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VI ANTICIPO CHE PURTROPPO CAMILLERI è GRAVE IN OSPEDALE

AGGIORNAMENTO DALLE 12:09 DI DOMENICA 16 GIUGNO 2019

ALLE 12:45 DI LUNEDì 17 GIUGNO 2019

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Miss Mondo Italia 2019 abita a Pompei
Eletta a Gallipoli, rappresenterà il Bel Paese a Miss World

GALLIPOLI (LECCE)16 giugno 2019 12:09

Miss Mondo Italia 2019 è Adele Sammartino, psicologa di 23 anni residente a Pompei, nata a Castellamare di Stabia (Napoli). E’ stata eletta il 15 giugno tra 50 concorrenti a Gallipoli, che ospita il concorso da dodici anni. Seconda Katia Riparelli (Veneto), terza Lorenza Di Cesare (Lazio).Adele rappresenterà il Bel Paese alla finale di Miss World, il 7 dicembre in Thailandia, tentando di conquistare una corona mai indossata da una miss italiana. Alta 1.75, occhi castani chiari, capelli lunghi castani, scuri, da pochi mesi è laureata in scienze e tecniche psicologiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra le specializzazioni, pensa che potrebbe frequentare criminologia o psicologia clinica. Parla inglese, ascolta Ligabue e le piace tutta la musica leggera italiana; pratica fitness. Prima di tre figli, sarà presto zia.E’ fidanzata con Giovanni. Ha dedicato la vittoria “a mamma e papà” che l’hanno spinta ad affrontare la gara “con spensieratezza e il giusto piglio di donna”. La serata di Miss Mondo Italia, condotta da Giorgia Palmas, sarà trasmessa il 18 giugno alle 21 dall’emittente nazionale Donna TV (canale 62 digitale terrestre), con il commento di Roberto Alessi, direttore di Novella 2000. Allo show hanno partecipato anche il nuotatore pluricampione Filippo Magnini, attuale compagno della Palmas, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, l’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete, la cantautrice Bianca Atzei, il cabarettista Pino Campagna.
Martha Graham Dance Company a RavennaCinque coreografie in programma il 17 giugno al PalaDeAndré

RAVENNA16 giugno 201912:56

– Aprire finestre sul futuro senza tradire l’eredità di un nome blasonato come quello di Martha Graham è stato l’impegno di Janet Eilber, responsabile della compagnia da quando la signora della Modern Dance è scomparsa nel 1991. Il programma con il quale la compagnia americana torna a Ravenna Festival lunedì 17 giugno (PalaDeAndré ore 21) ne è un esempio, capace di ricomporre un ritratto vivo e rigeneratore del repertorio di Graham, particolarmente interessante per chi ha assistito all’ultima apparizione su queste scene nel 2005 e ricco di stimoli per i più giovani che non hanno avuto questo privilegio.
Seguendo il filo rosso di questa edizione del Festival – e del tributo al mondo greco – fin nel labirinto del Minotauro, con il (rivisto) ‘Errand into the Maze’, il programma include anche ‘Ekstasis’ ricostruita da Virginie Mécène, il nuovissimo ‘Deo’ di Maxine Doyle e Bobbi Jene Smith, le declinazioni su tema di ‘Lamentation Variations’ e ‘Diversion of Angels’, a completare il quintetto di coreografie.
Diaco, con Io e te racconto le emozioniDal brano di Vasco, nuovo spazio estivo di Rai1 con Milo e Graci

17 giugno 201909:46

– ‘Io e te’. Come recita la canzone di Vasco Rossi. Ma anche come un incontro a due, in cui ci si racconta l’intimità, delicata, dei sentimenti. È il nuovo spazio del pomeriggio di Rai1, che vede la prima volta Pierluigi Diaco padrone di casa assoluto di un programma della rete ammiraglia, dal 17 giugno, dal lunedì al venerdì alle 14.”Per me è un grande onore – dice lui, classe 1977 – La prima volta che ho messo piede in Rai avevo 18-19 anni, a via Asiago, per un programma radiofonico che si chiamava Punto d’incontro. Ricordo che in studio c’erano ancora i tecnici con i camici bianchi. Ero un ragazzino molto presuntuoso e piuttosto arrogante, forse perché cercavo il mio papà che è morto quando avevo cinque anni. La ricerca di una figura maschile che potesse proteggermi mi accompagnava e mi accompagna tuttora. Ma oggi – riflette – torno con una nuova consapevolezza, una maturità e gioia interiore che in passato non avevo”. Il nuovo programma, racconta, “è nato da un sabato pomeriggio trascorso insieme al direttore di Rai1 Teresa De Santis e dal nostro comune amore per la musica e la radio”. Non a caso l’idea del titolo arriva da una canzone, ‘Come nelle favole’ di Vasco Rossi, che è anche un po’ l’umore di questo spazio pensato all’insegna della complicità tra il narratore-investigatore delle emozioni Diaco e il pubblico. Più la cifra femminile di due compagne di viaggio come “la regina della tv” Sandra Milo e la “regina dei sorrisi” Valeria Graci.”Per predisposizione culturale – sorride Diaco – sono sempre molto divertito dai settimanali italiani. Leggo di tutto, da Mani di fata a Intimità o le guide tv: sento che in me abita una signora”. Ogni pomeriggio si parte dunque con una prima parte, Ad armi pari: un pacato confronto sugli argomenti di costume e società di cui tutti parlano sotto l’ombrellone o in città nella calda estate italiana. In studio, due squadre di opinion leader e quattro opinionisti portavoce difendono le ragioni dell’uno e dell’altro schieramento, con una finestra sempre aperta sui luoghi più divertenti o vissuti della stagione, dai centri benessere alle piscine pubbliche, i condomini, i centri anziani o i parchi. Il secondo spazio, Come nelle favole, si sofferma invece sui sentimenti, con Diaco a tu per tu con una coppia e la loro storia di vita a settant’anni, narrata attraverso la canzone del cuore, l’album delle nozze, le foto dei nipotini, gli oggetti della loro casa. A Sandra Milo e Valeria Graci, la Posta del cuore cui Sandra risponde in diretta, con la spontaneità che la contraddistingue. Infine, la terza parte è dedicata a un’intervista ‘emotiva’, intima e confidenziale, a personaggi noti e amati dal pubblico, come Bruno Vespa, Lino Banfi, Francesco Giorgino, Paola Perego, Antonio Razzi, Albano, Iva Zanicchi.”Il mio stile? Vado a braccio – conclude Diaco – Non ho mai amato gobbi, né la televisione scritta. Gianni Boncompagni mi diceva sempre: ‘Pigi, la tv deve essere jazz, deve suonare come una jam session in cui ognuno mette il suo in diretta’. Questa è l’occasione giusta per omaggiare i suoi tanti consigli. Soprattutto, vorrei cogliere il momento per fare una televisione garbata, gentile, elegante, dolce, anche nel vocabolario. E mi auguro che il mio papà da lassù mi protegga”.

La saga di Etro dai deserti a Star WarsKean, un omaggio al pianeta su cui camminiamo ogni giorno

16 giugno 201914:00

– Il Millennium Falcon è atterrato in un garage milanese per la sfilata di Etro, che dedica la sua nuova collezione uomo a un viaggio che parte dalle galassie di Star Wars per arrivare ai deserti della terra, dipinta al centro della passerella sotto forma di mandala, che viene poi dissolto alla fine dello show “in un omaggio – spiega Kean Etro – al pianeta su cui camminiamo ogni giorno”. Una ‘desert saga’ fatta di nomadismo e riferimenti a mondi lontani, compresi i pianeti dei primi due film del ciclo di George Lucas. Le immagini di Yoda e Luke Skywalker e le locandine dei film ‘L’impero colpisce ancora’ e ‘Guerre stellari’, si stampano su T-shirt, felpe e camicie della capsule nata dalla collaborazione con Lucas Film, di cui 12 pezzi saranno in vendita già dal primo luglio.
Gran finale sulle note dei Pink Floyd con tutti i modelli in camicia e short che camminano sul mandala, dissolvendolo tra gli applausi.
Esce ‘Le amiche di Jane’ sulle eroine del compromesso

16 giugno 201914:20

– Sono “eroine del compromesso, non della ribellione le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ed è questo a renderle moderne”. A mostrarci quanto ancora oggi ci si possa rispecchiare nelle storie raccontate dall’autrice di ‘Orgoglio e pregiudizio’ è Annalisa De Simone nel libro ‘Le amiche di Jane’ che esce in questi giorni nella serie PassaParola di Marsilio, dedicata a brevi memoir di autori italiani che si confrontano con un libro speciale.
“E’ stata una prova di scrittura interessante e un’occasione per capire di più me stessa. Ho usato una prima persona che corrispondeva a me, senza schermarmi dietro a un personaggio” dice la De Simone, 36 anni, scrittrice, attrice e coreografa, che ha esordito nella narrativa nel 2013 con ‘Solo andata’ (Baldini&Castoldi) e con Marsilio ha pubblicato ‘Non adesso, per favore’ e ‘Le mie ragioni te le ho dette’.
“I romanzi della Austen sono tutti una variazione sullo stesso tema: ‘Cosa significa crescere?’ e questa è una parabola universale. Anch’io mi sono fatta le domande che si fa Elizabeth-Lizzy Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’: dove voglio andare? e chi voglio essere?. Però mi sono rispecchiata anche in Austen, scrittrice che ha vissuto una vita piena di desiderio.
Ha descritto tanto dell’amore, ma non ha conosciuto la vita di coppia, è morta vergine a 42 anni ma non sposarsi per lei è stata una dimensione di libertà” spiega la De Simone che partendo dalla sua passione per la Austen ci fa riscoprire la madre del romanzo inglese dell’Ottocento e costruisce un percorso di educazione sentimentale.
Come si sopravvive agli incontri d’amore e alle separazioni? Come si consolano le amiche innamorate di uomini sposati o, se non sposati, bugiardi? Come si fa a essere una donna libera? E quanto conta ancora oggi il matrimonio? Fate quello, sembra dirci la De Simone, che farebbero le eroine di Jane Austen, da Elizabeth Bennet a Fanny Price, a Emma e Wickham, per non parlare di Darcy.
“L’orgoglio negli scritti della Austen oscilla sempre tra virtù e vizio, può essere anche amor proprio. Rileggendola mi sono resa conto che le emozioni che racconta sono profondamente moderne, perché l’intelligenza che chiede alle sue eroine ventenni è pratica. Elizabeth non è molto bella né colta, ma nella sua parabola di crescita non si mette mai in testa di fare una rivoluzione sociale, vive i limiti della sua condizione storica cercando di trovare un suo posto. Tutte le eroine della Austen subiscono una forte umiliazione e attraverso questo diventano più capaci di leggere il mondo per come è. Dai sogni infantili al compromesso con la realtà, è un po’ quello che crescendo accade a tutti, uomini e donne” dice la scrittrice.
Inoltre la Austen, che secondo la De Simone “è più ribelle delle sue eroine”, non stravolge “il canone del lieto fine, ma porta a guardare l’ambiguità della vita interiore. Le protagoniste sono figure positive, ma capaci di sentimenti biechi. Questo rende tutto più incerto e inaffidabile ed è un altro elemento moderno”. L’equivoco che invece ancora oggi rimane è di considerare l’autrice di ‘Ragione e sentimento’ ed ‘Emma’ adatta a una platea femminile. “Questo mi stupisce, perché i suoi romanzi parlano di noi in modo così profondo da diventare universali” sottolinea la scrittrice, che dal 2017 è presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo e nel libro ci regala anche divertenti aneddoti.

Sicilia in mostra tra parole e immaginiGuttuso, Marchesi e diari dall’Archivio Santo Stefano a Taobuk

16 giugno 201914:36

– Un doppio viaggio, pittorico e narrativo, per raccontare la Sicilia tra ‘800 e ‘900. Ce lo fa compiere ‘Questa è la certezza del cuore. La Sicilia nello sguardo degli artisti e dei suoi figli’, la grande mostra della nona edizione di Taobuk, il festival internazionale del libro di Taormina ideato e diretto da Antonella Ferrara al via il 21 giugno. Il paesaggio siciliano e la vita delle persone vengono raccontati attraverso i diari dell’Archivio di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, e attraverso i dipinti di artisti che fanno parte delle collezioni della Fondazione Sicilia. Ci sono la natura e gli esseri umani, i paesaggi di Antonino Leto, le sagrestie di Salvatore Marchesi, le visioni di Renato Guttuso, gli scorci agresti di Francesco Lojacono, le vedute di Francesco Zerilli e i cortei in nero di Pippo Rizzo.
Donne curve sui campi e preti nascosti nel confessionale, strade impolverate e fontane barocche. La mostra si inaugura a Palazzo Ciampoli il 22 giugno e resterà aperta fino al 15 luglio.
‘La colpa è sempre di un altro’, il monologo agrodolce di Valerio Mastandrea fa il giro del webIl testo scritto da Mattia Torre e recitato a ‘Propaganda Live’ fa sorridere e riflettere

SA16 giugno 201922:53

In Italia “è sempre colpa di un altro, di quello che è venuto prima…”, è una “piccola magia tutta italiana” quella di “milioni di cittadini, nessuno con una responsabilità”. E uno dei pessaggi del divertente e amaro monologo scritto da Mattia Torre e letto da Valerio Mastrandrea a ‘Propaganda Live’ di Diego Bianchi e che sta facendo il giro del web, impazzando sui social. Dal dentista, al meccanico, all’idraulico, al governo di turno, il refrain è sempre quello: ‘La colpa è di quelli di prima…”.

Big Little Lies 2, arriva Meryl StreepSi aggiunge a Kidman, Witherspoon, Dern. Su Sky Atlantic dal 18

17 giugno 201909:44

Sullo sfondo ancora Monterey, la tranquilla cittadina sul mare della California centrale, e poi intrighi e gialli. Dopo anni di vizi privati e pubbliche virtù, per le protagoniste la facciata immacolata che ne copre le ferite sta per sgretolarsi. L’attesa è quasi finita: è in arrivo la seconda stagione della serie Big Little Lies, in onda su Sky Atlantic dal 18 giugno alle 21.15. Tratto dal romanzo omonimo di Liane Moriarty, lo show ha dalla sua anche un cast di volti arcinoti di Hollywood: Reese Witherspoon (Madeline Martha Mackenzie), Nicole Kidman (Celeste Wright), entrambe anche coproduttrici, Laura Dern (Renata Klein), Shailene Woodley (Jane Chapman), Zoe Kravitz (Bonnie Carlson).Ma non è tutto: new entry è una vera e propria leggenda vivente, la plurivincitrice di Oscar Meryl Streep nei panni della suocera della Kidman che che arriva pronta a tutto pur di far luce sulla morte del figlio Perry. Dunque guai in arrivo. Nella nuova stagione, le cinque amiche dovranno affrontare le conseguenze di quella “grande piccola bugia” con cui si è chiusa la prima serie e saranno chiamate a fare appello a tutta la forza interiore di cui sono dotate per superare i traumi che hanno segnato le rispettive esistenze. Le nuove storie riprenderanno dal finale dell’ultimo sconvolgente episodio e continueranno a raccontare i segreti, i misteri e i sentimenti delle cinque protagoniste.I primi sette episodi hanno ottenuto il consenso sia del pubblico sia della critica facendo incetta di premi agli Emmy e ai Golden Globe del 2017, ottenendo rispettivamente cinque e quattro riconoscimenti, tra i quali il Golden Globe come Miglior miniserie, Miglior attrice in una serie per Nicole Kidman e Miglior attore non protagonista in una serie per Alexander Skarsgrd (Perry). Ancora una volta al centro dello show sarà una storia tutta al femminile, questa volta anche nello sguardo di chi la dirige: la seconda stagione di Big Little Lies segnerà infatti il debutto dietro la macchina da presa di Andrea Arnold, chiamata a raccogliere il testimone di Jean Marc Vellée. Una scelta interessante, che va ad impreziosire la sceneggiatura firmata da Liane Moriarty, autrice del bestseller da cui è nata la prima stagione, Piccole grandi bugie (edito in Italia da Mondadori), e che per questa seconda ha scritto un soggetto ad hoc.Ecco i fatti salienti della prima stagione. Celeste Wright (Kidman) vive a Monterey in un quartiere residenziale di ricchi. Ha due figli gemelli avuti dal marito, Perry Wright. Benché l’uomo incarni il modello di marito e padre che in superficie sembrerebbe perfetto, in realtà se ne scopre presto la vera anima: Perry è un violento psicopatico che vessa da sempre sua moglie con violenze psicologiche e fisiche. Celeste è costretta a nascondere sotto fondotinta e maniche lunghe lividi e ferite, per non scalfire quella superficie perfetta che la sua vita sembra avere. Lo fa per amore dei figli. Quando Celeste scoprirà che il bambino violento della scuola che picchia le sue compagne non è il nuovo arrivato, il figlio della ragazza madre Jane, ma uno dei suoi due gemelli, tutto cambierà per lei. Deciderà di fare il grande passo, quello contrario al fatidico sì: il fatidico no. Lascerà Perry e porterà via i bambini con sé. Alla festa di beneficenza organizzata dalla scuola, però, Perry tenterà di avvicinarla e di farle del male. Ma la solidarietà delle donne della comunità farà da scudo e proteggerà Celeste: Bonnie alla fine spingerà Perry giù da una scalinata, uccidendolo. E le cinque amiche che si ritroveranno in commissariato a dover rispondere alle domande della polizia.Big Little Lies racconta soprattutto di donne – donne in fuga da un passato difficile, madri imperfette, mogli coraggiose, professioniste infaticabili – e di sorellanza: imprevista, difficile, a volte forzata, ma mai come in questa storia centrale e preziosa.

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In Israele torna magia melodie andaluse
La musica al servizio della fratellanza

S. GIOVANNI D’ACRI (AKKO)16 giugno 201916:50

– La magia delle melodie andaluse è tornata a diffondersi fra le mura di San Giovanni d’Acri (Akko), una città che per secoli ha rappresentato un importante crocevia di culture mediterranee e che in questi giorni ha ospitato la seconda edizione del festival internazionale ‘Arabesque’. Vi hanno preso parte artisti e orchestre ritenuti in prima linea nelle esecuzioni di musica classica araba e di quella andalusa: ebrei ed arabi, israeliani e palestinesi. Salutando il pubblico stipato in un cortile a cielo aperto fra le Sale dei Cavalieri Crociati, a pochi passi dalla maestosa moschea al-Jazzar, il sindaco Shimon Lankri ha ribadito che l’obiettivo di manifestazioni come quella “è di rafforzare la solidarietà fra le persone e fra le diverse religioni”.
Il festival, spiega il direttore artistico Tom Cohen, punta a far comprendere che, al di là del conflitto politico, una parte significativa di Israele condivide col mondo arabo “la stessa cultura, lo stesso cibo, la stessa musica”.
Philipp Plein a tutto rock con i KissLogo della band ricamato su abiti e t-shirt

16 giugno 201917:38

– Mega show dedicato ai Monsters of Rock per Philipp Plein che, per il suo ritorno a Milano, ha chiamato la band The Entire Universe a esibirsi su un truck customizzato in stile Mad Max. In passerella, inno al rock ‘n roll, con una collaborazione con i Kiss, il cui logo ufficiale appare ricamato e applicato su abiti, toppe e t-shirt.
Gli uomini indossano giacche da motociclista in pitone borchiato, felpe con cappuccio, jeans con patch colorati e scarpe da ginnastica alte. I capi sartoriali sono luccicanti, con motivi metallici e stampe multicolor, con dettagli come borchie e catene d’argento.
Le donne sono fasciate in abiti metallizzati con spalle oversize e portano giacche da moto, t-shirt rock e tailleur a minigonna. Come accessori, corsetti borchiati, multi-strati di bigiotteria pesante, stivali con la fibbia alla coscia e mesh in maglia metallico.
Il viaggiatore di Tod’sDal mondo biker a quello della vela, ‘sfida è innovare’

16 giugno 201917:49

– Il mondo dei biker ispira la collezione Tod’s per la prossima estate, pensata per un viaggiatore di oggi. Icona della proposta la Ride Jacket, il classico biker da motociclista, che diventa una seconda pelle, in nappa ultraleggera, con tasche diagonali e righe tono su tono o in colori accesi.
Completano la proposta di abbigliamento capi in suede e cotone drill, giacche a vento con grandi tasche, field jacket con bordo in pelle, borse e zaini morbidissimi. Tra le calzature, il modello di punta di stagione è la competition, ispirata al mondo della nautica, mentre l’iconico gommino ha bordature a contrasto e il mocassino diventa morbido come una pantofola, avvolto dalla suola in gomma. “Abbiamo rivoltato le nostre aziende come un calzino – dice Diego Della Valle alla presentazione a Villa Necchi – la sfida di oggi è innovare mantenendo vivo il nostro heritage”.
Maxi concerto The Cure chiude Firenze RocksIn 40mila alla quarta serata del festival alla Visarno arena

ciFIRENZE17 giugno 201909:

Chiusura in grande stile per la terza edizione del Firenze Rocks: a salire sul palco della Visarno Arena per l’ultima serata del festival sono i The Cure, nell’unica data italiana del loro tour 2019. Dopo tre giorni di musica con le performance di Tool, Ed Sheeran ed Eddie Vedder, alle 21 in punto Robert Smith ha acceso i 40mila dell’ippodromo intonando Shake dog shake, brano tratto da The Top del 1984, il quinto album in studio della band inglese. Il gruppo è la formazione che forse più di ogni altra ha influenzato una generazione di musicisti scrivendo la storia del rock gotico e alternativo. Dopo la prima esibizione nel 1978, i The Cure in oltre 40 anni di carriera – festeggiati lo scorso anno con un mega concerto ad Hyde Park – hanno tenuto oltre 1.500 show in tutto il mondo e pubblicato 13 album. La tappa fiorentina del 16 giugno è speciale per almeno due motivi: rientra nel tour che celebra i 30 anni dell’iconico album Disintegration e anticipa l’uscita del prossimo lavoro, annunciato per il 2019 dopo ben undici anni di attesa. Il pubblico della Visarno Arena è quello delle grandi occasioni che inizia a pogare già nel primo pomeriggio grazie ad un menu composto dal miglior post-rock contemporaneo. A salire per primi sul palco sono i Siberia, gruppo underground nato a Livorno nel 2010, e i Balthazar formazione indi-pop-rock proveniente dal Belgio. Seguono gli attesissimi Editors, a Firenze per svelare il nuovo singolo ‘Frankenstein’ e i Sum 41 con le loro sonorità punk rock. Poi cala il silenzio in attesa della voce timida, nevrotica, e passionale di Robert Smith che propone subito successi come Burn, A night like this, Just one kiss e Just like heaven.Da primo profeta del rock triste, il cantautore 60enne si presenta sul palco con abiti scuri, trucco nero intorno agli occhi, rossetto rosso e soliti capelli spettinati.Sul palcoscenico nessun allestimento, soltanto l’ingombrante presenza scenica della band composta oltre che Smith, da Simon Gallup al basso, Jason Cooper alla batteria, Roger O’Donnell alle tastiere e Reeves Gabrels alle chitarre. Grande protagonista come da copione è l’album Disintegration che fa scatenare il pubblico con i brani che più degli altri strizzano l’occhio al mondo pop: Pictures of you, Lovesong e Lullaby. Tra i momenti ‘indelebili’ l’iniezione di energia arrivata con Friday i’m in love, forse l’hit più conosciuta del gruppo. In due ore e mezzo di concerto (il più lungo del festival) con una scaletta di 29 brani, Smith e la sua band raccontano 40 anni di carriera, mettendo al loro posto tutti i tasselli che li hanno resi uno dei gruppi più iconici. Per farlo si affidano a brani come From the edge of the deep green sea e High, tratti da Wish, Primary, The caterpillar, Close to me e Boys don’t cry con cui i The Cure chiudono un concerto granitico, cantato e suonato tutto d’un fiato.

Musica, Chiara Muti interpreta ‘Medea’Melologo tedesco Banda nel Chiostro della Biblioteca Classense

SARAVENNA17 giugno 201909:53

– L’incontro tra musica e parola risale per alcuni alle origini del linguaggio stesso e una forma di canto potrebbe essere stata il primo atto sonoro comunicativo. Nella storia della musica, e dell’arte, l’intreccio tra le due dimensioni è da sempre al centro di ricerche e sperimentazioni, come quella che negli anni Settanta del Settecento esce dal laboratorio di Jiri Antonín Benda, il compositore tedesco “inventore” del primo melologo.
Proprio uno dei suoi melologhi, ‘Medea’, apprezzato anche da Mozart, è in scena per Ravenna Festival martedì 18 giugno nel Chiostro della Biblioteca Classense, affidato alla voce recitante di Chiara Muti, che ne cura anche l’elaborazione drammaturgica e la regia ‘accompagnata’ dal Trio Hager: Marco Mandolini violino, Elke Hager violoncello, Enrico Pompili pianoforte.
Il melologo presentato in forma di concerto consente di apprezzare fino in fondo le qualità compositive di un autore perlopiù sconosciuto al grande pubblico e talvolta anche ai musicofili più attenti.
A Piazza Vittorio Mozart è popEsplosione di musica e danza, Flauto Magico multietnico in sala

17 giugno 201909:58

– E’ diventata maggiorenne quest’anno l’Orchestra di Piazza Vittorio, l’incredibile mix multietnico di suoni e culture da tutto il mondo che nel 2002 con la guida visionaria dell’ex Avion Travel Mario Tronco e il finanziamento dei cittadini del quartiere di Roma fu un primo esempio di ensemble fieramente libera, aperta e poliglotta. Oggi “l’Italia ha il record di orchestre multietniche di strada e di quartiere e forse abbiamo seminato bene”, dice Tronco osservando che “con onore e al tempo stesso tristezza” oggi l’Orchestra di Piazza Vittorio, un centinaio di musicisti e ancora 15-20 gli stessi dell’inizio, è nomade, internazionale e lavora soprattutto in Francia, da Lione”.
Ma in quel giardino umbertino, cuore della Roma asiatica, araba e latino americana, babele di odori (anche quelli fetidi del degrado), profumi di spezie, voci di bambini con tratti somatici diversi, misteriosa dai tempi della Porta Magica, l’Orchestra di Mario Tronco torna ancora. E’ ambientato lì il film Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, di Tronco e Gianfranco Cabiddu, un piccolo gioiello in otto lingue che mescola arte, musica, danza e cinema sulle note dell’opera di Mozart che qui diventa pop.
Già a teatro l’Orchestra di Piazza Vittorio nel 2008 aveva portato il Flauto Magico e tanti anni ci sono voluti per trasformarlo in film senza perdere libertà assoluta di suoni e suggestioni, “grazie ai due produttori eroici Arturo Paglia e Isabella Cocuzza” della Paco cinematografica che ha prodotto il film con i francesi e Rai Cinema. Arriva in sala dal 20 giugno, dopo il passaggio nell’ottobre scorso alla Festa di Roma, e potrebbe trovare nuove opportunità all’apertura scolastica di settembre perché il film avvicina a Mozart in un modo immediato e naturale.
Partecipa alla sceneggiatura ed è anche l’unico attore professionista Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Sarastro, da sempre vicino all’Orchestra. Lo spunto – racconta Tronco – “venne nel 2008 da Daniele Abbado che ci chiese un Flauto magico per le strade di Reggio Emilia, un’impresa che mi sembrò pazza visto che i nostri musicisti non leggono la musica ma lavorando su arie, fischiando le melodie e facendo errori ce la facemmo.
Da lì l’idea di un film in cui i musicisti sono anche i personaggi dell’opera riletti alla nostra maniera con Petra Magoni una Regina della Notte quasi punk, Pamina Violetta Zironi tutt’altro che succube, Tamino Ernesto Lopez Maturell principe in tempesta ormonale.
“L’uscita in sala è orgoglio e gioia”, dice Bentivoglio.
Tronco parla di “rapporto sentimentale con il luogo al centro del film, che vive di una bellezza diurna e un’angoscia notturna, un giardino che sembra avere un’anima umana, una piazza romantica e tragica al tempo stesso, che mi stordisce”, spiega il musicista napoletano “folgorato alla musica – racconta – dopo aver visto al San Ferdinando a Napoli la Gatta Cenerentola di Roberto De Simone”. Nel film, che vive – spiega Cabiddu – “di una libertà assoluta di azione, una improvvisazione che spazia dal classico al folk, cavalcando ogni genere, senza essere schiavo di nessuno”, ci si lascia trasportare dalle suggestioni visive oltre che sonore.

De Simone, la modernità della mia AustenEsce ‘Le amiche di Jane’ sulle eroine del compromesso

17 giugno 201910:01

– ANNALISA DE SIMONE, LE AMICHE DI JANE (MARSILIO, PP 137, EURO 12,00). Sono “eroine del compromesso, non della ribellione le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ed è questo a renderle moderne”. A mostrarci quanto ancora oggi ci si possa rispecchiare nelle storie raccontate dall’autrice di ‘Orgoglio e pregiudizio’ è Annalisa De Simone nel libro ‘Le amiche di Jane’ che esce in questi giorni nella serie PassaParola di Marsilio dedicata a brevi memoir di autori italiani che si confrontano con un libro speciale. “E’ stata una prova di scrittura interessante e un’occasione per capire di più me stessa. Ho usato una prima persona che corrispondeva a me, senza schermarmi dietro a un personaggio” dice la De Simone, 36 anni, scrittrice, attrice e coreografa, che ha esordito nella narrativa nel 2013 con ‘Solo andata’ (Baldini&Castoldi) e con Marsilio ha pubblicato ‘Non adesso, per favore’ e ‘Le mie ragioni te le ho dette’. “I romanzi della Austen sono tutti una variazione sullo stesso tema: ‘Cosa significa crescere?’ e questa è una parabola universale. Anch’io mi sono fatta le domande che si fa Elizabeth-Lizzy Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’: dove voglio andare? e chi voglio essere?. Però mi sono rispecchiata anche in Austen scrittrice che ha vissuto una vita piena di desiderio. Ha descritto tanto dell’amore ma non ha conosciuto la vita di coppia, è morta vergine a 42 anni ma non sposarsi per lei è stata una dimensione di libertà” spiega la De Simone che partendo dalla sua passione per la Austen ci fa riscoprire la madre del romanzo inglese dell’Ottocento e costruisce un percorso di educazione sentimentale.Come si sopravvive agli incontri d’amore e alle separazioni? Come si consolano le amiche innamorate di uomini sposati o, se non sposati, bugiardi? Come si fa a essere una donna libera? E quanto conta ancora oggi il matrimonio? Fate quello, sembra dirci la De Simone, che farebbero le eroine di Jane Austen, da Elizabeth Bennet a Fanny Price, a Emma e Wickham, per non parlare di Darcy.”L’orgoglio negli scritti della Austen oscilla sempre tra virtù e vizio, può essere anche amor proprio. Rileggendola mi sono resa conto che le emozioni che racconta sono profondamente moderne perchè l’intelligenza che chiede alle sue eroine ventenni è pratica. Elizabeth non è molto bella ne colta ma nella sua parabola di crescita non si mette mai in testa di fare una rivoluzione sociale, vive i limiti della sua condizione storica cercando di trovare un suo posto. Tutte le eroine della Austen subiscono una forte umiliazione e attraverso questo diventano più capaci di leggere il mondo per come è. Dai sogni infantili al compromesso con la realtà, è un po’ quello che crescendo accade a tutti, uomini e donne” dice la scrittrice.Inoltre la Austen, che secondo la De Simone “è più ribelle delle sue eroine”, non stravolge “il canone del lieto fine, ma porta a guardare l’ambiguità della vita interiore. Le protagoniste sono figure positive, ma capaci di sentimenti biechi. Questo rende tutto più incerto e inaffidabile ed è un altro elemento moderno”. L’equivoco che invece ancora oggi rimanere è di considerare l’autrice di ‘Ragione e sentimento’ ed ‘Emma’, adatta a una platea femminile. “Questo mi stupisce perchè i suoi romanzi parlando di noi in modo così profondo da diventare universali” sottolinea la scrittrice che dal 2017 è presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, e nel libro ci regala anche divertenti aneddoti.

Primo concerto Accademia Scala in ArabiaViaggio nel belcanto italiano davanti a tremila spettatori

17 giugno 201910:47

– La Scala di Milano è sbarcata in Arabia Saudita, o meglio l’Accademia. Dopo le polemiche per il possibile ingresso (poi saltato) dei sauditi nel cda del teatro e l’inizio di una collaborazione per corsi di musica e danza a Riyad, i solisti dell’accademia si sono esibiti venerdì scorso nella capitale saudita.
Al Centro Culturale King Fahad circa tremila spettatori hanno assistito a ‘An Italian Opera Journey’, viaggio nel belcanto attraverso otto arie famose eseguito dall’orchestra dell’Accademia diretta da Pietro Mianiti con il soprano Francesca Manzo e il tenore Riccardo Della Sciucca.
“L’evento – sottolinea una nota – è stato organizzato dal Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita e dalla Fondazione Accademia Teatro alla Scala nell’ambito della collaborazione culturale in corso tra Italia e Arabia Saudita.
Johnny Depp professore di ‘carpe diem’In sala dal 20 giugno il comedy-drama di Wayne Roberts

HNNY DEPP – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Francesco GalloCAGLIARI17 giugno 201909:49

Esattamente trentanni dopo ‘L’attimo fuggente’ con Robin Williams, arriva in sala con ‘Arrivederci professore’ ancora una volta un docente con la sola mission didattico-esistenziale di insegnare il ‘carpe diem’ ai suoi studenti. Questa volta però l’insegnante, Richard, ha la faccia di Johnny Depp e, cosa più importante, ha un’urgenza didattica singolare: ha scoperto di avere un cancro e soli sei mesi di vita. Così il comedy-drama di Wayne Roberts, in sala con Notorious Pictures dal 20 giugno, visto in anteprima alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival. Nel tempo accelerato in cui si ritrova a vivere necessariamente il professore di letteratura accadono davvero tante cose. Dopo aver scelto di non curarsi, Richard rompe lentamente molti degli schemi della sua vita ripetitiva e inizia, dopo un breve attimo di disperazione, a voler fare tutto ciò che non ha fatto prima. Intanto si libera degli studenti che sognano di studiare altro, che si accontentano di voti bassi e, infine, di quelli che non ha mai letto un libro per passione personale. Fatta questa selezione radicale in classe, cura poi con maniacale cinismo lezioni tutte nel segno della vita e del poco tempo che ci regala. Ma le sorprese per Richard arrivano anche dalla sua famiglia. Scopre così che la moglie (Rosemarie DeWitt), un’artista, è da tempo l’amante del suo odiato rettore e che la figlia poi ha scoperto di essere omosessuale. Dalla sua parte, alla fine, si ritrova solo un suo collega-amico (Danny Huston) che gli mostra autentica empatia. Il personaggio interpretato da Depp – che in questo film recita senza nessuna maschera o trucco e in un ruolo comunque perfetto per lui, amante com’è dei libri e da sempre ossessionato dalla morte (tra i suoi tatuaggi, un teschio con la scritta ‘la morte è certa’) – si apre così a tutte le esperienze possibili. Oltre alla droga, prova cosa sia l’omosessualità con un suo allievo e fa poi anche sesso occasionale in bagno con una cameriera mentre è in un locale con in suoi studenti per una birra. Nel futuro di Johnny Depp, il film Minamata di Andrew Levitas (che ha anche prodotto) in cui interpreta il famoso fotografo di guerra W. Eugene Smith, mentre nel 2021 lo rivedremo nel terzo capitolo di Animali fantastici sempre nel ruolo del mago Gellert Grindelwald.

Incassi Usa, al top Men in BlackSul podio Pets 2 e Aladdin. Gli zombie di Jarmusch al 12/o posto

16 giugno 201919:30

– Debutto in vetta al box office Usa per Men in Black International: lo spin off con cui riparte la serie, con la nuova coppia composta da Chris Hemsworth e Tessa Thompson, rastrella nel fine settimana 28,5 milioni di dollari.
Scivola al secondo posto Pets 2, con 23,8 milioni di dollari (oltre 92 milioni in totale) e chiude il podio, stabile in terza posizione, Aladdin, con 16,7 milioni di dollari (per un incasso complessivo di oltre 263 milioni).
Deludono, tutti sotto i 10 milioni, gli altri titoli, da Dark Phoenix a Rocketman a Godzilla. Gli zombie di Jim Jarmusch, con il suo I morti non muoiono (The Dead Don’t Die) che ha aperto il Festival di Cannes, devono accontentarsi del dodicesimo posto in classifica e di un magro bottino da 2,3 milioni di dollari.
‘Pets 2’ resta al vertice incassiTra nuovi ingressi gli zombie di Jarmusch e ‘Il grande salto’

17 giugno 201912:14

– E’ ancora saldo al primo posto il cartoon ‘Pets 2 – Vita da animali’ nella classifica Cinetel del week end. I simpatici cagnolini di Chris Renaud incassano in due settimane 2.118.949 di euro. Sale dal terzo al secondo posto X-Men: Dark Phoenix, con Jennifer Lawrence e Michael Fassbender che incassa in questo fine settimana 510.350 euro per un totale in due settimane di 1.802.635 euro e slitta al terzo posto ‘Aladdin’, il live-action della Disney che in quattro settimane ha ottenuto 13.955.520 euro. ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio, presentato a Cannes, mantiene la quarta posizione e con altri 248.202 euro porta a 3.976.133 l’incasso in quattro settimane. Debutto al quinto posto per ‘I morti non muoiono’, l’incursione nel pianeta horror tra gli zombie di Jim Jarmusch con Tom Waits e Tilda Swinton, che ha aperto l’ultimo festival di Cannes e incassa 230.338 euro. New entry al settimo posto per ‘Il grande salto’ di e con Giorgio Tirabassi e con Ricky Memphis, che incassa in quattro giorni 148.767 euro.

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Camilleri ricoverato a Roma, è grave
93 anni, portato in ospedale per arresto cardiaco

17 giugno 201911:49

– Lo scrittore Andrea Camilleri, 93 anni, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Santo Spirito di Roma. Camilleri è stato trasportato nel nosocomio romano per un arresto cardiaco ed è in gravi condizioni.
L’inventore del Commissario Montalbano, autore bestseller, 93 anni, si stava preparando per essere per la prima volta alle antiche Terme di Caracalla, il 15 luglio, con lo spettacolo che racconta la sua Autodifesa di Caino. “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano” ha detto più volte Camilleri.
Propri in questi giorni l’uscita del suo ultimo libro ‘Il cuoco dell’Alcyon’, sempre con la casa editrice Sellerio

La Asl Roma 1 rilascerà un bollettino medico alle ore 17.00 sullo stato di salute dello scrittore. La Asl informa che lo scrittore è stato ricoverato questa mattina alle ore 9.15: “Arrivato in ambulanza in condizioni critiche per problemi cardiorespiratori. È stato assistito dall’équipe dell’emergenza al Pronto Soccorso Santo Spirito e trasferito presso il Centro di Rianimazione dell’ospedale”.

Zeffirelli, il feretro a Palazzo VecchioGià centinaia di persone in fila per rendere omaggio a regista

FIRENZE17 giugno 201912:16

– Il feretro di Franco Zeffirelli è arrivato a Palazzo Vecchio, dov’è stata allestita la camera ardente, accolto dal lungo applauso di una folla di qualche centinaio di persone, che si è radunata sull’Arengario, in piazza Signoria. La camera ardente, nel Salone dei Cinquecento, sarà aperta fino alle 23, e poi il 18 giugno, dalle 9.00 alle 10.30. I funerali in Duomo sono fissati per le 11.00 del 18. Da Roma il feretro di Zeffirelli è arrivato intorno alle 11.10, accolto dal sindaco Dario Nardella e dal prefetto Laura Lega, con i figli adottivi del regista, Luciano e Pippo: quest’ultimo ha posato sulla bara una sciarpa della Fiorentina.
Nel Salone il gonfalone, la giunta comunale e lo squillo delle chiarine: queste hanno poi lasciato il posto ad arie di Maria Callas, il sottofondo musicale scelto per la camera ardente. Su un grande schermo scorrono immagini di ritratti di Zeffirelli.
Fra i primi in fila, il soprintendente del Maggio Cristiano Chiarot, Ermanno Daelli, Toni Scervino e Francesco Ghirelli.

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E’ morto Franco Zeffirelli
Su twitter il cordoglio del sindaco di Firenze Nardella

FIRENZE 15 giugno 2019 12:06

– E’ morto Franco Zeffirelli. Il regista aveva 96 anni. “Non avrei mai voluto che arrivasse questo giorno. Franco #Zeffirelli se ne è andato questa mattina.
Uno dei più grandi uomini della cultura mondiale. Ci uniamo al dolore dei suoi cari. Addio caro Maestro, Firenze non ti dimenticherà mai” scrive il sindaco Dario Nardella su twitter.
Zeffirelli, una vita da record tra teatro e cinema Custode dei classici ma anticonformista, per lui mai un Oscar

15 giugno 201913:27

In passato la regina d’Inghilterra ha fatto baronetti anche artisti popolari come i Beatles o Elton John. Ma Franco Zeffirelli, scomparso all’età di 96 anni (era nato a Firenze il 12 febbraio 1923), è stato l’unico regista italiano che poteva fregiarsi del titolo di cavaliere dell’ordine dell’impero britannico (KBE) da quando l’ambita onorificenza gli fu appuntata nel novembre del 2004. Si faceva volentieri chiamare Maestro e certamente, da fiorentino purosangue, amava pensarsi come il rigoglioso frutto di una bottega che ebbe in Luchino Visconti il primo maestro. Era appena diplomato all’Accademia di Belle Arti quando il principe milanese lo volle per allestire le scene teatrali di ‘Troilo e Cressida’ (1949) per poi chiamarlo, come assistente, sul set di ‘La terra trema’.Cominciava così un sodalizio vitale, burrascoso e fecondo che coinvolse gli affetti di Zeffirelli, la sua formazione estetica, la sua carriera. Senza Visconti, probabilmente il giovane orfano (il padre lo aveva riconosciuto solo quando aveva 19 anni, la madre morì quando era bambino) non avrebbe calcato i palcoscenici più famosi, non sarebbe diventato amico e confidente di stelle come Anna Magnani, Maria Callas o Richard Burton, non avrebbe potuto debuttare dietro la cinepresa già nel ’57 (con ‘Camping’) dopo un tirocinio che lo aveva affiancato a Francesco Rosi sul set di ‘Senso’ (1954). Eppure quella cavalcata folgorante e fortunata fu anche il segno critico che per molti anni non avrebbe abbandonato l’immagine di Zeffirelli, fino a diventare un vanto e una maledizione: lo hanno descritto come un calligrafo, un esteta, uno scenografo vestito da regista. E invece onestà vuole che si ricordi il suo vibrante documentario sull’alluvione di Firenze (1966) con la voce narrante proprio di Burton e poi una coppia di successi planetari come ‘La bisbetica domata’ (che nel ’67 riuni’ Richard Burton e Liz Taylor) e ‘Romeo e Giulietta’ (1968).Il nume tutelare era la penna di William Shakespeare, sua la lingua che aprì al regista italiano le porte della fama internazionale, tutti italiani il gusto e la cultura che rivitalizzavano le due grandi tragedie elisabettiane. Quattro anni dopo l’operazione si ripeteva nel nome di San Francesco con ‘Fratello sole, sorella luna’ (1972). Ormai Zeffirelli era una star, eppure un pregiudizio negativo lo avrebbe accompagnato sempre per il suo gusto anticonformista di smarcarsi costantemente dalle correnti del pensiero dominante. Polemico, feroce nei giudizi, scoperto nelle fragilità personali, orgogliosamente fazioso, dalla politica allo sport, Zeffirelli si ritenne a lungo uno straniero in Italia. L’altra sua anima era quella cattolica, che trovava radici nel magistero di Giorgio La Pira, carismatica figura della fede in politica e che fu suo istitutore al convento di San Marco. Non era certo uno sperimentatore Zeffirelli, eppure proprio nel ’74 si cimentò con la tv filmando la cerimonia dell’Anno Santo e poi, due anni dopo, dirigendo per la Rai, il kolossal ‘Gesù’ con Robert Powell nei panni del Cristo. Ma appena possibile si rifugiava in teatro, dimostrandosi insuperabile custode dell’allestimento classico per l’opera lirica. La sua ‘Aida’ verdiana fece storia, ripetutamente fu chiamato ad aprire la stagione della Scala di Milano. Era come se questo secondo amore assorbisse tutte le sue energie da quel punto in poi. Non abbandonò mai il cinema, ma sono rari i titoli capaci di fare storia nella sua maturità, da ‘Il giovane Toscanini’ (contestato a Venezia nel 1988) a un modernissimo ‘Amleto’ (1990) con Mel Gibson. Proprio dagli anni ’90 la sua firma si fece però più rada, nonostante un elegante ‘Jane Eyre’ (1996) o l’autobiografico ‘Un tè con Mussolini’ (1999). Nel ’94 entrava in Parlamento, eletto senatore a Catania per Forza Italia. Tuttavia anche nella cultura liberale il suo anticonformismo disturbò più d’uno e le sue proposte per la cultura e l’ambiente non ebbero seguito.I riconoscimenti che scandiscono la sua carriera sono relativamente pochi rispetto al grande successo conquistato sulla scena e sullo schermo: c’è da riflettere sul fatto che nessun grande festival, e neppure l’Oscar (nonostante ben 14 nomination per i suoi film) abbia voluto riconoscere il suo indubbio talento. Da qualche anno si era rinchiuso in un distaccato silenzio, circondato dall’affetto di pochi amici e dei figli adottivi nella bella casa romana e nella villa sulla costiera amalfitana.E’ riuscito a vedere però l’ultimo suo capolavoro, tenacemente voluto: quella Fondazione per le Arti e lo Spettacolo che porta il suo nome ed ha trovato casa nell’ex Tribunale di Piazza Firenze, dietro Palazzo Vecchio, per ospitare i tesori della sua vita artistica. Ha sempre sognato uno spettacolo al servizio di grandi interpreti, di grandi spazi, di lussuose confezioni. Ha immaginato una cultura italiana ancora rinascimentale, intrisa di gusto antico e di eleganti riferimenti al passato. Ha voluto un’Italia dell’arte e del bello capace di conquistare ancora il mondo, e più di una volta le ha dato vita coi suoi lavori, pagando però il prezzo dell’isolamento e di un ‘passatismo’ scambiato spesso per arroganza aristocratica. La sua visione del mondo e di se stesso è affidata alla bella autobiografia del 2008. Giovane bellissimo, poi dandy raffinato ed elegante, infine gentiluomo solitario, Zeffirelli resta l’isolato cantore di una civiltà ormai scomparsa.

Lunedì mattina nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio sarà allestita la camera ardente per il Maestro. Secondo quanto si apprende dalla Fondazione Zeffirelli, i familiari del Maestro hanno cambiato idea e deciso di spostare la camera ardente, inizialmente prevista in Campidoglio a Roma, in Palazzo Vecchio.

Franco Zeffirelli, all’anagrafe Gian Franco Corsi Zeffirelli, è morto stamani nella sua casa di Roma, sull’Appia Antica, assistito dai figli adottivi Pippo e Luciano, da un medico e dal parroco della chiesa di San Tarcisio che ha benedetto la salma. Circa una settimana fa, secondo quanto si apprende dalla famiglia, aveva ricevuto l’estrema unzione. “Si è spento serenamente – riferiscono i familiari – dopo una lunga malattia, peggiorata negli ultimi mesi”.

Il maestro Zeffirelli, dopo i funerali di cui stabilire ancora luogo e data, riposerà nel cimitero monumentale delle Porte Sante di Firenze, città dove era nato il 12 febbraio 1923. La camera ardente sarà allestita in Campidoglio a Roma.

“Ciao Maestro. E’ stato un onore averti conosciuto e aver condiviso con te il sogno del tuo Centro internazionale per le Arti dello Spettacolo a San Firenze”:  ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, appresa la notizia della morte del celebre regista Franco Zeffirelli, nell’esprimere il suo cordoglio per la morte del maestro.”Franco Zeffirelli – ha ricordato Nardella – ha sempre amato visceralmente la sua città, anche se da anni gli impegni lavorativi e la fama internazionale lo avevano portato altrove. E proprio qui, nell’ex tribunale di San Firenze, aveva fortemente voluto il Centro che raccoglie la sua eredità professionale, un centro dedicato all’immane materiale raccolto nei decenni di successi nel cinema, scenografia, teatro, lirica”.”Zeffirelli – ha continuato Nardella – voleva che il centro diventasse anche un punto di riferimento per i giovani che vogliono intraprendere la strada dello spettacolo. Per questo, oltre al suo archivio, il centro accoglie un museo, una biblioteca, corsi di regia, sceneggiatura, scenografia, fotografia, costume, recitazione. Questo spazio è il coronamento di un sogno e un bellissimo regalo per la sua, la nostra città”. “Di Zeffirelli mi piace ricordare il carattere forte e verace, la passione instancabile per il lavoro e per la sua città, dove tornava appena poteva e dove, per suo volere, sarà sepolto: questo amore, contraccambiato, per Firenze, trovò come suo apice la consegna del Fiorino d’oro da parte del sindaco Matteo Renzi il 31 maggio 2013”. “In accordo con la famiglia, alla quale vanno le più commosse condoglianze mie personali e dell’amministrazione – ha concluso il sindaco – troveremo insieme un modo di altissimo significato per ricordare il Maestro, uno più grandi esponenti della cultura mondiale”.

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Armani veste Italia alle Olimpiadi
La collaborazione dello stilista con il Coni e con il Cip

15 giugno 201913:37

– Giorgio Armani vestirà la squadra italiana ai giochi olimpici e paralimpici di Tokyo 2020. La collaborazione dello stilista con il Coni e con il Cip, il Comitato paralimpico italiano, è stata annunciata in occasione della presentazione della collezione Emporio Armani uomo per la prossima primavera estate. In passerella anche 20 atleti olimpici e 9 paralimpici delle diverse discipline con i capi firmati EA7 Emporio Armani creati appositamente per il podio. “Sono felice di questa collaborazione che rinnova il sodalizio nato nel 2012 – ha detto Giorgio Armani – trovo sempre stimolante cercare nuove soluzioni per le uniformi degli atleti che devono fondere l’eleganza dello stile alla praticità d’uso.
Per l’Italia team a Tokyo ho creato dettagli visivi che sono un omaggio al Giappone, un paese che ammiro da sempre e che mi ha accolto di recente con grande calore”. Ospite della sfilata, in prima fila, il presidente del Coni Giovanni Malagò.
Men in Black: International a GiffoniAtteso spin-off della serie cult per giffoners e pubblico

NAPOLI16 giugno 201911:11

– L’attesissimo spin-off della serie cult Men in Black Men in Black: International sarà presentato in anteprima a pubblico e giffoners durante la giornata inaugurale della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, il 19 luglio. Nel cast del film Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Kumail Nanjiani, Rebecca Ferguson, Rafe Spall, Laurent Bourgeois e Larry Bourgeois. Insieme a loro anche Emma Thompson e Liam Neeson.In serata è prevista anche una sorpresa che collega la presenza di Men in Black al Festival attraverso il tema principale della 49/a edizione, Aria. I Men in Black hanno sempre protetto la terra dalle insidie dell’universo. In questa nuova avventura dovranno affrontare la più grande minaccia di sempre: una talpa all’interno dell’organizzazione Men in Black. Diretto da Gary Gray e scritto da Art Marcum e Matt Holloway, Men in Black: International è basato sui fumetti di culto realizzati da Lowell Cunningham, e vede tra i produttori esecutivi anche Steven Spielberg.
Al Teatro Rossetti The Choir of ManTante le novità per la stagione 2019-2020

TRIESTE15 giugno 201914:53

– Una stagione contraddistinta da due nuove produzioni, i fumetti di Zerocalcare e il musical ‘The Choir of Man’ in esclusiva per l’Italia. Sono queste le prime novità della stagione 2019-2020 del Rossetti di Trieste, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, annunciate dal presidente, Sergio Pacor, e dal direttore Franco Però, che prenderà il via il 22 ottobre con la prima ‘alzata’ del sipario.
A inaugurare il cartellone sarà ‘L’onore perduto di Katharina Blum’ di Heinrich Boll, testo che mette alla berlina il giornalismo scandalistico che Letizia Russo adatta per la scena e che vedrà salire sul palco Elena Radonicich e Peppino Mazzotta. Nell’approssimarsi del traguardo di Esof2020, lo Stabile regionale continua a guardare anche al tema della scienza: debutterà in prima assoluta il 12 luglio al Mittelfest e sarà poi da ottobre alla Sala Bartoli ‘L’infinito tra parentesi’ di Marco Malvaldi.

“Nostro eroe”, selfie agenti stradale con David HasselhoffAttore in Italia, sui social anche le foto nei panni di Mitch

15 giugno 201919:09

Non era a bordo della sua “Supercar” Kitt, ma semplicemente in viaggio in Italia per partecipare a una corsa automobilistica. David Hasselhoff, idolo di numerose serie televisive anni ’80 come Supercar o Baywatch, è stato fermato ieri sull’A21 durante alcuni controlli di routine della polizia stradale. Ma quando gli agenti hanno visto scendere dall’auto il loro attore preferito, non hanno resistito e gli hanno chiesto una foto. L’immagine è stata condivisa dal profilo ufficiale Twitter della Polizia di Stato, ma anche dallo stesso attore statunitense, oggi anche cantante, sui suoi social. “Mi hanno fatto scendere ma volevano una foto con quello che hanno detto fosse il ‘loro eroe’. La vita è bella”, il suo commento.”Niente Supercar e tutto in ordine – il post della Polizia -. Poi una foto per gli agenti con il loro attore preferito”. Hasselhoff ha approfittato del suo viaggio in Italia per visitare anche la Puglia. Nelle foto postate sui social si è fatto ritrarre nei panni di Mitch Buchannon, il celebre protagonista di Baywatch, con tanto di salvagente rosso e posto riservato sulla torretta di controllo.
Giungle e Sicilia per Dolce e GabbanaMix libero di stili e stampe, ‘ignorante’ come piace ai giovani

15 giugno 201916:49

– Dolce e Gabbana spiegano che per i giovani non è così, che ignorante per chi ha 20 anni significa libero di non adeguarsi alle regole, aprendosi quindi alla possibilità di creare qualcosa di nuovo. Ed è questo l’approccio che hanno scelto per la loro nuova collezione, in passerella a Milano. Ed ecco che da una foresta lussureggiante escono sulla passerella maculata del Metropol una miriade di proposte che uniscono decenni lontani tra loro, con i pantaloni a vita alta stile Eighties, le camicie anni ’40, le scarpe rockabilly dei favolosi Fifties. E poi le fantasie, che prendono dalle piante e dagli animali della giungla e dei tropici ma anche dalle maioliche siciliane, dai classici gessati, dalle intramontabili righe mixate ai pois. Tutto mescolato insieme.
Scala, Zeffirelli lascia un segnoTributo al regista protagonista della storia del teatro

MILANO15 giugno 201917:16

– Franco Zeffirelli ha lasciato “un segno inconfondibile e personale nella storia del teatro musicale, del cinema e della prosa”. E’ così che il teatro alla Scala lo vuole ricordare nel giorno della morte. Un messaggio non solo del sovrintendente Alexander Pereira, del direttore musicale Riccardo Chailly, del maestro del Coro Bruno Casoni ma anche “di tutti i lavoratori”.
D’altronde Zeffirelli – che fu assistente di Visconti – ha segnato la vita del teatro per oltre sessant’anni firmando 23 spettacoli. Alcuni ripresi ancora oggi a partire da L’italiana in Algeri nel 1953. Sono entrati nella storia Il turco in Italia con Maria Callas nel 1955 e La Bohème del 1963 diretta da Herbert von Karajan, continuamente ripresa (l’ultima volta nel 2017). Ultima opera che ha firmato è l’Aida che ha aperto la stagione il 7 dicembre 2005. Mentre l’allestimento storico del 1963 è stato ripreso lo scorso anno in omaggio di Aida è stato riproposto lo scorso anno come omaggio per il suo 95mo compleanno.

Guanciale, il mio Ricciardi rispettoso di De GiovanniSul set tra Taranto e Napoli. D’Alatri, atmosfera anni ’30

15 giugno 201919:48

– Siamo nel 1932. Luigi Alfredo Ricciardi ha trent’anni ed è commissario della Mobile di Napoli. Catturare gli assassini è la sua vocazione e ma anche ossessione: si porta dentro un terribile segreto, una maledizione ereditata dalla madre. Vede il fantasma delle persone morte in modo violento. La madre,consapevole del carico di dolore che dovrà sopportare, lo ha avvertito prima di morire: “Non commettere il mio stesso errore, non avere figli, altrimenti li condannerai come ho io ho fatto con te”.Sono iniziate il 23 maggio le riprese de “Il commissario Ricciardi”, la nuova serie targata Rai Fiction tratta dai romanzi di successo di Maurizio De Giovanni, pubblicati da Einaudi. La fiction, scritta dallo stesso giallista napoletano con gli sceneggiatori Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff, è diretta da Alessandro D’Alatri e vede come protagonista nei panni del commissario uno degli attori più richiesti e amati dal pubblico televisivo, Lino Guanciale (tra i successi tv l’Allieva 1 e 2 con Alessandra Mastronardi e Non dirlo al mio capo con Vanessa Incontrada, oltre alla Porta Rossa con Gabriella Pession, ma anche tanto cinema e moltissimo teatro, la sua grande passione). Raggiunto sul set a Taranto che lo sta impegnando diverse ore al giorno, Guanciale dice: “Interpretare il Commissario Ricciardi è un onore e una grande responsabilità. È un set con un grande regista e attori di livello straordinario e la cosa che sin dall’inizio risulta evidente a tutti noi che siamo qui è il grande investimento in termini di qualità che si sta facendo. Sia a Taranto ora – così come poi a Napoli – stiamo tutti cercando di rendere al meglio possibile lo spirito e la complessità dell’architettura costruita da Maurizio De Giovanni attorno a questi personaggi tutti ricchissimi. L’impegno è tanto e tutti quanti stiamo lavorando perché il risultato sia degno”.Il regista da parte sua aggiunge: “Ora a Taranto si respira quotidianamente l’atmosfera degli anni Trenta con quella dose di eleganza e semplicità che hanno caratterizzato un’epoca così distante e al tempo stesso così vicina alla nostra. Cast artistico e tecnico di grande qualità: Napoli, capitale del teatro, ha offerto un parco talenti straordinari per dare anima ai meravigliosi personaggi creati dalla penna di De Giovanni”. “Tra un mese – aggiunge D’Alatri – torneremo a Napoli per i due terzi di produzione mancante portandoci nel cuore l’ospitalità e la gentilezza dei tarantini. Un ringraziamento particolare a Rai Fiction e a Clemart che hanno reso possibile la trasposizione dei romanzi di De Giovanni in una realtà filmica così veritiera , ricca e puntuale” .Come si può invitare una donna a condividere la vita con un uomo tormentato dai fantasmi dei morti, che gli sussurrano per giorni e giorni il loro ultimo pensiero? Per questo Ricciardi si dedica in modo totalizzante al suo lavoro, indagando sui casi più spinosi e complicati. Gli manca la maggior parte degli strumenti usati oggi per risolvere i delitti, ma è dotato di straordinarie doti intuitive, di un’ossessiva tenacia ed è come guidato dalle ultime parole delle vittime, che sembrano sollecitarlo a cercare giustizia. Ricciardi è circondato da un’aura di mistero, che allontana i suoi colleghi: sia il diretto superiore, Garzo, e sia i subordinati. Uniche eccezioni, il brigadiere Maione e il medico legale Modo, suoi stretti collaboratori: di loro si fida e li considera suoi amici. La sua solitudine, che divide con l’anziana tata Rosa, è scalfita dall’incontro con due donne, diverse ma ugualmente affascinanti. Una, Enrica, incarna la quieta normalità degli affetti familiari cui Ricciardi aspira; l’altra, Livia, rappresenta la sensualità e la passione, da cui si sente attratto. Quale delle due riuscirà a fare breccia nel cuore del commissario?Nel cast anche Serena Iansiti (Livia), Maria Vera Ratti (Enrica), Antonio Milo (Maione), Enrico Ianniello (il dottor Bruno Modo), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Nunzia Schiano (Rosa), Peppe Servillo (Don Pierino), Mario Pirrello (Garzo), Adriano Falivene (Bambinella), Massimo De Matteo (il padre di Enrica), Susy Del Giudice (la madre di Enrica) e Marco Palvetti (Falco). Il commissario Ricciardi andrà in onda prossimamente in prima serata su Rai1. Le riprese tra Taranto e Napoli e avranno una durata di circa 23 settimane. La fiction è realizzata con il sostegno di Apulia Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission, con il patrocinio del Comune di Taranto e in collaborazione con la Film Commission Regione Campania. C’è grande attesa intanto per l’uscita del libro ‘Il pianto dell’alba – Ultima ombra per il commissario Ricciardi’ (il 25 giugno per Einaudi), il romanzo in cui il detective chiude il suo ciclo, e trepidazione per il tipo di fine che sarà riservata al personaggio che da 15 anni vive nei romanzi di De Giovanni.

