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Virus, anche Sony rinuncia al Mwc
Terrà una videoconferenza. E’ la quinta azienda a ritirarsi
10 febbraio 2020 16:39
Sony si unisce all’elenco di aziende che, a causa del coronavirus, rinunciano a partecipare al Mobile World Congress (Mwc), la più grande fiera della telefonia mobile in programma dal 24 al 27 febbraio a Barcellona.

“Dal momento che attribuiamo la massima importanza alla sicurezza dei nostri clienti, partner e dipendenti, abbiamo preso la difficile decisione di ritirarci dall’esposizione e dalla partecipazione al Mwc 2020 di Barcellona”, scrive Sony in una nota. La conferenza stampa dell’azienda, in programma la mattina del 24 febbraio, si svolgerà all’ora prestabilita “ma in video, tramite il nostro canale Xperia su YouTube”.

La rinuncia di Sony arriva dopo quella di Amazon, che tuttavia al Mwc non è solita avere una forte presenza, e dopo quelle – più pesanti – di Ericsson, LG e Nvidia.
Ministro Pisano, gruppo lavoro su odio online
Con l’obiettivo di trovare soluzioni, le leggi non bastano
10 febbraio 2020
15:17
Un gruppo di lavoro interministeriale per studiare il fenomeno dell’odio in rete. È lo strumento messo in campo dal ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione di cui ha parlato il ministro, Paola Pisano, all’appuntamento che si è tenuto all’Università Cattolica di Milano, ‘Rendiamo il web un posto più sicuro’, promosso da Telefono Azzurro in occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea.
“Come nostro ministero – ha spiegato il ministro – abbiamo istituito un gruppo di lavoro insieme al dipartimento per l’Editoria, al ministro della Giustizia, al ministro della Famiglia, per iniziare a studiare il fenomeno dell’odio on line e riuscire a immaginare delle possibili soluzioni, dei suggerimenti. Questo è un fenomeno all’interno di internet che va studiato con molta attenzione e ci siamo resi conto che non bastano le leggi o vietare determinati comportamenti per riuscire ad avere l’effetto che noi desideriamo”. “C’è tanto da formare, tanto da lavorare insieme e riuscire a mettere come primo punto dell’agenda il fatto di diminuire il digital divided e insegnare alle persone l’utilizzo dei nuovi strumenti, dare maggiore consapevolezza”, ha concluso.
Il coronavirus mette a rischio la tecnologia mondiale
Produzione smartphone a ranghi ridotti e defezioni a fiera Barcellona
10 febbraio 2020
19:03
Le conseguenze del coronavirus non sono pesanti solo sulle persone ma anche sull’economia mondiale, con il settore tecnologico che rischia di essere tra quelli più colpiti. Diverse aziende cinesi, infatti, sono state costrette ad interrompere le attività lasciando a casa migliaia di lavoratori e rallentando la fornitura ai big dell’hitech, Apple in testa. Mentre una serie di defezioni per la psicosi da contagio sta mettendo a rischio il Mobile World Congress, la più grande fiera di telefonia mondiale prevista per fine febbraio a Barcellona.
Tra le aziende cinesi più colpite nel settore c’è Foxconn, da cui dipende una buona parte della produzione di iPhone ma anche di dispositivi di altre società come Motorola, Nintendo, Microsoft, Motorola, Sony, Xiaomi e HdmGlobal che ha rilevato la divisione telefoni di Nokia. Foxconn, oltre ad aver ridotto le stime di crescita, starebbe pensando di spostare la sua produzione in India. Secondo l’analista Ming Chi Kuo, il sito di Zhengzhou è il più critico per l’assemblaggio degli iPhone 11 e 11 Pro, attualmente in commercio.
