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DALLE 11:04 ALLE 21:47 DI LUNEDì 23 MARZO 2020

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A Zagabria si contano i danni del sisma
I feriti sono 27, 18 gravi. Seri danni ad almeno 250 edifici
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23 marzo 2020
11:04

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ZAGABRIA
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Il terremoto di magnitudo 5.5 che ieri all’alba ha colpito Zagabria ha causato 27 feriti, di cui diciotto gravi, e una ragazza quindicenne si trova tuttora in gravi condizioni e in pericolo di vita. Stando all’ultimo bilancio diffuso stamane dalla Protezione civile nazionale, ingenti danni hanno subito almeno 250 edifici nel centro storico di Zagabria, tra i quali la cattedrale, altre chiese, il Palazzo del Parlamento, il Museo di Arte e Artigianato e la sede del Rettorato dell’Università’ di Zagabria, tutti costruiti a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Molte abitazioni nel centro sono state dichiarate inagibili e alcune centinaia di persone sono per ora rimaste senza le loro case. Una trentina di loro hanno trovato rifugio nella casa dello studente, allestita per la loro accoglienza, mentre la maggioranza è stata ospitata da famigliari e amici.
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L’epicentro è stato localizzato otto chilometri a nord del centro, con le scosse che sono state avvertite anche in Italia, da Trieste fino alle Marche. La terra, dopo la prima volta alle 6:30 di domenica , ha tremato di nuovo tra le otto e le nove con due scosse di magnitudo 3.7 e 3.2. Nel crollo parziale di un palazzo nel centro della capitale è rimasta gravemente ferita una ragazza quindicenne, tuttora in pericolo di vita. Ci sono stati sedici feriti lievi e ingenti danni a un centinaio di edifici e decine di automobili distrutte sotto le macerie. Le immagini che hanno fatto il giro del mondo mostrano macerie e detriti dappertutto, poi rimossi nel pomeriggio con l’impiego di quasi quattrocento soldati.
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Dopo i primi due forti sismi, tra le 6 e mezza e le sette di ieri mattina, si sono susseguite almeno altre trenta scosse di assestamento lievi. Quelle più intense sono state registrate nella mattinata di ieri e l’ultima, di magnitudo 3.0, stanotte verso le tre.
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‘Zaky è asmatico e a rischio, venga rilasciato’. L’appello della famiglia
Nel giorno della nuova udienza sulla scarcerazione
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BOLOGNA
23 marzo 2020
13:52
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“Non sappiamo nulla di Patrick da due settimane e chiediamo il suo immediato rilascio, in quanto soffre di asma ed è a rischio per il Coronavirus”. Lo scrivono i famigliari di Patrick Zaky, lo studente egiziano iscritto a un master dell’università di Bologna e detenuto da un mese e mezzo nel suo Paese. Oggi è in programma un’udienza per discuterne la scarcerazione.
“Oggi è il 45/o giorno da quando Patrick è stato arrestato all’aeroporto internazionale del Cairo, la mattina di venerdì 7 febbraio e da allora è stato trasferito tre volte”, ricordano i familiari in una dichiarazione diffusa dalla pagina Fb ‘Patrick libero’. “Esprimiamo la nostra ansia: da quando il dipartimento dei servizi penitenziari ha avviato le procedure preventive per arginare la diffusione di Covid-19 all’interno del carcere, non sappiamo assolutamente nulla di lui”. Sono infatti state sospese le visite in carcere per dieci giorni a partire dal 10 marzo e poi è stata annunciata la proroga fino a fine marzo. “E non sono state fornite alternative, come ad esempio dare la possibilità di telefonare”.
Per i familiari la sanificazione dei luoghi di detenzione “sta procedendo lentamente e in modo vago” inoltre Patrick “è asmatico, il che lo rende uno dei soggetti più a rischio”.
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Cronache della pandemia – Gran Bretagna
Governo riprende il controllo dei treni, lo Stato non è più tabù
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LONDRA
23 marzo 2020
17:34
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Solo quattro mesi fa, ed è come se fosse passato un secolo, l’argomento suscitava scandalo nell’establishment britannico e fra i benpensanti. Riportare le ferrovie sotto il controllo del governo, anche in parte, era fra i cavalli di battaglia della sfortunata campagna elettorale di Jeremy Corbyn, fautore di un rinnovato intervento dello Stato in economia che faceva sobbalzare non solo i conservatori o i liberali del Regno, ma anche la nomenklatura più moderata del suo stesso Partito laburista. Idee tacciate come “vetero marxiste”, o almeno “d’estrema sinistra”: certo irrealizzabili.