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Versace, quando il giovane diventa uomo
Sfida alle convenzioni con formale laminato, colori e stampe

15 giugno 201920:00

– Partono le note di ‘Smack my Bitch up’ dei Prodigy e un’auto da corsa ricoperta di fiori rosa comincia a roteare al centro della passerella: inizia così la sfilata uomo Versace, che Donatella dedica “al mio caro amico Keith (Flint, ndr), che purtroppo è mancato quest’anno”.
Per disegnare la nuova collezione, la designer ha pensato a quel momento spartiacque tra la gioventù e l’età adulta, di cui è metafora la macchina al centro della pedana, creata in collaborazione con l’artista canadese Andy Dixon. “Per ogni giovane uomo, la prima automobile ha un significato molto forte.
È indipendenza, maturità (non per tutti, ma quasi) e soprattutto è libertà”. Ecco il nuovo formale del cappotto di pelle abbinato a shorts e scarpe classiche; degli abiti, metà neri e metà in Principe di Galles; della cravatta nera con la firma di Gianni Versace; dei pantaloni e delle giacche con effetto laminato, che “un’alternativa per le generazioni più giovani che vogliono sentirsi cool”. Si osa anche con colori e stampe.
Lucania, tra realismo magico e westernArriva in sala il film di Gigi Roccati con Angela Fontana

16 giugno 201911:09

– ‘Lucania, terra, sangue e magia’, oltre ad essere il titolo del film di Gigi Roccati, è anche una perfetta sintesi di quest’opera sospesa tra realismo magico, mitologia e western mediterraneo. Il film, passato in anteprima al Bif&st (nella sezione Italia Film Fest) e ora in sala con 102 Distribution dal 20 giugno, racconta appunto di una ‘terra’, quella di una Lucania senza tempo; di ‘sangue’, quello versato e da versare, come capita sempre nel mondo del mito e, infine, di ‘magia’, presente sempre quando si entra in una favola archetipica.Tutto si svolge nell’enorme spazio, racchiuso tra le montagne e il mare, dove vivono i protagonisti principali di questo western mediterraneo: il contadino Rocco (Giovanni Capalbo che e’ anche il produttore del film) e la figlia Lucia (Angela Fontana). Lui è un padre severo e amorevole allo stesso tempo, un uomo comunque legato alla sua terra che è disposto a difendere fino all’estremo sacrificio; lei invece, una ragazza selvatica, una ninfa folle, muta dalla morte della madre Argenzia. Una madre che però Lucia ha ancora il dono di vedere accanto a sé nei momenti di bisogno, tanto da sembrare, all’apprensivo padre, che parli al vento.Ma quando Rocco respinge l’offerta di Carmine (un Pippo Del Bono in versione villain), autotrasportatore che gli offre di seppellire rifiuti tossici nella propria terra in cambio di denaro, tutto precipita. Per reagire a un’aggressione notturna, Rocco infatti ammazza uno degli uomini di Carmine e si trova cosi’ costretto a fuggire a piedi per le montagne insieme alla folle figlia. Una infinita fuga, la sua, prima tra la bellezza di una natura rigogliosa e poi nella durezza di una terra morente.Per Lucia, dopo un ballo primitivo, estatico, intorno a un falò al ritmo di una chitarra, è tempo di miracolo, ritrova la voce e la ragione. Appena in tempo, però, per assistere allo scontro fatale tra suo padre e chi avvelena i campi pieno di voglia di vendetta.”Il regista è lo scienziato delle emozioni e il cinema è un’esperienza condivisa che deve andare dritta al cuore, come un colpo di fucile”, ha detto il regista e sceneggiatore torinese quarantenne Gigi Roccati. Un artista che con il suo esordio cinematografico Babylon Sisters è stato in oltre trenta Festival internazionali tra cui Roma, Pune, Trieste, Parigi, Cine Sans Frontieres e Cairo, diventando immagine e locandina del BFI London Indian Film Festival 2017 al British Film Institute.Nel cast di Lucania, prodotto da Fabrique Entertainment con Moliwood Films in collaborazione con Rai Cinema, anche Maia Morgenstern, Christo Jivkov e Marco Leonardi.

Zeffirelli, il 18 funerali Duomo FirenzeOfficia card. Betori. Il 17 camera ardente in Palazzo Vecchio

FIRENZE16 giugno 201911:06

– Si svolgeranno martedì prossimo, 18 giugno, in Duomo a Firenze i funerali di Franco Zeffirelli, morto ieri a Roma a 96 anni. A officiare il rito funebre sarà l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. E’ quanto si apprende a Firenze, città dove Zeffirelli era nato il 12 febbraio 1923. Il salone dei 500, in Palazzo Vecchio, ospiterà invece il 17 giugno la camera ardente, dalle 11 alle 23.

Gere ospite alle ‘Giornate’ di MarateaDal 23 al 27/7. Festa per 10 anni ‘Basilicata coast to coast’

POTENZA15 giugno 201917:05

– Richard Gere sarà il superospite dell’undicesima edizione de “Le Giornate del cinema lucano-Premio internazionale Basilicata”, in programma a Maratea (Potenza) dal 23 al 27 luglio. E nella Perla del Tirreno ci sarà spazio anche per celebrare i dieci anni del film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast”.
Tra gli altri ospiti della manifestazione – organizzata dall’Associazione Cinema Mediterraneo, in collaborazione con la Lucana Film Commission – vi saranno Toni Servillo, Kabir Bedi, Elena Sofia Ricci, Paolo Genovese, Caterina Shulha, Vittoria Puccini, Gabriel Garko, Paolo Ruffini, Diana Del Bufalo e i registi lucani Fontana e Stasi.
Darren Criss, la mia ossessione è comunicareL’attore e cantante sarà nel prossimo film di Emmerich

CAGLIARI15 giugno 201919:46

– Un vero sangue misto pieno di verve Darren Criss, attore e cantautore statunitense, nato a San Francisco nel 1987 da Cerina e Charles William Criss, rispettivamente di origini filippine e irlandesi. Camicia jeans e smalto bianco sulle unghie delle mani, incontra i giornalisti a Forte Village alla seconda edizione del Filming Sardegna Festival con grande entusiasmo e parlando anche un po’ d’italiano, ha studiato infatti recitazione ad Arezzo undici anni fa. La sua ambizione principale? “Comunicare sia recitando che con la musica. Mi piace incontrare tante persone – dice -, la mia ossessione è sempre stata quella di comunicare, mettere insieme le persone”.Star di ‘Glee’ e del musical ‘Harry Potter’, grazie al ruolo di Andrew Cunanan nella seconda stagione di American Crime Story si è portato a casa tutti i principali premi: un Emmy Award, un Golden Globe, un Critics’ Choice Award e uno SAG Award. E ora per lui lo sbarco al ‘cinema-cinema’: sarà infatti nel prossimo film bellico di Roland Emmerich, ‘Midway’. Il suo grande appeal sul mondo giovanile, spiega, “non è un fardello, casomai una responsabilità. Ma non è scontato averlo, perché il tempo ti cambia e cambia anche il pubblico. E così bisogna essere forti abbastanza per mantenere alta l’attenzione, per non restare indietro”.Tra musica e recitazione – Criss è tra l’altro un polistrumentista – non sa che scegliere: “Mi rappresentano entrambe le cose. Certo, quando scrivo canzoni forse mi diverto di più, è una cosa per certi versi più artistica”. Riguardo al film di Emmerich in cui interpreta un aviatore, “è la mia prima volta in un grande film. Sono poi cresciuto con i le opere di questo regista – spiega – ed è davvero incredibile che adesso recito per lui”. Del ruolo del serial killer Andrew Cunanan in L’assassinio di Gianni Versace, spiega: “E’ molto complicato giudicare questo personaggio. Certo è più facile vedere le cose in bianco e nero. Da attore, va detto, mi piacciono di più i ruoli con zone grigie. Certo lui ha fatto un gesto orribile, ma chissà, poteva capitare a me. Insomma è difficile giudicare la persona che l’ha compiuto”. Sul suo futuro preferisce scherzare: “Volete sapere dei miei progetti? Per ora so solo che berrò due scotch e poi anche una birra. E visto che stiamo in Sardegna, non mancherò di bere un mirto”.

Zeffirelli: Gasdia, all’Arena il suo ultimo sognoPer La Traviata il 21 giugno, si prepara un grande omaggio

15 giugno 201916:25

“Ho reso possibile il suo ultimo grande sogno: la Traviata all’Arena di Verona”. Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arena di Verona, che a Franco Zeffirelli deve parte della sua carriera di artista, parla con grande commozione del suo rapporto con il regista, morto oggi a 96 anni, che fino all’ultimo ha lavorato all’allestimento del capolavoro di Giuseppe Verdi con cui il 21 giugno si aprirà l’Opera Festival 2019, accompagnato da un grande omaggio al maestro.”Mi sento onorata di poter restituire quel grande regalo che lui aveva fatto a me con La Traviata, ma voglio talmente bene a Zeffirelli per quello che ha fatto per me e per il teatro che mi sembra ancora poco” dice la cantante, che nel 1984 fu chiamata da Zeffirelli proprio per il ruolo di Violetta nella Traviata. “Sembra quasi un destino che ci ha unito per tutta la vita e anche nella morte. La Traviata è stata molto importante per tutta la mia vita e carriera. Franco mi ha insegnato i movimenti e a tirare fuori cose che non sapevo di avere. Chi ha lavorato con lui lo ha amato, era un gigante, una specie di mago” spiega la Gasdia con la voce rotta dalla commozione.”Per me oggi Franco Zeffirelli è passato all’immortalità, anche se fino a poche ore fa era una leggenda vivente. Ha fatto tutta la storia del teatro e del cinema” spiega. E aggiunge: “Franco amava molto i giovani, la mia storia ne è un esempio”. Zeffirelli “mi diceva sempre che avrebbe voluto fare la Traviata a Verona dove aveva realizzato tante opere, da Turandot ad Aida a Madame Butterfly. Gli era rimasto questo desiderio dalla prima volta che venne in Arena. Per Turandot aveva creato un bozzetto anni fa che era rimasto lì. L’anno scorso da sovrintendente dell’Arena gli ho fatto la proposta di rimettere mano a questo lavoro e il suo entusiasmo è andato alle stelle. Ha fatto nuovi bozzetti, ha lavorato ai costumi, alle scenografie. E’ un kolossal hollywoodiano. Voleva essere con noi alle prove e speravamo tutti potesse venire alla prima” dice la Gasdia che l’ultima volta lo ha visto un mese fa.Poi racconta un aneddoto: “La prima volta che l’ho incontrato avevo 23 anni e mezzo ed ero un po’ cicciottella. Quando ho bussato alla sua porta di casa è venuto lui ad aprire, mi ha guardata a mi ha detto: ‘Chi è lei? Ma non penserà mica di fare la Traviata in queste condizioni?’. Mi sono messa un po’ a dieta e più tardi mi ha detto che stava scherzando. Ci furono quasi due mesi di prove e lui era presente sempre, dalla mattina alla sera. Il mio abito ha finito di decorarlo in scena, con una sarta accanto. Siamo diventati grandi amici. Ho lavorato a tantissime sue opere. Ho passato con lui intere giornate nella villa di Positano e a Roma”. Le prove della Traviata all’Arena sono cominciate circa dieci giorni fa, mentre all’allestimento si lavora da sei mesi. “Eravamo in attesa di veder arrivare Zeffirelli da un momento all’altro per la sua Traviata hollywoodiana e cinematografica in cui ha messo la summa di tutto il suo amore per le numerose edizioni dell’opera che ha realizzato, a cominciare da quella con la Callas” sottolinea la Gasdia.Per il 21 giugno “prepareremo un grande omaggio, ma non so ancora esattamente come sarà perché vorrei fare la cosa più bella per Franco. Sarà una giornata bellissima, ma di grande dolore. Avremo il presidente della Repubblica alla prima ed è già tutto esaurito. Ci saranno undici repliche e sarà in scena anche nel 2020. Sono certa che questa Traviata rimarrà negli annali della Fondazione per tanti anni” dice la sovrintendente e direttrice artistica.

Eddie Vedder a Firenze, rock e emozioneIl frontman dei Pearl Jam fa bis a festival e omaggia Zeffirelli

FIRENZE16 giugno 201911:32

– Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam, è tornato sul palco del Firenze Rocks il 15 giugno, a due anni dal concerto del 2017 che, con 55mila spettatori, aveva infranto il record della sua carriera solista. Lo show è il primo dei due in programma in Italia nel 2019: il 17 Vedder sarà a Barolo.
Il concerto si apre con Eddie seduto al pianoforte che intona Cross River. La voce caldissima e profonda del cantante americano riempie la Visarno Arena e fa scendere le prime lacrime ai fan arrivati da tutta Italia. La scenografia è semplice, arricchita unicamente dalla presenza del Red Limo String Quartet, quartetto d’archi olandese. Vedder saluta con un ‘buonasera amici miei’ e ribadisce il suo amore per l’Italia, il Paese in cui ha conosciuto la moglie. Lo show prosegue con altre cover di vere e proprie leggende: Brain Damage dei Pink Floyd, Wildflowers di Tom Petty e Should I Stay or Should I Go dei The Clash. Fuori programma l’omaggio a Franco Zeffirelli: per il maestro scomparso Vedder intona Just Breathe.           

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Matera 2019, Pitagora e i numeri primi
Dal 21 giugno 5 esposizioni, direzione scientifica di Odifreddi

MATERA14 giugno 2019 11:04

– “Vedere la matematica dall’interno, attraverso la bellezza dei numeri e i suoi contenuti specifici, e dall’esterno attraverso i numeri della bellezza e le sue relazioni con il resto della cultura”. E’ questo l’intento della “della terza grande mostra” del programma di Matera Capitale europea della Cultura 2019, “La Poetica dei Numeri Primi. Da Pitagora agli algoritmi”, con la direzione scientifica del matematico Piergiorgio Odifreddi.
Il progetto si sviluppa in cinque esposizioni fra il Parco archeologico di Metaponto e Matera, con due percorsi, storico-didattico e artistico, un laboratorio interattivo, a cui si affiancano una serie di iniziative che si svolgeranno in parte a giugno, in occasione del solstizio d’estate, e in parte a settembre, per l’equinozio d’autunno. La grande mostra – che sarà inaugurata tra il 21 e il 23 giugno e che sarà poi visitabile fino al 30 novembre – è coprodotta da Fondazione Matera Basilicata 2019 e Polo Museale della Basilicata.
The Fresh Air, arriva un concept albumEsce l’album ‘The reason of your life’ con brani del 1967-1969

14 giugno 201911:38

– Dieci canzoni in inglese per raccontare quello che non è stato, per dire di una band di giovani talenti italiani a cui un mercato discografico cinico o distratto non ha dato una possibilità seria, per cantare oggi ciò che ieri non è stato ascoltato. Con il cd, al posto del vinile di una volta, ‘The reason of your life’, Il senso della mia (tradotto così) vita, dei The Fresh Air tornano atmosfere fine anni Sessanta, di un mondo pieno di sogni e di amore, di un universo che intravedeva cambiamenti, paure e inquietudini.
Pezzi composti e registrati su nastro magnetico fra il 1967 e il 1969 e che ora – 50 anni dopo – vengono riproposti o meglio proposti in un concept album, un’opera rock, con testi allegorici e fiabeschi e con una ouverture sfrontatamente ispirata dall’inizio del quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven con un crescendo rossiniano. Il risultato fu una ‘incompiuta’ perché il disco di Maurizio Villa, Walter Consonni e Mattia Garofalo vedrà la luce solo ora nel giugno nel 2019.
Tool regalano nuovi brani a fan FirenzeAl Visarno un’ora e mezzo di concerto che ripercorre storia band

FIRENZE14 giugno 201912:21

– Il battito cardiaco che introduce la celebre Ænema ha aperto ufficialmente l’edizione 2019 del Firenze Rocks: sul palco il vocalist Maynard James Keenan e la sua storica band californiana. Di fronte ai Tool, nell’unica data italiana, ci sono oltre 45mila fan accorsi all’Arena del Visarno nel parco delle Cascine di Firenze per la terza edizione del festival. Prima di loro sul palco Billy Corgan e i suoi Smashing Pumpkins. Corgan ha poi lasciato spazio ai Tool. La loro apparizione al Firenze Rocks anticipa di poco più di un mese l’uscita del quinto album. Nel corso del concerto i Tool hanno regalato ai fan due nuovi brani: ‘Descending’, brano lungo circa 13 minuti, ricorda i Tool dell’album 2006, mentre ‘Invincible’ sembra già proiettare la band nel futuro. Il concerto si chiude dopo 11 canzoni e un’ora e mezzo di musica votata all’inconfondibile stile della band californiana. Dopo l’ultima nota, l’uscita di scena dei Tool è accompagnata da un lungo applauso dei fan.
Israele, Mahmood primo nella hit parade’Soldi’ piace molto ai giovani della radio militare

goog_1027012901 – RIPRODUZI

Anche se è giunto secondo nell’Eurovision Song Contest disputato a maggio a Tel Aviv, Mahmood è riuscito egualmente a far presa immediata nel pubblico dei giovani israeliani. Per la seconda settimana consecutiva, si è aggiudicato con ‘Soldi’ il primo posto della hit parade delle canzoni straniere elaborata dalla radio militare (che è molto popolare fra i giovani) sulla base delle preferenze degli ascoltatori. Mahmood è seguito nella graduatoria da Justin Bieber con Ed Sheeran (‘I don’t care’) e da Billie Eilish (‘Bad Guy’).
Nessun’altra canzone fra quelle presentate all’Eurovision figura nei primi dieci posti di questa classifica. Nella vetrina delle canzoni da scegliere per la settimana prossima è intanto proposta anche la canzone vincitrice di quella gara: ‘Arcade’, dell’olandese Duncan Laurence.
Museo Tattile Omero, percorso all’EgizioAl Cairo 12 opere da toccare e didascalie Braille, inaugura 20/6

ANCONA14 giugno 201913:44

– Il Museo tattile Omero di Ancona realizzerà un percorso di visita dedicato ai non vedenti al Museo egizio del Cairo. Un percorso che prevede 12 splendide opere, tra le quali Il faraone Amenhotep II (1428-1397 a.C.) con la dea Meretseger, granito, da Karnak (Luxor), scelte da far toccare, con didascalie in braille inglese, arabo e italiano che hanno impegnato Daniela Bottegoni e Saad Kalida. Ogni opera sarà corredata di reading pen con file audio nelle tre lingue con descrizioni. Verrà fornita una mappa a rilievo del museo con indicazione di opere e legenda in Braille inglese e arabo. Tra i pezzi prescelti per la lettura tattile la statua seduta della dea Sekhmet, granito nero, dal tempio di Mut a Karnak (Luxor), la sfinge del faraone Amenemhat III (1842-1794 a.C.) granito, la triade del faraone Menkaura (2494-2472 a.C.), grovacca, da Giza.
Il 20 giugno sarà il ministro delle Antichità Khaled el-Anany, alla presenza dell’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini, a inaugurare il percorso tattile.
Nella nuova esperienza internazionale al Cairo il Museo tattile Omero sarà impegnato anche in un corso di formazione con gli operatori museali sui temi indispensabili per creare un sistema di accessibilità per le persone con disabilità visiva: vanno dall’educazione dei sensi alla formazione dell’immagine tattile e valutazione estetica, fornendo anche tecnologie e strumenti. Le esercitazioni sulla lettura tattile si articoleranno su quattro elementi: scultura, architettura, pittura e archeologia. Verrà progettato e condiviso un percorso di accessibilità, definendo attività educative specifiche e una corretta comunicazione e studiando possibili sinergie con il territorio per la migliore inclusione culturale e sociale delle persone con disabilità visiva. La missione rientra nel programma “Vivere all’italiana” del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Dal 15 al 22 giugno saranno per questo nella Capitale egiziana il presidente del Museo Omero Aldo Grassini con Andrea Socrati e Annalisa Trasatti. A coordinare l’iniziativa l’Istituto italiano di cultura diretto da Paolo Sabbatini e Centro Archeologico italiano del Cairo con Giuseppina Capriotti Vittozzi.
‘Inno’ Maturità di Lorenzo BaglioniArriva ‘Maturandi’, in coproduzione con Studenti.it

14 giugno 201913:59

– L’esame di maturità è alle porte e Studenti.it, da più di 20 anni a fianco dei ragazzi come supporto allo studio, presenta il nuovo brano di Lorenzo Baglioni, ‘Maturandi’. Disponibile dal 14 giugno su tutti gli store digitali, il nuovo inno della Maturità 2019 racconta con tono ironico ed emozionale le paure e le ansie ma anche la leggerezza romantica dei ragazzi e delle ragazze alle prese con il primo rito di passaggio della loro vita, in un momento di condivisione generazionale. Il testo gioca sugli argomenti più gettonati del programma d’esame, dalla matematica (“il limite se x tende a zero / di sen(x) su x è uguale a uno per davvero”), alla storia (“la polveriera dei Balcani / 1-8-6-1, diventiamo italiani”) e alla filosofia (Filosofia, l’aut-aut per Soren Kierkegaard / Kant e la critica della ragion pratica). I timori (“l’incubo ricorrente / mi sveglio e non so più niente!”) e le speranze (“questa notte è così breve per dei sogni così grandi”), si trasformano nei versi di una canzone pop.

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Domino, la Cia e l’Isis secondo De Palma
Il film apre Filming Italy Sardegna, poi in sala dall’11 luglio

CAGLIARI14 giugno 201919:21

– “Siamo americani, leggiamo le vostre email”. Si chiude così, con questa cinica battuta dell’agente Cia (Guy Pearce) a uno sbigottito agente speciale, ma solo danese, Nikolaj Coster-Waldau ‘Domino’, l’ultimo film di Brian De Palma in uscita nelle nostre sale l’11 luglio con la Eagle. Un thriller, in salsa terroristica, con alcune zampate in puro stile De Palma, e momenti, al contrario, più deboli. E questo, non a caso, in un film, che ha aperto la seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival, verso cui lo stesso regista di ‘Vestito per uccidere’ ha preso le distanze più volte. Per Domino ci sono stati infatti tagli non voluti (da due 2 ore si è passati a 90 minuti), tante divergenze creative, una sceneggiatura non del regista (firmata da Petter Skavlan), effetti speciali non all’altezza e tutto questo in una produzione europea composta da fondi danesi, francesi, belgi, olandesi e italiani.Insomma un ritorno al cinema quello di De Palma – l’ultimo suo film è stato ‘Passion’ nel 2012 – un po’ complicato in un lavoro che aveva dalla sua la più cocente attualità, ovvero la lotta internazionale contro il terrorismo internazionale dell’Isis. Questa la storia. Christian (Nicolaj Coster-Waldau) e Alex (Carice van Houten), sono due poliziotti dell’unità crimini speciali di Copenaghen. Dopo l’omicidio del loro caro collega Lars (Sren Malling), durante un’azione di polizia consumata tra i tetti della città e degna del miglior Hitchcock, i due si lanciano in una disperata caccia all’uomo per trovare il colpevole, un affiliato ad una cellula danese dell’Isis. Un infinito inseguimento da parte della coppia, dalla capitale scandinava a Bruxelles fino ad Almeria, per scoprire, solo alla fine, di stare dentro a un intrigo internazionale molto più grande di loro.L’uomo a cui danno la caccia, il radicalizzato Ezra Tarzi (Eriq Ebouaney), è sotto l’interessata protezione della Cia e questo per dare la caccia al davvero pericolosissimo Sheikh Salah Al Din (Mohammed Azaay). In questo De Palma, ormai da tempo orfano di Hollywood che non finanzia più i suoi film, c’è ancora il suo immenso talento, il suo singolare modo di girare, fatto di dilatazioni del tempo, riprese chirurgiche e zoom impossibili. Non solo, in Domino c’è anche un po’ di Italia: le musiche di Pino Donaggio in una delle scene più belle del film (quella della corrida con un simil-bolero di Ravel) e alcune riprese in Sardegna tra Cagliari, Capoterra, Domus De Maria e Pula.

30 anni di Musicultura, conduce RuggeriIl 20, 21 e 23 giugno a Macerata, il 27 luglio finale su Rai3

14 giugno 201914:46

– Musicultura festeggia 30 anni. E lo fa regalandosi una conduzione d’eccezione: saranno infatti Enrico Ruggeri e Natasha Stefanenko i padroni di casa delle tre serate del Festival della canzone popolare e d’autore, allo Sferisterio di Macerata il 20, 21 e 23 giugno (il 27 luglio andrà in onda su Rai3). Luca Bocchetti, Francesco Lettieri, Lo Straniero, Lavinia Mancusi, Paolantonio, Gerardo Pozzi, Enzo Savastano, Francesco Sbraccia sono gli otto finalisti.
“Partecipai alla prima edizione di Musicultura – ricorda Ruggeri, con alle spalle già qualche esperienza tv, ma alla sua prima conduzione in Rai -. Già da allora si capiva che avrebbe avuto un futuro. Ed è la dimostrazione che il dualismo cultura e divertimento non ha senso di esistere”.
Tra gli ospiti, Daniele Silvestri, PFM, Angélique Kidjo, Morgan, Sananda Maitreya & The Sugar Plum Pharaohs, Quinteto Astor Piazzolla, Rancore, The Beatbox con Roma Philarmonic Orchestra, Giordano Bruno Guerri, The André, Coma_Cose, Andrea Purgatori, Carlotta Natoli.
Vasco a Cagliari, fan in fila 5 giorniCon le tende davanti alla Fiera per i concerti del 18 e 19

CAGLIARI14 giugno 201915:03

– Il tanto atteso ritorno di Vasco Rossi a Cagliari, dopo nove anni, è fissato per i due concerti di martedì 18 e mercoledì 19 giugno, ma già da cinque giorni prima si è creata la fila dei fan più assidui del Komandante, che da ieri hanno piazzato le tende davanti ai cancelli della Fiera. Qui, decine di giovani e meno giovani, giunti anche dalla penisola, trascorreranno ben cinque notti pur di garantirsi un posto sotto il palco.
Dopo il record dei sei concerti consecutivi sold-out a San Siro, il “Vasco Non Stop Live 2019” sbarca dunque in Sardegna, alla Fiera di Cagliari, dove sono attese circa 30mila persone a concerto. Operai e tecnici sono già al lavoro per montare il mega palco visto a San Siro, la più grande produzione mai arrivata in Sardegna. E i fan non vedono l’ora di saltare e cantare con il loro idolo: “Per Vasco questo e altro – raccontano accampati davanti all’ingresso – è il nostro Dio.
Staremo qui tutti insieme sino a martedì”.
Allievi di Brera in vetrina per Siviglia18 giovani talenti personalizzano pantalone di punta brand

giugno 201915:27

– Benedetta, 21 anni, aspirante grafica, disegna a mano dei volti di donna, mentre al suo fianco il coetaneo Luca, del corso di design, cuce dei piccoli ritagli di imbottito sulle tasche: in vetrina, da Eral 55, in corso Como, gli studenti dell’Accademia di Brera personalizzano i pantaloni della White Label di Siviglia, e i passanti si fermano incuriositi e interessati, tanto che in un quarto d’ora vengono venduti 4 di questi capi unici, che passano direttamente dal tavolo alla vetrina.
Per tre giorni, 18 ragazzi si alterneranno nel personalizzare 40 paia di pantaloni, subito acquistabili. Il modello è il pantalone di punta del marchio, un chino realizzato con un tessuto di derivazione giapponese, un particolare tipo di raso fiammato a rovescio e tinto con una tecnica che permette al capo di degradare nel tempo, creando una sorta di vintage artigianale.
Testamento Marco Polo esposto a TorinoIl testo rivela un uomo molto ricco, femminista e credente

TORINO14 giugno 201915:42

– Marco Polo era miliardario, eclettico, generoso e femminista e alla sua morte decise, contrariamente al costume dell’epoca, di lasciare i suoi beni, oltre che a numerose chiese per conquistarsi un felice aldilà, alle donne di casa. E non ai parenti maschi.
Sono alcune informazioni sul viaggiatore più famoso della storia, il veneziano Marco Polo, che emergono dallo studio, dal restauro e dalla riproduzione del suo testamento. Un lavoro promosso dall’associazione Scrinium, specializzata in ‘cloni’ di documenti antichi, e dalla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, dove è custodita la preziosa pergamena.
Il primo clone così riprodotto (in tutto sono 185, per un valore di 5.000 euro l’uno, già tutti venduti nel mondo), frutto di tre anni di lavoro, è esposto da oggi al 14 settembre al Museo di Arte Orientale di Torino. “Un documento intimo e pieno di storia – ha sottolineato la ricercatrice Tiziana Plebani – che lega per sempre la storia italiana all’Oriente e alla Cina”.

7/o Passaggi Festival saggistica a Fano24-30 giugno. Tema edizione “C’era una volta in Europa”
FANO (PESARO URBINO)14 giugno 201916:16

– Dal 24 al 30 giugno scrittori, giornalisti, artisti, attori e poeti saranno a Fano (PU) per la 7/a edizione di Passaggi Festival, rassegna sulla saggistica e non solo. “Il nostro obiettivo – ha detto il direttore del festival Giovanni Belfiori alla presentazione del programma a Palazzo De’ Pili a Fano – è riuscire ad avvicinare al libro chi normalmente non legge. Lo facciamo nel modo più semplice e lineare possibile, chiamando nomi di grande popolarità in grado di riempire le piazze ma anche di grande qualità in grado cioè di suscitare curiosità e interesse”.
Passaggi Festival quest’anno è incentrato sul tema “C’era una volta in Europa”, grazie al lavoro del comitato scientifico, presieduto da Nando dalla Chiesa, composto da Marino Sinibaldi, Alessandra Longo, Lorenzo Salvia, Giorgio Santelli, Claudio Novelli. La manifestazione si arricchisce ogni volta di nuovi contenuti e rassegne. Per 7 giorni, dal pomeriggio a mezzanotte, la città marchigiana diviene la capitale dei ‘Libri vista mare’.
Coppola e Stone ospiti a Bologna’Sotto le stelle del cinema’ in piazza Maggiore dal 17/6 al 14/8

BOLOGNA14 giugno 201916:27

– Francis Ford Coppola (presenterà il final cut di ‘Apocalypse now’), Oliver Stone (per ‘The doors’) e Jane Campion (per ‘Lezioni di piano’) saranno tra gli ospiti attesi a ‘Sotto le stelle del cinema’, il cartellone di 56 serate di film a Bologna, in piazza Maggiore, dal 17 giugno al 14 agosto. Previsti cicli su nuovi restauri di film e retrospettive dedicate, tra gli altri, alle ‘Donne che hanno fatto grande il cinema’, ‘Classici degli anni ’90’, Jean Gabin e i fratelli Pupi (sarà festeggiato per gli 80 anni) e Antonio Avati. Attesi anche Claude Lelouch, che presenterà il suo ‘Un uomo, una donna’, con il direttore del festival di Cannes Thierry Fremaux; Nicolas Winding Refn per ‘Drive’, Lina Wertmuller per ‘Pasqualino settebellezze’, Nicolas Seydoux per ‘Il piacere’ di Max Ophuls, Michel Ocelot per ‘Dilili a Parigi’, oltre ad Alice Rohrwacher, Matteo Garrone, Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi e Riccardo Milani.
Lionsgate Con posticipato a settembreDal 13 al 15 raddoppia spazi a PadovaFiere, confermato Iain Glen

14 giugno 201916:55

– Le numerose richieste arrivate dai fan di tutta Italia per incontrare i loro idoli delle serie tv al Lionsgates Con di Padova ha portato alla decisione di raddoppiare gli spazi e di posticipare la prima edizione dell’evento che si svolgerà dal 13 al 15 settembre, anziché dal 21 al 23 giugno, come inizialmente previsto. L’evento occuperà non più uno, ma due padiglioni (l’11 e il 14) di PadovaFiere e i biglietti già acquistati restano validi anche per le nuove date.
Lo comunica l’ufficio stampa della manifestazione spiegando che “la decisione è stata presa dagli organizzatori di Starjob Srl per garantire un assetto ancora migliore di attività e servizi. La notevole risposta del pubblico ha infatti cambiato le esigenze tecniche e reso necessario riformulare gli spazi”.
La formula dell’evento e gli ospiti restano invariati: si potranno incontrare attori internazionali come Iain Glen de Il Trono di Spade e il celebre fumettista Marvel Marco Checchetto.
Ma anche cosplay, espositori di gadget e fumetti, il concerto di Chase Coleman, voce dei Mercy Mode e volto di Oliver in The Originals, e la proiezione del film Pirati dei Caraibi assieme Kevin McNally.
Maraini, la poesia al Teatro sull’AcquaAl festival Gualtieri e Scurati, dal 3 all’8 settembre ad Arona
14 giugno 201917:17

– E’ l’anno della Poesia al Festival ‘Il Teatro sull’Acqua 2019’ che dal 3 all’8 settembre trasforma Arona, sul Lago Maggiore, in un teatro diffuso.
“L’idea della poesia mi è venuta dal fatto che ho sentito tanti editori lamentarsi che non si vendono i libri di poesia, ma ho constatato che invece quando si legge la poesia a voce alta, la gente accorre. Vuol dire che probabilmente la poesia per essere apprezzata ha bisogno della vocalità. Allora abbiamo pensato di chiamare dei poeti importanti come Fabio Pusterla, Vivian Lamarque, Maria Borio e Mariangela Gualtieri che fa un piccolo evento, ‘Bello mondo’, tra poesia e teatro. Sono sicura che questo sarà un successo ed è l’unico modo veramente di apprezzare la poesia” dice Dacia Mariani che è direttrice artistica di questo festival di teatro e parola, nato nel 2011 da un’idea della scrittrice, cittadina onoraria di Arona, e Luca Petruzzelli, che rappresenta un unicum in Italia.
L’evento clou è ‘Concertazione per elementi’ di Monica Maimone.

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Lettere di Cohen vendute a 900 mila dlr
Indirizzate a Marianne Ihlen, musa del cantautore canadese

NEW YORK14 giugno 201917:59

– Le lettere d’amore che Leonard Cohen scrisse alla sua amante e musa Marianne Ihlen sono state vendute all’asta per 876mila dollari. Lo ha rivelato la casa d’aste Christie’s. La corrispondenza copre un periodo che va dal 1960 al 1979.
Ihlen, che il poeta e cantautore canadese incontrò negli anni ’60, fu l’ispirazione di canzoni come ‘Bird on a Wire’, ‘So Long Marianne and Hey’, ‘That’s No Way To Say Goodbye’. Cohen e Ihlen non si sono mai sposati e rimasero amici anche dopo la fine della loro relazione. Sono morti entrambi nel 2016 a pochi mesi di distanza.
La loro relazione sarà anche oggetto di un documentario ‘Marianne & Leonard: Words of Love’ (Marianne e Leonard: parole d’amore) che andrà in onda nel Regno Unito il prossimo 26 luglio.
Jesse Williams, a Grey’s Anatomy per caso”Il segreto del medical drama? Affrontare temi di attualità”

CAGLIARI14 giugno 201919:24

– “Ero un insegnante di inglese. Fui chiamato per fare solo tre puntate di Grey’s Anatomy, era la sesta stagione, ma da allora non me ne sono più andato. Sono passati 11 anni, ma ogni volta che sto sul set ancora mi chiedo con paura: ora mi licenziano”. A parlare così oggi, alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna, il festival diretto da Tiziana Rocca, Jesse Williams, guest star insieme a Stefania Spampinato, sua collega di in una delle serie tv più longeve il cui ultimo episodio della stagione 15 andrà in onda lunedì 17 giugno in esclusiva su FoxLife, il canale 114 di Sky.La serie, che proseguirà per le prossime due stagioni e arriverà al 2021, vedrà ancora così il dr. Jackson Avery e, quasi sicuramente anche la Spampinato nei panni della dottoressa italiana, Carina DeLuca. Williams, che è anche un modello e un attivista in lotta per i diritti degli afroamericani (ha vinto nel 2016 un Bet Humanitarian Award), è stato accolto stamani nella sala dei Cristalli di Forte Village da una platea entusiasta di studenti osannanti. “Non avevo mai guardato Grey’s Anatomy prima di farne parte – confessa -, ma era sicuramente un grande show, il più popolare, e così, mano a mano, mi sono guardato le stagioni precedenti”. Il segreto di questo medical-drama? “Il fatto di essere un po’ anche una famiglia in cui ci si sente accolti e si lavora bene. E questo anche grazie alla grande rappresentanza femminile”.E aggiunge Williams, che è stato anche regista di alcuni episodi della serie: “Qui la gente trova sempre problemi legati all’attualità, quelli delle donne, dei gay, dell’eguaglianza, della migrazione, Grey’s Anatomy è insomma leader in questo atteggiamento”. Fin da giovane, spiega poi l’attore, “ho imparato ad avere il coraggio delle idee, tanto più poi se hai una visibilità, la possibilità di avere un microfono in mano. In questi casi hai ancora più il dovere di portare avanti i tuoi ideali e manifestarli”. Il potere dei social oggi è fortissimo: “Pensate solo – riflette – a quanto la cultura americana debba a quella di origine africana. Nonostante questo ogni tanto dei neri continuano a morire per le strade d’America. Non si può a questo punto stare in silenzio perché in certi casi il silenzio è assenso”. Infine dalla Spampinato, arrivata molto più tardi alla serie, ma anche lei quasi per caso, la difesa di questo medical-drama e dei temi affrontati: “In più di un episodio si è trattato dell’assicurazione sanitaria negli Usa che fa sì che tu non sia curato se non hai i soldi. Mi è capitato di fare un piccolo intervento negli States e ho pagato ben 80.000 dollari. In Italia – conclude – non avrei pagato nulla, questo la gente lo deve sapere”.

Da sposi in tv ‘a prima vista’ a divorzio impossibile,è caosLa produzione, “nel contratto nessun obbligo al matrimonio”
14 giugno 201918:24

Doveva essere un matrimonio a prima vista, è diventato un vero e proprio caso, anzi un divorzio da incubo. Stefano Soban, titolare di quattro gelaterie di Alessandria, e Sara Wilma Milani, 39 anni, cantante di Abbiategrasso, si sono visti respingere la richiesta di annullamento delle nozze – celebrate nella seconda edizione di Matrimonio a prima vista, il reality che punta a formare coppie tra perfetti sconosciuti, andata in onda su Sky Uno nel 2016 – dal tribunale di Pavia. La vicenda è rimbalzata su diversi siti di informazione e sui giornali (tra i quali Il Corriere della Sera e Repubblica) e la produzione oggi è intervenuta con una nota ufficiale per fare chiarezza. “Con riferimento agli articoli apparsi in queste ore su diverse testate giornalistiche – precisa la Nonpanic S.r.l., società produttrice di Matrimonio a prima vista – le persone che richiedono di partecipare al programma scelgono liberamente di contrarre matrimonio davanti ad un ufficiale dello stato civile.
Ciò è a loro ben noto – si legge nella nota – in quanto sono chiamati a sottoscrivere una clausola contrattuale che testualmente recita ‘condizione essenziale per la Sua partecipazione al programma nei termini e modi di seguito specificati è che Lei contragga matrimonio liberamente e senza riserve […]’. E ancora, “il contratto sottoscritto dai partecipanti non li obbliga a contrarre matrimonio né tanto meno prevede penali nel caso in cui uno o entrambi i nubendi cambino idea rispetto alla scelta di sposarsi. Come in tutti i contratti aventi ad oggetto la partecipazione ad una produzione televisiva, il contratto di partecipazione al programma prevede l’applicazione di una penale solo in caso di violazione del patto di esclusiva e degli obblighi di riservatezza nonché l’ammonimento che l’eventuale ingiustificato abbandono del programma può causare un danno alla produzione addebitabile ai partecipanti. Va sottolineato che l’abbandono del programma è peraltro cosa diversa dall’eventuale decisione di non procedere più alle nozze, scelta che comunque consente di proseguire nella partecipazione al programma in considerazione dell’interesse televisivo ad apprendere le motivazioni della nuova scelta”.
“La recente decisione del tribunale di Pavia, nel respingere la richiesta di annullamento del matrimonio contratto nel corso del programma, ha confermato la validità del ‘Matrimonio a prima vista’ e pertanto l’assoluta veridicità dei contenuti narrati nel corso del programma stesso. Ciò premesso – spiega ancora la produzione – le coppie del programma sono e rimangono comunque libere – al pari di quanto consentito ad ogni altra coppia che ritenga non più tollerabile la prosecuzione della relazione matrimoniale – di richiedere e ottenere lo scioglimento del vincolo, in via consensuale o giudiziale, nei modi e nelle forme prescritti dalla legge italiana”.

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Morgan, sfratto rimandato per motivi di salute
Per protesta il cantante ha affisso articoli della Costituzione

14 giugno 201918:30

E’ stato rimandato al 25 giugno lo sfratto di Morgan, all’anagrafe Marco Castoldi, dalla sua casa di Monza, previsto per questa mattina, in esecuzione del pignoramento deciso dal Tribunale di Monza a fine 2017. Secondo quanto si apprende, le trattative intercorse tra il legale di Morgan, l’avvocato Renato Moraschi, il manager Andrea Mainolfi con il custode giudiziario e le forze dell’ordine presenti sul posto hanno portato al rinvio per ragioni di salute che non hanno consentito lo spostamento dell’artista dal proprio domicilio, come certificato dal medico intervenuto. All’artista è stato prescritto riposo assoluto.    Tra i tanti presenti a esprimere solidarietà al cantante c’era anche l’ex Jessica Mazzoli, con la piccola Lara (6 anni).    In segno di protesta, Morgan ha anche affisso davanti casa alcuni articoli della Costituzione Italiana (3, 4, 9 e 13) che stabiliscono il diritto al lavoro (“questo è un luogo di lavoro”, scrive a latere), l’inviolabilità della libertà personale e che la Repubblica sostiene lo sviluppo della cultura (“io sono promotore della cultura a livello nazionale”).

Brignano, a teatro Un’ora sola vi vorreiNuovo spettacolo che ‘sfida il tempo’, tour estivo da nord a sud

MA14 giugno 201919:05

– Dopo il successo di “Innamorato Perso”, Enrico Brignano si prepara a tornare protagonista dell’estate 2019 con “Un’ora sola vi vorrei”, il suo nuovo one-man-show che sfida e rincorre il tempo. I biglietti saranno in vendita online da lunedì 17 giugno alle ore 11, offline da giovedì 20 giugno sempre alle ore 11. Nel mese di agosto 2019, la tournée farà tappa in alcune location da Nord a Sud: dopo l’anteprima di sabato 3 agosto al Castello di Udine, sarà al Castello Pasquini di Castiglioncello (martedì 6), all’Arena della Versilia di Cinquale (8 agosto), ad Anzio allo Stadio del Baseball Icar Peugeot (12 agosto). Brignano porterà il suo spettacolo alla Summer Arena di Soverato (24 agosto) e proseguirà al Teatro d’Annunzio di Pescara (26 agosto), in Piazza Cavalieri a Pisa (28 agosto), per terminare a Palermo (30 agosto al Teatro di Verdura). A spasso nel suo passato, tra ricordi e nuove proposte che rappresentano un ponte gettato sul futuro, Enrico passeggia sulla linea tratteggiata del nostro presente.
Installazione racconta Leonardo-botanicaIn piazza della Signoria, anticipa mostra dedicata

FIRENZE14 giugno 201920:33

– Un grande poliedro alto sei metri con all’interno un albero di gelso: è l’installazione, allestita in due notti di lavoro, in piazza della Signoria a Firenze che anticipa e presenta i contenuti della mostra ‘La botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra arte e natura’. L’esposizione, che prenderà il via il 13 settembre nel Museo di Santa Maria Novella, è un tassello fondamentale nel percorso che la città ha dedicato alle celebrazioni leonardiane.
L’ideazione e lo sviluppo del progetto sono state affidate a Stefano Mancuso, tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale, Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi fondatore e direttore del center for ecoliteracy a Berkeley in California, e Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca. “Tutti parlano di Leonardo architetto, pittore, ingegnere ma pochi conoscono il Leonardo studioso e amante della botanica”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Per questo abbiamo deciso, con l’aiuto anche della famiglia Mercati – ha aggiunto -, di organizzare a Firenze una mostra sulla botanica, disegnata, rappresentata, studiata da Leonardo da Vinci”. Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca, ha ricordato che il “dodecaedro rappresenta l’unità del tutto e suggerisce di allargare le nostre visioni riduzionistiche a nuovi spazi temporali, dimensionali e concettuali”. “Emerge – ha detto l’amministratore delegato di Aboca, Massimo Mercati – la necessità di riprendere il pensiero del Genio toscano imprimendo sviluppi diversi che portino a un nuovo Rinascimento culturale e scientifico”.

Anziani: Fondazione Sordi consegna premi alla solidarietà15 giugno ricorre l’anniversario della nascita
14 giugno 201923:40

La Fondazione Alberto Sordi ha consegnato giovedì a Roma i premi intitolati all’attore romano, di cui il 15 giugno ricorre l’anniversario della nascita, e dedicati a valorizzare soggetti impegnati nella promozione della condizione degli anziani.
La cerimonia di consegna del “Premio Alberto Sordi alla Solidarietà 2019”, presentata da Benedetta Rinaldi, ha visto premiati premiati la scultrice Maria Giustina Cappelli, l’infermiera in pensione Cristina Fattori e l’associazione Amici di Casa Insieme Onlus. La Social Street San Gottardo Meda Montegani di Milano ha meritato una menzione speciale per aver attivato un corso di alfabetizzazione digitale in cui gli anziani del quartiere imparano ad usare le nuove tecnologie.

Ed Sheeran incanta il pubblico di Firenze RocksNovanta minuti di show con 13 canzoni e assaggio nuovo album

FIRENZE15 giugno 201910:44

– Abbigliamento semplice, jeans e maglia della Nazionale italiana di calcio, inconfondibili capelli rossi spettinati e un carisma che riempie il palco per la seconda serata del Firenze Rocks. Ed Sheeran e la sua voce delicata fanno il loro debutto nella terza edizione del festival musicale fiorentino alle 21.10 in perfetto orario, intonando Castle on the Hill, brano tratto dell’ultimo disco, pubblicato a marzo 2017 e subito vincitore del Grammy Award. Dopo un lungo applauso liberatorio, i 65mila fan accorsi da tutta Italia e dall’estero per vedere la popstar, hanno iniziato a cantare con il 28enne britannico, ballando e scambiandosi sguardi compiaciuti per un inizio che centra in pieno le aspettative.Lui risponde con un ‘grazie Firenze’ e riprende a suonare. Il palco è essenziale, senza coreografie o installazioni, soltanto un maxi schermo alle spalle di Sheeran e due schermi giganti montati sui lati. Prima della star della serata sono saliti sul palco della Visarno Arena Matt Simons, con le sue sonorità pop, Zara Larsson, cantautrice svedese alla ribalta grazie all’album di debutto So good, e gli attesissimi Snow Patrol, unici rappresentanti del rock in una serata completamente votata al pop e al contemporary R&B. Per Sheeran la tappa fiorentina rientra in un tour europeo che nei prossimi giorni toccherà anche Roma e Milano con altre due concerti da tutto esaurito e record di incasso. Oltre a presentare l’album Divide, disco più venduto in Italia nel 2017, il tour di Sheeran apre la strada all’uscita del prossimo album, il 12 luglio, dal titolo No.6 Collaborations Project che propone una carrellata di nuovi brani creati con altri artisti. Tra questi, l’ultimo singolo I Don’t Care, in collaborazione con Justin Bieber, suonato dal vivo proprio questa sera davanti ai fan del Firenze Rocks come assaggio del nuovo album. Per il resto è un tripudio di grandi successi della musica pop, contaminata da una sfumatura country, e conditi con la partecipazione di un pubblico generoso e preparatissimo.Nonostante la giovane età, Sheeran dirige il concerto come un veterano del palcoscenico, cambia spesso chitarra, interagisce di continuo con il pubblico ed è in grado di alternare momenti in cui fa cantare e ballare tutti, come con Galway girl e Sing, ad attimi di profonda intimità con brani come The a Team e Photograph. Non mancano Bloodstream, I see fire e Thinking out loud per i quali Sheeran chiede la partecipazione dei 65mila fan che non si fanno rovinare la festa dalle poche gocce di pioggia che iniziano a cadere sul Visarno. Ma le vere perle del concerto arrivano alla fine, quando la popstar intona Perfect, cantata in parte in italiano come Andrea Bocelli nel loro celebre duetto, e Shape of you, uno dei pezzi più importanti della sua carriera, in cui Sheeran dà il meglio di sé. Dopo oltre novanta minuti di spettacolo, 13 brani, la popstar dai capelli rossi saluta il pubblico con un ‘grazie mille Firenze, buona notte’. Alla Visarno Arena, nel tempio del rock e delle star ‘maledette’ stasera Ed Sheeran ha dimostrato, ancora una volta, quanto potere può avere un cantante con la chitarra in mano e la faccia da bravo ragazzo.

Parrella, due donne in divenireNella scuola del carcere di Nisida un romanzo quasi perfetto

15 giugno 201910:46

– VALERIA PARRELLA, ‘ALMARINA’ (EINAUDI, pp. 126 – 17,00 euro).
Ecco un libro quasi perfetto, che nasce e finisce alto senza che la tensione, ideologica, emotiva, poetica e linguistica venga mai meno, tutto raccontato in una prima persona di cui è sempre viva la capacità, con tutte le sue inevitabili paure, di mettersi umanamente in gioco, di “affrontare le scale che ci cambiano la vita”, invece di pensare solo che “i poteri sono irraggiungibili come li raccontano” e che c’è poco da fare. Un libro, quindi, che si regge sulla felicità, limpidezza e intensità lieve della scrittura per parlarci con drammatica leggerezza di speranza, della forza del sentirsi vivi nonostante tutto e aperti al mondo, agli altri, con la possibilità di arricchirsi e salvarsi, sempre reciprocamente.
A parlare è la professoressa di matematica nel carcere minorile di Nisida Elisabetta Maiorano, vedova che non è riuscita da avere figli e con l’amato marito morto prima che riuscissero a adottarne uno. Quindi stanca, oppressa dalla vita e dai ricordi, in bilico tra questa che continua e timori e incertezze, non solo rispetto alla propria femminilità non ancora spenta. Il passato è quindi un tema, e riguarda anche la sua alunna Almarina, giovane ragazza romena stuprata e malmenata dal padre da cui è fuggita prostituendosi per riuscire a viaggiare con appresso il piccolo fratellino, da cui poi, in Italia, è stata separata dai servizi sociali. Ma se per la professoressa il passato è un pozzo in cui è facile precipitare ma da cui basta magari poco, la richiesta di un alunno, per riuscirne fuori, per tornare a essere presente, per la ragazza, incarcerata per un piccolo furto, è invece qualcosa da cancellare, così che ogni giorno possa essere una sfida, tanto che è come vivesse solo il momento contingente, in cui tutto esiste finché è presente. Nonostante questo, tutte e due anche se con una certa paura sono volte al futuro, pronte ad accoglierlo. La professoressa trovando quasi istintivamente, emotivamente, in lei la figlia mai avuta, la persona da aiutare a volare nella vita (di cui capisce forza e generosità vedendola giocare a pallavolo) e Almarina sognando di aprire un giorno una profumeria e aprendosi alla fiducia verso Elisabetta, anche se in modo quasi reticente, timoroso, tutto in quella frase comunque volta a un possibile domani: “Non ti prometto niente però…”.
Il doversi ricollocare, reinventarsi, riposizionarsi, “guardarsi le spalle e dentro e poi passare di livella sui giudizi” è quello che la professoressa chiama “la staratura di Nisida”, dove entrare è un’oppressione, ma poi dentro tutto cambia, a cominciare dai rapporti con l’odiato e amato direttore del campo, comandante della Polizia penitenziaria ma anche padre e uomo, persino bello. Così le verrà detto, quando chiederà di potersi occupare di Almarina, la cui scarcerazione è vicina, che non è la prima a sentirsi coinvolta da uno degli alunni, adolescenti per il cui cuore “per quanto gli abbiano già sputato sopra, i carcerieri siamo noi e non gli agenti, noi che vogliamo dare un senso alle loro esistenze, le quasi madri”, ragazzi ancora piccoli che quando avranno scontato la pena “torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui”.
Sarà una lotta, un bisogno, una sfida anche per Elisabetta combattere con regole, servizi sociali, leggi e avvocati e giudici per riuscire a farsi affidare Almarina, scoprendo che “il confine non esiste”, che “l’amore non riconosce autorità”, che certe donne “sono esseri in divenire, e quando saremo uscite da qui già saremo diverse”. La verità è che ognuno di noi, a un certo punto cruciale della propria vita, incontra un’Almarina, e, nonostante la paura, se saprà coglierne l’occasione, potrà dare pienezza e senso alla propria esistenza, senza esami, senza voti: “Perché era questo che cercavamo io e mio marito, è quello che cercano le persone che non si fermano a ciò che la vita passa loro: un termine diverso cui aderire”.

The Floating Piers di Christo arriva in salaDal 16/6 l’epica impresa sul Lago d’Iseo nel film di Paounov

15 giugno 201910:46

– La sfida, camminare sull’acqua. Il sogno, trasformare l’intero Lago d’Iseo in un’opera d’arte contemporanea. Con quelle passerelle galleggianti color arancio scintillante, nel 2016 è stato l’evento espositivo più visto in Italia: un milione e mezzo di visitatori in due settimane, incoronato anche come la più bella opera di Land Art dell’anno.
Oggi la storia di The Floating Piers, la spettacolare installazione dell’artista bulgaro Christo Yavachev arriva al cinema, dal 16 al 19 giugno, con Christo – Walking On Water, documentario del regista Andrey Paounov, in sala per I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.
Un’avventura, quella del Floating Piers, che in realtà inizia molto prima del 2016, come racconta il film, già passato al Festival di Locarno e ora presentato al Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna il 16 giugno. Un primo progetto era stato infatti concepito da Christo insieme alla moglie e partner artistica Jeanne-Claude (scomparsa nel 2009) sin dal 1969 per Rio de la Plata in Argentina. Negli anni insieme i due hanno realizzato monumentali opere lavorando su monumenti, ponti, elementi naturali e reinterpretando paesaggi e architetture con immense installazioni come The Wrapped Reichstag Building a Berlino, The Umbrellas in California e Giappone, The Wrapped Coast in Australia e The Pont Neuf a Parigi. E, a 82 primavere, Christo sta lavorando ancora alla mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi mentre si parla di “impacchettare” l’Arco di trionfo a Parigi in occasione di una grande retrospettiva al Centre Pompidou nella primavera 2020.
Ma quella prima proposta di un molo gonfiato lungo 2 mila metri non andò in porto, come la successiva per Tokyo. Fino al 2014, quando Christo arriva in Italia per un sopralluogo. Dopo una serie di test tra Germania e Mar Nero, nel 2015 si procede finalmente con la fabbricazione dei vari componenti e a gennaio 2016 i sommozzatori iniziano a installare 240 ancore e 50 contrappesi nel lago d’Iseo. Il tessuto Dahlia giallo viene portato in elicottero e applicato solo il 15 giugno, tre giorni prima dell’inaugurazione della passerella lunga 3 chilometri che per 16 giorni ha permesso a tutti di camminare tranquillamente sull’acqua.
“Ho lavorato su Christo – Walking on Water per 18 mesi, rimanendo in contatto quotidiano con il protagonista”, racconta il regista Paounov, che nel film segue questa epica e memorabile follia, ma anche le complesse trattative a metà fra arte e politica, le sfide ingegneristiche e forza della natura, tra vedute a volo d’uccello e riprese in stile fly-on-the-wall. Il tutto mentre prende forma il sogno di un artista e si svela l’uomo che lo insegue. “Christo – prosegue – è uno dei personaggi su cui si possono trovare più informazioni dei nostri tempi. L’abilità, quindi, non era tanto catturare la sua immagine, ma scolpirla. La mia conclusione personale è che per Christo l’arte è un processo, non un risultato finale. The Floating Piers è la ciliegina sulla torta, ma la vera eccitazione viene dall’immaginare le possibilità, superare la burocrazia, domare le forze della natura. Il titolo del film, Chisto – Walking on Water ha un doppio significato. E’ un riferimento all’esperienza offerta da The Floating Piers, ma rappresenta anche il mio obiettivo finale: camminare sulle orme di Christo e della sua creazione”.
Patricia Arquette, io madre cattiva in The ActL’attrice, anche il fascismo è nato con il silenzio

CAGLIARI15 giugno 201910:49

– Patricia Arquette, nata a Chicago nel 1968 in una delle più famose famiglie di attori statunitensi – è infatti figlia di Lewis Arquette, nipote di Cliff Arquette e ha come fratelli gli attori Rosanna, Richmond, Alexis e David – ha un singolare destino, quella di aver interpretato molti ruoli da villain, da cattiva, ed oggi, alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna, non a caso parla di The Act, serie televisiva statunitense distribuita sulla piattaforma Hulu basata su eventi realmente accaduti e di cui è stata trasmessa la prima stagione.Protagonista della storia, Gypsy Blanchard, una ragazza che cerca di sfuggire al rapporto con una madre iperprotettiva, Dee Dee Blanchard (Arquette), affetta da sindrome di Münchhausen che fa credere alla figlia, o meglio le impone, di vivere su una sedia a rotelle finché lei non si ribella. E questo fino alla tragedia finale. “Conoscevo questa sindrome, ma non questa particolare storia – dice la Arquette -. Ma quando ne ho parlato coi miei figli, mi hanno subito detto: ‘mamma non lo fare'”. Per prepararmi, spiega l’attrice divenuta famosa con Una vita al massimo (1993) di Tony Scott, dove interpreta la prostituta Alabama, “ho trovato una lunga intervista di una donna che aveva questa sindrome ed entrava e usciva da questa condizione mentale. Una sorta di co-dipendenza, la sua, con la figlia, con aspetti solo negativi. È come se questa donna sentisse, per avere una sua identità, il bisogno di aiutare e anche un’ansia di separazione, la paura di essere lasciata sola dalla figlia”.Riguardo al suo discorso, tenuto alla serata degli Oscar, sulla disparità tra uomo e donna per quanto riguarda i compensi, ci tiene a dire: “Non mi riferivo al solo show business, ma al 98% di tutte le professioni. Da quando è arrivato Trump le cose sono anche peggiorate”. Patricia Arquette ricorda poi la scomparsa della sorella Alexis, nata uomo con il nome di Robert, ma nel 2006 divenuta donna, un’icona transgender e attivista per i diritti della comunità LGBT: “La scelta che ha fatto Alexis è stata così coraggiosa e ne ha pagato il prezzo”. Nel futuro della Arquette – Golden Globe per la serie Escape at Dennamora in cui è stata costretta a ingrassare nel ruolo della ‘sporca e cattiva’ Joyce “Tilly” Mitchell che lavora nella sartoria della prigione – due film da regista e anche “un libro di mie memorie che sto scrivendo. Il capitolo più duro sarà certamente la morte di mia sorella”. La sua più grande paura? “La situazione sempre più pericolosa che si è creata in America dove se non si darà voce al dissenso politico non ci sarà mai vero cambiamento, il fascismo – conclude – è nato proprio dal silenzio”.

Piace Butterfly di Amato a Carlo FeliceMaria Teresa Leva è Cio-cio-sun, scene di Ezio Frigerio

GENOVA15 giugno 201911:42

– Applausi calorosi al Carlo Felice per l’ultimo titolo della stagione, “Madama Butterfly”. Opera di grande richiamo popolare. Puccini ha mantenuto l’appeal e lo spettacolo è gradevole e ben costruito. Sul podio il direttore artistico del Teatro Giuseppe Acquaviva con una interpretazione attenta, equilibrata, con appropriati slanci lirici. Maria Teresa Leva ha vestito con successo i difficoltosi panni di Cio-cio-san. Il tenore Stefan Pop ha voce da vendere e lo ha dimostrato offrendo un Pinkerton autoritario e capace di qualche raffinatezza. L’allestimento del Teatro di Astana ha un impianto scenico elegante e sontuoso disegnato da uno dei maggiori artisti del nostro tempo, Ezio Frigerio. La regia di Lorenzo Amato ha immaginato una “Madama Butterfly” tradizionale ma con elementi di interessante approfondimento, in relazione ad esempio alla figura della protagonista, l’unica donna pucciniana (con Turandot) che muta profondamente: poco più che bambina all’inizio, donna matura e responsabile alla fine. Amato ha voluto sottolineare il senso di spaesamento della donna che vorrebbe diventare americana a tutti gli effetti: non a caso regista e costumista le mettono addosso abiti occidentali nel secondo atto a indicare questa aspirazione. E nel preludio al terzo atto, davanti alla ragazza inginocchiata a guardare l’orizzonte, appaiono come in un sogno i grattacieli di New York. Applausi calorosi. Fra il pubblico, anche Giuliano Amato, padre del regista Lorenzo. Ha evitato commenti sul lavoro del figlio, ma si è dichiarato profondamente pucciniano. “Ha ragione chi già cinquant’anni fa, in epoca in cui Puccini era considerato un minore, ne sottolineava lo straordinario lirismo.
In quest’opera c’è un melodismo lungo, teso assolutamente geniale”. Repliche questo pomeriggio e domani (ore 15,30), martedì, mercoledì e giovedì (sempre alle 20).

Venezia, Almodovar Leone alla carrieraIl regista, “emozionato e onorato, ho bellissimi ricordi Mostra”

VENEZIA14 giugno 201913:33

E’ stato attribuito a Pedro Almodóvar il Leone d’oro alla carriera per un regista della 76.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (28 agosto-7 settembre). “Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo Leone d’oro – ha detto Almodovar -. Ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Questo Leone diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo.
Grazie dal profondo del cuore per questo premio”.
Luca-Paolo in Un figlio di nome ErasmusRegia di Alberto Ferrari, nel cast Memphis, Liotti, Carol Alt

14 giugno 201912:43

– Primo ciak a Roma per una commedia on the road, diretta da Alberto Ferrari, che conta su un brillante cast di attori formato da Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis e Daniele Liotti nei panni di quattro quarantenni che, a distanza di 20 anni dall’Erasmus fatto a Lisbona, si ritrovano in Portogallo per affrontare un viaggio avventuroso ed emozionante e per scoprire un segreto che potrebbe cambiare la vita a uno di loro. Il film, dal titolo ‘Un figlio di nome Erasmus’, segna anche il ritorno di Carol Alt sul grande schermo.
Le riprese saranno effettuate tra il Lazio e il Portogallo e il film, oltre ad essere prodotto, sarà anche distribuito da Eagle Pictures.
La pellicola narra le vicende di quattro amici quarantenni, Pietro, Enrico, Ascanio e Jacopo, chiamati a Lisbona per il funerale di Amalia, la donna che tutti e quattro hanno amato da ragazzi quando facevano l’Erasmus in Portogallo. Amalia ha lasciato un’inaspettata eredità: un figlio concepito con uno di loro. Ma chi è il padre?

