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DALLE 10:11 ALLE 22:40 DI MERCOLEDì 12 FEBBRAIO 2020

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Ghani,’verso svolta tavolo talebani-Usa’
Leader afghano parla con Pompeo. Vicino accordo ritiro truppe Usa
KABUL
12 febbraio 2020 10:11

Gli Stati Uniti e i talebani afghani, dopo oltre un anno di duri negoziati, sono più vicini a un accordo che preveda il ritiro delle migliaia di truppe americane dall’Afghanistan, secondo il presidente afghano, Ashraf Ghani, che dopo essersi consultato col segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, twitta di “notevole progresso” verso una svolta. In cambio del ritiro americano, che Donald Trump vorrebbe assicurare al più presto, i talebani, oltre a diminuire la violenza come condizione preliminare, dovrebbero fornire delle garanzie in termini di sicurezza e aprire un tavolo negoziale con il governo di Kabul. Pompeo “mi ha riferito delle proposte dei talebani, che offrono una significativa e durevole riduzione della violenza”, ha twittato Ghani.
Secondo una fonte della sicurezza pachistana, i negoziati riprenderanno oggi stesso a Doha, in Qatar. Il New York Times scrive che Trump ha dato il suo preventivo appoggio ad un accordo con i talebani per l’Afghanistan.
Di Maio a Tripoli incontra Sarraj
Il ministro degli Esteri a sorpresa in Libia
12 febbraio 2020
11:37
– Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, secondo quanto si apprende, sta incontrando in questi minuti a Tripoli il premier del governo libico Fayez al-Sarraj.
Siria: Erdogan, ‘se attaccati colpiremo’
‘Non rispetteremo più i limiti dell’accordo di Sochi su Idlib’
ISTANBUL
12 febbraio 2020
11:41
– “Da oggi in poi, se i nostri soldati nelle postazioni di osservazione (a Idlib, ndr) subiranno danni, colpiremo le forze del regime siriano ovunque, senza essere vincolati ai confini del memorandum di Sochi”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando al gruppo parlamentare del suo Akp ad Ankara.
“Siamo decisi a respingere il regime al di fuori dei limiti stabiliti (con la Russia, ndr) nel memorandum di Sochi prima della fine di febbraio. Faremo il necessario sul terreno e con l’aviazione. Lo dico apertamente: dove verrà versato il sangue dei nostri soldati, nessuno sarà al sicuro. Al punto in cui siamo giunti, non chiuderemo gli occhi su nessun abuso. La Turchia non resterà spettatrice”, ha aggiunto Erdogan, precisando che le vittime turche a Idlib nei raid dell’artiglieria governativa degli ultimi 10 giorni sono salite a 14, una in più di quelle note in precedenza.
Siria: Putin-Erdogan,attuare gli accordi
Il Cremlino riferisce di una telefonata tra i due presidenti
MOSCA
12 febbraio 2020
11:43
– I presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, hanno discusso al telefono della situazione nella provincia siriana di Idlib e hanno sottolineato la necessità “della piena attuazione degli accordi esistenti tra Russia e Turchia”, compreso il memorandum di Sochi sulla Siria del 17 settembre 2018: lo fa sapere il Cremlino, ripreso dall’agenzia Interfax.
Secondo il Cremlino, Putin ed Erdogan hanno discusso “vari aspetti delle attività mirate a risolvere la crisi siriana, concentrandosi sulla situazione nella zona di de-escalation di Idlib e sulla necessità di attuare pienamente gli accordi russo-turchi, compreso il memorandum del 17 settembre 2018”. Nel 2018, Russia e Turchia hanno siglato un memorandum per una zona demilitarizzata nella provincia di Idlib.
Nel corso della telefonata, inoltre, sempre stando al Cremlino, Russia e Turchia hanno concordato di continuare le consultazioni sulla Siria.
