Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 57 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 12:41 DI DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019

ALLE 10:50 DI MERCOLEDì 13 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Scomparsi, si riparte da caso Mirella Gregori
Con P. Orlandi da 12/11. Sorella Gregori, 36 anni e ancora buio 10 Novembre 2019 12:41

È il 7 maggio 1983, un sabato pomeriggio di primavera. In via Nomentana 91, a Roma, suona un citofono. “Mamma, scendo cinque minuti”, dice Mirella Gregori, 15 anni. Sotto ci sarebbe Alessandro, un compagno delle medie per il quale ha avuto un debole. Mirella scende, sorridente, con la chioma di riccioli scuri e, forse, anche un po’ di batticuore. È l’ultima volta che la mamma la vedrà, perché quel pomeriggio Mirella svanisce nel nulla. Solo 44 giorni dopo, un’altra ragazza incontra lo stesso destino. Sempre a Roma, sempre a 15 anni. È Emanuela Orlandi e da allora le due storie si legano in una fitta rete di misteri. Mai risolti. È con lo speciale sul “caso” di Mirella Gregori che parte la terza stagione di “Scomparsi”, la docu-serie in onda da martedì 12 novembre alle 22 su Crime Investigation (Sky, 119), nuovamente con Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, su e giù per la penisola a incontrare familiari e amici di persone ancora oggi sparite nel nulla. “Quando sentimmo alla tv di Mirella – racconta lui – sembrava una situazione molto lontana da noi. Mio padre disse ‘a noi queste cose non succederanno mai perché non abbiamo una lira’. E invece poche settimane dopo scomparve Emanuela”.
“A che punto siamo? Che dopo 36 anni sto ancora cercando mia sorella”, aggiunge Maria Antonietta Gregori.

Pochissime le certezze, per un mistero che qualcuno custodisce da allora, continuando a proteggere i colpevoli. Ma chi sono? Mirella ed Emanuela sono davvero, come si pensò presto, vittime dello stesso intrigo di terrorismo, servizi e segreti e politica? “I dubbi e le domande sono tanti”, prosegue Maria Antonietta. “Spero davvero che questo speciale sia uno spunto di riflessione per chi vuole e chi può. Per chi c’era, per gli inquirenti, per chi oggi è adulto e potrebbe finalmente liberarsi e parlare”.

Addio Elda Lanza, prima presentatrice della tv

10 novembre 201917:32

La scrittrice e giornalista Elda Lanza, conosciuta al grande pubblico come prima presentatrice della Rai e poi come “nuova signora del giallo italiano” grazie al successo di ‘Niente lacrime per la signorina Olga’ , ‘Il matto affogato’, Il venditore di cappelli ed altri titoli ancora pubblicati dalla casa editrice Salani, è morta questa mattina a Castelnuovo Scrivia, dove ormai risiedeva da anni, dopo aver vissuto a lungo a Milano.
Ad annunciare la morte lo scrittore e giornalista Mariano Sabatini. ”Dopo una brevissima malattia, la prima presentatrice della tv (il termine fu coniato per lei), giornalista e scrittrice, si è spenta con accanto il figlio Max e il marito Vitaliano Damioli a Castelnuovo Scrivia, dove ormai risiedeva.
Questi ultimi dieci anni di intensa amicizia sono stati per me magnifici, impagabili, e sono orgoglioso di averla riportata in tv, visto che dopo averla tenuta a battesimo – dalle trasmissioni sperimentali della Rai nel 1952, e fino agli anni Settanta – se l’erano quasi dimenticata. Era tornata prima su La7 con Benedetta Parodi, e poi dalla Balivo, per una serie di tutorial a Detto fatto su Rai2. Sempre molto apprezzata e amata dal pubblico, per l’ironia, la cultura, la simpatia. Stesso discorso per i romanzi con Salani: oltre 100mila copie vendute.
Fino all’ultimo abbiamo parlato gioiosamente di lavoro, di progetti, di idee e, per fortuna, è riuscita a portare a termine e a vedere pubblicato ‘La farfalla pavone’ per la Lisciani Libri e ‘La Terza sorella” per Salani, entrambi da poco nelle librerie”.
Nata a Milano il 5 ottobre del 1924 aveva compiuto da poco 95 anni vissuti in modo intenso e segnati da tanti incontri con Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Walter Chiari, Dario Fo, Giorgio Gaber, Eugenio Montale. Femminista attiva e convinta aveva studiato alla Cattolica di Milano e poi alla Sorbona di Parigi. Nel 1952 aveva iniziato a lavorare per l’allora tv pubblica, ed era così stata la prima presentatrice televisiva italiana. Tv che poi aveva a lungo frequentato, spesso come opinionista in tema di galateo e buone maniere, suo il best seller ”Signori si diventa le nuove regole dello stile” per Mondadori, fino agli anni recenti e al debutto, nel 2012 come giallista..
“Non ho una ricetta, posso soltanto dire come è successo a me.
Sembrava una cosa qualsiasi. Non era una cosa qualsiasi: tumore al pancreas. Sicuramente faccio prima io ad andarmene che questo indesiderato a crescere e a farmi male. Una gara tra me e lui… vincerò io”, aveva scritto qualche giorno fa in un pezzo per il sito web con cui collaborava.

Strike, l’investigatore british nato da J.K RowlingSu Premium Crime, opere firmate con pseudonimo Galbrith

10 novembre 201916:29

La penna di J.K. Rowling non ha creato solo l’universo di Harry Potter, ma anche il detective Cormoran Strike, protagonista dei romanzi polizieschi scritti dietro lo pseudonimo di Robert Galbraith (nome de plume tenuto a lungo segreto e nonostante tutto il personaggio letterario fu subito amato dalla critica , certo una volta svelata l’identità dell’autrice le copie vendute aumentarono di ben il 4 mila per cento). Da queste opere (La via del male. Il richiamo del cuculo, Il baco di Seta e Bianco Letale – tutte edite in Italia da Salani) è nata la serie Strike – che sbarca per sette appuntamenti in prima serata su Premium Crime, ogni martedì dal 2 dicembre. L’investigatore, è un reduce della guerra in Afghanistan dove è stato ferito nel corpo e nello spirito (privo di una parte di una gamba per una ferita). La Rowling figura anche tra i produttori (Strike a debuttato su BBC1 per poi essere distribuita da Hbo negli USA e in Canada). La serie vede protagonista Tom Burke, che nei panni di Cormoran Strike interpreta un ex veterano diventato investigatore privato.
Figlio naturale di una rockstar tossica e schizzata l’uomo, che lavora in un minuscolo ufficio in Denmark Street, a Londra, è dotato di un’eccezionale capacità d’intuizione che, unita all’esperienza maturata nella Special Investigation Branch, lo rendono capace di risolvere casi impossibili. Su Strike vigila la segretaria Robin Ellacott, ventinovenne maga del trucco e del travestimento segretamente invaghita di Strike, ad impersonarla Holly Grainger, già vista ne I Borgia e Patrick Melrose.

Ballestra, viviamo nella frammentarietàIl nuovo romanzo ‘La nuova stagione’

10 novembre 201916:30

– SILVIA BALLESTRA, LA NUOVA STAGIONE (BOMPIANI, PP 273, EURO 17). I paesi del Centro Italia distrutti dal terremoto, le leggende e i miti legati alla terra, la campagna e la città. Silvia Ballestra ci porta in una dimensione sovrannaturale, arcaica, e nello stesso tempo profondamente concreta e attualissima nel suo nuovo romanzo ‘La nuova stagione’ in cui torna a casa, nelle sue Marche, e apre a nuove dimensioni. Un viaggio interiore e fisico partito sull’onda di quello che è successo con il terremoto in luoghi che “sono vicini e lontani nello stesso tempo” dice la scrittrice. “Si parla sempre di Amatrice, Norcia ma ci sono – spiega – tanti altri paesi delle Marche isolati, tristemente dimenticati come Camerino o Arquata del Tronto”. Quest’ultimo si racconta sia nato sulle pietre scagliate dalla Sibilla contro le fate che si attardavano a ballare il salterello con i pastori. “Questo aspetto un po’ magico dei territori volevo coniugarlo con l’oggi, con le monoculture, lo sfruttamento della terra con i veleni, con le coltivazioni intensive” sottolinea la scrittrice che ha esordito nel 1990 nell’antologia “Papergang, Under 25” di Pier Vittorio Tondelli.
“Sono abbastanza divisa tra dimensione cittadina e di paese.
Cerco di tenere insieme le due cose. Mi piacerebbe che in Italia le città dialogassero di più fra loro e con la provincia.
Milano sembra lontanissima da Roma, nelle Marche c’è una netto distacco tra la costa e la campagna, tra nord e sud. C’è una frammentarietà che non so a cosa ci porterà” dice la Ballestra che è originaria di San Benedetto del Tronto e vive a Milano.
Nel romanzo le sorelle Olga e Nadia sono legate alla terra che hanno ereditato e nello stesso tempo non vedono l’ora di disfarsene. Vengono da una famiglia che coltivava i campi ma le cose sono cambiate. Loro se ne sono andate, i loro figli sono cittadini del mondo, eppure provano una grande nostalgia di quei luoghi e, dopo il terremoto, anche un senso di protezione.
Compiono così un doppio viaggio: a ritroso, nella memoria, e poi nel presente, nella vita reale dove sono impegnate a vendere il terreno di famiglia. I possibili acquirenti sono ex mezzadri arricchiti o mezzi imprenditori della frutta dei quali la Ballestra ci regala degli indimenticabili ritratti umoristici.
“Questa è una storia di contraddizioni , in parte anche di una sconfitta. Le protagoniste non vorrebbero liberarsi di quella terra ma non vedono l’ora di vendere. La campagna non è una cosa semplice, è quasi impossibile da gestire ormai” sottolinea l’autrice di ‘Compleanno dell’iguana’, ‘Gli Orsi’ e de ‘La guerra degli Antò’ da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Riccardo Milani.
La scrittrice non lo immaginava ma ha scoperto “che c’è tanta gente che ha un pezzetto di terra, di campo, che apparteneva alla famiglia e ora è diventato un peso. Il nostro è un paese agricolo. La tendenza dagli anni ’70 in poi è stata di andare a inurbarsi. Questa è una storia di contadini”.
Ma qual è la nuova stagione che ci aspetta nell’era dei cambiamenti climatici? E qual è il nostro rapporto con la natura in questi anni di grandi trasformazioni? “Sono una grande fan di Greta Thunberg, sono felicissima che sia apparso questo movimento di giovani attivisti. I temi sono complessi e la loro richiesta è che la politica se ne occupi davvero, senza esitazioni. I ragazzi le risposte le vogliono subito perché in ballo c’è il loro futuro. Greta è stata attaccata perchè è giovane e donna. Le generazioni precedenti non avevano capito l’imminenza del problema” dice la scrittrice.
Voce narrante della storia è la cugina di Olga e Nadia e sono tante le donne de ‘La nuova stagione’, dalla madre delle due sorelle, Liliana, alle tre ex pazze del manicomio di Teramo, Santina, Luigia e Meri, all’omicidio di Giancarla. “Le donne o sono vessate oppure, nella gestione del lavoro a livelli più alti, sono escluse”ì dice la Ballestra. “La cosa che più mi avvilisce è la mancanza di visione del futuro. Mentre i ragazzi ci lavorano, ci pensano, la politica è miope, è sempre sul presente, sul tiriamo a campare” afferma la scrittrice che nel suo ampio tour di presentazioni sarà il 13 novembre al Modo Infoshop a Bologna, il 20 novembre alla libreria Tuba di Roma, il 27 alla Quodlibet diMacerata e il 28 alla Ubik Il Catalogo di Pesaro.

Arriva il Mahabharata in graphic novelL’epopea indiana con testi Carriere e illustrazioni Michaud

11 novembre 201914:23

– Si alleggerisce la maestosa impresa di leggere la mistica saga indiana de ‘Il Mahabharata’ finalmente disponibile in un graphic novel che mantiene la stessa intensità narrativa e forza espressiva.
Ci sono voluti oltre tre anni di grande lavoro da parte del disegnatore e fumettista Jean-Marie Michaud, che ha illustrato in migliaia di tavole i testi del grande sceneggiatore Jean-Claude Carrière , amico di Luis Bunuel, per fare dell’opera letteraria più estesa al mondo un graphic novel di 440 pagine. Circa 15 volte la Bibbia, scritta in sanscrito a partire dal IV secolo a.C., riveduta e arricchita per oltre 700 anni, ‘Il Mahabharata’ arriva nelle nostre librerie per L’ippocampo a cui va il grande merito di averlo pubblicato, nella traduzione dal francese di Fabrizio Ascani, ad un prezzo davvero contenuto (29,90 euro) per l’eccezionale valore del libro che parla di religione, politica, morale e cosmologia ma soprattutto di liberazione ede elevazione spirituale che secondo la tradizione indiana, sono i fini ultimi della condizione umana.
Complesso e labirintico il “grande poema del mondo” racconta la lunga e furibonda lite dinastica che contrappone i Pandava e i Kurava, due clan di cugini composti rispettivamente da 5 e 100 membri. Sedici i personaggi principali tra cui Krishna, manifestazione terrena del dio Vishnu, che per la prima volta nel Mahabharata fa la sua comparsa nella mitologia indiana e sarà lui a rivelare nella Bhagavad Gita, “Il canto del Signore” ,i misteri del rapporto fra Dio e l’uomo e il loro reciproco amore. La vicenda si svolge tremila anni avanti Cristo.
Opera cardine dell’induismo il Mahabharata è stato a lungo misconosciuto in Occidente e da questa straripante epopea sono derivate le migliaia di credenze e leggende dell’anima indiana che imprimono nel cuore degli uomini il Dharma, la sacra legge che governa il mondo.

