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Morto a 84 anni Fred Bongusto
Era malato da tempo. I funerali lunedì a Roma

08 novembre 2019 09:35

– E’ morto la notte scorsa, nella sua abitazione a Roma, Fred Bongusto. Il cantante, che aveva 84 anni, era malato da tempo. Lo rende noto il suo ufficio stampa, spiegando in una nota che il suo cuore “ha cessato di battere alle 3,30 circa”.
Il celebre artista, nato a Campobasso, e il cui nome all’anagrafe era Alfredo Antonio Carlo Buongusto, aveva compiuto 84 anni il 6 aprile scorso. Da qualche tempo aveva problemi di salute. I funerali saranno celebrati a Roma, lunedì 11 novembre, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo. Bongusto fu molto popolare negli anni Sessanta e Settanta come il classico cantante confidenziale che spopolava in quegli anni. Uno dei suoi successi internazionali fu la canzone ‘Una rotonda sul mare’.

Gazzola, arriva la mia Costanza MacallèProtagonista della nuova serie ‘Questione di Costanza’

08 novembre 201917:15

ALESSIA GAZZOLA, QUESTIONE DI COSTANZA (LONGANESI, PP 343, EURO 18,60). Alessia Gazzola si prende una pausa dalla sua Alice Allevi per dare spazio a una nuova figura, quella della paleopatologa Costanza Macallè protagonista del romanzo, ‘Questione di Costanza’ pubblicato da Longanesi, con cui inaugura una nuova serie. Ma che cos’è la paleopatologia? “E’ un po’ come la medicina applicata all’archeologia, si studiano le malattie del passato a partire dai resti umani. Mummie, roba così” spiega la scrittrice bestseller.
Dopo la fortunata serie da un milione di copie vendute in Italia da cui è stata tratta la fiction ‘L’allieva’ con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale, ci troviamo di fronte a una madre single di 29 anni, specializzata in anatomia patologica, che dalla Sicilia si trasferisce un po’ controvoglia, con la figlia Flora, in Veneto perché a Verona c’è uno dei pochi centri italiani di Paleopatologia e vive anche la sorella di Costanza, Antonietta.
“Ho preso una pausa rispetto ad Alice, ma non escludo che un domani possa tornare. Con la scrittura vale ancora di più il ‘mai dire mai’ e poi non riesco a chiudere la porta in maniera definitiva, ma avevo voglia di nuove storie e ambientazioni. Su Alice avevo detto tanto e tutto”, racconta la Gazzola, originaria di Messina dove è nata nel 1982, medico chirurgo specialista in medicina legale, che ha esordito nella narrativa nel 2011 con ‘L’allieva’ di cui si sta girando la terza serie per Rai1. “La serie si distanzia molto dai libri ma, pur nella diversità, è divertente. Ho collaborato come consulente. E’ un prodotto ben fatto. Le scelte narrative sono diverse ma l’atmosfera dei romanzi è presente”, spiega la scrittrice che ha dedicato otto volumi all’Allieva.
Alice e Costanza sono diverse per tanti aspetti ma hanno qualcosa che in fondo le accomuna. La Allevi aveva “un sano egoismo giovanile” mentre per la Maccalè la “priorità è Flora, la sua bambina. E’ difficile non ci sia qualcosa del mondo dell’autore nelle storie. Costanza ha la mia stessa età e come me è una ragazza di Messina trasferita a Verona. “Quei sentimenti di nostalgia che prova sono cose che ho vissuto”, dice la Gazzola.
La Macallè tutto voleva fare tranne che dissotterrare vecchie ossa e analizzare resti centenari ma, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra, deve resistere un anno a Verona, quanto dura il contratto con l’Istituto di Paleopatologia. Al concorso per titoli è arrivata seconda in graduatoria su due, ma la vincitrice ha rifiutato e così il posto è toccato a lei. Costanza non è una viaggiatrice, ma nel libro fa una piccola escursione fuori porta e “andrà anche in Francia”, racconta la Gazzola che ha già in mente una “trilogia per la Macallè”.
‘Questione di Costanza’ “non è un giallo ma una piccola raccolta di indizi. C’è un’indagine storica e una medica. Con la paleopatologia si possono scoprire cose interessanti”, spiega la scrittrice che ci tiene a precisare che “fatti realmente avvenuti si mischiano ad altri immaginati dalla fantasia dell’autore”. Così tra i luoghi e le figure che troviamo nel libro non esiste una necropoli a Montorio e nella Torre Abbaziale di San Zeno a Verona non è conservato nessun manoscritto delle Cronache Veronesi di Paride da Cerea. Mentre Selvaggia e Binacofore furono realmente due figlie naturali di Federico II. “Questo libro non potrebbe esistere senza l’imprescindibile ausilio del Dipartimento di Paleopatologia dell’Università di Pisa, nella persona del professor Gino Fornaciari, che mi ha aperto le porte del suo Istituto e della sua conoscenza con generosità ed entusiasmo e mi ha raccontato la storia di una treccia deposta insieme a un cavaliere” racconta la Gazzola.

‘Sulla via dell’Oriente’, al Mic ceramiche da RomaAlla Project Room arrivano 44 opere dal Museo delle civiltà

RAVENNA08 novembre 201909:53

– Una piccola ma significativa mostra è allestita nella Project Room del Mic, il Museo internazionale delle ceramiche, a Faenza (Ravenna) dal 10 novembre al 6 gennaio: dal titolo ‘Sulla via dell’Oriente’, espone 44 opere provenienti dal Museo delle Civiltà di Roma rappresentative delle principali tradizioni ceramiche orientali.
L’esposizione “è un ulteriore tassello di una collaborazione che da decenni lega il Museo di Faenza al Museo d’arte orientale ‘Tucci’ di Roma, da qualche anno confluito insieme ad altri istituti culturali nell’importante realtà del Museo delle Civiltà di Roma”, spiega la conservatrice del Mic, Valentina Mazzotti. In mostra a Faenza una selezione di esemplari dell’altopiano iranico del Periodo del Ferro (1200-800 a.C.), della produzione islamica dell’Iran di epoca samanide (IX-X secolo) e della Cina di un vasto arco cronologico dalla prima dinastia storica (Shang, circa 1600-1050 a.C.) alla nascita della Repubblica di Cina (1912).

A dicembre debutta Prada x AdidasNel 2020 le calzature tecniche da vela di Luna Rossa

08 novembre 201910:21

– Non è ancora nata e già se ne parla sui social, da quando i due marchi hanno postato la foto di un sacchetto Prada in cui si intravedono due scatole di scarpe con il logo Adidas. Oggi la conferma ufficiale: debutteranno a dicembre due modelli Prada for Adidas.
Non è detto che si tratti solo di sneakers, anche se sicuramente una calzatura sarà nel pacchetto a edizione limitata da mettere sotto l’albero: “nati per lo sport, ripensati per lo street style, e ora trasformati in articoli di lusso, i classici di entrambi i marchi, ricontestualizzati e rivisitati, debutteranno a livello mondiale – si legge nella nota di Prada – a dicembre 2019, a testimonianza di una nuova ed esclusiva collaborazione in cui creatività e manifattura si uniscono dando vita a modelli per uomo e donna in edizione limitata, interamente realizzati da Prada in Italia”. La collaborazione porterà poi alla produzione delle nuove calzature tecniche da vela di Luna Rossa che saranno svelate nel 2020.

Quartetto Lyskamm con Beethoven e BartòkEnsemble il 10 novembre nel secondo appuntamento della stagione

08 novembre 201912:50

– Il Quartetto Lyskamm in scena domenica 10 novembre per il secondo appuntamento della stagione della Filarmonica Romana. L’ensemble – le violiniste Cecilia Ziano e Clara Franziska Schoetensack, la violista Francesca Piccioni e il violoncellista Giorgio Casati – in residenza alla Accademia per il triennio 2019-21 è impegnato nel progetto dell’esecuzione dell’intero ciclo di sei Quartetti per archi op.
18 e op. 74 di Beethoven, affiancando i sei Quartetti per archi di Bartòk e, per ogni concerto, un brano di musica contemporanea. Nel primo spettacolo in programma (Sala Casella, alle 17:30) la formazione proporrà il Quartetto op. 18 n. 6 di Beethoven e il Quartetto n. 6 di Bartók, e “7” composizione del 2004 di Emanuele Casale, autore siciliano con una particolare attenzione per la musica elettroacustica. Fondato nel 2008 al Conservatorio di Milano, il Quartetto Lyskamm è ospite di società concertistiche in Italia e in Europa e si è aggiudicato riconoscimenti in Austria, Germania e Svizzera. Nel 2016 ha vinto il premio speciale per la musica da camera intitolato alla memoria di Claudio Abbado assegnato dal Borletti Buitoni Trust.
Il secondo concerto della formazione è previsto il 24 febbraio 2020 con l’esecuzione dell’op. 18 n. 4 di Beethoven, il Secondo Quartetto di Bartók e In Superficie (2014) di Giulia Lorusso.
“La voglia di far musica insieme guida l’impostazione della nuova stagione della Accademia Filarmonica Romana che vede la musica da camera al centro di tutta la programmazione”, ha detto il direttore artistico Andrea Lucchesini presentando giovedì 7 novembre il concerto inaugurale al Teatro Argentina con la violoncellista brasiliana Sol Gabetta e il pianista, suo connazionale, Nelson Goerner su brani di Schubert, Brahms e Franck. “Due grandissimi solisti – ha aggiunto – tra i più importanti concertisti a livello internazionale che si sono messi insieme per sperimentare una proposta nuova, un programma pensato per violino eseguito dal violoncello”.

