spazio sia ai protagonisti della “grande storia” del Muro, sia a storie “dal basso” di cittadini italiani che hanno vissuto a Berlino in quegli anni. Tra i testimoni illustri, l’ex Presidente della Repubblica (2012 – 2017) Joachim Gauck, pastore protestante ed esponente dell’opposizione ai tempi della DDR; Joachim Rudolph, scappato dalla DDR nel ’61, protagonista l’anno successivo nell’avventura del tunnel che consentì la fuga da Berlino Est a Ovest di 29 persone; Brigitte Seebacher, la vedova di Willy Brandt, leader della Spd quando cadde il Muro, ex Cancelliere ed ex sindaco di Berlino; Rainer Eppelmann, altro pastore protestante con un ruolo di primo piano nei moti che accompagnarono la caduta del Muro, aiutò l’ascesa politica di Angela Merkel, suggerendo il suo nome come portavoce al primo premier della DDR libera. E ancora tra gli italiani, Graziano Bertussin che, accusato di essere una spia, fu tenuto prigioniero nel carcere della Stasi a Berlino Est per 4 lunghi e terribili anni; Riccardo Ehrman, ex corrispondente dalla Germania, che alla celebre conferenza stampa del 9 novembre 1989, con la sua domanda determinò la caduta del muro; Giuseppe Vita, da molti definito “l’italiano più influente a Berlino”, che divenne Ad della nota società farmaceutica berlinese Schering e poi consigliere di Schroeder, oggi nel vertice dell’azienda Springer. A completare questo mosaico variegato di testimonianze, i luoghi cardine delle vicende, essi stessi protagonisti del documentario: i pezzi di Muro ancora oggi in piedi, gli edifici coinvolti nello stravolgimento architettonico di Berlino, i simboli più conosciuti e visibili della città divisa come il Checkpoint Charlie, posto di blocco tra l’area di influenza statunitense e quella sovietica; la Porta di Brandeburgo, simbolo della città, che dopo la costruzione del Muro di Berlino, si ritrovò nella terra di nessuno, rinchiusa fra est ed ovest; la sede della Stasi, dove il ministro Mielke teneva i fili della sua tela di spie; Bornholmer Strasse, il varco del muro che è “caduto” per primo.
E tanti altri luoghi, meno noti ma non per questo meno rappresentativi, come le stazioni fantasma della metropolitana, il cimitero degli Invalidi, una casa popolare di Berlino Est fedelmente arredata come in quegli anni, gli studi di registrazione dove David Bowie compose Heroes.

Moda: nuova campagna Bottega Veneta firmata Tyrone LebonNelle foto la modella Jean Campbell e lo stilista Andre Walker

07 novembre 201913:29

– La campagna pubblicitaria Pre Spring 2020 sovverte l’iconografia del lusso continuando a definire attraverso le immagini del fotografo Tyrone Lebon la nuova identità di Bottega Veneta concepita dal direttore creativo della maison, Daniel Lee. Nella scenografia una catena d’oro oversize attraversa uno studio fotografico. Lo spazio che non ha subito ritocchi crea una tensione tra elementi grezzi e sofisticati. La gioielleria, un elemento chiave del design di Lee, invade la silhouette. Accessori intesi come un’estensione essenziale della forma. S’intrecciano entrambi nel nuovo dna del brand. Colori smorzati e viscerali a comporre una palette che va dal blu fumo al verde pino, dal caramello bruciato al nero.
Abiti di taglio sofisticato, dalla eleganza disinvolta vengono presentati in una contesto austero. Protagonisti della campagna la modella Jean Campbell e lo stilista di culto Andre Walker, personaggi che hanno saputo prendere il controllo delle proprie vite.
La campagna studia il culto di un’icona e trae ispirazione dal cinema neorealista italiano: elementi dello studio, realismo e raffinatezza, personaggi della vita reale accanto ad attori professionisti, l’alto in contrasto con il basso, tutto aggiunge tensione all’ immaginario.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moda: Jil Sander rinuncia all’uso di pelli esotiche
Con Peta assieme a Chanel, Westwood, von Furstenberg, Beckham