Cinema: a sorpresa Midway vince a box office UsaSegue Doctor Sleep, che era al top nelle previsioni.

10 novembre 201918:28

– Il film sulla seconda guerra mondiale “Midway” ha segnato una vittoria a sorpresa al botteghino sul sequel di “The Shining” “Doctor Sleep” questo fine settimana. Domenica l’epopea di guerra del regista Roland Emmerich ha guadagnato circa 17,5 milioni di dollari nei cinema nordamericani per conquistare il primo posto nelle classifiche.
Verso il fine settimana, gli esperti si aspettavano che il primo posto andasse alla Warner Bros per “Doctor Sleep”, l’adattamento da Stephen King con Ewan McGregor. Ma ha incassato solo 14,1 milioni di dollari, quando si aspettava un incasso oltre i 25. “Playing With Fire”, diretto da John Cena, ha esordito al terzo posto con 12,8 milioni, mentre la commedia romantica “Lo scorso Natale” con Emilia Clarke ha conquistato il quarto posto con 11,6 milioni.

Cavallaro racconta Sciascia l’ereticoLe battaglie e le lezioni civili di un “siciliano scomodo”

PALERMO11 novembre 201912:18

FELICE CAVALLARO, ‘SCIASCIA L’ERETICO. STORIE E PROFEZIE DI UN SICILIANO SCOMODO’ (Solferino, pag 298, 17,00 euro).
Non era uomo di passioni. Ma di pensieri originali, di intuizioni lucide e di scelte anticonformiste. In una parola: un eretico. E questo è il ritratto di un grande scrittore del Novecento che Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera, traccia con un ricco campionario di fatti e ricordi personali nel suo libro “Sciascia l’eretico. Storie e profezie di un siciliano scomodo”, edito da Solferino . A trent’anni dalla scomparsa, le sue lezioni civili tra ragione e diritto mantengono tutta la loro forza e toccano temi cruciali della vita pubblica che appaiono ancora oggi di una bruciante attualità. Cavallaro li ripercorre tutti: dalla mafia che cambia in sintonia con i nuovi interessi criminali alla corruzione, dalle ingiustizie della giustizia al caso Moro, dal difficile rapporto con il Pci agli affilati colpi al sistema di potere della Dc, fino ai “professionisti dell’antimafia”, l’ultimo fronte polemico che Sciascia aveva aperto attirandosi attacchi astiosi e intolleranti. Ci fu anche chi lo pose “fuori dalla società civile” e chi lo definì un “quaquaraquà”, l’ultima categoria umana priva di dignità che Sciascia aveva descritto nel Giorno della civetta. Cavallaro propone una biografia intellettuale e umana di Sciascia vivificata da una conoscenza personale cominciata come vicini di casa nella campagna di contrada Noce a Racalmuto, la Regalpetra che lo scrittore amava e aveva descritto come metafora del Paese, e proseguita lungo gli itinerari del giornalismo. Tra cultura e politica tanti sono gli snodi che lo scrittore ha toccato. E tanti i rapporti intrecciati. Cavallaro ne offre una rassegna ragionata ripescando negli archivi della memoria intanto le tracce delle relazioni intellettuali e degli scambi culturali con Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Enzo ed Elvira Sellerio. Difficile nel caso di Sciascia tracciare un confine tra la dimensione culturale e la lettura politica della società. Il suo metro di giudizio era dato dall’autonomia dell’illuminista volterriano che cercava solo e sempre la verità. E in suo nome era pronto anche a rotture dolorose. Clamorosa quella con Renato Guttuso, che sullo sfondo del caso Moro sfiorò anche Enrico Berlinguer e chiuse il suo dialogo con il Pci così pieno di tormenti per aprire un canale con i radicali di Marco Pannella. Un approdo facilitato dal caso di Enzo Tortora che per Sciascia era diventato l’emblema dell’ingiustizia, il nervo scoperto del sistema Italia. Il libro attraversa la vita dello scrittore, ne racconta battaglie e inimicizie. Descrive l’eredità di un uomo abituato a vivere e a pensare da eretico. L’assenza della sua voce è per Cavallaro un grande vuoto: “Avremmo ancora molto bisogno di Sciascia, del suo pessimismo, del suo moralismo illuminista, del suo ragionamento, delle sue battaglie contro pupi, mezzi pupari e pupari”.

Ligabue, evento 30 anni carriera apre arena CampovoloIl 12 settembre 2020 data unica inaugura RCF Arena Reggio Emilia

11 novembre 201911:19

– ”Campovolo è il posto dove festeggeremo i 30 anni di carriera, è il posto delle nostre feste e delle nostre ricorrenze. Cercheremo di comprimere 30 anni in una serata sola, non sarà facile, anche perchè lo faremo insieme a tutti i musicisti e tutte le band con cui in questi anni ci siamo incrociati. E qua vicino stanno costruendo la fatidica arena dove sarà più facile assistere ai concerti e con quel concerto, il 12 settembre 2020 avremo il piacere di inaugurarla. 12 settembre 2020 30 anni in un giorno”. Così Luciano Ligabue, direttamente da Campovolo, annuncia sui social il concerto-evento del prossimo anno. Festeggerà i 30 anni della sua straordinaria carriera, iniziata nel 1990 con l’album omonimo, e anche i 15 anni dal suo primo mega concerto in quel di Campovolo a Reggio Emilia che negli anni lo ha visto protagonista, più volte, con eventi entrati a pieno titolo nella memoria collettiva della grande musica live italiana. . La Festa si terrà in uno spazio totalmente nuovo e creato rigorosamente ad hoc per la musica al Campovolo, denominato RCF Arena Reggio Emilia, attrezzato per ospitare fino a 100.000 persone (con una pendenza del 5% per garantire una visuale e un’acustica ottimali). Sarà appunto LUCIANO LIGABUE a inaugurare la RCF Arena Reggio Emilia il 12 settembre 2020 (inizio concerto: ore 20.30) in un evento live in data unica (prodotto e organizzato da Riservarossa e Friends & Partners).

Subito in vetta al box office Le ragazze di Wall StreetEntrano al sesto e settimo posto Gli uomini d’oro e Parasite

11 novembre 201912:17

Subito in vetta al box office del week end ‘Le ragazze di Wall Street’, la scanzonata e feroce commedia sull’avidità e il sogno dell’arricchimento facile con Jennifer Lopez nel ruolo dell’esperta spogliarellista Ramona.
Ispirato a una storia vera, il film, secondo i dati Cinetel, guadagna in quattro giorni 1.563.233 euro e fa scivolare al terzo posto ‘La famiglia Addams’ che nel fine settimana ottiene 1.150.218 euro per un totale in due settimane di 4.951.170 euro.
Saldo al secondo posto ‘Il giorno più bello del mondo’di e con Alessandro Siani con 1.278.949 euro per un totale in 2 settimane di 4.753.994 euro. Al quarto posto ancora Joker con Joaquin Phoenix che questo week end guadagna 741.647 euro per un totale in sei settimane di 28.108.1992 di euro.
Tre new entry: al sesto posto ‘Gli uomini doro’ di Vincenzo Alfieri con Fabio De Luigi che ci porta nella Torino degli anni ’70, dove Luigi, conducente del furgone che ogni giorno trasporta i valori degli uffici postali, progetta la rapina perfetta, che si conquista in quattro giorni 428.139 euro, al settimo l ‘esilarante e spietata commedia nera sullo sfondo della Corea di oggi, ‘Parasite’ di Bong Joon Ho, Palma d’oro a Cannes,con 390.093 euro in quattro giorni. E all’ottavo ‘Motherless Brooklyn – I segreti di una città’ di e con Edward Norton e con Bruce Willis, ispirato al romanzo di Jonathan Lethem, ambientato in una New York a ritmo di jazz, che guadagna 361.097 euro in quattro giorni. Balza dal venticinquesimo al nono posto il corale ‘La Belle Epoque’ di Nicolas Bedos, con Fanny Ardant e Daniel Auteuil che nel week end registra 339.214 euro.
Chiude la top ten ‘L’uomo del labirinto’ di Donato Carrisi con Toni Servillo e Dustin Hoffman che guadagna 331.566 euro nel week end per un totale in due settimane di 1.749.145 euro.
Il botteghino italiano scende a 8.928.045 euro con un calo del -48% rispetto allo settimana scorsa e una crescita del 21.41% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

KISS in concerto all’Arena di Verona il 13 luglioTappa italiana per il tour d’addio mondiale della band ‘END OF THE ROAD WORLD TOUR’

11 novembre 201918:48

Dopo una carriera leggendaria durata 45 anni, i KISS annunciano il loro ultimo tour mondiale, END OF THE ROAD WORLD TOUR. La band farà tappa anche in Italia con un’unica data il 13 luglio 2020 nella splendida cornice dell’Arena di Verona.Conosciuti per lo stile unico e inimitabile, i KISS dominano da oltre quattro decadi la scena del rock ‘n’ roll mondiale portando in scena concerti iconici e spettacolari. Entrati a far parte della Rock and Roll Hall of Fame,  hanno venduto oltre 100 milioni di dischi nel mondo.
“Tutto quello che abbiamo costruito e conquistato nelle scorse quattro decadi non sarebbe stato possibile senza i milioni di persone nel mondo che ci seguono e sono venute a vederci nei club, nelle arene e negli stadi durante tutti questi anni. Questa sarà l’ultima celebrazione per tutti coloro che ci hanno già visto e l’ultima occasione per quelli che non lo hanno ancora fatto. Stiamo per salutarvi con il nostro tour d’addio e il più grande show di tutti i tempi. Ce ne andiamo esattamente come siamo arrivati: senza rimpianti e inarrestabili!”.KISSWORLD – THE BEST OF KISS è uscito a gennaio e riunisce 20 dei brani più amati della band in un unico album, tra cui “I Was Made For Lovin’ You”, “Rock and Roll All Nite” e “God Gave Rock ‘N’ Roll To You II” oltre alle hit “Beth” e “Detroit Rock City”.

Cinema: a sorpresa Midway vince a box office UsaSegue Doctor Sleep, che era al top nelle previsioni.

10 novembre 201918:28

– Il film sulla seconda guerra mondiale “Midway” ha segnato una vittoria a sorpresa al botteghino sul sequel di “The Shining” “Doctor Sleep” questo fine settimana. Domenica l’epopea di guerra del regista Roland Emmerich ha guadagnato circa 17,5 milioni di dollari nei cinema nordamericani per conquistare il primo posto nelle classifiche.
Verso il fine settimana, gli esperti si aspettavano che il primo posto andasse alla Warner Bros per “Doctor Sleep”, l’adattamento da Stephen King con Ewan McGregor. Ma ha incassato solo 14,1 milioni di dollari, quando si aspettava un incasso oltre i 25. “Playing With Fire”, diretto da John Cena, ha esordito al terzo posto con 12,8 milioni, mentre la commedia romantica “Lo scorso Natale” con Emilia Clarke ha conquistato il quarto posto con 11,6 milioni.

Cosmesi made in Italy, successo ad Hong Kong, export +23%A Cosmoprof Asia 100 imprese italiane, trend da Cosmetica Italia

11 novembre 201913:33

– La cosmesi made in Italy piace sempre di più nei paesi dell’area del Sud-Est Asiatico e Pacifico.
Nell’ultimo anno l’export dei nostri prodotti di bellezza verso Hong Kong è infatti cresciuto del 23 % superando i 244 milioni di euro. Secondo paese di sbocco la Cina dove l’export italiano nel 2018 è aumentato del 19,3% per un valore di circa 63 milioni di euro.
Le donne asiatiche amano in particolare i prodotti illuminanti e gli sbiancanti per viso e corpo, i profumi e il trucco nostrani.
Le eccellenze di circa 100 imprese italiane sono esposte alla 24esima edizione di Cosmoprof Asia, la più importante fiera delle industrie della bellezza nell’area Asia-Pacifica dal 12 al 15 novembre ad Hong Kong. Oltre 50 imprese sono rappresentate dall’associazione Cosmetica Italia che promuove e sostiene le opportunità di business anche di una ‘Collettiva’ di espositori italiani in collaborazione con ICE Agenzia. L’associazione ha effettuato una puntuale analisi sul mercato del made in Italy ed i trend beauty del mondo asiatico. Spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia: “L’Asia si conferma una importante area di destinazione dei cosmetici italiani e, globalmente, nel 2018 le esportazioni verso il continente asiatico hanno raggiunto un valore di 874 milioni di euro, pari al 18% delle esportazioni di cosmetici made in Italy nel mondo.
Si tratta di un mercato con interessanti prospettive non solo per i grandi volumi generati, ma anche per i costanti ritmi di crescita”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Colletta National Gallery per comprare Mosè di Gentileschi
Opera vale circa 20 milioni di sterline, al museo ne mancano 2

LONDRA11 novembre 201913:55

– La National Gallery di Londra lancia una raccolta pubblica online di fondi per cercare di mettere insieme il denaro che le manca per completare l’acquisto del Ritrovamento di Mosè di Orazio Gentileschi, unica opera del pittore pisano vissuto fra ‘500 e ‘600 ospitata nelle sue sale.
L’annuncio è stato dato in una nota diffusa dal celebre museo (diretto dall’italiano Gabriele Finaldi). Il quadro, concesso in prestito da ormai una ventina d’anni da un collezionista privato alla Gallery, che vanta un diritto di prelazione ormai in scadenza, è valutata 22 milioni di sterline (oltre 25 milioni di euro). L’istituzione ne deva pagare, sottratte le detrazioni fiscali, quasi 19,5 milioni, ma tra fondi propri, contributi pubblici britannici e soprattutto di grandi sostenitori privati, ne ha in cassa circa 17,4 milioni: i 2 mancanti spera di raccoglierli attraverso singole donazioni private, eseguibili presso il suo sito ufficiale sotto l’hashtag #SaveOrazio.
Altrimenti il quadro potrebbe finire fuori dal Regno Unito.
Il Ritrovamento di Mosè è stato valorizzato dalla National Gallery in esibizioni in cui ha potuto essere proposto al pubblico accanto ad altre opere del barocco italiano di artisti come Caravaggio o Guido Reni. In anni recenti le è stato inoltre affiancato l’autoritratto nelle vesti di Santa Caterina di Alessandria dipinto dalla non meno celebre figlia di Orazio, Artemisia Gentileschi, acquisito nella collezione dello stesso museo londinese. Il quadro ha un legame stretto con la capitale britannica. Fu infatti commissionato attorno al 1630 dopo l’approdo del pittore alla corte di Carlo I d’Inghilterra – ultima e più infelice stagione di una vita segnata in precedenza da un lungo girovagare tra diverse città italiane e quindi da una tappa a Parigi presso la corte del re di Francia – su ordine della regina consorte Enrichetta Maria: per celebrare la nascita in casa Stuart dell’erede al trono, il futuro Carlo II.