Jonas Brothers, il nuovo singolo “Like It’s Christmas”Il brano natalizio è stato annunciato dai ragazzi su Instagram

08 novembre 201915:32

– E’ già aria di Natale per i Jonas Brothers che pubblicano il nuovo singolo “Like It’s Christmas”.
Il brano natalizio è stato annunciato dai ragazzi tramite il loro profilo Instagram, dove hanno condiviso la cover e successivamente parte del ritornello. “Like It’s Christmas” è una ballad romantica che racchiude gli elementi più caratteristici e suggestivi del periodo dell’anno che tutti amiamo di più, quello natalizio.
È stato anche annunciato l'”Happiness Begins Tour” che farà tappa in Europa, in 15 città, e vedrà il trio esibirsi anche in Italia in un’unica data in programma al Mediolanum Forum di Assago il 14 febbraio 2020.

Musica: Fidelio di Beethoven al Comunale di BolognaAnticipate le celebrazioni per il 250/o della nascita

BOLOGNA08 novembre 201915:47

– Il Teatro Comunale di Bologna anticipa le celebrazioni per il 250/o della nascita di Beethoven, con l’allestimento, nuovo per l’Italia, dell’opera Fidelio proveniente dalla Staatsoper di Amburgo e realizzato dal regista svizzero Georges Delnon. In scena dal 10 al 16 novembre, l’unico lavoro per il teatro musicale di Beethoven (titolo poco diffuso in Italia ma molto popolare in Austria e Germania) verrà diretto da Asher Fisch, il maestro israeliano ormai di casa sul podio dei complessi artistici bolognesi e da molti indicato come possibile nuovo direttore principale del Comunale, dove nella prossima stagione sarà impegnato in molte produzioni sia operistiche che sinfoniche.
Il doppio cast è capitanato dalle soprano Simone Schneider e Magdalena Anna Hofmann nel ruolo della protagonista Leonore e dai tenori Erin Caves e Daniel Frank in quello di Florestan. La prima recita del Fidelio sarà trasmessa in diretta dalle 20 su Radio3 Rai, mentre quella del 14 si potrà vedere anche in diretta streaming sul canale YouTube del teatro.
Opera molto travagliata, Fidelio è stata riscritta più volte dal suo autore: a Bologna verrà proposta per la quarta volta in oltre duecento anni, la prima rappresentazione avvenne infatti nel 1805. “Di tutte le mie creature, il Fidelio è quella la cui nascita mi è costata i più aspri dolori, quella che mi ha procurato i maggiori dispiaceri. Per questo è anche la più cara”, scrisse Beethoven. Per il direttore Asher Fisch si tratta di un lavoro molto difficile e problematico sia da suonare che da cantare “però ogni sua nota è di altissimo livello. In essa ci sono almeno quatto pezzi degni del miglior Beethoven: il quartetto del primo atto, il coro dei prigionieri (che per i tedeschi è un po’ come il Va pensiero per gli italiani), e le arie di Florestan e di Leonore. Chi ama Beethoven non può non apprezzare Fidelio”.

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Aquileia 2200, la porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente
Fino 1/12 ad Ara Pacis i 2200 anni della città romana

09 novembre 201916:30

– “Nona tra le illustri città sarai chiamata, Aquileia, colonia italica che fronteggi i monti dell’Illiria, per le mura e per il porto famosissima”. Così scriveva Ausonio nel I d.C. di quella città, nata appena due secoli prima, nel 181 a.C., concepita come avamposto della grande Roma ma subito tra le predilette di Augusto, crocevia di bellezza, culture, lingue, merci, popoli. Per festeggiare l’anniversario della sua fondazione, arriva nella capitale “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente”, mostra fino all’1 dicembre al Museo dell’Ara Pacis dedicata alle numerose trasformazioni della città, al tempo punto più a nord della via dell’Ambra nel Mediterraneo, oggi meta di oltre 200 mila visitatori l’anno solo nella sua Basilica dagli stupefacenti pavimenti a mosaico.
“Una mostra – spiega il Presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi – che racconta la capacità di rinascere della città. Ma anche la capacità di Roma di creare altre piccole ‘Rome’ esterne, prima per conquistare e poi per dialogare con i territori circostanti. Aquileia è l’esempio più riuscito di interfaccia attivo verso il ‘diverso’, di una vocazione al dialogo verso l’Africa, il vicino Oriente, i Balcani fino alla Mittleuropa. Quarta città dell’Impero per dinamismo, divenne porta d’ingresso non solo di merci ma anche di idee, modi di vedere, filosofie, religioni, saperi”. E i segni di quegli scambi si leggono oggi nel viaggio nel tempo della mostra – promossa da Roma Capitale e realizzata dalla Fondazione Aquileia con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia – che parte da un pezzo iconico come la celebre testa al vento, con i riccioli maschili scolpiti nel bronzo, in arrivo dal Museo Archeologico della città. “Non sappiamo esattamente quale fosse la sua funzione – raccontano i curatori Cristiano Tiussi e Marta Novello con don Alessio Geretti – perché fu ritrovata in un pozzo nell’area del Foro, durante uno scavo del 1988.
Decontestualizzata, ma per fortuna, laggiù, non venne fusa per riutilizzarne il bronzo”. Ecco poi la galleria di pezzi originali romani come la Stele funeraria del gladiatore Quinto Sossio Albo o i due mosaici raffiguranti i “pesci adriatici” e il pavone; collezioni di ambre preziose in gran parte da corredi funerari, 23 calchi di reperti realizzati nel 1937 per la Mostra Augustea della romanità (dal Museo della civiltà romana), il docu-film Le tre vite di Aquileia e le fotografie di Elio Ciol.
Si scopre così non solo la figlia dell’Impero, ma anche l’Aquileia bizantina e medioevale, il Patriarcato, il periodo sotto l’impero asburgico fino al dopoguerra e alla storia, “non a tutti nota”, racconta il direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, Luca Caburlotto, “della scelta del Milite Ignoto”, con l’esposizione per la prima volta del tricolore che avvolgeva il feretro del soldato scelto dalla madre di un caduto e disperso, Maria Bergamas, nella cerimonia alla Basilica di Aquileia nel 1921.
Una mostra, racconta il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, che racconta anche “lo sguardo al presente e al futuro di chi quei reperti li realizzò”. “Questo non è solo un evento di grandissimo valore culturale, ma una forte opportunità per fare conoscere il nostro territorio”, aggiunge il presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
“Ora stiamo cercando di risanare la discrasia tra la città del passato e quella del presente”, aggiunge il sindaco Emanuele Zorino, annunciando, due giornate, il 23 e 24 novembre, “per assaggiare i sapori della nostra cultura che arriva dall’antico, dal prosciutto crudo amato dai Romani al Refosco bevuto già dall’imperatrice Livia”.

Taylor Hawkins dei Foo Fighters pubblica Get the MoneyCon The Coattail Riders, tra collaborazioni anche compagni band

08 novembre 201915:51

– E’ uscito il nuovo disco di Taylor Hawkins and the Coattail Riders dal titolo “Get The Money”, pubblicato da Shanabelle/RCA Records. Il primo singolo che ha inaugurato il progetto è “Crossed the linee” featuring Dave Grohl e Jon Davison, cantante degli Yes, in radio dal 15 novembre.
Prodotto da John Lousteau e dallo stesso Taylor, e mixato da Sylvia Massy, Get The Money segue la pubblicazione del mini-LP “KOTA” del 2016 e affronta il sottoterra bizzarro della periferia. Nel nuovo album troviamo “Taylor e Coattail Riders”, ossia Chris Chaney, Brent Woodse John Lousteau, accompagnati da un cast stellare che include i compagni di Taylor nei Foo Fighters, Dave Grohl e Pat Smear e poi Roger Taylor, Joe Walsh, Duff McKagan, Nancy Wilson, Chrissie Hynde, Perry Farrell, LeAnn Rimes e altri.
Online anche il video “I Really Blew It” che richiama l’atmosfera degli spettacoli televisivi degli anni’70. Diretto da Wiley Hodgen e Taylor stesso, “I Really Blew It” racconta una classica storia di seduzione rock’n’roll con una apparizione di Dave Grohl, dei miniaturizzati Coattail Riders che si uniscono a Perry e Etty Farrell, membri della famiglia Hawkins, e naturalmente a Taylor, che mostra le sue doti attoriali interpretando più ruoli.