Tutto dimenticato, se non altro temporaneamente, a causa del coronavirus. I soldi pubblici, come d’incanto, si sono trovati; l’indebitamento ha cessato di essere una priorità; ed è toccato al governo Tory di un acceso sostenitore del ‘free market’ come Boris Johnson, e a un cancelliere dello Scacchiere di casa alla City come Rishi Sunak, annunciare in emergenza il più grande programma ‘socialista’ di esborso di denaro pubblico da decenni; addirittura con l’introduzione d’una cassa integrazione straordinaria e la decisione di sovvenzionare “per la prima volta nella storia” britannica fino all’80% dei salari dei dipendenti privati mandati a casa per effetto della pandemia.
Una svolta cui s’è aggiunto nelle ultime ore il provvedimento del ministero dei Trasporti che, con un tratto di penna, ha riportato tutte le linee ferroviarie del Paese – privatizzate con risultati assai controversi sul fronte dell’efficienza dei treni e dei costi per i passeggeri isolani a partire dall’epoca di Margaret Thatcher – sotto l’effettivo controllo statale.
Il decreto, reso noto con un semplice comunicato, sospende – seppur “provvisoriamente” – tutte le licenze con gli operatori, visto il tracollo delle prenotazioni innescato dall’emergenza sanitaria e la necessità di garantire la disponibilità dei servizi essenziali, e solo di quelli. In mano ai gestori restano al momento alcune mansioni di base (tipo le prenotazioni, collassate oggi del 70%) e un gettone sui ricavi residui. E chissà se, di qui a qualche mese, il tabù su un parziale ritorno alle ferrovie di Stato sarà ancora tale.
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Coronavirus, l’Oms: ‘Insieme con la Fifa in questa battaglia’
Campagna di sensibilizzazione dei due enti contro la pandemia
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23 marzo 2020
18:18
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“Kick out coronavirus”, “Cacciare il coronavirus”: è la campagna dell’Oms con la Fifa contro la pandemia di Covid-19. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing da Ginevra, ringraziando la Federcalcio internazionale per aver donato 10 milioni di dollari al fondo dell’Oms. Accanto a lui era presente il n.1 della Fifa Gianni Infantino.
Il capo dell’Oms ha quindi ricordato che il “nuovo virus sta colpendo tante parti della società mondiale, incluso il bellissimo gioco del calcio. Molte partite sono state fermate, ma la nostra collaborazione è diventata ancora più importante durante questi tempi difficili. Il calcio può raggiungere milioni di persone, soprattutto giovani, rispetto a chi si occupa di salute pubblica”.
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Fmi vede recessione globale come in 2008
Georgieva, bene misure prese ma serve di più
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NEW YORK
23 marzo 2020
18:18
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Le prospettive di crescita mondiale sono “negative” per il 2020: “una recessione come quella della crisi finanziaria o peggio. Ma ci aspettiamo la ripresa nel 2021”. Lo afferma il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva. Il Fmi “sostiene fortemente le misure straordinarie di bilancio” e quelle delle banche centrali ma “sarà necessario anche di più, soprattutto sul fronte di bilancio”.
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Coronavirus: oltre 2.000 morti in Spagna
+462 in 24 ore a quota 2.182. I contagiati sono 33.089
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23 marzo 2020
11:54
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Aumenta ancora il numero di contagi e vittime da coronavirus in Spagna. Lo riferisce El Pais nel suo ultimo aggiornamento: sono almeno 33.089 in totale, dei quali 2.355 in terapia intensiva. I morti sono 2.182, con un incremento di 462 unità nelle ultime 24 ore.
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Coronavirus arriva in carcere California
Primo contagio, a Los Angeles. Paziente stabile, in isolamento
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23 marzo 2020
12:00
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Un carcerato della California è risultato positivo al test del coronavirus, diventando così il primo paziente affetto dal Covid-19 nel sistema penitenziario dello Stato.
Secondo quanto riporta la Cnn, che cita il Dipartimento Penitenziario della California, si tratta di un detenuto nel carcere della Contea di Los Angeles: l’uomo è in isolamento dal 19 marzo e le sue condizioni sono stabili.
Nel carcere i movimenti delle persone sono stati limitati e le persone considerate a rischio saranno messe in quarantena.