A Giffoni protagonisti Stranger ThingsAppuntamento con Natalia Dyer e Charlie Heaton il 21 luglio

SALERNO14 giugno 201913:48

– I protagonisti di Stranger Things saranno ospiti della 49/a edizione del Giffoni Film Festival.
L’appuntamento con Natalia Dyer e Charlie Heaton è fissato per il 21 luglio, proprio a pochi giorni di distanza dall’uscita della terza stagione, in programma il 4 luglio. I due attori saranno premiati con il Giffoni Experience Award e incontreranno centinaia di giffoners nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema, dove risponderanno a curiosità e domande sulla loro giovane ma già brillante carriera. La serie, firmata dai fratelli Duffer, è un fenomeno unico al mondo: apprezzatissima da critica e pubblico, ha ricevuto svariati riconoscimenti, tra cui cinque Primetime Emmy Awards e uno Screen Actors Guild award nel 2017. La storia è ambientata negli anni ’80 a Hawkins, una cittadina dello stato americano dell’Indiana.
A Piazza Vittorio, Mozart è popEsplosione di musica e danza, Flauto Magico multietnico in sala

TO- RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Alessandra MagliaroROMA14 giugno 201918:19

E’ diventata maggiorenne quest’anno l’Orchestra di Piazza Vittorio, l’incredibile mix multietnico di suoni e culture da tutto il mondo che nel 2002 con la guida visionaria dell’ex Avion Travel Mario Tronco e il finanziamento dei cittadini del quartiere di Roma fu un primo esempio di ensemble fieramente libera, aperta e poliglotta. Oggi “l’Italia ha il record di orchestre multietniche di strada e di quartiere e forse abbiamo seminato bene”, dice

Tronco osservando che “con onore e al tempo stesso tristezza” oggi l’Orchestra di Piazza Vittorio, un centinaio di musicisti e ancora 15-20 gli stessi dell’inizio, è nomade, internazionale e lavora soprattutto in Francia, da Lione”. Ma in quel giardino umbertino, cuore della Roma asiatica, araba e latino americana, babele di odori (anche quelli fetidi del degrado), profumi di spezie, voci di bambini con tratti somatici diversi, misteriosa dai tempi della Porta Magica, l’Orchestra di Mario Tronco torna ancora. E’ ambientato lì il film Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, di Tronco e Gianfranco Cabiddu, un piccolo gioiello in otto lingue che mescola arte, musica, danza e cinema sulle note dell’opera di Mozart che qui diventa pop.
Già a teatro l’Orchestra di Piazza Vittorio nel 2008 aveva portato il Flauto Magico e tanti anni ci sono voluti per trasformarlo in film senza perdere libertà assoluta di suoni e suggestioni, “grazie ai due produttori eroici Arturo Paglia e Isabella Cocuzza” della Paco cinematografica che ha prodotto il film con i francesi e Rai Cinema. Arriva in sala dal 20 giugno, dopo il passaggio nell’ottobre scorso alla Festa di Roma, e potrebbe trovare nuove opportunità all’apertura scolastica di settembre perchè il film avvicina a Mozart in un modo immediato e naturale.
Partecipa alla sceneggiatura ed è anche l’unico attore professionista Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Sarastro, da sempre vicino all’Orchestra. Lo spunto – racconta Tronco – “venne nel 2008 da Daniele Abbado che ci chiese un Flauto magico per le strade di Reggio Emilia, un’impresa che mi sembrò pazza visto che i nostri musicisti non leggono la musica ma lavorando su arie, fischiando le melodie e facendo errori ce la facemmo.
Da lì l’idea di un film in cui i musicisti sono anche i personaggi dell’opera riletti alla nostra maniera con Petra Magoni una Regina della Notte quasi punk, Pamina Violetta Zironi tutt’altro che succube, Tamino Ernesto Lopez Maturell principe in tempesta ormonale. “L’uscita in sala è orgoglio e gioia”, dice Bentivoglio.
Tronco parla di “rapporto sentimentale con il luogo al centro del film, che vive di una bellezza diurna e un’angoscia notturna, un giardino che sembra avere un’anima umana, una piazza romantica e tragica al tempo stesso, che mi stordisce”, spiega il musicista napoletano ”folgorato alla musica – racconta – dopo aver visto al San Ferdinando a Napoli la Gatta Cenerentola di Roberto De Simone”. Nel film, che vive – spiega Cabiddu – “di una libertà assoluta di azione, una improvvisazione che spazia dal classico al folk, cavalcando ogni genere, senza essere schiavo di nessuno”, ci si lascia trasportare dalle suggestioni visive oltre che sonore.

Il Re Leone fa 25 anni, remake ad agostoNuovo film è live action, storia è ancora romanzo di formazione

14 giugno 201918:19

“Mentre gli altri cercano ciò che possono prendere, un vero re cerca ciò che può dare”. La favola del Re Leone prende forma ancora al cinema 25 anni dopo quel primo film uscito il 15 giugno del ’94, vincitore di due Oscar, con la musica trascinante di Elton John e Tim Rice e diventato ormai un classico Disney. Esce il 21 agosto il nuovo film questa volta non animato ma live action. Le voci originali sono Donald Glover (Simba), Seth Rogen (Pumbaa), Beyoncé (Nala), Chiwetel Ejiofor (Scar). La regia è di Jon Favreau.
La storia è nota: il cucciolo Simba prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa. Ma non tutti nel regno della savana celebrano l’arrivo del piccolo erede. Scar, il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi. Con l’aiuto di una curiosa coppia di amici, Timon e Pumbaa, dovrà imparare a crescere. Al cuore del film un tema caro ad ogni narrativa: il romanzo di formazione ossia come lasciare infanzia e affrontare le realtà del mondo.

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I diversamenti abili di Hagape 2000 rivisitano Italo CalvinoSpettacolo di scena al Palladium di Roma il 16 giugno alle 18

14 giugno 201915:41

I giovani e non diversamente abili del’associazione Hagape2000 di Roma rivisitano e mettono in scena Italo Calvino. L’appuntamento è per domenica alle 18 al teatro Palladium di Roma

Dopo “Barnum Circus” del 2015 –  dove il tema era sperimentare attraverso una nuova forma di teatro e di danza il superamento e la consapevolezza dei limiti del proprio corpo – e dopo “Eco di Battaglie” del 2017 – tra mito e rivendicazione dei diritti negati – si conclude con Calvino la trilogia/trittico del laboratorio teatrale del centro con la commedia in due atti “Cigno appicica appiccica”. La commedia è liberamente tratta da una favola popolare di Italo Calvino, adattata a rappresentazione teatrale da Vincenzo Mazzone.È un‘antica e misteriosa fiaba che racconta di una principessa triste che non ride. La vicenda. Un re, una regina e il loro regno con il susseguirsi di personaggi, loro sudditi, ognuno con la propria storia, un cigno magico tramite l’ironia e la fantasia romperanno lo schema classico delle fiabe a tre fasi: inizio, crisi e soluzione. Questi temi sono stati trattati nel laboratorio teatrale dell’associazione Hagape2000, che si è svolto nell’anno sociale 2018-2019.Il coro attori è formato da 21 persone con disabilità che frequentano il laboratorio e sulla scena ci saranno tre assistenti-attori.           

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Il coro degli stonati in concerto
Da 70 a 450 allievi in pochi anni, sei corsi, 15 e 16 il saggio

13 giugno 2019 13:25

– Il primo anno – era il 2011 – erano in 70, oggi sono 450, divisi in sei corsi, gli aspiranti coristi del Corso di Canto per Stonati, guidato da Maria Teresa Tramontin, mezzosoprano del Coro sinfonico de laVerdi. Il loro concerto conclusivo va in scena il 15 e 16 giugno.
Sul palco di largo Mahler sei cori diversi, divisi in quattro gruppi composti sulla base dell’anzianità di frequenza e delle capacità tecniche acquisite. Ad aprire il concerto gli allievi del primo anno, mentre il gran finale, con due brani a sorpresa, vedrà riuniti tutti i 450 coristi. Il programma spazia dalla classica alla leggera, da Verdi a Simon & Garfunkel. L’obiettivo del corso – al quale può partecipare chiunque, senza limiti di età – è far acquisire ai partecipanti la consapevolezza delle proprie potenzialità vocali e accrescere la fiducia in se stessi.
‘Vecchioni Mariele’ cantano lo ZecchinoIl 16/6 all’Antoniano di Bologna ricordo albori del Piccolo Coro

BOLOGNA13 giugno 201914:07

– Canzoni, filmati inediti, interviste, foto d’epoca. Il tutto nel 4/o Docu-Concerto: ‘Zum Zum Zum. Zumando dal Piccolo Coro ai Vecchioni di Mariele’ con il Coro degli ex bambini del Piccolo Coro domenica 16 giugno alle 17, nello studio televisivo dell’Antoniano di Bologna, con la scenografia originale del film ‘I ragazzi dello Zecchino d’Oro’ di Ambrogio Lo Giudice, che verrà trasmesso in concomitanza col prossimo Zecchino d’Oro.
Il Docu-Concerto, ideato e realizzato da Testimonianze Musicali, il sito che raccoglie e racconta le storie dell’Antoniano, riprende il nome della sigla della famosa trasmissione tv ‘Canzonissima’ cui anche il Piccolo Coro, diretto da Mariele Ventre, partecipò, nel 1968; lo storico brano aprirà il concerto, che proseguirà con altri brani cult che hanno fatto la storia dello Zecchino e del Piccolo Coro dell’Antoniano (tra questi, due del repertorio dello Zecchino d’Oro interpretate dalle soliste originali), intervallate da notizie, foto d’epoca, interviste e filmati storici.
Percorso arte in Chianti con DecosterPanzano Arte, sculture sparse in campagna per umanesimo moderno

RENZE13 giugno 201914:16

– Un inedito percorso artistico nel Chianti, tra Panzano e Greve (Firenze) con le opere dell’artista francese Nathalie Decoster. E’ Panzano Arte, manifestazione che riporta in Chianti grandi artisti internazionali, promossa da Dario Cecchini, il ‘macellaio-poeta più famoso del mondo’ e curata da Mila Sturm. La prima edizione si terrà dal 22 giugno al 18 settembre. Le sculture di Decoster – in tutto 25, in bronzo, inox e acciaio di diversi formati, tema principe un uomo stilizzato nell’atto di camminare, un ‘messaggero’ come lo definisce l’artista, spesso racchiuso in una forma geometrica – per tre mesi faranno da guida in un itinerario artistico unico, che dal borgo di Panzano attraversa la campagna per giungere a quattro aziende vinicole partner dell’esposizione: Fontodi, Fattoria Casenuove, Renzo Marinai e La Massa.
Torna Hit the road man, estate pop e di qualitàProgramma con Vicedomini Su Canale 5 dal 16 giugno

13 giugno 201917:29

Il gala benefico amfAR a Cannes con le interviste sul red carpet, fra gli altri, a Antonio Banderas, Christoph Waltz, Victoria Silvstedt e Patricia Arquette; il riconoscimento sulla Croisette a Lina Wertmuller (alla quale andrà anche un Oscar alla carriera), con Giancarlo Giannini che regala una lezione di cinema; il premio ‘Presidio culturale italiano’ a Ennio Morricone, e l’incontro con Ghali. E’ la scaletta della prima puntata di Hit the road man, programma itinerante, arrivato alla quarta stagione, al debutto da domenica 16 giugno in seconda serata su Canale 5,che racconta a 360 gradi lo spettacolo internazionale. “Saranno dieci puntate. E’ un appuntamento consolidato, e per questo ringrazio Mediaset, che vuole coniugare il pop con la qualità” dice l’ideatore e conduttore Pascal Vicedomini, che per il programma ha organizzato un incontro /festa a Roma con fra gli ospiti, Valeria Marini, Anna Falchi, Alessia Fabiani, Tony Esposito e Kaspar Capparoni.
Cortina, decennale Una Montagna di LibriEdizione dedicata agli alberi, anteprima con Pulitzer R.Powers

VENEZIA13 giugno 201915:19

– Compie dieci anni “Una Montagna di Libri”, la festa internazionale della letteratura di Cortina D’Ampezzo, in programma quest’anno dal 29 giugno al 22 settembre con oltre 45 incontri con l’autore tra letteratura, attualità, cinema e arte. Il programma è stato presentato a Venezia da Francesco Chiamulera, responsabile della manifestazione.
Anteprima il 29 giugno con il Premio Pulizter 2019 Richard Powers, autore con La nave di Teseo di “Il sussurro del mondo”, romanzo sul ‘dialogo segreto’ degli alberi; inaugurazione il 13 luglio, affidata alla lectio di Alessandro Piperno su Philip Roth. Per il decennale nasce l’Archivio di Una Montagna di Libri: da luglio saranno online video e clip, categorizzati e in HD, di molti incontri svoltisi nel decennio cortinese. “In un momento storico segnato dalla riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente, e parlando in mezzo alla grande nazione dei boschi che sono le Dolomiti, Una Montagna di Libri si ispira alla vita degli alberi”, ha detto Chiamulera.

Pitti Uomo, anni 90 tra preppy e sportL’outwear è in cerca di qualità e high performance

RENZE13 giugno 201916:15

– Si avverte una nostalgia della moda degli anni Novanta in alcune proposte di Pitti Uomo n.96.
Forme e tessuti riportano infatti indietro nel tempo, in un mood che ripensa al grunge. Torna dunque il mondo college statunitense con i suoi sport, sempre riletti in chiave anni Novanta. Palette accesa per un equilibrato mesh-up tra patch varsity, ricami, print graphic & tropical e stemmi. La field jacket si accosta a T-shirt minimali decorate da motivi baseball, il denim spazia da storici lavaggi vintage a tele comfort. Al jeans si alternano pantaloni morbidi, maglie in cotone a costa inglese e T-shirt a stampa. Pied de poule, check colorati vestono occasioni più formali, mentre popeline e baby corde leggere sono ovunque. Denim shirt di suggestione grunge con toppe e rammendi si abbinano a 5 tasche used. Alter ego dell’uomo conscious è quello sportivo che cerca le high performance (Woolrich e ZZegna).

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Veepee, festa a Firenze per rebranding
‘Pop orient’ in occasione di Pitti Uomo. Fatturato Italia +25%

FIRENZE13 giugno 201916:21

– Cocktail party ‘Pop orient’, alle Serre Torrigiani a Firenze in occasione del salone di moda Pitti Uomo edizione 96, per celebrare Veepee, nuova identità di vente-privee, la società nata in Francia nel 2001 rivoluzionando i consumi con il concetto di flash sales online. Il rebranding arriva dopo le acquisizioni avvenute negli ultimi anni, a partire dal 2015, che hanno portato nel gruppo aziende dello stesso segmento, tra cui Privalia acquisita nel 2016. Con oltre 72 milioni di brand lovers nel mondo, l’azienda ha realizzato nel 2018 un fatturato di 3,7 miliardi di euro, +12% rispetto al 2017.
Riguardo all’Italia, “è tra i mercati – ha spiegato Fabio Bonfà, regional manager Veepee Southern Europe e Latam in occasione dlel’evento fiorentino – con le performance migliori e crescita di fatturato a doppia cifra. Il 2018 si è chiuso nel nostro Paese con un fatturato in crescita del 25% rispetto a quello dell’anno precedente”.
A Venaria ‘Atti Divini’ di LaChapelleIn mostra uno scatto per Lavazza, con lui il Calendario 2020

SATORINO13 giugno 201916:27

– Nature morte in cui fra i fiori spuntano cibo in scatola, telefoni cellulari o giocattoli in plastica; la sacralità reinterpretata con rapper come apostoli, le centrali nucleari ricostruite con modellini psichedelici e la natura sfolgorante che avvolge l’uomo. E’ il viaggio che accoglie il visitatore alla Citroneria della Reggia di Venaria che da domani al 6 gennaio ospita ‘Atti Divini’, mostra dedicata al celebre fotografo Usa David LaChapelle.
Settanta opere, dai lavori iconici dell’artista che mosse i suoi primi passi con Andy Warhol, come le serie Land Scape e Gas o le opere Rape of Africa, Deluge e Awakened, al New World che contiene alcune opere inedite. Fra queste ‘Realize-How I Wonder What You Are’ fatta da LaChapelle per Lavazza, che sostiene la mostra organizzata da Civita con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. E questa sarà una delle immagini del Calendario 2020 dell’azienda, affidato proprio a LaChapelle che rinnova la sua collaborazione con Lavazza per celebrare la natura e l’uomo.
Eddie Vedder apre Collisioni 2019Un mese di festa a Barolo nelle Langhe patrimonio Unesco

TORINO13 giugno 201916:32

– Collisioni, il festival agrirock di Barolo, nelle Langhe patrimonio Unesco, unico nel suo genere in Europa, apre la sua 11/a edizione il 17 giugno con il concerto, sold out, di Eddie Vedder, cantante americano dei Pearl Jam e icona del filone grunge-alternative rock. Il cartellone di uno dei festival musicali estivi più attesi d’Italia, amato anche dai turisti che in estate raggiungono la zona dei vigneti Langhe-Roero e Monferrato, è stato presentato a Torino, presente anche un suo fan, il neo presidente della Regione, Alberto Cirio che ne ha lodato coraggio e importanza.
Il festival, visitato l’anno scorso da 80.000 persone, coniuga la grande musica internazionale con un ricco cartellone di incontri con protagonisti della letteratura e della cultura, e la promozione dei prodotti del territorio. Tra gli artisti più attesi, fino al 16 luglio, Liam Gallagher, Carl Brave, Max Gazzè, Rhomi, Daniele Silvestri, Maneskin, Salmo, Thirty Seconds to Mars, Thom Yorke, Calcutta, Macklemore, Albano, Mahmood.
90/o LuisaViaRoma con mega sfilata e topDalle Hadid alla Boscono e c’è Lenny Kravitz in concerto
FIRENZE13 giugno 201916:33

– LuisaViaRoma, negozio multibrand di Firenze tra i più cool d’Italia per il fashion di lusso e tra i più seguiti al mondo sul web, festeggia 90 anni di successi e 20 anni di presenza online. Intanto sono 5000 gli invitati che partecipano al superparty, costato 5 milioni di euro ad Andrea Paconesi, nipote di Luisa, fondatrice del negozio fiorentino e ora suo ceo. Una festa che prevede una sfilata kolossal di 90 capi iconici di circa 70 supermarchi venduti da LuisaViaRoma, che fu il primo a portare Kenzo in Italia, e un concerto della star Lenny Kravitz, per la gioia della folla, soprattutto femminile, chiamata a gremire piazza Michelangelo e strade limitrofe, e supportata grazie ai megaschermi seminati nel centro di Firenze. In pedana decine di supermodelle, dalle sorelle Gigi e Bella Hadid a Maria Carla Boscono, da Karolina Kurkova a Karlie Kloss, da Stella Maxwell a Irina Shayk, da Joan Smalls a Vittoria Ceretti, a rappresentare i 90 brand di LuisaViaRoma, quanti i suoi anni, scelti da Carine Roitfeld.
Ylenia Lucisano, mie canzoni dai sogni’Punta da un chiodo in un campo di papaverì’ è nuovo album

13 giugno 201916:54

– S’intitola ‘Punta da un chiodo in un campo di papaveri’ il nuovo album firmato dalla cantautrice Ylenia Lucisano.
Anticipato in radio dal brano ‘Non mi pento’, tutt’ora in programmazione, il lavoro al completo è composto da una scaletta di undici canzoni, da ‘A casa di nessuno’ a ‘Ti sembra normale?’, che riassumono il modo di fare musica della voce calabrese che nei mesi scorsi ha aperto anche un concerto di Francesco De Gregori al Teatro Garbatella di Roma e ha suonato sul palco del concerto del Primo Maggio.
“Le mie canzoni nascono anche da sogni – ha spiegato la cantautrice – e voglio dare loro il tempo necessario per fare il giusto percorso”.
Alla scoperta dei Fori, nasce il percorso unificatoBonisoli, a Roma un grande Central Park archeologico

14 giugno 201909:34

Dal Foro Romano, centro della vita pubblica romana e culla della civiltà occidentale, al Palatino, dove è conservato il nucleo più antico della città e luogo scelto da Augusto per la sua abitazione, ai Fori Imperiali, emblemi della potenza imperiale, passeggiando finalmente in libertà, senza più nessun inutile cancello a dividere il passato glorioso di Roma. In un paio d’ore, seguendo un unico itinerario denominato “Alla scoperta dei Fori”, a partire dal 29 giugno sarà infatti possibile attraversare 3000 anni di storia visitando il cuore più antico della Capitale grazie al protocollo di intesa siglato dal Parco Archeologico del Colosseo e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. Un percorso inedito, atteso da tanti decenni, che finalmente abbatte gli steccati burocratici, supera le rigidità della gestione separata di istituzioni diverse e mette in sinergia il lavoro di competenza comunale con quello di competenza statale: sulla scia dell’iniziativa il ministro Alberto Bonisoli ha preannunciato, parlando questa mattina accanto alla sindaca Virginia Raggi, l’intenzione di creare “al centro di Roma un grande Central Park Archeologico”, in grado di unire anche altri siti storico-artistici capitolini “come il Circo Massimo, i Mercati di Traiano e le Terme di Caracalla in un itinerario senza soluzione di continuità”.Il lavoro svolto dal Parco Archeologico e dalla Sovrintendenza è durato mesi e il risultato è stato ottenuto “rispettando la normativa vigente”, ha aggiunto Bonisoli, “i due Fori saranno aperti il 29 giugno, in una giornata di totale gratuità”. “Abbiamo scalfito la burocrazia per fare un gesto semplice come aprire un cancello”, ha proseguito la sindaca Raggi, che ha parlato di “giornata storica” e “di una nuova fase per rendere la città un museo fruibile da tutti, affinché le persone possano vivere un’esperienza ordinaria nella sua eccezionalità. Il grande progetto di rinascita del patrimonio di Roma sta prendendo forma, anche riuscendo a coniugare la tecnologia al mondo delle epoche passate. L’esperienza culturale deve essere a portata di tutti e noi per tutti ci stiamo battendo”. La nuova passeggiata, in sperimentazione fino al 31 dicembre, sarà disponibile per cittadini e turisti acquistando un biglietto unico da 16 euro: il passaggio tra il Foro Romano e i Fori Imperiali avverrà nell’area compresa tra Curia Iulia, Foro di Cesare, Foro di Nerva e Foro di Traiano, mentre il ticket potrà essere acquistato indifferentemente nelle varie biglietterie. Si sta lavorando per poter includere nel percorso anche il Foro di Augusto, dopo aver dotato l’area di una passerella (del costo di 200mila euro). L’idea è dunque di migliorare sempre di più l’esperienza di visita dell’area archeologica centrale di Roma, per restituirne la ricchezza, la complessa stratificazione, l’evoluzione storica.”E’ un sogno che si realizza, perseguito dalla metà del secolo scorso da grandi intellettuali. Ora ci stiamo impegnando per creare un ingresso a via dei Cerchi, in modo tale da ricongiungere anche il Circo Massimo”, ha spiegato Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo. “Questo traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione interistituzionale e dimostra la capacità di dialogo in vista di un importante interesse comune”, ha aggiunto la sovrintendente capitolina ai Beni Culturali Maria Vittoria Marini Clarelli, “con la percezione unitaria dei Fori i turisti vivranno un’esperienza unica”.

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Il nuovo Spider-Man a Taormina Fest
Premio Taormina Arte Award a Nicole Kidman e Octavia Spencer

TAORMINA (MESSINA)13 giugno 201917:36

– La 65/a edizione del Taormina FilmFest, che si svolgerà dal 30 giugno al 6 luglio, lancerà l’anteprima europea del film Spider-Man: Far From Home, che sarà proiettato al Teatro Antico la sera del 5 luglio. E’ quanto annunciato a Taormina (Me) dagli organizzatori. Il Taormina Arte Award 2019 verrà conferito alle attrici Premio Oscar Nicole Kidman e Octavia Spencer (The Help), produttrice esecutiva della nuova serie tv della Apple Truth Be Told.
Spetterà a Ladies in Black, il nuovo film del regista australiano Bruce Beresford, l’onore di inaugurare la rassegna presente insieme alla protagonista Julia Ormond.
Il Festival quest’anno avrà come madrina Rocío Muoz Morales e sarà presentato, nelle serate al Teatro Antico, da Carolina Di Domenico. E’ prodotto e organizzato per il secondo anno consecutivo da Videobank, in collaborazione con la Fondazione Taormina Arte con la direzione artistica di Silvia Bizio e Gianvito Casadonte.
40 anni Albachiara, Siae omaggia VascoDg e Ad consegnano al Blasco il primo deposito della canzone

13 giugno 201917:39

– Il 7 agosto del 1979 Vasco Rossi depositava alla Siae “Albachiara”, diventata un cult, ma anche il simbolo di un nuovo modo di raccontare storie in musica.
Quarant’anni dopo la Società degli autori e degli editori gli ha voluto rendere omaggio facendo riprodurre il primo bollettino depositato dal cantautore di Zocca con la sua firma e le sue note. La consegna il 12 giugno a San Siro, poco prima dell’inizio del concerto, come sempre sold out: con il Blasco c’erano il dg Siae Gaetano Blandini e l’ad di Warner Chappell Roberto Razzini: “Un omaggio a nome di tutti i nostri associati che non sono tutti Vasco Rossi, ma vivono di musica – gli ha detto Blandini – Come dice un tuo collega autorevole, Ennio Morricone, per fare bene il vostro mestiere bisogna avere talento, durata e passione e tu hai tutto questo”. Sorridente anche l’ad di Warner che è l’editore di Albachiara: “Ci sembrava giusto omaggiarti per questo grande successo che hai regalato a tutti noi”.
Debutto da modello per figlio SiffrediClasse 1999 ha sfilato al Mandela Forum per il marchio MSGM

FIRENZE13 giugno 201917:58

– Passo sicuro, sguardo irresistibile e sorrisetto compiaciuto, il figlio di Rocco Siffredi, Leonardo Tano, ha debuttato a Pitti Uomo come modello nella sfilata di MSGM, il marchio disegnato da Massimo Giorgetti che ha sfilato al Mandela Forum. La notizia, non diffusa ufficialmente, si è sparsa a macchia d’olio dopo poche ore sul web. Leonardo Tano, figlio del celebre pornostar e di Rosa Caracciolo, ha interpretato il water style di MSGM, ovvero l’abbigliamento dedicato alla vita estiva in spiaggia e piscina con grande sicurezza per un debuttante, mostrando anche gli addominali tartarugati senza imbarazzo. Classe 1999, Leonardo, secondo figlio della celebre coppia, per ora è studia ingegneria meccanica. Il primogenito si chiama Lorenzo e ha tre anni di più.
Con Beethoven Filarmonica in ‘Champions’Il compositore tedesco protagonista di stagione e tournée

13 giugno 201917:58

– È Ludwig van Beethoven, a 250 anni dalla nascita, il filo conduttore della prossima stagione della Filarmonica della Scala che il prossimo anno, oltre ai consueti dieci concerti al Piermarini, ha in programma una fitta serie di appuntamenti in alcuni dei teatri più prestigiosi del mondo: dalla Elbphilharmonie di Amburgo alla Philharmonie di Parigi fino al Musikverein di Vienna, la sala dove ogni anno si tiene il concerto di Capodanno e dove la Filarmonica si esibirà in tre distinti concerti. Insomma, facendo un paragone calcistico si può dire che la Filarmonica gioca ormai in Champions.
“Stiamo avendo un riconoscimento all’estero continuo” ha sottolineato Riccardo Chailly, che da quando è direttore principale ha guidato l’orchestra in 80 concerti di cui 48 in tournée. Un successo confermato e rafforzato anche dalle incisioni, ultime in ordine di tempo quelle dedicate a Ottorino Respighi e il Fellini album con le musiche di Nino Rota.
Non solo Bellocchio, la famiglia Buscetta parla in film YoutubeA settembre su Netflix moglie e figli del pentito di mafia

NEW YORK14 giugno 201909:49

Dopo anni passati a nascondersi dai sicari di Cosa Nostra, la famiglia di Tommaso Buscetta ha accettato di apparire in un nuovo documentario.
Non c’è soltanto “Il traditore”, il film di Marco Bellocchio sul più famoso pentito di mafia presentato all’ultimo festival di Cannes. Roberto Buscetta e sua madre Cristina che per trent’anni si sono celati sotto false identità, mentre undici dei loro più stretti familiari venivano assassinati dalla mafia, sono stati rintracciati in Florida dai cineasti Max Franchetti e Andrew Meier il cui documentario “Our Godfather: The Man the Mafia Could Not Kill” è in onda in streaming su YouTube dallo scorso fine settimana e dal prossimo settembre sarà disponibile sulla piattaforma Netflix.
Inizialmente riluttanti: “Uccidere il figlio di Tommaso Buscetta sarebbe il trofeo perfetto”, ha spiegato Roberto ricordando che le testimonianze di suo padre nel maxiprocesso di Palermo e a New York con la “Pizza Connnection” a metà anni Ottanta hanno portato alla condanna di centinaia di mafiosi. Trovare i Buscetta sembrava impossibile. Franchetti e Meier ci hanno messo due anni. Cristina, la terza moglie brasiliana del pentito e i suoi familiari più stretti avevano vissuto sotto falso nome e in diverse località per oltre 30 anni dopo l’ingresso di Tommaso nel “Witness Protection Program”. Lisa, la sorellastra di Roberto che appare anche lei nel documentario, ha detto di aver pronunciato il cognome Buscetta per la prima volta nella vita: “Ne andava la sicurezza della famiglia”. A complicare la ricerca era il fatto che molti agenti che avevano protetto i Buscetta negli anni o non erano interessati o erano morti. Molti avevano perso i contatti da anni. La soluzione è arrivata con una mail spedita nel 2015 a un vecchio indirizzo che forse era stato usato dalla famiglia. Dopo tre settimane di silenzio, Cristina aveva risposto, incuriosita.
La moglie del pentito racconta nel documentario quanto sia stato difficile per Tommaso rompere il codice dell’omertà: “La decisione più sofferta della sua vita”. Buscetta, morto di cancro nel 2000 a 71 anni, fu sepolto sotto falso nome in un cimitero di North Miami. Cristina e Roberto hanno incontrato i cineasti nel maggio 2015 in Florida, presente come testimone l’agente della Dea Anthony Petrucci che per anni aveva protetto la famiglia. Alla fine Cristina ha accettato di farsi riprendere, mentre Roberto, che sotto falso nome ha fatto il soldato in Iraq e Afghanistan, ha chiesto di non usare i suoi alias e di tenere il volto parzialmente in ombra. Non è stata comunque una decisione facile: “C’è sempre un rischio, la mafia non perdona”
Pompei ed Ercolano, Geronimo guida bimbiTorna agli scavi il topo giornalista più amato con mappe e guida

13 giugno 201918:45

– A un anno di distanza dalla sua prima visita e dopo un intenso lavoro al fianco degli alunni di 12 istituti di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Trecase e Napoli, torna agli scavi di Pompei Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini, per presentare le nuove mappe e la guida dedicata ai più piccoli del sito Unesco che raccoglie Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Le mappe saranno in distribuzione agli ingressi, assieme alla guida che in questa prima fase sarà gratuita. “Geronimo Stilton è un testimonial positivo e accattivante; ma soprattutto ascoltare le indicazioni dei ragazzi, che hanno contribuito con le descrizioni e i disegni alla realizzazione delle mappe e delle guide e che sono i primi fruitori di questi prodotti, è stato rilevante. Questo è solo il primo passo verso una serie di iniziative rivolte ai giovani” dice Massimo Osanna, promotore del progetto durante il suo primo mandato da direttore e da oggi, 13 giugno di nuovo alla guida del Parco Archeologico.
“Esplorare nuovi canali comunicativi per avvicinare le nuove generazioni all’archeologia, così come all’arte ed ai beni culturali, in generale, resta un obiettivo di grande importanza per tutti gli attori che si occupano di conservazione, tutela e promozione del patrimonio culturale italiano” commenta Alfonsina Russo che in questi mesi è stata direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei. Soddisfatto anche Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano: “Abbiamo il dovere di appassionare i bambini e poi i giovani e sono molto soddisfatto dell’attenzione congiunta che si è creata in questa occasione; il personaggio di Geronimo Stilton ha permesso di racchiudere in un’unica veste grafica tre siti archeologici che rappresentano la linfa culturale vitale del territorio per i locali e per i tantissimi turisti che vengono a visitarli”.

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Il trionfo di Vasco, sei concerti sold out
E i sei show di Milano diventano un docu in onda su Canale 5

13 giugno 201920:22

– Oltre 350.000 spettatori e sold out in tutte le sei date di San Siro. Sono i numeri da capogiro del tour milanese di Vasco Rossi. Il cantautore modenese colleziona un altro strepitoso successo dopo il record di Modena Park. E il contesto conferma la sua capacità di regalare forti emozioni a tre diverse generazioni.
Anche l’ultimo show è stato un successo, una festa per tutti.
La chiusura è stata col botto, letteralmente, grazie ai giochi d’artificio che illuminano il cielo di San Siro: ‘Qui si fa la storia’, mai titolo fu più azzeccato per questo straordinario tour, che avrà una coda a Cagliari (18 e 19 giugno). I 6 concerti di Milano, inoltre, diventeranno un docu-concerto in onda su Canale 5 lunedì 17 giugno in prima serata. Si intitola ‘Siamo solo noi – 6 come 6′ ed è il racconto delle sei serate alla scala del rock con il commento di Vasco che in una intervista esclusiva con Giorgio Verdelli ripercorre la storia dei suoi 29 concerti nello stadio milanese in 29 anni.
Torna la Festa della Musica, 10mila eventiIl 21 giugno 45 mila artisti in 630 città, evento clou a Matera

14 giugno 201909:32

Torna anche quest’anno la Festa della Musica, che come da tradizione si festeggerà in tutta Italia il 21 giugno, giorno del Solstizio d’estate. Tema di quest’anno la “Musica fuori Centro”, con Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – scelta per il concerto finale che vedrà salire sul palco Roberto Vecchioni, testimonial della manifestazione, insieme all’Orchestra di Piazza Vittorio.
Ma sono più di 10mila gli eventi in programma in 630 città, per oltre 45mila artisti coinvolti (per i quali la Siae ha previsto la tariffa simbolica di 1 euro per il diritto d’autore). Con la musica a contaminare i luoghi più diversi e lontani tra loro: concerti e spettacoli animeranno musei, biblioteche, ospedali, parchi, giardini, piazze, case circondariali, archivi, strade, palazzi storici. La musica risuonerà anche nei lunghi corridoi di 16 aeroporti, nei licei musicali, nei conservatori e negli istituti italiani di cultura all’estero. Una festa, alla quale aderiscono ben 826 organizzazioni (il 18% in più rispetto all’anno scorso) che è sempre più permeata sul territorio e diventa dunque condivisione, vicinanza, cultura. Come ha anche sottolineato il ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, durante la presentazione al ministero. “Di solito la musica si fa in determinati posti e le persone le vanno incontro. Con la Festa della Musica vogliamo sottolineare il percorso opposto: è la musica che si deve avvicinare alle persone, andare a trovarle nelle situazioni più diverse, di disagio o remote”. In perfetta sintonia con il tema scelto per l’edizione 2019. Lo stesso ministero ha messo a disposizione alcuni edifici simbolo dove rock, pop, soul o musica classica avranno per un giorno la meglio: dal Colosseo alla Reggia di Caserta, dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino al Museo Sannitico di Campobasso, dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino al Castello Svevo di Bari. E poi l’Archivio di Stato di Livorno e quello di Milano, il Palazzo Reale di Genova, il Parco Archeologico di Paestum, solo per citarne alcuni. Tra gli appuntamenti “speciali”, l’esibizione della band femminile de Le Rivoltelle nella Casa Reclusione di Rossano, con la partecipazione dei detenuti; il concerto nel Tempio di Giunone nella Valle dei Templi ad Agrigento “Un ponte per l’Europa”; quello della pianista giapponese Chinami Matsushima all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, nell’Unità operativa di oncologia; la serata alle Scuderie del Quirinale tra flauti, violoncelli e stelle con gli astrofisici di Romastronomica e l’accademia romana del flauto traversiere.
“La musica è la forza che ci anima, ha il potere di fermare il tempo. Nasce e si espande ovunque, senza bisogno di parole, perché è di per sé significante – teorizza Vecchioni -. E’ l’arte ancestrale, la prima espressione dell’uomo, capace di rendere tutti i sentimenti, tutte le sfumature che abbiamo dentro di noi. Ma la musica non si esaurisce in una canzone o in un concerto e la Festa della Musica non deve esaurirsi in un solo episodio”, ha auspicato.
A Paestum scoperto il tempietto degli artigianiPotrebbe appartenere a tempietto in area quartiere artigianale

NAPOLI14 giugno 201909:42

Capitelli, colonne, cornicioni e triglifi. Ma anche un delicato pannello, probabilmente una metopa, in arenaria decorata con tre rosette a rilievo che riconducono i resti di questa architettura religiosa agli anni tra il VI e il V secolo avanti Cristo, la stessa epoca dei grandi templi, quando la città era in piena fioritura. Frutto di un rinvenimento casuale, avvenuto durante i lavori di restauro delle mura, arriva nel Parco Archeologico di Paestum una nuova scoperta, quella dei resti di un edificio di epoca dorica che sembra essere stato un tempio in miniatura o forse un portico, sorprendente spiega il direttore del parco Gabriel Zuchtriegel, perché potrebbe aprire uno squarcio sulla vita nella parte occidentale della città, quella dove si suppone ci fossero le botteghe degli artigiani, dei raffinati vasai, e che al momento “è la meno conosciuta”.
Il ritrovamento è recentissimo, spiega l’archeologo. “E’ successo ieri durante i lavori di ripulitura è lì che togliendo quello che negli anni era divenuta una vera e propria giungla che copriva il versante occidentale delle mura sono emersi via via i pezzi smembrati del piccolo tempio”, prima un capitello, poi l’altro, pezzi di architettura che sembravano essere stati trasportati e abbandonati vicino alle mura: “L’idea che ci siamo fatti è che siano stati frutto di un ritrovamento casuale intorno agli anni ’60, quando questa parte del parco era di proprietà privata e veniva regolarmente coltivata. E’ probabile che gli stessi contadini, infastiditi da questi blocchi di pietra che ostacolavano il loro lavoro, li abbiano spostati verso il muro per liberare il campo”. La scoperta di ieri, quindi, è solo un primo passo e apre nuove prospettive, che il direttore intende studiare lanciando, di concerto con la direzione generale archeologia del Mibac e con la soprintendenza locale un progetto di studio e di scavi: “Per ora abbiamo recuperato quello che abbiano trovato in superficie, ma non possiamo escludere che escano altri frammenti – sottolinea -. Abbiamo subito contattato la direzione generale per l’archeologia e la soprintendenza per concordare una strategia di indagini e di interventi perché sarebbe molto interessante trovare la posizione esatta del tempio e ricostruire un po’ la fisionomia di quella parte della città che conosciamo molto poco ma che era molto interessante: lì c’era il quartiere artigianale la porta marina, che appunto si apriva verso il mare, le botteghe dove facevano i vasi famosi in tutto il mondo”.
Qualche testimonianza dei tesori che potrebbero essere ancora sotto terra in quella parte del parco d’altra parte c’era già e risale agli anni ’50, racconta l’archeologo, “quando proprio qui venne ritrovata una stipe votiva con statue di divinità femminile”. Insomma, conclude, “questa è un’area di grande interesse, fare ricerche qui può contribuire moltissimo alla conoscenza del sito antico e anche alla sua tutela. Sarebbe interessante andare a fondo e capire tutta la parte a occidente dei grandi templi, come era strutturata, che funzione aveva”. In queste settimane, come sempre, il Parco è pieno di missioni archeologiche al lavoro qua e là nell’area dei grandi templi.
“Abbiamo americani, tedeschi, tante università”, sottolinea Zuchtriegel, “Ma anche il parco archeologico fa ricerca, facciamo scavi in collaborazione con le università e operiamo con un approccio tutto nostro, diverso, perché partiamo dalla conservazione, dalla tutela”. Tutti al lavoro per ricostruire sempre di più la storia della città e aggiungere nuovi elementi. La scoperta del piccolo tempio degli artigiani, chissà, potrà aprire un nuovo appassionante capitolo dell’antica città della Magna Grecia che i fondatori vollero dedicare a Poseidone

Eva Longoria, viva la sorellanza tra donneEx Desperate Housewife impegnata con #TimesUp, presto regista

CAGLIARI14 giugno 201909:28

Eva Longoria, 44 anni, è pericolosamente piccola e piena di quell’anima messicana, latina, che ti incanta e ti fa sentire un po’ a casa. L’attrice, che per molti sarà sempre Gabrielle Solis, ovvero la più disinvoltamente femminile tra le quattro protagoniste della serie Desperate Housewives – una donna capace di rasare in abito lungo il prato della sua casa pur di nascondere al marito che il suo giovane amante giardiniere non ha fatto il suo dovere – è oggi a Forte Village alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival diretto da Tiziana Rocca, dove riceverà stasera il premio Humanitarian Filming Italy Award. Attrice, regista, produttrice e, da poco, mamma la Longoria, impegnata da sempre a fianco delle donne (è tra l’altro co-fondatrice di #TimesUp) racconta il suo rinnovato impegno a favore dei diritti delle donne, la sua prossima regia e parla del presidente Obama, del muro messicano, ma poi torna alla serie tv che l’ha resa famosa riconoscendole un’anima proto-femminista, mentre sul destino dell’uomo oggi replica con ironia: “Non ho certo tempo di occuparmi di uomini”.
“Desperate Housewives rappresenta dieci anni della mia vita – dice con malinconia – Interpretavo una donna molto diversa da me, ma questa serie, con protagoniste quattro donne, ha mostrato come un mondo tutto femminile possa diventare alla fine un successo mondiale. Cosa mi manca di quel periodo? La sorellanza che ritrovavo ogni volta che mi trovavo sul set”.
E ancora la Longoria: “Hollywood continua a essere una società patriarcale. Le donne non riescono ad avere una seconda opportunità se un film non va bene. E non ti pagano poi come i colleghi maschi. È capitato anche a me recentemente. Il cambiamento deve essere culturale prima che legislativo. #MeToo e #TimesUp hanno fatto però sì che ora le donne parlino tra loro. Abbiamo ormai una sorellanza meravigliosa, ma il problema dei compensi rimane”.
L’attrice che vedremo nel dramma romantico ‘Sylvie’, poi in ‘Dora e la città perduta’ con Benicio Del Toro e, infine, in ‘All-Star Weekend’ di Jamie Foxx si misurerà anche nella regia con la commedia ’24-7′ che ha nel cast, oltre a lei, anche Kerry Washington. “È un film che gireremo a gennaio, una commedia che si svolgerà in un luogo di lavoro con protagoniste tre donne in lotta con un gruppo di colleghi uomini. Un film che comunque farà capire come che le cose non siano cambiate molto tra uomini e donne nel posto di lavoro”.
Tra le cose che stanno migliorando negli States, anche grazie a queste battaglie, dice: “ad esempio cominciano ad esserci delle critiche cinematografiche e questa non è una cosa da poco.
Il fatto è che noi donne – sottolinea ancora – abbiamo un tocco diverso. E questo vale anche quando giriamo le scene di sesso.
Lo facciamo dal nostro punto di vista e siamo più ‘intime’…”.
Il mondo di oggi? “È difficile navigarci dentro, c’è tanta intolleranza e non solo negli Stati Uniti”. Sul muro che vuole costruire Trump “c’è poco da fare – dice -.
Certo, si può andare al confine con il Messico facendo vedere cosa accade, umanizzando quello che succede per sensibilizzare la gente”.
Il suo più incontro più bello? “Sicuramente quello con Obama, lui ha migliorato la vita dei latinos, mi ha cambiato la vita. E poi è stato un presidente gentile, compassionevole e anche molto elegante”.

Gué Pequeno, a sorpresa ep Gelida estateAnnunciata l’uscita per il 21 giugno, ispirato a atmosfere calde

13 giugno 201920:14

– La prima metà del 2019 è stata ricca di impegni, per Gué Pequeno: dal tour di Sinatra (con lo storico sold-out al Forum di Assago, che sbarcherà su Rai2 in uno special dal titolo Il Sinatra del rap, in onda giovedì 20 giugno), all’avventura come coach a The Voice of Italy. Mentre si prepara alle nuove date estive del tour Gué Pequeno – Summer 2019 il rapper, come sempre instancabile, annuncia a sorpresa un concept EP dal titolo Gelida Estate, in uscita il 21 giugno.
Il lavoro è ispirato dalle atmosfere che dominano la stagione calda: dalle suggestioni latine alla dance anni ’90, dalla afro-trap alle atmosfere eteree che fanno viaggiare la mente.
Liriche affilate, beat originali (come quello di Montenapo feat.
Lazza, il primo singolo estratto, firmato dai 2nd Roof, che campiona la storica hit dance Gipsy Woman di Crystal Waters) e ospiti internazionali (come il rapper tedesco-marocchino Farid Bang).
Tirabassi-Memphis, risate e echi d’autoreIn sala dal 13 giugno con Medusa ‘Il grande salto’

14 giugno 201910:04

– Attenzione a questo piccolo film, ‘Il grande salto’, opera prima di Giorgio Tirabassi, in sala dal 13 giugno in oltre 250 copie con Medusa, che parte tra le risate e poi declina verso quella melanconica tristezza che ricorda opere di grandi autori come Sergio Citti, Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini. E va detto che Rufetto (lo stesso Tirabassi) e Nello (Ricky Memphis), i due protagonisti, rapinatori maldestri della periferia romana, dopo averci fatto ridere con battute, inadeguatezze e sfiga mostruosa che caratterizzano ogni loro impresa, alla fine ci sembrano un po’ il gatto e la volpe di Pinocchio, ma pieni più di umanità che di furbizia.
Il ‘salto’ a cui si riferisce il titolo dell’opera prima di Tirabassi è quello che i due cinquantenni, Rufetto e Nello, vogliono fare nella loro carriera. Dopo aver scontato quattro anni di carcere per un colpo andato male, infatti, vivono in un quartiere della periferia romana ormai al grido di “ora o mai più”.
I due progettano così una rapina che potrebbe dare una svolta alle loro vite, ma presto si accorgono che il destino non gli è mai davvero favorevole. E questo anche quando per loro c’è una specie di conversione mistica. Insomma, nessuna speranza per Rufetto di riscattarsi agli occhi del suocero e della suocera che ancora lo ospitano insieme a moglie e figlio e, per Nello, di uscire dalla cantina dove vive.
Cast straordinario composto da Roberta Mattei, Gianfelice Imparato, Paola Tiziana Cruciani, Cristiano Di Pietra, Mia Benedetta, Salvatore Striano, Federica Carruba, Toscano Liz Solari e camei d’autore, nel segno della romanità, di Pasquale “Lillo” Petrolo, Marco Giallini e Valerio Mastandrea.
“Nello e Rufetto sono due rapinatori di seconda fascia – dice Tirabassi, co-sceneggiatore del film con Daniele Costantini e Mattia Torre -. Hanno superato la cinquantina e non hanno mai conosciuto il benessere, vivono poco sopra la soglia della povertà. Per dare una svolta alla loro vita, hanno deciso che è arrivato il momento di fare ‘Il grande salto’. Ho voluto raccontare questa storia – continua il regista – stando molto vicino ai personaggi, seguendoli passo passo, quasi pedinandoli.
In certi momenti i loro sguardi, il non detto, sono più espliciti delle parole pronunciate”.
E a chi ricorda al neo-regista che il suo film sembra un’opera di Sergio Citti, risponde Tirabassi: “E’ vero, nel film c’è un tono amaro che va controcorrente. Siamo cresciuti con Monicelli, Scola, Risi e Citti, è normale che guardiamo al loro cinema e non a quello americano”.

Basilio, racconti di gioventù assolutaIl secondo libro di Alessandro Mauro, un inno alla leggerezza

14 giugno 201910:13

– ALESSANDRO MAURO, ‘BASILIO – DIECI RACCONTI DI GIOVENTÙ ASSOLUTA’ (AUGH!, Collana Frecce, pp. 140 – 13,00 euro). Dieci racconti di ‘gioventù assoluta’. Le parole contano: quelle scelte da Alessandro Mauro per spiegare il suo ‘Basilio’ sono un inno alla leggerezza. Il marchio di uno stato d’animo che segna la vita. Il libro mette insieme storie indipendenti ma connesse da un unico protagonista, Basilio appunto, che attraversa gli anni dall’infanzia alla gioventù. Come il Marcovaldo di Calvino per chi volesse cercare un paragone nella letteratura ufficiale. Le piccole cose che succedono a Basilio, tra le elementari e il liceo, ‘sono il frutto di un tempo in cui quasi tutto è inizio, e quasi tutto è importante – si legge nella descrizione del libro – Il suo graduale ingresso nel mondo è già, a modo suo, condizione umana: vicenda di tentativi e inciampi, desideri e guai, scoperte che si intrecciano a sconfitte, continua possibilità della rimonta. Dunque Basilio, ora più ora meno, siamo quasi tutti’.
Mauro – 54 anni, scrittore per divertimento, per passione e ora anche per davvero, dopo aver scritto per mestiere e rivisto i testi di altri per 25 anni – è al secondo libro. Il primo, ‘Se Roma è fatta a scale’, è un atto d’amore per una città vilipesa spesso a ragione, ma capace di regalare sogni dietro ogni angolo a chi la sa guardare. Ora ‘Basilio’. Non è letteratura per ragazzi, ma un libro sui ragazzi che saremo sempre finché conserveremo il coraggio di restare curiosi, di provare stupore di fronte alle cose nuove, emozione davanti ai nuovi amori, di guardare il mondo come se potessimo sempre andare a conquistarlo. Guardare alla giovinezza solo come ‘perenne amare i sensi e non pentirsi’, secondo la definizione di Sandro Penna, trovata da Mauro in una tavola di Andrea Pazienza.
Il protagonista dei dieci racconti é prima un bambino alle prese con lo ‘zero spaccato’ incassato sulla paginetta di ‘f’, poi un ragazzino, un adolescente. Finché non si affaccia alla vita da grande con la maturità alla fine del liceo: ‘Lei a un certo punto aveva perfino alzato la mano per dire qualcosa che riguardava la lezione. Basilio, in una classe che non era la sua, non avrebbe alzato mai nemmeno se ci fosse stata una rapina’. Eccoli gli anni della gioventù assoluta. Quelli in cui si fa scorta di innocenza, di forza e di meraviglia da rilasciare durante la vita. Più la scorta è pesante, più il futuro sarà lieve da affrontare. ‘Basilio’ è un libro dove c’è ironia, ma non nostalgia, dice Mauro, pur ammettendo che, dopo gli anta le stagioni migliori sono alle spalle. Non un libro autobiografico, perché saccheggia non una sola gioventù, ma quelle di molti. La leggerezza è il filo conduttore. La capacità di non prendersi sul serio e di guardare avanti con una fiducia che sia proprio ‘assoluta’, allo stesso tempo ingenua e solida.
Aspromonte di Calopresti evento al festival di Taormina2 luglio. Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte protagonisti

13 giugno 201920:08

L’atteso nuovo film di Mimmo Calopresti, Aspromonte La terra degli ultimi, sarà proiettato il 2 luglio in anteprima come Evento Speciale al Taormina Film Fest, nel Teatro antico di Taormina. Il film è una produzione Italian International Film con Rai Cinema, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de I cento passi, con la collaborazione di Fulvio Lucisano, tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco “Via dall’Aspromonte” (Rubbettino Editore). Interpretato da Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte, Aspromonte La terra degli ultimi è un western atipico sulla fine di un mondo e sul sogno di cambiare il corso degli eventi grazie alla voglia di riscatto di un popolo. Il film è ambientato ad Africo, un paesino arroccato nella valle dell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, dove una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento.

Arbore, successo per Ll’arte d’o sole su Rai5Calandrelli, un altro regalo di un artista straordinario

13 giugno 201915:04

– Quando vince la canzone napoletana: grande successo per “Ll’arte d”o sole”, il nuovo programma di Renzo Arbore dedicato ai 28 anni della sua Orchestra Italiana, che il 12 giugno è stato visto su Rai5 da circa mezzo milione di spettatori, con uno share del 2,1%. Un dato che fa della rete la seconda più vista tra i canali tematici del digitale terrestre nel prime time di ieri. “E’ stata un’altra serata di grande tv quella che ci ha regalato uno straordinario Arbore – dice il direttore di Rai Cultura Silvia Calandrelli – e il pubblico ha premiato un programma che è un atto di amore per Napoli e per la canzone napoletana, capace di superare ogni confine, ma che è anche un’ulteriore prova dell’arte di Renzo, capace di continuare a regalare emozioni. A lui il mio grazie per la sua tv di qualità che fa concretamente cultura”.         

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Bonisoli, cultura per smussare conflitti
Ministro a Fabriano per 13/o Forum città creative Unesco

FABRIANO (ANCONA)12 giugno 2019 11:11

– “La cultura e il dialogo interculturale sono i principali strumenti, come diceva don Primo Mazzolari, per la costrizione alla pace. Attraverso la cultura, si possono smussare le cause di conflitto”. Lo ha detto il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli, intervenendo all’apertura della 13/a edizione del Forum delle città creative dell’Unesco a Fabriano. A livello storico e culturale, “ci troviamo in un momento particolarmente interessante – ha argomentato -: grazie alle nuove tecnologie, alla alfabetizzazione di massa, il costo dell’accesso ala cultura è estremamente basso ed è stata data, così, una accessibilità a diverse tipologie di persone. Ora – ha aggiunto Bonisoli – abbiamo bisogno di mantenere l’offerta culturale la più diversa possibile. Occorre assicurare una offerta culturale diversificata. Attraverso la cultura – ha ribadito e concluso – si possono smussare le cause di conflitto”.
Duni, Luft e Harris a Cala Gonone JazzPresentato cartellone festival in programma dal 26 al 28 luglio

CAGLIARI12 giugno 201913:10

– Il jazz sarà, come sempre, il re del festival ma ci sono anche elettronica, sperimentale e world music. In uno scenario unico. Un esempio per tutti: i concerti di Elina Duni e Rob Luft il 27 luglio e di Choro de Rua il giorno dopo alle Grotte del Bue marino. Suoni e ambiente alla 23/a edizione del Cala Gonone Jazz Festival, in programma dal 26 al 28 luglio nella località costiera a pochi chilometri da Dorgali (Nuoro). Con un’anteprima il 18 luglio all’Exma di Cagliari con il live del pianista sardo, trapiantato a New York, Alberto Pibiri in trio.
La novità di quest’anno è rappresentata alla scelta dell’Arena Palmasera con punto di raccordo tra concerti, turismo e attività legate alla rassegna. Musica all’aperto con il lungomare punto di riferimento per passeggiate, ascolto e degustazione di vini. Coinvolta anche la cantina di Dorgali: si parte proprio da lì il 26 luglio alle 12 con il One man band di Orani Andrea Cubeddu e si continua alle 19 in un altro scenario particolare, quello dell’Acquario

Mostra Chisesi sui sette vizi capitali’Saligia’ in programma dal 4 luglio, testimonial Rocco Barocco

CASERTA12 giugno 201913:24

– Si chiama “Saligia”, termine che ha per lettere le iniziali dei sette “vizi capitali”, la mostra personale dell’artista Andrea Chisesi che sarà inaugurata giovedì 4 luglio alla Reggia di Caserta. Testimonial d’eccezione sarà Rocco Barocco. L’esposizione comprende 68 opere, di cui 40 inedite, che saranno ospitate nelle Retrostanze del ‘700 degli appartamenti storici e saranno accompagnate da un documentato catalogo di Marcella Damigella, curatrice della mostra. “Mi piace enormemente che l’arte di Andrea Chisesi possa essere definita ‘Fusione’, come d’altra parte fusione è il suo nascere al nord e vivere al sud estremo, in una sorta di ritorno al grembo materno” dice Vincenzo Mazzarella, funzionario responsabile della valorizzazione e arte contemporanea della Reggia, mentre l’archeologo Giuseppe Marseglia afferma che “la Reggia di Caserta, capolavoro assoluto dell’Arte europea del ‘700, ospita la mostra di un artista contemporaneo il cui preciso intento è quello di dialogare con il passato”.

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Venezia, evento-maratona per Anna Frank
Per 10 ore 90 persone leggono il suo Diario

VENEZIA12 giugno 201913:58

– Annelies Marie Frank, per gli amici “Anne”, il 12 giugno avrebbe compiuto 90 anni, se non fosse stata uccisa in un lager nazista. Per ricordarla è stato realizzato in Campo del Ghetto Nuovo a Venezia un evento-maratona con la lettura integrale e pubblica del Diario.
Per oltre dieci ore l’intero campo diventerà un luogo di ascolto e racconto che vedrà alternarsi 90 lettori tra cui la presidente del Consiglio comunale della città Ermelinda Damiano.
Esce la graphic novel di Stranger ThingsIl 20 giugno pubblicata da Magazzini Salani

MA12 giugno 201914:04

Arriva nelle librerie italiane il 20 giugno ‘Sottosopra’, la prima graphic novel ufficiale di Stranger Things, la serie cult targata Netflix che ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo, di cui si aspetta la terza stagione, il 4 luglio sugli schermi di tutto il mondo.
Ad annunciare l’uscita della graphic novel è Magazzini Salani, marchio di Adriano Salani Editore (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), che pubblica il libro di 100 pagine, firmato da Jody Houser e disegnato da Stefano Martino in cui si racconta quello che è successo a Will Byers durante gli eventi della serie Stranger Things, nel mondo alternativo del Sottosopra, un luogo esistito finora solo nei peggiori incubi o nelle più terribili allucinazioni. Will non sa come chiamare il posto inquietante in cui si è improvvisamente trovato. Le uniche certezze sono che è solo e che niente lo fa sentire al sicuro. Uno strano mostro, dal verso stridente, è in agguato dietro ogni angolo, mentre voci familiari lo chiamano in lontananza. Per sopravvivere, Will deve tenere fede a ciò che ha imparato giocando di squadra con i suoi amici, con la speranza di tornare presto a casa. Il libro (15 euro) si può preordinare in tutte le librerie e su Amazon e Ibs.
A Taurianova ‘Concorso Madonnari’Dal 2 al 4 agosto 50 artisti coloreranno strade città

TAURIANOVA (REGGIO CALABRIA)12 giugno 201914:42

– Si svolgerà dal 2 al 4 agosto a Taurianova la quarta edizione del “Concorso Internazionale dei Madonnari – Città di Taurianova”, l’iniziativa ideata dall’Associazione Amici del Palco con la direzione artistica del maestro madonnaro Gennaro Troia (fondatore della Scuola Napoletana dei Madonnari), tesa a valorizzare l’arte antica dei madonnari, la tradizione, la storia e il territorio che si trasforma in uno scenario esclusivo per l’arte di strada, un vero e proprio museo a cielo aperto. Nel cuore della città 50 artisti internazionali, con i loro gessetti, è scritto in una nota, “saranno il centro di una manifestazione unica nel suo genere in tutto il territorio regionale che si inserisce tra le maggiori manifestazioni culturali e artistiche della Calabria”. Quest’anno, nei tre giorni, sarà possibile non solo di ammirare l’arte, ma anche confrontarsi con gli artisti che coloreranno le strade di Taurianova sul tema dell’anno “L’espressione dell’amore nell’arte sacra”.

Ficarra e Picone, 25 anni di carrieraOltre 50 tappe in tutta Italia con un nuovo show

12 giugno 201916:40

– Salvo Ficarra e Valentino Picone celebrano nel 2020 venticinque anni di sodalizio artistico con un tour che toccherà oltre 20 città. Più di cinquanta date con un nuovo spettacolo, che raccoglierà alcuni pezzi di repertorio e molti altri inediti, scritti ad hoc. La tournée partirà il 2 maggio 2020 da La Spezia (Teatro Civico), dal 6 farà tappa a Mantova (Teatro Sociale), dal 12 a Trento (Teatro Sociale), dal 16 a Ferrara (Teatro Comunale) e dal 26 a Senigallia (Teatro La Fenice). La stagione estiva li vedrà poi impegnati dal 6 al 21 giugno al Teatro di Verdura di Palermo, il 10 luglio al Lucca Summer Festival, l’11 luglio in Piazza Grande a Palmanova (Ud), il 18 luglio in Piazza Garibaldi a Cervia, il 23 luglio al Anfiteatro La Civitella di Chieti, il 25 luglio al Fossato del Castello di Barletta, il 26 luglio al Pala Live Piazza Palio di Lecce. Il 28 luglio arriveranno alla Summer Arena di Soverato (Cz) e chiuderanno in bellezza il tour estivo al Teatro Antico di Taormina dal 31 luglio al 2 agosto.
Già chiuse anche le prime tappe che vedranno impegnati Ficarra & Picone da settembre: 11 e 12 settembre Genova (Teatro Carlo Felice), 15 e 16 settembre Bologna (Teatro Celebrazioni), dal 22 al 27 settembre Roma (Teatro Brancaccio), 6 e 7 ottobre Napoli (Teatro Augusteo), 20 e 21 ottobre Firenze (Teatro Verdi), 27 e 28 ottobre Torino (Teatro Colosseo) e dal 3 all’8 novembre Milano (Teatro della Luna).
Prevendite al via lunedì 17 giugno su www.ticketone.it e il 24 giugno nelle prevendite abituali.

