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DALLE 08:40 ALLE 13:15 DI LUNEDì 18 MAGGIO 2020

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Canada: cade aereo acrobatico, un morto
Ferito gravemente l’altro membro dell’equipaggio
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18 maggio 2020
08:40
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Un membro dell’equipaggio dell’aereo della pattuglia acrobatica dell’aviazione militare canadese precipitato domenica durante un’esibizione è morto: lo ha reso noto la Royal Canadian Air Force (RCAF) in un tweet. Si tratta del capitano Jennifer Casey, riporta la Cnn.
Al momento dell’incidente la pattuglia si stava esibendo nella British Columbia, non lontano da Vancouver, per celebrare il sacrificio del personale sanitario e di tutti i canadesi che partecipano alla lotta alla pandemia di coronavirus.
La RCAF ha inoltre reso noto che l’altro membro dell’equipaggio, il capitano Richard MacDougall, è rimasto ferito gravemente ma non è in pericolo di vita.
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Coronavirus: Tunisia, nessun caso in 24h
Aumentano i guariti
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18 maggio 2020
11:07
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TUNISI
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La Tunisia non registra nelle ultime 24 ore alcun nuovo contagio da coronavirus, rimanendo stabili i 1.037 casi confermati nel Paese. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che mentre i decessi rimangono invariati a 45, i guariti continuano a salire, passando da 807 a 816, l’80% circa dei malati.
Le persone attualmente positive sono 178, di cui 3 ricoverate in ospedale. La Tunisia che ha allentato dal 4 maggio scorso le misure di lockdown con una prima fase di riaperture graduali nei settori vitali dell’economia, procede da oggi ad un’ulteriore serie di aperture.
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Coronavirus: 315mila morti nel mondo
Oltre 4,7 milioni di casi
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18 maggio 2020
11:09
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I morti provocati dal coronavirus a livello mondiale hanno superato la soglia dei 315.000: è quanto emerge dal conteggio dell’università americana Johns Hopkins.
I decessi complessivi sono ora 315.225 su un totale di 4.716.513 casi. Le persone guarite finora sono 1.734.578.
Gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior numero di morti (89.562), seguito da Regno Unito (34.716) e Italia (31.908).
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Coronavirus: Ucraina, 18.616 casi
I morti sono 535
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MOSCA
18 maggio 2020
11:12
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Sono 18.616 i casi di coronavirus accertati in Ucraina, di cui 325 registrati nelle ultime 24 ore: lo fa sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dai media locali.
Ieri erano stati annunciati 433 nuovi contagi nel corso dell’ultima giornata. Stando ai dati ufficiali, le vittime del nuovo coronavirus nella repubblica ex sovietica sono in totale 535, di cui 21 decedute nelle ultime 24 ore. I guariti sono invece in totale 5.276. I contagi accertati tra i sanitari sono 3.650.
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Coronavirus: Xi parla ad assemblea Oms
Via video, su invito del direttore generale dell’organizzazione
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PECHINO
18 maggio 2020
11:15
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Il presidente cinese Xi Jinping terrà oggi un discorso via video all’avvio dei lavori della 73/a assemblea dell’Oms “su invito del direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus”. Lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, nel mezzo delle critiche su Pechino per la gestione della crisi del Covid-19. In un tweet, il numero dell’Oms ha ricordato che sarà la prima assemblea “virtuale” e “un’opportunità” per i leader di impegnarsi “a lottare insieme, nell’unità e nella solidarietà! E’ l’unico modo che per poter fermare la pandemia e mantenere il mondo al sicuro”.
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Sono oltre 100 i Paesi che appoggiano una bozza di risoluzione proposta dalla Ue per un’inchiesta indipendente sulle origini del coronavirus: la bozza verrà presentata oggi all’Oms durante la 73ma edizione dell’Assemblea mondiale della sanità che si tiene tra oggi e domani a Ginevra. Lo riporta la Cnn. Tra i Paesi che chiedono l’inchiesta vi sono anche Russia, India, Giappone, Gb, Canada, Indonesia e ovviamente i 27 Stati Ue.
