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ALLE 13:41 DI LUNEDì 02 DICEMBRE 2019

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Cgia, penultimi per investimenti esteri
20,5% del pil, solo la Grecia peggio di noi

VENEZIA30 novembre 2019 09:50

– Non siamo un Paese attrattivo per gli investitori stranieri: lo dice l’Ufficio studi della Cgia sottolineando che le problematiche a cui sono sottoposti quotidianamente gli imprenditori hanno innalzato nel tempo una ipotetica barriera d’ingresso che “dirotta” altrove gli interessi degli investitori esteri. Secondo gli Artigiani di Mestre, con tante tasse, una burocrazia asfissiante, poca certezza del diritto, una giustizia civile lenta e poco efficiente, tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione tra i più elevati d’Europa e un deficit infrastrutturale spaventoso, non c’è da meravigliarsi se l’Italia si colloca al penultimo posto nell’Unione Europea per gli investimenti diretti esteri. Nel 2018, infatti, questi ultimi ammontavano al 20,5% del Pil, pari a 361,1 miliardi di euro. Tra i paesi dell’Unione Europea monitorati dall’Ocse, solo la Grecia registra un risultato peggiore del nostro.

Ricci, subito azione Governo su BerloniCon presidente Regione.

Già al lavoro sottosegretario Mise Morani

PESARO30 novembre 201911:44

– Sulla messa in liquidazione della Berloni cucine di Pesaro, prime mosse del sindaco Matteo Ricci che ieri aveva incontrato i lavoratori in sciopero durante il picchetto davanti allo stabilimento. “Ieri sera ho deciso insieme al presidente della Regione Luca Ceriscioli di coinvolgere subito il Governo Italiano per la strana vicenda Berloni. – spiega Ricci su Facebook – Alessia Morani, sottosegretario allo sviluppo economico, è già al lavoro sulle autorità del Taiwan per fare pressione sui soci che hanno deciso di mettere in liquidazione l’azienda. È inaccettabile per l’Italia che imprenditori stranieri trattino in questo modo un’azienda che si è ripresa e che funziona. – osserva il sindaco di Pesaro – Speriamo che la protesta del Governo italiano possa essere utile nelle prossime ore ad un ripensamento dei soci Taiwandesi sulla procedura di liquidazione. È una partita molto complessa, – conclude – ma faremo di tutto per mantenere marchio, produzione e posti di lavoro a Pesaro. #wepesaro”.

Unicredit sotto 32% turca Yapi KrediImpatto di 1 miliardo sul conto economico.

30 novembre 201915:04

Unicredit diluisce la propria presenza in Turchia e esce dalla joint venture (Koc Finansal Hizmetler, Kfs) che controlla Yapi Kredi. Il gruppo di Piazza Gae Aulenti scende al 31,93% mentre Koc holding sale al 49,99% (di cui il 40,95% indirettamente tramite Kfs e il 9,04%) della banca turca. Il restante circa 18% delle azioni di Yapi continuerà ad essere quotato alla Borsa di Istanbul. L’impatto dell’operazione sul conto economico Unicredit sarà di 1 miliardo di euro. Per quanto riguarda il Cet1 ratio, l’impatto finale per Unicredit è previsto positivo, “in un intorno di 5 punti base”. Nell’ambito dell’operazione, il Gruppo Koc – si legge in una nota – diventerà azionista unico di Koç Finansal Hizmetleri (Kfs) , il veicolo attraverso il quale il Gruppo Koç e UniCredit hanno condotto con successo le attività bancarie in Turchia a partire dal 2002. Nell’ambito dell’accordo, il 31,93% delle quote di YapÕ sarà trasferito da Kfs a UniCredit mentre il 9,02% di Yapi sarà trasferito da Kfs a Koç Holding.
L’impatto dell’operazione sul conto economico Unicredit sarà di 1 miliardo di euro. Quello “sul conto economico consolidato, di -0,4 miliardi di euro, sarà contabilizzato – si legge in una nota Unicredit – alla sottoscrizione dell’accordo, nel quarto trimestre 2019. Alla chiusura dell’operazione, il rilascio della riserva negativa di cambio su base pro-rata sarà stornato a conto economico generando un ulteriore impatto di -0,6 miliardi, mentre sarà neutrale sul Cet1”.