La notte di Sottile è la Rampa per prime timeSu Rai3 Prima dell’Alba speciale in 6 puntate,da Foggia a Genova

12 giugno 201919:58

Salvo Sottile quando dorme? Sono in tanti, tra il suo pubblico, a chiederselo. La mattina è impegnato con Mi Manda Rai3 (“quest’anno 205 puntate che hanno segnato un aumento dell’1 per cento di share in un anno”), ma già da mesi stava lavorando alla nuova edizione del suo programma, che torna per la prima volta con un’edizione speciale, in prima serata sulla terza rete diretta da Stefano Coletta dal 17 giugno, sei nuove puntate da 100 minuti ciascuna, alla ricerca del popolo della notte e delle mille sfaccettature di una realtà poliedrica.
Questa volta Sottile parte da un luogo simbolo. Il titolo infatti è Prima Dell’Alba – La Rampa. La produzione è ancora della Stand by me di Simona Ercolani.    Il giornalista e conduttore e inviato tv affronta questa sorta di girone dantesco, partendo da un edificio abbandonato della periferia romana, la rampa di un parcheggio in rovina molto bello, potente da vedere, un luogo simbolico di un mondo in scale dove il giornalista si muove, incontra persone che raccontano storie esemplari, spesso dimenticate e lontane dal circo mediatico. Dai lavori più insoliti alla perdizione del crimine, dalle battaglie delle forze dell’ordine ai luoghi del divertimento by night, fino alle più nascoste trasgressioni.
Ma nel tempo libero (quale non è dato saperlo? ndr)  Sottile ha scritto anche un libro ‘Notte Fonda’ (Edizioni Rai Libri) ispirato al mondo da lui così ben esplorato in questi anni. Soprusi, violenze, sfruttamenti, affari sporchi ma anche vite inattese, la mano della giustizia, personaggi salvifici, voci calde e rassicuranti: “racconto il degrado delle periferie e la dignità delle madri di Tor Bella Monaca, le sirene gracchianti della stradale e le vite ben spese di chi offre il suo aiuto al prossimo, le case chiuse e i club per scambisti fuori provincia e le vittime innocenti della violenza della malavita”. Per ognuno il conduttore si sposta in una sorta di girone sottostante, raggiungendo, infine, l’ultima stanza, denominata delle “confessioni”.
Altra novità di questa edizione speciale sono i servizi di tre inviati introdotti da Sottile e commentati con ospiti speciali.
Ogni puntata ospita, inoltre, una testimonianza/confessione dei protagonisti sconosciuti delle notti italiane, dalla camorrista all’ex poliziotto divenuto rapinatore, dal militare sotto copertura al baro di professione.
Salvo Sottile trascorrerà alcune notti nelle strade battute dalla mafia foggiana, ascolterà una madre che ha perso un figlio, si confronterà con un pentito di mafia coperto da un cappuccio “che ha detto no quando doveva uccidere un giudice ragazzino”. “Affronteremo, senza giudizio alcuno vari aspetti del porto d’armi – spiega- con vari casi diversi nei loro aspetti”. Andrà a Genova per ascoltare “le confessioni e le speranze degli abitanti a circa un anno della tragedia del Ponte Morandi ma anche dei commercianti che hanno perso tutto anche loro si è creata una sorta di guerra tra poveri”. E anche quella buia del covo di Forza Nuova e quella di chi invece tenta di costruire un futuro migliore come i fondatori di un’azienda che ricicla la plastica raccolta dai fiumi; ma anche, la faticosa notte degli ultimi carbonai della Calabria o quella tra disagio e degrado del bosco di Rogoredo a Milano. Fedele a un racconto a tutto tondo delle mille facce della notte, “Esploreremo anche – ricorda Sottile – alcuni problemi urbani come l’emergenza abitativa nelle grandi città come Milano, culminata nel capoluogo lombardo con l’occupazione della Torre Ligresti, senza dimenticare anche il lato trasgressivo della notte, da sempre luogo della liberazione delle fantasie più impensabili: un mondo sommerso e variegato, sempre in equilibrio precario tra emancipazione e schiavitù, ma oggi quanto mai reale grazie anche alle nuove tecnologie che rendono il mondo sempre più interconnesso. In ciascuna delle sei puntate, Salvo scende nella rampa, “di giorno luogo abbandonato, di notte abisso che sprofonda verso il basso, popolato da anime dolenti, uomini e donne ai margini”, una struttura circolare per un racconto “a gironi”, sempre più in profondità fino all’ultima stanza, luogo delle “confessioni”.

A Pitti giovani gentleman da Club HouseL’informale fa rotta verso l’East Coast e Los Angeles

SAFIRENZE12 giugno 201917:19

– Il nuovo gentleman di Pitti Uomo 96 è un personaggio da Club House, di quelli sparsi tra Beverly Hills a Miami. Luoghi che diventano scenari per la mise en place del guardaroba maschile della prossima stagione S/S 2020.
Cominciando dai colori scelti, saturi e luminosi, tra palme e beige vintage. Focus sul rapporto tra forme geometriche e silhouette ariose per parka light, giacche a vento giuste per la barca o per i temporali estivi, giacche corte e trench (ZZegna).
Lo sport da Club House influenza capi essenziali, versatili realizzati con la maestria del tailoring: modelli casual chic abbinati a polo sottili o a T-shirt elasticizzate, un outfit dove la tuta diventa un capo 24H. Blu, sabbia, bianco e nero la palette. Parcoats reinterpreta 5 modelli iconici maschili in 25 capi.
Rino Gaetano, esce raccolta definitivaIl 5 luglio arriva “Ahi Maria 40th”, raccolta di 48 canzoni

12 giugno 201917:24

– Per i quarant’anni dall’uscita di “Resta vile maschio, dove vai?” – l’album di Rino Gaetano che contiene la celebre “Ahi Maria” – il 5 luglio sarà pubblicato un quadruplo cofanetto, dal titolo “Ahi Maria 40th – La raccolta definitiva di Rino Gaetano” (Sony Music Legacy).
A 38 anni dalla sua scomparsa, questa raccolta ripropone tutta l’arte del talento originalissimo e anticonformista di Gaetano. Quarantotto canzoni in quattro dischi celebrativi, rimasterizzati in 192 KHz/24 bit, la raccolta contiene interpretazioni eseguite da altri artisti, oltre a una serie di chicche, rarità, versioni live e una versione demo inedita di “Ahi Maria” fornita dalla famiglia Gaetano.
“Ahi Maria 40th – La raccolta definitiva di Rino Gaetano” sarà disponibile in 4 cd hardcover book o 2 LP. La versione in cd sarà accompagnata da un booklet di 40 pagine in cui è racchiuso un inedito ritratto dell’artista, scritto con l’aiuto della famiglia e dei discografici e amici del cantautore Pierluigi Germini e Silvana Casato.
A Pitti sfila il Baudelaire di GivenchyClare Waight Keller a Villa Palmieri con i suoi Fiori del male

FIRENZE12 giugno 201917:33

– Sfila a Firenze, nei giardini di Villa Palmieri, tra piante e aiuole che disegnano labirinti di verde intenso, il giovane Charles Baudelaire disegnato da Clare Waight Keller, direttrice creativa della maison Givenchy, ospite d’onore di Pitti Uomo 96. Il poeta maledetto de “I fiori del male” viene evocato dalla designer inglese che ha realizzato l’abito da sposa di Meghan Markle attraverso completi con giacche tre bottoni o doppio petto, dai volumi ampi, che sposano nuance di chiaroscuro, per superfici la cui narrazione evoca la poesia tenebrosa di Baudelaire. Una sfilata dove anche le modelle indossano i capi maschili, a conferma che lo stile a-gender è quello vincente tra le sfilate viste a Pitti finora.
La palette si tinge infatti delle sfumature pallide della rosa damasco, del panna, del blu polvere e del rosso, affiancate dai toni notturni del blu notte, bordeaux e canna di fucile.
A Uffizi ‘tormento creativo’ BotticelliAnalisi Pala di Sant’Ambrogio rivela le correzioni dell’artista

FIRENZE12 giugno 201918:20

– Personaggi che cambiano posizione, una intera porzione del pavimento sostituita dalla pedana su cui poggia il trono della Vergine, dita che scompaiono, occhi che appaiono in punti dove non dovrebbero essere: l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha scoperto tutti i ripensamenti della Pala di Sant’Ambrogio, opera dipinta intorno al 1470 dal 25enne Sandro Botticelli, svelando il ‘tormento creativo’ dell’artista.
Il restauro, avviato nel 2018 e concluso recentemente, è stato presentato oggi agli Uffizi, dove l’opera sarà esposta nuovamente nei prossimi giorni.
Il Bambino, in braccio alla Madonna, durante il processo pittorico cambia drasticamente posizione, come risulta dalla riflettografia. San Cosma in origine guardava verso l’alto, e non verso la Vergine; la sua veste, nella versione precedente, lo collocava spostato all’indietro verso sinistra, e l’alone del suo diverso collocamento è ancora visibile.
Arisa, al via il 15 giugno tour estivoE dal 14 in radio il nuovo singolo Tam Tam

12 giugno 201918:34

– Arisa si prepara ad affrontare un’intensa estate. Dal 14 giugno arriva in radio il nuovo singolo “Tam tam” – estratto dall’album Una nuova Rosalba in città (Sugar) – e, il giorno successivo da Lamezia Terme, parte il tour estivo che porterà Arisa sui palchi di tutta Italia.
Un tour inedito rispetto ai precedenti, dove musica e visual si fondono per portare dal vivo i brani del nuovo album e i grandi successi di Arisa riadattati per avvicinarsi stilisticamente alle atmosfere dell’ultimo progetto discografico più orientato verso la dimensione elettronica.
Queste le date: 15 giugno Lamezia Terme, 30 giugno Anzio, 8 luglio Bormio, 20 luglio Foiano della Chiana (AR), 26 luglio Fermo, 31 luglio Trentola Ducenta (CE), 3 agosto Fondi (LT), 7 agosto Marina di Pietrasanta (LU), 11 agosto Festival Altomonte (CS), 12 agosto Genzano di Lucania (PZ), 14 agosto Sanremo, 20 agosto Ceglie Messapica (BR), 4 settembre Chiari (BS), 9 settembre Magliano (LE), 13 settembre Ribera (AG), 21 settembre Canelli (AT).
Torna a Cagliari il ‘Marina Café NoirMurgia, Robecchi e Janeczek alla 17/a edizione della rassegna

CAGLIARI12 giugno 201918:56

– Torna a Cagliari ‘Marina Café Noir – Festival di letterature applicate’, evento organizzato dall’associazione culturale Chourmo che dal 2003 porta in città libri, incontri, reading, omaggi e laboratori con scrittori, giornalisti, attori e musicisti da tutto il mondo. Il Festival sarà una tre giorni densa di appuntamenti nel cuore di Cagliari, da giovedì 20 a sabato 22 giugno, tra piazza San Domenico e piazza Garibaldi. Dopo l’anteprima con Paolo Fresu del 18 giugno, alle 21 nel chiostro di San Domenico, il Festival si apre giovedì 20 con un’intera giornata in collaborazione con NNE, casa editrice milanese che pubblica Kent Haruf e che porterà a Cagliari alcune delle sue migliori proposte.
Tra gli autori che parteciperanno alla rassegna, spiccano i nomi di Michela Murgia, Alessandro Robecchi, Helena Janeczek, Wu Ming, Gary Younge, Juan Cardenas, Dan Chaon, Vinicio Marchioni, James Anderson, Evelina Santangelo e Neri Marcorè.
“Il contrario di uno”, titolo di un libro di Erri De Luca, sarà il filo conduttore della 17/a edizione. “Abbiamo pensato che viviamo tempi strani – spiegano dal Chourmo – per molti versi cupi e carichi di neri presagi, tempi che ci vogliono sempre più soli, quando invece il primo passo per riprendere controllo di sé e della propria vita è quello di aprirsi al mondo, e agli altri”.

Morto il cantautore NascimbeniAveva collaborato anche con Roberto Vecchioni e Leonard Cohen

12 giugno 201919:01

– “Ora vola libero e a tutti manda il suo abbraccio di libertà”: con queste parole sul suo profilo Facebook è stato dato l’annuncio della morte del cantautore, giornalista e attivista Enrico Nascimbeni, a soli 59 anni. Nato a Verona, Nascimbeni è cresciuto a Milano, dove ha tenuto il primo concerto al liceo Beccaria, in cui insegnava Roberto Vecchioni, ed è partita da lì la loro collaborazione. Nascimbeni ha inciso dischi e scritto per altri. Ma Nascimbeni è stato – richiamo dell’eredità del padre Giulio – anche giornalista dal Giorno, all’Arena di Verona, all’Indipendente, si è occupato di nera, giudiziaria e ha seguito Mani pulite. E’ approdato a Studio Aperto, per cui ha seguito la guerra dei Balcani come inviato speciale. Ma alla fine, anche per divergenze politiche, è tornato alla musica: ha collaborato a un album di cover di Paola Turci, ha scritto per Patty Pravo, ha collaborato con Tom Waits e Leonard Cohen. Ha scritto libri. Lo scorso agosto aveva denunciato un’aggressione neofascista.
A Firenze Rocks unica data italiana ToolFestival fino a domenica con Ed Sheeran, Cure e Eddie Vedder

FIRENZE12 giugno 201919:02

– L’edizione 2019 del Firenze Rocks si apre con l’unica data italiana dei Tool, che saliranno sul palco della Visarno Arena per la prima serata del festival giovedì 13 giugno. Il cantante Maynard James Keenan e la sua band si esibiranno dopo la performance di un altro storico gruppo: gli Smashing Pumpkins. A Firenze, la band di Billy Corgan presenterà il disco ‘Shiny And Oh So Bright – Vol.1 – LP – No Past, No Future, No Sun’ primo lavoro del gruppo, in oltre 18 anni, che riunisce i membri fondatori Billy Corgan, James Iha e Jimmy Chamberlin. Oltre ai due gruppi principali, suoneranno nella prima serata del Firenze Rocks anche i Dream Theater, Badflower e Skindred.
Il festival prosegue poi con altre tre serate. Venerdì 14 giugno sarà la volta di Ed Sheeran, per il primo dei suoi tre grandi concerti italiani. A seguire, sabato 15, salirà sul palco Eddie Vedder e i The Cure, che chiuderanno il festival domenica 16 giugno.

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Madonna, flop vendita biglietti del tour
Popstar fa fatica a riempire piccole sale da concerto a New York

NEW YORK12 giugno 201919:07

– Madonna arranca nella vendita dei biglietti per le tappe del suo tour ‘Madame X’ a New York. Solo quattro anni fa i biglietti erano andati subito esauriti per il Madison Square Garden (con oltre 20mila posti) mentre, secondo quanto scrive il New York Post, sono ancora disponibili centinaia di biglietti per il concerto del 12 settembre alla BAM opera house di Brooklyn (con circa duemila posti). Madonna sarà al Bam anche il sette ottobre e il sito di Ticketmaster mostra che oltre la metà dei posti da 357 dollari del mezzanino sono ancora invenduti.
Sembra che i fan mostrino un calo di interesse nei confronti di Madonna considerato che il ‘Rebel Heart Tour’ (2015-16) fece due volte esaurito al Madison Square Garden mentre i biglietti per la tappa allo Yankee Stadium andarono esauriti in 20 minuti.
S. Cecilia, Dudamel nel concerto finaleDedicato a Beethoven con Egmont Ouverture e Sinfonie 4 e 7

12 giugno 201920:23

– Chiusura di stagione pirotecnica con Gustavo Dudamel per l’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Il giovane direttore venezuelano sarà sul podio dell’Auditorium Parco della Musica sabato 15 giugno alle 18 per il concerto finale con un programma dedicato interamente a Beethoven, con le Sinfonie 4 e 7 ed Egmont: Ouverture (repliche domenica 16 alle 20:30 e lunedi 17 alle 19:30). Dudamel torna a Roma alla guida dell’ orchestra ceciliana a distanza di sei anni. La sua prima volta con l’Accademia Nazionale risale al 2005 quando, venticinquenne e reduce dalla vittoria del prestigioso ‘Gustav Mahler Conductin Competition’, diresse la Nona di Beethoven con l’ Orchestra e il Coro nella Cavea del Parco della Musica. Il maestro, considerato allora un enfant prodige, è oggi una delle bacchette più richieste. Nella stagione 2019/2020 di Santa Cecilia Dudamel tornerà a dicembre per alcuni concerti in sede e per una tournèe italiana molto attesa.
Reggia Caserta, Tar sospende direttoreLa decisione dopo l’esposto di un concorrente escluso

12 giugno 201920:59

– Il Tar del Lazio ha sospeso la nomina a direttore della Reggia di Caserta per Tiziana Maffei. Il tribunale amministrativo, con un provvedimento pubblicato oggi, ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai legali di Antonio Tarasco, funzionario del Mibac che aveva partecipato al concorso indetto dal ministero e poi fatto ricorso contro la sua esclusione dalla terna finale. La sospensione ha validità immediata. La discussione nel merito è prevista per il 25 giugno. Sulla vicenda della mancata nomina di Antonio Tarasco, oggetto di una interrogazione parlamentare del leghista Alessandro Patelli, era intervenuto il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, che in un question time alla Camera il 29 maggio aveva difeso la legittimità del percorso concorsuale (“non e’ stata rilevata alcuna criticita’ o errore materiale di calcolo di punteggi nella procedura”). E sottolineato: “Vi confermo la bontà della scelta del nuovo direttore di Caserta, che è Tiziana Maffei, alla quale faccio i migliori auguri”.
Scurati guida cinquina Premio StregaAl secondo posto Cibrario, terzo Missiroli

giugno 201922:08

– Antonio Scurati con 312 voti per il suo ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) guida la cinquina del Premio Strega 2019 votata per la prima volta al Tempio di Adriano a Roma e non nella storica sede a Casa Bellonci poichè è in ristrutturazione. Al secondo posto Benedetta Cibrario con 2013 voti per il suo romanzo ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori) e al terzo Marco Missiroli con ‘Fedeltà’ (Einaudi) che ha avuto 189 voti. Al quarto posto Claudia Durastanti con ‘La straniera’ (La nave di Teseo) con 162 voti e al quinto un altro ormanzo Einaudi ‘Addio fantasmi’ di Nadia Terranova con 159 voti.
Primo degli esclusi è Paola Cereda con ‘Quella metà di noi’ (Giulio Perrone editore) che ha avuto 133 voti.
Su un totale di 660 aventi diritto al voto hanno espresso tre preferenze in 592, per una percentuale dell’89,69%. A presiedere il seggio Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018.

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#AnneFrank. Vite parallele con Mirren
Documentario ricostruisce storia e intervista 5 sopravvissute

12 giugno 201915:32

– Helen Mirren è la guida d’eccezione del documentario #AnneFrank. Vite parallele, scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto, con la colonna sonora di Lele Marchitelli, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con l’Anne Frank Fonds di Basilea, Sky Arte il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, in sala l’11, 12 e 13 novembre. “Questa è una storia che non dobbiamo mai dimenticare. Stiamo iniziando a perdere la generazione dei testimoni di quanto è successo in Europa in quei terribili giorni. Per questo è più importante che mai mantenere viva la memoria guardando al futuro. Ritengo che il diario di Anne Frank rappresenti un incredibile insegnamento”, dichiara Helen Mirren.
Anne Frank avrebbe compiuto 90 anni. Il docu-film la racconta attraverso le pagine del suo diario. E intreccia la sua storia con quella di 5 sopravvissute all’Olocausto, bambine e adolescenti come lei: Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci.
Klaus, primo film di animazione NetflixAnteprima al festival di Annecy poi su piattaforma. Regia Pablos

12 giugno 201916:58

– Dal co-creatore di Cattivissimo me, Sergio Pablos, sta per arrivare il primo film animato di Netflix: Klaus, in anteprima all’autorevole festival di Annecy (10-15 giugno) e poi prossimamente sulla piattaforma di streaming. Klaus è stato prodotto interamente a Madrid, in Spagna, e realizzato da un team internazionale composto da alcuni dei più talentuosi disegnatori a mano provenienti da tutto il mondo.
Nella storia, un giovane postino scandinavo di nome Jesper ha la possibilità di dare una svolta alla sua carriera quando gli viene affidato il compito di consegnare la posta in uno sperduto villaggio del freddo nord. Qui incontra un misterioso giocattolaio dalla barba bianca di nome Klaus.
Il film introduce uno stile unico che unisce tecniche d’animazione tradizionali (disegnate a mano) con tecnologie all’avanguardia.
Tirabassi-Memphis, risate e citazioniIn sala dal 13 giugno con Medusa ‘Il grande salto’

13 giugno 201910:03

Attenzione a questo piccolo film, ‘Il grande salto’, opera prima di Giorgio Tirabassi, in sala dal 13 giugno in oltre 250 copie con Medusa, che parte tra le risate e poi declina verso quella melanconica tristezza che ricorda opere di grandi autori come Sergio Citti, Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini. E va detto che Rufetto (lo stesso Tirabassi) e Nello (Ricky Memphis), i due protagonisti, rapinatori maldestri della periferia romana, dopo averci fatto ridere con battute, inadeguatezze e sfiga mostruosa che caratterizzano ogni loro impresa, alla fine ci sembrano un po’ il gatto e la volpe di Pinocchio, ma pieni più di umanità che di furbizia.
Il ‘salto’ a cui si riferisce il titolo dell’opera prima di Tirabassi è quello che i due cinquantenni, Rufetto e Nello, vogliono fare nella loro carriera. Dopo aver scontato quattro anni di carcere per un colpo andato male, infatti, vivono in un quartiere della periferia romana ormai al grido di “ora o mai più”.
I due progettano così una rapina che potrebbe dare una svolta alle loro vite, ma presto si accorgono che il destino non gli è mai davvero favorevole. E questo anche quando per loro c’è una specie di conversione mistica. Insomma, nessuna speranza per Rufetto di riscattarsi agli occhi del suocero e della suocera che ancora lo ospitano insieme a moglie e figlio e, per Nello, di uscire dalla cantina dove vive.
Cast straordinario composto da Roberta Mattei, Gianfelice Imparato, Paola Tiziana Cruciani, Cristiano Di Pietra, Mia Benedetta, Salvatore Striano, Federica Carruba, Toscano Liz Solari e camei d’autore, nel segno della romanità, di Pasquale “Lillo” Petrolo, Marco Giallini e Valerio Mastandrea.
“Nello e Rufetto sono due rapinatori di seconda fascia – dice Tirabassi, co-sceneggiatore del film con Daniele Costantini e Mattia Torre -. Hanno superato la cinquantina e non hanno mai conosciuto il benessere, vivono poco sopra la soglia della povertà. Per dare una svolta alla loro vita, hanno deciso che è arrivato il momento di fare ‘Il grande salto’. Ho voluto raccontare questa storia – continua il regista – stando molto vicino ai personaggi, seguendoli passo passo, quasi pedinandoli.
In certi momenti i loro sguardi, il non detto, sono più espliciti delle parole pronunciate”.
E a chi ricorda al neo-regista che il suo film sembra un’opera di Sergio Citti, risponde Tirabassi: “E’ vero, nel film c’è un tono amaro che va controcorrente. Siamo cresciuti con Monicelli, Scola, Risi e Citti, è normale che guardiamo al loro cinema e non a quello americano”.

Moretti, pillole nuovo film su InstagramSu @sachercinema scene con Buy, Rohrwacher e lui stesso giudice

12 giugno 201918:34

– Dopo aver aperto un anno fa il profilo Instagram intitolato al ‘suo’ cinema Sacher, Nanni Moretti sempre più social condivide anche piccoli frame del suo film Tre Piani, di cui sono in corso le riprese in un villino sul Lungotevere a Roma. Proprio lui da sempre riservatissimo, con set blindati e interviste con il contagocce, ha cambiato strategia, o meglio si è aggiornato. Ecco così spiegare a Margherita Buy una scena, mostrarsi in toga come previsto dal suo personaggio, dare in anteprima brevissime scene con Alba Rohrwacher: pillole disseminate su Instagram, una piccola rivoluzione per il severo Nanni. Il nuovo film è tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo. La storia corale, prodotta da Sacher Film e Fandango con Rai Cinema e Le Pacte, in uscita nel 2020, e’ costruita sull’intrecciarsi delle vicende di alcune famiglie in un elegante condominio romano (nel libro era Tel Aviv). Nel cast, fra gli altri Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Stefano Dionisi.
Nanni Moretti è social, su Instagram pillole del nuovo filmSu @sachercinema scene di Tre Piani con Buy e Rohrwacher

12 giugno 201918:37

Dopo aver aperto un anno fa il profilo Instagram intitolato al ‘suo’ cinema Sacher, Nanni Moretti sempre più social condivide anche piccoli frame del suo film Tre Piani, di cui sono in corso le riprese in un villino su Lungotevere a Roma. Proprio lui da sempre riservatissimo, con set blindati e interviste con il contagocce, ha cambiato strategia, o meglio si è aggiornato. Ecco cosi spiegare a Margherita Buy una scena, mostrarsi in toga come previsto dal suo personaggio, dare in anteprima brevissime scene con Alba Rohrwacher: pillole disseminate su Instagram, un piccola rivoluzione per il severo Nanni. Il nuovo film è tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo. La storia corale, prodotta da Sacher Film e Fandango con Rai Cinema e Le Pacte, in uscita nel 2020, e’ costruita sull’intrecciarsi delle vicende di alcune famiglie in un elegante condominio romano (nel libro era Tel Aviv).

 

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sul set di Tre piani

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Nel cast, fra gli altri Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Stefano Dionisi. [T]Anche perchè la sceneggiatura viene da un romanzo qualcosa in più della trama di Tre Piani è nota: ognuna delle famiglie protagoniste riflette una delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalita’. Scamarcio interpreta “un uomo passionale, travolto dal sospetto che qualcosa di terribile sia accaduto alla sua bambina” . Alba Rohrwacher che Moretti su Elle ha definito “una fuoriclasse” e’ Monica, una donna con un marito assente (Adriano Giannini) e una bambina appena nata, che si convince di essere spiata da un corvo.

 

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Marai, il macello della Grande Guerra
Il breve, forte esordio dell’autore de ‘Le braci’

13 giugno 201910:07

– SANDOR MARAI, ”IL MACELLAIO” (ADELPHI, PP. 100 – 10,00 EURO – TRADUZIONE DI LAURA SGARIOTO) – Si è parlato, e non solo fino allo scorso anno, mentre se ne celebrava il centenario, di bagno di sangue e di soldati mandati al macello a proposito della Prima Guerra Mondiale e sin dal titolo ”Il macellaio”, questo aspro, breve e forte romanzo uscito nel 1924, opera d’esordio di Sandor Marai (l’autore del celebre ”Le braci”) poco più che ventenne, non può non ricordare tutto ciò, proprio perché di quella guerra ci parla e delle sue conseguenze con una metafora grottesca e realistica assieme.
Protagonista è Otto, un giovane che ha quella che potremmo chiamare una vocazione, un’inclinazione precisa che lo porta al desiderio e il piacere di uccidere animali, tanto che convincerà il padre, maniscalco di paese, a portarlo nella capitale dove intende intraprendere la carriera di macellaio, e l’arrivo al macello è tutto un programma, tra carcasse sanguinanti appese al soffitto, ovini sgozzati su cavalletti di legno, un balenare di scuri con animali che crollano al suolo con le zampe dritte puntate verso l’alto, con garzoni che si muovono col volto imbrattato di sangue sino all’attaccatura dei capelli, tra il tanfo del sangue, della carne fumigante, delle interiora. In questo luogo Otto saprà distinguersi e riuscirà, con pochi soldi ereditati, ad aprire un negozio tutto suo, ma alla vigilia di essere chiamato in guerra. Durante i primi mesi il giovane non coglie alcun cambiamento tra le sue due vite, civile e militare, ”la guerra se la sentiva dentro, specialmente perché gli impulsi cui obbediva erano rimasti gli stessi… si trattava soltanto di una dislocazione nello spazio”. A lui, cresciuto in casa sotto il ritratto dell’Imperatore, ”tutti quei poteri che sin dal primo istante della sua vita aveva conosciuto e riconosciuto come assoluti e ineludibili… avevano ora gettato la loro maschera, si erano fatti più vicini e erano diventati più comprensibili, più tangibili nei loro ordini e nelle loro pretese”. E’ per questo che gli sembrava una condizione naturale stare tutti assieme nel fango di una trincea, scavare e sparare nella nebbia che avvolgeva il paesaggio: ”non aveva una consapevolezza della vita, perciò non ne aveva neppure della morte; non sapeva di essere vivo, e così non sarebbe mai stato capace di di pensare di poter morire”.
Il giorno che avvisano che si andrà all’attacco, sapendo che si dovrà anche usare la baionetta uno contro gli altri, Otto ha come un’illuminazione, rendendosi conto che questa è del genere dei coltelli che si usano per squarciare il ventre delle bestie: ”Io sono un macellaio – pensò emozionato – anche questo accanto a me è un macellaio, siamo tutti macellai” pronti a aprire pance per la patria e l’imperatore. Quindi, nonostante un attimo di incertezza e di paura (del suo ventre per conto suo) farà il suo dovere distinguendosi tanto da ottenere promozione e decorazione, che un anno dopo gli verrà appuntata sul petto dall’imperatore in persona, con le parole ”hai fatto bene il tuo dovere, figliolo”.
Comunque alla fine, al ritorno a casa, non sarà più lo stesso, privo di passione non solo per il mestiere, ma per il denaro e tutto il resto, ”con una gran voglia di spaccare e distruggere tutto, senza sapere con chi prendersela” e finendo per passare giornate e notti in taverna offrendo da bere a tutti, finendo in pochi mesi i propri soldi. Il caos sociale del dopoguerra (c’è chi spara per le strade) diventa per il nostro uomo caos interiore, senza più certezze, e quel che gli accadrà lasciamo sia una sorpresa per il lettore, un lettore che conosce oggi anche quali saranno di lì a pochi anni gli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bussetti: ‘Alla maturità niente shorts, né infradito’
Cellulare vietato e scuole isolate da Wifi

13 giugno 201911:39

Niente shorts, né infradito e soprattutto vietato il cellulare e scuole isolate dalla rete e quindi senza il collegamento wifi per evitare ‘scopiazzamenti’ durante le prove degli esami di maturità. A parlare è stato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ospite della trasmissione di Rai Radio1 ‘Un Giorno da Pecora’, il quale ha consigliato ai maturandi di vestirsi “in modo comodo con un abbigliamento decoroso. Ai maschi suggerirei di indossare una camicia di cotone, visto il caldo”, e li ha ammoniti: “Se si viene sorpresi col cellulare, anche acceso, si viene espulsi”.Parlando delle tracce per la maturità ha spiegato che “sono tutte pronte” e di averne aggiunta una proprio martedì. “Mi sono detto perché ‘non proporre anche una cosa di questo tipo’ – ha spiegato – mi è venuta in mente alle 5.30 di mattino ma ci riflettevo già da qualche tempo”. L’esponente di Governo ha poi ricordato che le tracce sono 12, da cui ne saranno scelte sette.”A deciderle – ha puntualizzato – sarò io, da solo, perché è necessario mantenere la completa segretezza” e si è augurato che quando saranno lette ci sia “una reazione di stupore ma felice degli studenti”. Ed anche sull’introduzione delle ‘buste’ per l’esame orale il ministro ha rivendicato: “Una scelta voluta fortemente da me” ricordando che “all’interno non ci sarà una domanda ma uno spunto, come un quadro, una foto o un riferimento, che permetterà alla commissione di iniziare le domande. Ad esempio, se dentro la buste ci fosse la Monna Lisa si potrebbe partire da lì”. Bussetti non ha escluso che sia utile studiare anche nella fatidica notte prima dell’esame: “A volte succede che prepari un esame, studi 500 pagine e all’ultimo momento ti viene voglia di guardare un capitolo. E magari ti chiedono proprio questo: a me è successo diverse volte. A volte succede”.E parlando di esami il ministro ha accettato di buon grado di farsi esaminare dai due conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro scegliendo proprio tra tre buste, ognuna con cinque domande di carattere generale: dai sette re di Roma alla tabellina del 9 passando per l’inglese e i confini dell’Italia. Il risultato è stato piuttosto buono: Bussetti ha risposto correttamente a praticamente tutti i quesiti. “Sono andato bene – ha scherzato – almeno diciotto su venti me lo merito!”.

Un Beautiful Boy pieno di drogaIn sala il film di Van Groeningen, su una storia vera

e partecipareRead more – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Francesco GalloROMA13 giugno 201910:05

Il dato impressionante arriva ai titoli di coda di ‘Beautiful Boy’ di Felix Van Groeningen, film passato alla Festa di Roma e ora nelle sale, dal 13 giugno con 01, quando si legge che in America il 50% dei decessi prima dei cinquanta anni è dovuto a overdose da stupefacenti. E il film con Steve Carrell e Timothée Chalamet (il giovane protagonista di ‘Chiamami col tuo nome’ di Luca Guadagnino) parla appunto di droga, ma con un taglio del tutto particolare anche perché è tratto da due autobiografie, una scritta dal noto giornalista David Sheff e l’altra da suo figlio Nic Sheff.
Insomma una storia vera quella di ‘Beautiful Boy’, che ci porta in un ambiente ricco e borghese, quello del giornalista freelance David (Carrel) che vive con il figlio diciottenne Nic (Chalamet) in una bella casa sulla Costa della California, insieme alla nuova compagna con la quale ha avuto due adorabili bambini.
Nic mostra subito di essere un ragazzo particolare, ipersensibile: ama la cultura maledetta, la musica rock crepuscolare, cita Bukowski ed entra ben presto nel tunnel della droga. Dal fumo all’eroina fino alla cocaina e al crystal meth, la regina delle metanfetamine, droga perfetta e altamente dannosa. Da qui tutta la smodata passione di un padre progressista e per nulla bacchettone, come è David, nel curare a tutti i costi il figlio.
Un padre che così studia gli effetti delle droghe di notte sul suo computer, interpella medici e che a un certo punto prova lui stesso la cocaina pur di trovare una strada per Nic.
Tra fughe, soldi rubati, periodi di riabilitazione che non portano a nulla, Nic finisce anche in fin di vita in ospedale. A volte il ragazzo sembra risollevarsi, cerca di ritrovare l’affetto dei genitori e la loro comprensione, per poi cadere di nuovo come capita quasi sempre in questi casi.
Il film, esordio in lingua inglese del regista belga Felix Van Groeningen, già autore di Alabama Monroe, calca, forse anche troppo, sull’alternarsi di speranza, redenzione e caduta da parte di questo ragazzo deluso dalla sua incapacità di essere normale e accettato dai genitori.
All’ennesima delusione di Nic, anche l’ostinato padre animato di volontà salvifica verso un figlio troppo amato, deve cedere le armi. Inizia a rifiutarlo, gli chiude la porta.
E qui, in una società contemporanea piena di tutto, arriva l’ultima spiaggia: un’associazione di genitori che hanno perso la battaglia contro la droga, che “non possono”, che non ci sono riusciti. Una sorta di alcolisti anonimi che si confrontano su quello che è accaduto loro e che confessano in maniera liberatoria il fatto di aver mollato, che la droga ha vinto.

A/X Armani Exchange con eco -streetwearParte colelzione sostenibile, una capsule con giovani artisti

FIRENZE13 giugno 201912:55

– A/X Armani Exchange arriva a Pitti Uomo con una collezione uomo e donna, che esprime l’identità della linea di Giorgio Armani, con capi e accessori che attingono dall’immaginario streetstyle, in un continuo gioco di richiami cross-gender. La collezione è ispirata agli anni Novanta, soprattutto con la presenza di colori accesi e al neon (come il lime per l’uomo e il fucsia e l’arancio evidenziatore per la donna). Il logo trasversale è su sneakers, felpe, cappelli e pantaloni. Le forme sono over e baggy.
La capsule Icon è una riedizione ampliata dei capi più significativi delle prime collezioni del marchio, nato nel 1991.
Infine, in linea con il trend di questo Pitti, con questa stagione A/X Armani Exchange fa un ulteriore passo verso una produzione responsabile e sostenibile, offrendo una selezione di capi prodotti con materiali riciclabile, nell’assoluto rispetto dell’ambiente. Completa la collezione la capsule St_Art, dove A/X incontra la street art in una serie di T-shirt create con giovani artisti.           

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Sull’Appennino un festival per Django
Un fine settimana di concerti dedicato al chitarrista francese

PISTOIA11 giugno 2019 10:10

– Un paese dell’Appennino toscano si consacra, per un fine settimana, da venerdì 14 a domenica 16, alla leggenda di Django Reinhardt, chitarrista zingaro francese, punto di riferimento del jazz manouche e considerato da alcuni critici come il chitarrista più talentuoso mai esistito. A Popiglio (Pistoia) ci saranno concerti e appuntamenti conviviali e corsi di ballo per il ‘Popiglio Django festival’ diretto da Maurizio Geri, con l’obiettivo di dare voce alle nuove tendenze e ai nuovi talenti che traggono ispirazione dalla musica di Django.
Il clou del festival sono tre serate al teatro Mascagni: venerdì 14 saranno di scena Daniele Donadelli e Michele Marini, con un omaggio a Gorni Kramer. A seguire sarà sul palco Jimmy Villotti in ‘Azzurro e altri colori’ con Maurizio Geri e Nicola Vernuccio. Sabato 15 sarà di scena il chitarrista francese Tchavolo Schmitt, con Paolo Prosperini e Pippi Dimonte. Domenica 16, invece, gran finale con David Riondino e il Note Noire quartet.
È morta Valeria Valeri, domani a Roma l’ultimo omaggioAveva 97 anni, è stata protagonista di cinema e tv. È stata la signora del teatro italiano

11 giugno 201918:40

Addio a Valeria Valeri, la signora del teatro italiano. L’ultimo addio alla popolare attrice ci sarà domani, mercoledì 12 giugno, a Roma.Valerri si è spenta lle 5,30 dell’11 giugno, all’età di 97 anni. È stata fra le più importanti interpreti brillanti a teatro e in anni recenti anche di tante fiction tv come Un Medico in Famiglia. A dare il doloroso annuncio la figlia, Chiara Salerno, avuta dall’attore Enrico Maria Salerno. I funerali si svolgeranno il 12 giugno, alle ore 11,30 alla Chiesa degli Artisti di Roma in Piazza del Popolo. Valeria Valeri, pseudonimo di Valeria Tulli era nata a Roma l’8 dicembre 1921 e sin dalla metà degli anni quaranta ha calcato ininterrottamente il palcoscenico, diventando una delle presenze storiche del teatro italiano del dopoguerra.

Tanti i sodalizi celebri con Alberto Lupo nel ’63-’64 e soprattutto tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 con Alberto Lionello con cui recita in tante commedie brillanti. E’ stata in teatro in coppia con Gino Bramieri e negli anni ’80 con Paolo Ferrari.Della Tv del passato Valeri è stata un’indiscussa protagonista, in sceneggiati come ”Giamburrasca” e ”La famiglia Benvenuti”. Ma la televisione nel tempo per Valeria Valeri era diventata  ”noiosa e volgare”. ”Non sopporto i giochini e i quiz – aveva detto a Milano alla presentazione della commedia ‘Madame Lupin’ di Marie Pacome nel gennaio del 1998 -. Di certi conduttori detesto il modo sfacciato di proporsi alla gente, quasi di prostituirsi”. E per tornare al teatro, suo grande amore, Valeria Valeri aveva temporaneamente lasciato la soap-opera di Raidue, ”Un posto al sole”, nella quale reciterà ancora al termine della tournee di ‘Madame Lupin’. ”Ho voluto esserci perche’ era la prima soap italiana – ha detto la Valeri -. In questo modo Minoli ha fatto rifiorire il centro di produzione Rai di Napoli. In futuro poi la fiction Tv dovrà essere realizzata in questo modo”. In ‘Madame Lupin’ (regia di Patrick Rossi Gastaldi) la Valeri era una ladra ricca, ormai in pensione, che istruiva un giovane ladruncolo per lanciarlo nel mondo dei furti ad alto livello. ”E’ una commedia da boulevard scritta negli anni ’80 – aveva spiegato la Valeri – un genere che il pubblico ama ancora, anche i giovani. Siamo rimasti in pochi a saper far sorridere in modo non volgare, non costruito. Piano piano mi sto trasformando in un Calindri al femminile”.

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Da Astana ‘Butterfly’ al Carlo Felice
Allestimento kazako per ultima del cartellone genovese 2018-19

SAGENOVA11 giugno 201914:22

“Ad Astana hanno ancora risorse, beati loro, per fare allestimenti importanti. Questa Butterfly sarà davvero un’edizione da incorniciare”. Lo ha detto Giuseppe Acquaviva che questa mattina ha presentato la ‘Madama Butterfly’ al Carlo Felice nella doppia veste di direttore artistico del teatro e di direttore dell’opera pucciniana. L’opera andrà in scena venerdì prossimo (ore 20), ultimo titolo dell’attuale cartellone. L’allestimento arriva appunto dal Teatro dell’Opera di Astana con il quale da anni ormai il Carlo Felice ha stretti rapporti di collaborazione. Le scene sono di uno scenografo di grande esperienza e fama quale Ezio Frigerio, i costumi di Franca Squarciapino. La regia è di Lorenzo Amato. Il cast prevede Maria Teresa Leva nel ruolo femminile principale, in alternanza con Keri Alkema. Nella parte di Pinkerton debutterà Stefan Pop, che condividerà il ruolo con Ragaa El Din. Il genovese Stefano Antonucci vestirà i panni di Sharpless, mentre Raffaella Lupinacci e Carlotta Vichi saranno Suzuki.
A Pitti Uomo i millenials vacanzieriStop a silhouette skinny o over, arriva il parka-chiodo Perfecto

FIRENZE11 giugno 201914:32

– E’ un millennial dall’animo vacanziero, meta preferita L’Avana (Lardini e Paoloni), quello che viene annunciato da Pitti Uomo 96, edizione speciale che celebra i 30 anni del salone fiorentino della moda maschile.
Il maschio 4.0 a cui 1220 marchi presenti nel salone hanno dedicato il guardaroba è un tipo nato negli anni ’90, tecnologico, social-dipendente, dall’animo green. Uno che modula gli eccessi delle proprie scelte in tema di abbigliamento con spirito conscious. L’uomo nuovo ha un approccio disinvolto alla moda che diventa regola anche in città, riflesso di uno stile rilassato in volumi e costruzioni, con astensione da ogni ricaduta nelle silhouette over o skinny. Finita l’epoca di pantaloni e giacche ai limiti del ridicolo, che sembravano tre taglie più piccole. Terminata anche l’era di giacconi e cappotti extra large. Il nuovo diktat è proporzioni calibrate, ma originalità come il capospalla Perfecto di Parcoats, fusione tra chiodo e parka per tutta la famiglia.
Aldo Giovanni e Giacomo ciak in PugliaDal 17 giugno con la partecipazione di Ranieri e Placido
BARI11 giugno 201915:14

– Al via lunedì 17 giugno in Puglia otto settimane di riprese per il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo “Odio l’estate”, regia di Massimo Venier, con la partecipazione straordinaria di Massimo Ranieri e Michele Placido. Accanto a loro, Lucia Mascino, Carlotta Natoli, Maria Di Biase. Con la logistico di Apulia Film Commission, l’organizzazione è affidata al pugliese Francesco Lopez. E’ scritto e sceneggiato da Davide Lantieri e Michele Pellegrini con Venier e gli stessi Aldo, Giovanni e Giacomo, che nel film partono per le vacanze. Non si conoscono, tre vite diverse: il precisetto organizzato ma con un’azienda fallimentare, il medico di successo con figlio in crisi preadolescenziale, l’ipocondriaco nullafacente con il cane Brian e la passione per Massimo Ranieri. Si incontrano in un’isola, stessa casa in affitto. Lo scontro è spassoso: due figli si innamorano, le tre mogli partono col piede sbagliato ma finiscono per ballare, poi tre nuovi amici vanno in cerca di un figlio. Sarà girato anche in Lombardia.
Matera 2019: “Cavallo” di Dalì in mostraL’opera dell’artista surrealista davanti alla stazione di Boeri

MATERA11 giugno 201915:55

– Il “Cavallo con orologio molle” – opera in bronzo di Salvator Dalì – è stato installato davanti alla stazione di Matera delle Ferrovie appulo-lucane, recentemente ristrutturata e riprogettata dall’architetto Stefano Boeri, nell’ambito degli interventi previsti per Matera Capitale europea della Cultura per il 2019.
L’opera, che simboleggia “il rapporto tra il tempo e lo spazio”, fu realizzata dall’artista con la tecnica “a cera persa” e fu fusa per la prima volta nel 1980: è considerata “tra le più ammirate” fra quelle ideate dall’artista surrealista. Tra l’altro, nella zona della criniera del cavallo si notano i segni delle mani di Dalì, “segni che corrispondono a quelli lasciati sul modello in cera che aveva creato”.
‘Lectura Ovidii’ di Cavuti a TorontoPrima mondiale il 16 giugno. Pino Ammendola nei panni di Ovidio

PESCARA11 giugno 201915:55

– La poesia e la vita di Ovidio nelle parole di Michele Placido, Ugo Pagliai, Maddalena Crippa, Lino Guanciale e Giorgio Pasotti a teatro, e nei volti di Pino Ammendola, Maria Rosaria Omaggio, Franco Oppini, Edoardo Siravo nella ricostruzione filmica. La “Lectura Ovidii” del regista Davide Cavuti sarà all’Italian Contemporary Film Festival (ICFF) di Toronto, con la prima mondiale domenica 16 giugno, al “TIFF Bell Lightbox”. Il film documentario, prodotto da MuTeArt, vede la collaborazione dell’Istituto di Istruzione Superiore ‘Ovidio’ di Sulmona (L’Aquila), con il project management della dirigente scolastica Caterina Fantauzzi. La partecipazione al festival è stata annunciata dall’assessore regionale al Turismo Mauro Febbo accanto al regista. “La Regione Abruzzo – ha detto – accoglie con entusiasmo la notizia. E’ un riconoscimento di buon auspicio anche per il lavoro della Film Commission. L’opera di Cavuti sarà occasione per promuovere le eccellenze turistiche e culturali del territorio”.
Mostre: ‘Patafisica’, paradosso e ironiaI numeri del foglio della ‘scienza delle soluzioni immaginarie’

APOLI11 giugno 201916:10

– La ‘patafisica’, “scienza delle soluzioni immaginarie e del particolare” secondo la definizione di Alfred Jarry (1873-1907), sua creatura letteraria, scienza che estende i suoi domini al di là della metafisica, irrompe nell’Accademia di Belle Arti di Napoli con la mostra ‘Il Patapart-Foglio dell’Institutum Pataphysicum Parthenopeium, Omaggio a Mario Persico’. Dall’11 giugno all’11 luglio sono esposti i numeri della rivista ‘Patapart’, dalla grafica audace e iperbolica, tra provocazioni e paradossi, ironia e vicende grottesche, a cura di Dario Giugliano con l’allestimento del professor Enzo Gagliardi realizzato dagli studenti del Corso di Scenotecnica dell’Accademia. L’iniziativa, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Caserta, pone al centro ‘Il Patapart’, foglio dell’Istituto di Patafisica napoletano fondato nel 1965 dall’artista LuCa (Luigi Castellano), che ne fu ‘Rettore’ fino al 2001. Nel settembre del 2001 l’artista napoletano Mario Persico fu nominato ‘Rettore Magnifico’.
Femmes 1900, donne dell’Art NouveauA Pordenone 300 opere, da Mucha e Toulouse Lautrec a Grasset

SAPORDENONE11 giugno 201916:18

Le stelle dello spettacolo, da Sarah Bernhardt a Loie Fuller e Cléo de Mérode, ritratte come muse nei manifesti di Toulouse Lautrec, Mucha, Grasset e Privat Livemont; e poi le signore borghesi più normali e tuttavia carismatiche, rese immortali nei dipinti di Poetzsch e Franzoni e nelle sculture, nei vasi e nelle lampade di Larche, Rivière, Fortiny. C’è un universo sfaccettato di donne in cammino verso la modernità nella mostra “Femmes 1900”, in programma a Pordenone fino al 21 luglio presso la Galleria Bertoia.
Inaugurata l’11 maggio, l’esposizione si concentra sulla rappresentazione della figura femminile nel periodo dell’Art Nouveau, attraverso 300 opere provenienti da tutta Europa, tra pittura e scultura, ceramiche, oggetti in metallo, vetri e manifesti pubblicitari. Rievocando il rivoluzionario passaggio tra ‘800 e ‘900, il percorso appare ricco di suggestioni e presenta opere appartenenti a collezioni private, alcune mai esposte, e dunque fuori dai normali circuiti espositivi.
Abbonamento Musei, +24,3% in PiemonteAM, boom nei primi 5 mesi, nel 2018 oltre un milione di ingressi

TORINO11 giugno 201916:26

– Sono tutti in crescita i numeri dell’Associazione Abbonamento Musei (AM) che da Piemonte e Lombardia a fine giugno si estenderà anche in Valle d’Aosta e progetta di allargarsi in Liguria: nei primi 5 mesi 2019 +24,3% di tessere vendute per i 150 musei della Lombardia, +30% per i 250 dell’abbonamento in Piemonte. Al 1° giugno le tessere attive in Piemonte erano 131.042.
Numeri che si affiancano al milione e 58 mila ingressi del 2018: in Piemonte oltre 941 mila, in Lombardia 116.666.
Abbonamento Musei è un modello apprezzato anche dal ministero dei Beni Culturali che lo ritiene “un benchmark con autorevolezza a livello nazionale”, spiegano il presidente Dino Berardi e il direttore Simona Ricci. Il possessore della tessera entra in media 8 volte nei musei in un anno, “dato in crescita e di grande rilievo, se rapportato all’indagine di Federcultura secondo cui il 70% degli italiani non ha alcuna attività culturale”. La spesa media in ogni visita è di 13 euro, per audioguide, cataloghi e servizi aggiuntivi.

Apre a Pisa il museo delle Navi AnticheSette imbarcazioni di epoca romana. Cerimonia con Bonisoli

PISA11 giugno 201916:49

– Quasi 5 mila metri quadri (4700 per l’esattezza) di superficie espositiva e 47 sezioni divise in 8 aree tematiche nelle quali saranno esposte sette imbarcazioni di epoca romana, databili tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. e circa 8 mila reperti: apre ufficialmente al pubblico il Museo delle Navi Antiche di Pisa, dopo un percorso di ricerca e restauro durato vent’anni. La cerimonia di inaugurazione si svolgerà domenica prossima alle 18.00 con il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. Il museo è allestito presso gli Arsenali Medicei, in Lungarno Ranieri Simonelli, e dalle 21 alle 23, in occasione della tradizionale luminara di San Ranieri (quando decine di migliaia di lumini a cera incorniciano i palazzi storici dei Lungarni), sarà possibile visitarlo gratuitamente mentre, dal giorno successivo, l’esposizione sarà aperta al pubblico. Saranno esposte le navi di età romana e i reperti a esse riferiti rinvenuti nel cantiere delle Navi Antiche e restaurati nel Centro di restauro del Legno Bagnato.
The Elevator, vendetta claustrofobicaIn sala dal 20 giugno l’opera prima di Coglitore

11 giugno 201917:14

– Un thriller-psicologico con venature horror, con protagonista un ascensore e, soprattutto, una vendetta al femminile. Questo, in estrema sintesi, ‘The Elevator’, opera prima di Massimo Coglitore distribuito dal 20 giugno da Europictures. Il film, girato in inglese e ambientato nella città di New York, ha come protagonista Jack Tramell (James Parks), 50 anni, single, anchor-man famoso per il suo show a quiz, che da anni fa impazzire gli americani.
Uno di quei quiz in cui si vincono tanti soldi e si diventa subito un personaggio.
Quando Jack prende l’ascensore per raggiungere il suo appartamento, dopo aver salutato l’amico portiere di notte (Burt Young), non si aspetta certo un lungo viaggio nell’orrore.
Dentro l’ascensore Jack dovrà affrontare Katherine (Caroline Goodall) una donna non più giovane animata da una lunga e meditata sete di vendetta.
Frozen 2, il sequel in sala dal 27/11Tornano Elsa e Anna, diffuso primo trailer film Disney

11 giugno 201917:23

– “Elsa il passato non è come sembra devi trovare la verità. Va a nord, oltre le terre incantate verso l’ignoto…”. Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, il nuovo film d’animazione di Walt Disney Studios, uscirà in Italia dal 27 novembre di cui è uscito il trailer ufficiale. La squadra creativa premiata con l’Academy Award, formata dai registi Jennifer Lee e Chris Buck e il produttore Peter Del Vecho, riporterà sul grande schermo gli amati protagonisti Elsa, Anna, Olaf e Kristoff che nella versione italiana avranno ancora una volta le voci di Serena Autieri, Serena Rossi, Enrico Brignano e Paolo De Santis.
Le principesse Elsa e Anna affrontano Il segreto di Arendelle, come dice il sottotitolo, che sembra poter sconvolgere il loro regno incantato. Elsa è determinata a scoprire qual è l’origine dei suoi poteri e ovviamente la sorella Anna e gli inseparabili Olaf e Kristoff la accompagneranno in questa nuova avventura.
Martina Nasoni vince Grande fratelloVentunenne di Terni è la ‘ragazza dal cuore di latta’

TERNI11 giugno 201917:23

– È stata la ternana Martina Nasoni, 21 anni, la ‘ragazza dal cuore di latta’, ad aggiudicarsi la 16esima edizione del Grande fratello su Canale 5, condotto da Barbara D’Urso. La giovane si è imposta all’ultimo televoto su Enrico Contarin, conquistando così il premio da 100 mila euro.
Diplomata al liceo artistico, ex partecipante ai concorsi di Miss Umbria e Miss Italia e aspirante modella, Martina Nasoni ora studia per diventare tatuatrice. È stata ribattezzata ‘la ragazza con il cuore di latta’, visto che a lei è dedicata la celebre canzone con cui Irama ha partecipato all’ultima edizione di Sanremo. La ventunenne soffre infatti di una malattia congenita cardiaca ereditata dalla madre, scoperta all’età di 12 anni, a causa della quale le è stato impiantato un pacemaker.
“La vita mi ha messo davanti tanti limiti, io li ho buttati giù tutti” ha detto Martina durante la finale. La finale della sedicesima edizione del reality ha dominato la prima serata tv con 3.301.000 spettatori totali e il 22.18% di share.

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Herno Globe sposa l’eco-sostenibilità
In ogni capo l’84% di nylon riciclato, piume da recupero

FIRENZE11 giugno 201917:46

– Herno lancia Globe la nuova etichetta che contraddistingue tutti i progetti eco-sostenibili dell’azienda guidata da Claudio Marenzi, che è anche presidente di Pitti Immagine, sempre più impegnata ad avere nelle sue collezioni future, capi che rispettino regole eco-sostenibili.
La label interna racconta il progetto e il prodotto acquistato, nell’ottica di fornire al consumatore finale una consapevolezza dell’impegno intrapreso da parte dell’azienda rendendolo partecipe della scelta attuata. Il progetto parte con la collezione P/E 2020 con quattro capi iconici del guardaroba maschile: un gilet, un parka, una giacca militare e un bomber con cappuccio. Tutti i modelli sono realizzati in tessuto composto per l’84% da nylon riciclato, così come zip e bottoni.
L’imbottitura, dove prevista, proviene dal circuito di recupero delle piume. Non sono solo i materiali ad essere eco sostenibili, ma anche le tinture che prevedono il 50% di componenti di origine vegetale così da impattare meno sull’ecosistema.
Debutto Savogin apre il Todi festivalSpettacoli da 24 agosto a 1 settembre, chiuderà Cristicchi

RUGIA11 giugno 201917:55

– Sarà l’atteso debutto teatrale del campione di poetry slam Simone Savogin con “Via!” ad aprire il 24 agosto la 33/a edizione del Todi Festival. Che si chiuderà il primo settembre con Simone Cristicchi in uno spettacolo per celebrare i suoi 14 anni di musica e spettacolo.
Savogin “una scommessa” e il secondo una vera e propria “chicca” come ha definito i due spettacoli Eugenio Guarducci, per la quarta volta consecutiva chiamato alla direzione artistica del Festival, nel corso di una conferenza stampa a Perugia. Affiancato dal sindaco di Todi Antonino Ruggiano, ha presentato l’edizione 2019 della kermesse di teatro, musica, danza, letteratura e arti visive, ideata e fondata da Silvano Spada. Per un Festival che ha sempre rivendicato dinamismo, novità e freschezza e che conferma e rafforza il suo indirizzo verso opere inedite, debutti e prime nazionali con la contaminazione tra generi, Guarducci ha quindi parlato dell’importanza di un “necessario processo di de-aristocratizzazione dell’arte”. “Vogliamo rendere sempre più popolare e sempre meno elitario il Festival” ha detto.
Il Todi Festival propone come da tradizione ancora spettacoli concepiti per alcuni contenitori culturali cittadini. Anche quest’anno non sono previste repliche, ma ogni giorno in cartellone ci sarà un programma diverso. Con, oltre a Savogin, anteprime nazionali con ‘Tebas Land’, prima produzione italiana di un testo del drammaturgo franco-uruguaiano Sergio Blanco e ‘Mistero Buffo’ di Dario Fo (Edizione per i 50 anni) con Matthias Martelli da solo in scena.

Robert Cavalli uomo Rinascimento è punkIn mostra 60 capi.