Israele: Gantz, ‘non mi alleo con arabi’
Rivale di Netanyahu verso il voto ribadisce sì al Piano Trump
TEL AVIV
12 febbraio 2020
11:58
A poco meno di un mese dalle elezioni del 2 marzo, il maggiore antagonista del premier Benyamin Netanyahu, il leader centrista Benny Gantz, ha escluso ogni alleanza di coalizione con i partiti arabi (Lista Unita) ed ha precisato che intende, se eletto, attuare il piano di pace di Trump. Al tempo stesso ha spiegato di non accettare di quel Piano la possibilità che, in uno scambio di terre, le città arabo israeliane del nord passino sotto il controllo palestinese.
“Non ho paura – ha detto Gantz – di parlare con qualsiasi legittimo partito politico, ma la Lista non farà parte del governo che formerò. Il mio disaccordo con la leadership della Lista sui temi nazionali e di sicurezza sono profondi, difficili e che non possono essere superati”. Sul Piano Trump Gantz – ex capo di stato maggiore dell’esercito – ha osservato che “intende attuarlo in coordinamento con tutti gli altri elementi della regione”.
Incendi Australia,in pericolo 113 specie
Governo crea lista di animali che erano già a rischio prima
12 febbraio 2020
11:51
– SYDNEY
– I catastrofici incendi che hanno imperversato per mesi in Australia hanno assestato un durissimo colpo a flora e fauna e ora ben 113 specie animali sono state dichiarate dal governo federale “più vicine all’estinzione” e necessitano perciò di “attenzione urgente”.
Un comitato scientifico convocato dalla ministra dell’Ambiente, Sussan Ley, ha nominato 13 specie di uccelli, 20 di rettili, 17 rane, cinque invertebrati, 22 specie di crostacei e 17 di pesci. La lista è basata su considerazioni su quanto fossero in pericolo le specie prima della crisi degli incendi, quanto delle loro aree di distribuzione è rimasto distrutto dal fuoco e quale sarebbe il probabile impatto. Fra le specie indicate, quelle simbolo della turistica Kangaroo Island, dove l’impatto degli incendi è stato devastante: il topo marsupiale dunnart e il pappagallo nero. Fra le altre la rana corroboree, il marsupiale parma wallaby, l’uccello lira superb e la lucertola d’acqua water skink.
Fiducia a governo Libano. Isg: ‘riforme’
Invito Gruppo sostegno poco dopo voto in parlamento
12 febbraio 2020
12:01
– BEIRUT
– Il governo libanese, guidato da Hassan Diab e appoggiato dagli Hezbollah filo-iraniani ha ottenuto in serata di ieri la fiducia in parlamento. E poco dopo è stato invitato dai Paesi occidentali ad avviare quanto prima delle riforme per tentare di arginare la crisi economica e finanziaria. In un comunicato diffuso oggi a Beirut, il Gruppo di sostegno internazionale (Isg) al Libano, e di cui fa parte anche l’Italia, si è espresso poche ore dopo l’ottenimento da parte della fiducia. Il premier è stato invitato a “intraprendere velocemente e in maniera decisa una serie di misure e riforme tangibili, credibili e onnicomprensive per fermare la profonda crisi e invertire la tendenza, e per rispondere ai bisogni e alle richieste dei libanesi”. Il gruppo di sostegno internazionale ha più volte promesso ai governi libanesi un appoggio economico e finanziario in caso di riforme.
Coronavirus: 45mila i contagi globali
John Hopkins University: 4.850 le persone
guarite
12 febbraio 2020
12:09
– Sono 1.115 i morti in totale per l’infezione da coronavirus (Covid-19), secondo i dati aggiornati della John Hopkins University. Di questi, 1.068 sono stati registrati nella sola provincia cinese di Hubei, epicentro dell’epidemia con il capoluogo Wuhan, uno solo fuori dalla Cina continentale, a Hong Kong, e uno all’estero, nelle Filippine.
Nel mondo, le persone contagiate con certezza sono 45.188, di cui 44.670 nella sola Cina continentale e il picco, fuori dall’Asia, risulta in Germania, con 16 contagiati, seguita da Australia (15) e Stati Uniti (13), mentre l’Italia è ferma a 3.