Su RaiPlay la vita di Liliana Segre in “Figli del destino”

08 novembre 201920:59

Su RaiPlay la vita di Liliana Segre in “Figli del destino”

RaiPlay propone in esclusiva sulla homepage della piattaforma il docufilm “Figli del destino” sulla vita di Liliana Segre. I registi Francesco Miccichè e Marco Spagnoli in 132 minuti ci fanno rivivere le vite di Liliana Segre, Lia Levi, Tullio Foà e Guido Cava stravolte quando Vittorio Emanuele III firma le leggi razziali il 5 settembre 1938. Quella data segna per i quattro ragazzi l’inizio di un percorso fatto di discriminazione, umiliazione, paura e sofferenze che culmina con la deportazione. I protagonisti sono Massimo Poggio, Massimiliano Gallo e Valentina Lodovini.
Il docufilm è una produzione Red Film e Rai Fiction.Sono quasi un milione e mezzo di bambini che furono assassinati durante la Shoah. Oltre un migliaio erano italiani e morirono tra stenti terribili e atroci sofferenze fisiche e psicologiche.
Ci sono voluti quasi cinquanta anni per recuperare la memoria e raccontare una storia che non deve essere dimenticata.
Ecco l’obiettivo di Figli del destino la docufiction prodotta da Red Film in collaborazione con Rai Fiction, nel quadro del programma di “San Rossore 1938”, dall’Università di Pisa che ne ha curato anche la revisione scientifica e storica.
Nel cast Massimo Poggio, Patrizio Rispo, Chiara Bono, Giulia Roberto, Catello Alfonso Di Vuolo, Lorenzo Ciamei, con Massimiliano Gallo e la partecipazione di Valentina Lodovini.
Ambientata in Italia, racconta delle leggi razziali volute dal regime fascista a partire dal 1938. Una storia ricostruita attraverso il punto di vista inedito di quattro piccoli protagonisti ebrei che, in tenera età, furono vittime di questo sconvolgimento epocale voluto dalla follia nazifascista: Liliana Segre (a Milano), oggi senatrice a vita. Tullio Foà (a Napoli); Lia Levi (a Roma); Guido Cava (a Pisa).
Seguendo le loro drammatiche storie si attraversa l’Italia da Nord a Sud: un paese devastato e dolorante per le ferite inferte dalla guerra; un paese dove, con la firma delle leggi razziali, i bambini ebrei furono costretti a non andare più a scuola, a nascondersi, a fuggire. Bambini improvvisamente discriminati dai loro compagni, obbligati a sentirsi diversi.
La docufiction è realizzata attraverso scene di finzione – accuratamente ricostruite a partire dalle testimonianze dei personaggi reali – e materiali di repertorio forniti dal Cdec (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), dall’Istituto Luce – Cinecittà, da Rai Teche e dall’United States Holocaust Memorial Museum. La voce narrante è quella di Neri Marcorè che fa da filo conduttore agli eventi più significativi che hanno portato l’Italia dentro una vergognosa pagina di storia.

La scrittrice Ólafsdóttir vince il Prix Médicis étranger 2019Per il romanzo Miss Islanda pubblicato in Italia da Einaudi

08 novembre 201916:38

– E’ la scrittrice AuÐur Ava Ólafsdóttir la vincitrice del ‘Prix Médicis étranger 2019’ per il suo romanzo ‘Miss Islanda’, pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Stefano Rosatti, come i suoi precedenti romanzi.
Nell’Islanda degli anni Sessanta una donna dovrebbe solo gestire la casa e occuparsi dei figli. O, al massimo, ambire al titolo di Miss Islanda. E questo vale anche per Hekla, la splendida ragazza protagonista di ‘Miss Islanda’. Appena arrivata a Reykjavík da un angolo remoto dell’isola, Hekla va a vivere da DJ Johnsson, il suo piú caro amico, omosessuale, con cui condivide la fame di sogni e libertà. Lei vuole diventare una scrittrice ma c’è un ostacolo insormontabile: è una donna, e “i poeti sono maschi”.
Nata a Reykjavík nel 1958, la Ólafsdóttir è una delle piú importanti scrittrici islandesi viventi. Ha insegnato Storia dell’arte ed è stata direttrice del Museo dell’Università d’Islanda. Tra i suoi libri pubblicati da Einaudi ‘Rosa candida’ , ‘Il rosso vivo del rabarbaro’ e ‘Hotel Silence’ con cui è stata finalista al Premio Strega Europeo 2018.

Moda: Brioni festeggia a Pitti i suoi primi 75 anniA Firenze brand protagonista prima sfilata uomo nel 1952

08 novembre 201916:49

– A Firenze Brioni nel 1952 fu protagonista della prima sfilata maschile della storia, nella sala Bianca di Palazzo Pitti. E a Firenze il brand torna per celebrare i suoi 75 anni, con una speciale presentazione che si terrà il 7 gennaio 2020, giorno di apertura di Pitti Immagine Uomo 97. L’evento, curato da Olivier Saillard, presenterà la collezione Autunno/Inverno 2020 attraverso un’installazione che renderà omaggio alla tradizione sartoriale del brand.
“È un onore per Pitti Immagine accogliere l’evento di celebrazione dei 75 anni di Brioni – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – Firenze ha avuto un ruolo importante nella storia di questo prestigioso marchio, perché è proprio qui che Brioni nel 1952 ha tenuto la prima sfilata di moda maschile in assoluto. Questo speciale evento, che avrà un curatore d’eccezione come Olivier Saillard, sarà un tributo alla tradizione di Brioni, un riferimento per l’intera industria della moda uomo”.

Music week, un concept-album in carcereHaber, Ovadia e Fiumanò a 3 voci, riflettere su detenuti e figli

08 novembre 201916:58

– Musica e parole in carcere: è una ‘Music week’ per i cittadini meno fortunati quella organizzata per il prossimo 19 novembre al Carcere di Opera (Milano) grazie alla collaborazione tra tre artisti da sempre attenti ai temi sociali: Alessandro Haber, Moni Ovadia e Domenico Fiumanò Violi.
L’iniziativa ‘Musica e parole per riflettere sul rapporto tra detenuti e figli’, fa parte degli eventi della Music Week, presentata oggi a Milano, e nasce nell’ambito del convegno “Dal carcere per i cittadini di domani”, organizzato dal Gruppo della Trasgressione, per riflettere “su come la comunicazione fra genitori detenuti e figli incida sulla percezione che i figli hanno delle istituzioni”. In questo contesto, che vede anche il patrocinio del Gruppo Cronisti Lombardo, verrà presentato “9 minuti 9”, il nuovo concept album di Fiumanò, cantautore impegnato sul fronte dei diritti umani. Il pezzo che dà il titolo all’album, è stato creato a tre voci con Alessandro Haber e Moni Ovadia, che saranno presenti a Opera.

Touring Club Italiano festeggia 125 anni a MilanoEsce il volume ‘Prendersi cura dell’Italia bene comune’

MILANO08 novembre 201917:31

– Il Touring Club Italiano, con i suoi 2mila iscritti, festeggia oggi i 125 anni dalla fondazione e per l’occasione pubblica il volume ‘Prendersi cura dell’Italia bene comune’, con cui fissa gli obiettivi del futuro: ‘Costruire una visione’, ‘Ripensare il viaggio’, ‘Valorizzare la memoria’, ‘Tutelare l’eredità’, ‘Sostenibilità’ e ‘Innovazione’, solo per citarne alcuni.
Una pubblicazione a più mani, destinata ai soci, con saggi firmati da studiosi ed consiglieri dell’associazione, vecchi e nuovi, tra cui Romano Prodi, il cardinale Gianfranco Ravasi, Antonio Paolucci, Giuseppe De Rita, Antonio Calabrò, Nando Pagnoncelli, Livia Pomodoro e Salvatore Veca.
Un club che sin dalla fondazione partecipò attivamente alla storia e allo sviluppo del Paese (ad esempio con la promozione della prima legge italiana per la protezione delle bellezze naturali del 1922 o l’istituzione dei primi parchi nazionali), alla sua tutela e conoscenza del territorio con l’idea della gite scolastiche (nata nel 1913), alla divulgazione attraverso le sue famose ‘Guide’. “Il Touring di oggi – ha detto il presidente Franco Iseppi – ha deciso di rifocalizzare la sua funzione e le sue attività come associazione che si prende cura del nostro Paese. Ha acquisito un ruolo crescente di autorità morale che mette al primo posto l’interesse pubblico, quello del Paese, dei cittadini e del contesto ambientale e territoriale nel quale viviamo”.

Musei: Francois Hollande in visita a UffiziEx presidente Francia oggi a Firenze per conferenza Aici

FIRENZE08 novembre 201917:42

– L’ex presidente francese Francois Hollande, oggi a Firenze per partecipare alla conferenza nazionale dell’Aici, ha visitato questo pomeriggio la Galleria degli Uffizi prima di ripartire per Parigi. A condurlo tra i tesori della Galleria, spiega una nota, é stato lo stesso direttore Eike Schmidt. Circa un’ora la durata del tour: in particolare, Hollande si é soffermato ad apprezzare l’Annunciazione di Leonardo, i ritratti dei Doni di Raffaello, la Venere di Urbino di Tiziano e la Giuditta ed Oloferne di Artemisia Gentileschi e l’antica scultura greca della Venere Callipigia di Doidalses.