07 novembre 201913:30

– A seguito di un incontro con la Peta Usa, il marchio di lusso Jil Sander si è impegnato ad interrompere la vendita di borse, portafogli, portamonete, ed altri articoli in pelli esotiche di animali come alligatori, coccodrilli, struzzi, lucertole e serpenti. La maison ha adottato la politica contro la vendita della lana d’angora dal 2015. A darne nota è un comunicato della stessa associazione di animalisti. “Dietro a ciascuna borsa o scarpa di coccodrillo, alligatore, serpente, struzzo o lucertola vi è una morte violenta” ricorda la direttrice di Peta Elisa Allen nella nota.
“La decisione di Jil Sander di vietare le pelli esotiche risparmierà immensa sofferenza ad innumerevoli animali straordinari. Peta chiede ad altri brand di lusso di seguire l’esempio compassionevole di questa casa di moda”. Nella decisione di bandire l’uso di pelli esotiche Jil Sander si unisce a Vivienne Westwood, Diane von Furstenberg, Victoria Beckham e Chanel.
“Peta, il cui motto recita, in parte, che ‘gli animali non sono nostri da indossare’, ha pubblicato numerose denunce sull’industria delle pelli esotiche. Il gruppo ha rivelato che gli alligatori vengono tenuti in acque fetide all’interno di capanni umidi e bui. Successivamente il loro collo viene tagliato e gli viene infilata una barra di metallo nella testa, nel tentativo di distruggergli il cervello, spesso mentre sono ancora del tutto coscienti. Struzzi di un anno vengono trasportati tramite camion verso il mattatoio, dove gli operai li mettono a testa in giù in uno storditore, li sgozzano e gli strappano le piume. E i serpenti normalmente vengono inchiodati agli alberi, poi i loro corpi vengono aperti da un lato all’altro mentre vengono spellati vivi.

Tour Banco Mutuo Soccorso da BresciaStorica band in scena propone brani successo cd ‘Transiberiana’

MILANO07 novembre 201913:44

– Il Banco del Mutuo Soccorso torna dal vivo con il tour invernale le cui prime tappe sono stasera a Brescia al Teatro Display e domani a Milano al Dal Verme. La tournèe teatrale porterà la storica band sui palchi delle principali città italiane dopo il successo del recente album ‘Transiberiana’, le cui canzoni saranno proposte per la prima volta dal vivo, da parte di pubblico e critica.
Tra gli appuntamenti: 16 novembre Torino (Teatro Colosseo), 14 dicembre Martina Franca-Taranto (Teatro Verdi), 11 gennaio 2020 Chiasso (Cinema Teatro Chiasso), 31 gennaio Roma (Auditorium Parco della Musica), doppia data il 1 e 2 febbraio Campobasso (Teatro Savoia), 5 febbraio Genova (Teatro Politeama), 27 marzo Avezzano (Teatro dei Marsi), 31 marzo Bologna (Teatro Duse). E’ un periodo felice per la storica band, dopo le dolorose vicissitudini degli ultimi anni. Il gruppo, guidato dal carismatico leader Vittorio Nocenzi, ha ritrovato nuova linfa vitale e rinnovata energia.

