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Usa 2020: New Hampshire, Sander in testa
Con 1% voti scrutinati 2/a Klobuchar, 3/0 Buttigieg. Biden 5/0
WASHINGTON
12 febbraio 2020 02:07
– Con l’1% dei voti scrutinati nelle primarie dem in New Hampshire, è in testa il senatore Bernie Sanders col 27,3%, seguito a sorpresa dalla collega Amy Klobuchar con il 24,15%. L’ex sindaco di South Bend, Pete Buttigieg terzo con il 20,2%. Fuori dal podio la senatrice Elizabeth Warren (11,1%) e l’ex vicepresidente Joe Biden (7,6%).
Usa 2020: Bennet abbandona la corsa dem
A causa dei deludenti risultati ottenuti sino ad oggi
WASHINGTON
12 febbraio 2020
02:44
– Le primarie dem in New Hampshire fanno rotolare un’altra testa: il senatore del Colorado Michael Bennet ha annunciato il ritiro dalla corsa per la Casa Bianca a causa dei deludenti risultati ottenuti sino ad oggi.
Usa 2020: New Hampshire, Sanders a 27,4%
Col 50% voti scrutinati. Klobuchar al 19,6%. Biden 5/0 con 8,6%
WASHINGTON
12 febbraio 2020
03:44
– Con il 50% dei voti scrutinati nelle primarie dem in New Hampshire, le posizioni in ‘classifica’ sembrano essersi consolidate: Bernie Sanders guida con il 27,4%, seguito da Pete Buttigieg con il 23,5%. Sul podio anche Amy Klobuchar col 19,6%. A distanza gli altri inseguitori più blasonati: quarta Elizabeth Warren (9,4%), quinto Joe Biden (8,6%). Tom Steyer è al 3,6%, Tulsi Gabbard al 3,2% e Andrew Yang al 2,9%.
Usa 2020:Biden,nodale voto afroamericani
‘Senza di loro non si va da nessuna parte’
WASHINGTON
12 febbraio 2020
03:39
– “La lotta alla presidenza Trump è appena cominciata”: così l’ex vicepresidente Joe Biden commenta dal South Carolina il voto delle primarie in New Hampshire dove, secondo i primo risultati, è arrivato solo quinto. Biden ha quindi sottolineato l’importanza nei prossimi stati in cui si voterà: “Senza il voto delle comunità afroamericana e ispanica non si va da nessuna parte. Ancora il 99% dei neri non ha potuto votare”.
Usa 2020: Klobuchar, batterò Trump
La senatrice democratica esulta per il risultato in N.Hampshire
WASHINGTON
12 febbraio 2020
03:51
– “Io sono Amy Klobuchar e io batterò Donald Trump”: così la senatrice democratica candidata alla Casa Bianca festeggia l’ottimo risultato delle primarie in New Hampshire in cui su quasi la metà dei risultati scrutinati si piazza seconda, ben davanti alla senatrice Elizabeth Warren e al vicepresidente Joe Biden. “Non vedo l’ora di vincere la nomination”, esulta Klobuchar.
Usa 2020: Patrick ad un passo dal ritiro
L’ex governatore del Massachusetts deciderà entro mercoledì
WASHINGTON
12 febbraio 2020
04:16
– Si profila un terzo ritiro nelle primarie dem per la Casa Bianca: l’ex governatore del Massachusetts Deval Patrick ha detto che “rifletterà” sui risultati deludenti in New Hampshire e che prenderà una decisione mercoledì dopo essersi consultato con sua moglie.
Usa 2020: Trump a Warren, vuole lasciare
‘Invocare l’unità è il suo modo per farlo’
WASHINGTON
12 febbraio 2020
04:11
– “Elizabeth Warren, talvolta nominata come Pocahontas, sta avendo una serata molto brutta.
Penso che stia mandando segnali che vuole lasciare. Invocare l’unità è il suo modo per farlo, andare a casa e prendersi una ‘buona birra fredda’ con suo marito!: lo ha twittato Donald Trump, rispolverando il nomignolo da lui coniato dopo che la senatrice aveva vantato origini nativo-americane.
