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ALLE 08:32 DI DOMENICA 21 APRILE 2019

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Scamarcio in un plumbeo legal-thriller
Con Boni, Pesce e Gerini in ‘Non sono un assassino’

20 aprile 2019 07:20

‘Non sono un assassino’ di Andrea Zaccariello, in sala dal 30 aprile con 01 e basato sull’omonimo best-seller di Francesco Caringella, è un plumbeo legal-thriller con protagonista il vice-questore Francesco Prencipe (Riccardo Scamarcio). Tutto inizia quando l’uomo un giorno esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni). I due, in realtà, non si vedono da quasi due anni, ma per incontrare il suo caro amico, Andrea percorre due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Due ore per una domanda e una risposta? Una cosa sospetta se si considera poi che quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa, e Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Solo sue le impronte nella casa come il tempo per uccidere l’amico. A interrogarlo e accusarlo una PM dalla voce roca (Claudia Gerini) che conosce il suo passato. A difenderlo invece l’avvocato amico di una vita (Edoardo Pesce). In più, in questo giallo dalle atmosfere cupe, ci si mette in mezzo pure un testimone oculare che accusa il vicequestore che ha però dalla sua una cosa non da poco: come può un uomo di legge concepire un delitto senza garantirsi un minimo alibi anzi facendo convogliare tutte le prove contro lui? “Ho letto molto di diritto romano – dice Scamarcio – e ho scoperto che gli imputati potevano anche mentire per poter rappresentare al meglio la verità. Gli era concesso perché se avessero detto la verità esatta potevano paradossalmente fuorviare la giuria. La menzogna era così una scena, un meccanismo di rappresentazione. Il film – continua l’attore – è anche la storia di un’amicizia che va molto indietro nel tempo”.

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“Era interessante il contrasto tra la durezza della pm che cerca la verità – sottolinea la Gerini – e la matassa complicata in cui deve destreggiarsi. Anche per questo ho pensato di utilizzare una voce logorata, stanca, con delle corde vocali irritate”. “Il libro è scritto in prima persona – commenta il regista – e questa era già una sfida. Certamente – aggiunge – conosco il cinema civile italiano e mi ha influenzato, ma solo all’inizio perché volevo che questo film si concentrasse sulle anime dei protagonisti. Il male trova spazio in noi quando ci convinciamo che non sia il male – continua – . Ci ricostruiamo allora la realtà che vogliamo e non accettiamo critiche o punti di vista altrui. Volevamo comunque raccontare – conclude Zaccariello – una Puglia diversa, ombrosa, dove c’è una costante sensazione di maltempo anche se poi la pioggia cade solo alla fine”.

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Il prof Accorsi e ‘Il campione’ di calcio
In sala dal 18 aprile

20 aprile 201910:51

– Da una parte un campione di calcio come tanti, giovanissimo, ricco, popolare e straviziato (Lamborghini e Ferrari nel garage della sua mega-villa), dall’altra un professore un po’ triste con un passato da dimenticare. Questa la formula de ‘Il campione’, opera prima di Leonardo D’Agostini in sala dal 18 aprile in trecento copie distribuite da 01. Christian Ferro (Andrea Carpenzano) è il giovanissimo centrocampista della Roma, tanto talento e altrettanta capacità di mettersi nei guai: risse, incidenti d’auto e nessuna disciplina. Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), è invece il professore, un uomo solitario e schivo, con problemi economici, un matrimonio fallito alle spalle e per nulla appassionato di calcio.
Fatto sta che il professore viene affiancato al giovane campione quando, dopo l’ennesima bravata, l’autorevole presidente del club, Tito (Massimo Popolizio), decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina. La mission impossible è quella di far prendere a Christian un diploma, ma non sarà affatto facile. Il campione vive infatti tra videogiochi, una donna influencer, per la quale contano solo i followers, e amici squisitamente coatti, mentre Valerio è sempre solo tra i suoi libri. Tra i due all’inizio saranno scintille e incomprensioni, ma lentamente si ritroveranno l’uno accanto all’altro legati da un affetto che ricorda molto quello che si crea tra padre e figlio. “Il film – spiega il regista alla sua opera prima – parla di tante cose con al centro la gestione del successo, come nel caso di questo calciatore che si ritrova a vivere al massimo e deve gestire tutto quello che gli accade senza perdersi. Un lavoro molto complesso – aggiunge D’Agostini – che ha richiesto tra l’altro una grossa documentazione sul mondo del calcio e sui calciatori, che hanno spesso tratti in comune nelle loro vite”.

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Per Accorsi, “il film racconta sia un successo reale, quello del calciatore, ma anche la percezione stessa del successo che abbiamo tutti noi attraverso i social. Il mio personaggio – aggiunge – è una bellissima figura di professore, una di quelle persone che se incontri davvero te ne ricordi tutta la vita”. Per ‘Il campione’, che passerà in anteprima al Festival del cinema Europeo di Lecce, c’è stato comunque il placet di Francesco Totti che dopo averlo visto ha detto nel suo stile conciso: “È vero, è proprio così”. Infine, nel cast del film, una produzione Groenlanddia con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, anche Camilla Semino Favro e Anita Caprioli.

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I rompiscatole, eroi senza mantelloIacovella e le storie di ragazzi che hanno cambiato il mondo

20 aprile 201912:58

VITTORIA IACOVELLA, I ROMPISCATOLE.  STORIE DI GIOVANI EROI SENZA MANTELLO (Risfoglia Editore, pp.64, 14.90 Euro). Si chiamano Valerio, Syed, Ruby, Felix, Yusra, Louis, Boyan, Aurora, Hillary, Karla: sono “eroi senza mantello”, che hanno agito senza sapere se la loro tenacia li avrebbe portati da qualche parte. Sono ragazzi speciali, eppure comuni, che dando ascolto a se stessi hanno reso il mondo un posto migliore. Eccoli nella loro bellezza “I rompiscatole” che la giornalista Vittoria Iacovella ha raccontato in un libro sorprendente, amaro e dolcissimo, ma soprattutto pieno di speranza. Edito da Risfoglia (con il patrocinio di UNHCR) e corredato dalle bellissime illustrazioni di Lorenzo Santinelli, il libro ci fa capire che è un gran peccato che le good news non facciano notizia perché leggere le storie di questi ragazzi fa davvero bene al cuore. Senza armi se non il coraggio, e con nessun paracadute a proteggerli, i protagonisti hanno rotto le scatole in cui erano stati chiusi: c’è chi è uscito da un passato di violenza, chi è scappato dal proprio Paese, chi si è battuto contro l’odio razziale, chi ha sconfitto i limiti della propria disabilità.
“Mi piace collezionare storie positive di chi ha superato le difficoltà. Lo faccio da anni e solo a volte riesco a lavorarci”, spiega in un’intervista l’autrice, “selezionare le storie non è stato facile. Volevo 5 maschi e 5 femmine, varie aree linguistiche e diverse tematiche. Ma la mia è soprattutto una narrazione sulla ricerca del proprio senso: mi ha aiutato anche una psicoanalista, e ho seguito la teoria della ghianda di Hillman, secondo cui la ghianda contiene in sé la quercia che sarà”. “Quando Syed, arrivato nascosto sotto un tir dall’Afghanistan e oggi mediatore culturale, è andato in classe di mia figlia per raccontare la sua storia, un bambino gli ha detto che era sbalordito perché non aveva mai incontrato un supereroe. Syed gli ha risposto che era esattamente come lui, e che infatti non aveva il mantello”, prosegue Iacovella, “quelle che racconto nel libro sono storie vere di ragazzi come tutti gli altri, che però hanno cambiato il mondo con un atto di coraggio. Narro anche la loro emotività oscillante tra sentimenti contrastanti, che è poi ciò che li ha fatti andare avanti nelle difficoltà”. I temi affrontati sono molti, dalla diversità all’immigrazione, dalla disabilità allo sport, dalla violenza alle invenzioni alla sessualità: tutto è narrato con mano incredibilmente leggera dall’autrice, che riesce ad affrontare la complessità senza banalizzarla ma rendendola accessibile. “Le mie riflessioni linguistiche sono state molto semplici: ho scritto il libro pensando che lo avrebbero letto i miei figli di 13 e 11 anni e il figlio del mio compagno, di 10 anni”, rivela.
“Quelle che sembrano storture sono in realtà lo specchio di un talento che sta facendo a botte per uscire fuori. I ragazzi oggi sono pieni di contenuti e hanno richieste forti. Il mio è un invito agli adulti a immergersi nella loro profondità”, spiega, portando l’esempio del Presidente Mattarella, “che sta facendo un’operazione meritoria, impegnandosi a dare luce alla luce”.
“Nessuno è un’isola, e i protagonisti sono stati intervistati all’interno del proprio contesto. Ho parlato anche con le loro famiglie. Per me è stato un viaggio emotivamente molto forte”, racconta ancora, “credo che questo libro possa servire ai giovani così come ai grandi per ritrovarsi. Emergono tante paure, anche le mie: quelle che avevo da bambina o quelle che ho da mamma”. Proprio perché rivolto ai giovani, il libro non poteva essere “solo” di carta, ma è anche un progetto crossmediale: “grazie a Esra, società che si occupa di mappe satellitari che ci ha aiutato gratuitamente, abbiamo realizzato una storymap: i lettori potranno guardare il mondo e vedere dove sono i rompiscatole, seguire i loro percorsi e andare ad approfondire con fotografie, interviste, contributi audio e informazioni”.