Cultura: torna ‘Officina Roversi’ per conoscere opera poetaDue volumi, reading di scritti e messa in scena testo teatrale

BOLOGNA07 novembre 201913:52

– Due volumi appena stampati, un reading di suoi scritti e la prima messa in scena assoluta di un suo testo per il teatro: è quanto propone dal 10 novembre la nuova edizione del progetto ‘Officina Roversi’, avviato dal Comune di Pieve di Cento (Bologna) nel 2017 per ricordare il poeta Roberto Roversi (1923-2012), che fu tra l’altro per anni protagonista di un sodalizio artistico d’autore con Lucio Dalla.
Al Museo della Storia di Pieve di Cento domenica prossima è in programma la lettura integrale de ‘Le descrizioni in atto’, volume pubblicato solo in ciclostile autoprodotto da Roversi, una raccolta-simbolo della più alta poesia civile del Novecento.
Venerdì 22, alla Sala Borsa di Bologna, sarà presentato l’ultimo libro di Roversi, ‘Epifonemi dell’agosto 1983 a Giulianova’, pubblicato da un piccolo editore siciliano, Angelo Scandurra. Il 30, al teatro storico Alice Zeppilli di Pieve di Cento (replica il 28 gennaio ai Teatri di Vita a Bologna), sarà messa in scena per la prima volta l’unica opera teatrale di Roversi pubblicata ma mai rappresentata, ‘La macchia d’inchiostro’.
Stesso luogo, il 15 dicembre, per la presentazione del libro ‘Trenta piccoli viaggi’ di Graziano Campanini, ultimo volume uscito con la prefazione di Roversi; sarà l’occasione per discutere anche sull’attività di promotore culturale di Roversi, sempre disponibile ad aiutare i giovani autori.
“Roberto Roversi – dice il sindaco Luca Borsari – amava Pieve di Cento e per questo abbiamo l’onore di custodire qui il suo archivio privato di lavoro. Anche per questo abbiamo pensato insieme ad Antonio Bagnoli, nipote del poeta ed editore della Pendragon, ad una serie di appuntamenti che consentiranno a tutto il territorio metropolitano di scoprire l’attualità dei testi di una delle figure che hanno contribuito a rendere grande Bologna in Italia e nel mondo”.

Alpini e Protezione civile in difesa dei Beni culturaliEsercitazione interforze in monastero imperiese

GENOVA07 novembre 201914:03

– E’ stato il monastero di san Domenico a Taggia lo scenario del primo giorno operativo della esercitazione interforze denominata Vardirex 2019. Per la prima volta Esercito, Associazione Nazionale Alpini, Protezione Civile e Ministero Beni e Affari Culturali hanno operato per testare le procedure di intervento nel caso in cui siano in pericolo le opere d’arte. Un ipotetico crollo, decine di opere di inestimabile valore, l’intervento della Sala Operativa presso la Prefettura e la conseguente attivazione degli assetti interagenzia. Le unità delle Truppe Alpine e dell’Associazione Nazionale Alpini, formati dai tecnici della Protezione Civile e dagli esperti della Riserva Selezionata dell’Esercito Italiano hanno provveduto all’individuazione, catalogazione e messa in sicurezza di oltre 20 opere, confermando l’efficacia del sistema di sinergie elaborato nelle fasi di pianificazione.
La giornata è stata caratterizzata anche dal completamento dei campi e delle strutture di supporto della Sanità Alpina che nei prossimi giorni costituiranno un elemento importante della Vardirex che è entrata nel vivo con scenari di soccorso di persone in pericolo di vita sia nell’imperiese che nel lodigiano dove si sta provvedendo alla realizzazione di un ponte Baley necessario a causa di un dissesto idrogeologico. Un fuori programma ha visto un nucleo del 32° reggimento Genio guastatori alpino impiegato, a seguito di una specifica richiesta, per alcuni sopralluoghi tecnici reali in alcune zone della provincia colpite dalle pioggia della scorsa settimana.

