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ALLE 10:11 DI GIOVEDì 21 NOVEMBRE 2019

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Mostre: ‘U.MANO’, arte e scienza alla Fondazione Golinelli
Percorso dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura

BOLOGNA19 novembre 2019 15:47

– Un percorso espositivo dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura, dall’esplorazione dell’interiorità dell’uomo all’aprirsi alla comprensione dell’universo che gli sta intorno. E’ ‘U.MANO – Arte e scienza: antica misura, nuova civiltà’, la nuova mostra della Fondazione Golinelli a Bologna, aperta al pubblico dal 20 novembre al 9 aprile e allestita nel Centro Arti e Scienze Golinelli, per l’occasione trasformato in un tempio classico.
Si parte da due grandi installazioni centrali: le mani chiuse, emblema della riflessione sulla propria origine e interiorità, e quelle aperte, che rappresentano invece l’esplorazione e la conoscenza del mondo circostante. C’è anche il ‘De Symmetria partium in rectis formis humanorum corporum libri’ di Albrecht Durer, un trattato sul disegno della figura umana le cui istruzioni sono state interpretate come uno dei primi algoritmi di arte generativa. E ci sono due atlanti anatomici straordinari: il ‘De humani corporis fabrica’ di Andrea Vesalio e i ‘Deux Livres de chirurgie’ di Ambroise Parè.
Nel percorso, curato da Andrea Zanotti, sono poi collocati dipinti realizzati tra ‘500 e ‘600, particolare momento storico nel quale si è registrato un cambio di passo per alcuni versi simile a quello odierno: dalla ‘Madonna col Bambino’ attribuita a Caravaggio a quella di Ludovico Carracci. Poi, un indice puntato verso il Cielo, reinterpretato da Michelangelo Pistoletto nel ‘quadro specchiante’ che ripropone la ‘Creazione di Adamo’ di Michelangelo nella contemporaneità, fino alla ricostruzione della ‘Battaglia di Anghiari’, opera perduta di Leonardo la cui informazione in rete è stata ri-materializzata dai ragazzi che frequentano i laboratori sulla mostra di Fondazione Golinelli.
L’ultimo passo nell’evoluzione della mano conduce ad un presente avveniristico, nel quale è protagonista l’arto bionico, un’opera di ingegneria avanzata realizzata dai giovani ricercatori di BionIt Labs, una delle start-up che operano nell’incubatore-acceleratore G-Factor, che hanno progettato un arto innovativo e adattabile a ogni paziente.

Su Fox arriva Stumptown, la nuova serie con Robin ScherbatskyBasata sul graphic novel di Greg Rucka e Matthew Southworth

9 novembre 201916:53

– Coraggiosa e determinata. Sicuramente con una vita disordinata. Dex Parios (Cobie Smulders), interpretata dalla Robin Scherbatsky di How I Met Your Mother, è la protagonista di Stumptown, la serie basata sull’omonima graphic novel di Greg Rucka e Matthew Southworth che andrà in onda dal 20 novembre ogni mercoledì alle 21.05 su Fox (Sky, 112).La storia segue le vicende di Dex, ex veterana dell’esercito statunitense diventata investigatrice privata nella sua città natale, Portland (Oregon) per mantenere il fratello disabile e pagare i suoi debiti di gioco. Il suo metodo investigativo tutt’altro che convenzionale la rende un bersaglio facile dei peggiori criminali in circolazione e non è di certo vista di buon occhio dalla polizia. Dex Parios conduce una vita caotica e spesso il suo modo di essere la porta a creare problemi a chiunque le stia intorno. In ogni episodio la protagonista dovrà risolvere i casi che le verranno affidati, cercando di gestire, non sempre con grandi risultati, lavoro e vita privata. Nel cast troviamo Jake Johnson (New Girl, Jurassic World), Michael Ealy (Secrets and Lies), Camryn Manheim (Ghost Whisperer), Adrian Martinez (No Activity), Tantoo Cardinal (Frontiera) e Cole Sibus.

Sylvia Plath, tormenti di una poetessaAnalisi poetica e politica di Giorgi su un’icona del XX secolo

21 novembre 201908:51

Sylvia Plath. L’altare scuro del sole  (Edizioni della Sera, pp 200, euro 17) Un’icona dall’animo tormentato, una grande poetessa ancora oggi fonte di ispirazione: si intitola “Sylvia Plath. L’altare scuro del sole”  il libro nel quale Gaia Ginevra Giorgi affronta la complessa figura della celebre autrice statunitense, nata a Boston nel 1932 e morta suicida a soli 31 anni. Con la prefazione di Roberto Coaloa, il libro offre un ritratto sfaccettato e non convenzionale della Plath: non si tratta infatti di una biografia classica, ma di un saggio che continuamente mescola le prospettive di analisi, passando dagli eventi della vita personale alle angosce, alla malattia mentale e alle frustrazioni della poetessa fino all’analisi delle opere.
Un intento ambizioso che stimola il lettore, genera domande e fa nascere suggestioni, ma più che altro una necessità chiaramente espressa dall’autrice già nell’introduzione: Giorgi infatti afferma di aver voluto seguire, nell’avvicinarsi alla vita e alla produzione letteraria della Plath, un duplice approccio, “uno poetico e uno politico”.
I due livelli di analisi sono in un certo senso “dovuti”, considerata la complessità di una figura come quella della poetessa così piena di sfumature e forse ancora mai compresa del tutto. Ecco allora che il libro nei 3 densi capitoli “procede per fotogrammi, zoom tematici, incursioni e continui ribaltamenti di prospettiva”: nell’inquadrare anche storicamente la Plath, l’autrice non può non considerare quanto la poetessa, le cui angosce sono perennemente riflesse in ogni suo scritto, manifestasse “un disagio di genere, un disagio sociale legato al sistema fortemente binario della società americana del secondo dopoguerra, che la voleva corpo femminile, normativo e convenzionalmente sottomesso”. Difficile, ed emozionante, anche l’analisi della produzione poetica, in cui Plath evidenzia un talento folgorante e un’ispirazione dolorosa e purissima: come scrive Giorgi, “c’è qualcosa nei suoi componimenti che resta alieno, misterioso e ineffabile, qualcosa che si svincola di continuo dalle gabbie ideologiche, le categorie estetiche e le etichette commerciali”.

Festival: Quartieri di vita da Pina Bausch al teatro sociale22 novembre il via al Madre. 12 compagnie, direttore Cappuccio

NAPOLI19 novembre 201916:56

– Dall’omaggio a Pina Bausch , al teatro sociale: torna da novembre a marzo ‘Quartieri di vita’, il festival diretto da Ruggero Cappuccio, realizzato con il sostegno della Regione Campania dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano. La rassegna, puntando sulla formazione, si propone di sostenere le realtà teatrali che da anni orientano il proprio lavoro a supporto delle fasce deboli.
Al via dal 22 novembre, fino al 6 gennaio, con ‘Ensembles’ videoinstallazione al Madre (presidente della Fondazione Donnaregina, Laura Valente) sul Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, a dieci anni dalla scomparsa Dal 20 dicembre al 5 gennaio per i visitatori mini-workshop condotti dalla coreografa Marigia Maggipinto. Il 14 e il 15 dicembre debutto assoluto al Teatro San Ferdinando di Napoli di ‘Another round for five’ di Cristiana Morganti (progetti con Goethe-Institut di Napoli e Ministero Federale degli Affari Esteri -Berlino).

Moda: Jennifer Lopez è il nuovo volto di CoachLa diva sarà protagonista delle campagne dalla S/S 2020

9 novembre 201917:08

– Jennifer Lopez sarà il nuovo volto globale di Coach. La sua collaborazione con il marchio di accessori di lusso statunitense includerà la partecipazione della diva a campagne pubblicitarie globali di pret-à-porter e accessori, a partire dalla stagione primavera/estate 2020.
JLo, una star che ha costruito la sua carriera e ridefinito gli standard del settore attraverso un percorso personale, ha basato il suo successo sulle sue radici newyorkesi, come il brand, che è stato fondato proprio nella Grande Mela nel 1941.
“Sono così entusiasta di questa collaborazione con Coach – ha commentato Jennifer Lopez -. È un marchio senza tempo di cui sono sempre stata fan e la prossima collezione parla davvero del mio stile personale, un mix tra uptown e downtown”.

Fellini, Lercio e Degrado Postmezzadrile a BiumorBiennale Umorismo Tolentino si occupa di “Odio”

TOLENTINO (MACERATA)19 novembre 201919:25

– Una mostra su Federico Fellini e la premiazione di alcuni dei maggiori gruppi di satira contemporanea come Degrado Postmezzadrile, premio Accademia Teatro; lercio.it, premio Accademia Social; il Terzo Segreto di Satira, premio Accademia Video, oltre a Iginio Straffi, il papà delle Winx, premio alla carriera come patron della Rainbow. Sono alcuni dei primi appuntamenti di Biumor, Biennale dell’Umorismo di Tolentino, organizzata da Popsophia e dal Comune, che si tiene nella città marchigiana dal 20 al 23 novembre. “L’odio” è il tema dell’edizione 2019, di calzante attualità in epoca di haters, buonismo e social. L’odio è il tema declinato in tutte le sue sfaccettature dai 239 autori in concorso, provenienti da 46 nazioni, in 620 opere. I vincitori saranno annunciati nella serata del 21, animata dai gruppi satirici. Tre le mostre: una sulle opere in concorso, una su Fellini, protagonista della Biennale nel 1991 e una su Norberto Bobbio. Tra gli ospiti Carlo Massarini e Pietro Sansonetti.

Arte: base originale per statue tornate in Duomo OrvietoUn convegno dedicato a opere ricollocate dopo 122 anni

ORVIETO19 novembre 201919:49

– Poggiano sui basamenti originali le monumentali 12 statue degli Apostoli e quelle dei quattro Santi protettori che hanno fatto ritorno nel Duomo di Orvieto dopo 122 anni. Anticipate da quelle dell’Angelo annunciante e della Vergine, realizzate da Francesco Mochi. Un intervento illustrato oggi pomeriggio nel corso di un incontro nella stessa cattedrale.
Le statue sono state realizzate da vari artisti tra la fine del 16/o secolo e l’inizio del 18/o e la loro presenza in Duomo costituisce – è stato spiegato – un chiaro richiamo all’Ecumenismo. Trovano posto ai piedi delle colonne che presentano le iconiche fasce alternate di travertino e basalto.
Il progetto di riposizionamento delle statue è stato coordinato dall’Opera del Duomo, presieduta da Gianfelice Bellesini che ha guidato il convegno al quale ha presto parte anche il vescovo, monsignor Benedetto Tuzia, il professor Antonio Paolucci, il sindaco Roberta Tardani e la soprintendente alle Belle arti dell’Umbria, Marica Mercalli.
All’interno del duomo molto fedeli e cittadini orvietani per ammirare da vicino il nuovo allestimento.