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Adele annuncia la separazione dal marito
Nota del suo staff, “Cresceranno insieme il figlio”

20 aprile 201912:23

– NEW YORK

– Adele e il marito Simon Konecki si sono separati. A darne l’annuncio, con un comunicato stampa all’Associated Press, è stato lo staff della celebre cantante britannica. “Adele e il marito si sono separati – si legge nella brevissima nota -. Si sono impegnati a crescere il figlio (Angelo, nato nel 2012, ndr) insieme con amore. Come sempre la coppia chiede riservatezza. Non ci saranno ulteriori commenti”.
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A Matera è un Ponte da tutto esauritoTanti turisti nella Capitale europea della Cultura 2019

MATERA20 aprile 201913:16

– Per il lungo Ponte di Pasqua si registra il “tutto esaurito” a Matera, Capitale europea della Cultura 2019, con tanti turisti che alloggiano anche in altri centri della provincia e del comprensorio murgiano pugliese.
Forte è il richiamo di Matera 2019 sopratutto con la grande mostra, inaugurata in settimana a Palazzo Lanfranchi, sul “Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”.
Le ‘7 vite’ di Tinin MantegazzaNel Ravennate prima antologica dedicata da un museo pubblico

RAVENNA20 aprile 201917:56

Tinin Mantegazza, 88 anni, è un’instancabile mente creativa che ha saputo spaziare con capacità e disinvoltura dal giornalismo alla regia, dalla tv all’animazione culturale, all’organizzazione teatrale. Alla sua carriera artistica, e alle invenzioni con cui ha segnato la cultura italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, il Comune di Bagnacavallo (Ravenna) dedica una mostra in collaborazione con la Fondazione Tito Balestra onlus e Accademia Perduta/Romagna Teatri: ‘Tinin Mantegazza. Le sette vite di un creativo irriverente’, dal 27 aprile al 7 luglio al Museo Civico delle Cappuccine.
È la prima grande rassegna antologica dedicata all’artista ligure da un museo pubblico e ripercorrerà le principali tappe del suo percorso, offrendo oltre 250 disegni originali, dipinti, pupazzi, fotografie, filmati e documenti. Non mancheranno testimonianze della sua graffiante critica sociale e politica, del suo ruolo di animatore dei primi anni del cabaret milanese e delle sue realizzazioni più note al grande pubblico. Tra queste il celebre ‘sig.Toto’ delle schede di approfondimento di Enzo Biagi o il pupazzo Dodò, protagonista del programma Rai per bambini ‘L’albero azzurro’.
La mostra, con ingresso gratuito, non si limita a guardare al passato, ma si sforza di stare al passo con i suoi più recenti lavori di disegnatore e scrittore, che licenzia incessantemente dalla sua casa-studio con vista sul porto di Cesenatico. Proprio qui, al Museo della Marineria, Mantegazza è stato festeggiato nel febbraio scorso per il suo compleanno e ha presentato il suo ultimo libro di racconti, ‘Restituiamo Roma al Vaticano (con tante scuse)’, della Corsiero Editore.
Treccani per la prima volta in libreriaGianotto, due collane, per guardare futuro e recuperare passato

20 aprile 201919:42

La Treccani entra in un luogo in cui non è mai stata, la libreria, con due nuove collane di saggi: una che guarda al futuro, ‘Visioni’, e una che recupera il passato, ‘Voci’, quest’ultima a basso prezzo, 10 euro, per conquistare soprattutto un pubblico giovane.
“Abbiamo preso un editore che esiste da quasi un secolo, che ha sempre custodito la certificazione del sapere, e lo abbiamo portato in un territorio che non è il suo, la libreria, facendolo passare dal verticale all’orizzontale. Il ventunesimo è il secolo della rete che è orizzontale” dice Giorgio Gianotto, coordinatore del nuovo progetto editoriale Treccani Libri. “L’obiettivo è quello di avvicinare così non solo un pubblico da sempre consolidato, ma anche quello dei più giovani” come ha spiegato il presidente della Treccani, Franco Gallo.
Ventidue i titoli che usciranno nel 2019 per Treccani Libri, più due Strenne. I primi, in libreria dal 18 aprile, sono: ‘NGF-La molecola della vita’ di Rita Levi-Montalcini, con un saggio di Elena Cattaneo, ‘Il valore delle parole’ di Tullio De Mauro, con un saggio di Stefano Gensini, ‘Il nostro futuro. Scenari per l’umanità’ di Martin Rees e ‘Riprendere il controllo. Nuove comunità per una nuova politica’ di George Monbiot. Il 12 e 13 maggio Treccani Libri sarà al Salone del Libro di Torino 2019 con il sociologo Peter Frase, autore di ‘Quattro modelli di futuro’.
“Convinti che i cambiamenti e le contraddizioni del presente richiedano nuovi strumenti del pensiero per essere interpretati correttamente, abbiamo orientato il nostro lavoro alla saggistica, guardando decisamente al futuro e ponendo nel rapporto tra scienza e umanesimo il baricentro di una produzione che crediamo coraggiosa e importante” afferma il direttore generale della Treccani, Massimo Bray. “C’e’ un grande patrimonio in Treccani: 24 premi Nobel che hanno scritto voci per l’Enciclopedia. Ecco, abbiamo preso queste voci, le abbiamo attualizzate facendo scrivere delle introduzioni e le abbiamo pubblicate in volumetti a prezzo fisso di 10 euro. ‘Voci’ è una collana che speriamo leggano i giovani perchè la memoria è importante. Anche per questo il prezzo è basso. Riprendiamo un patrimonio esistente come nel primo titolo in cui troviamo la ricerca che portò al Nobel Rita Levi-Montalcini aggiornata dalla biologa e senatrice Elena Cattaneo” racconta Gianotto. Tra i prossimi titoli, annuncia il coordinatore del progetto editoriale, “la voce ‘europeismo’ di Altiero Spinelli aggiornata da Giuliano Amato. Salvatore Veca aggiornerà invece se stesso sull’idea di libertà. Il concetto rimane lo stesso ma farà un discorso su cosa abbiamo fatto di questa idea. Luca Serianni interviene sulla differenza fra italiano scritto e parlato con la prefazione di Giuseppe Antonelli, suo allievo, in una sorta di passaggio di testimone”.
‘Visioni’ è una collana che “indaga i territori della contemporaneità e dei problemi che ci affliggeranno nei prossimi anni: il clima, il ridisegno politico in atto, lo sviluppo di un nuovo contratto sociale. I nostri libri parleranno di queste cose cercando di metterle su un piano orizzontale con diversi strumenti che dialogano nello stesso tempo: non si può parlare di automazione senza parlare delle nuove comunità e diritti che nasceranno. Martin Rees, grande pensatore del Novecento, ne ‘Il nostro futuro’, si interroga su cosa dovremmo fare per avere un buon futuro mettendo insieme gli studi umanistici e quelli scientifici”. I titoli di ‘Visioni’ del 2019 sono tutti di autori stranieri. “E’ un modo di mostrare il recinto in cui vogliamo muoverci. Nel 2020 saremmo già a più o meno il 50% tra stranieri e pensatori italiani”. Le strenne riserveranno delle sorprese con due libri illustrati: ‘Cercare’ di Lorenzo Terranera destinato ai ragazzi con 35 tavole in bianco e nero senza parole e ‘Storia dell’illustrazione femminile italiana’ di Paola Pallottino, decana degli illustratori italiani, con oltre 100 illustrazioni dall’inizio del Novecento a oggi. Treccani Libri va alla conquista di un’altra fascia di pubblico con una saggistica divulgativa. “Nel 2018 il venduto di saggistica è aumentato parecchio. Nei momenti di incertezza la voglia di sapere cresce. Il libro di George Monbiot rappresenta quello che vogliamo fare. Parla di una nuova idea di comunità in un mondo che si ripiega su se stesso o è diventato globale per forza. Uno degli autori da lui più citati è Gramsci” spiega Gianotto.

Zecchi nominato presidente Muse TrentoCome Sgarbi al Mart di Rovereto non riceverà compenso

TRENTO20 aprile 201916:34

– Dopo quella di Vittorio Sgarbi al Mart, la giunta provinciale di Trento si è occupata di un’altra nomina ai vertici di uno dei più importanti musei del Trentino.
L’esecutivo ha infatti designato il professor Stefano Zecchi alla presidenza del Muse.
“Siamo certi che le caratteristiche del professor Zecchi – commentano il presidente della Provincia Fugatti e l’assessore alla cultura Mirko Bisesti – sapranno dare il giusto apporto alla mission del Muse che accanto al rigore scientifico unisce la vitalità di continue proposte capaci di mantenere alto il potenziale attrattivo di un museo che ha finora dato grandi soddisfazioni, e per questo ringraziamo il board uscente porgendo nel contempo i migliori auguri a chi ora dovrà portare avanti la continua sfida dell’eccellenza”. Come Sgarbi, anche Zecchi non percepirà un compenso. Il cda del Muse sarà completato dalla giornalista Rai Laura Strada e ex sindaco ed ex vicepresidente della Provincia, Alberto Pacher, designato dal Comune.
Buonasera Presidente, da De Nicola a CiampiDocuserie su Rai Storia, Fassari è Cossiga, Trabacchi Pertini