Le persone che sono state contagiate e che sono guarite a livello globale, sempre secondo i dati della John Hopkins, sono 4.850, delle quali 2.639 nella sola provincia di Hubei, il resto nelle altre province e regioni cinesi, una a Macao e una a Taiwan e altre 49 fuori dalla Cina.
Iran: antropologa ferma sciopero fame
Iniziato a dicembre per protesta anche contro arresto collega
ISTANBUL
12 febbraio 2020
12:11
– L’antropologa franco-iraniana Fariba Adelkhah, detenuta in Iran dallo scorso giugno insieme al collega francese Roland Marchal con accuse di aver attentato alla “sicurezza nazionale”, ha posto fine oggi al suo sciopero della fame iniziato il 24 dicembre scorso. Lo riferisce il suo legale, Said Dehghan, spiegando che la ricercatrice ha risposto a una “richiesta di attivisti civili e politici”. Parigi ha ripetutamente sollecitato il rilascio dei due studiosi, definendone gli arresti “insopportabili”.
Intensi raid russi e di regime a Idlib
Fonti, bombardamenti intensi a Atareb
BEIRUT
12 febbraio 2020
12:16
– Sono proseguiti nelle ultime ore in Siria i raid aerei russi e governativi siriani nelle regioni di Idlib e Aleppo, dove si concentra l’offensiva di Mosca e Damasco contro miliziani anti-regime sostenuti dalla Turchia. Lo riferiscono fonti sul terreno, secondo cui i bombardamenti sono intensi nella zona a sud-ovest di Aleppo, attorno alla città di Atareb.
A Pechino peggior inquinamento dal 2018
Malgrado stop produttivo contro epidemia, domani miglioramento
PECHINO
12 febbraio 2020
12:52
– La Cina è nel mezzo di un blocco dell’economia senza precedenti per frenare l’avanzata del nuovo coronavirus, ma l’inquinamento a Pechino è schizzato ai massimi degli ultimi due anni.
Da alcuni giorni, i cieli della capitale sono tornati di un grigio plumbeo con la concentrazione di polveri sottili, il Pm 2.5, a 274. La situazione avrà un miglioramento solo domani, ha spiegato nelle sue ultime previsioni il National Meteorological Center.
Il fenomeno è maturato nonostante il blocco delle auto, delle industrie e addirittura dei fuochi d’artificio nel periodo del lungo Capodanno lunare: eppure, misure simili portarono ai cieli blu in occasione delle Olimpiadi di Pechino del 2008 e dell’Apec del 2014. L’ambasciata Usa, che negli anni scorsi ha avviato un monitoraggio indipendente irritando le autorità locali, ha segnalato un Pm 2.5 oltre quota 300 nei giorni scorsi, quando l’Oms consiglia una livello massimo di 25. La media degli ultimi 30 giorni è stata di 94 microgrammi, la più alta da aprile 2018.
Di Maio, inaccettabili le interferenze esterne in Libia
Lavoriamo per embargo armi e cessate fuoco. Italia determinante
12 febbraio 2020
13:25
“Continuiamo a lavorare per il rispetto dell’embargo sulle armi e per portare le parti a un cessate il fuoco permanente. L’Italia sarà determinante in ogni scelta europea. Nessuno come noi conosce la Libia, nessuno come l’Italia ce l’ha a poche centinaia di chilometri dalle proprie coste. C’è un rischio terrorismo che non possiamo sottovalutare, Paesi che ignorano la pace e che continuano ad armare le parti sul terreno. Non possiamo accettarlo”. Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio dopo aver incontrato a Tripoli Sarraj e il ministro degli Interni Bashaga. STAI LEGGENDO: MONDO TUTTE LE NOTIZIE

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Sassoli, Zaky sia rilasciato subito
Borrell solleverà la questione al prossimo Consiglio Ue
STRASBURGO
12 febbraio 2020
13:26
“Sento il dovere di porre alla vostra attenzione la vicenda di Patrick Zaky. Voglio ricordare alle autorità egiziane che l’Ue condiziona i suoi rapporti con i Paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili come ribadiamo in tutte le nostre risoluzioni e chiedo che Zaky venga immediatamente rilasciato e restituito ai suoi cari”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. “Ne ho parlato con l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell che solleverà la questione al prossimo Consiglio europeo lunedì prossimo”, ha aggiunto.