Zucchero, in tempi non sereni la mia redenzione passa dal blues’D.O.C.’ è il nuovo album in uscita domani il tutto il mondo

07 novembre 201916:31

Esce domani il tutto il mondo il nuovo album di Zucchero. Intitolato ‘D.O.C.’, il lavoro di Adelmo Fornaciari, prodotto da Don Was, ha una scaletta di undici brani inediti, tre bonus track e segna il ritorno in scena di Zucchero a tre anni di distanza dal precedente ‘Black cat’.L’album è stato anticipato dal singolo ‘Freedom’, con l’artista britannico Rag’n’Bone Man. Dal vivo, Fornaciari partirà con un tour mondiale il prossimo aprile e a settembre 2020 tornerà anche all’Arena di Verona, con dodici concerti, per gli unici appuntamenti italiani dell’anno.”Vivo i tempi in cui tutti viviamo – ha detto Zucchero – e ho abbandonato molti doppi sensi perché non è periodo per essere così goliardici e sereni. La mia redenzione, però, passa sempre dal blues”.

Red Hot Chili Peppers a Firenze Rocks 2020Il 13 giugno 2020, è unica data in Italia

FIRENZE07 novembre 201915:54

Concerto dei Red Hot Chili Peppers a Firenze Rocks il 13 giugno prossimo: è l’unica data italiana del gruppo il prossimo anno. Fra gli ospiti del festival fiorentino – prodotto e organizzato da Live Nation Italia, in collaborazione con Le Nozze di Figaro, al Visarno Arena – già annunciati Green Day e Weezer. L’annuncio del concerto dei Red Hot Chili Peppers – oltre 60 milioni di dischi venduti e sei Grammy Awards vinti – è stato dato anche dal sindaco Dario Nardella su Facebook.Firenze Rocks ha portato nel capoluogo toscano, nelle precedenti edizioni, Aerosmith, Guns ‘N’ Roses, Eddie Vedder, Foo Fighters, Ozzy Osbourne, Iron Maiden, System of a Down, Tool, The Smashing Pumpkins, Ed Sheeran e The Cure. Nelle due precedenti edizioni sono stati in totale più di 550.000 le persone arrivate da vari paesi a Firenze per assistere ai concerti.

Boni, io Enrico Piaggio e il mio sogno italianoSu Rai1 film tv il 12 novembre su papà Vespa

07 novembre 201915:02

– Alessio Boni si riconferma un volto di punta della fiction Rai. L’attore bergamasco presta il suo volto con intensità a Enrico Piaggio, il papà della Vespa lo scooter più venduto al mondo. “Era un autentico visionario, un pioniere – ha detto – Comprende che la gente, siamo nel 1945, ha bisogno di muoversi, si inventa la Vespa pensando per prima alle donne e ai preti che hanno l’abito talare. Poi si inventa le rate per il pagamento. Quindi convince i produttori e il regista di Vacanze Romane con protagonisti Gregory Peck e Audrey Hepburn, e che secondo i piani avrebbero dovuto spostarsi per Roma su un calessino, ad utilizzare la sua Vespa. E fu subito successo in America e nel mondo”. Prodotto da Rai Fiction e Movieheart, con la regia di Umberto Marino Enrico Piaggio Un Sogno Italiano è un film Tv in onda su Rai1 in prima serata il 12 novembre presentato a Viale Mazzini dal direttore di Rai Fiction alla presenza del protagonista del regista e del cast.
Con Enrica Pintone nei panni della moglie Paola Piaggio, Roberto Ciufoli nelle vesti del genio progettista Corradi o D’Ascanio, cui Enrico Piaggio si rivolge, Francesco Pannofino in quelle del banchiere senza scrupoli Rocchi Battaglia, e con la partecipazione straordinaria di Violante Placido nel ruolo di Lia Rivelli. Nel cast Beatrice Grano è Suso. Il film parte nel 1945 la fabbrica di Pontedera e’ in macerie, Piaggio avverte la responsabilita’ di creare nuovo lavoro.