20 aprile 201918:02

Undici Presidenti della Repubblica e altrettanti attori italiani a farli rivivere, dando loro voce e volto: da martedì 30 aprile alle 21.10 su Rai Storia prende il via “Buonasera Presidente” che racconta 10 Capi dello Stato del passato da Enrico De Nicola a Carlo Azeglio Ciampi, più Alcide De Gasperi che ha ricoperto il ruolo provvisorio per un breve periodo nel 1946, da Enrico De Nicola a Carlo Azeglio Ciampi.
“Buonasera Presidente” è una docu-fiction seriale che unisce immagini, testimonianze illustri e filmati di repertorio alla narrazione fiction, con una serie di “faccia a faccia” condotti dal giornalista Filippo Ceccarelli agli 11 personaggi, interpretati da altrettanti attori che ne fanno rivivere l’indole, la personalità e il profilo politico: Antonello Fassari nel ruolo di Francesco Cossiga, Antonio Catania in quello di Oscar Luigi Scalfaro, Giorgio Colangeli nelle vesti di Carlo Azeglio Ciampi. E ancora Paolo Sassanelli (Giuseppe Saragat), Giovanni Esposito (Giovanni Leone), Gianfranco Gallo (Enrico De Nicola), Sergio Pierattini (Luigi Einaudi), Thomas Trabacchi (Sandro Pertini), Amerigo Fontani (Giovanni Gronchi), Nando Paone (Antonio Segni), Paolo Ricca (Alcide De Gasperi). Prodotta da Gloria Giorgianni, autori Filippo Ceccarelli, Alessandra Cravetto, Marco Dell’Omo, Giacomo Faenza e Davide Minnella, regia Giacomo Faenza e Davide Minnella. Le interviste di Ceccarelli non hanno niente di immaginario, perché i Presidenti rispondono sempre con parole da loro realmente usate, che gli autori, con la consulenza degli storici Sabino Cassese e Alberto Melloni, hanno tratto da discorsi pubblici, libri di memorie, colloqui con giornalisti e che restituiscono un racconto reale e accurato, non solo dei momenti più istituzionali, ma anche di quelli legati all’esperienza personale, intima, di queste figure che con il loro operato hanno saputo ispirare, guidare, anche cambiare, l’Italia. Ad arricchire il racconto una serie di testimonianze illustri che si intervallano ai materiali di repertorio e alle interviste.
Tra queste, quelle di familiari e amici dei Presidenti, come Giancarlo Leone, Gabriella Ciampi, Ernestina Saragat, Matteo Sardagna Einaudi, Maria Cecilia Gronchi, Mariotto Segni, Maria Romana De Gasperi, Anna Maria Cossiga, e di tanti personaggi del mondo delle istituzioni e non solo, come i politici Emma Bonino, Marco Follini, Mauro Mellini, Nicola Mancino, Rosy Bindi, Luigi Zanda, il Giudice della Corte Costituzionale Giuliano Amato, Monsignor Vincenzo Paglia, gli storici Sabino Cassese e Alberto Melloni, co-autori del libro: “I Presidenti della Repubblica – Il Capo dello Stato e il Quirinale nella storia della democrazia italiana” e consulenti della serie, l’ex calciatore e campione del mondo sotto la presidenza Pertini Marco Tardelli, l’alpinista Giampiero Di Federico e molti altri.
Una co-produzione originale Anele e Rai Storia, realizzata da Anele, e presentata nei giorni scorsi in anteprima presso l’Aula Magna Mario Arcelli dell’Università Luiss Guido Carli. A dare un saluto di benvenuto agli oltre 350 ospiti presenti in sala, il direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto. Protagonista dell’anteprima l’episodio dedicato al Presidente Giovanni Leone.
In platea, gli attori protagonisti della serie il conduttore Filippo Ceccarelli, il direttore di Rai Cultura Silvia Calandrelli. La serie – in 7 puntate da 50 minuti ciascuna – si apre con due puntate dedicate a tre presidenti ciascuna (De Gasperi – De Nicola – Einaudi e Gronchi – Segni – Saragat) cui seguono cinque puntate monografiche dedicate a Leone, Pertini, Cossiga, Scalfaro, Ciampi.
Si comincia con Alcide De Gasperi, capo provvisorio dello Stato per due settimane, interpretato da Paolo Ricca. Al centro dell’intervista in particolare la nascita della Repubblica, il nodo dell’amnistia ai fascisti, i difficili rapporti con Togliatti, la scelta anti-presidenzialista alla Costituente. La figlia Maria Romana racconta un De Gasperi privato e familiare e rivela l’imbarazzo del padre per le acclamazioni che riceveva nelle piazze. Si procede con l’elegante ma morigerato Enrico De Nicola, eletto dalla Costituente capo provvisorio dello Stato nel 1946, che rivive con il suo carattere bizzoso e la sua sapienza giuridica grazie all’attore Gianfranco Gallo. Tra il rifiuto di recarsi a vivere nella ex reggia del Quirinale e il taglio dello stipendio da presidente, prende luce un personaggio che amava farsi desiderare e che camminava in bilico tra la fede monarchica e l’adesione alla Repubblica. Il primo episodio si conclude con il liberale e “tutto d’un pezzo” Luigi Einaudi, che dà il via alla serie dei settennati presidenziali.         

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DALLE 15:52 DI VENERDì 19 APRILE 2019

ALLE 07:20 DI SABATO 20 APRILE 2019

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A Bologna il festival ‘AngelicA’
Dal 4 al 31 maggio 17 concerti, prime e debutti

BOLOGNA19 aprile 2019 15:52

– Un ricco cartellone di concerti per la ventinovesima edizione di ‘AngelicA’ il festival dedicato alle musiche di ricerca, a Bologna dal 4 al 31 maggio al teatro San Leonardo, con la direzione artistica di Massimo Simonini, tra prime assolute e debutti.
Si comincia con Rohan De Saram violoncello e Vincent Royer viola, finale con il Piccolo Coro Angelico. Da segnalare il trio Toshinori Kondo, Massimo Pupillo e Tony Buck; i ‘polistrumentisti’ Akio Suzuki e Aki Onda; il ‘solo’ della soprano Juliet Fraser; due giorni con un lo storico sassofonista tedesco Peter Brötzmann (in trio con Maȃlem Moukhtar Gania e Hamid Drake e in duo con Heather Leigh); Edoardo Marraffa sax e Jasper Stadhouders chitarra. Previsti anche la IncrociOrchestra di Giorgio Magnanensi e il debutto del duo con Cheryl Ong percussioni, e Vivian Wang sintetizzatori; oltre al trio Live Batts! con John White; il violino di Aisha Orazbayeva; l’arpa di Sunniva R›dland. Infine l’organista Hermann Nitsch alla Basilica dei Servi.
John McEnroe, un cattivo ragazzo perfettoIn sala il docu sul tennista tutto genio e sregolatezza

19 aprile 201919:45

‘John McEnroe. L’impero della perfezione’ di Julien Faraut, già alla Berlinale e a Pesaro e ora in sala dal 6 maggio con Wanted Cinema, è un film sulla perfezione: quella dell’irascibile tennista McEnroe, forse il campione più grande di tutti i tempi in questa disciplina, e quella del maniacale regista francese Gil de Kermadec dalla cui opera è tratto in parte il materiale di questo lavoro. Un documentario comunque sospeso tra cinema e sport, quello di Faraut, con la voce narrante di Mathieu Amalric e tanti materiali di repertorio con tanto di premessa godardiana ‘Les films mentent, pas le sport’.Il film è infatti anche un omaggio a Gil de Kermadec, ex tennista francese che dagli anni Sessanta realizzò filmati didattici sul tennis, su come si gioca, su come ci si muove nelle sue varie fasi, sulle sue regole con tanto di animazione e ralenti. Julien Faraut smonta e rimonta le sequenze in gran parte originalissime, in quanto non seguono la gara nella sua totalità, ma solo l’azione in campo di McEnroe studiandone ogni minimo movimento in tutti i suoi particolari. Ne esce fuori un’operazione dadaista, ma anche un lavoro sulla memoria e sul rapporto tra cinema e sport.Ma alla fine, come ricorda il titolo, il protagonista resta solo lui, McEnroe, con la sua imprevedibilità, velocità e proverbiale e compulsiva irascibilità verso arbitri e racchette. A vederli oggi, i suoi incontri e la sua ingombrante presenza in campo, si capisce come Tom Hulce per interpretare Mozart in ‘Amadeus’ sia stato ore e ore ad osservare i match del tennista e la sua esuberante genialità disordinata. Tra le curiosità di questo docu l’intervento di uno psicologo pieno di meraviglia per il fatto che le continue rabbie di McEnroe non intaccassero le sue prestazioni. Una cosa incredibile, ma vera. D’altronde il vero avversario del campione McEnroe, alla fine, era lui stesso.Spiega, infine, Julien Faraut: “In un’intervista a Jean-Luc Godard il regista dichiara ‘Seguo ancora lo sport perchéè rimasto un qualcosa in cui l’uomo non può mentire. La politica, il cinema e la letteratura possono mentire, lo sport no’. Questa dichiarazione mi ha fatto velocemente capire che questo poteva essere il cuore del mio documentario. Il cinema può mentire, non lo sport. Su un campo da tennis, John McEnroe corre e soffre. Vince o perde. Quelle sono le uniche opzioni. Non c’ètempo per effetti speciali. I suoi risultati – conclude Faraut – sono qualcosa di concreto e verificabile”.

Il paradiso delle signore non chiude piùCosti tagliati del 40%, Rai Com partecipa alla coproduzione

19 aprile 201919:59

Stop and go, per la popolare fiction del pomeriggio di Rai1 Il Paradiso delle Signore che non chiude più. Perché poi, si sa, gli ascolti contano, e tanto. La soap continuerà la sua avventura nel day time della rete ammiraglia. Dopo una lunga trattativa tra la Rai e la casa di produzione (Aurora Tv, ndr), la fiction è stata riconfermata. La serie con Roberto Farnesi era stata a rischio chiusura, le maestranze avevano anche protestato con un sit-in a Viale Mazzini. Parallelamente era stata lanciata una petizione indirizzata alla direttrice di Rai1, Teresa De Santis, al presidente della Rai, Marcello Foa e alla responsabile di Rai Fiction, Eleonora Andreatta.La Rai ha deciso di investire ancora nel prodotto del pomeriggio di Rai1: dopo una lunga verifica e una valutazione complessiva, l’azienda – fanno sapere da Viale Mazzini – ha portato a casa Il paradiso delle signore con una sostanziosa riduzione di costi che sfiora il 40% (contratto biennale, riduzione delle puntate – lo scorso anno partì il 1 settembre – ottimizzazione e razionalizzazione del costo complessivo di produzione, riduzione delle riprese in esterna, partecipazione di Rai Com alla coproduzione con una quota del 10%). Il risultato, ottenuto a parità di modello produttivo, è stato reso possibile grazie al concorso di interventi di razionalizzazione, ottimizzazione e collaborazione tra Rai Fiction, Rai1, i diversi settori aziendali e la casa di produzione del Paradiso delle signore.Dopo due stagioni andate in onda in prima serata, la fiction, ambientata in un grande magazzino all’inizio degli anni ’60, dal 10 settembre ha traslocato nel day time di Rai1. Per il pomeriggio rinnovato il cast, con Vanessa Gravina, Roberto Farnesi, Gloria Radulescu, Giorgio Lupano, Neva Leoni, mentre dei vecchi protagonisti sono rimasti solo Alessandro Tersigni e Alice Torriani. Le riprese principali si svolgono negli studi Videa di Roma dove sono stati costruiti per l’occasione due teatri di 1.500 mq ciascuno (3.000 coin tutto), mentre su una superficie di 2.000 mq sono stati allestiti l’esterno e l’ingresso del Paradiso. Il 20 marzo la produzione annunciava a malincuore l’ultimo giorno di riprese: “Continuano a crescere gli ascolti de ‘Il Paradiso delle signore daily’, la fiction del pomeriggio di Rai1 che non e’ stata confermata per la prossima stagione. Ha conquistato ben 1.831.000 telespettatori e il 16,5% di share segnando un nuovo record stagionale. Partita il 10 settembre scorso la serie continua ad appassionare il pubblico guadagnando in soli sei mesi oltre 6 punti di share fino a diventare uno dei programmi più visti nel daytime targato Rai”, sottolineava la Aurora Tv.Una macchina produttiva che ha coinvolto ogni giorno circa 300 persone tra autori, registi, tecnici e oltre 30 attori, tra fissi e ricorrenti e che ha permesso di realizzare 180 puntate da 40 minuti ciascuna per raccontare la vita, i sentimenti, le passioni, le aspirazioni, i sogni dell’Italia degli anni ’60. Dopo i timori legati alla chiusura, e alla conseguente perdita di posti di lavoro per tante maestranze, il felice annuncio che la soap italiana tornerà almeno per altre due stagioni.