Nella favola di Calopresti gli ultimi di ieri e oggiIn sala Aspromonte con Bruni Tedeschi, Fonte e Rubini

09 novembre 201910:55

‘Aspromonte La terra degli ultimi’ di Mimmo Calopresti – già al Taormina Film Fest e in sala con Italian International Film dal 21 novembre – si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni.Tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco, ‘Via dall’Aspromonte’ (Rubettino Editore), il film racconta di un paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada in cui una sera l’ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva in tempo. Gli uomini, esasperati, vanno  a protestare dal sindaco per ottenere un medico condotto, ma c’è chi come Peppe (Francesco Colella), pensa di ribellarsi e coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada.In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene da Como, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è  chi, come Don Totò (Sergio Rubini), brigante della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che il paese diventi ‘italiano’.”Quando ho cominciato a girare, il tema mi sembrava lontano dall’oggi, poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo. Insomma gli ‘ultimi’ c’erano allora e ci sono oggi e penso in questo momento agli operai dell’Ilva”, spiega il regista.Il film, prodotto da Italian International Film con Rai Cinema e scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de ‘I cento Passi’, con la collaborazione di Fulvio Lucisano che nel film fa un cameo nel finale, per Marcello Fonte, ovvero il ‘poeta’, paesano colto e curioso “dimostra che non bisogna mai smettere di sognare e anche di realizzare i propri sogni”. Valeria Bruni Tedeschi si identifica totalmente nel personaggio di Giulia, maestrina infelice.”Quando si tratta di infelicità ci sguazzo come un pesce nell’acqua. E poi fare la maestra – aggiunge l’attrice – è stato in qualche modo il mio primo vero lavoro. La facevo sempre quando giocavo con le mie bambole da ragazzina”. Infine Sergio Rubini: “Non c’è che dire: ‘Aspromonte’ è un film molto attuale. Ora che va di moda alzare i muri qui, al contrario, c’è chi pensa di aprire una strada. E poi – conclude – adoro fare il cattivo forse perché non avrei mai il coraggio di esserlo davvero”.

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De Gregori ad Abu Dhabi, Rossi e Tardelli sul palco con lui
Show per Associazione Diplomatici

08 novembre 201919:07

– Due coristi d’eccezione per Francesco De Gregori nel suo concerto di chiusura ad Abu Dhabi del Change the World Emirates 2019, il forum con 800 studenti di tutto il mondo organizzato alla sede emiratina della New York University da Associazione Diplomatici. L’ artista romano ha chiamato sul palco Marco Tardelli e Paolo Rossi, gli eroi del Mundial 1982, per cantare insieme “La storia siamo noi”, il brano che ha chiuso lo show. De Gregori ha emozionato gli 800 spettatori con tutti i suoi pezzi più amati strappando ovazioni e cori da stadio che hanno coinvolto anche i due grandi campioni del calcio. Rossi e Tardelli, ora commentatori sportivi Rai, sono intervenuti insieme con De Gregori, al Change The World secondo il Modello delle Nazioni Unite, l’ appuntamento che allena i giovani all’ attività diplomatica simulando il lavoro delle commissioni e dell’ Assemblea generale dell’ Onu, parlando di tolleranza e futuro alla platea di studenti di quasi cento Paesi.

Hit parade, è il momento di MarracashIl rapper in testa con Persona. E parte anche il tour

08 novembre 201920:04

– E’ Persona, l’attesissimo nuovo lavoro di Marracasch, l’album più venduto della settimana secondo la classifica stilata dalla Fimi, e il rapper di Nicosia , che dopo il disco ha appena annunciato su Instagram il nuovo tour (in partenza il 3 aprile da Milano) invade questa settimana anche la classifica dei singoli. Podio d’argento per un’altra novità Il sole a Est di Alberto Urso, il tenore che ha vinto Amici di Maria De Filippi. Mentre scivola in terza posizione Emma con il suo Fortuna, che la settimana scorsa era la regina.
Fuori dal podio Marco Mengoni con Atlantico Tour , seguito da Renato Zero con Zero il folle. Risale dalla decima alla sesta posizione Ultimo con il suo Per colpa delle favole, successo ormai consolidato dalle 31 settimane in classifica. Segue in settima posizione Testa o croce dei Modà davanti a Libertà di Rocco Hunt. Al nono posto c’è Machete Mixtape del collettivo italiano Machete, chiude la top ten Re Mida del rapper Lazza.
Tra i singoli in vetta Supreme (L’ego) di Acash , Tha Supreme & SferEbbasta.

Nuovi guai per Polanski, accusa di stupro in Francia’Fu di estrema violenza’ dice Valentine Monnier

09 novembre 201910:50

Quarantaquattro anni dopo, Valentine Monnier non ce l’ha fatta più a tacere. E a convincerla a parlare è stato proprio l’ultimo film di colui contro il quale oggi punta il dito, Roman Polanski. Aveva appena 18 anni, dice Valentine, quando lui la stuprò, “con estrema violenza”. Lei era una giovane fotografa, modella, saltuariamente attrice. Molto bella. Oggi, a Le Parisien, racconta tutto.
“Nel 1975 – ha scritto in un testo dopo aver più volte chiesto sostegno a personalità come Brigitte Macron o la ministra Marlene Schiappa – fui violentata da Roman Polanski.
Non avevo alcun legame con lui, né personale, né professionale e lo conoscevo appena. Fu di estrema violenza, dopo una discesa in sci, nel suo chalet a Gstaad, in Svizzera. Mi colpì, mi riempì di botte fino a quando non opposi più resistenza, poi mi violentò facendomi subire di tutto. Avevo appena 18 anni”.
Perché l’ultimo lavoro di Polanski, ‘J’accuse’, l’ha spinta a uscire allo scoperto? Dopo aver ricevuto sempre risposte evasive o di impotenza da un punto di vista giudiziario vista la prescrizione dei fatti, ha deciso di rivelare tutto a Le Parisien: “il ritardo di reazione non significa che si è dimenticato – dice – lo stupro è una bomba a orologeria. La memoria non si cancella, diventa fantasma e ti insegue, ti cambia insidiosamente. Il corpo finisce spesso per risentire di quello che la mente ha tenuto in disparte, fino a quando l’età o un avvenimento di rimette di fronte al ricordo traumatico”.
Nel film, Polanski mette in scena l’errore giudiziario per antonomasia, la storia del capitano Alfred Dreyfus: “è sostenibile, con il pretesto di un film, nascondendosi dietro la Storia, sentir dire J’accuse da colui che ti ha marchiato a fuoco, mentre a te è vietato, a te vittima, di accusarlo?”.
Figlia di industriali alsaziani, Valentine all’epoca dei fatti aveva appena preso la maturità e decise di andare a festeggiare in montagna con amici, ospiti di Polanski.
Valentine racconta che Polanski le chiese molto chiaramente se volesse fare sesso con lui durante una risalita in seggiovia.
Lei rispose di no, poi la sera cenò con lui in un ristorante dal quale si sarebbe tornati scendendo lungo la pista con le fiaccole. Nello chalet, Polanski la chiamò e quando lei uscì sul pianerottolo cominciò la sua furia: botte, colpi, una pillola che le fece ingoiare prima di violentarla: “ero totalmente sotto shock, pesavo 50 chili, Polanski era piccolo, ma muscoloso e, a 42 anni, nel pieno delle forze: ebbe la meglio in due minuti. Mi dissi: ma è Roman Polanski, non può rischiare che si venga a sapere, quindi mi dovrà uccidere”. Poi, arrivarono le scuse del regista, in lacrime, con lei che promise di non dire niente.
Polanski, 86 anni, è stato condannato nel 1977 per violenza sessuale su minore negli Stati Uniti, paese nel quale non può tuttora rientrare. Sua moglie, Sharon Tate, fu uccisa da una setta guidata da Charles Manson nel 1969 negli Stati Uniti, mentre era incinta. Attualmente vive in Francia con la sua ultima moglie, l’attrice Emmanuelle Seigner, dalla quale ha avuto due figli

Le sorelle Labèque al Romaeuropa FestivalIl 10/11 pianiste in quartetto con Dressner e Chalmin

09 novembre 201911:16

– Le sorelle Katia e Marielle Labèque, pianiste di successo, presentano domenica 10 novembre al Romaeuropa Festival in anteprima italiana il progetto Minimalist Dream House Quartet, nato come omaggio ai maestri del minimalismo e ora sviluppato come ponte ideale tra la musica classica contemporanea e il rock. Con loro sul palco Bryce Dessner, chitarrista dei The National che con le sue nuove composizioni e i nuovi brani gioca un ruolo fondamentale nel live insieme a David Chalmin, compositore, polistrumentista e tecnico del suono francese. Il Quartetto – due pianoforti, due chitarre, voce ed elettronica – proporrà musiche commissionate a Max Richter, David Lang, Timo Andres, Caroline Shaw e Thom Yorke, il frontman del gruppo alternative rock inglese Radiohead, per la prima volta impegnato con una “composizione classica”.
Il Romaeuropa Festival dal 17 settembre al 24 novembre ha in cartellone il meglio della scena Internazionale di danza, musica, teatro e arti digitali. La collaborazione con la Fondazione Musica per Roma e l’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha prodotto negli ultimi anni una serie di concerti memorabili e sperimentazioni uniche con i nomi più interessanti della scena contemporanea sperimentale e classica.

