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DALLE 10:50 DI MERCOLEDì 13 NOVEMBRE 2019

ALLE 22:25 DI VENERDì 15 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre: ‘What a wonderful world’ e la storia dell’Ornamento
A Reggio Emilia un viaggio tra arte e natura attraverso i secoli

REGGIO EMILIA13 novembre 2019 10:50

– La storia dell’Ornamento tra arte e natura è protagonista di ‘What a wonderful world’, un percorso dall’età antica ai grandi protagonisti della storia dell’arte, con oltre 200 opere di autori come Durer, Leonardo, Piranesi, Escher, Picasso, Matisse, Warhol e Haring. La mostra è in programma a Reggio Emilia, a Palazzo Magnani e ai Chiostri di San Pietro, dal 16 novembre all’8 marzo. L’esposizione rivela i significati profondi dell’ornamento, visto non più come semplice e superficiale abbellimento, ma fenomeno che investe la quotidianità e il rapporto con la dimensione estetica, “attraversando processi storici sottesi, intrecci tra culture, prestiti di natura filosofica, sociologica e antropologica”.
La rassegna propone diverse sezioni, dal mondo naturale di piante e animali alla pratica, da sempre usata dall’uomo, di adornare il proprio corpo, dall’evoluzione del motivo ornamentale vegetale nei secoli e nelle culture all’attuale visione dell’ornamento perfezionata tra Ottocento e Novecento.

Westwood lancia capsule suoi corsetti-iconaSfilò per la prima volta con la collezione F/W 1987/88

13 novembre 201913:04

– Vivienne Westwood lancia una limited edition dei suoi iconici corsetti disponibili in tre colori – avorio, rosso, nero – solo in alcune selezionate boutique, tra cui Londra, New York, Parigi, Los Angeles. Il corsetto firmato dalla stilista britannica sfilò per la prima volta per la collezione autunno/inverno 1987/88 Harris Tweed, che comprendeva alcuni dei pezzi più iconici degli archivi Westwood. Il corsetto Stature of Liberty è il risultato più evidente del lavoro della designer negli anni ’80, con il quale è riuscita abilmente a trasformare un capo intimo delle donne nobili del diciottesimo secolo in un capo per tutti i giorni.
A 30 anni dal suo debutto il corsetto della Westwood è diventato un capo icona per la sua donna il cui motto è “Buy less, Choose Well, Make it last”.

Ciak per Il Venditore di Donne di Fabio ResinaroTratta da libro di Giorgio Faletti

13 novembre 201913:10

– Al via le riprese del nuovo film di Fabio Resinaro il Venditore di donne, con Miriam Dalmazio,Mario Sgueglia, Libero Di Rienzo, Paolo Rossi, Francesco Montanari, Antonio Gerardi e con la partecipazione straordinaria di Michele Placido. La pellicola è Mario Sgueglia, da Appunti di un venditore di donne di Giorgio Faletti, edito da La Nave di Teseo, uno dei libri più venduti in Italia nel 2010.
È il 1978. Nella Milano da bere dove Vallanzasca comanda la mala, Bravo, interpretato da Mario Squeglia, vive la sua vita tra locali di lusso, discoteche e bische in compagnia dell’amico Daytona, interpretato da Paolo Rossi. Bravo si definisce un imprenditore. Il suo settore sono le donne. Sì, perché lui le vende. Ma la vita di un venditore di donne non è facile. Sarà sconvolta dall’arrivo di Carla, interpretata da Miriam Dalmazio, che risveglierà in lui sensazioni sopite da tempo. Una sola notte fuori da una bisca cambierà tutto. Non si tratterà però dell’inizio di una nuova vita. Sarà l’inizio della fine. Il film prodotto da Luca Barbaraschi è una cooproduzione Eliseo cinema – Rai Cinema

Mostre: Gauguin e Cina, percorsi opposti insieme a CataniaDal ‘buen retiro’ a Noa Noa all’Oriente in movimento dal 15/11

CATANIA13 novembre 201913:15

– CATANIA – Un’immersione visiva ed emozionale nelle ansie dell’uomo attraverso due percorsi diametralmente opposti: l’immensa e misteriosa Cina con la sua frenesia di movimento alla conquista del mondo dopo secoli di isolamento da un lato e dall’altro il ‘buen retiro’ polinesiano dell’anima inquieta di Paul Gauguin che da quel mondo confuso decise di ritirarsi tra le bellezze selvagge e seducenti dei Maori, lasciando opere memorabili e suggestive. E’ una doppia mostra quella che i curatori Daniela Arionte, Giacomo Fanale, Giuseppe Frazzetto, Vincenzo Sanfo propongono con il Comune di Catania al Palazzo della Cultura dal 15 novembre sino al 31 marzo.
Centinaia di opere ed oggetti per descrivere e scoprire le ansie del popolo cinese che si è messo in movimento, colonizzando intere regioni del mondo occidentale, rimanendone tuttavia distanti e mantenendo una propria identità quasi imperscrutabile. Da questo percorso corale che sembra identico nelle sue liturgie, si stagliano figure artistiche capaci di far riflettere rompendo schemi rigidissimi: Ai Weiwei, Xiao Lu, Song Yongping sono solo alcuni presenti in questa mostra con tutta la loro forza trasgressiva.
Di rottura, anche se in senso contrario, l’esperienza e la vita stessa di Paul Gauguin, uomo di navi e di mare che decide di ritirarsi in una piccola isola della Polinesia raccontandola con le sue opere come un Paradiso in terra dove la bellezza dei paesaggi e la sensualità dei corpi maori liberati da ogni convenzione perbenista diventano emblema di gioia e benessere.
Due percorsi diametralmente opposti che attraverso l’Arte dei suoi protagonisti prova a descriverli mantenendo eterna la domanda: “Ma quest’Uomo dove può andare per essere felice?”.

Mibact, situazione Venezia “complessa e preoccupante”Segretario generale Nastasi, allerta anche a Matera

13 novembre 201913:18

– “Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico di Venezia e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante”. Lo conferma il segretario generale Mibact Salvo Nastasi che ricorda di aver attivato l’unità di crisi. “Il Ministro Franceschini segue da ieri la situazione passo passo, i soprintendenti sono al lavoro e hanno messo a disposizione tutti i loro restauratori. In attesa delle valutazione stiamo verificando ogni capitolo di spesa del Mibact per fare il punto sui fondi da destinare al patrimonio artistico veneziano”. Nastasi parla da Matera dove oggi si sta inaugurando la nuova stazione ferroviaria progettata da Stefano Boeri.
“Anche qui – spiega- c’è una situazione di allarme che tocca i beni culturali , in particolare i templi ipogei. E anche qui i nostri soprintendenti e tutti i tecnici sono al lavoro per verificare e poi eventualmente quantificare i danni”. Quanto a Venezia, precisa, la situazione è preoccupante, “non solo per il livello raggiunto dall’acqua alta, che al momento è di soli 7 centimetri inferiore a quello raggiunto nell’alluvione del 1966, ma per la quantità di ore in cui i beni artistici, dai preziosissimi pavimenti in marmo della Basilica di San Marco ai rivestimenti lignei, sono rimasti sommersi”. A differenza dell’ultimo allarme di un anno fa, precisa, “L’acqua ha invaso tutta la Basilica e non solo la prima parte”.
Per di più, sottolinea il segretario generale del Mibact, “il maltempo purtroppo è ancora in corso. A Venezia, perché si possa fare una quantificazione reale dei danni al patrimonio bisogna aspettare che l’acqua scenda”.
L’attenzione, intanto, è alta per tutto il territorio italiano: “Ho chiesto ai nostri soprintendenti di tutto il territorio italiano di farci un quadro delle loro situazioni.- conclude Nastasi – Al momento comunque non sono state segnalati altri siti in allarme”.

Ristampa fumetto Zerocalcare e Herrepusch dedicato a BiagettiA 13 anni omicidio, Prossima fermata – Una storia per Renato

13 novembre 201913:20

– A 13 anni dall’ omicidio del giovane Renato Biagetti, ucciso a Focene da due coetanei dell’ultra destra, torna in edizione limitata la ristampa del fumetto firmato da Zerocalcare e Errepush edito da Elementi Kairos, dedicata alla vittima. Prossima fermata – Una storia per Renato entra subito nel catalogo libri della famiglia OpenDDB, portale che sostiene la circolazione di opere indipendenti (80 pp prezzo libero ma consigliata donazione di minimo 22 euro). Un libro che è un viaggio a ritroso nel tempo che ci parla di Renato ma soprattutto di come sia necessario posizionarsi di fronte alla barbarie in nome di una ideologia brutale, che si fa normalità e codificazione, di fronte all’ insostenibile perdita di umanità che caratterizza il dibattito pubblico degli ultimi anni. Dopo il tour della prima edizione, iniziato nel 2016 nel decennale della morte di Renato Biagioietti, l’intento è di “tornare sulla strada per incontrare ancora una volta tutte le comunità resistenti disseminate nel paese: nelle scuole, nelle piazze, nei paesi, nelle biblioteche, nei circoli dove siamo stati accolti calorosamente, e arrivare dove non si è riusciti fino ad ora per continuare a tessere relazioni e complicità” spiega una nota dell’editore. . Zerocalcare ed Errepush da anni riempiono la città di Roma con i loro disegni sulle locandine di cortei, concerti, iniziative che dal basso resistono e tentano di cambiare l’esistente. Fumettista l’uno, disegnatore e artista grafico l’altro, hanno vergato una storia appassionata colma di amore e rabbia. OpenDDB è un progetto dell’associazione culturale Smk Videofactory è il primo portale europeo in creative commons che supporta la circolazione di opere indipendenti (libri, film, musica) in creative commons, attraverso la distribuzione on-demand, eventi e proiezioni per i film.

A teatro, da Solfrizzi come Auteuil a libro MurgiaIn scena anche Lavia, Marchesi e coppia Benvenuti-Fresi

3 novembre 201913:27

– Emilio Solfrizzi (come Daniel Auteuil) insieme a Paola Minaccioni in “A testa in giù” di Florian Zeller, diretto da Gioele Dix, e Anna Della Rosa per Veronica Cruciani in “Accabadora” dal best seller di Michela Murgia, tutti a Roma. E poi Giorgio Marchesi in “7 anni” di José Cabeza e Julia Fontana, ancora nella capitale, e Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi a Milano con “donchisci@tte”, ispirato a Cervantes; “La locandiera” di Goldoni secondo Walter Le Moli e Gabriele Lavia con “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello, entrambi a Torino: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Musica: Theatralia Jazz Festival, ponte Londra-RomaPromosso da Filomena Campus, con lei ospiti italiani e Gb

ONDRA13 novembre 201913:27

– E’ stato un debutto emozionante quello di ieri sera a Londra per l’edizione 2019/2020 del Theatralia Jazz Festival, rassegna di jazz italo-britannica promossa dalla vocalist e regista sarda Filomena Campus, divenuta ormai una tradizione sulla scena londinese e trasformata quest’anno in una sorta di ‘ponte’ fra la capitale del Regno Unito e Roma. Infatti dopo le due date inglesi, ieri e questa sera, entrambe nella storica cornice del Jazz Club di Pizza Express, a Soho, la ‘città eterna’ e il ristorante Qvinto, nel quartiere Tor di Quinto, sono stati scelti per ospitare l’esibizione in programma il 22 maggio.
L’esordio del festival è avvenuto all’insegna di suoni mediterranei e ritmi sudamericani. Campus ha duettato col chitarrista Giorgio Serci nella loro creazione dal titolo ‘Scaramouche’: un intenso viaggio fra melodie e versi, che contiene al suo interno canzoni dedicate ai maestri brasiliani Hermeto Pascoal e Chico Buarque, e le poesie di Jack Hirschman e Maria Carta, recitate da Natasha Stanic Mann, che ha anche letto testimonianze sulla Brexit dal libro ‘In Limbo’ di Elena Remigi.
I due artisti erano accompagnati da un quintetto di archi del Keld Ensemble. Per questa sera, invece, Campus sale sul palco col suo rodato quartetto e insieme al virtuoso del flauto, Rowland Sutherland, scelto come ‘special guest’ per una performance che si prefigura altrettanto coinvolgente. Anche in questo caso sono previsti suoni e contaminazioni musicali da tutto il mondo e fra generi, come jazz e musica classica contemporanea. Insieme a Campus e Sutherland ci sono Steve Lodder al pianoforte, Rod Youngs alla batteria e Charlie Pyne al contrabbasso. Ma la kermesse musicale dopo Londra approda a Roma in primavera: Campus e il suo quartetto si esibiscono nello spazio dedicato alla musica nel ristorante Qvinto con ospiti italiani e britannici per un’altra serata al ritmo di jazz.

Cheyenne nuovo singolo di Francesca MichielinPer cantautrice concerto al Carroponte il 20 settembre 2020

13 novembre 201914:16

– Francesca Michielin torna con un nuovo singolo, Cheyenne feat. Charlie Charles, che ha curato la produzione del brano, in rotazione radio e disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 15 novembre, che anticipa il prossimo importante progetto discografico che uscirà in primavera.
Il brano, scritto da Alessandro Raina, Davide Simonetta, Mahmood e Charlie Charles è un brano romantico, nostalgico, pieno di contrasti, che nasconde un cuore synth e ballabile, incalzante con i suoi ritmi electro-pop. La voce di Francesca si lega in modo speciale alla consolle di Charlie Charles, i tappeti di archi alle percussioni digitali e i vocalizzi tribali al pianoforte. Cheyenne è il primo singolo del nuovo album di inediti di Francesca: un progetto unico che vedrà la luce nel 2020.
La cantautrice è pronta a tornare anche dal vivo e, per la prima volta, il 20 settembre 2020, suonerà live sul palco del Carroponte, il tempio della musica urban alle porte di Milano.

Musica: Niccolò Fabi, tour in Europa con Tradizione e tradimentoIn Italia date in programma a dicembre e gennaio 2020

13 novembre 201914:19

– Niccolò Fabi porterà “Tradizione e tradimento” in tour in Europa ad aprile 2020, accompagnato da Roberto Angelini e Pier Cortese che con lui hanno prodotto il nuovo disco. Il cantautore romano presenterà al pubblico europeo il nuovo album e i suoi brani di repertorio, in una nuova veste musicale, nei club delle città di Lugano, Berlino, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Parigi, Zurigo, Barcellona, Madrid e Lisbona.
I biglietti per le date del tour europeo (organizzato da Magellano Concerti) sono disponibili in prevendita dalle ore 16.00 di oggi, mercoledì 13 novembre.
Ecco le date del 2020: 3 aprile allo Studio Foce di Lugano, 6 aprile al Frannz Club di Berlino, 7 aprile al Q-Factory di Amsterdam, 9 aprile al Vk di Bruxelles, 12 aprile al The Garage di Londra, 14 aprile al Cafè de la danse s Paprigi, 16 aprile al Mascotte di Zurigo, 20 aprile al Razzmatazz di Barcellona, 23 aprile alla Sala caracol di Madrid, 25 aprile al Lav di Lisbona.
Ecco le date in Italia nei mesi di dicembre e gennaio: esauriti i biglietti per le date di Cascina (PI) (27 novembre-data zero), Ravenna (1° dicembre), Milano (2 dicembre), Pescara (8 dicembre), Palermo (13 dicembre), Trento (19 dicembre), Vicenza (20 e 21 dicembre), Bologna (10 gennaio), Firenze (11 gennaio) e Torino (12 gennaio), restano ancora disponibili gli ultimi biglietti per le altre date del tour, prodotto e organizzato da Magellano Concerti e Ovest. Radio partner del tour è Radio Capital.

Tv: una Torino inedita per la serie ‘Giustizia per tutti’Riprese fino a febbraio, c’è sostegno Film Commission e Regione

TORINO13 novembre 201914:36

– Un uomo ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie che, dopo 10 anni di carcere, prende in mano la sua difesa riuscendo a scagionarsi e poi si mette al servizio di altri per far vincere la verità. Tutto sullo sfondo di una Torino spesso inedita. ‘Giustizia per tutti’ è la serie Tv Mediset, con protagonista Raoul Bova, girata nel capoluogo piemontese con la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte e il sostegno della Regione.
Ventuno settimane di riprese, che dovrebbero concludersi a febbraio, per una produzione che vede una grande partecipazione di professionalità del territorio. “Un dato rilevante – dice Maurizio Zaccaro, regista insieme a Eros Puglielli – perché significa rispettare le professionalità del posto, creare un indotto, offrire non solo un impiego per i giovani ma anche fare una grande formazione quadri”.
Per Zaccaro “girare a Torino è sempre molto significativo, abbiamo dedicato molto tempo alla ricerca di posti meno conosciuti, dal centro alla periferia”. E c’è chi, come l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Vittoria Poggio, suggerisce di ampliare le location a tutto il Piemonte.
“Il cinema – dice – è un asset di sviluppo molto importante in cui la Regione crede e la presenza di un attore come Bova conferma la valenza di un lavoro che punta sempre più sulla qualità. Torino è un set importante ma tutta la regione ha molte potenzialità da sviluppare”.

Libri: al via Premio biennale Lattes per Traduzione

TORINO13 novembre 201914:37

– E’ al via il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione. La prima edizione è dedicata ai romanzi tradotti dalla lingua araba e coinvolgerà anche studenti delle università italiane.
“Consapevole del fondamentale ruolo dei traduttori nella diffusione della letteratura e dell’impareggiabile contributo della traduzione nell’avvicinare popoli e culture differenti, abbattendo muri ideologici, creando ponti culturali e favorendo il dialogo – spigano gli organizzatori – la Fondazione Bottari Lattes indice il Premio biennale per la Traduzione, in collaborazione con l’Associazione Castello di Perno. L’obiettivo è promuovere la conoscenza di culture e di autori meno noti al pubblico italiano e incoraggiare la traduzione in italiano delle loro opere più significative”.
“La traduzione – aggiungono – non si risolve in una semplice trasposizione di parole da una lingua all’altra, ma deve saper trasferire pensieri e concezioni del mondo da una cultura all’altra. Richiede quindi una compenetrazione totale del traduttore in quella cultura.
Il Premio in questa edizione è rivolto aperto alle opere di narrativa contemporanea di lingua araba tradotte pubblicate in italiano tra il 2017 e il 2019, che devono essere inviate alla Fondazione Bottari Lattes entro il 10 gennaio 2020. La cinquina dei traduttori finalisti sarà resa nota entro maggio. La premiazione si svolgerà il 20 giugno 2020 al Castello di Perno, nel cuneese. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

In arrivo Singin’ in the rain al Teatro nazionale Chebanca!
Nel musical Chiara Noschese si cimenta con leggenda Gene Kelly

13 novembre 201914:48

– È in arrivo la nuovissima produzione firmata Stage Entertainment Italia: Singin’ in the rain – cantando sotto la pioggia Il Musical. Lo spettacolo si terrà nella prima parte di stagione al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano, con repliche a partire dal 15 novembre 2019, e resterà in scena fino all’11 gennaio 2020. I biglietti sono già disponibili sul sito www.teatronazionale.it, www.ticketone.it, presso il Box Office e l’Ufficio Gruppi del teatro.
Dopo i successi di pubblico e critica raccolti nelle scorse stagioni teatrali da Flashdance – il Musical e A Chorus Line, l’attrice e regista Chiara Noschese torna a cimentarsi con la Leggenda che, questa volta, di nome fa Gene Kelly.
“Singin In The Rain è una storia che strappa una risata e fa sognare, in un’evasione unica, che capita solo quando siamo chiusi in un teatro, immersi in una che parla di poesia, talento, musica, arte, di quella “materia divina” di cui, a mio avviso, abbiamo una grande nostalgia”, commenta Chiara Noschese.

Fiorello riparte VivaRaiPlay! e torna a VivaAsiago10Ospiti di stasera Biagio Antonacci, Paola Cortellesi, i Meduza

3 novembre 201915:34

– Mancano poche ore all’esordio di “Viva RaiPlay!”: questa sera ore 20,35 solo su RaiPlay in esclusiva assoluta, ma Rosario Fiorello ha già stupito tutti tornando alla striscia quotidiana intitolata “Viva Asiago10!”, anche questa in esclusiva solo su RaiPlay. Il contenuto è disponibile da ora on demand ed è stato realizzato nell’acquario posizionato su via Asiago, da dove lo showman commenta le notizie della giornata, coinvolge i passanti, telefona a sorpresa a personaggi noti e anticipa ospiti e temi della trasmissione della sera.
Alla prima puntata (saranno realizzate ogni mattina il mercoledì, giovedì e venerdì come anteprima dello show della sera), già disponibile su RaiPlay, hanno partecipato Gabriele Muccino, Paola Cortellesi, Fabrizio Biggio, Mauro Casciari.
L’appuntamento con Viva RaiPlay! è stasera alle 20,35 sulla rinnovata piattaforma digitale Rai, in esclusiva, con il varietà di 50 minuti. Nella prima puntata ci saranno Biagio Aantonacci, che finalmente arriverà in studio, in anteprima esclusiva con il nuovo singolo, Paola Cortellesi e i Meduza, il trio italiano dei record della musica house.

S. Cecilia, debutta violinista TjeknavorianGiovane talento il 15/11 in concerto diretto da Jurai Valcuha

13 novembre 201916:44

– Il debutto a Roma sul palcoscenico di Santa Cecilia del giovanissimo violinista austriaco Emmanuel Tjeknavorian nel concerto di Aram Kachaturian è il pezzo forte dell’ appuntamento in programma all’ Auditorum Parco della Musica venerdì 15 novembre alle 20:30 per la Stagione Sinfonica.
Sul palco a guidare l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale torna il direttore slovacco Juraj Valcuha, tra le bacchette più apprezzate della scena contemporanea e presenza fissa del cartellone ceciliano dal 2011. Lo spettacolo, con repliche sabato 16 e domenica 17 alle 18, proporrà inoltre due composizioni di Sergej Prokofiev, la Suite L’amore delle tre melarance e la Sinfonia n. 3. Per Tjeknavorian, 24 anni, il concerto per violino dell’ autore armeno ha un significato particolare perché lo riporta alla terra d’ origine dei suoi genitori. Il brano, scritto nel 1940 e dedicato al grande violinista David Oistrach, fa parte di un trittico di concerti scritti da Kachaturian nella prima fase della sua produzione e rappresenta molto bene le caratteristiche generali del suo stile, in particolare quelle neo-nazionaliste e moderniste. La Suite da L’amore delle tre malarance, ispirata all’opera omonima, fu composta da Prokofiev nel 1922 e diretta dallo stesso autore a Parigi nel 1925. La Sinfonia n. 3, che nasce come un adattamento dell’opera L’angelo di Fuoco, non venne mai eseguita quando l’autore era in vita.

Hitchcock a Genova, 70 scatti per il maestro del brividoA Palazzo Ducale mostra su suoi film, il primo girato in Liguria

GENOVA13 novembre 201917:12

– Alfred Hitchcock non era contento di venire in Italia a girare il primo film della sua carriera, perchè non conosceva l’italiano e temeva di incontrare troppe difficoltà. La produzione lo convinse e così il primo ciak del maestro – nel 1925, ‘The Pleasure garden’ – inquadrò le strade di Genova e la stazione marittima. I successivi ripresero la splendida spiaggia di Alassio. C’è anche l’Hitchcock genovese in una mostra a Palazzo Ducale a Genova che con 70 fotografie scattate sui set e nei backstage dei film più celebri, da Psyco a La finestra sul cortile, celebra il maestro del brivido. Si intitola “Alfred Hitchcock nei film della Universal Picture” e fino all’8 marzo 2020 permetterà di scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sui primi effetti speciali ma anche sulla vita privata di uno dei registi più famosi. “La contemporaneità di Hitchcock credo stia nel fatto di esser stato un inventore di forme – spiega il curatore, Gianni Canova -: ha saputo tradurre in luci, colori, movimenti di macchina, inquadrature, i sentimenti umani, dal sospetto all’invidia, alla gelosia. Le tecniche della suspence che inchiodano a una poltrona lo spettatore le ha inventate lui. E poi lui non impressiona in modo violento, nella scena sotto la doccia in Psycho, il coltello non tocca il corpo della vittima”.
Apre la mostra la sezione dedicata a Hitchcock a Genova. “Qui ha fatto il primo ciack, a 26 anni – spiega Renato Venturelli -, fu un’esperienza avventurosa che ricordò tutta la vita perchè alla frontiera gli sequestrarono la pellicola e a Genova gli rubarono il portafoglio. Tra l’altro nel film si vede una delle ultime immagini della vecchia stazione Marittima”. La mostra offre anche una chiave di lettura particolare: in alcune date è prevista una “visita con delitto”. “Il direttore di Palazzo Ducale sarà ucciso – spiega la direttrice, Serena Bertolucci – e gli spettatori potranno collaborare con degli attori alla soluzione del delitto”.