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Ermal Meta festeggia 38 anni ad Assago
Ultimo concerto prima di periodo pausa per stesura nuovo album

MILANO19 aprile 201917:18

– Dopo il singolo con J-Ax “Un’altra volta da rischiare” e il tour nei teatri di tutta Italia conclusosi a fine marzo, Ermal Meta ha deciso di festeggiare i suoi 38 anni proprio nel giorno del suo compleanno, il 20 aprile, con un grande concerto al Mediolanum Forum di Assago (MI).
Il vincitore dell’edizione 2018 di Sanremo (in coppia con Fabrizio Moro in “Non Mi Avete Fatto Niente”) chiude così due anni intensi, dall’album ‘Non abbiamo armi’ al lungo tour che lo ha visto esibirsi anche al Forum di Assago per la prima volta in carriera. Quel concerto è diventato un disco dal vivo “Non abbiamo armi – Il concerto”. Ora la chiusura, di nuovo ad Assago, e poi un periodo di pausa per la stesura del nuovo album.
Carrara, festival per la città del marmoDall’1 a 9/6, concerto in cava a lezioni scultura en plein air

hi in lega originali Volkswagen.Read more

– Si terrà dall’1 al 9 giugno a Carrara (Massa Carrara) la terza edizione di ‘White Carrara Downtown’, l’evento che veste a festa la città del marmo e ne racconta la storia. La manifestazione, organizzata per il terzo anno da Imm Carrara in contemporanea con Marmotec Hub, è volta alla promozione e conoscenza del territorio attraverso un ampio calendario di eventi.
La manifestazione sarà caratterizzata da un percorso museale urbano, spiega una nota, con installazioni, opere in marmo e mostre di arte contemporanea, fra le quali anche due esposizioni di artisti internazionali a cura dell’associazione Vôtre. Tra gli spettacoli, la sera dell’8 giugno la cava Lazzareschi farà da sfondo per ‘The Legend of Morricone’ tributo alle grandi musiche del maestro a cura della Ensemble Symphony Orchestra. In programma anche le lezioni di scultura a mano ‘En Plein Air’ con gli studenti dell’Accademia di belle arti che scolpiscono all’aperto davanti ai visitatori. Nelle giornate di White Carrara Downtown, in occasione della ricorrenza dei 250 anni dalla sua fondazione, dentro l’Accademia di belle arti saranno inoltre organizzate speciali visite, eccezionalmente anche in notturna, con balli in costume, rinascimentali e ottocenteschi. Per l’occasione anche gli incontri bilaterali fra gli imprenditori del lapideo e gli operatori internazionali invitati a Carrara nell’ambito di Marmotec-Hub si svolgeranno nell’Accademia. Previste anche le ‘Passeggiate culturali’, visite guidate alla scoperta della storia della città, e percorsi enogastronomici del circuito ‘Il marmo è servito’, insieme alla rassegna culturale ‘Marble Café’.
Fra le novità dell’edizione 2019 ‘Re-velare’ una performance artistica in quattro momenti per ‘svelare’ la storia e la cultura della città.
Sottile a Pasquetta nel carcere di LecceUna puntata speciale di “Prima dell’Alba” su Rai3 dedicata ai detenuti

19 aprile 201919:40

Salvo Sottile entra nel carcere di Lecce e trascorre un’intera giornata con i detenuti, per scoprire come si vive in un luogo dove è sempre notte, tra solitudine, silenzio e mancanza di libertà. A Pasquetta, lunedì 22 aprile, in seconda serata su Rai3 va in onda “Una notte in carcere”, una puntata speciale di “Prima dell’Alba” dedicata all’universo concentrazionario. Per la prima volta il viaggio di Sottile inizia all’alba, attraversando l’enorme porta di metallo dell’Istituto con l’ispettore capo della polizia penitenziaria Maurizio Migliaccio, nell’arma da 27 anni. Insieme passano dal cellario, dove i detenuti vengono privati dei loro beni personali, fino alla sala dove vengono schedati, ripercorrendo un iter di passaggi burocratici che assumono anche un forte significato simbolico, scandendo per i detenuti il distacco dalla libertà e l’ingresso nella lunga “notte” della vita carceraria.Nel cortile dove i detenuti trascorrono l’ora d’aria Salvo Sottile rincontra Luigi, un detenuto conosciuto durante una precedente visita, che gli racconta come riesce ad andare avanti grazie alla famiglia e alla fidanzata, conosciuta quando era già in carcere e che aspetta la sua uscita. Il desiderio di uscire si respira ovunque nel carcere, anche nei laboratori didattici di cucina, tessitura e falegnameria dove i detenuti hanno la possibilità di imparare un mestiere che potrebbe servirgli una volta “fuori”; o nei corsi di scrittura e lettura del collettivo “La Rosa dei Venti” che offre ai detenuti una sorta di “evasione” metaforica che culmina in uno spettacolo teatrale annuale. Questa è l’occasione per loro di entrare in contatto con le proprie famiglie e i propri amici ma anche con la società civile, durante le repliche che vengono messe in scena davanti agli studenti delle scuole del leccese.Quando scende la sera, Sottile incontra Riccardo Secci, comandante della Polizia Penitenziaria, che gli racconta come il momento più complicato per le forze dell’ordine sia proprio la notte, quando tutto tace e la routine rischia di far calare la concentrazione delle guardie. Proprio qui avvengono infatti la maggior parte dei casi di tentati suicidi e di autolesionismo, un fenomeno che in Italia conta migliaia di casi nella disperazione e nel delirio della notte carceraria: oltre 10.423 atti di autolesionismo e 1.198 tentati suicidi solo nel 2018. La sera è anche il momento in cui rientrano in carcere i detenuti in semilibertà come Giovanni che svela la difficoltà dei carcerati nel gestire il rapporto con i figli con i quali hanno poche occasioni di contatto e che spesso non sono nemmeno a conoscenza del motivo per il quale non possono stare con il proprio papà. Nel suo attuale stato di semilibertà – un limbo che forse rende ancora più dura la costrizione – Giovanni sta cercando ora di recuperare il rapporto con le figlie, alle elementari all’inizio della pena, e che adesso riabbraccia da nonno. Ma se la semilibertà è una condizione dura, molto più angosciante è la vita di chi sa già che la sua notte durerà per sempre, come gli ergastolani tra cui Francesco, uno degli attori del collettivo teatrale, che confessa a Sottile di avere ancora speranze e aspettative per il futuro ma di non avere nemmeno il coraggio di esprimerle sapendo che sono destinate a non realizzarsi.”Una notte in carcere” si chiude con l’atteso spettacolo teatrale: i detenuti sono finalmente sul palco e possono esprimere attraverso l’arte tutto quello che hanno dentro e che spesso non riescono a tirare fuori in altro modo: il dolore, l’angoscia, ma anche i sogni, le speranze, la voglia di vivere, di esistere, e non solo di sopravvivere. Ma per loro, dopo gli applausi, è il momento di tornare nelle proprie celle, per il momento della conta, mentre un’altra notte sta iniziando. “Prima dell’Alba” è un format originale Stand by Me di Simona Ercolani.

Dalila Di Lazzaro lancia singolo BaylaDopo lunga carriera cinema, nuova avventura per attrice friulana

UDINE19 aprile 201918:13

– L’attrice Dalila Di Lazzaro ha scelto Udine, sua città natale, per presentare “Bayla”, la canzone scritta assieme al cantautore e poliedrico musicista Manuel Pia. Primo brano del cd in prossima uscita, la canzone segna il passaggio al mondo della musica dell’attrice friulana, che ha alle spalle una carriera con oltre 30 film a livello nazionale e internazionale e che ha spesso scalato le classifiche dei bestseller con le sue autobiografie. La presentazione ufficiale è in programma il 23 aprile al Comune di Udine, dove i partecipanti potranno ricevere in omaggio una copia del CD “Bayla” e del suo libro “La vita è così”, un racconto intenso che arriva dopo la pubblicazione di altri sei volumi. L’evento sarà anche un’occasione per dare nuovo slancio alla campagna di sensibilizzazione sui problemi dell’udito: “Chi è sordo e non fa nulla per rimediare, non sa cosa perde: la bella musica, le voci amiche, le opinioni altrui”, afferma l’attrice, da sempre attenta ai problemi e ai temi del sociale.