Franceschini, ripristino di 25 mln per museo ebraismoMinistro, “lo dobbiamo a Liliana Segre”

10 novembre 201911:37

Cancellati dal precedente governo, sono stati ripristinati dal Mibact con 25 milioni di euro i finanziamenti per il Meis, il museo dell’ebraismo di Ferrara. Lo dice il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Lo dobbiamo – sottolinea – a Liliana Segre, a lei personalmente e a quello che rappresenta. La conoscenza è il migliore antidoto contro odio e intolleranza”.”Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – ricorda Franceschini – è stato istituito con una legge dal Parlamento nel 2003. Durante lo scorso governo era saltato il finanziamento di 25 mln di euro necessario per il completamento del Museo. Ma un’idea così importante non si può lasciare a metà ecco perché attraverso una rimodulazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione del Ministero, abbiamo recuperato il finanziamento che era stato cancellato”. La legge a cui fa riferimento il ministro Franceschini – che ne era il primo firmatario – è la 91 del 17 aprile 2003 che prevede la realizzazione a Ferrara di un polo culturale per testimoniare le vicende che caratterizzano la bimillenaria esperienza ebraica in Italia e far conoscere la vita, il pensiero e la cultura dell’ebraismo italiano dalle sue origini al presente, includendo, con un’attenzione speciale, il periodo delle persecuzioni e della Shoah nell’esperienza specifica degli Ebrei italiani.

Si torna a Zombieland con Harrelson e StoneA 10 anni da zomedy cult arriva sequel in sala dal 14 novembre

09 novembre 201916:16

– Era il 2009 quando con Benvenuti a Zombieland, Ruben Fleischer ha portato il pubblico a conoscere la divertente e combattiva ‘famiglia per caso’ composta da Woody Harrelson, Emma Stone, Jesse Eisenberg e Abigal Breslin, costretta a lottare per sopravvivere in un mondo nel quale gran parte dell’umanità si era da poco trasformata in zombie a causa di una deriva del virus della mucca pazza. Una ”’zomedy’ (o zombie comedy), piena di battute fulminanti, scontri splatter e situazioni esilaranti diventata cult e hit al botteghino. Un gioiello di humour nero, di cui regista, sceneggiatori e cast originale, con new entry molto azzeccate come quella di Zoey Deutch e Rosario Dawson, ci propongono, ora, dopo dieci anni, il sequel, Zombieland – Doppio Colpo, in arrivo in sala il 14 novembre con Warner Bros.
Il nuovo viaggio, ha tra le tappe la Casa Bianca, che i protagonisti eleggono per un po’ come dimora e parco giochi personale (dai regali di Natale incartati con le tele dei ritratti dei presidenti alla Grazia concessa a Wesley Snipes), Graceland (la storica residenza di Elvis Presley), fino a una comunità hippie/hipster, Babylon. il gruppo si trova ad affrontare fratture, fughe e ritorni, cercando al tempo stesso di non farsi sopraffare da un nuovo tipo di zombie più potenti, pericolosi e difficili da eliminare, ribattezzati T800, come il robot di nuova generazione di Terminator 2.
Non mancano per ognuno anche le sfide personali: Tallahassee (Harrelson) combattente implacabile e leader, esplora gioie e complicazioni delle dinamiche famigliari; il brillante e logorroico Columbus (Eisenberg) sempre più sicuro dei suoi sentimenti per la compagna Wichita (Stone), finisce per spaventare la ragazza, tanto abile nell’uccidere i morti viventi quanto allergica agli impegni sentimentali; mentre la sorellina di Wichita, Little Rock (Breslin), ormai giovane donna, non ne può più di ‘no’ e del non avere coetanei con cui relazionarsi.
In un percorso scandito dalla ormai sempre più lunga lista di regole di sopravvivenza (dalle 32 del primo capitolo sono arrivate a 73), coniata da Columbus (si spazia dalla necessità del ‘doppio colpo’ per eliminare i nuovi morti viventi a non avere paura di chiedere aiuto), i protagonisti fanno vari sorprendenti nuovi incontri. Fra questi, Madison (una bravissima Zoey Deutch), biondina un po’ svampita ma coriacea; il pacifista e neo-hippie Berkeley (Avan Jogia); una copia esatta del duo Tallahassee – Columbus, incarnata da Albuquerque (Luke Wilson) e Flagstaff (Thomas Middleditch, già protagonista della serie Silicon Valley), e l’indipendente e coraggiosa Nevada (Dawson), proprietaria di un motel/ santuario dedicato a Elvis.
Fleischer e gli sceneggiatori Rhett Reese, Paul Wernick e Dave Callaham, hanno lavorato per anni sul progetto e lo script; il film, pur perdendo lungo la strada un po’ di originalità, ripropone in maniera convincente l’armonia fra action, elementi horror/splatter e una commedia in diverse gradazioni, dalla satira sociale allo slapstick, alla family comedy. Non mancano anche un paio di riferimenti ad altri trionfi zombie degli ultimi anni, come The Walking Dead. Woody Harrelson, durante la promozione, oltre a dirsi, insieme agli altri protagonisti, più che disponibile a un terzo capitolo, ha scherzato sul perché gli zombie vadano così di moda: “Credo vediamo tutti dove il mondo sia destinato a finire – ha detto a Rolling Stone -. Ce ne sono già molti di zombie là fuori, hanno già invaso Washington e sicuramente anche la Casa Bianca”.
Il film, infine, riserva anche, come regalo, una spettacolare (in tutti i sensi) scena sui titoli di coda con un cameo molto speciale.

Giardino Giusti: Franceschini, mai abbassare guardia contro odio

09 novembre 201915:17

– “L’antisemitismo è la negazione delle basi della nostra democrazia. Ogni violenza, minaccia o atto vandalico contro persone e luoghi che rappresentano la diversità culturale e religiosa nel nostro paese è un attacco alla Repubblica italiana e non può essere sottovalutato. Mai abbassare la guardia contro l’odio è l’intolleranza”. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini commenta gli atti vandalici compiuti questa notte nel Giardino dei Giusti di Milano, da poco riqualificato e inaugurato alla presenza della senatrice a vita Liliana Segre.

In sceneggiatura il finale ‘scomparso’ di 8 e mezzoTra ‘tesori’ di iniziative a Rimini per centenario felliniano

BOLOGNA09 novembre 201915:22

– Un treno invece di un circo danzante, un viaggio dalla destinazione (forse) ignota anziché l’inizio di un gioco e di una festa: è la prima versione del finale di ‘8 e mezzo’, il capolavoro cinematografico di Federico Fellini. Un finale provvisorio che si può leggere nella sceneggiatura appartenuta a Lina Wertmuller, che del film fu assistente alla regia, e ora custodita nell’archivio della Cineteca Comunale di Rimini.
Il documento, ricco di appunti apportati dalla stessa Wertmuller, fresca di Oscar alla carriera e che mosse i primi passi al fianco di Fellini, rappresenta uno dei ‘tesori’ conservati dal Comune romagnolo che saranno valorizzati e riscoperti nel 2020, l’anno del centenario felliniano.
Tra i tesori rispolverati dall’archivio anche la prima sceneggiatura di Amarcord col titolo ‘Il borgo’, e ancora foto e documenti inediti. Saranno il cuore di alcune delle iniziative che segneranno l’anno del centenario del maestro. Tra gli appuntamenti la mostra itinerante ‘Fellini 100 e La dolce vita exhibition’, a Castel Sismondo dal 14 dicembre, ideata, progettata e messa in scena da Studio Azzurro e curata da Marco Bertozzi e Anna Villari. La mostra rappresenta una sorta di anticipazione, attraverso un sistema di ‘messe in scena’ come set cinematografici, del progetto del Museo internazionale dedicato a Federico Fellini, che si svilupperà tra Castel Sismondo, piazza Malatesta e cinema Fulgor.