A completare il quadro, le defezioni che stanno colpendo il Mobile World Congress, la più importante fiera al mondo dedicata alla telefonia, in programma a fine febbraio a Barcellona. A rinunciare “per la sicurezza dei dipendenti” sono al momento LG, Ericsson, Amazon, Nvidia e Sony che sarà in videoconferenza. Mentre le cinesi Tcl e Zte saranno presenti nei padiglioni, ma rinunceranno a tenere le loro conferenze stampa. E la lista si allunga ogni giorno con il toto-rinunce che annovera Nokia tra i prossimi e il sito Cnet che prevede una presenza ridotta di Samsung. La Gsma, l’organizzazione mondiale che raggruppa 800 operatori mobili e che organizza la kermesse, nei giorni scorsi ha parlato di “impatti minimi” e di misure rigidissime per gli staff in trasferta. Ma è legittimo aspettarsi un effetto domino per una manifestazione che ogni anno attira oltre 100mila presenze.
Infine, Samsung ha preso misure di sicurezza per la presentazione dell’11 febbraio a San Francisco dei suoi nuovi smartphone. In una mail inviata ai partecipanti, l’azienda sudcoreana spiega di prevedere postazioni con disinfettante per le mani e strumentazione per il controllo della temperatura.
Reuters, videonotizie con tecnologia stile Deepfake
Collaborazione con start-up di Intelligenza Artificiale
11 febbraio 2020
10:16
Reuters studia notiziari video in tempo reale i cui conduttori non sono esistenti, ma creati da una tecnologia in stile deepfake, cioè quella dei video falsi ma usati a scopo ingannevole. Per il progetto l’agenzia di stampa sta collaborando con una start up che si occupa di Intelligenza artificiale e che si chiama Synthesia.
Il progetto, per il momento in una fase di test, prende in tempo reale i dati dei punteggi delle partite di calcio e genera notizie complete di immagini. Synthesia e Reuters utilizzano una rete neurale simile a quella dei Deepfake e basandosi, su filmati preregistrati, trasformano il testo in un video con un conduttore non reale.
“Reuters è da tempo in prima linea nell’esplorare il potenziale di nuove tecnologie per fornire notizie e informazioni. Questo prototipO ci sta aiutando a capire come l’Intelligenza artificiale e i media si possono combinare per un nuovo tipo di prodotti”, spiega al sito TheNextWeb Nick Cohen, capo dei prodotti e dei nuovi servizi di Reuters.Ma le applicazioni di questa tecnologia potrebbero essere enormi e non coprire solo il mondo dei media ma anche quello dei servizi video di aeroporti o stazioni che servono a dare informazioni o aggiornamenti.
Reuters si sta concentrando su questo tipo di tecnologia. Poche settimane fa si è alleata con Facebook per creare un corso online che individui i deepfake. Il corso dura 45 minuti ed è concepito per dare ai giornalisti gli strumenti necessari per individuare ed evitare foto, video e audio falsi. a sua volta il social network di proprietà di Mark Zuckerberg, è entrato in una coalizione composta da diverse aziende e università che si chiama Deepfake Detection Challenge e si è impegnata ad investire 10 milioni di dollari per creare video con ricercatori che spiegano come individuare i video contraffatti.
Coronavirus: media,Foxconn potrebbe spostare produzione Cina
Il sito di Zhengzhou è il più critico per l’iPhone
10 febbraio 2020
16:57
Foxconn, uno dei principali assemblatori di iPhone, potrebbe spostare la sua produzione in India a seguito della difficoltà di continuarla nelle sue fabbriche in Cina per il coronavirus. E’ quanto suggerisce l’analista Ming Chi Kuo, esperto di notizie riguardanti l’azienda di Cupertino, in una nota visionata dal sito AppleInsider. Kuo ritiene che il sito Zhengzhou sia il più critico per l’iPhone, in quanto responsabile della maggior parte degli assemblaggi di iPhone 11 e iPhone 11 Pro.
L’impianto di Shenzhen, invece, dovrebbe riprendere la produzione degli iPhone 2020 e la forza lavoro attiva sarebbe solo del 60%. La fabbrica di Pegatron a Kushan, infine, dovrà produrre gli iPhone più economici, il cui lancio è previsto a in primavera, ma al momento la data di riapertura è stata posticipata. Proprio per questi motivi, Foxconn si sta muovendo per aumentare la produzione degli iPhone negli stabilimenti in India. Nel corso della conferenza sui risultati finanziari di fine gennaio, il Ceo di Apple Tim Cook ha spiegato che la società “sta raccogliendo molti dati e monitorando la situazione da vicino”. Cook ha anche sollevato l’esistenza di “piani alternativi di approvvigionamento e di emergenza”.