Raf-Tozzi, dal 30 aprile in tourNei principali palasport. Una scaletta di più di 30 pezzi

19 aprile 201918:24

– Dal 30 aprile il super show di Raf e Umberto Tozzi toccherà i principali palasport di tutta Italia. I due artisti sono inoltre ospiti sabato 20 aprile della quarta puntata del Serale di Amici 18 su Canale 5. Raf e Tozzi sono pronti ad entusiasmare il loro pubblico, portando in tour una scaletta con più di 30 pezzi, brani indimenticabili e grandi successi, da Gloria a Self Control, da Si può dare di più a Cosa resterà degli anni 80, da Infinito a Ti amo, ma anche Ti pretendo, Gli altri siamo noi, Il battito animale, Immensamente, Come una danza e Gente di Mare. Queste le date del tour “RAF TOZZI” (prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Colorsound): 30 aprile Rimini (data zero), 3 maggio Reggio Calabria; 4 maggio Acireale; 6 maggio Bari; 7 maggio Eboli; 9 maggio Ancora; 13 maggio Milano; 16 maggio Firenze; 18 maggio Roma; 21 maggio Bologna; 23 maggio Treviso; 24 maggio Brescia; 25 maggio Torino.
Ultimo domina la hit, seguono 4 new entrySul podio Fabrizio Moro e Achille Lauro

19 aprile 201919:17

Per la seconda settimana è Colpa delle favole di Ultimo a dominare la classifica degli album più venduti della settimana stilata da Fimi/GfK. Il terzo progetto del giovane cantautore romano, certificato disco d’oro a una settimana dall’uscita, non è il solo a far parte della hit parade: sono presenti anche i precedenti album Peter Pan, in 12ma posizione, e Pianeti, in 16ma. Inoltre tre tracce del disco hanno debuttato sul podio della Top 50 di Spotify e il 5 aprile è uscito anche il singolo, Rondini al guinzaglio, accompagnato dal videoclip diretto da Emanuele Pisano. Infine, dal 27 aprile partirà per il Colpa delle favole tour in 18 palazzetti italiani, già sold out che comincerà in data zero il 25 aprile dal Palasport di Vigevano. L’evento speciale La Favola, già sold out, il 4 luglio vedrà Ultimo esibirsi all’Olimpico di Roma.Di seguito fino al quinto posto troviamo nella top ten quattro new entry: Fabrizio Moro con Figli di nessuno, Achille Lauro con 1969, Massimo Pericoloso, rapper di Brebbia con il suo disco di debutto, Scialla semper, il gruppo sudcoreano Bts con Map of the soul: Persona. Scivola di una posizione fino al sesto gradino la diciassettenne americana Billie Eilish con il suo When we all fall asleep, where do we go?. Dal terzo slitta al settimo posto Coez con E’ sempre bello. Segue Rkomi con Dove gli occhi non arrivano, Ligabue con Start e chiude al numero dieci della classifica la colonna sonora del film sui Queen Bohemian Rhapsody (O.S.T.), primo anche per quanto riguarda la top ten dei vinili più venduti.Tra i singoli digitali più scaricati c’è ancora Calma (Remix) di Pedro Capò Feat.Farruko.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 12 all’18 aprile 2019:1) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES )2) FIGLI DI NESSUNO, FABRIZIO MORO (RCA RECORDS LABEL- SONY)3) 1969 ACHILLE LAURO (EPIC – SONY)4) SCIALLA SEMPER, MASSIMO PERICOLO (PLUGGERS SELF)5) MAP OF THE SOUL: PERSONA, BTS (BIGHIT ENTERTAINMENT AUDIOGLOBE )6) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)7) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)8) DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)9) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY WMI)10)BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) CALMA (REMIX), PEDRO CAP FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN -SME)2) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)3) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)4) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)5) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND UNI)Questa è la classifica dei vinili più venduti della settimana:1) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) MUSICA PER BAMBINI, RANCORE (HERMETIC ARTIST FIRST)4) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI)5) A SAUCERFUL OF SECRETS, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI).

Torna Strauss e somiglia a CabaretIn scena anche Pereira come maggiordomo per Ariadne auf Naxos

19 aprile 201919:42

C’è qualcosa anche del musical Cabaret nelle atmosfere di Ariadne auf Naxos, l’opera di Richard Strauss che debutterà martedì 23 aprile alla Scala di Milano, con la regia di Frederic Wake-Walker, sul podio Franz Welser-Möst e un cast guidato da Krassimira Stoyanova. Una formazione da Champions se si parlasse di calcio, tanto più che in campo scenderà anche l’allenatore: a interpretare la parte (parlata e non cantata) del maggiordomo ci sarà infatti il sovrintendente della Scala Alexander Pereira, che lo stesso ruolo ha già interpretato in teatri di mezzo mondo da Vienna a Zurigo passando per Londra.”Questa è un’opera sull’opera – ha spiegato Wake-Walker – ed è il motivo per cui piace a chi fa opera, ma io volevo che parlasse un pubblico ancora più vasto”. D’altronde lo stesso Strauss e il letterato Hugo von Hoffmansthal (che è il librettista) hanno deciso di mischiare in una stessa opera alto e basso, cultura classica e commedia dell’arte. La storia infatti è quella della messa in scena di Arianna a Nasso, opera di un giovane compositore, insieme a uno spettacolo di commedia dell’arte, con riferimenti che vanno dalla cultura classica a Mozart.”Una delle cose che mi affascinano di più – ha spiegato il maestro – è che nella partitura l’umorismo e il tragico sono uniti insieme. Non è una commedia ‘contro’ una tragedia, è un’opera sull’essenza della cultura occidentale. Strauss credeva nei valori dell’Europa, dell’eredità che abbiamo ricevuto” e qui lo dimostra. Mettere in scena questo lavoro alla Scala non è stato semplice. Avrebbe dovuto dirigerla Zubin Mehta che lo scorso anno ha però dovuto dare forfait per problemi di salute. Welser-Möst, uno dei direttori straussiani più quotati del mondo, ha dato la sua disponibilità anche se a causa di una fitta serie di impegni (inclusa una tournée di tre settimane in Giappone) ha potuto iniziare le prove solo da pochi giorni insieme all’orchestra (qui in versione ‘da camera’ con 34 elementi) e al cast. Un cast che, oltre a Stoyanova, include nomi come Sabine Devieilhe nel ruolo di Zerbinetta, Michael Koenig in quello di Bacco, Daniela Sindram nei panni del compositore. E appunto Pereira. “Lo faccio – ha spiegato in conferenza stampa – perché le parole del maggiordomo se dette dal direttore del teatro hanno un peso maggiore”. Il maggiordomo ha infatti in qualche modo il compito di sovrintendere all’allestimento degli spettacoli.

Adele annuncia la separazione dal maritoNota del suo staff, “Cresceranno insieme il figlio”

W YORK20 aprile 201905:21

– Adele e il marito Simon Konecki si sono separati. A darne l’annuncio, con un comunicato stampa all’Associated Press, è stato lo staff della celebre cantante britannica. “Adele e il marito si sono separati – si legge nella brevissima nota -. Si sono impegnati a crescere il figlio (Angelo, nato nel 2012, ndr) insieme con amore. Come sempre la coppia chiede riservatezza. Non ci saranno ulteriori commenti”.           

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Giulia, viaggio nella dinastia di Augusto
Da storia letteratura latina a rapporto propaganda regime a Roma

18 aprile 2019 08:28

GIULIA. PASSIONE, POESIA, POTERE, EDIZIONI DI PAGINA, PAG. 184, EURO 15, EBOOK EURO 8,99. La storia della nascita dell’impero romano coincide con la nascita di una letteratura latina emancipata non solo nella lingua, ma anche nello stile e nell’etica, dalle letterature che l’avevano preceduta. Non apparirà strano dunque se in ‘Giulia, il nuovo romanzo di Paolo Biondi dedicato alla inquieta e controversa figura della figlia di Augusto, appaiono come protagonisti tanti personaggi che ben conosciamo e abbiamo incontrato e conosciuto in pagine diverse dai libri di storia.
Ci riferiamo non solo a Mecenate e a Messalla Corvino, creatori dei maggiori circoli letterari del tempo, ma ai protagonisti di quegli stessi circoli: Virgilio e Ovidio, Orazio e Tibullo, Properzio e Sulpicia.
Proprio Sulpicia è la più grande poetessa della letteratura latina, e il libro di Biondi ce la presenta come una delle più intime amiche di Giulia: facendoci entrare nelle loro case e nelle loro vite private, svelandoci vizi e virtù non appena di singoli personaggi, ma di un’epoca che ha forgiato e dato vita alla nostra civiltà e alla nostra cultura.
Giulia, unica figlia di Augusto, non è solo dunque la chiave di volta per comprendere forza e debolezza della dinastia giulio-claudia alla quale Augusto dà vita. È anche la chiave per comprendere come nasce l’opera di Virgilio e di Ovidio, non solo protagonisti di una letteratura latina emancipata ma anche dei due grandi filoni della nostra letteratura e della nostra cultura che da una parte, partendo da Virgilio, prosegue con Dante, Manzoni e Montale; dall’altra da Ovidio, passando per Petrarca giunge a Foscolo e D’Annunzio. Una storia lunga la cui eco ritroviamo descritta in dialoghi e confronti di questo romanzo su Giulia. Ma i livelli di lettura di queste pagine sono molteplici e diversi. In esse troviamo descritto anche il tema del rapporto fra propaganda e regime, un tema particolarmente caldo ed attuale che, coscientemente, è uno dei capisaldi del principato augusteo. Il padre dell’impero romano è stato un maniacale cultore della propaganda come cinghia di trasmissione e per dare solidità al suo potere. Non è un caso che Augusto non si è mai autodefinito imperatore, ma piuttosto come un restauratore della repubblica romana e dei suoi principi. Da questo punto di vista Giulia rappresenta il suo più grande fallimento: quella figlia tanto amata lo ripaga infatti con il tradimento. Non a caso nell’ultima di copertina di questo libro si citano le parole della Storia Romana di Cassio Dione, uno dei massimi storici della nascita dell’impero: Coloro che detengono il potere sono a conoscenza di qualsiasi cosa molto più di quanto non conoscano le loro faccende private.
Michalik, miei Rostand e Cyrano in commediaPrima regia enfant prodige teatro francese ora su set per Zalone