Sud Sudan: Usa-Gb-Norvegia per accordo
I Paesi hanno rilasciato una dichiarazione ‘a tutte le parti’
12 febbraio 2020
14:03
– In merito ai negoziati di pace in stallo nel Sud Sudan, oggi Usa, Gran Bretagna e Norvegia hanno rilasciato una dichiarazione ripresa da Bbc Africa: “Incoraggiamo tutte le parti, incluso il governo, a raggiungere un consenso su una via da seguire per il numero degli Stati. Il rifiuto di scendere a compromessi e andare avanti mina l’accordo, mette a rischio il ‘cessate il fuoco’ ed erode la fiducia pubblica e dei partner”. Il presidente del Sud Sudan Salva Kiir e l’ex capo ribelle Riek Machar hanno tempo fino al 22 febbraio per formare un governo di transizione. Gli incontri a porte chiuse tra i due leader si sono tenuti all’inizio di questa settimana nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba, ma non si è trovato l’accordo sul numero degli Stati.
Il governo del Sud Sudan, infatti, ne vuole 32, mentre gli ex ribelli spingono per un ritorno ai 10 iniziali. Il presidente Kiir ha detto all’Igad, Autorità intergovernativa per lo sviluppo che terrà ulteriori consultazioni e riferirà il prossimo 15 febbraio.
Russa fugge da quarantena, era in gabbia
32enne era in osservazione in clinica a San Pietroburgo
MOSCA
12 febbraio 2020
14:09
– Una donna di 32 anni è ‘evasa’ dalla clinica Botkinskaya di San Pietroburgo dove era stata posta in quarantena poiché si era presentata lamentando un mal di gola dopo un viaggio nella provincia cinese dell’Hainan. Risultata negativa ai test del coronavirus, Alla Ilyina era stata comunque trattenuta in osservazione per due settimane, come prassi. Ma dopo due giorni “d’isolamento” ha ‘scassinato’ la serratura magnetica ed è scappata. “Era una gabbia, non capisco perché avrei dovuto rimanere”, ha raccontato al Moscow Times.
Xi: c’è un’evoluzione positiva sul virus
Presidente ringrazia per ‘progressi e sforzi fatti da tutti’
PECHINO
12 febbraio 2020
15:15
– Il presidente Xi Jinping si è felicitato per “l’evoluzione positiva” nella lotta all’epidemia di coronavirus col duro lavoro concertato messo in campo, mentre le iniziative di prevenzione e di controllo hanno generato “rilevanti risultati”, hanno riferito i media ufficiali.
Si tratta, ha spiegato Xi nella riunione del Comitato permanente del Politburo, “di risultati che sono i progressi fatti con fatica da tutte le parti”.
Mediterraneo, i migranti raddoppiano
A gennaio 2020 su dicembre. Sei volte di più di gennaio 2019
BRUXELLES
12 febbraio 2020
18:40
– Il numero di migranti che hanno attraversato il Mediterraneo centrale a gennaio 2020 è più che raddoppiato rispetto a dicembre 2019, attestandosi a circa 1500: un aumento di sei volte rispetto a gennaio 2019. Sono i dati mensili di Frontex. Secondo l’agenzia Ue, la pressione migratoria nel Mediterraneo centrale è in controtendenza rispetto alle altre rotte principali, dove si sono registrati cali rispetto al mese precedente, del 58% nel Mediterraneo orientale, e di un quarto nel Mediterraneo occidentale.
Merz si candida alla presidenza Cdu
Avvocato finanziario fu battuto da Kramp-Karrenbauer
BERLINO
12 febbraio 2020
18:43
– Friedrich Merz vuole candidarsi di nuovo alla presidenza della Cdu. Lo scrive la Dpa, citando fonti del partito. Si tratta dell’avvocato finanziario portato da Wolfgang Schaeuble due anni fa ad Amburgo, dopo oltre dieci anni di assenza dalla scena politica. Nel dicembre 2018, Merz, avversario di Angela Merkel, e sostenuto dall’ala economica del partito fu battuto da Annegret Kramp-Karrenbauer.
