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DALLE 13:14 DI MERCOLEDì 20 SETTEMBRE 2019

ALLE 16:41 DI VENERDì 20 SETTEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Red Ronnie sui social col ‘Barone Rosso’
Il lunedì dal 23/9, ospiti prima puntata Morgan e Leon Hendrix

BOLOGNA18 settembre 2019 13:14

– Torna lunedì 23 settembre il Barone Rosso di Red Ronnie: tre ore in diretta dove si esibiranno e racconteranno molti ospiti, da quelli famosi agli artisti e gruppi della nuova era. Nella prima puntata Morgan e Leon Hendrix, fratello del più grande chitarrista di tutti i tempi, Jimi Hendrix.
Il Barone Rosso sarà trasmesso in diretta su tutte le piattaforme social (Facebook, YouTube, Periscope, Twich, Instagram), su roxybar.tv e in homepage su optimagazine.com.
Lunedì sarà anche annunciata l’apertura di Red Ronnie TV, canale in abbonamento sulla piattaforma Teyuto. Conterrà in esclusiva programmi dall’archivio, dirette speciali (come Let’s Spend Tonight Together), programmi dove Red racconterà la musica usando i vinili, anteprime di interviste e versioni integrali di reportage che saranno resi pubblici solo in forma ridotta.

Festival ricorda Enrico Fontanelli (Odp)Il 21 settembre a Roma, c’è anche mostra sulla sua opera grafica

BOLOGNA18 settembre 201914:36

– Si tiene per la prima volta a Roma, il 21 settembre al Monk, ‘Ancora’, festival dedicato ad Enrico Fontanelli degli Offlaga Disco Pax, scomparso nel 2014 a 36 anni. Si ritrovano insieme coloro che hanno condiviso un pezzo di vita con il bassista, tastierista, produttore artistico e grafico del gruppo, o che semplicemente hanno amato le cose che ha realizzato come artista.
Sul palco saliranno Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Gian Maria Accusani (Prozac+, Sick Tamburo), Verano (Anna Viganò in duo con Daniele Carretti degli Odp), Thomas Koppen (Tante Anna), Daniele Carretti e Max Collini (Odp). Il ricavato della serata andrà al reparto di oncologia dell’ospedale di Reggio Emilia.
Assieme ad ‘Ancora festival’ il Monk ospiterà dal 19 settembre la mostra ‘Offlaga Disco Pax #1-#163’, dedicata al catalogo dell’opera grafica di Fontanelli realizzata per gli Offlaga Disco Pax nel decennio 2003-2013. La mostra è composta da circa 100 tavole, oltre ad altro materiale storico sul gruppo.

Artissima 2019 tra desiderio e censuraKermesse torna a Torino con 208 gallerie, 62% sono straniere

TORINO18 settembre 201914:41

– ‘Desiderio/censura’. A questa bipolarità in cui l’arte e la società si sono sempre dibattute, è dedicata la 26esima edizione di Artissima, fiera d’arte contemporanea che torna a Torino dal primo al 3 novembre. Il 62% degli espositori sono stranieri, a conferma del successo e della vocazione internazionale della kermesse, che ha il cuore all’Oval ma presenta eventi in numerosi spazi cittadini.
Le gallerie, provenienti da 43 Paesi, sono 208; oltre 50 i curatori e direttori di musei di tutto il mondo nelle giurie e iniziative speciali della fiera, che si articola in 7 sezioni.
Fra le novità Hub Middle East, focus sulle gallerie attive in questa parte del mondo, Artissima Telephone, kermesse alle Ogr sul telefono come mezzo artistico, e Abstract Sex progetto espositivo sul tema del desiderio. Fra gli eventi quello dedicato a ‘The Italian Job’ che, nei giorni della Brexit, porta a Torino dall’Inghilterra un bus ispirato al film e che potrebbe veder arrivare in fiera il suo protagonista, Michael Caine.

Formigli, meglio il racconto della realtà che i leaderOspite all’esordio Carola Rackete, “protagonista caduta Salvini”

19 settembre 201909:23

– “Il nostro core business non sono le interviste ai protagonisti della politica, ma il racconto della realtà”. Corrado Formigli torna per il decimo anno alla guida di Piazzapulita, in prima serata dal 19 settembre su La7, confermando un format e un’impostazione che gli hanno consentito di imporsi come punto di riferimento per l’approfondimento televisivo. “I leader dei partiti ci fanno sospirare: preferiscono le interviste al confronto con la realtà, che è senz’altro meno comodo – spiega -. Non considero però fondamentale la loro presenza. Il nostro pubblico è interessato a sapere cosa raccontiamo, sono affezionati ai nostri esperti. E’ un momento in cui tutto sta cambiando molto velocemente e la gente è disorientata, ha bisogno di ancorarsi al racconto”.Squadra confermata dunque con Antonio Padellaro, Alessandro De Angelis, Federico Fubini e Valentina Petrini. A fare i conti in tasca agli italiani, tra pensioni e reddito di cittadinanza, ci sarà una new entry: l’ex presidente dell’Inps Tito Boeri, ospite una volta al mese. “Per il resto ci saranno nuovi giovani inviati a rafforzare il settore delle inchieste e dei reportage – sottolinea il conduttore -. Siamo convinti che la qualità paghi. L’anno scorso è stata una stagione bellissima, con colpi giornalistici e ascolti molto buoni, e per questo abbiamo deciso di investire ancora di più”.Oltre un milione gli spettatori medi l’anno scorso con il 5,7% di share (10% tra i laureati), per la miglior stagione delle ultime sei. Quest’anno si riparte con un’ospite protagonista del dibattito politico estivo, alla prima presenza in un programma televisivo. “Avremo con noi Carola Rackete in collegamento in diretta da Berlino – annuncia il conduttore -. Abbiamo chiuso la scorsa stagione con il governo gialloverde e ci ritroviamo un Salvini all’opposizione. Uno dei momenti simbolicamente più forti, che hanno determinato la sua caduta, è stata la vicenda di Carola e della Sea Watch, nella quale il leader della Lega ha dimostrato un eccesso di arroganza e di prepotenza”. “Quello giallorosso mi pare il governo del male minore, nato per per bloccare l’ascesa di Salvini, ma questo non vuol dire che durerà poco – sottolinea ancora il giornalista -. Ci sono le nomine, poi l’elezione del capo dello stato… Sul progetto però ho dei dubbi, quale sia la visione di questo governo è ancora misterioso”.La scissione di Renzi? “Non mi pare un fenomeno tra i più importanti. Quello che i cittadini vogliono sapere è se lui, fautore delle primarie e del maggioritario, si sia o meno improvvisamente innamorato del proporzionale”. Non solo politica al centro della trasmissione. “Stiamo lavorando su tutti i grandi temi: daremo grande spazio, ad esempio, al problema del cambiamento climatico e delle abitudini alimentari. Abbiamo intervistato Greta Thunberg l’anno scorso, e vogliamo insistere su questa strada. Siamo una fabbrica, con 10 inviati e 40-50 muniti di montaggio di puntata”. Ci sarà anche lo stesso Formigli in prima linea? “Vediamo, mi piacerebbe girare qualcosa e non escludo di farlo”.

Io, Leonardo, vita di un genio in un film d’arteIn sala dal 2 ottobre con Luca Argentero e poi su Sky

19 settembre 201909:29

– Arriva il genio di Leonardo da Vinci in un film d’arte, ‘Io, Leonardo’, realizzato in occasione dei 500 anni dalla sua morte e che sarà in sala da mercoledì 2 ottobre con Lucky Red, ma questa volta non come evento (ovvero oltre i soliti tre giorni deputati in questi casi) per poi approdare a gennaio su Sky. Un segnale chiaro, quest’ultimo, che questo tipo di film d’arte, prodotto originale Sky con Progetto Immagine, cresca sempre di più in appetibilità al box office come sulla piattaforma Sky.Dedicato al genio toscano, il film firmato da Jesus Garces Lambert, già regista di ‘Caravaggio – l’anima e il sangue’, si mette sulle tracce dell’uomo, dell’artista, dello scienziato e dell’inventore. Ad interpretare Leonardo è Luca Argentero, impegnato per la prima volta in un film d’arte biografico, mentre la voce narrante è quella di Francesco Pannofino. Nel cast presenti anche: Angela Fontana, nei panni Cecilia Gallerani, e Massimo De Lorenzo che interpreta Ludovico il Moro. Il film ha ricevuto il Patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e del Comitato Scientifico del Palinsesto Milano Leonardo 500 e anche il Riconoscimento dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.”Leonardo è uno dei personaggi più complessi di cui parlare – spiega oggi a Roma il regista messicano -, è stato per me come un viaggio iniziatico. L’intento era soprattutto quello di scoprire che uomo fosse davvero questo genio e tutto fatto poi con dialoghi originali, o meglio tratti dalle sue opere”. Spiega invece Pannofino: “La mia più che una voce narrante è la voce della coscienza di Leonardo. Comunque – aggiunge l’attore – questo film mi ha conquistato perché resta un’operazione molto originale e mostra poi un Leonardo come non l’avevamo mai visto”. “Ho accettato questo ruolo solo perché non ho avuto abbastanza tempo per pensarci” dice con modestia Luca Argentero. Per l’attore la lavorazione di questo film ha comportato “settimane sia di letture che di improvvisazione. L’intento era comunque quello di alzare l’asticella dal punto di vista umano”. Leonardo oggi? “Certo che ci potrebbe essere. Potrebbe essere, ad esempio – una persona come Steve Jobs o Mark Zuckerberg”.

A NY il Richard Serra di Reggio EmiliaReverse Curve pensata per Centro Malaguzzi, realizzata solo ora

NEW YORK18 settembre 201916:43

– La Curva inversa di Richard Serra vede la luce per la prima volta a New York in tutti i suoi 30 metri di lunghezza. La monumentale opera dell’ottantenne artista americano, pensata nel 2005 per Reggio Emilia e mai realizzata nella città emiliana, divide in due il maestoso spazio espositivo di Gagosian sulla 21/a strada. All’epoca la gigantesca scultura in ferro alta 4 metri e mezzo avrebbe dovuto accompagnare i visitatori (soprattutto i bambini) del Centro Internazionale Loris Malaguzzi nell’ambito del progetto cittadino “Invito a….”. Una “S’ allungata in orizzontale, Reverse Curve è parte di una delle tre mostre dedicate da Gagosian a uno degli scultori più importanti ed innovativi dell’arte moderna. Nuovi monumentali cerchi di acciaio della serie Rounds, quattro dei quali composti da elementi multipli da 50 tonnellate di diversi diametri e altezze, riempiono l’intera galleria di West 24th Street, mentre lo spazio Gagosian su Madison Avenue presenta una nuova serie di disegni a dittico e trittico.

Premio Malaparte 2019 a Colm TóibínPrima volta ad irlandese. Presiede giuria Raffaele La Capria

18 settembre 201916:49

– Per la prima volta il premio caprese va a un autore irlandese: Colm Tóibín, acclamato autore di Brooklyn e della Casa dei nomi, sarà in Italia a fine settembre per ritirare il riconoscimento.
Tóibín, lo scrittore di 64 anni che parte dalla sua Irlanda per narrare il mondo, sarà in Italia, a Capri, per ritirare il Premio Malaparte, che giunge con lui alla ventiduesima edizione.
A celebrarlo l’intera giuria, capitanata dal Presidente Raffaele la Capria, 97 anni e, felice di aver scelto ancora un autore di notorietà mondiale, ma non facile, controverso, in linea con le caratteristiche del Premio. Con lui, i giurati del Malaparte (Leonardo Colombati, Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Merlino, Silvio Perrella, Emanuele Trevi e Marina Valensise).

A Toni Servillo Bronzo dorato di AnimavìCerimonia il 21 settembre a Cagli

PERGOLA (PESARO URBINO)18 settembre 201918:38

– Toni Servillo riceverà il Bronzo Dorato dell’arte della recitazione del Festival Animavì, dedicato all’animazione poetica e d’autore. La cerimonia si terrà nello storico teatro comunale di Cagli (Pesaro Urbino) sabato 21 settembre. “Toni Servillo – spiega Simone Massi, regista di cinema d’animazione premiato in tutto il mondo e direttore del festival – è sicuramente fra i più grandi attori italiani viventi, legato anche al cinema d’animazione visto che da doppiatore ha dato voce a Zanna Bianca e a L’uomo che piantava gli alberi, capolavoro di Frederick Back. Animavì lo ha inseguito a lungo e fra un pugno di giorni sarà nostro ospite”. Dopo la consegna dl premio, Servillo, vincitore di due European Film Award, 4 David di Donatello, 4 Nastri d’argento, 3 Globi d’oro, 3 Ciak d’Oro e del Marc’Aurelio d’Argento per il miglior attore al Festival di Roma, incontrerà il pubblico e dialogherà con il critico cinematografico Maurizio Di Rienzo.

Fondazione Prada meraviglie di AndersonIl sarcofago di Spitzmaus e altri tesori arrivati da Vienna

18 settembre 201918:40

– Le meraviglie di secoli di storia e di storia dell’arte sono accostati insieme in un modo assolutamente nuovo dal regista Wes Anderson (autore di I Tenenbaum e Grand Hotel Budapest) e dalla moglie, l’illustratrice Juman Malouf nella mostra ‘Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori’ che resterà visibile alla fondazione Prada di Milano dal 20 settembre al 13 gennaio.
Si tratta di una versione più estesa rispetto a quella allestita lo scorso anno al Kunsthistorisches Museum di Vienna, che ne mantiene però lo spirito. Quello cioè di ricreare una Wunderkammer, una sorta di camera delle meraviglie dei collezionisti di un tempo. Il titolo della mostra prende il nome dal sarcofago egizio di uno Spitzmaus (un toporagno in tedesco) ma presenta una vasta serie di oggetti che arrivano dalle collezioni del Kunsthistorisches Museum e del Naturhistorisches Museum divisi per gruppi tematici: gli oggetti verdi, i ritratti di bambini, gli strumenti per misurare il tempo e cosi via. Un modo nuovo inusuale di accostare gli oggetti per mostrare nuove connessioni. Il progetto è completato da un libro d’artista che si presenta come un contenitore che include disegni, riproduzioni e materiali vari e riprende l’idea del museo portatile citando come modello la Boite-en-valise di Marcel Duchamp.

A Taranto murale dedicato a Nadia ToffaImmagini pubblicate su sito delle ‘Iene’, ‘Grazie Taranto’

TARANTO18 settembre 201919:05

– Spunta un grande murale dedicato a Nadia Toffa tra i palazzi del rione Salinella di Taranto.
L’immagine ritrae sorridente e vestita da “Iena” l’inviata e conduttrice del programma di Italia 1 scomparsa il 13 agosto scorso dopo aver combattuto una lunga battaglia contro un tumore. Sulla pagina Facebook de “Le Iene” sono state pubblicate tre foto che ritraggono l’artista al lavoro per realizzare il dipinto accompagnate dalla frase “Grazie Taranto”. Intanto, sono state raccolte decine di migliaia di firme dalla petizione online per intitolare il reparto oncoematologico pediatrico dell’ospedale di Taranto a Nadia, a cui il 14 gennaio scorso era stata assegnata la cittadinanza onoraria di Taranto.
Nadia Toffa era stata testimonial della campagna di vendita solidale delle magliette con la scritta ‘Ie jesche pacce pe te’ (Io esco pazzo per te) attraverso la quale era stata raccolta la somma di oltre 500mila euro, somme servita anche per l’assunzione di una pediatra nel reparto oncoematologico.

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Celine Dion, nuovo album in uscita 15/11
“Courage”, al via da Quebec City tour tra Stati Uniti e Canada

18 settembre 201920:40

– Uscirà il 15 novembre “Courage” (Sony Music Entertainment Canada/Columbia Records), il nuovo album di Celine Dion. Tre nuovi brani sono stati appena rilasciati: “Imperfections”, “Lying Down” e “Courage”. “Courage”, il primo album in inglese a 6 anni di distanza da “Loved Me Back to Life”, sarà un mix di ballate e canzoni up-tempo Nell’album è presente anche il brano “Flying On My Own”, uscito lo scorso giugno, che Celine ha eseguito l’ultima notte della sua storica residency di 16 anni a Las Vegas.
Il 18 settembre prende il via anche il “Courage World Tour”, con il primo dei tre concerti che Celine Dion terrà a Quebec City, prima di proseguire con i sei spettacoli di Montréal, per un totale di oltre 50 città tra Stati Uniti e Canada.

A Palazzo Pitti storia scultura bronzoEsposte dal 18/9 opere della Firenze degli ultimi Medici

FIRENZE18 settembre 201920:41

– Da un piccolo nucleo di opere di Giambologna fino al lavoro di artisti come Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi per raccontare la stagione bronzistica fiorentina tra ‘600 e ‘700: è l’obiettivo di ‘Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici’ mostra accolta dal 18 settembre al 12 gennaio in Palazzo Pitti. Le opere in mostra sono oltre 170, con molti prestigiosi prestiti da musei come i Musei Vaticani, il Louvre, il Victoria and Albert di Londra, il Getty di Los Angeles e la National Gallery of Art di Washington. Tra le sculture esposte, la Venere al Bagno, realizzata da Giambologna per Enrico IV di Francia e mai esposta al grande pubblico e il S.Giovanni, restaurato per l’occasione. In mostra anche le copie delle statue della Tribuna del Buontalenti, realizzate in bronzo dal Foggini e il bronzo con Gesù bambino e San Giovannino di Soldani Benzi. L’esposizione è curata dal direttore delle Gallerie Eike Schmidt insieme a Sandro Bellesi e Riccardo Gennaioli.

Concerto per la vita con Mogol e Belli4/10 per Serafico di Assisi. Ci saranno Arisa, Marcorè, Masini

ASSISI (PERUGIA)18 settembre 201920:41

– Dalla volontà di Mogol (ideatore e socio fondatore della Nazionale italiana cantanti) e di Paolo Belli (presidente della Nic), condivisa con Gianluca Pecchini (direttore generale Nic), nasce il “Concerto per la vita” a favore dell’Istituto Serafico di Assisi, evento in scena venerdì 4 ottobre al Teatro Lyrick di Assisi dalle 21.
Nel giorno dedicato a San Francesco, in cui si celebra anche la giornata nazionale del dono, Mogol e Paolo Belli presenteranno, accompagnati dalla Paolo Belli Big Band, il Concerto per la Vita con Paolo Belli, Arisa, Neri Marcorè, Simone Cristicchi, Morgan, Enrico Ruggeri, Marco Masini, Pupo, Riccardo Fogli, Paolo Vallesi, Rita Pavone, Mario Lavezzi, Amara, Giuseppe Anastasi, Gianmarco Carroccia e altri ospiti a sorpresa. L’Istituto Serafico di Assisi da quasi 150 anni, rappresenta un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico-scientifica per i ragazzi con disabilità plurime.

Tolkien, biografia è una storia di amicizia maschileAl cinema il film sul padre del Signore degli anelli

19 settembre 201909:40

– Il regista di ‘Tolkien’, Dome Karukoski, riconosce che il suo film e’ si’ una biopic del padre de Il signore degli anelli, ma per nulla declinata sul fantasy: “e’ piuttosto – dice – una storia d’amicizia che si lega anche un po’ alla mia vita”.
In Tolkien, in sala dal 12 settembre con la Fox, tutto parte dalla Prima Guerra Mondiale, nell’inferno della Somme, dove John Ronald Reuel Tolkien vive la sua personale guerra di trincea. E dove il futuro scrittore perde uno dei tre suoi talentosi amici di Oxford votati all’arte e con cui condivide tutto. J. R. R. Tolkien, interpretato da Nicholas Hoult (Skins, la serie britannica, A Single Man, X-Men – L’inizio, Mad Max: Fury Road), e’ cosi’ visto piu’ che altro nella fase in cui il suo mondo pieno di immagini e suggestioni vive ancora nella sua mente. Insomma del tutto lontano dall’essere lo scrittore piu’ letto al mondo con 150 milioni di libri venduti. E forse ha ragione chi dice che era impossibile rendere davvero giustizia al ‘grande mago delle Terre di Mezzo’ e dello Hobbit in soli 112 minuti e con un budget modesto.
“Per me, una delle maggiori sfide e’ stata quella di esprimere visivamente la mente di un genio. Ho scavato cosi’ a fondo nelle storie di Tolkien come nelle sue illustrazioni, cercando di capire come funzionava davvero la sua mente. Volevo – continua il regista – che sia quelli che amano i suoi libri sia quelli che non li conoscono fossero in grado di rintracciare lo spirito di Tolkien e della sua Terra di Mezzo “. “Ho in comune con Tolkien molte cose – spiega Dome Karukoski – ho cominciato a leggere i suoi libri a dodici anni e crescendo mi sono reso conto di quanto fossero importanti per me i suoi libri. Anche io ho poi conosciuto mio padre tardi e ho avuto problemi di poverta’ che ho superato anche grazie alla lettura dei suoi libri”.
Nei confronti dei molti fan di Tolkien – oltre che scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico. – il regista non ha mancato di sentire una grande responsabilita’: “Quello che ho temuto di piu’ era di fare una storia noiosa. Per me e’ sempre stato importante fare un racconto vivace e rispettoso di una persona vissuta davvero”. Nel cast del film anche Lily Collins, Genevieve O’Reilly, Colm Meaney e Tom Glynn-Carney.

Rambo invecchia e va a scuola da Tarantino Quinto episodio serie cult dal 26 settembre in sala

19 settembre 201909:43

– 37 anni dopo il primo film, nel quinto capitolo del franchise cult, in Rambo – Last Blood di Adrian Grunberg (Viaggio in paradiso) in sala dal 26 settembre con Notorius Pictures, con protagonista un Sylvester Stallone invecchiato e con qualche ritocco estetico, torna il guerriero già veterano di guerra del Vietnam ed ex soldato delle forze speciali dell’esercito americano e sembra essere andato a scuola da Tarantino per le molte scene splatter (compresa l’ultima, la più terribile).
Il fatto è forse che ora John Rambo, dopo aver abbattuto soldati sovietici in Vietnam e Afghanistan e massacrato brutali combattenti dell’esercito birmano, tornato nel ranch di famiglia si è come pacificato anche se dentro di lui vive ancora un leone. Per tutta una serie di sfortunate circostanze la figlia Carmen (Paz Vega) viene catturata da un cartello messicano che la fa prostituire e la droga. Per Rambo e tutte le sue armi, dal coltello all’arco fino al mitra, un segnale: è l’ora di aprire le porte dell’inferno.

Senza voler mancare di rispetto al mito Rambo, la nutrita e fortunata platea che ha visto in anteprima Last Blood, una domanda se l’e’ posta subito: perche’ mai andare a rompere le scatole al veterano di guerra per eccellenza? E questo anche se sei un cartello messicano pieno di uomini, ferocia ed armi. E a molti e’ venuta in mente la famosa barzelletta-tormentone de Il cavaliere nero raccontata da Proietti, dove appunto Il Cavaliere dopo aver sterminato, passo dopo passo, una famiglia con tutti i suoi discendenti, e’ il portatore di una semplice verita’: ‘al cavaliere nero non gli dovete rompe er….’. Comunque trentasette anni dopo il primo film, nel quinto capitolo di un franchise cult, in Rambo – Last Blood di Adrian Grunberg (Viaggio in paradiso) in sala dal 26 settembre con Notorius Pictures, con protagonista un Sylvester Stallone invecchiato e con qualche ritocco estetico, torna il guerriero gia’ veterano di guerra del Vietnam ed ex soldato delle forze speciali dell’esercito americano e sembra essere andato a scuola da Tarantino per le molte scene splatter (compresa l’ultima, la piu’ terribile).Il fatto e’ forse che ora John Rambo, dopo aver abbattuto soldati sovietici in Vietnam e Afghanistan e massacrato brutali combattenti dell’esercito birmano, tornato nel ranch di famiglia si e’ come pacificato anche se dentro di lui vive ancora un leone. Ma la vita tranquilla da vivere nella prateria in Arizona, dura davvero poco. Qui passa le giornate con una famiglia da lui adottata composta da Maria Beltran (Adriana Barraza) e sua figlia Carmen Delgado (Paz Vega), la piu’ adorabile delle fanciulle. E cosi’ quando la ragazza, disobbedendo a un suo divieto, si reca in Messico per incontrare il suo vero padre, un poco di buono, Rambo non e’ certo contento. Ma questo e’ solo l’inizio. Per tutta una serie di sfortunate circostanze Carmen viene catturata da un cartello messicano che la fa prostituire e la droga. Per Rambo e tutte le sue armi, dal coltello all’arco fino al mitra, un segnale: e’ l’ora di aprire le porte dell’inferno.

Schiavone, la nuova stagione resta su Rai2Ai palinsesti era stata annunciata promozione su rete ammiraglia

18 settembre 201919:30

– La terza stagione della fortunata fiction Rocco Schiavone, tratta dai romanzi di Antonio Manzini, con protagonista l’attore Marco Giallini, anche se i giochi sembravano fatti per il passaggio su Rai1, resta su Rai2 e andrà in onda in prima serata il mercoledì sera dal 2 ottobre fino al 23. Notizia confermata da fonti ufficiali della seconda rete.
La fiction con Giallini, ambientata tra Valle d’Aosta e Roma, aveva fatto registrare ottimi ascolti nelle prime due stagioni, tanto che alla presentazione dei palinsesti autunnali della tv pubblica, all’inizio di luglio, era stata annunciata la ‘promozione’ sulla rete ammiraglia delle nuove puntate dirette da Simone Spada, ‘strappate’ a Rai2. Ma qualcosa deve essere cambiato nelle ultime settimane. Nonostante il successo la fiction, prodotta dalla Cross Production, ha sollevato polemiche da parte di esponenti di FI e Fdi, convinti che un poliziotto che fuma sigarette e fa uso anche di canne non sia adatto ad un pubblico per famiglie

Milan, vi racconto il potere dei baciNel nuovo romanzo ‘Due milioni di baci’

19 settembre 201912:05

– ALESSANDRO MILAN, DUE MILIONI DI BACI (DEAPLANETA, PP 332, EURO 17). Il potere salvifico dei baci. Ce lo fa vivere Alessandro Milan nel suo nuovo romanzo ‘Due milioni di baci’ che arriva in libreria per DeA Planeta dopo ‘Mi vivi dentro’, la storia di amore e resilienza con cui ha conquistato oltre 60 mila lettori.
In quel suo primo libro aveva raccontato come attraversare la sofferenza e il dolore della morte per cancro, l’11 dicembre 2016, della moglie Francesca Del Rosso, chiamata dagli amici Wondy per la sua allegria e energia esplosiva, senza farsi travolgere. Ora da voce alla quotidianità di un padre che deve crescere da solo un figlio e una figlia quasi adolescenti e di un uomo, lui, che a 48 anni è ancora figlio di una mamma che per la prima volta ha bisogno di lui. “Ho voluto raccontare come si può ripartire, che un po’ era anche il tema del primo libro. Quando hai un lutto ti fermi o riparti per reazione. Poi c’è una fase in cui devi riappropriarti della vita come scelta. Voglio raccontare che c’è una via, un sentiero. Il dolore, la ripresa, una strada c’è per me, per i miei figli, nel ricordo di Francesca” racconta Milan che da vent’anni lavora come giornalista a Radio24 ed è presidente dell’Associazione ‘Wondy sono io’ impegnata nella diffusione della cultura della resilienza. “Ho voluto riunire la mia vita da figlio e da padre e attraversarla e ho capito che la punteggiatura di tutto è il bacio. Tutte le nostre vite e la mia, andando a ritroso, sono costellate dall’importanza dei baci, dati, perduti, mancati, materni, avvolgenti. Dai baci che non potrai più dare e da quelli che dai ai tuoi figli come viatico per la serenità, se non la felicità. Finchè ho saputo dare i baci ho vissuto, quando li ho perduti mi sono inabissato” spiega lo scrittore. E da qui è nato il ‘gioco della conta dei baci’. “Non è solo un gioco, più conto quei baci, più vivo con l’obiettivo e la speranza di arrivare a due milioni”, dice.
I capitoli del romanzo rimandano invece ai colori, ai sapori, ai cibi che ci ricordano la nostra infanzia. “E’ come raccontare il romanzo della nostra vita attraverso quelli che sono diventati per noi dei simboli che ci accompagnano per sempre.
Per me è la panna montata dell’infanzia”.
Grande importanza nel libro e nella vita di Milan hanno gli amici: “il vero lascito morale di Francesca sono gli amici, il coraggio di chiedere aiuto quando ne ho bisogno, io che sono sempre stato un orso. Invece ho capito che si da e si riceve. Da solo non ce la farei” sottolinea. Nel romanzo infatti ci sono le chat degli amici e rappresentano proprio, come dice Milan, “interludi di respiro. E’ fondamentale, decisivo”.
Padre che presto dovrà confrontarsi con i turbamenti dell’adolescenza, Milan racconta di “aver cambiato un po’ l’approccio alla vita. Francesca mi ha insegnato a essere solare, a non rimandare mai a domani, a portare avanti i progetti, a sorridere. Ho capito che vivere così è meglio e mi sforzo di farlo”.
All’origine di ‘Due milioni di baci’ c’è però una domanda cruciale. Ma “secondo te, per un bambino della mia età, è meglio se muore la mamma o il papà?” chiede esitando il figlio Mattia al padre mentre stanno in macchina fermi al semaforo. “E’ nata da qui l’esplorazione. Quella domanda è un pugno nello stomaco ma conosciamo la bella genuinità di Mattia. Adesso che ho attraversato la prima fase del lutto devo prendere per mano i miei ragazzi e camminare. Senza di loro sarebbe stato più complicato. I figli sono portatori di responsabilità, preoccupazioni. Sappiamo che la vita è anche dolore e sofferenza però è uno straordinario romanzo di cui i figli sono le pagine più entusiasmanti” spiega Milan. ‘Due milioni di baci’ è davvero “il libro della rinascita. Il dolore si sedimenta dentro di te, va sempre più in profondità.
Diventa parte di te però è sempre più radicato e per tirarlo fuori bisogna scavare”. Già è ripartito il dialogo con i lettori che gli scrivono su facebook: “comincerò anche io a dare più baci ai miei figli”. E presto – annuncia Milan – “partirà un progetto con un comune in provincia di Milano, a cui tengo molto, che coinvolgerà la compagnia teatrale Alma Rosé per insegnare la resilienza ai bambini delle scuole materne” mentre al Premio Wondy Sono io’ di cui nell’edizione 2020 è presidente Massimo Gramellini, sono arrivate una sessantina di opere.

Le anime di Durer a BagnacavalloRicco percorso espositivo con oltre 120 opere grafiche

RAVENNA19 settembre 201911:01

– Dopo Francisco Goya e Max Klinger, prosegue con Albrecht Durer il filone espositivo promosso dal Museo civico di Bagnacavallo (Ravenna) sui più importanti artisti internazionali che hanno saputo esprimere la loro grandezza attraverso l’incisione. Dal 21 settembre al 19 gennaio saranno esposte oltre 120 opere grafiche tra cui alcuni capolavori dell’artista come il ciclo dell’Apocalisse, il Sant’Eustachio, il San Girolamo nello studio e il Cavaliere, la morte e il diavolo.
La mostra – ‘Il privilegio dell’inquietudine’ – avrà il punto focale in un’opera enigmatica, la Melanconia, che cela un autoritratto spirituale dell’artista, giunto alla presa di coscienza che un approccio razionale all’arte e al mondo non può che dare risposte insufficienti. L’esposizione è un invito ad incontrare le diverse anime di Durer uomo e artista, padre nobile del pensiero grafico che ha saputo innalzare il disegno e l’incisione ad espressione artistica non più ancella della pittura ma pienamente libera e autonoma.

Icona degli anni ’60, Twiggy compie 70 anniModella, attrice, stilista, l’inglese Lesley Hornby in arte Twiggy, è anche insignita del titolo di “Dama” dalla Regina d’Inghilterra

19 settembre 201911:34

Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico. Icona della moda degli anni ’60 e della “Swinging London”. Musa ispiratrice di artisti come Andy Warhol e di fotografi come Richard Avedon. Lesley Hornby, in arte Twiggy o meglio Twiggy Lawson, è tutto questo e anche molto altro. La top model della metà degli anni ’60 compie oggi 70 anni e il mondo la ricorda ancora come la ragazzina che ha reso la minigonna di Mary Quant famosa nel mondo. Celebre per la sua magrezza, Twiggy, che in inglese significa appunto “ramoscello”, rivoluziona l’immagine della donna con le sue gambe lunghissime, i suoi grandi occhi chiari accentuati da un make up che ne risalta le ciglia e la sua apparente fragilità di adolescente.Nata il 19 settembre del 1949, a 15 anni abbandona la scuola del sobborgo di Londra dove vive e comincia a lavorare presso un negozio di parrucchiera. Qui viene scoperta da Justin de Villeneuve (nome d’arte di Nigel Jonathan Davies) anche lui parrucchiere che la lancia nel mondo della moda facendola diventare un vero punto di riferimento della “Swinging London” cioè delle nuove tendenze culturali che si stanno affermando in quel periodo in Gran Bretagna. Ma la svolta per la ragazza che diventerà una delle top model più pagate del mondo arriva nel 1966 quando, ad appena 17 anni, il Daily Express la elegge “Volto dell’anno”, indicando il suo taglio di capelli “alla maschietta” un sinonimo di sfrontata eleganza.
Oltre a conquistare il mondo della moda, Twiggy si dedica a lungo anche al cinema. Celebre, tra le altre, è la sua apparizione nel film cult “The Blues Brothers” dove interpreta la giovane donna che, abbandonata sull’altare da John Belushi, cerca di vendicarsi.
Viaggia in tutto il mondo e negli Stati Uniti viene accolta come una vera pop star. Le sue foto in minigonna ispirano milioni di donne tanto che l’accessorio inventato da Mary Quant è ancora adesso un “must” nell’armadio delle adolescenti. La storia di Twiggy, modella dall’aspetto infantile e allo stesso tempo ribelle, è legata infatti a doppio filo a quella della minigonna. È lei che la lancia ed è lei che la fa diventare un simbolo per molte generazioni.
Si ispira a Twiggy anche la Mattel che le dedica una nuova Barbie sempre esile e alta ma con i capelli biondi a caschetto, proprio come quelli della modella inglese. L’ingresso nel cinema lo fa negli anni ’70. Celebre anche la sua interpretazione in “The Boy Friend”, musical di Ken Russell (1971) in cui Twiggy canta. Nel 1977 si sposa. Il marito è un attore, Michael Witney. Dal loro matrimonio nasce Carly Witney che diventerà un’apprezzata animatrice di cartoon e una stilista insieme alla madre. Michael Witney però muore nel 1983 per un attacco di cuore. Twiggy si risposa 5 anni più tardi con un altro attore, Leigh Lawson, che adotta Carly.
Nel 1988 fa parte anche del cast di “Madame Sousatzka”, con Shirley MacLaine. Mentre, nel 1983, aveva debuttato a Broadway con “My One and Only”, ottenendo una nomination ai Toni Award. Poi arriva l’era di Twiggy America’s Next Top Model. Appare moltre volte in Tv, da ospite e conduttrice e viene scelta da Tyra Banks come giudice di uno dei programmi di moda più popolari negli Stati Uniti: America’s Next Top Model. In seguito Twiggy fa da testimonial per varie case di moda e per alcuni prodotti di bellezza.  Scrive un libro, “A Life in Photographs” che viene pubblicato nel 2009.
Twiggy è ora una splendida settantenne, paladina dei diritti degli animali e impegnata da anni nella raccolta dei fondi per la ricerca contro il cancro al seno. Quest’anno riceve dalla Regina d’Inghilterra il prestigioso riconoscimento di “Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gemitaiz & MadMan, era arrivato il momento di tornare
Esce Scatola nera, terzo album a quattro mani. A marzo i palasport

19 settembre 201920:15

“Cinque anni senza Gemitaiz & MadMan sono tanti, era il momento giusto di tornare, avevamo tante cose da dire. Si sentiva la nostra mancanza”. Il power duo del rap italiano, forte dei successi degli ultimi lavori da solisti ma allo stesso tempo capace di completarsi come pochi in coppia (“insieme ci prendiamo una pausa da noi stessi, è una sorta di spin off”), è pronto a sbancare con il nuovo album in uscita il 20 settembre, dal titolo ‘Scatola nera’ (Tanta Roba Label/Island/Universal Music).
Il terzo lavoro in studio del progetto a due, scritto, prodotto e registrato tra Los Angeles, Roma e la Puglia, dopo ‘Detto, Fatto.’ del 2012 e ‘Kepler’ del 2014. “Il terzo ufficiale – tengono a precisare i due artisti trentunenni, legati da un’amicizia che dura ormai da 15 anni -, ma tra featuring e collaborazioni, sono molti di più. Non esiste che uno dei due faccia un disco senza che l’altro partecipi”. La loro – raccontano – non è una collaborazione che nasce a tavolino. “E’ tutto molto spontaneo. Del resto non potrebbe che essere così, sentendoci praticamente tutti i giorni”. Carriera solista e quella in duo procedono di pari passo, linfa vitale una per l’altra. “Siamo come la maionese – scherza MadMan -.
Buona sia da sola che in accompagnamento”. ‘Scatola Nera’ ha coinvolto anche molti amici e colleghi: da Salmo a Marracash e Guè Pequeno, passando per Tha Supreme e Priestess. “Ma i veri pezzi forti – sottolineano Gemitaiz e MadMan – sono quelli che non ti aspetti, quelli con Giorgia e con Mahmood, in un confronto che va al di là di generi e generazioni”. Giorgia duetta nel brano che dà il titolo all’album. “Non abbiamo avuto necessità di convincerla. E’ stata lei a farci arrivare un apprezzamento per il nostro lavoro e così abbiamo pensato di coinvolgerla. La traccia c’era già, gliel’abbiamo proposta e lei non ci ha pensato due volte. E’ il suo primo featuring con dei rapper. E ne siamo orgogliosi”, dice Gemitaiz. Mentre su Mahmood (nel brano Karate), arrivano i complimenti di MadMam: “E’ un artista trasversale, tra i più talentuosi in questo momento”. I due brani, ne è convinto il duo, saranno anche il modo per entrare in contatto con chi non frequenta normalmente l’hip hop. “Grazie a sonorità più familiari”. Tra i titoli presenti nell’album ne spunta anche uno che potrebbe far pensare a un omaggio ai Red Hot Chili Peppers: Californication. “Più che un tributo è l’immaginario che suscita quel brano. Eravamo a Los Angeles e le sensazioni che ci rimandava hanno ispirato il brano”, spiega Gemitaiz che poi rimanda al mittente qualunque accusa di istigazione all’uso di droghe nei testi. “La musica equivale a libertà di espressione.
Non faccio musica pensando a chi mi ascolta. La musica è arte, e l’arte dovrebbe essere libera e non vincolata”.
A marzo, ad attendere i due rapper, ci sono i palasport di Roma e Milano (il 13 e il 20 marzo), con tanti ospiti: “un traguardo fondamentale. Perché l’obiettivo è fare sempre meglio”.

I due Foscari inaugura il Festival VerdiA Parma, in scena anche Aida, Luisa Miller e Nabucco

PARMA19 settembre 201911:45

– I due Foscari, opera giovanile, la sesta, di Giuseppe Verdi, aprirà il 26 settembre alle 20 al Teatro Regio di Parma la 19/a edizione del Festival Verdi. Nei giorni successivi, 27, 28 e 29, gli allestimenti di Aida (al Teatro Verdi di Busseto), Luisa Miller (nella chiesa di San Francesco del Prato) e Nabucco (nuovamente al Regio) con repliche nei tre week-end successivi.
I due Foscari, la prima al Teatro Argentina di Roma nel 1844, si compone di tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, ispirato all’opera teatrale omonima di Lord Byron. Il Festival diretto da Annamaria Meo ha chiamato per i ruoli principali un quartetto di voci formato dal baritono Vladimir Stoyanov (Francesco Foscari), dal tenore Stefan Pop (Jacopo Foscari), dalla soprano Maria Katzarava (Lucrezia Contarini) e dal basso Giacomo Prestia (Jacopo Loredano). Sul podio Paolo Arrivabeni, alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio, dirige la partitura nell’edizione critica di Andreas Giger.

X Factor, il secondo appuntamento con le selezioniOspite della serata Anastasio

20 settembre 201910:17

Dopo il debutto della nuova giuria composta da Mara Maionchi, Malika Ayane, Samuel e Sfera Ebbasta, appuntamento alle 21.15 su Sky con la seconda puntata di audizioni dal Pala Alpitour di Torino. Obiettivo: trovare i nuovi 12 talenti, protagonisti di X Factor 2019.Dal backstage Alessandro Cattelan, creative producer del talent prodotto da Fremantle, sostiene i concorrenti che si apprestano a salire sul palco e li accoglie a fine esibizione per commentare le loro performance.Ospite della serata il rapper Anastasio. Il vincitore della scorsa edizione si ritrova sul palco che lo ha scoperto davanti al suo giudice e mentore Mara Maionchi. Nel corso delle audizioni cominciano ad affiorare il carattere e i gusti dei giudici con personalità e formazioni differenti, che si ritrovano non sempre concordi nella formulazione del giudizio verso i concorrenti. L’esito di ogni esibizione è legato ad almeno 3 sì per accedere alla fase successiva, sono invece necessari 4 sì per andare direttamente al bootcamp.Il secondo appuntamento con X Factor è su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455), sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go – su smartphone, tablet e PC, anche in viaggio nei Paesi dell’Unione Europea – e in streaming su NOW TV; il venerdì, in prima serata, in chiaro su TV8. E anche in questa seconda parte di Auditions non mancano le storie personali dei vari interpreti: un parà innamorato della musica che decide di lasciare l’esercito per iscriversi a Medicina, una giovanissima arpista, l’interpretazione di ‘Your song’ piano e voce che un concorrente dedica al padre. Presenti anche band dal sapore internazionale e delle vere rivelazioni tra i giovanissimi.

Buon compleanno Sophia, su Sky omaggioCompie 85 anni, in tv film, documentari e speciali

19 settembre 201912:56

– Il prossimo 20 settembre Sophia Loren spegnerà 85 candeline e Sky Cinema Collection, per l’occasione, propone, da venerdì 20 a venerdì 27 settembre, la programmazione dedicata “Buon Compleanno Sophia”, una selezione di film – tutti disponibili anche on demand – per celebrare l’attrice italiana di fama mondiale, che durante la sua lunga e strabiliante carriera ha ottenuto 2 Oscar e 5 Golden Globe, tra cui quelli alla carriera, e poi 1 Grammy Award, la Coppa Volpi a Venezia, il Prix d’interprétation féminine a Cannes, un Bafta, 10 David di Donatello e 3 Nastri d’argento, l’Orso d’oro e il Leone d’oro alla carriera. Sky, inoltre, arricchisce l’omaggio a Sophia Loren con una programmazione speciale su Sky Arte: venerdì 20 settembre alle 21.15 Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) trasmette in prima visione TV “Sophia Loren – L’inclassificabile”, un documentario che ripercorre i successi che l’hanno resa un mito intramontabile e inclassificabile del cinema mondiale.

Festival delle Idee, aprono Avati e BoniDa 24-27 ottobre a Mestre, annunciati i primi ospiti

19 settembre 201913:29

– Pupi Avati, Alessio Boni con Marcello Prayer, Gioele Dix, Piergiorgio Odifreddi: sono tra gli ospiti che apriranno la prima edizione del ‘Festival delle idee-‘900 il grande secolo delle innovazioni’ che si svolgerà dal 24 al 27 ottobre 2019 all’M9 – Museo del ‘900 di Mestre. Tra i primi nomi, annunciati oggi, del nuovo Festival anche Mogol, l’astronauta Paolo Nespoli e la scrittrice Premio Strega Melania Mazzucco. Il nuovo Festival, sostenuto da Regione del Veneto, ideato da Marilisa Capuano per l’Associazione Futuro delle Idee, in co-organizzazione con Fondazione di Venezia e M9 e con il patrocinio del Comune di Venezia, cercherà di raccontare il rapporto tra innovazione e memoria, tradizione e cambiamento con protagonisti della cultura, scienza, sport e dell’imprenditoria.
Nel giorno d’apertura presenti anche gli imprenditori Enrico Zoppas e Arturo Cardelus. Aperto ad ogni tipo di pubblico è a ingresso gratuito su prenotazione dal 24 settembre, sul sito http://www.festivalidee.it

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Sogno e magia, mostra Chagall a Bologna
Dipinti, disegni, acquerelli e incisioni da collezioni private

BOLOGNA19 settembre 201913:31

– Sono 160 le opere di Marc Chagall (1887-1985), tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni provenienti da collezioni private, di difficile accesso per il grande pubblico, in mostra dal 20 settembre all’1 marzo a Palazzo Albergati di Bologna in ‘Sogno e magia’.
L’esposizione, patrocinata dal Comune di Bologna e organizzata dal Gruppo Arthemisia, racconta l’originale lingua poetica del pittore russo di origine ebraica, naturalizzato francese: la cultura ebraica, russa e occidentale, il suo amore per la letteratura, il suo profondo credo religioso, il puro concetto di Amore e quello di tradizione, il sentimento per la sua amata moglie Bella.
La mostra si divide in 5 sezioni su temi cari a Chagall: Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità. Nelle opere coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione ed esodo, un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Documentario su Zucchero a ‘Seeyousound’Festival cinema a tematica musicale dal 29 settembre a Bologna

BOLOGNA19 settembre 201913:31

– Sarà Bologna ad ospitare l’anteprima assoluta di ‘Zucchero: nudo e crudo’, documentario del regista Vittorio Bongiorno che ha seguito il bluesman emiliano nella serie di 22 concerti con i quali, tra il 2016 e il 2017, portò all’Arena di Verona il nuovo disco ‘Black Cat’.
Il documentario, che fa parte di ‘Wanted’ (The best collection), cofanetto con il meglio di oltre 30 anni di musica di Zucchero, sarà presentato il 30 settembre al cinema Medica Palace tra le pellicole selezionate per ‘Seeyousound’, primo Festival in Italia dedicato al cinema a tematica musicale, che sbarca per la prima volta a Bologna dal 29 settembre al 2 ottobre. Nato nel 2015 a Torino, dove si svolge l’edizione principale, dal 2018 il progetto è diventato itinerante, toccando Pisa, Lecce e Palermo.
A ‘Seeyousound’ sarà inoltre presentato l’1 ottobre – per la prima volta in Italia – ‘Punk!’, prodotto da Iggy Pop insieme a John Varvatos, icona nel mondo della moda: la docuserie in quattro episodi sarà trasmessa da Sky Arte Italia.

Raznovich torna con la sfida per Il borgo più belloDal 22 settembre su Rai3 in prime time, con Daverio e Odifreddi

20 settembre 201909:49

Sessanta piccoli gioielli, quattro serate “eliminatorie” e una finalissima per decretare il vincitore. Il voto online deciderà i 20 finalisti – uno per regione – che accederanno all’ultima serata. Ma nel gran galà finale a decidere saranno il televoto e la giuria di esperti.
Camila Raznovich torna a guidare i telespettatori di Rai3 in un singolare viaggio nel Paese dei piccoli centri, da nord a sud, passando per il cuore d’Italia e le sue isole. Con lei straordinari compagni di viaggio come lo storico dell’arte Philippe Daverio e il matematico Piergiorgio Odifreddi. Da domenica 22 settembre, alle 21.25 su Rai3, riparte “Il borgo dei borghi – La grande sfida” per eleggere quello più bello d’Italia. Il programma è stato presentato a Viale Mazzini dal direttore di rete Stefano Coletta che ha definito Raznovich “una conduttrice che rappresenta la contemporaneità, che non ha mai pregiudizi di fronte a quello che osserva. Ho molto lottato affinché restasse un volto importante della rete. Al Kilimangiaro (che ritorna guidato sempre da Camila), con una concorrenza agguerrita, siamo arrivati ad ascolti a due cifre. Dal punto di vista tecnico, Camila è una bestia da diretta, non ho mai visto una capacità di gestire, una ritmica come la sua”.
Raznovich da parte sua ammette: “La curiosità è quella che mi fa girare i borghi da sei edizioni e che mi fa imparare, stupire e commuovere. Ebbene sì, mi sono commossa alle lacrime! Ad esempio – e ci sono i testimoni – io che sono atea convinta, figlia di culture diverse – quando mi sono ritrovata in uno degli eremi eretti da san Francesco, un luogo potente, carico di spiritualità, sono sincera ho provato una forte emozione. Spero – aggiunge – di riuscire a veicolare tramite questo programma una curiosità dettata da un'”ignoranza” avendo vissuto anche in tanti luogi all’etero e non solo in italia,  che non è mai nascosta. Per me, il Borgo dei borghi è la fortuna di poter conoscere luoghi che altrimenti non avrei potuto conoscere.
Quest’edizione sarà composta da cinque puntate. La giuria sarà presieduta da Philippe Daverio e sarà una grande sorpresa quest’anno”.
Un itinerario attraverso angoli d’Italia che custodiscono patrimoni inestimabili: dalle Langhe al Salento, dalle Marche al cuore della penisola. Nella prima serata, oltre alla presentazione dei borghi in gara, Camila Raznovich e Philippe Daverio saranno tra Umbria e Toscana. Un percorso da Isola Maggiore del Trasimeno a Città di Castello fino a San Sepolcro per ammirare, tra l’altro, gli affreschi di Piero della Francesca e le opere di Alberto Burri.
In ognuna delle quattro puntate eliminatorie si conosceranno quindici dei sessanta borghi in gara. Solo 20 arriveranno in finale grazie ai voti che stanno pervenendo in queste ore sul sito del programma. Questi i borghi in gara. Sardegna: San Teodoro, Atzara, Castelsardo. Lombardia: Tremosine, Bienno, San Benedetto Po. Calabria: Fiumefreddo Bruzio, Bova, Rocca Imperiale. Sicilia: Palazzolo Acreide, Castelmola, Gangi. Lazio: San Felice Circeo, Caprarola, Vitorchiano. Piemonte: Cella Monte, Vogogna, Monforte D’Alba. Molise: Pesche, Ferrazzano, Bagnoli del Trigno. Marche: Moresco, Gradara, Montecosaro. Liguria: Noli, Laigueglia, Brugnato. Campania: Sant’Angelo dei Lombardi, Montesarchio, Castellabate. Emilia-Romagna: Verucchio, Bobbio, Vigoleno. Puglia: Bovino, Maruggio, Sternatia. Trentino-Alto Adige: Chiusa, Gais, Tassullo. Valle d’Aosta: Chamois, Fenis, Gressoney-Saint-Jean. Veneto: Fratta Polesine, Borghetto di Valeggio, San Giorgio di Valpolicella. Friuli-Venezia Giulia: Strassoldo, Sesto al Reghena, Toppo. Abruzzo: Caramanico Terme, Castel del Monte, Pescocostanzo.
Toscana: Barga, Castiglione di Garfagnana, Cetona. Umbria: Bettona, Panicale, Lugnano in Teverina. Basilicata: Castelmezzano, Rotondella, Brindisi di Montagna.

Il Teatro India compie 20 anniLa sua storia da Martone a Barberio Corsetti

19 settembre 201914:25

– Grande festa e notte bianca con teatro, musica, cinema e tante iniziative tra il 21 e il 22 settembre per i 20 anni del Teatro India, situato a Roma nella cittadella dell’ex fabbrica Mira Lanza, un grande insediamento industriale sulle rive del Tevere.
“Gli abbiamo dato il nome di India perché richiama con immediatezza la sede storica dell’Argentina, l’India di Colombo, e ne è agli antipodi anche in quanto sala settecentesca all’italiana e spazio moderno e mutevole, così da rinforzare l’identità del Teatro di Roma” spiegò il 6 settembre 1999 Mario Martone, allora direttore dello Stabile romano. Da allora questo spazio ha passato momenti gloriosi crisi, chiusure e ristrutturazioni, con riapertura recente, sotto la direzione di Antonio Calbi, e ha in programma ulteriori interventi per una migliore abitabilità e capacità di accoglienza, in vista anche del progetto ‘Oceano indiano’ dell’attuale direzione, Giorgio Barberio Corsetti e Francesca Corona, che prevede il lavoro di cinque artisti in residenza.

Akram Khan, forza e bellezza di XenosEccezionale assolo del grande attore-ballerino anglo-indiano

19 settembre 201920:22

– Un’ovazione interminabile ha richiamato Akram Khan più e più volte al termine del suo assolo ‘Xenos’ al teatro Argentina, secondo appuntamento d’apertura del RomaEuropa Festival, a sottolineare la forza coinvolgente e stilistica, la bellezza conturbante dello spettacolo, che il 45enne danzatore e coreografo anglo-indiano regge da solo per oltre un’ora, col supporto di un gruppo di musicisti che mettono assieme voce, violino, sassofono e strumenti indiani, creando un suono di bella potenza e suggestione inquietante sulle note composte da Vincenzo Lamagna.
“All’origine del mio progetto c’era il mito di Prometeo, ma poi in occasione del centenario ci siamo ritrovati a riflettere sulla prima guerra mondiale e sull’apporto attivo che diedero per la vittoria i soldati delle colonie, come gli indiani Sepoy.
Allora pian piano il corpo di Prometeo, incatenato a sottoposto a atroci sofferenze, è diventato il corpo del soldato e assieme una metafora della colonizzazione”, ha spiegato Khan.

Marisa Merz, poesia e rigoreA Lugano indagine intima sul volto in un ampio nucleo di lavori

LUGANO19 settembre 201914:43

– L’indagine intima su volti trasfigurati e figure oniriche, quasi sconosciute, tra colori sfumati e occhi magnetici. La geometria celebrata, inseguita ma sempre reinterpretata, in un continuo operare che mescola suggestioni, energie e materiali diversi. Oscilla tra poesia e rigore la mostra di Marisa Merz a Lugano dal 22 settembre al 12 gennaio negli spazi della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, parte del circuito museale del Museo d’Arte della Svizzera Italiana (MASI Lugano). Già dal titolo – “Geometrie sconnesse palpiti geometrici” (una frase autografa dell’artista, appuntata sulla parete della sua casa-studio) – si inizia a percepire la complessità di un progetto, curato da Beatrice Merz e sviluppato con la collaborazione della Fondazione Merz, a cui la stessa Marisa ha lavorato poco prima della morte, il 19 luglio scorso.
Nel percorso ampia è la selezione di lavori, alcuni inediti, tra cui disegni, sculture in argilla cruda, tessiture di filo di rame e di nylon e oggetti trasformati in cera.

Francoise Sagan, esce romanzo inedito a 15 anni dalla morteA ritrovare il dattiloscritto, incompleto, è stato il figlio

PARIGI20 settembre 201909:49

Era nell’aria da settimane, ma il segreto è rimasto inviolabile: l’opera segreta, incompiuta, di un celebre autore scomparso sarebbe stata pubblicata questo autunno. In pochi pensavano si trattasse di Francoise Sagan, la grande scrittrice morta 15 anni fa e chei Le Monde, dedicandole la prima pagina, saluta con un “Rebonjour”, strizzata d’occhio all’indimenticabile “Bonjour tristesse”.
“E’ proprio Sagan” è il commento della maggior parte dei critici e degli appassionati, che nelle pagine di “Le quatre coins du coeur” (I quattro angoli del cuore), ritrovano gli accenti, le atmosfere e i personaggi della grande scrittrice. A ritrovare il dattiloscritto è stato il figlio Denis Westhoff, a fare il “colpaccio” la casa editrice Plon, che ha già messo in circolazione oltre 70.000 copie dell’opera.
Anche la storia, piena di luci ed ombre, reminiscenze e ricordi che rivivono, sembra uscire dalle pagine dei libri più popolari di Francoise Sagan: è la vicenda di Ludovic, figlio di un industriale di provincia che appare lanciatissimo nella vita quando scampa, per un pelo, a un terribile incidente stradale (proprio come accadde nel 1957 alla Sagan). La moglie Marie-Laure, una donna disegnata come superficiale e amante delle apparenze, non vuole più saperne. Ma sua madre Fanny, suocera di Ludovic, vedova, comincia a considerare il genero sotto una luce nuova e piena di interesse.
Nella prefazione, il figlio spiega il ritrovamento e il lavoro che ha deciso di fare sull’opera, che gli è arrivata fra le mani dattiloscritta e in molte parti incompleta, lacerata o incomprensibile. Il tutto complicato da una successione difficile e oggetto di battaglia fra gli aventi diritto. Il romanzo gli sarebbe arrivato, racconta Denis, in una “rilegatura in plastica”, con una scrittura “a tratti confusa, debole, priva di certe parole, a volte di passaggi interi, insomma incompiuto”. Quindi “impubblicabile”, come gli confermano diversi editori.
Lunga, racconta il figlio, è stata la riflessione sull’opportunità di lavorare per lui su quel testo della madre.
All’inizio rifiutava, poi la decisione: “mi sono messo al lavoro facendo le correzioni che mi sembravano necessarie e stando attento a non toccare nulla dello stile, né del tono del romanzo”. “Ma non ho scritto niente – ha spiegato oggi ai microfoni di France Inter – c’erano dei passaggi in cui mancavano delle parole, ho riempito soltanto delle caselle.
Alcuni paragrafi erano spostati. Del testo non ho cambiato nulla. E’ soltanto il suo testo, quello di mia madre”.

Dagli scarti va in scena ‘La Luna’Napoli, da 24/9 il nuovo spettacolo del regista Davide Iodice

NAPOLI19 settembre 201916:15

– I rifiuti e gli scarti, oggetti e storie di tragedie personali ma anche collettive costituiscono la materia de “La Luna”, nuovo spettacolo del regista Davide Iodice che debutta martedì 24 settembre (repliche fino a domenica 29) a Palazzo Fondi, ad inaugurare la stagione dei Teatri Associati di Napoli. In scena Iodice sintetizza un viaggio nel dolore di una comunità intera che egli stesso ha chiamato ad esprimersi nella costruzione di questo lavoro. Nei due anni che hanno preceduto l’allestimento dello spettacolo, il regista napoletano ha invitato i suoi concittadini a portare nel corso di vari laboratori teatrali realizzati ciò di cui volevano disfarsi. “Il risultato – sottolinea Iodice – è stato sorprendente. Hanno consegnato nelle mie mani circa 250 reperti, tra cui, ad esempio, la notifica di una morte, i messaggi lasciati prima di un addio irreversibile, denunce di abusi inconfessati per tutta una vita, abiti per il funerale di un padre, quelli di un matrimonio finito”.

LP,1 mld streaming per album Lost on youIl 27 settembre esce il nuovo singolo Shaken

19 settembre 201917:12

– Un miliardo di streaming globali. E’ il traguardo tagliato e superato dalla cantautrice statunitense di origini italiane LP con l’album Lost on you, già disco di platino. Solo pochi giorni fa, LP aveva conquistato premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2019 – PMI, il singolo indipendente più suonato dalle radio italiane dell’Estate 2019 con il brano “Girls Go Wild”. Il 27 settembre uscirà il nuovo singolo “Shaken”, (Energy/Believe), terzo estratto dal disco Heart to mouth, il cui videoclip è stato realizzato da una fan dell’artista. “Mi sento super connessa con i fan e cerco di rispondere a tutti i commenti via social che posso, e osservare le loro manifestazioni artistiche – ha detto l’artista -. Per me è una cosa importante. Mi sento in simbiosi con la mia fan Maayan Priva che ha realizzato da prima una serie di brevi video e ora un intero videoclip”.

Roberto Colombo,nuovo disco dopo 40 anniL’8 novembre esce “La musica del buonumore”, sintesi di 45 anni

19 settembre 201917:23

– Esce l’8 novembre “La musica del buonumore” (Libera/Artist First), il nuovo disco del produttore e tastierista Roberto Colombo, già al fianco di Antonella Ruggiero e di molti protagonisti della musica italiana come Fabrizio De André, Pfm e Matia Bazar.
A più quarant’anni dagli lp “Sfogatevi Bestie” e “Botte da orbi”, Colombo torna con un progetto strumentale composto da tre dischi che prendono forma dai diversi mondi in cui si è cimentato.
“La musica del buonumore è un cofanetto di tre dischi composto dalla fusione di varie esperienze musicali attraverso le quali sono passato in 45 anni di attività all’interno della musica professionale, in qualità di tastierista, arrangiatore, produttore e compositore”, commenta Roberto Colombo.

Wopart, carta all’origine della bellezzaA Lugano trionfo di maestri e nuovi talenti in 7mila mq

LUGANO19 settembre 201917:48

– Chiunque pensi che la carta sia ormai fuori moda o destinata a un inesorabile declino dovrebbe visitare la quarta edizione di WopArt – Work on Paper Fair, la fiera internazionale dedicata alle opere realizzate su supporti cartacei fondata da Paolo Manazza, in programma a Lugano dal 19 al 22 settembre. In questa fiera maestosa – 7mila mq di superficie espositiva, un vero paradiso per gli appassionati – si può comprendere e toccare con mano quanto la carta e il disegno siano all’origine della bellezza e dell’espressione artistica. Mentre si cammina i richiami per gli occhi si moltiplicano, con il susseguirsi di migliaia di opere diversissime per stili, tecniche ed epoche, in un tripudio di colori e forme che fa davvero girare la testa. Nel percorso è impossibile annoiarsi, perché spregiudicati artisti esordienti e nomi della tradizione noti ma magari non notissimi si affiancano a un elenco lunghissimo di giganti dell’arte, come Picasso, Warhol, Hiroshige, de Chirico, Balla, Dürer e Bruegel.

Pereira, Mehta al Maggio, speriamo Muti”Faremo concorrenza ai festival internazionali”

FIRENZE19 settembre 201919:49

L’Otello diretto dal maestro Zubin Mehta il 10 maggio e contatti con il maestro Riccardo Muti che “ha detto che vorrebbe lavorare con Firenze in futuro. Vedremo cosa verrà fuori quando avremo tempo per discutere”, certo “il Maggio fiorentino farà concorrenza ai festival internazionali”.
Lo ha detto Alexander Pereira, nuovo sovrintendente del Maggio Musicale fiorentino, parlando con la stampa insieme al sindaco di Firenze, Dario Nardella.
“Mehta lavorerà spesso a Firenze in futuro”, ha aggiunto Pereira spiegando che l’Otello – che avrebbe dovuto aprire il 29 aprile 2020 il prossimo festival fiorentino con la direzione di Fabio Luisi che però ha lasciato il Maggio – è stato spostato di 12 giorni per avere Mehta a dirigerlo. E un’altra opera potrebbe dare il via alla nuova stagione.

Portici di Carta, dedicato a CamilleriIl 5 e 6 ottobre, oltre 150 tra librai ed editori piemontesi

TORINO19 settembre 201918:08

– E’ dedicata allo scrittore Andrea Camilleri la tredicesima edizione di Portici di Carta, la libreria più lunga del mondo. Il 5 e 6 ottobre, 2 chilometri di librerie, oltre 150 tra librai, editori piemontesi e bouquinistes, incontri e dibattiti, grandi autori italiani e internazionali, laboratori per bambini, itinerari alla scoperta della città e passeggiate letterarie. I portici sono divisi in 20 tratti tematici che raggruppano in modo omogeneo le librerie e le case editrici a seconda delle specializzazioni.
L’apertura dell’edizione di Portici di carta 2019 è dedicata alla presentazione del progetto, sostenuto da Intesa Sanpaolo, Ripensare le Biblioteche civiche torinesi, finalizzato a rinnovare l’identità dell’intero Sistema bibliotecario. Ospiti di Portici di Carta due editori: Bompiani, che festeggia i suoi 90 anni con un evento speciale sabato 5 ottobre, alle 21 al Circolo dei lettori, e Terre di Mezzo che presenta il catalogo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ricci, il Conte 2 ci darà molte gioie
Torna Striscia, ‘satira aveva stancato, ora c’è grande fermento’

COLOGNO MONZESE (MILANO)19 settembre 201918:19

– “Il Conte 2? Ci darà molte gioie”. Così Antonio Ricci, l’ideatore di Striscia la notizia, il tg satirico di Canale 5, presentando la 32/a edizione, in onda da lunedì 23 settembre alle 20.35, disponibile anche sul Canale 105 di Sky.
“Del resto della satira adesso non possiamo fare a meno.
Prima ci siamo detti ‘ma no basta, hanno stancato sempre le stesse cose’ – ha aggiunto Ricci -. Invece adesso è un momento di grande fermento”.
Si parte con Ezio Greggio e Michelle Hunziker fino al 5 ottobre. Confermati gli inviati storici e le veline Sheila Gatta e Mikaela Neaze Silva per la terza stagione consecutiva. Durante la stagione debutteranno nuovi inviati e rubriche, tra le quali ‘I musei aggratis’, curata dal critico d’arte Philippe Daverio. Nuove anche alcune imitazioni come quelle di Valeria Graci che si calerà nei panni del ministro Paola De Micheli e della giovane Greta. Dario Ballantini farà ancora il premier Giuseppe Conte.

Paolo Icaro alla Gam, 50 opere a TorinoRacconta 55 anni del suo lavoro, dal 1964 al 2019

TORINO19 settembre 201919:15

– Una mostra antologica racconta, alla Gam di Torino, 55 anni del lavoro di Paolo Icaro, una delle più importanti figure dell’arte italiana degli ultimi decenni, dal 1964 al 2019, compendiati in una cinquantina di opere, alcune realizzate appositamente per la rassegna.
“L’esposizione propone una rilettura dell’opera di Icaro che intende mostrare la continuità e l’evoluzione del pensiero poetico dell’artista attraverso i decenni”, spiega la curatrice Elena Volpato. Il rapporto tra Icaro e la Gam è di vecchia data: l’artista entrò per la prima volta a far parte delle collezioni del museo più di cinquant’anni fa, nel 1967, con l’opera Bicilindrica, un cemento del 1965, acquisita con il nucleo di opere del Museo Sperimentale di Eugenio Battisti. In seguito, negli anni duemila, altre sei opere di rilevante valore storico sono giunte a rappresentare la stagione dei primi anni ottanta, grazie ai fondi della Città di Torino e della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Liam Gallagher, esce “Why Me? Why Not.”Secondo album dell’ex Oasis. A febbraio due date a Roma e Milano

19 settembre 201919:17

– Esce il 20 settembre “Why Me? Why Not.”, il secondo album di Liam Gallagher. “Volevo che questo mio secondo disco fosse superiore a quello precedente. Sarà un album migliore di As You Were e questo la dice lunga, perché è stato un disco epico, no?!”, ha detto l’ex Oasis. L’album è stato anticipato da 4 brani: Shockwave, The River, Once e One of us. La copertina di Why Me? Why Not.’ è un ritratto del fotografo Tom Beard.
Liam porterà il disco in giro per l’Europa con un tour di 23 date. Sarà in Italia il 15 febbraio 2020 a Roma (Palazzo dello Sport) e il 16 a Milano (Mediolanum Forum), mentre lo si potrà vedere live all’MTV unplugged che andrà in onda il 27 sia su MTV Music e MTV Italia.
L’album sarà disponibile in cd (standard e deluxe), vinile (standard e limited edition) e in digitale. E’ disponibile anche un pacchetto speciale che include una versione deluxe del disco, un vinile ‘sun yellow’ e un formato da 12″ con tre bonus track e una demo esclusiva.

Emporio Armani, moda leggera come l’ariaPantaloni in velluto leggerissimo e shorts. Domina il pastello

19 settembre 201919:33

– Leggera e luminosa, cangiante e impalpabile: sembra fatta d’aria la collezione Emporio Armani per la prossima estate. E Giorgio Armani non lo nega, anzi: “C’è voglia di aria, di attenzione alla natura, di non farsi prendere dal vortice della novità, che qualche volta può essere troppo intellettuale, altre volte troppo basic, altre un eccesso di eclettismo. Torniamo – è l’invito dello stilista – ad essere più normali, pensiamo agli uomini e alle donne che vivono intorno a noi”. Per il giorno i pantaloni di velluto froisse’ leggerissimo sono morbidi come quelli di una tuta e si portano con la giacchina opalescente di garza o nylon punteggiato di piccoli strass, mentre la maxi T-shirt si abbina ai bermuda e alle sneakers d’argento alte come cuissard, gli shorts sono doppiati da veli di organza e portati con top a fazzoletto di maglia metallica leggerissima. Tutto in colori pastello ma non leziosi, dal rosa cipria al verde bamboo.

Giordana Angi, 11/10 arriva nuovo album”Voglio essere tua”, 10 tracce di cui due in lingua francese

19 settembre 201920:49

– “Tutto questo è un sogno, un sogno che prende il nome di Voglio essere tua, il mio secondo disco.
Un secondo disco scritto tra i volti delle persone che ho incontrato quest’estate, un volto di un paesaggio italiano bellissimo, di un amore sbocciato e un profondo senso di gratitudine per tutto ciò che la vita mi sta continuando a dare”. Giordana Angi, seconda classificata nell’ultima edizione di Amici, racconta così il nuovo album in uscita l’11 ottobre, su etichetta Virgin Records (UMI).
Dopo l’ottimo esordio con l’album “CASA”, disco d’oro sia per il singolo che per l’album e presente per 8 settimane nella Top10 FIMI GFK dei dischi più venduti in Italia, Giordana torna così con un nuovo progetto di inediti.
Dieci tracce (di cui due in lingua francese) in cui l’artista scrive l’amore, affronta le difficoltà della vita, combatte la lontananza e la nostalgia dei sentimenti.

Guccini, esce il suo romanzo-ballata TralummescuroA Pordenonelegge il 21 settembre, un video in anteprima

20 settembre 201909:50

Tra gli ospiti più attesi a Pordenonelegge, Francesco Guccini sarà alla Festa del Libro con gli Autori, sabato 21 settembre al Teatro Verdi, con il suo nuovo libro ‘Tralummescuro’, una ballata per un paese al tramonto di cui è protagonista Pavana, il piccolo borgo tra Emilia e Toscana dove sorge il mulino di famiglia. Del libro, in cui gioca con le parole tra italiano e dialetto, parlerà con Alberto Bertoni.
Arrivato in libreria in questi giorni per Giunti, ‘Tralummescuro’ che rimanda a quel momento di passaggio tra la luce e la notte, è un libro di ricordi e malinconia, di persone e cose del tempo perduto, in un paese disabitato, dove i tetti delle case non fumano più. “Noi da queste parti abbiamo un nome per quest’ora, un’ora che è di tutti, un’ora che è pace e presagio. La chiamiamo tralummescuro: tra la luce e la notte” racconta Guccini. Per gentile concessione dell’editore Giunti anticipiamo un video, produzione IK, in cui Guccini racconta il mulino di famiglia.Guccini, 79 anni, che non ama la parola cantautore, nella narrativa ha esordito nel 1989 con Croniche Epafaniche, il primo di un trittico di romanzi autobiografici dei quali Tralummescuro è l’ideale compimento. Ma è anche autore di una serie di racconti e romanzi di grande successo scritti in coppia con Loriano Macchiavelli. La ventesima edizione di Pordenonelegge, inaugurata da Javier Cercas il 18 settembre, vedrà la partecipazione di oltre 600 ospiti e si concluderà il 22 settembre.

Lelouch, Trintignant-Aimee e un film-miracoloI migliori anni della nostra vita con due attori quasi 90enni

20 settembre 201911:28

– ‘Un uomo una donna’ molti anni dopo: Claude Lelouch ha riunito i protagonisti Jean Louis Trintignant e Anouk Aimee e li ha riportati, anzianissimi come sono ora sugli stessi luoghi del loro amore, di quell’iconico romantico film del 1966. E’ ‘I migliori anni della nostra vita’, che dopo la premiere fuori concorso al festival di Cannes è in sala dal 19 settembre con Europictures.Lelouch parla di un “incontro che sa di miracolo”: effettivamente ritrovare e avere disponibili i due protagonisti dell’epoca, 88 anni lui, 87 lei ben 53 anni dopo un po’ lo è davvero. “E’ la prima volta che accade nella storia del cinema una cosa così – ha detto fiero Lelouch, 81 anni, al suo 50/o film, alcuni dei quali decisamente nella storia del cinema. “Noi tre, io Jean Louis e Anouk siamo dei ‘sopravvissuti'”.’I migliori anni della nostra vita’ è un film sentimentale, romantico, nostalgico e gerontofilo: “Trovo che abbia un bellissimo messaggio. Quando Anouk e Jean Louis si guardano non c’e’ solo l’emozione ma la passione e la voglia di piacersi.C’e’ un grande tabu’ sociale su questo. Ci si invecchia e per la società non esisti più dal punto di vista dell’amore, invece i sentimenti ci sono sempre. Trovo che sia molto ipocrita ignorarlo”, ha raccontato Monica Bellucci, che interpreta nel film la figlia di Trintignant.”Un uomo una donna è un mio film di riferimento e quando ho saputo da un amico che Lelouch stava preparando questo ‘sequel’ ho chiesto di poter entrare nel progetto a tutti i costi. Sul set – ha detto l’attrice a Cannes – sono stati momenti magici tra me e Jean Louis. Sono la figlia che aiuta il padre, ormai in ospizio, a ricordargli la vita perché lui ha perso la memoria o fa finta di non averla”. “Al cuore del film c’è questo messaggio profondo e stupendo – ha aggiunto Bellucci – il tempo è passato ma niente si distrugge, i due si guardano con amore e sensualità e non deve importare se hanno rughe e volti segnati”.A chi lo definisce un film ‘crepuscolare, sulla morte, Lelouch ha risposto che al contrario “il rivedersi dei due protagonisti è qualcosa di solare, una forza del presente. Nel film si cita Victor Hugo, ‘I più begli anni della nostra vita sono quelli non ancora vissuti’ e io lo penso davvero, la nostalgia non è interessante se non serve al presente”.

X Factor, le emozioni della seconda puntataTra i promossi Davide Rossi, Lavinia di Ferdinando, Giordana Petralia e le Ophelya

20 settembre 201912:14

XFactor: seconda puntata di audizioni. Ad aprire le danze e a passare il turno è stato Davide Rossi al pianoforte sulle note di You Give Me Something.Standing ovation e commozione al tavolo dei giudici per Mara Maionchi e Malika Ayane per la seconda concorrente, Lavinia di Ferdinando. La giovane ragazza ha portato sul palco di X Factor 2019 il ricordo di Ivan Graziani ottenendo 4 sì.

A passare anche i TNL, Alessio e Mattia ed Emanuele Crisanti, che si è presentato con il suo strano ma piacevole inedito Carote. Pubblico super divertito, giuria affascinata, per Sfera Ebbasta è stato un genio. E ancora Nicola Cavallaro, con Iron Sky che ha passato il turno. Emozioni e pelle d’oca per la potenza di Giordana Petralia, che si è affacciata sul palco di X Factor Italia con la sua arpa, chiamata Dafne. Ha cantato Creep dei Radiohead, ma i virtuosismi della sua voce hanno fatto storcere il naso di Samuel e Malika Ayane. Nonostante tutto i 4 sì non si sono fatti attendere.È stata poi la volta dei Kyber. Con la loro contemporaneità e modernità sono riusciti immediatamente a convincere tutti. Anche loro procedono il viaggio.Si è passati ad un trio tutto al femminile, le Ophelya. Le ragazze si sono formate grazie a un amico in comune e con l’inedito Dark Feelings hanno conquistato immediatamente tutti. Al Bootcamp di #XF13 c’è un posto anche per loro!La seconda puntata di Audizioni si è conclusa con la giovanissima Silvia Cesana, in arte Sissi. La ragazza ha portato Del verde di Calcutta e, nonostante gli eccessivi svirgolii sottolineati da Malika Ayane, ha messo tutti d’accordo. Pubblico in piedi e accesso diretto al Bootcamp.

Emma Marrone choc: “Mi fermo per motivi di salute”La cantante sui social: “Ve lo dico personalmente per non creare allarmismi”

20 settembre 201914:18

Sincera, combattiva e preoccupata non solo per stessa, ma anche per chi le sta attorno. Anche davanti a una notizia non facile, anzi decisamente brutta, Emma Marrone dimostra uno spessore e una forza non comuni. Con un post sui social la cantante 35enne, infatti, ha gelato i fan annunciando: “Da lunedì mi devo fermare per affrontare un problema di salute. Ve lo dico personalmente per rassicurarvi e per non creare allarmismi inutili. Per questo motivo non sarò presente a Malta per il concerto di radioitalia che ringrazio per l’immediata comprensione”. E aggiunge subito: “Inutile dirvi l’immenso dispiacere che provo per tutti quei ragazzi che hanno speso dei soldi in voli aerei e alberghi per venire fino a Malta per sostenermi. Non avete idea di quanto mi sarebbe piaciuto essere
su quel palco e cantare per tutti voi”.

ECCO IL POST:

La notizia arriva inaspettata in un momento molto importante della carriera di Emma: proprio a inizio settembre la giovane di origine salentina, ma nata a Firenze, ha annunciato per i suoi
primi dieci anni di attività un nuovo album, anticipato dall’atteso brano “Io sono bella”, scritto per lei da Vasco Rossi insieme con Gaetano Curreri. Infatti nel messaggio ai fan scrive: “Succede. Succede e basta. Questo non era proprio il momento giusto, ma in certi casi nessun momento lo sarebbe stato” e aggiunge anche la foto di una frase di John Lennon: “La vita è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani”.

L’artista, che aveva affrontato già dieci anni fa un problema di salute importante, un tumore alle ovaie per cui è stata operata due volte, aggiunge: “Vi prometto che tornerò più forte di prima! Ci sono troppe cose belle da vivere insieme. Adesso chiudo i conti una volta per tutte con questa storia e poi torno da voi. Grazie e state sereni davvero… Andrà tutto bene!”.Immediata la reazione dei fan: in meno di due ore il post ha avuto 60mila like e l’hashtag Forza Emma è balzato in testa ai trend di Twitter. In tantissimi le stanno augurando forza e pazienza, si dicono sicuri che sarà combattiva e grintosa come sempre e le stanno dimostrando affetto e solidarietà. Moltissimi anche i messaggi di amici e colleghi (da Paola Turci a Giorgia, da Laura Pausini a Giusy Ferreri, da Alessandra Amoroso a Nek, da Giovanni Caccamo a Isabella Ferrari, da Giorgio Pasotti a Elena Santarelli, da Valentina Lodovini a Syria). Affetto e comprensione anche dai profili ufficiali di Radio Italia e de Le Iene.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il gip Salvini confessa i suoi pensieri
‘Domenica mattina presto’,le riflessioni del magistrato milanese

20 settembre 201912:30

– Che la giustizia, basata su norme e codici, sia in definitiva fatta dagli uomini, col loro carico di storie, felicità e dolori, lo si comprende leggendo un singolare e universale, perché pare valere per tutti, libro di uno storico magistrato milanese, il giudice Guido Salvini. Tornato gip, un tempo giudice istruttore che riaprì le indagini sulla strage di piazza Fontana e che ha seguito tante importanti inchieste, in ‘Domenica mattina presto’, Pendragon edizioni, ci interroga con una serie di “liste” di suoi pensieri sulla ricerca di “senso nella vita” e, allo stesso tempo, confessa parte del suo vissuto, di magistrato ma in primo luogo di uomo. Così in forma casuale si parte, un pensiero di poche righe dopo l’altro (“la forma più rudimentale di scrittura”, la chiama), dalla “lista delle domande che non hanno spiegazione” passando per quella “delle cose che sei felice di aver fatto”, un’altra ancora sugli “eventi di cronaca riprovevoli”, per finire nel suo Palazzo con le “ipocrisie giudiziarie”.

Al via Amici CelebritiesSu C5 con De Filippi. Nel cast Emanuele Filiberto e Bastianich

20 settembre 201913:22

– Dodici personaggi famosi con una grande passione nel canto e nella danza gareggiano in Amici Celebrities, costola ‘vip’ del talent show Amici: arriva da domani in prima serata su Canale 5, presentato da Maria De Filippi. I protagonisti sono divisi in due squadre, la squadra Bianca e la squadra Blu. Partecipano per la categoria canto: il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, l’ex calciatore e allenatore Ciro Ferrara, l’imprenditore della ristorazione Joe Bastianich, il conduttore tv Filippo Bisciglia, l’attrice Laura Torrisi e Cristina Donadio, la Scianel di Gomorra la serie; per la categoria ballo: l’attore e modello Raniero Monaco Di Lapio, la produttrice Chiara Giordano e l’ex grande giocatore della nazionale di rugby oggi conduttore tv Martin Castrogiovanni; per entrambe le categorie troviamo: l’attore Massimiliano Varrese, la showgirl Pamela Camassa e l’imitatrice e attrice Francesca Manzini. In studio ospiti J-Ax e Giusy Ferri. In giuria Ornella Vanoni, Giuliano Peparini e Platinette. A supportare in veste di Tutor le squadre, quattro amatissimi protagonisti di “Amici”: il vincitore dell’ultima edizione il tenore polistrumentista Alberto Urso e la seconda classificata e vincitrice del Premio della Critica, la cantautrice Giordana Angi e poi Andreas Muller e Sebastian Melo Taveira, rispettivamente vincitore del talent e vincitore del Premio della Critica della sedicesima edizione di “Amici”.

Giletti torna con Renzi e caso BibbianoDa domenica 22 Non è l’Arena su La7. “Sarà un anno difficile”

20 settembre 201913:25

– Torna per il terzo anno Non è l’Arena, in onda da domenica 22 settembre alle 20.30 su La7. Il primo faccia a faccia di Massimo Giletti avrà come protagonista Matteo Renzi. La pagina di cronaca sarà dedicata invece al caso Bibbiano, con un collegamento in diretta dalla piazza del paese e la testimonianza esclusiva di alcune madri. Nel corso della serata spazio poi a uno dei casi che ha appassionato l’opinione pubblica italiana, tra showbiz e fake news: in studio parla, dopo mesi di silenzio, Pamela Prati.
“Ho deciso di proseguire nella sfida della domenica sera, ma sarà un anno difficile – sostiene il conduttore -. Rai1 si è rafforzata con la fiction, Rai2 avrà Fazio. Se arriviamo al 6% è grasso che cola”.

Zucchero, l’8 novembre nuovo album D.O.CDa giugno a dicembre live in tutta Europa, a settembre all’Arena

20 settembre 201913:43

– Esce venerdì 8 novembre in tutto il mondo (su etichetta Polydor/Universal Music) “D.O.C.”, nuovo sorprendente “disco di origine controllata”, di Zucchero “Sugar” Fornaciari. Questa la tracklist: “Spirito nel buio”, “Soul Mama”, “Cose che già sai” feat Frida Sundemo, “Testa o croce”, “Freedom”, “Vittime del Cool”, “Sarebbe questo il mondo”, “La canzone che se ne va, “Badaboom (Bel Paese)”, “Tempo al tempo”, “Nella tempesta”, “My Freedom” (bonus track), “Someday” (bonus track) e “Don’t let it be gone” feat Frida Sundemo (bonus track). Il disco è disponibile in pre-order https://pld.lnk.to/DOC. “D.O.C.” verrà presentato live in tutta Europa da giugno e arriverà in Italia il prossimo settembre con gli unici 10 concerti che Zucchero terrà nel nostro Paese nel 2020 all’Arena di Verona, definito dall’artista come “uno dei più bei posti al mondo per fare musica”.

McCurry, gli scatti sul ‘Cibo’ a ForlìDalla produzione al consumo per riflettere su valore e spreco

20 settembre 201914:02

– Un racconto fotografico sul cibo e sul suo ciclo della vita, dalla produzione al consumo, che punta a riflettere sul suo valore, sullo spreco alimentare e sulla cultura che esso racchiude, in quanto ponte tra i popoli: dal 21 settembre al 6 gennaio i Musei San Domenico di Forlì ospitano in prima mondiale ‘Cibo’ del fotografo Steve McCurry, quattro volte vincitore del World Press Photo.
Una mostra con foto in gran parte mai esposte o stampate prima, che si sviluppa in 5 sezioni: il ciclo della vita del cibo, il pane come alimento primario, la produzione del cibo, la sua trasformazione e la condivisione. Le foto, scattate tra America Latina, Asia ed Europa, mirano a riportare il cibo al suo valore centrale di vita.
L’esposizione è parte del capitolo ‘Mostre del Buon Vivere’ dell’omonimo progetto di marketing territoriale. “Ogni foto di Steve McCurry – sottolinea la curatrice delle Mostre, Monica Fantini – cerca l’universale nel particolare. È paradigmatica di una persona o di un’intera comunità”.

Tommaso Paradiso, primo singolo solistaDopo scioglimento TheGiornalisti, accompagna trailer serie Baby

20 settembre 201914:02

– S’intitola “Non avere paura” il primo singolo da solista di Tommaso Paradiso. All’indomani dello scioglimento di TheGiornalisti, l’autore di testi e musica di grandi successi come “Riccione”, “Questa Nostra Stupida Canzone d’Amore”, “Felicità Puttana”, lancia il 25 settembre sulle piattaforme digitali e il 27 in radio, il nuovo brano da lui stesso scritto e prodotto da Dardust. Racconta le sensazioni che solo una relazione d’amore speciale può suscitare, emozioni che si vorrebbero fissare per sempre, il desiderio di proteggere e prendersi cura della persona amata sempre, anche quando è notte, anche quando si è soli. Non avere paura accompagna il trailer della seconda stagione di ‘Baby’, la serie originale italiana prodotta da Fabula Pictures per Netflix disponibile sulla piattaforma streaming dal 18 ottobre. Sul profilo Instagram l’artista ha messo le prime note della canzone, come indizio, e taggato il profilo Netflix.

Silvia Fendi, la mia estateLa prima volta senza Lagerfeld, la donna è più donna

20 settembre 201914:16

– “Eccoci al debutto” dice Silvia Venturini Fendi senza nascondere l’emozione della prima passerella senza Karl Lagerfeld, che per 54 anni ha legato il suo nome a quello della maison romana.
“Ho applicato le stesse regole di quando lavoravo con Karl – racconta la stilista – d’altronde con una collaborazione così lunga l’era Karl è stata l’era Fendi”. Eppure qualcosa di diverso si percepisce subito dall’ispirazione della collezione.
Le modelle sembrano come uscire da un sole nascente, lo stesso che la designer ha cercato di portare nella collezione. Da un lato questa voglia di libertà che parte dalla stagione, dai suoi colori, dalle sue stampe tropicali o floreali, dai suoi tessuti tipici, come la lycra presa dai costumi e la spugna degli accappatoi, dall’altra una sorta di scoperta della femminilità, che sta tanto in un abito un po’ più corto del solito quanto in un tacco più solido, quello del mocassino passepartout, “fatto per camminare e non per stare su un piedistallo”.

Premio Gentile a Ferretti e AndreoliCerimonia il 12 ottobre

FABRIANO (ANCONA)20 settembre 201914:48

– Lo psichiatra Vittorino Antonino Andreoli, la stilista Alberta Ferretti, lo storico dell’arte Andrea de Marchi, il disegnatore Simone Marchi sono tra i vincitori della XXIII edizione del premio nazionale ‘Gentile da Fabriano’. Il riconoscimento è stato assegnato anche all’artista Pino Guzzonato e alla cantante soul-blues Linda Valori. Il premio, quest’anno, ha come tema ‘L’infinita bellezza’, prendendo spunto dal bicentenario dell’Infinito leopardiano. La cerimonia di consegna si svolgerà il 12 ottobre prossimo a partire dalle 10 all’Oratorio della Carità, condotta da Barbara Capponi, giornalista del TG1. L’evento, promosso e organizzato dall’Associazione “Gentile Premio”, si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Marche e del Comune di Fabriano.

Jovanotti pronto a decollare da LinateTour estivo passa dalle spiagge all’aeroporto per ultima tappa

20 settembre 201914:54

– Il Volo JBP2019 parte da Linate e chiude l’estate in tour di Jovanotti. La tappa milanese del Jova Beach Party andrà in scena il 21 settembre in un’area dell’aeroporto attualmente chiuso per i lavori di ristrutturazione e nella quale sono attese 100mila persone. Anche per la tappa conclusiva del tour, la formula sarà la stessa degli eventi precedenti, tra musica suonata dal vivo, dj set e ospiti a profusione.
La polizia locale sarà mobilitata con oltre 200 agenti attorno all’area di viale Forlanini che, in direzione Linate, sarà chiuso al traffico dalle 7 di sabato alle 3 di domenica.
Due gli ingressi all’area del concerto: uno in viale Forlanini e uno in via Fantoli, raggiungibile anche a piedi dalla stazione FS di Rogoredo. Chiuse, invece, le uscite Linate della Tangenziale Est, mentre i parcheggi si potranno raggiungere dai comuni vicini o da via Corelli. Sul fronte trasporto pubblico, la metropolitana, i parcheggi ATM e alcune linee di superficie termineranno il servizio più tardi del solito.

Incassi record per docu FerragniOltre 510 mila euro. Nel film la sorpresa è Fedez

18 settembre 201913:39

– Debutto da record al box office per Chiara Ferragni Unposted, il documentario di Elisa Amoruso sulla 32enne con 17 milioni di follower, imprenditrice digitale con 80 dipendenti, prima influencer al mondo secondo Forbes, un ‘caso’ studiato alla business University di Harvard. Il film, decisamente autocelebrativo, dopo la premiere a Venezia 76 è evento in sala solo tre giorni, distribuito da 01 e il 17 settembre ha incassato 513.543 con oltre 51mila biglietti staccati e 393 copie.
Il documentario mostra l’ascesa della Ferragni, cresciuta con naturalezza a favore di telecamera grazie alla passione della madre per i filmini amatoriali familiari, la sua spontaneità nella condivisione della sua vita con i follower, le prove per il matrimonio con Fedez, la vita privata raccontata nei dettagli anche ora che ha un figlio, Leone. Nonostante il titolo Unposted, è tutto abbastanza noto, ma una sorpresa in realtà c’è: Fedez che si rivela simpatico e grandemente ironico a smontare la moglie perfettina.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Palazzo Antinori antologica Signorini
Scene di vita dell’800 a Firenze visibili in rassegna pittorica

FIRENZE18 settembre 201919:45

– Le ‘impressioni’ paesaggistiche e umane protagoniste della mostra ‘La Firenze di Giovanni e Telemaco Signorini’ dedicata al pittore fiorentino, della corrente dei Macchiaioli, e ospitata al piano nobile di Palazzo Antinori a Firenze dal 19 settembre al 10 novembre. Esposta una selezione di 54 dipinti e una scultura in marmo, provenienti da collezioni private e dalla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, che farà rivivere una delle stagioni più fertili e iconiche della cultura toscana. La mostra è composta da otto sezioni tematiche e affianca la pittura di Telemaco Signorini (1835 – 1901) a quella del padre Giovanni (1810 – 1862), artista da Leopoldo II di Lorena. “L’evento, hanno spiegato i curatori Elisabetta Matteucci e Silvio Balloni – è stato ideato a seguito del fortunato recupero di un carteggio di Telemaco con il padre e con il fratello Paolo. Lo scopo è sia di far emergere le ascendenze del capostipite sul figlio pittore, sia di documentare l’evoluzione della pittura paesaggistica in Toscana”.

Un film da Le Assaggiatrici di Postorino, lo dirigerà Cristina ComenciniBestseller mondiale ispirato a storia vera. Cast internazionale

19 settembre 201913:12

Diventa un film il romanzo bestseller Le assaggiatrici di Rosella Postorino, edito da Feltrinelli.
Prodotto da Lumière and Co. e distribuito da Vision Distribution, il film sarà diretto da Cristina Comencini e avrà un cast internazionale, oltre che diverse coproduzioni europee.
Vincitore del Premio Campiello 2018, del Premio Rapallo, del Premio Chianti, del Premio Vigevano Lucio Mastronardi, del Premio Pozzale Luigi Russo e del Premio Wondy, tradotto in 32 lingue, Le assaggiatrici è un successo mondiale, con oltre mezzo milione di copie vendute in 46 Paesi. Per 20 settimane in classifica in Francia, ha appena conquistato anche il prestigioso Prix Jean-Monnet.
Ispirato alla vicenda di Margot Wölk, che alla fine della sua vita ha confessato di essere stata da giovane un’assaggiatrice di Hitler, il romanzo racconta la storia di Rosa Sauer, costretta assieme ad altre nove donne a mangiare i pasti destinati al Führer. Ogni giorno, per tre volte al giorno, è obbligata a sfiorare la morte per accertarsi che quel cibo non sia avvelenato. In un clima di coercizione, queste dieci donne diventano amiche e rivali, si alleano e si tradiscono, hanno paura e si innamorano, e nonostante tutto non smettono di desiderare, perché desiderare significa restare umani. “Sono molto curiosa – ha detto Rosella Postorino – di vedere la mia Rosa Sauer in carne e ossa, è sempre entusiasmante quando una storia prende corpo in una forma diversa. Il progetto di Lumière è ambizioso e non posso che esserne felice”. “Il romanzo – ha dichiarato Cristina Comencini – tratto da una storia vera, racconta forse per la prima volta di come ogni guerra passi sul corpo delle donne. Rosella Postorino ha scritto il romanzo a partire dalla testimonianza di una donna anziana, che ha rivelato prima di morire una storia sconosciuta a tutti. Sono molto felice di fare il film e onorare il suo coraggio”.

Antropocene, foto dalla fine del mondoIn sala il docu sui disastri ambientali del nostro tempo

19 settembre 201919:50

– Immagini straordinarie, così belle da far dimenticare quanto sono tragiche. E questo per raccontare la lenta morte annunciata della Terra. ‘Antropocene – L’epoca umana’, in sala dal 19 settembre distribuito dalla Fondazione Stensen e Valmyn, con la voce narrante di Alba Rohrwacher, è un documentario di poche parole, ma fa parlare piuttosto, in un viaggio nei sei continenti, le immagini. Ovvero, in Kenya, le cataste d’avorio sequestrate ai bracconieri e pronte ad essere bruciate; in Siberia, a Norilsk la città più inquinata del paese, le miniere di nichel e altri metalli più grandi del mondo; il deserto cileno di Atamacama punteggiato di vasche gialle o azzurre dove si tratta il litio, fondamentale per le batterie dei telefoni o delle auto elettriche e, ancora, a Immerath, in Germania, un luogo spettrale dove si sono abbattute case e perfino una chiesa pur di allargare le miniere di carbone a cielo aperto.E non finisce qui. Non mancano immagini dell’estinzione irreversibile di molte specie animali, il tragico disboscamento dell’Amazzonia, la lenta scomparsa delle barriere coralline e, infine, enormi deserti colorati di indistruttibile plastica. ‘Antropocene – L’epoca umana’, frutto della collaborazione quadriennale tra il noto fotografo Edward Burtynsky e i registi pluripremiati Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, è il terzo capitolo di una trilogia che include Manufactured Landscapes (2009) e Watermark (2013), e appunto Antropocene. Il nome sta ad indicare questo nostro momento critico nella storia geologica del pianeta.La tesi dell’Anthropocene Working Group, che ha avviato i suoi studi nel 2009, è infatti che gli ultimi 10.000 anni costituiscano un’era geologica vera e propria: ovvero che l’umanità sta sfruttando, più del dovuto, il pianeta, compromettendone lo stato e con conseguenze potenzialmente ancora più gravi e, molto probabilmente, irreversibili. “Ho visto Antropocene e sono rimasta colpita dalla capacità del film di mostrare una verità – l’abuso dell’uomo nei confronti del suo ambiente Terra – attraverso delle immagini indimenticabili , uniche – dice Alba Rohrwacher -. Ho accettato di doppiare la voce narrante in italiano per contribuire, per quanto possibile, alla maggiore diffusione di una coscienza della realtà ambientale che ogni giorno diventa più urgente. Credo che opere di questo tipo siano oggi necessarie, e che debbano essere fruite da un pubblico più ampio possibile, perché il tempo che abbiamo a disposizione per correggere il modo in cui interagiamo con il pianeta che ci ospita e ci accoglie, sta davvero scadendo. Non siamo più in grado di prevedere le conseguenze di questo processo – conclude l’attrice- ed è necessaria una rivoluzione nella nostra cultura e nelle nostre abitudini”.

Museo Cinema, De Gaetano nuovo direttoreSelezionato attraverso un bando pubblico. Ruolo vacante dal 2017

TORINO19 settembre 201917:43

– Domenico De Gaetano è il nuovo direttore del Museo Nazionale del Cinema. E’ stato selezionato attraverso un bando pubblico, il terzo, da due agenzie di selezione del personale. Prende il posto di Alberto Barbera, occupando un ruolo rimasto vacante dalla fine del 2017. I precedenti bandi, infatti, si erano conclusi senza nulla di fatto.
Laureato in Storia e Critica del Cinema all’Università di Torino, De Gaetano è vicepresidente della Film Commission Torino Piemonte, direttore artistico di Volumina e Coordinatore dell’immagine alla Reggia di Venaria. Esperto di cinema, ha realizzato progetti artistici e multimediali con registi, compositori e architetti come Peter Greenaway, Atom Egoyan, Michael Nyman, Brian Eno e Emir Kusturica, David Cronenberg e Daniel Libeskind presso prestigiose istituzioni quali il Toronto International Film Festival, il Paleis Het Loo e la Festa del Cinema di Roma.

Incassi record per film sulla FerragniCon 1 milione 600 mila euro è film-evento più visto di sempre

20 settembre 201916:01

– Chiara Ferragni Unposted, in sala il 17,18,19 settembre, è il film evento più visto di sempre in Italia. Il documentario di Elisa Amoruso, presentato all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, distribuito da 01, ha incassato in tre giorni 1.601.499 euro in 393 sale, con oltre 160 mila biglietti. Una media copie che si è mantenuta sempre la più alta del box office oscillando tra i 1.300 euro del primo giorno e i 1.508 di ieri, ultimo giorno di programmazione. La curiosità è che il film ha ripetuto nei tre giorni lo stesso incasso, un dato inusuale per questa tipologia di uscita evento.
In sala un pubblico composto prevalentemente da giovanissimi, abituato a stare sui social e a vedere film su varie piattaforme e di rado ad entrare in una sala cinematografica: ragazze e ragazzi che sono andati a vederlo anche più volte generando un passaparola che ha costruito un successo di questa portata.

Esce album postumo di Leonard CohenThanks for the dance, 22 novembre, non commemorazione ma novità

20 settembre 201916:07

Il 22 novembre a sorpresa esce “Thanks for the Dance”, album postumo di inediti di Leonard Cohen, realizzato grazie all’impegno e alla passione del figlio Adam, con la collaborazione di illustri amici e colleghi che hanno lavorato con Leonard negli anni. Non è una raccolta commemorativa di B sides e di tracce scartate, ma un vero e proprio disco che esce a sorpresa, composto da nuove canzoni, vitali, la reale continuazione del lavoro del Maestro. In pre order dal 20 settembre, stessa data per streaming e digital download del nuovo brano “The Goal”. Sette mesi dopo la morte di suo padre, Adam Cohen si era ritirato nel garage in cortile, vicino alla casa di Leonard, per lavorare di nuovo con il padre e per stare in compagnia della sua voce. Della loro precedente collaborazione in “You Want It Darker” erano rimasti dei bozzetti musicali, a volte poco più delle semplici tracce vocali. Leonard al tempo aveva chiesto a suo figlio di portare a termine questo lavoro e così è stato.

Nei rioni Sassi ‘Musiche per Matera’Domani sera, con il compositore austriaco Georg Friedrich Haas

MATERA20 settembre 201916:00

– Un concerto diffuso di note scritte e “suoni naturali” che farà vibrare la città di Matera. Uno dei maggiori compositori al mondo della cosiddetta “musica spettrale”, Georg Friedrich Haas, con i migliori musicisti del territorio lucano, insieme per “Musiche per Matera”, opera originale, che sarà eseguita in prima assoluta in sei suggestivi luoghi del centro storico e dei rioni Sassi della Capitale europea della Cultura 2019, domani, sabato 21 settembre, dalle ore 18.30 alle 24.

Ciak per Bova e Rocio per serie tvSerie per Canale 5 con regia di Zaccaro e Puglielli

20 settembre 201916:16

– Raoul Bova veste i panni del protagonista, affiancato dalla compagna Rocio Munoz Morales, nella serie ‘Giustizia per Tutti’ le cui riprese sono iniziate a fine luglio. Prodotta da Showlab (Prodea Group) con Rb Produzioni, sarà in onda prossimamente in prima serata su Canale 5. Dietro la macchina da presa Maurizio Zaccaro e Eros Puglielli. E la storia di un uomo accusato ingiustamente dell’omicidio della moglie. Nel cast Anna Favella, Francesca Vetere, Marina Massironi, Maurizio Marchetti, Giuseppe Loconsole. Le riprese, che termineranno a fine gennaio 2020, sono in corso a Torino, location esclusiva della serie. Roberto, fotografo stimato, viene condannato a trent’anni per l’omicidio di sua moglie, avvocato in un importante studio di Torino. È proprio lui a trovare il cadavere di Beatrice, contaminando la scena dell’omicidio. Roberto non si arrende, continua a combattere per avere giustizia, cerca nuove possibilità, studia, arriva a laurearsi in Giurisprudenza riuscendo a dimostrare la sua innocenza.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Di Mare, torno su Rai1 con Frontiere
Dal 23 in seconda serata. Si parte con tragedia di Corinaldo

20 settembre 201916:25

– Franco di Mare ex inviato di punta del Tg1 a lungo conduttore di Uno mattina, scrittore, e autore tv di recente nominato vicedirettore dell’ammiraglia Rai torna alla guida di un programma inchiesta con Frontiere da lunedì 23 settembre che andrà in onda per 12 puntate fino a dicembre su Rai1, alle 23.40. La formula del programma sarà quella del “racconto-inchiesta” che si pone l’obiettivo di ripercorrere, con testimonianze e filmati inediti, le storie di cronaca e i fatti internazionali più complessi, “introducendo lo spettatore alle risposte attese”, spiega il giornalista e conduttore. La prima puntata, La Notte di Corinaldo, per non dimenticare, le sei giovani vite stroncate in discoteca, le ferite incancellabili di centinaia di ragazzini. Frontiere “inizia il suo ciclo autunnale dalla discoteca Lanterna Azzurra. “Abbiamo ottenuto filmati inediti appena “desecretati” dalla procura non c’è nessun “effettaccio”. Di Mare ricostruirà i tragici momenti di quella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Donne in vetrina per il turismo,polemica
Proposta agita Consiglio Regione. Lega sospende Roberto Salvini

FIRENZE20 settembre 201914:19

– “Donne in vetrina per favorire il turismo”. Questa la proposta-choc del consigliere regionale della Lega in Toscana, Roberto Salvini, avanzata parlando di prostituzione nella commissione regionale sviluppo economico, che ha suscitato reazioni e polemiche tanto che il commissario Daniele Belotti lo ha sospeso. “Se mezza Europa ci investe in quell’indirizzo… – aveva detto Salvini – Io sono stato alle fiere in Germania, in Olanda è uguale, in Austria è uguale, in Francia è uguale: troviamo le donne in vetrina. E’ un turismo anche quello”. La consigliera regionale Monia Monni, presente in commissione, ha pubblicato su Fb il video con le affermazioni di Roberto Salvini, per le quali si è detta indignata e disgustata.
Critiche anche da numerosi parlamentari e dal presidente Enrico Rossi che ha parlato di “pensiero aberrante”. La Lega ha preso stamani distanze dalle parole del suo consigliere, quindi il commissario per la Toscana ha deciso la sua sospensione.

Marco Carta: difesa, per lui è incuboCantante non in aula. Legali, ‘vicenda gli ha creato problemi’

MILANO20 settembre 201912:57

– Ha deciso di non presentarsi in aula per la prima udienza del processo milanese, che lo vede accusato di un furto di magliette alla Rinascente per il quale fu arrestato il 31 maggio, il cantante Marco Carta. “Non è venuto perché questa vicenda gli ha causato molti problemi, per lui è stato un incubo, uno tsunami, come per tutti quelli che vengono coinvolti in vicende giudiziarie”, hanno spiegato i suoi legali, gli avvocati Simone Ciro Giordano e Massimiliano Annetta, convinti, poi, che le “immagini” delle telecamere dello storico grande magazzino del lusso provino “la sua innocenza”.
“E’ presumibile che la sentenza arrivi oggi”, hanno detto i difensori. La difesa di Carta, il cui arresto non fu convalidato, ha chiesto il processo abbreviato condizionato all’acquisizione dei filmati delle telecamere ed è anche convinta che pure le nuove testimonianze raccolte dalla Procura dimostrino l’estraneità al furto del cantante, imputato con una sua amica.

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DALLE 11:46 DI LUNEDì 16 SETTEMBRE 2019

ALLE 13:14 DI MERCOLEDì 18 SETTEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Box office, It Capitolo 2 mantiene vetta
Secondo Il Re Leone a oltre 35 mln, poi la commedia con Brignano

16 settembre 201911:46

– Per la seconda settimana consecutiva, il secondo capitolo di It, l’horror tratto dai romanzi di Stephen King, si conferma in vetta alla classifica dei film più visti del weekend secondo Cinetel, con 1 milione 447mila euro nel fine settimana e 8 milioni in 15 giorni. Anche Il Re Leone è stabile al secondo posto con i suoi oltre 35 milioni (primo incasso dell’anno e primo incasso di sempre nella storia di Disney Italia). Terza al debutto la commedia italiana Tutta un’altra vita con Enrico Brignano, che guadagna 532mila euro.
Segue un’altra nuova entrata: il cartoon Angry Birds 2 con 431mila euro. Scivola di due posizioni Mio fratello rincorre i dinosauri, con Alessandro Gassmann (362mila euro, 1,2 milioni in totale). Sesto posto per Martin Eden, Coppa Volpi per Luca Marinelli, (352mila euro, 1 milione in due settimane). L’action movie Attacco al Potere 3 perde tre posizioni, è settimo con 266mila euro (2,6 milioni in totale). Incassi dimezzati: 5.3 milioni contro gli 11.3 di una settimana fa (-53%).

