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DALLE 12:41 DI DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019

ALLE 10:50 DI MERCOLEDì 13 NOVEMBRE 2019

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Scomparsi, si riparte da caso Mirella Gregori
Con P. Orlandi da 12/11. Sorella Gregori, 36 anni e ancora buio 10 Novembre 2019 12:41

È il 7 maggio 1983, un sabato pomeriggio di primavera. In via Nomentana 91, a Roma, suona un citofono. “Mamma, scendo cinque minuti”, dice Mirella Gregori, 15 anni. Sotto ci sarebbe Alessandro, un compagno delle medie per il quale ha avuto un debole. Mirella scende, sorridente, con la chioma di riccioli scuri e, forse, anche un po’ di batticuore. È l’ultima volta che la mamma la vedrà, perché quel pomeriggio Mirella svanisce nel nulla. Solo 44 giorni dopo, un’altra ragazza incontra lo stesso destino. Sempre a Roma, sempre a 15 anni. È Emanuela Orlandi e da allora le due storie si legano in una fitta rete di misteri. Mai risolti. È con lo speciale sul “caso” di Mirella Gregori che parte la terza stagione di “Scomparsi”, la docu-serie in onda da martedì 12 novembre alle 22 su Crime Investigation (Sky, 119), nuovamente con Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, su e giù per la penisola a incontrare familiari e amici di persone ancora oggi sparite nel nulla. “Quando sentimmo alla tv di Mirella – racconta lui – sembrava una situazione molto lontana da noi. Mio padre disse ‘a noi queste cose non succederanno mai perché non abbiamo una lira’. E invece poche settimane dopo scomparve Emanuela”.
“A che punto siamo? Che dopo 36 anni sto ancora cercando mia sorella”, aggiunge Maria Antonietta Gregori.

Pochissime le certezze, per un mistero che qualcuno custodisce da allora, continuando a proteggere i colpevoli. Ma chi sono? Mirella ed Emanuela sono davvero, come si pensò presto, vittime dello stesso intrigo di terrorismo, servizi e segreti e politica? “I dubbi e le domande sono tanti”, prosegue Maria Antonietta. “Spero davvero che questo speciale sia uno spunto di riflessione per chi vuole e chi può. Per chi c’era, per gli inquirenti, per chi oggi è adulto e potrebbe finalmente liberarsi e parlare”.

Addio Elda Lanza, prima presentatrice della tv

10 novembre 201917:32

La scrittrice e giornalista Elda Lanza, conosciuta al grande pubblico come prima presentatrice della Rai e poi come “nuova signora del giallo italiano” grazie al successo di ‘Niente lacrime per la signorina Olga’ , ‘Il matto affogato’, Il venditore di cappelli ed altri titoli ancora pubblicati dalla casa editrice Salani, è morta questa mattina a Castelnuovo Scrivia, dove ormai risiedeva da anni, dopo aver vissuto a lungo a Milano.
Ad annunciare la morte lo scrittore e giornalista Mariano Sabatini. ”Dopo una brevissima malattia, la prima presentatrice della tv (il termine fu coniato per lei), giornalista e scrittrice, si è spenta con accanto il figlio Max e il marito Vitaliano Damioli a Castelnuovo Scrivia, dove ormai risiedeva.
Questi ultimi dieci anni di intensa amicizia sono stati per me magnifici, impagabili, e sono orgoglioso di averla riportata in tv, visto che dopo averla tenuta a battesimo – dalle trasmissioni sperimentali della Rai nel 1952, e fino agli anni Settanta – se l’erano quasi dimenticata. Era tornata prima su La7 con Benedetta Parodi, e poi dalla Balivo, per una serie di tutorial a Detto fatto su Rai2. Sempre molto apprezzata e amata dal pubblico, per l’ironia, la cultura, la simpatia. Stesso discorso per i romanzi con Salani: oltre 100mila copie vendute.
Fino all’ultimo abbiamo parlato gioiosamente di lavoro, di progetti, di idee e, per fortuna, è riuscita a portare a termine e a vedere pubblicato ‘La farfalla pavone’ per la Lisciani Libri e ‘La Terza sorella” per Salani, entrambi da poco nelle librerie”.
Nata a Milano il 5 ottobre del 1924 aveva compiuto da poco 95 anni vissuti in modo intenso e segnati da tanti incontri con Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Walter Chiari, Dario Fo, Giorgio Gaber, Eugenio Montale. Femminista attiva e convinta aveva studiato alla Cattolica di Milano e poi alla Sorbona di Parigi. Nel 1952 aveva iniziato a lavorare per l’allora tv pubblica, ed era così stata la prima presentatrice televisiva italiana. Tv che poi aveva a lungo frequentato, spesso come opinionista in tema di galateo e buone maniere, suo il best seller ”Signori si diventa le nuove regole dello stile” per Mondadori, fino agli anni recenti e al debutto, nel 2012 come giallista..
“Non ho una ricetta, posso soltanto dire come è successo a me.
Sembrava una cosa qualsiasi. Non era una cosa qualsiasi: tumore al pancreas. Sicuramente faccio prima io ad andarmene che questo indesiderato a crescere e a farmi male. Una gara tra me e lui… vincerò io”, aveva scritto qualche giorno fa in un pezzo per il sito web con cui collaborava.

Strike, l’investigatore british nato da J.K RowlingSu Premium Crime, opere firmate con pseudonimo Galbrith

10 novembre 201916:29

La penna di J.K. Rowling non ha creato solo l’universo di Harry Potter, ma anche il detective Cormoran Strike, protagonista dei romanzi polizieschi scritti dietro lo pseudonimo di Robert Galbraith (nome de plume tenuto a lungo segreto e nonostante tutto il personaggio letterario fu subito amato dalla critica , certo una volta svelata l’identità dell’autrice le copie vendute aumentarono di ben il 4 mila per cento). Da queste opere (La via del male. Il richiamo del cuculo, Il baco di Seta e Bianco Letale – tutte edite in Italia da Salani) è nata la serie Strike – che sbarca per sette appuntamenti in prima serata su Premium Crime, ogni martedì dal 2 dicembre. L’investigatore, è un reduce della guerra in Afghanistan dove è stato ferito nel corpo e nello spirito (privo di una parte di una gamba per una ferita). La Rowling figura anche tra i produttori (Strike a debuttato su BBC1 per poi essere distribuita da Hbo negli USA e in Canada). La serie vede protagonista Tom Burke, che nei panni di Cormoran Strike interpreta un ex veterano diventato investigatore privato.
Figlio naturale di una rockstar tossica e schizzata l’uomo, che lavora in un minuscolo ufficio in Denmark Street, a Londra, è dotato di un’eccezionale capacità d’intuizione che, unita all’esperienza maturata nella Special Investigation Branch, lo rendono capace di risolvere casi impossibili. Su Strike vigila la segretaria Robin Ellacott, ventinovenne maga del trucco e del travestimento segretamente invaghita di Strike, ad impersonarla Holly Grainger, già vista ne I Borgia e Patrick Melrose.

Ballestra, viviamo nella frammentarietàIl nuovo romanzo ‘La nuova stagione’

10 novembre 201916:30

– SILVIA BALLESTRA, LA NUOVA STAGIONE (BOMPIANI, PP 273, EURO 17). I paesi del Centro Italia distrutti dal terremoto, le leggende e i miti legati alla terra, la campagna e la città. Silvia Ballestra ci porta in una dimensione sovrannaturale, arcaica, e nello stesso tempo profondamente concreta e attualissima nel suo nuovo romanzo ‘La nuova stagione’ in cui torna a casa, nelle sue Marche, e apre a nuove dimensioni. Un viaggio interiore e fisico partito sull’onda di quello che è successo con il terremoto in luoghi che “sono vicini e lontani nello stesso tempo” dice la scrittrice. “Si parla sempre di Amatrice, Norcia ma ci sono – spiega – tanti altri paesi delle Marche isolati, tristemente dimenticati come Camerino o Arquata del Tronto”. Quest’ultimo si racconta sia nato sulle pietre scagliate dalla Sibilla contro le fate che si attardavano a ballare il salterello con i pastori. “Questo aspetto un po’ magico dei territori volevo coniugarlo con l’oggi, con le monoculture, lo sfruttamento della terra con i veleni, con le coltivazioni intensive” sottolinea la scrittrice che ha esordito nel 1990 nell’antologia “Papergang, Under 25” di Pier Vittorio Tondelli.
“Sono abbastanza divisa tra dimensione cittadina e di paese.
Cerco di tenere insieme le due cose. Mi piacerebbe che in Italia le città dialogassero di più fra loro e con la provincia.
Milano sembra lontanissima da Roma, nelle Marche c’è una netto distacco tra la costa e la campagna, tra nord e sud. C’è una frammentarietà che non so a cosa ci porterà” dice la Ballestra che è originaria di San Benedetto del Tronto e vive a Milano.
Nel romanzo le sorelle Olga e Nadia sono legate alla terra che hanno ereditato e nello stesso tempo non vedono l’ora di disfarsene. Vengono da una famiglia che coltivava i campi ma le cose sono cambiate. Loro se ne sono andate, i loro figli sono cittadini del mondo, eppure provano una grande nostalgia di quei luoghi e, dopo il terremoto, anche un senso di protezione.
Compiono così un doppio viaggio: a ritroso, nella memoria, e poi nel presente, nella vita reale dove sono impegnate a vendere il terreno di famiglia. I possibili acquirenti sono ex mezzadri arricchiti o mezzi imprenditori della frutta dei quali la Ballestra ci regala degli indimenticabili ritratti umoristici.
“Questa è una storia di contraddizioni , in parte anche di una sconfitta. Le protagoniste non vorrebbero liberarsi di quella terra ma non vedono l’ora di vendere. La campagna non è una cosa semplice, è quasi impossibile da gestire ormai” sottolinea l’autrice di ‘Compleanno dell’iguana’, ‘Gli Orsi’ e de ‘La guerra degli Antò’ da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Riccardo Milani.
La scrittrice non lo immaginava ma ha scoperto “che c’è tanta gente che ha un pezzetto di terra, di campo, che apparteneva alla famiglia e ora è diventato un peso. Il nostro è un paese agricolo. La tendenza dagli anni ’70 in poi è stata di andare a inurbarsi. Questa è una storia di contadini”.
Ma qual è la nuova stagione che ci aspetta nell’era dei cambiamenti climatici? E qual è il nostro rapporto con la natura in questi anni di grandi trasformazioni? “Sono una grande fan di Greta Thunberg, sono felicissima che sia apparso questo movimento di giovani attivisti. I temi sono complessi e la loro richiesta è che la politica se ne occupi davvero, senza esitazioni. I ragazzi le risposte le vogliono subito perché in ballo c’è il loro futuro. Greta è stata attaccata perchè è giovane e donna. Le generazioni precedenti non avevano capito l’imminenza del problema” dice la scrittrice.
Voce narrante della storia è la cugina di Olga e Nadia e sono tante le donne de ‘La nuova stagione’, dalla madre delle due sorelle, Liliana, alle tre ex pazze del manicomio di Teramo, Santina, Luigia e Meri, all’omicidio di Giancarla. “Le donne o sono vessate oppure, nella gestione del lavoro a livelli più alti, sono escluse”ì dice la Ballestra. “La cosa che più mi avvilisce è la mancanza di visione del futuro. Mentre i ragazzi ci lavorano, ci pensano, la politica è miope, è sempre sul presente, sul tiriamo a campare” afferma la scrittrice che nel suo ampio tour di presentazioni sarà il 13 novembre al Modo Infoshop a Bologna, il 20 novembre alla libreria Tuba di Roma, il 27 alla Quodlibet diMacerata e il 28 alla Ubik Il Catalogo di Pesaro.

Arriva il Mahabharata in graphic novelL’epopea indiana con testi Carriere e illustrazioni Michaud

11 novembre 201914:23

– Si alleggerisce la maestosa impresa di leggere la mistica saga indiana de ‘Il Mahabharata’ finalmente disponibile in un graphic novel che mantiene la stessa intensità narrativa e forza espressiva.
Ci sono voluti oltre tre anni di grande lavoro da parte del disegnatore e fumettista Jean-Marie Michaud, che ha illustrato in migliaia di tavole i testi del grande sceneggiatore Jean-Claude Carrière , amico di Luis Bunuel, per fare dell’opera letteraria più estesa al mondo un graphic novel di 440 pagine. Circa 15 volte la Bibbia, scritta in sanscrito a partire dal IV secolo a.C., riveduta e arricchita per oltre 700 anni, ‘Il Mahabharata’ arriva nelle nostre librerie per L’ippocampo a cui va il grande merito di averlo pubblicato, nella traduzione dal francese di Fabrizio Ascani, ad un prezzo davvero contenuto (29,90 euro) per l’eccezionale valore del libro che parla di religione, politica, morale e cosmologia ma soprattutto di liberazione ede elevazione spirituale che secondo la tradizione indiana, sono i fini ultimi della condizione umana.
Complesso e labirintico il “grande poema del mondo” racconta la lunga e furibonda lite dinastica che contrappone i Pandava e i Kurava, due clan di cugini composti rispettivamente da 5 e 100 membri. Sedici i personaggi principali tra cui Krishna, manifestazione terrena del dio Vishnu, che per la prima volta nel Mahabharata fa la sua comparsa nella mitologia indiana e sarà lui a rivelare nella Bhagavad Gita, “Il canto del Signore” ,i misteri del rapporto fra Dio e l’uomo e il loro reciproco amore. La vicenda si svolge tremila anni avanti Cristo.
Opera cardine dell’induismo il Mahabharata è stato a lungo misconosciuto in Occidente e da questa straripante epopea sono derivate le migliaia di credenze e leggende dell’anima indiana che imprimono nel cuore degli uomini il Dharma, la sacra legge che governa il mondo.

Cinema: a sorpresa Midway vince a box office UsaSegue Doctor Sleep, che era al top nelle previsioni.

10 novembre 201918:28

– Il film sulla seconda guerra mondiale “Midway” ha segnato una vittoria a sorpresa al botteghino sul sequel di “The Shining” “Doctor Sleep” questo fine settimana. Domenica l’epopea di guerra del regista Roland Emmerich ha guadagnato circa 17,5 milioni di dollari nei cinema nordamericani per conquistare il primo posto nelle classifiche.
Verso il fine settimana, gli esperti si aspettavano che il primo posto andasse alla Warner Bros per “Doctor Sleep”, l’adattamento da Stephen King con Ewan McGregor. Ma ha incassato solo 14,1 milioni di dollari, quando si aspettava un incasso oltre i 25. “Playing With Fire”, diretto da John Cena, ha esordito al terzo posto con 12,8 milioni, mentre la commedia romantica “Lo scorso Natale” con Emilia Clarke ha conquistato il quarto posto con 11,6 milioni.

Cavallaro racconta Sciascia l’ereticoLe battaglie e le lezioni civili di un “siciliano scomodo”

PALERMO11 novembre 201912:18

FELICE CAVALLARO, ‘SCIASCIA L’ERETICO. STORIE E PROFEZIE DI UN SICILIANO SCOMODO’ (Solferino, pag 298, 17,00 euro).
Non era uomo di passioni. Ma di pensieri originali, di intuizioni lucide e di scelte anticonformiste. In una parola: un eretico. E questo è il ritratto di un grande scrittore del Novecento che Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera, traccia con un ricco campionario di fatti e ricordi personali nel suo libro “Sciascia l’eretico. Storie e profezie di un siciliano scomodo”, edito da Solferino . A trent’anni dalla scomparsa, le sue lezioni civili tra ragione e diritto mantengono tutta la loro forza e toccano temi cruciali della vita pubblica che appaiono ancora oggi di una bruciante attualità. Cavallaro li ripercorre tutti: dalla mafia che cambia in sintonia con i nuovi interessi criminali alla corruzione, dalle ingiustizie della giustizia al caso Moro, dal difficile rapporto con il Pci agli affilati colpi al sistema di potere della Dc, fino ai “professionisti dell’antimafia”, l’ultimo fronte polemico che Sciascia aveva aperto attirandosi attacchi astiosi e intolleranti. Ci fu anche chi lo pose “fuori dalla società civile” e chi lo definì un “quaquaraquà”, l’ultima categoria umana priva di dignità che Sciascia aveva descritto nel Giorno della civetta. Cavallaro propone una biografia intellettuale e umana di Sciascia vivificata da una conoscenza personale cominciata come vicini di casa nella campagna di contrada Noce a Racalmuto, la Regalpetra che lo scrittore amava e aveva descritto come metafora del Paese, e proseguita lungo gli itinerari del giornalismo. Tra cultura e politica tanti sono gli snodi che lo scrittore ha toccato. E tanti i rapporti intrecciati. Cavallaro ne offre una rassegna ragionata ripescando negli archivi della memoria intanto le tracce delle relazioni intellettuali e degli scambi culturali con Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Enzo ed Elvira Sellerio. Difficile nel caso di Sciascia tracciare un confine tra la dimensione culturale e la lettura politica della società. Il suo metro di giudizio era dato dall’autonomia dell’illuminista volterriano che cercava solo e sempre la verità. E in suo nome era pronto anche a rotture dolorose. Clamorosa quella con Renato Guttuso, che sullo sfondo del caso Moro sfiorò anche Enrico Berlinguer e chiuse il suo dialogo con il Pci così pieno di tormenti per aprire un canale con i radicali di Marco Pannella. Un approdo facilitato dal caso di Enzo Tortora che per Sciascia era diventato l’emblema dell’ingiustizia, il nervo scoperto del sistema Italia. Il libro attraversa la vita dello scrittore, ne racconta battaglie e inimicizie. Descrive l’eredità di un uomo abituato a vivere e a pensare da eretico. L’assenza della sua voce è per Cavallaro un grande vuoto: “Avremmo ancora molto bisogno di Sciascia, del suo pessimismo, del suo moralismo illuminista, del suo ragionamento, delle sue battaglie contro pupi, mezzi pupari e pupari”.

Ligabue, evento 30 anni carriera apre arena CampovoloIl 12 settembre 2020 data unica inaugura RCF Arena Reggio Emilia

11 novembre 201911:19

– ”Campovolo è il posto dove festeggeremo i 30 anni di carriera, è il posto delle nostre feste e delle nostre ricorrenze. Cercheremo di comprimere 30 anni in una serata sola, non sarà facile, anche perchè lo faremo insieme a tutti i musicisti e tutte le band con cui in questi anni ci siamo incrociati. E qua vicino stanno costruendo la fatidica arena dove sarà più facile assistere ai concerti e con quel concerto, il 12 settembre 2020 avremo il piacere di inaugurarla. 12 settembre 2020 30 anni in un giorno”. Così Luciano Ligabue, direttamente da Campovolo, annuncia sui social il concerto-evento del prossimo anno. Festeggerà i 30 anni della sua straordinaria carriera, iniziata nel 1990 con l’album omonimo, e anche i 15 anni dal suo primo mega concerto in quel di Campovolo a Reggio Emilia che negli anni lo ha visto protagonista, più volte, con eventi entrati a pieno titolo nella memoria collettiva della grande musica live italiana. . La Festa si terrà in uno spazio totalmente nuovo e creato rigorosamente ad hoc per la musica al Campovolo, denominato RCF Arena Reggio Emilia, attrezzato per ospitare fino a 100.000 persone (con una pendenza del 5% per garantire una visuale e un’acustica ottimali). Sarà appunto LUCIANO LIGABUE a inaugurare la RCF Arena Reggio Emilia il 12 settembre 2020 (inizio concerto: ore 20.30) in un evento live in data unica (prodotto e organizzato da Riservarossa e Friends & Partners).

Subito in vetta al box office Le ragazze di Wall StreetEntrano al sesto e settimo posto Gli uomini d’oro e Parasite

11 novembre 201912:17

Subito in vetta al box office del week end ‘Le ragazze di Wall Street’, la scanzonata e feroce commedia sull’avidità e il sogno dell’arricchimento facile con Jennifer Lopez nel ruolo dell’esperta spogliarellista Ramona.
Ispirato a una storia vera, il film, secondo i dati Cinetel, guadagna in quattro giorni 1.563.233 euro e fa scivolare al terzo posto ‘La famiglia Addams’ che nel fine settimana ottiene 1.150.218 euro per un totale in due settimane di 4.951.170 euro.
Saldo al secondo posto ‘Il giorno più bello del mondo’di e con Alessandro Siani con 1.278.949 euro per un totale in 2 settimane di 4.753.994 euro. Al quarto posto ancora Joker con Joaquin Phoenix che questo week end guadagna 741.647 euro per un totale in sei settimane di 28.108.1992 di euro.
Tre new entry: al sesto posto ‘Gli uomini doro’ di Vincenzo Alfieri con Fabio De Luigi che ci porta nella Torino degli anni ’70, dove Luigi, conducente del furgone che ogni giorno trasporta i valori degli uffici postali, progetta la rapina perfetta, che si conquista in quattro giorni 428.139 euro, al settimo l ‘esilarante e spietata commedia nera sullo sfondo della Corea di oggi, ‘Parasite’ di Bong Joon Ho, Palma d’oro a Cannes,con 390.093 euro in quattro giorni. E all’ottavo ‘Motherless Brooklyn – I segreti di una città’ di e con Edward Norton e con Bruce Willis, ispirato al romanzo di Jonathan Lethem, ambientato in una New York a ritmo di jazz, che guadagna 361.097 euro in quattro giorni. Balza dal venticinquesimo al nono posto il corale ‘La Belle Epoque’ di Nicolas Bedos, con Fanny Ardant e Daniel Auteuil che nel week end registra 339.214 euro.
Chiude la top ten ‘L’uomo del labirinto’ di Donato Carrisi con Toni Servillo e Dustin Hoffman che guadagna 331.566 euro nel week end per un totale in due settimane di 1.749.145 euro.
Il botteghino italiano scende a 8.928.045 euro con un calo del -48% rispetto allo settimana scorsa e una crescita del 21.41% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

KISS in concerto all’Arena di Verona il 13 luglioTappa italiana per il tour d’addio mondiale della band ‘END OF THE ROAD WORLD TOUR’

11 novembre 201918:48

Dopo una carriera leggendaria durata 45 anni, i KISS annunciano il loro ultimo tour mondiale, END OF THE ROAD WORLD TOUR. La band farà tappa anche in Italia con un’unica data il 13 luglio 2020 nella splendida cornice dell’Arena di Verona.Conosciuti per lo stile unico e inimitabile, i KISS dominano da oltre quattro decadi la scena del rock ‘n’ roll mondiale portando in scena concerti iconici e spettacolari. Entrati a far parte della Rock and Roll Hall of Fame,  hanno venduto oltre 100 milioni di dischi nel mondo.
“Tutto quello che abbiamo costruito e conquistato nelle scorse quattro decadi non sarebbe stato possibile senza i milioni di persone nel mondo che ci seguono e sono venute a vederci nei club, nelle arene e negli stadi durante tutti questi anni. Questa sarà l’ultima celebrazione per tutti coloro che ci hanno già visto e l’ultima occasione per quelli che non lo hanno ancora fatto. Stiamo per salutarvi con il nostro tour d’addio e il più grande show di tutti i tempi. Ce ne andiamo esattamente come siamo arrivati: senza rimpianti e inarrestabili!”.KISSWORLD – THE BEST OF KISS è uscito a gennaio e riunisce 20 dei brani più amati della band in un unico album, tra cui “I Was Made For Lovin’ You”, “Rock and Roll All Nite” e “God Gave Rock ‘N’ Roll To You II” oltre alle hit “Beth” e “Detroit Rock City”.

Cinema: a sorpresa Midway vince a box office UsaSegue Doctor Sleep, che era al top nelle previsioni.

10 novembre 201918:28

– Il film sulla seconda guerra mondiale “Midway” ha segnato una vittoria a sorpresa al botteghino sul sequel di “The Shining” “Doctor Sleep” questo fine settimana. Domenica l’epopea di guerra del regista Roland Emmerich ha guadagnato circa 17,5 milioni di dollari nei cinema nordamericani per conquistare il primo posto nelle classifiche.
Verso il fine settimana, gli esperti si aspettavano che il primo posto andasse alla Warner Bros per “Doctor Sleep”, l’adattamento da Stephen King con Ewan McGregor. Ma ha incassato solo 14,1 milioni di dollari, quando si aspettava un incasso oltre i 25. “Playing With Fire”, diretto da John Cena, ha esordito al terzo posto con 12,8 milioni, mentre la commedia romantica “Lo scorso Natale” con Emilia Clarke ha conquistato il quarto posto con 11,6 milioni.

Cosmesi made in Italy, successo ad Hong Kong, export +23%A Cosmoprof Asia 100 imprese italiane, trend da Cosmetica Italia

11 novembre 201913:33

– La cosmesi made in Italy piace sempre di più nei paesi dell’area del Sud-Est Asiatico e Pacifico.
Nell’ultimo anno l’export dei nostri prodotti di bellezza verso Hong Kong è infatti cresciuto del 23 % superando i 244 milioni di euro. Secondo paese di sbocco la Cina dove l’export italiano nel 2018 è aumentato del 19,3% per un valore di circa 63 milioni di euro.
Le donne asiatiche amano in particolare i prodotti illuminanti e gli sbiancanti per viso e corpo, i profumi e il trucco nostrani.
Le eccellenze di circa 100 imprese italiane sono esposte alla 24esima edizione di Cosmoprof Asia, la più importante fiera delle industrie della bellezza nell’area Asia-Pacifica dal 12 al 15 novembre ad Hong Kong. Oltre 50 imprese sono rappresentate dall’associazione Cosmetica Italia che promuove e sostiene le opportunità di business anche di una ‘Collettiva’ di espositori italiani in collaborazione con ICE Agenzia. L’associazione ha effettuato una puntuale analisi sul mercato del made in Italy ed i trend beauty del mondo asiatico. Spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia: “L’Asia si conferma una importante area di destinazione dei cosmetici italiani e, globalmente, nel 2018 le esportazioni verso il continente asiatico hanno raggiunto un valore di 874 milioni di euro, pari al 18% delle esportazioni di cosmetici made in Italy nel mondo.
Si tratta di un mercato con interessanti prospettive non solo per i grandi volumi generati, ma anche per i costanti ritmi di crescita”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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Colletta National Gallery per comprare Mosè di Gentileschi
Opera vale circa 20 milioni di sterline, al museo ne mancano 2

LONDRA11 novembre 201913:55

– La National Gallery di Londra lancia una raccolta pubblica online di fondi per cercare di mettere insieme il denaro che le manca per completare l’acquisto del Ritrovamento di Mosè di Orazio Gentileschi, unica opera del pittore pisano vissuto fra ‘500 e ‘600 ospitata nelle sue sale.
L’annuncio è stato dato in una nota diffusa dal celebre museo (diretto dall’italiano Gabriele Finaldi). Il quadro, concesso in prestito da ormai una ventina d’anni da un collezionista privato alla Gallery, che vanta un diritto di prelazione ormai in scadenza, è valutata 22 milioni di sterline (oltre 25 milioni di euro). L’istituzione ne deva pagare, sottratte le detrazioni fiscali, quasi 19,5 milioni, ma tra fondi propri, contributi pubblici britannici e soprattutto di grandi sostenitori privati, ne ha in cassa circa 17,4 milioni: i 2 mancanti spera di raccoglierli attraverso singole donazioni private, eseguibili presso il suo sito ufficiale sotto l’hashtag #SaveOrazio.
Altrimenti il quadro potrebbe finire fuori dal Regno Unito.
Il Ritrovamento di Mosè è stato valorizzato dalla National Gallery in esibizioni in cui ha potuto essere proposto al pubblico accanto ad altre opere del barocco italiano di artisti come Caravaggio o Guido Reni. In anni recenti le è stato inoltre affiancato l’autoritratto nelle vesti di Santa Caterina di Alessandria dipinto dalla non meno celebre figlia di Orazio, Artemisia Gentileschi, acquisito nella collezione dello stesso museo londinese. Il quadro ha un legame stretto con la capitale britannica. Fu infatti commissionato attorno al 1630 dopo l’approdo del pittore alla corte di Carlo I d’Inghilterra – ultima e più infelice stagione di una vita segnata in precedenza da un lungo girovagare tra diverse città italiane e quindi da una tappa a Parigi presso la corte del re di Francia – su ordine della regina consorte Enrichetta Maria: per celebrare la nascita in casa Stuart dell’erede al trono, il futuro Carlo II.

Guenzi, da musica a set amo raccontare libertàGira 1/o film da attore. X factor? ‘Formula un po’ anacronistica

1 novembre 201913:56

– Il teatro è il primo amore, che continua a frequentare come attore in diversi spettacoli: poi per Lodo Guenzi sono arrivati la musica come frontman de Lo Stato Sociale, e la televisione, come giudice per una stagione a X factor e due anni da conduttore del Primo maggio. Ora debutta da attore anche al cinema, come protagonista, con Jacopo Costantini e Matteo Gatta, di Dittatura Last Minute, opera seconda di Antonio Pisu prodotta da Genoma Films, in uscita nel 2020. E’ un road-movie ambientato nel 1989 in Romania alla vigilia della caduta del muro, e della fine del regime di Ceausescu.
“Il film indaga sull’unica cosa di cui ha senso parlare anche nelle canzoni, il tema della libertà in tutte e sue le vesti – dice Guenzi, al telefono da Brasov, in Romania dove sono in corso le riprese -. Si racconta un passaggio tra epoche, che ha come centro quell’anno fatidico, il 1989. Il tutto dalla prospettiva di tre 25enni cesenati che partono con la voglia di fare vacanze avventurose e si ritrovano a scoprire cose del mondo che mai avrebbero pensato di conoscere”. La sfida del film “era talmente particolare e rischiosa che è andata un po’ a sovrapporsi alla possibilità di continuare a X factor – dice -. Mi divertirei anche a rifarlo, ma considerando che ormai ogni anno escono almeno una decina di nomi nuovi, capaci di fare subito i sold out e arrivare ai primi posti in classifica, una trasmissione di cover ha qualcosa di leggermente anacronistico.
E’ nei miei progetti tornare a fare tv, ma con un gioco più proprio” .

Segre a Lugano per concerto diretto da Pappanol saluto al maestro e ai musicisti al termine dello spettacolo

11 novembre 201914:00

– Serata di grande musica ieri a Lugano per Liliana Segre, sotto scorta da alcuni giorni dopo le minacce antisemite subite recentemente. La senatrice a vita ha preso posto tra il pubblico che ha gremito il Lac, la principale sala da musica della città, per assistere al concerto diretto da Antonio Pappano con l’Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nell’ ultima data della loro trionfale tournèe europea. Liliana Segre, che era in compagnia di una amica, al termine dello spettacolo ha salutato il maestro anglo-italiano e alcuni musicisti che le hanno manifestato la soddisfazione particolare di aver suonato sapendola tra gli spettatori. Nella tournèe, cominciata il 4 novembre a Parigi con un sold out proseguito nei cinque appuntamenti successivi in Svizzera, Pappano ha diretto l’ orchestra nel primo concerto di Liszt con la straordinaria pianista Martha Argerich alla quale in alcune date si è alternato il pianista Francesco Piemontesi per il primo concerto di Chopin, proponendo poi l’ Ouverture da Euryanthe di Weber e la seconda sinfonia di Schumann.

Danza: Natalie Wagner in Puglia tra sensori, app e desideriCoinvolge in progetto interattivo pubblico duetto Human Design

BARI11 novembre 201914:40

– La coreografa svizzera Natalie Wagner è in Puglia per una serie di appuntamenti, al via con una residenza al Lab Urbano Rigenera di Palo del Colle (Bari), che il 15 novembre ospiterà il duetto Human Design, frutto di un progetto tra danza e telecomunicazione. Qui Wagner esamina il desiderio umano di perfezione, “obiettivo irraggiungibile”: un “affare ambivalente, come la vita”, rileva in una nota. Nel portarlo in scena – il 15 alle 19:30, per la rassegna ‘A Maglie Larghe’ di Factor Hill fra arte e scienza – coinvolgerà 10 spettatori volontari, collegati a un’app con dei sensori, che compileranno anche un questionario. La Wagner intende così “ricevere quante più informazioni fisiche dal pubblico durante la performance”, per comprendere come il corpo reagisce a quello che percepisce”, anche se “non esiste una reazione errata o corretta. L’importante è essere lì insieme”. Wagner sarà poi al weekend di formazione del Network Internazionale Danza Puglia il 16 e 17 novembre all’Accademia Kaloc di Modugno (Bari).

Musica: cittadinanza onoraria di Napoli a Bruno VenturiniDe Magistris, un grande interprete della musica partenopea

NAPOLI11 novembre 201915:45

– Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha conferito la cittadinanza onoraria a Bruno Venturini, interprete della canzone napoletana nel mondo.
”E’ una giornata importante per la musica napoletana nel mondo perché viene riconosciuta la cittadinanza onoraria a un grande interprete contemporaneo – ha detto il sindaco de Magistris – un’artista che ha venduto oltre 100milioni di dischi nel mondo cantando Napoli”.Venturini, pseudonimo di Bonaventura Esposito, nato a Pagani, è stato il primo artista occidentale invitato in Cina, ed ha al suo attivo una lunga serie di dischi di platino e d’oro. Una carriera – ha spiegato Venturini – influenzata da Sergio Bruni, Michele Galdieri, Enrico Caruso, Salvatore Di Giacomo, Roberto de Simone che – dice – ”mi ha insegnato la vera musica”. Venturini, negli anni, si è esibito per la famiglia reale inglese, Gorbaciov, Clinton, il re di Spagna, Juan Carlos, e Papa Giovanni II. Per festeggiare il riconoscimento il 13 novembre concerto gratuito al Politeama di Napoli.

Bologna si tinge di ‘giallo’, un festival tra libri e tvIl 16 e 17 novembre appuntamento con Carlo Lucarelli e Vito

BOLOGNA11 novembre 201915:45

– Un festival per riflettere su come letteratura, cinema e tv trattano il ‘giallo’, insieme a esperti e grandi autori tra i quali Carlo Lucarelli e Marco Malvaldi. Il 16 e il 17 novembre, a Bologna, arriva la prima edizione di ‘Giallo Festival’, al Sympò, in via delle Lame 83.
Tra i tanti ospiti anche il regista Alessandro D’Alatri: dopo la serie tv ‘I bastardi di Pizzofalcone’, racconterà in anteprima la nuova fiction a cui sta lavorando. Carlo Lucarelli e Stefano Bicocchi, in arte Vito, sveleranno invece i segreti de ‘L’ispettore Coliandro’. Il comico è anche il protagonista del thriller ‘Buono da morire’: nel libro, scritto dal collettivo bolognese Rems, Vito-Bicocchi si sdoppiano come Dottor Jekill e Mister Hide. Spazio anche alla cronaca con l’incontro sulla Uno Bianca insieme a Carmelo Pecora e Maurizio Matrone, ex poliziotti oggi scrittori. Organizzato dalla Damster-Edizioni del Loggione, col contributo di Bper Banca, ‘Giallo Festival’ ha il patrocinio della Regione e del Comune di Bologna.

A Genova nasce l’archivio del Pci, con inedito Palmiro TogliattiPresidente Fondazione Diesse: ‘Anche fogli clandestini de L’Unità’

GENOVA11 novembre 201919:06

Nessuna operazione nostalgia e tantomeno il ‘come eravamo’ formato museo: l’archivio della Fondazione Diesse che racconta il Partito comunista genovese è un omaggio alla storia del partito dei lavoratori che a Genova ha avuto grande peso culturale, politico e sociale. Nasce in una sede storica che fu del Pci, quella di via Cantore a Sampierdarena che è stato teatro nel 1921 del primo congresso nazionale della Federazione giovani comunisti italiani, la Fgci.
E contiene reperti storici importanti come un inedito di Palmiro Togliatti che si rivolge ai lavoratori genovesi invocando l’unità della sinistra, alcune lettere di Sandro Pertini, foto d’epoca, i documenti falsi di un partigiano che combatté in Spagna la guerra civile tra repubblicani e franchisti.Ci sono anche alcuni fogli ciclostilati de L’Unità, di quello che diventerà un grande quotidiano: “Allora – ha detto il presidente della Fondazione Diesse Ubaldo Benvenuti – chi fosse stato trovato in possesso di quei fogli sarebbe stato arrestato”.
Tra le cose che saranno esposte, le bandiere rosse con la falce e martello, il simbolo dei lavoratori. Tra queste, la bandiera della sezione di Buranello dedicata a Ernesto Jursé, uno dei partigiani massacrati dai fascisti tra il 14 e il 16 gennaio 1944 nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela’.L’archivio, che contiene documenti che ripercorrono le trasformazioni del Pci in Pds e Ds, sarà consultabile da chiunque, privati cittadini e studiosi. Con la speranza che chi ha conservato i pezzi di una storia che, volenti o nolenti, appartiene al Paese possa riempire una teca vuota.

Prodigi, cuore e musica in Tv per i bimbi dell’UnicefSu Rai1 il 13/11, con Insinna e Autieri 9 piccoli artisti

12 novembre 201910:09

Dalle periferie del mondo a quelle di casa nostra, seguendo un percorso che parla di sogni e riscatto, passione per l’arte e solidarietà: torna per il quarto anno “Prodigi – La musica è vita”, il programma di Rai1, in collaborazione con Unicef ed EndemolShine Italy, che il 13 novembre andrà in onda in prima serata sulla rete ammiraglia della Rai. Alla conduzione ci saranno Flavio Insinna con Serena Autieri e la ‘mascotte’ Giulia Golia, che l’anno scorso aveva partecipato al programma come cantante, pronti ad accompagnare il pubblico alla scoperta dei 9 giovanissimi, incredibili talenti (i prodigi, appunto) di questa edizione: i ballerini Davide, Eleonora e Rachele, i cantanti Laura, Manuel e Mattia Francesco, i musicisti Emanuele, Filippo e Matteo, tutti dagli 8 ai 15 anni, si esibiranno al cospetto della giuria composta da Arisa (per il canto), Rossella Brescia e Luciano Cannito (per la danza), Peppe Vessicchio (per la musica; il Maestro è anche direttore artistico) e, nel ruolo di segretario speciale, Nino Frassica. I tre finalisti (uno per categoria), scelti dai giurati, si contenderanno una borsa di studio offerta dall’Unicef Italia: a decretare il vincitore assoluto sarà una giuria di 100 esperti. Nel corso della serata, in cui i piccoli artisti saranno accompagnati dall’orchestra giovanile Sesto Armonico diretta dal Maestro Matteo Parmeggiani, ci sarà spazio però anche per il racconto di tante storie di bambini e ragazzi di Paesi in difficoltà che, proprio come i protagonisti di Prodigi, hanno trovato nella musica, nel canto e nella danza più di una passione, ma una strada di speranza per conquistarsi un futuro migliore. Sul palco di Rai1 si esibiranno alcuni bambini di Gambia, Panama e Sierra Leone e ci saranno le testimonianze “sul campo” di tanti ospiti d’eccezione: Roberto Mancini, CT della Nazionale e Goodwill Ambassador Unicef parlerà della sua esperienza in Giordania, i testimonial Geppi Cucciari, Rossella Brescia e Luciano Cannito racconteranno i loro viaggi rispettivamente in Gambia e a Panama, e poi Alessandra Mastronardi, Goodwill Ambassador, parlerà delle famiglie siriane che vivono nei campi per rifugiati in Libano. E poi ancora si esibirà la musicista, educatrice e attivista Sona Jobarteh e verrà trasmesso un video che Ultimo, nuovo Goodwill Ambassador Unicef, ha realizzato con i bambini di una scuola del quartiere San Basilio di Roma, dove il cantante è cresciuto. Come sempre quindi nel format – che ha visto crescere gli ascolti dall’11% della prima edizione al 16% dello scorso anno – lo spettacolo si intreccia alla solidarietà, la gara tra talenti all’amore per gli altri: una ricetta vincente da ogni punto di vista, sia “per i dati commerciali che per quelli ‘solidali’, perché la raccolta fondi e l’indotto che si crea è sempre più importante. Con Prodigi mettiamo in pratica la vocazione del servizio pubblico, quella di offrire l’intrattenimento gradevole e i contenuti importanti”, spiega Claudio Fasulo, vicedirettore di Rai1. Anche per i conduttori “Prodigi” rappresenta, al di là dell’impegno professionale, un progetto necessario, in cui lavorare con il cuore: “Dopo un anno non pensavo avremmo avuto ancora più filo spinato, guerre e bombe: io che sono un uomo fortunato credo che la fortuna la devi rimettere in circolo”, spiega Flavio Insinna, conduttore dalla seconda edizione, “mi viene naturale dare una mano ed è bello far recuperare al nostro mestiere la dimensione dell’altro, della cura”. “Ci siamo divertiti e commossi: da mamma e da donna ho accettato subito questa opportunità”, dice Serena Autieri, “ho conosciuto talenti straordinari e mi sono messa dalla loro parte perché anche io ho iniziato questo lavoro da bambina”. “Ai bambini in difficoltà l’Unicef offre cura e protezione, ma anche di poter realizzare i propri sogni attraverso l’arte, la musica e la conoscenza”, afferma il presidente Unicef Italia Francesco Samengo, “tutti devono avere le stesse opportunità, a prescindere dal luogo di nascita”. Come sempre, il pubblico potrà sostenere la campagna di raccolta fondi dell’Unicef (promossa dalla Rai dall’11 al 17 novembre) per combattere la malnutrizione infantile e proteggere bambini e adolescenti donando fino al 31 dicembre al numero solidale 45525 (o telefonando al numero 800070606 o sul sito unicef.it/tv).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Leggiamo al museo!’, 100 eventi in Italia per bimbi e famiglie
Dal 15-17 novembre il nuovo progetto di Kid Pass

11 novembre 201916:04

– Cento eventi in simultanea in musei e spazi culturali di tutta Italia, da Milano a Palermo, che aprono le porte a visite guidate, letture creative e attività condivise dedicate alle famiglie con bambini, per promuovere l’importanza di avvicinarsi alla cultura già dall’infanzia, assieme ai genitori. E’ la prima edizione di Avventure tra le pagine – Leggiamo al museo!, il nuovo progetto di endutainment creato da Kid Pass e promosso dall’associazione Kid Pass Culture, che si svolgerà nel weekend del 15-16-17 novembre.
Tra i principali eventi in programma: a Milano la Veneranda Fabbrica del Duomo propone una lettura interattiva tra opere d’arte e parole, alla GAMeC di Bergamo una lettura animata con albi illustrati alla scoperta dei movimenti artistici del Novecento. A Palazzo Reale di Genova saranno di scena le storie di principi e principesse e una lettura ispirata alle Metamorfosi di Ovidio, a Torino una visita speciale al museo della Basilica di Superga e letture al MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile. A Venezia al Museo Archeologico l’autrice Stella Nosella leggerà il suo nuovo libro della collana Sebastian’s Chroniclesi mentre la Fondazione Querini Stampalia proporrà un’avventura tra mappe e letture che risalgono a più di 400 anni fa.
E ancora, al FICO Eataly World di Bologna, in collaborazione con Mielizia – CONAPI Consorzio Nazionale Apicoltori, all’interno della giostra didattica dell’uomo e degli animali, saranno proposte letture di fiabe speciali sulle api. A Firenze, letture al Museo Galileo e allo Spazio Costanza, in collaborazione con la libreria Cuccumeo. A Roma il Museo Explora invita al bookshop per leggere il libro “Fiabe delle montagne Italiane” di Idalberto Fei. Al Parco Archeologico di Siracusa tre iniziative sulle favole dell’antichità e sulla della filosofia degli antichi greci e a Palermo, a Palazzo Branciforte le avventure dei Pupi siciliani.

‘Pit’ ora cerca fantasmi e emozioni anche al SudParanormal investigation team presenta ‘La casa del pazzo’

NAPOLI11 novembre 201917:20

– Youtubers e ‘cercatori di fantasmi’, Paolo Dematteis e Debora Bedino, 33 e 32 anni, cuneesi, fondatori del PIT (Paranormal Investigation Team), sono alla caccia soprattutto di emozioni, di ‘belle emozioni (che ‘si sentono e non si vedono’), attraverso l’individuazione di ‘entità’. E ora queste ‘entità’ intendono farle venir fuori anche al Sud, a partire da Napoli. Perchè Napoli e molte aree del Meridione sono ricche di storie da raccontare in una dimensione ‘paranormale’ come quella che vorrebbero affrontare per mettersi in contatto con l’entità di Dracula che potrebbe essere presente nel chiostro di Santa Maria La Nova (l’ipotesi, come è noto, è che la tomba del conte Vlad possa essere lì, nel cuore del centro antico della città). Spiegano

in occasione di un ‘firmacopie’ alla Mondadori di Piazza Vanvitelli del loro primo libro ‘La casa del pazzo’ (Sperling & Kupfer), che i primi a essere scettici sono proprio loro: “Noi cerchiamo qualcosa partendo da storie, segnalazioni, racconti popolari.
Intendiamo verificare le ipotesi e le voci con metodo e utilizzando diversi strumenti come il rilevatore di variazioni di campi elettromagnetici, ‘M1’, e lo scansionatore di onde radio, il ‘Black Box’, apparecchio che ha anche la funzione di data base di suoni fonetici”. Scetticismo (“vale sempre il vecchio adagio ‘bisogna aver paura dei vivi non dei morti'”) ma anche paura? “Certo, e tanta” dice Debora come quella che ha avuto nella vicenda ricostruita nel libro.

Musica: da Sting a Bocelli per i 60 del flautista GriminelliIl 20 novembre a Reggio Emilia con Zucchero e Amii Stewart

11 novembre 201917:25

– Il flautista Andrea Griminelli celebra i suoi 60 anni con una parata di stelle in un concerto live il 20 novembre al Palabigi di Reggio Emilia. Insieme a lui artisti come Andrea Bocelli, Sting, Amii Stewart, Sumi Jo, Beppe Carletti, con cui ha condiviso intensi momenti di amore per la musica. Nelle ultime ore si sono aggiunti Zucchero, Renato Zero, Irene Fornaciari, Gheorghe Zamfir. E le sorprese potrebbero non finire qui.
Il palazzetto ha visto esaurire i posti in pochissime ore dalla messa in vendita. Il concerto, non a caso, avverrà nella Giornata Universale dei Diritti dell’Infanzia dell’Onu, celebrata con un coro di voci bianche sul palco, un coro di 50 bambini. Insieme a loro un coro di 150 elementi accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Stradivarius. La serata sarà a sostegno di : Core, Apro, Mire e l’Associazione Sol Azul.
In occasione dei suoi 60 anni, in uscita per Decca Universal, l’ultima incisione discografica di Andrea Griminelli dal titolo “Nessun Dorma”, che raccoglie le più grandi arie d’opera arrangiate per Flauto e Orchestra.

Al via campagna ‘C’è vita, in un libro’ per piccoli lettoriLanciata da Mondadori Store

11 novembre 201918:11

– Voce ai piccoli lettori nella nuova campagna per la promozione del libro e della lettura ‘C’è vita, in un libro. La tua’ lanciata da Mondadori Store.
L’iniziativa del network di librerie del Gruppo Mondadori, giunta alla seconda edizione, vuole valorizzare l’esperienza della lettura attraverso testimonianze autentiche.
” Per noi i lettori sono i migliori portavoce di questo messaggio. Quest’anno abbiamo scelto come protagonisti dell’iniziativa i piccoli lettori di oggi, con l’augurio che possano diventare i grandi lettori di domani” ” spiega Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail.
Nato da un’idea dell’artista Mr. Savethewall, il progetto coinvolge più di 40 bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, intervistati nel corso di due sessioni speciali di Bookshot, brevi shooting video e fotografici condotti dall’artista con la consulenza della psicologa e psicoterapeuta Stefania Andreoli. Ognuno di loro ha raccontato il proprio libro del cuore, dando vita con le parole e la fantasia alle emozioni suscitate dalla lettura. “Nel tempo ho riflettuto sul fatto che se il suggerimento di leggere mi fosse arrivato da un bambino come me, forse sarebbe stato più credibile e convincente ed io avrei guadagnato tempo prezioso.” spiega Mr. Savethewall. “Va in scena lo spettacolo di chi diventano, come pensano e che mondo interno ricco e intenso sviluppano i nostri figli quando diamo loro l’occasione di essere dei lettori” dice la Andreoli. La campagna, on air dal 15 novembre, sarà declinata su quattro soggetti stampa e video di 30” e 60”, e sarà visibile su quotidiani, magazine, web, Facebook, Instagram, Youtube, in tutte le librerie della Mondadori Store e Mondadoristore.it e sugli schermi digitali nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, nei centri commerciali e nei centri urbani. “Si tratta di un progetto molto ambizioso, che ci ha fatto vivere una bellissima esperienza” dice Alessandro Pedrazzini, CEO di Action & Branding.

Bambini Dynamo Camp ‘disegnano’ PostinaZanellato,usati ritagli pelle,beneficenza con asta a Londra

11 novembre 201918:36

– Un’asta di beneficenza a Londra il 14 novembre, per 10 borse, realizzate con l’aiuto di bambini, con ritagli di pelle, come in un gioco. Si concretezza così il progetto che Franco Zanellato, l’imprenditore da 20 anni alla guida di un marchio di pelletteria made in Italy di grande successo, ha deciso di dedicare a Dynamo Camp, l’onlus che offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi, affetti da patologie gravi e croniche. Con sede a Limestre (Pistoia), la struttura è collegata al SeriousFun Children’s Network di camp fondati nel 1988 da Paul Newman e attivi in tutto il mondo.
Proprio i piccoli ospiti del Camp sono stati coinvolti nella realizzazione dei disegni decorativi interni alla borse, partecipando ad un collage su maxi tele 100 x 150 con l’uso di oltre 10.000 tasselli di pelle, in svariate tonalità di colore, tutte ricavate da scarti di taglio. Hanno collaborato anche gli studenti del master in Strategic Design del Poli.

Verso banca digitale per valorizzare manoscritti LeopardiAccordo Università Macerata – Istituto Nazionale Catalogo

MACERATA11 novembre 201919:22

– L’Università di Macerata e l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico hanno stipulato una convenzione triennale di collaborazione scientifica per la catalogazione, metadatazione e digitalizzazione dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi non conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli. L’iniziativa si collega con il progetto di ricerca di Unimc “Biblioteca digitale leopardiana”, con una borsa di dottorato, co-finanziata dalla Regione Marche e dalla Fillippetti spa, patrocinata dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, e con il tutoraggio scientifico della prof. Laura Melosi, direttrice della Cattedra Giacomo Leopardi Unimc. Il lavoro di ricerca procederà in sintonia con l’attività nella Biblioteca Nazionale di Napoli e si avvarrà del software MOL-ManusOnLine. Obiettivo dei lavori la costituzione di una banca dati digitale finalizzata alla valorizzazione dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi.

A Genova l’archivio del Pci, con inedito TogliattiPresidente Fondazione Diesse, anche fogli clandestini L’Unità

GENOVA11 novembre 201921:30

– Nessuna operazione nostalgia e tantomeno il ‘come eravamo’ formato museo: l’archivio della Fondazione Diesse che racconta il Partito comunista genovese è un omaggio alla storia del partito dei lavoratori che a Genova ha avuto grande peso culturale, politico e sociale. Nasce in una sede storica che fu del Pci, quella di via Cantore a Sampierdarena che è stato teatro nel 1921 del primo congresso nazionale della Federazione giovani comunisti italiani, la Fgci.
E contiene reperti storici importanti come un inedito di Palmiro Togliatti che si rivolge ai lavoratori genovesi invocando l’unità della sinistra, alcune lettere di Sandro Pertini, foto d’epoca, i documenti falsi di un partigiano che combatté in Spagna la guerra civile tra repubblicani e franchisti. Ci sono anche alcuni fogli ciclostilati de L’Unità, di quello che diventerà un grande quotidiano: “Allora – ha detto il presidente della Fondazione Diesse Ubaldo Benvenuti – chi fosse stato trovato in possesso di quei fogli sarebbe stato arrestato”.
Tra le cose che saranno esposte, le bandiere rosse con la falce e martello, il simbolo dei lavoratori. Tra queste, la bandiera della sezione di Buranello dedicata a Ernesto Jursé, uno dei partigiani massacrati dai fascisti tra il 14 e il 16 gennaio 1944 nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela’.
L’archivio, che contiene documenti che ripercorrono le trasformazioni del Pci in Pds e Ds, sarà consultabile da chiunque, privati cittadini e studiosi. Con la speranza che chi ha conservato i pezzi di una storia che, volenti o nolenti, appartiene al Paese possa riempire una teca vuota.

Lara Prescott, dietro le quinte di ZivagoIl romanzo d’esordio della scrittrice americana

12 novembre 201909:52

ARA PRESCOTT, NON SIAMO MAI STATI QUI (DEA PLANETA, PP 446, EURO 18,00). E’ andata a cercare i segreti, le parole non dette. Lara Prescott ha scavato dietro le quinte di un capolavoro della letteratura, di un romanzo più forte della censura, che appartiene a un tempo in cui si credeva che i libri potessero cambiare la storia, ‘Il dottor Zivago’ del Premio Nobel Boris Pasternak. E’ nato così ‘Non siamo mai stati qui’ con cui la scrittrice americana esordisce nella narrativa, pubblicato in Italia da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Baffa. Il romanzo è in corso di pubblicazione in 30 paesi e diventerà un film.
“La prima volta ho letto ‘Il dottor Zivago’ al liceo e da allora ogni due anni tornavo a leggerlo ed era sempre un’esperienza diversa. Mi ha accompagnata tutta la vita, ma la scintilla che mi ha spinto a scrivere ‘Non siamo mai stati qui’ è scattata quando mio padre mi ha parlato dei 29 documenti tra circolari e rapporti sulla missione segreta Zivago, resi pubblici dalla Cia nel 2014, da cui si capisce chiaramente come il romanzo sia stato utilizzato come strumento di propaganda, come arma per far cambiare opinione al mondo intero negli anni della Guerra Fredda” spiega la Prescott, 37 anni, che vive a Austin, in Texas, con il marito, è laureata in scienze politiche e ha lavorato a Whashington D.C. come autrice di discorsi politici e poi nella pubblicità.
“Se non avessi letto i documenti secretati non avrei potuto cogliere molti elementi di verità e raccontare la vita delle dattilografe che lavoravano alla sede centrale della Cia, a Whashington. Alcune, come Irina nel libro, muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio. Ma nessuno parla più di loro. In questo libro ho voluto rendere giustizia a queste donne cancellate dalla storia” racconta.
Il romanzo si apre nel 1949 a Mosca quando Olga Ivinskaja, la scrittrice e poetessa russa, amante di Pasternak, che ha ispirato il personaggio di Lara, viene prelevata da casa e sbattuta in una cella. Gli uomini con il completo nero vogliono sapere se Pasternak sta lavorando a un’opera sovversiva, che può gettare cattiva luce sul regime sovietico. Nelle 440 pagine del romanzo i capitoli sull’Est si alternano a quelli dedicati all’Ovest dove troviamo la giovane Irina arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia che cerca di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Zivago in Unione Sovietica sfruttando l’arma più sottovalutata, il potere delle parole. “Mi ha sempre affascinata la capacità che hanno le parole di cambiare il cuore e il pensiero delle persone. Per me è stato così quando ho letto Tony Morrison e tanti altri. E anche se oggi non vengono utilizzate dal governo come strumenti di propaganda hanno sempre un grande impatto sulla vita” sottolinea la scrittrice che, non a caso, ha il nome della protagonista del romanzo di Pasternak.
“E’ stata mia madre a sceglierlo. E’ sempre stata una fan del libro e del film su Zivago del ’65 con Omar Sharif e Julie Christie. I miei genitori sono grandi lettori e appassionati di cinema. Sono cresciuta tra i libri” racconta la Prescott che nel suo libro fa riferimento a “eventi reali romanzati”. “E’ vero – dice – che queste giovani donne muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio, per quanto riguarda l’Ovest.
Mentre per la parte che si rivolge ad Est mi sono basata su fonti primarie. Ho usato come documento principale l’autobiografia di Olga ‘Prigionieri del tempo’ per cogliere gli elementi più veri e l’essenza dell’amore per Boris. Ma la parte più bella della fiction è quella di poter inventare dettagli, dialoghi” spiega la scrittrice che ha lavorato 4 anni a questo libro facendo ampie ricerche di documentazione sulla storia e il capolavoro proibito di Pasternak che fu pubblicato per la prima volta nel 1957 in Italia da Giangiacomo Feltrinelli. “E’ stato una persona straordinaria e coraggiosa.
Giangiacomo Feltrinelli non ha mai ceduto alle pressioni dell’Unione Sovietica che voleva fermare la pubblicazione” sottolinea la scrittrice. “L’Italia è stata anche il primo paese a comprare il mio libro quando gli agenti hanno aperto l’asta” dice la Prescott che collaborerà al film tratto da ‘Non siamo mai stati qui’. “Non scriverò la sceneggiatura, sarò produttrice esecutiva e consulente. Stanno valutando sia il cast, che gli sceneggiatori e il regista. Mi piacerebbe che ci fossero anche attori emergenti. Certo, se dovessi esprimere un desiderio per Olga vedrei bene Nicole Kidman, per Boris l’attore svedese Alexander Skarsgård e per Irina Emily Watson” racconta la scrittrice e annuncia che ‘Non siamo mai stati qui’ potrebbe diventare anche una serie tv.

Le Mans ’66, quando Ford sfidò la Ferrari e vinseCon Christian Bale e Matt Damon. In sala dal 14 novembre

12 novembre 201909:57

‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold, in sala dal 14 novembre con la Fox dopo la premiere di Toronto e alla Festa di Roma e un’anteprima con bolidi d’epoca al Warner Moderno, ti porta dentro la pista e non ti annoia mai nonostante la durata di oltre due ore. Dentro questo sport-movie ad alta velocita’ c’è un pezzo di storia da raccontare alle nuove generazioni: Ford Vs Ferrari.
Siamo negli anni 60 e il marketing della Ford e’ stanco di non avere appeal sul pubblico giovane che vuole la velocita’. Cosi’ Henry Ford 2 si affida all’ex pilota e brillante ingegnere Carroll Shelby (Matt Damon) perche’ progetti un’auto capace di trionfare nell’impresa di vincere alla 24 ore di Le Mans dove il Cavallino Rampante non perde un colpo. Shelby a sua volta chiede aiuto al pilota Ken Miles (Christian Bale), noto per le sue intemperanze ma anche per un fiuto e una competenza eccezionali che, dopo un iniziale scetticismo, accetta la proposta. I due inizieranno a collezionare vittorie in poco tempo dopo la messa a punto della mitica Ford Gt40 che vinse nello stesso anno la 12 ore di Sebring, poi la 24 ore di Daytona e, infine, la fatidica gara di Le Mans del 1966. Ed Enzo Ferrari? E’ interpretato da Remo Girone che mostra tutto il caratteraccio del costruttore di Modena specie quando, rifiutando la proposta d’acquisto della sua fabbrica da parte di Henry Ford, gli dimostra il suo disprezzo e in qualche modo lo sfida. Centrale in questo film, pieno di ritmo e cavalli motore, la lotta tra il corporate thinking della miliardaria Ford e l’artigianato creativo e artistico della Ferrari.
“Con Le Mans ’66 – dice Mangold – volevo fare un film di corse dove le auto non fossero creazioni digitali e dove fossimo davvero sulla pista. Troppi dei nostri film ci fanno addormentare piuttosto che svegliarci e farci pensare alla vita.
Io insomma non voglio anestetizzare il mio pubblico, piuttosto rinuncio a fare film”. E ancora Mangold: “Sono partito da una storia che ho amato subito. Un action movie con tanto di battaglia in pista e una sorprendente serie di eventi che si susseguono. Quel che accade in Le Mans poi non e’ come Rocky, non e’ cosi’ scontato. Eppure in tv – aggiunge – le corse sono spesso noiose. Cosi’ ho cambiato strategia, facendo entrare lo spettatore nell’abitacolo, coinvolgendo chi osserva direttamente nella guida”. E’ stato “bello girare un film interpretando un personaggio universalmente conosciuto come e’ ancora Enzo Ferrari – dice Remo Girone -. Un esempio su tutti per far capire quanto e’ ancora noto. Quando sul set hanno saputo che interpretavo Ferrari non c’e’ stato nessuno che non mi abbia chiesto di fare una foto con lui”. A completare il cast di Le Mans ’66 – La Grande Sfida, Jon Bernthal, Caitriona Balfe, Noah Jupe e Paul Sparks. Il film è tratto dal bestseller Le Mans – La sfida del secolo di A.J. Baime edito in Italia da Sperling & Kupfer.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rai, slittano le nomine, Boccia attacca il canone

12 novembre 201910:13

Nulla di fatto in cda Rai. Le nomine alle direzioni di rete e alle nuove direzioni di genere create dal piano industriale messo a punto dall’ad Fabrizio Salini sono, come previsto, slittate. A far discutere la politica non è solo la girandola di nomi, ma anche la sorte del canone Rai.
“Non penso sia più tollerabile un canone, al tempo della società digitale, interamente assorbito dalla Rai”, afferma il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia. “Serve una riflessione molto seria sulla crisi in atto delle tv locali – afferma -. Hanno assicurato per quasi cinquant’anni pluralismo nei territori e crescita economica di imprese con dimensioni locali. La stessa crisi vissuta nella raccolta pubblicitaria anche dai quotidiani e in generale da chi investe sull’informazione ma poi trova un mercato condizionato dalla raccolta selvaggia delle multinazionali del web e dagli assetti polverosi del vecchio sistema televisivo”.
E proprio in questi giorni il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, membro della Commissione di Vigilanza, ha avviato una petizione su Change.org per la riduzione del canone “finché non sarà ristabilito un vero pluralismo in Rai”, che ha raccolto 20mila firme in tre giorni.
E’ però il tema nomine a scaldare il dibattito politico.
Dopo l’atto di indirizzo della Commissione di Vigilanza sul piano industriale Rai, è attesa a San Macuto un’audizione dell’ad Fabrizio Salini. Dopo quell’appuntamento il capitolo nomine potrebbe sbloccarsi. La prossima riunione del consiglio è in programma il 28 novembre, ma non è escluso che arrivi una convocazione prima se si trovasse un’intesa. A Rai2 è prevista, proprio il 28 novembre, l’uscita per scadenza dell’anno di contratto di Carlo Freccero, che dovrebbe lasciare il posto a Ludovico Di Meo. E c’è chi ritiene possibile che in quell’occasione si proceda solo con pochi interventi, prima di una tornata di nomine più complessiva.
Manca ancora l’accordo sui nomi, ma è l’ipotesi che si intervenga sulle testate ad impensierire i partiti di maggioranza e opposizione. In particolare sul Tg1, dove Antonio Di Bella e Franco Di Mare sarebbero in corsa per sostituire Giuseppe Carboni, e sul Tg3, dove Andrea Montanari potrebbe prendere il posto di Giuseppina Parterniti, destinata alla guida della nuova redazione di Rainews. Stefano Coletta appare, invece, destinato a Rai1 e alla nuova direzione Intrattenimento Day Time.
Nel progetto di Salini sono proprio le nuove direzioni di genere, più che le reti, i veri punti cardine della nuova organizzazione. Confermatissima a Rai Fiction Eleonora Andreatta, circolano i nomi di Mario Orfeo per la direzione Approfondimento e di Maria Pia Ammirati per Rai Doc. Oggi in consiglio di amministrazione c’è stata, intanto, l’audizione di Monica Maggioni che guiderà il nuovo canale inglese della tv pubblica.

Fotografia: Jobs, mostra e giornata di studio nel ReggianoForme e spazi del lavoro nella Quarta rivoluzione industriale

12 novembre 201910:58

– Una mostra collettiva su forme e spazi del lavoro nel tempo della Quarta rivoluzione industriale: è Jobs, in programma dal 17 novembre (inaugura il 16) al 22 dicembre all’Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia). Promosso da Linea di Confine per la fotografia contemporanea, il progetto di ricerca si propone di contribuire a una maggiore conoscenza delle forme e degli spazi assunti dal lavoro negli ultimi decenni e prevede una giornata di studio aperta al pubblico, il 16 novembre e un concorso fotografico under 35. Con la Quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da un forte impulso all’automazione, il lavoro sembra diventato invisibile nei flussi governati dagli algoritmi, ma in realtà ha assunto nuove forme in rapporto alla tecnologia e al territorio, diventato quest’ultimo una vera e propria fabbrica a cielo aperto.La mostra presenta opere prodotte su questo tema da autori e collettivi. Tra loro, Michele Borzoni di Terra Project, con la serie ‘Workforce’, dove la forza lavoro è analizzata in vari contesti lavorativi, dall’Icommerce ai call center, all’impegno di mano d’opera a basso prezzo nei lavori agricoli stagionali (2017); Allegra Martin con la serie ‘I luoghi e i lavori 4.0’ (2017), progetto a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, realizzato in collaborazione con la Fondazione Mast di Bologna; Andrea Paco Mariani, del collettivo SMK VideoFactory, con il video ‘The Harvest’ (2017) realizzato nelle campagne dell’Agro Pontino, dove viene impiegata in lavori agricoli mano d’opera indiana a basso costo; William Guerrieri con la serie ‘Bodies of Work’ (2018), un’indagine sul lavoro e il corpo, in rapporto alla tecnologia, alla Saipem di Marghera e nelle aree circostanti Fincantieri, realizzata per il Comune di Venezia; Andrea Simi, con la serie ‘Poimec’, realizzata su una piccola azienda situata nel Tecnopolo di Moncalieri, in Piemonte, che opera sui mercati internazionali (2019). Esposte anche fotografie provenienti dalla collezione di Linea di Confine.

Teatro: dopo Macbettu Serra rilegge capolavoro di CechovIn prima nazionale a Cagliari “Il giardino dei ciliegi”

CAGLIARI12 novembre 201912:16

– Una sinfonia di voci e suoni per un viaggio tra vita e sogno nella rilettura di Alessandro Serra del capolavoro di Anton Cechov, “Il giardino dei ciliegi”.
In scena in prima nazionale al Teatro Massimo di Cagliari – repliche fino al 16 novembre – ha aperto la stagione del Cedac.
Il visionario spettacolo firmato dal regista del “Macbettu” (Premio Ubu 2017), prodotto da Sardegna Teatro, descrive “la distruzione della bellezza” in nome del progresso e del profitto attraverso le vicende di una nobile famiglia ormai decaduta.
L’ultima opera del grande drammaturgo russo narra la fine di un mondo e le trasformazioni della società nella Russia dell’Ottocento, la crisi dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia in un affresco dove tra futili conversazioni e dissertazioni filosofiche emergono la vacuità e l’inadeguatezza delle classi dominanti. Il giardino dei ciliegi di Alessandro Serra restituisce in un raffinato racconto per quadri, con un linguaggio simbolico ed evocativo, tra dissolvenze cinematografiche e giochi di luci e ombre, lo svolgersi di una silenziosa tragedia e l’incapacità dei protagonisti di agire per impedire la catastrofe. La trama è nota: il ritorno dalla Francia di Ljubov’ Andreevna Ranevskaja, un tempo ricca proprietaria terriera, coincide con la messa all’asta del prezioso giardino. Vani i tentativi d’impedire la vendita, che anzi si risolverà in favore di Lopachin, il mercante, figlio di un servo, in una sorta di giustizia sociale. Nel cast Arianna Aloi, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Marta Cortellazzo Wiel, Massimiliano Donato, Chiara Michelini, Felice Montervino, Fabio Monti, Massimiliano Poli, Valentina Sperlì, Bruno Stori, Petra Valentini.
Una versione inedita e magica del capolavoro di Cechov che “si apre e si chiude in una stanza speciale, ancora oggi chiamata stanza dei bambini”, spiega il regista.

Apre BookCity, a Milano è festa di inclusione con i libri13-17/11 con 1600 eventi, 300 luoghi, 3000 autori, focus Africa

12 novembre 201918:39

Perdersi e ritrovarsi nei libri e nelle parole condivise, nel contesto di partecipazione di una città intera, aperta e inclusiva in ogni suo quartiere, dagli spazi pubblici alle case private, dalle librerie ai musei, perfino nei tram e nelle palestre: torna a Milano dal 13 al 17 novembre BookCity, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura, giunta all’ottava edizione. Anche quest’anno BookCity sarà un momento di grande festa – per gli autori e gli editori, ma soprattutto per i lettori – e insieme un’occasione per riflettere sul valore della condivisione, del confronto tra idee diverse e della conoscenza attraverso un menu vario e accattivante, dai numeri esorbitanti: in 5 giorni sono in programma quasi 1600 eventi gratuiti (tra incontri, reading, laboratori e mostre) che coinvolgeranno oltre 3000 autori in circa 300 luoghi diversi, 1400 classi di scuole e 400 volontari.
Promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Milano e dall’Associazione Bookcity Milano, costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la manifestazione ha la particolarità di essere diffusa a macchia d’olio nei luoghi simbolo della città ma anche in quelli minori e perfino privati: gli eventi si svolgeranno “al Castello Sforzesco, nei teatri e nei musei milanesi, in tutte le università, in vari enti culturali, nelle librerie, nelle scuole e nelle abitazioni: ogni anno riceviamo e sollecitiamo proposte dagli editori, ma sono tantissimi i soggetti che ci chiedono di partecipare spontaneamente”, spiega oggi Piergaetano Marchetti, presidente Associazione BookCity Milano alla presentazione a Roma della manifestazione, “BookCity non è una fiera con gli stand ma è un modo per sviluppare la capacità di parlare con le persone di vari temi, anche piccoli, con un approccio aperto e inclusivo”.
E di inclusione si parlerà per tutta la durata di questo grande appuntamento: non solo con un approccio che guarda al territorio (nessun quartiere viene considerato periferico, perché tutta la città è “attivata”), ma allargando lo sguardo al mondo.
Quest’anno per la prima volta è presente un focus tematico, dedicato alle Afriche, perché tante sono le realtà ancora poco conosciute di un continente spesso osservato con la lente del pregiudizio o dell’assistenzialismo: a parlarne saranno il premio Nobel Wole Soyinka, la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie e Leonora Miano, accanto a tanti protagonisti di oltre 130 eventi. Si conferma dunque la vocazione internazionale di BookCity, nel corso della quale (proprio nella serata inaugurale del 13 novembre dal titolo “Convivenze”, con Paolo Giordano e Michela Marzano) il sindaco di Milano Sala consegnerà al romanziere basco Fernando Aramburu il Sigillo della Città, e che vedrà la partecipazione di numerosi autori stranieri, tra cui il premio nobel Svjatlana Aleksievic, gli scrittori Cees Nooteboom, Gilles Kepel, Amin Maalouf, ma anche (nell’ambito del progetto “The Friendship Tour”) di 4 star della letteratura britannica, Ken Follett, Lee Child, Jojo Moyes e Kate Moss, in città per raccontare il loro rapporto con la cultura europea nell’era della Brexit. Inoltre, nel progetto Barcellona-Milano, le due città Unesco Creative Cities for Literature lavorano in sinergia per portare alla manifestazione milanese la scena letteraria ed editoriale catalana. La serata conclusiva si svolgerà invece al Teatro dell’Arte, con il concerto “Goethe/Schubert/Beethoven. Parole e Musica” della Filarmonica di Milano.
“BookCity è una piattaforma che accoglie sollecitazioni e contenuti dal basso”, afferma Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, “massime la diffusione e la partecipazione: non ci sarà un solo quartiere non attivato, da Quarto Oggiaro a Giambellino, anche per abbattere ogni pregiudizio verso le periferie. Ma non sarà tanto un modo per promuovere i libri e gli autori, quanto la bellezza della condivisione dell’esperienza della lettura”.

Arte: Torino, a Palazzo Madama 130 opere raccontano MantegnaDal 12/12 mostra con i capolavori del Rinascimento italiano

TORINO12 novembre 201915:47

– Il percorso artistico di Mantegna, una delle più importanti firme del Rinascimento italiano, in 130 opere, sue e di altri protagonisti dell’epoca, a Palazzo Madama di Torino, dal 12 dicembre al 4 maggio 2020. Dipinti, disegni e stampe dell’artista per decenni alla corte dei Gonzaga, bronzetti, sculture, lettere autografe saranno raccolti nelle sale monumentali, con un percorso preceduto da un’installazione multimediale, dove i visitatori in un video di 15′ potranno vedere, a 270 gradi, opere di Mantegna che, per la loro natura o il delicato stato di conservazione, non possono essere spostate.
I capolavori in mostra a Palazzo Madama sono prestate da musei e altre istituzioni culturali in Italia e a all’estero, tra cui The National Gallery di Londra, Metropolitan Museum di New York, Musée Jacquemart-Andrè di Parigi. La mostra ha un budget di 2 milioni di euro; è promossa da Fondazione Torino Musei e Intesa Sanpaolo e organizzata da Civita, con il contributo, per la comunicazione, della Camera di Commercio.

A Brescia l’attivista curda Zehra DoganOpere create in carcere al centro ‘Avremo anche giorni migliori’

MILANO12 novembre 201916:10

– Sono state tutte create in carcere, dove è stata rinchiusa per 2 anni, nove mesi e 22 giorni con l’accusa di propaganda terrorista per aver postato su Twitter un acquarello tratto da una foto scattata da da un soldato turco, le opere di ‘Avremo anche giorni migliori’, la prima mostra italiana dedicata a Zehra Dogan, artista e attivista curda, fondatrice dell’agenzia giornalistica femminista curda “Jinha”, che aprirà il 16 novembre al Museo di Santa Giulia a Brescia.
Il percorso espositivo riunisce circa 60 opere inedite, tra disegni, dipinti e lavori a tecnica mista, che interessano tutto il periodo della detenzione dell’artista, cui Banksy ha dedicato il più ambito dei muri di Manhattan, il Bowery Wall, con un’opera che la raffigura dietro le sbarre, mentre impugna una matita. Attivista femminista, tra i primi giornalisti ad avere raccolto le testimonianze delle Yazide scampate all’ISIS, Dogan dedica alla rappresentazione della donna la parte più vasta della sua produzione.

Chanel porta a Milano in Goude we trust30 anni di collaborazione, da Vanessa Paradis a saga Chance

12 novembre 201916:12

– “La personalità di Coco Chanel è così viva nel mio inconscio che mi sembra che lei sia sempre presente e che io stia lavorando per il suo spirito. ecco svelato il motivo per il quale appare così spesso nelle mie foto, è così naturale per me” dice Jean Paul Goude, autore e curatore della mostra ‘In Goude We Trust!’, presentata da Chanel, che apre il 15 Novembre a Palazzo Giureconsulti.
Il creativo francese, classe 1940, collabora da 30 anni con Chanel e proprio il suo lavoro per la celebre maison apre la mostra milanese, con i film Égoïste del 1990 e Coco del 1992, nel quale Vanessa Paradis interpreta un uccellino. Un mini-teatro integrato nella galleria presenta So Far So Goude, un film di 90 minuti che offre una panoramica delle ispirazioni e della carriera di Jean-Paul Goude: l’infanzia in Francia, le collaborazioni con la rivista Esquire a New York, il rapporto con Grace Jones, l’incontro con Vanessa Paradis, scelta appena diciottenne nel 1992 per la campagna della fragranza Coco.

Leggenda batteria Steve Gadd a FabrianoIl 30/11 chiude 6/o FabriJazz. Concerti, lezioni e jam session

FABRIANO (ANCONA)12 novembre 201916:17

– Steve Gadd, leggendario batterista che ha prestato la sua tecnica ed il suo feeling a giganti del calibro di Eric Clapton, James Taylor, Chick Corea, Michel Petrucciani, Paul McCartney, Pino Daniele e tanti altri ancora, terrà un concerto al teatro Gentile di Fabriano (Ancona) il 30 novembre alle 21.30. L’esibizione dello Steve Gadd trio, è l’ultimo grande evento per il 2019 nell’ambito del FabriJazz promosso dall’Associazione Fabriano Pro Musica e dal Comune.
Il 28 e 29 novembre, il batterista di Elio e Le Storie Tese, Christian Meyer, terrà due lezioni a Fabriano e Camerino (Macerata): il 28 novembre nell’auditorium della “Marco Polo” organizzato da Fpm ed offerto dal Comune. Il giorno successivo sarà ospite del Comprensivo “Betti”. Con il concerto di Gadd calerà il sipario su FabriJazz 2019: la sesta edizione ha visto aumentare del 40% gli iscritti alle lezioni e concerti sold out ai Giardini del Poio. Apprezzate e partecipate anche le tante jam session in locali del centro storico.

Cnmi pubblica linee guida influencerRegole attuali poco gestibili, aprire dialogo con istituzioni

12 novembre 201916:19

– E’ tra i maggiori utilizzatori dell’influencer marketing, ma il settore della moda ha caratteristiche tali che le regole applicabili in altri campi sono poco gestibili nel mondo del fashion: così Camera Nazionale della Moda Italiana spiega perché ha dato vita a un tavolo di lavoro da cui sono nate le “Linee guida influencer”, elaborate con il supporto degli avvocati Ida Palombella e Federica Caretta di Deloitte Legal – Studio Associato.
Il documento è stato elaborato “con lo scopo di riassumere le best practices attualmente adottate dai brand del settore” ed è “finalizzato ad aprire un dialogo con le istituzioni, anche in vista dell’emanazione di futuri eventuali provvedimenti legislativi in materia, ma anche con i social network maggiormente interessati e gli influencer o loro rappresentanti”.

Musica: rifiuti e scarti diventano strumenti musicaliIn mani 80 ragazzi dell’I.C. Di Capua di Castellammare di Stabia

APOLI12 novembre 201916:27

– Musica ed Ecologia unite nel progetto “Suoniamo la città” finanziato da MiBACT e di SIAE e realizzato in una scuola del napoletano dai musicisti Elisabetta Ferraro e Maurizio Capone. Barattoli, lattine, bidoni, elastici, materiale elettrico e ferroso, tutto diventa suono, ritmo, armonia, musica nelle mani di ottanta ragazzi dell’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua di Castellammare di Stabia, retto dalla preside Rosa Vitale, che, per la qualità e la particolarità della proposta artistica, si è aggiudicato l’importante riconoscimento nazionale proposto dal bando pubblico “Per Chi Crea”. Otto mesi di attività per costruire, insieme ai musicisti docenti Rosario Minetti, Antonio Del Prete, Lucio Miele, un percorso di formazione artistica, ma anche di educazione civica, che parte dalla trasformazione di oggetti d’uso comune e rifiuti solidi urbani in strumenti musicali per arrivare alla costituzione di una vera e propria orchestra e alla messa in scena di una serie di spettacoli realizzati e programmati.

I lupi di Ruowang a Napoli, è la natura che si ribella all’uomoMonumentale installazione ‘Wolves coming’ in piazza Municipio

NAPOLI12 novembre 201917:33

– I cento grossi lupi di metallo di Liu Ruowang ‘invadono’ piazza Municipio a Napoli assediando la statua di un guerriero. E’ la monumentale installazione dell’artista cinese Liu Rouwang che inscena in maniera allegorica la ribellione della natura alle devastazioni dell’uomo.
Ogni elemento dell’opera ‘Wolves coming’ pesa quasi tre quintali ed è stata così ideata per offrire momenti di interazione con i passanti che, nonostante vento e pioggia, hanno già cominciato a ‘cavalcare’ e a farsi selfie con i lupi.
L’installazione è stata curata da Matteo Lorenzelli della galleria milanese Lorenzelli Arte, con la collaborazione di Milot e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli resterà in piazza fino al 31 marzo 2020.

