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ALLE 07:29 DI MERCOLEDì 27 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Medicine rocks, tanti amici per ricordare Cavanna
Da Jovanotti a Subsonica, all’Alcatraz per sostenere ricerca

25 novembre 2019 13:06

– Almamegretta, Bluvertigo, Jack Jaselli, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, i Negrita e i Subsonica sono solo alcuni degli artisti che domani sera si esibiranno all’Alcatraz di Milano in ‘Medicine rocks-a Music Tribute to Tomaso Cavanna’, una serata benefica nata per ricordare il noto produttore di eventi musicali, scomparso lo scorso agosto.
Il ricavato della serata verrà interamente devoluto alla ricerca sull’immunoterapia e la medicina rigenerativa. Per accedere alla serata basta effettuare una donazione all’Associazione Medicine Rocks, tramite il sito https://www.mailticket.it/manifestazione/KT28, (donazione minima € 30,00). Fortemente voluta da Edy Campo, compagna di Tomaso, dalla madre Laura Balich, da Inti Ligabue, amico storico della coppia, da Marco Balich e tanti amici, l’Associazione Medicine Rocks nasce con l’obiettivo di organizzare e promuovere eventi al fine di sostenere e promuovere la ricerca sull’immunoterapia e la nanomedicina, nuove frontiere nella cura delle neoplasie.

Mika riparte dall’amore, riscoprite le emozioniAl via da Torino ‘Revelation Tour’ in 12 palazzetti italiani

TORINO25 novembre 201913:30

– In un’epoca dominata dalla tecnologia e dall’immagine, Michael Holbrook Penniman, in arte Mika, torna alla sostanza della musica presentando al Pala Alpitour di Torino un concerto dall’atmosfera intima e quasi teatrale.
Davanti agli ottomila fan della prima data del ‘Revelation Tour’, ieri sera, si è presentato con la sua band e una scenografia completamente analogica, ‘fisica’, progettata insieme alla sorella Yasmine. Un tableau coloratissimo ed eterogeneo, pieno di riferimenti pop all’immaginario dell’artista: da un King Kong di 10 metri alla sagoma di un David, dalla mano dell’artista ai pianeti. Ma il cuore di tutto sono le gigantografie dei sui genitori da giovani. Perché Mika parte da qui, “dall’amore”, l’origine di tutto, per accompagnare il pubblico nel suo racconto caleidoscopico e coinvolgente. È quello di ‘My Name is Michael Holbrook’, sesto album dell’artista, uscito a ottobre e già nella top ten di 22 Paesi.

In cd i Berliner e le Sinfonie di BrucknerLe nove composizioni registrate con grandi direttori

25 novembre 201914:29

– Le nove Sinfonie di Anton Bruckner secondo i Berliner Philharmoniker in una edizione speciale con le composizioni registrate nell’arco degli ultimi dieci anni con otto grandi direttori d’orchestra con i quali hanno stretto un rapporto musicale particolare. Una parata di bacchette, tra le principali della scena contemporanea internazionale: Seiji Ozawa (Sinfonia numero 1), Paavo Järvi (2), Herbert Blomstedt (3), Bernard Haitink (4 e 5), Mariss Jansons (6), Christian Thielemann (7), Zubin Mehta (8) e Sir Simon Rattle (9). Il cofanetto, pubblicato dalla etichetta Berliner Philharmoniker Recordings, comprende 9 cd, un Blu-ray Disc ad alta risoluzione Pure Audio e tre Blu Ray disc con la videoregistrazione delle esecuzioni. Completa la pubblicazione un opuscolo con un saggio del musicologo Richard Taruskin, i ritratti dei direttori, l’ introduzione a ogni singola sinfonia e molte foto. Il lavoro dell’ orchestra con gli illustri maestri, diversi per personalità e sensibilità, consente una visione globale e aggiornata del linguaggio musicale inconfondibile del compositore austriaco e dell’ universo tonale variegato delle sue sinfonie.
Bruckner è una vecchissima conoscenza dei Berliner. La prestigiosa orchestra tedesca eseguì per la prima volta una sua opera nel gennaio 1887, appena cinque anni dopo essersi costituita. In quella occasione ad essere scelta fu la Settima Sinfonia. Da Arthur Nikisch, il maestro ungherese che fu direttore principale dell’ Orchestra dal 1895 fino alla sua morte, nel 1922 le composizioni di Bruckner sono comparse regolarmente nei programmi dei concerti dei Berliner Philharmoniker e da Wilhelm Furtwängler a Herbert von Karajan sono divenute parte della loro identità artistica. E’ la storia di un rapporto che anche dal punto di vista delle registrazioni parte da molto lontano. La loro prima incisione di Bruckner su disco – all’ epoca a 78 giri – porta la data dell’ aprile 1928. Anche in quel caso la scelta cadde sulla Settima Sinfonia. Sul podio c’ era Jascha Horenstein.

Pompei: dalle Terme a Leda via a nuove apertureOsanna, dalle macerie alla rinascita un successo in team

POMPEI25 novembre 201914:33

– Le grandi terme centrali, che l’eruzione del 79 d. C ha congelato in una fase ancora di cantiere, spazio fascinoso e insieme ricchissimo di novità per la storia, chiuso da decenni al pubblico. Ma anche il lusso e le meraviglie della casa degli amorini dorati, che riapre dopo mesi di necessarie manutenzioni. E in fine il mai visto, con l’intrigante sensualità di Leda e il cigno, l’immagine forse più iconica di una stagione di lavori per la messa in sicurezza, che è stata anche generosissima di nuovi ritrovamenti. Pompei festeggia l’uscita dalla emergenza aprendo nuove possibilità di visita. E per il direttore Massimo Osanna, al suo secondo mandato, è anche il momento per una prima riflessione sulla ricerca affidata ad un libro (Pompei e il tempo ritrovato, Rizzoli) che “ha un impianto scientifico ma sceglie volutamente un linguaggio accessibile a tutti”. un impegno corale, dice, “trasmesso attraverso la mia voce, Pompei “è un sistema di relazioni, un fluire incessante di cambiamenti, un laboratorio di sperimentazioni, emozioni e di conoscenza”

Andrà tutto bene, il nuovo film di Francesco BruniKim Rossi Stuart è il protagonista. Riprese in corso a Roma

25 novembre 201915:44

– S’intitola Andrà tutto bene, il nuovo film di Francesco Bruni di cui sono in corso le riprese.
Protagonista è Kim Rossi Stuart, con tra gli altri Lorenza Indovina, Barbara Ronchi, Giuseppe Pambieri. Scritto dallo stesso Bruni, è prodotto da Palomar con Vision Distribution. Le riprese si svolgono cinque settimane a Roma e una settimana a Livorno. Rossi Stuart è Bruno Salvat, un regista di scarso successo, reduce dalla separazione dalla moglie Anna da cui ha avuto due figli, la ventenne Adele e il diciassettenne Tito. A seguito di un malore improvviso, a Bruno viene diagnosticata una patologia che richiede l’intervento di un donatore. Tutti i suoi rapporti familiari vengono rimessi in discussione, compreso quello con suo padre Umberto, depositario di un segreto che costringerà Bruno ad affrontare un viaggio alla ricerca di qualcuno che lo possa aiutare.

Tff: Verdone, quei film che mi hanno cambiato la vitaSuo nuovo lavoro ‘Si vive una volta sola’ in sala da 27 febbraio

TORINO25 novembre 201920:01

Un lungo amarcord di Carlo Verdone, guest director della 37/ma edizione del Tff, oggi negli storici Studi Rai di Via Verdi dove si è tenuta la conferenza stampa di ‘Cinque grandi emozioni’, ovvero le cinque pellicole che hanno cambiato la sua vita. Tutto nasce al photocall dove il regista-attore romano posa vicino a una vecchia telecamera anni Sessanta. “Professionalmente – dice Verdone – sono nato in questi studi con ‘Non Stop’ di Enzo Trapani. E oggi, vedendo quella telecamera, mi sono ricordato tutto: il fatto di essere rimasto qui sei mesi e di non essere stato poi molto convinto di quello che stavo facendo. A un certo punto però – continua il regista – Trapani mi chiama e mi dice: ‘lo sai che funzioni davvero ‘. E così la mia esperienza a Torino continuò. Quando poi andai via parlai con il capostruttura Gambarotta che, saputo che coi soldi guadagnati mi sarei comprato una Fiat 127, mi disse: ‘Si fidi di me: non la compri! Vedrà che giorno tornerà qui con tanto di autista’.

Proprio quello che è successo oggi, una cosa che mi ha davvero toccato il cuore”. Questi, intanto, i film scelti da Verdone: Ordet (1955) di Carl Theodor Dreyer; Buon compleanno Mr. Grape (1993) di Lasse Hallström; Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi; Oltre il giardino di Hal Ashby (1979) e Viale del tramonto di Billy Wilder (1950). “Tutti scelti non da critico, ma da spettatore che si è formato – anche grazie a mio padre che mi regalò la tessera del Filmstudio – nei cineclub romani da il Tevere a l’Azzurro Scipioni. È li mi sono fatto una cultura con Grifi, Schifano, Kenneth Anger, Andy Warhol, Yoko Ono e con le grandi rassegne su Pabst, Dreyer, Lang e Welles”.Influenzato dalla sperimentazione, continua Verdone : “comprai nel 1970 da Isabella Rossellini un telecamera Superotto e cominciai a girare. Feci, pochi lo sanno, tre medio metraggi: ‘Poesia solare’, ‘Allegoria di primavera’ e ‘Elegia notturna’ che fu addirittura premiato a Tokyo. Ora questi film molto crepuscolari, psichedelici non ci sono più, li ha persi la Rai, però sono convinto che quando muoio qualcuno sicuramente li tirerà fuori”. Sulla scelta di Ordet di Dreyer hanno sicuramente pesato “i miei studi di storia delle religioni, la speculazione sulla fede che mi ha sempre molto affascinato”. Mentre su Oltre il giardino “ha pesato il mio amore per Peter Sellers”. Pietro Germi, infine, dice Verdone:” è il più grande regista di commedia e Divorzio all’italiana un film perfetto”. Verdone ha ricordato poi come il padre Mario lo boccio a un esame di storia e critica del cinema chiedendogli di Pabst e Dreyer: “Mi interrogò per primo e mi fece fare una brutta figura davanti a tutti. Mi disse solo con freddezza ‘Si presenti alla prossima sessione'”.Sull’onda lunga delle serie tv spiega: “Tanti miei colleghi le criticano e sbagliano è un solo nuovo modo di fruire il cinema. È vero sono fatte come in un’industria, creano dipendenza, ci sono dietro psicologi, ma credo comunque che il film unico sia quello davvero creativo per eccellenza”. Conferma poi che al di là di tutto farà una serie tv tra due anni: “Aspetto solo che torni Aurelio De Laurentiis da Los Angeles, per annunciarlo. Non posso ancora darlo per certo”. Il suo nuovo film ‘Si vive una volta sola’, infine, arriverà in sala il 27 febbraio: “E’ una buona data che ci permette di non avere tante battaglie da fare con altri titoli e di ottenere un numero elevato di sale”.

Chiambretti, il nostro show leggero ma non stupidoSu Retequattro torna La Repubblica delle Donne

25 novembre 201919:51

Da Vittorio Feltri, che terrà una rubrica sulla posta del cuore, a Valeria Marini, che avrà diversi ruoli, compreso quello di cavia. Ricomincia con alcune new entry, ‘La Repubblica delle donne’, il programma condotto da Piero Chiambretti e in onda da mercoledì’ 27 novembre in prima serata su Retequattro.
“Squadra che vince non si cambia – ha detto oggi il conduttore nello studio televisivo Mediaset a Cologno Monzese – Lavoreremo nel segno della continuità, con qualche variazione che abbiamo deciso in questi mesi tra uno slittamento e l’altro”. Una presentazione che Chiambretti ha trasformato quasi in uno show (‘sono Vincent Bollorè, ma sono in silenzio stampa’, ha esordito riferendosi al produttore televisivo francese), coinvolgendo anche l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi.
“La nostra sarà una compagnia stabile, con ospiti decisivi per lo sviluppo della puntata – ha detto Chiambretti – In quella di mercoledì ci saranno le Gemelle Kessler, con un cameo di Pippo Baudo in collegamento da Roma, che interagirà con loro”.
Il programma si conferma come uno spettacolo interamente dedicato all’universo femminile (anche il pubblico in studio è composto quasi esclusivamente da donne), nello spirito scanzonato del suo conduttore. “Un programma leggero, ma non stupido – ha aggiunto Chiambretti – Parliamo di donne,che sono il motore trainante del nostro pianeta”.
Filo conduttore delle puntate la bellezza (”io in realtà preferisco la bruttezza perché non svanisce nel tempo”), affrontando anche temi importanti. “Anche senza fare della politica, si fa della politica – ha spiegato Chiambretti – La prima puntata l’ho voluta dedicare alle pelle, la seconda puntata sarà dedicata a un abbraccio, la terza a Dalida”. Il programma si è posto anche una missione, quella di aiutare il teatro Margherita, da tutti conosciuto come il Bagaglino, a rischio di chiusura il prossimo anno. Madrina Valeria Marini.
“L’ultima diva e anche la nostra cavia – ha detto Chiambretti – Sarà qui, ma contemporaneamente nel Bagaglino degli anni Novanta”.
Del cast entra a far parte anche Massimo Lopez, nel ruolo del presidente della Repubblica delle Donne, interpretando la Monaca di Monza con i baffi. Tra gli altri protagonisti fissi, Cristiano Malgioglio, Iva Zanicchi, Antonella Elia, Lory Del Santo. Ci sarà una rubrica dedicata a Instagram con un borsino sui personaggi più in vista calcolando le quotazioni in base ai follower e ai like. ‘La Repubblica delle donne’ si inserisce nel nuovo trend di Retequattro che ha deciso, come ha sottolineato il suo direttore Sebastiano Lombardi, di passare ”da una rete famosa per i film e le soap, a tutt’altra cosa con molte più offerte autoprodotte. Sapevamo di esporci a delle critiche e che non sarebbe stato facile”, ha aggiunto ricordando ancora una volta di non considerare come competitor di Retequattro La7. “Rete 4 è in crescita, La7 no – ha concluso – Il lavoro che abbiamo fatto non è stato soltanto di programmazione strategica, ma è stata una cura ossessiva e maniacale su tutto, dalla linea editoriale al quadro luci”