Tiziano Ferro, arriva il nuovo singoloIl 20 settembre esce Accetto Miracoli, l’album atteso il 22/11

16 settembre 201913:41

– Esce venerdì 20 settembre Accetto Miracoli, il nuovo singolo di Tiziano Ferro, secondo estratto dall’omonimo album atteso per il 22 novembre su etichetta Virgin Records. Prodotta ancora da Timbaland, Accetto Miracoli è una ballad intensa: “La canzone prende in esame il rapporto con il proprio destino – racconta Ferro – parlando dell’argomento in maniera aperta, senza una connotazione necessariamente religiosa: a volte dobbiamo essere capaci di consegnarci al nostro destino, senza forzarne l’andamento, e quando ci affidiamo a quello che ognuno chiama come vuole – Dio, Universo, potere superiore – poi le cose vanno molto bene, i miracoli accadono”.
La prossima estate il cantautore tornerà in tour negli stadi: il via il 30 maggio da Lignano Sabbiadoro. Poi Milano (5 e 6 giugno), Torino (11 giugno), Padova (14 giugno), Firenze (17 giugno), Ancona (20 giugno), Napoli (24 giugno), Messina (27 giugno), Bari (3 luglio), Modena (7 luglio), Cagliari (11 luglio). Gran finale a Roma il 15 luglio.

Rod Stewart, guarito da cancro prostataMalattia diagnosticata nel 2017, ma finora era rimasta segreta

LONDRA16 settembre 201913:44

– Rod Stewart ha avuto un cancro alla prostata, ma dopo due anni di trattamento e controlli annuncia – col conforto dei medici – di esserne guarito. La rivelazione a margine di un evento per la raccolta fondi organizzata dalla Prostate Project and European Tour Foundation a cui la leggendaria rock star britannica, 74 anni, ha partecipato in veste di testimonial nel Surrey (Inghilterra) assieme a Ronnie Wood, dei Rolling Stones, e a Kenney Jones.
Sir Rod, insignito del cavalierato dalla regina un annetto fa, ha raccontato alla platea di essersi ritrovato di fronte alla diagnosi del cancro nel 2017. “Nessuno lo sa, ma penso sia il momento di dirlo a tutti”, ha spiegato ai presenti secondo quanto riportato oggi dal Daily Mirror. “Ora sono guarito, semplicemente perché faccio tanti esami e l’ho beccato presto”, ha proseguito invitando tutti a sottoporsi ai test per un’eventuale diagnosi precoce. “Ragazzi, dovete andare davvero dai dottori, un dito in cu… non fa male a nessuno”, ha concluso scherzando.

Palermo come Caracas con il metodo AbreuTeatro Massimo porta “La Cenerentola” in favelas del capoluogo

PALERMO16 settembre 201913:46

– Palermo come Caracas. I quartieri più a rischio della capitale del Venezuela vennero trasformati più di 30 anni fa dal maestro Antonio Abreu, che portò 240mila giovani a studiare musica, imbracciando un violino e non una pistola. Oggi sono quasi 500mila, il metodo Abreu venne esportato a Cuba e ovunque la violenza e la droga potevano minacciare i più giovani. Tra gli orti del quartiere Danisinni, uno dei più degradati di Palermo, il Teatro Massimo porta per il secondo anno la lirica, “La cenerentola” di Gioachino Rossini. L’anno scorso con “L’Elisir d’amore” e adesso con Rossini, attorno all’allestimento, si è creata una comunità, gli abitanti partecipano, e 40 di loro hanno provato fin da febbraio a dare vita al coro, diretto da Manlio Messina. Dilettanti, ma che hanno sudato come professionisti, con un’orchestra fatta da ragazzi, la Massimo Kids orchestra, dai 10 ai 17 anni, diretta dal paziente e straordinario Michele De Luca.

Imma Tataranni, sostituto procuratore fuori dagli schemiCon Vanessa Scalera da romanzi premio Campiello Mariolina Venezia

16 settembre 201919:57

Scomoda come a volte la verità e “ostinata come una pianta che cresce tra i sassi”. E’ pronta a scardinare tutti gli schemi dei personaggi femminili cui la tv ha abituato i telespettatori il nuovo sostituto procuratore donna Imma Tataranni, preparatissima, dal fiuto fine e assai fuori dai cliché che sta per sbarcare su Rai1. Un personaggio nato dai romanzi del premio Campiello Mariolina Venezia (tutti editi da Einaudi, e un nuovo libro della scrittrice con la stessa protagonista uscirà il 24 settembre, ndr) da cui è liberamente tratta la fiction, ovvero “Come piante tra i sassi”, “Maltempo” e “Rione Serra Venerdì”.  Chi non li ha letti deve sapere che Imma è un sostituto procuratore di Matera (ambientazione suggestiva), la cui personalità non permette di identificarla con la classica figura della donna di legge, perché ha un carattere particolare. A prestare il volto a questa donna unica è l’attrice pugliese Vanessa Scalera: poco conosciuta al grande pubblico della fiction, ha lavorato con registi del calibro di Marco Bellocchio (Vincere, La bella addormentata), Marco Tullio Giordana (Lea, Nome di Donna) e Nanni Moretti (Mia Madre). Co-prodotta da Rai Fiction ed Itv Movie, con la regia di Francesco Amato, la serie Imma Tataranni sostituto procuratore andrà in onda da domenica 22 settembre in sei prime serate. Nel cast, tra gli altri, Alessio Lapice (l’affascinante appuntato Ipazio Clogiuri), Massimiliano Gallo (nei panni del marito Pietro), Carlo Buccirosso (il procuratore capo) Alice Azzariti, la figlia sedicenne di Imma. Scalera, nonostante si sia divisa tra cinema teatro e tv, del suo ruolo dice: “Non sono un’attrice di primo pelo, dopo tanti anni di duro lavoro. Avete creato un piccolo terremoto: quando hanno annunciato che sarei stata io la protagonista, mi sono arrivati tanti messaggi, ero quasi incredula. Scegliere me come protagonista è un atto coraggioso. Ho respirato l’aria della commedia, mai lo avevo fatto. Non sapevo di avere i toni della commedia, ma il regista mi ha fatto scoprire un lato inedito di me. E ora mi piace farla. Ho amato immediatamente questo personaggio, questa donna determinata, talentuosa, intelligente e caparbia”. Imma non può passare inosservata a partire dal suo abbigliamento: colori e fantasie regnano nel suo guardaroba. Ha un carattere forte e un outfit aggressivo, un passo deciso con cui guadagna l’attenzione di tutti nei corridoi della procura di Matera. Inoltre questo sostituto procuratore non fa giri di parole né sconti a nessuno, compresi la figlia, il marito e la suocera. La sua figura è talmente integra nei valori della giustizia che è difficile non ammirarla. È ovviamente incorruttibile, implacabile, dissacrante, ma non le mancano l’ironia, la compassione, la tenerezza. Vive in un luogo arcaico come Matera, rivolto però al futuro, una terra ricca di storie e cultura che Venezia ha raccontato con ironia e amore, in un giallo divertente e molto attuale. Nella prima puntata camei di Giampaolo Morelli. Ma anche la partecipazioen di Cesare Bocci, Giuseppe Zeno, Giorgio Colangeli, Franesco Foti, Paolo Sassanelli e tanti altri.
“In questi anni – fa notare Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction – abbiamo investito sul crime d’autore, sul serbatoio straordinario che è la scrittura di genere, con capostipite nobile Camilleri per Montalbano. Questa linea ci permette di avere personaggi ricchi di chiaroscuri e casi di puntata che hanno a che vedere con problematiche dell’attualità”.
A chi chiede della collocazione della domenica sera, nello slot che fino alla scorsa stagione apparteneva a Fabio Fazio spostato su Rai2, Andreatta replica: “C’è una lunga tradizione del racconto domenicale. Per la capacità di mescolare diversi generi – crime, family, commedia – ritengo che come tipo di prodotto sia in grado di convogliare diverse generazioni e di tenere insieme un pubblico diversificato, di età e gusti”.
L’autrice Mariolina Venezia sottolinea: “Imma è un personaggio nel quale credo, è la forza dei deboli che credono in se stessi, delle categorie svantaggiate, delle donne, dei meridionali, di chi non ha avuto la possibilità di autodeterminarsi. Ho combattuto per non fare di questo personaggio una macchietta: Imma ride degli altri, non si ride di lei”. Massimiliano Gallo, che ha il ruolo del marito, spiega: “È un uomo che manda un messaggio moderno, in un mondo maschilista: se voglio fare il mammo, posso essere felice di farlo; è un messaggio bello.
Vanessa è un’attrice straordinaria”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tre attrici in corsa per premio Reiter
In lizza come under 35. Riconoscimento carriera a Maria Paiato

MODENA16 settembre 201913:58

– Giulia Mazzarino, Marina Occhionero e Giulia Odetto sono le tre finaliste selezionate dalla giuria di esperti presieduta da Ennio Chiodi che domenica 22 settembre, al Teatro delle Passioni di Modena, si contenderanno la palma della più apprezzata attrice italiana under 35 dell’ultima stagione teatrale. Ma sono tanti gli appuntamenti all’insegna del teatro, della poesia e del cinema per celebrare non solo la grande interprete del passato Virginia Reiter – coeva di Eleonora Duse e di Sarah Bernhardt – ma anche il regista e sceneggiatore Giuseppe Bertolucci, da una cui idea nacque nel 2007 il Festival Virginia Reiter.
Nel corso della serata saranno assegnati anche il settimo Premio Bertolucci – le finaliste sono Gaia Girace e Margherita Mazzucco, già viste ne ‘L’amica geniale’, e l’attrice russa Darya Zhovner, padrino l’attore Stefano Santospago – e il Premio Virginia Reiter alla Carriera: quest’anno andrà a Maria Paiato, che sabato 21 terrà una lectio magistralis sul ruolo dell’attrice.

Simply Red, nel 2020 tappa a MilanoL’8 novembre atteso il nuovo disco Blue Eyed Soul

16 settembre 201914:06

– Dopo l’annuncio del ritorno con il nuovo disco funky ‘Blue Eyed Soul’ (in uscita l’8 novembre per BMG), i Simply Red svelano anche i dettagli del loro prossimo tour. Il gruppo sarà infatti impegnato il prossimo anno in 33 concerti nelle arene della Gran Bretagna, Irlanda ed Europa: il via il 6 ottobre 2020 da Newcastle. La band farà tappa anche in Italia con un’unica data il 16 novembre al Mediolanum Forum di Milano.
Tra le band inglesi più famose di sempre, i Simply Red sono pronti a far sognare nuovamente i loro fan con le hit che hanno segnato la loro carriera e fatto la storia della musica, come “Stars”, “Holding Back The Years”, “Fairground” e “Money’s Too Tight To Mention”.
La vendita generale dei biglietti al via dal 20 settembre.

A Reggia Caserta da Artemisia a HackertOpere prestate da Lampronti. Sgarbi, mercato arte sia più libero

CASERTA16 settembre 201915:01

– “Da oggi l’antiquario non verrà più guardato come un delinquente da questo Stato che non capisce che le opere d’arte sono beni universali”. Parola di Vittorio Sgarbi, che al Teatro di Corte della Reggia di Caserta presenta così la mostra “Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario collezionista alla Reggia”: 112 dipinti che l’antiquario italiano Cesare Lampronti, la cui galleria è a Londra, ha prestato per quattro mesi alla pinacoteca del Palazzo Vanvitelliano. La mostra, che sarà inaugurata ufficialmente oggi (ore 18), sarà infatti visitabile fino al 16 gennaio 2020.
“Lampronti – dice Sgarbi – è buono e generoso; il suo lavoro oggi viene finalmente riconosciuto, avendo riportato in Italia, in oltre 50 anni di carriera, 12mila dipinti; Lampronti ha arricchito l’Italia e oggi arricchisce anche la Reggia. La sua storia dimostra anche quello che dico da tempo, ovvero che il mercato dell’arte in Italia deve essere più libero; oggi è soggetto a troppe prescrizioni che ne fanno un mercato minore”.

Al via il Romaeuropa FestivalIn apertura la danza come atto politico con Rodrigues e Khan

16 settembre 201915:45

– La danza contemporanea come atto politico e come indagine sul potere, sulla storia e sulla sua narrazione: saranno i coreografi Lia Rodrigues e Akram Khan ad aprire, sfidando con il corpo in movimento la complessità dei nostri tempi, la XXXIV edizione del Romaeuropa Festival – REF , in programma a Roma dal 17 settembre al 24 novembre. In un’edizione dal titolo “Landscapes” che propone il racconto di un paesaggio stratificato, di una complessa geografia del contemporaneo attraverso un cartellone di danza, teatro, musica, arte e digital dai numeri esorbitanti (377 artisti da 27 Paesi, con 126 eventi in scena in 22 palcoscenici), il pubblico avrà dunque una doppia inaugurazione con due prime italiane: la brasiliana Rodrigues, ospite per la prima volta, sarà in scena con “Furia” all’Auditorium Parco della Musica (fino al 19 settembre) e l’anglo-bengalese Khan al Teatro Argentina (18-20 settembre) con “Xenos”. Tra gli appuntamenti da non perdere anche quelli con Forsythe, Rau, Celestini, Fabre, Sakamoto.

I portici di Bologna puntano all’UnescoInviato il dossier, elaborata planimetria dei 62 chilometri

BOLOGNA16 settembre 201916:22

– Il Comune di Bologna ha presentato il dossier per candidare i portici della città a patrimonio dell’umanità, inizio formale della corsa al riconoscimento. E’ stato spedito al Mibact e nelle prossime settimane arriverà all’Unesco.
Entro fine anno arriverà l’esito della verifica di completezza che l’Unesco deve fare sui progetti presentati, poi, entro febbraio, ci dovrà essere la consegna definitiva della documentazione.
Intanto il Comune ha elaborato la planimetria dei 62 chilometri di portici che si snodano lungo la città e che riguardano ogni zona: se infatti 40 km sono in centro, ce ne sono altri 20 in periferia.
Per le esigenze di conservazione sarà definito un piano di gestione, come previsto dalle regole dell’Unesco.

Sandra Milo poetessa, Il corpo e l’animaRaccolta di versi inediti svela lato sconosciuto attrice

16 settembre 201916:43

– L’attrice e conduttrice televisiva Sandra Milo scopre il suo lato letterario: con “Il corpo e l’anima. Le mie poesie”, raccolta di versi inediti, uscito in questi giorni nelle librerie, la musa di Federico Fellini rivela un suo aspetto meno conosciuto. Con animo appassionato, grande tensione e parole gentili, nel volume (MORELLINI EDITORE, 104 pp., euro 9,90) conduce il lettore per mano nel suo universo di sentimenti, desideri, dolori e rimpianti. Diciotto poesie che aprono una finestra sull’esistenza interiore di una personalità forte e significativa, ma capace di esprimere i sentimenti con autentica sincerità e sfrontatezza. Passione, amore, attaccamento alla terra e malinconia emergono dai suoi versi, tra suggestioni, tributi a personalità e riflessioni su temi attuali tra cui l’ emigrazione. Uno sguardo profondo si cela dietro metafore evocative che scuotono e meravigliano: un mondo materico che si disvela parola dopo parola in un ipnotico gioco dei sensi.
Arricchiscono le pagine del volume le delicate illustrazioni di Sara Rambaldi. Sandra Milo, pseudonimo di Salvatrice Elena Greco, nasce a Tunisi l’11 marzo 1933. La sua bellezza esuberante la fa debuttare nel 1955 in ‘Lo scapolo’ con Alberto Sordi che aprirà la strada a una lunga carriera a fianco di nomi importanti del cinema italiano.

20 anni Grande Fratello, primo in OlandaIn Italia esordì a settembre 2000, condotto da Daria Bignardi

16 settembre 201918:49

– Big Brother, il format del Gruppo EndemolShine che ha cambiato per sempre la tv, compie 20 anni.
In Italia Il Grande Fratello è arrivato l’anno dopo, il 14 settembre 2000 su Canale 5, con la conduzione di Daria Bignardi: uno dei protagonisti di quell’edizione era Pietro Taricone (morto nel giugno 2010 in un incidente col paracadute) e tra i partecipanti c’erano anche Rocco Casalino e Marina La Rosa, a vincere fu Cristina Plevani. Era il 16 settembre 1999 quando in Olanda, sull’emittente Veronica, parte di RTL, andava in onda la prima puntata di quello che sarebbe diventato un vero e proprio fenomeno culturale, capace di coinvolgere e rivoluzionare il mercato tv mondiale. Quel giorno, 9 inquilini si trasferirono in una Casa costruita per il reality, dotata di 24 telecamere e senza alcun contatto con l’esterno per essere osservati 24 ore su 24 dall’occhio del Grande Fratello. Oggi le serie di Big Brother commissionate nel mondo sono 471, in 60 mercati, trasmesse in 80 territori.

Musica: Ronin, nuovo album dopo due anniIn tour dal 28 settembre con una formazione tutta nuova

BOLOGNA16 settembre 201917:19

– ‘Bruto minore’ è il nuovo album dei Ronin, ‘creatura’ di Bruno Dorella che torna dopo un paio d’anni di pausa con una nuova formazione e un disco che cambia alcune coordinate, pur rimanendo nel solco della tradizione strumentale e cinematica della band.
Il lavoro, uscito oggi, comprende otto brani originali e la cover ‘Tuvan Internationale’ degli Hun-Huur-Tu. L’album è ispirato a una Canzone di Giacomo Leopardi, in cui si immagina il monologo di Marco Giunio Bruto dopo la sconfitta di Filippi e l’assassinio di Giulio Cesare.
L’attuale formazione comprende Bruno Dorella alla chitarra, Nicola Manzan (ex Baustelle) chitarra, Roberto Villa (The Gang) basso, Alessandro Vagnoni batteria. L’album sarà presentato live durante un tour che comincerà il 28 settembre al Circolo Gagarin di Busto Arsizio (Varese) e si concluderà il 22 dicembre al Bronson di Ravenna, dopo aver toccato anche Berlino e Praga.

Green Day al Firenze Rocks 2020Si esibiranno l’11 giugno, prima di loro sul palco i Weezer

FIRENZE16 settembre 201918:36

– I Green Day si esibiranno a Firenze per l’edizione 2020 del Firenze Rocks. La band punk rock californiana suonerà alla Visarno Arena l’11 giugno. Sul palco prima di loro anche i Weezer. Sono i primi nomi della prossima edizione del festival.
I Green Day sono una delle band più iconiche della loro generazione. Formato nel 1986 a Berkeley, in California, il gruppo ha venduto oltre 70 milioni di copie e accumulato oltre 10 miliardi di stream. Il disco che li ha rivelati al mondo, Dookie, uscito nel 1994, ha venduto 10 milioni di copie e raggiunto la certificazione Diamante. Nel 2004 i Green Day hanno pubblicato la rock opera American Idiot che ha venduto oltre 7 milioni di copie negli Usa e vinto il Grammy Award come miglior Album Rock. Il nuovo tour dei Green Day partirà il 13 giugno da Parigi e toccherà moltissime città in Europa, facendo tappa anche a Milano (Ippodromo Snai San Siro) il 10 giugno, prima di approdare a Firenze Rocks.

Accordo super-mostra Modigliani LivornoCuratore Marc Restellini, opere da collezione Netter

LIVORNO16 settembre 201918:48

– “Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre il semplice compitino: con forza e con grande entusiasmo, insieme alla giunta, abbiamo lavorato duramente per arrivare ad oggi, alla firma di questo contratto”. Lo ha detto oggi il sindaco di Livorno Luca Salvetti, poco prima della firma del contratto per la mostra ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse’, con la collezione Jonas Netter, che sarà allestita al Museo della Città di Livorno dal 7 novembre (fino al 16 febbraio 2020), in occasione del centenario della morte del grande artista livornese scomparso a Parigi il 24 gennaio 1920. Presenti alla firma, nella Sala delle cerimonie del Comune, oltre al sindaco l’assessore alla cultura Simone Lenzi e il curatore della mostra Marc Restellini.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sanremo, Amadeus riporta in gara le Nuove Proposte
Iscrizione dai 15 anni. Otto i contendenti all’Ariston

16 settembre 201918:55

– Torna la categorie Nuove Proposte a Sanremo 2020: è la principale novità di Sanremo Giovani voluta da Amadeus in qualità di direttore artistico. Nella scorsa edizione Claudio Baglioni aveva abolito la divisione tra Nuove Proposte e Big in gara. Saranno 8 i contendenti: 5 da Sanremo Giovani, 2 da Area Sanremo e il vincitore di Sanremo Young 2019. Altre innovazioni sono l’iscrizione a partire dai 15 anni e la doppia Semifinale. Da metà ottobre la commissione musicale ascolterà i brani per arrivare ad una prima selezione di 60 artisti, giudicati durante un’audizione dal vivo. Poi il numero si ridurrà a 20. Le due Semifinali saranno precedute da 2 puntate di presentazione dei 20 giovani in gara. In questa fase le canzoni verranno votate da commissione musicale e giuria demoscopica. In ogni semifinale da 10 canzoni/artisti passeranno il turno in 5, formando così i 10 finalisti che parteciperanno alla serata del 17 dicembre a Sanremo (con commissione musicale, giuria demoscopica, giuria tv e televoto).

Alla Frick in scena Bertoldo di GiovanniFregio da Poggio a Caiano prima volta fuori dalla Toscana

NEW YORK16 settembre 201919:42

– Sono solo 25 pezzi, ma nel loro insieme ricostruiscono il profilo di un genio del Rinascimento italiano finora trascurato se non per il suo status. Alla Frick Collection dal 17 settembre al 12 gennaio va in scena l’opera completa di Bertoldo di Giovanni, discepolo di Donatello e mentore di Michelangelo. Tra i pezzi arrivati da 14 tra musei e collezioni di tutto il mondo, sette vengono dal Bargello e uno, straordinario, dalla villa medicea di Poggio a Caiano: il fregio di terracotta lungo 15 metri e originariamente posizionato sulla facciata di Antonio da Sangallo non aveva mai prima d’ora lasciato la Toscana.
La mostra, che rende finalmente giustizia all’arte del fiorentino, è la prima in assoluto su Bertoldo e non poteva avvenire che alla Frick. Il Portatore di Scudo del museo americano, l’unico bronzetto del fiorentino fuori d’Europa, fu acquistato dal magnate dell’acciaio Henry Frick e dal 1935 è esposto al pubblico col vincolo che non potesse essere mai prestato altrove.

Così era Hollywood per TarantinoIn sala il film numero 9 del regista di Pulp Fiction

17 settembre 201909:46

C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino, dal 18 settembre in sala con la Warner, è non solo “una lettera d’amore per l’Hollywood della sua infanzia”, così lo ha definito più volte l’autore di ‘Pulp Fiction’, ma qualcosa di più. Così il film, passato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, non racconta soltanto quel 1969 (quando il regista aveva sette anni) in cui tutto quel mondo cambiò, ma diventa un po’ una summa di tutti i temi tarantiniani, senza troppa sperimentazione. Ecco quello che succede nel film (il numero nove sui dieci che Tarantino ha promesso di fare). Tre i personaggi principali.
Leonardo DiCaprio che incarna Rick Dalton, attore di western televisivi di serie B pieno di fragilità, uno che ogni tanto piange e non ha alcuna stima di se stesso (“pieno di conflitti interiori e autocommiserazione per il fatto di non trovarsi in una posizione migliore”, così lo definisce Tarantino). Di tutt’altra pasta il suo stuntman e amico di lunga data, Cliff Booth (Pitt), che è come la parte mancante di Dalton: “eroe della seconda guerra mondiale nonché una delle persone più mortali del pianeta. Potrebbe ucciderti con un cucchiaio, un pezzo di carta on un biglietto da visita” sempre secondo la definizione del regista.
A completare il quadro la bellissima Margot Robbie nei panni di Sharon Tate (uccisa proprio nel 1969 dalla setta di Manson) che, guarda caso, è una vicina di villa di Rick Dalton. Una presenza costante, la sua, nel film come d’altronde la setta di Charles Manson (Damon Herriman) in cui si imbatte più volte Cliff Booth.
‘C’era una volta a… Hollywood’, alla prima impressione, risulta essere il film più intimo di Tarantino in quanto a introspezione umana e anche quello in cui si trovano meno i dialoghi demenziali sul nulla, ma vissuti con smodata passione, tipici del cinema del regista-cinefilo Usa. Restano invece le tante citazioni, struttura portante di tutto il suo cinema, ma purtroppo in molti casi si tratta di auto-citazioni. Nel film anche un pezzo d’Italia: il manager di Dalton, Marvin Schwarz (Al Pacino), per buttarlo a mare, decide di mandarlo in Italia a fare quegli ‘spaghetti western’ da lui odiati. Gli dice solo: “Vai da Antonio Margheriti, Sergio Corbucci e lavora con loro”. E in Italia l’insicuro Dalton ci sta ben sei mesi, e anche con un certo successo, e sposa un’italiana. Quando però torna a Hollywood, con tanto di sposa italiana e un bel gruzzoletto, non è più quella di prima. Scena cult del film, quella che vede contrapposti un Bruce Lee (Mike Moh), molto trombone, e Brad Pitt. Il maestro di kung fu avvisa lo stunt-man che le sue mani sono ‘armi letali’, ma questo non spaventa certo Cliff Booth. In ‘C’era una volta a… Hollywood’ un ennesimo tentativo, da parte di Tarantino, di cambiare la storia verso il meglio, proprio come aveva fatto in ‘Bastardi senza gloria’ e ‘Django Unchained’. “È vero, con questo film chiudo una trilogia. Non posso dire però che il cinema abbia il potere cambiare la storia, ma certo può avere la sua influenza” ha detto il regista a Roma.
Nel cast monstre Dakota Fanning, Damian Lewis, Tim Roth, Kurt Russel e Micheal Madsen.

Maalouf, serve lucidità contro naufragioNel nuovo saggio racconta come si stia andando verso la disfatta

17 settembre 201909:47

Non c’è spazio per il pessimismo e soprattutto per la disperazione. Però Amin Maalouf ci mette davanti al fatto che gli uomini stanno navigando verso la disfatta, nel suo nuovo saggio ‘Il naufragio della civiltà’ pubblicato da La nave di Teseo nella traduzione di Anna Maria Lorusso.
“Sicuramente quello di cui abbiamo bisogno oggi è una grande lucidità che ci permetta di guardare in maniera molto obiettiva a questo momento delicato e pieno di insidie che ci troviamo ad affrontare”, spiega Maalouf che è stato tra i protagonisti del Festivaletteratura di Mantova 2019. Autore di romanzi e saggi come Le crociate viste dagli arabi, I disorientati e Un mondo senza regole, Maalouf, di origini libanesi, che vive a Parigi dal 1976 e dal 2011 fa parte dell’Accademia francese, è convinto che “a uno scrittore non venga affidato il ruolo di rassicurare le persone. Quello che deve fare uno scrittore, come me in questo caso, è dire alle persone è necessario un cambiamento vero, di 360 gradi. E’ fondamentale prendere coscienza di quella che è la situazione e fare qualcosa”. “Solo in questo modo si potrà evitare il naufragio”, secondo l’autore che oltre ad alternare i romanzi ai saggi, ogni tanto si dedica anche a scritti di natura storica. “Non mi piace mai scrivere uno dopo l’altro libri che appartengono allo stesso genere ed effettivamente adesso mi sto dedicando a un romanzo, ho già cominciato a lavorarci”, annuncia. In oltre 340 pagine ne Il naufragio delle civiltà, in cui Maalouf affronta le questioni cruciali del riscaldamento globale e della nuova corsa agli armamenti, ci mostra quanto siamo prigionieri dell’identità, della nazione e della religione. “La cosa paradossale è che assistiamo a questa deriva, che porta gli uomini verso il naufragio, proprio nel momento in cui in realtà l’umanità ha compiuto dei progressi straordinari. La tentazione che verrebbe a tutti è di pensare che i problemi nascano proprio dal progresso. Però io non lo penso. Non siamo vittime del progresso, ma siamo stati assolutamente incapaci di costruire un ambiente sociale e politico che fosse favorevole a fornire al progresso tutti quegli aspetti di cui aveva bisogno per permettere a noi e alla società di fiorire”.
La cosa più inquietante e che colpisce maggiormente Maalouf è che “non si sta proprio cercando una soluzione. Tutti si lamentano di una situazione che continua a deteriorarsi ma nessuno fa nulla. E’ importante più che mai favorire il dibattito, il dialogo che invece non ci sono assolutamente. Si sfrutta la crisi per attaccarsi”.
Proprio la questione climatica fa emergere in modo netto il bisogno di solidarietà che ci dovrebbe essere tra i vari Stati e nazioni “ma c’è un’assoluta incapacità di organizzarla. Parliamo tanto di problemi e rischi, ci vengono presentate una serie di cifre ma nessuno fa un bel niente per cambiare la situazione. I rischi che ci venivano paventati 20-30 anni fa sono quelli che ci ritroviamo a vivere oggi e la situazione è addirittura peggiorata. Questo è un dramma”, sottolinea lo scrittore.
“Contro il riscaldamento globale anziché affrontare le questioni chiave di petto si concentra l’attenzione su tematiche marginali. La giovane svedese Greta Thunberg è un esempio: anziché arrivare al succo della questione, al suo messaggio, a quello che lei cerca di dire, si discute di quello che è in grado o non è in grado di fare, ci si interroga sul suo atteggiamento”.
Altra “spinosa questione è quella della nuova corsa agli armamenti: “sarebbe stato necessario subito dopo la caduta del muro di Berlino cercare di individuare un nuovo ordine per il nostro intero mondo ma anche in questo caso nessuno è stato in grado di fare nulla. Gli Stati Uniti sono i primi responsabili di questa situazione. Tutti i presidenti americani, da allora in avanti, hanno avuto un atteggiamento fallimentare in questo caso. Non sono riusciti ad essere quella potenza paterna che si proponevano. Oggi si è toccato il punto più basso del fallimento. L’esempio più chiaro lo abbiamo sotto gli occhi oggi. Siamo davanti all’assenza di ordine, non c’è più un ordine mondiale”, avverte lo scrittore.

25 anni e ancora amici, nozze d’argento per FriendsSitcom trasmessa per la prima volta nel 1994 dal network Nbc

NEW YORK17 settembre 201910:03

Friends festeggia il 25/o anniversario. Quella che è considerata una delle sitcom in assoluto più popolari della televisione fu infatti trasmessa per la prima volta dal network Nbc il 22 settembre del 1994. Andò avanti per dieci stagioni fino al 6 maggio del 2004. Nonostante la fine della produzione da circa dieci anni, Ross, Chandler, Joey, Rachel, Monica e Phoebe, al secolo David Schwimmer, Matthew Perry, Matt LeBlanc, Jennifer Aniston, Courteney Cox e Lisa Kudrow, restano i sei amici di Manhattan le cui vicende si svolgono tra la caffetteria Central Perk dove Rachel lavora come cameriera, l’appartamento di Monica e Rachel, situato a West Village, oppure quello di Joey e Chandler, che si trova di fronte.Per celebrare l’anniversario New York non si è risparmiata in fatto di iniziative. Il 7 settembre è stato inaugurato un pop up store a tema a Soho. Resterà aperto per un mese e offrirà sia un’esperienza a 365 gradi della serie con il riallestimento del set sia un punto vendita per gadget. La Lego invece ha pensato di ricreare Central Perk in mattoncini. Il set che riproduce la caffetteria a New York luogo d’incontro dei personaggi è composto da oltre mille pezzi e comprende anche miniature di Ross, Rachel, Chandler, Monica, Joey, Phoebe e Gunther. Chi acquista il set potrà anche ricreare il palcoscenico dove Phoebe Buffay (Lisa Kudrow) eseguì le sue canzoni alla chitarra e dove Ross Geller (David Schwimmer) suonò una volta la tastiera. Nel scatola c’è inoltre una macchina per il caffè, un barattolo con biscotti e altri elementi e pezzi d’arredamento. In arrivo anche una linea di abbigliamento a tema. Sarà in vendita da Target. Tra i capi una maglia con cappuccio con la scritta ‘Pivot’, che richiama una delle scene (Fai perno!, ndr) più comiche della serie quando Ross e Rachel decidono di comprare un divano ma per risparmiare decidono di rinunciare all’aiuto dei facchini per trasportarlo nel loro appartamento senza ascensore. In vendita anche una t-shirt con la scritta ‘You’re My Lobster’ che richiama la scena in cui Phoebe spiega a Ross la famosa teoria delle aragoste, sottolineando come siano animali che si incontrano e si scelgono per la vita. ‘Lei è la tua aragosta’ riferendosi a Rachel.Uno dei momenti più attesi sarà un appuntamento cinematografico quando Friends sarà in sala con un titolo speciale ‘Friends 25th: The One With The Anniversary’. Per tre giorni, il 22 e 28 settembre e il 2 ottobre, la sitcom sarà proiettata in oltre mille teatri in tutti gli Stati Uniti. Ognuna delle tre serate presenterà quattro diversi episodi comprensivi anche di contenuti inediti ed interviste esclusive. Gli episodi saranno in alta definizione.

A Napoli in mostra le opere di MiròDal 25 settembre ottanta capolavori al museo Pan

NAPOLI17 settembre 201913:12

– Ottanta opere di Joan Mirò provenienti dalla collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto, a partire dal prossimo 25 settembre, rappresenteranno il cuore della mostra al PAN Palazzo delle Arti Napoli: “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”, tra le esposizioni più importanti della stagione autunnale napoletana.
Le opere, inserite nel percorso espositivo curato da Robert Lubar Messeri, professore di storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, sotto la preziosa guida di Francesca Villanti, direttore scientifico di C.O.R, ripercorreranno più di sei decenni di attività creativa, dal 1924 al 1981, in cui Miró sviluppa un linguaggio formale che trasforma l’arte del XX secolo. Un’opera del 1924, Ballerina, che aprirà il percorso dell’esposizione, permetterà di iniziare a conoscere lo straordinario talento dell’artista catalano.
L’opera mostra l’inizio dell’iter che Miró ha intrapreso per arrivare al maturo linguaggio dei segni: una linea sostituisce il corpo della ballerina, un semicerchio in alto la testa ed è così che Miró avvia il processo di riduzione e semplificazione della figura.
Il percorso espositivo condurrà fino alle opere degli anni ’80. In questi ultimi lavori figura e sfondo, segno, superficie e supporto sono equilibrati a tal punto che sembrano dei semplici frammenti di oggetti. La figura si fonde con il suo supporto. Ne è esempio l’opera Senza titolo del 1981 che rappresenta al meglio questa trasformazione. Il progetto è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con il supporto del Ministero della Cultura portoghese, il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo in Italia e organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Vent’anni fa l’uscita in Italia di ‘Tutto su mia madre’Il film capolavoro di Almodovar nelle sale italiane il 17 settembre 1999

17 settembre 201913:30

Vent’anni fa, il 19 settembre 1999, usciva nelle sale italiane il film capolavoro di Pedro Almodovar ‘Tutto su mia madre’. La commovente storia racconta di Manuela, madre di un figlio di diciassette anni che muore travolto dalla macchina su cui viaggia una famosa attrice impegnata nella pièce ‘Un tram che si chiama desiderio’.Manuela decide di trovare il padre del ragazzo che vive a Barcellona ed è diventato Lola, un travestito. La donna incontra Agrado, altro travestito, che fa la vita e conosce anche l’attrice indiretta responsabile della morte del figlio.

Iconica, quando Torino era capitale modaUn percorso tra gli atelier storici, con abiti e bozzetti

TORINO17 settembre 201914:03

– Abiti, bozzetti, immagini che raccontano la storia inedita che ha consacrato Torino capitale della moda. Una città che pullulava di piccole sartorie e grandi atelier: da Sanlorenzo alla Naide, sopra il caffè Platti, dove si poteva incontrare Marella Agnelli, alle sorelle Cappa in via Pietro Micca. Torna dal 19 al 23 settembre Iconica, format nato con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle storie di personaggi diventati icone del nostro tempo: dalla moda all’arte, dalla letteratura alla musica, dal cinema al design.
Il tema della seconda edizione – realizzata col patrocinio di Regione Piemonte, Camera di Commercio e Città di Torino, sponsor Azimut – è ‘Atelier. Torino artefice dell’eleganza’. La mostra, a ingresso gratuito, si svolge in otto sale di Palazzo Chiablese che hanno ospitato Paolina Bonaparte e la regina Margherita di Savoia: si potranno ammirare 32 manichini con abiti iconici, ma anche un importante nucleo – mai esposto prima – di schizzi originali di cappelli della modista Pina Cerrato.

Dopo 20 anni torna Giochi senza frontiereIlary Blasi, vorrei riunire famiglie davanti al piccolo schermo

17 settembre 201919:39

– Sei nazioni in gara, trenta squadre, trecento concorrenti, un solo Paese vincitore, nessun premio. Obiettivo giocare, divertirsi, far divertire e magari riunire le famiglie almeno una volta alla settimana, davanti al televisore, come succedeva una volta quando c’erano programmi che in casa piacevano a tutti, dai bambini ai vecchi nonni. ‘Giochi senza frontiere’, cult della televisione italiana ed europea, in onda dal 1965 fino al 1999 per 30 edizioni, torna, si chiama ‘Eurogames’ ed andrà in onda dal 19 settembre il giovedì in prima serata su Canale 5, con una produzione firmata da Nonpanic Banijay, in stile kolossal che ha trasformato Cinecittà World nel Circo Massimo.”E’ il formato storico, originale, che in 30 anni di vita ha avuto 5 miliardi di telespettatori in tutta Europa con ascolti altissimi – ha detto il direttore della rete Mediaset Gancarlo Scheri -. Abbiamo deciso di rinnovarlo e riproporlo mantenendo l’atmosfera meravigliosa che ci ricordiamo e vorrei anche allontanare ogni pensiero che ci sia qualcosa di politico dietro tutto questo”. La sfida sarà in ogni puntata tra diverse città dei Paesi concorrenti (Italia, Spagna, Russia, Grecia, Germania e Polonia), le cui squadre si cimenteranno in varie prove, dalla palla trasparente nella quale i giocatori dovranno correre, alla scalata di una parte inclinata. Nel ruolo di telecronisti Ilary Blasi e Alvin, mentre supervisore dei sei arbitri sarà Jury Chechi, ex ginnasta. “Rappresenta la nostra infanzia, e questo programma l’ho voluto fortemente io – ha detto Ilary – In questa televisione di arringhe e litigate mi piaceva riportare una tv degli anni ’80, ’90, quella con la quale sono cresciuta e che oggi può sembrare obsoleta, quasi antica, ma che io invece trovo moderna”.”Mi piaceva l’idea di riportare la famiglia italiana davanti alla televisione, si è persa un po’ questa abitudine – ha aggiunto -. Io vedo i miei figli, la loro generazione, che sono un po’ lontani dalla tv, magari guardano le serie, YouTube, e quindi questo è un programma talmente trasversale che potrebbe diventare un appuntamento fisso durante la settimana, ci si riunisce a guardare la tv, come una volta”. “Penso che i bambini non guardino troppo la tv perché non trovano qualcosa di interessante per loro”, ha detto ancora e, rispondendo a una domanda se è lei a porre dei limiti, ha aggiunto: “No assolutamente, sono loro che di spontanea volontà non si avvicinano proprio alla televisione, ovviamente parlo dei miei figli”. “Ci piaceva riportare la leggerezza che tanto ci piace, la leggerezza è un muscolo che si è un po’ impigrito in questi anni”, ha aggiunto Alvin. Eurogames andrà in onda nei vari Paesi europei, ma non contemporaneamente: la prima sarà l’Italia, l’ultima che l’ha messa in programmazione la Grecia, per l’inverno prossimo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Laurea honoris causa ad Alberto Angela
Conferita dall’Università del Piemonte Orientale a Vercelli

VERCELLI17 settembre 201914:42

– “La filosofia è l’amore per la conoscenza, ed è un grande mare in cui noi ricercatori spieghiamo le vele: il nostro ruolo è di portare la conoscenza a chi è rimasto in porto”. Così il noto divulgatore scientifico e presentatore televisivo Alberto Angela al Teatro Civico di Vercelli durante la cerimonia di conferimento della laurea magistrale honoris causa in Filosofia da parte dell’Università del Piemonte Orientale.
Il titolo è stato consegnato al figlio di Piero Angela dal magnifico rettore Gian Carlo Avanzi “per il rigore scientifico e l’elevata qualità delle sue produzioni – si legge nelle motivazioni -, per l’efficacia dei risultati raggiunti”.
Alessandro Barbero, professore di Storia Medievale dell’Upo e amico di Angela, nella laudatio ha ripercorso le principali tappe della carriera del presentatore, all’esordio sabato 21 settembre in prima serata su Rai Uno con la nuova stagione di Ulisse.
“La conoscenza è come il pane: va condivisa”, dice Angela.
“E’ sempre importante offrire la conoscenza al pubblico, in un momento in cui il sapere è disponibile a tutti tramite televisione, radio e internet – conclude -. Bisogna però sapere aiutare le persone in questo viaggio, saper riassumere, spiegare e rendere accessibile le informazioni. Il divulgatore è quello che apre le porte, offre strumenti per capire le cose. Ed è fondamentale in un’epoca di fake news”.

Rosy Abate, torna serie con MicheliniLa seconda stagione su Canale 5, in cinque prime serate

17 settembre 201914:43

– Dopo aver ritrovato suo figlio, Rosy Abate ha passato gli ultimi sei anni in carcere. A seguito del successo della prima stagione, torna da mercoledì 18 settembre in prima serata su Canale 5, ‘Rosy Abate’ la seguitissima serie tv in cinque puntate prodotta da Taodue Film per Mediaset, che vede protagonista Giulia Michelini. Ma adesso che le porte del penitenziario di Palermo si stanno per aprire e può finalmente riabbracciarlo, la Rosy si trova davanti un Leonardo diverso da quello che ricordiamo: il bambino innocente di un tempo ha lasciato il posto a un ragazzo inquieto e tormentato che sembra sentire dentro di sé il richiamo del sangue degli Abate, la vocazione alla criminalità.
Quello di Rosy e Leonardo sarà un percorso fatto di ostacoli, rancori e vendette in cui madre e figlio dovranno imparare a conoscersi e a fidarsi l’uno dell’altra. Sullo sfondo di una Napoli mai raccontata, la nuova sfida di Rosy sarà quella di salvare suo figlio da un destino criminale che potrebbe costargli la vita Per farlo, la Regina di Palermo dovrà rimettersi in gioco e affrontare il nemico più insidioso che abbia incontrato finora: Antonio Costello, boss della camorra più invisibile e aristocratica, che Leonardo vede come il padre che non ha mai avuto. Riuscirà Rosy a salvare l’anima e la vita di Leonardo senza perdere le sue?

Sal Da Vinci, la mia Fabbrica dei SogniUn musical delle feste a Napoli, il ‘debutto’ al Columbus Day

NAPOLI17 settembre 201914:43

– E’ al lavoro su ‘La Fabbrica dei sogni’, si definisce “un operaio” del mestiere, che è quello di cantare i sentimenti, e questa volta Sal Da Vinci alla sua città vuole regalare un grande musical “come quelli americani”. E dal teatro la sua musica invaderà anche le strade. “Siamo già in fase di preparazione, si tratta di una produzione davvero importante che debutterà all’Augusteo a dicembre: vogliamo sia lo spettacolo per le feste di Natale e faremo un mese di repliche. Ci sarà anche una novità: prima che si alzi il sipario La nostra Fabbrica dei sogni sarà per le strade, con gli attori già in costumi di scena, sarà un ulteriore modo per coinvolgere il pubblico. E come ormai di tradizione saremo in cartellone anche a Capodanno”, racconta Sal da Vinci, reduce da una estate di piazze piene e concerti sold out e alla vigilia della sua ‘prima volta’ al Columbus Day. Scritto da Sal Da Vinci con Ciro Villano, protagonista femminile sarò Fatima Trotta.

La Little Italy di Sonia Leimer a NYCurata dal direttore del Man di Nuoro, nel 2020 sarà in Sardegna

NUORO17 settembre 201915:03

– Le politiche urbane di Little Italy a Manhattan e la trasformazione del quartiere newyorkese con l’arrivo dell’immigrazione sono i temi al centro delle opere dell’artista di Merano Sonia Leimer, nella mostra dal titolo “Via San Gennaro”, curata del direttore del Man di Nuoro Luigi Fassi e da Kari Conte.
La mostra sarà ospitata fino al 20 dicembre all’International Studio & Curatorial Program (Iscp) di New York e arriverà al museo nuorese nell’autunno del 2020. Via San Gennaro è un progetto in partnership con il Man ed è stato selezionato tra i vincitori della quarta edizione dell’Italian Council (2018), il concorso ideato dalla direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del ministero per i Beni Culturali per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Per questa mostra – spiega Fassi – Leimer presenta un nuovo ciclo di opere incentrato sulle politiche urbane di Little Italy a Manhattan, sviluppando una riflessione sulla trasformazione economica e culturale e sui flussi migratori che hanno investito il quartiere newyorkese. Siamo molto felici di aver collaborato con l’Iscp alla riuscita di questo progetto e di ospitarlo al Man l’anno prossimo. La mostra presenta installazioni video e sculture che testimoniano la ricerca di Leimer sullo spazio urbano, l’architettura ma anche una riflessione sul lavoro e la globalizzazione. Si affrontano i temi della gentrificazione e dell’immigrazione che hanno cambiato Little Italy e che ne costituiscono l’anima profonda.
Tutto questo grazie all’iniziativa voluta e ideata dalla direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Mibac”.
Lo spazio espositivo è racchiuso da due grandi sculture a parete composte da tessuti sovrapposti, mentre una seconda serie di opere prende forma dai rotoli di carta da 500 libbre utilizzati e lasciati lungo le strade di Chinatown dalle tipografie digitali, qui serigrafati con fotografie di Little Italy e Chinatown scattate da Leimer.

Villalta, Pordenonelegge festival poetiNella XX edizione grande spazio anche ad autori stranieri

PORDENONE17 settembre 201915:10

– “A Pordenone abbiamo una particolare passione per la poesia e per questa ragione nella 20/a edizione del Festival ce ne sarà tanta, ancora più del solito”, ha detto Gianmario Villalta, direttore artistico di Pordenonelegge, al via il 18/9. “Partiamo con alcuni appuntamenti molto attesi che riguardano poeti che stanno nel cuore di tutti noi a cominciare da Federico Tavan, che rimane una sorta di subcoscienza nostra e che intendiamo celebrare degnamente. C’è poi una quantità notevole di poeti italiani. Ci saranno i maggiori: Pusterla, Fiori, De Angelis, Cucchi. Grande rilievo anche a poeti stranieri che vengono da Scozia, Inghilterra, Turchia, Francia, a significare che Pordenonelegge è un posto in cui la poesia trova un suo punto di riferimento, prima di tutto in Italia, ma anche in Europa”. Infine “abbiamo addirittura una Libreria della poesia dove incontrarci – ha concluso – ma anche alcuni angoli caratteristici che saranno votati alla poesia, tra cui la suggestiva Loggia del municipio”.

Javier Cercas, la lettura è un piacere come il sessoScrittore spagnolo, nuovo libro parte da shock crisi catalana

17 settembre 201920:45

–  Leggere è prima di tutto “un grande piacere, come il sesso, e bisogna farlo capire ai giovani”. Lo dice Javier Cercas che il 18 settembre aprirà ‘Pordenonelegge’, la Festa del libro con gli autori, che festeggia vent’anni con oltre seicento ospiti, dal 18 al 22 settembre. L’autore de ‘I soldati di Salamina’, di ‘Anatomia di un istante’, parlerà al Teatro Verdi dei libri che ha amato e di come la letteratura sia una forma di conoscenza insostituibile.
“La letteratura è una cosa straordinaria. La lettura è una forma di conoscenza e libertà. Il romanzo parla di persone che sono capaci di dire no. E cos’altro è la libertà se non la capacità di dire ‘no’ quando tutti dicono ‘si’?. Don Chisciotte di Cervantes – per me il più grande romanzo mai scritto – dice assolutamente no alla vita noiosa, povera che vive e inventa un eroe per vivere davvero. E Madame Bovary di Flaubert parla della stessa cosa, di una donna che dice no a un uomo noioso, che non ama. La letteratura è una forma di ribellione contro la realtà, contro il potere, questo s’impara nei grandi romanzi. I giovani devono sapere questo, è essenziale. Se la letteratura è solo una cosa solenne, elitaria, che non ha una trascendenza personale, allora perchè leggere?” spiega in un perfetto italiano lo scrittore spagnolo che ha appena terminato il suo nuovo libro che in Spagna dovrebbe uscire il prossimo anno. L’ultimo pubblicato in Italia due anni fa è ‘Il sovrano delle ombre’.
“A me sono sempre piaciuti i libri facili da leggere ma difficili da capire. Quei romanzi che ogni volta che li leggi trovi delle cose nuove, dove la superficie è trasparente ma non c’è fondo. Una letteratura molto esigente e molto popolare” spiega ed è quello che ha cercato di fare nel suo nuovo libro che sarà pubblicato in Italia da Guanda, il suo editore nel nostro Paese. Top secret il titolo e la trama, sarà il romanzo in cui Cercas ha voluto “reinventarsi. Radicalmente diverso dai miei libri precedenti e radicalmente fedele. Ho avuto la sensazione che con l’ultimo libro avevo chiuso un cammino cominciato 20 anni fa con ‘I soldati di Salamina’. Il pericolo è di ripetersi e quando una necessità letteraria diventa una formula è la morte di uno scrittore” racconta. A rendere più facile questo rinnovamento è stato “lo shock della crisi catalana. Non sarà un libro su questo, apparentemente non ne parla se non pochissimo, ma il risultato di questa crisi personale e storica. Senza questo shock forse ci avrei messo più tempo a scriverlo. E’ come un sogno, come gli incubi. Sei vicino a un abisso, angosciato ma non soffri per quell’abisso, ma perchè sei preoccupato per tua madre, per tuo padre” spiega.
Cercas, 56 anni, che ha più volte detto che ci sono similitudine tra Brexit e crisi catalana torna a sottolineare che “l’origine di tutto non è diversa. Nel ’29 abbiamo avuto una crisi terribile che ha consolidato i totalitarismi in Occidente.
Oggi c’e’ una crisi generale, un movimento sismico che ha provocato il nazional-populismo. La storia non si ripete mai allo steso modo ma con maschere diverse perchè gli errori degli umani sono gli stessi. Il nazional-populismo è una maschera post-moderna del totalitarismo anni ’30. E questo nazional-populismo non è totalmente violento, utilizza la democrazia per distruggere la democrazia e lo fa in forme diverse. E’ fondamentale saperlo” afferma lo scrittore.
Nel rivalutare la “letteratura molto esigente e molto popolare”, Cercas dice che anche il Don Chisciotte “non era un libro intellettuale e che Shakespeare faceva una letteratura popolare. Forse poi il problema è stato che nell’ultimo secolo i grandi libri sono stati molto complessi come l’Ulisse di Joyce o Finnegans Wake che è un libro impossibile, non lo ho potuto leggere”. E aggiunge che la letteratura “è diversa da tutte le altre forme artistiche. Io amo molto il cinema e vedo le serie tv ma non credo che siano un nemico dei libri e non credo che l’ebook cambi nulla. Questa idea che l’immagine sostituisce la letteratura non la condivido”. Tra gli autori italiani preferiti lo scrittore spagnolo indica “Dino Buzzati, tra quelli un po’ dimenticati e considerati ingiustamente minori, Italo Calvino e Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa del quale il meraviglioso film di Luchino Visconti ha provocato una lettura sbagliata perchè nell’epilogo del libro si capisce che l’amore vero di Tancredi non era Angelica ma Concetta” dice alla vigilia dell’inaugurazione del Festival che vedrà anche la presenza del Premio Campiello 2019, Andrea Tarabbia e tra gli ospiti altri big della letteratura tra cui Tahar Ben Jelloun, Manuel Vilas, David Grossman e il Nobel Svetlana Aleksievic che riceverà il Premio FriulAdria.

Autunno al Mart, viaggio nel ‘900Da Duncan a Strozzi ad Artschwager, 12 progetti fino a novembre

17 settembre 201916:06

– Dalla rivoluzionaria e ribelle danzatrice Isadora Duncan alla poetica di Richard Artschwager, nella più ampia antologica a lui dedicata mai realizzata in Europa. E poi i due focus sul confronto tra Bernardo Strozzi e Yves Klein, e tra Gino Rossi e Arturo Martini, fino al trentino Gianni Pellegrini. Saranno le tante anime del ‘900 la linfa vitale della stagione autunnale del Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto che prenderà il via il 20 settembre per concludersi il 22 novembre. Con 12 appuntamenti da non perdere, tra grandi mostre, alcune prodotte in loco, approfondimenti, attività per le scuole, un nuovo corso si apre dunque per il Museo – dopo l’insediamento del cda e la rinnovata energia data dal neopresidente Vittorio Sgarbi – con l’obiettivo, annunciato oggi a Roma dal direttore Gianfranco Maraniello, di reagire alla flessione di pubblico degli ultimi anni facendo “vivere a chi viene in visita un’esperienza. Il Mart deve legarsi sempre più specificamente al territorio”.

Mika, ho fatto pace con il mio passatoIn intervista a Vanity Fair cantante svela segreti di famiglia

17 settembre 201916:07

– “Avevo sette anni. Mio padre, consulente finanziario, era stato preso in ostaggio in Kuwait. È tornato sette mesi dopo, cambiato: non riuscivamo più a chiamarlo papà, non lo riconoscevamo più”. Mika racconta a Vanity Fair, in edicola che gli dedica la copertina del numero in edicola da mercoledì 18 settembre, i segreti della sua famiglia. Quel trauma, rivela, coincise con il tracollo economico, con il trasferimento a Londra, con i suoi problemi (“su tutti la dislessia e poi l’espulsione da scuola”). In quella vicenda familiare ha individuato l’origine della sua crisi creativa esplosa quattro anni, oggi superata con l’arrivo del nuovo album My Name is Michael Holbrook, che porta il suo nome. “Volevo prendere le distanze da Mika. Non sapevo da che parte cominciare. Così mi sono detto che dovevo buttarmi verso l’ignoto, e per me l’ignoto è la famiglia di mio padre. Ho sentito il bisogno di difendere le mie radici e ho cominciato a scrivere: My Name is Michael Holbrook, I was born in 1983”.

Marco Polo di Wei apre Carlo FeliceOpera imponente in cinese con sovratitoli in italiano

GENOVA17 settembre 201916:07

– Riparte all’insegna della novità europea la stagione del Carlo Felice che apre il sipario domenica 29 settembre con ‘Marco Polo’ l’opera in tre atti, un prologo e un epilogo di Jin Wei su musiche del compositore tedesco Enjott Schneider con integrazioni del giovane artista cinese Shaosheng Li) che verrà proposta in coproduzione con la Guangzhou Opera House. Stamani il direttore artistico Giuseppe Acquaviva ha presentato la produzione, affiancato dagli artisti principali: il direttore d’orchestra Muhai Tang, la regista Jingfu Shi e il cast quasi tutto cinese, guidato dal tenore Giuseppe Talamo nei panni del grande esploratore veneziano.
“Marco Polo – ha detto Acquaviva – ha la struttura del grand-opéra estremamente impegnativa anche come scenografie e movimenti tanto che non siamo riusciti a trovare un altro teatro europeo con dimensioni tali da poter proporre la coproduzione”.

A Ligabue il Premio Bertoli 2019Riconoscimenti anche a Pfm, Raphael Gualazzi ed Enrico Nigiotti

MODENA17 settembre 201916:08

– Va a Luciano Ligabue l’edizione 2019 del Premio Pierangelo Bertoli dedicato al cantautore di Sassuolo scomparso 17 anni fa. Il riconoscimento – per artisti che abbiano inciso e pubblicato, nella loro carriera, più di 15 album – sarà consegnato il 18 ottobre al teatro Storchi di Modena. Premiati anche la Pfm (“In quasi 50 anni la band ha guadagnato un posto di rilievo sulla scena internazionale e continua a rappresentare un punto di riferimento”), Raphael Gualazzi (“Per la capacità di affrontare il percorso artistico in modo intellettualmente indipendente”) ed Enrico Nigiotti (“Ha saputo trattare nei suoi testi il tema dell’Amore sul piano universale”).
Il premio intitolato a Bertoli, con la direzione artistica del figlio Alberto e di Riccardo Benini, intende premiare i cantautori che, “come ha fatto Pierangelo, siano capaci di arrivare al cuore della gente, attraverso i contenuti dei loro testi in primis, l’impegno sociale e il non uniformarsi alle tendenze di pensiero e di moda attuali”.

A Mito un Philip Glass mai sentito in UeCommissione del festival, è suo primo brano per percussioni

17 settembre 201916:21

– E’ stato eseguito il 16 settembre al Festival MiTo in prima europea Perpetulum, nuova composizione di Philip Glass, che è anche il suo primo brano per percussioni.
Glass è forse il compositore contemporaneo più famoso al mondo e la prima esecuzione di un suo nuovo lavoro nella musica è un po’ come l’uscita dell’ultimo film Steven Spielberg per il cinema. E questo può spiegare l’interesse di pubblico che ha avuto al teatro Elfo Puccini di Milano il concerto dei Third Coast Percussion, quartetto di percussioni che ha eseguito in prima europea Perpetulum, che è una commissione congiunta di MiTo e di una serie di altre istituzioni. Per il pubblico si è trattato di una (bella) sorpresa.
Sorpresa è stata la complessità del brano pieno di suggestioni, ma anche l’intera performance dei Third Coast Percussion che hanno eseguito anche un altro brano di Glass (Madeira) e composizioni di Steve Reich, Devonté Hynes e Gavin Bryars. Ora replica a Torino e poi al Barbican Centre di Londra.

A Imola murales di Kobra celebra SennaStreet artist brasiliano al Museo multimediale dell’Autodromo

IMOLA (BOLOGNA)17 settembre 201916:42

– Lo street artist brasiliano Eduardo Kobra, famoso per i murales colorati che animano paesaggi urbani nel mondo e per il suo attivismo su temi come la guerra e il cambiamento climatico, ha iniziato a dipingere la facciata del Maicc, Museo Multimediale Autodromo di Imola Checco Costa, su cui sta realizzando un’opera dedicata ad Ayrton Senna. Dopo San Paolo e Rio De Janeiro, Kobra presenta così la sua terza opera nel mondo che celebra il pilota connazionale. Al termine dei lavori il murales rimarrà per sempre sulla facciata del Museo Multimediale, che fino al 30 novembre ospita la mostra ‘Ayrton Magico, l’anima oltre i limiti’.
A portare Kobra a Imola è stato il RestArt Urban Festival, festival di rigenerazione urbana dedicato a street art e urban culture, in programma all’Autodromo lo scorso weekend.
L’edizione 2019 si è conclusa proprio con l’avvio dei lavori dell’artista brasiliano che, accompagnato dal curatore di ‘Ayrton Magico’ Matteo Brusa, ha visitato la mostra dedicata a Senna.

Il Praemium Imperiale a Kentridge e MutterCon loro Hatoum, Tamasaburo e Williams-Tsien. Cerimonia il 16/10

17 settembre 201919:43

– Sono William Kentridge per la pittura, Mona Hatoum per la scultura, Tod Williams e Billie Tsien per l’architettura, la violinista Anne-Sophie Mutter per la musica, l’attore Bando Tamasaburo per lo spettacolo i vincitori 2019 del Praemium Imperiale per le arti, mentre la borsa di studio per giovani artisti è andata a Demos, programma di educazione musicale della Filarmonica di Parigi per bambini di aree rurali o periferiche. L’annuncio a Roma è stato fatto da Lamberto Dini, consigliere internazionale del Praemium, nato dal desiderio del principe Takamatsu (1905-1987) di promuovere la pace nel mondo attraverso le arti. La cerimonia di premiazione si terrà in forma solenne il 16 ottobre a Tokyo alla presenza del principe Hitachi, noto filantropo e zio dell’imperatore, con la consegna di 15 milioni di yen (oltre 120 mila euro) a ognuno dei vincitori.William Kentridge, nato nel 1955 in Sudafrica, dove risiede, è artista visuale ben noto in Italia, dove è arrivato per la prima volta a Roma nel 1996 con un particolare ‘Faust’, spettacolo di pupazzi sulla fine dell’apartheid, e più recentemente ha realizzato i grandi graffiti effimeri lungo i muraglioni del Tevere e ha poi firmato la regia della ‘Lulu’ all’Opera, dove nei giorni scorsi ha presentato la sua rivisitazione di un lavoro musicale di Calder. Lavora da anni sulle immagini e sul movimento, tra disegni animati e film di ombre, usando principalmente il carboncino e indagando la memoria in rapporto al tempo e alla mutabilità e instabilità delle cose, spesso aiutandosi con la suggestione della musica.Mona Hatoum è di origine palestinese e nata in Libano nel 1952, ma si è formata in Gran Bretagna dove vive, lavorando a comunicare i sentimenti del mondo conturbante e minaccioso in cui viviamo. Assieme a grandi installazioni che giocano sulla sensazione dell’intrappolamento, le opere che indagano instabilità e insicurezza d’oggi (e del mondo delle sue origini in particolare) spesso rendono minacciosi oggetti familiari e quotidiani, per far venire a galla ansie e paure. Sue grandi mostre si sono tenute al Centre Pompidou come alla Tate Gallery.Tod Williams, americano, classe 1943, e Billie Tsien, americana di origine cinese, sono una coppia di architetti nella vita e nel lavoro che operano cercando di realizzare edifici che abbiano a che fare con i loro ideali e un “tentativo di contribuire a un mondo migliore”, finendo per scegliere principalmente committenze pubbliche in cui esaltare i dati di appartenenza (a un mondo, una realtà, una cultura) e creare qualcosa che susciti stupore in chi vi entra, ma anche doni serenità e appaia non spiazzante. Loro edifici sono ormai in tutto il mondo e restano fondamentali lavori come il Neurosciences Institute in California e The Barnes Foundation a Filadelfia, mentre ora stanno progettando l’Obama Presidential Center a Chicago.Anne-Sophie Mutter, nata in Germania nel 1963, fu notata già tredicenne, quando von Karajan la chiamò per suonare con i Berliner e ne guidò per anni la crescita artistica, come poi accadde anche con André Previn. Oggi è considerata una delle violiniste più sensibili e raffinate, capace con la voce del suo Stradivari di dare profondità personale e nuova a ogni pezzo. Nel 1997 ha creato la Fondazione Mutter per scoprire e aiutare nuovi talenti, i migliori dei quali hanno dato vita nel 2011 all’ensemble Mutter’s Virtuosi. Bando Tamasaburo, nato a Tokyo nel 1950, allievo prediletto di attori mitici di Kabuki, è oggi considerato il più grande Onnagata, interprete specializzato nelle parti femminili, cui dà un’eleganza, una bellezza pare assolute ma unite sempre all’espressione profonda dello spirito dei personaggi. E’ ben noto anche in occidente per aver tra l’altro lavorato con Bejart, aver sedotto Andrzej Wajda che lo volle protagonista nel film e a teatro della sua Nastasja, aver ballato le suite per violoncello di Bach suonate da Yo Yo Ma.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Irlanda ciak serie Fate ispirata a Winx
Iginio Straffi (ceo Rainbow) tra produttori esecutivi serie

17 settembre 201917:04

– Ispirata al cartone animato italiano, la serie young, in sei episodi, racconta le avventure di cinque improbabili amiche che frequentano Alfea, il collegio di magia di Otherworld: al via in Irlanda le riprese di Fate: The Winx Saga. La serie live action Netflix è un adattamento live adult basato sulla popolare saga animata italiana Winx Club.
Brian Young (The Vampire Diaries) è lo showrunner, Judy Counihan e Kris Thykier di Archery Pictures (Riviera) sono i produttori esecutivi. Ma anche Iginio Straffi, ceo del Gruppo Rainbow (Winx Club, 44 Gatti) e creatore del brand italiano Winx Club, è produttore esecutivo della serie. Le protagoniste dovranno imparare a governare i propri poteri magici mentre affrontano l’amore, e i mostri che le minacciano. Nel cast Abigail Cowen (è Bloom), Hannah van der Westhuysen (Stella) Precious Mustapha (Aisha), Eliot Salt (Terra), Elisha Applebaum (Musa), Sadie Soverall (Beatrix), Freddie Thorp (Riven), Danny Griffin (Sky), Theo Graham (Dane) e Jacob Dudman (Sam).

Al Testoni 80 titoli per 40 anni BaraccaDedica speciale a Gianni Rodari per centenario nascita

BOLOGNA17 settembre 201917:23

– Festeggia 40 anni La Baracca, la cooperativa bolognese che dal ’95 risiede al Teatro Testoni, creatrice di spettacoli per bambini, bambine e ragazzi da uno a 20 anni e oltre, e lo fa presentando un cartellone di 80 titoli.
Nella passata stagione il Testoni ha registrato circa 50mila spettatori e più di 8mila abbonati portando all’estero (Europa, Africa e Asia) ben 129 rappresentazioni.
A pochi mesi dal centenario della nascita di Gianni Rodari, uno dei massimi inventori di storie e filastrocche per bambini, il cartellone creato da Bruno Cappagli, oltre a ricordare l’illustre pedagogo, si rivolge come di consueto anche alle famiglie coinvolgendo molte altre istituzioni del territorio, a partire da Arte e Salute Ragazzi, Sala Borsa Ragazzi e Teatro Arcobaleno, e compagnie ospiti. Con storie e spettacoli di prosa, danza contemporanea, teatro di narrazione e teatro delle ombre toccando le tematiche dell’ambiente, quelle delle migrazioni e dei diritti civili.
Si comincia il prossimo 19 settembre con Le notti di Anima Mundi, racconto sulla varietà e la ricchezza della vita sul nostro pianeta, e si prosegue con riletture del Pinocchio, sulla storia di Bologna ai tempi del fascismo, le Quattro stagioni, o con le storie che possono nascere dagli attrezzi di un banco di lavoro. Tra le tante produzioni realizzate proprio da La Baracca, sette quelle nuove, a febbraio e marzo si terrà il consueto festival internazionale per la prima infanzia Visioni di futuro, visioni di teatro. A Natale, invece, si fa festa con Il meraviglioso Mago di Oz.
Abbonamenti, singoli biglietti e iscrizioni ai laboratori teatrali su http://www.testoniragazzi.it

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Novecento e metafisica, omaggio a Ram
A Firenze esposte opere Ruggero Michahelles, fratello di Thayaht

FIRENZE17 settembre 201917:35

– Sculture, disegni, collage e dipinti, in tutto 34 opere, alcune esposte per la prima volta, che spaziano dai primi anni Venti fino alla seconda metà degli anni Sessanta, per raccontare Ruggero Alfredo Michahelles, in arte Ram (Firenze, 1898-1976), poliedrico artista e intellettuale cosmopolita, attivo come pittore, scultore, illustratore, graphic designer e incisore. Anche fratello di Ernesto, in arte Thayaht. E’ ‘Ram – Tra Novecento e Metafisica.
La natura ricreata’, prima monografica a Firenze dedicata ad uno tra gli artisti fiorentini più importanti della prima metà del Novecento, ospitata dal 19 settembre al 7 dicembre alla Galleria Frascione. A cura di Susanna Ragionieri, la mostra è inserita nel calendario degli eventi della Florence Art Week che si terrà in occasione della 31/a Biennale internazionale dell’Antiquariato di Firenze.
La mostra, spiegano gli organizzatori, illustra il percorso compiuto da Ram, dalle influenze iniziali dello stilismo di Dominique Ingres compenetrate dai riflessi “tra fiammingo e caravaggesco” delle opere italiane studiate nei musei. Emerge poi con forza la sua personale esperienza “neo-metafisica”, in cui “entrano in gioco tangenze con gli ‘Italiens de Paris’: Alberto Magnelli, Mario Tozzi, Renato Paresce e soprattutto Giorgio de Chirico”. Il tema della “natura ricreata” attraverso l’indagine di una bellezza pura e trascendente resta alla base di una serie di ritratti che giungono a toccare gli anni Quaranta e si va rafforzando anche nel decennio successivo.
Rappresentativo della produzione del pieno dopoguerra è il ciclo degli acrobati e dei saltimbanchi che vanno a dialogare con le lontane radici del Picasso blu e rosa. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, “Ram si orienta verso il mondo astraente delle forme, dei nudi frammento e dell’illuminazione in un puro e libero gioco di ritmi, colore e luce compiuto sull’orlo dell’assoluto”.

Alberto Urso, arriva il nuovo singolo’E poi ti penti’ anticipa l’album in uscita in autunno

17 settembre 201917:46

– Tornano la voce e il talento del tenore e polistrumentista Alberto Urso che, dopo il successo del primo album “Solo”, venerdì 20 settembre pubblica il nuovo singolo “E poi ti penti”. Il brano, in radio e negli store digitali, fa da apripista del nuovo album in uscita in autunno. La ballad racconta un amore per una donna già impegnata sentimentalmente che, pur non riuscendo a condividere questo slancio, lo vive con intensità. Autore del pezzo Kekko Silvestre.
A settembre l’artista inizia anche la sua avventura live (concerti prodotti e organizzati da Friends & Partners) accompagnato dall’orchestra. La prima data del “Solo Live” è a Roma il 29 settembre, all’Auditorium Parco Della Musica; poi il 4 ottobre al Teatro degli Arcimboldi a Milano, il 17 al Teatro Augusteo di Napoli, il 19 al Teatro Metropolitan di Catania, il 22 al Teatro Team di Bari, il 25 al Teatro Colosseo di Torino, il 27 al Teatro Verdi di Firenze, il 28 al Teatro Europauditorium di Bologna e il 30 al Dis_Play Brixia Forum di Brescia.

Inge Feltrinelli a un anno dalla morteFeste e reading musicali nelle sue librerie da Milano a Palermo

17 settembre 201918:11

– Inge Feltrinelli viene ricordata a un anno dalla morte, avvenuta a 87 anni il 20 settembre 2018, con una serata di festa, di danze brillanti e reading in musica dei romanzi dai lei più amati, da ‘Il diario di Jane Somers’ di Doris Lessing a ‘Gatto e topo’ di Gunter Grass. L’appuntamento è venerdì 20 settembre alle librerie la Feltrinelli di Milano, Roma, Bologna, Napoli e Palermo a partire dalle 18.00.
A laFeltrinelli di Milano, piazza Duomo, si festeggia con Canada di Richard Ford con Daria Bignardi. La serata continuerà poi a laFeltrinelli di viale Pasubio. A laFeltrinelli di Roma, Largo di Torre Argentina, sarà di scena Sotto il vulcano di Malcolm Lowry con Elena Stancanelli e Luigi Lo Cascio mentre a quella di Napoli, in piazza dei Martiri, Gatto e Topo di Gunter Grass con Diego De Silva. A Bologna, in piazza Ravegnana, ecco Il diario di Jane Somers di Doris Lessing con Silvia Avallone e a Palermo, via Cavour, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa con Salvatore Ferlita e Carmelo Galati. “I libri sono tutto, i libri sono la vita” diceva Inge Schoenthal Feltrinelli: nata in Germania il 24 novembre 1930, figlia di ebrei tedeschi, aveva uno sguardo naturalmente internazionale che ha portato nell’editoria italiana.

“A Matera sinagoga più antica d’Europa”Nella grotta, scoperta dieci anni fa, la visita di due rabbini

MATERA17 settembre 201918:32

– “Segni inequivocabili” di quella che potrebbe essere “la sinagoga più antica d’Europa, risalente a prima della nascita di Cristo”, in una grotta del Sasso Caveoso di Matera – Capitale europea della cultura 2019 – sono stati “riconosciuti” da due rabbini, Bruno Fiszon e Herschel Gluck, in città per partecipare a “Pax Mater”, iniziativa organizzata dalla fondazione “Città della Pace”, animata da Betty Williams, Premio Nobel per la pace nel 1976.
Fiszon e Gluck hanno visitato la grotta insieme al sindaco di Matera, Raffaello De Ruggiero: il luogo fu scoperto dieci anni fa da un artista materano, Donato Rizzi, che lo sta studiando.

Scoperta a Paestum testa in travertinoZuchtriegel, per il parco un’estate da ricordare

CAPACCIO17 settembre 201919:06

– CAPACCIO-PAESTUM (SALERNO)

– Scoperta una testa in travertino a Paestum: è la prima del genere rinvenuta nell’area archeologica dell’antica Poseidonia. Il ritrovamento è stato effettuato dagli archeologi dell’università tedesca di Bochum, impegnati in una campagna di scavo in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum su concessione del Mibac.
“Un’estate che ricorderemo per molto tempo”, commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Prima, a giugno, la scoperta di un tempio del V secolo a.C.; poi, qualche giorno fa, la scoperta di un frammento di scultura arcaica nel santuario di Athena; ora questo importante ritrovamento”.
La testa, che ha dimensioni pari al vero, potrebbe aver fatto parte di una decorazione frontonale di un tempio o di una statua e dovrebbe risalire alla prima metà del VI secolo. Unico esempio del genere mai rinvenuto a Paestum, potrebbe appartenere alla prima generazione di scultura monumentale attestata in Grecia e nell’Italia del Sud.

Videocittà da videomapping a digitaleTanti eventi a Roma dal 20 settembre a dicembre

17 settembre 201919:51

– Video talk e video art, mostre immersive (Claude Monet – Van Gogh The Immersive Experience), spettacoli dal vivo come lo show di Alex Braga con Boosta dei Subsonica, gli eventi di videomapping che ridisegneranno l’architettura urbana, dal Pantheon al Palazzo dell’Eni all’Eur.
Sono fra gli appuntamenti della seconda edizione di Videocittà, il Festival della Visione che dopo i 180mila spettatori dell’edizione inaugurale torna in versione ‘large’, dal 20 settembre a dicembre. Quartiere generale è l’ex caserma di via Guido Reni.
“Il nostro obiettivo è far dialogare il cinema con le altre realtà trasformative dell’immagine in movimento” spiega Francesco Rutelli, ideatore di Videocittà e presidente dell’Anica. Tra i temi al centro di quest’anno anche i deepfake, cioè “le manipolazioni digitali più deformative dell’identità” (attraverso la sovrapposizione e lo stravolgimento dell’immagine del volto e la voce di una persona, ndr).

Chiara Ferragni, vita, post e instagram in un docu32 anni, 17 mln follower e 80 dipendenti ma la sorpresa è Fedez

18 settembre 201912:52

32 anni, 17 milioni di follower, imprenditrice digitale con 80 dipendenti, prima influencer al mondo secondo le classifiche di Forbes, un ‘caso’ studiato alla business University di Harvard, tutto questo è Chiara Ferragni.
La sua vita è in un documentario, decisamente autocelebrativo, ‘Chiara Ferragni Unposted’ diretto da Elisa Amoruso, che dopo la premiere a Venezia 76 è evento in sala il 17-18-19 settembre distribuito da 01.
Il documentario mostra l’ascesa della Ferragni, cresciuta con naturalezza a favore di telecamera grazie alla passione della madre per i filmini amatoriali con cui documentava vacanze familiari e imprese della figlia, la sua spontaneità nella condivisione della sua vita con i follower, le prove per il matrimonio con Fedez, la sua vita privata raccontata nei dettagli (inclusi i fatti più intimi, i problemi della gravidanza ad esempio) anche ora che ha un figlio, Leone, mostrato pure lui senza filtri. Nonostante il titolo Unposted, è tutto abbastanza noto ma una sorpresa in realtà c’è ed è anche molto divertente: Fedez che si rivela simpatico e grandemente ironico a smontare la moglie perfettina.
“Raccontare ad altri me stessa all’inizio mi ha spaventato: non ero abituata a non avere il controllo, visto che da quando ho 16 anni che posto le mie cose, prima sul blog ora su Instagram. Poi mi sono trovata in sintonia con Elisa Amoruso, è riuscita a farmi scoprire parti di me che non conoscevo, farmi capire ad esempio ancora di più l’importanza che ha avuto mia madre nell’essere chi sono adesso”, ha detto la Ferragni.
Da Unposted vorrebbe che uscisse “un messaggio positivo che emerge dalla mia storia: siate determinate a realizzare i vostri sogni. Sono felice di essere fonte di ispirazione e nel documentario forse si capisce meglio perche'”. Nel film si vede una Ferragni sempre proiettata alla perfezione, al controllo, “una persona super positiva” con grandi doti comunicative e con un dialogo continuo con i suoi follower: “leggo tutti i loro messaggi, commenti, faccio continuamente sondaggi chiedendo consigli, anche con loro supero le difficoltà”. E’ amatissima, specie dalle adolescenti che la vedono come un modello femminile di successo, ma anche oggetto di critiche, di bodyshaming (dalla taglia del seno alla forma dei piedi) e persino di cyber hate, l’odio digitale. “Ho un carattere forte, specie all’inizio mi hanno fatto molto male i commenti cattivi, gratuiti, distruttivi. Mi hanno fatto dubitare di me, del percorso che stavo facendo, ora è più facile fregarsene, ma proprio per questo ci tengo ad essere un esempio contro i leoni da tastiera e presto dedicherò energia su questo”, aggiunge. Il suo bimbo, Leone, un anno e 5 mesi era su Instagram prima ancora di nascere, e per questo è stata molto criticata. “E’ figlio di due persone celebri, raccontare di Leo, della nostra felicità familiare ci sembra la cosa più naturale e trasparente. Anche qui vedo un messaggio positivo. Quando ero piccola mia madre filmava tutto, oggi accade ma sui social, è un cambiamento culturale e di linguaggio. La privacy oggi è un concetto strano, diverso da prima, per me la condivisione è la cosa fondamentale.
Sono un libro aperto e non faccio fatica a mostrarmi perché so di essere una brava persona: nei social o nel reale sono la stessa persona e cerco sempre di migliorare, pensare a me in terza persona, alla ‘Chiara che vorrei'”.

Reggio Emilia ricorda Gaetano ChiericiDal 19 al 21 settembre oltre 80 comunicazioni di studiosi

REGGIO EMILIA18 settembre 201910:57

– Tre sessioni, oltre 80 comunicazioni di scienziati provenienti da Italia e altre nazioni europee in rappresentanza di atenei, musei, biblioteche, istituti culturali compongono il programma del convegno che dal 19 al 21 settembre a Reggio Emilia celebra, a 200 anni dalla nascita, la figura di Gaetano Chierici, padre fondatore degli studi preistorici in Italia e creatore di un museo che costituisce una delle eccellenze del sistema museale regionale.
Il consesso scientifico intende portare l’attenzione sulla figura di Chierici quale scienziato europeo pienamente inserito nel dibattito culturale del suo tempo, ma anche sul museologo che è stato in grado di concepire e realizzare un museo pilota.
In programma relazioni, presentazioni di poster, dibattiti, che approfondiranno aspetti della vita, interessi e attività scientifica di uno studioso che già in vita fu considerato un maestro dai suoi contemporanei e il cui magistero costituisce il fondamento di chi oggi si occupa di studi preistorici.

Reggia Caserta, aperti appartamenti ‘700Sarà possibile ammirare artisti più rappresentativi due secoli

CASERTA18 settembre 201911:33

– Gli appartamenti del Settecento tornano ad incantare i visitatori della Reggia di Caserta. A seguito dell’inaugurazione, avvenuta lunedì 16 settembre, della mostra “Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario collezionista alla Reggia”, organizzata dalla Lampronti Gallery, un’ampia sezione delle sale degli Appartamenti del Settecento tornerà da oggi accessibile al grande pubblico. Al costo ordinario del biglietto di ingresso sarà, dunque, possibile ammirare le opere di alcuni degli artisti più rappresentativi del Seicento e del Settecento, nonché il Porto di Salerno di Jakob Philipp Hackert, che completa la serie delle Vedute dei Porti del Regno realizzata per il re Ferdinando IV di Borbone.
Riaperte anche le sale della collezione di Hackert e una parte di quelle della Pinacoteca. La Reggia di Caserta ha, inoltre, disposto di ripristinare gli orari di apertura del Teatro di Corte. Il gioiello del monumento vanvitelliano è visitabile, dal venerdì alla domenica, a cura dei volontari del Touring Club.

A teatro, Micol e Adriano di AlbertazziMilo Rau e l’Orestea, Bergamasco e Fernanda Wittgens

18 settembre 201911:58

– ”Frammenti di memorie di Adriano”, tra la Yourcenar e Albertazzi, Maurizio Scaparro e il nuovo interprete Pino Micol, ad aprire 72/o Ciclo di spettacoli classici all’Olimpico di Vicenza, e ”Giulio Cesare” di Shakespeare secondo Daniele Salvo, a Roma; Sonia Bergamasco con l’infaticabile impegno della studiosa Fernanda Wittgens ne ”Il miracolo della cena” a Milano e ”I guardiani” di Maurizio De Giovanni a Napoli; ”Orestes In Mosul”, ispirato a Eschilo, per la star della regia Milo Rau e Ivano Marescotti con i suoi ”Fatti veri”, entrambi ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Il 20/11 si aggiudica XX/mo Premio CairoTra i 10 artisti italiani e i 10 stranieri selezionati

18 settembre 201912:40

– Sarà aggiudicato il 20 novembre prossimo al Palazzo Reale di Milano il ventesimo Premio Cairo: la giuria incaricata di valutare le opere realizzate ad hoc, sceglierà il vincitore tra i 10 artisti italiani e 10 stranieri selezionati dalla redazione di ARTE, il mensile di Cairo Editore diretto da Michele Bonuomo. La giuria di esperti è presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo di Torino ed è composta da: Mariolina Bassetti, presidente Christie’s Italia; Gabriella Belli, direttore Fondazione MUVE, Musei Civici di Venezia; Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia; Andrea Viliani, direttore MADRE, Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli; Gianfranco Maraniello, direttore MART, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. A loro si unisce per la prima volta il maestro Emilio Isgrò, artista italiano tra i più noti a livello internazionale.
Sono 20 gli artisti under 40 tra cui sarà decretato il vincitore che, oltre ad aggiudicarsi il premio di 25mila euro, sarà protagonista della copertina e di un servizio dedicato nel numero di ARTE di gennaio 2020. Questi i candidati: Bea Bonafini, Guglielmo Castelli, Nataliya Chernakova, Emma Ciceri, Oscar I. Contreras Rojas, Giulia Dall’Olio, Nebojša Despotović, Irene Fenara, Gao Lan, Teresa Giannico, Délio Jasse, Kensuke Koike, Edson Luli, Andrea Martinucci, Ruben Montini, Maki Ochoa, Greta Pllana, Alessandro Scarabello, Namsal Siedlecki, Alessandro Teoldi.

Modelli 3D a Casa MorandiDal 25 settembre a Bologna progetto espositivo ‘Morandi-esque’

BOLOGNA18 settembre 201912:43

– L’universo poetico di Giorgio Morandi, con i suoi complessi equilibri compositivi, torna a ispirare il mondo del design contemporaneo. Nell’ambito della quinta edizione di Bologna Design Week, manifestazione dedicata alla cultura del design in partnership con il Salone della ceramica Cersaie che si terrà la prossima settimana a BolognaFiere, il Museo Morandi presenta dal 25 settembre all’1 dicembre nella sede di Casa Morandi (via Fondazza 36) il progetto espositivo ‘Morandi-esque’.
Nell’originale dimora atelier dove il maestro ha vissuto e lavorato dal 1910 al 1964 saranno esposti i modelli in 3D ispirati a nove sue nature morte. Lo sviluppo iniziale delle rappresentazioni è stato realizzato in forma di workshop dedicato alla relazione fra le tecniche architettoniche e l’arte di Morandi, ideato e condotto nel 2018 da Zaid Kashef Alghata, fondatore di House of ZKA, una piattaforma per la ricerca in architettura. La mostra è organizzata da Istituzione Bologna Musei-Museo Morandi.

Ali Smith, luce del pensiero che brillaLa scrittrice scozzese a Roma con ‘Inverno’

18 settembre 201912:51

– ALI SMITH, INVERNO (BIGSUR, PP 280, EURO 17,50). Teste che galleggiano e fantasmi accompagnano la storia raccontata da Ali Smith in ‘Inverno’ dove le atmosfere si fanno più scure, come la luce che si accorcia quando arriva Natale. “E’ al buio, nell’oscurità che si creano le storie di fantasmi. Questi sono tempi oscuri, bui, in cui sembra che ci venga chiesto di staccare la testa dal corpo, la mente dalla realtà concreta del mondo e della vita” dice Ali Smith, 57 anni, una delle voci più originali e influenti della letteratura britannica contemporanea, quattro volte finalista al Booker Prize e autrice di una tetralogia dedicata alle stagioni partita con ‘Autunno’, di cui ‘Inverno’ è il secondo volume.
“Questa della testa sospesa nell’aria galleggiante è un’idea che mi è venuta a sorpresa, dal nulla, come primo lampo di ispirazione e poi la ho seguita liberamente. ‘Inverno’ è un omaggio a tutte le storie fantastiche, visionarie, soprannaturali che si creano dal buio. Ci servono i visionari per farci uscire dall’oscurità. Dobbiamo cercare la luce del pensiero che brilla” dice la scrittrice, in questi giorni a Roma, autrice con ‘Autunno’ del primo romanzo post Brexit in cui ci ha raccontato che ad un certo punto le cose crollano. “Ci sono due questioni fondamentali del nostro tempo e tutto il resto è una distrazione. C’è un enorme movimento di persone, pare 160 milioni, in tutto il mondo che non riescono più a vivere nel posto in cui sono nate e si devono spostare e c’è un cambiamento climatico che spaventa. Con questo ci dobbiamo confrontare. Trump, la Brexit o la battaglia politica per chiudere le frontiere sono lotte di potere. E’ un momento in cui il fascismo ha rialzato la testa. Per questo dobbiamo dare il meglio di noi stessi, avere più immaginazione e riuscire a far funzionare meglio questo mondo. Credo che ci riusciremo.
L’umanità sbaglia, sbaglia ma alla fine impara e prende la via giusta” sottolinea la scrittrice. E spiega che Greta Thunberg “è il futuro e dobbiamo ascoltarla. Greta mi sembra una figura miracolosa, in senso arcaico” afferma la scrittrice che in ‘Primavera’, terzo volume della serie dedicata alle stagioni, in uscita in Italia nel 2020, ha raccontato un personaggio simile alla Thunberg. “In ‘Primavera ci sono due storie di disperazione: una è dovuta alla fine di un amore e di un certo tipo di vita e l’altra parla della mancanza di speranza data da certi sistemi pseudo carcerari come i centri in cui vengono tenuti gli immigrati clandestini in attesa di un rimpatrio che non si sa se ci sarà mai. Di fronte a questi due muri per trovare l’elemento di speranza ho pensato al Pericle di Shakespeare in cui di fronte a una situazione bloccata, arriva una ragazzina di 14 anni e la sua bontà è la caratteristica rivoluzionaria. Mette in luce da che parte stanno il bene e il male. Greta Thunberg per me è una figura di questo tipo” sottolinea la Smith. ‘Inverno’ si apre con tutte le cose morte come se per entrare in un nuovo tempo tutto dovesse morire. “Succede così nelle stagioni. In ‘Autunno’ le foglie cadono a terra e rendono più fertile il suolo. In ‘Inverno’, quando gli alberi sono completamente spogli, ci sono altre nuove foglie che da sotto spingono. C’è un ciclo di forza vitale continuo. C’è un’intelligenza interna della natura e del pianeta e questa è l’idea che c’è dietro al mio quartetto” dice la scrittrice che nei suoi libri ci ha sempre mostrato come per lei il linguaggio sia una chiave per capire il mondo. “Il linguaggio e’ il modo più complesso di leggere il mondo perché contiene dentro di se le cose non dette e la possibilità della verità e della menzogna” afferma la Smith e tra i libri preferiti cita le ‘Lezioni americane di Italo Calvino per il quale “il senso dello scrivere è dare una lingua anche alle cose che non ce l’hanno”.
In Inverno, pubblicato da Sur nella traduzione di Federica Aceto, ci troviamo durante le feste natalizie e in un tempo ristretto di tre giorni si consuma il confronto fra diverse sensibilità: Art raggiunge la madre Sophia in Cornovaglia con una finta fidanzata e nella villa arriva a sorpresa anche zia Iris. “Intrinseco al Natale è il tema dell’ospitalità. In questo cuore buio e pauroso della stagione fredda come essere ospitali con gli altri? Come tollerare le loro differenze, come accoglierli in un calore che duri almeno tre giorni?” sottolinea la Smith che proprio questo voleva raccontare.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Riveder le stelle, girato con cellulare
Il nuovo lavoro di Emanuele Caruso a marzo nelle sale

TORINO16 settembre 201913:19

– Arriverà a marzo 2020 nelle sale il film documentario ‘A riveder le stelle’ del giovane regista di Alba Emanuele Caruso. E’ stato girato, a impatto zero, in appena sette giorni nel mese di agosto con due iPhone di ultima generazione, in Val Granda, 152 km quadrati di natura selvaggia al confine tra il Piemonte e la Svizzera. Un lavoro sperimentale e originale, realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte doc Film Fund, con l’attore e alpinista Giuseppe Cederna e l’attrice Maya Sansa. Un gruppo di otto persone, compresa la troupe, con l’epidemiologo, esperto di sana alimentazione, Franco Berrino, che ha lavorato all’Istituto Nazionale Tumori di Milano.
“Ho immaginato di rivolgermi a un pubblico che vedrà questo film tra 100 o 200 anni e si chiederà come si siano potute fare certe scelte. E’ un tema abusato e non molto amato ma con il quale faremo i conti”, spiega Caruso il cui precedente film La Terra buona ha venduto 55.000 biglietti con un incasso superiore ai 310.000 euro.

The Irishman di Scorsese alla Festa di RomaIl 21 ottobre. Monda, è un grandissimo onore

16 settembre 201913:42

– The Irishman, l’atteso nuovo film di Martin Scorsese, sarà presentato lunedì 21 ottobre alla 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma (17-27 ottobre). Lo annunciano il direttore artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, direttore generale.
“La partecipazione alla Festa del Cinema di Roma di The Irishman rappresenta un grandissimo onore per me e per tutti coloro che lavorano alla Festa – sottolinea Monda -. È il film più atteso dell’anno e con un cast eccezionale: il fatto che questo gigante del cinema abbia scelto Roma segna ulteriormente quanto sia cresciuta la Festa in questi ultimi anni”.
The Irishman racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

La Grande Bellezza in Top 100 GuardianTra film più belli del secolo anche Moretti, Garrone, Guadagnino

16 settembre 201919:35

– La Grande Bellezza è il primo film italiano nella top 100 dei migliori film del secolo stilata dal Guardian. Il film di Paolo Sorrentino, premiato dall’Oscar nel 2014, compare al 17esimo posto della prestigiosa lista. Tra i 100 film più belli del XXI secolo, secondo la testata inglese, ci sono anche La stanza del figlio di Nanni Moretti (83 esimo) Gomorra di Matteo Garrone (88) e Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (95). Primo della lista dei migliori lungometraggi del secolo, secondo il Guardian è Il Petroliere, film del 2007 diretto da Paul Thomas Anderson, con Daniel Day- Lewis. Al secondo posto 12 anni schiavo di Steve McQueen del 2013 con la vera storia dello schiavo Solomon Northup. Al terzo Boyhood (2014) di Richard Linklater con Ethan Hawke e Patricia Arquette.

Marchioni e D’Amore migranti on the roadIn sala ‘Drive me home’ opera prima di Simone Catania

17 settembre 201919:45

– Un viaggio on the road attraverso l’Europa per tornare poi a casa, nell’amata Sicilia. A compiere questo viaggio in ‘Drive me home’ di Simone Catania, passato alla 36/ma edizione del Torino Film Festival e ora in sala dal 26 settembre con Europictures Indyca, due attori che vengono da Gomorra e da Romanzo criminale, un inedito Marco D’Amore, vistosa parrucca bionda e tendenze omosessuali, e Vinicio Marchioni cameriere a Londra pur di sfuggire alla noia del suo paesino.Prodotto da Inthelfim, Indyca con Rai Cinema nel film i due i principali protagonisti: Antonio, detto Tino (Marchioni), e Agostino (D’Amore) sono cresciuti insieme in un piccolo paesino siciliano con tanta voglia di fuggire. Oggi trentenni, vivono entrambi all’estero, ma non si vedono né si sentono da ben 15 anni. Quando Antonio scopre che la sua amata casa natia, abbandonata da tempo, sta per essere venduta all’asta, decide ancora con più forza di ritrovare il suo amico d’infanzia. E lo troverà su un enorme camion in giro per l’Europa, Agostino fa l’autotrasportatore, e passerà con lui alcuni giorni nel segno di un’amicizia forte unica e di una nostalgia, altrettanto forte e unica, per la terra che hanno abbandonato.Spiega Marco D’Amore: “È stato un viaggio complicato. Sono partito dalla solitudine che governa questi due uomini e dalla rottura del loro rapporto nell’infanzia. Per quanto riguarda il mio aspetto, parrucca con mèche e altro – aggiunge – , ci siamo divertiti a stravolgere la mia immagine iconografica. È importante capire – conclude – quanto le maschere aiutino un attore”. Per Vinicio Marchioni che in una sequenza scopre l’omosessualità di Tino quando lo vede baciarsi con passione con un altro uomo, ‘Drive me home’ “È una storia d’amore maschile, amicale, ma comunque una storia d’amore. Ed è anche – aggiunge – un viaggio metaforico alla ricerca di identità per riempire il vuoto che questi due personaggi hanno dentro”.Infine, Simone Catania, nato a Cantù nel 1980, alla sua opera prima spiega: “Il film racconta la storia di due amici per la pelle che si ritrovano dopo anni di silenzio. Sono giovani emigranti, insoddisfatti del posto in cui sono nati e cresciuti, e che per questo hanno scelto di vivere “altrove”. Rispetto all’emigrazione alla quale assistiamo oggi relativa ai paesi extra europei, i miei protagonisti Antonio e Agostino sono italiani, profondamente soli e, come tanti, hanno l’inevitabile desiderio di appartenere a una cultura diversa dalla propria. Sono – conclude – anime perse alla ricerca di un’ancora di salvezza, di un valore che la nostra generazione fa fatica a riconoscere: quello delle proprie origini”.

Ozon e lo scandalo dei preti pedofili arriva in salaPremio della giuria a Berlino, esce il 17 ottobre

17 settembre 201917:09

“Grazie a Dio”, di Francois Ozon, che ha portato alla Berlinale lo scandalo di circa 70 bambini abusati da un prete pedofilo, Bernard Preynat, sempre coperto dalla chiesa di Lione arriva in sala dal 17 ottobre. Philippe Barbarin è il cardinale che ha tentato di tenere la verità nascosta, per non subirne le conseguenze. Ma Ozon ha assicurato di essere molto più interessato alle vittime che al clero: “non volevo fare un film politico. Ma civile”. “E mi sono concentrato sulle vittime. Il mio obiettivo era mostrare quanto la parola abbia un effetto liberatorio, su chi ha subito gli abusi e sull’ambiente circostante”. “Grace a Dieu”, che ha conquistato il premio della giuria a Berlino, dà voce principalmente a tre uomini, Alexandre (Melvil Paupaud), Francois (Denis Menochet) ed Emmanuel (Swann Arlaud), che si confrontano con approcci molto diversi ai traumi subiti nell’infanzia, in un climax emotivo che quasi divide il film in altrettante sezioni, con ritmi e registri progressivamente più intensi. Alexandre, credente e logorato dal passato, padre di 5 figli, molto benestante, non ha mai rinnegato il sentimento religioso e tenta di far esplodere il caso all’interno della Chiesa, quando scopre che chi lo molestava da bambino è ancora in servizio, per giunta a contatto con dei ragazzini. Ne vorrebbe la destituzione, ma gli viene spiegato che non la otterrà mai, “resterà prete per sempre”, gli rispondono, “pregherò per lei”. Una posizione che lo induce a sporgere denuncia in tribunale. Il suo caso però è già in prescrizione, e quindi cerca altre vittime, che possano far avviare il processo. A questo punto il filo della storia passa a Francois, un tipo ben più sanguigno, che gestisce il caso puntando sul clamore mediatico. qui che nasce l’associazione “La Parole libérée”, cui si uniranno decine di altre vittime. Ma è la terza storia, quella di Emmanuel, a caricare il film di emotività, mostrando le conseguenze tangibili della pedofilia nella vita di una persona rimasta fragile, fra attacchi di epilessia, complessi sessuali, e violenti scontri con la compagna. Anche le famiglie giocano un ruolo importante: ci sono le colpe di genitori, che non hanno voluto vedere – la madre di Emmanuel non aveva mai indagato, quando il figlio le aveva raccontato di un bacio in bocca ricevuto dal prete – o che ancora temono gli effetti della ribalta della cronaca – come nel caso di Alexander. Fondamentale è l’appoggio dei partner. Ma rompere il silenzio è l’unica vera arma contro l’omertà, che caratterizza gli ambienti in cui si verificano violenze sui bambini: “l’80% avviene nelle famiglie, ma poi ci sono lo sport, la chiesa”, ha detto Ozon. “Chi ha subito violenza è in grado di parlarne in genere intorno ai 50-60 anni, quando si è costruito una famiglia, ha un lavoro. E per la giustizia a quel punto è troppo tardi”. La prescrizione, che prima scattava a 20 anni dai fatti, adesso ne prevede 30. Ma tre decenni per elaborare l’orrore e denunciarlo spesso non bastano.

I Thegiornalisti non esistono più, Tommaso Paradiso gela i fanL’annuncio a sorpresa del frontman a pochi giorni dal concerto della band al Circo Massimo

18 settembre 201909:50

“I Thegiornalisti per quel che mi riguarda non esistono più”. L’annuncio a sorpresa di Tommaso Paradiso, frontman del gruppo, arriva attraverso alcune storie su Instagram, a pochi giorni dal concerto della band al Circo Massimo. “Vi basti solo sapere che sono stato male”, scrive Paradiso. “Sono stati mesi molto difficili; sono stato in silenzio; volevo che il Circo Massimo fosse una grande festa e non un funerale”.”Tra qualche giorno uscirà una nuova canzone. Uscirà come Tommaso Paradiso. D’ora in poi tutto ciò che scriverò e canterò non sarà più dei Thegiornalisti ma sarà Tommaso Paradiso”, afferma il frontman del gruppo annunciando di fatto una carriera da solista. “E’ giusto che sia così. E’ stata una fantastica avventura che ci ha portato fino al Circo Massimo. Ma sapete meglio di me o come me che le storie nella maggior parte dei casi non sono eterne”, aggiunge. “Ho scritto e cantato ogni singola nota e ogni singola parola di tutto ciò che avete finora ascoltato. Continuerò a farlo come Tommaso Paradiso”, afferma ancora glissando sui motivi della rottura. “Sono stati, questi ultimi, mesi molto difficili; sono stato in silenzio; volevo che il Circo Massimo fosse una grande festa e non un funerale”. E ancora: “Per ora vi basti sapere che sono stato male. E per vivere bisogna stare bene, trovarsi in armonia, altrimenti un sogno può diventare un incubo”.Negli ultimi tempi si era parlato di tensioni all’interno della band, che si è imposta – soprattutto con gli album Completamente e Love e con il tormentone Riccione – come uno dei fenomeni pop più clamorosi degli ultimi anni della musica italiana. Dopo una lunga gavetta nei locali romani, Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera hanno inventato un suono sospeso tra cantautorato, Venditti, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Luca Carboni, gli Oasis e il più attuale sound elettronico pop, scalando le classifiche e diventando frequentatori abituali dei network radiofonici, inserendosi a pieno titolo in quella nuova scena indie che ha rivitalizzato la scena italiana.

Blitz anti tv pirata, stop a 5 milioni di utentiIndagini in tutta Europa, nel mirino le Iptv illegali

18 settembre 201910:21

La polizia, coordinata dalla procura della Repubblica di Roma e dalle Agenzie europee Eurojust ed Europol, sta eseguendo la più vasta operazione antipirateria mai condotta nel settore delle Iptv (web tv) illegali, che consentono di usufruire gratuitamente di canali satellitari a pagamento. L’operazione interessa numerosi Paesi europei: in Italia sono coinvolti 5 milioni di utenti, che saranno ora oscurati. Si tratta di un volume d’affari di 2 milioni di euro al mese.

La Guardia di Finanza ha sequestrato la nota piattaforma ‘Xstream Codes’ oscurando i circa 700 mila utenti che ne usufruivano. L’operazione delle Fiamme Gialle rientra nel maxi-blitz messo a segno questa mattina anche dalla polizia contro le iptv illegali, le webtv che ritrasmettono il segnale delle pay tv. Sono otto gli ordini europei di indagine nei confronti di una associazione a delinquere a carattere transnazionale emessi dalla Procura della Repubblica di Napoli sono eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria con numerose perquisizioni sul territorio nazionale per smantellare le centrali ed aggredire i rilevanti proventi illeciti.

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DALLE 13:53 DI SABATO 14 SETTEMBRE 2019

ALLE 11:46 DI LUNEDì 16 SETTEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Peggy Guggenheim “l’ultima Dogaressa”
Storia di una collezione d’arte del ‘900 attraverso 60 opere

VENEZIA14 settembre 2019 13:53

– Una collezione numericamente piccola, poco più di 300 opere, acquisite in 40 anni, “cogliendo l’attimo”, seguendo spesso l’istinto personale, anche se vicino aveva persone come Marcel Duchamp o il marito Max Ernst. Una raccolta, quella fatta da Peggy Guggenheim (1898-1979), “l’ultima Dogaressa” di Venezia, dove si trasferì nel 1948 fino alla morte, che però, a detta di Karole Vail, direttrice del museo-collezione in laguna che porta il nome della nonna, “ha qualcosa di miracoloso perché ci sono grandi nomi e opere dell’arte del ‘900”.
Una mostra centrata proprio sulla collezione, con attenzione alle acquisizioni dall’arrivo a Venezia in poi, dal 21 settembre al 27 gennaio 2020 a Ca’ Venier dei Leoni, sede del museo, celebrerà la vita veneziana della fondatrice, scandendo mostre ed eventi che hanno segnato quei trent’anni in laguna. Luogo da dove sapeva comunque cogliere lo spirito che attraversava l’arte in Europa e negli Usa, dall’Espressionismo astratto alla ricerca cinetica, ma anche in Oriente.

Piero Pelu’ e Gianna Fratta sposiCerimonia a Palazzo Vecchio, a unirli il sindaco Nardella

FIRENZE14 settembre 201917:42

Nozze oggi in Palazzo Vecchio per Piero Pelu’ e Gianna Fratta. Il cantante fiorentino, frontman della band rock Litfiba e la direttrice d’orchestra e pianista, si sono detti sì davanti al sindaco Dario Nardella che ha celebrato l’unione. I due sposi, 46 anni lei da poco compiuti e 57 lui, sono arrivati insieme in piazza della Signoria a bordo di una Alfa Romeo d’epoca. Sui social Pelù stamani ha anche postato una foto con scritto “Secondo voi vado bene per le lacrime di mia madre?” seguita da #lanellosimettequi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Senato & Cultura, omaggio a Napoli
Con Ranieri e Autieri. Casellati, anche racconto del sociale

14 settembre 201915:13

– Un omaggio a Napoli, dall’arte del presepe alla musica, dalla recitazione al sociale, ha dato vita al settimo appuntamento a Palazzo Madama di Senato & Cultura, ciclo di eventi promosso dal Presidente di Palazzo Madama, Elisabetta Casellati, insieme alla Rai attraverso Rai Cultura, per valorizzare i talenti e le eccellenze italiane. Fra i protagonisti Serena Autieri, Massimo Ranieri, il coro delle voci Bianche del San Carlo, che ha aperto con l’inno di Mameli, Don Antonio Loffredo, parroco della Basilica di S. Maria della Sanità e Rosario Esposito La Rossa, fondatore de “La Scugnizzeria, libreria e spazio polifunzionale aperto per i giovani a Scampia. “Questo è un omaggio all’unicità e magia di Napoli che ha mantenuto nei secoli un fascino senza tempo – dice in apertura Elisabetta Casellati -. Oggi diamo spazio alla musica, al canto, alla recitazione, all’arte ma anche all’impegno sociale e alla solidarietà, elementi fondamentali per una narrazione realistica e efficace”.

Torna la Via Lattea, dedicata a BachPercorso lungo fiume Breggia per integrale Arte della fuga

14 settembre 201916:54

– Bach in tedesco significa ruscello e forse anche per questo l’edizione numero 16 della Via Lattea – che è un viaggio o meglio pellegrinaggio insieme musicale ed ecologico – quest’anno dedicato all’integrale dell’arte della Fuga di Bach si svolge seguendo il letto del fiume Breggia, dal monte Generoso fino alla foce nel lago di Como.
Le cinque tappe di questo viaggio si svolgeranno il 21 e 22 settembre e poi dal 27 al 29. In programma, oltre alla musica di Bach anche prime esecuzioni dei compositori svizzeri Roland Moser e Mischa Käser e letture di brani scritti per l’occasione di Alberto Nessi (Gran Premio svizzero per la letteratura 2016), di Raimund Rodewald, docente di estetica del paesaggio al Politecnico di Zurigo, del direttore del Parco delle Gole della Breggia Marco Torriani e dell’ingegnere Stefano Airaghi che guiderà il pubblico nella visita al Centro Depurazione Acque di Vacallo.

Applausi per “Since She” di PapaioannouSuccesso a Catanzaro per premiére ad Armonie d’arte Festival

CATANZARO14 settembre 201917:34

– Un lungo applauso del pubblico del Teatro Politeama ha salutato, a Catanzaro, lo spettacolo “Since She” di Dimitris Papaioannou per il TanzTheater Wuppertal Pina Bausch, premiére italiana per il cartellone 2019 dell’Armonie d’Arte Festival ideato e diretto da Chiara Giordano.
Citazioni empatiche, rispetto del paradigma originale e slanci futuristici, prodezze individuali e movimenti corali sono stati cesellati, in un’ora e mezzo di spettacolo, in maniera quasi chirurgica, da Papaioannou che ha saputo rispettare l’ eredità della Bausch senza per questo rimanerne intrappolato. E lo ha fatto coniugando il vuoto di un’assenza incolmabile, quello della grande ballerina e coreografa tedesca, con una serie di proponimenti che hanno rivelato alla platea quanto rimarrà nel segno inconfondibile dell’artista.
“Una superba prima serata – ha detto il direttore del festival Chiara Giordano – che rende Catanzaro capitale europea culturale segnando, per il Festival, un definitivo e nuovo percorso”.