Frozen 2, il futuro è donna e non si arrendeIn sala film Disney con voci di Rossi, Brignano e Sangiorgi

13 novembre 201909:30

Si fa presto a dire “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle” e a liquidare il tutto dicendo che, dopo sette anni, arriva in sala dal 27 novembre il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee (ora direttrice creativa della Walt Disney Animation dopo le dimissioni di John Lasseter). In realtà oggi alla conferenza stampa di questo film di animazione si è parlato davvero di tutto, come non accade neppure per i film d’autore: futuro, passato, amore, figli, omosessualità, mondo femminile e rispetto della natura. E tutto nel segno di “il futuro è donna” e del non arrendersi mai. Presenti all’incontro, oltre ai registi, il produttore Peter Del Vecho, l’attrice-cantante Serena Rossi (che dà la voce alla principessa Anna), Enrico Brignano, che presta ancora una volta la voce a Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi autore de Nell’Ignoto che si sente nei titoli di coda. Questa la storia. Sono trascorsi tre anni da Frozen – Il Regno di Ghiaccio e la cittadina di Arendelle sembra aver trovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri di ghiaccio, mentre la sorella Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore. Ora mentre le due sorelle, il pupazzo di neve Olaf, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando, Elsa viene distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta. Una voce angelica che non smette di tormentarla per giorni e giorni. Così per capire da dove viene quella voce la principessa di Arendelle, Anna, insieme ad Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un nuovo regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile potere.
“Nel primo Frozen – spiega il regista Buck – abbiamo sviluppato i personaggi mentre in questo secondo atto ci siamo divertiti a fare un po’ un musical di Broadway. In questo tipo di film – aggiunge poi – è normale inserire il mondo che ci circonda con la giusta attenzione: sappiamo bene del potere di queste opere sui giovani che le vedono ossessivamente più di una volta”.
“Lo spirito di non arrendersi mai e dell’amore che vince su tutto è certo qualcosa che vogliamo si percepisca in questo film”, dice invece la Lee che glissa però sulla domanda su cosa si prova ad aver preso il posto del mito Lasseter. Sull’eventualità poi di far declinare questa storia di sorellanza in qualcosa a sfondo omosessuale, spiega Lee : “Abbiamo pensato che Elsa non fosse ancora pronta per questo e così ci siamo concentrati sulla sorella”.
Sul fronte voci italiane, Serena Rossi è felice di aver dato la sua alla principessa Anna: “Ho molto amato raccontare la storia di queste due piccole donne e avuto anche voglia di avere un altro figlio e chiamare mia sorella tutti i giorni. E non nascondo – conclude – che ho pianto tantissimo in sala doppiaggio”. “La cosa che più mi ha sconvolto è che non potevo immaginare il lato emozionale di mia figlia Martina – dice Brignano -. Adesso cerca continuamente su Google la voce Olaf e poi sta tutto il giorno a cantare le canzoni del pupazzo di neve”.
Anche per Sangiorgi, è l’orgoglio paterno a prevalere: “Quando crescerà Stellina potrà essere orgogliosa e dire: mio padre lavora per la Disney”.

Gianna Nannini, amore sì ma non sdolcinatoEsce ‘La differenza’, 10 inediti in presa diretta da Nashville

12 novembre 201918:35

C’e’ anche un messaggio rivolto al tempo che passa e in particolare per le donne, nell’ultimo album di Gianna Nannini ‘La differenza’. “Dicono ‘tu dopo i 30 anni non puoi più fare rock perché le donne invecchiano e non le c…ga più nessuno -. ha scherzato oggi – Invece ho dimostrato che sono molto viva soprattutto dopo i 50″.
Cappello in testa, jeans, stivaletti, blusa, Gianna Nannini, 63 anni, sempre diretta ma piena di entusiasmo ha presentato oggi a Milano il suo ultimo album fatto ascoltare in anteprima ai giornalisti con un vinile su un giradischi. Questa è la prima caratteristica che fa la differenza del suo ultimo lavoro, come ha spiegato la stessa artista, in un periodo in cui tutto è affidato al digitale. ”Ho voluto un live in studio, un disco registrato in presa diretta ma con le tecniche di oggi – ha raccontato – senza campionatura e senza overdubus, il metodo in cui si registra uno strumento alla volta”.
Per raggiungere questo è andata a Nashville (”dove non conoscevo né mi conosceva nessuno”) nel Blackbird Studio di John Mc Bride, e nel Tennessee ha trovato il suono che voleva, ”il suono rock nuovo, mio e con la mia identità”. Così è nato l’album, a due anni dall’ultimo, prodotto dalla Sony, in uscita venerdì 15 novembre. Musica registrata in America, riscoprendo che nelle sue radici ”c’e’ sempre stato un sangue bianco-nero”, i testi invece sono stati interamente composti in uno studio Londra.
Una ‘stanza tutta per me’ a Gloucester Road (è anche il titolo di una canzone) che si è cercata quando ha capito che in casa non riusciva a concentrasi con una bimba di 10 anni, la figlia Penelope, che ogni tanto correva da lei e le diceva ‘mamma quando smetti di cantare?”.
“Io non sono una rap ma cercavo un linguaggio molto più diretto e così l’ho trovato – ha spiegato – Ognuno ha il suo blues e il mio nasce dalla cultura popolare”.
Dieci i brani inediti, storie che parlano soprattutto d’amore.
“In realtà sono tutti conflitti d’amore, è un amore incazzato non sdolcinato, noi i meccanismi tossici li creiamo già tra le persone, parte da lì il problema ambientale non perchè ci bombardano di bombe chimiche”.
“Questo è un disco sulle differenze, tutte le differenze che incontri nei rapporti con gli altri perché siamo così diversi che non si riesce ad andare mai d’accordo, ma io non ho paura di guardare, amare, abbracciare chi sa fare la differenza, vorrei riuscire ad abbattere i muri mentali, nelle relazioni con gli altri, cerco di capire la differenza invece di colpevolizzare qualcuno per le sue opinioni diverse bisogna accettarlo proprio per questo”. Insomma ‘il mio è un messaggio – ha aggiunto -fai tu la differenza’. “E qui veniamo fuori anche noi, la musica italiana – ha detto ancora – il nostro Made in Italy ha bisogno di fare la differenza”.
Nel 2020 Gianna, che ha appena ricevuto il Premio Tenco 2019 e tra un paio di giorni sarà ospite a X Factor con il singolo da Berlino, sarà impegnata in un tour europeo in debutto a Londra il 15 maggio. Unica data italiana il 30 maggio allo Stadio Artemio Franchi a Firenze, dove l’artista senese si esibirà per la prima volta.

Arriva Disney+, e si apre la guerra dello streamingLa nuova app di Topolino su dispositivi mobili e smart tv

NEW YORK12 novembre 201918:36

Topolino va in streaming. Walt Disney lancia l’attesa Disney+ e apre una nuova era per l’intrattenimento dei suoi fan. Forte di migliaia di titoli di successo, da The Avengers a Toy Syory, dai Simpsons a X-Men, Topolino punta a strappare a Netflix e alle rivali fasce di mercato anche a grazie a un prezzo competitivo: negli Stati Uniti l’abbonamento costa 6,99 dollari al mese, circa la metà dei 12,99 dollari mensili chiesti da Netflix.
Disney+ – disponibile per ora negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi, arriverà in Italia nel marzo del 2020 – è un “momento storico per la nostra azienda e segna una nuova era di innovazione e creatività” dice l’amministratore delegato Robert Iger. “Disney+ offre un’eccezionale esperienza di intrattenimento: il nostro archivio di amatissimi film, serie tv e contenuti originali esclusivi di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars e National Geographic” aggiunge Iger. Con Disney+ Topolino amplia la sua offerta via streaming, finora concentrata su Hulu che continuerà con la sua proiezione e la sua offerta di film destinati a un pubblico adulto o ritenuti troppo ‘rischiosi’ per le tipiche famiglie che accedono ai contenuti di Walt Disney.
Senza interruzioni pubblicitarie, Disney+ è disponibile su varie piattaforme – da Apple a Google, da Amazon a Roku – e consente di impostare profili dedicati per i più piccoli in modo che accedano solo ai contenuti adatti alla loro età.
La discesa in campo di Walt Disney accende la guerra dello streaming, che vede i maggiori colossi della tv e del cinema a caccia di un nuovo pubblico per motivi però diversi. Disney e Warner Media di At&t puntano a reinventare le loro attività core a fronte della fuga dei consumatovi dalla tv tradizionale. Per loro quindi lo streaming è una tassello importante per restare redditizi e crescere. Per Apple, che ha lanciato il suo servizio in streaming agli inizi di novembre, si tratta di un ampliamento dell’offerta e di un ‘esperimento’, secondo alcuni analisti, che può anche fallire senza causare danni alla società. Apple comunque ha dalla sua parte un potenziale vasto pubblico, ovvero i 900 milioni di persone che hanno un iPhone. Per Comcast si tratta invece di non rinunciare all’identità di tv via cavo: Peacock, atteso nel 2020, sarà gratuito ma con limitata pubblicità per i clienti di Comcast. Un approccio quindi per non abbandonare del tutto la tv via cavo ma cercare di ampliare il pubblico e posizionarsi di fronte alla fuga dal tradizionale piccolo schermo. C’è poi l’atteso servizi di HBO Max, che arriverà nel 2020 e che grazie ai suoi titoli e alla capacità di creare contenuti originali di successo fa tremare i rivali.
Sopra a tutti, al momento, c’è Netflix, padrone incontrastato del settore ma quello che dalla concorrenza ha più da perdere.

Sergio Castellitto artigiano in Pezzi UniciSu Rai1 da domenica con Panariello, di Cinzia Th Torrini

FIRENZE13 novembre 201909:29

“Ci tenevo a dar luce a questo mondo che per secoli si è tramandato di padre in figlio.
Attirare l’attenzione su una realtà che è sotto la minaccia di scomparire. E mostrare ad un pubblico più giovane che esiste un’alternativa,ma soprattutto che il lavoro c’è”.
La regista Cinzia Th Torrini ha spiegato nel corso della presentazione nell’Antico setificio di Firenze (dove sono state girate alcune scene) come è nata la sua idea di girare la fiction Pezzi Unici, in onda su Rai1 da domenica 17 novembre in sei prime serate e che vede protagonista Sergio Castellitto nel ruolo di Vanni un artigiano maestro di intaglio e restauratore e Giorgio Panariello in quello del suo amico e vicino di bottega fabbro. Vanni è un uomo che ha perso suo figlio e che indaga su quello che è davvero successo. Un uomo che vede nell’arte l’unica via della riabilitazione per altri ragazzi che, come suo figlio, hanno smarrito la retta via. Oltre a Castellitto (che ha terminato le riprese del suo film come regista e protagonista Il Materiale Emotivo, titolo provvisorio in post-produzione ndr), troveremo anche un più che convincente Giorgio Panariello in un ruolo per lui sicuramente inedito. Alla proiezione, a cui erano presenti la regista e il cast della fiction oltre a diverse istituzioni compreso il sindaco di Firenze Dario Nardella, la direttrice Rai Fiction, Eleonora Andreatta, ha detto: “Noi portiamo la fiction in una bottega artigiana”.
Questa – ha detto Castellitto – è la vera eccellenza. Il mio personaggio, Vanni, offre una possibilità a 5 ragazzi difficili offre una chance anche a se stesso. La condizione del fallito può offrirti l’occasione di costruire personaggi bellissimi.
L’attore è un artigiano: noi “facciamo” i film, e in fondo anche l’attore racconta una storia attraverso la recitazione. Il gesto che facciamo di più è sfiorare gli iPhone… Non tocchiamo più e con le mani, si possono fare tante cose. Vanni è un uomo che tocca”.
“Nei panni di Vanni, il falegname Sergio Castellitto è davvero un ‘pezzo unico’, come lo sono i suoi cinque giovani allievi dal passato difficile, e pure Giorgio Panariello che interpreta Marcello, fabbro un po’ bonario che aiuta l’amico nelle difficoltà. E’ vedovo da molto tempo e ha cresciuto da solo l’unica figlia che però adesso è adolescente e gli renderà la vita complicata innamorandosi dell’uomo sbagliato.La storia, coprodotta da Rai Fiction, Indiana Production e Cassiopea Film Production, è ambientata nel mondo dell’artigianato toscano. Una vicenda che si colora di giallo per la trama che attraversa le sei puntate, che ricostruisce poco a poco la morte del figlio di Castellitto avvenuta anni prima. Suicida, almeno così sembra. E poi ci sono le tinte più accese che raccontano il passato difficile dei cinque “pezzi unici”, che sono ragazzi con una vita complicata alle spalle. E ancora, la funzione “salvifica” del lavoro manuale: nell’insegnare loro il mestiere della falegnameria, Vanni in realtà insegna a questi ragazzi a tornare alla vita. Che poi è quello che riesce a fare lui stesso dopo il lutto, ritrovandosi con cinque nuovi figli e una sorta di nuova famiglia. Nel cast anche Irene Ferri nelle vesti dell’assistente sociale responsabile della casa famiglia dove vivono i ragazzi tutti con storie difficili alla spalle (chi ha commesso un reato, è tossico, non ha una famiglia) e ciascuno ha un sogno.
Per questi giovani, in bilico fra speranza e dannazione, la differenza può farla un corso di artigianato, quello che Lorenzo aveva avviato e che Vanni, per superare il senso di colpa nei confronti del figlio (sa che se si è perso è anche colpa sua), decide di proseguire.
Vanni è un uomo ferito, dai modi burberi ma con qualcosa di autentico da trasmettere, è un maestro di artigianato e di vita che riesce nell’impresa più grande: tirare fuori il talento nascosto di ciascuno dei suoi improbabili allievi.
Ogni episodio concentrerà i sospetti di Vanni su uno dei “Pezzi Unici” svelando, attraverso un uso sistematico del flashback, il dramma personale vissuto dal ragazzo protagonista della puntata e il pezzetto di verità che detiene sulla morte sospetta di Lorenzo.
L’artigianato artistico è un’arena tanto inedita quanto affascinante: a Firenze le botteghe artigiane affondano le radici nella storia. E nelle immagini c’è sempre lei, Firenze, perfetta sintesi di identità italiana e appeal internazionale.
Nel Cast Fabrizia Sacchi (moglie di Vanni che lo ha lasciato dopo la morte del figlio), Marco Cocci, il cognato, e con la partecipazione di Giulio Berruti e Loretta Goggi.

Venezia: Franceschini, ispettori a S.Marco per verifichePronti fondi richiesti da soprintendenza

12 novembre 201918:51

– “Attendiamo gli esiti del sopralluogo degli ispettori del ministero – che avverrà non appena l’attuale fenomeno di acqua alta sarà terminato – ma siamo pronti a finanziare quanto richiesto lo scorso anno dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna per la tutela della Basilica di San Marco”. Così il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini.

Fiorello arriva su Raiplay e con pupazzo Mollica va al topDal 13 novembre in esclusiva sulla piattaforma Rai

12 novembre 201918:54

– Vincenzo Mollica, il giornalista che presta la voce al divertente, ironico e cinico pupazzo dal dissacrante linguaggio giovanile che accompagna Fiorello in Viva RaiPlay! (che da l 13 novembre andrà in onda in esclusiva su RaiPlay dalle 20 e 35 il mercoledì, giovedì e venerdì) è diventato in pochissimi giorni un personaggio cult dei social.
I numeri sono da capogiro: secondo le rilevazioni Nielsen il post pubblicato il 9 novembre scorso sugli account Instagram di Fiorello e Viva RaiPlay! ha generato 35mila interazioni. A spopolare, soprattutto, un duetto tra Fiorello e Mollica sulla musica trap. Non solo: il pubblico di twitter cerca addirittura di capire se il pupazzo si trovi in vendita nei negozi di giocattoli come regalo di Natale. Lo storico volto del Tg1, coinvolto da Fiorello nella nuova avventura, ‘spacca’ e condisce la sua parlata di giovanilismi tipici del linguaggio televisivo contemporaneo. Una partecipazione al programma a cui Mollica presta la sua voce squillante, che, puntata dopo puntata, è diventato via via più dissacrante e sferzante.

Molestie, Andrea Bocelli difende Domingo”Assurdo negare teatri prima di aver verificato le accuse”

MIAMI (USA)13 novembre 201908:41

Il tenore Andrea Bocelli difende fermamente la leggenda dell’opera Placido Domingo, definendo “assurdo” che teatri abbiano annullato le esibizioni della star per accuse di molestie sessuali prima che siano completamente investigate.

“Sono ancora sconvolto da quello che è successo a questo incredibile artista”, ha detto Bocelli. “Non capisco: domani una signora può semplicemente venire e dire ‘Bocelli mi ha molestato 10 anni fa’ e da quel giorno in poi nessuno vuole più cantare con me e i teatri d’opera non mi chiamano più; è assurdo”. Secondo Bocelli inoltre, le persone dovrebbero distinguere tra “la moralità delle figure pubbliche e la loro arte e abilità”.

‘The Report’ la tortura in Usa dopo l’11/11In sala film Amazon di Burns con Adam Driver e la Bening

10 novembre 201916:30

– Le immagini forti ci sono e sono quelle delle torture di ultima generazione: Waterboarding, acqua gelata, incatenamenti, musica heavy metal ad alto volume, privazione del sonno e seppellimento in una cassa piena di insetti. D’altronde ‘The Report’ di Scott Z. Burns, film Amazon in sala il 18, 19 e 20 novembre distribuito da QMI (e poi su Amazon Prime Video dal 29), racconta la storia di un portaborse, idealista quanto basta, che ha svelato il programma di torture che la Cia aveva applicato a 119 detenuti arrestati dopo l’11 settembre. Un programma declinato alla totale sottomissione, umiliazione e dipendenza psicologica dei torturati.
Eroe del film Daniel J. Jones (Adam Driver) un uomo che per sette anni in un buio scantinato ha lavorato, insieme a una piccola squadra, a un rapporto sulla tortura commissionatogli da un gruppo di senatori capitanati dalla democratica Dianne Feinstein (Annette Bening). In tutto 525 pagine, riassunto di un fascicolo ben più grande (6700 pagine), a tutt’oggi secretato, sul controverso programma Cia creato da due psicologi, James Mitchell e Bruce Jessen, senza nessuna esperienza reale di interrogatori, ma per il quale hanno ottenuto un contratto da 80 milioni di dollari.

De Sica, horror-comedy con omaggio a papà’Sono solo fantasmi’ con Buccirosso e Tognazzi

12 novembre 201912:16

‘Sono solo fantasmi’ di Christian De Sica, in sala dal 14 novembre distribuito da Medusa in oltre 400 copie, è uno strano film che mescola horror, commedia e amarcord. Ed è un chiaro omaggio al grande Vittorio De Sica che nel finale compare anche nei panni di un Christian sempre più simile a lui. Non finisce qui, perché tra i protagonisti c’è anche un figlio d’arte non da poco, come Gian Marco Tognazzi, a cui viene affidato, non a caso, il nome del padre, Ugo.
Questa la storia del film che nelle parti horror è davvero da paura. Thomas (De Sica), mago in bolletta, e  Carlo (Carlo Buccirosso), napoletano altrettanto sfigato con moglie e suocero settentrionali che lo disprezzano, sono due fratellastri che si rincontrano a Napoli per la morte del padre Vittorio, giocatore incallito e donnaiolo (di nome e di fatto identico al padre vero di Christian). Qui i due scoprono di avere un terzo fratello,  Ugo (Tognazzi) visibilmente autistico.
L’eredità agognata dai tre sfuma subito a causa dei debiti del padre, e così i fratelli in bolletta si inventano un lavoro: mettere su una ditta di ‘acchiappa fantasmi’.
Tutto sembra andare per il meglio fino a quando lo spirito del padre Vittorio s’impossessa del corpo di Carlo e i tre risvegliano il fantasma della Janara, temibile strega che vuole dare fuoco a Napoli “In realtà volevo fare un remake di ‘Oscar insanguinato’ con me e Boldi intenzionati ad uccidere la Detassis e tutti i critici che non ci hanno dato mai grandi soddisfazioni – dice scherzando De Sica -. Ma poi ho diretto questo mio nono film da regista con tutte le difficoltà nel mescolare commedia e horror. E in questo devo dire grazie a mio figlio Brando che è un vero esperto del genere”. I tratti biografici del film? “Certo che ci sono, come la passione per il gioco, l’eredità complicata e l’essere donnaiolo. Ogni tanto arrivava una telefonata a casa con qualcuno che diceva di essere mio fratello o sorella. Certo che è un omaggio a mio padre – aggiunge – da qui anche l’ispirazione di mettere insieme tre fratelli con madri diverse. Ma mio padre, a parte tante cose, alla fine era un genio. Il vero omaggio a lui sarebbe riuscire a fare finalmente il film La porta del cielo, con la bella storia d’amore tra mio padre e mia madre.
Oggi sono troppo vecchio per interpretare mio padre a 45 anni, ma sarebbe bello fare questo film o con Indiana o con Netflix”.
Ancora De Sica: “Questo è un paese che dimentica troppo facilmente e così ogniqualvolta si parla di mio padre sono felice. L’ho perso a 23 anni e devo dire che mi manca tanto.
Anche lavorando con Gian Marco ho visto che cita il padre almeno tre volte al giorno, ma io e lui abbiamo un vantaggio: se abbiamo nostalgia dei nostri padri possiamo comunque vedere un loro film”.
Gli fa eco Tognazzi: “Credo che in questo film anche per il nome che porto, Ugo, ci sia stato un vero e proprio transfer. E penso proprio che i nostri padri ci abbiano protetto”.

Nuove accuse a Polanski fermano promozione francese di J’accuseDisagio in Francia a pochi giorni da uscita film

PARIGI12 novembre 201915:37

– Disagio in Francia dopo le accuse di stupro mosse da Valentine Monnier contro il regista ottantaseienne Roman Polanski, a due giorni dall’uscita del film ‘J’accuse’ a Parigi e nei cinema d’Oltralpe. L’attore protagonista del film premiato al Festival di Venezia, Jean Dujardin, ha annullato l’intervista prevista ieri sera al telegiornale delle 20 su TF1. Mentre radio France Inter ha fatto sapere che Emmanuelle Seigner, la moglie del regista anch’essa nel cast del film sull’affaire Dreyfus, ha annullato la sua presenza alla trasmissione ‘Boomerang’ prevista oggi.
Cancellati, tra l’altro, i programmi ‘Pop pop pop’ e ‘C à vous’ registrati rispettivamente per radio France Inter e la tv France 5. In entrambi, un altro attore di ‘J’accuse’, Louis Garrel, era stato invitato a promuovere la pellicola ma visti i recenti sviluppi si è preferito soprassedere. Il caso Polanski sembra imbarazzare il cinema francese, rimasto in questi ultimi giorni piuttosto silenzioso. Un atteggiamento in contrasto con i numerosi messaggi di sostegno rivolti invece, la settimana scorsa, all’attrice Adèle Haenel che ha accusato di violenze sessuali un altro regista, Christophe Ruggia, ai tempi in cui era minorenne. Dopo le accuse di Haenel, Ruggia è stato rapidamente escluso dalla Societé des Réalisateurs (ARP).Sul caso di Polanski, l’ARP ha fatto sapere che se dovessero esprimersi “lo farebbero in accordo con i cineasti” membri dell’organizzazione. Anche se “per il momento” non sono previsti consigli di amministrazione. Accusato dalla francese Valentine Monnier di averla violentata 44 anni fa, il regista ha respinto ogni accusa, “con la massima fermezza”. Ma ora la promozione del suo film diventa piu’ difficile.

Cinema: Fabio Volo, essere voce Ailo è fico coi figliIl film di Guillaume Maidatchevsky in sala dal 14 novembre

11 novembre 201909:29

– Volo si mangia Ailo in un sol boccone. L’attore scrittore e conduttore di radio e tv, voce narrante di ‘Ailo – Un’avventura tra i ghiacci’ di Guillaume Maidatchevsky in sala dal 14 novembre distribuito da Adler Entertainment con Italian International Film, nell’incontro stampa a Roma si lascia andare e parla di tutto: figli, educazione, ecologia, libri, radio e tv. Anche se, ovviamente, si parte dal film (già ad Alice nella Città) che racconta l’incredibile viaggio di un piccolo cucciolo di renna tra le meraviglie della Lapponia con i suoi strepitosi paesaggi caratterizzati dalla natura incontaminata. Un film comunque girato in sedici mesi che mostra, passo dopo passo, la lotta per la sopravvivenza del vulnerabile Ailo nel suo primo anno di vita. “Ho visto il trailer del film – dice oggi a Roma Volo – e ho subito accettato anche per il fatto che ho due bambini piccoli, di quattro e sei anni, e so che sarei stato fico per loro quando avrebbero sentito la mia voce”. In Lapponia, dice poi: “Non ci sono mai andato, ma la mia compagna è islandese e così conosco bene quei posti super-puliti e straordinariamente belli”. E l’ecologia? “Non credo che tutti i giovami siano oggi interessati all’ecologia più di tanto. Non sono davvero rivoluzionari perché alla fine non sono connessi con la natura.
Insomma, non abbandoni una bottiglia se vivi tutto l’anno in un posto incontaminato. La prima cosa da fare per essere Green – aggiunge – è andare al supermercato e non comprare prodotti troppi inscatolati. In Italia però non è facile avere un atteggiamento ecologico – continua -, in California, tu trovi dei dispenser per riempire la tua borraccia d’acqua”. Greta Thunberg? “È una ragazzina che si è trovata nel posto giusto al momento giusto. Forse prima ci sono state molte altre Greta, ma nessuno se n’è accorto”. Da Fabio Volo poi una netta distinzione tra le madri di Nord e Sud Europa: “Nei paesi cattolici le madri creano dei figli che restano dipendenti da loro fino a tardi, la madri del Nord, al contrario, danno ai loro figli i mezzi per diventare indipendenti il prima possibile”. Per quanto riguarda i figli di Volo le cose non vanno troppo male: “Non hanno ipad e telefono. Io e mia moglie vogliamo che a tavola siano davvero con noi”. Fabio Volo la tv non ha più voglia di farla:”Ormai ci sono troppi compromessi specie per chi fa anche l’autore. Una volta c’erano i direttori di rete che ti proteggevano. A volte ci vogliono anni per lanciare un programma, penso ad esempio a Giorgio Gori e Le iene, oggi se non fai subito ascolti ti chiudono il programma”. È innovativo il Fiorello di Raiplay? “Fiorello fa solo Fiorello – dice Fabio Volo -, fa le imitazioni di sempre e la grammatica è ancora quella di Alighiero Noschese”. Una curiosità, infine, sul regista di Ailo: “Nato come biologo prima di diventare un cineasta, Guillaume Maidatchevsky ha prodotto documentari per committenze prestigiose come France 2, National Geographic, ZDF e Sky. Il regista ha poi in passato dedicato opere ai lupi, ai babbuini e all’esperienza di Nicolas Barth (il fattore che nel Cantone Svizzero si è impegnato per ridare spazio alla vita selvatica).

Il Traditore ‘Capri International feature film’Premiato Bellocchio. Dal 26 dicembre aspettando gli Oscar

NAPOLI10 novembre 201916:49

– E’ ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio il ‘Capri International feature Film’: il regista dell’opera candidata dell’Italia all’Oscar 2020 (con quattro nomination agli EFA 2019 nelle principali categorie) sarà premiato nel corso della 24esima edizione di Capri,Hollywood in programma sull’Isola azzurra dal 26 dicembre al 2 gennaio. La serata d’onore per il film sul pentito della mafia Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, potra’ rappresentare un’ulteriore tappa della campagna verso la cinquina per il miglior Film straniero dell’anno (elenco finale atteso per il 13 gennaio). Un’attività in piena evoluzione negli Usa dove la coproduzione Italia-Francia-Germania-Brasile (prodotta da Beppe Caschetto con Ibc Movie, Kavac Film e Rai Cinema e distribuita nella Penisola da 01 Distribution) sarà presentata nell’attesa proiezione di sabato 16 novembre al Teatro Cinese di Hollywood, dopo il successo di critica a New York e in vista dell’uscita del 31 gennaio con Sony Pictures Classic.
”Un premio che assegniamo con particolare convinzione ed entusiasmo – annuncia Marina Cicogna, honorary co-chair per l’Istituto Capri nel Mondo – ‘Il Traditore’ è un grande film che parla al pubblico internazionale, opera di un vero maestro del cinema mondiale sempre ispirato. Un evento artistico che rappresenta l’Italia ai massimi livelli”. ‘Il Traditore’, presentato all’ultimo Festival di Cannes, sfiderà il 7 dicembre a Berlino, per gli Efa – European Film Awards 2019, i film di Almodovar e Polanski tutti con nomination per miglior film, regia, sceneggiatura e attore protagonista.

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Morto a 84 anni Fred Bongusto
Era malato da tempo. I funerali lunedì a Roma

08 novembre 2019 09:35

– E’ morto la notte scorsa, nella sua abitazione a Roma, Fred Bongusto. Il cantante, che aveva 84 anni, era malato da tempo. Lo rende noto il suo ufficio stampa, spiegando in una nota che il suo cuore “ha cessato di battere alle 3,30 circa”.
Il celebre artista, nato a Campobasso, e il cui nome all’anagrafe era Alfredo Antonio Carlo Buongusto, aveva compiuto 84 anni il 6 aprile scorso. Da qualche tempo aveva problemi di salute. I funerali saranno celebrati a Roma, lunedì 11 novembre, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo. Bongusto fu molto popolare negli anni Sessanta e Settanta come il classico cantante confidenziale che spopolava in quegli anni. Uno dei suoi successi internazionali fu la canzone ‘Una rotonda sul mare’.

Gazzola, arriva la mia Costanza MacallèProtagonista della nuova serie ‘Questione di Costanza’

08 novembre 201917:15

ALESSIA GAZZOLA, QUESTIONE DI COSTANZA (LONGANESI, PP 343, EURO 18,60). Alessia Gazzola si prende una pausa dalla sua Alice Allevi per dare spazio a una nuova figura, quella della paleopatologa Costanza Macallè protagonista del romanzo, ‘Questione di Costanza’ pubblicato da Longanesi, con cui inaugura una nuova serie. Ma che cos’è la paleopatologia? “E’ un po’ come la medicina applicata all’archeologia, si studiano le malattie del passato a partire dai resti umani. Mummie, roba così” spiega la scrittrice bestseller.
Dopo la fortunata serie da un milione di copie vendute in Italia da cui è stata tratta la fiction ‘L’allieva’ con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale, ci troviamo di fronte a una madre single di 29 anni, specializzata in anatomia patologica, che dalla Sicilia si trasferisce un po’ controvoglia, con la figlia Flora, in Veneto perché a Verona c’è uno dei pochi centri italiani di Paleopatologia e vive anche la sorella di Costanza, Antonietta.
“Ho preso una pausa rispetto ad Alice, ma non escludo che un domani possa tornare. Con la scrittura vale ancora di più il ‘mai dire mai’ e poi non riesco a chiudere la porta in maniera definitiva, ma avevo voglia di nuove storie e ambientazioni. Su Alice avevo detto tanto e tutto”, racconta la Gazzola, originaria di Messina dove è nata nel 1982, medico chirurgo specialista in medicina legale, che ha esordito nella narrativa nel 2011 con ‘L’allieva’ di cui si sta girando la terza serie per Rai1. “La serie si distanzia molto dai libri ma, pur nella diversità, è divertente. Ho collaborato come consulente. E’ un prodotto ben fatto. Le scelte narrative sono diverse ma l’atmosfera dei romanzi è presente”, spiega la scrittrice che ha dedicato otto volumi all’Allieva.
Alice e Costanza sono diverse per tanti aspetti ma hanno qualcosa che in fondo le accomuna. La Allevi aveva “un sano egoismo giovanile” mentre per la Maccalè la “priorità è Flora, la sua bambina. E’ difficile non ci sia qualcosa del mondo dell’autore nelle storie. Costanza ha la mia stessa età e come me è una ragazza di Messina trasferita a Verona. “Quei sentimenti di nostalgia che prova sono cose che ho vissuto”, dice la Gazzola.
La Macallè tutto voleva fare tranne che dissotterrare vecchie ossa e analizzare resti centenari ma, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra, deve resistere un anno a Verona, quanto dura il contratto con l’Istituto di Paleopatologia. Al concorso per titoli è arrivata seconda in graduatoria su due, ma la vincitrice ha rifiutato e così il posto è toccato a lei. Costanza non è una viaggiatrice, ma nel libro fa una piccola escursione fuori porta e “andrà anche in Francia”, racconta la Gazzola che ha già in mente una “trilogia per la Macallè”.
‘Questione di Costanza’ “non è un giallo ma una piccola raccolta di indizi. C’è un’indagine storica e una medica. Con la paleopatologia si possono scoprire cose interessanti”, spiega la scrittrice che ci tiene a precisare che “fatti realmente avvenuti si mischiano ad altri immaginati dalla fantasia dell’autore”. Così tra i luoghi e le figure che troviamo nel libro non esiste una necropoli a Montorio e nella Torre Abbaziale di San Zeno a Verona non è conservato nessun manoscritto delle Cronache Veronesi di Paride da Cerea. Mentre Selvaggia e Binacofore furono realmente due figlie naturali di Federico II. “Questo libro non potrebbe esistere senza l’imprescindibile ausilio del Dipartimento di Paleopatologia dell’Università di Pisa, nella persona del professor Gino Fornaciari, che mi ha aperto le porte del suo Istituto e della sua conoscenza con generosità ed entusiasmo e mi ha raccontato la storia di una treccia deposta insieme a un cavaliere” racconta la Gazzola.

‘Sulla via dell’Oriente’, al Mic ceramiche da RomaAlla Project Room arrivano 44 opere dal Museo delle civiltà

RAVENNA08 novembre 201909:53

– Una piccola ma significativa mostra è allestita nella Project Room del Mic, il Museo internazionale delle ceramiche, a Faenza (Ravenna) dal 10 novembre al 6 gennaio: dal titolo ‘Sulla via dell’Oriente’, espone 44 opere provenienti dal Museo delle Civiltà di Roma rappresentative delle principali tradizioni ceramiche orientali.
L’esposizione “è un ulteriore tassello di una collaborazione che da decenni lega il Museo di Faenza al Museo d’arte orientale ‘Tucci’ di Roma, da qualche anno confluito insieme ad altri istituti culturali nell’importante realtà del Museo delle Civiltà di Roma”, spiega la conservatrice del Mic, Valentina Mazzotti. In mostra a Faenza una selezione di esemplari dell’altopiano iranico del Periodo del Ferro (1200-800 a.C.), della produzione islamica dell’Iran di epoca samanide (IX-X secolo) e della Cina di un vasto arco cronologico dalla prima dinastia storica (Shang, circa 1600-1050 a.C.) alla nascita della Repubblica di Cina (1912).

A dicembre debutta Prada x AdidasNel 2020 le calzature tecniche da vela di Luna Rossa

08 novembre 201910:21

– Non è ancora nata e già se ne parla sui social, da quando i due marchi hanno postato la foto di un sacchetto Prada in cui si intravedono due scatole di scarpe con il logo Adidas. Oggi la conferma ufficiale: debutteranno a dicembre due modelli Prada for Adidas.
Non è detto che si tratti solo di sneakers, anche se sicuramente una calzatura sarà nel pacchetto a edizione limitata da mettere sotto l’albero: “nati per lo sport, ripensati per lo street style, e ora trasformati in articoli di lusso, i classici di entrambi i marchi, ricontestualizzati e rivisitati, debutteranno a livello mondiale – si legge nella nota di Prada – a dicembre 2019, a testimonianza di una nuova ed esclusiva collaborazione in cui creatività e manifattura si uniscono dando vita a modelli per uomo e donna in edizione limitata, interamente realizzati da Prada in Italia”. La collaborazione porterà poi alla produzione delle nuove calzature tecniche da vela di Luna Rossa che saranno svelate nel 2020.

Quartetto Lyskamm con Beethoven e BartòkEnsemble il 10 novembre nel secondo appuntamento della stagione

08 novembre 201912:50

– Il Quartetto Lyskamm in scena domenica 10 novembre per il secondo appuntamento della stagione della Filarmonica Romana. L’ensemble – le violiniste Cecilia Ziano e Clara Franziska Schoetensack, la violista Francesca Piccioni e il violoncellista Giorgio Casati – in residenza alla Accademia per il triennio 2019-21 è impegnato nel progetto dell’esecuzione dell’intero ciclo di sei Quartetti per archi op.
18 e op. 74 di Beethoven, affiancando i sei Quartetti per archi di Bartòk e, per ogni concerto, un brano di musica contemporanea. Nel primo spettacolo in programma (Sala Casella, alle 17:30) la formazione proporrà il Quartetto op. 18 n. 6 di Beethoven e il Quartetto n. 6 di Bartók, e “7” composizione del 2004 di Emanuele Casale, autore siciliano con una particolare attenzione per la musica elettroacustica. Fondato nel 2008 al Conservatorio di Milano, il Quartetto Lyskamm è ospite di società concertistiche in Italia e in Europa e si è aggiudicato riconoscimenti in Austria, Germania e Svizzera. Nel 2016 ha vinto il premio speciale per la musica da camera intitolato alla memoria di Claudio Abbado assegnato dal Borletti Buitoni Trust.
Il secondo concerto della formazione è previsto il 24 febbraio 2020 con l’esecuzione dell’op. 18 n. 4 di Beethoven, il Secondo Quartetto di Bartók e In Superficie (2014) di Giulia Lorusso.
“La voglia di far musica insieme guida l’impostazione della nuova stagione della Accademia Filarmonica Romana che vede la musica da camera al centro di tutta la programmazione”, ha detto il direttore artistico Andrea Lucchesini presentando giovedì 7 novembre il concerto inaugurale al Teatro Argentina con la violoncellista brasiliana Sol Gabetta e il pianista, suo connazionale, Nelson Goerner su brani di Schubert, Brahms e Franck. “Due grandissimi solisti – ha aggiunto – tra i più importanti concertisti a livello internazionale che si sono messi insieme per sperimentare una proposta nuova, un programma pensato per violino eseguito dal violoncello”.

Jonas Brothers, il nuovo singolo “Like It’s Christmas”Il brano natalizio è stato annunciato dai ragazzi su Instagram

08 novembre 201915:32

– E’ già aria di Natale per i Jonas Brothers che pubblicano il nuovo singolo “Like It’s Christmas”.
Il brano natalizio è stato annunciato dai ragazzi tramite il loro profilo Instagram, dove hanno condiviso la cover e successivamente parte del ritornello. “Like It’s Christmas” è una ballad romantica che racchiude gli elementi più caratteristici e suggestivi del periodo dell’anno che tutti amiamo di più, quello natalizio.
È stato anche annunciato l'”Happiness Begins Tour” che farà tappa in Europa, in 15 città, e vedrà il trio esibirsi anche in Italia in un’unica data in programma al Mediolanum Forum di Assago il 14 febbraio 2020.

Musica: Fidelio di Beethoven al Comunale di BolognaAnticipate le celebrazioni per il 250/o della nascita

BOLOGNA08 novembre 201915:47

– Il Teatro Comunale di Bologna anticipa le celebrazioni per il 250/o della nascita di Beethoven, con l’allestimento, nuovo per l’Italia, dell’opera Fidelio proveniente dalla Staatsoper di Amburgo e realizzato dal regista svizzero Georges Delnon. In scena dal 10 al 16 novembre, l’unico lavoro per il teatro musicale di Beethoven (titolo poco diffuso in Italia ma molto popolare in Austria e Germania) verrà diretto da Asher Fisch, il maestro israeliano ormai di casa sul podio dei complessi artistici bolognesi e da molti indicato come possibile nuovo direttore principale del Comunale, dove nella prossima stagione sarà impegnato in molte produzioni sia operistiche che sinfoniche.
Il doppio cast è capitanato dalle soprano Simone Schneider e Magdalena Anna Hofmann nel ruolo della protagonista Leonore e dai tenori Erin Caves e Daniel Frank in quello di Florestan. La prima recita del Fidelio sarà trasmessa in diretta dalle 20 su Radio3 Rai, mentre quella del 14 si potrà vedere anche in diretta streaming sul canale YouTube del teatro.
Opera molto travagliata, Fidelio è stata riscritta più volte dal suo autore: a Bologna verrà proposta per la quarta volta in oltre duecento anni, la prima rappresentazione avvenne infatti nel 1805. “Di tutte le mie creature, il Fidelio è quella la cui nascita mi è costata i più aspri dolori, quella che mi ha procurato i maggiori dispiaceri. Per questo è anche la più cara”, scrisse Beethoven. Per il direttore Asher Fisch si tratta di un lavoro molto difficile e problematico sia da suonare che da cantare “però ogni sua nota è di altissimo livello. In essa ci sono almeno quatto pezzi degni del miglior Beethoven: il quartetto del primo atto, il coro dei prigionieri (che per i tedeschi è un po’ come il Va pensiero per gli italiani), e le arie di Florestan e di Leonore. Chi ama Beethoven non può non apprezzare Fidelio”.

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Aquileia 2200, la porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente
Fino 1/12 ad Ara Pacis i 2200 anni della città romana

09 novembre 201916:30

– “Nona tra le illustri città sarai chiamata, Aquileia, colonia italica che fronteggi i monti dell’Illiria, per le mura e per il porto famosissima”. Così scriveva Ausonio nel I d.C. di quella città, nata appena due secoli prima, nel 181 a.C., concepita come avamposto della grande Roma ma subito tra le predilette di Augusto, crocevia di bellezza, culture, lingue, merci, popoli. Per festeggiare l’anniversario della sua fondazione, arriva nella capitale “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente”, mostra fino all’1 dicembre al Museo dell’Ara Pacis dedicata alle numerose trasformazioni della città, al tempo punto più a nord della via dell’Ambra nel Mediterraneo, oggi meta di oltre 200 mila visitatori l’anno solo nella sua Basilica dagli stupefacenti pavimenti a mosaico.
“Una mostra – spiega il Presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi – che racconta la capacità di rinascere della città. Ma anche la capacità di Roma di creare altre piccole ‘Rome’ esterne, prima per conquistare e poi per dialogare con i territori circostanti. Aquileia è l’esempio più riuscito di interfaccia attivo verso il ‘diverso’, di una vocazione al dialogo verso l’Africa, il vicino Oriente, i Balcani fino alla Mittleuropa. Quarta città dell’Impero per dinamismo, divenne porta d’ingresso non solo di merci ma anche di idee, modi di vedere, filosofie, religioni, saperi”. E i segni di quegli scambi si leggono oggi nel viaggio nel tempo della mostra – promossa da Roma Capitale e realizzata dalla Fondazione Aquileia con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia – che parte da un pezzo iconico come la celebre testa al vento, con i riccioli maschili scolpiti nel bronzo, in arrivo dal Museo Archeologico della città. “Non sappiamo esattamente quale fosse la sua funzione – raccontano i curatori Cristiano Tiussi e Marta Novello con don Alessio Geretti – perché fu ritrovata in un pozzo nell’area del Foro, durante uno scavo del 1988.
Decontestualizzata, ma per fortuna, laggiù, non venne fusa per riutilizzarne il bronzo”. Ecco poi la galleria di pezzi originali romani come la Stele funeraria del gladiatore Quinto Sossio Albo o i due mosaici raffiguranti i “pesci adriatici” e il pavone; collezioni di ambre preziose in gran parte da corredi funerari, 23 calchi di reperti realizzati nel 1937 per la Mostra Augustea della romanità (dal Museo della civiltà romana), il docu-film Le tre vite di Aquileia e le fotografie di Elio Ciol.
Si scopre così non solo la figlia dell’Impero, ma anche l’Aquileia bizantina e medioevale, il Patriarcato, il periodo sotto l’impero asburgico fino al dopoguerra e alla storia, “non a tutti nota”, racconta il direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, Luca Caburlotto, “della scelta del Milite Ignoto”, con l’esposizione per la prima volta del tricolore che avvolgeva il feretro del soldato scelto dalla madre di un caduto e disperso, Maria Bergamas, nella cerimonia alla Basilica di Aquileia nel 1921.
Una mostra, racconta il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, che racconta anche “lo sguardo al presente e al futuro di chi quei reperti li realizzò”. “Questo non è solo un evento di grandissimo valore culturale, ma una forte opportunità per fare conoscere il nostro territorio”, aggiunge il presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
“Ora stiamo cercando di risanare la discrasia tra la città del passato e quella del presente”, aggiunge il sindaco Emanuele Zorino, annunciando, due giornate, il 23 e 24 novembre, “per assaggiare i sapori della nostra cultura che arriva dall’antico, dal prosciutto crudo amato dai Romani al Refosco bevuto già dall’imperatrice Livia”.

Taylor Hawkins dei Foo Fighters pubblica Get the MoneyCon The Coattail Riders, tra collaborazioni anche compagni band

08 novembre 201915:51

– E’ uscito il nuovo disco di Taylor Hawkins and the Coattail Riders dal titolo “Get The Money”, pubblicato da Shanabelle/RCA Records. Il primo singolo che ha inaugurato il progetto è “Crossed the linee” featuring Dave Grohl e Jon Davison, cantante degli Yes, in radio dal 15 novembre.
Prodotto da John Lousteau e dallo stesso Taylor, e mixato da Sylvia Massy, Get The Money segue la pubblicazione del mini-LP “KOTA” del 2016 e affronta il sottoterra bizzarro della periferia. Nel nuovo album troviamo “Taylor e Coattail Riders”, ossia Chris Chaney, Brent Woodse John Lousteau, accompagnati da un cast stellare che include i compagni di Taylor nei Foo Fighters, Dave Grohl e Pat Smear e poi Roger Taylor, Joe Walsh, Duff McKagan, Nancy Wilson, Chrissie Hynde, Perry Farrell, LeAnn Rimes e altri.
Online anche il video “I Really Blew It” che richiama l’atmosfera degli spettacoli televisivi degli anni’70. Diretto da Wiley Hodgen e Taylor stesso, “I Really Blew It” racconta una classica storia di seduzione rock’n’roll con una apparizione di Dave Grohl, dei miniaturizzati Coattail Riders che si uniscono a Perry e Etty Farrell, membri della famiglia Hawkins, e naturalmente a Taylor, che mostra le sue doti attoriali interpretando più ruoli.

Su RaiPlay la vita di Liliana Segre in “Figli del destino”

08 novembre 201920:59

Su RaiPlay la vita di Liliana Segre in “Figli del destino”

RaiPlay propone in esclusiva sulla homepage della piattaforma il docufilm “Figli del destino” sulla vita di Liliana Segre. I registi Francesco Miccichè e Marco Spagnoli in 132 minuti ci fanno rivivere le vite di Liliana Segre, Lia Levi, Tullio Foà e Guido Cava stravolte quando Vittorio Emanuele III firma le leggi razziali il 5 settembre 1938. Quella data segna per i quattro ragazzi l’inizio di un percorso fatto di discriminazione, umiliazione, paura e sofferenze che culmina con la deportazione. I protagonisti sono Massimo Poggio, Massimiliano Gallo e Valentina Lodovini.
Il docufilm è una produzione Red Film e Rai Fiction.Sono quasi un milione e mezzo di bambini che furono assassinati durante la Shoah. Oltre un migliaio erano italiani e morirono tra stenti terribili e atroci sofferenze fisiche e psicologiche.
Ci sono voluti quasi cinquanta anni per recuperare la memoria e raccontare una storia che non deve essere dimenticata.
Ecco l’obiettivo di Figli del destino la docufiction prodotta da Red Film in collaborazione con Rai Fiction, nel quadro del programma di “San Rossore 1938”, dall’Università di Pisa che ne ha curato anche la revisione scientifica e storica.
Nel cast Massimo Poggio, Patrizio Rispo, Chiara Bono, Giulia Roberto, Catello Alfonso Di Vuolo, Lorenzo Ciamei, con Massimiliano Gallo e la partecipazione di Valentina Lodovini.
Ambientata in Italia, racconta delle leggi razziali volute dal regime fascista a partire dal 1938. Una storia ricostruita attraverso il punto di vista inedito di quattro piccoli protagonisti ebrei che, in tenera età, furono vittime di questo sconvolgimento epocale voluto dalla follia nazifascista: Liliana Segre (a Milano), oggi senatrice a vita. Tullio Foà (a Napoli); Lia Levi (a Roma); Guido Cava (a Pisa).
Seguendo le loro drammatiche storie si attraversa l’Italia da Nord a Sud: un paese devastato e dolorante per le ferite inferte dalla guerra; un paese dove, con la firma delle leggi razziali, i bambini ebrei furono costretti a non andare più a scuola, a nascondersi, a fuggire. Bambini improvvisamente discriminati dai loro compagni, obbligati a sentirsi diversi.
La docufiction è realizzata attraverso scene di finzione – accuratamente ricostruite a partire dalle testimonianze dei personaggi reali – e materiali di repertorio forniti dal Cdec (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), dall’Istituto Luce – Cinecittà, da Rai Teche e dall’United States Holocaust Memorial Museum. La voce narrante è quella di Neri Marcorè che fa da filo conduttore agli eventi più significativi che hanno portato l’Italia dentro una vergognosa pagina di storia.

La scrittrice Ólafsdóttir vince il Prix Médicis étranger 2019Per il romanzo Miss Islanda pubblicato in Italia da Einaudi

08 novembre 201916:38

– E’ la scrittrice AuÐur Ava Ólafsdóttir la vincitrice del ‘Prix Médicis étranger 2019’ per il suo romanzo ‘Miss Islanda’, pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Stefano Rosatti, come i suoi precedenti romanzi.
Nell’Islanda degli anni Sessanta una donna dovrebbe solo gestire la casa e occuparsi dei figli. O, al massimo, ambire al titolo di Miss Islanda. E questo vale anche per Hekla, la splendida ragazza protagonista di ‘Miss Islanda’. Appena arrivata a Reykjavík da un angolo remoto dell’isola, Hekla va a vivere da DJ Johnsson, il suo piú caro amico, omosessuale, con cui condivide la fame di sogni e libertà. Lei vuole diventare una scrittrice ma c’è un ostacolo insormontabile: è una donna, e “i poeti sono maschi”.
Nata a Reykjavík nel 1958, la Ólafsdóttir è una delle piú importanti scrittrici islandesi viventi. Ha insegnato Storia dell’arte ed è stata direttrice del Museo dell’Università d’Islanda. Tra i suoi libri pubblicati da Einaudi ‘Rosa candida’ , ‘Il rosso vivo del rabarbaro’ e ‘Hotel Silence’ con cui è stata finalista al Premio Strega Europeo 2018.

Moda: Brioni festeggia a Pitti i suoi primi 75 anniA Firenze brand protagonista prima sfilata uomo nel 1952

08 novembre 201916:49

– A Firenze Brioni nel 1952 fu protagonista della prima sfilata maschile della storia, nella sala Bianca di Palazzo Pitti. E a Firenze il brand torna per celebrare i suoi 75 anni, con una speciale presentazione che si terrà il 7 gennaio 2020, giorno di apertura di Pitti Immagine Uomo 97. L’evento, curato da Olivier Saillard, presenterà la collezione Autunno/Inverno 2020 attraverso un’installazione che renderà omaggio alla tradizione sartoriale del brand.
“È un onore per Pitti Immagine accogliere l’evento di celebrazione dei 75 anni di Brioni – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – Firenze ha avuto un ruolo importante nella storia di questo prestigioso marchio, perché è proprio qui che Brioni nel 1952 ha tenuto la prima sfilata di moda maschile in assoluto. Questo speciale evento, che avrà un curatore d’eccezione come Olivier Saillard, sarà un tributo alla tradizione di Brioni, un riferimento per l’intera industria della moda uomo”.

Music week, un concept-album in carcereHaber, Ovadia e Fiumanò a 3 voci, riflettere su detenuti e figli

08 novembre 201916:58

– Musica e parole in carcere: è una ‘Music week’ per i cittadini meno fortunati quella organizzata per il prossimo 19 novembre al Carcere di Opera (Milano) grazie alla collaborazione tra tre artisti da sempre attenti ai temi sociali: Alessandro Haber, Moni Ovadia e Domenico Fiumanò Violi.
L’iniziativa ‘Musica e parole per riflettere sul rapporto tra detenuti e figli’, fa parte degli eventi della Music Week, presentata oggi a Milano, e nasce nell’ambito del convegno “Dal carcere per i cittadini di domani”, organizzato dal Gruppo della Trasgressione, per riflettere “su come la comunicazione fra genitori detenuti e figli incida sulla percezione che i figli hanno delle istituzioni”. In questo contesto, che vede anche il patrocinio del Gruppo Cronisti Lombardo, verrà presentato “9 minuti 9”, il nuovo concept album di Fiumanò, cantautore impegnato sul fronte dei diritti umani. Il pezzo che dà il titolo all’album, è stato creato a tre voci con Alessandro Haber e Moni Ovadia, che saranno presenti a Opera.

Touring Club Italiano festeggia 125 anni a MilanoEsce il volume ‘Prendersi cura dell’Italia bene comune’

MILANO08 novembre 201917:31

– Il Touring Club Italiano, con i suoi 2mila iscritti, festeggia oggi i 125 anni dalla fondazione e per l’occasione pubblica il volume ‘Prendersi cura dell’Italia bene comune’, con cui fissa gli obiettivi del futuro: ‘Costruire una visione’, ‘Ripensare il viaggio’, ‘Valorizzare la memoria’, ‘Tutelare l’eredità’, ‘Sostenibilità’ e ‘Innovazione’, solo per citarne alcuni.
Una pubblicazione a più mani, destinata ai soci, con saggi firmati da studiosi ed consiglieri dell’associazione, vecchi e nuovi, tra cui Romano Prodi, il cardinale Gianfranco Ravasi, Antonio Paolucci, Giuseppe De Rita, Antonio Calabrò, Nando Pagnoncelli, Livia Pomodoro e Salvatore Veca.
Un club che sin dalla fondazione partecipò attivamente alla storia e allo sviluppo del Paese (ad esempio con la promozione della prima legge italiana per la protezione delle bellezze naturali del 1922 o l’istituzione dei primi parchi nazionali), alla sua tutela e conoscenza del territorio con l’idea della gite scolastiche (nata nel 1913), alla divulgazione attraverso le sue famose ‘Guide’. “Il Touring di oggi – ha detto il presidente Franco Iseppi – ha deciso di rifocalizzare la sua funzione e le sue attività come associazione che si prende cura del nostro Paese. Ha acquisito un ruolo crescente di autorità morale che mette al primo posto l’interesse pubblico, quello del Paese, dei cittadini e del contesto ambientale e territoriale nel quale viviamo”.

Musei: Francois Hollande in visita a UffiziEx presidente Francia oggi a Firenze per conferenza Aici

FIRENZE08 novembre 201917:42

– L’ex presidente francese Francois Hollande, oggi a Firenze per partecipare alla conferenza nazionale dell’Aici, ha visitato questo pomeriggio la Galleria degli Uffizi prima di ripartire per Parigi. A condurlo tra i tesori della Galleria, spiega una nota, é stato lo stesso direttore Eike Schmidt. Circa un’ora la durata del tour: in particolare, Hollande si é soffermato ad apprezzare l’Annunciazione di Leonardo, i ritratti dei Doni di Raffaello, la Venere di Urbino di Tiziano e la Giuditta ed Oloferne di Artemisia Gentileschi e l’antica scultura greca della Venere Callipigia di Doidalses.

Nella favola di Calopresti gli ultimi di ieri e oggiIn sala Aspromonte con Bruni Tedeschi, Fonte e Rubini

09 novembre 201910:55

‘Aspromonte La terra degli ultimi’ di Mimmo Calopresti – già al Taormina Film Fest e in sala con Italian International Film dal 21 novembre – si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni.Tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco, ‘Via dall’Aspromonte’ (Rubettino Editore), il film racconta di un paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada in cui una sera l’ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva in tempo. Gli uomini, esasperati, vanno  a protestare dal sindaco per ottenere un medico condotto, ma c’è chi come Peppe (Francesco Colella), pensa di ribellarsi e coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada.In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene da Como, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è  chi, come Don Totò (Sergio Rubini), brigante della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che il paese diventi ‘italiano’.”Quando ho cominciato a girare, il tema mi sembrava lontano dall’oggi, poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo. Insomma gli ‘ultimi’ c’erano allora e ci sono oggi e penso in questo momento agli operai dell’Ilva”, spiega il regista.Il film, prodotto da Italian International Film con Rai Cinema e scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de ‘I cento Passi’, con la collaborazione di Fulvio Lucisano che nel film fa un cameo nel finale, per Marcello Fonte, ovvero il ‘poeta’, paesano colto e curioso “dimostra che non bisogna mai smettere di sognare e anche di realizzare i propri sogni”. Valeria Bruni Tedeschi si identifica totalmente nel personaggio di Giulia, maestrina infelice.”Quando si tratta di infelicità ci sguazzo come un pesce nell’acqua. E poi fare la maestra – aggiunge l’attrice – è stato in qualche modo il mio primo vero lavoro. La facevo sempre quando giocavo con le mie bambole da ragazzina”. Infine Sergio Rubini: “Non c’è che dire: ‘Aspromonte’ è un film molto attuale. Ora che va di moda alzare i muri qui, al contrario, c’è chi pensa di aprire una strada. E poi – conclude – adoro fare il cattivo forse perché non avrei mai il coraggio di esserlo davvero”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

De Gregori ad Abu Dhabi, Rossi e Tardelli sul palco con lui
Show per Associazione Diplomatici

08 novembre 201919:07

– Due coristi d’eccezione per Francesco De Gregori nel suo concerto di chiusura ad Abu Dhabi del Change the World Emirates 2019, il forum con 800 studenti di tutto il mondo organizzato alla sede emiratina della New York University da Associazione Diplomatici. L’ artista romano ha chiamato sul palco Marco Tardelli e Paolo Rossi, gli eroi del Mundial 1982, per cantare insieme “La storia siamo noi”, il brano che ha chiuso lo show. De Gregori ha emozionato gli 800 spettatori con tutti i suoi pezzi più amati strappando ovazioni e cori da stadio che hanno coinvolto anche i due grandi campioni del calcio. Rossi e Tardelli, ora commentatori sportivi Rai, sono intervenuti insieme con De Gregori, al Change The World secondo il Modello delle Nazioni Unite, l’ appuntamento che allena i giovani all’ attività diplomatica simulando il lavoro delle commissioni e dell’ Assemblea generale dell’ Onu, parlando di tolleranza e futuro alla platea di studenti di quasi cento Paesi.

Hit parade, è il momento di MarracashIl rapper in testa con Persona. E parte anche il tour

08 novembre 201920:04

– E’ Persona, l’attesissimo nuovo lavoro di Marracasch, l’album più venduto della settimana secondo la classifica stilata dalla Fimi, e il rapper di Nicosia , che dopo il disco ha appena annunciato su Instagram il nuovo tour (in partenza il 3 aprile da Milano) invade questa settimana anche la classifica dei singoli. Podio d’argento per un’altra novità Il sole a Est di Alberto Urso, il tenore che ha vinto Amici di Maria De Filippi. Mentre scivola in terza posizione Emma con il suo Fortuna, che la settimana scorsa era la regina.
Fuori dal podio Marco Mengoni con Atlantico Tour , seguito da Renato Zero con Zero il folle. Risale dalla decima alla sesta posizione Ultimo con il suo Per colpa delle favole, successo ormai consolidato dalle 31 settimane in classifica. Segue in settima posizione Testa o croce dei Modà davanti a Libertà di Rocco Hunt. Al nono posto c’è Machete Mixtape del collettivo italiano Machete, chiude la top ten Re Mida del rapper Lazza.
Tra i singoli in vetta Supreme (L’ego) di Acash , Tha Supreme & SferEbbasta.

Nuovi guai per Polanski, accusa di stupro in Francia’Fu di estrema violenza’ dice Valentine Monnier

09 novembre 201910:50

Quarantaquattro anni dopo, Valentine Monnier non ce l’ha fatta più a tacere. E a convincerla a parlare è stato proprio l’ultimo film di colui contro il quale oggi punta il dito, Roman Polanski. Aveva appena 18 anni, dice Valentine, quando lui la stuprò, “con estrema violenza”. Lei era una giovane fotografa, modella, saltuariamente attrice. Molto bella. Oggi, a Le Parisien, racconta tutto.
“Nel 1975 – ha scritto in un testo dopo aver più volte chiesto sostegno a personalità come Brigitte Macron o la ministra Marlene Schiappa – fui violentata da Roman Polanski.
Non avevo alcun legame con lui, né personale, né professionale e lo conoscevo appena. Fu di estrema violenza, dopo una discesa in sci, nel suo chalet a Gstaad, in Svizzera. Mi colpì, mi riempì di botte fino a quando non opposi più resistenza, poi mi violentò facendomi subire di tutto. Avevo appena 18 anni”.
Perché l’ultimo lavoro di Polanski, ‘J’accuse’, l’ha spinta a uscire allo scoperto? Dopo aver ricevuto sempre risposte evasive o di impotenza da un punto di vista giudiziario vista la prescrizione dei fatti, ha deciso di rivelare tutto a Le Parisien: “il ritardo di reazione non significa che si è dimenticato – dice – lo stupro è una bomba a orologeria. La memoria non si cancella, diventa fantasma e ti insegue, ti cambia insidiosamente. Il corpo finisce spesso per risentire di quello che la mente ha tenuto in disparte, fino a quando l’età o un avvenimento di rimette di fronte al ricordo traumatico”.
Nel film, Polanski mette in scena l’errore giudiziario per antonomasia, la storia del capitano Alfred Dreyfus: “è sostenibile, con il pretesto di un film, nascondendosi dietro la Storia, sentir dire J’accuse da colui che ti ha marchiato a fuoco, mentre a te è vietato, a te vittima, di accusarlo?”.
Figlia di industriali alsaziani, Valentine all’epoca dei fatti aveva appena preso la maturità e decise di andare a festeggiare in montagna con amici, ospiti di Polanski.
Valentine racconta che Polanski le chiese molto chiaramente se volesse fare sesso con lui durante una risalita in seggiovia.
Lei rispose di no, poi la sera cenò con lui in un ristorante dal quale si sarebbe tornati scendendo lungo la pista con le fiaccole. Nello chalet, Polanski la chiamò e quando lei uscì sul pianerottolo cominciò la sua furia: botte, colpi, una pillola che le fece ingoiare prima di violentarla: “ero totalmente sotto shock, pesavo 50 chili, Polanski era piccolo, ma muscoloso e, a 42 anni, nel pieno delle forze: ebbe la meglio in due minuti. Mi dissi: ma è Roman Polanski, non può rischiare che si venga a sapere, quindi mi dovrà uccidere”. Poi, arrivarono le scuse del regista, in lacrime, con lei che promise di non dire niente.
Polanski, 86 anni, è stato condannato nel 1977 per violenza sessuale su minore negli Stati Uniti, paese nel quale non può tuttora rientrare. Sua moglie, Sharon Tate, fu uccisa da una setta guidata da Charles Manson nel 1969 negli Stati Uniti, mentre era incinta. Attualmente vive in Francia con la sua ultima moglie, l’attrice Emmanuelle Seigner, dalla quale ha avuto due figli

Le sorelle Labèque al Romaeuropa FestivalIl 10/11 pianiste in quartetto con Dressner e Chalmin

09 novembre 201911:16

– Le sorelle Katia e Marielle Labèque, pianiste di successo, presentano domenica 10 novembre al Romaeuropa Festival in anteprima italiana il progetto Minimalist Dream House Quartet, nato come omaggio ai maestri del minimalismo e ora sviluppato come ponte ideale tra la musica classica contemporanea e il rock. Con loro sul palco Bryce Dessner, chitarrista dei The National che con le sue nuove composizioni e i nuovi brani gioca un ruolo fondamentale nel live insieme a David Chalmin, compositore, polistrumentista e tecnico del suono francese. Il Quartetto – due pianoforti, due chitarre, voce ed elettronica – proporrà musiche commissionate a Max Richter, David Lang, Timo Andres, Caroline Shaw e Thom Yorke, il frontman del gruppo alternative rock inglese Radiohead, per la prima volta impegnato con una “composizione classica”.
Il Romaeuropa Festival dal 17 settembre al 24 novembre ha in cartellone il meglio della scena Internazionale di danza, musica, teatro e arti digitali. La collaborazione con la Fondazione Musica per Roma e l’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha prodotto negli ultimi anni una serie di concerti memorabili e sperimentazioni uniche con i nomi più interessanti della scena contemporanea sperimentale e classica.

Franceschini, ripristino di 25 mln per museo ebraismoMinistro, “lo dobbiamo a Liliana Segre”

10 novembre 201911:37

Cancellati dal precedente governo, sono stati ripristinati dal Mibact con 25 milioni di euro i finanziamenti per il Meis, il museo dell’ebraismo di Ferrara. Lo dice il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Lo dobbiamo – sottolinea – a Liliana Segre, a lei personalmente e a quello che rappresenta. La conoscenza è il migliore antidoto contro odio e intolleranza”.”Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – ricorda Franceschini – è stato istituito con una legge dal Parlamento nel 2003. Durante lo scorso governo era saltato il finanziamento di 25 mln di euro necessario per il completamento del Museo. Ma un’idea così importante non si può lasciare a metà ecco perché attraverso una rimodulazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione del Ministero, abbiamo recuperato il finanziamento che era stato cancellato”. La legge a cui fa riferimento il ministro Franceschini – che ne era il primo firmatario – è la 91 del 17 aprile 2003 che prevede la realizzazione a Ferrara di un polo culturale per testimoniare le vicende che caratterizzano la bimillenaria esperienza ebraica in Italia e far conoscere la vita, il pensiero e la cultura dell’ebraismo italiano dalle sue origini al presente, includendo, con un’attenzione speciale, il periodo delle persecuzioni e della Shoah nell’esperienza specifica degli Ebrei italiani.

Si torna a Zombieland con Harrelson e StoneA 10 anni da zomedy cult arriva sequel in sala dal 14 novembre

09 novembre 201916:16

– Era il 2009 quando con Benvenuti a Zombieland, Ruben Fleischer ha portato il pubblico a conoscere la divertente e combattiva ‘famiglia per caso’ composta da Woody Harrelson, Emma Stone, Jesse Eisenberg e Abigal Breslin, costretta a lottare per sopravvivere in un mondo nel quale gran parte dell’umanità si era da poco trasformata in zombie a causa di una deriva del virus della mucca pazza. Una ”’zomedy’ (o zombie comedy), piena di battute fulminanti, scontri splatter e situazioni esilaranti diventata cult e hit al botteghino. Un gioiello di humour nero, di cui regista, sceneggiatori e cast originale, con new entry molto azzeccate come quella di Zoey Deutch e Rosario Dawson, ci propongono, ora, dopo dieci anni, il sequel, Zombieland – Doppio Colpo, in arrivo in sala il 14 novembre con Warner Bros.
Il nuovo viaggio, ha tra le tappe la Casa Bianca, che i protagonisti eleggono per un po’ come dimora e parco giochi personale (dai regali di Natale incartati con le tele dei ritratti dei presidenti alla Grazia concessa a Wesley Snipes), Graceland (la storica residenza di Elvis Presley), fino a una comunità hippie/hipster, Babylon. il gruppo si trova ad affrontare fratture, fughe e ritorni, cercando al tempo stesso di non farsi sopraffare da un nuovo tipo di zombie più potenti, pericolosi e difficili da eliminare, ribattezzati T800, come il robot di nuova generazione di Terminator 2.
Non mancano per ognuno anche le sfide personali: Tallahassee (Harrelson) combattente implacabile e leader, esplora gioie e complicazioni delle dinamiche famigliari; il brillante e logorroico Columbus (Eisenberg) sempre più sicuro dei suoi sentimenti per la compagna Wichita (Stone), finisce per spaventare la ragazza, tanto abile nell’uccidere i morti viventi quanto allergica agli impegni sentimentali; mentre la sorellina di Wichita, Little Rock (Breslin), ormai giovane donna, non ne può più di ‘no’ e del non avere coetanei con cui relazionarsi.
In un percorso scandito dalla ormai sempre più lunga lista di regole di sopravvivenza (dalle 32 del primo capitolo sono arrivate a 73), coniata da Columbus (si spazia dalla necessità del ‘doppio colpo’ per eliminare i nuovi morti viventi a non avere paura di chiedere aiuto), i protagonisti fanno vari sorprendenti nuovi incontri. Fra questi, Madison (una bravissima Zoey Deutch), biondina un po’ svampita ma coriacea; il pacifista e neo-hippie Berkeley (Avan Jogia); una copia esatta del duo Tallahassee – Columbus, incarnata da Albuquerque (Luke Wilson) e Flagstaff (Thomas Middleditch, già protagonista della serie Silicon Valley), e l’indipendente e coraggiosa Nevada (Dawson), proprietaria di un motel/ santuario dedicato a Elvis.
Fleischer e gli sceneggiatori Rhett Reese, Paul Wernick e Dave Callaham, hanno lavorato per anni sul progetto e lo script; il film, pur perdendo lungo la strada un po’ di originalità, ripropone in maniera convincente l’armonia fra action, elementi horror/splatter e una commedia in diverse gradazioni, dalla satira sociale allo slapstick, alla family comedy. Non mancano anche un paio di riferimenti ad altri trionfi zombie degli ultimi anni, come The Walking Dead. Woody Harrelson, durante la promozione, oltre a dirsi, insieme agli altri protagonisti, più che disponibile a un terzo capitolo, ha scherzato sul perché gli zombie vadano così di moda: “Credo vediamo tutti dove il mondo sia destinato a finire – ha detto a Rolling Stone -. Ce ne sono già molti di zombie là fuori, hanno già invaso Washington e sicuramente anche la Casa Bianca”.
Il film, infine, riserva anche, come regalo, una spettacolare (in tutti i sensi) scena sui titoli di coda con un cameo molto speciale.

Giardino Giusti: Franceschini, mai abbassare guardia contro odio

09 novembre 201915:17

– “L’antisemitismo è la negazione delle basi della nostra democrazia. Ogni violenza, minaccia o atto vandalico contro persone e luoghi che rappresentano la diversità culturale e religiosa nel nostro paese è un attacco alla Repubblica italiana e non può essere sottovalutato. Mai abbassare la guardia contro l’odio è l’intolleranza”. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini commenta gli atti vandalici compiuti questa notte nel Giardino dei Giusti di Milano, da poco riqualificato e inaugurato alla presenza della senatrice a vita Liliana Segre.

In sceneggiatura il finale ‘scomparso’ di 8 e mezzoTra ‘tesori’ di iniziative a Rimini per centenario felliniano

BOLOGNA09 novembre 201915:22

– Un treno invece di un circo danzante, un viaggio dalla destinazione (forse) ignota anziché l’inizio di un gioco e di una festa: è la prima versione del finale di ‘8 e mezzo’, il capolavoro cinematografico di Federico Fellini. Un finale provvisorio che si può leggere nella sceneggiatura appartenuta a Lina Wertmuller, che del film fu assistente alla regia, e ora custodita nell’archivio della Cineteca Comunale di Rimini.
Il documento, ricco di appunti apportati dalla stessa Wertmuller, fresca di Oscar alla carriera e che mosse i primi passi al fianco di Fellini, rappresenta uno dei ‘tesori’ conservati dal Comune romagnolo che saranno valorizzati e riscoperti nel 2020, l’anno del centenario felliniano.
Tra i tesori rispolverati dall’archivio anche la prima sceneggiatura di Amarcord col titolo ‘Il borgo’, e ancora foto e documenti inediti. Saranno il cuore di alcune delle iniziative che segneranno l’anno del centenario del maestro. Tra gli appuntamenti la mostra itinerante ‘Fellini 100 e La dolce vita exhibition’, a Castel Sismondo dal 14 dicembre, ideata, progettata e messa in scena da Studio Azzurro e curata da Marco Bertozzi e Anna Villari. La mostra rappresenta una sorta di anticipazione, attraverso un sistema di ‘messe in scena’ come set cinematografici, del progetto del Museo internazionale dedicato a Federico Fellini, che si svilupperà tra Castel Sismondo, piazza Malatesta e cinema Fulgor.

Riccione Ice Carpet, Natale con Ezio Bosso ospite specialeEventi dal 23 novembre al 19 gennaio, investimento 950mila euro

RIMINI09 novembre 201916:29

– Natale e Capodanno a Riccione saranno lunghissimi, con eventi dal 23 novembre al 19 gennaio, in concomitanza con il Sigep alla Fiera di Rimini. Il cartellone del ‘Riccione Ice Carpet’ è stato presentato a Palazzo del Turismo dal sindaco Renata Tosi e dall’assessore Stefano Caldari che hanno parlato di “un Capodanno di città dove tutti, dalle scuole ai bagnini, dagli albergatori alle associazioni culturali e ai commercianti, sono stati coinvolti”.
Un investimento da 950mila euro per l’amministrazione che si occuperà di tutte le luci, inoltre in ogni quartiere ci sarà un albero di Natale. L’ospite per l’evento clou del Concerto degli Auguri, il 29 dicembre, è il maestro Ezio Bosso che dirigerà la Europe Philharmonic Orchestra a Palazzo dei Congressi.
Appuntamento gratuito come le due prove aperte al pubblico, dal 27 dicembre allo Spazio Tondelli. Per gli allestimenti, il concept grafico è dedicato a Fellini nei 100 anni della nascita, e alla filastrocca di Amarcord ‘le manine sono su e l’inverno non c’è più’.
Attesa per gli addobbi del salotto cittadino di viale Ceccarini che anche quest’anno avrà un lungo tappeto bianco ecologico, di materiale di riciclo e vedrà la proiezione di uno spettacolo di luci. Riconfermati la pista di ghiaccio, la casa di Babbo Natale e il villaggio di Natale che saranno inaugurati il 23 novembre, il 30 arriverà Babbo natale e il 7 dicembre con uno spettacoli di luci e musica si accenderà l’albero.
Non mancherà Deejay On Ice con concerti pensati dal direttore artistico Linus con la regia di Rudy Zerbi e che saranno presentati più a ridosso della festività. A loro è affidato il veglione di Capodanno in piazzale Ceccarini. Torna per il 1 gennaio il ‘Tuffo di Capodanno’, quando i più temerari faranno il primo bagno al mare del 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Mosca, censurato spettacolo tratto da Gianni Rodari
Lo denuncia il regista. Era ispirato a Le avventure di Cipollino

MOSCA09 novembre 201916:40

– Uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal celebre romanzo di Gianni Rodari ‘Le avventure di Cipollino’ è stato improvvisamente cancellato dal programma del festival internazionale teatrale per dilettanti ‘I Giovani ai Giovani’, che si tiene a Mosca, in quello che appare come un caso di censura. A denunciare il fatto è stato il regista dello spettacolo Alexander Tattari, in un post su Facebook (ripreso poi da molti media liberali russi).
A far scattare l’allarme, probabilmente, il titolo a forte sfondo politico, che richiamava la celebre frase pronunciata dal premier Dmitri Medvedev (“non ci sono soldi, resistete”) nel corso di un incontro con alcuni pensionati inferociti, in Crimea, dopo l’annessione. Lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena oggi ma, secondo Tattari, la direttrice del centro culturale Szena di Mosca, Angelica Petrova, lo ha contattato il 6 novembre per comunicargli la cancellazione. “Una cosa del genere non si può mostrare sul palcoscenico di un ente statale, abbiamo addetti, famiglie e mutui in banca”, avrebbe detto Petrova.

Echo The Bunnymen e Apparat al Barezzi FestivalA Parma dal 15 al 17/11 anche J.P.Bimeni, Vasco Brondi e Dente

PARMA09 novembre 201917:03

– Dagli alfieri del post-punk britannico Echo & The Bunnymen al producer Apparat, che ha trasformato Berlino nella capitale dell’elettronica, fino al “superstite del soul”, J.P.Bimeni, senza trascurare la musica italiana d’autore, rappresentata da Vasco Brondi, Dente e Renzo Rubino. Sono tra i protagonisti della 13/a edizione del Barezzi Festival, in programma dal 15 al 17 novembre a Parma. In cartellone anche il ‘french touch’ dei Nouvelle Vague, il folk rock di Scott Matthews, la musica da camera del Quartetto Coll’Arco e il djset di Marcellus Pittman.
Diretto da Giovanni Sparano, il festival dà avvio a un sodalizio con la Fondazione Teatro Regio, che da quest’anno ne cura l’organizzazione, diventa la sua casa e accoglierà la maggior parte degli eventi in calendario. Si comincia venerdì 15 con il cantautore e scrittore ferrarese Vasco Brondi, anima de ‘Le luci della centrale elettrica’, poi con Echo & The Bunnymen, di cui è uscito da poche settimane il nuovo album ‘The Stars, The Oceans & The Moon’.

Morto Bodei: cerimonia funebre in cortile ateneo PisaPresenti familiari, docenti, politici, studiosi, ex allievi

PISA09 novembre 201917:05

– Una celebrazione funebre per l’ultimo saluto al filosofo Remo Bodei, si è tenuta stamani nel cortile del Palazzo della Sapienza, all’università di Pisa, davanti a un centinaio di persone. Presenti, oltre ai familiari, docenti, politici, studiosi, ex allievi. “In un periodo storico e politico in cui sembrano dominare le frammentazioni e la mancanza di dialogo – ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – Remo Bodei aveva la capacità di unire ed era un autentico intellettuale del dialogo”. Secondo il direttore del Dipartimento di civiltà e forme del sapere, Pierluigi Barrotta, “Bodei aveva la straordinaria capacità di catturare sempre l’attenzione di chi lo ascoltava”, mentre Barbara Carnevali, ex allieva, ne ha ricordato la figura di accademico.

Per Letteratura e Economia.Premio alla carriera Giovanna Marini

COSENZA09 novembre 201918:51

– Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo) è la vincitrice della sezione Letteratura del Premio Sila ’49 giunto alla sua VIII edizione.
Durastanti, già finalista dell’edizione 2019 del Premio Strega, si è imposta sugli altri finalisti che erano Francesco Pecoraro Lo stradone (Ponte alle Grazie), Francesco Permunian Sillabario dell’amor crudele (Chiarelettere), Andrea Pomella L’uomo che trema (Einaudi) e Nadia Terranova Addio fantasmi (Einaudi).
La giuria che ha annunciato i vincitori ha premiato per la sezione Economia e Società Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto nell’Università Roma Tre, con il libro Manifesto per l’uguaglianza (Laterza).
Il Premio alla carriera è andato alla musicista e ricercatrice etnomusicale Giovanna Marini che sabato 30 novembre terrà una lectio magistralis dal titolo “Dalla campagna alla città”.
I riconoscimenti verranno consegnati a Cosenza nelle sale di Palazzo Arnone venerdì 29 e sabato 30 novembre 2019.

Con Bellocchio, Barrese e Selfie. Italia vola a EfaIn corsa anche Almodovar, Polanski e Lanthimos

09 novembre 201919:21

IL TRADITORE di Marco Bellocchio sbanca agli European Film Academy (EFA) con ben quattro nomination, ma vanno forte, sempre per l’Italia, SELFIE, documentario di Agostino Ferrente (L’Orchestra di Piazza Vittorio) nella categoria miglior Documentario dove è in corsa anche LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese. Un’edizione dominata quest’anno da grandi nomi come Pedro Almodóvar, Marco Bellocchio e Roman Polanski in testa alle nomination con quattro categorie ciascuno. È interessante poi notare che questo tris di film, DOLORE E GLORIA, IL TRADITORE e L’UFFICIALE E LA SPIA, hanno ottenuto le nomination nelle categorie europee più importanti: film, regia, sceneggiatura e attori (Antonio Banderas, Pierfrancesco Favino e Jean Dujardin).
Anche il regista greco Yorgos Lanthimos ha ricevuto quattro nomination per LA FAVORITA, già nominata nella categoria commedia europea a cui si aggiungono ora le categorie film, regista e attrice europea (Olivia Colman). Per quanto riguarda l’Italia, oltre IL TRADITORE di Bellocchio sul pentito Tommaso Buscetta, già candidato per l’Italia agli Academy Awards dopo le vendite in oltre 70 paesi e l’uscita negli USA con Sony Pictures, troviamo SELFIE con protagonisti Alessandro e Pietro due adolescenti del quartiere Traiano di Napoli che si filmano con un iPhone per raccontare il loro difficile quartiere, la loro vita quotidiana r la tragedia di Davide, ucciso a 17 anni ad un posto di blocco. In LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Barrese protagonista del documentario è Benedetta Barzini, madre del regista. Chi era la Barzini? La prima grande modella italiana icona degli anni Sessanta , che ispirò i più importanti fotografi e artisti dell’epoca come Andy Warhol, Richard Avedon, Salvador Dalì e Irving Penn. Non solo, femminista militante, scrittrice e docente universitaria, la Barzini decide a 75 anni, di lasciare tutto per raggiungere un luogo lontano. Il film racconta il tentativo da parte del figlio di trovare delle risposte e fermare nella memoria la vera essenza e autenticità di sua madre. Da segnalare poi come l’ultimo film di Céline Sciamma, RITRATTO DI UNA DONNA IN FIAMME, ha ben tre nomination: regista europeo (l’unica donna nominata), sceneggiatura e attrice. Sorprese, infine, dai registi esordienti Ladj Ly e Nora Fingscheidt, rispettivamente con LES MISÉRABLES e SYSTEM CRASHER nominati nella categoria European Film. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Berlino il sette dicembre anche se in precedenza, l’Academy presenterà i vincitori degli European Film Awards tecnici (nelle categorie cinematografia, montaggio, scenografia, costume, compositore e sound design).