800 copie per Frozen 2, in sala dal 27 novembreAttesa per sequel Disney. Voci: Autieri, Rossi e Brignano

25 novembre 201919:57

Uscirà in oltre 800 copie l’atteso film d’animazione Disney Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, nelle sale italiane dal 27 novembre, distribuito da The Walt Disney Company Italia. Diretto da Jennifer Lee e Chris Buck e prodotto da Peter Del Vecho, dopo il debutto record con un incasso globale di 350 milioni di dollari, arriva anche in Italia.
In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle Serena Autieri torna a prestare la propria voce a Elsa, mentre Serena Rossi interpreta nuovamente la principessa Anna, Enrico Brignano è ancora una volta Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi tinge di rock il nuovo brano “Nell’Ignoto” (“Into the Unknown”), che il pubblico italiano potrà ascoltare nei titoli di coda del film e che negli Stati Uniti ha visto protagonisti i Panic! At The Disco. Perché Elsa è nata con dei poteri magici? La risposta a questa domanda sta ora minacciando il Regno di Arendelle, spingendo Elsa, Anna, Kristoff, Olaf e Sven a partire insieme per un viaggio straordinario e pieno di pericoli. In Frozen – Il Regno di Ghiaccio Elsa temeva che i suoi poteri fossero troppo forti per essere accettati dal mondo. Ora dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo.

S. Cecilia, Daniel Oren e il Requiem di VerdiMaestro torna sul podio dell’ Accademia Nazionale dopo 17 anni

25 novembre 201916:09

– Appuntamento da non perdere, giovedì 28 novembre, per la stagione sinfonica di Santa Cecilia con il Requiem di Giuseppe Verdi diretto da Daniel Oren, che torna sul podio dell’ Accademia Nazionale dopo 17 anni. Il maestro israeliano dirigerà l’ orchestra e il coro ceciliani e un cast internazionale di solisti composto dal soprano Eleonora Buratto, dal mezzosoprano Ekaterina Semenchuk, dal tenore Francesco Demuro e dal basso Ain Anger. Il concerto, in programma alle 19:30 all’ Auditorium Parco della Musica, si replica sabato 30 novembre e lunedì 2 dicembre alle 18. Il capolavoro verdiano, considerato dai critici più vicino a canoni operistici che liturgici, è paragonabile alle composizioni sacre immortali composte da Cherubini, Mozart, Brahms o Berlioz.
Il Requiem fu concepito originariamente per commemorare la morte di Rossini avvenuta nel 1868; l’idea di Verdi era che “ad onorare la memoria di Rossini i più distinti maestri italiani componessero una Messa da Requiem da eseguirsi nell’anniversario della sua morte”. Il progetto si rivelò irrealizzabile ma Verdi aveva nel frattempo composto il Libera Me, nucleo centrale del futuro Requiem. Pochi anni più tardi, nel 1873, Verdi rimase impressionato profondamente dalla morte di Alessandro Manzoni e decise di “proporre cosa ad onorarne la memoria” rimettendo mano al vecchio progetto del Requiem. La prima esecuzione del capolavoro avvenne a Milano il 22 maggio 1874, primo anniversario della morte del grande scrittore. Ancora oggi la partitura resta stupefacente per la forza dei contrasti e l’alternarsi di momenti di trascendenza e di esplosioni apocalittiche terrificanti.

Parole e scrittura in mostra a Every Letter is a Love LetterFino al 26 gennaio 2020 a Lucca

25 novembre 201916:50

– La scrittura intima, l’esperienza del fuori tema e di tutto ciò che rimane ai margini delle narrative ufficiali sono al centro della mostra ‘Every Letter is a Love Letter’ , che si potrà vedere fino al 26 gennaio all’associazione Terzopiano, a Lucca.
Curata da Alessandra Poggianti ed Elvira Vannini, l’esposizione vede protagoniste tre artiste: Anna Oberto, Marcela Moraga e Clarissa Falco, Tra le principali esponenti della scena verbo-visuale italiana, la Oberto, originaria di Ajaccio dove è nata nel 1934, ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la Oberto sottolineava: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”. Nelle sue tavole,e collage, che aprono la mostra, la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la giovane artista Clarissa Falco, originaria di Genova dove è nata nel 1995. Ed ecco corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche.
I tessuti andini proposti da Marcela Moraga, originaria di San Fernando, in Cile, dove è nata nel 1975, sono invece un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società ‘Every Letter is a Love Letter’ è ripreso dal romanzo ‘I Love Dick’ di Chris Kraus in cui la protagonista, attraverso montagne di lettere indirizzate ad un uomo, dà voce ai suoi sentimenti e frustrazioni, con la complicità del marito Sylvère Lotringer.
La mostra è visitabile su prenotazione.

Su Rai Movie un ciclo dedicato a Mario Soldati

25 novembre 201916:56

– Fino al primo dicembre Rai Movie ricorda Mario Soldati con un ciclo di film e una produzione speciale, Soldati racconta Soldati, presentata in anteprima al 37° Torino Film Festival. Tutte le mattine, il ciclo Colazione da Rai Movie sarà dedicato al regista. Si inizia lunedì novembre alle 8 con Piccolo mondo antico, grande successo critico e commerciale dell’autore. Martedì Dora Nelson (1939), il primo film diretto interamente da Soldati e interpretato da Assia Noris. Mercoledì è la volta di Quartieri alti (1945), film drammatico le cui riprese vennero interrotte dalla guerra nel 1943 e ultimate dopo la Liberazione. Giovedì il film che vide Mario Soldati interpretare il ruolo di un professore antifascista, Mio figlio professore (1946) di Renato Castellani.
Venerdì Questa è la vita, del 1954, un film a episodi di ispirazione pirandelliana di cui Soldati scrisse (in collaborazione con Giorgio Bassani) e diresse un solo episodio, Il ventaglino. Concludono il ciclo lo speciale Soldati racconta Soldati, domenica 1 dicembre, alle ore 11,30 e, a seguire, Policarpo, ufficiale di scrittura (1959), una satira maliziosa della borghesia nella Roma umbertina che segnò l’addio di Soldati al cinema.

Cinema: a Paolo Virzì Pegaso d’oro della ToscanaRegista sarà premiato da presidente Enrico Rossi il 27/11

FIRENZE25 novembre 201917:05

– Il Pegaso d’Oro della Regione Toscana sarà consegnato al regista Paolo Virzì per aver creato “un cinema universale, capace di arrivare al pubblico nella sua interezza, per chiamarlo a riflettere su questioni sociali in una chiave critica e contemporanea” come recita parte della motivazione che accompagna il premio deciso dalla Giunta regionale.
L’appuntamento è per mercoledì 27 novembre al Cinema La Compagnia di Firenze, in via Cavour 50r. A partire dalle ore 9, e per tutta la giornata, saranno proiettati i film che hanno segnato la carriera dell’artista livornese fino ad oggi, da ‘Ovosodo’ a ‘La prima cosa bella’, da ‘Il capitale umano’ a ‘Ella & John’. Alle ore 11 il presidente Enrico Rossi premierà Paolo Virzi durante una cerimonia aperta al pubblico durante la quale il regista risponderà alle domande dei presenti.
Il Pegaso d’oro, spiega una nota, è un riconoscimento istituito dalla Giunta regionale nel 1993 per segnalare al pubblico encomio cittadini italiani o di altri paesi che hanno reso un servizio alla comunità nazionale ed internazionale attraverso la loro opera in campo culturale, politico, filantropico e del rispetto dei diritti umani. Il premio consiste in una riproduzione del cavallo alato Pegaso, eletto a simbolo della Regione Toscana già a partire dalla prima legislatura, tratto, e in parte modificato, da una moneta attribuita a Benvenuto Cellini, oggi conservata al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Nel corso degli anni il premio è stato attribuito a Paolo e Vittorio Taviani – Kosrat Rasul Ali – don Luigi Ciotti – Luis Sepùlveda – Ingrid Betàncourt – Aung San Suu Kyi – Cindy Sheehan – Margherita Hack – Roberto Benigni – Giacomo Becattini – Abdoulaye Wade – Silvano Piovanelli – Piero Farulli – Muhammad Yunus – Eugenio Garin – Jasser Arafat – Jerzy Grotowski- Mario Luzi – Yitzhak Rabin (alla memoria) Jacques Delors – Fondazione Kennedy – Mikhail Gorbaciov.

Più Libri: Congar, compagna di Ahmet Altan, tra ospiti specialiL’8 dicembre con Gianrico Carofiglio parla di libertà di stampa

25 novembre 201918:23

– La scrittrice e giornalista Yasemin Congar, compagna dello scrittore e dissidente politico turco Ahmet Altan, attualmente detenuto nelle carceri di Istanbul, sarà ospite speciale, per il secondo anno, di ‘Più libri più liberi’, dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma. A parlare con la Congar di libertà di stampa, nel giorno conclusivo della manifestazione, ci sarà lo scrittore Gianrico Carofiglio. La fiera aderisce alla campagna lanciata da Roberto Saviano #freeahmetaltan.
Un focus sarà dedicato alla situazione del Sud America, con un’attenzione particolare al conflitto esploso in questi mesi in Cile e Bolivia, passando attraverso l’analisi del Brasile sotto il governo Bolsonaro. Protagonisti del dibattito saranno Fernanda Chaves, la giornalista scampata all’agguato in cui venne uccisa l’attivista Marielle Franco, la cilena Marta Lagos, direttrice dell’osservatorio Latinobaròmetro che monitora i conflitti del Sud America e Mirko Macari, giornalista cileno.
“Il programma di Più libri più liberi – spiega Sílvia Barbagallo, curatrice del programma – è da sempre attento a dare voce anche ai temi legati alla libertà di stampa e di espressione, ai diritti umani e all’attualità. Ogni anno invitiamo ospiti internazionali per portare una testimonianza diretta di ciò che accade nei luoghi del mondo più in difficoltà: dalla Turchia, al Rojava, dalla Russia, Cile, Bolivia, Brasile, fino all’Argentina. Le manifestazioni culturali sono luoghi pubblici che non possono sottrarsi al dibattito su argomenti così importanti”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La vicenda basagliana diventa un libro
Spettacolo teatrale di Dell’Acqua-Cirri-Rossi pubblicato da ‘ab’

TRIESTE25 novembre 201918:50

TRA PARENTESI, (AB EDIZIONI ALPHABETA VERLAG; 144.PAG, 12 EURO) – Diventa un libro, e con lo stesso titolo, lo spettacolo teatrale “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”. E dato che già la pièce teatrale era una trasposizione gentile e ironica della rivoluzionaria e reale esperienza basagliana a Trieste, il libro (ab Edizioni Alphabeta Verlag; 144.pag.; 12 euro) sembra chiudere il cerchio, nel senso che la psichiatria triestina è stata rappresentata con la stampa forse in tutte le forme estetiche. Gli autori, sono sempre loro: Peppe Dell’Acqua (1947, psichiatra, direttore per quasi 2′ anni del Dipartimento Salute Mentale Trieste), Massimo Cirri (1958, psicologo e conduttore radiofonico, tra l’altro ideatore e realizzatore della trasmissione Caterpillar, in onda su RadioRai), Erika Rossi (1974, regista e sceneggiatrice).
Il volume segue l’inatteso successo dello spettacolo teatrale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e che ha macinato più di 50 repliche ed è stato visto da 5.000 spettatori. Il libro racconta quando il 16 novembre 1961 a Gorizia un medico di 37 anni di nome Franco Basaglia entro’ nel manicomio restando colpito dalla reclusione e dai metodi terapeutici medievali. Tanto colpito che avrebbe trascinato un manipolo di psichiatri e psicologi, sorretto da un sensibile ambiente politico, nel gorgo di una visione che avrebbe segnato la loro vita e non solo a Trieste, qualche anno dopo. Tra questi, non ancora laureati, c’era Dell’Acqua, salernitano, studente a Napoli. Giunse a Trieste disorientato, non e’ piu’ partito. Basaglia qui riuscì a realizzare l’incredibile ambizione di chiudere i manicomi, con il corteo di Marco Cavallo a sfilare per le vie cittadine. La risonanza di quell’evento fu mondiale e si concluse con la promulgazione, 40 anni fa, della nota legge 180, che sancì un movimento di pensiero inedito.
“La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia”, era solito dire Basaglia. Facile da scrivere, molto più difficile realizzarlo. Peppe Dell’Acqua racconta gli anni trascorsi con lui quando la malattia mentale fu messa “tra parentesi” e i malati, da internati senza più un nome, tornarono a essere cittadini, persone, individui. Lo fa con delicatezza e non senza emozione, dipanando il filo dei ricordi e inanellando curiosi aneddoti, incalzato da Massimo Cirri. Un dialogo teatrale che avviene su una panchina consumata, convertito in dialogo narrativo e così come lo spettacolo era intervallato da filmati d’epoca, così il libro è corredato da foto.
Dell’Acqua ancora si sorprende del successo: “”Inatteso, soprattutto di giovani, che forse intravvedono una storia di possibilità, qualcosa che può accadere se si mettono a sognare.
Noi non abbiamo mai smesso di sognare”.