Banche più sicure, rapine 2018 -29,2%Oltre 560 milioni di euro gli investimenti stanziati

0 novembre 201913:20

– Oltre 560 milioni di euro gli investimenti stanziati dalle banche italiane nel 2018 per garantire alla clientela filiali ancora più sicure, adottando misure di protezione più moderne ed efficaci e realizzando attività di formazione ai propri dipendenti. Lo ricorda l’Abi spiegando che “i risultati stanno arrivando, anche grazie alla sempre più stretta collaborazione e allo scambio di dati e informazioni con le Forze dell’Ordine. Basti pensare che nel 2018 le rapine in banca sono diminuite del 29,2% rispetto al 2017 e di oltre due terzi (-67%) rispetto al 2014.

Atteso calo produzione novembre (-0,3%)Pesano automotive e consumi

30 novembre 201913:36

– Il Centro Studi Confindustria rileva un calo della produzione industriale dello 0,3% in novembre su ottobre, quando è stimata aumentare dello 0,3% su settembre. Nel quarto trimestre 2019 si registra una variazione acquisita nulla, dopo il -0,5% rilevato dall’Istat nel terzo. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in novembre dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2018; in ottobre è diminuita dell’1,4% sui dodici mesi.
Gli ordini in volume scendono dello 0,4% su ottobre (-0,2% su novembre 2018), quando sono diminuiti dello 0,3% sul mese precedente (-0,2% annuo). La bassa dinamica dell’attività nei mesi autunnali, secondo gli imprenditori, è spiegata dal rallentamento di entrambe le componenti della domanda. Quella estera, che già nei mesi scorsi aveva mostrato una crescente debolezza, è giudicata in ulteriore frenata, soprattutto nel comparto automotive. Sul fronte della domanda interna, invece, i consumi delle famiglie sono visti in più lenta espansione.

Berloni, Mise attiva canali con TaiwanSottosegretaria Morani al lavoro dopo messa in liquidazione

ANCONA30 novembre 201913:42

– “Il Ministero dello Sviluppo economico ha attivato i canali diplomatici con Taiwan per cercare di trovare una soluzione alla vertenza della Berloni, storico marchio di Pesaro per cui i proprietari asiatici hanno deciso la messa in liquidazione”. Lo annuncia su Facebook la sottosegretaria al Mise Alessia Morani. L’intervento è seguito alla decisione dei proprietari taiwanesi di Berloni Group srl, che “mette a rischio uno storico marchio del made in Italy, nato nel 1960 a Pesato, e 85 posti di lavoro”. “Abbiamo immediatamente attivato i canali diplomatici del Ministero dello Sviluppo Economico con Taiwan – spiega la sottosegretaria -.
Tentiamo questa soluzione con la consapevolezza che la questione è molto complessa e di difficile soluzione trattandosi di soci privati e non di una azienda di Stato. A prescindere comunque dall’esito di questo intervento, – prosegue – il Mise è a disposizione dei lavoratori, dei sindacati e delle autorità locali per provare a dare una soluzione a questa crisi”.

Lvmh: Moet Hennessy beve Chateau d’Esclans Acquisita Tiffany, entra nel principale rosato Provenza per Usa

0 novembre 201915:42

Dopo Tiffany Lvmh porta in casa anche il 55% del principale rosato della Provenza nel mercato americano. Si tratta di Chateau d’Esclans, che si unisce al portafoglio di vini e liquori di Moet Hennessy, parte del gruppo Lvmh (Louis Vuitton Moet Hennessy). Moet Hennessy, in qualità di azionista di maggioranza, lavorerà al fianco di Sacha Lichine, presidente di Chateau d’Esclans, che continuerà a supervisionare la tenuta e a gestirne lo sviluppo futuro, siglando un’alleanza a lungo termine con Moet Hennessy.

Fisco: rottamazione e saldo-stralcio, verso incasso 1,2 mldLunedì contribuenti in cassa. Gettito complessivo 2019 2,8 mld