Paolo Mieli, la storia va resa attraente per far breccia

09 novembre 201919:23

“C’è certamente un problema di scarsa conoscenza della storia nel nostro Paese, ma io sono convinto che la storia non vada imposta: bisogna renderla attraente per poter fare breccia anche tra i giovani. C’è una sciatteria delle classi dirigenti che si riempiono bocca dell’importanza della memoria e poi non fanno nulla, ma c’è anche una pigrizia nel modo di offrirla. Bisogna riconoscere che da questo punto di vista la Rai, e lo dico da esterno, nato e cresciuto sulla carta stampata, ha sempre avuto una marcia in più”. Paolo Mieli torna con la terza stagione di Passato e Presente, da lunedì al venerdì su Rai3 alle 13.15 e alle 20.30 su Rai Storia.
Si parte da lunedì 11 novembre con 115 nuove puntate. Le prime cinque saranno dedicate, in occasione del trentennale della caduta del muro di Berlino, alla fine di un mondo, quello comunista, dopo 50 anni di dominio sull’Europa orientale. Un muro crolla sotto l’assalto dei cittadini che ha diviso per 40 anni, un dittatore in fuga è catturato e fucilato, un sindacato clandestino stravince le elezioni e una superpotenza globale si dissolve ed esce dalla Storia. “Dalla caduta della Romania, a quella della Cecoslovacchia, fino alla fine dell’Unione Sovietica cercheremmo di dare un quadro ampio di quel cambiamento epocale”, spiega Mieli. Giovanni Sabbatucci apre la serie di cinque puntate con il racconto della divisione delle due Germanie, fino alla caduta del muro e alla successiva riunificazione tedesca, mentre la professoressa Krystyna Jaworska ripercorre le tappe del sindacato libero Solidarnosh fino all’elezione del suo leader Walesa alla presidenza. Ernesto Galli Della Loggia approfondisce, invece, la “rivoluzione di velluto” in Cecoslovacchia e Marcello Flores si sofferma sulla Romania, l’unico paese dove la fine del regime avviene in modo violento con l’esecuzione del dittatore Ceaucescu e della moglie.
L’ultima puntata, con il professor Adriano Rocucci, riguarda la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Nella nuova edizione aprirà ogni puntata una scenografia virtuale, realizzata in alta definizione, con una nuova time-line grafica per collocare i temi trattati nel giusto contesto storico. In ogni appuntamento Paolo Mieli e tre giovani studenti di storia si confronteranno sui temi del passato con storici e docenti universitari. “E’ una formula ormai sperimentata ed apprezzata – aggiunge il conduttore -. Credo sia l’unico programma della tv italiana dove i ragazzi contribuiscono al dibattito, dimostrando di avere competenze maggiori o uguali a quelle degli altri interlocutori. Li prendiamo dalle università di tutta Italia e quello che mi piace di più è che non hanno mai l’aria di chi ha imparato la lezioncina a memoria, ma intervengono puntualmente e in modo estremamente valido”. Dopo le prime cinque puntate sguardo aperto su tutta la storia. “Seguiremo un percorso per spaziare tra temi di storia antica, medievale e moderna, dalla scoperta dell’America in poi.
Rispetto a un programma come La grande storia, che basandosi sui filmati è costretto a concentrarsi sulla storia contemporanea, in questo caso possiamo aprire lo sguardo anche al passato remoto”. Oltre agli storici che collaborano con il programma, saranno coinvolti nel corso delle puntate esperti di temi specifici. “Devo ringraziare Silvia Calandrelli e Giuseppe Giannotti (rispettivamente direttore di Rai Cultura e di Rai Storia, ndr), oltre ad Alessandra Bisegna e Sara Chiaretti (autrici del programma, ndr) – prosegue Mieli -. La loro presenza dà un tocco in più al programma che raramente è realizzato da soli maschi. La sensibilità femminile credo sia una chiave vincente, anche perché sanno stare meglio in video”.

Duemiladiaciannove, torna Gabbani ma solo whattsapp

09 novembre 201919:40

Con Duemiladiaciannove torna Francesco Gabbani ma solo ‘clandestino’ su whattsapp. Il cantante infatti ha deciso di distribuire questo nuovo brano in modo ‘clandestino’ attraverso il passaparola degli smartphone che senza dubbio in questo momento rappresentano il mezzo più frequentato dagli italiani, soprattutto giovani. Il brano non si troverà sulle piattaforme quindi.
Insomma ‘Francesco ha deciso di scegliere questa sorta di catena di Sant’Antonio virtuale per vedere se funziona. Un regalo ai fan. Intanto in ‘2019 cantano ”sul bagnato ci piove”, nel video le immagini dei poster in strada o delle foto dei giornali di Matteo Salvini, Giuseppe Conte, di Papa Francesco, di Claudio Baglioni, Fabio Fazio, Carola Rakete, Barbara D’Urso, Di Maio, Greta, Renzi, Leonardo Di Caprio, Trump e molti altri in un coro, anche questo virtuale che scandisce gli avvenimenti principali dell’anno.

Lorenzo Mattotti incanta con i suoi orsi saggiIn sala l’opera prima dell’illustratore, tra le voci Camilleri

10 novembre 201911:58

– Dopo la consacrazione a Un Certain Regard a Cannes e il premio per la miglior regia ad Alice nella Città, arriva in sala il 7 novembre “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, debutto alla regia dell’illustratore Lorenzo Mattotti.
“Questa storia mi insegue da piu’ di 10 anni – ha raccontato Mattotti, classe 1954, bresciano di nascita ma ormai da oltre 20 anni parigino d’adozione – e da sei ci lavoro a intervalli regolari. Il vero problema era misurarsi con i disegni di Dino Buzzati che accompagnarono la prima edizione in libreria del romanzo. Sono datati 1945 ma hanno una freschezza e una modernita’ che non potevo copiare e di cui pero’ non potevo non tener conto. Ho scelto un tratto piu’ netto, sottratto dettagli, lavorato su un’idea pittorica che mi appartiene di piu'”. Uscito a puntate sul Corriere dei piccoli nel 1944 e poi, interamente rivisto, un anno dopo in libreria, il romanzo di Buzzati e’ una favola moderna sul contrasto tra la natura incontaminata e l’umanita’ tentatrice e rovinata dalla coscienza di sé. Seguendo con pudore la trama originale ma incorniciandola in un improvvisato spettacolo di marionette (che del resto era il solo adattamento precedente a questo film), Mattotti racconta di come, durante un gelido e imprevisto inverno siciliano, gli orsi delle montagne, sotto la guida di Re Leonzio, scendano a valle per cercare cibo nelle terre del Granduca di Sicilia. A spingere il re, in verita’, e’ soprattutto il desiderio di ritrovare suo figlio Leonzio, rapito dai cacciatori un anno prima. Con sprezzo del pericolo e l’aiuto di un alchimista mago, pur in inferiorita’ numerica, gli orsi vincono la guerra e si insediano in citta’. Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribu’ e spaventosi mostri, gli orsi finiscono pero’ per farsi contagiare dai difetti degli uomini, l’egoismo, la lussuria, la pigrizia, finche’ a pagare per tutti sara’ proprio Re Leonzio. Che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l’umanita’ e tornare tra i monti, dove e’ il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti. Solo una favola per bambini? “Non direi proprio – ha osservato Mattotti – anche se nel disegno ho cercato di conservare la fresca ingenuita’ che mi ha sedotto in Buzzati.
Del resto basta guardare a cosa siamo diventati oggi per capire che quella fiaba, scritta in tempo di guerra, parla a tutti noi”. Com’e’ il Mattotti regista rispetto al Mattotti illustratore ricercato in tutto il mondo? “Un timido artigiano che impara un mestiere nuovo: avevo fatto le prove generali con il film collettivo “Peurs du noir” del 2007, ma questa volta rischiavo da solo. Spero di non sfigurare e ho usato i soli strumenti che conosco bene: i colori, la luce, la sobrieta’ della linea. Mi considero soprattutto un colorista e il lavoro con Enzo D’Alo’ per ‘Pinocchio’ mi ha molto aiutato”.
Risultato finale: “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” e’ davvero un film e non un lungo fumetto srotolato anche se conserva il ritmo quasi fisso dei suoi meravigliosi quadri colorati. Bisogna accettarne il tempo narrativo, ma poi ci si immerge in un mondo fitto di suggestioni e il film, che per l’Italia e’ coprodotto da Indigo e avra’ la voce di Toni Servillo, Antonio Albanese e perfino Andrea Camilleri, e’ destinato a incantare anche il pubblico delle sale italiane dove esce grazie a Bim.

Sciarelli, con Dottori in Corsia “ma solo con il lieto fine”Per giornalista nuova sfida oltre Chi L’ha visto su Rai3 dal 16 novembre.

09 novembre 201911:06

– ” Prima di accettare ho messo un paletto, le storie che raccontiamo anche se hanno un inizio difficile, devono essere tutte a lieto fine”. Lo ha detto Federica Sciarelli in una conversazione telefonica (assente alla presentazione a Viale Mazzini per un problema personale) che guida l’appassionato racconto con interviste ai protagonisti della docuserie Dottori in corsia-Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, di Simona Ercolani, prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction. Dopo tanti anni, e ben 16 edizioni da lei guidate, è la prima volta che la giornalista (ex volto del del Tg3) esce dallo studio del programma (che continua a macinare ottimi ascolti ndr) che aiuta a cercare le persone scomparse in tutta Italia.
La prima di Dottori In Corsia sabato 16 novembre in prima serata 21:45 su Rai3. Si tratta di una puntata speciale della durata di un’ora e mezza seguita da 7 episodi di 50 minuti ciascuno la domenica in seconda sulla rete diretta da Stefano Coletta. La puntata del debutta darà il via alla nuova stagione “raccontando – spiega Sciarelli le vicende di (Alex, Anna, Giulia, Guido), piccoli pazienti, delle loro famiglie e dei professionisti che hanno accompagnato il loro difficile percorso di guarigione “ma ho chiesto che non si indugiasse troppo sul dolore, proprio perchè si tratta di bambini, dei loro genitori, alcune di queste coppie unite determinate delle autentiche rocce, per rimanere vicino ai figli in terapia mi hanno con pudore confessato di aver dormito in macchina. La mattina a svegliarli con il caffè il parcheggiatore. Ecco in questi piccoli gesti di solidarietà, c’è anche il bello di un Italia che non conosciamo, come centinaia di persone che donano ogni giorno l sangue senza venire a contatto con i piccoli pazienti o i genitori. Sciarelli ripercorre in questa prima puntata la storia di Alessandro Maria Montresor, conosciuto da tutti come “il piccolo Alex”, un bimbo arrivato dall’Inghilterra nel reparto di oncoematologia del Bambino Gesù di Roma nell’inverno del 2018: “Una storia- aggiunge la giornalista – che i suoi genitori Paolo e Cristiana hanno deciso di raccontarci”. Da tutto il mondo migliaia di persone sono scese in piazza per aiutarlo, rispondendo ad un appello lanciato sui social dal papà Paolo per cercare un donatore di midollo compatibile. Ad Alex infatti a 16 mesi viene diagnosticata una malattia genetica rara: l’HLH, patologia che colpisce il sistema immunitario, la cui unica cura possibile è un trapianto di midollo. Purtroppo però nonostante le migliaia di donazioni nessuna risulta compatibile con il piccolo Alex. “In verità – spiega ancora Sciarelli in Inghilterra non gli avevano dato speranza – per questo i medici ipotizzano un’altra disperata e pericolosa soluzione per salvargli la vita: tentare un trapianto di midollo con una persona che è compatibile parzialmente, cioè un genitore. In Europa l’unico centro che ha l’esperienza per tentare questa strada è proprio il reparto di oncoematologia del Bambino Gesù. Ma – aggiunge ancora la giornalista abbiamo voluto raccontare attraverso le telecamere questa di Alex anche perchè di questo bimbo non si era saputo più nulla dopo il trapianto del midollo, molti addirittura credevano che il silenzio fosse dovuto al fatto che il bambino fosse morto e invece Alex sta bene”. Federica intervista la mamma Cristiana e i medici protagonisti ripercorrendo tutta la storia dalla diagnosi al trapianto di midollo fino all’esame più importante – quello dei 100 giorni – e l’emozionante ritorno a casa della famiglia a Londra.”È la discesa dell’Everest” la definisce il padre. Ultima osservazione di Sciarelli “Ogni giorno ci capita di perdere la pazienza sul lavoro, nel traffico anche per delle stupidagini e farne dei drammi, ecco suggerirei a tutti di farsi una passeggiata o se hanno tempo a disposizione un pò di volontariato ogni tanto al Bambin Gesù. Chi entra vede quella realtà subito comprende quanto è fortunato, ogni minuto è prezioso, magari mandiamoci anche i nostri figli a portare un sorriso a questi bambini cosi’ coraggiosi”.
“Questo è un programma inserito nell’ottica del Servizio Pubblico. Non c’è voyeurismo” dice la direttrice di RaiFiction Eleonora Andreatta e “Federica Sciarelli naviga all’interno di questo mondo con sobrietà”. “Quello che ci tocca sono storie vere che non hanno niente a che vedere con tante fake news” spiega Mariella Enoc presidente del Bambin Gesù: L’ospedale funziona, è vicino alle famiglie. Andremo da papa Francesco. Simona Ercolani ricorda che il Bambino Gesù compie 150 anni.

Corrado Cagli, maestro di modernitàA Roma sguardo e ricerca di un artista a tutto campo

08 novembre 201916:23

Artista versatile che aveva ben chiaro che cosa significasse fare pittura, Corrado Cagli rifiutava di farsi ingabbiare nel recinto delle definizioni. “In arte una sola logica è dannosa”, scriveva giovanissimo nel 1933 sulla rivista Quadrante, diretta da Massimo Bontempelli, precisando di poter seguire senza problemi la pittura figurativa e l’ astrazione, le due logiche allora in contrapposizione.
Conosciutissimo e rispettato dai critici era un personaggio non facile, al quale la storia dell’ arte non ha riservato il posto che avrebbe meritato. Mettere a fuoco sulla base di questi presupposti la figura complessa del pittore anconetano guardandola con occhi nuovi è l’ obiettivo della mostra “Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni”, che la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale propone a Palazzo Cipolla, a Roma, fino al 6 gennaio 2020. Il curatore Bruno Corà, direttore della Fondazione Burri, ha selezionato in collaborazione con l’ Archivio Cagli una ricca antologia di 200 opere provenienti da istituzioni e collezioni private di prestigio per descrivere il percorso e l’ attività di un autore che si è messo alla prova a tutto campo.
“Il filo fondamentale del racconto è chiarire che Cagli, maestro indiscusso del Ventesimo Secolo, non è un eclettico, ma un artista che ha molto chiaro il concetto della logica artistica”, avverte Corà. La retrospettiva segue il percorso cronologico, dal Primordio negli anni Trenta della Scuola Romana, definizione coniata in occasione di una mostra a Parigi che presentava le sue opere insieme con quelle di Emanuele Cavalli e Giuseppe Capogrossi. Fu quello un punto di partenza che generò nuove energie, suggerisce il curatore. “Cagli va avanti, l’ antico secondo lui deve essere attualizzato e portato nel presente, la Storia deve servirci oggi non come fatto retrospettivo”. Il racconto procede anche per temi descrivendo il Cagli pittore, disegnatore, architetto scenografo, ceramista, creatore di arazzi, scultore. Un artista “leonardesco” dunque, o “copernicano” come lo definì Carlo Ludovico Ragghianti presentando la mostra straordinaria del 1972 con oltre 600 opere riunite a Palazzo Strozzi, a Firenze.
L’ appuntamento di Palazzo Cipolla riporta Corrado Cagli nella Capitale, “teatro della sua azione maggiore”, a 20 anni di distanza dall’ultima rassegna che nel 1999 gli dedicò la Galleria Arco Farnese. In mostra i primi lavori giovanili in maiolica, i dipinti a olio e con altre tecniche negli anni della Scuola di Roma (1928-1938), le prove neometafisiche elaborate tra il 1946 e il 1947 elaborate a New York, dove Cagli, di madre ebrea, espatriò in conseguenza delle Leggi Razziali; gli studi sulla Quarta dimensione (1949), i Motivi cellulari (1949), le Impronte dirette e indirette (1950), le Metamorfosi (1957 – 1968), le Variazioni orfiche (1957), la serie suggestiva delle Carte (1958 – 1963) e infine le Mutazioni modulari sviluppate fino alla metà degli anni Settanta.
Un campo d’ azione vasto che conferma l’attualità della lezione dell’ artista, “visto da molti – ha osservato Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – come esponente privilegiato di una via italiana alla modernità, alternativa al Futurismo da una parte e alla tradizionale arte del Novecento dall’altra. Una caratteristica fondamentale di Cagli è certamente lo sforzo continuo verso la contaminazione, cercando collaborazioni al di fuori dei confini di una singola disciplina: non solo con letterati ma anche con musicisti, architetti, matematici”.
La retrospettiva dà conto anche della ricerca dell’artista per dare una identità al “muralismo” italiano, in parallelo con quanto faceva Mario Sironi, e della censura che in parte prese di mira il ciclo di pannelli per l’Esposizione Universale di Parigi del 1937. Oltre agli arazzi, spazio è dedicato ai bozzetti architettonici della Fontana dello Zodiaco di Terni e a quelli del Monumento di Göttingen in Germania, e al monumentale cartone della pittura murale eseguita per la XXI Biennale di Venezia del 1938, Orfeo incanta le belve.
Durante la seconda Guerra Mondiale Cagli, che nel 1939 era divenuto cittadino americano, si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti e partecipò alla campagna d’ Europa e allo sbarco in Normandia. L’ artista tornò definitivamente in Italia nel 1948.
Morì a Roma nel marzo del 1976, nella sua casa all’Aventino.
Aveva 66 anni e venne sepolto nel cimitero ebraico della capitale.

Rivlin, inorridito dalle minacce a SegrePresidente di Israele scrive una lettera alla senatrice a vita

TEL AVIV10 novembre 201911:08

– Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha inviato oggi una lettera a Liliana Segre nella quale si dice “inorridito di aver sentito la notizia che minacce antisemite” contro la senatrice “abbiano reso necessario ricevere protezione per assicurare la sua incolumità”. “Sarebbe un grande onore mio personale e per lo Stato di Israele, accoglierti a Gerusalemme e in Israele”, scrive Rivlin. “La tua missione personale, la tua forza e il tuo coraggio sono modello per noi in Israele e per le comunità ebraiche in tutto il mondo”, aggiunge il capo dello Stato ebraico.

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MORTO FRED BONGUSTO

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MORTO FRED BONGUSTO

è MORTO, ALL’ETà DI 84 ANNI, IL CANTANTE FRED BONGUSTO, GIà MALATO COMUNQUE, DA TEMPO

AGGIORNAMENTO IN “SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA” DELLE 09:35 DI VENERDì 08 NOVEMBRE 2019

MORTO FRED BONGUSTO

E’ morto la notte scorsa, nella sua abitazione a Roma, Fred Buongusto. Il cantante, che aveva 84 anni, era malato da tempo.
In una nota l’ufficio stampa del cantante scrive che “la notte scorsa, alle 3,30 circa, ha cessato di battere il cuore di Fred Bongusto”. Il celebre artista, nato a Campobasso, e il cui nome all’anagrafe era Alfredo Antonio Carlo Buongusto, aveva compiuto 84 anni il 6 aprile scorso. Da qualche tempo aveva problemi di salute. I funerali saranno celebrati a Roma, lunedì 11 novembre, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo.Bongusto fu molto popolare negli anni Sessanta e Settanta come il classico cantante confidenziale che spopolava in quegli anni. Uno dei suoi successi internazionali fu la canzone ‘Una rotonda sul mare’. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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Musica: Bocelli, domani esce “Sì Forever: The Diamond Edition”
Il tenore celebra i 25 anni de “Il mare calmo della sera”

A07 novembre 2019 18:18

– Dopo aver superato il milione di dischi venduti in tutto il mondo con “Sì”, il suo ultimo album entrato nella storia con il numero 1 sia in Usa che in Inghilterra, Andrea Bocelli l’8 novembre torna con un’edizione speciale dal titolo “Sì Forever: The Diamond Edition”, pubblicata su etichetta Sugar.
L’album contiene due featuring inediti con Jennifer Garner in “Dormi Dormi Lulluby” e con Ellie Goulding in “Return To Love” e tre nuovi brani: una versione speciale per il 25/o anniversario del successo “Il mare calmo della sera”, vincitore al Festival di Sanremo 1994, che presenta un inciso in inglese scritto da Zucchero; il brano “Alla Gioia”, registrato per commemorare il 250/o anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrato in tutto il mondo nel 2020 e una nuova registrazione di “Ragazzo Mio”, basata sul tradizionale motivo irlandese “Danny Boy” che affronta il tema centrale della separazione. Nel suggestivo brano “Return to love”, invece, Bocelli duetta con la star internazionale Ellie Goulding, vincitrice di due Brit Awards e nominata ai Grammy. Qui l’artista britannica canta per la prima volta in italiano con Bocelli.
Nell’inedito “Dormi Dormi Lullaby” il tenore si esibisce a sorpresa insieme all’attrice e produttrice Jennifer Garner, pluri-nominata ai Golden Globe, inserita nel 2005 nella classifica delle cento celebrità più potenti del mondo stilata da Forbes, e icona di bellezza per People che a maggio scorso le ha dedicato la copertina come donna più bella dell’anno.
A questi brani si aggiunge una line-up costellata di importanti nomi della musica internazionale, tra cui Ed Sheeran, Dua Lipa, Aida Garifullina e Matteo Bocelli che con “Fall on Me” sfiora i 60 milioni di visualizzazioni.

Morta Maria Perego, creatrice Topo GigioAveva 95 anni. Stava lavorando a ritorno in serie tv su Rai YoYo

08 novembre 201900:02

– Addio a Maria Perego, creatrice di Topo Gigio. Nata a Venezia l’8 dicembre del 1923 avrebbe compiuto il prossimo mese 96 anni. A darne notizia con immenso dolore il suo procuratore Alessandro Rossi (amministratore della Topo Gigio srl): “E’ avvenuto tutto all’improvviso -racconta- fino a ieri sera era al lavoro su mille progetti, mi hanno chiamato dalla sua abitazione milanese ‘la signora non si è sentita bene’, è stato chiamato il 118, ma è volata via prima”.
Perego stava lavorando al ritorno di Topo Gigio su Rai Yoyo, in una serie animata attesa per il prossimo anno. E’ stata anche protagonista solo il 12 ottobre scorso della prima puntata de Le Ragazze il programma di Rai3 condotto da Gloria Guida. Maria aveva mosso i primi passi in teatro tra la sua città e Roma. Ha inventato diversi personaggi tra cui Picchio Cannocchiale, ma il vero successo è arrivato con la creazione, insieme al marito Federico Caldura, di Gigio ispirato a Topolino, un rapporto importante che ha raccontato in un libro. Ma l’exploit della sua carriera, avviene proprio col simpaticissimo pupazzo amato dai bambini. Topo Gigio ha presto conquistato tutti con la sua semplicità e i suoi discorsi. I suoi show, con la voce di Peppino Mazzullo, furono subito trasmessi in prima serata e conquistarono anche un pubblico adulto. Topo Gigio è stato in programmi con degli indici di ascolto altissimi. Nel 1974 lo troviamo come co-conduttore affiancato da Raffaella Carrà e Cochi e Renato. Il topolino duettava con personaggi famosi come Louis Armstrong e Frank Sinatra. ” E’ stata – aggiunge Alessandro Rossi – una eccezionale ambasciatrice della creatività italiana;una infaticabile lavoratrice e fino alla fine ha lavorato su nuovi progetti. Ci mancherà moltissimo.”

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Tornano i big per il capodanno di Roma, ci sarà Skin
Leader degli Skunk Anansie al Circo Massimo.Festa per ‘la Terra’

ROMA08 novembre 201900:05

Un’artista internazionale di una band molto popolare che animerà un meraviglioso dj set da mezzanotte alle tre a Circo Massimo. A dare l’annuncio di quello che sarà il Capodanno di Roma è proprio la sindaca, Virginia Raggi, che rivela così il nome di Skin, l’artista della band Skunk Anansie, presentando la Festa di Roma 2020 per Capodanno. Questa’anno la festa di Roma sarà dedicata al tema della Terra e alla relazione fra uomo e Natura. “Un’ode alla straordinaria bellezza, vitalità e grandiosità della Natura”, che partirà la sera del 31 dicembre al Circo Massimo e che proseguirà per 24 ore, “come il ciclo di una giornata e come il tempo di una rotazione del nostro pianeta”, spiegano dal Campidoglio. In sostanza, “una festa pensata come un viaggio nella Natura, all’interno degli ecosistemi terrestri e delle loro biodiversità, interpretato poeticamente nella giornata dell’1 gennaio come un percorso attraverso cinque ambienti immersivi dentro e intorno alla Terra, una Terra senza confini e senza barriere, una Terra che fa della diversità il suo valore”.
La Festa di Roma inizierà il 31 dicembre al Circo Massimo a partire dalle ore 21.00. Ad aprire la serata sarà Ascanio Celestini che intratterrà il pubblico raccontando una favola inedita scritta appositamente sul tema della Terra. Con lui sul palcoscenico ci sarà la musica della Rustica X band diretta da Pasquale Innarella, una numerosa banda di bambini e adolescenti nata all’interno del centro Diurno della Cooperativa sociale ONLUS “Nuove Risposte”, come attività di formazione e intrattenimento per prevenire il disagio giovanile nella periferia romana. Poi dalle ore 22, la compagnia andalusa AERIAL JOCKEY STRADA eseguirà, per la prima volta in Italia, lo spettacolo di danza aerea Sylphes, con le coreografie di Eduardo Zúñiga, la regia di Roberto Strada e la felice coproduzione con Musica per Roma. Lo spettacolo, che si sposterà tra terra e cielo tramite l’ausilio di una gru, è dedicato alle Silfidi, figure mitologiche femminili identificate dal noto alchimista Paracelso come spiriti dell’aria e dei boschi e sarà realizzato con la musica del PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretta da Tonino Battista, che suonerà dal vivo Le Quattro Stagioni di Vivaldi riscritte da Max Richter (The Four Seasons Recomposed, 1966). Violino solista Francesco Peverini.
E dopo il countdown per la mezzanotte e lo spettacolo pirotecnico realizzato grazie al contributo di Acea, con musica dal vivo del PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble, partirà il Dj Set di Skin. Lei dal centro del Circo Massimo, come in un ideale centro della Terra, proporrà fino alle 3 del mattino una miscela esplosiva di suoni di derivazione indie-rock, house ed electro.

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Torna a “casa” a Milano la Madonna Litta
Capolavoro a museo Poldi Pezzoli fino al 10 febbraio

MILANO 06 Novembre 2019 15:12

– Torna a casa la Madonna Litta, il capolavoro attribuito a Leonardo e realizzato a Milano intorno al 1490, che il duca Antonio Litta Visconti Arese vendette all’Ermitage di San Pietroburgo nel 1865.
Fino al 10 febbraio sarà il cuore della mostra ‘Leonardo e la Madonna Litta’ al museo Poldi Pezzoli, evento che rientra nel palinsesto per i 500 anni dalla morte del genio toscano che a Milano visse a lungo, realizzando una serie di opere fra cui L’ultima cena e gli affreschi della Sala delle Assi del Castello Sforzesco, la cui apertura è stata prorogata fino al 19 aprile.
Il ritorno è un evento non solo perché dal 1865 ha lasciato la Russia solo sei volte (a Milano arrivò trent’anni fa per un’esposizione a Palazzo Reale) ma anche e soprattutto perche la Madonna sarà in mostra al museo Poldi Pezzoli accostata a una ventina di capolavori di Leonardo e dei suoi allievi, incluso Giovanni Antonio Boltraffio, di cui il Poldi possiede la pregevole Madonna con bambino.
L’attribuzione a Leonardo del dipinto, che un tempo sembrava certa, è a dir poco controversa, c’è chi lo ritiene opera di un suo allievo come Boltraffio. In mostra (l’esposizione è a cura di Pietro C. Marani, uno dei massimi esperti di Leonardo, e Andrea Di Lorenzo, con progetto allestitivo e grafica espositiva di Migliore + Servetto Architects e progetto grafico di Salvatore Gregorietti) ci sono però anche lavori importanti di altri allievi di Leonardo fra cui Marco D’Oggiono, il maestro della Pala sforzesca e di Francesco Napoletano.
Sono visibili dunque le affinità della Madonna Litta con la Venere delle rocce della National Gallery, e di quelle della Madonna con bambino con la seconda Madonna delle rocce (conservata al Louvre). Questo accostamento permette di far comprendere al pubblico come avviene (e come cambia nel tempo) l’attribuzione delle opere.
Grazie alla fondazione Bracco, è stata anche eseguita una serie di analisi diagnostiche su alcune opere presenti in mostra, coordinata dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR in collaborazione con l’Università di Milano e l’Università di Milano-Bicocca. Radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore e così via hanno permesso di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, in un arco cronologico ristretto: dal 1482 al 1499, gli anni della presenza di Leonardo a Milano.
Grazie a un apparato multimediale i risultati saranno visibili ai visitatori della mostra, ma anche consultabili sul sito del museo e della fondazione Bracco, che, insieme a Comune e Regione, ha reso possibile l’esposizione.
Ad assistere il pubblico è stata anche realizzata una App.
oltre all’ album “Diventa un allievo di Leonardo” rivolto ai bambini dai 7 agli 11 anni.

Petite Messe Solennelle in jazz a Pesaroil 16 novembre con Paolo Fresu, Uri Caine,Daniele Di Bonaventura

PESARO06 novembre 201915:44

– Una Petite Messe Solennelle in chiave jazz nell’ambito delle celebrazioni dell’anniversario della morte di Gioachino Rossini. La Petite (jazz) solennelle, rilettura dell’ultimo lavoro del compositore è stata realizzata appositamente per il Rossini Opera Festival da un trio composto da alcuni dei più importanti musicisti contemnporanei: Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Uri Caine (pianoforte) e Daniele Di Bonaventura (bandoneon). Sarà eseguita in prima assoluta sabato 16 novembre alle 21 al Teatro Rossini di Pesaro.
Il trio interpreterà la partitura rossiniana con rigore e, assieme, originalità, attraverso linguaggi improvvisativi e strumenti inusuali come la tromba, il flicorno e il bandoneon, che sostituisce l’harmonium della versione originale.

Vasco NonStop Live approda al cinemaIl film delle estati ’18 e 19 in sala il 25, 26 e 27 novembre

06 novembre 201915:46

– Il Vasco NonStop Live 018+019 arriva al cinema in tutta Italia per tre giorni. Il film del live di Vasco Rossi, con la regia di Pepsy Romanoff, sarà sul grande schermo il 25, 26 e 27 novembre.
Immagini, suoni e parole di due estati rock. Il racconto si snoda da come nasce una scaletta “perfetta” al fronte del palco.
Vasco racconta i segreti delle sue scelte, affida pensieri ed emozioni alla telecamera che lo riprende in vari momenti dall’intimità di una sala d’incisione alle prove con la band, mentre lo show si compone fino all’esplosione finale dello stadio.
Vasco NonStop Live 018+019 è prodotto da Universal Music Group, in collaborazione con Giamaica, realizzato da EXCEPT e distribuito al cinema da QMI Stardust.

Il MoMA compie 90 anni, torna a origini radicaliFondatrici volevano luogo dove arte doveva “andare e venire”

NEW YORK06 novembre 201915:54

– NEW YORK, 06 NOV – Al giro di boa del novantesimo compleanno, il MoMA torna alle origini riscoprendo l’anima radicale dell’epoca della fondazione. 7 novembre 1929: immaginato dalle fondatrici come un luogo dove l’arte moderna doveva “andare e venire”, il museo sulla 53esima strada e’ uscito come un “work in progress” dalla sua ultima (e quinta ristrutturazione) completata appena in tempo per l’anniversario.
Dal 1929 il MoMA ha continuamente ridefinito l’idea di museo di arte moderna nella cultura contemporanea occidentale.
All’inizio (e fino al 1952) non aveva una collezione permanente: il primo direttore, Alfred Barr, lo immaginava come “un siluro che avanza nel tempo: la punta e’ il presente in continua evoluzione, la coda il passato che arretra di 50, 100 anni”.
L’idea di Barr era di vendere opere vecchie di oltre 50 anni ad altri musei come il Metropolitan e il Whitney, per comprare creazioni di artisti viventi. Il primo direttore considerava gli spazi a sua disposizione come un laboratorio per l’esplorazione delle varie forme della produzione artistica.
Da allora il MoMA ha continuato a allargarsi sia in metratura che in focus abbracciando installazioni, concettualismo, performance e video-art. Da ultimo, la rivoluzione culturale del nuovo look da 450 milioni di dollari che utilizza il progetto dello studio Diller, Scofidio +Renfro per trascendere il canone dell’arte occidentale intrecciandone la narrazione con “altre voci e prospettive”: non piu’ un universo, ma un “pluriverso” in cui c’e’ spazio per donne, asiatici, latino-americani, afro-americani, accanto a beniamini del pubblico come “Les Demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso e la “Notte Stellata” di Vincent van Gogh.
Tutto comincio’ il 7 novembre di 90 anni fa quando Abby Aldrich Rockefeller e le amiche Lillie P. Bliss e Mary Quinn Sullivan affittarono uno spazio al dodicesimo piano dell’Heckscher Building su Fifth Avenue e 57esima strada, quello dove oggi si trova Bulgari. “Le Ladies”, come erano soprannominate allora, aprirono il nuovo museo al pubblico nove giorni dopo il crollo di Wall Street con una mostra sanzionata da loro di capolavori dei maestri del Modernismo. Passarono 10 anni prima che il MoMA si insediasse dove si trova oggi, in un appezzamento di proprietà della famiglia Rockefeller, con un progetto realizzato dagli architetti Philip L. Goodwin ed Edward Durell Stone e oltre 20 prima del primo nucleo della collezione permanente. Nel 1964 Philip Johnson disegno’ l’Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden. Prima dell’ultimo rinnovo, aveva messo le mani agli spazi il giapponese Yoshio Taniguchi, con un ampliamento pari a 58mila metri quadri.
Nelle ultime trasformazioni l’unica costante e’ rimasta Glenn Lowry: 65 anni e al timone dal 1995, l’anno scorso e’ stato prorogato per altri 7 anni. Lowry resterà in carica fino al 2025: un’estensione temporale tanto lunga da renderlo il direttore per più tempo al servizio dell’istituto.

Marco Masini celebra 30 anni carriera con disco e tourIn primavera nuovo lavoro e live nei teatri italiani ed europei

06 novembre 201916:35

– Il 2020 si preannuncia un anno di festeggiamenti per Marco Masini, che celebra 30 anni di carriera. Nel 1990 usciva “Marco Masini”, l’omonimo primo album dell’artista toscano che nel corso degli anni ha pubblicato undici album in studio. Tra i suoi successi singoli come T’innamorerai, Bella Stronza, Ci vorrebbe il mare, L’uomo volante, Raccontami di te o, ancora, Spostato di un secondo, brano con cui ha partecipato per l’ottava volta al Festival di Sanremo.
Il prossimo anno sarà caratterizzato da un disco, in uscita in primavera, e da un tour: da aprile, infatti, Marco Masini si esibirà live nei principali teatri italiani ed europei. Queste le date confermate: 3 aprile Mons, 4 aprile Liegi, 15 aprile Zurigo, 16 aprile Milano, 18 aprile Ancona, 25 aprile Brescia, 30 aprile Bologna, 2 maggio Roma, 9 maggio Torino, 12 maggio Venezia, 15 maggio Firenze, 18 maggio Parma.

Incidente domestico per Piero Angela, sta bene ora a casaIl giornalista, Ringrazio tutto il mio pubblico per l’affetto

06 novembre 201916:52

– Piccolo incidente domestico all’avambraccio per Piero Angela (91 anni a dicembre) decano dei divulgatori scientifici della tv e amatissimo dai telespettatori. Angela comunque ora sta bene ed è già rientrato nella sua abitazione. Dopo un controllo all’ospedale romano Sant’Andrea il giornalista è tornato a casa con la moglie, ma ci tiene a far sapere attraverso la sua portavoce che le sue condizioni sono migliorate, e soprattutto a ringraziare tutti coloro che lo hanno riempito di messaggi e telefonate e incoraggiamento anche attraverso i social, un abbraccio speciale va “al mio pubblico – ha detto Angela – che vedo ancora con affetto mi segue e si preoccupa per me”.

Inedito di George Michael nel film Last ChristmasThis is how (We Want you to get high), primo originale dal 2012

06 novembre 201918:44

– A quasi tre anni dalla morte, avvenuta il 26 dicembre 2016, esce “This Is How (We Want You To Get High)”, primo brano inedito di George Michael dal 2012.
La canzone, scritta e prodotta da George Michael in collaborazione con James Jackman, è pubblicata da Universal Music e fa parte della colonna sonora del film “Last Christmas”, ispirato alla musica di George Michael e degli Wham!.
“This Is How (we want you to get high)”, registrato a Londra durante le ultime sessioni in studio di George, è il primo materiale originale che viene condiviso dal 2012 ed è un tipico brano di George Michael dal ritmo funky.
Il testo, scritto esclusivamente da George, racconta dei mali della società con la caratteristica miscela di umorismo e autoironia tipica della pop star inglese. Il singolo accompagna perfettamente la scena finale di “Last Christmas”, la nuova commedia romantica di Universal Pictures, ispirata dall’omonimo successo degli Wham! e in uscita il 19 dicembre. Il film è diretto da Paul Feig (Bridesmaids) e co-sceneggiato da Emma Thompson, con Emilia Clarke (Game of Thrones), Henry Golding (Crazy Rich Asians), Michelle Yeoh ed Emma Thompson stessa.
Thompson aveva incontrato George nella sua casa nel nord di Londra, nella primavera del 2013, per parlare della sceneggiatura. L’attrice aveva poi sviluppato varie versioni della storia prima della improvvisa scomparsa di Michael. Nella primavera del 2018, dopo aver discusso su quali canzoni sarebbero state inserite nel film, Emma Thompson ha avuto un’anteprima esclusiva di quattro brani inediti di George Michael. La colonna sonora del film, che contiene tre brani degli Wham! e dodici canzoni della carriera solista di George Michael, sarà disponibile dall’8 novembre.

Manuel Agnelli, esce An Evening with Manuel AgnelliIl 22 novembre il vinile in tiratura limitata

06 novembre 201919:24

– Manuel Agnelli, in occasione delle nuove date del tour da solista nei teatri, ha deciso di pubblicare il vinile di “An Evening With Manuel Agnelli” in uscita il 22 novembre su etichetta Island Records.
Questa edizione speciale in tiratura limitata è testimonianza dell’omonimo tour che lo vede protagonista assoluto, insieme al polistrumentista Rodrigo D’Erasmo, in uno spettacolo inedito che unisce musica, letteratura e il racconto nelle sue mille sfaccettature e il dialogo col pubblico.
Il vinile raccoglie alcuni brani e momenti più coinvolgenti registrati durante il live in cui si alternano le versioni rivisitate delle canzoni degli Afterhours alle cover che hanno influenzato il percorso musicale di Manuel e hanno ispirato la sua poetica.
“L’esperienza di questo tipo di spettacolo in teatro è stata prima di tutto liberatoria – racconta il frontman degli Afterhours -. Ho sempre pensato che il concerto dovesse essere un lungo viaggio privato, con un suo ritmo interiore preciso.
Quando suono con la band ho ancora quel desiderio, quella voglia di perdermi totalmente dentro l’energia e, a volte, la violenza del suono. Non ho mai parlato molto sul palco prima di oggi, perché mi sembrava di interrompere e rovinare quel flusso di energia. Riuscire a raccontare delle storie mi ha fatto scoprire la possibilità di un rapporto diverso con chi ci viene a sentire, magari meno ancestrale e meno istintivo, non necessariamente più complice, ma più sfumato, più dettagliato, in qualche modo più consapevole. Mi ha fatto scoprire un nuovo me. Mi ha fatto sentire meno prigioniero di un personaggio e, per questo, ancora più orgoglioso di poterlo essere quando voglio. Soprattutto, mi ha dato la possibilità di prendermi la totale responsabilità della mia musica senza il guscio della band”.

Apollo Mission: Irlando, Franceschini chieda spiegazioniIrlando, ministro intervenga su legittimità iniziativa Louvre

NAPOLI06 novembre 201919:26

– “Il ministro Franceschini dovrebbe chiedere dettagliate spiegazioni alla Francia sulla legittimità dell’acquisto in corso, da parte del Museo Louvre di Parigi, di una preziosa statua in bronzo di Apollo citarista proveniente, ma non si sa in che modo, dal territorio entro cui si trovano gli scavi archeologici di Pompei”. E’ quanto sostiene l’architetto Antonio Irlando, responsabile di “Osservatorio Patrimonio Culturale” riguardo all’iniziativa annunciata ieri dal grande museo francese.
“E’ sconcertante leggere sul sito ufficiale del Louvre che è stata avviata una vasta campagna di raccolta fondi denominata ‘Apollo Mission’ – sostiene l’Osservatorio Patrimonio Culturale – per contribuire all’acquisizione di quanto, impropriamente si definisce un ‘tesoro nazionale’, per la cifra di 6,7 milioni di euro richiesta dal misterioso detentore della statua e a cui la ‘Société des Amis du Louvre’ ha già garantito la somma di 3,5 milioni di euro”. “Il sito del museo francese per convincere i mecenati a contribuire al raggiungimento della somma di 800.000 euro entro il prossimo 28 febbraio – spiega l’architetto Antonio Irlando – fornisce notizie accattivanti facendo sapere che questa grande statua in bronzo risale al II o I secolo avanti Cristo ed è una superba rappresentazione di Apollo, aggiungendo, senza pudore e rispetto istituzionale per l’Italia, che probabilmente fu usata per decorare una villa romana alla periferia di Pompei, distrutta dall’eruzione del Vesuvio”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

American Horror Story, torna con nona stagione
Ogni giovedì su Fox, tra addii e nuovi arrivi

06 novembre 201919:34

– American Horror story, la pluripremiata serie antologica, questa volta intitolata 1984 e nata per omaggiare film come Venerdì 13, che viene citata esplicitamente nella serie, o Nightmare, torna da domani alle 21.25 su Fox (112, Sky) con la nona stagione. Creata dalle menti di Ryan Murphy e Brad Falchuk, i nuovi episodi sono caratterizzati da tinte slasher tipiche degli horror anni ’80.
La location di AHS: 1984 è il campo estivo di Redwood dove si aggira un pericoloso serial killer, Mr. Jingles, che semina morte e terrore. Per la prima volta la serie non vedrà la partecipazione di due dei suoi interpreti storici. Evan Peters non ci sarà, mentre Sarah Paulson comparirà solo in un cameo, ma non farà parte del cast. Per due attori che escono arrivano tre new entry assolute: si tratta dello sciatore freestyle Gus Kenworthy, atleta seguitissimo e molto amato in America, che fa il suo debutto assoluto come attore in 1984, Matthew Morrison, l’ex professor Schuester di Glee e Angelica Ross che recitato nella fortunata serie tv Pose – anche lei per la prima volta nel cast. Rivedremo invece Billie Lourd, Cody Fern, Emma Roberts e Leslie Grossman, mentre Mr. Jingles sarà interpretato da John Carroll Lynch (Fargo, The Founder), che aveva già vestito i terrificanti panni del clown Twisty nella serie

Modì torna a casa, arriva grande giornoDa domani al 6 febbraio in mostra l’avventura di Montparnasse

LIVORNO06 novembre 201919:51

– ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori delle collezioni Netter e Alexandre’ è la grande mostra che Livorno, città natale, da domani al 16 febbraio 2020, dedica al suo grande artista nel centenario della scomparsa al Museo della Città, nel quartiere Venezia.
L’esposizione,organizzata dal Comune insieme all’Istituto Restellini di Parigi, con la Fondazione Livorno, fa ammirare 14 dipinti e 12 disegni di Amedeo Modigliani (1884-1920), opere raramente visibili dal pubblico. Tra quelle, sue, esposte c’è il ritratto Fillette en Bleu del 1918, il ritratto di Cham Soutine del 1916, il ritratto Elvire au col blanc e il ritratto Jeune fille rousse(Jeanne Hébuterne) del 1919. Dei disegni la Cariatide del 1913. “La mostra segna un avvenimento molto importante – ha detto Marc Restellini – Pensando a una mostra su Modigliani volevamo lavorare su Livorno, condividere cos’è stato Modì a Parigi nel tempo nell’Avanguardia pensando che quella che fu Parigi per Modigliani fosse nulla senza Livorno”.

Recanati, ultimo saluto a Vanni Leopardi51 rose rosse sulla bara, gli anni della figlia Olimpia

RECANATI (MACERATA)06 novembre 201920:58

– “Caro Vanni, ci siamo conosciuti e stimati… ora anche tu fai parte della tua nobile ascendenza, di quanti lungo i secoli ti hanno preceduto, condottieri letterati e religiosi. La tua memoria sia tra quelli che renderanno sempre più glorioso il passato del tuo nobile casato”. Così lo studioso padre Floriano Grimaldi ha ricordato Vanni Leopardi, discendente di Giacomo, nell’omelia durante la messa funebre a Recanati, nella chiesa di Santa Maria di Montemorello nella piazzuola Sabato del Villaggio, d asempre chiesa della famiglia. Sul feretro, presidiato da un picchetto d’onore del Carabinieri, 51 rose rosse della figlia Olimpia, lo stesso numero degli anni della nobildonn. In prima fila Olimpia, con i figli Gregorio, Diana, Ettore e il nipote Pier Francesco.
Tra i presenti le massime autorità civili e militari. Un lungo corteo a piedi ha accompagnato il carro funebre fino a Porta Romana, da dove il feretro è stato trasferito a San Leopardo nella tomba monumentale della famiglia.

X Factor 2019: Marracash ospite del terzo appuntamento liveDieci i concorrenti, due manche e due eliminazioni

07 novembre 201910:14

Sono dieci i concorrenti di X FACTOR 2019 che questa sera, alle ore 21.15, si sfideranno per continuare il proprio percorso nella gara del talent di Sky prodotto da Fremantle.E per tutti il primo obiettivo, quello di riuscire a presentare tra due settimane il proprio inedito, si avvicina sempre di più. Malika Ayane e Sfera Ebbasta gareggiano con due concorrenti mentre sono ancora intatte le squadre di Mara Maionchi e Samuel.Sul palco, Alessandro Cattelan guiderà la gara e accompagnerà giudici e concorrenti nel meccanismo di questa settimana: una sfida al cardiopalma che prevede due manche con altrettante eliminazioni. Il primo concorrente abbandonerà la corsa verso la finalissima al Mediolanum Forum di Assago al termine della prima manche, che vedrà i concorrenti impegnati in un mash-up dei propri cavalli di battaglia.A seguire, i nove rimasti si esibiranno in una sfida con un unico round in cui i due meno votati dovranno sottoporsi al giudizio del televoto. Tra gli OVER, squadra di Mara Maionchi, Eugenio Campagna proporrà il suo inedito “Cornflakes”; Nicola Cavallaro canterà “Happy” di Pharrell Williams; Marco Saltari, invece, porterà sul palco “Foxey Lady” di Jimi Hendrix. Samuel ha assegnato ai suoi GRUPPI i seguenti brani: “Le acciughe fanno il pallone” di Fabrizio De André ai Sierra; “Vedrai Vedrai” di Luigi Tenco ai Seawards; “All or Nothing” di Elliphant feat. Bunji Garlin & Diplo ai Booda. Malika, per i suoi ragazzi degli UNDER UOMINI, ha scelto: “Baby I Love You” dei Ramones per Lorenzo Rinaldi; e “Why’d You Only Call Me When You’re High?” degli Arctic Monkeys per Davide Rossi. Infine, per la categoria delle UNDER DONNE, Sfera ha dato “Bellyache” di Billie Eilish a Giordana Petralia e “C’est la vie” di Achille Lauro a Sofia Tornambene.Nell’X Factor Dome, l’ospite di questa settimana è MARRACASH, che presenterà il suo nuovo disco “Persona”. Dopo tanta attesa da parte dei fan, l’album arriva come simbolo di una crescita, soprattutto delle due anime del “king del rap”. Come ha affermato lo stesso rapper, i brani presenti nell’album – ricco di featuring – sono fatti di “carne, ossa e sangue”: il corpo che Marra e Fabio, il suo vero nome, condividono da sempre diventa in questo album il mezzo di comunicazione tra i due.

Modigliani nella sua LivornoFino al 16 febbraio 2020 in mostra l’avventura di Montparnasse

LIVORNO07 novembre 201910:30

– ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori delle collezioni Netter e Alexandre’ è la grande mostra che Livorno, città natale, dedica, fino al 16 febbraio 2020, al suo grande artista nel centenario della scomparsa al Museo della Città, nel quartiere Venezia.
L’esposizione, organizzata dal Comune insieme all’Istituto Restellini di Parigi, con la partecipazione della Fondazione Livorno, fa ammirare 14 dipinti e 12 disegni di Amedeo Modigliani (1884-1920), opere raramente visibili dal pubblico.Tra quelle esposte c’è il ritratto Fillette en Bleu del 1918, il ritratto di Cham Soutine del 1916, il ritratto Elvire au col blanc e il ritratto Jeune fille rousse (Jeanne Hébuterne) del 1919. Dei disegni la Cariatide (blue) del 1913. Accanto alle opere di Modigliani, un centinaio di altri capolavori, anch’essi collezionati da Jonas Netter a partire dal 1915, opere rappresentative della grande École de Paris. Tra queste i dipinti di Cham Soutine come L’Escalier rouge à Cagnes, di Maurice Utrillo tra cui Place de l’église à Montmagny, rue Marcadet à Paris e Paysage de Corse. Poi Suzanne Valadon, Andrè Derain che con Le Grand Bagneuses ha realizzato un’opera considerata uno dei capisaldi dell’arte moderna e dipinti come St.Tropez, e Portrait d’homme di Mose Kisling, artista polacco che ci ha lasciato uno dei ritratti più emblematici proprio del collezionista Jonas Netter.
“E’ una mostra che segna un avvenimento molto importante – ha detto Marc Restellini – quello che volevamo pensando a una rassegna su Modigliani era lavorare su Livorno, sulle percezioni e condividere cos’è stato Modigliani a Parigi nel periodo dell’Avanguardia pensando che quella che è stata Parigi per Modigliani fosse nulla senza Livorno”. “Il miracolo – ha aggiunto – si è prodotto per il centenario: la collezione Modigliani ha avuto molte richieste da tutto il mondo e siamo riusciti a farla qui: per me è un grande onore, meraviglioso che fosse fatta a Livorno”. Alla presentazione c’erano anche il sindaco Luca Salvetti, l’assessore alla cultura Simone Lenzi e il coordinatore del progetto Sergio Risaliti. “Ci sono appuntamenti che non si possono mancare – hanno detto Salvetti e Lenzi – e quello del centenario di Modigliani è uno di questi: dovevamo presentarci come città e ci siamo presentati. Un lavoro enorme, in due mesi ci siamo riusciti. Modigliani era livornese, a Livorno c’è nato ci ha vissuto e si è formato e noi abbiamo l’occasione storica di raccontarlo: lo sguardo che Modì portò a Parigi si è formato qui, sotto questo cielo”.

Mina Fossati, esce il singolo Tex-Mex che anticipa albumDa 7/11 il trailer film Ozpetek con Luna Diamante

07 novembre 201911:34

– Il primo singolo, Tex-Mex, estratto dal nuovo album Mina Fossati, esce il 7 novembre.
Nell’album i due grandi protagonisti della musica italiana tornano a collaborare in un’occasione unica in cui per la prima volta uniscono le loro voci in 11 brani inediti, scritti e composti da Fossati e cantati da Mina e Fossati, in uscita il 22 novembre prossimo per Sony Music, prodotto da Massimiliano Pani per Pdu e Il Volatore.
Sempre il 7 novembre, viene lanciato anche il trailer de ‘La Dea Fortuna’, il nuovo film di Ferzan Ozpetek che ha scelto il brano di Mina e Fossati, Luna Diamante, tra i pezzi che compongono la colonna sonora del suo film. Tex-Mex ha un sound blues-rock, mescolato ad atmosfere di stampo latino. E’ un inno all’amore che illude, che tradisce e che perdona ma che permette anche quegli eterni ritorni di cui canta Mina: “Ma guarda tutti quelli laggiù come ballano e si baciano, con che sguardi si ingannano, per un’occhiata cosi anche tu mi hai desiderata e allora sono tornata”.
Il video del singolo, per la regia di Mauro Balletti, art director storico di tutti i progetti di Mina, è ambientato in un non-luogo che allude proprio all’immaginario Tex-Mex, in cui un uomo si trova a vivere uno strano presente.
Luna Diamante, tra i pezzi che compongono la colonna sonora del film di Ozpetek, racconta il valore della fatica e dell’attesa, del perdono e del ritrovarsi. La forza comunicativa e emotiva di Luna Diamante svela una Mina quasi inedita dalla potenza cruda, sincera e reale. Il brano è totalmente affidato a Mina, ma nei vocalizzi finali si unisce Fossati, come in una tenera risposta. Il pre-order digitale dell’album è disponibile dal 7 novembre.

Donaera, vi racconto ‘Io sono la bestia’Il romanzo d’esordio dello scrittore che viene dalla poesia

07 novembre 201911:59

– ANDREA DONAERA, IO SONO LA BESTIA (NNE, PP 226, EURO 16,00). Parla solo attraverso le poesie che scrive e ascolta musica black metal, Michele Trevi, il quindicenne protagonista del primo romanzo di Andrea Donaera, ‘Io sono la bestia’, pubblicato da NN Editore. Figlio di Mimì, un capoclan della Sacra Corona Unita, il ragazzo si toglie la vita quando Nicole, sua compagnia di scuola di buona famiglia, rifiuta ridendo il suo regalo, un quaderno di venti poesie d’amore che nel romanzo è diventato un contenuto speciale con un codice per scaricarlo che si trova alla quarta pagina del libro.
Michele è un po’ come mi sono sentito io per tanti anni.Le sue sono poesie di un quindicenne. E’ un personaggio poco realistico, l’unico del romanzo, gli altri sono tutti plausibili” dice

Donaera, salentino, nato a Maglie nel 1989 e cresciuto a Gallipoli, che vive da tre anni a Bologna, viene dalla poesia e ha un gruppo metal. “La poesia è stata una grande esperienza di scrittura, una palestra per arrivare al romanzo. Ho scritto poesie in prosa o saggi dedicati alla poesia, in particolare a Elio Pagliarani” racconta Donaera che tra i poeti più amati cita Sylvia Plath e Amelia Rosselli.
“Negli anni dell’Università ho amato tantissimo la Rosselli e Michele nel libro muore come lei, lanciandosi sal balcone di casa” .
Ambientato nel 1994, quando la Sacra Corona Unita “era molto più vivace di adesso in Puglia” e quando esplodeva il Black Metal, ‘Io sono la bestia’ “non è – sottolinea l’autore – un romanzo sulla mafia. Sono cresciuto ascoltando tante storie di Paese, quasi sempre inventate, sulla Sacra Corona Unita. Sono state la mia mitologia privata. Con gli amici si parlava sempre di quello. La Sacra Corona Unita è uno sfondo plausibile nello spazio-tempo di questo romanzo. Volevo raccontare una storia estrema e poichè sono salentino questa era la cosa più naturale.
La Sacra Corona Unita non è in superficie, è la superficie. La vita quotidiana in Salento è connessa con il sistema criminale” racconta lo scrittore. E aggiunge :”la musica è molto presente nella vita dei personaggi. Molti ascoltano i Nirvana. Il romanzo non è ambientato a caso nel ’94, pochi mesi dopo il suicidio di Kurt Cobain”.
La narrazione a più voci, con Mimì che vuole vendetta per la morte del figlio e così prende Nicole e la fa rinchiudere in una casa sperduta nella campagna salentina, usa diversi registri in un interessante confronro tra le parole dell’oralità e quelle della scrittura.
Il linguaggio principale è quello psichico, molto ritmico e impastato di Mimì, una specie di traduzione dal dialetto perchè io penso e sogno in dialetto.Il primo passo linguistico è stato questo ma volevo ci fosse un controcanto: una lingua più pura, più vicina al linguaggio scritto. I personaggi alternano i due registri” dice Donaera. Così Veli, il guardiano della casa dove è prigioniera Nicole, ha una lingua estremamente pulita”. E in qualche modo lo è anche quella di Arianna, la figlia maggiore di Mimì della quale i il guardiano è innamorato. In Nicole, Veli rivede un po’ la donna che ama e tra i due nasce un legame strano, di silenzi e ferocia. “Credo che la scrittura dovrebbe entrare nelle cose autentiche che sono sempre le più terribili e oscure. Mi interessa indagare i simboli che ci portiamo dietro.
Il suicidio è un grande simbolo e ho avuto a che fare con persone che hanno compiuto questo gesto. Non è autofiction, ma tanti elementi della mia vita in qualche modo sono entrati nella ideazione della storia” spiega lo scrittore di questo romanzo di “amore e morte”.
“‘Io sono la bestia’ è un titolo stratificato, può voler dire tante cose” sottolinea Donaera che ha cominciato a scrivere questo romanzo appena è arrivato a Bologna. “Musica e scrittura per me vanno insieme, ma mi viene meglio scrivere che suonare” dice Donaera che non si sente di nessun luogo.

Su Rai3, 1989 Cronache del Muro di BerlinoIl film documentario di Ezio Mauro, venerdì 8 in prima serata

07 novembre 201912:55

Nel trentesimo anniversario dalla caduta del Muro di Berlino, che per 28 anni divise in due non solo una città ma il mondo intero, separando famiglie, amici e destini, arriva su Rai3 “1989 Cronache dal Muro di Berlino”, film documentario di Ezio Mauro, prodotto da Stand by Me e Rai Cinema, in onda in prima tv assoluta venerdì 8 novembre in prima serata. Ezio Mauro dopo aver raccontato la rivoluzione russa in “Cronache di una rivoluzione” e la tragedia italiana del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro ne “Il Condannato”, torna sui luoghi che hanno segnato i 28 anni di storia del Muro di Berlino, ripercorrendone le tappe secondo un doppio registro narrativo: le vicende – mese per mese – dell’incredibile 1989, l’ultimo anno del Muro, si intrecciano alla storia di questo ‘mostro’ fisico e politico, dal suo concepimento, il 13 agosto 1961, fino alla sua caduta. Attraverso interviste ai testimoni e materiali d’archivio raccolti da numerose fonti internazionali, Ezio Mauro riporta alla memoria i 155 chilometri di cemento e filo spinato del muro, raccontando una storia fatta di persone, sguardi, speranze e delusioni, sullo sfondo dei luoghi simbolici delle vicende, dove sopravvivono le tracce di un recente passato. Dai politici agli oppositori, dai fuggitivi agli uomini di fede, dai carcerati agli artisti fino alla gente comune, Ezio Mauro incontra decine di persone dando spazio sia ai protagonisti della “grande storia” del Muro, sia a storie “dal basso” di cittadini italiani che hanno vissuto a Berlino in quegli anni. Tra i testimoni illustri, l’ex Presidente della Repubblica (2012 – 2017) Joachim Gauck, pastore protestante ed esponente dell’opposizione ai tempi della DDR; Joachim Rudolph, scappato dalla DDR nel ’61, protagonista l’anno successivo nell’avventura del tunnel che consentì la fuga da Berlino Est a Ovest di 29 persone; Brigitte Seebacher, la vedova di Willy Brandt, leader della Spd quando cadde il Muro, ex Cancelliere ed ex sindaco di Berlino; Rainer Eppelmann, altro pastore protestante con un ruolo di primo piano nei moti che accompagnarono la caduta del Muro, aiutò l’ascesa politica di Angela Merkel, suggerendo il suo nome come portavoce al primo premier della DDR libera. E ancora tra gli italiani, Graziano Bertussin che, accusato di essere una spia, fu tenuto prigioniero nel carcere della Stasi a Berlino Est per 4 lunghi e terribili anni; Riccardo Ehrman, ex corrispondente dalla Germania, che alla celebre conferenza stampa del 9 novembre 1989, con la sua domanda determinò la caduta del muro; Giuseppe Vita, da molti definito “l’italiano più influente a Berlino”, che divenne Ad della nota società farmaceutica berlinese Schering e poi consigliere di Schroeder, oggi nel vertice dell’azienda Springer. A completare questo mosaico variegato di testimonianze, i luoghi cardine delle vicende, essi stessi protagonisti del documentario: i pezzi di Muro ancora oggi in piedi, gli edifici coinvolti nello stravolgimento architettonico di Berlino, i simboli più conosciuti e visibili della città divisa come il Checkpoint Charlie, posto di blocco tra l’area di influenza statunitense e quella sovietica; la Porta di Brandeburgo, simbolo della città, che dopo la costruzione del Muro di Berlino, si ritrovò nella terra di nessuno, rinchiusa fra est ed ovest; la sede della Stasi, dove il ministro Mielke teneva i fili della sua tela di spie; Bornholmer Strasse, il varco del muro che è “caduto” per primo.
E tanti altri luoghi, meno noti ma non per questo meno rappresentativi, come le stazioni fantasma della metropolitana, il cimitero degli Invalidi, una casa popolare di Berlino Est fedelmente arredata come in quegli anni, gli studi di registrazione dove David Bowie compose Heroes.

Moda: nuova campagna Bottega Veneta firmata Tyrone LebonNelle foto la modella Jean Campbell e lo stilista Andre Walker

07 novembre 201913:29

– La campagna pubblicitaria Pre Spring 2020 sovverte l’iconografia del lusso continuando a definire attraverso le immagini del fotografo Tyrone Lebon la nuova identità di Bottega Veneta concepita dal direttore creativo della maison, Daniel Lee. Nella scenografia una catena d’oro oversize attraversa uno studio fotografico. Lo spazio che non ha subito ritocchi crea una tensione tra elementi grezzi e sofisticati. La gioielleria, un elemento chiave del design di Lee, invade la silhouette. Accessori intesi come un’estensione essenziale della forma. S’intrecciano entrambi nel nuovo dna del brand. Colori smorzati e viscerali a comporre una palette che va dal blu fumo al verde pino, dal caramello bruciato al nero.
Abiti di taglio sofisticato, dalla eleganza disinvolta vengono presentati in una contesto austero. Protagonisti della campagna la modella Jean Campbell e lo stilista di culto Andre Walker, personaggi che hanno saputo prendere il controllo delle proprie vite.
La campagna studia il culto di un’icona e trae ispirazione dal cinema neorealista italiano: elementi dello studio, realismo e raffinatezza, personaggi della vita reale accanto ad attori professionisti, l’alto in contrasto con il basso, tutto aggiunge tensione all’ immaginario.

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Moda: Jil Sander rinuncia all’uso di pelli esotiche
Con Peta assieme a Chanel, Westwood, von Furstenberg, Beckham

07 novembre 201913:30

– A seguito di un incontro con la Peta Usa, il marchio di lusso Jil Sander si è impegnato ad interrompere la vendita di borse, portafogli, portamonete, ed altri articoli in pelli esotiche di animali come alligatori, coccodrilli, struzzi, lucertole e serpenti. La maison ha adottato la politica contro la vendita della lana d’angora dal 2015. A darne nota è un comunicato della stessa associazione di animalisti. “Dietro a ciascuna borsa o scarpa di coccodrillo, alligatore, serpente, struzzo o lucertola vi è una morte violenta” ricorda la direttrice di Peta Elisa Allen nella nota.
“La decisione di Jil Sander di vietare le pelli esotiche risparmierà immensa sofferenza ad innumerevoli animali straordinari. Peta chiede ad altri brand di lusso di seguire l’esempio compassionevole di questa casa di moda”. Nella decisione di bandire l’uso di pelli esotiche Jil Sander si unisce a Vivienne Westwood, Diane von Furstenberg, Victoria Beckham e Chanel.
“Peta, il cui motto recita, in parte, che ‘gli animali non sono nostri da indossare’, ha pubblicato numerose denunce sull’industria delle pelli esotiche. Il gruppo ha rivelato che gli alligatori vengono tenuti in acque fetide all’interno di capanni umidi e bui. Successivamente il loro collo viene tagliato e gli viene infilata una barra di metallo nella testa, nel tentativo di distruggergli il cervello, spesso mentre sono ancora del tutto coscienti. Struzzi di un anno vengono trasportati tramite camion verso il mattatoio, dove gli operai li mettono a testa in giù in uno storditore, li sgozzano e gli strappano le piume. E i serpenti normalmente vengono inchiodati agli alberi, poi i loro corpi vengono aperti da un lato all’altro mentre vengono spellati vivi.

Tour Banco Mutuo Soccorso da BresciaStorica band in scena propone brani successo cd ‘Transiberiana’

MILANO07 novembre 201913:44

– Il Banco del Mutuo Soccorso torna dal vivo con il tour invernale le cui prime tappe sono stasera a Brescia al Teatro Display e domani a Milano al Dal Verme. La tournèe teatrale porterà la storica band sui palchi delle principali città italiane dopo il successo del recente album ‘Transiberiana’, le cui canzoni saranno proposte per la prima volta dal vivo, da parte di pubblico e critica.
Tra gli appuntamenti: 16 novembre Torino (Teatro Colosseo), 14 dicembre Martina Franca-Taranto (Teatro Verdi), 11 gennaio 2020 Chiasso (Cinema Teatro Chiasso), 31 gennaio Roma (Auditorium Parco della Musica), doppia data il 1 e 2 febbraio Campobasso (Teatro Savoia), 5 febbraio Genova (Teatro Politeama), 27 marzo Avezzano (Teatro dei Marsi), 31 marzo Bologna (Teatro Duse). E’ un periodo felice per la storica band, dopo le dolorose vicissitudini degli ultimi anni. Il gruppo, guidato dal carismatico leader Vittorio Nocenzi, ha ritrovato nuova linfa vitale e rinnovata energia.

Cultura: torna ‘Officina Roversi’ per conoscere opera poetaDue volumi, reading di scritti e messa in scena testo teatrale

BOLOGNA07 novembre 201913:52

– Due volumi appena stampati, un reading di suoi scritti e la prima messa in scena assoluta di un suo testo per il teatro: è quanto propone dal 10 novembre la nuova edizione del progetto ‘Officina Roversi’, avviato dal Comune di Pieve di Cento (Bologna) nel 2017 per ricordare il poeta Roberto Roversi (1923-2012), che fu tra l’altro per anni protagonista di un sodalizio artistico d’autore con Lucio Dalla.
Al Museo della Storia di Pieve di Cento domenica prossima è in programma la lettura integrale de ‘Le descrizioni in atto’, volume pubblicato solo in ciclostile autoprodotto da Roversi, una raccolta-simbolo della più alta poesia civile del Novecento.
Venerdì 22, alla Sala Borsa di Bologna, sarà presentato l’ultimo libro di Roversi, ‘Epifonemi dell’agosto 1983 a Giulianova’, pubblicato da un piccolo editore siciliano, Angelo Scandurra. Il 30, al teatro storico Alice Zeppilli di Pieve di Cento (replica il 28 gennaio ai Teatri di Vita a Bologna), sarà messa in scena per la prima volta l’unica opera teatrale di Roversi pubblicata ma mai rappresentata, ‘La macchia d’inchiostro’.
Stesso luogo, il 15 dicembre, per la presentazione del libro ‘Trenta piccoli viaggi’ di Graziano Campanini, ultimo volume uscito con la prefazione di Roversi; sarà l’occasione per discutere anche sull’attività di promotore culturale di Roversi, sempre disponibile ad aiutare i giovani autori.
“Roberto Roversi – dice il sindaco Luca Borsari – amava Pieve di Cento e per questo abbiamo l’onore di custodire qui il suo archivio privato di lavoro. Anche per questo abbiamo pensato insieme ad Antonio Bagnoli, nipote del poeta ed editore della Pendragon, ad una serie di appuntamenti che consentiranno a tutto il territorio metropolitano di scoprire l’attualità dei testi di una delle figure che hanno contribuito a rendere grande Bologna in Italia e nel mondo”.

Alpini e Protezione civile in difesa dei Beni culturaliEsercitazione interforze in monastero imperiese

GENOVA07 novembre 201914:03

– E’ stato il monastero di san Domenico a Taggia lo scenario del primo giorno operativo della esercitazione interforze denominata Vardirex 2019. Per la prima volta Esercito, Associazione Nazionale Alpini, Protezione Civile e Ministero Beni e Affari Culturali hanno operato per testare le procedure di intervento nel caso in cui siano in pericolo le opere d’arte. Un ipotetico crollo, decine di opere di inestimabile valore, l’intervento della Sala Operativa presso la Prefettura e la conseguente attivazione degli assetti interagenzia. Le unità delle Truppe Alpine e dell’Associazione Nazionale Alpini, formati dai tecnici della Protezione Civile e dagli esperti della Riserva Selezionata dell’Esercito Italiano hanno provveduto all’individuazione, catalogazione e messa in sicurezza di oltre 20 opere, confermando l’efficacia del sistema di sinergie elaborato nelle fasi di pianificazione.
La giornata è stata caratterizzata anche dal completamento dei campi e delle strutture di supporto della Sanità Alpina che nei prossimi giorni costituiranno un elemento importante della Vardirex che è entrata nel vivo con scenari di soccorso di persone in pericolo di vita sia nell’imperiese che nel lodigiano dove si sta provvedendo alla realizzazione di un ponte Baley necessario a causa di un dissesto idrogeologico. Un fuori programma ha visto un nucleo del 32° reggimento Genio guastatori alpino impiegato, a seguito di una specifica richiesta, per alcuni sopralluoghi tecnici reali in alcune zone della provincia colpite dalle pioggia della scorsa settimana.

Zucchero, in tempi non sereni la mia redenzione passa dal blues’D.O.C.’ è il nuovo album in uscita domani il tutto il mondo

07 novembre 201916:31

Esce domani il tutto il mondo il nuovo album di Zucchero. Intitolato ‘D.O.C.’, il lavoro di Adelmo Fornaciari, prodotto da Don Was, ha una scaletta di undici brani inediti, tre bonus track e segna il ritorno in scena di Zucchero a tre anni di distanza dal precedente ‘Black cat’.L’album è stato anticipato dal singolo ‘Freedom’, con l’artista britannico Rag’n’Bone Man. Dal vivo, Fornaciari partirà con un tour mondiale il prossimo aprile e a settembre 2020 tornerà anche all’Arena di Verona, con dodici concerti, per gli unici appuntamenti italiani dell’anno.”Vivo i tempi in cui tutti viviamo – ha detto Zucchero – e ho abbandonato molti doppi sensi perché non è periodo per essere così goliardici e sereni. La mia redenzione, però, passa sempre dal blues”.

Red Hot Chili Peppers a Firenze Rocks 2020Il 13 giugno 2020, è unica data in Italia

FIRENZE07 novembre 201915:54

Concerto dei Red Hot Chili Peppers a Firenze Rocks il 13 giugno prossimo: è l’unica data italiana del gruppo il prossimo anno. Fra gli ospiti del festival fiorentino – prodotto e organizzato da Live Nation Italia, in collaborazione con Le Nozze di Figaro, al Visarno Arena – già annunciati Green Day e Weezer. L’annuncio del concerto dei Red Hot Chili Peppers – oltre 60 milioni di dischi venduti e sei Grammy Awards vinti – è stato dato anche dal sindaco Dario Nardella su Facebook.Firenze Rocks ha portato nel capoluogo toscano, nelle precedenti edizioni, Aerosmith, Guns ‘N’ Roses, Eddie Vedder, Foo Fighters, Ozzy Osbourne, Iron Maiden, System of a Down, Tool, The Smashing Pumpkins, Ed Sheeran e The Cure. Nelle due precedenti edizioni sono stati in totale più di 550.000 le persone arrivate da vari paesi a Firenze per assistere ai concerti.

Boni, io Enrico Piaggio e il mio sogno italianoSu Rai1 film tv il 12 novembre su papà Vespa

07 novembre 201915:02

– Alessio Boni si riconferma un volto di punta della fiction Rai. L’attore bergamasco presta il suo volto con intensità a Enrico Piaggio, il papà della Vespa lo scooter più venduto al mondo. “Era un autentico visionario, un pioniere – ha detto – Comprende che la gente, siamo nel 1945, ha bisogno di muoversi, si inventa la Vespa pensando per prima alle donne e ai preti che hanno l’abito talare. Poi si inventa le rate per il pagamento. Quindi convince i produttori e il regista di Vacanze Romane con protagonisti Gregory Peck e Audrey Hepburn, e che secondo i piani avrebbero dovuto spostarsi per Roma su un calessino, ad utilizzare la sua Vespa. E fu subito successo in America e nel mondo”. Prodotto da Rai Fiction e Movieheart, con la regia di Umberto Marino Enrico Piaggio Un Sogno Italiano è un film Tv in onda su Rai1 in prima serata il 12 novembre presentato a Viale Mazzini dal direttore di Rai Fiction alla presenza del protagonista del regista e del cast.
Con Enrica Pintone nei panni della moglie Paola Piaggio, Roberto Ciufoli nelle vesti del genio progettista Corradi o D’Ascanio, cui Enrico Piaggio si rivolge, Francesco Pannofino in quelle del banchiere senza scrupoli Rocchi Battaglia, e con la partecipazione straordinaria di Violante Placido nel ruolo di Lia Rivelli. Nel cast Beatrice Grano è Suso. Il film parte nel 1945 la fabbrica di Pontedera e’ in macerie, Piaggio avverte la responsabilita’ di creare nuovo lavoro.

Moda: Barocco western per Versace Cruise 2020Rielaborazione dei codici della maison della Medusa

07 novembre 201915:16

– L’esplorazione di varie culture, di diversi riferimenti geografici e periodi storici, mescolati con i codici del brand, rappresenta il dna di Versace. Il brand è stato uno fra i primi italiani ad abbracciare la cultura del Western americano, rielaborando questo genere con un punto di vista europeo. Per la collezione Cruise 2020, la donna Versace viaggia giungendo alla frontiera del West e riscrive le proprie radici con un accenno alla cultura Pop. Le giacche di pelle strutturate sono abbinate a sete stampate e stivali da cowboy. I dettagli iconici in metallo spiccano sui capi e sugli accessori: le fibbie delle cinture stile western, i distintivi a forma di stella, le spille da balia e i medaglioni a forma di testa di Medusa. I cappotti in suede e gli accessori sono arricchiti dal motivo Barocco intarsiato su pelle. Il suede è declinato nei colori del deserto, sabbia, verde e rosso fuoco. Le cappe sono in lana jacquard, con i codici del brand che danno risalto al motivo Barocco a V. Le fodere dei cappotti proseguono con risvolti ed orli asimmetrici, ispirandosi alle coperte e ai ponci sfrangiati. I capospalla sono abbinati alle stampe Barocco Western e i colorati tweed strutturati sono arricchiti da inserti di pelle. Una nuova manica a sbuffo è abbinata agli abiti drappeggiati ispirati ai foulard. Le spalle esagerate prendono forma grazie alla seta attorcigliata e annodata. I pantaloni con stampa Barocco sono svasati. Le stampe d’archivio sono accennate sulle maniche, sui colletti e sugli inserti delle gonne. Gli abiti stampati dalle silhouettes fluide sono proposti nei colori dell’ambra, del verde ginepro e del rosa, sovrapposti a paesaggi desertici e ad elementi presi in prestito dal mondo del rodeo. La collezione uomo reinterpreta la figura del cowboy ispirandosi allo stile da biker. Le classiche giacche da motociclista in denim e in pelle sono impreziosite da finiture ispirate al mondo del rodeo. Gli abiti dal taglio sartoriale sono abbinati a cinture stile Western e a bolo tie da cowboy con la testa di Medusa.

Un’antichità moderna, memorie di bellezza classicaA Villa Medici esposte 87 opere in collaborazione con il Louvre

07 novembre 201916:34

– Un’importante testimonianza storica a cavallo tra i secoli, ma anche un innegabile trionfo di virtù e bellezze del mondo classico che emoziona e sorprende: apre l’8 novembre la mostra “Un’Antichità moderna” allestita fino al 1 marzo negli ampi spazi dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e a cura di Jean-Luc Martinez ed Elisabeth Le Breton. Il progetto, che l’Accademia ha realizzato in collaborazione con il Museo del Louvre, punta a valorizzare i calchi in gesso di opere d’arte della Grecia classica ed ellenistica, oggi scomparse e riesumate dalla Roma Imperiale e in seguito riscoperte a Roma nel Rinascimento, che la Francia decise di realizzare a partire dal XVII secolo (dal momento che le statue in marmo non si potevano spostare in ottemperanza alle leggi pontificie) per rievocare tutta l’armoniosa perfezione del mondo antico. In una sorta di passeggiata storica, la mostra presenta al pubblico 87 opere in gesso, oggetto di approfonditi studi scientifici negli ultimi anni, provenienti per la maggior parte dalla collezione dell’Accademia di Francia a Roma e dal Louvre, ma anche dagli Ateliers d’Art della Réunion des Monuments Nationaux del Grand Palais, dalla Cité de la Céramique Sèvres et Limoges, dalla Biblioteca Nazionale di Francia, dal Museo dell’Arte Classica del Polo Museale dell’Università La Sapienza di Roma.

‘Mente locale’ festival sul tema del territorioNelle province di Bologna e Modena dal 13 al 17 novembre

07 novembre 201916:48

– Quattordici film (selezionati tra 3.920) in concorso a ‘Mente locale’, il festival internazionale dedicato al territorio dal 13 al 17 novembre tra le province di Modena e Bologna: a Vignola, Valsamoggia e Savignano sul Panaro.
In palio due premi di mille euro per la categoria ‘non fiction’ e ‘fiction’ e menzioni speciali. Per la non fiction, i temi sono legati a drammi, dall’inquinamento di ‘Copper mountains’ al racconto del paese più bombardato del mondo, il Laos di ‘The Remnants’, dalla vita di una pastora iraniana in ‘Beloved’ ai progetti di sviluppo nel Senegal di ‘Nouvelle vague Kafountine’ fino alla vita sul treno transiberiano di Vostok n.20′. Nei titoli sull’Italia spazio a memoria e bellezza da conservare, come lo spopolamento dell’Irpinia e la rinascita dei borghi d’Abruzzo. Per la fiction in gara ‘Agua mole’ su un villaggio portoghese che scompare; la fuga di ‘Tariq’ dalla Siria; l’incontro fra due bambini di ‘Les enfants du rivage’ e ‘Rosso’, un pescatore che trova un corpo in mare.

A Milano arriva il misterioso Esercito di Terracotta’Grazie ai calchi originali un’esposizione unica per fruibilità’

07 novembre 201917:19

– Si respira l’immensità della Cina nella mostra sull’Esercito di Terracotta che si inaugurerà domani a Milano alla Fabbrica del Vapore. Un’esposizione davvero unica nel suo genere, che trasporta il visitatore indietro nel tempo di 2.200 anni, a Xi’an, nella parte orientale del grande Paese asiatico dove si trova il grande sito archeologico.
Trecento pezzi, tra soldati e oggetti, per “la più grande e completa ricostruzione” della colossale area archeologica, 50 Km quadrati di necropoli “qualcosa di comparabile soltanto alla piana di Giza, o a Machu Picchu – ha detto il curatore, Fabio Di Gioia -. Opere che escono dalla Cina solo in rare occasioni, e in numero limitato. Mentre nella mostra italiana, grazie all’ utilizzo dei calchi usati per i restauri si è potuto ricostruire una delle ‘fosse’ in cui si trova diviso l’esercito”. Un percorso di 1.800 mq, con 170 soldati, e sale espositive dove la fruizione è al centro, pensato soprattutto per le scuole.
“Nel 1974 un contadino ha trovato alcune statue che poi, dopo l’intervento degli archeologi, sono diventate quasi 8mila, di cui oggi ne sono fruibili 5-6 mila, in una decina di ‘fosse’ rettangolari all’interno della necropoli dell’imperatore, dove ve ne sarebbero forse ancora migliaia, molte delle quali in fosse vuote per la morte prematura del re. Un’opera misteriosa e ciclopica, dove lavorarono 700mila persone, una immensa cittadella le cui grandi tombe sono ancora da scavare”. Sempre l’Italia, nel 2020, alla Reggia di Caserta, dovrebbe ospitare una straordinaria mostra con i soldati originali.