Kurig, Algabe e Reynolds a ‘Bilbolbul’Festival fumetto in programma a Bologna dal 29/11 all’1/12

BOLOGNA25 novembre 201918:51

– La tedesca Nora Kurig, il franco-beninese Yvan Alagbe e l’inglese Chris Reynolds saranno gli autori ospiti a BilBObul, il Festival del fumetto in calendario a Bologna dal 29 novembre all’1 dicembre. Emilio Varrà, presidente dell’associazione Hamelin che organizza, spiega che “la manifestazione chiama a raccolta autori e autrici che hanno lavorato, con stili e sguardi differenti, sullo spaesamento, tema di questa edizione, diventando non solo una vetrina per le migliori produzioni del fumetto d’autore, ma l’orizzonte entro cui leggere alcune problematiche del presente, per un progetto culturale multidisciplinare”.
In calendario, in vari spazi del centro storico con quartier generale alla Sala Borsa, mostre, incontri con gli autori, laboratori e proiezioni, ed attività per i ragazzi e per le scuole. Un omaggio al maestro del fumetto seriale sarà la mostra ‘Alberto Breccia. Il signore delle immagini’, dedicata all’artista argentino (1919-1993) amato da Eco e Del Buono, e curata da Daniele Brolli.

A Historiae della poetessa Anedda va il BodiniRiconoscimento sarà consegnato il 6/12 nel teatro Apollo a Lecce

LECCE25 novembre 201918:51

Con la raccolta Historiae (Einaudi), che guarda “agli ultimi nella scala sociale”, la poetessa Antonella Anedda è la vincitrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale ‘Vittorio Bodini’, promosso dall’omonimo Centro Studi in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia e Comune Lecce, e Università del Salento.
Antonella Anedda, romana di origini sarde, nella raccolta Historiae si occupa anche delle tragedie dei migranti annegati nei nostri mari, o di chi cerca avanzi di cibo nei cassonetti dei rifiuti. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 dicembre nel Teatro Apollo di Lecce con una serata, condotta da Carlo D’Amicis, sul tema ‘Dopo la luna’.
Poeta, narratore, critico, operatore culturale, ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola, Vittorio Bodini è nato a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi, ed è scomparso a Roma nel 1970. Tra i più significativi e originali scrittori italiani del Novecento, Bodini è il poeta della luna che quest’anno festeggia mezzo secolo da quando l’uomo riuscì a raggiungerla.
Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, oltre alla vincitrice, anche anche l’astrofisica Patrizia Caraveo, l’antropologo Marino Niola, il saggista e critico letterario Andrea Cortellessa. Ci saranno poi il maggiore studioso dell’opera di Bodini, Antonio Lucio Giannone, e la presidentessa della giuria del Premio Bodini, Anna Dolfi.

Moccia, 5/12 esce La ragazza di Roma Nord con contributi fan32 delle 350 pagine firmate da vincitori Cantiere delle storie

25 novembre 201918:52

FEDERICO MOCCIA, LA RAGAZZA DI ROMA (SEM) – Sarà in libreria il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’, il nuovo romanzo di Federico Moccia pubblicato dalla casa editrice Sem. Inedito esperimento narrativo che ha visto coinvolti lettori e aspiranti scrittori, l’elaborazione del romanzo è stata accompagnata dal lancio di un ‘Cantiere delle storie’ (www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori. Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di Sem, fanno parte ora de ‘La ragazza di Roma Nord’ e i loro autori firmano con Federico questo nuovo romanzo con un contributo in totale di 32 pagine sulle 350 dell’opera che ha in copertina un lucchetto rosso.
Sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Giacomo Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona dove si trova Sara, la sua ragazza.
Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma però sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza e cominciano a parlare. La sintonia cresce, ma luipensa sempre e solo a Sara e le racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia inizia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.

Parole e scrittura in mostra a Every Letter is a Love LetterFino al 26 gennaio 2020 a Lucca

5 novembre 201918:54

La scrittura intima, l’esperienza del fuori tema e di tutto ciò che rimane ai margini delle narrative ufficiali sono al centro della mostra ‘Every Letter is a Love Letter’ , che si potrà vedere fino al 26 gennaio all’associazione Terzopiano, a Lucca.
Curata da Alessandra Poggianti ed Elvira Vannini, l’esposizione vede protagoniste tre artiste: Anna Oberto, Marcela Moraga e Clarissa Falco, Tra le principali esponenti della scena verbo-visuale italiana, la Oberto, originaria di Ajaccio dove è nata nel 1934, ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la Oberto sottolineava: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”. Nelle sue tavole,e collage, che aprono la mostra, la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la giovane artista Clarissa Falco, originaria di Genova dove è nata nel 1995. Ed ecco corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche.
I tessuti andini proposti da Marcela Moraga, originaria di San Fernando, in Cile, dove è nata nel 1975, sono invece un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società ‘Every Letter is a Love Letter’ è ripreso dal romanzo ‘I Love Dick’ di Chris Kraus in cui la protagonista, attraverso montagne di lettere indirizzate ad un uomo, dà voce ai suoi sentimenti e frustrazioni, con la complicità del marito Sylvère Lotringer.
La mostra è visitabile su prenotazione.

Pinocchio, il successo a 193 anni da nascita di CollodiBurattino protagonista del film di Garrone, mostre, premi, libri

5 novembre 201919:00

Comparso per la prima volta nel 1881 sul ‘Giornale per i Bambini’, Pinocchio, il più amato burattino di legno del mondo non smette di affascinare giovani e adulti e sorprende ancora con i suoi aspetti più enigmatici. Le avventure della marionetta a cui si allunga il naso quando racconta una bugia, si preparano ad essere le grandi protagoniste del Natale 2019, con l’arrivo del nuovo film di Matteo Garrone, una grande mostra a Villa Bardini a Firenze, nuove edizioni editoriali e premi.
A quasi due secoli, per la precisione 193 anni, dalla nascita del suo autore, Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826, ‘Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino’, raccolte in volume nel 1883 con un immediato successo editoriale che segnò una svolta importante nella storia della letteratura dell’Ottocento, si confermano eterne e continuano ad attirare l’attenzione del mondo del cinema, dell’arte, del teatro e dei fumetti.
Collodi che per tre anni, fino al dicembre del 1886 fu direttore del Giornale per i Bambini, pioniere dei periodici italiani per ragazzi, morì, arrivato all’apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal suo 64/o compleanno. Riuscì così a godersi l’immensa fortuna del suo burattino che ha il dono, dopo aver superato numerose prove, di diventare un vero bambino, soltanto per quattro anni.
Per l’anniversario della nascita di Collodi, domenica 24 novembre si può visitare, a ingresso gratuito, a Villa Bardini, la mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ , a cura di Lucia Fiaschi con Ambra Nepi. Aperta fino al 22 marzo 2020, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno con 45 opere – tra sculture, dipinti, foto e video lungo la fantasia e la creatività di artisti i più diversi, con opere di Munari, Giacomelli, LaChapelle, Ceroli, Paladino, Calder, Ontani, Toscani, Benigni. Tra questi Sam Havadtoy, con il suo ‘Stalin con naso di Pinocchio’ (2016), che lo ha utilizzato per criticare chi ha oppresso la sua infanzia in Ungheria; mentre il burattino di Francesco De Molfetta ha le fattezze di Hitler.
In libreria per Rizzoli ‘Le avventure di Pinocchio’ (Rizzoli, pp 392, euro 34,90), dipinte e scritte a mano da Marcello Jori in una nuova edizione del grande classico in cui il burattino coloratissimo è inserito in un affresco di vita irrequieta e stravagante. Tra le strenne ‘Le avventure di Pinocchio’ illustrate da Justine Brax (Rizzoli pp 152, euro 25).
Attesissimo, arriva in sala dal 19 dicembre ‘Pinocchio’ di Garrone con nel ruolo del burattino Federico Ielapi, in quello di Geppetto Roberto Benigni, che gli aveva dedicato un film nel 2002, Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco e Rocco Papaleo nei panni del Il Gatto. Prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte, il film, sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini, che è anche nel cast nel ruolo della Volpe, il film ci fa ritrovare le emozioni che hanno vissuto intere generazioni.
Roberto Latini mette in scena ‘Mangiafoco’ con Pinocchio che, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo. La piece che ha debuttato il 21 novembre, in prima visione, alla Serra del Sole di Matera, con replica il 22; continua a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.
Lunedì 25 novembre riceveranno il premio ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini 2019’, tra le dieci personalità della società civile e militare – che si sono distinte in altrettante categorie, idealmente riconosciute in un personaggio della fiaba di Pinocchio – l’attore Giuseppe Pambieri, la Fiorentina calcio femminile e il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande.
E tra gli appuntamenti organizzati dal l’Associazione culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ , domenica 24 novembre ‘omaggio alla casa natale di Lorenzini e una conferenza dedicata al trentennale della caduta del muro di Berlino, con Pinocchio messaggero di Pace. Per le feste natalizie Pinocchio diventa un trenino che passa attraverso le scene del libro al Parco tematico di Rimini.

Mister Rogers e Dolly Parton sfidano era TrumpEroi popolari gentilezza apolitica, tra film, tv, podcast

NEW YORK25 novembre 201920:38

– Nella settimana di Thanksgiving, quando davanti al tacchino gli americani provano a dimenticare attriti familiari e divergenze di opinioni, due iconici protagonisti dello spettacolo anni Settanta unificano destra e sinistra all’insegna dei valori della gentilezza apolitica.
Mister Rogers e Dolly Parton sono dappertutto: sulla radio, in tv, al cinema e in rete.
Non potrebbero essere più diversi. Fred Rogers, un pastore protestante, nei turbolenti anni delle marce anti-Vietnam e per i diritti civili, creo’ la serie tv per bambini ‘Mister Rogers’ Neighborhood’, di cui era protagonista con cordiale gentilezza ma anche franchezza nell’affrontare temi delicati per l’infanzia come la rivalità tra fratelli, il bullismo a scuola, la morte di persone care, il divorzio dei genitori. Protagonista del film “Un amico straordinario” con Tom Hanks, Rogers e’ morto nel 2003, mentre l’esuberante Dolly Parton, 73enne platinata e ritoccata regina del country, e’ viva e vegeta con “Dolly Parton’s Heartstrings”, una nuova serie su Netflix sviluppata attorno ad alcune delle sue canzoni piu’ famose, ad esempio “Jonelle”.
“Sono una nuova specie di eroe popolare americano che incarna inclusivita’ e consenso superando le barricate di cultura, classe e politica”, ha commentato il “Wall Street Journal”. Al film su Rogers e alla serie sulla Parton, si aggiungono speciali tv e le podcast: i dieci episodi di “Finding Fred” esplorano la filosofia della gentilezza di Rogers e la sua rilevanza in un mondo in cui prevale la rabbia e lo scontro, mentre “Dolly Parton’s America” sulla radio di New York WNYC esamina la carriera della cantante di “9 to 5” (nel film omonimo recito’ con Jane Fonda), il suo disagio a farsi definire femminista e le ragioni per cui persone altrimenti agli antipodi la adorano e accorrono ai suoi concerti.
Icone dell’era pre-Internet, sia Fred che Dolly sono sempre stati attenti a mantenere private le loro opinioni politiche, entrambi tuttavia proiettano empatia come antidoto alla mentalità della folla infuriata che sembra prevalere nell’era Trump. Per Rogers, a suo tempo oggetto di satira per la lentezza della trasmissione e il maglione con la cerniera che indossa entrando sul set (uno e’ allo Smithsonian), l’interesse e’ rinato l’anno scorso in occasione del cinquantesimo anniversario della trasmissione. La Parton invece e’ una storia in divenire, aiutata anche dalla figlioccia Miley Cyrus che ha ispirato una nuova generazione di fan. Dolly ha cantato un duetto con Kesha sul suo album del 2017 ‘Rainbow’ e ai Grammy 2019, quando e’ stata premiata come persona dell’anno per la filantropia, si e’ messa al microfono con una antologia dei suoi successi assistita dal ‘gotha’ delle eredi Millennials: da Katy Perry a Maren Morris e Kacey Musgraves.