Huawei, corsi gratis per sviluppatori
Sei lezioni a Milano e Cagliari, anche in live streaming
11 febbraio 2020
09:19
– Huawei dà il via a una serie di corsi gratuiti per sviluppatori di applicazioni. L’iniziativa si chiama HMS Academy e prevede sei appuntamenti organizzati per supportare i developer nello sviluppo di nuove app sulla piattaforma Huawei Mobile Services, alternativa a quella di Google.
Dall’11 al 27 febbraio 2020, presso la sede di Net Value a Cagliari e negli uffici di Milano della divisione Consumer, si terranno sei lezioni in presenza di trainer aziendali. I corsi, disponibili anche in live streaming, saranno dedicati a Huawei HMS Core, Account Kit, Push Kit, Location Kit, In-app Purchases e Additional kits.
L’iniziativa fa seguito al primo Developer Day, tenutosi nel novembre scorso a Milano, in cui Huawei ha annunciato lo stanziamento di 10 milioni di dollari a sostegno degli sviluppatori italiani. La cifra rientra nello stanziamento complessivo di 1 miliardo di dollari a livello globale.
Google ci trova anche le chiavi di casa
L’assistente interagisce con dispositivi da agganciare a oggetti
10 febbraio 2020
19:03
Non solo le ricerche online: Google è in grado di cercare per noi anche gli oggetti fisici che tendiamo a perdere, come le chiavi di casa e dell’auto. Merito dell’assistente vocale, e della collaborazione con l’azienda Tile, specializzata in dispositivi Bluetooth da agganciare agli oggetti per poterli ritrovare.
I device hanno vari design e dimensioni per poter essere uniti a ciò che si vuole tenere sotto controllo. Prendono la forma di una carta di credito da inserire nel
portafoglio o nella borsa, di piccoli bottoni adesivi da attaccare al telecomando o alla macchina fotografica, o di quadratini forati da agganciare al portachiavi.
Una volta che questi tracker sono abbinati a un oggetto, si può usare l’assistente virtuale di Google per ritrovarlo. Che sia dallo smartphone o da un altoparlante, si può chiedere all’assistente “Fai suonare le chiavi” oppure “Dov’è il portafogli?”. Se è in casa, offrirà indicazioni, e se invece lo si è dimenticato o perso fuori, potrà dire l’indirizzo a cui andarlo a riprendere.
Il 30% dei genitori impreparato sulla formazione digitale
Ricerca Telefono Azzurro per l’Internet Safer Day
10 febbraio 2020
18:23
Cyberbullismo, sexting, violazione della privacy. Secondo i dati del centro di ascolto di Telefono Azzurro continuano ad essere questi i rischi maggiori nella rete per bambini e adolescenti. In particolare nel 2019 la richiesta di aiuto da parte di minori coinvolti nelle situazioni di difficoltà è arrivata nel 64% dei casi dal genere femminile. Per un genitore essere al passo con le diverse piattaforme di social media utilizzate dai bambini, in età sempre più precoce, può essere difficile, tanto che il 30% di loro si dichiara impreparato. Domani, presso la sede istituzionale della Presidenza del Consiglio, in occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea, giunta alla sua XVII edizione,
Telefono Azzurro promuove dei momenti di riflessione con i colossi mondiali della rete, con l’obiettivo di aumentare il loro impegno per la sicurezza dei minori nell’utilizzo della rete e diffondere maggiore consapevolezza tra gli adulti degli strumenti che possono essere adottati per evitare i pericoli oggi tanto diffusi. Messaggi positivi saranno lanciati anche da alcuni tra i più noti influencer della rete, come Matt & Bise, Nick Radogna, Leonardo D, “Cesca” Tamburini e Barbara D’Alessandro, coinvolti da Telefono Azzurro ad un incontro con bambini e adolescenti presso Binario F. “È necessario affrontare il tema del rapporto dei bambini e degli adolescenti con il digitale con competenze sempre più specifiche e validate tramite un approccio interdisciplinare – ha commentato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – trasferendo tali competenze anche nella formazione ai professionisti e di tutta la Società civile, nonché coinvolgendo direttamente i bambini e gli adolescenti, promuovendo la loro partecipazione attiva”.