Primarie in New Hampshire, vince Bernie Sanders ma Pete insegue
Exploit Klobuchar. Fiasco Warren e Biden. Yang e Bennet lasciano
WASHINGTON
12 febbraio 2020
08:33
“Abbiamo appena vinto le primarie del New Hampshire. Quello che abbiamo fatto insieme qui non è nulla di meno dell’inizio di una rivoluzione politica, Grazie a questa vittoria vinceremo anche le prossime”, annuncia Bernie Sanders davanti ad una folla di fan esultanti.
Confermando i pronostici della vigilia, il senatore socialista si aggiudica il secondo turno delle primarie dem in New Hampshire con il 26%, staccando di meno di due punti l’ex sindaco di South Bend Pete Buttigieg, che in Iowa lo aveva battuto di un soffio strappando due delegati in più. Entrambi escono dalle urne rafforzati come i frontrunner della corsa e come i portabandiera delle due anime del partito, quella radicale e quella moderata. Vivendo nel vicino Vermont, Bernie aveva il vantaggio di giocare quasi in casa in questo piccolo stato bianco e progressista del New England, dove nel 2016 aveva trionfato col 60,40%, superando di 22 punti l’unica rivale, Hillary Clinton. Oggi invece doveva fare i conti con un parterre di altri nove candidati, che hanno disperso il voto, anche se due hanno già annunciato il ritiro: l’imprenditore di origine asiatica Andrew Yang e il senatore del Colorado Michael Bennet. A ore è atteso quello dell’ex governatore del Massachusetts Deval Patrick.
Può cantare vittoria anche Mayor Pete: “Avete scelto una nuova era di sfide con una nuova generazione di leader”, afferma davanti ai suoi supporter, ringraziando il marito Chasten (“l’amore della mia vita che mi tiene con i piedi per terra”) e tutti i candidati, a partire da Sanders, “che ammiro sin da quando ero studente e rispetto”. Poi è abile a fare appello anche agli indipendenti e ai “futuri ex repubblicani” per creare una coalizione “ampia, inclusiva”. E ad attaccare Trump, “il presidente più divisivo della storia americana” che “ha compromesso la credibilità degli Usa nel mondo”.
La sorpresa della serata è la senatrice centrista del Minnesota Amy Klobuchar, che si piazza terza quasi col 20% insidiando la leadership di Buttigieg e vincendo nettamente la sfida tutta femminile con la più blasonata collega Elizabeth Warren, precipitata dal podio sotto il 10%. L’ascesa della Klobuchar era stata preannunciata dai sondaggi ma il suo è un vero e proprio exploit perché fa terra bruciata tra sé e Joe Biden. “Hello America, sono Amy Klobuchar e batterò Donald Trump”, si è presentata ai fan, orgogliosa di aver ridefinito la parola “grit” (fegato) e di aver smentito le Cassandre: “Sono tornata e ho messo a segno il risultato. L’America merita un presidente resiliente come il suo popolo”.
Debacle invece per la Warren, che non ha beneficiato neppure della vicinanza del suo Massachusetts e che ora dovrà riflettere se continuare il duello fratricida con Sanders per la guida dell’ala progressista. Per ora tuttavia non getta la spugna, smentendo le previsioni di Trump che la dava di ritorno a casa per “bere una bella birra fredda col marito”: “La battaglia per salvare la nostra democrazia è una battaglia in salita, ma la nostra campagna è costruita per una lunga distanza e abbiamo appena cominciato”. La senatrice si è complimentata con Sanders, Buttigieg e Klobuchar ma ha detto che “la battaglia tra fazioni nel nostro partito ha preso una svolta aspra nelle ultime settimane” e pensa di essere ancora la candidata migliore per unire i dem.
L’altro sconfitto (annunciato) della serata è il candidato moderato dell’establishment del partito, Joe Biden, che però è andato peggio del previsto, scivolando dal quarto posto in Iowa al quinto posto in New Hampshire con un imbarazzante 8,4%. L’ex vicepresidente, che partiva come favorito all’inizio della corsa, aveva messo le mani avanti preannunciando che dopo il colpo subito in Iowa ne avrebbe preso un altro in New Hampshire.