Guenzi, da musica a set amo raccontare libertàGira 1/o film da attore. X factor? ‘Formula un po’ anacronistica

1 novembre 201913:56

– Il teatro è il primo amore, che continua a frequentare come attore in diversi spettacoli: poi per Lodo Guenzi sono arrivati la musica come frontman de Lo Stato Sociale, e la televisione, come giudice per una stagione a X factor e due anni da conduttore del Primo maggio. Ora debutta da attore anche al cinema, come protagonista, con Jacopo Costantini e Matteo Gatta, di Dittatura Last Minute, opera seconda di Antonio Pisu prodotta da Genoma Films, in uscita nel 2020. E’ un road-movie ambientato nel 1989 in Romania alla vigilia della caduta del muro, e della fine del regime di Ceausescu.
“Il film indaga sull’unica cosa di cui ha senso parlare anche nelle canzoni, il tema della libertà in tutte e sue le vesti – dice Guenzi, al telefono da Brasov, in Romania dove sono in corso le riprese -. Si racconta un passaggio tra epoche, che ha come centro quell’anno fatidico, il 1989. Il tutto dalla prospettiva di tre 25enni cesenati che partono con la voglia di fare vacanze avventurose e si ritrovano a scoprire cose del mondo che mai avrebbero pensato di conoscere”. La sfida del film “era talmente particolare e rischiosa che è andata un po’ a sovrapporsi alla possibilità di continuare a X factor – dice -. Mi divertirei anche a rifarlo, ma considerando che ormai ogni anno escono almeno una decina di nomi nuovi, capaci di fare subito i sold out e arrivare ai primi posti in classifica, una trasmissione di cover ha qualcosa di leggermente anacronistico.
E’ nei miei progetti tornare a fare tv, ma con un gioco più proprio” .

Segre a Lugano per concerto diretto da Pappanol saluto al maestro e ai musicisti al termine dello spettacolo

11 novembre 201914:00

– Serata di grande musica ieri a Lugano per Liliana Segre, sotto scorta da alcuni giorni dopo le minacce antisemite subite recentemente. La senatrice a vita ha preso posto tra il pubblico che ha gremito il Lac, la principale sala da musica della città, per assistere al concerto diretto da Antonio Pappano con l’Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nell’ ultima data della loro trionfale tournèe europea. Liliana Segre, che era in compagnia di una amica, al termine dello spettacolo ha salutato il maestro anglo-italiano e alcuni musicisti che le hanno manifestato la soddisfazione particolare di aver suonato sapendola tra gli spettatori. Nella tournèe, cominciata il 4 novembre a Parigi con un sold out proseguito nei cinque appuntamenti successivi in Svizzera, Pappano ha diretto l’ orchestra nel primo concerto di Liszt con la straordinaria pianista Martha Argerich alla quale in alcune date si è alternato il pianista Francesco Piemontesi per il primo concerto di Chopin, proponendo poi l’ Ouverture da Euryanthe di Weber e la seconda sinfonia di Schumann.

Danza: Natalie Wagner in Puglia tra sensori, app e desideriCoinvolge in progetto interattivo pubblico duetto Human Design

BARI11 novembre 201914:40

– La coreografa svizzera Natalie Wagner è in Puglia per una serie di appuntamenti, al via con una residenza al Lab Urbano Rigenera di Palo del Colle (Bari), che il 15 novembre ospiterà il duetto Human Design, frutto di un progetto tra danza e telecomunicazione. Qui Wagner esamina il desiderio umano di perfezione, “obiettivo irraggiungibile”: un “affare ambivalente, come la vita”, rileva in una nota. Nel portarlo in scena – il 15 alle 19:30, per la rassegna ‘A Maglie Larghe’ di Factor Hill fra arte e scienza – coinvolgerà 10 spettatori volontari, collegati a un’app con dei sensori, che compileranno anche un questionario. La Wagner intende così “ricevere quante più informazioni fisiche dal pubblico durante la performance”, per comprendere come il corpo reagisce a quello che percepisce”, anche se “non esiste una reazione errata o corretta. L’importante è essere lì insieme”. Wagner sarà poi al weekend di formazione del Network Internazionale Danza Puglia il 16 e 17 novembre all’Accademia Kaloc di Modugno (Bari).

Musica: cittadinanza onoraria di Napoli a Bruno VenturiniDe Magistris, un grande interprete della musica partenopea

NAPOLI11 novembre 201915:45

– Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha conferito la cittadinanza onoraria a Bruno Venturini, interprete della canzone napoletana nel mondo.
”E’ una giornata importante per la musica napoletana nel mondo perché viene riconosciuta la cittadinanza onoraria a un grande interprete contemporaneo – ha detto il sindaco de Magistris – un’artista che ha venduto oltre 100milioni di dischi nel mondo cantando Napoli”.Venturini, pseudonimo di Bonaventura Esposito, nato a Pagani, è stato il primo artista occidentale invitato in Cina, ed ha al suo attivo una lunga serie di dischi di platino e d’oro. Una carriera – ha spiegato Venturini – influenzata da Sergio Bruni, Michele Galdieri, Enrico Caruso, Salvatore Di Giacomo, Roberto de Simone che – dice – ”mi ha insegnato la vera musica”. Venturini, negli anni, si è esibito per la famiglia reale inglese, Gorbaciov, Clinton, il re di Spagna, Juan Carlos, e Papa Giovanni II. Per festeggiare il riconoscimento il 13 novembre concerto gratuito al Politeama di Napoli.

Bologna si tinge di ‘giallo’, un festival tra libri e tvIl 16 e 17 novembre appuntamento con Carlo Lucarelli e Vito

BOLOGNA11 novembre 201915:45

– Un festival per riflettere su come letteratura, cinema e tv trattano il ‘giallo’, insieme a esperti e grandi autori tra i quali Carlo Lucarelli e Marco Malvaldi. Il 16 e il 17 novembre, a Bologna, arriva la prima edizione di ‘Giallo Festival’, al Sympò, in via delle Lame 83.
Tra i tanti ospiti anche il regista Alessandro D’Alatri: dopo la serie tv ‘I bastardi di Pizzofalcone’, racconterà in anteprima la nuova fiction a cui sta lavorando. Carlo Lucarelli e Stefano Bicocchi, in arte Vito, sveleranno invece i segreti de ‘L’ispettore Coliandro’. Il comico è anche il protagonista del thriller ‘Buono da morire’: nel libro, scritto dal collettivo bolognese Rems, Vito-Bicocchi si sdoppiano come Dottor Jekill e Mister Hide. Spazio anche alla cronaca con l’incontro sulla Uno Bianca insieme a Carmelo Pecora e Maurizio Matrone, ex poliziotti oggi scrittori. Organizzato dalla Damster-Edizioni del Loggione, col contributo di Bper Banca, ‘Giallo Festival’ ha il patrocinio della Regione e del Comune di Bologna.

A Genova nasce l’archivio del Pci, con inedito Palmiro TogliattiPresidente Fondazione Diesse: ‘Anche fogli clandestini de L’Unità’

GENOVA11 novembre 201919:06

Nessuna operazione nostalgia e tantomeno il ‘come eravamo’ formato museo: l’archivio della Fondazione Diesse che racconta il Partito comunista genovese è un omaggio alla storia del partito dei lavoratori che a Genova ha avuto grande peso culturale, politico e sociale. Nasce in una sede storica che fu del Pci, quella di via Cantore a Sampierdarena che è stato teatro nel 1921 del primo congresso nazionale della Federazione giovani comunisti italiani, la Fgci.
E contiene reperti storici importanti come un inedito di Palmiro Togliatti che si rivolge ai lavoratori genovesi invocando l’unità della sinistra, alcune lettere di Sandro Pertini, foto d’epoca, i documenti falsi di un partigiano che combatté in Spagna la guerra civile tra repubblicani e franchisti.Ci sono anche alcuni fogli ciclostilati de L’Unità, di quello che diventerà un grande quotidiano: “Allora – ha detto il presidente della Fondazione Diesse Ubaldo Benvenuti – chi fosse stato trovato in possesso di quei fogli sarebbe stato arrestato”.
Tra le cose che saranno esposte, le bandiere rosse con la falce e martello, il simbolo dei lavoratori. Tra queste, la bandiera della sezione di Buranello dedicata a Ernesto Jursé, uno dei partigiani massacrati dai fascisti tra il 14 e il 16 gennaio 1944 nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela’.L’archivio, che contiene documenti che ripercorrono le trasformazioni del Pci in Pds e Ds, sarà consultabile da chiunque, privati cittadini e studiosi. Con la speranza che chi ha conservato i pezzi di una storia che, volenti o nolenti, appartiene al Paese possa riempire una teca vuota.

Prodigi, cuore e musica in Tv per i bimbi dell’UnicefSu Rai1 il 13/11, con Insinna e Autieri 9 piccoli artisti

12 novembre 201910:09

Dalle periferie del mondo a quelle di casa nostra, seguendo un percorso che parla di sogni e riscatto, passione per l’arte e solidarietà: torna per il quarto anno “Prodigi – La musica è vita”, il programma di Rai1, in collaborazione con Unicef ed EndemolShine Italy, che il 13 novembre andrà in onda in prima serata sulla rete ammiraglia della Rai. Alla conduzione ci saranno Flavio Insinna con Serena Autieri e la ‘mascotte’ Giulia Golia, che l’anno scorso aveva partecipato al programma come cantante, pronti ad accompagnare il pubblico alla scoperta dei 9 giovanissimi, incredibili talenti (i prodigi, appunto) di questa edizione: i ballerini Davide, Eleonora e Rachele, i cantanti Laura, Manuel e Mattia Francesco, i musicisti Emanuele, Filippo e Matteo, tutti dagli 8 ai 15 anni, si esibiranno al cospetto della giuria composta da Arisa (per il canto), Rossella Brescia e Luciano Cannito (per la danza), Peppe Vessicchio (per la musica; il Maestro è anche direttore artistico) e, nel ruolo di segretario speciale, Nino Frassica. I tre finalisti (uno per categoria), scelti dai giurati, si contenderanno una borsa di studio offerta dall’Unicef Italia: a decretare il vincitore assoluto sarà una giuria di 100 esperti. Nel corso della serata, in cui i piccoli artisti saranno accompagnati dall’orchestra giovanile Sesto Armonico diretta dal Maestro Matteo Parmeggiani, ci sarà spazio però anche per il racconto di tante storie di bambini e ragazzi di Paesi in difficoltà che, proprio come i protagonisti di Prodigi, hanno trovato nella musica, nel canto e nella danza più di una passione, ma una strada di speranza per conquistarsi un futuro migliore. Sul palco di Rai1 si esibiranno alcuni bambini di Gambia, Panama e Sierra Leone e ci saranno le testimonianze “sul campo” di tanti ospiti d’eccezione: Roberto Mancini, CT della Nazionale e Goodwill Ambassador Unicef parlerà della sua esperienza in Giordania, i testimonial Geppi Cucciari, Rossella Brescia e Luciano Cannito racconteranno i loro viaggi rispettivamente in Gambia e a Panama, e poi Alessandra Mastronardi, Goodwill Ambassador, parlerà delle famiglie siriane che vivono nei campi per rifugiati in Libano. E poi ancora si esibirà la musicista, educatrice e attivista Sona Jobarteh e verrà trasmesso un video che Ultimo, nuovo Goodwill Ambassador Unicef, ha realizzato con i bambini di una scuola del quartiere San Basilio di Roma, dove il cantante è cresciuto. Come sempre quindi nel format – che ha visto crescere gli ascolti dall’11% della prima edizione al 16% dello scorso anno – lo spettacolo si intreccia alla solidarietà, la gara tra talenti all’amore per gli altri: una ricetta vincente da ogni punto di vista, sia “per i dati commerciali che per quelli ‘solidali’, perché la raccolta fondi e l’indotto che si crea è sempre più importante. Con Prodigi mettiamo in pratica la vocazione del servizio pubblico, quella di offrire l’intrattenimento gradevole e i contenuti importanti”, spiega Claudio Fasulo, vicedirettore di Rai1. Anche per i conduttori “Prodigi” rappresenta, al di là dell’impegno professionale, un progetto necessario, in cui lavorare con il cuore: “Dopo un anno non pensavo avremmo avuto ancora più filo spinato, guerre e bombe: io che sono un uomo fortunato credo che la fortuna la devi rimettere in circolo”, spiega Flavio Insinna, conduttore dalla seconda edizione, “mi viene naturale dare una mano ed è bello far recuperare al nostro mestiere la dimensione dell’altro, della cura”. “Ci siamo divertiti e commossi: da mamma e da donna ho accettato subito questa opportunità”, dice Serena Autieri, “ho conosciuto talenti straordinari e mi sono messa dalla loro parte perché anche io ho iniziato questo lavoro da bambina”. “Ai bambini in difficoltà l’Unicef offre cura e protezione, ma anche di poter realizzare i propri sogni attraverso l’arte, la musica e la conoscenza”, afferma il presidente Unicef Italia Francesco Samengo, “tutti devono avere le stesse opportunità, a prescindere dal luogo di nascita”. Come sempre, il pubblico potrà sostenere la campagna di raccolta fondi dell’Unicef (promossa dalla Rai dall’11 al 17 novembre) per combattere la malnutrizione infantile e proteggere bambini e adolescenti donando fino al 31 dicembre al numero solidale 45525 (o telefonando al numero 800070606 o sul sito unicef.it/tv).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Leggiamo al museo!’, 100 eventi in Italia per bimbi e famiglie
Dal 15-17 novembre il nuovo progetto di Kid Pass