Moda: Barocco western per Versace Cruise 2020Rielaborazione dei codici della maison della Medusa

07 novembre 201915:16

– L’esplorazione di varie culture, di diversi riferimenti geografici e periodi storici, mescolati con i codici del brand, rappresenta il dna di Versace. Il brand è stato uno fra i primi italiani ad abbracciare la cultura del Western americano, rielaborando questo genere con un punto di vista europeo. Per la collezione Cruise 2020, la donna Versace viaggia giungendo alla frontiera del West e riscrive le proprie radici con un accenno alla cultura Pop. Le giacche di pelle strutturate sono abbinate a sete stampate e stivali da cowboy. I dettagli iconici in metallo spiccano sui capi e sugli accessori: le fibbie delle cinture stile western, i distintivi a forma di stella, le spille da balia e i medaglioni a forma di testa di Medusa. I cappotti in suede e gli accessori sono arricchiti dal motivo Barocco intarsiato su pelle. Il suede è declinato nei colori del deserto, sabbia, verde e rosso fuoco. Le cappe sono in lana jacquard, con i codici del brand che danno risalto al motivo Barocco a V. Le fodere dei cappotti proseguono con risvolti ed orli asimmetrici, ispirandosi alle coperte e ai ponci sfrangiati. I capospalla sono abbinati alle stampe Barocco Western e i colorati tweed strutturati sono arricchiti da inserti di pelle. Una nuova manica a sbuffo è abbinata agli abiti drappeggiati ispirati ai foulard. Le spalle esagerate prendono forma grazie alla seta attorcigliata e annodata. I pantaloni con stampa Barocco sono svasati. Le stampe d’archivio sono accennate sulle maniche, sui colletti e sugli inserti delle gonne. Gli abiti stampati dalle silhouettes fluide sono proposti nei colori dell’ambra, del verde ginepro e del rosa, sovrapposti a paesaggi desertici e ad elementi presi in prestito dal mondo del rodeo. La collezione uomo reinterpreta la figura del cowboy ispirandosi allo stile da biker. Le classiche giacche da motociclista in denim e in pelle sono impreziosite da finiture ispirate al mondo del rodeo. Gli abiti dal taglio sartoriale sono abbinati a cinture stile Western e a bolo tie da cowboy con la testa di Medusa.

Un’antichità moderna, memorie di bellezza classicaA Villa Medici esposte 87 opere in collaborazione con il Louvre

07 novembre 201916:34

– Un’importante testimonianza storica a cavallo tra i secoli, ma anche un innegabile trionfo di virtù e bellezze del mondo classico che emoziona e sorprende: apre l’8 novembre la mostra “Un’Antichità moderna” allestita fino al 1 marzo negli ampi spazi dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e a cura di Jean-Luc Martinez ed Elisabeth Le Breton. Il progetto, che l’Accademia ha realizzato in collaborazione con il Museo del Louvre, punta a valorizzare i calchi in gesso di opere d’arte della Grecia classica ed ellenistica, oggi scomparse e riesumate dalla Roma Imperiale e in seguito riscoperte a Roma nel Rinascimento, che la Francia decise di realizzare a partire dal XVII secolo (dal momento che le statue in marmo non si potevano spostare in ottemperanza alle leggi pontificie) per rievocare tutta l’armoniosa perfezione del mondo antico. In una sorta di passeggiata storica, la mostra presenta al pubblico 87 opere in gesso, oggetto di approfonditi studi scientifici negli ultimi anni, provenienti per la maggior parte dalla collezione dell’Accademia di Francia a Roma e dal Louvre, ma anche dagli Ateliers d’Art della Réunion des Monuments Nationaux del Grand Palais, dalla Cité de la Céramique Sèvres et Limoges, dalla Biblioteca Nazionale di Francia, dal Museo dell’Arte Classica del Polo Museale dell’Università La Sapienza di Roma.