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Coronavirus:Nuova Zelanda verso lockdown
Da mercoledì. Superati 100 contagi. La premier, ‘Kiwis go home’
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23 marzo 2020
12:06
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La Nuova Zelanda entrerà in lockdown da mercoledì notte per contenere l’epidemia di coronavirus. Lo ha annunciato in un discorso alla nazione la premier Jacinda Ardern, dopo che il numero di contagi nel paese ha superato i 100, 36 nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono i media internazionali.
Per i prossimi due giorni scuole, aziende e servizi dovranno attrezzarsi per chiudere. Tutti dovranno restare a casa e resteranno attivi solo i servizi essenziali. Il blocco durerà un mese e, se la tendenza dei contagi rallentasse, potrebbe in seguito essere parzialmente attenuato in aree specifiche.
“Dico a tutti i neozelandesi: il governo farà tutto il possibile per proteggervi. Ora vi sto chiedendo di fare tutto il possibile per proteggere tutti noi. Kiwi: andate a casa”, ha detto la premier: “Al momento abbiamo 102 casi, ma anche l’Italia aveva questo numero una volta, ora il virus ha travolto il loro sistema sanitario e centinaia di persone muoiono ogni giorno”, ha avvertito.
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Coronavirus:oltre 15.000 morti nel mondo
Secondo il conteggio della Afp
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PARIGI
23 marzo 2020
12:20
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I decessi provocati dal coronavirus nel mondo hanno superato la soglia delle 15.000 unità: è quanto risulta dal conteggio dell’agenzia di stampa France Presse.
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Libia:forze Haftar, Tripoli viola tregua
Portavoce, artiglieria in azione nonostante il coronavirus
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IL CAIRO
23 marzo 2020
13:37
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Altro segnale che la tregua per il coronavirus in Libia non viene rispettata: le forze di Khalifa Haftar hanno denunciato oggi un bombardamento di artiglieria a Tripoli Sud dopo che ieri fonti mediche avevano segnalato un morto e due feriti per il lancio di razzi da parte delle milizie del generale. “Le milizie terroriste violano la tregua” nel “sud di Tripoli e bombardano le nostre posizioni con l’artiglieria”, ha annunciato Ahmed al-Mismari, il portavoce dell’esercito di Haftar.
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Siria: nuove pattuglie Turchia-Russia
Con forze di terra e aeree lungo l’autostrada strategica M4
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ISTANBUL
23 marzo 2020
13:54
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Si è svolto a Idlib il secondo pattugliamento militare congiunto tra Turchia e Russia, previsto dall’accordo sul cessate il fuoco siglato il 5 marzo scorso a Mosca dai presidenti Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin. La ronda è stata effettuata intorno all’autostrada strategica M4, che collega Aleppo a Latakia e rappresenta un confine di fatto tra le rispettive zone di influenza. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Ankara, precisando che alle attività hanno partecipato soldati delle forze di terra e aeree. I pattugliamenti turco-russi erano cominciati il 15 marzo, ma si erano svolti soltanto per poche ore e per un tratto autostradale di appena tre chilometri a causa della presenza sulla carreggiata di sit-in di civili ostili all’accordo di spartizione. In seguito, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, anche milizie locali filo-turche hanno compiuto iniziative per ostacolare le ronde. Home Mappa del sito

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Usa, oltre 35 mila contagi e 471 morti
‘Stay home’ in nove Stati, a casa quasi un americano su tre
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WASHINGTON
23 marzo 2020
14:12
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Negli Usa i casi positivi di coronavirus hanno superato quota 35 mila, con almeno 471 morti.
Sono i dati riferiti dalla Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti restano il terzo Paese con il maggior numero di contagiati, dopo Cina e Italia. Nove gli Stati Usa che hanno ordinato lo ‘stay home’, per un totale di circa 100 milioni di abitanti, quasi un americano su tre.
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‘Razzi di Haftar su case vicino Mitiga’
Lo riporta un tweet dell’emittente al-Ahrar
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IL CAIRO
23 marzo 2020
15:44
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“Diverse case e auto sono state danneggiate da razzi” lanciati “in maniera indiscriminata” dalle forze del generale Khalifa Haftar “nell’area di Awlad Diyab nei pressi dell’aeroporto Mitiga di Tripoli”: lo scrive un tweet della tv Libya al-Ahrar.