Words Edizioni, arriva una nuova casa editriceI primi titoli in libreria a gennaio 2020

07 novembre 201917:20

– Arriva Words Edizioni, una nuova casa editrice che vuole “ridare importanza e spazio alla parola, strumento che lega ogni libro al suo lettore, attraverso un lavoro accurato e di qualità sui testi e lavori grafici accattivanti e innovativi”.
Il progetto è nato dall’idea di quattro donne, quattro amiche che vengono da mondi professionali differenti. “Tutte e quattro abbiamo avuto esperienze in ambito editoriale a più livelli, ognuna per le proprie competenze. Ci accomuna la passione per i libri e il desiderio di dare nuova dignità alla parola scritta” spiega la titolare della casa editrice, Anita Sessa.
Words Edizioni si rivolge a un pubblico eterogeneo e si occuperà di opere di generi vari, dal romance al fantasy, dal thriller alla narrativa, alla storia, che possano rivolgersi ad un ampio bacino d’utenza.
I primi titoli della nuova casa editrice – che ha sede ad Albanella, un paesino della provincia di Salerno, alle porte del Cilento, che confina con Paestum – usciranno a gennaio 2020.
“Partiremo con un bellissimo regency, ambientato nell’Inghilterra dell’800, per poi passare ad uno storico con un bel po’ d’azione e mistero e ancora un dark romance, ambientato tra America ed Est Europa. Questi sono solo i primi titoli, ma abbiamo un ricco calendario che prevede dalle due alle tre pubblicazioni mensili” annuncia la Sessa. E ci tiene a sottolineare che “la base fondante del progetto è la volontà di andare a recuperare quella che è la parola scritta, nel tempo sempre più svalutata e svilita, ridandole dignità e importanza.
Crediamo fortemente nel potere della parola, nell’importanza che ha nel quotidiano di ognuno di noi. Vogliamo che torni ad essere ispirazione, cambiamento e rivoluzione”.

Giorgio Tirabassi dimesso dall’ospedale di AvezzanoEra stato ricoverato venerdì dopo un infarto

AVEZZANO07 novembre 201913:20

Giorgio Tirabassi, l’attore ricoverato venerdì scorso all’ospedale di Avezzano a seguito di un infarto, è stato dimesso ieri sera ‘in ottime condizioni cliniche’ come recita il bollettino medico. Il noto personaggio del mondo dello spettacolo, al momento di lasciare l’ospedale, ha ringraziato l’équipe medica del reparto di cardiologia-Utic-emodinamica, diretto dal dr. Giuliano Valentini, composta da Sabrina Bencivenga, Elvasio Berardini, Michele Carrozza, Cristiana Ippoliti, Valerio Lucci, Romina Murzilli, Lazzaro Paraggio, Elisa Salustri e Flavio Tiburzi.

I ringraziamenti dell’attore, oltre ai medici, hanno riguardato tutti gli altri operatori che l’hanno assistito, vale a dire gli infermieri e il personale ausiliario. Il direttore sanitario dell’ospedale, dottoressa Lora Cipollone, dal momento dell’arrivo in ospedale di Tirabassi fino alle sue dimissioni, ha coordinato tutte le fasi interne e garantito la privacy al celebre degente.

Scuola, più lavoro con professionali e tecnici Guida agli istituti superiori da Nord a Sud elaborata dalla Fondazione Agnelli

TORINO07 novembre 201911:17

Frequentare istituti tecnici e professionali dà più possibilità rispetto al passato di trovare un lavoro dopo il diploma, soprattutto al Nord e al Centro Italia. Più articolata la situazione al Sud, dove ci sono situazioni di crescita e altre di stagnazione. Lo rivela la nuova edizione di Eduscopio.it della Fondazione Agnelli con i dati aggiornati sulle scuole superiori che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma.Il portale – nato nel 2014 e gratuito – si propone di aiutare a scegliere la scuola dopo la terza media ed è diventato un riferimento per le famiglie e per le stesse scuole come dimostrano gli oltre 1,5 milioni di utenti che hanno a oggi visitato il portale, con 6.7 milioni di pagine consultate. Gli studenti possono comparare le scuole dell’indirizzo di studio che interessa nell’area dove risiedono, sulla base di come queste preparano per l’università o per il mondo del lavoro dopo il diploma. Informazioni più affidabili del ‘passa parola’.
La Fondazione Agnelli dedica una sezione alle scuole che preparano al lavoro, mettendo sotto la lente gli esiti lavorativi di più di 500 mila diplomati. Il portale permette di conoscere la percentuale di occupati che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal diploma tra quanti non si sono immatricolati all’università.Per i tecnici tecnologici (industriale e geometra) nel Nord-Ovest l’indice sale dal 57% dei ragazzi diplomati nel 2014 al 60,3% di quelli che hanno finito la scuola nel 2016, nel Nord-Est dal 65 a 67,5%, nel Centro dal 46 al 53%, al Sud dal 33 a 35%. Per i professionali la crescita è nel Nord-Ovest dal 60 al 68%, nel Nord-Est dal 70 a 76%, nel Centro dal 52 al 61% e nel Sud dal 34 al 38%.Eduscopio si occupa anche di come i licei italiani preparino agli studi universitari. A Roma il Torquato Tasso è nuovamente il miglior Classico, ma l’Ennio Quirino Visconti è ora secondo (risalendo numerose posizioni), più indietro il Mamiani. Tra gli Scientifici capitolini l’Augusto Righi resta in testa davanti al Virgilio. A Milano, invece, tra i Classici sempre prima la paritaria Alexis Carrel della Fondazione Grossman, ma lo statale Berchet torna al secondo posto. Si conferma in testa, tra gli Scientifici, l’Alessandro Volta. A Napoli sempre primo fra i Classici il Sannazaro, ma fra gli Scientifici ora primeggia il Convitto Vittorio Emanuele II, testa a testa con il Mercalli, entrambi di gran lunga i migliori della città. Così come sempre primo a Torino resta il Cavour fra i Classici e il Galileo Ferraris fra gli Scientifici.

Arrivano i giovani-vecchietti di Di Gregorio

Arrivano i giovani-vecchietti di Di Gregorio /TrailerAl Tff ‘Lontano lontano’ con Colangeli e ultimo Fantastichinii

07 novembre 201909:37

Dal trailer si annuncia delizioso ‘Lontano lontano’ film diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini e Giorgio Colangeli. E questo per tanti motivi. Intanto c’è il tratto delicato del regista di ‘Pranzo di ferragosto’ che tra gli altri meriti ha quello di aver sdoganato il vero dialetto romano, dolce e privo di volgarità, e poi perché mette in campo quella condizione esistenziale molto comune, ma non al cinema, della terza età, ovvero dei pensionati. Il film, che sarà presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile della 37/ma edizione del Torino Film Festival e in sala giovedì 5 dicembre distribuito da Parthènos, racconta come non sia mai troppo tardi per dare una svolta alla propria vita anche se si hanno i capelli bianchi. O almeno è quello che pensano Attilio (Fantastichini alla sua ultima interpretazione), Giorgetto (Colangeli) e il “Professore” (Di Gregorio), tre pensionati romani stanchi del loro quotidiano arrabattarsi che sognano di scappare in qualche posto esotico dove la loro piccola pensione vale più che in Italia. Cominciano così a raccogliere il capitale necessario, ma non è facile lasciare le proprie abitudini.
“L’idea di questo film nasce da una conversazione con Matteo Garrone – spiega Di Gregorio – che conoscendomi profondamente mi stimolò a scrivere di un pensionato povero che è costretto ad andare all’estero per migliorare le sue condizioni di vita.
L’idea mi folgorò e dopo tre anni di lavoro sono arrivato a scrivere prima un racconto, pubblicato da Sellerio e poi la sceneggiatura del film”.
E tutto questo per parlare di un tema “che mi sta molto a cuore: l’istinto buono, quello che abbiamo tutti, certo chi più e chi meno, ma tutti, io credo. Mentre scrivevo queste storie individuali, la realtà delle cose e in questo caso specifico le tragedie in mare legate all’immigrazione, sono entrate prepotentemente nella storia. Ed è nato un nuovo personaggio – continua il regista -, il vero viaggiatore dei nostri tempi, incarnato nel nostro film da Abu, un giovane africano arrivato in Italia con un gommone”.
Infine da Di Gregorio un ricordo di Ennio Fantastichini: “È stato un uomo e un attore straordinario, che nascondeva dietro la sua spumeggiante leggerezza una grande tensione artistica e morale e ha trasformato il suo personaggio in un archetipo. Per tutti noi che abbiamo fatto questo film è un’enorme assenza”. Nel cast del film, prodotto da Bibi Film con Rai Cinema in coproduzione con la francese le Pacte, anche Daphne Scoccia, Salih Saadin Khalid, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado, Galatea Ranzi e Roberto Herlitzka.

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‘Bikeconomy’, fra memoria e visione
Volume scritto da avvocato Santilli e giornalista Soldavini

03 novembre 2019 13:04

– Itinerario, cammino, passione, futuro, storia che si fa prospettiva, memoria che guarda al domani. In due parole lo sguardo su un mondo antico e ora visionario, ma con le radici ben piantate nella società, e allo stesso tempo un impianto di analisi concreto e reale. Appaiono queste le linee guida – l’esplorazione di un universo non così conosciuto – di ‘Bikeconomy’, sottotitolo ‘Viaggio nel mondo che pedala’, che in maniera originale affronta un settore molto più complesso di quello che sembra e che potrebbe riservare più di una sorpresa sullo scacchiere dello sviluppo globale.
Il libro, edito da Egea casa editrice dell’Università Bocconi (18 euro, 166 pagg.), è stato scritto dall’avvocato d’affari Gianluca Santilli, che si definisce “ammalato delle due ruote”, e dal giornalista del Sole 24 Ore, Pierangelo Soldavini, esperto di tecnologia e innovazione e “innamorato della poesia del mondo legato alla bicicletta”.
Nel volume – ricco di dati, excursus, storie, ricordi – si affrontano tutte le potenzialità del settore della bicicletta e si aprono interrogativi, alla società civile ma anche nei fatti al mondo della politica, sui quali varrebbe la pena interrogarsi su più piani. La viabilità nelle città e nelle megalopoli, la nuova economia della condivisione, la logistica delle consegne a domicilio, la filosofia del benessere e del movimento lento, la sostenibilità, l’epica dell’avventura. Tutto però approfondito in modo rigoroso cosicché il contributo non sia solo di idee.

La paura tra Dustin Hoffman e Toni ServilloIn sala il nuovo thriller di Donato Carrisi

03 novembre 201913:50

Thriller, mistery, noir, horror, fantasy e anche un po’ fumetto, ‘L’uomo del labirinto’ di Donato Carrisi non manca certo di generi ed è labirintico anche riguardo a tempo e luogo. Tratto dal libro omonimo di Carrisi (Longanesi), il film, in sala da mercoledì 30 ottobre con Medusa in 400 copie, mette in campo un super cast con Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè e Vinicio Marchioni per raccontare una storia nera dove a fare paura è un coniglio alla Donnie Darko. Di scena la storia di Samantha Andretti (Bellè), una ragazza rapita mentre si recava a scuola. L’investigatore privato Bruno Genko (Servillo) ha l’incarico di ritrovare la ragazzina, ma ogni tentativo risulta vano. Quindici anni dopo la ragazza si risveglia in un letto d’ospedale, è cosciente, ma non ricorda nulla. Ad assisterla un profiler, il dottor Green (Dustin Hoffman), che cerca in tutti i modi di recuperare la sua memoria. Chi l’ha tenuta prigioniera? Samantha si ricorda solo di un oscuro e buio labirinto dove è stata prigioniera tra fame, sete e terrore. Nel frattempo Genko, a cui è stato comunicato che ha solo due mesi di vita per una rara malattia di cuore, quando viene a sapere che Samantha è riapparsa, torna alle sue indagini. Tra agenti con tanto di distintivo al collo, un dipartimento persone scomparse che sembra uscito da un libro di Kafka, bar malfamati, un caldo che rende tutti sudati, un investigatore privato in bretelle alla guida di una Saab cabrio 900, il film scorre tra atmosfere alla David Lynch, tra realtà e fantasia, ma forse tutto quello che vediamo è solo nella testa dei protagonisti. “Sono partito da un dato di fatto – spiega oggi Carrisi, già autore de La ragazza nella nebbia -: la mia storica claustrofobia. Poi ci ho messo anche la mia paura del buio e inserito nel labirinto delle porte dietro le quali ci sono altrettante paure. Tutti abbiamo l’illusione di aver superato i nostri timori infantili e invece sono ancora lì”.
Dustin Hoffman? “È bastato raccontargli la storia e dirgli che c’era Toni Servillo ed ha subito accettato. Erano anni che non faceva ruoli da protagonista – spiega sempre Carrisi -. Dustin si è tanto divertito che non voleva andare più via da Cinecittà che per lui era come un tempio anche perché ci aveva girato Fellini”. Film di riferimento? “Sicuramente quelli di Lynch, ma anche ‘Game’ e ‘Il silenzio degli innocenti'”. Dice infine Servillo di questo film che va forte nelle vendite all’estero: “C’è il racconto di una città immaginaria non collocabile nel tempo e nello spazio, una sorta di labirinto mentale dove il mio personaggio, un detective chandleriano, si inoltra nei suoi personali gironi infernali”.

Moda green, dalle piume riciclate alla fur freeStella McCartney lancia gli stivali sostenibili con Hunter

03 novembre 201915:53

– Mentre Stella McCartney, pioniera della green fashion, in collaborazione con Hunter presenta i primi stivali in gomma sostenibile, e prepara il lancio della Koba Fur Free Fur, la prima pelliccia biologica prodotta con l’utilizzo d’ingredienti vegetali, giunge notizia che anche Thindown, primo unico tessuto di piuma al mondo interamente prodotto in Italia da Nipi (Natural Insulation Products Inc.) è ora disponibile nella nuova versione realizzata con piuma 100% riciclata.
Una “notiziona” perchè Thindown Recycled conferma l’attenzione da parte di chi l’ha creato, verso i prodotti naturali e lo sviluppo sostenibile: due requisiti ai quali si stanno convertendo la maggior parte delle case di moda, soprattutto quelle che realizzano piumini e capospalla imbottiti. Ma anche le aziende di ski e outdoor, sportswear, accessori, home, footwear, abbigliamento militare. Inoltre il nuovo material rispecchia il modello di produzione dell’economia circolare, che si basa sul riutilizzo delle materie prime estendendo il ciclo di vita dei prodotti per creare un sistema virtuoso. Il nuovo tessuto è “upcycle”, ovvero dona nuova vita e valore a un prodotto dismesso, riducendo al minimo gli scarti, consuma poca energia e produce un impatto minimo sull’ambiente.
La piuma utilizzata per Thindown Recycled, certificata GRS (Global Recycled Standard, standard internazionale della piuma riciclata) viene ricavata da piumini e coperte che hanno terminato il loro ciclo di vita. Di provenienza europea la piuma dismessa viene lavata, igienizzata depolverizzata, sterilizzata, rigenerata

L’autrice di ‘Piccole donne’ non amava Jo MarchLo racconta una nuova biografia su Louisa May Alcott

03 novembre 201916:02

03 novembre 201916:02

– Chiunque abbia letto e amato ‘Piccole donne’ ha identificato l’autrice Louisa May Alcott con la vivace ed esuberate protagonista del romanzo, Jo March. Se si considera poi che la giovane eroina fa di tutto per diventare scrittrice la sovrapposizione è completa. Ma un libro appena uscito per le edizioni ‘Jo March’, l’omonima piccola casa editrice umbra, viene a scardinare questo profondo credo che ha accomunato le appassionate lettrici di ‘Piccole donne’. Dunque, mentre attendiamo l’uscita del nuovo film sulle gesta delle quattro sorelle March, programmata per la fine di gennaio con un cast d’eccezione di cui fanno parte Saoirse Ronan, Emma Watson, Timothée Chalamet, Laura Dern e Meryl Streep, apprendiamo che la Alcott faticava moltissimo a riconoscersi nella sua eroina e ancor più nella famiglia esemplare e unita che aveva costruito intorno a lei. L’autrice della biografia sulla Alcott, Martha Saxton, americana nata a New York, insegnante all’all’Università di Amherst, lo ha scoperto andando alla ricerca della verità sulla scrittrice, scandagliando la sua vita lontano dal successo editoriale, nelle zone d’ombra della sua produzione letteraria più inquieta , nel profondo e sofferto rapporto con i genitori.

Fiorello testimonial traghetta nuovo pubblico su RaiPlayViva RaiPlay, lo show debutta per la app streaming

03 novembre 201919:47

Con un testimonial entusiasta come Fiorello, parte rinnovata la piattaforma RaiPlay, un catalogo praticamente infinito di film, fiction, documentari, programmi con lo spettatore-direttore a decidersi il palinsesto e a fruire di contenuti da pc, ta blet, smartphone e smart tv. Fiorello, che ha fatto un blitz da Mara Venier a Domenica in, si è lasciato contagiare dalla possibilità di traghettare nuovo pubblico tra i meandri contemporanei dello streaming. Si comincia ‘come esca’ su Rai1: dopo il Tg1 delle venti di lunedì 4 novembre partirà “Viva RaiPlay!”, il nuovo varietà di Fiorello, appuntamento quotidiano di quindici minuti che sarà in onda su Rai1 e RaiPlay per cinque giorni, fino all’8 novembre. Sarà un’anteprima dello show di 50 minuti che dal 13 novembre si vedrà in esclusiva sulla rinnovata piattaforma della Rai ogni mercoledì, giovedì e venerdì, sempre alle 20.30. Nella “multilocation” di via Asiago 10, storica sede di Rai Radio, andrà in scena un insolito e innovativo varietà, dove per varietà s’intende proprio la contaminazione e la diversificazione di stili, idee e linguaggi portati in scena da Fiorello. Il flusso di ospiti darà vita ad un imprevedibile spettacolo nello spettacolo con grandi nomi del mondo della musica e giovani star del web che si alterneranno sul palco, anzi sui palchi, di “Viva RaiPlay”. Al fianco di Fiorello ci sarà un cast composto da vecchie e nuove conoscenze: l’immancabile maestro Enrico Cremonesi, Danti, gli Urban Theory, i Gemelli di Guidonia, l’attore e regista Phaim Bhuiyan, un “inedito” Vincenzo Mollica e il tiktoker da 7 milioni di follower Luciano Spinelli.
“Il ‘Buonasera signori e signore’ sarà abolito, non c’è più sera, mattina o pomeriggio, è un contenuto che può essere visto in qualunque orario”. Con 18 show live pensati per la app di RaiPlay, Rosario Fiorello a quasi 60 anni torna in campo. La app con nuova grafica, menu semplificato e ricerca più intuitiva sbarcherà su tutti i device ma, soprattutto, RaiPlay diventerà un vero e proprio canale OTT che proporrà sia programmi in diretta che contenuti on demand e vere e proprie esclusive, come appunto il “Viva RaiPlay” di Fiorello. “Questo di VivaRaiPlay – ha detto Fiorello alla presentazione è un inizio, come la tv a colori, la terza rete. A volte mi sorprendo di come faccio ad accettare certe cose. Ho 60 anni, mi piacciono le sfide, se mi avessero chiesto di fare un programma di 4 puntate su Rai1 avrei detto di no, sarebbe statofacile, ma non altrettanto interessante. Farò uno show in 50 minuti, tutto da inventare, libero come sono sempre stato”.

Arrivano gli alieni di War of the WorldsByrne e McGovern nella serie Fox dal romanzo di H.G.Wells

03 novembre 201919:48

Il countdown all’invasione aliena è iniziato. Dal 4 novembre alle 22.05 su Fox (Sky, 112), andrà in onda War of the Worlds, la serie tratta dal romanzo fantascientifico e apocalittico di H.G. Wells ambientata ai giorni nostri e prodotta da Canal+ e Fox Networks Group Europe & Africa. Al centro della trama il primo contatto extraterrestre grazie all’intercettazione di una trasmissione proveniente da un’altra galassia che conferma definitivamente l’esistenza di vita intelligente fuori dal pianeta Terra. Mentre l’umanità attende l’evolversi degli eventi, lo scenario diventa presto catastrofico. La Terra viene pian piano invasa dagli alieni e la razza umana rischia lo sterminio. I sopravvissuti sono pochissimi e dovranno cercare di restare in vita cercando un rifugio sicuro in una nuova realtà dominata dagli alieni.
Il vincitore del Golden Globe e protagonista in Hereditary e In Treatment, Gabriel Byrne, guida il cast della nuova serie insieme a Elizabeth McGovern, candidata all’Oscar e di recente tornata alla fama per il ruolo della contessa Cora Crowley in Downton Abbey. La serie scritta e creata dal vincitore del premio Bafta Howard Overman (Misfits, Crazyhead, Merlin) ha in Gilles Coulier (De Dag, Cargo, The Natives) il regista dei primi quattro episodi e Richard Clark (Innocent, Versailles) per gli episodi dal quinto all’ottavo. Questa nuova versione, dopo gli illustri precedenti di Steven Spielberg e Orson Welles, è composta da 8 episodi da un’ora, e verrà trasmessa sui canali Fox di oltre 50 Paesi fra Europa e Africa.

Baudo, pronto a tornare, se nasci torero lo sei per sempreDa Diaco racconta “cinema e giornali, ma la tv mi manca”

3 novembre 201917:53

“Se non mi emozionasse, sarebbe tutto finito. L’emozione si trasmette attraverso la telecamera, la gente la percepisce a casa. Quindi io ogni volta che appaio in televisione, guardo la telecamera e quando si accende la lucetta rossa, io provo dei sentimenti” così Pippo Baudo intervistato da Pierluigi Diaco a io e Te su RaiUno ha parlato del suo rapporto con la tv. L’artista, colonna della televisione italiana, ha spiegato di trascorrere le sue giornate sempre in attività: “Vado molto al cinema, seguo sia il cinema italiano sia straniero. Devo dire che mi interesso molto. Leggo, ovviamente, tutti i giorni, sono informatissimo… i giornali per me sono un patrimonio del quale non posso fare a meno”. Baudo ha raccontato di non sentirsi in pensione ma anzi pronto se la tv lo chiamasse ancora: “Ci penso ci penso, certo, la voglia di stare sempre nell’arena c’è! Caro Diaco, quando uno nasce torero, deve fare il torero per tutta la vita, non c’è niente da fare!”. La tv gli manca e non ne fa mistero. I ricordi sono infiniti ma la giornata speciale della sua carriera risale al 1967, “quando fui chiamato da Guido Sacerdote che mi disse: “Tu sei il quarto presentatore per studio 1, devi partecipare assieme a Corrado, Mike, Tortora con Mina a una puntata di Studio 1 di Antonello Falqui”.

Festival Popoli, sold out Film Sea WatchFirenze,documentario illustra attività della ong in Mediterraneo

FIRENZE03 novembre 201917:53

Tutto esaurito in sala per la prima italiana del documentario ‘Sea-Watch 3’ al cinema La Compagnia di Firenze per l’inaugurazione del 60/o Festival dei Popoli, il festival dedicato al film documentario più antico d’Europa.
Presenti alla proiezione i registi Jonas Schreijäg e Nadia Kailouli che hanno raccontato come “hanno documentato, fin dal primo giorno, l’equipaggio della Sea Watch 3, da quando salvarono 53 persone su un gommone alla deriva e poi nei tempi successivi”. Il documentario illustra il susseguirsi delle vicende della ong fino a filmare quando la guardia costiera è salita a bordo per consegnare una comunicazione firmata dall’ex ministro Matteo Salvini. Il documentario dà particolare attenzione al ruolo ricoperto da medici e personale di bordo tra cui Carola Rackete. “Ci tengo a sottolineare – ha spiegato la regista – che il documentario non è su Carola Rackete ma un lavoro corale sulle vicissitudini di bordo dando spazio ai profughi e al personale”.

A gennaio 2020 The New Pope di Sorrentino

Diffuso teaser serie Sky-Hbo-Canal+ con John Malkovich e Jude Law

03 novembre 201918:42

Andrà in onda in esclusiva per l’Italia su Sky a gennaio 2020, The New Pope, la serie originale SKY-HBO-CANAL + creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino e ambientata in Vaticano. “Indolente, presuntuoso, irresponsabile, vanitoso” si autodefinisce il nuovo papa interpretato da John Malkovich nel nuovo trailer diffuso oggi e in cui tutta l’atmosfera provocatoria e trasgressiva della serie sembra venir fuori, a concludere con il sorriso irresistibile e beffardo di Pio XIII ossia Jude Law, il papa che è in coma ma ancora vivo. The New Pope, scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è in nove episodi, tutti diretti dal premio Oscar Sorrentino (ora in America a preparare il nuovo film, con Jennifer Lawrence protagonista, Mob Girl).
Prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte di Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio, la serie è distribuita da Fremantle. Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in “The Young Pope”. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir e Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.The New Pope è una serie Sky Original, legata alla crescita di investimenti in produzioni originali Sky annunciati per il lancio di Sky Studios, la nuova casa di produzione e sviluppo pan-Europea. Ed è l’ultima, in ordine di tempo, delle serie esclusive targate Fremantle.
Fremantle ha ideato molte serie TV di successo tra cui L’amica geniale prodotta da Wildside in Italia, American Gods prodotta da Fremantle North America, Picnic a Hanging Rock prodotta da Fremantle Australia, The Rain prodotta da Miso e Deutschland 86 prodotta dalla UFA in Germania.

Casey Affleck padre post-apocalitticoAttore, Light of My Life è solo una storia per i miei figli

04 novembre 201909:37

A lui, uomo di oltre quarant’anni (Casey Affleck), tocca fare anche la mamma alla figlia Rag (Anna Pniowsky) di undici anni e spiegarle con grande imbarazzo che se un domani vedrà del sangue tra le gambe non deve preoccuparsi troppo. E questo poi in un mondo post-apocalittico, alla deriva, dopo che un virus ha sterminato gran parte della popolazione femminile e dove la figlia deve nascondersi. A raccontare tutto questo è ‘Light of My Life’ diretto, scritto ed interpretato da Casey Affleck, già film di chiusura ad Alice nella città e in sala dal 21 novembre con Notorious Pictures. “Un lavoro – dice oggi a Roma l’attore premio Oscar per Manchester by the sea – che parte proprio dalle storie che raccontavo per la buonanotte ai mie figli e nipoti e in cui, alla fine, parlo un po’ di me”. Siamo in un futuro prossimo dove una misteriosa malattia ha ucciso la maggior parte delle donne, sterminando quasi del tutto la popolazione femminile, e reso, anche per questa innaturale assenza, molto più violenti e brutali gli uomini sopravvissuti. Rag e suo padre cercano però di sopravvivere nascondendosi tra i boschi del Midwest pieni di neve. Al padre poi il compito di nascondere la figlia, a cui fa tagliare i capelli per farla sembrare un maschio e soprattutto quello di darle un’etica e i mezzi per sopravvivere da sola in caso lui venisse meno. Ma, nonostante precauzioni e accorgimenti, i due si troveranno a un certo punto ad affrontare una situazione che farà precipitare in un attimo il loro precario equilibrio. “Noi tutti cerchiamo di proteggere i nostri figli dal mondo, una cosa del tutto normale – spiega Affleck oggi a Roma -. Mentre scrivevo la sceneggiatura avevo un bambino molto piccolo perciò conosco bene cosa sia la voglia di proteggerli ed educarli. Anche se va detto – sottolinea – che il vero pathos nel film non viene tanto dalla minacce di questo mondo alla deriva, ma dall’inevitabile perdita d’innocenza”. Per quanto riguarda poi le tematiche del film e il suo significato più intimo, Affleck spiega come abbia fatto tesoro dell’esperienza sul set con Gus Van Sant in ‘Gerry’. “Ogni volta gli chiedevo dove stavamo andando – dice – lui mi spiegava che non lo sapeva affatto e che bisognava lasciar andare avanti le cose da sole”. Tanti i film e i libri a cui si è ispirato Casey Affleck come ‘I am legend’ o ‘La strada’ di Corman McCarty, “ma ho sempre cercato di essere originale per quanto possibile” dice l’attore 44enne che viene da una famiglia di artisti. Perché tanti film in Usa con un futuro negativo? “Forse perché non ci sono aspettative positive negli States”. Film femminista? “Forse sì, anche se non sono uno scrittore capace di indicare un particolare messaggio politico. Tiro solo fuori cose personali nei miei film”. L’Oscar? “Non credo abbia cambiato troppo la mia vita. Alla fine mi piace essere al servizio di una storia, ma ancor più forse stare sia avanti che dietro la macchina da presa. E questo per raccontare storie che parlano di me e di come vedo la vita”.

Artissima chiude con 55mila visitatoriA Torino 400 curatori e direttori musei, 5.500 collezionisti

TORINO03 novembre 201920:06

– Si chiude a Torino la 26esima edizione di Artissima, unica fiera italiana dedicata solo al contemporaneo, che si conferma tra i grandi appuntamenti internazionali del contemporanea. Sono stati 55 mila i visitatori all’Oval nelle quattro giornate di apertura, con 43 Paesi rappresentati da 208 gallerie, di cui 49 per la prima volta in fiera, 129 straniere. Oltre 400 i curatori e i direttori di musei presenti, il 68% provenienti dall’estero, e 5.500 i collezionisti.
“Sono soddisfatta per l’alto livello delle proposte e per essere riuscita a portare a Torino gallerie assenti da tempo”, commenta Ilaria Bonacossa, che ha diretto Artissima per il terzo anno consecutivo. “I commenti dei collezionisti e degli addetti ai lavori me lo confermano – aggiunge -: alla fiera sono stati riconosciuti un’energia creativa senza precedenti e un’attenzione particolare verso le pratiche sperimentali. Molti l’hanno definita la migliore edizione degli ultimi anni”.
L’appuntamento è per la prossima edizione a novembre 2020.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Incassi Usa, in testa Terminator “delude attese”29 mln dollari per sesto film saga. Seguono Maleficent e Joker

04 novembre 201909:54

Il ritorno di Linda Hamilton, di nuovo in coppia con Arnold Schwarzenegger per il sesto capitolo del franchise Terminator (Terminator – Destino oscuro) ha deluso le attese, secondo gli analisti, al botteghino americano: appena 29 milioni di dollari al debutto per la pellicola diretta da Tim Miller e di nuovo con James Cameron produttore.
Nel weekend hanno debuttato anche Harriet, il film d’animazione Arctic Dogs (realizzato dall’italiano Iervolino), Motherless Brooklyn con Edward Norton. Per il secondo e terzo posto al b.o. Usa è battaglia tra Maleficent: Mistress of Evil e Joker: entrambi intorno ai 12.5 milioni di dollari nel fine settimana. Joker potrebbe sfiorare nel totale i 300 milioni di dollari dall’uscita 5 settimane fa (934 milioni worldwide) e diventare il settimo più grande successo americano di adattamento di un fumetto DC Comics. Quanto al secondo capitolo di Maleficent siamo intorno, secondo i dati Mojo, a 84 milioni di dollari per incasso Usa, 383 milioni worldwide in tre settimane.

The Irishman, i malinconici mafiosi di ScorseseDe Niro, Pacino e Pesci star film su sparizione Jimmy Hoffa

04 novembre 201909:42

Arriva in sala dal 4I al 6 novembre (p oi dal 27 su Netflix) il nuovo film di Martin Scorsese, The Irishman, una saga epica dove il passare degli anni e’ sottolineato dalla tecnologia digitale che ha ‘giocato’ con l’eta’ dei suoi principali protagonisti, tutti attori da Oscar come Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Un film molto malinconico, quasi un testamento, dove aleggia sempre la difficile condizione umana, la sua precarieta’. The Irishman e’ un’epica storia sulla criminalita’ organizzata nell’America dal dopoguerra ad oggi. La vicenda è raccontata da Frank Sheeran (De Niro) veterano della Seconda Guerra Mondiale, imbroglione, eterno gregario e soprattutto sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure piu’ importanti del XX secolo tra cui il leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Pacino) con cui instaura un autentico rapporto di amicizia. Tratto dall’omonimo libro di Charles Brandt, il film racconta, nel corso di decenni (si arriva fino al 2000), uno dei piu’ grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa di Hoffa, basandosi anche su anni di interviste rilasciate da Frank Sheeran a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana. E l’Irlandese, come rivela il film e il libro, alla fine si e’ detto responsabile di piu’ di venticinque omicidi, tra cui quello dello stesso Jimmy Hoffa.
Sullo sfondo di rivelazioni come il coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy e il racconto del tradizionale rapporto tra politica e mafia in Usa, il film ci porta dentro il mondo criminale degli anni Settanta. Un mondo tutto maschile, fatto d’onore, rituali da rispettare, pistole da scegliere (secondo l’omicidio da perpetrare), camicie sporche di sangue da farsi lavare dalla disponibile moglie. Centrali in The Irishman i ‘duetti’ tra De Niro e Al Pacino, cosi’ bravi da fagocitare il film e farlo scomparire di fronte ai loro teatrini. Al Pacino/Hoffa e’ pieno di vezzi fino all’ossessione: intanto non sopporta i ritardi, ama il gelato e trova sconveniente ritrovarsi a un incontro di lavoro, anche fosse con il peggiore dei killer, con una persona non vestita adeguatamente. A rendere questo film una sorta di ibrido, tra classicita’ e avanguardia, e’ soprattutto il confronto con il tempo grazie alle tecnologie messe in campo per ringiovanire i protagonisti del film, che ha reso, tra l’altro, The Irishman un lavoro piu’ che travagliato a livello economico. Cosi’, non a caso, il film e’ passato dalle mani di una Paramount, spaventata dall’elevato costo della pellicola. Per l’effetto fontana della giovinezza delle attempate superstar – da Ray Romano a Jack Huston, da Bobby Cannavale a Stephen Graham da Harvey Keitel a Kathrine Narducci – e’ stata chiamata la “Industrial Light & Magic” gia’ resa celebre dalla saga di Star Wars. Si’ perche’, va detto, che questo film racconta di fine vita e destino umano, inizia non a caso in un ospizio dove troviamo un De Niro molto vecchio, un uomo che ha gia’ scelto e comprato la sua bara, che prega con un sacerdote e che dice, con immensa complicita’, a una giovane infermiera che lo assiste: “Stia attenta il tempo va veloce”.
Frase cult del film, quella cinica di Sheeran: “Perche’ tre persone mantengano il segreto, due devono essere gia’ morte”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Lilli Gruber, è tempo di dire ‘Basta!’
Giornalista firma pamphlet contro “politica del testosterone”

04 novembre 201909:44

LILLI GRUBER, ‘BASTA! IL POTERE DELLE DONNE CONTRO LA POLITICA DEL TESTOSTERONE’ (SOLFERINO, pp. 192 – 13,90 euro). Aggressioni scioviniste sul web, risse, stuðpri, omicidi. L’invisibilità delle donne, escluse dai ruoli decisionali. In una parola: il machiðsmo al potere. “E’ tempo di dire ‘basta’”. Dalla scrivania di Otto e mezzo Lilli Gruber scende in campo, anzi, in libreria, con il suo ultimo lavoro, vero e proprio reportage dal fronte della battaglia per il potere femminile, che quel monito lo incide persino sul titolo in copertina: “Basta! Il potere delle donne contro la politica del testosterone”, edito da Solferino.
“E’ evidente, in questi tempi travagliati, che esiste un rapporto diretto tra suprematismo bianco, razzismo e machismo”, denuncia lei. Ma attenzione. “Questa non è una battaglia femminista, come non è un libro contro i maschietti ma di giustizia, di democrazia – precisa presentando il libro – Un mondo costruito solo da uomini non può funzionare, anche per molti di loro”. E per sgombrare subito ogni dubbio, prosegue: “La battaglia per la parità tra uomini e donne non è di destra né di sinistra. Anzi, siccome la nostra politica e le politiche hanno dato prova di saper fare battaglie bipartisan quando si tratta di donne, lancio loro un appello. Sono sicura che anche le parlamentari della Lega non possono essere favorevoli, ad esempio, a certi linguaggi sessisti quando i loro colleghi maschi si rivolgono a loro”.
E proprio dall’incontro con l’allora vicepremier, Matteo Salvini, parte la riflessione, ricostruendo nel libro quello scambio di battute alla vigilia di una puntata di Otto e mezzo.
“Domani devo andare da Lilli Gruber: simpatia portami via”, disse lui a un comizio. “Se le sue promesse elettorali sono così farlocche come il mazzo di fiori per me – replicò lei davanti alle mancate scuse – non sono messi tanto bene i suoi elettori”.
Da lì la Gruber parte per un viaggio nel modo sessista e maschilista che ha assediato e insultato la capitana Carola Rakete; delle donne che accusano Trump di molestie; o di Canan KaftancÕoğlu, responsabile regionale del Chp, condannata a oltre nove anni di carcere perché, dice, alle elezioni Erdogan “ha perso e noi abbiamo vinto. Perché sono una donna e i maschi misogini hanno paura delle donne”. E ancora le calciatrici azzurre (ma non solo) che nonostante l’exploit ai Mondiali non sono considerate professioniste e non godono di nessuno dei diritti (o stipendi) dei loro colleghi maschietti.
“Il problema è che invece noi ci ritroviamo a discutere del muscolo centrale che gli uomini non sanno controllare – prosegue la Gruber – È un dato di fatto. Le cose devono cambiare. Lo dicono anche i numeri”. Nel libro ne riporta di emblematici.
Come il 22% di giovani donne in più, rispetto ai loro coetanei, che vivono in estrema poverðððtà. I 200 milioni di bambine che hanno subito mutilazioni genitali. Le 39 nazioðni dove la legge ereditaria non è uguale per figli e figlie o i 49 paesi dove non esiste una norma sulla violenza doðmestica. Mentre ogni tre giorni si piange un femminicidio in Italia. E ancora, “a chi appartiene il terreno coltivabile sul pianeta? – chiede – Alle donne, per il 13%”, mentre per la FAO se le donne se avessero parità di accesso alle riðsorse produttive i raccolti potrebbeðro aumentare di quasi un terzo. Senza contare che il 75% del lavoro mondiale non retribuito è svolto da donne (McKinsey ne calcola il valore in circa 10 trilioni di dollari), mentre le aziende con cda anche femminile contano il 20% in più di profitto e se l’intero pianeta accelerasse sulla via verso la parità di genere, nel 2025 la crescita del Pil globale sarebbe di 12 trilioni.
Tre le proposte da mettere in atto subito. “La tecnologia a servizio delle donne, contro la violenza – scrive la giornalista – Tolleranza zero per la volgarità, sui social come in strada.
Quote rosa: vere e ovunque”. E qualche consiglio per le ragazze, a partire da “non abbiate paura del potere”. Anzi, “dopo aver ben studiato il campo di gioco, andate a prendervi ciò che vi spetta. E studiate. Sempre, tutto, un sacco. Il lato positivo dell’intollerabile lassismo di questi tempi è che incontrerete uomini impreparati. Autocompiaciuti. Rilassati. Hanno dalla loro millenni di storia in cui sono stati ascoltati solo in quanto maschi”.

Iggy Pop negli scatti di Esther FriedmanGli anni berlinesi, dal 1976 al ’78, in 25 foto a Bologna

BOLOGNA04 novembre 201910:56

– Una mostra fotografica su Iggy Pop, ‘The Passenger’, per celebrare il 30/o anniversario della caduta del muro di Berlino. La ospita dal 7 novembre all’8 dicembre la galleria Ono arte contemporanea di Bologna: si compone di 25 immagini realizzate dalla fotografa tedesca Esther Friedman, sua compagna per sette anni, oltre a una proiezione che ricostruisce il landscape urbano di Berlino, Est e Ovest.
Dal ’76 al ’78 Iggy Pop e David Bowie vissero nella Berlino divisa dal muro al numero 155 di Hauptstrasse, in un quartiere abitato in prevalenza da immigrati turchi. Quei due anni diedero vita ad alcuni dei dischi più importanti e innovativi della storia della musica pop. La relazione sentimentale che Esther e Iggy iniziarono nel ’77 permise alla fotografa tedesca di ritrarre James Newell Osterberg, alias Iggy Pop, nel loro appartamento, in giro per Berlino, in tour negli Usa, in vacanza in Kenya: negli scatti perlopiù in bianco e nero di quegli anni emerge l’aspetto creativo-distruttivo dell’ex Stooges.

Incassi, in testa gli Addams e Siani secondoContinua il successo di Joker che supera i 27 milioni totali

04 novembre 201914:19

Halloween e il Ponte di Ognissanti spingono in alto gli incassi del box office in generale e soprattutto quelli di un film a tema come La Famiglia Addams. Il botteghino italiano sfiora i 17 milioni in crescita dell’89% sulla settimana scorsa e del 12.05% rispetto alla stessa settimana di un anno fa. Il film di Greg Tiernan e Conrad Vernon dedicato a Morticia e Gomez va in testa 3 milioni 543 mila euro incassati in 4 giorni. La media è di 6.712 euro su 528 schermi.
Parte bene la “favola” Il giorno più bello del mondo di e con Alessandro Siani: il guadagno è di 2 milioni 925 mila euro con una media di 5.781 euro su 506 sale.
In calo del 12% e di due posizioni, scende al terzo posto l’Angelina Jolie-Maleficient che incassa 2 milioni 219 mila per un totale di 10 milioni 570 mila. Continua il successo di Joker con Joaquin Phoenix che mette via 2 milioni 209 mila con complessivo record di 27 milioni 36 mila e una media di 5.523 su 400 schermi.

Il maltempo non ferma la domenica gratis nei museiBoom per l’archeologia, oltre 22mila presenze al Colosseo

04 novembre 201912:19

– Ancora record di ingressi per la prima domenica gratuita di novembre. La forte ondata di maltempo – sottolinea in una nota il ministero dei Beni culturali e del Turismo – non ha ridotto il numero dei visitatori nei musei e nei parchi archeologici dello Stato. Ecco alcuni dati del 3 novembre: Parco del Colosseo: 22.373; Pompei: 9.324; Musei Reali di Torino: 8.911; Museo Nazionale Romano: 7.482; Museo Archeologico Nazionale di Napoli: 6.848; Palazzo Barberini e Palazzo Corsini: 4.682; Galleria Nazionale delle Marche: 3.878; Pinacoteca di Brera: 3.782; Museo e Real Bosco di Capodimonte: 3.757; Gallerie dell’Accademia di Venezia: 2.135; Paestum: 1.686; Museo Archeologico Nazionale di Taranto: 1.516; Palazzo Reale di Genova: 1.457; Parco Archeologico di Ercolano: 1.299.
La #domenicalmuseo è l’iniziativa introdotta nel luglio del 2014 dal ministro per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei e nei parchi archeologici statali ogni prima domenica del mese e che dalla sua introduzione ha portato al museo circa 15 milioni di visitatori.

Blade Runner, quando il futuro diventa il presenteFilm cult di Ridley Scott è ambientato nel novembre 2019

NEW YORK05 novembre 201914:58

Quando il futuro diventa il presente. Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott ispirato al racconto di fantascienza di Philip K. Dick “Il cacciatore di androidi”, ha raggiunto il target della data in cui e’ ambientato: novembre 2019. Nel 1982 Scott aveva immaginato una Los Angeles in disfacimento. Palle di fuoco esplodono nel cielo di una metropoli distopica perennemente avvolta dallo smog che offusca il Sole e produce una pioggia continua, probabilmente acida.Inquinamento, clima impazzito, avidità delle corporation, governi repressivi e una popolazione che fatica a mantenere la propria umanità. Sui social media i primi fotogrammi del film hanno fatto trend assieme alla consapevolezza che 37 anni fa in tante cose il regista aveva visto giusto. Rutger Hauer, il replicante filosofo Roy Batty il cui monologo cult “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia” segna l’epilogo del film, non ce l’ha fatta a vedere il giorno in cui il film che lo rese icona ha raggiunto la sua data di scadenza. L’attore olandese dagli occhi di ghiaccio, che in Blade Runner recitava accanto a Harrison Ford e Sean Young, e’ morto in luglio a 75 anni, ancora grato per aver avuto l’opportunità di far parte del cast, a differenza di Ford, che aveva trovato la lavorazione troppo scomoda, soprattutto per la pioggia incessante. Mentre nella vera Los Angeles un novembre secco e caldo alimenta gli incendi che hanno messo in allerta milioni di persone, su Twitter gli ammiratori del film si sono impegnati a confrontare come il futuro di Ridley Scott coincida con il loro presente.Se le auto volanti che solcano il cielo lasciandosi dietro una scia di fuoco non esistono ancora, se la robotica dietro gli androidi “piu’ umani dell’umano” Zhora, Pris, Roy e Leon non e’ ancora realta’, l’intelligenza artificiale sta diventando ogni giorno sempre piu’ intelligente. Non esistono cellulari e smartphone nel mondo di Blade Runner, ma Harrison Ford (il cacciatore di replicanti Rick Deckard) parla in video call con Zhora, anticipando le videochiamate di Skype, Whatsup e FaceTime, mentre gli assistenti vocali usati da Deckard e da Eldon Tyrell, il fondatore dell’azienda che fabbrica i replicanti, evocano gli attuali Siri di Apple o Alexa di Amazon.

Padova, concerto 60 anni Solisti VenetiIn programma Tchaikovsky e Strauss per ‘eredi’ Claudio Scimone

PADOVA04 novembre 201913:02

– Compie 60 anni il 10 novembre prossimo l’Orchestra “I Solisti Veneti” storico ensemble diretto dal Maestro Giuliano Carella, erede della bacchetta di Claudio Scimone, che celebrerà l’anniversario con un concerto speciale all’Auditorium Pollini.
Due opere costituiscono il programma: la Serenata per archi op. 48 di Tchaikovsky e “Metamorfosi” per 23 archi solisti di Richard Strauss. Composta a San Pietroburgo nel 1880, dedicata a Karl Albrecht ma eseguita la prima volta solo l’anno successivo, la Serenata di Tchaikovsky è opera che Scimone amava particolarmente ed è apparsa già nei primi programmi dei “Solisti”. Altrettanto emblematica la “Metamorfosi” di Strauss, scaturita da alcuni versi di Goethe.

Bolaffi, asta opere Boetti e Carol RamaLa vendita all’incanto a Torino mercoledì 6 novembre

TORINO04 novembre 201913:26

– Dalle opere di Alighiero Boetti al design di Gio Ponti passando per gli scatti di Nobuyoshi Araki e alle litografie di Joan Mirò. Sono oltre 550 le opere, provenienti da prestigiose collezioni, che Bolaffi vende all’asta mercoledì 6 novembre a Torino. In catalogo arte italiana e internazionale del XX secolo storicizzato nelle sue principali espressioni – dalla fotografia e il design alla pittura e i multipli – con alcune incursioni nel XXI secolo.
Top lot due importanti lavori di Alighiero Boetti: il grande arazzo “1978”, opera iconica dell’ultimo anno dell’avventura in Afghanistan, del valore superiore ai 165 mila euro; e “Aerei” un trittico con una esplosione di aerei sullo sfondo di un cielo/mare di onde d’inchiostro blu (stima 145-165 mila euro).
All’incanto anche ‘On the road’ di Carol Rama (60-80 mila euro), tre opere di Felice Casorati e un’importante opera di Ugo Nespolo. L’asta propone anche un ricco insieme di oggetti di design e di fotografie d’autore.

Il premio Goncourt 2019 a Jean-Paul DuboisPer il romanzo ‘Tous les hommes n’habitent pas le monde de la meme façon’. Non ce l’ha fatta la Nothomb

PARIGI05 novembre 201910:51

Lo scrittore francese Jean-Paul Dubois, 69 anni, ha vinto il Prix Goncourt 2019 per ‘Tous les hommes n’habitent pas le monde de la meme façon’, romanzo nostalgico sulla felicità perduta: l’annuncio è stato fatto, come di consueto, durante la cerimonia di premiazione al ristorante Drouant di Parigi. Non ce l’ha fatta l’autrice best-seller belga, Amélie Nothomb, in corsa con ‘Soif’, già grande successo di libreria a tre mesi dalla sua uscita.

Moda: Zac Posen dice addio alla sua House of ZEx enfant prodige Usa su Instagram, cercava socio finanziatore

04 novembre 201913:59

– “Voglio esprimere il mio apprezzamento al nostro straordinario team e a tutti coloro che hanno sostenuto me e il marchio. Devo molta gratitudine per il loro costante sostegno e dedizione alla società. Sono grato alla squadra che ha prestato il suo incomparabile talento e impegno lungo il mio cammino. Rimango incredibilmente orgoglioso di ciò che abbiamo creato e speriamo per il futuro. Love ZP”. Con questo messaggio postato due giorni fa su Instagram, Zac Posen, enfant prodige della moda americana che ha creato incredibili mise da red carpet – tra corsetti, taffetà, strascichi, volants: le silhouette a sirena h stregato star come Katie Holmes e Rihanna, Dita Von Teese e Sarah Jessica Parker, Oprah Winfrey e Natalie Portman- ha annunciato di dover chiudere il suo atelier.
La House of Z, dopo mesi di tentativi per salvare l’etichetta, chiude per non aver trovato partner finanziatori, come rivela il designer a Vogue Us. Ma l’uscita di scena potrebbe essere momentanea come si evince dal post che accompagna una foto del team che lo stilista ringrazia con affetto sul social network.
Classe 1980, Posen è americano di origine boema. Diplomatosi giovanissimo alla Central Saint Martins, nel 2002 fonda la propria casa di moda. Le sue sfilate e i suoi abiti scultorei diventano presto i più apprezzati negli Usa. Posen viene premiato nel 2004 ai CFDA Awards. Crea la linea low-budget ZAC, Posen diventa direttore creativo per Brooks Brothers, disegna le divise di Delta Airlines e per sei anni partecipa al talent show Project Runway.

Nasce il ‘Dizionario che cura le parole’Omaggio al linguista scomparso due anni fa, edito da Sui Generis

TORINO04 novembre 201915:03

– Da ‘odio’ a ‘verità’, da ‘politica’ a ‘populismo’, ma anche ‘cura’ e ‘coraggio’: sono alcune delle parole che compaiono nel ‘Dizionario che cura le parole’ della casa editrice Sui Generis, realizzato dal Fondo Tullio De Mauro con il sostegno della Fondazione Crt, presentato oggi a Torino.
“La mancanza di parole, l’incapacità di usarle o di comprenderle – si legge nella prefazione firmata dal presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia – possono lasciare spazio alla paura e alla diffidenza. Avere a cuore le parole significa occuparsi del bene della comunità e delle persone”.
Le voci del Dizionario sono compilate ciascuna da un esperto diverso: sociologi, filosofi, politologi, storici, scrittori. Il volumetto non è un testo finito, ma si arricchirà con ulteriori termini, frutto degli appuntamenti del ciclo Il Potere delle Parole organizzati nella sede del Fondo De Mauro, nel centro di Torino, dove è ospitato un migliaio dei libri del linguista scomparso quasi due anni fa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

The Affair, arriva l’ultima stagione
New entry il premio oscar Anna Paquin

04 novembre 201915:17

– La vita, quello che siamo, non sono che le conseguenze delle scelte che compiamo. E accettarne le ripercussioni non è mai facile, specialmente quando figli e sentimenti si mettono di mezzo. Tra amori senza fine, matrimoni finiti in pezzi e strazianti addii, ritorna, per una quinta e ultima stagione, The Affair, la serie Showtime firmata da Sarah Treem (House of Cards) e Hagai Levi – già insieme per In Treatment – che partirà il 5 novembre, tutti i martedì alle 21.15 su Sky Atlantic.
Attraversoo i ricordi e le diverse prospettive dei protagonisti, la quinta stagione racconta gli effetti provocati dalle travolgenti relazioni extraconiugali intavolate nelle passate stagioni dai personaggi che, adesso, non possono più restare indifferenti alle conseguenze delle loro scelte. Ma la cosa ancor più difficile sarà fare i conti con la realtà: per cambiare il loro futuro, devono prima venire a patti con il loro passato. Mentre Helen, interpretata da Maura Tierney (E.R. The Good Wife) che con questa serie ha conquistato un Golden Globe, si ritrova coinvolta in una nuova e inebriante relazione con una carismatica star del cinema (la guest star Claes Bang, The Square), Noah (Mona Lisa Smile, The Wire) deve mettere da parte orgoglio e gelosia per occuparsi della loro famiglia. Ma proprio quando le cose sembrano essersi stabilizzate, qualcuno riemerge dal passato mettendo di nuovo in subbuglio la loro vita. Il tempo passa per tutti, ma non sempre cancella il dolore. Lo sa bene Joanie Lockhart (Anna Paquin, al suo debutto nella serie), la figlia di Alison e Cole che, ormai adulta, ritorna per scoprire cosa è successo veramente alla madre, chiudendo così il cerchio dell’intera storia.
A completare il cast insieme a Maura Tierney, Dominic West, Anna Paquin e Claes Bang, Julia Goldani Telles (Bunheads) e Jadon Sand nei panni dei figli di Noah ed Helen; Sanaa Lathan (Now You See Me 2, American Assassin, Nip/Tuck) torna a vestire i panni della fidanzata di Noha, nonché preside della scuola dove lui insegna. Tra le guest star Jennifer Jason Leigh (Patrick Melrose), Lyriq Bent (She’s Gotta Have It), Russell Hornsby (Barriere), Emily Browning (American Gods), Omar Metwally (Mr. Robot), John Doman (I Borgia), Kathleen Chalfant (The Guardian), Max Fowler (The Killing), Michael Braun, Abigail Dylan Harrison e Jake Siciliano.

Morto Vanni Leopardi, discendente e testimonial di GiacomoUna vita per accompagnare la poetica leopardiana nella modernità

RECANATI04 novembre 201915:28

– E’ morto il conte Vanni Leopardi, discendente del poeta. Aveva 77 anni ed era malato da tempo.
Considerato il decano di Casa Leopardi, è stato molto attivo nel promuovere la figura e l’opera di Giacomo in Italia e all’estero, un testimonial a tutti gli effetti della poetica leopardiana che ha accompagnato con successo nella modernità. la morte lo ha colto al culmine delle celebrazioni per il bicentenario de L’Infinito. A settembre aveva partecipato all’inaugurazione dell’Orto dell’Infinito con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma sono state moltissime lo occasioni che lo hanno visto in prima linea nella valorizzazione dell’opera leopardiana, dal’apertura di Palazzo Leopardi al pubblico, alle manifestazioni di giugno a Recanati, alla celebre diretta Tv con Carmelo Bene affacciato sulla piazzola del Sabato del Villaggio nel 1987, fino alle celebrazioni per l’Infinito.
Lascia la figlia Olimpia, con i tre nipoti e il fratello Mimmo.
I funerali mercoledì alle 16 a Recanati.

Santa Cecilia, Brunello e i capolavori di BachAl violoncello piccolo con le Sonate 1 e 2 e la Suite n. 5

04 novembre 201915:56

– Mario Brunello, considerato ra i massimi interpreti contemporanei della letteratura violoncellistica, torna ospite dell’Accademia di Santa Cecilia per la Stagione da Camera mercoledì 6 novembre ore 20.30 (Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica) con una monografia dedicata a Bach. Il violoncellista veneto, come ogni concerto, unisce alla bellezza del repertorio la spiegazione dei brani scelti, per questa occasione le Sonate per violino numero 1 e 2, eseguite su violoncello piccolo, strumento che assomiglia a un violoncello, ma accordato come il violino, molto di moda negli anni venti del Settecento, scomparve quasi del tutto verso la fine dello stesso secolo.
“Così la musica acquista più colore e grana” spiega Brunello, che completerà il programma con la Suite per violoncello n. 5, opera tra le più virtuose mai scritte per violoncello solo. Il concerto del 6 novembre sarà il primo dei quattro appuntamenti – due in questa stagione e due nella prossima – in cui Mario Brunello racconta ed esegue tutto il repertorio di Bach per arco utilizzando il violoncello piccolo. Il prossimo concerto è in programma il 29 gennaio con l’esecuzione della Partita per violino n. 1 e n. 3 e la Suite per violoncello n. 6.

Ken Follett fan di Donato CarrisiGrande giallista twitta trailer L’uomo del labirinto

04 novembre 201916:02

– Ken Follett ‘fan’ di Donato Carrisi.
L’illustre collega dopo aver visto il film, L’uomo del Labirinto’, secondo lungomentraggio del giallista, fa il suo endorsement twittando sul suo profilo ufficiale: Watch out for “Into the Labyrinth” (L’Uomo Del Labirinto), written by Donato Carrisi. Intriguing and very scary.
https://t.co/4qqindVGfK— Ken Follett (@KMFollett) November 3, 2019 Prodotto da Gavila e Colorado Film e distribuito da Medusa, il film con Toni Servillo e Dustin Hoffman nel primo week end di programmazione ha raggiunto un incasso pari a 1.262.000 euro mentre “Doctor Sleep”, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, si ferma a 1.118.000.

Moda: svolta da Camicissima con il “Non Iron”Camicie che non si stirano già diffuse da anni negli Usa

04 novembre 201918:23

Camicissima lancia la camicia Non Iron, che, come lascia intuire il nome, non ha bisogno di essere stirata. #Noniron24h – 24 Hours Perfection, è un progetto link tra Digital e Retail che ha l’obiettivo di approfondire il mondo Non Iron. Per Camicissima e per il mercato italiano, una svolta, visto che negli Stati Uniti le camicie che non si stirano sono in vendita da diversi decenni .
Da lunedì 4 novembre una speciale installazione pop appare nei flagship in tutta Italia, per segnalare la novità che in realtà esisiteva già per l’azienda ma non era stata pubblicizzata con una  campagna dedicata.
Parallelamente le social properties del brand inizieranno a proporre la novità attraverso gli scatti realizzati da Nima Samiee, fotografo e video-maker di origini persiane, già autore di importanti campagne digital per prestigiose maison.
“La camicia Non Iron è un prodotto innovativo e multi-generazionale allo stesso tempo- commenta Fabio Candido, ad di Fenicia spa, società a cui fa capo il marchio -. Ideale per i giovani e le loro occasioni speciali, ma anche per un uomo più maturo con la sua routine”.

Moda: campagna Natale di Coach con Kate MossWonder for all. Foto di Juargen Teller

04 novembre 201916:33

– Coach svela “Wonder For All”, la campagna per le festività natalizie 2019 con un cast stellare che include l’attrice Yara Shahidi, la top model Kate Moss, il rapper Megan Thee Stallion nella sua prima campagna di moda, Spike e Tonya Lee. La campagna segue il gruppo di festaioli mentre si riunisce a un party improvvisato in una brownstone di New York.
Catturando l’atmosfera magica del periodo, la campagna difende la credenza di riunirsi per le feste e lo spirito inclusivo di New York. Fotografata da Juergen Teller, che ha debuttato con la sua prima campagna per Coach lo scorso autunno, la campagna colorata e irriverente evidenzia l’individualità dei membri del cast. Ambientata nell’Upper West Sidela campagna vede i protagonisti che comprendono anche l’attore Miles Heizer e un’inaspettata amica piumata, riuniti in scene allegre e non filtrate che mettono in risalto lo spirito giocoso della casa.
La campagna introduce anche la nuova collezione Horse and Carriage di Coach, che reinventa l’iconico motivo degli anni ’50 come un modello colorato e vivace su abiti e borse, tra cui la nuova versione della Kat Saddle Bag, indossata da Kate Moss.

Hans Zimmer torna in Italia nel 2021Il 17 marzo a Bologna, il 18 a Milano

04 novembre 201917:05

– Hans Zimmer, uno dei produttori musicali tra i più celebri al mondo, tornerà in Italia nel 2021 con band, orchestra e coro per l”Hans Zimmer Live The New Experience Europe Tour’, durante il quale proporrà le colonne sonore più significative della sua carriera. Due le date in calendario: il 17 marzo all’Unipol Arena a Bologna e il 18 marzo al Mediolanum Forum di Assago (Milano).
Zimmer, tra i compositori più richiesti di Hollywood, vanta una lista incredibile di riconoscimenti: nel 1995 vince un Premio Oscar nella categoria Miglior colonna sonora per Il re leone, della Disney, due Golden Globes, il primo sempre per Il re Leone, il secondo per la Miglior colonna sonora per Il Gladiatore (2001), quattro Grammy Awards e tre Brit Awards. A questi si aggiunge un numero considerevole di candidature per le colonne sonore di Inception di Christopher Nolan, Sherlock Holmes, Rain Man, Qualcosa è cambiato, La sottile linea rossa e Il principe d’Egitto, film d’animazione della DreamWorks. Nel 2003, la ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers) gli conferisce il premio Lifetime Achievement per i suoi risultati. L’artista ottiene anche una stella a suo nome sulla Hollywood Walk of Fame nel dicembre del 2010.
Oltre che alla cinematografia, l’artista si dedica spesso ad altri settori. Nel 2014 firma l’inno ufficiale del Tomorrowland, celebre festival di musica elettronica, mentre nel 2018, in occasione dei Mondiali di Calcio in Russia, scrive, insieme a Lorne Balfe, il tema ufficiale per la FIFA, dal titolo ‘Living Football’. Nello stesso anno è autore della colonna sonora per il film Widows, diretto da Steve McQueen, regista con il quale aveva già lavorato per la pellicola 12 anni schiavo.

Piero Pelù torna in tourSei date dal 13 novembre, il via da Roma

04 novembre 201917:45

– Piero Pelù, in pausa dai Litfiba, torna live dal 13 novembre con “Benvenuto al mondo Tour”: 6 date in stile Pelù! Ospiti sul palco Andrea Appino degli Zen Circus, Erriquez e Finaz della Bandabardó, Rancore e opening act di Alosi e i Life in the woods.
“Sono felice e orgoglioso di condividere il palco di questo tour di riscaldamento, oltre che con i miei magnifici Bandidos, anche con artisti di grande calibro come Andrea Appino degli Zen Circus, Erriquez e Finaz della Bandabardó, Rancore, Alosi e i Life in the woods”, ha dichiarato il rocker.
Queste le date: 13 novembre Roma (ospiti Andrea Appino degli Zen Circus e Rancore), 15 novembre Bologna (opening act Alosi), 16 novembre San Biagio di Callalta (Treviso) (opening act Alosi), 19 novembre Milano (opening act Alosi), 20 novembre Venaria Reale (Torino) (opening act Alosi), 22 novembre Firenze (ospiti Erriquez e Finaz della Bandabardó e opening i Life in the woods).

Hit parade, Emma si prende la vettaTra le new entry anche Mengoni, Fabri Fibra, Willie Peyote

04 novembre 201919:27

Emma la guerriera ha vinto anche la battaglia della hit parade: il nuovo album Fortuna (uscito in un momento difficile per la salute dell’artista) si piazza al debutto in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk.Dietro di lei, Marco Mengoni che ha ripubblicato l’album doppio platino Atlantico nella versione On Tour, in doppio cd con tre inediti. Scivolano al terzo posto Benji & Fede, in testa una settimana fa, con Good Vibes. A seguire ancora tre new entry: Fabri Fibra con la raccolta Il tempo vola 2002-2020, seguito dal nuovo lavoro di Willie Peyote Iodegradabile, e da Enzo Dong con Dio Perdona io no. Franco Battiato è settimo con il live album Torneremo ancora, davanti alla follia creativa di Renato Zero con Zero il Folle. Il ritorno dei Modà con Testa o Croce dopo 4 settimane è nono. Chiude Ultimo, con Colpa delle Favole. Tra i singoli, primo posto per l’australiana Tones and I con Dance Monkey, mentre per i vinili la vetta è della Legacy Edition di “Lucio Dalla”, a 40 anni dalla pubblicazione dell’album del cantautore bolognese.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 25 al 31 ottobre:1) FORTUNA, EMMA (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) ATLANTICO ON TOUR, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)3) GOOD VIBES, BENJI & FEDE (WARNER RECORDS-WMI)4) IL TEMPO VOLA 2002-2020, FABRI FIBRA (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)5) IODEGRADABILE, WILLIE PEYOTE (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)6) DIO PERDONA IO NO, ENZO DONG (BELIEVE-BELIEVE)7) TORNEREMO ANCORA, FRANCO BATTIATO (RCA RECORDS LABEL-SONY)8) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA-INDIPENDENTE MENTE/BELIEVE)9) TESTA O CROCE, MODÀ (F&P-BELIEVE)10) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) DANCE MONKEY, TONES AND I (ELEKTRA (NEK)-WMI)2) TI VOLEVO DEDICARE, ROCCO HUNT FEAT. J-AX & BOOMDABASH (RCA RECORDS LABEL-SME)3) NON AVERE PAURA, TOMMASO PARADISO (ISLAND-UNI)4) POOKIE (REMIX), AYA NAKAMURA FEAT. CAPO PLAZA (REC. 118-WMI)5) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)E infine la classifica dei vinili:1) LUCIO DALLA LEGACY EDITION, LUCIO DALLA (RCA RECORDS LABEL-SONY)2) IODEGRADABILE, WILLIE PEYOTE (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)3) FORTUNA, EMMA (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)4) TORNEREMO ANCORA, FRANCO BATTIATO (RCA RECORDS LABEL-SONY)5) ABBEY ROAD, THE BEATLES (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL
MUSIC)

Brachetti a studenti Accademia, mondo cambia, troverete lavoroNapoli, artista presenta Costumi di de Vincentiis e Carbone

NAPOLI04 novembre 201919:24

– “Disoccupati? Il mondo stacambiando, per fortuna mia e vostra. Non è un caso se grandimultinazionali stiano comprando spazi teatrali per esibizionidal vivo.
Troverete lavoro”. E’ il messaggio che l’attore ArturoBrachetti lancia agli studenti dell’Accademia di Belle Arti diNapoli in occasione della presentazione del libro di Zaira deVincentiiis e Marianna Carbone “Costumi, 10 lezioni diprogettazione (Dino Audino Editore). Costume e corpo, colore,tessuti e materiali, le fasi di realizzazione del bozzetto sonogli argomenti al centro del lavoro: “Questo libro – aggiunge ilnoto trasformista 62enne – spiega come fare anche, ad esempio,nell’impostare il rapporto con il regista o come ‘consumare’ uncostume”. Oltre a Brachetti, al centro dell’incontro con iragazzi – introdotto dallo scenografo Renato Lori – l’artista escenografo Toni Stefanucci (“la scenografia è un’artefinalizzata non finale”) ed il direttore dell’Accademia,Giuseppe Gaeta: (“Condividere percorsi e segreti è un atto digenerosità” ha detto parlando del libro che “non è un manuale maun racconto di esperienze”). E nella dimensione chedeve tener conto di tradurre il pensiero in prodotto, ciò checonta, spiega Zaira de Vincentiis, docente di Costume per loSpettacolo nell’Accademia di Belle Arti di Napoli, “è ilprogetto”. “La forza è nel progetto – aggiunge – tutto deve partire dalla testa, e il bozzetto è tutto, elemento anche, ‘protettivo’, che certifica il lavoro. Occorre difendere la professionalità e ridare autorevolezza a questa arte antichissima”.

Libro del Giorno: Il Ciarlatano di Isaac Bashevis

05 novembre 201910:04

– IL CIARLATANO DI ISAAC BASHEVIS SINGER (ADELPHI, PP. 268, euro 20).
Appena arrivati a New York, nei primi anni della guerra, gli ebrei polacchi dicono tutti la stessa cosa: «L’America non fa per me». Ma poi, un po’ alla volta, molti ricominciano a «sguazzare negli affari» come pesci nell’acqua. Altri invece, e più di chiunque il protagonista di questo romanzo Il Ciarlatano di Isaac Bashevis Singer – a cura da Elisabetta Zevi (traduzione di Elena Loewentha), girano a vuoto, si barcamenano, vivono alle spalle degli amici ricchi, o delle donne, tante, troppe, che riescono a sedurre. Ci sono due amici che non potrebbero essere più diversi: tarchiato, pragmatico, dotato di un prodigioso fiuto per gli affari, l’uno; affilato e erudito, svagato e inconcludente, l’altro il nostro protagonista. Hertz è coltissimo: ha frequentato diverse università senza mai conseguire una laurea, lavora da decenni a un libro, ha vissuto alle spalle di chiunque senza mai guadagnare un centesimo, ha abitato in ogni città senza mai conoscerne nessuna a fondo, scrive in tutte le lingue senza parlarne alcuna – a parte lo yiddish -, ha avuto quattro mogli e innumerevoli donne senza che neppure una gli sia rimasta attaccata. Perennemente senza un soldo e alla ricerca di qualcuno che gli risolva i problemi, ha uno straordinario talento per cacciarsi nei guai. Tanto seduttivo e bugiardo è Hertz, quanto tachless e generoso è Morris sempre pronto a venirgli in aiuto, compreso aiutarlo ad arrivare in America. «Stammi a sentire,» disse ora al suo amico Hertz Minsker «lascia perdere le tue assurdità. Datti agli affari, come tutti gli altri ebrei. Si tratta solo di fare il primo passo, credimi. Non è con Freud che ti guadagnerai da vivere». «Se non la smetti di blaterare di psicoanalisi non ti parlo più!». «Bene, bene, non mi immischio nella tua scienza, ammetto che non ne so niente. Ma sono un uomo pratico. In America bisogna cambiare. Qui, anche un rabbino deve diventare un businessman….”.”Persino il Messia, se arrivasse a New York, dovrebbe mettere un annuncio sul giornale… ». Morris disse ora a Hertz: “Se proprio non vuoi metterti in affari, apri uno studio. A New York i matti non mancano». «Ci vuole un’abilitazione”. “Ma tu hai studiato, sei discepolo di Freud”.
“Non posso iniziare una carriera Singer nel mezzo di una catastrofe mondiale. Questo Hitler non scherza. È l’arcidiavolo in persona, venuto a spegnere l’ultima scintilla di luce: lui da una parte e Stalin, sia cancellato il suo nome, dall’altra”. Il tallone di Anchille è lui il ‘ciarlatano’ del libro, sono le donne, di queste ultime Hertz Minsker non può fare a meno: sono «il suo oppio, le sue carte, il suo whisky»; le loro gambe, le loro ginocchia contengono «una sorta di promessa», e lui ha bisogno ogni giorno di nuove avventure amorose, di «nuovi giochi, nuovi drammi, nuove tragedie o commedie». Minsker, che pure è un erudito e ha familiarità con il Talmud e può «recitare poesie in greco antico e in latino», ha avuto una corrispondenza con Freud, sembra capace solo di finire nei guai, anche se aveva conosciuto Alfred Adler, Martin Buber e altre personalità note in tutto il mondo. I suoi articoli erano apparsi in antologie ebraiche e in pubblicazioni tedesche e francesi. Ma la sua è una natura indolente. In genere, però, le catastrofi che provoca, a sé stesso e a chi gli sta intorno, si risolvono in una strepitosa commedia – una commedia alla Lubitsch, con mariti traditi, amanti imbufalite, sedute spiritiche fasulle, crisi di nervi, mercanti di quadri falsi, audaci e fumose teorie edonistico-cabbalistiche. Anche qui, come sempre in Singer, il comico e il grottesco si intrecciano mirabilmente con un pathos lacerante.

ArcelorMittal,100 disegnatori contro inquinamento Strega RossaA Taranto una mostra sull’impatto ambientale del siderurgico

TARANTO05 novembre 201910:51

– Sarà inaugurata venerdì 8 novembre alle 19 la mostra collettiva “Ilvarum Yaga: cento disegnatori contro la Strega Rossa”, ovvero la mega acciaieria ex Ilva, ora ArcelorMittal. Protagonista dell’esposizione sarà il fumetto con le tavole realizzate da 100 autori di importanti case editrici che raccontano l’inquinamento prodotto dall’industria pesante nella città di Taranto.
“Ilvarum Yaga – spiegano gli organizzatori – è il nome di una strega malefica capace di trasformarsi in vento e polvere: così s’insinua nelle case degli uomini, si nasconde nei corpi dei bambini e lentamente si nutre dei loro pensieri, dei loro sogni, del loro futuro”. Scopo della rassegna, che negli ultimi due anni è già stata allestita in cinque comuni del tarantino e del leccese, è sensibilizzare su questa tematica e raccogliere fondi per l’acquisto di libri da donare, tramite i pediatri, ai genitori dei bambini del quartiere Tamburi, il più esposto alle emissioni del Siderurgico.
La mostra è promossa da ‘Manuscripta-Festival della letteratura a fumetti’, con la collaborazione del Centro Servizi Volontariato di Taranto ed altre associazioni. L’inaugurazione si terrà nel Centro di Ricerca Arte Contemporanea (Crac Puglia) della Fondazione Rocco Spani Onlus. Sarà possibile visitare l’esposizione, con ingresso gratuito, fino a sabato 30 novembre.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A febbraio prima sfilata co-ed Versace
Donatella, ‘non si tratta di inclusività ma di parità’

05 novembre 201911:04

– Prima sfilata co-ed per Versace, che a febbraio presenterà insieme in passerella le collezioni Autunno-Inverno 2020 per lui e per lei. La decisione di combinare gli show – dicono dalla maison – nasce dalla volontà di evidenziare la vicinanza stilistica tra le collezioni uomo e donna di Versace, che da tempo parlano un solo linguaggio.
“Viviamo in una società in cui tutti parlano con tutti e questo fa sì che ci si influenzi a vicenda nel modo di vedere le cose. Questo è successo anche a me ed è per questo motivo – spiega Donatella Versace – che ho sentito il bisogno di concentrare la mia creatività e disegnare una collezione che avesse un unico punto di vista, una sola visione, che comunicasse un mondo Versace. Non si tratta solo di voler essere inclusivi o abbracciare le diversità, ma di parità, anche in passerella”.

Arte: due opere per Fondazione CarisboDipinti di Pupini e Beccadelli aggiudicati con asta a Vienna

BOLOGNA05 novembre 201911:20

– Due nuove acquisizioni per le Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo: sono il ‘Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria’ di Biagio Pupini e ‘Ragazza che accorda un liuto’ di Antonio Beccadelli, dipinti che bene illustrano la cultura figurativa del loro tempo. La Fondazione riporta così in Italia due opere di artisti bolognesi in precedenza immesse sul mercato d’arte internazionale e infine aggiudicate con l’asta Dorotheum di Vienna il 22 ottobre.
Biagio Pupini, attivo dal 1511 al 1551, è presenza costante a Bologna: eseguito a olio su tavola attorno al 1530, il dipinto riflette schemi raffaelleschi e partecipa del classicismo che si sviluppa a Bologna negli anni dell’incoronazione di Carlo V.
Antonio Beccadelli (1718-1803), pittore e ‘negoziante di quadri’, riprende su tela a distanza di tempo un soggetto caro a Giuseppe Maria Crespi, destinato al collezionismo privato: quello della giovane che, girando la chiave, accorda il liuto, una sorta di allegoria dell’udito.

Morto l’attore Omero Antonutti’Padre padrone’ per i Taviani e voce narrante de ‘La vita è bella’

05 novembre 201914:44

Addio a Omero Antonutti, attore, doppiatore indimenticabile interprete di tante pellicole a cominciare da Padre padrone dei fratelli Taviani. Nato a a Basiliano, Friuli Venezia Giulia, nel 1935, si è spento in ospedale a Udine dove era ricoverato per le complicanze di un tumore che lo aveva colpito da tempo, al suo fianco la moglie.Noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di doppiatore, ha negli anni prestato la sua voce a importanti interpreti internazionali (tra i quali C. Lee , M. Parks, J. Hurt, O. Sharif). Voce narrante in film come La vita è bella (1997) e Il mestiere delle armi (2001).Tra le sue interpretazioni: Padre padrone (1977); La notte di S.Lorenzo (1982); Kaos (1984); tutti dei fratelli Taviani. L’attività di Antonutti fin dagli anni settanta proseguì alternando cinema e teatro con continuità: tra i film più intensi interpretati nel cinema si ricordano Farinelli – Voce regina di Gérard Corbiau, Un eroe borghese di Michele Placido, I banchieri di Dio – Il caso Calvi di Giuseppe Ferrara e Tu ridi ancora dei fratelli Taviani. Tra le produzioni recenti, la serie televisiva Sacco & Vanzetti, N (Io e Napoleone), La ragazza del lago e, nel 2008, Miracolo a Sant’anna.Omero Antonutti è una delle figure più eclettiche del panorama artistico italiano. Esordì nel cinema nel 1966 con una piccola parte in Le piacevoli notti con Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida e Ugo Tognazzi.Nel 1974 fece parte del cast di Processo per direttissima e Fatevi vivi, la polizia non interverrà, ma il suo primo ruolo di spessore è del 1977, quando venne scritturato per il ruolo del padre di Gavino Ledda in Padre padrone di Paolo e Vittorio Taviani

Marcella, i miei 50 anni di musica con passioneL’11 novembre al Dal Verme per evento ’50 anni di Bella Musica’

05 novembre 201919:49

Mezzo secolo di carriera di Marcella arriva sul palco del Teatro Dal Verme per l’evento ’50 anni di Bella Musica’. L’appuntamento è in calendario per lunedì 11 novembre, quando Marcella Bella replicherà anche sul palco milanese lo spettacolo già andato in scena lo scorso aprile al Brancaccio di Roma. Il secondo evento dedicato alla lunga avventura musicale della cantante segue anche la pubblicazione del vinile dedicato al concerto romano, in occasione del quale la cantante aveva anche registrato un doppio album.”Il concerto al Brancaccio – ha raccontato l’artista siciliana – è stato emozionante per tanti motivi. Ho ricevuto tanto affetto dal pubblico ed ero molto concentrata perché stavamo registrando tutto in vista dell’album. A Milano sono sicura che torneranno tutte quelle emozioni’. In scaletta, per il concerto speciale che vedrà la voce di Marcella affiancata anche dalla musica di un’orchestra di venti elementi, ci sono molti dei grandi successi collezionati durante mezzo secolo di canzoni. “Ho voluto mettere un po’ tutta la mia storia – ha detto la voce di ‘Montagne verdi’ – dagli esordi fino ad oggi, passando per il Festival di Sanremo. Non potevano ovviamente mancare le canzoni di Mogol e Bigazzi e un momento dedicato a mio fratello Gianni”. Un percorso , quello portato in scena da Marcella, che non rappresenta solo la storia di un’artista ma anche lo spaccato di cinquant’anni di storia della musica italiana. “Per carattere sono più portata a guardare al futuro – ha commentato l’artista a proposito del giro di boa dei cinquant’anni di carriera – ma so bene anche che senza passato non c’è né presente né futuro. Quello che è certo, in tempi in cui le regole le dettano i talent show e le case discografiche non investono in progetti di lunga durata, la melodia è quello che resterà sempre nella musica Italiana”.Quella stessa melodia che Marcella ha sempre cercato nella sua musica, tra palcoscenico e vita privata. “Sono una persona passionale – ha detto – e la musica per me è stata davvero la colonna sonora di tutta una vita, anche quella privata. Ci sono stati momenti in cui ho deciso di lasciare perdere le note per dedicarmi ad altro, perché ho sempre voluto vivere ogni parte della mia vita intensamente e con la giusta attenzione. Poi è sempre arrivato Gianni con una canzone bella per me e io sono sempre tornata alla musica”. Alcuni momenti dello show saranno infatti dedicati anche a Gianni Bella, fratello, protagonista della canzone italiana e ‘spalla’ fondamentale della carriera di Marcella, per la quale ha scritto alcuni dei più grandi successi. L’artista durante lo spettacolo sarà accompagnata anche dalla sua storica band, composta da Tony De Luca (basso), Roberto Palladino (batteria), Cristiana Polegri (sax e cori), Rosario Bella (tastiere), Dario Zeno (pianoforte), Simona Malandrino (chitarre).

Il Volo, la trap non fa per noi, avanti con il pop liricoEsce nuovo album con il meglio della loro carriera mondiale

05 novembre 201920:32

Pronti per altri dieci anni insieme, forse anche venti, magari di più. I tre ragazzi del Volo celebrano il primo decennio di carriera e successi con una serie di eventi, un nuovo tour, un nuovo album e soprattutto facendo il bilancio della loro esperienza, cominciata nel 2009 dal talent show canoro per bambini ‘Ti lascio una canzone’. Con alcuni punti fermi ai quali, ammettono, sono arrivati dopo aver provato anche altre strade: la chiave del loro successo è il pop lirico, vorrebbero essere gli eredi di Pavarotti e Bocelli, non trascureranno altri progetti ma sempre all’insegna della tradizione e il loro obiettivo resta portare per il mondo la cultura musicale italiana che ”non è quella di Sfera Ebbasta, con tutto il rispetto, e del genere trap”. Anzi: “secondo me – ha aggiunto, in un incontro con il trio nella sede Sony, uno dei tre componenti, Piero Barone, 26 anni – bisognerebbe controllare alcuni testi, alcuni messaggi che si mandano ai giovani, credo che un ordine, un messaggio pulito sia necessario darlo ogni tanto. Oggi ascoltando alcuni testi, senza generalizzare o giudicare perché c’è chi giudica noi, penso che dovrebbero prima essere controllati, forse dalle case discografiche o comunque da qualcuno”.”Questo è un giudizio soggettivo – è intervenuto subito Ignazio Boschetto, 25 anni – da anni esiste la libertà di espressione degli artisti ma ogni tanto passano dei messaggi brutti”. “Radio, internet, streaming hanno una influenza molto importante sui dischi e sugli artisti e sicuramente il Volo non è un gruppo da streaming, lo ascolti due o tre volte al giorno, mentre un gruppo di trap 150 volte – ha aggiunto il trio – Il nostro messaggio riusciamo a trasmetterlo soprattutto attraverso la tv, le persone si sono affezionate a noi vedendoci cantare, rimane l’unico mezzo con quale possiamo farci conoscere: del resto siamo nati in un talent show”. “Io all’inizio volevo fare cose più giovanili – ha ammesso Gianluca Ginoble, 24 anni – Poi ho capito quale era strada giusta”. L’album, che esce in tutto il mondo l’8 novembre, si intitola ’10 Years’ (Sony Music), racchiude i migliori successi della carriera dei due tenori e il baritono (da ‘O sole mio’ a ‘My Way’), sia con brani registrati che con nuove registrazioni live. E’ disponibile anche in versione CD + DVD dello spettacolo del concerto di Matera a giugno.Dal 9 novembre Il Volo sarà impegnato in un Instant tour, al via da Roma (il 10 a Milano con uno speciale mini live in Piazza Duomo) e il 19 novembre Canale 5 dedicherà una serata evento, con le immagini del concerto di Matera e i momenti più significativi della vita artistica del gruppo. Quindi il trio, che ha venduto 2 milioni di dischi in tutto il mondo, reduce da un tour in America Latina davanti a oltre 70mila persone, partirà a gennaio per i live in Nord America. La prossima estate tornerà in concerto in Italia per due date speciali: il 30 agosto all’Arena di Verona e il 4 settembre al Teatro Antico a Taormina. I tre ragazzini di 10 anni fa intanto sono diventati adulti insieme superando anche le inevitabili differenze di carattere. “I momenti più difficili sono quelli in cui uno di noi sta male e bisogna portare a casa lo spettacolo – hanno detto – Li salta fuori la vera amicizia”.