30 novembre 201915:25

Lunedì prossimo 2 dicembre scade il termine per il pagamento della rata per chi ha aderito alla “rottamazione-ter” e al “saldo e stralcio” delle cartelle.
Un’ultima chiamata per 1,8 milioni di contribuenti che dovrebbe portare nelle casse dello Stato almeno 1,2 miliardi di euro che si aggiungeranno agli 1,6 miliardi già incassati a luglio in occasione della prima rata della rottamazione-ter, per un gettito complessivo nel 2019 di 2,8 miliardi atteso dai due provvedimenti di definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo.
L’obiettivo di incasso per l’anno in corso è contenuto nell’atto aggiuntivo tra Mef e Agenzia delle entrate-Riscossione illustrato il mese scorso dal presidente dell’Ente Antonino Maggiore durante l’audizione alla Camera. In quella occasione è emerso che la prima rata della rottamazione-ter, scaduta il 31 luglio, ha registrato pagamenti superiori alle attese e pertanto a fine anno il risultato complessivo potrebbe anche essere più alto del previsto.
L’Agenzia della Riscossione ricorda che chi non paga entro la scadenza perderà i benefici. Anche se sono previsti 5 giorni di tolleranza (quindi rientra anche chi paga entro il lunedì successivo 9 dicembre).

2019-11-30 16:13 Italiani ‘formiche’, 84% risparmia, genitori i maestriMa 40% pessimista su pensione. Banda larga priorità su affitto

0 novembre 201916:24

L’84% degli italiani risparmia parte dello stipendio ogni mese, a fronte di una media europea del 75%. Il 40% però è pessimista sulla possibilità di avere una pensione dignitosa. I dati sono della 7/a edizione dell’European Payment Consumer Report (Ecpr) di Intrum basato sulle risposte di oltre 24.000 consumatori di 24 Paesi europei (oltre 1.000 in Italia). Sulle priorità dei costi da affrontare vincono Internet e della banda larga (56%) sull’affitto (27%) e i genitori sono i primi maestri di educazione finanziaria (53%).Dall’indagine, che punta a ottenere informazioni sulla vita quotidiana, emerge che chi non paga le bollette in tempo è perché non ha la disponibilità economica immediata, in linea con il trend europeo. Il 69% afferma di avere pagato tutte le bollette in tempo negli ultimi 12 mesi (77% media europea). Le bollette di luce e gas sono la priorità degli italiani (83%), seguite dalle spese sanitarie (60%). Se i genitori sono i primi maestri in tema di finanza, seguono la scuola (39%), Internet (34%) e la banca (30%). I motivi per risparmiare sono soprattutto le spese inattese (71%), al secondo posto i consumi 47%. Acquisto di casa 17% ed educazione (17%) sono i fanalini di coda. Il 26% mette da parte meno del 5% dello stipendio mensile (come in Europa), mentre il 27% mette da parte fra il 5% e il 10%. Il 16% degli italiani non mette da parte soldi mensilmente (25% media europea). Negli ultimi 6 mesi, il 51% (20% nel 2018) ha chiesto almeno una volta un prestito o ha aumentato il limite della propria carta di credito per far acquisti per i propri figli.

Italia penultima in Ue per gender gapQuasi 19 punti meno uomini, solo 56,2% attive

30 novembre 201916:33

– Cresce la percentuale delle donne italiane al lavoro ma il gap con l’Europa è ancora amplissimo: nel 2018 – come risulta da Eurostat – le donne attive nel mercato del lavoro (occupate e disoccupate) tra i 15 e i 64 anni erano solo il 56,2% del totale a fronte del 68,3% medio in Ue, il dato peggiore in assoluto. Il gap tra uomini e donne sull’attività in Italia è a 18,9 punti, il peggiore dopo Malta.
Se si guarda invece alle donne occupate in Italia sono il 49,5% di quelle in età da lavoro, il peggiore dopo la Grecia e circa 13,9 punti inferiore alla media Ue. PER TUTTE LE NOTIZIE DI POLITICA: CLICCA QUI

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Petrolio: ecco l’accordo per Tempa Rossa
Con misure per riequilibrio ambientale e sviluppo sostenibile

POTENZA30 novembre 201917:57

– La Giunta regionale della Basilicata ha approvato l’accordo quadro integrativo – protocollo per lo sviluppo sostenibile relativo alla concessione petrolifera “Gorgoglione” a Tempa Rossa, dove a breve cominceranno le estrazioni e di cui sono titolari le compagnie Total Italia e Shell Italia. L’accordo – come spiegato in un comunicato diffuso dall’ufficio stampa della Giunta lucana – integra il precedente documento del 2006 e “prevede una serie di misure aggiuntive per il riequilibrio ambientale e territoriale e lo sviluppo sostenibile”.