Al via Festival Borghi più belli d’Italia307 borghi a Bologna da 22 a 24/11. Focus su Lombardia

3 novembre 201917:23

– Sarà la Lombardia l’ospite d’onore della seconda edizione del Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia, in programma a FICO Eataly World di Bologna dal 22 al 24 novembre. Tre giornate alla scoperta del fascino dell’Italia nascosta, con i Borghi a raccontare bellezza e territori, forse, meno battuti ma altrettanto preziosi e autentici, con anche un centinaio di produttori locali, eventi, incontri, mostre ed esperienze da provare. “Nella prima edizione abbiamo accolto 40 mila visitatori, quest’anno puntiamo a 50 mila – racconta il direttore dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia, Umberto Forte – La nostra rete conta ormai 307 borghi. Non si pone come alternativa, ma come integrazione della grande offerta nazionale. Siamo convinti di poter dare un forte supporto al turismo tradizionale, sollevando un po’ le mete più ambite dal sovraffollamento. Anzi, non sarebbe male se città come Roma, Venezia o Firenze ci aiutassero, promuovendo i borghi vicini”.
Il cui patrimonio, sottolinea il presidente dell’Associazione, Fiorello Primi, “non è da meno delle più grandi e conosciute destinazioni turistiche. Con un elemento in più: l’accoglienza, l’ospitalità, l’umanità delle nostre comunità locali, della gente che abita questi luoghi di grande fascino e che rappresenta il valore aggiunto della nostra offerta”.
Inaugurazione del Festival con il patron di Eataly Oscar Farinetti e a seguire il convegno Un viaggio nel fascino dell’Italia nascosta e poi presentazione della nuova piattaforma Buy Borghi, l’arrivo dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale con una mostra fotografica sui tesori trafugati dai borghi e ritrovati e il focus realizzato con inLombardia con 20 borghi lombardi protagonisti e Morimondo (MI) a farla da padrone.

Gilet per le freddolose si carica a batteriaE’ realizzato in softshell. Durata del calore 7 ore

13 novembre 201917:50

– Dopo aver pensato al pubblico maschile Capit dedica alle signore freddolose il nuovo gilet WarmMe che si scalda con una batteria, mantenendo il calore per diverse ore. E’ un capo adatto soprattutto a chi pratica attività outdoor come sci, scooter, moto o semplicemente perfetto per chi ama stare al caldo, quello proposto dall’azienda di Arese, che unisce alta tecnologia senza rinunciare allo stile: design sciancrato, cura nelle finiture, cuciture trapuntate a spina di pesce sul davanti, collo alto per una maggiore protezione dal freddo e scelta del total white, per un look elegante in tutte le occasioni del giorno-sera. WarmMe è realizzato in tessuto laminare softshell, che trattiene il calore mantenendo la traspirabilità, è molto resistente e si adatta alle forme del corpo, consentendo libertà di movimento mentre il doppio strato esterno protegge dal vento e dal freddo anche in caso di pioggia. L’hi-tech che scalda un circuito invisibile di piastre riscaldanti flessibili e ultrapiatte è posizionato in specifiche zone del petto e della schiena, così da contribuire a mantenere una temperatura confortevole e uniforme sul tutta l’area del busto. Dispone poi di 3 diversi livelli di temperatura, regolabili attraverso un unico pulsante “easy touch” retroilluminato (da usare senza sfilare i guanti).
Il nuovo gilet donna è dotatao di cavo Usb che, collegato a una batteria power bank, scalda il gilet in poco tempo, con un’autonomia media di 7 ore.

Fay Archive rilancia con 5 pezzi iconiciImmancabile il giaccone 4 ganci versione fisherman

3 novembre 201918:00

– La collezione Fay Archive fa tappa nei principali monomarca italiani del brand. In questi giorni viene proposta nella boutique di Roma da Andrea Della Valle, Michele Lupi men’s collections visionary del gruppo Tod’s, e dall’influencer Alessandro Squarzi. Il marchio Fay ha una storia che affonda le sue radici negli anni Ottanta, quando Andrea e Diego della Valle scoprono le giacche divisa dai pompieri del Maine: il 4 ganci, un caban in cordura e nylon con collo in velluto che rivisitato dal team stilistico del Gruppo Tod’s che acquista il marchio, diventa il capospalla simbolo di un’epoca.
“Questo è un brand che ha una grande storia da raccontare” spiega Lupi, padre del progetto che comprende un guardaroba vintage con 6mila pezzi originali. Fay Archive è una capsule, “un brand nel brand” come la definisce Lupi, che valorizza l’originalità del marchio che ha saputo tradurre lo spirito di una giacca da lavoro in un capo perfetto per la città. “Il progetto Archive vive di luce propria con 5 pezzi iconici per l’inverno e altrettanti per l’estate – spiega Lupi. Per elaborare il primo capitolo della serie Fay Archive è stato fatto uno studio dell’heritage del marchio. Siamo andati a vedere le prime campagne pubblicitarie come quelle che avevano come protagonisti i pompieri americani ritratti nelle sedi storiche delle fire-houses – ricorda Lupi – ma in questa operazione di valorizzazione del dna del marchio abbiamo puntato a sintetizzare lo spirito vintage Usa, con l’attenzione ai dettagli in sintonia con la cultura giapponese e l’amore per lo stile italiano. Alla fine siamo riusciti a ottenere un equilibrio che Diego della Valle aveva indicato come un’ unione tra lo spirito degli american worker e l’eleganza italiana”. Il risultato di questa operazione “che ha la forza di un gong nella storia del marchio” si concretizza in capi versatili adatti alle differenti stagioni e temperature”.

Teatro: un monologo di Lucia Calamaro per Lucia MascinoApplausi ad Ancona, ‘la più bella prima, nella mia città’

NCONA13 novembre 201919:20

– Lucia Mascino sceglie Ancona, sua città natale, per portare in scena il suo primo monologo ‘Smarrimento’ ed ottiene uno strepitoso successo. Sette minuti di applausi ieri sera al Teatro Sperimentale, per una grande prova di recitazione voluta dall’attrice e cucita su di lei dalla pluripremiata drammaturga e scrittrice Lucia Calamaro, dopo una gestazione di due anni che ha trovato in Marche Teatro il suo ente di produzione. Una prima che vede Mascino sul palco da sola per un’ora nelle vesti di una scrittrice che ha perso l’ispirazione, in un ipotetico colloquio con il pubblico perché la sua casa editrice per guadagnare qualche soldo l’ha coinvolta in un giro di conferenze. Ma è solo lo spunto per una divagazione esistenziale a più voci: la sua, quella della protagonista del libro Anna. Per Mascino che torna nella sua città d’origine è stata “la più bella prima di sempre in una platea dove conoscevo tutti e dove mi sono sforzata di non guardare i miei parenti per non perdere la concentrazione”.

Torna in duomo Orvieto ciclo Apostoli e SantiStatue erano state collocate in sede distaccata museo Opera

ORVIETO (TERNI)14 novembre 201909:48

–  Dopo 122 anni di ‘esilio’ e una migrazione in quattro sedi diverse, torna all’interno del Duomo di Orvieto l’intero ciclo scultoreo degli Apostoli e dei quattro Santi, l’unico ancora completo e conservato integralmente avviato prima dell’avvento del barocco.
Il riposizionamento delle statue all’interno della Cattedrale – è stato spiegato oggi in una conferenza stampa – è la conclusione di un impegnativo percorso sia burocratico sia di restauro, che ha visto collaborare numerosi ed esperti professionisti, oltre che soggetti istituzionali.
Le statue – otto realizzate tra il 1556 e il 1612, la nona nel 1618, la decima nel 1644 e le ultime due tra il 1714 e il 1722 – dal 2006 erano infatti state collocate nella sede distaccata del museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, tornando al centro dell’interesse e dello studio. Il progetto del riposizionamento in situ, già delineato nel 1986 dalla Soprintendenza, è stato di recente presentato agli organi del ministero per i Beni e le attività culturali e autorizzato dalla stessa Soprintendenza, grazie alla collaborazione con l’Opera del Duomo, l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, l’Enea (per gli aspetti scientifici e di innovazione nella prevenzione del rischio sismico), il Comune di Orvieto (per il supporto logistico) e alla piena condivisione da parte della diocesi di Orvieto-Todi.
“Questo progetto nella sua complessità rappresenta un caso inedito nella storia del restauro” ha sottolineato il presidente dell’Opera del Duomo, Gianfelice Bellesini. “Istituzioni e professionisti – ha aggiunto – con passione e competenza hanno condotto un gioco di squadra grazie al quale, in tempi ragionevoli, siamo riusciti a mettere fine a questo malinconico esilio. Per noi è una grande emozione”.
In occasione del restauro cosiddetto ‘di liberazione’ di matrice purista del 1897, che cancellò la fase artistica manierista-barocca del Duomo, le statue vennero infatti esposte nel museo e in seguito dimenticate nei depositi. Era stato il critico d’arte Federico Zeri, dopo una visita, a reclamare il loro recupero.
Ora il ritorno in Duomo del ciclo scultoreo, con i propri monumentali basamenti originali, è pronto ad essere celebrato: martedì 19 novembre alle 17 la presentazione delle statue ricollocate sarà affidata ad Antonio Paolucci, tra i più convinti sostenitori del progetto e promotore della giornata di studi ad esso dedicata presso i Musei Vaticani, la lettura teologica di monsignor Giacomo Morandi, segretario della Congregazione per la dottrina della Fede, e con la solenne benedizione impartita dal vescovo di Orvieto, Benedetto Tuzia.
La presentazione sarà il primo di una serie di eventi che si concluderanno con le celebrazioni del Corpus Domini, tra cui una mostra fotografica, allestita presso i sotterranei del Modo, che verrà inaugurata il 7 dicembre.
Già nel marzo scorso in Duomo si era celebrato il ritorno delle due statue dell’Angelo annunciante e della Madonna annunciata di Francesco Mochi, opere tra le più significative del Seicento italiano.

Lirica: l’Evgenij Onegin sorprende pubblico del PetruzzelliOpera Chajkovskij in scena con allestimento Heliko Opera Mosca

BARI13 novembre 201920:14

– ‘Piacevole sorpresa’, rispetto ad una iniziale diffidenza per un’opera in lingua originale, è la sensazione provata stasera dal pubblico del Petruzzelli nell’assistere alla presentazione di ‘Evgenij Onegin’ di Petr Ilic Chajkovskij, nel prestigioso allestimento curato dal teatro dell’ Helikon Opera di Mosca. Nata da un accordo tra il teatro barese e quello moscovita, la messa in scena che sembrava dovesse essere un omaggio alla comunità russa residente a Bari, si è rivelata un grande omaggio al Petruzzelli. La regia è stata curata da Dimitry Bertman, dall’originale storico di Konstantin Stanislavsky, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli diretta da Valery Kiryanov, un cast eccezionale a cui si è affiancato il coro della Fondazione barese diretto da Fabrizio Cassi. Le scene e i costumi sono di Viancheslav Okunev. ‘Evgenji Onegin’ ha un libretto che lo stesso Chajkovskij trasse dall’omonimo romanzo in versi di Puskin, di cui si limitò a musicare frammenti per comprendere la psicologia dei personaggi.

Midway, film di guerra old styleDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

13 novembre 201920:30

– Un film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra. Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour.

Scotti, il mio nuovo quiz alla Mike BongiornoPer vincere non basta essere bravi ma occorre essere velocissimi

14 novembre 201909:33

Domande veloci, nervi saldi, cultura generale e soprattutto un nemico implacabile: il tempo. E’ un format tutto italiano quello che debutta lunedì 18 novembre su Canale 5 alle 18,45. Un preserale affidato al re dei quiz Mediaset, Gerry Scotti che, accantonata per il momento ‘Caduta libera’, parte con un nuovo gioco ‘Conto alla rovescia’. Cinque concorrenti (età variabile dai 20 ai 69 anni), 4 manche di gioco, fino al time out finale in cui il vincitore delle fasi precedenti in 3 minuti dovrà dare 20 risposte esatte “Per un programma come questo l’ideale sarebbe un concorrente alla Mike Bongiorno: questo è un quiz puro – ha detto Gerry Scotti presentandolo – Per vincere non basta essere bravi, ma occorre essere velocissimi, è un gioco incisivo senza perdite di tempo, abbiamo voluto fare una cosa diversa da Caduta Libera, molto giocabile da casa”. “Con l’uomo dei record per puntate di quiz serale e anche dal punto di vista degli ascolti – ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri – abbiamo voluto sperimentare qualcosa di nuovo perché credo questo sia anche il nostro compito, non fermarsi ai successi”. Studio avveniristico caratterizzato da un enorme ledwall sul quale il tempo scorre, quasi tutto il gioco è all’adrenalina ma non mancherà anche un momento di riflessiva tranquillità con quiz che richiederanno un maggiore ragionamento. “Sarà un genere di domande diverse da quelle che si sentono in televisione e per questo c’e’ stata una grande attenzione al casting – ha spiegato Scotti – Per questo abbiamo voluto persone preparate, come i concorrenti di una volta, curiosi, quelli in grado di anticipare anche il presentatore creando quindi situazioni divertenti”. Vincita a puntata fino a 100.000 euro e la possibilità di tornare nelle successive a difendere il titolo, il gioco è un format originale di Bannijay Italia e Rti. ‘Conto alla rovescia’ andrà in onda tutti i giorni fino al 5 gennaio. Per Scotti quindi una nuova sfida nella fascia oraria che non ha mai nascosto essere la sua preferita. “Lo ripeto dagli anni’90: per me stare in video tra le 19 e le 20 è quanto di meglio possa desiderare – ha detto oggi – Mi piace entrare nelle case nell’ora in cui ci ritornano anche gli italiani, è il momento di cucinare, della cena, della famiglia che sta insieme”.

Midway, un film di guerra old styleDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

14 novembre 201909:42

n film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra. Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour. Sceneggiatore, produttore e regista, Hemmerich ,maestro nell’uso degli effetti speciali, dopo ‘Independence Day’, ‘Godzilla’, ‘The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo ‘e ‘2012’, torna così a raccontare un pezzo di storia e lo fa con un certo equilibrio tra le parti in campo. “Il nostro film segue tre linee narrative che descrivono tre punti di vista che si intersecano – dice il regista Re Mida del genere catastrofico, dai grandi budget e incassi -: una è quella dei piloti a bordo della porta aerei USS Enterprise, principalmente Dick Best (Ed Skrein), Clarence Dickinson (Luke Kleintank) e Bruno Gaido (Nick Jonas) che sono personaggi storici. Una seconda narrazione segue il difficile lavoro dell’ufficiale di Marina Edwin Layton (Patrick Wilson), del crittografo Joseph Rochefort (Brennan Brown) e dell’ammiraglio Chester W. Nimitz (Woody Harrelson) a Pearl Harbor. La terza è incentrata, infine, sugli ufficiali giapponesi: l’ammiraglio Isoroku Yamamoto (Etsushi Toyokawa) e gli ufficiali Tamon Yamaguchi (Tadanobu Asano), Kaku Tomeo (Noboyu Shimamoto) e Chuichi Nagumo (Yun Kunimura), anche loro personaggi storici”. Una curiosità, questo fatto storico é stato già portato sul grande schermo nel 1976 nel film ‘La battaglia di Midway’, con Charlton Heston, Henry Fonda, Toshiro Mifune e Robert Mitchum.

The Crown 3, arriva premio oscar Olivia ColemanDal 17 su Netflix serie su regina Elisabetta II e casa reale

13 novembre 201920:36

– A tenere alto un genere che non conosce crisi dopo un anno e mezzo di distanza dall’ultima, sta per iniziare la terza e attesissima stagione di The Crow su Netflix, la serie originale di successo mondiale che sarà disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo da domenica 17 novembre. Incentrata come noto sulla vita di Elisabetta II e sulla famiglia reale britannica, stavolta nel periodo che va dal 1964 al 1977. Nella terza serie creata da Peter Morgan, Olivia Colman ereditera’ il ruolo della sovrana da Claire Foy, mentre Tobias Menzies sara’ il principe Filippo al posto di Matt Smith. I nuovi episodi vedono tra le altre protagoniste Helena Bonham Carter volto triste e duro della Principessa Margaret. Dopo aver posto l’attenzione sul matrimonio tra Elisabetta e Filippo fino alla nascita del quarto e ultimo figlio della regina, il principe Edoardo si concentra sugli anni più succosi del regno. Quelli più vicini a noi. Anche solo per le conseguenze di questi eventi: l’incontro tra Carlo (Josh O’Connor) e Camilla (interpretata da Emerald Fennell) per esempio, avvenuto a una partita di polo. Inoltre The Crown 3 suggerisce l’ipotesi che Elisabetta abbia avuto un’amicizia stretta con un conte. La corte sostiene che il legame della Regina con il nobile direttore delle sue scuderie sia stato solo un bel rapporto di amicizia, e niente più. Anche se lo soprannominò affettuosamente Porchie. Mentre, Peter Morgan, il creatore, difende l’attenzione all’episodio facendo appello al suo diritto di licenza poetica, in quanto creatore di uno show di finzione.

‘L’affare Modigliani’, inchiesta di Loidice e MondiniTruffe e falsi, una trama di 70 anni per un business da 11 mld

GENOVA14 novembre 201910:12

– Truffe, esposizioni con quadri falsi, prolifici falsari, fondazioni nate dal nulla. Guerre intestine che ruotano attorno a critici d’arte o presunti tali e malfattori, che negli ultimi decenni hanno fatto la loro fortuna legando il proprio nome a quello di Amedeo Modigliani. Sono alcuni dei ‘protagonisti’ del libro-inchiesta su ‘L’affare Modigliani’ di Claudio Loidice e Dania Mondini, dal 10 ottobre in libreria (Chiarelettere, 19 euro). All’ombra del grande Modì, a cento anni dalla morte, emergono mercanti disposti a tutto, il cui unico interesse è il profitto, opere che in poco tempo acquisiscono un valore immenso, decuplicando le stime. Si tratta di un business stimato in almeno 11 miliardi di euro, che probabilmente non sarà sfuggito alla criminalità organizzata e ai riciclatori internazionali. Gli autori promettono di solcare le strade e i vicoli della Parigi dei primi del Novecento e per rimanerci settant’anni, arrivando poi in Italia, seguendo il destino funesto e criminale di tutti i grandi protagonisti di una storia che li ha affascinati e che, ne sono certi, conquisterà anche i lettori. Otto capitoli, con altrettante scene del crimine in molte città italiane (Livorno, Roma, Genova, Palermo…), ma anche a Londra, o Ginevra, per raccogliere testimonianze preziose e documenti, molti dei quali inediti e rivelatori, qui per la prima volta resi pubblici.

Gigi Proietti, voce del cane in Attraverso i miei occhiL’attore, Non mi sento un maestro di vita

14 novembre 201910:26

Voce di Dustin Hoffman nel ritratto del provocatorio stand-up comedian, scomparso prematuramente, Lenny Bruce in Lenny di Bob Fosse (“penso sia il mio doppiaggio migliore”), ma anche del primo Rocky e del funambolico genio di Aladdin (“molto divertente ma faticoso”). Sono solo alcune delle grandi prove di doppiaggio di Gigi Proietti, che ne regala un’altra come voce di Enzo, il saggio golden retriever (in originale doppiato da Kevin Costner) protagonista di Attraverso i miei occhi, la dramedy di Simon Curtis, in sala dal 7 novembre con 20th Century Fox, tratta dal bestseller di Garth Stein, L’arte di correre sotto la pioggia. Il film racconta, attraverso gli occhi e il racconto interiore del cane, il legame simbiotico del golden retriever con il suo padrone/migliore amico Denny (Milo Ventimiglia), pilota automobilistico, che l’ha preso cucciolo. Insieme, in un viaggio lungo una vita attraversano gioie, come l’amore che nasce fra Denny e Eve (Amanda Seyfried), poi moglie del pilota e madre della figlia Zoe, ma anche drammi famigliari. Nel cast, fra gli altri, Martin Donovan e Kathy Baker. “Questo cane ci insegna qualcosa che noi umani non sempre rispettiamo, cioè che amare significa volere il bene dell’altro e fare di tutto per non farlo soffrire – spiega Proietti – Il film è una grande metafora, come sarebbe più facile avere rapporti se assomigliassimo più ai cani. In loro non c’è odio, voglia di rivalsa, solo lealtà e fedeltà”. Personalmente “non penso di avere la saggezza di Enzo. Non mi sento uno che possa insegnare ad altri, non mi sento maestro di vita, anche se a volte qualcosa mi è capitato di dire, anche stancando chi mi è vicino, come le mie figlie o quando avevo la scuola di teatro, i miei allievi…Poi magari dopo qualche anno mi hanno chiamato per dirmi che avevo ragione”. Il doppiaggio è fin dall’inizio della sua carriera un compagno di strada, mentre di cinema, come attore, “ne ho fatto poco, anche perché mi offrivano sempre le stesse parti”.
Oggi “mi sembra il cinema si stia televisizzando sempre di più, i film restano poco in sala, risente molto della concorrenza dei grandi seriali – commenta -. Il nostro cinema ha molti buoni attori ma è un po’ piccolo a livello di storie. Comunque non si può generalizzare, ci sono delle eccezioni”. Tra queste, c’è Matteo Garrone, per cui ha appena interpretato Mangiafuoco in Pinocchio (in uscita a Natale): “sono stati solo tre giorni, ho lavorato con un regista straordinario che viene da un altro pianeta – dice -. E’ stata un’esperienza bellissima”. Da quanto fa intendere, potremmo rivederlo presto anche in tv: “Tornerò sicuramente, con una fiction, o magari qualche show anche se sono stancanti – accenna -. Mi sono arrivate varie proposte, ho anche idee mie per delle storie, ma sono ‘inturcinate”’. Quanto agli impegni con il teatro, spiega che sta cercando di tenersi “stretta la direzione artistica del Silvano Toti Globe Theatre, perché è una di quelle cose che ho fatto per Roma e sento che resta. Fra tutti i teatri che ho diretto o rilanciato, il Globe è forse la cosa più importante, perché è una struttura che prima non esisteva. E’ nato come un fungo in mezzo alla città, e continua ad avere un successo enorme”. Tornando ad Attraverso i miei occhi, Proietti, come il protagonista (umano) del film, ama molto gli animali: “Avendo un grande giardino, oltre a cani e gatti, che adoro, ne abbiamo avuti a casa di più specie, compreso un piccione. La mia compagna l’aveva comprato a Ponza da una signora per non farlo finire in padella.
Apparteneva a una razza che non volava, l’avevamo chiamato ‘Poro Toto’. Finché passeggiava in mezzo agli altri è andato bene, ma appena ha provato a svolazzare… – spiega l’attore in un racconto trascinante simile a quello dei suoi spettacoli -. Il mio animale preferito però è la gracula, il merlo parlante, ne ho avuti vari. Uno imitandomi mi ha anche fatto capire quanto fosse antipatico il mio modo di rispondere al telefono”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musica: a Bologna torna ‘Europavox’, festival senza confini
Il 6 e 7 dicembre dodici artisti da 9 Paesi al teatro Comunale

OLOGNA14 novembre 201910:58

– Torna il 6 e 7 dicembre ‘Europavox Bologna’, ultima tappa annuale del festival internazionale ‘senza confini’ dedicato alla diversità musicale europea. I foyer Rossini e Respighi del teatro Comunale ospiteranno per il terzo anno nuove tendenze musicali al di fuori dei soliti parametri: in programma, in partnership con l’Estragon Club, otto ore di musica, con 12 artisti provenienti da nove Paesi.
In cartellone il duo dream-pop austriaco Anger, il leader dei Mogwai Stuart Braithwaite, la dark electronica della londinese Eckoes, il rocker francese Jean Felzine, la darkwawe dei britannici Iyeara, dalla Polonia (ma statunitense d’origine) Low Roar con i suoi ariosi paesaggi sonori, dall’Estonia il Dj e produttore Noep. E ancora: le pennellate elettroniche del giovanissimo tedesco Niklas Paschburg, i bielorussi Super Besse con il post-punk e una rappresentanza italiana con Beatrice Antolini, Fragments of Light e Giungla.
Il festival ha il sostegno del Programma Europa creativa dell’Unione europea.