11 novembre 201916:04

– Cento eventi in simultanea in musei e spazi culturali di tutta Italia, da Milano a Palermo, che aprono le porte a visite guidate, letture creative e attività condivise dedicate alle famiglie con bambini, per promuovere l’importanza di avvicinarsi alla cultura già dall’infanzia, assieme ai genitori. E’ la prima edizione di Avventure tra le pagine – Leggiamo al museo!, il nuovo progetto di endutainment creato da Kid Pass e promosso dall’associazione Kid Pass Culture, che si svolgerà nel weekend del 15-16-17 novembre.
Tra i principali eventi in programma: a Milano la Veneranda Fabbrica del Duomo propone una lettura interattiva tra opere d’arte e parole, alla GAMeC di Bergamo una lettura animata con albi illustrati alla scoperta dei movimenti artistici del Novecento. A Palazzo Reale di Genova saranno di scena le storie di principi e principesse e una lettura ispirata alle Metamorfosi di Ovidio, a Torino una visita speciale al museo della Basilica di Superga e letture al MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile. A Venezia al Museo Archeologico l’autrice Stella Nosella leggerà il suo nuovo libro della collana Sebastian’s Chroniclesi mentre la Fondazione Querini Stampalia proporrà un’avventura tra mappe e letture che risalgono a più di 400 anni fa.
E ancora, al FICO Eataly World di Bologna, in collaborazione con Mielizia – CONAPI Consorzio Nazionale Apicoltori, all’interno della giostra didattica dell’uomo e degli animali, saranno proposte letture di fiabe speciali sulle api. A Firenze, letture al Museo Galileo e allo Spazio Costanza, in collaborazione con la libreria Cuccumeo. A Roma il Museo Explora invita al bookshop per leggere il libro “Fiabe delle montagne Italiane” di Idalberto Fei. Al Parco Archeologico di Siracusa tre iniziative sulle favole dell’antichità e sulla della filosofia degli antichi greci e a Palermo, a Palazzo Branciforte le avventure dei Pupi siciliani.

‘Pit’ ora cerca fantasmi e emozioni anche al SudParanormal investigation team presenta ‘La casa del pazzo’

NAPOLI11 novembre 201917:20

– Youtubers e ‘cercatori di fantasmi’, Paolo Dematteis e Debora Bedino, 33 e 32 anni, cuneesi, fondatori del PIT (Paranormal Investigation Team), sono alla caccia soprattutto di emozioni, di ‘belle emozioni (che ‘si sentono e non si vedono’), attraverso l’individuazione di ‘entità’. E ora queste ‘entità’ intendono farle venir fuori anche al Sud, a partire da Napoli. Perchè Napoli e molte aree del Meridione sono ricche di storie da raccontare in una dimensione ‘paranormale’ come quella che vorrebbero affrontare per mettersi in contatto con l’entità di Dracula che potrebbe essere presente nel chiostro di Santa Maria La Nova (l’ipotesi, come è noto, è che la tomba del conte Vlad possa essere lì, nel cuore del centro antico della città). Spiegano

in occasione di un ‘firmacopie’ alla Mondadori di Piazza Vanvitelli del loro primo libro ‘La casa del pazzo’ (Sperling & Kupfer), che i primi a essere scettici sono proprio loro: “Noi cerchiamo qualcosa partendo da storie, segnalazioni, racconti popolari.
Intendiamo verificare le ipotesi e le voci con metodo e utilizzando diversi strumenti come il rilevatore di variazioni di campi elettromagnetici, ‘M1’, e lo scansionatore di onde radio, il ‘Black Box’, apparecchio che ha anche la funzione di data base di suoni fonetici”. Scetticismo (“vale sempre il vecchio adagio ‘bisogna aver paura dei vivi non dei morti'”) ma anche paura? “Certo, e tanta” dice Debora come quella che ha avuto nella vicenda ricostruita nel libro.

Musica: da Sting a Bocelli per i 60 del flautista GriminelliIl 20 novembre a Reggio Emilia con Zucchero e Amii Stewart

11 novembre 201917:25

– Il flautista Andrea Griminelli celebra i suoi 60 anni con una parata di stelle in un concerto live il 20 novembre al Palabigi di Reggio Emilia. Insieme a lui artisti come Andrea Bocelli, Sting, Amii Stewart, Sumi Jo, Beppe Carletti, con cui ha condiviso intensi momenti di amore per la musica. Nelle ultime ore si sono aggiunti Zucchero, Renato Zero, Irene Fornaciari, Gheorghe Zamfir. E le sorprese potrebbero non finire qui.
Il palazzetto ha visto esaurire i posti in pochissime ore dalla messa in vendita. Il concerto, non a caso, avverrà nella Giornata Universale dei Diritti dell’Infanzia dell’Onu, celebrata con un coro di voci bianche sul palco, un coro di 50 bambini. Insieme a loro un coro di 150 elementi accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Stradivarius. La serata sarà a sostegno di : Core, Apro, Mire e l’Associazione Sol Azul.
In occasione dei suoi 60 anni, in uscita per Decca Universal, l’ultima incisione discografica di Andrea Griminelli dal titolo “Nessun Dorma”, che raccoglie le più grandi arie d’opera arrangiate per Flauto e Orchestra.

Al via campagna ‘C’è vita, in un libro’ per piccoli lettoriLanciata da Mondadori Store

11 novembre 201918:11

– Voce ai piccoli lettori nella nuova campagna per la promozione del libro e della lettura ‘C’è vita, in un libro. La tua’ lanciata da Mondadori Store.
L’iniziativa del network di librerie del Gruppo Mondadori, giunta alla seconda edizione, vuole valorizzare l’esperienza della lettura attraverso testimonianze autentiche.
” Per noi i lettori sono i migliori portavoce di questo messaggio. Quest’anno abbiamo scelto come protagonisti dell’iniziativa i piccoli lettori di oggi, con l’augurio che possano diventare i grandi lettori di domani” ” spiega Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail.
Nato da un’idea dell’artista Mr. Savethewall, il progetto coinvolge più di 40 bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, intervistati nel corso di due sessioni speciali di Bookshot, brevi shooting video e fotografici condotti dall’artista con la consulenza della psicologa e psicoterapeuta Stefania Andreoli. Ognuno di loro ha raccontato il proprio libro del cuore, dando vita con le parole e la fantasia alle emozioni suscitate dalla lettura. “Nel tempo ho riflettuto sul fatto che se il suggerimento di leggere mi fosse arrivato da un bambino come me, forse sarebbe stato più credibile e convincente ed io avrei guadagnato tempo prezioso.” spiega Mr. Savethewall. “Va in scena lo spettacolo di chi diventano, come pensano e che mondo interno ricco e intenso sviluppano i nostri figli quando diamo loro l’occasione di essere dei lettori” dice la Andreoli. La campagna, on air dal 15 novembre, sarà declinata su quattro soggetti stampa e video di 30” e 60”, e sarà visibile su quotidiani, magazine, web, Facebook, Instagram, Youtube, in tutte le librerie della Mondadori Store e Mondadoristore.it e sugli schermi digitali nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, nei centri commerciali e nei centri urbani. “Si tratta di un progetto molto ambizioso, che ci ha fatto vivere una bellissima esperienza” dice Alessandro Pedrazzini, CEO di Action & Branding.

Bambini Dynamo Camp ‘disegnano’ PostinaZanellato,usati ritagli pelle,beneficenza con asta a Londra

11 novembre 201918:36

– Un’asta di beneficenza a Londra il 14 novembre, per 10 borse, realizzate con l’aiuto di bambini, con ritagli di pelle, come in un gioco. Si concretezza così il progetto che Franco Zanellato, l’imprenditore da 20 anni alla guida di un marchio di pelletteria made in Italy di grande successo, ha deciso di dedicare a Dynamo Camp, l’onlus che offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi, affetti da patologie gravi e croniche. Con sede a Limestre (Pistoia), la struttura è collegata al SeriousFun Children’s Network di camp fondati nel 1988 da Paul Newman e attivi in tutto il mondo.
Proprio i piccoli ospiti del Camp sono stati coinvolti nella realizzazione dei disegni decorativi interni alla borse, partecipando ad un collage su maxi tele 100 x 150 con l’uso di oltre 10.000 tasselli di pelle, in svariate tonalità di colore, tutte ricavate da scarti di taglio. Hanno collaborato anche gli studenti del master in Strategic Design del Poli.

Verso banca digitale per valorizzare manoscritti LeopardiAccordo Università Macerata – Istituto Nazionale Catalogo

MACERATA11 novembre 201919:22

– L’Università di Macerata e l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico hanno stipulato una convenzione triennale di collaborazione scientifica per la catalogazione, metadatazione e digitalizzazione dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi non conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli. L’iniziativa si collega con il progetto di ricerca di Unimc “Biblioteca digitale leopardiana”, con una borsa di dottorato, co-finanziata dalla Regione Marche e dalla Fillippetti spa, patrocinata dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, e con il tutoraggio scientifico della prof. Laura Melosi, direttrice della Cattedra Giacomo Leopardi Unimc. Il lavoro di ricerca procederà in sintonia con l’attività nella Biblioteca Nazionale di Napoli e si avvarrà del software MOL-ManusOnLine. Obiettivo dei lavori la costituzione di una banca dati digitale finalizzata alla valorizzazione dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi.

A Genova l’archivio del Pci, con inedito TogliattiPresidente Fondazione Diesse, anche fogli clandestini L’Unità

GENOVA11 novembre 201921:30

– Nessuna operazione nostalgia e tantomeno il ‘come eravamo’ formato museo: l’archivio della Fondazione Diesse che racconta il Partito comunista genovese è un omaggio alla storia del partito dei lavoratori che a Genova ha avuto grande peso culturale, politico e sociale. Nasce in una sede storica che fu del Pci, quella di via Cantore a Sampierdarena che è stato teatro nel 1921 del primo congresso nazionale della Federazione giovani comunisti italiani, la Fgci.
E contiene reperti storici importanti come un inedito di Palmiro Togliatti che si rivolge ai lavoratori genovesi invocando l’unità della sinistra, alcune lettere di Sandro Pertini, foto d’epoca, i documenti falsi di un partigiano che combatté in Spagna la guerra civile tra repubblicani e franchisti. Ci sono anche alcuni fogli ciclostilati de L’Unità, di quello che diventerà un grande quotidiano: “Allora – ha detto il presidente della Fondazione Diesse Ubaldo Benvenuti – chi fosse stato trovato in possesso di quei fogli sarebbe stato arrestato”.
Tra le cose che saranno esposte, le bandiere rosse con la falce e martello, il simbolo dei lavoratori. Tra queste, la bandiera della sezione di Buranello dedicata a Ernesto Jursé, uno dei partigiani massacrati dai fascisti tra il 14 e il 16 gennaio 1944 nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela’.
L’archivio, che contiene documenti che ripercorrono le trasformazioni del Pci in Pds e Ds, sarà consultabile da chiunque, privati cittadini e studiosi. Con la speranza che chi ha conservato i pezzi di una storia che, volenti o nolenti, appartiene al Paese possa riempire una teca vuota.