X Factor, anteprima inediti tra emozioni e sogniConcorrenti presentano loro canzoni nel loft del programma

RUGHERIO (MONZA)19 novembre 201920:34

Un brano frutto delle loro esperienze e desideri, che gli aderisca addosso come un vestito: è quanto hanno espresso i concorrenti di ‘X Factor’, nel raccontare in anteprima i loro inediti, in attesa del quinto live, in diretta su Sky Uno giovedì sera. Sguardo da sognatore, sorriso gentile e un universo di emozioni da raccontare, Eugenio Campagna porta Cornflakes, una canzone d’amore scritta da lui, che racchiude quel che voleva dire da tempo e “finalmente è uscito fuori”. Una rivalsa per chi ha cercato il suo equilibrio è stato il senso dato da Giordana Petralia alla sua “Chasing Paper”, scritta da Sia Furler, Pineapple Lasagne e Samuel Ronald Dixon.”Far aprire alle persone quei cassetti che la gente normalmente non aprirebbe” è la mission di “Enfasi”, della ‘Sierra’, il duo formato da Giacomo Ciavoni e Massimo Gaetano, che già alle audition aveva presentato il brano che ora però è stato rielaborato. Sonorità internazionali, e moderne di chi ha “già un disco pubblicato ma che cresciuto nella vecchia scuola ora si sente cambiato e pronto a dire la sua”, è come Nicola Cavallaro ha descritto con determinazione la sua “Like I Could”, scritta da Tom Walker, Jon Green e Jordan Riley. Un amore impossibile per una donna “irraggiungibile a cui però solo lui può dare quel tipo di sentimento”, canta invece Davide Rossi con ‘Glum’, con la voce potente e le mani che scorrono sul pianoforte.Parla di un amore ancora sconosciuto e di come lei lo vorrebbe vivere Sofia Tornabene, un concentrato di energia che si sprigiona con la prima nota di “A domani per sempre”, la prima canzone scritta “completamente da sola. Infine, pieno di energia, uno tsunami di strumenti e ritmo, ecco “Elefante” dei ‘Booda’, “un bambino nato totalmente nel loft di X Factor”, che narra della giungla urbana e dei vari animali che abitano in noi”.

Fossati, Mina una gioia ma non parlatele di passatoEsce album inediti. Pani, sono uguali, conta emozione

20 novembre 201909:40

Entrambi non amano i cambi di tono e questa è stata l’unica difficoltà da superare. Lo dice Massimiliano Pani, figlio e produttore di Mina (”è l’unico mandato che mi hanno dato…”) e lo conferma Ivano Fossati. Il 22 novembre, dopo 2 anni di lavoro, esce Mina Fossati un disco di cui i due protagonisti della musica italiana, da tempo, per scelta, lontani dalla ribalta, avevano parlato per la prima volta nel 1996. “Poi qualcosa nell’ambito delle case discografiche non andò per il verso giusto – ha raccontato Ivano Fossati – Quando un paio di anni fa ho scoperto che Mina ancora pensava a questa idea confesso che mi ha spiazzato un po’, ho avuto qualche esitazione, poi sono tornato a casa, ho raccontato la cosa a mia moglie e lei mi ha risposto ‘se dici no a Mina chiedo il divorzio’: ma è stata una eccezione, lavorare con lei è una gioia che non mi sarei mai negato, nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina”. Fossati aveva deciso di ‘staccare da quella routine’ che lo aveva coinvolto per 42 anni, 8 anni fa (‘disco , tournée intervista, e poi di nuovo da capo’) e, ha ribadito, non cambierà idea. Undici inediti, prodotto da Massimiliano Pani per Pdu e Il Volatore e distribuito da Legacy-Sony Music, Mina Fossati è stato presentato in anteprima alla stampa (e fatto ascoltare attraverso le cuffie) ieri sera nella Sala Puccini del Conservatorio Giuseppe Verdi, nell’ambito della Milano Music Week 2019. “Lavorare con quelli veramente bravi è più facile perché non hanno frenesie artistiche, fragilità, debolezze, sanno quello che sanno fare e lo fanno al meglio – ha detto Massimiliano Pani -, loro due poi cantano in maniera simile e per entrambi conta l’emozione, non la performance tecnica, vogliono arrivare a dare un cazzotto nella pancia”. “Ivano era un po’ titubante all’inizio, poi ha cominciato a mandare pezzi e ogni volta arrivava una sorpresa – ha aggiunto Pani – Ha avuto una vena compositiva straordinaria, non credo ci sia nessuno che scriva così, è un gigante”. A proposito della madre ha confessato invece di continuare a stupirsi ed emozionarsi ogni volta che lavora con lei. “La sua forza è nel capire cosa serve al pezzo -ha detto- arriva in sala che già sa cosa deve fare”. “Questo non è un disco celebrativo, non è un monumento ai caduti – ha aggiunto – ma credo che in questo momento non c’e’ nulla del genere così in giro, può piacere o non piacere, ma è un disco che fa da riferimento”. Un disco tra blues-rock e ballad dirette e toccanti, con le voci dei due interpreti accompagnate da pianoforte e orchestra d’archi, ma anche ripercussioni latine. “Bisogna forse avere una idea diversa di quello che è Mina – ha spiegato Fossati passeggiando sul palco del Conservatorio in una sala strapiena – pensiamo che lei sia una grandissima cantante e invece è una grandissima musicista, dietro ad ogni parola che canta, a ogni nota c’e’ un pensiero, il suo pensiero che si fa suono, lei poi non ascolta la musica la scannerizza”. “Quando ho cominciato a scrivere per lei ho visto che le idee fluivano – ha aggiunto- Ci conosciamo da anni e so che le sue scelte a volte sono spiazzanti, ma lei è sempre un chilometro avanti o di lato”. Un’artista appassionata e che vuole vivere nel presente guardando al futuro: “Con lei non si deve accennare all’argomento passato – ha aggiunto – Se si parla di passato, si rischia di vederla chiudersi, se invece si parla di progetti, del domani si trasforma in una valanga di idee”. Sull’importanza di concentrarsi sul qui e nel presente parla il disco, raccontando di sentimenti, e di amore. “Chissà perché mi considerano un esperto in materia e invece non ci ho mai capito nulla – scherza Fossati- Di sicuro le donne le ho sempre ascoltate, tutte”.

Handke e l’ape de ‘La ladra di frutta’Esce il nuovo romanzo per Guanda

21 novembre 201908:51

PETER HANDKE, LA LADRA DI FRUTTA (GUANDA, PP 426, EURO 20,00). Parte da una puntura d’ape, la prima dell’anno, l’esplorazione che compie Peter Handke nel suo nuovo libro ‘La ladra di frutta’, in libreria il 21 novembre per Guanda nella traduzione di Alessandra Iadicicco.
‘Ultimo epos’ come ne parla il Premio Nobel per la Letteratura 2019, questo romanzo si apre con un’immagine luminosa, di libertà. Lo scrittore, che nel 2014 aveva auspicato l’abolizione del prestigioso riconoscimento dell’Accademia svedese, ci porta a un giorno di mezza estate, quando con piacere si cammina a piedi nudi nell’erba e la puntura di un ape diventa un segno. “La puntura mi dava il segnale…di partenza. E’ tempo che tu ti metta in cammino. Strappati via dal giardino e da questa contrada. Vattene. L’ora di partire è arrivata” scrive Handke, anche sceneggiatore di ‘Falso movimento’ e de ‘Il cielo sopra Berlino’ dell’amico Wim Wenders . Lasciati i volumi che stava leggendo, i taccuini e diari, per il narratore è il momento di salutare la “baia di nessuno”, la casa nei pressi di Parigi, per mettersi in cammino verso il Vexin, in Piccardia, ripercorrendo l’itinerario compiuto, in un tempo indefinito, dalla ladra di frutta. “Con un bagaglio evidentemente pesante, camminava veloce, con passi ora decisi, ora esitanti, come se giocasse il gioco dell’inferno e paradiso” scrive Handke che da 25 anni almeno vive in Francia, a Chaville, sul limitare di un bosco, vicino a Parigi, dove risiede la figlia Amina.
Nelle 426 pagine del libro ci confrontiamo continuamente con la presenza reale e immaginaria di questa figura che in un gioco di specchi finisce per confondersi e sovrapporsi con il viaggio del narratore.
Sfuggente, “afflitta dalla smania di vagare”, sempre pronta a uscire dalla strada maestra per assaporare i frutti di orti e frutteti, la ragazza sta cercando la madre, scomparsa da un anno dopo aver lasciato improvvisamente il suo posto di dirigente in banca.
Grande protagonista del romanzo è la natura, i campi di stoppie, la boscaglia, ma soprattutto il contatto con essa: “di tanto in tanto si chinava per raccogliere una spiga di grano sospinta dal vento sull’asfalto e sulla ghiaia, e se la infilava dietro l’orecchio come una sigaretta” .
Tra incontri, peripezie, folgorazioni, viene celebrato, in una grande festa che sconfina nell’immaginazione, il vagare e tutte quelle deviazioni “verso i frutteti estranei; la mossa di scartare dal percorso; lo sciamare; il prendere qualcosa e farlo suo” che regalano doni inaspettati. Così il viaggio stimolato da un ape, che non è morta dopo aver punto ma è volata via rinvigorita, la ricerca della madre della ragazza di frutta, che in qualche modo ci riporta a ‘Infelicita’ senza desideri’ in cui Handke ha raccontato il suicidio di sua madre, è profondamente fisico e meravigliosamente interiore. Handke, che è originario di Griffen, in Carinzia, dove è nato nel 1942, ne ‘La ladra di frutta’ sembra sia riuscito a seguire il soffio della poesia nei dettagli minimi, in un gioco di astrazioni, allusioni e simbolismi che sono caratteristici della sua opera.

André Aciman all’anteprima di Libri ComeIl 21 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma

20 novembre 201910:20

– Andrè Aciman sarà il protagonista, il 21 novembre, dell’Anteprima di Libri Come, la festa del libro e della lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con ‘Cercami’, il suo nuovo libro, pubblicato da Guanda.
Nel romanzo, l’autore di ‘Chiamami col tuo nome’, diventato un best seller internazionale grazie anche all’omonimo film diretto da Luca Guadagnino, torna a raccontare le vite di Elio e Oliver.
Ormai trentenne Elio in ‘Cercami’ è un pianista e docente al conservatorio di Parigi. Mentre Oliver, che ha 42 anni, è un professore universitario con due figli adolescenti. Stelio, il padre di Elio, separato dalla moglie afflitta da demenza senile, troverà un nuovo amore.
Nel corso della serata sarà annunciato anche il tema di Libri Come 2020.

Jean Luc Godard alla Fondazione PradaDal 4 dicembre materiale tecnico,mobili,libri da studio regista

0 novembre 201910:25

– “Anch’io avevo creduto per un momento che il cinema autorizzasse Orfeo a voltarsi senza far morire Euridice. Mi sono sbagliato. Orfeo dovrà pagare” dice in Histoire(s) du cinéma Jean Luc Godard, che dal 4 dicembre è alla Fondazione Prada di Milano con ‘”Le Studio d’Orphée’, un atelier, uno studio di registrazione e di montaggio, un luogo di vita e di lavoro dove il cineasta ha deciso di trasferire il materiale tecnico, utilizzato nella realizzazione dei suoi ultimi film a partire dal 2010, così come i mobili, i libri, i quadri e gli altri oggetti personali provenienti dal suo studio abitazione di Rolle in Svizzera.
All’interno de “Le Studio d’Orphée” il lungometraggio Le Livre d’image, 2018 e nove cortometraggi del regista saranno diffusi su uno schermo televisivo impiegato abitualmente da Godard come strumento di lavoro. Godard ha anche concepito “Accent-soeur”, un intervento sonoro installato all’interno dell’ascensore della Torre.

‘Alberto Sordi, un italiano come noi’. Arriva il filmUn viaggio nei luoghi più importanti della vita del più celebre attore italiano del dopoguerra

0 novembre 201912:04

Il minuto teatro settecentesco domestico, il salotto con il ritratto di Gaeleng, la sala da barbiere con le poltrone girevoli: il film Alberto Sordi, un italiano come noi le cui riprese saranno ultimate entro questa settimana, farà fare agli spettatori un tour del tutto particolare all’interno della casa del più celebre attore italiano del dopoguerra. “Era nato a Roma il 15 giugno del 1920 e l’Italia si prepara a celebrare i suoi cento anni come meglio merita questo italiano, che avrebbe dovuto persino ottenere la nomina a senatore a vita per aver “bene illustrato la Patria” – questa nomina, tuttavia, non arrivò mai”, dice Giancarlo Governi, storico collaboratore di Sordi, che ha scritto il film che sarà diretto dal figlio Silvio e avrà come guida, in scena, Sabrina Impacciatore: sarà proprio lei a portare per mano il pubblico nei luoghi più importanti della vita e dell’opera di Alberto Sordi.