Musica: la prima mondiale di Donizetti è un cantiereAnteprima dell’Ange de Nisida al festival di Bergamo

14 novembre 201911:14

– Non poteva che essere nella ‘sua’ Bergamo la prima mondiale dell’opera ritrovata di Gaetano Donizetti. E non a caso – ieri si è svolta l’anteprima – è stata messa in scena nel teatro che porta il suo nome e che al momento è chiuso (riaperto solo per l’occasione) per restauri.
D’altronde un cantiere è l’ambientazione migliore per un’opera che mai andò in scena, perduta e da poco ritrovata, dopo un lungo ‘cantiere’ di ricerca. Per questa prima messa in scena in cantiere il regista Francesco Micheli, che è direttore del festival, ha sistemato il pubblico nei palchi e in una gradinata allestita in palcoscenico, mentre la platea – senza poltrone – è il centro della scena che si svolge su un ‘tappeto’ di fogli di pentagramma. Applausi all’orchestra Donizetti, al maestro Jean-Luc Tingaud, ai cantanti Lidia Fridman (l’Ange), Florian Sempey (il re), Don Gaspar (Roberto Lorenzi), Konu Kim (Leone) e Federico Benetti (il monaco). Ma applausi soprattutto a Donizetti presente sotto forma di busto in palcoscenico.

Con ‘Fuori la Voce’ la tv si fa ascoltare sui temi di oggisu Laf, tanti testimoni per parlare da cittadinanza a bellezza

14 novembre 201911:54

– Parità, futuro, spiritualità, digital addiction, cibo, natura, educazione, resistenza: questi alcuni dei temi al centro della società di oggi trattati in “Fuori la voce”, nuova produzione originale di laF (Sky 135) in onda da lunedì 18 novembre alle 21.10.
“Fuori la voce” è uno spettacolo di parola, un luogo di incontro e di ascolto di visioni, opinioni e storie differenti, per comprendere meglio il mondo che ci circonda e riscoprire il valore e il diritto all’ascolto, anche in tv. “Oggi ci sentiamo sempre tutti interpellati: con i blog, con i social network, ci viene chiesto di esprimere continuamente il nostro parere, la nostra opinione. Siamo entrati nella grande epoca di ‘Dico ergo sum’: il contrario di dire è ascoltare, ‘Ausculto ergo sum’. Non è detto che qualunque cosa ci accada, vicina o lontana, accada affinché noi la commentiamo. Forse basterebbe talvolta semplicemente ascoltare le cose, ascoltare gli altri, ascoltare i suoni”: così lo scrittore Stefano Massini, che introduce ogni tema, diverso per puntata, con le sue esclusive storie di copertina.
Sul palco di “Fuori la voce”, di fronte al pubblico e a un microfono, si avvicenderanno 24 voci chiare, forti e appassionate, due a puntata, per raccontare agli spettatori storie, riflessioni e punti di vista alternativi: una voce nuova, esperta e competente sempre accompagnata dal racconto personale di un personaggio della cultura e dello spettacolo.
Nel primo appuntamento, si parte con il jazzista Paolo Fresu e la giornalista d’inchiesta Federica Angeli che discutono del significato di cittadinanza, mentre è la bellezza il tema affrontato dallo scrittore e giornalista Beppe Severgnini e dalla ricercatrice di Fisiologia dell’Università di Verona Chiara Della Libera. Nelle puntate successive, aperte dalle copertine di Stefano Massini, Lella Costa e Alex Corlazzoli, Chef Rubio e Leonardo Caffo, Daniele Silvestri e Raffaele Laudani, Sonia Bergamasco e Darya Majidi, Ascanio Celestini e Agnese Bertello con Stefania Lattuille, Federica Cacciola (Martina Dell’Ombra) e Matteo Lancini, Oliviero Toscani e Carla Costanzi, Gianluigi Ricuperati e Massimo Temporelli, Gad Lerner e Don Gino Rigoldi, Elly Schlein e Telmo Pievani.
“Fuori la voce” è un format di 12 puntate, ciascuna da 30 minuti, prodotto da Effe Tv e realizzato da Ruvido Produzioni, che amplia il racconto culturale della tv di Feltrinelli, da sempre rivolto agli amanti della parola, della cultura e del pensiero originale.

Libri: Chika, storia di un’orfana del sisma di HaitiL’autore è Mitch Albom, sceneggiatore e scrittore di successo

14 novembre 201911:59

– Chika è nata tre giorni prima del devastante terremoto che ha sconvolto Haiti nel 2010. Quando sua madre muore per dare alla luce il fratellino, Chika ha tre anni e viene accolta dall’orfanotrofio Have Faith Haiti, che Mitch Albom e sua moglie Janine hanno fondato a Port-au-Prince. Per la coppia, che non ha figli, i quaranta bambini che vivono, giocano e vanno a scuola all’orfanotrofio sono diventati una seconda famiglia. E l’arrivo di Chika, spavalda e sicura di sé, delizia tutti, dai compagni agli insegnanti. Ma all’età di cinque anni le viene diagnosticata una grave forma di tumore, che ad Haiti nessuno può curare. Mitch e Janine portano Chika a Detroit, nella speranza che i medici americani possano permetterle di tornare a giocare. Chika diventa così parte integrante della loro vita e in compagnia della piccola intraprendono un viaggio di due anni intorno al mondo per trovare una cura.
Mitch Albom, autore bestseller di successo negli Usa, in Chika, edito da Sperling & Kupfer, abbandona la narrativa per raccontare una commovente e storia vera vissuta in prima persona. La storia di Chika apre il cuore ai lettori e l’autore dice “E’ il libro più importante che ho scritto”. Ma Chika è anche una storia d’amore. Nel racconto l ‘ottimismo e il coraggio della bambina sono un vero raggio di sole per Mitch e Janine, che grazie a lei vivono la gioia di prendersi cura di un bambino, imparando ad essere una famiglia.
Mitch Albom è sceneggiatore e giornalista, autore di opere teatrali e bestseller. Tra questi, tutti numeri uno del New York Times, si ricordano Le cinque persone che incontri in Cielo e I miei martedì col professore. Le sue opere hanno venduto oltre 36 milioni di copie nel mondo e sono tradotte in 42 lingue. Il suo ultimo romanzo, La prossima persona che incontrerai in Cielo (Sperling & Kupfer). Albom ha fondato diversi enti caritatevoli a Detroit, la sua città natale e un orfanotrofio ad Haiti.

Libri: Milano al top export con 81,5 milioni euro in 6 mesiSu totale nazionale mezzo miliardo, compresi prodotti editoriali

ILANO14 novembre 201916:16

Libri ed editoria sono tra i prodotti culturali italiani più esportati all’estero, per un valore di mezzo miliardo circa nei primi sei mesi del 2019.
Milano, con 81,5 milioni, rappresenta un sesto di questo giro d’affari e cresce del 5,5%, a fronte di una contrazione del dato nazionale. I dati sono della mappa ‘Cultura e tempo libero: i prodotti italiani nel mondo’, realizzata dalla Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza, Lodi e da Promos Italia.
Per quanto riguarda la cultura nel suo complesso, in cui vengono considerati musica, cinema, creatività, intrattenimento, fotografia e sport, che vale 1,4 miliardi totali, Milano è ancora al top, con 193 milioni in sei mesi. Seguono Forlì-Cesena, Treviso (+12,6%), Piacenza (+33,1%) e Bergamo (+19,7%). Le principali destinazioni sono Francia (20,5% del totale, +10,8%), Stati Uniti (15%, +10,8%) e Germania (8,8%).
Cina in forte crescita: +44,4%, seguita da Austria (+20,8%) e Paesi Bassi (+11,9%).

Mostre: ‘Cast off’, l’israeliana Yael Bartana espone a ModenaInstallazioni su tematiche dell’identità, rito e stato-nazione

MODENA14 novembre 201912:10

– Sei installazioni video e fotografiche, tra realtà e finzione, ruotano attorno alle tematiche dell’identità, del rito, dello Stato-nazione: è la proposta dell’israeliana Yael Bartana per la mostra ‘Cast off’, allestita da Fondazione Modena Arti Visive nella Galleria Civica a Palazzo Santa Margherita dal 15 novembre al 13 aprile.
Mentre Italia ed Europa affrontano tensioni nazionaliste e nuove spinte separatiste, l’artista, che vive e lavora tra Amsterdam e Berlino, intende attirare l’attenzione sull’esistenza di meccanismi sociali e politici predominanti, incoraggiando il pubblico ad interrogarsi sulla propria posizione rispetto a questi sistemi.
“Partendo dallo stile documentaristico dei primi lavori – spiega la curatrice Chiara Dall’Olio – Yael Bartana è poi passata nella seconda metà degli anni Duemila a creare azioni, rituali collettivi, storie che pur essendo verosimili sono in realtà finzioni filmiche, allargando nel contempo lo sguardo al mondo europeo, in cui oggi vive. L’ambiguità presente in queste video installazioni è quella del confine fra realtà e finzione, ma è anche la mescolanza fra uno stile documentario e una modalità di ripresa tratta dai film della propaganda sionista degli anni Venti e Trenta, con momenti che possono risultare quasi ironici, fino alle ultime opere che portano all’estremo un’estetica raffinata e minimalista, ma densa di stratificazioni di significati e simbologie”.

Libri: biografia di Arafat sovrano senza Stato”Dopo Moro, anche Mitterand volle fare il suo Lodo”

14 novembre 201912:14

– (ARAFAT, IL SOVRANO SENZA STATO – CASTELVECCHI EDITORE- 233 PP., EURO 17,5) Il Lodo Moro, l’accordo tra l’Italia e la Resistenza palestinese stabilito nei primi anni ’70, fu un modello per una analoga iniziativa presa da Francois Mitterand quando divenne presidente della Repubblica francese. Lo rivela l’ex consigliere dell’Eliseo, giornalista e studioso, Frederic Laurant, all’autrice del libro biografico “Arafat, Il Sovrano senza Stato” che oggi l’editore Castelvecchi manda nelle librerie italiane. Il lavoro di Stefania Limiti, giornalista e scrittrice, ripercorre la vita dell’ingegnere di al-Fatah letta alla luce di “un primo e un dopo Oslo”, i famosi accordi del ’93 con Israele che tanto avevano promesso e poco hanno mantenuto.
L’uomo dallo “sguardo arcigno, grandi orecchie, naso grosso, labbro inferiore enorme, carattere pessimo, irascibile, temperamento esplosivo” si impose tra i leader del ‘900 mondiale portando nell’agenda internazionale la questione palestinese, cioè la rivendicazione nazionale di un popolo rimasto senza terra e tutt’ora al centro di una occupazione che sembra destinata a non finire mai. Nato al Cairo nel 1929 da genitori palestinesi, precisamente il 24 agosto, la sua “sicura ascendenza non ha impedito che venisse alimentato il mito che lo vuole nato in una data approssimativa nella magica città di Gerusalemme, così i suoi natali sarebbero stati un rassicurante marchio di garanzia. Un vezzo forse comprensibile per i suoi simpatizzanti, più antipatico per i suoi detrattori, ma di certo un peccato veniale. E comunque lì inciampa anche Oriana Fallaci che lo dà per certo: Indiscrezioni ormai diffuse ti confermeranno che nacque a Gerusalemme”.
Uomo e leader politico controverso, accattivante con i suoi interlocutori, di sicuro “amava piacere”, cercava sempre di lasciarsi una strada aperta, tanto che girava anche una storiella spiritosa tra i suoi colleghi: “in pellegrinaggio alla Mecca, Arafat si reca nella valle di Mina per il lancio rituale di sette pietre contro l’immagine del diavolo, ma lui non le lancia tutte. Quando gli chiedono il perché, risponde: Non dobbiamo chiudere la porta in faccia a nessuno”. Gestì l’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, come un padre di famiglia autoritario e non riuscì a lasciare i metodi di capo di un movimento guerrigliero neanche quando si trovò tra le mani una piccola entità statuale che non divenne mai Stato, boicottata dal terrorismo di Hamas e dalla espansione delle colonie israeliane. Pragmatico fino al midollo, si muoveva come un rabdomante alla ricerca di spazi di mediazione, fiutava il pericolo come un lupo inseguito, era ispirato solo dall’idea nasseriana della patria e dalla quasi ossessione dell’unità, che lo portò a non estromettere mai i suoi nemici interni. Anche quando i miliziani di Hamas gli contendevano il controllo dell’Autorità palestinese cercò di riportare l’ordine accettando la collaborazione con un team europeo di 007 che provò a riportare l’ordine senza azioni repressive nei confronti della popolazione: una inedita vicenda raccontata nel libro grazie alla confidenza di un ex agende del Sismi tra i protagonisti dell’esperimento fatto poi saltare dalle strategie opposte scelte da Tony Blair.

Capitan Harlock compie 40 anni, il maestro Matsumoto a TorinoQuattro giorni di celebrazioni, c’è anche annullo filatelico

TORINO14 novembre 201912:28

– Capitan Harlock, il celebre pirata spaziale nato dall’immaginazione del maestro Leiji Matsumoto, compie 40 anni. Per l’occasione il suo padre artistico è a Torino, che gli dedica quattro giorni di eventi, tra cui c’è anche l’annullo filatelico di Poste Italiane con speciale folder commemorativo.
L’iniziativa ‘Mare di stelle’, promossa dall’Associazione Culturale Leiji Matsumoto con Comune e Città Metropolitana prevede, fra gli appuntamenti, una serata speciale al Cinema Massimo con la proiezione di ‘Galaxy Express 999 The Movie’ alla presenza del sensei, che sabato sarà al Mufant per l’inaugurazione della statua di Harlock e della mostra ‘Anno 1979 Capitan Harlock sbarca in Italia’. Eventi anche al Mao, al Museo del Cinema e alla Scuola Holden con una inedita performance live drawing di Matsumoto che per la prima volta realizzerà in Italia un bokusaiga, tipico disegno giapponese.
“Siamo onorati – dice l’assessora Francesca Leon – di avere qui il maestro. I suoi personaggi incarnano alcuni tra i migliori sentimenti degli esseri umani e ci portano a riflettere su temi importanti come il rispetto della terra”.

Musica: Muti con orchestra Chicago al Teatro del MaggioConcerto straordinario il 20 gennaio

IRENZE14 novembre 201912:32

– Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino annuncia il concerto sinfonico straordinario della Chicago Symphony Orchestra diretta dal maestro Riccardo Muti. Il concerto con musiche di Richard Wagner, Paul Hindemith e Sergej Prokof’ev, si terrà al Teatro del Maggio il 20 gennaio 2020.
La Cso, impegnata in un tour europeo, torna a Firenze dove manca dal 20 settembre 1974, quando si esibì diretta da sir George Solti al Teatro Comunale. Il programma del concerto di gennaio prossimo comprende l’ouverture di Der fliegende Holländer di Wagner, la Sinfonia Mathis der Maler di Hindemith e la Sinfonia n.3 in do minore, Op.44 di Prokof’ev.

Tognazzi, omaggio al gastronomo del cinema italianoIl 30 novembre chef Pelliccia reinterpreta ricette dell’attore

14 novembre 201913:10

Va in scena il 30 novembre un omaggio a Ugo Tognazzi, gastronomo e “cuoco prestato al cinema”, come lo stesso attore, scomparso agli inizi degli anni ’90, amava definirsi. Nelle stanze della casa-museo Ugo Tognazzi di Velletri, nella zona dei Castelli Romani, la casa vitivinicola Tognazza propone “Amici Miei”-Situescion II, format artistico e multisensoriale che unisce enogastronomia e musica. Protagonista della serata rievocativa dell’attore, allestita negli ambienti dove si riunivano, tra i tanti, Mario Monicelli, Vittorio Gassman e Paolo Villaggio, è lo chef Danilo Pelliccia, custode della cucina romana in Piemonte e che reinterpreterà il ricettario di Tognazzi in un concentrato amarcord di scene di vita quotidiana fuori dal set. Il progetto e la Situescion “Amici Miei” è dedicato al valore dell’amicizia.

Mostre: il 15 novembre prima esposizione su Gillo Dorfles’Il segno rivelatore di Gillo’, a Trieste. Molti inediti

TRIESTE14 novembre 201913:35

– “Il segno rivelatore di Gillo”.
E’ il titolo della mostra artistico-documentaria presentata alla Biblioteca statale Stelio Crise, ideata e curata da Marianna Accerboni, e che sarà inaugurata domani con una performance di luce e musica. La mostra, promossa dall’Associazione Culturale Gillo Dorfles di Milano, è la prima che è stata allestita dalla scomparsa dell’intellettuale e artista, avvenuta il 2 marzo 2018 a Milano.
In esposizione si trovano vari inediti, tra cui lettere autografe del ’46 inviate da Letizia Fonda Savio, figlia di Svevo, e dalla sorella Dora al direttore de La Lettura in polemica con un articolo di Gillo; 5 lettere autografe uscite dai cassetti di casa Dorfles del pittore triestino Arturo Nathan a Gillo, datate 1928, ’29 e ’30, che invitava Dorfles a una critica “prudente” e ancora riviste come L’Italia Letteraria del 1930 con i primi articoli di critica di Gillo, riflessioni sulla moda austriaca, italiana e americana e i suoi libri, una trentina, quasi tutti in edizione originale.

Moda: Kitajima e Vickers firmano campagna Prada ResortRilettura classicismo nei ritratti dei due maestri fotografia

14 novembre 201913:43

– Celebrazione del valore del quotidiano nella nuova campagna Prada Resort 2020 che propone una visione alternativa sul classicismo, adottando la semplicità come ribellione, ricercando lo straordinario nell’ordinario e la novità nella familiarità. Una nuova prospettiva cercata da un lato, attraverso gli scatti del fotografo giapponese Keizo Kitajima, noto fin dagli anni ’70 per lo stile dinamico e reale della sua fotografia di strada, dall’altro, con le immagini del newyorkese Drew Vickers, conosciuto per i suoi ritratti composti, calmi ed eleganti, che mettono delicatamente in risalto la quiete e la dolcezza dei soggetti. Le fotografie diventano espressione del sentimento della collezione, un ritratto della moda e dei modelli stessi. Qui i modelli sono in movimento, calati nella viva realtà, ognuno con un mazzo di fiori avvolto dalle immagini di campagna. Non più un’immagine statica e distante che appare sulle riviste o sullo schermo di un computer, la campagna Prada Resort 2020 si integra nella vita di tutti i giorni, sovvertendo le convenzioni e abbattendo le barriere. Nelle città di Milano, Londra, Mosca, New York, Parigi, Shanghai e Tokyo presso chioschi di fiori, bouquet profumati sono avvolti dalle immagini di campagna. Nelle immagini un insieme di volti maschili e femminili, nuovi e familiari, provenienti da diversi contesti. Freja Beha Erichsen, Lexi Boling e Sara Blomqvist sono affiancate da Stella Jones, Xiao Wen Ju, Xara Maria, Vik Nahishakiye, Ashley Radjarame, Kyla Ramsay, Toni Smith, Qun Y, Freek Men e Yang Hao.

Guccini, le mie Note di viaggio per le altre generazioniArriva l’album di canzoni arrangiate da Pagani eseguite da Elisa, Ayane & Co

15 novembre 201909:37

– Esce venerdì 15 novembre il primo capitolo di ‘Note di viaggio’, il progetto discografico dedicato alle canzoni di Francesco Guccini, arrangiate per l’occasione da Mauro Pagani. Ad interpretare dodici brani del repertorio del cantautore, si è prestata una lunga lista di nomi noti della musica italiana, da Giuliano Sangiorgi (‘Stelle’) a Malika Ayane (‘Canzone quasi d’amore’), passando per Ligabue (Incontro’), Elisa (‘Auschwitz’), Samuele Bersani e Luca Carboni (‘Canzone delle osterie di Fuori Porta’), Manuel Agnelli (‘L’avvelenata’), Carmen Consoli (‘Scirocco’), Nina Zilli (‘Tango per due’), Brunori Sas (‘Vorrei’) e Margherita Vicario (‘Noi non ci saremo’).”All’inizio ho pensato a tre o quattro brani da proporre a ciascuno – ha detto Mauro Pagani – ma poi in tanti sono arrivati con la loro proposta, perché le canzoni di Francesco per molti di loro sono state parte della rispettiva formazione musicale”. La copertina dell’album è un’opera realizzata dall’artista Tvboy che rappresenta Guccini e Pagani su una barca, circondati da tutte le voci che hanno messo lo zampino nel progetto discografico. Lo street artist ha realizzato la sua opera la mattina del 29 ottobre a Bologna, nei pressi di via Paolo Fabbri. “E’ interessante vedere come tanti artisti di generazioni diverse – ha detto Guccini – interpretino a modo loro le mie canzoni. A volte, nel tempo, è sembrato che io avessi scritto solo tre canzoni come ‘Dio è morto’, ‘La locomotiva’ e ‘L’avvelenata’, ma c’è stato molto altro oltre a queste”. Tra le canzoni che sono finite nella scaletta di ‘Note di viaggio’, del quale ci sarà anche un capitolo secondo previsto per il prossimo anno e sul quale Pagani è già al lavoro, c’è anche l’inedito ‘Natale a Pavana’ cantato dallo stesso Guccini utilizzando direttamente il dialetto pavanese.”Nonostante alcuni singoli episodi – ha detto il cantautore – come questo ma anche come è capitato con Vecchioni e con Morgan, non ho nessuna intenzione di rimettermi a cantare. Faccio lo scrittore come sognavo da piccolo prima ancora di cominciare a fare canzoni. Non sono più nemmeno capace di suonare le mie chitarre che ho messo in un angolo e non tocco mai. Solo qualche volta, con gli amici, mi viene da fare una cantata”. Da Pavana, dove Pagani lo ha anche dovuto raggiungere per registrare l’inedito, Guccini non perde di vista però l’attualità. “E’ una cosa vergognosa che una sopravvissuta ad un campo di concentramento sia costretta ad avere una scorta – ha detto Guccini a proposito della recente cronaca che ha visto protagonista la senatrice Liliana Segre – così come è stata vergognosa l’astensione in Parlamento (a proposito della costituzione di una commissione a nome della senatrice, ndr)”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al Mann mostra e spettacolo contro la violenza sulle donne
Verso la Giornata internazionale, esposizione fino al 2 dicembre

NAPOLI14 novembre 201914:28

– Ci sono i volti di donne sfregiate, ritratti di madri senza nome che, in luoghi imprecisati d’Italia crescono da sole i propri figli, un manichino, una parrucca colorata ed un vestito abbandonato su una panca: sono 26 gli scatti presentati nella mostra ‘Il rumore del silenzio’ una delle iniziative che Museo Archeologico Nazionale di Napoli, mette in campo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulla donna del 25 novembre.
L’esposizione, fino al 2 dicembre nell’Atrio del MANN, è promossa dall’Associazione Flegrea Photo e curato da FIAF/Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Nove le fotografe italiane coinvolte nel progetto: Stefania Adami, Daniela Bazzani, Maria Grazia Beruffi, Renata Busettini, Tiziana Mastropasqua, Antonella Monzoni, Ilaria Sagaria, Irene Vitrano e Federica Zuccinini. Venerdì 29 novembre (ore 17) nella sala del Toro Farnese in scena lo spettacolo “Ventre nero”, un viaggio al tempo di Nerone per raccontare storie e sofferenze delle donne.

