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Trump e Melania da Carlo e Camilla
Ricevuti a Clarence House. First lady spopola in giallo

LONDRA 03 Dicembre 2019 22:19

Fuori programma pomeridiano a Clarence House, residenza di Carlo e Camilla, per il presidente americano Donald Trump e la first lady Melania a margine della giornata introduttiva del vertice Nato di Londra e Watford.
La coppia presidenziale Usa è stata ricevuta per un tè dall’erede al trono e dalla sua consorte, prima degli appuntamenti cerimoniali della serata e del summit di domani.
Il principe di Galles e la duchessa di Cornovaglia hanno dovuto attendere una quarantina di minuti gli ospiti, che soggiornano per l’occasione nella residenza dell’ambasciatore americano a Londra, come sottolinea l’agenzia Pa. Mentre a distanza si poteva sentire il rumore di alcune centinaia di manifestanti anti-Trump, diretti in corteo verso Buckingham Palace, e in cielo volteggiavano alcuni elicotteri chiamati a sorvegliare la situazione. Nei ritratti ufficiali le due coppie appaiono sorridenti, con Melania avvolta in una cappa color giallo e Camilla in abito rosso e mantellina nera.

Impeachment: passo avanti alla CameraCommissione intelligence approva rapporto

WASHINGTON04 dicembre 201908:42

La commissione Intelligence della Camera ha approvato il rapporto sull’impeachment del presidente Donald Trump. A favore hanno votato i democratici, che sono maggioranza. Contro, tutti i repubblicani. Il documento di 300 pagine sarà usato come base dalla commissione giustizia della Camera per redigere gli articoli della messa in stato d’accusa.
Donald Trump merita la procedura di impeachment, la quarta nei 243 anni di storia americana. La (scontata) conclusione del rapporto della commissione intelligence della Camera arriva nel pieno del vertice Nato a Londra, dove il presidente duella aspramente con Emmanuel Macron e gli alleati senza dimenticare il fronte interno: “E’ una bufala, penso che ciò che i Democratici hanno messo in scena sia molto antipatriottico”, denuncia, attaccando come “pazzo e malato” il presidente della commissione intelligence Adam Schiff, che finora ha condotto le udienze.
Il rapporto è il frutto di oltre due mesi di indagini e interrogatori sull’Ucrainagate, cioè le pressioni del presidente su Kiev perchè indagasse sul suo rivale nella corsa alla Casa Bianca Joe Biden e suo figlio Hunter, che sedeva nel board della società energetica ucraina Burisma a 50 mila dollari al mese quando il padre gestiva la politica Usa in quel Paese. Pressioni alimentate con il blocco degli aiuti militari americani.
I dettagli sono attesi nelle prossime ore, quando il rapporto diventerà pubblico e verrà trasmesso alla commissione giustizia della Camera, incaricata di redigere gli articoli per la messa in stato d’accusa. Prima udienza mercoledì, con l’audizione di una serie di costituzionalisti che aiuteranno i deputati a capire le basi storiche e giuridiche per l’impeachment. Seguirà una lista di testimoni. Secondo il Washington Post, alcuni membri della stessa commissione e altri deputati più liberal stanno discutendo la possibilità di includere nei capi d’accusa anche l’ostruzione della giustizia ed altri “gravi reati” che ritengono siano chiaramente enunciati nel rapporto del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate. O le accuse che Trump ha ricevuto illeciti vantaggi personali in contrasto con la sua carica pubblica. Ma l’idea incontra la resistenza dei dem più moderati, timorosi di un effetto boomerang dei collegi elettorali più conservatori, e della stessa leadership, che preferirebbe mantenere il focus sull’Ucrainagate.
La Judiciary committee ha invitato a partecipare anche Trump, ma l’avvocato della Casa Bianca Pat Cipollone ha comunicato che il tycoon non ci sarà alla prima udienza, riservandosi la facoltà per le successive, anche se appare improbabile: una presenza del presidente rischierebbe di legittimare un procedimento considerato sino ad oggi da lui e dai repubblicani “ingiusto”. Previsione che sembrerebbe confermata dall’annuncio di Trump al vertice Nato: “i dirigenti della mia amministrazione testimonieranno al Senato, dove il processo sarà giusto”.
Nella camera alta la maggioranza è dei repubblicani, che alla Camera hanno già ‘scagionato’ il tycoon nel loro rapporto di minoranza, escludendo qualsiasi profilo di reato. Ed è proprio al Senato che Trump conta di essere assolto. Prima però dovrà essere completato l’iter alla Camera, dove i dem sperano di votare gli articoli messi a punto dalla commissione giustizia entro la terza settimana di dicembre, lasciando sotto l’albero di Natale della Casa Bianca un pacco dono poco gradito.