Il gap di conoscenze e informazioni corrette in particolare da parte dei genitori è confermato anche dalla ricerca di Telefono Azzurro & Doxa Kids 2020, da cui emerge il bisogno di una seria “formazione digitale” degli adulti che vivono tra preoccupazione e scarsa consapevolezza: il 30% dei genitori dichiara infatti di non avere adeguate competenze su tematiche dell’online, in particolare su cyberbullismo, incitazione al suicidio e l’autolesionismo, l’hate speech e sextortion. I genitori temono in particolare modi che i propri figli incontrino contenuti che esaltino l’anoressia, l’autolesionismo, il suicidio (21%), oppure che siano esposti a contenuti pornografici (18%), o immagini drammatiche o violente. Nonostante queste paure, al 45% dei genitori è capitato almeno una volta di permettere l’utilizzo al figlio/a di un’applicazione senza verificarne il limite di età per l’utilizzo; nel 48% dei casi ritengono che i ragazzi siano in grado di utilizzare in maniera consapevole i social dai 16 anni. Allo stesso modo, anche gli insegnanti esprimono un bisogno di formazione sia sul piano delle tematiche, sia nella conoscenza delle procedure di gestione di situazioni di disagio. Il 46% degli insegnanti pensa, infatti, di non aver ricevuto un’adeguata formazione sui possibili percorsi di segnalazione di casi di violenza, pericolo e/o pregiudizio.
Coronavirus: continua fuga dal Mwc, anche Intel e Facebook non vanno
Tra defezioni ultim’ora anche la cinese Vivo
11 febbraio 2020
19:06
Continua la fuga delle aziende tecnologiche dal Mobile World Congress di Barcellona che dovrebbe tenersi a fine febbraio, fuga legata ai timori per il coronavirus. Dopo le defezioni eccellenti di LG, Amazon, Sony, Asus e Ericsson, nelle ultime ore si sono aggiunte la multinazionale americana Intel e le cinesi produttrici di smartphone Vivo, Ulefone ed Umidigi. Ma anche Facebook, Cisco e Sprint.
Così come sarà assente anche l’operatore telefonico giapponese NTT DoCoMo mentre l’operatore norvegese Telenor ha dichiarato che ridurrà sia la partecipazione sia i dipendenti. Non parteciperanno anche Gigaset, produttore di cordless ed accessori, Amdocs, azienda specializzata in software e servizi per le comunicazioni, CommScope, società americana di servizi di infrastruttura di rete globale, Iconectiv, società che fornisce soluzioni per la gestione delle reti e Radwin, società produttrice di hardware wireless a banda larga. “La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti e partner è la nostra massima priorità”, ha detto un portavoce di Intel.
Questo venerdì gli organizzatori, secondo La Vanguardia, si riuniranno per decidere sul futuro della manifestazione.
L’azienda francese Wiko ha deciso di non presidiare l’edizione 2020 del MWC con uno stand di presentazione dei nuovi modell poichè “la scelta fa parte di una strategia generale che vede il brand concentrarsi su attività più strategiche ed efficienti per i singoli mercati in cui è presente”. “Una volontà – aggiunge – che risponde all’obiettivo di Wiko di focalizzarsi su progetti che coinvolgano e interessino direttamente il consumatore finale e le sue community social. La presenza di Wiko al MWC sarà pertanto legata ad attività rivolte al canale business e ai principali partner e distributori dell’azienda”.
Coronavirus: media, in forse fiera Mwc
La Vanguardia, venerdì riunione degli organizzatori per decidere
11 febbraio 2020
13:20
Il Mobile World Congress (Mwc), la più grande fiera della telefonia mobile in programma a Barcellona dal 24 al 27 febbraio, potrebbe saltare a causa del coronavirus. Come riporta il quotidiano di Barcellona La Vanguardia, venerdì l’associazione che organizza la fiera ha in programma una riunione in cui deciderà se annullare o meno l’evento. La causa è la continua emorragia di aziende che in questi giorni stanno annunciando la rinuncia a partecipare alla kermesse, a causa dell’epidemia di coronavirus e dei rischi per dipendenti e ospiti di una manifestazione che supera ogni anno le le 100mila presenze.