Riccione Ice Carpet, Natale con Ezio Bosso ospite specialeEventi dal 23 novembre al 19 gennaio, investimento 950mila euro

RIMINI09 novembre 201916:29

– Natale e Capodanno a Riccione saranno lunghissimi, con eventi dal 23 novembre al 19 gennaio, in concomitanza con il Sigep alla Fiera di Rimini. Il cartellone del ‘Riccione Ice Carpet’ è stato presentato a Palazzo del Turismo dal sindaco Renata Tosi e dall’assessore Stefano Caldari che hanno parlato di “un Capodanno di città dove tutti, dalle scuole ai bagnini, dagli albergatori alle associazioni culturali e ai commercianti, sono stati coinvolti”.
Un investimento da 950mila euro per l’amministrazione che si occuperà di tutte le luci, inoltre in ogni quartiere ci sarà un albero di Natale. L’ospite per l’evento clou del Concerto degli Auguri, il 29 dicembre, è il maestro Ezio Bosso che dirigerà la Europe Philharmonic Orchestra a Palazzo dei Congressi.
Appuntamento gratuito come le due prove aperte al pubblico, dal 27 dicembre allo Spazio Tondelli. Per gli allestimenti, il concept grafico è dedicato a Fellini nei 100 anni della nascita, e alla filastrocca di Amarcord ‘le manine sono su e l’inverno non c’è più’.
Attesa per gli addobbi del salotto cittadino di viale Ceccarini che anche quest’anno avrà un lungo tappeto bianco ecologico, di materiale di riciclo e vedrà la proiezione di uno spettacolo di luci. Riconfermati la pista di ghiaccio, la casa di Babbo Natale e il villaggio di Natale che saranno inaugurati il 23 novembre, il 30 arriverà Babbo natale e il 7 dicembre con uno spettacoli di luci e musica si accenderà l’albero.
Non mancherà Deejay On Ice con concerti pensati dal direttore artistico Linus con la regia di Rudy Zerbi e che saranno presentati più a ridosso della festività. A loro è affidato il veglione di Capodanno in piazzale Ceccarini. Torna per il 1 gennaio il ‘Tuffo di Capodanno’, quando i più temerari faranno il primo bagno al mare del 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Mosca, censurato spettacolo tratto da Gianni Rodari
Lo denuncia il regista. Era ispirato a Le avventure di Cipollino

MOSCA09 novembre 201916:40

– Uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal celebre romanzo di Gianni Rodari ‘Le avventure di Cipollino’ è stato improvvisamente cancellato dal programma del festival internazionale teatrale per dilettanti ‘I Giovani ai Giovani’, che si tiene a Mosca, in quello che appare come un caso di censura. A denunciare il fatto è stato il regista dello spettacolo Alexander Tattari, in un post su Facebook (ripreso poi da molti media liberali russi).
A far scattare l’allarme, probabilmente, il titolo a forte sfondo politico, che richiamava la celebre frase pronunciata dal premier Dmitri Medvedev (“non ci sono soldi, resistete”) nel corso di un incontro con alcuni pensionati inferociti, in Crimea, dopo l’annessione. Lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena oggi ma, secondo Tattari, la direttrice del centro culturale Szena di Mosca, Angelica Petrova, lo ha contattato il 6 novembre per comunicargli la cancellazione. “Una cosa del genere non si può mostrare sul palcoscenico di un ente statale, abbiamo addetti, famiglie e mutui in banca”, avrebbe detto Petrova.

Echo The Bunnymen e Apparat al Barezzi FestivalA Parma dal 15 al 17/11 anche J.P.Bimeni, Vasco Brondi e Dente

PARMA09 novembre 201917:03

– Dagli alfieri del post-punk britannico Echo & The Bunnymen al producer Apparat, che ha trasformato Berlino nella capitale dell’elettronica, fino al “superstite del soul”, J.P.Bimeni, senza trascurare la musica italiana d’autore, rappresentata da Vasco Brondi, Dente e Renzo Rubino. Sono tra i protagonisti della 13/a edizione del Barezzi Festival, in programma dal 15 al 17 novembre a Parma. In cartellone anche il ‘french touch’ dei Nouvelle Vague, il folk rock di Scott Matthews, la musica da camera del Quartetto Coll’Arco e il djset di Marcellus Pittman.
Diretto da Giovanni Sparano, il festival dà avvio a un sodalizio con la Fondazione Teatro Regio, che da quest’anno ne cura l’organizzazione, diventa la sua casa e accoglierà la maggior parte degli eventi in calendario. Si comincia venerdì 15 con il cantautore e scrittore ferrarese Vasco Brondi, anima de ‘Le luci della centrale elettrica’, poi con Echo & The Bunnymen, di cui è uscito da poche settimane il nuovo album ‘The Stars, The Oceans & The Moon’.

Morto Bodei: cerimonia funebre in cortile ateneo PisaPresenti familiari, docenti, politici, studiosi, ex allievi

PISA09 novembre 201917:05

– Una celebrazione funebre per l’ultimo saluto al filosofo Remo Bodei, si è tenuta stamani nel cortile del Palazzo della Sapienza, all’università di Pisa, davanti a un centinaio di persone. Presenti, oltre ai familiari, docenti, politici, studiosi, ex allievi. “In un periodo storico e politico in cui sembrano dominare le frammentazioni e la mancanza di dialogo – ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – Remo Bodei aveva la capacità di unire ed era un autentico intellettuale del dialogo”. Secondo il direttore del Dipartimento di civiltà e forme del sapere, Pierluigi Barrotta, “Bodei aveva la straordinaria capacità di catturare sempre l’attenzione di chi lo ascoltava”, mentre Barbara Carnevali, ex allieva, ne ha ricordato la figura di accademico.

Per Letteratura e Economia.Premio alla carriera Giovanna Marini

COSENZA09 novembre 201918:51

– Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo) è la vincitrice della sezione Letteratura del Premio Sila ’49 giunto alla sua VIII edizione.
Durastanti, già finalista dell’edizione 2019 del Premio Strega, si è imposta sugli altri finalisti che erano Francesco Pecoraro Lo stradone (Ponte alle Grazie), Francesco Permunian Sillabario dell’amor crudele (Chiarelettere), Andrea Pomella L’uomo che trema (Einaudi) e Nadia Terranova Addio fantasmi (Einaudi).
La giuria che ha annunciato i vincitori ha premiato per la sezione Economia e Società Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto nell’Università Roma Tre, con il libro Manifesto per l’uguaglianza (Laterza).
Il Premio alla carriera è andato alla musicista e ricercatrice etnomusicale Giovanna Marini che sabato 30 novembre terrà una lectio magistralis dal titolo “Dalla campagna alla città”.
I riconoscimenti verranno consegnati a Cosenza nelle sale di Palazzo Arnone venerdì 29 e sabato 30 novembre 2019.

Con Bellocchio, Barrese e Selfie. Italia vola a EfaIn corsa anche Almodovar, Polanski e Lanthimos

09 novembre 201919:21

IL TRADITORE di Marco Bellocchio sbanca agli European Film Academy (EFA) con ben quattro nomination, ma vanno forte, sempre per l’Italia, SELFIE, documentario di Agostino Ferrente (L’Orchestra di Piazza Vittorio) nella categoria miglior Documentario dove è in corsa anche LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese. Un’edizione dominata quest’anno da grandi nomi come Pedro Almodóvar, Marco Bellocchio e Roman Polanski in testa alle nomination con quattro categorie ciascuno. È interessante poi notare che questo tris di film, DOLORE E GLORIA, IL TRADITORE e L’UFFICIALE E LA SPIA, hanno ottenuto le nomination nelle categorie europee più importanti: film, regia, sceneggiatura e attori (Antonio Banderas, Pierfrancesco Favino e Jean Dujardin).
Anche il regista greco Yorgos Lanthimos ha ricevuto quattro nomination per LA FAVORITA, già nominata nella categoria commedia europea a cui si aggiungono ora le categorie film, regista e attrice europea (Olivia Colman). Per quanto riguarda l’Italia, oltre IL TRADITORE di Bellocchio sul pentito Tommaso Buscetta, già candidato per l’Italia agli Academy Awards dopo le vendite in oltre 70 paesi e l’uscita negli USA con Sony Pictures, troviamo SELFIE con protagonisti Alessandro e Pietro due adolescenti del quartiere Traiano di Napoli che si filmano con un iPhone per raccontare il loro difficile quartiere, la loro vita quotidiana r la tragedia di Davide, ucciso a 17 anni ad un posto di blocco. In LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Barrese protagonista del documentario è Benedetta Barzini, madre del regista. Chi era la Barzini? La prima grande modella italiana icona degli anni Sessanta , che ispirò i più importanti fotografi e artisti dell’epoca come Andy Warhol, Richard Avedon, Salvador Dalì e Irving Penn. Non solo, femminista militante, scrittrice e docente universitaria, la Barzini decide a 75 anni, di lasciare tutto per raggiungere un luogo lontano. Il film racconta il tentativo da parte del figlio di trovare delle risposte e fermare nella memoria la vera essenza e autenticità di sua madre. Da segnalare poi come l’ultimo film di Céline Sciamma, RITRATTO DI UNA DONNA IN FIAMME, ha ben tre nomination: regista europeo (l’unica donna nominata), sceneggiatura e attrice. Sorprese, infine, dai registi esordienti Ladj Ly e Nora Fingscheidt, rispettivamente con LES MISÉRABLES e SYSTEM CRASHER nominati nella categoria European Film. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Berlino il sette dicembre anche se in precedenza, l’Academy presenterà i vincitori degli European Film Awards tecnici (nelle categorie cinematografia, montaggio, scenografia, costume, compositore e sound design).