L’iva sugli assorbenti bio scende al 5%Le multe per i seggiolini bebè slittano a marzo

02 dicembre 201905:52

– L’Iva passa dal 22% al 5% per gli assorbenti compostabili o lavabili. E’ quanto prevede un emendamento al dl Fisco approvato dalla commissione finanze della Camera.
Il sottosegretario Alessio Villarosa è intervenuto spiegando che “c’è un impegno del governo per intervenire totalmente” sulla questione, in modo da allargare lo spettro delle tipologie di prodotti igienici femminili per i quali sarà abbassata l’Iva.
La commissione ha approvato anche un emendamento che rinvia al 6 marzo le multe per chi non si adegui alle nuove norme sui seggiolini auto per i bambini e fa salire da uno a 5 milioni gli stanziamenti previsti nel 2020 per le agevolazioni sotto forma di credito di imposta.

Borsa: Asia in rialzo, su scudi TokyoPmi cinese batte stime analisti

2 dicembre 201908:31

– Dicembre si apre sui mercati azionari in un clima di ottimismo. Le Borse leggono favorevolmente i dati sulla produzione cinese che batte le stime degli analisti. Tokyo (+1,01%) guida il rialzo delle piazze asiatiche, con elettronica e titoli del settore auto che realizzano i maggiori rialzi.
Modesto guadagno di Hong Kong (+0,4%) anche dopo gli scontri ripresi nel fine settimana. Shanghai sale dello 0,13%, Shenzhen dello 0,22%, Seoul dello 0,19 per cento.

Cambi: euro sale a 1,1020 dollariMoneta unica vale 120,80 yen

02 dicembre 201908:33

– Euro in lieve ripresa nei confronti del dollaro nei primi scambi della mattinata. La moneta unica vale 1,1020 dollari (+0,02%) e 120,80 yen, in questo caso in calo dello 0,15%.

Petrolio: Wti sale, sfiora 56 dollariAumentano anche quotazioni del Brent

02 dicembre 201908:37

– Il prezzo del petrolio sale nel mercato after hours. Il Wti guadagna 80 centesimi e si porta a 55,97 dollari dai 55,17 dollari di venerdì scorso, mentre il Brent a Londra segna 61,19 dollari, 77 centesimi in più (+1,2%) di venerdì.

Spread Btp Bund sale a 161 punti baseRendimento del decennale italiano dell’1,28%

2 dicembre 201908:44

– Lo spread tra Btp e Bund sale sopra quota 160 in avvio di mattinata. Il differenziale è a 161,1 punti base, con un rendimento per il decennale italiano dell’1,28%.

Oro: arretra dello 0,4% a 1.459 dollariA novembre i prezzi hanno perso il 3,2%

02 dicembre 201908:50

– Il prezzo dell’oro è in calo sui mercati asiatici. Il lingotto con consegna immediata perde lo 0,4% scendendo a 1.458,9 dollari l’oncia. Nel mese di novembre le quotazioni hanno perso il 3,2%.

Borsa Milano in rialzo,corre Cir +2,6%Bene banche e titoli auto

MILANO02 dicembre 201909:18

– La Borsa di Milano apre in terreno positivo con l’indice Ftse Mib che guadagna lo 0,16% a quota 23.297 punti. Tra i titoli subito in evidenza le banche e le auto. Finecobank sale dell’1,29%, Fca dello 0,95% ed Exor, in trattativa con Cir (+2,67%) per l’acquisto del controllo di Gedi, dello 0,84 per cento. Sono sospese, in attesa di comunicato, le azioni del gruppo editoriale.

Borse in Europa salgono con petroliferiParigi +0,38%, Francoforte +0,3%

2 dicembre 201909:46

– Intonazione positiva per le Borse in Europa che aprono tutte al rialzo. Parigi poco variata in avvio si rafforza con un rialzo dello 0,38%. Più deciso il guadagno di Francoforte in apertura (+0,22%) per poi rafforzarsi in rialzo dello 0,3% mentre Londra si posiziona a quota 7.346,53 in apertura e dopo mezz’ora di scambi sale dello 0,4 per cento.
I settori petrolifero e minerario sono quelli più comprati con Bp che guadagna lo 0,7% e Rio Tinto l’1,9%.