La Cina ritiene “prematuro” allo stato l’avvio di un’indagine su origini e diffusione della pandemia del Covid-19 che finora ha colpito più di 4,7 milioni di persone nel mondo, uccidendone oltre 315.000. Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha notato che “la stragrande maggioranza dei Paesi su scala globale crede che la pandemia non sia ancora finita”.
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Taiwan ha deciso di non premere almeno per ora sulla partecipazione all’assemblea dell’Oms che si apre oggi: nonostante gli sforzi, l’isola non ha ricevuto un invito formale da osservatore, come in passato, a causa delle pressioni della Cina. “Nonostante i nostri sforzi e un livello senza precedenti di supporto internazionale, Taiwan non ha avuto un invito a partecipare”, ha detto il ministro degli Esteri Joseph Wu, secondo i media locali, aggiungendo di aver accettato di rimandare l’esame della questione alla fine dell’anno.
Taiwan aveva fatto pressioni per prendere parte all’organo decisionale dell’Oms, l’Assemblea mondiale della sanità (WHA), volendo condividere l’esperienza di successo nella lotta al coronavirus, avendo riportato solo 440 casi e 7 decessi grazie al lavoro di diagnosi e prevenzione. “Il ministero degli Esteri esprime profondo rammarico e forte insoddisfazione per il fatto che l’Organizzazione mondiale della sanità abbia ceduto alle pressioni del governo cinese e continui a ignorare il diritto alla salute dei 23 milioni di persone di Taiwan”, ha aggiunto Wu.
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Sia l’Oms sia la Cina hanno ribadito che l’isola ha ricevuto aiuti e informazioni durante la pandemia: fatti che Taipei ha fortemente contestato. Gli Usa, che hanno congelato i pagamenti all’organizzazione di Ginevra definita tra l’altro da Donald Trump troppo fino-cinese, si sono scontrati con la Cina sul rifiuto opposto alla presenza di Taiwan all’assemblea, possibile secondo Pechino solo con il previo riconoscimento del principio della “Unica Cina”, ritenendo l’isola parte del suo territorio destinato alla riunificazione anche con l’uso della forza. Taiwan ha avuto lo status di osservatore alle assemblea dal 2009 al 2016, ma è stata poi bloccata dal veto cinese dopo l’elezione alla presidenza dell’isola di Tsai Ing-wen, ritenuta una promotrice di politiche separatiste. Wu, in conferenza stampa, ha riferito che Taiwan aveva anche concordato che la questione della partecipazione sarebbe stata rimandata a fine anno in modo che i lavori della sessione attuale potessero concentrarsi sul coronavirus. “Comprensibilmente, i Paesi vogliono usare il tempo limitato a disposizione per concentrarsi sui modi di contenere la pandemia”, ha osservato. “Per questo motivo, nazioni e alleati diplomatici che la pensano allo stesso modo hanno suggerito che la proposta sarà trattata entro la fine dell’anno, quando le riunioni saranno condotte normalmente, per assicurarsi che ci possa essere una discussione piena e aperta”, ha concluso il ministro.
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Coronavirus, nel mondo più di 315 mila morti
I contagiati hanno superato quota 4 milioni, gli Usa sono il Paese più colpito poi Regno Unito e Italia
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18 maggio 2020
12:57
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I morti provocati dal coronavirus a livello mondiale hanno superato la soglia dei 315.000: è quanto emerge dal conteggio dell’università americana Johns Hopkins. I decessi complessivi sono ora 315.225 su un totale di 4.716.513 casi. Le persone guarite finora sono 1.734.578.
Gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior numero di morti (89.562), seguito da Regno Unito (34.716) e Italia (31.908).
Il presidente cinese Xi Jinping terrà oggi un discorso via video all’avvio dei lavori della 73/a assemblea dell’Oms “su invito del direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus”. Lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, nel mezzo delle critiche su Pechino per la gestione della crisi del Covid-19.