La Gsma, l’associazione mondiale che raggruppa 800 operatori mobili e che organizza il Mwc, in queste settimane ha più volte rassicurato in merito alle misure sanitarie messe in campo per far fronte ai rischi di contagio.
Rassicurazioni che non sono bastate a tranquillizzare una serie di aziende – da Lg a Ericsson e Amazon – che hanno rinunciato a prendere parte alla manifestazione. ACQUISTA SU AMAZON Home Mappa del sito

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Il mercato italiano dei droni vale 100 milioni
In 4 anni oltre 13mila velivoli registrati al portale Anac
11 febbraio 2020
16:56
Il fatturato delle aziende italiane nel settore professionale dei droni è stimato in 100 milioni di euro nel 2018. Tra produttori di beni e fornitori di servizi, le aziende sono circa 700, meno dell’1% del tessuto industriale del Paese, il 55% ha sede nel nord Italia e il 77% ha meno di dieci dipendenti. A scattare la fotografia è una ricerca dell’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano, presentata stamani nel capoluogo lombardo.
Da gennaio 2016 a fine dicembre 2019 si sono registrati complessivamente al portale dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Anac) 13.479 droni, con un incremento medio annuo del 13%. Il boom di registrazioni si è verificato nel 2018, con oltre 4.200 tra dichiarazioni e autorizzazioni. Il 2019 ha invece riportato una leggera flessione delle iscrizioni, a circa 3.900.
Gran parte delle registrazioni riguarda droni con un peso inferiore a 1 kg (43%) e tra 1 e 5 kg (48%). Solamente il 6% è per droni con peso compreso tra 5 e 10 kg e il restante 3% per quelli sopra i 10 kg. Tra le aziende, il 56% dei droni registrati appartiene a 5 costruttori: DJI con il 47% delle registrazioni totali, Parrot (3%), Yuneec (2,5%), DXdrone (2%) e Italdron (1,5%).
Guardando agli ambiti di utilizzo, la ricerca ha censito 258 progetti di applicazione industriale di droni a livello mondiale, che vanno dalla consegna a domicilio alle ispezioni in ambito industriale, dal soccorso al trasporto di persone.
Tuttavia, solo il 19% è in fase operativa, mentre il 50% sono sperimentazioni, il 12% annunci, il 19% utilizzi una tantum per risolvere esigenze puntuali. La maggior parte dei progetti sono stati attivati in Paesi con una regolamentazione chiara; non a caso il 48% sono in Europa e il 36% in America, mentre sono meno in Asia (9%), Africa (4%) e Oceania (3%).
Twitter, emoji per Internet Safer Day
E dal 5 marzo i tweet manipolati verranno segnalati
11 febbraio 2020
13:48
Un’emoji speciale per il Safer Internet Day, legata agli hashtag #SaferInternetDay e #SID2020 e disponibile in 18 lingue. E’ l’iniziativa di Twitter in occasione della giornata istituita dalla Commissione europea con l’obiettivo di sensibilizzare sulla sicurezza online.
“Nel corso degli ultimi 12 mesi – spiega la società in una nota – Twitter ha adottato iniziative importanti per contrastare a livello globale i contenuti offensivi. Ha incrementato del 105% l’adozione di misure contro profili bloccati o sospesi per violazione delle regole. E a novembre 2019 abbiamo lanciato a livello globale la possibilità per le persone di nascondere le risposte ai propri tweet e oggi chiunque lo può fare”. Inoltre, ricorda la società, giovedì scorso abbiamo lanciato una nuova misura per individuare media manipolati o alterati. Dal 5 marzo, infine, Twitter inizierà a etichettare i tweet se riterrà che i loro contenuti siano stati significativamente alterati o manipolati.