Nuova sede per la Pace Gallery a NYSuper-galleria d’arte apre a Chelsea

NEW YORK14 settembre 201918:19

– C’e’ un pezzo di Sicilia nel nuovo tempio dell’arte contemporanea di New York che ha aperto oggi i battenti a pochi isolati dal Whitney Museum e dalla High Line. Pace Gallery alza la posta con un nuovo quartier generale nel cuore di Manhattan e la facciata della sede progettata dallo studio di architettura Bonetti/Kozerski (Enrico Bonetti, bolognese, ha studiato a Venezia con Aldo Rossi), e’ rivestita di lastroni di lava dell’Etna selezionati in una cava antica vicino a Catania e lavorati a Comiso dall’azienda NeroSicilia in forni speciali a temperature di oltre mille gradi centigradi. Il grigio scuro dei lastroni fa da contrasto con i riflessi metallici delle lastre di schiuma di alluminio che rivestono gli altri lati degli otto piani del nuovo edificio, in tutto settemila metri quadri pensati all’insegna della flessibilità ma anche di una particolare fisionomia e destinazione.

Addio a Marco Parodi, lutto in SardegnaApprezzato regista fu direttore artistico di Teatro di Sardegna

CAGLIARI14 settembre 201919:01

– Il mondo del teatro in Sardegna è in lutto per la scomparsa di Marco Parodi. Apprezzato, nato a Sanremo, si è spento oggi a Genova all’età di 76 anni dopo una breve e improvvisa malattia. A darne notizia è l’associazione “La Fabbrica Illuminata”, di cui era maestro e direttore artistico. Lo ricordano in toccanti messaggi di addio Elena Pau, compagna di vita e lavoro, lo staff organizzativo con Claudia Benaglio e Manuela Perria, e l’attrice Valentina Sulas. Marco Parodi sarà salutato con una cerimonia laica, la data cui data deve ancora essere fissata.
Tantissimi i messaggi sui social. “Un artigiano raffinato di questo mestiere antico e senza tempo”, scrive il regista Enrico Pau. “Il teatro sardo gli deve tanto, ha dato una svolta verso il professionismo – ricorda Lia Careddu, attrice della cooperativa Teatro di Sardegna, di cui Parodi fu direttore artistico negli anni ’80 – ci ha dato la possibilità di crescere attraverso il confronto con realtà nazionali e creando le ospitalità. Da lui è nata l’idea de La Notte dei Poeti ed è stato autore di una spettacolare ricostruzione de Sa Die de Sa Sardinia nel quartiere di Castello”.
Parodi ha formato negli anni tante generazioni di giovani.
“Un maestro generoso, attento – dice la cantante e attrice Simonetta Soro – ha allestito spettacoli sotto il segno dell’originalità”. Raccontano l’artista e l’uomo anche le parole dell’attrice Cristina Maccioni: “Ci ha dato fiducia, eravamo giovanissimi e ci ha fornito la chiave per affrontare questo mestiere, girare per i teatri nazionali con testi in sardo e in italiano. Ci ha permesso di essere attrici e attori professionisti partendo da Cagliari, dalla Sardegna, e ci ha insegnato ad amare e rispettare il nostro lavoro senza rinunciare alla nostra identità”.

Rubato in Inghilterra il water d’oro di Maurizio CattelanEra in mostra, funzionante, nella casa natale di Churchill

15 settembre 201913:30

Il “water d’oro”, scultura di oro massiccio di Maurizio Cattelan provocatoriamente offerta in prestito a Donald Trump, è stato rubato la notte scorsa in Inghilterra. Una banda – rende noto la Bbc – si è introdotta a Blenheim Palace, antica residenza nell’Oxfordshire, trafugando l’opera dell’artista concettuale italiano, una toilette d’oro massiccio a 18 carati, dal titolo ‘America’, che era stata installata nel palazzo a beneficio di turisti e visitatori, che potevano anche utilizzarla, in quanto funzionante. Proprio per questo motivo il furto ha provocato “danni significativi e una grossa perdita d’acqua”, ha spiegato la polizia, aggiungendo di aver arrestato un uomo di 66 anni, senza però ritrovare l’opera. La dimora scelta per l’insolita esposizione di Cattelan è un edificio signorile del XVIII secolo, luogo di nascita di Winston Churchill e patrimonio dell’umanità.  Ironia della sorte, appena un mese fa Edward Spencer Churchill, fratellastro dell’attuale Duca di Marlborough, aveva dichiarato di sentirsi tranquillo per la sicurezza dell’opera, affermando: “Non sarà la cosa più facile da rubare”. ‘America’ era stata esposta per la prima volta al Guggenheim di New York nel 2016, ma aveva fatto nuovamente parlare di sé l’anno successivo. Donald Trump, infatti, aveva chiesto in prestito al museo un dipinto di Van Gogh, ma la curatrice Nancy Spector aveva offerto l’opera di Cattelan. Senza ricevere alcuna risposta dalla Casa Bianca. Secondo il museo, il water d’oro richiamava gli eccessi delle residenze private del tycoon, anche se Cattelan non ha mai voluto dare un’interpretazione al suo lavoro, peraltro concepito prima della candidatura di Trump alla Casa Bianca.

Barbarossa e Perroni al debutto di Radio2 Social Club in tvFiorella Mannoia e Irene Grandi ospiti della prima puntata

15 settembre 201909:24

Radio2 Social Club, il live show da undici edizioni condotto da Luca Barbarossa e Andrea Perroni su Rai Radio2, quest’anno si sdoppia: da lunedì 16 settembre debutterà in televisione e sarà il buongiorno di Rai2.Dal lunedì al venerdì Radio2 Social Club andrà in onda su Rai Radio2 alle 10:35 (la domenica alla stessa ora è previsto il meglio delle puntate della settimana), mentre su Rai2 il programma andrà in onda dalle 8.45. Una versione aggiornata e televisiva quindi, in una nuova e trasversale collaborazione tra radio e tv, dove la squadra sarà quella nata in radio: al fianco di Luca Barbarossa la vena comica di Andrea Perroni e i suoi innumerevoli personaggi, la musica della Social Band di Stefano Cenci e la voce graffiante della cantante Frances Alina Ascione, insieme ai tantissimi grandi ospiti musicali e non che ogni giorno popoleranno il programma per duetti inediti e cover.In occasione di questo primo appuntamento, Radio2 Social Club ospiterà su Rai Radio2 due grandi voci femminili della musica italiana: Fiorella Mannoia e Irene Grandi saranno protagoniste di una inedita puntata del programma, davanti all’occhio attento delle telecamere di Rai2, un’occasione di intrattenimento unica, che andrà in onda nella sua prima e speciale versione tv lunedì 16 settembre alle 8.45.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La corsa di Beep Beep e Willy il Coyote lunga 70 anni
Tra i personaggi più popolari dei cartoni animati

15 settembre 201913:30

Anche se è un cacciatore che non dà tregua alla sua preda, la sfortuna che lo accompagna e i danni che subisce nel suo maniacale inseguimento ne fanno uno dei personaggi più simpatici dei cartoni animati di tutti i tempi. E’ Willy il Coyote, che da 70 anni dà la caccia a Beep Beep.Entrambi nati il 16 settembre del 1949 dalla matita di Chuck Jones, che disegnò il coyote e il velocissimo pennuto per la Warner Bros, appaiono insieme per la prima volta in un episodio dal titolo Fast and Furry-ous (Lavato e stirato). La trama sarà la stessa per ogni episodio della lunga serie fatta di 45 corti e un cortometraggio, e sempre lo spettatore si ritroverà a fare il tifo per lo sfortunato coyote. Il suo acerrimo nemico è Road Runner, che molti hanno sempre pensato uno struzzo, un nandù, tanto che nei vecchi doppiaggi italiani e fumetti veniva chiamato Beep-beep lo struzzo corridore.In realtà è ispirato ad un uccello dei deserti americani e appartenente alla famiglia dei cuculidi, comunemente chiamato Roadrunner (corridore della strada). Preda agognata da Willy il Coyote, Beep Beep si muove velocissimo e nonostante gli innumerevoli e sempre più ingegnosi tentativi di cattura da parte del coyote, riesce puntualmente a sfuggirgli, in modo anche irridente. Le sfide fra i due protagonisti si risolvono, quindi, sempre a favore dell’astuto pennuto dai colori sgargianti, e puntualmente il coyote cade vittima del suo stesso ingegno, finendo per subire incidenti seri a cui sopravvive solo semplicemente perché è un cartone animato. Ubicate nelle gole della Monument Valley le trappole inventate da Willy Coyote per catturare Beep Beep, prevedono spesso strani arnesi tecnologici, regolarmente difettosi o d’uso impossibile, forniti dalla ACME Inc., azienda fittizia ideata dallo stesso Chuck Jones, che oltre a Willy Coyote fornisce le attrezzature anche tutti gli altri personaggi dei Looney Tunes. E’ facile pensare che anche il loro creatore tenesse più al povero coyote che all’inarrivabile struzzo se è vero che in fase di definizione del personaggio, prima del debutto in Fast and Furry-ous, lo sfortunato veniva indicato come ‘Don Coyote’ in riferimento a Don Quixote, omaggio a Don Chisciotte di Cervantes.Le modalità di espressione dei due personaggi sono estremamente semplici: il Road Runner emette solo il suono “bii-bip”, mentre il coyote si esprime con cartelli estemporanei. Una curiosità legata ai due personaggi è la storia, raccontata da Chuck Jones, di come decise di diventare disegnatore. Nella sua autobiografia Jones attribuisce la sua vena artistica agli insuccessi professionali di suo padre. Uomo d’affari nella California degli anni ’20, il padre del disegnatore iniziava ogni nuova impresa commerciale con l’acquisto di materiale di cancelleria e matite nuove con su impresso il nome della società che voleva lanciare. Quando il business, inevitabilmente falliva, il padre portava a casa enormi pile di cancelleria e matite che distribuiva ai suoi figli, imponendo loro di utilizzare tutto il materiale il più velocemente possibile. Armati di una scorta infinita di carta e matite, i bambini disegnavano costantemente. E’ per questo, secondo Jones, che lui e molti dei suoi fratelli intrapresero poi carriere artistiche.

Apre a Todi il Parco Beverly Pepper20 sculture monumentali donate dall’artista alla città

TODI15 settembre 201913:26

– La terra, gli alberi e il cielo che dialogano con l’acciaio e il ferro, la pietra e il marmo, l’alluminio, il bronzo e il legno, per costruire un’armonia capace di fondere arte, storia e paesaggio naturale: sono opere da vivere, non solo da guardare, le sculture monumentali che Beverly Pepper ha donato alla città di Todi per creare il Parco, inaugurato ieri, che da ora in poi porta il suo nome. Il nuovo Parco Beverly Pepper, nato per celebrare il rapporto d’amore che ormai dagli anni ’70 lega l’artista statunitense al borgo umbro, è un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato: finanziato con fondi europei grazie alla Regione Umbria, dal Comune di Todi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e da diversi sponsor tecnici, il Parco è stato disegnato e progettato interamente dalla Pepper per accogliere ben 20 sculture provenienti dalla sua collezione privata (in realtà 16 sono installate nel parco, 4 invece troveranno presto una collocazione museale in città).

‘Tesori’ ritrovati di Tanzi, asta eventoDa Van Gogh a Picasso, opere sequestrate dopo crac Parmalat

FIRENZE15 settembre 201919:21

Cinquantacinque opere che condensano la storia dell’arte tra ‘800 e ‘900, un tempo appartenute a Callisto Tanzi. Il 29 ottobre saranno battute a Milano, al Centro Svizzero, da Pandolfini. La casa d’aste fiorentina volutamente non identifica mai nell’ex patron Parmalat il proprietario: mantiene il riserbo, a partire dal titolo dell’asta e del corposo catalogo, ‘Tesori Ritrovati – Impressionisti e Capolavori Moderni da una raccolta privata’. Spiega invece che la vendita è “l’evento degli ultimi 50 anni”: si tratta di “un nucleo di opere che in Italia non sono comuni perché è un collezionismo internazionale, io non ho ricordo di un catalogo del genere fatto in Italia”, commenta Pietro De Bernardi, ad di Pandolfini.Tra i 55 lotti ci sono ad esempio un Monet – ‘La Falaise du Petit Ailly à Varegenville’ – e un Picasso – ‘Nature morte au citron, à l’orange et au verre’ – stimati ciascuno oltre un milione di euro. Complessivamente, tra dipinti e sculture all’incanto, si parte da una base tra i 6-8 milioni di euro. L’elenco comprende maestri italiani dell’800 come Zandomeneghi, Segantini e De Nittis, impressionisti francesi come appunto Monet, Pissarro e Manet, si va da van Gogh (due le opere all’asta), Gauguin e Paul Signac a Picabia e Chagall oltre a Picasso. E poi Miro’, Magritte, Modigliani, Toulouse-Lautrec, Cezanne, Kandinskij, Balla e Boccioni. Opere che sono una parte dell’ex collezione Tanzi, sequestrata in seguito al fallimento Parmalat: il resto è già in vendita sul sito dell’istituto vendite giudiziarie di Parma.”Dopo una valutazione preliminare – spiega sempre De Bernardi – sono stati creati due macro lotti: uno con opere di carattere locale, con artisti emiliani e parmensi e l’altro con 55 opere di carattere nazionale e internazionale che avevano bisogno di una visibilità diversa”. E “c’è già interesse da tutto il mondo – spiega ancora l’ad di Pandolfini -: Italia, Stati Uniti, Asia, Europa, stanno arrivando richieste di fotografie e di report aggiuntivi da più paesi. Prevedo che le opere saranno acquistate da clienti di tutto il mondo, compresi italiani che hanno passione e forza economica”. L’unica certezza è che tre dipinti non potranno lasciare l’Italia: sono la ‘Finestra di Dusseldorf’ di Giacomo Balla (stima 70.000-100.000 euro), ‘Le Poulailler’ di Francis Picabia (150.000-250.000) e la ‘Donna con cane’ di Vittorio Matteo Corcos (80.000-120.000): la commissione del Mibac, spiega De Bernardi, non ha concesso il certificato di libera circolazione essendo state ritenute di interesse culturale particolarmente importante. A precedere l’asta quattro esposizioni: la prima a Parma, in chiusura oggi, poi Firenze, Roma, infine Milano.

Cavalli, protagonista Scuola Romana”Sempre in cerca del tono giusto”. Rassegna ad Anticoli Corrado

15 settembre 201916:22

– Il nome di Emanuele Cavalli occupa un posto particolare tra gli esponenti della Scuola Romana. La definizione utilizzata dagli Anni Trenta per il gruppo di pittori impegnati nella ricerca figurativa in antitesi con l’ arte ufficiale legata al Fascismo venne coniata nel 1933 dal critico francese Waldemar George proprio per le opere della mostra in una galleria di Parigi di cui Cavalli fu protagonista insieme con Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi ed Ezio Sclavi.
L’ artista nel dopoguerra finì nel cono d’ ombra a causa della fedeltà alla sua linea in un momento in cui la pittura italiana si stava orientando verso l’ astrattismo e l’ informale. Su di lui concentra l’ attenzione il Museo d’ Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado (Roma) presentando fino all’ 8 dicembre una trentina di opere selezionate da Manuel Carrera. La mostra “Emanuele Cavalli. tono e forma – realtà e magia”, vuole rendere giustizia, spiega il curatore, a un artista che “è stato talvolta trascurato”.

Judy Garland, tra mito e fragilitàRenée Zellweger interpreta icona in Judy, in sala a dicembre

16 settembre 201908:56

Un’icona di Hollywood, già consacrata star mondiale a 16 anni, con Il mago di Oz e morta a 47 per un’overdose di barbiturici. L’incommensurabile Judy Garland sta per rivelarsi a nuove generazioni di spettatori attraverso l’interpretazione di Renée Zellweger in Judy di Rupert Goold, che debutterà in prima mondiale al Toronto Film Festival e arriverà in Italia il 19 dicembre con Notorious Pictures. Il film, ispirato dalla pièce teatrale End of Rainbow di Peter Quilter, si concentra sugli ultimi mesi di vita dell’attrice e cantante, nei quali, nonostante la salute precaria e la voce spesso incerta, accetta, per risolvere alcuni problemi finanziari e familiari, un lungo ingaggio a Londra, dove muore il 22 giugno 1969.Goold ha ampliato il racconto, per mostrare non solo le fragilità ma anche la ricchezza della personalità della stella. Tuttavia la figlia maggiore ed erede artistica di Judy, Liza Minnelli, ha fatto sapere di non aver mai incontrato Renée Zellweger ne’ di aver dato alcuna forma di approvazione al progetto. Una presa di distanze comprensibile, vista la complessità della vita di Frances Ethel Gumm, in arte Judy Garland: una donna tanto talentuosa, generosa e ricca di humour, quanto indebolita da superlavoro, amori tormentati (cinque matrimoni, di cui l’ultimo tre mesi prima di morire con il musicista Mickey Deans, e tre figli: oltre a Liza, interpretata nel film da Gemma-Leah Devereux, Joey e Lorna Luft), tracolli economici, e un equilibrio psicologico instabile.A causarlo, oltre a una vita perennemente sotto i riflettori, c’era soprattutto l’abuso di psicofarmaci, ai quali era stata iniziata dalla madre e dagli studios, quand’era adolescente (come rivelò Judy Garland stessa al biografo Paul Donnelly) per non ingrassare e sopportare ritmi di set massacranti. “Se vuoi la celebrità devi pagare un prezzo e io certo l’ho pagato – ha detto la stella in una delle sue ultime interviste -. Devi saper ridere di tutto, soprattutto di te stesso. Io rido sempre di me. Devo essere una persona molto divertente con cui vivere”. Un ritratto al quale Renee Zellweger si è dedicata in maniera certosina, preparandosi per mesi, in modo da assomigliare il più possibile nel look (ogni mattina si è sottoposta a due ore di trucco), nella gestualità e nel modo di cantare a Judy. A darle il coraggio di affrontare una sfida che se vinta (i primi trailer sono stati accolti con favore ma anche da qualche dubbio) potrebbe riproiettarla nell’orbita degli Oscar, statuetta già conquistata nel 2004 con Ritorno a Cold Mountain. Per Renée Zellweger una delle grandi capacità di Judy Garland era “dare la sensazione a tutti di avere con lei un legame speciale. Era come se lei percepisse il dolore di ognuno – ha detto l’attrice nelle prime interviste -. Girare il film è stato per tutti noi ogni giorno una celebrazione della bella persona che era”.

A Sabatini il ‘GialloCeresio’Ha vinto con ‘L’inganno dell’ippocastano’ edito da Salani

15 settembre 201918:45

– E’ lo scrittore Mariano Sabatini con ‘L’inganno dell’ippocastano’ edito da Salani il vincitore della sezione narrativa edita nella prima edizione di GialloCeresio, il concorso letterario dedicato alla narrativa di genere giallo, noir, thriller e poliziesco. Secondo classificato Alessandro Bongiorni con “Strani Eroi” pubblicato da Frassinelli e terzo Davide Longo con “Così muoiono le bestie giovani” per i tipi della Feltrinelli.
Il premio speciale per romanzi ambientati sui laghi prealpini va a Franco Vanni con “La regola del lupo” edito da Baldini+Castoldi ambientato sul lago di Como a Pescallo, frazione di Bellagio. Menzioni per Giuseppe Curonici, Matteo Farneti, Sara Kim Fattorini, Ida Ferrari, Christian Frascella, Dario Galimberti, Lucia Tilde Ingrosso, Enrico Pandiani, Piergiorgio Pulixi, e Mirko Zilahi.
La giuria era composta da Maurizio Canetta direttore Rsi, Roberto Gobbi del Corriere della Sera, Matteo Inzaghi, direttore Rete55, Sergio Roic del Corriere del Ticino, Fabio Tamburini direttore responsabile Il Sole24ore, Radio 24 e Radiocor e Barbara Zanetti della Prealpina. Al concorso hanno partecipato 112 romanzi editi e 109 racconti inediti provenienti da varie regioni d’Italia, dalla Svizzera Italiana, da Zurigo e Parigi.

Maradona, gladiatore con due animeDoc Kapadia, già a Cannes fuori concorso, in sala dal 23 al 27

14 settembre 201920:10

– “E che ve site perso”: questa la scritta, a caratteri cubitali, comparsa il 10 maggio del 1987 sul muro del cimitero di Napoli e rivolta ovviamente ai morti.
Ma che si erano persi mai questi morti? Semplice: il giorno epocale della vittoria del primo scudetto del Napoli. Questo solo uno dei tanti bei momenti del potente e straordinario documentario ‘Diego Maradona’ del premio Oscar Asif Kapadia.
Film già passato al Festival di Cannes fuori concorso e che dal 23 al 25 settembre arriva come evento speciale nelle sale italiane, distribuito da Nexo Digital e Leone Film Group.
Si tratta di cinquecento ore di girato inedito commissionato dal primo agente del Pibe, Cyterszpiler, a due operatori che avevano la mission di seguirlo ovunque (sul campo e fuori) negli anni napoletani della sua carriera di novello gladiatore. Un documento esplosivo e pieno di ritmo, quello di Kapadia, a cui è mancata solo la miccia della presenza di Maradona sulla Croisette (il campione ha dato forfait per problemi alla spalla).
Che si vede in questo film, ricco ovviamente di tanti materiali di repertorio? Si vede – come non a caso ricorda il titolo che separa opportunamente ‘Diego’ da ‘Maradona’ – che questo campione aveva due anime: quella popolare, da ‘villero’, che gli derivava delle sue origini nella bidonville di Lanus a Buenos Aires, di cui era fiero e che lo rendeva il ‘Diego’ popolare dal cuore buono, e poi c’era invece ‘Maradona’, ovvero la superstar, quella figura che molti tifosi napoletani paragonavano a Dio. Di fronte a certi suoi gol si diceva: “Non li ha fatti Maradona, li ha fatti Dio”.
E ancora c’e’ il Diego che dice piu’ volte nel documentario “Ogni volta che gioco a calcio penso solo a comprare una casa alla mia famiglia” e, invece, il Maradona, Pibe de oro, il campione che ostenta donne, cocaina e camorra (era molto amico della famiglia Giuliano, soprattutto di Carmine). Il film parte il 5 luglio del 1984, quando una squadra di calcio, non certo florida, acquista, rischiando la bancarotta, Diego Armando Maradona. Il campione e’ trascinato in una corsa folle in auto per le strade di Napoli fino allo stadio. Qui attraversando camminamenti sotterranei, proprio come un gladiatore, arriva alla conferenza stampa tra il tripudio dei tifosi. Un’accoglienza tanto rumorosa il che il presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, minaccia a un certo punto di annullare la conferenza stampa di presentazione.
Si vede poi la conquista della Primera Divisin, il Boca, la Coppa del Mondo, la Spagna, i trionfi napoletani (due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa) insieme alle sconfitte: oltre a cocaina e ai rapporti con la Camorra, ai figli nati fuori dal matrimonio con Claudia, agli scandali, alle intercettazioni, alle prostitute.
E questo fino al grande ‘tradimento’ che lo rese un diavolo per la maggior parte degli italiani e, soprattutto, per i napoletani, ovvero la semifinale del Mondiale del 1990, Italia- Argentina, la cosiddetta “notte degli errori”, che si tenne nello stadio sbagliato (il San Paolo) e dove Maradona fu troppo bravo come al solito. Da allora la Napoli che lui chiamava “la mia casa”, non fu più la stessa nei suoi confronti.

Incassi Usa, in vetta It Capitolo DueDebutta al secondo posto la commedia con Jennifer Lopez Hustlers

15 settembre 201919:28

– It Capitolo Due, sequel horror di It tratto dai romanzi di Stephen King e firmato ancora da Andy Muschietti, continua la sua marcia al vertice del botteghino Usa. Nel secondo weekend di programmazione il film, che riunisce i personaggi della prima pellicola a trent’anni di distanza dagli eventi, incassa altri 40 milioni di dollari per un totale di 153 nel mercato nordamericano. Debutta al secondo posto la commedia con Jennifer Lopez e prodotta dalla stessa attrice, Hustlers, con 33 milioni nel primo weekend di uscita.
Al terzo posto Attacco al potere 3, che fa suoi altri 4,4 milioni, per un totale in quattro settimane di 60 milioni. In quarta posizione la commedia Good Boys – Quei cattivi ragazzi, con 4,2 milioni (e un incasso totale di 73 milioni). In quarta posizione Il Re Leone in versione live action, che guadagna altri 3,2 milioni di dollari nel week end, raggiungendo un totale con 533 milioni sul mercato americano e circa 1,6 miliardi in tutto il mondo, settimo maggiore incasso di tutti i tempi.

Ascolti in tv: vince Tale e quale show, serata Rai Vincitrice di puntata è stata Lidia Schillaci

14 settembre 201913:54

“Tale e Quale Show” vince all’esordio la gara degli ascolti del venerdì sera con 3 milioni 844 mila spettatori e il 21.5% di share. Successo anche sui social per il programma che sfiora 80mila interazioni e si posiziona al primo posto dei programmi più commentati su Facebook e Instagram. Su Canale 5 il film “Quo Vado” è stato visto da 2 milioni 746 mila telespettatori con uno share del 13,76%. Nel resto della prima serata Rai, su Rai2 le serie tv “N.C.I.S. Los Angeles” e “S.w.a.t.” hanno registrato, rispettivamente 1 milione 190 mila spettatori con il 5.5 di share e 990 mila, con il 5. Su Rai3 grande attenzione alle 20.35 per l’appuntamento con gli Europei di pallavolo e la partita della nazionale azzurra contro la Grecia, seguita da 1 milione 188 mila telespettatori con il 5.7 di share. Per quanto riguarda Mediaset, su Italia 1 il film “X-Men: l’inizio” ha registrato 912 mila telespettatori, share 4,8%. Su Rete 4 il film “Gunny” ha ottenuto 623 mila telespettatori, share 3,56%. Al via su La7 “Propaganda Live”, che ha raccolto davanti alla tv 884.000 telespettatori, share 6,06%. Su Real Time in prima serata 760 mila spettatori per “Bake off Italia” con il 3,6% di share. Nel complesso le reti Rai hanno vinto il prime time con 8 milioni 46 mila spettatori (38.3 di share), la seconda serata con 3 milioni 469 mila (33.8 di share) e l’intera giornata con 3 milioni 138 (share del 35.6). Per quanto riguarda i tg delle 20, il Tg1 è stato seguito da 4 milioni 338 mila spettatori e il 23.4 di share, il Tg5 da 3 milioni 324 mila spettatori con il 17,72%, il TgLa7 da 1 milione 194 mila spettatori con il 6,38%.

Andrea Tarabbia vince il Campiello con 73 votiCon ‘Madrigale senza suono’ (Bollati Boringhieri). Al secondo posto Giulio Cavalli, con ‘Carnaio’ (Fandango Libri), che ha avuto 60 voti e al terzo Paolo Colagrande con ‘La vita dispari’ (Einaudi), 54 voti

VENEZIA15 settembre 201908:35

Con il suo Gesualdo da Venosa, tra genio, delitto e follia, Andrea Tarabbia ha vinto il Premio Campiello 2019. Il suo ‘Madrigale senza suono’ (Bollati Boringhieri) che rientra nella tradizione dei romanzi-saggi e rilancia la figura del madigralista vissuto tra Cinquecento e Seicento, riscoperto da Stravinskij e sul quale Bernardo Bertolucci aveva un progetto di film, ha avuto 73 voti sui 277 espressi dalla Giuria Popolare dei Trecento Lettori anonimi. Al suo secondo Premio Campiello, la prima volta era stato in cinquina nel 2016 con ‘Il giardino delle mosche’, Tarabbia ha affascinato la Giuria popolare dei Lettori con questo lucifero portatore di bellezza. “Attraverso il personaggio di Gesualdo da Venosa, racconto il rapporto tra il bene e il male, tra il bianco e il nero. Madigralista finito nell’oblio, aveva ucciso la moglie ed era un genio. Ho provato a mettere insieme tutti questi elementi mescolando il passato con il Novecento” ha raccontato lo scrittore. Al secondo posto con 60 voti il ‘Carnaio’ (Fandango Libri) di Giulio Cavalli, scrittore e autore teatrale che dal 2007 vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie. Il libro , ispirato alla realtà, è nato da un reportage a Pozzallo dove un pescatore gli ha raccontato che spesso accade di trovare pezzi di corpi di migranti nelle reti di pescaggio e come sia abitudine dei pescatori ributtare in acqua questi cadaveri.”Usò un termine che mi colpì molto: ‘questi cadaveri sono lessi’. E al terzo Paolo Colagrande, al suo terzo Campiello dopo aver vinto l’ Opera Prima nel 2007 e nel 2015 in cinquina, che ne ‘La vita dispari’ (Einaudi) ha inventato un personaggio apparentemente non plausibile. “L’implausibilità di Buttarelli è che vede solo la metà delle cose e per lui la metà diventa l’intero. E’ un personaggio surreale che ho messo nella vita comune. In realtà Buttarelli è come ciascuno di noi” come ha spiegato lo scrittore. Ad aprire la serata al Gran Teatro La Fenice di Venezia, con unici siparetti di intrattenimento quelli della Microband, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. “I premi sono una sorta di lampo che illumina il paesaggio letterario” ha sottolineato. “Avete fatto del Campiello uno dei riferimenti più prestigiosi del panorama letterario italiano e internazionale”. La presidente Casellati ha ricordato anche che “i giovani sono il cuore pulsante di questa rassegna”. Per la prima volta nella serata alla Fenice condotta da Andrea Delogu e trasmessa dalle 21 in diretta su Rai5 e in tutto il mondo attraverso Rai Italia, è stato premiato Kidane Grianti, vincitore del Campiello per San Patrignano, il riconoscimento speciale nato quest’anno dalla volontà del presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas, e della cofondatrice della Fondazione San Patrignano Letizia Moratti.”La possibilità di raccontare queste storie difficili, che parlano di esperienze dolorose, che raccontano episodi di bullismo, che sono vissute come cicatrici aiuta a ritrovare l’amore per la vita. Festeggiamo con il vincitore tutti i 1.300 ragazzi di San Patrignano nel loro impegno per ritrovare la loro vita” ha detto la Moratti. Al quarto posto è arrivata Laura Pariani, già nella cinquina del Campiello, che in ‘Il gioco si Santa Oca’ (La nave di Teseo), 52 voti, ha spostato l’attenzione verso la campagna in cui è nata, nella brughiera lombarda, nel 1652 dove il bandito Bonaventura Mangiaterra, affascina i suoi compagni con la bella parola lottando perchè non ci siano differenze tra poveri e ricchi. All’ultimo posto, con 38 voti, Francesco Pecoraro, architetto di formazione, già in cinquina del Premio Strega con ‘La vita in tempo di pace’ nel 2014, che nel suo ‘Lo Stradone’ (Ponte alle Grazie) ci racconta, seguendo la tradizione del nostro romanzo novecentesco, un uomo di circa 70 anni che osserva cosa accade nel quartiere di una metropoli decadente che fa pensare a Roma con un ampia digressione sul passaggio di Lenin in quella zona.Alla Fenice consegnato anche il riconoscimento alla carriera a Isabella Bossi Fedrigotti, Premio Fondazione Il Campiello 2019, già vincitrice del Premio Selezione Campiello nel 1991 con ‘Di buona famiglia’. Sul palco sono saliti anche Marco Lupo, vincitore del Campiello Opera Prima con Hamburg e il cagliaritano Matteo Porru, vincitore del Campiello Giovani con ‘Talismani’. Il vincitore sarà poi, come è tradizione, ospite il 18 settembre di Pordenonelegge, nel giorno di inaugurazione del Festival.

Tarabbia, non andrei a cena con Gesualdo”Per interpretarlo ci vorrebbe il Jack Nicholson anni ’70”

VENEZIA15 settembre 201919:19

E’ affascinato dalle figure estreme, da quei personaggi che portano “alle estreme conseguenze comportamenti umani, nel bene e nel male” il vincitore del Premio Campiello 2019, Andrea Tarabbia. Il principe madrigalista Gesualdo da Venosa, vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento, è un criminale e un genio, un lucifero della bellezza di cui lo scrittore rilancia la complessità in ‘Madrigale senza suono’ (Bollati Boringieri) che è stato premiato ieri sera alla Fenice di Venezia con 73 voti sui 277 espressi dalla giuria popolare dei Lettori Anonimi.”Il fascino di Gesualdo sta, in parte, nell’essere sempre in balia degli eventi. Non decide quasi nulla di sua spontanea volontà: non sposa chi vuole, viene orientato dalle convenzioni del tempo a fare un omicidio, si risposa con una ferrarese di cui non gli importa nulla. E’ un principe, ma non decide nulla. Però a cena con Gesualdo non so se ci andrei” dice lo scrittore, 41 anni, originario di Saronno, che vive a Bologna. E c’è anche un interesse per una trasposizione cinematografica del romanzo. Se così fosse, per “Gesualdo ci vorrebbe il Jack Nicholson anni ’70” afferma sorridendo lo scrittore al suo secondo Campiello dopo essere stato in cinquina nel 2016, che a Venezia è venuto con la moglie, incinta di sei mesi e il figlio a cui ha dedica la vittoria. “Ho un bimbo che lunedì comincia ad andare a scuola, una moglie incinta di sei mesi. A chi lo posso dedicare il premio se non a loro? Ho fatto due cinquine e la cosa veramente bella è che io ho trovato non 8 amici però 4 o 5 si.Persone che non avevo mai visto o conosciuto e che ho voglia di sentire al telefono anche per parlare del più e del meno. Per me il Campiello è stato entrare nella testa di gente che non conoscevo e cominciare a volergli bene. Secondo me ieri sera i ragazzi non mentivano quando mi hanno abbracciato e detto che erano contenti” spiega Tarabbia. Ma poi ammette che in questa 57/ma edizione del Premio Campiello, che ha visto prevalere i romanzi saggio come il suo, i cinque libri finalisti partivano tutti più o meno dallo stesso livello per la corsa alla vittoria. “Sapevo che ce la saremmo giocata tutti sul filo di lana perché erano libri molto diversi ma tutti, per motivi differenti, complessi. Avevano bisogno di una lettura molto attenta. Fino all’ultimo ognuno di noi poteva essere il vincitore. Quando vinci con 13 punti di distacco è una botta di fortuna” dice ridendo Tarabbia.Ed infatti è stato minimo lo stacco tra gli autori: Giulio Cavalli è arrivato secondo con 60 voti e tra il terzo e il quarto classificato è stato quasi un testa a testa con Paolo Colagrande a 54 voti e Laura Pariani a 52 voti seguita da Francesco Pecoraro con 38 voti. Ma la figura di Gesualdo da Venosa, riscoperto da Stravinskij tre secoli e mezzo dopo la sua morte, costretto, ma forse no, ad uccidere la moglie fedifraga Maria D’Avalos resta un caso pieno di contraddizioni che continuano a stimolare la creatività e l’attenzione. “Gesualdo è profondamente ossessionato da quello che ha fatto, arriva a farsi violenza, a fustigarsi, e dall’altra a scrivere la musica più sbalorditiva della sua epoca. E’ un’apparente contraddizione, ma forse non lo è perché sono due modi diversi di toccare il limite e di andare contro le convenzioni. Questa cosa mi ha affascinato molto come il fatto che il più grande genio musicale del Novecento, Stravinskij, fosse stato colpito da lui. Con ‘Madrigale senza suono’ ho voluto capire perché e mi interessava moltissimo raccontare l’ossessione che Gesualdo ha per i suoni e per la musica.Era un personaggio novecentesco, per lo meno nelle sue ossessioni” racconta Tarabbia che ha scelto come voce narrante della storia il nano Gioachino e nel ricostruire l’incredibile vita di Gesualdo “ha rielaborato narrativamente fatti realmente accaduti. Però studiare Gesualdo vuol dire anche lavorare sull’impianto mitico e leggendario che gli è stato costruito intorno e ragionare su come si possono ricreare narrativamente anche queste leggende e finzioni come quella che riguarda il figlio che avrebbe allevato allo stato brado e chiuso nelle segrete. Faccio fatica a fare una percentuale. E’ quasi tutto vero tranne quella roba lì” spiega Tarabbia. Le dinamiche del male allo scrittore, autore fra l’altro di ‘La calligrafia come arte della guerra’ e de ‘Il giardino delle mosche’, interessano fino a un certo punto. A me piace guardare in faccia quei personaggi che hanno portato alle estreme conseguenze i comportamenti umani, nel bene e nel male. Se si spensa all’Idiota di Dostoevskij, il principe Myskin è uno che porta alle estreme conseguenze l’essere assolutamente buoni. Però il principio è quello: vedere il limite estremo del comportamento che anche tutti noi abbiamo anche andando al supermercato” racconta lo scrittore che il 18 settembre sarà protagonista nel giorno di inaugurazione di Pordenonelegge.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sanremo: Amadeus, Fiorello è benvenuto
Conduttore, ospiti internazionali e omaggio a storia Festival

15 settembre 201918:52

– Venti cantanti in gara fra i big, la porta aperta alle incursioni di Fiorello, il ritorno degli ospiti internazionali, e la terza serata, il giovedì, dedicata alle esibizioni in brani della storia del Festival, con punteggio che avrà valenza per la classifica finale. Sono fra le anticipazioni offerte da Amadeus su Sanremo 2020, nell’intervista con Mara Venier in apertura la nuova edizione di Domenica in. A proposito delle possibili incursioni dell’amico Fiorello, Amadeus racconta: “Mi ha detto, ‘Tu lascia la porta aperta, io vado e vengo’. Con Rosario siamo come fratelli, ha la libertà di fare quello che vuole, andare dove vuole e non c’è neanche bisogno che mi avvisi”. Il conduttore de I soliti ignoti dà poi alcuni dettagli sulle serate: “le prime due serate si ascolteranno le canzoni, la terza serata, il giovedì, sarà interamente un omaggio alla canzone di Sanremo. Tutti e 20 i cantanti in gara si sceglieranno uno dei brani dei 70 anni del festival e lo possono reinterpretare come vogliono”.

Festival filosofia:la persona e la morteGalimberti, Quante, Flores D’Arcais ne affrontano i vari aspetti

MODENA15 settembre 201919:26

– La nascita, la vita, la morte, che sono poi tre aspetti e momenti inscindibili della stessa cosa, dell’esistenza di una ‘persona’, che è il tema del Festival Filosofia di quest’anno, sono state argomento di varie lezioni magistrali col loro corollario di problemi di dignità e di diritti, sia filosoficamente che socialmente parlando. Si va da Emanuele Coccia per il quale ”nascere per ogni vivente è il non poter separare la propria storia da quella del globo”, il non poter far distinzione tra il sé e la natura, il particolare e il generale, a Michael Quante che indaga filosoficamente i problemi odierni di dignità della terza età, pensando sia necessari affrontarli per poterli poi trasportare sul piano pratico, sino a Paolo Flores D’Arcais che pone il problema del fine vita e del diritto alla libertà di decisione sulla propria, per finire con Davide Sisto che parla di morte e Social.

Bosso, non posso più suonare’Quando non riuscirò più a dirigere un’orchestra smetterò’

BARI15 settembre 201920:53

“Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza. E quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere”. Così Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra, che ha incontrato il pubblico barese nella Fiera del Levante, accolto dal governatore pugliese Michele Emiliano nel padiglione della Regione Puglia.L’artista torinese, che due giorni fa ha compiuto 48 anni, dal 2011 soffre di una patologia degenerativa. Oggi si è raccontato, con accanto il suo cane Ragout, parlando di musica, arte e talento. “Il musicista non lo si diventa solo per talento, – ha detto – a un certo punto, soprattutto chi ce l’ha il talento, lo deve dimenticare e fare spazio al lavoro quotidiano, alla disciplina”. Bosso ha definito la musica “come un focolare attorno al quale sedersi, un linguaggio universale che permette a tutti di parlarsi e fare comunità a prescindere dal luogo di provenienza”.
Ha chiesto un applauso per l’articolo 9 della Costituzione italiana, “una figata pazzesca perché mette insieme musica, arte E paesaggio. Ma se di quelle cose non ci prendiamo cura, spariscono e ce ne accorgiamo quando le perdiamo”. “La musica – ha detto – ci ricorda anche questo: prendersi cura, avere rispetto, far star bene, non confondere la quotidianità con l’eternità, i nostri piccoli poteri con l’assoluto”. Rispondendo alle domande del pubblico, ha detto che “la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché il talento è talento e le persone sono persone, con le ruote o senza” e che “con la pazienza a tutte le età si può imparare, perché se uno dedica del tempo alle cose, vengono”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Addio a Ric Ocasek, leader dei The Cars
Il fondatore della band new wave Usa trovato morto a 75 anni

NEW YORK16 settembre 201911:15

Ric Ocasek, 75enne fondatore e leader della band rock new wave The Cars, è stato trovato morto ieri in un appartamento di Manhattan.
Ancora non sono state stabilite le cause del decesso, ma la polizia di New York City afferma che il cadavere non presentava segni di violenza.
Tra i maggiori successi dei Cars si ricordano in particolare ‘Just What I Needed’ (1978), ‘Shake It Up’ (1981) e ‘Drive’ (1984).

Bosso, felice di dirigere, non mi ritiro”Fa male pregiudizio su di me. Non si vede bellezza di altro”

BARI16 settembre 201910:07

– “Continuo a fare musica e meglio di prima. Non mi sono ritirato”. Lo scrive su Facebook il maestro Ezio Bosso, che ieri a Bari, durante un incontro nella Fiera del Levante, ha detto: “Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza”.
“Sono molto felice perché faccio il mio mestiere di direttore” – chiarisce oggi su Fb Bosso -. Purtroppo è stato dato inutile risalto in maniera sciacalla come sempre al pregiudizio su di me. E questo si che fa male. Continuo a fare musica e meglio di prima! Non mi sono ritirato”. Amareggiato aggiunge: “non si vede la bellezza di altro, quello per cui lotto. E mi addolora che per quanto combatta contro le strumentalizzazioni, si scade sempre in quel pietismo sensazionalistico e queste cose si che mi farebbero ritirare davvero…”.

Rovina, il lato oscuro del progressoLa speculazione edilizia nel racconto a più voci di Simona Vinci

16 settembre 201910:10

Una storia italiana purtroppo consueta, carica di desolazione e di colpe mai pagate, che ne contiene tante altre, ognuna disperatamente dolorosa: ci sono solo sconfitti tra le pagine di “Rovina”, il racconto-saggio a più voci di Simona Vinci edito da Einaudi. Un sapore vagamente noir accompagna una scrittura serrata, coinvolgente come una narrazione fatta in prima persona: l’impressione per il lettore è di trovarsi di fronte a tanti flussi di coscienza, quanti sono i protagonisti del libro, confessioni dolenti che raccontano tanto di questa nostra povera Italia, così martoriata nella sua bellezza più vera, il paesaggio. “Rovina” infatti è una storia che denuncia il lato oscuro del progresso: ci troviamo lungo la via Emilia, in un territorio violentato dalla speculazione edilizia, tra costruzioni mai finite, cantieri fantasma, operai a nero e tir sempre in movimento. Qui, mentre fiumi di cemento fagocitano la pianura padana, si consuma l’ennesima illusione: quella del mai realizzato Villaggio La Nuova Aurora, che prometteva felicità e benessere dentro bellissimi appartamenti rivelatisi poi solo un miraggio, in un cantiere che infine ha visto i sigilli della magistratura a chiuderlo per sempre. Una promessa di futuro purtroppo tradita, che ha letteralmente rovinato tutti coloro che vi si sono trovati coinvolti: chi ci ha investito sperando di poterci ricavare tanti soldi, chi ci ha lavorato per sbarcare il lunario, tenendo sempre gli occhi aperti ma la bocca chiusa di fronte a ogni irregolarità, e infine chi ha acquistato su carta la sua vita da sogno. L’autrice si immedesima in tutti, anche in quella “imprenditrice” malavitosa alla testa del progetto, che poi è finita morta ammazzata in una macelleria. Adesso La Nuova Aurora è solo un incubo divenuto realtà, “una rovina del presente. Uno scavo emerso, che nessuno però può visitare. Si può soltanto guardarlo dall’alto, e da lontano”, scrive Vinci, definendo quel posto “alieno, incomprensibile”. E mentre il libro racconta del rincorrersi senza sosta nel tratto tra Parma e Reggio Emilia di capannoni vuoti, villette a schiera, outlet, allevamenti di maiali, cavalcavia, ruderi di vecchi casali di campagna, fabbriche, cantieri e condomini, in un brulicare continuo di camion, automobili e “forza lavoro” spesso schiavizzata, sembra di vederle davvero le vite spezzate di cui l’autrice parla: ecco Mario, geometra rimasto con un pugno di mosche in mano, lui che pensava di aver fatto l’affare del secolo e di potersi arricchire; ecco Sara, infermiera infelice che di Mario è diventata l’amante, e che proprio da lui è stata spinta a convincere suo padre affinché cedesse il terreno dove costruire. Infine Fabio e Marilena, che si sono indebitati per comprare una casa che mai verrà realizzata.
L’ultima voce a parlare è quella dell’autrice che denuncia la sofferenza di un territorio e le responsabilità di una classe politica indifferente quando non connivente. Per Vinci la speculazione edilizia è un’ossessione, lo ammette. Ma il suo timore è che “se non ci si lascia ossessionare da mostruosità del genere, tutto finirà nel cemento”, per colpa di uomini senza scrupoli e avidi di guadagno e con la complicità silenziosa di chi osserva lo scempio del territorio senza indignarsi né lottare.

Ciak per Figli, ultimo film Mattia TorreMastandrea e Cortellesi sul set con regia Giuseppe Bonito

16 settembre 201911:19

– La sua morte prematura a luglio, dopo una lunga malattia, ha scioccato chi conosceva Mattia Torre e per questo il suo ultimo progetto, scritto con tenacia anche per scacciare via la sofferenza, vedrà la luce. ‘Figli’ sarà il suo ultimo film, portato sul set da Giuseppe Bonito che con Torre ha lavorato a lungo fianco a fianco. Primo ciak il 16/9 a Roma, uscita del film con Vision Distribution, anche coproduttore, a gennaio 2020.
Protagonisti di ‘Figli’ sono due delle persone più vicine a Torre, Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi, e l’emozione sul set è fortissima. Accanto a loro, molti degli interpreti che in questi anni hanno portato in scena i successi dell’autore: Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo de Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo de Ruggeri. Nicola e Sara sono una coppia innamorata e felice. Sposati da tempo, hanno una figlia di sei anni e una vita senza intoppi, fino a quando l’arrivo del secondo figlio li farà scontrare con l’imprevedibile.

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DALLE 11:21 DI GIOVEDì 12 SETTEMBRE 2019

ALLE 13:53 DI SABATO 14 SETTEMBRE 2019

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Al Bano sarà tolto da blacklist Ucraina
“Spero di essere invitato per grande concerto di pace e musica”

12 settembre 2019 11:21

Niente più blacklist per Al Bano in Ucraina. “Tutto chiarito col nuovo Governo – dichiara l’Avvocato Cristiano Magaletti che ha seguito la vicenda -. Lo toglieranno dalla blacklist. La visione di Al Bano è e sarà sempre pacificista”. L’Ucraina aveva contestato ad Al Bano alcune dichiarazione in merito all’appartenenza della Crimea alla Russia. “Non mi sono mai interessato della vicenda, essendo un cantante e non un politico. Spero di essere invitato ed accolto in Ucraina per un grande concerto di pace e musica”, ha detto il cantante.

A Matera ‘rinasce’ una chiesa rupestreRestauro S. Giovanni in Monterrone. Iniziativa Rigoni di Asiago

MATERA12 settembre 201912:08

– Al termine dei lavori di restauro degli affreschi, finanziati da Rigoni di Asiago con l’apporto della società Fondaco Italia, è “rinata” la chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone, che si trova nel Sasso Caveoso di Matera (Capitale europea della Cultura 2019). La chiesa – di epoca medievale (XI sec.), totalmente ricavata nel masso roccioso ad eccezione della facciata – è stata riconsegnata alla Città dei Sassi con una cerimonia a cui, tra gli altri, hanno partecipato il presidente e ad di Rigoni di Asiago, Andrea Rigoni, e il presidente di Fondaco Italia, Enrico Bressan.

Leonardo diventa multisensorialeInstallazione in mostra a Milano da domani al 13 ottobre

12 settembre 201912:28

– MILANO

– L’ultima cena di Leonardo da Vinci diventa un’opera multisensoriale ‘visibile’ a tutti, anche ai non vedenti: succede a partire da domani, fino al 13 ottobre alla fondazione Stelline, dove sarà in mostra l’installazione ‘Spolvero. Il cenacolo rivelato’.
L’opera – realizzata da Lucrezia Zaffarano, dal grafico Matteo Carbonara e dal film maker Andrea Sartori – è fra i vincitori del concorso Milano Da Vinci, che, a 500 anni dalla morte del genio toscano, chiedeva di mostrarne lo spirito innovatore sfruttando i nuovi media. Spolvero è il disegno preparatorio dell’opera, quello che una volta ultimata non si vedrà. In questo caso però è una enorme scultura (in scala 1:2) realizzata con una tecnica simile al Braille che permette di leggere con le mani l’Ultima cena. Sulla parete di fronte si trova invece esattamente il suo contrario, una versione su sfondo nero fatta di punti di luce, come una costellazione. Il tutto corredato da un audio che ricrea, in ebraico biblico, quello della Cena.
“Grazie al grande lavoro dei creatori – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -, sarà possibile fruire in un modo inedito, trasversale e accessibile a tutti una delle opere d’arte più famose al mondo”.
“Dal 2015, con la creazione dell’Hub Leonardo, fino a oggi, la Fondazione Stelline è protagonista con diverse iniziative della rilettura dell’opera di Leonardo da Vinci” ha ricordato la presidente della Fondazione Stelline PierCarla Delpiano aggiungendo che ospitare questa installazione è “un arricchimento del nostro percorso che, utilizzando i linguaggi performativi di oggi e le nuove tecnologie multimediali, consente a tutti un approfondimento e una partecipazione alla fruizione del capolavoro del grande Leonardo”.
La mostra è stata realizzata dalle Stelline insieme alla Fondazione Accenture e al Comune di Milano. E alla realizzazione dell’opera ha contribuito la Civica Scuola di cinema.

Bollani e Hyung-Ki Joo insieme a TarantoNel maggio 2020 in concerto unico per l’Orchestra Magna Grecia

TARANTO12 settembre 201912:39

– I pianisti Stefano Bollani e Hyung-Ki Joo, insieme, in uno spettacolo unico per la stagione dell’Orchestra della Magna Grecia, in programma il 29 maggio 2020 al Teatro Orfeo di Taranta. E’ la sorpresa, annunciata dal direttore artistico Piero Romano, della presentazione della nuova stagione, giunta alla 28/a edizione.
Bollani e Joo sono due fra gli artisti più ‘corteggiati’ del panorama internazionale, capaci di alternare differenti generi divertendo tra pop, rock, jazz e musica classica. Il cartellone proporrà anche il pop-rock di Dodi Battaglia (Pooh), i cantautori Enzo Gragnaniello e Simone Cristicchi (ospite Amara), la fantasia e la voce di Neri Marcoré e il Gnu Quartet, la vocalità di Dianne Reeves con Fabrizio Bosso. Per la classica, le rapsodie ungheresi eseguite da Yuri Bogdanov, Juan Carlos Lomonaco e Anna Miernik con l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Luigi Piovano. Poi, musiche del cinema di Kubrick e James Bond, la soprano Anna Maria Sarra, tributi a Withney Houston e Mia Martini.

A Milano apre primo Uniqlo d’ItaliaFondatore, ‘con noi è possibile giocare con tutti i marchi’

MILANO12 settembre 201912:41

– “E’ con piacere che apriamo il nostro negozio a Milano, la capitale del mondo nell’ambito della moda”. Così Tadashi Yanai, fondatore di Uniqlo e presidente di Fast Retailing, ha salutato l’apertura del primo punto vendita italiano di Uniqlo, il colosso giapponese del casualwear. “Qui in Italia ci sono grandi marchi, come Ferragamo o Prada. Noi offriamo complementi che possono essere accostati con tutti i marchi italiani, come a quelli globali.
Con noi è possibile giocare con tutti i marchi: questo è la quintessenza dell’abbigliamento quotidiano”. Il negozio aprirà al pubblico domattina alle 10. Lo sbarco italiano della catena giapponese, che ha iniziato la sua avventura a Hiroshima nel 1984 ed è presente oggi in 22 paesi, è parte della ‘rinascita’ di Piazza Cordusio. L’imponente flagship store è situato proprio di fronte alla Reserve Roastery scelta da Starbucks per iniziare la sua avventura italiana.

A Fragranze 170 brand DI profumiDa 13 a 15 settembre torna salone ‘olfattivo’ di Pitti a Firenze

FIRENZE12 settembre 201913:31

– Fragranze iconiche firmate da maison internazionali, creazioni olfattive ideate da nasi prestigiosi ma anche linee sviluppate da nuovi talenti e case indipendenti della profumeria artistica. E’ il percorso olfattivo in scena a Firenze, dal 13 al 15 settembre, alla Stazione Leopolda per Fragranze, salone organizzato da Pitti Immagine.
A darsi appuntamento 170 brand, ovvero l’Italia dei profumi ma pure la grande profumeria francese, la tradizione inglese, il lusso dal Medio oriente. Arriverà Jean-Claude Ellena, autore di profumi bestseller e talento riconosciuto in tutto il mondo, per la prima retrospettiva a lui dedicata, curata a Chandler Burr.
Nel programma poi di Fragranze dibattiti, un focus sullo skincare con uno spazio speciale al salone, e l’Osservatorio promosso da Pitti con Marco Ricchetti per illustrare la dimensione economica della profumeria artistica: 600 milioni di euro il fatturato in Europa registrato nel 2018.

Festival filosofia, tema è la ‘persona’A Modena, Carpi, Sassuolo dal 13 al 15 settembre

12 settembre 201913:48

– E’ attorno alla ‘persona’, come si intitola quest’anno il 19/o Festival Filosofia che si svolge dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo, che rifletteranno, si interrogheranno, discuteranno, rispondendo a tante domande almeno quante nuove ne proporranno nelle loro lezioni magistrali i 53 relatori, tra i quali attesi sono i maestri e beniamini del pubblico da oramai vari anni. Alcuni sin dagli inizi della manifestazione, come Marc Augé, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Remo Bodei, presidente del comitato scientifico del Consorzio, altri arrivati negli anni seguenti, da Donatella Di Cesare, Roberto Esposito, Michela Marzano, Stefano Massini, Salvatore Natoli, Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi, assieme a 24 voci debuttanti, che sapranno sorprendere gli ascoltatori e tra le quali sono Michel Agier, Leonardo Caffo, Colin Crouch, Alain Ehrenberg, Paolo Flores d’Arcais, Enrico Giovannini, Danilo Martuccelli, Michael Rosen, Olivier Roy, Michael Quante.

Greta Garbo immagine della Festa di RomaEdizione 17-27 ottobre. Nel poster magnetismo diva de Il Bacio

12 settembre 201913:56

– Greta Garbo, la prima grande diva della storia del cinema, è la protagonista dell’immagine ufficiale della 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 17 al 27 ottobre all’Auditorium Parco della Musica, coinvolgendo numerosi altri luoghi e realtà culturali della Capitale, con la direzione artistica di Antonio Monda, prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma, presidente Laura Delli Colli, direttore generale Francesca Via.
La foto scelta per rappresentare la Festa è stata scattata in occasione delle riprese del film del 1929, Il bacio (The Kiss), il suo primo film sonoro.
La perfezione dei suoi lineamenti e il fascino conturbante e misterioso della sua figura valsero a Greta Garbo l’appellativo di ‘divina’. Nata in Svezia ma naturalizzata in America, Greta Garbo è la prima grande icona di bellezza della settima arte, simbolo di quella femminilità degli anni ’20 che si impose in tutto il mondo e che seppe conquistare il pubblico con il suo carisma e magnetismo.

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De Palma, il reggaeton è la mia strada
Da rap a ritmi latini, “ma non così lontani”. Esce album Uebe

13 settembre 201909:32

– All’inizio fu il rap. Poi l’anno scorso la virata verso ritmi più latini. E oggi, Fred De Palma, 30 anni a novembre, ha conquistato, a colpi di dischi d’oro e di platino, il titolo di “Love King del reggaeton”. “Le etichette non mi piacciono – racconta lui, all’anagrafe Federico Palana – anche perché in musica non ci sono e non ci possono essere barriere. Sono però orgoglioso di aver trovato la mia strada con questo genere musicale e di esserne diventato il rappresentante italiano”.I numeri gli danno ragione: dopo il successo dell’anno scorso con il brano “D’estate non vale” in duetto con la pop star latina Ana Mena, la coppia ha sbancato anche nell’estate 2019 con “Una volta ancora”. Da cinque settimane in vetta alla classifica dei singoli più venduti, n.1 sulle piattaforme digitali e un video che si avvia a superare i 60 milioni di visualizzazioni. Un’estate da re, coronata ora dall’uscita, il 13 settembre, del nuovo album dal titolo enigmatico “Uebe” (Warner). “Nessun messaggio criptato – scherza il giovane artista, raggiunto al telefono -. Non c’è una traduzione vera e propria, è la mia storpiatura per la parola baby ed è il mio modo di ribadire il concetto che questo disco rappresenta qualcosa di nuovo, che prima non esisteva per quanto riguarda il panorama italiano”. Il reggaeton in Italia è sempre stato associato a qualche tormentone estivo in arrivo da Spagna o America Latina. “Le barriere, come non esistono a livello di generi, non esistono neanche più a livello geografico. L’Italia è pronta a ricevere influenze dall’estero, facendole sue”, spiega ancora Fred De Palma che per il nuovo disco ha voluto con sé tanti amici e colleghi. Oltre ad Ana Mena (con la quale canta anche un brano in spagnolo, Se iluminaba), in Uebe spuntano duetti con Sofia Reynes, Emis Killa (“c’è stima reciproca”), Boro Boro, Shade (“mio fratello”), Baby K (“la queen dell’estate non poteva mancare”). Fred, però, non rinnega niente e qua e là nel disco non manca qualche omaggio al passato: “Il rap e il reggaeton non sono poi mondi così lontani: entrambi arrivano dalla strada, dalla voglia di fare musica, entrambi sono generi urban. E non è tanto la struttura a discostarsi, quanto il sound. In ogni caso non è nelle mie intenzioni tornare sui miei passi. Ho trovato la mia dimensione”.Del reggaeton ama le atmosfere più spensierate, “ma non per questo deve essere considerato stagionale. Nel disco ci sono anche brani più ‘autunnali’ come Uebe e Bahamas, o la ballad Il tuo profumo”. Del rap gli rimane addosso un’immediatezza del linguaggio, a volte un po’ rude, a volte un po’ sopra le righe. Come nella intro “Fatti così”, quando rivolgendosi a un’ipotetica donna canta “ti piace violento, ti sbatto sul mio letto”. “Non voglio essere frainteso – si precipita a precisare -. Non voglio passare per maschilista né istigare alla violenza. Tantomeno sulle donne. E’ piuttosto un’immagine legata a un racconto, con un gergo un po’ spinto. Credo che la musica sia come guardare un film: quello che ascolti va ‘interpretato’. So che abbiamo una responsabilità nei confronti di chi ci ascolta ed è per questo che io non sono mai negativo nei miei brani”. Alla soglia dei 30 anni (“non mi sembra che sia cambiato tanto, ma forse la mia svolta musicale è arrivata al momento giusto: è l’anno zero”), si dice soddisfatto per quello che ha raggiunto (“con fatica e senza scorciatoie, neanche quelle dei talent, anche se il giudice lo farei”). Il futuro? “Non tradire me stesso e il pubblico”.

Progetto di restauro violini di VivaldiIn collaborazione con Fondazione del Museo Stradivari

VENEZIA12 settembre 201914:34

– L’Istituto provinciale per l’infanzia ‘Santa Maria della Pietà’ di Venezia ha promosso, in collaborazione con la Fondazione Museo del violino Antonio Stradivari di Cremona, un progetto per studiare e restaurare la collezione di strumenti ad arco dell’Istituto, risalente in gran parte al periodo della presenza di Antonio Vivaldi alla Pietà e considerata un unicum, in quanto gli strumenti non sono stati mai sottoposti ad interventi di adeguamento. Dodici violini, due violoncelli, una viola e due contrabbassi sono stati trasferiti nelle scorse settimane a Cremona nel laboratorio di diagnostica applicata ai beni culturali di Cr.Forma. Qui verrà effettuata una serie di indagini diagnostiche non invasive per decidere, strumento per strumento, se operare un recupero funzionale o materiale. L’intervento, presentato al Teatro La Fenice di Venezia, durerà circa un anno. In questo periodo le opere saranno sostituite nelle bacheche della Pietà da 14 strumenti prestati dal Museo del violino di Cremona.

Tra Italia-Spagna, La Cultura è CapitaleDopo Napoli, al via appuntamenti a Matera, Messina e Roma

12 settembre 201915:16

– Mostre, dibattiti, performance, festival. Per suscitare una riflessione sull’idea di Europa e sfruttare la Cultura come strumento di coesione sociale e sviluppo della società. È La Cultura è Capitale, collaborazione tra Ambasciata di Spagna e Fondazione Con il Sud, che coinvolge 4 città italiane e artisti e intellettuali dei due paesi, con attenzione particolare al Sud del nostro paese. ”La cultura è alla base della costruzione dell’Europa”, spiega l’Ambasciatore spagnolo Alfonso Dastis. ”Nel nostro compito di infrastrutturazione sociale – aggiunge Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione Con il Sud – una delle leve più efficaci nel recupero di situazioni difficili è proprio la Cultura”.
Così, dopo Napoli – dove per la prima volta si è portato il cinema nei Quartieri Spagnoli – il 24/9 tocca a Matera con mostre, omaggi al pittore José Perez Ocana, cinema e il Premio Energhia 2019. A ottobre a Roma al via le ‘chiacchierate’ ispano-italiane e a novembre a Messina foto e sculture in Miradas Cruzadas

Torna Cracco con un nuovo live cookingSu Rai2, coprodotto da Scavolini. Marano, è il branded content

12 settembre 201919:40

Senza la giacca da chef né il cipiglio severo del giudice, Carlo Cracco, uno dei cuochi più famosi nel panorama tv, arriva su Rai2 con un nuovo programma. “Solo un breve ritorno, ho altre cose da fare come gestire vari ristoranti” ha precisato presentando a Milano ‘Nella mia cucina – una ricetta con Cracco’, in onda dal 16 settembre, una ventina di minuti alle 19.40 dal lunedì al venerdì con una replica il pomeriggio del giorno successivo e un ‘riassunto’ delle puntate il sabato alle 14. Coprodotto da Scavolini, di cui Cracco è testimonial, e da Zerostories, il programma apre un nuovo percorso nel mondo della pubblicità per le reti generaliste. “Non solo spot, è il branded content, l’evoluzione del settore – ha spiegato Antonio Marano, ad e presidente di Rai Pubblicità – Il nostro mandato è anche valorizzare il sistema economico nel sistema paese”. Cracco ogni puntata (ne sono previste 20) ospiterà a casa sua un cuoco amatoriale (e pure senza grandi ambizioni) e insieme cucineranno una ricetta. Saranno spalla a spalla, ciascuno avrà davanti una cucina con attrezzature e ingredienti per preparare la pietanza, identici, e l’ospite dovrà seguire le indicazioni date a voce dallo chef. Ne nasceranno situazioni anche comiche e divertenti, che poi è anche lo spirito del programma, come ha voluto sottolineare più volte lo stesso Cracco.

Isgrò a Venezia, artista cancellaturaAntologica alla Fondazione Cini per oltre 50 anni attività

VENEZIA12 settembre 201917:23

– Emilio Isgrò, pittore e poeta, ma anche romanziere, drammaturgo o regista, portatore di un percorso creativo ed estetico basato sulla “cancellatura”, di quei segni neri a coprire le parole di libri, di mappe o carte geografiche fin dagli inizi degli anni ’60, ricorda, “in tempi in cui bisogna stare un po’ attenti”, che l’arte “non risolve i problemi, ma ha la capacità di segnalarli al momento giusto”. L’artista, protagonista di una mostra antologica alla Fondazione Cini a Venezia dal 13 settembre al 24 novembre, a cura di Germano Celant (catalogo Treccani), affida da oltre 50 anni la creazione di nuove immagini, di nuove visioni, alla cancellatura, a quel segno, ora nero di pennarello ora fatto con il bianchetto, steso con cura a coprire ad una ad una le parole sui libri, lasciandone però alcune visibili, “libere” di creare forse nuovi testi rispetto a quello originario.
E’ una esposizione particolare quella allestita nelle sale della Cini, dove al percorso delle opere si accompagna un allestimento che crea un’ambiente-opera con le pareti coperte dalle pagine di “Moby Dick” di Herman Melville, su cui è l’artista è intervenuto con la “cancellatura”.
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Ferrara, Museo ebraismo avrà nuova alaAccordo da quasi 6 milioni di euro, lavori dureranno un anno

BOLOGNA12 settembre 201917:24

– Cresce ancora il Meis, Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah a Ferrara. Il segretariato regionale del ministero per i beni e le attività culturali dell’Emilia-Romagna e la società Frimat hanno sottoscritto un contratto per la realizzazione di un altro edificio che si affaccerà su via Rampari di San Paolo e che, nelle intenzioni dei progettisti, rappresenterà l’entrata principale del museo una volta portata a termine l’intera opera.
L’esecuzione dei lavori del corpo ‘D’, per un importo che sfiora i 6 milioni di euro, avrà durata un anno.
Con questa nuova porzione del museo, fa sapere il ministero, comincerà a delinearsi con più chiarezza quello che sarà l’aspetto finale dell’intera struttura, giocata sulla trasparenza e la permeabilità di uno spazio aperto e destinato a divenire una nuova via di accesso alla città di Ferrara.

Monet e gli impressionisti in NormandiaA Palazzo Mazzetti di Asti 75 capolavori fino al 16 febbraio

ASTI12 settembre 201917:26

– Fa tappa ad Asti – dopo il successo di Chagall. Colore e magia, visitata da 50.000 persone – una nuova grande mostra che racconta il movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia. A Palazzo Mazzetti sono esposti fino al 16 febbraio 75 capolavori di Monet, Renoir, Delacroix e Courbet. Tra le opere – il progetto è stato messo a punto con il critico Vittorio Sgarbi – si possono ammirare Falesie a Dieppe di Delacroix, Camille sulla spiaggia e Barche sulla spiaggia di Etretat di Monet, Tramonto, veduta di Guernesey di Renoir.
La mostra ‘Monet e gli impressionisti in Normandia’, curata da Alain Tapié, è realizzata dalla Fondazione Asti Musei, dalla Fondazione Cr di Asti, dalla Regione Piemonte e dal Comune di Asti. “Vogliamo fare diventare Asti una città internazionale di cultura con ricadute economiche”, spiega il presidente della Fondazione Asti Musei, Mario Sacco. “In questa mostra i protagonisti sono i luoghi che diventano contenuti, una geografia dell’anima”, osserva Sgarbi.

Leone, la riforma Salini? Va fatta subitoCon la scommessa dell’ad il ‘generone’ puo’ fare spazio a qualita’

12 settembre 201918:18

– “Il piano industriale di Salini? Il punto dei vista dei produttori e’: fate presto, perche’ il progetto e’ indispensabile per il rilancio della Rai e va nella direzione giusta, fornendo presidi di competenza per il rilancio industriale di fiction, intrattenimento, documentari e animazione, generi di cui poi usufruiscono le reti”. Giancarlo Leone, presidente dell’Associazione produttori audiovisivi, amministratore delegato di Q10 Media, membro del Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo, gia’ dirigente Rai di lungo corso, promuove la riforma immaginata dall’ad, che punta a ridefinire l’organizzazione editoriale e industriale dell’azienda e ha tra i cardini nove direzioni di contenuto.”Il nostro giudizio e’ positivo, perche’ nell’era della tv specializzata avere presidi competenti puo’ creare enormi benefici sui contenuti e, si auspica, sui modelli produttivi”, spiega Leone. “Solo le competenze possono evitare di sfociare nel ‘generone’ televisivo e far diventare la tv generalista una tv di qualita’”. Per 33 anni in Rai, dove e’ stato coordinatore dei palinsesti, ad di Rai Cinema, responsabile di Rai Intrattenimento, vicedirettore generale, direttore di Rai1, Leone non esclude resistenze interne alle direzioni ‘orizzontali’ volute dall’ad: “Ho toccato con mano il tema della resistenza al cambiamento – racconta – quando la Rai mi affido’ la direzione Intrattenimento, primo esperimento trasversale di produzione di genere per le reti. Inizialmente incontrai naturali resistenze da parte dei direttori dei canali, ma nel giro di un anno, in collaborazione con loro, portammo a casa Tale e quale show su Rai1 e The Voice e Pechino Express su Rai2, solo per citare tre dei tanti titoli ancora oggi di successo. L’esperienza si chiuse non perche’ ando’ male, ma perche’ il nuovo direttore generale (Gubitosi, ndr) mi nomino’ direttore di Rai1 e mi chiese di riassorbire nel canale le competenze che erano state esternalizzate”.Perche’ la scommessa di Salini abbia successo, ragiona Leone, “sara’ fondamentale capire come funzionera’ il coordinamento tra il canale, che e’ un luogo distributivo, il genere che e’ un luogo produttivo, il marketing e palinsesto che sono luoghi di coordinamento”. Altra “variabile essenziale sara’ la qualita’ delle scelte: i centri specializzati vanno affidati alle persone piu’ competenti in materia. Qualora cio’ non avvenisse, il progetto rischierebbe di naufragare”.Il piano industriale prevede una newsroom dalla quale sono esclusi Tg1, Tg2 e Tg3: “Dal mio punto di vista – continua Leone, parlando da grande conoscitore della macchina televisiva – e’ ineludibile affrontare il tema dell’informazione e della tripartizione dei tg, ormai superata dai fatti. E’ la riforma piu’ difficile, ma e’ anche la piu’ ambiziosa e necessaria: consiglierei al vertice aziendale di accettare una sfida che non si puo’ piu’ rinviare. Cosi’ come e’ fondamentale un’informazione ‘customizzata’ rispetto al canale, alla sua linea editoriale e al suo target. Vedo tre grandi realta’: un’informazione nazionale e internazionale centralizzata che fornisca le news ai canali; un’informazione locale, che gia’ esiste ed assolve ampiamente al suo compito sia su Rai3, sia come ‘agenzia’ per i tg nazionali; un’informazione customizzata, a se’ stante. Tre elementi di una necessaria riforma – conclude – che dovrebbe superare la tripartizione, consentendo uno sviluppo industriale e di costi maggiormente allineato alle best practice internazionali”.

Paestum, il frammento di una scultura arcaica nel tempio di AthenaUna testa tardo-arcaica in pietra scoperta dagli archeologi

NAPOLI12 settembre 201920:24

“Una scoperta totalmente inattesa che apre nuovi scenari”. Sono le parole di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Paestum, a proposito del ritrovamento di un frammento di scultura in pietra, una testa in arenaria risalente al VI-V secolo a.C, emerso durante la campagna di scavo dell’Università di Salerno nell’area archeologica dell’antica Poseidonia, nei pressi del tempio dorico di Athena. Il frammento potrebbe provenire da una delle “metope” che ornavano i lati lunghi del tempio.”La novità sta nella scarsità di ritrovamenti del genere nell’area interessata dallo scavo – prosegue Zuchtriegel – Finora, la scultura in pietra a Paestum è nota soprattutto dal santuario dedicato ad Hera, presso la foce del Sele. Il ritrovamento potrebbe aprire nuovi scenari. Tra l’altro, è da tenere presente che il tempio di Athena era circondato da porticati, altari e sacelli, e dunque solo in futuro potremmo capire da dove proviene il frammento. C’è ancora tanto da scavare”. Il direttore del parco archeologico di Paestum rivela un particolare curioso. “Il frammento è stato rinvenuto negli strati più superficiali dello scavo, in un’area che era già stata oggetto di indagine durante gli anni ’20 e ’30 dello scorso secolo. É possibile che allora sia stato confuso per una pietra di nessun valore”.”Anche quest’anno – aggiunge Fausto Longo, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Salerno e responsabile dello scavo – l’equipe di ricerca salernitana sta scavando l’edificio sud-est al quale erano state attribuite le terrecotte architettoniche esposte nel Museo, tra i documenti più antichi provenienti da questa zona dell’area archeologica”. Solo a giugno, sempre nell’area archeologica di Paestum, ma questa volta sul versante occidentale delle mura della polis magno-greca, gli archeologi del Parco si erano imbattuti in una scoperta del tutto inattesa: capitelli, colonne, cornicioni e triglifi di un edificio dorico. La scoperta più sorprendente era consistita in un pannello in arenaria decorata con tre rosette a rilievo. Intanto, fervono i preparativi per la mostra che aprirà i battenti il 4 ottobre dal titolo “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici”, la prima che integra il discorso sui cambiamenti climatici con un prospettiva storica e archeologica. L’obiettivo è di attirare l’attenzione sulla capacità delle società umane di comprendere cambianti imprevisti, di adattarsi e ricostruirsi.

150 anni Aie: Cattaneo: ‘La ricerca non si può fermare’La senatrice all’evento dell’Associazione editori

12 settembre 201918:41

Compie 150 anni e guarda al futuro mettendo tra le priorità l’istruzione, la scuola e la lettura che è un'”emergenza nazionale”, l’Associazione Italiana Editori che ha celebrato il suo secolo e mezzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
All’evento, coordinato da Paolo Mieli, è intervenuta anche la senatrice a vita Elena Cattaneo. ” La ricerca – ha detto Cattaneo, non si può fermare”.

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Benessere e crisi in mostra a Pistoia
Seconda tappa di ‘Italia moderna 1945-1975’

PISTOIA12 settembre 201918:48

– I leggii in metallo di ‘Dimostrazione’ (1975) di Giulio Paolini, la scultura ‘Asciuga Ali’ (1995) di Giosetta Fioroni, il giallo accecante del ‘Michelangelo’ (1967) di Tano Festa, e ancora le riflessioni sui numeri di Fibonacci di Mario Merz e lo Scoglio realizzato da Pino Pascali nel 1966. Sono solo alcune delle oltre 80 opere che compongono il percorso di ‘Il benessere e la crisi’, seconda tappa della mostra ‘Italia moderna 1945-1975. Dalla Ricostruzione alla Contestazione’ a cura di Marco Meneguzzo, che la Fondazione Pistoia Musei presenta dal 13 settembre al 6 gennaio nella sua sede di Palazzo Buontalenti.
“I visitatori – ha spiegato Meneguzzo – trovano in mostra opere dal 1960 al 1975, perché è la seconda tappa di un excursus nell’arte italiana che parte dalla ricostruzione e arriva alla grande contestazione, cioè l’Italia della modernità”. ‘Italia moderna 1945-1975’ è un progetto sull’arte italiana del Novecento con oltre 150 opere provenienti dalle collezioni di Intesa Sanpaolo.

Meghan lancia collezione abiti da lavoroDuchessa a iniziativa di beneficenza con suo blazer portafortuna

LONDRA12 settembre 201919:16

– Un blazer portafortuna, quello indossato anni fa nel colloquio destinato a darle la prima chance di lavoro; e una dichiarazione impegnativa di adesione piena (“sono dove voglio essere”) al suo nuovo ruolo di membro della famiglia reale britannica, a dispetto delle critiche (o dei pregiudizi) scagliate senza sosta contro di lei dai tabloid della stampa popolare. Meghan Markle ha presentato così a Londra, alla vigilia della London Fashion Week, la collezione da lei stessa lanciata assieme all’amica designer Misha Nonoo nell’ambito di un’iniziativa a sostegno delle donne disoccupate curata da Smart Works.
Iniziativa di sorellanza solidale, secondo il messaggio che ne era stato dato in occasione della presentazione di un numero di Vogue Uk dedicato a nuove figure di “donne-fonte d’ispirazione” di cui Meghan è stata chiamata a essere direttore ospite. La presentazione della collezione Smart Set, ha avuto luogo nel flagship shore di John Lewis coinvolto come partner commerciale

In sala ‘La mafia’ di Maresco, premiata a VeneziaCon fotografa Letizia Battaglia e manager eventi Ciccio Mira

13 settembre 201910:17

– Con il riconoscimento del premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia, è in sala da ieri, distribuito da Istituto Luce Cinecittà, La Mafia non è più quella di una volta, il film di Franco Maresco che con il suo stile che mescola grottesco e iperrealismo esasperato racconta una storia della Palermo di oggi, tra il ricordo di Falcone e Borsellino e l’indifferenza di una parte di cittadini.
Protagonisti – antagonisti nel cinismo di Maresco sono due palermitani noti: la fotografa Letizia Battaglia, 83 anni, fan del sindaco Leoluca Orlando, autrice di scatti storici sulle guerre di mafia e un curioso personaggio borderline, Ciccio Mira, organizzatore di eventi musicali che decide di puntare su un neomelodico che sostiene di essere uscito dal coma grazie all’apparizione dei due magistrati martiri della mafia.
Il film documentario, che ha anche brevi parti di animazione, sottolinea più volte come il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non abbia commentato la sentenza del 20 aprile 2018 in cui si è messo nero su bianco l’esistenza di un patto Stato-Mafia. Il Quirinale, durante i giorni veneziani, ha ribadito che il presidente della Repubblica “non commenta le sentenze”.
Ciccio Mira mette su un improbabile concerto neomelodico allo Zen in onore di Falcone e Borsellino, ma tuttavia i suoi discorsi e quelli del suo storico manager, Matteo Mannino, continuano a tradire una certa nostalgia per la “mafia di una volta”. Maresco incalza i suoi protagonisti e i cittadini di Palermo, quei pochi del concerto allo Zen, e quelli in strada tra piazze e mercati chiedendo loro di dire davanti la telecamera ‘no alla mafia’ e ‘viva Falcone e Borsellino’. Cosa che puntualmente non accade. Il film seguendo il racconto di Ciccio Mira, settanta anni palermitano ex operaio, un arresto e un procedimento penale per associazione mafiosa, affida ad un cartone animato la vicenda della nascita di una presunta occasionale amicizia della famiglia di Mira con quella dei Mattarella. Presunta amicizia che nella fiction e’ attribuita a un incidente che avrebbe fatto urtare l’auto del padre di Mira contro il cancello di casa dell’attuale presidente della Repubblica italiana. Da quell’incidente il film fa scaturire addirittura la passione di Mattarella per il cinema che, sempre secondo il racconto di Mira, avrebbe goduto di ingressi gratuiti al cinema Massimo di Palermo dove lavorava il padre dell’impresario. “Meno male che Maresco c’e’ con il suo scetticismo. Del film – ha detto a Venezia Letizia Battaglia – non sono d’accordo con certe cose, ma comunque amo la sua ferocia”. Quanto ai riferimenti a Mattarella ha aggiunto: “sono solo quello che pensa Ciccio Mira”.

Mostra editore bolognese Augusto GrossiNel 1873 fondò il primo giornale colorato umoristico in Italia

BOLOGNA13 settembre 201910:45

– La Biblioteca Salaborsa di Bologna ospita dal 16 al 28 settembre una mostra su Augusto Grossi, ‘un editore bolognese alla conquista del mondo’. Caricaturista affascinato dalla nuova tecnica litografica di disegno diretto sulla pietra da stampa, nel 1873 Grossi fonda il primo giornale colorato umoristico in Italia, ‘Il Papagallo’, che si presenta con tavole centrali a sgargianti colori e un prezzo equilibrato.
Dedito esclusivamente a temi di politica internazionale – celebri le sue caricature del nascente impero germanico e degli imperi russo e inglese protagonisti della difficile partita dei Balcani – prende rapidamente piede sui mercati esteri e nel 1876 compare un’edizione francese, ‘Le Perroquet’. Le pubblicazioni cessano il 23 maggio 1915 con l’entrata in guerra dell’Italia.
Quando compie 75 anni, Augusto Grossi dona la collezione completa della sua opera all’Archiginnasio, accompagnandola con una lettera.”Ho sempre rifiutato qualsiasi offerta per la vendita dell’intera collezione de ‘Il Papagallo’ – scrive nella missiva – per riserbare questa collezione all’Archiginnasio bolognese, convinto, forse illusoriamente, che sia questo il maggiore dono che, come artista e giornalista, io possa fare alla città cara ed illustre che m’ha dato i natali”.
Sono pagine di storia, arte, umorismo, satira. La mostra è visitabile negli orari di apertura della biblioteca, con ingresso gratuito.

Visite a 20 metri quota in chiesa ParmaPer ammirare il rosone creato da Alberto da Verona nel 1462

PARMA13 settembre 201910:59

– Il Duomo di Parma ha vicino una Chiesa gemella. Perlomeno nelle dimensioni la struttura gotica di San Francesco del Prato eguaglia, infatti, la celebre cattedrale cittadina, ma custodisce fra le navate la memoria di un passato che l’ha vista prima luogo di culto e poi, a partire dall’epoca napoleonica e fin quasi ai giorni nostri, luogo di reclusione e carcere. San Francesco del Prato è ora pronto ad aprirsi a nuova vita, grazie a un’opera di restauro che la consegnerà alla collettività come nuovo simbolo della città ‘Capitale Italiana della Cultura’ per il 2020 e che proseguirà per arrivare, alla fine del prossimo anno, alla sua apertura definitiva.
Intanto, nei weekend dal 14 settembre al 3 novembre, sarà possibile partecipare a una serie di visite guidate dal basso verso l’alto per ammirare il rosone creato da Alberto da Verona nel 1462, con la grande cornice di terracotta policroma. Le visite prevederanno una prima parte propedeutica, dedicata all’illustrazione della storia della chiesa, e una seconda a circa 20 metri di quota, che offrirà l’occasione di contemplare da vicino il grande rosone a 16 raggi e il raffinato decoro delle formelle policrome e di godere di uno straordinario panorama sul centro storico. La salita in quota avverrà su più turni (dalle 8.45 alle 16.45), a gruppi di massimo 9 persone, attraverso un ponteggio speciale dotato di ascensore e di una passerella accessibile anche alle persone con difficoltà motorie, per osservare in sicurezza il tesoro artistico e architettonico all’interno di un cantiere di restauro. La visita, della durata di un’ora, si potrà effettuare dopo una donazione on line, selezionando l’opzione “visita al rosone”.

Gastel ritrae l’infanzia violataRagazzi tolti alle famiglie ritratti con le mani sul volto

13 settembre 201911:00

– Bambini ed adolescenti di età varia, della Comunità del Piccolo Principe di Busto Arsizio, una delle case famiglia che accolgono i piccoli tolti, dai Tribunali dei Minori, alle proprie situazioni familiari perché abusati o maltrattati o comunque non curati idoneamente. Sono loro, con la loro infanzia violata, i protagonisti della mostra “Giovanni Gastel per il Piccolo Principe”, aperta dal 5 al 27 ottobre al Palazzo del Broletto di Como.
Ognuno dei 28 ragazzi ritratti ha il volto coperto dalle mani: sono “giovani – spiega il celebre fotografo di moda – che celano la parte per noi più rappresentativa. Perché questa scelta? Certo perché nascondersi è il primo istintivo gesto per sottrarsi alla violenza nel tentativo di non vedere, di oscurare l’inguardabile, di difendere la parte in cui tutti identifichiamo noi stessi”. Ai 28 scatti si accompagnano altrettanti racconti scritti dalla fondatrice e responsabile della Comunità il Piccolo Principe, Patrizia Corbo.

Torna su Fox Romolo+GiulyDal 16/9 su Fox la seconda stagione dell’irriverente serie

13 settembre 201911:01

– Un’Italia ‘a gestione separata’, che rischia di essere distrutta da una coppia di improbabili governanti; una Roma sgangherata, divisa in due, come la Berlino postbellica; infine battaglie, intrighi, battute ‘scorrette’, personaggi fuori dagli schemi e l’amore sempre turbolento tra Romolo Montacchi e Giuly Copulati. Torna con la sua dissacrante ironia e il suo irresistibile mix di luoghi comuni e storture tipicamente italiani la serie tv “Romolo+Giuly: la guerra mondiale italiana”, la cui seconda stagione andrà in onda dal 16 settembre alle 21.15 su Fox (Sky, 112). Dopo il successo dello scorso anno, la serie – prodotta dalla Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli con Lorenzo Gangarossa e da Zerosix Productions per Fox Networks Group Italy – ripropone un nutrito cast, composto da volti giovani e professionisti d’esperienza, tra cui Alessandro D’Ambrosi, Beatrice Arnera, Fortunato Cerlino, Giorgio Mastrota, Niccolò Senni, Ludovica Martini, Michela Andreozzi, Lidia Vitale e Francesco Pannofino.

Postorino, esce primo libro per ragazziIn libreria il 7 ottobre per Salani ‘Tutti giù per aria’

13 settembre 201911:16

– Sarà in libreria il 7 ottobre per Salani(GeMS, Gruppo editoriale Mauri Spagnol), ‘Tutti giù per aria’, il primo libro per ragazzi di Rosella Postorino, autrice del fortunatissimo romanzo rivelazione ‘Le assaggiatrici’, vincitore del Premio Campiello 2018. “Siamo felici di pubblicare il brillante esordio nella narrativa per ragazzi della vincitrice del Premio Campiello 2018, ma soprattutto che Rosella Postorino entri a far parte del catalogo Salani a fianco di J.K.
Rowling, Luis Sepúlveda, Roald Dahl, Daniel Pennac, Astrid Lindgren, Philip Pullman, Andrea Camilleri, Michela Murgia, Elisabetta Gnone, Silvana Gandolfi, solo per citare alcuni dei numerosi autori conosciuti a livello internazionale” spiega la direttrice editoriale Mariagrazia Mazzitelli. Protagonista di ‘Tutti giù per aria’ è Tina, intraprendente e indimenticabile, che entra a pieno titolo nella straordinaria galleria delle ‘bambine Salani’: da Pippi Calzelunghe a Bibi, da Matilde a Hermione Granger, da Calpurnia Tate a Olga Papel.
Il libro si può prenotare in libreria e online.

Secchiello e marsupio, borse d’autunnoMiti e leggende da Etro e Versace con le Pegaso e Virtus bags

13 settembre 201912:41

– Le nuove borse per la stagione autunnale sono versatili e glamour. I modelli variano dalle shopping bag alle tracolle, dalle clutch alle tote bag, fino agli zaini. Ma le novità sono due graditi ritorni dagli anni Settanta e Ottanta: i secchielli e i marsupi. Quest’ultimo da qualche stagione è tornato ad essere presente nel guardaroba di ogni fashion addicted. A cambiare è il modo di portarlo, almeno per teenager e infleuncer, che non lo legano in vita, ma lo portano a bandoliera. Inoltre cambia il suo mood come mostra la proposta fur di Fendi e quella con doppia tasca di Max Mara.
Perfino Armani ha ceduto al suo fascino con l’uomo Emporio.
Nuova vita anche per il secchiello da Hermes tra i primi a proporlo. Miti e leggende nelle novità di Versace ed Etro, che lanciano rispettivamente la Virtus Bag e la Pegaso Bag.

Canada Goose apre ‘cold room’ a MilanoPer l’arrivo in Italia campagna ‘Live in the open’

13 settembre 201913:16

– C’è anche una “cold room” dove testare le giacche del brand in ogni condizione climatica estrema, fino a -25 gradi nello store di Canada Goose, il primo italiano, che apre in via della Spiga 10, a Milano.
Per l’arrivo in Italia, il marchio fondato a Toronto nel 1957 lancia la campagna ‘Live in the Open’, con protagonisti la street artist Alice Pasquini, la guida Jiayi Zhao e il giocatore Jordin Tootoo. Alice crea graffiti, che lei chiama ‘regali alla comunità’, in piccoli angoli dimenticati del paese. Jiayi Zhao, una guida di spedizioni Polari nata a Pechino, è la seconda protagonista del racconto, mentre Jordin Tootoo, ex campione di Hockey su Ghiaccio, primo giocatore Inuk nell’NHL, da quando ha lasciato lo sport professionistico, ha dedicato il suo tempo a parlare alle comunità indigene. La regia è di Janssen Powers, selezionato al Festival di Cannes di quest’anno per due documentari, le foto di Diana Markosian.

‘Treviso Comics’, viaggio nel fumettoDa 26 a 29 settembre 250 autori e 15 mostre

TREVISO13 settembre 201913:16

– Treviso Comic Book Festival dal 26 al 29 settembre, con 15 mostre, workshop, 250 autori ospiti,tutto nel centro storico della città che vedrà 300 vetrine disegnate dai vari autori.Tre i luoghi per le mostre di punta:”Nel regno delle piccole cose” a Palazzo Giacomelli con le opere di Jon Mc Naught,astro nascente del fumetto inglese; Gabriella Giandelli, una delle più importanti fumettiste italiane, alla Fondazione Benetton; l’americana Jen Wang, autrice vincitrice del Prix Jeunesse di Angouleme e del premio Eisner nel 2019 a Ca’ dei Ricchi. A Palazzo Robegan le mostre dell’americano Jason Howard; dell’italiano Thomas Campi; di Giorgia Marras. In varie gallerie d’arte esposti i lavori dell’illustratrice francese Cecile Dormeau, della svedese Sara Andreasson,della tedesca Nadine Redlich, del canadese Matt Forsythe,della londinese Sophy Hollington. Tra i relatori il bonelliano Matteo Cremona che con Luca Genovese e Carmine di Giandomenico tratteranno del passaggio del fumetto “Dall’edicola alla libreria”.

Ferrarotti, escono le opere in 6 volumiI primi volumi in ottobre

13 settembre 201913:17

– Dai fondamenti teorici della sociologia alle indagini sulle periferie, la mafia e il terrorismo. Dal racconto dei viaggi negli Stati Uniti e in Amazzonia al ricordo degli amici e maestri Cesare Pavese, Nicola Abbagnano, Felice Balbo e Adriano Olivetti. Le principali opere di Franco Ferrarotti, 93 anni, sono state raccolte in sei volumi di oltre 5 mila pagine complessive, in uscita per Marietti 1820 tra ottobre 2019 e i primi di marzo 2020.
Intellettuale poliedrico, Ferrarotti è stato il primo professore italiano di sociologia, diplomatico e deputato indipendente al Parlamento italiano dal 1958 al 1963.
I sei volumi raccolgono, con introduzioni inedite, una quarantina delle principali opere dell’autore. I primi due, dedicati agli scritti teorici, escono in libreria il 3 ottobre e riportano, tra gli altri, il ‘Trattato di sociologia’, i ‘Lineamenti di storia del pensiero sociologico’, le riflessioni sull’identità dialogica e la conoscenza partecipata de ‘L’ultima lezione’. Nel febbraio 2020 usciranno i due volumi che raccolgono le principali ricerche di Ferrarotti, in particolare ‘Roma da capitale a periferia’, ‘Vite di baraccati’ il ‘Rapporto sulla mafia’, il ‘Rapporto sul terrorismo’ e le indagini su giovani e droga. Ai primi di marzo saranno infine in libreria anche i due volumi di scritti autobiografici, che contengono il racconto dei viaggi negli Stati Uniti e in Amazzonia, i ricordi delle esperienze nella diplomazia e nella politica e gli omaggi agli amici e maestri Pavese, Abbagnano, Balbo e Olivetti.

Film-memoria, su Rai3 ‘Genova ore 11:36’Anteprima a Genova poi su Rai3. Parissone, ricordo come medicina

GENOVA13 settembre 201913:52

– Un film che è un documentario, il racconto di vite e di morti, una narrazione che si fa insieme memoria e richiesta di giustizia, elementi entrambi di una società giusta. Ecco ‘Genova Ore 11:36’, il non fiction film sulla tragedia di Ponte Morandi prodotto da 42° Parallelo in collaborazione con RaiCinema, che, dopo una prima pubblica e gratuita al Teatro della Gioventù di Genova domani sera, verrà messo in onda in prima serata su Rai 3 il 15 settembre. Otto mesi di lavoro, un’unità di film maker e autori dedicata, più di 100 persone intervistate, 300 ore di materiale girato in presa diretta per raccontare la tragedia che ha sconvolto Genova e l’Italia raccontata dal punto di vista delle vittime. Scritto da Giorgio Nerone e Fabrizia Midulla con Fabio Emilio Torsello, editor Emiliano Bechi Gabrielli, produttore esecutivo Laura Guglielmetti, il film documentario intreccia i fili del Caso che ha portato le vite di questi sconosciuti a incrociarsi nell’attimo in cui il ponte è crollato. “La memoria opposta alla rimozione – ha detto il direttore editoriale Mauro Parissone -, il ricordo come medicina. Per non cancellare la gravità di quello che è successo”. All’anteprima del film è annunciata la presenza del sindaco di Genova Marco Bucci, del governatore Giovanni Toti, del procuratore capo Francesco Cozzi e dei due sostituti che stanno seguendo l’inchiesta penale.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna Salone Restauro, accordo con Mise
La 26/a edizione in programma a Ferrara dal 18 al 20/9

FERRARA13 settembre 201914:15

– Un nuovo accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico, per incentivare l’internazionalizzazione del Restauro come eccellenza del Made in Italy, e la riconferma della collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali, che ha individuato nel Salone la cornice perfetta per presentare e affrontare alcuni dei temi più attuali relativi alle imprese culturali e alla loro fruizione: sono tra le novità della 26/a edizione del Salone internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese culturali, in programma a FerraraFiere dal 18 al 20 settembre.
Per il 2019 il Salone prevede la presenza di numerosi partner, aziende italiane e internazionali del settore e realtà pubbliche e private, oltre che ospiti d’onore come Vittorio Sgarbi e Benjamin Mouton. Durante la manifestazione sarà proposta una ricca programmazione di incontri B2B, nonché una scaletta di convegni, workshop, eventi speciali, visite in cantiere, eventi collaterali, mostre, talk e momenti formativi con un ricco ampliamento dei temi e dei settori: dall’edilizia sostenibile all’illuminazione, dalle nuove tecnologie al restauro di auto d’epoca, dalla diagnostica al merchandising museale, dalla ricostruzione post sisma alla conservazione dei beni culturali.
Tra i progetti inediti c’è ‘Teatr’in Musica. Una voce per i teatri chiusi, inagibili, con restauri complessi’, a cura di Letizia Caselli, che mira a far conoscere al pubblico la situazione dei teatri in Italia. Molti, infatti, risultano chiusi, dismessi o inagibili. ‘Teatr’in Musica’ si occuperà delle questioni relative alla manutenzione e al restauro dei grandi teatri, proponendo alcuni casi-studio.

Clerici, mi manca tv,tolta ingiustamenteA Verissimo, “presto sarò pronta per nuove e grandi avventure”

13 settembre 201917:05

– “Mi manca un po’ la tv perché mi è stata tolta in maniera ingiusta, brusca e senza motivazione. Mi manca di non poter avere della progettualità, se non per cose piccole, quando ero abituata a cose più importanti”. Antonella Clerici parla per la prima volta a Verissimo del periodo delicato che sta attraversando professionalmente. Nella prima puntata del talk show di Canale 5 racconta: “Alla fine ho pensato che è giusto così. Mi fermo, rifletto e magari mi vengono delle idee. Per cui tra poco sarò pronta per nuove e grandi avventure”.
Sul perché stia succedendo questo, la conduttrice risponde a Silvia Toffanin: “Sono 34 anni che sono in Rai e negli anni si avvicendano tante persone, non puoi piacere a tutti. Arriva magari un direttore che ama di più altre persone. Però non è che vedo fenomeni. Io non chiedevo molto, solo di fare ciò che già facevo. Mi ero già tolta dal quotidiano”.
E proprio ricordando il suo addio alla “Prova del cuoco”, dopo 18 anni, Antonella confessa: “Se penso a Fabrizio (Frizzi ndr) quando è venuto a trovarmi il giorno del mio compleanno, il 6 dicembre, e che dopo tre mesi lui non c’era più, ecco questa cosa mi ha forse fatto scegliere una vita più privata, più legata alle cose importanti della vita, perché per me è stato un vero choc. Quello che è successo a lui ha accelerato delle scelte che forse avrei dovuto fare con più calma, ma io non sono così. Ho fatto quello che mi sentivo in quel momento”.
Infine, alla domanda se vede il suo futuro in Rai o altrove, Antonella dichiara: “Fino a giugno in Rai. Istintuale come sono, quando succedono queste cose io vorrei buttare tutto e andarmene. Poi però mi sono detta di non fare scelte affrettate e di pensare bene a quello che voglio fare. Quello che conta sono i progetti e adesso penso ad un progetto che sia giusto per me e andrò dove lo potrò fare”.

Tuttestorie dedicato all’ambienteIl festival in programma dal 10 al 13 ottobre a Cagliari

CAGLIARI13 settembre 201917:08

– Ritorna in Sardegna il festival Tuttestorie, quest’anno dedicato alle terre di tutto il mondo.
Indonesia, Sudafrica, Amazzonia, Cina, Istria, ma anche Scampia, Etna e Barbiana di Don Milani. È intitolato “Terraterra.
Racconti, visioni e libri di sopra e di sotto” il 14/o appuntamento sulla letteratura per ragazzi che si svolgerà dal 10 al 13 ottobre a Cagliari (Centro Culturale Exma e altri spazi, con anteprime il 5 e 6 ottobre) e sino al 15 ottobre anche a Carbonia, Gonnesa, Iglesias, Isili, Loceri, Pabillonis, Posada, Ruinas, San Gavino, Samassi, Sanluri, Sant’Antioco, Serramanna, Vallermosa.
Un messaggio molto chiaro – come ha evidenziato Manuela Fiori, una delle organizzatrici – “la terra è di tutti”. E infatti ci sarà una cerimonia con il mescolamento, ad opera dei bambini, di un cumulo di terra sarda con terre arrivate da altre parti del mondo. Una volta ottenuto il miscuglio, gli spettatori saranno invitati a portare via un sacchetto. Per usare la terra per le piante o per il giardino.
Inevitabili le connessioni con l’ambiente. Numerose le attività ispirate dal movimento nato attorno a Greta Thunberg.
Ad esempio proprio con il progetto La sfida di Greta, incontri e videoclip sulla sostenibilità realizzati dai ragazzi, con Andrea Vico (al festival anche con il suo nuovo Piante in viaggio) e il gruppo di Friday for Future di Cagliari. La riflessione sui temi ambientali è anche al centro dei due spettacoli di musica e animazione analogica dal vivo del Fossick Project, dedicati a due animali in via di estinzione, il pangolino e l’otarda indiana. Ideato e organizzato dalla Libreria per Ragazzi Tuttestorie, il festival è realizzato con il contributo di idee e testi dello scrittore Bruno Tognolini. La terra, protagonista dell’edizione 2019, sarà celebrata in apertura con Terra tamburo batti, una danza e litania collettiva che coinvolgerà tutto il pubblico. In programma incontri, laboratori, spettacoli, narrazioni, performance, installazioni ed eventi speciali.
L’edizione 2019, che ha ottenuto la Effe Label, marchio di qualità riconosciuto ai principali festival europei, prevede circa 420 appuntamenti con 90 ospiti: 15.000 gli studenti già iscritti.

Adele divorzia dopo 3 anni di matrimonioCantante era separata dal marito Simon Konecki da cinque mesi

NEW YORK13 settembre 201917:48

– Dopo cinque mesi di separazione Adele chiede il divorzio dal marito Simon Konecki. Lo riferiscono diversi media. La richiesta è stata presentata presso un tribunale della California dove la coppia vive dal 2016. I due hanno un figlio, Angelo, nato nel 2012. All’epoca dell’annuncio della separazione lo scorso aprile, sia Adele, 31 anni, che Konecki, 45 anni, in un comunicato avevano detto che si sarebbero impegnati nonostante tutto a crescere il loro figlio con amore. Adele e Konecki erano diventati coppia nel 2011 e il matrimonio era avvenuto in gran segreto nel 2016. La rivelazione era stata fatta per la prima volta durante la cerimonia dei Grammy nel 2017 quando Adele si era rivolta a Simon tra il pubblico come il marito.

Moana Pozzi, a 25 anni scomparsa Iris la celebra. Ecco l’ultima apparizione in tv.

13 settembre 201918:44

A 25 anni dalla scomparsa (15.09.1994 -15.09.2019), domenica 15 settembre, dalle ore 21.15, “Iris” ricorda Moana Pozzi con il film-culto in prima visione assoluta Amami e lo speciale inedito ‘Moana Pozzi: storia di una diva’.
Di Moana Pozzi, mancata a soli 33 anni, resta, indelebile, l’icona: quella di una persona libera, sensuale, ironica, intelligente, colta, di classe. Una donna che ha attraversato gli Anni ’80 e parte dei ’90, dominando la scena mediatica, travalicando i confini dell’hard, con sagaci incursioni in TV e in politica.
L’omaggio della rete tematica free Mediaset, diretta da Marco Costa, prende il via con l’ultimo film girato da Moana: un’opera del 1992 diretta da Bruno Colella, sceneggiatore con Giovanni Veronesi, ed un cast di grandi caratteristi composto da Novello Novelli, Carlo Buccirosso, Flavio Bucci, Carlo Monni, un giovane Massimo Ceccherini ed i musicisti Edoardo Bennato e Tony Esposito.
Nella (non scontata) commedia, il vedovo Tullio Venturini (Novelli) ha una figlia, Anna (Pozzi), che di mestiere fa l’attrice. In paese (Greve in Chianti), il pensionato è l’unico a non sapere che la ragazza lavora nel mondo del porno. In un sovrapporsi di fiction (e forse anche di realtà), a conclusione della pellicola Anna si rivolge al padre: Cosa vuoi? Che ti prometta di smettere di fare quello che faccio? Non lo farò mai! Questa è la mia vita e la voglio proprio così, come me la sono costruita. Sono ricca, famosa e amata da tutti. Nella carriera della Pozzi, oltre a molti film x-rated, sono presenti venti pellicole tradizionali, sette programmi televisivi (tra cui lo stracult L’araba fenice, di Antonio Ricci, nel quale Moana faceva la critica di costume, nuda o tutt’al più incellophanata), due libri, qualche canzone e molte ospitate.
Una figura diventata mainstream, quella di Moana, che nello speciale a seguire – alle 23.15 – appare intervistata al Maurizio Costanzo Show (seduta di fianco ad un compiaciuto Achille Bonito Oliva), da Giuliano Ferrara (L’istruttoria), da Maurizio Mosca (L’appello del martedì), da un gigioneggiante Raimondo Vianello (Il gioco dei nove), da Silvana Giacobini (Gente comune), da Gerry Scotti (Candid Camera Show) e da Raffaella Carrà (Il Principe azzurro), programma nel quale la Pozzi si esibiva in un (oggi) assai pudico spogliarello.

Hit parade, rapper Junior Cally in vettaNew entry anche Post Malone, terzo, e Gionnyscandal, quarto

13 settembre 201920:22

– E’ il nuovo album di Junior Cally “Ricercato” a finire dritto al debutto in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. In questo disco il rapper romano svela il suo volto togliendosi la maschera che finora lo aveva tenuto nascosto.
Scivola al secondo posto Rocco Hunt, tornato con Libertà. New entry anche al terzo posto con Post Malone e il suo Hollywood’s bleeding. Da dieci settimane in classifica, la maggior parte delle quali passati sul gradino più alto, Machete Mixtape del collettivo Machete capitanato da Salmo (che è anche nono con Playlist), è ora quarto. Ultimo continua con la sua presenza stabile in top ten con ben tre album: Colpa delle favole è quinto, Peter Pan settimo, Pianeti decimo. Sesta posizione conquistata al debutto per un altro rapper: Gionnyscandal con Black Mood. Chiude il quadro della top ten Lana Del Rey, ottava, con Norman Fucking Rockwell, che è anche al primo posto dei vinili.
In testa alla top dei singoli c’è, per la sesta settimana consecutiva, Una volta ancora di Fred De Palma con Ana Mena.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 6 al 12 settembre:1) RICERCATO, JUNIOR CALLY (EPIC-SONY)2) LIBERTA’, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL- SONY)3) HOLLYWOOD’S BLEEDING, POST MALONE (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)4) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)5) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)6) BLACK MOOD, GIONNYSCANDAL (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)7) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)8) NORMAN FUCKING ROCKWELL, LANA DEL REY (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)9) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)10) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)   Questa la classifica dei singoli digitali piuù venduti:1) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)2) POOKIE, AYA NAKAMURA FEAT. CAPO PLAZA (REC. 118-WMI)3) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)4) CHIASSO, RANDOM & ZENIT, MY OWN FAMILY & VISORY RECORDS BELIEVE5) SENORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO, (ISLAND SONY UNI)   Questa la classifica dei vinili:1) NORMAN FUCKING ROCKWELL, LANA DEL REY (VIRGIN- UNIVERSAL MUSIC)2) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY)4) FREE, IGGY POP (IMS-CAROLINE INT. LI-UNIVERSAL MUSIC)5) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC).

Vasco sui social, nuova canzone il 25/10″Un vero gioiello per i Vascomani” arrangiato da Calso Valli

BOLOGNA13 settembre 201919:27

– “Oggi ho cantato la mia ultima canzone… Ultima in ordine di tempo. La sentirete dal 25 ottobre”. Lo ha scritto Vasco Rossi nel pomeriggio sui suoi canali social, allegando al post alcune foto realizzate nello studio di registrazione, e subito si è scatenata tra i fan la corsa a like, commenti e condivisioni.
Il Komandante aggiunge che il pezzo è stato arrangiato da Celso Valli e lo definisce “un vero gioiello per i vascologi Vascomani vascolarizzati”.