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L’Onu chiede cessate il fuoco mondiale
‘Bloccare i conflitti armati, parti si ritirino dalle ostilità’
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NEW YORK
23 marzo 2020
19:27
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“La furia del coronavirus mostra la follia della guerra. Ecco perché oggi chiedo un cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo. È tempo di bloccare i conflitti armati e concentrarsi sulla vera lotta delle nostre vite. Alle parti in guerra dico: ritiratevi dalle ostilità”. E’ il messaggio lanciato dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “Non dimentichiamo che nei Paesi devastati dalla guerra, i sistemi sanitari sono crollati”, ha aggiunto.
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La Germania accoglierà 8 pazienti dall’Italia
I primi partono stasera per Lipsia con un volo da Orio al Serio
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23 marzo 2020
20:45
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Il Land tedesco della Sassonia prenderà 8 pazienti positivi al Covid-19 dall’Italia e li curerà nei suoi ospedali. Lo annuncia il governatore Michael Kretschmer, aggiungendo di aver risposto in questo modo ad una richiesta giunta dall’Italia. “E’ un segnale molto importante il fatto che anche noi possiamo aiutare gli altri”, ha detto. Il Land di Dresda ha al momento 865 casi confermati di coronavirus. E’ la prima volta che pazienti italiani vengono trasferiti in un altro Paese dell’Ue. I primi sono partiti già stasera dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio.
I pazienti italiani saranno smistati nella clinica universitaria di Dresda e nella clinica Helios di Lipsia, ha detto il ministro-presidente della Sassonia, Kretschmer, secondo quanto riferiscono fonti di stampa tedesche. “Siamo nella Ue, siamo in Europa e quindi dobbiamo essere solidali gli uni con gli altri”, ha detto la ministra della salute del Land, Petra Köpping.
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Oms, la pandemia sta accelerando
L’allarme del direttore generale Tedros Adhanom
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23 marzo 2020
19:39
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“La pandemia sta accelerando, ci sono voluti 67 giorni per arrivare ai primi centomila contagi, 11 giorni per 200mila e 4 giorni per trecentomila”. Lo ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing da Ginevra.
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Di Maio all’Ue: i porti italiani indisponibili per gli sbarchi
Nell’ambito della nuova missione per fermare le armi in Libia
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23 marzo 2020
19:06
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“L’Italia in questo momento non è disponibile a dare i propri porti per gli sbarchi nell’ambito della nuova missione Ue per fermare l’ingresso di armi in Libia. Non si tratta di voler essere buoni o cattivi, si tratta semplicemente di misurare le nostre forze e metterle tutte a disposizione dei nostri concittadini. L’Italia ora non può, chiede e vuole essere aiutata”. E’ il messaggio che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha rivolto ai sui colleghi europei riuniti oggi in videoconferenza. E ha chiesto anche che “le sanzioni europee in vigore verso Paesi come l’Iran, non intacchino l’importazione di medicinali e materiale medico per sconfiggere il coronavirus”.
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Cronache della pandemia – Israele
‘Lo scudo’, l’app che ti dice se hai incrociato positivi a virus
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23 marzo 2020
17:36
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Una nuova app israeliana è in grado di avvisare all’istante i propri utenti se si è incrociato qualcuno che è stato infettato dal coronavirus. L’applicazione – resa nota dal ministero della sanità – si chiama ‘HaMagen’ (Lo Scudo) – mette a raffronto i dati di localizzazione del cellulare dell’utente con le informazioni contenute nei server del ministero riguardo gli spostamenti dei casi positivi al virus nel corso degli ultimi 14 giorni prima della diagnosi. In caso di contatto, l’utente dell’app è avvisato e gli viene data l’opzione di riferire con un modulo l’esposizione al ministero.
Il ministero della sanità ha promesso agli utenti che la procedura è strettamente volontaria, che le informazioni sull’applicazione sono in sicurezza e che i movimenti di chi usa l’app non saranno usati altrimenti dal governo per tracciare gli spostamenti dei cittadini ignari della loro infezione. Se ‘HaMagen’ invece non riporta alcun incontro sospetto, gli utenti sono informati che “in base ai dati raccolti fino allora, non è stato trovato alcun punto di contatto”. Fino ad adesso, i movimenti dei positivi erano pubblicizzati sul sito del ministero della sanità e capire se si fosse entrati in contatto con uno di questi poteva richiedere molto tempo e memoria di ferro. L’app permette invece di farlo in tempo reale e senza omettere alcun passaggio dovuto ad un vuoto di ricordo. Inoltre – viste le polemiche sulla violazione della privacy a causa della decisione del governo di tracciare i malati in modo tecnologico affidando il compito allo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno dello stato – secondo l’esperto, Ran Bar-Zik – citato da Haaretz – “l’applicazione è sicura”.