Si tratta di un viaggio che parte dalla nascita e dai primi passi in Trastevere e arriva ai teatrini di varietà, alla Radio di Via Asiago dove si cimentava con i suoi celeberrimi personaggi come Il Compagnuccio della Parrocchietta, Mario Pio e il Conte Claro. Il film, che si avvarrà delle testimonianze di Ettore Scola, Furio Scarpelli, Gigi Magni, Carlo Verdone, Giovanna Ralli e altri, mostrerà le sale di doppiaggio dove Sordi dava la voce a Oliver Hardy, l’immortale compagno di Stan Laurel, illustrerà i luoghi del suo cinema e della televisione con le sue memorabili apparizioni, arrivando fino agli onori del Campidoglio dove l’allora Sindaco Francesco Rutelli gli volle cedere la fascia tricolore di “Sindaco di Roma per un giorno”, quando Sordi compì 80 anni.

Alberto Sordi, un italiano come noi, che prima di andare in onda su Raiuno sarà distribuito nelle sale, prodotto da Pierfrancesco Fiorenza per Produzione Straordinaria e con la partecipazione di Rai Cinema e il patrocinio e il sostegno della Fondazione Casa Museo di Alberto Sordi, finisce, inevitabilmente, nella sua casa romana, dove visse per più di 40 anni: un vero monumento alla sua persona e alla sua arte incommensurabile. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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A teatro, Gleijeses e Amadeus, Francini come Rame
Willy Wonka sbarca in Italia; Popolizio e “Furore” di Steinbeck

20 novembre 201912:11

– Geppy e Lorenzo Gleijeses nell'”Amadeus” di Peter Shaffer diretto da Andrei Konchalovsky ed Eros Pagni ne “La tempesta” di Shakespeare, secondo Luca De Fusco, entrambi a Roma; la prima volta in Italia per “Charlie e la fabbrica di cioccolato” dal romanzo di Roald Dahl e Chiara Francini e Alessandro Federico nel celebre “Coppia aperta, quasi spalancata” di Franca Rame e Dario Fo, tutti a Milano; Lucia Mascino nello “Smarrimento” di Lucia Calamaro tra Vicenza e Novara; e, ancora nella capitale, Massimo Popolizio con “Furore” di John Steinbeck e il “Satyricon” che Francesco Piccolo ha tratto da Petronio per Andrea De Rosa: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Terremoto: Paolucci, Basilica Norcia torni come era”Sarà restaurata e non rifatta” dice presidente Commissione

ORVIETO20 novembre 201912:15

– “La Basilica di San Benedetto a Norcia dovrà tornare come era, seppur provvista di tutte le necessarie dotazioni antisismiche”: a dirlo è stato il professor Antonio Paolucci, presidente della commissione ministeriale che si occupa del recupero della “casa” del patrono d’Europa distrutta dal sisma di tre anni fa. L’ha fatto ieri pomeriggio a Orvieto, a margine della presentazione del ritorno in Duomo delle statue degli apostoli e dei santi protettori.
“Entro dicembre, al massimo la metà di gennaio – ha spiegato Paolucci – faremo come commissione un incontro conclusivo, per poi passare al concorso internazionale per il restauro della Basilica”. Il presidente ha tenuto a sottolineare che la chiesa “dovrà essere restaurata e non rifatta”. “Perché – ha concluso – non si dovrà inventare nulla”.

Fotografia: Erwitt, McCurry e Mitidieri per diritti bambiniLe foto dei tre autori per la prima volta insieme a Bologna

BOLOGNA20 novembre 201913:34

– Il gioco, il divertimento, lo studio, la salute, ma anche i diritti negati, la povertà, lo sfruttamento, la guerra. In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dei 30 anni della Convenzione Onu, inaugura a Bologna la mostra fotografica ‘Children’, in programma all’Auditorium Enzo Biagi della biblioteca Salaborsa fino al 6 gennaio.
Promossa da Legacoop Bologna e Legacoopsociali, curata da Monica Fantini e Fabio Lazzari con foto a cura di Biba Giacchetti, la mostra presenta, per la prima volta insieme, gli scatti di Elliott Erwitt, Steve McCurry e Dario Mitidieri: tre autori profondamente diversi dal punto di vista espressivo, ma accomunati dalla volontà di testimoniare in prima persona la partecipazione emotiva alle vicende dei bambini che hanno incontrato negli angoli più remoti del mondo, “dove il diritto primario all’esistenza e quelli irrinunciabili all’uguaglianza, alla giustizia, alla libertà e alla pace, vengono calpestati nel silenzio e nell’oblio”.
Le immagini di Steve McCurry sono sempre a colori e producono un senso di stupore e di meraviglia per l’eccezionalità espressiva del momento e l’intensità degli sguardi che l’autore è riuscito a catturare. Nel caso di Dario Mitidieri, la scelta di utilizzare il bianco e nero e l’apparente normalità delle scene producono un tipo di partecipazione emotiva diversa ma ugualmente forte, rendendo in modo efficace quella che Hannah Arendt definiva “la banalità del male”. Elliott Erwitt scandisce invece nell’infanzia il tempo nel suo scorrere, nel suo farsi futuro e storia insieme. Tema prevalente di tutti gli autori è quello del gioco, spesso senza il sorriso e la spensieratezza che dovrebbero accompagnare questa attività fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle bambine e dei bambini. E al gioco si richiama anche la scenografia di Peter Bottazzi, che colloca le immagini di McCurry, Mitidieri ed Erwitt su strutture che rimandano alle giostre, ai blocchi di legno per le costruzioni e ad un abaco, simboli del diritto al divertimento, alla fantasia e all’istruzione.

Premi: al via il Luchetta 2020, bando online dal 1 dicembreA maggio a Trieste il Festival del Buon giornalismo

TRIESTE20 novembre 201914:01

– Parte simbolicamente oggi, nella Giornata Mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza la 17/a edizione del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, perché è cura, rispetto e tutela dei più piccoli che si ispira il Premio, istituito dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin nel ricordo dei primi inviati Rai uccisi in Bosnia e Somalia.
Cinque le categorie in gara, riservate a Tv news, Tv reportage, carta stampata e web per testate italiane e straniere, fotografia. Il Bando – online dal 1 dicembre – è riservato alle corrispondenze sul campo, pubblicate o trasmesse su una testata giornalistica registrata cartacea, televisiva o web. Al Premio Luchetta potranno concorrere i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi fra il 2 marzo 2019 e il 1 marzo 2020.
Il premio sarà consegnato durante ‘Link, il Festival del Buon giornalismo’ (8-10 maggio 2020 a Trieste), rassegna dedicata a incontri, dialoghi e dibattiti sull’attualità con i protagonisti della cultura e dell’informazione.

Più libri, 670 eventi da sindaca Danzica a Caino di CamilleriDa 4 a 8 dicembre alla Nuvola, festeggia 18 anni

21 novembre 201908:47

Compie 18 anni e li festeggia con oltre 520 espositori e 670 appuntamenti la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ‘Più libri più liberi’,  dedicata, nell’edizione 2019, ai Confini dell’Europa.
In cinque giorni, dal 4 all’8 dicembre, alla Nuvola dell’Eur, a Roma, saranno ospiti d’eccezione della manifestazione, di cui è ideatrice e curatrice del programma Silvia Barbagallo, la diciasettenne attivista russa Olga Misik, che sfida il regime di Putin, e la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, che sarà protagonista del giorno d’apertura con un intervento che riguarderà anche e soprattutto la sua città, simbolo della storia europea del Novecento. Nel giorno di chiusura grande omaggio ad Andrea Camilleri, che era tradizione chiudesse la manifestazione, con la presentazione per la prima volta di ‘Autodifesa di Caino’ (Sellerio), il monologo, mai andato in scena, che lo scrittore, morto il 17 luglio 2019, avrebbe dovuto portare in scena a Caracalla il 15 luglio. Ne parleranno Roberto Andò, Roberto Fabbriciani, Tomaso Montanari, Alessandra Mortelliti, Salvatore Silvano Nigro e Marino Sinibaldi. Sempre più internazionale, la fiera che è “la più grande vetrina della piccola e media editoria in Italia e in Europa, è una sfida vinta” ha sottolineato alla presentazione la presidente della manifestazione Annamaria Malato. Tra gli ospiti più attesi lo scrittore algerino, da anni residente in Francia, Yasmina Khadra, la messicana Valeria Luiselli, l’israeliano Assaf Gavron e lo statunitense Brian Selznick con ‘La quercia’ che per la prima volta raccoglie 12 poesie inedite di Walt Whitman dedicate all’amore omosessuale. Si discuterà, dopo il caso della senatrice Liliana Segre, che vive sottoscorta, de ‘Il valore della memoria’ in un incontro con Sami Modiano e lo storico dell’Olocausto Marcello Pezzetti.

Venezia: premier Armenia visita Monastero San LazzaroAssessore comunale, tesori biblioteca non hanno subito danni

VENEZIA20 novembre 201914:52

– Il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan si è recato oggi in visita al Monastero Mechitarista sull’isola di San Lazzaro degli Armeni a Venezia per constatare i danni causati dalle acque alte straordinarie della scorsa settimana. Ad accompagnarlo l’assessore comunale alla coesione sociale, Simone Venturini, il prefetto, Vittorio Zappalorto e l’arcivescovo Lévon Boghos Zékiyan. Venturini si è detto “profondamente dispiaciuto” per i danni subiti dall’isola nel suo insieme “ma sollevato nell’apprendere che i veri tesori che sono custoditi nella biblioteca e nella struttura museale e monumentale sono ben conservati e non hanno subito danni”.

Tiziano Ferro: “Accetto miracoli’ è ilmio nuovo inizio”Album prodotto da Timbaland, dal 30 maggio tour negli stadi