Sono oltre 100 i Paesi che appoggiano una bozza di risoluzione proposta dalla Ue per un’inchiesta indipendente sulle origini del coronavirus: la bozza verrà presentata oggi all’Oms durante la 73ma edizione dell’Assemblea mondiale della sanità, l’organo decisionale dell’Oms, che si tiene tra oggi e domani a Ginevra. Lo riporta la Cnn. Tra i Paesi che chiedono l’inchiesta vi sono anche Russia, India, Giappone, Gb, Canada, Indonesia e ovviamente i 27 Stati Ue. La Cina si è detta disponibile solo ad un’inchiesta dell’Oms, a tempo debito, ovvero superata l’emergenza.
La Cina ritiene “prematuro” allo stato l’avvio di un’indagine su origini e diffusione della pandemia del Covid-19 che finora ha colpito più di 4,7 milioni di persone nel mondo, uccidendone oltre 315.000. Nel giorno dell’apertura a Ginevra della prima assemblea virtuale dell’Oms il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha notato che “la stragrande maggioranza dei Paesi su scala globale crede che la pandemia non sia ancora finita”.
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GRECIA – Hanno riaperto oggi i battenti, dopo due mesi di lockdown, l’Acropoli di Atene e gli altri siti archeologici più importanti della Grecia. Alla riapertura dell’Acropoli ha partecipato questa mattina il presidente greco Katerina Sakellaropoulou. Come aveva annunciato il governo il sette maggio scorso, i musei torneranno ad accogliere i visitatori a partire dal 15 giugno. Oggi nel Paese hanno riaperto anche le scuole superiori, mentre il primo giugno toccherà a caffè, bar, taverne e cinema estivi che operano all’aperto. Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins,in Grecia sono morte finora 163 persone a causa del coronavirus su un totale di 2.834 casi accertati.
IRAN – Salgono a 122.492 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.294 contagi accertati nelle ultime 24 ore, ai massimi quotidiani da inizio aprile. Le nuove vittime sono 69, per un totale di 7.057 decessi registrati. I malati in terapia intensiva sono 2.712, mentre i pazienti guariti crescono a 95.661. Il totale dei test effettuati ammonta a 701.640. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour. Commentando la situazione epidemiologica, il portavoce del governo di Teheran, Ali Rabiei, ha sottolineato che l’Iran è il terzo Paese al mondo dopo Cina e Svizzera nel rapporto tra contagi e guarigioni. Il numero di città iraniane ritenute a basso rischio (zone bianche), ha aggiunto Rabiei, è salito a 280.
INDIA – Secondi i dati diffusi oggi dal ministero della Sanità i casi di positività al COVID-19 in India sono saliti a 96.169; i decessi sono stati 3.029. Nelle ultime 24 ore il Paese ha di nuovo visto il più alto incremento registrato sinora, con 5,242 nuovi contagi. Con una decisione annunciata ieri, il più esteso lockdown del mondo, in vigore dallo scorso 24 marzo, è stato riconfermato fino al 31 di maggio, con significativi allentamenti alle restrizioni.
RUSSIA – In Russia si sono registrati 8.926 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore: è la prima volta dal primo maggio che i nuovi casi giornalieri sono sotto quota 9.000 ed è il terzo giorno di fila che i nuovi contagi accertati sono meno di 10.000. Lo riferisce la task force anticoronavirus russa, ripresa dai media locali. In Russia i casi accertati di Covid-19 dall’inizio dell’epidemia salgono così a 290.678, mentre ufficialmente i decessi provocati dal nuovo virus sono 2.722, di cui 91 nelle ultime 24 ore. A Mosca si registrano meno di 4.000 nuovi contagi per il terzo giorno di fila.
UCRAINA – Sono 18.616 i casi di coronavirus accertati in Ucraina, di cui 325 registrati nelle ultime 24 ore: lo fa sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dai media locali. Ieri erano stati annunciati 433 nuovi contagi nel corso dell’ultima giornata. Stando ai dati ufficiali, le vittime del nuovo coronavirus nella repubblica ex sovietica sono in totale 535, di cui 21 decedute nelle ultime 24 ore. I guariti sono invece in totale 5.276. I contagi accertati tra i sanitari sono 3.650.