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Cronache della pandemia – Cina
A Wuhan al via operazione di disinfezione per riaprire la metro
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PECHINO
23 marzo 2020
20:30
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Per la metropolitana di Wuhan si avvicina la riapertura, l’ultimo segnale di una città che ha voglia di tornare alla normalità e di lasciarsi alle spalle il Covid-19. Centinaia di operatori sanitari, protetti da maschere a copertura integrale del volto, guanti e tute bianche di tyvek, hanno dato il via oggi alla disinfezione di tutta la rete, ha riferito il Quotidiano del Popolo, che non ha indicato una data per la ripartenza deò servizio.
Le immagini filmate e postate sui social media in mandarino sono diventate virali, interpretate come la prova della svolta ormai a portata di mano, dopo un primo allentamento della quarantena decisa la scorsa settimana sia per la provincia dell’Hubei sia per il suo capoluogo Wuhan.
La Cina, del resto, ha registrato zero nuovi casi interni di coronavirus, ma altri 39 contagi importati, in base agli aggiornamenti diffusi dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc) e relativi a domenica. I nove decessi si sono concentrati tutti a Wuhan: tuttavia, a due mesi dalla quarantena di 60 milioni di persone, l’Hubei e il suo capoluogo non hanno segnalato nuove infezioni per cinque giorni di fila.
Pechino ha visto le infezioni totali salire a 81.093, di cui 5.120 ancora sotto trattamento, 3.270 i decessi e 72.703 i dimessi dagli ospedali, pari a un tasso di guarigione salito all’89,6%.
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Macron e Xi chiedono G20 straordinario
Dedicato a aspetti economici e sanitari della crisi coronavirus
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PARIGI
23 marzo 2020
19:43
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I presidenti di Francia, Emmanuel Macron, e Cina, Xi Jinping, chiedono la convocazione di un G20 straordinario. Lo si apprende dall’Eliseo.
Il vertice straordinario dovrebbe essere dedicato – secondo quanto si apprende dalla presidenza francese – agli aspetti sanitari ed economici della crisi del Coronavirus.
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Coronavirus: 10mila morti in Europa
184.138 casi, è il continente in cui pandemia corre più veloce
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PARIGI
23 marzo 2020
21:18
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Sono oltre 10.000 le vittime di coronavirus in Europa, secondo un calcolo dell’agenzia France 10.058, di cui la maggior parte in Italia (6.077), seguita dalla Spagna (2.182) e dalla Francia (860). Con 184.138 casi di contagio da Covid-19, l’Europa è il continente in cui la pandemia procede più velocemente, secondo l’Afp.
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DJ brucia guadagni da elezione Trump
Indici ancora in calo nonostante nuovo intervento della Fed
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NEW YORK
23 marzo 2020
17:32
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Wall Street cala e il Dow Jones e lo S&P 500 bruciano i guadagni accumulati dall’elezione di Donald Trump nel 2016. Per il presidente americano che ha fatto della corsa di Wall Street il suo cavallo di battaglia si tratta di un brutto colpo.
Oggi la Fed ha annunciato un Quantitative Easing illimitato, ma nonostante questo gli indici sono tutti ancora in rosso.
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Ue, crolla la fiducia dei consumatori
Giù di 5 punti nella zona euro, sotto la media di lungo termine
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BRUXELLES
23 marzo 2020
16:59
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Precipita a marzo la fiducia dei consumatori europei. La Commissione Ue scrive che il suo indicatore “è crollato” di cinque punti nella zona euro e di 4,5 punti nella Ue-27. L’indice della zona euro è ora a −11,6 punti, al di sotto della sua media di lungo termine (-11).
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Coronavirus: Mosca, 11 mesi per vaccino
Lo ha annunciato capo dell’Agenzia Biomedica Federale Russa
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MOSCA
23 marzo 2020
13:58
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Il vaccino contro il coronavirus sviluppato dall’Agenzia Biomedica Federale Russa (FMBA) ha superato la prima fase di sviluppo e i suoi test dovrebbero terminare a luglio. Lo ha detto il capo dell’Agenzia Veronika Skvortsova, aggiungendo che il vaccino dovrebbe essere pronto in 11 mesi. Lo riporta la Tass.