Lara Prescott, dietro le quinte di ZivagoIl romanzo d’esordio della scrittrice americana

12 novembre 201909:52

ARA PRESCOTT, NON SIAMO MAI STATI QUI (DEA PLANETA, PP 446, EURO 18,00). E’ andata a cercare i segreti, le parole non dette. Lara Prescott ha scavato dietro le quinte di un capolavoro della letteratura, di un romanzo più forte della censura, che appartiene a un tempo in cui si credeva che i libri potessero cambiare la storia, ‘Il dottor Zivago’ del Premio Nobel Boris Pasternak. E’ nato così ‘Non siamo mai stati qui’ con cui la scrittrice americana esordisce nella narrativa, pubblicato in Italia da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Baffa. Il romanzo è in corso di pubblicazione in 30 paesi e diventerà un film.
“La prima volta ho letto ‘Il dottor Zivago’ al liceo e da allora ogni due anni tornavo a leggerlo ed era sempre un’esperienza diversa. Mi ha accompagnata tutta la vita, ma la scintilla che mi ha spinto a scrivere ‘Non siamo mai stati qui’ è scattata quando mio padre mi ha parlato dei 29 documenti tra circolari e rapporti sulla missione segreta Zivago, resi pubblici dalla Cia nel 2014, da cui si capisce chiaramente come il romanzo sia stato utilizzato come strumento di propaganda, come arma per far cambiare opinione al mondo intero negli anni della Guerra Fredda” spiega la Prescott, 37 anni, che vive a Austin, in Texas, con il marito, è laureata in scienze politiche e ha lavorato a Whashington D.C. come autrice di discorsi politici e poi nella pubblicità.
“Se non avessi letto i documenti secretati non avrei potuto cogliere molti elementi di verità e raccontare la vita delle dattilografe che lavoravano alla sede centrale della Cia, a Whashington. Alcune, come Irina nel libro, muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio. Ma nessuno parla più di loro. In questo libro ho voluto rendere giustizia a queste donne cancellate dalla storia” racconta.
Il romanzo si apre nel 1949 a Mosca quando Olga Ivinskaja, la scrittrice e poetessa russa, amante di Pasternak, che ha ispirato il personaggio di Lara, viene prelevata da casa e sbattuta in una cella. Gli uomini con il completo nero vogliono sapere se Pasternak sta lavorando a un’opera sovversiva, che può gettare cattiva luce sul regime sovietico. Nelle 440 pagine del romanzo i capitoli sull’Est si alternano a quelli dedicati all’Ovest dove troviamo la giovane Irina arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia che cerca di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Zivago in Unione Sovietica sfruttando l’arma più sottovalutata, il potere delle parole. “Mi ha sempre affascinata la capacità che hanno le parole di cambiare il cuore e il pensiero delle persone. Per me è stato così quando ho letto Tony Morrison e tanti altri. E anche se oggi non vengono utilizzate dal governo come strumenti di propaganda hanno sempre un grande impatto sulla vita” sottolinea la scrittrice che, non a caso, ha il nome della protagonista del romanzo di Pasternak.
“E’ stata mia madre a sceglierlo. E’ sempre stata una fan del libro e del film su Zivago del ’65 con Omar Sharif e Julie Christie. I miei genitori sono grandi lettori e appassionati di cinema. Sono cresciuta tra i libri” racconta la Prescott che nel suo libro fa riferimento a “eventi reali romanzati”. “E’ vero – dice – che queste giovani donne muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio, per quanto riguarda l’Ovest.
Mentre per la parte che si rivolge ad Est mi sono basata su fonti primarie. Ho usato come documento principale l’autobiografia di Olga ‘Prigionieri del tempo’ per cogliere gli elementi più veri e l’essenza dell’amore per Boris. Ma la parte più bella della fiction è quella di poter inventare dettagli, dialoghi” spiega la scrittrice che ha lavorato 4 anni a questo libro facendo ampie ricerche di documentazione sulla storia e il capolavoro proibito di Pasternak che fu pubblicato per la prima volta nel 1957 in Italia da Giangiacomo Feltrinelli. “E’ stato una persona straordinaria e coraggiosa.
Giangiacomo Feltrinelli non ha mai ceduto alle pressioni dell’Unione Sovietica che voleva fermare la pubblicazione” sottolinea la scrittrice. “L’Italia è stata anche il primo paese a comprare il mio libro quando gli agenti hanno aperto l’asta” dice la Prescott che collaborerà al film tratto da ‘Non siamo mai stati qui’. “Non scriverò la sceneggiatura, sarò produttrice esecutiva e consulente. Stanno valutando sia il cast, che gli sceneggiatori e il regista. Mi piacerebbe che ci fossero anche attori emergenti. Certo, se dovessi esprimere un desiderio per Olga vedrei bene Nicole Kidman, per Boris l’attore svedese Alexander Skarsgård e per Irina Emily Watson” racconta la scrittrice e annuncia che ‘Non siamo mai stati qui’ potrebbe diventare anche una serie tv.

Le Mans ’66, quando Ford sfidò la Ferrari e vinseCon Christian Bale e Matt Damon. In sala dal 14 novembre

12 novembre 201909:57

‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold, in sala dal 14 novembre con la Fox dopo la premiere di Toronto e alla Festa di Roma e un’anteprima con bolidi d’epoca al Warner Moderno, ti porta dentro la pista e non ti annoia mai nonostante la durata di oltre due ore. Dentro questo sport-movie ad alta velocita’ c’è un pezzo di storia da raccontare alle nuove generazioni: Ford Vs Ferrari.
Siamo negli anni 60 e il marketing della Ford e’ stanco di non avere appeal sul pubblico giovane che vuole la velocita’. Cosi’ Henry Ford 2 si affida all’ex pilota e brillante ingegnere Carroll Shelby (Matt Damon) perche’ progetti un’auto capace di trionfare nell’impresa di vincere alla 24 ore di Le Mans dove il Cavallino Rampante non perde un colpo. Shelby a sua volta chiede aiuto al pilota Ken Miles (Christian Bale), noto per le sue intemperanze ma anche per un fiuto e una competenza eccezionali che, dopo un iniziale scetticismo, accetta la proposta. I due inizieranno a collezionare vittorie in poco tempo dopo la messa a punto della mitica Ford Gt40 che vinse nello stesso anno la 12 ore di Sebring, poi la 24 ore di Daytona e, infine, la fatidica gara di Le Mans del 1966. Ed Enzo Ferrari? E’ interpretato da Remo Girone che mostra tutto il caratteraccio del costruttore di Modena specie quando, rifiutando la proposta d’acquisto della sua fabbrica da parte di Henry Ford, gli dimostra il suo disprezzo e in qualche modo lo sfida. Centrale in questo film, pieno di ritmo e cavalli motore, la lotta tra il corporate thinking della miliardaria Ford e l’artigianato creativo e artistico della Ferrari.
“Con Le Mans ’66 – dice Mangold – volevo fare un film di corse dove le auto non fossero creazioni digitali e dove fossimo davvero sulla pista. Troppi dei nostri film ci fanno addormentare piuttosto che svegliarci e farci pensare alla vita.
Io insomma non voglio anestetizzare il mio pubblico, piuttosto rinuncio a fare film”. E ancora Mangold: “Sono partito da una storia che ho amato subito. Un action movie con tanto di battaglia in pista e una sorprendente serie di eventi che si susseguono. Quel che accade in Le Mans poi non e’ come Rocky, non e’ cosi’ scontato. Eppure in tv – aggiunge – le corse sono spesso noiose. Cosi’ ho cambiato strategia, facendo entrare lo spettatore nell’abitacolo, coinvolgendo chi osserva direttamente nella guida”. E’ stato “bello girare un film interpretando un personaggio universalmente conosciuto come e’ ancora Enzo Ferrari – dice Remo Girone -. Un esempio su tutti per far capire quanto e’ ancora noto. Quando sul set hanno saputo che interpretavo Ferrari non c’e’ stato nessuno che non mi abbia chiesto di fare una foto con lui”. A completare il cast di Le Mans ’66 – La Grande Sfida, Jon Bernthal, Caitriona Balfe, Noah Jupe e Paul Sparks. Il film è tratto dal bestseller Le Mans – La sfida del secolo di A.J. Baime edito in Italia da Sperling & Kupfer.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rai, slittano le nomine, Boccia attacca il canone

12 novembre 201910:13

Nulla di fatto in cda Rai. Le nomine alle direzioni di rete e alle nuove direzioni di genere create dal piano industriale messo a punto dall’ad Fabrizio Salini sono, come previsto, slittate. A far discutere la politica non è solo la girandola di nomi, ma anche la sorte del canone Rai.
“Non penso sia più tollerabile un canone, al tempo della società digitale, interamente assorbito dalla Rai”, afferma il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia. “Serve una riflessione molto seria sulla crisi in atto delle tv locali – afferma -. Hanno assicurato per quasi cinquant’anni pluralismo nei territori e crescita economica di imprese con dimensioni locali. La stessa crisi vissuta nella raccolta pubblicitaria anche dai quotidiani e in generale da chi investe sull’informazione ma poi trova un mercato condizionato dalla raccolta selvaggia delle multinazionali del web e dagli assetti polverosi del vecchio sistema televisivo”.
E proprio in questi giorni il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, membro della Commissione di Vigilanza, ha avviato una petizione su Change.org per la riduzione del canone “finché non sarà ristabilito un vero pluralismo in Rai”, che ha raccolto 20mila firme in tre giorni.
E’ però il tema nomine a scaldare il dibattito politico.
Dopo l’atto di indirizzo della Commissione di Vigilanza sul piano industriale Rai, è attesa a San Macuto un’audizione dell’ad Fabrizio Salini. Dopo quell’appuntamento il capitolo nomine potrebbe sbloccarsi. La prossima riunione del consiglio è in programma il 28 novembre, ma non è escluso che arrivi una convocazione prima se si trovasse un’intesa. A Rai2 è prevista, proprio il 28 novembre, l’uscita per scadenza dell’anno di contratto di Carlo Freccero, che dovrebbe lasciare il posto a Ludovico Di Meo. E c’è chi ritiene possibile che in quell’occasione si proceda solo con pochi interventi, prima di una tornata di nomine più complessiva.
Manca ancora l’accordo sui nomi, ma è l’ipotesi che si intervenga sulle testate ad impensierire i partiti di maggioranza e opposizione. In particolare sul Tg1, dove Antonio Di Bella e Franco Di Mare sarebbero in corsa per sostituire Giuseppe Carboni, e sul Tg3, dove Andrea Montanari potrebbe prendere il posto di Giuseppina Parterniti, destinata alla guida della nuova redazione di Rainews. Stefano Coletta appare, invece, destinato a Rai1 e alla nuova direzione Intrattenimento Day Time.
Nel progetto di Salini sono proprio le nuove direzioni di genere, più che le reti, i veri punti cardine della nuova organizzazione. Confermatissima a Rai Fiction Eleonora Andreatta, circolano i nomi di Mario Orfeo per la direzione Approfondimento e di Maria Pia Ammirati per Rai Doc. Oggi in consiglio di amministrazione c’è stata, intanto, l’audizione di Monica Maggioni che guiderà il nuovo canale inglese della tv pubblica.

Fotografia: Jobs, mostra e giornata di studio nel ReggianoForme e spazi del lavoro nella Quarta rivoluzione industriale

12 novembre 201910:58

– Una mostra collettiva su forme e spazi del lavoro nel tempo della Quarta rivoluzione industriale: è Jobs, in programma dal 17 novembre (inaugura il 16) al 22 dicembre all’Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia). Promosso da Linea di Confine per la fotografia contemporanea, il progetto di ricerca si propone di contribuire a una maggiore conoscenza delle forme e degli spazi assunti dal lavoro negli ultimi decenni e prevede una giornata di studio aperta al pubblico, il 16 novembre e un concorso fotografico under 35. Con la Quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da un forte impulso all’automazione, il lavoro sembra diventato invisibile nei flussi governati dagli algoritmi, ma in realtà ha assunto nuove forme in rapporto alla tecnologia e al territorio, diventato quest’ultimo una vera e propria fabbrica a cielo aperto.La mostra presenta opere prodotte su questo tema da autori e collettivi. Tra loro, Michele Borzoni di Terra Project, con la serie ‘Workforce’, dove la forza lavoro è analizzata in vari contesti lavorativi, dall’Icommerce ai call center, all’impegno di mano d’opera a basso prezzo nei lavori agricoli stagionali (2017); Allegra Martin con la serie ‘I luoghi e i lavori 4.0’ (2017), progetto a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, realizzato in collaborazione con la Fondazione Mast di Bologna; Andrea Paco Mariani, del collettivo SMK VideoFactory, con il video ‘The Harvest’ (2017) realizzato nelle campagne dell’Agro Pontino, dove viene impiegata in lavori agricoli mano d’opera indiana a basso costo; William Guerrieri con la serie ‘Bodies of Work’ (2018), un’indagine sul lavoro e il corpo, in rapporto alla tecnologia, alla Saipem di Marghera e nelle aree circostanti Fincantieri, realizzata per il Comune di Venezia; Andrea Simi, con la serie ‘Poimec’, realizzata su una piccola azienda situata nel Tecnopolo di Moncalieri, in Piemonte, che opera sui mercati internazionali (2019). Esposte anche fotografie provenienti dalla collezione di Linea di Confine.

Teatro: dopo Macbettu Serra rilegge capolavoro di CechovIn prima nazionale a Cagliari “Il giardino dei ciliegi”

CAGLIARI12 novembre 201912:16

– Una sinfonia di voci e suoni per un viaggio tra vita e sogno nella rilettura di Alessandro Serra del capolavoro di Anton Cechov, “Il giardino dei ciliegi”.
In scena in prima nazionale al Teatro Massimo di Cagliari – repliche fino al 16 novembre – ha aperto la stagione del Cedac.
Il visionario spettacolo firmato dal regista del “Macbettu” (Premio Ubu 2017), prodotto da Sardegna Teatro, descrive “la distruzione della bellezza” in nome del progresso e del profitto attraverso le vicende di una nobile famiglia ormai decaduta.
L’ultima opera del grande drammaturgo russo narra la fine di un mondo e le trasformazioni della società nella Russia dell’Ottocento, la crisi dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia in un affresco dove tra futili conversazioni e dissertazioni filosofiche emergono la vacuità e l’inadeguatezza delle classi dominanti. Il giardino dei ciliegi di Alessandro Serra restituisce in un raffinato racconto per quadri, con un linguaggio simbolico ed evocativo, tra dissolvenze cinematografiche e giochi di luci e ombre, lo svolgersi di una silenziosa tragedia e l’incapacità dei protagonisti di agire per impedire la catastrofe. La trama è nota: il ritorno dalla Francia di Ljubov’ Andreevna Ranevskaja, un tempo ricca proprietaria terriera, coincide con la messa all’asta del prezioso giardino. Vani i tentativi d’impedire la vendita, che anzi si risolverà in favore di Lopachin, il mercante, figlio di un servo, in una sorta di giustizia sociale. Nel cast Arianna Aloi, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Marta Cortellazzo Wiel, Massimiliano Donato, Chiara Michelini, Felice Montervino, Fabio Monti, Massimiliano Poli, Valentina Sperlì, Bruno Stori, Petra Valentini.
Una versione inedita e magica del capolavoro di Cechov che “si apre e si chiude in una stanza speciale, ancora oggi chiamata stanza dei bambini”, spiega il regista.