Blacklist Onu società in colonie Israele
Tra queste Airbnb, Expedia e TripAdvisor, ira di Netanyahu
WASHINGTON
12 febbraio 2020
18:52
– Le Nazioni Unite hanno pubblicato una lista di 112 società che svolgono attività nelle colonie israeliane considerate illegali. Tra queste Airbnb, Expedia e TripAdvisor. La lista è contenuta in un rapporto del commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet.
“Chi ci boicotta sarà boicottato”. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in riferimento alla black list. “Invece di occuparsi dei diritti umani – ha aggiunto – la Commissione cerca solo di denigrare Israele e noi respingiamo questo tentativo in maniera totale e con disgusto”.
Per l’Anp invece la pubblicazione della black-list costituisce “una vittoria del diritto internazionale e degli sforzi diplomatici volti a prosciugare le risorse del sistema coloniale rappresentato dagli insediamenti illegali nei Territori palestinesi”. Lo afferma il ministro degli Esteri palestinese Riad al-Maliki.
Kenya: in migliaia ai funerali di Moi
Il corpo dell’ex presidente salutato con una parata militare
12 febbraio 2020
19:21
– L’ex presidente del Kenya Daniel Arap Moi è stato sepolto oggi nella sua fattoria di Kabarak, situata nella contea di Nakuru. Lo riporta Bbc Africa specificando che la cerimonia di sepoltura è stata privata, con un saluto di 19 colpi di cannone e una parata militare. Migliaia di persone si sono inoltre radunate presso l’Università di Kabarak per rendergli l’ultimo omaggio. I presenti indossavano cappellini rossi con la scritta ‘Kanu’, il partito politico di Moi al potere per oltre 40 anni. Si chiude così la settimana di lutto per la morte dell’uomo che ha governato il Kenya per 24 anni, dal 1978 al 2002. L’ex presidente è morto il 4 febbraio scorso in un ospedale privato nella capitale, Nairobi, all’età di 95 anni.
Coronavirus: Dalai Lama annulla impegni
Fino a nuovo avviso, per il peggioramento dell’epidemia
12 febbraio 2020
19:38
– Il Dalai Lama ha annullato tutti i suoi impegni pubblici fino a nuovo avviso a causa del “peggioramento dell’epidemia” del coronavirus. “Per ora Sua Santità non svolgerà alcun impegno pubblico fino a nuovo avviso a causa del coronavirus”, ha detto alla CNN Tenzing Taklha, il segretario della guida spirituale del buddhismo in Tibet. Il Dalai Lama, che ha 84 anni, tra le altre cose aveva in programma una cerimonia per ordinare nuovi monaci.
Siria: Erdogan, Paesi europei ipocriti
‘Bruxelles agisca contro il terrorismo di Assad’
ISTANBUL
12 febbraio 2020
19:40
– In Siria “le attuali evoluzioni riflettono la posizione traballante, senza principi e ipocrita dell’Ue e dei Paesi europei”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, tornando a parlare della crisi a Idlib.
“Invito ancora una volta l’Ue e i Paesi europei a mostrare una posizione d’onore e di principio di fronte al terrorismo”, ha aggiunto il leader di Ankara, citato da Anadolu, criticando Bruxelles per un impegno giudicato insufficiente contro Bashar al Assad.
Casa Bianca accusa Huawei di rubare dati
O’Brien al Wsj, da reti mobili ‘lo fanno da anni’. Azienda nega
WASHINGTON
12 febbraio 2020
19:58
– Huawei ha realizzato delle porte di accesso segrete nei suoi sistemi hardware per potersi impossessare dei dati contenuti nelle reti mobili: lo afferma sul Wall Street Journal Robert O’Brien, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca.
Il colosso cinese delle tlc – accusa O’Brien – ha nascosto questa sua capacita’ di intrusione per almeno un decennio e questa realtà dovrebbe bastare a convincere gli alleati degli Usa a non usare Huawei per la realizzazione delle reti di nuova generazione 5G. L’azienda, sempre sul Wsj, smentisce categoricamente le accuse e nega di essere una pedina nelle mani del partito comunista cinese.