18 aprile 201910:52

Pierre Magnier, nel 1922, Josè Ferrer nel 1950, Steve Martin nella rivisitazione ‘corretta’ e modernizzata del 1987, fino a Gerard Depardieu (1990). Sono solo alcuni dei volti cinematografici del poeta/soldato dal grande naso, abile con la spada e nelle schermaglie di parole, capace di magnifiche dichiarazioni d’amore, Cyrano de Bergerac, protagonista del capolavoro scritto nel 1897 da Edmond Rostand, ispirandosi al drammaturgo/filosofo/soldato del XVII secolo Savinien de Cyrano de Bergerac. Un cocktail di verità e creazione al quale l’attore (è anche nel cast del nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo) e drammaturgo, enfant prodige del teatro francese, Alexis Michalik, rende omaggio con il suo primo film, Cyrano Mon Amour, adattamento della sua commedia teatrale pluripremiata Edmond, che dopo il debutto italiano a Rendez Vous 2019 arriva in sala il 18 aprile con Officine Ubu.
Sul modello di Shakespeare in Love, il film, mescolando realtà e invenzione, ricostruisce con un ritmo trascinante l’avventurosa creazione di Cyrano de Bergerac, nella Parigi di fine ‘800, da parte del 29enne Rostand (Thomas Soliveres), in sole tre settimane, tra imprevisti, attori scatenati e una ‘musa’ salvifica. “Tutti possono innamorarsi di Cyrano – spiega Michalik -. Gli uomini lo ammirano perché è brillante, coraggioso, divertente e infelice, e le donne lo amano perché è una figura romantica e piena di humour. Nel testo (è la pièce francese più rappresentata al mondo, ndr) c’è eroismo e una grande trama; è commovente ma è centrale anche la parte di commedia. Rostand ha messo tutti gli ingredienti in Cyrano, rendendola un’opera senza tempo, sempre attuale”.
Michalik, classe 1982, con le sue commedie teatrali oltre a riempire le platee d’oltralpe (due suoi testi sono da poco approdati a Londra) ha già vinto 8 Molières (di cui cinque per Edmond), gli Oscar del teatro francese. Ha in comune con Rostand l’aver ottenuto il suo primo grande successo a 29 anni, con Le Porteur d’Histoire. “Si vede che era destino che parlassi di lui – commenta sorridendo -. L’idea di fare qualcosa di simile a Shakespeare in love per un grande autore francese ce l’ho da subito dopo aver visto il film, 20 anni fa. E 15 anni fa ho pensato a Cyrano de Bergerac, leggendo di come era stata stata creata la pièce. Nessuno credeva sarebbe stato un successo e Rostand, che fino allora aveva scritto solo drammi, collezionando insuccessi, con Cyrano ottiene un trionfo fin dalla prima rappresentazione, e diventa una gloria nazionale”.
Rostand, “che nella vita era un uomo timido e pieno di dubbi, mette tutte le qualità che amava nel suo protagonista, ne fa un suo alter ego idealizzato”.
Nell’ottimo cast del film, che comprende Olivier Gourmet (nella parte del grande attore Constant Coquelin, il primo interprete di Cyrano), Lucie Boujenah, Mathilde Seigner, Tom Leeb, Alice De Lencquesaing e Clèmentine Cèlarie’ (nei panni di Sarah Bernhardt, fra i primi a credere nel talento di Rostand) c’è anche Michalik nella parte del commediografo francese di maggior successo dell’epoca, Georges Feydeau: “Nel film risulta uno sbruffone arrogante, e io adoro recitare sbruffoni arroganti” scherza. Lo vedremo anche nel nuovo film di Zalone, Tolo Tolo: “Sul mio personaggio non posso dire nulla, ma lavorare con Checco e’ fantastico – dice l’attore e regista che ha anche in uscita a settembre il suo primo romanzo – Lui è straordinario, incredibilmente divertente, e l’uomo più gentile e alla mano del mondo”.

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Madonna, esce Medellin, il nuovo singolo
La star si racconta “E’ nato a Lisbona”. Realizzato con Maluma

18 aprile 201910:14

“Il mio disco è nato a Lisbona. Ho trovato lì la mia tribù e un magico mondo di incredibili musicisti che hanno rafforzato la mia convinzione che la musica di tutto il mondo sia veramente connessa e che sia l’anima dell’universo”.
Così parla Madonna, che da tempo ha aggiunto Lisbona alla lista delle sue residenze, nella sua ultima incarnazione, volto tiratissimo, trucco latino e il titolo del suo nuovo album, “Madame X”, scritto sulle labbra come fosse una cucitura. Per anticipare l’uscita, prevista il 14 giugno, esce oggi “Medellin”, il singolo realizzato con Maluma, super star colombiana del Reggaeton. Con il consueto senso della misura della signora Ciccone, la foto li ritrae in stile “Boss delle Cerimonie”. La foto riflette il clima del brano, un Reggaeton non particolarmente aggressivo. Mercoledì su Mtv andrà in onda un evento in cui Madonna presenterà il video del suo nuovo brano e parlerà con i suoi fan per raccontare le influenze latine del 14mo album della sua carriera che vede la collaborazione di produttori come Mirwais, Mike Dean e Diplo.
In commercio Madame X sarà disponibile in più versioni con tre copertine diverse: una versione standard, una versione deluxe digital con due bonus track, una versione deluxe international con tre bonus track non ancora annunciate, un doppio vinile, una musicassetta e un box set con all’interno i due cd deluxe, un 7″ picture disc, una musicassetta, un poster e dei tatuaggi.
Reggia Caserta: apertura per PasquaPorte aperte anche a Pasquetta ma senza cibo e bevande

CASERTA18 aprile 201911:35

– Per il terzo anno di fila dopo un tabù durato quasi 25 anni, la Reggia di Caserta sarà aperta per lunedì in albis, il prossimo 22 aprile. Il monumento borbonico patrimonio dell’Unesco sarà visitabile anche il giorno precedente, in cui si festeggia la Pasqua. Per evitare file di turisti negli Appartamenti Storici, circostanza che in altre occasioni ha prodotto problemi e polemiche, nella due giorni di Pasqua e Pasquetta sarà permesso l’ingresso di 3mila visitatori la mattina e altrettanti nel pomeriggio. Il Giardino Inglese, l’orto botanico che sorge nei pressi della fontana di Diana e Atteone, sarà invece visitabile su prenotazione; una decisione che anche in questo caso, la direzione della Reggia affidata ad Antonio Lampis, ha preso per tutelare le inestimabili piante e il loro ecosistema. Non sarà, infine, consentita l’introduzione nella Reggia, in particolare nel Parco, di cibi, bevande, attrezzature per picnic e svago, palloni e tutto ciò che è incompatibile con la visita a un’area museale.
Cannes: atteso Maradona per documentario su ‘anni napoletani’Fuori concorso documentario sul campione negli anni ’80

PARIGI18 aprile 201912:06

Anche Diego Armando Maradona è atteso quest’anno sulla Croisette per la 72/a edizione del Festival di Cannes: è quanto riferito a Parigi dal delegato generale del Festival, Thierry Frémaux, spiegando che tra i film fuori concorso è stato selezionato il film documentario ‘Maradona’, di Asif Kapadia, che racconta gli “anni napoletani”, negli anni ’80, del campione argentino.
A Milano Unaltrofestival tutto in rosaIl 2 luglio in scena al Magnolia Anna Calvi e Jane Bird

18 aprile 201913:01

– Unaltrofestival di nome e di fatto: alla sua settima edizione la rassegna milanese sospesa tra mainstream e alternativo punta su un cartellone tutto femminile, segnando un inversione di rotta rispetto ai festival musicali dove solitamente la presenza femminile è una percentuale minima.
Headliner dell’appuntamento del prossimo 2 luglio al Magnolia la voce ammaliante di Anna Calvi, che arriva a Milano con il suo terzo album in studio “Hunter”, pubblicato il 31 agosto scorso.
In scena un’altra inglese, la 21enne Jane Bird, al suo debutto con un album che conterrà i singoli “Lottery”, “Uh Huh” e il più recente “Love Has All Been Done Before”. Dall’Australia Julia Jackline, e poi anche i Videoclub ed Eugenia post meridiem.
Festival Tv, 156 ospiti e 40 incontriDal 2 al 5 maggio. Tra big Fico, Cairo, Foa, Bonolis e Bisio

TORINO18 aprile 201913:14

– E’ ai nastri di partenza l’ottava edizione del Festival della Tv e dei Nuovi Media, a Dogliani (Cuneo) dal 2 al 5 maggio, dedicato al tema delle Percezioni.
Saranno 156 gli ospiti e 40 gli incontri. “Il programma è fitto di appuntamenti e incontri su un ventaglio molto ampio di temi, in grado di attrarre pubblici diversi”, sottolinea la direttrice Federica Mariani. Tra gli ospiti il presidente della Camera, Roberto Fico, l’editore Urbano Cairo, il presidente della Rai Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini. Molti i personaggi del piccolo schermo e dello spettacolo, come Claudio Bisio, Paolo Bonolis, Manuel Agnelli, Joe Bastianich e Luca Zingaretti che parteciperà a un incontro sui 20 anni del commissario Montalbano. A Dogliani saranno presenti i direttori di molte testate giornalistiche e protagonisti del web.
“Dogliani si prepara con ansia a ospitare il Festival”, dice il sindaco Franco Paruzzo. Come sempre la partecipazione è gratuita e non sono previsti compensi per gli ospiti.