20 novembre 201920:57

La nuova vita a Los Angeles, l’amore, il matrimonio, l’incontro con Timbaland: in pochi anni è cambiato tutto per Tiziano Ferro e il suo nuovo album, ‘Accetto miracoli’, è lì a raccontarlo, fin dal titolo, con il suo invito a “consegnarci al nostro destino, senza forzarne l’andamento”. Ed è proprio così – racconta oggi l’artista, tra autoironia e un filo di commozione – che sono andate le cose, da quel giorno del giugno 2016 quando, tre giorni prima di ripartire da Los Angeles, ha conosciuto Victor, l’uomo che poi ha sposato, al caffé preso con Timbaland, “il mio idolo da quando avevo 16 anni”, da cui è uscito con una canzone e mezza e la proposta di un progetto più completo. “Dopo 18 anni di lavoro in una zona di conforto, per una persona come me, di provincia, con la stessa famiglia anche per un disco, è stato importante cambiare qualcosa a 40 anni, e lavorare con un guru come Timbaland – racconta – mi ha costretto a mettermi in gioco come un alunno, con tutto da perdere, a propormi da zero. Ha dovuto capire come canto, scrivo e quella piccola venatura di sana paura ha portato a una crisi creativamente importante”.Nel mettersi in discussione, Ferro ha sentito che “con la musica si può ancora giocare a 40 anni e con 20 di carriera”. Di qui “un nuovo inizio, che non so come proseguirà, ma di cui sono molto orgoglioso”. Nell’album, canzoni cui è più legato come ‘In mezzo a questo inverno’, ispirata alle perdita della nonna Margherita “ma declinata al maschile, perché volasse per conto suo” e ‘Casa a Natale” in cui canta ‘sono solo ed è sempre stato così”. “E’ il tema più complesso della mia vita, mi sono sempre sentito un outsider, fin da bambino, perché ero grasso, emarginato, non amavo il calcio e non andavo alle feste”. Quel “senso di inadeguatezza enorme” non se ne è andato nemmeno con il successo ma oggi, a quasi 40 anni, “non è che diventi felice ma inizi ad accogliere ciò che accade come parte di un copione che troverà un senso”. E impari “a non rispondere alle offese” come canta in ‘Il destino di chi visse per amare’.”Mi piace la meditazione, prendersi un minuto prima di rispondere, è faticosissimo perché la risposta ce l’ho in almeno tre lingue ed è sempre molto buona – scherza – ma non reagire ti aggiunge valore come essere umano”. Purtroppo – nota – “il bullismo non è finito a 13 anni” e viene anche da chi scrive canzoni. A chi gli chiede se si riferisca a Fedez, che lo cita in brani come ‘Tutto il contrario’, Ferro risponde ‘uno dei dai…’., ma poi si fa serio e dice: “Mi si tira in ballo e io sono ironico, finche’ si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perche’ anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo e’ un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me”. Per Ferro c’è un problema di civiltà e per questo “serve una legge contro l’odio, perche’ le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi. Anche questo e’ bullismo, non ci si deve scherzare”. Lui, che si definisce uno “scrittore pop molto guerriero”, è convinto che “fare la guerra con il pop può cambiare gli animi”. Attenzione però: “quando ti avvicini al sociale o al politico ti manca un certo tipo di credibilità, le persone vogliono un messaggio da chi deve fare qualcosa per il Paese. Io la beneficenza la faccio volentieri, ma sarebbe ora che lo facessero le istituzioni”. Vista da lontano, l’Italia “è una ruota che gira, dove si cambia idea troppo spesso per affezionarsi”.L’Italia però è anche casa, famiglia, ricordi, come il poster di Jovanotti nella camera da bambino: “era il 1987 e io avevo l’astuccio e il diario da Jovanotti e a Carnevale mi sono vestito come lui, con il chiodo rosso e il cappellino con la scritta ‘Boy'”. Oggi il suo idolo canta con lui in ‘Balla per me’: “non è un featuring, ma un duetto ed è come se cantassimo insieme da 15 anni..d’altronde – scherza – io canto con lui dal 1987″. All’album, in uscita il 22 novembre, seguirà il tour Tzn2020, dal 30 maggio negli stadi italiani e da novembre in Europa per 10 date indoor.

Musica: Ligabue a Reggio E., oltre 70mila biglietti vendutiA una settimana da apertura prevendite, concerto 12 settembre

REGGIO EMILIA20 novembre 201915:59

Sono già oltre 70mila i biglietti venduti a una settimana dall’apertura delle prevendite” per ’30 anni in un giorno’, l’evento in data unica di Luciano Ligabue in programma il 12 settembre 2020 alla Rcf Arena (Campovolo) di Reggio Emilia per festeggiare trent’anni di carriera. Lo ha dichiarato il manager di Ligabue, Claudio Maioli, ai microfoni di Rtl 102.5.
Rcf Arena è un nuovo spazio per la musica, la prima arena che nasce per lo spettacolo con una capienza di 100.000 posti e una pendenza del 5% studiata per garantire visibilità e acustica ottimali.

Le meraviglie delle corti europee al Met per NataleAnche da Italia; tra automata, strumenti scientifici, gioielli

EW YORK20 novembre 201916:59

– Come in “Hugo Cabret”, il capolavoro di Martin Scorsese sul bambino che vive in una stazione accudendo enormi orologi con l’unico cruccio di far rivivere l’automa meccanico lasciatogli dal padre che sembra nascondere il suo ultimo messaggio? O in Peter Carey e il suo romanzo Chimica delle Lacrime in cui un’anatra meccanica d’argento fa sfondo a storie d’amore impossibili. Precursori dei robot, gli automata sono al centro di “Making Marvels: scienza e splendore alle corti d’Europa” la mostra di Natale del Metropolitan Museum di New York. “Orologi, automaton, mobilia, strumenti scientifici, avori e gioielli che originariamente abitavano le Kunst Wunderkammer dei sovrani servivano per intrattenere e sorprendere” ha detto il direttore del Met, Max Hollein, davanti a un tour de force di 170 oggetti che ha coinvolto 50 istituzioni di tutto il mondo tra cui il Museo Galilei di Firenze con strumenti astronomici e meccanici e il Castello del Buonconsiglio di Trento con una fontana portatile da cui durante i banchetti spillava acqua o vino. Gli automaton avevano un ruolo nella vita di corte: spesso usati nei “drinking games” delle tavole reali. In tutte le sale della mostra video e modelli digitali ne illustrano il funzionamento creando paralleli con le meraviglie tecnologiche del nostro tempo che catturano la nostra attenzione usando gli stessi espedienti: suspense e meraviglia attraverso drammatiche trasformazioni. Tra i pezzi della mostra, aperta dal 25 novembre, molti non erano mai stati esposti negli Usa. Tutti sono destinati a lasciare il visitatore a bocca aperta come gli arredi d’argento del Tesoro Esterhazy, il più grande diamante verde del mondo nella sua montatura originale da ornamento per cappello (il “Dresden Green” in onore del quale l’Empire State Building questa settimana si e’ illuminato di verde) e la ricostruzione moderna di un robot-giocatore di scacchi della fine del Settecento detto “il Turco” mise ko Napoleone.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: Fenice riapre, il 24 novembre in scena il Don Carlo
Dopo verifiche impianti antincendio dato ok ripresa attività

VENEZIA20 novembre 201917:09

– La Fenice ce l’ha fatta, e dopo i danni patiti nell’eccezionale acqua alta del 12 novembre, potrà riprende l’attività, mettendo in scena il ‘Don Carlo’ di Verdi domenica 24. I vigili del fuoco hanno effettuato il sopralluogo, verificando il funzionamento degli impianti antincendio, e constatata la sicurezza del teatro hanno dato parere favorevole al proseguo delle attività. “Un grazie di cuore” è stato rivolto dalla Fondazione teatro la Fenice a quanti hanno lavorato in questi giorni per rimettere in piedi il teatro.

Camilleri inedito, esce ‘Autodifesa di Caino’In libreria postumo per Sellerio il 21 novembre

20 novembre 201917:12

– L’inedito ‘Autodifesa di Caino’ , il monologo che Andrea Camilleri avrebbe dovuto interpretare lo scorso 15 luglio alle Terme di Caracalla, attesissimo dal pubblico e fortemente voluto dallo scrittore, è diventato ora un libro che esce il 21 novembre per Sellerio. E’ il primo volume postumo dello scrittore, morto il 17 luglio 2019, che la casa editrice pubblica “con grande commozione e rimpianto”.
‘Autodifesa di Caino’ che Camilleri aveva completato e per il quale aveva immaginato tutto: la scena e gli intermezzi musicali, i filmati da proiettare sullo schermo, i testi da interpretare di persona e quelli da far recitare, avrebbe segnato il ritorno di Camilleri sul palcoscenico dopo Tiresia. “Torno a teatro perché sono un contastorie. In fondo non sono mai stato altro” aveva spiegato il creatore del commissario Montalbano in un’intervista pubblicata nel giugno 2019. Il libro sarà presentato per la prima volta l’8 dicembre alle 19.00 a ‘Più libri pù liberi’, alla Nuvola di Roma, evento conclusivo della fiera della piccola e media editoria che era diventato tradizione fosse chiusa da Camilleri.
Testo potente, profondo, lo scritto su Caino risponde alle incessanti domande sul bene e il male. “Sapete qual è stato il mio vero errore? Quello di non essermi mai difeso, di non avere mai esposto le mie ragioni. Ma ora basta! Questa sera ho deciso di pronunciare la mia autodifesa, immaginando che davanti a me ci sia un’aula di tribunale e che voi, se vorrete ascoltarmi, siate i giurati” dice il primo assassino della storia.
Caino, l’emblema stesso del Male, è chiamato a giudizio ma Camilleri vuole che siano i lettori ad emettere il verdetto, i testimoni a carico sono tanti, ma non mancano quelli che Caino può convocare a suo sostegno.
“Ho finito. Non voglio che pronunciate il vostro verdetto ora.
Riflettete su quanto vi ho raccontato questa sera e poi decidete da voi. Secondo coscienza” .

Bocelli candidato ai Grammy e anche il trio dei produttori MeduzaNella cinquina con Streisand, Bublè, Costello, Legend

20 novembre 201919:23

Andrea Bocelli è candidato nelle nomination ai Grammy 2020. L’artista con il suo album “Sì” (Sugar) è stato candidato nella cinquina dei “Best Traditional Pop Vocal Album” in compagnia di Barbara Streisand, Michael Bublé, Elvis Costello & The Imposters, John Legend.
Bocelli, che è contemporaneamente il n.1 della classifica Usa e Uk, segna così un traguardo mai raggiunto prima da un artista italiano.
Una candidatura importante , la sesta nella sua carriera. “Ho appena ricevuto l’annuncio della nomination – ha commentato Bocelli – E’ una notizia fantastica che ancora una volta testimonia il grande affetto e la stima che l’America mi riserva da più di 20 anni, ma è anche un’occasione fantastica per ringraziare tutti i miei sostenitori e chi ha creduto in me fin dall’inizio. Un avvenimento importante più unico che raro.  Voglio anche ringraziare la Recording Academy e tutti coloro che, come la Sugar, hanno lavorato a questo progetto incredibile”.E in nomination anche, con un singolo di debutto tra i più grandi successi internazionali del 2019, Meduza (feat. Goodboys) il trio di produttori italiani, nella categoria Best dance recording con il brano Piece of Your Heart . Meduza sono l’iconica firma sonora dietro alla hit mondiale multi-platino Piece Of Your Heart che ha registrato un record di streaming – 600 milioni di stream e certificazioni in 21 paesi, 10 dischi d’oro, 5 di platino (2 due quali in Italia), 4 doppio platino, 1 triplo platino e un diamante.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gallerie Accademia, nuovi spazi per accoglienza
Rinnovati design e allestimento

ENEZIA20 novembre 201917:28

– Da oggi le Gallerie dell’Accademia di Venezia si dotano di spazi di accoglienza rinnovati nel design e nell’allestimento e adeguati agli standard europei, di un nuovo bookshop con un progetto editoriale e di una linea di merchandising, oltre a percorsi personalizzati e tour virtuali in base all’età e agli interessi, che saranno messi a disposizione dei visitatori. Tra i primi ad aver concluso – secondi tra i musei autonomi statali dopo la Gnam di Roma – i lavori di affidamento di servizi di biglietteria, bookshop e assistenza alla visita, assegnati lo scorso 28 agosto all’ati composta da Opera Laboratori Fiorentini, Tosc Ticketone, Civita Tre Venezie, Marsilio Editori, le Gallerie hanno trasformato il grande atrio d’ingresso non solo in uno spazio funzionale a una migliore gestione dei flussi, ma anche in un punto di accoglienza e informazione. La nuova linea di merchandising, realizzata secondo modalità ecosostenibili e plastic free, vuole sottolineare il nesso tra la collezione permanente, il contesto di riferimento veneziano e i gadget, oggetti e souvenir proposti. Parallelamente, le Gallerie stanno mettendo a punto, grazie all’esperienza di Marsilio, da anni impegnata nella pubblicazione di cataloghi e volumi monografici sui più grandi artisti italiani e stranieri, un nuovo progetto editoriale che accompagni il visitatore all’interno dell’ampio percorso. E’ prevista la pubblicazione di nuove guide del Museo, oltre a prodotti editoriali dedicati all’intera collezione e ai suoi restauri, e piccoli cataloghi monografici su particolari nuclei di opere.