Apre BookCity, a Milano è festa di inclusione con i libri13-17/11 con 1600 eventi, 300 luoghi, 3000 autori, focus Africa

12 novembre 201918:39

Perdersi e ritrovarsi nei libri e nelle parole condivise, nel contesto di partecipazione di una città intera, aperta e inclusiva in ogni suo quartiere, dagli spazi pubblici alle case private, dalle librerie ai musei, perfino nei tram e nelle palestre: torna a Milano dal 13 al 17 novembre BookCity, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura, giunta all’ottava edizione. Anche quest’anno BookCity sarà un momento di grande festa – per gli autori e gli editori, ma soprattutto per i lettori – e insieme un’occasione per riflettere sul valore della condivisione, del confronto tra idee diverse e della conoscenza attraverso un menu vario e accattivante, dai numeri esorbitanti: in 5 giorni sono in programma quasi 1600 eventi gratuiti (tra incontri, reading, laboratori e mostre) che coinvolgeranno oltre 3000 autori in circa 300 luoghi diversi, 1400 classi di scuole e 400 volontari.
Promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Milano e dall’Associazione Bookcity Milano, costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la manifestazione ha la particolarità di essere diffusa a macchia d’olio nei luoghi simbolo della città ma anche in quelli minori e perfino privati: gli eventi si svolgeranno “al Castello Sforzesco, nei teatri e nei musei milanesi, in tutte le università, in vari enti culturali, nelle librerie, nelle scuole e nelle abitazioni: ogni anno riceviamo e sollecitiamo proposte dagli editori, ma sono tantissimi i soggetti che ci chiedono di partecipare spontaneamente”, spiega oggi Piergaetano Marchetti, presidente Associazione BookCity Milano alla presentazione a Roma della manifestazione, “BookCity non è una fiera con gli stand ma è un modo per sviluppare la capacità di parlare con le persone di vari temi, anche piccoli, con un approccio aperto e inclusivo”.
E di inclusione si parlerà per tutta la durata di questo grande appuntamento: non solo con un approccio che guarda al territorio (nessun quartiere viene considerato periferico, perché tutta la città è “attivata”), ma allargando lo sguardo al mondo.
Quest’anno per la prima volta è presente un focus tematico, dedicato alle Afriche, perché tante sono le realtà ancora poco conosciute di un continente spesso osservato con la lente del pregiudizio o dell’assistenzialismo: a parlarne saranno il premio Nobel Wole Soyinka, la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie e Leonora Miano, accanto a tanti protagonisti di oltre 130 eventi. Si conferma dunque la vocazione internazionale di BookCity, nel corso della quale (proprio nella serata inaugurale del 13 novembre dal titolo “Convivenze”, con Paolo Giordano e Michela Marzano) il sindaco di Milano Sala consegnerà al romanziere basco Fernando Aramburu il Sigillo della Città, e che vedrà la partecipazione di numerosi autori stranieri, tra cui il premio nobel Svjatlana Aleksievic, gli scrittori Cees Nooteboom, Gilles Kepel, Amin Maalouf, ma anche (nell’ambito del progetto “The Friendship Tour”) di 4 star della letteratura britannica, Ken Follett, Lee Child, Jojo Moyes e Kate Moss, in città per raccontare il loro rapporto con la cultura europea nell’era della Brexit. Inoltre, nel progetto Barcellona-Milano, le due città Unesco Creative Cities for Literature lavorano in sinergia per portare alla manifestazione milanese la scena letteraria ed editoriale catalana. La serata conclusiva si svolgerà invece al Teatro dell’Arte, con il concerto “Goethe/Schubert/Beethoven. Parole e Musica” della Filarmonica di Milano.
“BookCity è una piattaforma che accoglie sollecitazioni e contenuti dal basso”, afferma Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, “massime la diffusione e la partecipazione: non ci sarà un solo quartiere non attivato, da Quarto Oggiaro a Giambellino, anche per abbattere ogni pregiudizio verso le periferie. Ma non sarà tanto un modo per promuovere i libri e gli autori, quanto la bellezza della condivisione dell’esperienza della lettura”.

Arte: Torino, a Palazzo Madama 130 opere raccontano MantegnaDal 12/12 mostra con i capolavori del Rinascimento italiano

TORINO12 novembre 201915:47

– Il percorso artistico di Mantegna, una delle più importanti firme del Rinascimento italiano, in 130 opere, sue e di altri protagonisti dell’epoca, a Palazzo Madama di Torino, dal 12 dicembre al 4 maggio 2020. Dipinti, disegni e stampe dell’artista per decenni alla corte dei Gonzaga, bronzetti, sculture, lettere autografe saranno raccolti nelle sale monumentali, con un percorso preceduto da un’installazione multimediale, dove i visitatori in un video di 15′ potranno vedere, a 270 gradi, opere di Mantegna che, per la loro natura o il delicato stato di conservazione, non possono essere spostate.
I capolavori in mostra a Palazzo Madama sono prestate da musei e altre istituzioni culturali in Italia e a all’estero, tra cui The National Gallery di Londra, Metropolitan Museum di New York, Musée Jacquemart-Andrè di Parigi. La mostra ha un budget di 2 milioni di euro; è promossa da Fondazione Torino Musei e Intesa Sanpaolo e organizzata da Civita, con il contributo, per la comunicazione, della Camera di Commercio.

A Brescia l’attivista curda Zehra DoganOpere create in carcere al centro ‘Avremo anche giorni migliori’

MILANO12 novembre 201916:10

– Sono state tutte create in carcere, dove è stata rinchiusa per 2 anni, nove mesi e 22 giorni con l’accusa di propaganda terrorista per aver postato su Twitter un acquarello tratto da una foto scattata da da un soldato turco, le opere di ‘Avremo anche giorni migliori’, la prima mostra italiana dedicata a Zehra Dogan, artista e attivista curda, fondatrice dell’agenzia giornalistica femminista curda “Jinha”, che aprirà il 16 novembre al Museo di Santa Giulia a Brescia.
Il percorso espositivo riunisce circa 60 opere inedite, tra disegni, dipinti e lavori a tecnica mista, che interessano tutto il periodo della detenzione dell’artista, cui Banksy ha dedicato il più ambito dei muri di Manhattan, il Bowery Wall, con un’opera che la raffigura dietro le sbarre, mentre impugna una matita. Attivista femminista, tra i primi giornalisti ad avere raccolto le testimonianze delle Yazide scampate all’ISIS, Dogan dedica alla rappresentazione della donna la parte più vasta della sua produzione.

Chanel porta a Milano in Goude we trust30 anni di collaborazione, da Vanessa Paradis a saga Chance

12 novembre 201916:12

– “La personalità di Coco Chanel è così viva nel mio inconscio che mi sembra che lei sia sempre presente e che io stia lavorando per il suo spirito. ecco svelato il motivo per il quale appare così spesso nelle mie foto, è così naturale per me” dice Jean Paul Goude, autore e curatore della mostra ‘In Goude We Trust!’, presentata da Chanel, che apre il 15 Novembre a Palazzo Giureconsulti.
Il creativo francese, classe 1940, collabora da 30 anni con Chanel e proprio il suo lavoro per la celebre maison apre la mostra milanese, con i film Égoïste del 1990 e Coco del 1992, nel quale Vanessa Paradis interpreta un uccellino. Un mini-teatro integrato nella galleria presenta So Far So Goude, un film di 90 minuti che offre una panoramica delle ispirazioni e della carriera di Jean-Paul Goude: l’infanzia in Francia, le collaborazioni con la rivista Esquire a New York, il rapporto con Grace Jones, l’incontro con Vanessa Paradis, scelta appena diciottenne nel 1992 per la campagna della fragranza Coco.

Leggenda batteria Steve Gadd a FabrianoIl 30/11 chiude 6/o FabriJazz. Concerti, lezioni e jam session

FABRIANO (ANCONA)12 novembre 201916:17

– Steve Gadd, leggendario batterista che ha prestato la sua tecnica ed il suo feeling a giganti del calibro di Eric Clapton, James Taylor, Chick Corea, Michel Petrucciani, Paul McCartney, Pino Daniele e tanti altri ancora, terrà un concerto al teatro Gentile di Fabriano (Ancona) il 30 novembre alle 21.30. L’esibizione dello Steve Gadd trio, è l’ultimo grande evento per il 2019 nell’ambito del FabriJazz promosso dall’Associazione Fabriano Pro Musica e dal Comune.
Il 28 e 29 novembre, il batterista di Elio e Le Storie Tese, Christian Meyer, terrà due lezioni a Fabriano e Camerino (Macerata): il 28 novembre nell’auditorium della “Marco Polo” organizzato da Fpm ed offerto dal Comune. Il giorno successivo sarà ospite del Comprensivo “Betti”. Con il concerto di Gadd calerà il sipario su FabriJazz 2019: la sesta edizione ha visto aumentare del 40% gli iscritti alle lezioni e concerti sold out ai Giardini del Poio. Apprezzate e partecipate anche le tante jam session in locali del centro storico.

Cnmi pubblica linee guida influencerRegole attuali poco gestibili, aprire dialogo con istituzioni

12 novembre 201916:19

– E’ tra i maggiori utilizzatori dell’influencer marketing, ma il settore della moda ha caratteristiche tali che le regole applicabili in altri campi sono poco gestibili nel mondo del fashion: così Camera Nazionale della Moda Italiana spiega perché ha dato vita a un tavolo di lavoro da cui sono nate le “Linee guida influencer”, elaborate con il supporto degli avvocati Ida Palombella e Federica Caretta di Deloitte Legal – Studio Associato.
Il documento è stato elaborato “con lo scopo di riassumere le best practices attualmente adottate dai brand del settore” ed è “finalizzato ad aprire un dialogo con le istituzioni, anche in vista dell’emanazione di futuri eventuali provvedimenti legislativi in materia, ma anche con i social network maggiormente interessati e gli influencer o loro rappresentanti”.

Musica: rifiuti e scarti diventano strumenti musicaliIn mani 80 ragazzi dell’I.C. Di Capua di Castellammare di Stabia

APOLI12 novembre 201916:27

– Musica ed Ecologia unite nel progetto “Suoniamo la città” finanziato da MiBACT e di SIAE e realizzato in una scuola del napoletano dai musicisti Elisabetta Ferraro e Maurizio Capone. Barattoli, lattine, bidoni, elastici, materiale elettrico e ferroso, tutto diventa suono, ritmo, armonia, musica nelle mani di ottanta ragazzi dell’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua di Castellammare di Stabia, retto dalla preside Rosa Vitale, che, per la qualità e la particolarità della proposta artistica, si è aggiudicato l’importante riconoscimento nazionale proposto dal bando pubblico “Per Chi Crea”. Otto mesi di attività per costruire, insieme ai musicisti docenti Rosario Minetti, Antonio Del Prete, Lucio Miele, un percorso di formazione artistica, ma anche di educazione civica, che parte dalla trasformazione di oggetti d’uso comune e rifiuti solidi urbani in strumenti musicali per arrivare alla costituzione di una vera e propria orchestra e alla messa in scena di una serie di spettacoli realizzati e programmati.

I lupi di Ruowang a Napoli, è la natura che si ribella all’uomoMonumentale installazione ‘Wolves coming’ in piazza Municipio

NAPOLI12 novembre 201917:33

– I cento grossi lupi di metallo di Liu Ruowang ‘invadono’ piazza Municipio a Napoli assediando la statua di un guerriero. E’ la monumentale installazione dell’artista cinese Liu Rouwang che inscena in maniera allegorica la ribellione della natura alle devastazioni dell’uomo.
Ogni elemento dell’opera ‘Wolves coming’ pesa quasi tre quintali ed è stata così ideata per offrire momenti di interazione con i passanti che, nonostante vento e pioggia, hanno già cominciato a ‘cavalcare’ e a farsi selfie con i lupi.
L’installazione è stata curata da Matteo Lorenzelli della galleria milanese Lorenzelli Arte, con la collaborazione di Milot e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli resterà in piazza fino al 31 marzo 2020.

Frozen 2, il futuro è donna e non si arrendeIn sala film Disney con voci di Rossi, Brignano e Sangiorgi

13 novembre 201909:30

Si fa presto a dire “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle” e a liquidare il tutto dicendo che, dopo sette anni, arriva in sala dal 27 novembre il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee (ora direttrice creativa della Walt Disney Animation dopo le dimissioni di John Lasseter). In realtà oggi alla conferenza stampa di questo film di animazione si è parlato davvero di tutto, come non accade neppure per i film d’autore: futuro, passato, amore, figli, omosessualità, mondo femminile e rispetto della natura. E tutto nel segno di “il futuro è donna” e del non arrendersi mai. Presenti all’incontro, oltre ai registi, il produttore Peter Del Vecho, l’attrice-cantante Serena Rossi (che dà la voce alla principessa Anna), Enrico Brignano, che presta ancora una volta la voce a Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi autore de Nell’Ignoto che si sente nei titoli di coda. Questa la storia. Sono trascorsi tre anni da Frozen – Il Regno di Ghiaccio e la cittadina di Arendelle sembra aver trovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri di ghiaccio, mentre la sorella Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore. Ora mentre le due sorelle, il pupazzo di neve Olaf, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando, Elsa viene distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta. Una voce angelica che non smette di tormentarla per giorni e giorni. Così per capire da dove viene quella voce la principessa di Arendelle, Anna, insieme ad Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un nuovo regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile potere.
“Nel primo Frozen – spiega il regista Buck – abbiamo sviluppato i personaggi mentre in questo secondo atto ci siamo divertiti a fare un po’ un musical di Broadway. In questo tipo di film – aggiunge poi – è normale inserire il mondo che ci circonda con la giusta attenzione: sappiamo bene del potere di queste opere sui giovani che le vedono ossessivamente più di una volta”.
“Lo spirito di non arrendersi mai e dell’amore che vince su tutto è certo qualcosa che vogliamo si percepisca in questo film”, dice invece la Lee che glissa però sulla domanda su cosa si prova ad aver preso il posto del mito Lasseter. Sull’eventualità poi di far declinare questa storia di sorellanza in qualcosa a sfondo omosessuale, spiega Lee : “Abbiamo pensato che Elsa non fosse ancora pronta per questo e così ci siamo concentrati sulla sorella”.
Sul fronte voci italiane, Serena Rossi è felice di aver dato la sua alla principessa Anna: “Ho molto amato raccontare la storia di queste due piccole donne e avuto anche voglia di avere un altro figlio e chiamare mia sorella tutti i giorni. E non nascondo – conclude – che ho pianto tantissimo in sala doppiaggio”. “La cosa che più mi ha sconvolto è che non potevo immaginare il lato emozionale di mia figlia Martina – dice Brignano -. Adesso cerca continuamente su Google la voce Olaf e poi sta tutto il giorno a cantare le canzoni del pupazzo di neve”.
Anche per Sangiorgi, è l’orgoglio paterno a prevalere: “Quando crescerà Stellina potrà essere orgogliosa e dire: mio padre lavora per la Disney”.