Ringo Starr, arriva album What’s my nameIl suo 20/o disco in studio in uscita il 25 ottobre

13 settembre 201920:06

– Ringo Starr annuncia il suo 20/o album in studio, What’s My Name, che uscirà per Universal Music il 25 ottobre. What’s my name è l’ultimo di una serie di dischi che l’ex Beatle ha prodotto nello studio della sua casa di Beverly Hills, con un cast d’eccezione di musicisti e amici.
Paul McCartney, Joe Walsh, Edgar Winter, Dave Stewart, Benmont Tench, Steve Lukather, Nathan East, Colin Hay, Richard Page, Warren Ham, Windy Wagner e Kari Kimmel sono solo alcuni di chi ha collaborato alle registrazioni.
“Non ho più voglia di stare in uno studio di registrazione ‘vecchio stile’, davvero – spiega Starr -. Ne ho abbastanza delle grandi vetrate e di quella ‘separazione’. Siamo tutti insieme lì, chiunque io inviti. È un club, il più piccolo della città. E amo questa cosa, essere a casa, poter dire ciao a Barb, fa bene a me e alla musica”.

Mara Venier, Domenica in è la mia casaConduttrice, felice di tornare per affetto avuto da pubblico

14 settembre 201911:31

Radiosa, rilassata e sempre pronta ad arricchire le sue risposte con franchezza e humour, Mara Venier, nella conferenza stampa per il lancio della nuova edizione di Domenica in, non nasconde la gioia per un nuovo anno alla guida del programma, che parte domenica 15 settembre alle 14 su Rai1. Un ritorno, che, nonostante il grande successo nella scorsa stagione (“Mara ha ottenuto 4 punti e mezzo in più di share” ricorda la direttrice dei rete Teresa De Santis), non è stato scontato. “Avevo avuto un’altra offerta meravigliosa da un persona a cui voglio molto bene e alla quale devo tanto- spiega la conduttrice, facendo pensare a molti giornalisti, che stia parlando dell’amica Maria De Filippi -, ma dopo in lungo momento di riflessione ho deciso di rifare Domenica in. Mi ha convinto l’enorme ondata di amore che mi è arrivata dal pubblico nella scorsa stagione, non me l’aspettavo”.Mara Venier dal 20 dicembre condurrà anche in prime time tre puntate di una nuova trasmissione, La porta dei sogni: “Quando Teresa De Santis me ne ha parlato avevo detto di no, perché non mi ritengo adatta alla prima serata. Ma poi ho capito che sarebbe stata perfetta per me, perché si parla dei desideri e la storia degli italiani”. Più avanti sarà anche protagonista su Radio2, con il talk show Chiamate Mara 3131. “Per ora concentro tutte le mie energie su Domenica in – precisa -. E’ il programma dove mi sento a casa, mi ha dato tutto e penso che le persone mi vogliano qui. Mi vedono come una vicina di casa, un’amica, è sorprendente, incredibile”. Nella scorsa stagione “sono stata me stessa fino in fondo, ho messo sul piatto la mia vita e credo che questo sia arrivato ancora di più agli spettatori”.La prima puntata della nuova edizione sarà all’insegna della leggerezza con ospiti come Andrea Bocelli, Romina Power, Amadeus che rivelerà le prime novità su Sanremo, Arisa, Daniele Liotti e Rocio Munoz Morales, Giulia de Lellis, che parlerà del libro che ha scritto sulle ‘corna’, “un tema che ci riguarda tutti” dice sorridendo la conduttrice. Ma dalla seconda puntata torneranno anche incontri legati ai vissuti di cronaca: “comincerò con un’intervista alle mamme dei due cuginetti falciati da quel pazzo con il suv” spiega. Rispetto ad altri programmi “che hanno cambiato tutto, io non ho cambiato nulla. Restano centrali le interviste – aggiunge -, proprio perché questo contenitore così com’è, ha ricevuto tanto affetto”. Si deve partire dal presupposto “di fare passare a chi ci guarda tre ore e mezzo in cui si ride, ci si commuove e si riflette”.Tra le novità, la presenza fissa di Orietta Berti (“un’amica, insieme ci divertiremo”), le incursioni di Gabriella Germani e il gioco della cassaforte, che non partirà subito: “Ricorda un po’ i giochi fatti da Boncompagni con Raffaella, tipo quello dei fagioli. E’ un altro modo per essere in contatto con le persone a casa”. La conduttrice non pensa alla concorrenza: “non so nemmeno cosa va in onda dall’altra parte. So solo che il programma di Barbara (D’Urso) non è più in contemporanea con il mio ma comincia quando finiamo noi, verso le 17,30”. Eppure della rivalità con la conduttrice di Canale 5 nella scorsa stagione si è molto parlato: “Ci abbiamo un po’ giocato tutte e due – commenta facendo un altro sorriso -. Con Barbara siamo amiche, la nostra era una sana competizione e i nostri rapporti sono quelli di due persone che si conoscono da 20 anni e che lavorano tanto, lei ha tutta la mia stima. L’altro giorno ci siamo incontrate in treno e ci siamo scambiate un bellissimo abbraccio”.

Festival filosofia, che persone siamo?Aperta la tre giorni a Modena, Carpi e Sassuolo

MODENA13 settembre 201921:02

– Il termine ‘persona’, cui quest’anno è dedicato il Festival Filosofia che si è aperto oggi (200 appuntamenti in tre giorni a Modena Carpi e Sassuolo), significa in latino ‘maschera teatrale’ e quindi ‘personaggio’, così che il termine col tempo passò a qualificare l’individuo, nell’ottica del proprio ruolo che ognuno ha nel mondo. Per il diritto romano la ‘persona’ era quella che aveva dei diritti (in confronto per esempio a uno schiavo), in tempi più moderni si lega la ‘persona’ alla coscienza di sé e come tale (per Kant) portatore di una legge morale da cui deriva la sua dignità e il bisogno di rispetto di sé e dell’altro: ”Agisci in modo da trattare l’umanità, in te e negli altri, non solo come mezzo, ma anche sempre come fine”. Insomma la persona si definisce anche attraverso il suo, spesso complicato, rapporto col mondo.
Sono queste le premesse di molte delle lezioni magistrali degli studiosi e pensatori presenti al festival (53 in tre giorni).

Il senso per l’acqua di Koporossy a San PietroburgoE’ ‘Acqua Russa’, 40 scatti del fotografo italo-svizzero

MOSCA14 settembre 201912:14

Da Roma a San Pietroburgo il passo non è breve né scontato ma è proprio questa la chiave d’interpretazione della mostra ‘Acqua Russa’ di Claudio Koporossy, fotografo italo-svizzero impegnato da anni a catturare in uno scatto le infinite forme dell’acqua che danzano e risuonano. Come le centoventi spettacolari fontane e le cascate della sontuosa reggia di Peterhof, il palazzo extraurbano degli zar. ‘Acqua Russa’ sarà in calendario dal 13 settembre al 30 ottobre 2019 nelle sale dell’Accademy of Fine Arts di San Pietroburgo, la storica accademia russa di belle arti, fondata nel XVIII secolo.Fra gli oltre 40 scatti di Koporossy anche i più celebri monumenti acquatici di Roma (Piazza Navona, Piazza del Popolo, Casina Valadier, Villa Medici, l’Altare della Pace e Villa d’Este) e di altre città d’arte come Parigi, Dubai, Abu Dhabi, Muskat, Lugano e Algeri. La mostra, a cura del professor Semyon Mikhailovsky, rettore dell’Accademia di San Pietroburgo e in più occasioni commissario del padiglione russo alla Biennale di Venezia, è organizzata da Il Cigno GG Edizioni di Roma, diretta da Lorenzo Zichichi, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo e l’Istituto Italiano di Cultura. L’inaugurazione è fissata per le ore 19 di sabato 14 settembre. Ospiti del direttore di Mikhailovsky, saranno Alessandro Monti, Console Generale d’Italia a San Pietroburgo, Dimitri Ozerkov, Direttore del Dipartimento di Arte Contemporanea del Museo Hermitage, Lorenzo Zichichi e la direttrice generale del Peterhof, Elena Kalnitskaya.

Cheek, Luna di miele a Cape MayDue sposi e la fine dell’innocenza, nei rassicuranti anni ’50

14 settembre 201911:27

– CHIP CHEEK, LUNA DI MIELE A CAPE MAY (Einaudi, traduzione di Giovanni Garbellini, pp.272, Euro 19.50). L’America rassicurante, ingenua ma anche cattiva e bacchettona dei mitici anni ’50; un luogo da sogno, tuttavia ormai deserto e reso malinconico dalla fine dell’estate, con l’oceano e il cielo plumbeo che stanno per accogliere il freddo dell’autunno. Due sposi in viaggio di nozze, inesperti di se stessi e del mondo, teneramente innamorati dell’amore, del tutto ignari degli abissi di confusa disperazione che esso a volte può provocare. Impossibile non cedere al fascino di “Luna di miele a Cape May”, primo romanzo di Chip Cheek edito in Italia da Einaudi. Il libro racconta la storia di Effie e Henry, freschi di studi e di matrimonio, che arrivano dalla Georgia rurale a Cape May, ambito luogo di villeggiatura del New Jersey: li seguiremo giorno dopo giorno nelle settimane della luna di miele, assisteremo alla loro “prima volta”, vivremo aspettative e qualche prima delusione, conosceremo nuove persone insieme a loro e scopriremo quanto possa essere conturbante, trasgressivo, scabroso il sesso. Ma l’autore nel libro avrà cura di accompagnarli (e noi con lui) per molti anni ancora, quando ormai il viaggio di nozze sarà solo qualcosa da archiviare nella memoria e di cui non parlare, arrivando fino alla fine delle loro esistenze, così da farci comprendere tutto ciò che hanno vissuto. C’è un senso di attesa in ogni pagina, come se qualcosa di sconvolgente dovesse accadere. E in effetti è così perché, le vite di Effie e Henry a Cape May stanno per essere stravolte da circostanze inaspettate, nelle quali entrambi sono sia vittime che carnefici. Il libro è una lunga, meticolosa preparazione a quel momento specifico in cui si perde irrimediabilmente l’innocenza: tutte le granitiche certezze crollano, l’ingenuità si incrina (e con essa anche qualche sogno) e una nuova consapevolezza prende piede. È ciò che accade ai due protagonisti: entrambi si rendono conto che no, non tutto è solo bianco o nero, perché esistono anche sfumature inattese e persone “diverse”, nel bene e nel male; incredula e scioccata, la giovane coppia comprende che non si smette mai di conoscere se stessi e che a volte ognuno di noi può essere capace di fare cose fino a un istante prima neppure immaginate. In fondo, è un passaggio naturale del diventare adulti: ma a Effie e al suo sposo, così radicalmente immersi nel puritanesimo degli anni ’50, così convinti di ciò che è bene fare e di ciò che invece è disdicevole, questo sembrava non poter accadere mai. Avrebbero dovuto vivere una vita senza scossoni, forse felice, di certo serena, agiata, fatta di lavoro, di chiesa la domenica e di figli da crescere. Ma non accadrà, perché l’autore ha per loro altri piani: e sarà il sesso a scatenarli. In pagine accattivanti, amare, nostalgiche, euforiche e spesso permeate da un irresistibile erotismo, Cheek fotografa ogni passaggio dell’evoluzione della coppia. Sia Henry che Effie sono indagati con persistenza attraverso parole accurate, mai scelte a caso: al lettore, come un testimone privilegiato e muto, viene data la possibilità di entrare nelle loro menti e nei sentimenti, di ascoltare i loro pensieri e di notare come i due compiano azioni che contrastano con ciò che credono di pensare. I protagonisti si scopriranno cinici, soli e fragili, e ancora, dopo un primo smarrimento, molto desiderosi di prendere tutto quello che la vita ha da offrire, anche calpestando gli altri se serve. E non importa se “gli altri” sono la propria moglie, o il proprio marito: Effie e Henry hanno imparato che tutto in fondo può essere negato e messo a tacere nella propria coscienza. Verrà il momento di dare conto delle proprie azioni, ne sono convinti, perché così è stato insegnato loro: ma ci sarà tempo, e sarà un problema da affrontare in un’altra vita.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cinema: ‘Grandi bugie tra amici’ tutte da ridere
In sala il sequel di Guillaume Canet

14 settembre 201911:28

– Piccole bugie crescono. E inevitabilmente diventano ‘Grandi bugie tra amici’, film diretto da Guillaume Canet e sequel della commedia di grande successo al botteghino ‘Piccole bugie tra amici’ del 2010, in sala dal 12 settembre. Grande cast e puntuale sceneggiatura per questa commedia dai toni a volte drammatici che ha al centro l’importanza fondamentale dell’amicizia.
Sono passati tre anni dall’ultima volta che si sono visti tutti insieme. Max (Franois Cluzet) è andato a passare un po’ di tempo nella sua amata casa al mare di Cap Ferrat, apparentemente per rigenerarsi e cercare di allontanare le preoccupazioni. E sembra averne davvero tante, se l’arrivo improvviso della sua banda di amati amici, venuti a festeggiare il suo compleanno, non gli fa affatto piacere. A lui, imprenditore e amico di riferimento di tutto il gruppo, le cose non sembrano andare affatto bene, nonostante abbia una nuova affidabile compagna, Sabin (Clémentine Baert), ma anche per gli altri suoi amici le cose sono cambiate.
In questi pochi anni i bambini sono cresciuti, altri sono nati, i genitori non hanno più le stesse priorità, ci sono state separazioni, liti, fratture e c’è anche una evidente confusione sessuale. A tutto questo vanno aggiunte ovviamente le bugie, a cui fa riferimento il titolo, anche se il gruppo sembra, almeno sulla carta, abbastanza forte per superarle una ad una. Questi alcuni dei personaggi in scena: Eric (Gilles Lellouche) che è alle prese con un neonato e cerca di fare il padre come meglio può; Vincent (Benot Magimel) che continua a mettere in discussione la sua sessualità e, infine, Marie (Marion Cotillard) che crede ancora che alcol e trasgressione possano fargli dimenticare i suoi problemi.
“Cosa ci fate qui?”, “Non potete restare”, “Non ci vediamo più, non abbiamo più la stessa vita. Mi avete abbandonato tutti” così Max accoglie i suoi amici, un po’ bamboccioni, quando inaspettatamente appaiono in massa e senza preavviso nella sua villa. Il fatto è che tra le grandi bugie di questa commedia-amara ce n’è una chiave: Max, in realtà, è al tracollo economico, è fallito, e sta lì per vendere la villa con tanto di agente immobiliare già in azione. Il problema, dice lo stesso Max facendo riferimento proprio ai suoi amici, “è che sono tutti attaccati a questa casa. Ci sono tanti ricordi”.

A Tommaso Paradiso cittadinanza RiccioneCon ‘Thegiornalisti’ nel 2017 la hit intitolata alla città

BOLOGNA14 settembre 201912:02

– Cittadinanza onoraria di Riccione per Tommaso Paradiso, cantautore romano reduce da un concerto-evento con 45.000 spettatori al Circo Massimo e che, con il gruppo ‘Thegiornalisti’, nel 2017, era salito alla ribalta per la hit estiva intitolata proprio ‘Riccione’.
Il prossimo 4 ottobre il musicista sarà nella cittadina romagnola per un cameo in un nuovo film a firma Lucky Red e riceverà dal sindaco, Renata Tosi, la cittadinanza onoraria per poi salire sul palco di piazzale Roma per uno speciale ed uno ‘show case’ che, in parte, verrà utilizzato per la pellicola che sarà girata in città. Una delle scene principali sarà ambientata ad un concerto che vedrà, appunto, il cameo dell’artista e come palcoscenico la grande arena sul mare di Piazzale Roma. Per il pubblico ci sarà la possibilità di assistere gratuitamente allo ‘show case’ e di prendere parte alle riprese dell’opera.

Attila torna a Cagliari dopo 143 anniCarla Moreni, “un vuoto da colmare per un titolo capolavoro”

CAGLIARI14 settembre 201912:08

– “Attila” manca da Cagliari da 143 anni. L’ultima rappresentazione dell’opera di Verdi nel capoluogo sardo risale al 1876 al Teatro Civico. “Un vuoto da colmare, un’opera del primo Verdi, un titolo capolavoro, piena di gemme e tesori, in cui si ritrova tutta la grandezza del compositore”. Così Carla Moreni, giornalista, critica e saggista, nel presentare nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari l’opera che andrà in scena il 27 settembre, sesto appuntamento della Stagione lirica.
Il dramma in un prologo e tre atti viene proposto in un nuovo allestimento del Lirico, in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora (Bulgaria). Regia e luci di Enrico Stinchelli, conduttore de “La Barcaccia” su Rai Radio 3. Sul podio Donato Renzetti. “Se vogliamo conoscere Verdi non possiamo prescindere dalle prime opere – ha argomentato l’esperta – Attila è un’opera che conquisterà il pubblico per la storia, per la scrittura orchestrale. Un lavoro di grande spessore e di grande godimento”.

Con De Martino Stasera tutto è possibileAl via 16/9 comedy show Rai2. Ospiti Ventura e The Jackal

14 settembre 201913:18

– ”Conduttore? Non mi ci sento.
Faccio un po’ di tutto: canticchio, ballicchio, presento…”.
Parola di Stefano De Martino, ex stella di Amici, re delle copertine con la bellissima (ritrovata) moglie Belen Rodriguez, ballerino di formazione e ora ufficialmente padrone di casa di varietà e show. Dopo Made in Sud, dal 16/9 debutta – per la prima volta da solo in prima serata – alla guida di Stasera tutto è possibile, comedy show di Rai2, realizzato con Endemol Shine Italia.
”L’unico programma dove un gioco è più conosciuto del titolo”, ride lui, citando l’esilarante Stanza inclinata, dove artisti e vip sono sfidati a improvvisare su un pavimento inclinato di 22,5 gradi. Nella prima puntata, Simona Ventura, The Jackal, Raul Cremona, Mago Forest, Biagio Izzo, Francesco Paolantoni e Ariadna Romero. Nostalgie per Amici, che riparte versione celebrities? ”Quella per me sarà per sempre casa – dice – Ora però per crescere ho bisogno di uscire dalla confort zone, di sfidarmi e farmi le ossa, lontano da casa”.

Call per il ‘Libro dei sogni’ di FelliniStudiosi e ricercatori indagheranno il celebre diario notturno

RIMINI12 settembre 201912:23

– Una call internazionale per il ‘Libro dei sogni’ di Fellini. Studiosi, ricercatori, accademici saranno chiamati a interrogare, indagare e vivisezionare il più celebre dei diari notturni, l’album dove il regista ha annotato, trascritto e illustrato per oltre trent’anni la sua attività onirica, vera e propria fucina del suo straripante talento inventivo. ‘Fellini, il Libro dei sogni e il dialogo tra le arti’ è il titolo di una due giorni (1-2 aprile 2020), al teatro degli Atti di Rimini, interamente dedicata a questo unicum nella storia del cinema, di cui entro quest’anno uscirà una nuova edizione per Mondadori/Electa.

A Napoli le mille vite di Bud SpencerDalle Olimpiadi in vasca alla fama da attore, tra set e cimeli

12 settembre 201915:22

– L’idea di immergersi nella piscina olimpionica, di entrare sul set di “Trinità”, di esplorare un mondo fatto delle sue passioni personali, dalla musica agli aerei. E’ questo il viaggio nella mostra “Bud Spencer” che apre oggi al Palazzo Reale di Napoli, dove resterà fino all’8 dicembre. Un viaggio nella vita di un’icona del cinema italiano, morto nel giugno di tre anni fa e ancora di più idolatrato ai fan non solo italiani, visto che è notissimo anche in Germania, in Ungheria e tanti altri paesi europei. La mostra, curata da Umberto Croppi e co-prodotta da Equa e Istituto Luce-Cinecittà, porta il visitatore nelle tante vite di Carlo Pedersoli, questo il suo vero nome, nato a pochi passi da Palazzo Reale, a Santa Lucia, cresciuto con l’amore per il nuoto che lo portò due volte alle olimpiadi e poi rapito dal cinema che lo ha reso immortale.
“Diceva sempre – spiega Croppi – di non sentirsi attore, è stato un campione sportivo, un pilota di aereo ed elicottero, ha fondato due aziende”.

Edoardo Pesce, metallaro confuso e ladroIn sala ‘Il colpo del cane’ di Fulvio Risuleo

13 settembre 201909:29

– ‘Il colpo del cane’ è un film sgarrupato, metallaro, un po’ fumetto dark e un po’ Rashomon girato nella periferia romana. A firmarlo il giovanissimo e talentuoso Fulvio Risuleo che già ci aveva abituato alla sua scrittura aliena con Guarda in alto nel 2017. Questa la bizzarra storia del film, in sala dal 19 settembre in 70 copie con Vision, che spesso si ripete come in un rewind.Al loro primo giorno da dogsitter, Rana (Silvia D’Amico) e Marti (Daphne Scoccia) amiche, amanti e proletarie dark, subiscono il bizzarro furto del bulldog francese che gli era stato affidato da una ricca signora (Anna Bonaiuto). Decidono così di mettersi all’inseguimento del ladro, un sedicente veterinario che sostiene di chiamarsi Dr Mopsi (Edoardo Pesce). In realtà è un poveraccio dall’anima metallara che non è mai riuscito a combinare nulla nella vita e che, anche nell’arrangiarsi, è un fallimento. “Il film si struttura in due parti asimmetriche. La prima è un lungo preludio. La seconda invece è una digressione sull’antagonista della prima parte. Ho volutamente cercato una struttura sbilenca che potesse viaggiare sui binari dell’emotività dei personaggi, senza basarmi su “algoritmi narrativi” precostruiti. È un film sui punti di vista e di come la realtà cambi a seconda dell’angolo da cui la guardiamo”.Sul personaggio di Edoardo Pesce, dice il regista e fumettista romano che considera l’attore il più bravo interprete italiano di oggi: “Si raccontano due lati dello stesso uomo. Abbiamo costruito un personaggio visivamente bizzarro ma che è stato diretto nella recitazione nella maniera più credibile possibile. Il metallaro Orazio apparentemente cupo e minaccioso, è in realtà un romantico insicuro. Sono sempre stato affascinato dalla figura dei “metallari romantici” ogni volta che li ho conosciuti!” Infine per quanto riguarda le due ragazze protagoniste de Il colpo del cane: “Sono una coppia omosessuale di ragazze molto affiatate. L’omosessualità nel film non è un tema ma un contenuto”.

Al via il 37/o Bellaria Film FestivalKermesse dedicata ai documentari. Moni Ovadia presidente giuria

BOLOGNA12 settembre 201917:01

– I premi alla carriera a Vincenzo Cerami con un videomessaggio di Roberto Benigni, e a Nicola Piovani per ‘Una vita da film’, il concorso di 22 film con tema sull’articolo IX della Costituzione (‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione’), ed una giuria presieduta da Moni Ovadia. E’ il ‘Bellaria film festival’, dal 26 al 29 settembre nella città romagnola.
Per l’omaggio a Cerami, scrittore e drammaturgo scomparso nel 2013 (il premio sarà ritirato dai familiari) candidato all’Oscar per la sceneggiatura di ‘La vita è bella’ di Benigni, prevista anche la proiezione di ‘Casotto’ il film di Sergio Citti sceneggiato dallo scrittore. Previste proiezioni e incontri con i registi, tra cui Sergio Naitza con il suo film ‘L’isola di Medea – Pasolini e Callas, l’amore obliquo’, e la regista Manuela Teatini che dialogherà con Vittorio Sgarbi sul docufilm ‘Art backstage. La passione e lo sguardo’.

Una Savino inedita e sexy in ‘Rosa’In sala il film di Katja Colja già al Bif&st e Shanghai

13 settembre 201920:58

– Una brava, sensuale, coraggiosa e inedita Lunetta Savino è la protagonista (“è la mia prima volta al cinema” dice divertita) di un film che racconta il lungo lutto di una madre e la sua rinascita attraverso la sessualità. Si tratta di ‘Rosa’, opera prima della regista Katja Colja, già al Bif&st e Shanghai e ora in sala dal 18 settembre distribuito da Minimum Fax.
Un film, girato tra Italia e Slovenia, che racconta “il congelamento del corpo di questa donna e la follia della sua impossibile attesa del ritorno di una figlia morta. Per prepararmi – spiega la Savino – ho letto tanto e soprattutto mi sono ispirata ai libri di Joan Didion dedicati alla figlia morta”.

Beniamino Barrese vince SalinaDocFestIl Tasca d’Oro a La scomparsa di mia madre con Benedetta Barzini

SALINA (MESSINA)14 settembre 201912:54

– La scomparsa di mia madre di Beniamino Barrese si è aggiudicato il premio Tasca d’Oro per il miglior documentario nel corso della XIII edizione del SalinaDocFest – il Festival del Documentario Narrativo che si conclude oggi nell’isola delle Eolie. Il riconoscimento è stato assegnato dalla giuria, composta dai registi Claudio Giovannesi e Nicolas Philibert e dal fotografo Francesco Zizola.
Protagonista del documentario Benedetta Barzini, madre del regista. La prima grande top model italiana negli anni ’60, musa di Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn e Richard Avedon.
Femminista militante, a 75 anni, stanca dei ruoli, desidera lasciare tutto per raggiungere un luogo lontano dove scomparire.
Turbato da questo progetto suo figlio Beniamino comincia a filmarla, determinato a tramandarne la memoria.

Campiello Giovani a Matteo PorruMenzione speciale a Federica Russo

VENEZIA14 settembre 201913:35

– E’ Matteo Porru con il racconto ‘Talismani’ il vincitore del Premio Campiello Giovani 2019, annunciato questa mattina a Palazzo Correr, a Venezia, a poche ore dalla proclamazione del vincitore stasera al Teatro La Fenice.
Di Cagliari, 18 anni, già autore di tre romanzi pubblicati dall’editore La zattera, Porru è stato premiato per un “racconto compatto che ha il merito di spingere lo sguardo oltre i confini della propria anima e delle proprie vicende personali, tratteggiando i rapporti di una madre afgana con il suo giovane figlio” spiega la motivazione della giuria. “Nonostante qualche ridondanza aggettivale, e qualche cliché nella descrizione di Napoli, Porru riesce a costruire alcune immagini narrativamente efficaci, come quella delle due donne che nella notte trasportano il bambino su una carriola verso l’ospedale più vicino” viene sottolineato.

Enrico Vanzina, il mio film d’amore per CarloLo sceneggiatore presenta il libro ‘Mio fratello Carlo”

13 settembre 201910:18

– ENRICO VANZINA,  MIO FRATELLO CARLO (HAPER COLLINS, PP 208, EURO 18). “Ho voluto scrivere una storia d’amore, il mio film d’amore per Carlo”. Così Enrico Vanzina descrive ‘Mio fratello Carlo’, il libro pubblicato da Harper Collins, nel quale, oltre a raccontare il suo rapporto con il fratello, suo ‘complice’ cinematografico in almeno 65 film, scomparso l’8 luglio dell’anno scorso, ripercorre con dolorosa verità gli ultimi mesi di vita del cineasta e la sua lotta contro la malattia. “Hai fatto un grande omaggio a tuo fratello, il tuo alter ego, gli hai fatto il dono più grande – ha detto Verdone  alla presentazione- Carlo era un personaggio di grande umanità, con cui ogni domenica mattina condividevano un piccolo rito, ci chiamavamo, e lui era l’unica persona che mi chiedeva solo come stessi. Mentre tutti in genere mi chiedono favori, lui non l’ha mai fatto”. Per Verdone, che parlando del libro ha anche raccontato un’esilarante vacanza a Venezia, da trentenni, con i due fratelli, Carlo Vanzina era “un uomo di una finezza anni ’50, pieno di stile, dignità e grazia. Il suo modo di fare lo rifletteva nel suo cinema, dove alla fine trovi sempre un’umanità buona. I difetti vengono raccontati in maniera veniale, e non c’è mai cinismo”.Secondo Giuseppe Tornatore il libro commuove e colpisce: “Racconta l’essere impreparati a morire e l’essere impreparati a sopravvivere alle persone che amiamo, ma è anche la storia d’amore di due fratelli”. Per la prima volta “Carlo e Enrico un happy end non sono riusciti a realizzarlo – aggiunge il regista – ma ci resta il ricordo di una persona speciale come lo sono tutti quelli che dedicano la vita a fare ridere gli altri. Forse scopriremo che alla fine l’happy end c’è stato lo stesso”. Per Enrico Vanzina “Carlo ha confuso il cinema con la vita ed è stata la sua fortuna, fino alla fine ha cercato e voluto guarire. E anche nel momento in cui ha deciso, perché l’ha deciso lui di staccare, l’ha fatto dopo un momento di gioia, la laurea della figlia”. Carlo Vanzina nel libro “diventa come il personaggio di un romanzo, perché tutti conosciamo qualcuno che ha vissuto quel percorso o che temiamo possa viverlo. Abbiamo tutti un Carlo nella nostra vita. Questa è una storia universale, che appartiene a tutti noi”.

Cracco contro Borghese, è sfida cooking in tvChef con nuovi format quotidiani alla stessa ora da lunedì

13 settembre 201909:54

– Sfida a colpi di ricette in tv, dove da lunedì prossimo 16 settembre due dei più noti cuochi tornano con cooking show in onda quotidianamente alla stessa ora. Su Rai2 arriva Carlo Cracco, 54 anni, protagonista di ‘Nella mia cucina – Una ricetta con Cracco’, dal lunedì al venerdì, alle 19.40, coprodotto da Scavolini, di cui lo chef è testimonial, e da Zerostories. Alla stessa ora, ma con un giorno in meno (quindi dal lunedì al giovedì) su Sky torna Alessandro Borghese con ‘Alessandro Borghese Kitchen Duel’, la nuova produzione originale ideata e prodotta da Level 33 e AB Normal.
Il programma di Cracco è stato presentato a Milano nella sede di Rai Pubblicità, con la cui collaborazione il format è stato realizzato. Senza la giacca da lavoro, né il cipiglio severo del giudice (Cracco è stato uno dei protagonisti di varie edizioni di Masterchef su Sky) lo chef ospiterà nella sua cucina un cuoco amatoriale (e pure senza grandi ambizioni) e insieme cucineranno una ricetta. Saranno spalla a spalla, ciascuno avrà davanti una cucina con attrezzature e gli ingredienti per preparare la pietanza, tutto identico, e l’ospite dovrà seguire le indicazioni date a voce dallo chef. La web creator Camicake accoglierà gli ospiti e commenterà dietro le quinte.
Ne nasceranno situazioni anche comiche e divertenti, che poi è pure lo spirito del programma. “Questo per me è solo un breve ritorno, ho altre cose da fare, come gestire vari ristoranti – ha subito detto Cracco, che più volte di recente ha fatto capire di non avere molta intenzione di stare in televisione – Un ritorno, comunque leggero, divertente, la mia immagine è ferma ad un fotogramma di un me stesso un po’ rigida, ma era un ruolo diverso, qui vedete il mio lato più autentico, poi mi piacciono sfide e le cose nuove, non le ripetizioni perché mi annoio e divento scorbutico”.
Il casting per la scelta degli ospiti che saranno messi alla prova come cuochi a casa sua, è stata fatta nei punti vendita della Scavolini, storica azienda di mobili pesarese che, come ha ricordato l’ad Fabiana Scavolini, fin dagli anni ’70 ha sempre creduto e investito molto nella comunicazione, sia attraverso le sponsorizzazioni sportive che la pubblicità televisiva. Proprio nell’evoluzione di questo settore si inserisce per la Rai il programma. “E’ il branded content” ha spiegato Antonio Marano, ad e presidente di Rai Pubblicità. Venti le puntate previste, stesso numero per il format in onda su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455,disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW TV), spin-off di ‘Alessandro Borghese Kitchen Sound’. In ogni puntata , lo chef ospiterà una sfida culinaria tra due cuochi dilettanti che si cimenteranno nella preparazione del loro ‘cavallo di battaglia’ per decidere chi sia il cuoco migliore. Si alterneranno come giudici Lodovica Foromello, Pupo, Diletta Leotta, Arisa, Giuseppe Cruciani, gli chef stellati Giancarlo Morelli e Claudio Sadler. Tra i partner del programma la Beko Elettrodomestici, di cui Borghese, 43 anni, è testimonial.

Basquiat ospite illustre incanta VicenzaIl Moses and the Egyptians eccezionalmente esposto fino a 3/11

VICENZA13 settembre 201918:29

– Due pannelli in verticale, a richiamare le tavole dei Dieci Comandamenti, di colore rosso sangue. Un disegno asimmetrico e sghembo, che destabilizza e attenua la solennità dell’immagine. Infine la parola “Moses” reiterata 6 volte, accompagnata da altre scritte e dal profilo di una testa, con l’occhio dipinto frontalmente, alla maniera dell’Egitto dei Faraoni. E’ il capolavoro di Jean-Michel Basquiat “Moses and the Egyptians”, proveniente dal Museo Guggenheim di Bilbao, dal 14 settembre al 3 novembre eccezionalmente esposta alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza. La tela segna la decima edizione della rassegna L’Ospite illustre nella quale viene proposta, presso le Gallerie d’Italia a Vicenza, Milano e Napoli e al 36° piano del grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, un’opera in prestito temporaneo da musei italiani e stranieri. Il progetto, a cura di Luca Beatrice, si focalizza su una delle opere principali dell’artista, realizzata nel 1982.

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DALLE 12:33 DI MERCOLEDì 11 SETTEMBRE 2019

ALLE 11:21 DI GIOVEDì 12 SETTEMBRE 2019

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Alla Scala torna l’Elisir d’amore
Sette minuti di applausi, soprattutto a Adina e Nemorimo

MILANO11 settembre 2019 12:33

– La stagione della Scala è ripresa dopo la pausa estiva con due grandi classici fra le sue produzioni: il Rigoletto e l’Elisir d’amore, nell’allestimento di Tullio Pericoli con la regia di Grischa Asagaroff, che ha debuttato il 9 settembre applaudito alla fine per sette minuti.
Si tratta di uno spettacolo già collaudato (andato in scena anche come flash mob nell’aeroporto di Malpensa nel 2015) in cui le novità sono state rappresentate dal debutto ufficiale sul podio della Scala del milanese Michele Gamba (che aveva in realtà già diretto al Piermarini, ma chiamato all’ultimo per sostituire all’ultimo l’indisposto Michele Mariotti e Franz Welser-Möst nelle Nozze di Figaro) e dal cast. Se Ambrogio Maestri è infatti un navigato Dulcamara, sono stati una sorpresa (piacevole) i due protagonisti: la trentatreenne Rosa Feola in quella di Adina e l’americano René Barbera in quella di Nemorino, che ad ottobre lascerà il posto a Vittorio Grigolo, applaudito calorosamente dopo l’aria ‘Una furtiva lacrima’.

Herbie Hancock a Cagliari il 30 ottobreOspite d’eccezione del 37/o Festival Jazz in Sardegna

CAGLIARI11 settembre 201912:50

– È iniziato il conto alla rovescia per l’inaugurazione del 37/o Festival internazionale Jazz in Sardegna-European Jazz Expo che, dal 30 ottobre al 3 novembre, andrà in scena a Cagliari su sei palcoscenici diversi: Teatro Massimo (con i suoi quattro spazi T1, Minimax, T3 e Fuaiè), Exma e Jazzino. Ospite d’eccezione Herbie Hancock: sarà proprio il leggendario pianista e compositore americano ad esibirsi nella prima data del festival, il 30 ottobre, al Teatro Massimo (e non più alla Fiera come annunciato inizialmente).
Hancock sarà alla testa di una line up di altissimo livello con James Genus (basso), Lionel Loueke (chitarra), Terrace Martin (sax) e Vinnie Colaiuta (batteria).
Un’edizione interamente dedicata ad Alberto Rodriguez, nel 20/o anniversario della sua scomparsa. Fine intellettuale e grande firma de L’Unione Sarda, di cui diresse per molti anni la terza pagina, Rodriguez è stato un brillante critico di musica jazz e mentore e ispiratore del Festival Jazz in Sardegna.

Angelina Jolie a Roma per Maleficent 2Con Pfeiffer per la preapertura di Alice nella Città

11 settembre 201912:58

– Angelina Jolie a Roma lunedì 7 ottobre per l’anteprima europea di Maleficent – Signora del male, atteso sequel del film del 2014. Si tratta dell’evento speciale di preapertura di Alice nella Città. In sala sarà dal 17 ottobre. L’attrice premiata con l’Oscar e tre Golden Globe sarà con Michelle Pfeiffer, che nel film ha il ruolo della Regina Ingrith. Diretto da Joachim R›nning, Maleficent – Signora del Male vede protagonisti anche Elle Fanning, Chiwetel Ejiofor, Sam Riley, Harris Dickinson, Ed Skrein, Imelda Staunton, Juno Temple, Lesley Manville. Nel nuovo film, Malefica e Aurora devono affrontare la complessità dei legami familiari quando le loro strade vengono separate da un matrimonio imminente, alleanze inaspettate e dall’ingresso di nuove forze oscure. Il tempo è stato gentile con Malefica e Aurora. Il loro rapporto, nato da un tradimento, dalla vendetta e infine dall’amore, è cresciuto ed è forte. Ciononostante c’è ancora dell’astio tra gli uomini e le creature magiche.

Conti, a Tale e Quale da Lady Gaga a Barry WhiteDal 13 settembre su Rai1 in giuria Goggi, Panariello e Salemme

11 settembre 201920:10

Carlo Conti torna saldamente al comando di Tale e Quale Show, da venerdì 13 settembre in prima serata su Rai1, in diretta dagli studi Fabrizio Frizzi di Roma.
La nona edizione è stata presenta dal padrone di casa, dal direttore di Rai1 Teresa de Santis e da Leonardo Pasquinelli, Ad di Endemol Shine Italy che produce il programma in collaborazione con l’ammiraglia Rai, insieme ai concorrenti. Anche quest’anno le redini della trasmissione, tra le più popolari e seguite su Rai1, troveranno in giuria l’insostituibile Loretta Goggi, con Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme. I dodici personaggi del mondo dello spettacolo chiamati a imitare e a dar vita a performance di big della musica italiana e internazionale sono: l’attore Francesco Pannofino, il cantautore Davide De Marinis, le cantanti Tiziana Rivale, Jessica Morlacchi e Lidia Schillaci (voce dell’orchestra di Paolo Belli a Ballando con le Stelle), le showgirl Flora Canto e Sara Facciolini (ha lavorato con Conti come “professoressa” dell’Eredità e come valletta dei Migliori anni, “ai provini Sara ha stupito tutti con la sua voce, non pensavamo cantasse così bene”, ha detto Conti), il cantautore Agostino Penna (che, tra le altre cose, ha curato gli spazi musicali di trasmissioni importanti come Uomini e Donne), l’attrice Eva Grimaldi, il modello Francesco Monte, l’imitatore Davide Pratelli e i comici Gigi e Ross. “Tale e quale – ha sottolineato il conduttore toscano e autore del varietà – è un programma che è entrato nelle abitudini degli italiani, grazie al cielo. La variabile anche quest’anno è il cast di cui siamo molto soddisfatti. Del resto ci muoviamo all’interno di uno schema fortissimo, che prevede che in ogni puntata i concorrenti, che preferisco definire i ‘protagonisti’ dello show, attraverso imitazioni vocali e fisiche si trasformino in un cantante diverso. Quest’anno saranno tredici, perché uno di loro è formato dalla coppia di Gigi e Ross, ma prenderanno un voto soltanto, non due. Ebbene questa coppia farà tutte coppie e nella prima puntata saranno i Righeira. Poi potrà essere la volta di Simon & Garfunkel piuttosto che di Vanoni e Paoli”. Per il direttore di Rai1 Teresa de Santis di tratta di un appuntamento tradizionalmente importante per la rete: “Seguo il lavoro di Carlo Conti da vent’anni. Questa è la nona edizione, è la vera riapertura della tradizionale invernale di Rai1. Il programma ha sempre dato risultati di ascolto notevoli, combattendo a volte con una concorrenza non secondaria”. Dice Pasquinelli: “Siamo molto soddisfatti di essere arrivati alla nona edizione, bisogna cominciare a pensare alla decima. Tale e quale show è un programma che basa il suo successo sulla sua popolarità, è un intrattenimento gradevole, che unisce la famiglia”. Conti è “entusiasta di essere ancora una volta qui in questo studio, con Loretta, che è con me sin dalla prima edizione.
Loretta è Tale e quale, non potrei immaginarlo senza di lei.
Vincenzo e Giorgio, che hanno di nuovo accettato il nostro invito, renderanno la giuria ancora più forte e ironica”.
Panariello: “Siamo contenti di stare a casa tua, Carlo, per aiutarti. Qualcuno dice ‘aiutiamoli a casa loro’. In verità si è cercato il terzo giurato al posto di Salemme, riconfermato solo perché gli altri erano impegnati”. E Salemme: “Panariello, ci hai impiegato sei mesi per trovare due battute, sei diventato vecchio”.
Insiste Conti: “Ci siamo tolti delle soddisfazioni da Edith Piaf a Lady Gaga o Barry White. Questo ti permette anche di accontentare tanti gusti diversi”. Le puntate erano 10, spiega, “ma ci sarebbe stata l’interruzione tra le ultime due per la Nazionale di calcio, che giocherà la sera del venerdì. E così invece di fare l’ultima saltando una settimana, finiamo alla nona e dopo la pausa della Nazionale torneremo con un Tali e quali, quelli che io chiamo gli imitatori del web. Quest’anno l’ultima sarà tutta dedicata a loro: una puntata fatta da persone non famose”. Infine Conti si dice Carlo Conti si dice “felicissimo” per Amadeus alla guida di Saremo: “Siamo molto amici e abbiamo fatto lo stesso percorso artistico partendo dalle radio. Sono davvero contento”, risponde. Il conduttore toscano è sicuro che “Amadeus troverà la cifra giusta e il suo modo di fare il festival di Sanremo con la giusta leggerezza”. Qualche consiglio? “Ma figuriamoci, Amadeus non ne ha bisogno è un grande professionista e quindi farà un ottimo lavoro”. Ma andrà ospite del Festival? “Questo non lo so, certo se in quella settimana mi trovo a Sanremo o da quelle parti, figuriamoci se non vado a trovare un amico…”, risponde lasciando aperta la possibilità di una sua presenza sul palco.

Cucinelli ‘best dressed’ per Vanity Fair”Gli abiti parlano di noi e rivelano chi siamo”, ha commentato

PERUGIA11 settembre 201913:55

– Brunello Cucinelli è stato incluso nella lista “the best dressed 2019” del celebre magazine Vanity Fair Usa. Citato insieme a celebrity di fama mondiale come Marc Jacobs, Diane Keaton, Zoe Kravitz, Celine Dion, Rami Malek, Priyanka Chopra Jonas, Chloe Sevigny, Gemma Chan, Maershala Ali, Keanu Reeves, Amal e George Clooney, David e Victoria Beckham, Zendaya, Brad Pitt e Celin Dion.
Ringraziando sul suo profilo Instagram l’editor in chief di Vanity Fair America Radhika Jones, Cucinelli ha detto: “E’ vero, gli abiti non sono semplicemente abiti, ma parlano di noi e rivelano chi siamo. Ho sempre pensato allo stile come a qualcosa di garbato e amabile, alla semplicità come fattore di bellezza e alla gentilezza come una cosa nobile che trasmettiamo agli altri come gli abiti che indossiamo”.

Bene export calzature ma calano aziendeDati di settore +8,4% primi nei primi 5 mesi 2019

11 settembre 201914:16

– Il settore italiano delle calzature vale circa 14,3 miliardi di euro di fatturato e occupa circa 75 mila addetti, con un’esportazione dell’85% della produzione. Se l’export resta caratterizzato da dinamiche favorevoli in valore (+8,4% nei primi 5 mesi) si registrano contrazioni nei volumi e differenze sempre più ampie tra grandi brand e piccole medie imprese. I dati relativi al primo semestre 2019 sono stati illustrati da Siro Badon, presidente di Micam e di Assocalzaturifici, nel corso della conferenza stampa di presentazione della 88esima edizione della fiera in programma dal 15 al 18 settembre alla Fiera di Milano (Rho). “bbiamo avuto una flessione nelle quantità – ha aggiunto -. E un grido di allarme che voglio lanciare è questo, perché meno quantità significa anche a cascata meno produzione e diminuzione di forza lavoro”. Il primo semestre 2019 ha chiuso con un saldo di -119 calzaturifici, pari al -2,6%, e -429 addetti rispetto al dicembre del 2018.

Verona Opera Festival, +8% spettatoriNel giugno 2020 sarà ‘Pagliacci’ ad aprire nuova stagione

VERONA11 settembre 201915:27

– L’Arena di Verona Opera Festival si è chiuso con un ulteriore incremento di pubblico e d’incassi.
Nelle 51 serate per 5 titoli lirici sono stati venduti 426.649 biglietti (+8,56% delle presenze sul 2018) e 26.674.454 di fatturato al botteghino, il miglior risultato degli ultimi sei anni, con una media di 523.028 euro incassati a serata(+11,13%).
“Abbiamo iniziato con un botto, con La Traviata di Franco Zeffirelli, sold-out con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma abbiamo anche finito con il botto: il 7 settembre, la 16/a e ultima recita di Aida, con più di 11mila spettatori” ha detto la sovrintendente della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia. Ma per l’anfiteatro areniano è già tempo di guardare alla prossima stagione. Il Festival lirico 2020 sarà aperto il 13 giugno da “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo. In cartellone (fino al 5 settembre) 53 serate, 5 produzioni operistiche e 5 eventi speciali.

Archeologia, ‘amanti Modena’ sono uominiStudio UniBo-UniMoRe su coppia sepolta in necropoli tardo-antica

BOLOGNA11 settembre 201915:51

– Quando furono scoperti, nel 2009, durante gli scavi in una necropoli modenese di epoca tardo-antica (IV-VI secolo), divennero subito gli “amanti di Modena”: una coppia sepolta nella stessa tomba, mano nella mano.
Si era pensato si trattasse di un uomo e una donna, ma un nuovo studio condotto da ricercatori dell’università di Bologna e dell’università di Modena e Reggio Emilia smentisce questa ipotesi: gli “amanti di Modena”, infatti, erano due uomini.
Nell’analisi, pubblicata su Scientific Reports, gli scienziati hanno utilizzato una tecnica che permette di determinare il sesso di un individuo da particolari proteine nello smalto dei denti. L’esito – cioè che entrambi gli “amanti di Modena” erano di sesso maschile – per i ricercatori rende ancor più particolare questa tomba, dal 2014 al Museo civico archeologico etnologico di Modena. “Allo stato attuale non si conoscono altre sepolture di questo tipo”, spiega Federico Lugli, ricercatore dell’ateneo bolognese e primo autore. “In passato sono state trovate diverse tombe con coppie di individui deposti mano nella mano, ma in tutti i casi si trattava di un uomo e una donna. Quale fosse il legame tra i due individui della sepoltura modenese, invece, resta per il momento un mistero”. “In letteratura non esistono altri casi di sepolture con due uomini deposti mano nella mano: non era certamente una pratica comune in epoca tardo-antica”, aggiunge il ricercatore.
“Crediamo che questa scelta simboleggi una particolare relazione esistente tra i due individui, non sappiamo però di quale tipo”.
Quella degli amanti è l’ipotesi più remota, secondo gli scienziati. “In epoca tardo-antica è improbabile che un amore omosessuale potesse essere riconosciuto in modo tanto evidente dalle persone che hanno preparato la sepoltura”, dice Lugli.
“Visto che i due individui hanno età simili, potrebbero invece essere parenti, ad esempio fratelli o cugini. Oppure potrebbero essere soldati morti insieme in battaglia: la necropoli in cui sono stati rinvenuti potrebbe infatti essere un cimitero di guerra”.

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Vecchioni, Leopardi più cattivo dei trapper
Al cantautore il premio La Ginestra per album L’Infinito

11 settembre 201920:16

“Giacomo Leopardi era più cattivo dei trapper di oggi. A un livello poetico più alto, certo, ma non mascherava l’ipocrisia e la rabbia contro le ingiustizie sociali che vedeva. Era il capofila di chi non si sentiva capito dalla vita. E ancora oggi è amato dagli studenti, oltre che per quella malinconia in cui tutti ci siamo riconosciuti, anche perché come lui i ragazzi non capiscono il mondo che hanno davanti”. Roberto Vecchioni, tra i tanti riconoscimenti avuti in carriera, ne aggiunge uno particolarmente prestigioso: il Premio La Ginestra, assegnato ogni anno a personalità che si siano distinte nell’analisi, nell’approfondimento, nella divulgazione del pensiero e dell’opera di Leopardi. Un riconoscimento, conssegnato l’11 settembre a Torre del Greco (Napoli) e che celebra i luoghi della Campania amati da Leopardi, assegnato per la pubblicazione dell’ultimo album di Vecchioni dal titolo Infinito (uscito a novembre scorso a ridosso del duecentesimo anniversario del componimento), ispirato proprio al poeta marchigiano.”Un premio che mi ha sorpreso e che forse non meritavo nemmeno: c’erano sicuramente studiosi più all’altezza di me. E’ un riconoscimento accademico all’arte. Qualche anno fa ricevetti il Premio Montale, ora quello dedicato a Leopardi: insomma, mica due qualunque”, scherza l’artista-prof, secondo il quale è stata premiata l’originalità della sua opera, dedicata alla vita e all’amore per essa. “Scegliere Leopardi per celebrare la vita poteva sembrare assurdo, ma ho affrontato un Leopardi 2.0, un Leopardi che, chiuso nel suo pessimismo cosmico, sapeva anche ridere o quantomeno sorridere. Soprattutto nel suo periodo napoletano. Anche a scuola, l’ho insegnato partendo dall’assunto che il poeta aveva amore per la vita, ma che questo è stato continuamente tradito. Un modo diverso di guardare alle cose”. L’Infinito è Leopardi, Leopardi è L’Infinito. “Nessun’altra poesia è così indissolubilmente legata al suo nome – racconta ancora Vecchioni -. Quella siepe che il guardo esclude, costringe ciascuno a guardare nel proprio cuore”.Considerata da sempre la Cenerentola delle arti, la musica moderna da qualche tempo sembra aver cominciato a pretendere più rispetto. A partire dal Nobel per la Letteratura assegnato a Bob Dylan nel 2016. “Era ora. Dylan con le sue canzoni ha toccato tutti i temi, ma formalmente non è il più bravo in assoluto. Noi italiani siamo più colti, ma non ci conosce nessuno”. Ma meglio un premio accademico o una vittoria a Sanremo (ottenuta nel 2011 con Chiamami ancora amore)?. “Vi stupirò e non dirò che rinnego quella vittoria. Il festival è stato importantissimo per me per far capire a tutti che non ero e non sono un artista di nicchia. Però Montale e Leopardi…”.

Koporossy e l’acqua, a San PietroburgoE’ ‘Acqua Russa’, 40 scatti del fotografo italo-svizzero

MOSCA11 settembre 201915:57

– Da Roma a San Pietroburgo il passo non è breve né scontato, ma è proprio questa la chiave d’interpretazione della mostra ‘Acqua Russa’ di Claudio Koporossy, fotografo italo-svizzero impegnato da anni a catturare in uno scatto le infinite forme dell’acqua che danzano e risuonano. Come le centoventi spettacolari fontane e le cascate della sontuosa reggia di Peterhof, il palazzo extraurbano degli zar. ‘Acqua Russa’ sarà in calendario dal 13 settembre al 30 ottobre nelle sale dell’Academy of Fine Arts di San Pietroburgo, la storica accademia russa di belle arti, fondata nel XVIII secolo. Fra gli oltre 40 scatti di Koporossy anche i più celebri monumenti acquatici di Roma (Piazza Navona, Piazza del Popolo, Casina Valadier, Villa Medici, l’Altare della Pace e Villa d’Este) e di altre città d’arte come Parigi, Dubai, Abu Dhabi, Muskat, Lugano e Algeri. La mostra, a cura del professor Semyon Mikhailovsky, rettore dell’Accademia di San Pietroburgo e in più occasioni commissario del padiglione russo alla Biennale di Venezia, è organizzata da Il Cigno GG Edizioni di Roma, diretta da Lorenzo Zichichi, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo e l’Istituto Italiano di Cultura. L’inaugurazione è fissata per le ore 19 di sabato 14 settembre. Ospiti del direttore di Mikhailovsky, saranno Alessandro Monti, Console Generale d’Italia a San Pietroburgo, Dimitri Ozerkov, Direttore del Dipartimento di Arte Contemporanea del Museo Hermitage, Lorenzo Zichichi e la direttrice generale del Peterhof, Elena Kalnitskaya.

Brignano, una settimana da milionarioIn sala ‘Tutta un’altra vita’ di Pondi con Minaccioni e Spada

11 settembre 201920:13

‘Effetto Borotalco’ per Enrico Brignano che in ‘Tutta un’altra vita’ di Alessandro Pondi, da domani in sala con 01 in 350 copie, si ritrova in una situazione simile a quella di Carlo Verdone nel film del 1982. Ovvero, la possibilità di diventare, per uno strano destino, un’altra persona, più ricca e famosa, ma solo per finta.Questa un po’ la storia Gianni (Enrico Brigano), tassista romano come tanti, ma con tanta voglia di riscatto: è ossessionato dal Superenalotto. L’uomo ha una moglie, Lorella (Paola Minaccioni), due figli adolescenti e sempre la stessa monotona vita. E così quando una coppia benestante, in partenza per una settimana alle Maldive, dimentica nel suo taxi le chiavi della sua meravigliosa villa da mille e una notte, Gianni coglie l’occasione: si impossessa della casa e della vita del suo proprietario. Per lui una nuova esistenza, Lamborghini, casa con piscina, champagne e anche l’incontro con Lola (Ilaria Spada), una escort che vorrebbe cambiar vita.Gianni diventa, insomma, un’altra persona, ma la sua trasformazione è a tempo: al termine della settimana di vacanza, infatti, i legittimi proprietari torneranno alla villa e il sogno del tassista finirà. “La sceneggiatura era perfetta – spiega oggi a Roma Enrico Brignano – e questo ha reso tutto più facile. Il mio personaggio – continua – si ritrova, da un momento all’altro, le chiavi in mano di una nuova vita, è un tassista che però alla fine torna al suo appartamento al quinto piano senza ascensore della Garbatella”. La scena più difficile? “Quella in cui dovevo ballare. Quando ho saputo di questa scena mi è subito venuto in mente il ballo degli ippopotami in ‘Fantasia’ di Disney. Perché io come ballerino non valgo molto”, ironizza l’attore. Infine Brignano si mostra in pace con se stesso, o almeno del tutto contento di quello che ha.A chi gli chiede di chi vorrebbe vestire i panni per una settimana, replica: “Vorrei restare me stesso, ma con una settimana libera da vivere”. Spiega poi la Minaccioni, bravissima nel ruolo di Lorella, moglie popolare e concreta: “Questo è un film in cui tutti si possono riconoscere, ma va detto che ogni scena è stata provata e discussa più volte”. Enrico Brignano? “Un grande attore che non schiaccia gli altri, un grandissimo compagno”, sottolinea l’attrice.

Genova, laurea honoris causa a MutiIn scienze internazionali. Un concerto la lectio il 5 ottobre

GENOVA11 settembre 201917:30

– L’Università di Genova conferirà la laurea honoris causa in Scienze internazionali e della cooperazione a Riccardo Muti il 5 ottobre, giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico. Come lectio magistralis il celebre direttore dirigerà l’orchestra del Conservatorio di Genova Niccolò Paganini in un movimento della sinfonia Eroica di Beethoven. L’inaugurazione dell’anno accademico si svolgerà nel maestoso Salone del Maggior Consiglio a Palazzo Ducale di Genova. Dopo il discorso inaugurale del rettore Paolo Comanducci e altri saluti, sarà il professore di Storia delle dottrine politiche Alberto De Santis a pronunciare la laudatio. “Sarà centrata – racconta il rettore Comanducci – sul fatto che Muti, non solo come direttore d’orchestra, ma come uomo di cultura, si è molto adoperato in campo internazionale per le buon relazioni tra i popoli. La musica è di per sé linguaggio internazionale, ma c’è in più questo elemento meno noto dell’attività svolta con organizzazioni internazionali dal maestro”.

A Trieste ciak con Serraiocco e GassmannSpunto di cronaca per esordio Mauro Mancini

11 settembre 201917:31

– In questi giorni, a Trieste, sono iniziate le riprese di Non odiare, il debutto nel lungometraggio di Mauro Mancini, prodotto da Mario Mazzarotto, protagonisti Sara Serraiocco e Alessandro Gassmann. Il film è una coproduzione tra Italia e Polonia: Movimento film e Agresywna banda, con Rai Cinema, in associazione con Notorious Pictures, che distribuirà il film in Italia. La storia di Non odiare accade a Trieste, città mitteleuropea dalle profonde radici ebraiche, testimoniate dall’antica sinagoga, dove, per la prima volta, si girerà la scena di un film.
Qui, nel cuore della città, ai limiti dell’antico Borgo Teresiano, vive Simone Segre (Alessandro Gassmann), un affermato chirurgo di origine ebraica. Una situazione drammatica lo spingerà a rintracciare la famiglia di un neonazista e a conoscerne i figli Marica, la figlia maggiore (Sara Serraiocco); Marcello (Luka Zunic), al suo primo ruolo da co-protagonista. Lo spunto della storia è un caso di cronaca

Angry Birds 2, unione e girl powerNuova avventura animata in Cgi da videogame bestseller

11 settembre 201917:56

– – L’impero creato dalla finlandese Rovio intorno a Angry Birds, il gioco che dagli smartphone si è imposto dal 2009 come fenomeno (oltre 4 miliardi di download), ha vinto anche la scommessa al cinema, con un primo film, che nel 2016, ha incassato globalmente oltre 352 milioni di dollari.
Ora uccellini rossi e maialini verdi tornano con una nuova avventura animata in Cgi, nella quale gli ex nemici devono unirsi per combattere una minaccia comune: Angry Birds 2: Nemici Amici per Sempre di Thurop Van Orman, in uscita il 12 settembre con Warner Bros.
L’action comedy pensata anche per i più piccoli, affronta con dolcezza temi universali come la paura dell’esclusione e dell’altro, il rispetto delle differenze e l’importanza del gioco di squadra. Conquista spazio anche il girl power: nel gruppo di uccellini sempre guidato dal coraggioso ma insicuro Red (doppiato da Maccio Capatonda), arriva la geniale Silver, mentre a guidare i ‘nemici’ sull’Isola delle Aquile c’è Zeta, intraprendente capo dei volatili.

Apre a Milano la mostra ‘I love Lego’Intere città fatte di mattoncini, ma anche arte e umorismo

11 settembre 201917:58

– MILANO

– Intere città fatte di mattoncini, decine di metri quadri di scenari fatti con i famosi pezzetti assemblabili, riproduzioni di monumenti e capolavori della storia dell’arte: apre alla Permanente di Milano l’11 ottobre la mostra I Love Lego, realizzata con oltre 1 milione di cubetti colorati.
Tra le installazioni, 12 oli ispirati a quadri celebri reinterpretati e trasformati in “uomini lego” dal giovane artista Stefano Bolcato, ma anche gli interventi dissacranti di “Legolize”, pagina umoristica che crea installazioni comiche utilizzando proprio i Lego. E poi, soprattutto, interi mondi in miniatura, dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, ricostruiti e minuziosamente progettati da RomaBrick, uno dei LUG (Lego© User Group) più antichi d’Europa.
RomaBrick, costola dell’associazione nazionale di amanti LEGO, pone al centro dell’obiettivo il lavoro di squadra ed è grazie alla collaborazione di tutti i suoi iscritti che riesce a creare ambienti tra i più grandi che si possano vedere nel mondo. Ogni singola parte delle installazioni in mostra sono frutto di una progettazione collettiva: ogni edificio, strada, mezzo o piazza viene concepita da un team che conta vari architetti e ingegneri.

‘Grandi bugie da amici’ da ridereIn sala dal 12 settembre il sequel di Guillaume Canet

11 settembre 201918:01

– Piccole bugie crescono. E inevitabilmente diventano ‘Grandi bugie tra amici’, film di Guillaume Canet e sequel della commedia di grande successo ‘Piccole bugie tra amici’ del 2010, in sala dal 12/9. Grande cast e puntuale sceneggiatura per questa commedia dai toni a volte drammatici che ha al centro l’importanza fondamentale dell’amicizia.
Sono passati tre anni dall’ultima volta che si sono visti tutti insieme. Max (Francois Cluzet) è andato a passare un po’ di tempo nella sua casa al mare di Cap Ferrat, per rigenerarsi e cercare di allontanare le preoccupazioni. E sembra averne davvero tante, se l’arrivo improvviso della sua banda di amici, venuti a festeggiare il suo compleanno, non gli fa affatto piacere. Questi alcuni dei personaggi in scena: Eric (Gilles Lellouche) alle prese con un neonato; Vincent (Benot Magimel) che continua a mettere in discussione la sua sessualità e, infine, Marie (Marion Cotillard) che crede ancora che alcol e trasgressione possano farle dimenticare i suoi problemi.

Coach, inno a NY con i coloriCollezione all’insegna dell’ottimismo.ßßSfilata sull’High Line

NEW YORK11 settembre 201918:38

– L’ultimo miglio dell’High Line per presentare il nuovo capitolo della sua collezione. Coach ha sfilato sul Coach Passage lungo lo Spur, l’ultima parte la passeggiata sopraelevata sul versante occidentale di New York con sullo sfondo Brick House la gigantesca scultura di donna realizzata da Simone Leigh. Il brand americano ha portato in passerella la sua collezione Spring 2020 all’insegna dei colori, dell’ottimismo e celebrando la vivacità della Grande Mela. Ogni dettaglio della collezione firmata da Stuart Vevers è un richiamo a New York. Cambiamento, rapidità ed energia pura e autentica, spiriti liberi e impertinenti ne sono infatti la sua essenza. Uomini e donne sfilano in sandali e scarpe da ginnastica in nome della praticità. Passato e presente collidano tra loro e aprono alle infinite possibilità di un nuovo decennio.

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Kors a Brooklyn, moda e inclusione
collezione patriottica pensando a bisnonna migrante bambina

NEW YORK11 settembre 201918:39

– Michael Kors e’ un ottimista e nel mondo dei muri alzati contro chi e’ diverso manda un messaggio all’insegna dell’inclusione: sia che si tratti di etnia che di atto di nascita o di identità di genere. Tutto e’ fluido e siamo tutti connessi e’ il mantra della sfilata che, in una data simbolo, l’11 settembre, lo stilista ha definito la sua “più’ patriottica di sempre”.
Kors ha trasferito per la prima volta la passerella da Manhattan a Brooklyn seguendo le orme della bisnonna Lina, migrante bambina dalla Mitteleuropa. Testimonial del concetto che il genere non e’ specifico come dimostra uno dei look della collezione tutta made in Italy in cui la giacca e’ un bodysuit indossato sotto i classici pantaloni dal taglio di sartoria.
Altri spunti il peacot, il trench e la camicia reinterpretati: meta’ prep style del Connecticut, meta’ punk borchiato del Lower East Side. Tanti i contrasti “uptown/downtown”, da Park Avenue a Bushwick.

Cecilia Bartoli, omaggio a FarinelliL’8/11 esce album per celebrare lirico più famoso XVIII secolo

11 settembre 201918:41

– Cecilia Bartoli pubblica un nuovo album che celebra la vita e la carriera del più famoso cantante lirico del 18/o secolo: il castrato Farinelli. In uscita l’8 novembre, il disco include arie del fratello maggiore di Farinelli, Riccardo Broschi, e del suo insegnante e mentore Nicola Porpora. Contiene anche una nuova registrazione di “Alto Giove” dal Polifemo di Porpora, che evidenzia la capacità unica di Farinelli di sostenere lunghe frasi musicali e note incredibilmente acute. Cecilia è accompagnata dal Giardino Armonico guidato da Giovanni Antonini con i quali ha già collaborato per gli album Vivaldi e Sacrificium, entrambi vincitori del premio Grammy.
Molte arie incluse in questa nuova incisone furono scritte appositamente per Farinelli dai compositori che spesso realizzavano opere rivoluzionarie realizzate per la sua voce.

Cartier-Bresson a Palazzo Grassi VeneziaFoto scelte da cinque curatori, anche F.Pinault

VENEZIA11 settembre 201918:43

– Cinque sguardi sull’opera di Henri Cartier-Bresson. Cinque curatori “particolari” – la fotografa Annie Leibovitz, il regista Win Wenders, lo scrittore Javier Cercas, la direttrice del dipartimento di stampe fotografiche della Biblioteque nationale de France Sylvie Aubenas, il collezionista Francois Pinault – chiamati a scegliere ciascuno una cinquantina, senza sapere ognuno delle scelte degli altri, dalle 385 immagini che lo stesso fotografo aveva selezionato, su invito dei collezionisti de Menil, negli anni ’70 come le più significative della sua opera, la “Master Collection”, di cui esistono solo cinque esemplari.
E’ all’insegna di una sorta di gioco, e il titolo è proprio “Le Gran Jeu”, la mostra in programma a Palazzo Grassi, a Venezia, dal 22 marzo 2020 al 10 gennaio 2021, dedicata a Cartier-Bresson, a cura di Matthieu Humery.

Museo già chiuso apre a Sgarbi, polemicaA Castelvecchio, autorizzato dopo una telefonata al sindaco

VERONA11 settembre 201919:06

– Una visita fuori orario da parte di Vittorio Sgarbi al Museo di Castelvecchio – oggetto di un clamoroso furto di opere nel novembre 2015 – sta innescando la polemica politica a Verona, dove i consiglieri di opposizione hanno definito l’episodio “gravissimo”, presentando una interrogazione urgente. Il fatto il 10 settembre, verso le 21.30. Sgarbi, in città per altri impegni, nonostante l’ora tarda voleva visitare l’esposizione a Castelvecchio su “Verona dal 1570 alla peste del 1630”. Ma il museo era chiuso da ore.
Per questo ha contattato il sindaco, Federico Sboarina, chiedendo di poter entrare ugualmente. Il sindaco, riferiscono fonti del Comune, ha interessato della richiesta la direttrice dei musei civici, oltre all’assessore alla cultura, e a questo punto è scattato anche il protocollo di sicurezza che, dopo la rapina del 2015, prevede la presenza sul posto di una pattuglia armata della polizia municipale. Pattuglia rimasta sul luogo sino a quando Sgarbi non è uscito dal museo, verso le 22.45.

Max & Co si rinnova, nuovo logo e storeImmagine in rosso e servizi come ‘click and collect’

11 settembre 201919:19

– Nuova identità di brand e nuova direzione di stile per MAX&Co., il marchio contemporary del Gruppo Max Mara. A sottolineare il ‘revamp’ una nuova immagine di brand, firmata dallo studio londinese Made Thought, che ha pensato a un nuovo logo in rosso. Protagonisti del rinnovamento tre capi icona: il cappotto Runaway, la Tee con il logo design, le nuove sneaker di maglia Oya e la borsa Pillow, per i viaggi in treno e in aereo. La prima boutique pilot di nuova generazione è stata inaugurata a Reggio Emilia, città natale del Gruppo Max Mara. La superficie espositiva si sviluppa all’insegna della modularità degli ambienti, che si trasformano da aree di vendita a location per workshop ed esposizioni. Qui è anche possibile usufruire di servizi di smart shopping che semplificano l’acquisto, come il Click & Collect, per ritirare in boutique le compere fatte online. Il test è internazionale: a Reggio Emilia seguiranno Hong Kong, Dubai e Tokyo, nel tempio dello shopping di Omotesando.

Accusa plagio ad Antonacci, no a dirittiPer ‘Mio fratello’, fino a esito causa intentata da musicista

12 settembre 201909:37

La Siae ha deciso di sospendere la distribuzione dei diritti d’autore, deliberando “l’accantonamento” dei “proventi maturati e maturandi”, della canzone ‘Mio fratello’ di Biagio Antonacci, uscita nel 2017, “fino alla risoluzione definitiva della controversia” tra il cantante e il musicista Lenny de Luca. Quest’ultimo, infatti, assistito dai legali dello Studio Lione Sarli, ha intentato una causa civile per presunto plagio nei confronti dell’artista milanese, con udienza fissata per la prossima settimana.

Sabato 14 il Campiello, mille invitati alla FeniceDiretta su Rai5, la prima volta di San Patrignano

11 settembre 201920:32

Ultimi ritocchi per il gran finale del Premio Campiello 2019, il 14 settembre al Teatro La Fenice di Venezia che avrà un parterre di circa mille invitati tra ospiti istituzionali, rappresentanti del mondo imprenditoriale, della cultura e delle case editrici. A Isabella Bossi Fedrigotti sarà consegnato il Premio Fondazione Il Campiello alla carriera. A contendersi il premio di Confindustria Veneto saranno: Giulio Cavalli con ‘Carnaio’ (Fandango Libri), Paolo Colagrande con ‘La vita dispari’ (Einaudi), Laura Pariani con ‘Il gioco di Santa Oca’ (La nave di Teseo), Francesco Pecoraro con ‘Lo stradone’ (Ponte alle Grazie) e Andrea Tarabbia con ‘Madrigale senza suono’ (Bollati Boringhieri). Difficile fare pronostici su chi vincerà il super Campiello, perché come sempre a decretare il vincitore sarà la Giuria popolare dei Trecento Lettori anonimi che cambiano ogni anno e sono di differenti categorie sociali e professionali. Piacerà di più la pirotecnica parabola umana di un ragazzino che vede solo la metà del mondo raccontata da Colagrande o le avventure nella brughiera lombarda, nell’autunno del 1652, attorno al capopolo Bonaventura Mangiaterra raccontate dalla Pariani? Oppure avranno la meglio il pescatore Giovanni Ventimiglia che un giorno trova il cadavere di un uomo e dopo di lui tanti altri di cui narra Cavalli, o le atmosfere gotiche e sensuali del madrigale di Tarabbia? O piacerà il settantenne che dal settimo piano della sua abitazione osserva cosa accade nel quartiere di una metropoli decadente che fa pensare a Roma ne ‘Lo stradone’ di Pecoraro? Per la prima volta nella serata alla Fenice, condotta da Andrea Delogu e trasmessa dalle 21 in diretta su Rai5 e in tutto il mondo attraverso Rai Italia, verrà premiato il vincitore del ‘Campiello per San Patrignano’, che vede finalisti Kidane Grianti, Andrea Tozzo e Federico Tossani.Il riconoscimento speciale, nato quest’anno dalla volontà del presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas, e della cofondatrice della Fondazione San Patrignano Letizia Moratti, vuole promuovere un nuovo dialogo tra la comunità di recupero e il concorso di narrativa italiana contemporanea promosso da Confindustria Veneto. Ai ragazzi ospiti della Comunità di San Patrignano è stato proposto di presentare dei racconti a tema libero che sono stati valutati in questi mesi dalla Giuria del Campiello Giovani, mentre il vincitore sarà scelto tra i finalisti dalla Giuria dei Letterati del Premio Campiello, guidata quest’anno dal magistrato Carlo Nordio. Andrea Delogu dialogherà con i cinque finalisti e seguirà con loro le fasi delle votazioni in un mix tra approfondimento culturale e intrattenimento che vedrà la presenza del duo comico musicale Microband.Durante la cerimonia verranno premiati anche i vincitori degli altri riconoscimenti previsti dalla Fondazione Il Campiello: il vincitore del Campiello Giovani, la nuova menzione speciale del Gruppo Giovani di Confindustria per il miglior racconto che ha trattato il tema della cultura di impresa e l’Opera Prima, assegnata a Marco Lupo per il romanzo Hamburg (Il Saggiatore).

Sutra, i monaci buddisti al Teatro RegioLo spettacolo di Larbi Cherkaoul ha dato il via a TorinoDanza

TORINO12 settembre 201909:30

– Inaugurazione in grande stile per il Festival TorinoDanza del Teatro Stabile di Torino, al via come sempre in tandem con MiTo: ha riscosso grande successo, al Teatro Regio, Sutra, spettacolo cult del nuovo Millennio, creato nel 2008 dal coreografo belga Sidi Larbi Cherkaoul, direttore del Balletto delle Fiandre e artista del Sadler’s Wells di Londra. Con lui hanno collaborato lo scultore Antony Gormley e il compositore polacco Szymon Brzoska.
Sul palco diciannove monaci del tempio buddista cinese Shaolin, vicino alla città di Dengfeng. Con loro ha danzato Cherkaoul che ha realizzato il balletto soggiornando per tre mesi nel monastero: è riuscito così a comprendere la loro visione del mondo e il significato che danno alla loro arte marziale, il kung fu. In Sutra si celebra l’incontro tra la danza contemporanea occidentale e la pratica del kung-fu. In scena 21 casse di legno che vengono spostate come tessere del domino, creando muri, ponti, forme immaginarie.
Tra il pubblico entusiasta anche il neo sovrintendente Sebastian Schwarz.

Angry Birds 2, unione e girl powerArriva secondo capitolo animato in cgi da videogame bestseller

12 settembre 201909:45

L’impero creato dalla finlandese Rovio intorno a Angry Birds, il gioco che dagli smartphone si è imposto dal 2009 come fenomeno (oltre 4 miliardi di download), ha vinto anche la scommessa dello sbarco al cinema, con un primo film, che nel 2016, ha incassato globalmente oltre 352 milioni di dollari. Ora uccellini rossi e maialini verdi tornano con una nuova avventura animata in Cgi, nella quale gli ex nemici sono costretti a unirsi, per combattere una minaccia comune, Angry Birds 2: Nemici Amici per Sempre di Thurop Van Orman, in uscita il 12 settembre con Warner Bros.
L’action comedy dal ritmo travolgente, pensata anche per i più piccoli, affronta con dolcezza temi universali come la paura dell’esclusione e dell’altro, il rispetto delle reciproche differenze e l’importanza del gioco di squadra. Conquista spazio anche il girl power con due nuovi personaggi. Nel gruppo di uccellini sempre guidato dal coraggioso ma insicuro Red (doppiato da Maccio Capatonda), arriva Silver, geniale laureanda in ingegneria, empatica e brillante, mentre a guidare i ‘nemici’ c’è Zeta, intraprendente capo dei volatili, che dall’isola delle Aquile, immersa nel ghiaccio, decide di appropriarsi delle più calde ed accoglienti isole dei maialini e degli uccellini. Fra le voci italiane ci sono anche Alessandro Cattelan, Veronica Puccio, Alessandro Rossi, Massimo Bitossi e Claudia Catani.
“Siamo partiti dall’idea che ci sarebbe stata molta più commedia e conflitto nel costringere le due fazioni nemiche, uccellini e maialini, a lavorare insieme – spiega nelle note di produzione il produttore John Cohen -. Avrebbe portato a temi come la mancanza di fiducia, lo scontro di ego e a più situazioni comiche legate alle personalità dei personaggi.
Volevamo sorprendere il pubblico con una nuova energia e un nuovo motore di commedia”. Al rientro nell’universo della storia, ritroviamo uccellini e maialini impegnati in una quotidiana guerra di beffe reciproche: da enormi ‘gavettoni’ pieni di granchi al provocare un’onda anomala che allaghi i vicini. Red, ex incompreso per il suo carattere, oramai è l’eroe degli uccellini rossi, celebrato da tutti. Un’ondata di affetto che il volatile dall’aspetto severo, ancora insicuro nei rapporti con gli altri, e soprattutto con il ‘gentil sesso’, non vuole perdere. Per questo è il più diffidente quando il re dei maialini verdi, Leonard, gli propone una tregua, per affrontare insieme la minaccia che viene dall’Isola delle Aquile, rappresentata da enormi palle ghiacciate sparate da una super arma. Viene deciso un team congiunto di maialini e uccellini: con gli amici Chuck, velocissimo e irrefrenabile, e l’esplosivo Bomb, viene reclutata anche la sorellina geniale di Chuck, Silver, che comprende subito le fragilità di Red. Risulta più problematico convincere a far parte della squadra Grande Aquila, che confessa di avere trascorsi romantici dolorosi con Zeta.
“Quello che amo di Red è il modo nel quale lentamente si trasforma mentre procede questa avventura – spiega l’attore comico Jason Sudeikis, voce originale di Red -. Come padre di due bambini e come persona che vive sul Pianeta Terra, trovo (nella storia) temi molto adatti in questo momento e importanti, lavorare insieme e cercare di empatizzare con il tuo vicino”.

‘Guercino ritrovato’ al Castello EstenseDal 14/9. L’opera sarà sottoposta a intervento conservativo

FERRARA12 settembre 201910:52

– Dopo circa vent’anni torna alla luce uno dei capolavori meno conosciuti di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino: il ‘San Francesco che riceve le stimmate’ dipinto per la confraternita delle Sacre Stimmate di Ferrara. La decennale chiusura della chiesa e i danni arrecati alla struttura dal terremoto del 2012 hanno reso invisibile l’opera per tanto tempo. Ora, grazie alla collaborazione tra l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e il Comune di Ferrara, questa testimonianza dell’arte del Seicento potrà essere ammirata al Castello Estense dal 14 settembre al 26 dicembre, in previsione della futura riapertura della chiesa.
Dipinto nel 1632, il San Francesco documenta l’intenso misticismo francescano che animava la confraternita committente e la capacità di Guercino di far convivere sacro e natura, spirito e materia. Un Guercino ritrovato, meno noto di altri ma di grande impatto emotivo, la cui rinascita sarà possibile seguire dal vivo e in presa diretta grazie al cantiere di restauro aperto al pubblico che partirà nelle prossime settimane. Accanto alla tela di Guercino saranno esposte due opere di Carlo Bononi: il San Ludovico di Tolosa e la Sant’Elisabetta regina di Ungheria, nella chiesa delle Stimmate collocate al fianco dell’altare maggiore. Il Guercino ritrovato si integrerà con il percorso espositivo di ‘Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento’.

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ALLE 12:33 DI MERCOLEDì 10 SETTEMBRE 2019

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Vedova Saramago, con il Diario del Nobel ha vinto la morte
Pilar, stiamo lavorando a ‘Centenario di un contemporaneo’

MANTOVA08 settembre 2019 14:03

– Trovato per caso dalla vedova dello scrittore in uno dei computer di casa, ‘Diario dell’anno del Nobel’ di Josè Saramago, il sesto e ultimo quaderno di Lanzarote, pubblicato da Feltrinelli nella traduzione di Rita Desti, è un libro che “si concentra di più sul pensiero, sull’azione, meno sul tran tran quotidiano” rispetto agli altri quaderni. “Con questo diario è come se Saramago avesse avuto la meglio sulla morte che è una signora stupida” dice Pilar del Rio, la moglie dello scrittore, morto nel 2010, al Festivaletteratura di Mantova.”All’indomani della sua scomparsa è uscita una vignetta in cui si vede la morte che legge un libro di Saramago e dice ‘ma che cosa ho fatto?'” ricorda Pilar del Rio, giornalista e traduttrice, che ora sta lavorando, annuncia, al progetto “‘Centenario di un contemporaneo’ 1922-2022” che sarà dedicato ai cento anni della nascita del Premio Nobel per la letteratura con una serie di proposte internazionali. “Saramago è uno dei maestri del nostro tempo e in questo suo ultimo diario è come se avesse sentito la necessità di lasciare traccia del suo pensiero, delle sue idee. Poi, con il Nobel nel 1998, tutto è cambiato. C’era molta pressione da parte degli editori e dei giornalisti. Tutti chiedevano interviste e la nostra casa era diventata un centro di ultima istanza. Tutti lo imploravano, lo invitavano e lui andava. E’ stato in Palestina, in Brasile, in Messico” racconta Pilar. La moglie dello scrittore sapeva di questo quaderno che contiene le sue ultime parole, molte dedicate alla libertà, ma si è imbattuta in questo diario mentre cercava sul computer alcune date per un volume di conferenze che sarà pubblicato il prossimo anno. “E’ stata davvero una sorpresa. Aveva preannunciato che avrebbe scritto un sesto diario, ma ad un certo punto se ne è dimenticato come è successo all’editore francese e a quello spagnolo. Lui era impegnato su un altro fronte, stava scrivendo un altro romanzo. Se fosse stato pubblicato nel 2001 come era previsto, sarebbe stato interessante, ma dopo 20 anni l’interesse è maggiore perché questa è un’opera assolutamente attuale. E’ come se qualcuno ci dicesse ‘tu non sei orfano” suggerisce sorridendo Pilar Del Rio che firma la prefazione del libro, a lei dedicato. Ed Eduardo Lourenco ringrazia nella dedica il computer, che chiama “magico supporto per aver preservato questo dialogo di Josè Saramago con se stesso e con il suo tempo, in uno spazio e alcuni riverberi di luce senza fine”.Oltre al discorso profetico in occasione della consegna del Nobel, il sesto diario parla di politica, viaggi, letteratura in una forma intima, come se l’autore stesse scrivendo una lettera ad un amico. “E’ un libro – sottolinea Pilar – senza pretese in cui Saramago mostra di apprezzare la vita. Diceva sempre che bisogna prendersi cura dei libri perché all’interno c’è una persona, l’autore. Quando io sono a Lanzarote non mi dimentico mai di accarezzare i libri, di estrarne uno, di aprirlo” spiega la vedova e poi dice che “non ci sono altri inediti. Saramago è stato un autore tardivo, scriveva e pubblicava. Il contrario di Pessoa”.

Panella, darò più spazio alle storieTorna il 9/9 su La7 con Tagadà, edizione rinnovata e più lunga

08 settembre 201914:45

– I fatti, i dubbi, i protagonisti, i colpi di scena della politica, ma soprattutto “il racconto sociale, le storie di chi vive sulla propria pelle le scelte della classe dirigente”: Tiziana Panella torna al timone di Tagadà, dal 9/9 su La7 con una quinta edizione rinnovata e più lunga, dalle 14.20 alle 17.
“Il rafforzamento del programma è una promozione che viviamo con grande soddisfazione”, sottolinea la giornalista. “Oltre due ore e mezza di trasmissione quotidiana sono una sfida. A guidarci sarà ancora il sottotitolo del programma, ‘Tutto quanto fa politica’: spazio quindi all’attualità, in una stagione caldissima che ci vedrà esordire con la fiducia al nuovo governo, al talk con gli ospiti in studio, ma anche alle storie quotidiane delle persone che spesso hanno vicende incredibili da raccontare”. L’idea di fondo, si appassiona Panella, “è uscire dalla logica del racconto politico strillato, che sta dietro all’ultimo tweet, per parlare con la gente, raccontare l’Italia che fa, spesso nell’anonimato”.

Franceschini al barcone Biennale, dopo odio torna umanitàIl ministro posta foto e video su Twitter davanti a opera Buchel con il barcone che naufagò nel 2015 causando la morte di quasi mille migranti

08 settembre 201914:46

Una foto e un video postati su Twitter, davanti al barcone-monumento dell’artista svizzero Christoph Büchel in memoria del naufragio del 2015, per sottolineare che “dopo mesi di dolore e odio tornano civiltà e umanità”. Il ministro della Cultura Dario Franceschini, dopo aver partecipato alla serata finale della Mostra del cinema di Venezia, è oggi alla Biennale di arte contemporanea.

“A Venezia a @la_biennnale davanti al barcone del naufragio del 2015 in cui morirono quasi mille migranti. L’allora Presidente @matteorenzi – ha scritto su Twitter – decise di recuperarlo per renderlo un simbolo delle morti di migranti nel Mediterraneo. Dopo mesi di odio e dolore tornano civiltà e umanità”.

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Da Lagarce a Fo, la stagione in 10 autori
Omaggi a Levi, riletture per Pirandello, riscoperte con Moravia

09 settembre 201910:05

– La superstar resta sempre Shakespeare. Ma quest’anno ci sono anche i cento anni di Levi e i cinquanta di Mistero Buffo, grandi riscoperte da Moravia a Miller, riletture pulp di Pirandello e nuovi De Filippo, fino al ‘debuttante’ De Giovanni. È la nuova stagione teatrale, pronta per andare in scena, in 10 autori più uno, da rileggere, scoprire e non perdere.THOMAS BERNHARD – Umberto Orsini lo chiama “uno dei gioielli di famiglia”. È ‘Il nipote di Wittgenstein’, testo del drammaturgo austriaco con cui l’attore vinse il Premio Ubu 2001 e che ora riprende con una nuova messa in scena diretta da Patrick Guinand. Con Bernhard che raffigura se stesso nell’atto di descrivere la storia dell’amicizia tra lui, che ha saputo dominare la pazzia, e l’amico Paul travolto dalla follia (da ottobre in tournée).JEAN-LUC LAGARCE – Ancora poco conosciuto in Italia, è attualmente l’autore più rappresentato in Francia dopo Moliere e Shakespeare. Scomparso nel ’95 a soli 38 anni per Aids, Anna Bonaiuto lo porta a febbraio al Piccolo Eliseo di Roma con ‘Giusto la fine del mondo’, storia che intreccia drammaticamente la vicenda personale dell’autore con quella del suo protagonista, tornato a casa per annunciare la sua imminente morte. Regia di Francesco Frangipane.ALBERTO MORAVIA – Michela Cescon dirige ‘La donna leopardo’, l’ultimo romanzo, pubblicato postumo, che chiudeva il ciclo avviato con Gli indifferenti. Quattro personaggi, un giornalista, il suo editore e le rispettive mogli, si trovano ad affrontare un viaggio in Africa e le “regole dell’attrazione”. Con Valentina Banci, Olivia Magnani, Paolo Sassanelli, Thomas Trabacchi (a ottobre al Piccolo di Milano e poi in tournée).JOHN STEINBECK – Massimo Popolizio si confronta con ‘Furore’, one man show epico lirico scritto nel 1939 e da subito bestseller sulla dolorosa e sorprendente attualità della crisi agricola, economica e sociale che stritolò gli Stati Uniti dal 1929 (Roma, India a novembre). Antonio Latella dirige invece ‘La valle dell’Eden’, spettacolo monstrum che guarda al mondo della letteratura americana per rifletterne su di noi gli interrogativi, le speranze e i timori più profondi (da novembre).LUIGI PIRANDELLO – Se l’autore dei Sei personaggi era il maestro del gioco del ‘teatro nel teatro’, non avrebbe che potuto sorridere davanti a Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia di nuovo insieme per ‘Maurizio IV – Pirandello Pulp’. Presentato al Napoli Teatro Festival Italia e in tournée da febbraio, lo spettacolo (scritto da Edoardo Erba) mescola le prove di un Gioco delle parti con l’arrivo di un ignaro elettricista, siciliano, di mezza età.EDUARDO DE FILIPPO – Per lui, tre registi dalla mano molto differente. Lo spagnolo Lluis Pasqual, da sempre affascinato dal tema dell’illusione teatrale, sceglie ‘La grande magia’, al debutto il 17 ottobre al San Ferdinando di Napoli con Nando Paone, Claudio Di Palma. Roberto Andò con la compagnia che fu di Luca De Filippo mette in scena ‘Ditegli sempre di sì’, con Carolina Rosi e Gianfelice Imparato (da ottobre). Carlo Cecchi cuce insieme due atti unici come ‘Dolore sotto chiave’ e ‘Sik Sik L’artefice magico’, da febbraio al Franco Parenti di Milano.MAURIZIO DE GIOVANNI – Prima commedia scritta appositamente per il palcoscenico dal papà de L’ispettore Lojacono. È ‘Il silenzio grande’ (debutto a Roma, Quirino 15 ottobre), affresco sulla complessità dei rapporti familiari, sul tempo che scorre e nuovo tassello della collaborazione con Alessandro Gassmann, in veste di regista. Protagonisti, Stefania Rocca e Massimiliano Gallo.BERTOLT BRECHT – Teatro civile, politico, di poesia per Monica Guerritore protagonista e regista de ‘L’anima buona di Suezan’, in un’edizione ispirata a quella celeberrima di Giorgio Strehler del 1981 (da novembre).DARIO FO – A cinquant’anni dal primo debutto, Eugenio Allegri dirige il giovane Matthias Martelli nel suo testo più celebre, Mistero Buffo, che dopo il debutto al Festival di Todi il 29 agosto sarà in tournée da ottobre. Ripreso nei prossimi mesi anche da Mario Pirovano e Ugo Dighero. Valentina Lodovini, invece, prosegue il suo viaggio tra Fo e Franca Rame con ‘Tutta casa, letto e Chiesa’ (da ottobre).ARTHUR MILLER – ‘Morte di un commesso viaggiatore’ torna a teatro con Alessandro Haber e Alvia Reale diretti da Leo Muscato (da febbraio). Ma in cartellone ci sono anche Elena Sofia Ricci che riprende ‘Vetri rotti’ (da gennaio), Mariano Rigillo in ‘Erano tutti miei figli’ (da marzo) e Valerio Binasco con ‘Uno sguardo dal ponte’ (maggio).PRIMO LEVI – A cento anni dalla nascita, non poteva mancare dalla scena, anche se per il palcoscenico, in realtà, Levi non ha mai scritto. Tre gli omaggi per altrettanti raffinati interpreti: Roberto Herlitzka con ‘Il canto di Ulisse’, che dopo il debutto al Todi Festival torna in tournée in primavera; Valter Malosti con ‘Se questo è un uomo’ (da ottobre) e Luigi Lo Cascio con ‘Il sistema periodico’ (da ottobre).

Festivaletteratura chiude con 122mila presenzeIncremento eventi a pagamento. 9-13 settembre l’edizione 2020

MANTOVA08 settembre 201917:22

– Si conclude con 122.500 presenze il Festivaletteratura di Mantova 2019 che nella 23/a edizione ha ospitato tante stelle della letteratura con oltre 75 ospiti stranieri, evento clou Margaret Atwood, e un gran finale l’8 settembre con Ian McEwan. I biglietti staccati sono stati 63.500 e sono circa 59.000 le presenze stimate agli incontri gratuiti per un numero complessivo di pubblico di poco superiore a quello del 2018, quando le presenze erano state 122.000.
In questa edizione ricca di ospiti internazionali c’è stato dunque un incremento delle presenze a pagamento a fronte di una lieve flessione degli appuntamenti liberi, penalizzati anche dal cattivo tempo che non sempre ha favorito gli eventi all’aperto.
La prossima edizione sarà dal 9 al 13 settembre 2020.

Celentano, bene Franceschini sulle grandi naviSul blog plaude allo stop annunciato dal ministro

08 settembre 201917:12

– “Grande exploit del pioniere Franceschini che a soli pochi giorni dalla nascita del nuovo governo ha lanciato il suo primo SILURO centrando in pieno la fine delle grandi navi a Venezia. Bravo Dario!!! Un’azione memorabile la tua, attraverso la quale, tu per primo, hai innalzato la bandiera del vero CAMBIAMENTO!!!”. E’ il plauso di Adriano Celentano, che in un post sul suo blog appoggia in pieno l’impegno preso dal ministro dei Beni culturali per bloccare il passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco a Venezia.
“Un tuono, che già dai suoi primi vagiti scuote il governo, sia Giallo che Rosso, sul sentiero dell’ineffabile bellezza da cui nasce il giusto pensiero!!!”, scrive Celentano nel post, intitolato proprio ‘La bandiera del cambiamento’.
La questione dei ‘mostri della laguna’ è un tema particolarmente caro all’artista, che lo ha visto schierarsi nettamente anche in passato, con diverse iniziative.

NY, Pat Cleveland apre Chiara BoniEsplosione di colori da Moschino, Longchamp fonde anni ’70 e ’90

NEW YORK08 settembre 201917:43

– La leggendaria top afro-americana Pat Cleveland con la figlia Anna, anche lei modella, ha aperto alla Fashion Week di New York Le Petit Robe di Chiara Boni: “una Regina di Cuori” che atterra a New York dopo un lungo viaggio” dall’Africa all’Estremo Oriente e al Messico e ne ricrea il ricordo con tessuti a motivi animali, paisley e ikat realizzati nel tessuto speciale Eurojersey ecosostenibile con cui la stilista fiorentina crea l’80 per cento delle sue collezioni. Da Jeremy Scott, il designer di Moschino, la consueta esplosione di forme e di colori che strizza l’occhio a “Liquid Sky” (Slava Tsukerman, 1982) è stata definita “degna di banda pop dell’era spaziale”. La “piscina” di Lincoln Center in un nuota una scultura di Henry Moore ha fatto da sfondo alle proposte di Sophie Lafontaine di Longchamp che fondono anni ’70 e ’90 con una tavolozza alba-tramonto ispirata alle “esplosioni nel deserto” dell’artista femminista Judy Chicago.

Incassi Usa, in vetta It Capitolo DueHorror spodesta Attacco al potere 3. Prosegue marcia Il Re Leone

08 settembre 201919:15

– Il male risorge e conquista il botteghino: It Capitolo Due, il sequel horror di It tratto dai romanzi di Stephen King e firmato ancora da Andy Muschietti, che riunisce i personaggi del primo film a trent’anni di distanza dagli eventi, domina la classifica degli incassi Usa del week end, rastrellando al debutto ben 91 milioni di dollari. Il film Warner spodesta Attacco al potere 3, che nel fine settimana deve accontentarsi di 6 milioni, ma raggiunge in totale i 53,5 milioni di dollari. Scivola in terza posizione la commedia Good Boys – Quei cattivi ragazzi, con 5,4 milioni di dollari (e un incasso totale che sfiora i 67 milioni).
In quarta posizione Il Re Leone in versione live action, che mette a segno 4,2 milioni di dollari nel week end ma prosegue la sua marcia globale, con 529 milioni di dollari incassati sul mercato americano e circa 1,6 miliardi in tutto il mondo, settimo maggiore incasso di tutti i tempi.

Morta Annalisa Cima, ultima musa di MontalePittrice, scrittrice e poetessa, aveva 78 anni

09 settembre 201910:04

– Si è spenta a Lugano nei giorni scorsi a 78 anni Annalisa Cima, pittrice, scrittrice e poetessa, ultima musa del premio Nobel per la Letteratura Eugenio Montale che incontrò nel 1968.
Nata a Milano il 20 gennaio 1941, apparteneva a una famiglia di imprenditori nel settore della carta originaria di Lecco e, assieme al marito Friedrich Glombik, viveva in Svizzera dove si era trasferita da tempo per via della tubercolosi che l’aveva colpita fin dall’adolescenza. I suoi esordi come pittrice risalgono al 1965 con una mostra alla galleria il Cavallino di Venezia cui ne seguirono molte altre anche in Brasile, Usa e in Giappone. In quegli anni conobbe gli artisti Giacomo Manzù, Marino Marini, Aligi Sassu, Max Ernst e Pablo Picasso e frequentò l’avanguardia americana. Legata da una grande amicizia con Montale, con un sodalizio che durò 13 anni, fino alla morte del Nobel, Annalisa Cima è stata l’erede e la curatrice del ‘Diario postumo’ del grande poeta attorno al quale in passato sono sorte polemiche.

Easy Rider, 50 anni dopo torna in sala restauratoIl 17 agosto la scomparsa di Peter Fonda

09 settembre 201909:36

C’è un concentrato impressionante di coincidenze, intuizioni e fatalità dietro la storia, ormai leggendaria, di “Easy Rider”, il film d’esordio di Dennis Hopper diventato titolo di culto fin dall’estate del 1969, che dal 9 settembre torna in sala restaurato – dalla Cineteca in collaborazione con Sony Pictures Entertainment – a meno di un mese dalla scomparsa di Peter Fonda, il 17 agosto, a 79 anni.
Prodotto con due soldi proprio da Peter Fonda, figlio d’arte che si ritagliò il ruolo del protagonista “Captain America” Wyatt a fianco del regista (Billy), arrivato nelle sale il 14 luglio di un anno che infiammava Europa e America nel segno della rivolta giovanile, a soli dieci giorni dalla Festa dell’indipendenza americana, ma nel giorno della Rivoluzione Francese, portò nelle sale legioni di giovani grazie al passaparola della controcultura hippy, nonostante quella fosse un’estate torrida da Los Angeles a New York.
Sei giorni dopo, il 20 luglio, il primo americano sbarcava sulla luna e un mese dopo, il 15 agosto, Jimi Hendrix infiammava il popolo di Woodstock in uno dei concerti/raduni che hanno fatto la storia della gioventù ribelle. A ottobre se ne sarebbe andato Jack Kerouac il cui “Sulla strada” può a buon diritto essere citato come la Bibbia laica dei protagonisti di “Easy Rider”, da sempre riconosciuto come il film “on the road” per eccellenza. Non è automatico spiegarsi il folgorante e immediato successo di una pellicola indipendente e senza attori famosi, apparentemente sfilacciata e quasi senza trama (la sceneggiatura del resto veniva volutamente improvvisata giorno per giorno), con un finale atroce e senza speranza, riflesso di una generazione che andava forzatamente a combattere in Vietnam e in pochi anni aveva visto cadere icone popolari e giovanili pur nelle profonde diversità come John Kennedy, Malcolm X e Martin Luther King. Eppure il miracolo accadde e fu tanto sfolgorante da cambiare per sempre l’atteggiamento delle grandi major verso una nuova generazione di autori.
La nuova Hollywood dei Coppola, Altman, Scorsese, Cassavetes nasce proprio grazie a “Easy Rider” come riconobbe uno dei “figli” di quel successo, George Lucas che con le major avrebbe poi avuto un vero e proprio idillio nel segno del cinema “giovane”. Del resto il mondo del cinema fu rapido a capire l’importanza dell’opera prima di Dennis Hopper: gli europei lo scoprirono con il premio per il migliore esordio al Festival di Cannes; gli americani con due nomination all’Oscar e poi una serie infinita di riconoscimenti che oggi gli valgono un posto nella “hall of fame” dei 100 film più importanti nella storia del cinema a stelle e strisce. Quelle stesse “stars and stripes” che figurano sul casco di Wyatt e ne fanno un novello “Captain America”, erede dell’ingenua ansia di libertà della creatura di Stan Lee, ingenuamente patriottico ma distante anni luce dalla grettezza retriva dell’America profonda. Quelle stesse stelle e strisce che bruciano con la bandiera americana alla fine del viaggio, sigillo di una tragedia con cui il regista seppelliva il sogno americano delle grandi praterie e di una nazione benigna e generosa.
In effetti se si ripercorre la trama di “Easy Rider” si scopre subito l’intento di Dennis Hopper: i due moderni cowboy che attraversano le sconfinate distese dell’ovest e del sud, dalla California a New Orleans non sono certo santerellini (hanno comprato i loro leggendari “chopper” con un carico di cocaina importato dal Messico), ma sulla strada si imbattono nei veri mostri, portabandiera dei buoni sentimenti e dei probi comportamenti: poliziotti brutali, cittadini rancorosi e ubriaconi, autentici assassini protetti dall’anonimato. In alternativa ci sono solo un hippy inoffensivo e “fumato”, due allegre ragazze da bordello e un avvocaticchio figlio di papà (Jack Nicholson) che per poche ore assapora con i due “pards” il profumo della libertà e per questo morirà per primo.
“Easy Rider” è una ballata triste in cui gli sterminati spazi della cavalcata ricordano il west di Sam Peckimpah e si contrappongono agli spazi angusti del “Laureato” di Mike Nichols (altra icona cinematografica del periodo) così come il timido Dustin Hoffman corrisponde allo sfrontato Peter Fonda. Se “Il laureato” sdoganava il desiderio sessuale nel cinema americano, “Easy Rider” si libera dal pudore verso gli stupefacenti, marijuana in testa, anche se l’esperienza del rip con l’LSD finirà drammaticamente per tutti. Segno che non è quella la via d’uscita e che forse alla fine del viaggio non c’è redenzione per un’intera civiltà che non sa più vivere nella libertà. Sono del resto i valori e le utopie che riecheggiano nella formidabile colonna sonora assemblata da Dennis Hopper con le canzoni che amava sentire e che hanno dato vita a una hit parade senza tempo, a cominciare da “The Weight” di Robbie Robertson, passando per “It’s allright Ma” di Bob Dylan, “The Ballad of Easy Rider” di Roger McGuinn e fino a “Born to be Wild” di Steppenwolf. Il suo ritornello risuona ancora ad accompagnare lo spirito del film: “Prendi la tua moto e vai, giù sull’autostrada cercando l’avventura in tutto ciò che ci viene incontro. Prendi il mondo in un abbraccio d’amore, spara con tutte le tue pistole in un solo colpo ed esplodi nello spazio”.

Friedman, Questa non è l’ItaliaSaggio in stile romanzo per capire la politica italiana

09 settembre 201909:37

Dall’immigrazione all’economia ai retroscena della turbolenta politica italiana: sui quattordici mesi del governo gialloverde appena caduto promette di dire “tutta la verità” Alan Friedman, autore per Newton Compton di “Questa non è l’Italia”. Nel saggio, che si legge come un romanzo, il giornalista e scrittore affronta i temi più scottanti dell’attualità, quelli che hanno infiammato il dibattito politico e occupato le pagine dei giornali, analizzando il contesto – non facile da decifrare – che poi ha portato all’alleanza tra 5 Stelle e Pd e alla nascita pochi giorni fa del nuovo governo Conte. Con il suo stile sferzante e schietto, Friedman offre nel libro una cronaca dettagliatissima del governo targato Salvini-Di Maio e del suo fallimento politico, per capire se e quanti danni abbia fatto al Paese, senza tralasciare di narrare storie segrete e verità shock che senza dubbio sorprenderanno i lettori. La sua lente mette a fuoco l’esperimento populista portato avanti insieme dal leader leghista e da quello pentastellato: Friedman esprime un giudizio duro, soprattutto su Salvini, che viene descritto come un uomo guidato dall’ambizione e dal desiderio di potere, anche a costo di calpestare le istituzioni democratiche. Numeri alla mano, lo scrittore statunitense spiega poi anche l’impatto che l’instabilità politica ha avuto sui conti italiani, parlando di euro, debito pubblico, senza dimenticare però le prospettive e le giuste azioni per tornare a crescere e a creare lavoro per i giovani. L’autore si interroga su chi sceglierà il successore del Presidente Sergio Mattarella, e presenta anche i ritratti di alcune figure chiave del panorama internazionale, da Mario Draghi a Jean-Claude Trichet, da Paolo Savona a Steve Bannon. Nel suo spietato resoconto, Friedman non poteva certo tralasciare il fenomeno dell’immigrazione, con l’obiettivo di contrastare le fake news separando la propaganda dai fatti. Da osservatore attento, mentre spiega i fatti, il giornalista posa il suo sguardo anche sull’Italia e i suoi abitanti, chiedendosi cosa sia successo negli ultimi tempi a un Paese meraviglioso ma ormai incattivito e intristito, il cui volto è divenuto a suo giudizio ormai quasi irriconoscibile: una denuncia la sua, che appare però soprattutto come un appello lanciato tra le pagine affinché i cittadini rialzino la testa e risveglino la propria coscienza.

McCurry celebra passione per la letturaA Modena 70 immagini con persone sorprese nell’atto di leggere

MODENA09 settembre 201910:24

– Settanta immagini dedicate alla passione universale per la lettura, con persone colte in ogni angolo del mondo nell’intimo atto di leggere: dal 13 settembre al 6 gennaio la Sala Mostre delle Gallerie Estensi di Modena ospita la mostra ‘Leggere’ dello statunitense Steve McCurry, uno dei fotografi più celebrati a livello internazionale per la sua capacità di interpretare il tempo e la società attuale.
I contesti sono i più vari, dai luoghi di preghiera in Turchia alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Usa. Le immagini documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono in libri, giornali o riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque c’è un momento per la lettura. Le foto sono accompagnate da brani letterari scelti da Roberto Cotroneo. Il percorso è completato da una sezione dedicata ai libri pubblicati dal 1985 con foto di McCurry, molti tradotti in varie lingue.

Manzi torna in tv, ciclo su maestroSei puntate con esperti e docenti sull’eredità del suo messaggio

BOLOGNA09 settembre 201912:30

– Un messaggio che non invecchia, anzi forse è ancora più attuale oggi che in passato.
L’insegnamento di Alberto Manzi, il maestro di ‘Non è mai troppo tardi’, torna in tv in una miniserie di sei puntate che sarà trasmessa a partire dal 16 settembre da ‘Rai Scuola’, sul canale 146 del digitale terrestre. ‘Alberto Manzi – L’attualità di un maestro’ è un ciclo di pillole da 15-18 minuti realizzate nel centro di documentazione e archivio intitolato a Manzi e ospitato dal 2007 nella sede dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, della Rai e del dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna.
A condurre il programma è la responsabile del Centro, Alessandra Falconi, con il contributo dell’illustratore Alessandro Sanna e di esperti come il filosofo Telmo Pievani, la ricercatrice del Crn, Maria Arcà (che con Manzi ha lavorato a lungo), dell’antropologo Marco Aime e del geografo Riccardo Morri.
“Manzi resta uno dei grandi riferimenti della pedagogia nazionale”, ha ricordato la Falconi: “Negli anni Ottanta, inoltre, ebbe l’idea geniale di utilizzare la tv per fare formazione agli insegnanti”. E proprio da quella intuizione ha preso vita questa produzione: “Se almeno una maestra, guardando le puntate, vi troverà una grande passione e vedrà i bambini come un’opportunità, avremo centrato l’obiettivo”, ha aggiunto Falconi. Alla presentazione a Bologna ha partecipato anche il figlio, Massimo Manzi: “Mio padre avrebbe apprezzato, perché ancora una volta il Centro che porta il suo nome si dimostra non un archivio, ma un laboratorio”.