Alitalia, stasera Consiglio dei ministri per sbloccare prestito 400 milioniAccordo sulla misura in vertice notturno a Palazzo Chigi

02 dicembre 201910:40

Dovrebbe arrivare questa sera sul tavolo del Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, il decreto ad hoc per sbloccare il nuovo prestito da 400 milioni per Alitalia.Nel vertice di governo di questa notte si è registrato l’accordo dei partiti sulla misura, sulla quale – riferiscono fonti di governo – in giornata dovrebbero essere completate alcune verifiche tecniche per portare il decreto in Cdm già stasera.Questa nuova iniezione di capitali è necessaria per tenere in vita la compagnia visto che non è stato possibile trovare un acquirente sul mercato, nonostante le sette proroghe dei termini per presentare un’offerta. Dei 900 milioni del primo prestito ponte, sul quale l’indagine della Ue è ancora in corso, sono rimasti nelle casse di Alitalia al 31 ottobre solo 315 milioni e la compagnia perde circa un milione di euro al giorno.Il nuovo prestito deve essere rifinalizzato perché, come ha spiegato lo stesso ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, la cordata con Fs-Delta e Atlantia non c’è più. Su quest’altro prestito, la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha fatto già sapere che “la Commissione è in contatto con le autorità italiane”. Alitalia continuerà quindi a volare con soldi pubblici in amministrazione straordinaria, come sta facendo dall’aprile del 2017 quando Etihad staccò la spina e i lavoratori bocciarono successivamente in un referendum un piano di ricapitalizzazione da due miliardi di euro e con circa 1.000 esuberi. Secondo le stime, la somma spesa dallo Stato negli ultimi 40 anni per tenere in piedi l’ex compagnia di bandiera è salita a circa 10 miliardi di euro.

Cdp:Palermo,con Assofondi 1mld a impreseAccordo per un fondo che investa in sviluppo

02 dicembre 201913:09

– Entro la metà di dicembre Cdp e Assofondipensione dovrebbero firmare un accordo per un fondo che investa circa un miliardo nell’economia reale italiana. Lo ha detto l’amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo. Cdp dovrebbe investire 500 milioni e altri 500 sono previsti in arrivo dai fondi negoziali. Il closing è previsto per luglio. L’obiettivo è quello di supportare la crescita e la competitività delle imprese italiane facilitando l’afflusso di investimenti verso l’economia nazionale attraverso una piattaforma, costituita da fondi di fondi, gestita dal Fondo Italiano di investimento SGR (FII SGR), che investirebbe in fondi di private equity, private debt, nonché potenzialmente in altre asset class. È previsto per il prossimo 15 gennaio un incontro di approfondimento tecnico per i fondi pensione interessati.

Associazione Editori, cresce del 3,7% la vendita dei libriI dati sono stati diffusi a ‘Più libri più liberi’, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino all’ 8 dicembre a Roma a ‘La Nuvola’. Il 2019 è un anno positivo per l’editoria

02 dicembre 201912:17

Il 2019 si conferma come un anno positivo per l’editoria italiana. Lo dicono i dati Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) riferiti alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compreso Amazon) che registrano una crescita del 3,7% nei primi undici mesi dell’anno, pari a 1,131 miliardi di euro.   Cresce – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie.
Sono questi i primi dati dell’andamento del mercato che verranno illustrati a Roma, in occasione di ‘Più libri più liberi’, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino a domenica 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola, nel corso del convegno Il Natale è alle porte: come è andato il mercato trade nel 2019 per piccoli e grandi editori, in Sala Aldus mercoledì 4 dicembre dalle 15.30.

Dl fisco: Scontro sulle fondazioni. Iv all’attacco. M5s: ‘Una porcheria’Renzi: ‘Fanno i moralisti e poi le salvano’