Gianna Nannini, amore sì ma non sdolcinatoEsce ‘La differenza’, 10 inediti in presa diretta da Nashville

12 novembre 201918:35

C’e’ anche un messaggio rivolto al tempo che passa e in particolare per le donne, nell’ultimo album di Gianna Nannini ‘La differenza’. “Dicono ‘tu dopo i 30 anni non puoi più fare rock perché le donne invecchiano e non le c…ga più nessuno -. ha scherzato oggi – Invece ho dimostrato che sono molto viva soprattutto dopo i 50″.
Cappello in testa, jeans, stivaletti, blusa, Gianna Nannini, 63 anni, sempre diretta ma piena di entusiasmo ha presentato oggi a Milano il suo ultimo album fatto ascoltare in anteprima ai giornalisti con un vinile su un giradischi. Questa è la prima caratteristica che fa la differenza del suo ultimo lavoro, come ha spiegato la stessa artista, in un periodo in cui tutto è affidato al digitale. ”Ho voluto un live in studio, un disco registrato in presa diretta ma con le tecniche di oggi – ha raccontato – senza campionatura e senza overdubus, il metodo in cui si registra uno strumento alla volta”.
Per raggiungere questo è andata a Nashville (”dove non conoscevo né mi conosceva nessuno”) nel Blackbird Studio di John Mc Bride, e nel Tennessee ha trovato il suono che voleva, ”il suono rock nuovo, mio e con la mia identità”. Così è nato l’album, a due anni dall’ultimo, prodotto dalla Sony, in uscita venerdì 15 novembre. Musica registrata in America, riscoprendo che nelle sue radici ”c’e’ sempre stato un sangue bianco-nero”, i testi invece sono stati interamente composti in uno studio Londra.
Una ‘stanza tutta per me’ a Gloucester Road (è anche il titolo di una canzone) che si è cercata quando ha capito che in casa non riusciva a concentrasi con una bimba di 10 anni, la figlia Penelope, che ogni tanto correva da lei e le diceva ‘mamma quando smetti di cantare?”.
“Io non sono una rap ma cercavo un linguaggio molto più diretto e così l’ho trovato – ha spiegato – Ognuno ha il suo blues e il mio nasce dalla cultura popolare”.
Dieci i brani inediti, storie che parlano soprattutto d’amore.
“In realtà sono tutti conflitti d’amore, è un amore incazzato non sdolcinato, noi i meccanismi tossici li creiamo già tra le persone, parte da lì il problema ambientale non perchè ci bombardano di bombe chimiche”.
“Questo è un disco sulle differenze, tutte le differenze che incontri nei rapporti con gli altri perché siamo così diversi che non si riesce ad andare mai d’accordo, ma io non ho paura di guardare, amare, abbracciare chi sa fare la differenza, vorrei riuscire ad abbattere i muri mentali, nelle relazioni con gli altri, cerco di capire la differenza invece di colpevolizzare qualcuno per le sue opinioni diverse bisogna accettarlo proprio per questo”. Insomma ‘il mio è un messaggio – ha aggiunto -fai tu la differenza’. “E qui veniamo fuori anche noi, la musica italiana – ha detto ancora – il nostro Made in Italy ha bisogno di fare la differenza”.
Nel 2020 Gianna, che ha appena ricevuto il Premio Tenco 2019 e tra un paio di giorni sarà ospite a X Factor con il singolo da Berlino, sarà impegnata in un tour europeo in debutto a Londra il 15 maggio. Unica data italiana il 30 maggio allo Stadio Artemio Franchi a Firenze, dove l’artista senese si esibirà per la prima volta.

Arriva Disney+, e si apre la guerra dello streamingLa nuova app di Topolino su dispositivi mobili e smart tv

NEW YORK12 novembre 201918:36

Topolino va in streaming. Walt Disney lancia l’attesa Disney+ e apre una nuova era per l’intrattenimento dei suoi fan. Forte di migliaia di titoli di successo, da The Avengers a Toy Syory, dai Simpsons a X-Men, Topolino punta a strappare a Netflix e alle rivali fasce di mercato anche a grazie a un prezzo competitivo: negli Stati Uniti l’abbonamento costa 6,99 dollari al mese, circa la metà dei 12,99 dollari mensili chiesti da Netflix.
Disney+ – disponibile per ora negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi, arriverà in Italia nel marzo del 2020 – è un “momento storico per la nostra azienda e segna una nuova era di innovazione e creatività” dice l’amministratore delegato Robert Iger. “Disney+ offre un’eccezionale esperienza di intrattenimento: il nostro archivio di amatissimi film, serie tv e contenuti originali esclusivi di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars e National Geographic” aggiunge Iger. Con Disney+ Topolino amplia la sua offerta via streaming, finora concentrata su Hulu che continuerà con la sua proiezione e la sua offerta di film destinati a un pubblico adulto o ritenuti troppo ‘rischiosi’ per le tipiche famiglie che accedono ai contenuti di Walt Disney.
Senza interruzioni pubblicitarie, Disney+ è disponibile su varie piattaforme – da Apple a Google, da Amazon a Roku – e consente di impostare profili dedicati per i più piccoli in modo che accedano solo ai contenuti adatti alla loro età.
La discesa in campo di Walt Disney accende la guerra dello streaming, che vede i maggiori colossi della tv e del cinema a caccia di un nuovo pubblico per motivi però diversi. Disney e Warner Media di At&t puntano a reinventare le loro attività core a fronte della fuga dei consumatovi dalla tv tradizionale. Per loro quindi lo streaming è una tassello importante per restare redditizi e crescere. Per Apple, che ha lanciato il suo servizio in streaming agli inizi di novembre, si tratta di un ampliamento dell’offerta e di un ‘esperimento’, secondo alcuni analisti, che può anche fallire senza causare danni alla società. Apple comunque ha dalla sua parte un potenziale vasto pubblico, ovvero i 900 milioni di persone che hanno un iPhone. Per Comcast si tratta invece di non rinunciare all’identità di tv via cavo: Peacock, atteso nel 2020, sarà gratuito ma con limitata pubblicità per i clienti di Comcast. Un approccio quindi per non abbandonare del tutto la tv via cavo ma cercare di ampliare il pubblico e posizionarsi di fronte alla fuga dal tradizionale piccolo schermo. C’è poi l’atteso servizi di HBO Max, che arriverà nel 2020 e che grazie ai suoi titoli e alla capacità di creare contenuti originali di successo fa tremare i rivali.
Sopra a tutti, al momento, c’è Netflix, padrone incontrastato del settore ma quello che dalla concorrenza ha più da perdere.

Sergio Castellitto artigiano in Pezzi UniciSu Rai1 da domenica con Panariello, di Cinzia Th Torrini

FIRENZE13 novembre 201909:29

“Ci tenevo a dar luce a questo mondo che per secoli si è tramandato di padre in figlio.
Attirare l’attenzione su una realtà che è sotto la minaccia di scomparire. E mostrare ad un pubblico più giovane che esiste un’alternativa,ma soprattutto che il lavoro c’è”.
La regista Cinzia Th Torrini ha spiegato nel corso della presentazione nell’Antico setificio di Firenze (dove sono state girate alcune scene) come è nata la sua idea di girare la fiction Pezzi Unici, in onda su Rai1 da domenica 17 novembre in sei prime serate e che vede protagonista Sergio Castellitto nel ruolo di Vanni un artigiano maestro di intaglio e restauratore e Giorgio Panariello in quello del suo amico e vicino di bottega fabbro. Vanni è un uomo che ha perso suo figlio e che indaga su quello che è davvero successo. Un uomo che vede nell’arte l’unica via della riabilitazione per altri ragazzi che, come suo figlio, hanno smarrito la retta via. Oltre a Castellitto (che ha terminato le riprese del suo film come regista e protagonista Il Materiale Emotivo, titolo provvisorio in post-produzione ndr), troveremo anche un più che convincente Giorgio Panariello in un ruolo per lui sicuramente inedito. Alla proiezione, a cui erano presenti la regista e il cast della fiction oltre a diverse istituzioni compreso il sindaco di Firenze Dario Nardella, la direttrice Rai Fiction, Eleonora Andreatta, ha detto: “Noi portiamo la fiction in una bottega artigiana”.
Questa – ha detto Castellitto – è la vera eccellenza. Il mio personaggio, Vanni, offre una possibilità a 5 ragazzi difficili offre una chance anche a se stesso. La condizione del fallito può offrirti l’occasione di costruire personaggi bellissimi.
L’attore è un artigiano: noi “facciamo” i film, e in fondo anche l’attore racconta una storia attraverso la recitazione. Il gesto che facciamo di più è sfiorare gli iPhone… Non tocchiamo più e con le mani, si possono fare tante cose. Vanni è un uomo che tocca”.
“Nei panni di Vanni, il falegname Sergio Castellitto è davvero un ‘pezzo unico’, come lo sono i suoi cinque giovani allievi dal passato difficile, e pure Giorgio Panariello che interpreta Marcello, fabbro un po’ bonario che aiuta l’amico nelle difficoltà. E’ vedovo da molto tempo e ha cresciuto da solo l’unica figlia che però adesso è adolescente e gli renderà la vita complicata innamorandosi dell’uomo sbagliato.La storia, coprodotta da Rai Fiction, Indiana Production e Cassiopea Film Production, è ambientata nel mondo dell’artigianato toscano. Una vicenda che si colora di giallo per la trama che attraversa le sei puntate, che ricostruisce poco a poco la morte del figlio di Castellitto avvenuta anni prima. Suicida, almeno così sembra. E poi ci sono le tinte più accese che raccontano il passato difficile dei cinque “pezzi unici”, che sono ragazzi con una vita complicata alle spalle. E ancora, la funzione “salvifica” del lavoro manuale: nell’insegnare loro il mestiere della falegnameria, Vanni in realtà insegna a questi ragazzi a tornare alla vita. Che poi è quello che riesce a fare lui stesso dopo il lutto, ritrovandosi con cinque nuovi figli e una sorta di nuova famiglia. Nel cast anche Irene Ferri nelle vesti dell’assistente sociale responsabile della casa famiglia dove vivono i ragazzi tutti con storie difficili alla spalle (chi ha commesso un reato, è tossico, non ha una famiglia) e ciascuno ha un sogno.
Per questi giovani, in bilico fra speranza e dannazione, la differenza può farla un corso di artigianato, quello che Lorenzo aveva avviato e che Vanni, per superare il senso di colpa nei confronti del figlio (sa che se si è perso è anche colpa sua), decide di proseguire.
Vanni è un uomo ferito, dai modi burberi ma con qualcosa di autentico da trasmettere, è un maestro di artigianato e di vita che riesce nell’impresa più grande: tirare fuori il talento nascosto di ciascuno dei suoi improbabili allievi.
Ogni episodio concentrerà i sospetti di Vanni su uno dei “Pezzi Unici” svelando, attraverso un uso sistematico del flashback, il dramma personale vissuto dal ragazzo protagonista della puntata e il pezzetto di verità che detiene sulla morte sospetta di Lorenzo.
L’artigianato artistico è un’arena tanto inedita quanto affascinante: a Firenze le botteghe artigiane affondano le radici nella storia. E nelle immagini c’è sempre lei, Firenze, perfetta sintesi di identità italiana e appeal internazionale.
Nel Cast Fabrizia Sacchi (moglie di Vanni che lo ha lasciato dopo la morte del figlio), Marco Cocci, il cognato, e con la partecipazione di Giulio Berruti e Loretta Goggi.

Venezia: Franceschini, ispettori a S.Marco per verifichePronti fondi richiesti da soprintendenza

12 novembre 201918:51

– “Attendiamo gli esiti del sopralluogo degli ispettori del ministero – che avverrà non appena l’attuale fenomeno di acqua alta sarà terminato – ma siamo pronti a finanziare quanto richiesto lo scorso anno dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna per la tutela della Basilica di San Marco”. Così il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini.