Presentata quarta stagione brand da lui ideato

11 giugno 201918:08

– Si evolve sempre di più la linea Triple Rrr, disegnata da Robert Cavalli, figlio di Eva e Roberto Cavalli, che oggi in occasione di Pitti Uomo presenta la quarta stagione del brand da lui ideato. Una presentazione in stile con l’estetica del brand: un lussuoso appartamento fiorentino, con un grande giardino alberato, accoglie i look della linea. C’è la mamma Eva Cavalli, il fratello Daniele, tutti gli amici della famiglia. In mostra ci sono 60 capi che raccontano la storia di un ragazzo del Rinascimento che diventa punk, tributo al background londinese del designer. Non manca però un tocco da dandy fiorentino. Lo spirito ribelle e British incontra così una sofisticata opulenza, in un mix che trionfa nelle stampe di tigri, ferri da cavallo e piume di pappagallo. Passione di Robert, le stampe appaiono sia nella versione digitale che in quella ad acquerello, da lui stesso disegnate. Nella collezione per la primavera-estate 2020 ci sono completi, giacche di pelle, vestaglie e perfino gli anfibi.
De Gregori,brani rinnovati con orchestraAl via da Roma tour estivo. Assente W L’Italia, “troppo pugnace”

11 giugno 201918:39

– “Le canzoni sono qualcosa di vivo, non si può pensare che rimangano inalterate nel tempo. Sta all’onestà dell’interprete riconoscere i cambiamenti avvenuti: io non ci sono più, non ci sono più quegli impianti, quei musicisti. Panta rei”. Francesco De Gregori spiega così la voglia di rimettersi in gioco, di cambiare le carte in tavola ancora una volta. Stavolta la sfida è “De Gregori & Orchestra”, il tour estivo che ripropone i suoi successi in un chiave sinfonica e che debutta stasera, 11 giugno, alle Terme di Caracalla a Roma. “A un certo punto un artista deve farsi tentare dal suono orchestrale – spiega De Gregori, poco prima di salire sul palco -. L’orchestra cambia tutto, produce timbriche e dinamiche già nascoste nelle canzoni, aumentandone le potenzialità”. In scaletta 22 pezzi (con l’apertura strumentale di Oh, Venezia), i più adatti a compenetrarsi con la Gaga Symphony Orchestra. Assente la bandiera W L’Italia: “è molto assertiva, pugnace, con il dito puntato: non me la sento di farla ora”.
1994, il capitolo finale trilogia Sky /TRAILERCon Accorsi, Miriam Leone, Guido caprino, Antonio Gerardi

11 giugno 201922:12

rime immagini di 1994, capitolo finale della serie originale Sky prodotta da Wildside che racconta gli anni che hanno cambiato il Paese a cavallo fra Prima e Seconda Repubblica attraverso gli occhi e le storie di persone comuni, la cui vita si intreccia con quelle dei protagonisti del terremoto politico, civile e di costume che segnò la prima metà degli Anni ’90. La serie, prossimamente in esclusiva su Sky, è diretta da Giuseppe Gagliardi e da Claudio Noce e ritroviamo il cast di protagonisti Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone, insieme a Antonio Gerardi, Giovanni Ludeno e Paolo Pierobon. Nel 1994 l’Italia cambia per sempre: è l’anno della restaurazione. Lo sa bene Leonardo Notte (Accorsi) che ha capito quanto conquistare il potere sia difficile. Così come sembra impossibile per Pietro Bosco (Caprino) riuscire a cambiare: anche ora che ha un ufficio al Viminale. Veronica Castello (Leone) deve infatti decidere quale sarà il suo compagno di vita

A Bologna il film de Lo Stato SocialeIl 12 giugno per il cartellone del ‘Pop Up Village’

BOLOGNA11 giugno 201919:11

L’anteprima del doc ‘La piazza della mia città-Bologna e lo Stato Sociale’, sulla omonima band bolognese – che sarà presente -, aprirà il 12 giugno il Pop up Village, il giardino con gelsi e bambù allestito fino al 31 luglio nel centro storico, in via Montegrappa, davanti al Pop up cinema Medica Palace.
Un’area per il pubblico prima e dopo l’orario delle proiezioni, un progetto presentato alla stampa dal direttore artistico di Biografilm festival Andrea Romeo e dall’assessore alla cultura del Comune Matteo Lepore. Ogni sera a mezzanotte il Medica diventerà una ‘Midnight arena’ in cui recuperare o scoprire grandi film, da ‘Bohemian Rhapsody’ a ‘A star is born’, da ‘Spiderman-Far from home’ a ‘La bambola assassina’. Per l’occasione il Village ospiterà le proposte gastronomiche di realtà gourmet itineranti. Il film con protagonista la band, prodotto da The Culture Business e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, sarà distribuito nelle arene ad agosto e in autunno nelle sale.
Opera prima Ginevra Elkann apre LocarnoMagari con Rohrwacher e Scamarcio il 7 agosto

11 giugno 201919:16

‘opera prima di Ginevra Elkann, Magari, aprirà mercoledì 7 agosto la 72esima edizione del Locarno Film Festival, che si concluderà sabato 17 agosto dopo la cerimonia di premiazione con Tabi no Owari Sekai no Hajimari (To the Ends of the Earth) del regista, sceneggiatore e scrittore giapponese Kiyoshi Kurosawa.
La Elkann accompagnerà il film con i due interpreti del film, Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio. Pellicola italo-francese, il film ripercorre l’infanzia di tre fratelli figli di genitori divorziati all’inizio degli anni Novanta. Il film è una Produzione Wildside con Rai Cinema.
Lili Hinstin, Direttrice artistica del Locarno Film Festival osserva: “Da un promettente primo film di una giovane regista europea all’ultimo film del più importante regista giapponese in attività, la traiettoria distintiva è scoprire i talenti di domani e accompagnare gli autori affermati nelle loro ricerche o esperienze più inaspettate”.
Premio Strega Giovani a Marco MissiroliProclamato l’11 giugno a Montecitorio

11 giugno 201919:17

E’ Marco Missiroli con ‘Fedeltà’ (Einaudi) il vincitore della sesta edizione del Premio Strega Giovani. Con 55 preferenze su 408 voti espressi, è stato il libro più votato da una giuria composta da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in rappresentanza di circa 55 licei e istituti tecnici diffusi su tutto il territorio italiano e all’estero (Berlino, Bruxelles, Parigi). Hanno partecipato alla votazione anche i ragazzi del Carcere minorile di Nisida, rappresentati in sala dall’insegnante Maria Franco, e le scuole di Casal di Principe e di San Cipriano D’Aversa, che avevano incontrato i dodici candidati lo scorso 13 maggio. Il vincitore è stato proclamato oggi nella Sala della Regina a Palazzo Montecitorio alla presenza del presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico.
Bonisoli, al Mibac ufficio per la modaL’annuncio del ministro all’inaugurazione di Pitti Uomo 96

FIRENZE11 giugno 201919:20

– Il mondo della moda ha ricevuto a Firenze un’altra buona notizia: non solo i conti dell’abbigliamento maschile tengono bene segnando per il menswear nel 2018 un +2,4%, ma anche a livello politico il fashion comincia ad avere maggiore considerazione, visto che il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli a Palazzo Vecchio, nel corso dell’inaugurazione di Pitti Uomo 96, celebrativa dei 30 anni del salone della moda maschile fiorentino, ha annunciato la creazione di un “ufficio ministeriale dedicato solo ai settori moda e design, uno sportello specifico all’interno del Mibac” per soddisfare le esigenze di questo importante comparto dell’industria italiana. “A capo dell’ufficio metteremo una persona che conosca le dinamiche esatte di questo mondo, a interagire con chi lavora in questo modo anche se all’interno della macchina statale ci sono persone sensibili, che sanno tradurre in provvedimenti, in atti pubblici, le esigenze del mondo della moda, penso che saremo molto più efficaci”.
Woolmark con Prada Luna Rossa PirelliNuova partnership per divise team regate in lana Merino

11 giugno 201919:25

– The Woolmark Company annuncia a Pitti Uomo la partnership tecnica con Luna Rossa Prada Pirelli.
L’azienda della lana Merino, in qualitàdi partner tecnico, ha supportato Luna Rossa Prada Pirelli Team nella ricerca e nella realizzazione di nuovi capi in lana tecnici e performanti che saranno indossati dal team di Luna Rossa durante le attività offshore, di allenamento e gara. L’uniforme del team comprende giacca impermeabile, giacca soft shell, polo, maglietta, giacca da pioggia, blouson, muta e intimo tecnico.
“La partnership tecnica tra Luna Rossa Prada Pirelli team e The Woolmark Company si basa su una filosofia comune ispirata all’innovazione e alla tecnologia, alla ricerca di nuovi materiali e alla responsabilità̀sociale – ha precisato Lorenzo Bertelli, Head of Marketing and Communication del Gruppo Prada, figlio di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli – Sono certo che la collaborazione con The Woolmark Company aumenterà il prestigio alla squadra”.
A Pesaro inaugurato Museo RossiniIn città anche delegati città creative della Musica Unesco

PESARO11 giugno 201920:06

– Dalla sala 1 degli specchi che ospita il pianoforte Pleyel restaurato e ora accordato per tornare a suonare, alla sala 2 per i primi passi del grande compositore fino alla sua opera religiosa e al periodo finale della sua vita. In dieci sale la vita di Gioachino Rossini per il quale è stato inaugurato a Pesaro il Museo nazionale Rossini.
Una struttura museale destinata ad essere la punta di diamante dei luoghi rossiniani in città. Un evento internazionale, che ha visto Pesaro trasformarsi in capitale mondiale della musica, grazie anche alla presenza dei delegati delle Città Creative della Musica Unesco. Anche la cittadinanza ha avuto l’opportunità di visitare il piano nobile di Palazzo Montani Antaldi per ammirare le dieci sale tematiche, attraverso le quali si articola un percorso per far conoscere vita e opere del compositore. “Oggi inauguriamo un museo straordinario di livello internazionale”, ha affermato il sindaco Matteo Ricci. Una struttura “che rende Pesaro una città della cultura sempre più europea. Siamo particolarmente onorati – ha proseguito – che siano state le Città Creative della Musica Unesco a tenere a battesimo questa struttura dedicata al grande maestro Rossini”.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: “Inserire l’inaugurazione all’interno delle giornate Unesco – ha detto – è stata una scelta particolarmente forte. Questo museo, atteso da tempo, rappresenta per la città di Pesaro un investimento molto importante, che non può che crescere”.
Con questo museo Pesaro inaugura un altro luogo della cultura, il principale dove poter respirare l’aria rossiniana, che già avvolge il Teatro, i Musei Civici di Palazzo Mosca, il Tempietto Rossiniano di Palazzo Olivieri e la Biblioteca della Fondazione Rossini, situata proprio al piano terra di Palazzo Montani Antaldi. Ilaria Narici, direttore scientifico della Fondazione G. Rossini, ha sottolineato come il nuovo museo segni un passo importante nella valorizzazione dell’opera del grande maestro: “Un’ulteriore tappa di un progetto cresciuto in questa città, dagli anni ’70 ad oggi”.
Rainbow di Ferragamo a piazza SignoriaOmaggio a Firenze da Paul Andrew con le stampe del ‘Biancone’

FIRENZE11 giugno 201920:06

– Rainbow, arcobaleno in inglese, ma anche nome dell’iconico modello di zeppa che Salvatore Ferragamo ideò nel 1938 per l’attrice Judy Garland, un paio di sandali platform in pelle e sughero con zeppa declinata appunto nei colori dell’arcobaleno. Paul Andrew, il designer britannico divenuto a febbraio direttore artistico di tutte le linee della prestigiosa maison fiorentina, si è ispirato proprio a questa scarpa leggendaria per realizzare la collezione che sfila a Firenze, su piazza della Signoria davanti alla Fontana del Nettuno e al ‘Biancone’ di Donatello, tornato visibile a marzo dopo il restauro costato 1,5 milioni di euro alla maison Ferragamo tramite Art Bonus. Primo fashion show di questa edizione estiva di Pitti Uomo.
Napoli Fest, La scuola di Enzo MoscatoFascinoso, poetico spettacolo ‘Ronda degli ammoniti’

NAPOLI11 giugno 201920:46

– I morti tornano, si confondono con i vivi per renderli coscienti, per aprire in loro la ferita della memoria che è l’unica conoscenza proficua, l’unico bagaglio con cui tutti dobbiamo fare i conti per andare avanti. E’ questo uno dei temi di fondo del teatro di Enzo Moscato ed è ora al centro di questa intensa, vivace, poetica e per molti versi disperata sua ”Ronda degli ammoniti” che si svolge nel 1917, durante la Grande guerra, ma non può non farci pensare anche a oggi. Lo spettacolo ha aperto la sezione dei lavori italiani del Napoli Teatro Festival, che prosegue sino al 14 luglio con i suoi circa duecento appuntamenti per tutta la città e non solo.
Siamo al Teatro Nuovo, nei quartieri spagnoli, e entriamo tra i banchi e la cattedra di una classe di III elementare della scuola Emanuele Gi (Gianturco) di quella stessa zona, di Montecalvario, dietro Via Toledo, nella città di N, che la tradizione naturalmente animistica dei napoletani vuole visitata dai morti

Alinari: Barni, da Mibac prezzo congruoAssessore cultura, ‘Regione intenzionata ad andare avanti’

FIRENZE11 giugno 201921:03

– “Il ministero per i Beni e le attività culturali ci ha mandato una nota e una relazione in cui dà una valutazione economica congrua della collezione Alinari.
Il bene è vincolato, quindi il ministero dice che deve essere venduto tutto insieme, non può essere venduto a pezzi”. Lo ha detto Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana e assessore alla Cultura parlando degli ultimi sviluppi sull’acquisizione dell’archivio Alinari da parte della Regione Toscana. La valutazione arrivata dal Ministero, ha aggiunto Barni, “sarà oggetto di un prossimo incontro con la società Alinari per comunicarla loro e poi capire come proseguire. La Regione è intenzionata ad andare avanti, l’operazione sarà complessa anche perché ci sono tutte le questioni della conservazione, della gestione e della valorizzazione. Abbiamo ben chiaro il quadro, sarà un percorso complesso, ma siamo pronti”.

A teatro, Paiato, Incudine, VillaPanariello, Conti e Pieraccioni tornano in show

MA12 giugno 201909:56

Maria Paiato e la ”Madre Courage e i suoi figli” di Bertold Brecht diretta da Paolo Coletta e l”’Erodiade” di Giovanni Testori secondo Carlo Cerciello con Imma Villa protagonista, tutti al Napoli Teatro Festival Italia; Mario Incudine nei panni di Modugno in ”Mimì”, diretto da Moni Ovadia e Giuseppe Cutino, a Milano, e il ”Panariello, Conti, Pieraccioni show” a Livorno; la 10/a edizione della rassegna ”Milano incontra la Grecia” e il ritorno di ”Dominio Pubblico_la città agli Under 25”, dedicato alla creatività giovane, a Roma: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in programma nel prossimo week end.

Cinema: gli zombie di Jim Jarmusch siamo noiDal 13 giugno commedia horror con Murray, Driver, Tilda Swinton

12 giugno 201909:58

– La terra non sta affatto bene e questo vale anche per gli zombie de ‘I morti non muoiono’ di Jim Jarmusch che non hanno ne’ dignita’ di mostri, ne’ sono troppo diversi dai vivi. Anzi. Appena risorti, oltre alla voglia di carne cruda, hanno le stesse passioni di sempre: smartphone di ultima generazione, Xanax contro gli attacchi di panico e Chardonnay da bere.
Arriva in sala dal 13 giugno con Universal, dopo l’apertura del festival di Cannes, la commedia horror d’autore con cast stellare: Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloe Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Iggy Pop, Selena Gomez, RZA, Sara Driver, Austin Butler, Luka Sabbat, Eszter Balint, Carol Kane e Tom Waits.
Ci troviamo nella tranquilla cittadina di Centerville, nella profonda provincia americana: un posto di polizia, qualche casa, un ferramenta e poco altro. Ma c’e’ qualcosa di strano nell’aria.
La luce del giorno si manifesta quando vuole e gli animali cominciano ad avere strani comportamenti: spariscono o sono aggressivi (i gatti, in particolare, diventano tigri). Il fatto e’ che la Terra non e’ piu’ in asse, come dicono ossessivamente i tg, dopo che, per cercare il petrolio, gli uomini hanno trivellato il Polo Nord.
Il disincantato capo della polizia Cliff Robertson (Murray) e il suo vice, silenzioso e a volte spettrale, Ronnie Peterson (Driver), due poliziotti capaci di lunghi silenzi, si recano nei boschi per chiedere all’eremita Bob (Tom Waits) informazioni sulla scomparsa di alcuni animali della fattoria appartenenti al sovranista Farmer Miller (Steve Buscemi). Tutto inizia cosi’, lentamente, tra mille presagi vissuti da questi due poliziotti ammantati dai tempi lunghi di provincia. E questo fino a quando i morti escono davvero dalle loro tombe e attaccano selvaggiamente i vivi per nutrirsi.
Tra i personaggi fuori di testa di questo film quello interpretato da Tilda Swinton, che torna per la quarta volta a lavorare con Jarmusch. Questa volta veste i panni di Zelda Winston, proprietaria di un’agenzia di onoranze funebri dall’accento scozzese. Una donna che, tra l’altro, pratica Iaido (arte giapponese dell’estrazione della spada) per cui sa come trattare gli zombie sensibili solo alla decapitazione, tanto piu’ se viene da una katana.
Va detto che per Jim Jarmusch l’incontro con l’horror non e’ nuovo se si considera che gia’ nel 2013 aveva messo mano a un precedente vampiresco dal titolo ‘Solo gli amanti sopravvivono’.
Vero tormentone musicale del film, The Dead Don’t Die di Sturgill Simpson, un country songwriter coinvolto direttamente da Jarmush per scrivere una canzone con questo titolo e che avesse il sapore di un brano country anni Sessanta.

Michaelides, La paziente silenziosaIl potere evocativo del silenzio nel noir dell’autore cipriota

12 giugno 201909:59

– ALEX MICHAELIDES, LA PAZIENTE SILENZIOSA (Einaudi, pp. 352, 18 Euro). E’ un racconto lucido, a tratti freddo, che porta fin dentro ai labirinti della mente, quello che il cipriota Alex Michaelides costruisce nel suo primo romanzo “La paziente silenziosa”, edito da Einaudi (traduzione di Seba Pezzani). La scrittura fluida e la trama che si irrobustisce con tanti elementi dotati di suspense (come piccoli ami a cui i lettore inevitabilmente abbocca), l’affascinante e intelligente rimando all’Alcesti di Euripide sono i punti di forza di un libro già di successo (è in corso di traduzione in 42 Paesi) che celebra il potere evocativo del silenzio. Un giallo elegante, che sembra essere un vero e proprio flusso di coscienza e che è costruito sull’apparente e ostinata assenza (emotiva, non fisica) di uno dei due protagonisti: a scrivere in prima persona è lo psicologo criminale Theo Faber che sceglie di curare Alicia Berenson, artista di successo che ha buttato all’aria la propria vita uccidendo il marito Gabriel.
Dalla sera dell’omicidio, Alicia decide infatti di non parlare più lasciando al suo ultimo quadro, dal titolo Alcesti, la responsabilità di provare a spiegare qualcosa di ciò che è accaduto: Theo però non si rassegna e, trovato lavoro nell’ospedale psichiatrico dove è rinchiusa la donna, pur di farle ritrovare la parola è disposto a tutto, anche a iniziare con lei una terapia che diventa un gioco subdolo e manipolatorio. Nel libro Michaelides affida allo psicologo il compito di raccontare una vicenda enigmatica e dai risvolti agghiaccianti attraverso le pagine di un diario sincero, perfino spietato a volte. Un diario che ne contiene in sé anche un altro, quello della paziente Alicia, chiusa nel suo silenzio. C’è dunque una duplice confessione, ma attenzione perché le cose non sono quelle che sembrano: la narrazione, appassionante ma sempre misurata, alla fine tassello dopo tassello offrirà al lettore la soluzione, svelando come sono andati i fatti, lasciando però spazio anche alle ferite interiori, al passato ingombrante e ai legami, invisibili e non, che uniscono i protagonisti di questa storia. Tuttavia, un ulteriore elemento arricchisce il romanzo: il racconto, se da un lato chiarisce gli eventi che compongono questa tragedia, dall’altro lascia intatto il mistero: l’autore infatti, con un chiaro talento nel costruire la suspense e la psicologia dei personaggi, accende i riflettori sull’infinita complessità della mente umana, ne esalta la bellezza a volte inquietante, la osserva con fare scientifico e ne rimane abbagliato, ma senza aver la pretesa di svelarne gli enigmi, lasciando a chi legge la libertà delle proprie riflessioni.
Ecco l’omaggio di Scorsese a DylanEsce il docufilm di Netflix, a Bologna anteprima per l’Italia

BOLOGNA12 giugno 201910:10

– Da ‘Mr. Tambourine man’ fino a ‘Knockin on heaven’s door’ passando per ‘Blowin’in the wind’ e molti altri brani immortali: Martin Scorsese ha reso omaggio al suo amico Bob Dylan con il film documentario ‘Rolling Thunder Revue’. Oltre due ore e mezza di immagini inedite e testimonianze sul tour di 27 date che, tra l’autunno del 1975 e la primavera del 1976, vide protagonisti attraverso alcune città degli States Bob Dylan e un gruppo di artisti come Joan Baez, Roger McGuinn, Joni Mitchell, Ramblin’ Jack Elliott, Scarlet Rivera, Mick Ronson e il poeta Allen Ginsberg. Il film è stato proiettato in anteprima mondiale all’Arena Puccini di Bologna e in altre 19 città di altri paesi del mondo, prima di sbarcare su Netflix che lo ha prodotto. ‘Rolling Thunder Revue: A Bob Dylan Story by Martin Scorsese’ racconta un piccolo tour spontaneo, imprevisto e imprevedibile, con cui riallaccia il contatto umano, quasi intimo, con il pubblico. Dei piccoli concerti ma con delle grandissime scoperte.           

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Patti Smith in concerto incanta Taranto
Ha infiammato il pubblico del suo concerto sul lungomare

TARANTO 09 GIUGNO 2019 20:42

– La “sacerdotessa” del rock Patti Smith ha infiammato il pubblico nell’edizione di Taranto del Medimex con un grande concerto che rimarrà scolpito nella memoria di quanti hanno affollato il main stage della rotonda del Lungomare. L’artista statunitense ha trascinato i fan con le canzoni che l’hanno resa celebre, ringraziando a sua volta il pubblico e la città di Taranto per la calorosa accoglienza.
Patti Smith ha visitato anche la città vecchia, fotografando i vicoli e intrattenendosi a parlare con i pescatori e ha raggiunto la spiaggia di Castellaneta Marina per una passeggiata a mare. Le immagini hanno subito fatto il giro dei social. La stessa cantante statunitense ha postato sul suo profilo ufficiale Instagram una foto della figlia (che l’ha accompagnata al pianoforte nel live della Rotonda) seduta in un ristorante e scrivendo di una Taranto unica e camaleontica.
Filarmonica in piazza omaggia FelliniUn regalo a Milano, dopo Dvorak e Rota bis Latino

10 giugno 201910:14

– E’ diventato una tradizione il concerto che la Filarmonica della Scala regala alla città suonando a giugno in piazza Duomo. E per questa settima edizione l’omaggio non è stato solo a Milano ma anche a un grande duo del cinema italiano: ovvero Federico Fellini, di cui si festeggerà il centenario dalla nascita il prossimo anno, e Nino Rota, il compositore morto 40 anni fa che per Fellini ha composto musiche indimenticabili. Un assaggio del ‘Fellini Album’ che la Filarmonica, diretta da Riccardo Chailly, ha appena pubblicato.
L’inizio è stato con la sinfonia del nuovo mondo di Dvorak, poi la la Suite del balletto La Strada, dal film che valse a Federico Fellini l’Oscar nel 1957 per il miglior film straniero, e che la Scala commissionò a Rota; poi ancora Risatine Maliziose e Galopp dal film Prove d’orchestra e bis latino con il Danzon n.2 di Arturo Marquez.
A John Turturro chiavi città GiovinazzoIl padre Nicola era nato nel comune barese

GIOVINAZZO (BARI)10 giugno 201913:36

– L’attore italo-americano, John Turturro, protagonista della serie tv ‘Il nome della rosa’, riceverà il 30 giugno le chiavi della città e la cittadinanza onoraria di Giovinazzo. Il padre di John, Nicola Turturro, nato a Giovinazzo, partì alla volta degli Stati Uniti con i genitori all’età di sei anni.
“E’ stato un sogno coltivato per quattro anni, ma John – dice il sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma – me lo aveva promesso l’unica volta che ci siamo visti, nel 2014, a Roma. E sono sempre stato certo che avrebbe mantenuto la parola data”.
“Averlo qui, per la prima volta in via ufficiale, non è solo il mio sogno che si avvera, ma la gioia e l’orgoglio di una città intera perché quelli come John sono i nostri ambasciatori nel mondo e rappresentano le nostre radici che ci tengono stretti nonostante le distanze – conclude -. Sono certo che Giovinazzo saprà accogliere e abbracciare il suo figlio più illustre”.
A Chailly premio ‘Una vita nella musica’Cerimonia a Venezia alla Teatro La Fenice
VENEZIA10 giugno 201913:59

– È Riccardo Chailly, tra le più importanti personalità del panorama musicale di oggi, ad aggiudicarsi il premio Una vita nella musica 2019. Il maestro milanese, direttore musicale del Teatro alla Scala e direttore principale della Filarmonica della Scala, riceverà il riconoscimento il 20 giugno al Teatro La Fenice. Il premio è stato creato nel 1979 per celebrare le personalità più illustri della scena musicale internazionale. L’ultima esibizione di Riccardo Chailly sul palcoscenico della Fenice è stato il 10 maggio 2010 dirigendo la Seconda Sinfonia di Brahms e la Kammersymphonie di Schönberg. Il nome di Chailly andrà ad aggiungersi a quelli di Rubinstein, Segovia, Böhm, Giulini, Menuhin, Rostropovič, e a Gavazzeni, Ferrara, Milstein, Bernstein, Siciliani, Magaloff, Stern, Pollini, Kabaivanska e Ronconi, Accardo, Abbado, Fracci e Piano, Raimondi, Pizzi, Alfred Brendel, Scimone e I Solisti Veneti, Barenboim, Bergonzi, Kremer, Ciccolini, Chung, Sciarrino, Temirkanov, Sir Tate, Sir Gardiner e Devia.
Folla a Roma per l’addio a Pietro CocciaColleghi, amici e volti noti da Beppe Fiorello a Claudia Gerini

10 giugno 201914:49

La chiesa di Santa Maria Addolorata a Roma non è riuscita ad ospitare tutti gli amici e i colleghi che si sono stretti intorno alla famiglia per l’ultimo saluto a Pietro Coccia, il fotografo che con i suoi scatti ha raccontato per anni il cinema italiano. Una folla commossa ha applaudito il feretro del ‘gigante buono’, che in tanti sull’altare, come Monica Tasciotti e Laura Delli Colli, hanno ricordato con aneddoti e affettuose curiosità sulla sua personalità generosa e gentile. Nella chiesa di Viale Regina Margherita tantissimi colleghi, fotografi e giornalisti con cui ha condiviso trasferte di cinema in giro per il mondo, tantissimi uffici stampa del settore e molti volti noti. C’erano tra gli altri Beppe Fiorello, Valeria Golino, Claudia Gerini, Madalina Ghenea che non ha smesso di piangere per tutto il rito funebre, Paola Minaccioni, i fratelli Antonio e Pupi Avati, Ricky Tognazzi, i gemelli D’Innocenzo, Claudio Bonivento, Ivan Cotroneo. E poi ancora Alessandro Haber, Enrica Bonaccorti, Ilaria Spada, Giampaolo Letta, Roberto Cicutto, Maria Rosaria Omaggio. La sua comunità cinematografica e la sua famiglia sono stati nella sua vita due mondi affini ma non comunicanti, come capita spesso tra lavoro e vita privata, così il fratello Benedetto e la sorella Maria hanno ringraziato nel vedere quanto grande fosse quella famiglia parallela che emozionata si è stretta intorno a loro.
Bartlett e ‘La maledizione dei classici’11 giugno evento per Sellerio con Spencer, Manzini, Alajmo

10 giugno 201915:11

– Si chiama La maledizione dei classici e vede protagonista una ragazza che spiega quale è stata la sua esperienza con i classici, appunto, l’inedito che Alicia Gimenez Bartlett, l’autrice dell’amata serie dedicata alla poliziotta Petra Delicado, leggerà l’11 giugno al Festival Letterature, alla Basilica di Massenzio a Roma. Sarà una serata speciale, in blu come i libri Sellerio a cui è dedicata, a 50 anni dalla nascita della casa editrice palermitana, con a fare da filo conduttore ‘I classici di domani.
A salire sul palco saranno, oltre alla Bartlett, l’americano Scott Spencer, già finalista del National Book Award, Antonio Manzini, l’inventore del famoso personaggio di Rocco Schiavone e lo scrittore e giornalista Roberto Alajmo, con l’accompagnamento musicale di Carlo Boccadoro.
“Un classico è tutto ciò che non è moderno. Non abbiamo la capacità di capire tutto quello che sta accadendo. Petra non so se è un classico, è un riflesso della società, di come sono cambiate le cose in Spagna” spiega la Bartlett.
“Le donne non sono più come erano vent’anni fa” dice la scrittrice e racconta che sta “scrivendo un libro strano, la biografia di Petra Delicado, di un personaggio di fiction. Non ho mai raccontato prima come è la famiglia di Petra, come era lei da giovane, dove ha studiato, come è diventata poliziotta. E’ la vita immaginata di un personaggio che la gente ha fatto suo, alla fine. E non ci sarà nessun morto in questo libro” ha spiegato la Bartlett che con la avventure della sua l’ispettrice della Policia Nacional di Barcellona, ha venduto oltre un milione e mezzo di copie in Italia ed è tradotta in 14 Paesi.
Fusco, il beachwear Blauer Usa è greenSempre più conscious il brand delle divise poliziotti americani

10 giugno 201915:58

“La novità della collezione maschile primavera/estate 2020 è la linea beachwear, circa 10 modelli di boxer da bagno dall’impronta basic/police, con stampe dal gusto americano come la bandiera e il mimetico- militare che personalizzano il nylon e il nylon camouflage tinti in capo.
Proseguiamo anche con il tema green partendo dalle imbottiture dei piumini, per passare ai tessuti utilizzati, ma anche alle tinture. Già da anni infatti usiamo colorazioni che rispettano l’ambiente”. Così, Enzo Fusco, patron in Italia del marchio Blauer Usa, che dal 1936 fornisce le divise ai poliziotti americani, e che festeggia nel 2019 i primi 20 anni di presenza nel nostro paese. La nuova collezione richiama l’heritage del brand con uno stile urbano e sempre presenti riferimenti al mondo militare- poliziesco. I piumini leggeri comprendono un’ampia selezione di modelli green. L’azienda FGF Industry, a cui fa capo il marchio Blauer Usa e Fusco, che ne è direttore creativo, hanno cominciato già da tempo la conversione conscious.
Capsule Save the Duck per tutela oceaniCollaborazione con la flotta Sea Shepherd a supporto attività

10 giugno 201915:58

– Save the Duck, marchio animal friendly, presenta a Pitti Uomo la collezione che celebra la collaborazione con Sea Shepherd, una delle più attive organizzazioni per la tutela degli oceani e della fauna marina, fondata nel 1977 dal capitano Paul Watson. La collaborazione permetterà di supportare le sue attività in difesa degli animali marini. La capsule dedicata a Sea Shepherd è composta da parka antipioggia black e navy per l’uomo e bianchi per la donna, felpe e T-shirt che riportano il logo della flotta di Sea Shepherd e i claim condivisi dalle parti: Defend – Conserve – Protect e We Respect Animals.
La flotta di Sea Shepherd è composta da 13 navi con a bordo equipaggi di volontari da tutto il mondo, disposti a rischiare la vita per la causa. Sea Shepherd agisce utilizzando tattiche di azione diretta, per investigare, documentare e impedire attività illegali ai danni degli oceani. In 40 anni di aatività si ricordano gli interventi in Canada contro il massacro delle foche, alle Isole Faroe per i delfini.
Orchestra sinfonica Verdi omaggia BowiePrima assoluta per ‘Blackstar suite’ di Falzone
MILANO10 giugno 201916:26

– David Bowie oltre l’immagine, la provocazione, il carisma. Quindi musica pura e bellissima. La sperimentazione è dell’Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, completata dal trio del trombettista Giovanni Falzone che ha composto e proposta la sua ‘Blackstar suite’, dal titolo dell’ultimo album di Bowie.
E’ stata una prima assoluta che ha tolto cupezza al lavoro d’addio di Bowie senza perderne la forza evocativa, un ultimo appuntamento di rilievo per la rassegna laVerdi POPs. Come ricco antipasto, non sono mancati riferimenti al capolavoro ‘Heroes’, per un tutto esaurito della grande sala dell’Auditorium del capoluogo lombardo per l’orchestra diretta da Francesco Bossaglia che ha eseguito la Sinfonia 4 di Philip Glass, composta nel 1996 e ispirata proprio al celebre album della ‘trilogia di Berlino’.
Ficarra e Picone, ciak in MaroccoNel cast anche Popolizio. In sala il 12 dicembre

0 giugno 201916:31

– Sono iniziate nel cuore del Marocco, a Ouarzazate, le riprese del settimo film di Ficarra e Picone, prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited e distribuito nelle sale il 12 dicembre da Medusa Film. Nel cast insieme a Ficarra e Picone, tra gli altri, ci sarà anche Massimo Popolizio. Il nuovo film, titolo e trama top secret, arriva dopo il grande successo de L’Ora Legale che, uscito a gennaio 2017, ha registrato una grande accoglienza da parte del pubblico e della critica, diventando l’incasso più alto dell’anno con oltre 11 milioni di euro.
Il lungometraggio scritto dagli stessi Salvo Ficarra e Valentino Picone con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini, avrà una lavorazione di 10 settimane. Otto saranno interamente girate a Ouarzazate, mentre le restanti due toccheranno il Lazio. Il direttore della fotografia è Daniele Cipri, ai costumi Cristina Francioni, la scenografia è affidata a Francesco Frigeri.

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Elettra Lamborghini, costumi per Twinset
Colori flou su motivo leopardato, come il tatuaggio della star

10 giugno 201916:33

– Twinset lancia una limited edition di costumi da bagno disegnati in collaborazione con Elettra Lamborghini, star televisiva e artista poliedrica amata per il suo spirito libero e la sua spontaneità.
La capsule di beachwear, firmata Twinset U&B è un’esplosione di tinte fluo su motivo leopardato ormai divenuto tratto distintivo di Elettra, tanto da aver voluto un tatuaggio su un fianco e sul lato B che riproduce proprio il manto del nobile felino. Icona della generazione Z, cantante reggaeton, influencer con oltre 4 milioni di follower e reality-star appena accolta tra i giudici della nuova edizione di The Voice of Italy, Elettra si è divertita ad infondere il suo spirito fashion nella linea swimwear. Il costume intero con stampa animalier all-over si alterna ai due bikini con brasiliana, di cui uno interpretato nelle sfumature arancio fluo e l’altro decorato con un profilo di frange ondeggianti sulla tonalità bubble gum pink. Tutti i costumi sono disponibili anche nei modelli da bambina.
Tony, stravince il musical sul mito di OrfeoPremiata anche attrice su sedia a rotelle, è la prima volta

NEW YORK10 giugno 201920:02

– “Haedestown” e’ il miglior musical del 2019. Otto Tony Awards, l’equivalente degli Oscar per il mondo del teatro, hanno premiato con otto statuette su 14 nomination il mito di Orfeo ed Euridice trasferito in una società post-apocalittica e in depressione. Un trionfo quasi al livello di “Hamilton” che nel 2016 sbaraglio’ con undici premi e anche il sesto anno consecutivo in cui la creativita’ di una nuova produzione indipendente ha la meglio sullo spettacolo commerciale.Con un’orchestra jazz di sette strumenti sul palcoscenico, allusioni a temi come il cambiamento climatico e le lotte dei lavoratori, indirettamente anche l’immigrazione con la canzone “Why we build the wall” scritta prima che Donald Trump diventasse presidente, il musical creato dalla cantautrice Anais Mitchell e’ nato nel 2006 come spettacolo regionale per piccoli teatri del Vermont e via via cresciuto passando per il Canada, Londra e off Broadway per arrivare quest’anno sulla “Lunga Strada Bianca”. Ai Tony, in un anno di incassi record per Broadway, ha battuto una nuova commedia musicale, “The Prom”, due adattamenti di film famosi come “Tootsie” e “Beetlejuice” e il musical “Ain’t Too Proud” sul complesso anni ’60 dei Temptations: quattro show che, individualmente, sono costati piu’ di “Haedestown”, notevole anche per l’alto numero di donne coinvolte nella produzione tra cui la regista Rachel Chavkin che ha vinto nella sua categoria per un musical.Anche “The Ferryman” che ha vinto per la prosa e “Oklahoma!,” il miglior revival musicale, sono stati prodotti da donne. Bryan Cranston ha sbaragliato Jeff Daniels e Adam Driver come miglior attore protagonista per l’adattamento teatrale di “Network” (Quinto Potere): nel ricevere la statuetta ha dedicato il premio a “tutti i veri giornalisti del mondo” ricordando “I media non sono nemici del popolo, la demagogia e’ nemica del popolo”. Il suo equivalente femminile e’ stata l’87enne Elaine May nella parte di una donna che perde le sue facoltà mentali in “The Waverly Gallery”: la sua prima volta in una lunga carriera da attrice. Un’altra prima volta e’ stata quella di Ali Stroker per il ruolo di Ado Annie in “Oklahoma!”: ha dedicato il primo Tony conferito a una persona in sedia a rotelle “a tutti i ragazzi disabili che mi guardano stasera”.

Premio Strega, è totocinquinaIl 12 giugno al Tempio di Adriano, l’11 giugno lo Strega Giovani

10 giugno 201920:04

– A pochi giorni dalla votazione della cinquina del Premio Strega 2019, il 12 giugno, e della proclamazione del vincitore del Premio Strega Giovani, l’11 giugno, si moltiplicano i pronostici e le previsioni che danno in impennata Antonio Scurati con il suo libro impegnato civilmente ‘M. il figlio del secolo’ (Bompiani). Viene dato per sicuro anche l’ingresso di Marco Missiroli che in ‘Fedeltà’ (Einaudi) indaga nei tormenti e dubbi dell’animo umano, anche se il tormentone, partito oltre un anno fa, sulla sua probabile vittoria si è fermato e non sembra avergli portato poi così tanta fortuna.Sale la tensione, ma oltre alla sfida tra i due favoriti, a complicare lo scenario sono le pluricandidature di uno stesso marchio editoriale in un’edizione che ha visto un super record di presentazioni, 57 opere, e segnato la fine del candidato unico di un editore. Tra i cinque, scelti tra i dodici in gara – che verranno votati per la prima volta il 12 giugno al Tempio di Adriano poiché la tradizionale sede a Casa Bellonci è in ristrutturazione – ha molte probabilità di esserci anche Nadia Terranova con il suo ‘Addio fantasmi’, pubblicato da Einaudi come il romanzo di Missiroli che in questo modo ne uscirebbe indebolito. La Terranova ha però buone chance di vincere il ‘Premio Strega Giovani’ – che sarà proclamato l’11 giugno alle 17 nella Sala della Regina, alla Camera dei Deputati – ed è difficile dire se questo potrebbe escluderla o rafforzarla sulla sua presenza in cinquina. Sono due anche i candidati de La nave di Teseo che si contendono l’ingresso tra i cinque: Claudia Durastanti con ‘La Straniera’ e Mauro Covacich con ‘Di chi è questo cuore’. I posti, uno o due, che restano potrebbero essere occupati da Benedetta Cibrario con ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori), da Eleonora Marangoni con Lux (Neri Pozza), data in risalita, e perché no da Pier Paolo Giannubilo con ‘Il risolutore’ (Rizzoli) o Marina Mander con ‘L’età straniera’ (Marsilio), ai quali è più facile però possa venire assegnato il Premio Strega Giovani.Nell’edizione 2019 dello Strega in cui prevalgono le scrittrici: sette autrici e cinque autori nella dozzina, ci sono anche Paola Cereda con ‘Quella metà di noi’ (Perrone), Cristina Marconi con ‘Città irreale’ (Ponte alle Grazie) e Valerio Aiolli con ‘Nero ananas’ (Voland). A ognuno di loro potrebbe essere assegnato lo ‘Strega Giovani’ che sarà votato da ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in rappresentanza di oltre 50 licei e istituti tecnici diffusi su tutto il territorio italiano e all’estero. In attesa della cinquina torna anche, l’11 giugno alle 21 al Wegil di Roma, per la quarta edizione, ‘EffettoStrega’, l’appuntamento aperto al pubblico con i dodici autori candidati al Premio Strega, organizzato dalla Scuola del libro con il patrocinio della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci. I candidati al Premio risponderanno alle domande degli allievi del master ‘Il lavoro editoriale’ e per la prima volta gli studenti potranno contribuire, esprimendo un voto collettivo, alla scelta del prossimo vincitore del Premio Strega. Non mancheranno come sempre le polemiche, ma questa volta potrebbero essere superate dalle sorprese in un quadro che fornisce meno certezze del solito. Così non è detto che i pronostici non vengano ribaltati e che la sfida tra Missiroli, presentato da Sandro Veronesi che ha parlato di ‘Fedeltà’ come di quei romanzi di cui “si usa dire che ‘fanno epoca’”, e Scurati – alla sua terza volta allo Strega dopo aver sfiorato due volte la vittoria – presentato da Francesco Piccolo, sia all’ultimo voto il 4 luglio alla finale al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma.

Schmidt invita Uffizi star Firenze RocksVideomessaggio direttore a Tool, Sheeran, Vedder, The Cure

IRENZE10 giugno 201916:53N

– Un appello per portare le stelle del rock a visitare gli Uffizi è stato lanciato dal direttore Eike Schmidt in un videomessaggio pubblicato sul sito e sui canali social della Galleria a pochi giorni da Firenze Rocks, la kermesse in programma dal 13 al 16 giugno all’ippodromo Visarno.
“Cari Tool, caro Ed Sheeran, caro Eddie Vedder, cari The Cure – dice Schmidt – sono Eike Schmidt, il direttore degli Uffizi.
Voglio salutare tutti voi ragazzi, eroi del Firenze Rocks che sta per iniziare. Il rock è una grande arte, e l’arte è da sempre grande amica del rock: per questo voglio invitarvi, insieme ai vostri fan, in uno dei posti più rock di Firenze, la Galleria degli Uffizi”. E continua: “Voglio dire, conoscete qualcuno di veramente più rock del nostro Caravaggio? Vi faccio un in bocca al lupo per i vostri fantastici concerti e vi aspetto tutti, qua in Galleria, per presentarvi i nostri capolavori!”.
30 anni moda maschile in mostra a PittiAl Museo del Costume di Firenze, collezione unica con 500 capi

FIRENZE10 giugno 201916:56

– Trent’anni di moda maschile, dal 1989 a oggi, celebrati attraverso 500 capi ma soprattutto attraverso la lente di Pitti Uomo. E’ ‘Romanzo Breve di moda maschile’, ospitata dal 12 giugno al 29 settembre, al Museo della Moda e del Costume di Firenze, un’esposizione firmata dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e curata da Olivier Saillard per raccontare storia ed evoluzione del menswear incrociando il Made in Italy con le collezioni dei guest designers che in 30 anni hanno partecipato al salone fiorentino Pitti Uomo.
La mostra, dedicata alla memoria di Marco Rivetti, presidente di Pitti Immagine dal 1987 al 1995, include circa 110 brand: di questi 79 hanno donato i capi, 32 li hanno prestati mentre da 11 marchi la Fondazione Pitti Discovery li ha acquistati – valore di 307.756 euro -, formando così una collezione unica di moda maschile donata alle Gallerie degli Uffizi proprio per la mostra.
Diciannove concerti per festival MundusDal 14 giugno al 15 agosto con settanta musicisti da 17 Paesi

ODENA10 giugno 201917:00

– Diciannove concerti, 70 musicisti da 17 Paesi, dieci location in sei Comuni tra Reggio Emilia, Modena e province. Sono i numeri della 24/a edizione della rassegna musicale Mundus, organizzata da Ater-Associazione Teatrale Emilia-Romagna in collaborazione con la Regione e i Comuni, che si svolgerà dal 14 giugno al 15 agosto a Carpi, Casalgrande, Correggio, Modena, Reggio e Scandiano.
Sarà un viaggio tra sonorità jazz, rock, world, folk, soul e popolari, con noti artisti della scena italiana – tra cui Fabrizio Bosso, Cristina Donà, Ginevra Di Marco, Mauro Pagani, Joe Barbieri – e internazionale, come Bombino, Omar Sosa, Luisa Sobral, Carmen Souza.
Si parte venerdì a Modena, nel cortile del circolo Arci Left Vibra, con il concerto ‘Ready Fi Di Feeling’ di Jah9 & The Dub Treatment: Jah9 è diventata un’icona femminile di un movimento basato sulla coscienza universale. Istruttrice di yoga, porta il pubblico durante i concerti a fermarsi, respirare profondamente per sentirsi rinvigoriti e pieni di potere.
Trionfa il ‘Silenzio’ di De GiovanniDebutta la piece con Gallo, Rocca e Nappo, Gassmann alla regia

10 giugno 201919:59

– Alessandro Gassmann regista, Maurizio De Giovanni autore, con gli interpreti Massimiliano Gallo, Stefania Rocca, Monica Nappo e i giovani Paola Senatore e Jacopo Sorbini tutti in scena chiamati più volte a prendere applausi calorosissimi, alla fine di questo ”Il grande silenzio” che ha debuttato al Napoli Teatro Festival prima di intraprendere la prossima stagione una lunga tournée che sarà sicuramente uno straordinario successo.Il fortunato autore dei ”Bastardi di Pizzofalcone” ha infatti una facilità e felicità di scrittura come dimostrano costruzione, misura e scioltezza nel far nascere attraverso i dialoghi i personaggi di questa commedia borghese nonostante tutto realistica, molto sentimentale, venata di tragico e comico nell’affrontare problemi di coppia e genitori-figli molto comuni e coinvolgenti, oltre a far capire come i fantasmi che ognuno di noi si porta dentro siano più veri della realtà stessa. Protagonista è lo scrittore di grande successo Valerio Rimic (un Gallo straordinario nelle sfumature, nelle piccole gigionerie, insofferenze e intime fragilità che costruisce per il personaggio), che però non pubblica più nulla da venti anni e vive chiuso da sempre nel suo studio con una bella finestra su Napoli e tutto foderato di libri che tiene suddivisi ”per omogeneità emotiva” (bella scena imponente e concreta di Ginaluca Amodio), preso dal suo lavoro e estraneo a quel che accade in famiglia come alla conduzione organizzativa e economica della casa, tanto da non accorgersi che le cose stanno andando male e i soldi sono finiti. Nello studio ci sono due porte, una da cui entra l’altra protagonista del lavoro, la fedele cameriera Bettina (cui dà vitalità, verità e colore senza mai esagerare un’ottima Nappo), vera anima della famiglia, che ”i rumori di questa casa li sente tutti” e li interpreta col suo semplice buon senso e partecipazione sentimentale per il padrone presuntuoso, vanesio, egoista. Specie quando dall’altra porta comincia a irrompere la vita vera, visto che ”oramai è troppo tardi” e si pensa l’unica via d’uscita sia vendere la bella grande casa.Prima la moglie Rose (una Rocca assolutamente in parte tra sentimenti e frustrazioni), che gli rivela la situazione e lo accusa di disinteressarsi da sempre di quel che è accaduto e accade nelle altre stanze di casa; poi il figlio Massimiliano (un Sorbini che, unico, va sempre sopra le righe) che odia quel padre assente e quella stanza inaccessibile in cui è chiuso e inoltre gli rivela la propria omosessualità; quindi la figlia (una brava Senatore assolutamente credibile) che invece lo ha sempre ammirato talmente, anche come artista, da non sopportare la superficialità dei suoi coetanei e quindi capace di mettersi nei pasticci solo con uomini molto, molto più grandi di lei, anziani come il padre. La seconda parte si svolgerà quindi nella stessa stanza, ma oramai con i libri tutti inscatolati e ogni cosa pronta per il trasloco, mentre il grande scrittore riflette sui rapporti dei figli col padre, cominciando dal suo. Così, mentre il presente prende sempre più spazio e forza, i ricordi appaiono e svaniscono proiettati quasi evanescenti su un velatino (dove andrà anche un cammeo dello stesso Gassman). La casa è venduta, la crisi economica scongiurata, ma tutti si son trovati a doverci fare i conti e a scoprire che ci si deve impegnare per cercar di camminare con le proprie gambe, specie quando nessuno, nessun padre, te lo ha mai insegnato.Insomma, il maestro del giallo De Giovanni costruisce una serie di piccoli colpi di scena sino a quello sostanziale finale, d’effetto perché subdolamente giocato sul ricatto dei sentimenti verso lo spettatore e su quel ”Grande silenzio” del titolo, silenzio al centro di tante osservazioni sui solchi che scava tra le persone, nelle famiglie, se si rimanda sempre le cose che sarebbe invece necessario dirsi, come Bettina non ha mai smesso di far notare.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Crono Locman dedicato a salvezza mare
Azienda dell’isola d’Elba accanto a Marevivo con ricavi vendita

10 giugno 201918:21

– Nel corso di Pitti Uomo, Locman lancerà un nuovo orologio sportivo, subacqueo, performante, dedicato al mare, ambiente naturale dell’azienda dell’Isola d’Elba. Il nuovo crono è stato chiamato infatti Mare.
In occasione del lancio, Locman ha stretto una partnership con l’associazione Marevivo, che da oltre trent’anni si batte a livello nazionale e internazionale per la difesa e la salvaguardia del mare. Nei prossimi anni Locman sarà al fianco di Marevivo in questa battaglia e devolverà all’associazione parte dei ricavi dalla vendita degli orologi Mare.
Con una cassa ampia ed ergonomica, l’orologio trae ispirazione dal mondo degli sport acquatici. In continuità con la tradizione di Locman che dagli esordi vede l’azienda toscana impegnata nella ricerca su nuovi materiali, il nuovo crono è caratterizzato da una cassa in acciaio 316L, la stessa lega utilizzata in ambito chirurgico, quadrante in fibra di carbonio, nelle versioni con trattamento pvd golden rose o movimento automatico.
Salmo-Dylan Dog, nuova coppia a fumettiNumero speciale da un’idea del rapper in edicola a fine luglio

CAGLIARI10 giugno 201919:48

– Salmo, il rapper di Olbia che ha fatto il botto con Hellvisback e l’ultimo Playlist, e Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo firmato da Tiziano Sclavi. Il 30 luglio usciranno insieme nel numero 395 del fumetto cult della Sergio Bonelli. Il matrimonio si farà con un albo che nasce proprio da un’idea di Salmo. La scrittura è affidata a Roberto Recchioni. Sarà un allegato di 32 pagine – questo l’annuncio dell’editore – in edicola a fine luglio, poi in fumetteria e libreria il mese successivo.D’altra parte Salmo e Dylan Dog sono quasi coetanei: il musicista sardo è del 1984, si legge nell’autobiografica traccia del penultimo album, mentre la prima apparizione del detective è del 1986. Ed è verosimile che i due possano essere cresciuti insieme: facile che Dylan Dog possa essere stato un fumetto di formazione per Salmo. Il rapper, soprattutto nei suoi pezzi e nei video, ha mostrato talvolta un approccio abbastanza horror.Emblematico il risveglio da incubo nella bara di “Morte in diretta”. “Salmo e Dylan Dog – dice Recchioni dal sito della Bonelli – sono icone popolari con tantissime similitudini: dall’amore per l’horror alla difesa dell’emarginato, il diverso e del freak. Se divisi hanno fatto molto, uniti saranno inarrestabili!”. L’ultima uscita di Salmo, vero nome Maurizio Pisciottu, è Playlist, un disco che ha subito battuto il record di ascolti giornalieri sulla piattaforma Spotify. La svolta è stata l’album Midnite, poi numeri in crescendo con il successo di Hellvisback e la conferma dell’ultimo lavoro.

Il Salvator Mundi forse su un mega-yachtAttribuito a Leonardo, ora sul panfilo erede trono saudita

NEW YORK10 giugno 201918:51

– Il quadro più costoso della storia, di cui si erano misteriosamente perse le tracce dopo una clamorosa vendita all’asta da Christie’s nel 2017 a New York, sarebbe finito su un mega-yacht. Secondo il sito ArtNet.com, che cita due fonti non identificate “coinvolte nella transazione”, il “Salvator Mundi” attribuito con molti dubbi a Leonardo, sarebbe approdato sul panfilo “Serene” di proprietà del principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman.
Un altro principe saudita avrebbe acquistato il quadro per conto di Salman per 450 milioni di dollari.
Al via Sguardi Altrove Film FestivalApre la rassegna il film sull’autrice di Pippi Calzelunghe

10 giugno 201919:45

– Nuove date e nuova location per la 26/a edizione di Sguardi Altrove International Women’s Film Festival, la rassegna internazionale dedicata al cinema e ai linguaggi artistici al femminile. Il Festival approda, dal 13 al 21 giugno, in uno dei luoghi più significativi della cultura milanese, il Teatro Franco Parenti (Sala AcomeA, Café Rouge e Sala Treno Blu), con diramazioni in altri tre spazi, Il Cinemino, Wanted Clan e Après-Coup oltre che a Rho.
Il tema dell’edizione 2019 è ‘Bellezza e coraggio: plurale femminile contemporaneo’. Saranno proiettati oltre 60 film, tra lungometraggi e cortometraggi, provenienti da 5 continenti.
La serata di apertura di giovedì 13 giugno, a ingresso gratuito, comincia alle 18.30 con un dibattito sulla violenza di genere. Alle 19.30, l’inaugurazione ufficiale del Festival, cui segue il film di apertura del concorso Nuovi Sguardi, ‘Becoming Astrid’, della regista danese Pernille Fischer Christensen, ispirato alla storia dell’autrice di Pippi Calzelunghe.
Bartlett, sto scrivendo a mano la vita di PetraLa scrittrice a Letterature con Spencer, Manzini e Alajmo

10 giugno 201919:47

– Sta lavorando a “un libro strano, la biografia di Petra Delicado, di un personaggio di fiction” e lo sta “scrivendo a mano” Alicia Gimenez-Bartlett che con la sua ispettrice della Policia Nacional di Barcellona, uscita in Italia per Sellerio, ha venduto nel nostro Paese oltre un milione e mezzo di copie. “Non ho mai raccontato prima come è la famiglia di Petra, come era lei da giovane, dove ha studiato, come è diventata poliziotta. E’ la vita immaginata di un personaggio che la gente ha fatto suo, alla fine. E non ci sarà nessun morto in questo libro” dice la Bartlett, a Roma per salire domani sul palco di Massenzio per il Festival Internazionale di Roma Letterature in una serata speciale, in blu, come i libri della casa editrice Sellerio che compie 50 anni. Con la scrittrice spagnola ci saranno Scott Spencer, Antonio Manzini e Roberto Alajmo accompagnati da Carlo Boccadoro, al piano solo.
“Sto scrivendo a mano e non so perché. Forse semplicemente perché voglio sentire la prosa. Quando ho completato venti o trenta pagine le passo al computer e magari faccio dei cambiamenti. E’ la terza volta che lavoro così. La letteratura per me è suono, non immagini. La mano segue in maniera naturale il pensiero più del computer” afferma la scrittrice originaria di Almansa dove è nata nel 1951, premio Planeta nel 2015. “Per finire la biografia ci vorrà sicuramente un anno. Non uscirà prima del 2020” aggiunge e potrebbe essere pubblicata prima in Italia, come è accaduto con Gli onori di casa, che in Spagna. Petra intanto è diventata protagonista di una serie originale Sky prodotta con Cattleya e Bartlebyfilm. “Credevo di sapere tutto di Petra, mi sembrava facilissimo scrivere la sua biografia e invece no, è difficile” racconta la Bartlett con il suo caschetto che ora lascia argentato. E rivela nel suo buon italiano: “Avevo pensato di fare la mia biografia, ma alla fine mi sono chiesta: ‘a chi interessa la biografia di Alicia? A nessuno’. Petra ha una vita più interessante della mia e allora ho deciso di raccontare la sua di vita”. Sulle scene l’ispettrice di polizia, che indaga con il suo vice Fermin Garzon, è apparsa vent’anni fa e in fondo non è mai cambiata. “Ora è più tranquilla, meno impetuosa, ma sempre continua a essere un po’ giovane, un po’ infantile, si arrabbia e penso che questo sia un diritto della donna. Vede la sua vita in maniera non melanconica ma fatalista” spiega l’autrice.
Ma perché è così tanto amata? “E’ una donna del suo tempo, vicina a noi e mi hanno detto le lettrici che a volte fa ridere anche quando dice cose importanti che non sono battute. Credo sia importante per le donne avere questo senso della vita un po’ relativo, non considerare tutto grave, serio. Prendiamo la vita anche un po’ scherzando” sottolinea la scrittrice che a Massenzio porta l’inedito ‘La maledizione dei classici’.
“Parlare di classici cercando di essere minimamente originale o non noioso per la gente è difficile. E allora mi sono chiesta: cosa so fare meglio? Raccontare una piccola storia e scherzare un po’ e allora ho fatto così, ho dato voce a una ragazza che spiega quale è stata la sua esperienza con i classici” dice.
“Petra non so se è un classico, è un riflesso della società, di come sono cambiate le cose in Spagna, e non solo”.

Herzog al Biografilm FestivalIn sala le sue opere ‘Family Romance’ e Meeting Gorbachev’

BOLOGNA10 giugno 201920:15

– La “solitudine esistenziale”, vista attraverso un microcosmo familiare in “cui tutto è recitato e finto” ma in cui, alla fine, le “emozioni sono genuine ed autentiche”. E poi il racconto di un uomo capace di cambiare il corso della storia, aprire una breccia alla riunificazione della Germania che “poteva essere fatta solo da un poeta” e sulle cui spalle si è appoggiata tutta la “tragicità” del dissolvimento di un impero. Si muove sul filo di queste due narrazioni la presenza a Bologna di Werner Herzog – cineasta tedesco da tempo nell’empireo cinematografico mondiale – ospite dell’edizione 2019 di Biografilm Festival, in cui, oltre a ricevere il premio ‘Celebration of Lives Award’, presenta l’anteprima italiana del suo ‘Family Romance’ e di ‘Meeting Gorbachev’, intervista all’ultimo leader dell’Unione Sovietica.
Istituto Marangoni sfila a FirenzeVia de’ Tornabuoni diventa una passerella con pedana arancione

10 giugno 201920:53

– Alla vigilia dell’apertura ufficiale di Pitti Uomo 96, l’11 giugno, la prestigiosa Via de’ Tornabuoni, cuore dello shopping del lusso fiorentino, è stata trasformata per la prima volta in una passerella, con le collezioni uomo e donna dei migliori designer di Istituto Marangoni di Firenze, che hanno sfilato su una lunga e luminosa pedana arancione.
Il fashion show ha visto protagoniste le creazioni di dieci giovani designer internazionali. Collezioni non legate soltanto al tema di Pitti Uomo, ma che corrono in ogni direzione, tracciando un vertiginoso percorso di suggestioni e argomenti diversi. Si va dalla donna sensualmente militare di Mariagrazia Abbagnale (collezione Guise) alle creazioni di Costanza Brunelli ispirate dalla filosofia danese dell'”Hygge”, rilassato ed essenziale (A Danish Hug); dai capi futuristici in stile cartoon di Pierluigi De Mita (Futura) a quelli ispirati agli sconnessi percorsi lavorativi delle donne (The Staircase of Success di Laura Gacci).
Giletti, futuro? Ho deciso, ora vacanzaIl giornalista presenta a Roma suo libro Le dannate

10 giugno 201920:57

– “Dentro di me ho deciso, ora mi prenderò 15 giorni di vacanza, e staccherò i telefoni. Quando tornerò incontrerò chi devo”. Lo dice Massimo Giletti, rispondendo a una domanda sulla possibilità che possa tornare in Rai o continuare il suo percorso televisivo a La7. Il giornalista a Roma, in un incontro alla libreria Mondadori di Via Cola di Rienzo, ha presentato il suo libro ‘Le dannate’ (Mondadori) nel quale ripercorre la battaglia, raccontata più volte a Non è l’arena, delle tre sorelle Napoli (Irene, Ina e Anna) per difendere la loro azienda agricola, contro la cosiddetta mafia dei pascoli, nelle campagne di Mezzojuso, in Sicilia. Prima del firmacopie, nella conversazione con Pietrangelo Buttafuoco, Giletti ha accennato anche al suo futuro televisivo: “Quella con la Rai è ancora una ferita ancora molto grande, mandare a casa un programma che faceva 4 milioni e non pagarne le conseguenze è molto grave. Credo ognuno di noi debba lottare dove si trova, comunque e sempre”.

Incassi, Pets 2 conquista la vettaBattuti al debutto gli X-Men, Aladdin oltre quota 13 milioni
10 giugno 201914:00

– Il cartoon Pets 2 – Vita da animali vince la sfida contro il nuovo capitolo della saga degli X-Men.
I simpatici cagnolini incassano nel weekend di debutto 1 milione 34mila euro e si piazzano sopra il live-action della Disney Aladdin che ha superato in tre settimane i 13 milioni. X-Men: Dark Phoenix si piazza al terzo posto con 913mila euro. Perde una posizione Il Traditore di Marco Bellocchio, presentato a Cannes, che con altri 459mila euro porta a 3,5 milioni l’incasso in tre settimane, davanti a Godzilla 2 che scivola al 5/o posto con 391mila euro (1,6 milioni il totale). Il biopic su Elton John, Rocketman, è sesto con 290mila euro (1,2 milioni in 15 giorni). L’horror estivo Polaroid di Lars Klevberg debutta con 204mila euro, mentre A mano disarmata, con Claudia Gerini nei panni della giornalista minacciata dalla mafia romana Federica Angeli, guadagna 141mila euro. Chiudono la top ten Dolor y Gloria di Pedro Almodovar (2,8 milioni totali) e John Wick 3 (3,1 milioni). Incassi a 4,8 milioni, in calo del 26%.
L’Egizio set Bernie e il giovane faraoneProdotto da Walt Disney Italia, nelle sale dal 20 luglio

SATORINO10 giugno 201917:

– Il Museo Egizio di Torino è protagonista del film ‘Bernie e il Giovane faraone’, prodotto da Walt Disney Company Italia e 3Zero2, in uscita il 20 luglio. Si tratta di un fantasy, girato tra le mummie e i corridoi di uno dei musei più misteriosi d’Italia, diretto da Marco Chiarini e interpretato dagli adolescenti Jacopo Barzaghi ed Emily De Meyer. Il primo è Ram, un ragazzo di tremila anni fa, figlio della dinastia di faraoni Ramsete, catapultato nel caotico mondo contemporaneo; la ragazza è Berenice, figlia di una ricercatrice e abituata a stare dentro il museo, dove un giorno incontra il figlio del faraone che la coinvolge in un’avventura mozzafiato.
“Abbiamo subito sposato l’idea di questo film perché contribuisce a rendere ulteriormente familiare il museo tra i ragazzi”, dice la presidente dell’Egizio, Evelina Christillin, che dedica la giornata a Paolo Tenna, l’ad di Fip e membro del cda di Film Commission Torino Piemonte morto dieci giorni fa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La nonviolenza da Ginsberg a Internet
‘Prometeo Beat’ di Fabrizio Petri, viaggio tra India e Occidente

10 giugno 201912:54

– FABRIZIO PETRI, PROMETEO BEAT (Moretti&Vitali, pp. 300, euro 25,00) Cosa hanno a che fare la Beat Generation, gli hippie, il movimento psichedelico e il punk con la nascita di Internet? “Molto, ma molto di più di quanto non si pensi”, risponde Fabrizio Petri, da molti anni studioso e autore di libri sulla nonviolenza che proprio a questo tema ha dedicato il suo primo romanzo, ‘Prometeo Beat’.
L’idea di una rete senza un centro, ricorda Petri, era già alla base del progetto Arpanet finanziato dal ministero della Difesa americano e realizzato con la collaborazione di istituzioni accademiche. Ma tutto ciò aveva solo finalità militari ed escludeva il comune cittadino. Tanto che quando Steve Wozniak inventò il primo personal computer, nessuno lo prese sul serio. Il concetto di connettività universale in cui tutto debba essere condiviso è, secondo Petri, “figlio delle comuni controculturali e del credo nonviolento”. Un’idea che viene realizzata nel mondo punkhacker-cyberpunk californiano.
“All’inizio tutti erano degli hacker, da Steve Jobs a Bill Gates, convinti – afferma ancora Petri – che ogni invenzione, ogni informazione, dovesse essere condivisa con tutti, salvo che poi quando alcuni di loro arrivarono al successo abiurarono il loro credo hacker e arrivarono le royalties… e la legge del capitalismo”. Alla nonviolenza e alla cultura indiana Petri – diplomatico e presidente della Commissione interministeriale per i diritti umani – ha già dedicato due saggi, ‘Karma Aperto’ e ‘Dharma Aperto’. Ora è alla sua prima esperienza di romanziere. Nel titolo della storia, edita come i volumi precedenti da Moretti&Vitali, unisce il nome del titano simbolo della sfida al potere nel nome di un sapere motore di un autentico progresso, ad un richiamo alla Beat Generation che segnò l’inizio dei movimenti controculturali partiti dall’America.
Il romanzo mescola realtà storica e invenzione, ma veri sono i protagonisti: Allen Ginsberg, poeta e scrittore della Beat Generation, e Derek Jarman, regista inglese di formazione punk.
Ginsberg, dopo aver abbracciato la nonviolenza, accompagna il lettore dall’inizio degli anni Sessanta alla metà dei Settanta attraverso le varie fasi della controcultura, partendo appunto dal periodo beat, per passare alla fase psichedelica, poi a quella hippie e infine underground. Jarman raccoglie la staffetta per attraversare il periodo punk e arrivare al cyberpunk alla fine degli anni Ottanta. Essendo la nonviolenza il soggetto cardine del romanzo, l’India è una tappa fondamentale. Il viaggio, realmente avvenuto, che Ginsberg farà nel biennio 1962-63, rappresenterà un punto di svolta epocale. Il viaggio di Jarman in India, invece, è totalmente inventato. Ma il punto che li unisce è che entrambi faranno incontri con donne indiane – Ginsberg con una anziana donna lebbrosa e Jarman con Phoolan Devi (la famosa ‘Regina dei Banditi’) – che rivoluzioneranno le loro vite orientandoli definitivamente verso la nonviolenza.
La storia si conclude alla vigilia dell’avvento di Internet.
Questa rivoluzione e i suoi effetti sulla società globale verranno affrontati in un nuovo romanzo già scritto da Petri che verrà dato alle stampe in futuro. “Partirò – dice il diplomatico-scrittore – dal presupposto che se è stata una certa forma di capitalismo a creare un eccesso di individualismo nella nuova società in rete, per ristabilire un equilibrio tra individualità e altruismo occorre agire sul capitalismo stesso per trasformarlo”.