2018 da record per teatro Stabile TorinoMassimi storici per biglietteria, presenze, produttività e Fus

TORINO18 aprile 201913:21

– Ancora un anno record per il Teatro Stabile di Torino, che ha chiuso il 2018 con massimi storici per biglietteria, presenze, abbonamenti, produttività, giornate lavorative e contributi Fus. E’ quanto emerge dal bilancio consultivo approvato ieri dal consiglio degli aderenti alla Fondazione, composta da Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Città di Moncalieri.
La biglietteria ha chiuso con 2.433.414 di euro di ricavi, in aumento del 6%, mentre le presenze sono aumentate di quasi 6.000 unità, con un incremento del 4%, arrivando a 164.299. Il valore della produzione cresce del 4,5%, da 13.471.053 a 14.053.760 euro. Il fatturato per la vendita degli spettacoli prodotti è aumentato del 28%, arrivando a 1.500.367 euro. Significativo anche l’aumento delle recite di produzione e coproduzione, 439 nel 2018. Mai lo Stabile aveva prodotto così tanto: un’impennata del 22%. Infine, nel 2018 lo Stabile si è confermato primo tra i Teatri Nazionali e Torinodanza primo tra i festival disciplinari nelle graduatorie del MiBAC, sia per punteggio qualitativo e quantitativo sia per assegnazioni FUS, con un contributo complessivo aumentato del 5%.

Salone Libro resterà al Lingotto FiereSiglato accordo triennale. E intanto parte prevendita biglietti

TORINO18 aprile 201913:25

– Il Lingotto di Torino si conferma la ‘casa’ del Salone Internazionale del Libro. Silvio Viale, presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro e Salone Libro srl ha firmato con l’amministratore delegato di Gl events Italia spa, Lamberto Mancini, un accordo triennale che risponde alla necessità della buchmesse di operare con una prospettiva più ampia e alla volontà del polo fieristico di affermare il suo ruolo nel sistema economico territoriale.
“Poter contare su un orizzonte contrattuale di tre anni – spiega Viale – ci consentirà di impostare il futuro del Salone già dal 14 maggio, non appena chiuderemo i cancelli di questa edizione. Si tratta di un format consolidato che stiamo evolvendo in un’ottica di maggiori servizi sia al pubblico sia agli espositori”.
Per Mancini l’accordo ribadisce “lo storico rapporto tra Lingotto Fiere e Salone del Libro” rivolgendo lo sguardo già “alle prossime due edizioni”.
Dal 17 aprile è attiva la prevendita online dei biglietti per l’edizione 2019.
Sean Scully a Villa Panza a VareseProgetto site specific entrerà in collezione permanente

MILANO18 aprile 201913:40

– Entrerà nella collezione permanente di Villa Panza l’inedito site specific dal titolo ‘Looking Outward’ creato da Sean Scully per la mostra ‘Long light’, che apre dal 18 aprile al 6 gennaio nella dimora varesina. Con quest’opera in vetro, l’artista irlandese trasforma il giardino d’inverno in un riflettente ambiente di luce e colore. Scully torna in Italia a undici anni dalla personale allestita al MACRO di Roma, mentre è protagonista di una serie di esposizioni nei più importanti musei e fondazioni d’arte contemporanea del mondo. Tra queste Sea Star: Sean Scully at The National Gallery, a Londra fino all’11 agosto 2019, e Sean Scully: Human il progetto site specific per la Basilica di San Giorgio Maggiore che inaugurerà a maggio in occasione della 58.
Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia.
TheOneMilano lancia area seasonlessProssima edizione dal 19 al 22 settembre,durante fashion week

MILANO18 aprile 201913:40

– Anticipa la prossima edizione dal 19 al 22 settembre TheOneMilano, il salone dell’haute-à-porter che coniuga pellicceria, abbigliamento e lifestyle e che sceglie di spostarsi nella settimana della fashion week.
Tra le novità della prossima manifestazione anche un’area dedicata al #TheOneSeasonless: “per rispondere alle necessità del mercato attuale, – dice Elena Salvaneschi, CEO di TheOneMilano – servono nuovi strumenti capaci di dare risposta alle dinamiche del digitale, azzerare i tempi tra la produzione e la fruizione, rivoluzionando il settore ed offrendo un reale servizio ai buyer”. The One Milano stringe anche un’alleanza con Mittelmoda per sostenere la creatività dei giovani designer e lancia il “TheOneSeasonless Award”. Il premio – al quale è possibile iscriversi fino al 6 maggio dal bando disponibile su www.mittelmoda.com – verrà riconosciuto al creativo emergente che meglio ha saputo seguire ed interpretare le nuove esigenze del mercato.
Zucchero, 10 date all’Arena nel 2020Saranno le uniche esibizioni italiane del prossimo anno

VERONA18 aprile 201913:43

– Zucchero “Sugar” Fornaciari tornerà a cantare all’Arena di Verona nel 2020, con un calendario di ben 10 concerti in programma a partire dal 22 settembre. L’annuncio è stato dato oggi a Verona dallo stesso artista.
I dieci concerti nell’anfiteatro areniano saranno gli unici che Zucchero terrà in Italia il prossimo anno. Dopo le sette date sold out del “Chocabeck Tour” bel 2011 e i 22 show realizzati durante il “Black Cat World Tour” tra il 2016 e il 2017, Zucchero ha scelto di nuovo l’anfiteatro areniano, “per me uno dei più bei posti al mondo far fare musica” ha dichiarato. E per questo sarà l’unica tappa italiana del suo tour mondiale.
I concerti del bluesman italiano 2020 all’Arena si apriranno il 22 settembre e proseguiranno il 23, 25, 26, 27, 29 e 30, e ancora il 2, 3 e 4 ottobre. I biglietti saranno disponibili in prevendita dalle ore 16.00 di oggi su TicketOne.it e dalle ore 11.00 di venerdì 26 aprile nei circuiti di vendita e nelle prevendite abituali.

A Milano 1 euro da Ingres per Notre-DameEsposizione su celebre pittore francese aperta fino al 23 giugno

MILANO18 aprile 201913:54

– Un euro per ogni biglietto staccato nella mostra sul celebre pittore francese Ingres. E’ questa l’iniziativa presa a sostegno del disastro alla cattedrale di Notre-Dame dagli organizzatori dell’evento milanese, dedicato, appunto, a Ingres e alla vita artistica al tempo di Napoleone, in corso a Palazzo Reale sino al 23 giugno.
“Dopo lo sconforto iniziale seguito all’incendio che ha devastato la cattedrale parigina di Notre Dame – si legge in una nota degli organizzatori – in tutta Europa è iniziata una gara di solidarietà e una raccolta fondi per la sua ricostruzione, a sostegno di un patrimonio della Francia e dell’intero continente. Anche Civita intende fare la sua parte, partendo da Milano. Ricordando il patrocinio concesso dall’Ambasciata di Francia e interpretando lo spirito di una mostra fondata sulla collaborazione italo-francese, a partire da sabato 20 aprile e fino alla chiusura della mostra, per ogni biglietto acquistato, Civita devolverà 1 euro per la ricostruzione della cattedrale”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il ‘Rinascimento’ visto da Matera 2019
A Palazzo Lanfranchi, sarà visitabile fino al 19 luglio

MATERA18 aprile 201913:55

– “Uno sforzo ciclopico, per una mostra unica, frutto di un intenso lavoro di rete che farà scoprire a studiosi e al pubblico che verranno a Matera, Capitale europea della cultura 2019, una pagina di storia, arte e relazione del Rinascimento italiano nel Sud e nel rapporto con l’area mediterranea”. Così il segretario generale del Ministero per i Beni culturali, Giovanni Panebianco, in rappresentanza del Ministro Alberto Bonisoli, ha commentato l’inaugurazione a Palazzo Lanfranchi della mostra “Rinascimento visto da Sud.
Matera, l’Italia e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500” (visitabile fino al 19 luglio).
Si tratta della seconda grande mostra dell’anno da Capitale, realizzata con il supporto della Fondazione “Matera-Basilicata 2019″: raccoglie circa 250 opere provenienti da musei italiani e stranieri.
Festival Bellezza al via con 28 incontriAprono Cacciari e Giannini, 26 agosto Romeo&Giulietta di Polunin

18 aprile 201914:18

– Dedicato all'”Anima e le forme”, con un programma ampliato a 28 appuntamenti, prenderà il via il 29 maggio la sesta edizione del Festival della Bellezza di Verona che si concluderà il 16 giugno e per la prima volta avrà un suo ambasciatore, Philippe Daverio.
Ad aprire, al Teatro Romano, una riflessione sull’amore passione nell’Inferno dantesco con Massimo Cacciari e Giancarlo Giannini.
Previsto anche un evento speciale all’Arena, il 26 agosto, con la prima mondiale del balletto Romeo & Giulietta di Prokofiev con Sergei Polunin. Il legame tra poesia e musica si snoda in tutti gli appuntamenti musicali: dal concerto-reading di Patti Smith ai versi di Leonard Cohen interpretati da Marco Ongaro. Morgan propone dopo molti anni alcune sue hit dall’album ‘Canzoni dell’appartamento’ insieme a canzoni di grandi come i Pink Floyd e David Bowie e Vinicio Capossela un concerto ideato per il festival sugli incantamenti della Bellezza. Tra gli ospiti anche Alessio Boni.
Premi: a Iacona lo Speciale LuchettaConferimento in giornata inaugurale di Link,festival giornalismo

TRIESTE18 aprile 201914:21

– Riccardo Iacona, “testimonial del giornalismo del nostro tempo”, è il vincitore del Premio Speciale 2019 della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, che si occupa dei diritti dei bambini vittime della guerra.
Secondo la presidente della Fondazione, Daniela Luchetta, il premio sarà conferito a Iacona “per l’approccio giornalistico che nell’inchiesta unisce alla voce dei cittadini l’alternativa pragmatica di proposte migliorative. Soprattutto, attraverso il Premio ringraziamo Iacona per l’intuito e la lungimiranza che 25 anni fa lo hanno portato a guardare ai tragici fatti di Mostar come a una chance di solidarietà concreta per i bambini vittime della guerra: un grande incendio divampa sempre da una prima scintilla e Iacona è stato stato quella scintilla, per la nascita e la crescita della Fondazione Luchetta”. La consegna del Premio è prevista per il 9 maggio nella giornata inaugurale di Link, il festival del buon giornalismo del Premio Luchetta in programma fino al 12 maggio a Trieste.