A Verona festival “Scrivere per amore”Tre giorni dedicati alla scrittura del sentimento

VERONA09 settembre 201913:18

– L’amore vissuto e quello virtuale, l’amore platonico, quello sentimentale e quello carnale, la passione, l’innamoramento e la follia amorosa, l’amore coniugale e il dramma familiare: torna a Verona, alla 24/a edizione, dal 16 al 19 ottobre, il festival letterario internazionale “Scrivere per Amore”.
La rassegna nasce dal premio ideato e promosso dal Club di Giulietta, che cura il mito shakespeariano e il fenomeno epistolare delle “lettere a Giulietta”, rafforzato dall’incontro con Fondazione Pordenonelegge. Per impulso del Comune di Verona e con il sostegno di Crédit Agricole FriulAdria, diventa ora un Festival che illuminerà l’amore per i libri e i libri sull’amore. “Non solo il sentimento assoluto, che si coniuga all’infinito presente e ascende ai vertici della lirica, per sprofondare negli abissi della scabrosità – spiega il direttore artistico di Pordenonelegge Gian Mario Villalta – ma anche e soprattutto le tante altre forme di amore”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Daniele Liotti, in Un Passo dal Cielo 5 tra crime e paternità
Nei panni del forestale Francesco Neri, su Rai1 dal 12/9

10 settembre 201909:31

Tra mistery, suspense, amore che torna e che va, e paternità desiderata e improvvisa. Ma anche amicizie che si fortificano e il tema della setta che si ripropone in maniera più subdola che mai. A due anni dalla messa in onda della quarta stagione di Un Passo dal Cielo (riproposta in replica  questa estate con discreto successo di ascolti) torna Daniele Liotti nei panni del comandate della forestale Francesco Neri a guidare il cast della quinta stagione da giovedì 12 settembre su Rai1, per un totale di 10 prime serate, la serie tv targata RaiFiction campione di audience, prodotta da Luca e Matilde Bernabei per LuxVide.
“Questa volta – spiega il protagonista – non c’è un caso in ogni puntata ma un unico giallo che inizia nella prima puntata e si conclude con l’ultima”, annunciando il cambiamento di struttura narrativa di tipo orizzontale. Accanto a lui, Enrico Ianniello nei panni del simpatico commissario Vincenzo Nappi. In questa stagione i due dovranno fare i conti, non solo con casi da risolvere ma anche con sentimenti forti “non a caso la loro amicizia diventerà molto forte e un ancora di salvezza per entrambi”, aggiunge Liotti: quelli che Neri prova per Emma Giorgi (Pilar Fogliati), e quelli che Nappi prova per Eva Fernandez, (Rocio Munoz Morales). Quest’ultima infatti avrà una bambina, che la metterà in crisi. “La paternità – aggiunge il protagonista – è il tema che attraverserà tutta la serie. Perché ognuno dovrà farci i conti, da diversi punti di vista. Nappi verrà aiutato da tutti i colleghi e la figlia diventerà mascotte della caserma. Vincenzo dovrà quindi affrontare la grande avventura di diventare padre e – con la piccola figlia Carmela al seguito – si troverà diviso tra il difficile rapporto con Eva e un’insolita ed esilarante convivenza con Valeria Ferra (Beatrice Arnera), la nuova forestale arrivata a san Candido, e sua nipote Isabella adolescente figlia di Valeria Ferrante che a sua volta ha allacciato una forte amicizia con Francesco.
Emma fa ritorno in Val Pusteria dopo una lunga assenza, anche se le apparenze potrebbero ingannare e celare altre verità.
“E nello stesso momento anche il comandante Neri – aggiunge Liotti – che come il pubblico che ci segue ricorderà avevo perso un figlio suicida, dovrò fare i conti con la scoperta dell’esistenza di un ragazzino che potrebbe essere mio. Una notizia che mi colpirà particolarmente, visto che ancora sono distrutto dai sensi di colpa per la scomparsa dell’unico figlio che sapevo di avere”. Nel ruolo di nemico numero uno di Francesco Neri, il Maestro Albert Kroess, ispiratore folle e capo indiscusso per tutti gli adepti della setta Deva, Matteo Martari “lo Avevamo lasciato in carcere, proclama il suo ravvedimento dice l’attore e prepara la sua uscita dalle patrie galere”. Ma a inizio stagione ci sarà un giallo perchè se Emma torna a San Candido scopriremo che sta andando a trovare in carcere proprio Albert.
Ad aiutarlo a mettere ordine in tutto questo, c’è Adriana Ferrante (Giulia Fiume), che da un anno si è stabilita nella valle, una reduce di Deva, desiderosa di cominciare una nuova vita lontano dall’incubo della setta. Tra le New entry Serena Autieri (Ingrid Moser), Jenny De Nucci (Isabella), Matteo Oscar Giuggioli (Klaus Moser), Stefano Cassetti (Bruno Moser).
Al suo fianco, ad aiutarlo a mettere ordine in tutto questo, c’è Adriana Ferrante, una reduce di Deva, desiderosa di cominciare una nuova vita lontano dall’incubo della setta.
Nell’ultimo anno Adriana è diventata molto amica di Francesco e sembra disposta a tutto. Vera protagonista è la location: Le Dolomiti, le acque cristalline del lago di Braies, i prati verde smeraldo, il cielo azzurro sul quale si stagliano le cime innevate: “Questa ambientazione fa bene all’anima di chi vede la serie e di chi ci lavora – dice Liotti – e rende questa serie davvero unica nel panorama della serialità”. Liotti ha appena terminato le riprese della commedia “Un figlio di Nome Erasmus”: “un film che ho interpretato con Luca e Paolo e Ricky Memphis, per la regia di Alberto Ferrari. È la storia di quattro uomini che 20 anni dopo l’Erasmus appunto che hanno fatto a Lisbona, vi fanno ritorno per partecipare al funerale di una amica….”

Mediterranean Stars Festival per unireIl 4 ottobre a Malta, tra gli ospiti Amadeus

10 settembre 201916:51

– Amadeus, prossimo conduttore del festival di Sanremo, parteciperà il 4 ottobre a Fosos – Floriana Granaries a Malta, la prima edizione del Mediterranean Stars Festival. Con artisti da tutto il Mediterraneo ci saranno i protagonisti di Radio Italia Live – Il Concerto. Nel cast Alessandra Amoroso, Boomdabash, Gigi D’Alessio, Elisa, Emma, Francesco Gabbani, Guè Pequeno, J-Ax, Mahmood, Max Pezzali, Raf, Umberto Tozzi e anche artisti maltesi come Ira Losco, The Travellers e il cantante algerino Khaled, uno dei massimi rappresentanti della fusione fra la tradizione mediterranea ed il pop europeo. Il concerto sarà aperto dai maltesi Nicole Frendo e Red Electrik. A condurre Marco Maccarini e Manola Moslehi. Ogni artista, come per i concerti di Radio Italia Live – il Concerto a Milano e a Palermo del 2019 – sarà accompagnato  dalla Mediterranean Stars Orchestra  diretta dal maestro Bruno Santori che, per questo appuntamento, si occuperà anche della direzione artistica del festival.   Il Festival (prodotto dalla Mediterranean Tourism Foundation con Malta Tourism Authority, Air Malta e ministero del Turismo di Malta) vuole contribuire a far rinascere l’identità del Mediterraneo creando collaborazione e interazione tra i diversi Paesi che vi si affacciano attraverso turismo ed eventi culturali.

Porta a porta riparte con SalviniMercoledì 11 Zingaretti, poi un 5S. Tra le novità Osho

09 settembre 201919:14

Si parte con Matteo Salvini, ma non è una rottura della tradizione che vuole il premier alla prima. E’ solo – spiega Bruno Vespa in conferenza stampa – che Giuseppe Conte non ama la televisione e ha rifiutato, almeno per ora, l’invito. Quindi domani alle 23.15, al ritorno di Porta a Porta per il 24/o anno consecutivo, ci sarà il leader della Lega, il giorno dopo il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, e giovedì un esponente dei 5 Stelle da definire (Luigi Di Maio è impegnato all’Assemblea Onu e andrà in trasmissione probabilmente dopo il 20). Stessa scenografia, stesso studio. Anche la squadra non cambia, con l’arrivo però alla regia di Sabrina Busiello.Non manca qualche novità di rilievo. A partire dalla presenza di Federico Palmaroli, in arte Osho, per due volte alla settimana in trasmissione con le sue vignette. Passaggio di testimone tra i sondaggisti: Antonio (RPT: Antonio) Noto prenderà il posto di Nicola Piepoli e si alternerà ogni settimana con Alessandra Ghisleri. “Proveremo poi ad aprire le interviste in modo informale, al bar di via Teulada”, fa sapere ancora Vespa. Non solo politica, ma anche cronaca, cultura e spettacolo. Il via è avvenuto sabato con uno speciale sul decennale dalla morte di Mike Bongiorno, ma per tutta l’estate, nonostante la crisi di governo, la trasmissione è rimasta ai box. “C’è ovviamente rammarico per non aver seguito la crisi – ammette il conduttore -. La gente per strada mi guardava in modo strano, come a dire: tu che ci fai qui? Come mai non sei in onda?”.Per il momento non ci sono altri speciali in programma, perché – spiega Vespa – “noi ci comportiamo come la mattina al mercato, vediamo la verdura che c’è e decidiamo”. Così, le puntate, registrate per consentire ai politici di essere presenti in trasmissione, vengono spesso modificate in corso d’opera. “La squadra è giudicata dagli altri la migliore – sottolinea il conduttore -, non si ferma un attimo e del resto non è semplice realizzare tre o quattro segmenti in un pomeriggio”. Il giornalista, rispondendo alle domande, ricorda poi che la definizione di Terza Camera nacque da una battuta di Giulio Andreotti. “Il ruolo di Porta a Porta è riconosciuto da tutti – afferma -. Una delle ragioni per la quale la trasmissione è rispettata è la correttezza assoluta. Abbiamo invitato Salvini e Zingaretti il 7 agosto. Non cambia niente che Salvini sia passato all’opposizione, non era certo il caso di revocargli l’invito”.Vespa sottolinea il successo del programma, nonostante l’orario scomodo dovuto ad “una prima serata ritardata come in nessuna altra parte d’Europa”, e lo scarso traino, come accaduto l’anno scorso scorso con ben 27 partite in prime time, la cui audience cala vertiginosamente all’avvio dei commenti. “Il mio errore più grande? – risponde ancora Vespa -. Non l’ho mai ammesso, ma non avrei intervistato in studio i Casamonica. Non ci stavano bene in studio, onestamente”. Un futuro nella politica? “No per carità – replica secco -. Non sarei proprio capace con il carattere che ho. Mi ammazzerebbero nella culla”.

Laura Biagiotti Parfums lancia ForeverNome evocativo dedicato a donne maison, Delia, Laura, Lavinia

09 settembre 201915:59

– Dopo 30 anni dal lancio del profumo Roma, Laura Biagiotti Parfums propone una nuova fragranza femminile, Forever, un profumo e un progetto dedicato alle donne. Un nome che evoca le tre generazioni di donne di casa Biagiotti, Delia, Laura, Lavinia, un profumo che vuole essere depositario della memoria, proiettato nel futuro per vestire i sogni, con generosità e passione, come avviene dalla fondazione della maison. Il flacone riproduce in verticale il simbolo dell’infinito che celebra l’amore delle donne, “senza limiti” per definizione.

Capsule Pepe Jeans London con Dua LipaL’artista già testimonial del marchio londinese

09 settembre 201916:41

– Dopo essere stata la testimonial della collezione estiva del marchio Pepe Jeans London, Dua Lipa firma una capsule con il marchio londinese. Vincitrice di tre Brit Awards e di due Grammy, la cantautrice nata a Londra, ma di origini kosovare, è legata ai ricordi d’infanzia, quando sua madre la portava a Portobello a Londra, dov’è nato Pepe Jeans nel 1973. Da qui il party per il lancio nel Victoria House Basement, con la ricostruzione del celebre mercatino.
Modelli di punta della collezione sono l’abito in maglia metallica, il completo in denim composto da blazer e minigonna, jeans classici, miniabiti con glitter e top in maglia metallica.
La capsule trae ispirazione da un mix di stili ripresi dagli anni ’90 e primi 2000, come quelli indossati nei festival o nei club dove si ascoltava musica grunge. Dua Lipa ha esplorato l’archivio di Pepe Jeans London reinterpretando i capi per lei più “giusti” di quel periodo, aggiungendo un tocco personale e creando così la nuova capsule.

Aspettando il Salone, al via con FoerDal 10 settembre al 19 novembre 13 autori dal mondo a Torino

TORINO09 settembre 201916:56

– Aspettando il Salone, ricco calendario di appuntamenti, dal 10 settembre al 19 novembre, con il meglio della letteratura internazionale, parte il 10 settembre con Jonathan Safran Foer, cui seguiranno Salvatore Scibona, l’11 settembre, e Valeria Luiselli, il 12. Pensati come percorso ideale fino al più grande evento editoriale italiano, il Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18 maggio 2020, i primi tre appuntamenti aprono la stagione della Fondazione Circolo dei lettori.
Progetto di Fondazione Circolo dei lettori con Associazione Torino, La Città del Libro, Aspettando il Salone porta gli autori dai lettori, stimolando dialogo intorno ai libri, diffondendo nuove storie sul territorio, grazie alla partecipazione di Scuola Holden – Contemporary Humanities, Colti – Consorzio Librai Torinesi Indipendenti, Biblioteche Civiche Torinesi, TorinoReteLibri e Rete delle Case del Quartiere.
Fondamentale la collaborazione delle case editrici e dei Festival letterari autunnali italiani.

Ogr, 500.000 visitatori in due anniWonderful Day per il secondo compleanno, 4 mostre nel 2020-2021

TORINO09 settembre 201917:11

– Oltre 500.000 visitatori, 200 tra artisti e musicisti, 20 mostre e 70 concerti, decine di aziende e start up dal mondo, accordi internazionali. E’ il bilancio dei primi due anni delle rinate Officine Grandi Riparazioni, che rafforzano la partnership con Artissima, con la Tate Modern di Londra e il British Council. Per festeggiare i traguardi raggiunti dal 26 al 29 settembre prenderanno il via i Wonderful Days, 4 giorni di feste organizzate da Ogr e Snodo, l’area dedicata all’enogastronomia.
“Le Ogr sono un luogo multiculturale di sperimentazioni che ha saputo mantenere lo spirito dell’officina con una nuova missione”, sottolinea il direttore generale Massimo Lapucci.
“C’è un lato meno visibile, ma importante: le Ogr sono una macchina in movimento al servizio del territorio”, afferma il presidente Fulvio Gianaria. “Abbiamo lavorato per posizionare le Ogr e le loro offerta culturale tra le eccellenze europee. Non abbiamo posto limiti all’ambizione”, spiega il direttore artistico Nicola Ricciardi.

In radio il nuovo singolo dei Maneskin”Le parole lontane” estratto da “Il ballo della vita”

09 settembre 201917:30

– Dal 13 settembre 2019 è in radio “Le parole lontane”, il nuovo singolo in italiano dei Maneskin già certificato disco d’oro, estratto da “Il ballo della vita” (uscito lo scorso 26 ottobre per Sony Music), il progetto discografico della band con oltre 154,7 milioni di stream e certificato doppio disco di platino, che ha debuttato al numero 1 della classifica Fimi/Gfk contando 4 singoli in top ten.
Il brano è accompagnato dal videoclip, ideato dai Maneskin con la regia di Giacomo Triglia, che vede tornare protagonista Marlena, la figura femminile fil rouge nel lavoro della band, rappresentazione della libertà di espressione e dell’ispirazione artistica. Ne Le parole lontane, una ballad dalle sonorità folk inedite, con una risonanza che ricorda suoni medievali creati nell’arrangiamento dal dobro, si sperimenta la separazione di Marlena. La distanza è raccontata attraverso una resa scenica che vede la musa ispiratrice avvicinarsi e unirsi a Damiano, Victoria, Thomas e Ethan, per poi allontanarsi e svanire.

Tommy Hilfiger a NY, riparte da HarlemSfilata all’Apollo all’insegna dell’inclusività con Zendaya

NEW YORK09 settembre 201918:10

– Dopo tre anni Tommy Hilfiger torna in passerella a New York e celebra l’inclusività sfilando in uno dei templi della musica americana, l’Apollo Theater a Harlem.
Più che una sfilata, una festa musicale, un tuffo nel passato negli anni ’70 e inizio anni ’80, cavalcando l’onda del power dressing dell’epoca.
Il ritorno a New York di Hilfiger, dopo l’ultima volta nel 2016 con la decisione di portare la sua sfilata in tour mondiale, segna anche la seconda collaborazione con la star di Euphoria, Zendaya. La collezione TommyXZendaya autunno 2019 è stata infatti co-designata dal designer americano e dalla giovane attrice, cantante e ballerina statunitense. A sfilare a ritmo del Rhythm and Blues, tra macchine vintage e musicisti e ballerini sfrenati, modelle di tutte le età, taglie e soprattutto nere. Come lo stesso Hilfiger ha spiegato, la collezione è una celebrazione della moda e dell’individualità, della fiducia e della diversità.

50 anni Scooby-Doo, serie e film animatoSu Boomerang dal 13/9 nuovo cartoon e in sala nel 2020 Scoob

09 settembre 201918:23

– Nell’evergreen ‘Strangers in The Night’, Frank Sinatra seguiva la melodia cantando anche “doo-be-doo-be-doo…” Poche sillabe che hanno ispirato il nome di uno dei cani animati più amati della tv (con varie sortite anche al cinema), Scooby Doo. L’alano intelligente e fifone, parte del team specializzato in indagini su buffi misteri, insieme agli amici umani Fred, Daphne, Velma e Shaggy, compie 50 anni. Un compleanno (la prima serie Hanna – Barbera ha debuttato sulla Cbs il 13 settembre 1969) che verrà festeggiato sia sul piccolo che sul grande schermo. Nel giorno esatto del mezzo secolo dall’esordio, il 13 settembre, Boomerang all’interno di una giornata di programmazione ad hoc, proporrà alle 20,10 il primo episodio della nuova serie animata Scooby-Doo And Guess Who?, che ha guest star come Whoopi Goldberg, Batman e Wonder Woman. Mentre nel 2020 l’alano tornerà al cinema con il film animato in 3d Scoob di Tony Cervone: nel cast di voci, Zac Efron, Mark Wahlberg, Amanda Seyfried e Gina Rodriguez.

No time to die, 007 nei Sassi di MateraIl regista Cari Fukunaga ha fatto sopralluoghi nei rioni Sassi

MATERA09 settembre 201919:52

– Daniel Craig – protagonista, nei panni di James Bond, di “No time to die”, il 25/o film che ha per protagonista l’agente 007 – ha girato oggi alcune scene nei rioni Sassi di Matera, città che è Capitale europea della Culture 2019.
La presenza dell’attore ha provocato molto interesse sia fra i materani sia fra i turisti, che però sono stati tenuti a distanza dalla produzione del film. In particolare, Craig è stato impegnato in riprese nel piazzale antistante la chiesa di Sant’Agostino, nel Sasso Barisano: nella stessa zona è stato costruito un tunnel lungo circa 100 metri, che promette di offrire a chi vedrà il film scene particolarmente emozionanti. Stamani, poi, il regista di “No time to die”, Cari Fukunaga, ha effettuato alcuni sopralluoghi nei rioni Sassi, in vista di altre scene da girare nei prossimi giorni.

Cariatidi africane su facciata del MetArte contemporanea in nicchie vuote da 117 anni

NEW YORK09 settembre 201920:03

– Da un altro mondo quattro aliene occupano un bastione dell’arte occidentale. Da oggi quattro monumentali statue di bronzo – in parte regine africane in parte cyborg – occupano le nicchie dell’affaccio del Metropolitan Museum su Fifth Avenue rimaste vuote per 117 anni. Intitolate “The NewOnes, Will Free Us” le quattro eroine sono opera di Wangechi Mutu, un’artista americana nata in Kenya e sposata con un italiano. “E’un momento speciale nella storia del museo”, ha detto al taglio del nastro il direttore Max Hollein, proclamando le quattro sculture di donne sedute “le nuove ambasciatrici per un nuovo Met”. L’iniziativa ha molti significati, storico-politici e socioculturali: una istituzione fondata sull’appropriazione di antichità dai “vecchi mondi” e con una visione della cultura eurocentrica si apre per la prima volta all’esterno con un progetto che ha ben poco di europeo.

Vespa, riparto con Salvini e aspetto Conte”Un errore Casamonica in studio. Futuro in politica? Per carità”

10 settembre 201909:38

– Si parte con Matteo Salvini, ma non è una rottura della tradizione che vuole il premier alla prima. E’ solo – spiega Bruno Vespa  – che Giuseppe Conte non ama la televisione e ha rifiutato, almeno per ora, l’invito. Quindi il 10 settembre alle 23.15, al ritorno di Porta a Porta per il 24/o anno consecutivo, ci sarà il leader della Lega, il giorno dopo il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, e giovedì un esponente dei 5 Stelle da definire (Luigi Di Maio è impegnato all’Assemblea Onu e andrà in trasmissione probabilmente dopo il 20). Stessa scenografia, stesso studio. Anche la squadra non cambia, con l’arrivo però alla regia di Sabrina Busiello.Non manca qualche novità di rilievo. A partire dalla presenza di Federico Palmaroli, in arte Osho, per due volte alla settimana in trasmissione con le sue vignette. Passaggio di testimone tra i sondaggisti: Antonio Noto prenderà il posto di Nicola Piepoli e si alternerà ogni settimana con Alessandra Ghisleri. “Proveremo poi ad aprire le interviste in modo informale, al bar di via Teulada”, fa sapere ancora Vespa. Non solo politica, ma anche cronaca, cultura e spettacolo. Il via è avvenuto sabato con uno speciale sul decennale dalla morte di Mike Bongiorno, ma per tutta l’estate, nonostante la crisi di governo, la trasmissione è rimasta ai box. “C’è ovviamente rammarico per non aver seguito la crisi – ammette il conduttore -. La gente per strada mi guardava in modo strano, come a dire: tu che ci fai qui? Come mai non sei in onda?”. Per il momento non ci sono altri speciali in programma, perché – spiega Vespa – “noi ci comportiamo come la mattina al mercato, vediamo la verdura che c’è e decidiamo”. Così, le puntate, registrate per consentire ai politici di essere presenti in trasmissione, vengono spesso modificate in corso d’opera. “La squadra è giudicata dagli altri la migliore – sottolinea il conduttore -, non si ferma un attimo e del resto non è semplice realizzare tre o quattro segmenti in un pomeriggio”.
Il giornalista, rispondendo alle domande, ricorda poi che la definizione di Terza Camera nacque da una battuta di Giulio Andreotti. “Il ruolo di Porta a Porta è riconosciuto da tutti – afferma -. Una delle ragioni per la quale la trasmissione è rispettata è la correttezza assoluta. Abbiamo invitato Salvini e Zingaretti il 7 agosto. Non cambia niente che Salvini sia passato all’opposizione, non era certo il caso di revocargli l’invito”.
Vespa sottolinea il successo del programma, nonostante l’orario scomodo dovuto ad “una prima serata ritardata come in nessuna altra parte d’Europa”, e lo scarso traino, come accaduto l’anno scorso scorso con ben 27 partite in prime time, la cui audience cala vertiginosamente all’avvio dei commenti. “Il mio errore più grande? – risponde ancora Vespa -. Non l’ho mai ammesso, ma non avrei intervistato in studio i Casamonica. Non ci stavano bene in studio, onestamente”. Un futuro nella politica? “No per carità – replica secco -. Non sarei proprio capace con il carattere che ho. Mi ammazzerebbero nella culla”.

Le cariatidi africane sulla facciata del MetArte contemporanea in nicchie vuote da 117 anni

NEW YORK10 settembre 201919:39

– Da un altro mondo quattro aliene occupano un bastione dell’arte occidentale. Da oggi quattro monumentali statue di bronzo – in parte regine africane in parte cyborg – occupano le nicchie dell’affaccio del Metropolitan Museum su Fifth Avenue rimaste vuote per 117 anni. Intitolate “The NewOnes, Will Free Us” le quattro eroine sono opera di Wangechi Mutu, un’artista americana nata in Kenya e sposata con un italiano.”E’un momento speciale nella storia del museo”, ha detto al taglio del nastro il direttore Max Hollein, proclamando le quattro sculture di donne sedute “le nuove ambasciatrici per un nuovo Met”. L’iniziativa ha molti significati, storico-politici e socioculturali: una istituzione fondata sull’appropriazione di antichità dai “vecchi mondi” e con una visione della cultura eurocentrica si apre da oggi per la prima volta all’esterno con un progetto che ha ben poco di europeo. La commissione arriva a un anno dal 150esmo anniversario dalla fondazione del Met e conferma l’impegno di Hollein di espandere il dialogo con artisti contemporanei amplificando al tempo stesso la proiezione esterna del museo. Il fatto che le nicchie della facciata siano rimaste rimaste vuote per oltre un secolo e’ stata solo una questione finanziaria: 117 anni fa i fondi finirono prima che potesse essere completato il progetto dell’artista neoclassico viennese Karl Bitterdel che includeva statue raffiguranti le quattro arti (pittura scultura, architettura e musica) e artisti famosi come Michelangelo e Durer.”La visione di Mutu tiene conto di molteplici fili della storia dell’arte emersi dall’Africa e dall’Europa”, ha detto Kelly Baum, la curatrice del Met che ha proposto l’artista per il progetto inaugurale che inserisce con forza il concetto dell’empowerment femminile nel contesto del passato del Met tradizionalmente dominato da uomini. Mutu, che ha studiato scultura a Yale e lavora tra Brooklyn e il Kenya, stava già lavorando all’idea della cariatide nei suoi sketchbooks: donne pazienti che fanno la loro apparizione in varie forme artistiche antiche, ad esempio reggendo il tetto di templi sull’Acropoli, ma anche sui bastoni e gli sgabelli della tradizione africana. Realizzate in una fonderia a Walla Walla, Washington, “The NewOnes”resteranno al loro posto fino al prossimo settembre. Creature celesti e allo stesso tempo umane, proclamano autorità e autonomia, giustizia e apertura mentale: “Occupano il loro spazio – ha detto la Baum – e seppure in silenzio, parlano”.

E poi c’è Katherine, commedia al femminileRisate e malinconia con una luminosa Emma Thompson

10 settembre 201909:58

– Una luminosa Emma Thompson in stato di grazia in una commedia tutta al femminile: la grande attrice inglese è la protagonista di “E poi c’è Katherine”, film di Nisha Ganatra che arriverà nelle sale il 12 settembre con Adler Entertainment. La storia ruota attorno a Katherine Newberry, star dispotica e brillante di un “late show” televisivo trentennale: l’artista, a cui Emma Thompson dà il volto, è una leggenda, considerata una pioniera in quanto unica donna ad avere un suo programma di lunga durata. Ma a causa di un inarrestabile calo degli ascolti, Katherine rischia di perdere tutto e di essere sostituita: accentratrice, egoista e allergica alle donne, per cambiare le sorti del suo show dovrà fare scelte rivoluzionarie, accettando di cambiare non solo il suo modo di lavorare ma anche se stessa.
A darle una mano sarà Molly, giovane di colore dapprima impiegata in un’industria chimica e ora assunta da Katherine solo per ristabilire la parità di genere in un gruppo di soli autori uomini. La ragazza (interpretata dalla bravissima Mindy Kaling che nel film è anche sceneggiatrice e produttrice) con la sua freschezza e il suo talento riesce farsi strada in un ambiente competitivo e misogino come quello televisivo. Il suo problema più grande però è proprio Katherine, con il suo pessimo carattere: Molly infatti, pur venerandola, non ha intenzione di veder calpestati i suoi diritti né i suoi sentimenti. Sono proprio questi due personaggi perfettamente delineati – due donne diverse per età, estrazione sociale, ma ugualmente volitive e talentuose, impetuose e fragili – il vero motore del film: mentre si fronteggiano, Katherine e Molly creano sullo schermo scintille che divertono e fanno riflettere. Tante le questioni che si intrecciano nella commedia, girata interamente in una sempre bellissima New York: c’è il tema del talento femminile, che a volte sembra ancora difficile da accettare, quello dei pregiudizi sulle cosiddette “minoranze”, ma anche la complessità dei sentimenti e i limiti che spesso imponiamo a noi stessi per paura di soffrire o di essere giudicati. Nel film però la regista Ganatra celebra soprattutto le donne, il loro istinto e la tenacia, le fragilità, lo sguardo ampio sul mondo e sulle cose, la capacità di rompere gli schemi e la loro forza inarrestabile quando decidono di sostenersi senza farsi la guerra. Con una sceneggiatura intelligente, in grado di mescolare più registri, dal comico al drammatico, “E poi c’è Katherine” ha il pregio della sincerità: irresistibili le battute taglienti e i dialoghi scoppiettanti, che permettono al cast di esprimersi al meglio, credibili i caratteri tratteggiati, attuali le riflessioni sui pregiudizi e le difficoltà nel mondo del lavoro vissute ancora oggi dalle donne e dagli immigrati.

A Ravenna 9/o festival dedicato a DanteDall’11 al 15 settembre incontri, spettacoli e concerti

RAVENNA10 settembre 201910:51

– Torna a Ravenna, dall’11 al 15 settembre, nei luoghi storici e simbolici della “città di Dante”, il Festival interamente dedicato al padre della lingua italiana promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca. Cinque giorni di incontri, spettacoli e concerti con studiosi (tra gli altri Carlo Ossola, Marcello Ciccuto, René De Ceccatty, Francesco Sabatini, Piero Boitani, Claudio Magris, José María Micó, Gian Luigi Beccaria), artisti, giornalisti, attori, musicisti. Per guida, naturalmente, Dante.
Continuando il percorso di avvicinamento al settimo centenario dantesco, ‘Dante2021’ giunge alla nona edizione con il motto “A la futura gente” (Paradiso XXXIII, v.72), verso pieno di speranza con cui il Poeta, al cospetto del mistero divino, prega che gli sia fatto dono di un linguaggio “tanto possente” da raggiungere tutta l’umanità che verrà dopo.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero: info e programma dettagliato al sito http://www.dante2021.it

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Milano torna l’Off Fringe festival
In sei giorni 26 compagnie, 81 spettacoli e concorso

MILANO10 settembre 201910:52

– Prevede un omaggio ai cinquant’anni dall’allunaggio, il Festival del Teatro OFF e delle arti performative che si svolgerà a Milano dal 17 al 22 settembre con la partecipazione di 26 compagnie in 6 diversi luoghi della città per un totale di 81 repliche.
L’obiettivo dell’associazione Culturale Milano Off, che conferma la collaborazione con Avignon Le Off e il patrocinio del Comune, è quella di valorizzare il teatro di qualità, l’attualità sociale e l’innovazione dei linguaggi, cercando di rivitalizzare quartieri e spazi cittadini dal punto di vista culturale. Il cuore del festival sarà Fabbrica del Vapore, dove nascerà il Village Off, con mostre, incontri, performance itineranti (anche nei negozi affiliati) e non, musical inclusi.
Altri luoghi sono il teatro Libero di via Savona, il teatro della Cooperativa a Niguarda, a Isolacasateatro. Nel Village ci saranno focus e pure i Musical che non rientrano nei grandi circuiti e le nuove frontiere del teatro sociale e civile.
Raul Cremona parlerà dell’arte della magia e di stand-up comedy, ci saranno Jango Edwards, uno dei padri della clownerie moderna e Moni Ovadia così come Mario Incudine.
Alle compagnie saranno dedicati anche gli Speed Date, incontri brevi per presentare i loro progetti a direttori artistici e operatori del settore.
Il MI OFF 19 è anche competizione con giuria tecnica coordinata da Francesca Vitale, che tenendo conto anche delle preferenze espresse dalla Giuria web e live, sceglierà gli spettacoli che avranno l’opportunità di entrare nel circuito dei Festival e nelle rassegne dei: Festival Avignon Le Off, Palco Off, Palco 5, Clan Off Teatro, Teatro Libero, Torino Fringe Festival, Nouveau Clown Institute.
Selezione Scena Off Nazionale, Scena Off Internazionale, Scena Off Musical e “Nose It All”- Speciale Formazione sono i premi previsti. Alle compagnie che otterranno i premi selezione MI OFF 19 sarà destinata la somma raccolta tramite la campagna di crowdfunding attivata dall’Associazione Milano Off.

Eggers, ecco la nostra società deumanizzataScrittore, Trump? “Una volta basta e avanza”. Esce ‘La parata’

10 settembre 201915:38

– DAVE EGGERS, LA PARATA (FELTRINELLI, PP 140, EURO 15). Sono privi di umanità, come la nostra società, Numero Quattro e Numero Nove, i due protagonisti del romanzo minimalista, che fa pensare a un’opera teatrale, di Dave Eggers, ‘La parata’, in libreria per Feltrinelli nella traduzione di Francesco Pacifico.
“Viviamo in una società in cui i dati, digitali o meno, prevalgono. Ma Nove non si sente a suo agio nell’essere identificato con un numero, si ribella alla gabbia, mentre Quattro si sente molto bene, è felice all’interno della sua scatola” dice Eggers, che ha appena finito di scrivere una satira sull’era Trump, in Italia per il Festivaletteratura di Mantova 2019, appena concluso.
“Prima o poi le persone che hanno sostenuto Trump si stancheranno del caos, della crudeltà e dell’ignoranza. Sono convinto che se Trump dovesse essere rieletto molti americani si trasferiranno in Canada. Una volta basta e avanza” spiega lo scrittore.
In una delle rare occasioni in cui è possibile incontrarlo, Eggers, che da 12 anni non fa tour promozionali per i suoi libri, spiega che “l’umanità si sta dividendo in due parti: ci sono le persone che si trovano bene in una società dove i dati sono più importanti delle relazioni umane e, dall’altra parte, ci sono quelli terrorizzati dal dominio dei dati, che vogliono affermare la loro intimità e umanità”.
Stranieri in terra straniera, Nove e Quattro, sono in un paese sconosciuto, appena uscito dalla guerra civile, per costruire una nuova strada che congiunga le due parti dello Stato diviso. “L’ambientazione non è importante, potrebbe essere ovunque, in Europa, in America Latina. Questi uomini non sanno dove sono. Il mio intento era che il lettore facesse le proprie ipotesi. Quello italiano potrebbe pensare che siano italiani. A contare è il disorientamento che sentono i due protagonisti. E potrebbero essere ognuno di noi” racconta Eggers che parla con un tono basso e pacato di voce.
Ne ‘La parata’, 140 pagine di grande intensità, “Numero Nove vuole immergersi nella cultura del paese in cui si trova a differenza di Quattro che non vuole avere nessun collegamento, è in quel paese sconosciuto per fare il suo lavoro al meglio, senza distrazioni, con l’obiettivo di finire il più presto possibile” spiega Eggers che vive nel Nord della California con la sua famiglia. Fondatore della casa editrice McSweeney’s, cofondatore della rete di scuole di scrittura creativa 826 National per giovani disagiati in otto città degli Stati Uniti, lo scrittore ci mostra “che siamo tutti viaggiatori del mondo e ci troviamo inevitabilmente a essere stranieri in qualche Paese”.
Di Nove e Quattro sappiamo soltanto che sono due uomini del Primo mondo e che per costruire la nuova strada hanno a disposizione un’avveniristica macchina asfaltatrice, la Rs-80.
“Ho trovato questo prototipo su Youtube. In genere per svolgere questo tipo di lavoro ci vogliono dieci macchine e 15 persone ma io volevo solo due personaggi in un paesaggio il più asettico possibile. E per estraniarsi dal resto del mondo Quattro ascolta musica dentro la macchina asfaltatrice, una bolla nella bolla” sottolinea alludendo a quel bisogno, molto comune oggi, di sentirci all’interno di una capsula protettiva. “Tutti cerchiamo di controllare gli stimoli a cui siamo sottoposti e ci difendiamo dall’ignoto. In Usa, non so in Italia, tutti girano con gli auricolari. Il caos ci fa paura, non ci piace. Vogliamo sempre sapere cosa succederà” afferma.
Difficile credere leggendo ‘La parata’ che Eggers sia ottimista eppure “lo sono” dice lo scrittore. “I miei libri non riflettono questa mia visione. ‘La parata’ è una storia cupa, dark” ammette. E della satira sull’era dell’attuale presidente degli Stati Uniti, che ha appena finito di scrivere, spiega: “Trump è la manifestazione concreta degli aspetti peggiori della nostra società. Rappresenta il razzismo, l’ignoranza, l’avidità.
E’ un uomo totalmente privo di empatia”. “Ci troviamo nel mezzo di una febbre che prima o poi deve passare. E’ pazzesco osservare come si sia passati così velocemente da un presidente come Obama a uno come Trump, dalla versione migliore di noi a quella peggiore. Questo è un segno di quanto sia pazza la società in cui viviamo”.

Con il ‘Mennea day’ la cultura va veloceIl 12 settembre, a 40 anni dallo storico record sui 200 metri

MATERA10 settembre 201911:52

– Dal quel 19″72, alle Universiadi del 1979 a Città del Messico, sono trascorsi 40 anni. Un record del mondo sui 200, quello di Pietro Mennea, che ha reso il 12 settembre una data indimenticabile per tutto lo sport azzurro.
Quest’anno in occasione del Mennea Day, Matera Capitale Europea della cultura del 2019, diventa anche capitale dell’atletica leggera, e in collaborazione con la Federazione italiana (Fidal) e grazie al giornalista Luca Corsolini, organizza un programma celebrativo fatto di gare in pista e in piazza, solidarietà e l’inaugurazione di una biblioteca sportiva.

Al Ducale il Settecento a tavolaEsperti e storici raccontano rivoluzione gusto in epoca Lumi

GENOVA10 settembre 201911:53

– Come si mangiava nel Settecento, secolo di grandi filosofi e matematici, secolo della Ragione e delle rivoluzioni. Lo svela Palazzo Ducale di Genova che riparte – se mai si è fermato – da una rassegna spettacolare, una tre-giorni fatta di incontri, dibattiti, inedite performance, scoperte culinarie, tradizione storica e reinterpretazione contemporanea del cibo. Dall’Italia all’Europa un tour tra i sapori, un viaggio nel tempo che racconta la storia della civiltà, il gusto e la sensibilità di altre epoche e della nostra. E’, questa, la prima puntata del Festival della Cucina d’Epoca (dal 20 al 22 settembre, Palazzo Ducale) dedicata al Settecento, quando la rivoluzione del gusto dalla Francia travolge l’Italia e gran parte dell’Europa. A condurre l’ospite in questo tourbillon storico è Massimo Montanari, uno dei maggiori specialisti di storia dell’alimentazione che introduce la Cena d’epoca (realizzata dagli chef di Eataly). Con Montanari, altri relatori considerati il non plus ultra della scena internazionale in materia di storia, gastronomia e enologia come Yann Grappe, Nicola Perullo, Danilo Gasperini, Gino Ruozzi, Alberto Capatti, Alessandro Barbero. Oltre agli incontri, laboratori e degustazione per una proiezione totale nel secolo che della rivoluzione nella politica, nella scienza, nella filosofia e nel cibo ha fatto uno stile di vita.

‘Mambo salentino’vince Power Hits EstateE’ riconoscimento sul ‘tormentone’ dell’estate

VERONA10 settembre 201911:53

– Boobmdabash e Alessandra Amoroso con il brano “Mambo salentino” si sono aggiudicati il premio “Rtl 102.5 Power Hits Estate 2019”. Il riconoscimento, assegnato al “tormentone” dell’estate, è stato consegnato durante la terza edizione dell’appuntamento di Rtl 102.5 “Power Hits Estate” che ha fatto registrare il tutto esaurito all’Arena di Verona. Nel corso della serata, presentata da Angelo Baiguini e Giorgia Surina, sono stati assegnati altri premi: “Rtl 102.5 Power Hits – FIMI” al singolo che ha fatto registrare il maggior numero di unità (download + streaming premium) nel periodo che va dal 21 giugno al 31 agosto 2019 a Benji & Fede per “Dove e Quando”; “Power Hits – PMI” al singolo indipendente più suonato dalle radio nel periodo giugno – agosto assegnato a LP per “Girls Go Wild”; “Power Hits – SIAE” al brano più suonato in tutti gli eventi musicali in Italia.

E’ morto il regista Alessandro Valori54 anni. Fatale malore a Recanati, inutili tentativi rianimarlo

RECANATI (MACERATA) 10 SET10 settembre 201913:08

– Il regista Alessandro Valori, 54 anni, è morto il 9/9, probabilmente stroncato da un infarto, mentre era a cena con alcuni amici in un ristorante di Recanati. Inutile il tentativo dei sanitari di rianimarlo.
Nato nel 1965 a Macerata, Valori ha cominciato a lavorare nel cinema nel 1984 come assistente alla regia di Lina Wertmuller, collaborando poi, nel 1986, con Paolo e Vittorio Taviani. Nel 1991 ha co-sceneggiato ‘Le città di Giacomo Leopardi’ (un film tv in 4 puntate per la Rai). Nel 1991 ha fondato la società di produzione Notorius e ha diretto vari video musicali.
Nel 2001 ha curato la regia del backstage del film di Marco Bellocchio ‘L’ora di religione’ e ha lavorato come primo aiuto regista di Sabina Guzzanti in ‘Bimba’. Nel 2003 l’esordio alla regia con ‘Radio West’. Nel 2008 è uscito ‘Chi nasce tondo…’ con Valerio Mastandrea e Sandra Milo. Nel 2016 ‘Come saltano i pesci’, nel 2017 ‘Tiro libero’ (2017). Lascia i fratelli, Federico e Alfonso, la moglie Carmen e un figlio.

E’ morto lo scrittore Salvatore MannuzzuMagistrato ed ex deputato sardo, aveva 89 anni

SASSARI10 settembre 201917:04

– È morto a Sassari Salvatore Mannuzzu. Lo scrittore nativo di Grosseto ma sassarese a tutti gli effetti, aveva 89 anni ed era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata in seguito a un malore.
Questa mattina ha cessato di vivere lasciando alla Sardegna una inestimabile eredità intellettuale. Magistrato, deputato indipendente nelle liste del Pci per tre legislature, dal 1976 al 1987, Mannuzzu ha scritto romanzi celebri come “Procedura”, a cui si è poi ispirato il regista Antonello Grimaldi per il film “Un delitto impossibile”. Nel 1992 ha ottenuto il terzo posto al Premio Strega con “La figlia perduta”, vincendo però nello stesso anno il Premio I Delfini del Tirreno e a Venezia il premio letterario Settembrini.
Tra gli ultimi romanzi di successo “Snuff o l’arte di morire”, uscito nel 2013. Ultimamente aveva partecipato all’antologia benefica “Sei per la Sardegna”, con gli autori sardi Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Michela Murgia e Paola Soriga.

Atwood, volevano rubare ‘I Testamenti’Dal 10 settembre in libreria seguito del ‘Racconto dell’ancella’

10 settembre 201916:35

– Il countdown è terminato. Finalmente si può tenere fra le mani ‘I Testamenti’ di Margaret Atwood, l’evento letterario dell’anno, seguito del ‘Racconto dell’ancella’, pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie nella traduzione di Guido Calza. Il totale segreto sulla trama fino al lancio mondiale, il 10/9, rotto da Amazon che ha fatto per errore circolare alcune copie, ha scatenato i fan e lettori di tutto il mondo. “L’alone di segretezza intorno al libro è legato al fatto che ci sono stati dei tentativi di furto del manoscritto. Spedendo false email hanno provato a ottenere copie digitali del romanzo durante la lavorazione. Fortunatamente questa volta non ci sono riusciti. Non sono riusciti neanche a rubare dagli stampatori, come fecero per Harry Potter. Beh, è stato un po’ come essere in una spy story: con nomi in codice, numeri segreti. Mi piacciono molto questo tipo di cose” spiega la Atwood. “Ne I Testamenti il regime di Gilead si è evoluto: è un regime nel suo periodo di mezzo” spiega.

Ezio Bosso in Puglia con due concertiIn un programma tutto gratuito, anche incontro e 7 prove aperte

BARI10 settembre 201913:16

– Ezio Bosso torna in Puglia con un importante programma di appuntamenti, tutti gratuiti: dall’11 al 19 settembre il direttore d’orchestra e compositore sarà impegnato tra Foggia, Lecce e Bari in 7 prove aperte narrate, un incontro con il pubblico e due concerti.
Arrivano così due concerti con i solisti della Europe Philarmonic Orchestra e i giovani dell’Orchestra Filarmonica di Benevento, al Teatro Giordano di Foggia il 13 settembre e all’Apollo di Lecce il 19, preceduti da 7 prove d’orchestra narrate, con musiche di Mendelssohn, Schubert e Beethoven (dall’11 al 13 a Foggia, i primi due giorni al Teatro del Fuoco e l’ultimo al Giordano, e dal 16 al 19 a Lecce. Inoltre, domenica 15 il maestro Bosso incontrerà il pubblico alle 17 al Cineporto Fiera del Levante di Bari, parlando di musica, arte e talento. Un progetto di formazione e guida all’ascolto promosso dalla Regione Puglia, organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, con Apulia Film Commission e gli enti locali

A HangarBicocca Steegman MangranéLa foresta pluviale dai disegni agli ologrammi, dal 12/09-19/01

10 settembre 201913:46

– Per la prima volta arriva in Italia Daniel Steegmann Mangrané con la sua più grande esposizione personale in Pirelli HangarBicocca, a Milano, dal 12 settembre al 19 gennaio 2020. ‘A Leaf-Shaped Animal Draws The Hand’, ripercorre la ricerca dell’artista spagnolo adottato dal Brasile, che indaga la complessità ecologica e il rapporto tra uomo e natura.
In mostra ci sono 20 opere che grazie alla “combinazione di elementi naturali e numerosi media, dal disegno alla scultura, dalla realtà virtuale fino oleaografia e alla botanica mettono in luce la complessità del lavoro dell’artista e i tanti rimandi che si attivano tra le opere”, ha spiegato la curatrice Griccioli. Appena entrato negli spazi del Pirelli Hangar Bicocca “ho immaginato come rendere gentile questo spazio, che sembra quasi aggressivo per le sue geometrie a carattere industriale, e come portarlo a un livello più umano”, ha spiegato l’artista che ha ridisegnato anche lo spazio dell’Hangar con un’installazione site-specific.

X Factor 13, rivoluzione dei giudiciCattelan, in 9 anni ne ho viste tante e cambio di giuria serviva

11 settembre 201909:21

Edizione numero tredici per X Factor che torna su Sky tra novità e conferme. Novità sul fronte della giuria che in parte è rivoluzionata, con il ritorno di Mara Maionchi e il debutto assoluto nei panni di giudici di un talent, Malika Ayane, Samuel dei Subsonica e di Sfera Ebbasta.
Confermatissimo invece Alessandro Cattelan, per il nono anno consecutivo conduttore del talent musicale di casa Sky.I nuovi giurati con Mara MaionchiDa giovedì 12 in onda le selezioni. “Al nono X Factor ne ho viste tante – ha detto Cattelan – e la rivoluzione di quest’anno nella giuria ci voleva. I giudici ci metteranno poco a entrare in sintonia con il pubblico”.X Factor 13: la rivoluzione parte da Ayane, Samuel e Sfera

Five Finger Death Punch e Megadeth insieme a MilanoLive il 16 febbraio 2020 all’Alcatraz, sul palco anche i Bad Wolves

10 settembre 201914:08

I Five Finger Death Punch hanno annunciato il loro più grande tour europeo nelle vesti di headliner, che li vedrà protagonisti tra gennaio e febbraio 2020 nelle arene del Vecchio continente. Ad accompagnarli due nomi di spessore mondiale: la multi-platinum legend band Megadeth come special guest e in support i Bad Wolves, fenomeno mondiale che il 25 ottobre pubblicherà il suo nuovo album ‘N.A.T.I.O.N’.
Parlando della line-up del tour, il chitarrista Zoltan Bathory spiega: “Penso sinceramente che sia qualcosa di enorme. I Bad Wolves sono sicuramente il fenomeno del momento, una band che ha tutte le carte in regola per crescere ancor più. I Megadeth non hanno bisogno di alcuna introduzione, sono semplicemente delle leggende. Il contributo offerto da Dave Mustaine alla scena metal è qualcosa di immenso. Lo considero il padre fondatore non del thrash metal, ma della musica heavy in generale: i suoi riff hanno influenzato intere generazioni di metalheads”.Mentre lo stesso Mustaine aggiunge: “Solitamente è più semplice capire le cose dopo che sono successe. Ma in questo caso penso tu faccia un grosso errore nel non venire a uno degli show che ci vedranno protagonisti coi Five Finger Death Punch. Credo non dovresti lasciarti scappare l’occasione… Ci si vede presto!”Il MegaDethPunch Tour farà un’unica tappa italiana il 16 febbraio 2020 all’Alcatraz di Milano.

Di seguito i dettagli dello show:

FIVE FINGER DEATH PUNCH
+ MEGADETH
+ Bad Wolves

16.02 MILANO, Alcatraz

Apertura porte: 17.30
Inizio concerti: 19.00

Prezzo del biglietto in prevendita: €50,00 + d.p.
Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: €60,00

Biglietti in vendita su ticketone.it a partire dalle ore 9.00 del 13 settembre.

Boni torna Sulla strada di casa, tra giallo e sagaL’attore sarà poi Enrico Piaggio e Giorgio Ambrosoli

10 settembre 201919:27

“Un racconto su più piani temporali che si inseguono fino a ricongiungersi al termine della quarta puntata, per poi correre insieme verso l’esplosivo finale. Tutti, nessuno escluso, possono essere colpevoli in questa storia. Quando ho letto questa seconda stagione – ed è sempre più difficile perché è facile cadere nella ribollita, sono rimasto colpito: diventa sempre più un mistery, è completamente un’altra cosa”. Alessio Boni torna a vestire i panni di Fausto Morra l’imprenditore agricolo nella fortunata serie La Strada di Casa, il seguito della fiction, che tra novembre e dicembre del 2017 ha infiammato il pubblico, offrendo una storia ricca di colpi di scena e portando all’ammiraglia Rai ottimi ascolti e che si dipana tra giallo, thriller, saga famigliare e attenzione al territorio. Al suo fianco ritroviamo Lucrezia Lante della Rovere (la moglie Gloria), Sergio Rubini, Massimo Poggio, Christiane Filangieri. Sarà in onda da martedì 17 settembre in sei prime serate su Rai1 – coprodotta da Rai Fiction e Casanova Multimedia S.p.A con la regia di Riccardo Donna.
Anche in queste nuove puntate l’ambientazione è prevalentemente quella di Cascina Morra, magnifica tenuta agricola nelle vicinanze di Torino. Con aperture a scenari internazionali, che ci porteranno in Repubblica Ceca, a Praga e dintorni. La prima, si aprirà con Fausto, che verrà ritrovato in un bagno di sangue vicino a un corpo esanime. A rendere ancora più intricato il mistero, ci sarà un suicidio. Lo spettatore, allora, assisterà a un flashback che riporta i personaggi a tre mesi prima di quella scena, quando Fausto è stato scarcerato. L’uomo viene accolto dalla famiglia che gli dà una splendida notizia: il figlio Lorenzo Morra (Eugenio Franceschini) e Irene, che Baldoni (Sergio Rubini) considera sua figlioccia, stanno per sposarsi, ma la promessa sposa non si presenta.
Boni, 53 anni, sarà poi ancora protagonista nei panni di Enrico Piaggio, ma anche in quelli di Giorgio Ambrosoli in una fiction speciale, Il prezzo del coraggio, un film tv evento che andrà in onda in una sola serata, dedicato al celebre avvocato milanese ucciso da un sicario nel 1979, ma lo aspetta anche il seguito de La Compagnia del Cigno di Ivan Cotroneo. “Si tanti impegni, di Piaggio mi ha colpito il fatto di come quest’uomo come altri, penso ad Olivetti per citarne uno dei 5 che sono riconosciuti tra i talenti mondiali italiani, sia stato un autentico visionario. Lui sa che le gente ha bisogno di muoversi, si inventa la Vespa pensando alle donne e ai preti che hanno l’abito talare. Poi si inventa le rate per il pagamento.
Quindi convince i produttori di Vacanze Romane con protagonisti Gregory Peck e Audrey Hepburn e che secondo i piani avrebbero dovuto spostarsi per Roma su un calessino – ad utilizzare la sua Vespa. E fu subito successo in America e nel mondo”. C’è un ruolo che ha interpretato cui è legato? “A tanti, sono un attore ognuno ha un valore per me. Posso dire che oggi a 53 anni, sono felice di essere cercato dopo e non costretto a fare la trafila dei provini. Detto questo si forse la svolta quello che ho nel cuore è La Meglio Gioventù, mi ha cambiato la carriera e ho imparato tantissimo, poi vittoria del film Cannes  nella sezione Un certain regard…e tanto altro”.
Tornando al La strada di Casa, il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta ha sottolineato “il grande successo della prima serie ha portato alla realizzazione del sequel. Il quadro dei personaggi si arricchisce di nuove, sostanziali entrate, e la trama è del tutto nuova. E così anche per la declinazione narrativa della saga familiare che si contamina con il giallo-thriller. L’albero familiare dei Morra si sviluppa ulteriormente, con la combinatoria delle relazioni e l’inchiesta sulla scomparsa di Irene che innesca il meccanismo giallo della trama. Questo racconto diventa un tramite per approfondire questioni d’attualità e tematiche di interesse generale, come giusto per una fiction di servizio pubblico: le contraffazioni alimentari, l’uso di pesticidi, l’inganno dietro la facciata dei marchi”. Il produttore Luca Barbareschi annuncia: “In America, si farà un remake di questa serie. Sono contento di lavorare con la Rai con talenti tutti italiani. Mi auguro un grande successo anche di questa stagione, dico con orgoglio, è più bella della prima”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mika, una canzone dedicata a Sanremo
Dal 4 ottobre il nuovo album, a novembre Revelation Tour

10 settembre 201915:11

– In attesa del nuovo album, My Name Is Michael Holbrook, in uscita il 4 ottobre, Mika continua le anticipazioni pubblicando il brano ‘Sanremo’. “La canzone – dice – è proprio dedicata alla prima città che ho visitato in Italia, è una cartolina della mia infanzia. Parla delle vacanze che facevamo in famiglia, quando eravamo ospiti in Costa Azzurra da una zia che ci faceva un po’ pesare la nostra presenza. Allora mia mamma caricava sulla sua auto tutti noi bambini e le sue amiche e ci portava in gita a Sanremo, che costava meno ed era accogliente per una famiglia bohémien come la nostra. Dall’idea di evasione di quelle gite, è nata l’ispirazione di Sanremo”. E poi, sottolinea, “Sanremo è anche la prima città in cui abbia mai cantato in Italia, mi sono esibito al Festival una settimana prima che uscisse il mio primo album, per cui il legame è ancora più forte”.
A novembre Mika partirà per il Revelation Tour, al via a Londra il 10, poi in Spagna, Francia, Italia, Svizzera, Olanda, Belgio e Lussemburgo. Il tour italiano promosso da Barley Arts, al via domenica 24 Novembre da Torino, si articolerà in ben 12 tappe nelle grandi arene di altrettante città, un record per un artista internazionale di grosso calibro.

Pordenonelegge, al via festa libroPremio a Nobel Aleksievic. Guccini presenterà suo nuovo lavoro

PORDENONE10 settembre 201914:28

– Sarà lo scrittore spagnolo Javier Cercas a inaugurare la XX edizione di pordenonelegge, il 18 settembre, con un focus su “Il punto cieco: storia dei libri che ho amato”. La Festa del libro con gli autori, a cura di Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet, torna a Pordenone fino al 22 settembre, con oltre 600 protagonisti e centinaia di incontri in 50 location nel centro storico. Va alla scrittrice Premio Nobel Svetlana Aleksievic il Premio Crédit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo 2019. E fra le 65 anteprime editoriali al festival spicca il “dono” di Francesco Guccini, che presenterà il suo “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto” (Giunti). Un “mémoire” che riporta la voce poetica di Guccini e il suo racconto delle radici a Pavana.
In anteprima al festival anche nuovi libri, tra gli altri, di Ildefonso Falcones, Tahar Ben Jelloun, Ziauddin Yousafzai, padre del Premio Nobel per la pace Malala Yousafzai.

Circolo Lettori, stagione dei festivalScarabocchio, Torino Spiritualità e il Festival del Classico

TORINO10 settembre 201914:41

– Tre festival con oltre 200 appuntamenti e 250 ospiti: con il progetto ‘Contengo moltitudini. La stagione dei festival’ riparte l’attività della Fondazione Circolo dei Lettori di Torino. Il primo appuntamento è a Novara dal 20 al 22 settembre con ‘Scarabocchi. Il mio primo festival’, ideato con Doppiozero e rivolto ad adulti e bambini.
Si prosegue dal 26 al 29 settembre con Torino Spiritualità, ‘Ad infinita notte’: quattro giorni di riflessione sul presente, sulla sua oscurità e sul suo splendore, con l’inedito dialogo tra Dario Argento e il priore di Bose Luciano Manicardi, impegnati a discutere dei terrori della notte. Tra gli ospiti anche il teologo inglese Tinothy Radcliffe, il poeta portoghese Mendonca, l’attore Neri Marcorè, lo psicanalista Massimo Recalcati, Nicola Lagioia.
Terzo appuntamento il Festival del Classico ‘La verità ci renderà liberi’ dal 17 al 20 ottobre a Torino. Il progetto con la Regione Piemonte, presieduto da Luciano Canfora e curato da Ugo Cardinale e Massimo Arcangeli.

Il visionario Blake approda alla TateLondra rende omaggio all’ ‘artista di Dio’ che sfidò un’epoca

LONDRA10 settembre 201919:41

L’opera di William Blake, ricordato oggi tra i massimi artisti che la Gran Bretagna abbia mai avuto, approda alla Tate Britan con una mostra di circa 300 lavori tra i più importanti e raramente esposti. L’esposizione, che si apre domani e si chiuderà a febbraio 2020, riesaminerà le opere di questa figura eccentrica: pittore, incisore e poeta visionario, considerato un tempo pazzo per le sue idee stravaganti. La vicenda umana e artistica di Blake fu frutto di un’epoca di grandi stravolgimenti, rivoluzioni, guerre, così come di politiche progressiste: crogiuolo della sua immaginazione unica che lo costrinse a lottare tutta la vita per essere compreso e riconosciuto. “L’immaginazione non è uno stato mentale è l’esistenza umana stessa”, amava ripetere, lui che sostenne di aver avuto visioni per tutta la vita, di essere stato istruito e incoraggiato dagli Arcangeli per dar vita alle sue creazioni che riproducono spesso immagini di tipo religioso. Non a caso Dio e la Cristianità rappresentano il fulcro dei suoi scritti e la fonte della sua ispirazione. Celebrato come poeta, Blake aveva anche delle grandi ambizioni da artista figurativo e immaginò grandi affreschi che però non furono mai realizzati. Per la prima volta, due opere, The Spiritual Form of Nelson Guiding Leviathan (1805) e The Spiritual Form of Pitt Guiding Behemoth (1805), saranno ingrandite digitalmente e proiettate sulle pareti della Tate Britain alla grandezza monumentale concepita inizialmente da Blake. Le opere originali saranno invece esposte poco lontano, come parte della ricostruzione della mostra del 1809, che rappresenta l’unico e infruttuoso tentativo di Blake di ottenere un riconoscimento pubblico in veste di pittore. La Tate Britain ricreerà la stanza domestica, al di sopra della bottega di calze di famiglia, in cui ebbe luogo l’esposizione, permettendo così ai visitatori moderni d’ammirare queste opere alle stesse condizioni di quelli del 1809. La mostra vuole fornire infatti una cornice biografica in cui considerare la vita e l’opera di Blake. Nato a Londra, al 28A di Broad Street, il 28 novembre del 1757, in una famiglia della piccola borghesia, Blake era il terzo di sette fratelli. Il padre James, vendeva calze e maglieria. L’artista non frequentò mai la scuola ma fu educato in casa dalla madre. I Blake non facevano parte della Chiesa Anglicana, ma si pensa che appartenessero alla Chiesa Morava. La Bibbia entrò ben presto nella vita di Blake ed ebbe su di lui una profonda influenza, restando fonte di ispirazione per tutta la sua esistenza. La mostra dedica particolare attenzione pure al contesto della Londra in cui l’artista visse per la maggior parte dei suoi anni e morì nel 1827. Una sezione mette poi in luce il fondamentale ruolo della moglie Catherine, curatrice delle sue stampe e dei suoi libri miniati. Catherine Boucher sposò l’artista il 10 agosto 1782 nella chiesa di St. Mary a Battersea. Analfabeta, firmò il contratto di matrimonio con una X. Ma con il tempo, oltre ad insegnarle a leggere e scrivere, Blake le spiegò anche l’arte dell’incisione e per tutta la vita la donna si dimostrò un ineguagliabile sostegno, aiutando il marito a dare alle stampe i suoi Libri miniati e sostenendolo moralmente nonostante le numerose delusioni a cui andò incontro.
La mostra alla Tate si apre con Albion Rose (1793), interpretazione del mito della fondazione della Gran Bretagna, creata in risposta al mercantilismo, l’austerità e il populismo grossolano del tempo. Tra gli altri pezzi forti, una selezione di opere della Collezione Reale e alcuni dei suoi dipinti più noti, tra cui Newton e Ghost of a Flea. Quest’opera complessa fu ispirata da una visione indotta durante una seduta spiritica e sarà mostrata accanto a uno schizzo preliminare raramente visto.
La mostra si chiude con The Ancient of Days (1827) completato solo pochi giorni prima della morte dell’artista.

Fotografia in lutto, è morto Robert FrankCelebre per “The Americans”, aveva 94 anni

NEW YORK10 settembre 201917:59

Nuovo lutto nel mondo della fotografia: Robert Frank, uno dei più influenti fotografi del ventesimo secolo, è morto a Inverness in Nova Scotia. Frank, il cui stile diretto e espressivo rivoluzionò la fotografia documentaria, aveva 94 anni. La morte è stata confermata da Peter Gill della galleria Pace-McGill di Manhattan.Nato in Svizzera, Frank era arrivato negli Usa a 23 anni. E’ celebre per il libro “The Americans”, capolavoro in bianco e nero di ritratti pubblicato alla fine degli anni Cinquanta.

Baby 2 dal 18 ottobre su NetflixRegia Andrea De Sica con Letizia Lamartire, new entry nel cast

10 settembre 201916:02

– La seconda stagione di Baby, la serie originale italiana prodotta da Fabula Pictures, debutterà su Netflix il prossimo 18 ottobre. Disponibili il teaser e il manifesto. Novità dietro la macchina da presa, accanto ad Andrea De Sica nella seconda stagione troviamo Letizia Lamartire (Saremo giovani e bellissimi, Piccole italiane). Tornano i protagonisti della serie Benedetta Porcaroli (Chiara), Alice Pagani (Ludovica), Riccardo Mandolini (Damiano), Brando Pacitto (Fabio), Isabella Ferrari (Simonetta) e Claudia Pandolfi (Monica), oltre a Chabeli Sastre Gonzalez (Camilla), Lorenzo Zurzolo (Niccolò), Giuseppe Maggio (Fiore), Tommaso Ragno (Fedeli) e Galatea Ranzi (Elsa). Se la prima stagione è il racconto della ricerca di una via di fuga, la seconda esplora le conseguenze delle scelte compiute dai protagonisti, spesso in aperto contrasto con i valori imposti dalla famiglia e dalla societa. Soprattutto Chiara e Ludovica sono divise tra la vita da studentesse e la vita notturna. Al centro della storia anche le psicologie degli altri personaggi, tra cui Niccolò e Brando, in netta opposizione al gruppo formato da Fabio, Damiano e, naturalmente, Chiara e Ludovica. Il liceo sta per finire e i ragazzi si trovano davanti ad un futuro incerto: un’occasione di crescita ma anche un salto nel buio.
Si uniscono al cast fra gli altri Max Tortora (Roberto), Thomas Trabacchi (Tommaso), Denise Capezza (Natalia), Sergio Ruggeri (Vittorio), Filippo Marsili (Carlo). Alla sceneggiatura ancora i Grams, il collettivo di scrittori composto dai cinque giovani autori Antonio Le Fosse, Re Salvador, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti e Giacomo Mazzariol.

Da cabaret a cinema, al via stagione TaGDal 19 ottobre al 24 aprile, ‘antidoto a indifferenza’ fil rouge

BOLOGNA10 settembre 201916:05

– Cinquanta proposte tra prosa, musica, cinema, cabaret, teatro per ragazzi e dialettale: è il cartellone di TaG – Teatro a Granarolo, attivissima realtà del circondario bolognese giunta alla quarta esperienza, ulteriormente arricchitasi rispetto a quelle passate, col solito occhio di riguardo al sociale. La stagione, dal 19 ottobre al 24 aprile, curata da Cooperativa dello Spettacolo, ha come filo conduttore “l’antidoto all’indifferenza” con spettacoli dedicati alle vittime di incidenti sul lavoro, contro la violenza sulle donne, alla Giornata della Memoria, ai partigiani e ai deportati.
A proporli attori come Angela Malfitano e Francesca Mazza (7/12), Michela Murgia (18/1), Vito col suo omaggio a Cesare Zavattini (1/2), Lella Costa (15/2) Ascanio Celestini (14/3).
L’apertura, come di consueto ad ingresso gratuito, è affidata alla musica della MozartKinder, orchestra giovanile proveniente da Germania e Repubblica Ceca. Non mancheranno gli omaggi a Lucio Dalla e al più importante fumettista italiano, Andrea Pazienza, e un insolito Barbiere di Siviglia di Rossini rivisitato per i burattini e accompagnato dalle ocarine di Budrio.
Una novità, annunciata dal presidente di TaG, Alessandro Dall’Olio, è il biglietto sospeso: chi vuole può acquistare un biglietto che poi i servizi sociali del Comune doneranno in maniera assolutamente anonima a chi non può permetterselo.

Sfilate Ny, la leggerezza di Anna Suimusa Lila de Nobili per suo abitini chiffon a fiori

NEW YORK10 settembre 201916:15

– L’insostenibile leggerezza di Anna Sui: la stilista cinese-americana, una dei pochi sopravvissuti tra le griffe che ai primi anni Novanta hanno messo New York sulla mappa della moda internazionale, ha portato in passerella per la primavera-estate 2020 un’idea di femminilità indomita e stravagante, leggera come l’ aria e spumeggiante di dolcezza. Niente pop, punk o grunge, ma un pizzico di Victorian age e soprattutto il mondo di Lila de Nobili, artista teatrale nata a Lugano da famiglia italiana che a meta’ Novecento lavoro’ con Luchino Visconti e Maria Callas in una memorabile Traviata, e poi con Peter Hall, Frederick Ashton al Royal Ballet, Franco Zeffirelli per l’Aida, diventando controvoglia una leggenda. Eteree come come una nuvola o come un soffio di vento, le donne di Lila sono lo spirito che la Sui ha cercato di catturare con abitini di chiffon a fiorellini stratificati come un moderno millefoglie e indossati sopra i pantaloni o sotto il gilet.

Hackerville, la serie su Timvisionuna rete di hacker in Romania e un gruppo investigatori

10 settembre 201916:16

– ‘Hackerville’ è la serie crime che racconta le vicende di una rete di hacker in Romania e di un gruppo di investigatori incaricati di rintracciarli, arriva per la prima volta in Italia e in esclusiva su Timvision, disponibile dal 10 settembre con tutti i 6 gli episodi.
Una banca tedesca ha subito l’attacco di un hacker e Lisa Metz, una poliziotta di Francoforte specializzata in crimini informatici, individua l’origine dell’attacco in Romania dove si reca per collaborare con la polizia locale per rintracciare i cybercriminali.
Un’avvincente produzione HBO Europe con TNT Serie che vede nel cast Anna Schumacher (“Quel viaggio che abbiamo fatto con papà”), Andi Vasluianu (“Of Snails and Men”) e il giovane esordiente Voicu Dumitras

Mostra Verrocchio Firenze va WashingtonA National gallery of art,prestiti da Bargello e Palazzo Vecchio

FIRENZE10 settembre 201916:32

– Cinquanta opere tra dipinti, sculture e disegni della mostra ‘Verrocchio, il maestro di Leonardo’, ospitata fino a Palazzo Strozzi di Firenze fino al 14 luglio scorso, saranno ora al centro di una rassegna negli Usa, al National gallery of art di Washington. Il 15 settembre aprirà al pubblico ‘Verrocchio: sculptor and painter of Renaissance Florence’, esposizione realizzata in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi e i Musei del Bargello e a cura di Andrew Butterfield. Tra le opere del Verrocchio in prestito, spiega Palazzo Strozzi, spiccano il David e la celebre Dama dal mazzolino, entrambi del Bargello. In prestito invece dal museo di Palazzo Vecchio la scultura bronzea del Putto col delfino. “Realizzare la prima rassegna su Andrea del Verrocchio è stata un’impresa unica e ambiziosa – commenta Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi – resa possibile grazie alla collaborazione con i Musei del Bargello e alla rete di relazioni con musei e collezioni di tutto mondo”.
L’assessore alla cultura di Firenze, Tommaso Sacchi, si è detto orgoglioso che “il Putto con delfino, una delle più note icone di Palazzo Vecchio fin da quando Cosimo I de’ Medici lo fece porre sulla fontana al centro del cortile di Michelozzo, ‘voli’ negli Stati Uniti in una delle sue rarissime esposizioni fuori dalla sua sede storica”.

In mostra le divise storiche del calcioEsposizione al base Milano per i 95 anni di Umbro

MILANO10 settembre 201917:02

– Dal colletto alzato di Eric Cantona al Manchester United, dai pattern stravaganti di USA 94 all’eleganza della Nazionale inglese, insieme alle maglie di Inter, Lazio e Napoli di inizio anni ’90: sono alcune delle 95 maglie protagoniste della mostra ‘Umbro 95 – lo stile sul campo’, allestita al Base Milano dal 12 al 14 settembre.
L’esposizione è stata organizzata in occasione dei 95 anni di Umbro da nss sports e NewAge Spa, licenziataria italiana del brand fondato nel 1924 dai fratelli Humphreys. L’allestimento offre un viaggio nello stile calcistico che parte dagli stadi per arrivare fino allo streetwear contemporaneo, con approfondimenti sul design e sull’influenza culturale del calcio, insieme a talk con esperti del settore, un workshop di jersey custom e un’area gaming dal sapore nostalgico.

Balliamo sul mondo, musical con le hit di LigabueDal 26 settembre al Teatro Nazionale con testo e regia Noschese

10 settembre 201919:35

Debutta a Milano il musical con i più grandi successi di Ligabue, ‘Balliamo sul mondo’, in scena dal 26 settembre al 27 ottobre al Teatro Nazionale CheBanca!, con testo originale e regia di Chiara Noschese.
Protagonisti 13 giovani che in 2 atti e 19 canzoni storiche del Liga – che ha contribuito al testo con Chiara Noschese – si raccontano (e cantano) nell’arco di un decennio da un Capodanno all’altro, da quello alla soglia della maggiore età a quello della maturità 10 anni dopo. “La scrittura e la regia di Balliamo sul mondo, sono stati uno dei ‘viaggi’ più belli della mia vita: mentre scrivevo mi batteva forte il cuore per le sorti dei 13 protagonisti – racconta Chiara Noschese – La musica di Luciano traghetta, con decisione, nell’emozione… l’emozione di una storia semplice, una storia di tutti e per tutti.”

Ronaldo, auto storiche per linea CR7Veicoli collezione Mauto per collezione autunno-inverno

TORINO10 settembre 201917:08

– Cristiano Ronaldo ha scelto alcuni veicoli del Mauto, il Museo nazionale dell’automobile di Torino, per la campagna di comunicazione ‘Playfectionism’ della collezione Fall/Winter 19 della linea di abbigliamento, calzature e accessori del suo marchio CR7 .
Il fuoriclasse portoghese, grandissimo appassionato di automobili, ha preferito, nella ricca collezione del Mauto, il Tarf, la macchina da record con carrozzeria ‘bisiluro’ progettata e guidata dall’ingegnere Piero Taruffi che conquistò 22 record internazionali di velocità tra il 1948 e il 1957; l’Alfa Romeo Disco Volante, l’auto sportiva costruita in esemplare unico nel 1952; la Fiat Turbina, prototipo sperimentale di vettura azionata da turbomotore a gas, presentato dalla Fiat nell’aprile del 1954. Quarto veicolo per la campagna della linea di CR7 una Gilera Grand Prix, moto da corsa del 1952.

Su muri di Ponzano versi di poesieIniziativa è ‘Muri parlanti’. Borgo diede i natali a Orsini

LA SPEZIA10 settembre 201917:46

– Versi di poesie su ogni muro e su ogni facciata di casa, nel borgo storico di Ponzano superiore (La Spezia), che diventerà agli occhi dei visitatori una sorta di ‘poesia architettonica’. Passeggiare per i carruggi diventerà una immersione nella lirica del poeta Cesare Orsini, esponente locale della poesia maccheronica vissuto nel borgo del comune di S. Stefano Magra (La Spezia) tra Cinquecento e Seicento. I ‘Muri palanti’, questo il titolo dell’iniziativa che parte oggi a corollario della 35° edizione del Premio nazionale di poesia Cesare Orsini, con la premiazione in programma domenica. Il pittore Luciano Viani sta dipingendo sulla facciata della casa originaria di Luigi Giannoni, poeta e scopritore dell’opera di Orsini, alcuni versi e il profilo del paese. L’obiettivo è che, di anno in anno, i versi poetici possano moltiplicarsi sui muri del centro storico. L’iniziativa e la premiazione sono state presentate stamattina nel corso di una conferenza stampa a Santo Stefano Magra.

Torta a Chung per 30 anni di FilarmonicaIl maestro dirigerà 11 settembre concerto agli Arcimboldi

10 settembre 201919:35

Per i trent’anni di collaborazione, i musicisti della Filarmonica della Scala hanno organizzato una festa a sorpresa al direttore Myung-Whun Chung, che l’11 settembre li dirigerà nel concerto agli Arcimboldi che fa parte del programma del festival MiTo e poi partirà con loro in tournée in Oman.
Il maestro coreano ha infatti diretto la Filarmonica per la prima volta nel giugno del 1989. “Ho sempre pensato che i musicisti della Filarmonica della Scala siano i miei migliori amici – ha detto loro Chung -. Ho diretto tantissime orchestre nel mondo e sono tutte importanti per me, ma il clima che respiro quando sono con voi è unico. Questa orchestra mi ha aiutato molto fin da quando sono arrivato la prima volta sul podio, ero giovane trent’anni fa. E i giovani hanno bisogno di essere aiutati”. “Siete unici nella mia vita – ha aggiunto -.
Non ho mai lavorato cosi a lungo con una orchestra. E il tempo in una relazione è importante, la fa crescere, è nella continuità il vero amore”.

Da Guccini a Amoroso a ImaginactionLa terza edizione a Ravenna dall’11 al 13 ottobre

10 settembre 201918:39

– Francesco Guccini, Elisa, Alessandra Amoroso e Tiromancino sono i primi ospiti annunciati della terza edizione di Imaginaction, festival internazionale del videoclip che si terrà al Teatro Alighieri di Ravenna l’11, 12 e 13 ottobre.
Guccini sarà ospite il 12 ottobre: si racconterà ripercorrendo la carriera attraverso le canzoni e i libri. Verrà presentato in anteprima il videoclip de “L’avvelenata” diretto da Stefano Salvati, per il ciclo “Capolavori Immaginati”. Sempre il 12 ottobre sul palco salirà Elisa: attraverso i video che hanno segnato la sua carriera, ripercorrerà il cammino che le ha permesso di spaziare dall’inglese all’italiano, mentre si prepara – dopo aver doppiato “Il Re Leone” – a una nuova tournée nei palasport da novembre. Alessandra Amoroso sarà ospite l’11 ottobre, il 13 ottobre arriverà Federico Zampaglione.
Anche quest’anno tutti gli appuntamenti saranno a ingresso gratuito, ogni sera a partire dalle ore 20.00. Imaginaction è realizzato in collaborazione con Fimi, Afi e Pmi.

I Green Day tornano con un nuovo singoloSaranno in Italia il 10 giugno 2020 a Milano

10 settembre 201918:44

– I Green Day, vincitori di 5 Grammy Awards e inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame, annunciano il loro nuovo tour mondiale che farà tappa in Italia il 10 giugno 2020 all’Ippodromo Snai San Siro di Milano. La band svela anche il nuovo “Father Of All…”, primo estratto dal loro tredicesimo album in studio (dal titolo omonimo), in uscita il 7 febbraio 2020 su etichetta Reprise/Warner Records.
I Green Day, icona del rock, saranno impegnati in un tour mondiale negli stadi assieme ai co-headliner Weezer e Fall Out Boy. The Hella Mega Tour, in collaborazione con Harley-Davidson, prenderà ufficialmente il via il 13 giugno 2020 a Parigi e toccherà varie città in tutt’Europa, in Gran Bretagna e Nord America. Inoltre il gruppo si esibirà in una serie di concerti in Asia.

Al via 24/1 nuova stagione PetruzzelliAl via il 24/1 con ‘Un ballo in maschera’ di Verdi

BARI10 settembre 201920:04

– Una stagione ricca di otto titoli di opere, due di balletto, 24 concerti “fra opere icone della grande tradizione italiana, titoli di rara esecuzione, guide all’ascolto, spettacoli di teatro danza, grandi esecutori del panorama concertistico internazionale”: è stata presentata così la stagione 2020 del Teatro Petruzzelli di Bari, alla presenza del sovrintendente Massimo Biscardi, del sindaco Antonio Decaro (che è anche presidente della Fondazione lirica), e del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. La stagione sarà inaugurata il 24 gennaio da ‘Un ballo in maschera’ di Verdi con la direzione orchestrale affidata a Giampaolo Bisanti e Leonardo Sini e la regia di Massimo Gasparon. Seguiranno ‘Adriana Lecouvreur’ di Cilea, ‘Tristan und Isolde’ di Wagner, ‘Aida’ di Verdi, ‘Elisir d’amore’ di Donizetti, ‘Falstaff’ di Verdi, ‘Il gallo d’oro’ di Rimskij Korsakov, ‘Turandot’ di Puccini, intervallati dagli spettacoli di danza di Eleonora Abbagnato e dei Momix.

Burning, l’amore brucia per Lee Chang-dongDal racconto di Murakami, in sala dal 19 settembre

11 settembre 201909:42

“Burning.  L’amore brucia”, basato sul racconto ‘Barn Burning’ di Haruki Murakami, è un film del coreano Lee Chang-dong diviso tra triangolo d’amore e rabbia. Una sorta di mystery thriller, già in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes del 2018 esce ora in sala dal 19 settembre. Interpretato da soli tre personaggi, si consuma, più che nell’azione, nella passione nascosta dei sentimenti. C’è Haemi (Yong-seo Yun), una ragazza bella e smart che si trova divisa tra due uomini. Da una parte Jongsu (Ah-in Yoo), aspirante scrittore con una problematica famiglia alla spalle.
Dall’altra c’è invece Ben (Steven Yeun) cinico, nichilista quanto basta, e pieno di denaro. In realtà a conoscere la ragazza per primo è Jongsu che, al primo giorno dopo un pomeriggio di sesso con Haemi, si ritrova affidatario del gatto della ragazza visto che lei sta partendo per l’Africa. Al suo ritorno all’aeroporto c’è una sorpresa per l’aspirante scrittore che ama Faulkner: Haemi torna accompagnata da Ben e si capisce subito che non è solo un suo amico. Tra i tre è subito ambiguo triangolo. Escono così spesso insieme, vivono una situazione alla Jules e Jim, ma la fragilità economica e sociale di Jongsu non è facile da gestire, tanto più quando inizia a sospettare che la scomparsa a un certo punto di Haemi potrebbe essere un espediente del ricco rampollo di tenerla lontano da lui. E così monta in lui, lentamente e inesorabilmente, la rabbia.
“Quando mi sono messo a leggere il libro Lee Chang-dong – ha detto il regista di Oasis – mi sono subito accorto che era sì una storia molto bella e misteriosa, ma nella quale in effetti non succedeva nulla, una cosa che ho ritenuto allora poco cinematografica”. Ma, ha detto ancora il regista, c’era alla fine “l’elemento della rabbia, una cosa oggi avvertita in tutto il mondo rispetto a una situazione politica ed economica disastrosa per tutti noi”.

A teatro, Marinoni, Papaleo, Di TonnoAl via Quartieri dell’arte a Viterbo e Trame d’autore a Milano

11 settembre 201910:23

Laura Marinoni ”Elena”, da Euripide, per Davide Livermore a Verona e la banda Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi ”A ruota libera”, a Roma; i XXIII Quartieri dell’arte al via nel viterbese con Juliette del Twain physical dance theatre e Trame d’autore a Milano che apre con Madre di Michela Lucenti; fino al ritorno di ”Notre Dame de Paris” con Giò Di Tonno e Elhaida Dani protagonisti a Pesaro: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Matera, la rivoluzione del Nuovo VangeloProduzione interdisciplinare con il messaggio di un Gesù nero

MATERA11 settembre 201911:38

– “Riporteremo il Vangelo alle sue radici, al suo messaggio sociale e rivoluzionario. Porteremo in scena il primo Gesù nero della storia del cinema e travalicheremo tutti i confini che stanno distruggendo questo mondo”: nelle parole del regista Milo Rau c’è tutta la forza evocativa della performance “Il Nuovo Vangelo” parte del progetto di Matera Capitale della Cultura 2019 “Tòpoi. Teatro e nuovi miti”.
A Matera, luogo dei grandi film su Gesù, da Pasolini a Gibson, nasce un “Nuovo Vangelo”, grazie alla potenza comunicativa del teatro e alla sua capacità di portare messaggi di giustizia, perdono e cambiamento.

Libri, mercato italiano +3.8% nel 2019Indagine commissionata da Aie, nel primo semestre dell’anno

11 settembre 201911:46

Torna a splendere un po’ di sole sul mercato del libro. Il primo semestre del 2019 fa segnare una crescita a valore del +3,8% (530 milioni di euro) e in termini di copie un +2,9% (39,7 milioni di copie vendute), rispetto allo stesso periodo del 2018, per quanto riguarda le vendite di libri di varia adulti e ragazzi nei canali trade (librerie, librerie online e Grande distribuzione organizzata – Gdo -, compresa la stima Aie di Amazon). Questo secondo l’indagine Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori presentata alla celebrazione dei 150 anni dell’Associazione Italiana Editori.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia, i film che vedremo
Il Leone d’oro Joker esce il 3 ottobre

VENEZIA08 settembre 201917:19

– Il Leone d’oro di Venezia 76, Joker con un fantastico Joaquin Phoenix, arriva in sala il 3/10 con Warner, stessa data del film di apertura La verité di Kore-Eda Hirokazu con Catherine Deneuve e Juliette Binoche (Bim). Il documentario Roger Waters Us + Them esce con Nexo Digital dal dal 7 al 9/10. Ad ottobre escono: Il varco di Federico Ferrone, Michele Manzolini (Istituto Luce Cinecittà), Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores (24/10 – 01 Distribution), e poi J’Accuse (L’ufficiale e la spia) di Roman Polanski (21/11 – 01 Distribution), Gloria Mundi di Robert Guediguian con la Coppa Volpi femminile Ariane Ascaride (autunno – Parthenos). A settembre arrivano invece il premio speciale della giuria, il documentario La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco (12/9 – Istituto Luce Cinecittà), Chiara Ferragni: Unposted (17/9 – 01 Distribution), Ad Astra di James Gray con Brad Pitt astronauta (26/9 – 20th Century Fox), Vivere di Francesca Archibugi (26/9 – 01 Distribution).

Box office, IT in testa con quasi 5 mlnIl Re Leone con quasi 33 mln è primo incasso dell’anno in Italia

09 settembre 201912:09

– Con quasi 5 milioni di incasso nel weekend, il secondo capitolo di IT, l’horror tratto dai romanzi di Stephen King e firmato ancora da Andy Muschietti, che riunisce i personaggi del primo film a trent’anni di distanza dagli eventi, vola in vetta alla classifica dei film più visti del weekend, secondo Cinetel. Il Re Leone, il live action rifacimento del cartoon del 1994, perde la prima posizione ma con i suoi quasi 33 milioni di incasso totale diventa il primo incasso dell’anno e il primo incasso di sempre nella storia di Disney Italia (superando Avengers: Endgame e Alice in Wonderland). Sul terzo gradino del podio Mio fratello rincorre i dinosauri, passato a Venezia, con protagonista Alessandro Gassmann, che ha guadagnato in 4 giorni 656mila euro. L’action movie Attacco al Potere 3 con 654mila euro (2,2 in totale) è quarto. Solo quinto Martin Eden, che è valso la Coppa Volpi al protagonista Luca Marinelli, nei panni del personaggio creato da Jack London (453mila euro). Incassi a 11 milioni (+25%).

Re Leone primo incasso dell’anno ItaliaE al top di sempre per Disney Italia. Nel mondo a quota 1,6 mld

09 settembre 201912:21

– Continua inarrestabile la marcia del Re Leone, il nuovo lungometraggio Disney diretto da Jon Favreau.
Se nel mondo è arrivato a sfiorare 1,6 miliardi di dollari, nel nostro Paese il film ha battuto una serie di record: è il primo incasso dell’anno e il primo incasso di sempre nella storia di Disney Italia (ha superato Avengers: Endgame e Alice in Wonderland). Nei cinema italiani dal 21 agosto, Il Re Leone ha totalizzato ad oggi 32.921.666 euro superando, anche come numero di presenze in sala, il successo mondiale di Marvel Studios Avengers: Endgame.
A pochi giorni dall’uscita nelle sale italiane, Il Re Leone vantava già una serie di record sul territorio: miglior opening di tutti i tempi per un lungometraggio Disney (a esclusione dei film Marvel Studios), secondo miglior opening fra tutti i film distribuiti da Disney Italia, dopo Avengers: Endgame, miglior opening di agosto di tutti i tempi.

E poi c’è Katherine, donne in commediaRisate e malinconia con una luminosa Emma Thompson

10 settembre 201909:54

– Una luminosa Emma Thompson in stato di grazia in una commedia tutta al femminile: la grande attrice inglese è la protagonista di “E poi c’è Katherine”, film di Nisha Ganatra che arriva in sala il 12 settembre con Adler Entertainment. La storia ruota attorno a Katherine Newberry, star dispotica e brillante di un “late show” televisivo trentennale: l’artista, a cui Emma Thompson dà il volto, è una leggenda, considerata una pioniera in quanto unica donna ad avere un suo programma di lunga durata. Ma a causa di un inarrestabile calo degli ascolti, Katherine rischia di perdere tutto e di essere sostituita: accentratrice, egoista e allergica alle donne, per cambiare le sorti del suo show dovrà fare scelte rivoluzionarie, accettando di cambiare non solo il suo modo di lavorare ma anche se stessa.
A darle una mano sarà Molly (Mindy Kaling), giovane di colore dapprima impiegata in un’industria chimica e ora assunta da Katherine solo per ristabilire la parità di genere in un gruppo di soli autori uomini.

Daniel Craig a Matera per 007Nel capoluogo lucano in corso le riprese di ‘No time to die’

BARI09 settembre 201913:01

– E’ atterrato questa mattina all’aeroporto di Bari l’attore Daniel Craig, che subito dopo ha raggiunto in auto Matera dove vestirà i panni dell’agente segreto James Bond. Nella capitale della cultura europea sono infatti in corso le riprese del 25/o film sull’agente segreto più famoso al mondo, intitolato ‘No time to die’.
Craig è arrivato con un aereo privato dal Canada, ed è stato accolto dal personale di Aeroporti di Puglia. L’arrivo di Craig è atteso da giorni nel capoluogo lucano, nel rione dei Sassi, dove sono già in corso le riprese di alcune scene del film, tra inseguimenti di auto e moto, e qualche conflitto a fuoco. Nelle scorse settimane anche la Puglia, a Gravina (Bari), è stata il set di ‘No time to die’.

‘Ford v Ferrari’ al Toronto Film FestMa non sarà nei cinema prima del 15 novembre

TORONTO10 settembre 201907:03

– ‘Ford v Ferrari’, un film diretto dal regista James Mangold che uscirà in Italia con il titolo ‘Le Mans ’66-La grande sfida’, è stato presentato con successo al Toronto Film Fest, ma non sarà distribuito nelle sale fino al 15 novembre prossimo.
Il film, prodotto dalla 20th Century e dalla Disney ripercorre le vicende degli ingegneri e della scuderia Ford, guidata dal progettista Carroll Shelby e dal suo pilota britannico Ken Miles, ingaggiati da Henry Ford II e Lee Iacocca col compito di costruire una vettura, la Ford GT40, in grado di vincere la 24 Ore di Le Mans del 1966 contro l’avversaria Ferrari. Nei panni di Shelby e Miles ci sono Matt Damon e Christian Bale. Remo Girone è Enzo Ferrari. Il film ha regalato la marcia più alta al festival canadese, rivelandosi un grande e spavaldo film di ritorno al passato, già in fila per la stagione dei premi del prossimo autunno.

Cinquanta in blu, omaggio a SellerioDa Simi a Costa, otto racconti gialli tra letteratura e mistero

11 settembre 201910:41

AA.VV. CINQUANTA IN BLU. OTTO RACCONTI GIALLI (Sellerio, pp.432, 15 Euro). Un omaggio letterario nascosto tra le righe per celebrare la storia di una grande casa editrice: per il suo primo mezzo secolo di vita, Sellerio pubblica “Cinquanta in blu. Otto racconti gialli”, chiedendo la collaborazione di otto scrittori (Gian Mauro Costa, Marco Malvaldi, Santo Piazzese, Francesco Recami, Alessandro Robecchi, Gaetano Savatteri, Giampaolo Simi, Fabio Stassi) che in tempi diversi hanno fatto parte del proprio percorso. Gli autori chiamati per questa speciale commemorazione hanno scritto un racconto “con” un libro, non “su” un libro, prendendo cioè ispirazione da uno degli oltre 3000 titoli del catalogo di Sellerio e scegliendo quello che più li ha colpiti, dal punto di vista emotivo e intellettuale. Da quel testo è dunque nato un nuovo giallo: per Malvaldi la scelta è ricaduta su “La fine è nota” del misterioso autore Holiday Hall, per Piazzese sul poema di Ignazio Buttitta La vera storia di Salvatore Giuliano, per Recami su I gioielli di Madame de*** di Louise de Vilmorin, per Savatteri su Il procuratore della Giudea di Anatole France, e poi Simi che ha optato per Vázquez Montalbán con Assassinio al Comitato Centrale, Costa per Salvo Licata con Storie e cronache della città sotterranea, Stassi per Gesualdo Bufalino con La luce e il lutto, Robecchi per Hans Fallada con Ognuno muore solo. Il risultato è un volume – rigorosamente ed elegantemente blu, secondo la tradizione di Sellerio – in cui il genere giallo trionfa e segue le diverse modalità stilistiche dei singoli autori. La noia è quindi bandita da ogni pagina: il libro diverte, intriga, e apre orizzonti inaspettati. Per il lettore amante di enigmi e misteri, morti sospette e omicidi conclamati, “Cinquanta in blu” sarà una miniera di intuizioni, sapori dimenticati di atmosfere d’altri tempi, incursioni intelligenti nelle fragilità contemporanee: ogni racconto ha una sua personalità, tutte le storie narrate sono accattivanti (il pubblico affezionato troverà i consueti personaggi tra i protagonisti) e vanno al di là del semplice delitto, parlando della Sicilia prima di tutto ma anche di quello che nel bene e nel male ci contraddistingue come italiani. Senza dimenticare che attraverso i loro scritti, le cui trame ruotano attorno al libro scelto, gli autori svelano qualcosa di se stessi, dei loro gusti, delle loro riflessioni su quelle pagine amate o chissà magari anche odiate, lanciando un amo al lettore che potrà scegliere di intraprendere una nuova, stimolante lettura.

Margaret Atwood, a Gilead è il momento delle purgheEsce I Testamenti, la scrittrice racconta seguito dell’Ancella

10 settembre 201919:32

E’ stato un po’ “come essere in una spy story: con nomi in codice, numeri segreti” per Margaret Atwood, alla quale “piacciono molto queste cose”, nei giorni che hanno preceduto il lancio mondiale de ‘I Testamenti’. Il seguito de Il Racconto dell’ancella, che è stato scritto in molti luoghi e arriva oggi in libreria – in Italia per Ponte alle Grazie nella traduzione di Guido Calza – doveva restare coperto dal segreto fino al 10 settembre, ma il riserbo è stato rotto da Amazon che per errore ha fatto circolare alcune copie infiammando poco prima dell’uscita la curiosità dei lettori. “L’alone di segretezza intorno al libro è legato al fatto che ci sono stati dei tentativi di furto del manoscritto. Spedendo false e-mail hanno provato a ottenere copie digitali del romanzo durante la lavorazione. Fortunatamente questa volta non ci sono riusciti. Non sono riusciti neanche a rubare dagli stampatori, come fecero per Harry Potter” spiega la scrittrice, ospite di un solo evento pubblico in Italia al Festivaletteratura di Mantova, nel giorno in cui finalmente si può tenere fra le mani l’evento letterario dell’anno.
Ne ‘I Testamenti’ – che arriva 34 anni dopo ‘Il racconto dell’Ancella’ da cui è stata tratta una premiatissima serie tv distribuita in Italia da Timvision – a Gilead si apre il periodo delle purghe. “Ci troviamo 15, 16 anni nel futuro rispetto al mondo dell’Ancella, dunque abbiamo a che fare con persone che erano molto giovani nel primo libro, una di loro non era neppure ancora nata nel primo capitolo. In particolare il personaggio di zia Lydia, che è vista solo a distanza e dal di fuori nel primo romanzo, qui è narrata dall’interno e ha sedici anni in più” racconta la scrittrice, 79 anni, più volte candidata al Nobel. Nel libro più atteso dell’anno “il regime di Gilead si è evoluto: non è più all’inizio, ma nel periodo di mezzo. E i regimi nel periodo intermedio sono molto diversi da quelli al principio, se durano. La Rivoluzione Francese è passata direttamente al Terrore, senza attraversare un periodo intermedio, per esempio. La Rivoluzione Americana è passata dal momento rivoluzionario a vincere la Rivoluzione. E ora che cosa facciamo?” dice la Atwood ridendo. “La Rivoluzione Sovietica – prosegue la scrittrice – passò dalla vittoria bolscevica, in cui uccisero i menscevichi. Poi ebbero un breve periodo di pace e progresso. Ma poi vennero le purghe di Stalin. Uno schema tipico del culto del Millenarismo: si prospetta un’età dell’oro, ci si arma e si fa fuori un sacco di gente, poi però dov’è l’età dell’oro, sembra che non arrivi. Ecco che deve essere colpa di qualcuno. Ma, siccome i nemici esterni sono stati tutti uccisi, bisogna trovare un nemico interno. Da qui il tempo delle purghe.
Questo è un po’ quello che propongo per il regime di Gilead, anche se sono ancora in guerra, stanno attraversando un periodo di mezzo che apre al momento delle purghe, il momento in cui si eliminano i rivali interni”.
Ancora prima di arrivare in libreria con le 502 pagine de ‘I Testamenti’ la Atwood era già finalista al Booker Prize. “Non si scrive per vincere i premi. Certo sono una cosa molto carina” dice l’autrice. “Prima di tutto vengono le domande che i lettori mi hanno fatto nel corso degli anni su quale sarebbe stato il destino del regime di Gilead. E le domande sono cambiate nel corso del tempo, anche rispetto alle trasformazioni del mondo avvenute intorno a noi: nel passato sembrava che Gilead fosse un mondo lontano dal nostro, invece di recente abbiamo avuto l’impressione di avvicinarci pericolosamente a quel modello.
Dunque era giunto il momento di rivisitare quell’universo. Ero molto interessata a capire come un regime del genere potesse finire” spiega la scrittrice. Inoltre, “sappiamo dalla Storia che a un certo punto, in questo tipo di regimi, le persone, dall’interno, si rivoltano e ne minano le fondamenta. Ero interessata specialmente al personaggio di zia Lydia che nel primo romanzo era vista solamente dal di fuori. Non sapevamo molto di lei. Che cosa poteva voler dire essere dentro la sua mente e adottare il suo punto di vista? Una posizione sempre molto pericolosa, per una donna, la sua, in un regime come quello”. A narrare sono tre voci di donne e del futuro del genere femminile la Atwood dice, citando l’Età del Bronzo e le Amazzoni, “in merito alle diseguaglianze di genere, le cose non sono sempre state allo stesso modo, e dunque non è detto che le cose vadano sempre in una certa direzione”.

L’abbraccio, poi la corsa: la tenerezza in un gesto

10 settembre 201917:44

Si riconoscono da lontano, si corrono incontro, un lungo abbraccio e poi via, di corsa. Con tenerezza e semplicità, l’incontro tra gli amichetti Finnegan e Maxwell.’Non so come far diventare virali le cose – scrive il papà – ma questo incontro è semplice e bellissimo. Se potesse essere tutto così…’

Elena Ferrante, torna in libreria scrittrice misteriosa
Il nuovo romanzo dal 7 novembre. Il titolo è ancora top secret

10 settembre 201909:52

Fenomeno editoriale da oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo, tradotta in 40 paesi, amatissima negli Stati Uniti, Elena Ferrante, l’autrice bestseller della saga dell’Amica geniale, torna un libreria il 7 novembre con un nuovo romanzo. Il titolo e’ ancora top secret e dal piccolo frammento anticipato dalla casa editrice E/O si capisce che sara’ ambientato ancora una volta a Napoli.”Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – e’ rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o e’ soltanto un dolore arruffato, senza redenzione…” racconta la Ferrante in quello che potrebbe essere l’incipit del libro.La misteriosa scrittrice senza volto – sulla cui identita’ si sono fatte tante ipotesi tra le quali la piu’ accreditata sembra essere quella che la identifica con Anita Raja, la moglie di Domenico Starnone e traduttrice di E/O – scatena ancora una volta la curiosita’ di fan e lettori e la sorpresa accende i social: sara’ l’inizio di una nuova saga? Un libro autoconclusivo? O magari a parlare e’ la figlia di Lila, in un ideale seguito della quadrilogia? L’amicizia di Elena e Lila, nata sui banchi di scuola in un rione popolare di Napoli negli anni Cinquanta dove erano “tutte un po’ cattive” e durata tutta la vita, raccontata nella saga bestseller de ‘L’amica geniale’ diventa l’affresco di un’epoca e di un ambiente. Cominciata nel 2011, la saga proseguita con ‘Storia del nuovo cognome’, ‘Storia di chi fugge e di chi resta’ e ‘Storia della bambina perduta’ ha ispirato una fortunatissima serie tv su Rai1 diretta da Saverio Costanzo.E mentre si aspetta il nuovo romanzo della Ferrante, si stanno concludendo le riprese a Napoli degli 8 episodi della serie ‘L’amica geniale 2′ – dopo il successo della prima stagione, che ha sfiorato in media i 7 milioni di spettatori con il 29.5% di share – che andranno sempre in onda su Rai1. Ma anche in questo caso e’ tutto blindato e non si sa la data precisa di messa in onda che dovrebbe essere all’inizio del 2020. Certo, i libri della Ferrante fin dall’esordio sono stati fonte d’ispirazione per il cinema, fin dal suo primo romanzo ‘L’amore molesto’, pubblicato nel 1992 e diventato un film di Mario Martone. E anche ‘I giorni dell’abbandono’ e’ stato portato sul grande schermo da Roberto Faenza. Inserita dal settimanale Time nel 2016 tra le 100 persone piu’ influenti al mondo, la misteriosa scrittrice, che senza apparire e’ sempre stata una super star, ha partecipato pur nell’assenza, anche a numerosi premi tra i quali, nel 2015, il Premio Strega con ‘Storia della bambina perduta’ (E/O), presentato da Serena Dandini e Roberto Saviano, vinto poi da Nicola Lagioia. E nel 2016 era tornata alla ribalta nella shortlist del Man Booker International. Il nuovo romanzo della Ferrante, della quale Zadie Smith ha parlato come di “uno degli scrittori viventi che amo di piu'”, ritorna a cinque anni dall’uscita dell’ultimo dei quattro volumi de L’amica geniale’, ‘Storia della bambina perduta’ del 2014, che e’ anche in audiolibro con la lettura di Anna Bonaiuto.

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DALLE 10:40 DI LUNEDì 02 SETTEMBRE 2019

ALLE 14:03 DI DOMENICA 08 SETTEMBRE 2019

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La vendetta secondo Matsumoto Seichō
Adelphi pubblica La ragazza del Kyūshū, gelido noir del 1961

02 settembre 2019 10:40

– Matsumoto Seicho, La ragazza del Kyushu (Adelphi, pp. 208, 18 Euro). È una Tokyo spesso nebbiosa, apparentemente ostile, indifferente al dolore nel suo continuo via vai di persone e automobili o nella solitudine oscura della sua notte, a fare da sfondo a “La ragazza del Kyushu” di Matsumoto Seicho, noir apparso per la prima volta nel 1961, che ora Adelphi propone al pubblico italiano con la traduzione di Gala Maria Follaco. Un romanzo gelido, con un’elegante scrittura che non tradisce emozioni ma che riesce a portare sulla pagina le ombre e le luci dell’animo umano, in cui il grande scrittore e giornalista giapponese (di cui Adelphi nel 2018 ha pubblicato anche “Tokyo Express”) racconta una storia pensata fin nei minimi particolari, regalando al tempo stesso una fotografia rivelatrice di certi meccanismi della società del Giappone di quegli anni.
Al centro della trama c’è Kiriko, ventenne timida e inesperta che in un mattino di primavera giunge piena di speranze a Tokyo dal lontano Kyushu per incontrare un famoso avvocato penalista: a lui vuole affidare il caso di suo fratello, ingiustamente accusato dell’omicidio di una anziana usuraia. Nonostante le preghiere della giovane, l’avvocato però si mostra privo di interesse e rifiuta di lavorare al caso, anche per via dell’impossibilità di Kiriko di pagare la sua onerosa parcella.
Quando il fratello della ragazza sarà condannato e morirà in carcere qualche mese dopo, Kiriko inizierà a meditare la sua implacabile e crudele vendetta, senza fermarsi davanti a niente.
In modo inesorabile, con la capacità analitica che lo contraddistingue, l’autore costruisce la sua accuratissima indagine: lo fa senza fretta, in modo lento e meticoloso, reiterando spesso alcuni passaggi (nel libro anche alcune immagini che spiegano i dettagli più tecnici del delitto) con l’obiettivo di fissarli nella mente del lettore per renderlo in questo modo parte del lungo processo di acquisizione della verità, come se fosse un investigatore. Ciò che più colpisce però, accanto all’attualità che ogni libro – anche datato come questo – conserva quando è credibile nella trama e nei personaggi, è la capacità di Matsumoto di creare tensione mentre prepara per la sua protagonista il momento dell’agognata e crudele vendetta, vera regina del romanzo. Ed è proprio attraverso la vendetta, tra colpe, rimpianti e rimorsi, che l’autore chiama in causa l’altro grande tema che sottende il romanzo, la giustizia e il suo trovarsi spesso lontano da chi è socialmente più debole.

City on a hill, nuova serie Sky con Kevin BaconDal 3/9 alle 21.15, ispirata alla storia vera del Boston Miracle

02 settembre 201919:53

– Ispirata a una storia vera e da un’idea del Premio Oscar© Ben Affleck, anche produttore esecutivo al fianco dell’amico Matt Damon, arriva su Sky e Now tv city on ‘City On a Hill’, la nuova serie Showtime in onda da domani ogni martedì su Sky Atlantic alle 21.15. Protagonisti Kevin Bacon (Footloose, The Following) e Aldis Hodge (Straight Outta Compton, Il diritto di contare, Leverage – Consulenze illegali).Corruzione, razzismo, traffico di droga, prostituzione: a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 Boston fu afflitta da questi e altri problemi. In City on a hill, che racconta – con toni da drama, thriller e noir insieme – proprio la città di quegli anni, Boston viene ritratta in preda alla devastante ondata di violenza e criminalità che la mise in ginocchio e che una classe politica corrotta quanto magistratura e polizia non riusciva a debellare. La storia è un resoconto, pur romanzato, della sconcertante situazione che precedette il famoso e realmente accaduto Boston Miracle, che rappresentò un epocale cambiamento di rotta e una vera e propria rinascita per la capitale del Massachusetts. 1989. Il viceprocuratore distrettuale Decourcy Ward (Aldis Hodge) viene trasferito da Brooklyn a Boston per arginare la dilagante corruzione di un sistema criminale che vede coinvolto anche chi deve garantire la giustizia. Ben presto però si accorge di aver bisogno di alleati al suo fianco, e chi meglio del corrotto – ma ancora stimatissimo – veterano dell’FBI Jackie Rohr (Kevin Bacon)? Personalità borderline, indisciplinato, pronto a tutto, Rohr è il perfetto alter ego di Ward, idealista, giusto e irreprensibile.Pur non iniziato nel migliore dei modi, quello tra i due protagonisti di questo crime drama sarà un sodalizio improbabile ma efficace: insieme si troveranno a indagare su un caso che crescerà al punto da coinvolgere l’intero sistema giudiziario. Nel cast, ad affiancare Bacon e Hodge, ci saranno Jonathan Tucker Mark O’Brien, Jill Hennessy, Lauren E. Banks, Amanda Clayton , Kevin Chapman, Jere Shea, Sarah Shahi, Kevin Dunn. City on a Hill è una serie prodotta da Chuck MacLean, Tom Fontana (Oz, I Borgia), Ben Affleck (Argo, La legge della notte), Matt Damon (Manchester by the Sea), Jennifer Todd (Memento, Across the Universe), Michael Cuesta (Six Feet Under, Dexter), James Mangold (Ragazze Interrotte, Logan – The Wolverine) e Barry Levinson (Donnie Brasco, Oz).

Re Leone ancora al top degli incassiEsordio al secondo posto per Attacco al Potere 3

02 settembre 201912:34

– Con un incasso nel weekend che supera i 6,3 milioni di euro è ancora Il re Leone, remake fotorealistico del capolavoro Disney il re del box office italiano. Solo secondo, con poco meno di un milione di euro (942.898) Attacco al potere 3, terzo capitolo della saga con Morgan Freeman, che nelle sale Usa è invece primo. Per il resto scivola di una posizione e va al terzo posto Fast & Furious.
Hobbs & Shaw, con 314.384 mila euro (5,8 milioni in 4 settimane). Al quarto posto c’è 5 è il numero perfetto, il film del fumettista Igort con Toni Servillo e Valeria Golino: appena presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, il film , che è tratto da una graphic novel dello stesso Igort, ha incassato 228.043 euro in 4 giorni. Altre novità della top ten Cinetel, sono Genitori quasi perfetti di Laura Chiossone in sesta posizione seguita da Blinded by the light- Travolto dalla musica di Gurinder Chadha, e daTeen Spirit. a un passo dal sogno.