Fabrizio Gifuni, l’attore e la sua voceUna nuova collana di libri dedicati all’arte del recitare

11 giugno 201909:59

– KRISTIN LINKLATER, ‘LA VOCE NATURALE – IMMAGINI E PRATICHE PER UN USO EFFICACE DELLA VOCE E DEL LINGUAGGIO’ (FRANCO ANGELI, PP. 340, 28,00 EURO) e PATSY RODENBURG, ‘IL DIRITTO DI PARLARE – LAVORARE CON LA VOCE (FRANCO ANGELI, PP. 274 – 28,00 EURO) E’ una voce innanzitutto un attore. E’ attraverso essa che soprattutto lo riconosciamo subito: il suo modularla, intonarla, misurarla che esprime e trasmette sentimenti e emozioni dei personaggi che interpreta, come ha dimostrato per anni e anni il teatro alla radio. Certo anche il corpo ha sempre avuto un suo ruolo preciso in teatro, e la postura, il movimento di mani e braccia, i muscoli del viso hanno oggi un’importanza nuova dovuta ai piani ravvicinati del cinema e la televisione nel loro essere in stretto rapporto appunto con la voce. E’ così alla voce che sono dedicati i primi due titoli della nuova collana ‘Drama’ di Franco Angeli Editore diretta dall’attore Fabrizio Gifuni e firmati da due donne tra i maggiori Voice Coach a livello internazionale: Kristin Linklater (”La voce naturale – Immagini e pratiche per un uso efficace della voce e del linguaggio”, pp. 340 – 28,00 euro) e Patsy Rodenburg (”Il diritto di parlare – Lavorare con la voce”, pp. 274 – 28,00 euro).
Due libri per molti versi tecnici, ma non solo per attori o specialisti, visto che sono dedicati alla voce naturale, quella che usiamo tutti articolando suoni sin dalla nascita per esprimere istintivamente la più vasta gamma di modulazioni ed emozioni, un’istintività che quasi tutti perdiamo negli anni per autocensure, timori, cattive abitudini, e che in queste pagine ci vine spiegato il modo e le tecniche per ritrovarla. ”E’ un compito fondamentale per un attore, ma altrettanto importante per chi usa la voce per ragioni professionali o semplicemente perché vuole dar voce al suo mondo interiore”, spiega lo stesso Gifuni, aggiungendo che ”con questa Collana, vogliamo esplorare il vasto ventaglio di argomenti e discipline legate a tutto ciò che ha a che fare con il senso più profondo della parola ‘drama’, sostantivo del verbo greco dráo, che vuol dire ‘fare, agire, prendere iniziativa’. Dai manuali sulle tecniche vocali e di movimento ai testi sulle tecniche shakespeariane e la storia del teatro, i volumi proposti mirano ad arricchire il bagaglio di strumenti di teoria e saggistica, colmando il divario oggi esistente tra l’offerta disponibile all’estero e in Italia. Per supportare, con strumenti di primordine, il lavoro delle attuali e future generazioni di artisti”. Sono due libri, due manuali che, a chi avesse la voglia e l’impegno di affrontarli, ci guidano inaspettatamente in una parte misteriosa e dimenticata di noi stessi, portandoci alla scoperta della nostra personalità più vera attraverso l’indagine dei rapporti della voce col nostro corpo e le sue varie parti.
Quindi letture utili a tutti, capaci di offrire un contributo culturale che per la storia e il lavoro degli artisti è strumento oggi essenziale, che fa esclamare a Gifuni, a proposito delle sue necessità professionali e delle sue scelte editoriali: ”Memori di ieri, rivolti al domani, marciamo affamati nel presente”.
Del resto è alla voce soprattutto che vanno le indicazioni di recitazione che Shakespeare attraverso il principe Amleto rivolge agli attori arrivati a corte: ”Recita la battuta come te l’ho detta io, agile sulla lingua. Se ti sgoli come fanno molti dei nostri attori, tanto valeva dare i versi al banditore.
E non trinciare l’aria con la mano, così, ma in tutto abbi misura… Ah mi disturba fin nel profondo sentire un energumeno imparruccato che ti sbrana una passione, la riduce in cenci, per rintronare la platea… Ma non essere nemmeno troppo controllato, lasciati guidare dal tuo stesso giudizio con la particolare avvertenza di non andare mai oltre la moderazione della natura. Perché ogni eccesso in questo è lontano dallo scopo del teatro, il cui fine è stato sempre ed è di porgere uno specchio alla natura”. E il tema è di quelli ovviamente trattati da chiunque affronti i problemi della recitazione, come fa a suo modo per esempio Dario Fo suo ”Manuale minimo dell’attore” che inizia parlando di ”trombonismi, cantilene, birignao”.
I due volumi appena usciti sono ormai due classici. Quello di Patsy Rodenburg, con la presentazione di Ian McKellen, suo allievo e attore shakespeariano nonché interprete di Gandalf ne ‘Il Signore degli Anelli’, dedica la prima parte a una analisi delle abitudini che atrofizzano la nostra voce naturale rendendoci ‘invalidi vocali’, mentre la seconda è un manuale di istruzioni ed esercizi per la voce. E’ invece una nuova edizione aggiornata (la vecchia fu edita in Italia da Elliot) il libro di Kristin Linklater, oggi 82enne, sul suo metodo insegnato ad allievi molti dei quali divenuti famosi (da Sigourney Weaver a Bill Murray), diviso in tre parti che combinano immagini, informazioni tecniche, racconti e esercizi per recuperare la ‘voce naturale’ e riportarla ”in diretto contatto con impulsi emozionali che dall’intelletto verranno, sì, articolati, ma non più inibiti”.
Fabrizio Gifuni nella direzione di ‘Drama’ è affiancato da un comitato composto da Lucio Argano , Sonia Bergamasco, Jonathan Dawes, Alessandro Fabrizi, Raffaella Giordano, Graziano Graziani, Gail Sixsmith, oltre a un coordinatore della Collana, Matt Franco, attore e performer della Royal Academy of Dramatica Art di Londra.

Cinema: Juliet, Naked, musica e commedia da Nick HornbyEthan Hawke è un rocker che cambierà la vita ai protagonisti

11 giugno 201909:59

– Un nuovo film arriva in sala da un romanzo di Nick Hornby: si tratta di Juliet, Naked – Tutta un’altra musica, in sala dal 6 giugno con Bim. Una commedia musicale e romantica sulle nuove chance che la vita ci offre.
Annie (Rose Byrne) vive da lungo tempo una relazione abitudinaria con Duncan (Chris O’Dowd), fan ossessivo dell’ormai sconosciuto musicista rock Tucker Crowe (Ethan Hawke). L’uscita del demo acustico di un album di successo di Tucker di venticinque anni prima porterà a un incontro con l’elusivo rocker che cambierà la vita di tutti i protagonisti.
Tra Alta Fedeltà e About a Boy – Un ragazzo, “gli adattamenti dei romanzi di Nick Hornby” sono praticamente diventati un genere cinematografico a sé – un genere per altro molto amato.
“Per i cineasti – dice il regista Jesse Peretz – attratti dalle commedie realistiche, come il sottoscritto, Nick Hornby è un vero punto di riferimento”. Anche Juliet, Naked presenta gli irresistibili tratti caratteristici dell’autore: una forte ossessione per la cultura pop; dei personaggi moderni, pieni di idiosincrasie e costruiti con empatia; una miscela ben calibrata di umorismo e affetto velato; una prospettiva saggia sulla natura della vita. “Il fatto che la storia fosse incentrata su un fandom musicale quasi folle mi ha fatto venire ancora più voglia di vederla trasposta sullo schermo. Io stesso sono un fanatico della musica, anche se sto guarendo (negli anni Ottanta sono stato anche il primo bassista della band punk Lemonheads)”, aggiunge il regista.
“La storia ruota attorno ad alcuni personaggi che, a metà della loro vita, si ritrovano a desiderare una seconda chance” spiega ancora Peretz. “La protagonista, Annie, è una che si prende cura di tutti e si è assestata su una vita chiaramente confortevole, ma che non le ha permesso di realizzare i suoi sogni e il suo potenziale. Tutte le persone che popolano il suo mondo l’hanno intralciata quando per lei era il momento di prendersi cura di se stessa, ma ora è il momento di uscire da quella situazione”.
Nel corso della storia, Annie e Tucker offrono l’uno all’altra la speranza e l’opportunità di una seconda chance, ma non necessariamente insieme: si tratta più di ispirarsi a vicenda a tirarsi fuori dalla situazione di stallo in cui si trovano.
“Lasciamo – conclude il regista – il finale aperto per il pubblico. Non sappiamo esattamente cosa succederà a entrambi, sappiamo che c’è una possibilità. Il mio scopo è che lo spettatore senta che i due si sono sbloccati a vicenda. Perciò, anche se non finiscono insieme, stanno comunque meglio dopo che si sono incontrati e hanno passato del tempo insieme”.         

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ALLE 20:42 DI DOMENICA 09 GIUGNO 2019

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Morto a 77 anni cantante blues Dr. John
Vinse cinque Grammy. Nella Rock and Roll Hall of Fame dal 2011

NEW ORLEANS (USA)07 giugno 2019 05:43

– E’ morto all’età di 77 anni Dr. John, cantautore di New Orleans che ha saputo mescolare nella sua musica il blues, il rock e il boogie woogie.
Malcolm John Rebennack, questo il suo vero nome, è stato stroncato ieri da un infarto, ha reso noto la sua famiglia. Non era più apparso in pubblico dalla fine del 2017, quando cancellò diversi concerti.
Nella sua lunga carriera Dr. John ha vinto cinque Grammy Awards. Nel 2011 è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame.
Madonna Madame X, libertà spregiudicata e fusion latinaLa Regina del Pop torna il 14 giugno con una nuova provocazione

07 giugno 201913:36

La Regina del Pop apre i suoi orizzonti musicali e rivendica la sua libertà in ‘Madame X’, il quattordicesimo album di Madonna, in uscita il 14 giugno. Le contaminazioni reggaeton e urban del singolo ‘Medellìn’ con Maluma, che ad aprile aveva anticipato l’arrivo del nuovo album, sono solo parte dell’eclettismo, per lo più di stampo latino, infuso nelle nuove 13 tracce (15 in edizione deluxe) grazie a produttori come Mirwais, già al suo fianco ai tempi di ‘Music’ e ‘Don’t Tell Me’, e ancora Mike Dean e Diplo. Influssi di fado portoghese, funk carioca dal Brasile e batuque da Capo Verde si affastellano in un lavoro che prende ispirazione dalla nuova vita a Lisbona di Madonna, dove si è trasferita nel 2017 per consentire al figlio David Banda di inseguire il suo sogno calcistico nelle giovanili del Benfica.L’esperienza delle jam session casalinghe, che avrebbe alimentato la sua voglia di tornare a fare musica della popstar, si avverte in brani come ‘Batuka’, dove la presenza di un coro capoverdiano richiama l’originale significato del genere, nato in seno alla tratta degli schiavi e considerato una musica ribelle dai colonialisti portoghesi.Il sottotesto sociale, del resto, è ben chiaro in diversi punti del disco: in particolare nella traccia conclusiva, ‘I Rise’, introdotta dalla voce di Emma Gonzalez, sopravvissuta alla strage nel liceo di Parkland in Florida. Ma si nota anche nei versi portoghesi ‘o mundo é selvagem o caminho é solitário’ dell’oscura ‘Killers Who Are Partying’, dove simbolicamente Madonna si immedesima negli ultimi e nei reietti, professando in primo luogo la gran confusione del mondo contemporaneo. Laddove non domina la voglia di ballare (come nella reinterpretazione della hit brasiliana ‘Faz Gostoso’ con Anitta), i toni sono infatti spesso cupi: come in ‘Dark Ballet’, una rapsodia di generi e stili che va dal pop allo Schiaccianoci di Cajkovskij; o in ‘God Control’, dove cori alla ‘Like A Prayer’ si alternano a un arrangiamento disco music preso di peso dagli anni Settanta. In quest’ultima traccia, in particolare, il cantato in autotune di Madonna, costante dell’intero album, viene quasi sussurrato come da labbra chiuse, quasi a richiamare l’immagine di copertina, dove l’artista è ritratta con la bocca cucita. Ma Madonna non intende tacere, anzi: ha voglia di parlare e cantare; di alludere alle missioni umanitarie e ai viaggi di un ‘Extreme Occident’ condannato a cercare se stesso altrove; di perdersi nelle immagini parigine di un amore in ‘Crazy’, o divertirsi con le allusioni sessuali di Maluma in ‘Bitch I’m Loca’; e infine di guardare indietro, arrivando quasi ad autocitare la sua ‘Vogue’ nel beat dance anni ’90 di ‘I Don’t Search I Find’. Ma, come ha dichiarato presentando il video di ‘Medellìn’, Madonna non guarda indietro per banale nostalgia rinominandosi ‘Madame X’, nomignolo affibbiatole all’età di 19 anni dalla sua insegnante di danza. Se quel nome, ha spiegato Madonna, definiva il suo bisogno di cambiare continuamente maschera, lo stesso spirito si avverte nel nuovo disco: eclettico, indipendente, libero fino al punto di stupire e spiazzare. Come la Regina del Pop intende continuare a fare, dopo oltre 35 anni di carriera.

Eraldo Affinati per un’altra scuolaCome un romanzo storia delle scuole per immigrati Penny Wirton

ZZA CLASSE’ – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREPaolo PetroniROMA07 giugno 201909:57

Eraldo Affinati, in cui didattica e letteratura, insegnamento e scrittura si fondono e completano, si immagina “come un poeta che, al pari di ogni altro individuo, nel cantiere dei lavori in corso, sia impegnato a compiere un’esperienza di sé”. Allora, un libro come questo, sulla nascita, il senso, lo svilupparsi e il proliferare delle scuole Penny Wirton da lui fondate per insegnare gratuitamente l’italiano agli immigrati, a ridurlo e raccontarlo in breve appare semplice e schematico, mentre la sua caratteristica, tutta letteraria, grazie alla capacità di osservazione, di racconto e stile dell’autore, è proprio la ricchezza umana, la capacità di cogliere il senso in un gesto o un fatto, perché tutto quel che accade in quelle aule ha in quel bisogno e capacità di comunicare un fondo poetico, spiazzante e capace di coinvolgere ragione e sentimento del lettore. Tanto più, paradossalmente, di questi tempi in cui si alzano muri e barriere, si chiudono porti e centri d’accoglienza.
Affinati e i volontari che lavorano e insegnano con lui, alcuni da molti anni, hanno davanti persone magari analfabete, chiuse, impaurite, provate da esperienze troppo grandi e tragiche da raccontare, ma è solo entrando in comunicazione, creando scambi empatici, aprendosi come si spera di riuscire a far fare all’altro, che si smuove qualcosa e magari ecco che un ragazzo o un’anziana impareranno l’italiano e la scrittura come un vero strumento, tutto nuovo, per riconquistare un rapporto col mondo.
Sono 15 anni, da quando uscì ‘La città dei ragazzi’ nel 2004, che Affinati riflette e racconta la sua esperienza, 11 da quando ha iniziato a parlare della scuola Penny Wirton (nome che deriva dal bellissimo racconto di Silvio D’Arzo ‘Penny Wirton e sua madre’) e analizza insieme non a caso la figura e la storia di Don Milani (in due libri: ‘L’uomo del futuro’ e ‘Il sogno di un’altra scuola’) arrivando non a immaginare, ma a creare una scuola nuova dove ci si guarda negli occhi, si intessono relazioni, non si danno voti. E’ una vicenda in cui dimensione pedagogica e letteraria si intrecciano e fondono affrontando temi che inevitabilmente chi frequenta quelle scuole sente e incontra vivi, dal senso della fuga e dei viaggi della speranza e della morte alla paura e la fragilità delle persone. Il nodo è tutto nell’atteggiamento responsabile di chi si trova a cercar di formare questi ragazzi, diversi per storia, origini, culture, religione che costringono a ripensare il modo di riuscire a stare insieme e poi, di conseguenza, anche un’idea nuova di Europa, specie guardando a quegli adolescenti italiani, che in queste aule si impegnano con tutta la disponibilità necessaria a insegnare la propria lingua ai loro coetanei dell’altro mondo.
“Superati i sessant’anni bisogna saper ritrovare, con superiore sprezzo del pericolo, la propria giovinezza”, ovvero il saper aprirsi al mondo senza remore e con più esperienza che sono sostanziali gli errori per andare avanti, più delle certezze, ricorda Affinati, che a passi lenti, da quando si ritrovò giovane a insegnare alla Città dei Ragazzi scoprendo di avere alunni in maggioranza immigrati, ha esplorato nuovi campi cercandovi i segni dell’umano, che hanno acceso in lui uno spirito nuovo, un’attenzione e una dedizione all’altro ardente, ma non per questo solo sentimentale, anzi sempre con spirito critico rigoroso, pronto a andare anche contro se stesso, a rinnovarsi e modificare il percorso, invocando, come accade a un certo punto in queste pagine, quale modello umanistico di riferimento Francesco Petrarca con la sua trepidazione emotiva, ma assieme alle sue ansie, i suoi sconforti i suoi dubbi. E allora, esemplare per questo scrittore appartato e ritroso, ma prima di tutto maestro e insegnante, che dai suoi alunni e incontri ha imparato sicuramente quanto è riuscito a dare, appare il celebre sonetto: “Solo et pensoso i più deserti campi / vo mesurando a passi tardi et lenti”, che parla di ritrosia a mostrare il fuoco che si ha dentro e come sempre la scoperta e l’argomento principale sia l’amore.

Federica Angeli, il male e la sofferenzaIn sala ‘A mano disarmata’ sulla giornalista sotto scorta

07 giugno 201910:01

“Il ministro Salvini dovrebbe vedere questo film. È una cosa vergognosa voler togliere la scorta a Saviano, io non mi sento protetta da un ministro come lui”. Così Federica Angeli, la giornalista sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia del litorale romano, alla cui vita è ispirato il film di Claudio Bonivento ‘A mano disarmata’, in sala dal 6 giugno in 220 copie distribuite da Eagle.
A interpretare la giornalista di Repubblica in lotta con il clan della famiglia Spada di Ostia, Claudia Gerini, mentre Rodolfo Laganà è il vecchio capo clan; Mirko Frezza, lo Spada ch diede una testata al giornalista di Nemo, Daniele Piervincenzi; Francesco Venditti, il marito della Angeli; Francesco Pannofino, capo servizio del giornale e lo stesso Bonivento nei panni del direttore di Repubblica. Nel film, tratto dal libro omonimo di Federica Angeli e che ieri ha ricevuto il Nastro d’argento della legalità, la vera storia di questa donna condannata a un certo punto a una scorta non voluta, ma resa necessaria dal suo coraggio che ha involontariamente messo in pericolo la vita del marito e dei suoi tre figli adolescenti. “Questo film non è la solita serie di Gomorra, qui il male è visto attraverso la sofferenza – spiega Federica Angeli in conferenza stampa -. Per me è stato normale comportarmi in questo modo contro la criminalità di Ostia. Il messaggio di A mano armata è che ce la possono fare davvero tutti”. “Il libro di Federica mi ha subito rapita – dice invece la Gerini -, ti spinge ad essere una persona migliore. Ho ammirato molto questa donna che mi è stata subito anche simpatica. Mi piace la sua ironia, il modo in cui prende la vita”. Dice infine il regista: “Non sono qui per mandare messaggi.
L’importante era raccontare la vita di Federica Angeli e spero solo di esserne stato all’altezza. Lei ha fatto qualcosa di straordinario”.
Difficoltà nel girare ad Ostia? “Anche se ne avessimo avute non ve le diremmo per ovvi motivi. Avevamo comunque le spalle coperte anche dalla crociata fatta da Federica”.
Infine, sul fatto che nel film il cognome Spada non compaia mai sostituito da un anonimo Costa, dice Bonivento: “è stata una cosa voluta, abbassava il livello della storia mettere dei riferimenti reali, era più importante raccontare il coraggio di questa donna”.

Jovanotti, è estate, che cominci una nuova eraEsce a sorpresa EP Jova Beach Party, “un disco per ballare”

07 giugno 201919:20

– Che festa sarebbe senza la giusta playlist? Mare e spiaggia c’erano già, gli invitati anche, ora è arrivata anche la colonna sonora per i Jova Beach Party, i live cha dal 6 luglio animeranno 15 spiagge italiane. “Per visualizzare l’idea che stava nascendo – ha raccontato Lorenzo Cherubini, alla sua Jova Radio – serviva qualcosa di nuovo per visualizzare le spiagge, il pubblico che balla. E allora mi sono messo a scrivere”. Il risultato è la pubblicazione a sorpresa del Jova Beach Party, un EP con sette nuove canzoni (Polydor), più una ghost track.”Fino all’ultimo momento non pensavamo di farlo uscire: serviva a me, per connettermi con una musica più ritmica, immaginandola live, nei miei dj set. Quando abbiamo cominciato a suonare, i provini sembravano pezzi già pronti. E così ecco il disco”, ha aggiunto Jovanotti con il proverbiale entusiasmo: “Queste canzoni vanno immaginate come colonna sonora del film che ho nella testa e di cui siamo tutti protagonisti”. Nell’EP, nel quale ogni brano si fregia di una collaborazione eccellente, l’obiettivo dichiarato è quello di ballare, di divertirsi; la base dei sette pezzi è festaiola, senza che il marchio della scrittura di Lorenzo, impregnata di romanticismo, avventura, vitalità, energia, attenzione alle parole, sia mai scalfita. “È pura passione per la musica, niente altro che passione per la musica e per quello che la musica fa accadere”. Si va da ritmi afro, a sonorità mediterranee, dal funk al soul, passando per il flamenco e il freestyle, nel segno dell’estate. Il primo pezzo, Prima che diventi giorno, è stato prodotto da Rick Rubin, che aveva già firmato Oh, Vita! (“ogni giorno mi fa scoprire cose nuove”), e a suonare la batteria è arrivato “il più grande del mondo”, Chris Dave. “Una registrazione tutta live, ricorda Miss You dei Rolling Stones”. Le coriste sono state rubate a Kanye West, che registrava negli stessi giorni. Per Nuova Era, brano tra house music e afro, ha chiamato il re Mida della musica italiana: il produttore e musicista Dardust. In Vado, c’è Charlie Charles (“colui che ha portato un suono nuovo in Italia”).”Il testo l’ho improvvisato in freestyle, poi è rimasto così. Canto ‘vado, non mi fermeranno mai’ e mi viene in mente la migrazione, la tenacia di chi parte, di chi non si guarda indietro, perché non esistono i ritorni, si parte e basta, si parte sempre”. La band di cumbia elettronica, Cacao Mental, arriva ad arricchire Fiesta, dal suono potente e ancestrale. “E’ musica cerimoniale che piacerebbe anche al presidente della Repubblica. Anche a Pertini, che era un gran figo. L’immagine di lui che rientra dalla Spagna dopo i Mondiali per me è stato il Big Bang: forse se ho questa specie di militanza ottimista la devo a quell’immagine lì. Uscivamo da un periodo buio, di lotte politiche sfociate nel terrorismo, negli anni di piombo. A me, bambino a Roma, toccava da vicino. Quella estate mi sembrò l’inizio di una nuova era. Ho la speranza che anche ora ci possa essere un nuovo inizio, di un Paese che gioca a carte in allegria, davanti a un bicchiere di vino”.Nel disco anche gli Ackeejuice Rockers in Tutto un fuoco (“il flamenco diventa afrobeat, poi dance soul, alla fine è un pezzo un po’ sensuale, un po’ arrapato e bisogna concludere”) e dj Ralph, “il decano dei dj italiani della dance floor”, in Il Sole sorge di sera. L’ultimo pezzo, Perché tu ci sei, è un esperimento con Paolo Baldini, “king della dub”. Per Jova Beach Party non sono previsti video, ma uscirà una playlist di Lyric video con i 7 brani in versione cartoon sviluppati dai fratelli Dan&Dav insieme a Colormovie.

Corrado, 20 anni dopo torna La corridaL’8 giugno Canale 5 ripropone ultima puntata del 20 dicembre ’97

07 giugno 201912:59

– L’8 giugno in prima serata, a vent’anni dalla scomparsa, Canale 5 omaggia Corrado con l’ultima puntata della Corrida, del 20 dicembre 1997. E’ il programma più amato del conduttore che lo ideò insieme al fratello, Riccardo Mantoni, e condusse prima in radio e poi in tv per 10 edizioni dal 1986 al 1997, con un successo trionfale. Corrado Mantoni, in arte semplicemente Corrado, scomparso a Roma l’8 giugno 1999, considerato uno dei padri fondatori della tv italiana, insieme a Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Con la sua ironia, è entrato nel cuore di milioni di italiani.
“Per tutti noi che abbiamo intrapreso il mestiere di presentatore – dice Gerry Scotti, che introdurrà la puntata speciale – la sua è stata una grande lezione, ma Corrado era inarrivabile, inimitabile e insostituibile”. “Io ho avuto la fortuna, il piacere e la responsabilità di condurre dopo di lui, insieme al maestro Pregadio, dal marzo del 2002 ben 8 edizioni della Corrida, ho cercato di farlo con grande leggerezza provando a rispettare lo stile e le caratteristiche che lui aveva dato al suo programma. Un programma che ha segnato, come pochi altri – conclude Scotti la storia della televisione italiana e dei suoi generi”.
L’uomo Prada sfila a ShanghaiClassici decontestualizzati, colori sintetici, uniformi e patch

07 giugno 201913:18

– Trasgressione silenziosa, con l’ottimismo come alternativa alla realtà, nella collezione uomo Prada che ha sfilato al Minsheng Art Wharf di Shanghai. In passerella, il conservatore diventa ribelle, il giovane appare sofisticato.
‘Optimist rhythm’ il tema della collezione, animata da uno spirito di sicurezza di sé, divertimento e positività.
I classici sono decontestualizzati e lunghezze differenti si sovrappongono in diversi capi: una camicia lunga può rimandare alla linea di una giacca sartoriale; polo e felpe, dall’aria proletaria, hanno volumi macroscopici. Il colore è puro e potente, le tonalità neutre accompagnano i toni sintetici. Sono gli accostamenti che generano contrasti: emblemi sartoriali della cultura popolare sono mescolati a capi di alta sartoria e mostrati accanto a quelli sportivi. L’idea di esplorazione e pionierismo è ribadita attraverso una serie di uniformi cachi, con distintivi e patch applicati.
Da Vasco a Salmo la musica si fa in naveNon solo trasferimenti ma concerti in mezzo al mare di Sardegna
CAGLIARI07 giugno 201913:56

– Un mare di musica: da Salmo a Vasco in Sardegna sarà un’estate di chitarre, rime e canzoni tra le onde. Roba per tutti i gusti, dal jazz al rap passando per l’indie internazionale. Sì, show e palchi in nave per un’esperienza in qualche modo unica e indimenticabile. Ci si mette anche Vasco Rossi. In questo caso nessun concerto sul ponte del rocker di Zocca. Ma sarà comunque un viaggio musicale perché, per i due concerti di Cagliari, è stata allestita una nave, che si fermerà a Cagliari per due notti, con tanto di logo per portare nell’Isola i fan di tutta la Penisola.
E ci sono interni dedicati a Vasco con una sala cinema, merchandising a bordo e intrattenimento musicale per gli ospiti.
Con ciascuna sala che sarà rinominata prendendo spunto dai dischi dell’autore di canzoni storiche come “Albachiara” e “Siamo solo noi”. Spazio anche al rap con Open Sea Republic: dal 21 al 23 giugno un traghetto di GNV (Grandi Navi Veloci) diventerà lo scenario per uno speciale festival di 36 ore diretto da Salmo

Fondazione Piazzolla accredita TraniAnche Ambasciata Argentina. Attese otto coppie di ‘star’

TRANI (BAT)07 giugno 201914:29

– Giunto alla settima edizione, il Festival del Tango di Trani diretto dalla ‘star’ Miguel Angel Zotto, torna dall’11 al 14 luglio forte di un altro importante riconoscimento arrivato dall’Argentina: dopo il patrocinio dell’Ambasciata di Roma, è il turno della Fundacion Astor Piazzolla, accreditato da Laura Escalada Piazzolla, vedova del compositore e presidente della stessa fondazione.
L’associazione Inmovimento di Claudia Vernice e Giuseppe Ragno aveva cominciato nel 2012 partendo dalle origini tranesi di Piazzolla: dalle sue sponde, infatti, il nonno pescatore Pantaleone partì alla volta dell’Argentina in cerca di futuro.
Ma quel che poteva sembrare un divertissement, è diventato un appuntamento importante: otto coppie di maestri della scena mondiale del tango, due orchestre dal vivo, milonghe, esibizioni, stage, masterclass, corsi di tecnica maschile e femminile, compreso il ritorno del workshop “Psiche e Tango”, con Mary Falco e Roberto Henry Massaron. Attese circa 2000 persone. Per vedere non solo Zotto, attesissimo in pista con la sua compagna Daiana Guspero, ma Vanesa Villalba e Facundo Piñero, Roberta Beccarini e Pablo Moyano, Liza e Juan Manuel, i “Los Rosales”, Valentina Romano e Mariano Palazon e, per la prima volta a Trani, Laila Rezk e Leandro Oliver. Poi l’eccellenza tutta italiana di Giorgia Rossello e Vito Raffanelli, oltre ai giovani Valentina Guglielmi Miky Padovano.
Alla Fenice una mostra su Pina BauschRassegna dedicata a ‘Gli anni veneziani’
VENEZIA07 giugno 201914:51

– In occasione dei dieci anni dalla scomparsa, la Fenice ricorda e celebra Pina Bausch (1940-2009) con una retrospettiva sui suoi anni veneziani, organizzata dall’Archivio storico della Fondazione Teatro La Fenice e curata da Franco Bolletta, responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza. “Pina Bausch. Gli anni veneziani” – questo il titolo dell’esposizione – resterà aperta dal 9 giugno al 14 luglio al Teatro La Fenice.
Saranno in mostra le foto di scena degli spettacoli che la danzatrice e coreografa del Tanzthater Wuppertal ha allestito in Fenice dal 1981 al 2007, immagini che permetteranno di ripercorrere quindi le tappe più importanti della Bausch e della storia del teatro-danza.
Sole passa nello gnomone Duomo FirenzeFenomeno sarà visibile 11, 14, 18 e 21/6, da 12:30 a 13:30

FIRENZE07 giugno 201914:52

– Anche quest’anno sarà possibile assistere al passaggio del sole nello gnomone del Duomo di Firenze, che con i suoi 90 metri di altezza è il più grande al mondo. Uno spettacolo unico al mondo, con i raggi del sole che scenderanno attraverso la Cupola del Brunelleschi per formare un’immagine del disco solare che andrà a sovrapporsi perfettamente a quella posta sul pavimento del Duomo.
Il fenomeno sarà visibile al pubblico nei giorni 11, 14, 18 e 21 giugno 2019, dalle ore 12.30 alle 13.30, nella cappella della Croce del Duomo, a sinistra dell’Altare Maggiore. L’iniziativa, resa possibile dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dal Comitato per la divulgazione dell’astronomia, è a ingresso gratuito e si svolgerà anche in caso di cielo coperto. Nella data del 18 giugno la presentazione sarà in lingua inglese. E’ consigliata la prenotazione scrivendo alla email eventi@operaduomo.firenze.it.

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Rai1, ecco Day time estivi da Poletti a Convertini
Al via da 17 giugno, con Bisti, Marangoni, Marzoli e Milo

07 giugno 201919:39

“Rai1 non va in vacanza. Abbiamo fatto uno sforzo, ci siamo. Con la tradizione e con un piccolo tentativo di innovazione”. Dopo il clamore delle scorse settimane la direttrice di Rai 1 Teresa De Santis annuncia i palinsesti del day time estivo e chiude il cerchio ponendo una scelta di campo un pò diversa rispetto alle passate stagioni, “basandosi – come più volte ribadito – sull’arricchimento dei generi”.- “Ho letto le polemiche dei giorni scorsi, posso capire la logica delle contraddizioni, ma il compito della Rai servizio pubblico resta quello di dare voce nella pluralità. Se una voce non c’è, è bene rappresentarla. Credo sia ben rappresentata nei volti che condurranno i programmi”.  Si parte il 17 giugno (7:10) con Unomattina Estate riconfermata Valentina Bisti, volto del Tg1, in coppia con la new entry Roberto Poletti. A seguire debutterà il nuovo daytime, “Tutto chiaro”, un factual dedicato all’economia domestica, salute e benessere. Alla conduzione Monica Marangoni. Subito dopo il Tg1 delle 13.30 spazio a “Io e te”, un nuovo programma dei sentimenti condotto da Pierluigi Diaco. Al suo fianco l’attrice Sandra Milo, e la comica Valeria Graci. Alle 16.45 il pubblico di Rai1 seguirà la nuova edizione de “La Vita in diretta Estate” affidata a Lisa Marzoli, giornalista del Tg2 e l’attore Beppe Convertini.
De Santis tiene anche a sottolineare come all’interno delle sei figure scelte per rappresentare l’azienda nel palinsesto estivo tre sono donne: “due sono colleghe interne ai telegiornali, Bisti del Tg1 e Marzoli che viene dal Tg2. La terza è Monica Marangoni, l’ho scelta pensando che si tratta di una donna molto dinamica e madre, e a lei viene affidato un programma, Tuttochiaro, che si offre come tutorial per famiglie”.
All’inizio della presentazione dei palinsesti estivi della rete De Santis aveva fatto un pò la sintesi della storia della Rai: “Nella logica che sono abituata a considerare credo che la televisione si faccia per addizione, oggi abbiamo il compito di raccontare il Paese che evolve in una direzione che deve dare voce e rappresentazione anche ad altri ambiti. Prima in Italia c’era il blocco cattolico”, spiega “poi è nata la seconda rete e il Tg2 con l’immissione di forze che provenivano dal mondo socialista. E Quindi la Rai di Agnes e Manca che capirono che c’era un terzo del paese che aveva diritto di avere rappresentanza”. Poletti parlando del suo approdo alla conduzione di Unomattina estate, contestata in particolare dal Pd: “È un momento di svolta della mia carriera. Sono molto emozionato. Ieri notte ho finito di lavorare da un’altra parte. Vorrei essere giudicato in base al lavoro che faccio. Sui fatti, sui contenuti, sui linguaggi”. “Da parte mia – ha sottolineato – solo una precisazione: la mia unica telefonata per arrivare a condurre il programma è stata con la direttrice di Rai1 Teresa De Santis”.
Bisti evidenzia “Unomattina va in onda su Rai1 da oltre 30 anni, si è evoluta con la società. Noi racconteremo cosa succede oggi, gli usi e costumi. C’è un grande sinergia tra Rai1 e Tg1, che io rappresento. La squadra del Tg1 è pronta a intervenire nel caso di grandi emergenze. L’anno scorso successe per il ponte di Genova”.
Diaco, che ricorda che ha iniziato a 19 anni, in un lunghissimo discorso sottolinea “quando si lavora in squadra, la Rai rende grande anche persone complesse come me. Quello di Rai 1 è un pubblico largo, che ama la tradizione. Andrò a braccio, non ho mai amato la tv scritta. Gianni Boncompagni diceva che la tv deve essere jazz, la costruzione del programma nasce in diretta”. Poi ringrazia il presidente Marcello Foa, l’ad Fabrizio Salini “per la fiducia accordata”, e tanti altri.
Definisce le signore con cui lavorerà, Milo e Graci: la prima “regina dei sentimenti”, la seconda “regina della risata”.
Sandra Milo curerà la rubrica della posta del cuore. Bebbe Convertini rivela che è arrivato in Rai in moto per la conferenza “ho rivolto una preghiera a Gesù e un pensiero a mio padre. L’ho perso per un tumore ai polmoni, è il mio angelo custode. Per me è un giorno di festa straordinario oggi. Conosco l’Italia come pochi, faccio il mestiere più bello del mondo”

‘Il primo re’ venduto in tutto il mondoMito fondazione di Roma secondo Rovere uscirà da America a Corea

7 giugno 201915:45

– Dopo il successo di pubblico e critica, Il primo re, il film di Matteo Rovere sul mito della fondazione di Roma, continua il suo percorso internazionale avviato durante i mercati di Berlino e Cannes. Uscito nelle sale italiane a gennaio scorso con 01 Distribution, il film è stato venduto da Indie Sales in tutto il mondo e uscirà in Nord America, Regno Unito, Francia, Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Corea del Sud, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Australia, Nuova Zelanda e Medio Oriente, mentre altri paesi sono in trattativa avanzata. Prodotto da Groenlandia con Rai Cinema, in coproduzione con Gapbusters e in associazione con Roman Citizen, interpretato da Alessandro Borghi e Alessio Lapice, Il primo re racconta la leggendaria storia della nascita di Roma e il mito di Romolo e Remo, due fratelli che in un mondo ostile e antico sfidano il volere implacabile degli dei.
Cecchi Gori, sono rimasto figlioSu di lui il docu-film ‘Di vizi e di virtù’ di Isola e Spagnoli

07 giugno 201919:18

“Sono rimasto figlio, sono rimasto figlio”. Vittorio Cecchi Gori lo dice più volte ora che è tornato da Palazzo Borghese in quella casa romana dei suoi genitori ai Parioli, un appartamento, dice en passant, “figlio de Il sorpasso e dove ogni tanto mi sembra di veder comparire il babbo e la mamma”. Classe 1942, produttore cinematografico e figlio della leggenda Mario Cecchi Gori, Vittorio, un passato tra successi, politica, fallimenti, scandali, droga e gossip, ora sembra davvero pacificato, sereno dopo l’ictus che lo ha colpito poco meno di due anni fa. Accoglie i giornalisti nel salone della casa ai Parioli con vista mozzafiato, dove campeggiano tra tartine e pizzette tre Oscar, Leoni d’Oro e Nastri d’argento.Occasione dell’incontro stampa la fine riprese del docu-film ‘Cecchi Gori, di Vizi e di Virtù’, diretto da Simone Isola e Marco Spagnoli e prodotto da Giuseppe Lepore, con al centro la storia unica della famiglia Cecchi Gori. Un documentario dedicato al fotografo Pietro Coccia, recentemente scomparso, e girato quasi totalmente nella casa del produttore. Prime parole di Cecchi Gori, dopo la visione di qualche spezzone del documentario, dette con la chiara voglia di liberarsi: “Rifarei tutto quello che ho fatto. Sono sempre stato coerente con le mie idee e non accettare prepotenze è stato più forte dei miei interessi materiali”. E poi qualche considerazione sul suo lavoro di produttore “in cui – sottolinea Cecchi Gori – c’è stato a un certo punto un conflitto naturale tra cinema e televisione e, alla fine, purtroppo ha vinto quest’ultima”. E ancora su quello che è avvenuto nel settore spiega: “Oggi il produttore non è più indipendente, ma solo una specie di dirigente televisivo. Mio padre ed io non solo mettevamo i soldi, ma davamo il nostro contributo, suggerivamo. Eravamo produttori che potevano pretendere i diritti creativi alla Siae”.Mentre ricorda come il padre Mario non fosse d’accordo sulla morte di Trintignant ne ‘Il sorpasso’ e lui stesso su quella di Troisi ne Il postino, Vittorio mostra con orgoglio una foto in bianco e nero di lui e Marco Risi ragazzini a Sabaudia: “Eravamo lì mentre i nostri padri facevano i film”. Nel docu-film ‘Cecchi Gori, di Vizi e di Virtù’, come spiegano i registi, si assiste agli incontri “con coloro che, nonostante tutto, sono rimasti accanto a Vittorio: dai vincitori dell’Oscar Roberto Benigni e Giuseppe Tornatore ai campioni di incassi Leonardo Pieraccioni e Carlo Verdone, agli amici Lino Banfi e Marco Risi. Ci sono poi i grandi allenatori e campioni della Fiorentina, passione di famiglia, Giancarlo Antognoni, Claudio Ranieri e Roberto Mancini, attuale ct della Nazionale di calcio italiana”. Protagonista per eccellenza di tanti pettegolezzi, anche per le sue tempestose storie d’amore, da Rita Rusic a Valeria Marini, non ama il gossip: “È un ingrediente meraviglioso, ma nella sostanza alla fine è solo il contorno”. ‘L’eterno figlio’ Cecchi Gori mostra solo un attimo di sbandamento quando, intervistato da Marco Spagnoli, racconta il doloroso arresto nel 2008 davanti al figlio: “Tutto sommato – dice nel filmato – l’ho vissuto bene, sono stato sereno. Era una follia passare da Palazzo Borghese, dove abitavo, a Regina Coeli. Se ci ripenso mi dò una medaglia da solo e mi dico: ho resistito bene”.

Elisa Sapienza debutta con Il tempo vola”Un’esortazione a se stessi, per non sprecare il tempo”

07 giugno 201915:53

– “Il Tempo Vola” è il primo EP di inediti di Elisa Sapienza (dal 7 giugno). Cinque brani elettro pop, più una versione acustica, che raccontano la presa di coraggio di una giovane artista che decide di mostrare per la prima volta piccoli pezzi di sé. L’Ep è stato anticipato dal singolo “Eccezionali” uscito il 17 maggio. “Il Tempo Vola oltre che il titolo di un brano – racconta Elisa, milanese classe ’94 – è anche un’esortazione a se stessi, per non sprecare il tempo e le opportunità che la vita ci mette davanti. Il Tempo Vola è una nuova strada di un percorso lunghissimo, iniziato tanto tempo fa quando ho incominciato a studiare la musica e il canto.
In 5 brani racconto molte parti di me che sono comuni a tante persone. Il Tempo Vola è il coraggio di chi non si arrende e sa attendere il momento giusto per dire: io ci sono!”.
Carta, esce il singolo I giorni miglioriTitolo ‘propiziatorio’ dopo fatti cronaca che lo hanno coinvolto

07 giugno 201915:56

– Nei giorni in cui è finito al centro della cronaca per un presunto furto in un grande magazzino (a settembre il processo), Marco Carta pubblica un nuovo singolo dal titolo ‘propiziatorio’ I giorni migliori (dal 7 giugno, su etichetta The Saifam Group).
Il brano è stato scritto da Marco Rettani, Gabriele Oggiano e Giovanni Pastorino. “I giorni migliori – spiega Marco Carta – sono quelli in cui anche le piccole cose hanno un peso fondamentale nella nostra vita. Sono quei giorni che ci segnano, positivamente parlando, e che rimangono impressi nella nostra esistenza. Sono i giorni di cui abbiamo fortemente bisogno per vivere, quelli di cui non possiamo fare a meno. Perché i giorni migliori, quando tornano, sono i giorni migliori che restano”.
Fine campionato, il calcio sparitoA Roma gli scatti del fotoreporter Tullio Farabola

07 giugno 201915:57

– La gioia irrefrenabile per la vittoria del Mondiale nel 1934, i mitici ritratti dei grandi campioni come Omar Sivori, Sandro Mazzola, Gianni Rivera, ma anche le maglie di stoffa comune, i campi pieni di fango, gli stadi che oggi non ci sono più: c’è tutta la passione degli italiani per il calcio nella mostra “Fine campionato”, allestita dal 19 al 30 giugno alla Galleria Il Sole di Roma, che presenta al pubblico una selezione di opere fotografiche di Tullio Farabola (uno dei primi fotoreporter del nostro Paese) e della sua Agenzia fondata a Milano nel dopoguerra. Il percorso accoglie 16 scatti inediti in bianco e nero che, attraverso lo sport, svelano il ritratto composito di un’Italia ormai sparita, immortalata dagli anni Trenta agli anni Sessanta.
Nella mostra sono esposte anche le ceramiche dell’artista milanese Stefano Puzzo, ispirate ai leggendari omini del Subbuteo. Ogni giocatore è un pezzo unico realizzato ad hoc in base all’estro e alla fantasia dell’artista.

Arbore e le canzoni napoletane su Rai512, 19 e 26 giugno in prime time. ‘Racconto Orchestra Italiana’

NAPOLI07 giugno 201916:06

– Renzo Arbore e L’Orchestra Italiana si raccontano su Rai5: il 12, 19 e 26 giugno alle 21.15 sarà in onda ‘Ll’arte d’o sole’, una tra le più importanti rassegne di canzoni napoletane realizzate per la televisione negli ultimi anni, tre appuntamenti dedicati al sogno-scommessa di Arbore, una mission lunga 28 anni. “Rai5 è un canale culturale e questo è un programma di cultura” spiega Arbore che firma la produzione con Gino Aveta, la consulenza di Adriano Fabi e la regia di Barbara Napolitano.
Il programma, che sancisce il ritorno televisivo di Renzo Arbore dopo il successo su Rai2 con ‘Guarda stupisci’, è ospitato nello stesso studio Rai di Napoli con le scenografie di Cappellini e Licheri. Si partirà dagli esordi fino ai più grandi successi dello showman con la sua Orchestra nei principali teatri e piazze d’Italia ma anche al Radio City Music Hall, al Madison Square Garden e alla Carnegie Hall di New York, alla Royal Albert Hall di Londra, all’Olympia di Parigi, sulla Piazza Rossa di Mosca.
Terrazze Martini rivivono in una mostraA Casa Martini foto riportano in una atmosfera senza tempo

TORINO07 giugno 201916:07

– Il fascino intramontabile delle Terrazze Martini, un luogo di bellezza, mondanità e italianità caro a italiani e stranieri, rivive da oggi al 26 agosto, nella nuova mostra fotografica realizzata a Casa Martini, a Pessione di Chieri, alle porte di Torino. Un luogo iconico, elegante, dall’atmosfera senza tempo, che riporta allo spirito e ai valori che 150 anni fa ispirarono Alessandro Martini e Luigi Rossi, fondatori dell’impresa.
Grazie alla sua semplicità, la formula delle Terrazze raggiunge un immediato successo internazionale. Negli anni ’60, l’azienda ne aveva realizzate ben 8, di cui la prima a Parigi.
La mostra, organizzata da Casa Martini e Archivio Storico Martini & Rossi, con il patrocinio di Città di Chieri, Anai Gruppo Italiano Archivisti di Impresa, Museimpresa e con la collaborazione di Associazione Abbonamento Musei e Turismo Torino e Provincia, presenta oltre 300 trecento immagini, per lo più inedite. Centinaia i vip ritratti tra cantanti, attori, imprenditori, artisti e politici.

Addio tra Bradley Cooper e Irina ShaykDopo l’Oscar rumors di flirt tra l’attore-regista e Lady Gaga

NEW YORK07 giugno 201916:34

– Dopo quattro anni d’amore e una figlia, Bradley Cooper e Irina Shayk si sono detti addio. Lo riporta la rivista People. L’attore e la modella russa si sono fidanzati nella primavera del 2015 e nel marzo 2017 sono diventati genitori della piccola Lea De Seine. Secondo il magazine Cooper, 44 anni, e Shayk, 33, hanno ufficialmente concluso la loro relazione amichevolmente e starebbero lavorando ad un accordo per la custodia della figlia. La coppia, che ha sempre cercato di mantenere privata la propria vita sentimentale, è finita sotto i riflettori dopo gli Oscar di quest’anno, quando si è parlato di un flirt tra Cooper e Lady Gaga, co-protagonista del film ‘A Star is Born’. I due si sono esibiti con la canzone ‘Shallow’ e hanno fatto sognare il pubblico mostrandosi particolarmente affiatati. Nei giorni successivi, tuttavia, Gaga aveva smentito il flirt.
Ligabue a San Marino, talento e folliaCinquanta opere, cinque dipinti mai presentati al pubblico

SAN MARINO07 giugno 201916:43

– ‘Antonio Ligabue tra genialità, talento e follia’ è il filo conduttore di una mostra monografica in programma dall’8 giugno al 29 settembre a Palazzo Sums, nella Repubblica di San Marino. Nelle sale verranno esposte 50 opere, provenienti da collezioni private, tra cui cinque dipinti mai presentati al pubblico.
L’esposizione vuole essere un percorso attraverso la vita e l’arte di Ligabue (Zurigo 1899-Gualtieri 1965), un’esistenza dominata dalla solitudine e dall’emarginazione, riscattata solo da uno sconfinato amore per la pittura. Un racconto biografico e artistico che si snoda attraverso i temi principali entro i quali si sviluppa l’universo creativo del pittore.
La mostra, voluta dalla Repubblica del Titano, è curata da Francesca Villanti e Francesco Negri.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Vasco a Milano, in 180mila per 3 date
Da ogni parte d’Italia per ‘Vasco Non Stop Tour 2019’

MILANO07 giugno 201917:48

– Sono 180mila i fan che hanno assistito alle prime tre date milanesi del “Vasco Non Stop Tour 2019”, a metà dell’evento dei record allo stadio San Siro che si concluderà il 12 giugno.
Il popolo di Vasco è arrivato da ogni parte d’Italia e per il primo live in centinaia hanno dormito per giorni nel piazzale per poter arrivare il più possibile sotto all’enorme palco largo cento metri e alto 33, come un palazzo di 11 piani.
S.Orsola di Carpaccio ‘torna’ a VeneziaDall’8 giugno riapre sala dell’Accademia dopo nuovo intervento

VENEZIA07 giugno 201918:26

– “Sono particolarmente lieto di annunciare che, dopo un lungo intervento conservativo, ‘Le Storie di sant’Orsola’ di Vittore Carpaccio, uno dei capolavori della pittura rinascimentale, vengono finalmente restituite al pubblico”. Così Giovanni Panebianco, segretario generale del Mibac, attualmente direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia ha salutato il restauro de ‘Le Storie di Sant’Orsola’ di Vittore Carpaccio, ospitate in sala XXI. Dall’8 giugno la sala torna fruibile per i visitatori del museo. Il restauro del ciclo, realizzato grazie al generoso contributo di Save Venice, è stato preceduto da una propedeutica fase di studio ed analisi diagnostica condotta, dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma e dal Laboratorio Scientifico delle Gallerie, a partire dal 2010. I nove teleri con le Storie di Sant’Orsola si presentavano in uno stato conservativo disomogeneo, coperti da vernici alterate e sovrammissioni pittoriche localmente frammentarie.
Barenboim direttore onorario BerlinerA 50 anni dal debutto sul podio della prestigiosa orchestra

BERLINO07 giugno 201918:31

– L’Orchestra Filarmonica di Berlino ha nominato Daniel Barenboim direttore onorario. Un incarico che Barenboim riceve a 50 anni dal suo debutto sul podio dei Berliner, avvenuto il 14 giugno 1969. Il maestro argentino-israeliano è stato il direttore ospite più assidui dei Berliner e il primo nella storia della prestigiosa orchestra a essere nominato direttore onorario.
Bonisoli, serve sicurezza Reggia CasertaMai più fiumane prime domeniche, basta organizzare fasce orarie

CASERTA07 giugno 201918:33

– CASERTA, 7 GIU – “Alla nuova direttrice della Reggia di Caserta Maffei chiederò di dare priorità alla sicurezza del personale, dei visitatori e dell’edificio. Ben vengano tanti visitatori, ma devono lasciarsi alle spalle esperienze positive”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, che ha visitato parte della Reggia di Caserta, le stanze dell’Ottocento e la collezione Terrae Motus. “Ci sono i soldi per la valorizzazione e i restauri. Quello che manca, e me sono accorto visitando le stanze, è la didascalica; suggerirò alla Maffei di porvi rimedio”, ha aggiunto.
Il ministro ha anche auspicato “mai più fiumane di persone nei monumenti alle prime domeniche del mese, a meno che non sia davvero indispensabile”. “Piace avere tanti visitatori – ha proseguito – ma non devono arrivare tutti nello stesso momento.
Basta organizzare le fasce orarie. Sono convinto che bisogna continuare a promuovere la Reggia come ogni altro monumento, ma senza tralasciarne la valorizzazione e la tutela”.
Urso in vetta alla hit parade, J-Ax vola tra i singoliArrivano i Nomadi con Milleanni. Eterni Pink Floyd al top vinili

07 giugno 201918:38

Seconda settimana in vetta alla classifica Fimi Gfk per il tenore polistrumentista Alberto Urso, reduce della vittoria di Amici, con il suo album d’esordio ‘Solo’. Risale in seconda posizione, con ‘Colpa delle favole’, Ultimo, che piazza in top ten anche l’album Peter Pan (ottavo). Sul terzo gradino del podio un’altra finalista del talent di Maria De Filippi, Giordana Angi, con ‘Casa’.Balzo in avanti di tre posizioni per Billie Eilish, rivelazione del panorama musicale degli States, che questa settimana è quarta con ‘When we all fall asleep, where do we go?’, davanti al rapper Izi, quinto con ‘Aletheia’. New entry, al sesto posto, i Nomadi, con il nuovo concept album ‘Milleanni’, tra brani che raccontano l’Italia e due inediti. Guadagna una posizione ed è settimo Salmo con ‘Playlist’. Chiudono la top ten, entrambi in risalita, Coez con ‘E’ sempre bello’ e Marco Mengoni con ‘Atlantico’.Tra i singoli conquista il vertice della classifica ‘Ostia Lido’: il brano di J-Ax, prodotto da Takagi e Ketra, che fotografa la spensieratezza dell’estate, spopola anche sul web, con oltre 7 milioni di visualizzazioni in due settimane per il video. Tra i vinili, tornano al top i Pink Floyd con il bestseller The Dark Side of the Moon.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 31 maggio al 6 giugno:1) SOLO, ALBERTO URSO (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) COLPA DELLE FAVOLE (ULTIMO-HONIRO-BELIEVE)3) CASA, GIORDANA ANGI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) ALETHEIA, IZI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MILLEANNI, NOMADI (EDIZIONI PRODUZIONI I NOMADI-ARTIST FIRST)7) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)8) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)9) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)10)ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORD LABEL-SONY)Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) OSTIA LIDO, J-AX (EPIC-SME)2) CALIPSO (WITH DARDUST) (FEAT SFERA EBBASTA, MAHMOOD, FABRI FIBRA), CHARLIE CHARLES (ISLAND-UNI)3) BAD GUY, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNI)4) BAD GUY, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNI)5) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMY & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME)Questa, infine, la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) MILLEANNI, NOMADI (EDIZIONI PRODUZIONI I NOMADI-ARTIST FIRST)3) DOMANI SMETTO, ARTICOLO 31 (BMG RIGHTS MANAGEMENTS-WMI)4) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) ITALIANO MEDIO, ARTICOLO 31 (BMG RIGHTS MANAGEMENTS-WMI)

A Ventotene trova posto statua TogatoRecuperata nel 2005 ora ad ingresso Museo Archeologico

07 giugno 201919:04

– Dopo il ritrovamento in mare nel 2005 da parte di Salvatore Schiano di Colella e Silverio Gargiulo, è da pochi giorni collocata all’ingresso del Museo Archeologico di Ventotene la statua acefala, del “Togato”.
Dunque a più di 10 anni dal recupero nei pressi della peschiera romana la statua, ricoperta al momento di molti “resti” del suo lungo soggiorno in mare è stata collocata all’ingresso del Museo Archeologico in Piazza Castello per la fruizione di tutti. La collocazione, realizzata con corretta procedura eseguita dal direttore del Museo, prof. Alessandro De Bonis in accordo con la locale soprintendenza, è seguita al lungo e impegnativo lavoro di spostamento, anch’esso seguito dal direttore del Museo, con il contributo, anche operativo, da parte del vicesindaco Domenico Malingieri, del delegato alla cultura Aurelio Matrone, del tecnico comunale Luigi Cirillo e dei volontari Gaspare Merendino, Silverio Gargiulo, Alessandro Ammirato, Pasquale Curcio e Paolo Pecoraro (tutti insieme nella foto).
Si tratta di una imponente statua acefala, di età imperiale, rappresentante un probabile imperatore con abiti di togato romano.
Il peso del corpo è poggiate sul lato sinistro in cui è la gamba tesa, mostrando invece a destra la gamba leggermente flessa e arretrata. Il braccio destro è poggiato all’altezza del petto nella tipica posa dei togati di rango nobile, mentre il sinistro è poco conservato. All’altezza del collo si apre un incavo che doveva accogliere una testa di altro o simile materiale, secondo l’uso romano di mantenere il corpo della statua e sostituire solo la testa nel momento del cambio del vertice al potere.
Il reperto è ricavato in un blocco monolitico. Sarà predisposto quanto prima un intervento di restauro conservativo e così, oggi, il meraviglioso reperto e lì ad attendere i visitatori, spiega una nota del comune.
20/o Jamboree, mostra immersiva fotoImmagini, video, ologrammi e realtà virtuale a Senigallia

SENIGALLIA (ANCONA)07 giugno 201919:33

– “Rock’n’roll Is A State Of The Soul”, una grande mostra fotografica immersiva e innovativa per celebrare i 20 anni del Summer Jamboree, il festival internazionale della musica e cultura targata Usa degli anni ’40 e ’50 che si tiene ogni anno a Senigallia. Verrà inaugurata il 14 giugno dall’americano Peter Ford, figlio dell’attore Glenn Ford e della ballerina Eleanor Powell. La mostra, a cura di Alessandro Piccinini e Angelo Di Liberto con la collaborazione di Sergio Canneto, chiuderà il 29 settembre.
Per la 20/a edizione del Jamboree (31 luglio-11 agosto) la città della fotografia ha organizzato un’esposizione con 350 scatti di oltre 40 fotografi sull’evento che per presenze – 420mila nel 2018 – è la più grande manifestazione al mondo sul rock’n’roll. Ci saranno solo anche video proiezioni, realtà aumentata in una stanza immersiva per rivivere il Summer Jamboree e un burlesque show olografico a grandezza naturale in anteprima messo in scena Eve La Plume regina del burlesque in Italia.
Clean Bandit, Glynne e Ora in C.SmeraldaAnnunciate star internazionali in concerto al Cala di Volpe

PORTO CERVO09 giugno 201915:31

– I Clean Bandit, Jess Glynne e Rita Ora: Marriot Costa Smeralda cala gli assi. La band britannica e i due volti emergenti della dance-pop internazionale saranno i protagonisti dell’estate musicale all’hotel Cala di Volpe, uno degli alberghi più belli del mondo che ogni estate propone due concerti esclusivi a bordo piscina (Elton John, Duran Duran, Robbie Williams sono stati tra gli ospiti, giusto per citarne qualcuno).
L’annuncio è stato dato da Giulia Mundula, director marketing di Marriot Costa Smeralda, nel corso di una conferenza stampa. I Clean Bandit si esibiranno il 26 luglio. Gruppo devoto alla musica elettronica, raggiunge il successo mondiale nel 2014 con Rather Be, in collaborazione proprio con Jess Glynne, che sarà in Costa Smeralda insieme a Rita Ora il 12 agosto. Cantante e compositrice britannica, trent’anni, Jess Glynne è l’unica artista donna ad aver ottenuto sette prime posizioni nella classifica di singoli britannica.
Vani d’ombra,storia Michele e ossessioneRomanzo d’esordio di Simone Innocenti

FIRENZE08 giugno 201913:00

– La storia della vita di Michele e della sua ossessione. E’ ‘Vani d’ombra’ (Voland, pp.160, 15 euro), romanzo d’esordio di Simone Innocenti, giornalista del Corriere Fiorentino, già autore della guida letteraria Firenze Mare (Perrone), e della raccolta di racconti Puntazza (Erudita).
‘Vani d’ombra’, con una scrittura cruda, a volte persino violenta, percorre l’esistenza di Michele, trascinando il lettore nelle zone più intime della mente di un uomo tormentato.
Il libro si apre quando il protagonista ha tredici anni: vive in un piccolo paese di campagna, la scuola è finita, e capita che a voler passare il tempo poi si diventa curiosi e con un binocolo in mano si possono vedere tante cose. Accade così che nascosto tra le fronde di un albero, Michele scopre che la colf del notaio, tutti i pomeriggi, incontra uomini. Ogni giorno uno diverso. È come stare al cinema senza pagare il biglietto. Il conto arriva quando viene scoperto dalla donna, trascinato per un orecchio e rinchiuso a chiave dentro il suo armadio.
Imprigionato e al buio, Michele è costretto a una rivelazione che segnerà per sempre la sua vita, fino alle più estreme conseguenze.
Il libro sarà presentato oggi dal suo autore, alle 16.45, al festival Città dei lettori in corso a Villa Bardini a Firenze.