‘Mente locale’ festival sul tema del territorioNelle province di Bologna e Modena dal 13 al 17 novembre

07 novembre 201916:48

– Quattordici film (selezionati tra 3.920) in concorso a ‘Mente locale’, il festival internazionale dedicato al territorio dal 13 al 17 novembre tra le province di Modena e Bologna: a Vignola, Valsamoggia e Savignano sul Panaro.
In palio due premi di mille euro per la categoria ‘non fiction’ e ‘fiction’ e menzioni speciali. Per la non fiction, i temi sono legati a drammi, dall’inquinamento di ‘Copper mountains’ al racconto del paese più bombardato del mondo, il Laos di ‘The Remnants’, dalla vita di una pastora iraniana in ‘Beloved’ ai progetti di sviluppo nel Senegal di ‘Nouvelle vague Kafountine’ fino alla vita sul treno transiberiano di Vostok n.20′. Nei titoli sull’Italia spazio a memoria e bellezza da conservare, come lo spopolamento dell’Irpinia e la rinascita dei borghi d’Abruzzo. Per la fiction in gara ‘Agua mole’ su un villaggio portoghese che scompare; la fuga di ‘Tariq’ dalla Siria; l’incontro fra due bambini di ‘Les enfants du rivage’ e ‘Rosso’, un pescatore che trova un corpo in mare.

A Milano arriva il misterioso Esercito di Terracotta’Grazie ai calchi originali un’esposizione unica per fruibilità’

07 novembre 201917:19

– Si respira l’immensità della Cina nella mostra sull’Esercito di Terracotta che si inaugurerà domani a Milano alla Fabbrica del Vapore. Un’esposizione davvero unica nel suo genere, che trasporta il visitatore indietro nel tempo di 2.200 anni, a Xi’an, nella parte orientale del grande Paese asiatico dove si trova il grande sito archeologico.
Trecento pezzi, tra soldati e oggetti, per “la più grande e completa ricostruzione” della colossale area archeologica, 50 Km quadrati di necropoli “qualcosa di comparabile soltanto alla piana di Giza, o a Machu Picchu – ha detto il curatore, Fabio Di Gioia -. Opere che escono dalla Cina solo in rare occasioni, e in numero limitato. Mentre nella mostra italiana, grazie all’ utilizzo dei calchi usati per i restauri si è potuto ricostruire una delle ‘fosse’ in cui si trova diviso l’esercito”. Un percorso di 1.800 mq, con 170 soldati, e sale espositive dove la fruizione è al centro, pensato soprattutto per le scuole.
“Nel 1974 un contadino ha trovato alcune statue che poi, dopo l’intervento degli archeologi, sono diventate quasi 8mila, di cui oggi ne sono fruibili 5-6 mila, in una decina di ‘fosse’ rettangolari all’interno della necropoli dell’imperatore, dove ve ne sarebbero forse ancora migliaia, molte delle quali in fosse vuote per la morte prematura del re. Un’opera misteriosa e ciclopica, dove lavorarono 700mila persone, una immensa cittadella le cui grandi tombe sono ancora da scavare”. Sempre l’Italia, nel 2020, alla Reggia di Caserta, dovrebbe ospitare una straordinaria mostra con i soldati originali.

Words Edizioni, arriva una nuova casa editriceI primi titoli in libreria a gennaio 2020

07 novembre 201917:20

– Arriva Words Edizioni, una nuova casa editrice che vuole “ridare importanza e spazio alla parola, strumento che lega ogni libro al suo lettore, attraverso un lavoro accurato e di qualità sui testi e lavori grafici accattivanti e innovativi”.
Il progetto è nato dall’idea di quattro donne, quattro amiche che vengono da mondi professionali differenti. “Tutte e quattro abbiamo avuto esperienze in ambito editoriale a più livelli, ognuna per le proprie competenze. Ci accomuna la passione per i libri e il desiderio di dare nuova dignità alla parola scritta” spiega la titolare della casa editrice, Anita Sessa.
Words Edizioni si rivolge a un pubblico eterogeneo e si occuperà di opere di generi vari, dal romance al fantasy, dal thriller alla narrativa, alla storia, che possano rivolgersi ad un ampio bacino d’utenza.
I primi titoli della nuova casa editrice – che ha sede ad Albanella, un paesino della provincia di Salerno, alle porte del Cilento, che confina con Paestum – usciranno a gennaio 2020.
“Partiremo con un bellissimo regency, ambientato nell’Inghilterra dell’800, per poi passare ad uno storico con un bel po’ d’azione e mistero e ancora un dark romance, ambientato tra America ed Est Europa. Questi sono solo i primi titoli, ma abbiamo un ricco calendario che prevede dalle due alle tre pubblicazioni mensili” annuncia la Sessa. E ci tiene a sottolineare che “la base fondante del progetto è la volontà di andare a recuperare quella che è la parola scritta, nel tempo sempre più svalutata e svilita, ridandole dignità e importanza.
Crediamo fortemente nel potere della parola, nell’importanza che ha nel quotidiano di ognuno di noi. Vogliamo che torni ad essere ispirazione, cambiamento e rivoluzione”.