Nero Giallo al via ricordando Camilleri20-22/11 a Roma, Napoli, Palermo con firme Europa e Sudamerica

14 novembre 201914:50

– Tre giorni dedicati al romanzo giallo, alla novela negra, in tre città italiane e con alcune delle più incisive penne europee e sudamericane. E’ la terza edizione di Nero/Giallo, rassegna dedicata alla letteratura noir in lingua spagnola e italiana, organizzata dall’Instituto Cervantes, in collaborazione con l’Istituto Bulgaro di Cultura, Rai Radio3, Vueling e il patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia. Al via il 20 novembre, quest’anno la kermesse allarga i suoi confini e oltre alla città di Roma raggiungerà per la prima volta anche Napoli e Palermo, con un omaggio ad Andrea Camilleri, il papà del commissario Montalbano scomparso a luglio.
A aprire il programma, a inresso gratuito, l’incontro all’Instituto Cervantes di Roma con Clara Sánchez, l’unica scrittrice ad aver vinto con i suoi romanzi i tre più importanti premi letterari spagnoli: l’Alfaguara con La meraviglia degli anni imperfetti, il Nadal con Il profumo delle foglie di limone (bestseller da oltre un milione di copie) e il premio Planeta con Le cose che sai di me. In contemporanea a Napoli, il dialogo moderato dall’hispanista Marco Ottaiano tra Élmer Mendoza – primo narratore a cogliere con successo l’effetto della cultura del narcotraffico in Messico e autore della saga poliziesca più emblematica della letteratura messicana, tradotta in dieci lingue – e Maurizio De Giovanni, autore delle fortunate serie noir sul Commissario Ricciardi, i Bastardi di Pizzofalcone e, di recente, Sara Morozzi.
Mentre a Palermo, alla Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani, toccherà allo scrittore e sceneggiatore galiziano Alfredo Conde, autore tra gli altri dei romanzi Il mistero del santo sul cammino di Santiago e Gli altri giorni”. E poi ancora, sono attesi Marilù Oliva, Guillermo Roz, Alek Popov, Giorgia Lepore, Patrik Fogli, Víctor del Árbol, Empar Fernández, Piergiorgio Di Cara.

Amadeus, serata stelle per 150 anni Bambino Gesù / VIDEOIn diretta su Rai1 20/11 il charity show con celebrities

15 novembre 201911:35

Anche il mondo dello sport sarà sul palco – rappresentanti della Nazionale italiana di Calcio come il CT Roberto Mancini, e tanti campioni come Alessandro Florenzi, Ciro Immobile e Javier Zanetti. Il 20 novembre, parata di celebrità, a partire da big della musica, per festeggiare i 150 anni dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù fondato nel 1869, con una serata-evento di solidarietà condotta da Amadeus all’interno dell’aula Paolo VI (sala Nervi) in Vaticano e trasmessa in diretta su Rai1 dalle 21.25. “Lo scopo da realizzare – ha sottolineato il conduttore nel corso della presentazione dell’evento a Viale Mazzini insieme al direttore di rete Teresa De Santis e del Presidente dell’ospedale Mariella Enoc, grazie all’acquisto dei biglietti per lo spettacolo e le donazioni al numero solidale 45535, è finanziare il nuovo Istituto dei tumori e trapianti, un progetto di ricerca focalizzato sullo sviluppo e il consolidamento della terapia cellulare e genica CAR-T e sui trapianti sia di organi solidi sia di cellule staminale per la rigenerazione dei tessuti”. Amadeus accompagnerà il pubblico in un viaggio in cui i protagonisti saranno le storie dei bambini e dei ragazzi accolti e sono tanti gli artisti che (a titolo gratuito) hanno deciso di essere vicini ad Amadeus in questo show unico: Francesco Renga, Alessandra Amoroso, Mahmood, Fabio Rovazzi, J-Ax, Benji & Fede, Elodie, The Kolors, Irama, Noemi, Giovanni Allevi, Renzo Arbore, Ficarra e Picone accenderanno questa serata di stelle dando voce alle emozioni di storie uniche, straordinarie e difficili. Tanti saranno gli ospiti presenti, fra i quali Massimo Ghini. “Sarà anche uno spettacolo, che fa bene ai telespettatori e ai bambini. Molti dei cantanti sono gli idoli dei giovanissimi”. Poi aggiunge: “Le storie saranno raccontate dai medici e anche dai bambini”. Poi il direttore artistico e conduttore del prossima edizione di Sanremo precisa: “alcuni artisti canteranno anche i nuovi brani”. Ma tiene soprattutto a sottolineare: “Passare del tempo al Bambino Gesù è un grande arricchimento umano. Ho appreso molto – ha aggiunto.
Sono contento che il direttore De Santis abbia pensato a me per questo evento. Ho conosciuto la presidente Enoc, una donna dalla grande umanità, ben voluta da tutto il personale e dai bambini dell’Ospedale”. Viene citato e ringraziato anche Monsignor Dario Viganò, definito il “deus ex machina” dell’evento. Ci sarà è stato annunciato, un videomessaggio di Papa Francesco.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un centro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per la cura di patologie complesse. I pazienti ricoverati in ospedale arrivano da tutta Italia e dal mondo, anche grazie a programmi di solidarietà che consentono a bambini provenienti dalle aree più svantaggiate di avere accesso a cure avanzate. “Una serata di stelle per il Bambino Gesù” è prodotto dalla Master Group Sport Srl. Alla domanda come si costruisce intrattenimento solidale che funzioni in tv? Amadeus replica: si parte con gli autori,, da due mondi che vanno uniti, ci sono le storie, dall’altra parte c’è lo spettacolo. Poi le due cose vanno fuse”.
Enoc ha sottolineato: “si racconta questo ospedale, il grande impegno che tutti ci mettono per le cure dei piccoli”. Nel 2018 sono, ha ricordato, stati effettuati 28.730 ricoveri e 327 trapianti, con il 30% dei pazienti provenienti da regioni diverse dal Lazio e un 15% di bambini di cittadinanza straniera.
Il progetto dell’Istituto tumori e trapianti rafforzerà la ricerca e la cura delle malattie oncoematologiche in età pediatrica e i trapianti di cellule staminali emopoietiche e di organi solidi.
Il programma è scritto da Paolo Biamonte, Simone De Rosa, Sergio Rubino e Armando Vertorano. La regia è di Stefano Vicario. Per chi avesse piacere di seguire la serata nella sala Nervi si trovano ancora biglietti disponibili su vivatiket.it.

Festival Dedica, Hisham Matar protagonista nel 2020A Pordenone dal 7 al 14 marzo

ORDENONE14 novembre 201915:10

– E’ Hisham Matar, scrittore di origini libiche che vive tra Londra e New York, vincitore del premio Pulitzer 2017 con il libro “Padri, figli e la terra fra di loro”, il protagonista di Dedica 2020. Il festival, organizzato dall’associazione Thesis, con una formula inedita – otto giorni di approfondimento su un autore, attraverso libri, teatro, mostre, cinema, incontri – tornerà a Pordenone dal 7 al 14 marzo 2020 per la 26/a edizione.
“Al di là della qualità indiscutibile dell’opera di un autore tradotto in 40 lingue, pluripremiato – ha affermato il curatore artistico Claudio Cattaruzza, ufficializzando il nome del protagonista del prossimo anno – ancora una volta la scelta è caduta su uno scrittore la cui vicenda personale ci porta dritti dentro la storia e dentro l’ attualità. E Dedica diventerà come sempre anche occasione per avere uno sguardo alto e privilegiato su altri Paesi”.
Nell’edizione 2019 Dedica protagonista è stata la scrittrice nicaraguense Gioconda Belli. Prima di lei, fra gli altri, Claudio Magris, Amos Oz, Nadine Gordimer, Paul Auster, Wole Soyinka, Javier Cercas e Luis Sepúlveda”.

Al via a Italia sì la sfida di Sanremo GiovaniLa finale il 19 dicembre su Rai1, 5 posti in palio per l’Ariston

14 novembre 201916:36

– Una sfida di musica e parole, lungo l’arco di un mese – dal 16 novembre al 7 dicembre -, per conquistare i 10 posti in palio per la finalissima di Sanremo Giovani, in onda su Rai1 il 19 dicembre, in prima serata. La principale novità dell’edizione 2019 del contest di Rai1 consiste proprio nella sfida diretta tra i 20 artisti che hanno superato le audizioni dal vivo. Il percorso a tappe inizia sabato 16 novembre a Italia sì, la trasmissione del sabato pomeriggio di Rai1 condotta da Marco Liorni, con l’esibizione dei primi 10 semifinalisti.
Un appuntamento, il primo, utile a far conoscere interpreti e canzoni, che non prevede votazioni. Mentre il sabato successivo 23 novembre, sempre a Italia sì, gli stessi 10 concorrenti si “batteranno” 1 contro 1 e saranno votati da una Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale del Festival composta dal direttore artistico Amadeus insieme a Claudio Fasulo, Gianmarco Mazzi, Massimo Martelli e Leonardo De Amicis. Alla conclusione del secondo appuntamento, quello del 23 novembre si conosceranno i primi 5 artisti ammessi alla finalissima del 19 dicembre. Meccanismo analogo per la seconda semifinale che vedrà il secondo gruppo di 10 artisti scendere in campo il 30 novembre e poi sfidarsi il 7 dicembre per la conquista degli altri 5 posti in palio. 10 giovani artisti così selezionati potranno concorrere il 19 dicembre per aggiudicarsi i 5 posti in palio per la sezione Nuove proposte del Festival 2020. A loro si aggiungeranno i 2 artisti provenienti dalla selezione di Area Sanremo e, di diritto, la vincitrice di Sanremo Young. In totale saranno quindi otto le canzoni che a febbraio, si contenderanno il titolo di vincitore della categoria Nuove Proposte nella penultima giornata del Festival di Sanremo, venerdì 7 febbraio.
Questi i primi 10 semifinalisti in ordine alfabetico (sabato 16 e sabato 23 novembre a Italia sì): Federica Abbate, I sogni prima di dormire; Ainé, Van Gogh; Fadi, Due noi; Fasma, Per sentirmi vivo; Leo Gassmann, Va bene cosi’; Nova, Resta; Samuel Pietrasanta, E dove sarai tu; Raim, Labirinto; Marco Sentieri, Billy Blu; Thomas, Ne 80.

L’alta gioielleria apre l’ Armani day a MilanoSfila collezione pre-Fall, conclusione con show di Giorgia

14 novembre 201917:10

– Nella moda ha inventato un colore che non c’era, il greige, e nella gioielleria, dove debutta oggi, ha brevettato una lega che ancora mancava, quella dell’oro Armani, di cui sono fatti i preziosi presentati questa mattina a Milano, nel primo degli appuntamenti dell’Armani day che culmina stasera all’Armani/Teatro, dove sfila per la prima volta la collezione Pre-Fall 20/21. Poco prima della sfilata, al Silos, dall’altro lato della strada, l’apertura di Accenti di stile, la prima mostra dedicata al mondo degli accessori, con 800 scarpe e borse disegnate negli anni da Giorgio Armani. Subito dopo la passerella, sempre nel teatro disegnato da Tadao Ando, una cena a cura dell’Emporio Armani Ristorante e, infine, l’esibizione di Giorgia aĺl’Armani privé. Ad aprire la full immersion nel mondo Armani il lancio della collezione di alta gioielleria, esposta in una suite dell’Armani hotel di via Manzoni: in diverse teche trovano posto le tre linee, con costi dai 900 ai 350 mila euro.

Esce Michel Houellebecq CahierIl 21/11 per La nave di Teseo con inediti di grandi scrittori

14 novembre 201917:14

– Torna Michel Houellebecq. Il 21 novembre arriva nelle librerie italiane Cahier (euro 30), a cura di Agathe Novak-Lechevalier, un ritratto in movimento dello scrittore, poeta e saggista francese più profetico e controverso dei nostri tempi. Pubblicate da La nave di Teseo, nella traduzione di Fabrizio Ascari, le 400 pagine del libro contengono testi inediti di Houellebecq e, tra gli altri, di Julian Barnes, Emmanuel Carrère, Teresa Cremisi, Bret Easton Ellis, Bernard-Henry Lévy, Michel Onfray, Iggy Pop, Yasmina Reza e Salman Rushdie.
Inclassiflicabile, inafferrabile, ambiguo, Houellebecq è una figura sfuggente. Da scrittore ha esplorato tutti i generi: poesia, romanzo, saggio ma la sua creatività ha sconfinato anche nel cinema, dietro e davanti la macchina da presa come nel caso de ‘La possibilità di un’isola’; nella musica dove si è improvvisato cantante o con adattamenti dei suoi testi e nell’arte, come artista o come oggetto di ispirazione.
I Cahier rievocano lo strano arrivo sulla scena letteraria dell’autore de ‘Le particelle elementari’ e di ‘Piattaforma’, fanno scoprire lo scrittore giorno per giorno, nelle sue gioie e nelle sue inquietudini e incrociando i testi, rari o inediti, i saggi, le testimonianze di parenti, scrittori, artisti, musicisti, amici o nemici, tracciano in un libro-mondo un ritratto di Houellebecq in continua evoluzione.

Canti come Freddie Mercury? Queen e YouTube aiutano a capirloArriva FreddieMeter, sfida canora con Intelligenza Artificiale

14 novembre 201917:17

– Sai cantare come Freddie Mercury? I Queen e YouTube aiutano a scoprirlo con FreddieMeter, una sfida canora sviluppata da Google con il supporto dell’Intelligenza Artificiale e per beneficeza. FreddieMeter è uno strumento creato per permettere ai fan di tutto il mondo di conoscere quanto la loro voce corrisponda a quella del leggendario frontman dei Queen. Analizza l’intonazione, il timbro e la melodia di chi canta, per poi assegnare un punteggio incluso fra 0 e 100. La sfida canora si sviluppa in quattro step. Il primo è Sing (si sceglie uno dei quattro brani dei Queen presenti tra Bohemian Rhapsody, Don’t Stop Me Now, Somebody to Love e We Are the Champions). Poi c’è Share (una volta ottenuto il punteggio si condivide) e Challenge (usando l’hashtag #FreddieChallenge sui canali social si possono sfidare tre amici). Infine l’opzione Donate, con cui si può supportare il Mercury Phoenix Trust.
Freddiemter, infatti è stato sviluppato con il sostegno di questa organizzazione benefica fondata da Brian May, Roger Taylor e Jim Beach per sensibilizzare e finanziare la lotta contro l’Hiv e celebrare il 44/mo anniversario della prima esecuzione live di Bohemian Rhapsody da parte della band.
Google Creative Lab e Google Research hanno creato FreddieMeter usando i nuovi modelli di machine learning disponibili su dispositivi. FreddieMeter è ottimizzato per voci singole e funziona su dispositivi desktop, Android e iPhone. Ne ho già trattato nella sezione “Tecnologia”, dove ho riportato, come faccio qui ora, il link all’iniziativa ed al progetto. Vi potete accedere cliccando qui

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Fiorello, record di visualizzazioni con Viva RaiPlay!
Oltre 850mila, meglio di Euro 2020

4 novembre 201917:33

Fiorello vince la sfida: portare uno show con contenuto originale per la prima volta su una piattaforma digitale. Il 13 novembre (dato registrato fino alle 23.59 anche per fruizione on demand) il varietà Viva RaiPlay! (compresa l’anteprima Aspettando VivaRaiPlay!) ha generato oltre 850mila visualizzazioni. Il 72% proviene da App e App TV. Si tratta di un numero eccezionale per una diretta digitale – sottolinea la Rai in una nota – se si tiene conto anche della breve durata del format (50 minuti previsti) e dell’assenza del traino televisivo.
Viva RaiPlay! ha generato un effetto positivo su tutta la piattaforma e rispetto a un mese fa – ieri RaiPlay – è cresciuta in termini di utenti unici del doppio. Il risultato merita di essere valutato in relazione al fatto che mai prima d’ora uno show live era stato trasmesso in diretta, solo ed in esclusiva, su piattaforma e quindi è difficile fare paragoni.
Nel caso si volesse fare un confronto, l’evento più visto su RaiPlay prima di Fiorello è stato il Festival di Sanremo, tra l’altro un evento che gode di un grandissimo traino mediatico.
Nessun programma sulla piattaforma è arrivato in termini di visualizzazioni a questi numeri: Viva RaiPlay! con Fiorello ha addirittura superato del 40% le partite dell’Italia valide per Euro 2020 e trasmesse lo scorso ottobre. L’incontro più visto su RaiPlay lo scorso anno è stato Ajax-Juventus, andata dei quarti di finale di Champions League, evento più seguito in diretta streaming della scorsa stagione, che aveva generato a aprile 2019 un numero di visualizzazioni simile a quello generato da Fiorello.

Cinema: Museo Fellini, in primavera via ai lavori a RiminiTra realtà aumentata, installazioni, proiezioni e multimedialità

RIMINI14 novembre 201917:40

– E’ pronto a diventare realtà il sogno del Museo internazionale Federico Fellini, il più grande progetto museale dedicato al genio del regista riminese, nel quale la poesia di uno dei più apprezzati cineasti al mondo si unisce alle tecnologie e alle scelte urbanistiche più innovative. La Giunta comunale di Rimini ha approvato il progetto esecutivo del primo dei quattro stralci previsti per la realizzazione del Museo, che riguarda gli allestimenti e le installazioni che interesseranno i tre poli attorno al quale ruoterà il Museo Fellini: il quattrocentesco Castel Sismondo, Palazzo Valloni e la Piazza dei Sogni, spazio urbano che farà da ‘fil rouge’ tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico. Gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo, così interconnessi, diventeranno luogo di una narrazione attraverso film, documentari, interviste e ancora sceneggiature, lettere, spartiti, oggetti di scena e costumi.

Spike Lee, il nuovo film è Giulietta e Romeo a BrooklynIl regista mescola Shakespeare con hip hop e graphic novel

EW YORK15 novembre 201909:33

– Giulietta e Romeo a Brooklyn in versione hip hop: Spike Lee si ispira Shakespeare e a una graphic novel scritta e illustrata da Ron Wimberly per il suo prossimo film ambientato negli anni Ottanta. Il regista di “Fa’ la Cosa Giusta” e “Lola Darling” scriverà anche il copione, ha appreso l’Hollywood Reporter, in cui la tragica storia dei due innamorati e’ vista attraverso gli occhi di Tebaldo, l’aggressivo cugino di Giulietta, erede del potere e delle ricchezze della famiglia, presuntuoso, arrogante e sempre alla ricerca della rissa nella strada.Intitolato “Prince of Cats”, il film segue le scorribande di Tebaldo e dei suoi fratelli Capuleti che navigano la Repubblica dei Da People di Brooklyn sfidando i rivali Montecchi in duelli underground con la spada, incluse le mitiche “katana”, scimitarre a due mani dei samurai. In questo mondo parte essenziale hanno elementi dell’hip hop come la breakdance, il Djing e i graffiti. A collaborare con Lee, oltre a Wimberly, sara’ Selwyn Seyfu Hinds, che aveva scritto la sceneggiatura originaria e la cui conoscenza dell’ambiente hip hop deriva dall’epoca in cui era direttore della rivista The Source. Hollywood ha visto molte versioni di Romeo e Giulietta: oltre al musical del 1961 “West Side Story” e al classico del 1968 di Franco Zeffirelli con gli adolescenti Olivia Hussey e Leonard Whiting, nel 1996 Baz Luhrmann aveva ambiento la tragedia nella Los Angeles delle gangs con Leonardo DiCaprio e Clare Danes nel cast.Con “Prince of Cats” a sua volta Lee torna a raccontare storie con la sua amata Brooklyn sullo sfondo: il quartiere dove il regista e’ nato e cresciuto nell’area di Fort Greene, e’ stato al centro di film iconici come “Lola Darling” del 1986, “Fa’ la Cosa Giusta” del 1986, “Jungle Fever” del 1991 e poi “Crooklyn”, “Clockers”, “He Got game” e “RedHook Summer”. Quest’anno con “BlaKkKsman il regista e’ tornato ad essere il beniamino degli studi quando il film, basato sul libro “Black Klansman” dell’ex poliziotto Ron Stallworth, ha portato a casa sei nomination agli Academy Awards e l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. In questi giorni Lee e’ al lavoro sulla post produzione di “Da 5 Bloods”, un film distribuito da Netflix su quattro soldati afro-americani che tornano sui luoghi della guerra del Vietnam: nel cast, tra gli altri, Chadwick Boseman, Paul Walter Hauser e Jonathan Majors.

Nasce Testo, salone di Firenze dedicato ai libriNuova fiera prevista a marzo 2020, in cantiere a Pitti Immagine

FIRENZE15 novembre 201911:37

– Dopo le esperienze Torino e Milano, anche Firenze prova la strada di un ‘suo’ salone del libro. Un progetto, previsto alla distanza ravvicinata del marzo 2020, già messo in cantiere da Pitti Immagine i cui vertici questa mattina, a Milano, durante la presentazione dei prossimi saloni invernali moda, lo hanno annunciato. Si chiamerà ‘Testo. Come si diventa libro’ il nuovo salone e analizzerà il libro in tutte le sue forme, dalla sua genesi all’arrivo sugli scaffali.L’idea, è stato anticipato, è sviluppare un percorso attorno al valore del libro, analizzando tutte le fasi che portano alla creazione di un testo, dalla nascita dell’idea alla produzione, dall’arrivo nelle librerie fino alla fase finale in cui le pagine arrivano di fronte agli occhi del lettore. Insomma sarà protagonista tutta la catena che porta alla creazione del libro, la filiera produttiva che porta il testo nelle mani del lettore. I rumors raccontano che la nuova fiera fiorentina dedicata al libro cercherà di mettere in risalto le librerie indipendenti, testi nuovi e interessanti, insomma tutto un mondo dell’editoria di qualità che non vuole rimanere outsider. Sarà quindi sempre alto il livello della qualità dell’offerta, come per tutte le fiere organizzate da Pitti Immagine. E all’editoria indipendente e di qualità sarà data una nuova casa. Sono attesi piccoli e grandi editori, con un’offerta trasversale che va dall’arte alla moda, all’architettura. Tutti i dettagli sul nuovo salone tuttavia vengono tenuti riservati in attesa di una prima discovery ufficiale, tra pochi giorni, si dice lunedì prossimo. Al momento si sa che il salone si terrà a Firenze e c’è una data indicativa che dovrebbe essere il 22 marzo 2020.Molto probabilmente sarà organizzato alla Stazione Leopolda. E’ la stessa location che Pitti Immagine utilizza per le altre fiere che organizza a Firenze (Fragranze, sulla profumeria artistica, e Taste, sulle eccellenze enogastronomiche) corollari dell’impegno sulla moda che ci concentra alla Fortezza da Basso. ‘Testo’ sarà quindi in calendario subito dopo Taste, giocando pure sull’assonanza tra italiano e inglese. D’altronde Stazione Leopolda è stata acquisita da Pitti Immagine appena un anno fa, a fine 2018, quindi l’ente fieristico fiorentino giocherà pienamente in casa.