Amy Hempel, Nessuno è come qualcun altroScrittrice torna con 15 storie vivide e raffinate

6 novembre 201910:01

MY HEMPEL – NESSUNO E’ COME QUALCUN ALTRO (SEM LIBRI – pag 156 EURO 17. Traduzione- Silvia Pareschi). Il nuovo e attesissimo libro di Amy Hempel, una delle voci più originali della narrativa di oggi, si apre con un proverbio arabo: “Quando il pericolo si avvicina, cantagli una canzone”.
Queste quindici storie raffinate rivelano la parte più umana e vivace della leggendaria scrittrice, che ci presenta figure solitarie e alla deriva in cerca di una connessione. Le loro brevi vicende affrontano le nostre paure e i nostri desideri, costringendoci a compatirli. I personaggi, vividi e memorabili, lottano per perdonare se stessi e gli altri. Ne La Chicane l’incontro di una donna con un attore francese suscita un diluvio di ricordi legati a una zia suicida, incapace di trovare stabilità in amore e nella vita. In Un rifugio con tutti i servizi una volontaria di un ricovero per animali si prende cura con devozione dei cani a cui praticare quella che definisce eutanasia.
In Greed una moglie respinta esamina la relazione di suo marito con una donna affascinante e anziana. E in Cloudland, la storia più lunga della raccolta, una donna rimugina sulla scelta fatta da adolescente di rinunciare al suo bambino. Storie di donne tenere e anche, a modo loro, divertenti, che sono piene di rivelazioni inattese, narrate con lo stile che ha la cifra unica diretta inimitabile di Hempel.
Cloudland, di tutte queste 15 storie di una lunghezza che varia da mezza pagina a un massimo di due, è quello più “esteso”, da solo prende quasi metà del libro. E’ un racconto di rimpianti, di dolore che riemerge improvvisamente nella rievocazione di un episodio della vita della protagonista, che si infiltra nel già precario equilibrio mettendo in discussione la possibilità di un nuovo inizio. Ambientato in Florida la donna si barcamena tra il lavoro come assistente sanitaria a domicilio, la cura delle piante tropicali e i programmi di cronaca nera che segue insieme ai suoi pazienti: porta dentro di sé oltre ricordo dei giorni a Ny, in compagnia di amici brillanti e viveur che non ci sono più, un tormento su un passato ancora più lontano. Quando, appena diciottenne, aveva partorito in una clinica privata una bambina poi data in affido.
Il racconto più autoironico è invece forse Greed. “La signora Greed era sposata da quarant’anni, suo marito il cornuto del secolo. Un uomo bruttino dal patrimonio ragguardevole, che l’accompagnava a fare commissioni nel quartiere. La signora Greed si faceva un punto d’onore di affermare che non lo avrebbe mai lasciato. Poco importava se il suo affetto per lui era superato dall’attaccamento ad altri. Tra cui, per esempio, mio marito”. Ogni storia di Nessuno è come qualcun altro è accompagnata dalla malinconia per qualcosa lasciato indietro, o che si è mancato di conoscere.Hempel, originaria di Chicago e residente dagli anni Settanta a New York, è stata allieva di Gordon Lish, il celebre editor di Carver, e i suoi racconti le sono valsi numerosi premi, come il PEN/Malamud Award.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musei: Egizio proroga fino a giugno Archeologia Invisibile
Mostra diventa anche accessibile in remoto con virtual tour

ORINO26 novembre 201909:40

– Resta aperta fino a giugno Archeologia Invisibile, la mostra con cui il Museo Egizio svela al pubblico le tecniche dello studio degli oggetti giunti a noi dal passato. La proroga per l’intero anno scolastico non è l’unica novità: con il nuovo virtual tour in 3D, l’esposizione diventa fruibile anche in remoto.
Inaugurata a marzo, la proroga va incontro alle “sollecitazioni delle scuole – spiega Evelina Christillin, presidente della Fondazione – consentendo alle classi di inserire la visita dell’allestimento temporaneo fra le uscite al Museo Egizio programmate nella primavera”.
L’interesse suscitato dalla mostra, in particolare nei più giovani, “conferma quanto la ricerca e il rapporto tra egittologia e nuove tecnologie – aggiunge il direttore del Museo Egizio, Christian Greco – siano temi in grado di mettere in comunicazione i diversi pubblici che visitano il nostro Museo e coloro che ci lavorano. Un valore aggiunto importante, che siamo lieti possa continuare a essere apprezzato e approfondito”.

Libri: ‘Terra in vista!’, la scienza spiegata ai ragazziUn viaggio con Pievani -Taddia e molti scienziati

6 novembre 201909:50

– TELMO PIEVANI E FEDERICO TADDIA, ‘TERRA IN VISTA! (MONDADORI RAGAZZI, PP 240, EURO 25,00). La scienza e la tecnologia spiegate ai ragazzi e alle ragazze in modo semplice e scanzonato: dalla clonazione alla chimica dell’innamoramento, dalla robotica alla vulcanologia. Tra esperimenti ingegnosi, curiosità e domande irriverenti, i migliori scienziati italiani ce le spiegano, svelandoci che qualsiasi intelligenza artificiale, se confrontata alla nostra, è sorprendentemente stupida, nel libro ‘Terra in vista!’ di Telmo Pievani e Federico Taddia, con illustrazioni di Cristina Portolano.
Nato dalla trasmissione che Pievani, evoluzionista e filosofo della scienza, direttore del portale dell’evoluzione ‘Pikaia’ e Taddia, giornalista, autore e conduttore, fanno insieme su Radio 24, il libro è anche un viaggio nel tempo. Un percorso in un “futuro che già viviamo: touch screen, display, intelligenze artificiali, assistenti vocali, droni, cloni, auto che si guidano da sole e Soli – nel senso di stelle – riprodotti in laboratorio. La realtà è meglio di qualsiasi fantasy e la natura sa essere sempre più fantasiosa della nostra immaginazione. E così abbiamo scelto di raccontare il funzionamento di molte cose che usiamo o conosciamo e di cui, in verità, sappiamo ancora poco poco” raccontano gli autori nella prefazione.
Ogni capitolo è dedicato a un tema con l’intervento di un esperto e una scheda finale che propone un esperimento scientifico in forma di gioco, “Lampi di Ingegno”, di Agnese Sonato.
Così nella parte dedicata alle piante robot si dialoga con Barbara Mazzolai, biologa e ingegnere, e si scopre che “hanno foglie e radici smart” che “servono a esplorare il suolo: vanno alla ricerca dell’acqua nelle zone desertiche e in futuro potrebbero essere usate su altri pianeti, per cercare nuove forme di vita”.
Si comprende anche ‘Perché i vulcani si addormentano?’ con Boris Behncke , ricercatore dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia all’Osservatorio Etneo e se ‘Si puo’ vivere sulla luna? con Tommaso Ghidini, capo divisone struttura, meccanismi e materiali dell’ESA. E ancora ‘Perché ci si innamora?’ con Antonio Cerasa, neuroscienziato dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr; ‘Che cos’è un algoritmo? con ‘Maurizio Tesconi, ricercatore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e ‘Che cosa sono le bioplastiche,?’ con Mario Malinconico, ricercatore e direttore di ricerca dell’Istituto per i Polimeri Compositi e Bio Materiali del Cnr di Pozzuoli.
‘Come si va a caccia di dinosauri?’ ce lo spiega Federico Fanti, paleontologo e ricercatore dell’Università di Bologna.
“Le attrezzature sono quelle di Indiana Jones: martello, colla e pazienza, molta tenacia e tanta fortuna. Le tecnologie più avanzate aiutano in una fase successiva, per ricostruire e capire come effettivamente ‘funzionavano’ questi animali quando erano in vita” afferma nel libro, realizzato con il contributo di Radio24 e di Audible, in cui si impara divertendosi.

Le macchinazioni, tra verità e leggendaMistificazioni e ironia nel romanzo di Baret Magarian

6 novembre 201911:45

– BARET MAGARIAN, LE MACCHINAZIONI (ENSEMBLE) – “Se io reinventassi la tua esistenza nella finzione, magari la cosa ti permetterebbe di uscire dalla tua vita vera e di guardarla da un’angolazione diversa”: il famoso romanziere londinese Bloch vuole aiutare il suo amico Oscar Babel, stufo di sentirsi “uno spazio vuoto”, a diventare una persona che conta e per questo decide di scrivere un racconto su di lui. Nell’era di internet, grazie alle parole di Bloch, Babel, proiezionista in un cinema e pittore mancato, diventerà per la gente un nuovo messia. Arriva in libreria “Le macchinazioni” di Baret Magarian, edito da Ensemble (pp.400, 18 Euro), con la traduzione di Simone Pagliai, romanzo divertente e ricco di suggestioni, pronto a svelare i miti della celebrità nei tempi di oggi. Nato a Londra, di origine angloarmena, lo scrittore – anche pianista e poeta – costruisce un libro visionario e realistico insieme, capace di fondere il pathos con il grottesco, nel quale con un registro narrativo sicuro e accattivante dà prova del proprio inventivo talento. Nel dipanare la storia, piena di personaggi indimenticabili tanto sono sorprendenti, in fondo lo scrittore parla del mondo iperconnesso in cui viviamo, per rivelarne le contraddizioni, le assurdità, i tranelli, senza mai dimenticare non solo la vena umoristica ma anche di evidenziare l’insopprimibile e disarmante bellezza di ciò che ci circonda.

Guarda che mun tunait, l’amore a 20 anniCaggiano racconta emozioni e rischi da correre per essere felici

26 novembre 201916:57

ANTONIO EMILIO CAGGIANO, GUARDA CHE MUN TUNAIT (GRUPPO ALBATROS) – E’ un romanzo che punta dritto ai sentimenti, con la semplicità dei ragazzi di 20 anni, “Guarda che mun tunait” del giornalista Antonio Emilio Caggiano (Gruppo Albatros il Filo, pp. 138 – Euro 12,90). Al centro del libro, composto da capitoli brevi e incisivi e con la prefazione di Federico Moccia, le vicende di gruppo di studenti universitari, per lo più fuori sede, alle prese con l’amicizia, l’amore, e la vita universitaria in una grande città come Roma, tutti impegnati a trovare il proprio posto nel mondo. Ognuno di loro ha i propri desideri con cui fare i conti: chi vuole fare l’insegnante, chi liberarsi da una pesante eredità malavitosa, chi ancora gioca con la propria bellezza prorompente. Ad animare la storia è però l’amore tra Antonio e Lucilla: i ragazzi si conoscono e si innamorano subito ma la loro relazione non sarà tutta rose e fiori. I due appartengono infatti a mondi diversi: lui, un “provincialotto” dell’Irpinia, figlio di un appuntato dei carabinieri e di una casalinga; lei ricca e proveniente da una famiglia di industriali, con una vita in parte già pianificata. Mentre si rincorrono le vicende di questi ragazzi, nel libro compaiono riflessioni sull’amore e sul valore dell’indipendenza e della propria moralità. Tra le righe, l’invito a puntare alla Luna che appare nel romanzo, ricchissimo di ingenuità e freschezza giovanile, non sembra tanto la necessità di porsi obiettivi sempre più irraggiungibili e lontani, quanto un’opportunità di sperimentare e conoscere se stessi, di prendersi dei rischi per realizzare i propri sogni e di avere coraggio a scommettere tutto sull’amore, vero collante sociale dei nostri tempi.

Midway, un film di guerra di una voltaDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

6 novembre 201911:48

– Un film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra.
Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour. Sceneggiatore, produttore e regista, Emmerich ,maestro nell’uso degli effetti speciali, dopo ‘Independence Day’, ‘Godzilla’, ‘The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo ‘e ‘2012’, torna così a raccontare un pezzo di storia e lo fa con un certo equilibrio tra le parti in campo. “Il nostro film segue tre linee narrative che descrivono tre punti di vista che si intersecano – dice il regista re Mida del genere catastrofico, dai grandi budget e incassi -: una è quella dei piloti a bordo della porta aerei USS Enterprise, principalmente Dick Best (Ed Skrein), Clarence Dickinson (Luke Kleintank) e Bruno Gaido (Nick Jonas) che sono personaggi storici. Una seconda narrazione segue il difficile lavoro dell’ufficiale di Marina Edwin Layton (Patrick Wilson), del crittografo Joseph Rochefort (Brennan Brown) e dell’ammiraglio Chester W. Nimitz (Woody Harrelson) a Pearl Harbor. La terza è incentrata, infine, sugli ufficiali giapponesi: l’ammiraglio Isoroku Yamamoto (Etsushi Toyokawa) e gli ufficiali Tamon Yamaguchi (Tadanobu Asano), Kaku Tomeo (Noboyu Shimamoto) e Chuichi Nagumo (Yun Kunimura), anche loro personaggi storici”. Una curiosità, questo fatto storico è stato già portato sul grande schermo nel 1976 nel film ‘La battaglia di Midway’, con Charlton Heston, Henry Fonda, Toshiro Mifune e Robert Mitchum.

Libri: Secondo Josh, due bambini tra Bene e MaleMetatesto grottesco di Fusoni su società e scrittura

6 novembre 201911:49

– LORENZO FUSONI, SECONDO JOSH (GOLEM EDIZIONI) – Un thriller paradossale, una girandola di equivoci, allucinazioni e voci, la lotta eterna tra il Bene e il Male attraverso la contrapposizione di due singolari bambini che sembrano Dottor Jekyll e Mister Hyde, ma anche un interessante esperimento linguistico e letterario in un’opera dal carattere sperimentale: è in libreria dal 7 novembre “Secondo Josh” (Golem Edizioni, pp.140, 14 euro), il nuovo romanzo Lorenzo Fusoni. Lo scrittore torna a raccontare di Josh, il bambino di 9 anni protagonista dell’omonimo volume edito da Golem nel 2017 con il titolo “Il libro di Josh”: questa volta il piccolo, genio della speculazione finanziaria dalle incredibili capacità manipolatorie, dovrà confrontarsi con Marius, un altro bambino che invece vuole aiutare gli altri combattendo i soprusi e le ingiustizie del mondo. In questo originale metatesto, in cui la scrittura riflette su se stessa e sui propri meccanismi, Fusoni costruisce un romanzo in cui i personaggi sembrano vivere di vita propria e nel quale la trama aggrovigliata non solo tiene il lettore legato a sé con il suo ritmo sostenuto ma offre spunti di riflessione sulle miserie umane e sulla nostra incapacità di comunicare davvero gli uni con gli altri.