Google: Page e Brin lasciano AlphabetStorici fondatori restano in board. Pichai ad pure di casa madre

WASHINGTON04 dicembre 201901:34

– Larry Page e Sergei Brin, storici co-fondatori di Google, si dimettono dalla casa madre Alphabet, di cui erano rispettivamente ad e presidente.
Sundar Pichai, che ha guidato Google per oltre quattro anni, manterrà il suo ruolo e diventerà anche ad di Alphabet, mentre il ruolo di presidente non verrà coperto. Lo riportano i media Usa. Sia Page che Brin hanno promesso di restare attivamente coinvolti come membri del board e azionisti.

Trump, non conosco il principe AndreaMa le foto di lui con il figlio della regina lo smentiscono

04 dicembre 201902:37

– Il presidente americano Donald Trump ha negato fermamente, a margine del ricevimento ieri sera a Buckingham Palace per i 70 anni della Nato, di conoscere il principe Andrea, il terzogenito della regina Elisabetta travolto dallo scandalo Epstein. Lo riporta nella sua edizione online il quotidiano statunitense Usa Today, che accompagna l’articolo con un’immagine dei due ripresa lo scorso giugno a Londra insieme all’allora Decano di Westminster John Hall.
Rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul duca di York, che non era presente al ricevimento, Trump ha affermato due volte di non conoscerlo: “Non conosco il principe Andrea, ma è una storia difficile”, ha detto: “Non lo conosco, no”.
Tuttavia, come riporta anche il quotidiano, Trump ha incontrato numerose volte il principe Andrea, inclusa quella del tre giugno di quest’anno nella capitale britannica. Nel 2000, ricorda poi Usa Today, Trump fu fotografato nel suo resort di Mar-a-Lago in Florida insieme ad Andrea e allo stesso Epstein.

Usa 2020: Kamala Harris lascia la corsaTrump sarcastico, ‘peccato Kamala, ci mancherai’

WASHINGTON04 dicembre 201902:58

– La senatrice democratica Kamala Harris lascerà la corsa per la Casa Bianca. Lo riportano i media Usa.
“Peccato. Ci mancherai Kamala!”: è stato il sarcastico tweet con cui Donald Trump ha commentato il ritiro della senatrice dem.

59 mln di bambini in guerra o calamitàUnicef lancia appello record da 4,2 mld di dlr entro il 2020

04 dicembre 201906:07

Un bambino su 4 sul pianeta vive in Paesi in guerra o colpiti da disastri naturali. Mai l’infanzia era stata così massicciamente colpita e l’Unicef si appresta a lanciare per il 2020 la più grande raccolta fondi di sempre: 4,2 miliardi di dollari, quanti ne servono per portare aiuto nel corso del prossimo anno a ben 59 milioni bambini in situazione di bisogno in 64 Paesi del mondo.
Si tratta del maggiore appello ai donatori mai fatto, superiore di 3,5 volte rispetto ai fondi richiesti nel 2010.”Un numero storico di bambini costretti a lasciare le proprie case necessita urgentemente di protezione e supporto – ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF. – I conflitti restano le cause principali, oltre a fame, malattie infettive ed eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico, che costringono altri milioni di persone a cercare aiuti salvavita”. La situazione più critica riguarda i rifugiati siriani e le comunità ospitanti in Egitto, Giordania, Libano, Iraq e Turchia per i quali l’Unicef stima necessari aiuti per 864,1 milioni di dollari. Segue lo Yemen (535 milioni di dollari), la Siria (294,8 milioni di dollari), la Repubblica Democratica del Congo (262,7 milioni di dollari) e il Sud Sudan (180,5 milioni di dollari).