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L’Unicef raccoglie fondi per l’Italia
Per acquistare mascherine, guanti, camici, termometri e occhiali
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
23 marzo 2020
12:06
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Vista la “drammatica situazione”, l’Unicef ha deciso “in via eccezionale” di inviare aiuti all’Italia, in particolare maschere chirurgiche, guanti chirurgici e per test, tute e occhiali protettivi, mascherine, camici e termometri. “In supporto del Governo, del Commissario straordinario e della Protezione Civile, che ringraziamo per la collaborazione, verranno individuate strutture sanitarie di aree dove c’è più necessità di avere subito disponibili queste importanti materiali sanitari per contrastare e contenere il diffondersi del Covid-19”. Si tratta di “un primo aiuto concreto, a cui ne seguiranno altri”, ha spiegato il presidente di Unicef Italia Francesco Samengo.
“Ma il nostro impegno continuerà anche con altre iniziative e con il lancio di una campagna di raccolta fondi che ci vedrà impegnati per affrontare questa emergenza nei prossimi mesi. È possibile già da oggi effettuare una donazione tramite il sito web http://www.unicef.it/coronavirus. È una corsa contro il tempo, solo insieme possiamo farcela”.
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Morto un impiegato italiano del Parlamento europeo
Tecnico 40enne stroncato in 5 giorni. Gli amici: ‘Choc irreale’
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BRUXELLES
23 marzo 2020
19:37
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La prima vittima del Covid-19 del Parlamento europeo è un impiegato italiano. Aveva 41 anni Giancarlo Agostino Di Maria: si è spento domenica scorsa a Bruxelles a causa del Covid-19 in appena cinque giorni. Il virus lo ha stroncato con una velocità impressionante. Un dolore e uno choc immenso per parenti e amici, ma anche per tutti i colleghi con cui lavorava, quelli della DG Itec, la direzione generale per l’innovazione e il supporto tecnologico dell’Eurocamera.
Grande il riserbo del Parlamento, che ha confermato il “decesso di un collaboratore esterno a contratto”, esprimendo “profondo rammarico” senza tuttavia fornire indicazioni sulla sua identità.  “I suoi familiari e amici sono scioccati dalla velocità degli eventi”, ha scritto il giornale, precisando che l’uomo “era entrato all’inizio della scorsa settimana in ospedale, in piedi, per poi finire intubato mercoledì sera e morire domenica” in un peggioramento inarrestabile delle sue condizioni. “È morto in cinque giorni. È uno shock, è irreale”, si è sfogato un amico. In un post legato all’articolo e pubblicato su Facebook da un altro dei suoi amici si apprende che Giancarlo era di origini siciliane, uno sportivo e un grande appassionato di calcio.
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Cronache della pandemia – Africa
Auto-isolamento anche per i gorilla di montagna del Congo
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IL CAIRO
23 marzo 2020
20:49
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Il coronavirus non si trasmette agli animali domestici, peraltro dissimili dal’uomo come cani e gatti. Ma il timore che il Covid-19 possa invece passare a primati ‘specchio’ dell’essere umano come le grandi scimmie ha fatto scattare una sorta di auto-isolamento anche nel “Virunga National Park” della Repubblica democratica del Congo, il santuario dei gorilla di montagna già a rischio di estinzione.
Il parco naturale dell’Africa centrale ha bloccato le visite fino al primo giugno, segnala il sito Cgtn Africa ricordando che Virunga è la ‘casa’ di circa un terzo dei gorilla di montagna al mondo.
“Consigli di esperti scientifici indicano che i primati, inclusi i gorilla di montagna, probabilmente sono suscettibili di complicazioni derivanti dal virus Covid-19”, ha sostenuto l’ente Parco dei Virunga motivando la propria scelta.
Anche il confinante Ruanda sta temporaneamente chiudendo al turismo e all’attività di ricerca in tre parchi nazionali dove si trovano scimmie come gorilla e scimpanzé.
I gorilla di montagna in particolare sono inclini a malattie respiratorie che colpiscono gli esseri umani e un semplice raffreddore può ucciderli, come avverte il “World Wide Fund for Nature” e questa è una ragione per cui ai turisti, in genere, non è consentito di avvicinarsi troppo a questi esemplari, un migliaio dei quali vivono in aree protette fra Congo, Uganda e Ruanda.