Musica: Teresa Iervolino a Palazzo Donn’AnnaLa cantante lirica rende omaggio ai grandi classici napoletani

APOLI20 novembre 201917:44

– Teresa Iervolino, mezzosoprano appena applaudita nell’Ermione di Rossini al San Carlo, è la protagonista del prossimo progetto speciale della Fondazione Pietà de’ Turchini. L’interprete presenterà a Napoli, in prima assoluta sabato 23 novembre (ore 19), nel Teatro della Fondazione Culturale Ezio De Felice a Palazzo Donn’Anna, il concerto “Jate sospiri mieje” prodotto dall’Associazione Talenti Vulcanici. Un programma musicale, pensato a quattro mani con il musicologo Paologiovanni Maione, in cui l’artista presenterà un recital di canzoni napoletane quale autentico tributo alla sua terra di elezione. Si va da “Marechiaro” (di Francesco Paolo Tosti e Salvatore Di Giacomo), a “Fenesta Vascia” (musicata da Guglielmo Cottrau), “La Danza” (di Gioacchino Rossini) e così via fino a “Me voglio fa ‘na casa” di Gaetano Donizetti, “Santa Lucia luntana” di E.A. Mario, “Miezz o’ grano” (di Edoardo Nicolardi ed Evemero Nardella), solo per fare qualche esempio.
Sarà accompagnata da l’Ensemble Scherza l’Alma.

Teatro: Aldo Fabrizi e Sora Lella, piece su due icone di RomaAl teatro Due a gennaio L’acqua e la farina

20 novembre 201917:45

– Erano due icone di Roma, due attori celebri, e pure fratello e sorella. E li accomunava anche la passione per la cucina, naturalmente romanesca. Eppure, Aldo Fabrizi e sua sorella Elena (meglio nota come Sora Lella) non hanno mai lavorato insieme, hanno avuto carriere completamente diverse. Lui, attore di teatro brillante, poi di film come “Roma città aperta” e “Guardie e ladri” con Totò, oltre che di irresistibili scenette in tv. Lei, titolare col marito di una trattoria verace sull’Isola tiberina, poi star della radio privata di Claudio Villa, infine irresistibile caratterista dei film di Carlo Verdone.
Ma quale era il rapporto fra Aldo e Lella? Prova a raccontarlo “L’acqua e la farina”, una piece teatrale di Mary Ferrara, Antonio Nobili e Alessio Chiodini, che debutterà il 29 gennaio prossimo al Teatro Due di Roma. La data non è casuale: l’anno prossimo saranno trent’anni dalla morte di Aldo Fabrizi, mentre nel 2019 cadono i 60 anni del ristorante della Sora Lella (morta nel 1993). Il locale è portato avanti oggi dai figli di suo figlio, i quattro fratelli Trabalza, vincitori di recente di una puntata del reality Quattro Ristoranti di Alessandro borghese.
Nel cast, anche uno dei nipoti-ristoratori della fondatrice, Mauro Trabalza, che recita se stesso. Nella trama, un giovane giornalista americano arriva a Roma per girare un documentario sulla città, e va a mangiare al ristorante sull’Isola tiberina.
Qui, misteriosamente si materializzano i fantasmi della Sora Lella e di Aldo Fabrizi, che però non sanno di essere fantasmi, e cominciano a interagire coi presenti come se nulla fosse…
“Abbiamo cercato di evitare il facile macchiettismo -, racconta Mary Ferrara, che interpreta Lella, mentre Antonio Nobili è Aldo, Alessio Chiodini il giornalista americano e Sara Morassut una cameriera -. Volevamo raccontare chi erano davvero questi due attori e il rapporto che c’era fra di loro. Hanno raccontato che c’erano delle ruggini fra di loro, ma non è vero.
Si volevano un gran bene, litigavano soltanto sul come fare l’amatriciana”.

“Thank you for the dance”, esce Leonard Cohen postumoIl figlio Adam completa nove brani, uno dedicato a Marianne

NEW YORK20 novembre 201919:39

Leonard Cohen fece uscire il suo ultimo album “You want it darker” nell’ottobre 2016, 19 giorni prima di morire. Suo figlio Adam ha completato alcuni brani inediti registrati in quelle sessioni e non utilizzati. “Thanks for the dance”, il nuovo album postumo del musicista e poeta canadese, uscira’ venerdì prossimo. Nove canzoni a base di sesso, morte, fede, politica, economia, Cristo e Karl Marx. Tra le piu’ elegiache, “Moving on”, e’ un tributo alla ex amante e musa Marianne Ihlen: Leonard registro’ la parte vocale alla fine di maggio 2016, subito dopo aver appreso che Marianne era morta. “Happens to the Heart”, un altro brano, segue la tradizione di Cohen di inserire in un momento romantico banalità di tutti i giorni (“There was a mist of summer kisses/Where I tried to double-park”), mentre nel sensuale “Night of Santiago” ispirato a Garcia Lorca un uomo anziano evoca una antica passione.Come in “Blackstar” di David Bowie, uscito due giorni prima della morte del Duca Bianco, Cohen era chiaramente consapevole che non gli restava molto da vivere. Con Adam, in quelle ultime settimane, aveva parlato di completare le canzoni: “Quali strumentazioni usare, quali sentimenti avrebbe voluto evocare nel lavoro finito”, ha detto al New York Times Adam secondo cui i nove brani di “Thanks for the Dance” non sono “canzoni di scarto o lati B”. A quel punto Leonard Cohen stava davvero male: vittima della leucemia e di dolori alla spina dorsale, la decisione di far produrre a Adam “You want it darker” era stata presa in parte “per non avere estranei nella stanza”. E tuttavia quasi sempre, anche in momenti di acute sofferenze, anche se costretto in una sedia a rotelle, Leonard “trovava spesso la forza di indossare un vestito e un fedora”. Dopo la morte del padre a 82 anni in seguito a una caduta notturna a Los Angeles, Adam non se l’era sentita di ascoltare i brani non finiti. Ci sono voluti sette mesi per trovare “il pizzico di coraggio” necessario per aprire le registrazioni.Per realizzare “Thank you for the dance”, Adam si e’ fatto aiutare da amici e ammiratori del padre tra cui Beck, Daniel Lanois, Bryce Dessner, Damien Rice, Jennifer Warnes, Leslie Feist e Javier Mas, lo storico bandmate, arrivato apposta da Barcellona per suonare la chitarra di Leonard.

Libri: ‘Non solo Gutturnio’, 60 storie di vino ed emozioniVenerdì a Piacenza i racconti del giornalista Giorgio Lambri

PIACENZA20 novembre 201918:19

– Si intitola ‘Non solo Gutturnio’ (Tep Editrice) il libro del capocronista di Libertà da Piacenza Giorgio Lambri, che sarà presentato venerdì pomeriggio (ore 18,30) nella sala dei Teatini a Piacenza. “Non è una guida enologica – chiarisce l’autore – ma una sessantina di racconti piacentini del vino dove trovano posto più emozioni che retrogusti, più storie che tannini”. Un viaggio nel territorio: dalla Valtidone alla Valdarda, dalla Valnure alla Valtrebbia, dalla Val Luretta alla Val Chiavenna.
Quasi 300 pagine divise in quattro sezioni: vini rossi, bianchi e rosé, spumanti e passiti. Tra grandi aziende di tradizione, cantine sociali e piccoli produttori.
A raccontarsi sono una sessantina di bottiglie che svelano altrettante aziende. Ognuna di esse è corredata, oltre che da una scheda tecnica, da un abbinamento gastronomico del territorio, cioè piatti preparati da ristoranti che se non sono proprio a km zero saranno al massimo a “km cinque dalla cantina”.
Vicino al completamento del corso di terzo livello per sommelier Ais, l’autore di ‘Non solo Gutturnio’ confessa: “Se devo descrivere i ‘muscoli’ potenti e capaci di andare dritti al bersaglio di un rosso di corpo, preferisco accostarli a un sinistro chirurgico di Gigi Riva o ai do di petto di Pavarotti nella Figlia del Reggimento”.
La copertina di ‘Non solo Gutturnio’ è stata realizzata da Federico Arcuri, mentre le fotografie sono di Serena Groppelli e Sergio Ferri (Effetre Fotostudio), e di Massimo Bersani.

Rivoluzione e bellezza al festival Pazza ideaA Cagliari dal 21 al 24 novembre

0 novembre 201921:07

Sarà dedicata a Bellezza e Rivoluzione l’ottava edizione di ‘Pazza idea’ il festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale che si apre il 21 novembre a Cagliari e vedrà tra gli ospiti, fino al 24 novembre, Emanuele Trevi, lo stilista Antonio Marras, la giovane filosofa Ilaria Gaspari, Bobo Rondelli, Frankie Hi NG, Giovanni De Mauro, Giuseppe Lupo, Benedetta Barzini, Francesca Mannocchi, Luca Scarlini e Pierluigi Vaccaneo. A condurre gli incontri saranno Yari Selvetella e Stefano Salis.
Doppia inaugurazione con il focus ‘Fotografa e Rivoluzionaria’, una retrospettiva sulla fotografa Tina Modotti, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite .
Grande spazio all’arte anche con la mostra ‘Temperature’ , raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti.
“Cercheremo di esplorare la complessità del reale e del possibile attraverso il nostro consueto approccio multidisciplinare: incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il fitto mosaico di Pazza Idea” spiega la nota di presentazione. ‘Pazza Idea’ rinnova quest’anno anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

Joan Collins protagonista campagna Natale ValentinoAttrice 86 anni regina del party in rosso dello stilista

0 novembre 201918:52

– Joan Collins, 86 anni, è la protagonista della nuova campagna natalizia di Valentino che prevede un video. La regista Barbara Anastacio ha girato il filmato a Londra il 23 ottobre con un cast di modelle e modelli che fingevano di trovarsi in un party durante le vacanze. Mentre gli amici festeggiavano il Natale a tavola venivano interrotti da un suono alla porta d’ingresso. E’ Joan Collins vestita di rosso, versione Babba Natale, che è venuta a portare i regali!

Tiziano Ferro contro Fedez per bullismo. Lui si scusa e rilancia: ‘Facciamo qualcosa insieme’Il cantante di ‘Sere Nere’: “Non si scherza su sessualità, può mettere adolescente a disagio”

0 novembre 201919:57

”Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me”: lo ha detto Tiziano Ferro, parlando non troppo velatamente di Fedez, che in “Tutto il contrario”, brano datato 2011, faceva ironia sulla sessualità del cantante. Ferro ha parlato durante la conferenza di presentazione del suo nuovo album “Accetto miracoli” e poi sottolineato che “serve una legge contro l’odio, perché le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi”. Per l’artista di Latina “anche questo è bullismo, non ci si deve scherzare”.Un po’ stupito per essere stato citato da Tiziano Ferro per una canzone di qualche anno fa dove faceva allusione alla sua sessualità, Fedez si scusa in una Instagram Stories e rilancia, invitando il rapper di Latina a fare qualcosa insieme contro il bullismo e l’omofobia. Per quanto riguarda ‘Tutto il contrario’, del 2011, dove parlava dell’outing di Ferro, “questo testo – dice Fedez – l’ho scritto che avevo 19 anni, quando ancora non avevo un casa discografica e un pubblico. Questa canzone mi ha lanciato ed è stata la mia prima canzone famosa. Mi fa strano rendere conto di una cosa che ho scritto tanti anni fa. A quell’età si hanno delle esperienze diverse e ci si esprime con toni diversi”.”Penso, negli anni, di aver dimostrato che io e l’omofobia – sottolinea – viaggiamo in parallelo e non ci incontriamo. Basti pensare a quello che ho fatto con Mika, e da solo, contro il bullismo e l’omofobia”. E poi le scuse e una proposta: “Non ho mai pensato che quella canzone potesse aver offeso Tiziano. Ora che lo so mi sento di dire che non avevo intenzione di offendere. Mi dispiace e sono sicuro che sul tema omofobia e bullismo sia io che Tiziano possiamo trovarci d’accordo e fare tante belle cose insieme. Cerchiamo di rendere costruttiva questa cosa, vorrei rilanciare: qualora Tiziano avesse voglia di fare qualcosa che possa sensibilizzare le persone, mi trova a completa disposizione, facciamo qualcosa di bello per una volta”.