LIBIA – La Libia non registra nelle ultime 24 ore alcun nuovo caso di coronavirus, rimanendo invariato a 65 il totale dei contagi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook. Il centro ha precisato che i guariti sono saliti da 28 a 35 e le persone attualmente positive sono 27. Finora nel Paese nordafricano il virus ha provocato tre morti.
TUNISIA – La Tunisia non registra nelle ultime 24 ore alcun nuovo contagio da coronavirus, rimanendo stabili i 1.037 casi confermati nel Paese. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che mentre i decessi rimangono invariati a 45, i guariti continuano a salire, passando da 807 a 816, l’80% circa dei malati. Le persone attualmente positive sono 178, di cui 3 ricoverate in ospedale. La Tunisia che ha allentato dal 4 maggio scorso le misure di lockdown con una prima fase di riaperture graduali nei settori vitali dell’economia, procede da oggi ad un’ulteriore serie di aperture.
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Coronavirus:  oltre 100 Stati chiedono inchiesta
Una bozza di risoluzione verrà presentata oggi all’Oms
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18 maggio 2020
11:56
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Sono oltre 100 i Paesi che appoggiano una bozza di risoluzione proposta dalla Ue per un’inchiesta indipendente sulle origini del coronavirus: la bozza verrà presentata oggi all’Oms durante la 73ma edizione dell’Assemblea mondiale della sanità, l’organo decisionale dell’Oms, che si tiene tra oggi e domani a Ginevra. Lo riporta la Cnn.
Tra i Paesi che chiedono l’inchiesta vi sono anche Russia, India, Giappone, Gb, Canada, Indonesia e ovviamente i 27 Stati Ue.
Da parte sua la Cina ha fatto sapere oggi ritiene “prematuro” allo stato l’avvio di un’indagine su origini e diffusione della pandemia del Covid-19, che finora ha colpito più di 4,7 milioni di persone nel mondo, uccidendone oltre 315.000.
Nel giorno dell’apertura a Ginevra della prima assemblea virtuale dell’Oms dove sarà presentata una bozza di risoluzione per un’indagine indipendente, il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha notato che “la stragrande maggioranza dei Paesi su scala globale crede che la pandemia non sia ancora finita”.
Nel frattempo  la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha annunciato che è il presidente Xi Jinping terrà oggi un discorso via video all’avvio dei lavori della 73/a assemblea dell’Oms “su invito del direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus”.
In un tweet, il numero uno dell’Oms ha ricordato che sarà la prima assemblea “virtuale” e “un’opportunità” per i leader di impegnarsi “a lottare insieme, nell’unità e nella solidarietà! E’ l’unico modo per poter fermare la pandemia e mantenere il mondo al sicuro”.
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Coronavirus: 315mila morti nel mondo
Oltre 4,7 milioni di casi
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18 maggio 2020
12:41
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I morti provocati dal coronavirus a livello mondiale hanno superato la soglia dei 315.000: è quanto emerge dal conteggio dell’università americana Johns Hopkins.
I decessi complessivi sono ora 315.225 su un totale di 4.716.513 casi. Le persone guarite finora sono 1.734.578.
Gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior numero di morti (89.562), seguito da Regno Unito (34.716) e Italia (31.908).
In particolare, gli Usa hanno segnato un nuovo drammatico record con 25.060 casi di coronavirus e altre 1.224 vittime nelle ultime 24 ore. Secondo i dati della Johns Hopkins University sono almeno 1.486.742 le persone contagiate dal Covid-19 nel Paese e almeno 89.564 quelle morte a causa del virus.
I contagi da coronavirus bruciano le tappe in America Latina dove in meno di tre giorni sono cresciuti di 77.000 unità, superando il mezzo milione e raggiungendo quota 501.954, mentre il numero dei morti ha toccato quota 28.523 (+3.700). E’ quanto emerge da una statistica per 34 nazioni e territori latinoamericani.