C’è la regola dei sette metri di distanza da mantenere tra uomo e gorilla ma uno studio condotto da un istituto ugandese assieme all’Università dell’Ohio ha rilevato che la norma viene violata quasi sempre, il 98% delle volte: e in quattro casi su dieci non dal turista, ma dal gorilla stesso.
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Cronache della pandemia – Argentina
Quarantena non basta, 10 governatori vogliono ‘stato d’assedio’
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BUENOS AIRES
23 marzo 2020
21:18
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“Siamo in guerra, e in una guerra la cosa più importante è salvare vite”: è la posizione del governatore della provincia di Santa Fe sull’emergenza coronavirus in Argentina e sulla necessità di adottare misure eccezionali. Una di esse, ritiene Omar Perotti sintetizzando il pensiero di nove colleghi di altre province, è che il presidente decreti, ed il Parlamento approvi, uno stato d’assedio.
Una proposta di questo genere, a 48 ore dal 44mo anniversario del golpe realizzato il 24 marzo 1976 dal generale Jorge Rafael Videla, che significò sette anni di dittatura e fino a 30.000 ‘desaparecidos’, ha suscitato commozione ed un vivo dibattito.
L’idea di una sospensione dei diritti costituzionali e del ritorno dei militari nelle strade delle città argentine che produrrebbe la dichiarazione di stato d’assedio è fortemente avversata dall’opinione pubblica.
Va detto che dal 20 marzo, e fino a fine mese, il governo ha disposto una quarantena obbligatoria che è stata ben accolta a Buenos Aires. Nelle province, però, lo scenario è meno positivo: la gente tende a non rispettarla, e la chiusura di molti esercizi commerciali accentua rapidamente una latente crisi economica.
La ministra della Sicurezza, Sabina Frederic, in una intervista ha ammesso che questa misura “è fra le possibilità”.
Ma il presidente Alberto Fernández ha subito stoppato il dibattito. Uno stato d’assedio, ha assicurato, “non è qualcosa di possibile, né di vicino”. Ed ha concluso: “Non voglio allarmare ulteriormente la gente”, né “dare ad essa altre angustie”.
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Cronache della pandemia – Argentina
Il virus blocca l’impresa di Martín, unire a piedi le 3 Americhe
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
23 marzo 2020
21:18
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Ce l’aveva quasi fatta l’argentino Martín Echegaray a portare a termine la sua incredibile scommessa di unire, camminando, “le tre Americhe” dalla Terra del Fuoco all’Alaska. Ma le stringenti misure sanitarie adottate per il Covid-19 lo hanno bloccato inesorabilmente alla frontiera fra Usa e Canada, dopo 22.600 chilometri percorsi dal 31 ottobre 2017. Nato a Trelew, capoluogo di Chubut, nel sud dell’Argentina, Martín è discendente di gallesi, ha 62 anni e si definisce “un camminatore solitario sognatore”. Due anni e mezzo fa fu fulminato dall’idea di unire spiritualmente, attraverso i suoi passi, l’intero territorio americano. Così, dopo aver costruito un ‘carricatre pilchero’ (brandina da campo con le ruote), ribattezzata “il mio hotel a 5 stelle”, si è messo in marcia dalla Baia Lapataia, che guarda il Canale di Beagle, con l’obiettivo di raggiungere Tok, in Alaska. Lentamente, ed accompagnato spesso da curiosi e simpatizzanti, Martín ha prima toccato varie città argentine, attraversando poi numerose nazioni latinoamericane: Bolivia, Perú, Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, El Salvador, Honduras, Guatemala e Messico. Da lì è entrato negli Stati Uniti. Ma giunto in Nord Dakota, oltre alla neve, il ghiaccio e temperature sotto zero, l’argentino ha trovato la più sgradita delle sorprese: la frontiera con la provincia canadese di Manitoba era sbarrata per le restrizioni imposte dal coronavirus. Così, attraverso Youtube, Martín ha mestamente annunciato di essere costretto “a gettare la spugna” e tornare in Argentina.
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Cronache della pandemia – Brasile
Il racconto del fotografo coi ritratti delle finestre di Milano
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SAN PAOLO
23 marzo 2020
21:27
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Bloccato nel suo appartamento milanese con la moglie e i due figli, un fotografo brasiliano si è lanciato in un progetto artistico che lo mantiene occupato e rafforza il rapporto con i suoi vicini, diventati irraggiungibili: una serie di ritratti “dalla finestra”, che documenti la vita in quarentena nell’epoca del coronavirus.