Dimore storiche, accordo con Mibact per catalogazionePatrimonio dimore vincolate sarà anche online

14 novembre 201917:51

– Ampliare con un impegno congiunto il censimento dei beni storico-architettonici, del nostro Paese: è l’obiettivo dell’accordo siglato tra l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del ministero di beni culturali e turismo e l’Associazione Dimore Storiche Italiane, aggiungendo ai dati già presenti nel catalogo anche quelli dell’associazione che raccoglie migliaia di immobili storici distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Istituto per il Catalogo e Associazione dimore storiche, spiegano dall’Adsi, uniranno competenze e conoscenze per incrementare la banca dati sugli immobili vincolati, “uno strumento essenziale per garantire la conoscenza e la conservazione di un patrimonio” fatto di castelli, ville, palazzi, masserie, ma anche giardini, boschi e tenute agricole, che, se debitamente conservati e gestiti, “possono diventare strumenti di promozione dei valori locali con ricadute positive sull’economia dei territori e sull’occupazione”.
Catalogazione e digitalizzazione, fanno notare dall’Adsi, “offriranno un punto di accesso unico in cui studiosi, professionisti e cittadini potranno reperire informazioni dettagliate su tutti i beni culturali catalogati”. E servirà per progettare e realizzare, in sinergia fra istituzioni pubbliche e attori privati programmi a medio e lungo termine ed interventi per valorizzare il patrimonio immobiliare storico italiano.
Secondo i dati ad oggi disponibili, il patrimonio immobiliare storico italiano soggetto a vincolo è costituito da circa 200.000 beni culturali, dei quali circa 30.000 privati, che rappresentano circa il 17% del capitale storico-artistico complessivo. Un impatto positivo, che a livello europeo, solo nel 2018 ha mosso 52 milioni di visitatori, e generato un fatturato di 335 miliardi di euro con la creazione di 9 milioni di posti di lavoro.

Musica: esce ‘Più amore’, brano di Curreri per l’AntonianoSostiene ‘Operazione pane’ ed è nella compilation Zecchino d’Oro

OLOGNA14 novembre 201918:05

– Esce venerdì ‘Più amore’ (Sony Music Italy), brano donato dal leader degli Stadio Gaetano Curreri all’Antoniano per sostenere ‘Operazione pane’, la campagna che supporta una rete di 15 mense francescane in tutta Italia e ad Aleppo, in Siria, per aiutare chi vive in situazioni di estrema povertà (dal 17 novembre sarà attivo il numero solidale 45588 da sms o rete fissa). Alla voce di Curreri si sono unite quelle di Mario Biondi, Amara e dei bimbi del Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni. Il brano racconta i valori francescani di accoglienza, ascolto, fraternità e amore verso il prossimo, il tutto con l’elaborazione musicale del maestro Peppe Vessicchio.
Il pezzo sarà contenuto anche nella compilation dello Zecchino d’Oro in uscita il 29 novembre: la 62/a edizione del festival di canzoni per bambini andrà in onda per tre appuntamenti pomeridiani su Rai1 dal 4 al 6 dicembre, finale in prima serata sabato 7 dall’Unipol Arena di Casalecchio, con la conduzione di Carlo Conti e Antonella Clerici.

Novità di stagione per Fido da Moncler & Poldo Dog CoutureSmanicati e impermeabili imbottiti

4 novembre 201918:15

– Moncler & Poldo Dog Couture tornano a collaborare a una nuova collezione di abbigliamento e accessori per cani caratterizzata da tessuti fantasia e da un comfort studiato. I cappotti della nuova stagione per gli amici a quattro zampe sono al tempo stesso classici e di tendenza. Il progetto, in collaborazione con il brand milanese Poldo Dog Couture, detta gli standard dell’eleganza di Fido. I grandi classici, direttamente dagli archivi Moncler, come gli smanicati e gli impermeabili, sono reinterpretati e adattati alle esigenze del miglior amico dell’uomo. I piumini, naturalmente in nylon laqué, sono disponibili in sei diverse taglie e in una selezione di vivaci tonalità tra cui il giallo, il rosa e il blu. I nostri amici potranno passeggiare anche sotto la pioggia grazie ad un impermeabile in pvc semi-trasparente. E per la prima volta in assoluto, il gilet stampato riproduce un effetto tricot che ricorda i tipici maglioni invernali. La collezione è completata da un guinzaglio e un collare coordinati nei colori della bandiera francese.

Le lettere di Ian Fleming alla moglie AnnPassione, James Bond e storie di corna all’asta da Sotheby’s

NEW YORK14 novembre 201918:38

– Caro Ian, cara Ann: le lettere d’amore e del disamore del padre di James Bond, Ian Fleming, alla moglie Ann Charteris saranno messe in vendita online in dicembre da Sotheby’s e gettano una nuova luce sulla tempestosa relazione tra lo scrittore e la donna che prima fu la sua amante, poi consorte fedifraga e a sua volta tradita. Datate tra gli anni ’40 fino alla morte di Fleming nel 1964, le 160 lettere, per un totale di 500 pagine, sono stimate da Sotheby’s tra 200 e 300 mila sterline. La straordinaria corrispondenza, in cui la passione si vena di erotismo sado-maso, getta nuova luce sulla “nascita” di James Bond, il personaggio che ha reso Fleming un’icona della spy story.
L’agente 007 “fu un prodotto della relazione tra Ian e Ann”, ha detto Gabriel Heaton, l’esperto di Sotheby’s di libri e manoscritti. Non e’ un caso, a suo avviso, che Casino Royale, il primo romanzo della serie, fu scritto nell’anno del matrimonio (lei era incinta), “sia come sfogo per la sua libido, che come mezzo per fare soldi per una donna che prima era ricca anche senza pensarci”. Ann era nata in una famiglia dell’aristocrazia britannica e nei precedenti matrimoni era rimasta all’altezza. Morto il primo marito, il barone Shane O’Neill, in guerra nel 1944, sposo’ l’erede della fortuna del Daily Mail Esmond Harmsworth, secondo visconte di Rothermere, di cui nel frattempo era diventata l’amante. Matrimoni che duro’ poco a causa della relazione con Fleming. Nel 1948, incinta di Ian, Ann aveva dato alla luce una bambina prematura morta otto ore dopo il parto: “Non ho niente da dire per darti conforto. Posso solo mandarti un abbraccio, il mio amore e tutte le mie preghiere”, le scrisse il romanziere tornato in camera dopo aver giocato a golf con il marito cornuto. Si sposarono nel 1952, ma andavano a letto assieme da almeno 15 anni. Per celebrare Ian compro’ la leggendaria macchina da scrivere d’oro e la testo’ in una lettera a Ann “per vedere se scrive parole d’oro”. Dopo le nozze Fleming ebbe numerose relazioni con altre donne: “Parli dei tuoi vecchi giorni da scapolo, ma l’unica persona con cui hai smesso di fare sesso quando sono finiti sono io”, gli scrisse Ann. L’unione in definitiva non fu felice. In una lettera su carta intestata della British Overseas Airways Corporation Fleming scrive che “nell’attuale crepuscolo, ci stiamo facendo male a vicenda al punto da renderci la vita a malapena vivibile”. Oltre a Casino Royale, il resto dei romanzi di Fleming furono scritti a Goldeneye, la casa dello scrittore a Giamaica, spesso meta di visitatori illustri tra cui il pittore Lucian Freud e il leader laburista Hugh Gaitskell, con cui Ann ebbe una lunga relazione, e tutto questo e’ riflesso nelle lettere all’asta. Ian e Ann rimasero comunque assieme fino alla morte di lui: sono sepolti uno accanto all’altro nel cimitero della chiesa di St. James a Sevenhampton vicino al figlio Caspar, ucciso nel 1975 da una overdose.

Premio Sila ’49 a Claudia Durastanti e Luigi FerrajoliPer Letteratura e Economia.Premio alla carriera Giovanna Marini

OSENZA14 novembre 201918:50

– Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo) è la vincitrice della sezione Letteratura del Premio Sila ’49 giunto alla sua VIII edizione. Durastanti, nella cinquina dell’edizione 2019 del Premio Strega, si è imposta sugli altri finalisti che erano Francesco Pecoraro Lo stradone (Ponte alle Grazie), Francesco Permunian Sillabario dell’amor crudele (Chiarelettere), Andrea Pomella L’uomo che trema (Einaudi) e Nadia Terranova Addio fantasmi (Einaudi). La giuria che ha annunciato i vincitori ha premiato per la sezione Economia e Società Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto nell’Università Roma Tre, con il libro Manifesto per l’uguaglianza (Laterza). Il Premio alla carriera è andato alla musicista e ricercatrice etnomusicale Giovanna Marini che sabato 30 novembre terrà una lectio magistralis dal titolo “Dalla campagna alla città”.
I riconoscimenti verranno consegnati a Cosenza nelle sale di Palazzo Arnone venerdì 29 e sabato 30 novembre 2019.

Musica: Muti con orchestra Chicago al Teatro del MaggioConcerto straordinario il 20 gennaio

FIRENZE14 novembre 201919:13

– Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino annuncia il concerto sinfonico straordinario della Chicago Symphony Orchestra diretta dal maestro Riccardo Muti. Il concerto con musiche di Richard Wagner, Paul Hindemith e Sergej Prokof’ev, si terrà al Teatro del Maggio il 20 gennaio 2020. La Cso, impegnata in un tour europeo, torna a Firenze dove manca dal 20 settembre 1974, quando si esibì diretta da sir George Solti al Teatro Comunale. Il programma del concerto di gennaio prossimo comprende l’ouverture di Der fliegende Holländer di Wagner, la Sinfonia Mathis der Maler di Hindemith e la Sinfonia n.3 in do minore, Op.44 di Prokof’ev.

I 40 anni di Happy Meal nel segno dei libriDal 15 novembre tornano i laboratori di lettura

15 novembre 201911:40

– Happy Meal compie 40 anni. Il menù di McDonald’s dedicato ai più piccoli, contraddistinto dalla casetta rossa, festeggia il suo compleanno all’insegna della lettura e dei libri, con il ritorno dal 15 novembre nei ristoranti di tutta Italia dei laboratori per i bambini.
Happy Meal è nato nel 1979 negli Stati Uniti, da un’idea del pubblicitario Dick Brams, che decise di realizzare un menù dedicato ai bambini che contenesse anche un gioco, al prezzo di 1 dollaro. “Per noi Happy Meal non rappresenta solo un pasto ma un’esperienza di gioco e condivisione – ha commentato Giorgia Favaro, Chief Marketing Officer di McDonald’s Italia -. Per questo la scorsa primavera abbiamo lanciato Happy Meal Readers, una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di stimolare la passione per la lettura tra i bambini, dando la possibilità di scegliere, al posto del gioco, un libro. Ai bambini e alle loro famiglie l’iniziativa è piaciuta moltissimo, ecco perché abbiamo deciso di proseguire anche nel 2020”.

Musica: Vasco Rossi apre il Firenze Rocks 2020Il 10 giugno.Il 15/6 sarà a Milano, il 19 a Roma e il 26 a Imola

IRENZE15 novembre 201911:12

– Sarà Vasco Rossi ad aprire il Firenze Rocks 2020 con un concerto in programma il 10 giugno alla Visarno Arena della Cascine.
Lo ha annunciato lo stesso cantautore sui suoi profili social pubblicando le date del tour ‘Vasco non stop festival 2020′.
Dopo la data del 10 giugno a Firenze, il cantante sarà a Milano il 15 giugno, a Roma il 19 e a Imola il 26.
Dopo l’apertura di Vasco Rossi, il Firenze Rocks proseguirà con i Green Day attesi sul palco l’11 giugno e i Red Hot Chili Peppers che chiuderanno il festival sabato 13 giugno. Per il 2020 dunque il festival fiorentino di musica rock non si svolgerà, come gli anni precedenti, da giovedì a domenica, ma bensì da mercoledì 10 a sabato 13 giugno. Nelle prossime settimane gli organizzatori annunceranno anche il gruppo che suonerà venerdì 12 giugno.

Sala, fondi raccolti alla Scala per teatro La Fenice di Venezia’Deciso con Pereira su proposta sindacati lavoratori del teatro’

15 novembre 201911:33

– “Milano a sostegno di Venezia.
Venerdì 29 novembre il Teatro alla Scala alzerà il sipario per una rappresentazione straordinaria del trittico di balletto con il Boléro di Ravel, e i fondi raccolti saranno destinati al Teatro La Fenice che ha subito pesanti danni per l’acqua alta e ha momentaneamente sospeso le attività”. Lo ha annunciato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sulla sua pagina Facebook.
“Lo abbiamo concordato con il sovrintendente Alexander Pereira, su proposta dei sindacati dei lavoratori della Scala.
Un’iniziativa che mi rende orgoglioso, una testimonianza concreta di solidarietà alla città. Milano è sempre stata vicina ai Comuni in difficoltà e lo fa ancora una volta con un atto concreto e tangibile”, ha concluso.

Cinema: a 100 anni nascita Pisa ricorda Gillo Pontecorvo19/11 tavola rotonda, filmati Istituto Luce e ‘Battaglia Algeri’

PISA15 novembre 201911:37

– Nel centesimo anniversario della nascita di Gillo Pontecorvo – nato a Pisa il 19 novembre 1919 – l’Università pisana gli rende omaggio con due iniziative per approfondire la sua opera di regista e presentare al pubblico uno dei suoi film più intensi, importanti e belli, ‘La battaglia d’Algeri’, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1966, nella copia restaurata dalla Cineteca di Bologna. Alle iniziative partecipano Simone e Picci Pontecorvo, figlio e moglie del regista scomparso nel 2006.
Martedì 19 novembre, alle 17, nell’aula magna Storica della Sapienza, dopo i saluti del rettore Paolo Mancarella, si terrà una tavola rotonda con presentazione di materiali audiovisivi provenienti dall’Istituto Luce. Alle 20.30 poi, al Cinema Arsenale, appuntamento con la proiezione de ‘La battaglia d’Algeri’ (ingresso libero). La giornata, curata da Sandra Lischi e Chiara Tognolotti, è organizzata dall’Università in collaborazione con Cise-Centro interdipartimentale di Studi ebraici.
L’esistenza di Pontecorvo, ricorda l’Ateneo, si snoda “su un filo rosso saldo e tenace: la tensione verso l’impegno collettivo e politico. Fin dalla necessaria fuga in Francia insieme al fratello Bruno dalle leggi razziali del ’38, l’impatto di Gillo con la storia fece maturare in lui un impegno collettivo, insieme agli altri esuli politici, non solo per opporsi all’ondata nazifascista, ma per immaginare un sistema sociale ed economico diverso, più giusto e accogliente”.

Frozen 2, il futuro è donna e non si arrendeIn sala il film Disney con voci di Rossi, Brignano e Sangiorgi

5 novembre 201911:45

Si fa presto a dire “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle” e a liquidare il tutto dicendo che, dopo sette anni, arriva in sala dal 27 novembre il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee (ora direttrice creativa della Walt Disney Animation dopo le dimissioni di John Lasseter). In realtà alla conferenza stampa di questo film di animazione si è parlato davvero di tutto, come non accade neppure per i film d’autore: futuro, passato, amore, figli, omosessualità, mondo femminile e rispetto della natura. E tutto nel segno di “il futuro è donna” e del non arrendersi mai. Presenti all’incontro, oltre ai registi, il produttore Peter Del Vecho, l’attrice-cantante Serena Rossi (che dà la voce alla principessa Anna), Enrico Brignano, che presta ancora una volta la voce a Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi autore de Nell’Ignoto che si sente nei titoli di coda.
Questa la storia. Sono trascorsi tre anni da Frozen – Il Regno di Ghiaccio e la cittadina di Arendelle sembra aver trovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri di ghiaccio, mentre la sorella Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore. Ora mentre le due sorelle, il pupazzo di neve Olaf, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando, Elsa viene distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta. Una voce angelica che non smette di tormentarla per giorni e giorni. Così per capire da dove viene quella voce la principessa di Arendelle, Anna, insieme ad Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un nuovo regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile potere.
“Nel primo Frozen – spiega il regista Buck – abbiamo sviluppato i personaggi mentre in questo secondo atto ci siamo divertiti a fare un po’ un musical di Broadway. In questo tipo di film – aggiunge poi – è normale inserire il mondo che ci circonda con la giusta attenzione: sappiamo bene del potere di queste opere sui giovani che le vedono ossessivamente più di una volta”.
“Lo spirito di non arrendersi mai e dell’amore che vince su tutto è certo qualcosa che vogliamo si percepisca in questo film”, dice invece la Lee che glissa però sulla domanda su cosa si prova ad aver preso il posto del mito Lasseter. Sull’eventualità poi di far declinare questa storia di sorellanza in qualcosa a sfondo omosessuale, spiega Lee : “Abbiamo pensato che Elsa non fosse ancora pronta per questo e così ci siamo concentrati sulla sorella”.
Sul fronte voci italiane, Serena Rossi è felice di aver dato la sua alla principessa Anna: “Ho molto amato raccontare la storia di queste due piccole donne e avuto anche voglia di avere un altro figlio e chiamare mia sorella tutti i giorni. E non nascondo – conclude – che ho pianto tantissimo in sala doppiaggio”. “La cosa che più mi ha sconvolto è che non potevo immaginare il lato emozionale di mia figlia Martina – dice Brignano -. Adesso cerca continuamente su Google la voce Olaf e poi sta tutto il giorno a cantare le canzoni del pupazzo di neve”.
Anche per Sangiorgi, è l’orgoglio paterno a prevalere: “Quando crescerà Stellina potrà essere orgogliosa e dire: mio padre lavora per la Disney”.

‘Vertigo’ di Hitchcock torna restaurato nelle saleDal 18 novembre, distribuito dalla Cineteca di Bologna

BOLOGNA15 novembre 201912:22

– Arriva dal 18 novembre nelle sale italiane il nuovo classico restaurato distribuito dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’: è ‘La donna che visse due volte’ di Alfred Hitchcock, conosciuto anche con il titolo internazionale ‘Vertigo’, interpretato dalla coppia Kim Novak-James Stewart.
Capolavoro tra i capolavori hitchockiani degli anni Cinquanta, di tutti il più esistenziale: sotto la vernice del Technicolor serpeggia il senso del disagio, dell’umana inadeguatezza, della ragione inservibile, delle passioni inutili, di una tristezza che François Truffaut arrivò a chiamare “necrofilia”. Il film (1958) è tratto dal romanzo ‘D’entre les morts’, scritto da Thomas Narcejac e Pierre Boileau. Mentre l’azione del romanzo si svolgeva nella Francia degli anni Quaranta, il film è ambientato nella California del decennio successivo.

Museo Egizio prosegue tour in America, tappa a Kansas CityDopo successo Washington, reperti al Nelson-Atkins Museum of Art

ORINO15 novembre 201912:24

– Prosegue il tour nordamericano dei reperti del Museo Egizio. Dopo il successo di Washington, la mostra itinerante ‘Regine del Nilo’ approda con un nuovo allestimento al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, dove resterà fino al 29 marzo del 2020. Il percorso espositivo si snoda tra circa 250 reperti, che comprendono, insieme a statue e oggetti di vita quotidiana, il corredo funerario e il coperchio del sarcofago di Nefertari, portati alla luce dalla Missione Archeologica Italiana guidata da Ernesto Schiaparelli e al lavoro nella Valle delle Regine tra il 1903 e il 1905.
Prima di approdare nelle sale espositive del Nelson-Atkins, alcuni di questi reperti hanno soggiornato in un altro edificio della cittadina del Missouri: il Saint Luke’s Hospital, dove alcune indagini diagnostiche ne hanno certificato lo stato di conservazione ottimale.
L’esposizione racconta ai visitatori anche la storia delle mogli dei faraoni durante il Nuovo Regno quando regine come Nefertari erano donne influenti.

Mostre: 50 foto di Tina Modotti a Trani, allestimento ineditoDal 7/12 al 6/1, lavori dalla collezione berlinese di Schultz

BARI15 novembre 201912:43

– Tina Modotti. Opere dalla Galerie Bilderwelt’ è il titolo della mostra che sarà allestita a Palazzo delle Arti Beltrani a Trani (BAT) dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio prossimi, con 50 foto dalla collezione berlinese di Reinhard Schultz. “Cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni”, ha più volte affermato Modotti, definendo i propri lavori che ora sarà possibile vedere a Trani in un “allestimento inedito”, evidenziano gli organizzatori.
Sarà una “sorta di antologica che celebra una delle più grandi fotografe del Novecento – aggiungono – attraverso un progetto espositivo pensato dalla storica dell’arte Alessia Venditti, che delinea il percorso evolutivo della Modotti dalle sue prime foto sino alle ultime, raccontando per immagini la sua vicenda esistenziale e artistica”.
La mostra avrà “un impianto espositivo in cui fotografia e vita si fondono in un gioco di specchi in cui l’una racconta e riflette l’altra, sottolineando il fluire del tempo, la trasformazione del costume e il percorso della Modotti ‘dalla poetica della rivolta all’etica dell’utopia’, come ben sintetizzava Pino Bertelli nel titolo del libro a lei dedicato”.
Creatura “nomade e rivoluzionaria, figlia di una cucitrice e di un carpentiere, Assunta Adelaide Luigia Modotti, detta Tina, nasce il 17 agosto 1896 a Udine e scompare a Città del Messico il 5 gennaio 1942, dopo avere espresso nel suo breve e luminoso percorso biografico, costellato di viaggi, passioni e separazioni, gran parte delle inquietudini culturali e politiche di inizio Novecento”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Restauro per la pala ‘Madonna con Bambino e Santi’
Opera di Benozzo Gozzoli risalente a XV secolo

SAN GIMIGNANO15 novembre 201912:47

– Nuova vita per un capolavoro di Benozzo Gozzoli risalente al quindicesimo secolo. Sabato 16 novembre a San Gimignano sarà presentato l’intervento di restauro della pala raffigurante ‘Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta’.
L’intervento degli strati pittorici del dipinto è stato realizzato con la tecnica del ‘sottovuoto localizzato’.
All’incontro ‘La cura del patrimonio di San Gimignano’ parteciperanno il sindaco Andrea Marrucci, l’assessore alla Cultura Carolina Taddei, Felicia Rotundo della Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto. “La cura del ricco patrimonio artistico e storico-architettonico sangimignanese è stata fin da subito una priorità di questa amministrazione”, spiega Marrucci. La pala proviene dalla chiesa del convento femminile di Santa Maria Maddalena, a San Gimignano, soppresso nel 1810 e andato distrutto in seguito alla vendita a un privato nel 1816.

Arte: Imago splendida, capolavori scultura lignea a BolognaDal Romanico al Duecento in mostra al Museo Civico Medievale

OLOGNA15 novembre 201912:57

– La produzione scultorea a Bologna tra XII e XIII secolo è al centro della mostra ‘Imago splendida.
Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento’, in programma dal 23 novembre all’8 marzo al Museo civico medievale. Organizzata in collaborazione con la Curia Arcivescovile, l’Università di Bologna e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, l’esposizione – curata da Massimo Medica e da Luca Mor – è l’occasione per presentare per la prima volta rari capolavori lignei della città, alcuni dei quali restaurati per l’occasione.
Le opere, principalmente grandi crocifissi, consentiranno di fissare una nuova tappa verso la comprensione dei modelli di riferimento nella Bologna di quel tempo. Qui, del resto, il Medioevo fu animato da un fiorente clima multiculturale, favorito sia dalla posizione strategica della città sulla via Emilia, quindi tra gli Appennini e le direttrici verso l’Oltralpe, sia per la nascita nel tardo XI secolo di una celebre scuola giuridica.

