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Fumata nera su Mes. Tensione Pd-M5S, “decidano Camere”
Franceschini, nessun rinvio. Ma Di Maio, no luce verde Gualtieri 01 Dicembre 2019 17:35

Quattro ore lunghe e tese che portano non ad un accordo ma a quella che è una fumata grigia sul fondo Salva-Stati. Il vertice di Palazzo Chigi convocato dal premier Giuseppe Conte ad una manciata d’ore dal nuovo redde rationem tra il premier e Matteo Salvini in Parlamento non chiude la partita del Mes in maggioranza. Le posizioni di M5S e Pd “sono diverse”, ammette lo stesso Luigi Di Maio. E Conte opta per affidare la decisione definitiva sull’ok alla riforma al Parlamento. La data da segnare con il rosso è l’11 dicembre quando, dopo le comunicazioni del premier in vista del Consiglio Ue, la maggioranza sarà chiamata a varare una risoluzione comune. Ed è lì che il governo rischia il baratro. A Palazzo Chigi ci sono il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, i capi delegazione di Pd, M5S e Leu, Dario Franceschini, Luigi Di Maio e Roberto Speranza, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e il ministro per gli Affari Ue Enzo Amendola. Presente anche il titolare del Mise, Stefano Patuanelli, visto che nella riunione si parla anche della norma per il prestito ponte a Alitalia. A chiamarsi fuori è Italia Viva.”Non abbiamo nulla su cui litigare, se la vedessero tra loro. Gli italiani sono stanchi di questi vertici, vogliono risposte”, spiega Matteo Renzi. E una risposta definitiva, sul Mes, ancora non c’è. “In vista dell’Eurogruppo del 4 dicembre 2019 il Governo affronterà il negoziato riguardante l’Unione Economica e Monetaria (completamento della riforma del Mes, strumento di bilancio per la competitività e la convergenza e definizione della roadmap sull’unione bancaria) seguendo una logica di “pacchetto”, spiegano fonti di Palazzo Chigi specificando che, sulla riforma del Mes, “ogni decisione diventerà definitiva solo dopo che il Parlamento si sarà pronunciato”. Ovvero, dopo le risoluzioni che seguiranno alle comunicazioni di Conte in Aula dell’11 dicembre, proprio in vista del Consiglio Ue. Palazzo Chigi, in realtà, non parla di rinvio. E, dopo la riunione, è questo il punto che tiene a sottolineare Franceschini. “Bene l’incontro di stasera sul Mes. Nessuna richiesta di rinvio all’Ue ma un mandato che rafforza il ministro Gualtieri a trattare al meglio l’accordo”, spiega il ministro della Cultura specificando, anche lui, come “ovviamente” sarà il Parlamento a pronunciarsi in modo definitivo. A tarda notte, da Palazzo Chigi, escono, uno dopo l’altro, Di Maio e Franceschini. Tirando ognuno acqua al proprio mulino.”Nessuna luce verde è stata data a Gualtieri finché il Parlamento non si esprimerà”, scandisce il titolare della Farnesina anticipando che l’11 dicembre il M5S presenterà una risoluzione in cui si chiederà a Conte di chiedere il miglioramento, al Consiglio Ue di dicembre, dell’intero pacchetto di riforme dell’Unione Economica e Monetaria. Pacchetto in cui, avverte Di Maio, “c’è tanto da cambiare”. Dieci giorni, quindi, per trovare una quadro. Dando mandato a Gualtieri di anticipare all’Eurogruppo la trincea italiana. Dieci giorni, per il leader M5S, per trovare una quadra all’interno dei gruppi sul sì ad una riforma sulla quale, in tanti pentastellati, sono disposti a tutto. Con un rischio: che la risoluzione sul Mes diventi un doppione di quella che, sulla Tav, anticipò la fine del governo. “Mi auguro che su questa impostazione emergano le differenze macroscopiche che ci sono tra il M5S e il Pd e quindi si finisca con questo Governo”, sottolinea Gianluigi Paragone. In tanti, nel Movimento, gli rispondono via facebook. A testimonianza che, dietro il Mes, la partita che si gioca tra i pentastellati è un’altra: se andare avanti con il governo giallo-rosso

Alitalia: decreto per sbloccare il prestitoLa somma non dovrebbe essere aumentata ma rimanere a 400 milioni

01 dicembre 201919:51

Il governo, secondo quanto si apprende da fonti di governo stesso, sta valutando l’opportunità di varare già nel Consiglio dei ministri di lunedì o al più tardi giovedì, un decreto ad hoc per Alitalia, per consentire ai commissari l’utilizzo dei 400 milioni del prestito ponte (stanziati con il decreto fiscale) anche se non è stata ancora finalizzata la cordata per la cessione della ex compagnia di bandiera. Il prestito, secondo le stesse fonti, non dovrebbe però essere aumentato ma dovrebbe rimanere di 400 milioni.
Questa nuova iniezione di capitali è necessaria per tenere in vita la compagnia visto che non è stato possibile trovare un acquirente sul mercato, nonostante le sette proroghe dei termini per presentare un’offerta.