CapoVersi, nuova collana poesia BompianiI primi tre titoli in libreria l’11 settembre

02 settembre 201913:34

– S’inaugura una nuova collana di poesia Bompiani, si chiama CapoVersi e propone una selezione della miglior poesia contemporanea, in costante equilibrio tra gli autori di culto del Novecento e le più acclamate voci del nuovo millennio, tra le linee tradizionali e l’avanguardia, tra le lingue franche e quelle regionali, tra l’Oriente e l’Occidente.
I primi tre titoli, in libreria dall’11 settembre, sono: ‘Autoritratto entro uno specchio convesso’ di John Ashbery, ‘Non è tempo di essere’ di Vladislav F. Chodasevi e ‘L’ultimo spegne la luce’ di Nicanor Parra.
Con un’elegante veste grafica, testi originali a fronte, la collana eredita e rinsalda la pluridecennale consuetudine di Bompiani con le opere in versi, dai classici dell’antichità a Shakespeare, da Spenser a Yourcenar, da Eliot a Houellebecq.
“CapoVersi come versi capitali. CapoVersi come mappe, direzioni e punti cardinali” spiega una nota della casa editrice.

Tanti ospiti per Thegiornalisti a RomaDa Dardust a Elisa a Luca Carboni, serata evento il 7 settembre

02 settembre 201913:38

– Dardust, Calcutta, Elisa, Franco126, Luca Carboni e Takagi & Ketra saranno ospiti dei Thegiornalisti nel live evento che vedrà il gruppo esibirsi sabato 7 settembre a Roma, prima band italiana al Circo Massimo: artisti amici che hanno collaborato ad alcuni successi della band e che ora si ritrovano insieme per celebrare l’anno dei record per Thegiornalisti. Dopo aver registrato il sold out di tutte le tappe del Love Tour con oltre 250.000 spettatori nei palazzetti, il gruppo di Tommaso Paradiso si prepara a uno show speciale in cui ripercorrerà i più grandi successi in un inno all’amore e al romanticismo.

Palazzo Strozzi, Instagram sblocca videoLa Fondazione al social: “Avete censurato un’opera d’arte”

FIRENZE02 settembre 201914:22

– Il social network Instagram ha sbloccato da alcune ore la pubblicazione del video promozionale sulla mostra di Palazzo Strozzi a Firenze dedicata a Natalia Goncharova (1881-1962), in programma dal 28 settembre al 12 gennaio 2020. Lo rende noto la stessa Fondazione spiegando che nei giorni scorsi il proprio social media manager ha contattato Instagram facendo notare che l’immagine di nudo che compare nel video, e che ha fatto scattare la ‘censura’ del social, è un’opera d’arte dell’artista russa. Natalia Goncharova, esponente delle Avanguardie del primo ‘900, fu censurata e processata nel 1910 in Russia dove fu la prima artista a esporre dipinti di nudi femminili. Nella vicenda odierna Instagram ha motivato il blocco del video con la presenza di “immagini raffiguranti nudità e porzioni di pelle eccessive” riguardo all’opera ‘Modella’, che è usata nel promo e che sarà esposta nell’imminente mostra fiorentina. La spiegazione di Palazzo Strozzi, però, ha chiarito al social network la questione.

Mibac, stop canna fumaria al PantheonIl caso sollevato dalla denuncia di un privato cittadino

02 settembre 201921:51

Il soprintendente speciale di Roma Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ad interim, Daniela Porro, ha annullato, in autotutela, il parere del precedente soprintendente che aveva autorizzato la sostituzione di una canna fumaria sul tetto di uno stabile di Roma, in piazza della Rotonda, angolo Salita De’ Crescenzi, di fronte al Pantheon.
Lo annuncia il ministero dei Beni culturali. La vicenda della canna fumaria in acciaio, comparsa da qualche tempo sul tetto del palazzo a pochi metri dal Pantheon, era già da settimane al centro delle polemiche perché al piano terra dell’edificio, nei locali prima occupati da una banca, avrebbe dovuto aprire un McDonald’s. A denunciare la comparsa della canna fumaria in acciaio era stato un privato cittadino e il caso era stato rilanciato dalla stampa, sottolineando come il nuovo comignolo impattasse lo skyline della cupola di sant’Ivo alla Sapienza del Borromini.

Nadia Terranova vince il premio AlassioLa cerimonia il 7 settembre

02 settembre 201915:02

– Nadia Terranova con ‘Addio fantasmi’ (Einaudi) è la vincitrice del premio Alassio Centolibri “Un Autore per l’Europa” che quest’anno compie 25 anni e li festeggia anche con la nascita del Festival della Cultura, dal 4 al 7 settembre. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 7 settembre ad Alassio e sarà presentata da Gerry Scotti. Dopo la selezione della giuria tecnica, la scelta del vincitore viene fatta da una giuria di italianisti europei che rappresenta un unicum nel panorama italiano dei premi letterari.
Ambedue le giurie sono state presiedute dallo scrittore Ernesto Ferrero, a lungo direttore del Salone del libro di Torino.
La Terranvova, classe 1978, che con ‘Addio fantasmi’ era nella cinquina del Premio Strega 2019, “in questo romanzo emozionante e profondo torna nella sua città natale e nella casa messinese della sua infanzia alla ricerca di tracce della figura paterna che si è come volatilizzata, rendendosi assente al mondo ma non nella memoria della protagonista” spiega la nota del premio.
Sei i finalisti di questa edizione. A contendersi il premio, oltre alla vincitrice, anche i romanzi di Benedetta Cibrario, ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori), di Guido Conti ‘Quando il cielo era il mare e le nuvole balene’ (Giunti), di Claudia Durastanti ‘La straniera’ (La nave di Teseo), di Pier Paolo Giannubilo ‘Il risolutore’ (Rizzoli) e di Marino Magliani ‘Prima che te lo dicano altri'(Chiarelettere).
“Ho atteso l’esito finale di questa 25° edizione con grande trepidazione – dice Paola Cassarino, consigliere alla Cultura del Comune di Alassio – intanto per la ricorrenza dei 25 anni del premio, ma anche perché quest’anno ho colto nelle parole delle nostre due giurie un livello particolarmente alto degli scrittori finalisti”. “Abbiamo fortemente voluto celebrare e vivere la 25/a edizione del premio letterario di Alassio, cucendogli addosso un abito di gran scena – spiega il vicesindaco Angelo Galtieri – ed è nato così il Festival della Cultura che offrirà da mercoledì 4 a sabato 7 settembre svariate occasioni di intrattenimento culturale”.

Mike Bongiorno, 10 anni fa la morte di mister ‘Allegria’Il re del quiz stroncato da infarto a Montecarlo l’8 settembre

07 settembre 201921:44

Indimenticabile il suo “Allegria!”. E’ stato conduttore, autore, partigiano, intrattenitore, scrittore, scalatore. Ha fatto la storia della tv italiana, prima sulla Rai poi su Mediaset, che ha contribuito a inventare e rivoluzionare. L’8 settembre di 10 anni fa moriva a 85 anni Mike Bongiorno, stroncato da un infarto in una suite dell’hotel Metropole di Montecarlo, dove si trovava per una breve vacanza con la moglie Daniela Zuccoli.
Il re del tele-quiz, che ha tenuto a battesimo la tv italiana, è stato premiato venti volte con il Telegatto, ha presentato undici festival di Sanremo, a partire dal ’63 e fino al ’97 (quando formò la strana coppia con Piero Chiambretti).
Nonostante la lunga carriera a Mediaset, i 25 anni in Rai sono rimasti un filo ininterrotto. Mike c’era da sempre. Prima, importando dagli Stati Uniti il quiz televisivo. Poi, dando vita a format innovativi. Oltre alla moglie, al momento della morte lasciava tre figli, Michelino, Nicolò e Leonardo. Si preparava a un nuovo debutto: quello con il quiz Riskytutto su Sky, dove era approdato dopo la scadenza del contratto con Mediaset. E dove aveva conosciuto una seconda giovinezza al fianco di Fiorello: prima negli spot tv, poi con le incursioni nei suoi show.   Michael Nicholas Salvatore Bongiorno nasce a New York il 26 maggio del 1924. Mamma torinese, padre italoamericano, si trasferisce in Italia da bambino, studia in un liceo di Torino e collabora giovanissimo alle pagine sportive della Stampa.
Durante la Seconda guerra mondiale si unisce alle formazioni partigiane: parla l’inglese, perfetto come staffetta per comunicare con gli alleati. Catturato dai nazisti, trascorre sette mesi nel carcere di San Vittore (vicino di cella di Indro Montanelli), in seguito viene trasferito prima nel campo di concentramento di Bolzano poi in quello di Mauthausen. Si salva grazie a uno scambio di prigionieri. Dopo essere rientrato per un periodo negli Stati Uniti, torna in Italia definitivamente, nel 1953, chiamato a lavorare alla neonata televisione. E inaugura il primo giorno di trasmissioni, il 3 gennaio del 1954, con il programma Arrivi e partenze. A decretare il suo successo è Lascia o raddoppia? (1955). Il riscontro di pubblico va al di là di ogni previsione. Chi non possiede una tv in casa si incontra nei bar, il quiz diventa un momento di aggregazione popolare, quando il programma va in onda le sale cinematografiche chiudono i battenti. Da quel momento ogni suo programma è un trionfo. Da Campanile sera (1960) a Caccia al numero (1972), da La fiera dei sogni (1963-1965) a Giochi in famiglia (1966-1967), da Ieri e oggi (1976) a Scommettiamo (1977) a Flash (1980). Con Rischiatutto (1970-1974) – uno dei programmi più importanti di Mike. Nasce la figura della “valletta parlante”, Sabina Ciuffini.  Fondamentale l’apporto di Bongiorno alla nascita e all’ascesa delle tv private. Risale alla fine degli anni Settanta l’incontro con Silvio Berlusconi. All’epoca, per la sua Telemilano – la futura Canale 5 – sceglie i personaggi allora più noti e apprezzati del piccolo schermo: Bongiorno, ma anche Corrado, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Mike ha frequentato il modello americano, conosce le regole del marketing e per primo introduce, nei programmi delle tv del biscione, le sponsorizzazioni. Si apre una nuova fase della sua carriera, con un successo che gli vale la vicepresidenza di Canale 5, nel 1990. Ed è di provenienza americana anche il game show che gli vale un nuovo trionfo (tremila puntate): La ruota della fortuna. Una carriera senza sosta, quella di Bongiorno, che lo vede anche fare l’attore in alcuni film come C’eravamo tanto amati, Il giudizio universale, Totò lascia o raddoppia?, Sogni mostruosamente proibiti, Ragazze d’oggi, I miliardari.
Sportivissimo fino ad età avanzata: nel 2001 (a 77 anni) parte con una spedizione diretta al Polo Nord. Nel 2004 l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli conferisce l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica. Negli anni recenti Bongiorno si era dedicato a due quiz su Rete4, mentre nel 2007 era tornato in Rai per presentare la 68/a edizione di Miss Italia, insieme a Loretta Goggi. Nel 2008 era uscita la sua autobiografia, La versione di Mike. Ma l’ultimo quiz da risolvere Mike lo lascia per dopo la sua morte: il 25 gennaio 2011 alcuni ignoti trafugano la salma del presentatore dal cimitero di Dagnente (Arona). Dopo molte settimane, appelli, interrogatori, sciacalli, il feretro verrà ritrovato, ancora intatto, l’8 dicembre dello stesso anno nei pressi di Vittuone (MI). La salma viene subito dopo cremata nel cimitero monumentale di Torino su decisione della moglie in accordo con i figli: le ceneri sono state disperse nelle valli del Cervino in Valle d’Aosta. Dal 21 ottobre 2015 a Milano c’è via Mike Bongiorno, a Porta Nuova.

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Miss Italia, televoto deciderà ogni fase
Finale in programma a Jesolo il 6 settembre

VENEZIA02 settembre 201915:44

– Per la prima volta nella storia del concorso, tutte le fasi di votazione che porteranno all’elezione di Miss Italia 2019 – in programma a Jesolo il 6 settembre – saranno affidate esclusivamente al televoto.
Le fasi di votazione – ricorda l’organizzazione – saranno quattro: si passerà dal numero di 80 miss a 40, poi a venti, a dieci, quindi a due. E’ prevista infine un’ulteriore fase di votazione, che coinvolgerà le ultime due miss in gara e una terza ragazza, recuperata da una giuria tra le 78 escluse.
Il numero massimo di voti effettuabili da ciascuna utenza telefonica è di cinque per ogni sessione di voto.

Festivaletteratura stellare, aprono Shafak e Ali SmithGran finale con McEwan, attesa per la Atwood, 4-8 settembre

02 settembre 201920:11

– Si apre con due grandi scrittrici: la turca Elif Shafak, autrice de ‘La bastarda di Istanbul’ e Ali Smith, una delle voci più originali della letteratura britannica contemporanea, il Festivaletteratura di Mantova 2019 che il 4 settembre inaugura un’edizione di star della letteratura con record di autori stranieri, 75 su circa 380 ospiti, e talenti da scoprire in 350 eventi. Gran finale l’8 settembre con uno degli scrittori più attesi, Ian McEwan che, a 22 anni dalla prima edizione, torna a Mantova con il suo nuovo romanzo fantascientifico ‘Macchine come noi’ (Einaudi) che ha per protagonista un robot. Lo scrittore, affiancato da Marcello Fois, parlerà della sua visione della scrittura. Di nuovo a Mantova anche Abraham B. Yehoshua che affiancato da Wlodek Goldkorn parlerà di identità nazionale e multiculturalismo.La Shafak, che dedica il suo recente romanzo ‘I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo’ (Rizzoli) “alle donne di Istanbul e alla città di Istanbul che è, ed è sempre stata, una città femmina”, si confronterà con Michela Murgia sul ruolo delle donne e su quello che può fare la letteratura per cambiare il mondo. Mentre la Smith, più volte candidata al Nobel e finalista al Booker Prize, autrice con ‘Autunno’ del primo romanzo post-Brexit, e poi di ‘Inverno’ (BigSur), si soffermerà su quale sia ‘L’antidoto ai nostri tempi difficili’.Ma il conto alla rovescia si concentra soprattutto su Margaret Atwood, la scrittrice canadese Booker Prize, autrice culto de ‘Il racconto dell’ancella’ (Ponte alle Grazie) diventata una serie tv di enorme successo, di cui fan di tutto il mondo aspettano il seguito, ‘I testamenti’, in uscita il 10 settembre in contemporanea mondiale. Tutti sperano che il 5 settembre a Mantova si riesca a sapere qualcosa della trama, ma, come accadeva con i libri di Harry Potter, tutto è coperto dal più totale segreto fino all’arrivo del nuovo romanzo in libreria. Nell’incontro, comunque imperdibile, la Atwood, in dialogo con lo scrittore Alberto Manguel, parlerà in generale del mondo dell’Ancella e della sua battaglia contro chi cerca di portare indietro le lancette della storia. Non si potranno mancare gli appuntamenti con Colson Whitehead, vincitore del Pulitzer e del National Book Award con ‘La ferrovia sotterranea’ (Sur), che nel suo nuovo bellissimo romanzo ‘I ragazzi della Nickel’ (Mondadori) torna a fare luce su un angolo buio di storia americana, e con Jonathan Safran Foer che in ‘Possiamo Salvare il mondo, prima di cena’ (Guanda) racconta la crisi climatica. Con ‘Sul riccio’ dello scrittore francese Eric Chevillard debutta a Mantova il nuovo marchio indipendente Prehistorica Editore.Per la prima volta saranno a Mantova lo scrittore statunitense Dave Eggers, fondatore del centro di lettura e scrittura per ragazzi 826Valencia, con il suo nuovo romanzo ‘La parata’ (Feltrinelli), e Manuel Vilas, l’autore di ‘In tutto c’e’ stata bellezza’ (Guanda). Sono in arrivo anche Jeffrey Deaver con il thriller ‘Il gioco del mai’ (Rizzoli), Salvatore Scibona con ‘Il volontario’ (66tha2nd), il Prix Goncourt 2018 Nicolas Mathieu con ‘E i figli dopo di loro’ (Marsilio), David Nicholls con ‘Un dolore così dolce’ (Neri Pozza), Amin Maalouf con ‘Il Naufragio delle civiltà’ (La nave di Teseo) e Howard Jacobson con ‘Su con la vita’ (La Nave di Teseo) oltre a Pilar del Rio, la vedova di Josè Saramago, il Nobel portoghese morto nel 2010.A guidare la pattuglia degli autori italiani saranno Dacia Maraini ed Erri De Luca con il nuovo ‘Impossibile’ (Feltrinelli), mentre Gianrico Carofoglio con Massimo Gramellini e Arianna Porcelli Safonov saranno protagonisti di una riflessione sugli usi e abusi delle parole, insieme a Neri Marcorè. Nei cinque giorni del Festivaletteratura si potranno vedere anche le mostre dedicate ai ’70 anni di Bur’ alla Biblioteca Comunale Teresiana e ‘La Montagna Pirata’ alla Galleria Corraini con illustrazioni e disegni originali realizzati da Fausto Gilberti per il libro omonimo scritto da Davide Longo che uscirà per Corraini nei giorni del Festival. E tra le iniziative curiose: per la pubblicazione di ‘Scrivi sempre a mezzanotte’ (Donzelli), Lettere d’amore e desiderio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West – a cura di Elena Munafò, con un saggio di Nadia Fusini – Festivaletteratura dedica una panchina epistolare alle persone che vogliono partecipare alla lettura collettiva della corrispondenza, ogni giorno al calar della sera a Palazzo Castiglioni.

Un mondo senza barriere, torna ‘Musica contro le mafie’Tema 2019 #Oltreiconfini contro i poteri che oscurano menti

ANZARO02 settembre 201916:06NEW

– Organizzata dall’Associazione Musica contro le mafie, della rete di Libera fondata da don Luigi Ciotti, ritorna per il decimo anno consecutivo il concorso nazionale “Premio Musica contro le mafie” che sostiene e valorizza la musica socialmente impegnata. Il tema di questa edizione è #Oltreiconfini. Un invito a stimolare un pensiero preciso, verso un mondo senza barriere, senza divisioni di credo e di razza, senza poteri che oscurino cuori e menti. La creatività che stimola il desiderio di cercare l’unione nella diversità e farsi portatrice di un cambiamento profondo “guidato dalla musica” con gli artisti in prima linea.
Da oggi è possibile iscriversi gratis dal sito https://www.musicacontrolemafie.it/10edizione. Per ricevere informazioni sull’iniziativa occorre scrivere all’indirizzo mail premio10@musicacontrolemafie.it La partecipazione è a titolo gratuito e ha come obiettivo, è scritto in una nota degli organizzatori, “un’accurata selezione di realtà artistiche con una spiccata sensibilità per i temi sociali, anti-mafia e soprattutto per la diffusione di Buone Idee e Buone Prassi attraverso la musica. Il concorso contribuisce, grazie al sostegno di importanti partner alla crescita artistica ed offre premi utili all’accrescimento professionale”.
Nella scorsa edizione il premio è stato assegnato a Gero per la canzone “Svuoto il bicchiere”, dedicata alla vita e alla voglia di vivere del giudice Paolo Borsellino; al Trio ABC Positive, vincitori del premio speciale per gli Artisti Under 35 con il brano che racconta la storia di un padre di famiglia vittima della mafia.
Entrambi i vincitori principali della 10ma edizione del Premio si esibiranno, insieme ad altri artisti premiati, alla cerimonia di consegna dei Premi a Casa Sanremo a febbraio 2020 durante la settimana del prossimo Festival della Canzone Italiana, grazie alla partnership con Casa Sanremo. Il primo classificato riceverà in premio showcase in alcuni dei più importanti festival italiani grazie alla Partnership con Keepon Experience e Doc Servizi; l’esibizione sul palco dell’1 Maggio Libero e Pensante di Taranto 2020 e, sarà ospite in più tappe di “Casa Sanremo Tour 2020” e showcase presso Casa Sanremo e riceverà un borsa di studio/produzione destinata allo sviluppo della propria attività artistica. Un’altro premio che contribuisce concretamente allo sviluppo e alla crescita artistica, è scritto nella nota, è il Premio Speciale “La Musica Può – Under 35” (MIBAC-SIAE-Perchicrea), grazie alla collaborazione con Mk Live, rivolto agli artisti e autori sotto i 35 anni e che consiste nella realizzazione di un prodotto video/documentario della propria esperienza a Sanremo durante la cerimonia di premiazione, una troupe a disposizione i giro per la Città del Festival della canzone Italiana.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna ‘Musica contro le mafie’
Tema #Oltreiconfini, contro i poteri che oscurano cuori e menti

CATANZARO02 settembre 201916:07

– Organizzata dall’associazione Musica contro le mafie, della rete di Libera, ritorna per il decimo anno consecutivo il concorso nazionale “Premio Musica contro le mafie” che sostiene e valorizza la musica socialmente impegnata. Tema di questa edizione è #Oltreiconfini. Un invito a stimolare un pensiero preciso, verso un mondo senza barriere, senza divisioni di credo e di razza, senza poteri che oscurino cuori e menti. La creatività che stimola il desiderio di cercare l’unione nella diversità e farsi portatrice di un cambiamento profondo “guidato dalla musica” con gli artisti in prima linea.
Dal 2 settembre è possibile iscriversi gratis dal sito https://www.musicacontrolemafie.it/10edizione. Per avere informazioni sull’iniziativa basta scrivere all’indirizzo mail premio10@musicacontrolemafie.it La partecipazione è a titolo gratuito e ha come obiettivo, spiegano gli organizzatori, “un’accurata selezione di realtà artistiche con una spiccata sensibilità per i temi sociali e dell’antimafia”.

Nothing to sell, sul corpo delle donneAl Macro Asilo installazione partecipativa di Elisa Franzoi

02 settembre 201916:11

– Il corpo delle donne sfruttato, abusato, usato, venduto e monetizzato; ma anche la riflessione su diritti, stereotipi, genere, identità/dis-identità, queer/transfemminismo e su cura e consapevolezza di ciò che siamo: sono questi i temi al centro di “Nothing to sell – dal corpo/merce alla libertà di essere”, la mostra fotografica di Elisa Franzoi ospitata al Macro Asilo di Roma dal 3 all’8 settembre. La mostra si configura come un vero e proprio progetto partecipato di resistenza artistica scaturito dal manifesto anti-pubblicitario contro la mercificazione del corpo, che ritrae la schiena nuda dell’artista con la scritta “niente da vendere”: in seguito a una open call e alcuni shooting days nati spontaneamente in sostegno alla campagna anti-pubblicitaria, Franzoi ha raccolto il materiale fotografico (realizzato da numerose artiste) pensando e creando appositamente per il Macro questa esposizione. Ad accompagnare la mostra anche una serie di eventi tutti al femminile.

Blomstedt guida Mahler JugendorchesterA 92 anni sul podio del Verdi di Pordenone

PORDENONE02 settembre 201916:25

– Il leggendario direttore d’orchestra Herbert Blomstedt, 92 anni, di famiglia svedese ma nato negli Stati Uniti, da settant’anni attraversa il mondo alla guida di grandi orchestre: e l’estate 2019 lo vede protagonista sul podio della Gustav Mahler Jugendorchester fondata da Claudio Abbado, un centinaio di talentuosi musicisti che arrivano da decine di Paesi diversi e hanno fra i 18 e i 26 anni. Il maestro li aveva già diretti nel 2015, e dopo alcune date europee sarà a Pordenone per due serate il 3 e 4 settembre (ore 20.30), con i Concerti di Gala che siglano l’inaugurazione della Stagione musicale del Teatro Verdi, dove le produzioni GMJO sono state preparate nel cuore dell’estate con la terza edizione di un progetto di residenza sempre più coinvolgente. L’appuntamento al Teatro Verdi si prefigura imperdibile per l’atmosfera della prima, il glamour ma al tempo stesso la piacevolezza musicale della proposta.

Le icone russe a Palazzo PittiLe 78 opere sono le più antiche al di fuori della madrepatria

MOSCA02 settembre 201916:35

– L’arte religiosa della Russia avrà un suo spazio dedicato nel cuore di Firenze, nella reggia granducale di Palazzo Pitti. La storica collezione di 78 icone sacre raccolta a Firenze dai Medici – e soprattutto dai Lorena – nel corso del Settecento e dell’Ottocento sarà infatti, per la prima volta, esposta in un allestimento permanente. A esporre il progetto a Mosca, nell’ambito di una conferenza internazionale, il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt.
Firenze, dunque, parlerà d’ora in poi un po’ di russo.
L’insieme delle icone costituisce la più antica collezione del genere al mondo al di fuori della Russia e risale in buona parte al secondo quarto del XVIII secolo. Un patrimonio importante che vedrà finalmente riconosciuto il suo valore e sarà esposto in quattro grandi sale affacciate sul cortile al piano terra di Palazzo Pitti e decorate con affreschi seicenteschi. Al termine dei lavori, previsti entro Natale, le sale entreranno a far parte del normale percorso di visita dell’ex reggia.

Sacro e profano di Monica Silva a MilanoOmaggi a Warhol e Caravaggio allo spazio Mac dal 17 settembre

02 settembre 201916:43

– Dalle reinterpretazioni di Caravaggio all’omaggio a Andy Warhol, i migliori lavori della fotografa brasiliana Monica Silva sono raccolti nella mostra ‘Sacro e profano’, aperta allo spazio M.A.C. di Milano dal 17 al 21 settembre.
In esposizione 40 opere tratte dai progetti “Banana Golden Pop Art” (2014), “Lux et filum – una visione contemporanea di Caravaggio” (2015), “Flower Power” (2018), “Coca Cola Series” (2019) e “Golden Sexy Fruit” (2019) dove “i rimandi iconografici – spiega il curatore Andrea Dusio – sono un mero spunto per una dissacrazione praticata paradossalmente verniciando d’oro i frutti, con prepotente allusione alla metafora sessuale che appartiene sin dall’antichità alla pittura di genere”.
All’interno della mostra verrà allestita una “Wunderkammer”, una camera delle meraviglie, con alcuni degli oggetti di design utilizzati dalla fotografa negli scatti esposti.
“La fotografia per me va ben oltre il semplice click e comprende una ricerca di mesi e talvolta anni prima di prendere forma in uno scatto – commenta Monica Silva – Il risultato sono immagini con una forte identità, colme di messaggi subliminali e racconti. In “Sacro e Profano” gli scatti esposti sono pieni di indizi e di messaggi nascosti; in un’epoca nella quale gli utenti sono sommersi da centinaia di immagini, ho voluto sfidare e provocare l’occhio dei visitatori, invitandoli a soffermarsi e a riflettere sulle immagini esposte. Le fotografie in mostra sono reali oppure sono il riflesso delle identità degli spettatori stessi?”

Taylor Swift da record con nuovo albumCon Lover. E’ la prima donna con tale primato in una settimana

NEW YORK02 settembre 201918:17

Taylor Swift da record. Per la sesta volta un suo album è al primo posto della classifica di Billboard ad una settimana dall’uscita. Lover ha venduto infatti 867mila ‘unità equivalenti ad album’ (compresi streaming, download e vendita). Secondo Billboard, Swift è anche la prima artista donna ad avere venduto almeno 500mila copie di sei album differenti durante la prima settimana dall’uscita.
“Voglio solo dirvi grazie tante – ha scritto la popstar sul suo profilo Twitter – per una delle migliori settimane della mia vita. Non riuscirò mai a ringraziarvi abbastanza”.

Joe Bastianich, il primo album è Aka JoeEsce il 20 settembre, preceduto dal singolo “Joe Played Guitar”

02 settembre 201917:10

– Esce il 20 settembre “Aka Joe”, primo album di Joe Bastianich, registrato a Los Angeles, che propone un sound organico e dinamico tra rock blues, americana, momenti funky, melodie. Ad anticiparlo, il singolo “Joe Played Guitar”, previsto per il 6 settembre, supportato da un videoclip.
Sedotto da Led Zeppelin, David Bowie, The Ramones e Rolling Stones, Bastianich ha sempre considerato la musica il grande amore della sua vita, la strada che lo ha portato verso l’America, lo strumento, come figlio di immigrati italiani, per poter essere accettato. “La musica per me – spiega – rappresenta l’espressione più pura, l’emozione più vicina al cuore. In questo disco ho raccolto l’essenza più vera della mia vita, quella più intima, tra passioni, paure, ambizioni, amore.
Racconta molto di me, di ciò che sono, che ho fatto e che farò.
E’ la mia rivelazione più personale e inedita”.
L’originale cover dell’album è stata realizzata da Tvboy (Salvatore Benintende), noto artista di strada esponente del movimento NeoPop.

Parata di giallisti a Florinas in GialloFestival sassarese compie 10 anni, anche omaggio a Camilleri

SASSARI02 settembre 201917:21

– Abituati a dominare le classifiche dei libri più venduti, arrivano in Sardegna per conquistare il pubblico della decima edizione di “Florinas in Giallo – L’isola dei misteri”, il festival letterario organizzato dal Comune di Florinas, col patrocinio della Regione Sardegna e la direzione artistica delle librerie Cyrano (Alghero) e Azuni (Sassari), che dopo il successo delle date estive ritorna con una quattro giorni ricchi di appuntamenti da giovedì 12 a domenica 15 settembre.
Sono Massimo Carlotto, Luca Crovi, Maurizio de Giovanni, Bruno Gambarotta, Giampaolo Simi, Enrico Pandiani, che torna al festival anche per presentare la pubblicazione in un piccolo volume del racconto “La patente”, scritto e ambientato dall’autore piemontese a Florinas durante una sua residenza letteraria nel corso della scorsa edizione. E poi ancora, Piera Carlomagno, Roberto Costantini, Omar Di Monopoli, Antonio Paolacci, Paola Ronco, Giuliano Turone, Alessandro Zannoni, e gli autori sardi Gesuino Nemus e Mauro Pusceddu.
A questo gruppo di maestri italiani della suspense, molti dei quali appena tornati in libreria con i loro nuovi romanzi, “si unirà anche un grosso nome internazionale, la cui identità non sveliamo ancora, per restare in linea col mistero che caratterizza il festival, ma che per scrittura e tradizione familiare è legato a filo doppio alla storia della letteratura gotica: sicuramente terrà gli spettatori incollati alle poltrone”, anticipano i direttori-librai Maria Luisa Perazzona, Elia Cossu ed Emiliano Longobardi. La colonna sonora del festival è affidata al maestro del jazz Enrico Rava.
Anche quest’anno “Florinas in Giallo” si propone come un festival della memoria e ogni giorno dedicherà un ricordo a un personaggio del mondo della cultura: giovedì, Massimo Bordin, voce storica di Radio Radicale; venerdì, il grande maestro Andrea Camilleri; sabato, Tecla Dozio, fondatrice della Libreria del Giallo Sherlokiana di Milano e prima direttrice artistica di Florinas in Giallo; domenica, l’indimenticabile noirista-surrealista Andrea G. Pinketts. A chiudere, il “Pranzo Romanzo della domenica”, occasione per una chiacchierata informale con gli scrittori.

Sommella condirettore MF-MilanoFinanzae direttore milanofinanza.it

02 settembre 201917:53

– Roberto Sommella entra a far parte di MF-MilanoFinanza in qualità di condirettore del giornale leader della finanza e dell’economia e direttore di milanofinanza.it.
Sommella ha già lavorato negli anni scorsi ai vertici del giornale di Class Editori. Scrivendo moltissimo, più recentemente, sulle problematiche dell’Unione Europea.
E’, anche per questo, cittadino onorario di Ventotene, dove vissero al confino europeisti come Altiero Spinelli. Nel nuovo incarico potrà occuparsi anche di sviluppare un progetto editoriale di stampo comunitario, partendo dalla testata da lui ideata e fondata, lanuovaeuropa.it.
Romano, 54 anni, sposato con due figlie. E’ autore e coautore di libri quali L’euro è di tutti, Sboom, Euxit, Gli Arrabbiati, Disuguaglianze, MM Metodo Marchionne. Euxit, uscita di sicurezza per l’Europa, candidato al Premio Matteotti, è stato tradotto in lingua inglese, mentre Sboom è arrivato in finale al Premio Voltaire.
Ha scritto sulle tematiche europee per Corriere della Sera, MF-Milano Finanza, Messaggero, Avvenire, Europa, Espresso e Huffington Post Italia. Con la sua associazione, La Nuova Europa, ha fondato a Ventotene una Scuola d’Europa, molto apprezzata dalla Francia di Emmanuele Macron.
Esperto di antitrust e concorrenza (è stato per vari anni responsabile delle relazioni istituzionale dell’Agcm), cura un seminario presso il Dipartimento di Scienze Politiche all’Università Roma Tre e sull’Europa ha una rubrica economica settimanale su Radio Radicale.

Jovanotti, l’ambientalismo è inquinatoLungo post su FB, sul Beach Party “una miriade di cazzate”

03 settembre 201910:12

– “Non mi sarei mai aspettato” che “il mondo dell’associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, cialtroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al “fact checking ” di molte testate. Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato dello scarico della fogna di Nuova Delhi!”. E’ un passaggio del lungo, e polemico, post con cui Jovanotti su Facebook torna a difendersi dalle critiche al Jova Beach Party e al suo potenziale impatto sugli equilibri dell’ambiente.”Quando abbiamo iniziato a progettare JBP – spiega il cantante – la primissima cosa che abbiamo fatto è stato contattare il WWF per poterli incontrare per raccontare l’idea e chiedere a loro un parere, e sono stato io personalmente a metterla come condizione di partenza. Il WWF perché è una grande organizzazione storica che non cerca visibilità ad ogni costo ma opera sul campo, la visibilità serve a promuovere attività di difesa e cura dell’ambiente, ha competenze specifiche, è radicata nei territori, ha un vero comitato scientifico e una rete vera e diffusa di operatori ed osservatori”. E invece, sottolinea, “un delirio nei social, una miriade di cazzate sparate a vanvera da chiunque, una corsa al like facile da parte di sigle e siglette che hanno approfittato ogni giorno della visibilità offerta da un nome popolare e da un grande evento per cavalcare l’onda, mettersi in mostra, inventare palle, produrre prove false che nessuno mai verificherà perché la rete è così. Addirittura ‘Lega ambiente’ e ‘Ente Nazionale Protezione Animali’ recentemente sono cascate in una trappola tesa loro dai mitomani che se non fossero pericolosi farebbero anche ridere”. E incalza: “Hanno detto che abbiamo abbattuto alberi, sterminato colonie di uccelli, spianato dune incontaminate, costruito eliporti (eliporti!!!!!), disorientato fenicotteri, prosciugato stagni, gettato napalm sulle piantagioni di canna da zucchero del sud-est asiatico, trivellato il mare, assoldato mercenari, mostrato ascelle a gente che non gradisce certe sconcerie (soprattutto non gradisce la ascelle), sudato troppo, goduto troppo, ballato troppo, cantato troppo, disturbando sia Don Camillo che Peppone”.A parte una criticità sulla spiaggia di Ladispoli (“e ci siamo spostati”), “ci siamo presi cura – dice ancora Jova – di ogni aspetto legato alla tutela dell’ambiente investendo più delle risorse disponibili, e ci siamo sottratti alla spocchia pelosa di molti farabutti che dietro alla maschera dell’ambientalismo nascondono ansia di protagonismo quando non disonesta ricerca di incarichi ben pagati con denaro pubblico o donazioni di gente raggirata con false immagini a effetto, ripeto: false, taroccate, inventate, decontestualizzate, drammatizzate ad arte”. “L’ecologia – conclude – è una scienza, se si trasforma in terreno di scontro di tifoserie è un danno per tutti, non si tratta di giocare a discutere se la terra è piatta o se l’aglio scaccia i vampiri ma di scienza, comportamenti, tecnologia, obiettivi a breve e lungo termine, politiche locali, nazionali e internazionali, studio, ricerca, ispirazione, competenza, risorse, investimenti, impegno, analisi seria dello stato delle cose, senza panico e con voglia di collaborare”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: No.7 Cherry Lane, triangolo animato
In concorso il film d’animazione di Yonfan

VENEZIA03 settembre 201914:19

Un film d’animazione pieno di tutto, stili diversi, colori, scene di nudo, sensualità, melò, noir e sentimentalismo alla Wong Kar Wai. Si tratta di ‘No.7 Cherry Lane’ del regista cinese Yonfan, che racconta del triangolo amoroso tra uno studente universitario troppo affascinante, Ziming, una madre single molto bella, Mr Yu, e la giovane figlia di quest’ultima, altrettanto bella, di nome Meiling. E questo sullo sfondo della Hong Kong del 1967 dilaniata da rivolte politiche.Il film in concorso al Festival di Venezia è con un’animazione old style, minimalista, mettendo in scena tanti gatti, personaggi grotteschi – è il caso una vecchia concubina con maggiordomo simil dracula – e stili diversi di disegno.Un modo voluto di spiazzare continuamente lo spettatore, mentre ad avere continuità è la sola storia d’amore, lenta e inesorabile, tra questo giovane ragazzo che da lezioni d’inglese alla figlia di Mr Yu, innamorandosi prima dell’una e poi dell’altra. ‘No.7 Cherry Lane’ è poi pieno di citazioni cinematografiche ed è in qualche modo un film sul cinema. Non a caso la storia d’amore tra i due nasce, tra mille timidezze, in una sala cinematografica.Ma passione predominante del ragazzo resta Proust con la sua opera ‘Alla ricerca del tempo perduto’. “È una storia di amore e disperazione con ingredienti contraddittori: alto e basso, vizio e virtù, guerra e pace, bellezza e bestialità, spirituale e fisico” spiega il regista del film, pieno di scene molto sensuali. È vero, riconosce Yonfan, divenuto celebre come fotografo e regista di film sensuali, “in questo film ho fatto quello che si fa spesso nella cucina cinese. Si mettono insieme tutti gli elementi che hai in casa sperando di fare un buon piatto”.

Festival europeo teatro strada a FaenzaFino al 13 settembre otto compagnie internazionali e 3 italiane

FAENZA (RAVENNA)03 settembre 201911:01

– Otto compagnie artistiche internazionali (da Francia, Germania, Spagna, Serbia, Polonia, Repubblica Ceca) e tre italiane partecipano dal 3 al 13 settembre a Faenza (Ravenna) e in altri comuni limitrofi al Festival europeo del Teatro di strada ‘Mauerspringer, saltatori di muri’, per la prima volta in Italia. In programma, con la direzione artistica del Teatro Due Mondi, quattro laboratori teatrali partecipati, 10 spettacoli di cui 6 in prima nazionale, una mostra fotografica diffusa sul rapporto fra teatro di strada e spettatori in Europa. Testi e linguaggi diversi, spiegano gli organizzatori, si muovono in un’unica direzione: stabilire un contatto vero, scaldare il cuore, liberare sogni, saltare i muri dell’indifferenza.
Il Festival si realizza nell’ambito del progetto europeo Mauerspringer, cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea, che tra luglio e agosto si è ‘tradotto’ in tre festival teatrali in Spagna (Bilbao), Francia (Feings) e Germania (Bielefeld).

Amici vip, staffetta De Filippi-Hunziker alla conduzioneE’ una delle principali novità della nuova stagione televisiva, in onda a breve in prima serata

03 settembre 201914:26

Sarà staffetta tra Maria De Filippi e Michelle Hunziker alla conduzione di “Amici Celebrities”, la versione vip del talent di Canale 5, una delle principali novità della nuova stagione televisiva, in onda a breve in prima serata sull’ammiraglia Mediaset.

Nel periodo iniziale in cui la padrona di casa designata Michelle Hunziker sarà impegnata nell’esordio di “Striscia la notizia” – annuncia la rete in una nota – presenterà “Amici Celebrities” Maria De Filippi, ideatrice e conduttrice di “Amici”. Proseguirà poi Michelle Hunziker che sarà alla guida fino alla finale.

150 AIE, celebrazioni con Mattarella11/9 la festa, Levi ‘storia del libro e dell’Italia coincidono’

03 settembre 201911:18

– L’Associazione Italiana Editori celebra i suoi 150 anni, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’11 settembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, alle 11.00. “Un grande appuntamento per segnare i 150 anni in cui la storia del libro e la storia d’Italia sono state la stessa cosa”: è questo il senso della giornata di celebrazione nelle parole del presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi. L’evento riunirà non solo gli editori, ma il mondo dei contenuti, della stampa, dell’industria, della cultura, della politica, della società per raccontare come l’Italia sia cresciuta insieme ai libri. E come i libri abbiano contribuito a far crescere l’Italia.
La celebrazione, a inviti e con il patrocinio della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, si aprirà con il video, a cura di Rai Cultura, “150 anni di libri. 150 anni di storia d’Italia”. Moderato e coordinato da Paolo Mieli, e introdotto dal presidente Ricardo Franco Levi, ‘Essere editore: libertà e speranza’, l’evento vedrà gli interventi di Gian Arturo Ferrari su ‘I primi 150 anni’, della senatrice a vita Elena Cattaneo su ‘L’avventura della conoscenza’ e di Alessandro Baricco su ‘I prossimi 150 anni’. A riconoscimento dell’attività di AIE e dei suoi 150 anni, il ministero dello Sviluppo Economico ha decretato l’emissione di una carta di valore postale e sempre l’11 settembre è prevista la presentazione del francobollo celebrativo.
Fondata il 17 ottobre 1869, AIE è la più antica associazione di categoria italiana, socia fondatrice nel 1910 di Confindustria. Riunisce gli editori italiani – e quelli stranieri attivi in Italia – di libri, riviste scientifiche, prodotti e contenuti dell’editoria digitale. Sul piano internazionale, nel 1896, a Parigi, ha partecipato alla fondazione dell’International Publishers Association (IPA) e nel 1967 della Federation of European Publishers (FEP).

Totti ‘San Pupone’ per Romolo + Giuly 2Anticipa la seconda stagione, dal 16 settembre alle 21.15 su Fox

03 settembre 201911:33

– Francesco Totti, nei panni di Santo Pupone da Porta Metronia, è il protagonista dello spot web della serie tv Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana che anticipa la seconda stagione in onda dal 16 settembre alle 21.15 su Fox (Sky, 112). Il protagonista della serie Romolo (Alessandro D’Ambrosi, Un Medico in Famiglia), la cui fede romanista trapela in tutte le puntate, si affida al Santo Pupone da Porta Metronia, Francesco Totti, invocandolo con una preghiera per chiedergli aiuto nella riconquista di Roma. Nello spot Totti si presenta vestito da santo con un enorme cucchiaio di legno in mano e suggerisce a Romolo di far credere a tutti di essere scomparso. Totti consiglia a Romolo di ritornare in scena improvvisamente e sorprendere tutti con il famoso tiro a “cucchiaio”. “Una serie per tutti, pure per Totti” conclude il Santo Pupone da Porta Metronia”.

Tutankhamon mostra più vista di FranciaCrollano tutti i record, 1,3 milioni di biglietti venduti

PARIGI03 settembre 201911:49

– “Tutankhamon, il tesoro del Faraone” è diventata la mostra più visitata di Francia con 1,3 milioni di biglietti venduti.
Tutti i record sono crollati per l’esposizione aperta alla Villette il 23 marzo e ormai prossima alla chiusura (22 settembre). La mostra ha superato il record della precedente storica esposizione sul celebre faraone, “Tutankhamon e il suo tempo”, del 1967, che fece registrare 1.240.975 visitatori al Petit Palais. Allo stesso livello di popolarità, soltanto la mostra sul pittore russo Scukin alla Fondazione Louis Vuitton nel 2017.
Per gli ultimi giorni di apertura, gli organizzatori hanno deciso di ampliare gli orari di visita, estendendoli dalle 8:30 del mattino alle 22:30, arrivando fino a mezzanotte il venerdì e sabato.
Dopo il passaggio a Parigi, l’esposizione migrerà a Londra, quindi a Sydney.

Mastronardi ambasciatrice UnicefIl 5 settembre l’evento al Lido

VENEZIA03 settembre 201911:51

– La madrina di Venezia 76, Alessandra Mastronardi, è la nuova Goodwill Ambassador Unicef Italia. Sarà nominata il 5 settembre all’Italian Pavillion al Lido dal presidente Unicef Italia Francesco Samengo, in un evento moderato dal portavoce Andrea Iacomini. Quest’anno l’organizzazione è presente alla 76/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con tre momenti legati alla celebrazione dei 30 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a sottolineare il legame ideale tra il mondo del cinema e l’infanzia.
“Il cinema ci ha sempre proiettato in mondi e universi culturali diversi, in storie a volte a noi molto vicine. Il cinema ha la capacità di sollecitare riflessioni più profonde quando racconta l’umanità, immaginando il futuro, riscoprendo il passato, analizzando il presente, tra luci e ombre, tragedie e speranze”, ha dichiarato Samengo. Il 6 settembre verranno consegnati il 31/o Leoncino d’Oro Agiscuola e la 40/a “Segnalazione Cinema for UNICEF” 2019.

‘Quattro piccole letture’ per Dante 2021Dal 4 settembre tra esperienze personali e memorie di famiglia

RAVENNA03 settembre 201912:02

– Dante parla a ognuno di noi – “a la futura gente” (Par., XXXIII, v.72), come vuole il titolo della nona edizione di ‘Dante2021’ – e ognuno ha un Dante da raccontare: è la premessa di ‘D.H.O. Dante Hors d’Oeuvre’, preludio in quattro parti (4-7 settembre) del Festival dedicato al padre della lingua italiana e promosso a Ravenna dalla Fondazione Cassa di Risparmio con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca.
Le brevi letture dantesche sono affidate a professionisti di altri settori (la giornalista Silvia Brasca, l’editore Daniele Olschki, il glottologo Emanuele Banfi, lo storico dell’arte Carlo Francini), che mescolano esperienze scolastiche, ricordi personali, incontri, memorie di famiglia. Appuntamento alle 17 nel Refettorio del monastero benedettino di San Vitale (oggi Museo Nazionale), nella Sala Dantesca della Biblioteca Classense e nello spazio del Caffè Letterario. ‘Dante2021’ è poi in programma dall’11 al 15 settembre con incontri, concerti, spettacoli nel segno del Poeta.

Tv: Totti è “San Pupone” nello spot web di “Romolo + Giuly”/ VIDEOL’ex calciatore è vestito da santo con un grande cucchiaio di legno in mano IL VIDEO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Napoli mostra omaggio a Bud Spencer
Dal 12/9 viaggio multimediale nella carriera di attore e atleta

NAPOLI03 settembre 201913:06

– Attore icona italiana nel mondo, atleta valoroso campione di umanità e simpatia, ma anche imprenditore, pilota, scrittore, compositore, cantante, persino inventore: si racconterà con la sua voce in una mostra multimediale, il ‘grande’ Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, morto nel 2016. Ad ospitare l’originale esposizione, dal 13 settembre all’8 dicembre, una sede prestigiosa, la sala Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli, a pochi passi dalla casa dove l’artista nacque novant’anni fa, a Santa Lucia.
Una statua nel centro di Budapest (e una a Livorno), una piscina in Germania, paese in cui è adorato (‘sich budspenceren’, ovvero ‘picchiare come Bud Spencer’ è diventato un verbo): gli omaggi al più tenero degli ‘scazzottatori’, testimoniano un affetto sempre vivo ad ogni latitudine, a tre anni dalla scomparsa. Ma è la sua Napoli che gli riserverà il primo grande tributo italiano e c’è da scommettere che questa mostra richiamerà tanti appassionati, magari anche anche dall’estero.

Al Lido un docu su Riz OrtolaniLa figlia, “vorrei che il pubblico conoscesse mio padre”

VENEZIA03 settembre 201913:24

– Nell’ambito dei Soundtrack Star Award, premio collaterale della Mostra di Venezia destinato alle colonne sonore, sarà presentato il 4/9 in anteprima il trailer del docufilm “Riz Ortolani. Armonie e Dissonanze” prodotto da Fenix Entertainment. “È tutta la vita che voglio realizzare un documentario sulla vita di mio padre. Ho il desiderio di rendere omaggio all’artista che fu, ma vorrei anche che il pubblico conoscesse altro. Mio padre – dice la figlia del compositore, Rizia Ortolani, ideatrice e co-sceneggiatrice del docufilm insieme al regista Marco Dentici – non era solamente la sua carriera artistica, in casa raccontava aneddoti incredibili, vorrei rendere di lui un’immagine reale complessa e totale, anche attraverso le testimonianze degli amici che vissero con lui tante di quelle esperienze che raccontava”.
Noto in tutto il mondo, Ortolani è stato il primo compositore italiano ad essere candidato agli Oscar nella sezione Miglior Canzone, per il brano More, colonna sonora del film Mondo cane.

Positano premia Duato e ZakharovaTutte le stelle del ‘Massine’ 47/a edizione

NAPOLI03 settembre 201913:25

– Positano premia alla carriera Nacho Duato e Svetlana Zakharova, ‘ballerina dell’anno’: le due grandi stelle internazionali saranno onorate nella città della danza amata da Nureyev sabato 7 settembre, ospiti della 47/a edizione di ‘Positano Premia la Danza – Lèonide Massine’, con la direzione di Laura Valente, il più antico riconoscimento al mondo del settore. La Spiaggia Grande e il sito archeologico della Villa Romana ospiteranno due giorni di eventi con un omaggio a Pina Bausch nel decennale della scomparsa, curato da Leonetta Bentivoglio.
Con il ballerino-coreografo spagnolo e la diva della Scala e del Bolshoi premiati anche, per l’alta formazione, Gilbert Raymond Mayer, faro della scuola francese e nell’ambito del gemellaggio con il Prix Benois di Mosca, Vadim Muntagirov (Royal Ballet). Il premio Luca Vespoli va al direttore del Museo Archeologico di Napoli Paolo Giulierini.

A Vincenzo Mollica il Premio BianchiIl giornalista del Tg1, lo dedico anche a Fellini e Camilleri

VENEZIA03 settembre 201913:27

– “Grazie a tutti, è un premio che non merito, ma che mi dà grande gioia. Mi rende orgoglioso di quello che ho fatto, guidato da fatica, passione e cuore”. Lo dice Vincenzo Mollica, cronista simbolo, per lo spettacolo, del Tg1, ricevendo al Lido il Premio Bianchi assegnato dal Sindacato Nazionale Dei Giornalisti Cinematografici, d’intesa con la Biennale, ogni anno, durante la Mostra, a una personalità del cinema.
“Continuo a fare questo lavoro da cronista impressionista, impressionato e impressionabile” ha aggiunto Mollica davanti alla platea piena dell’Italian Pavilion all’Excelsior, che gli ha tributato un’ovazione. “Ho fatto un terno incredibile, diabete, Parkinson e glaucoma – ha spiegato con un sorriso accennando alla sua malattia – ma mi ha insegnato che i film si posso anche sentire. Questo è un festival in cui i film ti parlano e ti continuano a parlare, c’è tanta passione”. Mollica dedica il premio alla moglie, alla figlia ma anche a due amici speciali, “Federico Fellini e Andrea Camilleri”.

Temptation Island Vip, conduce MarcuzziNel docu-reality anche Anna Pettinelli, Pago, Caldonazzo

03 settembre 201919:14

– Alessia Marcuzzi sbarca al comando di Temptation Island Vip, seconda edizione del docu-reality che mette alla prova le relazioni di coppia. Dopo l’ottimo risultato di ascolti dell’edizione Nip, dal 9/9 in prima serata su Canale 5 sono sei le coppie in gara che si metteranno alla prova. Il programma è prodotto da Fascino per Mediaset.
Per trovare risposte e per comprendere la reale profondità dei propri sentimenti, le coppie partono per un resort, il Relais Is Morus, affacciato sul mare cristallino della Sardegna.
Partecipano: l’attrice e showgirl Nathaly Caldonazzo con il fidanzato Andrea Ippoliti, il cantautore Pago con l’ex tronista Serena Enardu, l’attore napoletano Ciro Petrone con la fidanzata Federica Caputo, il più bello d’Italia Simone Bonaccorsi con la prof. de “L’Eredità” Chiara Esposito, il re del web (che vanta milioni di visualizzazioni) Damiano Coccia detto “Er Faina” con la fidanzata Sharon Macrì, la conduttrice tv e radiofonica Anna Pettinelli con il fidanzato attore Stefano Macchi.

Speciale Costanzo show ‘Allegria’Giovedì 5 settembre in prime time su Canale 5

03 settembre 201916:34

– A dieci anni dalla morte di Mike Bongiorno, giovedì 5 settembre in prime time su Canale 5 va in onda ‘Maurizio Costanzo show – Speciale Allegria’: una serata celebrativa voluta da Costanzo che conduce eccezionalmente con Gerry Scotti, artista che Mike designò come suo erede tv. Gerry sarà la ‘voce’ di Mike e leggerà alcuni aneddoti della sua vita che aveva scritto prima di morire. Sul palco i personaggi che hanno interagito con il ‘re del quiz’ nell’arco di tutta la sua carriera: il ‘rivale’ storico Pippo Baudo; molte vallette (dalla prima ‘parlante’ Sabina Ciuffini alla ribelle Antonella Elia e a Paola Barale), il suo più grande imitatore, Massimo Lopez e la preparatissima concorrente/campionessa di Rischiatutto Giuliana Longari. In rappresentanza dei suoi tanti Festival di Sanremo (11 conduzioni) partecipano: Gigliola Cinquetti che proprio in un festival condotto da Mike, nel 1964, vinse con Non ho l’età, Valeria Marini e Piero Chiambretti che affiancarono Bongiorno sul palco dell’Ariston nel 1997. E ancora, Simona Ventura, che ha debuttato come concorrente a Telemike nel 1987; Vittorio Sgarbi, protagonista di un litigio con Mike che ha fatto la storia; Walter Veltroni, figlio di Vittorio, ex dirigente Rai che portò il conduttore in Italia negli anni ’50. Guest comici gli attori Pio & Amedeo che coinvolgono gli ospiti in un quiz esilarante.
Allo ‘Speciale’ partecipa anche Nicolò Bongiorno (il secondo dei tre figli di Mike Bongiorno e Daniela Zuccoli) che, oggi 43enne, svela al pubblico aspetti inediti e privati del papà.
Lo speciale è prodotto fa Fascino P.g.t. per Mediaset.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Niccolò Fabi, l’11 ottobre esce nuovo cd
Arriva “Tradizione e Tradimento”, a dicembre tour nei teatri

03 settembre 201917:16

– A 3 anni e mezzo di distanza da “Una somma di piccole cose”, Niccolò Fabi torna con “Tradizione e tradimento”, il nuovo e nono disco di inediti in uscita l’11 ottobre (Universal Music). È stato lo stesso cantautore a svelare al pubblico, la data di uscita e il titolo del suo nuovo album con queste parole: “Una chiave si gira e le luci del quadro si accendono. La vibrazione della macchina e del suo conducente il momento prima che le ruote inizino a girare. L’eccitazione e l’incognita che regala ogni movimento quando ci allontana da qualcosa e ci avvicina a qualcos’altro…”.
Niccolò Fabi, poi, tornerà anche live, con un tour nei teatri, al via l’1 dicembre da Ravenna. Poi farà tappa il 2 a Milano, l’8 a Pescara, il 10 a Cosenza, il 12 a Catania, il 13 a Palermo, il 19 a Trento, il 20 e 21 a Vicenza. Poi a gennaio: il 10 a Bologna, l’11 a Firenze, il 12 a Torino, il 13 a Genova, il 19 e 20 a Roma, il 21 a Napoli, il 22 a Bari, il 24 ad Ancona, il 29 a Bergamo, il 30 a Parma.

A Venezia i teatrini di AnderssonIn concorso dopo cinque anni il regista svedese Leone d’oro

VENEZIA03 settembre 201917:44

– ‘Repetita non sempre iuvant’. E’ il caso di Roy Andersson, già vincitore a sorpresa cinque anni fa del Leone d’Oro con ‘Un Piccione Seduto su un Ramo Riflette sull’Esistenza’, che torna in laguna in concorso con il suo nuovo lavoro ispirato a Milos Forman e Jiri Menzel, Om Det Oadlinga (About Endlessness). Un’opera che il regista svedese chiama riflessione sulla vita umana in tutta la sua bellezza e crudeltà, splendore e banalità. Ancora tableaux vivant, ma ancora più minimalisti, ridotti davvero all’osso, meno urticanti e con un unico incipit: ‘Ho visto un uomo’, Ho visto una donna’, ‘Ho visto un dentista’. Da qui ministorie di ossessioni come quella di un uomo che in un autobus strapieno dice ripetutamente: “Non so cosa voglio, non so cosa voglio”.
Momenti irrilevanti, insomma, che assumono il valore di archetipi universali. In questo caleidoscopio di frammenti di vita tutta la vulnerabilità dell’esistenza, la sua bellezza nella fragilità e, soprattutto, l’ossessione ottusa degli esseri umani.

Gino Strada, mai tanto odio socialeFondatore Emergency al Lido per docu su Ong. Salvinismo? Pompato

03 settembre 201917:49

– Stiamo vivendo “un periodo molto difficile, in 70 anni non mi ricordo di aver visto un altro momento con così tanto odio sociale, disprezzo per chi sta sotto. C’è tanta rabbia e cattiveria ma sono convinto che ci siano grossi margini di recupero”. Lo dice il fondatore di Emergency, Gino Strada, a Venezia per la proiezione in anteprima mondiale, nella sezione Sconfini, del documentario Beyond the Beach: The Hell and the Hope di Graeme A. Scott e Buddy Squires, sul lavoro della Ong e sulle migrazioni.
“Quando leggo i sondaggi non credo a certi numeri. Non penso l’Italia vada dietro a Salvini, non dimentichiamoci che viviamo un periodo di fake news e il seguito del salvinismo secondo me è pompato, soprattutto sulla rete” aggiunge Strada. Nonostante tutto, si dice “ottimista. Non dal punto di vista politico, perché non credo cambierà moltissimo con nuovo governo. Però penso che l’Italia sia spontaneamente solidale. Gli odiatori sono una minoranza rumorosa”.

Venezia: Mondo Sexy, nell’Italia dei film erotici anni ’60 Performer burlesque Albadoro Gala alla prima docu Mario Sesti

03 settembre 201918:54

Ad accompagnare con l’autore Mario Sesti il documentario Mondo Sexy, evento speciale oggi alle Giornate degli Autori a Venezia 76, è la performer internazionale di burlesque Albadoro Gala, coprotagonista del film, un viaggio nel mondo dello striptease che evoca l’universo del nudo e del desiderio nella vita notturna degli anni Sessanta. Lo fa, dopo l’affermazione del movimento #metoo, con materiale d’archivio e le testimonianze di esperti del genere, di giornaliste, terapeute e protagoniste del burlesque che insieme tracciano un resoconto dell’influenza di quella cultura sulla società.Il film è stato segnalato da Women in Film, TV & Media Italia, l’associazione di professioniste del cinema che è parte di una rete internazionale che promuove e incoraggia la presenza delle donne nel settore. “Con la sua particolarità di linguaggio, soprattutto per il montaggio e il testo che lo accompagna – dice Antonietta De Lillo, regista e parte del direttivo dell’associazione – esplora un genere ormai scomparso agli albori della mercificazione sullo schermo del corpo femminile e, come un cannocchiale rovesciato, si riversa sul presente”.Mondo Sexy, undicesimo documentario di Mario Sesti, è una compilation di immagini da dodici film erotici degli anni Sessanta rimusicati con sonorità contemporanee e rimontati con un ritmo incalzante. L’oggetto di quei film boom era sempre lo stesso: lo spogliarello di donne dai corpi più diversi con l’obiettivo di soddisfare lo sguardo affamato dello spettatore italiano. A rivederli ora quei filmetti sembra lontana quell’Italia degli anni ’60, colta in una sofferta crisi di crescita, ma, allora come per altri versi ancora oggi, timorosa e prigioniera di stereotipi, vizi, inclinazioni sessiste da umanità pre-#meetoo. E’ un’Italia pre-Malizia e molto pre-Banfi, ripresa un momento prima che inizi una autentica rivoluzione e liberazione del costume, costata fatica e consapevolezza e non ancora terminata.

Chiara Ferragni, Venezia ‘J’Adior’Il 4/9 docu biografico Unposted. Alla Biennale Arte con Fedez

VENEZIA03 settembre 201918:34

– J’Adior Venezia sulla maglietta marinara a righe bianca e nera, shorts in pelle nera e decolleté ai piedi, mano nella mano con Fedez elegante in camicia bianca e pantaloni scuri: l’arrivo di Chiara Ferragni al Lido è da star.
Folla di ragazzine ululanti alla Darsena dell’Excelsior, sperando di intercettare il loro mito, i flash dei fotografi, il sorriso di lei che saluta i follower e agita la mano un po’ lady Diana. Poi cambio di look e via all’Arsenale per una visita guidata alla Biennale Arte. Se per Unposted, il film di Elisa Amoroso, dedicato all’ascesa di questa imprenditrice digitale del mondo della moda, il 4 settembre in prima mondiale nella sezione Sconfini (17-18-19 settembre distribuito da 01 Distribution), è richiesto un rigoroso embargo alla stampa accreditata, il resto del soggiorno veneziano non ha bisogno di esclusive. L’arrivo alla Darsena, l’incontro con i follower, il cambio d’abito, la visita alla Biennale Arte sono altrettante storie di Instagram che la stessa Ferragni ha postato.

Tim Robbins “Io, i detenuti e Dario Fo”In un docu il lavoro con le carceri. “Cambiare le cose si può”

03 settembre 201919:18

– Dopo la risata disperata e letale di Joker, arriva al Lido quella catartica dei detenuti coinvolti nei laboratori teatrali raccontati da Tim Robbins in 45 seconds of Laughter, documentario presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. E’ il racconto di sei mesi del lavoro della compagnia teatrale di cui Robbins è cofondatore e componente da 37 anni, della The Actors’ Gang, con i carcerati di un penitenziario di massima sicurezza in California. il Calipatria.”Se affronti i problemi della società lavorando sui macrolivelli rimani frustrato, perché non vedi cambiamenti. Mi sono reso conto già da tempo che invece puoi cambiare le cose lavorando sui microlivelli, come facciamo noi nelle scuole e nelle carceri” dice Robbins. “Ognuna di queste esperienze lascia un grande ottimismo e speranza per il futuro. Si vedono le trasformazioni nelle persone, ed è incredibile quando la madre di un detenuto viene da te e ti dice ‘Grazie, rivedo mio figlio”. Un viaggio fra recitazione, improvvisazioni, comprese quelle attraverso i personaggi della Commedia dell’Arte (“fra le fonti di ispirazione c’è stato anche Dario Fo” dice Robbins) esercizi per entrare in contatto con le proprie emozioni e sviluppare la fiducia reciproca. The Actors’ gang, che porta avanti da anni laboratori in prigioni e scuole, nella classe del film non fiction, ha coinvolto detenuti di etnie diverse, condannati dagli 8 agli 80 anni di carcere e i capi di diverse bande. Il percorso del laboratorio, vuole avvicinare i partecipanti ad affrontare e gestire meglio le proprie emozioni. Nelle prigioni “prevale la rabbia, che le persone indossano come una maschera. Il laboratorio aiuta molti detenuti a rendersene conto”.I risultati si vedono: i detenuti che hanno partecipato all’esperienza con The Actors’ gang, hanno ricevuto l’89% in meno di provvedimenti disciplinari legati a episodi violenti, e il 77% dei partecipanti una volta uscito ha trovato un lavoro. Mentre nelle scuole “vedi in tanti bambini una felicità di facciata, perché gli adulti gli chiedono costantemente di sorridere, senza ascoltare realmente i loro problemi. Invece conquistando la loro fiducia i bambini si aprono e condividono le loro vere emozioni”. Il lavoro con The Actors’ gang, portato in tutto il mondo, è per Robbins “la mia casa”: parte di un impegno, per un attore e regista, lontano dalle ipocrisie di Hollywood, che non ha mai avuto paura di schierarsi per le cause in cui credeva: “Sono un testardo, per me un artista dovrebbe sempre dire la verità, fare compromessi non è per me”. L’attenzione per il carcere ha attraversato più volte anche il suo cinema, come Dead man Walking e Le ali della libertà: “Sono cresciuto in una zona difficile di New York e ho avuto un paio di amici finiti in prigione… non ho mai avuto un atteggiamento giudicante verso i detenuti e questo ha reso tutto più facile”.

Miss Italia, finalista vittima ‘haters’Attacchi razzisti a ventenne padovana, sostegno da Denny Mendez

VENEZIA03 settembre 201919:36

– C’è anche un caso di odio in rete ai danni di una delle finaliste di Miss Italia, la ventenne padovana Sevmi Tharuka Fernando, vittima di attacchi sui social per il colore della pelle.
La ragazza, nata a Padova e residente a Villanova di Camposampiero (Padova), ha origini cingalesi: il papà si è trasferito in Italia dallo Sri Lanka circa trenta anni fa e dopo alcuni anni è stato raggiunto dalla moglie. A incoraggiare e sostenere Sevmi su Instagram è intervenuta Miss Italia 1996, Denny Mendez, anche lei oggetto di polemiche a suo tempo, ma non così violente come di questi tempi sui social. “Auguri! In bocca al lupo”, scrive la Mendez; “Grazie infinite Viva il lupo!”, risponde la giovane miss, modella per una scuola di hair stylist.

Torna ‘Il senso del ridicolo’ a LivornoOspite d’onore è Silvio Orlando, da 27 a 29/9

LIVORNO03 settembre 201919:55

– E’ Silvio Orlando l’ospite d’onore de ‘Il Senso del Ridicolo’, festival dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira in programma dal 27 al 29 settembre a Livorno. Giunto alla sua quarta edizione il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno – Arte e Cultura. In tre giorni di eventi, attori, autori, filosofi, scrittori, giornalisti, radio-star, letterati e, naturalmente, comici si interrogheranno sul significato del riso e sulla straordinaria funzione illuminante dell’umorismo, della comicità e della satira. A inaugurare l’edizione di quest’anno sono “le vicissitudini tragicomiche del desiderio” lectio magistralis di Massimo Recalcati, uno dei più noti psicoanalisti italiani. Sempre nella serata inaugurale vanno in scena le letture ironiche di Anna Bonaiuto su alcune pagine dedicate a figure femminili, in particolare a mogli irragionevoli e scorbutiche. Il giorno successivo Silvio Orlando si racconterà dal palco del Teatro Goldoni.

Barbera, Venezia è viva con i giovani e le piattaforme”Caso Martel non l’ho vissuto bene”. Baratta, +11% gli ingressi

VENEZIA04 settembre 201910:41

Ingressi nelle sale, 105mila, +11% rispetto al 2018, +22% rispetto a due anni fa, accreditati stampa stabili, universitari triplicati nell’ultimo triennio: la Mostra del cinema di Venezia è in ottima salute, i numeri ufficiali di metà festival, sintetizzati dal presidente della Biennale Paolo Baratta lo dimostrano, con sempre più appeal per i giovani. I film della selezione, magari ancora in cerca di un capolavoro o di una sorpresa (la bellezza di Joker era anticipata), sono regolarmente applauditi, il red carpet almeno per la prima settimana rimanda direttamente al Dolby Theatre della notte degli Oscar. Unico neo: l’apertura rovinata dalle dichiarazioni della presidente di giuria, la regista femminista argentina Lucrecia Martel, a proposito della partecipazione di J’Accuse di Roman Polanski. Alberto Barbera, direttore di Venezia 76 (e anche, per il mandato triennale ricevuto, di Venezia 77) ammette: il caso Martel “non l’ho vissuto bene” e spiega come la stessa regista abbia chiesto dopo 15 minuti dalle dichiarazioni di precisare, assicurando che “giudicherà senza pregiudizi” il film, in gara per il Leone d’oro. “Ero preoccupato di non reggere il livello dell’edizione precedente, da tutti giudicata la migliore del decennio, ora molto meno”, dice Barbera che punta ad archiviare un altro successo per un festival che se la sta giocando (e vincendo) con l’ultima edizione di Cannes. Ma al di là della selezione, che è basata su quel che è disponibile ed è frutto di compromessi (“avrei voluto Woody Allen ma la distribuzione italiana ha preferito non mostrarlo, mentre Scorsese è lì che cura i complicati effetti speciali di The Irishman” e ha preferito il festival di New York per avere qualche giorno in più), è intercettare il cinema a 360 gradi l’obiettivo più importante. A cominciare dai contenuti delle piattaforme: un anno fa il caso di Roma di Cuaron e Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, entrambi Netflix, erano stati al centro di controversi dibattiti e feroci polemiche, anche a distanza con la Croisette. Quest’anno sono Netflix tre dei film più belli (The Laundromat di Soderbergh, Marriage Story di Baumbach e The Kind di Michod), ma non è più una notizia. “In un anno, massimo due tutto questo ci sembrerà archeologia del cinema, in 5-6 mesi altri grandi player avranno le loro piattaforme, come Apple, Disney+, Warner, Xfinity di Comcast e il panorama si allargherà ulteriormente con miliardi di dollari investiti e questo significa contenuti al centro e crescita di opportunità. Già oggi senza i soldi delle piattaforme alcuni registi non lavorerebbero, è chiaro che il futuro è quello, di cosa stiamo discutendo? Del passato! E la concorrenza semmai si sposterà lì, così come le opportunità per i talenti”, sottolinea Barbera che di questa apertura rivendica la lungimiranza. Che poi in un prossimo futuro potrebbe capovolgersi ancora spostando sulle piattaforme il monopolio degli studios: 7-8 grandi gruppi produrranno il 90% dei contenuti, “quindi semmai bisognerà preoccuparsi della perdita di indipendenza e diversità”.
Del resto portare film delle piattaforme più o meno direttamente significa anche intercettare la curiosità e l’interesse dei giovani e dunque rendere di fatto vivo un festival che altrimenti rischierebbe di essere un circolo per cinefili d’antan, mentre oggi Venezia 76 è un complesso sistema che accoglie cinema sperimentale, radicale e cinema d’autore che dialoga con il grande pubblico. “Questo non significa – ribadisce Barbera – che la sala non ha più senso, anzi io ritengo che proprio qui, con i grandi schermi del Palazzo del cinema, i giovani abbiano la scoperta della sala come fantastica esperienza di visione e di socializzazione. Fare scoprire questo, portarli al cinema ha una funzione pedagogica, perché vorranno ripetere ancora l’esperienza”. Sull’altro tema forte, quello della scarsa rappresentatività delle donne (due sole registe in gara per il Leone d’oro, ad esempio), approfondito ieri dal primo seminario sulla Gender Equality, Barbera – che pure è stato criticato, specialmente in America – non arretra di un passo: “Per me conta qualità e non genere” e quindi se alla selezione arrivano pochi film diretti da donne non finiscono dritti al concorso solo per quello.
Diciamo che il suo sogno è “vedere film alla cieca, senza sapere chi li ha fatti”. E’ ad oggi il direttore più longevo alla Mostra del cinema, undici anni (Baratta invece conclude a gennaio il mandato), sarà riconfermato? “Si vive alla giornata”. E non è il solo.

Amici Celebrities, staffetta De Filippi – HunzikerE dal 9 settembre torna Temptation versione vip con Marcuzzi

04 settembre 201910:42

– Andrà in onda a breve, probabilmente entro fine settembre, l’atteso programma Amici Celebrities, una delle principali novità della nuova stagione televisiva di Canale 5. Alla conduzione del talent sarà staffetta tra Maria De Filippi e Michelle Hunziker. Quando Michelle sarà impegnata nell’esordio di Striscia la notizia, al via il 23 settembre, sarà De Filippi a presentare le serate con le celebrità del programma da lei ideato. Il timone passerà poi alla collega che subbentrerà alla guida fino alla finale. Una stagione, per la regina incontrastata di Canale 5, che si conferma ricca di impegni televisivi.  Dal 9 settembre torna anche Temptation Island versione vip, condotto da Alessia Marcuzzi in prima serata su Canale 5 con sei coppie in gara e prodotto da Fascino (della stessa de Filippi ndr) per Mediaset. Poi Maria si impadronirà del sabato sera con Tu Sì Que Vales, dal 28 settembre.
Tornando ad Amici Celebrities, come si vede dai primi promo, sono stati rivelati i primi quattro concorrenti per quanto riguarda la disciplina del canto, ovvero: Joe Bastianich, Ciro Ferrara, Emanuele Filiberto e Laura Torrisi. Mentre se non si sa ancora per quale delle discipline opteranno, ma dovrebbero essere confermati nel talent anche Pamela Camassa e il compagno, il conduttore Filippo Bisciglia (che aveva già dimostrato le sue doti canore in Tale e Quale show di Carlo Conti) e Chiara Giordano (ex moglie di Raoul Bova) che si dice abbia una passione. In giuria sono attesi Platinette e Ornella Vanoni.  Quando Bastianich a maggio scorso aveva annunciato il suo addio a Masterchef Italia dicendo “Sono pronto a dedicarmi all’altra mia grande passione che è la musica”, in molti avevano pensato a X Factor (come giudice, non era ancora infatti stata resa nota la formazione della nuova squadra del bancone del talent di Sky, ndr) e invece ha sorpreso tutti, dedicandosi al suo primo album, Aka Joe, in uscita il 20 settembre, e mettendosi in gioco come concorrente di Amici Celebrities (salvo poi tornare dietro il bancone per Italia’s Got Talent al posto di Claudio Bisio). E ancora si mettono in gioco Ciro Ferrara, allenatore ed ex calciatore; Emanuele Filiberto, che si è cimentato con canto e ballo (e nel 2010 è arrivato secondo a Sanremo insieme a Pupo e Luca Canonici con la canzone “Italia amore mio”); Laura Torrisi, attrice che nel promo di Mediaset si vede in sala prove alle prese con la canzone Bésame mucho.
Dopo il grande successo di ascolti riscontrato dalla versione nip di di un altro prodotto ideato da Maria De Filippi, Temptation Island, condotta proprio da Filippo Bisciglia (si diceva dovremmo ritrovarlo in Amici Celebrities come concorrente), a guidare il racconto della costola vip del programma sarà Alessia Marcuzzi, da lunedì 9 settembre in prima serata su Canale 5.
Partecipano: l’attrice e showgirl Nathaly Caldonazzo con il fidanzato Andrea Ippoliti, il cantautore Pago con l’ex tronista Serena Enardu, l’attore napoletano Ciro Petrone con la fidanzata Federica Caputo, il più bello d’Italia Simone Bonaccorsi con la prof. dell’Eredità Chiara Esposito, il re del web (che vanta milioni di visualizzazioni) Damiano Coccia detto “Er Faina” con la fidanzata Sharon Macrì, la conduttrice tv e radiofonica Anna Pettinelli con il fidanzato attore Stefano Macchi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nordest/mondo, le rovine di ‘Effetto domino’
Film di Rossetto da libro di Bugaro a Sconfini e in sala dal 3/9

VENEZIA04 settembre 201911:04

– Le rovine di alberghi abbandonati, che due imprenditori sognano di trasformare in residenze di lusso per anziani; quelle di una società dove un vecchio modo di fare impresa si scontra con la globalizzazione; quelle fisiche, di una popolazione sempre più vecchia, alla quale si prospetta, per business, il sogno di allontanare con ogni mezzo la morte.
Sono gli scenari che si incrociano nella storia di affari e tradimento, ambientata nel nordest, con tanti elementi che ci riportano alla cronaca (dai suicidi degli imprenditori ai soldi provenienti da Oriente) raccontata da Alessandro Rossetto in Effetto domino, presentato a Sconfini dalla Mostra del cinema di Venezia e in sala dal 3 settembre distribuito da Parthenos.
Tratto dal romanzo omonimo di Romolo Bugaro (Marsilio), il film ha nel cast, fra gli altri, Diego Ribon, Mirko Artuso, Lucia Mascino, Maria Roveran, Marco Paolini e Andrew C. NG.
Ribon interpreta Franco Rampazzo, costruttore che non sa come combattere contro nuovi, spietati ‘avversari’ globali, pronti a sottrargli il sogno di una vita. Per questo mette in gioco tutto quello per cui ha lavorato, trascinando con sé chi gli dà fiducia (l’effetto domino, appunto). “E’ una storia universale, come può esserlo il tradimento di un’amicizia per colpa dei soldi” dice l’attore. Bugaro spiega che “Franco Rampazzo esiste, e come nel romanzo ha tentato un progetto e gli è andata male.
In realtà lui non è crollato come succede nel libro, quello vero è corazzato, quelli come lui non cadono mai. Possono però fare grossi danni, pensando che le persone che espongono agli stessi rischi abbiano a loro volta una corazza. Invece c’è chi non resiste”. Per Rossetto l’effetto domino nella storia “traina e incatena tutto e tutti gli uni agli altri. Senza saperlo, i personaggi si addentano come cani ciechi, ognuno è sbranato mentre sta per sbranare”.
Quello che si racconta nel film accade in tutto il mondo, ma nel nordest italiano “gli effetti sono particolarmente deflagranti perché le imprese sono in gran parte totalmente famigliari e quindi pesa ancora di più la responsabilità di famiglie e lavoratori – dice il produttore Francesco Bonsembiante -. L’humus che c’è qua fa diventare ancora più globale questa storia”.

A teatro, Foglietta, Bolle, MarcorèAl via Festival Il Teatro sull’Acqua 2019

04 settembre 201911:06

– L’anno della Poesia al Festival Il Teatro sull’Acqua 2019 di Dacia Maraini, ad Arona (NO), con anche Neri Marcorè e il suo viaggio tra ”Le mie canzoni altrui”; Anna Foglietta protagonista del ”Decamerone – Una guerra” di Michele Santeramo a Viterbo per ArtCity e il ”Roberto Bolle and friends” a Napoli. E ancora danza, con ”Augusto” del Leone d’oro Alessandro Sciarroni a Roma, fino a Vittorio Sgarbi e ”Leonardo” a Latisana (UD): sono alcuni degli spettacoli teatrali in cartellone nel prossimo week end.

Erri De Luca, vi racconto l’ImpossibileLo scrittore, “la politica oggi? Un’accozzaglia”

05 settembre 201919:48

Ci troviamo a fare i conti con “le coincidenze che governano la nostra vita anche quando non ce ne accorgiamo” e con “nodi che volutamente non si sciolgono” nel nuovo romanzo di Erri De Luca, ‘Impossibile’ appena uscito per Feltrinelli e con cui lo scrittore è protagonista del giorno d’apertura del Festivaletteratura di Mantova, il 4 settembre. Due uomini, un pentito e un suo ex compagno di lotta in gioventù, si incontrano, a decenni dalla fine della loro amicizia, su un sentiero selvaggio di montagna. Il pentito finisce in un precipizio e muore. E’ stato spinto o è caduto? Ed è per puro caso che due ex rivoluzionari, da tempo su sponde opposte, si incontrano sulle montagne della Val Badia? Difficile credere che si tratti di un incidente per il giovane magistrato che nel libro ricostruisce la vicenda attraverso l’interrogatorio della persona sotto accusa. Il confronto/scontro dell’uomo con il magistrato, che ha vent’anni meno di lui, si alterna alle lettere che scrive alla donna amata, l”Ammoremio’, come la chiama. “‘Impossibile’ non c’entra nulla con il romanzo poliziesco, è un genere che non leggo, non mi piace. Lo sento come un congegno. C’è qualcosa di meccanico nel romanzo poliziesco, anche quando è ben fatto. Qui non c’è una trama, non c’è un intreccio, è un incontro tra due generazioni, una che è stata travolta dal Novecento, il secolo delle rivoluzioni per eccellenza, il più rivoluzionario della storia dell’umanità.
L’altra, quella del magistrato, che è venuta dopo e ricostruisce quell’epoca attraverso gli atti giudiziari ma è come guardare il riflesso delle stelle” dice De Luca, alla vigilia del suo arrivo a Mantova. “E’ un dialogo in cui l’imputato ha, per la prima volta, l’occasione di parlare della sua storia e il magistrato ha, per la prima volta, un punto di visione della vita a lui ignota. Il rifiuto dell’accusato di avere un avvocato d’ufficio è dovuto anche a questo: è un dialogo a due. Una terza persona lo riporterebbe al livello di interrogatorio. E decisiva è la differenza d’età” spiega lo scrittore.
Tra riflessioni sui pentiti che sono dei “traditori”, sul comunismo, e citazioni letterarie da Pasolini a Sciascia e il caso Moro, De Luca non scioglie mai la riserva in questo storia.
“Chi tradisce strappa una parte di se stesso. Non è semplicemente un cambio di opinione è un dissociarsi da sé”, afferma.
Nel romanzo si ritrovano l’amore per la montagna, l’impegno politico, l’attenzione al significato delle parole che ha De Luca ma, precisa lo scrittore: “Non ho partecipato all’attività delle bande armate, agli agguati e attentati come i protagonisti del libro. Questa storia mi è venuta in mente mentre salivo la Cengia, in val Badia”. “Non si tratta di una resa dei conti immaginaria ma della lacerazione di una storia intima che si era creata tra i due amici, al di là del gruppo a cui appartenevano.
Per me l’unico modo per raccontare quel tempo è lasciar perdere i titoli dogmatici, partitici e far parlare le relazioni personali, come la vita e i sentimenti venivano travolti”, spiega lo scrittore. E dello scenario politico attuale afferma: “Abbiamo passato un anno di accozzaglia di due movimenti politici che non avevano nulla in comune e adesso si ripropone la stessa inverosimilità. Intanto, il fatto di essermi provvisoriamente liberato della faccia da mal di denti del ministro dell’Interno è un sollievo. Non riesco ad avere altro sentimento politico se non il provvisorio sollievo” sottolinea.
E se è vero che “l’Impossibile si verifica regolarmente nella nostra vita, le lettere d’amore del libro raccontano una storia privata e nello stesso tempo sono un espediente per dar voce a quelle cose che l’accusato non può dire al magistrato, il lato in ombra del dialogo: così al magistrato l’uomo parla del Sciascia politico e ad Ammoremio del caso letterario” dice De Luca al quale non piace presentare i suoi libri, ma avere piuttosto “l’occasione per raccontare qualcosa di quello che c’è intorno”.

MiTo apre con un viaggio fantasticoArgerich e Mehta entusiasmano in pubblico della Scala

04 settembre 201912:36

– E’ un viaggio fantastico nella musica quello con cui ha preso l’avvio alla Scala il festival MiTo, che unisce nel segno della musica Milano e Torino.
Un’alleanza giallo-rossa (i due Comuni sono amministrati uno dal centrosinistra e l’altro dai 5Stelle) diventata di attualità a livello nazionale con la formazione del governo Conte bis. Questa edizione del festival che ha come filo conduttore le Geografie è ‘decollata’ con un concerto dedicato ai Mondi. Star la pianista svizzero argentina Martha Argerich che ha reso indimenticabile il secondo concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven. Ad accompagnarla la Israel Philharmonic (in uno degli ultimi appuntamenti in cui l’orchestra viene diretta dall’indiano Zubin Mehta) che ha concluso il concerto con la Symphonie Fantastique di Berlioz e poi con la Trisch Trasch Polka di Strauss come bis. E proprio a Mehta vivacissimo nonostante l’età (83 anni) e il bastone il pubblico ha tributato gli applausi più calorosi.

Chiara Ferragni, star a caccia autografiUnposted, documentario sulla sua vita, in sala sarà evento

VENEZIA04 settembre 201913:36

– Chiara Ferragni è la star del giorno e senza dubbio una delle celebrità di Venezia 76 al pari di Brad Pitt e Scarlett Johannson, ma anche lei è a caccia di autografi. “Adoro Leonardo DiCaprio, sono stata una sua fan e lo sono ancora, lo seguo dai tempi di Titanic e quando a Cannes nel 2013 mi sono ritrovata al galà amfAR vicino a lui mi sono lanciata per farmi fare un autografo, ma mi hanno respinto”, ha detto l’imprenditrice digitale e influencer della moda. Per la premiere di Chiara Ferragni Unposted, il documentario sulla sua vita, realizzato da Elisa Amoruso, aumentano la sicurezza, con ulteriori transenne e filtri. Il documentario, realizzato da Memo Films, Sapopa e Rai Cinema in collaborazione con Amazon Prime Video, dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Sconfini, uscirà in Italia in sala tre giorni, il 17-18-19 settembre “in centinaia di copie – ha detto l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco -: sarà un’uscita evento dovuta alle incredibili richieste degli esercenti”.

La vita in diretta di Cuccarini e Matanoda lunedì 9 settembre rinnovata edizione contenitore Rai1

04 settembre 201919:30

Attualità, cronaca, storie di vita, grandi ospiti. Tutti i giorni live: una finestra aperta sulla quotidianità degli italiani accompagnerà il pomeriggio dei telespettatori. La Vita in Diretta. Il contenitore di informazione e di intrattenimento di Rai1 tornerà in onda da lunedì 9 settembre con la coppia inedita composta da Lorella Cuccarini e dal volto del Tg1 Alberto Matano, in un’edizione rinnovata. Avrà inizio alle 16 fino all’11 ottobre, dal 14 tornerà alla collocazione tradizionale delle 16.50. Il direttore di Rai1 Teresa De Santis nel corso della presentazione a Viale Mazzini: “Alberto e Lorella sono due figure con storie professionali articolate, parlano da sole. “Dall’inizio della mia direzione sono stati entrambi il mio punto fisso”. Matano: “Sono emozionato, per me è un passaggio che arriva dopo molti anni di lavoro in Rai. In questa attesa è stato scritto di tutto, ma io e Lorella siamo due lavoratori; siamo due conduttori operai”. Quindi il giornalista aggiunge: “nella nostra versione de La vita in diretta alterneremo momenti più significativi con momenti più leggeri di puro intrattenimento. Racconteremo la storia delle persone comuni e verranno a trovarci molti amici. Sono contento di lavorare con Lorella perché é una grande professionista ed è sempre molto puntale”. Il 9 settembre, data di debutto, Matano festeggerà insieme ai telespettatori il suo compleanno. “Come ben immaginate, provenendo dal Tg1, porterò la mia impronta giornalistica”. Ma non sono previsti ospiti politici.
Lorella Cuccarini: “Siamo molto appassionati, facciamo questo mestiere da moltissimi anni, con Alberto ci accomuna la passione; abbiamo grande rispetto per la Rai”. Le persona vogliono che in tv si parli non solo di frivolezze ma anche dei problemi. Vogliamo però raccontare anche la parte bella dell’Italia come gli eroi silenziosi (nel sociale) che possono essere fonte di ispirazione per gli altri”. In merito alle polemiche che hanno riguardato la Cuccarini, la conduttrice rispode ai cronisti: “”Chiedo un po’ di onestà intellettuale, di fare un passo avanti”.    A chi domanda alla conduttrice se alla luce del polverone che le sue dichiarazioni del passato hanno sollevato le rifarebbe, Cuccarini replica: “Non ho mai rinnegato quello che ho fatto nella mia vita in genere e bisogna essere onesti oggi più di ieri, quindi men che meno quello che ho detto in passato anche se va detto sono state strumentalizzate. La cosa più assurda è che sento che c’è stata indignazione per il fatto che io sia rientrata in tv in Rai, quasi fossi l’ultima starlettina raccomandata che non ha invece la storia professionale che ho io che ho superato i 50 anni e lavoro da quando ne avevo 18 con grande passione, determinazione e umiltà. Adesso voglio pensare a quello che faremo a ‘La vita in diretta”. Matano prova a smorzare i toni con una battuta “Cuccarini non sarà più ministro”.  “Vanno molto di moda gli hater, Cuccarini è una professionista molto poliedrica”, sottolinea De Santis, “e rimarrà la più amata dagli italiani. La sua storia parla per lei”.  Sugli ascolti di Grand Tour programma smepre condotto da Lorella al di sotto delle aspettative. “La media delle quattro puntate è stata dell’11,2% di share, in linea con un altro grande programma come Superquark, che ha avuto la media di 11,6%; era un esperimento che atteneva alla logica di servizio pubblico”, replica la direttrice di Rai 1 “Cuccarini ha fatto uno sforzo enorme, è diventata bersaglio di polemiche un po’ troppo oltre. Tecnicamente avrei dovuto proteggerla di più, è vero, ma lei è stata generosa. Ha rischiato e ho rischiato”. E gli ascolti in calo della rete? “Ad agosto la crisi di governo ha portato stravolgimenti sulla programmazione di Rai 1: abbiamo dato più spazio all’informazione – ringrazio il Tg 1 e Francesco Giorgino – questo non sempre ci ha premiato a livello di ascolti. Il pubblico scanala più velocemente, è normale: le reti generaliste ne soffrono, quelle più specializzate sull’informazione se ne avvantaggiano”.  Matano  nel ribadire la grande sintonia con Lorella conclude: Con La vita in diretta faremo un grande racconto della realtà. Affronteremo anche fatti di cronaca nera ma faremo un dilatato quando è necessario. Non indugeremo ma morbosamente”. Io e Lorella “non siamo più giovani, ma ci sentiamo contemporanei. Sarà un grande racconto della realtà, ma ci saranno anche momenti di leggerezza e di spettacolo”. Poi tiene a dire “Porterò a Vita in diretta le vicende degli Innocenti che ho raccontato già su Rai3”. Infine “Per 180 puntate ci vorrà un fisico bestiale”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Paura per Mahmood,si tuffa e si ferisce
Episodio in gommone a Costa Paradiso a fine agosto

OLBIA04 settembre 201916:11

– Disavventura per il cantante di origini sarde Mahmood in occasione del suo periodo di vacanza trascorso a fine agosto a Porto Cervo insieme alla collega Elodie. Durante una gita in gommone a Costa Paradiso, nel nord est dell’Isola, si è tuffato in mare e ha battuto la testa su alcuni ricci aggrappati agli scogli, riportando una lieve ferita. L’episodio, rilanciato sul profilo Instagram dalla rivista Chi, è stato confermato.
Da alcuni giorni a Porto Cervo, il cantante ha deciso di fare un giro in barca con gli amici prendendo un gommone a noleggio.
Raggiunta Costa Paradiso, ha fatto un tuffo ma è incappato nella colonia di ricci sulle rocce, procurandosi un piccolo taglio alla testa. Risalito a bordo, è stato medicato dalla sua amica Elodie. La ditta che aveva noleggiato il gommone ha prestato tutta l’assistenza richiesta in questi casi.

Superflop per Travolta, record negativo”Fanatic” incassa 3100 dollari al debutto, 60 dollari a sala

NEW YORK04 settembre 201920:11

-Maxi flop per John Travolta: il suo ultimo film, The Fanatic:” ha chiuso la giornata del debutto ai botteghini con incassi di 3.100 dollari o una media di 60 dollari per ciascuno dei 52 cinema in cui e’ stato proiettato. Le cifre finali per il week-end del Labor Day devono ancora essere confermate ma l’Hollywood Reporter ha calcolato per il film di Travolta un magro 15 mila dollari per l’ultimo lungo ponte della stagione estiva durante il quale il vincitore ai botteghini Angel Has Fallen (Attacco al Potere 3) ha portato a casa oltre 11 milioni di biglietti venduti. Per la star della “Febbre del Sabato Sera” e’ l’ultimo di quattro insuccessi di pubblico uno di seguito all’altro negli ultimi anni. In alcune delle sale venerdì il film con Travolta ha incassato dieci dollari o meno. Il miglior risultato The Fanatic lo ha registrato in un cinema di Hollywood: 736 dollari. Il flop ricorda quello registrato un anno fa da Kevin Spacey con l’ultimo film girato prima dello scandalo delle molestie sessuali, Billionaire Boys Club, in cui la star di House of Cards interpretava un ruolo minore, aveva incassato 126 dollari il giorno del debutto. Nel caso di Travolta la critica aveva massacrato il film diretto da Fred Durst, più conosciuto come il frontman dei Limp Bizkit. The Fanatic e’ il primo titolo di Quiver Distribution, una casa di distribuzione lanciata lo scorso maggio dall’ex Lionsgate Jeff Sackman con Berry Meyerowitz, il fondatore di Phase 4. Quiver distribuirà il film su tutte le piattaforme, sia nelle sale che online e il 6 settembre il film con Travolta sarà diffuso come video on demand. Ma già’ adesso, secondo gli addetti ai lavori, c’e’ poco da sperare. Il thriller psicologico in cui l’ex Tony Manero ha la parte di un fan autistico che perseguita la star di un film dell’orrore sta andando peggio di altri flop dell’attore come”In a Valley of Violence del 2016 e Killing Season del 2013 che furono distribuiti sia al cinema che online. Il primo, con Ethan Hawke, aveva incassato 29 mila dollari nel primo weekend, mentre per Killer Season con Robert De Niro gli incassi totali furono di 53mila dollari. Era andata male anche per Gotti del 2018 con la regia di Kevin Connolly: la cine-biografia del boss della mafia di New York John Gotti uscì in 503 sale incassando al debutto 1,7 milioni per finire con un totale di 4,3 milioni: il peggior risultato per un film con Travolta nella parte del protagonista.

Ozpetek, uomini hanno paura delle donnePremio speciale Soundtrack Stars Award. Presto ‘La dea fortuna’

VENEZIA04 settembre 201920:13

-Le donne “sono spesso centrali nei suoi film, “e sono le colonne portanti della vita. Quando leggo di un nuovo femminicidio mi prende tanta amarezza e rifletto su quanta paura abbiano gli uomini di fronte alle donne. Gli uomini non riescono ad accettare la superiorità delle donne”. Lo dice Ferzan Ozpetek oggi al Lido, dove ha ricevuto il premio Speciale Soundtrack Stars Award, che celebra il legame del cinema con la musica. “Spesso penso le scene ascoltando le canzoni, non sono io a cercarle, sono loro che mi trovano” spiega. Il suo prossimo film, La dea fortuna, che uscirà il 28 novembre con Warner Bros, racconta la storia di una coppia gay in crisi (interpretata da Edoardo Leo e Stefano Accorsi) la cui vita è rivoluzionata dall’arrivo di due bambini, che un’amica gli lascia ‘in custodia’. Nella colonna sonora “ci saranno tre canzoni di donne e una di uomo” anticipa il regista, senza svelare troppo; per le musiche si rinnova il sodalizio con Pasquale Catalano, “con cui mi trovo benissimo, perché non si comporta da divo. In un film, nessuno, neanche il regista, può fare la divina creatura”. In giuria al Soundtrack Stars Award, premio collaterale della Mostra, per le migliori musiche dei film del concorso, quest’anno c’è anche Nina Zilli, che ricorda l’emozione, dieci anni fa, nello scoprire che Ferzan Ozpetek aveva scelto la sua canzone, 50mila, per Mine Vaganti: “Quando ho visto il trailer stavo per svenire” dice la cantante, al lavoro sul nuovo album (Sanremo non è escluso). Il regista (che ha da poco presentato al di fuori del programma della Mostra, il corto Venetika, sulla piattaforma galleggiante Campari Floating Cinema, posta davanti San Marco) racconta di come fosse arrivato a trovare il brano: “Mi avevano mandato circa 300 canzoni e un pomeriggio mi sono messo ad ascoltarle una dietro l’altra. Dopo pochi secondi, bloccavo e cambiavo, ma quando è arrivata 500 mila ho capito subito che sarebbe stata quella giusta”.

Renato Zero, 4/10 arriva Zero il FolleDal 1 novembre in tour nei palasport, già sold out 13 date

04 settembre 201917:10

– Uscirà il 4 ottobre “Zero il Folle” (Tattica), il nuovo disco di inediti di Renato Zero. L’album è stato registrato a Londra con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Trevor Horn (produttore di Paul McCartney, Rod Stewart, Robbie Williams), con cui Renato Zero torna a collaborare dopo l’album “Amo” del 2013. Ad anticipare il disco, Mai più da soli, primo singolo estratto e già in radio.
Dal 1 novembre, poi, Zero porterà il suo nuovo lavoro anche dal vivo, nei palasport italiani: già 13 le date Sold out di “Zero il Folle in tour”. Queste le date: 1, 3, 4, 6, 8, 9 Roma (tutte sold out), 14 e 15 novembre Firenze (sold out), 18 e 19 novembre Mantova, 23 e 24 novembre Pesaro, 7 e 8 dicembre Livorno, 14 e 15 dicembre Torino, 21 e 22 dicembre Bologna, 11 e 12 gennaio Milano (sold out), 18 gennaio e 19 gennaio Eboli, 23, 25, 26 gennaio Bari (sold out).

Babyteeth, umorismo e dolore da LeoneIn concorso il film dell’australiana Shannon Murphy

04 settembre 201920:09

VENEZIA

–  Lui è un giovane cane bastardo, tossico e buttato fuori di casa, mentre lei una quindicenne malata di cancro alle prese con la paura di morire e, ancora più, di vivere eternamente in parrucca dopo la chemio. Con questo formula, tra melò e commedia, piomba sul Lido a sorpresa, e in aria da Leone, ‘Babyteeth’ dell’australiana Shannon Murphy che mette in scena amore e malattia, dolore e liberazione con un cast straordinario e una sceneggiatura senza smagliature derivata da una collaudata pièce teatrale omonima del 2012 di Rita Kalnejais. Tutto si svolge in una casa borghese della provincia australiana dove vivono lo psichiatra Henry (Ben Mendelsohn) e la moglie, ex musicista, Anna Finlay (Essie Davis). Una coppia come tante che viene sconvolta quando la giovane amatissima figlia, gravemente ammalata, Milla (Eliza Scanlen) si innamora di Moses (Toby Wallace), piccolo spacciatore di quartiere. Il ragazzo che nessuna madre vorrebbe come ragazzo della figlia. I genitori sono spaventati per le possibili conseguenze negative e fanno subito la guerra a Moses, capelli doppio taglio, codino e tatuaggio sul volto. Ma qualcosa, dopo questo incontro, sta accadendo a Milla, un’apertura verso la vita inaspettata. Moses, di cui la ragazza ovviamente si innamora, con la sua inadeguatezza e leggerezza, apre alla vita non solo Milla, ma anche i suoi genitori. In fondo la deriva del ragazzo verso le droghe non è poi così lontana da quella della famiglia Finley che, in questa onda folle di libertà, si ritrova a nutrirsi di nuove libertà e a lasciarsi andare al caos della vita. “Desideravo trovare un linguaggio cinematografico in grado di rispecchiare il particolare tono di irriverenza e sentimentalismo del brillante copione di Rita Kalnejais. Sono stata ispirata dalla sfida di armonizzare questa dualità di umorismo e dolore in ogni fotogramma del film” spiega la regista. E ancora Shannon Murphy, regista teatrale, cinematografica e di serie tv australiane pluripremiate: “L’adolescente si innamora di Moses: lo vede come vede un’opportunità per spingersi oltre i limiti in modo estremo. Mano a mano che ci addentriamo nelle vite dei genitori della ragazza, scopriamo le disfunzioni e le complicate tensioni che li caratterizzano mentre affrontano il loro incubo peggiore. Entrambi vengono così spogliati fino a mettere in luce la loro natura più cruda”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gong Li, spia dark un po’ Lara Croft
L’attrice in una spy story alla vigilia di Pearl Harbor

04 settembre 201917:45

– Fa una certa impressione vedere Gong Li senza il tradizionale abito cinese, il qipao, pieno di colori e sensualità come appare invece in ‘Saturday Fiction’ di Lou Ye.
Qui per lei solo cappotti e sciarpe occidentali anni Quaranta e anche pistole d’epoca da sfoderare con disinvoltura come una perfetta Lara Croft.
Il fatto è che l’attrice di ‘Lanterne rosse’ questa volta è una spia nella più dark delle spy stories che si svolge a Shanghai nel 1941 in pieno periodo dell’occupazione cinese. La Cina era allora terreno di guerra di intelligence tra gli Alleati e potenze dell’Asse. E Gong Li interpreta appunto la celebre attrice Jean Yu che ritorna a Shanghai, apparentemente per recitare in Saturday Fiction, diretta dal suo ex amante. Spiega Gong Lee: “Già dalla sceneggiatura ho capito che era difficile da fare, una sfida. Così ho parlato con Jean Yu a lungo su come affrontare questo ruolo. A vedere bene, questa donna è una persona piena di bontà, capace di esprimere tutto il suo mondo interiore”.

Natalia Goncharova star Palazzo Strozzi130 opere ne ripercorrono vita insieme a Picasso,Gaugain,Matisse

FIRENZE04 settembre 201919:30

– Ben 130 opere che ripercorrono la vita controcorrente di Natalia Goncharova (1881-1962) e la sua poliedrica produzione, in ‘dialogo’ con i capolavori di artisti come Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso e Umberto Boccioni provenienti da musei internazionali. E’ la mostra ‘Natalia Goncharova. Una donna e le avanguardie tra Gauguin, Matisse e Picasso’, negli spazi di palazzo Strozzi a Firenze dal 28 settembre al 12 gennaio 2020. La rassegna è una sorta di viaggio tra la campagna russa, Mosca e Parigi, città simbolo dell’artista, per svelare la biografia anticonformista di una donna che ha saputo vivere per l’arte, creando un’originale fusione di tradizione e innovazione, Oriente e Occidente, rendendo la propria opera un esempio unico di sperimentazione tra stili e generi. A fine agosto la mostra è stata oggetto di polemiche dopo che Instagram ha censurato il video promozionale per le “troppe immagini con nudi femminili”. Dopo chiarimenti tra le parti, il social ha sbloccato la pubblicazione del video.

Morto Peter Lindbergh, grande della modaSuoi i ritratti iconici di top model al ‘naturale’

04 settembre 201919:57

– E’ morto ieri a 74 anni il fotografo Peter Lindbergh. L’annuncio sul suo account Instagram. Nato a Leszno nel 1944 è stato un grande della moda, immortalando, spesso in ritratti in bianco e nero, le più celebri top model per le cover delle riviste patinate. La sua caratteristica era di cogliere sempre le star quasi senza trucco e in pose molto naturali.

Inseguimenti e spari, ora Matera attende James BondManovre spericolate nei set dei rioni Sassi e del centro storico

MATERA04 settembre 201920:18

– A Matera – mentre si susseguono nei rioni Sassi e per le strade del centro storico gli inseguimenti di auto e moto alla Aston Martin di color “silver birch”, sottolineati da manovre spericolate e da colpi di arma da fuoco, per le riprese del 25/o film della serie di James Bond, intitolato “No time to die” – cresce l’attesa per l’arrivo (probabilmente la prossima settimana) di Daniel Craig, che interpreta l’agente segreto più famoso al mondo.
Lo attendono residenti e sopratutto i turisti a ridosso di uno dei 30 set dove si gira e dove si girerà sino alla fine di settembre l’attesissimo film, che uscirà nelle sale nel mese di aprile 2020. E tra i set più accorsati e fotografati, nella Capitale europea della Cultura 2019, figura Calata Ridola, una stradina sottostante il punto panoramico di piazza Pascoli, dove è stata realizzata la suite di 007 nell'”hotel balcony build”.
Nelle stanze dell’albergo di James Bond, con vista mozzafiato sui rioni Sassi e sulla Murgia, si sta procedendo all’allestimento degli arredi con divani, specchiere, lampade e l’immancabile letto che aggiunge quel tocco di sensualità ma anche di thrilling nelle avventure di uno 007 seduttore, sempre però in guardia da possibili imprevisti, tradimenti, anche se in compagnia di una bella donna come l’avvenente Lea Seydoux che fa parte del cast.
Con James Bond, diretto dal regista Cary Fukunaga, occorre stare sempre all’erta perché trappole e intrighi che fanno aumentare l’adranalina, sono sempre dietro l’angolo. E così in via Gradoni Municipio,a ridosso del belvedere di Piazza Duomo, è in costruzione uno “jump set”, una rampa che consentirà la ripresa spettacolare di una moto che farà un “salto” nei Sassi.
Ma non è il solo punto di attrazione del film. Nel Parco della Murgia, a ridosso della chiesa rupestre della Madonna delle Vergini, è stato realizzato un antico cimitero inglese. Chissà, potrebbe essere un punto d’incontro tra agenti segreti o luogo dell’ultimo saluto, sull’onda dei ricordi, per una scena del film che ha già girato alcune sequenze a Gravina in Puglia (Bari) e che ha programmato anche una serie di inseguimenti sulla costa tirrenica lungo la provinciale che porta a Maratea (Potenza).

Molestie, nuove accuse a Placido DomingoAltre 11 donne e dipendenti del backstage parlano all’Ap

05 settembre 201907:25

– Altre 11 donne accusano di molestie la leggenda dell’opera Placido Domingo.
Le testimonianze sono state raccolte ancora una volta dall’agenzia di stampa americana Associated Press (Ap), a cui le donne hanno raccontato come il cantante lirico e direttore d’orchestra le avrebbe insidiate e molestate con comportamenti inappropriati.
Una donna ha riferito che nel 1999 l’attuale direttore generale dell’Opera di Los Angeles le avrebbe afferrato con forza il seno sotto la vestaglia in camerino, mentre altre hanno raccontato di contatti indesiderati o tentativi di baciarle.
Diversi dipendenti del backstage hanno inoltre riferito all’Ap come si siano sforzati di proteggere le giovani da Domingo mentre gli amministratori guardavano dall’altra parte, fino alla stagione 2016-2017 dell’Opera di Los Angeles.
In un comunicato, il portavoce del cantante ha definito le accuse “piene di inconsistenze” ma non ha fornito dettagli.