La batosta era così nell’aria che ha preferito ‘scappare’ ad urne aperte in South Carolina, che col Nevada è la sua ultime sue speranza di ‘backback’ grazie a neri e latinos. “La mia gara non è finita, siamo solo all’inizio, la comunità afroamericana e ispanica non si è ancora espressa”, ha rilanciato. Ma il 3 marzo lo attende la prova del Super Tuesday, quando scenderà in campo anche il miliardario Michael Bloomberg, dato in decollo dai sondaggi sull’onda dei suoi spot milionari e già bersaglio dei tweet al veleno di Donald Trump.
S&P taglia le stime del Pil globale per il coronavirus
La velocità e la diffusione del virus sono un rischio per l’economia globale
12 febbraio 2020
09:38
“La velocità e la diffusione del nuovo coronavirus negli ultimi due mesi rappresentano un rischio per l’economia globale e il credito” e il rallentamento della Cina, le cui previsioni sul Pil sono state ridotte dal 5,7 al 5%, impatterà per lo 0,3% sul prodotto interno lordo globale nel 2020. Lo afferma in un report l’agenzia di rating S&P Global.
General Motors ha intanto annunciato per la prossima settimana la sospensione provvisoria delle attività per la carenza di componenti dalla Cina, dove il blocco degli impianti per limitare la diffusione del coronavirus ha colpito la produzione. Due linee di assemblaggio di Gm Korea di Bupyeong, capace di produrre 400.000 veicoli annui, chiuderà lunedì e martedì prossimi per la mancanza di componenti legate all’elettronica.
Nissan fa causa a Ghosn, chiede 83 milioni di euro di danni
Gruppo, anni di comportamenti scorretti e attività fraudolenta
12 febbraio 2020
09:51
Nissan ha chiesto 10 miliardi di yen di danni (pari a circa 83,5 milioni di euro) a Carlos Ghosn “allo scopo di recuperare una significativa parte dei danni monetari inflitti alla compagnia dal suo ex presidente come risultato di anni di comportamenti scorretti e di attività fraudolenta”. Lo comunica Nissan in una nota in cui informa di essersi rivolta, con un’azione civile, al Tribunale di Yokohama.
Tra i danni che Nissan intende recuperare figurano “i fondi collegati a pagamenti fraudolenti fatti da o a Ghosn”, come, ad esempio, “l’uso di proprietà immobiliari all’estero senza pagamento di un affitto, l’uso privato di jet aziendali, i pagamenti a sua sorella, i pagamenti al suo avvocato personale in Libano”. Inoltre il gruppo giapponese punta a rifarsi delle “risorse e dei costi per le investigazioni interne di Nissan” collegate ai comportamenti del suo ex presidente “in Giappone, negli Usa, in Olanda e in altri territori”.
Sanders vince primarie dem New Hamsphire
Secondo le proiezioni dei principali media
WASHINGTON
12 febbraio 2020
05:14
– Bernie Sanders ha vinto le primarie del New Hampshire. E’ quanto emerge dalle proiezioni di diversi media americani quando sono stati scrutinati quasi tutti i voti. Secondo è Pete Buttigieg.
Case auto giapponesi prorogano riavvio
Costruttori guardano ad alternative fuori dalla Cina
TOKYO
12 febbraio 2020
03:57
– I principali costruttori auto giapponesi decidono nuovamente di posticipare la riapertura dei loro impianti in Cina, in scia ai timori di un’espansione del coronavirus. Toyota, Honda e Nissan ritarderanno il riavvio della produzione almeno fino al prossimo lunedì, e con ogni probabilità anche a una data successiva. Inizialmente le prime due case auto avevano previsto la ripresa delle attività all’inizio di questa settimana mentre la data di rioccupazione per Nissan era decisa per questo venerdì.
Anche gli altri costruttori auto nipponici fanno fatica a procurarsi le parti necessarie agli impianti produttivi, rivela la stampa giapponese, impedendo di fatto la ripresa delle attività lavorative. Per le stesse ragioni ieri Nissan aveva comunicato la sospensione dei lavori in un impianto nella prefettura di Fukuoka, la prima chiusura di una fabbrica giapponese dall’inizio della diffusione del virus. ECONOMIA

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