Giorgio Tirabassi dimesso dall’ospedale di AvezzanoEra stato ricoverato venerdì dopo un infarto

AVEZZANO07 novembre 201913:20

Giorgio Tirabassi, l’attore ricoverato venerdì scorso all’ospedale di Avezzano a seguito di un infarto, è stato dimesso ieri sera ‘in ottime condizioni cliniche’ come recita il bollettino medico. Il noto personaggio del mondo dello spettacolo, al momento di lasciare l’ospedale, ha ringraziato l’équipe medica del reparto di cardiologia-Utic-emodinamica, diretto dal dr. Giuliano Valentini, composta da Sabrina Bencivenga, Elvasio Berardini, Michele Carrozza, Cristiana Ippoliti, Valerio Lucci, Romina Murzilli, Lazzaro Paraggio, Elisa Salustri e Flavio Tiburzi.

I ringraziamenti dell’attore, oltre ai medici, hanno riguardato tutti gli altri operatori che l’hanno assistito, vale a dire gli infermieri e il personale ausiliario. Il direttore sanitario dell’ospedale, dottoressa Lora Cipollone, dal momento dell’arrivo in ospedale di Tirabassi fino alle sue dimissioni, ha coordinato tutte le fasi interne e garantito la privacy al celebre degente.

Scuola, più lavoro con professionali e tecnici Guida agli istituti superiori da Nord a Sud elaborata dalla Fondazione Agnelli

TORINO07 novembre 201911:17

Frequentare istituti tecnici e professionali dà più possibilità rispetto al passato di trovare un lavoro dopo il diploma, soprattutto al Nord e al Centro Italia. Più articolata la situazione al Sud, dove ci sono situazioni di crescita e altre di stagnazione. Lo rivela la nuova edizione di Eduscopio.it della Fondazione Agnelli con i dati aggiornati sulle scuole superiori che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma.Il portale – nato nel 2014 e gratuito – si propone di aiutare a scegliere la scuola dopo la terza media ed è diventato un riferimento per le famiglie e per le stesse scuole come dimostrano gli oltre 1,5 milioni di utenti che hanno a oggi visitato il portale, con 6.7 milioni di pagine consultate. Gli studenti possono comparare le scuole dell’indirizzo di studio che interessa nell’area dove risiedono, sulla base di come queste preparano per l’università o per il mondo del lavoro dopo il diploma. Informazioni più affidabili del ‘passa parola’.
La Fondazione Agnelli dedica una sezione alle scuole che preparano al lavoro, mettendo sotto la lente gli esiti lavorativi di più di 500 mila diplomati. Il portale permette di conoscere la percentuale di occupati che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal diploma tra quanti non si sono immatricolati all’università.Per i tecnici tecnologici (industriale e geometra) nel Nord-Ovest l’indice sale dal 57% dei ragazzi diplomati nel 2014 al 60,3% di quelli che hanno finito la scuola nel 2016, nel Nord-Est dal 65 a 67,5%, nel Centro dal 46 al 53%, al Sud dal 33 a 35%. Per i professionali la crescita è nel Nord-Ovest dal 60 al 68%, nel Nord-Est dal 70 a 76%, nel Centro dal 52 al 61% e nel Sud dal 34 al 38%.Eduscopio si occupa anche di come i licei italiani preparino agli studi universitari. A Roma il Torquato Tasso è nuovamente il miglior Classico, ma l’Ennio Quirino Visconti è ora secondo (risalendo numerose posizioni), più indietro il Mamiani. Tra gli Scientifici capitolini l’Augusto Righi resta in testa davanti al Virgilio. A Milano, invece, tra i Classici sempre prima la paritaria Alexis Carrel della Fondazione Grossman, ma lo statale Berchet torna al secondo posto. Si conferma in testa, tra gli Scientifici, l’Alessandro Volta. A Napoli sempre primo fra i Classici il Sannazaro, ma fra gli Scientifici ora primeggia il Convitto Vittorio Emanuele II, testa a testa con il Mercalli, entrambi di gran lunga i migliori della città. Così come sempre primo a Torino resta il Cavour fra i Classici e il Galileo Ferraris fra gli Scientifici.