E’ sempre il Brasile a guidare la classifica con quasi il 45% dei contagiati e ben oltre la metà dei morti (16.122). Inoltre il colosso sudamericano è ora salito al quarto posto al mondo per numero di infettati (241.080), superando la Spagna. Seguono Peru’ con 92.273 casi contagi e 2.648 morti, e Messico (49.219 e 5.177). Nella classifica con piu’ di 5.000 contagi si posizionano quindi Cile (43.781 e 450), Ecuador (33.182 e 2.736), Colombia (15.574 e 574), Repubblica Dominicana (12.314 e 428), Panama (9.606 e 275) e Argentina (8.068 e 373).

In India, secondi i dati diffusi oggi dal ministero della Sanità i casi di positività al COVID-19 sono saliti a 96.169; i decessi sono finora 3.029. Nelle ultime 24 ore il Paese ha di nuovo visto il più alto incremento registrato sinora, con 5,242 nuovi contagi. Con una decisione annunciata ieri, il più esteso lockdown del mondo, in vigore dallo scorso 24 marzo, è stato riconfermato fino al 31 maggio, con significativi allentamenti alle restrizioni.
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Una donna di 29 anni che aveva partorito da poco è la prima persona a morire per il coronavirus in Nepal. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della Sanità precisando che il numero di casi di Covid-19 nel Paese è salito a 304. La donna, del distretto di Sindhupalchowk, aveva avuto un figlio il 6 maggio ed era ritornata a casa il giorno dopo. Poi era stata ricoverata di nuovo all’ospedale locale per febbre e problemi respiratori. Quando le sue condizioni sono peggiorate è stata trasferita un un’altra struttura ma non ce l’ha fatta. Il neonato ed altri parenti saranno sottoposti al test per verificare se siano stati contagiati. In Nepal, che ha una popolazione di 28 milioni di abitanti, sono stati effettuati meno di 100.000 test. Secondo gli esperti la mancanza di esami e verifiche ha impedito di individuare altre vittime del Covid.
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In Germania, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i casi accertati sono ora 176.551, mentre i decessi sono 7.975. La Germania è uno dei Paesi europei che ha iniziato ad alleggerire le misure con la riapertura venerdì dei ristoranti e la ripresa a porte chiuse del campionato di calcio. Il governo di Berlino ha, inoltre, abolito la quarantena obbligatoria, imposta a marzo, per chi arriva da un altro Paese Ue.

In Spagna si contano ora 27.563 morti a fronte di 230.698 casi.

Protesta di alcuni infermieri in Belgio contro la premier Sophie Wilmès che sabato ha visitato alcuni ospedali di Bruxelles per incontrare chi da due mesi combatte in prima linea contro il coronavirus. Il personale dell’ospedale Saint-Pierre ha accolto l’auto della prima ministra disponendosi all’ingresso ma voltandole le spalle. Secondo il sito della radio belga Rtbf, che mostra un video dell’entrata di Wilmès in ospedale, a protestare sono stati un centinaio tra infermieri, medici, personale delle pulizie, amministrativi e vigili del fuoco. In Belgio, dove oggi riaprono le scuole, ci sono al momento 55.559 casi di Covid-19, di cui 9.080 morti, secondo i dati della Johns Hopkins University.
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L’allentamento del lockdown in tanti Paesi europei non deve essere l’occasione “per festeggiare” la fine del coronavirus. E’ il monito lanciato dal direttore regionale dell’Oms Hans Kluge in un’intervista al quotidiano britannico Daily Telegraph. “Giappone e Singapore hanno capito subito che questo non è il tempo per festeggiare ma per prepararsi”, ha detto Kluge mettendo in guardia su una possibile ripresa del virus. “Sono molto preoccupato. In autunno potrebbe esserci una seconda ondata di Covid e un’altra di influenza stagionale”. “Le persone pensano che il lockdown sia finito – ha sottolineato il direttore dell’Oms Europa – ma nulla è cambiato. Dobbiamo mettere in atto il pacchetto completo di misure- Questo è il messaggio chiave”.

Il secondo Paese nella classifica mondiale dei contagi dopo gli Usa è la Russia con 290.678 casi, mentre i morti sono 2.722.