Parte tournee Aggiungi un posto a tavolaGenova prima tappa, con orchestra e coro

GENOVA05 novembre 201913:41

– Quarantacinque anni dopo il debutto con l’indimenticabile Johnny Dorelli torna sui palcoscenici italiani “Aggiungi un posto a tavola”, la commedia musicale dei record che continua ad entusiasmare le platee di tutto il mondo.
Lo spettacolo di Garinei e Giovannini (da un’idea di Jaja Fiastri che trasse ispirazione da un romanzo di David Forrest, “After me the deluge”) ripartirà giovedì sera (ore 20) dal Carlo Felice di Genova per una nuova tournée che toccherà molte città della penisola. La nuova edizione realizzata tre anni fa vede Gianluca Guidi nel doppio ruolo di regista e protagonista, affiancato da Marco Simeoli (il sindaco Crispino), Piero Di Blasio (Toto), Camilla Nigro (Clementina), Francesca Nunzi (Ortensia), Lorenza Mario (Consolazione) mentre “la voce di lassù” sarà quella di Enzo Garinei. “Siamo felici – ha spiegato Guidi – perché possiamo contare per la prima volta su una orchestra sinfonica e su un vero coro. Il successo di questa commedia si spiega innanzitutto con la qualità degli autori: Garinei e Giovannini sono i padri del nostro teatro leggero, la musica porta la firma di Armando Trovajoli, le coreografie sono di Gino Landi. E poi è una commedia attuale: chi oggi non desidererebbe un diluvio per ripartire da zero”? Il “veterano” del cast è Enzo Garinei che a 93 anni, dopo aver vestito i panni del sindaco Crispino, ora presta la sua voce a Dio: “Mi guarderò lo spettacolo da un palchetto. Essere in un teatro come il Carlo Felice sarà davvero emozionante”.
Nel cast, anche un’esordiente di lusso, Lorenza Mario, ballerina, cantante, attrice: “Sono emozionatissima, è una commedia meravigliosa che ho visto recitare da Johnny Dorelli e poi da Giancarlo. Certo il mio è un personaggio particolare che Giancarlo mi sta cucendo addosso. Sarà una Consolazione diversa dalle precedenti”.

Torna a Firenze unica firma LeonardoRestauro digitale per contratto per ‘La Vergine delle rocce’

05 novembre 201914:00

– L’unica firma nota di Leonardo da Vinci, posta in calce al contratto per la realizzazione del dipinto “La Vergine delle Rocce” – esposto al Museo del Louvre – ha lasciato l’Archivio di Stato di Milano, per raggiungere l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. “Già ci manca – dice il Direttore Benedetto Luigi Compagnoni- ma lo scopo è nobile: sottoporre il contratto a indagini diagnostiche sullo stato di salute, per procedere poi a un restauro digitale del documento, che renderà leggibile a occhio nudo anche la parte attualmente interpretabile solo con l’ausilio della lampada di Wood”.
Il documento è stato restaurato nel 2010, in quanto presentava danni dovuti all’umidità, che aveva indebolito il supporto cartaceo e dilavato in parte la traccia grafica. Oggi la porzione mancante risulta leggibile solo tramite la lampada di Wood, che emette radiazioni elettromagnetiche prevalentemente nella gamma degli ultravioletti. Ma presto, con il restauro digitale sarà possibile leggere a occhio nudo l’intero atto.

L’adolescente Giovanna della nuova FerranteEsce il 7 novembre ‘La vita bugiarda degli adulti’

05 novembre 201914:56

– E’ una ragazzina di dodici anni, Giovanna, detta Giannina, che vive in una casa con tanti libri, è figlia di due insegnanti e non vorrebbe deludere le loro aspettative, la protagonista e voce narrante del nuovo attesissimo romanzo di Elena Ferrante, ‘La vita bugiarda degli adulti’, che sarà in libreria il 7 novembre per le edizioni e/o, dopo l’anticipazione nella notte alla stampa in versione digitale con la protezione di una password.
A cinque anni dall’uscita di ‘Storia della bambina perduta’ del 2014, l’ultimo dei quattro volumi della saga bestseller de ‘L’Amica geniale’, che ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo, il nuovo romanzo della misteriosa scrittrice, sulla cui identità si sono fatte numerose ipotesi, ci porta ancora a Napoli, ma in quella del Rione Alto e del Vomero. ‘La vita bugiarda degli adulti’ (euro 19) ci racconta in 336 pagine le trasformazioni e turbamenti del crescere, il disincanto, i tradimenti, le menzogne dei grandi seguendo la vita di Giovanna fino ai 16 anni, fino allo sgreatolarsi delle certezze, alla separazione dei suoi genitori, a una poco esaltante iniziazione sessuale.
Non ci sono Lila e Lenù, ma il rapporto tra Giovanna e la zia paterna Vittoria che è la cosa più intensa e forte di questo nuovo romanzo, che a questo punto potrebbe essere il primo di una nuova saga. Ed è proprio la ricerca e la scoperta di questa zia, con la quale da tempo il padre di Giovanna ha rotto ogni rapporto, ad alimentare le paure, le scoperte, le menzogne e le verità della ragazzina. Di Vittoria, cancellata dalle foto, si parla come di una persona brutta e malvagia e quando Giovanna viene paragonata a lei dal padre, la ragazza va in crisi, si specchia ovunque per capire se è davvero così brutta, finchè fa di tutto per incontrare questa zia e quando la vedrà sarà una rivelazione per tante cose.
“Le guardai per pochi secondi il viso senza trucco, poi fissai il pavimento. Vittoria mi sembrò di una bellezza così insopportabile che considerarla brutta diventava una necessità” scrive la Ferrante.
Ci sono anche e come sempre le donne e le amiche del cuore come Angela e Ida. Con quest’ultima Giannina parte in treno per Venezia in un viaggio che ha tutti gli ingredienti per proseguire.
Si accendono le inziative alla vigilia dell’uscita, che ci riporta alle attese notturne in libreria per l’arrivo dei romanzi di Harry Potter. Il 6 novembre dalle ore 21.30 fino a mezzanotte nelle librerie Feltrinelli di Milano (Buenos Aires), Roma (Torre Argentina) e Napoli (Piazza dei Martiri) , saranno prposte letture in anteprima di brani tratti dal romanzo . Nella serata anche la proiezione del docu-film Ferrante Fever realizzato a partire dalle interviste di testimoni autorevoli, dalla traduttrice della Ferrante ai colleghi scrittori come Roberto Saviano, Francesca Marciano, Elizabeth Strout e Jonathan Franzen. A laFeltrinelli Roma il film sarà introdotto dallo stesso regista e sceneggiatore Giacomo Durzi e dalla co-sceneggiatrice Laura Buffoni. E allo scoccare della mezzanotte si potrà acquistare il romanzo in anteprima. Anche al Circolo dei Lettori di Torino il 6 novembre dalle 22 ci sarà una Ferrante Night con Nicola Lagioia.

Neshat racconta Oum Kulthum, voce del mondo araboFoto e video sulla cantante a Parigi, in sede Associazione Alaia

05 novembre 201915:47

– “Ogni primo giovedì del mese dovevamo cenare presto. Dovevo stare tranquillo, per non fare rumore, perché mio nonno stava cercando di catturare le onde radio provenienti dall’Egitto: Oum Kulthum stava cantando.
Questa è la prima grande voce che ho ascoltato durante la mia infanzia”. Partendo dal fatto che le canzoni di Oum Kulthum, cantante simbolo egiziana, che univa tutto il mondo arabo con la sua voce, erano molto amate da Azzedine Alaia, che aveva cominciato ad apprezzarle durante la sua infanzia in Tunisia, per poi trasformarle nella colonna sonora delle sue giornate lavorative in atelier a Parigi e della vita privata, in occasione della Paris Photo Week, l’Associazione Azzedine Alaia presenta nella sua sede a Parigi la mostra “Alla ricerca di Oum Kulthum”, foto e video dell’artista iraniana Shirin Neshat (6 novembre-5 gennaio 2020) omaggio a Oum Kuorthum.
Nota per il suo lavoro fotografico e cinematografico, che riflette la complessità della società islamica, Neshat, fotografa e videoartista iraniana – premiata alla Biennale di Venezia del 1999, e con la regia di Donne senza uomini, tratto dal romanzo omonimo di Shahrnush Parsipur, Leone d’argento per la miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009 – offre per la prima volta in Francia i suoi nuovi lavori ispirati all’omonimo film Looking for Oum Kulthum, presentato al Festival di Venezia nel 2017. Cara in tutto il mondo arabo, la figura di Oum Kulthum, straordinaria cantante, attivista politica e donna indipendente in una società conservatrice, e il forte fascino che esercita sul pubblico sono i punti di partenza delle otto fotografie e due video di Neshat.

A Viola Ardone il Premio ‘Amo Questo Libro’Con il romanzo ‘Il treno dei bambini’

05 novembre 201916:15

– E’ Il treno dei bambini di Viola Ardone (Einaudi) il romanzo vincitore della seconda edizione del ‘Premio Amo Questo Libro’. Il riconoscimento è attribuito dalle libraie e dai librai della catena Giunti al Punto presente in tutte le regioni del Paese.
Grande la partecipazione inquesta edizione con circa 500 voti provenienti da tutta Italia. La Ardone ha prevalso nettamente nella cinquina di finalisti preselezionata da un gruppo di esperti librai GAP. Sono state esaminate opere di tutte le case editrici per una partecipazione al concorso, senza distinzioni di genere.
Già caso letterario a poche settimane dall’uscita, Il treno dei bambini, che verrà tradotto in trenta paesi, racconta la storia di Amerigo, un bambino di sette anni che, nel 1946, lascia il suo rione di Napoli per ritrovarsi a migrare in un’Italia in costruzione, in mezzo alle macerie della seconda guerra mondiale.
Il Premio Ama Questo Libro da diritto all’opera vincitrice a una vetrina dedicata nelle librerie Giunti al Punto dal 5 all’11 dicembre e garantisce l’impegno di tutte le libraie e i librai GAP a vendere e consigliare l’opera in vista del Natale.

Selena Gomez, in radio dall’8/11 Lose you to love meSingolo anticipa la pubblicazione del terzo album della cantante

05 novembre 201916:17

– Arriverà in Italia dall’8 novembre “Lose you to love me”, il nuovo singolo di Selena Gomez, che ha già conquistato il vertice della classifica ufficiale singoli americana e di tutte le playlist radio di tutto il mondo. Il brano ha raggiunto anche la vetta della classifica Globale di Spotify, la n.1 di Apple Music e di iTunes America (per la prima volta un artista raggiunge simultaneamente la vetta delle classifiche di Rolling Stone Usa e di Billboard Usa). A oggi il brano ha totalizzato oltre 87 milioni di stream. Un risultato arrivato anche grazie al video che accompagna il brano, diretto da Sophie Muller e girato con il nuovo iPhone 11 Pro. Il video, che ha totalizzato oltre 112 milioni di views in una settimana, è l’unico video internazionale in tendenza in Italia su Youtube.
Il singolo anticipa la pubblicazione del terzo album della cantante americana.
Il brano è stato scritto dalla Gomez insieme a Julia Michaels (già autrice delle hit di Justin Bieber e molte altre pop star americane, Justin Tranter e Mattias Larsson, a cui si è aggiunto per la produzione Finneas (fratello, co-autore e coproduttore di Billie Eilish).
“L’ispirazione per questo brano arriva dalle tante cose che sono accadute nella mia vita da quando ho pubblicato l’ultimo album ad oggi – ha raccontato Selena -. Ho pensato che fosse importante condividerle nella musica, dato che sono in tanti quelli che potranno rivedersi nel percorso per la scoperta di sé stessi, che generalmente inizia con le cicatrici della vita.
Vorrei che le persone si sentano speranzose e sappiano che il lato più forte di noi può venire fuori, così rivelando la versione migliore di noi stessi”.

Mick Jagger, in vinile gli album da solistaI 4 dischi, pubblicati tra il 1985 e il 2001, usciranno il 6/12

05 novembre 201916:50

– Il catalogo completo della carriera solista di Mick Jagger arriva in vinile. I quattro dischi, pubblicati tra il 1985 e il 2001, usciranno in Vinile 180 grammi il 6 dicembre. Si tratta degli album She’s The Boss (1985), Primitive Cool (1987), Wandering Spirit (1993) e Goddess In The Doorway (2001).
Questi quattro dischi dimostrano la creatività del frontman dei Rolling Stones da artista solista e mettono in luce la tavolozza artistica che ha successivamente influenzato innumerevoli frontman rock.
Gli album sono stati recentemente rimasterizzati dai nastri analogici originali con masterizzazione half speed da Miles Showell agli Abbey Road Studios di Londra. Lo stesso procedimento di rimasterizzazione audio in alta definizione è stato recentemente utilizzato per tutti gli album del box-set “The Rolling Stones, Studio Albums Vinyl Collection, 1971 – 2016”.
Jagger pubblicò vari progetti a suo nome all’inizio della sua carriera, ma dopo il suo cameo nel singolo del 1984 ‘State Of Shock’ dei Jacksons, fu “She’s The Boss” del 1985 ad aprire ufficialmente la sua carriera da solista.

Musica: Harry Styles, il 13/12 esce il nuovo disco Fine LineGià in radio e in digitale il primo singolo Lights up

05 novembre 201917:38

– Uscirà il 13 dicembre Fine Line, il nuovo album di inediti di Harry Styles (Columbia Records/Erskine Records), a due anni di distanza dall’omonimo album di debutto solista (Harry Styles, certificato Oro in Italia).
Fine Line sarà disponibile in formato CD, vinile e in una speciale edizione con un booklet di 32 pagine con foto del dietro le quinte della registrazione dell’album.
Il disco, con 12 nuove tracce, contiene anche il singolo Lights up, attualmente in radio, che ha già totalizzato complessivamente più di 100 milioni di visualizzazioni e streaming in tutto il mondo.
Il cantante degli One Direction (ufficialmente la band è in pausa) festeggerà l’uscita dell’album con un evento speciale il 13 dicembre a Los Angeles: “Harry Styles – Fine Line live at the Forum – One Night Only”. Il 16 novembre, inoltre, Harry condurrà per la prima volta il famoso “Saturday Night Live”, in onda su NBC, e presenterà dal vivo in anteprima tv il nuovo album.

Argerich e Pappano incantano ParigiEmozioni e successo per Orchestra Santa Cecilia alla Philarmonie

05 novembre 201921:05

“Philarmonie” gremita, pubblico in adorazione, alla fine entusiasmo, emozione e molti in piedi ad applaudire Martha Argerich con l’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano. La serata del 4 novembre a Parigi, straordinaria per la sua intensità, è stata la prima tappa di una tournée dell’orchestra diretta da Pappano – con la Argerich e Francesco Piemontesi in alcune date – che inaugura la stagione concertistica fuori sede che ogni anno la porta ad esibirsi nei teatri e sale da concerto più prestigiosi al mondo.Il pubblico francese è arrivato all’atteso appuntamento accogliendo con calore gli orchestrali e il direttore, impegnati in avvio di concerto con l’Ouverture da Euryanthe di Carl Maria von Weber per poi trasferire ogni emozione sull’arrivo in scena del pianoforte e dell’attesissima pianista argentino-svizzera. L’esibizione della Argerich – il Concerto per pianoforte e Orchestra n. 1 di Franz Liszt – è andata via tutta d’un fiato e senza un battito di ciglia nella grande sala. La Argerich, 78 anni, ha emozionato, c’è voluto un istante di sospensione affinché il pubblico uscisse dalla sensazione di incanto prodotta dalla grande pianista. Poi un tributo entusiasta di applausi e grida di incitamento, con l’artista e Pappano richiamati più volte in scena fin quando la Argerich – che molto raramente concede bis – ha essguito, quasi in punta di piedi e a mo’ di saluto, “Kinderszenen” (Scene d’infanzia) di Robert Schumann.Nella seconda parte, pubblico ancora molto vicino all’orchestra italiana – che per la terza volta si esibiva alla Philarmonie di Parigi – impegnata nella Sinfonia n. 2 di Robert Schumann. Finale con applausi, e l’Orchestra di Santa Cecilia e Pappano ad eseguire, fuori programma, le “Antiche danze e arie per liuto” dall'”Italiana” di Ottorino Respighi e “La danza delle Ore” da “La Gioconda” di Amilcare Ponchielli.

A Cremona l’abito gourmet di marshmallowEsposto a Il Bontà, salone eccellenze enogastronomiche

CREMONA05 novembre 201919:05

– Vestiti fatti con marshmallows, peperoncini e taralli: la stilista Angela Colosimo porta a Il BonTà, il Salone della eccellenze enogastronomiche dei territori che si terrà dal 9 al 12 Novembre a CremonaFiere, il suo nuovo progetto dal titolo “L’abito gourmet – La moda che fa bene”.
Si tratta di vestiti che, letteralmente, si mangiano.
Realizzati con ingredienti dolci, come caramelle o cioccolato, ma anche salati, come il pane, i tarallini e gli snack. Il progetto è nato per la necessità di voler comunicare un messaggio sociale contro l’immagine emaciata delle modelle e dell’ideale di ‘magrezza mezza bellezza’ imposto dai media.
Quello di Colosimo è solo uno degli appuntamenti che animerà Il BonTà: arrivato alla 16 edizione, conta 2.000 prodotti artigianali dei territori e l’anno scorso ha registrato 30 mila visitatori.

Musica: Io corro, viaggio alla scoperta di se stessiNuovo singolo del duo Tomacelli che anticipa l’ep Amor

06 novembre 201911:43

– “Io corro dietro al vento/ A tutto ciò che fugge/ A quello che m’incanta/ E quindi anche a te”: c’è il desiderio di ritrovare se stessi per non perdersi nelle tante, spesso inutili, distrazioni della vita quotidiana, ma anche l’omaggio alla città di Roma, scelta come ambientazione privilegiata e luogo magico di suggestioni, nel nuovo singolo “Io corro” del duo Tomacelli, composto da Fabio Di Ranno e Francesco Paterni. Scritto, composto e suonato dai due artisti, il brano anticipa l’ep “Amor”, ora in lavorazione: nella canzone, che mescola influenze vintage e contemporanee, gli autori celebrano la possibilità per ognuno di scorgere, nel caos e nelle complicazioni inevitabili della vita di ogni giorno, nuovi centri di gravità che siano fonte di rinnovata sicurezza per tornare protagonisti del proprio cammino. Ad accompagnare l’uscita del brano “Io corro”, il videoclip per la regia dello stesso Di Ranno insieme con Ferdinando D’Urbano, girato nel Teatro dei Calanchi a pochi chilometri da Matera. Il progetto Tomacelli, lanciato ormai un anno fa da Di Ranno e Paterni, è prodotto da Tomacelli Tune.

Gucci apre i Gucci Pin, store temporaneiEsperienze digitali immersive e proposte diversificate

06 novembre 201912:23

– Non pop up, ma Pin: così si chiameranno i negozi temporanei di Gucci, le cui aperture saranno scaglionate da ora al prossimo anno e che prendono il nome proprio dai “pin”, le puntine segnaposto delle cartine interattive digitali.
L’apertura avverrà in grandi città come Parigi, Seoul e Hong Kong, e i negozi avranno un nome che rispecchia l’offerta proposta al loro interno. Ogni Gucci Pin sarà poi accompagnato da un’esperienza digitale immersiva interattiva grazie alle nuove tecnologie di realtà aumentata previste per alcuni di questi negozi, nel 2020. I primi store sono dedicati alla collezione Gift Giving, che celebra il motivo Flora. All’inizio del 2020, apriranno i Gucci Pin per l’anno del topo cinese dedicati a Mickey Mouse. I Gucci Pin GG Psychedelic apriranno tra la fine di gennaio e marzo 2020, e saranno dedicati ad articoli da viaggio, accessori e capi ready-to-wear caratterizzati dal motivo GG multicolore con stelle.

A teatro tra Steinbeck, King e BernhardMicol riprende Memorie di Adriano; Malosti omaggia 100 anni Levi

06 novembre 201912:39

– Pino Micol nel “Memorie di Adriano” che fu di Giorgio Albertazzi, per Maurizio Scaparro, a Firenze e Umberto Orsini ne “Il nipote di Wittgenstein di Thomas Bernhard a Torino; “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman secondo il regista russo Andrei Konchalovsky e “Se questo è un uomo” nel centenario della nascita di Primo Levi (1919 – 1987) per Valter Malosti, tutti a Roma. E ancora “Misery” dal romanzo di Stephen King per Filippo Dini a Genova e “La valle dell’Eden” dello scrittore premio Nobel John Steinbeck per Antonio Latella a Bologna: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

I Tiromancino in concerto per TelethonIl gruppo suonerà il 18 novembre all’Auditorium di Milano

06 novembre 201912:44

– I grandi successi e gli inediti dei ‘Tiromancino’ saranno i protagonisti del concerto benefico in favore di Fondazione Telethon, per la cura delle malattie genetiche rare, organizzato dal Gruppo BNP Paribas il prossimo 18 novembre, ore 21, all’Auditorium di Milano. Federico Zampaglione (voce e chitarra), Antonio Marcucci (chitarra elettrica), Francesco “Ciccio” Stoia (basso), Marco Pisanelli (batteria e percussioni) e Fabio Verdini (pianoforte e tastiere) saranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Giacomo Loprieno.
“Sarà uno spettacolo speciale – ha dichiarato Federico Zampaglione – in cui punteremo a valorizzare l’aspetto ritmico delle nostre canzoni, preparatevi, perché ci sarà da ballare”. I biglietti del concerto sono disponibili in tutte le Agenzie BNL di Milano e direttamente presso l’Auditorium di Milano.

Accademia Crusca nomina corrispondentiObiettivo promuovere lingua italiana all’estero

FIRENZE06 novembre 201913:07

– Il Collegio degli Accademici della Crusca, riunito in seduta straordinaria, ha nominato 13 nuovi accademici corrispondenti. Nove sono italiani e quattro stranieri. Lo riporta una nota dell’istituzione in cui si precisa che sono stati nominati accademici corrispondenti italiani: Emanuele Banfi, Gabriella Cartago, Lorenzo Coveri, Antonio Daniele, Valeria Della Valle, Claudio Giovanardi, Riccardo Gualdo, Sabatina Matarrese e Raffaele Simone. Sono inoltre stati nominati accademici corrispondenti esteri Angela Ferrari, Martin Maiden, Elton Prifti e Michel Zink.
Il corpo accademico risulta ora composto da 89 accademici suddivisi in tre classi: gli accademici ordinari (42) e gli accademici corrispondenti a loro volta suddivisi in italiani (19) e esteri (28). “Da sempre – si legge nella nota – la Crusca si rinnova guardando agli studi di italianistica e di linguistica italiana, sia in Italia che oltre confine, ma anche con l’obiettivo di promuovere la nostra lingua all’estero”.

Esce Ultima edizione, tributo a La Notte350 pagine per raccontare un quotidiano rivoluzionario

06 novembre 201913:46

– “Ultima edizione. Storie nere dagli archivi de La Notte” raccoglie le foto inedite del quotidiano milanese La Notte, in edicola del 1952 al 1995 e nasce come progetto di ricerca nel 2017, per uscire in libreria con le Edizioni Milieu (350 pagine, euro 39) domani su progetto grafico del designer Beppe Del Greco a cura di Salvatore Garzillo, Alan Maglio e Luca Matarazzo.
Il volume è stato presentato in prefettura, alla presenza dei curatori del volume, del prefetto di Milano Renato Saccone. Con il sostegno di archivisti e altri collaboratori, l’indagine attraversa diversi fondi di conservazione che riguardano il quotidiano milanese. Gli autori hanno studiato la produzione fotografica direttamente dai negativi realizzati dai fotoreporter de La Notte. La suddivisione del materiale in categorie quali “Aggressioni e ferimenti”, “Rapine”, “Prostituzione”, “Droga”, “Incidenti”, “Reati Vari” ricalca quella creata dai fotografi di redazione dello storico quotidiano.

A Veronica Etro Harper’s Bazaar Awards SpagnaTra i premiati di questa edizione Sharon Stone e David Gandy

06 novembre 201913:46

– Veronica Etro ha ricevuto a Madrid il premio Best Designer agli Harper’s Bazaar Awards Actitud 43, che ogni anno premiano personalità influenti e fonti d’ispirazione per il loro carattere, lavoro, talento e creatività. La serata di gala, presentata dalla giornalista e conduttrice televisiva Isabel Jiménez, si è tenuta nella prestigiosa cornice del Palacio de Santoña di Madrid. Tra i premiati di questa edizione: Sharon Stone, David Gandy, Jon Kortajarena, Elena Medel, Paco Arango, Vanesa Lorenzo, Lita Cabellut e Ramón Freixa.

Prometheus Journey, viaggio siderale ai confini dell’inumano

06 novembre 201913:51

“Immaginare il nostro lontano futuro è una delle imprese più difficili per la mente umana, abituata ad affrontare il presente giorno per giorno”. E’ il commento di Roberto Paura, direttore dell’Italian Institute for the Future, a proposito del progetto Prometheus Journey al confine tra musica, arte e scienza.Prometheus Journey è un film e un progetto tripartito, composto da una performance live e un cortometraggio che saranno raccolti in un sito web. Il video è il primo capitolo di un cortometraggio che rappresenta l’ideale viaggio di un astronauta verso il futuro, un futuro che nasce dalla memoria del cosmo. Tutto il progetto è supportato a livello scientifico dalla consulenza del professor Paura. Si tratta, nello specifico, di una produzione che prova a tradurre in immagini e suoni alcune teorie scientifiche che partono dall’analisi dell’Antropocene per ipotizzare futuri possibili.Paura aggiunge: “E’ importante puntare su opere evocative come il cortometraggio di Stefano De Felici, che ci spingono a riflettere sul destino della civiltà umana, sui rischi dell’Antropocene e sulle possibilità di trasformarci in una specie multiplanetaria. Non solo, De Felici enfatizza nel video il concetto che la sopravvivenza della nostra civiltà è legato alla preservazione della conoscenza accumulata nei millenni. Se è vero che “in principio era il Verbo”, cosa ne sarà di noi se la parola scritta andasse irrimediabilmente perduta? Eppure è un rischio che corriamo affidando all’etereo mondo digitale tutta l’informazione prodotta negli ultimi anni. Vint Cerf, tra i “padri” di Internet, ha messo in guardia dal rischio di un buco nero digitale se dovessimo perdere la memoria riversata sul web. Oggi molti esperti si occupano di elaborare sistemi per preservare la conoscenza della civiltà in caso di catastrofe. Lungi dall’essere esercizi di pessimismo, questi scenari ci aiutano a proiettarci su lungo periodo e anticipare i rischi a venire. Con l’Italian Institute for the Future abbiamo quindi voluto contribuire con suggestioni e idee all’elaborazione di Prometheus”.I registi Stefano De Felici e Federico Mazza di Almost Videolab non hanno utilizzato, per la realizzazione, nessun effetto speciale, anzi tutto ciò che si vede è stato ricostruito artigianalmente in piccolo, realizzando macroriprese che riassumono il cosmo partendo dal microscopico.Il video e l’intero progetto hanno origine da un album di recente pubblicazione (settembre 2019) intitolato S/T del duo di musicisti Stefano Greco (elettronica, monochord) ed Eloisa Manera (violino e composizione), conosciuti a livello nazionale e in ambito jazzistico. Prometheus Journey, infatti, è la prima traccia del disco realizzato dal loro duo, Phase Duo, un’atmosfera sonora che ha inspirato il lavoro dei videoartisti per la sua capacità evocativa dei suoni del cosmo e la caratteristica di collocarsi al di là di una specifica dimensione temporale.
La collaborazione darà il via a una serie di performance live, la prossima è in programma a Milano tra un paio di settimane.

La yacht woman di Luisa Spagnoli CruiseVariazioni sul tema Navy. Capo ammiraglio il trench

06 novembre 201913:49

– Chic a velocità di crociera: la collezione Cruise 2020 di Luisa Spagnoli prende il largo con uno stile yacht club evergreen. Tante le variazioni sul tema “navy”: pull tricot a macro righe mariniére con dettaglio incrociato sulla spalla, portati su bermuda blu, cappello baker boy stile marina e giubbino corto in double di lana in un’inedita versione cherry. Il classico pull girocollo rayé si porta con gonna a tulipano con lo spacco centrale. Capospalla ‘ammiraglio’ è il trench, nella versione denim più sportiva, o in tessuto bouclé multicolor dall’appeal chic genere da portare con femminili gonne longuette, o ancora più classico come trench coat lungo e un po’ over. Sono in denim i completi camicia e pantaloni dalla linea morbida e il blazer con rifiniture bianche a contrasto. Il denim, in versione light, è perfetto anche per le gonne a matita allacciate al centro con balza arricciata sul fondo, da abbinare a maglie a righe multicolor. Le gonne sono protagoniste: longuette in pelle, plissè a tinte rainbow o con macro stampe floreali.
I tailleur sono composti da blazer dalle proporzioni maschili, leggermente over ma pur sempre calibrati, portati su shorts coordinati o pantaloni ampi, abbinati a bluse di seta stampata, rese iperfemminili dal fiocco sul collo. Perché Luisa Spagnoli gioca sul filo del maschile e del femminile, mescolando tagli sartoriali e fluidità. Per aperitivi sul ponte centrale, il pezzo chiave diventa lo chemisier dalla texture impalpabile e dalle delicate stampe fleury, a piccoli pois in bianco e nero, o rigati.
Per la sera, ecco il tailleur smoking con blazer allongé su pantaloni svasati sul fondo; uno smoking fucsia, in raso e shantung di seta, per accendere la notte di tonalità pink.
Sempre rosa ma nella delicata tonalità quarzo, ecco il completo pantaloni in pizzo rebrodé e cady si seta.

La yacht woman di Luisa Spagnoli CruiseVariazioni sul tema Navy. Capo ammiraglio il trench

06 novembre 201913:49

– Chic a velocità di crociera: la collezione Cruise 2020 di Luisa Spagnoli prende il largo con uno stile yacht club evergreen. Tante le variazioni sul tema “navy”: pull tricot a macro righe mariniére con dettaglio incrociato sulla spalla, portati su bermuda blu, cappello baker boy stile marina e giubbino corto in double di lana in un’inedita versione cherry. Il classico pull girocollo rayé si porta con gonna a tulipano con lo spacco centrale. Capospalla ‘ammiraglio’ è il trench, nella versione denim più sportiva, o in tessuto bouclé multicolor dall’appeal chic genere da portare con femminili gonne longuette, o ancora più classico come trench coat lungo e un po’ over. Sono in denim i completi camicia e pantaloni dalla linea morbida e il blazer con rifiniture bianche a contrasto. Il denim, in versione light, è perfetto anche per le gonne a matita allacciate al centro con balza arricciata sul fondo, da abbinare a maglie a righe multicolor. Le gonne sono protagoniste: longuette in pelle, plissè a tinte rainbow o con macro stampe floreali.
I tailleur sono composti da blazer dalle proporzioni maschili, leggermente over ma pur sempre calibrati, portati su shorts coordinati o pantaloni ampi, abbinati a bluse di seta stampata, rese iperfemminili dal fiocco sul collo. Perché Luisa Spagnoli gioca sul filo del maschile e del femminile, mescolando tagli sartoriali e fluidità. Per aperitivi sul ponte centrale, il pezzo chiave diventa lo chemisier dalla texture impalpabile e dalle delicate stampe fleury, a piccoli pois in bianco e nero, o rigati.
Per la sera, ecco il tailleur smoking con blazer allongé su pantaloni svasati sul fondo; uno smoking fucsia, in raso e shantung di seta, per accendere la notte di tonalità pink.
Sempre rosa ma nella delicata tonalità quarzo, ecco il completo pantaloni in pizzo rebrodé e cady si seta.

Olivia Newton-John, asta per il look di Grease450mila dollari per giubbotto Sandy, a fondazione contro cancro

03 novembre 201918:41

– L’outfit di Grease con gli abiti che fecero epoca alla fine degli anni ’70 grazie al successo planetario del film con Olivia Newton John e John Travolta, è andato all’asta a Los Angeles e il ricavato della collezione dell’artista australiana, oggi 71enne, andrà a finanziare la Fondazione Onj, da lei stessa realizzata anni fa, per la ricerca, le cure, anche psicologiche, contro il cancro di cui la stessa attrice-ballerina soffre ciclicamente dal 1992, quando le fu diagnosticato un primo tumore al seno (oggi è in lotta con la terza recidiva). Il giubbotto di pelle e i pantaloni attillati indossati da Sandy per sedurre Danny nella scena finale di Grease sono stati venduti all’asta per 405.700 dollari, più del doppio della stima iniziale. Ad aggiudicarseli un compratore rimasto anonimo, collezionista evidentemente affezionato al film musicale che fece ballare una generazione.

Whoopi Goldberg a Bassano con suo libroAppuntamento a Libreria palazzo Roberti il 30 novembre

VENEZIA04 novembre 201914:21

– Appuntamento unico in Italia, in libreria a Bassano del Grappa (Vicenza), per Whoopi Goldberg, attrice statunitense tra le più famose al mondo, doppiatrice, scrittrice, conduttrice televisiva e attivista, tra le 15 persone ad aver vinto un Emmy, un Grammy, un Oscar e un Tony Award.
Lo annuncia, per sabato 30 novembre, la celebre Libreria Palazzo Roberti, dove l’attrice incontrerà i lettori per autografare il suo quarto libro “The Unqualified Hostess” (Rizzoli International, 2019), dedicato all’arte di apparecchiare la tavola con stile e originalità.
“Ho scritto questo libro – ha dichiarato Goldberg – che francamente è l’ultimo libro che qualcuno si sarebbe aspettato da me. ‘I do it in my way and you can too’, io lo faccio a modo mio e potete farlo anche voi. Voglio mostrarvi che basta la passione per preparare una bella tavola”.

Ken Follett fan di Donato CarrisiGrande giallista twitta trailer L’uomo del labirinto

04 novembre 201917:33

Ken Follett ‘fan’ di Donato Carrisi.
L’illustre collega dopo aver visto il film, L’uomo del Labirinto’, secondo lungomentraggio del giallista, fa il suo endorsement twittando sul suo profilo ufficiale:

Prodotto da Gavila e Colorado Film e distribuito da Medusa, il film con Toni Servillo e Dustin Hoffman nel primo week end di programmazione ha raggiunto un incasso pari a 1.262.000 euro mentre “Doctor Sleep”, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, si ferma a 1.118.000.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le tante vite di Frida Kahlo in un docu-film
Al Torino Film Festival e poi in sala dal 25 al 27 novembre

05 novembre 201909:57

Bellissima, in alcune foto, e per niente bella in altre con quelle sue sopracciglia folte e quella peluria sopra le labbra che non ha mai voluto nascondere, Frida Kahlo già dall’aspetto mostrava una natura selvaggia, proprio come le sue tante vite e i colori dei suoi vestiti. E va detto che libera, anche sentimentalmente, questa artista messicana nata nel 1907 lo fu davvero come fa vedere ‘Frida. Viva la vida’, docu film di Giovanni Troilo che passerà alla 37/a edizione del Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile per poi approdare nelle sale italiane in esclusiva il 25, 26, 27 novembre.Il film, prodotto da Ballandi Arts e Nexo digital in collaborazione con Sky Arte e con la partecipazione straordinaria di Asia Argento, racconta, per quanto è possibile, questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. E questo in un lungo viaggio tra le opere, ma anche le fotografie, i vestiti e gli oggetti personali della Kahlo con la colonna sonora originale di Remo Anzovino. Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima poi di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida affrontò ben 32 operazioni e convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Nonostante questo, grazie alla sua pittura e ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento, un’icona capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti. Asia Argento in ‘Frida. Viva la vida’ conduce lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge dato dalle stesse parole dell’artista e tratto da lettere, diari e confessioni private. Si scoprirà così come l’opera della pittrice affondi le sue radici sia nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, che nell’arte e nell’impegno di uomini del suo tempo, dal compagno di una vita, Diego Rivera (da lei sposato due volte), a Trotsky. Del resto, dopo la rivoluzione del 1910, il Messico aveva provato a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana in cui anche Frida esplorò l’identità degli opposti come dolore e piacere, tenebre e luce, vita nella morte e morte nella vita.Nel documentario sarà possibile vedere per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l’apertura del bagno di Frida nel 2004. ‘Frida. Viva la Vida’, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946). Ecco, infine, l’ultima frase scritta sul suo diario: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.

Cinema: Monica e Karim, wrestlers tra amore e lottaMonica e Karim, wrestlers tra amore e lotta

05 novembre 201912:24

In docu Wrestlove, ritratto coppia di lottatori fra Italia e Usa – ROMA, 05 NOV – Monica Passeri, abruzzese, classe 1992, nome d’arte Miss Monica, e Karim Bartoli, romano, classe 1991, nome d’arte Karim Brigante: sono i due wrestler, compagni di vita e spesso di ring (il loro nome di battaglia congiunto è Roman Dinasty), raccontati in un loro ritorno a casa, in Italia, tra quadrato e vita, in Wrestlove, il documentario di Cristiano di Felice, che aprirà in anteprima il Sulmona International Film festival (6 – 9 novembre).
Prima coppia italiana di ‘fighter’ che si è costruita insieme una carriera negli Stati Uniti Miss Monica e Karim Brigante, girano gli States e l’Europa combattendo nei circuiti indie e non solo, spesso conquistando cinture e difendendo titoli.
“Loser, perdente: il mondo del wrestling a differenza del mondo attuale è rimasto immune dalla parola sconfitta – spiega nel film Karim -. E’ un mondo che ha dato casa a tanti perdenti e tanti insicuri, che siano lottatori o fan… nel wrestling i perdenti non esistono”. In docu Wrestlove, ritratto coppia di lottatori fra Italia e Usa.

Addio all’attore Omero Antonutti84 anni, carriera eclettica, indimenticabile Padre Padrone

05 novembre 201912:38

– Addio a Omero Antonutti, attore, doppiatore indimenticabile interprete di tante pellicole a cominciare da Padre padrone dei fratelli Taviani. Nato a a Basiliano, Friuli Venezia Giulia, nel 1935, si è spento il 5 novembre in ospedale a Udine dove era ricoverato per le complicanze di un tumore che lo aveva colpito da tempo, al suo fianco la moglie. Noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di doppiatore, ha negli anni prestato la sua voce a importanti interpreti internazionali (tra i quali C. Lee , M.
Parks, J. Hurt, O. Sharif). Voce narrante in film come La vita è bella (1997) e Il mestiere delle armi (2001). Tra le sue interpretazioni: Padre padrone (1977); La notte di S.Lorenzo (1982); Kaos (1984); tutti dei fratelli Taviani. L’attività di Antonutti fin dagli anni settanta proseguì alternando cinema e teatro con continuità: tra i film più intensi interpretati nel cinema si ricordano Farinelli – Voce regina di Gérard Corbiau, Un eroe borghese di Michele Placido, I banchieri di Dio – Il caso Calvi di Giuseppe Ferrara e Tu ridi ancora dei fratelli Taviani. Tra le produzioni recenti, la serie televisiva Sacco & Vanzetti, N (Io e Napoleone), La ragazza del lago e, nel 2008, Miracolo a Sant’anna.Omero Antonutti è una delle figure più eclettiche del panorama artistico italiano. Esordì nel cinema nel 1966 con una piccola parte in Le piacevoli notti con Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida e Ugo Tognazzi.
Indimenticabile nel ruolo del padre di Gavino Ledda in Padre padrone di Paolo e Vittorio Taviani (1977).

Proietti, non mi sento un maestro di vitaAttore voce cane protagonista del film Attraverso i miei occhi

05 novembre 201919:47

Voce di Dustin Hoffman nel ritratto del provocatorio stand-up comedian, scomparso prematuramente, Lenny Bruce in Lenny di Bob Fosse (“penso sia il mio doppiaggio migliore”), ma anche del primo Rocky e del funambolico genio di Aladdin (“molto divertente ma faticoso”). Sono solo alcune delle grandi prove di doppiaggio di Gigi Proietti, che ne regala un’altra come voce di Enzo, il saggio golden retriever (in originale doppiato da Kevin Costner) protagonista di Attraverso i miei occhi, la dramedy di Simon Curtis, in sala dal 7 novembre con 20th Century Fox, tratta dal bestseller di Garth Stein, L’arte di correre sotto la pioggia.Il film racconta, attraverso gli occhi e il racconto interiore del cane, il legame simbiotico del golden retriever con il suo padrone/migliore amico Denny (Milo Ventimiglia), pilota automobilistico, che l’ha preso cucciolo. Insieme, in un viaggio lungo una vita attraversano gioie, come l’amore che nasce fra Denny e Eve (Amanda Seyfried), poi moglie del pilota e madre della figlia Zoe, ma anche drammi famigliari. Nel cast, fra gli altri, Martin Donovan e Kathy Baker. “Questo cane ci insegna qualcosa che noi umani non sempre rispettiamo, cioè che amare significa volere il bene dell’altro e fare di tutto per non farlo soffrire – spiega Proietti – Il film è una grande metafora, come sarebbe più facile avere rapporti se assomigliassimo più ai cani. In loro non c’è odio, voglia di rivalsa, solo lealtà e fedeltà”. Personalmente “non penso di avere la saggezza di Enzo. Non mi sento uno che possa insegnare ad altri, non mi sento maestro di vita, anche se a volte qualcosa mi è capitato di dire, anche stancando chi mi è vicino, come le mie figlie o quando avevo la scuola di teatro, i miei allievi…Poi magari dopo qualche anno mi hanno chiamato per dirmi che avevo ragione”. Il doppiaggio è fin dall’inizio della sua carriera un compagno di strada, mentre di cinema, come attore, “ne ho fatto poco, anche perché mi offrivano sempre le stesse parti”. Oggi “mi sembra il cinema si stia televisizzando sempre di più, i film restano poco in sala, risente molto della concorrenza dei grandi seriali – commenta -. Il nostro cinema ha molti buoni attori ma è un po’ piccolo a livello di storie. Comunque non si può generalizzare, ci sono delle eccezioni”. Tra queste, c’è Matteo Garrone, per cui ha appena interpretato Mangiafuoco in Pinocchio (in uscita a Natale): “sono stati solo tre giorni, ho lavorato con un regista straordinario che viene da un altro pianeta – dice -. E’ stata un’esperienza bellissima”.Da quanto fa intendere, potremmo rivederlo presto anche in tv: “Tornerò sicuramente, con una fiction, o magari qualche show anche se sono stancanti – accenna -. Mi sono arrivate varie proposte, ho anche idee mie per delle storie, ma sono ‘inturcinate”’. Quanto agli impegni con il teatro, spiega che sta cercando di tenersi “stretta la direzione artistica del Silvano Toti Globe Theatre, perché è una di quelle cose che ho fatto per Roma e sento che resta. Fra tutti i teatri che ho diretto o rilanciato, il Globe è forse la cosa più importante, perché è una struttura che prima non esisteva. E’ nato come un fungo in mezzo alla città, e continua ad avere un successo enorme”. Tornando ad Attraverso i miei occhi, Proietti, come il protagonista (umano) del film, ama molto gli animali: “Avendo un grande giardino, oltre a cani e gatti, che adoro, ne abbiamo avuti a casa di più specie, compreso un piccione. La mia compagna l’aveva comprato a Ponza da una signora per non farlo finire in padella. Apparteneva a una razza che non volava, l’avevamo chiamato ‘Poro Toto’. Finché passeggiava in mezzo agli altri è andato bene, ma appena ha provato a svolazzare… – spiega l’attore in un racconto trascinante simile a quello dei suoi spettacoli -. Il mio animale preferito però è la gracula, il merlo parlante, ne ho avuti vari. Uno imitandomi mi ha anche fatto capire quanto fosse antipatico il mio modo di rispondere al telefono”.

Tff, 4 documentari e incontro con BifoNuovo spazio ‘L’unica cosa che ho è la bellezza del mondo’

TORINO05 novembre 201914:49

– Quattro documentari e la conversazione con lo scrittore e filosofo Franco ‘Bifo’ Berardi: è il nuovo spazio tematico del Torino Film Festival, nella sezione TFFdoc dal titolo “L’unica cosa che ho è la bellezza del mondo”. Si tratta – spiegano gli organizzatori – di un’ulteriore riflessione rispetto a quanto affrontato lo scorso anno nel focus TFFdoc/apocalisse: in questo periodo connotato dall’attesa della catastrofe e angosciato dall’urgenza di evitarla TFFdoc ha deciso di concedersi il tempo di fermarsi a contemplare ciò che abbiamo intorno, di godere del piacere dello stare nel mondo.
Franco ‘Bifo’ Berardi, l’autore di Dopo il futuro. Dal futurismo al cyberpunk (2013), Il secondo avvento. Astrazione apocalisse comunismo (2018), e Futurabilità (2019), terrà un incontro abbinato alla proiezione del documentario di Christian Labhart, Passion – Beetwen Revolt and Resignation, con l’obiettivo di guidare lo spettatore e aiutarlo a orientarsi nella follia del mondo contemporaneo.

Scorsese replica su Marvel, “soffocano l’arte”Il regista sul Nyt, “avrei voluto The Irishman in più sale”

NEW YORK05 novembre 201916:11

– C’è un nesso tra l’uscita di ‘The Irishman” su Netflix e la polemica di Martin Scorsese contro i film Marvel. Mentre la sua ultima fatica sulla scomparsa di Jimmy Hoffa è nelle sale, il regista torna alla carica sul New York Times e definisce lo straordinario successo dei supereroi una minaccia per i valori del cinema d’autore.
La polemica era scoppiata all’inizio di ottobre quando Scorsese, in un’intervista a Empire, aveva definito i film Marvel “l’equivalente di un parco-giochi”. Era seguito un acceso dibattito che aveva visto schierati con il 77enne Scorsese gli anziani colleghi Francis Ford Coppola e Ken Loach. Ieri contro Scorsese era sceso in campo il boss di Disney, Bob Iger: “Grande regista, ma non credo che ne abbia mai visto uno”.
Scorsese mette sul banco degli imputati il modello di business imposto dalla franchise: “Variazioni illimitate su un numero definito di temi fatti per soddisfare una serie specifica di domande, i film Marvel sono sequel di nome, ma remake di fatto, basati su ricerche di mercato e test dell’audience, modificati, riverificati e rimodificati fino a che non sono pronti per il consumo”.
Il regista spiega quindi che la scala e il costo di un film Marvel richiede di farlo uscire nel massimo numero di sale possibili, ma c’è solo un numero limitato di sale in Nordamerica e il risultato è un collo di bottiglia che marginalizza i film che Scorsese ama vedere e fare relegandoli alla distribuzione in streaming o home video. “Avrei voluto vedere ‘The Irishman’ proiettato in più sale”, ha ammesso il regista.

Catherine Deneuve colta da malore, ricoverata a Parigi Le Parisien: ‘Condizioni gravi’. Fonti: ‘E’ colpo di stanchezza’

06 novembre 201913:28

Catherine Deneuve è stata ricoverata a Parigi dopo un malore nella notte tra ieri e oggi: è quanto rivela Le Parisien. Secondo il giornale, l’attrice di 76 anni sarebbe in “condizioni gravi”, da non sottovalutare, e necessita di esami approfonditi. Fonti a lei vicine citate da BFM-TV, parlano di una “botta di stanchezza” dovuta all’agenda molto fitta. L’icona del cinema francese è impegnata, dal mese scorso, sul set dell’ultimo film di Emmanuel Bercot, ‘De son vivant’, con Benoît Magimel. Secondo radio RTL, Catherine Deneuve è ancora ricoverata in un ospedale parigino, oggetto di esami approfonditi da parte dell’equipe medica. L’attrice, prosegue la prima radio privata di Francia, sarebbe stata colpita dal malore durante le riprese del film ‘De son vivant’ con Magimel e Cécile de France le cui riprese sono in corso nella regione di Parigi. Il film racconta la storia di un figlio affetto da un tumore, una madre sofferente dinanzi alla sua impotenza nonché un medico che cerca di fare del suo meglio dinanzi alla malattia. L’attrice nata a Parigi il 22 ottobre del 1943 è attualmente in cartellone nei cinema di Francia con ‘Festa di famiglia’, l’ultimo film di Cédric Kahn recentemente presentato alla Festa del Cinema di Roma. Bella di Giorno (1967)Catherine Deneuve è stata ricoverata a Parigi dopo un malore nella notte tra ieri e oggi: è quanto rivela Le Parisien. Secondo il giornale, l’attrice di 76 anni sarebbe in “condizioni gravi”, da non sottovalutare, e necessita di esami approfonditi. Fonti a lei vicine citate da BFM-TV, parlano di una “botta di stanchezza” dovuta all’agenda molto fitta. L’icona del cinema francese è impegnata, dal mese scorso, sul set dell’ultimo film di Emmanuel Bercot, ‘De son vivant’, con Benoît Magimel.

La Belle Epoque, ode malinconica all’amore
Fanny Ardant e Daniel Auteil nella commedia romantica dell’anno

06 novembre 201910:23

E’ uno dei film migliori dell’anno, una commedia sorprendente e ‘terapeutico’, che ha emozionato al festival di Cannes 2019 e che ora esce in sala dal 7 novembre con I Wonder Pictures: il divertente La Belle Epoque di Nicolas Bedos. Fanny Ardant interpreta Marianne, una donna di successo, vitale, piena di occasioni mondane. Ha un amante, forse non il solo e comunque nonostante l’eta’ non giovane ha intenzione di vivere pienamente la sua vita. Il marito Victor, Daniel Auteuil, sembra il suo opposto, uno di quegli uomini che non si sono adattati ai tempi che cambiano, non ha voglia di curarsi, si veste trasandato, si e’ insomma lasciato andare, soprattutto ora che le sue stupende vignette di satira politica non trovano piu’ posto sui giornali.Victor va da Antoine (Guillaume Canet) regista-imprenditore di ‘viaggi nel tempo’, un’organizzazione che porta il pubblico a vivere nel passato con set cinematografici, attori, messe in scena curatissime dal mobilio agli arredi ai dialoghi, per una sera o per giorni interi. E poi c’e’ il figlio che vorrebbe trovare il modo di lavorare con il padre ora che si e’ messo a produrre web serie animate. Al culmine di una lite, la Ardant caccia di casa Auteuil. Il fumettista con i soldi ricavati dalla vendita di un appartamento si installa ai Viaggi nel tempo: porta le vignette degli anni ’70, della ‘belle epoque’ della sua giovinezza, quella in cui ha conosciuto Fanny, provocante, sfacciata, spiritosa ragazza.Tutto viene allestito com’era: il suo bar, le sue feste hippy, il suo primo incontro con la giovane che poi sposera’.Attori in panni vintage recitano nella scena, guidati all’auricolare da Canet e una giovane ragazza, interpretata da Doria Tillier (di cui Canet e’ innamorato) sembra la piu’ adatta per il ruolo. Sara’ la settimana piu’ bella della sua vita. Il viaggio nei ricordi funziona, Auteuil si veste come un tempo, i baffoni al posto della barba incolta, i pantaloni a zampa, tutto torna com’era, finzione e memoria. L’incontro con la ragazzina lo rivitalizza, pensa al passato, ma anche al presente, quasi si innamora della giovane attrice che ricambia l’attenzione di questo malinconico signore.Intanto la Ardant e’ libera, puo’ vivere con il suo amante (Francois Delis Podalyses) ,il migliore amico di Auteuil, ovviamente) salvo scoprire che la noia della routine e’ simile, incluso il russare del partner che la tiene sveglia. Quando la Ardant rivede Auteuil ringiovanito ha un colpo al cuore, lo segue ed entra nel set dei Viaggi nel tempo. “E’ un film melanconico, buffo, romantico e divertente al tempo stesso. C’e’ l’ode al passato che siamo stati certo ma anche l’ambizione di vivere il presente pienamente” dice Nicolas Bedos, “una commedia pervasa di nostalgia gioiosa sull’amore giovane e al tempo stesso sull’amore in tutte le eta’ della vita”. Il regista si e’ dichiarato “completamente pazzo di Fanny Ardant, attrice e donna eccezionale, l’idea di fare un film con lei e vederla tutti i giorni ha resto questo film magico”.

Fitoussi a Pierantozzi, neolingua eco

06 novembre 201910:22

– JEAN-PAUL FITOUSSI, LA NEOLINGUA DELL’ECONOMIA ( a cura di Francesca Pierantozzi, EINAUDI, PAG 273, euro 17,00) – ”Non si tratta soltanto di economia, ma di un’esercitazione per leggere e ripensare l’attualità e il mondo che le gira intorno. Mettere alla prova le nostre convinzioni.
Si tratta di una riflessione a volte anche intima che non chiede necessariamente di essere d’accordo, ma di essere disponibili. E si tratta infine, tra le righe, di un signore che è bellissimo stare ad ascoltare”. Dopo mille interviste lei lo può dire, Francesca Pierantozzi che ha deciso che le domande fatte a Jean-Paul Fitoussi nelle tante interviste oramai non le bastavano più e così è nato questo libro. Per l’economista invece ”questo libro nasce da una contraddizione: le parole più comuni, di cui credevamo di conoscere alla perfezione il significato, ora ci sfuggono. Quello che credevo essere un problema di elite in realtà è un problema di lingua”. A partire ad esempio dal termine ”populista”, che non lo convince perché sottintende un disprezzo: ”demagogo mi sembra invece il termine più adatto, perché il populismo non caratterizza il popolo ma chi vuole prendere il posto del popolo”.
Quindi domanda e risposta, come in una vera e propria partita, Francesca e Jean-Paul che procede nell’analisi economico-politica dell’oggi momento caratterizzato dal ”lavaggio del cervello”, ovvero ”la ripetizione che logora le parole, le priva di senso e e credibilità.
Peggio ancora: convince la gente che la situazione così com’è è normale”.
In un clima nel quale la politica è possibile, spiega Fitoussi, ma nel quale il lavoro sta finendo. ”Qualsiasi progresso comporta una ristrutturazione del lavoro. E i lavori sicuri, a vita, non torneranno più per quanto si continui a proteggerli”.
Lo accusano di essere grillino, perché ”è stata creata una trappola semantica per impedire l’esistenza di qualsiasi altro discorso che non fosse quello ortodosso”. Insomma un dialogo sulle mille ”trappole della neolingua”, dove l’economia si intreccia strettamente con la politica, in un mondo che è più ricco che in passato ma nonostante questo perde esponenzialmente diritti tanto da fargli dubitare che la democrazia duri ancora a lungo. Dice Fitoussi. ”Il dogmatismo dottrinale è un pericolo per la democrazia quanto l’estremismo.
Dobbiamo fare il possibile per evitare di passare dall’uno all’altro. Non è l’Europa il nostro problema, ma il cinismo delle sue politiche”.

Le star web ai Macchianera Awards

PERUGIA05 novembre 201918:40

Oltre cento star del web saranno a Perugia per gli Oscar del web e per tre giorni di eventi. Il capoluogo umbro ospiterà infatti dall’8 al 10 novembre la ‘Festa della Rete’ che terminerà con la consegna dei ‘Macchianera internet Awards’ ai personaggi più amati e scelti dal pubblico con le votazioni online.Appuntamento che torna per la seconda volta a Perugia. ‘Connessi e sostenibili’ è il tema scelto quest’anno, come annunciato dagli organizzatori Gigi Mazzeschi (ideatore insieme a Gianluca Neri), Claudia Alfonso e Matteo Grandi. Protagoniste le star della Rete. In programma, tra gli altri, eventi ed incontri con Estetista cinica, Camihawke, K4U, Jody Cecchetto, Emilife, Pinuccio, Fotografie Segnanti, Signor Distruggere, Trash Italiano, Lercio, Tegamini, Maccio Capatonda, Casa Surace, Commenti Memorabili, Human Safari, Sofia Viscardi, Alice Venturi, Riccardo Pirrone (Taffo), Muriel, Carletto’s Life, The Pozzoli’s family, Le frasi di Osho. Non mancheranno anche personaggi della cultura, dello spettacolo e del giornalismo.Sono infatti attesi Luca Telese, David Parenzo, Pierluigi Pardo, Riccardo Cucchi, Selvaggia Lucarelli, Mauro Casciari, Renza Castelli, Willie Peyote, Gio Evan, Il Pagante, The Andrè, Romina Falconi, oltre a padre Enzo Fortunato.La premiazione dei vincitori degli Internet Awards è prevista la sera del 9 novembre al Teatro Morlacchi. Tra oltre 300 candidature, di 31 categorie, saranno proclamati il miglior sito e quello più attendibile, il personaggio dell’anno e la rivelazione, i migliori articolo o post, community, pagina Facebook, trasmissione tv e radio, creator-videomaker, foodblogger e travelblogger, hashtag, miglior tweeter ed instagrammer. Saranno proprio gli utenti del Web, con le loro preferenze, a decretare i vincitori.

L’adolescente Giovanna della nuova FerranteEsce il 7 novembre ‘La vita bugiarda degli adulti’

05 novembre 201916:41

E’ una ragazzina di dodici anni, Giovanna, detta Giannina, che vive in una casa con tanti libri, è figlia di due insegnanti e non vorrebbe deludere le loro aspettative, la protagonista e voce narrante del nuovo attesissimo romanzo di Elena Ferrante, ‘La vita bugiarda degli adulti’, che sarà in libreria il 7 novembre per le edizioni e/o, dopo l’anticipazione nella notte alla stampa in versione digitale con la protezione di una password.A cinque anni dall’uscita di ‘Storia della bambina perduta’ del 2014, l’ultimo dei quattro volumi della saga bestseller de ‘L’Amica geniale’, che ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo, il nuovo romanzo della misteriosa scrittrice, sulla cui identità si sono fatte numerose ipotesi, ci porta ancora a Napoli, ma in quella del Rione Alto e del Vomero. ‘La vita bugiarda degli adulti’ (euro 19) ci racconta in 336 pagine le trasformazioni e turbamenti del crescere, il disincanto, i tradimenti, le menzogne dei grandi seguendo la vita di Giovanna fino ai 16 anni, fino allo sgreatolarsi delle certezze, alla separazione dei suoi genitori, a una poco esaltante iniziazione sessuale.Non ci sono Lila e Lenù, ma il rapporto tra Giovanna e la zia paterna Vittoria che è la cosa più intensa e forte di questo nuovo romanzo, che a questo punto potrebbe essere il primo di una nuova saga. Ed è proprio la ricerca e la scoperta di questa zia, con la quale da tempo il padre di Giovanna ha rotto ogni rapporto, ad alimentare le paure, le scoperte, le menzogne e le verità della ragazzina. Di Vittoria, cancellata dalle foto, si parla come di una persona brutta e malvagia e quando Giovanna viene paragonata a lei dal padre, la ragazza va in crisi, si specchia ovunque per capire se è davvero così brutta, finchè fa di tutto per incontrare questa zia e quando la vedrà sarà una rivelazione per tante cose. “Le guardai per pochi secondi il viso senza trucco, poi fissai il pavimento. Vittoria mi sembrò di una bellezza così insopportabile che considerarla brutta diventava una necessità” scrive la Ferrante.
Ci sono anche e come sempre le donne e le amiche del cuore come Angela e Ida. Con quest’ultima Giannina parte in treno per Venezia in un viaggio che ha tutti gli ingredienti per proseguire.
Si accendono le inziative alla vigilia dell’uscita, che ci riporta alle attese notturne in libreria per l’arrivo dei romanzi di Harry Potter. Il 6 novembre dalle ore 21.30 fino a mezzanotte nelle librerie Feltrinelli di Milano (Buenos Aires), Roma (Torre Argentina) e Napoli (Piazza dei Martiri) , saranno prposte letture in anteprima di brani tratti dal romanzo . Nella serata anche la proiezione del docu-film Ferrante Fever realizzato a partire dalle interviste di testimoni autorevoli, dalla traduttrice della Ferrante ai colleghi scrittori come Roberto Saviano, Francesca Marciano, Elizabeth Strout e Jonathan Franzen. A laFeltrinelli Roma il film sarà introdotto dallo stesso regista e sceneggiatore Giacomo Durzi e dalla co-sceneggiatrice Laura Buffoni. E allo scoccare della mezzanotte si potrà acquistare il romanzo in anteprima. Anche al Circolo dei Lettori di Torino il 6 novembre dalle 22 ci sarà una Ferrante Night con Nicola Lagioia.

Parasite, family-drama alla MonicelliDa Corea film di Bong Joon-ho Palma d’oro a Cannes

05 novembre 201910:28

Una storia di ricchi contro poveri in Corea che sembra scritta, in quanto a cattiveria, da Mario Monicelli. Una lotta di classe ravvicinata in cui a fare la differenza c’è anche l’olfatto, i poveri infatti puzzano un po’ troppo per i ricchi coreani, o almeno è quello che capita nel film ‘Parasite’, scritto e diretto dal talentuoso regista sud coreano Bong Joon-ho, premiato con la Palma d’Oro al 72/o Festival di Cannes e ora in sala dal 7 novembre con Academy Two.
‘Parasite’ parte in commedia, ma poi atterra nel dramma, un family-drama con una forte valenza politica. Perché alla fine a giocarsi tutto in questa storia sono due famiglie agli opposti, i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. I primi vivono in un sottoscala che spesso viene derattizzato (da qui forse l’odore), i secondi in una stupenda villa con giardino arredata con gusto e senza badare a spese. Tutto inizia in casa Ki-taek quando l’intera famiglia, padre, madre, figlio e figlia è nel panico più totale perché il wifi del vicino, a cui attingono tutti da sempre, ha cambiato password. Ma le cose vanno sicuramente meglio quando il primogenito di questa famiglia di ‘brutti, sporchi e cattivi’, con un espediente non proprio corretto, si ritrova a fare lezione di inglese alla figlia dei Park. Il ragazzo sarà come un cavallo di Troia per aprire le porte degli ignari Park all’intera sua famiglia che sarà in pochissimo tempo tutta al servizio della ricca casa. Per i Ki-taek la povertà sembra finita, ma nel rifugio antiatomico della ricca casa c’è un’orribile sorpresa e la pace tra le due famiglie sarà rotta.
L’ultima tragica e indimenticabile scena si sviluppa, incredibilmente, sulle note di In ginocchio da te di Gianni Morandi. “L’ispirazione mi è arrivata con questa domanda: cosa accadrebbe se due famiglie – una ricca e una povera, che occupano quartieri molto diversi – si incontrassero? Cosa accadrebbe poi se quei due mondi dovessero alla fine scontrarsi?” ha spiegato il regista coreano a Cannes. E ancora Bong Joon-ho: “Non sono ossessionato dal tema della famiglia, nel caso di questo film sarebbe poi comunque diverso dai miei lavori precedenti in cui le famiglie erano incomplete. In ‘Mother’ non c’era infatti il padre, e in ‘The Host’, madre”.
L’ultimo film del regista coreano, Okja, fu realizzato per Netflix e creò non poche polemiche proprio a Cannes nel 2017. La favola ecologista accese infatti il dibattito Cannes vs Netflix.

Il Ciarlatano di Isaac Bashevis

05 novembre 201910:29

IL CIARLATANO DI ISAAC BASHEVIS SINGER (ADELPHI, PP. 268, euro 20).
Appena arrivati a New York, nei primi anni della guerra, gli ebrei polacchi dicono tutti la stessa cosa: «L’America non fa per me». Ma poi, un po’ alla volta, molti ricominciano a «sguazzare negli affari» come pesci nell’acqua. Altri invece, e più di chiunque il protagonista di questo romanzo Il Ciarlatano di Isaac Bashevis Singer – a cura da Elisabetta Zevi (traduzione di Elena Loewentha), girano a vuoto, si barcamenano, vivono alle spalle degli amici ricchi, o delle donne, tante, troppe, che riescono a sedurre. Ci sono due amici che non potrebbero essere più diversi: tarchiato, pragmatico, dotato di un prodigioso fiuto per gli affari, l’uno; affilato e erudito, svagato e inconcludente, l’altro il nostro protagonista. Hertz è coltissimo: ha frequentato diverse università senza mai conseguire una laurea, lavora da decenni a un libro, ha vissuto alle spalle di chiunque senza mai guadagnare un centesimo, ha abitato in ogni città senza mai conoscerne nessuna a fondo, scrive in tutte le lingue senza parlarne alcuna – a parte lo yiddish -, ha avuto quattro mogli e innumerevoli donne senza che neppure una gli sia rimasta attaccata. Perennemente senza un soldo e alla ricerca di qualcuno che gli risolva i problemi, ha uno straordinario talento per cacciarsi nei guai. Tanto seduttivo e bugiardo è Hertz, quanto tachless e generoso è Morris sempre pronto a venirgli in aiuto, compreso aiutarlo ad arrivare in America. «Stammi a sentire,» disse ora al suo amico Hertz Minsker «lascia perdere le tue assurdità. Datti agli affari, come tutti gli altri ebrei. Si tratta solo di fare il primo passo, credimi. Non è con Freud che ti guadagnerai da vivere». «Se non la smetti di blaterare di psicoanalisi non ti parlo più!». «Bene, bene, non mi immischio nella tua scienza, ammetto che non ne so niente. Ma sono un uomo pratico. In America bisogna cambiare. Qui, anche un rabbino deve diventare un businessman….”.”Persino il Messia, se arrivasse a New York, dovrebbe mettere un annuncio sul giornale… ». Morris disse ora a Hertz: “Se proprio non vuoi metterti in affari, apri uno studio. A New York i matti non mancano». «Ci vuole un’abilitazione”. “Ma tu hai studiato, sei discepolo di Freud”.
“Non posso iniziare una carriera Singer nel mezzo di una catastrofe mondiale. Questo Hitler non scherza. È l’arcidiavolo in persona, venuto a spegnere l’ultima scintilla di luce: lui da una parte e Stalin, sia cancellato il suo nome, dall’altra”. Il tallone di Anchille è lui il ‘ciarlatano’ del libro, sono le donne, di queste ultime Hertz Minsker non può fare a meno: sono «il suo oppio, le sue carte, il suo whisky»; le loro gambe, le loro ginocchia contengono «una sorta di promessa», e lui ha bisogno ogni giorno di nuove avventure amorose, di «nuovi giochi, nuovi drammi, nuove tragedie o commedie». Minsker, che pure è un erudito e ha familiarità con il Talmud e può «recitare poesie in greco antico e in latino», ha avuto una corrispondenza con Freud, sembra capace solo di finire nei guai, anche se aveva conosciuto Alfred Adler, Martin Buber e altre personalità note in tutto il mondo. I suoi articoli erano apparsi in antologie ebraiche e in pubblicazioni tedesche e francesi. Ma la sua è una natura indolente. In genere, però, le catastrofi che provoca, a sé stesso e a chi gli sta intorno, si risolvono in una strepitosa commedia – una commedia alla Lubitsch, con mariti traditi, amanti imbufalite, sedute spiritiche fasulle, crisi di nervi, mercanti di quadri falsi, audaci e fumose teorie edonistico-cabbalistiche. Anche qui, come sempre in Singer, il comico e il grottesco si intrecciano mirabilmente con un pathos lacerante.

Fiorello tra musica e satira, 6 milioni e mezzo al debuttoBattute su Renzi e il Pd, tra gli ospiti Giorgia e Mengoni

05 novembre 201912:49

“Non ne potevo più della pubblicità, meno male che cominciamo”. Fiorello lancia il primo appuntamento di “Viva RaiPlay!”, collegandosi con il Tg1. Tanta musica e qualche sprazzo di satira per lo showman che arriva agli studi di via Asiago, storica sede di Radio Rai, accompagnato in auto da Raffaella Carrà, che dopo averlo fatto scendere si allontana sgommando, e Achille Lauro. La striscia quotidiana di 15 minuti andrà in onda su Rai1 e RaiPlay per cinque giorni, fino all’8 novembre, in un’anteprima dello show di 50 minuti che dal 13 novembre si vedrà in esclusiva sulla rinnovata piattaforma Rai Play ogni mercoledì, giovedì e venerdì, sempre alle 20.30. Nella prima puntata il 4 novembre sono stati 6.532.000 telespettatori pari al 25,1% di share a seguire Fiorello.
Prima del via è Pippo Baudo, “monarca della Rai”, a dare il lasciapassare a Fiorello. Poi microfono a Giorgia che introduce lo showman. “Lo so avevo detto che mi sarei ritirato ma sono ancora qua, sono il Matteo Renzi della Rai”, dice Fiorello, prima di leggere un finto titolo di giornale dal titolo ‘Fiorello: tutto qua?’ e un articolo fortemente critico con il programma.
Poi duetto con la voce fuori campo che lo invita a un intermezzo di satira. “Satira io? Non voglio rovinarmi la mia immagine di comico qualunquista’, replica Fiorello. “Fare battute sul Pd è come sparare sulla Croce Rossa – prosegue -. Lo sai che quelli della Croce Rossa dicono: è come sparare sul Pd?”. Poi Fiorello intona Rose Rosse di Massimo Ranieri, ma un direttore di Rai Play ragazzo lo invita a suonare con l’auto-tune prima che la trap vada fuori moda. Ed ecco che parte una versione trap di Rose Rosse. Nel finale ci sono Vincenzo Mollica in versione Muppet, ancora musica con Anna e Marco di Lucio Dalla cantata con Calcutta e Marco Mengoni. Finale in compagnia di Amadeus: Fiorello si veste esattamente come il conduttore de I soliti ignoti e del prossimo Festival di Sanremo, che lo vedrà tra gli ospiti.

Sanremo Giovani, ecco i 20 semifinalistiNon passa ma sarà all’Ariston brano eseguito con malato di Sla

04 novembre 201918:40

Quattro appuntamenti pomeridiani, da sabato 16 novembre a sabato 7 dicembre nella trasmissione Italia Sì condotta da Marco Liorni su Rai1, in cui giocarsi il tutto per tutto per poi approdare alla finalissima di Sanremo Giovani del 19 dicembre, in diretta su Rai1. Inizia così il percorso a tappe per i 20 semifinalisti dell’edizione 2019 del contest, tra i quali spiccano i nomi di Federica Abbate, Leo Gassmann, Giulia Mutti, Eugenio in via di Gioia. Solo 10 di loro nella serata del 19 dicembre potranno concorrere per aggiudicarsi i 5 posti in palio per la sezione Nuove proposte del Festival 2020, a cui si aggiungeranno i 2 artisti di Area Sanremo e, di diritto, la vincitrice di Sanremo Young. Alla fine saranno in 8 a poter calcare, a febbraio, il palco dell’Ariston. Venerdì 8 febbraio, nella penultima giornata del Festival, si conoscerà la canzone vincitrice della categoria Nuove Proposte.
“Non è stato facile selezionare i 20 brani per le semifinali di Sanremo Giovani – commenta il direttore artistico Amadeus – ma la decisione presa ci ha trovato tutti d’accordo. Vorrei fare un grande in bocca al lupo a chi non è stato scelto consigliandogli d’insistere perché nel gruppo degli Artisti abbiamo trovato grandi potenzialità”.
“Tra i 65 c’era il brano ‘Io sto con Paolo’ – prosegue – interpretato da un artista, Cristian Pintus, che si è presentato sul palco insieme ad un ragazzo affetto da Sla. Non è passato tra i 20 ma ho comunque deciso d’invitarlo come ospite e con la sua canzone sul palco dell’Ariston durante una delle cinque serate del Festival in quanto questo tema, che è estremamente importante, tocca profondamente la mia sensibilità e quella di tutti. L’invito è stato accolto da Paolo e dalla sua famiglia con entusiasmo”.
Ecco la lista completa dei semifinalisti: Ainè (Arnaldo Santoro) canta Van Gogh; Avicola (Simone Avincola), Un rider; Devil A (Angelo Autorino), Disordine; Eugenio in Via di Gioia (Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia, Lorenzo Federici), Tsunami; Fadi (Thomas Olowarotimi Fadimiluyi), Due noi; Fasma (Tiberio Fazioli), Per sentirmi vivo; Federica Abbate, I sogni prima di dormire; Giulia Mutti, Romanzo Cattivo; Jefeo (Fabio Migliano), Un due tre stella; Leo Gassmann, Va bene così; Libero (Libero Proietto), La Casa del Vento; Marco Sentieri (Pasquale Mennillo), Billy Blu; Mike Baker (Michele Sechi), Stupido; Nico Arezzo (Domenico Arezzo), Volo; Nova (Davide Ferlito), Resta; Raim (Raimondo Cataldo), Labirinto; Reclame (Marco Fiore, Riccardo Roia, Edoardo Roia, Gabriele Roia), Il viaggio di ritorno; Samuel Pietrasanta, E dove sarai tu; Shari (Shari Noioso), Stella; Thomas (Thomas Bocchimpani), Ne 80.

A Pittsburgh l’immaginazione cattolica di Warhol15 Jackie e otto Elvis allo stesso tempo santini e icone

NEW YORK05 novembre 201910:33

Andy Warhol e l’immaginazione cattolica: Revelation, una mostra al museo di Pittsburgh intitolato al padre della pop art, esamina un aspetto poco noto dell’artista puntando i riflettori sul suo rapporto con la religione in cui era cresciuto.
Da “Sunset” del 1969, un film di 33 minuti creato per un progetto commissionato da Dominique e John de Menil per il padiglione del Vaticano all’Expo mondiale di Sant’Antonio in Texas e mai realizzato, alle “Ultime Cene” di meta’ anni Ottanta, “Revelation” presenta oltre cento oggetti dalle collezioni permanenti del museo tra cui materiale di archivio, film, disegni, dipinti e stampe.
Alcune delle opere in mostra non sono mai state esposte prima d’ora e neppure mai pubblicate: ci sono i disegni a sfondo religioso di Warhol e della madre Julia Warhola degli anni Cinquanta; un Gesu’ di gesso dipinto quando Andy era adolescente, santini, crocifissi (anche quello che fu messo sulla bara del padre, un operaio, morto quando Warhol aveva 14 anni) e altri oggetti religiosi conservati negli archivi Warhol.
Tra i pezzi piu’ significativi, le icone dipinte dall’artista John Hegedus intorno al 1916 prestati dalla parrocchia frequentata dai Warhola, la chiesa di rito bizantino-ortodosso di San Giovanni Crisostomo.
Motivi cristiani appaiono sia in forma esplicita che metaforicamente in tutta l’opera di Warhol: gli otto Elvis o le 15 Jackie sono allo stesso tempo santini e icone, ma la mostra esplora anche le rappresentazioni in codice della spiritualita’ di Warhol che da piccolo andava in chiesa piu’ volte alla settimana assieme alla madre. Per ore il piccolo Andy fissava trafitto le icone di Cristo e dei santi nella iconostasi davanti alla navata. Nel quartiere Carpato-Russo della capitale dell’acciaio la vita dei Warhola girava intorno alla chiesa e il giovane artista fu profondamente influenzato da questo ambiente.
Warhol mantenne pratiche cattoliche per tutta la vita, anche dopo esser diventato famoso. Nell’eulogia funebre al memoriale del primo aprile 1987 nella cattedrale di San Patrizio a New York, il critico d’arte John Richardson parlo’ della “pieta’ segreta” di Andy Warhol un artista “che ci ha ingannato tutti proiettando l’immagine di una persona le cui uniche ossessioni erano i soldi, la fame e il glamour e che era cinico al limite della cattiveria”. La relazione col cattolicesimo fu pero’ tutt’altro che semplice anche alla luce dei sensi di colpa legati all’essere gay che gli impedivano di immergersi pienamente nella fede della sua infanzia. Questa tensione appare nell’arte, spiega il curatore della mostra Jose Diaz: dai ritratti iconici di celebrità alle appropriazioni di capolavori del rinascimento, Warhol flirto’ con gli stili e i simboli del cattolicesimo orientale e occidentale reinterpretandoli nel contesto del pop.

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Carmelo Bene, patrimonio artistico riunito ed esposto a Lecce
Accordo Regione Puglia-eredi, opere maestro al Convitto Palmieri

BARI31 ottobre 2019 15:13

– Il patrimonio “librario, documentario e collezionistico” dell’attore e poeta salentino Carmelo Bene, sarà raccolto in un solo luogo e messo a disposizione di pubblico e ricercatori nel convitto Palmieri a Lecce già dai prossimi mesi. Lo annuncia la Regione Puglia sottolineando che è stato “firmato a Roma un accordo storico” con le “eredi di Carmelo Bene” per “l’acquisizione dell’importantissimo patrimonio”. Nello specifico, spiega la Regione, il patrimonio è costituito da un fondo librario contenente gran parte della biblioteca personale del maestro, composta da circa seimila volumi attualmente custoditi in parte presso il monastero delle suore benedettine e in parte depositati presso il Castello Carlo V di Lecce. C’è poi un archivio che contiene scritti, dattiloscritti, documenti, foto, materiale audio e video, materiale bibliografico, volumi, recensioni e testi critici. Un terzo fondo, infine, è costituito da una collezione di costumi ed elementi di scena, arredi e oggetti personali.

Nasce Lindau Junior, per bimbi felici e consapevoliNuova serie di albi cartonati con storie divertenti e attuali

31 ottobre 201915:26

– Animali sorridenti e cortesi, amici immaginari e luoghi conosciuti, accanto a tante bellissime illustrazioni e a qualche domanda a cui provare a dare una risposta: è un mondo colorato e divertente ma anche ricchissimo di emozioni e spunti di riflessione quello che il nuovo marchio di albi cartonati Lindau Junior ha in serbo per i piccoli lettori. I primi due titoli arriveranno in libreria il 7 novembre: “Grande Orso abbraccia tutti”, primo albo di una fortunata serie canadese ideata da Nicholas Oldland, e “Una piccola, grande storia di amicizia” di Réca Kiraly, che inaugura una serie di libri caratterizzati dal finale leggermente aperto e dunque modificabile da ogni bambino. Due le strenne pensate per le festività natalizie (con uscita il 21 novembre): si tratta di “Un Natale selvaggio”, che vede il ritorno di Orso, con i suoi amici Alce e Castoro, alle prese con un’avventura tra crepacci e scalate, e di “Qui da noi non c’è posto”, di Andrée Poulin ed Enzo Lord Mariano, il racconto pieno di speranza di due fratelli che insieme a tanti altri bambini fuggono su un gommone dal proprio Paese devastato dalla guerra.