Arte: SplendOri, la mostra diventa permanenteAl Parco archeologico di Ercolano accolta richiesta pubblico

ERCOLANO26 novembre 201912:20

– Il Parco archeologico di Ercolano rende permanente la mostra ‘SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano’ accogliendo così la richiesta del pubblico entusiasta che, in molti casi, ha chiesto che diventasse stabile. Inaugurata lo scorso 20 dicembre nell’Antiquarium, edificio riaperto in quell’occasione dopo ultimi interventi di adeguamento, SplendOri è una collezione di circa 200 monili, preziosi, raffinati arredi domestici, servizi da mensa unica per quantità e valore culturale dei pezzi presentati al pubblico sul luogo stesso del ritrovamento. In vetrina vengono esposti oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati insieme agli abitanti nel vano tentativo di scampare via mare all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., altri recuperati nelle dimore dell’antica città.
SplendOri avrebbe dovuto chiudere tra pochi giorni, il 30 novembre. “Abbiamo deciso di venire incontro alle numerose sollecitazioni dei visitatori di rendere la mostra permanente, ma questo non ci distoglie dall’obiettivo di dotare il Parco di un museo che completi l’esperienza della visita sotto tutti gli aspetti e in maniera innovativa”, dice il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano “SplendOri è stato un primo passo che ci ha permesso di coniugare fruizione e ricerca per definire il progetto museografico del sito. L’attuale allestimento sarà nel corso del 2020 arricchito senza mai far venire meno il godimento dei beni da parte del pubblico”. Al Parco archeologico di Ercolano, intanto, si sta lavorando per sviluppare altre due esposizioni del ciclo ‘Ercolano. Talento passato e presente’ che vedranno la luce nei prossimi mesi, dedicate a mettere in evidenza altri due aspetti peculiari che fanno dell’antica città vesuviana un caso unico nell’intero mondo romano: l’una sul legno e l’ebanistica, l’altra sul cibo e la civiltà della tavola.

In uscita primo dizionario Italiano-LakotaCuratrici, ‘salvare una lingua nativa americana da estinzione’

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ASCO26 novembre 201916:58

E’ in uscita il 18 dicembre “Lessico Lakota”, il primo dizionario in italiano della lingua Lakota, del famoso popolo dei guerrieri Sioux-Lakota. Curato da Raffaella Milandri e Myriam Blasini, è pubblicato dalla casa editrice di San Benedetto del Tronto Mauna Kea. L’obiettivo, spiegano le curatrici, è salvare una preziosa lingua nativa americana, ma anche pubblicare il dizionario entro il 2019, Anno Internazionale delle Lingue Indigene proclamato dall’Onu.
“Nell’allarme lanciato dall’Onu – spiegano -, si sottolinea come su 7.000 linguaggi parlati nel mondo, oltre il 40% sia a rischio di scomparir in pochi anni”. Dato che la lingua Lakota è stata fino a metà dell’Ottocento solo parlata e mai scritta, e che ce ne sono svariate interpretazioni, il “Lessico Lakota” è tratto da approfonditi studi delle fonti più autorevoli, accompagnato da storia, tradizioni e mitologia del popolo nativo americano.
Il lancio il 20 dicembre a San Benedetto del Tronto.

Capitale italiana della Cultura 2021, online il bandoFranceschini, titolo ha effetti concreti per sviluppo città

26 novembre 201913:44

– È online sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo il bando per la Capitale italiana della Cultura 2021. La Capitale italiana della Cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle Città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico.
“Dal 2014 – sottolinea il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini – da quando abbiamo avuto l’idea di istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici”.
Entro il 16 dicembre 2019 le città che desiderano candidarsi possono presentare una manifestazione di interesse, sottoscritta dal Sindaco, riportando i dati richiesti dalle linee guida allegate al bando. Su http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Mib bacUnif/Appalti/visualizza_asset.html?id=201566&pagename=230 è consultabile il bando. Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura” è conferito per la durata di un anno e la Città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018. Parma sarà la Capitale italiana della Cultura per il 2020.
Possono partecipare al bando i Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni che non abbiano partecipato alla selezione per la «Capitale italiana della cultura» per gli anni 2018 e 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maltempo: Franceschini, Art Bonus supera i 400 milioni di euro
Verso estensione al patrimonio ecclesiastico di Venezia e Matera

26 novembre 201913:53

– L’Art Bonus supera i 400 milioni di euro. L’agevolazione fiscale al 65% per le donazioni in cultura introdotta dal ministro Franceschini a fine 2014 è divenuta un modello in Europa per il mecenatismo culturale. “Questi dati dimostrano quanto questa misura stia funzionando e quanto i cittadini e le realtà economiche dei territori tengano alla cura del proprio patrimonio culturale. Per questo motivo nei giorni della forte ondata di maltempo che ha colpito Matera, Venezia e la sua laguna abbiamo avviato una iniziativa legislativa, accolta da un ampio sostegno parlamentare, per includere le chiese danneggiate dall’acqua alta e dal fango e detriti tra le realtà che possono fruire di questa forma di fiscalità di vantaggio” dice il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.
L’emendamento al decreto legge Sisma approvato la scorsa settimana dalla commissione bilancio del Senato che estende i benefici dell’Art Bonus al patrimonio ecclesiastico colpito dalla marea eccezionale nella laguna di Venezia e dal maltempo a Matera è ora all’esame dell’aula. Si tratta di un segnale di attenzione delle istituzioni ai beni storici, artistici e architettonici di due siti patrimonio mondiale dell’umanità.
Gli ultimi dati dell’applicazione dell’Art Bonus evidenziano che le donazioni si concentrano maggiormente nelle regioni del centro Nord, mentre la misura ancora fatica nel Mezzogiorno. A fronte dei 403 milioni di euro donati ci sono circa 13.300 i mecenati che in cinque anni hanno beneficiato oltre 2.200 realtà per un totale di oltre 3.400 interventi.

Clerici, torno con Zecchino, i bambini sono casa / VIDEO”a disposizione Rai”. Anche una prima serata in coppia con Conti il 7 dicembre

26 novembre 201919:29

“Non è un impegno è un divertimento, il modo dei bambini è sempre stato il mio, dai tempi di Ti Lascio una canzone che ho guidato per cinque anni. In questo caso voglio ringraziare Carlo Conti, mi è sempre stato vicino nei momenti difficili della mia vita, è un fratello, e anche dopo un momento di ‘stallo forzato’, ha dato l’occasione di ricominciare a sorridere”. Tutto pronto per la 62a edizione dello “Zecchino d’Oro”, che vede Antonella Clerici ritornare sull’ammiraglia del servizio pubblico sia nelle tre puntate pomeridiane del 4, 5 e 6 dicembre alle 16.50 con tutta la sua vivacità e dolcezza di mamma, in onda dall’Antoniano di Bologna, che nella puntata del 7, sempre su Rai1 in coppia questa volta con Carlo Conti, direttore artistico della kermesse canora per bambini per il terzo anno consecutivo, ma in questo caso all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO). Alla direzione musicale c’è il maestro Peppe Vessicchio. Il Coro dell’Antoniano è diretto da Sabrina Simoni e la Regia è di Maurizio Pagnussat. Dodici le canzoni inedite in gara con le quali il repertorio sale a 776 brani (i temi vanno degli animali ai sogni, dalla grammatica alle piccole difficoltà).  Sono 16 i piccoli interpreti. Conti: “La somma dell’età dei bambini è più bassa della somma della mia età e di quella di Antonellina che ne ha 30 ed è più giovane” (dice con la sua consueta galanteria). Poi il conduttore toscano sottolinea: “in gara ci sono le canzoni, non i bambini. Quest’anno le ho ascoltate contrariamente alle altre due precedenti ediizoni, erano tante: 860! Per fortuna ha collaborato con me mio figlio Matteo di 5 anni”. Accanto alla giuria dei bambini a votare le canzoni in gara ospiti speciali: Giovanni Allevi, Liciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Laura Chiatti, Claudia Gerini, Benji e Fede, Alberto Urso. Uno degli obiettivi principali dello Zecchino d’oro quello di sostenere l’Operazione Pane, finalizzata a garantire 150mila pasti da gennaio a dicembre 2020 in 15 mense francescane.
Clerici fa notare: “con l’Antoniano ci siamo sfiorati tantissime volte, senza mai collaborare. Le tagliatelle di Nonna Pina ad esempio è diventata un cult”. Poi Aggiunge: “Vi prometto un regalo, vedrete un Carlo Conti in una veste insolita, trascinato dalle mie gonne, che saranno coloratissime e in tema col look dei bambini”.
Durante la presentazione a Viale Mazzini del festival dei bambini dell’antoniano Clerici torna a ribadire circa il proprio futuro nell’azienda: “Io sono a disposizione della Rai, come si sa, la mia concentrazione è ora sul presente, sullo Zecchino. E poi su Telethon. Poi vedremo. Spero di fare in primavera un prime time, ho tante idee, non mi mancano. Sono qui, ma non dipende da me, non posso impormi da sola, vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi”. Nonostante la bionda e amata conduttrice abbia abbandonato da oltre un anno La prova del cuoco ciclicamente continuano a circolare indiscrezioni su un suo ritorno alla guida del cooking show di Rai 1. Clerici, replica decisa: “Non mi sembra corretto parlarne perché adesso ha una conduttrice, Elisa Isoardi; il programma è suo adesso.
Non ci penso proprio. E’ finita un’epoca”. “Potrei pensare di fare una cosa magari diversa. In futuro non so, tornare al daytime dipenderà da una serie di cose. Il mio contratto con Rai è in scadenza a giugno. Magari lo farò altrove, non ho idea proprio”. Tornando allo Zecchino: il 4 dicembre inizia la gara con l’ascolto di sei canzoni. Il 5 prosegue con l’ascolto delle altre sei. Il 6 dicembre vengono riascoltate le 12 canzoni in gara, in una versione ridotta. Il 7 dicembre sarà, invece, il giorno della finale in prima serata, condotta dalla coppia inedita per il piccolo schermo, Carlo Conti e Antonella Clerici che riporteranno in tv tutte le canzoni in gara, cantate dal vivo dinanzi a un pubblico. La 62° edizione dello Zecchino d’oro sarà disponibile anche su RaiPlay con una pagina dedicata per navigare nella piattaforma digitale della Rai fra le canzoni di ieri e di oggi su Rai1 dal 4 al 7 dicembre e avrà anche la possibilità di rivedere – già durante lo spettacolo – i video delle esibizioni dei piccoli cantanti e degli ospiti

Più libri, cresce ancora export diritti librari +8,7% nel 2019Da Osservatorio AIE e anche focus su mercato francese

6 novembre 201914:51

– C’è molta Italia in Europa. Anche nel 2019 si conferma il rafforzamento della vendita di diritti di edizione di autori italiani a case editrici straniere, con un aumento del +8,7% rispetto allo scorso anno. L’editoria italiana prosegue quindi la sua crescita all’estero: tra il 2001 e il 2019, infatti, i titoli venduti sono passati da 1.800 a 8.569. È quanto emerge dai dati 2019 dell’Osservatorio AIE sull’import-export dei diritti realizzati dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori che saranno presentati all’incontro’ Dalla vendita dei diritti, alle coedizioni, alle fiere internazionali. I tanti volti dell’export’, il 6 dicembre alle 10.30 in Sala Aldus a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, che si svolgerà dal 4 all’ 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
Ne parleranno, a partire dai dati, Pietro Biancardi (Iperborea), Emanuele Di Giorgi (Tunuè) e Giovanni Peresson (AIE), moderati da Mario Baudino (La Stampa).
Grande sarà l’attenzione sull’Europa. Ad aprire il programma professionale, strutturato in 21 appuntamenti, sarà un dibattito sull’editoria europea, che rappresenta più della metà del mercato mondiale del libro, e che permetterà di riflettere sul ruolo dell’editore moderno nell’attuale scenario continentale in relazione anche all’ecosistema che i nuovi player statunitensi del web stanno proponendo. Il convegno ‘Il ruolo degli editori nella costruzione dell’identità europea’ si svolgerà il 4 dicembre alle 14.30, sempre in Sala Aldus. Interverranno, moderati dal presidente di AIE Ricardo Franco Levi, Giuseppe Laterza (Laterza editore), Eric Vigne (Gallimard) e Peter Kraus vom Cleff (Rowohlt).
Di editoria europea si parlerà anche nell’incontro ‘Market focus sul mercato francese’, il 6 dicembre alle 14.30 in Sala Aldus.
Interverranno Claude Combet (Livres Hebdo) e Roberto Revello (Mimesis Edizioni) nel primo di una serie di appuntamenti che AIE organizzerà nel corso del 2020 in previsione del Salon du Livre di Parigi 2021, dove l’Italia sarà Paese ospite.