Cinema: i monaci guerrieri di Faith in concorso all’IdfaDocu-film regia di Valentina Pedicini a festival documentari

20 novembre 201921:18

– Faith è il nuovo film documentario di Valentina Pedicini e sarà l’unico italiano in Concorso al Festival di documentari Idfa di Amsterdam dove verrà presentato il prossimo 22 novembre.
La regista ha vissuto per lunghi mesi al fianco dei Monaci Guerrieri, ex campioni di arti marziali, che da vent’anni si preparano a combattere per il bene, tra preghiere notturne e allenamenti massacranti. Ha condiviso la quotidianità di questa comunità di monaci cristiani che vive in un monastero isolato tra le colline italiane, praticando le discipline orientali.
Cosa si è disposti a perdere per vincere in nome della fede? Faith è un viaggio poetico ed emotivo in un mondo sconosciuto, un film che indaga le motivazioni di una scelta radicale, le ragioni della devozione.
“Faith è nato con l’intento di essere per lo spettatore un’esperienza visiva ed emotiva nella vita e nella psiche dei Monaci – spiega la regista – Per ottenere questo risultato “immersivo” è stato fondamentale vivere accanto a loro e accettare alcune rigide leggi che regolano il loro universo. La troupe di Faith ha dovuto nei lunghi mesi trascorsi in monastero, tra le altre regole, vestire rigorosamente di bianco e utilizzare abiti e scarpe apposite per non contaminare il monastero con impurità provenienti dal mondo esterno. I monaci hanno fatto una scelta di vita ‘monocromatica’. Girare in bianco e nero, ci è sembrata la scelta più coerente e rigorosa per guardare questo universo, esclusivo ed escludente, misterioso e misterico, bianco e pieno di ombre come attraverso gli occhi dei protagonisti”. Faith è una produzione Stemal Entertainment con Rai Cinema, con il contributo di Dg Cinema e Audivisivo – MIbact con la partecipazione dell’Idm Sudtirol – Alto Adige, prodotto da Donatella Palermo (Nomination agli Oscar e Orso d’Oro con Fuocoammare, Orso d’Oro con Cesare deve morire dei fratelli Taviani).

“Una serata di stelle per il Bambino Gesù”Grande festa per i 150 dell’istituto nell’Aula Paolo VI del Vaticano

0 novembre 201922:49

“Una serata di stelle per il Bambino Gesù” il grande evento Rai condotto da Amadeus, una serata di beneficenza dedicata all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù in occasione della celebrazione dei suoi 150 anni, presso l’Aula Paolo VI del Vaticano

L’inedita Autodifesa di Caino di CamilleriEsce per Sellerio il primo libro postumo dello scrittore (2)

21 novembre 201908:44

ANDREA CAMILLERI (SELLERIO, PP 96, EURO 8). L’altra faccia di Caino, il primo assassino della storia umana. Ce la mostra Andrea Camilleri nelL’inedito monologo che avrebbe dovuto interpretare lo scorso 15 luglio alle Terme di Caracalla. E’ ‘Autodifesa di Caino’, attesissimo dal pubblico e fortemente voluto dallo scrittore, morto il 17 luglio 2019, diventato ora un libro, il primo ad uscire postumo, il 21 novembre per Sellerio.
Testo potente, profondo, risponde alle domande sul bene e il male. “Sapete qual è stato il mio vero errore? Quello di non essermi mai difeso, di non avere mai esposto le mie ragioni. Ma ora basta! Questa sera ho deciso di pronunciare la mia autodifesa, immaginando che davanti a me ci sia un’aula di tribunale e che voi, se vorrete ascoltarmi, siate i giurati” dice Caino che ci mette a nudo con le sue domande. “Avanti, diciamocelo, agli assassini ci avete fatto, come si usa dire, il callo” afferma citando le due guerre mondiali, gli stermini, i massacri, le stragi, gli attentati, i femminicidi degli ultimi 150 anni.
“E’ il primo libro di Andrea Camilleri che pubblichiamo dopo la sua morte. Ed è per noi quindi il primo che egli non ha potuto vedere stampato. In esso, per come è ideata e compiuta l’opera, il lettore sentirà risuonare la sua voce” spiega nella nota che apre il libro l’editore e ringrazia “Arianna Mortelliti che, avendo sostenuto il nonno Andrea Camilleri nella rifinitura del testo in vista della messa in scena, ha collaborato alla cura di questa edizione”.
Camilleri aveva completato tutto e immaginato la scena , gli intermezzi musicali, i filmati da proiettare sullo schermo, tra cui un video di Dario Fo da ‘La storia di Caino e Abele’ , i testi da interpretare di persona e quelli da far recitare per questo monologo che avrebbe segnato il suo ritorno sul palcoscenico, dopo il successo di Tiresia.
Caino, l’emblema stesso del Male, è chiamato a giudizio ma Camilleri vuole che siano i lettori ad emettere il verdetto, i testimoni a carico sono tanti, ma non mancano quelli che Caino può convocare a suo sostegno.
“Ho finito. Non voglio che pronunciate il vostro verdetto ora.
Riflettete su quanto vi ho raccontato questa sera e poi decidete da voi. Secondo coscienza” dice lo scrittore che poco prima indica nel testo la proiezione sullo schermo di un breve spezzone del film ‘Il terzo uomo’ di Carol Reed, con battuta di Orson Welles.
Sono proprio e soprattutto le parole di autodifesa dell’assassino di Abele a fornirci una nuova versione dei fatti, la sua. Ricorda Camilleri che “nella tradizione ebraica, e in parte anche in quella musulmana, esistono una miriade di controstorie che ci raccontano un Caino molto diverso da quello della Bibbia. In alcune di quelle antiche narrazioni lo scontro tra i due fratelli ne rovescia in qualche modo le posizioni”.
Lo scrittore che pensava di essere “in fondo un contastorie” come ha più volte detto, ripercorre quella parte del mito totalmente ignorata: è quella del Caino fondatore di città, inventore dei pesi e delle misure, della lavorazione del ferro, ma soprattutto quella di Caino inventore della musica. “…Una volta che me ne stavo disteso in un canneto sentii il vento che entrava e usciva dai buchi delle canne producendo un rumore” racconta.
Autodifesa di Caino sarà presentato per la prima volta l’8 dicembre alle 19.00 a ‘Più libri pù liberi’, alla Nuvola di Roma, come evento conclusivo della fiera della piccola e media editoria, di cui è ideatrice e curatrice del programma Silvia Barbagallo, che era diventato tradizione fosse chiusa da Camilleri.

‘Cetto c’è’ e questa volta è sovranista’Albanese: ‘Ormai la mia maschera superata dalla realtà’

20 novembre 201909:43

Con ‘Cetto c’è senzadubbiamente’, in sala dal 21 novembre in oltre 500 copie, la maschera politico-cialtrona creata da Antonio Albanese torna per la terza volta (dopo Qualunquemente e Tutto tutto niente niente) scegliendo la forma politica più estrema: l’essere sovrano. Ma va detto, spiega oggi l’attore a Roma, che la realtà ormai supera tutto: “Siamo stati scavalcati dalla famiglia reale – dice facendo riferimento allo spot di Emanuele Filiberto di Savoia per la serie Netflix, The Crown – . Non so davvero cosa dire di questa cosa senza troppa dignità se non che supera di molto la mia stessa comicità espressionista”.Ignorante, cafone, maschilista, truffaldino, senza alcun senso dello stato, Cetto La Qualunque torna così, dopo sette anni passati in Germania, decidendo di andare oltre ogni mediazione politica tradizionale proponendosi direttamente come re. E questo anche grazie a una rivelazione, quella che vuole sia figlio illegittimo di un principe locale e quindi del tutto legittimato a fregiarsi del titolo di Re delle due Calabrie. Non manca, a questo proposito nel film anche un vero e proprio referendum: monarchia/repubblica. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo con cui ha scritto i primi due film, mentre alla regia c’è Giulio Manfredonia. Riferimenti a Matteo Salvini, sovranista per eccellenza? “Non guardo certo a una sola persona – dice Albanese- . Faccio un esempio: in Svezia il primo partito è di ultra destra. È vero però che la parola sovranismo sottintende un sovrano e questo mi spaventa un po’ anche per il futuro dei miei figli”. Nel cast del film anche: Nicola Rignanese, Caterina Shulha e Gianfelice Imparato.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cinema: ‘Ravenna Strikes Back’, evento per fan di Star Wars
Modelli scala reale e costumi ufficiali. Ospite d’onore Tim Rose

RAVENNA20 novembre 201915:32

– Appassionati di ‘Star Wars’ da tutta Italia si ritroveranno il 30 novembre e 1 dicembre a ‘Ravenna Strikes Back’, alle Artificerie Almagià, per una due giorni con modelli in scala reale, costumi ufficiali, mostre Lego, panel con esperti. Ospite d’onore Tim Rose, storico interprete dell’Ammiraglio Ackbar ne ‘Il Ritorno dello Jedi’, ‘Il risveglio della forza’ e ‘Gli ultimi Jedi’, ma ci saranno anche le voci italiane di Rey, Kylo Ren e Poe Dameron.
L’iniziativa, che nel titolo richiama il quinto capitolo della saga, nasce dal fan club ravennate EmpiRa, che si avvia al decimo anno di vita. Nella ‘Exhibit Hall’ i visitatori si troveranno subito immersi in alcune delle ambientazioni che hanno caratterizzato maggiormente la saga, con riproduzioni giganti dei veicoli più iconici, dall’X-Wing di Luke Skywalker all’AT-AT Imperiale, mentre l’area Lego (a 20 anni dall’uscita del primo set Lego Star Wars) ospiterà alcuni dei più importanti ‘Master builder’ che si sono fatti notare per i loro lavori originali.

Cinema: Del Brocco, VR strada per alfabetizzazione digitale2/a edizione contest che trasforma cinema in realtà virtuale.

20 novembre 201916:09

– Un debutto al Lido, 250 mila visualizzazioni su Rai Play, Rai Cinema Channel e i social, e più di 5 milioni di views per i contenuti legati al progetto.
Sono fra i numeri registrati da Happy Birthday, il corto in Vr di Lorenzo Giovenga, con Fortunato Cerlino, Jenny De Nucci, e la partecipazione di Achille Lauro, immersione nel mondo di una hikikomori ( ragazzi e ragazze che decidono ritirarsi dalla vita sociale per lunghi rinchiudendosi in camera e utilizzando come mezzo di contatto con l’esterno i device e il web). Il film breve ha vinto la prima edizione del contest ‘La realtà che non esiste’, che ora torna con la seconda edizione.
Gli organizzatori, One More Pictures e Rai Cinema sono alla ricerca del miglior script per un corto Vr e per lo sviluppo di un progetto crossmediale che verrà prodotto entro il prossimo anno. “La differenziazione è nel dna della Rai – spiega Paolo del Brocco, ad di Rai Cinema -. Il Vr è una delle strade con cui rispondere alle esigenze di alfabetizzazione digitale e alla mission di dare stimoli per sviluppare l’industria, anche dal punto di vista creativo”. La realtà virtuale è presente su Rai Cinema Channel, dove ottengono migliaia di visualizzazioni contenuti creati ad hoc in virtual reality, come i red carpet a Venezia vissuti con le star; tra i nuovi in programma, una scena speciale in Vr dell’ultimo film di Gabriele Muccino, Gli anni più belli. Il vincitore del contest “parteciperà anche all’Expo di Dubai 2020″ annuncia Francesco Rutelli, presidente dell’Anica e ideatore di Videocittà dove il corto sarà presente con una speciale versione in videmapping narrativo -. Il Vr è parte del presente e di quell’innovazione che diventa processo industriale, dando lavoro e facendo crescere le imprese italiane. Serve ora creare un legame anche con i grandi artigiani del nostro cinema, in un panorama dove i confini tra le varie modalità di creazione probabilmente non ci sono più”.