Paolo Mieli, la storia va resa attraente per far breccia

09 novembre 201919:23

“C’è certamente un problema di scarsa conoscenza della storia nel nostro Paese, ma io sono convinto che la storia non vada imposta: bisogna renderla attraente per poter fare breccia anche tra i giovani. C’è una sciatteria delle classi dirigenti che si riempiono bocca dell’importanza della memoria e poi non fanno nulla, ma c’è anche una pigrizia nel modo di offrirla. Bisogna riconoscere che da questo punto di vista la Rai, e lo dico da esterno, nato e cresciuto sulla carta stampata, ha sempre avuto una marcia in più”. Paolo Mieli torna con la terza stagione di Passato e Presente, da lunedì al venerdì su Rai3 alle 13.15 e alle 20.30 su Rai Storia.
Si parte da lunedì 11 novembre con 115 nuove puntate. Le prime cinque saranno dedicate, in occasione del trentennale della caduta del muro di Berlino, alla fine di un mondo, quello comunista, dopo 50 anni di dominio sull’Europa orientale. Un muro crolla sotto l’assalto dei cittadini che ha diviso per 40 anni, un dittatore in fuga è catturato e fucilato, un sindacato clandestino stravince le elezioni e una superpotenza globale si dissolve ed esce dalla Storia. “Dalla caduta della Romania, a quella della Cecoslovacchia, fino alla fine dell’Unione Sovietica cercheremmo di dare un quadro ampio di quel cambiamento epocale”, spiega Mieli. Giovanni Sabbatucci apre la serie di cinque puntate con il racconto della divisione delle due Germanie, fino alla caduta del muro e alla successiva riunificazione tedesca, mentre la professoressa Krystyna Jaworska ripercorre le tappe del sindacato libero Solidarnosh fino all’elezione del suo leader Walesa alla presidenza. Ernesto Galli Della Loggia approfondisce, invece, la “rivoluzione di velluto” in Cecoslovacchia e Marcello Flores si sofferma sulla Romania, l’unico paese dove la fine del regime avviene in modo violento con l’esecuzione del dittatore Ceaucescu e della moglie.
L’ultima puntata, con il professor Adriano Rocucci, riguarda la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Nella nuova edizione aprirà ogni puntata una scenografia virtuale, realizzata in alta definizione, con una nuova time-line grafica per collocare i temi trattati nel giusto contesto storico. In ogni appuntamento Paolo Mieli e tre giovani studenti di storia si confronteranno sui temi del passato con storici e docenti universitari. “E’ una formula ormai sperimentata ed apprezzata – aggiunge il conduttore -. Credo sia l’unico programma della tv italiana dove i ragazzi contribuiscono al dibattito, dimostrando di avere competenze maggiori o uguali a quelle degli altri interlocutori. Li prendiamo dalle università di tutta Italia e quello che mi piace di più è che non hanno mai l’aria di chi ha imparato la lezioncina a memoria, ma intervengono puntualmente e in modo estremamente valido”. Dopo le prime cinque puntate sguardo aperto su tutta la storia. “Seguiremo un percorso per spaziare tra temi di storia antica, medievale e moderna, dalla scoperta dell’America in poi.
Rispetto a un programma come La grande storia, che basandosi sui filmati è costretto a concentrarsi sulla storia contemporanea, in questo caso possiamo aprire lo sguardo anche al passato remoto”. Oltre agli storici che collaborano con il programma, saranno coinvolti nel corso delle puntate esperti di temi specifici. “Devo ringraziare Silvia Calandrelli e Giuseppe Giannotti (rispettivamente direttore di Rai Cultura e di Rai Storia, ndr), oltre ad Alessandra Bisegna e Sara Chiaretti (autrici del programma, ndr) – prosegue Mieli -. La loro presenza dà un tocco in più al programma che raramente è realizzato da soli maschi. La sensibilità femminile credo sia una chiave vincente, anche perché sanno stare meglio in video”.

Duemiladiaciannove, torna Gabbani ma solo whattsapp

09 novembre 201919:40

Con Duemiladiaciannove torna Francesco Gabbani ma solo ‘clandestino’ su whattsapp. Il cantante infatti ha deciso di distribuire questo nuovo brano in modo ‘clandestino’ attraverso il passaparola degli smartphone che senza dubbio in questo momento rappresentano il mezzo più frequentato dagli italiani, soprattutto giovani. Il brano non si troverà sulle piattaforme quindi.
Insomma ‘Francesco ha deciso di scegliere questa sorta di catena di Sant’Antonio virtuale per vedere se funziona. Un regalo ai fan. Intanto in ‘2019 cantano ”sul bagnato ci piove”, nel video le immagini dei poster in strada o delle foto dei giornali di Matteo Salvini, Giuseppe Conte, di Papa Francesco, di Claudio Baglioni, Fabio Fazio, Carola Rakete, Barbara D’Urso, Di Maio, Greta, Renzi, Leonardo Di Caprio, Trump e molti altri in un coro, anche questo virtuale che scandisce gli avvenimenti principali dell’anno.

Lorenzo Mattotti incanta con i suoi orsi saggiIn sala l’opera prima dell’illustratore, tra le voci Camilleri

10 novembre 201911:58

– Dopo la consacrazione a Un Certain Regard a Cannes e il premio per la miglior regia ad Alice nella Città, arriva in sala il 7 novembre “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, debutto alla regia dell’illustratore Lorenzo Mattotti.
“Questa storia mi insegue da piu’ di 10 anni – ha raccontato Mattotti, classe 1954, bresciano di nascita ma ormai da oltre 20 anni parigino d’adozione – e da sei ci lavoro a intervalli regolari. Il vero problema era misurarsi con i disegni di Dino Buzzati che accompagnarono la prima edizione in libreria del romanzo. Sono datati 1945 ma hanno una freschezza e una modernita’ che non potevo copiare e di cui pero’ non potevo non tener conto. Ho scelto un tratto piu’ netto, sottratto dettagli, lavorato su un’idea pittorica che mi appartiene di piu'”. Uscito a puntate sul Corriere dei piccoli nel 1944 e poi, interamente rivisto, un anno dopo in libreria, il romanzo di Buzzati e’ una favola moderna sul contrasto tra la natura incontaminata e l’umanita’ tentatrice e rovinata dalla coscienza di sé. Seguendo con pudore la trama originale ma incorniciandola in un improvvisato spettacolo di marionette (che del resto era il solo adattamento precedente a questo film), Mattotti racconta di come, durante un gelido e imprevisto inverno siciliano, gli orsi delle montagne, sotto la guida di Re Leonzio, scendano a valle per cercare cibo nelle terre del Granduca di Sicilia. A spingere il re, in verita’, e’ soprattutto il desiderio di ritrovare suo figlio Leonzio, rapito dai cacciatori un anno prima. Con sprezzo del pericolo e l’aiuto di un alchimista mago, pur in inferiorita’ numerica, gli orsi vincono la guerra e si insediano in citta’. Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribu’ e spaventosi mostri, gli orsi finiscono pero’ per farsi contagiare dai difetti degli uomini, l’egoismo, la lussuria, la pigrizia, finche’ a pagare per tutti sara’ proprio Re Leonzio. Che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l’umanita’ e tornare tra i monti, dove e’ il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti. Solo una favola per bambini? “Non direi proprio – ha osservato Mattotti – anche se nel disegno ho cercato di conservare la fresca ingenuita’ che mi ha sedotto in Buzzati.
Del resto basta guardare a cosa siamo diventati oggi per capire che quella fiaba, scritta in tempo di guerra, parla a tutti noi”. Com’e’ il Mattotti regista rispetto al Mattotti illustratore ricercato in tutto il mondo? “Un timido artigiano che impara un mestiere nuovo: avevo fatto le prove generali con il film collettivo “Peurs du noir” del 2007, ma questa volta rischiavo da solo. Spero di non sfigurare e ho usato i soli strumenti che conosco bene: i colori, la luce, la sobrieta’ della linea. Mi considero soprattutto un colorista e il lavoro con Enzo D’Alo’ per ‘Pinocchio’ mi ha molto aiutato”.
Risultato finale: “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” e’ davvero un film e non un lungo fumetto srotolato anche se conserva il ritmo quasi fisso dei suoi meravigliosi quadri colorati. Bisogna accettarne il tempo narrativo, ma poi ci si immerge in un mondo fitto di suggestioni e il film, che per l’Italia e’ coprodotto da Indigo e avra’ la voce di Toni Servillo, Antonio Albanese e perfino Andrea Camilleri, e’ destinato a incantare anche il pubblico delle sale italiane dove esce grazie a Bim.

Sciarelli, con Dottori in Corsia “ma solo con il lieto fine”Per giornalista nuova sfida oltre Chi L’ha visto su Rai3 dal 16 novembre.