Con il denaro che spera di raccogliere, l’UNICEF intende curare da malnutrizione acuta grave 5,1 milioni di bambini, vaccinare contro il morbillo 8,5 milioni di bambini e fornire accesso ad acqua potabile, per uso domestico e per l’igiene personale a 28,4 milioni di persone. Inoltre, potrebbe assicurare l’ accesso a servizi per la salute mentale e psicosociale a 4,5 milioni di bambini e alle persone che se ne prendono cura, e per far fronte alla violenza di genere per 1,4 milioni di bambini e donne.

Tra le urgenze, c’è anche quella educativa: nel programma dell’UNICEF c’è l’intento di fornire accesso all’istruzione per 10,2 milioni di bambini, anche quelli più piccoli. Vorrebbe infine raggiungere e garantire la partecipazione alle rispettive società di 49 milioni di bambini e adulti a rischio. PER TUTTE LE NOTIZIE DI CRONACA: CLICCA QUI

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Afghanistan, ucciso medico giapponese
Con cinque afghani. Talebani negano un loro coinvolgimento

KABUL04 dicembre 201910:08

– Un medico giapponese a capo di una organizzazione umanitaria attiva in Afghanistan, è morto per le ferite subite in un attentato in cui sono morti anche cinque afghani: l’autista, un passeggero e le guardie del corpo.
L’attacco è avvenuto nella provincia di Nangarhar e ha preso di mira il medico Tetsu Nakamura in viaggio verso Jalalabad.
Nakamura è rimasto gravemente ferito ed è apparso subito in condizioni critiche; ha subito un intervento chirurgico in un ospedale locale, poi è stato trasportato in aereo all’ospedale di Bagram, nella capitale Kabul, per ulteriori cure, ma è morto poco dopo. Nakamura era a capo dell’ente umanitario giapponese Peace Medical Service, ed era a Nangarhar dal 2008. Aveva sostituito il collega giapponese Kazuya Ito, che era stato rapito e ucciso. Nessuno ha immediatamente rivendicato l’attacco, il secondo in due settimane contro gli operatori umanitari in Afghanistan, ma i talebani negano un loro coinvolgimento.

Gaza, incontro al Cairo Hamas-JihadCapo fazione Haniyeh telefona ad Abu Mazen

04 dicembre 201910:14

– TEL AVIV

– Il capo di Hamas Ismail Haniyeh e quello della Jihad islamica palestinese Ziad Nahala si sono incontrati al Cairo per discutere della rimozione del blocco egiziano ed israeliano sulla Striscia. Lo riferisce il giornale libanese Al-Akhbar, ripreso dai media israeliani. Alcuni giorni fa i media avevano sottolineato che i due avrebbero dovuto discutere anche della possibilità di una lunga tregua con Israele.
Per quanto riguarda i rapporti tra Hamas e l’Autorità nazionale palestinese, la Wafa – l’agenzia ufficiale palestinese – ha riferito di una telefonata tra il presidente Abu Mazen e lo stesso Haniyeh: la prima da diverso tempo. In questo caso – secondo la stessa fonte – l’occasione è stata la morte di un alto dirigente di Fatah, Ahmed Abdel Rahman.

Uiguri, Camera Usa per sanzioni a CinaPechino, ‘iniziativa dannosa’. Ora al Senato e a firma Trump

04 dicembre 201910:21

– La Camera Usa ha approvato nella notte un disegno di legge che prevede sanzioni per le autorità cinesi che si siano rese responsabili di “detenzione arbitraria, tortura e molestie” ai danni dei musulmani uiguri in Cina. Il provvedimento va ora al Senato e alla firma del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma il ministero degli Esteri cinese, stando alla Bbc, ha già reagito all’iniziativa, giudicandola ‘dannosa’. La Camera Usa chiede “sanzioni mirate” per i membri del governo cinese e nomina esplicitamente il segretario del Partito comunista nella regione autonoma dello Xinjiang, Chen Quanguo. Il disegno di legge è stato approvato con 407 voti a favore e uno contrario. E giunge pochi giorni dopo la firma da parte di Trump di una legge a sostegno dei manifestanti pro democrazia di Hong Kong, che ha già suscitato la condanna della Cina. A votare contro è stato il repubblicano Thomas Massie, del Kentucky, che aveva votato anche contro il disegno di legge su Hong Kong.