Il Cardellino in Italia dal 6 dicembre in esclusiva digitaleDa romanzo Donna Tartt il film con Nicole Kidman

15 novembre 201918:29

– L’attesa trasposizione sul grande schermo del romanzo best seller di Donna Tartt, Il Cardellino sarà da Warner Bros. Pictures e Amazon Studios in esclusiva digitale in Italia dal 6 dicembre.Diretto dal regista premio BAFTA John Crowley, il film vede un cast multigenerazionale guidato da Ansel Elgort nel ruolo di Theo Decker e Nicole Kidman in quello della Sig.ra Barbour.
Theodore “Theo” Decker aveva 13 anni, quando sua madre venne uccisa dallo scoppio di una bomba al Metropolitan Museum of Art.
La tragedia cambiò il corso della sua vita, conducendolo in una commovente odissea fatta di dolore e colpevolezza, di reinvenzione e redenzione, e persino di amore. Nel mezzo di tutto ciò, si aggrappa ad un tangibile oggetto di speranza, ricordo di quel giorno…il quadro di un uccellino incatenato al suo trespolo, Il Cardellino.La sceneggiatura è del candidato all’Oscar Peter Straughantratta dal romanzo di Donna Tartt (premio Pulitzer del 2014 nella categoria Fiction e della Medaglia Andrew Carnegie for Excellence in Fiction) , apparso per 30 settimane di seguito sulla lista dei libri più venduti del The New York Times.
“Il Cardellino” è una presentazione Warner Bros. Pictures, in associazione con Amazon Studios, una produzione Color Force, un film di John Crowley.
Il film sarà distribuito in Italia da Warner Bros. Home Entertainment in esclusiva digitale per l’acquisto e il noleggio dal 6 dicembre sulle seguenti piattaforme: Apple TV App, Itunes, Google Play, Youtube, Infinity, Sky Primafila, Chili, Rakuten TV, TIMvision, Playstation Store e Microsoft Film&TV.

Un Dna sintetico protegge opere d’arteNuova frontiera anticontraffazione, prova su tela Alessio-B

15 novembre 201913:05

– Si chiama DNArt la tecnologia anticontraffazione a Dna sintetico sviluppata da Aries, lo spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per proteggere le opere d’arte con un’impronta genetica unica e invisibile, indecifrabile da terzi e impossibile da replicare. La tecnologia è stata presentata in anteprima mondiale oggi alla fiera ArtePadova 2019, con una dimostrazione live di applicazione su un’opera: una tela dello street artist Alessio-B, il primo artista che vedrà la sua intera produzione marcata con l’innovativo sistema.
DNArt si presta – è stato spiegato – ad essere utilizzata per rendere inequivocabilmente riconoscibili opere antiche e moderne, su tela, carta e legno. Sono invece in fase di sviluppo tecniche per rendere il sistema pienamente performante anche su altri materiali, tra cui vetro, ceramica, metallo e plastica.
“DNArt è il frutto di anni di ricerche e vuole rappresentare un’evoluzione del concetto di sistema anticontraffazione. La nostra tecnologia è utilissima per catalogare e rendere riconoscibile univocamente l’immenso patrimonio artistico del nostro Paese. Può anche essere associata ai sistemi di tracciamento già presenti sul mercato”, spiega Alessandro De Toni, ceo di Aries. Nel solo 2018, secondo i dati diffusi dal Rapporto sull’Attività Operativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sono stati sequestrati 1.232 falsi per un valore stimato di oltre 422 milioni e si è registrato un lieve aumento di furti di beni culturali rispetto all’anno precedente (da 419 a 474), mentre è aumentato il recupero di beni antiquariali, archivistici e librari (da 7.606 a 12.096).

Torna Amici con l’appuntamento pomeridianoDa sabato 16 novembre su Canale 5 De Filippi forma nuova classe

5 novembre 201913:16

– Torna la scuola del talento Amici: il 16 novembre primo appuntamento alle 14.10 su Canale 5. Maria De Filippi inaugura il nuovo anno accademico e forma la classe.
Chi saranno i prescelti che riusciranno ad ottenere un banco nella scuola della tv, nata nel 2001? Il programma è ideato e condotto da Maria De Filippi e scritto con Mauro Monaco e Fabio Pastrello. Produttore esecutivo Claudia Ciaramella. Produce Fascino P.g.t. per Mediaset. Regia di Andrea Vicario.

Filarmonica Romana, al via “Chopin e…”Giovani pianisti in 5 concerti in collaborazione con S. Cecilia

15 novembre 201913:18

– Giovani talenti alla prova con “Chopin e…, seconda edizione del programma di cinque concerti promosso dall’ Accademia Filarmonica Romana con il coordinamento artistico di Benedetto Lupo che vedranno impegnati gli allievi deli Corsi di perfezionamento dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nelle esibizioni – tutti la domenica alle 17:30, Sala Casella – la musica del compositore polacco dialogherà con altri autori che per Chopin sono stati fonte di ispirazione o che da lui sono stati ispirati. Primo appuntamento, domenica 17 novembre, con il pianista Stefano Andreatta, che proporrà uno dei lavori pianistici più amati ed eseguiti da Chopin, la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35, e nella seconda parte due Études-Tableaux dall’op. 33 e la Sonata n. 2 op. 36 di Sergey Rachmaninoff. Il 15 dicembre sarà la volta del pianista Axel Trolese che affiancherà Chopin alla Spagna, esplorando l’influenza che la musica del polacco ebbe su Isaac Albéniz e Manuel De Falla. Il 2 febbraio la violoncellista Ludovica Rana e la pianista Maddalena Giacopuzzi affrontano due dei rari lavori cameristici di Chopin, la Introduction et Polonaise brillante per violoncello e pianoforte op. 3 del 1829 e Sonata per violoncello e pianoforte in la minore op. 65, accanto alla Sonata n. 2 per violoncello e pianoforte in fa maggiore op. 99 di Johannes Brahms. Il 1 marzo, con la giovane formazione del Trio Kanon proporrà due Trii per pianoforte: in sol minore op. 8 di Chopin e il n. 2 in do minore op. 66 di Mendelssohn. Infine, il 29 marzo, il confronto con Johann Sebastian Bach, sarà affidato al pianista Andrea Napoleoni in un programma incentrato sulle danze: la Suite francese n. 6 in mi maggiore e la Suite inglese n. 6 in re minore; e due polacche di Chopin: la Polonaise in fa diesis minore op. 44 e la Polonaise-Fantaisie in la bemolle maggiore op. 61.

Monica Bellucci debutta a teatro a Parigi con lettere CallasSuo primo spettacolo al Petit Marigny dal 27 novembre

ARIGI15 novembre 201913:24

– Monica Bellucci sbarca a teatro.
Per la prima volta nella sua carriera l’attrice italiana star del cinema ha accettato l’ingaggio per uno spettacolo teatrale nel quale leggerà lettere e ricordi di Maria Callas. “Per me è un vero salto nel vuoto”, dice la Bellucci ai microfoni di RTL, la prima radio privata di Francia, dicendosi profondamente sedotta e affascinata dalla vita della piu’ grande cantante lirica di tutti i tempi. “La cosa interessante rispetto alla Callas, è la sua duplicità tra la diva e la donna, che ha saputo amare con la purezza di un bambino”, aggiunge. Lo spettacolo è in programma dal 27 novembre al 6 dicembre al Petit Marigny.

Libri: 100 green jobs per trovare lavoroNuova guida alle professioni più richieste in Italia

15 novembre 201913:32

– Le 100 professioni più richieste, oggi, in Italia, sono al centro della nuova guida “100 green jobs per trovare lavoro”, firmata da Tessa Gelisio e Marco Gisotti ed edita da Edizioni Ambiente, nelle librerie fisiche e digitali dal 21 novembre 2019 (370 pagine, 18 euro). Un vademecum per orientare sul percorso formativo da seguire ma anche sul lavoro da ricercare con le relative attitudini richieste per ogni professione.
La top ten delle professioni che hanno il più alto disallineamento tra domanda delle imprese e offerta lavorativa sono chimico verde; cuoco; data analyst/scientist; esperto del marketing ambientale; esperto di acquisti verdi; esperto in gestione dell’energia (Ege); guida turistica e naturalistica; installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale; meccanico industriale; programmatore agricolo della filiera corta.
Oggi, le competenze “verdi” sono sempre più richieste in maniera trasversale in ogni settore: in Italia sono ormai più di 3 milioni i “Green Jobs”, il 13,4% degli occupati, con 432mila imprese che, negli ultimi 5 anni, hanno investito sulla green economy per superare la crisi (Fonte: Rapporto Greenitaly 2019).
Nella guida “alle professioni sicure, circolari e sostenibili”, le 100 occupazioni segnalate sono soprattutto green jobs (70), qualificanti, ad alto potenziale occupazionale e di carriera, con ricadute in termini di innovazione e orientamento alla sostenibilità, selezionate grazie alla banca dati Excelsior di Unioncamere e al rapporto Greenitaly della Fondazione Symbola.
“Oltre alle soft skill (saper lavorare in gruppo, risolvere problemi, gestire lo stress, avere intuito creativo, essere flessibili e dotati di spirito di adattamento), la competenza più richiesta è dedicata al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale; anche le conoscenze delle lingue e le competenze digitali vengono dopo”, affermano Tessa Gelisio e Marco Gisotti.
Oltre ai contributi dei ministri dell’Ambiente Sergio Costa e dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti, per stimolare e ispirare chi non trova lavoro o desidera cambiarlo, nel volume è presente anche una sezione con le storie di professionisti di successo: chef stellati, giornalisti, youtuber, imprenditori, architetti.

Tv: Curon, ciak per nuova serie Netflix con cast ItalianoSupernatural drama ambientato in provincia di Bolzano

5 novembre 201914:58

– Un villaggio sommerso dall’acqua, il campanile della chiesa emerge ancora dal lago. La leggenda narra che in certe notti puoi sentire il suono delle campane che, però, sono state rimosse nel 1950.
Sono in corso le riprese di Curon ( affascinate località in provincia di Bolzano) la nuova serie originale Netflix prodotta da Indiana Production, un supernatural drama in cui mistero, leggenda e realtà si fondono per dare vita ad un racconto capace di trasportare gli spettatori in un incredibile viaggio alla scoperta di se stessi e della propria identità. Un percorso in cui non tutto è come sembra. La serie sarà disponibile, nei 190 paesi in cui il servizio è attivo, nel 2020.
Tra i protagonisti Valeria Bilello (Anna), Luca Lionello (Thomas), Federico Russo (Mauro), Margherita Morchio (Daria), Anna Ferzetti (Klara), Alessandro Tedeschi (Albert), Juju Di Domenico (Miki), Giulio Brizzi (Giulio), Max Malatesta (Ober) e Luca Castellano (Lukas). Anna è appena tornata a Curon, sua città natale, insieme ai suoi gemelli adolescenti, Mauro e Daria. Quando Anna scompare misteriosamente, i ragazzi dovranno intraprendere un viaggio che li porterà a svelare i segreti che si celano dietro l’apparente tranquillità della cittadina e a trovarsi faccia a faccia con un lato della loro famiglia che non avevano mai visto prima.
Scopriranno che si può scappare dal proprio passato ma non da se stessi. La serie, in 7 episodi, è diretta da Fabio Mollo e Lyda Patitucci. La scrittura è affidata a Ezio Abbate come head writer insieme agli autori, Ivano Fachin, Giovanni Galassi, e Tommaso Matano. Le riprese si stanno svolgendo a Curon e Bolzano.

Musica: sold out il concerto 2020 di Emma all’Arena di VeronaTour 9+1 Fortuna Live nei palasport per 10 anni carriera

5 novembre 201914:10

– È sold out a meno di un mese dall’apertura delle prevendite, il concerto previsto il 25 maggio 2020 all’Arena di Verona in cui Emma presenterà live il nuovo album di inediti Fortuna e festeggerà insieme al pubblico il suo compleanno e i 10 anni di carriera. Per celebrare questi primi 10 anni saranno 9+1 i concerti di Emma nel 2020: dopo l’Arena di Verona, infatti, da ottobre Emma sarà impegnata con Fortuna live palasport 2020, 9 concerti nei principali palasport d’Italia. Queste tutte le date di Fortuna live palasport 2020 (prodotto e organizzato da Friends&Partners): 3 ottobre Jesolo Pala Invent (data zero); 5 ottobre Milano Mediolanum Forum Di Assago; 10 ottobre Roma Palazzo Dello Sport; 13 ottobre Firenze Nelson Mandela Forum; 16 ottobre Napoli Pala Partenope; 17 ottobre Bari Pala Florio; 20 ottobre Catania Pala Catania; 23 ottobre Bologna Unipol Arena; 24 ottobre Torino Pala Alpitour.
Intanto prosegue il grande successo di Fortuna, settimo disco di inediti di Emma che nel suo decimo anniversario di carriera musicale, torna più matura e consapevole con un disco positivo, colorato, dal sound moderno. Un album composto da 14 brani che vanta la produzione di Dardust insieme a Luca Mattioni (in “Manifesto”, “Corri”, “Basti solo tu” e “A mano disarmata”), Elisa (in “Mascara”) e Frenetik & Orang3 (in “Dimmelo Veramente”). Anticipato dal singolo Io sono bella, l’album è disponibile in versione cd in versione doppio vinile (etichetta Polydor/Universal Music) e su tutte le piattaforme digitali.

Ron “Dalla e quel disco capolavoro di 40 anni fa”Su Sky Arte riparte ’33 Giri – Italian Masters’, dal 20/11

15 novembre 201919:46

“Ognuno di noi ha un angolo riservato per scrivere, per lui andava bene ovunque, bastava che fosse per terra” così Ron ricorda l’amico Lucio Dalla, protagonista con l’omonimo album della prima puntata della nuova stagione della produzione originale Sky Arte ’33 Giri – Italian Masters’, al via dal 20 novembre ogni mercoledì alle 21.15 (canale 120 e 400 di Sky), dedicata ai migliori dischi della musica italiana.A celebrare il disco uscito nel 1979, Ron e Maurizio Biancani che al mixer dell’Angelo Studio di Garlasco ripercorrono i momenti della creazione dell’album con toccanti inserti della voce di Dalla e un’emozionante reinterpretazione di Anna e Marco eseguita alla chitarra dallo stesso Ron. Nella puntata anche le interviste ai musicisti che hanno collaborato con Dalla, Ricky Portera e Giovanni Pezzoli, realizzate proprio a Lo Studiolo di Bologna (il luogo di Lucio Dalla), e un’esibizione esclusiva di Tango di Luca Carboni e Bruno Mariani.”Eravamo felici mentre facevamo questo disco – racconta oggi Ron – capivamo che Lucio era lì lì per scoppiare e ce ne accorgevamo ogni giorno, anche se lui non aveva ancora finito le sue canzoni e ogni tanto si buttava per terra e scriveva, ma c’era un’aria bella, gloriosa, si capiva che stava nascendo un capolavoro”. Nel lavoro di Sky Arte tanti dettagli tecnici: “ci siamo accorti che un sacco di gente che non sa nulla di come si fa un disco è interessatissima e questo – dice Ron ci rende felici”, ma anche tanti aneddoti: “arrivavano le zoccolate di Lucio – ricorda l’amico – quando uno sbagliava”.Riascoltare l’album di 40 anni fa è anche andare indietro nel tempo: “abbiamo cominciato a lavorare da subito con Lucio quando mi fece sentire ‘Occhi da ragazza’, che dovevo cantare io a Sanremo ma fu bocciata, poi la cantò Morandi e fu un successo. Ci conoscemmo lì e con Lucio ho collaborato in maniera strepitosa: scriveva i testi delle mie canzoni finché non mi disse ‘adesso cominci a farteli te’ e io a momenti svenni. E’ stata una bella zoccolata che però – conclude Ron – è servita”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rai 1: De Santis, rete punta su programmi culturali
E’ compito del servizio pubblico

NAPOLI15 novembre 201915:18

– ”Con questo programma vogliamo proseguire nella linea culturale del sabato sera della Rai.
Scelte che non sono nella logica della contro programmazione, ma rappresentano una precisa volontà di andare in un’altra direzione”. Lo ha detto il direttore di Rai 1, Teresa De Santis, in occasione della presentazione di ‘Una storia da cantare’, nuovo programma del sabato sera della rete ammiraglia.
”Dopo i successi di Ulisse – ha aggiunto – abbiamo deciso di costruire un format che narrasse la nostra storia attraverso le canzoni, le poesie di questi grandissimi autori. Il servizio pubblico deve rischiare, deve intrattenere e fare divulgazione perché Rai 1 è la rete che parla a tutti”.

Tre serate evento per De André, Dalla, BattistiDall’Auditorium Rai di Napoli, ‘Una storia da cantare’

NAPOLI15 novembre 201919:42

– Rai 1 propone tre serate evento per raccontare e rivivere Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla e Lucio Battisti. Tre miti indiscussi della canzone italiana, tre geni, tre rivoluzionari che hanno accompagnato la vita di intere generazioni e raccontato l’Italia. Tutto questo è ‘Una storia da cantare’, il nuovo programma del sabato sera della rete ammiraglia della Rai, in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli, in quello che fu lo studio di ‘Senza Rete’. Si parte il 16 novembre, con la prima puntata dedicata a De Andrè. Un artista che sapeva guardare il mondo con occhi diversi e descriverlo con straordinaria creatività e poesia, i cui brani appartengono a tutti, sono un patrimonio nazionale a cui anche il mondo accademico ha aperto le porte e che al tempo stesso rappresenta un universo da scoprire per i più giovani.Ad accompagnare il pubblico nel racconto saranno Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero. Con loro, in quello che si annuncia un programma ”con una narrazione assolutamente innovativa”, tanti ospiti che racconteranno ”il proprio Faber”: Dori Ghezzi, Massimo Ranieri, Lino Guanciale, Ornella Vanoni, Loredana Bertè, Anastasio, Elena Sofia Ricci, Morgan. Nek, PFM, Paola Turci, Mauro Pagani in collegamento dal vecchio porto di Genova, Willie Peyote e i The Andrè. Artisti che saranno accompagnati da una band di 13 elementi diretta da Maurizio Filardo. ”Questo programma – ha detto il direttore di Rai 1, Teresa De Santis – è un po’ un sogno. Dentro c’è la mia storia, la mia vita. Abbiamo ritenuto che fosse arrivato il momento di raccontare la storia culturale e pop, una storia meravigliosa che attraverso la musica è in grado di raccontare il nostro Paese”. Un programma che il direttore di Rai 1 ha voluto dedicare a Pierluigi Tabasso, storico dirigente Rai scomparso. Il programma si annuncia come ”una festa” a cui anche il pubblico è chiamato a partecipare con l’hashtag #unastoriadacantare attraverso il quale ognuno potrà indicare la propria canzone del cuore di De Andrè e a fine serata il brano eletto come canzone più amata farà da gran finale.”Se c’è una cosa su cui l’Italia è inattaccabile – ha affermato Ruggeri – è la musica d’autore. Il compito che mi è stato affidato è oneroso ma direi anche molto semplice perché raccontando questi tre artisti immensi non si può sbagliare. Ritengo che esista un prima e un dopo De Andrè che per me è letteratura perché così come facevano Manzoni e Dickens ci ha raccontato gli ultimi, i deboli”. Nel corso della serata anche Ruggeri interpreterà la sua canzone del cuore di Faber e con la Guaccero faranno incursioni nelle esibizioni degli ospiti. ”Sono onorata e felice di partecipare a questo progetto di altissima qualità – ha detto l’attrice – e cercherò di portare il mio bagaglio emotivo”. Un programma che – come annunciato dal vice direttore di Rai 1, Claudio Fasulo (rpt, Fasulo) – potrebbe diventare ”un format in cui celebrare i protagonisti della canzone coniugando intrattenimento e divulgazione”. E in quest’ottica, in un prossimo ciclo, dovrebbe esserci spazio anche per Pino Daniele. Chicca della seconda puntata dedicata a Lucio Dalla, il duetto Arbore-Proietti che si esibiranno in ‘Ma come fanno i marinai’. Il programma è scritto da Ernesto Assante, Gino Castaldo, Matteo Catalano, Alberto Di Risio, Angela Fortunato, Duccio Forzano, Pietro Galeotti, Enrico Ruggeri. Con la regia di Duccio Forzano.

Da terremoto a riscoperta lana con SeaseCapsule collection sostenibile tinta con guado, indaco italiano

15 novembre 201915:31

– La ricerca della sostenibilità e il riscatto delle popolazioni colpite dal sisma si incrociano nella capsule collection in lana sopravissana di Sease, il brand di Franco e Giacomo Loro Piana.
Al centro dei 5 modelli da uomo, come giacche da sci, trench e gilet tecnici, la lana di Visso, paese in provincia di Macerata duramente colpito dal terremoto. “L’iniziativa – racconta Franco Loro Piana – nasce perché mio padre con una serie di amici imprenditori due anni fa ha deciso di aiutare le persone di Visso costruendo un nuovo stabilimento dove potessero ripartire con le loro attività artigianali come la ristorazione, chiamato la compagnia dei maestri artigiani. Mentre le famiglie hanno ripreso a lavorare, il lanificio Loro Piana ha capito che lì c’era anche una lana particolare, la sopravissana, che somiglia allo shetland per resistenza e carattere e ha scoperto che c’erano ancora piccole realtà che facevano tecniche di tintura antiche grazie a una pianta, il guado, chiamata l’indaco italiano”.

Museo Cinema, Ghigo nuovo presidenteScelto dopo Toffetti. ‘Un’altra avventura con grande passione’

ORINO15 novembre 201915:33

– Enzo Ghigo, ex governatore della Regione Piemonte ed ex senatore, è il nuovo presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Lo ha scelto la Regione Piemonte, dopo le dimissioni di Sergio Toffetti in polemica per la scelta di Domenico De Gaetano come direttore. L’annuncio al termine della seduta odierna della giunta regionale e alla vigila della 37esima edizione del Torino Film Festival.
“Un’altra avventura, con grande passione”, commenta su Facebook Ghigo, 66 anni, una lunga militanza in Forza Italia e dal 2015 presidente della Lega del Ciclismo Professionistico.

Mostre: Giacometti e l’emozione del suo tempo a VeronaCento capolavori dalla Fondazione Maeght dal 16 novembre

ERONA15 novembre 201916:04

– I disegni e i quadri dell’infanzia, poi le sculture del periodo surrealista, quelle ispirate al mondo africano o classico, per quattro enormi sale che ruotano intorno al triangolo dei suoi capolavori. È la grande mostra “Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky” che il palazzo della Gran Guardia a Verona ospita dal 16 novembre al 5 aprile del 2020 con 100 capolavori.
Settanta sono le opere qui esposte di Giacometti, insieme a grandi quadri degli artisti del suo tempo, amici e collaboratori e fondatori della straordinaria Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence che li ha prestati per questa occasione. ” Tra disegni, sculture e scrittura – ha sottolineato il curatore Marco Goldin presentando la mostra – c’è un filo conduttore che è quello di costruire nell’immediatezza qualcosa destinato all’eternità”.

Musica: scultura Certosa per foto tour My Chemical RomanceBologna, immagine Cella Magnani per ritorno sulle scene band Usa

BOLOGNA15 novembre 201916:17

– Non hanno mai suonato a Bologna, ma c’è un pezzo della città nella storia del gruppo musicale statunitense My Chemical Romance. Il legame lo ha dichiarato la stessa band sui propri profili Facebook, Instagram e Twitter svelando che l’immagine scelta per accompagnare la notizia della loro reunion si riferisce a una scultura realizzata dallo scultore bolognese Pasquale Rizzoli per la Cella Magnani situata nel Cimitero Monumentale della Certosa.
L’autore dello scatto è il fotografo napoletano Luigi Boccardo.
Il 31 ottobre i My Chemical Romance, fra gli esponenti di maggiore successo nel genere emo-core, avevano annunciato ufficialmente la decisione di riformarsi, dopo lo scioglimento avvenuto nel 2013, con un post pubblicato sempre via social. Ad accompagnare la didascalia ‘Like Phantoms Forever’ – citazione del titolo di un loro Ep del 2002 – una misteriosa immagine in bianco nero, priva di credito fotografico, dove a fare da sfondo alla parola ‘Return’, e alle coordinate del primo concerto in programma il 20 dicembre a Los Angeles, compare in primo piano il dettaglio di una scultura con i volti di due creature con gli occhi chiusi, di cui una alata, unite in un abbraccio.
La rivelazione pubblica del soggetto dell’immagine da parte dei My Chemical Romance è frutto di un accordo con l’Istituzione Bologna Musei: dopo un contatto stabilito con il management del gruppo “per esprimere un onorato apprezzamento e raccontare la vicenda del monumento della Cella Magnani”, il presidente Roberto Grandi aveva raccolto un’immediata disponibilità a “onorare l’immagine e la sua inquietante bellezza” comunicandone la fonte. Portata a termine alla fine del 1906, la scultura in bronzo costituisce una delle opere di maggior pregio realizzate dal bolognese Pasquale Rizzoli (1871-1953), cui fu commissionata per il sepolcro voluto dalla vedova del giovane Natale Magnani.