09 novembre 201911:06

– ” Prima di accettare ho messo un paletto, le storie che raccontiamo anche se hanno un inizio difficile, devono essere tutte a lieto fine”. Lo ha detto Federica Sciarelli in una conversazione telefonica (assente alla presentazione a Viale Mazzini per un problema personale) che guida l’appassionato racconto con interviste ai protagonisti della docuserie Dottori in corsia-Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, di Simona Ercolani, prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction. Dopo tanti anni, e ben 16 edizioni da lei guidate, è la prima volta che la giornalista (ex volto del del Tg3) esce dallo studio del programma (che continua a macinare ottimi ascolti ndr) che aiuta a cercare le persone scomparse in tutta Italia.
La prima di Dottori In Corsia sabato 16 novembre in prima serata 21:45 su Rai3. Si tratta di una puntata speciale della durata di un’ora e mezza seguita da 7 episodi di 50 minuti ciascuno la domenica in seconda sulla rete diretta da Stefano Coletta. La puntata del debutta darà il via alla nuova stagione “raccontando – spiega Sciarelli le vicende di (Alex, Anna, Giulia, Guido), piccoli pazienti, delle loro famiglie e dei professionisti che hanno accompagnato il loro difficile percorso di guarigione “ma ho chiesto che non si indugiasse troppo sul dolore, proprio perchè si tratta di bambini, dei loro genitori, alcune di queste coppie unite determinate delle autentiche rocce, per rimanere vicino ai figli in terapia mi hanno con pudore confessato di aver dormito in macchina. La mattina a svegliarli con il caffè il parcheggiatore. Ecco in questi piccoli gesti di solidarietà, c’è anche il bello di un Italia che non conosciamo, come centinaia di persone che donano ogni giorno l sangue senza venire a contatto con i piccoli pazienti o i genitori. Sciarelli ripercorre in questa prima puntata la storia di Alessandro Maria Montresor, conosciuto da tutti come “il piccolo Alex”, un bimbo arrivato dall’Inghilterra nel reparto di oncoematologia del Bambino Gesù di Roma nell’inverno del 2018: “Una storia- aggiunge la giornalista – che i suoi genitori Paolo e Cristiana hanno deciso di raccontarci”. Da tutto il mondo migliaia di persone sono scese in piazza per aiutarlo, rispondendo ad un appello lanciato sui social dal papà Paolo per cercare un donatore di midollo compatibile. Ad Alex infatti a 16 mesi viene diagnosticata una malattia genetica rara: l’HLH, patologia che colpisce il sistema immunitario, la cui unica cura possibile è un trapianto di midollo. Purtroppo però nonostante le migliaia di donazioni nessuna risulta compatibile con il piccolo Alex. “In verità – spiega ancora Sciarelli in Inghilterra non gli avevano dato speranza – per questo i medici ipotizzano un’altra disperata e pericolosa soluzione per salvargli la vita: tentare un trapianto di midollo con una persona che è compatibile parzialmente, cioè un genitore. In Europa l’unico centro che ha l’esperienza per tentare questa strada è proprio il reparto di oncoematologia del Bambino Gesù. Ma – aggiunge ancora la giornalista abbiamo voluto raccontare attraverso le telecamere questa di Alex anche perchè di questo bimbo non si era saputo più nulla dopo il trapianto del midollo, molti addirittura credevano che il silenzio fosse dovuto al fatto che il bambino fosse morto e invece Alex sta bene”. Federica intervista la mamma Cristiana e i medici protagonisti ripercorrendo tutta la storia dalla diagnosi al trapianto di midollo fino all’esame più importante – quello dei 100 giorni – e l’emozionante ritorno a casa della famiglia a Londra.”È la discesa dell’Everest” la definisce il padre. Ultima osservazione di Sciarelli “Ogni giorno ci capita di perdere la pazienza sul lavoro, nel traffico anche per delle stupidagini e farne dei drammi, ecco suggerirei a tutti di farsi una passeggiata o se hanno tempo a disposizione un pò di volontariato ogni tanto al Bambin Gesù. Chi entra vede quella realtà subito comprende quanto è fortunato, ogni minuto è prezioso, magari mandiamoci anche i nostri figli a portare un sorriso a questi bambini cosi’ coraggiosi”.
“Questo è un programma inserito nell’ottica del Servizio Pubblico. Non c’è voyeurismo” dice la direttrice di RaiFiction Eleonora Andreatta e “Federica Sciarelli naviga all’interno di questo mondo con sobrietà”. “Quello che ci tocca sono storie vere che non hanno niente a che vedere con tante fake news” spiega Mariella Enoc presidente del Bambin Gesù: L’ospedale funziona, è vicino alle famiglie. Andremo da papa Francesco. Simona Ercolani ricorda che il Bambino Gesù compie 150 anni.

Corrado Cagli, maestro di modernitàA Roma sguardo e ricerca di un artista a tutto campo

08 novembre 201916:23

Artista versatile che aveva ben chiaro che cosa significasse fare pittura, Corrado Cagli rifiutava di farsi ingabbiare nel recinto delle definizioni. “In arte una sola logica è dannosa”, scriveva giovanissimo nel 1933 sulla rivista Quadrante, diretta da Massimo Bontempelli, precisando di poter seguire senza problemi la pittura figurativa e l’ astrazione, le due logiche allora in contrapposizione.
Conosciutissimo e rispettato dai critici era un personaggio non facile, al quale la storia dell’ arte non ha riservato il posto che avrebbe meritato. Mettere a fuoco sulla base di questi presupposti la figura complessa del pittore anconetano guardandola con occhi nuovi è l’ obiettivo della mostra “Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni”, che la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale propone a Palazzo Cipolla, a Roma, fino al 6 gennaio 2020. Il curatore Bruno Corà, direttore della Fondazione Burri, ha selezionato in collaborazione con l’ Archivio Cagli una ricca antologia di 200 opere provenienti da istituzioni e collezioni private di prestigio per descrivere il percorso e l’ attività di un autore che si è messo alla prova a tutto campo.
“Il filo fondamentale del racconto è chiarire che Cagli, maestro indiscusso del Ventesimo Secolo, non è un eclettico, ma un artista che ha molto chiaro il concetto della logica artistica”, avverte Corà. La retrospettiva segue il percorso cronologico, dal Primordio negli anni Trenta della Scuola Romana, definizione coniata in occasione di una mostra a Parigi che presentava le sue opere insieme con quelle di Emanuele Cavalli e Giuseppe Capogrossi. Fu quello un punto di partenza che generò nuove energie, suggerisce il curatore. “Cagli va avanti, l’ antico secondo lui deve essere attualizzato e portato nel presente, la Storia deve servirci oggi non come fatto retrospettivo”. Il racconto procede anche per temi descrivendo il Cagli pittore, disegnatore, architetto scenografo, ceramista, creatore di arazzi, scultore. Un artista “leonardesco” dunque, o “copernicano” come lo definì Carlo Ludovico Ragghianti presentando la mostra straordinaria del 1972 con oltre 600 opere riunite a Palazzo Strozzi, a Firenze.
L’ appuntamento di Palazzo Cipolla riporta Corrado Cagli nella Capitale, “teatro della sua azione maggiore”, a 20 anni di distanza dall’ultima rassegna che nel 1999 gli dedicò la Galleria Arco Farnese. In mostra i primi lavori giovanili in maiolica, i dipinti a olio e con altre tecniche negli anni della Scuola di Roma (1928-1938), le prove neometafisiche elaborate tra il 1946 e il 1947 elaborate a New York, dove Cagli, di madre ebrea, espatriò in conseguenza delle Leggi Razziali; gli studi sulla Quarta dimensione (1949), i Motivi cellulari (1949), le Impronte dirette e indirette (1950), le Metamorfosi (1957 – 1968), le Variazioni orfiche (1957), la serie suggestiva delle Carte (1958 – 1963) e infine le Mutazioni modulari sviluppate fino alla metà degli anni Settanta.
Un campo d’ azione vasto che conferma l’attualità della lezione dell’ artista, “visto da molti – ha osservato Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – come esponente privilegiato di una via italiana alla modernità, alternativa al Futurismo da una parte e alla tradizionale arte del Novecento dall’altra. Una caratteristica fondamentale di Cagli è certamente lo sforzo continuo verso la contaminazione, cercando collaborazioni al di fuori dei confini di una singola disciplina: non solo con letterati ma anche con musicisti, architetti, matematici”.
La retrospettiva dà conto anche della ricerca dell’artista per dare una identità al “muralismo” italiano, in parallelo con quanto faceva Mario Sironi, e della censura che in parte prese di mira il ciclo di pannelli per l’Esposizione Universale di Parigi del 1937. Oltre agli arazzi, spazio è dedicato ai bozzetti architettonici della Fontana dello Zodiaco di Terni e a quelli del Monumento di Göttingen in Germania, e al monumentale cartone della pittura murale eseguita per la XXI Biennale di Venezia del 1938, Orfeo incanta le belve.
Durante la seconda Guerra Mondiale Cagli, che nel 1939 era divenuto cittadino americano, si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti e partecipò alla campagna d’ Europa e allo sbarco in Normandia. L’ artista tornò definitivamente in Italia nel 1948.
Morì a Roma nel marzo del 1976, nella sua casa all’Aventino.
Aveva 66 anni e venne sepolto nel cimitero ebraico della capitale.

Rivlin, inorridito dalle minacce a SegrePresidente di Israele scrive una lettera alla senatrice a vita

TEL AVIV10 novembre 201911:08

– Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha inviato oggi una lettera a Liliana Segre nella quale si dice “inorridito di aver sentito la notizia che minacce antisemite” contro la senatrice “abbiano reso necessario ricevere protezione per assicurare la sua incolumità”. “Sarebbe un grande onore mio personale e per lo Stato di Israele, accoglierti a Gerusalemme e in Israele”, scrive Rivlin. “La tua missione personale, la tua forza e il tuo coraggio sono modello per noi in Israele e per le comunità ebraiche in tutto il mondo”, aggiunge il capo dello Stato ebraico.

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