Rohani, ‘colloqui se stop sanzioni Usa”Si potrebbe convocare subito un vertice dei leader 5+1)

04 dicembre 201910:44

– “Se gli Stati Uniti aboliranno le sanzioni terroristiche e ingiuste, l’Iran è pronto ad avviare colloqui e i leader dei 5+1 possono immediatamente convocare una riunione congiunta per negoziare”. Lo afferma Il presidente iraniano Hassan Rohani. Gli americani hanno detto che per prima cosa dovremmo tenere un incontro e poi discutere le sanzioni, ma noi abbiamo risposto che l’Iran non si farà ingannare di nuovo”, ha spiegato Rohani, ribadendo che la finestra del dialogo resta ancora aperta. “È facile dire che non avremo colloqui e che non ci importa delle sanzioni, ma chi ne subirà le conseguenze? Il popolo iraniano, la regione e il mondo intero”, ha aggiunto Rohani, in riferimento all’opposizione interna dei conservatori al dialogo con gli Usa.

Nato: Johnson, con Turchia siamo unitiIncontro a 4 è andato bene. Discusso di Siria pure con Trump

LONDRA04 dicembre 201911:04

– Boris Johnson ha minimizzato oggi al suo arrivo a Watford per il vertice dei 70 anni della Nato le divergenza fra la Turchia e altri Paesi alleati innescate dall’operazione militare di Ankara nel Nord della Siria contro le milizie curde. “Chiaramente è molto importante che l’alleanza resti concorde, ma è molto di più ciò che ci unisce rispetto a ciò che ci divide”, ha detto il premier britannico riferendo dell’incontro a quattro sulla questione siriana da lui promosso ieri a Downing Street con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, con il francese Emmanuel Macron (apertamente polemico nei confronti di Ankara) e con la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Johnson ha anche detto di aver parlato “di Siria e di varie altre questioni” in un bilaterale avuto sempre ieri con il presidente americano. Bilaterale il cui esito ha definito “molto buono”.

Francia: scioperi, giovedì nero a ParigiNella capitale 4.000 agenti schierati contro rischio black bloc

PARIGI04 dicembre 201911:23

– La Francia si prepara al temuto ‘giovedì nero’ di scioperi e mobilitazioni contro la riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron. Treni, metropolitane autobus, scuole pubbliche, ospedali, raccolta dei rifiuti: milioni di dipendenti del settore pubblico e privato sono chiamati ad incrociare le braccia per quella che alcuni temono come una ripetizione dei grandi scioperi del 1995, quando il Paese restò paralizzato per tre settimane, fino a Natale, con 2 milioni di lavoratori in piazza e un mesto dietro-front da parte del governo, con successive dimissioni dell’allora premier Alain Juppé e scioglimento del Parlamento. La giornata si annuncia pesantissima, a cominciare dal fronte dei trasporti.
Dalle prime cifre, il movimento di protesta sarà molto seguito e la percentuale media degli annullamenti di treni è del 90%. I timori riguardano anche l’ordine pubblico. A Parigi, domani, saranno 4.000 gli agenti schierati. La polizia attende circa un migliaio di black block e gilet gialli

Nato: Johnson, basta litiUno per tutti tutti per uno. Restiamo uno ‘scudo solidale’

LONDRA04 dicembre 201911:48

– Basta liti e divisioni, la Nato ritrovi lo spirito di concordia che le ha permesso d’essere “per 70 anni un gigantesco scudo di solidarietà”. E’ l’appello del premier britannico Boris Johnson in apertura dei lavori ufficiali del vertice del 70esimo anniversario a Watford, alle porte di Londra. “Se la Nato ha un motto, esso è: uno per tutti e tutti per uno”, incita Johnson in stile cappa e spada. Per poi citare l’articolo 5 come “principio essenziale” dell’alleanza: “se uno di noi è attaccato, tutti noi andremo in sua difesa”.Il padrone di casa, chiamato a dare il la al summit assieme al segretario generale Jens Stoltenberg, invoca “l’impegno solido come una roccia” degli alleati verso un’organizzazione che adesso “protegge 29 Paesi e quasi un miliardo di persone”. “Il fatto che oggi viviamo in pace dimostra la forza di una semplice asserzione che è al centro di questa alleanza: finché siamo uniti nessuno può sperare di sconfiggerci e quindi nessuno inizierà una guerra”, dice.