Musica: esce videoclip di Battiato Torneremo AncoraUn tributo all’artista, girato nella sua Sicilia

15 novembre 201916:47

– Sony Music pubblica dal 15 Novembre, il videoclip del brano “Torneremo ancora”, l’inedito di Franco Battiato contenuto nell’album dal titolo omonimo, di recente uscita. Il video costituisce una libera interpretazione della canzone, un’opera visuale che vuole rappresentare un tributo all’artista, realizzata dal regista siciliano Giuseppe La Spada, ed è visibile al link https://SMI.lnk.to/FBVideo Girato nella terra di Battiato, La Spada ha optato per due location: una di queste è l’Etna con il suo comprensorio, dove Battiato ha scelto di vivere, l’altra l’Argimusco, luogo a lui caro e unico nel suo genere per la densità spirituale, perfetto per un momento di contemplazione. Il videoclip vede la partecipazione dell’attrice siciliana Margareth Madè.
“Per me è un onore e una grande responabilità avere avuto la possibilità di lavorare a questo progetto” racconta La Spada “L’idea iniziale è stata quella di collocare un cammino metaforico in una ‘dimensione sospesa’, scevra da tutto quello che è stato creato dall’uomo, dove spazio e tempo si annullano.
In questa dimensione ho ‘collocato’ un cammino di persone che visto dall’alto evidenzia quanto gli esseri umani siano piccoli e uguali agli altri esseri del creato, un cammino in cui la Natura funziona da ‘specchio’ e ci restituisce ispirazioni e intuizioni utili alla nostra evoluzione.” Il video inizia con l’acqua, elemento dal quale tutti proveniamo e che come in qualsiasi processo che mira alla ricerca della luce, attraversa zone impervie, la materia, le nebbie. Si conclude, invece, con il movimento ciclico di un derviscio, omaggio iconografico a Battiato, gesto inteso a rimettere in moto il tutto, finché non avremo raggiunto la liberazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nannipieri nuovo direttore artistico Musicultura
Succede a Piero Cesanelli. 760 giovani artisti al concorso

MACERATA15 novembre 201917:12

– Sono oltre 760 i giovani artisti che hanno risposto al bando per l’iscrizione alla XXXI edizione del concorso di Musicultura, inviando due brandi a testa. Ad annunciarlo è Ezio Nannipieri, nuovo direttore artistico del Festival della canzone popolare e d’autore, dopo la prematura scomparsa di Piero Cesanelli, ideatore e cofondatore di Musicultura. “Oltre vent’anni vissuti intensamente al fianco di Piero sono stati una palestra professionale e di vita formidabili – osserva -. Sono pronto a mettermi al timone, Piero purtroppo non è più con noi, ma a bordo la sua presenza benigna è percepibile. Riprendiamo la navigazione di Musicultura, cominciando dalla massima attenzione che meritano le oltre millecinquecento canzoni affidate con fiducia al vaglio del nostro concorso”. Gli artisti iscritti a Musicultura 2020, come da tradizione tutti autori dei brani che interpretano, provengono da ogni angolo del Paese. Lazio, Lombardia e Campania le regioni più rappresentate. A seguire Puglia, Emilia Romagna, Sicilia, Marche, Piemonte, Veneto. Fra tutte le proposte in gara 79% sono di artisti singoli, 21% le band. Parte ora la selezione che culminerà nelle audizioni live, in programma fra febbraio e marzo 2020 al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Nelle fasi successive saranno coinvolti il pubblico e il prestigioso Comitato Artistico di Garanzia del Festival, i cui primi firmatari furono nel 1990 Fabrizio De André e il poeta Giorgio Caproni. Oggi ne fanno parte, tra gli altri, Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Brunori Sas, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Frankie hi-nrg mc, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Andrea Purgatori, Vasco Rossi, Ron, Enrico Ruggeri, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Willie Peyote. Intanto Musicultura sbarca a Barcellona per un progetto di valorizzazione della canzone italiana all’estero.

Cc riconsegnano dipinto pittrice ‘600 a sindaco FossombroneMadonna di Camilla Guerrieri era stata rubata nel 1992

FANO (PESARO URBINO)15 novembre 201917:34

– Riconsegnata dai carabinieri al sindaco di Fossombrone una preziosa opera del Seicento marchigiano, attribuibile alla pittrice Camilla Guerrieri, figlia del più celebre Francesco Guerrieri: il dipinto era stato rubato nel 1992, insieme ad altri oggetti d’arte e sacri dalla chiesa di Santa Maria Annunziata. Il comandante della Compagnia di Fano Maximiliano Papale e il comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona Carmelo Grasso hanno restituito al sindaco Gabriele Bonci la tela, databile intorno al 1650-55, dipinta ad olio, di 50×45 cm.
raffigurante la “Madonna orante”. A rintracciare per la prima volta il dipinto, che all’origina aveva una cornice dorata e una corona d’argento mai più ritrovate, fu cinque anni dopo nel novembre del 1997 Marco Luzi, l’attuale responsabile dei beni culturali del Comune di Fossombrone, che notò il quadro esposto in una bancarella al mercato dell’antiquariato di Fano. Grazie alla sua segnalazione i carabinieri identificarono il detentore dell’opera, un antiquario di Rimini: il dipinto fu sequestrato pochi giorni dopo anche se il mercante asseriva di averlo acquistato con regolare fattura per 2 milioni di lire da un antiquario fanese, già noto alle forze di polizia in quanto coinvolto in altre indagini su furti di opere d’arte. Poiché il dipinto non risultava, per errore, nell’elenco delle opere rubate al convento di Fossombrone (50 candelieri e 3 quadri), il Nucleo Tutela Patrimonio, dopo una serie di verifiche, in collaborazione con Daniele Diotallevi della Soprintendenza per beni Artistici delle Marche di Urbino, riuscì a stabilirne la provenienza. L’antiquario fanese, oggi deceduto, indagato per ricettazione, aveva riferito di averlo avuto in dono nel 1987 da un sacerdote già all’epoca deceduto da qualche annoI due antiquari sono stati condannati in primo grado per ricettazione, ma il ricorso in appello e l’approdo Cassazione hanno allungato l’iter burocratico fino alla consegna di oggi. Il sindaco Bonci ha annunciato che la Vergine che legge il libriccino verrà ora esposta al pubblico nella della Pinacoteca civica.

Musica: Didone ed Enea a Lecce, in scena commento CapraricaOpera Purcell ambientata nel Salento dello sbarco di Enea

LECCE15 novembre 201917:46

– Debutta domenica al Teatro Apollo di Lecce un ‘Didone ed Enea’ di Purcell messo in scena da Antonio De Petris con incursioni del giornalista Antonio Caprarica, chiamato a ‘commentare’ le vicende dei due protagonisti, tra mito e realtà.
L’opera è ambientata sulle coste salentine, tra Porto Badisco dove la tradizione vuole l’approdo di Enea, e Castro dove le ultime scoperte del tempio di Minerva rispondono più fedelmente al luogo dove Virgilio colloca lo sbarco. La scenografia è in videoediting, tra riprese riprese in movimento e immagini fisse, comprese quelle della Grotta dei Cervi, concesse dalla Soprintendenza ai beni Archeologici, Culturali e Paesaggistici di Taranto: saranno in apertura del secondo atto, con la scena delle streghe convocate in una grotta per preparare la rovina di Cartagine e Didone. Andrea Crastolla sarà sul podio dell’orchestra Terra del Sole, con il supporto del Leo Chorus, con la soprano Rachele Stanisci nei panni di Didone e il baritono Carlo Provenzano in quelli di Enea.
L’opera, supportata da molti enti locali pugliesi (dopo Lecce sarà il 20 dicembre al Teatro Fusco di Taranto e il 21 dicembre al Monticello di Grottaglie), è anche un’occasione per giovani talenti: gli interpreti dei personaggi secondari sono stati selezionati attraverso audizioni nei conservatori di Lecce e Taranto.

Novecento Rendez-Vous, alla ricerca dell’arte del XX secoloPrima edizione evento diffuso, si comincia da Roma

5 novembre 201918:19

– S’intitola Novecento Rendez-Vous la prima edizione di una iniziativa nazionale che celebra il XX Secolo, attraversando gli stili che si sono succeduti e le architetture, mode ed eventi cui hanno dato vita. Il curatore dell’associazione Italia Liberty, Andrea Speziali, ha scelto un percorso ideale che inizia dove il Liberty cede il passo all’Art Déco per proseguire fra Razionalismo, Simbolismo, Eclettismo, Futurismo fino ai ruggenti anni Sessanta e, in parte, anni Novanta. Dal 16 novembre all’8 dicembre l’evento diffuso con appuntamenti in varie località: visite guidate in prestigiose residenze, mostre e workshop per consentire a un vasto pubblico di vivere un’esperienza originale a ritroso nel tempo. Questa prima edizione vede infatti una notevole concentrazione di attività con passeggiate alla scoperta e riscoperta dell’Art Déco perché proprio nel 2019 ricorre il centenario dalla realizzazione dei primi manufatti Déco.
Vede inoltre al centro la figura e l’opera di Mario Mirko Vucetich, poliedrica figura di architetto e artista del ‘900. Un personaggio che, tra l’altro, ha portato il nome di Marostica nel mondo con la partita a scacchi con personaggi viventi che ideò, curò e realizzò nel 1955.
I principali centri attorno ai quali si sviluppano percorsi di visita ed esperienze sono Torino, Bari, Catania, Firenze e Roma, ma altri ancora i luoghi coinvolti in giro per l’Italia.
Primo appuntamento sabato 16 novembre a Roma a Villino Ximenes, la casa-studio di Ettore Ximenes e la dimora del misantropo Principe Torlonia ovvero la Casina delle civette in cui l’utilizzo di forme sinuose e di un raffinato gusto decorativo rendono questi due luoghi due capolavori assoluti del liberty romano. Dalla Città universitaria de ‘La Sapienza’ al rione EUR contrapponendo lo sfarzo e la ricchezza del modernismo, all’essenzialità ed il rigore delle forme dello stile razionalista che a partire dagli anni Venti cambiò profondamente di Roma.

Musica: Netrebko e Eyvazov per serata evento The Stars of OperaCon Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri all’Arena di Verona

15 novembre 201918:45

– Un atteso ritorno della coppia d’oro più affermata del belcanto mondiale per il secondo anno consecutivo in Arena: Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, dopo il successo del 2019 che li ha visti protagonisti nel Trovatore verdiano con la regia del grande Franco Zeffirelli, tornano all’Arena di Verona il 23 luglio 2020 per la serata evento The Stars of Opera, a fianco di Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri, per un appuntamento davvero imperdibile, diretto dal Maestro Marco Armiliato. Coppia d’arte e di vita, Anna Netrebko e Yusif Eyvazov sperimentano, già da tempo e sui migliori palcoscenici del mondo, le dinamiche del gala che consentono loro libertà e studio continuo, familiare, sempre alla ricerca di nuove vie d’espressione. Il programma della serata è in fase di definizione proprio per assicurare al pubblico uno spettacolo unico lontano dai modelli attualmente proposti nella loro tournée mondiale, ma che sarà il frutto di un lavoro meditato attentamente per valorizzare al meglio il connubio tra la magia del palcoscenico all’aperto più famoso al mondo e le potenzialità vocali degli artisti. Il gala sarà diretto dal Maestro Marco Armiliato, continuamente chiamato nei teatri più prestigiosi, dal MET all’Opéra de Paris, alla Wiener Staatsoper, famoso per aver diretto sin dai loro esordi grandi voci come Luciano Pavarotti, Placido Domingo e più recentemente Jonas Kaufmann, Angela Gheorghiu e la stessa Anna Netrebko. Per questa serata eventoAnna Netrebko e Yusif Eyvazov saranno affiancati da altri due nomi importanti del panorama internazionale: Daniela Barcellona, mezzosoprano che, dal suo debutto nel Tancredi al Rossini Opera Festival nel 1999, si è affermata come interprete di riferimento dei ruoli “en travesti”, che l’hanno vista protagonista dei più prestigiosi teatri al mondo, dal MET al Teatro alla Scala, dalla Royal Opera House al Festival di Salisburgo. Ambrogio Maestri, grande baritono che ha debuttato con Riccardo Muti al Teatro alla Scala e da allora è ospite dei più importanti teatri mondiali, famoso e apprezzato per i ruoli verdiani e la cui felice collaborazione con l’Arena di Verona è ormai quasi decennale.

Hit parade, Marracash ancora in vettaSecondo e terzo posto le new entry Zucchero e Il Volo

15 novembre 201920:22

E’ ancora “Persona”, nuovo lavoro di Marracash, il rapper di Nicosia, a dominare la classifica degli album più venduti della settimana secondo la classifica stilata d Fimi/Jfk. L’album che conquista per la seconda settimana consecutiva la vetta della classifica, l’8 novembre ha esordito anche al primo posto della classifica dei vinili e della Top Singoli, con 12 pezzi nelle prime 13 posizioni! Inoltre, il disco conta oggi oltre 76 milioni di stream in Italia e, già nelle prime 24 ore dall’uscita, aveva dominato la Top 50 Italia di Spotify con 15 pezzi nelle prime 16 posizioni, la Global di Spotify con ben 6 brani, nonché la vetta di tutte le piattaforme digitali. Non sono da meno i risultati live: con 30.000 biglietti venduti per le 3 date milanesi, apre la nuova e quarta data! Il rapper è pronto quindi a salire sul palco del Mediolanum Forum di Milano per ben quattro date nel 2020: sold out in meno di 48 ore i concerti del 3 e 4 aprile al Forum, ultimissimi biglietti per la data del 18 aprile, nuova data il 2 maggio. Infine, dato il grande successo della data torinese, il live inizialmente previsto per il 21 aprile al Concordia di Torino Venaria si terrà il 28 aprile al Pala Alpitour. E annunciata anche la data zero del tour il 28 marzo al PalaInvent di Jesolo (Ve). Intanto, nella top ten, seguono a Marracasch quattro new entry. Medaglia d’argento per Zucchero con il suo D.O.C. che si piazza sul podio al secondo posto e al primo tra i vinili più venduti, seguito dal Volo con l’album che raccoglie il meglio dei successi del primo decennio di attività del trio, intitolato appunto “10 years- The best of”. Anche il quarto e quinto gradino della classifica sono occupati da due nuovi ingressi. Si tratta di Vega Jones con La bella musica, secondo lavoro del rapper di Cinisello, e di Nick Cave & The bad seeds con Ghosteen, titolo anche del brano del nuovo disco dell’artista australiano con i Bad Seeds, che ha elaborato il grave lutto che lo ha colpito nel 2015, quando suo figlio Arthur, precipitò da una scogliera mentre era sotto effetto dell’lsd. Al sesto posto si piazza Marco Mengoni, da 50 settimane in classifica, con il Atlantico on tour, seguito da un altro longevo della hit, ovvero Ultimo, presente in classifica da 32 settimane con Colpa delle favole. Chiudono Emma con Fortuna, Renato Zero con Zero il folle e Rocco Hunt con Libertà. Per i singoli è in testa il nuovo Blun7 a swishland, del giovanissimo rapper tomano Tha Supreme.   Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album piu’ venduti della settimana dall’ 8 al 14 novembre:1) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)3) 10 YEARS – THE BEST OF, IL VOLO (MASTERWORKS SONY)4) LA BELLA MUSICA, VEGA JONES (RCA RECORDS LABEL SONY)5) GHOSTEEN, NICK CAVE & THE BAD SEEDS (AWAL-GHOSTEEN LTD SELF/KOBALT DIGITAL LICENSING)6) ATLANTICO ON TOUR, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL SONY)7) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)8) FORTUNA, EMMA (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC )9) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE/BELIEVE)10) LIBERTA’, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL SONY)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUNT7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) SUPREME (L’EGO), MARRACASCH (ISLAND UNI)3) DANCE MONKEY, TONES AND I (ELEKTRA (NEK) WMI)4) CRUDELIA (I NERVI), MARRACASH (ISLAND UNI)5) FLASHBACK, GHALI (STO RECORDS/ATLANTIC/WMI WMI )Infine ecco la classifica dei vinili più venduti:1) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)2) GHOSTEEN, NICK CAVE & THE BAD SEEDS (AWAL-GHOSTEEN LTD SELF)3) FLEURS-LA TRILOGIA COMPLETA, FRANCO BATTIATO (UNIVERSAL STRATEGIC UNIVERSAL MUSIC)4) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY WMI)5) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE).

Allevi, io dissidente guardo all’antico per il futuro’Hope’ è nuovo album. Da dicembre in tour

15 novembre 201919:39

Parla di speranza, questa volta, Giovanni Allevi che oggi pubblica il nuovo album intitolato ‘Hope’. Il compositore, pianista e direttore d’orchestra, torna in scena con un lavoro dedicato ai suoni del Natale, ma solo per una sorta di inno all’antico che possa ispirare speranza per il futuro.”Cerco di distinguere le parole antico e passato – spiega Allevi – perché la prima, a differenza della seconda, mantiene la sua attualità come elemento a cui attingere. L’antico non è qualcosa di morto, ma di attivo e da utilizzare continuamente per capire e progredire”. E così, nella scaletta del nuovo ‘Hope’ sono entrati, tra un’opera inedita e l’altra, anche l’interpretazione personale di capolavori per coro e orchestra tratti dal repertorio classico di Bach, Mozart e Händel, “perché – ricorda Allevi – non c’è futuro senza storia”.In questo ultimo album l’enfant terrible della musica classica contemporanea per la prima volta affianca al suo pianoforte anche il canto, affidato per l’occasione al Coro dell’Opera di Parma e alle voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano, il tutto sostenuto dai musicisti dell’Orchestra Sinfonica Italiana che in una veste inedita propone un accompagnamento con batteria. “Il mio obiettivo – racconta Allevi – è sempre quello di trovare la magnificenza della musica antica che si esprime attraverso il coro polifonico, l’orchestra e i grandi capolavori dei compositori, affiancando però il tutto al suono del mondo contemporaneo che c’è attorno a noi. E’ una delle cose più difficili da fare, forse, ma il mio senso di malinconia e di precarietà mi porta a compensare nella musica, affidando la mia anima ad un linguaggio maestoso, un qualcosa che non sento dentro di me ma che desidero profondamente”.Tra ‘O generosa’ e ‘Te deum’, ‘Ave verum corpus’ e ‘Halleluja’, Allevi ha inserito nel suo album-inno alla speranza anche una sua versione di ‘Christmas Time’ e la cantata sacra ‘Sotto lo stesso cielo’. “E la mia via di fuga da tutto quello che è scontato – ha detto il compositore – e da un presente dove vige l’ansia dell’essere immediatamente riconosciuti. Viviamo in un mondo dove i numeri sono tutto ma la bellezza va ricercata nel tempo, aspettata e capita. Io sono per le esplosioni di cori, per il contrappunto, le visioni musicali mistiche e notturne. Faccio il dissidente ed è questo il mio modo di dire chi mi ama mi segua”. A dicembre Allevi tornerà anche sui palcoscenici italiani per una serie di concerti del suo ‘Hope Christmas tour’, al via il primo dicembre dal Teatro Dal Verme di Milano.

Ploi. La strada per Paradise Valley

14 novembre 201916:41

Un pulcino piviere e i suoi sogni. Daranno vita ad una fantastica avventura, tanti incredibili amici e nuove scoperte. Questi gli ingredienti di Ploi, divertente film d’animazione per la famiglia che sarà al cinema dal 21 novembre con Altre Storie e Minerva Pictures.   Il racconto di un pulcino di piviere, Ploi, e del viaggio avventuroso che gli permetterà di ‘diventare grande’, superando ogni paura. Un viaggio pieno di pericoli che affronterà con coraggio grazie all’amore per la famiglia e per la sua pulcina preferita, Ploveria, ma anche grazie all’aiuto di tanti nuovi amici: dalla pernice Giron pronta a proteggerlo dal freddo, alla pecora ‘reggae’ che lo spingerà a seguire il proprio cuore.    Un film dedicato a tutta la famiglia, un’occasione per divertirsi e condividere gli stessi desideri, le emozioni, le conquiste di Ploi: la sua curiosità, la voglia di crescere e aiutare gli altri, il coraggio necessario per superare le paure e le difficoltà. In fondo per riuscire a ‘volare’ e diventare dei piccoli grandi eroi, bisogna uscire dal proprio nido, credere sempre in sé stessi e aver cura delle persone a cui vogliamo bene. E Ploi incarna perfettamente i valori del film.?
Ploi, realizzato dallo studio d’animazione islandese GunHil, una filiale della Sagafilm, e dallo studio d’animazione 3D belga Cyborn, è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival dove ha conquistato i piccoli giurati con la sua storia avvincente.

Il Tff tra Verdone, Hitler, Frida Kahlo e BifoA Torino 197 film dal 22 al 30 novembre. In concorso Padovan

15 novembre 201911:27

– Sotto la protezione dell’iconica attrice britannica Barbara Steele che campeggia inquieta nel manifesto del 37/mo Torino Film Festival (22 al 30 novembre), presentata stamani a Roma dal direttore artistico Emanuela Martini questa nuova edizione nel segno di varietà, qualità e low budget (1.900.000 euro). In tutto 197 film di cui 142 lungometraggi e 15 titoli internazionali. Comunque un’offerta monstre che mette insieme Carlo Verdone, Hitler, Frida Khalo, Bifo, Di Gregorio, Altan e migranti e che si apre con JOJO RABBIT di Taika Waititi commedia nera con Thomasin McKenzie, Sam Rockwell e Scarlett Johansson con protagonista un ragazzino di dieci anni che ha un solo idolo: Adolf Hitler. Chiusura poi del festival nel segno del thriller con Daniel Craig nei panni di un detective in KNIVES OUT di Rian Johnson.Nella sezione concorso, Torino 37, un solo film italiano in concorso IL GRANDE PASSO di Antonio Padovan con Giuseppe Battiston e Stefano Fresi in un lavoro che si ispira a Carlo Mazzacurati. Tanta Italia invece a Festa Mobile. Si va da COLPITI AL CUORE di Alessandro Bignami che, a cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana, va ad interrogare Amelio, Bellocchio, Renato De Maria, Marco Tullio Giordana e Wilma Labate e i loro film che hanno raccontano quella stagione.Ci sarà poi FRIDA VIVA LA VIDA, docu film di Giovanni Troilo con la partecipazione di Asia Argento, che racconta questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. C’è poi LONTANO LONTANO di Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini e Giorgio Colangeli vede il ritorno della poesia del regista di ‘Pranzo di ferragosto’ alle prese questa volta con tre pensionati alla ricerca di un posto più economico dove vivere. Tra gli altri italiani, NOUR di Maurizio Zaccaro con la storia di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e di una bambina scappata dalla Siria che cerca la sua mamma; VACCINI. 9 LEZIONI DI SCIENZA di Elisabetta Sgarbi con una serie di scienziati e filosofi che raccontano la loro verità sui vaccini e MI CHIAMO ALTAN E FACCIO VIGNETTE di Stefano Consiglio, il racconto di quarant’anni di storia italiana: con la Pimpa, con le sue languide donne dai capelli blu, i suoi uomini con l’ombrello e l’inamovibile metalmeccanico comunista Cipputi. Nella sezione TFFdoc c’è poi L’UNICA COSA CHE HO È LA BELLEZZA DEL MONDO ovvero quattro documentari e la conversazione con lo scrittore e filosofo Franco “Bifo” Berardi.Carlo Verdone sarà poi il Guest Director di 37a edizione del Torino Film Festival. L’attore-regista presenterà al pubblico ‘Cinque grandi emozioni’, la sezione da lui curata composta dai film da lui amati. Si va da ‘Ordet’ di Carl Theodor Dreyer a ‘Buon compleanno Mr. Grape’ di Lasse Hallström, da ‘Divorzio all’italiana’ di Pietro Germi a ‘Oltre il giardino’ di Hal Ashby fino a ‘Viale del tramonto’ di Billy Wilder. Voglia, infine, di restare da parte di Emanuela Martini all’ultimo anno di mandato: “Questa città e questo festival mi hanno dato tanto e io ho dato tanto loro. Nonostante lo snellimento del budget, la manifestazione in questi ultimi anni ha tenuto botta ed è anzi in crescita. Mi piacerebbe così – conclude la Martini – continuare a seguire questa crescita”.