The Last Porno Show, film scandalo-esistenzialeAd AfterHours il film canadese di Kire Paputts

20 novembre 201921:07

Non deve essere stato facile per Wayne da bambino crescere con un padre che per vivere gestiva un cinema a luci rosse. Di fatto, come si vede in ‘The Last Porno Show’ di Kire Paputts, l’uomo ora che è adulto e fa di mestiere l’attore non professionista ha dimenticato, o meglio, rimosso tutto. Ma ora che il padre Al, che non vede da molto, è morto e gli lascia in eredità l’ultima sala cinematografica per adulti della città, Wayne (Nathanael Chadwick) non si può più tirare indietro e deve affrontare il suo passato, i traumi legati alla sua giovinezza e anche questa imbarazzante eredità. Nel gestire il cinema che non sa ancora se tenere aperto o vendere, Wayne incontra così bizzarri personaggi tra cui Ralf, il socio in affari di Al, Julia (Mickey Vos) compagna, amante e dipendente del padre, e Athar (Amaan Morrell), ragazzo immigrato che vive negli appartamenti del piano superiore verso cui scoprirà di provare un sentimento paterno. Wayne mentre si immerge nel suo passato, tra proiezioni porno da condividere, bambole gonfiabili di ultima generazione, black hole e autoerotismo (stupendo il suo amplesso mimato con un televisore consenziente che sta trasmettendo un porno) fatica comunque a trovare la figura del padre anche perché forse ne è come posseduto. In più questo film – presente ad After Hours al Torino Film Festival – mescola lo scandalo di alcune sequenze esplicite e i problemi esistenziali del protagonista che rivive attraverso Athar delle esperienze sessuali vissute da ragazzino che ha sapientemente rimosso. Quando ottiene poi il suo primo ruolo da protagonista in un film soft-porno, Wayne non potrà fare a meno di notare le somiglianze tra questo personaggio immaginario e suo padre e di come lui ormai si sia immedesimato. “Come tutti i miei film precedenti, The Last Porno Show – spiega il regista – inserisce caratteri, situazioni e temi non tradizionali in uno stile narrativo basato sui personaggi. Sono molto attratto da storie incentrate su protagonisti fuori dagli schemi o persone comunque ai margini. Sono cresciuto – aggiunge – con i film di John Waters e Harmony Korine, registi che hanno raccontato storie di persone eccentriche. Con questo film ho voluto riunire alcuni dei personaggi più famosi e colorati di Toronto e metterli tutti sotto lo stesso tetto. Questo prevede l’uso di attori non professionisti, l’improvvisazione e momenti inaspettati e non scritti”. E ancora Kire Paputts: “Siamo stati respinti da tutti i principali istituti cinematografici canadesi. Non hanno capito il film prodotto poi con le sovvenzioni del Consiglio Artistico, il crowdfunding e i risparmi personali. È importante spingersi al di là dei propri limiti, sia attraverso la forma, la storia o i progressi tecnici. Un film dovrebbe condurre il pubblico in un posto in cui non è mai stato e talvolta questo significa portarlo su una montagna russa emotiva. Sebbene ci siano stati numerosi film che ruotano attorno all’industria del porno, non ne ho mai visto uno che trattasse l’argomento utilizzando una storia tradizionale come la nostra. Molte persone – conclude – resteranno scioccate dall’uso dell’hardcore, ma alla fine questo film è fatto con il cuore e questo è quello che mi rende più orgoglioso”.

Cinema: Rutelli, dati in sala migliori di 2017 e 2018Presidente Anica, serve piena applicazione legge Franceschini

20 novembre 201918:13

– “Le somme si tirano al 31 dicembre, finora il cinema in sala sta andando molto meglio sia del 2018 che del 2017. Sia gli incassi sia il numero degli spettatori registrano un segno decisamente positivo”. Lo dice il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, a margine della presentazione della seconda edizione del contest per corti in realtà virtuale, organizzato da One More Pictures e Rai Cinema ‘La realtà che non esiste’. “Dobbiamo guardare però al medio termine – aggiunge Rutelli – perché tutta l’industria sia allineata e compatta per il cinema in sala 12 mesi all’anno, programmando l’uscita e la diffusione dei prodotti sia internazionali che italiani. L’esperimento di Moviement in questo primo anno ha funzionato ma è un impegno di un triennio”.
Dal Governo “ci aspettiamo che la legge Franceschini abbia piena attuazione. Purtroppo finora non è stato così – sottolinea -. E’ un’ottima legge ma con modalità attuative molto lente. Stiamo dialogando”. Applicando “lo svolgimento ordinato delle previsioni della normativa, si permette alla filiera di programmare – spiega il presidente dell’Anica -. Sapendo con certezza quando potranno avere i contributi automatici, quelli selettivi, il tax credit, gli operatori possono configurare i loro prodotti, le collaborazioni internazionali, l’uscita nelle sale, gli accordi con le televisioni e le piattaforme in modo razionale e certo”. Dall’approvazione “della Legge sono passati tre anni e alcuni dei suoi strumenti non hanno avuto uno sviluppo ordinato e sicuro”. Con le istituzioni “stiamo collaborando, sono fiducioso che questi notevoli ritardi possano essere colmati. Dobbiamo partire nel gennaio 2020 con la piena efficacia della normativa”.

Cinema: a festival di Marrakech da Cotillard a RedfordAl festival anche Luca Guadagnino

RABAT20 novembre 201918:50

– A tu per tu con i grandi del cinema.
A pochi giorni dall’apertura del Festival internazionale del film di Marrakech, svelata la lista di grandi nomi che faranno “conversazione” col pubblico durante questa 18ma edizione della kermesse.
Gli incontri gratuiti sono destinati al più grande pubblico degli appassionati e a quello dei professionisti del cinema.
Toccherà al premio Oscar Marion Cotillard aprire le danze, sabato 30 novembre (alle 14.00), per il primo degli incontri della serie ‘Conversation with’, che introdotta l’anno scorso ha accolto oltre 3000 spettatori nel corso dei primi 7 incontri. In rappresentanza del cinema italiano sarà presente il regista Luca Guadagnino (venerdì’ 6 dicembre, alle 11.30).
Hanno assicurato la loro presenza anche il pluripremiato regista palestinese Elia Suleiman e il produttore britannico Jeremy Thomas oltre che l’attore culto Harvey Keitel, indimenticabile protagonista di film quali Thelma e Louise, Lezione di piano o Pulp Fiction.
Ci sarà l’icona del cinema hollywoodiano Priyanka Chopra Jonas, miss mondo 2000. A Robert Redford è affidato il compito di chiudere la rassegna, sabato 7 dicembre alle 12.

Un sequel per Joker? Rumors da HollywoodIncontro Todd Phillips con Emmerich di Warner Bros

0 novembre 201920:55

Joker, il film di Todd Phillips da 1 miliardo di dollari al botteghino, potrebbe avere un sequel, secondo le indiscrezioni raccolte da Variety e The Hollywood Reporter. Il film, che potrebbe essere tra i candidati all’Oscar (e la nomination per il camaleontico Joaquin Phoenix avrebbe unanimi applausi) è stato al centro di un incontro tra il capo del cinema della Warner Bros. Toby Emmerich, il registaTodd Phillips e il co-sceneggiatore Scott Silver per esplorare possibili idee per un sequel del dramma sui primi giorni del Clown Prince of Crime. Nessun accordo è in atto, nessuna trama è stata decisa e nessuna sceneggiatura è attualmente in fase di scrittura ma la notizia sta facendo il giro del web. Resta da chiarire se Joaquin Phoenix è dell’avviso oppure no.

Elton John: “un’autobiografia scritta per i miei figli”Popstar presenta libro a Londra, ‘basta tournée, starò con loro’

LONDRA21 novembre 201909:53

“Voglio che i miei figli sappiano come era il loro padre”. E’ stata la paternità a spingere Elton John a pubblicare ‘Me’, l’autobiografia che i suoi bambini “naturalmente non hanno il permesso di leggere, perlomeno fino a quando avranno 15 o 16 anni”. E il veto non desta stupore visto i coloriti resoconti del divo nel libro di memorie, edito in Italia da Mondadori, soprattutto negli anni in cui era affetto da bulimia, shopping compulsivo, oltre a dipendenza da cocaina e alcol. Intervistato ieri sera a Londra dallo scrittore e comico David Walliams davanti alla platea dell’Hammersmith Apollo di Londra, sir Elton – in gessato rosa con occhiali in nuance – ha passato in rassegna 72 anni di vita ed oltre cinquanta di carriera fra commozione e risate.”Un giorno nel 1957 mia madre portò a casa il disco di Elvis Heartbreak Hotel, e per me è stata la fine”, ha ricordato. Ma la vera svolta avviene anni più tardi, all’audizione con Ray Williams di Liberty Records: “Gli spiegai che sapevo cantare e comporre musica, ma non scrivere le parole; c’era una pila di buste sul tavolo e me ne diede una con i contatti del paroliere Bernie Taupin. Da lì è cominciato tutto”. Un sodalizio di oltre 30 album con hit come Rocket Man, Crocodile Rock e Candle in the Wind. Le parole di Taupin nelle mani di Elton si tramutavano in note. “Scrissi Your Song in poco più di 15 minuti”. Era l’inizio di una carriera straordinaria segnata da eccessi e stravaganze. Non sono mancati aneddoti su amici celebri come Rod Stewart, John Lennon o Freddy Mercury. Parlando di quest’ultimo, la popstar ha stentato a trattenere le lacrime. Il leader dei Queen era appassionato d’arte e all’epoca, sir Elton collezionava le opere di Harry Scott, un artista che dipingeva barche e ragazzi nudi.Anche se devastato dall’aids, Mercury fino alla fine era circondato di medicine e cataloghi perché continuava a fare acquisti all’asta. “Dopo la sua scomparsa, la mattina di Natale mi recapitarono un acquarello di Scott con annesso un suo biglietto che diceva ‘ho visto questo dipinto ad un’asta e ho pensato che ti sarebbe piaciuto. Ti voglio bene’. Era veramente commovente”, ha detto con la voce spezzata. Un altro momento di svolta fu l’incontro con Ryan White, ragazzino dell’Indiana stigmatizzato dalla sua comunità perché aveva contratto l’aids attraverso una trasfusione di sangue. E che Elton decise di aiutare. “Mentre io mi lamentavo con l’hotel della carta da parati o delle tappezzerie, la famiglia di Ryan aveva perdonato tutti quelli che erano stati orribili con loro, fui assalito dalla vergogna”, ha aggiunto il cantante, all’epoca nel tunnel della droga.”Sei mesi più tardi ero pulito. Quel ragazzino mi aveva fatto capire il livello del mio degrado e quanto fossi arrogante e viziato”. Senza Ryan, non avrebbe fondato la Elton John Aids Foundation, una charity che finora ha raccolto 450 milioni di sterline a favore della malattia. Anche l’incontro con il compagno di vita David Furnish è raccontato come uno scherzo del destino. “Ero sobrio da tre anni, ma solo. Un giorno ero a casa mia a Windsor e chiamai un amico che lavorava nello store di Versace in Bond Street, invitandolo da me con i suoi amici gay non per fare sesso, ma semplicemente per passare una piacevole serata insieme. Uno dei 4 amici che portò con lui era David”. Sono 26 anni che fanno coppia. “Nell’ultima fase della vita non voglio più viaggiare, ma solo stare con mio marito e i ragazzi”, ha concluso la popstar in partenza per l’Australia per il tour d’addio che proseguirà poi negli Usa e in Canada. Il sipario, stando a quanto già annunciato, calerà nel novembre del 2021.

Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X a top nomination GrammyLa rapper nera domina con otto candidature

0 novembre 201917:12

La cantante rapper Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X, rispettivamente con otto, sei e sei nomination, dominano le candidature ai Grammy 2020 rese note oggi. Ariana Grande, H.E.R. e il fratello di Eilish e collaboratore musicale Finneas O’Connell ne ha conquistate cinque (in totale la ‘famiglia Eilish ne ha ben 11) mentre otto artisti, tra cui Beyonce, J. Cole, Yola e Thom Yorke dei Radiohead ne hanno quattro. Le principali categorie — Album, Canzone e Album dell’anno e Best New Artist — sono passate da quattro a otto.

Ecco manifesto Tolo Tolo, Zalone in cammino nel desertoIl film uscirà nelle sale il primo gennaio 2020

0 novembre 201915:59

In attesa dell’uscita del nuovo film di Checco Zalone, al cinema dal primo gennaio 2020, è stato svelato il manifesto della pellicola. Il film si intitola “Tolo Tolo” ed è prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi.
Nel manifesto si vede Zalone in primo piano in cammino nel deserto, in bermuda, camicia, occhiali, mocassini e borsello, con sullo sfondo un camion stracarico di bagagli e con alcuni tuareg sopra. Il film, che vede Zalone come attore e regista, racconterà un viaggio tra l’Italia e l’Africa.

Iannacone, nelle periferie con Che ci faccio quiSu Rai3 dal 2 dicembre, prima puntata Scampia ‘Oltre Gomorra’

20 novembre 201909:44

Giornalista, regista, scrittore, autore dei suoi programmi, riesce ogni volta senza retorica, senza enfasi, a raccontare storie di miseria, vite perdute o redenzione, povertà, quella vera, di protezione o di perdita totale del consentito.
Dal 2 dicembre Domenico Iannacone torna su Rai3 in seconda serata con 4 puntate speciali di Che ci faccio qui (senza punto di domanda), per portarci nel cuore di due periferie-simbolo del nostro Paese: Scampia a Napoli e San Basilio a Roma.
– “Rappresentano – racconta il giornalista e conduttore in una conversazione – due facce della stessa medaglia, collocate in due città bellissime cariche di storia, ma che hanno delle criticità enormi, e anche sappiamo importanti problemi, non solo di gestione amministrativa, ma anche di criminalità, droga, violenza”. Con il suo sguardo senza pregiudizi, Domenico Iannacone ci accompagna in luoghi in cui il male e il bene si scambiano di posto continuamente.
Nella prima puntata, intitolata La Famiglia, prosegue Iannacone, “affrontiamo una storia che è come un romanzo crime scritto alla rovescia: potremo chiamarla la storia ‘Oltre Gomorra’. Siamo a Scampia, una volta luogo indiscusso di supremazia per lo spaccio, ma non più oggi perchè gli è stato soffiato via il primato da altri luoghi tristemente noti”. A volte basta nascere in una famiglia che vive e annusa sin dall’infanzia questi codici comportamntali di vita che gli vengono trasmesssi imposti perché la propria vita sia già segnata, infilata in un binario che sembra non concedere scampo. Mancanza di un tetto, miseria, violenza, prigione, morte, fanno spesso da sfondo all’esistenza di tante persone. Ma può succedere di rinascere una seconda volta, anche a Scampia: come è avvenuto a Davide Cerullo, ex camorrista, che “è stato in carcere e aveva fatto solo la quinta elementare, non aveva mai letto un libro, ha iniziato a farlo dietro le sbarre – prosegue Iannacone – e oggi è diventato uno scrittore – tradotto anche all’estero, in Francia – fotografo e animatore dei bambini che vivono all’interno delle Vele. “Non sapevo cosa fosse il valore della vita – dice Davide – Quello che valeva per me in quella vitaccia era cosa pensava il boss di me: se io per lui valevo, se io per lui contavo, se io per lui ero utile, se lui di me si fidava. Se io gli davo fiducia”.
Un racconto crudo e senza sconti, che attraversa la vicenda tragica di una vita e di un’intera famiglia. “Perchè a un certo punto, dopo aver scontato la sua condanna, senza essere un pentito – aggiunge Iannacone -. Davide ha una sorta di crisi esistenziale, si rende conto che la sua vita è sempre stata quella di un altro e piano piano cambia, fino alla svolta definitiva, per questo dopo aver vissuto fuori decide di tornare a vivere a Scampia dove tutto era iniziato, come un’espiazione, un purgatorio, ma è lì la sua salvezza”.
La seconda puntata è ambienta a San Basilio dove l’emergenza abitativa è un allarme sociale. Perchè queste due periferie Napoli e Roma? “Il tema dell’emarginazione, l’idea che possano esserci città esterne e uomini invisibili mandati ai margini – spiega Iannacone -, è un argomento che mi sta a cuore, perché è uno dei grandi problemi sociali. Oggi, mentre il centro città si svuota, nelle periferie c’è ancora energia insieme ai problemi: ci sono dinamiche legate alla sopravvivenza ed una solidarietà assente altrove. C’è il bene, ovvero l’altruismo, e il male, possono coesistere o camminare su binari paralleli”.
Che ci faccio qui condotta da Domenico Iannacone e prodotta da Hangar TVdi Gregorio Paolini, va in onda su Rai3 con 4 puntate speciali a partire dal 2 dicembre, alle 23:15

Siberia, nostre fotografie dell’amore tra eros e salvazione’Tutti amiamo senza fine’ è nuovo album in uscita per Sugar

9 novembre 201917:35

S’intitola ‘Tutti amiamo senza fine’ il terzo album dei Siberia. In uscita il 29 novembre, il lavoro da studio al completo della band livornese composta da Eugenio Sournia (voce), Cristiano Sbolci Tortoli (basso), Luca Pascual Mele (batteria) e Matteo D’Angelo (chitarra), è stato anticipato dall’uscita dei singoli ‘Ian Curtis’ e ‘Non Riesco a respirare’. In scaletta ci sono undici brani, da quello che dà il titolo a tutto l’album, fino a ‘Peccato’ e passando per ‘Piangere’, ‘Sciogliti’, ‘Canzone dell’estate’ e tutte le altre, per una sorta di concept album dedicato all’amore, si, ma declinato in tutte le sue forme.
“Il titolo è anche un’affermazione importante – ha raccontato Eugenio Sournia, che è anche autore di gran parte dei brani – ma ci siamo accorti, una volta avute tutte le canzoni in mano, che c’era una forte identità tematica comune a tutto l’album e che rappresentava le relazioni e l’amore, inteso come eros nel più ampio modo possibile. La canzone che dà il titolo a tutto l’album parla di un amore che da un lato è salvifico, ma dall’altro è anche qualcosa di naturalmente legato all’uomo, una sorta di destino ineluttabile”.
‘Tutti amiamo senza fine’ esce su etichetta Sugar, in collaborazione con Maciste Dischi, e racconta per fotografie messe in musica le varie declinazione del tema amoroso, ma anche il momento preciso della carriera di una band. “Al nostro terzo album – ha spiegato Sournia – per la prima volta ci sono altre penne oltre alla mia. I testi sono scritti anche da Cristiano Sbolci, il bassista del gruppo e da Alessandra Flora nel caso di ‘Mademoiselle’. Non sono canzoni nate a tavolino, ma il disco è stato scritto in un tempo relativamente breve di sei mesi. E’ un lavoro che fotografa anche un preciso momento della nostra vita artistica, fatto di volontà di parlare questa volta al maggiore numero possibile di persone, oltre alla nicchia, ma senza per questo rinunciare alla nostra identità. Forse con questo disco raccontiamo anche il momento in cui ci siamo voluti arrendere ad una certa leggerezza”.
Il 15 febbraio, dal The Cage di Livorno, i Siberia ripartiranno anche per un nuovo tour che, dopo la prima data, farà poi tappa verso Milano (Ohibò 19/2), Roma (Monk, 22/2), Torino (Hiroshima Mon Amour, 12/3), Modena (Off, 14/3), per poi chiudere il 28 Marzo al Blue di Firenze. “Questo è un disco più suonato del precedente – ha spiegato Sournia – e sarà quindi più divertente da fare dal vivo. Sul palco si sentirà molto la band e cercheremo di portare in giro un live molto energico, perché quella è nostra cifra stilistica. Noi veniamo dal post punk e dall’alternative rock e anche facendo una canzone italiana ‘commestibile’, la nostra ricerca è sempre rivolta all’energia”.

Paul McCartney torna in Italia con due dateA Napoli il 10 giugno e a Lucca il 13

19 novembre 201916:33

Al termine di mesi di speculazioni, Paul McCartney annuncia due concerti in Italia per il 2020, a sette anni di distanza dal suo ultimo concerto nel nostro Paese.Il tour lo porterà a esibirsi a Lucca (13 giugno) per la prima volta e tornare a Napoli (10 giugno) dopo 29 anni. “Non posso credere che siano passati sette anni dal nostro ultimo concerto in Italia. Ci siamo divertiti tantissimo in quell’ultimo viaggio quindi siamo certi che queste saranno due serate memorabili per noi e non vediamo l’ora di tornare. Un ulteriore bonus per me è il fatto che questa sarà la mia prima volta di sempre a Lucca. Tieniti pronta a scatenarti, Italia!”.”Paul, ti aspettavamo da tanto. Siamo orgogliosi che tu abbia scelto Napoli come prima tappa del tuo tour 2020 a piazza del Plebiscito. Welcome back”, scrive il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris sulla sua pagina instagram.Paul si è già esibito in 39 spettacoli straordinari in 12 paesi diversi da quando ha annunciato il suo tour mondiale Freshen Up, la cui ultima tranche si è conclusa con un concerto sold-out al Los Angeles Dodger Stadium a luglio. Le 5 stelle ricevute nelle recensioni della critica musicale e lo stesso totale entusiasmo ricevuto da parte dei suoi fan, un pubblico di ogni età e background, dimostra come la carriera di Paul sia senza eguali, un fenomeno sia come performer che come songwriter e con un appeal globale.

Rivoluzione e bellezza al festival Pazza ideaA Cagliari dal 21 al 24 novembre

21 novembre 201908:49

Sarà dedicata a Bellezza e Rivoluzione l’ottava edizione di ‘Pazza idea’ il festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale che si apre il 21 novembre a Cagliari e vedrà tra gli ospiti, fino al 24 novembre, Emanuele Trevi, lo stilista Antonio Marras, la giovane filosofa Ilaria Gaspari, Bobo Rondelli, Frankie Hi NG, Giovanni De Mauro, Giuseppe Lupo, Benedetta Barzini, Francesca Mannocchi, Luca Scarlini e Pierluigi Vaccaneo. A condurre gli incontri saranno Yari Selvetella e Stefano Salis.
Doppia inaugurazione con il focus ‘Fotografa e Rivoluzionaria’, una retrospettiva sulla fotografa Tina Modotti, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite .
Grande spazio all’arte anche con la mostra ‘Temperature’ , raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti.
“Cercheremo di esplorare la complessità del reale e del possibile attraverso il nostro consueto approccio multidisciplinare: incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il fitto mosaico di Pazza Idea” spiega la nota di presentazione. ‘Pazza Idea’ rinnova quest’anno anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

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