“Rendere la nostra piattaforma più sicura è un compito che non possiamo compiere da soli, ed è per questo che la nostra partecipazione al #SaferInternetDay2020 è così importante”, conclude la piattaforma.
Safer Internet Day, Italia decima per rischi online
Ricerca Microsoft in 25 paesi, fake news e sexting tra i rischi
11 febbraio 2020
18:39
L’Italia è al decimo posto su 25 per l’esposizione ai rischi online, primo il Regno Unito, ultimo il Sudafrica. Sono i risultati del Microsoft Digital Civility Index che ogni anno, in occasione dell’Internet Safer Day, analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti (13-17) e degli adulti (18-74) rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online in 25 Paesi, incluso il nostro paese.
Secondo lo studio, in tutto il mondo il web è percepito come un luogo meno civile e sicuro rispetto ad un anno fa. In generale, i contatti indesiderati, le fake news e il sexting (l’invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o smartphone) sono i rischi più comuni riscontrati, rispettivamente dal 41%, 29% e 23% degli intervistati italiani.
Il Cyberbullismo continua a fare vittime: il 22% degli intervistati è stato vittima dei bulli online. I comportamenti scorretti online riguardano principalmente l’aspetto fisico (28%), l’orientamento sessuale (21%) e la politica (21%). Il 67% degli intervistati dichiara inoltre di essere stato vittima di almeno uno dei principali rischi online ripetutamente, 2 o più volte. E il 33% ha infatti incontrato di persona l’autore della minaccia.
A livello mondiale, invece, nel 30% dei casi si tratta addirittura di amici e familiari. Danni alla propria reputazione (89%), molestie (87%), maltrattamenti (82%), micro-aggressioni (76%) e misoginia (73%) sono i rischi per cui le vittime provano più dolore e disagio. Emerge che il 51% dei teenager si rivolge ai propri genitori per chiedere aiuto (+7% rispetto al 2019).
La ricerca ha inoltre indagato a livello globale quali sono le aspettative rispetto al futuro. Rispetto, sicurezza e libertà sono le prime tre parole che secondo gli intervistati caratterizzeranno le esperienze online nei prossimi dieci anni. Il 50% si augura che le aziende tecnologiche e i social media introducano nuove policy e creino strumenti per promuovere comportamenti online più civili e rispettosi e punire condotte scorrette.
Safer Internet Day, da Instagram due nuove funzioni
Appello ‘in-app’ e la cronologia delle segnalazioni
11 febbraio 2020
15:12
In occasione del Safer Internet Day che si celebra oggi, Instagram lancia due nuove funzioni. La prima si chiama ‘Support Requests’ e mostra lo stato e la cronologia delle segnalazioni inviate, facilmente accessibile dalla sezione Impostazione del profilo. Direttamente dall’app, sarà dunque possibile consultare ogni segnalazione e vederne lo status o chiedere una nuova revisione. L’altra serve a “fare appello direttamente dall’app di Instagram”, spiega la società.
In precedenza, questa opzione era disponibile solo attraverso l’Help Center di Instagram. Ora, l’appello in-app apparirà automaticamente quando l’utente tenterà ad accedere all’account disattivato. Le persone potranno ora fare appello se ritengono che Instagram abbia erroneamente rimosso il loro account e avranno anche la possibilità di appellarsi alle decisioni prese dal nostro team di revisione dei contenuti senza dover lasciare l’app.
Safer internet Day, tutelarsi su YouTube
Dal checkup della privacy a alla app per bambini sotto i 13 anni
11 febbraio 2020
15:11
Controllare le impostazioni di sicurezza e i dati raccolti, gestire gli annunci pubblicitari e usare gli strumenti a disposizione per tutelare i bambini: sono diversi i modi per avere più controllo e proteggere la famiglia nella fruizione di video su YouTube. Google ne ha elencati cinque, in occasione del Safer Internet Day.
Pensando ai più piccoli, il consiglio ai genitori è quello di usare YouTube Kids, una app pensata per i bambini sotto i 13 anni, a cui offre la possibilità di navigare in autonomia tra una serie di contenuti selezionati, per un tempo di fruizione massimo impostato da mamma o papà.