Genitori Regeni, governi tutelino Zaky
Genitori Giulio,come lui è brillante studente,ha a cuore diritti
12 febbraio 2020
17:54
– “Stiamo seguendo con attenzione ed apprensione l’arresto al Cairo dello studente egiziano Patrick George Zaky. Patrick, come Giulio, è un brillante studente internazionale e ha cuore i diritti inviolabili delle persone. I governi democratici dovrebbero preservare e coltivare la crescita di questi nostri giovani impegnati e studiosi e dovrebbero tutelarne in ogni frangente l’incolumità”. Lo affermano Paola e Claudio Regeni e il loro legale, Alessandra Ballerini in una nota.
“Auspichiamo che ci sia per Patrick una reale, efficace e costante mobilitazione affinché questo giovane possa essere liberato senza indugi – prosegue la nota -. Chiediamo alle istituzioni italiane ed europee di porre immediatamente in essere tutte quelle azioni concrete che non sono mai state esercitate per salvare la vita di Giulio o per pretendere verità sul suo omicidio”.
Coronavirus: corteo filippino picchiato
Nel Cagliaritano, in 300 per dire no alla violenza
CAGLIARI
12 febbraio 2020
20:09
– Hanno voluto dimostrare la solidarietà al cameriere filippino picchiato perché scambiato per un cinese e accusato di poter trasmettere il Coronavirus. Lo hanno fatto con striscioni e slogan, con frasi e affetto nei confronti di quel 30enne che da qualche anno vive ad Assemini (Cagliari) insieme a loro. Oltre 300 persone hanno partecipato questa sera al corteo organizzato dalla sindaca Sabrina Licheri per esprimere solidarietà al loro concittadino, Demetrio “Deniz” Elida, picchiato alla fermata del bus la notte del 6 febbraio.
Tre balordi lo avevano prima insultato dicendogli di essere cinese, portatore del Coronavirus e poi lo avevano picchiato.
Proprio la prima cittadina di Assemini il giorno dopo l’aggressione aveva manifestato su Facebook il proprio disappunto, chiedendo ai concittadini di scendere in strada.
“Mostriamo l’Assemini che siamo, #Noviolenza – aveva scritto – Vogliamo scendere in strada per manifestare la nostra solidarietà a Deniz
Filippine, fine patto militare con Usa
Nyt, Washington ufficialmente informata, 180 giorni di tempo
WASHINGTON
12 febbraio 2020
17:19
– Le Filippine hanno informato ufficialmente gli Stati Uniti di voler porre fine al patto di cooperazione militare tra i due Paesi. Lo riporta il New York Times. La decisione del presidente filippino Rodrigo Duterte coincide col suo recente avvicinamento nei confronti della Cina.
L’accordo messo in discussione da Manila e’ quello che regola anche la presenza delle forze Usa nelle basi delle Filippine, nonche’ lo svolgimento delle esercitazioni militari congiunte ora a rischio. Anche se il patto restera’ in vigore ancora per 180 giorni.
Libia: ok Onu per cessate fuoco durevole
14 membri Consiglio Sicurezza a favore, la Russia si astiene
NEW YORK
12 febbraio 2020
22:27
– Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha adottato una risoluzione che riconosce i 55 punti adottati a Berlino. Il testo ha ottenuto 14 voti a favore e un’astensione, la Russia. Il documento chiede che le parti in guerra “si impegnino per un cessate il fuoco duraturo” e insiste sul pieno rispetto dell’embargo sulle armi che è stato ripetutamente violato. Inoltre, ricorda l’impegno assunto da tutti i partecipanti alla conferenza di astenersi dall’interferire nel conflitto.