Shafak, la letteratura deve costruire pontiLa scrittrice, ‘abbiamo troppe informazioni e poco sapere’

MANTOVA05 settembre 201919:46

– ELIF SHAFAK, I MIEI ULTIMI 10 MINUTI E 38 SECONDI IN QUESTO STRANO MONDO (RIZZOLI, PP 356, EURO 19,00) Racconta la Turchia e la sua Istanbul dalla parte degli emarginati, dei reietti Elif Shafak, finalista al Booker Prize con il suo romanzo ‘I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo’ pubblicato in Italia da Rizzoli. E lo fa attraverso la voce di una prostituta, Leila Tequila, assassinata brutalmente e buttata in un cassonetto delle immondizie dove, nel momento in cui sta per morire ricorda la sua vita e noi con lei.”Racconto storie che il ministero del turismo turco non vorrebbe si sapessero” dice la Shafak, una delle più importanti autrici turche di oggi, che ha aperto il Festivaletteratura di Mantova. “Il ruolo e i diritti delle donne per me sono molto importanti. E’ una questione di vita, concreta, non teorica. Sono stata cresciuta da una giovane mamma divorziata e da una nonna. Mia madre ha fatto i conti con tutti i pregiudizi del patriarcato e ho visto cosa ha significato per lei la solidarietà delle altre donne” dice la Shafak che vive da circa 15 anni a Londra ma è profondamente legata al suo paese. “Sono cresciuta – racconta – con la fede nella solidarietà e nella sorellanza di cui oggi, più che in altri periodi, abbiamo bisogno. In Turchia siamo tornati indietro ma in generale c’è sempre più autoritarismo da parte dei governi. Quello che molti non sanno al di fuori della Turchia è che è enormemente aumentato nella popolazione un sentimento nazionalistico, sessista, misogino e omofobo. Nei Paesi dove la democrazia è tramontata le donne e tutte le minoranze se la passano male. A ogni aumento del populismo, dell’autoritarismo corrisponde un arretramento sul terreno dei diritti. Ed è’ successo in tantissimi paesi, non solo in Turchia. Penso alla Spagna e la cosa mi preoccupa molto”.Il cervello di Leila continua a funzionare anche dopo che il cuore si è fermato. “Studi canadesi hanno dimostrato che la nostra attività cerebrale è l’ultima a fermarsi. Il cervello è la sede della memoria, ma che cosa ricordiamo in quel lasso di tempo, in quei 10 minuti? Le cose belle, quelle cattive. Leila ricorda il suo passato, la sua infanzia, minuto per minuto” dice la scrittrice turca e noi ci troviamo davanti a una vita e a una città lacerata, contraddittoria, una città “che è, ed è sempre stata, una città femmina” come ricorda nella dedica la Shafak. “Non c’è una sola Istanbul, ce ne sono tante che confliggono fra loro. Tutta la Turchia soffre di una sorta di amnesia collettiva. Come scrittrice mi attrae molto ciò che non si sente e non si vede e scrivere significa parlare di tutte le contraddizioni” sottolinea.Tra le voci più importanti della narrativa turca e internazionale, la Shafak in tutta la sua bellezza e luminosità lancia un invito a Mantova perché “in un mondo di conflitti, di discriminazioni e divisioni, la letteratura costruisca dei ponti. Abbiamo troppe informazioni e poco sapere, dobbiamo ribaltare le proporzioni tra queste due componenti. Tanta informazione genera oblio e ansia. La letteratura può contribuire a riumanizzare ciò che è stato disumanizzato” afferma. E incalza: “Abbiamo assistito alla Brexit, abbiamo visto l’assalto al potere di Trump. Dobbiamo uscire dal nostro guscio, dalla torre d’Avorio e diventare cittadini impegnati perché se non occupiamo noi questo spazio lo faranno gli estremisti, i nazionalisti. Dobbiamo farci sentire più forte”. La scrittrice vorrebbe anche che le donne di Istanbul potessero rimpossessarsi degli spazi pubblici della città e non dimenticassero che ha nel cuore una fortissima energia femminile”.

L’Archivio Ricordi in mostra a New YorkEsibizione ‘Verdi. Creating Otello and Falstaff’ fino a gennaio

05 settembre 201911:28

– L’archivio Ricordi è per la prima volta protagonista di una mostra negli Stati Uniti ‘Verdi Creating Otello and Falstaff. Highlights from the Ricordi Archive’ in programma dal 6 settembre al 5 gennaio alla Morgan Library and Museum.
Grazie a partiture, lettere, schizzi, libretti d’opera, contratti (ma anche estratti video di produzioni recenti) viene ricreata la vicenda delle due ultime opere di Verdi, che Giulio Ricordi e il librettista Arrigo Boito convinsero a scrivere quando, dopo Aida, aveva deciso di ritirarsi. Nel 1887, cioè 16 anni dopo, andò in scena Otello, sei anni dopo Falstaff. Opere che hanno preso ispirazione dal teatro di Shakespeare e infatti la mostra è arricchita anche da materiale della Morgan, a partire da alcune antiche edizioni shakespeariane. L’archivio Ricordi include 7.800 partiture originali (più di 600 opere), diecimila libretti d’opera e seimila fotografie oltre a carteggi e 13.500 documenti iconografici.

‘Top 10 Folk L’Aquila’, 6 e 7 settembreCorale Gran Sasso presenta progetto multimediale per i 10 anni

L’AQUILA05 settembre 201912:13

– La Corale Gran Sasso, formazione storica della città dell’Aquila, presenta ‘Top 10 Folk L’Aquila’ un progetto multimediale e creativo per il decennale del sisma.
Appuntamento all’Auditorium del Parco alle 21, venerdì 6 settembre e sabato 7 settembre, a Casa Onna alle 18,30.
‘Top 10 Folk L’Aquila’ è stato pensato per onorare il decennale del sisma, cercando di legare la storia con la creatività; far conoscere le canzoni che rappresentano la città dell’Aquila; proporre con immagini una nuova lettura del folklore; creare un’opera per promuovere il territorio e che funzioni sia negli spettacoli che nel web. Il direttore artistico Carlo Mantini ha selezionato 10 canti della tradizione folkloristica aquilana, uno per ogni anno: Novantanove, J’Abbruzzu, ‘Na jura d’amore, L’ellera, Massera, Tramonto Aquilano, Quanno ju core te fa bbu bbu, Ninna Nanna de Natale, ai quali si aggiunge Gran Sassu me, scritto nel 2009, e l’inno della speranza, il Te vojio reveté, meglio noto come ‘L’Aquila, bella me’.

Emma a tutto rock con un brano di VascoArriva Io sono Bella,anticipa disco che celebra 10 anni carriera

05 settembre 201919:37

05 settembre 201919:37

– “Fammi godere adesso, solo per un istante”. Il marchio di fabbrica di Vasco, per il nuovo singolo di Emma, in uscita domani, si percepisce fin dai primi versi. “Io sono bella” (Universal) è il primo brano che anticipa il disco che celebrerà i primi 10 anni di carriera della cantante salentina. Il singolo è stato scritto per lei da Vasco Rossi, insieme a Gaetano Curreri a ai giovani collaboratori Gerardo Pulli e Piero Romitelli, mentre la produzione è di Dardust.”Non è solo una canzone. È un regalo meraviglioso che mi hanno fatto Vasco Rossi e Gaetano Curreri”, racconta Emma. Io sono bella è un brano ritmato, grintoso, che si sposa con l’attitudine rock di Emma, con la determinazione che mette in tutto quel che fa. Vasco ha scritto per lei, su di lei. Ha cucito addosso al suo animo indomito una canzone che rappresenta la Emma di oggi: una donna determinata, coraggiosa e libera di essere se stessa. “Io sono bella ma non mi frega niente, io sono bella sempre. Sono stanca di essere come mi vogliono tutti. Sono stanca di vivere come vorrebbero gli altri”, canta Emma, con le parole del Blasco (e anche se qualche rima è un po’ troppo scontata, è azzeccata al punto giusto per entrare in testa e rimanerci). E Vasco gioca anche a citare stesso (Rewind del 1988) con quel “Fammi godere” che apre e chiude la canzone. Il brano è stato registrato a Los Angeles, proprio nello stesso studio, lo Speakeasy, in cui il Komandante ha lavorato ai suoi ultimi album.”Dopo 10 anni di lavoro – dice ancora l’artista – è la ricompensa più grande che potessi ricevere. Ripenso a tutti i dischi che ho comprato e a tutti i concerti dove ho saltato come una matta cantando le sue canzoni con tutta la voce che avevo in corpo per farmi sentire dal kom. Perché volevo diventare come lui. Non avete idea di che cosa significhi per me avere in bocca le sue parole. E quindi sorrido! Sempre con lo sguardo basso, come nella foto di copertina (realizzata da Emilio Tini, ndr), per nascondere le lacrime anche se sono di gioia. E me la godo, sì, me la godo di brutto”.

Danza urbana e d’autore a RavennaDal 7 al 15/9 nuovi progetti e performance affermati coreografi

RAVENNA05 settembre 201914:09

– E’ dedicata al tema ‘Spaesamenti e Radicamenti’ la 29/a edizione del festival di danza urbana e d’autore ‘Ammutinamenti’, dal 7 al 15 settembre a Ravenna.
Protagonista la nuova danza emergente attraverso lavori di giovani talenti, che si intersecano con performance e spettacoli di compagnie e coreografi già affermati.
Il centro gravitazionale dell’iniziativa è da sempre la ‘Vetrina della giovane danza d’autore’ (12-14 settembre), dove i protagonisti sono selezionati da un gruppo di operatori della danza nazionale che fanno parte del network ‘Anticorpi XL’, rete che dal 2007 ha come focus principale la giovane danza d’autore italiana e che coinvolge 37 operatori di 15 regioni. In programma anche lavori di coreografi come Nicola Galli, Silvia Gribaudi, il giapponese Hisashi Watanabe. Novità di questa edizione, oltre agli spazi dell’Almagià, le sale di Palazzo Rasponi dalle Teste e della Biblioteca Classense, la Vetrina trova un nuovo spazio al Socjale di Piangipane, storico teatro nel forese ravennate.

Regio Torino,Schwarz direttore artistico”Guardiamo avanti, spettacolo sia in palcoscenico”

TORINO05 settembre 201915:31

– Il sovrintendente del Teatro Regio di Torino, Sebastian Schwarz, sarà anche direttore artistico.
“Me lo ha chiesto il consiglio di indirizzo e ho accettato”, ha detto Schwarz incontrando la stampa. Non è stato ancora scelto il direttore musicale, mentre a breve arriveranno il segretario artistico e il direttore degli allestimenti scenici.
“H incontrato i lavoratori. Ho visto persone piene di energie e voglia di ripartire alla grande. Bisogna riportare la calma, la magia dell’opera lirica, in un teatro che ha vissuto tempeste enormi. Ho invitato tutti a guardare avanti. Lasciamo che lo spettacolo si svolga in palcoscenico e non fuori. Dobbiamo riconquistare la fiducia. Già in questa stagione puntiamo a un aumento degli abbonati”, ha spiegato Schwarz, applaudito dai lavoratori. Entro settembre il consiglio di indirizzo esaminerà il budget 2019. “Nessuna intenzione di togliere la cancellata – ha precisato – ma vogliamo aprire il teatro alla città, con un negozio, la biglietteria e un bar nell’atrio”.

Al via Fashion week della sostenibilitàDal 17 al 23 settembre 58 sfilate, torna Green Carpet alla Scala

05 settembre 201915:31

– Sostenibilità, inclusione, apertura: queste le parole d’ordine della prossima fashion week, nelle parole del presidente della camera della moda Carlo Capasa. Dal 17 al 23 settembre 58 le sfilate, 110 le presentazioni e 51 gli eventi in calendario, per un totale di 170 collezioni.
La settimana si apre il 17 settembre con una giornata dedicata agli eventi tra cui la sfilata di Benetton e l’inaugurazione del Fashion Hub, mentre le sfilate inizieranno il giorno dopo già con Prada e Gucci chiuderà idealmente la rassegna domenica. Un rimescolamento del calendario che vede anche l’ingresso di Peter Pilotto, Boss, Simona Marziali-MRZ, vincitrice di Who’s on Next 2018, DROMe e Shuting Qiu. Clou della rassegna, domenica 22 settembre, la terza edizione dei Green Carpet Fashion Awards Italia.

Matera 2019, il paradosso di Armin LinkeDa domani quarta grande mostra della Capitale Ue della Cultura

MATERA05 settembre 201915:33

– Che la superficie della Terra stia subendo cambiamenti radicali è preoccupazione comune, tuttavia quello che vediamo è solo la minima parte. Quali “forze” modificano il volto della Terra? In che modo “l’immagine” del passato è legata all’uso del territorio e all’ordine sociale? In risposta a queste domande e per la formulazione di altre, dal 6 settembre è aperta la quarta grande mostra di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, “Blind Sensorium. Il Paradosso dell’Antropocene” del fotografo e filmmaker Armin Linke.
L’esposizione sarà allestita nel Museo archeologico nazionale “Domenico Ridola” e nell’ex scuola “Alessandro Volta” e rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2020 tutti i giorni (eccetto il lunedì) dalle 10 alle 20 e sarà accessibile con il Passaporto per Matera 2019.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sollima-Saviano sulle vie della coca che muove il mondo
A Venezia Zerozerozero, serie kolossal su Sky nel 2020

VENEZIA05 settembre 201919:31

– Dalla Colombia alle piazze occidentali seguendo le rotte commerciali della materia che muove il mondo, la cocaina. Zerozerozero arriverà nel 2020 in tv su Sky raccontando il viaggio di un singolo carico di droga, mostrando i paesi che attraversa, le realtà che tocca, sconfinando tra bene e male di continuo. E’ una produzione kolossal internazionale, che parte dalla creatività italiana, con la regia di Stefano Sollima, ed è un nuovo romanzo-inchiesta di Roberto Saviano che viene trasposto per immagini. A Venezia 76 oggi la prima mondiale dei primi due episodi della serie originale Sky Studios, una produzione Cattleya e Bartlebyfilm per Sky Studios, Canal+ e Amazon Prime Video, è l’evento del Fuori Concorsoi.Nel puzzle di storie che cominciano dall’ordine di acquisto di un clan della ‘ndrangheta, ZeroZeroZero svela i meccanismi con cui l’economia illegale diventa parte dell’economia legale e come entrambe siano collegate a una spietata logica di potere e controllo che influenza le vite e le relazioni delle persone. La cocaina è “l’unica materia comparabile al petrolio, la facilità con cui può essere venduta non ha eguali. Se io le dessi ora un sacchetto di cocaina – ha detto Saviano rivolgendosi ad una giornalista – lei la venderebbe prima ancora di lasciare il Palazzo del Cinema, al contrario ad esempio di un sacchetto di diamanti. E perché la cocaina regna? Perché la vita è una merda, ti fa sentire sempre troppo brutto, troppo povero, troppo grasso, ti fa lavorare sempre di più e infatti la prendono operai edili, tassisti, chirurghi, la cocaina ti attiva con il mondo, al contrario dell’eroina che ti disattiva. Ecco perché muove l’economia”.La cocaina, perciò, ha sostenuto Saviano, “andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. La legalizzazione trasformerebbe l’economia mondiale: il narcotraffico di cocaina attraversa il mondo legale, gli dà forza, liquidità”. Stefano Sollima, il regista di Romanzo Criminale la serie e recentemente al cinema in Usa con Soldado, si è interessato a Zerozerozero “per l’angolazione speciale con cui raccontava il narcotraffico già tante volte oggetto di film e serie. L’idea del singolo viaggio seguito passo passo per far capire nel complesso come questa merce muova l’economia globale era la cosa intrigante”. La messa in scena è kolossal, “come anche il budget che è più che alto, è oltre”, ha detto Riccardo Tozzi di Cattleya, mentre Nicola Maccanico (Evp Programming Sky Italia) si è detto convinto che Zerozerozero per il suo impianto produttivo scriva “una pagina evolutiva della storia delle serie”. Sceneggiate da Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, le otto puntate della serie “non spettacolarizzano la droga, ma ne mostrano il valore assoluto in termini economici tappa dopo tappa. Un chilo di coca – ha detto Saviano – costa in Colombia all’origine 2000 euro, che diventano 15mila in Messico, 27mila in America, 54mila in Italia, 70mila in Inghilterra, 45mila in Spagna. Con 10mila euro di cocaina diventi milionario: da 1 chilo ne ricavi, tagliandola, almeno 3 che diventano con 3000 dosi un guadagno di 200mila euro, che salgono a 300mila se la tagli con schifezze per le periferie del mondo”. Girata in America, Europa e Africa, in sei lingue, con riprese durate quasi un anno, la serie ha un cast internazionale con Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Francesco Colella e Tcheky Karyo. Nella prima puntata si vede un capo ‘ndrangheta nascosto sottoterra in Aspromonte: “Sono l’ultima classe dirigente disposta al sacrificio. A loro non interessa il denaro, ma il potere e per questo sono disposti a odio, solitudine, carcere. Per questo spesso hanno una religiosità quasi mistica: i mafiosi sono – ha concluso Saviano – gli ultimi calvinisti del mondo”.

Sindaco Matera ‘Cireneo’ nel ‘Vangelo’L’84enne De Ruggieri ha accettato la richiesta di Milo Rau

MATERA05 settembre 201916:08

– Il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, reciterà la parte del “Cireneo” nel docufilm “Il Nuovo Vangelo”, legato alla campagna sulla condizione dei migranti “La rivolta della dignità”, che il regista Milo Rau sta girando nella capitale europea della Cultura 2019 e in altre aree. Lo ha reso noto lo stesso 84enne primo cittadino, il quale ha accettato la richiesta del regista, orientato in un primo momento ad affidargli il ruolo del governatore romano Ponzio Pilato.

Pereira alla Scala fino al 15 dicembreDominique Meyer prenderà il suo posto a marzo

MILANO05 settembre 201916:29

MILANO05 settembre 201916:29

– Rimarrà sovrintendente del teatro alla Scala di Milano fino al 15 dicembre Alexander Pereira e poi, a quanto si apprende, dal giorno dopo inizierà il suo incarico a Firenze alla guida del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Il suo successore già indicato dal cda, Dominique Meyer, arriverà invece alla Scala dal primo di marzo.
I due sovrintendenti, quello uscente e quello incaricato, hanno incontrato nel pomeriggio il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che è anche presidente del Cda della Scala, per definire le tempistiche.

Pnlegge:Pavan,in festa per 20/a edizionePresidente Fondazione, fare cultura porta anche ricchezza

DENONE05 settembre 201916:33

– “Siamo alla vigilia della ventesima edizione di Pordenonelegge che sarà una festa per l’intera provincia: è un risultato importante per la Fondazione, ma per tutto il pordenonese e per la città capoluogo”: lo ha affermato il presidente della Fondazione Pordenonelegge, Giovanni Pavan, a due settimane esatte dall’avvio della manifestazione. “Se il festival ha raggiunto i vent’anni e tutti i successi che ha conseguito è merito certamente della Fondazione e di chi, all’inizio, ha voluto questa manifestazione, come la Camera di commercio e le istituzioni di Pordenone, ma anche della grande partecipazione popolare, in cui tutti i cittadini di Pordenone si sono sentiti parte dell’evento – ha aggiunto -. Questo ci ha consentito di aggregare intorno alla manifestazione tutto quanto il pordenonese”. Con questa manifestazione, ha poi concluso Pavan, si è riusciti a coniugare cultura e economia, con “ricadute positive e importanti per il territorio”.

Il docu di Ramsay Cocaina al ristoranteSu Nove in prima visione, racconta storie personali e non solo

05 settembre 201917:48

– Gordon Ramsay, uno fra i più celebri personaggi del panorama gastronomico mondiale, per la prima volta in un documentario unico nel suo genere, esplora e racconta l’uso di droghe, in particolare della cocaina, nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità. “Gordon Ramsay cocaina al ristorante” va in onda in prima tv il 5 settembre alle 23:30 sul Nove. Il tema è molto caro allo chef, che nel 2003 ha perso uno dei suoi migliori collaboratori, David Dempsey, proprio per un’overdose di cocaina, e che da anni si ritrova ad affrontare i problemi di tossicodipendenza del fratello Ronald. Da qui, l’idea di girare un’attenta indagine in tutti i suoi ristoranti sparsi per il mondo: una ricerca senza sosta di eventuali tracce di cocaina nei bagni, uno studio che ha portato a risultati allarmanti. Ramsay, oltre a raccontare gli episodi che lo hanno segnato al punto da spingerlo ad approfondire l’argomento, decide di andare direttamente all’origine della droga, in Colombia.

Gloria Gaynor, 70 anni da regina discoCon I Will Survive ha marchiato a fuoco la storia della musica

06 settembre 201910:21

La regina della disco music, degli anni ’70-80 e delle luci stroboscopiche, ha abbandonato ormai da tempo capelli cotonati e lustrini, ma non la musica. Gloria Gaynor, nata il 7 settembre 1949 (o due anni prima, secondo alcune fonti) a due passi da New York, nel New Jersey, è pronta a spegnere le 70 candeline. Il titolo indiscusso di “regina della disco music” se lo è conquistato a suon di hit. Di una in particolare, che ha segnato la sua carriera e le playlist di ogni festa degna di questo nome: I Will Survive, del 1978. La sua carriera ruota tutta intorno a un pugno di canzoni: oltre a I Will Survive, ci sono Never Can Say Goodbye (1974), Reach Out I’ll Be There (1975) e I Am What I Am (1983). La fine della disco music e l’incapacità di rinnovarsi l’hanno condannata a un lento declino. A metà degli anni Novanta si è dedicata alla recitazione, prima di tornare di nuovo in sala di registrazione nel 2002. Quest’anno è uscito l’album gospel Testimony. Nel 2005 è stata inserita nella Dance Music Hall of Fame.

Nannini, 15 novembre esce La differenzaIl nuovo album di inediti, il 19/10 rocker ritira Premio Tenco

05 settembre 201918:46

– Uscirà il 15 novembre il nuovo album di inediti di Gianna Nannini “La differenza” (Sony Music). Il disco arriva a distanza di due anni da “Amore gigante”.
In un periodo storico in cui spesso la realizzazione dei dischi è affidata prevalentemente al digitale, Gianna Nannini ha scelto di realizzare il suo nuovo album nei Blackbird Studio di John McBride a Nashville, Tennessee, nel regno dell’analogico, sede di grandi produzioni artistiche blues-rock.
La rocker senese è anche fresca vincitrice del Premio Tenco 2019, riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale, che ritirerà al teatro Ariston di Sanremo il 19 ottobre.

TotoLeone tra Polanski, Joker e SoderberghIn corsa anche Babyteeth, Baumbach, Painted Bird e Martin Eden

VENEZIA05 settembre 201919:28

Alla fine il TotoLeone di questa 76/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia l’aveva già suggerito lo stesso direttore artistico Alberto Barbera, indicando come film da non perdere J’ACCUSE di Roman Polanski, THE LAUNDROMAT di Steven Soderbergh e JOKER di Todd Phillips. Ma le sorprese potrebbero venire da almeno altri due film, BABYTEETH e MARRIAGE STORY. Mentre per l’Italia possibilità, almeno per ora, solo per MARTIN EDEN di Pietro Marcello.
Fin qui tutto bene se non si dovesse anche considerare la ‘variabile Lucrecia Martel’, ovvero la presidente di giuria argentina che, dopo il suo intervento contro Polanski, poi rientrato, potrebbe vedere il giudizio della sua squadra suscitare comunque retropensieri e possibili polemiche.
Intanto J’ACCUSE di Polanski. La rivisitazione del caso Dreyfus ha convinto tutti. Un fatto storico su cui sono stati scritti fiumi di parole diventa, grazie al regista, un thriller moderno che non annoia mai. La scena del duello poi è da antologia. Impensabile che questo film non vinca un premio: di diritto guarda al Leone d’oro.
Stesso discorso per JOKER di Todd Phillips che raccoglie ancora più consenso da parte dei critici internazionali.
Centrale poi il ruolo del protagonista Joaquin Phoenix che sta sulla scena dalla prima all’ultima sequenza interpretando un inedito personaggio DC Comics pieno di spessore. Contro il film di Phillips la natura pop e poco festivaliera.
Un problema, quest’ultimo, riconducibile anche a THE LAUNDROMAT di Soderbergh, ma che ha il vantaggio di un autore indiscusso, un tema politico ancora aperto, quello delle società offshore, e il volano di un super-cast, ovvero Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas.
MARRIAGE STORY di Noah Baumbach, non troppo amato dagli italiani, è tra i favoriti per gli stranieri. E poi anche per questo film pesa il cast: Scarlett Johansson e Adam Driver in lotta a fine matrimonio sono straordinari e credibili.
Discorso a parte per BABYTEETH dell’australiana Shannon Murphy con l’incontro occasionale tra un ragazzo tossico, e molto disadattato, e una quindicenne malata di cancro. I genitori di lei fanno la guerra al ragazzo in tutti i modi, ma la loro figlia si apre all’ultimo stralcio della sua vita. Tra melò e commedia, il film ha diviso il Lido: per molti è un capolavoro, per altri un’opera che gioca sul dolore. A vantaggio della pellicola, tratta da una pièce teatrale omonima del 2012 di Rita Kalnejais, potrebbe pesare il fatto che è uno dei due titoli girati da una regista donna, ma sospettarlo sarebbe ingiusto.
E l’Italia? Sorprese potrebbero arrivare, in attesa del film di Franco Maresco che passa domani, da MARTIN EDEN di Pietro Marcello. Intanto non sembra un film italiano ed è sicuramente un lavoro perfetto per un festival. La lettura, in chiave autobiografica ed autoreferenziale, della vita di Jack London funziona anche se dilatata su diversi piani statistici e temporali.
Outsider, infine, potrebbe essere THE PAINTED BIRD. Non si può dire che questo film del ceco Vaclav Marhoul non abbia immagini forti, sconvolgenti, irritanti. Il racconto in bianco e nero dell’odissea, del vero e proprio inferno, di un giovane ebreo spedito dai genitori in Europa orientale per evitare le persecuzioni naziste, ti restano dentro a lungo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gianni Morandi in giallo-rosso su Fb
I commenti dei fan, ‘a 100 all’ora per occupare poltrone’

BOLOGNA05 settembre 201919:58

– Maglietta gialla, pantaloncini rossi. E’ il look di Gianni Morandi per la foto che accompagna su Facebook un suo post ‘politico’, ma leggero, come nello stile del cantante, sul nuovo esecutivo. “5 settembre. Giallo e rosso.
Riuscirà questo governo a fare qualcosa di buono per gli italiani? Aspettiamo con fiducia ma con altrettanta preoccupazione”, scrive Morandi, raccogliendo in poche ore oltre 2.500 commenti.
Le reazioni sono di ogni tipo: “Ma non eri del Bologna?”, si domanda qualcuno. Mentre altri citano le sue canzoni per dire la propria: “Il colore è bellissimo peccato sono andati a 100 alľ’ora per occupare le poltrone”. Oppure: “E se questo fosse quell’uno su mille?”. Ma c’è anche chi usa toni meno gentili: “Gianni sono stata tua fan fin da fatti mandare dalla mamma ma oggi io da nonna ti mando a f…”.

Venezia: la lotta di classe di Guédiguian e GuedesIn concorso ‘Gloria Mundi’ e ‘A Herdade’

VENEZIA06 settembre 201910:31

Forse sarà solo un caso, ma la 76/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si chiude in lotta di classe. Di scena infatti, mancando all’appello solo due film in corsa per il Leone – WAITING FOR THE BARBARIANS e LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA -, due opere divise a metà tra famiglia e scontro sociale. Ovvero ‘GLORIA MUNDI’, una sorta di Ken Loach marsigliese firmato da Robert Guédiguian e ‘A HERDADE’, una saga portoghese sulle disgrazie del potere di Tiago Guedes.
Nel caso di Guédiguian incipit metafisico, con un parto in primo piano minuto per minuto, sulle musiche del ‘Requiem’ di Verdi e ‘Pavane pour une infante defunte’ di Ravel. A nascere è la piccola Gloria, ma la sua venuta al mondo peggiora anche più, se fosse possibile, la condizione economica dei suoi genitori: padre autista Uber, senza troppa fortuna, e madre commessa in un magazzino tartassata da una padrona aguzzina. Ma c’è una persona da avvisare per questa avvenuta nascita e che forse potrebbe cambiare le cose in questa famiglia in difficoltà, ovvero Daniel (Gerard Meylan) appena uscito di prigione e nonno della neonata Gloria. Daniel, tornato a casa, ritrova oltre alla bambina, l’ex moglie (Ariane Ascaride, moglie e musa da sempre del regista) che nel frattempo si è risposata e ha avuto un altra figlia. L’affetto che prova Daniel per Gloria e l’apparente felicità iniziale non potrà cambiare le cose di questa famiglia destinata a un’altra tragedia come appunto suggerisce il titolo: Sic transit gloria mundi.
“Per parafrasare Marx, ovunque regni il neocapitalismo ha schiacciato relazioni fraterne, amichevoli e solidali, e non ha lasciato altro legame tra le persone se non il freddo interesse e il denaro, annegando tutti i nostri sogni nelle gelide acque del calcolo egoistico. È ciò che questo racconto sociale vuol mostrare attraverso la storia di una famiglia fragile come un castello di carte” spiega il regista, sceneggiatore e produttore francese di origini armene. Un inno all’onnipotenza, una sorta di Prometeo portoghese ricco come un Creso è invece il protagonista assoluto di A HERDADE di Tiago, ovvero Joao Fernandes (Albano Jerónimo) , carismatico proprietario di una delle più grandi tenute d’Europa: 14.000 ettari. Chi non si sentirebbe un re con un tale territorio sulla riva del fiume Tago? E chi non riterrebbe suoi sudditi l’enorme quantità di lavoranti al suo servizio? E Joao, e la sua famiglia allargata, non è da meno, ma siamo nella seconda metà del ventesimo secolo e la storia di questa fattoria cambia inevitabilmente insieme ai relativi cambiamenti nella vita politica, economica e sociale del Portogallo dagli anni ’40, attraverso la rivoluzione dei garofani, fino ai giorni nostri.
“La ‘herdade’, che ha origine dal latino ‘hereditas’, è in questo film un regno dominato da un uomo carismatico e progressista, in un Paese sottoposto a una dittatura fascista.
Sia la proprietà che l’uomo, entrambi inizialmente grandiosi, con il passare del tempo sono inevitabilmente destinati a scontrarsi con i venti del cambiamento, a rivelare le imperfezioni, le zone grigie, e a crollare. Lungo tutto il corso della vita, le scelte che facciamo ci definiscono, ma portiamo con noi qualcosa che non riusciamo a percepire né a controllare.
Qualcosa che è nato con noi, che abbiamo ereditato. Questo film ci racconta delle inevitabili connessioni che ci definiscono e ci condizionano”.

Venezia: società, impegno e l’economia della cocaDrammi familiari in concorso, il docu su Rosi, Saviano al Lido

VENEZIA06 settembre 201910:31

In attesa dei fuochi d’artificio finali – arrivano pesi massimi come Johnny Depp (per Waiting for the Barbarians), Roger Waters (per Us + Them), sabato i i Leoni d’oro e il più leone di tutti, Mick Jagger (per il film di chiusura The Burnt Orange Heresy) – Venezia 76 nel nono giorno di festival si è concessa una pausa sul fronte divi e red carpet stellare. E si è buttata sui temi di attualità e impegnati, del cinema civile di Francesco Rosi, dell’economia mondiale basata sulla cocaina (la serie Sky Zerozerozero), del potere sociale nei due film del concorso Gloria Mundi di Robert Guediguian e A Herdade (Il dominio) del portoghese Tiago Guedes.
Dalle parti del Lido è partita Chiara Ferragni e sono arrivate le scorte, per Roberto Saviano (qui per il suo romanzo-inchiesta diventato fiction) e per il magistrato Vincenzo Calia e il giornalista Lirio Abbate (qui per Citizen Rosi).
La mostra del cinema si avvia al gran finale e il tema ricorrente è il totoleone. La rosa dei film che sono piaciuti di più ai critici (e questo non assicura nulla) comprende Joker di Todd Phillips, J’Accuse di Roman Polanski, Marriage story di Noah Baumbach, The Laundromat di Steven Soderbergh, Babyteeth dell’australiana Shannon Murphy e l’italiano Martin Eden di Pietro Marcello. Al netto della ‘variabile Lucrecia Martel’ la presidente di giuria argentina che, dopo il suo intervento contro Polanski, poi rientrato, ha creato qualche imbarazzo. Gli ultimi due film sono Waiting for the Barbarians di Ciro Guerra e La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco (il regista, si è appreso, non ci sarà).
Nel concorso Venezia 76 è passato Gloria Mundi del francese Robert Guediguian, un affresco familiare sottoproletario disgraziato, con un crescendo tragico, che lo ha subito ribattezzato un Ken Loach marsigliese. Nasce Gloria, il padre, autista Uber, viene picchiato dai tassisti ufficiali, la madre è una commessa in prova in un magazzino. Del suo arrivo al mondo viene informato Daniel (Gerard Meylan), il nonno che sta per uscire da 20 anni di prigione. L’ex moglie (Ariane Ascaride, moglie e musa da sempre del regista) si spacca la schiena nei turni di notte di un’agenzia di pulizie, il nuovo marito fa l’autista di autobus. A Herdade di Tiago Guedes racconta il Portogallo dagli anni ’40 ad oggi da una angolatura particolare: la storia di Joao Fernandes (Albano Jerónimo), carismatico latifondista. Chi non si sentirebbe un re con 14mila ettari? Sullo sfondo la dittatura di Salazar, la rivoluzione dei garofani, la lotta di classe e le famiglie dei potenti.
Sette minuti di applausi, un grande calore in sala, hanno fatto commuovere Carolina Rosi che al festival, Fuori Concorso, ha portato Citizen Rosi, un documentario realizzato con Didi Gnocchi che traendo spunto da film come Salvatore Giuliano, Le mani sulla città, Il caso Mattei, Lucky Luciano e altri ancora, è di fatto un compendio di storia italiana, dei compromessi stato/mafia, di corruzione, di appoggi politici alla criminalità. Un film (si vedrà su Sky Arte) che è prima di tutto un atto d’amore per il padre così amato, morto nel 2015, e poi un lascito morale, del cinema di impegno civile, di educazione alla legalità. “Siamo in un’epoca trasformista, populista, molto poco ragionata, mio padre – ha detto Carolina – s’indignerebbe ancora come ha fatto per tutta la sua vita”.
Arriverà nel 2020 su Sky Zerozerozero, produzione kolossal internazionale, con la regia di Stefano Sollima (Gomorra, Romanzo Criminale, Suburra), tratta dal romanzo-inchiesta di Roberto Saviano. E’ stato l’evento Fuori Concorso di oggi con la prima mondiale dei primi due episodi. Girata in America, Europa e Africa, in sei lingue, con riprese durate quasi un anno, la serie ha un cast internazionale con Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida. Nel puzzle di storie, ZeroZeroZero svela i meccanismi con cui l’economia illegale diventa parte dell’economia legale. La cocaina è “l’unica materia comparabile al petrolio, la facilità con cui può essere venduta non ha eguali”. La cocaina, ha sostenuto Saviano, “andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali”.

Miss Italia: astronave stilizzata per il palco della finaleScenografia imponente, alle spalle ledwall 450 metri quadrati

VENEZIA05 settembre 201921:14

Un’astronave stilizzata e dietro 450 metri quadrati di ledwall, su un palco che ne misura 600. Al centro un elemento motorizzato, uno schermo gestito da 9 motori ‘cyberhoist’, in grado di scendere dall’alto per arricchire le coreografie della trasmissione televisiva. E’ la scenografia della diretta televisiva di Miss Italia (il 6 settembre, da Jesolo), una delle più imponenti nella storia del concorso, realizzata da Marco Calzavara. Ideata e progettata dallo scenografo jesolano, la struttura è stata realizzata in due settimane e ha richiesto l’impegno di circa 50 persone al giorno, tra tecnici, falegnami, elettricisti, fabbri, artigiani e altri professionisti.
Da circa 20 anni Calzavara firma molte delle più importanti scenografie di spettacolo italiano e per il sesto anno si occupa di realizzare quella di Miss Italia. “Per dare un dato emblematico – spiega Calzavara – quest’anno il boccascena è di circa 35 metri contro i 20 di quello del festival di Sanremo”.
Nel parterre, per la prima volta nella storia del concorso, un’orchestra di 40 elementi diretti dal maestro Gerardo Di Lella. Per l’illuminazione del palco saranno in funzione 400 proiettori luce.

Margaret Atwood, ‘non sarà possibile una terza Ancella’Silenzio su I Testamenti, incursione movimento Non una di meno

MANTOVA06 settembre 201910:28

– Accolta come una star, con mille persone che per festeggiarla hanno indossato una cuffia bianca di carta come quella dell’ancella, Margaret Atwood, delicata e forte nello stesso tempo, non si risparmia nel lungo dialogo con Alberto Manguel in cui il clima resta al centro delle preoccupazioni. “Il cambiamento climatico è la più grande minaccia alla pace dell’intero pianeta” dice tra gli applausi.
In più di un’ora nell’incontro evento del Festivaletteratura di Mantova, che si chiude con un’azione di sensibilizzazione del movimento Non una di meno di Mantova che alza cartelli sul femminicidio, sulla violenza, sull’aborto e dice “Ci vogliono donne, ci avranno ribelli”, la scrittrice canadese mantiene il segreto sul seguito del Racconto dell’ancella, ‘I Testamenti’, con cui è finalista al Booker Prize nonostante Amazon abbia fatto per errore circolare alcune copie rompendo così il riserbo sulla trama. “Un altro successo pubblicitario è stato interdire la lettura de I Testamenti, dopo il successo planetario de Il racconto dell’ancella ottenuto grazie a quel colpo grosso che è stata l’elezione di Trump” la stuzzica Manguel, ma la Atwood, 79 anni, sorvola sul nuovo libro e si sofferma piuttosto sull’Ancella spiegando: “nel libro ho messo soltanto ciò che credo queste persone pensassero della gente che detiene il potere. E davanti a questa gente l’unico messaggio è: ‘non lasciate che vadano al potere”. E in una sorta di cabaret con il suo interlocutore che le chiede: “ci sarà una terza Ancella?” risponde: “quanto tempo ho a disposizione nella mia vita? Non credo che si potranno aspettare altri 32-33 anni, a meno di scoperte scientifiche stupefacenti”. Ti iberniamo, allora? “Conosco – risponde la scrittrice – i trucchi dell’ibernazione. I tuoi congiunti non sono contenti e alla prima occasione staccano la spina”. Poi parla delle influenze letterarie, da Stevenson a Conan Doyle a Orwell a Henry James. Incassa applausi e la su espressione si fa più seria quando parla del clima: “dobbiamo riconoscerlo una volta per tutte: tutto il nostro pianeta sta per essere ridisegnato. Non c’e’ mancanza di idee ma non vediamo la volontà politica da parte dei leader del mondo. In Usa non c’e’, forse in Italia” incalza e invita dopo aver citato associazioni e progetti “a fare una cosa semplice per abbassare il livello di C02, piantare tanti alberi come hanno deciso di fare i norvegesi”.
Quanto al futuro, “nessuno è in gradi di prevederlo. Possiamo fare ipotesi sulle tendenze attuali, ma possono esserci degli imprevisti. I libri che guardano oltre chiedono sempre al lettore in che genere di mondo ha voglia di vivere. E’ un po’ come se ti mostrassero una foto o il disegno di una casa e ti chiedessero: “ti andrebbe di più vivere in questa o in un’altra?”.
Ma cosa è cambiato negli oltre trent’anni dal Racconto dell’Ancella? “Dopo la caduta del muro di Berlino tutti hanno pensato,adesso shopping per sempre,non faremo altro. Gli Usa hanno pensato che non serviva più presentarsi come una liberal democrazia perchè il nemico era venuto meno. Sono venute a galla altre tendenze che esistono da sempre. Gli Usa sono stati fondati e sono rimasti per il periodo iniziale una teocrazia puritana. Se avesse vinto le elezioni Hilary Clinton, come tutti speravamo, Il racconto dell’ancella sarebbe stato considerato un fantasy, una storia immaginaria, ma avendo vinto Trump è stato vissuto come più realistico”. Il lancio de I Testamenti, in uscita il 10 settembre, in Italia per Ponte alle Grazie, riprende il modello Harry Potter, con l’apertura straordinaria in Inghilterra delle librerie. La scrittrice lo presenterà, in collegamento con sale cinematografiche di tutto il mondo, sul palco del National Theater di Londra. Per ora sappiamo che è ambientato 15 anni dopo la fine del Racconto dell’ancella, diventato una premiatissima serie tv, e che apparirà marginalmente Difred. Che a sorpresa ad aprire il romanzo è zia Lydia, la terribile kapò interpretata in tv da Ann Dowd e che storia seguirà tre fili narrativi ciascuno con una voce femminile, due sono quelle delle figlie dell’ancella: Nicole che vive in Canada sotto falso nome, Agnes Jemina che a 5 anni è stata tolta alla madre.

Deaver, mio nuovo eroe tra i videogiochiScrittore, mio Colter Shaw tra James Bond e Eastwood

MANTOVA06 settembre 201910:28

Ci porta nella Silicon Valley e nel mondo dei videogiochi, Jeffery Deaver nel suo nuovo thriller, ‘Il gioco del mai’ (Rizzoli) che “ha un passo veloce, si svolge in un arco temporale breve con sorprese continue e colpi di scena” come spiega lo scrittore al Festivaletteratura di Mantova.
Il protagonista Colter Shaw è un tracker, uno che cerca persone scomparse a bordo di un furgone da una parte all’altra degli Stati Uniti. E’ una figura solitaria, conta solo su se stesso e ha un grande talento per gli indizi. “Per Colter mi sono ispirato a personaggi come James Bond o Clint Eastwood nei film western di Sergio Leone. Figure solitarie che mi hanno intrigato” spiega lo scrittore che ha raggiunto la fama mondiale con ‘Il collezionista di ossa’ diventato un film di Phillip Noyce con Denzel Washington.
Colter si muove però nell’America di oggi sulle tracce della sparizione di una studentessa universitaria in California e viene risucchiato nel cuore nero della Silicon valley e nel mondo dei videogiochi. “La Silicon Valley è sinonimo dello sviluppo tecnologico per tutto l’universo ma il tema che mi stava a cuore in questo caso è la disparità che si è creata tra i super ricchi e i super poveri. Ci sono persone che vivono appena al di sopra della soglia della povertà e altre che hanno avuto un successo strepitoso. Non sto invocando la rivoluzione, ma quando il divario tra le classi sociali è così ampio non è mai un bene” afferma Deaver che si è molto documentato per questo nuovo thriller anche sul mondo dei videogiochi.”Ho pensato per molto tempo che i videogiochi inducessero alla violenza, in realtà non è affatto vero. Il grande problema è che possono creare una forte dipendenza sottraendo tempo prezioso alla propria vita. Ho scoperto anche che molti videogiochi hanno un effetto positivo su soggetti autistici, con la sindrome di Asperger, dislessici o con difficoltà di apprendimento” dice.
L’enorme problema del nostro tempo per il re del thriller sono le fake news. “Molti si spacciano per giornalisti e inventano fatti che diffondono sui social media come se fossero reali. Il nostro presidente Trump, di cui non sono un grande fan, non ha molto a cuore la verità delle cose e le fake news lanciate sui social media vanno a detrimento della società attuale” sottolinea Deaver che è un amante della tecnologia. “Ho sempre l’ultimo computer appena uscito, la stampante più veloce, la connessione massima. Questo mi permette di scrivere meglio e di creare un prodotto diverso” racconta lo scrittore e svela la sua “formula”. “Quando scrivo un romanzo ho sempre una formula precisa in testa. Ho sviluppato un approccio alla scrittura che funziona per me e per i miei lettori. Nel caso de ‘Il gioco del mai’ lo ho pianificato per 8 mesi e alle fine avevo a dispoisizione oltre 100 pagine della struttura portante del romanzo. Poi mi sono dedicato al lavoro di ricerca e ho creato Colter Shaw. Dopo tutto questo la vera fase di scrittura è stata una cosa semplice, ho impiegato due mesi. Costruisco i miei libri allo stesso modo in cui si compone la musica classica che si tratti di una sinfonia o di un’opera. Le sinfonie sono concepite come delle onde emotive: c’è un momento di eccitazione poi la musica rallenta, poi cresce e alla fine si va verso una riconciliazione emotiva. Le mie opere funzionano allo stesso modo forse perchè ho preso ispirazione dal musicista che più di ogni altro io amo che è Beethoven” spiega. E per Deaver il “libro resta la forma creativa più coinvolgente che si possa avere. In Usa siamo in una fase in cui i lettori spesso vengono distratti dalle serie tv” e con questo libro che è più corto degli altri suoi romanzi, anche se mantiene una buona corposità di 480 pagine, in cui i capitoli e le frasi sono più brevi e il linguaggio è molto semplice, ha cercato di “riportare all’ovile le pecorelle smarrite”.

Marinelli, il mio Martin Eden? Indiana JonesPietro Marcello, la cultura riscatta o stritola, ieri come oggi

07 settembre 201918:50

Lo ‘zingaro’ pazzoide di Jeeg Robot, lo sfrontato cocainomane di Ostia di Non essere cattivo, il principe libero Fabrizio De Andrè, ossia Luca Marinelli, porta occhi di brace e fame di successo in Martin Eden, dal romanzo di Jack London che Pietro Marcello ha liberamente trasportato dalla California alla Napoli “che tutti accoglie”, spostando in avanti le vicende, surfando tra i fatti storici dell’inizio del Secolo Breve, nel film passato in concorso a Venezia 76. Prodotto da Avventurosa, Ibc Movie con Rai Cinema, sara’ in sala con 01 dal 4 settembre.
“Un film emozionante – dice Marinelli, che a breve si misurerà con un altro personaggio forte, Diabolik – pieno di cose”. Con bellissimo materiale d’archivio, alternato alla finzione, Pietro Marcello ha messo in scena una “storia universale, un ragazzo che si emancipa, si riscatta con la cultura, perche’ la storia di Martin Eden è di tanti di noi, e però ne viene stritolato”. L’avventuriero Martin Eden “che affronta a viso aperto la vita, colpito dalla fascinazione per la cultura – aggiunge Marinelli – con quella vuole riscattarsi anche socialmente, ma arrivando in cima alla montagna che ha faticosamente scalato, ne è deluso, fino a perdersi”.
Jack London sul finire dell’Ottocento e a cavallo del Novecento fu anticipatore dei guasti dell’individualismo: lo sceneggiatore Maurizio Braucci ricorda come London “abbia sperimentato l’essere grande autore di massa, scrittore di impegno politico, socialista, pensatore che crede di usare l’industria culturale, invece capisce che è l’industria culturale ad usare lui. E questo vale anche per oggi: la dicotomia che dilania tutti gli intellettuali tra il fare cultura e cercare di cambiare il mondo. L’anarchico eroe negativo Martin Eden viene stritolato come fu Jack London e questo ci ricorda in epoca più recente altri personaggi che hanno tradito le loro classi di appartenenza e sono crollati per esigenze di successo, da Fassbinder a Michael Jackson”.
In un romanzo di formazione, celebre per le generazioni precedenti che hanno divorato i libri d’avventura, ci sono tanti livelli che nel film prendono la forma della complessità, ma al cuore c’e’ “il racconto dei rischi che l’esaltazione dell’individuo – dice Pietro Marcello – comporta, andando verso il neo liberismo più sfrenato”.
Amato dai giovani, popolare e’ anche Marinelli che scansa ogni rischio “perché so – spiega – che bisogna mantenere l’equilibrio, restare se stessi, saldi nelle proprie idee, rifiutare lavori che non mi suscitano l’emozione e la passione di esserci dentro fino in fondo, come e’ stato ad esempio per Martin Eden”. E’ attuale questo Martin Eden? “Ciascuno li puo’ trovare, noi siamo dentro il nostro tempo”, dice Pietro Marcello, ma la lotta di classe che muove all’inizio il protagonista “oggi e’ unilaterale – aggiunge Braucci – sono i ricchi che combattono i poveri con ogni mezzo, mentre i poveri non sono più organizzati”.
Nel film, accanto a Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi c’è la partecipazione, nei panni di un intellettuale anarcoide che poi si suicida, del grande Carlo Cecchi. “Sono un attore di teatro – ha detto l’80enne interprete e regista fiorentino – e le mie frequentazioni cinematografiche sono poche, ma tutte nel segno di un archetipo, nel mio caso di Amleto. Il riferimento ad Amleto è nel mio ruolo di Morte di un matematico napoletano, in Miele di Valeria Golino e oggi in Martin Eden”.
“Ciascuno ha i propri archetipi, se quello di Carlo Cecchi è Amleto, il mio, perdonatemi, e’ Indiana Jones”, ha concluso Luca Marinelli, gettando in una divertita disperazione Cecchi.

Guercino, Sibilla Samia torna a Bologna’Ritorno a casa’ dopo prestito per esposizione al Forte di Bard

BOLOGNA06 settembre 201911:51

– Ritorno a ‘casa’ per la Sibilla Samia di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666), che la Fondazione Carisbo aveva prestato alla mostra ‘Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento’, organizzata dal Forte di Bard e dal Ministero per i beni culturali. Capolavoro della piena maturità dell’artista, mirabile per l’intensità cromatica del manto color lapislazzulo, dal 10 settembre l’opera va ad arricchire la mostra ‘Reni, Guercino, Cantarini, Pasinelli. Il Seicento bolognese nelle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna’, allestita fino al 13 ottobre a Casa Saraceni.
La Sibilla Samia del Guercino (olio su tela, 115,5×97 cm) contende il primato, nella bellezza, nella qualità formale e nella dolcezza dell’espressione ispirata, con il suo pendant, l’altrettanto celebre Sibilla Libia. Acquistata da re Giorgio III d’Inghilterra poco dopo la metà del Settecento, appartiene ora alle collezioni d’arte della regina Elisabetta II. Entrambi i dipinti furono commissionati dal bolognese Ippolito Cattani nel 1651. Il dipinto ritrae, con lo sguardo rivolto verso l’alto, la Sibilla che poggia le mani su di un libro aperto rivelando la propria identità di profetessa del mondo antico.

Grandi scrittori al Zacapa Noir FestivalA Milano appuntamenti fino a giugno, ‘inaugura’ Jeffery Deaver

06 settembre 201912:37

– Cibo e letteratura si incontrano nel nuovo Zacapa Noir Festival di Milano, una serie di cene letterarie che fino a giugno prevede dialoghi tra 19 grandi scrittori e loro colleghi o comunque professionisti della comunicazione. Il primo appuntamento di martedì sera metterà a confronto Jeffery Deaver con Carlo Lucarelli. Poi toccherà, tra gli altri, a Luis Sepúlveda, André Aciman, Marco Malvaldi, Alan Parks, Alicia Gimenez-Bartlett, Ryan Gattis, Miriam Toews, Maurizio de Giovanni, Tayari Jones affiancati da moderatori come Valeria Parrella, Paolo Roversi, Giacomo Papi, Nadia Terranova, Valerio Varesi e Piero Colaprico.
Il Festival, prodotto dalla casa del distillato guatemalteco, vuole uscire dai confini del genere, con l’obiettivo di ospitare grandi firme del ‘noir’ ma anche giornalisti, musicisti e artisti che condividono una medesima visione culturale ‘contaminata’.
Ogni incontro sarà disponibile on line gratuitamente attraverso podcast.

Rinascente veste le ragazze dell’InterAccordo di partnership per la stagione 2019/2020

MILANO06 settembre 201912:44

– Rinascente scende in campo insieme alle ragazze nerazzurre allenate da Attilio Sorbi. Il department store e FC Internazionale Milano hanno infatti siglato un accordo di partnership per la stagione calcistica 2019/2020, che vede Rinascente come Official Department Store/Official Women’s Team Partner.
“Rinascente è un vero e proprio simbolo della città di Milano, capitale internazionale della moda – ha dichiarato Alessandro Antonello, CEO Corporate di FC Internazionale Milano -. La nuova partnership che ci unisce saprà certamente fornire alla nostra squadra femminile risorse e slancio per affrontare al meglio la stagione. Siamo certi che questo particolare settore dell’industria calcistica potrà crescere molto anche grazie al supporto di realtà appassionate e coinvolte come Rinascente”. Nel corso della stagione saranno poi organizzate diverse attività per unire il mondo del calcio a quello del fashion.

10 anni senza Mike, staffetta Rai-MediasetDa Speciale con Fiorello a Porta a Porta con testimonianze Berlusconi e Renzi

07 settembre 201921:24

La Rai non dimentica Mike Bongiorno, conduttore che, il 3 gennaio 1954, inaugurò le trasmissioni del servizio pubblico con il programma Arrivi e partenze, e lancia una maratona insieme a Canale 5. Il re dei quiz è morto l’8 settembre di dieci anni fa, stroncato a 85 anni da un infarto in una suite di un hotel di Montecarlo, dove si trovava per una breve vacanza con la moglie Daniela Zuccoli. “Allegria, allegria, allegria” è il lungo tributo che la Rai ha pensato per Bongiorno nell’anniversario della sua scomparsa.
Al popolarissimo conduttore è dedicato tra l’altro un appuntamento speciale di Porta a Porta, in onda domani su Rai1 alle 22.55, con un collegamento realizzato con Gerry Scotti negli studi Mediaset. Lo ha annunciato a Viale Mazzini lo stesso Bruno Vespa, alla presenza dell’ad Rai Fabrizio Salini e del presidente Marcello Foa, presenti anche la vedova di Mike e il più piccolo dei figli di Bongiorno, Leonardo, che saranno tra gli ospiti di Vespa.
“Giocheremo in studio – racconta Vespa (nel corso della presentazione del ricco palinsesto dedicato a Mike) nelle cabine ci saranno Amadeus, Flavio Insinna e Carlo Conti (i conduttori di oggi).
Marco Liorni vestirà i panni del notaio. In studio ci saranno anche Daniela e Leonardo. Poi negli studi Mediaset appena intitolati al re del tele-quiz di Milano in collegamento Gerry Scotti con gli altri figli del presentatore”. Bruno Vespa annuncia che durante Porta a Porta andranno in onda anche due testimonianze speciali, di Matteo Renzi (che da giovanissimo fu concorrente de La Ruota della Fortuna) e di Silvio Berlusconi, protagonista della sua storica avventura a Mediaset.
La moglie Daniela Zuccoli, nel ricordare che accanto a Mike ha vissuto “40 anni unici, indimenticabili”, e che continua a sentirlo ogni giorno al suo fianco aggiunge: “Immaginavo che quest’anno ci sarebbe stata una rincorsa per avere interviste, disordine e frenesia, una corsa alla realizzazione di un ricordo adeguato. Allora sono venuta in Rai dicendo: ‘So già che verranno fatte molte cose, le uniche che vi posso portare sono Vincenzo Mollica e Fiorello’ che avevo organizzato personalmente in quei giorni. L’unica altra cosa che ho chiesto è stata di poter mettere a disposizione un numero per una raccolta di beneficenza per la Fondazione Mike Bongiorno. Vorrei che non fosse ricordato solo come presentatore di quiz, ma come uomo che ha fatto un po’ di storia d’Italia. Ha unificato nord e sud, ha unificato la lingua, un merito anche particolare, visto che veniva dagli Stati Uniti. E’ stato partigiano, è stato fatto prigioniero. Le reti unificate non si sono mai viste, erano una cosa difficile. Quando la Rai mi ha dato il suo sì, sono andata da Mediaset e anche loro mi hanno dato la massima disponibilità, con 12 ore di trasmissione. Mi viene da dire a Mike: ‘Nella vita hai sempre unito tutti e continui anche adesso: la tua famiglia e le aziende per cui hai lavorato'”.
Il ricordo Rai di Mike Bongiorno inizierà al mattino di sabato 7 settembre con “Il caffè di Rai1 Estate”, seguito dal film “Totò lascia o raddoppia” – in cui recitò lo stesso presentatore – alle 16:45. Poi, “Allegria”, lo Speciale del Tg1 curato da Vincenzo Mollica con la partecipazione straordinaria di Fiorello. Subito dopo, alle 21:25, un lungo Techetechetè intitolato “Amici ascoltatori, allegria”. Rai3 alle 13 di domenica 8 settembre proporrà un puntata speciale de “I grandi protagonisti”. RaiStoria, invece, si impegnerà con due appuntamenti: uno speciale del ciclo “Italiani”, l’8 settembre alle 21:10, intitolato “Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, in onda Mike”, curato da Enrico Salvatori e Giuliana Mancini, con il contributo di Aldo Grasso, e “Il giorno e la storia”, un secondo speciale pensato per il day-time. Entrambi realizzati da Rai Cultura. Su RaiMovie domenica mattina un altro film in cui Bongiorno è comparso come attore, “Ragazze d’oggi”.
Il presidente Rai Foa ha evidenziato: “Se la Rai oggi è quella che è lo deve anche a Mike. Fu il primo a capire le potenzialità della televisione di massa e a sfruttarle appieno.
È stato anche il primo a portare sugli schermi le persone qualunque, che spesso diventarono celebrità”. L’ad Salini è intervenuto dopo che è stato mandato un promo dove si vede Fiorello ricordare come il giovedì sera letteralmente non si uscisse di casa: “Ecco – ha sottolineato – Mike è stato parte fondamentale della storia di questo paese. Raggruppava le famiglie, favoriva la coesione sociale, ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione di un certo linguaggio”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Una Barbie per Alberta Ferretti
Stilista, ‘bimbe siate coraggiose, appassionate, rompete schemi’

06 settembre 201914:49

– Alberta Ferretti, in occasione del 60/o anniversario della celebre bambola, entra nella galleria delle Barbie “Shero”, il progetto lanciato dal brand Mattel per onorare quelle donne capaci di rompere gli schemi e che possono quindi rappresentare un modello da seguire per le bambine.
La bambola con le fattezze della stilista rientra nelle Barbie One of kind, realizzata in copia unica, e indossa pantaloni e maglia nera della collezione Rainbow Week di Alberta Ferretti. “Sono felice di collaborare a questo progetto speciale di Barbie che ha l’obiettivo di far sognare le bambine di tutto il mondo ad essere ciò che desiderano. Fin da piccola ho sempre sognato in grande. Sentivo – racconta Alberta – di volere di più! Ed è questo che consiglio alle bambine che vogliono entrare nel mondo della moda: essere coraggiose, appassionate, rompere gli schemi per perseguire i loro sogni”.

Petruzzelli, Lezioni storia sulle donneDa Matilde di Canossa alla Sarfatti, rassegna curata da Laterza

BARI06 settembre 201915:03

– Cinque figure femminili dal medioevo a oggi, per indagare l’evoluzione del rapporto uomo-donna, da Matilde che appoggiando papa Gregorio VII piegò l’imperatore Enrico IV, costringendolo ad ‘andare a Canossa’, fino a Margherita Sarfatti, giornalista e scrittrice vicina a Mussolini: ne parleranno donne e uomini capaci di renderne il ruolo nella storia, come l’attrice Lella Costa, in apertura il 20 ottobre accanto alla docente di storia Giuseppina Muzzarelli per illustrare la figura di Matilde di Canossa. E’ la quarta edizione delle ‘Lezioni di Storia’, rassegna curata fino al 22 dicembre dall’editore Laterza al Teatro Petruzzelli di Bari, quest’anno dedicata a ‘L’Italia delle donne’.
Previste lezioni anche su Chiara d’Assisi con Chiara Mercuri (27 ottobre), Giulia Gonzaga con Antonio Forcellino (17 novembre), Cristina Di Belgiojoso con Alberto Mario Banti (24 novembre). Sarfatti poi è con Emilio Gentile (8 dicembre), per chiudere con un’indagine storica sul movimento femminista, affidata a Simona Colarizi.

Consoli contro cultura del più forte’Importante suonare in festival dedicato alle periferie’

BARI06 settembre 201916:00

– “Suonare in un festival dedicato alle periferie per me è molto importante. È importante che la musica dia anche dei messaggi e che manifestazioni come questa siano sostenute”. La cantautrice siciliana Carmen Consoli annuncia così la sua partecipazione, domani a Palo del Colle (Bari), unica data in Puglia, al festival Rigenera SmART City.
“C’è una sottocultura che sta prendendo piede e che autorizzerebbe il più forte a sopraffare il più debole”, prosegue: “Contro questo dobbiamo lottare. La musica e la cultura possono fare molto. Oggi ci dicono ‘non si vive di pane e Divina Commedia’ ma il dettame è ‘fai quello che fa la massa’, ‘unisciti al pensiero unico’, non c’è niente che venga dalla bussola del nostro cuore. La cultura invece aiuta a non dipendere sempre dagli altri e insegna a saper scegliere con la bussola del proprio cuore”.
Consoli sarà accompagnata da chitarra (Massimo Roccaforte), basso (Luciana Luccini) e batteria (Antonio Marra). Il festival chiude l’8 settembre con Franco 126 e Ensi.

Matera 2019, alla scoperta di un tesoroI magazzini del museo Ridola aperti per la mostra di Linke

MATERA06 settembre 201916:13

– Fossili di conchiglie, di quando il territorio murgiano e materano era ricoperto dal mare e vi si aggirava la Balena “Giuliana”, di animali dei primi accampamenti preistorici, scheletri umani, utensili in bronzo e poi corredi funerari di varie civiltà indigene fino a quelle del periodo magnogreco. E’ il “tesoro” di testimonianze del passato custodito nei magazzini del Museo archeologico statale “Domenico Ridola”, aperti per l’inaugurazione della quarta e ultima grande mostra per l’anno da Capitale europea della cultura 2019, “Blind Sensorium. Il Paradosso dell’Antropocene” del fotografo e filmmaker Armin Linke.

In mostra a Lucca scatti Werner BischofVent’anni di immagini, dal 1934 al 1954

LUCCA06 settembre 201916:14

– Centocinque scatti, con immagini che vanno dal 1934 al 1954, divisi in 8 sezioni: è ‘Werner Bischof.
Classics’, mostra dedicata al grande fotoreporter svizzero (1916-1954) che il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art propone dal 7 settembre al 7 gennaio 2020. Curata da Maurizio Vanni, museologo e storico dell’arte, e Alessandro Luigi Perna, specialista e curatore di esposizioni fotografiche, la mostra è organizzata da Lu.C.C.A. e Omina in collaborazione con Werner Bischof Estate e Magnum Photos, in partnership con Photolux Festival.
Europa, India, Giappone, Corea, Hong Kong, Indocina, New York, Messico, Panama, Cile, Perù: sono i luoghi attraversati dal percorso espositivo che racconta la storia di Bischof e scandisce la sua passione per l’estetica, la ricerca, i valori etici e morali, la sua capacità di rappresentare le dicotomie di sviluppo e povertà, di business e spiritualità, di modernità e tradizione. I visitatori saranno proiettati negli anni della nascita di Magnum Photos, del foto-giornalismo e dell’evoluzione di Bischof in artista in cerca di libertà espressiva, con alcune foto all’epoca “scartate” perché ritenute prive di originalità – di fatto perché non esaltavano la “cronaca di guerra” ed erano meno sensazionalistiche -, ma che poi gli apriranno la porta a riconoscimenti, mostre e pubblicazioni. La mostra include uno dei suoi scatti più noti: il bambino peruviano che suona il flauto, che Bischof incontrò nel 1954, sulle Ande in Perù, poco prima di perdere la vita prematuramente in seguito a un incidente stradale.

Dirotta su Cuba, uscito nuovo singoloNothing is impossible, farà parte dell’album atteso entro l’anno

06 settembre 201916:38

– È uscito “Nothing is impossible”, il nuovo singolo dei Dirotta su Cuba. Dopo “Good Things”, uscito il 18 gennaio scorso, continua la produzione di brani in lingua inglese della band fiorentina: il nuovo brano apre una nuova strada ai Dirotta Su Cuba, che continuano a fondere le sonorità funky che da sempre li contraddistinguono, gli arrangiamenti complessi e ricchi tipici dei loro live alle nuove tendenze black delle produzioni d’oltreoceano.
“Abbiamo guardato con interesse al produttore Pharrell – commentano i Dirotta Su Cuba -: abbiamo preso spunto dal suo modo di scrivere e arrangiare, l’abbiamo unito al nostro background e siamo riusciti a dare vita a un brano con un groove e un ritornello ipnotico, che scuote corpi e coscienze. Senza dimenticare James Brown, che è l’unico e irraggiungibile ‘godfather of soul’. Il brano affronta vari temi sociali, politici ed ecologici: l’ispirazione per il brano ci è venuta parafrasando il famoso aforisma di Muhammed Alì che si conclude con ‘Impossible is nothing'”.

Consolidata area facciata Duomo OrvietoVicino a dove si è distaccato il frammento di un cornicione

ORVIETO (TERNI)06 settembre 201917:45

– Una porzione di rivestimento più debole è stata individuata nelle vicinanze del punto in cui, alcune settimane fa, si era verificato il distacco di un frammento di un cornicione della facciata del duomo di Orvieto. E’ stata subito consolidata da un restauratore presente sul posto.
L’operazione si è svolta nell’ambito dell’intervento dei vigili del fuoco, presenti anche con una squadra del nucleo Saf e personale di Orvieto e di Terni, nonché della Sovrintendenza e dell’Opera del Duomo.
Conclusa la manutenzione straordinaria, per la quale è stata utilizzata oggi una speciale piattaforma, quella ordinaria proseguirà nelle prossime settimane. Il 16 settembre si svolgerà in merito una riunione del gruppo tecnico istituito dal presidente dell’Opera del Duomo, Gianfelice Bellesini.

Miss Italia, parata campionesse sportSul palco di Jesolo anche 20 reginette di ieri e di oggi

VENEZIA06 settembre 201918:10

– Una parata di campionesse dello sport italiano, ma anche venti Miss di ieri e di oggi il 6 settembre per la finale del concorso Miss Italia numero 80, trasmessa da Jesolo in diretta su Rai1, e condotta da Alessandro Greco. Testimoni dell’omaggio che verrà reso agli 80 anni del Concorso saranno, tra le altre, l’ex primatista di salto in alto Sara Simeoni, la selezionatrice della Nazionale di calcio femminile Milena Bertolini, insieme alla giocatrice Cecilia Salvai, e ancora, Margherita Granbassi, Novella Calligaris, e Isolde Kostner. Sul grande palcoscenico del PalaInvent di Jesolo saliranno poi venti Miss Italia che raccontano la nostra storia di ieri e di oggi. Insieme formeranno la giuria che eleggerà tra le 80 finaliste “La Miss delle Miss”. La loro scelta non influirà però sull’elezione di Miss Italia 2019.

Roger Waters, restiamo umaniL’anima dei Pink Floyd al Lido per Us+Them

VENEZIA07 settembre 201920:51

– La musica certo, ma soprattutto molto altro. L’incontro con Roger Waters, con la stampa in religioso adorante silenzio, è di quelli un po’ magici. Di fronte ad uno dei fondatori dei Pink Floyd che a 76 anni riempie gli stadi del mondo e riesce a parlare a un pubblico mondiale con una musica immortale eppure così contemporanea, anche la retorica della solidarietà, del pacifismo, sembra più accettabile. E’ a Venezia 76 con Us+Them, Noi e loro, come una sua canzone del ’73, titolo del film-concerto presentato fuori concorso e nelle sale con Nexo solo dal 7 al 9 ottobre. Il film è la riproposizione senza alcun altro intervento, di una tappa del tour mondiale 2017-2018 di Roger Waters, brani leggendari con i Pink Floyd e dal suo ultimo lavoro da solista, Is This The Life We Really Want?. E’ la data di Amsterdam ad essere stata filmata: tra visioni dall’alto dello spettacolare concerto, maiali volanti compresi, e primi piani del pubblico, Us + Them è una di quelle classiche esperienze immersive che ti portano in prima fila, con tutti i dettagli anche minimi a portata di sguardo. Come nel concerto anche a Venezia si comincia subito a parlare di politica. Roger (senza cognome, per i giornalisti-fan è un fratello) lo sa che Salvini è uscito dal nostro governo? “Meno male che se n’è andato. Sono tempi difficili ovunque, c’è un neofascismo in espansione. Vorrei ricordare che dentro un sistema democratico in Germania in 4 anni Hitler prese il potere. Bisogna mettersi insieme e resistere a chi vuole distruggere questo bellissimo pianeta, a chi controlla le nostre vite”. Waters parla dei pigs, dei maiali che governano il mondo – nel concerto vola sulla folla un gigantesco pallone a forma animale con scritto Restiamo Umani – cita Donald Trump, Boris Johnson, Bolsonaro, racconta che gli è stato impedito in Brasile di fare visita a Lula imprigionato per ridurlo al silenzio. Per Roger Waters bisogna “partire dal rispetto per la dichiarazione dei diritti umani, questo è l’inizio per ricominciare a riparare i danni del neoliberismo. Rispettare l’uomo come stabilito nel’48 dopo la seconda guerra mondiale. L’ho sempre scritto nelle mie canzoni e in 50 anni di musica. Dovremmo essere tutti fratelli, costruire muri non serve, nessuno è più schiavo di chi pensa di essere completamente libero”. Us + Them mostra in maniera inequivocabile l’incredibile seguito presso giovani adolescenti che non appartengono certo alla generazione dei Pink Floyd: nel film ci sono tanti primi piani di questi ragazzi che piangono, sanno a memoria le sue canzoni, un rapporto incredibilmente speciale. “E’ vero, la maggior parte della musica pop – ha risposto Waters – è completamente priva di significato, di emozioni, di contenuto. I ragazzi riconoscono la verità in questa mia musica. In ogni generazione ci sono stati i giovani in cerca della strada, del significato delle loro vite, di idee che non siano solo un like sull’iPhone. Quando vedo tante persone chine sullo smartphone mi chiedo: siamo nati per questo? A me sembra una perdita di tempo”. Il film, firmato con Sean Evans, è come pure il concerto più politico che autobiografico, come fu invece The Wall Live nel 2013 in cui al centro c’era la vicenda paterna di Waters, morto soldato britannico durante lo sbarco di Anzio. “Mio padre è una figura eroica, era un obiettore di coscienza che poi ha cambiato idea convinto a lottare contro i nazisti. La sua storia eroica – ha detto Waters – mi ha forgiato per tutta la vita. Mia madre poi era un’attivista e io credo di dover a lei e alla vicenda di mio padre questa empatia verso le persone che soffrono”. In Us + them nei filmati proiettati sul palco si vedono anche migranti in fuga, pronti a prendere il largo in mare, “partono perché vogliono far stare meglio i loro figli, partono perché sono perseguitati e sono disperati, non vengono certo per rubarti la pizza”.

Depp, io cattivo, sadico e masochistaL’attore insieme a Rylance in Waiting for the Barbarians

VENEZIA07 settembre 201921:02

– Al Lido si chiude in un’avamposto sul nulla che ricorda tanto ‘Il deserto dei tartari’ di Valerio Zurlini. Ma ‘Waiting for the Barbarians’ di Ciro Guerra con Mark Rylance, Johnny Depp, Robert Pattinson e Greta Scacchi, ultimo film in concorso al Festival di Venezia che si chiude domani, ha dentro sicuramente più ferocia. Basato sul romanzo omonimo del premio Nobel J. M. Coetzee, che ne firma la sceneggiatura, il film racconta la storia della crisi di coscienza di un magistrato (Mark Rylance) che lentamente si ribella al regime in uno sperduto avamposto sul confine di un impero senza nome. Motore della sua ribellione il colonnello Joll (Johnny Depp), sadico aguzzino e torturatore di barbari che indossa sempre vistosi occhiali da sole. “La cosa più interessante dei cattivi – spiega Depp oggi al Lido – è che sono allo stesso tempo sadici e masochisti. Sono persone che la mattina si lavano, si radono e non si dicono certo che sono le persone più cattive del mondo. Forse questo cattivo – aggiunge l’attore cult di Tim Burton – ha un cuore spezzato da un padre o una madre nella sua infanzia. Un sadico è anche un masochista, non c’è l’uno senza l’altro”. Joll dovrebbe solo controllare le attività dei “barbari” al di là del confine e garantire la sicurezza, ma lui vede nemici dappertutto e si diverte così a torturare anche i ladri di pecore, facendo degenerare il tutto. Lavorare in Italia? “Sarebbe bellissimo – dice ancora Depp – il cibo è buono e anche il vino. È sempre un sogno venire nel vostro Paese”. Riguardo alla figlia Lily-Rose, nel cast di ‘The King’ presentato quest’anno fuori concorso, spiega con orgoglio l’attore: “A volte mi fa sorridere. Quando era piccola la portavo qui a Venezia con me. Ora questa ragazza sa esattamente quello che vuole, sa scegliere i suoi film guardando alla qualità più che al guadagno. Sono orgoglioso di le e di mio figlio Jack. Loro sono i miei dei”. Da Ciro Guerra, regista e sceneggiatore colombiano che debutta giovanissimo nel 2004 con La sombra del caminante, l’idea che il film sia un’attualissima metafora: “Certo i barbari di oggi – dice – sono diversi da quelli che racconta il film. Ma una cosa è certa: noi abbiamo bisogno di loro come di una cosa che possiamo odiare”.

Myriam Melluso è Miss Italia socialAnnuncio e consegna fascia durante ‘La vita in diretta’

JESOLO (VENEZIA)06 settembre 201918:41

– JESOLO (VENEZIA)

– E’ la calabrese Myriam Melluso la “Miss Italia social” 2019. L’annuncio e la consegna della fascia alla concorrente numero 37 sono avvenuti durante un collegamento con la “La vita in diretta”, nella puntata che ha preceduto di qualche ora la finale del concorso di bellezza in onda su Rai1 da Jesolo. Con quasi 6.000 followers sull’account Instagram “of_mairym”, la ventenne di Reggio Calabria, studentessa di economia aziendale, aveva espresso il desiderio di lavorare nel mondo dei nuovi media, quando si era presentata alle prefinali. La fascia di Miss social le è stata attribuita proprio perché “ha dimostrato di essere una miss capace di relazionarsi con agilità nei social network”. Durante i prossimi mesi, sarà lei ad occuparsi, insieme allo staff digital guidato da Enzo Rimedio, alla visibilità del canale di Instagram, gestendo le stories e la tv IG.

Salvatores, un viaggio nella diversitàAutismo e essere padri in Tutto il mio folle amore

VENEZIA07 settembre 201921:02

-“Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità” dice Gabriele Salvatore parlando di Tutto il mio folle amore, fuori concorso a Venezia 76 e in sala con 01 dal 24 ottobre. Tratto liberamente dal romanzo di Fulvio Ervas “Se ti abbraccio non aver paura” (Marcos Y Marcos), il film, sceneggiato con Umberto Contarello e Sara Mosetti, racconta di Vincent (interpretato dal talentuoso esordiente Giulio Pranno grandemente applaudito), un ragazzo affetto da autismo, e del padre che non vede da 16 anni e non sa neppure della sua condizione. Sono passati sedici anni non facili per nessuno: né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena (Valeria Golino) e per il suo compagno Mario (Diego Abatantuono), che lo ha adottato. Willi (Claudio Santamaria), che voleva fare il cantante, è il padre naturale del ragazzo e trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. “L’autismo è una delle caratteristiche di questo ragazzo, ma non è un film sull’autismo, piuttosto sugli incontri tra padri e figli, crescita e miglioramento per tutti”, ha detto Valeria Golino che curiosamente si ritrova in un film sul tema a distanza di molti anni da Rain Man che aveva girato in America con Tom Cruise e Dustin Hoffman nel 1988. “Trent’anni fa non se ne parlava affatto, ora sono altri tempi, abbiamo molta più consapevolezza e molti meno pregiudizi, anche se tanti persistono”, ha aggiunto. Di lato c’è un tema ricorrente nei film del premio Oscar Salvatores: “Il viaggio, quello esteriore e quello interiore”. E al centro il tema della paternità, anzi delle paternità, “racconto due modi di essere padri, l’istintivo Willi-Santamaria che agisce di pancia, non sa niente di suo figlio, dei problemi che ha, e il razionale Mario-Abatantuono, un orsone che si prende responsabilità non sue e adotta il ragazzo. La mancanza dei padri è uno dei grandi problemi, padri – dice Salvatores – che diventano amici dei figli invece di essere i loro padri”. Claudio Santamaria (l’altro padre, Diego Abatantuono era assente oggi a Venezia) racconta la bellezza della figura del suo personaggio che, proprio perché non conosce il figlio, lo tratta alla pari e senza falso pietismo, “per scoprire poi alla fine del viaggio tutto il folle amore per il ragazzo. Del resto padri non si nasce, si impara ad esserlo”. Giulio Pranno, al debutto, è andato in America a conoscere il vero Andrea Antonello, il giovane autistico del libro di Ervas: “Mi ha aperto gli occhi, io non dovevo esserne una copia, né una macchietta, ma vederlo, capire il suo magnetismo, la sua persona coraggiosa, briosa è stato decisivo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Hit parade, il re è Rocco Hunt
Con Libertà, seguito da Fear Inoculum dei Tool

06 settembre 201920:23

E’ Rocco Hunt con il suo Libertà il nuovo re della Top ten stilata dalla Fimi nella classifica dei dischi più venduti. Appena arrivato nei negozi, a poco più di un mese dallo sfogo sui social che fece tremare i fan con l’annuncio, poi rientrato, dell’abbandono della musica, il quarto album in studio del rapper italiano, ricco di collaborazioni da Neffa a Gemitaiz, da Clementino a J-Ax, conquista il pubblico, seguito da un’altra novità, Fear Inoculum dei Tool sempre su etichetta Rca Records Label.Scivola così in terza posizione, detronizzato dopo ben nove settimane, Machete Mixtape 4, del collettivo italiano Machete Crew, uno dei crew più longevi d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, e altri. Si piazza invece al quinto posto la terza e ultima novità della prima settimana di settembre, che è Norman Fucking Rockwell di Lana Del Rey. Per il resto perde un posto nel gradimento degli ascoltatori Ultimo, che oggi è quarto a 22 settimane dall’uscita del suo Colpa delle favole, con la hit di Sanremo 2019, ma rimane comunque da record con tutti i suoi tre album tra i dieci più venduti d’Italia. Precipita al sesto posto (aveva debuttato sul podio d’argento solo una settimana fa) Taylor Swift con Lover. Peter Pan, secondo album di Ultimo uscito ormai un anno e mezzo fa, passa dalla quarta alla settima posizione, seguito in ottava da Salmo con Playlist e poi da Pianeti, sempre del cantautore romano. Chiude la top, come una settimana fa il fenomeno americano Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go? in classifica ormai da 23 settimane. Per il resto in testa alla top dei 100 singoli c’è Una volta ancora di Fred De Palma Feat con Ana Mena. Primi tra i vinili sempre i Pink Floyd con The dark side of the moon sulla breccia da 134 settimane.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 30 agosto al 5 settembre:1) LIBERTA’, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL- SONY)2) FEAR INOCULUM, TOOL (RCA RECORDS LABEL-SONY)3) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)4) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)5) NORMAN FUCKING ROCKWELL, LANA DEL REY (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)6) LOVER, TAYLOR SWIFT (ISLAND- UNIVERSAL MUSIC)7) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)8) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)9) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)10) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)Questa la classifica dei singoli digitali piu’ venduti:1) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)2) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI)3) CHIASSO, RANDOM & ZENIT, MY OWN FAMILY & VISORY RECORDS BELIEVE4) BARRIO, MAHMOOD ( ISLAND- UNI) 5) SEORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO, (ISLAND SONY UNI)Questa la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) NORMAN FUCKING ROCKWELL, LANA DEL REY (VIRGIN- UNIVERSAL MUSIC)3) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN – UNIVERSAL MUSIC)4) I,I, BON IVER (JAGJAGUWAR-AUDIOGLOBE)5) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA – SONY)

Yehoshua, l’olocausto non sia un’ossessioneLo scrittore, voglio tornare alle storie brevi

MANTOVA06 settembre 201919:51

– “L’olocausto sta diventando un’ossessione, pubblicano continuamente libri, romanzi su ciò che è successo in quel luogo. Basta! Bisogna essere realistici, il mondo sta cambiando e lo sta facendo rapidamente con la tecnologia e altro”. L’invito viene da Abraham Yehoshua, il grande scrittore israeliano che il 7 settembre al Festivaletteratura di Mantova sarà in dialogo con Wlodek Goldkorn su ‘Ascoltare l’anima e non il cervello”.”Ogni venerdì giovani palestinesi vanno verso le barriere, le recinzioni di Gaza e fanno delle dimostrazioni urlando ‘vogliamo tornare a casa’. Dove è la vostra casa? E’ li a dieci chilometri, costruite, fate qualcosa anziché occuparvi di missili, di tunnel, anziché cercare di attraversare le barriere. Questo deve finire. Dobbiamo guardare la realtà, dobbiamo fare qualcosa per migliorare la vita attorno a noi. Oggi la politica dell’identità e anche quella del genere stanno diventando eccessive. Dobbiamo trovare la cooperazione tra vari settori della società perché noi siamo insieme” incalza Yehoshua, l’autore de ‘L’amante’ a Mantova con il suo recente romanzo ‘Il tunnel’ (Einaudi) che stava scrivendo quando si è ammalata la sua adorata moglie con cui ha vissuto un matrimonio di 56 anni. “Noi abbiamo fin troppe identità oggi. Questo è un grosso rischio ed è un fardello oneroso da portare. Dobbiamo perdere in qualche misura o in parte i nostri ricordi. Noi ebrei dobbiamo perdere i ricordi dell’olocausto. I palestinesi dovrebbero smettere di insistere continuamente su quanto è successo negli ultimi 40 anni. Abbiamo troppe memorie. Se rimaniamo bloccati su questi ricordi c’è il rischio di finire nella paralisi” afferma lo scrittore e spiega di aver “cambiato idea negli ultimi anni”.”Sono sempre stato a favore di una soluzione che prevedesse due Stati, ma penso che questo ormai non sia più possibile. Mi sono battuto per il riconoscimento dello Stato palestinese ma ormai non si può più pensare in questi termini. E’ tipico degli ebrei entrare in casa d’altri. Che cosa dobbiamo fare?. Dobbiamo elaborare una soluzione che preveda un solo Stato. Non mi sto riferendo alla situazione a Gaza che è orribile, continuano a sparare. Noi, sulla riva occidentale, dobbiamo cercare di raggiungere qualche compromesso per costruire piano piano una cittadinanza. Un po’ come abbiamo fatto a Gerusalemme. Credo che questo sia possibile. Dobbiamo riuscire ad arrestare questo apartheid. Dobbiamo passare da uno Stato ebraico a uno stato israeliano, questo è il concetto chiave”. Yehoshua, 82 anni, che da qualche anno vive vicino a Tel Aviv dove abitano i suoi figli e nipoti, ne ‘Il tunnel’ racconta la storia di un ingegnere israeliano in pensione, colpito da demenza senile, che viene convinto dalla moglie ad aiutare il professionista che ha preso il suo posto al progetto di costruzione di un tunnel segreto.Ma ora lo scrittore, dopo 12 romanzi, vuole tornare alle storie brevi. “Sto lavorando a dei racconti e ai giovani dico: non buttatevi a capofitto nei romanzi. Scrivete prima dei racconti anche se gli editori vogliono i romanzi e questo lo considero negativo. Quando scrivi un racconto sei più intenso, lo stile domina sull’intreccio. Ho scritto 12 romanzi, il primo a 40 anni. Precedentemente avevo scritto racconti e storie brevi e in tanti mi dicono che sono le mie cose migliori. Ho deciso di tornare alle origini” racconta con il suo piglio da simpatico burbero.

Miss Italia: vince Carolina StramareSi è imposta su Sevmi Fernando e Serena Petralia

JESOLO (VENEZIA)07 settembre 201916:20

La lombarda Carolina Stramare, 20 anni, in gara con il numero 3, è la vincitrice del concorso Miss Italia 2019. Nella finale di Jesolo, trasmessa in diretta da Rai 1, Stamare, di Vigevano (Pavia), si è imposta su su Serena Petralia (numero 20), 20enne siciliana di Taormina, e Sevmi Fernando (numero 62), 20 anni, di Padova, che con lei costituivano la terna finalista. È la prima volta che il concorso di bellezza, giunto alla 80/a edizione, ha visto la scelta della vincitrice esclusivamente con il televoto. Carolina Stramare era stata esclusa nelle precedenti fasi di votazione, ma è stata ripescata dalla giuria delle ‘Miss storiche’, che poteva riportare in gara con le ultime due sfidanti, Fernando e Petralia, una sola concorrente. La nuova Miss Italia è alta un metro e 79, ha occhi verdi e capelli castani, è attualmente iscritta ad un corso di grafica e progettistica all’Accademia delle Belle Arti di Sanremo, e lavora da circa tre anni come modella.

La ventenne di Vigevano (PV), è stata eletta con il 36% delle preferenze, nel corso della trasmissione della finale condotta da Alessandro Greco, e trasmessa da Jesolo in diretta su Rai 1. Lavora come modella e pratica equitazione a livello agonistico. La sua famiglia è composta dal papà Romeo, dai nonni materni Elena e Gianni, e da un barboncino di di nome Patrizia. Da un anno è orfana della mamma, strappatale da un male dopo due anni di terapia. “Per me – racconta – era oltre che una madre un’amica vera, e nonostante la sua assenza, la sento vicina. Sono fermamente convinta che la forza che mi accompagna ogni giorno da un anno a questa parte sia tutta merito suo”. La nuova Miss Italia ama cucinare, segue la moda e partecipa ad eventi e sfilare. Adora viaggiare, perché “nulla – dice – ti arricchisce come un lungo viaggio”. Adora inoltre trascorrere il tempo libero con la famiglia, le amiche e il fidanzato. Carolina ha vinto ‘in rimonta’: eliminata in un primo momento dal televoto è stata poi ripescata dalla giuria presieduta da Gina Lollobrigida. Seconda classificata la veneta di origini cingalesi Seuvmi Fernando, in gara con il numero 62, terza la siciliana Serena Petralia, con il numero 20. Come lei, anche Miriam Leone nel 2008 era stata ripescata dalle compagne e poi aveva vinto Miss Italia.

Mostra sul set di Novecento a GuastallaDall’8 settembre a Palazzo Ducale gli scatti di Angelo Novi

REGGIO EMILIA07 settembre 201911:17

EMILIA, 7 SET – Il set di ‘Novecento’ di Bernardo Bertolucci nelle foto di Angelo Novi rivive, dopo più di quarant’anni, nella mostra ‘Guastalla una città da film’, che si presenta – a Palazzo Ducale dall’8 settembre al 29 dicembre (sabato, domenica e festivi) – come una riproposizione delle foto già proposte nella cittadina del Reggiano nel 2005, organizzate però secondo un nuovo taglio espositivo. Una rilettura della documentazione come omaggio poetico all’Emilia, alla Bassa padana e al suo mondo contadino.
La poesia, del resto, avrà un ruolo centrale nella mostra: accanto alle fotografie, infatti, saranno esposti anche i testi di alcune poesie del padre Attilio Bertolucci, commentate da Bernardo e dal fratello Giuseppe. Poesie che hanno avuto un ruolo importante sa nella realizzazione della sceneggiatura di Novecento, sia nella formazione dei due registi.
L’esposizione è realizzata dal Comune di Guastalla in collaborazione con la Cineteca di Bologna e l’archivio delle Teche Rai.

Gino Paoli e Ruggeri a ‘Poesia Festival’Dal 16 al 22 settembre nei borghi di nove comuni modenesi

MODENA07 settembre 201911:18

– Poesia protagonista dal 16 al 22 settembre in nove comuni modenesi: oltre 50 fra grandi autori e giovani promesse testimonieranno la vitalità della poesia oggi (tra loro Mariangela Gualtieri, Gian Mario Villalta, Giusi Quarenghi, Umberto Fiori, Antonio Riccardi), ma saliranno sui palchi sparsi per le colline anche artisti del calibro di Gino Paoli, Danilo Rea, Enrico Ruggeri ed Enzo Gragnaniello, per oltre trenta eventi in 7 giorni, tutti gratuiti. Ci sarà spazio anche per scrittori come l’olandese Connie Palmen e Guido Conti, attori come Fabio Testi e Ilaria Drago, che concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.
Gino Paoli sarà al teatro Fabbri di Vignola il 18 settembre, mentre il 20 a Modena si esibiranno le attrici vincitrici delle passate edizioni del Premio Reiter, in un appuntamento dedicato ai tre Bertolucci: Attilio, poeta, e i figli Giuseppe e Bernardo, registi e sceneggiatori.

Orchestra Rai al Dvorak Festival PragaE’ la più importante rassegna della Repubblica Ceca

TORINO07 settembre 201911:53

– L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai debutta domenica 8 settembre al Dvorak Festival di Praga, la più importante rassegna musicale internazionale della Repubblica Ceca dedicata al grande compositore boemo.
Affidato alla direzione di Christoph Eschenbach, bacchetta di fama internazionale già protagonista di memorabili concerti nelle ultime stagioni dell’Orchestra Rai, e attuale direttore musicale della Konzerthausorchester Berlin, il concerto inaugurale del Festival propone pagine celebri di Dvořák nella sontuosa cornice del Rudolfinum, l’auditorium neorinascimentale sulla riva destra della Moldava, costruito in onore del principe Rodolfo d’Asburgo-Lorena.
Apre la serata il Concerto per violoncello e orchestra n.2 in si minore op.104 che Antonín Dvořák scrisse durante il suo soggiorno americano, intorno al 1895. Lo esegue il giovane violoncellista austriaco di origini persiane Kian Soltani, al debutto con l’Orchestra Rai. Chiude la serata la Sinfonia n.8 in sol maggiore op.88.

‘Vicinato’, a Matera amarcord virtualeTurismo esperienziale nel rione Malve nel Sasso Caveoso

MATERA07 settembre 201912:27

– Frasi a effetto che, a Matera (Capitale europea della Cultura 2019) accolgono il visitatore per ricordare la vita degli antichi vicinati, installazioni multimediali con le voci, le foto e le immagini dei residenti dei rioni Sassi, filmati d’epoca caratterizzano il percorso di turismo esperienziale e interamente virtuale del progetto di “Vicinato a Pozzo” di rione Malve nel Sasso Caveoso.
L’iniziativa, presentata nel corso di un convegno e di una conferenza stampa, rappresenta il primo tassello di un programma più vasto denominato “Parco della storia dell’uomo”, realizzato nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) della presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha come soggetto attuatore Invitalia.

Torna a Modena tela del Guercino rubataEsposta alla Galleria Estense fino a ricollocazione in chiesa

MODENA07 settembre 201913:34

– E’ tornata a Modena l’opera del Guercino trafugata nell’agosto di cinque anni fa dalla chiesa di San Vincenzo e recuperata nell’estate 2017 a Casablanca, in Marocco, dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna. L’opera, un olio su tela – Madonna con Bambino e i santi Giovanni evangelista e Gregorio taumaturgo – rimarrà temporaneamente esposta nella Galleria Estense, nella Sala del Bernini, fino alla sua ricollocazione finale nella chiesa.
Il dipinto venne realizzato nel 1629 per gli Estensi dall’artista emiliano, all’apice del successo professionale, per essere destinata alla chiesa dei Teatini. Dopo il recupero, il quadro è stato consegnato ai laboratori dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro (Iscr) di Roma, per curare i notevoli danni riportati durante le vicende del furto e degli avvolgimenti in senso contrario cui è stato sottoposto. Gli interventi hanno visto l’applicazione di una nuova foderatura, la pulitura della superficie e la presentazione estetica.

Miss Italia, ho scoperto il coraggioVittoria conferma che nella vita tutto è possibile, mai dire mai

VENEZIA07 settembre 201913:48

– Non ha ancora chiuso gli occhi, è frastornata per i mille impegni, tra interviste e foto, e alle strade che si possono ora aprire col titolo di Miss Italia, la pavese Carolina Stramare, dice, ci penserà domani.
“Vivo il presente, sarà tutto da valutare” afferma la neo reginetta, 20 anni, sperando che il titolo sia un volano per affermarsi nella moda. Miss Italia “è stata un’esperienza positiva – sottolinea -.
E’ un concorso pulito e ti senti addosso la sicurezza delle persone che ti seguono. Si creano amicizie ed è una manifestazione che ancor oggi ha un senso, perché aiuta a scoprire talenti, ma soprattutto fa emergere il talento, talvolta latente, che c’è in ognuna di noi. Come, per quel che mi riguarda, il coraggio che non avrei mai creduto d’avere, anche nell’affrontare gli argomenti più emotivi”.
Per Carolina è stata una doppia vittoria, sul filo di lana: prima ‘bocciata’, poi ripescata e infine incoronata: “Questo conferma che nella vita tutto è possibile: mai dire mai…”.

Dipinto Madonna ‘ritrovata’ a Reggio E.Scoperto anni fa durante lavori di restauro in sede Prefettura

REGGIO EMILIA07 settembre 201914:35

– E’ stato restituito alla città di Reggio Emilia un affresco raffigurante la Beata Vergine della Ghiara, scoperto alcuni anni fa al piano terra dell’ex Palazzo Ducale durante lavori di restauro della sede della Prefettura. Per il recupero la Provincia aveva stanziato un contributo di 50mila euro. Il 7 e 8 settembre – in occasione della Giarèda, sagra reggiana dedicata proprio alla Madonna della Ghiara, che coincide con il 400/o anniversario della traslazione dell’immagine miracolosa e dell’apertura della Basilica – l’opera, sulla cui attribuzione gli esperti non si sono ancora espressi, è visibile al pubblico.
“Un dipinto di pregio – dice il presidente Giorgio Zanni – che la Provincia ha deciso di valorizzare destinando, con una scelta anche coraggiosa, parte dei fondi destinati alla manutenzione del patrimonio immobiliare, pur in un momento storico non semplice per questo ente, nella consapevolezza dell’importanza degli investimenti e favore della storia e della cultura del nostro territorio”.

Verdi, a NY segreti di Otello e FalstaffAlla Morgan Library il ritorno all’opera 15 anni dopo l’Aida

NEW YORK07 settembre 201916:20

“Non avremmo avuto né Otello né Falstaff se nel 1879 Giulio Ricordi non avesse organizzato un incontro tra Boito e Verdi e se Boito non fosse stato pronto a dedicarsi anima e corpo al più anziano compositore”, scriveva nel 1979, William Weaver. Il ritorno di un riluttante Giuseppe Verdi all’opera 15 anni dopo l’andata in scena di Aida nel 1871 è al centro di una mostra alla Morgan Library, la prima negli Usa che mette insieme testi e documenti della propria collezione con quelli degli Archivi Ricordi a Milano. Organizzata con Bentelsman/Archivi Ricordi, curata da Gabriele Dotto e aperta fino al 5 gennaio, la mostra racconta per la prima volta negli Usa non solo la storia del ritorno al teatro del compositore, ma anche tutte le fasi della produzione di un’opera: dai contratti iniziali (per Otello Verdi fu pagato 200mila lire, un milione di dollari di oggi) ai libretti e partiture, fino al design delle scene, alla scelta del cast, ai costumi (due dalla Scala), alle istruzioni per i cantanti.

Franceschini, stop Grandi Navi a S.Marco’Il vincolo del Mibac è solo il primo passo’

VENEZIA07 settembre 201916:21

– “A Venezia per la #Biennalecinema2019. Un impegno: entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco. Il vincolo del @_MiBAC è solo il primo passo. Abbiamo perso troppo tempo e il mondo ci guarda incredulo. #GrandiNavi”. Lo annuncia su Twitter il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, appena arrivato al Lido per la serata finale della Mostra del cinema.

Jagger, l’artista non tolga mai la mascheraIl rocker nel film di chiusura, The Burnt Orange Heresy

VENEZIA07 settembre 201920:51

Chiusura in musica alla Mostra del Cinema di Venezia 2019. Prima Roger Waters dei Pink Floyd, poi Mick Jagger nel cast di ‘The Burnt Orange Heresy’ film italiano (fuori concorso) di Giuseppe Capotondi. Storia di un critico d’arte d’arte (Claes Bang) al quale un potente mercante d’arte (Jagger) fa un’offerta impossibile da rifiutare. L’intrigo coinvolge un celebre pittore (Donald Sutherland) che vive isolato da anni.Dal frontman 76/enne dei Rolling Stone, al Lido per il film di chiusura, tante piccole verità dette in una conferenza stampa che lo ha accolto tra mille applausi. Il rocker ha parlato di ambiente, maschere, collezionismo e futuro. “Sono felice che lo facciano, sono quelli che erediteranno il pianeta. Negli Usa i controlli ambientali che avrebbero aiutato a proteggere il clima sono stati annullati. Sono felice che le persone vogliano manifestare, sono con loro” dice Jagger appoggiando la protesta degli attivisti del Comitato No Grandi Navi, che hanno occupato per sette ore il red carpet del festival. A chi chiede al leader dei Rolling Stones se l’artista debba indossare una maschera o mostrare se stesso, replica Mick Jagger – che già nel 1969 era stato protagonista al Lido insieme al compagno di band Keith Richards con una parte in ‘Umano, non umano’ di Mario Schifano -: ”Dovere dell’artista è mettere una maschera e non toglierla. Anzi deve indossare anche più maschere pur di non rivelare se stesso”.Recitare, spiega poi, non è diverso che salire su un palco: “Anche stare sul palco, fare una performance è come recitare. Anzi è anche peggio perché se cadi dal palco non puoi ripetere. Il mio personaggio è comunque molto affascinante in un film che è alla ricerca della verità”. Ma una cosa è certa per Jagger, giacca stampata su variazioni di grigio e reduce da un recente intervento al cuore, il mondo non va certo bene:”Il mondo cambia generazione per generazione. quelli che stiamo vivendo sono dei tempi strani, bui e nessuno può prevedere cosa accadrà. C’è comunque ora nel mondo una grande polarizzazione, meno flessibilità e maggiore inciviltà nella vita politica del mondo e anche del mio Paese in questa ultima settimana. E questa vale ovviamente anche per gli Stati Uniti dove, anche per quanto riguarda l’ambiente, tutte le conquiste di Obama sono state cancellate”. Il suo rapporto col collezionismo? ”Non sono un collezionista, butto tutto e quello che compro lo perdo. Insomma sono un collezionista fallito”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Pereira, spero Meyer inizi al meglio
‘A Firenze compito più stimolante, prima Tosca sarà successo’

07 settembre 201917:01

– Alexander Pereira è pronto alla nuova sfida da sovrintendente del Maggio Fiorentino e augura al suo successore alla Scala Dominique Meyer “di iniziare nel modo migliore”. “Ci conosciamo da una vita – ha detto – e non mi interessa creargli difficoltà”. Il manager austriaco ha spiegato di aver accettato l’offerta di Firenze perché “si tratta di un nuovo compito”. E comunque “è più stimolante cimentarsi con un nuovo compito che portare qualcosa alla fine”, ovvero la sua avventura alla Scala per cui aveva avuto la proroga solo di un anno. Pereira si trasferirà “molto presto – ha assicurato – perché non si può dirigere un teatro da lontano”. Prima però c’è l’inaugurazione della Scala con Tosca il 7 dicembre. “Riccardo Chailly, che dirige l’opera, è il più grande interprete al mondo di Puccini. Anna Netrebko e Luca Salsi interpretano i ruoli principali. La regia è di Davide Livermore. Sono sicuro – ha concluso – che l’apertura di stagione sarà un successo”.

Martel, verdetto Venezia non unanimeLa presidente di giuria, i premi frutto di grande dialogo

VENEZIA07 settembre 201921:42

– “Per fortuna non è stato un verdetto all’unanimità, i premi sono stati frutto di grande dialogo. Sono la presidente di una giuria democratica, quindi non abbiamo bisogno dell’unanimità per metterci tutti d’accordo”. Lo ha detto la presidente di giuria Lucrecia Martel rispondendo ai giornalisti su come si sia arrivati al palmares della 76/a Mostra del Cinema di Venezia.

McEwan, un robot e un romanzo su BrexitLo scrittore, nel nuovo libro uno scarafaggio si sveglia premier

MANTOVA08 settembre 201911:16

– IAN MCEWAN, ‘MACCHINE COME ME’ (EINAUDI, PP. 281, EURO 19,50) E’ un robot, Adam, bello e potente a dominare la scena nel nuovo romanzo di Ian McEwan, ‘Macchine come me’ dove ci si interroga su che cosa sia la natura umana ma soprattutto sulla responsabilità di gestire il rapporto con le macchine artificiali. “Al cuore del libro c’è la questione morale” dice lo scrittore, che chiude il Festivaletteratura di Mantova, e ha appena finito di scrivere un nuovo romanzo sulla Brexit. “L’ho consegnato giovedì scorso e uscirà in tempi record, a 10 giorni dal momento in cui l’ho dato al mio editore. Devo molto a Franz Kafka. E’ la storia di uno scarafaggio che una mattina si sveglia, dopo tanti incubi notturni, e si trova trasformato in una creatura gigantesca che è il primo ministro dell’Inghilterra” racconta e annuncia che il titolo è “Cockroach, Scarafaggio appunto”.”Siamo in mezzo a una grande tempesta nel mio Paese e continuo a domandarmi com’è che siamo arrivati a tanto. E’ probabile che ci sarà un’estensione della scadenza per l’uscita dall’Unione Europea al 31 gennaio. Però è imprevedibile anche ciò che avverrà domani. Entra in vigore la legge secondo la quale non si può uscire dall’Unione Europea senza un accordo con la Ue” sottolinea l’autore di Espiazione. “E’ un momento molto triste per il mio Paese, siamo una società divisa. Come riusciremo a rimediare a tutto questo? Stiamo andando verso una società simile agli Stati Uniti dove in fondo ci sono due culture, due civiltà che convivono. Una lezione che abbiamo imparato da tutta questa saga è che è una pessima idea far prendere una decisione su un problema complesso con un referendum popolare, specialmente se il sistema è maggioritario. Se si tenesse adesso un nuovo referendum il risultato sarebbe, 53% per rimanere e 47% per Brexit, ma sappiamo che i sondaggi spesso sbagliano”.L’impossibilità di prevedere il futuro attraversa anche ‘Macchine come me’, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Susanna Basso, per cui uscirà anche Scarafaggio. “Ad un essere umano artificiale possiamo dare principi morali ma non l’interpretazione di questi. Noi sappiamo benissimo che è sbagliato mentire, ma sappiamo che a volte è necessario farlo. Sarebbe quasi impossibile programmare un algoritmo di intelligenza artificiale che gestisca le bugie a fin di bene. Adam è razionale, totalmente, e ha una visione completamente diversa da quella degli uomini. Io sto al 51% dalla sua parte” spiega McEwan. Charlie Friend, la voce narrante della storia, 32 anni, che vive comprando e vendendo titoli online, non resiste alla tentazione di aggiudicarsi Adam e pensa che lo aiuterà a conquistare la sfuggente Miranda che vive al piano di sopra, ma quando riuscirà a vincere la sua resistenza Miranda cercherà vendetta, mentirà alla polizia e in tribunale. E si pone qui un dilemma etico lacerante. Ambientato a Londra, in un altro 1982, in cui è rovesciato il risultato della guerra delle Falkland e i Beatles si sono da poco ricostituiti, ‘Macchine come me’ poteva essere ambientato “in qualsiasi periodo storico, però volevo fosse nel passato. Il passeggero che mi ha trasportato in quel momento storico è stato Alan Turing, perché volevo dargli la vita che non ebbe mai” dice lo scrittore e ammette di avere “un pregiudizio contro i romanzi che si svolgono nel futuro. Possiamo anche predire il passato. Il presente è il risultato più fragile dei risultati possibili. In fondo siamo tutti poco bravi a predire cosa accadrà. Chi avrebbe potuto prevedere l’impatto che Internet avrebbe avuto su di noi e che i social media sarebbero stati in grado di scegliere un presidente per una nazione moderna o di trasformare le voci di corridoio in vere notizie? Nessuno. Siamo tutti seduti intorno a un tavolo dove si fa il gioco di interpellare il fantasma che sta nella stanza”.Nel romanzo, con citazioni da Blade Runner e un omaggio a Asimov nel titolo, McEwan ci racconta in fondo che “siamo ai primordi di un cambiamento di civiltà enorme” e ci fa riflettere sul fatto che “noi umani, in una vita così breve, siamo in grado di costruire macchine immortali”.

TheGiornalisti conquistano il Circo MassimoConcerto da rock star,tra gli ospiti Carboni, Elisa e Calcutta

08 settembre 201911:18

Come sempre, quando comincia la musica finisce la tensione. I TheGiornalisti salgono sul palco del Circo Massimo, a Roma, per un concerto che rappresenta la consacrazione della band di Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera: ad accoglierli oltre 40 mila persone, a scongiurare quel rischio di flop di cui si era parlato alla vigilia, tanto da spingere Tommaso Paradiso, che è anche una star social, a invitare i fan con un post ad andare al concerto.Negli ultimi tempi si è parlato molto anche di tensioni all’interno della band, voci peraltro smentite dai diretti interessati.Insomma qualche increspatura nell’atmosfera che precedeva la festa c’è stata ma la band sul palco ha dimostrato di voler pensare solo alla musica. TheGiornalisti sono uno dei fenomeni pop più clamorosi degli ultimi anni della musica italiana: Paradiso, Musella e Primavera sono tre musicisti che hanno alle spalle una lunga gavetta nei locali romani. In dieci anni hanno inventato un suono sospeso tra cantautorato, Venditti, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Luca Carboni, gli Oasis (Paradiso ha avuto una cover band dedicata ai fratelli Gallagher) e il più attuale sound elettronico pop. Così sono diventati dei frequentatori abituali dei primi posti delle classifiche, nonché delle presenze fisse nelle rotazioni dei network radiofonici inserendosi a pieno titolo in quella nuova scena indie che ha rivitalizzato la scena italiana.Dal canto loro i TheGiornalisti, e al di là di ogni giudizio estetico, hanno dimostrato di possedere una rara e indiscutibile capacità di sfornare hit capaci di diventare autentici tormentoni: “Riccione”, “Pamplona”, “Completamente”, “Senza”, “Il tuo maglione mio”, “Non caderci mai più”, “Questa nostra stupida canzone d’amore”, “Felicità puttana”, “Maradona y Pelé”, tutti titoli che hanno entusiasmato una platea dall’età media media molto bassa. Il concerto è anche una festa tra amici sul palco: ovviamente c’è Luca Carboni, sodale di vecchia data della band nonché protagonista del brano “Luca lo stesso”, Elisa che con il suo trascinante entusiasmo propone “Da sola/In The Night” insieme a Takagi & Ketra e torna in “Tra la strada e le stelle”, Dardust (all’anagrafe Dario Faini) compositore e produttore che da anni domina la scena musicale italiana e che ha firmato “New York”,”Riccione”, “Pamplona” che si mette al piano in “Questa nostra stupida canzone d’amore”, ovviamente uno dei momenti più intensi del concerto, autori proprio di “Da sola/In the Night”, l’amico Calcutta (con Tommaso Paradiso questa estate si è scambiato l’ account Instagram) “Fine dell’estate”, il rapper Franco 126 che ha riproposto il singolo “Stanza singola”.Arrangiamenti cambiati, una specialità della casa, sorprese, un evidente desiderio di condividere la musica con i propri amici che è uno degli elementi che caratterizza questa nuova scena italiana, un palco ultra tecnologico, Tommaso Paradiso che dà prova delle sue doti di entertainer con presentazioni e divagazioni e soprattutto è il centro di questo spettacolo che è una fotografia del modo di intendere il pop delle nuove generazioni.