Pappano chiude stagione con due premiOmaggio da Capo dello Stato e Ferrovie a direttore musicale S. C

08 giugno 201914:55

– Due premi coronano la stagione di successi del maestro Antonio Pappano, che ha chiuso al Parco della Musica di Roma i suoi appuntamenti sinfonici con il pubblico di Santa Cecilia. Dopo il riconoscimento ricevuto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, il direttore musicale dell’ Accademia Nazionale ha avuto il “Frecciarossa 1000”, che le Ferrovie dello Stato, tra i soci fondatori dell’ istituzione, attribuiscono ai talenti della musica nazionale e internazionale. “Sono in imbarazzo per questi premi – ha detto il maestro – la cosa più lontana dai miei pensieri quando lavoro. La musica richiede grande forza, impegno fisico e psicologico. Se arrivano i premi e, cosa più importane, se viene riconosciuto il merito di Santa Cecilia, sono felicissimo”. Lo scorso aprile l’ Associazione Nazionale dei Critici Musicali ha assegnato a Pappano ha il premio Abbiati come miglior direttore per l’esecuzione alla guida di West Side Story e per l’ integrale delle Sinfonie di Leonard Bernstein.
Leonardesca, omaggio di Omar GallianiCastello Svevo. Il grande ‘sfumato’ per genio del Rinascimento

BARI08 giugno 201914:56

– Venticinque opere di Omar Galliani saranno al Castello Svevo di Bari dal 15 giugno al 9 settembre, per la mostra ‘Leonardesca’ organizzata dal Polo Museale Puglia e dalla Fondazione Musicale Vincenzo Maria Valente, con Accademia Belle Arti di Brera, tra gli altri.
Omar Galliani, artista con l’autoritratto esposto alla Galleria degli Uffizi, rende così omaggio a Leonardo nel cinquecentesimo della morte. Aldilà dell’anniversario, “Leonardesca – scrive Mariastella Margozzi, direttrice del Polo museale e firma critica del catalogo con Nadia Stefanel – nel senso che, da Leonardo da Vinci, Galliani ha tratto da sempre l’ispirazione per il suo sapiente stile disegnativo e per l’uso iper-naturalistico dello ‘sfumato'”. “La mostra – spiega Galliani – muove da un volto, sembianze immaginarie e qualche nota storica che da Milano ci porta a Bari, al Castello Svevo. È il volto giovanile di Bona Sforza”, che domina una sezione di otto opere inedite, tra i diversi periodi esposti, in grandi tavole o lavori su carta. Il percorso espositivo si snoderà anche nella sala del Castello intitolata, appunto, a Bona Sforza, duchessa sovrana di Bari dal 1524, figlia del duca di Milano, Gian Galeazzo e di Isabella d’Aragona e, seconda moglie del re Sigismondo I, diventata così regina consorte di Polonia e granduchessa di Lituania.
In un lungo corridoio sarà invece allestita la più imponente tavola in punta di grafite, “Grande Disegno Italiano”, presentata nel 2005 all’Archivio di Stato di Torino. Proposta anche una ricognizione di alcuni lavori giovanili, tratti da quaderni leonardeschi.
La mostra è completata dal lavoro fatto da Galliani per Via Della Spiga Milano, con alcuni pregiati capi sartoriali su tessuti morbidi esposti in Sala Normanna. La maison presenta così in anteprima mondiale la sua ‘Capsule collection’ ispirata alle opere di Galliani.
L’inaugurazione, il 15 alle 18 alla presenza dell’artista, sarà aperta dai saluti del rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, accanto a Mariastella Margozzi e Rocco Nanna, presidente della Fondazione Musicale; poi un concerto dell’Ensemble dell’Orchestra della Fondazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

L’arte di Pashi Lin a Villa Reale Monza
Fino a 23 giugno. Nelle sue opere si fondono oriente e occidente

SAMILANO08 giugno 201914:58

– A un anno dalla retrospettiva dedicata all’artista Ho Kan, considerato oggi uno dei grandi pionieri dell’astrattismo cinese, la Villa Reale di Monza ospita dall’8 al 23 giugno 2018 la mostra ‘Monologo di doratura – infinito’ dedicata a un altro grande rappresentante dell’arte taiwanese, il maestro Pashi Lin.
Circa 50 opere – dipinti e alcune sculture – realizzate negli ultimi anni, selezionate dal curatore Stefano Soddu, saranno esposte nelle sale del primo Piano Nobile della Villa.
Organizzata sempre da Big Eyes International Vision, la rassegna si avvale dei patrocini della Regione Lombardia, del Comune di Monza e dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ed è realizzata in collaborazione con Bai Yu Art Foundation di Taiwan, Casa Museo Alfredo Pizzo Greco e Galleria Scoglio di Quarto di Milano.
Pahsi Lin, è pittore e scultore la cui opera getta un ponte tra spirito orientale e occidentale. I suoi quadri presentano una conoscenza approfondita dell’astrattismo occidentale – appreso grazie ai lavori di maestri appartenenti a generazioni precedenti, come Ho Kan – e nello stesso tempo riconducono alla cultura di quel mondo a cui l’artista appartiene. La sua pittura astratta infatti è spesso arricchita da ricercate citazioni di manufatti tradizionali, come le famose porcellane, e da continui rimandi all’arte cinese antica e contemporanea come quella dei ‘letterati’ – nata in epoca Song (960-1179) e divenuta famosa con l’imperatore Yuan (1271-1368) – caratterizzata da un’unione di pittura e calligrafia. Un ultimo, ma non meno importante, elemento che contraddistingue le opere di Pahsi Lin è l’utilizzo sapiente e raffinato dell’oro, anch’esso testimone di un’arte antica che riaffiora e non è mai dimenticata.
30/o Pitti Uomo tra Givency e FerragamoA/X Armani Exchange debutta nel salone. Dagli Usa Starling Ruby

08 giugno 201915:23

– Pitti Uomo n.96 (11-14 giugno) celebra i 30 anni della manifestazione fiorentina della moda maschile, cresciuta nel tempo e arricchita da sfilate, mostre ed eventi che ruotano attorno al salone espositivo a Fortezza Da Basso stavolta ricco di 1220 marchi di menswear, di cui il 45% stranieri. Il compleanno sottolinea l’internazionalità della rassegna che schiera importanti nomi italiani (Ferragamo il cui direttore creativo Paul Andrew debutta con l’uomo, Marco De Vincenzo, Massimo Giorgetti, A/X Armani Exchange) e stranieri (Starling Ruby e Givency disegnato da Clare Waight Keller, che realizzò l’abito da sposa di Mehan Markle, ora Duchessa del Sussex, per il suo matrimonio con il principe Harry. Il tema scelto per Pitti 96 non poteva essere che legato ai social: The Pitti Special Click è il set design che anima Fortezza curato da Sergio Colantuoni, raccontato anche dalla nuova campagna adv firmata dal fotografo Emilio Tini. Instagram è partner di Pitti Uomo a Fortezza avrà un set.
A Pitti nomadi connessi e consapevoliNuovo guardaroba sostenibile, anche cravatta Marinella è green

08 giugno 201916:07

– E’ un tipo perennemente connesso ma è anche uno che sposa l’eco-sostenibilità come stile di vita e sceglie perfino al cravatta green (Marinella), l’uomo proposto nell’edizione estiva di Pitti, la numero 96. Indossa la libera divisa del nomade urbano, abita la metropoli ma è a suo agio nelle sfide degli spazi aperti. Fa parte dei globetrotter che hanno il viaggio nelle vene e il dinamismo nelle gambe: il loro armadio è composto da pezzi studiati per mettersi alla prova.
Così il nuovo codice del loro abbigliamento integra tecnologia e materie naturali a basso impatto ambientale come tessuti tecnici (Woolrich) oppure ottenuti da plastica o altri materiali riciclati (Paul & Shark, A/X Armani Exchange e Blauer Usa), lini e canape, perché lui vuol essere “consapevole”. Una ricerca sartoriale accurata alterna al mix di elementi militari, stilemi workwear, fit nuovi. Anima travel per cargo pants e bermuda da abbinare a felpe asimmetriche con cappuccio. Cut tecno e trattamenti speciali per parka, bomber, field jacket.
Mortina in vacanza al lago MisteroTorna bimba zombie di Barbara Cantini nel quarto volume serie

08 giugno 201912:10

– BARBARA CANTINI, MORTINA E LA VACANZA AL LAGO MISTERO’ (MONDADORI RAGAZZI, PP 56, EURO 14,00). Anche per Mortina, la bambina zombie diventata un successo internazionale, è arrivata l’estate. E Barbara Cantini, l’autrice e illustratrice della serie, la festeggia con il quarto volume di quella che all’origine doveva essere una trilogia. Ma in ‘Mortina e la vacanza al lago Mistero’ il relax dura poco. Il libro esce l’11 giugno per Mondadori Ragazzi, presentato in anteprima l’8 giugno alle 16.30 all’IBS di Firenze.
Partita insieme al prozio Funesto, alla zia Dipartita e al topolino Marcio, con l’inseparabile levriero albino Mesto alla guida del loro vecchio furgoncino nero, Mortina è in viaggio con destinazione Villa Fronzola, da zia Megera e dall’odioso cugino Dilbert, apparso nel secondo volume della serie, che li accolgono “con la solita puzza di pesce sotto il naso”. Da secoli la bambina zombie che continua a farci morir dal ridere e la sua famiglia non facevano una vacanza. “Le zie si fecero una gran festa, non si vedevano da quando erano vive!” scrive la Cantini, che abita con le due figlie e il marito nella campagna fiorentina e anche questa volta ci trasporta in atmosfere vittoriane e da brivido, la sua passione. Per anni animatrice cartoon in varie serie tv per la Rai, vincitrice nel 2011 del concorso ‘L’illustratore dell’anno’ e illustratrice per editori americani, inglesi e italiani tra cui Harper Collins, la Cantini con Mortina è stata tradotta in 24 lingue da quando è uscito nell’ottobre 2017 il primo volume dedicato alla festa di Halloween, entrato subito in classifica.
Un successo, supportato da messaggi da ogni parte del mondo, che la stessa autrice e illustratrice non poteva immaginare e che probabilmente le ha dato la spinta a continuare le avventure della serie rivolta a un target 7-9 anni, ma che piace tantissimo anche ai bimbi dell’asilo. E a tutti i suoi “giovanissimi lettori” la Cantini dedica questo libro.
La vacanza al lago Mistero viene guastata da un ometto grigio e serio che appende un cartello all’inferriata della villa che sembra disabitata e vuole mettere all’asta. Tutti si affannano per cercare una soluzione per salvare la villa e Dilbert apre il suo antico libro di ‘Magie e leggende del lago Mistero’ dove si trova l'”Incantesimo del ritorno” da mettere in atto nella notte di Luna Rossa, che in questa vacanza coincide con il solstizio d’estate. E le sorprese si moltiplicheranno.

Statua di Bocchetta donata al LiricoTersicore musa della danza, opera dello scultore centenario

CAGLIARI08 giugno 201916:21

– “Il teatro come luogo di vita, di arte, luogo di democrazia, luogo vero per il futuro e la civiltà”. Nelle parole del sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari Claudio Orazi si racchiude l’orgoglio e allo stesso tempo l’importanza della donazione ricevuta dall’artista Vittore Bocchetta. Nel foyer del Lirico è stata mostrata al pubblico la statua in bronzo di Tersicore musa della danza, alta 2 metri e 40 realizzata da Bocchetta a Chicago nel 1965. Nato a Sassari il 15 novembre del 1918, Bocchetta ha vissuto a Cagliari, Bologna e Verona. Proprio in Veneto nel 1943 viene arrestato come oppositore e frequentatore di antifascisti. Detenuto in una sala cinematografica a Verona, viene deportato in Germania, prima nel campo di Flossemburg poi nel sottocampo di Hersbruck: grazie a una coraggiosa fuga è tra i pochi superstiti a tornare in Italia. Negli anni successivi, dopo una breve permanenza in Italia, approda in Argentina, Venezuela e poi a Chicago.
Le sue opere sono esposte in musei e luoghi pubblici a Chicago, Illinois, Verona ed Hersbruck, oltre a essere state esposte in mostre in America e Europa. Nel 2015 il Comune di Cagliari gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Da oggi una delle sue opere sarà esposta al Lirico che, per la presentazione, ha organizzato due brevi momenti musicali con il violinista Luca Soru e la pianista Clorinda Perfetto, mentre le danzatrici Giulia Vacca e Giulia Mostacchi e la piccola Alice Cossu hanno interpretato i movimenti coreografici di Luigia Frattaroli. “Grazie al grande italiano Vittore Bocchetta per la sua straordinaria donazione che lustra questa grande Fondazione lirica italiana”, ha detto Orazi.
Gaspar Noè, estasi e dramma della drogaIl provocatorio regista porta in sala dal 13 giugno Climax

08 giugno 201916:26

Atterra come da un pianeta proibito in sala dal 13 giugno il nuovo film di Gaspar Noe’, Climax, che era stato presentato alla Quinzaine ds Realisateurs nel 2018 con lo charme del 50/o compleanno e l’aura protestataria che, nella ricorrenza del Maggio ’68, si portava dietro la sezione indipendente promossa dai registi francesi.
Francese in verita’ Gaspar Noe’ non e’, visto che e’ nato a Buenos Aires nel ’63, ma tutta la sua carriera e il suo sulfureo successo sono stati garantiti dalla spinta dei Cahiers du Cine’ma e dalla fedelta’ del Festival di Cannes alle sue provocazioni, spesso accompagnate da una follia visionaria del linguaggio che hanno garantito, tra scandalo e provocazione, l’attenzione a pellicole come “Carne”, “Irreversible”, “Love”.
Climax e’ a sua volta un vero “oggetto volante non identificato” su cui e’ stato tenuto il segreto fino all’ultimo.
Con attori sconosciuti e presi dalla strada, Gaspar Noe’ mette in scena una situazione tra dance music e follia giovanile che si pretende ambientata negli anni ’90 da un fatto vero. Durante le prove di uno spettacolo di danza il gruppo dei ragazzi finisce, senza spiegazione apparente, sotto l’influsso di una dose di Lsd. Chi l’ha portata? Come mai tutti i ragazzi la hanno assunta? Il risultato e’ comunque devastante: dal divertimento si passa all’eccesso e all’estasi, da li’ alla follia autodistruttiva il passo e’ breve.
Climax procede attraverso una serie di quadri viventi, quasi composizioni estetizzanti, che ritraggono il gruppo dei ragazzi nelle piu’ diverse combinazioni, dal sesso alla violenza, dalla passione al disgusto. E intanto la cinepresa di Noe’ impazza, come suo costume, mixando immagini dal vivo a riprese amatoriali, frammenti di cinema e visioni oniriche in un crescendo selvaggio che alla fine non puo’ lasciare indifferenti.
L’eccesso e’ la cifra stilistica di questo autore: o lo si accetta o lo si rifiuta nel suo barocchismo estetizzante in cui l’orrore diventa bellezza espressiva e la violenza delle immagini si sposa a una strana poesia quasi timida. E’ come se l’autore cercasse se stesso attraverso un traboccare di fantasie che corrispondono ad altrettanti incubi. Se pero’ si cerca lo “scandalo” di Cannes 2018, questo e’ servito da Gaspar Noe’ su un piatto d’argento. Salvo che dopo oltre 90 minuti di eccessi si sopravvive alla prova con uno strano senso di sazieta’ e si rivede volentieri l’aria fresca della Costa azzurra, anche se bagnata dalla pioggia.

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Brera per i ragazzi, La Pinacoteca
Che suono hanno i dipinti? Active book invita a vivere il museo

MILANO08 giugno 201917:15

– “Guarda questo dipinto con attenzione. Che suono avrebbe se potessi ascoltarlo?” oppure “Sfida le persone con cui sei venuto al museo. Chi riesce a trovare il maggior numero di dettagli?”: sono alcune delle attività proposte in ‘La Pinacoteca di Brera Come la vedo io’, una guida al museo per famiglie scritta da Devorah Block e illustrata da Aleksandra Trajkovi per Skira.
Per spiegare il perché di questa guida-active book, che invita grandi e piccini a guardare in modo nuovo ai tesori della Pinacoteca, il direttore James M. Bradburne sceglie una citazione dello storico dell’arte Michael Baxandall: “nessuno va al museo per vedere i dipinti; si va per parlare di quel che si vede nei dipinti”. Ed ecco allora la prima regola della nuova guida: “La Pinacoteca è tua: cerca un modo tutto tuo di vivere il museo e le sue opere”. Magari facendosi guidare dai suggerimenti del libro che propone un itinerario tra 11 capolavori, partendo dalla statua di Canova ‘Napoleone come Marte pacificatore’.
Ballata per Genova, ecco chi ci saràL’evento televisivo di Rai 1 in onda venerdì 14 giugno

09 giugno 201915:33

– Fervono i preparativi per “Ballata per Genova”, l’evento televisivo di Rai 1 in onda venerdì 14 giugno in prima serata in diretta da piazzale Kennedy. Testimonianze di affetto e di solidarietà arrivano anche dal mondo dello sport.
Molti artisti e amici di Genova come Roberto Mancini e Roberto Pruzzo si stanno, infatti, unendo al cast già annunciato: Gino Paoli con Danilo Rea, Cristiano De Andrè, Raf, Umberto Tozzi, Arisa, The Kolors, Elodie, Piero Cassano con Vittorio De Scalzi e Franco Gatti e ancora Anna Mazzamauro… e, nell’abbraccio alla città ligure, non mancheranno molte altre sorprese.
La produzione del programma “Arcobaleno Tre” precisa che la partecipazione di Laura Pausini e Biagio Antonacci alla serata del 14 giugno avverrà in collegamento da Roma in quanto impegnati nell’allestimento dello spettacolo per il loro imminente tour. Così Laura e Biagio: “Abbiamo Genova nel cuore e siamo felici di riuscire comunque a fare un omaggio a tutti i genovesi”.
Sfilata a Los Angeles Moschino ResortJeremy Scott sceglie gli Universal Studios pensando a film cult

08 giugno 201917:51

– Dopo la sfilata negli studi di Cinecittà a Roma, la maison Moschino, disegnata da Jeremy Scott sceglie Los Angeles, la mecca del cinema mondiale, per mostrare la sua nuova collezione Resort, Donna e Uomo 2020.
Il direttore creativo della griffe fondata da Franco Moschino nel 1983, mostra un legame stretto con tutto ciò che è cinematografico. A Cinecittà Scott aveva reso omaggio al mondo surreale e onirico del grande regista italiano Federico Fellini.
Lo show ad Hollywood, che anticipa l’apertura delle nuove boutique a Miami e New York in programma nei prossimi mesi, è stato quasi un vero film horror. Jeremy Scott ha disegnato la collezione ispirandosi agli iconici film hollywoodiani dell’orrore e per questo motivo sono stati scelti gli Universal Studios come location per lo show che si è tenuto in un vero set cinematografico, noto come Colonial Street. La sfilata ha portato in pedana la sposa cadavere, zombi, streghe e vampiri, emersi da un crepuscolo nebbioso, in abiti Moschino Resort of course.
Ayanta Barilli, i segreti della famiglia4 generazioni di donne in romanzo finalista a Premio Planeta

08 giugno 201919:07

– Il fascino di guardare indietro, il coraggio di aprire cassetti e vecchi scatoloni, di ritrovare diari e lettere impolverati dal tempo che in fondo raccontano chi sei. Ayanta Barilli ha affrontato il desiderio ma anche la paura d’indagare nei segreti familiari e dare voce ai silenzi che regnano in tutte le famiglie nel suo primo romanzo ‘Un mare viola scuro’, a cui è stato assegnato in Spagna il Premio Planeta finalista 2018, che è un riconoscimento al secondo vincitore. Il libro esce l’11 giugno in Italia per DeA Planeta nella traduzione di Claudia Acher Marinelli e sarà presentato il 17 giugno alla Casa delle Letterature di Roma. E’ la storia vera di una stravagante famiglia di artisti e intellettuali e di quattro generazioni di donne, quella della bisnonna Elvira, della nonna Angela, della madre Caterina e di Ayanta. Una storia di donne che hanno dovuto combattere contro i pregiudizi, tre figure femminili accomunate dall’aver scelto sempre uomini sbagliati e dall’essere state colpite dal cancro al seno.
Patti Smith, difficile battaglia climaA Taranto davanti a centinaia fan, “importante battaglia Greta”

TARANTO09 giugno 201915:34

– “Mia figlia è un’attivista per l’ambiente. E’ difficile in America esserlo, di questi tempi, con un presidente come Trump. Gli ambientalisti si battono contro i combustibili fossili, ma in America ancora si trivella ovunque. E’ una battaglia importante quella che stanno combattendo i giovani: guardate Greta, che a 15 anni sta cercando di motivare i ragazzi della sua generazione per ridurre l’inquinamento”. Così la “sacerdotessa” del rock Patti Smith in uno degli incontri del Medimex Taranto davanti a centinaia di fan di tutte le età. “La nostra generazione – ha detto – ha combinato abbastanza danni. Dobbiamo sperare che i giovani prendano in mano la situazione. Abbiamo un mondo in cui l’inquinamento è molto alto: continuiamo a produrre l’acciaio e accanto coltiviamo le cozze e non è la cosa più sana da fare”.
Si devono impegnare “non soltanto i ragazzi -ha sostenuto- ma anche noi dobbiamo impegnarci con il ‘cosiddetto’ presidente degli Stati Uniti anche se in questo momento è abbastanza difficile farlo”.
Ayanta Barilli, i segreti della famiglia4 generazioni di donne in romanzo finalista a Premio Planeta
09 giugno 201912:29

– AYANTA BARILLI, UN MARE VIOLA SCURO (DEA PLANETA, PP 400, EURO 17,00). Il fascino di guardare indietro, il coraggio di aprire cassetti e vecchi scatoloni, di ritrovare diari e lettere impolverati dal tempo che in fondo raccontano chi sei. Ayanta Barilli ha affrontato il desiderio ma anche la paura di indagare nei segreti familiari e dare voce ai silenzi che regnano in tutte le famiglie nel suo primo romanzo ‘Un mare viola scuro’, a cui è stato assegnato in Spagna il Premio Planeta finalista 2018, che è un riconoscimento al secondo vincitore. Il libro esce l’11 giugno in Italia per DeA Planeta nella traduzione di Claudia Acher Marinelli e sarà presentato il 17 giugno alla Casa delle Letterature di Roma.
E’ la storia vera di una stravagante famiglia di artisti e intellettuali e di quattro generazioni di donne, quella della bisnonna Elvira, della nonna Angela, della madre Caterina e di Ayanta. Una storia di donne che hanno dovuto combattere contro pregiudizi e costrizioni, tre figure femminili accomunate dall’aver scelto sempre uomini sbagliati e dall’essere state colpite dal cancro al seno di cui è morta la mamma di Ayanta quando lei aveva 9 anni e di cui la scrittrice ha scelto di portare il cognome, Barilli.
“Non mi interessa il presente e neppure il futuro. Mi interessa il passato perchè lo puoi raccontare. Sono sempre stata ossessionata dalla memoria, dal fermare le cose e sottrarle dall’oblio. Nel passato di tutti noi c’è un mondo intero da scoprire e tenere presente per vivere più sereni” dice Ayanta che vive in Spagna, a Madrid, da 30 anni, ma in questi giorni è in Italia, dove è nata. Ci riceve nell’antica villetta di famiglia, a Monteverde Nuovo a Roma, dove viveva all’ultimo piano con la madre e poi con la nonna e dove ora c’è la zia Carlotta. Un santuario della memoria pieno di quadri e foto di una famiglia d’artisti, da Bruno Barilli a Milena Pavlovic Barilli al cugino Leone, tra le persone a cui è dedicato il libro. “La palazzina la comprò con grandi sforzi nonna Angela. Era una casa dalle porte aperte ma solo ad artisti, scrittori e intellettuali e ospitò anche esuli antifranchisti” racconta Ayanta, figlia dello scrittore spagnolo Fernando Sanchez Dragò, due volte vincitore del Premio Planeta, sia quello principale che il secondo come finalista, che la madre Caterina aveva conosciuto proprio nel salotto di sua nonna. Con lui era partita negli anni ’60 verso l’Asia per poi tornare a Roma da sola quando era incinta di Ayanta e trovare più tardi un altro compagno con una figlia, Sandra. “Quando mia madre è morta non ci credevo, aspettavo che tornasse. Ad un certo punto però ho capito che non sarebbe stato così e ho cominciato a scrivere un diario, a fare disegni, per non dimenticare. Di mia nonna ho registrato su cassette il racconto della sua vita. Lei stessa aveva scritto un libro e lo aveva stampato da sola” spiega Ayanta, 50 anni, madre di Caterina e Mario, che è giornalista ed è stata anche attrice.
Proprio con la morte – quando Ayanta aveva 30 anni – di nonna Angela, figura determinante in questa storia, si apre il romanzo. “Le storie e i nomi sono reali, ma è tutto romanzato.
Ho usato tutto quello che per me era emotivamente scomodo ma non volevo che nessuno della famiglia si risentisse. Ho iniziato dall’ultimo capitolo” sottolinea la scrittrice. “A nonna Angela piaceva il racconto e dunque inventava, ricamava i fatti. Ho fatto un po’ la stessa cosa” dice l’autrice che quando ha cominciato a fare ricerche è rimasta sorpresa da alcune scoperte. “Non sapevo la storia della mia bisnonna Elvira che era stata rinchiusa al manicomio di Colorno e ho voluto vederlo.
A farla internare era stato il marito Evaristo, ribattezzato Belzebù dalle donne di famiglia. Bastavano due testimoni che dicessero che una donna era matta per farla entrare in manicomio. Spesso finivano lì donne che uscivano dall’ordine sociale, che erano intellettuali. Quella di Elvira è la storia di una donna a cui hanno tolto la voce” dice Ayanta. Tra le carte “i diari di mia madre, le sue poesie, scritti pubblicati su ‘Nuovi Argomenti’ e disegni” racconta l’autrice di questo romanzo autobiografico. “E’ un genere che va molto in questo momento e a me interessa perchè c’e’ verità e profondità. Non scrivo per le donne, scrivo per tutti” ci tiene a dire Ayanta che ha il dono del sorriso.
Morto Giorgio Bertani, editore Dario FoEditore ma anche politico e ambientalista

VERONA09 giugno 201914:47

– Lutto nel mondo della cultura e della politica veronese. E’ morto Giorgio Bertani, editore, militante politico, ambientalista, aveva 82 anni ed era malato da tempo.
Bertani nella sua attività di editore (fu legato da amicizia con Giangiacomo Feltrinelli) si distinse per avere pubblicato le opere di Dario Fo. Da attivista politico invece fu protagonista, nel 1962, del clamoroso rapimento del viceconsole spagnolo a Milano, organizzato con quattro amici. Il diplomatico venne tenuto sequestrato per 4 giorni finché il governatore militare di Barcellona commutò la condanna a morte per un attentatore antifranchista in 30 anni di carcere. Bertani fu condannato a 6 mesi con sospensione della pena. Consigliere comunale dei Verdi a Verona dal 2002 al 2007 e poi di Circoscrizione, Giorgio Bertani dopo la chiusura della sua casa editrice si è impegnato nelle battaglie ambientaliste e culturali.
Ligabue, niente è come un concertoA Reggio Emilia le prove generali dello Start Tour 2019

REGGIO EMILIA09 giugno 201919:34

“Oggi riesco a gestire meglio la differenza tra l’essere su o giù da un palco, ma il live per me resta una sorta di dipendenza. Mi diverto in tanti modi, ma niente è come un concerto”. Lo racconta così, Luciano Ligabue, il suo rapporto con live, a pochi minuti di distanza dal termine della prova generale dello Start Tour 2019 e direttamente dal palco che ieri sera alla Fiera di Reggio Emilia è servito al rocker di Correggio e alla sua band per testare ogni dettaglio, in vista della partenza del tour di venerdì 14, allo Stadio San Nicola di Bari. In scaletta, un totale di diciannove brani, oltre ai bis e compresi due medley di brani più che celebrati di una lunga carriera. “La scaletta degli stadi, nei quali sono andato a suonare per la prima volta ventidue anni fa, è sempre un ‘problema’ – ha detto Ligabue – perché tendo a dare per scontato che a sentirmi verrà anche un pubblico occasionale, oltre ai fan, e qualcuno che magari arriva per la prima volta e poi forse non verrà mai più. Ritengo quindi importante far sentire buona parte del materiale nuovo e una sfilata delle canzoni tra le più famose.Questa volta ho trovato l’escamotage dei due medley: uno voce e chitarra e uno in chiave club rock, che mi permettono di far sentire qualcosa in più e di rendere lo spettacolo un po’ diverso dal solito”. Se il primo dei due medley in questione è in modalità voce e chitarra e cambierà praticamente ogni sera, il resto della scaletta è in gran parte definito, per uno spettacolo che si apre con ‘Polvere di stelle’ e ‘Ancora noi’, a presentare il Liga al suo pubblico per uno show di oltre due ore, tra presente e passato. Tra le tante, ci saranno ‘A modo tuo’ (“uno dei brani che quando ho cominciato a suonare dal vivo mi sono accorto essere cantato dal pubblico anche più di canzoni più famose” a detto Ligabue) come ‘Si viene e si va’, ‘Luci d’America’ e ‘Bambolina e barracuda’, ma anche ‘Marlon Brando è sempre lui’, ‘Mai dire mai’ e ‘La cattiva compagnia’.”La cattiva compagnia è quella che ci popola – ha detto il rocker di Correggio -, i fantasmi e le paure che ci bloccano e non ci permettono di essere come vorremmo. Credo di parlare a nome di tanti perché in molti hanno dentro di loro una cattiva compagnia, anche se magari non la chiamano così ma forse la indicano come incapacità di essere felici”. Il palco è quello sormontato da sette schermi, compreso uno triangolare a forma di ‘play’ e due iconiche e gigantesche lettere L, le stesse che campeggiano su una delle chitarre utilizzate durante il concerto e che stanno lì come a dire: benvenuti, il mio nome è Luciano Ligabue e questo è il mio show, con le mie canzoni. Come sulla copertina di ‘Start’, dove campeggia un primissimo piano del cantautore col vizio del rock, spesso sui maxischermi è proprio la faccia del Liga ad apparire da vicino e senza filtri. “Il mio desiderio è sempre stato quello di essere un cantautore, ma con il suono di una band – ha confessato Ligabue – perché ho bisogno di persone con le quali sentirmi complice. Abbiamo lavorato tanto e tutti per questo tour e a partire da domani passerò il tempo chiedermi quando arriverà venerdì”. Sul palco con Ligabue ci sarà anche il fedelissimo Federico Poggipollini, con il quale quest’anno Luciano festeggia le ‘nozze d’argento’, artisticamente parlando. “Me lo ha ricordato Luciano – ha detto Poggipollini – e vedremo di festeggiare in qualche modo durante il concerto di Bologna. Non abbiamo nemmeno avuto una crisi dei sette anni, salvo un breve periodo allontanamento momentaneo”. Oltre a ‘Capitan Fede’, della band fanno parte Max Cottafavi alle chitarre, Davide Pezzin al basso e Ivano Zanotti alla batteria e percussioni. Dopo la prima tappa di Bari, il tour negli stadi proseguirà verso il San Filippo di Messina (17/6), l’Adriatico di Pescara (21/6), l’Artemio Franchi di Firenze (25/6), San Siro a Milano (28/6), Olimpico di Torino (2/7), Dall’Ara di Bologna (6/7), Euganeo di Padova (9/7), per chiudere allo Stadio Olimpico di Roma il 12 Luglio.

Napoli Festival, apre l’ultimo NekrosiusCoinvolgente spettacolo di denuncia su testi Nobel Aleksievic

#goog_1261018097 – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREPaolo PetroniNAPOLI09 giugno 201919:35

Uno spettacolo particolare questo ”Zinc (Zn)” sull’Urss degli anni, i primi ’80, della guerra in Afghanistan e di Cernobyl, ultimo di Eimuntas Nekrosius, scomparso improvvisamente a 66 anni il 20 novembre scorso, con cui si apre alla grande il Napoli Teatro Festival, omaggiando il grande regista lituano anche con una mostra a Palazzo Fondi. Foto, bozzetti, appunti, manifesti, oggetti di scena ne raccontano il percorso artistico dal 1977, quando firmò la sua prima regia, alla prima tournée internazionale nel 1984 con ”Pirosmani, Pirosmani”, puntando in particolare sul lavoro svolto dal 1998, quando fondò il suo teatro Meno Fortas in una ex tipografia di Vilnius, e fino ad oggi, passando per i suoi stupefacenti Cechov e Shakespeare che ne hanno fatto una figura di rilievo mondiale. Particolare perché come sempre non sviscera, smonta, esplora in maniera e con fantasia personalissima un testo, ma finisce pere essere un lavoro documentario di denuncia basato sulla parola, quella dei testimoni raccolta e riscritta dal premio Nobel per la letteratura 2015 Svetlana Aleksievic (edita in Italia da E/O), cui i tempi, le atmosfere, le invenzioni sceniche, i suoni e rumori e naturalmente gli attori, tutti bravissimi e anche espressione di quella forte fisicità su cui lavorava sempre Nekrosius, danno una forza drammatica più emotiva e coinvolgente man mano che procedono le circa tre ore di questo lavoro, riallestito dal figlio quarantenne Marius del regista, di cui era scenografo, assieme alla madre costumista Nadezda Gultiajeva. Uno spettacolo esemplare sulla mostruosità della guerra, parlando di una guerra orribile e feroce come fu quel Vietnam che fu per la Russia l’Afghanistan, che massacrò una generazione riportando in patria, con tante, troppe bare di zinco (da cui il titolo), giovani segnati nel profondo, disturbati, incapaci di reinserirsi nella vita civile normale. Il racconto di un paese che sembra non avere alcun rispetto per la vita umana e le sofferenze della gente, che cerca di cancellare, come dimostra anche nel 1986 la gestione dell’esplosione del reattore atomico di Cernobyl al momento dell’incidente e poi nella costruzione del sarcofago che avrebbe dovuto seppellire quel mostro radioattivo per sempre e lo ha fatto malissimo. In scena sempre la stessa Svetlana (interpretata da Aldona Bendoriute) che trascina simbolicamente sempre con sé un grande registratore a bobine e incontra i reduci, le loro madri, che raccontano le loro tragiche storie atroci in una serie di bellissimi, terribili monologhi di grande impatto per la forza, tra scrittura e interpretazione, della loro verità, del punto di vista personale di chi lo ha vissuto, tutto in uno spazio astratto, vuoto, dove a far da padrone è un gioco mimico di tante belle invenzioni accanto ad alcune altre criptiche, come a voler certe volte creare per forza azione attorno agli interventi in prima persona. Due donne, la madre di un reduce che un bel giorno con la mannaia di cucina fa a pezzi una persona e poi rimette tutto in ordine come nulla fosse, e la moglie di un pompiere mandato come fosse un normale incendio ad affrontare lo scoppio di Cernobyl e morto poi in 14 giorni di incredibili mutazioni e sofferenze, aprono e chiudono lo spettacolo che, in maniera assolutamente non didascalica, vuol ricordare cosa è accaduto ”per distruggere e trasformare tanto profondamente un paese che non esiste più come era”, stando alle ultime parole della stessa protagonista.

Su Sky serie su tragedia ChernobylIn 5 episodi storie eroi che cercarono di arginare catastrofe

9 giugno 201919:38

– Una delle peggiori catastrofi mai provocate dall’uomo, raccontata attraverso gli atti di coraggio di quanti provarono a salvare l’Europa da un disastro di proporzioni inimmaginabili. A 33 anni da quella tragedia, Chernobyl, la nuova produzione originale Sky e HBO, ripercorre le vicende legate alla tristemente famosa centrale nucleare nell’ex Unione Sovietica, esplosa nel 1986 a 120 chilometri da Kiev. La miniserie in cinque episodi è attesa al debutto il 10 giugno in esclusiva su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv.
Tra bugie e viltà, coraggio e tenacia, fallimento e nobiltà umana, la serie racconta come e perché accadde ciò che sembrava impossibile, approfondendo le commoventi e straordinarie storie degli eroi che rischiarono la vita per arginare la catastrofe.
Ex-Otago, arriva nuovo singoloL’annuncio al debutto del tour al Nameless Music Festival

09 giugno 201919:39

– È partito ieri dal palco del Nameless Music Festival, con il primo bagno di folla dell’estate, La notte chiama tour, il nuovo viaggio live degli Ex-Otago prodotto da Magellano Concerti, che dopo aver riempito i club, li porterà nei festival più importati d’Italia. Uno show di grande musica, emozioni, balli, momenti di riflessione e tante sorprese. La prima sorpresa arriva in occasione del debutto del tour: proprio dal palco del Nameless infatti la band ha annunciato La notte chiama feat. Izi, il nuovo singolo con il contributo del rapper genovese, da domani in presave su Spotify e da venerdì 14 in radio e su tutte le piattaforme digitali. La notte chiama tour farà tappa nelle città dove gli Ex-Otago hanno già ricevuto l’affetto e il calore del pubblico e in molte altre nuove location in cui sono attesissimi. Tra queste anche il Tuborg Open Fest a Milano (27 giugno) e il Rock in Roma (19 luglio).
Torna Con il cuore, nel nome FrancescoSerata di solidarietà dei frati di Assisi trasmessa dalla Rai

ASSISI (PERUGIA)09 giugno 201919:23

– Ritorna la serata di solidarietà dei frati del Sacro Convento di Assisi “Con il Cuore, nel nome di Francesco”. Dedicata alla raccolta fondi per aiutare le mense francescane in Italia, i bambini portatori di handicap in Africa e i giovani delle periferie del mondo che non hanno accesso a strutture sociali, educative e sanitarie.
Lo spettacolo è in programma lunedì 10 giugno sul sagrato della Basilica di San Francesco e sarà condotto da Carlo Conti, alla presenza dell’amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.
Verrà trasmesso alle 20.35 in diretta tv su Rai1 e su Rai Radio1. Si esibiranno Giovanni Allevi, Amara, Renzo Arbore e l’Orchestra italiana, Enrico Brignano, Pierdavide Carone, Simone Cristicchi, Dear Jack, Andrea Griminelli, Gio di Tonno, Fiorella Mannoia, Antonio Mezzancella, Fabrizio Moro, Nek, Enrico Nigiotti, Piccolo Coro dell’Antoniano, Francesco Renga, Carly Paoli, Paola Turci e Paolo Vallesi. Ci saranno poi “testimoni di solidarietà e fraternità”.
The Floating Piers di Christo al cinemaDal 16/6 l’epica impresa sul Lago d’Iseo in film di Paoinov

9 giugno 201919:36

La sfida, camminare sull’acqua. Il sogno, trasformare l’intero Lago d’Iseo in un’opera d’arte contemporanea. Con quelle passerelle galleggianti color arancio scintillante, nel 2016 è stato l’evento espositivo più visto in Italia: un milione e mezzo di visitatori in due settimane, incoronato anche come la più bella opera di Land Art dell’anno. Oggi la storia di The Floating Piers, la spettacolare installazione dell’artista bulgaro Christo Yavachev arriva al cinema, dal 16 al 19 giugno, con Christo – Walking On Water, documentario del regista Andrey Paounov, in sala per I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Un’avventura, quella del Floating Piers, che in realtà inizia molto prima del 2016, come racconta il film, già passato al Festival di Locarno e ora presentato al Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna il 16 giugno. Un primo progetto era stato infatti concepito da Christo insieme alla moglie e partner artistica Jeanne-Claude (scomparsa nel 2009) sin dal 1969 per Rio de la Plata in Argentina. Negli anni insieme i due hanno realizzato monumentali opere lavorando su monumenti, ponti, elementi naturali e reinterpretando paesaggi e architetture con immense installazioni come The Wrapped Reichstag Building a Berlino, The Umbrellas in California e Giappone, The Wrapped Coast in Australia e The Pont Neuf a Parigi. E, a 82 primavere, Christo sta lavorando ancora alla mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi mentre si parla di ”impacchettare” l’Arco di trionfo a Parigi in occasione di una grande retrospettiva al Centre Pompidou nella primavera 2020. Ma quella prima proposta di un molo gonfiato lungo 2 mila metri non andò in porto, come la successiva per Tokyo. Fino al 2014, quando Christo arriva in Italia per un sopralluogo. Dopo una serie di test tra Germania e Mar Nero, nel 2015 si procede finalmente con la fabbricazione dei vari componenti e a gennaio 2016 i sommozzatori iniziano a installare 240 ancore e 50 contrappesi nel lago d’Iseo. Il tessuto Dahlia giallo viene portato in elicottero e applicato solo il 15 giugno, tre giorni prima dell’inaugurazione della passerella lunga 3 chilometri che per 16 giorni ha permesso a tutti di camminare tranquillamente sull’acqua. ”Ho lavorato su Chirsto – Walking on Water per 18 mesi, rimanendo in contatto quotidiano con il protagonista”, racconta il regista Paounov, che nel film segue questa epica e memorabile follia, ma anche le complesse trattative a metà fra arte e politica, le sfide ingegneristiche e forza della natura, tra vedute a volo d’uccello e riprese in stile fly-on-the-wall. Il tutto mentre prende forma il sogno di un artista e si svela l’uomo che lo insegue. ”Christo – prosegue – è uno dei personaggi su cui si possono trovare più informazioni dei nostri tempi. L’abilità, quindi, non era tanto catturare la sua immagine, ma scolpirla. La mia conclusione personale è che per Christo l’arte è un processo, non un risultato finale. The Floating Piers è la ciliegina sulla torta, ma la vera eccitazione viene dall’immaginare le possibilità, superare la burocrazia, domare le forze della natura. Il titolo del film, Chisto – Walking on Water ha un doppio significato. È un riferimento all’esperienza offerta da The Floating Piers, ma rappresenta anche il mio obiettivo finale: camminare sulle orme di Christo e della sua creazione”.

Box office Usa, Pets 2 esordisce in vettaDelude il nuovo episodio di X-Men, secondo. Sul podio Aladdin

09 giugno 201919:38

– Pets 2 conquista la vetta del box office Usa, incassando nel week end di esordio 48 milioni di dollari (comunque in netto calo rispetto al primo capitolo, che superò i 100 milioni). A deludere è soprattutto il nuovo episodio della saga dedicata agli X-Men: Dark Phoenix non va oltre i 33 milioni di dollari al debutto, molto al di sotto dei precedenti episodi. All’ultimo gradino del podio Aladdin, che alla terza settimana di programmazione fa suoi altri 24,5 milioni per un totale di 232 milioni.
Pesaro Film Fest, apre Butch CassidyDal 15 al 22 giugno. Nessun italiano in concorso

07 giugno 201919:15

– In apertura una proiezione in piazza per i 50 anni di Butch Cassidy di George Roy Hill, con la coppia d’oro Paul Newman – Robert Redford, “la quintessenza del buddy movie”; un focus sul cinema italiano di genere (richiamato anche dal manifesto dell’edizione 2019 del Festival, realizzato dal fumettista Roberto Recchioni), da Lucio Fulci (Sette note in nero) a Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot); il cinema in spiaggia, anche a 35 mm, e fra gli omaggi, quello a Bertolucci, con il video dell’intervista realizzata dal regista nel 2011 con Adriano Aprà e Bruno Torri.Sono fra i percorsi della 55/a Mostra Internazionale del nuovo cinema di Pesaro (15 – 22 giugno), che continua a unire sguardi alla settima arte fra passato e futuro, fra maestri e nuove voci. Una novità di quest’anno, nel ricco programma, sono gli incontri di Fuoricinema a cura di Walter Veltroni, con Giovanni Floris, che svela la sua anima da appassionato di cinema, e Lino Banfi. Per il concorso internazionale di Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Micciché, si va dal dal Giappone (Kamagasaki Cauldron War di Leo Sato) alla Spagna con Inland/Meseta di Juan Palacios. “Sono sette film in cui con gli altri membri del comitato di selezione, ci riconosciamo completamente” dice Pedro Armocida, direttore del Festival. Una competizione dove non figurano film italiani: “Ho un atteggiamento molto laico su questo – commenta -. Vedendo soprattutto opere prime e seconde non ho trovato film adatti ad essere inclusi”.Il cinema italiano, resta comunque protagonista, non solo attraverso il genere (nelle retrospettiva, fra gli altri, anche film di Sergio Leone, Dario Argento, Elio Petri, Pupi Avati, i Manetti Bros e Edoardo De Angelis), ma anche con l’avanguardia della sezione ‘Satellite’, che presenta titoli come Watna di Lorenzo Casali e Micol Roubini e Variazioni luminose nei cieli della città di Giuseppe Spina. Fra le proiezioni speciali anche anteprime mondiali come quella di White flowers di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani. “Io credo che l’industria cinematografica italiana stia morendo – dice netto Adriano Aprà, uno dei punti di riferimento della critica cinematografica italiana e direttore della mostra di Pesaro dal 1990 e il 1998, che al Festival, viene raccontato quest’anno da un documentario di Pasquale Misuraca -. Si producono 200 film all’anno, una pura follia, un suicidio programmato. Per fortuna è già sorto un altro cinema italiano di gran lunga migliore, con autori come Di Trapani e Marco De Angelis, che purtroppo viene perlopiù ignorato dall’industria e la critica”. Spazio inoltre, fra gli altri, agli omaggi per i 30 anni di Fuori Orario, i 20 anni di Stracult e alla cineasta Barbara Hammer, pioniera del cinema lesbico, scomparsa a marzo. Tra le retrospettive quella sul materiale video di Alberto Grifi e sul cinema della regista e videoartista Lee Anne Schmitt. Lo sguardo di donna sul cinema, torna con le opere di cinque registe nel Focus del cinema spagnolo, di altre cinque al centro di ’10 anni di cinema russo e ‘Femminismi – Lezioni di storia”: senza idee di quote rosa, ma “per creare un reale spazio di visibilità”.

Oltre 2 milioni in tv per l’omaggio a CorradoShare del 13,75% per l’ultima puntata della Corrida del 220 dicembre 1997

09 giugno 201917:35

Oltre 2 milioni di spettattori hanno ‘rivisto’ l’ultima puntata della Corrida di Corrado, riproposta sabato sera su Canale 5 nel ventennale della scomparsa del conduttore, considerato uno dei padri fondatori della tv italiana, insieme a Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Su Canale 5 La Corrida – Omaggio a Corrado ha infatti registrato 2.478.000 telespettatori con uno share del 13,75%. A vent’anni dalla scomparsa, avvenuta a Roma l’8 giugno 1999, Canale 5 ha infati deciso di rendere omaggio a Corrado con la puntata del 20 dicembre 1997 della Corrida, il suo programma più amato del che ideò insieme al fratello, Riccardo Mantoni, e che condusse prima in radio e poi in tv per 10 edizioni dal 1986 al 1997, con un successo trionfale. Corrado Mantoni, in arte semplicemente Corrado, con la sua ironia, è entrato nel cuore di milioni di italiani. “Per tutti noi che abbiamo intrapreso il mestiere di presentatore – dice Gerry Scotti, che ha introdotto la puntata speciale – la sua è stata una grande lezione, ma Corrado era inarrivabile, inimitabile e insostituibile”.

‘Con il Cuore’, serata benefica per i frati di AssisiCondotta da Carlo Conti, partecipazione di un cast musicale d’eccellenza

09 giugno 201916:01

Lunedi, alle 20.35 in diretta su Rai1 e Radioi1 dalla Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco d’Assisi, Carlo Conti conduce la serata benefica di solidarietà dei frati del Sacro Convento di Assisi, che da 17 anni aiuta e sostiene chi soffre e chi si trova in difficoltà. Giunta alla XVII edizione l’evento di solidarietà “Con il Cuore nel nome di Francesco” è promosso dai Frati del Sacro Convento di Assisi.LE TUE VACANZE IN ALBANIAScopri le meraviglie della Terra delle Aquile da 20€ al giorno AlbaniaTravel.comSCOPRIhttp://acdn.adnxs.com/dmp/async_usersync.html?gdpr=0&seller_id=4009&pub_id=1242079 L’evento solidale vedrà la partecipazione di un Cast d’eccellenza tra cui: Nek, Francesco Renga, Fiorella Mannoia, Enrico Nigiotti, Fabrizio Moro, Simone Cristicchi, Dear Jack con Pierdavide Carone, Paola Turci e poi Giovanni Allevi accompagnato da un’orchestra d’Archi, il soprano Carly Paoli accompagnata dalle magiche note del flauto di Andrea Griminelli… e poi ancora Giò di Tonno, Paolo Vallesi, Amara, Antonio Mezzancella con le sue imitazioni, il Piccolo Coro dell’Antoniano che eseguirà il brano scritto appositamente da Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, la comicità di Enrico Brignano e dulcis in fundo la straordinaria partecipazione di Renzo Arbore accompagnato dalla sua Orchestra Italiana. Anche quest’anno “Con il Cuore nel nome di Francesco” andrà in onda in diretta radiofonica su Rai-Radio1 con la conduzione affidata a Gian Maurizio Foderaro e a Marcella Sullo. Il programma andrà in onda in Replica Domenica 16 Giugno alle 15,50 circa sempre su Rai1.         

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Kate Moss nuovo volto Giorgio Armani
Protagonista campagna autunno inverno firmata da Alas & Piggot

06 giugno 2019 13:12

– Kate Moss è il volto della campagna Giorgio Armani per l’autunno-inverno, scattata da Mert Alas & Marcus Piggot. Negli scatti dei fotografi, che in passato hanno già collaborato con Giorgio Armani, l’ambiente è ridotto a uno spazio essenziale, tagliato da luci decise, nel quale emerge la figura di Kate Moss, per la prima volta interprete dello stile Armani.
“Kate Moss – spiegano dalla maison – è una donna dalla bellezza singolare, scelta per la sua personalità ed energia, fuori dalle mode del momento”. Insieme a lei i modelli Daisuke Ueda e Thijs Stenneberg interpretano la parte maschile della collezione Giorgio Armani Autunno/Inverno 2019/20, presentata, per la prima volta insieme a quella femminile, lo scorso febbraio all’Armani/Silos.
Apre festival delle radio universitarie nel nome di MegalizziIl progetto nasce per spiegare ai giovani le istituzioni europee
06 giugno 201919:35

– Non poteva non essere dedicata ad Antonio Megalizzi la 13/a edizione del FRU – Festival delle Radio Universitarie, in programma dal 6 all’8 giugno all’Università di Roma Tre, che quest’anno si occuperà del binomio Europa e radio. Organizzato da RadUni (Associazione Operatori Radiofonici Universitari Italiani) e dall’ateneo capitolino, il Festival si è aperto il 6 giugno alle 15 alla presenza dei genitori di Antonio Megalizzi e della sua fidanzata Luana Moresco che, in una conferenza stampa allestita nel piazzale del Rettorato, in mezzo a un via vai di studenti appassionati di radio e giornalismo – proprio come era Antonio – ha annunciato la nascita nei prossimi mesi di una fondazione dedicata al giovane giornalista, redattore di Europhonica, scomparso nell’attentato di Strasburgo lo scorso 11 dicembre.”La Fondazione Megalizzi sarà un modo non solo per ricordare Antonio ma per permettergli di portare avanti ciò in cui credeva”, spiega la fidanzata Luana, “ci sono tanti giovani che credono nell’Ue ed è importante che abbiano la possibilità di esprimere il proprio pensiero. Speriamo di riuscire a spiegare senza mai banalizzare le istituzioni europee come faceva tutti i giorni Antonio, capace di raccontare l’Europa con un linguaggio accessibile a tutti”. Molto intenso il programma del festival, che accoglierà più di 300 partecipanti da tutta Italia e trasformerà l’ateneo in un villaggio radiofonico, tra dirette, interviste, contest per nuovi conduttori e format. Tanti gli ospiti attesi e stasera grande concerto in ricordo di Antonio, con Renzo Rubino, Silvia Oddi, The Shalalalas, The leading guy.”Questo Festival delle radio universitarie è dedicato alla memoria di Megalizzi ed è improntato al suo esempio, dal momento che Antonio è per noi il modello dello studente impegnato, animato da una reale passione per quel che succede nel mondo” dice Luca Pietromarchi, rettore dall’Università Roma Tre, “la radio è stata per lui uno strumento naturale per comunicare, accendere il dibattito e cercare le persone che si interessavano della società in senso lato. La sua passione coincide con la vocazione di ogni radio, cioè non solo una scatola che produce rumore ma strumento che produce pensiero”. “Questa iniziativa coniuga il potere della radio al linguaggio dei giovani, ma è anche un’occasione formativa per riflettere sul futuro della comunicazione radiofonica. Fare radio insegna a pensare e dà una marcia in più: Antonio Megalizzi era un giornalista eccellente proprio perché aveva lavorato in radio”, afferma Marta Perrotta, direttore programmi Roma Tre Radio, la web radio ufficiale dell’ateneo.

Modà, il nuovo album esce in autunnoA dicembre anteprima del tour nei palasport

06 giugno 201914:18

– I Modà sono al lavoro sul nuovo album di inediti che uscirà in autunno e a dicembre si esibiranno live nei palasport per un’anteprima del tour. Il nuovo singolo uscirà il 21 giugno, anticipando il settimo disco della band campione d’incassi.
Queste le date dell’anteprima tour nei palasport: 2 dicembre all’Unipol Arena di Bologna; 4 dicembre al Mediolanum Forum di Assago (Milano); 7 dicembre al Brixia Forum di Brescia; 8 dicembre al Pala Alpitour di Torino; 11 dicembre al Mandela Forum di Firenze; 14 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma. Il tour è prodotto e organizzato da Friends & Partners. Il 6 giugno i Modà sono tra gli ospiti dei Seat Music Awards in onda su Rai1, per celebrare il loro ritorno proprio su quel palco dove due anni fa avevano comunicato che si sarebbero presi una pausa.
L’arte ritrovata in 50 anni da CCDa affreschi Pompei a falsa Artemide, ai Musei Capitolini
06 giugno 201914:50

– Ercole schiavo d’amore della regina Onfale e la Battaglia delle Amazzoni, così viva che pare di toccare i muscoli tesi, di cui sembravano ormai perse le tracce.
Gli affreschi pompeiani restituiti, dopo lunghe trattative, dal Getty di Malibu e dal Metropolitan di New York. I tre olii del Garofalo, Carracci e Guercino, rubati durante i riallestimenti dei Musei Capitolini nel 1999 e rivenuti poco dopo a Latina. E poi, quasi in un confronto all’americana, ecco l’Artemide marciante celebrata da Augusto, con versione originale trafugata e le sue copie false in gesso e marmo. Sono i 50 anni di opere e storie de L’arte ritrovata, mostra fino al 26/1 ai Musei Capitolini, per celebrare mezzo secolo di impegno dell’Arma dei Carabinieri e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale nel recupero e salvaguardia di tanti capolavori. ”Una mostra quasi antologica”, dicono i curatori Daniela Porro e Alessandro Mandolesi, con 30 opere, aggiunge il Colonello Alberto Deregibus, ”esempio anche di una nuova cultura della legalità”

Festival Pirandello e del ‘900 a TorinoDal 10 giugno all’11 luglio, oltre al nome tante le novità

TORINO06 giugno 201915:23

– La 13/a edizione del Festival nazionale Luigi Pirandello, a Torino dal 10 giugno all’11 luglio, presenta diverse novità tra cui la fusione con il Polo del ‘900, ora citato anche nel nome del festival stesso, tra le realtà culturali più attive di Torino e che ora inaugura un nuovo spazio per eventi cittadini, il cortile esterno, grazie al contributo della Compagnia di San Paolo.
Il festival, nato nel 2007 per celebrare il soggiorno del premio Nobel siciliano nel 1901 a Coazze (Torino), ospite della sorella Tina, nonché l’importanza dei teatri torinesi Carignano e Alfieri nella sua attività di drammaturgo, si tiene in diversi luoghi cittadini, oltre al Polo, tra cui Rai, Circolo dei lettori, Circolo della Stampa, la Tesoriera, Mercato Centrale.
Il cartellone 2019 presta particolare attenzione alla storia del ‘900 e alla figura delle donne del secolo e nella vita di Pirandello. Tra gli ospiti anche Neri Marcorè, il 19 giugno al Polo, con uno spettacolo dedicato alla storia recente, tra monologhi e canzoni.

Nuova vita per la Rupe Tarpea, Gucci mecenateDalla maison 1,6 milioni. Sindaca Raggi, un atto d’amore per Roma

06 giugno 201919:27

– La Rupe Tarpea, la parete rocciosa del Campidoglio da cui nell’antichità – secondo alla trazione – venivano gettati i traditori della patria, sta per rinascere a nuova vita. E’ l’obiettivo della partnership tra la Sovrintendenza Capitolina e la casa di moda Gucci che ha deciso di finanziare con 1,6 milioni di euro, da erogare in due anni, un progetto che prevede: la manutenzione conservativa dei giardini esistenti, chiusi al pubblico da diversi anni; la valorizzazione delle aree verdi delle pendici del Colle; il recupero di alcuni affacci panoramici ora inagibili. I lavori, stando al cronoprogramma, termineranno nel 2021.”Ringrazio Gucci per questo atto d’amore per la città. La Rupe Tarpea tornerà a vivere e, grazie alla splendida cornice del Foro Romano e del Colosseo, diventerà un luogo unico e suggestivo anche per ospitare importanti eventi culturali ed artistici”, afferma la sindaca Virginia Raggi. Tutte le operazioni verranno modulate in modo da permettere una fruizione progressiva delle aree. Per Marco Bizzarri, presidente e Ceo di Gucci “poter dare un contributo di civiltà alla città eterna, alla città che ha dato i natali al nostro direttore creativo e che ospita il nostro ufficio stile è per me un onore immenso. Contribuire al recupero della Rupe Tarpea e alla sua restituzione ai Romani, oltre che ai visitatori come me, è per tutta la Gucci, e ovviamente anche per me, una gioia infinita”. Il piano viene annunciato dopo che a fine maggio i Musei Capitolini hanno ospitato la presentazione della collezione Gucci Cruise 2020.Non è la prima iniziativa della casa di moda per promuovere il patrimonio artistico e culturale e, peraltro, a Roma si inserisce in una serie di restauri che negli ultimi anni sono stati finanziati da note maison: da Fendi (Fontana di Trevi) a Bulgari (Scalinata di Trinità dei Monti). Solo la scorsa estate dalla rupe Tarpea ci fu una mini-frana. Caddero dei frammenti edilizi moderni, ovvero dei ‘tamponi’ realizzati in epoca moderna sulla rupe, con dei pezzettini di tufo. Adesso la prospettiva è quella di rendere completamente fruibile tutta l’area. Parola della Sovrintendente Capitolina, Maria Vittoria Marini Clarelli: “La valorizzazione del Colle Capitolino, grazie a Gucci, renderà completamente fruibile e accessibile il luogo dove si concentrano tutte le fasi della storia della nostra città. Un recupero che permetterà ai cittadini e ai turisti di godere anche delle straordinarie suggestioni delle vedute panoramiche dall’alto della collina”.

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I Mondi di Riccardo Gualino a Torino
Ai Musei Reali in collaborazione con Bankitalia e Archivio Stato

TORINO06 giugno 201916:44

– Torino celebra Riccardo Gualino, collezionista, imprenditore biellese, mecenate tra i più importanti del ‘900 con una mostra, dal 7 giugno al 3 novembre, nelle Sale Chiablese dei Musei Reali, grazie alla collaborazione con Banca d’Italia e l’Archivio Centrale dello Stato.
Con 320 opere tra cui capolavori di Botticelli, Duccio da Boninsegna, Veronese, Manet, Monet, Casorati, oltre a preziose opere di arte cinese, la mostra, curata da Anna Maria Bava e Giorgina Bertolino, e frutto di un lavoro di ricerca e archivio durata due anni, è un viaggio nella vita di Gualino e di sua moglie Cesarina Gurgo Salice, dagli anni di grande successo economico al crack nel 1930, all’esilio ordinatogli da Mussolini e poi al rientro a Roma. Per la Banca d’Italia, che ha messo a disposizione 41 opere delle circa 120 di Gualino rilevate nel 1939 dal crack, la mostra rappresenta un importante passo del suo progetto di rendere fruibile la grande collezione. Presenti all’inaugurazione anche i pronipoti di Gualino.
Scala crea cori in scuole di periferiaIl 31 maggio 2020 grande concerto sul palco del teatro

06 giugno 201916:51

– La Scala di Milano va nelle scuole di periferia. E’ lì infatti che nasce il progetto ‘La Scala fa scuola. Un coro in città’, che coinvolge direttamente l’Accademia della Scala.
All’Accademia è stato concepito un corso per direttori di coro che insegni a dieci giovani a guidare i cori che saranno create nelle dieci scuole milanesi indicate dall’Ufficio Scolastico. Scuole ad esempio nella multiculturalissima via Padova (l’Istituto Ciresola), o a San Siro-Baggio, zona di case popolari (istituto Munari). Si tratterà di cori di circa 25 bambini ciascuno che il 31 maggio del prossimo anno si esibiranno tutti insieme con il coro delle voci bianche della Scala nel palco principale del teatro. “Apprezzo la capacità della Scala di aprirsi e allinearsi alla città” ha detto il sindaco Giuseppe Sala alla presentazione dell’iniziativa sostenuta anche dalla fondazione Tim.
Lontano da te, fiction con Tiberi e Montaner su Canale 5Dal 9 giugno una produzione Mediaset Italia-Spagna

06 giugno 201919:36

Lui avrebbe tanto bisogno di potersi permettere un po’ di instabilità e qualche imprevisto. A lei farebbe bene un po’ di quella normalità che ha sempre detto di detestare. Domenica 9 giugno, in prima serata su Canale 5, debutta “Lontano da te”, la nuova commedia romantica internazionale con Megan Montaner e Alessandro Tiberi, prodotta per la prima volta insieme da Mediaset Italia e Mediaset Espana.”Lontano da te” è il racconto di un amore incredibile e imprevisto, fatto di realtà e immaginazione. È la storia di Candela (Montaner) e Massimo (Tiberi), una ballerina di Siviglia e un imprenditore romano, due persone completamente diverse, due caratteri agli antipodi, due vite parallele che però non possono fare a meno di incontrarsi.
La serie è diretta da Ivan Silvestrini ed è stata girata tra Siviglia, Roma e Praga. Partner della co-produzione Italia-Spagna è la società Cross Productions. Nel cast anche Teco Celio, Pamela Villoresi, Pepón Nieto, Mariola Fuentes, Celia De Molina, Roberto Campillo, Christian Ginepro, Antonio Zavatteri, Ivan Franek e Juan Fernández.Massimo è figlio della ricca borghesia imprenditoriale, fa l’amministratore delegato dell’azienda di famiglia, la “Salvatori Tour”, un tempo il primo tour operator italiano, oggi ditta in crisi conclamata. Trascina da diversi anni il fidanzamento con Francesca (Valeria Bilello), medico internista che cerca di sbloccare la routine della sua relazione.Candela, invece, vive in un piccolo appartamento con la madre (Rosario Pardo), donna moderna e stravagante che l’aiuta con il figlio di nove anni, Pepe (Roberto Campillo), avuto dal compagno Chino (Carlos Librado), attualmente in carcere per truffa, fa la ballerina e l’insegnante di flamenco in una scuola che rischia di chiudere perché è costantemente in ritardo nel pagare l’affitto. Tutto comincia a Praga, dove i protagonisti si scontrano per caso ed è subito odio a prima vista. L’incompatibilità tra Massimo e Candela è evidente: troppo diversi anche per prendere un caffè insieme. Eppure, non riusciranno più a separarsi. Una volta tornati nei rispettivi Paesi, eccoli comparire all’improvviso sotto forma di “visioni”, ciascuno nella vita dell’altro. Sarà dura da accettare, ma da quel momento in poi i due avranno a che fare con questo strano fenomeno delle improvvise “apparizioni”, pretendendo di influenzarsi a vicenda, di giudicarsi nei comportamenti e nelle scelte… Sogno? Magia? Follia? Qualsiasi sia l’origine del fenomeno, il risultato sentimentale tra i due giovani è imprevedibile e sorprendente.