A Marco Bellocchio il Premio del VittorialeCerimonia il 30/11 con visite a Prioria e al Parco illuminato

14 novembre 201916:14

– E’ Marco Bellocchio il vincitore del X Premio del Vittoriale. Il regista, sceneggiatore e produttore che con il suo ultimo film ‘Il Traditore’, già vincitore di 7 Nastri d’Argento 2019, è stato scelto per rappresentare l’Italia nella corsa agli Oscar 2020 per il miglior film straniero” ha saputo unire, magistralmente, l’impegno sociale alla bellezza dell’arte: in ciò perfettamente dannunziano” spiega nella motivazione al premio il presidente Giordano Bruno Guerri.
La cerimonia di premiazione sarà sabato 30 novembre alle 17.00, al Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera, in provincia di Brescia. In occasione della serata ci saranno l’apertura straordinaria e speciali visite gratuite alla Prioria e al Parco illuminato. La visita alla Prioria è riservata alle prime 100 persone che prenoteranno tramite mail all’indirizzo segreteriaprogettispeciali@vittoriale.it, per tutti gli altri partecipanti ci sarà una visita gratuita al Museo D’Annunzio Eroe e ai luoghi illuminati del parco.
Il Premio del Vittoriale, istituito nel 2011, è stato finora assegnato a Ermanno Olmi, Paolo Conte, Umberto Veronesi, Giorgio Albertazzi, Alberto Arbasino, Ida Magli, Riccardo Muti, Piero Angela, Samantha Cristoforetti.
Ai vincitori viene donata un’opera di Mimmo Paladino e la riproduzione del cavallo blu che domina l’Anfiteatro del Vittoriale.

Woody Allen omaggia la Grande Mela nel suo film più difficileIn sala dal 28 novembre Un giorno di pioggia a New York

15 novembre 201919:24

Come ricorda il titolo, ‘Un giorno di Pioggia a New York’, l’ultimo film di Woody Allen è un vero e proprio omaggio alla Grande mela, una città che ti avvolge e coccola se parli la sua lingua, ma a volte ti strangola (se vieni dalla provincia). E questo ultimo lavoro del regista di ‘Provaci ancora Sam’ è anche un omaggio a tutti i suoi temi, al suo umorismo filosofico ammantato di nichilismo in un film, tra l’altro, realizzato ai tempi del MeeToo. Una cosa nata con le campagne mediatiche condotte contro di lui dal figlio Ronan e da Mia Farrow che ha spinto Amazon Studios a ritirarne l’uscita nell’agosto del 2018 e poi a sospenderla a tempo indeterminato. ‘Un giorno di Pioggia a New York’, in sala con Lucky Red dal 28 novembre, racconta la storia di una coppia di innamorati, Gatsby e Ashleigh (Timothée Chalamet ed Elle Fanning), che arrivano nella Grande Mela perché la ragazza è riuscita a ottenere un’intervista con Roland Pollard (Liev Schreiber), regista in crisi. L’idea dei due, che più diversi non potrebbero essere, è quella di passare un weekend a New York, ma succederà di tutto oltre una incessante pioggia battente. La provinciale Ashleigh, piu groupie che giornalista, si ritrova prima a diventare confidente del regista in crisi, poi a condividere un momento di crisi matrimoniale con lo sceneggiatore Ted Davidoff (Jude Law) e, infine, a finire nelle grinfie del divo bello impossibile Francisco Vega (Diego Luna).
Un incontro, quest’ultimo, che la ragazza definirà “la cosa più bella mai incontrata dopo la pillola del giorno dopo”. E Gatsby? È per tutto il tempo in attesa che Ashleigh si liberi, ma non sta certo con le mani in mano. Lui che è un newyorkese vero di famiglia benestante, un ragazzo appassionato di gioco d’azzardo, musica jazz e blues come della New York di un tempo, si ritroverà a girare un improvvisato film accanto alla bella Shannon (Selena Gomez) e a ritrovarsi in una festa di famiglia dove scoprirà qualcosa sulla madre davvero incredibile. “Ho sempre amato le vecchie commedie romantiche di Hollywood – dice Allen -, le trovo davvero meravigliose. Questa – aggiunge – è una storia d’amore e mi piaceva moltissimo l’idea di ambientarla in una romantica New York piovosa”. E ancora il regista: “Penso che questo sia un film positivo e che Gatsby, alla fine del weekend, trovi comunque se stesso a un rapporto migliore con sua madre. E poi, come dice Gatsby, New York ha un piano tutto suo e il tempo è sempre contro di te. Puoi cercare di controllarlo o di manipolarlo un po’, ma alla fine devi arrenderti”. Infine, direttore della fotografia di ‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nostro Vittorio Storaro

Netflix cambia mappa discordia sui lagerIl premier polacco ringrazia su Facebook

WASHINGTON15 novembre 201921:08

Netflix accoglie le richieste di Varsavia e cambierà la mappa della discordia che compare in uno dei suoi documentari sui campi di sterminio nazisti. Una mappa dei lager all’interno degli attuali confini della Polonia dà l’impressione che sia questo Paese, e non la Germania nazista, responsabile degli eccidi.
“Cambieremo la mappa per evitare ogni equivoco”, afferma Netflix. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, che aveva sollevato la questione con una lettera all’amministratore delegato di Netflix Reed Hastings, ringrazia su Facebook: “Gli errori non sempre sono fatti in cattiva fede, e vale sempre a pena di parlare in maniera costruttiva per correggerli”.

‘Leonardo inventò anche il pelapatate’Lo ha ricordato astrofisico italiano in una conferenza a Praga

PRAGA15 novembre 201921:05

Non solo l’elicottero, il paracadute e la tuta da immersione: fra le invenzioni o intuizioni di Leonardo da Vinci ce ne sono anche alcune che riguardano al cucina come lo sbuccia patate e consigli dietetici ancora attuali.
La curiosità è stata ricordata da un giovane astrofisico, Lorenzo Pizzuti, in una conferenza tenuta all’Istituto italiano di cultura (Iic) di Praga per introdurre gli eventi previsti in Repubblica Ceca per la Settimana della cucina italiana.
Guidando il pubblico alla scoperta di alcuni aspetti del genio a 500 anni dalla sua morte, Pizzuti ha parlato anche di cucina e cultura alimentare: “campi in cui Leonardo introduce nuovi strumenti pratici, quali rudimentali trita pepe e sbuccia patate, nonché prescrizioni dietetiche all’avanguardia”, sintetizza un comunicato dell’Iic.

Lara Prescott, le parole possono ancora cambiare il mondoLa scrittrice americana e Zivago di Pasternak

5 novembre 201918:32

La prima volta che ha letto ‘Il dottor Zivago’ era al liceo, ma da allora Lara Prescott ogni due anni è tornata a leggerlo. “Ed era sempre un’esperienza diversa. Mi ha accompagnata tutta la vita, ma la scintilla che mi ha spinto a scrivere ‘Non siamo mai stati qui’ è scattata quando mio padre mi ha parlato dei 29 documenti, tra circolari e rapporti sulla missione segreta Zivago, resi pubblici dalla Cia nel 2014, da cui si capisce chiaramente come il romanzo di Pasternak sia stato utilizzato come strumento di propaganda, come arma per far cambiare opinione al mondo intero negli anni della Guerra Fredda” spiega la scrittrice americana, 37 anni, che vive ad Austin, in Texas, con il marito, è laureata in scienze politiche e ha lavorato a Whashington D.C. come autrice di discorsi politici e poi nella pubblicità.La Prescott è andata a cercare i segreti, le parole non dette, ha scavato dietro le quinte di un capolavoro della letteratura, di un romanzo più forte della censura, che appartiene a un tempo in cui si credeva che i libri potessero cambiare la storia, ‘Il dottor Zivago’ del Premio Nobel Boris Pasternak. E’ nato così il romanzo con cui esordisce nella narrativa, ‘Non siamo mai stati qui'(euro 18), pubblicato in Italia da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Baffa, che è in corso di pubblicazione in 30 paesi e diventerà un film.”Se non avessi letto i documenti secretati non avrei potuto cogliere molti elementi di verità e raccontare la vita delle dattilografe che lavoravano alla sede centrale della Cia, a Whashington. Alcune, come Irina nel libro, muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio. Ma nessuno parla più di loro. In questo libro ho voluto rendere giustizia a queste donne cancellate dalla storia” racconta.Il romanzo si apre nel 1949 a Mosca quando Olga Ivinskaja, la scrittrice e poetessa russa, amante di Pasternak, che ha ispirato il personaggio di Lara, viene prelevata da casa e sbattuta in una cella. Gli uomini con il completo nero vogliono sapere se Pasternak sta lavorando a un’opera sovversiva, che può gettare cattiva luce sul regime sovietico. Nelle 440 pagine del romanzo i capitoli sull’Est si alternano a quelli dedicati all’Ovest dove troviamo la giovane Irina arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia che cerca di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Zivago in Unione Sovietica sfruttando l’arma più sottovalutata, il potere delle parole. “Mi ha sempre affascinata la capacità che hanno le parole di cambiare il cuore e il pensiero delle persone. Per me è stato così quando ho letto Tony Morrison e tanti altri. E anche se oggi non vengono utilizzate dal governo come strumenti di propaganda hanno sempre un grande impatto sulla vita” sottolinea la scrittrice che, non a caso, ha il nome della protagonista del romanzo di Pasternak.
“E’ stata mia madre a sceglierlo. E’ sempre stata una fan del libro e del film su Zivago del ’65 con Omar Sharif e Julie Christie. I miei genitori sono grandi lettori e appassionati di cinema. Sono cresciuta tra i libri” racconta la Prescott che nel suo libro fa riferimento a “eventi reali romanzati”. “E’ vero – dice – che queste giovani donne muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio, per quanto riguarda l’Ovest.Mentre per la parte che si rivolge ad Est mi sono basata su fonti primarie. Ho usato come documento principale l’autobiografia di Olga ‘Prigionieri del tempo’ per cogliere gli elementi più veri e l’essenza dell’amore per Boris. Ma la parte più bella della fiction è quella di poter inventare dettagli, dialoghi” spiega la scrittrice che ha lavorato 4 anni a questo libro facendo ampie ricerche di documentazione sulla storia e il capolavoro proibito di Pasternak che fu pubblicato per la prima volta nel 1957 in Italia da Giangiacomo Feltrinelli. “E’ stato una persona straordinaria e coraggiosa.Giangiacomo Feltrinelli non ha mai ceduto alle pressioni dell’Unione Sovietica che voleva fermare la pubblicazione” sottolinea la scrittrice. “L’Italia è stata anche il primo paese a comprare il mio libro quando gli agenti hanno aperto l’asta” dice la Prescott che collaborerà al film tratto da ‘Non siamo mai stati qui’. “Non scriverò la sceneggiatura, sarò produttrice esecutiva e consulente. Stanno valutando sia il cast, che gli sceneggiatori e il regista. Mi piacerebbe che ci fossero anche attori emergenti. Certo, se dovessi esprimere un desiderio per Olga vedrei bene Nicole Kidman, per Boris l’attore svedese Alexander Skarsgård e per Irina Emily Watson” racconta la scrittrice e annuncia che ‘Non siamo mai stati qui’ potrebbe diventare anche una serie tv.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Breat Easton Ellis, farò un film horror e un nuovo romanzo
In Italia con ‘Bianco’

15 novembre 201918:27

Bret Easton Ellis, l’enfant terrible della letteratura finalmente farà il suo film e sarà un horror. “Scritto e diretto da me. Premesso che tutto può andare storto, è l’unico progetto in cui ci sono le persone che ci credono veramente e i soldi veri. Sarà un film semplice, di genere, un horror, che parla di giovani, di mostri e di dipendenza dalla droga. Siamo in una fase di pre, pre produzione” dice  l’enfant terrible della letteratura tornato in Italia, dieci anni dopo la sua ultima visita, con ‘Bianco’ (euro 19,00) pubblicato da Einaudi nella traduzione di Giuseppe Culicchia.  Strutturato in 8 capitoli, il libro parte dalla sua infanzia, dall’adolescenza tutta cinema con grandi scorpacciate di film horror, passa attraverso i successi letterari, dall’esordio con ‘Meno di zero’ ad American Psycho e arriva al 2018 passando attraverso i social e il nuovo Easton Ellis. Ma la maggior parte delle 268 pagine di ‘Bianco’ sono occupate dai film che tutti volevano fare negli anni Settanta, tanto che viene da pensare che forse lo scrittore che ha cambiato il modo di concepire la narrativa americana, volesse in realtà fare cinema. “E’ vero”, dice Bret Easton Ellis, 55 anni, che mentre scriveva ‘Meno di zero’ pensava sempre “ora finisco questo e poi mi metto a fare cinema. Ma non è andata così perché nella testa avevo altri cinque o sei libri e per scriverli non ci sono voluti 10 anni come pensavo, ma 35”. Un memoir, un saggio, un libro diverso da quelli a cui l’autore di American Psycho ci ha abituato, ispirato ai monologhi dei suoi podcast, ‘Bianco’ ‘ alla fine “mi ha riattivato qualcosa. Mi è venuta voglia di riprendere in mano il romanzo abbandonato che cito nel libro. Mi torna continuamente in mente, mai come quest’anno.
Allora credo sia il caso che lo scriva e lo faccio dicendo vaffanculo a un mio ragionamento sul senso del romanzo americano oggi. Scrivere un romanzo da molto più piacere che scrivere 40mila sceneggiature” afferma convinto. Poi lo scrittore, che si sente “romantico” rispetto a chi fa politica, dice: “Ho sempre pensato che la politica non può risolvere i problemi della condizione umana, è molto più burocratica e pragmatica e quindi essenzialmente portata a controllare e da questo io mi sottraggo”. In ‘American Psycho’ c’è un personaggio ossessionato da Donald Trump. “All’epoca vivevo a Manhattan, frequentavo molti giovani come me e ho constatato personalmente quanti aspirassero ad essere come Trump. Così mi è venuto in mente di metterlo nel libro, però, sia chiaro, non ho il dono della preveggenza. Mai avrei pensato che sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti e ho l’impressione che non se ne fosse reso conto nessuno. All’inizio del romanzo cito un pezzo dei Talking Heads in cui dicono: ‘Nessuno è sembrato accorgersi che tutto quanto si stava disfacendo’. E’ quello che penso dei nostri anni Ottanta’” racconta lo scrittore. E precisa: “Nel mio podcast però non lo nomino mai Trump perché non voglio dividere il mio pubblico nel modo in cui è contrapposta l’opinione pubblica americana. Le due parti non fanno altro che strillarsi addosso e nessuno capisce cosa l’altro abbia da dire”.Bret Easton Ellis  fa anche notare che i social media, a cui è dedicata l’ultima parte di ‘Bianco’, “sono per molti aspetti l’unica cosa di cui Trump dispone”, ma “io a questo gioco non voglio giocare. Fino a dieci anni fa era molto divertente, una specie di club di comici, di selvaggio west in cui la gente tirava fuori battute scandalose. Adesso è diventato punitivo”.

Ferlinghetti, la cosa più importante è imparare a respirareParla il poeta centenario e arriva il suo Little boy

5 novembre 201918:15

“La cosa più importanmte di una vita è imparare a respirare. Parole e respiro sono a volte due cose diverse. Little Boy è un lungo respiro. Come una vita intera”. Lo dice Lawrence Ferlinghetti dalla sua abitazione di San Francisco, sopra la libreria e casa editrice City Lights da lui fondata. Il padre della Beat Generation, il testimone della Summer of Love e della rivoluzione hippy, primo editore di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, di Gregory Corso e William Burroughs, da sempre non ama “dare risposte. Visionario, poetico, arriva in Italia  il suo ‘Little Boy’, l’atteso libro in cui, a 100 anni,  Ferlinghetti si racconta in un flusso di coscienza trascinante e senza punteggiatura. Uscito negli Usa per il suo compleanno, festeggiato il 24 marzo scorso, e’ un memoir, un’autobiografia, un autoritratto in prosa. E’ il libro di un poeta in viaggio, di un ragazzino che vivra’ per sempre, come tutti i giovani. “Sono un poeta. Lascio alla critica – sottolinea – il compito di decidere se ‘Little Boy’ sia piu’ memoir, piu’ autobiografia, o anche altro. I poeti hanno sempre preferito che fosse la critica a farlo!”. Dell’esperienza della Beat Generation dice ridendo “Beat chi?” e dei suoi amici racconta: “Mi manca il buffo senso dell’umorismo di Gregory Corso. Eppure la sua poesia era cosi’ piena di premonizioni di morte”. Mentre di quello che pensa del mondo di oggi perduto nella tecnologia, a cui piu’ volte fa riferimento nel libro, tra smartphone, Facebook e droni, Ferlinghetti spiega: “E’ una domanda troppo grande. Domande, risposte. Dovrei scrivere un libro intero solo per rispondere a questa singola domanda. Sono solo – ribadisce – un poeta, le domande e le risposte sono piu’ adatte agli storici, ai critici”.Dissidente romantico o romantico dissidente come parla di se stesso nelle ultime pagine del libro, Ferlinghetti, poeta, pittore, artista di origini italo-americane nell’edizione di Little Boy pubblicata da Edizioni Clichy e tradotta dalla sua fedele collaboratrice Giada Diano, saluta i lettori del paese d’origine della sua famiglia facendoci entrare nello spirito del libro: “Sono felice che Little Boy sia riuscito ad arrivare in Italia. Credo che Little Boy sia universale. Ci sono Little Boy ovunque nel mondo e Little Boy puo’ essere di qualunque nazionalita’”.Con il libro arriva anche il film documentario ‘Lawrence. A Lifetime In Poetry’, diretto dalla stessa Diano ed Elisa Polimeni. “Questo meraviglioso film di Giada Diano e Elisa Polimeni e’ davvero prezioso come documento letterario perche’ nessuno ha mai raccontato cosi’ la mia figura di poeta. Sono felice e spero che lo vedano tutti” dice Ferlinghetti al quale e’ molto piaciuto il film.Il viaggio che si compie con ‘Little Boy’ a cui Ferlinghetti ha lavorato per quasi tutta la vita ci porta dentro la realta’ e il sogno dell’autore di ‘A Coney Island of the Mind’, ‘Il senso segreto delle cose’ e ‘Poesia come arte che insorge’. “Non sono memorie, le memorie sono per le signore vittoriane. Non e’ nemmeno un’autobiografia, e’ semplicemente un io immaginario, il tipo di libro che ho scritto per tutta la mia vita. Diciamo che e’ un romanzo sperimentale” come spiega Ferlinghetti di questa autobiografia di stampo quasi joyciano che ti trascina nella pagine e ti fa stare dentro la storia fin dalle prime parole: “Little Boy si sentiva completamente perso. Non sapeva chi fosse ne’ da dove venisse”. E la sua e’ la vita di un ragazzino, little boy appunto, dall’infanzia travagliata: nato nel 1919 a Yonkers, New York, rimasto orfano di padre da piccolo, affidato dalla madre sconvolta nelle braccia della zia Emilie che lo porta in Francia, tornato con lei a New York, finito in orfanatrofio, ripreso dalla zia e adottato dalla facoltosa famiglia Bisland. Arruolato in Marina appena prima di Pearl Harbor. Duecentotrentasette pagine in cui tra poeti, folli, artisti, Ferlinghetti ci parla anche di noi e di quella paura dell’ignoto che genera nemici ovunque.

La Romagna in ‘giallo’ di Enrico FranceschiniNel suo noir lati oscuri e ironici della Riviera fuori stagione

LONDRA15 novembre 201914:39

–  ENRICO FRANCESCHINI, ‘BASSA MAREA’, (RIZZOLI, PP 352, EURO 19,00). Quando si spengono le luci sfavillanti della vita mondana e del turismo di massa la Riviera romagnola, immersa nella pausa del fuori stagione, mostra anche il suo lato oscuro. E’ questo che indaga lo scrittore e giornalista Enrico Franceschini nella sua commedia gialla dal titolo ‘Bassa marea’ e lo fa con l’ironia del Grande Lebowski, laddove personaggi e ambientazioni della Romagna ricordano quelli della California, e sentendo il richiamo irresistibile degli autori che hanno dato lustro al genere noir della West Coast americana.
La scelta del protagonista è piuttosto inusuale, non si tratta, infatti, del solito commissario o maresciallo dei Carabinieri, e nemmeno di uno scrittore molto curioso e acuto, ma di Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione, tornato nel paesino di villeggiatura dell’infanzia dopo una lunga carriera da inviato giramondo, con pochi soldi in tasca, un capanno di pescatori come casa e in pace con se stesso. Per costruire i tratti del suo personaggio Franceschini si è ispirato alla sua esperienza personale: per decenni corrispondente di Repubblica in diversi Paesi, è ora in pensione, e più volte nel romanzo descrive come è cambiato nel tempo il mondo dell’editoria. Il suo Mura ora deve affrontare una situazione del tutto inaspettata. Tocca a lui infatti trovare sul bagnasciuga una donna, mezza tramortita e infreddolita, che si scoprirà poi essere una enigmatica russa di nome Sasha. Da lì inizia un viaggio nella Riviera fuori stagione, in cui gli abitanti verniciano e riparano, sperperando i guadagni estivi e portando a galla vizi nascosti, fra un clan di calabresi che traffica schiave del sesso e immigrati cinesi che spacciano erba. Il protagonista sente tutta la responsabilità di una impresa ardua e quindi si rivolge a tre amici, sessantenni irresistibili come lui che lo aiutano, colorando la narrazione con battute e sarcasmo, perché pur sempre si tratta della Romagna, terra del divertimento per definizione. Tanti i rimandi e gli omaggi offerti dal libro, dal film ‘I vitelloni’ di Federico Fellini, al romanzo poliziesco ‘Rimini’ (1985) di Pier Vittorio Tondelli: anche in quel caso era un giornalista a improvvisarsi detective ma non durante il fuori stagione bensì fra la pazza movida dei giorni e delle notti d’estate.

Pmi: +38% innovative, ma ancoraGrant Thornton, in media il loro fatturato cresce del 51%

4 novembre 201911:17

– Aumenta il numero delle Pmi innovative e cresce il loro fatturato. Tuttavia, a quattro anni dalla nascita del Registro del Mise che le riguarda, il loro numero è ancora contenuto così come le loro dimensioni. Questi i principali risultati della terza edizione del report dell’Osservatorio Open Innovative Pmi, realizzato da Grant Thornton in collaborazione con l’Università di Pisa, secondo il quale nell’ultimo anno il numero di Pmi innovative è aumentato del 38% mentre la crescita media del loro fatturato è stata del 50,82%. “Ad oggi il numero delle Pmi innovative è di oltre 1.200 unità ma la stima del bacino potenziale fatta dal Mise un paio di anni fa parlava di 19.000 imprese”, fa notare l’head of tax di Grant Thornton Alessandro Dragonetti spiegando che questo risultato “non può definirsi propriamente un insuccesso perché comunque le iscrizioni sono in aumento, ma sicuramente c’è un tema di scarsa conoscenza dei vantaggi che l’iscrizione a questo registro può comportare”. In continuità col 2018, “il 55% delle società monitorate rileva un valore della produzione inferiore al milione di euro e tre Pmi innovative su quattro possono qualificarsi come micro-imprese, avendo un valore della produzione inferiore ai 2 milioni di euro”, continua lo studio.

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