In Israele, secondo i dati aggiornati forniti oggi dal ministero della Sanità, i decessi sono finora 272. I casi positivi sono 16.621 (14 in più rispetto a domenica), mentre le guarigioni assommano ormai a 13.014. Intanto le attività commerciali stanno gradualmente tornando alla normalità e in molte scuole le lezioni riprendono a pieno regime. Restano chiuse invece le sinagoghe.
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In Iran salgono a 122.492 i casi di Covid-19, con 2.294 contagi accertati nelle ultime 24 ore, ai massimi quotidiani da inizio aprile. Le nuove vittime sono 69, per un totale di 7.057 decessi registrati. I malati in terapia intensiva sono 2.712, mentre i pazienti guariti crescono a 95.661. Il totale dei test effettuati ammonta a 701.640. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour. Commentando la situazione epidemiologica, il portavoce del governo di Teheran, Ali Rabiei, ha sottolineato che l’Iran è il terzo Paese al mondo dopo Cina e Svizzera nel rapporto tra contagi e guarigioni. Il numero di città iraniane ritenute a basso rischio (zone bianche), ha aggiunto Rabiei, è salito a 280.

Infine, la Tunisia non registra nelle ultime 24 ore alcun nuovo contagio da coronavirus, rimanendo stabili i 1.037 casi confermati nel Paese. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che mentre i decessi rimangono invariati a 45, i guariti continuano a salire, passando da 807 a 816, l’80% circa dei malati. Le persone attualmente positive sono 178, di cui 3 ricoverate in ospedale. La Tunisia che ha allentato dal 4 maggio scorso le misure di lockdown con una prima fase di riaperture graduali nei settori vitali dell’economia, procede da oggi ad un’ulteriore serie di aperture.
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Coronavirus, in Nuova Zelanda app in arrivo
Premier Ardern: ‘un diario digitale,dati visibili solo a utenti’
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
18 maggio 2020
12:54
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La Nuova Zelanda lancerà mercoledì la propria app per il tracciamento dei contatti contro la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato oggi – secondo quanto riferisce il sito di Reuters – la premier Jacinda Ardern, spiegando che l’applicazione sarà una sorta di “diario digitale” per aiutare le persone a tracciare i loro spostamenti, e assicurando che i dati saranno visibili solo agli utenti.
La app servirà solo nel caso in cui una persona contragga il Covid-19, così da poter ricostruire e riferire facilmente i propri spostamenti, ha detto Ardern. “E’ per voi, è sui vostri dispositivi, sono i tuoi dati e le tue informazioni”, ha affermato.
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Coronavirus:Taiwan assente assemblea Oms
Malgrado supporto internazionale, nessun invito su pressing Cina
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PECHINO
18 maggio 2020
11:18
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Taiwan ha deciso di non premere almeno per ora sulla partecipazione all’assemblea dell’Oms che si apre oggi: nonostante gli sforzi, l’isola non ha ricevuto un invito formale da osservatore, come in passato, a causa delle pressioni della Cina.
“Nonostante i nostri sforzi e un livello senza precedenti di supporto internazionale, Taiwan non ha avuto un invito a partecipare”, ha detto il ministro degli Esteri Joseph Wu, secondo i media locali, aggiungendo di aver accettato di rimandare l’esame della questione alla fine dell’anno.
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Coronavirus: Pakistan, 903 morti
30 decessi nelle ultime 24 ore. Bilancio casi 42.125
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ISLAMABAD
18 maggio 2020
11:22
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E’ aumentato a 903 il numero dei morti provocati dal coronavirus in Pakistan, mentre il bilancio complessivo dei casi è adesso a quota 42.125. Lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese.
Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 30 decessi e 1.974 nuovi contagi: è il secondo maggior incremento giornaliero dopo quello del 13 maggio con 2.255 nuovi casi in 24 ore.
Le aree più colpite sono il Sindh (sud) e il Punjab (est), rispettivamente con 16.377 e 15.346 casi. Sempre nelle ultime 24 ore sono guarite 581 persone, per un totale di 11.922 persone.