Bloomberg, Usa e Cina vicini intesa daziNonostante schermaglie. Agenzia cita persone vicine a dossier

04 dicembre 201911:53

– Gli Stati Uniti e la Cina sarebbero vicini ad un accordo sui dazi, nonostante le tensioni in atto su Hong Kong e lo Xinjiang. Lo scrive Bloomberg citando fonti vicine al dossier, e subito le borse mondiali hanno virato verso l’alto. Secondo le fonti, le dichiarazioni Usa di ieri che facevano sembrare lontana una intesa non corrisponderebbero ad un effettivo stallo, ed è improbabile che le tensioni sulle questioni interne cinesi possano influenzare imminenti sviluppi.Secondo le fonti, che Bloomberg precisa “familiari al pensiero di Pechino”, i negoziatori Usa prevedono che una prima fase di accordo con la Cina potrebbe essere completata prima che scattino i dazi americani il 15 dicembre. Tra le questioni aperte c’è la ricerca di un modo per garantire gli acquisti di prodotti agricoli Usa da parte della Cina e la definizione delle tariffe sulle quali si può fare marcia indietro. L’ufficio del rappresentante commerciale degli Usa Robert Lighthizer non ha commentato, come pure il ministero del Commercio cinese

Nato: si apre il vertice dei 70 anni – DIRETTACompletata la passerella dei leader, Erdogan scuro in volto

LONDRA04 dicembre 201913:42

Si è conclusa con l’arrivo del presidente americano Donald Trump, in ritardo di alcuni minuti rispetto al cerimoniale come altre volte in passato, la passerella dei leader dei 29 Paesi Nato per il vertice dei 70 anni a Watford, presso Londra. A fare gli onori di casa sono stati il premier britannico, Boris Johnson, rilassato e pronto alla battuta come sempre, e il segretario generale dell’Alleanza, il norvegese Jens Stoltenberg. LA DIRETTA LA CERIMONIA:In precedenza erano sfilati tutti gli altri capi di Stato e di governo incluso Giuseppe Conte, per l’Italia, in ordine alfabetico per nazione. Sorridente e in vena di scambi e pacche sulle spalle in particolare il presidente francese Emmanuel Macron; sbrigativo e apparentemente adombrato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in polemica aperta con altri alleati sulla questione siriana e curda.
Basta liti e divisioni, la Nato ritrovi lo spirito di concordia che le ha permesso d’essere “per 70 anni un gigantesco scudo di solidarietà”. E’ l’appello del premier britannico Boris Johnson in apertura dei lavori ufficiali del vertice del 70esimo anniversario a Watford, alle porte di Londra. “Se la Nato ha un motto, esso è: uno per tutti e tutti per uno”, incita Johnson in stile cappa e spada. Per poi citare l’articolo 5 come “principio essenziale” dell’alleanza: “se uno di noi è attaccato, tutti noi andremo in sua difesa”.

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Caruana: Ue, politica fuori da indagini
Von der Leyen, ‘preoccupata, condanno severamente omicidio’

BRUXELLES04 dicembre 201913:07

– “Sono preoccupata degli ultimi sviluppi a Malta, seguiamo la situazione da vicino, condanno severamente l’omicidio della giornalista Daphne Cariana Galizia, è stato un attacco sferrato contro la libertà di stampa”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. “Mi aspetto che ci sia una indagine completa indipendente e libera da ogni interferenza politica”, ha aggiunto e che “i responsabili siano condotti davanti alla giustizia”.