Arrivano i giovani-vecchietti di Di Gregorio

Arrivano i giovani-vecchietti di Di Gregorio /TrailerAl Tff ‘Lontano lontano’ con Colangeli e ultimo Fantastichinii

07 novembre 201909:37

Dal trailer si annuncia delizioso ‘Lontano lontano’ film diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini e Giorgio Colangeli. E questo per tanti motivi. Intanto c’è il tratto delicato del regista di ‘Pranzo di ferragosto’ che tra gli altri meriti ha quello di aver sdoganato il vero dialetto romano, dolce e privo di volgarità, e poi perché mette in campo quella condizione esistenziale molto comune, ma non al cinema, della terza età, ovvero dei pensionati. Il film, che sarà presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile della 37/ma edizione del Torino Film Festival e in sala giovedì 5 dicembre distribuito da Parthènos, racconta come non sia mai troppo tardi per dare una svolta alla propria vita anche se si hanno i capelli bianchi. O almeno è quello che pensano Attilio (Fantastichini alla sua ultima interpretazione), Giorgetto (Colangeli) e il “Professore” (Di Gregorio), tre pensionati romani stanchi del loro quotidiano arrabattarsi che sognano di scappare in qualche posto esotico dove la loro piccola pensione vale più che in Italia. Cominciano così a raccogliere il capitale necessario, ma non è facile lasciare le proprie abitudini.
“L’idea di questo film nasce da una conversazione con Matteo Garrone – spiega Di Gregorio – che conoscendomi profondamente mi stimolò a scrivere di un pensionato povero che è costretto ad andare all’estero per migliorare le sue condizioni di vita.
L’idea mi folgorò e dopo tre anni di lavoro sono arrivato a scrivere prima un racconto, pubblicato da Sellerio e poi la sceneggiatura del film”.
E tutto questo per parlare di un tema “che mi sta molto a cuore: l’istinto buono, quello che abbiamo tutti, certo chi più e chi meno, ma tutti, io credo. Mentre scrivevo queste storie individuali, la realtà delle cose e in questo caso specifico le tragedie in mare legate all’immigrazione, sono entrate prepotentemente nella storia. Ed è nato un nuovo personaggio – continua il regista -, il vero viaggiatore dei nostri tempi, incarnato nel nostro film da Abu, un giovane africano arrivato in Italia con un gommone”.
Infine da Di Gregorio un ricordo di Ennio Fantastichini: “È stato un uomo e un attore straordinario, che nascondeva dietro la sua spumeggiante leggerezza una grande tensione artistica e morale e ha trasformato il suo personaggio in un archetipo. Per tutti noi che abbiamo fatto questo film è un’enorme assenza”. Nel cast del film, prodotto da Bibi Film con Rai Cinema in coproduzione con la francese le Pacte, anche Daphne Scoccia, Salih Saadin Khalid, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado, Galatea Ranzi e Roberto Herlitzka.

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