Il numero dei pazienti in condizioni critiche à aumentato a 209.
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Coronavirus: Cina, indagine prematura
‘Stragrande maggioranza dei Paesi ritiene non sia ancora finita’
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PECHINO
18 maggio 2020
11:29
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La Cina ritiene “prematuro” allo stato l’avvio di un’indagine su origini e diffusione della pandemia del Covid-19 che finora ha colpito più di 4,7 milioni di persone nel mondo, uccidendone oltre 315.000.
Nel giorno dell’apertura a Ginevra della prima assemblea virtuale dell’Oms dove sarà presentata una bozza di risoluzione per un’indagine indipendente, il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha notato che “la stragrande maggioranza dei Paesi su scala globale crede che la pandemia non sia ancora finita”.
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Coronavirus: Brasile,lockdown in 6 Stati
Nonostante il parere contrario del presidente Jair Bolsonaro
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18 maggio 2020
11:36
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In Brasile ci sono già almeno sei Stati che hanno adottato il lockdown, nonostante la posizione contraria più volte espressa dal presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, favorevole alla ripresa delle attività economiche e da sempre scettico sull’efficacia del distanziamento sociale come forma di prevenzione dal nuovo coronavirus.
Attualmente, il lockdown è in vigore nello Stato sud-orientale di Rio de Janeiro, in quello meridionale di Paranà, nonché negli Stati amazzonici di Parà, Tocantins, Amapà e Roraima.
A Rio, il governatore Wilson Witzel ha fatto scegliere ai sindaci e città dell’hinterland come Niteroi, Campos de Goytacazes e Sao Gonçalo hanno aderito alla misura. La metropoli carioca ha invece indetto un lockdown parziale, imponendo misure solo ad alcuni quartieri.
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Coronavirus: India, 5.242 nuovi casi 24h
Lockdown confermato fino al 31 maggio, con molti allentamenti
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NEW DELHI
18 maggio 2020
11:43
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Secondi i dati diffusi oggi dal ministero della Sanità indiano i casi di contagio da coronavirus nel Paese sono saliti a 96.169: i decessi sono ora 3.029. Nelle ultime 24 ore il Paese ha di nuovo visto il più alto incremento registrato sinora, con 5,242 nuovi contagi. Con una decisione annunciata ieri, il più esteso lockdown del mondo, in vigore dallo scorso 24 marzo, è stato confermato fino al 31 maggio, con significativi allentamenti alle restrizioni.
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Coronavirus: Iran, superati 7.000 morti
Oltre 122 mila i casi, contagi ai massimi da inizio aprile
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ISTANBUL
18 maggio 2020
12:08
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Salgono a 122.492 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.294 contagi accertati nelle ultime 24 ore, ai massimi quotidiani da inizio aprile. Le nuove vittime sono 69, per un totale di 7.057 decessi registrati finora.
I malati in terapia intensiva sono 2.712, mentre i pazienti guariti crescono a 95.661. Il totale dei test effettuati ammonta a 701.640. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour. Commentando la situazione epidemiologica, il portavoce del governo di Teheran, Ali Rabiei, ha sottolineato che l’Iran è il terzo Paese al mondo dopo Cina e Svizzera nel rapporto tra contagi e guarigioni. Il numero di città iraniane ritenute a basso rischio (zone bianche), ha aggiunto Rabiei, è salito a 280.
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Libia: governativi, presa base di Watiya
E’ una postazione aerea strategica del generale Haftar
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IL CAIRO
18 maggio 2020
12:46
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Le forze filogovernative libiche hanno annunciato la presa della base aerea di al-Watiya, circa 130 km a sud-ovest di Tripoli, strategica postazione delle milizie del generale Khalifa Haftar. “Il generale Osama al-Juwaili, capo della Sala operazioni congiunte: le nostre forze eroiche hanno preso il controllo della la base aerea di Al-Watiya”, è scritto sull’account Facebook dell’Operazione “Vulcano di rabbia” delle forze che difendono il governo del premier Fayez al-Sarraj dall’attacco del generale. VAI ALLA CRONACA

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