Egitto: parla un amico di Zaky: ‘Anch’io rapito, temo per lui’
I genitori del giovane: ‘Torturato per sapere dei Regeni’
12 febbraio 2020
19:00
“Sono stato rapito dalle forze di sicurezza statali” in Egitto “e interrogato per 35 ore”, “non ho subito elettroshock ma sono stato picchiato, bendato e legato. Mi hanno privato del sonno e hanno cercato di distorcere il tempo”. È la drammatica testimonianza che fa
Amr, cittadino egiziano 29enne che vive e lavora a Berlino da qualche anno, amico di Patrick George Zaky, arrestato venerdì al Cairo e tuttora detenuto, in prima fila tra coloro che in tutta Europa ne stanno chiedendo la liberazione.
I genitori del 27enne denunciano che a lui è stato chiesto anche dei suoi legami con la famiglia di Giulio Regeni. “L’hanno interrogato illegalmente per trenta ore. E poi, sì, gli hanno chiesto anche dei suoi legami con la famiglia di Giulio Regeni. Dal 2016, di quel ragazzo italiano si parla su tutti i social media e anche Patrick conosceva il caso, se n’era interessato”. I genitori di Patrick sono stati raggiunti nella loro casa egiziana a Mansura da Repubblica e Corriere della Sera, che oggi pubblicano un reportage.
Proprio i genitori del ricercatore italiano ucciso nel 2016 al Cairo rompono il silenzio. Seguono “con attenzione e apprensione l’arresto al Cairo” di Patrick che, “come Giulio, è un brillante studente internazionale e ha cuore i diritti inviolabili delle persone. I governi democratici dovrebbero preservare e coltivare la crescita di questi nostri giovani impegnati e studiosi e dovrebbero tutelarne in ogni frangente l’incolumità”, dicono Paola e Claudio Regeni e il loro legale, Alessandra Ballerini in una nota.
Per Zaki si muove l’Europa. Il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, richiama l’emiciclo di Strasburgo sul caso: “Voglio ricordare alle autorità egiziane che l’Ue condiziona i suoi rapporti con i Paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili come ribadiamo in tutte le nostre risoluzioni e chiedo che Zaki venga immediatamente rilasciato e restituito ai suoi cari”. E assicura che l’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, “solleverà la questione al prossimo Consiglio europeo lunedì prossimo”.
In Italia alla Camera il ministro per i rapporti col Parlamento Federico D’Incà risponde al question time sul caso e spiega che Patrick per il governo italiano è priorità.
In tutta Europa le mobilitazioni che chiedono il rilascio dell’attivista si moltiplicano. Dopo Bologna e Granada manifestazioni si terranno a Milano e Berlino. E l’Università di Bologna promuoverà un grande corteo nel capoluogo emiliano prima del 22 febbraio, data in cui scadono i primi 15 giorni di custodia cautelare in carcere per Patrick a Mansura.
La testimonianza dei genitori di Patrick. Nei confronti di Patrick “è stato emesso un mandato di comparizione il 24 settembre ma nessuno glielo ha comunicato. Per questo è stato fermato alla frontiera. Lì – evidenzia il legale della famiglia – è stato bendato e portato da qualche parte al Cairo. È stato detenuto e interrogato per 30 ore, torturato. Lo picchiavano e gli chiedevano dei suoi legami con l’Italia e con la famiglia di Giulio Regeni. Patrick non sa nulla di tutto questo: così alla fine lo hanno trasferito qui a Mansura”. “Nostro figlio stava tornando a casa per festeggiare gli ottimi voti ottenuti e ci siamo ritrovati a portargli cibo e vestiti in prigione. Vogliamo soltanto che torni a casa”, dicono i genitori. “Patrick difende le sue libere opinioni, ma conosce bene i limiti. Siamo una famiglia pacifica, nostro figlio non ha fatto nulla di sbagliato e non è mai stato una minaccia o un pericolo per nessuno, anzi: ha sostenuto e aiutato molta gente”. “Ce l’hanno fatto vedere domenica. Lo rivediamo giovedì. Solo dieci minuti in parlatorio, assieme agli altri detenuti, presente un agente di polizia”, proseguono i genitori. “Domani portiamo a Patrick i libri. Ha chiesto di studiare, vuole essere pronto per gli esami di marzo. La nostra speranza è questa sua forza”.

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