Per i controlli sui dati raccolti, gli utenti hanno a disposizione una dashboard dove consultare ed eliminare la cronologia delle visualizzazioni, delle ricerche e delle posizioni, oltre a fare il checkup della privacy. La pagina Controllo sicurezza offre invece consigli per proteggere dati e dispositivi su Google, consente di verificare la sicurezza delle password scelte e di gestire le app esterne che hanno accesso ai dati.
Altra sezione a disposizione è quella sulla personalizzazione degli annunci, che può essere disattivata. L’ultimo strumento a disposizione è la possibilità di segnalare i contenuti ritenuti non appropriati. La cronologia delle segnalazioni consente poi di vedere quali misure sono state prese da YouTube a seguito delle segnalazioni.
Samsung Galaxy S20 si fa in tre e arriva nuovo pieghevole
A bordo il 5G e il comparto fotografico potenziato dall’AI
11 febbraio 2020
20:00
Samsung si fa in tre, anzi in quattro. In un evento organizzato a San Francisco, con misure di sicurezza per i partecipanti a causa del coronavirus, l’azienda sudcoreana ha lanciato tre versioni del Galaxy S20, il diretto concorrente dell’iPhone, e un nuovo telefono pieghevole.
“Siamo appena entrati in un nuovo decennio e il 5G cambierà completamente il modo in cui comunichiamo e viviamo il mondo che ci circonda”, afferma TM Roh, Head of Mobile Communications Business, Samsung Electronics per presentare i nuovi telefoni tutti dotati di connettività 5G e di “una incredibile fotocamera con intelligenza artificiale”. Il telefono pieghevole si chiama Z Flip ed è l’evoluzione del Galaxy Fold lanciato lo scorso anno e non immediatamente fortunato per via di alcuni problemi progettuali.
Il Samsung Galaxy S20, invece, arriva nella variante base, Plus e Ultra. Monta un display Quad HD+ Dynamic AMOLED 2X, piatto e quasi senza cornice ed esteso su tutta la superficie frontale, e con una diversa concentrazione di pixel a seconda dei modelli. Il Galaxy S20 ha un display da 6,2 pollici (la versione 4G da 8 GB + 128 GB con memoria espandibile 1TB costa 929 euro; quella 5G da 12 GB +128 GB 1029 euro). La versione Plus ha un display da 6.7 pollici (la versione 4G da 8 GB + 128 GB e memoria espandibile 1TB costa 1029 euro, quella 5G da 12 GB + 128 GB e memoria espandibile 1TB costa 1129 euro, quella 5G da 12 GB + 512 GB e memoria espandibile 1TB costa 1279 euro). Infine, il Galaxy S20 Ultra è solo 5G, ha un display da 6.9 pollici, 12 GB + 128 GB e memoria espandibile 1TB e costa 1379 euro.
Il centro di tutto è il comparto fotografico capace di una risoluzione estremamente elevata (108 MP per Galaxy S20 Ultra 5G, 64 MP per Galaxy S20 e Galaxy S20+), per mettere in evidenza con chiarezza i dettagli. Galaxy S20 Ultra 5G fa un ulteriore passo avanti a livello di sensore combinando nove pixel in uno. Inoltre, grazie alla tecnologia ‘Space Zoom’ i nuovi Samsung sono in grado di catturare i soggetti più lontani con una risoluzione maggiore. E, grazie all’intelligenza artificiale, con Galaxy S20 si può girare un breve video per ottenere automaticamente una serie di foto e video in diversi formati tra cui scegliere. Consente anche riprese video in 8K che possono essere caricate direttamente su YouTube. Riguardo la musica, c’è anche l’integrazione tra l’assistente Bixby e Spotify per “una colonna sonora personalizzata”.
È possibile prenotare Galaxy S20, S20+ e S20 Ultra 5G dall’11 febbraio. Prenotando Galaxy S20+ o S20 Ultra 5G tra l’11 febbraio e l’8 marzo e acquistandolo tra il 13 e il 31 marzo, gli utenti riceveranno i nuovi auricolari Galaxy Buds+. I dispositivi saranno disponibili nei negozi fisici e online a partire dal 13 marzo.

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