San Carlo, ‘apre’ La Dama di Picche11 dicembre, sul podio Valcuha. Tornano Mehta e Muti

NAPOLI06 giugno 201918:56

– Si aprirà con ‘La Dama di Picche’ di Čajkovski, sul podio il direttore musicale del lirico napoletano Juraj Valcuha, la stagione 2019-20 del teatro di San Carlo. Quindici i titoli d’opera per 76 recite, cinque produzioni di danza, 22 concerti, con il ritorno di Riccardo Muti (Chicago Symphony Orchestra a gennaio, Orchestra del Massimo a novembre) per un totale di 122 performance. Atteso ritorno è quello di Zubin Mehta che a settembre sarà al Teatro San Carlo con la Israel Philharmonic Orchestra.
In cartellone con Tosca e Norma anche la musica contemporanea di Ludovico Einaudi che su libretto di Colm Toibin proporrà la sua nuova opera Winter Journey. Dal mozartiano Flauto Magico a L’amore delle tre melarance di Sergej Prokof’ev.
non mancherà il teatro musicale del ‘700 con La Serva Padrona di Giovanni Paisiello regia di Mariano Bauduin, titoli tra cui si incastonano I Puritani di Vincenzo Bellini, La Rondine di Puccini. Si chiude con Traviata, nel collaudato allestimento per la regia di Amato.
Al Medimex mostra Woodstock & HendrixCon fotografo Baron Wolman e figlia di Donald Silverstein

TARANTO06 giugno 201919:44

– E’ stata inaugurata nella sede distaccata di Taranto dell’Università Aldo Moro, nella città vecchia, la mostra “Woodstock & Hendrix: The Revolution.
Fotografie di Baron Wolman e Donald Silverstein”. Uno degli eventi del Medimex, International Festival & Music Conference, promosso a Taranto da Puglia Sounds e celebrato in esclusiva con ONO Arte nel cinquantennale di Woodstock. Presenti il fotografo Baron Wolman e la figlia di Donald Silverstein. Sono 62 gli scatti, prevalentemente inediti per l’Italia, che raccontano quello straordinario raduno nella piccola città rurale dello Stato di New York, dove confluirono oltre 500mila persone provenienti da ogni parte del mondo. La mostra è dislocata tra l’ex chiesetta dell’Università, in via Duomo, dove sono esposte le foto di Wolman su Woodstock e una parte degli scatti di Silverstein su Hendrix, e il museo MArTa, dove si potranno ammirare altre foto di Silverstein riguardanti il grande chitarrista americano.
Nuovo sistema biblioteca digitale MarchePortale Regione consultazione e download con card da acquistare

ANCONA06 giugno 201920:45

– Più di 1,2 milioni libri, circa 103mila tra giornali e riviste di tutto il mondo e in tutte le lingue, oltre 34mila e-book riguardanti argomenti di tutti i tipi. Da oggi si possono consultare, leggere, prendere in prestito, acquistare o scaricare online, con pc o smartphone, grazie a un nuovo portale digitale della Regione Marche, realizzato in collaborazione network nazionale MediaLibraryOnLine che offre migliaia di contenuti sia a pagamento che gratuiti. L’iniziativa vale 337mila euro erogati per il triennio 2018-2020 dall’assessorato alla Cultura e al Turismo per creare in sinergia con i cinque comuni capoluogo (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno e Fermo) una biblioteca digitale nelle Marche, cui si può accedere con un pass, la Marche Cultura Card, acquisibile recandosi in una delle 300 biblioteche nella regione. Iniziativa che favorisce la diffusione di conoscenza e cultura veicolata non solo attraverso la lettura tradizionale dei libri ma usufruibile h24 grazie ai nuovi strumenti digitali”.

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Filming Sardegna tra Longoria e Arquette
Rocca, dal 2020 si raddoppia. Un premio dedicato a Pietro Coccia

6 giugno 201915:54

– In 4 giorni 30 titoli (tra film e serie tv) e decine di iniziative collaterali con l’idea di mettere a braccetto cinema e audiovisivo. Questa la seconda edizione di Filming Italy Sardegna Festival (13-16 giugno tra Cagliari e Forte Village), presentata a Roma dal general director, Tiziana Rocca.
Rocca annuncia che dal 2020 il festival raddoppierà la durata. Spazio a un premio dedicato a Pietro Coccia, il fotografo del cinema scomparso pochi giorni fa a 57 anni.
Film di apertura, in anteprima italiana, sarà Domino di Brian De Palma, girato in parte in Sardegna. E poi altre tre anteprime: The Professor con Johnny Depp; The Poison Rose con Alice Pagani e Restiamo amici di Antonello Grimaldi. Tra gli ospiti, Eva Longoria che inaugurerà il festival e poi Patricia Arquette, William Baldwin e ancora Enrico Brignano, Paola Cortellesi, Francesca Archibugi, Isabella Ferrari, Claudia Gerini, Riccardo Milani, Catrinel Marlon, Martina Colombari, Carlo Cracco, Isabella Ferrari, Cosima Coppola e Marco Giallini.
Saul Nanni al Giffoni Film FestivalIl 22 luglio si confronterà con i 6200 giurati

SALERNO06 giugno 201918:41

– Giovane e ambizioso, ha già all’attivo ruoli con registi importanti, mentre in televisione è tra i protagonisti delle fiction più amate: lunedì 22 luglio toccherà a Saul Nanni confrontarsi con i 6200 giuranti della 49/a edizione del Giffoni Film Festival. L’attore ventenne non solo incontrerà i jurors, a cui racconterà le soddisfazioni ottenute sul piccolo e grande schermo in questi anni, ma riceverà anche il Giffoni Explosive Award, il riconoscimento che Giffoni attribuisce ai talenti emergenti.
Presto vedremo Saul nuovamente impegnato in diversi fronti: dalla tv al grande schermo. Sono infatti attese le sue partecipazioni nel cast di Made in Italy, la prima serie tv che racconta la nascita della moda italiana negli anni ’70 con la regia di Luca Lucini e Ago Panini, nel film tv “I ragazzi dello Zecchino d’oro, diretto da Ambrogio Lo Giudice e poi ancora al cinema con “Mio fratello rincorre i dinosauri”, film tratto dal libro di Giacomo Mazzariol per la regia di Stefano Cipani.
Morricone, oggi spesso musiche dilettantiAl compositore il premio di Cultura Italiae

06 giugno 201920:44

– “L’ispirazione non esiste, o meglio nel mio lavoro c’è per l’1%, il resto è traspirazione, sudore”. Così, citando Thomas Edison, Ennio Morricone sintetizza, con un sorriso e la consueta modestia, quell’arte che gli ha permesso di scrivere centinaia di colonne sonore per le quali ha vinto, fra gli altri, due Oscar, 6 Bafta e 10 David Di Donatello. Il compositore è stato protagonista di una cerimonia al Colosseo dove ha ricevuto dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli il premio “Presidio Culturale Italiano” organizzato dall’associazione Cultura Italiae.”Sono molto emozionato”, dice ai giornalisti, e nel dialogo che introduce la premiazione riserva qualche strale al cinema di oggi: “Ora i tempi sono cambiati, il lavoro è meno perché si chiamano spesso per le colonne sonore dei dilettanti che magari usano pure i sintetizzatori. Oggi è difficile che si faccia uso di musiche originali, solo i grandi registi non ci rinunciano”. Guardando al suo lavoro, “si parla sempre della mia musica nel cinema, ma non ho scritto solo quella, ne ho composta anche di sinfonica, corale, complessi strumentali. Si ricordano però sempre e solo le colonne sonore e questo mi dispiace moltissimo”. Comporre musica da film “non so se sia un lavoro duro, ma penso di no, sennò diventerebbe una sofferenza, Deve essere una gioia anche discutere le proprie idee, riuscendo a volte a imporle al regista e al film. Altre volte bisogna andare a patti”.In questi anni ha fissato una regola: “Una buonissima musica non può riuscire a fare nulla per un brutto film. Oltretutto quando la colonna sonora arriva, spesso il film è già completo e il regista rischia di avere qualcosa che non corrisponde a ciò che ha fatto. Per questo io inizio a scrivere già quando partono le riprese”. Per Bonisoli i premi a Morricone “non sono mai abbastanza. È una persona che con la sua opera, la sua musica, la sua arte ha costruito qualcosa di cui beneficiamo tutti. Sono felice oggi di potergli dire ancora una volta grazie per quello che ha fatto per la nostra cultura”. Tra le colonne sonore del maestro preferite del ministro ci sono Mission e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto: “Morricone cambiando, evolvendosi, rispecchiando anche le tematiche della nostra società negli anni è stato una delle ragioni per cui il nostro cinema ha avuto successo. Lui l’ha accompagnato, lo ha valorizzato in quanto patrimonio”.

Pippo Baudo, 60 anni di tv e 83 di età’Facciamo camminare questo cavallo Rai verso avvenire più forte’

06 giugno 201915:13

– “Il mio programma del cuore è Novecento, riuscimmo a coniugare cultura e spettacolo. Era inizialmente un esperimento nel pomeriggio di Rai3 ed è diventata una grande trasmissione. Tutti i più grandi venivano ospiti spontaneamente”. Lo ha detto Pippo Baudo nel corso della presentazione a Viale Mazzini, alla presenza del direttore dell’ammiraglia del servizio pubblico Teresa De Santis (in sala anche il presidente Rai Marcello Foa), della serata evento a lui dedicata: Buon compleanno… Pippo, lo show di Rai1 – in onda il 7 giugno dalle 20.30 – dedicata ai 60 anni di carriera del conduttore, che festeggia anche 83 anni. Gli ospiti: Al Bano e Romina Power, Lorella Cuccarini, Gigi D’Alessio, Ficarra e Picone, Fiorello, Giorgia, Michelle Hunziker, Jovanotti, Massimo Lopez e Tullio Solenghi, Giancarlo Magalli, Laura Pausini e Anna Tatangelo. Baudo ha aggiunto: “Non ho rancori, amarezze o rimpianti, solo gioie”. E ancora: “Questo cavallo facciamolo sempre camminare verso un avvenire sempre più forte”

– Caparbietà e garbo di altri tempi, il Pippo nazionale, siciliano d’indole e di anagrafe, è “umano”: nella sala degli Arazzi di Viale Mazzini si è emozionato davanti alla clip in cui scorreva una minima parte delle immagini di gran parte della sua carriera. Fiorello è collegato in streaming, per la conferenza della serata evento “Buon compleanno… Pippo” per festeggiare i 60 anni di tv e gli 83 di età del principe dei conduttori.Pippo confessa: “Il mio programma del cuore è Novecento, riuscimmo a coniugare cultura e spettacolo. Era inizialmente un esperimento nel pomeriggio di Rai3 ed è diventata una grande trasmissione. Tutti i più grandi venivano ospiti spontaneamente. Sarebbe bello fare un’edizione Duemila”. Per il direttore dell’ammiraglia del servizio pubblico Teresa De Santis “essere arrivata alla direzione di Rai1 è il momento più alto della mia carriera e farlo, festeggiando questo compleanno di Pippo… non ci avrei mai creduto”. De Santis si commuove: “Domani sera sarà un momento di storia e un momento di identità. Pippo Baudo ha inventato la cultura pop, ha avuto la capacità di coniugare alto e basso, ha fatto la storia”. Baudo replica: “Ho lavorato con spirito formativo nei miei confronti. Crescevo io, crescevano i miei programmi. Io studiavo e ciò che studiavo lo mettevo nei miei programmi che sono stati tantissimi. Dedico questa festa che Rai1 ha voluto a Pippo Caruso: mi ha dato tanto e la sua assenza mi pesa ogni giorno di più, come tanti amici che se ne sono andati troppo presto”.Pippo si commuove a vedere una clip sorpresa in cui compaiono Gigi D’Alessio, Michelle Hunziker, Al Bano e Romina Power, Jovanotti, Giorgia, Massimo Lopez, Tullio Solenghi Anna Tatangelo, Giancarlo Magalli, Lorella Cuccarini e Fiorello, tutti ospiti di Buon Compleanno Pippo. Mistero nel video messaggio di auguri sulle parole pronunciate in codice da Fiorello “Ricordati l’800A”. Più volte interpellato, alla fine Baudo scioglie il giallo così: “Non si può dire… Era una parolaccia! E’ una cosa nostra…”. Baudo quindi, rispondendo a domande sul suo percorso lavorativo, racconta: “Ero curioso, andavo a cercare personaggi carini nelle sagre paesane. Allora la tv era da fondare, l’Italia, all’epoca, era generosa nella provincia. Un’Italia che andrebbe rivisitata. Anni fa feci Il Viaggio, un programma molto bello. Qualcosa da scoprire ancora c’è e questo è il compito principale della Rai, deve scovare i nuovi, gli altri possono prendere i prodotti già pronti ma la Rai no. La Rai è servizio pubblico, è la Rai, deve mischiare la cultura popolare, l’alto e il basso. Non è vero che la cultura fa paura: se si allargano i concetti, se si popolarizza la cultura, può diventare un elemento indispensabile”. Un programma che non è riuscito a fare? “Devo essere immodesto! Tutto quello che ho volevo fare, l’ho fatto! Sono sempre stato accontentato”, risponde. “Non ho rancori, amarezze o rimpianti. Ho solo gioie. Se c’è qualcuno che mi ha deluso? Io faccio le cose per farle, se arriva la riconoscenza, è qualcosa in più. La riconoscenza non è nella natura dell’uomo. La riconoscenza è un brillante che ti arriva”. La volgarità della tv? “Oggi c’è molta tv in Italia. Si accendono migliaia di canali ogni sera. La Rai ha l’obbligo di alzare il livello, ha l’obbligo istituzionale di offrire la vera televisione. La Rai deve mantenere l’orgoglio di essere la prima tv”.Teresa De Santis: “Noi teniamo la barra dritta sul discorso della qualità. Mandiamo in onda programmi di divulgazione al sabato sera, ad esempio. Questo sforzo noi lo teniamo e Pippo rientra in questa dimensione. La curiosità di Pippo è straordinaria, Pippo ha scovato grandi artisti, è una garanzia. Con lui porteremo avanti altre idee”. “Alessandro Cattelan mio erede? “Sì – ammette il conduttore – feci il suo nome in un’intervista. E’ bravo, ha un inglese sciolto. Non so se ha l’imprinting Rai”. Cosa è cambiato in meglio e in peggio tra la tv di ieri e di oggi? “La tv ha perso l’ingenuità in questi anni. Ma l’ingenuità si può recuperare. Noi dobbiamo sempre guardare al domani, guardandoci indietro. Anche l’uomo di spettacolo deve fare così”. Il libro preferito di Baudo? “Il più importante della mia vita è 1984 di Orwell”. Qualche dolore? “Ci sono stati momenti di amarezza, ma li ho sempre superati. Questa bella attività che si chiama spettacolo mi ha dato la vita e la gioia!”. Baudo spegne le candeline sulla torta giunta a sorpresa nella sala degli Arazzi e riceve una targa. Infine un suggerimento a tutti dal principe della tv: “Questo cavallo facciamolo sempre camminare verso un avvenire sempre più forte. La Rai deve essere sempre la prima industria culturale di questo paese”.         

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DALLE 10:58 DI MERCOLEDì 05 GIUGNO 2019

ALLE 13:12 DI GIOVEDì 06 GIUGNO 2019

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The Voice, vince la 16enne Carmen
Vittoria al televoto per la giovane, 10% share finale su Rai2

05 giugno 2019 10:58

– E’ stata una finale a quattro e con una lunga lista di ospiti, quella di The Voice Of Italy, che ieri sera ha visto trionfare la giovanissima Carmen Pierri, puntata terminata alle circa 1.30 e seguita da una media di 1.710.000 telespettatori pari al 10.8% di share su Rai2.
La sedicenne della provincia di Avellino e della squadra del coach Gigi D’Alessio, si è imposta in una finale iniziata per tre quarti al femminile. La sedicenne, per regolamento, dopo la mezzanotte non avrebbe più potuto salire sul palco e quindi per l’ultima esibizione si è dovuto optare per una registrazione effettuata in precedenza. A ritirare materialmente il premio ci ha invece pensato il suo coach, un felice Gigi D’Alessio.
A contendersi il titolo di talento musicale dell’anno, si erano presentati Diablo, Miriam Ayaba, Brenda Carolina Lawrence e Carmen Pierri, rispettivamente per i team di Morgan, Elettra Lamborghini, Gué Pequeno e Gigi D’Alessio.
Giacomo di Thiene nuovo presidente ADSITra le priorità, “nuovo ruolo per dimore storiche”

05 giugno 201911:29

– Giacomo di Thiene, 49 anni, architetto, specializzato nella tutela e recupero del patrimonio storico-artistico, è il nuovo Presidente Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane – A.D.S.I. per il triennio 2019-2022. Già vicepresidente dal 2013 al 2016 e poi presidente, dal 2016, dell’A.D.S.I. Veneto, collaboratore della Collezione Guggenheim e con alcuni Padiglioni Nazionali alla Biennale di Venezia, curatore di progetti per la valorizzazione di complessi monumentali e la ristrutturazione di teatri in Italia e all’estero e co-curatore dell’Archivio di famiglia al Castello di Thiene (Vicenza), il nuovo presidente succede a Gaddo della Gherardesca, sulle orme anche di suo nonno, Gian Giacomo di Thiene, tra i fondatori nonché primo presidente nazionale dell’A.D.S.I. dal 1977 al 1986.
Tra le priorità del suo programma, dice, ”trovare un nuovo ruolo per gli immobili storici di proprietà privata” e ”sensibilizzare la società civile al loro valore di realtà culturali, sociali ed economiche”.
Globe Theatre, al via XVI edizioneProietti, in scena con Edmund Kean, siamo realtà solida

05 giugno 201911:47

– I titoli del canone shakespeariano, da Molto rumore per nulla a Riccardo III e Giulio Cesare, dalla Bisbetica domata a Sogno di una notte di mezza estate, accanto a nuove riflessioni e invenzioni per dialogare attorno al Bardo, e poi gli appuntamenti pomeridiani e quelli della domenica mattina per bambini e famiglie. Infine il regalo al pubblico di un grande mattatore, Gigi Proietti, che torna sul palco per indossare la maschera di Edmund Kean. Il Silvano Toti Globe Theatre riapre le sue porte con una nuova stagione, la sedicesima, che andrà in scena dal 21 giugno al 15 ottobre, tra storie immortali, drammi e commedie. Il teatro elisabettiano di Villa Borghese propone al pubblico un itinerario composito, su Shakespeare e attorno al grande drammaturgo, con una stagione che mescola toni e registri diversi, recuperando un repertorio ancora capace di parlare all’attualità. “La nostra è una realtà seria, non un teatrino estivo”, dice Proietti, direttore artistico del Globe.
I finalisti del premio BrancatiIl 21 settembre decretati i vincitori a Zafferana Etnea
05 giugno 201912:09

– Sono stati resi noti i finalisti delle tre categorie del Premio Brancati, giunto alla sua 50/a edizione e dedicato dal Comune di Zafferana Etnea a Vitaliano Brancati, lo scrittore siciliano che scrisse alcune sue opere proprio in questo paese della provincia di Catania.
Per la Narrativa sono state selezionate tre scrittrici: Sandra Petrignani con “La Corsara – Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza), Rosella Postorino con “Le Assaggiatrici” (Feltrinelli) e Benedetta Cibrario con “Il rumore del mondo” (Mondadori).
Per la categoria Poesia sono state selezionate “Historiae” (Einaudi) di Antonella Anedda, “Se ero più alto facevo il poeta” (La Nave di Teseo) di Ennio Cavalli, “Un prato in pendio” (Rizzoli) di Pierluigi Cappello.
Per la categoria Giovani, Rocco Civitarese con “Giaguari invisibili” (Feltrinelli), Marzia Sicignano con “Io te il mare” (Mondadori) e Leonardo Malaguti con “Dopo il diluvio” (Exorma).
Il 21 settembre a Zafferana Etnea verranno decretati i vincitori di ogni categoria.
Il mostro di Modena, in tv uno dei più brutali cold case La storia del presunto serial killer che seminò terrore negli anni ’80

05 giugno 201913:26

Modena, anni ’80. Nelle campagne circostanti, poco alla volta, vengono trovati i corpi straziati di giovani italiane: sono state uccise e abbandonate in fossi o nei ruderi di vecchi casolari. Le vittime sono quasi tutte tossicodipendenti, diventate prostitute per necessità. L’ultima vittima è del 1995. Alla fine si tratterà di una decina di casi, tutti irrisolti. Ora la loro storia e la caccia all’assassino vengono raccontati dal documentario Il Mostro di Modena, in onda martedì 11 e mercoledì 12 giugno alle 22 su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 119 di Sky).Negli anni ’80 il giornalista della Gazzetta di Modena, Pier Luigi Salinaro, si interessa del destino di queste ragazze e ipotizza l’esistenza di un serial killer. Sui giornali si inizia a parlare del “Mostro di Modena”. Ma le indagini non portano a nulla. Anche perché all’epoca non si disponeva dei mezzi tecnici per analizzare le possibili prove. Ora, però, i tempi sono cambiati. Le nuove tecnologie forensi potrebbero portare alla luce nuovi indizi utili alla individuazione del colpevole. Attraverso un accesso esclusivo ai documenti giudiziari, fino ad oggi rimasti riservati, e una lunga ricerca giornalistica negli archivi nonché intervistando i testimoni dell’epoca, il documentario punta i riflettori su una delle più drammatiche storie di cronaca nera italiana, uno dei cold case più feroci del nostro Paese. Il Mostro di Modena è scritto e diretto da Gabriele Veronesi. Prodotto da Taiga/Bue Snc, è stato sostenuto dalla Regione Emilia Romagna e dall’Emilia Romagna Film Commission, con il patrocinio del Comune di Modena.

Ezio Bosso, “la musica non basta mai”Serata evento su Rai3 il 9 giugno con tanti ospiti

5 giugno 201914:33

– “La musica non basta mai. Questo programma è in assoluto la follia più grande della mia carriera, è un gesto d’amore verso la musica”. Così Ezio Bosso, conquistato dalle note da bambino grazie alla Sonata al “Chiaro di luna” di Ludwig van Beethoven, anche se al pubblico di Rai3 offrirà la Sinfonia n. 5 e la n. 7 nel lungo appuntamento evento ‘Che storia è la musica’ di domenica 9 giugno che coprirà la prima e seconda serata. Che storia è la musica è il risultato di questo sogno ed è un atto d’amore verso il grande repertorio classico e verso tutti coloro che lo sentono inaccessibile, trasposto in tv da Ezio Bosso insieme ad Angelo Bozzolini. “Parlare di musica si può con dolcezza e divertimento”, dice nel corso della presentazione a Viale Mazzini il pianista, compositore e direttore d’orchestra, su cui il direttore della terza rete Rai Stefano Coletta ha scommesso. Tra gli ospiti Enrico Mentana, Nicoletta Mantovani, Luca Bizzarri, Andrea Lo Cicero, Roby Facchinetti, Gino Strada, Alfonso Signorini.
Per il direttore di Rai3 Coletta, “non si tratta di un concerto, è un programma tv strutturato attraverso questa figura straordinaria del maestro Bosso che si è messo in gioco nella sua identità di musicista e di grande affabulatore. Bosso con la sua Orchestra, il pubblico in sala e a casa, i tanti ospiti famosi, provenienti da diverse realtà, creano un legame ancora più profondo tra la musica d’eccellenza e la prima serata televisiva”.

Biennale Genova ‘occupa’ anche bottegheDall’8 al 22 giugno 300 artisti da 25 nazioni in 54 location

GENOVA05 giugno 201914:34

– Torna la Biennale di Genova, esposizione di arte contemporanea, e per la terza edizione si allarga anche alle botteghe storiche della città. Da sabato 8 al 22 giugno le opere di 300 artisti provenienti da 25 nazioni, fra cui Corea, Germania, Spagna, Iran e Cile, saranno in mostra in 54 diverse location cittadine, un sistema espositivo diffuso, da palazzo Stella a palazzo Tobia Pallavicino, dal Galata museo del mare alla capitaneria di porto, da palazzo Doria De Ferrari Galliera appunto al circuito delle 38 botteghe storiche. I numeri sono cresciuti in modo esponenziale, basti pensare che le location nel 2017 erano soltanto 10. “Ci piace l’idea di ‘occupare’, coinvolgere, i palazzi istituzionali e i musei e anche luoghi come il circuito delle botteghe storiche per ospitare opere d’arte – spiega alla presentazione nella sala dorata della Camera di commercio Flavia Motolese, del centro Satura, curatore della Biennale insieme a Mario Napoli -.
L’inaugurazione itinerante partirà sabato da Villa del Principe.
“Le botteghe storiche, oltre ad essere un patrimonio commerciale della città, sono anche un eccezionale patrimonio culturale che con questa mostra viene valorizzato” commenta Alessandro Cavo, vicepresidente vicario di Ascom Confcommercio. “Questo è un modo per dare loro visibilità e lustro come realtà economiche che hanno tanto sapore di arte e storia” aggiunge l’assessore al Turismo e Cultura del Comune di Genova Paola Bordilli.

A Pistoia blues Harper e Noel GallagherSi parte con ‘La notte del blues’: 100 artisti in sei piazze

FIRENZE05 giugno 201916:05

– Un cartellone di concerti con artisti del calibro di Ben Harper e Noel Gallagher, ma anche una serata speciale, ‘la notte del blues’ con oltre 100 musicisti e tanti eventi collaterali: è quanto propone il Pistoia blues per festeggiare il traguardo della sua 40/a edizione, in programma nel centro storico della città toscana dal 5 al 10 luglio.
Ad aprire la rassegna appunto ‘La notte del blues’ (5 luglio), a ingresso gratuito, che si svolgerà in piazza Duomo e in altre 5 piazza cittadine collegate tra loro da un mercatino.
Sul palco principale saliranno i Black Stone Cherry, Ana Popovic, il rock dei Lambstone e il nuovo progetto di Filippo Margheri. Poi il festival entrerà nel vivo con i concerti dei Thirty Seconds To Mars (6/7), Robben Ford e Eric Gales (7/7), Noel Gallagher che l’8 luglio sarà sul palco con i suoi High Flying Birds e Ben Harper che con la storica band Innocent Criminals chiuderà il festival il 10. Tra gli eventi collaterali una mostra fotografica che racconta i 40 anni del festival.

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Milly Carlucci torna con talent Il sogno del podio
Su Rai5 dal 6 giugno, per giovani direttori d’orchestra europei

6 giugno 201909:28

Neanche il tempo  di festeggiare il grandissimo successo di ascolti, la migliore edizione degli ultimi sei anni, di Ballando con le Stelle che Milly Carlucci scende nuovamente in pista, per condurre un altro talent dedicato all’arte e alla musica. Da giovedì 6 giugno in prima serata, infatti, sarà al timone del nuovo programma di Rai 5 Il Sogno del Podio, dedicato ai giovani Direttori d’Orchestra: “Sono molto orgogliosa di questo programma perchè vede 20 giovani bacchette europee, tra questi 4 donne, concorrenti arrivati da tutta Europa, misurarsi con una disciplina artistica di altissimo livello”, dice la bionda conduttrice in una conversazione – in lotta per conquistare il podio della leggendaria London Symphony Orchestra”. E’ un talent show in quattro puntate di Milly Carlucci, Maddalena De Panfilis, Anna Carlucci (la sorella ndr) e Andrea Quartarone, dedicato all’edizione 2018 della “Donatella Flick LSO Conducting Competition” e condotto da Milly, che Rai Cultura trasmette in prima tv dal 6 al 27 giugno ogni giovedì alle 21.15 su Rai5. – Ma chi partecipa? “Protagonisti del contest – spiega la conduttrice che si è da poco tolta la pesante scarpa nera che le abbiamo visto calzare durante la quattrdicesima edizione di ballando, finale compresa,  sotto vestiti elegantissimi per proteggere e sorregre il piede fratturato (“purtroppo dice dovrò fare almeno 25 giorni di fisioterapia”) i venti giovani direttori d’orchestra esordienti under 30, selezionati fra centinaia di musicisti provenienti da ogni parte d’Europa, che lo scorso novembre hanno partecipato alle fasi finali del concorso biennale creato da Donatella Flick nel 1990 e patrocinato dal principe Carlo d’Inghilterra che si svolge alla Guildhall School of Music & Drama e al Barbican Centre di Londra. “Tante storie diverse, accomunate tutte dalla determinazione, dal talento e dalla passione, raccontate dalla viva voce dei protagonisti, in tanti video clip con estratti del backstage e scorci delle loro esibizioni. A valutarli, durante lo svolgimento delle puntate, una giuria internazionale composta da importanti direttori, fra cui Sir Antonio Pappano, Tadaaki Otaka, Sian Edwards e Lennox Mackenzie. In palio per il vincitore l’opportunità di lavorare per un anno come Assistente Direttore nella prestigiosa London Symphony Orchestra al fianco di bacchette quali Sir Simon Rattle, François-Xavier Roth e Gianandrea Noseda”. Per Carlucci La cosa interessante “E’ anche vedere quante donne hanno studiato per diventare direttrice d’ochestra, cosa solo fino a qualche tempo fa impensabile, ecco è un bellissimo tragiardo questo.”
“Nei primi due appuntamenti, giovedì 6 e 13 giugno, i venti concorrenti – dieci per ogni puntata – affrontano il round iniziale della selezione sul podio della Guildhall School Symphony Orchestra. Ad ogni turno ciascun candidato è chiamato a provare e a dirigere tre ‘movimenti’ estratti a sorte dalla giuria, quindi loro sono assolutamente ignari di quello che li aspetta, e facenti parte di un ampio repertorio studiato.
Saranno approfondite le loro storie, sanno raccolte le loro emozioni fra un round e l’altro e le impressioni di accompagnatori e giurati fino al verdetto che dimezzerà il numero dei concorrenti. Giovedì 20 giugno, spazio invece alla semifinale in cui i dieci candidati rimasti, fra speranze e paure, eseguono nuove pagine del repertorio assegnato. Ai tre vincitori del secondo turno l’onore di dirigere in finale la London Symphony Orchestra”. Chiude, giovedì 27 giugno, la sfida fra i tre finalisti che entrerà nel vivo al mitico Barbican Centre. Le interviste ai parenti e ai sostenitori dei candidati si avvicenderanno alle esibizioni dei tre concorrenti fino alla proclamazione del vincitore, premiato da Sua Altezza Reale il Duca di Kent. “La cosa bella è che questo programma consente a chi è profano e non conosce il mondo degli orchestrali, della musica classica, quanto duro lavoro si nasconde dietro a tutto questo, la preparazione, la bellezza, la detrminazione. Giovani che hanno fatto sacrifici ma con gioa, e obiettivi, poi sono davvero belli. In un un mondo dove magari si pensa che apparire, farsi conoscere e scattarsi un selfie del lato b, qui invece ci sono generazioni che hanno studiato con passione per arrivare a livelli di eccellenza”. Ma Sul Podio andrà in onda solo su Rai5? “Sarebbe bello vederlo anche altrove – risponde la conduttrice – ho in programma un incontro con il direttore di Rai3 Coletta, è un uomo sensibile e colto, spero, che in futuro riescano a riproporlo anche sulla terza rete”. Dopo il successo di ascolti e di critica di questa ultima edizione di Ballando con le stelle l’edizione più vista degli ultimi sei anni lei Milly ha per la prossima stagione già altri progetti? “Riprenderemo dopo l’estate i Casting di Vallando on the Road, poi vedremo, c’è un tempo per tutto
Venezia,restauro scala Scuola S.GiovanniFinanziato da Venetian Heritaqe in collaborazione Gritti Palace

motori Euro6 D-temp. Questo è MAZDA CX-…MAZDARead more FOTO- RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIRERedazione VENEZIA05 giugno 201916:25

– Concluse le indagini per valutare la situazione statica della struttura, realizzata da Mauro Codussi nel 1498, completate le opere di messa in sicurezza e definito il progetto esecutivo, partono dal prossimo settembre i lavori di restauro dello Scalone Monumentale della Scuola Grande San Giovanni Evangelista, a Venezia.
L’intervento di restauro, in contatto con la Sovrintendenza, potrebbe concludersi entro un anno ed è finanziato da Venetian Heritage, organizzazione non profit che opera a favore della salvaguardia e conoscenza del patrimonio di arte veneta in Italia e nei territori anticamente parte della Repubblica di Venezia, con il sostegno di The Gritti Palace, in un quadro triennale con una prima donazione di 60 mila euro e una relativa al secondo lotto, di 70 mila. I lavori strutturali sullo scalone a due rampe hanno un costo stimato complessivo di circa un milione di euro, che saranno in gran parte coperti grazie ai fondi raccolti nel corso di un Gala a Palazzo Labia, sede della Rai del Veneto, da Venetian Heritage, pari circa 1,5 milioni.
Nel corso della presentazione del restauro – da parte di Toto Bergamo Rossi (Venetian Heritage) e Paolo Lorenzoni (Gritti) – i responsabili della Scuola Grande San Giovanni Evangelista hanno evidenziato il valore dei contributi privati a favore della salvaguardia di Venezia ed evidenziato che altre parti della Scuola – dal tetto all’organo nella adiacente chiesa – avrebbero bisogno di opere di restauro, ma al momento non ci sono fondi disponibili.

In tv Italia ‘slow’ dei cammini misticiDal 10 giugno su Sky Arte torna Sei in un paese meraviglioso

giugno 201917:17

– Partenza alla scoperta della Via degli Dei, l’antica strada tra Emilia e Toscana, e sulla via Francigena, l’itinerario-simbolo dei pellegrini. E poi via con il Medioevo sacro e i paesaggi sacrali della Lombardia o la Nuova Gerusalemme da scoprire in Piemonte fino alle foreste di San Francesco nel Lazio e la via dei Sette ponti in Toscana.
Nuova coppia al volante, con Dario Vergassola affiancato quest’anno da Michelle Carpente, e un nuovo focus tutto su itinerari mistici e religiosi: riparte così il viaggio di ‘Sei in un paese meraviglioso’, quinta edizione del programma voluto da Autostrade per l’Italia, in onda dal 10 giugno alle 21.15 su Sky Arte con 15 nuove puntate realizzata da Ballandi Arts. “È un po’ il nostro Game of Thrones – sorride il direttore di Sky Arte Roberto Pisoni – Quest’anno l’idea di mescolare la velocità alla lentezza si sposa perfettamente con il percorso del canale di racconta. In ogni puntata, anche un ospite legato al territorio: nella prima, Neri Parenti e Davide Riondino.
The Handmaid’s Tale, la terza stagioneSu Timvision da 6 giugno, serie da Il racconto dell’ancella

05 giugno 201917:41

– Ci saranno avversità, riunioni e tradimenti e tutti i protagonisti saranno chiamati a prendere posizione guidati da una preghiera provocatoria: “Benedetta sia la lotta”. “The Handmaid’s Tale”, l’acclamata serie tv con Elisabeth Moss, torna in esclusiva su Timvision dal 6 giugno con la terza stagione che si aggiunge alle precedenti interamente disponibili sulla stessa piattaforma. La serie, ispirata al romanzo di Margaret Atwood, tradotto in Italia come ‘Il racconto dell’ancella’, racconta un futuro distopico in cui gli Stati Uniti d’America sono caduti in favore della società di Gilead, uno Stato totalitario, militarizzato e misogino guidato da estremisti religiosi in cui le ancelle, uniche fertili fra tutte le donne rimaste sul pianeta vivono in una sorta di schiavitù. Nella terza stagione ritroviamo June (Elisabeth Moss), che dopo aver scelto di non fuggire in Canada con il suo bambino alla fine della seconda stagione, è impegnata in una lotta per contrattaccare e sconfiggere il regime di Gilead.
Forbes, Rihanna artista donna più riccaCon 600 milioni dollari supera Madonna, Celine Dion e Beyonce’

NEW YORK05 giugno 201918:50

– Rihanna e’ l’artista donna piu’ ricca al mondo. Lo rivela la rivista Forbes, secondo cui il suo patrimonio ha un valore di 600 milioni di dollari, che le consente di superare altre star come Madonna (che ha una fortuna di 30 milioni inferiore), Celine Dion (con 150 milioni in meno), e Beyonce (200 milioni in meno).
Rihanna, il cui vero nome e’ Robyn Rihanna Fenty, e’ conosciuta soprattutto per i successi musicali, ma le canzoni non sono la sua unica fonte di ricchezza. In realtà, secondo Forbes, la maggior parte delle sue entrate proviene dalla partnership con Lvmh, la società francese di beni di lusso che possiede marchi come Christian Dior, Givenchy e Louis Vuitton.
Il mese scorso, la 31enne star delle Barbados ha lanciato il suo marchio di moda, Fenty, in una boutique pop-up a Parigi, diventando la prima donna di colore a creare un marchio originale con Lvmh. E ancora c’e’ la sua linea di lingerie, Savage X Fenty, lanciata lo scorso anno, e quella di cosmetici, Fenty Beauty, nel 2017.
Ezio Bosso, la musica alta è di tutti la porto in tvSerata evento su Rai3 – 9 giugno, tanti ospiti da Mentana a Nicoletta Mantovani

6 giugno 201909:26N

“La musica non basta mai. Questo programma è in assoluto la follia più grande della mia carriera, è un gesto d’amore verso la musica”. Così Ezio Bosso, conquistato dalle note da bambino grazie alla Sonata al “Chiaro di luna” di Ludwig van Beethoven, anche se al pubblico di Rai3 offrirà la Sinfonia n. 5 e la n. 7 nel lungo appuntamento evento ‘Che storia è la musica’ di domenica 9 giugno che coprirà la prima e seconda serata. Che storia è la musica è il risultato di questo sogno ed è un atto d’amore verso il grande repertorio classico e verso tutti coloro che lo sentono inaccessibile,  da lui trasposto in tv  insieme ad Angelo Bozzolini. “Parlare di musica si può con dolcezza e divertimento”, dice nel corso della presentazione a Viale Mazzini il pianista, compositore e direttore d’orchestra, su cui il direttore della terza rete Rai Stefano Coletta ha scommesso.   “I musicisti studiano ogni giorno, e ogni volta scoprono quanto un suono eseguito centinaia di volte è cambiato. Questa è la grande magia della musica”, aggiunge il maestro. Tre ore e mezza di spettacolo nel Teatro Verdi di Busseto, in provincia di Parma, che dimostreranno l’accessibilità di un’arte considerata per pochi. Ad accompagnare il pubblico e l’orchestra si alterneranno sul palco numerosi ospiti: dal comico Luca Bizzarri al giornalista Enrico Mentana (“ai giornalisti sarebbe vietato emozionarsi”), da Gino Strada (“Tu non curi le ferite solo del corpo ma della vita” gli dice Bosso “questo è il più bel regalo che mi è stato fatto”, la replica del fondatore di Emergency) a Nicoletta Mantovani (vedova di Luciano Pavarotti) e ancora Roby e Alessandra Facchinetti, Alfonso Signorini, il rugbista Andrea Lo Cicero (“non ti preoccupare sono qui a farti da guardia del corpo”), Anna Tifu violiniste tra le più talentuose e amate della sua generazione,  Andrea Zanotti e il Coro della Sosat. “È in assoluto la follia più grande che io abbia mai fatto – ha spiegato Bosso nel corso della presentazione a Viale Mazzini – ma è una follia d’amore che faccio per la musica. Ogni nota è una storia da raccontare”.
“Io sono sono senza filtri, se mi agito, si vede, se sto bene si vede”. Per il direttore della terza rete Stefano Coletta “non si tratta di un concerto, è un programma tv strutturato attraverso questa figura straordinaria del maestro Bosso che si è messo in gioco nella sua identità di musicista e di grande affabulatore.
Bosso con la sua Orchestra, il pubblico in sala e a casa, i tanti ospiti famosi, provenienti da diverse realtà, creano un legame ancora più profondo tra la musica d’eccellenza e la prima serata televisiva”.
Il programma vuole essere l’occasione raccontando la musica, le sue storie e anche i suoi ‘operai’ che restano quasi sempre anonimi, come appunto i professori d’orchestra dell’Europa Filarmonica. Infine Bosso stesso, da sempre lontano dai palchi televisivi, che si mette in gioco senza rete, avendo come unico canovaccio la scrittura musicale beethoveniana e gli stimoli che essa gli trasmette, incontrando per la prima volta sul palco ospiti per lui inusuali ma che con entusiasmo hanno risposto al quesito su che storia fosse la musica per loro. Per l’occasione il Teatro Verdi verrà rivoluzionato.
L’orchestra e il direttore saranno al centro della platea per creare un’atmosfera intima e familiare. Come regalo per il pubblico il maestro Bosso eseguirà in anteprima una sua composizione: In Her Name, The Sea Rain, interpretata dal violino di Anna Tifu. “Il primo incontro con la musica per il maestro Bosso? La musica è presente nella mia vita da quando ne ho memoria, è difficile rispondere. Ho più di 50 anni e quindi dico che è lei che ha incontrato me. Evidentemente quel bambino che ero aveva più bisogno di altri della musica. La cosa bellissima è che ogni giorno la incontro nuovamente”.

Pets 2, arriva l’uragano ‘bambino’In sala dal 6 giugno il film animato di Chris Renaud

2 – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Francesca PierleoniROMA06 giugno 201909:34

– A tre anni dal primo capitolo, 875 milioni di dollari nel mondo, torna il piccolo terrier più ansioso dell’universo animato, Max, insieme ai suoi scatenati amici animali domestici (e non) in Pets 2 – Vita da animali di Chris Renaud, 10/o titolo prodotto dalla ‘casa’ di Cattivissimo me e I Minions, la Illumination. Il film, in arrivo in sala dal 6 giugno con Universal (rientra nel programma delle pellicole promosse da Moviement, per allungare la stagione cinematografica), ruota intorno a una delle sfide più comuni vissute da molti ‘pets’, abituati a stare da soli con i padroni: confrontarsi con l’arrivo in famiglia di un ‘cucciolo’ umano, con cui dividere le coccole e ‘il territorio’. “Abbiamo pensato che sarebbe stato interessante esplorare la relazione tra un bambino e il suo animale – spiega Renaud -.
Vederla nascere, crescere e trasformarsi in vero amore. Per gran parte della storia abbiamo attinto direttamente alle nostre esperienze personali”. In un mix di humour a misura di bambino, action e citazioni che gli adulti si possono divertire a cogliere, Max (doppiato in italiano da Alessandro Cattelan) deve imparare ad abituarsi a Liam, primo figlio della sua padrona Katie e del fresco marito Chuck. Dopo un iniziale periodo di adattamento nel quale il piccolo sembra non distinguere il terrier e l’altro cane di casa, l’imponente Duke (doppiato da Lillo), dai suoi giocattoli, Liam stringe con i due animali un legame forte d’affetto reciproco. Max prevedibilmente reagisce diventando iperprotettivo, anche per i tanti potenziali pericoli che presenta New York al bambino. Katie allora decide di portare tutta la famiglia in campagna da uno zio, luogo di un altro incontro complicato: quella con il cane della fattoria, Rooster (doppiato in originale da Harrison Ford, al debutto nel cinema d’animazione) che in realtà aiuterà il terrier a superare molte paure, comprese quelle verso Liam. Intanto anche gli amici di Max hanno i loro problemi: dalla volpina Gidget (doppiata da Laura Chiatti) che deve recuperare dalla casa sovraffollata di felini di una buffa ‘signora dei gatti’ il giocattolo preferito del terrier, Busy See, all’avventura nella quale si lancia il nevrotico coniglio Nevosetto (la voce è di Francesco Mandelli) in preda a un delirio d’onnipotenza, anche per l’essere puntualmente abbigliato da supereroe dalla sua padroncina: insieme all’elegante un intrepida Shih Tzu, Daisy decide di liberare una tigre bianca da un padrone di circo senza scrupoli.
Rispetto al primo film, le diverse trame si armonizzano meno, ma resta la capacità dei realizzatori, nelle parti più emotive della storia, di coinvolgere e far immedesimare lo spettatore. Il produttore Chris Meledandri ha attinto al suo vissuto per raccontare le scelte di Max: “Anch’io ho faticato molto per trovare il giusto equilibrio tra l’essere un genitore attento e il riuscire a concedere ai miei figli lo spazio sufficiente a conquistarsi l’indipendenza”. E’ un percorso “che tutti i genitori, o chiunque abbia avuto un genitore, hanno dovuto intraprendere ad un certo momento della propria vita”.
Gerda Taro in un fumetto di Sara VivanPer Contrasto graphic novel su prima reporter caduta sul campo

06 giugno 201909:37

PP 93, EURO 15). La vitalità, il coraggio e il fascino di Gerda Taro, la prima giornalista di guerra a cadere sul campo nel 1937, ci vengono restituite dall’illustratrice Sara Vivan nel suo primo graphic novel. In uscita il 6 giugno per Contrasto, ‘Gerda Taro’ è un viaggio a fumetti nella vita della fotografa amata da Robert Capa, uno dei più famosi reporter di guerra e co-fondatore di Magnum Photos. Morta a 26 anni durante la Guerra civile spagnola, la Taro, rimasta a lungo nell’ombra, è stata riportata recentemente all’attenzione dalla Premio Strega 2018 Helena Janeczek nel suo romanzo ‘La ragazza con la Leica’ (Guanda).
“Sono partita dalla fotografia, dai ritratti. Ho compiuto un percorso visivo all’interno della storia della Taro. Ho sviluppato la narrazione guardando le foto scattate da lei e da Capa. Non avevo un carteggio, dei diari, come quello che esiste su Tina Modotti. Ho interpretato il suo messaggio personale attraverso le foto. A ripercorre i suoi anni mi ha aiutato molto il libro di Helena Janeczek e anche la prima biografia sulla Taro, quella di Irme Schaber” dice la Vivan che utilizza la tecnica del disegno a china giapponese. “A volte uso anche i colori ma il bianco e nero è simile alla stampa delle foto di quell’epoca. E’ perfetto con le atmosfere del racconto” sottolinea l’autrice. Il graphic novel ripercorre i suoi incontri, la sua tragica fine ma racconta più di tutto la storia di una donna libera. “La sua grande ispirazione, che traspare dalle sue foto e dalle testimonianze di chi ha conosciuto Gerda, era di cogliere gli individui, la dignità delle persone che lottano per la loro libertà, che hanno dato la loro vita per un grande ideale” racconta la Vivan che ha lavorato per alcuni anni nella moda prima di dedicarsi all’illustrazione e ai libri per ragazzi come ‘In Svizzera la cioccolata è più buona’ (Einaudi Ragazzi). E aggiunge: “Gerda diceva di essere sconvolta dalla visione delle masse di cadaveri. Nei suoi scatti c’è sempre attenzione alla persona e una visione di speranza. Poi, nel ’37, le foto si fanno più drammatiche”. Gerda Taro, nata Gerta Pohorylle il 1 agosto 1910 a Stoccarda e Robert Capa, pseudonimo di Endre Friedmann, nato nel 1913 a Budapest, “erano due ragazzi pieni di coraggio, che si buttavano nel pericolo. Coraggiosi al limite della spericolatezza e incoscienza. Erano ebrei, esuli e questa guerra significava tanto per loro” afferma la Vivan che non è la prima volta che si occupa di storie di migranti legate alla seconda guerra mondiale e all’antisemitismo.
“Il fumetto sta acquisendo sempre maggiore visibilità come l’editoria per ragazzi. L’immagine stampata ha una nuova vita, non è in contrasto con i social. Credo che questo libro, il cui focus è sulla persona, possa servire ad avvicinare un pubblico sempre più vasto a Gerda Taro, anche se il romanzo della Janeczek ha fatto tantissimo. La fotografa è rimasta nell’ombra almeno fino al ritrovamento, nel 2007, della celebre ‘valigia messicana’ messa in salvo dall’assistente personale di Capa, Csiki Weiss. E’ una vicenda romanzesca” dice la Vivan di questa donna “irriducibilmente libera” come la definisce nel suo dossier la Carnevale.
“La Taro è rimasta oscurata da Capa, anche se lui non avrebbe voluto, però adesso sta tornando fuori con grande potenza” sottolinea la Vivan e la sua fotografia sta conoscendo una nuova luce.

Sulic, magia 4 Stagioni con violoncelloA Trieste prima mondiale, “una sfida, come quelle con i 2Cellos”

TRIESTE06 giugno 201911:44

– “Mi piacciono le sfide, anche quando torno alle mie origini, quelle della musica classica”.
Luka Sulic, metà dei travolgenti 2Cellos (fondati e portati avanti con l’amico e collega Stjepan Hauser), dopo due anni di meticoloso lavoro ha debuttato ieri sera a Trieste, accompagnato dall’Orchestra del Teatro Lirico Giuseppe Verdi, con la prima mondiale de Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, trascritte per violoncello solista e orchestra d’archi. Un progetto che nessuno prima di lui aveva mai tentato. “Tecnicamente è stata una sfida ambiziosa, perché non è stato semplice adattare la parte del violino, che è uno strumento più raccolto con una corda più alta, al violoncello – racconta Sulic -. Muoversi lungo tutto lo strumento è stato come essere un po’ Spiderman”.
Non è un caso che abbia scelto Vivaldi: l’amore per il compositore italiano nasce in lui fin da ragazzo. “E’ perfetto per far innamorare qualcuno della musica classica. E’ intenso, a suo modo rock”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

NTFI, Napoli e Campania alzano sipario
Fino al 14 luglio, 150 eventi il 12 sezioni, 60 prime

APOLI06 giugno 201911:45

– Napoli e la Campania alzano il sipario: dall’8 giugno per 37 giorni, con oltre 150 eventi (60 le prime con 18 debutti internazionali) e 800 artisti in scena, lo spettacolo sarà ovunque, e per tutti. Teatro, danza, letteratura, cinema, video-performance, musica, mostre e laboratori: il Napoli Teatro Festival Italia apre la sua 12esima edizione, la terza diretta da Ruggero Cappuccio con omaggi al regista lituano Eimuntas Nekrošius recentemente scomparso e a Pina Bausch. Sede principale Palazzo Reale, 12 sezioni (Italiana, Internazionale, Osservatorio, Danza, SportOpera, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Laboratori, Progetti Speciali, Teatro Ragazzi) il NTFI sarà ospitato in 40 luoghi, dai teatri napoletani a siti ‘non convenzionali’, anche in altre città della Campania (Salerno, Benevento, Caserta, Carditello, Baia, Amalfi, Pietrelcina e Mercogliano). Il Festival organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, guidata da Alessandro Barbano, è realizzato con il sostegno della Regione Campania.
Medimex, da domani 3 giorni di concertiAl via con la salentina Julielle, poi Gallagher e Patti Smith
TARANTO06 giugno 201912:30

– Al Medimex-International Festival e Music Conference, promosso da Puglia Sounds a Taranto, al via domani i concerti del lungo weekend. Due i set in contemporanea, a Villa Peripato e alla Rotonda del Lungomare. In quest’ultimo, main stage, si parte alle 20, con una tappa del tour Aliens and Flowers della salentina Julielle, al secolo Giulia Migliore; alle 21 il dream pop degli americani Cigarettes After Sex, band texana di stanza a New York diventata protagonista della scena indie; alle 22.30 gli Editors, neo post-punk band. Qui sabato 8 giugno si esibirà Liam Gallagher, ex frontman degli Oasis, e domenica 9 l’icona del rock Patti Smith.
Ingresso libero a Villa Peripato, dove domani alle 20 suonano i britannici Clock Dva, epigoni della scuola dei Kraftwerk. Alle 21 il Kadima Live dei Giunto di Cardano, alternative band foggiana. Alle 22 il sassofonista James Senese presenta “Aspettanno ‘o tiempo” con il gruppo Napoli Centrale. Alle 23 ultimo set con i rapper Ensi e Johnny Marsiglia, puro freestyle.
Umbria Jazz 19 alla Galleria NazionaleCiclo di raffinati concerti per l’edizione 2019 della rassegna

PERUGIA06 giugno 201912:31

– La Galleria Nazionale dell’Umbria ospita anche in occasione di Umbria Jazz 19 un ciclo di raffinati concerti. Quest’anno il programma raddoppia. Oltre all’ormai consolidato concerto di mezzogiorno, ce ne sarà uno alle 15,30. Il pubblico potrà anche vedere una mostra di fotografie di Jimmy Katz, uno dei più grandi ritrattisti del jazz, organizzata dal Museo in collaborazione con il festival.
Il palco della Sala Podiani vedrà alternarsi grandi nomi del jazz internazionale e italiano, da Joachim Kuhn a Fred Hersch, passando per Kenny Barron, Benny Green e John Patitucci, e per gli italiani Danilo Rea e Roberto Gatto, con lo stesso Patitucci, Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Giovanni Guidi, Enrico Zanisi, Daniele Di Bonaventura con Jacques Morelenbaum, Dino Rubino e Gabriele Mirabassi.
Giacomo Ferrara al Giffoni Film FestivalL’attore riceverà il Giffoni Explosive Award

le Aquile da 20€ al giorno

– Il giovanissimo attore abruzzese Giacomo Ferrara giovedì 25 luglio sarà ospite della 49/a edizione del Giffoni Film Festival (in programma a Giffoni Valle Piana – Salerno dal 19 al 27 luglio). Ad attenderlo saranno i masterclassers Cult a cui racconterà cosa si provi, a soli 28 anni, ad essere sugli schermi di 192 paesi – quelli dove Netflix distribuisce la serie cult Suburra – di cui nel 2019 è uscita la seconda stagione. E’ conosciuto dal grande pubblico, infatti, per essere uno dei protagonisti della fiction italiana Suburra – La Serie, in cui interpreta Alberto Anacleti, detto Spadino, e durante la giornata Ferrara riceverà il Giffoni Explosive Award: il riconoscimento che il festival dedica ai talenti emergenti.
Ferrara con Suburra ha a che fare dal 2015, quando, sotto la regia di Stefano Sollima, interpreta Spadino per la prima volta.
Basato sull’omonimo libro di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, il film racconta il crimine organizzato nella capitale.
Midway, kolossal di Emmerich a novembre4-6 giugno ’42 la leggendaria battaglia, diffuso poster del film

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– Tra il 4 e il 6 giugno sull’atollo del Pacifico si combatté nel 1942 una leggendaria battaglia cielo mare, la battaglia delle Midway che determinò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando il corso della guerra. Nel 1976 con la regia di Jack Smight un kolossal con Henry Fonda, Toshiro Mifune, Charlton Heston ricostruì quello scontro che portò gli americani al controllo strategico delle isole Midway. Un nuovo kolossal è in uscita a novembre, con la regia di Roland Emmerich: Midway di cui è stato diffuso a livello internazionale il primo poster proprio in occasione dell’anniversario storico.
Il film sarà una spettacolare rievocazione della spaventosa battaglia con cui la Marina degli Stati Uniti sconfisse la Marina imperiale giapponese. Tra i protagonisti Ed Skrein, Patrick Wilson, Luke Evans, Aaron Eckhart, Nick Jonas, Dennis Quaid e Woody Harrelson. Midway è esclusiva per l’Italia di Lucisano Media Group e Eagle Pictures.
Ischia Film Festival ricorda BertolucciIn mostra 23 gigantografie dei suoi set più suggestivi

NAPOLI05 giugno 201917:05

– L’Ischia Film Festival 2019, che si terrà nel Castello Aragonese dal 29 giugno al 6 luglio, renderà quest’anno omaggio a Bernardo Bertolucci, scomparso lo scorso 26 novembre. La manifestazione diretta da Michelangelo Messina, in collaborazione con il critico e giornalista Boris Sollazzo, dedicherà al regista premio Oscar per ‘L’ultimo Imperatore’ la mostra che sarà inaugurata venerdì 28 giugno presso nelle sale del Carcere Borbonico del Castello Aragonese e sarà aperta al pubblico fino al 6 luglio. Realizzata da Antonio Maraldi del Centro Cinema Città di Cesena, prevede ventitré gigantografie dei più suggestivi set cinematografici di Bernardo Bertolucci. Inoltre è in programma una proiezione speciale di ‘Ultimo tango a Parigi’, presentata dal professor Augusto Sainati, docente di Storia del cinema all’Università Suor Orsola Benincasa. La proiezione si inserisce nel quadro di un progetto di formazione per i docenti dei licei che vede la collaborazione di diversi atenei.
Federica Angeli, il male e la sofferenzaIn sala ‘A mano disarmata’ sulla giornalista sotto scorta

A 06 giugno 201909:

– “Il ministro Salvini dovrebbe vedere questo film. È una cosa vergognosa voler togliere la scorta a Saviano, io non mi sento protetta da un ministro come lui”. Così Federica Angeli, la giornalista sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia del litorale romano, alla cui vita è ispirato il film di Claudio Bonivento ‘A mano disarmata’, in sala dal 6 giugno in 220 copie distribuite da Eagle. A interpretare la giornalista di Repubblica in lotta con il clan della famiglia Spada di Ostia, Claudia Gerini, mentre Rodolfo Laganà è il vecchio capo clan; Mirko Frezza, lo Spada ch diede una testata al giornalista di Nemo, Daniele Piervincenzi; Francesco Venditti, il marito della Angeli; Francesco Pannofino, capo servizio del giornale e lo stesso Bonivento nei panni del direttore di Repubblica.Nel film, tratto dal libro omonimo di Federica Angeli e che ieri ha ricevuto il Nastro d’argento della legalità, la vera storia di questa donna condannata a un certo punto a una scorta non voluta, ma resa necessaria dal suo coraggio che ha involontariamente messo in pericolo la vita del marito e dei suoi tre figli adolescenti. “Questo film non è la solita serie di Gomorra, qui il male è visto attraverso la sofferenza – spiega Federica Angeli in conferenza stampa -. Per me è stato normale comportarmi in questo modo contro la criminalità di Ostia. Il messaggio di A mano armata è che ce la possono fare davvero tutti”. “Il libro di Federica mi ha subito rapita – dice invece la Gerini -, ti spinge ad essere una persona migliore. Ho ammirato molto questa donna che mi è stata subito anche simpatica. Mi piace la sua ironia, il modo in cui prende la vita”. Dice infine il regista: “Non sono qui per mandare messaggi. L’importante era raccontare la vita di Federica Angeli e spero solo di esserne stato all’altezza. Lei ha fatto qualcosa di straordinario”.Difficoltà nel girare ad Ostia? “Anche se ne avessimo avute non ve le diremmo per ovvi motivi. Avevamo comunque le spalle coperte anche dalla crociata fatta da Federica”. Infine, sul fatto che nel film il cognome Spada non compaia mai sostituito da un anonimo Costa, dice Bonivento: “è stata una cosa voluta, abbassava il livello della storia mettere dei riferimenti reali, era più importante raccontare il coraggio di questa donna”.

Youtube, via negazionisti e suprematistiNuove regole, meno visibilità a cure miracolose e terrapiattisti

06 giugno 201912:20

– YouTube continua a stringere le maglie per evitare la diffusione di video che propugnano odio, suprematismo ed estremismo violento. In un ennesimo aggiornamento delle regole – che sono state riviste più di trenta volte solo nel corso del 2018 – la piattaforma che fa capo a Google mette al bando chi “glorifica l’ideologia nazista, intrinsecamente discriminatoria”, e chi nega eventi ben documentati come l’Olocausto. Accanto a questo, si impegna a ridurre la visibilità di filmati che promettono cure miracolose e non scientifiche, o che sostengono teorie strampalate come il terrapiattismo.
In un post, YouTube spiega che le nuove norme contro il linguaggio d’odio “proibiscono in modo specifico i video che sostengono la superiorità di un gruppo per giustificare discriminazioni, segregazioni o esclusioni basate su età, sesso, razza, casta, religione, orientamento sessuale”, come ad esempio l’ideologia del nazismo. Via anche i filmati negazionisti di eventi certi e violenti come la Shoah. La piattaforma sta tuttavia studiando il modo di rendere questi filmati disponibili a ricercatori e Ong per ragioni di studio.
Ulteriore impegno di YouTube è di allargare a più Paesi, entro la fine dell’anno, un aggiornamento ai sistemi introdotto a gennaio in Usa e volto a limitare la “disinformazione dannosa”, come quella dei filmati che promettono cure prodigiose per malattie serie o che sostengono che la Terra è piatta. Se a questi contenuti verrà ridotta la visibilità, acquisteranno invece più raccomandazioni i contenuti provenienti da fonti autorevoli, come i canali di news.         

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