02 dicembre 201912:48

Maggioranza divisa oltre che sulle misure sul carcere agli evasori anche sulle misure sulla trasparenza delle fondazioni. In commissione Finanze – infatti – passa senza il voto di Italia Viva un emendamento che rinvia di un anno l’equiparazione tra partiti e associazioni.L’emendamento porta la firma del deputato del Pd Claudio Mancini. La norma ha l’effetto di rinviare al 2021 l’entrata in vigore della equiparazione delle fondazioni, associazioni e comitati politici ai partiti. Il ddl anticorruzione, cosiddetto “spazzacorrotti”, ha previsto obbligo di totale trasparenza per le donazioni ricevute dai partiti e ha esteso le stesse norme anche alle fondazioni collegate ai partiti o che destinino più di 5000 euro l’anno a finanziare attività politiche. Con le nuove norme si potranno dare contributi, prestazioni gratuite o altre forme di sostegno alle fondazioni solo acconsentendo alla pubblicità dei relativi dati, conservati in apposito registro.”La decisione di rinviare l’applicazione della spazzacorrotti per equiparare le regole di trasparenza tra partiti e fondazioni è un clamoroso errore che la commissione ha fatto nottetempo col voto favorevole di M5S, Pd e Leu e il voto contrario di Italia Viva”, scrive su Twitter il deputato di Iv Luigi Marattin, con riferimento ai lavori in commissione alla Camera sul decreto fiscale.”Di giorno sui social fanno i moralisti, di notte in commissione salvano le LORO fondazioni”, va all’attacco il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Sul rinvio della norma sulle fondazioni è stata fatta una “porcheria che va tolta”, così il leader del M5S Luigi Di Maio, a quanto si apprende, ha bocciato la decisione di rinviare, con un emendamento al dl fisco, l’applicazione dello spazzacorrotti alle fondazioni. Decisione arrivata anche con il sì del M5S. “Il decreto torni subito in commissione”, è stata l’esortazione di Di Maio.”Se mi dite qual è una fondazione a nome nostro lo scopro. Fino a prova contraria chi ha incassato fondi sulle fondazioni non siamo noi, ma è qualcuno d’altro”. Così il viceministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni, ha replicato al leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in merito all’approvazione in commissione alla Camera di un emendamento per rinviare l’equiparazione delle norme sulle fondazioni a quelle sui partiti. “Quindi credo che lui sia preoccupato per quello, non tanto per quello che votiamo in Aula”, ha concluso. C’è una commissione, c’è un’Aula. Se è stato fatto un errore di votazione si modifica”.

Mes: Conte, Salvini non studia ma Meloni mi stupisceHanno diffuso notizie allarmistiche e palesemente false

02 dicembre 201913:30

“Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui “disinvoltura” a restituire la verità e la cui “resistenza” a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni” nel “diffondere notizie allarmistiche, palesemente false” sul Mes. Lo dice il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni in Aula alla Camera sul Mes.La critica di Giuseppe Conte a Matteo Salvini e a Giorgia Meloni su come l’opposizione sta gestendo il dibattito politico sul Mes nell’Aula della Camera scatena prima la reazione dei deputati della Lega. “Piantala!”, gli ha urlato Claudio Borghi; poi la dura reazione della leader di Fdi Giorgia Meloni, richiamata più volte dal presidente Roberto Fico.

Il premier Conte riferisce sul Mes: ‘Opposizione spregiudicata, mina credibilità istituzioni’Il premier attacca e rivendica: ‘Io sempre trasparente’. Ieri fumata nera al vertice notturno di maggioranza

02 dicembre 201913:32

“Sono qui per l’informativa sulle modifiche al Mes non solo perché doverosa dopo la richiesta ma anche perchè’ ho sempre cercato di assicurare una interlocuzione chiara e trasparente con Il Parlamento”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Aula alla Camera per le comunicazioni sul Mes.”Una falsa accusa di alto tradimento della Costituzione – ha attaccato Conte – è questione differente dall’accusa di avere commesso errori politici o di avere fatto cattive riforme: è un’accusa che non si limita solo a inquinare il dibattito pubblico e a disorientare i cittadini, è indice della forma più grave di spregiudicatezza perché pur di lucrare un qualche effimero vantaggio finisce per minare alle basi la credibilità delle istituzioni democratiche e la fiducia che i cittadini ripongono in esse”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni in Aula alla Camera sul Mes.”Chi è all’opposizione  – ha attaccato – sta dando prova di scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto per le istituzioni “. “E’ stato anche detto che il Mes sarebbe stato già firmato, e per giunta di notte. Anche chi è all’opposizione ha compiti di responsabilità”. LA DIRETTA“Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui “disinvoltura” a restituire la verità e la cui “resistenza” a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni” nel “diffondere notizie allarmistiche, palesemente false” sul Mes.
“Mi sembra quasi superfluo – ha detto in un altro passaggio – confermare a quest’Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei”.
Durante l’informativa del presidente del Consiglio sul Mes nell’Aula della Camera la tensione è altissima. Conte è più volte interrotto dagli applausi della maggioranza e dalle proteste della opposizione. Accanto ai banchi della presidenza ci sono diversi commessi pronti ad intervenire in caso di disordini.

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