Tornano bandi per rassegne quotidiane 2020 Ravenna Festival’Giovani Artisti per Dante’ e ‘Vespri a San Vitale’

RAVENNA26 novembre 201914:53

– In attesa di svelare la 31/a edizione di Ravenna Festival, sabato 14 dicembre, la manifestazione rinnova i bandi per spettacoli e concerti destinati alle rassegne quotidiane nei Chiostri Francescani e a San Vitale. ‘Giovani artisti per Dante’ chiama la nuova generazione di creativi a misurarsi con l’eredità intellettuale, poetica e umana del Poeta che trascorse i propri ultimi anni a Ravenna. La maggioranza dei componenti del gruppo non deve superare i 35 anni, ma non ci sono limiti ai linguaggi performativi delle proposte (da presentare entro il 5 febbraio 2020). ‘Vespri a San Vitale’ è invece dedicato a solisti, cori, ensemble per musica sacra nella basilica bizantina patrimonio Unesco. Le proposte, senza limiti di età o provenienza e con particolare attenzione per repertori regionali e di rara esecuzione, devono pervenire entro il 30 gennaio. Spettacoli e concerti selezionati saranno prodotti dal Festival e inseriti nelle omonime rassegne tra 9 giugno e 12 luglio.
Con il settimo centenario della morte di Dante alle porte, nel 2021, per il quinto anno consecutivo Ravenna Festival – che della storia della città ha fatto la chiave di volta della propria identità – offre un omaggio al Poeta accanto alla sua Tomba. Anno dopo anno la rassegna compone un nuovo ritratto di Dante, in collaborazione con il Comune e grazie a Società Dante Alighieri. Nelle precedenti edizioni ‘Giovani artisti per Dante’ ha ospitato artisti come la compagnia Kepler452 o il coreografo Nicola Galli, ma anche incoraggiato collaborazioni con realtà culturali e formative del territorio, fra cui Cantieri Danza.
Grazie alla collaborazione con l’Opera di Religione dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, San Vitale – uno degli otto monumenti di Ravenna parte del sito Unesco – accoglierà invece un ricco e vario calendario di concerti. Negli anni sono arrivate proposte da tutta Italia ma anche da Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Russia; i programmi hanno spaziato da Hildegard von Bingen a Bach, a Arvo Part, ma anche offerto l’occasione per soffermarsi su compositori meno noti e repertori inusitati. Info: http://www.ravennafestival.org.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Libri: Donato Carrisi, il nuovo thriller ‘La casa delle voci’
In libreria il 2 dicembre per Longanesi

26 novembre 201914:54

– DONATO CARRISI, ‘LA CASA DELLE VOCI’ (LONGANESI, PP 400). ‘Donato Carrisi torna con ‘La casa delle voci’, un thriller che si muove sul terreno fragile e accidentato delle relazioni familiari, che sarà in libreria il 2 dicembre per Longanesi, a un mese dall’uscita nelle sale del suo secondo film ‘L’uomo del labirinto’ con Toni Servillo e Dustin Hoffman.
Lo scrittore, regista e sceneggiatore, mostra nel nuovo romanzo la partita che all’interno di ogni famiglia giocano le categorie di verità e finzione, realtà e illusione. Specialmente in quell’epoca della vita, l’infanzia, in cui i genitori sono la misura di ogni cosa.
Il protagonista è Pietro Gerber, uno psicologo ma non come gli altri, conosciuto a Firenze come l’addormentatore di bambini. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini che spesso hanno vissuto eventi drammatici o sono in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui la polizia si serve per le indagini.
Ma un giorno arriva in studio una paziente adulta, Hanna Hall, raccomandata da una collega australiana. La donna è tormentata da un ricordo che potrebbe non essere reale: un omicidio. Per capire se quel frammento di memoria, che risale a quando aveva dieci anni, corrisponde alla verità o è un’illusione, Hanna, che da bambina viveva felice nell’incantata “casa delle voci”, ha un disperato bisogno di Gerber. Ha visto o ha assistito a un omicidio? E’ lei l’assassina? Autore di bestseller internazionali, con ‘ La ragazza nella nebbia’, dal quale ha tratto il film omonimo, Carrisi ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente.

S. Cecilia, Dall’ Ongaro confermato presidenteManterrà la guida dell’ Accademia Nazionale fino al 2025

26 novembre 201916:01

– Michele Dall’ Ongaro è stato confermato Presidente-Sovrintendente dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Lo ha deciso l’assemblea degli accademici che gli ha attribuito un numero di voti superiore alla soglia dei due terzi necessari per la rielezione al primo turno. Dall’ Ongaro, che era stato nominato nel febbraio 2015 alla guida dell’ Istituzione, resterà in carica fino al 2025.
“Ringrazio i colleghi Accademici per aver rinnovato la fiducia nei miei confronti – ha detto – e vorrei condividere questo privilegio con il Maestro Pappano, l’Orchestra, il Coro, i dirigenti e tutti i dipendenti dell’Accademia per il contributo complessivo che ha permesso all’Istituzione di raggiungere risultati più che positivi e che mi auguro possano ancora migliorare in futuro”.
Michele Dall’ Ongaro, 62 anni, dopo gli studi al Conservatorio romano si è perfezionato in composizione con Aldo Clementi e direzione d’orchestra con Franco Ferrara. Ha collaborato come pianista con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Roma e con quella del Teatro dell’Opera di Roma e ha insegnato per circa vent’anni nei conservatori italiani. Dal 1985 ha iniziato la sua collaborazione con Radio-Rai. Dal 2000 al 2015 è stato il dirigente responsabile della programmazione musicale di Radio3 e, dal 2008, sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. E’ autore di numerosi saggi e testi dedicati alla musica. Nel 2012 il Presidente Giorgio Napolitano gli ha conferito il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2017 il Presidente Sergio Mattarella quello di Commendatore.

Ultimo libro Filippo Penati, storia amore e politicaLa sua famiglia in ‘L’uomo che faceva le scarpe alle mosche’

26 novembre 201920:05

FILIPPO PENATI,’L’UOMO CHE FACEVA LE SCARPE ALLE MOSCHE’ (LA NAVE DI TESEO)È un pezzo di storia d’Italia e un atto d’amore per i suoi genitori ‘L’uomo che faceva le scarpe alle mosche’, l’ultimo libro di Filippo Penati, l’ex presidente della provincia di Milano morto lo scorso 9 ottobre.
Edito da La Nave di Teseo, che lo scorso anno aveva pubblicato il primo romanzo di Penati, ‘La casa dei notai’, il libro in uscita il 28 novembre è il racconto, narrato dallo stesso autore, della storia dei suoi genitori, Elena e Pep, e delle loro vite durante la guerra. Vite che non potrebbero essere più diverse: lei, Elena, siciliana, ha vissuto nell’isola fino alla fine della Seconda guerra mondiale per poi raggiungere, insieme alla madre e alle sorelle, il padre, emigrato a Milano in cerca di un futuro migliore. Lui, milanese, lavora alla Garelli, quella del Mosquito, dove è un tornitore così bravo da riuscire – si vanta lui – a fare le scarpe alle mosche. Il Pep è antifascista, come il padre Pippo. Membro del comitato segreto di agitazione che organizza clandestinamente alla Breda un grande sciopero generale, il Pippo viene prelevato pochi giorni dopo e deportato per Mauthausen. “Alla Breda – scrive Penati – furono centonovantanove quelli presi nei rastrellamenti e deportati per rappresaglia a seguito dello sciopero generale. Di loro solo ottantasette fecero ritorno”. Il Pippo non fu tra questi e solo molti anni dopo, in compagnia del figlio Filippo e del nipote, il figlio Pep trovò la forza di andare a Mauthausen a piangerlo.
Erano tempi durissimi, ma anche di grande solidarietà: “Dalla deportazione del Pippo fino alla fine della guerra, ogni mese passò da casa, qualcuno del “soccorso rosso” che, sfidando anche il coprifuoco, lasciava dietro la porta un pacco con poche cose da mangiare. Quel pacco, seppure così povero, era molto importante perché diceva loro: “Non siete soli”. Quando arriva la chiamata alle armi, il Pep diserta e si dà alla macchia, nascondendosi nelle campagne vimercatesi per sei mesi, dormendo dove capita e mangiando quel poco che gli passano i contadini.
Torna a casa il 26 aprile e da allora a casa Penati il 25 aprile si festeggia tutti insieme, con un pranzo che nemmeno quello di Natale, che si chiude con un brindisi alla libertà. Per il Pep “Era un giorno – si legge – in cui fare festa e da condividere con le persone a lui più care. Ci riunivamo tutti a casa sua per pranzo e più eravamo, più lui era soddisfatto. Il menù preparato dalla Elena era, appunto, lungo come quello dei pranzi natalizi e si finiva sempre con lo spumante, con i calici alzati per un brindisi alla libertà e alla pace”.
Elena e il Pep si sposano il 28 ottobre 1950, ma celebrano il loro anniversario il 29, per non festeggiare il giorno della marcia su Roma. Il giorno delle nozze, quando Elena fa il suo ingresso alla curt del Cairo, il caseggiato operaio dove è cresciuto il suo Pep, il suo primo gesto è lasciare un mazzo di fiori sulla lapide a ricordo del suocero mai conosciuto.
Dopo la guerra la Garelli è in crisi, i soldi a casa scarseggiano, il Pep va a un colloquio alla Ercole Marelli e quando il direttore gli chiede che giornale legge non esita a rispondere: ‘L’Unità’ e spiega: “Abbiamo lottato vent’anni per la libertà e ognuno legge il giornale che vuole.” Quella frase gli costa il posto ma, come dice alla sua Elena: “Stai tranquilla Elenin…vedrai che noi ce la caveremo anche questa volta”. Si chiude così questo libro che inizia con il narratore che accompagna all’ospedale l’anziana madre, e che non può che lasciare la sensazione di una sorta di testamento di Penati, portato via da un tumore che ha sempre legato alla sua vicenda giudiziaria, da cui uscì in parte prescritto e in parte assolto per tutte le accuse. Ora esce questo libro, che è una storia di amore e di politica, di dolori e di lotte, ma anche di speranza, come sottolinea la frase che lo conclude.

Raf duetta con il figlio D’Art in SamuraiSamuele Riefoli in arte D’Art, “entusiasmante lavorare insieme”

6 novembre 201916:37

– Duetto in casa per Raf, che nel nuovo brano Samurai canta con il figlio Samuele, in arte D’art. La canzone (Girotondo Srl/Sony Music Italy), già disponibile sulle piattaforme, parla di come sia difficile a volte affrontare la vita, di come ci si trovi quotidianamente a fronteggiare le difficoltà e di come, proprio come i Samurai, bisogna combattere per i propri obbiettivi e per il bene della comunità.
“Samurai nasce da uno spunto musicale che mi ha fatto ascoltare un mio collaboratore, bassista degli Apres La Classe, Valerio Bruno, in arte Combass – racconta Raf – che io poi ho sviluppato, mentre per il testo io e Samuele ci siamo ispirati alla “The Lone Wolf” un telefilm degli anni 90 che parla di un samurai che non era al servizio di nessun padrone e girava insieme a suo figlio e affrontavano insieme una serie di vicissitudini, sempre a favore di ciò che ritenevano giusto”.
“Quando mio padre mi ha proposto di collaborare con lui e scrivere con lui questo brano per me è stata la realizzazione di un sogno – racconta D’Art -. Passare del tempo con lui, scrivere il testo e lavorare sulle melodie e sulla realizzazione di questo progetto è stato entusiasmante. Lui sarebbe stato un idolo per me anche se non fosse mio padre, è uno dei pochissimi cantanti pop italiani che ascolto, per il resto ascolto musica Hip Hop, trap americana e qualcosa di nostrano. Essere tenuto a battesimo da lui in questo esordio nel mondo della musica e avere la sua stima è il regalo più grande”.

Selezionati finalisti alla terza edizione premio “La Cava”Sono Cinzia Leone, Matteo Meschiari e Nadia Terranova

BOVALINO26 novembre 201916:54

Cinzia Leone con “Ti rubo la vita” (Mondadori), Matteo Meschiari con “L’ora del mondo” (Hacca) e Nadia Terranova con “Addio fantasmi” (Einaudi) sono i finalisti alla terza edizione del Premio Letterario Mario La Cava. Trentasette le opere in concorso al Premio, declinato sul tema “Il viaggio. Percorsi vissuti, narrati e immaginati”, organizzato dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario “La Cava”, con il patrocinio della Regione e il contributo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri. La giuria tecnica (Andrea Di Consoli, Stefano Ercolino, Marco Gatto, Loredana Lipperini e Vito Teti) dopo la designazione dei finalisti decreterà l’opera vincitrice il 14 dicembre nella cerimonia di premiazione. Premio speciale “La Melagrana” a Walter Pedullà, autore di saggi sulla letteratura italiana e meridionale in particolare. Nella stessa serata il Caffè Letterario La Cava assegnerà un riconoscimento all’opera più votata dai lettori che fanno parte del circolo.

Europa al centro della Fiera del libro di LubianaItalia presente con Elisabetta Sgarbi e suo film

LUBIANA26 novembre 201916:54

E’ l’Europa l’ospite d’onore della Fiera del libro di Lubiana, la cui trentacinquesima edizione è stata inaugurata oggi alla presenza del primo ministro Marjan Sarec.
Il presidente della fondazione organizzatrice (SKS), Zdravko Kafol, ha ricordato che la scelta dell’Europa è un segnale di come l’evento intenda essere al passo con quanto accade nel mondo, e la scelta di ricordare Valentin Vodnik, uno dei più grandi rappresentanti dell’Illuminismo sloveno, in occasione del 200° anniversario della sua morte, è un modo per ricordare il movimento culturale, politico, e filosofico che rappresenta “la pietra angolare dell’era moderna nella cultura europea”.
ll programma è stato preparato in collaborazione con l’Associazione degli istituti culturali nazionali (Eunic) e con la rappresentanza della Commissione europea in Slovenia.
L’Italia sarà presente con Elisabetta Sgarbi, che interverrà in un dibattito legato alla proiezione del suo film “L’altrove più vicino”, pellicola del 2017 sulla Slovenia vista attraverso i racconti e i ricordi, fra gli altri, di Claudio Magris, Paolo Rumiz, e del poeta ceco Alojza Rebula.
Fra gli altri ospiti l’autore irlandese Jack Harte, l’artista grafico, illustratore e scrittore ungherese nato in Slovenia Róbert Farkas, che scrive racconti e poesie in tedesco e sloveno, l’autrice di spettacoli teatrali, racconti e romanzi Véronique Olmi, e il poeta, scrittore e traduttore spagnolo José Morella. In calendario anche una tavola rotonda sulla piccola editoria in Europa, cui parteciperà anche l’udinese Bottega Errante Edizioni.