Intervistato da Uol, il sito news della Folha de Sao Paulo, Rafael Jacinto ha raccontato che tutto è cominciato lo scorso 7 marzo, quando ha scattato dalla strada una foto della moglie, Micha, alla finestra del suo appartamento. “Una foto molto semplice ma che per me aveva un contenuto molto forte, era la settimana in cui la gente ha cominciato a cantare dai balconi. E io sentivo che dovevo fare qualcosa”, ha spiegato.
Grazie ad una app, ha aggiunto, “ho pubblicato un post raccontando che ero fotografo, che abitavo nella via tal dei tali e che volevo documentare in qualche modo la quarentena”, pensando “che nessuno sarebbe stato interessato a partecipare, ma poi ho passato l’intero week end rispondendo a tutti quelli che mi hanno scritto”.
“Scendo in strada da solo, non parlo non nessuno. Ci mettiamo d’accordo sull’orario e mando un’avvertenza 15 minuti prima. La persona mi dice su Whatsapp quali sono le sue finestre, io ne scelgo una e loro accendono la luce e si mettono alla finestra, guardando verso di me. Non parlo con loro e possono apparire come preferiscono. Faccio lo scatto e me ne vado”, ha raccontato il fotografo, precisando che esce sempre verso le 6 del pomeriggio, perché a quell’ora “riesco a vedere le case da dentro e da fuori”.
Jacinto ha già scattato 12 “ritratti alla finestra” dei suoi vicini, e sta prendendo appuntamento per un’altra ventina, sopreso dal modo positivo in cui è stato accolto il suo progetto. “Tutti mi ringraziano, mi dicono che in momenti come questi servono iniziative così, che non possiamo dimenticare che, anche rinchiusi in casa, siamo una comunità”, ha spiegato.
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Johnson ordina lockdown nel Regno Unito
Da stasera misure all’italiana. Chiusi i negozi e tutti in casa
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LONDRA
23 marzo 2020
21:37
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Negozi chiusi e tutti in casa: Boris Johnson ordina misure restrittive all’italiana per il Regno Unito contro la diffusione del coronavirus. Da stasera – ha annunciato il premier in un discorso alla nazione – stop a tutti gli esercizi commerciali non essenziali, mentre sono vietate riunioni in pubblico di più di due persone, con multe da 30 sterline ai trasgressori. Parchi aperti in parte, luoghi di preghiera chiusi, si potrà uscire soltanto per lavoro, la spesa, portare a spasso il cane, far esercizio o per assistenza.
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Cronache della pandemia – Francia
Macron: ‘Pasqua, Pesah e Ramadan senza riti o raduni’
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PARIGI
23 marzo 2020
21:43
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Feste religiose di aprile senza cerimonie, riti o raduni familiari: Emmanuel Macron è stato chiaro oggi, parlando ai rappresentanti dei vari culti religiosi in Francia, convocati in videoconferenza. Non soltanto Pasqua, ma neppure la festa ebraica di Pesah o il Ramadan potranno essere celebrati come al solito.
“Tutte le feste religiose che cadono in aprile non potranno essere organizzate come si fa abitualmente”, ha raccomandato Macron ai responsabili del culto musulmano, cattolico, ebraico, protestante e di varie chiese presenti sul territorio.
“Preparatevi a celebrare queste grandi feste – ha detto Macron, secondo quanto riferito da fonti dell’Eliseo – in un ambito differente”. Pasqua per i cattolici cade il 12 aprile, la settimana santa comincia il 6, mentre le feste ebraiche sono previste dalla sera dell’8 aprile fino al 16. Quanto al Ramadan dei musulmani, comincia attorno al 24 aprile. Secondo quanto riferito da fonti presenti al dialogo di Macron con i rappresentanti dei culti, tutti i partecipanti hanno convenuto sulla necessità della “creazione di una cellula di ascolto, a disposizione del personale sanitario del paese, per poter orientare le famiglie o le persone più isolate o in difficoltà alla gestione della malattia”. Non si tratterebbe di un vero “numero verde” versione religiosa, ma di una sorta di centralino che inoltrerebbe le chiamate di persone in difficoltà verso esponenti delle varie confessioni in grado di fornire loro un sostegno morale e spirituale in base alla loro fede.
Dell’organizzazione si sta occupando il ministero dell’Interno.

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