Torna Celentano, tanti ospiti da De Filippi a SalaDal 7/11 riecco ‘Adrian’, Molleggiato show e poi il cartoon

01 novembre 201908:37

Le canzoni che hanno scritto la storia della musica, i monologhi che hanno segnato quella della tv e soprattutto gli incontri con i big dello spettacolo, ma anche con i politici. Torna Celentano e stavolta ‘ci mette la faccia’: dopo la sospensione dello scorso febbraio, tra ascolti deludenti e problemi di salute del Molleggiato, riecco ‘Adrian’, lo show ideato, scritto e diretto dallo stesso artista, prodotto dal Clan, dal 7 novembre in prima serata su Canale 5 per quattro appuntamenti. In una versione, però, completamente rinnovata, con Celentano in scena nei panni di protagonista e padrone di casa e ospiti di primo piano. Il riserbo è d’obbligo, ma tra i nomi confermati ci sarebbero quelli di Carlo Conti, Paolo Bonolis, Maria De Filippi, Gerry Scotti, Enrico Mentana, Massimo Giletti, Checco Zalone, Ligabue, Elisa. Ci sarà anche – probabilmente in una delle prime due puntate – il sindaco di Milano Beppe Sala.Non è chiaro se Celentano li coinvolgerà in dialoghi ‘one to one’ o se giocherà a riunirli attorno a uno stesso tavolo, come nella memorabile ‘Ho visto un re’ eseguita con Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Dario Fo e Antonio Albanese nello show del 2001 ‘125 milioni di caz…te’. Quello che è certo è che ad ospitare lo show sarà uno studio di Cologno Monzese (e non più il teatro Camploy di Verona), con il pubblico, una scenografia tutta nuova con un enorme ledwall sullo sfondo e soprattutto con l’orchestra diretta dal maestro Fio Zanotti. Del cast fisso (che aveva visto sul palco Nino Frassica, Giovanni Storti, Natalino Balasso, dopo il forfait di Teo Teocoli e Michelle Hunziker) è confermata l’attrice Ilenia Pastorelli. Si parlerà probabilmente di bellezza, libertà, rispetto per l’ambiente, grandi navi, battaglia contro il consumismo sfrenato, i temi che da sempre stanno a cuore a Celentano. L’uomo delle pause, delle prediche, delle invettive, della performance di spalle al pubblico a Sanremo e dello slogan contro la caccia (con tanto di errore), è pronto a sparigliare ancora una volta, confermandosi l’anarchico per eccellenza del piccolo schermo. Qualche anticipazione è attesa sabato 2 novembre a Verissimo, su Canale 5 dalle 16: in esclusiva Silvia Toffanin incontra Celentano durante le prove di ‘Adrian’. E’ dal 2009, quando fu ospite di Fazio, che il ‘re degli ignoranti’ non concede ‘interviste’ – fatta eccezione per i tg – in tv.Nella seconda parte della serata tornerà anche il cartoon ‘Adrian’, il kolossal di animazione ideato, scritto e diretto da Celentano con gli allievi della Scuola Holden di Alessandro Baricco e con la collaborazione di firme stellari: da Milo Manara (studio dei personaggi e delle ambientazioni), che però ha preso le distanze dal progetto, a Nicola Piovani, (musiche originali), alla supervisione ai testi di Vincenzo Cerami (scomparso nel 2013). Ambientato in una Milano del 2068, è la storia di un orologiaio in lotta contro il Potere corrotto, che con l’inganno costringe il suo popolo ad una grigia omologazione. Accanto a lui la bella Gilda (con le fattezze di una giovane e procace Claudia Mori). Accusato ingiustamente di furto, Adrian è inseguito dalla polizia che vuole catturarlo perché ormai è diventato un eroe della ribellione popolare.

A X Factor i Maneskin e Lewis CapaldiSecondo appuntamento con i live

31 ottobre 201916:02

Con l’eliminazione la scorsa settimana della giovane Mariam Rouass, concorrente della squadra Under Donne guidata da Sfera Ebbasta, X Factor 2019 entra nel vivo. Alle ore 21.15, nel secondo live del talent di Sky prodotto da Fremantle, i giudici Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel e Sfera Ebbasta si batteranno per difendere le proprie squadre, mentre Alessandro Cattelan manterrà il suo ruolo super partes alla guida della gara.All’inizio della puntata l’ospite internazionale Lewis Capaldi, al debutto su palco di X Factor, interpreterà insieme ai concorrenti la sua hit Someone You Loved. L’artista rivelazione scozzese, che con il suo album di debutto Divinely Uninspired to a Hellish Extent, pubblicato nel 2019, ha conquistato la prima posizione dei dischi più venduti nel Regno Unito e in tutto il resto dell’Europa, arriva a X Factor fresco del primo posto anche nella classifica americana e presenterà il suo ultimo successo Hold Me While You Wait.Ospiti all’X Factor Dome anche i Maneskin. Per loro si tratta di un ritorno sul palco dove è iniziato il successo da record. La band romana che si esibirà sulle note di Le Parole Lontane, già disco d’oro, ha conquistato 13 dischi di platino, 5 dischi d’oro e oltre 230 milioni di stream su Spotify, collezionando più di 140.000 biglietti venduti con 66 date soldout in Italia e in Europa.L’opening di questa settimana è all’insegna del Green: X Factor e Intesa San Paolo, main partner del programma, ha deciso di sposare la causa con l’iniziativa “Sounds Green. L’albero è vita”, che ha ideato in collaborazione con Legambiente, con l’obiettivo di piantare 40.000 alberi favorendo il rimboschimento di 14 città metropolitane italiane.

Pasolini: Casarsa lo ricorda con Sciascia, ‘ultimi eretici’Sabato cerimonia a 44 anni dalla morte del poeta friulano

CASARSA DELLA DELIZIA31 ottobre 201917:32

– Una cerimonia a 44 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini sarà celebrata sabato alle 11.30 nel cimitero di Casarsa (Pordenone), dove è sepolto il poeta e regista italiano.
A novembre la cittadina ricorderà anche Leonardo Sciascia, che col poeta friulano – si legge in una nota del Centro studi Pier Paolo Pasolini – condivise impegno civile e al tempo stesso “disorganicità”, avversione al potere e alle sue retoriche, laicità ma con senso del sacro, un’idea di letteratura come verità. Nell’ambito del “Novembre Sciasciano”, promosso dagli “Amici di Leonardo Sciascia”, nel trentennale della morte dello scrittore e intellettuale di Racalmuto, venerdì 8 e sabato 9 novembre, nella sala municipale, si terrà il convegno “Pasolini e Sciascia: ultimi eretici”, coordinato dal critico e saggista Filippo La Porta. Previsto uno spazio di confronto con voci accademiche e critiche che analizzeranno affinità e differenze tra questi due intellettuali “fraterni e lontani”, a cui la società italiana – conclude la nota – riconobbe un’autorevolezza straordinaria in quanto “coscienza del paese”, espressioni di una voce dissidente solitaria e non allineata.

Donato a Museo Musica Bologna pianoforte di Marco Di MarcoIl 2 novembre concerto di Emiliano Pintori

BOLOGNA31 ottobre 201917:40

– E’ stato donato al Museo della Musica di Bologna il pianoforte Steinway & Sons appartenuto a Marco Di Marco, il jazzista scomparso nel 2017, per desiderio della moglie Norma Facchini. Lo strumento venne donato a Di Marco dal padre nel 1958, quando frequentava il Conservatorio.
Il pianoforte, a mezza coda, è sempre rimasto nell’abitazione del bolognese del musicista, e venne suonato, amava ricordare Di Marco, anche da un giovane Keith Jarrett, in città per un concerto.
La donazione sarà presentata il 2 novembre e il pianoforte verrà suonato da Emiliano Pintori nel ciclo di lezioni-concerto ‘Jazz insight’, in cui il musicista (con Stefano Senni contrabbasso e Zeno De Rossi batteria) renderà omaggio a Bill Evans e Marco Di Marco, per ricreare l’atmosfera del jazz trio.
Di Marco dagli anni ’70 incise diversi dischi a Parigi in trio con Jacky Samson e Charles Saudrais, partecipando a molti festival, poi dagli anni ’80 ha suonato anche in luoghi di culto come la Carnegie Hall a New York.

Musei: visite guidate gratuite a Opera del Duomo di PisaOgni martedì per tutto il mese di novembre

PISA31 ottobre 201917:43

– L’Opera della Primaziale Pisana offre a novembre visite guidate gratuite al Museo dell’Opera del Duomo, recentemente riaperto dopo un lungo lavoro di restauro e di riallestimento. Le visite, è spiegato in una nota, “saranno effettuate ogni martedì, alle 10.30 e alle 17.30, ed è possibile prenotarle per un massimo di 2 persone via email”.
Il museo, inaugurato nel 1986 nel’antico seminario vescovile e pensato per rendere visibile e comprensibile lo sviluppo dell’arte pisana e della scultura medievale, ha oggi un nuovo volto con un percorso affidato a studiosi e restauratori guidati dallo storico dell’arte Marco Collareta e un suggestivo allestimento di cui si sono occupati gli studi di architettura di Adolfo Natalini e di Magni&Guicciardini, coordinati da Giuseppe Bentivoglio. Tra le opere restaurate ci sono il “Trittico della Madonna in trono e santi” di Spinello Aretino, la corona, lo scettro, il globo e un raffinatissimo drappo dell’Imperatore Enrico VII recuperati in occasione della ricognizione della sua tomba effettuata nel 2014. Il museo si sviluppa su 3 mila metri quadri interni, disposti su due piani, e su una porzione del porticato esterno e le 380 opere esposte sono suddivise in 26 sezioni.

Rai: Regione Basilicata, da Potenza lo show di CapodannoL’annuncio del governatore lucano

POTENZA31 ottobre 201917:47

– Lo show del Capodanno Rai 2020 sarà trasmesso da Potenza: la notizia – anticipata stamani dalla Gazzetta del Mezzogiorno – è stata ufficializzata dal governatore lucano, Vito Bardi. Come previsto da un accordo con la Rai, la Basilicata ospiterà quindi per il quinto anno consecutivo la trasmissione di Rai 1 della notte di San Silvestro.
“La scelta – ha aggiunto il presidente della Regione – è stata presa dopo i sopralluoghi fatti congiuntamente da Apt e Rai Com: la città capoluogo è risultata essere l’unica ad avere i requisiti di pregnanza estetica, di ospitalità, di mobilità, di dotazioni di uffici e sale prove, di un set adiacente al palco ed altre soluzioni tecniche. Per questi motivi non sono risultate idonee le aree archeologiche di Metaponto, di Venosa ed il suo parco e di Marconia. Va da sé che le località sopra citate e i tanti bei comuni della Basilicata non saranno esclusi da un più complessivo progetto di rilancio turistico che la Regione – ha concluso Bardi – ha in mente di effettuare nei prossimi mesi”.

J-Ax, sarà Reale il titolo del prossimo albumIl nuovo lavoro discografico del rapper uscirà nel 2020

31 ottobre 201918:13

– “E’ arrivato il momento di togliersi la maschera, Reale il mio nuovo disco”. Con un video sui suoi social, J-Ax rivela il titolo del suo prossimo album, giocando anche sul suo nome: Re-Ale (all’anagrafe è Alessandro Aleotti).
L’album uscirà nel 2020, a tre anni di distanza da Comunisti col Rolex (insieme a Fedez) e a due dalla raccolta per i 25 anni di carriera “25 Ax – Il bello di essere J-Ax”.
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Spunta una cassetta di Lou Reed, con parole da WarholAl museo Warhol di Pittsburgh, nuova luce rapporto tra i due

NEW YORK31 ottobre 201919:34

Una cassetta vecchia di decenni scoperta negli archivi del museo Andy Warhol di Pittsburgh getta nuova luce su una delle relazioni piu tempestose della storia del rock. Contiene una serie di canzoni di Lou Reed le cui parole sono prese dal libro di Warhol del 1975 “The Philosophy of Andy Warhol: From A to B and Back Again” e c’e chi a suggerito che potrebbero essere collegati a un vago progetto dei due di mandare in scena un musical a Broadway. Warhol per un paio di anni era stato il manager dei Velvet Underground, la band fondata nel 1964 a New York da Reed con John Cale, Sterling Morrison e Angus MacLise che divenne per un breve periodo il complesso “di casa’ della Factory.Le idee di Warhol sull’arte e la cultura pop restarono nella testa di Reed per il resto della sua carriera anche se due artisti non lavorarono piu’ assieme. Il nastro, che contiene 12 canzoni piu’ un frammento di una tredicesima, e’ stato registrato nel 1975 e i brani non sono mai stati pubblicati: sara’ difficile che succeda nell’immediato futuro per complicati problemi di diritti d’autore. A scoprire la cassetta e’ stata Judith Peraino, una musicologa di Cornell al lavoro su un libro su Warhol. Nel nastro Reed canta da solo, accompagnato dalla sua chitarra. Un brano ciascuno meritano i pensieri di Warhol sulla fama, il sesso, gli affari, due quelli sui “drag queens”. Altre canzoni sono amare. In un brano che anticipa l’album del 1990 con John Cale “Songs for Drella”, Reed rovescia addosso a Warhol le sue stesse parole criticandolo per la sua presunta indifferenza davanti alla morte di Candy Darling e Eric Emerson, due personaggi del suo entourage. Reed canta che Warhol stesso avrebbe dovuto morire quando fu ferito nel 1968 dalla femminista radicale Valerie Solanas, poi pero’ chiude il brano facendo le scuse al suo mentore.L’esistenza delle canzoni era sconosciuta perfino a Laurie Anderson, la vedova di Reed che due anni fa ha donato alla New York Public Library l’archivio del musicista: “Mi parlava delle cose che aveva fatto per Andy, ma era sempre nel contesto che lui gli diceva quanto era pigro”. I brani, secondo la Anderson, potrebbero aver rappresentato una rivincita da parte di Lou: “Come che avesse pensato, lui puo’ scrivere un libro, e io posso scrivere canzoni sopra il tuo libro”. Secondo la Peraino ci potrebbe essere di piu’: nastri conservati negli archivi Warhol documentano una serie di incontri del 1974 in cui Warhol e Reed discussero di trasformare l’album “Berlin” in un musical a Broadway. Il progetto non ando’ in porto anche se l’anno dopo Warhol fu coinvolto in un celebre flop a Broadway, “Man on the Moon” con John Phillips dei Mamas and Papas.

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Parasite, family-drama alla Monicelli
Dalla Corea il film di Bong Joon-ho Palma d’oro a Cannes

31 ottobre 201919:32

poveri in Corea che sembra scritta, in quanto a cattiveria, da Mario Monicelli. Una lotta di classe ravvicinata in cui a fare la differenza c’è anche l’olfatto, i poveri infatti puzzano un po’ troppo per i ricchi coreani, o almeno è quello che capita nel film ‘Parasite’, scritto e diretto dal talentuoso regista sud coreano Bong Joon-ho, premiato con la Palma d’Oro al 72/o Festival di Cannes e ora in sala dal 7 novembre con Academy Two.’Parasite’ parte in commedia, ma poi atterra nel dramma, un family-drama con una forte valenza politica. Perché alla fine a giocarsi tutto in questa storia sono due famiglie agli opposti, i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. I primi vivono in un sottoscala che spesso viene derattizzato (da qui forse l’odore), i secondi in una stupenda villa con giardino arredata con gusto e senza badare a spese. Tutto inizia in casa Ki-taek quando l’intera famiglia, padre, madre, figlio e figlia è nel panico più totale perché il wifi del vicino, a cui attingono tutti da sempre, ha cambiato password. Ma le cose vanno sicuramente meglio quando il primogenito di questa famiglia di ‘brutti, sporchi e cattivi’, con un espediente non proprio corretto, si ritrova a fare lezione di inglese alla figlia dei Park. Il ragazzo sarà come un cavallo di Troia per aprire le porte degli ignari Park all’intera sua famiglia che sarà in pochissimo tempo tutta al servizio della ricca casa.Per i Ki-taek la povertà sembra finita, ma nel rifugio antiatomico della ricca casa c’è un’orribile sorpresa e la pace tra le due famiglie sarà rotta. L’ultima tragica e indimenticabile scena si sviluppa, incredibilmente, sulle note di In ginocchio da te di Gianni Morandi. “L’ispirazione mi è arrivata con questa domanda: cosa accadrebbe se due famiglie – una ricca e una povera, che occupano quartieri molto diversi – si incontrassero? Cosa accadrebbe poi se quei due mondi dovessero alla fine scontrarsi?” ha spiegato il regista coreano a Cannes. E ancora Bong Joon-ho: “Non sono ossessionato dal tema della famiglia, nel caso di questo film sarebbe poi comunque diverso dai miei lavori precedenti in cui le famiglie erano incomplete. In ‘Mother’ non c’era infatti il padre, e in ‘The Host’, madre”. L’ultimo film del regista coreano, Okja, fu realizzato per Netflix e creò non poche polemiche proprio a Cannes nel 2017. La favola ecologista accese infatti il dibattito Cannes vs Netflix.

Parte la ‘cura’ per Mura Aureliane, la cinta di RomaAlcuni punti senza interventi dal 2000. Progetto illuminazione

31 ottobre 201919:40

Sono partiti i lavori di manutenzione per restituire decoro e consolidare le Mura Aureliane, la storica cinta muraria di Roma. Diciannove chilometri di città antica diciotto secoli. La massiccia ‘cura’ in arrivo arriva dalla sovrintendente ai Beni Culturali di Roma, Maria Vittoria Marini Clarelli, che spiega: “Si tratta in primis di interventi di diserbo, ovvero rimozione di piante infestanti, e conseguente messa in sicurezza laddove servisse. In media sono 10 anni che non si effettuavano, in alcune zone come Campo Boario addirittura dal Giubileo del 2000”. Qui si procederà al consolidamento di alcune parti a rischio caduta. Nel programma complessivo di manutenzione sono inseriti anche l’Arco di Druso a via di Porta San Sebastiano, i Trofei di Mario, nel giardino di piazza Vittorio, il tratto di acquedotto romano in via Pepe-via Turati. A promuoverlo la Sovrintendenza su impulso dell’assessorato alla Cultura del Campidoglio. In alcuni punti, per limitare i disagi alla cittadinanza, sono in programma lavori notturni. Lavori ad hoc sono previsti anche sulle Mura Gianicolensi. “E’ un lavoro umile che non si vede, si nota solo quando manca – spiega Clarelli – . Laddove si interviene, dal diserbo può scaturire una manutenzione muraria, per esempio quando l’effetto dei rampicanti ha minato la stabilità della struttura.
La previsione è terminare i lavori entro fine anno”. Poi nel 2020 potrebbe entrare nel vivo il progetto di illuminazione delle porte delle Mura Aureliane già preannunciato nel recente passato. Le mura di Roma, che cingono un’area di 1350 ettari ne intersecano la più antica viabilità con porte collocate in diverse zone della città: da Porta San Sebastiano (l’antica Porta Appia) a Porta San Pancrazio (prima Porta Aurelia) fino a Porta San Paolo (ex Porta Ostiense). Ma, purtroppo, vista la loro età anche nel recente passato hanno fatto registrare cedimenti. Per questo ora saranno monitorate costantemente sul fronte della stabilità. “Interventi di messa in sicurezza sono in corso, tra le altre cose, a Porta San Giovanni e sono previsti sulle Mura Gianicolensi con il diserbo e consolidamento ove necessario – dice Clarelli -. In generale le Mura Aureliane richiederanno un sistema di controllo, e per questo ci stiamo attivando con un monitoraggio costante sulla stabilità, per individuare le arre più a rischio statica”.
Non solo. Obiettivo della Sovrintendenza Capitolina è rinsaldare il senso di appartenenza di tutti i romani alla loro mura, puntando soprattutto sui più giovani. “Sono il grande monumento di Roma, comune a tutti i cittadini, un pezzo di mura lo possediamo tutti. Per questo vogliamo coinvolgere la cittadinanza anche nel decoro di questo monumento, contro il vandalismo e l’abbandono di rifiuti. Abbiamo fatto partire con Italia Nostra anche un programma con le scuole di visite guidate alle mura che coinvolgerà 1200 studenti”.

Federculture: in 10 anni – 700 milioni alla culturaSu musei, giù lettori. Franceschini, investire su contemporaneo

31 ottobre 201919:34

– In 10 anni persi 700 milioni di risorse pubbliche a sostegno di ricreazione, cultura e spettacoli da parte di Regioni, Comuni, Province. Ma i consumi culturali delle famiglie italiane crescono: dopo il crollo del quinquennio “nero” 2008/2013, quando la cultura ha sofferto di più la crisi economica, nell’ultimo anno si vola oltre 72,5 miliardi di euro spesi, ovvero il 6,7% del budget familiare.
Certo, non tutti allo stesso modo: la media nazionale è di 127,7 euro, in Trentino Alto Adige si arriva a 178,8 euro al mese, in Calabria e Basilicata si scende a meno della metà (64,3 e 67). E sempre molto lontani dai nostri cugini europei che in media, per la cultura, spendono l’8,5% del budget familiare (i Danesi toccano l’11,5%).
A raccontarlo è il 15/o Rapporto Annuale Federculture 2019 “Impresa Cultura. Politiche, Reti, Competenze”, illustrato oggi dal presidente Andrea Cancellato e dal direttore Claudio Bocci, alla presenza del ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. Una fotografia che racconta ancora di un paese a due velocità, dove si legge sempre meno, ma dove, sottolinea Cancellato, “dopo un decennio difficile, con la grande crisi internazionale del 2008 e poi quella italiana del 2013, ora assistiamo a un momento di ripresa che si sta consolidando in quasi tutti gli ambiti. In primo luogo dove si è investito di più, come musei e siti archeologici”. È proprio questo il settore con il maggiore exploit: oltre 55 milioni di visitatori nel 2018 (+10% sul 2017 con forti incrementi in Campania e Liguria), quando nel 2008 erano “solo” 33 milioni (+67% nel 2018) e nel 2013 ancora 38 milioni (+44%). A far da traino, vanto della Riforma Franceschini, i musei ad autonomia speciale che nell’ultimo anno hanno accolto il 15% di visitatori in più, superando quota 30,5 milioni (pari al 55,2% del totale). nel 2018 crescono persino i bambini di 6 anni o più che almeno una volta sono andati a musei e mostre (+3,6) e siti archeologici (+9,2%).
Secondo il Rapporto Federculture, sostanzialmente stabili nell’ultimo anno sono invece gli ingressi a teatro (che nel decennio calano del 4,8%), in leggera flessione il cinema (-1,6%), mentre crescono i fruitori di musica classica (+2,2%) e leggera (+7,5%). Il tutto ancora con grandi divari: in Trentino Alto Adige o in Toscana il 40% della popolazione va al museo, in Puglia e Calabria solo il 20%. O ancora, a teatro sempre il Trentino Alto Adige guida la classifica con il 29% della popolazione in platea e la Sardegna è fanalino di coda con il 9,3%.
“Non solo risorse, qui serve un cambio di mentalità – esorta il presidente dell’Agis Carlo Fontana – La cultura è un assist strategico per il paese: ogni euro speso ne genera altri 2,5 di ricaduta sul territorio”.
La cultura traina poi anche il turismo: nel 2018 salgono a 63 milioni i viaggiatori stranieri (+51,2% in 10 anni, sebbene il 2019 apra in calo del 2,1%) con “il turismo culturale – sottolinea Bocci – che rappresenta il 35,4% del totale”.
Settore nero, nerissimo, resta invece ancora quello della lettura. In 10 anni si sono persi per strada 1,3 milioni di lettori. Gli italiani che hanno letto almeno un libro l’anno, oggi sono 23 milioni, ovvero, sottolinea il direttore, “solo 4 su 10”, in calo sul 2017 dell’1% e soprattutto del -5,5% sul 2008. Con un’unica conferma: i lettori molto forti, quelli che possono dire di aver letto oltre 12 libri nell’ultimo anno (+2,8% nel decennio).
“La cultura è uno dei canali trainanti della crescita possibile del paese e investire in cultura e turismo è una risorsa davvero per tutti – commenta il ministro Franceschini – Senza dimenticare l’inestimabile patrimonio che abbiamo ereditato dal passato, ora è importante investire sempre di più nella creatività e nel contemporaneo”. Per questo, annuncia, “nel nuovo assetto del ministero, ci sarà una struttura che si occuperà permanentemente delle industrie culturali e creative”.

Libro del giorno: Canfora Fermare l’odio

01 novembre 201913:41

– LUCIANO CANFORA- FERMARE L’ODIO (LATERZA, PP 80, Euro 10). Il filologo e storico professore emerito all’Università di Bari Luciano Canfora denuncia nel suo ultimo saggio il pericolo del razzismo di fronte alle migrazioni di massa. Per contrastare questa fobia l’autore auspica l’intesa tra i Paesi mediterranei. Anche per questo ha scritto il suo ultimo libro – mentre imperversava la disumana ‘chiusura dei porti’ – imposta dal governo italiano allora in carica a danno di profughi in fuga dall’inferno libico. Quella “pagina vergognosa della nostra storia recente, che ha macchiato l’onore del nostro Paese”, è stata anche rivelatrice di un male antico e sempre latente: il lauto consenso che premia la demagogia xenofoba. Drammatica conferma di quello che, come ricorda il professore, Umberto Eco definì efficacemente il fascismo eterno.
E’ interessante ricordare ad esempio per Canfora che nel mese di aprile del 1937 il sondaggio promosso negli Stati Uniti sul tema se doveste scegliere tra fascismo e comunismo quale scegliereste?, la risposta fu lapidaria: il 61% optò per il fascismo, il 39 per il comunismo. Ma già, come ricorda l’autore di Fermare l’Odio, nell’ottobre del 1938, un nuovo sondaggio sul gradimento dei leader del mondo diede una vittoria schiacciante a Mussolini: 53 %, contro il 37% per Stalin e solo il 13% per Hitler. Insomma, già negli anni Trenta l’entusiasmo americano per il dittatore italiano era imbarazzante. Nella deriva della storia è giunto il momento di capovolgere la prospettiva. È tempo di considerare l’ondata migratoria come avamposto di un mondo in accordo col quale la (ancora) ricca Europa potrebbe dar vita a una struttura federale euro-africana gravitante sul Mediterraneo, effettivamente paritaria e, in prospettiva, sempre più integrata. Se l’intera ‘Unione’ si facesse protagonista di una svolta del genere potrebbe nascere una feconda interazione tra quel grande capitale umano e il capitale di conoscenze e risorse del vecchio continente. La xenofobia sovranista ha fatto credere che la soluzione alle ondate migratorie sia alzare il ponte levatoio. Ma la storia ci insegna che la vicenda degli spostamenti di masse umane coincide con la storia stessa del genere umano. È puerile volervi porre un freno ‘a mano armata’.
Gli stessi Stati europei che ora indossano l’elmetto per chiudere le porte e i porti traggono origine da migrazioni di popoli che investirono – in un processo storico durato secoli – la struttura statale all’epoca considerata la più forte: quella dell’impero romano. Sarà fortissima la resistenza di chi dirà mi piace troppo questo mondo che mi sono conquistato e non ho intenzione di condividerlo. Ma l’esito non è scontato. Il Mediterraneo – oggi cimitero a cielo aperto -, che l’imperialismo europeo per lungo tempo ha diviso in colonizzati e colonizzatori, era stato molto prima, e per un tempo non breve, un’area politico-culturale unitaria. Può tornare a esserlo se sapremo ripensare radicalmente la troppo augusta, arroccata e qua e là incrinata, ‘unione’ europea. Luciano Canfora, è ordinario di Filologia greca e latina presso l’Università di Bari. Laureatosi in Storia romana, ha svolto il perfezionamento in Filologia classica alla Scuola Normale di Pisa. Assistente di Storia Antica, poi di Letteratura Greca, ha insegnato anche Papirologia, Letteratura latina, Storia greca e romana. Fa parte del Comitato scientifico della “Society of Classical Tradition” di Boston e della Fondazione Istituto Gramsci di Roma. Dirige la rivista Quaderni di Storia e la collana di testi “La città antica”. Fa parte del comitato direttivo di Historia y critica (Santiago, Spagna), Journal of Classical Tradition (Boston), Limes (Roma). Ha studiato problemi di storia antica, letteratura greca e romana, storia della tradizione, storia degli studi classici, politica e cultura del XX secolo. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in USA, Francia, Inghilterra, Germania, Grecia, Olanda, Brasile, Spagna, Repubblica Ceca.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

i Dardenne, se il fondamentalista è un ragazzino
Da una storia minima il fanatismo delle giovani generazioni

01 novembre 201913:41

– Con L’età giovane, già premiato a Cannes per la miglior regia e ora in sala dal 31 ottobre con Bim, Jean-Pierre e Luc Dardenne, registi record di due Palme d’oro (Rosetta, 1999, L’Enfant – Una storia d’amore, 2005) aprono uno spaccato sul crescente radicalismo delle nuove generazioni immigrate, assolutamente integrate ma al tempo stesso affascinate dalla Jihad, dal martirio.
Il film è il riuscito racconto, con lo stile realistico e documentaristico dei Dardenne che inchioda lo spettatore a seguire con lo stesso passo della macchina da presa, di cosa accade al tredicenne Ahmed (Idir Ben Addi) in un paese del Belgio ai giorni nostri. E’ bravo a scuola, viene da una famiglia di origini arabe senza particolari disagi, ha un aspetto mite e gli occhialoni da miope, ma improvvisamente passa dai videogiochi come i ragazzini della sua eta’ alle abluzioni, letture delle sure del Corano, preghiere rivolte alla Mecca.
L’avvicinamento alla religione e’ repentino, sull’onda del fascino di un cugino fondamentalista raffigurato con la solita immaginetta imbottito di armi prima del martirio.
Ahmed di colpo divide il suo mondo in puro e impuro, la sorella con la maglietta corta e’ impura, la madre che beve un bicchiere di vino e’ impura, la professoressa, che pure lo ha aiutato nei suoi problemi con la dislessia, merita di essere uccisa perche’ osa insegnare l’arabo mettendo il corano in versi musicali.
L’imam locale sprona Ahmed a diventare grande nel segno di Allah e semina cosi’ giorno dopo giorno il radicalismo. La strada e’ tracciata, per la violenza contro la docente finisce in un centro di rieducazione.
La storia che ci raccontano i Dardenne e’ la storia di una sconfitta politica e sociale: Ahmed non e’ abbandonato al suo destino, e’ circondato dall’amore della famiglia, dall’impegno degli educatori, della psicologa, del giudice, ma tutto questo non mette che un minimo dubbio in lui. Neanche l’amore di una ragazzina puo’ fargli cambiare idea. Abbiamo perso per sempre il determinato Ahmed e i ragazzini delle nuove generazioni improvvisamente fondamentalisti come lui, pronti ad essere reclutati? “Quando abbiamo iniziato a scrivere, non immaginavamo che avremmo progressivamente creato un personaggio cosi’ chiuso in se stesso e imperscrutabile, capace di sfuggirci fino a tal punto, di lasciarci privi della possibilita’ di costruire una struttura drammatica per recuperarlo, per farlo uscire dalla sua follia omicida”, dicono i registi. “Come arrestare l’impetuosa corsa di questo giovane fanatico, impermeabile alla bonta’ e alla gentilezza dei suoi educatori, all’amicizia e ai giochi romantici della giovane Louise? Come riuscire a immortalarlo in un istante in cui, senza ricorrere all’angelicita’ e alla inverosimiglianza di un lieto fine, potrebbe aprirsi alla vita e convertirsi all’impurezza fino a quel momento abborrita?” e’ alla fine la domanda.

Al via percorso recupero casa d’infanzia FelliniAbitazione dei nonni del regista a Gambettola, nel Cesenate

BOLOGNA01 novembre 201913:39

– Al via a Gambettola, nel Cesenate, il percorso di recupero e valorizzazione della Casa Fellini, l’abitazione dei nonni del Maestro del Cinema riminese. Il casolare di quella che fu la casa d’infanzia regista sarà oggetto di un progetto definitivo ed esecutivo che permetterà di realizzarne il restauro. Ad occuparsi del progetto sarà lo studio di architetti Internoundici che si è aggiudicato la progettazione. Il cantiere – spiega una nota dell’Amministrazione gambettolese – dovrebbe partire a primavera inoltrata, comunque prima della stagione estiva.
Al finanziamento dell’opera di recupero e valorizzazione della casa concorre il contributo della Regione Emilia Romagna con risorse pari a circa 300.000,00 euro: l’opera di restauro deve essere realizzata entro la fine del 2021. L’intero intervento ammonta a circa 420.000 euro.

Bobby Rush tra ‘grandi del soul’ nel 2020 a PorrettaA 86 anni il 26/o album in studio ‘Sitting on Top of the Blues’

BOLOGNA01 novembre 201913:39

– Bobby Rush, 86 anni tra pochi giorni, sarà ospite dell’edizione 2020 (la 33/a) del ‘Porretta Soul Festival’, in programma dal 23 al 26 luglio nella località appenninica bolognese con la direzione artistica di Graziano Uliani. Nel corso della carriera ha ricevuto 46 nomination, ha vinto 12 premi della Blues Foundation e ha debuttato in Italia proprio a Porretta nel 2013. Da poco è uscito ‘Sitting on Top of the Blues’, 26/o album in studio della sua lunga carriera e 75/a pubblicazione a suo nome; recentemente ha vinto un Grammy ed è stato inserito tra i grandi artisti della Blues Hall of Fame.
Tra gli artisti già inseriti in cartellone il prossimo anno anche Leo Nocentelli, fondatore dei The Meters e vincitore nel 2018 del Grammy Lifetime Achievement Award, Chick Rodgers, considerata “la più bella voce di Memphis”, ed Eddie Harrison, leader degli Short Cuts, che si esibì a Porretta nella prima edizione del 1988 con Rufus Thomas e i Memphis Horns.

Il giorno più bello del mondo, miglior debutto Italia 2019Alessandro Siani, ‘evviva il pubblico’

01 novembre 201913:42

– Il giorno più bello del mondo di Alessandro Siani è il miglior debutto di un film italiano del 2019 e si aggiudica il terzo posto del podio con oltre 324 mila euro, e il secondo piazzamento come numero di spettatori in sala (48.517) nel primo giorno di uscita. Lo spiega una nota.
Una grande soddisfazione per il regista e attore napoletano che commenta:” Evviva il cinema italiano e soprattutto il pubblico che ha dato un primo importante segnale d’ interesse verso un film family realizzato in Italia”.
Il film prodotto da Vision Distribution, Bartleby film, Buona Luna e distribuito da Vision Distribution, è la quarta opera di Alessandro Siani da regista.

Potenza evocativa delle opere di Angelica De RosaA soli 29 anni l’artista milanese ha creato già 100 ‘immagini’

01 novembre 201915:32

– La potenza evocativa delle immagini create con medium tradizionali come la pittura e la scultura, oppure come risultato di interazioni poliedriche tra corpo, suono e video. Sono questi gli strumenti espressivi di Angelica De Rosa, 29 anni, nata e residente a Segrate (Milano).
L’artista, reduce dal successo della mostra ‘Babilonia tra cielo e terra’ una bi-personale con anche lo scultore Giuliano Cataldo Giancotti allo ‘Spazio Bixio 2’ nel capoluogo lombardo, ha come punto di forza la realizzazione di dipinti astratti con rimandi paesaggisti od onirici. Nonostante la giovane età ha al suo attivo già un centinaio di opere e una quarantina fra rassegne, alcune in compartecipazione, e performance.
Angelica De Rosa ha una laurea magistrale in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e un’esperienza all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Lione. Fra i progetti futuri una esposizione alla Fiera Affordable Art Fair a Milano con la Galleria Eye Contemporary Art di Hong Kong.
“Il mio obbiettivo è creare delle atmosfere che evochino un rimando sonoro attraverso i colori e le forme – spiega l’artista -. L’arte è un linguaggio. La parola è un linguaggio. Se si spiega tutto con le parole l’arte non ha più senso e non serve più a niente. Ciò che voglio fare io è un connubio di immagine e titolo: con quest’ultimo voglio dare una chiave di lettura, una sorta di cartello autostradale, che indica la direzione da prendere nell’osservazione dell’opera. E poi uno compie il viaggio e vede quello che vuole”.

Il Cielo sopra Berlino, ‘cult’ Wenders torna in salaDue serate memorabili attendono popolo cinefili il 4 e il 5/11

01 novembre 201917:56

Due serate memorabili attendono il popolo dei cinefili il 4 e il 5 novembre: grazie alla distribuzione Viggo torna infatti in sala, a 30 anni dalla sua prima proiezione, uno dei capolavori di Wim Wenders: IL CIELO SOPRA BERLINO con Bruno Ganz, indimenticato protagonista. Non si tratta solo di una celebrazione in coincidenza con l’anniversario della caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989), ma del recupero del film in una versione magnificamente restaurata in 4K e suono originale recuperato che ha impegnato lo stesso Wenders per un anno di lavoro alla ricerca dello smalto irripetibile della fotografia in bianco e nero ideata da un maestro delle luci come il francese Henri Alekan. “Nella scansione digitale – ha scritto il regista – sono stato in grado di decifrare i cartelli stradali, illeggibili per 30 anni, e le immagini sui muri di Thierry Noir, l’artista di street art ora famoso, sono tornate più vivide che mai. La città scomparsa di quel tempo è davvero apparsa ai nostri occhi, con il suo atteggiamento malinconico nei confronti della vita e il suo blues”.

L’arte dei Grandi Maestri sfida i contemporaneo a NYTEFAF 2019 tra Carlo Dolci, Hayez e un Salvator Mundi

NEW YORK01 novembre 201916:09

– L’arte dei grandi maestri italiani torna a New York lanciando la sfida a un mercato che privilegia l’arte moderna e contemporanea: ci sono pezzi da novanta alla quarta edizione della fiera dell’arte Tefaf, gemella di quella di Maastricht, da un raro San Benedetto di Carlo Dolci, scovato in Svezia dalla galleria Frascione di via Maggio a Firenze, allo spettacolare busto di terracotta policroma del Salvator Mundi di Alfonso Lombardi degli antiquari fiorentini Botticelli e Bacarelli che nel 2020 e’ stato promesso alla mostra bolognese per i 500 anni dalla morte di Raffaello.
Trinity Fine Arts, la galleria di Carlo Orsi a Londra, ha portato a New York un Apollo di bronzo di un artista del ‘500 ispirato ai capolavori dell’eta classica, al cui fianco e’ collocato un autoritratto di Francesco Hayez, il caposcuola del romanticismo milanese alla meta’ dell’Ottocento celebre per “Il Bacio” del 1859 oggi a Brera.
Bottegantica di Bologna e Milano ha portato a New York una scelta di opere di artisti italiani rappresentativi del panorama artistico tra fine Ottocento e la prima metà del Novecento tra cui un “Autoritratto” di Giorgio de Chirico del 1930.
Alessandra di Castro ha portato dalla galleria di Piazza di Spagna dipinti romani e napoletani, mobili maggiolini e due opulente consolle veneziane d’epoca.
Come nello stand del britannico ma dagli anni Novanta a New York Sean Kelly, dove l’autoritratto col volto coperto di foglia d’oro di una delle sue artiste, Marina Abramovich, e’ accoppiato con una testa di eta’ ellenistica. E sempre Kelly ha presentato una versione ridotta di “Rumors of War”, la monumentale statua eretta a Times Square da Kehinde Wiley, il ritrattista di Barack Obama: raffigura un afroamericano a cavallo in posa da condottiero, addosso la felpa e i jeans strappati.

Me contro Te, fenomeni da youtube in salaVideomaker amatissimi da bambini sul set del loro primo film

01 novembre 201916:16

Quattro milioni e 300 mila iscritti per il canale youtube, che dal 2014 ha registrato oltre 3 miliardi e 250 milioni di visualizzazioni, più libri, album di figurine, giochi, un programma su Disney Channel e ora anche un film, Me Contro Te Il Film – La Vendetta del Signor S, diretto da Gianluca Leuzzi, in uscita il 17 gennaio con Warner Bros. I Me contro te, anche conosciuti come Luì e Sofì, cioè Luigi Calagna, classe 1992 e Sofia Scalia, classe 1997, entrambi siciliani di Partinico, trasferitisi a Milano, coppia anche nella vita, sono gli youtuber italiani più amati dai bambini (la grande fetta del loro pubblico, che si riconosce come ‘team trote’, è tra i 4 e i 10 anni ). Con i loro video di sfide, avventure all’aperto, buffi tutorial, piccoli esperimenti scientifici, scherzi e canzoni, hanno anche conquistato un premio Moige per aver stimolato la creatività dei ragazzi.
Sereni, sorridenti, molto professionali, e in armonia nell’alternarsi parlando del loro percorso, arrivano al cinema, per il primo film, con le idee chiare. “E’ un’avventura che nasce da un nostro soggetto – spiegano, negli ultimi giorni di riprese -. Siamo superemozionati e superfelici di quello che stiamo realizzando”. Nessuna difficoltà? “La cosa più dura è stata la sveglia alle 5.30” commentano sorridendo. Il sapere di avere un pubblico composto principalmente da bambini “ci rende coscienti della responsabilità che abbiamo – dice Luigi – sappiamo che qualunque piccolo gesto può venire imitato o ripetuto e per questo siamo molto attenti nei video. Anche quando riprendiamo momenti del quotidiano cerchiamo di dare buoni insegnamenti e messaggi corretti”. E quando incontrano di persona i loro piccoli fans hanno “reazioni fantastiche. Sono strabiliati dal fatto che esistiamo davvero”. Torna nella storia del film (ancora top secret, come il set così da mantenere la sorpresa per i bambini) il loro stile surreale, nonsense, colorato e rassicurante: “Per la prima saremo faccia a faccia con il nostro principale antagonista, il Signor S. Un momento epocale perché finora non si è mai esplicitato” spiega Luigi .
Nel film ci saranno “tanta avventura, tanto divertimento. Saremo in una situazione di pericolo, ma con scene molto buffe e tanti nuovi personaggi” sottolinea Sofia.
L’idea di aprire un canale youtube, è nata, durante un’estate in vacanza, da Luigi, allora studente di farmacia: “Io andavo ancora al liceo e mi chiese di partecipare – spiega Sofia -.
Volevamo fare qualche video scherzoso per i nostri amici, anche se c’era l’ambizione a diventare un canale di successo.
All’epoca c’erano i gamers, l’intrattenimento inteso in chiave diversa, mancava una coppia che facesse dei giochi, delle sfide, delle cose un po’ più frivole, un intrattenimento un po’ per tutti. Abbiamo pensato a un canale di challenge, incentrato sulle sfide di coppia. Da qui il nome Me contro te”. Le visualizzazioni partite in poche decine, sono iniziate a salire con il passaparola: “Essendo molto appassionati di tutto quello che è il mondo colorato e divertente degli esperimenti, delle creazioni, di fare lavoretti in casa, abbiamo iniziato a dedicarci video, fino a raccontare delle vere e proprie avventure”. L’enorme successo, non gli ha fatto montare la testa: “forse perché è arrivato in maniera graduale, eravamo già scioccati ad avere mille iscritti per il canale, figuriamoci milioni” dice Luigi. “Siamo rimasti con le stesse abitudini, gli stessi amici – aggiunge Sofia -. Il nostro sogno sarebbe diventare un vero e proprio canale di intrattenimento a 360 gradi per i più piccoli, dalla tv al cinema, diventare un brand polivalente sotto tanti punti di vista”. I genitori nell’avventura di videomaker li hanno sempre seguiti: “anche se all’inizio non sapevano neanche cosa cosa fosse youtube, ma ci vedevano felici e ci hanno appoggiato”. Un consiglio per uno youtuber agli inizi? “Essere costante, non arrendersi alle prime difficoltà, mantenere la propria spontaneità e avere pazienza”.

Ponte 1 novembre: 6.4 mln turisti, molti a caccia misteroIndagine Cna, solo questo settore movimenta 100 milioni di euro

01 novembre 201916:20

Castelli e teschi, fantasmi e fortezze. Sarà il “turismo della paura” il “must” del Ponte di Ognissanti. Non la spinta principale alla vacanza ma un nuovo elemento motivazionale. A rilevare questa tendenza pressoché inedita per l’Italia una indagine di Cna Turismo. Il “ghost tourism” movimenta un giro economico superiore ai 100 milioni di euro destinato quest’anno probabilmente a impennarsi.
Ma mistero e Halloween a parte, saranno oltre sei milioni i turisti che si metteranno in movimento per il ponte di Ognissanti e per l’intero mese di novembre. Il dato non si discosta da quello dell’anno scorso, che infranse ogni record.
Di questi 3,7 milioni i vacanzieri italiani e 2,3 gli stranieri.
Con 14,7 milioni di presenze di cui 8,4 milioni totalizzate da italiani e 6,2 milioni da stranieri per una media pro capite di 2,5 notti. A farla da padrone il settore alberghiero con 11,2 milioni di pernottamenti a fronte di oltre 3,5 milioni di pernottamenti nell’extra-alberghiero. Quanto al valore economico, secondo l’indagine di Cna Turismo, ammonterà a 3,2 miliardi di euro, 300 milioni dei quali derivati dalle attività esperienziali.
Tra le mete privilegiate i castelli, molti dei quali accolgono i vacanzieri paganti. Si va da Bardi (Parma) a Catajo (Padova), da Montebello (Rimini) a Fosdinovo (Massa Carrara) e a Lagopesole, in provincia di Potenza. In Liguria, a Trioria (che ospita il Museo della stregoneria) nella notte di Halloween si esploderanno anche fuochi pirotecnici a tema. In Emilia Romagna tra il 31 ottobre e il 1 novembre si organizzano momenti densi di emozioni, spesso con figuranti in costume, nel circuito delle otto fortezze storiche del Ducato. Sempre in Emilia Romagna, a San Mauro Pascoli, villa Torlonia si trasforma in un percorso teatrale e gastronomico. In Toscana numerose le iniziative a Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, celebre per lo spettacolare ponte del Diavolo.
A Milano si terranno visite dedicate alla “notte delle streghe” ma tra le grandi città è Napoli ad avere la leadership. In particolare con le visite allo storico Cimitero delle Fontanelle, che conserva 40 mila teschi di morti nelle epidemie di peste e di colera del passato. In Veneto per novembre e dicembre c’è il “Festival del mistero” mentre in Puglia, a Orsara (Foggia), l’antica ricorrenza di “Fucacoste e Cocce priatorie” diventa una sorta di anti-Halloween tra condivisione del cibo per strada, accanto ai falò, spettacoli popolari, concerti e processioni.

Mr. Wonderland, da Italia a top impresario USAStoria vera di un italo-americano, nel docu di Valerio Ciriaci

02 novembre 201910:02

Pochi lo sanno ma uno dei più grandi impresari teatrali e cinematografici negli Stati Uniti, ai tempi della prima Hollywood degli anni ’20 e ’30, era un emigrato italiano, di origini poverissime. Alla sua vita, che si è intrecciata con la nascita del cinema e dell’industria del divertimento di massa , è dedicato “Mister Wonderland”, il nuovo documentario diretto da Valerio Ciriaci, che sarà presentato in anteprima mondiale alla 60esima edizione del Festival dei Popoli, il 6 novembre a Firenze.
Mister Wonderland era Zeffirino Poli, nato in un paesino delle montagne lucchesi ed emigrato, insieme ad altri milioni di connazionali in America in cerca di fortuna, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Zeffirino, che in seguito cambierà nome in Sylvester, era uno scultore artigianale che modellava statue di cera e di gesso e trovò lavoro, come figurinista, all’Eden Musée, un’istituzione legata al mondo dello spettacolo. Da subito intuì le potenzialità dell’intrattenimento, in un tempo in cui nelle fabbriche si facevano turni massacranti di 12 ore al giorno e la gente aveva bisogno di divertirsi. A New Haven aprì il suo primo teatro, poi un altro, un altro ancora: arrivò a possedere un impero di 30 strutture in vari Stati dell’Est, una grande rete per quei tempi. Le porte delle maestose sale cinematografiche da lui costruite (alcune disegnate dai più importanti architetti dell’epoca, come Thomas W. Lamb) divennero il luogo in cui il pubblico statunitense scoprì il vaudeville, poi il muto, poi i grandi film d’epoca. Tra gli artisti che si esibirono sui suoi palcoscenici, Poli annoverò Harry Houdini, Charlie Chaplin e, persino, Buffalo Bill.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Golden Globes: due film italiani in corsa per film straniero
Banchiere Anarchico e Traditore in rosa 80 film da 49 paesi

NEW YORK01 novembre 201918:55

Ci sono anche due italiani nella corsa per i Golden Globes 2020: “Il banchiere anarchico” di Giulio Base e “Il Traditore” di Marco Bellocchio sulla vita di Tommaso Buscetta sono entrati nella rosa dei papabili al premio nella categoria del miglior film in lingua straniera attribuito ogni anno dalla Hollywood Foreign Press Association.
Per qualificarsi il film deve essre un dramma, musical o commedia con almeno il 51 per cento del dialogo in una lingua che non sia l’inglese. Il film deve essere uscito nel suo paese di origine durante i 15 mesi precedenti al premio. A differenza degli Oscar, i Golden Globe permettono piu’ di una candidatura per paese a patto che i requisiti sussistano.
Quest’anno sono stati presi in considerazione 80 film da 49 paesi. Quest’anno le nominations saranno annunciate il 9 dicembre.

Attore Tirabassi ricoverato a Avezzano,malore durante eventoSecondo fonti sanitarie non è in pericolo di vita

L’AQUILA02 novembre 201909:58

L’attore Giorgio Tirabassi è stato colto da un malore mentre si trovava alla presentazione del film ‘Il grande salto’ a Civitella Alfedena (L’Aquila). In un primo momento è stato condotto a Castel di Sangro e poi all’ospedale di Avezzano. Fonti sanitarie definiscono la situazione sotto controllo e sempre secondo le stesse fonti l’attore non corre pericolo di vita. Importanti le prossime ore. Resta in osservazione dopo essere stato trattato dai medici.

Musica: girato a Cosenza videoclip violinista Andrea CastaPlanetario è sfondo per ultimo singolo artista archetto luminoso

CATANZARO02 novembre 201911:06

– E’ stato girato nel planetario “G.B. Amico” di Cosenza “Birth” il nuovo videoclip di Andrea Casta, violinista elettrico internazionale conosciuto per l’utilizzo dell’archetto luminoso e per i suoi tour come performer nella nightlife di tutto mondo al fianco di importanti top dj.
Scenario del videoclip realizzato dai registi Loren e Ervin Bedeli, la struttura inaugurata la scorsa primavera scelta per le sue caratteristiche architettoniche e tecnologiche. Il nuovo singolo di Casta è il quinto episodio del racconto fantascientifico “The Space Violin Project”, iniziato nel luglio del 2018 con un percorso musicale che va dall’electro di Double Sun alla tech house di Warp 6, passando per scelte sonore progressive in Black Hole Tale, fino a The River, tutti successi che hanno fatto ballare migliaia di fan del globetrotter Casta in giro per il mondo. Casta conta più di 700mila ascolti su Spotify, quasi 200mila followers sui diversi social network ed è reduce da tour internazionali.

Lidia Schillaci incanta i giudici con Edith Piaf a Tale e Quale Show L’artista siciliana ha vinto la seconda puntata del “Torneo dei Campioni” –

02 novembre 201911:47

Lidia Schillaci ha incantato i giudici di “Tale e Quale Show” con il suo omaggio alla classe ineguagliabile di Edith Piaf. L’interpretazione ha lasciato tutti senza parole. L’artista siciliana ha vinto la seconda puntata del “Torneo dei Campioni”. Il programma condotto da Carlo Conti ieri sera ha battuto tutti, conquistato 3,9 milioni di telespettatori, con il 19,36%.

Torna la domenica gratuita al museoDa Nord a Sud festa popolare all’insegna della cultura

02 novembre 201920:09

Dalla Reggia di Caserta alla Pinacoteca Brera, dai Musei Reali di Torino al Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, da Paestum al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dal Parco Archeologico di Ostia Antica al Cenacolo Vinciano, dagli Scavi di Ercolano alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Palazzo Corsini, dal Castello di Miramare di Trieste alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia a Castel Sant’Angelo, dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto agli Uffizi, a Pompei sarà una grande festa domenica 3 novembre, che concluderà il ponte di Ognissanti.

Hancock a JazzMi, uomo buono per alieni79 anni, musicista trascina da palco del Conservatorio di Milano

MILANO02 novembre 201911:49

– Se gli alieni arrivassero domani sulla Terra e ci chiedessero di consegnargli un elenco dei musicisti che hanno lasciato un’impronta profonda come Armstrong sulla Luna, nell’elenco ci sarebbe il nome di Herbie Hancock.
Lasciamo perdere “Cantaloupe Island”, fingiamo che non esista il periodo degli “Headhunters”, dovremmo tenerlo in conto già solo per “I thought it was you”, il brano più incisivo di “Sunlinght”, che anticipava di parecchi decenni la musica dei Daft Punk. Era il 1978. Sulla copertina di quel disco Hancock sorrideva marpione con capelli cotonati, catena d’oro, e camicia dal collo ampio. Ieri, 1 novembre 2019, 41 anni dopo, Hancock aveva lo stesso ghigno divertito sul palco del Conservatorio di Milano per l’evento del JazzMi. Tra i 190 eventi quello del musicista di Chicago era tra i più attesi. In sala non una sola poltrona libera. Il vero concerto arriva col bis, quando gli argini dei posti numerati cedono sotto il peso dell’amore dei fan e tutti si trovano per magia sotto al palco.

Zero il Folle è tornatoDebutto per nuovo tour, faccia a faccia tra uomo e artista

02 novembre 201919:58

Renato il Folle è tornato, con le sue parrucche, i suoi cappelli stravaganti, i travestimenti, gli abiti sgargianti ed eccessivi. E con uno show dalle mille sfaccettature che è uno spettacolo per gli occhi, ma soprattutto per le orecchie.
Ha debuttato a Roma, nel palazzetto dello Sport, il 1novembre e rimarrà per altre cinque date prima di spostarsi in giro per l’Italia fino a gennaio (con 14 soldout già registrati), il nuovo live di Renato Zero, “Zero il folle in tour” (dal titolo dell’ultimo album pubblicato qualche settimana fa), con l’esplicativo sottotitolo “Perché folle è chi sogna, chi è libero, chi provoca, chi cambia”. E Renato, archiviata al momento l’esperienza più metafisica e filosofica di Zerovskij del 2017, non smette di sognare, di provocare, di cambiare. Sul palco, che diventa quinta teatrale con tanto di sipario, drappi, maschere bianche a troneggiare dall’alto e un’orchestra digitale che di tanto in tanto compare sullo schermo di fondo, porta tutto il suo mondo di artista controcorrente e anticonvenzionale. La sua musica e le sue canzoni (quelle di Zero il Folle al centro dell’attenzione, con 12 brani su 13 in scaletta) la fanno da padrone, in un turbinio di cambi d’abito (sarannoo quasi una ventina a fine concerto, poco meno di uno a canzone), per tre ore piene di spettacolo. Il via, alle 21 in punto, lo dà Il mercante di stelle, con un Renato Zero che arriva sul palco con il volto coperto e una tunica con stampa fiorata e un vaso di fiori in testa, versione Primavera di Botticelli.
Ma c’è spazio anche per qualche considerazione: se la prende con la crisi delle nascite (le cicogne disertano”), con gli uomini violenti (“Non è femkinicidio. Si sono suicidat loro. Non è morta lei”), con l’accidia che caratterizza la società (“c’è chi timbra il cartellino per noi, chi va in Parlamento per noi, chi tromba per noi, chi non va in piazza siamo sempre noi”), con la crisi energetica (“Tutto non basta per tutti. E niente non è sufficiente per tutti. Finirà il carburante, e saremo costretti ad abbracciarci nuovamente, a stringerci la mano, ad andare a piedi al supermercato”), con i telefoni che lo infastidiscono durante il concerto (“Basta con i cellulari, siete venuti per Renato o per fare i cameraman. Metteteci l’anima, non queste cazzate”). Ringrazia Roma, “sei grande, non ci sono buche, non c’è monnezza che tengano”.
E’ un viaggio tra passato e presente, ma non è uno show amarcord. In scaletta ci sono anche le iconiche Madame e Triangolo, ma senza di lui in scena. Le lascia cantare ai coristi, come a segnare una distanza da quel tempo che fu. Una dicotomia che sembra risolversi nel finale, quando sul brano Zero il Folle, l’uomo Renato e l’artista Zero si guardano allo specchio. E fanno pace. Ma c’è anche l’omaggio, sulle note di Quattro passi nel blu, ai tanti amici scomparsi, i cui nomi compaiono uno dietro l’altro alle spalle di Zero. Sono tanti, tantissimi e l’emozione sale. Mia Martini, Ivan Graziani, Luigi Tenco, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Gabriella Ferri, Sergio Endrigo, Little Tony, Giuni Russo, Lucio Battisti, Domenico Modugno, Claudio Villa, Mango, Giogio Gaber, Enzo Jannacci, Alex Baroni, sono alcuni dei nomi dei compaiono. Gli applausi più commossi sono per Anna Marchesini, Pino Daniele, Franco Califano, e su tutti, Fabrizio Frizzi.
“Ero titubante all’inizio. Il calendario mi ha detto non hai più 18 anni. Poi ho riflettuto un po’, ho dato un’occhiata alla muscolatura, mi sono fatto mettere pure uno stent – rivela a sorpresa il cantautore ai saluti finali con Il Cielo -. Sarà molto dura liberarvi di me. Questa follia, tenetevela da parte: la calma piatta non ci piace un cazzo”.

Giorgio Tirabassi, “sto bene, voglio tranquillizzare tutti”Attore su Fb rassicura sulla sua salute dopo il malore

02 novembre 201913:05

“Amici e conoscenti voglio tranquillizzare tutti: Sto bene e in buone mani”, così sulla sua pagina ufficiale di Facebook l’attore Giorgio Tirabassi, che ieri sera aveva avuto un malore durante la presentazione a Civitella Alfedena del suo film “Il Grande Salto”, ha voluto rassicurare sulle sue condizioni di salute.

È fuori pericolo l’attore 59 anni, operato ieri sera con urgenza, all’ospedale di Avezzano, per un “infarto del miocardio anteriore” .Lo riferisce una nota dell’ufficio stampa della Asl provinciale dell’Aquila.Il paziente è attualmente ricoverato nel reparto di Utic-cardiologia ed emodinamica del presidio marsicano: le sue condizioni al momento sono stabili anche se resta strettamente monitorato. L’attore è stato trasportato in ambulanza ieri sera e sottoposto a intervento chirurgico intorno alle 22.30 dall’équipe diretta dal dottor Giulio Valentini, che lo ha trattato “con angioplastica e coronarica e impianto di stent medicato”. Tirabassi, che è vigile e asintomatico, dovrà rimanere in ospedale per alcuni giorni.

DiCaprio e Greta, insieme per il climaAttore, “è stato un onore passare tempo con lei. Ci sostieniamo”

02 novembre 201915:35

– Leonardo DiCaprio e Greta Thunberg: la star di Hollywood e la ragazzina che ha sfiorato il Nobel per la Pace insieme. E’ una foto postata dal premio Oscar sul suo profilo Instagram, spesso usato per lanciare campagne per la salvaguardia degli animali e del pianeta. L’attore è un attivista ambientalista da sempre e Greta è la star della lotta contro i cambiamenti climatici. “GretaThunberg è diventata una leader del nostro tempo. La storia ci giudicherà per ciò che dobbiamo garantire alle generazioni future. Spero che il messaggio di Greta sia un campanello d’allarme per i leader mondiali e che faccia capire che il tempo per non agire sia finito. È grazie a Greta e ai giovani attivisti di tutto il mondo che io sono ottimista su ciò che riserva il futuro. È stato un onore passare del tempo con lei – ha scritto DiCaprio – Lei e io ci siamo impegnati a sostenerci l’un l’altro, nella speranza di assicurare un futuro più luminoso per il nostro pianeta”. DiCaprio, con questo endorsment alla Thunberg ha ribadito la sua vicinanza ai giovani di #FridaysforFuture, in avvicinamento al nuovo sciopero globale del 29 novembre.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Commedia europea 2019, i tre film in corsa
Agli Efa, Ditte Louise, La favorita e Tutti pazzi a Telaviv

02 novembre 201920:07

Tre commedie in corsa, scelte dall”European Film Academy (gli Oscar europei), per la categoria Commedia Europea 2019. Si va dal danese ‘Ditte & Louise’ di Niclas Bendixen, con le aspirazioni frustrate di due donne di mezza età che vogliono fare le attrici, a ‘Tutti pazzi a Telaviv’ di Sameh Zoabi, politica e serie tv nel Medio Oriente fino a ‘La Favorita’ di Yorgos Lanthimos con un trio al femminile pieno di competizione e cattiveria nell’Inghilterra del 1700. Le nomination sono state decise da un comitato composto dai membri dell’ EFA Board Katriel Schory (Israele) e Angela Bosch Ríus (Spagna), dalla distributrice Selma Mehadzic (Croazia), dall’esperto di film Jacob Neiiendam (Danimarca) e dal produttore Nik Powell (Regno Unito). Intanto il danese DITTE & LOUISE. Protagoniste due donne di mezza età che hanno deciso di voler fare le attrici, ma ben presto realizzano che l’unico ruolo proposto è quello di mamma. Non appena però Ditte diventa un uomo tutto cambia. TUTTI PAZZI A TELAVIV (Lussemburgo, Francia, Israele e Belgio) di Sameh Zoabi racconta di Salam, un trentenne che vive a Gerusalemme e lavora a Ramallah. Assunto da uno zio come stagista sul set di una famosa soap opera palestinese, Tel Aviv on Fire, ogni giorno, per raggiungere lo studio tv, deve passare il rigido checkpoint israeliano, sorvegliato da militari del comandante Assi. Poiché la moglie di Assi è una grande fan della serie tv, e Salam si è spacciato per sceneggiatore, Assi esige di farsi coinvolgere personalmente nella stesura della storia. In un primo tempo tutto va bene per Salam. Peccato, però, che l’ufficiale israeliano e i finanziatori arabi non intendano il finale allo stesso modo. Infine, umorismo molto dark per LA FAVORITA del regista greco Yorgos Lanthimos, ambientato nei primi anni del 1700, durante la guerra tra Francia e Inghilterra. La storia narra le vicende che si sviluppano alla corte della regina Anna Stuart (Olivia Colman), non più giovane e con problemi di salute che la portano a trascurare i suoi impegni di regnante, preferendo la compagnia dei suoi conigli, allevati al posto dei figli che ha perso negli anni. Al centro di tutto il ‘carnage’ tra due cortigiane, Lady Sarah, duchessa di Marlborough (Rachel Weisz) e Abigail Masham, nobile in miseria e rampante cameriera a Corte (Emma Stone). E tutto questo per contendersi i favori della regina Anna, l’ultima e la più oscura degli Stuart. I film nominati saranno ora sottoposti al giudizio degli oltre 3.600 membri dell’EFA che decreteranno il vincitore a Berlino, il 7 dicembre, alla 32ma edizione degli European Film Awards.

A Lucca Comics anche nozze fumettisti Cates e HutchisonIn foto di rito ritratti come protagonisti manifesto festival

LUCCA02 novembre 201917:08

Lucca Comics & Games ha fatto da cornice al matrimonio fra lo scrittore e fumettista Donny Cates – dal 2017 una delle penne della Marvel Comics – e la disegnatrice Megan Hutchison.
Le nozze sono state celebrate a Palazzo Orsetti, sede del Comune della città, dal sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, e al suo fianco il Direttore Generale di Lucca Crea, Emanuele Vietina. Per le foto di rito poi la coppia si è sposata al Teatro del Giglio dove ha voluto replicare la romantica posa del poster di quest’anno, Becoming Human, realizzato da Barbara Baldi.

‘Lo zoo di vetro’ debutta al CarcanoDramma di Tennesse Williams in scena dal 7 al 17 novembre

02 novembre 201917:07

– ‘Lo zoo di vetro’ di Tennesse Williams, per la regia di Leonardo Lidi, fa il suo debutto nazionale, giovedì con repliche fino a domenica 17 novembre, al Teatro Carcano di Milano.
Recente vincitore della sezione ‘College’ che la Biennale di Venezia dedica ai giovani artisti, Lidi, 31 anni, ne firma adattamento e regia: una prova importante per il talentuoso regista emiliano che dirige un cast composto da Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Anahì Traversi e Mario Pirrello. Un lavoro in cui il soggiorno della famiglia Wingfield viene reinterpretato e illuminato dallo scenografo losannese Nicolas Bovey, già allievo di Margherita Palli, e gli interpreti indossano costumi firmati da Aurora Damanti.
Dopo il capoluogo lombardo lo spettacolo sarà a Torino (Teatro Astra, 19-24 novembre), Varese (Teatro Openjobmetis, 26 novembre); Russi in provincia di Ravenna (Teatro Comunale, 28 novembre).
Lo zoo di vetro – che Williams scrisse ispirandosi alla sua storia personale – racconta le vicende della famiglia Wingfield composta dalla madre Amanda e dai suoi due figli Tom e Laura, ragazza timida e claudicante. Abbandonata dal marito, Amanda deve affrontare le difficoltà, i timori e le ansie che nascono dal suo desiderio di assicurare un futuro sereno ai suoi ragazzi. “È come se stessi affrontando un divertito viaggio personale attraverso le famiglie del Teatro – spiega Lidi -. Mi sembrava il momento di bussare alla porta di un’altra casa fondamentale per il mio percorso formativo: i Wingfield”.

Mtv Ema, tutto pronto per la notte di SivigliaAriana Grande guida le nomination. Coez, Elodie, Elettra Lamborghini, Mahmood, Salmo in nomination per Best Italian Act.

02 novembre 201918:07

È tutto pronto per gli MTV EMA 2019, uno dei grandi eventi musicali dell’anno a livello mondiale che celebra gli artisti più amati in tutto il mondo e che vedrà alcuni dei più grandi nomi della musica internazionale esibirsi dal vivo. L’award show quest’anno si terrà al Fibes, Centro Fiere e Congressi, di Siviglia e sarà tramesso su tutti i canali di MTV a livello globale domenica 3 novembre. In Italia lo show sarà in diretta dalle ore 20.00 con il Red Carpet Show e dalle 21.00 con il Main Show su MTV (su Sky canale 130) e in streaming su NOW TV.
A condurre la serata sarà la superstar globale Becky G che, oltre a presentare lo show, si esibirà ed è in nomination nella categoria Best Pop.
Coez, Elodie, Elettra Lamborghini, Mahmood, Salmo sono gli artisti in nomination per il Best Italian Act.
Gli artisti che si esibiranno live sul palco degli MTV EMA 2019 sono: la superstar Dua Lipa, l’artista multidisco di platino Halsey, Niall Horan che presenterà il suo ultimo singolo, la sensazionale artista spagnola Rosalía, la cantante e attrice di fama internazionale e conduttrice dello show Becky G, la superstar mondiale Akon, il fenomeno pop Ava Max, così come Mabel, candidata nelle categorie “Best New” e “Best Push”, l’energico gruppo pop mondiale di Seoul NCT 127. I Green Day saranno gli artisti principali di “MTV World Stage Seville,” l’evento che chiuderà la “MTV Music Week” nella spettacolare Plaza de España sabato 2 novembre. Una parte della loro esibizione di sabato sarà poi in onda nel Main Show degli MTV EMAs 2019 domenica sera.
Liam Gallagher riceverà il primo “Rock Icon Award” e, per celebrare questa occasione così speciale, si esibirà sul palco degli MTV EMAs con un brano storico del repertorio degli Oasis ed uno tratto dal suo ultimo ed acclamatissimo album da solista “Why Me? Why Not.” Gli attori Terry Crews e Paz Vega e le super modelle Joan Smalls, Doutzen Kroes, Georgina Rodriguez e Leomie Anderson faranno delle apparizioni speciali durante tutto lo show sul palco di Siviglia, la super popstar messicana Sofia Reyes — insieme al campione di hit portoricano Jhay Cortez — e Pabllo Vittar, drag queen brasiliana, cantante e compositore, si esibiranno sul palco del pre-show sul red carpet degli MTV EMA.
Sofia Reyes sarà poi presente anche sul palco dello show per consegnare dei premi.
Le nomination degli MTV EMA quest’anno vedono in testa Ariana Grande con sette nomination tra cui “Best Artist” e “Best Video” per la sua hit virale “thank you, next”, e per “Best Song” insieme a Shawn Mendes. Seguono, per la prima volta in nomination, Lil Nas X e Billie Eilish con sei nomination ciascuno e la star latino-americana J Balvin con cinque nomination tra cui “Best Artist”. Subito dietro, con quattro nomination Lizzo e Taylor Swift, anche loro tra le altre per la categoria “Best Artist”.

Concluso restauro Porta Sud BattisteroTornerà visibile a museo Opera Duomo Firenze da 9/12

FIRENZE02 novembre 201918:20

– Concluso il restauro della più antica delle tre monumentali porte del Battistero di Firenze, la Porta Sud, realizzata da Andrea Pisano tra il 1330 e il 1336.
Nella notte tra il 4 e il 5 novembre sarà trasportata dall’Opificio delle Pietre Dure al Museo dell’Opera del Duomo, sua destinazione finale, dove sarà visibile al pubblico dal 9 dicembre prossimo. Per consentire le operazioni di montaggio lo stesso Museo resterà chiuso al pubblico dal 4 al 22 novembre. La porta aveva lasciato definitivamente la sua sede originale, dopo 680 anni, tra il 15 e il 16 aprile 2016, quando era stata trasferita dal Battistero all’Opificio che ne ha curato il restauro, finanziato dall’Opera di S.Maria del Fiore.
Considerato il grande peso, circa 7 tonnellate, per il trasporto occorreranno due viaggi, uno per anta. Una volta al Museo, sarà trasportata nella sala del Paradiso e montata in una teca accanto alle altre due Porte del Battistero. Con la Porta Sud si conclude un ciclo di restauri, definito “epocale”, che ha riguardato tutte e tre le monumentali porte del Battistero: la Porta del Paradiso e la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti e la Porta Sud opera di Andrea Pisano.

Giornalisti: +18% uccisi in 5 anni, 55% in Paesi in paceReport Unesco.Sassoli, non c’è democrazia senza libertà stampa

02 novembre 201918:54

Fino a qualche tempo fa i giornalisti morivano nei teatri di guerra, nei Paesi in conflitto, ora vengono uccisi se denunciano fatti politici, criminalità e corruzione. Le uccisioni sono aumentate del 18 per cento nel mondo nel quinquennio 2014-2018 rispetto ai cinque anni precedenti, e il 55% degli omicidi ha avuto luogo in Paesi “in pace”. Quasi il 90% dei responsabili delle uccisioni dei 1.109 giornalisti assassinati tra il 2006 e il 2018 non è stato punito. E’ quanto rileva un rapporto dell”’Unesco pubblicato in occasione della quinta edizione della Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti, che si celebra il 2 novembre. Anche il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha voluto partecipare alla celebrazione di questa Giornata. ”Non c’è democrazia senza la libertà di stampa – ha scritto su twitter – Nel giorno internazionale per porre fine all’impunità dei crimini contro i giornalisti, rendiamo omaggio a Daphne Caruana Galizia, Jan Kuciak e a tutti quelli in tutto il mondo che hanno perso la vita e hanno subito attacchi per aver svolto il loro lavoro”. ; Daphne Caruana Galizia ,giornalista e blogger maltese, impegnata in numerose inchieste e attiva contro la corruzione, è stata assassinata in un attentato dinamitardo nel 2017, mentre Ján Kuciak , giornalista slovacco, impegnato in indagini sulla gestione di fondi strutturali dell’Unione europea nel suo paese è stato trovato ucciso nella sua abitazione nel febbraio 2018.
L’indagine segnala che i Paesi con il più alto tasso di vittime tra i giornalisti sono gli Stati Arabi, seguiti da America Latina, Caraibi e Asia, e che a essere presi di mira sono sempre più spesso i giornalisti che si occupano di fatti politici, criminalità e corruzione. Negli ultimi anni, inoltre secondo l’indagine, i giornalisti e i professionisti dei media hanno visto aumentare e peggiorare gli attacchi alla loro sicurezza fisica. Il loro lavoro è sempre più ostacolato da minacce di perseguimento penale, arresti, detenzione, negazione dell’accesso alle informazioni, mancanza di indagini e procedimenti penali per reati nei loro confronti. Nel rapporto l”Unesco, registra tuttavia un calo del numero di omicidi nei primi 10 mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con 44 omicidi di giornalisti segnalati al 30 ottobre 2019, rispetto ai 90 della stessa data del 2018. Resta comunque preoccupante, come ha sottolineato il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres che crescono gli attacchi contro le donne giornalista:”le più esposte alla violenza di genere, alle espressioni di odio a sfondo sessuale alle minacce e aggressioni sessuali”.
”Quando i giornalisti sono presi di mira, la società nel suo complesso paga il prezzo” ha dichiarato Guterres. “Se non riusciamo a proteggerli, sarà estremamente difficile per noi rimanere informati e contribuire al processo decisionale. Se i giornalisti non riescono a fare il loro lavoro in sicurezza, il mondo di domani sarà segnato da confusione e disinformazione”, ha aggiunto. Infine, ha detto”senza libertà d’espressione e media liberi sarà impossibile far progredire la democrazia e raggiungere gli obiettivi di sviluppo durevole che ci siamo preposti”.
”Nel corso degli ultimi dieci anni – ha ricordato il direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay in un messaggio diffuso in occasione della Giornata internazionale – sono stati 881 i giornalisti assassinati solo per aver detto la verità. E dall’inizio del 2019 già 44 hanno perso la vita”.”L’Unesco è impegnata a rendere conto di tutti coloro che mettono in pericolo i giornalisti, coloro che uccidono i giornalisti e tutti coloro che non fanno nulla per fermare questa violenza”.”La morte di un giornalista non dovrebbe mai significare la fine della ricerca della verità”, ha aggiunto.
Per questo in occasione della Giornata mondiale contro i crimini in danno dei giornalisti l’Onu ha rivolto un appello ai Paesi membri perchè ”difendano i rappresentanti della stampa, la verità e la giustizia”.

“The Irishman” scatena guerra tra esercenti e NetflixFlop negoziati, film di Scorsese esce solo in poche sale

NEW YORK02 novembre 201920:26

“The Irishman” di Martin Scorsese scatena una guerra tra esercenti e Netflix: l’uscita limitata in solo poche sale del film sulla scomparsa di Jimmy Hoffa “e’ una disgrazia”, ha detto al New York Times John Fithian, presidente della National Association of Theater Owners, un gruppo che rappresenta grandi catene come Amc e Cineplex.
“The Irishman” con Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci, per Netflix è uno dei film più promettenti della stagione anche in vista degli Oscar. Ha debuttato ieri in otto sale a Los Angeles e New York, tra cui gli iconici Egyptian Theatre e il Belasco su Broadway, prima di una modesta espansione in altre citta’ a partire dall’8 novembre: un modello di business da cui gli esercenti si sentono minacciati anche alla luce del rango “blue chip” del regista e del cast. “E’ una gran delusione che Netflix e i proprietari di cinema non siano arrivati a un accordo per fare uscire il film di Scorsese in molte sale”, ha detto Fithian. Prima di “Irishman”, l’ultimo film di Netflix a uscire al cinema prima che in streaming era stato nel 2018 “Roma” di Alfonso Cuaron, proiettato in 250 sale americane.
Netflix ed esercenti avevano negoziato a lungo su “The Irishman” prima che le trattative in ottobre finissero in un impasse sulla clausola chiave della presenza esclusiva del film nelle sale prima della distribuzione agli abbonati in streaming.
I proprietari di catene cinematografiche insistevano per 72 giorni, scesi poi a 60. Netflix si era arroccato su 45. La trattativa si era a quel punto arenata con risultato che “Irishman” sara’ nei cinema per 26 giorni in un numero limitato di teatri prima dell’inizio della distribuzione in streaming il 27 novembre.
Per gli esercenti si tratta di “una vergogna”. Netflix sta lasciando “guadagni significativi sul tavolo”, ha avvertito il Fithian osservando che “The Irishman” sarà proiettato su “un decimo degli schermi su cui sarebbe potuto arrivare se Netflix avesse permesso un accordo” e ricordando i numeri di “The Departed” del 2006: quel film, per cui Scorsese ha vinto l’Oscar per miglior regista e miglior film, incasso’ 300 milioni di dollari in tutto il mondo. In Italia poi uscirà “in sale selezionate” solo per pochissimi giorni: dal 4 al 6 novembre.

Celentano: Io politico? No, ma sono molto preoccupatoToffanin da Adrian. Molleggiato, io e pubblico due giocherelloni

03 novembre 201912:30

Non si “sente” un politico ma specialmente “in questo periodo, che è un periodo che dura già da parecchio”, si sente davvero un po’ preoccupato… Per le cose che succedono in giro, per i cambiamenti di clima improvvisi. “D’estate nevica e d’inverno fra un po’ andremmo al mare… Tutti questi scompensi che ci sono che poi si riflettono nella mente delle persone. Su questo sono un po’ preoccupato… Forse è per questo che ho scritto Adrian…”. A parlare con la solita franchezza, il grande cuore ecologista e le classiche pause “dense di significato” è Adriano Celentano che ha dialogato con Silvia Toffanin durante la puntata pomeridiana di Verissimo. La conduttrice gli ha fatto una visita esclusiva negli studi in cui il Molleggiato sta facendo le prove di Adrian, lo show ideato, scritto e diretto dallo stesso artista, prodotto dal Clan, dal 7 novembre in prima serata su Canale 5 per 4 appuntamenti. Infatti è dal 2009, quando fu ospite di Fabio Fazio, che il ‘re degli ignoranti’ non concede ‘interviste’ – fatta eccezione per i Tg – in televisione.
La Toffanin chiede anche a Celentano il segreto del suo specialissimo rapporto con i suoi fan, un “amore” che dura ormai da 50 anni: “Forse perché io e il pubblico siamo due giocherelloni…” scherza. E poi aggiunge rispondendo alla domanda su come non deludere il pubblico: “Secondo me bisogna fare in modo che lui non si accorga che tu ci sei. Qualcuno pensa l’esatto contrario, cioè che più ci sei e più il pubblico ti ama. Invece secondo me è il contrario più ci sei e più il pubblico si stanca, specialmente se poi vai in televisione soltanto per… capisci… Penso che sia così… magari sbaglio, ma secondo me no. Tu cosa dici?”.
Adrian, dopo la sospensione dello scorso febbraio, tra ascolti deludenti e problemi di salute di Celentano, torna in una versione completamente rinnovata, con Celentano in scena nei panni di protagonista e padrone di casa e ospiti di primo piano, negli studi di Cologno Monzese (e non più il teatro Camploy di Verona), con il pubblico, una scenografia tutta nuova con un enorme ledwall sullo sfondo e soprattutto con l’orchestra diretta dal maestro Fio Zanotti. Nella seconda parte della serata tornerà anche il cartoon Adrian.
Su Adrian spiega ridendo: “Io credo che il pubblico amerà più Adrian che Adriano,per cui fino a quando il pubblico non si accorgerà di Adrian io sarò salvo…”. Nello spettacolo con tanti grandissimi ospiti saranno trattati tutti temi “pesanti”: dalla violenza sulle donne e le discriminazioni alla disuguaglianza e l’ecologia. “Adrian – spiega il Molleggiato – tratta praticamente di tutti i temi tranne uno”. Ma per capire quale sarà bisognerà sintonizzarsi dal 7 novembre su Canale5 perché neanche Silvia Toffanin riesce a carpire il segreto… E alla fine chiede: “Ma tu sei così anche nella vita?”. E Celentano risponde: “No, nella vita sono peggio…”.

Manuel Bortuzzo si racconta in ‘Rinascere’Il 5 novembre in libreria per Rizzoli

03 novembre 201912:23

– A nove mesi dal terribile incidente che lo ha fatto finire in sedia a rotelle, Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto in lizza per un posto alle Olimpiadi, si racconta in ‘Rinascere’ (euro 17) che sarà in libreria il 5 novembre per Rizzoli. “Eccomi qui, a raccontare di me, sperando di poter essere d’aiuto a chi ha dovuto far cambiare rotta ai propri sogni” dice il nuotatore che con la sua forza di volontà ha conquistato il cuore di milioni di italiani.
Nato a Trieste nel 1999, Bortuzzo si allenava al Centro Federale di Ostia con campioni del calibro di Gabriele Detti e Gregorio Paltrinieri fino al giorno del tragico incidente del 2 febbraio 2019, alla periferia di Roma, in cui, per uno scambio di persona, è stato colpito alla schiena da un proiettile che gli ha provocato una lesione midollare completa. Oggi il suo sogno non è più partecipare alle Olimpiadi, ma ricominciare a camminare. ‘Rinascere’, “l’anno in cui ho ricominciato a vincere” racconta ciò che di Manuel non sappiamo: la sofferenza, lo sconforto, la rabbia dopo “quella notte”, e più ogni altra cosa la forza che ha dovuto trovare dentro di sé, quello che ha imparato da questa vicenda, la determinazione dello sportivo e del ragazzo speciale che ha dimostrato di essere. Sono 176 pagine di dolore e di gioia incontenibile.

Migliorano condizioni Tirabassi ricoverato ad Avezzano

L’AQUILA03 novembre 201912:32

Migliorano sensibilmente le condizioni dell’attore Giorgio Tirabassi, 59 anni, operato venerdì sera con urgenza, all’ospedale di Avezzano (L’Aquila), dopo essere stato colpito da un “infarto del miocardio anteriore” alla presentazione del suo ultimo film “Il Grande Salto” nel comune di aquilano di Civitella Alfedena.
È quanto emerge da fonti sanitarie.
L’attore, fuori pericolo, da ieri, è stabile, i suoi “parametri vitali sono normali”, e da stamani può alzarsi dal letto.
Secondo l’equipe del reparto di Utic-cardiologia ed emodinamica del presidio marsicano, diretto da Giuliano Valentini, Tirabassi, che stamani hanno svolto esami di controllo, sta recuperando positivamente dall’infarto: al suo arrivo in ambulanza in ospedale è stato trattato “con angioplastica e coronarica e impianto di stent medicato”. Rimarrà in ospedale ancora per qualche giorno.