‘Chef in camicia’ da tv ad Amazon Prime VideoDal 28/11 i primi 5 episodi con Nicolò, Andrea e Lello

26 novembre 201916:41

– La serie ‘Chef in Camicia’, che vede protagonisti tre amici d’infanzia, oggi chef e food influencer affermati, impegnati a mettere alla prova il palato e il loro rapporto, sbarca su Amazon Prime Video pochi giorni dopo la fine del programma sul canale Alpha, tornando così al mondo in cui sono nati dopo l’insolita parentesi televisiva: il web.
Da giovedì saranno disponibili sulla piattaforma i primi 5 episodi del format che vede Nicolò, Andrea e Lello sfidarsi tra loro in un viaggio tra ristoranti e bistrot milanesi alla ricerca del miglior modo per cucinare e del miglior posto in cui consumare alcuni semplici ingredienti tipici della cucina italiana contemporanea. I 5 episodi rimanenti saranno invece online a partire dal 15 dicembre. In ogni episodio dello show, omonimo della media company da oltre 2 milioni di seguaci sui social, i tre cuochi visitano altrettanti ristoranti, noti per avere l’ingrediente protagonista della puntata al centro del loro menù.
Ciascuno chef presenta uno dei tre locali, diventandone ambasciatore, per dar vita ad una gara tra amici senza esclusione di colpi tra piatti, commenti, battute e degustazioni, con l’unico obiettivo di vincere la puntata. Gli ingredienti sui quali si danno battaglia i ristoranti nei primi cinque episodi sono: il pomodoro, la carne di manzo, il gambero, il riso e il peperoncino. Seguiranno a dicembre patate, gorgonzola, salmone, pollo e uova.

Black friday? c’è chi dice no e lancia green fridayDa maglia ‘emmobasta’ a invito a circolarità contro sovraconsumo

26 novembre 201917:05

– Black Friday? C’è chi dice no. E’ categorico quello di Ecoalf, azienda che trasforma in tessuti materiali di scarto come le reti da pesca, e spiega: “come parte della nostra filosofia, noi non parteciperemo al black friday.
Abbiamo bisogno di essere consapevoli e creare meno rifiuti.
Riparare, scambiare, donare e riciclare sono soluzioni semplici che possiamo adottare come individui”.
Rifò, giovane brand pratese di moda ecosostenibile, al posto del Black Friday, lancia il Green Friday: per tutta la settimana devolverà 5 euro per ogni prodotto acquistato, contribuendo alla raccolta fondi di Fashion Revolution, il movimento internazionale per cambiare radicalmente il modo nel quale i vestiti vengono prodotti e acquistati. Vestiaire Collective, sito web leader nella rivendita di articoli di moda e lusso vintage, invita invece i suoi clienti a partecipare alla sfida della circolarità, incoraggiandoli a vendere articoli da venerdì a domenica in cambio di un voucher da spendere entro il 31 dicembre.

A Roma capolavori di Roads of Arabia, archeologia e arte450 rarità dal Neolitico al XX secolo al Museo Nazionale Romano

26 novembre 201917:13

– Dalla testa di statua monumentale della dinastia lihyanita del V-II secolo avanti Cristo alla maschera funeraria in oro del I secolo dopo Cristo. E poi collane con perle, turchesi e rubini, frammenti di pitture parietali variopinte e tante altre meraviglie dal Neolitico al XX secolo provenienti dall’Arabia Saudita. E’ stata inaugurata dal ministro Dario Franceschini e dal suo omologo saudita Badr Bin Abdullah Bin Mohammed Bin Farhan Al-Saud la mostra Roads of Arabia, che dopo 16 tappe internazionali tra cui quelle al Louvre e all’Ermitage, sbarca nelle sale delle Terme di Diocleziano al Museo Nazionale Romano dove sarà aperta dal 28 novembre al 1 marzo 2020.
Oltre 450 manufatti rari, che come sottolinea la soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma Daniela Porro sono stati scelti “tra centinaia di reperti provenienti dalle ricerche archeologiche condotte nel Regno dell’Arabia Saudita negli ultimi tre decenni del secolo scorso da specialisti sauditi e stranieri, ivi compresa l’importante attività della missione archeologica italiana.
“Le terme di Diocleziano sono un luogo che ha una grande magia – aggiunge Alda Fendi, che con la sua fondazione ha supportato l’evento mentre Saudi Aramco è l’exclusive sponsor – e unisce queste due culture. Ormai da 20 anni abbiamo un po’ l’ambizione di portare la cultura nel mondo perché pensiamo che la cultura è democrazia e libertà e va portata in tutti i Paesi. Abbiamo avuto grandi riconoscimenti in questo periodo, abbiamo fatto un accordo con l’Ermitage, Macron mi ha conferito la Legion d’onore e siamo candidati a un grandissimo premio in America per la cultura italiana”.
Su museonazionaleromano.beniculturali.it e roadsofarabia.sa tutte le informazione mentre l’hastag è #roadsofarabia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bill Cosby, nessun rimorso se torno libero
Prima intervista dal carcere di ex papa’ d’America

NEW YORK26 novembre 201920:00

“Se avrò la libertà condizionata non aspettatevi di sentire da me che provo rimorso”. Bill Cosby è perentorio nella sua prima intervista dal carcere dopo la condanna lo scorso settembre per abusi sessuali aggravati.
L’ex papa’ d’America, 82 anni, si trova in una prigione della Pennsylvania dove sta scontando da tre a dieci anni di carcere e prevede di scontare l’intera sentenza. Cosby continua a dichiararsi non colpevole e dice che non ammetterà mai qualcosa che non ha commesso. Ha anche aggiunto che tutti i processi sono stati una farsa, del tutto ingiusti.
“E’ stato tutto orchestrato – ha detto nell’intervista – la giuria, erano degli impostori”, alludendo anche ad un potenziale giurato che per caso sentì dire ad un giurato, ‘E’ colpevole, possiamo tutti andare a casa’.

a Milano ‘Vera’, documentario su Vera JarachMadre di Plaza de Mayo, nonno morto in lager, figlia assassinata

MILANO26 novembre 201917:24

– Invita a riflettere sul tema della memoria il documentario “Vera” della regista argentina Manuela Irianni, che sarà presentato il 5 dicembre a Milano. Vera Jarach è una madre di Plaza de Mayo, italiana, ebrea. Suo nonno muore ad Auschwitz nel 1943. Sua figlia, Franca Jarach, viene assassinata dalla dittatura civile-militare argentina a Buenos Aires, nel 1976. La storia personale di Vera si interseca, nel documentario, al discorso pronunciato da Julio Cortázar al “Colloquio di Parigi” del 1981, Negazione dell’oblio, e alle testimonianze di dodici persone che condividono con lei aspetti della loro identità.
“Vera ricorda che da bambina, nella sua prima infanzia, sua madre – dice la regista Manuela Irianni – le raccontò del genocidio armeno. Qualche anno dopo, quando Mussolini stabilì le leggi razziali in Italia, fu espulsa dalla scuola che frequentava a Milano perché ebrea, e nello stesso tempo dovette emigrare con la famiglia in Argentina per sopravvivere. Suo nonno rimase in Italia e finì ad Auschwitz. Già donna matura, intorno ai 50 anni, ha subito il rapimento e l’assassinio della figlia Franca, per mano della dittatura civile-militare argentina. Tre genocidi percorrono la vita di questa donna. Come non raccontare la sua storia? Come non collegarla alle migliaia di persone che oggi subiscono migrazioni forzate o gli omicidi dei loro figli e figlie? Vera dice sempre: “Mai più silenzio”, questo documentario cerca di essere in linea con quell’idea.
Perché non ci sia silenzio, qualcuno deve parlare, e perché qualcuno parli, qualcun altro deve ascoltare”.
Il 5 dicembre alle 20, presso il Negozio Civico Chiamamilano, il documentario verrà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano, alla presenza della regista. L’ingresso è gratuito, l’invito a partecipare è rivolto a tutti.

Cinema: a Bologna ‘Ce l’ho corto film festival’Dal 28 al 30 novembre al teatro San Leonardo

BOLOGNA26 novembre 201918:03

– Dare visibilità a cortometraggi di giovani autori e creare momenti di confronto sul cinema: è ‘Ce l’ho corto film festival’, a Bologna dal 28 al 30 novembre al teatro San Leonardo. Diverse le sezioni previste, tra cui la quella internazionale, il porno e il contest. Al bando internazionale hanno partecipato oltre 200 titoli, tra animazione, documentari, e cinema sperimentale da tutta Europa, oltre a Usa e Cina.
Una giuria assegnerà un premio di distribuzione. Per la sezione internazionale, tra gli altri, l’australiano Charles Williams con ‘All these creatures’, Vito Palmieri con ‘Da Teletorre19 è tutto!’ girato nel quartiere Bolognese Pilastro, lo svedese ‘Isle of Capri’, il francese ‘Oranges’ e il serbo ‘Passage’. La sezione ‘Ce l’ho porno’, a cura del collettivo ‘Inside porn’ undici corti selezionati inferiori a 30′, dà spazio a diversi linguaggi e modalità di messa in scena per la necessità di parlare di una pluralità di sessualità, con temi quali il rapporto con il corpo e l’affettività.

Arte: in mostra a Rimini ‘Madonna Diotallevi’ di RaffaelloIn autunno al Museo della Città. Tela in arrivo da Berlino

BOLOGNA26 novembre 201918:38

– Torna a Rimini la ‘Madonna Diotallevi’ dipinta da Raffaello Sanzio e appartenuta fino all’Ottocento alla collezione del romagnolo Audiface Diotallevi da cui prende il nome. La tela arriverà in prestito dai musei statali di Berlino, dove è in corso un’esposizione dedicata al maestro urbinate e sarà al centro di una esposizione temporanea al ‘Museo della Città ‘di prevista per l’autunno del 2020, nel pieno delle celebrazioni per i 500 anni della morte del pittore marchigiano.
Le date ipotizzate per la mostra, ancora da ufficializzare – spiega una nota dell’Amministrazione comunale riminese – prevedono l’inaugurazione per sabato 17 ottobre 2020 nell’ambito della 22esima edizione del Festival del Mondo Antico, per proseguire fino al 10 gennaio 2021.
All’opera – considerata uno dei più importanti dipinti giovanili di Raffaello – atteso a Rimini dopo 178 anni, sarà dedicato un volume a cura dello storico dell’arte Giulio Zavatta, consulente scientifico del progetto espositivo.

Musei: a Baltimora il 2020 è all’insegna delle donnePer un anno comprera’ e mostrerà solo opere di artiste

NEW YORK26 novembre 201918:43

– Nel 2020 le donne occuperanno il Museum of Arts di Baltimora. Famoso per i suoi Matisse, il prossimo anno il museo adiacente al campus di Johns Hopkins comprera’ solo opere di artiste donne e organizzerà almeno venti mostre dedicate a artisti che si identificano con il pronome “she”.
L’obiettivo e’ di colmare un gap che vede nelle collezioni solo il 4% dei pezzi firmati da donne e farlo in un anno importante: nel 2020 si celebreranno i 100 anni dell’Equal Right Amendment che permise alle donne americane di votare per la prima volta.
A dar vita al progetto “Vision 2020” del museo e’ stato il direttore Christopher Bedford, uno scozzese da tre anni al timone: “Non ha paura di nulla, si muove alla velocità della luce e dice quello che non osiamo dire”, lo ha descritto Betsy Bradley, la sua collega al Mississippi Museum of Arts.
L’anno scorso Bedford aveva creato polemiche vendendo opere di maschi bianchi come Andy Warhol, Robert Rauschenberg e Franz Kline per comprare opere di minoranze sottorappresentate. “Non basta acquistare un dipinto di un’artista nera e appenderlo accanto a un Mark Rothko,” aveva detto all’epoca il direttore: “Per correggere lo squilibrio serve un intervento radicale sul Dna del museo”.
Intanto una installazione di Mickalene Thomas, che ha aperto il 24 novembre, ha cambiato letteralmente la facciata del museo trasformandola in un isolato delle tipiche case a schiera di Baltimora. La lobby e’ stata ridecorata per evocare un salotto anni settanta, perfino i custodi si sono tolti la divisa per indossare abiti d’epoca disegnati dalla Thomas e dallo stilista José Durán.
Il museo di Baltimora non e’ il solo che sta cercando di riequilibrare gli allestimenti prendendo le distanze dal “canone occidentale” della tradizione. A New York il nuovo corso intrapreso dal MoMA dopo la ristrutturazione va nella stessa direzione con un riposizionamento di artiste fino a poco tempo fa trascurate come Joan Mitchell o Helen Frankenthaler, ma almeno 60 altri musei negli Usa si sono impegnati nel 2020 a dedicare mostre a artiste donne, anche se non nel modo cosi’ radicale del progetto di Bedford.
Intanto perfino al Met i segni del nuovo corso sono chiaramente visibili: oltre la facciata del museo piu enciclopedico degli Usa, occupata da settembre dalle cariatidi dell’artista americana ma nata in Kenya Wangechi Mutu, dal 19 dicembre nell’atrio del museo sulla Quinta Strada saranno appesi due dipinti monumentali dell’artista nativo-americano Kent Monkman, uno dei quali rivisita l’iconico olio del 1851 “Washington Crossing the Delaware” mettendo al centro popoli indigeni tra cui “Miss Chief Eagle Testickle”, l’alter ego dall’identita’ di genere fluida dell’ artista.