Fiorello arriva su Raiplay e con pupazzo Mollica va al topDal 13 novembre in esclusiva sulla piattaforma Rai

12 novembre 201918:54

– Vincenzo Mollica, il giornalista che presta la voce al divertente, ironico e cinico pupazzo dal dissacrante linguaggio giovanile che accompagna Fiorello in Viva RaiPlay! (che da l 13 novembre andrà in onda in esclusiva su RaiPlay dalle 20 e 35 il mercoledì, giovedì e venerdì) è diventato in pochissimi giorni un personaggio cult dei social.
I numeri sono da capogiro: secondo le rilevazioni Nielsen il post pubblicato il 9 novembre scorso sugli account Instagram di Fiorello e Viva RaiPlay! ha generato 35mila interazioni. A spopolare, soprattutto, un duetto tra Fiorello e Mollica sulla musica trap. Non solo: il pubblico di twitter cerca addirittura di capire se il pupazzo si trovi in vendita nei negozi di giocattoli come regalo di Natale. Lo storico volto del Tg1, coinvolto da Fiorello nella nuova avventura, ‘spacca’ e condisce la sua parlata di giovanilismi tipici del linguaggio televisivo contemporaneo. Una partecipazione al programma a cui Mollica presta la sua voce squillante, che, puntata dopo puntata, è diventato via via più dissacrante e sferzante.

Molestie, Andrea Bocelli difende Domingo”Assurdo negare teatri prima di aver verificato le accuse”

MIAMI (USA)13 novembre 201908:41

Il tenore Andrea Bocelli difende fermamente la leggenda dell’opera Placido Domingo, definendo “assurdo” che teatri abbiano annullato le esibizioni della star per accuse di molestie sessuali prima che siano completamente investigate.

“Sono ancora sconvolto da quello che è successo a questo incredibile artista”, ha detto Bocelli. “Non capisco: domani una signora può semplicemente venire e dire ‘Bocelli mi ha molestato 10 anni fa’ e da quel giorno in poi nessuno vuole più cantare con me e i teatri d’opera non mi chiamano più; è assurdo”. Secondo Bocelli inoltre, le persone dovrebbero distinguere tra “la moralità delle figure pubbliche e la loro arte e abilità”.

‘The Report’ la tortura in Usa dopo l’11/11In sala film Amazon di Burns con Adam Driver e la Bening

10 novembre 201916:30

– Le immagini forti ci sono e sono quelle delle torture di ultima generazione: Waterboarding, acqua gelata, incatenamenti, musica heavy metal ad alto volume, privazione del sonno e seppellimento in una cassa piena di insetti. D’altronde ‘The Report’ di Scott Z. Burns, film Amazon in sala il 18, 19 e 20 novembre distribuito da QMI (e poi su Amazon Prime Video dal 29), racconta la storia di un portaborse, idealista quanto basta, che ha svelato il programma di torture che la Cia aveva applicato a 119 detenuti arrestati dopo l’11 settembre. Un programma declinato alla totale sottomissione, umiliazione e dipendenza psicologica dei torturati.
Eroe del film Daniel J. Jones (Adam Driver) un uomo che per sette anni in un buio scantinato ha lavorato, insieme a una piccola squadra, a un rapporto sulla tortura commissionatogli da un gruppo di senatori capitanati dalla democratica Dianne Feinstein (Annette Bening). In tutto 525 pagine, riassunto di un fascicolo ben più grande (6700 pagine), a tutt’oggi secretato, sul controverso programma Cia creato da due psicologi, James Mitchell e Bruce Jessen, senza nessuna esperienza reale di interrogatori, ma per il quale hanno ottenuto un contratto da 80 milioni di dollari.

De Sica, horror-comedy con omaggio a papà’Sono solo fantasmi’ con Buccirosso e Tognazzi

12 novembre 201912:16

‘Sono solo fantasmi’ di Christian De Sica, in sala dal 14 novembre distribuito da Medusa in oltre 400 copie, è uno strano film che mescola horror, commedia e amarcord. Ed è un chiaro omaggio al grande Vittorio De Sica che nel finale compare anche nei panni di un Christian sempre più simile a lui. Non finisce qui, perché tra i protagonisti c’è anche un figlio d’arte non da poco, come Gian Marco Tognazzi, a cui viene affidato, non a caso, il nome del padre, Ugo.
Questa la storia del film che nelle parti horror è davvero da paura. Thomas (De Sica), mago in bolletta, e  Carlo (Carlo Buccirosso), napoletano altrettanto sfigato con moglie e suocero settentrionali che lo disprezzano, sono due fratellastri che si rincontrano a Napoli per la morte del padre Vittorio, giocatore incallito e donnaiolo (di nome e di fatto identico al padre vero di Christian). Qui i due scoprono di avere un terzo fratello,  Ugo (Tognazzi) visibilmente autistico.
L’eredità agognata dai tre sfuma subito a causa dei debiti del padre, e così i fratelli in bolletta si inventano un lavoro: mettere su una ditta di ‘acchiappa fantasmi’.
Tutto sembra andare per il meglio fino a quando lo spirito del padre Vittorio s’impossessa del corpo di Carlo e i tre risvegliano il fantasma della Janara, temibile strega che vuole dare fuoco a Napoli “In realtà volevo fare un remake di ‘Oscar insanguinato’ con me e Boldi intenzionati ad uccidere la Detassis e tutti i critici che non ci hanno dato mai grandi soddisfazioni – dice scherzando De Sica -. Ma poi ho diretto questo mio nono film da regista con tutte le difficoltà nel mescolare commedia e horror. E in questo devo dire grazie a mio figlio Brando che è un vero esperto del genere”. I tratti biografici del film? “Certo che ci sono, come la passione per il gioco, l’eredità complicata e l’essere donnaiolo. Ogni tanto arrivava una telefonata a casa con qualcuno che diceva di essere mio fratello o sorella. Certo che è un omaggio a mio padre – aggiunge – da qui anche l’ispirazione di mettere insieme tre fratelli con madri diverse. Ma mio padre, a parte tante cose, alla fine era un genio. Il vero omaggio a lui sarebbe riuscire a fare finalmente il film La porta del cielo, con la bella storia d’amore tra mio padre e mia madre.
Oggi sono troppo vecchio per interpretare mio padre a 45 anni, ma sarebbe bello fare questo film o con Indiana o con Netflix”.
Ancora De Sica: “Questo è un paese che dimentica troppo facilmente e così ogniqualvolta si parla di mio padre sono felice. L’ho perso a 23 anni e devo dire che mi manca tanto.
Anche lavorando con Gian Marco ho visto che cita il padre almeno tre volte al giorno, ma io e lui abbiamo un vantaggio: se abbiamo nostalgia dei nostri padri possiamo comunque vedere un loro film”.
Gli fa eco Tognazzi: “Credo che in questo film anche per il nome che porto, Ugo, ci sia stato un vero e proprio transfer. E penso proprio che i nostri padri ci abbiano protetto”.

Nuove accuse a Polanski fermano promozione francese di J’accuseDisagio in Francia a pochi giorni da uscita film

PARIGI12 novembre 201915:37

– Disagio in Francia dopo le accuse di stupro mosse da Valentine Monnier contro il regista ottantaseienne Roman Polanski, a due giorni dall’uscita del film ‘J’accuse’ a Parigi e nei cinema d’Oltralpe. L’attore protagonista del film premiato al Festival di Venezia, Jean Dujardin, ha annullato l’intervista prevista ieri sera al telegiornale delle 20 su TF1. Mentre radio France Inter ha fatto sapere che Emmanuelle Seigner, la moglie del regista anch’essa nel cast del film sull’affaire Dreyfus, ha annullato la sua presenza alla trasmissione ‘Boomerang’ prevista oggi.
Cancellati, tra l’altro, i programmi ‘Pop pop pop’ e ‘C à vous’ registrati rispettivamente per radio France Inter e la tv France 5. In entrambi, un altro attore di ‘J’accuse’, Louis Garrel, era stato invitato a promuovere la pellicola ma visti i recenti sviluppi si è preferito soprassedere. Il caso Polanski sembra imbarazzare il cinema francese, rimasto in questi ultimi giorni piuttosto silenzioso. Un atteggiamento in contrasto con i numerosi messaggi di sostegno rivolti invece, la settimana scorsa, all’attrice Adèle Haenel che ha accusato di violenze sessuali un altro regista, Christophe Ruggia, ai tempi in cui era minorenne. Dopo le accuse di Haenel, Ruggia è stato rapidamente escluso dalla Societé des Réalisateurs (ARP).Sul caso di Polanski, l’ARP ha fatto sapere che se dovessero esprimersi “lo farebbero in accordo con i cineasti” membri dell’organizzazione. Anche se “per il momento” non sono previsti consigli di amministrazione. Accusato dalla francese Valentine Monnier di averla violentata 44 anni fa, il regista ha respinto ogni accusa, “con la massima fermezza”. Ma ora la promozione del suo film diventa piu’ difficile.

Cinema: Fabio Volo, essere voce Ailo è fico coi figliIl film di Guillaume Maidatchevsky in sala dal 14 novembre

11 novembre 201909:29

– Volo si mangia Ailo in un sol boccone. L’attore scrittore e conduttore di radio e tv, voce narrante di ‘Ailo – Un’avventura tra i ghiacci’ di Guillaume Maidatchevsky in sala dal 14 novembre distribuito da Adler Entertainment con Italian International Film, nell’incontro stampa a Roma si lascia andare e parla di tutto: figli, educazione, ecologia, libri, radio e tv. Anche se, ovviamente, si parte dal film (già ad Alice nella Città) che racconta l’incredibile viaggio di un piccolo cucciolo di renna tra le meraviglie della Lapponia con i suoi strepitosi paesaggi caratterizzati dalla natura incontaminata. Un film comunque girato in sedici mesi che mostra, passo dopo passo, la lotta per la sopravvivenza del vulnerabile Ailo nel suo primo anno di vita. “Ho visto il trailer del film – dice oggi a Roma Volo – e ho subito accettato anche per il fatto che ho due bambini piccoli, di quattro e sei anni, e so che sarei stato fico per loro quando avrebbero sentito la mia voce”. In Lapponia, dice poi: “Non ci sono mai andato, ma la mia compagna è islandese e così conosco bene quei posti super-puliti e straordinariamente belli”. E l’ecologia? “Non credo che tutti i giovami siano oggi interessati all’ecologia più di tanto. Non sono davvero rivoluzionari perché alla fine non sono connessi con la natura.
Insomma, non abbandoni una bottiglia se vivi tutto l’anno in un posto incontaminato. La prima cosa da fare per essere Green – aggiunge – è andare al supermercato e non comprare prodotti troppi inscatolati. In Italia però non è facile avere un atteggiamento ecologico – continua -, in California, tu trovi dei dispenser per riempire la tua borraccia d’acqua”. Greta Thunberg? “È una ragazzina che si è trovata nel posto giusto al momento giusto. Forse prima ci sono state molte altre Greta, ma nessuno se n’è accorto”. Da Fabio Volo poi una netta distinzione tra le madri di Nord e Sud Europa: “Nei paesi cattolici le madri creano dei figli che restano dipendenti da loro fino a tardi, la madri del Nord, al contrario, danno ai loro figli i mezzi per diventare indipendenti il prima possibile”. Per quanto riguarda i figli di Volo le cose non vanno troppo male: “Non hanno ipad e telefono. Io e mia moglie vogliamo che a tavola siano davvero con noi”. Fabio Volo la tv non ha più voglia di farla:”Ormai ci sono troppi compromessi specie per chi fa anche l’autore. Una volta c’erano i direttori di rete che ti proteggevano. A volte ci vogliono anni per lanciare un programma, penso ad esempio a Giorgio Gori e Le iene, oggi se non fai subito ascolti ti chiudono il programma”. È innovativo il Fiorello di Raiplay? “Fiorello fa solo Fiorello – dice Fabio Volo -, fa le imitazioni di sempre e la grammatica è ancora quella di Alighiero Noschese”. Una curiosità, infine, sul regista di Ailo: “Nato come biologo prima di diventare un cineasta, Guillaume Maidatchevsky ha prodotto documentari per committenze prestigiose come France 2, National Geographic, ZDF e Sky. Il regista ha poi in passato dedicato opere ai lupi, ai babbuini e all’esperienza di Nicolas Barth (il fattore che nel Cantone Svizzero si è impegnato per ridare spazio alla vita selvatica).

Il Traditore ‘Capri International feature film’Premiato Bellocchio. Dal 26 dicembre aspettando gli Oscar

NAPOLI10 novembre 201916:49

– E’ ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio il ‘Capri International feature Film’: il regista dell’opera candidata dell’Italia all’Oscar 2020 (con quattro nomination agli EFA 2019 nelle principali categorie) sarà premiato nel corso della 24esima edizione di Capri,Hollywood in programma sull’Isola azzurra dal 26 dicembre al 2 gennaio. La serata d’onore per il film sul pentito della mafia Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, potra’ rappresentare un’ulteriore tappa della campagna verso la cinquina per il miglior Film straniero dell’anno (elenco finale atteso per il 13 gennaio). Un’attività in piena evoluzione negli Usa dove la coproduzione Italia-Francia-Germania-Brasile (prodotta da Beppe Caschetto con Ibc Movie, Kavac Film e Rai Cinema e distribuita nella Penisola da 01 Distribution) sarà presentata nell’attesa proiezione di sabato 16 novembre al Teatro Cinese di Hollywood, dopo il successo di critica a New York e in vista dell’uscita del 31 gennaio con Sony Pictures Classic.
”Un premio che assegniamo con particolare convinzione ed entusiasmo – annuncia Marina Cicogna, honorary co-chair per l’Istituto Capri nel Mondo – ‘Il Traditore’ è un grande film che parla al pubblico internazionale, opera di un vero maestro del cinema mondiale sempre ispirato. Un evento artistico che rappresenta l’Italia ai massimi livelli”. ‘Il Traditore’, presentato all’ultimo Festival di Cannes, sfiderà il 7 dicembre a Berlino, per gli Efa – European Film Awards 2019, i film di Almodovar e Polanski tutti con nomination per miglior film, regia, sceneggiatura e attore protagonista.

No votes yet.
Please wait...
Annunci

Che aspettate a commentare o a fornire idee, suggerimenti utili e costruttivi? Sono qui per Voi, aiutatemi ad esserci ancora meglio! Siete i benvenuti! Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.