L’iva sugli assorbenti bio scende al 5%Le multe per i seggiolini bebè slittano a marzo

02 dicembre 201905:52

– L’Iva passa dal 22% al 5% per gli assorbenti compostabili o lavabili. E’ quanto prevede un emendamento al dl Fisco approvato dalla commissione finanze della Camera.
Il sottosegretario Alessio Villarosa è intervenuto spiegando che “c’è un impegno del governo per intervenire totalmente” sulla questione, in modo da allargare lo spettro delle tipologie di prodotti igienici femminili per i quali sarà abbassata l’Iva.
La commissione ha approvato anche un emendamento che rinvia al 6 marzo le multe per chi non si adegui alle nuove norme sui seggiolini auto per i bambini e fa salire da uno a 5 milioni gli stanziamenti previsti nel 2020 per le agevolazioni sotto forma di credito di imposta.

Scontro sul Dl fisco, Iv vota no. Opposizioni abbandonano i lavoriIl provvedimento passa all’Aula.

02 dicembre 201909:29

Una lunga maratona durata 14 ore e il dl fisco incassa il via libera della commissione Finanze della Camera: i deputati hanno votato il mandato al relatore. Il testo, in prima lettura a Montecitorio, è atteso in Aula per la discussione generale questa sera ma non si esclude che l’avvio dell’esame da parte dell’Assemblea possa slittare a domani.Via libera della commissione Finanze della Camera intanto alle norme sul carcere agli evasori ma la maggioranza si spacca: Italia Viva ha infatti votato no. “Iv resta sempre contrario, votiamo no”, dice il deputato Mauro Del Barba. Incassano comunque l’ok gli emendamenti dei relatori e del governo al dl fisco che hanno cercato una sintesi all’interno della maggioranza: resta l’innalzamento complessivo delle pene ma sarà meno consistente per i reati minori.Lega, FdI e FI abbandonano i lavori in commissione Finanze alla Camera sul decreto fisco poco prima del voto all’emendamento del governo sul carcere agli evasori. La protesta riguarda anche, spiega Massimo Bitonci (Lega),

anche le norme sugli appalti.”La decisione di rinviare l’applicazione della spazzacorrotti per equiparare le regole di trasparenza tra partiti e fondazioni è un clamoroso errore che la commissione ha fatto nottetempo col voto favorevole di M5S, Pd e Leu e il voto contrario di Italia Viva”. Lo scrive su Twitter il deputato di Iv Luigi Marattin, con riferimento ai lavori in commissione alla Camera sul decreto fiscale. A quanto si apprende, anche i partiti di opposizione, hanno votato contro l’emendamento al dl fisco.”Di giorno sui social fanno i moralisti, di notte in commissione salvano le LORO fondazioni”. Lo scrive su Twitter il leader di Iva Matteo Renzi, commentando l’approvazione in commissione alla Camera, con il voto di M5S, Pd e Leu, di un emendamento per rinviare l’equiparazione delle norme sulle fondazioni a quelle sui partiti.Intanto l’Iva passa dal 22% al 5% per gli assorbenti compostabili o lavabili. E’ quanto prevede un emendamento al dl Fisco approvato dalla commissione finanze della Camera.

La commissione ha approvato anche un emendamento che rinvia al 6 marzo le multe per chi non si adegui alle nuove norme sui seggiolini auto per i bambini e fa salire da uno a 5 milioni gli stanziamenti previsti nel 2020 per le agevolazioni sotto forma di credito di imposta.

Approvato poi un emendamento che riscrive il calendario fiscale, con la scadenza del 730 che passa dal 23 luglio al 30 settembre. Cresce anche la platea dei contribuenti che possono usare il 730: oltre ai dipendenti e ai pensionati, possono presentarlo anche i titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente e i titolari di redditi di lavoro autonomo occasionale. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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