Colpiti al cuore, anni di piombo e cinemaA Festa Mobile il documentario di Alessandro Bignami

26 novembre 201919:59

C’è stato un tempo in cui realtà e cinema correvano insieme, un’epoca felice nonostante terrorismo e anni di piombo. Il bel documentario ‘Colpiti al cuore’ di Alessandro Bignami, passato oggi al Torino Film Festival, racconta questo con dentro tanta nostalgia di un’Italia che non c’è più e dove politici, registi, sindacalisti erano di un’altra pasta. Un’epoca che il cinema ha raccontato, anticipato, evocato, con autori che vanno da Elio Petri a Gianfranco Rosi, da Marco Tullio Giordana a Gianni Amelio fino a Marco Bellocchio.
A cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana arrivano così le testimonianze di Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana che si trovavano casualmente a Milano quel 12 dicembre del 1969.
Scorrono poi sullo schermo i tanti film intrisi di quel tempo, da ‘Le mani sulla città’ di Francesco Rosi a ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ di Elio Petri (uscito subito dopo la strage, ma del tutto profetico). Un’opera che lo stesso Petri in una intervista d’archivio definisce “politica, ma solo perché popolare”. E in quegli anni, fa notare il documentario, anche il film di genere trasudavano della realtà in cui erano immersi. Non solo gli spaghetti western come ‘Giù la testa’ o ‘Vamos a matar companeros’ avevano al loro interno un’anima, rossa, rivoluzionaria, rappresentando, tra l’altro, l’eterna guerra tra poveri e ricchi. Ma anche i cosiddetti polizzioteschi non erano da meno come La polizia ringrazia, con una polizia in sofferenza per non poter agire contro criminalità e terroristi come vorrebbe.
Non mancano, tra tante voci di cineasti, la testimonianze dello storico Giovanni De Luna e quelle dello scrittore Giuseppe Genna. Passano poi le immagini di Buongiorno notte di Bellocchio che il regista commenta parlando della “disumanità totale” delle Br. E ancora nel docu, Marco Tullio Giordana che, con lucidità da storico, spiega come l’uccisione di Aldo Moro creò una vera e propria frattura nella sinistra mai ricucita. Arrivano infine gli anni Ottanta con tanto di riflusso che portano in sala film come Il cacciatore dove i khmer rossi sono dei ‘cattivi’.

The New Pope, dal 10 gennaio su Sky la serie di SorrentinoCon Jude Law e John Malkovich

26 novembre 201919:55

l 10 gennaio 2020 debutterà in esclusiva per l’Italia, su Sky Atlantic e Now TV, The New Pope, la serie creata e diretta dal Premio Oscar© Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich. Diffuse oggi nuove foto e il poster ufficiale. Una serie originale Sky-Hbo-Canal +, è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte del gruppo Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Il distributore internazionale è Fremantle.
Pio XIII (Jude Law) è in coma. E dopo una parentesi imprevedibile quanto misteriosa, Voiello riesce a far salire al soglio pontificio Sir John Brannox (John Malkovich), un aristocratico inglese moderato, affascinante e sofisticato che prende il nome di Giovanni Paolo III. Il nuovo Papa sembra perfetto, ma cela fragilità e segreti. Capisce subito, inoltre, che sarà difficile prendere il posto del suo carismatico e illustre predecessore, mentre in Vaticano, Voiello fatica a gestire una Chiesa aggredita da scandali – che rischiano di travolgere in modo irreversibile le alte gerarchie – ma anche da minacce esterne; Sofia ed Esther si rivelano molto diverse da quello che appaiono e il Cardinal Guiterrez continua a combattere contro le sue contraddizioni. Alcuni fedeli, poi, cominciano a idolatrare Pio XIII che, dal suo letto di ospedale, inizia a lanciare strani messaggi. Fino a quando… THE NEW POPE, scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano. Tutti i nove episodi sono diretti da Paolo Sorrentino.
Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar© Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in The Young Pope. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir, Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.

Tff: nel primo week end incassi e presenze in linea con 2018Dati definitivi saranno comunicati al termine manifestazione

TORINO25 novembre 201920:20

– I dati del primo week end del Torino Film Festival si confermano in linea con quelli del primo week end della scorsa edizione, sia per quanto riguarda gli incassi (163.500 contro i 164.000 dello scorso anno) sia per quanto riguarda il numero di biglietti abbonamenti e pass giornalieri. Lo rendono noto gli organizzatori. I dati definitivi – spiegano – saranno forniti nei giorni successivi al termine della manifestazione, quando sarà disponibile un quadro completo dell’andamento dei dati delle biglietterie e delle presenze del pubblico.

Netflix salva il Paris, l’ultimo monosala di NYStorica sala diventa base per aspirazioni Oscar

NEW YORK26 novembre 201916:16

– Mentre continuano le trattative per l’acquisto dell’Egyptian Theatre a Los Angeles, Netflix “salva” il Paris, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan garantendo un trampolino di lancio per le sue aspirazioni agli Oscar. Il colosso dello streaming che sta cambiando il modo di fare e fruire il cinema ha annunciato la firma di un contratto di affitto a lungo termine per mostrare i suoi film nella storica sala a pochi passi dal Plaza Hotel inaugurata nel 1948, presente al taglio del nastro Marlene Dietrich e che in agosto aveva chiuso i battenti, sembrava allora per sempre.
L’uso dello schermo del Paris per mostrare dal 6 novembre il nuovo film di Noah Baumbach, “Marriage Story” (Storia di un matrimonio) con Adam Driver e Scarlett Johannson, non e’ stato dunque una ‘una tantum’. “Dopo 71 anni, la tradizione del Paris continua e il cinema resta la meta per una esperienza cinematografica unica nel suo genere”, ha detto il capo del content di Netflix Ted Sarandos annunciando l’accordo che “preserva un’istituzione storica di New York e una casa per gli amanti del cinema”.
Il Paris ha alle spalle una storia importante: nato per mostrare soprattutto film stranieri, ha introdotto il pubblico americano ai capolavori di Roberto Rossellini, Federico Fellini, Pietro Germi e Franco Zeffirelli. L’accordo e’ stato raggiunto con Sheldon Solow, un magnate del cemento proprietario, oltre che del Paris, di numerosi grattacieli a Manhattan. L’estate scorsa Solow non aveva rinnovato l’affitto a City Cinemas, la catena che aveva ereditato la gestione del Paris: il ‘canto del cigno’ era stato il documentario di Ron Howard su Luciano Pavarotti.

Listino 01 da Pinocchio a Diabolik, da Hammamet a MorettiDel Brocco “storie forti con un forte nucleo narrativo”

26 novembre 201919:59

Numeri favorevoli e toni piu che soddisfatti da parte di Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, nel presentare a Torino il listino di 01. Una serie di film davvero monstre dove campeggiano titoli come l’atteso PINOCCHIO di Matteo Garrone (presentato in apertura e in uscita il 19 dicembre) ; FREAK OUT di Gabriele Mainetti; HAMMAMET di Gianni Amelio di cui si sono viste le prime immagini; GLI ANNI PIÙ BELLI l’ultimo film di Gabriele Muccino (in sala dal 13 febbraio) e, infine, DIABOLIK di Manetti Bros con una ricostruzione perfetta degli anni Sessanta compresa ovviamente la Jaguar Coupé E Type nera.
Sul fronte numeri 01 resta il primo distributore nazionale dopo Walt Disney e Warner, al terzo posto per incassi e presenze prima di Fox e Universal. Sono poi 27 milioni i biglietti venduti da gennaio 2017 a dicembre 2019 per circa 170 milioni di box Office. E questo per un totale di 95 titoli distribuiti.
Crescono poi anche gli investimenti: nell’ultimo triennio si aggirano sui 220 milioni di euro per la produzione di circa 200 film di cui 100 opere prime e seconde e 120 documentari. Rai Cinema poi nel segno del pluralismo produttivo ha lavorato dal 2017 al 2019 con 210 società di produzione.
Per Del Brocco questo listino si caratterizza “per le storie forti con un forte nucleo narrativo”. È il caso di tre piani di Nanni Moretti che per la prima volta si mette dietro la macchina da presa con una storia non sua, ma tratta invece dal romanzo di Eshkol Nevo.
Nel listino anche IL MATERIALE EMOTIVO di Sergio Castellitto scritto insieme a Margaret Mazzantini da una sceneggiatura originale di Ettore Scola e interpretato dal regista insieme a Bérénice Bejo.
Non mancano le commedie, anche se, specifica Del Brocco, mostrano un po’ la corda rispetto agli anni precedenti. Troviamo così DIVORZIO A LAS VEGAS di Umberto Riccioni Carteni; GLI INFEDELI di Stefano Mordini con Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio alle prese nel negare i loro reiterati tradimenti. C’è poi RITORNO AL CRIMINE di Massimiliano Bruno con la squadra collaudata del primo film ‘Non ci resta che il crimine’.
Forti, nel listino 2020 anche i titoli internazionali. Tra tutti il nuovo film di Martin Scorsese, KILLERS OF THE FLOWER MOON con Robert De Niro e Leonardo DiCaprio ambientato nel 1920 e tratto dal libro di David Grann. L’Italia ha detto con orgoglio Del Brocco “è l’unico paese al mondo in cui un film della Paramount di questo calibro viene distribuito da noi e non da una major”.
Sempre dall’estero arriva un film che farà discutere come BOMBSHELL – LA VOCE DELLO SCANDALO ispirato alla vera storia di Roger Ailes presidente e CEO di Fox news denunciato per molestie da tre giornaliste dell’emittente televisiva e in seguito licenziato.
Ma tra le tante immagini presentate oggi a Torino, quelle che hanno colpito di più sono sicuramente quelle di HAMMAMET di Amelio in uscita il 9 gennaio (rpt: 9 gennaio), in occasione del ventesimo anniversario della morte di Bettino Craxi. Due le scene fatte vedere con un Craxi/Favino ‘fotocopia’ per aspetto, voce e postura: la prima con il segretario di un Partito Socialista già sotto inchiesta che discute polemicamente , in un sala convegni piena di garofani, con Vincenzo Balzamo, l’allora tesoriere del partito. Nella seconda scena siamo invece ad Hammamet con Bettino Craxi che parla sul lungomare con il giovane Luca Josi, ex segretario dei giovani socialisti. Arriva un pullman di turisti italiani. Riconosciuto Craxi si avvicinano a lui, lo minacciano, gli chiedono dove ha nascosto il tesoro. E lui, senza alcuna paura, replica volete i soldi? Gli unici che ho sono le monetine che mi avete lanciato davanti l’albergo”.

Il Bodini alla poetessa Antonella Anedda Riconoscimento per ‘Historiae’ sarà consegnato il 6/12 nel teatro Apollo a Lecce

LECCE26 novembre 201914:33

Con la raccolta Historiae (Einaudi), che guarda “agli ultimi nella scala sociale”, la poetessa Antonella Anedda è la vincitrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale ‘Vittorio Bodini’, promosso dall’omonimo Centro Studi in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia e Comune Lecce, e Università del Salento.
Antonella Anedda, romana di origini sarde, nella raccolta Historiae si occupa anche delle tragedie dei migranti annegati nei nostri mari, o di chi cerca avanzi di cibo nei cassonetti dei rifiuti. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 dicembre nel Teatro Apollo di Lecce con una serata, condotta da Carlo D’Amicis, sul tema ‘Dopo la luna’.
Poeta, narratore, critico, operatore culturale, ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola, Vittorio Bodini è nato a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi, ed è scomparso a Roma nel 1970. Tra i più significativi e originali scrittori italiani del Novecento, Bodini è il poeta della luna che quest’anno festeggia mezzo secolo da quando l’uomo riuscì a raggiungerla. Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, oltre alla vincitrice, anche anche l’astrofisica Patrizia Caraveo, l’antropologo Marino Niola, il saggista e critico letterario Andrea Cortellessa. Ci saranno poi il maggiore studioso dell’opera di Bodini, Antonio Lucio Giannone, e la presidentessa della giuria del Premio Bodini, Anna Dolfi.

Fumetto: Krug, Alagbè e Reynolds ospiti a ‘Bilbolbul’Festival fumetto in programma a Bologna dal 29/11 all’1/12

OLOGNA25 novembre 201920:18

La tedesca Nora Krug, il franco-beninese Yvan Alagbè e l’inglese Chris Reynolds saranno gli autori ospiti a BilBObul, il Festival del fumetto in calendario a Bologna dal 29 novembre all’1 dicembre. Emilio Varrà, presidente dell’associazione Hamelin che organizza, spiega che “la manifestazione chiama a raccolta autori e autrici che hanno lavorato, con stili e sguardi differenti, sullo spaesamento, tema di questa edizione, diventando non solo una vetrina per le migliori produzioni del fumetto d’autore, ma l’orizzonte entro cui leggere alcune problematiche del presente, per un progetto culturale multidisciplinare”.
In calendario, in vari spazi del centro storico con quartier generale alla Sala Borsa, mostre, incontri con gli autori, laboratori e proiezioni, ed attività per i ragazzi e per le scuole. Un omaggio al maestro del fumetto seriale sarà la mostra ‘Alberto Breccia. Il signore delle immagini’, dedicata all’artista argentino (1919-1993) amato da Eco e Del Buono, e curata da Daniele Brolli.

Moccia, 5/12 La ragazza di Roma Nord con contributi fan32 delle 350 pagine firmate da vincitori Cantiere delle storie

5 novembre 201918:53

FEDERICO MOCCIA, ‘LA RAGAZZA DI ROMA NORD’ (SEM) –  Sarà in libreria il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’, il nuovo romanzo di Federico Moccia pubblicato dalla casa editrice Sem. Inedito esperimento narrativo che ha visto coinvolti lettori e aspiranti scrittori, l’elaborazione del romanzo è stata accompagnata dal lancio di un ‘Cantiere delle storie’ (www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori. Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di Sem, fanno parte ora de ‘La ragazza di Roma Nord’ e i loro autori firmano con Federico questo nuovo romanzo con un contributo in totale di 32 pagine sulle 350 dell’opera che ha in copertina un lucchetto rosso.
Sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Giacomo Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona dove si trova Sara, la sua ragazza.
Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma però sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza e cominciano a parlare. La sintonia cresce, ma luipensa sempre e solo a Sara e le racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia inizia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.

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