Tff, 4 anteprime nazionali e 1 mondialeVerranno presentate nella sezione Festa Mobile

TORINO31 ottobre 201915:45

– Quattro anteprime nazionali, di cui una mondiale. Ecco i primi titoli della 37esima edizione del Torino Film Festival, in programma dal 22 al 30 novembre.
Lontano Lontano, film diretto da Gianni Di Gregorio – con Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli, Gianni Di Gregorio, Daphne Scoccia, Salih Saadin Khalid, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado, Galatea Ranzi, Roberto Herlitzka – (2019, Italia) sarà presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile. Frida viva la vida, film documentario diretto da Giovanni Troilo (2019, Italia), sarà proiettato in prima nazionale nella sezione Festa Mobile. Queen & Slim, film diretto da Melina Matsoukas con Daniel Kaluuya, Jodie Turner-Smith, Chloë Sevigny, Indya Moore sarà in prima internazionale nella sezione Festa Mobile. The good Liar, film diretto da Bill Condon con Helen Mirren, Ian McKellen, Russel Tovey, Jim Carter e Jóhannes Haukur Jóhannesson, infine, sarà presentato in prima nazionale nella sezione Festa Mobile.

Cinema: Linda Hamilton torna in Terminator dopo 30 anniIn forma a 63 anni dopo un anno di dieta e allenamento

NEW YORK31 ottobre 201917:38

– Dopo quasi 30 anni e a 63 anni Linda Hamilton torna a indossare i panni di Sarah Connor in ‘Terminator: Dark Fate’ (Terminator: Destino Oscuro). Dopo diversi rifiuti, la Hamilton ha deciso di accettare il ruolo ma non senza sacrifici visto che per un anno si è sottoposta ad un allenamento e ad una dieta ferrea senza carboidrati.
“Proprio come Terminator 2 – ha detto in un’intervista a People – ho dovuto sottopormi ad una dieta speciale. Questa volta senza carboidrati (in quella precedente era senza grassi, ndr) e ovviamente l’allenamento è stato diverso per una donna di una certa età”. Nel nuovo Terminator Linda Hamilton torna protagonista con Arnold Schwarzenegger che vestirà i panni di un vecchio T-800 per salvare la giovane Dani Ramos (Natalia Reyes).

Lady Gaga ancora attrice, sarà Lady GucciInterpreterà Patrizia Reggiani nel nuovo film di Ridley Scott

02 novembre 201910:24

– Lady Gaga dopo il debutto come attrice in «A Star Is Born» di Bradley Cooper, due nomination e un Oscar per la migliore canzone originale, è pronta a tornare sul grande schermo: Ridley Scott l’avrebbe scelta, secondo quanto anticipa Variety, per interpretare Patrizia Reggiani in un film sull’omicidio di Maurizio Gucci. Lady Gucci, fu processata e condannata a 18 anni di prigione per aver organizzato l’assassinio del suo ex marito, avvenuto nel 1995.
Il film che Scott ha in preparazione parte dalla biografia The House of Gucci: A sensational story of murder, madness, glamour and greed, scritta da Sara Gay Forden, di cui il regista del Gladiatore ha acquisito i diritti. Il film sulla dinastia della famiglia Gucci, scritto da Roberto Bentivegna, sarà incentrato sull’omicidio del nipote del fondatore della casa di moda, Guccio Gucci. La camaleontica pop star che non ha mai nascosto di voler proseguire la sua carriera anche come attrice era da tempo alla ricerca di un nuovo progetto.

CineFuturaFest, festival di corti ideati dagli studentiA Roma 7-8 novembre prima edizione

ROMA02 novembre 201918:05

Prima edizione del “CineFuturaFest” giovedì 7 e venerdì 8 novembre a Roma. Prodotto da Accademia Artisti e da ANCEI, finanziato da MIUR e MIBAC, il Festival sarà dedicato a cortometraggi interamente scritti, girati e interpretati da studenti delle scuole superiori e università. I lavori saranno suddivisi in due fasce di età: dai 14 ai 18 e dai 19 ai 25 anni e dovranno essere ispirati a tre temi per altrettante sezioni: Arte e Storia, Ambiente e Natura, Diversità e Integrazione.
Il festival si propone non solo di diffondere la cultura cinematografica tra i ragazzi, ma di sensibilizzare la loro attenzione su questi argomenti così importanti e strategici per il loro futuro e quello del nostro Paese. I giovani e giovanissimi sono stati totalmente liberi di esprimersi ma hanno potuto giovarsi del supporto dei FAD, corsi di Formazione a Distanza, dedicati a tutti gli studenti che ne hanno fatto richiesta.
Durante le due giornate romane, che si svolgeranno interamente presso le sale dell’hotel The Church e nelle quali saranno presentati i migliori corti finalisti delle tre sezioni e verranno decretati i vincitori, si terranno tre Masterclass sui temi del Festival con Vittorio Sgarbi per Arte e Storia, Alessandro Cecchi Paone per Diversità e Integrazione e Valerio Rossi Albertini per Ambiente e Natura.
La direzione artistica è di Steve della Casa, il Presidente del Festival Lino Banfi. La Giuria è composta da Paola Tiziana Cruciani, Eleonora Giorgi, Cinzia Th Torrini, Nino Frassica, Neri Parenti, Andrea Roncato. Alla conduzione, invece, Beppe Convertini e Rossella Brescia.

Coldplay: doppio concerto in diretta streaming dalla GiordaniaTrasmissione su YouTube il 22 novembre in occasione dell’uscita del nuovo album ‘Everyday Life’

02 novembre 201917:06

I Coldplay, con una conferenza stampa online insieme a YouTube Originals, hanno annunciato il lancio del nuovo album “Everyday Life” con due concerti in Giordania il 22 novembre, giorno dell’uscita del loro ottavo album, che saranno trasmessi in diretta streaming.”Coldplay: Everyday Life – Live in Jordan” si terrà ad Amman e rispecchierà le due metà del doppio album da 52 minuti: Sunrise e Sunset. Il concerto Sunrise inizierà alle 5 del mattino (ora italiana), mentre il concerto Sunset seguirà alle 15. È la prima volta che la band si esibisce in Giordania.”La trasmissione di questi due concerti – hanno detto i Coldplay – è stata un nostro sogno da quando abbiamo iniziato a lavorare all’album. A pensarci ora, è una cosa che un po’ spaventa e che sembra impossibile, come tutti i migliori sogni. Ma YouTube è la casa perfetta per la sua realizzazione”.L’album uscirà in tutto il mondo venerdì 22 novembre su etichetta Parlophone/Atlantic su 1xCD, 2xLP e in digitale. I due brani “Orphans” e “Arabesque” sono già stati pubblicati il 24 ottobre e sono disponibili in download e streaming.

Le 50enni sull’onda dell’age-prideDue autrici raccontano gioie e dolori delle ‘perennials’

CAGLIARI02 novembre 201910:25

MICHAELA K. BELLISARIO e CLAUDIA RABELLINO BECCE, “FELICI A 50 ANNI – E se fosse una golden age?” (MORELLINI, pp.156 – 14,90 euro).
Splendide e fascinose 50enni. Libere di vivere la loro età con disinvoltura e naturalezza, incuranti delle regole imposte su look e linea. O donne invisibili, vittime, consapevoli o meno, dell’ageism, discriminate sulla base dell’età. Perfino una famosa popstar come Madonna ci deve fare i conti. Un dramma silenzioso di quante raggiungono il traguardo dei cinque decenni di vita. Perché se un uomo con l’età acquisisce fascino, per una donna le rughe sono un punto di caduta. Una discriminazione con la D maiuscola.
A suggerire un efficace antidoto a questa sindrome-paradosso del terzo millennio è un brillante libro-manifesto, “Felici a 50 anni” di Michaela K. Bellisario, romana di nascita e milanese di adozione, giornalista di Io Donna, e Claudia Rabellino Becce, avvocata di origine ligure trapiantata a Cagliari dal 2003.
Centocinquantasei pagine per rappresentare, senza nasconderne le ombre, il lato luminoso di questa età, con i suoi privilegi. In risposta a quanti vorrebbero mettere in panchina le over 49, le due autrici hanno stilato un prezioso manifesto in 16 punti.
Ecco che i 50 diventano lo “zenith, “la stagione della consapevolezza”, “una golden age”, in cui si dà il meglio di se stesse, a prescindere dal metabolismo che rallenta o il girovita che si allarga. Le due autrici generosamente si raccontano e danno voce alle coetanee attraverso interviste e testimonianze di esperte, topmodel, influencer, imprenditrici, donne dello showbiz. I loro vissuti si intrecciano e sullo sfondo emerge un diritto per alcune acquisito per altre da conquistare: la libertà di scegliere, rimarcare la presenza nel mondo, dove sentirsi a proprio agio. Nature o ritoccate. Con le chiome tinte o grigie. Un guardaroba adeguato al proprio stile e non imposto e un vocabolario da svecchiare.
Attempate, di mezza età, agée, sono obsoleti. E se gli Usa hanno coniato il più contemporaneo perennials, l’Italia non deve stare indietro. “Perché contro l’ageism dilagante ci proponiamo di svitare la vetrina delle ovvietà. Il nostro manifesto si propone in questo senso di ridefinire in chiave di empowerment questa fase della vita. Non vogliamo seguire copioni scritti da altri ma fare noi le nostre regole”, spiega Michaela K.
Bellisario. Rafforza il concetto Claudia Rabellino Becce: “Felici a 50 anni vuole essere proprio un movimento di rottura rispetto alle rappresentazioni sociali basate su pregiudizi e stereotipi che a questa età ci vorrebbero trasparenti, ininfluenti, fuori dai giochi”.
E dalle pagine emerge che c’è un fiorire di blog, film, letteratura, espressione di un “age-pride” che si fa sempre più strada per mandare in soffitta luoghi comuni, come “a 50 anni si è già in pensione dalla vita”. Ma “chi lo ha detto che una donna ha una data di scadenza?”, rimarca infatti Nicole Kidman, se a 50 Julia Roberts è stata eletta dalla rivista People la donna più bella del mondo, a 54 Michelle Obama ha scritto “il memoir più venduto di tutti i tempi” e Brigitte Macron è diventata la premiere dame. Risposte indirette alle provocatorie affermazioni del 50enne scrittore francese: “Sono incapace di amare le mie coetanee. Troppo vecchie”. “Come se la vita fosse solo estetica – chiosa Michaela K. Bellisario – e tutto un patrimonio di ricchezza, bellezza, grazia, esperienza, cultura, fascino, evoluzione, fosse liquidato con l’insorgere di due rughe”.
Pagina 143, regola numero 12: “Dai valore alla complicità femminile, sii la tua migliore amica”. Sottotesto: “Non delegare a un uomo la propria autostima”. Perché compiere 50 anni non è una malattia o un problema, l’ageism sì.

Il ‘Fuoco sacro’ di Merini e Bianciardi su laFIl 2/11 in onda in esclusiva su Sky 135 con Paolo Di Paolo

01 novembre 201917:58

Alda Merini, la poetessa folle che ciclicamente aveva bisogno di “tornare nell’inferno del manicomio”, in un inedito ritratto nel decimo anniversario della sua scomparsa, il 1 novembre 2009. E Luciano Bianciardi, “scrittore controcorrente, provocatore e problematico”. Parte con le vite tormentate e visionarie di questi due grandi autori del Novecento italiano il viaggio nel ‘Fuoco sacro- Il talento e la vita’ in prima tv assoluta su laF (Sky 135), il 2 novembre alle 21.10 con la narrazione appassionata dello scrittore Paolo Di Paolo . Il progetto, ideato e diretto da Samuele Rossi, alterna al racconto di Di Paolo, le voci di Federica Fracassi che interpreta la Merini e di Paolo Sassanelli nel ruolo di Bianciardi.
“L’ispirazione è qualcosa di strano, definirla è quasi impossibile, arriva come un lampo, un’idea che cresce fino a diventare un’ossessione e poi diventa qualcos’altro: un’opera.
Ma per arrivare a qualcosa di compiuto occorre una lunga traversata, fatta di incertezze, di paure, di tormenti e soprattutto di un mistero che è molto difficile spiegare.
Potremmo chiamarlo Fuoco Sacro” dice Paolo Di Paolo che in ogni episodio esplora cosa si nasconde dietro l’immagine di questi uomini e queste donne dai talenti tormentati che hanno dato vita a opere visionarie.
La nuova produzione originale laF-la Tv di Feltrinelli, realizzata in coproduzione con EchiVisivi, ripercorre in quattro episodi di 30 minuti ciascuno anche le vite di Cesare Pavese, nell’interpretazione di Pietro De Silva e di Elsa Morante in quella di Sonia Begamasco, entrambi in onda all’inizio del 2020.
In “Alda Merini – Una poetessa al telefono” rivediamo l’eccentrica, malinconica poetessa sopraffatta dall’ispirazione e segnata dalla follia, ma anche dal mistero magico che si porta dietro. Verso la fine degli anni ’40 la Merini comincia a sentire quelle che lei chiamerà “le prime ombre della sua mente”. Il racconto di Di Paolo ci porta nel periodo buio che dal 1964, dopo il matrimonio e la nascita delle prime due figlie, la vede entrare e uscire per 20 anni dal manicomio. Un luogo di solitudine e disperazione che con il tempo diventa per lei un rifugio, con cui intesse un rapporto quasi simbiotico, raccontato nelle pagine de “La pazza della porta accanto”, di cui Federica Fracassi interpreta gli estratti più significativi: “Mi rendo conto che è difficile spiegare il mio bisogno di tornare ciclicamente nell’inferno del manicomio, probabilmente si torna sul luogo del delitto per capire le ragioni della propria morte. Fino a che una grande folata di vento, forse una grazia, forse una grande magia, mi portò fuori da quei cancelli.
E cominciai a chiedermi perché mai vi fossi entrata e questa divenne una seconda tortura”.
Ma c’è anche la rinascita coraggiosa della Merini, quando torna nella sua Milano e inizia a rialzarsi, riuscendo a riconquistare l’attenzione del mondo dell’editoria e del pubblico, fino a diventare una vera e propria icona pop, un idolo della tv e del web e un caso editoriale unico.
“Il volto di Alda Merini si è impresso nell’immaginario collettivo” sottolinea Di Paolo e spiega che per lei “la poesia da un lato è stata una croce da portare tutta la vita e dall’altro l’unica ancora di salvezza”.
Il 2 novembre dopo la Merini – alla quale verrà intitolato, il prossimo 6 novembre, il Ponte sul Naviglio Grande vicino alla sua abitazione in Ripa di Porta Ticinese, a Milano – va in onda l’episodio dedicato al grande autore grossetano Luciano Bianciardi “indagatore critico dei costumi sociali dell’Italia del boom, che anticipa con la sua narrativa il terremoto della ribellione sessantottina” come lo introduce Di Paolo nel suo racconto. Arricchita dalla recitazione di Paolo Sassanelli, la narrazione segue Bianciardi dalla giovinezza in Maremma all’incontro con Giangiacomo Feltrinelli, con cui condivide il sogno di cambiare la vita culturale del Paese, fino al trasferimento a Milano, che tuttavia lo disorienta e accresce la sua inquietudine, mettendolo davanti a un destino diverso da quello che aveva immaginato e portandolo a riconoscere prima degli altri il lato oscuro del benessere. Da queste sensazioni nasce nel 1962 il suo capolavoro ‘La vita agra’, opera di denuncia che getta un’ombra sul mito del progresso, ma che paradossalmente riscuoterà un incredibile successo di pubblico e di critica, rappresentando per Bianciardi stesso una contraddizione difficile da comprendere ed accettare, che lo accompagnerà fino alla morte, avvenuta a 49 anni nel 1971.

Tv: Berlino 9-11-89: fine della Guerra Fredda, rassegna Focus

01 novembre 201917:56

– «Berlino 9-11-89: fine della Guerra Fredda» è la rassegna-evento di “Focus” che andrà in onda per cinque giorni consecutivi – da martedì 5 a sabato 9 novembre – in prima, seconda serata e day-time.
La rete tematica free Mediaset al 35 del telecomando, dedicata alla divulgazione e diretta da Marco Costa, partendo da un evento che trent’anni fa ha cambiato l’assetto geopolitico dell’Europa (e non solo), la caduta del Muro di Berlino, concentra l’attenzione sul periodo storico della Guerra Fredda, politicamente caratterizzato dalla contrapposizione tra Stati Uniti e URSS. Il palinsesto speciale di “Focus” propone oltre 25 ore di programmazione su misura, intitolate alla stagione in cui lo spettro della guerra nucleare ha garantito all’Europa oltre 40 anni di pace.
Dai migliori documentari realizzati nel mondo – con cinque ore di immagini inedite – ad approfondimenti autoprodotti, fino alla miniserie con Kim Rossi Stuart Il tunnel della libertà.
Elementi centrali della rassegna, quindi, lo speciale Base Tuono, un mistero della Guerra Fredda ed i documentari in prima visione assoluta Berlino: fuga per la libertà, Broken Arrows: le atomiche perdute, ai tempi della Guerra Fredda e Korean War.
BASE TUONO, UN SEGRETO DELLA GUERRA FREDDA Base Tuono, un segreto della guerra fredda è un programma scritto da Claudia Giammatteo a cura di Massimo Polidoro, in cui il divulgatore guida il telespettatore alla scoperta dei segreti militari di Base Tuono (Folgaria, Trento), una delle 12 aree missilistiche dislocate dalla NATO, tra Anni ’60 e ’70, ai confini Nord-Orientali d’Italia, nella convinzione che potesse avvenire un’invasione da parte degli eserciti del blocco comunista.
BERLINO: FUGA PER LA LIBERTÀ Il documentario spiega le ragioni storiche, politiche e militari della divisione di Berlino tra Est e Ovest, e della costruzione del Muro ad opera della DDR, nel 1961 e 1962, dietro ordine di Mosca, a maggior gloria del comunismo e per evitare che i berlinesi dell’Est fuggissero all’Ovest.
BROKEN ARROWS: LE ATOMICHE PERDUTE, AI TEMPI DELLA GUERRA FREDDA Il documentario ricostruisce alcuni incidenti aerei occorsi durante gli Anni ’50 e ’60 a bombardieri americani con testate nucleari, approfondendone cause, modalità di recupero degli ordigni e la cortina di segretezza stesa sugli avvenimenti.
KOREAN WAR Il documentario racconta con immagini originali tutte le fasi della guerra combattuta tra il 1950 ed il 1953 fra gli Stati Uniti e le due Coree.

Basta un poco di zucchero e Mary Poppins è a RomaAl Sistina fino al 6/1, con Giulia Fabbri e un cast di 32 attori

01 novembre 201916:12

Chissà se Pamela L. Travers negli anni Trenta, quando iniziò a scrivere i suoi racconti per le sorelline minori spaventate e addolorate per la morte del padre, avrebbe mai pensato tanto successo per la sua più celebre creatura. E invece, novant’anni dopo (ma lei direbbe che “le persone per bene non dicono mai l’età di una signora”), eccola Mary Poppins, amatissima, applaudita, sognata, per qualcuno (piccolissimo) appena scoperta, che arriva volando con l’ombrello dal manico di pappagallo. Mentre tutti, davvero senza età, canticchiano la sua invincibile formula: “Basta un poco di zucchero…”.
È accaduto ancora, ieri, al Teatro Sistina di Roma dove la tata più ambita delle favole, ma anche del cinema, dopo il successo da 200 mila spettatori a Milano nella scorsa stagione, è andata in scena nel musical tutto Made in Italy, ma targato Cameron Mackintosh e Thomas Schumacher per Disney Theatrical Productions, che la WEC – World Entertainment Company ha portato in Italia con la regia di Federico Bellone (“Newsies”, “Dirty dancing”, “A qualcuno piace caldo”).
Il libretto è quello originale del Premio Oscar Julian Fellowes (lo stesso, per intendersi, di “Gosford Park” e “Downton Abbey”). Le canzoni, di Richard M. e Robert B Sherman (più nuovi brani scritti per il teatro da George Stiles e Anthony Drewe). Il cast, 32 bravissimi attori, cantanti, ballerini e lei, Giulia Fabbri, che sfida il paragone con Julie Andrews e la pellicola da cinque Oscar del 1964 (per i cui diritti Disney tanto penò a convincere la Travers) e senza colpo ferire “diventa” Mary Poppins. Cappotto allacciato, fermezza e un pizzico magia, le bastano una manciata di note e due battute per spazzar via ogni dubbio o paragone, mentre mette in fila i bambini, colora di primavera il parco e insegna a tutti che nella vita con un po’ d’amore si risolve tutto. Per i puristi, le scene cult del film ci sono tutte, dalla giostra incantata alla danza degli spazzacamini, la borsa che arriva a contenere persino un attaccapanni, specchi animati e, ovviamente, Mary Poppins che sale e scende dal camino e se ne va volando (lo spettacolo è pieno degli effetti speciali di Paolo Carta). Così come le canzoni intramontabili, da Supercalifragilistichespiralidoso a Cam Caminì, Come è bello passeggiar con Mary e Un poco di zucchero. C’è anche Bert che cammina in verticale e balla il tip tap. E, imprevisti del teatro, a raccontare quanto bravi siano in tutto il cast, ieri sera il “vero” Bert, Davide Sammartano, a metà atto non si sente bene. In corsa, tra una scena e un’altra, tra una fuliggine e un pennello, cambio d’abito e lo sostituisce Tiziano Edini che tiene così bene la parte che nessuno tra il pubblico si accorge che improvvisamente lo spazzacamino ha il volto del poliziotto di due canzoni di prima. E lo scambio si ripete, al contrario, più tardi, quando Sammartano si riprende e torna a indossare i suoi panni. In fondo, come dice Mary Poppins, “tutto può accadere se ci credi”.
Ma il musical prende tanto anche dai racconti originali della Travers. Come Miss Andrew la tata “cattiva” che ha cresciuto Mr Banks da bambino (Lucrezia Zoroddu Bianco). E si aggiunge anche la buffa Mrs Corry (Simona Patitucci) che gioca con le lettere, vende conversazioni e strappa applausi nel suo italo-portoghese (o chissà quale lingua da favola). Tra l’orchestra dal vivo diretta da Andrea Calandrini e le coreografie di Gillian Bruce, ecco poi la casa, che gira, si apre, diventa cucina, salotto, nursery (scenografie di Hella Mombrini e Silvia Silvestri).
Completano il cast i coniugi Banks, lei non più suffragetta ma ex attrice che rivendica il ruolo delle donne, interpretati da Alessandro Parise e Floriana Monici. Il musical resterà al Sistina di Roma fino al 6 gennaio, per poi tornare al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano dal 30 gennaio.

Dieci anni fa moriva Alda MeriniIl primo novembre del 2009 scomparve una tra le più grandi poetesse italiane

01 novembre 201915:32

Il primo novembre di 10 anni fa, a 78 anni, moriva Alda Merini, tra le più grandi poetesse italiane. Nata a Milano il 21 marzo 1931, Alda Merini cominciò a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romano’ che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa.Un’esistenza difficile la sua, segnata dal disagio fisico ed economico, in un ventennale entrare e uscire da ospedali psichiatrici, tra gli anni Sessanta e Settanta. L’ultima intervista (YouTube)

La prima raccolta di poesie di Alda Merini: ‘La presenza di Orfeo’, pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro e’ pero’ considerato ‘La Terra Santa’ che le e’ valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim ‘Eugenio Montale’ per la Poesia.

Altre sue raccolte di versi sono ‘Testamento’, ‘Vuoto d’amore’, ‘Ballate non pagate’, ‘Fiore di poesia 1951-1997’, ‘Superba e’ la notte’, ‘L’anima innamorata, ‘Corpo d’amore’, ‘Un incontro con Gesu”, ‘Magnificat. Un incontro con Maria’, ‘La carne degli Angeli’, ‘Piu’ bella della poesia e’ stata la mia vita’, ‘Clinica dell’abbandono’ e ‘Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati’.

Nella sua carriera artistica, Alda Merini si e’ cimentata anche con la prosa in ‘L’altra verita’. Diario di una diversa’, ‘Delirio amoroso’, ‘Il tormento delle figure’, ‘Le parole di Alda Merini’, ‘La pazza della porta accanto’ (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), ‘La vita facile’, ‘Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi’ e ‘Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta’ e con gli aforismi ‘Aforismi e magie’.

Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise e ha vinto il Premio Viareggio. Nel 1997 le e’ stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.Il 1 novembre 2009 morì a Milano, nel reparto di oncologia dell’ospedale San Paolo di Milano.

In dieci anni 700 milioni in meno alla culturaSu i musei, giù i lettori. Franceschini, investire sul contemporaneo

31 ottobre 201919:49

In 10 anni persi 700 milioni di risorse pubbliche a sostegno di ricreazione, cultura e spettacoli da parte di Regioni, Comuni, Province. Ma i consumi culturali delle famiglie italiane crescono: dopo il crollo del quinquennio “nero” 2008/2013, quando la cultura ha sofferto di più la crisi economica, nell’ultimo anno si vola oltre 72,5 miliardi di euro spesi, ovvero il 6,7% del budget familiare. Certo, non tutti allo stesso modo: la media nazionale è di 127,7 euro, in Trentino Alto Adige si arriva a 178,8 euro al mese, in Calabria e Basilicata si scende a meno della metà (64,3 e 67). E sempre molto lontani dai nostri cugini europei che in media, per la cultura, spendono l’8,5% del budget familiare (i Danesi toccano l’11,5%).A raccontarlo è il 15/o Rapporto Annuale Federculture 2019 “Impresa Cultura. Politiche, Reti, Competenze”, illustrato oggi dal presidente Andrea Cancellato e dal direttore Claudio Bocci, alla presenza del ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. Una fotografia che racconta ancora di un paese a due velocità, dove si legge sempre meno, ma dove, sottolinea Cancellato, “dopo un decennio difficile, con la grande crisi internazionale del 2008 e poi quella italiana del 2013, ora assistiamo a un momento di ripresa che si sta consolidando in quasi tutti gli ambiti. In primo luogo dove si è investito di più, come musei e siti archeologici”. È proprio questo il settore con il maggiore exploit: oltre 55 milioni di visitatori nel 2018 (+10% sul 2017 con forti incrementi in Campania e Liguria), quando nel 2008 erano “solo” 33 milioni (+67% nel 2018) e nel 2013 ancora 38 milioni (+44%). A far da traino, vanto della Riforma Franceschini, i musei ad autonomia speciale che nell’ultimo anno hanno accolto il 15% di visitatori in più, superando quota 30,5 milioni (pari al 55,2% del totale). nel 2018 crescono persino i bambini di 6 anni o più che almeno una volta sono andati a musei e mostre (+3,6) e siti archeologici (+9,2%). Secondo il Rapporto Federculture, sostanzialmente stabili nell’ultimo anno sono invece gli ingressi a teatro (che nel decennio calano del 4,8%), in leggera flessione il cinema (-1,6%), mentre crescono i fruitori di musica classica (+2,2%) e leggera (+7,5%). Il tutto ancora con grandi divari: in Trentino Alto Adige o in Toscana il 40% della popolazione va al museo, in Puglia e Calabria solo il 20%. O ancora, a teatro sempre il Trentino Alto Adige guida la classifica con il 29% della popolazione in platea e la Sardegna è fanalino di coda con il 9,3%.”Non solo risorse, qui serve un cambio di mentalità – esorta il presidente dell’Agis Carlo Fontana – La cultura è un assist strategico per il paese: ogni euro speso ne genera altri 2,5 di ricaduta sul territorio”. La cultura traina poi anche il turismo: nel 2018 salgono a 63 milioni i viaggiatori stranieri (+51,2% in 10 anni, sebbene il 2019 apra in calo del 2,1%) con “il turismo culturale – sottolinea Bocci – che rappresenta il 35,4% del totale”. Settore nero, nerissimo, resta invece ancora quello della lettura. In 10 anni si sono persi per strada 1,3 milioni di lettori. Gli italiani che hanno letto almeno un libro l’anno, oggi sono 23 milioni, ovvero, sottolinea il direttore, “solo 4 su 10”, in calo sul 2017 dell’1% e soprattutto del -5,5% sul 2008. Con un’unica conferma: i lettori molto forti, quelli che possono dire di aver letto oltre 12 libri nell’ultimo anno (+2,8% nel decennio). “La cultura è uno dei canali trainanti della crescita possibile del paese e investire in cultura e turismo è una risorsa davvero per tutti – commenta il ministro Franceschini – Senza dimenticare l’inestimabile patrimonio che abbiamo ereditato dal passato, ora è importante investire sempre di più nella creatività e nel contemporaneo”. Per questo, annuncia, “nel nuovo assetto del ministero, ci sarà una struttura che si occuperà permanentemente delle industrie culturali e creative”.

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Mtv Ema, Mahmood è vincitore Best Italian Act
Era in corsa con Coez, Elodie, Elettra Lamborghini e Salmo

03 novembre 201912:47

– Ecco il primo vincitore degli MTV EMAs 2019: Mahmood è infatti il vincitore della categoria BEST ITALIAN ACT. Mahmood era in nomination con Coez, Elodie, Elettra Lamborghini e Salmo.
Le votazioni si sono chiuse ufficialmente ieri sera alle 23.59.
Lo show sarà in diretta questa sera dal Fibes, Centro Fiere e Congressi, di Siviglia dalle ore 20.00 con il Red Carpet Show e dalle 21.00 con il Main Show, in Italia in onda su MTV (su Sky canale 130) e in streaming su NOW TV.

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JANE FONDA: QUARTO ARRESTO

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JANE FONDA: QUARTO ARRESTO

JANE FONDA: QUARTO ARRESTO PER L’ATRICE OTTANTUNENNE DUE VOLTE PREMIO OSCAR, DURANTE SI-TIN CONTRO CLIMA

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”/”CINEMA”/”ULTIM’ORA” DELLE 03:46 DI SABATO 02 NOVEMBRE 2019

JANE FONDA: QUARTO ARRESTO

L’attrice Jane Fonda è stata arrestata per la quarta volta in un mese davanti a Capitol Hill, dove ogni venerdì manifesta contro la crisi climatica.
“C’e’ una crisi collettiva, che richiede un’azione collettiva”, ha detto la star ottantunenne. “Così ho deciso di usare la mia celebrità per tentare di suscitare il senso dell’urgenza e mi sono trasferita a Washington per quattro mesi, sarò arrestata ogni venerdì'”, ha aggiunto.
La due volte premio Oscar chiama queste proteste ‘Fire Drill Fridays’ (I venerdì delle esercitazioni anti incendio, ndr).
Ogni settimana, insieme ad altri militanti, si presenta davanti al Congresso Usa per portare l’attenzione su come la crisi climatica incida su vari aspetti della vita umana. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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Scary Stories, l’horror amato da Del Toro
Il film tratto dai libri di Schwartz

30 ottobre 2019 09:32

– 1968. Nella cittadina di Mill Valley incombe ancora la lunga ombra della famiglia Bellows. Nella loro dimora abbandonata Sarah, ex ragazzina torturata, ha infatti trasformato la sua travagliata esistenza in una serie di storie spaventose, scritte in un libro che va oltre i limiti del tempo.
Storie, scritte con il sangue, che diventano realistiche e assassine per un gruppo di giovani che, durante la notte di Halloween, andranno alla scoperta della sua terrificante casa.
Questo l’horror per millennial ‘Scary Stories To Tell In The Dark’, del regista norvegese Andre’ Vredal, presentato alla Festa di Roma e in sala dal 24 ottobre con Notorious Pictures, prodotto e scritto dal premio Oscar Guillermo del Toro e basato sui libri di Alvin Schwartz. Il film ha dalla sua, oltre alla penna fantasy di Del Toro, i testi di Schwartz che negli anni ’90 sono stati venduti in milioni di copie e hanno sollevato perfino un movimento per vietarli dalle biblioteche scolastiche.
‘E’ stata l’occasione per rendere omaggio al libro, raccontando una storia piu’ grande, molto spaventosa ma anche piena di quello spirito giocoso tipico della giovinezza – ha detto Del Toro nelle sue note -. Ed e’ stata anche un’opportunita’ per esaminare il peso e la responsabilita’ della narrazione, cosi’ rilevante nel nostro mondo dei social media oggi’. Continua Del Toro: ‘Esistono due tipi di film horror. I primi sono quelli che spaventano la tua anima e poi ci sono quelli che sono come un giro sulle montagne russe. Divertenti ed emozionanti, ma che alla fine hanno uno spirito umanistico. E questo e’ proprio il tipo di film che Andre’ ha realizzato, uno in cui ti diverti ad essere spaventato’.
Questa la storia. La notte di Halloween, un gruppo di amici composto da Stella, Nicholls, Ramon, Chuck e Auggie decide di sfidare la paura e visitare la famigerata Villa Bellows. I ragazzi assistono ad alcuni strani eventi e trovano alla fine il manoscritto di Sarah. Stella, appassionata di storie horror, lo porta a casa con sé’ La ragazza farà una scoperta agghiacciante: le pagine bianche del libro si riempiono di una scrittura color sangue in cui vengono descritte, in tempo reale, le morti a cui stanno andando incontro i suoi amici. E ancora Del Toro: ‘Questi personaggi sono dei bambini reali le cui vite, come la maggior parte delle nostre, sono stravolte. Stanno affrontando problemi a scuola, a casa e anche la paura del futuro, mentre diventano adulti. Ora la paura è naturale; sconfiggerla è straordinario. E questi bambini devono essere straordinari per superare le prove che devono affrontare’.

Mercalli, vicina ricostruzione BasilicaSovrintendente annuncia fine sgombero macerie entro dicembre

NORCIA30 ottobre 201912:05

– “La ricostruzione di San Benedetto è ormai molto prossima”: lo ha detto la soprintendente alle Belle Arti dell’Umbria, Marica Mercalli che ha fatto il punto sull’avanzamento dei lavori nei cantieri della Basilica di Norcia in occasione del terzo anniversario del terremoto.
Presente anche il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini.
“Stiamo lavorando – ha detto Mercalli riferendosi alla Basilica – per lo sgombero definitivo delle macerie da tutta la zona presbiteriale per completare l’attività entro dicembre e poi consegneremo il cantiere alla Soprintendenza speciale per la ricostruzione che coordinerà i lavori. Anche nella concattedrale di Santa Maria Argentea lo sgombero delle macerie è quasi definitivo. Abbiamo inoltre trovato altre opere d’arte e le abbiamo messe in sicurezza nel deposito di Santo Chiodo”.

John Galliano direttore Maison MargielaSotto la sua guida vendite duplicate

VENEZIA30 ottobre 201912:34

– Il gruppo Otb di Renzo Rosso ha annunciato oggi il rinnovo del contratto con John Galliano come direttore creativo del brand Maison Margiela.
Galliano è stato nominato a capo della casa di moda concettuale francese nell’ottobre 2014 e da allora la sta guidando verso nuovi orizzonti creativi di successo, facendone a tutti gli effetti “the coolest cutting-edge couture house”.
Lavorando con una logica piramidale, partendo dalla collezione couture ‘Artisanal’ con le linee pret-à-porter e accessori, ha saputo creare un’immagine e un’offerta nuove, rilevanti e coordinate che stanno incontrando il favore del mercato. Dal suo arrivo le vendite della maison sono duplicate. Negli ultimi cinque anni, sotto la sua guida, sono stati lanciati una serie di accessori (borse e sneakers in particolare) che hanno portato il business degli accessori al 60% del totale vendite del marchio. In arrivo il piano di sviluppo retail del marchio a livello mondiale.

Premio Strega Ragazze e Ragazzi, le dozzine selezionateIl 28/11 le cinquine a Matera. Raddoppiati studenti in giuria

30 ottobre 201912:48

– Sono state annunciate le dozzine del ‘Premio Strega Ragazze e Ragazzi’ nelle due categorie del riconoscimento: una destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni (+6) e l’altra dagli 11 ai 15 anni (+11). La scelta è stata fatta dal Comitato Scientifico , presieduto da Giovanni Solimine, tra i 79 titoli inviati quest’anno dagli editori. Le due cinquine finaliste saranno annunciate giovedì 28 novembre a Matera, capitale europea della cultura 2019.
Ecco i titoli della Categoria + 6: Mac Barnett, In missione per la regina. Nome in codice Mac B. (Terre di Mezzo), illustrazioni di Mike Lowery, traduzione di Sara Ragusa; Justyna Bednarek, L’incredibile avventura dei 10 calzini fuggiti (4 destri e 6 sinistri) (Salani), illustrazioni di Daniel de Latour, traduzione di Raffaella Belletti; Emmanuel Bourdier, Il giorno del nonno ( Coccole Books), illustrazioni di Laurent Simon, traduzione di Maria-José D’Alessandro; Janna Carioli, Martin Luther King e il suo grande sogno (Lapis), illustrazioni di Alfredo Belli; Daniela Carucci, Ruggiti (Sinnos), illustrazioni di Giulia Torelli; Matteo Corradini, Solo una parola, (Rizzoli), illustrazioni di Sonia Cucculelli; Timothée De Fombelle, Capitano Rosalie ( Mondadori), illustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Maria Bastanzetti; Susie Morgenstern, Vuoi essere mia amica?, (Babalibri) illustrazioni di Claude K. Dubois, traduzione di Maria Bastanzetti; Marta Palazzesi, Nebbia( Il Castoro); Guido Quarzo, Anna Vivarelli, La danza delle rane ( Editoriale Scienza), illustrazioni di Silvia Mauri; Onjali Q. Raúf, Il ragazzo dell’ultimo banco ( La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Angela Ricci; Anna Vivarelli, Il segreto del postino ( EDB), illustrazioni di Laura Crema.
Ecco i titoli della Categoria +11: Maite Carranza, Come in un film (Il Castoro), traduzione di Francesco Ferrucci; Chloe Daykin, Fish Boy (Giunti ), illustrazioni di Richard Jones, traduzione di Mario Sala Gallini; Annelise Heurtier, L’età dei sogni (Gallucci), traduzione di Ilaria Piperno; Davide Morosinotto, Voi (Rizzoli), illustrazioni di Giordano Poloni; Lynda Mullay Hunt, Una per i Murphy (Uovonero), traduzione di Sante Bandirali; Abe Natsumaru, I pesci non piangono,(Atmosphere Libri) , traduzione di Maria Elena Tisi; Daniela Palumbo, A un passo da un mondo perfetto ( Piemme); Raffaella Romagnolo, Respira con me (Pelledoca Editore); Rebecca Stead, L’amore sconosciuto (Terre di Mezzo), traduzione di Claudia Valentini; Arne Svingen, La ballata del naso rotto ( La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Lucia Barni; Nadia Terranova, Omero è stato qui (Bompiani), illustrazioni di Vanna Vinci; Florence Thinard, Meno male che il tempo era bello (Camelozampa), illustrazioni di Veronica Truttero, traduzione di Sara Saorin.
Tra questi il Comitato scientifico individuerà le due cinquine finaliste. I libri prescelti saranno quindi inviati in lettura ai giovanissimi giurati cui spetterà il compito di assegnare il premio che, arrivato alla cinquina edizione, vede raddoppiato il numero degli studenti che compongono la giuria: sono oltre 2.000 le ragazze e i ragazzi fra i 6 e i 15 anni di età appartenenti a scuole, gruppi di lettura, biblioteche e istituti scolastici in Italia e all’estero (Bruxelles, Madrid, Monaco, Parigi e Zurigo).
Il premio sarà conferito come di consueto nell’ambito della Bologna Children’s Book Fair (30 marzo-2 aprile 2020). Nel caso in cui l’opera più votata fosse in traduzione è previsto un premio di pari entità per il traduttore offerto da BolognaFiere.
Qualora le opere vincitrici fossero entrambe in lingua italiana, il Comitato scientifico assegnerà il premio al traduttore di uno dei libri finalisti che riterrà a suo insindacabile giudizio più meritevole. Alla cerimonia BPER Banca assegnerà una targa e un premio in denaro del valore di 1000 Euro, destinato all’acquisto di attrezzature scolastiche, a una delle scuole che compongono la giuria della categoria +6 per le originali attività di promozione della lettura svolte a partire dai libri finalisti, e un premio del valore di 500 Euro a un componente della giuria +11 per la migliore recensione a un libro finalista.

A teatro, Guerritore, Battiston e i fratelli CrippaCescon dirige ultimo Moravia; Branciaroli, Falstaff e il servo

30 ottobre 201912:50

– Monica Guerritore con “L’anima buona di Sezuan” di Brecht, ispirata alla versione scenica di Giorgio Strehler del 1981, e Giuseppe Battiston con il suo premiatissimo “Orson Welles Roast”, entrambi a Roma. E poi “La donna leopardo”, ultimo romanzo postumo di Alberto Moravia, ora diretto da Michela Cescon con Valentina Banci, Olivia Magnani, Daniele Natali, Paolo Sassanelli protagonisti, a Milano; Franco Branciaroli e Massimo De Francovich diretti da Antonio Calenda in “Falstaff e il suo Servo” a Brescia; Elena Radonicich per Franco Però tra Catania e Verona ne “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Boll; fino a Maddalena e Giovanni Crippa a Trieste, fratelli nella vita e in scena per “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi, regia di Piero Maccarinelli: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Moda: Piccioli Womenswear Designer of the Year 2019Il direttore creativo di Valentino premiato al WWD Honors a NY

30 ottobre 201913:07

– Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino è stato insignito del Womenswear Designer of the Year Award al WWD Honors 2019 a New York.
Lo annuncia una nota della maison.

Arriva in Italia Callas in concertIn ologramma, la Divina “canta” con Bohemian Symphony di Prague

30 ottobre 201913:17

– La voce, inconfondibile. Le arie, le più celebri della sua carriera. E poi l’eleganza innata, nell’abito bianco, con scialle rosso. Per una sera sarà davvero come avere Maria Callas in palcoscenico, tridimensionale.
L’effetto, promettono, è emozionante.
Dopo avere girato il mondo nel 2018 dagli Stati Uniti al Sudamerica e poi Londra, Amsterdam, Bruxelles, Parigi, Lione, Zurigo e Amburgo, debutta anche in Italia Callas in Concert – The Hologram Tour, spettacolo che grazie a un ologramma ricostruisce in maniera perfetta l’immagine e le movenze della più grande icona operistica di tutti i tempi. In scena il 15/11 al Gran Teatro Geox di Padova, il concerto prevede la presenza dal vivo della Bohemian Symphony Orchestra Prague diretta da Eimear Noone (che ha studiato attentamente i tempi e ogni singola pausa del canto della Callas) e una serie di proiettori su uno schermo trasparente cui viene proiettata la sua figura, con una sofisticata tecnologia laser dalla californiana Base Hologram che restituisce la magia non solo vocale ma anche scenica della cantante, in ogni più piccolo dettaglio gestuale.
Ad aprire il programma musicale, l’Ouverture della Gazza Ladra seguita dalle arie da Roméo et Juliette di Gounod, dal Macbeth di Verdi, da Carmen di Bizet, Wally di Catalani, Hamlet di Thomas, la Gioconda di Ponchielli, per finire con la Casta diva e Vissi d’arte, capolavori che l’hanno resa immortale.
Scritto e diretto dal Creative Director Stephen Wadsworth, regista che ha tra l’altro curato a Broadway l’ultimo allestimento di Master Class di Terrence McNally dedicato alla figura della Callas, dallo show nascerà anche Callas in concert, album con tutti i brani presentati in scena pubblicato da Warner Classic. L’etichetta ha inoltre lanciato il primo sito ufficiale dedicato a Maria Callas: maria-callas.com.

Helen Mirren, Caterina la Grande, una pionieraE’ l’imperatrice più longeva di Russia, serie su Sky dal 1 novembre

31 ottobre 201909:47

Fin dalle prime scene, con l’imperatrice Caterina di Russia a bordo di una piccola imbarcazione di notte, diretta verso la prigione di Schlisselbur, San Pietroburgo, per far visita a un detenuto molto giovane e che non si fa impressionare da chi ha di fronte durante il breve incontro che la turberà non poco, ha qualcosa di maestoso. “Tu sai chi sono. E chi sei tu lo sai?”, chiede lei. “Io sono il signore di tutte le Russie, cugino dello Zar Pietro cui avete rubato la corona e ora dovete restituirla”, è la replica del ragazzo. La protagonista Premio Oscar Helen Mirren regge sulle sue spalle tutta la produzione di Caterina la Grande, nei panni dell’imperatrice russa più longeva della storia, con mostruosa bravura. Nei panni dell’imperatrice è immensa, ma anche Jason Clarke, che interpreta il focoso amante Grigory Potemkin, non sfigura affatto, anzi.
La nuova serie Sky Original e HBO debutta il 1 novembre su Sky Atlantic alle 21.15 in esclusiva; sempre dal 1 novembre tutti i 4 episodi della serie saranno disponibili on demand su Sky e Now tv. La serie segue l’imperatrice nell’ultimo periodo del suo impero e racconta della sua passionale relazione con Potemkin. Nel mezzo di scandali, intrighi e conflitti, illustra una storia di amore ossessivo tra due persone non più giovani ma tumultuose che hanno sviluppato una relazione unica, prevalendo sugli avversari e dando forma di fatto insieme alla Russia che conosciamo oggi. Strepitosi i costumi, come le location, gli arredi curati nei minimi dettagli.
“La storia di Caterina mi ha sempre affascinata – ha svelato Helen Mirren -, non solo per il mio legame con la Russia. Era una pioniera, ha portato un approccio molto innovativo e rigeneratore. Ha sicuramente saputo anticipare i tempi”.
Caterina è una delle figure più importanti del 18/o secolo, una sovrana potente capace di espandere come mai prima di allora i confini dell’impero russo. Una donna forte, intelligente, sofisticata, lungimirante, ma anche molto esperta in politica tanto che nei secoli viene ricordata come Caterina “la grande”.
Caterina la Grande è diretta dal pluripremiato regista Philip Martin (The Crown) e prende le mosse nel 1762, dopo il colpo di stato che depone Pietro III e porta al potere sua moglie Caterina, vista da molti come illegittima (essendo di origini tedesche) e non qualificata a ricoprire questo importante ruolo.
Per questo dovrà affrontare numerose sfide per mantenere il potere e governare il suo paese adottivo, nonostante le pressioni del Ministro Panin (Rory Kinnear) che lavora dietro le quinte per mettere sul trono il principe Paolo (Joseph Quinn), figlio di Caterina e Pietro. Contravvenendo alle richieste del suo infedele amante Grigory Orlov (Richard Roxburgh), Caterina decide di non risposarsi dopo il disastro del suo primo matrimonio, anzi condurrà una vita amorosa molto attiva e libera. Con un grande e tumultuoso amore per il giovane e carismatico tenente Grigory Potemkin (Jason Clarke) che ben presto diviene non solo il nuovo amante dell’imperatrice, ma anche il suo più fidato consigliere. Una relazione molto speciale, quasi esplosiva e dichiaratamente aperta. Potemkin conduce tutte le campagne più vittoriose dell’Impero Russo, guidando le truppe alla conquista della Crimea e pronto a sfidare l’Impero Ottomano. Questa campagna vittoriosa lo segnerà fisicamente, tanto da indebolirlo e portarlo alla morte.
Caterina così, affranta dal dolore, si ritira dalla vita pubblica e, con i consigli della contessa Bruce (Gina McKee), riesce a non cadere nel tranello ordito dal suo nuovo e giovane amante. Ma il suo destino è comunque segnato.
Una storia d’amore e di potere che trascende i secoli: alla base di questa serie, prosegue Helen Mirren, “c’è assolutamente l’amore. Quello tra Caterina e Potemkin e il loro amore condiviso per la Russia. È una semplice storia umana, di amore e gelosia, dolore e piacere e tutte le cose che l’amore porta con sé”. Nella sua modernità “Caterina si è però dovuta confrontare a suo tempo con problemi politici e sociali: Molte questioni che ha dovuto affrontare come leader continuano a essere decisamente attuali – commenta il regista Philip Martin – Ad esempio, bilanciare il nazionalismo e l’espansione con il liberalismo e il cambiamento sociale, la tensione tra le vite personali e i ruoli pubblici dei nostri leader e le particolari pressioni sulle donne al potere”.
Caterina la Grande è stata scritta da Nigel Williams, che aveva già lavorato con Helen Mirren nella mini-serie Elizabeth I (premiata con 9 Emmy e 3 Golden Globe).

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Moda: i “sette vizi capitali” di Barocco nel Teatro San Carlo
Ispirazione sfilata da mostra di Andrea Chisesi a Reggia Caserta

30 ottobre 201914:18

30 – Superbia, Accidia. Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Avarizia, Rocco Barocco ha tratto ispirazione dai sette vizi capitali nel realizzare la collezione che ha sfilato per la prima volta nel Teatro San Carlo di Napoli. Lo spunto parte da una mostra ospitata dalla Reggia di Caserta, a cura di Andrea Chisesi, intitolata appunto “I sette vizi capitali”.
Nella mostra venivano utilizzate come base una serie di sculture di grande storia e prestigio: Paolina Borghese, l’Apollo del Belvedere, la Medusa , il Satiro, Ulpia. E proprio da queste ha tratto ispirazione lo stilista campano, dando vita ad una collezione come sempre molto femminile, riccaa di tessuti pregiati, merletti e ricami. In passerella abiti in chiffon e seta, intarsiati di pizzo, trasparenze e sensualità silhouette fluide, stampati a motivi floreali. La palette cromatica è forte e decisa comprensiva di varie tonalita’ di rosso, giallo, verde.
La sfilata nel Teatro San Carlo di Napoli rappresenta “l’omaggio devoto dello stilista alla sua citta’”.

Scalfari, le mie confessioni libertineGrand Hotel Scalfari, ‘non l’ho scritto io ma mi sono scoperto’

31 ottobre 201909:54

30 – ANTONIO GNOLI E FRANCESCO MERLO, GRAND HOTEL SCALFARI (Marsilio, 304 PP, 18 EURO) “È un capolavoro scritto apparentemente da me, ma io non ho scritto una parola”. Così Eugenio Scalfari alla presentazione del libro ‘Grand Hotel Scalfari’ di Antonio Gnoli e Francesco Merlo, edito da Marsilio e presentato al Tempo di Adriano alla presenza degli autori, di Paolo Mieli, del direttore di Repubblica Carlo Verdelli e del protagonista. “Questo libro mi ha fatto capire cose che erano dentro di me e loro le hanno rese esplicite – ha proseguito -. È un libro molto speciale. Una specie di Madame Bovary… Gli autori mi hanno fatto una quantità di domande, poi hanno raccolto altre informazioni ma non mi hanno detto che scrivevano un libro. Non ho scritto una riga ma mi sono riconosciuto”.
Il sottotitolo é ‘Confessioni libertine di un secolo di carta’. Libertine non solo filosoficamente. “Si’, sono un libertino – ha detto ancora Scalfari -. Ho cominciato quando avevo 23 anni dirigendo una casa da gioco a Chianciano. L’ho diretta per 4 mesi, appena laureato. Negli orari del casinò andavo con la giacca blu, poi mi mettevo la dinner jacket che al tempo era molto di moda. Finiti i giochi mi trattenevo un po’ li’ e andavo a letto alle cinque, poi mi svegliavo alle nove”.
Scalfari, attraverso le voci degli autori, racconta la sua vita, anche episodi sconosciuti, dall’infanzia cattolica ai genitori in crisi, dalle profonde amicizie alle contese giovanili. E acnora: il fascista e l’antifascista, gli amori saldi e le avventure rapsodiche, le malattie e la forza per affrontarle, le professioni svolte e la politica vissuta giorno per giorno.
Sono le confessioni di un novantacinquenne divertito e attratto da questa lunga epoca di transizione. “Abbiamo cercato il filo rosso che unisce i mille Scalfari – ha detto Merlo -.
Secondo noi questo filo rosso è l’ottimismo, la gioia di vivere che nemmeno io fascismo e la guerra hanno scalfito. Scalfari è lo spartito e noi lo abbiamo suonato”.
“Scalfari come Montanelli e pochissimi altri rappresenta un punto di riferimento esemplare, un maestro – ha aggiunto il direttore di Repubblica, Carlo Verdelli – Quando sono arrivato a Repubblica, da barbaro, volevo fare colpo su di lui e mi ha stupito facendomi un grande regalo. Abbiamo passato un pomeriggio insieme e lo ricordo come un punto di svolta. Da lì, nella mia direzione, ho cercato una ricongiunzione con la sorgente di Repubblica”.
“È un’operazione diversa da un libro intervista – ha detto Mieli -. Viene fuori un quadro diverso dagli altri libri di Scalfari. Il succo è che il passato è importantissimo e gli anni più recenti lo sono molto meno”.

A Rimini grande mostra celebra FelliniApre il 14/12 ‘Fellini 100 e La dolce vita Exhibition’

RIMINI30 ottobre 201915:07

– In attesa delle celebrazioni per i cento anni dalla nascita, in programma nel 2020 quando si toglieranno i veli al Museo Internazionale a lui dedicato, Rimini ricorda Federico Fellini – di cui domani si celebra il 26/o anniversario della scomparsa – con una grande mostra itinerante intitolata ‘Fellini 100 e La dolce vita Exhibition’ che aprirà i battenti il prossimo 14 dicembre.
Proprio domani la Giunta comunale si riunirà in seduta straordinaria per dare il via libera al progetto esecutivo, ultimo atto dell’iter per il Museo che si svilupperà tra Castel Sismondo, Piazza Malatesta e il Cinema Fulgor.
L’esposizione, al debutto a dicembre, ruota attorno a tre nuclei di contenuti: il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta attraverso l’immaginario dei film di Fellini; il secondo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e il terzo alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini.

Antonacci torna album Chiaramente visibili dallo spazioIn uscita il 29 novembre, anticipato da Ci siamo capiti male

30 ottobre 201915:16

– Esce il 29 novembre il nuovo album in studio di Biagio Antonacci dal titolo Chiaramente visibili dallo spazio. Il nuovo lavoro, il 15/esimo della carriera del cantautore, sarà anticipato dal singolo “Ci siamo capiti male”, disponibile dal 15 novembre. Prodotto da Taketo Gohara, Placido Salamone e lo stesso Antonacci, Chiaramente visibili dallo spazio vede la partecipazione di musicisti eccezionali come il percussionista brasiliano Mauro Refosco (David Byrne, Red Hot Chili Peppers), il bassista Spencer Zahn (Charlie Haden, Kimbra), oltre a quella di una vera e propria orchestra, l’EdoDea Ensemble.

Klaus, Netflix racconta le origini di Babbo NataleTra le voci del cartoon Mengoni, Pannofino e Signoris

30 ottobre 201919:28

Il Natale finalmente spiegato approda su Netflix dal 15 novembre con Klaus, primo lungometraggio di animazione della mega piattaforma e prodotto interamente a Madrid da un team internazionale composto da alcuni dei più bravi disegnatori a mano provenienti da tutto il mondo. Nato dalla mente del co-creatore di ‘Cattivissimo me’, Sergio Pablos, il film ha uno stile unico che unisce tecniche d’animazione tradizionali (disegnate a mano) con tecnologie all’avanguardia.Questa la storia che commuove non poco. Jesper (la voce è di Marco Mengoni), il peggior e più viziato studente dell’Accademia delle Poste, viene spedito, per punizione, dal padre su un’isola ghiacciata, oltre il Circolo Polare Artico, dove la gente del posto è animata solo da pure odio e non pensa certo di spedire lettere (cosa che potrebbe redimerlo). In questa terra senza cuore al di là del circolo polare artico dove due famiglie estese, gli Ellingboe e i Krum, mantengono viva la loro discordia in onore della tradizione, Jesper trova un’alleata in Alva, insegnante del posto che ha rinunciato al suo lavoro perché i bambini non vanno a scuola, e poi in Klaus (Francesco Pannofino), misterioso falegname dal passato triste che vive da solo in una baita piena di giocattoli realizzati a mano. Dopo tutta una serie di avventure, diffidenze e difficoltà, queste improbabili amicizie di Jesper sapranno riportare l’allegria a Smeerensburg ricreando anche una nuova tradizione fatta di generosità, magia e calze appese al camino con cura. Perché, proprio come ricorda il film, una buona azione ne ispira sempre un’altra, anche in un luogo lontano e ghiacciato.Dice Marco Mengoni di questa esperienza: “Intanto il montaggio ti stanca tantissimo. Per quanto riguarda il Natale – aggiunge con ironia – sono nato il 25 dicembre e ho così vissuto un’infanzia infelice perché si festeggiava un compleanno molto più importante del mio”. Per il cantautore un futuro più che pieno: “Sto lavorando su diversi fronti. Sto facendo dei podcast, ‘Il riff di Marco Mengoni’, e poi sto ripartendo in tour”. Anche Francesco Pannofino parla oggi a Roma del doppiaggio come di un lavoro difficile e faticoso: “Dopo aver doppiato l’ultima scena – dice l’attore – mi sono commosso, vuol dire che l’attore ha colpito nel segno. E devo dire che a me piacciono i film di Natale in cui si piange”. Infine Carla Signoris, che dà la voce alla cattivissima Miss Krum:”Con questo personaggio cattivo ho tirato fuori il mio lato peggiore”. I film di Natale dell’attrice? “Classici come ‘Anna dei miracoli’ e ‘La vita è una cosa meravigliosa’”. Tra le altre voci italiane: Ambra Angiolini e Neri Marcorè.

La valle dell’Eden in prima a BolognaMaxi spettacolo all’Arena del Sole con regia di Antonio Latella

BOLOGNA30 ottobre 201915:54

– Debutto in prima assoluta, il 6 novembre all’Arena del Sole di Bologna, per la nuova produzione di Emilia-Romagna Teatro ‘La valle dell’Eden’ di John Steinbeck messa in scena da Antonio Latella che ha curato anche l’adattamento del testo assieme a Linda Dalisi.
Le circa ottocento pagine del romanzo originale sono state trasposte sulla scena in uno spettacolo “fedelissimo a quello che è scritto nel romanzo” della durata di circa sette ore, diviso in due atti, con il primo visibile anche nelle giornate del 7, 8 e 10 novembre e il secondo in quelle del 13, 14, 15 e 17. Il 9 e 16 ‘La valle dell’Eden’ verrà proposto in una sorta di maratona alle 16 e alle 20. In scena alcuni attori che con Latella hanno condiviso un lungo percorso come Annibale Pavone, Michele Di Mauro, Candida Nieri e molti altri.
Coprodotto con il Teatro Metastasio di Prato e lo Stabile dell’Umbria, La valle dell’Eden ha richiesto una preparazione di circa due anni e mezzo. “Un lavoro molto difficile da chiudere – ha spiegato il regista – con al centro la parola d’ordine ‘Testamento’, trattata sia dal punto di vista biblico che come eredità. Nel testo e nello spettacolo ci sono delle stazioni: ogni volta che c’è un testamento o c’è un’eredità accade qualcosa. E dunque ci si chiede se siamo in grado di sostenere un’eredità”.

Idomeneo di Mozart, guerra e solitudiniMariotti su podio, Carsen regista. In scena anche migranti

30 ottobre 201919:32

Un desolante scenario post bellico, abitato da tante solitudini che anelano la pace. E poi il mare, presente nella storia e sulla scena come potente immagine di divisione ma anche di incontro. Infine i migranti e i rifugiati della comunità di Sant’Egidio, che davanti al pubblico diventano simboli viventi di una sofferenza che cerca dignità. Sarà un dramma che coniuga il mito classico con il forte riferimento all’attualità l'”Idomeneo, re di Creta” di Mozart, ultima produzione della stagione 2018-2019 del Teatro dell’Opera di Roma, in programma al Costanzi dall’8 al 16 novembre.Lo spettacolo, che vede alla regia il ritorno di Robert Carsen, sarà diretto dal giovane maestro Michele Mariotti, al suo debutto con l’orchestra capitolina. Questo dramma in 3 atti – un nuovo allestimento dell’Opera di Roma in coproduzione con il Teatro Real di Madrid, Den Kongelige Opera di Copenhagen e la Canadian Opera Company di Toronto – rappresenta una rarità: torna infatti sul palco del Costanzi dopo una lunga assenza, perché è stato qui rappresentato solo una volta, nel 1983, diretto da Peter Maag e con la regia di Luciano Damiani. Eppure il titolo – la cui vicenda è ambientata a Creta, dove, dopo 10 lunghi anni della guerra di Troia, tornano i vincitori, ma anche i prigionieri e i profughi – è il primo capolavoro di Mozart, un’opera in cui il linguaggio del teatro musicale si apre alle innovazioni operistiche del secondo ‘700 e che presenta una decisa, e nuova, caratterizzazione musicale dei personaggi e l’attenzione alla loro psicologia.La storia, in cui si intrecciano violenza e amore, guerra e pace, destino e responsabilità individuali, viene attualizzata dalla presenza sul palcoscenico – grazie a un accordo siglato tra Opera di Roma e Comunità di Sant’Egidio – di circa 30 tra migranti e rifugiati, che rivivranno forse ciò che hanno già vissuto nella vita reale, nel doloroso passaggio dal “loro” mondo al nostro: “c’è il bisogno in questa opera di provare a capire ciò che non si può capire, la guerra, il potere, le differenze tra le generazioni”, spiega oggi il regista Carsen, “speriamo che la pace arrivi nel mondo: nel frattempo l’arte può aiutarci e guidarci”. “In scena, per rispettare l’idea registica di Carsen, ci saranno più di 150 persone, tra coro e figuranti: da qui è nata l’idea di coinvolgere i migranti della Comunità di Sant’Egidio”, dice il sovrintendente Carlo Fuortes, “il teatro non fa progetti sociali, ma è un soggetto sociale e comunica con la città”. “Il nostro vuole essere un messaggio di pace e amore: nell’opera la presenza del mare è totalizzante e ho cercato di renderla in ogni parte”, aggiunge Mariotti, “sarà una lettura inquieta, bianca e nera, tagliente, con momenti di dolcezza ma anche di violenza in un’opera estremamente moderna e attuale, mai vincolata alla cultura che l’ha generata”.”L’integrazione vera di quelli che sono descritti come un mondo indistinto che sembra minacciarci è possibile: questa è la Roma che possiamo costruire grazie a un modello nuovo che qui stiamo sperimentando”, conclude Mario Marazziti, membro della Comunità di Sant’Egidio fin dalla sua fondazione, “la solitudine senza nome e senza voce dei profughi è la stessa che si ritrova in quest’opera”. In scena il pubblico vedrà nel ruolo di Idomeneo Charles Workman, in quello di Idamante Joel Prieto, mentre nei panni di Ilia ci saranno Rosa Feola e Adriana Ferfecka e in quelli di Elettra Miah Persson. Nell’allestimento Carsen firma anche le luci con Peter van Praet e le scene con Luis Carvalho, quest’ultimo autore anche dei costumi.

Rai: Anzaldi (Iv), boicotta inchiesta Report su Salvini

30 ottobre 201916:01

– A Cartabianca Mauro Corona si augura che Salvini torni presto al potere e diventi premier: “Se tornerai dove possibilmente tornerai dacci una mano’. Nella lunga intervista nessuna domanda al leader della Lega su Savoini, il Russiagate, i fondi russi: l’inchiesta di Report boicottata anche da Rai3. Questa è informazione da servizio pubblico?”. Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, che pubblica un estratto video dalla puntata in onda ieri sera.

Subsonica, il 22 novembre esce “Microchip Temporale”Rielaborazione di Microchip Emozionale, 20 anni dopo

30 ottobre 201916:03

– Il 22 novembre 2019 esce “Microchip Temporale” (Sony Music) dei Subsonica. L’album è una rielaborazione di “Microchip Emozionale” (uscito 20 anni fa, accorciando le distanze tra la musica indipendente italiana e le produzioni internazionali e integrando elettronica, rock, dance, testi e melodia in una sintesi unica) realizzato in complicità con 14 artisti che hanno, oggi per la maggior parte, l’età dei Subsonica di allora.
Oggi “Microchip” viene completamente risuonato, rivisitato e arricchito dalla creatività e dalle parole di alcuni tra i più significativi protagonisti della scena attuale. Torna anche la ragazza giapponese con la pistola, la stessa Midori Tateno, in copertina 20 anni dopo a segnare il legame tra passato e presente. “Microchip Temporale” è anticipato dal brano “Aurora Sogna”, nella nuova versione ealizzata con Coma_Cose insieme ai Mamakass, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 1 novembre.

Musica: Elisa, doppio album “Diari Aperti (Segreti Svelati)”Il 15 novembre, con inediti e duetti

30 ottobre 201916:26

– Esce il 15 novembre “Diari Aperti (Segreti Svelati)” (Island Records), il nuovo doppio album di Elisa con anche brani inediti e duetti, ultimo capitolo del progetto di successo “Diari Aperti”, partito lo scorso ottobre con un disco certificato Platino e proseguito con la pubblicazione solo in vinile e digitale dell’ep “Secret Diaries”.
Il doppio album si dividerà in due parti. Il Disco 1, totalmente in italiano, racchiude i brani di “Diari Aperti” con i duetti di Elisa con Calcutta, Carmen Consoli, Brunori Sas, Carl Brave, Rkomi e Francesco De Gregori; alcuni usciti solo in radio in questi mesi, come quello con Calcutta in “Se piovesse il tuo nome” – certificato Doppio Platino – e Carl Brave in “Vivere tutte le vite” – certificato Disco di Platino -, altri inediti come quello con Carmen Consoli in “Promettimi”, Brunori Sas in “Anche Fragile” e Rkomi nell’inedito “Blu Part II” (séguito del brano di Rkomi feat. Elisa “Blu” – certificato Platino). A quest’ultimo si aggiungono anche gli altri inediti “In piedi” e “Diari Aperti”.
Il Disco 2 sarà invece in inglese, con le tracce di “Secret Diaries” e quelle mai pubblicate “Soul” e “Thirst” (adattamento in inglese di “Se piovesse il tuo nome”). Elisa aggiunge così nuove pagine ai suoi diari e chiude una trilogia.
A fine novembre l’artista torna anche dal vivo con nuove date nei palasport italiani (25 novembre Torino, 27 novembre Milano, 30 novembre Brescia, 6 dicembre Acireale, 9 dicembre Casalecchio di Reno-Bologna, 12 dicembre Firenze, 17 dicembre Roma, con data zero il 19 novembre a Jesolo).

Regione Piemonte acquista Forte ExillesAntico sistema difensivo per leggenda fu prigione Maschera Ferro

TORINO30 ottobre 201916:35

– La Regione Piemonte diventa proprietaria del Forte di Exilles, trai più antichi sistemi difensivi del Piemonte che, secondo la tradizione, fu utilizzato anche per tenere prigioniero la Maschera di Ferro. Oggi è stato stipulato l’atto notarile che trasferisce il monumento dal Demanio alla Regione, consegnataria del bene dal 1979.
“I cittadini del Piemonte diventano proprietari di un bene dal valore storico, culturale e turistico straordinario”, afferma il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, che ha annunciato l’acquisto incontrando il sindaco Michelangelo Castellano con i sindaci dell’Unione Montana Alta Valle Susa e il presidente dell’Associazione Amici del Forte. “È dal 2000 che un presidente della Regione non mette piede in questo luogo che rappresenta uno dei simboli del nostro territorio – aggiunge -.
Rilanceremo questa risorsa unica insieme partendo dalle caratteristiche del luogo, ampliandone la fruibilità e lo sviluppo delle potenzialità turistiche”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moda: Sfilata Intimissimi sul tema cabaret
All’Arena di Verona evento fashion con artisti da Cafè chantan

30 ottobre 201916:36

– Sfilata della nuova collezione Intimissimi a Verona con un evento ispirato al cabaret, tra chandelier, total white e artisti da cafè chantant. Grandi lampadari con scenografiche cascate di cristalli, atmosfere jolie da café chantant hanno fatto da set alla sfilata.
Tra performance coinvolgenti, live show emozionali, veri e propri tableau vivant che hanno reso ancora più coinvolgente questo Folies Bergère, hanno sfilato reggiseni a triangolo e culotte in pizzo, balconcini fleurie tono su tono con slip coordinati, reggiseni bandeau e body di pizzo, bra top di pelle stretch. E poi ancora gli stampati: maculati e pitoné su tulle, Principe di Galles e checked e petit pois. In pedana, per le mise da sera, velluti dévoré dai bordi di frange coquette, di dentelle in stile boudoir, di bagliori gold.
Hanno sfilato anche eleganti pigiami in raso di seta dal taglio maschile: giacche profilate a contrasto e pantaloni fluidi in tinta unita nelle quattro tonalità passe-partout bianco, nero e rosa antico, oltre che nel nuovo colore rosso. Inedite versioni con top taglio a kimono su pantaloni a palazzo oppure con giacche double breasted. Lunghe sottovesti con spalline sottili o canotte di satin su shorts coordinati, seducenti e intriganti.
Ad accompagnarle, l’uomo di Intimissimi, moderno e di stile.
Pigiami dal taglio classico, a tinta unita o con motivi eleganti, vestaglie avvolgenti, pantaloni homewear comodi ma al tempo stesso ricercati, di vari pesi e strutture, adatti a tutte le esigenze.

Pompei, nuova vendemmia negli ScaviRestaurata Cella vinaria. Presentato il ‘Villa dei Misteri’ 2012

POMPEI (NAPOLI)30 ottobre 201917:18

– La vendemmia nei vigneti dell’area archeologica è diventata una tradizione: l direttore generale Massimo Osanna e l’enologo Piero Mastroberardino hanno celebrato la XX edizione della raccolta, frutto di studio dei vigneti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana. Con l’occasione è stato possibile accedere alla cella vinaria, che si trova alle spalle del vigneto, e all’ambiente produttivo attiguo che ospita la ricostruzione in legno di un antico torchio per la premitura dell’uva; entrambi i vani sono stati oggetto di recenti interventi di messa in sicurezza.
L’Azienda Vinicola Mastroberardino, in convenzione con il Parco, si è negli anni presa cura dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dando vita al pregiato vino ”Villa dei Misteri”: quest’anno sarà disponibile l’annata 2012. L’idea, nata nel 1994, dapprima riguardava un’area limitata degli scavi, per poi ampliarsi e giungere oggi a interessare 15 aree dell’antica Pompei.

Trono di Spade, Hbo ordina un nuovo prequelIn naftalina “Long Night” con Naomi Watts, ok a “Casa del Drago”

NEW YORK30 ottobre 201917:45

– Buone e cattive notizie per i fan del Trono di Spade. Hbo ha cancellato una nuova serie che avrebbe avuto Naomi Watts tra i protagonisti e di cui una puntata pilota è già stata girata settimane fa in Irlanda del Nord. Ha avuto invece luce verde l’altro progetto, il prequel intitolato “House of the Dragon”, ambientata 300 anni prima degli eventi della saga e che sarà basata sul libro di R.R.
Martin “Fire and Blood”.
La nuova serie parlerà dei precedenti sovrani della dinastia Targaryen, gli antenati di Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) e Jon Snow (Kit Harington).
La cancellazione di “The Long Night”, la serie con la Watts, è uno sviluppo drammatico nei piani di Hbo per la legacy di Trono di Spade, il suo show più premiato di sempre. Ambientato migliaia di anni prima delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, quel prequel avrebbe raccontato la discesa del mondo dall’Età d’oro degli Eroi al suo periodo più buio, quell’inverno durato una generazione conosciuto appunto come la Lunga Notte.
Un’epoca quindi antecedente ai Targaryen e ai draghi, ma non agli Stark, né agli Estranei.
I Targaryen saranno invece i protagonisti assoluti di “House of the Dragon”, di cui Hbo ha ordinato una prima stagione di dieci episodi. La regia è stata affidata a Miguel Sapochnik, premiato con l’Emmy per un episodio della sesta stagione della serie originale.

Morandi ‘gioca in casa’, via ai concerti a BolognaSpettacolo debutta al Duse, con brano scritto dal nipote Paolo

BOLOGNA30 ottobre 201920:02

Settantaquattro anni e non sentirli: sul palco del Teatro Duse di Bologna Gianni Morandi canta, si sbraccia, dà indicazioni alla regia e agli strumentisti come se ne avesse quaranta in meno alla prova generale del suo “Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni”, una maratona di 21 concerti al debutto l’1 novembre e poi fino al 26 gennaio. Tanta musica condita di ricordi, aneddoti e il desiderio fortissimo di tornare a casa. “E’ cominciato tutto a Bologna – ha raccontato – era il ’58 e avevo tredici anni, anche se ne dimostravo otto. Venivo da Monghidoro in corriera o accompagnato in motocicletta a farmi sentire dalla maestra Scaglioni in via Lame, le dissi che mi piaceva Modugno, che da poco aveva scompaginato la musica di quegli anni. E poi, poco tempo dopo proprio qui, su questo palcoscenico prestigioso calpestato da grandissimi artisti. Era il 1964, ricordo che mio padre non venne a sentirmi perché non aveva il vestito adatto. Sono felice di fare questo spettacolo a Bologna, la mia città che sto riscoprendo, un luogo che sta vivendo un momento bellissimo, con tanta gente che viene a visitarla, perché Bologna non è solo cibo, è soprattutto arte. La vedo rinata”.Non nasconde una forte emozione Morandi quando annuncia che il nuovo brano che canterà assieme ad alcune delle oltre 600 canzoni, l’ha scritto per lui suo nipote Paolo, il figlio di Marianna e di Biagio Antonacci, si intitola proprio Stasera gioco in casa, e aprirà tutti i concerti “e forse li chiuderà se mi verrà richiesto qualche bis. Non avrei mai pensato che un giorno avrei cantato un brano di mio nipote – ha detto, chiamandolo sul palco – Paolo ha un grande talento per la scrittura”. Generoso come sempre, dopo una prima parte più o meno sempre uguale per le 21 serate, il cantante lascerà scegliere al pubblico le canzoni della seconda. Generosità mostrata anche durante la prova, quando ha chiamato sul palco Beatrice, una liceale quattordicenne che studia canto, con la quale ha duettato in Grazie perché, uno dei suoi brani più poetici e amati. E anche se è difficile nel suo vastissimo repertorio andare a trovare qualcosa di non bello, lui ci è riuscito e con grande ironia ha cominciato a cantare alcuni brani da lui considerati “veramente brutti”: Vado a lavorare, Bella Belinda, La befana trullallà. Grandi applausi naturalmente da parte del numeroso pubblico che urlava “Sono bellissime”, “Sei grande Gianni”. Naturalmente a farla da padrone saranno i best di sempre come Chimera, Occhi di ragazza e tantissime altre.Immancabile l’omaggio all’amico di sempre Lucio Dalla, “ci siamo conosciuti nel ’63 quando Lucio non cantava ancora”, del quale ha cantato delle personalissime versioni di Piazza Grande, Futura e Caruso. E poi all’amico della rinascita, Giulio Rapetti più noto come Mogol, dopo i bui anni ’70: “Sapendo che giocavo a calcio, Mogol mi contattò per fare la nazionale dei cantanti, e siccome quasi non cantavo più, mi propose uno dei brani che amo di più, Canzoni stonate che inizia con la frase ‘Canto solamente insieme a pochi amici’ che ha segnato l’inizio per me di una nuova era”. E l’orgoglio di aver cantato con grandissimo successo la canzone di uno dei Premi Oscar della musica italiana, Nino Rota, la colonna sonora del film Il padrino, ‘Parla più piano’. Lo spettacolo, circa due e mezza di durata, ha la regia di Saverio Marconi e mostra pochi elementi scenici, dei tavoli, un frigo, un pianoforte e nella seconda parte un divano su cui dialogare con qualche fan. “Il teatro è la vita – ha detto il regista – quindi la cosa più importante è rendere vita questo spettacolo, che poi racconta la storia di Gianni”.

Alberto Urso, esce secondo album”Il Sole ad Est”, brani di Kekko Silvestre, Briga ed Ermal Meta

30 ottobre 201918:44

– Esce il 31 ottobre su etichetta Polydor/Universal il secondo progetto discografico dell’ultimo vincitore di Amici, il tenore e polistrumentista Alberto Urso, dal titolo “Il Sole ad Est”. Il nuovo album segue il successo di “Solo” e Urso sceglie di percorrere ed esplorare come da sua desiderata il pop declinandolo in diverse forme: da quelle più vicine alla tradizione melodica della musica leggera italiana a sonorità più rock matchando le sue indiscusse capacita’ vocali da tenore a suoni più contemporanei e più mainstream.
“Ho scelto questo titolo perché come Il Sole ad Est la mia carriera è appena all’alba, ma il mio amore per la musica e l’affetto che mi dimostra la gente mi hanno dato la spinta creativa e l’energia per lavorare a questo nuovo progetto. Sono e sarò sempre grato agli autori e ai professionisti che mi hanno seguito in questa nuova avventura”, racconta il giovane tenore, che canta e interpreta otto tracce che raccontano tutte le emozioni che ci travolgono quando si vive con intensità l’amore.
Le canzoni sono state scritte da autori di spicco, tra cui Kekko Silvestre, Briga ed Ermal Meta, oltre a rinnovare la collaborazione con Giordana Angi, con cui ha scritto “Solo con te”.
La data di uscita di questo album coincide con la data in cui Urso termina la sua prima avventura live, il “Solo Tour”, che lo ha portato a cantare in nove grandi città italiane sui palchi di altrettanti teatri proponendo i brani del suo primo disco ma cimentandosi coraggiosamente in cover di mostri sacri della musica come Frank Sinatra e i Queen spaziando dal blues alla lirica, dal pop al rock dal jazz alla dance.

Al via Festival “Sedendo e Mirando”Letture-spettacolo a Macerata, Fabriano, Ascoli Piceno

ANCONA30 ottobre 201919:12

– “Sedendo e mirando”, due termini che invitano alla contemplazione e all’ascolto, e che ispirandosi alla poesia leopardiana l’Infinito di cui si festeggiano i 200 anni, è stata assunta come titolo di una nuova iniziativa di letture-spettacolo nei teatri storici di Macerata, Fabriano e Ascoli Piceno, il 22, 23, e 24 novembre prossimi.
Illustrata ad Ancona, presente anche il presidente dell’associazione Torino Città del Libro Silvio Viale, la proposta nasce dalla collaborazione tra Regione Marche, Amat e Salone Internazionale del Libro di Torino per favorire nel progetto Mibact Marche inVita la rinascita dei luoghi colpiti dal sisma con lo spettacolo dal vivo. “L’idea – ha precisato la dirigente regionale del Servizio Cultura Simona Teoldi – si è sviluppata dopo la partecipazione delle Marche come Regione ospite al Salone del libro di Torino, con l’intento di valorizzare i suoi teatri storici anche con la lettura di testi, mescolando diverse arti e pubblici per moltiplicare le occasioni d’incontro culturale”.