Statua dio Baal sull’isola di MothiaProgetto dell’università La Sapienza di Roma

MARSALA (TRAPANI)08 settembre 201911:57

– Una statua del dio Baal, adorato dagli antichi moziesi, realizzata dai componenti della missione archeologica sull’isola di Mothia dell’università “La Sapienza” di Roma, è stata ricollocata il 7 settembre al centro del Kothon. Quest’ultima è una grande vasca con acqua salata collegata al mare che per lungo tempo si è pensato fosse un piccolo porto riparato all’interno dell’isola o un cantiere navale e che, invece, di recente, gli studiosi hanno scoperto essere stato un luogo per cerimonie sacre che prevedevano immersioni in acqua. La statua di Baal, in una nota della missione archeologica dell’università romana guidata dal professor Lorenzo Nigro, viene definita “uno dei primi colossi nella storia del Mediterraneo”. A distanza di circa 24 secoli, dunque, Baal è nuovamente al centro del Kothon quale “nume tutelare delle acque sacre” di Mothia. All’evento ha assistito un centinaio di persone.

Venezia 76: da ambiente a migranti, inno ai diritti chiude la MostraMarinelli ringrazia Ong. Sul palco sfilano le voci del mondo

08 settembre 201913:09

Il Leone d’oro a Joker di Todd Phillips con l’ovazione al protagonista Joaquin Phoenix, il secondo premio al grande assente Roman Polanski per J’Accuse, l’Italia che vince due premi, con Luca Marinelli per Martin Eden e La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco cui è andato il premio speciale della giuria e soprattutto il cinema che abbraccia e quasi prende sulle spalle i problemi del mondo diventando baluardo di libertà e di diritti umani.E’ la fotografia finale di Venezia 76 davanti ad una platea di cineasti che parlano tutte le lingue del mondo, vengono dal Sudan e dal Brasile, da Hong Kong e dall’Australia, dalla Nigeria, dal Pakistan, dall’Ucraina perchè al di là delle parole ad unirli è una sola lingua universale, quella del cinema e del racconto per immagini. Poco prima della cerimonia, per sette ore, il red carpet era stato occupato da oltre 300 attivisti per il clima che hanno cercato (e trovato) attenzione per il tema delle Grandi Navi in laguna. “Devo questo premio anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo.Viva l’umanità e viva l’amore” ha detto con teatrale passione Luca Marinelli, il talento italiano che film dopo film sta costruendo una solida carriera oggi premiata con la Coppa Volpi maschile. Poco dopo sul palco è salita la minuta fortissima Ariane Ascaride, l’attrice che in coppia con il marito regista Robert Guédiguian da’ vita ad una madre dolorosa e generosa, una roccia in Gloria Mundi, premiata anche lei con la Coppa Volpi. “Sono figlia di emigrati italiani fuggiti per la miseria e sono nata a Marsiglia, sono figlia di stranieri e sono francese ed è importante avere più culture possibili per vivere nel mondo. Questa coppa mi ricongiunge alle mie radici – ha detto in italiano – dedico questo premio a tutti quelli che hanno l’eternità nel fondo del Mediterraneo”.Il filo rosso della libertà, della difesa dei diritti umani ha unito tutti i commenti dei vincitori. “No a qualsiasi tipo di censura” ha detto il produttore di Maresco Rean Mazzone soddisfatto per il premio ad un film che aveva creato qualche imbarazzo e poco prima abbasso la censura aveva detto la brasiliana Barbara Paz, premiata a Venezia Classici per il miglior documentario Babenco Tell Me When I Die. Il giovane regista sudanese Amjad Abu Alala leone del futuro con l’opera prima You Will Die at 20 ha raccontato come il suo paese non ha soldi per finanziare il cinema ma che ce ne sarebbe bisogno per raccontare cosa accade lì ora che c’è un nuovo governo in cui si spera, l’americana Celine Tricart, premio a Venice Virtual Reality ha spiegato come la sua opera immersiva, The Key, sia collegata alla chiave della casa d’origine che i rifugiati continuano a custodire nel corso della loro diaspora, Valentyn Vasyanovych, miglior film a Orizzonti con Atlantis ha collegato con entusiasmo la sua vittoria alla liberazione proprio oggi del regista Oleg Sentsov, arrestato e imprigionato in Russia per motivi politici e ora rilasciato in uno scambio di prigionieri.E più tenero di tutti il 71enne Yonfan, il regista di Hong Kong che Con n.7 Cherry Lane ha vinto per la migliore sceneggiatura, che ha raccontato la storia del suo paese, minacciato nei diritti umani più volte nei decenni, augurandosi che “Hong Kong sarà libera ancora”. In un contesto così ‘politico’ il commento della presidente di giuria, l’argentina Lucrecia Martel è sembrato la sintesi più opportuna: “questi registi ci hanno fatto pensare a cosa accade nel mondo ed è la funzione del cinema, comunicare. Abbiamo bisogno di parlare e dialogare”. I volti felici della finale di Venezia 76 sono quelli di Toby Wallace, il talentuoso attore di Babyteeth, del giurato italiano Paolo Virzì che ha abbracciato Luca Marinelli sul palco, fiero di aver fatto un buon lavoro anche per l’Italia, del produttore di Polanski Luca Barbareschi, del Leone d’oro Todd Phillips che ha abbracciato il suo coraggioso protagonista “dall’anima bella” Joaquin Phoenix maschera di Joker. Un momento finale di emozione per il presidente uscente della Biennale Paolo Baratta davanti alla platea in cui sedeva tra gli altri il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. Con The Burn Orange Heresy di Giuseppe Capotondi si è concluso il festival, ospite di riguardo Mick Jagger, per una volta attore.

Al Costanzi il dittico Calder-KentridgeIn scena dittico Work in progress e Waiting for the Sibyl

06 settembre 201915:51

– Un viaggio nella stupefacente “visione” di due grandi artisti contemporanei, tra suggestioni imprevedibili e affascinanti enigmi: al Teatro dell’Opera di Roma si celebra l’incontro tra Alexander Calder e William Kentridge in un sorprendente dittico in scena dal 10 al 15 settembre. Sul palco una creazione inedita, che unisce lo storico “Work in progress” di Calder, ispirato ai suoi celebri “mobiles” e rappresentato al Costanzi l’11 marzo del 1968, al nuovo lavoro di Kentridge, “Waiting for the Sibyl”, pensato proprio come “risposta” allo spettacolo dell’artista statunitense. Un’occasione unica per allargare i confini del teatro musicale aprendosi all’arte ma soprattutto per rivivere un grande evento, anche grazie alla presenza di Filippo Crivelli, che 51 anni fa prese parte allo spettacolo di Calder e che oggi lo cura per questa ripresa. Per il suo dialogo privilegiato con Calder, Kentridge sceglie invece di partire dai frammenti di carta e dal mito della Sibilla Cumana.

Torna Tagadà: basta politica urlata, spazio alle storieSu La7, edizione rinnovata e più lunga. Al timone Tiziana Panella

08 settembre 201913:06

I fatti, i dubbi, i protagonisti, i colpi di scena della politica, ma soprattutto “il racconto sociale, le storie di chi vive sulla propria pelle le scelte della classe dirigente”: Tiziana Panella torna al timone di Tagadà, che riparte lunedì 9 settembre su La7 con una quinta edizione rinnovata e più lunga, in onda dalle 14.20 alle 17.
“Il rafforzamento del programma è una promozione che viviamo con grande soddisfazione”, sottolinea la giornalista. “Oltre due ore e mezza di trasmissione quotidiana sono una sfida, un impegno a sondare un’ulteriore fascia oraria e di pubblico. A guidarci sarà ancora il sottotitolo del programma, ‘Tutto quanto fa politica’: spazio quindi all’attualità, in una stagione caldissima che ci vedrà esordire con la fiducia al nuovo governo, al talk con gli ospiti in studio, ma anche alle storie quotidiane delle persone che spesso hanno vicende incredibili da raccontare”. L’idea di fondo, si appassiona Panella, “è uscire dalla logica del racconto politico strillato, che sta dietro all’ultimo tweet, per parlare con la gente, raccontare l’Italia che fa, spesso nell’assoluto anonimato, in un silenzio che in una stagione come quella che stiamo vivendo diventa eccezionale”. Al dibattito ‘classico’ e al confronto sul tema del giorno Tagadà alternerà quindi “voci, racconti, incursioni in mondi diversi, recuperando quella dimensione dell’intervista ‘uno a uno’ che sfugge alla scansione temporale tipica del talk”, per fare spazio a un “racconto morbido e vero. Penso alle persone che fanno volontariato negli ospedali – spiega ancora la giornalista, 51 anni, un passato in Rai dove ha lavorato tra l’altro con Michele Santoro, dal 2001 a La7 – o alla nostra Maria Rosaria, l’operaia della Whirlpool che nella scorsa edizione è diventata il nostro interlocutore privilegiato per raccontare la vertenza. Il suo punto di vista diventava più forte di qualunque analisi di opinionisti e commentatori, perché Maria Rosaria ce l’ha scritta sulla pelle la storia dell’azienda”.
Nel lungo flusso informativo che si è consolidato negli anni come cifra del racconto della rete edita da Urbano Cairo, “presidiare il pomeriggio – sorride Panella, che aveva già condotto Coffee Break e Omnibus al mattino – e confrontarsi con un’offerta completamente diversa sulle altre reti all’inizio è sembrata una scommessa da pazzi. Ma oggettivamente il programma ha funzionato abbastanza presto, il pubblico ci ha dato fiducia.
Forti dei risultati, oggi proviamo a rilanciare: sono ottimista, anche perché la rete ha investito molto in questa operazione”.
Il debutto con la fiducia al governo Conte due: “Domani saremo nel frullatore, come tutti i programmi della rete: porte aperte agli ospiti, che ovviamente saranno decisi all’ultimo minuto, e al dibattito. Da mercoledì, dopo il doppio passaggio del premier alle Camere, Tagadà metterà finalmente il suo abito nuovo, mostrando la sua rinnovata fisionomia. Ce la metteremo tutta: la redazione è super motivata, accanto a me ho una squadra storica che praticamente è la mia famiglia, e poi ho una regista donna formidabile, e quando le donne fanno squadra…     sono oltre”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Marinelli, il mio Martin Eden? Indiana Jones
Pietro Marcello, la cultura riscatta o stritola, ieri come oggi

VENEZIA02 settembre 201919:22

– Lo ‘zingaro’ pazzoide di Jeeg Robot, lo sfrontato cocainomane di Ostia di Non essere cattivo, il principe libero Fabrizio De André, ossia Luca Marinelli, porta occhi di brace e fame di successo in Martin Eden, dal romanzo di Jack London che Pietro Marcello ha liberamente trasportato dalla California alla Napoli “che tutti accoglie”, spostando in avanti le vicende, surfando tra i fatti storici dell’inizio del Secolo Breve, nel film oggi in concorso a Venezia 76. Prodotto da Avventurosa, Ibc Movie con Rai Cinema, sarà in sala con 01 dal 4 settembre.”Un film emozionante – dice Marinelli, che a breve si misurerà con un altro personaggio forte, Diabolik – pieno di cose”. Con bellissimo materiale d’archivio, alternato alla finzione, Pietro Marcello ha messo in scena una “storia universale, un ragazzo che si emancipa, si riscatta con la cultura, perché la storia di Martin Eden è di tanti di noi, e però ne viene stritolato”. L’avventuriero Martin Eden “che affronta a viso aperto la vita, colpito dalla fascinazione per la cultura – aggiunge Marinelli – con quella vuole riscattarsi anche socialmente, ma arrivando in cima alla montagna che ha faticosamente scalato, ne è deluso, fino a perdersi”. Jack London sul finire dell’Ottocento e a cavallo del Novecento fu anticipatore dei guasti dell’individualismo: lo sceneggiatore Maurizio Braucci ricorda come London “abbia sperimentato l’essere grande autore di massa, scrittore di impegno politico, socialista, pensatore che crede di usare l’industria culturale, invece capisce che è l’industria culturale ad usare lui. E questo vale anche per oggi: la dicotomia che dilania tutti gli intellettuali tra il fare cultura e cercare di cambiare il mondo. L’anarchico eroe negativo Martin Eden viene stritolato come fu Jack London e questo ci ricorda in epoca più recente altri personaggi che hanno tradito le loro classi di appartenenza e sono crollati per esigenze di successo, da Fassbinder a Michael Jackson”.In un romanzo di formazione, celebre per le generazioni precedenti che hanno divorato i libri d’avventura, ci sono tanti livelli che nel film prendono la forma della complessità, ma al cuore c’è “il racconto dei rischi che l’esaltazione dell’individuo – dice Pietro Marcello – comporta, andando verso il neo liberismo più sfrenato”. Amato dai giovani, popolare è anche Marinelli che scansa ogni rischio “perché so – spiega – che bisogna mantenere l’equilibrio, restare se stessi, saldi nelle proprie idee, rifiutare lavori che non mi suscitano l’emozione e la passione di esserci dentro fino in fondo, come è stato ad esempio per Martin Eden”. E’ attuale questo Martin Eden? “Ciascuno li può trovare, noi siamo dentro il nostro tempo”, dice Pietro Marcello, ma la lotta di classe che muove all’inizio il protagonista “oggi è unilaterale – aggiunge Braucci – sono i ricchi che combattono i poveri con ogni mezzo, mentre i poveri non sono più organizzati”.Nel film, accanto a Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi c’è la partecipazione, nei panni di un intellettuale anarcoide che poi si suicida, del grande Carlo Cecchi. “Sono un attore di teatro – ha detto l’80enne interprete e regista fiorentino – e le mie frequentazioni cinematografiche sono poche, ma tutte nel segno di un archetipo, nel mio caso di Amleto. Il riferimento ad Amleto è nel mio ruolo di Morte di un matematico napoletano, in Miele di Valeria Golino e oggi in Martin Eden”. “Ciascuno ha i propri archetipi, se quello di Carlo Cecchi è Amleto, il mio, perdonatemi, è Indiana Jones”, ha concluso Luca Marinelli, gettando in una divertita disperazione Cecchi.

Chalamet, re giovane e fragile in The KingFilm Netflix prima in sala e dal primo novembre su piattaforma

VENEZIA02 settembre 201919:18

– ”Volevo solo raccontare la vita del buon principe Hal. Un giovane pieno di fragilità che lotta con il peso della sua discendenza. Enrico V non è un gladiatore, lui stesso non crede nella battaglia, nella guerra. E’ stato bello però interpretare un uomo, in un’epoca di mascolinità tossica che non sia la caricatura di questo genere”. A parlare così al Lido è Timothée Chalamet, l’attore di ‘Chiamami col tuo nome’ di Luca Guadagnino, che interpreta un fragile ed amletico Enrico V in ‘The King’ diretto da David Michôd, un prodotto Netflix, prima in sala in una data da stabilirsi e poi dal 1 novembre sulla piattaforma streaming.Il film, Fuori concorso in questa 76/ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, racconta appunto del riluttante erede al trono inglese che da sempre rifiuta la vita di corte e vive tra il popolo. Ma, dopo la morte del tirannico padre, dopo molte vicissitudini, Hal viene nominato Re Enrico V. ed è costretto ad accettare la vita dalla quale era fuggito. Centrale nel film la cosiddetta battaglia in campo aperto sulla strada per Calais il 14 agosto del 1415, quando Enrico V, alla testa di un esercito, batte quello francese nei pressi della cittadina di Azincourt ed uccide il non troppo smart Delfino di Francia (Robert Pattinson). Una battaglia girata in due settimane in Ungheria davvero straordinaria, realistica, potente e soprattutto fangosa. Gran parte dei soldati morirono non tanto per la spada, ma affogati nel fango grazie al peso delle loro armature. E questo grazie ai consigli dati a Enrico V dal suo mentore e amico, il cavaliere decaduto e alcolista John Falstaff (Joel Edgerton).”La scena nel fango è stata davvero molto dura anche per il gran caldo. C’erano sul set settanta cavalli per una coreografia studiata sia dal punto di vista del macro che del micro. A un certo punto ero coperto di fango dalla testa ai piedi, ma ero felice come se mi avessero tirato una torta in faccia”. Per Timothée Chalamet ”il bello di questo film è che mette in campo dei giovani per raccontare questa storia. Una cosa corretta perché i veri personaggi non erano certo diversi da me e Pattinson, ma in realtà sono sempre interpretati da uomini più adulti”. Spiega il regista David Michôd ancora sulla battaglia: “A differenza de Il trono di spade non ho usato gru per farla, ma solo riprese da basso. Ho voluto che lo spettatore si trovasse dentro quel fango all’altezza stessa di chi combatteva. In genere queste battaglie sono fatte con scene scandire mentre io volevo che ci si ritrovasse nel più pieno caos”.Lily-Rose Depp, figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradise, che nel film è Caterina di Valois, figlia del re di Francia e sua futura moglie, spiega:”Mi ha attratto di questo ruolo la non comune personalità di questa donna che veniva, tra l’altro, da una famiglia in cui c’era un ramo di pazzia. In fondo i suoi consigli furono determinanti per la vita di Enrico V”. Infine, Chalamet rivela che i suoi attori preferiti sono Joaquin Phoenix, Heath Ledger e Philip Seymour Hoffman e del primo dice:”Non vedo l’ora di vedere Joker con Phoenix. E pensare che l’ho incontrato nella hall dell’albergo e neppure mi ha salutato”.

The Painted Bird, a Venezia tutto l’orrore del maleAbusi e scene choc nel film di Marhoul in corsa per il Leone

VENEZIA

03 settembre 201920:10

– Non si può dire che manchi di immagini forti ‘The Painted Bird’ di Václav Marhoul, in corsa per il Leone d’oro a Venezia, con il racconto dell’Odissea, anzi del vero e proprio inferno, vissuto da un giovane ebreo (Petr Kotlár) spedito dai genitori in Europa orientale per evitare le persecuzioni naziste. Morta la donna a cui è stato affidato, il ragazzino si ritroverà a dover contare solo su stesso, ma non sarà affatto facile. E se nella proiezione per la stampa, proprio per la crudezza di certe scene, c’è stata qualche defezione, il film del regista e attore ceco è stato accolto da convinti applausi.Nel suo lungo viaggio nell’Est alla fine della Seconda Guerra mondiale il giovane, con la sua pelle scura e con gli occhi neri, sarà il diverso di turno da perseguitare. Per il ragazzo, così, minacciosi corvi che beccano sulla sua testa dopo che è stato seppellito da una maga (la scena più forte); ripetuti abusi da parte di un distillatore clandestino; un bagno in una fogna a cielo aperto; la violenza subita da una pastora di capre, che non manca, per ingelosirlo, di avere un rapporto con un caprone, e della quale fatalmente si innamora; sprofondare in un lago ghiacciato e incontrare, poi, la violenza di nazisti e stalinisti.Circa tre ore di film in bianco e nero con la fotografia magica di Vladimir Smutny (per un film, tratto dal famoso romanzo omonimo di Jerzy Kosinski (autore anche di Oltre il giardino), con il racconto del male nelle sue forme più crudeli. Nel cast anche camei di Udo Kier, Lech Dyblik, Jitka Cvancarova, Stellan Skarsgård, Harvey Keitel, Julian Sands, Barry Pepper e Aleksey Kravchenko. “Sono undici anni che lavoro a questo libro che mi ha subito molto toccato e così ho deciso di farne un film perché credo sia una storia universale. Ci sono tanti bambini abbandonati nel mondo che agiscono proprio come accade nel film” spiega il regista oggi al Lido. La violenza? “È solo la cornice del dipinto dove al centro c’è la vita del protagonista. Il film poi ha un buon finale perché passa il principio che la luce è visibile solo al buio”.Quanto all’uso del bianco e nero, spiega Václav Marhoul – che inizia come attore per poi debuttare alla regia nel 2003 con Mazanì Filip: “Il colore toglie qualcosa al miracolo del bianco e nero e poi ho girato in 35 mm che fa la differenza”. Scena cult di un film, quasi senza parole e con un protagonista privo di sorriso, quella che dà appunto il titolo: “Un uccellatore dipinge le ali di un uccello e poi lo lancia in uno stormo di suoi simili. È vero caos tra gli uccelli. Una volta avvertito l’estraneo sono tutti intorno a lui per abbatterlo, ma è solo un loro simile”.

Carolina Rosi, papà s’indignerebbe ancoraFuori concorso ‘Citizen Rosi’, l’Italia nel suo cinema civile

VENEZIA05 settembre 201919:35

– Salvatore Giuliano (1962), Le mani sulla città (1963), Il caso Mattei (1972), Lucky Luciano (1973), e si potrebbe continuare ancora: i film di Francesco Rosi sono un compendio di storia italiana, anticipatori di verità giudiziali, indicatori delle malefatte di compromessi stato/mafia, di corruzione, di appoggi politici alla criminalità. La figlia Carolina Rosi, che è stata la sua aiuto regista e che è custode del suo cinema e dei suoi valori, ha realizzato con Didi Gnocchi un documentario che è prima di tutto un atto d’amore per il padre così amato, morto nel 2015, e poi un lascito morale, del cinema di impegno civile, di educazione alla legalità. S’intitola Citizen Rosi, cittadino Rosi perché questa era la sua carica etica, uscirà in sala con Istituto Luce Cinecittà e poi si vedrà su Sky Arte. E’ stato presentato Fuori Concorso a Venezia insieme agli sceneggiatori Fabrizio Corallo e Anna Migotto, al magistrato Vincenzo Calia e al giornalista Lirio Abbate entrambi sotto scorta.Cosa direbbe dell’Italia di oggi Francesco Rosi? “Sarebbe quanto meno perplesso, probabilmente continuerebbe a difendere i valori imprescindibili della democrazia, continuerebbe a lottare per i valori in cui ha sempre creduto. Siamo in un’epoca trasformista, populista, molto poco ragionata, mio padre – ha detto Carolina – s’indignerebbe ancora come ha fatto per tutta la sua vita”. L’idea di raccontare il cinema di Rosi, una ventina di titoli (da La sfida a La Tregua del ’97), utilizzandolo come una bussola della storia italiana, è stata una scelta “quasi inevitabile. Ci siamo chieste: sono serviti a qualcosa questi film di cinema civile? Ci parlano ancora oggi dei nostri malesseri a 40 anni di distanza? E – dice Carolina Rosi con la Gnocchi – ci siamo risposte di sì, perché il cinema civile è indispensabile per dare un senso all’arte, che è sempre sociale e politica. Servirebbero semmai maggiori registi impegnati: per mio padre era una missione farsi domande, raccontare i fatti e denunciarli, credeva al ruolo etico del regista che oggi mi sembra si sia spento perché è l’estetica a prevalere. Lui credeva molto all’educazione civica del cinema e voleva che i suoi film fossero visti nelle scuole, perché è così che nascono gli anticorpi per difendere la democrazia”.Da Citizen Rosi traspare un amore incredibile di Carolina verso un padre evidentemente adorato: “Mi manca molto, avevamo un rapporto molto bello, anche di discussioni animate. Mi ha cresciuta in un modo estremamente rigoroso, mi ha dato un’educazione severa, ha provato a tramandarmi dei valori. Aveva una personalità forte e da grande l’ho ritrovata in Luca (De Filippo, ndr, del quale è vedova), ma era con me di una dolcezza incredibile”. Oltre che custode del patrimonio filmico del padre, la Rosi è presidente onorario della Fondazione Luca De Filippo e ha partecipato con la Andiamo Avanti Productions alla produzione del Sindaco del Rione Sanità con la regia di Mario Martone, in teatro e al cinema (è in concorso a Venezia 76).

Lotta di classe di Guédiguian e GuedesIn concorso al Lido ‘Gloria Mundi’ e ‘A Herdade’

VENEZIA05 settembre 201916:26

– Forse è un caso, ma la 76/a edizione della Mostra di Venezia si chiude in lotta di classe.
Di scena due opere divise tra famiglia e scontro sociale. Ovvero ‘GLORIA MUNDI’, una sorta di Ken Loach marsigliese firmato da Robert Guédiguian e ‘A HERDADE’, una saga portoghese sulle disgrazie del potere di Tiago Guedes.
Il film di Guédiguian parte con la nascita di Gloria, ma la sua venuta al mondo peggiora anche più la condizione economica dei suoi genitori: padre autista Uber e madre commessa in un magazzino tartassata da una padrona aguzzina. Ma c’è una persona che potrebbe cambiare le cose, Daniel (Gerard Meylan) appena uscito di prigione e nonno della neonata Gloria. Una sorta di Prometeo portoghese ricco come Creso è invece il protagonista assoluto di A HERDADE di Tiago, Joao Fernandes (Albano Jerónimo), proprietario di una delle più grandi tenute d’Europa: 14.000 ettari. La storia di questa fattoria cambia insieme alla vita politica, economica e sociale del Portogallo dagli anni ’40 a oggi.

Montaldo, la cultura contro l’intolleranzaAl Lido restauro Tiro al piccione su Salò, ‘critica mi attaccò’

VENEZIA05 settembre 201919:33

– “Per combattere la rabbia, l’intolleranza e l’ignoranza che si sentono nella società di oggi, c’è una parola, che a volte ormai sembra quasi una parolaccia, cultura: sapere, studiare e anche vivere insieme l’esperienza del cinema, bisognerebbe ripartire da lì”. Lo dice con la consueta lucidità, humour e classe da gentleman senza tempo, un maestro del nostro cinema, Giuliano Montaldo, che torna oggi al Lido (la proiezione è sold out) per la presentazione a Venezia Classici della versione restaurata da CSC – Cineteca Nazionale presso i laboratori di Istituto Luce – Cinecittà del suo esordio alla regia, Tiro al Piccione del 1961, il primo film su Salò dalla fine della guerra.”Al pubblico piacque, ma la critica, sia da destra che da sinistra, mi fece a pezzi. Fu un grande dolore, pensai anche di cambiare mestiere. Non rivedo il film da allora, spero oggi di farcela a guardarlo fino in fondo” spiega il regista, classe 1930. Ambientata nel 1943, la storia ha per protagonista Marco (Jacques Charrier), che dopo la fuga del re decide di arruolarsi da volontario nella Repubblica di Salò, perché crede in quegli ideali; di fronte, però, alle violenze a cui assiste, le sue convinzioni iniziano presto a vacillare. “Come attore e aiuto regista – racconta Montaldo – avevo partecipato a film sulla Resistenza, così un produttore mi ha proposto di adattare per il cinema Tiro al piccione, romanzo biografico di Giose Rimanelli. Ho detto sì perché mi sembrava si potesse parlare di chi allora aveva sbagliato strada ed era stato da noi riaccolto nella società. I critici non la pensarono come me. Io ne uscii devastato, mi sembrava di aver sbagliato tutto, toccando un tasto molto delicato. Se ho continuato a fare cinema, lo devo a mia moglie, mia compagna di vita e collaboratrice, Vera Pescarolo, che mi fece restare a Roma, dandomi forza e coraggio. Ricominciai a lavorare, girando un film tv per gli americani, L’isola dell’angelo, poi altri film, come Una bella grinta, che ha vinto due premi al Festival di Berlino, andò bene. Ma tutte le volte che si è trattato di parlare di temi difficili, fino a Gli occhiali d’oro, è sempre stata dura con i produttori. Uno, quando gli proposi Sacco e Vanzetti, mi ha risposto, ‘Ma che è, ‘na ditta d’import/export?'”.Il restauro di Tiro al piccione “è stata una sorpresa bellissima, non posso che dire grazie”, sottolinea. E’ un film che risulta ancora oggi particolarmente attuale, visti certi sguardi nostalgici, anche da parte di alcuni giovani, verso il fascismo: “Mi ricordo che con Lizzani, nel 1951, dopo una proiezione a Napoli di Achtung! Banditi! (su un episodio della guerra partigiana nel Nord Italia, ndr), si alzò un signore e ci chiese se fossero realmente accaduti fatti come quelli. Questo è un Paese che ha dimenticato in fretta tante cose della propria storia; è possibile che anche oggi qualcuno possa sbagliare strada… Speriamo che, come il ragazzo di Tiro al piccione, se ne accorga. E comunque, chi sbaglia non va emarginato, va riaccolto”.

Jolie supporta film afghano a VeneziaHava, Maryam, Ayesha opera indipendente e con team femminile

VENEZIA06 settembre 201912:48

– “Ogni film realizzato in Afghanistan è una specie di miracolo. In un momento in cui il futuro dell’Afghanistan è in bilico, ci ricorda tutto ciò che è in gioco per milioni di donne afghane, che meritano la libertà, l’indipendenza e la sicurezza di fare le proprie scelte”, ha detto Angelina Jolie in un messaggio a Venezia 76 per supportare Hava, Maryam, Ayesha, primo film indipendente dall’Afghanistan, interamente girato con cast tecnico e artistico locale ed anche il primo diretto da una donna, Sahraa Karimi. Il film passa a Orizzonti e “racconta la vita delle giovani donne nell’Afghanistan contemporaneo. Mostra la grazia, la bellezza e lo spirito delle donne afghane rispetto al matrimonio, all’amore, all’amicizia, nella famiglia e nella maternità”.
La regista Sahraa Karimi ha ringraziato il direttore del festival Alberto Barbera per la possibilità di “attirare l’attenzione sui problemi che il Paese sta affrontando, in particolare la necessità di garantire i diritti delle donne in Afghanistan”.

Cardin, vorrei andare oltre i 100 anniLeggenda moda 97enne al Lido per Docu sulla sua vita

VENEZIA06 settembre 201918:08

– A 97 anni “lavoro ancora tutti i giorni, è la mia ragione d’essere e di esistere. Il mio progetto è continuare a vivere, voglio passare i 100 e ricominciare”. Lo dice con lo charme di un uomo che ha sempre guardato avanti e non ha mai avuto paura di rischiare, Pierre Cardin, o meglio Pietro Costante Cardin, nato a Sant’Andrea di Barbarana (Treviso) nel 1922, ma cresciuto in Francia dall’età di due anni, dopo che i genitori all’avvento del Fascismo avevano deciso di lasciare l’Italia. La leggenda della moda è arrivata al Lido per l’anteprima del documentario sulla sua vita, House of Cardin di P. David Ebersole, Todd Hughes, evento speciale delle Giornate degli Autori, in sala nel 2020 con I Wonder Pictures, in collaborazione con Sky Arte e Unipol Biografilm Collection. Un viaggio che esplora in ogni aspetto quello che molti definiscono l’Enigma Cardin, vista la riservatezza dell’uomo, e la capacità dell’artista e uomo d’affari di creare un impero innovando nello stile.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia, Franceschini: ‘Mai più le GRandi Navi a San Marco’
Manifestanti sul red carpet in mattinata

07 settembre 201920:51

Gli oltre trecento manifestanti che dall’alba di oggi hanno occupato il red carpet della Mostra del cinema di Venezia, hanno volontariamente lasciato il tappeto rosso “per evitare qualunque scontro con le forze dell’ordine, anche se delusi dalla mancanza di risposte dalla Biennale e di un appoggio che speravamo da parte di qualche attore militante”, come ha detto una giovane attivista in tuta bianca. Alle 17 è prevista una manifestazione nel centro del Lido, sempre di protesta contro le Grandi Navi in laguna e più in generale sui cambiamenti climatici, “quindi il nostro progetto – ha detto uno dei ragazzi accampati sul red carpet – è di lasciare questo posto per unirci a loro, ma a condizione che, in modo del tutto pacifico, ci sia concesso di restare un piccolo gruppo qui in nostra rappresentanza per avere massima visibilità internazionale durante l’ingresso degli ospiti della serata finale del festival”. Hanno chiesto di incontrare la Biennale, per arrivare ad un accordo, al momento però non è stato reso noto nulla di ufficiale e di fatto gli attivisti per il clima sono materialmente sopra il tappeto dove dovranno passare le delegazioni dei film, gli ospiti e persino Mick Jagger attore del film di chiusura The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi. Non era mai accaduto, almeno in anni recenti, che una protesta arrivasse sul tappeto rosso e resta ancora più paradossale in una Mostra che ha visto serrati, rigorosi controlli della polizia nei varchi di accesso alla ‘zona rossa’ intorno al Palazzo del cinema e ai luoghi del festival con ispezioni di zaini, borse, tasche a tutti i passanti, accreditati con il badge al collo compresi. “Siamo entrati prima delle sei, in massa e non abbiamo trovato alcuna resistenza”, ha aggiunto un ragazzo che è arrivato da Napoli appositamente per la manifestazione documentata su Global Project Info minuto per minuto. Tra i manifestanti attivisti provenienti da varie parti d’Europa e da tutta Italia che hanno deciso di ritrovarsi al Palazzo del cinema per suscitare maggiore consapevolezza dei danni ambientali, non solo quelli legati all’uso delle Grandi Navi a Venezia. Dal 4 settembre poi, qui al Lido, c’è un campeggio formativo sui temi ambientali.

“A Venezia per la #Biennalecinema2019. Un impegno: entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco. Il vincolo del @_MiBAC è solo il primo passo. Abbiamo perso troppo tempo e il mondo ci guarda incredulo. #GrandiNavi”. Lo annuncia su Twitter il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, appena arrivato al Lido per la serata finale della Mostra del cinema.

Venezia: manifestanti via da red carpet”Per evitare scontri, ma delusi da mancanza risposte Biennale”

VENEZIA07 settembre 201914:15

– Gli oltre trecento manifestanti che dall’alba di oggi hanno occupato il red carpet della Mostra del cinema di Venezia, hanno volontariamente lasciato il tappeto rosso “per evitare qualunque scontro con le forze dell’ordine, anche se delusi dalla mancanza di risposte dalla Biennale e di un appoggio che speravamo da parte di qualche attore militante”, come ha detto una giovane attivista in tuta bianca.

Parma, progetto per Bertolucci-StoraroPremio Oscar a Franceschini, serve aiuto per conservare storia

07 settembre 201917:16

– Parma, capitale italiana della cultura 2020, celebra uno dei suoi figli più illustri, con l’iniziativa Bertolucci-Storaro. Il progetto sarà dedicato alla produzione artistica di Bernardo Bertolucci in collaborazione con Vittorio Storaro, con il quale ha realizzato 10 film, da Prima della rivoluzione, Strategia del ragno, Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Novecento Atto I, Novecento Atto II, La luna, L’ultimo imperatore, Il tè nel deserto fino a Il piccolo Buddha.
L’iniziativa, patrocinata da CICT-UNESCO, e realizzata da Corrado Rovesti presidente di Tecnoitalia, con la direzione artistica di Vittorio Giacci, si articolerà in una grande mostra con le immagini dei film, un Libro fotografico con foto e scritti dello stesso Storaro, e tre Masterclass, tenute dal Premio Oscar, sulla base dei tre “periodi visivi” dei loro film: La luce, I colori, Gli elementi. Ma il cuore del progetto è il trasferimento dei 10 film restaurati su un supporto digitale (DOTS) che ne conserva l’integrità.

Venezia, Coppa Volpi a Ariane AscaridePer il film Gloria Mundi di Robert Guédiguian

VENEZIA07 settembre 201920:17

– Coppa Volpi per la migliore attrice a Ariane Ascaride nel film Gloria Mundi di Robert Guédiguian (Francia, Italia) alla 76/ma Mostra del cinema di Venezia.

Venezia, Leone d’Argento Roy AnderssonPer il film About Endlessness

VENEZIA07 settembre 201920:22

– Leone d’Argento per la migliore regia a: Roy Andersson per il film Om Det Oandliga (About Endlessness) (Svezia, Germania, Norvegia) alla 76/a Mostra del cinema di Venezia.

Venezia, Gran premio giuria a J’AccuseIl film di Roman Polanski

VENEZIA07 settembre 201920:24

– Il Gran Premio della Giuria va a J’Accuse di Roman Polanski (Francia, Italia), alla 76/a Mostra del cinema di Venezia.

Venezia, Leone d’Oro a JokerVince il film di Todd Phillips

VENEZIA07 settembre 201920:26

– Il Leone d’Oro per il miglior film va a Joker di Todd Phillips (USA) alla 76/a Mostra del cinema di Venezia.

Marinelli, il mio premio per chi salva vite in mareLa dedica dell’attore vincitore della Coppa Volpi

VENEZIA07 settembre 201920:36

– “Devo questo premio anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore”.
E’ la dedica di Luca Marinelli, che ha appena vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile nel film Martin Eden di Pietro Marcello alla 76/a Mostra del cinema di Venezia.

Virzì, nessun peso polemiche su PolanskiMartel, da signor Polanski punto di vista molto interessante

VENEZIA07 settembre 201921:44

– “Posso garantire personalmente che nella discussione sul film di Polanski si è parlato esclusivamente dell’opera, della sua qualità, dello stile, del processo produttivo, del fatto storico che racconta, dell’uso degli attori. Certe polemiche uscite sui giornali non hanno riguardato le discussioni della giuria”. Lo dice Paolo Virzì membro della giuria di Venezia 76, rispondendo ai giornalisti. “Il signor Polanski ha mostrato un punto di vista molto interessante per tutti noi” ha aggiunto Lucrecia Martel.

L’esordio narrativo di MusolinoLo scrittore racconta come la vita possa cambiare all’improvviso

03 settembre 201910:08

– FRANCESCO MUSOLINO, L’ATTIMO PRIMA (RIZZOLI, PP. 267, EURO 18) Ti trascina nella storia in modo inaspettato Francesco Musolino nel suo primo romanzo, ‘L’attimo prima’, in cui racconta come tutto possa svanire l’attimo prima di realizzarsi, come la vita possa cambiare in un istante. Romanzo di educazione all’età adulta, romanzo di formazione, è un libro che in realtà ci mette davanti all’importanza del qui e ora, del sapere vivere e apprezzare fino in fondo quello che stiamo vivendo nel momento in cui lo viviamo. Giornalista culturale, ideatore del progetto di lettura no profit @Stoleggendo su Twitter, Musolino, 38 anni, di Messina, insegna scrittura creativa e in questo suo esordio narrativo, in libreria oggi per Rizzoli, non nasconde la sua passione per la buona cucina, per i viaggi, per la musica e la scrittura e per quel lato umano che sembra smarrito, ma “evidentemente esiste ancora” come dice ne ‘L’attimo prima’.Lorenzo, 25 anni, lavora in un’agenzia di viaggi di Messina, è “l’uomo che può portarvi lontano dalla ressa e dal casino”, che “può spedirvi ovunque desideriate”, anche se non ha mai messo il naso fuori dalla sua terra, ma è anche il bambino cresciuto sotto il tavolo di legno del ristorante di Leandro e Sara, i suoi genitori, aperto alla fine degli anni Settanta a Messina e che sognava di fare lo chef. Ma “un urlo e un tonfo sulle tragiche note di Ravel” cambiano in un attimo la sua vita in una maledetta domenica. “Ero partito con il vento in poppa e con l’idea di abbattere muri, cambiare l’insegna, riscrivere il menu, digitare e ammodernare tutto quanto e invece loro due mi avevano consegnato un sogno nuovo di zecca” racconta. Lorenzo sta per partire per fare uno stage di sei mesi all’Accademia della Cucina di Milano. Ma, senza lasciare il tempo di capire cosa stava accadendo, Leandro muore e per Lorenzo la vita con “gli occhi fissi sul soffitto ad aspettare che i sogni diventino realtà finisce”. Quando muore un genitore si conclude la vita di figlio, ma quando si può mai dire veramente di essere adulti? Restano con noi quelle giornate in famiglia che si pensa non finiranno mai, quelle domeniche ad ascoltare il Bolero diventano eterne.Ed è proprio questa sensibilità di Musolino nel saper dar voce a quella tenerezza che fa fatica ad esprimersi nell’età adulta insieme a quell’ironia che sdrammatizza ogni cosa a colpire ne ‘L’attimo prima’. “E’ cambiato tutto eppure non è cambiato niente. Mi manchi anche quando non ti sto pensando” dice alla fine Lorenzo rivolgendosi al padre. Così, tra incazzature, delusioni e rabbia, Lorenzo inizia a lavorare in un’agenzia di viaggi. Sarà sua sorella Elena a spronarlo rimettendo insieme i pezzi della sua vita bloccata. E se cogliere l’attimo alla fine è l’unica salvezza, solo l’amore può vincere la paralisi e l’immobilità che può venire dal dolore di una perdita. E per rimettersi in moto ci vuole l’umiltà e il coraggio dei guerrieri che “non nascondono le cicatrici” come suggerisce Musolino che il 17 settembre presenterà il libro a Milano, il 20 a PordenoneLegge e il 24 settembre a Roma. Prime tappe di un tour che si concluderà il 19 ottobre a Ragusa.

Gassmann, in una società chiusa serve ascoltoL’attore in family comedy di Cipani su diversità, da storia vera

VENEZIA03 settembre 201910:07

– A 19 anni, Giacomo Mazzariol detto Jack decide di raccontare in un romanzo, Mio fratello rincorre i dinosauri (Einaudi), il rapporto, tra paura, a volte rabbia, ma soprattutto grandissimo amore, con il fratellino Giovanni (Gio) nato con la sindrome di Down. Si rivela un bestseller e tre anni dopo l’esordiente Stefano Cipani firma l’adattamento per il grande schermo, che debutta alla Mostra del Cinema di Venezia, nelle Giornate degli Autori. Una family comedy con un tocco di favola moderna, arricchita da un cast che comprende Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese, Rossy de Palma, Francesco Gheghi, Lorenzo Sisto (classe 2008, bravissimo piccolo interprete di Gio). L’arrivo in sala è previsto per il 5 settembre in 250 copie con Eagle Pictures.”In una società che non solo alla disabilità ma a qualunque diversità risponde spesso con chiusura pura e a volte violenza, soprattutto in rete – dice Gassmann – questo film è un aiuto, anche perché la commedia, quando è misurata, è il genere che assomiglia di più alla vita. Se avessimo fra noi molte più famiglie come i Mazzariol, non ci troveremo nella brutta situazione in cui siamo”. E’ d’accordo Rossy De Palma: “Vedendo il film ho pianto come una Maddalena – dice – ci sono dentro puro amore e innocenza”. Nella storia, il modo che Katia (Ragonese) e Davide Mazzariol (Gassmann), hanno per far accettare al più piccolo della famiglia, Jack (Luca Morello), 5 anni (hanno anche due figlie più grandi) il fratellino con un cromosoma di più, e dirgli che è “speciale”, una parola che Jack interpreta come ‘supereroe’.La scoperta invece di come venga percepita all’esterno la diversità di Gio porta poi Jack a inizio adolescenza (Gheghi) in un complesso viaggio di crescita, dettato da sentimenti conflittuali, dal desiderio di distacco alla rabbia, ma soprattutto da un profondo amore, visto anche il fatto che il travolgente fratellino non ci sta a farsi mettere da parte. “Quando ho letto il romanzo mi ha molto colpito, poi, conoscendola, mi sono innamorato della famiglia Mazzariol – spiega Cipani -. Nel film ho cercato di mantenere la leggerezza che ho trovato nel libro”. Giacomo Mazzariol ha collaborato alla sceneggiatura: “Volevamo trovare un linguaggio universale che non fosse repellente per i ragazzi, parlare la loro lingua, con un linguaggio da adulti ma ironico. Il film è un mix di generi ma è anche molto reale, puoi andarlo a vedere sia per limonare che per educare i figli” dice sorridendo. Isabella Ragonese sottolinea di essere rimasta conquistata dal sostegno reciproco che si sente nella “piccola comunità” dei Mazzariol, “si fanno forza tutti insieme”. Al film hanno risposto con entusiasmo anche il ‘vero’ Gio, che giudica il suo interprete “uno spettacolo”, mentre Lorenzo Sisto non vuole si dimentichi l’aiuto per fare il film “di mamma e papà” e che “l’esperienza è stata bellissima, perché ho trovato tanti nuovi amici”.

Julie Andrews Leone alla carriera, ‘sono fortunata’L’attrice, la Mostra è il primo Festival al mondo

VENEZIA03 settembre 201910:11

“Ancora mi meraviglio, sono stata una ragazza fortunata che ha potuto recitare ruoli bellissimi”. Lo ha detto Julie Andrews, dopo aver ricevuto in Sala Grande il Leone d’oro alla carriera dalle mani di Paolo Baratta, presidente della Biennale. L’amore del pubblico per l’attrice ha preso forma prima con un battimani corale sulle canzoni di Mary Poppins, nel montaggio di alcuni dei suoi film piu’ importanti, e poi con l’appassionata laudatio di Luca Guadagnino, accogliendola con una standing ovation durata circa 10 minuti. Elegante in un tailleur pantalone celeste, Andrews ha ricordato che da bambina in Inghilterra amava cantare arie in italiano (e ne ha accennate, con una voce cristallina, un paio), “ero molto giovane e a malapena capivo le parole che stavo cantando, quindi credo che per oggi sia meglio per tutti fare il mio discorso in inglese” ha sottolineato con un sorriso.Per lei Venezia “e’ oggi il primo Festival del mondo: guardando alla selezione di quest’anno mi rendo conto ancora una volta di che grande potere di unire abbia il cinema”. L’interprete di Tutti insieme appassionatamente e Mary Poppins ha dedicato un ringraziamento anche ai giovani talenti emergenti: “Chiedo loro di rimanere fedeli ai loro sogni e alla loro visione, le gratificazioni in questo modo saranno incomparabili.E ringrazio i pubblici di tutto il mondo, con la loro passione per il cinema rendono ancora tutto questo possibile, il loro supporto continuo tiene viva la luce sullo schermo”. Guadagnino nel suo discorso introduttivo ha dimostrato, con un excursus della vita e della carriera, la sua profonda conoscenza di Julie Andrews (lei ha ricambiato dicendogli “sono stupefatta da quante cose Luca sai di me, ma anch’io sono fan del tuo cinema”), e l’ammirazione che nutre per lei: “Per me e’ chiaro che, in una vita come la sua, fatta di tanti viaggi attraverso il mondo del cinema e dello spettacolo, Julie Andrews sia uno di quei bambini capaci di utilizzare il potere dell’immaginazione per nobili fini” ha detto il cineasta. Ma Julie Andrews “e’ anche un’artista sovversiva, che ha saputo ridefinire costantemente la propria immagine nell’arco di tutta la sua carriera. Ragionando sul suo tempo, su chi e’ e cosa rappresenta, Andrews ha giocato con le aspettative, senza mai farsi trovare due volte nello stesso posto”. Per Guadagnino l’attrice e’ “un’icona del ventesimo e ventunesimo secolo, che sa trasmettere una sorta di classicismo olimpico in ogni cosa che fa. Ha rappresentato ai massimi livelli la recitazione, la danza, la musica, la scrittura e l’attivismo politico; la sua eleganza e’ diventata un valore assoluto: unica nella storia del cinema e assolutamente inimitabile”.A concludere l’evento in Sala Grande, la proiezione di Victor Victoria (1982) uno dei capolavori con lei protagonista firmato da Blake Edwards, marito di Julie Andrews, scomparso nel 2010.

Venezia, premio speciale giuria Maresco’La mafia non è più quella di una volta’

VENEZIA07 settembre 201920:55

Premio speciale della Giuria a: La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco (Italia) alla 76/a Mostra del cinema di Venezia. Protagonisti del film sono la fotografa Letizia Battaglia e
Ciccio Mira, l’impresario di cantanti neomelodici già protagonista di ‘Belluscone’.

Venezia, a Luca Marinelli Coppa VolpiProtagonista di Martin Eden di Pietro Marcello

VENEZIA07 settembre 201920:25

– Luca Marinelli, protagonista di Martin Eden di Pietro Marcello, è il vincitore della Coppa Volpi maschile alla 76/ma edizione della Mostra del cinema di Venezia.

Jacobson, i social sono senza ironiaLo scrittore Booker Prize, la Brexit “una scusa inventata”

MANTOVA07 settembre 201911:10

– HOWARD JACOBSON, SU CON LA VITA (LA NAVE DI TESEO, PP. 411, EURO 20) L’ironia oggi “è più importante che mai, ma è minacciata da tante cose, i populismi, le dittature e la stessa Brexit. Howard Jacobson, lo scrittore Man Booker Prize nel 2010 con ‘L’enigma di Finkler’, maestro dell’humour, rifiuta la rigidità di chi vede le cose bianche o nere e dice, al Festivaletteratura di Mantova, che “la dimensione meno ironica di oggi è quella dei social media che sostengono una posizione di certezza aggressiva dove il pollice o è su o è giù”. Come accade, spiega, “con gli emoji, le faccine con cui siamo abituati a comunicare, che ridono o piangono, non ci sono sfumature. Anche le politiche identitarie sono ben lungi dall’essere ironiche”.E’ invece totalmente ironica la protagonista del suo nuovo romanzo ‘Su con la vita’, pubblicato da La nave di Teseo nella traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, in cui ci racconta l’inaspettato amore tra la novantenne Beryl Dusinbery, detta la Principessa Schweppessodawasser, sulla via della demenza, e lo schivo e solitario Shimi che al contrario non dimentica mai nulla. “La principessa e Shimi si innamorano attraverso le parole. Non c’è rapporto fisico ma una vicinanza che viene dalla conversazione. Parlano tantissimo e lo facevano ancora di più, tanto che ho eliminato 50 pagine” racconta lo scrittore che non ha mai digerito la Brexit. “Non c’è nessun motivo che la giustifichi. La disaffezione nei confronti dell’Unione Europea non è diversa da quella che si può avere nei confronti di qualsiasi istituzione. E’ una scusa inventata. Nessuno ci capisce nulla della Brexit da fuori che è stata presentata come legata all’Unione Europea ma non ha nulla a che fare con questo. Riguarda le disuguaglianze tra ricchi e poveri, tra nord e sud e soprattutto tra chi ha l’istruzione e chi non ha avuto un’educazione. Lo vediamo anche negli Stati Uniti, chi non ha potuto studiare o accedere alla conoscenza è come se avesse un’acredine verso chi le cose le sa” spiega Jacobson. E sottolinea: “e’ una guerra civile dove non ci sono i carri armati. E a Boris Johnson non gliene frega nulla del destino del Paese, ha sempre cercato soddisfazione alla sua sfrenata ambizione” dice lo scrittore.Grazie a quella libertà che viene dall’età, la principessa di ‘Su con la vita’ ricorda e dimentica i suoi tre figli, di cui non si è mai curata, e i suoi uomini. Ha avuto molti corteggiatori, amanti e mariti. Passa le sue giornate con due badanti che tormenta con la lettura dei suoi diari. “Esiste per dare fastidio a tutte le persone che le sono accanto. Per il lettore è una figura liberatoria. E’ un po’ come se fosse il clown, il giullare shakespeariano che in virtù della sua età può dire e fare quello che decide e che le piace. Ha un gran senso dell’umorismo e non è mai chiaro quanto sia seria o meno di fronte a certe affermazioni” dice lo scrittore che alla fine ci stupisce ancora una volta raccontandoci come non sia mai troppo tardi per niente.Tra le parti più divertenti di ‘Su con la vita’, che era partito con la figura di Shimi ma ha preso il volo quando a Jacobson è apparsa nella mente la figura di Beryl, le opinioni che la principessa esprime su una serie di uomini che hanno fatto parte della sua vita. “Ho fatto una summa di tutti i commenti sugli uomini da parte delle donne a cui ho assistito. Hanno sempre un certo sarcasmo” afferma Jacobson che è riuscito a far incontrare questi due personaggi improbabili sul terreno delle parole, anche quelle che mancano.

Morta la cantante Kylie Rae Harris, video in lacrime prima dell’incidente In New Mexico, a 30 anni. Deceduta anche una ragazza di 16 anni

07 settembre 201917:34

La cantante country americana, Kylie Rae Harris, 30 anni, è morta nella notte tra mercoledì e giovedì in un incidente stradale nello Stato del New Mexico. Harris stava andando a Taos, nel nord dello Stato, quando l’auto sulla quale viaggiava è rimasta coinvolta nell’incidente insieme ad altre due vetture: nello scontro è deceduta anche una ragazza di 16 anni che era alla guida di una delle altre auto.

La cantante, originaria del Texas, era attesa ieri pomeriggio sul palcoscenico del Big Barn Dance Music Festival, un festival musicale che si tiene ogni anno nella città.C’è un incredibile e tragico destino. Proprio nell’ultima delle stories su Instagram, registrata poco prima dello scontro, la cantante in lacrime diceva che andava in New Mexico, a Taos, quando era piccola, insieme alle sue sorelle. E lì è morta quasi tutta la sua famiglia, compreso suo padre. Kylie Rae Harris lascia una figlia di sei anni. L’ultimo tragico messaggio su Instagram

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Chester, La fattoria dei nostri sogni
Una storia vera che celebra la potenza della natura e biodiversità

settembre 201910:17

– Riuscire a “cavalcare” il potere della natura, accogliendone gli imprevisti e le meraviglie, per realizzare la sfida di vivere in totale armonia con essa: fa davvero venire voglia di cambiare stile di vita e tornare alla “terra” il film di John Chester dal titolo “La fattoria dei nostri sogni”, nelle sale dal 5 settembre con Teodora. Girato “365 giorni all’anno per quasi 8 anni”, il film è narrato in prima persona dal regista che racconta la storia incredibile vissuta insieme a sua moglie Molly: la decisione di lasciare la città per costruire dal nulla “Apricot Lane”, un’enorme fattoria in cui seguire i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale.Creare una “fattoria da fiaba” a un’ora di macchina da Los Angeles, partendo da un terreno definito ‘morto’, che sembrava incapace di ospitare la vita, era un sogno da molti considerato una vera pazzia: eppure, tra cocenti delusioni e piccole grandi vittorie, cadute e ripartenze, i coniugi Chester sono riusciti a dare vita a un luogo che celebra la biodiversità e che dimostra quanto sia ancora possibile l’armonia tra uomo e ambiente. Nel film questa storia vera (che ha del miracoloso e che infonde speranza perché credibile) viene raccontata in modo schietto ed emozionante, anche grazie a immagini spettacolari che svelano l’incomparabile bellezza della natura, le sue leggi eterne, la sua forza indomabile, ma anche la determinazione di John e Molly ad andare avanti in un’impresa che non è esagerato definire formidabile. Prima un progetto che ha convinto alcuni investitori a dare i fondi necessari, poi la visionarietà di un consulente esperto in questa tipologia di fattorie completamente sostenibili, infine una squadra di collaboratori e la voglia di lavorare insieme e senza sosta per un traguardo comune: così è nata “Apricot Lane”, un luogo magico, esteso per oltre 200 acri e in grado di ospitare circa 850 animali e 75 varietà di coltivazioni biodinamiche. In questa fattoria d’altri tempi ogni elemento è inserito in un ciclo vitale infinito, in cui la natura presenta ogni giorno un problema nuovo ma con esso anche la sua soluzione.Non sorprende che la visione luminosa offerta dal film abbia conquistato gli Stati Uniti: contro ogni previsione infatti questa sorta di documentario romantico e idealista, uscito pochi mesi fa all’inizio in sole 5 sale, si è poi diffuso a macchia d’olio grazie al passaparola, raggiungendo ben 285 schermi e scalando la classifica degli incassi. A emergere non è solo la coscienza ecologista, perché il messaggio del film punta a far comprendere anche il valore dell’amore, dell’amicizia, della tenacia, della fiducia e soprattutto della vita, in tutte le sue forme. “Spero che il film sia visto soprattutto dai più giovani”, dichiara il regista, “E spero che il pubblico capisca, come abbiamo capito noi, che una collaborazione con la natura offre infinite possibilità, che a volte siamo troppo distratti per vedere. La natura ha tutte le risposte di cui abbiamo bisogno”.

Venezia 76: Leone d’oro a Joker. A Luca Marinelli coppa Volpi come miglior attore. Tutti i premiCoppa Volpi femminile a Ariane Ascaride. Premio speciale della giuria a La mafia di Franco Maresco

08 settembre 201912:50

Alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia vince il Leone d’oro per il miglior film JOKER di Todd Phillips (USA). Luca Marinelli, protagonista di Martin Eden di Pietro Marcello, è il vincitore della Coppa Volpi maschile. “Devo questo premio – afferma Marinelli sul palco – anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore”. COPPA VOLPI per la migliore attrice a: Ariane Ascaride nel film GLORIA MUNDI di Robert Guédiguian (Francia, Italia) GRAN PREMIO DELLA GIURIA a: J’ACCUSE di Roman Polanski (Francia, Italia)LEONE D’ARGENTO per la migliore regia a: Roy Andersson per il film OM DET OÄNDLIGA (ABOUT ENDLESSNESS) (Svezia, Germania, Norvegia) PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a: LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco (Italia) PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a Yonfan per il film animato JI YUAN TAI QI HAO (N. 7 CHERRY LANE) (Hong Kong SAR, Cina) PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore emergente a Toby Wallace nel film BABYTEETH di Shannon Murphy (Australia)LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS) a YOU WILL DIE AT 20 di Amjad Abu Alala (Sudan, Francia, Egitto, Germania, Norvegia, Qatar)

“Per fortuna non è stato un verdetto all’unanimità, i premi sono stati frutto di grande dialogo. Sono la presidente di una giuria democratica, quindi non abbiamo bisogno dell’unanimità per metterci tutti d’accordo”. Lo ha detto la presidente di giuria Lucrecia Martel rispondendo ai giornalisti su come si sia arrivati al palmares della 76/a Mostra del Cinema di Venezia. ORIZZONTI
La Giuria Orizzonti della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da da Susanna Nicchiarelli e composta da Eva Sangiorgi, µlvaro Brechner, Mark Adams e Rachid Bouchareb dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 13 Cortometraggi in concorso, assegna:

il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a: ATLANTIS di Valentyn Vasyanovych (Ucraina)

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a: Théo Court per il film BLANCO EN BLANCO (Spagna, Cile, Francia, Germania)

il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a: VERDICT di Raymund Ribay Gutierrez (Filippine)

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a: Marta Nieto nel film MADRE di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, Francia)

il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a: Sami Bouajila nel film BIK ENEICH – UN FILS di Mehdi M. Barsaoui (Tunisia, Francia, Libano)

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a: Jessica Palud, Philippe Lioret, Diastème per il film REVENIR di Jessica Palud (Francia)

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a: DARLING di Saim Sadiq (Pakistan)

il VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2019 a: CÇES QUE LADRAM AOS PASSAROS (DOGS BARKING AT BIRDS) di Leonor Teles (Portogallo)

VENEZIA CLASSICI
La Giuria presieduta da Costanza Quatriglio e composta da 22 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, assegna

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA a: BABENCO – ALGUÉM TEM QUE OUVIR O CORAÇÇO E DIZER: PAROU (BABENCO – TELL ME WHEN I DIE) di Barbára Paz (Brazil)

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a: EXTASE (ECSTASY) di Gustav Machatì (Cecoslovacchia, 1932)
VENICE VR

La Giuria presieduta da Laurie Anderson e composta da Francesco Carrozzini e Alysha Naples dopo aver visionato i 27 progetti in concorso, assegna:

Il GRAN PREMIO DELLA GIURIA PER LA MIGLIORE OPERA VR IMMERSIVA a THE KEY di Céline Tricart (USA)

il PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR IMMERSIVA PER CONTENUTO INTERATTIVO a A LINHA di Ricardo Laganaro (Brasile)

il PREMIO MIGLIORE STORIA VR IMMERSIVA PER CONTENUTO LINEARE a DAUGHTERS OF CHIBOK di Joel Kachi Benson (Nigeria)
LEONE D’ORO ALLA CARRIERA 2019 a: PEDRO ALMODàVAR e JULIE ANDREWS JAEGER-LECOULTRE GLORY TO THE FILMMAKER AWARD 2019 a: COSTA-GAVRAS

PREMIO CAMPARI PASSION FOR FILM a: LUCA BIGAZZI

Barbera, Venezia aiuterà Polanski”Martel libera. Ho temuto che Maresco non fosse compreso”

VENEZIA08 settembre 201913:47

– “Polanski ha scelto di non intervenire, neanche con un video, per non alimentare le polemiche, ma era felice dell’accoglienza che J’Accuse ha avuto, così mi ha detto al telefono da Parigi, e ancora di più lo sarà per il Gran Premio della Giuria, spero che questo possa mettere definitivamente sordina sul suo caso”: Alberto Barbera, nel rituale bilancio di fine Mostra del cinema, ostenta soddisfazione per il verdetto della giuria presieduta dall’argentina Lucrecia Martel. “Sono stato favorevolmente sorpreso per il premio che La Mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco ha ottenuto, premio speciale della giuria. Non ho avuto dubbi a metterlo in concorso, ma ero preoccupato che fosse compreso dagli stranieri”, ha sottolineato. Sull’operato della Martel, che alla vigilia aveva suscitato più di una polemica tra caso Polanski e quote rosa, Barbera ha replicato: “Non avevo dubbi che il suo giudizio sarebbe stato oggettivo, che non si sarebbe lasciata influenzare da altri fattori”.

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DALLE 10:14 DI SABATO 31 AGOSTO 2019

ALLE 10:40 DI LUNEDì 02 SETTEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rivelazione violino Vilde Frang a Rimini
Rotterdam Philarmonic Orchestra alla Sagra Musicale Malatestiana

RIMINI31 agosto 2019 10:14

– Alla Sagra Musicale Malatestiana di Rimini torna il 3 settembre una delle migliori formazioni sinfoniche del Nord Europa, la Rotterdam Philharmonic Orchestra, affidata al maestro israeliano Lahav Shani, talento scoperto da Zubin Mehta, e con la presenza di Vilde Frang, giovane rivelazione violinistica internazionale.
Accanto a due brani coreografici del Novecento storico, ‘Petruska’ di Stravinkij e ‘La Valse’ di Ravel, il programma al Teatro Galli offrirà un importante banco di prova per la solista norvegese Vilde Frang, che affronta il ‘Concerto per violino in sol minore’ dedicato dal compositore Max Bruch a Joseph Joachim, leggendario virtuoso dell’archetto.
Fondata nel 1918, la Rotterdam Philharmonic Orchestra ha prescelto come direttore principale Lahav Shani, il più giovane musicista mai salito sul podio nella storia della formazione.
Per le sue eccezionali doti direttoriali è stato scelto da Mehta come il direttore destinato a succedergli sul podio della Israel Philharmonic Orchestra.

Sanremo: Bellucci, non so se sono bravaL’attrice da Venezia risponde sul ‘sogno’ di Amadeus

VENEZIA31 agosto 201918:32

– La possibilità di andare al prossimo Festival di Sanremo? “Non so se sono brava come presentatrice”, dice Monica Bellucci replicando a Venezia – ospite della Mostra del Cinema – ai giornalisti che le chiedono se è intenzionata a rispondere all’appello lanciato da Amadeus che la vorrebbe sul palco dell’Ariston.

Bellucci, Irreversible oggi? Ho figliL’attrice al Lido per presentare la versione con nuovo montaggio

VENEZIA31 agosto 201919:16

– “Penserei molto alle mie figlie e a come possano reagire loro e i compagni di scuola. Insomma ci penserei due volte”. Parola di Monica Bellucci stamani a Venezia a chi le chiedeva se rifarebbe oggi lo ‘scandaloso’ Irreversible di Gaspar Noé che il regista ripropone, a distanza di 17 anni, fuori concorso con un nuovo montaggio e in versione integrale. Film con scene scabrose ed esplicite con al centro lo stupro dell’attrice da parte di un Vincent Cassel – suo ex compagno e padre delle sue figlie – in un sottovia. “Il nuovo montaggio del film mette più in evidenza forse il contrasto tra bellezza e violenza temi che vanno affrontati oggi, un modo per far capire che piuttosto di fare la guerra è meglio trovare un modo per far evolvere i rapporti tra uomo e donna”. La Bellucci, dal 17 settembre sarà al cinema con ‘I migliori anni della nostra vita’ di Claude Lelouche, ha sfilato per l’occasione sul red carpet con Cassel.

Venezia lancia Joker a Oscar

01 settembre 201910:19

Aprirà Venezia, come da qualche anno, la strada per gli Oscar a qualcuno dei suoi film? Dopo Gravity, La La Land, La forma dell’acqua, Roma di Cuaron lo scorso anno, l’edizione 76 della Mostra del cinema potrebbe essere apripista per Joker

il film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix ad interpretare magistralmente la maschera del clown più cattivo. Grandi applausi nel quarto giorno del festival per un’opera che mette Batman sulla strada della Casa di Carta e aggiunge alle attese mainstream di un kolossal dai fumetti la dimensione sociale, di lotta di classe in cui gli invisibili reietti della società si ribellano. Oltre l’attore, che qui a Venezia nel 2012 vinse la Coppa Volpi per The Master di Paul Thomas Anderson e dopo varie candidature agli Oscar con Joker può tornare a sperare, altre sono le scintille sul tappeto rosso.Come Cate Blanchett arrivata a sorpresa per Joker e come l’incontro dei due ex, Monica Bellucci e Vincent Cassel, tornati per l’occasione a sfilare insieme per Irreversible – Inversion Integrale

di Gaspar Noé, scandaloso e violentissimo e oggi cult movie del 2002.

Di Joker in sala dal 3 ottobre, Phoenix ha detto: ”Dovevo interpretare un personaggio difficile da definire a cui nessun psichiatra possa mai attribuire una patologia specifica”. Basato sull’omonimo personaggio dei fumetti DC Comics, il film con Robert De Niro conduttore tv, racconta la storia delle origini del personaggio. Chi è mai Joker-Phoenix? Un loser, assistito dai servizi sociali che diventa a un certo punto un eroe per i poveri di Gotham City quando, vestito da clown, spara a tre broker di Wall Street che lo stanno bullizzando in metropolitana. Anarchico, ribelle animato di violenza e di una risata che atterrisce, Joker ha l’aria smagrita e gli occhi pazzoidi con cui Phoenix impressiona. Nel concorso anche Ema del regista cileno Pablo Larrain, un musical su una dark lady e la sua famiglia allargata.

La Belle Epoque a Ny, Moulin Rouge! arriva a BroadwayMusical ispirato a celebre film del 2001 a Al Hirschfeld Theater

NEW YORK31 agosto 201919:36

L’atmosfera da cabaret parigino arriva a Broadway con la versione in musical del celebre film Moulin Rouge! La pellicola premio Oscar uscita nel 2001 con due straordinari Nicole Kidman e Ewan McGregor che stupirono il pubblico con le loro doti canore non essendo dei cantanti professionisti, fu ispirata dall’opera di Giuseppe Verdi La Traviata. Il musical è una rivisitazione del film con protagonisti, tra gli altri, Karen Oliva, nel ruolo di Satine e Aaron Tveit nei panni di Christian. La regia è di Alex Timber su libretto di John Logan. La trama è simile a quella del film, tuttavia Christian non è un aspirante scrittore londinese bensì americano, dell’Ohio. Nel 1899 si trasferisce a Montmartre per prendere parte alla vita scapestrata e sregolata della Boheme.
Christian piomba così nella vita dei nightclub parigini e incontra Satine, fra le più belle e pagate donne del Moulin Rouge.
Moulin Rouge!, rappresentato all’Al Hirschfeld Theatre, è ambientato quindi nel quartiere Montmartre a Parigi in piena epoca Belle Epoque. Si tratta di una produzione da 28 milioni di dollari con un set che catapulta in maniera straordinariamente realistica nel famoso locale parigino noto anche per aver lanciato il can-can. Le prime file di spettatori sono situate addirittura nel bel mezzo del palcoscenico mentre lateralmente in alto la scenografia è arricchita da colori sgargianti ed elefanti giganteschi. Ma oltre alla trama con una storia d’amore senza purtroppo un lieto fine, ciò che colpisce è la quantità di brani musicali che vengono presentati, alcuni per intero altri anche solo una strofa o un motivo, come un musical jukebox. In totale ci sono 70 canzoni per 161 autori con un’impresa titanica per quanto riguarda i diritti d’autore. Rispetto al film il musical fa un salto nel presente portando in scena canzoni di artisti più contemporanei come Katy Perry, Lady Gaga, Pink, Britney Spears. La musica viene spinta anche oltre quando ad esempio Christian e Satine nel loro duetto ‘Elephant Love Medley’ si scambiano strofe sulla loro storia d’amore e ogni verso viene pescato da una canzone diversa. Un motivo spesso ricorrente è invece una delle più belle canzoni d’amore di Elton John, ‘Your Song’.
Tra le nuove produzioni di Broadway anche ‘Ain’t Too Proud’, all’Imperial Theater. Il musical porta sul palcoscenico la storia e la musica dei The Temptations, il famoso gruppo musicale formatosi negli anni ’60 che partendo dal gospel diede vita al genere Detroit Sound, una fusione di R&B e rock psichedelico californiano. Sono considerati tra i gruppi più di successo nella musica popolare. Oltre alle loro vicende personali, il musical, diretto da Des McAnuff (regista anche del pluripremiato Jersey Boys, ndr) ripercorre anche la storia dei loro maggiori brani di successo come My Girl, Ain’t Too Proud to Beg, You Are My Everything.

Billie Eilish canta post-millennial fragili e fortiA Milano Rocks si fa male e canta seduta, twenty one pilots show

01 settembre 201914:27

– Un tripudio di stili musicali per una nuova generazione post-millennial: questa è stata la seconda e ultima giornata del festival Milano Rocks, presso Mind Milano.
L’attenzione dei ventimila radunati nell’Open Air Theater era tutta per Billie Eilish e i twenty one pilots: fin dalla notte precedente decine di fan erano accampate ai margini dell’ex Area Expo, e all’apertura dei cancelli alle ore 15 è partito un esodo in corsa lungo il decumano.
Dopo il set rock dei Fidlar, è salita sul palco Billie Eilish. A pochi minuti dall’inizio, durante l’esecuzione di ‘Bad Guy’, singolo che l’ha portata alle vette delle classifiche di tutto il mondo, la cantante californiana si è dovuta fermare per un infortunio: atterrando dopo un salto, la sua caviglia destra ha ceduto facendo cadere la 17enne, peraltro già infortunata alla caviglia sinistra. Stringendo i denti, Billie ha concluso la canzone e ‘My Strange Addiction’, per poi ritirarsi nel backstage a ricevere cure.
Dopo cinque minuti, è tornata per continuare il concerto da seduta. “Mi spiace non poter dare il 100% oggi”, si è scusata l’artista, alla sua terza data italiana dopo l’esordio di un anno e mezzo fa, quando a seguirla era un animato ma esiguo stuolo di fan. A febbraio, in un Fabrique sold out, Billie era invece già puro culto, quello nato quando aveva appena 15 anni con il singolo ‘Ocean Eyes’: un fenomeno pop inafferrabile secondo i canoni del passato, tra attitudine hip-hop, umorismo sfrontato, suoni elettronici cupi industrial e un immaginario quasi horror, che usa per descrivere le fragilità della sua generazione, rigorosamente con un canto confidenziale e gentile.
Per ‘All The Good Girls Go To Hell’ Billie riesce a rimettersi in piedi e concludere così un’ora circa di live. La gran parte dei presenti, però, era lì per i twenty one pilots: lo si poteva intuire dalle numerose strisce di nastro adesivo giallo, che riprendono il costume di scena del duo di Columbus, Ohio. Lo spettacolo di Tyler Joseph e Josh Dun è pirotecnico, molto più vicino all’idea di rock show, come si evince dall’auto in fiamme sul palco, pezzo centrale della scenografia del loro ‘Bandito Tour’. Dal riff di basso distorto di ‘Jumpsuit’ che apre la scaletta al successivo rap di ‘Levitate’ passando per techno e dance, il gruppo alterna i generi. A unire tutto sono le tematiche, spesso incentrate su disturbo mentale e alienazione giovanile, a loro volta legate tra loro da chiari filoni narrativi, resi espliciti dai cambi di costume, ispirati dagli ultimi due fortunatissimi album ‘Blurryface’ e ‘Trench’.
Tra i cori per ‘Holding On To You’ e ‘Stressed Out, e le incursioni di ‘Jump Around’ degli House Of Pain e ‘Seven Nation Army’ dei White Stripes, l’apice arriva letteralmente per ‘Car Radio’: dopo un assolo di batteria di Josh Dun, Tyler abbandona il palco e i suoi fedeli basso e pianoforte per ricomparire alle spalle del pubblico, in cima a un’alta torre. A chiudere il concerto con due brani cari al pubblico, ‘Chlorine’ dall’ultimo album, e ‘Trees’ da ‘Vessel’.

Addio Valerie Harper, star sitcom UsaL’attrice aveva 80 anni, una lunga battaglia contro il cancro

31 agosto 201912:23

– E’ morta l’attrice americana Valerie Harper, nota soprattutto per aver interpretato il personaggio di Rhoda nella sit-com ‘The Mary Tyler Moore Show’, che ha segnato un’epoca nella storia della televisione e del costume negli Stati Uniti. Erano gli anni ’70 e i personaggi femminili brillanti, capaci di tenere i ritmi della scrittura veloce pensata per il piccolo schermo si imponevano in un panorama già ricco di comicità accessibile ma anche raffinata. Il personaggio di Rhoda conquistò subito la simpatia e l’affetto del pubblico dando un volto a una voce alla ‘ragazza della porta accanto’ nella più complicata e nevrotica versione newyorchese contemporanea. Conquistò tre Emmy per tre anni consecutivi tra il 1971 e il 1973 e ottenne presto il suo proprio show, lo spin-off ‘Rhoda’ appunto, in onda fra il 1974 e il 1978, un personaggio che le è rimasto cucito addosso per tutta la vita. Harper si è spenta nelle scorse ore a Los Angeles dopo una lunga battaglia contro il cancro.

Venezia: moviement, migliore estate ultimi 8 anniDa maggio ad agosto in sala 138 milioni di incassi

VENEZIA31 agosto 201917:02

Quella 2019 è la migliore ‘estate’ (dal 1 maggio al 29 agosto) in quanto a incassi cinematografici degli ultimi 8 anni: è il risultato che emerge dai dati, presentati oggi al Lido di Venezia, di Moviement – Al cinema tutto l’anno, l’iniziativa promossa da tutti gli esponenti delle categorie e principali istituzioni del cinema, dall’Anica al dipartimento cinema del Mibac, per allungare la stagione nelle sale. Stando ai numeri, con circa 138 milioni di incassi si è superato di gran lunga l’obiettivo di 100 milioni. Stando ai numeri, con circa 138 milioni di incassi si è superato di gran lunga l’obiettivo di 100 milioni, annunciato come previsione in primavera. Rispetto al periodo estivo (maggio-agosto) negli ultimi due anni si è registrato un incremento di oltre il 40%. E guardando i dati dal primo gennaio a fine agosto: se nel 2017 si è incassato 357.527 milioni e 333. 587 nel 2018, grazie alla buona estate del 2019 si è arrivati a ben 375 milioni recuperando così circa il 20% degli incassi sull’anno.

Archibugi, Vivere come amarsi da confusiFuori concorso il film di Archibugi con Ramazzotti e Giannini

VENEZIA31 agosto 201918:44

– Ordinarie scene di vita in villetta a schiera di una famiglia sul punto di implodere, fra mancanza di soldi, tradimenti, troppi sacrifici, malattia e l’arrivo di una ragazza alla pari dall’Irlanda che rischia di sconvolgere un faticoso gioco di equilibri di coppia. Sono tra i tasselli che compongono Vivere di Francesca Archibugi, scritto dalla regista con Francesco Piccolo e Paolo Virzi, per un cast che comprende Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Roisin O’ Donovan, Massimo Ghini, Marcello Fonte, Valentina Cervi e Enrico Montesano. Il film presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, arriverà in sala in 300 copie il 26 settembre, distribuito da 01. “Mary Ann è quasi un archetipo, il diverso che fa girare la storia al contrario” spiega Francesca Archibugi, che nonostante torni a parlare in qualche modo di incontro/ scontro fra classi e posizioni etiche diverse, spiega: “nei miei film i personaggi li considero pezzi unici, non vanno letti in chiave sociologica”.

Phoenix, Joker follia e lotta di classeIl film di Todd Phillips in corsa per Leone e Oscar

VENEZIA31 agosto 201919:17

C’è tanta spazzatura e follia a Ghotam City e anche tanta voglia di uccidere i ricchi (ma non lo dite al regista Todd Philips che negherà). E’ qui che vive il ‘Joker’ interpretato da Joaquin Phoenix, un uomo abusato dalla vita, da sempre bullizzato, pazzo quanto basta e con una risata-pianto che terrorizza. Il film di Phillips, che si potrebbe definire un block-buster noir in odore di capolavoro, passato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, potrebbe aspirare così a un premio importante al Lido e guardare, a tutto diritto, agli Oscar (come è un po’ tradizione per i film Usa al Lido).
”Dovevo interpretare un personaggio difficile da definire – dice Phoenix -, a cui nessun psichiatra possa mai attribuire una patologia specifica. Occorreva che al mio Joker rimanesse sempre un’aura di mistero”. Basato sull’omonimo personaggio dei fumetti DC Comics creato da Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson, il film, in sala del 3 ottobre con la Warner, racconta la storia delle origini del personaggio.

Tirabassi premiato per la prima regiaA prima edizione Mare di Circe Film Festival diretta da Genovese

31 agosto 201919:40

– Una lunga carriera da attore del cinema, dov’è stato diretto da grandi registi come Francesca Archibugi (Verso sera) Carlo Mazzacurati (Un’altra vita), Marco Risi (Il branco), Ettore Scola (La cena), Renato De Maria (Paz!). E una presenza fissa in tv, che gli ha dato la popolarità con la longeva serie (11 stagioni) Distretto di Polizia, in cui ha vestito i panni prima dell’ispettore capo Roberto Ardenzi (stagione 1-2) poi del vicecommissario (stagione 3-5) ed infine del Commissario del X Tuscolano (stagione 6).
All’attore che ha nel 2004 ha interpretato anche il ruolo di Paolo Borsellino nell’omonimo film per la Tv in due puntate in onda su Canale5, viene invece assegnato un riconoscimento per la sua prima regia: il “Premio Speciale alla migliore Opera Prima”, per “Il grande salto”, dal regista Paolo Genovese, direttore artistico nella serata conclusiva sabato 31 agosto, della prima edizione di Mare di Circe Film Festival, in programma per tre giorni nella piazza del Municipio dell’omonima località marina.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mario Sesti con ‘Mondo sexy’ alle Giornate degli Autori
Arriva a Venezia il doc sui film boom degli anni ’60

01 settembre 201912:00

A cosa servono i festival del cinema? La domanda torna stancamente e a intervalli regolari, in genere coincidenti con i grandi appuntamenti internazionali.Servono forse a far provare alla tribù di vip e cinefili il brivido dell’anteprima dell’ennesimo film con/di/per Brad Pitt? A ripetere, a favore di fotografi, riti frusti ed encomi ed urletti per una comunità di soliti noti (i registi ‘da Cannes’, i i registi ‘da Venezia’, i registi ‘da Berlino’) dove ogni tanto si deve scovare l’intruso, cioè la novità benedetta e sempre più rara? Certo che no.  Ancora solo tre anni fa (gli intervalli sono regolarissimi…), Thierry Fremaux, cui venne posta la fatal questione, rispondeva: “Le kermesse funzionano solo se sono in grado di trasformarsi da vetrina a officina di sperimentazione”. Da sempre, oltre allo scambio e al mercato (dove c’è), la logica che tiene in piedi queste macchine complesse e un po’ sopravvalutate è quella della finestra aperta su un mondo che altrimenti non vedremmo mai: né nelle nostre sale, né tantomeno nei tg televisivi. Che sia lontano (la cinematografia asiatica o quella di paesi come la Palestina o l’Africa) o vicino (almeno culturalmente: la scoperta di Quentin Tarantino a Cannes) o anche vicinissimo, come il nostro stesso passato. click d=jJwojdKFnxpo6ptPwctoBr…click d=jJwojdKFnxpo6ptPwctoBr…click d=jJwojdKFnxpo6ptPwctoBr…click d=jJwojdKFnxpo6ptPwctoBr…http://acdn.adnxs.com/dmp/async_usersync.html?gdpr=0&seller_id=4009&pub_id=1242079www.seedtag.com   Che a volte può risultare incredibilmente sorprendente, misterioso, esotico. E’ il caso di quell’Italia intravvista tra le pieghe di improbabili documentari, tra la fine degli anni ’50 e i primi ’60, dunque in pieno boom, che Mario Sesti riporta alla luce con Mondo Sexy, presentato alle Giornate degli Autori, la sezione indipendente della mostra del cinema di Venezia, martedì 3 settembre. Dopo aver scandagliato sequenze di Fellini, segreti di Pasolini, voci e volti dell’Italia di Berlinguer, oltre al mondo di Bernardo Bertolucci e Lucio Dalla, Sesti ci porta (anzi ci avvolge) dentro un fenomeno piccolo e di breve durata, forse sottovalutato ma potentemente rivelatore. Accompagnati dalla musica di Federico Badaloni e dalla voce dello stesso Sesti (entrambi piuttosto ipnotiche) veniamo letteralmente calati in un sottosuolo di immagini al tempo stesso ingenue e sontuose, provocatorie e infantili, occhiute e lascive.  Perché il cinema (e i produttori) hanno sempre funzionato allo stesso modo: per l’imprevisto successo di un documentario di Alessandro Blasetti, Europa di notte, cominciarono ad essere prodotti, più o meno velocemente, più o meno accuratamente, documentari sulla vita notturna ai quattro angoli del mondo (anche se a volte uno di questi angoli era ricostruito dietro casa). L’oggetto era sempre lo stesso: lo spogliarello di donne (molto più raramente di uomini) dai corpi più diversi (oggi sarebbe impossibile trovare tanta pluralità estetica), ripreso e ripetuto in forme più o meno simili con andamento e ritmo ossessivo e con l’obiettivo di soddisfare (soprattutto dal punto di vista della quantità) lo sguardo affamato del maschio boomer italiano. Magari ammiccando al fatto che era uno spettacolo gradito a entrambi i componenti della coppia (in alcune sequenze vediamo marito e moglie sorridersi in un locale più o meno elegante mentre una ballerina si contorce a un palmo da loro) e con una spruzzata di ingenuo esotismo razzista (solo le donne di colore possono mostrare i capezzoli – rigorosamente coperti per le donne bianche – forse perché considerato ‘naturale’ per la loro cultura).  Un’Italia colta (di sorpresa?) in una sofferta crisi di crescita ma, allora come per altri versi ancora oggi, timorosa e prigioniera di stereotipi, vizi, inclinazioni sessiste da umanità pre-#meetoo (il documentario che viene lanciato senza mezzi termini come adatto a ‘uomini con mogli racchie e per adolescenti foruncolose’: quanti decenni sono che non sentivamo pronunciare la parola ‘racchia’?). E’ un’Italia pre-Malizia e molto pre-Banfi (quello vero, non Nonno Libero), ripresa un momento prima che inizi una autentica rivoluzione e liberazione del costume, costata fatica e consapevolezza e non ancora terminata. Un’Italia che, una volta tanto, possiamo dire di esserci lasciati alle spalle. O no?

Cannone, Educazione del gay adolescenteRomanzo di formazione per un ragazzo omosessuale del Sud

01 settembre 201916:00

– RICCARDO CANNONE RROSA ELAVITA ‘EDUCAZIONE DEL GAY ADOLESCENTE’ (Amazon, pag. 96, Euro 12,00)).
E’ tutto nel titolo questo volumetto, romanzo di formazione adolescenziale, esplicito e candido nella sua ruvidezza così istintiva, così poetica opera prima. ‘Educazione dal gay adolescente’, ma bisognerebbe aggiungere ‘del Sud’, quel Sud Italia che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta aveva un impianto sociale che oscillava tra il Medioevo la Rivoluzione sessuale, con punte di matura lucidità di alcuni adulti che si intersecavano con il bigotto oscurantismo di altri. In questo clima complesso il protagonista si trova prima di tutto a fare i conti con se stesso, a dover per prima cosa comprendere la sua anima e la sua identità, culturale prima che sessuale, per un bambino bello come pochi e per questo vestito in abiti femminili, come una bambola, da uno stuolo di donne dedite alla clausura e ai lavori di casa. Come in ogni harem che si rispetti tra le mura di casa ogni trasgressione (innocente) è concessa ma fuori, nella luce accecante della piazza, tutto diventa più complesso. E allora il rovello è sempre tra lecito e non lecito, tra naturale istinto sessuale e malattia, fisica o mentale, tra amore e perversione, in una confusione di pulsioni e di pensieri che tormentano il protagonista che in tutto ciò fatica a capire se stesso. Tutto questo, nel bel racconto di Cannone, è reso nell’evidenza cinematografica (che appartiene alla storia dell’autore), di scorci di vita, situazioni, mai del tutto comprese e comprensibili ma al contrario descritte con la lucidità totale di un osservatore esterno (quasi fosse la macchina da presa). Una lunga stagione di amori (perlopiù inconfessati) di ambiguità, di timori, e di sedute di psicanalisi compiute anche queste di nascosto, con un viaggio lungo fuori città per non rivelare a nessuno la sola ipotesi di un non meglio definito ‘problema’. E poi ad un certo punto, come per incanto, cambiare prospettiva e capire che il ‘problema’ non è per niente tale e che quello che sembrava un ragazzo strano e sfacciato era in realtà timido ed introverso, educato e tradizionalista e in questo così oscenamente diverso dall’ambiente senza freni del Dams di Bologna nei primissimi anni Ottanta. Un libro poetico nella sua essenzialità, fin troppo facile fare il paragone con uno stile pasoliniano, ma qui il fascino è quello di mettersi in discussione con il coacervo delle proprie fragilità e poi non tirarsi indietro e mettersi a nudo anche quando quella nudità esibita, del corpo e dell’anima, può essere devastante. Perchè il corpo non serve solo a portare la testa, è sentimento dell’esistere.

A Viareggio 40mila per Jova beach partySindaco ringrazia per buona riuscita evento

AREGGIO (LUCCA)01 settembre 201914:59

– Erano circa 40mila ieri a Viareggio (Lucca) per il Jova beach party, l’evento che ha trasformato, per la seconda volta (la prima lo scorso 30 luglio) la spiaggia del Muraglione in Darsena in un vero e proprio villaggio della musica in riva al mare. Dal palco Jovanotti ha emozionato i 40mila: c’erano giovanissimi ma anche famiglie con bimbi, adulti e diversi stranieri. L’artista ha proposto brani recenti e non raccogliendo il plauso e il consenso della folla: da ‘La notte dei desideri’ a ‘Nuova era’ e ancora ‘L’ombelico del mondo’, ‘Gimme five’ e ‘Il più grande spettacolo dopo il Big Bang’. Un ringraziamento per la buona riuscita dell’evento è stato fatto, attraverso la pagina facebook del Comune, dal sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghiangaro.

Jude Law, io Papa in slip bianchiA Mostra del cinema i due primi episodi di The new Pope

VENEZIA01 settembre 201915:54

– Jude Law, il papa di Paolo Sorrentino nudo o succinto in slip bianco non è solo una delle scene più attese di The new Pope. “Il nudo è molto ben distribuito in tutta la serie. E anzi c’è rispettata la par condicio: si vedono uomini, donne e pure animali”, ha scherzato il regista presentando in anteprima mondiale alla Mostra del cinema di Venezia due episodi delle 9 puntate. “In una puntata avrò un fazzolettino al posto dello slip, il più piccolo mai indossato ” ha aggiunto Jude law proseguendo sul tema.
La serie originale SKY-HBO-CANAL +, è creata e diretta da Sorrentino, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte di Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è ambientata in Vaticano. La trama è top secret ma ormai è noto che accanto a Jude Law un altro papa viene eletto, John Malkovich.

Streep, giornalisti vittime Panama PaperAttrice ricorda Daphne Galizia presentando The Laundromat

VENEZIA01 settembre 201915:56

– “I giornalisti sono vittime dei Panama Papers, il loro contributo alla conoscenza e alla diffusione di questo sistema finanziario di evasione e riciclaggio. Oggi voglio ricordare Daphne Galizia la giornalista maltese uccisa due anni fa”: così la grande Meryl Streep alla presentazione di The Laundromat di Steven Soderbergh in concorso oggi a Venezia 76. Il film, che racconta non senza humor, una storia dello scandalo, vede protagonisti anche Gary Oldman e Antonio Banderas, i due esperti di evasione.

Venezia: i premi alle vociPresentata l’edizione 2019 di ‘Voci nell’ombra’

VENEZIA01 settembre 201915:58

– Presentata alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia l’edizione 2019 di ‘Voci nell’Ombra’, festival internazionale del doppiaggio arrivato al ventesimo compleanno.
I primi quattro premiati, voci familiari al pubblico cinematografico e televisivo, sono stati: Luca Ward (Russell Crowe, Antonio Banderas), Roberto Chevalier (Tom Hanks, Tom Cruise), Rodolfo Bianchi (Michael Douglas, Harvey Keitel) e Niseem Riccardo Onorato (Jude Law, Benedict Cumberbatch).
La cerimonia di premiazione si è svolta in collaborazione con le Giornate degli Autori e ha aperto ufficialmente la kermesse, diretta da Tiziana Voarino, che si svolgerà dal 9 al 12 ottobre tra Savona e Genova.

Venezia: Tu come me, combattere insiemeAl lido corto ispirato da storia di Giacomo Perini

VENEZIA01 settembre 201915:59

– ‘È fondamentale avere vicino delle persone che ti supportano. La malattia non è la mia vita”. Lo dice con un sorriso Giacomo Perini dopo la proiezione, con una dedica a Nadia Toffa, nello spazio della Regione Veneto (Excelsior) al Lido, del corto liberamente ispirato alla sua battaglia contro il tumore, Tu come me, di Maria Teresa Carpino e Roberto Orazi. Il film breve, è promosso e interpretato dai ragazzi (studenti universitari di medicina e non solo) dell’Associazione Pancrazio che dopo aver utilizzato il teatro per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti irrinunciabili degli oltre tre milioni di pazienti oncologici italiani con la commedia I fuori sede, stavolta utilizzano il cinema. La trama si concentra su come la malattia possa separare chi la combatte dai suoi amici, che non sanno come reagire, ma mostra anche come ci si possa ritrovare. “Se dentro di te non trovi la forza di trasformare quello che vivi in qualcosa di positivo non ce la fai ad andare avanti” aggiunge Giacomo.

SPETACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Assayas, la Cuba sconosciuta in guerra
Cruz, ho paura della velocità del mondo e dell’individualismo

VENEZIA01 settembre 201916:49

– Nello spirito di questa edizione del Festival di Venezia, che sembra declinata a rivisitare la storia anche quella lontana passa in concorso ‘Wasp Network’ di Olivier Assayas che ci porta alla fine della guerra fredda.
Scritto dallo stesso Assayas e basato sul libro ‘The Last Soldiers of the Cold War’ di Fernando Morais questo dramma di spionaggio racconta una poco conosciuta piccola guerra civile tra cubani. ”Per prepararmi al film girato a Cuba, ho parlato molto con i cubani – spiega oggi al Lido la Cruz -. Sono persone meravigliose con un grande cuore e valori, ma senti che non è gente libera di condividere le cose davvero, e questo mi preoccupa”. Dice invece il regista: “La condizione per fare questo lavoro era girare a Cuba. Siamo arrivati prima per incontrare la gente e alcuni dei veri protagonisti, ma la prima risposta era che non volevano partecipare. Ma alla fine è prevalso il fatto che avremmo parlato di cinque eroi cubani e, alla fine, ci hanno dato il permesso”.

Spike Lee, guardate in che schifo siamoRegista, peggiore cosa che ha fatto è separare famiglie

VENEZIA01 settembre 201916:57

– ”Il precedente presidente Barack Hussein Obama aveva detto che le presidenziali sarebbero state fondamentali per il Paese e guardate cos’è successo, in che schifo siamo con quell’uomo, che non voglio neanche nominare, l’agente arancione”. Lo dice Spike Lee, attaccando Trump, durante la conferenza stampa per American skin di Nate Parker, presentato dalla sezione Sconfini alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia.
“Quell’uomo – ha aggiunto Lee sempre senza fare il nome di Trump – ha fatto tante cose malefiche ma la peggiore è aver strappato i bambini urlanti dalle braccia delle madri, per poi rinchiuderli in delle gabbie. E nulla è stato fatto per far si che le famiglie potessero riunirsi” ha spiegato, alludendo alle separazioni delle famiglie di migranti al confine con il Messico. Tutto questo in un Paese “che si presume essere o si ritiene sia la culla della democrazia, il cui presidente dovrebbe venire considerato il leader del mondo libero. Invece ha messo in gabbia le persone”.

Firenze ricorda addio Caterina de’MediciA Palazzo Medici Riccardi spettacolo di living history

RENZE01 settembre 201917:45

– Una ‘danza cosmica’ e un concerto oggi, a Palazzo Medici Riccardi, celebreranno il saluto alla città di Firenze di Caterina de’ Medici. Uno spettacolo di living history, precisa una nota, evocherà l’addio a Firenze che nel settembre del 1533 la giovane organizzò nel palazzo di famiglia in compagnia delle gentildonne fiorentine. Oggi, prima domenica del mese in cui è prevista anche la gratuità di accesso a Palazzo Medici Riccardi e a tutti i Musei civici fiorentini per i residenti della Città metropolitana, è una giornata importante nell’ambito delle iniziative organizzate per il cinquecentenario della nascita di Cosimo e Caterina de’ Medici (1519-2019) a cura del Comune di Firenze – Ufficio Unesco, della Città Metropolitana di Firenze e di Mus.E. Nella stessa data del 1533, infatti, la quattordicenne Caterina organizzava il suo saluto alla città di Firenze, lasciandola definitivamente qualche ora dopo per avviare il suo lungo viaggio verso Marsiglia. Qui, il 28 ottobre, verrà celebrato il suo matrimonio con il giovane principe di Francia, figlio di Francesco I e futuro Enrico II. Da quel giorno sarebbe stata scritta la storia più celebre di Caterina, quella di principessa e poi regina, segnata da trame di potere e di affetti, da guerre religiose, ma anche da raffinato mecenatismo, solitaria fermezza e nera superstizione, prosegue la nota. In ricordo di quel lontano settembre, il pomeriggio e la sera di oggi saranno ricchi di una serie di eventi tesi a ricordare da una parte la passione e il gusto per le arti di Caterina e dall’altra il suo legame con Firenze e con la casata medicea.

Festival Mente boom, 45 mila presenzeOltre 47 mila utenti lo seguono attraverso community

SARZANA (LA SPEZIA)01 settembre 201918:37

– Chiude la 16^ edizione del Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività, diretto da Benedetta Marietti e promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana, riconfermando con 45 mila presenze il grande successo di pubblico. Il festival, aperto da una lezione magistrale dell’ingegnere aerospaziale Amalia Ercoli Finzi, ha visto per tre intense giornate di incontri e spettacoli alternarsi voci diverse dal panorama della cultura italiana e internazionale. Umanisti, scienziati e artisti, hanno contribuito con riflessioni originali e multidisciplinari ad approfondire una tematica di grande attualità il concetto di futuro. “Per cambiare il mondo bisogna innanzitutto cambiare il modo di raccontarlo. Bisogna imparare a farlo con passione ma soprattutto con precisione, accuratezza, competenza e chiarezza” ha detto Marietti. Il sindaco Cristina Ponzanelli ha voluto ricordare che “in un’epoca di contrapposizioni esasperate e sfiducia, abbiamo voluto dare un messaggio positivo e di speranza. Anche quest’anno abbiamo raccolto numeri straordinari e punteremo sempre a far meglio. In questi week end di fine estate il festival è stato seguito attraverso i canali social anche dalla community virtuale composta da oltre 47.500 utenti.

Arriva La verità sul caso Harry QuebertSerie tratta fa caso editoriale da 7 milioni di copie

01 settembre 201919:08

– Da Lunedì 2 e martedì 3 settembre, in prima serata su Canale 5, in prima tv in chiaro va in onda “La verità sul caso Harry Quebert”, la serie evento tratta dall’omonimo best seller di Jol Dicker, caso editoriale da 7 milioni di copie vendute nel mondo.
Diretta dal regista di culto Jean-Jacques Annaud, noto al grande pubblico per capolavori quali “Il nome della rosa” e “Sette anni in Tibet”, il crime thriller psicologico vede come protagonista l’attore Patrick Dempsey, il celebre dottor Derek Sheperd del medical drama Grey’s Anatomy.
Dempsey è Harry Quebert, uno stimato professore universitario, divenuto icona mondiale grazie al successo del suo romanzo “Le origini del male”. Il docente viene all’improvviso coinvolto in un misterioso omicidio, per il quale rischia la pena di morte come principale indiziato. Nella sua proprietà, infatti, viene ritrovato il corpo di Nola Kellergan, quindicenne scomparsa nel nulla 33 anni prima e con la quale lo scrittore ebbe una relazione nell’estate del 1975.

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DALLE 10:20 DI GIOVEDì 29 AGOSTO 2019

ALLE 10:13 DI SABATO 31 AGOSTO 2019

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Chi, secondo volume trilogia Azra Kohen
La vita conduce chiunque agisca al luogo in cui deve arrivare

29 agosto 2019 10:20

AKILAH AZRA KOHEN, CHI (MONDADORI, PP 312, EURO 19,00). “Quando cerchi di allontanarti da te stesso, la vita ti acciuffa ti mette all’angolo in modo che tu non possa scappare. E ti tiene lì, all’angolo, finché non trovi la forza dentro di te e non vedi con chiarezza ciò che devi cambiare”. ‘Chi’, è il secondo libro pubblicato da Mondadori (nella traduzione dal turco, questa volta di Barbara La Rosa Salim) della scrittrice e psicologa cognitivo comportamentale Akilah Azra Kohen originaria di Smirne, (ha studiato in Gran Bretagna e vive a Londra), della trilogia (Phi-Chi-Pi) che ha stregato milioni di lettori, parla della capacità di sbocciare, crescere e ritrovarsi.
I personaggi che nel primo libro, Phi, affrontavano tra mille difficoltà le proprie contraddizioni, in questo secondo volume tentano di riscoprire la loro essenza più profonda e di liberarsi da ciò che la imprigiona. Chi sta a indicare “la forza vitale che scorre nei nostri corpi” e questo romanzo è dedicato proprio a coloro che hanno il coraggio di essere se stessi: “La vita è solo un momento. Sta a te esserne padrone o schiavo”.
Dopo averla desiderata tanto, Can Manay riesce finalmente a conquistare Duru, la ballerina bellissima che lo ha stregato fin dal primo incontro. I due sono travolti dal desiderio, ma presto Can precipita in un vortice di gelosia e ossessione, che lo induce a spiarla costantemente e allontanarla da tutto ciò che per lei è importante, compresa la danza, finché Duru si ribella e fugge in Europa a bordo di un peschereccio. Devastato, Can perde del tutto la rotta, come già era accaduto in passato: violento, irascibile, cade in un baratro da cui lo salverà, inaspettatamente, la comprensione e l’umanità di Bilge, la sua giovane assistente. Ma quando per caso, a Londra, si imbatte in un cartellone pubblicitario che ritrae la ballerina, la sua ossessione riesplode più feroce che mai. Sullo sfondo delle proteste turche contro la corruzione e la violazione dei principi democratici, seguiamo l’evoluzione degli altri straordinari personaggi che popolano il romanzo, tra cui Deniz alto di statura, le spalle larghe, gli occhi di una bellezza stupefacente, che, attraverso la disperazione per la perdita a sua volta di Duru (lo scopriamo in principio all’inizio del libro quando lo troviamo in campagna, e ricorda…”per la prima volta non sentivo la musica, neanche una nota”) riesce a capire chi è davvero. “Nessuno ci dice che solo per mezzo della sofferenza troviamo noi stessi, forse per non spaventarci. Più soffriamo, più la nostra scorza si assottiglia… Finché non emerge la nostra bellezza.”. Scrive l’autrice nel prefazione: “Nulla è più spietato dell’amore per una persona”!. Non è un caso che il protagonista Can Manay, uno psicologo affermato, più che un uomo innamorato, è ossessionato dal suo stesso sentimento, dal quale rifugge e con il quale tornerà a scontrarsi con maggiore spietatezza. Perchè la vita conduce chiunque agisca al luogo in cui deve arrivare.
La trilogia unisce forti elementi inspirational ad una grande storia d’amore, suspense e passione.
Dai primi due volumi è stata realizzata una serie tv di enorme successo in Turchia. Perché questo grande riscontro nel pubblico? Perché con una narrazione travolgente e una trama che sorprende di pagina in pagina, la scrittrice riesce a dare una vera e propria ricetta per trovare risposte a importanti quesiti esistenziali instradando il lettore verso un percorso di autoconsapevolezza, in primis il coraggio di capire davvero chi siamo e cosa vogliamo. “..mi sforzo di raccontarvi che niente è come sembra…”

Jova Beach Party: nuova era divertimentoIn 30 mila a Legnano Sabbiadoro per data bis del tour

LIGNANO SABBIADORO (UDINE)29 agosto 201912:01

– Musica, sole e mare; un’onda di divertimento e un granello di sabbia da cui partire per ispirare le coscienze sul rispetto dell’ambiente, sull’emergenza dell’inquinamento da plastica. Il Jova Beach Party, “l’inizio di una nuova era” del live entertainment, ha fatto di nuovo tappa sull’arenile di Lignano Sabbiadoro là dove, il 6 luglio, tutto è cominciato. Un evento intenso, vibrante e coinvolgente che ha fatto ballare per ore, a piedi nudi sulla sabbia, 30 mila persone. Giovani e meno giovani. Gruppi di amici, coppie e famiglie intere con bambini hanno riempito il tratto di arenile del Bella Italia dove è stato allestito il Villaggio del Jova Beach Party. Ad aprire la festa, intorno alle 16 di ieri, dal grande palco centrale è stato lo stesso Jovanotti.
“Godetevi questa avventura, più folle e più pazza della musica italiana”, ha esortato il suo pubblico, dando il la al susseguirsi di dj set e show musicali che si sono alternati con gli ospiti sui palchi del villaggio.

Lego in Maremma con 1.000.000 mattonciniIn ex fonderia Follonica allestiti tanti mondi in miniatura

FOLLONICA (GROSSETO)30 agosto 201914:23

– Sbarca in Maremma, a Follonica (Grosseto), ‘I love Lego’, rassegna dove il celebre gioco si presenta con oltre 1.000.000 di mattoncini assemblabili che andranno a comporre in miniatura città moderne e monumenti antichi per oltre 100 metri quadrati di fantastici scenari riprodotti. La mostra, fino al 20 settembre, è allestita alla Fonderia Leopolda e viene prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con RomaBrick, uno dei lug (altro modo d’indicare i mattoncini ndr) più antichi d’Europa. I vari ‘mondi in miniatura’, per decine di metri quadrati di esposizione, dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, sono stati minuziosamente progettati e costruiti da RomaBrick attraverso oltre 1.000.000 di moduli Lego e ogni mondo contiene elementi dinamici, sistemi di automazione e di illuminazione.
A Follonica si potrà ammirare, e magari ispirarsi per rifarlo a casa propria, un repertorio articolato di mondi replicabili in piccolo, dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, fino alla conquista dello spazio. RomaBrick, costola dell’associazione nazionale di amanti Lego, pone al centro dell’obiettivo il lavoro di squadra ed è grazie alla collaborazione di tutti i suoi iscritti che riesce a creare ambienti tra i più grandi che si possano vedere nel mondo.
Ogni singola parte delle installazioni in mostra è frutto di una progettazione collettiva e assolutamente originale: ogni edificio, strada, mezzo o piazza viene concepita da un team che vanta la presenza di numerosi architetti e ingegner

Hoss mamma coraggio fra traumi e voodooFra dramma, thriller e horror Pelican Blood che apre Orizzonti

VENEZIA29 agosto 201913:35

– Un pellicano che di fronte alla morte dei suoi pulcini, inizia a beccarsi e con il suo sangue ridà vita ai piccoli. E’ l’immagine legata, in diverse varianti, a leggendari racconti, adottata anche dall’iconografia cristiana, di estremo sacrificio, che dà il titolo a Pelinkanblut (Pelican Blood) di Katrin Gebbe, viaggio che unisce dramma famigliare, thriller psicologico, horror e un tocco di favola nera. Il film apre il concorso di Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia. Un viaggio fra traumi infantili, scienza, esorcismi voodoo, protezione materna e delirio. Protagonista una delle più grandi attrici europee, la tedesca Nina Hoss, nei panni di Wiebke, proprietaria di un maneggio dove addestra anche i cavalli della Polizia e mamma adottiva di Nicolina (Adelia Ocleppo), 9 anni, adottata all’estero. L’arrivo in famiglia di Raya (Katerina Lipovska), 5 anni, un’altra bimba adottata, fa crollare nella donna ogni certezza. La piccola è angelica nell’aspetto ma rivela un’indole sempre più violenta.

Ad Almodovar il Leone alla carrieraRegista ricorda premio mancato per osceno ‘Fascino del peccato’

VENEZIA29 agosto 201913:52

– Ha i capelli bianchi, veste in elegante tailleur, Pedro Almodovar oggi è quel regista amato e affermato che conosciamo, ma non dimentica il passato: “31 anni fa qui a Venezia ho avuto il mio battesimo, selezionato con L’indiscreto fascino del peccato. Piacque al presidente di giuria Sergio Leone e alla giurata Lina Wertmuller ma non vinse nulla, giudicato ‘osceno’ dal festival diretto da Gianluigi Rondi. Mi piace pensare che il Leone alla Carriera sia un atto casuale di giustizia poetica, quasi un risarcimento”, dice senza voler fare polemiche. Questo è l’anno, come dice il titolo del suo ultimo film di Dolor Y Gloria, i d