Berlino espelle due diplomatici russiAccuse a Mosca per omicidio georgiano. Cremlino, ‘risponderemo’

BERLINO04 dicembre 201913:12

– La Germania ha annunciato l’espulsione di due diplomatici russi dopo che i pubblici ministeri che si occupano dell’inchiesta hanno dichiarato che dietro l’uccisione di un ex comandante ribelle ceceno in un parco di Berlino potrebbe esserci il governo di Mosca.
Zelimkhan Khangoshvili era stato stato ucciso il 23 agosto scorso, presumibilmente da un russo, arrestato poco dopo. I due diplomatici sono stati dichiarati ‘persone indesiderate con effetto immediato’. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri a Berlino. La risposta di Mosca non si è fatta attendere: la Russia “considera le dichiarazioni della Germania e l’espulsione dei diplomatici russi come infondate e un atto ostile”, ha detto il ministero degli Esteri russo in una nota. Mosca, prosegue la nota, risponderà in modo simmetrico.

Gb: Irlanda Nord, granata contro poliziaCaccia all’uomo. Tensione su sfondo campagna per elezioni

LONDRA04 dicembre 201913:14

– E’ caccia all’uomo a Belfast dove stanotte una granata è stata lanciata contro una pattuglia della polizia locale nordirlandese. Nell’episodio nessuno è rimasto ferito, ma l’esplosione ha suscitato panico e ha riacceso l’allarme sul timore di nuove tensioni in città: al centro nei decenni passati di un sanguinoso conflitto, con code episodiche – tra fiammate di violenza politica e di criminalità comune – anche dopo la storica pace del Venerdì Santo del 1998. L’attacco è avvenuto a Milltown Row, presso Falls Road, e “si è trattato senza dubbio di un tentativo di uccidere gli agenti”, ha detto il sovrintendente capo Jonathan Roberts precisando che “un’operazione di polizia è stata immediatamente avviata per garantire la sicurezza” sul posto e individuare i responsabili.
Il fatto coincide con l’accesa campagna elettorale in corso in Irlanda del Nord come in tutto il Regno Unito in vista del voto del 12 dicembre, ma al momento non vi sono indicazioni di eventuali legami con la situazione politica.

Rohani,liberare gli arrestati innocenti’Tra arrestati alcuni colpevoli di trasgressioni ma non crimini’

ISTANBUL04 dicembre 201913:21

– Tra “tutti quelli che sono stati arrestati” nelle violenti proteste contro il rincaro della benzina delle ultime settimane in Iran “ci sono certamente alcuni innocenti e dovrebbero essere liberati. Alcuni hanno commesso una trasgressione, non un crimine”. Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani.

Nato, impegno per aumento risorsePer la prima volta indicata la Cina come oggetto di attenzione

LONDRA04 dicembre 201914:22

– Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha annunciato la firma della dichiarazione finale del vertice di Watford, sottolineando l’impegno “senza precedenti” per l’incremento di risorse, sulla sfida delle nuove tecnologie, per un atteggiamento di forte “deterrenza”, ma anche per il dialogo con la Russia, indicando “per la prima volta la Cina” come oggetto di attenzione.

Ue-Usa: von der Leyen, serve dialogoCi sono intoppi ma si può discutere, pronti a reagire sui dazi

BRUXELLES04 dicembre 201914:29

– “Vorrei sottolineare che ci sono delle fondamenta molto solide e dei legami molto forti fra l’Ue e i nostri amici americani da decenni e lo si vede con i contatti fra imprese, scambi tra studenti, progetti culturali e legami di amicizia”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a chi le chiedeva di commentare i rapporti transatlantici. “Sì, ci sono degli intoppi e delle questioni, però, viste queste basi, è più facile negoziare e discutere le nostre differenze”, ha aggiunto evocando la sua disponibilità a “negoziare e a trovare soluzioni”.
“Tra gli annunci di potenziali dazi e la loro messa in opera dobbiamo stare attenti a scegliere bene le nostre parole e a preparare un incontro ben concertato (con gli Usa, ndr) per affrontare i diversi problemi che abbiamo e arrivare ad ottenere una situazione il più possibile win-win, ma se ci fosse un risultato negativo siamo pronti ad agire da soli”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

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