Bologna, il nuovo murales di Tv Boy e’ un omaggio a Francesco GucciniRitrae il cantautore con i big della musica italiana, in una barca in mezzo al mare

31 ottobre 201914:27

Ritrae il cantautore con i big della musica italiana, in una barca in mezzo al mare

Viaggio nelle tenebre con le storie raccolte da Genovesi17 autori, da Lovecraft ad autori inediti in Italia come Wormser

31 ottobre 201910:07

– A CURA DI FABIO GENOVESI, I RACCONTI DELLE TENEBRE (EINAUDI, PP 346, EURO 20). Un viaggio dentro al mistero, nel mondo della notte, popolato da spettri, vampiri, licantropi, da “tutti quegli spiriti che nelle leggende di paese si chiamavano ‘spaventi'”. Fabio Genovesi ci accompagna in questa avventura con ‘I racconti delle tenebre’ che arrivano in libreria proprio nei giorni di Halloween. Raccolti in un libro che accanto a maestri del genere come Poe, Stoker e Lovercraft propone anche e per la prima volta ai lettori italiani la scrittrice americana Gwendolyn Ranger Wormser, autrice de ‘Lo spaventapasseri’, che è lei stessa un profondo mistero. “A cercare sulla rete sembra non sia mai esistita” spiega il curatore e sottolinea come anche negli Stati Uniti la raccolta ‘The Scarecrow and Other Stories’ del 1918, che include ‘Lo spaventapasseri’, si possa trovare solo in edizioni di fortuna oppure, com’è successo a noi, nel volumetto originale perso in un monte di libri muffosi su una bancarella”.
Sono 17 storie di paura e puro terrore quelle raccolta da Genovesi che a leggerle oggi , “sembrano cartoline da un altro pianeta” spiega il curatoredel libro, vincitore del Premio Strega Giovani nel 2015 con ‘Chi manda le onde’ e del Viareggio-Répaci nel 2018 con ‘Il mare dove non si tocca’.
Tra classici e figure di culto meno praticate dai non specialisti ci imbattiamo così nel ‘Satana in treno’ di Ardengo Soffici.nel fantasma di Madam Crowl di Joseph Sheridan Le Fanu e finiamo ‘Nella cripta’ di Howard Phillips Lovecraft. La raccolta esplora una “gamma di registri, ambientazioni e immaginari” ma tutte le storie sono gemme di grande valore letterario.
In questo mondo nero, dove la luce artificiale non è gradita, dove il sole rimane nascosto, si capisce quanto si sia perduto con l’alterazione del ritmo naturale della natura e delle stagioni. Dove sono le “notti buie e senza stelle” che racconta William Hope Hodgson? Oltre a ‘I racconti delle tenebre’ a catturare l’attenzione in questo libro sono le pagine dedicate agli autori delle storie dei quali Genovesi ci regala dei ritratti speciali accomunati dal fatto che siamo sempre di fronte persone fuori dal comune.
La vita di Patrick Lafcadio Hearn viene paragaonata a “un’astronave. Sempre in volo da un pianeta all’altro, a ogni atterraggio solo un attimo per esplorare luoghi alieni, dov’è impossibile stabilirsi, poi via verso nuovi mondi” scrive Genovesi dello scrittore nato in Grecia da una madre locale e un padre irlandese che dopo varie peripezie in giro per il mondo è approdato in Giappone e ha sposato una ragazza di una famiglia di samurai, di cui viene proposto il racconto ‘Mujina’ .
Nelle pagine dedicate a Lovecraft Genovesi riflette invece sul fatto che “forse per la curiosità impetuosa che li muoveva nella scrittura e nella vita, molti autori di orrore e fantascienza sono stati anche grandi viaggiatori e avventurieri”. Eppure “uno dei più subblimi”, quello che ci porta più lontano, Lovecraft appunto, “raramente si allontanava dalla sua cittadina nel new England, Providence”.
Benchè la luce, dei lampadari, delle insegne dei negozi, delle auto ci “abbagli tanto da nascondere il loro universo magico e arcano” le creature delle tenebre “continuano a danzarci intorno, invisibili” e Genovesi ci porta proprio lì, dove da soli, magari, non saremo mai andati.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Arriva La famiglia Addams in versione animata
Tra i doppiatori anche Loredana Bertè: “La nonna è rock come me”

31 ottobre 201914:43

Di questo film “mi colpisce il messaggio forte che lancia, il modo in cui valorizza l’originalita’, contro il fattore di omologazione. Fa da manifesto alla diversita’, alla follia, alla genialita’. Non c’e’ follia senza pizzico di genio”. Parola di Loredana Berte’, che debutta come doppiatrice, nei panni della nonna, molto rock, di casa, nella Famiglia Addams, versione animata in stop motion di Conrad Vernon e Greg Tiernan, in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma in Alice nella citta’ e ora n sala per Halloween, in 500 copie con Eagle.
Il film riprende lo stile graffiante dei fumetti anni ’30 di Charles Addams, sulla famiglia piu’ esilarante e dolcemente dark che ci sia. Personaggi amati da piu’ generazioni che sono approdati piu’ volte gia’ in serie tv e al cinema e anche questa nuova versione ha conquistato il pubblico, con 30 milioni di dollari nel primo weekend e gia’ l’annuncio di un sequel.
“Sono da sempre una grande fan della serie, non ho perso una puntata” spiega Loredana Berte’ al debutto come doppiatrice. Con lei in conferenza stampa Virginia Raffaele (Morticia), Pino Insegno (Gomez), Eleonora Gaggero (Mercoledi’) e Luciano Spinelli (Pugsley). “Dentro sono Mercoledi’ (la figlia di Morticia e Gomez, ndr) – aggiunge la cantante – tanto che sulla copertina di un mio album, Il mio funerale, appaio come lei. Ma nel film mi sono persa nel mio personaggio, mi ha conquistato.
L’ho amato perche’ nonna Addams e’ rock, sopra le righe, invasata, imprevedibile e molto ironica. Sono diventata Nonna Addams anche dentro”. Per Loredana Berte’ doppiare un film e’ la realizzazione di un sogno: “Secondo me mi hanno scelto per sfinimento, da anni scrivo su facebook che amerei fare un doppiaggio di un film di Tim Burton, perche’ amo il suo stile gotico e dark. Questo film richiama quello stile, quando mi hanno chiamato non ci credevo”.
Anche per Virginia Raffaele il doppiaggio e’ una nuova avventura: “Nella mia testa interpreto gia’ i personaggi come fossero cartoni animati… non lo dite alla Vanoni – spiega sorridendo -. I cartoni animati di oggi sono fantastici e questo ha un messaggio molto bello e non retorico, essere differenti e’ la cosa piu’ rock che ci possa essere”. Il film parla anche della violenza che puo’ scatenarsi sui social: “Io li amo, li uso molto per restare in contatto con i miei fan. Anche se e’ la mia agente a occuparsi dei messaggi, io sono piu’ analogica che tecnologica – racconta Loredana Berte’ -. Non ho mai avuto un telefonino. A casa ho il telefono fisso ma nessuno chiama piu’ li'”.
La cantante aveva gia’ recitato negli anni ’70, fra gli altri, nell’opera rock Orfeo 9 di Tito Schipa Jr e in Hair, “con cui abbiamo girato tre anni per tutta Italia. Abbiamo collezionato un record di denunce perche’ c’era una scena di nudo… ma e’ uno spettacolo che ha precorso i tempi”. Le e’ arrivata negli anni qualche proposta come attrice, “ma in Italia molto cinema e’ due camere e cucina, non fa per me. Io amo l’horror, da Carrie a L’esorcista, anche se film come Forrest Gump non me li perdo”.

Doctor Sleep, torna in sala ‘la luccicanza’Sul grande schermo ecco Ewan McGregor nei panni di Dan Torrance

31 ottobre 201914:51

Arriva in sala, ad Halloween, “DOCTOR SLEEP”, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Stephen King.Il libro è un sequel di “Shining” del 1977, adattato nell’omonimo film del 1980 di Stanley Kubrick. GUARDA IL TRAILERLa pellicola porta la firma di Mike Flanagan, montatore esperto che da sempre venera King e il genere horror come ha già dimostrato nelle sue prime prove da regista.
Ancora segnato dagli eventi che ha vissuto da bambino all’Overlook Hotel, il quarantenne Danny Torrance (Ewan McGregor) decide di non usare più i suoi poteri psichici e si trasferisce nel New Hampshire. Qui conosce una ragazzina di nome Abra Stone con i suoi stessi poteri, che chiede il suo aiuto contro la spietata Rose the Hat e i suoi seguaci, che si nutrono della ‘Luccicanza’ alla ricerca dell’immortalità.
L’alleanza tra i due, costringe l’uomo a riprendere i suoi poteri e a fare i conti con i fantasmi del suo passato.
Nel cast anche Rebecca Ferguson, Kyliegh Curran, Zahn McClarnon, Bruce Greenwood, Carel Struycken, Emily Alyn Lind, Jocelin Donahue, Nicholas Pryor e Carl Lumbly.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Premio Strega Ragazze e Ragazzi, le dozzine selezionate
Il 28/11 le cinquine a Matera. Raddoppiati studenti in giuria

30 ottobre 201912:48

– Sono state annunciate le dozzine del ‘Premio Strega Ragazze e Ragazzi’ nelle due categorie del riconoscimento: una destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni (+6) e l’altra dagli 11 ai 15 anni (+11). La scelta è stata fatta dal Comitato Scientifico , presieduto da Giovanni Solimine, tra i 79 titoli inviati quest’anno dagli editori. Le due cinquine finaliste saranno annunciate giovedì 28 novembre a Matera, capitale europea della cultura 2019.
Ecco i titoli della Categoria + 6: Mac Barnett, In missione per la regina. Nome in codice Mac B. (Terre di Mezzo), illustrazioni di Mike Lowery, traduzione di Sara Ragusa; Justyna Bednarek, L’incredibile avventura dei 10 calzini fuggiti (4 destri e 6 sinistri) (Salani), illustrazioni di Daniel de Latour, traduzione di Raffaella Belletti; Emmanuel Bourdier, Il giorno del nonno ( Coccole Books), illustrazioni di Laurent Simon, traduzione di Maria-José D’Alessandro; Janna Carioli, Martin Luther King e il suo grande sogno (Lapis), illustrazioni di Alfredo Belli; Daniela Carucci, Ruggiti (Sinnos), illustrazioni di Giulia Torelli; Matteo Corradini, Solo una parola, (Rizzoli), illustrazioni di Sonia Cucculelli; Timothée De Fombelle, Capitano Rosalie ( Mondadori), illustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Maria Bastanzetti; Susie Morgenstern, Vuoi essere mia amica?, (Babalibri) illustrazioni di Claude K. Dubois, traduzione di Maria Bastanzetti; Marta Palazzesi, Nebbia( Il Castoro); Guido Quarzo, Anna Vivarelli, La danza delle rane ( Editoriale Scienza), illustrazioni di Silvia Mauri; Onjali Q. Raúf, Il ragazzo dell’ultimo banco ( La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Angela Ricci; Anna Vivarelli, Il segreto del postino ( EDB), illustrazioni di Laura Crema.
Ecco i titoli della Categoria +11: Maite Carranza, Come in un film (Il Castoro), traduzione di Francesco Ferrucci; Chloe Daykin, Fish Boy (Giunti ), illustrazioni di Richard Jones, traduzione di Mario Sala Gallini; Annelise Heurtier, L’età dei sogni (Gallucci), traduzione di Ilaria Piperno; Davide Morosinotto, Voi (Rizzoli), illustrazioni di Giordano Poloni; Lynda Mullay Hunt, Una per i Murphy (Uovonero), traduzione di Sante Bandirali; Abe Natsumaru, I pesci non piangono,(Atmosphere Libri) , traduzione di Maria Elena Tisi; Daniela Palumbo, A un passo da un mondo perfetto ( Piemme); Raffaella Romagnolo, Respira con me (Pelledoca Editore); Rebecca Stead, L’amore sconosciuto (Terre di Mezzo), traduzione di Claudia Valentini; Arne Svingen, La ballata del naso rotto ( La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Lucia Barni; Nadia Terranova, Omero è stato qui (Bompiani), illustrazioni di Vanna Vinci; Florence Thinard, Meno male che il tempo era bello (Camelozampa), illustrazioni di Veronica Truttero, traduzione di Sara Saorin.
Tra questi il Comitato scientifico individuerà le due cinquine finaliste. I libri prescelti saranno quindi inviati in lettura ai giovanissimi giurati cui spetterà il compito di assegnare il premio che, arrivato alla cinquina edizione, vede raddoppiato il numero degli studenti che compongono la giuria: sono oltre 2.000 le ragazze e i ragazzi fra i 6 e i 15 anni di età appartenenti a scuole, gruppi di lettura, biblioteche e istituti scolastici in Italia e all’estero (Bruxelles, Madrid, Monaco, Parigi e Zurigo).
Il premio sarà conferito come di consueto nell’ambito della Bologna Children’s Book Fair (30 marzo-2 aprile 2020). Nel caso in cui l’opera più votata fosse in traduzione è previsto un premio di pari entità per il traduttore offerto da BolognaFiere.
Qualora le opere vincitrici fossero entrambe in lingua italiana, il Comitato scientifico assegnerà il premio al traduttore di uno dei libri finalisti che riterrà a suo insindacabile giudizio più meritevole. Alla cerimonia BPER Banca assegnerà una targa e un premio in denaro del valore di 1000 Euro, destinato all’acquisto di attrezzature scolastiche, a una delle scuole che compongono la giuria della categoria +6 per le originali attività di promozione della lettura svolte a partire dai libri finalisti, e un premio del valore di 500 Euro a un componente della giuria +11 per la migliore recensione a un libro finalista.

Fiumicino intitola biblioteca a Regeni, “amava i libri”

AEROPORTO INTERNAZIONALE LEONA31 ottobre 201913:53

– Fiumicino intitola la Biblioteca comunale a Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano ucciso e trovato morto alla periferia del Cairo il 3 febbraio 2016. Per l’occasione è stata scoperta una targa in suo ricordo. Presenti, tra gli altri, il sindaco ed il vice sindaco di Fiumicino Esterino Montino ed Ezio di Genesio Pagliuca. L’intitolazione arriva dopo un ordine del giorno votato, circa un anno fa, in Consiglio Comunale, che ha raccolto una proposta-petizione dell’associazione “Alexandrea-Amici della Biblioteca”.
“Nonostante il tempo trascorso, la vicenda Regeni non è arrivata purtroppo ancora ad una conclusione giudiziaria accettabile: auspichiamo che si facciano fino in fondo chiarezza e verità per l’omicidio, un buco nero che non si può accettare”, ha sottolineato Montino.
Il sindaco di Fiumicino Esterino Montino ha voluto ringraziare i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, che non hanno potuto partecipare alla cerimonia ma che hanno mandato un messaggio.
Montino ne condivide uno stralcio: “Giulio amava i libri e sono stati i suoi migliori amici – scrivono i genitori – Un pensiero particolare a tutti i bambini e giovani che si recheranno nella Vostra biblioteca e potranno avvicinarsi, così, alla tragedia di Giulio. Per la nostra famiglia è importante essere affiancati da persone ed ad iniziative che vogliono sostenere la ricerca di Verità e Giustizia, non facendo cadere nell’oblio la tragedia di Giulio, com’è bel simboleggiato dagli striscioni gialli e dai bracciali gialli. Giulio era un giovane che cercava di vivere con coerenza i suoi valori, implementandoli anche con la sua ricerca accademica, credeva molto in quello che faceva, ma ora è divenuto un simbolo della mancanza di rispetto dei diritti umani. In questo periodo, più che mai pensiamo che la convivenza civile debba anche basarsi sul rendere giustizia e verità ad ogni persona e vincere con l’azione costante l’indifferenza morale che ci circonda”.

Mostre: a Faenza le ceramiche di PicassoCinquanta pezzi dalle collezioni del Musée National Picasso

FAENZA (RAVENNA)31 ottobre 201914:00

– Cinquanta pezzi unici provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris sono esposti al Museo internazionale delle ceramiche (Mic) di Faenza, dall’1 novembre al 13 aprile, nella mostra ‘Picasso, La sfida della ceramica’ a cura di Harald Theil e Salvador Haro, con la collaborazione di Claudia Casali. Un nucleo di inestimabile valore e un prestito eccezionale che affronta tutto il percorso e il pensiero creativo dell’artista spagnolo nei confronti dell’argilla.
Nella mostra faentina vengono analizzate le fonti di ispirazione di Picasso, proprio a partire dai manufatti presenti nelle collezioni del Mic. La ceramica classica (con le figure nere e rosse), i buccheri etruschi, la ceramica popolare spagnola e italiana, il graffito italiano quattrocentesco, l’iconografia dell’area mediterranea (pesci, animali fantastici, gufi e uccelli) e le terrecotte delle culture pre-ispaniche sono esposte in un inedito dialogo con le ceramiche di Picasso.
Una sezione speciale è dedicata al rapporto tra Picasso e Faenza. Diversi sono i pezzi di Picasso che il Mic possiede grazie al tramite di Tullio Mazzotti di Albisola, di Gio Ponti e dei coniugi Ramié, che furono sollecitati a richiedere alcuni manufatti al Maestro per un’esposizione a Faenza e, soprattutto, per la ricostruzione delle Collezioni d’arte ceramica moderna andate distrutte nell’ingente bombardamento alleato del maggio 1944.
Merito dell’allora direttore Gaetano Ballardini, nonché fondatore del Museo faentino, che contattò Picasso a Madoura: fu così che arrivò nel 1950 il primo piatto ovale raffigurante la Colomba della Pace, memento contro ogni guerra, dedicata al Museo di Faenza e al destino della sua Collezione e della sua struttura. Seguirono altri piatti nel 1951, con teste di fauno e vasi dal sapore arcaico e archeologico, e il grande vaso ‘Le quattro stagioni’ (1951), graffito e dipinto, con la raffigurazione pittorica e morfologica di quattro figure femminili, le cui forme sinuose vengono sostanziate dalla curvatura accesa del vaso.

Premi: Giorgio Falco vince il Biella Letteratura e IndustriaRiconoscimenti anche a Gazzarri e Balduzzi Gastini

TORINO31 ottobre 201914:03

– Giorgio Falco, con il romanzo ‘Ipotesi di una sconfitta’ (Einaudi) è il vincitore della 18/ma edizione di Biella Letteratura e Industria, il premio riservato a opere di narrativa che uniscono l’indagine sul mondo industriale all’istanza letteraria. Il libro raccontaa, a partire dalla storia del padre, l’epopea novecentesca del lavoro come elevazione sociale e il graduale disfacimento di questi anni attraverso le proprie esperienze professionali, le più diverse, come un lento apprendistato per diventare scrittore.
Durante la cerimonia conclusiva di sabato 16 novembre, a Biella, verranno premiati anche Rosanna Balduzzi Gastini, premio Confindustria Piemonte con ‘Giuseppe Borsalino. L’uomo che conquistò il mondo con un cappello’ ( Sperling & Kupfer), e Maurizio Gazzarri, premio giuria dei lettori con ‘I ragazzi che scalarono il futuro’ (Edizioni ETS). Presieduto da Paolo Piana, Biella Letteratura e Industria premia opere che uniscono l’indagine sul mondo industriale all’istanza letteraria.
Promosso e finanziato da Città Studi Biella, uno dei poli di cultura industriale più importanti d’Italia, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella in partnership con l’Unione Industriale Biellese, è realizzato in collaborazione con il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese, l’Associazione l’Uomo e l’Arte, Confindustria Piemonte, il Biella Jazz Club, Teatrando, l’Accademia Perosi e la Società Dante Alighieri.

Tv: #Ragazzicontro, gli studenti si confessano a PiervincenziDal 6 novembre in seconda serata su Rai2

31 ottobre 201914:09

– I ragazzi raccontano in forma anonima, mettendo le loro confessioni scritte in una scatola, la cosa peggiore fatta o subita: un tentativo di suicidio, le botte subite da un ragazzo, una violenza sessuale. Prende il via mercoledì 6 novembre in seconda serata su Rai2 #Ragazzicontro: un viaggio immersivo nel mondo dell’adolescenza, condotto da Daniele Piervincenzi. “Uno dei programmi più intensi e belli della stagione – ha detto il direttore di rete Carlo Freccero nel corso della presentazione a viale Mazzini – Una modalità inedita di racconto, a metà strada tra il docureality e il talk”. Poi ha aggiunto: “Questo programma fa una triangolazione con Il Collegio e Volevo essere una rockstar. Interagiscono fra loro, come se fosse un unico programma con tre diverse declinazioni”.
Un vero e proprio esperimento sociale che coinvolge gli studenti di sei scuole italiane, chiamati a discutere, analizzare e raccontare in prima persona le speranze e le paure dell’età adolescenziale. Un percorso collettivo e personale per ciascuno dei partecipanti, che hanno qui l’opportunità di manifestare e affrontare un vissuto talvolta molto più difficile e complesso di quanto sia possibile immaginare.
Un’operazione, televisiva e sociale, resa possibile anche grazie alla collaborazione di sei istituti scolastici, molto diversi tra loro, che restituiscono qui uno specchio della scuola italiana oggi. Queste le scuole coinvolte: Istituto Gassman di Roma (prima puntata), Istituto Superiore Curie di Milano, Scuola Media Leonardo Da Vinci di Torino, Istituto Alberghiero S.Paolo di Bari, Istituto Almanza di Pantelleria, Istituto Professionale Ipsia Giorgi-Fermi di Trevi.

The King, l’ascesa e la solitudine di un reTimothée Chalamet è Enrico V prodotto da Netflix

NEW YORK30 ottobre 201917:42

– Un giovane sensibile e ribelle che si ritrova suo malgrado sul trono d’Inghilterra. Timothée Chalamet è Hal, principe di Galles e futuro Enrico V nel film prodotto da Netflix ‘The King’. La pellicola, dopo un breve passaggio nelle sale cinematografiche, sarà disponibile sulla piattaforma di streaming online dal 1 novembre.
Diretto da David Michôd, The King porta sullo schermo la gioventù e l’ascesa al trono del sovrano che William Shakespeare ha osannato nel dramma omonimo. Enrico V è un re giovane, apparentemente insicuro che si ritrova a dover aver a che fare con le congiure di palazzo e che lo spingono alla guerra con la Francia nonostante inizialmente contrario perché da fervido cristiano non sopporta la perdita di vite. E’ anche un sovrano solo che tuttavia acquista fiducia nelle sue capacità grazie all’amicizia e ai consigli di John Falstaff (Joel Edgerton), il cavaliere decaduto e alcolista che gli è stato vicino durante gli anni della sua vita sregolata.
Chalamet, 24 anni, candidato all’Oscar per il film ‘Chiamami col tuo nome’ di Luca Guadagnino, sa interpretare magistralmente le varie fasi della vita del sovrano inglese. Come ha detto durante la 76/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha voluto raccontare la storia giovane pieno di fragilità che lotta con il peso della sua discendenza. ‘Volevo solo raccontare la vita del buon principe Hal – ha spiegato -. Enrico V non è un gladiatore, lui stesso non crede nella battaglia, nella guerra. E’ stato bello però interpretare un uomo, in un’epoca di mascolinità tossica che non sia la caricatura di questo genere”.

Nel West Village rivive la storia degli ebrei di Rodiomaggio a Stella Levi, che usci’ viva da Auschwitz

NEW YORK30 ottobre 201920:40

In una vecchia “carriage house” nel cuore del West Village torna a vivere la comunità ebraica di Rodi sterminata ad Auschwitz nel 1944. L’installazione dal titolo evocativo “Los Corassones Avlan” (“I cuori parlano”, da un proverbio sefardita) permette scoprire la cultura e le tradizioni degli ebrei di quest’isola cosi’ vicina alla costa della Turchia che fu possedimento coloniale italiano dal 1912.
Al centro di tutto c’e’ Stella Levi, una dei 161 “Rodeslis” (come si definivano gli ebrei della Juderia di Rodi, 4.000 prima della seconda Guerra Mondiale) usciti vivi dopo la deportazione nei lager permessa dagli italiani nel luglio 1944: il piu’ lungo trasporto verso un campo della morte pose da un giorno all’altro fine a una delle piu’ antiche e diverse comunità ebraiche del Mediterraneo.
Rodi a quell’epoca era un melting pot di popoli e culture: persiana, greca, ellenistica, romana, bizantina, catalana, genovese, veneziana, ottomana. “Leggevamo Freud e Thomas Mann.
Basta con le superstizioni”, ha raccontato l’ultranovantenne Levi in una intervista in vista della mostra creata dal Centro Primo Levi e dalla Rhodes Lewis Historical Foundation e a cui hanno contribuito anche Isabelle Levy, Erin Mizrahi, Rebecca Samonà, Natalia Indrimi e Alessandro Cassin.
Stella era cresciuta in questo centro cosmopolita mediterraneo parlando Ladino (la lingua degli ebrei sefarditi espulsi dalla Spagna nel 1492) oltre al francese e all’italiano. Ispirata dai suoi ricordi, l’installazione multimediale ricrea la storia con la “s” minuscola: a raccontarla sono piccoli frammenti di memorie e una collezione di oggetti di casa Levi (libri e il sontuoso corredo nuziale di una sorella, ad esempio) e altri raccolti dall’avvocato di Los Angeles Aron Hasson in anni di ricerche e scambi tra la sua famiglia e altre della diaspora Rodesli.
“Los Corassones Avlan” e’ ospitato sui due piani di un edificio ottocentesco che condivide il cortile con la birreria belga battezzata in onore del romanzo di Antoine Saint-Exupery “Vol de Nuit”, ma che prima era stato “The Samovar”: popolare bar e cabaret dove sembra Al Jolson abbia mosso i primi passi all’inizio della carriera. L’idea costruisce sul progetto “the Rome Lab”, una installazione del 2017 che esamina la tensione tra memoria personale, storia ufficiale, e dibattito storico contemporaneo: al visitatore e’ chiesto di immaginare un mondo lontano dal nostro ma che all’improvviso potrebbe diventare il nostro alla luce dei tempi turbolenti in cui viviamo.

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Daniele Silvestri e la sfida vinta dei palasport
Anche politica e ambiente ne La Terra dal vivo sotto i piedi

29 ottobre 2019 06:11

Tre ore piene. Di musica, ma non solo. Di emozioni, di scommesse fatte e vinte, di sogni che hanno preso forma, di timori che sono stati superati, di festeggiamenti mascherati da non-festeggiamenti (o viceversa).
Daniele Silvestri, dopo un’attesa durata 25 anni, ha debuttato ieri sera – non senza un po’ di batticuore previgilia – a Roma (e non poteva essere altrimenti) con La Terra dal vivo sotto ai piedi, il suo primo tour nei palasport. Tre ore, che sarebbero potute diventare quattro o cinque per l’intensità, l’energia e la passione che ci hanno messo gli artisti sul palco e il pubblico sugli spalti. “Ma poi diventa sequestro di persona”, scherza durante il live il cantautore, immaginando per la nuova avventura un palco senza confini, senza quinte, aperto su tutti i lati e al centro del parterre. E lui al centro su una piattaforma girevole coperta di terra, richiamo al titolo dell’ultimo album (La Terra sotto i piedi), circondato da 9 musicisti e accompagnato in tutte le date del tour dalle incursioni del rapper Rancore, con il quale ha condiviso anche l’esperienza sanremese e il brano Argentovivo (in video anche Caparezza, Manuel Agnelli e Shorty, mentre sul palco è arrivato Andrea Vincenzo Leuzzi degli Otto Ohm).
Il tour coincide con i 25 anni di carriera di Silvestri, ma assicura lui, è un caso, “ce ne siamo resi conto solo a progetto già iniziato”. E a dimostrazione di ciò, è uno show costruito intorno all’ultimo disco. Non mancano le concessioni all’amarcord, in particolare con un mini-concerto di 37 minuti a metà del live, con brani in ordine cronologico dal 1994 al 2016 (si parte da Dove sei per arrivare a La mia casa, passando da Desaparecido, Occhi da orientale, 1000 euro al mese, Monetine) e una carrellata di immagini a ripercorre quegli anni. La caduta del muro di Berlino e la serie cult il principe di Bel Air, Falcone e Borsellino e le stragi di mafia, Kurt Cobain, il rigore sbagliato da Baggio ai Mondiali, Bettino Craxi (fischiato), il magistrato Antonio Di Pietro e Tangentopoli, la discesa in campo di Silvio Berlusconi (fischiatissimo). E poi un giovane Silvestri al Festival di Sanremo del 1995 con L’Uomo col megafono. “Alcuni degli eventi di quegli anni hanno determinato quello che è successo poi e quello che siamo diventati”, sottolinea l’artista prima di lasciare spazio al videoracconto che ha traghettato gli spettatori fino ai giorni nostri: il sangue al Bataclan, il dramma dei naufragi e dell’immigrazione, l’incendio di Notre Dame e la caduta del ponte Morandi a Genova.
Quando sullo megaschermo compare il volto di Matteo Salvini il Palazzo dello Sport viene giù per i fischi, per emozionarsi subito dopo con le lacrime di capitan Totti il giorno dell’addio alla Roma. Greta Thunberg scatena gli applausi, così come Andrea Camilleri nel suo discorso sull'”altro, che non è altro che me stesso allo specchio”.
Silvestri, del resto, non si è mai tirato indietro davanti all’impegno politico e sociale. Quando attacca L’appello, brano dedicato a Paolo Borsellino, in platea sventolano decine di agende rosse. “Non dobbiamo mai smettere di chiedere verità allo stato”, dice, e quando intona Le navi, sull’immigrazione, spiega: “è diventata una canzone sovversiva, e allora la faccio proprio per quello e mi piace ancora di più farla”.
A penalizzare un live potente, uno show costruito magistralmente, la pessima acustica del palazzetto di Roma.
“Sapevamo che ci saremmo dovuti confrontare con la situazione peggiore – ammette Silvestri -. Anche per questo alcuni brani più parlati sono stati lasciati fuori. Sono anni che si parla di metterci mano, ma finora non è stato fatto”.
Si replica l’8 novembre a Padova, il 9 a Rimini, il 15 a Bari, il 16 a Napoli, il 22 a Milano, il 23 a Torino.

Wertmuller ‘stella di Hollywood’, “onore rappresentare l’Italia”

29 ottobre 201913:09

Lina Wertmuller è una stella di Hollywood. Da oggi anche con la stella sulla Walk of Fame al 7065 di Hollywood Boulevard,a a 300 metri dal Chinese Theatre.
“Sono onorata, vi ringrazio tutti. Ho una responsabilità grande, rappresentare l’Italia” ha detto la regista per vedere la quale sulla strada si era radunata una folla di persone che la incitavano e festeggiavano.
Sul palchetto sistemato in prossimità della stella, si sono susseguiti interventi di personalità del cinema, autorità locali e la console Silvia Chiave. Lo sceneggiatore premio oscar Steven Zaillian (Schindler’s List e ora al cinema con The Irishman di Scorsese) ha ricordato la filmografia della Wertmuller, “questa lady dietro gli occhiali – ha detto- appartiene all’età d’oro del cinema italiano con Fellini, Rossellini, Visconti, Bertolucci. Per me e per molti altri sei stata una fonte di ispirazione”.
Hanno parlato l’attore David O’ Russell, Joe Buscaino consigliere comunale di Los Angeles della comunità italo americana di 40mila persone, mentre l’attore e regista Eli Roth ha fatto ridere tutti i presenti raccontando di quando all’Ischia Film festival sette anni fa prese una sonora sberla dalla Wertmuller per aver detto di essere un “fan di Bombolo”.
Pascal Vicedomini, cui si deve la promozione della stella sulla Walk of Fame presso la Camera di Commercio, si è emozionato ricordando il legame 25ennale con Lina, “un lungo sodalizio d’amore cominciato grazie a Tony Petruzzi, il suo protagonista nei Basilischi. Ho avuto lei accanto per miei progetti Capri Hollywood , Los Angeles Italia, Ischia Global.
Sono onorato della sua amicizia e felice di festeggiare qui oggi una grande donna italiana”. Finale di cerimonia con ‘O sole mio cantata dal vivo da Ivana Canovic.

Martins, dalle favelas oltre la ribellioneLo scrittore, in Brasile un nuovo movimento di linguaggio e arte

29 ottobre 201910:38

E’ stata sua nonna, raccontandogli storie di vita reale, invece di dolci e mielose favole, a inculcargli la passione per la lettura e poi per la scrittura. “Avevo 4 o 5 anni ed ero affidato a lei – spiega Geovani Martins, 28 anni, considerato il fenomeno letterario emergente in Brasile – Mi teneva tranquillo con queste sue storie, alcune vere, altre no, ambientate nella favela dove vivevamo, potrei quasi dire che lei è stata la mia prima scrittrice”.
Martins, lunghi capelli ricci e scuri, è a Milano in questi giorni, e per la prima volta in Italia, per presentare ‘Il sole in testa’, il suo primo libro (Mondadori, 122 pagine). Tredici racconti con protagonisti i giovani delle baraccopoli, in particolare Rocinha, la più grande del mondo, oltre 70.000 persone. Storie scritte da chi conosce bene quel mondo, il suo gergo, le dinamiche, le difficoltà (lui stesso ha smesso di studiare molto presto per guadagnarsi da vivere con i più svariati lavori), senza voler giudicare. “Ma soprattutto uscendo dai soliti stereotipi con cui finora gli scrittori hanno trattato questo argomento – dice Martins – Mi interessava non tanto sottolineare la ribellione che può scaturire da situazioni come quelle, ma la frizione sociale che rappresenta, è arrivato il momento di riscrivere la storia di queste realtà e per fortuna c’è un movimento di scrittori, ma anche giornalisti, artisti che lo sta facendo, siamo i primi giovani che arrivando dalle periferie sono riusciti a rompere un mercato culturale chiuso, sia entrando nelle università che scrivendo libri come me, con altri linguaggi e immaginazione”.
“Confesso di essere rimasto un po’ deluso quando ho cominciato a girare e credevo di trovare la stessa tendenza – aggiunge – Ad esempio a Bogotà cercavo nelle librerie libri di giovani scrittori che arrivano dal mio stesso mondo, dalle periferie o dalle comunas spagnole, invece niente”. I racconti parlano anche di momenti felici e spensierati (il bagno in mare, le prime passioni) nonostante la povertà, la droga, gli scontri con la polizia che li tiene costantemente sotto controllo. “Lì è così – dice Martins – Da anni c’è la Unidade de Policia Pacificadora: dovrebbero combattere i narcotrafficanti, invece considerano tutti dei banditi, nel 2011 erano state 150 le persone uccise.
Nel 2019, 1300”.
Proprio agli anni in cui la Upp ha cominciato la sua attività nelle favelas è dedicato il prossimo libro che conta di far uscire entro la fine del 2020. Per quanto riguarda il suo paese, ha una visione poco felice e pessimista. “Molti giovani come me ne sono coscienti che il governo Bolsonaro porta solo violenza – dice – ma tanti altri sono invece entusiasti di quello che ritengono patriottismo, sicurezza: purtroppo il fenomeno delle fake news ha raggiunto metodologie mai attuate prima, ci sono in campo vere e proprie milizie digitali e credo che anche il Papa con i suoi appelli e le sue esortazioni potrà fare ben poco”.
Spera invece di tornare presto in Italia e portarci anche sua madre. “Il vostro per me è un paese di riferimento e mi incuriosisce tutto – ammette – Certo, le prime cose che mi vengono in mente e mi piacciono sono la gastronomia e il calcio, ma nella mia formazione hanno avuto molto peso il vostro neorealismo e gli artisti pop”.

Downton Abbey, affresco di un’epoca di persone d’onoreIn sala il film dalla serie cult. E si pensa a un sequel

29 ottobre 201910:39

“In tempi di Brexit, in cui abbiamo leader ai quali sembra mancare la dignita’, è rassicurante rifugiarsi nell’epoca di Downton Abbey, fra uomini e donne d’onore con tradizioni e valori”. Parola di Jim Carter, interprete di uno dei personaggi piu’ amati del racconto, il maggiordomo Carson, che ritroviamo nella trasposizione cinematografica/sequel diretta da Michael Engler della serie brit cult, in sala dal 24 ottobre coj Universal dopo il debutto italiano nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma.
Tornare insieme ‘”è stata come una grande riunione di famiglia, è un po’ come se non ci fossimo mai lasciati. Rifare tutto per il grande schermo e’ stato un privilegio, come l’accoglienza che stiamo ricevendo’ spiega Michelle Dockery (l’indomita Lady Mary Talbot) e non e’ escluso che il racconto prosegua. ‘C’è già fra noi la febbre per un nuovo sequel, chi lo sa – aggiunge l’attrice -. Se la gente continua a mantenere il proprio entusiasmo, un altro film è possibile”.
In effetti la trasposizione sta confermando l’affetto globale per la serie che in sei stagioni, dal 2010 al 2015, ha raccontato vite, amori, cambiamenti, fra pace e guerra, dal 1910 al 1926, degli aristocratici Crawley, guidati da Robert, Conte di Grantham (Hugh Bonneville) e della loro altrettanto numerosa servitù, in uno splendido maniero nello Yorkshire. Il film, che riprende più o meno da dove la serie aveva lasciato il pubblico, a fronte di un budget di poco piu’ di 41 milioni di dollari ne ha gia’ incassati nel mondo oltre 160 milioni.
La storia, tra sottile ironia e più linee di racconto incrociate, prende il via con una lettera da Buckingham Palace, che annuncia ai Crawley la prossima visita a Downton Abbey dei monarchi, Re Giorgio V (Simon Jones) e la Regina Mary (Geraldine James). Un arrivo che nella famiglia fa prevedere, tra le tante conseguenze, un nuovo scontro, per una questione di eredità, fra la contessa madre Violet (la sempre straordinaria Maggie Smith) e sua cugina, Maud (Imelda Staunton) dama di compagnia della regina.Parallelamente, tra la servitu’ la notizia porta due terremoti: il ritorno temporaneo come maggiordomo di Carson (Carter), che era andato in pensione al posto del recentemente promosso Barrow (Robert James-Collier) e la ‘presa di potere’ sui preparativi a Downton Abbey, da parte del personale dei reali. Tra attentati, figli segreti e nuovi amori, il racconto si snoda con la consueta classe.
“E’ una fantasia romantica di due ore, che ci fa sfuggire per un po’ dagli orrori a cui assistiamo’ sottolinea la pluripremiata Imelda Staunton, moglie nella vita di Jim Carter, felice di entrare nel cast. ‘Era importante per tutti noi fare qualcosa che i fan considerassero un ritorno a casa, ma che potesse far sentire anche a chi non avesse mai guardato la serie di poter entrare in quel mondo – dice il regista -. Ci sono nel racconto archetipi che tutti noi possiamo comprendere, dal rapporto con il capo a quello con colleghi ansiosi o difficili a persone che vanno dritte verso un obiettivo o con un carico difficile da sopportare”.
Il film ha voluto esaltare il valore cinematografico della serie e per la massima veridicitànel mettere in scena rituali e tradizioni ha avuto tra i consulenti anche un esperto che ha lavorato a Buckingham Palace. ‘Abbiamo avuto l’idea del film gia’ dalla terza stagione – dice il produttore Gareth Neame -.
Non volevamo che la serie andasse avanti a oltranza, ma visto che era cosi’ amata in tutto il mondo per la sua qualita’ dagli attori alle ambientazioni, pensavamo che sarebbe stata giusta anche una trasposizione per il grande schermo, soprattutto per ripagare l’affetto dei fan”.

Matera, Piovani e la felicità pericolosaDomani sera lo spettacolo nella Capitale europea della Cultura

MATERA29 ottobre 201911:40

– Musica, parole e teatro: una “felicità pericolosa” arriva nella Capitale europea della Cultura 2019. “Tutto questo è gioiosamente pericoloso, come sono pericolosi gli incontri della vita che ci coinvolgono fino in fondo, che ci mettono felicemente in discussione. A me è capitato tante volte per le strade della musica”: il maestro Nicola Piovani presenta così il senso del viaggio musicale che prende corpo e anima nel suo spettacolo, “La musica è pericolosa – Concertato”, in scena il 30 ottobre, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio di Matera (sold out).

Musica: dal 24 novembre Mika in tour, con biglietti nominaliBarley Arts, da sempre schierati contro il secondary ticketing

29 ottobre 201912:28

– Una tournée di ben 12 date nei palasport italiani, da Nord a Sud: Mika è pronto a partire con il suo Revelation Tour, prodotto nel nostro Paese da Barley Arts, dal 24 novembre all’8 febbraio 2020. Manca meno di un mese al debutto. L’organizzazione è al lavoro su più fronti, e Claudio Trotta patron di Barley Arts ricorda che “ai concerti di Mika sarà d’obbligo il biglietto nominale, per contrastare ogni forma di speculazione e il fenomeno del secondary ticketing.
L’invito è sempre quello di diffidare dai circuiti di vendita alternativi e non comunicati tramite i suoi canali ufficiali”.
La normativa sul biglietto nominale riguarda la messa in vendita dei ticket dopo il primo luglio. Barley Arts informa gli acquirenti sulle modalità che consentono il cambio di denominazione o la rivendita senza lucro. Per le date del tour del 2019 (Torino, Ancona, Roma, Casalecchio di Reno, Montichiari, Livorno, Assago), il cambio nominativo potrà essere effettuato a partire da circa un mese prima del concerto fino al giorno prima: le tempistiche esatte per ogni data saranno pubblicate sui siti dei singoli circuiti di biglietteria ufficiali (Vivaticket, Ticketmaster e Ticketone). Per quanto riguarda i concerti del 2020, le modalità verranno comunicate in seguito.
Tutte le date del “Revelation Tour”: Torino (24 novembre, Pala Alpitour) la prima città del tour italiano di Mika: gli altri live sono il 26 novembre, Ancona (PalaPrometeo); il 27, Roma (Palazzo dello Sport); il 29 Casalecchio di Reno (Bologna, Unipol Arena); il 30, Montichiari (Brescia, PalaGeorge); il 2 dicembre, Livorno (Modigliani Forum); il 3, Assago (Milano, Mediolanum Forum); il 1° febbraio 2020, Padova (Kioene Arena); il 2, Bolzano (PalaOnda); il 5, Napoli (Teatro PalaPartenope); il 7, Bari (Palaflorio); l’8, Reggio Calabria (Palacalafiore). http://www.mikasounds.com

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Fiorello: Jovanotti posta lo spot dell’ ‘amico genio’ per il debutto di Viva RaiPlay
‘Lo posto qui senza autorizzazione, certe figate vanno condivise subito’

29 ottobre 201913:22

Lorenzo Jovanotti posta lo spot dell’ “amico genio” Fiorello per il debutto di VivaRaiPlay. ‘Mi ha mandato il promo perché lo vedessi, e non resisto, lo posto qui senza autorizzazione’

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Marracash, la mia ‘Persona’ tra Marra e Fabio
Nuovo album in uscita con Madame, Coez, Luché e altri

29 ottobre 201919:03

Si racconta per intero ma anche per singole parti che compongono l’individuo, Marracash, che giovedì 31 ottobre torna in scena con il nuovo album ‘Persona’. A tre anni di distanza dal precedente lavoro da studio, il rapper milanese ha scelto di scoprire le carte mostrandosi in tutti gli organi che compongono un corpo umano, tra forze e debolezze, e attraverso una scaletta di quindici titoli, ciascuno dei quali idealmente abbinato ad una parte del corpo. Si va dai denti di ‘Body partss’ fino allo stomaco di ‘Greta Thunberg’, passando per tutto, ma proprio tutto, il resto: lo scheletro (‘Qualcosa in cui credere’), il fegato (‘Poco di buono’), il cuore (‘G.O.A.T.’) e persino l’anima (‘Madame’).”Quella di suddividere un album per tracce abbinate a parti del corpo è un’idea che ho da anni – ha spiegato Marracash – e per questo album, che è il mio più personale, mi è sembrata adatta”. Tanto personale nel racconto, quanto punto di arrivo di un percorso e ripartenza verso un nuovo ciclo. “Con questo album è come se Fabio avesse ucciso Marracash – ha confessato il rapper, all’anagrafe Fabio Rizzo – mettendo in un angolo anche la sua presenza ingombrante. Ho scritto tutto in tre mesi, dopo tre anni di pausa, e quando ho ripreso a pensare alle canzoni le parole sono sgorgate con la potenza del sangue che esce da un corpo. Per me questo lavoro segna anche un nuovo inizio e una nuova libertà conquistata”. Per raccontarsi attraverso il suo rap, ma non solo quello, Marracash questa volta ha deciso di coinvolgere anche i colleghi Madame, Coez, Cosmo, Gué Pequeno, Luchè, Mahmood, Massimo Pericolo, Sfera Ebbasta e tha Supreme. A quali tracce abbiano collaborato, Marracash vuole però che resti sconosciuto fino all’uscita dell’album, per dare tempo al suo pubblico di giocare con la fantasia.”Forse è strano pensare ai featuring per un album così personale – ha spiegato la voce delle nuove ‘Bravi a cadere’, ‘Non sono Marra’ e ‘Da buttare’ – ma ciascuno degli artisti è stato chiamato in funzione del concept dell’album e dei pezzi. Tutti hanno aggiunto una parte del loro talento in base al progetto nel quale li ho coinvolti”. Qualche nome che in tanti si sarebbero aspettati tra i featuring di ‘Persona’, è però rimasto fuori. “Non chiamo nel mio disco gli artisti che ammiro – ha detto Marracash – o almeno non solo e non tutti, ma quelli che possono aggiungere qualcosa alla traccia in cui sono ospiti. Un nome tra i tanti la cui assenza mi è stata rimproverata è quello di Fabri Fibra. Non è capitato in questo disco, ma abbiamo tracce insieme e progetti futuri all’orizzonte”.Diverse anche le aree musicali alle quali Marracash ha attinto a piene mani per confezionare il suo ‘Persona’. “Ci sono le canzoni cantate e le parti suonate con gli strumenti veri – ha raccontato il rapper – che magari mi permetteranno di utilizzare una band per il prossimo tour ancora tutto da pensare. Ho sconfinato anche nel rock, che però ha sempre fatto parte del mio dna. Molti che oggi fanno rock, dal quel mondo, alla fine, hanno preso solo la parte glamour e l’etichetta di genere, mentre il rock è prima di tutto un’attitudine”.

Un libro su S. Francesco e il SultanoScritto da padre Fortunato e giornalista Piero Damosso

ASSISI (PERUGIA)29 ottobre 201913:43

– Ad 800 anni dallo storico incontro tra San Francesco e il Sultano Malik Al-Kamil il capo redattore centrale del Tg1,Piero Damosso e il direttore della rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, ripercorrono in un libro, Edizioni San Paolo, le tappe del cammino del Santo di Assisi e dei francescani nel mondo fino all’approfondimento della “straordinaria epoca di rinnovamento” dellla Chiesa con Papa Francesco. Il volume “Francesco e il Sultano. 800 anni da un incredibile incontro” parte – spiega la Rivista San Francesco in un comunicato – da interrogativi “tanto antichi quanto attuali”: come comportarsi con chi, per formazione personale, culturale o religiosa viene da un mondo diverso dal nostro? Come possiamo accettare questa diversità? Come comprenderla e quindi convivere con essa?. “In anni di incertezze e tensioni, economiche e sociali in primis – si legge ancora nella nota -, San Francesco ci giunge in aiuto indicandoci la via, il cammino da intraprendere”.

Nadia Toffa, esce postumo il nuovo libroL’annuncio della madre su Fb, “mi ha chiesto lei di pubblicarlo”

29 ottobre 201914:34

– Dopo ‘Fiorire d’inverno’ (Mondadori), in cui aveva raccontato la battaglia contro il cancro, esce il 7 novembre il nuovo libro di Nadia Toffa, l’inviata e conduttrice delle Iene morta lo scorso agosto a 40 anni. Ad annunciarlo è la madre Margherita sul profilo Facebook di Nadia.
“Cari amici, mi fa piacere informarvi – si legge nel post – che il 7 novembre uscirà nelle librerie “Non fate i bravi”, un libro che raccoglie i pensieri scritti da Nadia negli ultimi mesi e che lei mi ha chiesto di pubblicare. Per me è importante poter condividere con voi questa iniziativa a cui Nadia teneva tanto. I proventi delle vendite saranno devoluti in beneficenza”.
Toffa aveva provato a trasformare il cancro “in un dono, un’occasione, una opportunità”, aveva scritto nel suo primo libro, attirandosi attacchi dagli hater del web e critiche, ma conquistando il plauso del mondo della scienza per l’invito ai malati a seguire le uniche cure certe, la chemio e la radioterapia. E aveva instaurato un filo diretto con i suoi fan, tra sorrisi e immagini postate anche dal letto d’ospedale. Un dialogo che si era interrotto soltanto nelle ultime settimane prima della scomparsa, il 13 agosto.

Leonardo da Vinci, nasce museo a CubaCoincidenza 1519, anno di fondazione Avana e morte genio ‘500

VINCI29 ottobre 201914:52

– Nascerà un museo dedicato a Leonardo da Vinci a L’Avana (Cuba). L’iniziativa è della Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana e la struttura troverà posto all’interno del Castillo de Santo Domingo de Atarés.
L’iniziativa è stata voluta in questo anno specifico in cui cadono due ricorrenze: il 500mo anno dalla fondazione della città caraibica, e quello della morte del Genio. L’Oficina del Historiador ha coinvolto anche l’ambasciata italiana a Cuba che a propria volta ha contattato il Comune di Vinci (Firenze) per una collaborazione. L’8 ottobre la giunta ha approvato una delibera per avviare un rapporto tra i due musei. L’ambasciatore italiano a Cuba, Andrea Ferrari, ha chiesto alla città di Vinci la possibilità di donare al centro caraibico una pietra del Castello dei Conti Guidi, sede del Museo Leonardiano, richiesta alla quale la giunta ha dato il nulla osta. L’inaugurazione del museo cubano è fissata per il 13 novembre.

De Angelis, racconto il sogno dello Zecchino d’oro

Attrice interpreta Mariele Ventre in tv movie Rai1 domenica 3 in prima serata

29 ottobre 201920:50

“Guardavo lo Zecchino d’Oro da bambina, avevo le cassette e i cd, anche mia madre le collezionava. Ho provato ad entrare all’Antoniano per superare una mia diversità: la voce da “orco” nel corpo di una bambina! Avevo un timbro eccessivamente basso. Poi sono scappata, ero piccina e avevo timore di esibirmi. Detto questo, ritengo ancora oggi che lo Zecchino d’Oro sia un luogo dove si va per risolvere i problemi”. Matilda De Angelis l’attrice bolognese tra le più richieste tra cinema e tv degli ultimi anni, presta il volto a Mariele Ventre (mitica e indimenticata direttrice del Coro, scomparsa nel dicembre del 1995, ndr) nel film tv I ragazzi dello Zecchino d’Oro, in onda il 3 novembre su Rai1.
Il regista è Ambrogio Lo Giudice, che da bambino partecipò al programma con Cino Tortorella per tutti Mago Zurlì, interpretato da Simone Gandolfo. Nel cast Maya Sansa (Enestina, la mamma del piccolo Mimmo), Valentina Cervi, Ruben Santiago Vecchi e Stefano Pesce. “Questa storia – ha spiegato nel corso della presentazione a Viale Mazzini Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction – è importante per la capacità di riportare la memoria in quel periodo in cui si è compiuto, anche attraverso la Rai, il processo di unificazione del paese.  Lo Zecchino d’oro ha il valore di ricordare anche il ruolo che la Rai ha giocato nel costruire l’identità culturale del nostro Paese”.

Il regista ha sottolineato: “Questa storia è parecchio autobiografica e l’ho tenuta segreta per molti anni. Poi mi sono reso conto quanto fosse importante per la memoria del Paese. Come le canzoni sono rimaste nella memoria di intere generazioni un nostro patrimonio, da 44 gatti, al valzer del moscerino a Volevo un gatto nero…”. Quali sono gli elementi autobiografici? “Sono stato nel Coro fino ai 7 anni, ma non ho cantato da solista. La sigla di Canzonissima l’ho fatta veramente e ho avuto come maestra Mariele”. Dice la sorella di Mariele Maria Antonietta Ventre: “Sono molto contenta del lavoro di Ambrogio… Mi auguro che questo film possa essere accolto nelle scuole. Lo ritengo uno strumento valido per educare i bambini alla vita. Questo è stato il messaggio di Mariele: utilizzare la musica come strumento per educare alla vita. Il ministero ha riconosciuto il repertorio del Coro come un valido strumento contro la dispersione scolastica”.
La storia è ambientata nella Bologna degli anni 60. Mimmo, 9 anni, è quello che oggi si direbbe un bambino difficile. Figlio di immigrati dalla Sicilia, alla scuola e allo studio preferisce la vita di strada con il fratello maggiore, Sebastiano. Il ragazzino ama cantare e ha un orecchio musicale, così un giorno la madre, Ernestina, lo porta a un provino per un concorso canoro. Un consiglio del suo insegnante: forse la musica potrà salvarlo. Quel provino è l’inizio di uno spettacolo destinato a entrare nella storia della tv: lo Zecchino d’Oro. Mimmo viene preso insieme ad altri bambini di ogni provenienza e classe sociale. Fra questi, Gaetano e Caterina, figlio di un carabiniere e di una madre ambiziosissima lui, figlia di importanti imprenditori lei. I tre diventano presto inseparabili e, sotto la guida della giovane Mariele (De Angelis), imparano a conoscere la musica e a cantare insieme.
Mariele, con Cino Tortorella, guida i bambini nella prima edizione televisiva dello Zecchino d’Oro. Per non abbandonarli, una volta che lo spettacolo è andato in onda, Mariele ha l’idea di una formazione stabile, che sia una vera scuola di musica e di vita: nasce così il Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano.

Camera, progetto fotografo BonaventuraCon Elisa Del Prete per i 30 anni da caduta del muro di Berlino

TORINO29 ottobre 201915:23

– Un viaggio nella memoria, un cambiamento epocale osservato da un punto di vista inusuale. E’ il progetto artistico del fotografo Tommaso Bonaventura per i 30 anni della caduta del muro di Berlino, che Camera Centro Italiano per la Fotografia propone da domani 30 ottobre fino al 6 gennaio.
La mostra ‘100 marchi – Berlino 2019’ è il racconto del Begrussungsgeld, il denaro di benvenuto che dal 1970 al dicembre 1989 i cittadini della Ddr ricevevano quando entravano nella Germania Ovest per la prima volta: tutti ricordano il giorno in cui sono andati in banca a ritirare i 100 marchi, che per molti ha coinciso con il primo giorno di vita all’Ovest. Bonaventura, con la curatrice Elisa Del Prete, propone – attraverso foto e video – una Berlino fatta di volti, luoghi e storie, ricostruita attraverso 35 interviste. La mostra si articola in più sedi: a Torino Camera e il Museo del Risparmio, a Trento le Gallerie della Fondazione Museo Storico del Trentino e a San Vito al Tagliamento la chiesa di San Lorenzo.

Murales per disco tributo a GucciniSvelato a Bologna, autore è lo stesso del bacio Salvini-Di Maio

BOLOGNA29 ottobre 201915:31

– Un murales pro integrazione per lanciare il nuovo disco ‘tributo’ di alcuni dei più importanti artisti italiani a Francesco Guccini. A realizzarlo a Bologna, sotto il ponte di via Libia, il writer ‘Tvboy’, reso celebre in questi mesi da alcune opere ispirate alla politica italiana rappresentati sui muri di Roma e non solo, come ‘Amor Populi’, il bacio tra Salvini e Di Maio.
Il murales sarà anche la copertina del disco ‘Note di Viaggio – capitolo 1: venite avanti…’, in uscita il 15 novembre, e rappresenta un barcone arancione tra un mare blu e un cielo azzurro di nuvole. A bordo sono raffigurati gli artisti che hanno collaborato al progetto, interpretando alcuni dei temi più famosi di Guccini (la track-list è ancora segreta): fra gli altri Manuel Agnelli, Ligabue e Brunori. Allo svelamento dell’opera, oltre a Tvboy, ha partecipato lo stesso Guccini, che per una mattina ha abbandonato la sua Pavana per tornare in Cirenaica, dove ha abitato per anni nella storica via Paolo Fabbri.

Egizio Torino, 200.000 a mostra RioNei primi 17 giorni d’apertura, esposizione fino al 27/1

TORINO29 ottobre 201915:32

– A Rio de Janeiro è ‘egittomania’: in 17 giorni sono stati superati i 200 mila visitatori alla mostra allestita con i reperti del Museo Egizio nel Centre Cultural do Brasil. Inaugurata il 18 ottobre, propone 140 pezzi della collezione egittologica torinese e sarà visitabile fino al 27 gennaio 2020. Poi il tour a San Paolo, Brasilia e Belo Horizonte.
“E’ emozionante vedere come la cultura millenaria dell’antico Egitto sia in grado di accendere l’interesse e la passione del pubblico a ogni latitudine, attirando così tanti visitatori alle mostre che il Museo Egizio sta portando nel mondo”, commenta il direttore Christian Greco. “L’attività internazionale del museo – aggiunge la presidente Evelina Christillin – è quanto mai dinamica: la mostra a Rio de Janeiro si aggiunge alla tournée statunitense in corso, dopo il debutto a San Pietroburgo nel 2017 e le felicissime esperienze in Canada e in Cina, che hanno superato la cifra record di 4 milioni di visitatori”.

A Cinecittà il MIAC, patrimonio di sogni italianiFranceschini a Museo Audiovisivo e Cinema, ‘qui storia e futuro’

30 ottobre 201909:06

Lo spogliarello di Sophia Loren in Ieri, oggi e domani, la maschera inimitabile di Totò, lo sguardo enigmatico di Marcello Mastroianni, il volto di Luigi Lo Cascio ne I cento passi, mescolati agli sceneggiati, alle sigle, alle inchieste, ai programmi più popolari della televisione, fino ad arrivare al premio Oscar che ieri Lina Wertmüller ha ricevuto per la sua carriera: c’è davvero uno stupefacente patrimonio di sogni, speranze, battaglie e delusioni degli italiani nel MIAC, il Museo dell’Audiovisivo e del Cinema che oggi è stato inaugurato in anteprima negli studi di Cinecittà alla presenza del ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini e che aprirà ufficialmente al pubblico il prossimo dicembre.
Voluto e finanziato con 2.5 milioni di euro dal Mibact attraverso il piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”, previsto dalla legge istitutiva dell’Art Bonus e varato nel 2015 (l’idea venne proprio a Franceschini in occasione della mostra allestita 5 anni fa al Vittoriano per i 90 anni del Luce), il museo utilizza i materiali dei poderosi e preziosissimi archivi dell’Istituto Luce (che lo ha realizzato), delle Teche Rai e del Centro Sperimentale di Cinematografia per costruire un’esperienza multimediale capace di far immergere il visitatore in un mondo di immagini in movimento, di luci e suoni.
L’obiettivo è svelare il racconto di 120 anni di storia italiana, una storia che il cinema e l’audiovisivo hanno saputo declinare al meglio, interpretando l’anima, ma anche vizi e virtù, di un popolo intero e documentando la crescita e l’evoluzione sociale di un Paese: centinaia di film e filmati d’archivio, accanto a documenti, fotografie, interviste, sigle, backstage, grafiche, radio, fino alla realtà aumentata e al videogioco trovano posto in un allestimento completamente interattivo, ideato e realizzato da None Collective, in cui però la tecnologia non è fine a se stessa, ma appare piuttosto come uno strumento utile allo storytelling.
A cura di Gianni Canova, Gabriele D’Autilia, Enrico Menduni e Roland Sejko, il museo si sviluppa in 12 ambienti principali su un’area di 1650 mq, nell’edificio (ora completamente bonificato) un tempo sede del Laboratorio di Sviluppo e Stampa, seguendo un percorso tematico (dalla storia del cinema italiano agli attori, dalla lingua al potere, e poi paesaggio, eros, commedia e cibo, musica, maestri e infine, futuro). Impressionanti i due elementi che rappresentano una sorta di spina dorsale del MIAC: la Timeline, un graffito animato lungo una parete di 30 metri in cui vedere e toccare date ed eventi della storia dell’audiovisivo, e il Nastro trasportatore, il rullo originale di oltre 40 metri che un tempo trasportava le pellicole per le lavorazioni e che ora accoglie i pensieri dei visitatori. Da qui partono e si intrecciano poi le varie aree tematiche, in un trionfo di suoni e luci (che all’inizio fanno sentire un po’ spaesati, prima di riuscire a orientarsi), di schermi e specchi, e ovviamente di immagini in movimento. Visionario, immateriale e dinamico, il museo – una vera e propria piattaforma dotata di grandi potenzialità – cambierà “pelle” spesso, con continui aggiornamenti dei contenuti e mostre temporanee e, con un biglietto integrato, potrà essere visitato anche in abbinamento a Cinecittà Si Mostra e ai set cinematografici presenti negli Studios.
“Questo museo permette di conoscere la gloriosa storia del cinema tenendo aperta una porta sul presente e sul futuro”, ha detto partecipando oggi all’inaugurazione Dario Franceschini, sottolineando la “rara soddisfazione vedere aprire un museo in così poco tempo e l’imprevedibilità della politica ha fatto in modo che fossi qui da ministro per inaugurarlo”. “Il MIAC è un progetto nazionale, un luogo in cui il cinema, l’audiovisivo, gli archivi e i videogame possono trovare casa ed essere fruiti in modo diverso”, ha aggiunto Roberto Cicutto, presidente e ad Istituto Luce Cinecittà.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tremila sale in Usa per Arctic Dogs, è record
Iervolino, mai accaduto. Ora lavoriamo a web short tv show

LOS ANGELES29 ottobre 201919:15

– Tremila sale in America dal 1 novembre: è l’uscita record di Arctic Dogs, il primo film d’animazione italiano che riesce ad irrompere nel cinema Usa. Lo ha prodotto Andrea Iervolino con Monika Bacardi e arriverà anche nelle nostre sale, con Notorious all’inizio del 2020, mentre in America è distribuito da Entertainment Studios. Il progetto è cominciato nel 2014 con “giovani talenti italiani free lance, dagli autori dello story board a quelli della computer animation”, dice con orgoglio da Los Angeles Iervolino con la città tappezzata dei manifesti dei personaggi del film (evocano visivamente i character di Ice Age).E’ una storia d’avventura per bambini e per famiglie, con un tema ambientale di sfondo (“non abbiamo seguito la moda del momento, già ci era sembrato un tema importante da trattare 5 anni fa”). Aaron Woodley e Dimos Vrysellas sono registi e sceneggiatori del film che ha come voci in America quelle di Jeremy Renner, Heidi Klun, James Franco, Omar Sy, Anjelica Huston e Alec Baldwin, tra gli altri. In breve si racconta di Swifty, una volpe artica (Jeremy Renner) che lavora nell’ufficio postale dell’Arctic Blast Delivery Service, ma ha sogni molto più grandi. Desidera diventare un Top Dog, i corrieri husky stellari dell’Artico. Per provare che può farlo, ordina una delle slitte e consegna un pacchetto misterioso in un luogo segreto. Una volta lì, inciampa su una fortezza nascosta sorvegliata dal malvagio Otto Von Walrus (John Cleese). Swifty scopre il piano del cattivo: perforare sotto la superficie innevata per liberare masse di gas antico per sciogliere l’Artico e diventare il sovrano del mondo. Per fermare questo sinistro schema, Swifty chiede aiuto ai suoi amici: PB (Alec Baldwin), un orso polare nevrotico, Lemmy (James Franco), un albatros sbadato, Jade Fox (Heidi Klum), una ingegnosa ingegnere, Leopoldo (Omar Sy ) e Bertha (doppiato anche da Heidi Klum), due lontre teoriche della cospirazione e Magda (Anjelica Huston), il suo capo arrogante.”Sulla base di questo progetto Iervolino Entertainment Spa ha preso i diritti delle property dei personaggi e creato degli spin off per web short tv show da scaricare sui device o da trasmettere sulle piattaforme. Un formato di 5 minuti che è in rapidissima ascesa come consumo audiovisivo visto che – prosegue Iervolino – scarichiamo tutto sugli smartphone e non abbiamo l’attenzione di seguire a lungo. Stiamo realizzando 500 episodi di Puffins e 180 di Artice Justice secondo una pipeline, ossia il processo tecnico produttivo, totalmente in mano italiana”. Tra le attività di Iervolino Entertainment anche nei giorni scorsi i nuovi accordi di Celebrity Management per la partecipazione degli attori Johnny Depp e Antonio Banderas a programmi televisivi in Italia e in Europa.

Cinema: incendi California, cancellata la prima di TerminatorLa decisione di Paramount. Le fiamme vicine a Los Angeles

NEW YORK29 ottobre 201915:55

– Gli incendi in California fanno saltare la prima e il red carpet per il film ‘Terminator: Dark Fate’. Lo ha annunciato la Paramount Pictures, la casa produttrice assieme alla Skydance del film che avrebbe riunito sullo schermo per la prima volta dal 1991 Linda Hamilton e Arnold Schwarzenegger.
La prima era prevista a Hollywood, ma a causa della vicinanza dei roghi alla città di Los Angeles è stata cancellata. Tra l’altro anche Schwarzenegger, ex governatore della California, è stato tra i residenti costretti ad evacuare. “Se vi trovate in una zona da evacuare – ha scritto su Twitter – non perdete tempo, andate via. In questo momento sono grato ai migliori vigili del fuoco del mondo, i veri eroi che si caricano del pericolo per proteggere i californiani”. Nei giorni scorsi anche la stella del basket LeBron James è stato costretto ad evacuare.

Filarmonica Romana, apre Sol GabettaIl 7/11 la violoncellista in duo con il pianista Nelson Goerner

ROMA29 ottobre 201916:11

– La violoncellista argentina Sol Gabetta, tra le soliste più applaudite della scena internazionale, sarà la protagonista il 7 novembre al Teatro Argentina della serata inaugurale della stagione concertistica dell’ Accademia Filarmonica Romana. Con lei sul palcoscenico il pianista Nelson Goerner, anche lui argentino, per un programma incentrato su capolavori di Schubert, Brahms e Franck per violino e pianoforte, con arrangiamenti specifici per violoncello e pianoforte.
“E’ la prima volta che porto in Italia questo programma, sicuramente insolito per i cartelloni delle stagioni cameristiche -s piega la musicista -. Il repertorio per la formazione violoncello-pianoforte è abbastanza ampio, tuttavia spesso nella vita musicale si sente il bisogno di sperimentare qualcosa di nuovo, spinti dalla curiosità”. Sol Gabetta, premiata nel 2018 con il “Karajan Prize” al Festival di Pasqua di Salisburgo e già solista con le più celebri orchestre al mondo, suona un prezioso violoncello Matteo Goffriller del 1730.
L’ edizione n. 199 della stagione della Filarmonica Romana, firmata dal direttore artistico Andrea Lucchesini, proporrà fino ad aprile 13 concerti dedicati al grande repertorio della musica da camera, dal barocco a oggi, affidati a interpreti di altissimo livello. Tra questi, per omaggiare i 250 anni della nascita di Beethoven, è prevista l’ esecuzione integrale dei suoi Quartetti per archi in quattro appuntamenti con il Quartetto Pavel Haas (5 dicembre), il Belcea Quartet (6 febbraio), il Jerusalem Quartet (20 febbraio) e il Quartetto Hagen (26 marzo).

Pappano e Martha Argerich a Santa CeciliaLa fuoriclasse argentina in concerto per pianoforte e orchestra

29 ottobre 201916:17

– Antonio Pappano e Martha Argerich insieme per un grande Liszt. Promette grandi emozioni il concerto in programma giovedì 31 ottobre per la stagione sinfonica di Santa Cecilia che vedrà impegnata la grande pianista argentina nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Franz Liszt, con il direttore musicale dell’ Accademia Nazionale sul podio. La composizione, che impegnò Liszt per 26 anni, è considerata tra i massimi lavori della letteratura pianistica dell’ Ottocento e rappresenta per la fuoriclasse sudamericana un cavallo di battaglia, proposto per la prima volta al pubblico romano. Argerich torna a Santa Cecilia dopo il bellissimo concerto dello scorso dicembre per la Stagione da Camera in cui ha fatto coppia con Pappano al pianoforte accanto al violoncellista Misha Maisky nella Sonata di Shostakovich.
La grande pianista, protagonista da oltre sessant’anni della scena internazionale, vinse a 24 il prestigioso Concorso Chopin guadagnandosi la definizione di “Pantera nera del piano”.
All’Accademia Nazionale è legata da un lungo rapporto, cominciato nel 1979 e scandito da concerti indimenticabili, tournée internazionali e produzioni discografiche di spicco. Nel concerto all’Auditorium Parco della Musica (che si replica venerdì 1 novembre alle 20:30 e Sabato 2 alle 18) Pappano dirigerà inoltre l’Ouverture dall’Euryanthe di Carl Maria von Weber e la Sinfonia n. 2 di Schumann.
Martha Argerich partirà poi con l’orchestra ceciliana diretta da Pappano nella prima tournée della Stagione, alternandosi con Francesco Piemontesi nelle sei date in programma: Parigi (4 novembre), Berna (5), Ginevra (7), Zurigo (8), Lucerna (8) e Lugano (10).

A Torino Contemporary Art, mostre e luciMese delle arti contemporanee, dodicesima edizione

TORINO29 ottobre 201916:38

– Ritorno a Torino l’appuntamento con il mese dell’arte contemporanea. E’ Contemporary Art Torino+Piemonte – Speciale Autunno, il programma – alla dodicesima edizione – ideato dalla Città di Torino con la Fondazione Crt e tutte le istituzioni che operano nell’arte contemporanea: fiere, mostre, luci, musica, teatro, danza, cinema, notti bianche, laboratori e workshop. Un vero polo d’eccellenza con appuntamenti consolidati come Luci d’artista, che illuminerà le piazze e le vie del centro e delle circoscrizioni con un’opera nuova Miracola, ideata dall’artista Roberto Cuoghi, in piazza San Carlo. Sei le fiere dell’arte – Artissima, Paratissima, The others fair, Flashback, Flat e Dama – alle quali si aggiunge il festival Nesxt sulla produzione artistica indipendente.
Tra i nuovi progetti Nur, concorso di arti visive per giovani palestinesi, con il Walled off Hotel & Gallery di Betlemme, aperto due anni fa dallo street artist Banksy. Lavazza presenta il volume che raccoglie l’esperienza di Toward 2030.

Rai: Santanchè, interrogazione su dati sbagliati Tg1 su FdI

29 ottobre 201917:19

– “La Rai spieghi nella commissione di vigilanza per quale motivo il Tg1 notte, nell’edizione di domenica 27 ottobre, ha diffuso una grafica che riportava una proiezione dei dati elettorali delle ore 00.35, con una copertura del campione del 43% in cui a Fratelli d’Italia si attribuiva il 4% dei voti”. A chiederlo è il capogruppo di FdI nella commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai Daniela Santanchè, che su questo ha presentato un’interrogazione urgente.
“Si è trattato di un errore clamoroso e grave visto che a quell’ora la lista era in realtà accreditata dalla proiezione oltre l’11% dei consensi – continua – E le informazioni giunte nel frattempo dal giornalista in collegamento, non accompagnate da una correzione della grafica trasmessa, non hanno potuto rimediare alla diffusione di un’informazione errata e penalizzante per Fratelli d’Italia e per questo esigiamo di sapere quali misure siano state adottate nei confronti dei responsabili della diffusione attraverso la principale testata giornalistica del servizio pubblico radiotelevisivo di un’informazione palesemente errata e fuorviante”.

Francia: giallo su ipotetico quadro Leonardo Da Vinci’E ritratto Machiavelli’. Direttrice castello ordina expertise.

PARIGI29 ottobre 201917:44

– Giallo in Francia intorno ad un piccolo quadro custodito nel Castello di Valencay, nel centro del Paese. Secondo alcune ricostruzioni l’opera potrebbe essere un ritratto di Niccolò Machiavelli realizzato da Leonardo Da Vinci. Tanto che la direttrice del castello ha annunciato un’expertise per vederci piu’ chiaro. Negli archivi dell’antica dimora storica che fu del Principe Talleyrand, un documento del 1874 menziona effettivamente la presenza di un misterioso ritratto di Machiavelli realizzato da Leonardo. L’opera in legno di 55 cm per 42 che corrisponde al quadro in questione è stata identificata la scorsa primavera nelle riserve di Valencay. Si tratta di un ritratto non firmato di un uomo barbuto, dalla pronunciata calvizie, di cui si ignora l’identità. “Non è perché lo dicono gli archivi che è vero”, commenta Anne Gérardot, direttrice degli archivi locali, che da oltre un anno sta cercando di rispondere al quesito. Da parte sua, la responsabile del castello, Sylvie Giroux, ricorda che “siamo in casa di Talleyrand, un collezionista d’arte molto ricco con magnifiche collezioni”. Per lei l’attribuzione leonardesca “non è impossibile”. L’opera è stata restaurata questa estate e presto sarà oggetto di una nuova expertise tecnica. Mentre si celebrano i cinquecento anni dalla scomparsa di Leonardo in molti sperano che possa trattarsi di un altro quadro di Leonardo. Tra l’altro, sarebbe la prova, finora mai confermata, di un incontro al ‘vertice’ tra due geni toscani.

A Siena una mappa digitale dei luoghi di Federigo TozziProgetto riunirà descrizioni della città in suoi testi

SIENA29 ottobre 201918:05

– Una mappa digitale dei luoghi letterari di Federigo Tozzi (1883-1920) sarà realizzata dal Dipartimento di Filologia e critica dell’Università di Siena nella città del Palio. La narrativa di Federigo Tozzi è ricchissima di descrizioni di Siena: dalle vie e i vicoli del centro storico, alle fonti, all’immediata periferia e ai luoghi in cui è ambientato il romanzo “Con gli occhi chiusi” (Poggio al vento e il convento dei Cappuccini). “Queste descrizioni non ritraggono solo una Siena di primo Novecento per molti aspetti mutata rispetto a oggi, ma possiedono anche una forte carica evocativa, spesso di tipo espressionista e deformante”, spiega il professor Riccardo Castellana che coordinerà il progetto.
“Ricostruire la rete dei luoghi tozziani – aggiunge – significa da un lato raccontare la storia di quei luoghi e dall’altro rileggerli attraverso il filtro della letteratura e dell’invenzione narrativa, per restituirli infine, in tutta la loro profondità, alla cittadinanza, agli studenti delle scuole e dell’università, agli utenti di un turismo culturale esigente che chiede qualcosa in più di un rapido tour dei luoghi e dei monumenti più noti della città”. Il progetto gode di un finanziamento di 12mila euro della Fondazione Monte dei Paschi e consiste nel costruire una mappa, cartacea e virtuale, delle descrizioni letterarie di Federigo Tozzi, e nella creazione di un arredo urbano che segnali quegli stessi luoghi e che, tramite un qr-code, rinvii alla mappa digitale. Oltre alla mappa geolocalizzata online delle descrizioni, alla cartina topografica con informazioni e accessi al percorso digitale e al percorso fisico urbano, è prevista anche la pubblicazione di un volume con l’intera documentazione letteraria e fotografica utilizzata. Oltre al Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne, che cofinanzierà l’iniziativa e garantirà la qualità scientifica dei contenuti, è coinvolto nel progetto anche il Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive, con la dottoressa Sara Ermini, che curerà la progettazione grafica e informatica.

La scalinata di Joker è la nuova star del BronxDopo il film con Joaquin Phoenix, fan in coda per i selfie a New York

29 ottobre 201914:47

C’è un flusso costante di curiosi sulla lunga scalinata del quartiere Highbridge nel Bronx, tra Anderson avenue e Shakespeare avenue, dove è stata girata una scena del film Joker, in cui Joaquin Phoenix balla sulle scale. Alcuni dei residenti non sono felici della novità, perché devono fare zig zag tra i fan che si fanno selfie sui gradini.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

De Luigi ‘cattivo’ in una crime-comedy
In sala Gli uomini d’oro con Edoardo Leo, Morelli e Ragone

29 ottobre 201919:00

– Come in tutti i thriller che si rispettino nessuno è davvero quello che sembra. È il caso de ‘Gli uomini d’oro’ di Vincenzo Alfieri, film tratto da una storia vera, con un Fabio De Luigi inedito e molto cattivo. Una sorta di crime-comedy che arriva in sala il 7 novembre in 300 copie distribuite da 01 con nel cast anche Edoardo Leo, Giampaolo Morelli, Giuseppe Ragone, Mariela Garriga, Matilde Gioli, Susy Laude e con la partecipazione di Gian Marco Tognazzi.Siamo nella fredda Torino del 1996 e Luigi (Morelli), impiegato postale molto napoletano sogna la baby pensione e una vita in Costa Rica. Ma la pensione non arriva e così si passa al piano b: rapinare il furgone portavalori che guida tutti i giorni. E questo anche se così rischia di perdere Anna (Gioli), la bella ragazza incontrata in una folle notte. Un colpo grosso, il suo, studiato in tutti i particolari, un piano perfetto. Un disegno criminale per cui avrà bisogno dell’aiuto del suo migliore amico Luciano (Ragone), pugliese, juventino ed ex postino quarantenne insoddisfatto, e soprattutto dell’ambiguo collega Alvise (De Luigi), apparentemente tutto casa e famiglia. Nella banda approda poi anche un ex pugile, il Lupo (Leo), ex pugile, legato a Gina (Garriga) e a Boutique (Tognazzi), uno stilista d’alta moda con un’insospettabile doppia vita.”Una storia che parte come ‘I soliti ignoti’ e finisce come ‘Le iene’ – spiega Alfieri al suo secondo film -, un crime e una commedia allo stesso tempo che parla più che della rapina, delle persone che ne fanno parte”. La scelta di Fabio De Luigi? “Sono sempre stato un suo fan, sono cresciuto con lui, ma una volta l’ho visto mentre aspettava di recitare ed era del tutto diverso, così serio. Ho pensato allora che era perfetto per un ruolo da cattivo a cui nessuno aveva mai pensato prima”. Dice infine lo stesso Fabio De Luigi: “Per fare il personaggio di Alvise mi sono attenuto alla sceneggiatura, ma devo dire che sono stato contento di misurarmi con qualcosa di totalmente diverso da quello che faccio in genere”.

Martins, dalle favelas oltre la ribellioneLo scrittore, in Brasile un nuovo movimento di linguaggio e arte

29 ottobre 201919:35

E’ stata sua nonna, raccontandogli storie di vita reale, invece di dolci e mielose favole, a inculcargli la passione per la lettura e poi per la scrittura. “Avevo 4 o 5 anni ed ero affidato a lei – spiega Geovani Martins, 28 anni, considerato il fenomeno letterario emergente in Brasile – Mi teneva tranquillo con queste sue storie, alcune vere, altre no, ambientate nella favela dove vivevamo, potrei quasi dire che lei è stata la mia prima scrittrice”.
Martins, lunghi capelli ricci e scuri, è a Milano in questi giorni, e per la prima volta in Italia, per presentare ‘Il sole in testa’, il suo primo libro (Mondadori, 122 pagine). Tredici racconti con protagonisti i giovani delle baraccopoli, in particolare Rocinha, la più grande del mondo, oltre 70.000 persone. Storie scritte da chi conosce bene quel mondo, il suo gergo, le dinamiche, le difficoltà (lui stesso ha smesso di studiare molto presto per guadagnarsi da vivere con i più svariati lavori), senza voler giudicare. “Ma soprattutto uscendo dai soliti stereotipi con cui finora gli scrittori hanno trattato questo argomento – dice Martins – Mi interessava non tanto sottolineare la ribellione che può scaturire da situazioni come quelle, ma la frizione sociale che rappresenta, è arrivato il momento di riscrivere la storia di queste realtà e per fortuna c’è un movimento di scrittori, ma anche giornalisti, artisti che lo sta facendo, siamo i primi giovani che arrivando dalle periferie sono riusciti a rompere un mercato culturale chiuso, sia entrando nelle università che scrivendo libri come me, con altri linguaggi e immaginazione”.
“Confesso di essere rimasto un po’ deluso quando ho cominciato a girare e credevo di trovare la stessa tendenza – aggiunge – Ad esempio a Bogotà cercavo nelle librerie libri di giovani scrittori che arrivano dal mio stesso mondo, dalle periferie o dalle comunas spagnole, invece niente”. I racconti parlano anche di momenti felici e spensierati (il bagno in mare, le prime passioni) nonostante la povertà, la droga, gli scontri con la polizia che li tiene costantemente sotto controllo. “Lì è così – dice Martins – Da anni c’è la Unidade de Policia Pacificadora: dovrebbero combattere i narcotrafficanti, invece considerano tutti dei banditi, nel 2011 erano state 150 le persone uccise.
Nel 2019, 1300”.
Proprio agli anni in cui la Upp ha cominciato la sua attività nelle favelas è dedicato il prossimo libro che conta di far uscire entro la fine del 2020. Per quanto riguarda il suo paese, ha una visione poco felice e pessimista. “Molti giovani come me ne sono coscienti che il governo Bolsonaro porta solo violenza – dice – ma tanti altri sono invece entusiasti di quello che ritengono patriottismo, sicurezza: purtroppo il fenomeno delle fake news ha raggiunto metodologie mai attuate prima, ci sono in campo vere e proprie milizie digitali e credo che anche il Papa con i suoi appelli e le sue esortazioni potrà fare ben poco”.
Spera invece di tornare presto in Italia e portarci anche sua madre. “Il vostro per me è un paese di riferimento e mi incuriosisce tutto – ammette – Certo, le prime cose che mi vengono in mente e mi piacciono sono la gastronomia e il calcio, ma nella mia formazione hanno avuto molto peso il vostro neorealismo e gli artisti pop”.

Raggiunto accordo su La PerlaRegione E-R si impegna, azioni di accompagnamento al lavoro

BOLOGNA30 ottobre 201909:23

Raggiunta, ieri sera dopo ore di confronto, un’intesa per la vicenda di La Perla, storica realtà del fashion dell’intimo di Bologna. L’accordo, informa la Regione Emilia-Romagna, oggi a Roma sarà portato al tavolo del Ministero del Lavoro: si aprono la strada della Cassa integrazione guadagni straordinaria e degli incentivi all’esodo.
La Regione si impegna, attraverso l’agenzia regionale per il Lavoro, a mettere in campo azioni e misure di accompagnamento al lavoro per le lavoratrici, per la ricollocazione.