McCurry racconta animali in guerra’Animals’ dal 4 maggio al 6 ottobre ad Aosta

AOSTA18 aprile 201914:22

– La catastrofe ecologica durante la guerra nel Golfo del 1991 e l’impatto sul genere animale sono raccontati negli scatti di Steve McCurry che fanno parte della mostra ‘Animals’, allestita dal 4 maggio al 6 ottobre nel Centro Saint-Bénin di Aosta. In esposizione un’antologia di 60 immagini, scattate e selezionate dal celebre fotografo statunitense.
“McCurry torna con immagini epocali, come i cammelli sull’orizzonte infuocato o gli scatti dedicati alla fauna migratoria, tra cui il celebre uccello dagli occhi rossi completamente sommerso dal petrolio. Le sue fotografie fanno il giro del mondo e vincono nel 1992 per la quinta volta il World Press Photo. Ancora oggi queste immagini sono pubblicate dalla stampa mondiale quando si affrontano temi legati alla conservazione del pianeta e restano emblematiche icone senza tempo” si legge nella presentazione.
La mostra si articola in un percorso espositivo “in grado di lasciare il visitatore libero di muoversi in un’alternanza di immagini leggere e profonde, perché possa assecondare la sua sensibilità e giocare liberamente su registri emotivi diversi”.
Pianocity anche al bosco di RogoredoInaugura Olafur Arnalds, poi Alan Clark dei Dire Straits

MILANO18 aprile 201914:49

– Sarà il pianista islandese Olafur Arnalds ad inaugurare l’edizione 2019 di Piano City Milano, in programma dal 17 al 19 maggio in tutta la città con oltre 450 concerti. Il concerto di apertura, come da tradizione, si terrà sul palco principale della Galleria d’arte moderna, sede principale del festival insieme alla Palazzina Liberty. Sempre alla Gam si esibirà, sabato 18 maggio, colui che è considerato il genio ribelle del pianoforte, Alan Clark, celebre tastierista dei Dire Straits. Piano City animerà anche le notti e le albe con i suoi concerti. Concerti ci saranno da Nolo a Rogoredo, nel cosiddetto Boschetto della droga che ospiterà l’esibizione di Emanuele Misuraca, fino al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di via Corelli, dove si esibirà il duo Metamorphosis – Federico e Valeria.
Simona Ventura, con The Voice torno a casa RaiDal 23/4 su Rai2 con D’Alessio, Morgan, Pequeno e Lamborghini

19 aprile 201909:32

Sarà una sesta edizione fatta di novità e anche di grandi ritorni, quella di The Voice of Italy in partenza martedì su Rai2. Il primo è quello di Simona Ventura, chiamata dal direttore di rete Carlo Freccero alla conduzione del talent musicale firmato dalla Rai, dopo diversi anni di assenza dalla televisione pubblica.
“La Rai e Freccero sono stati come Cleopatra e io come Marcantonio – ha detto la Ventura – e non avrei potuto resistere. Ho ritrovato un’azienda in cui poter fare qualcosa di nuovo e dove mi è stata data tanta libertà”.
Per la conduzione delle otto puntate, che saranno trasmesse anche su Radio2 con Andrea Delogu e Stefano DeMartino, Simona Ventura ha cercato di metterci anche del suo, ritoccando dove possibile alcune regole fisse del format olandese. “Il compito di questo programma – ha spiegato – è quello di promuovere un artista che abbia un futuro dopo la fine di tutte le puntate.
Così non è andata nelle edizioni precedenti ma quest’anno le cose cambieranno”.
A scegliere tra i papabili talenti che si sono candidati a diventare la nuova voce della musica italiana, ci sarà una giuria completamente rinnovata e come sempre composta da quattro coach. Un ritorno sul piccolo schermo della Rai è anche quello di Marco Castoldi, in arte Morgan, che promette di dispensare cultura musicale nell’esercizio della sua funzione di coach. “Il motivo per cui sono qui – ha commentato – è la mia grande fiducia nei confronti della Rai, nonostante la mia precedente cacciata immotivata. La Rai è però anche fatta di persone che cambiano, è un’istituzione che ho sempre considerato come una grande opportunità. Lo dico dopo aver visto, televisivamente parlando, come si lavora da altre parti. In Rai mi sento a casa e valorizzerò anche il dissenso, che va coltivato per essere un artista”. Alla sua prima esperienza televisiva dai grandi numeri è invece Gue Pequeno, nome di punta della scena rap italiana, che ha contribuito a portare alla ribalta in tempi non sospetti.
“E’ la mia prima esperienza così mainstream – ha detto Cosimo Fini, questo il nome all’anagrafe del rapper – e sono felice che arrivi proprio in un momento per me positivo. Porterò il mio bagaglio di esperienza e cercherò un talento come ho fatto negli anni passati con la mia etichetta”. Veterano della scena musicale italiana è anche Gigi D’Alessio, al suo debutto nei panni di coach. “Siamo quattro giudici musicalmente lontani – ha detto D’Alessio – ma solo in apparenza, perché la musica non ha confini. Con questa squadra sono tornato ad avere negli occhi la luce di un tempo”. Punzecchiata sulla scelta di Elettra Lamborghini, che invece nel mondo della musica c’è da molto meno tempo dei colleghi, Simona Ventura, che ha scommesso personalmente sulla voce di ‘Pem Pem’, singolo da record per visualizzazioni su YouTube, non usa giri di parole. “Sono pregiudizi di una vecchia mentalità italiana che dobbiamo superare – ha detto la conduttrice – e frutto di anni di radical chic che ci hanno segnato. Elettra è un punto di riferimento per le nuove generazioni e ho voluto seguire il mio intuito”.

de Chirico neometafisico alla Gam TorinoFino al 25 agosto cento opere del maestro e di contemporanei

TORINO18 aprile 201915:21

– Torino, “città bellissima, quadrata e piena di pizze assolate”, dedica una grande mostra ai lavori degli ultimi 20 anni di Giorgio de Chirico che così la definiva.
Allestita alla Gam e intitolata ‘Giorgio de Chirico. Ritorno al futuro. Neometafisica e Arte Contemporanea’, il pubblico la potrà visitare da venerdì 19 aprile al 25 agosto.
Si tratta di una delle mostre di punta dell’estate culturale torinese, promossa dalla Fondazione Torino Musei e Associazione MetaMorfosi con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Cento opere della Fondazione de Chirico, di collezioni private e della Gam, tra lavori del maestro e di altri grandi autori influenzati dalla sua opera o anche solo in dialogo ideale con lui come Pistoletto, Savinio, Schifano, Vezzoli, Tadini, Patella, Paolini, Parmiggiani. “Un’altra mostra per mettere in dialogo passato e futuro – spiega il presidente della Fondazione Torino Musei, Vittorio Cibrario – come sarà la grande mostra su Botticelli a fine anno realizzata sempre con MetaMorfosi”.
Kitchen Duel con Borghese, via a castingnuovo format per chi sa cucinare e vuole sfidare parenti o amici

18 aprile 201915:22

– Gli unici ingredienti per provare a partecipare sono il saper cucinare e avere un amico o parente da sfidare ai fornelli. Al via i casting per partecipare a Kitchen Duel, il nuovo format – ideato e prodotto da Level33 e AB Normal – con chef Alessandro Borghese in onda prossimamente su Sky Uno.
Per candidarsi è necessario inviare la propria richiesta di partecipazione all’indirizzo email casting.kitchenduel@level33.tv entro il 17 maggio. Primi, secondi, dolci: ognuno sa cucinare alla perfezione almeno un piatto, ma c’è sempre un amico o un parente convinto di essere più bravo ai fornelli. In ogni puntata di Kitchen Duel una coppia di rivali in cucina si sfida per decidere una volta per tutte chi sia il migliore. Per chi viene sconfitto ci sarà una penitenza da scontare. Dopo i suggerimenti dello chef e il parere finale di un giudice imparziale, chi si aggiudicherà il duello?

Proserpine di Colasanti apre festival di SpoletoTeatro con Asti, Riccobono e Dante. Chiude Gatti con Opera Roma

19 aprile 201909:35

Sarà il Mito di Proserpina, la Dea rapita da Plutone re degli Inferi, ma poi ”graziata” da Zeus con il dono di far mutare le stagioni, ad aprire la 62/a edizione del Festival dei due mondi di Spoleto – in programma dal 28 giugno al 14 luglio – con l’Opera lirica in due atti che Silvia Colasanti ha tratto dal poema di Mary Shelley (”Proserpine”, in inglese e in versi), seconda tappa di una personale trilogia d’Opera contemporanea sul tema dei miti come approccio dell’inconscio e dei rapporti umani. Sul podio, il Maestro Pierre-André Valade.
Un Festival, l’11/o per il direttore Giorgio Ferrara che dell’apertura firma anhce la regia, dai forti caratteri femminili, ma anche qualche sfumatura pop. E che in chiusura, per il tradizionale concerto in Piazza del Duomo, quest’anno attende Daniele Gatti su musiche di Verdi dal repertorio francese e il Coro e Orchestra del teatro dell’Opera di Roma, per una volta eccezionalmente ospiti a Spoleto.
”In un paese e in tempi come questi – racconta Ferrara – Spoleto è un’isola felice, un’officina di creazioni originali.
Il Festival di Salisburgo ha 80 milioni di euro, noi 5 (dal Mibac sono 3,2 ndr). Questa è l’Italia, non mi sono mai lamentato, e il momento è difficile. Chi se ne importa, si fa un balletto di meno. L’importante è che sia tutto di qualità”.
”Cercheremo di proporre anche qualche realtà locale poco nota – aggiunge il presidente della Fondazione Festival dei due mondi, Umberto De Augustinis – Anche se ancora con la piaga del terremoto del 2016, Spoleto stessa è già uno spettacolo”.
Uno dopo l’altro, ecco dunque alzarsi il sipario sulla danza, tra il Ducth National Ballet, ”una delle più prestigiose compagnie europee se non mondiali”, dice Ferrara, nell’omaggio ad Hans Van Manen ”Ode to the master”; l’Ecole Atelier Rudra Bejart nel biografico ”My french Valentino”, sui primi anni di carriera del divo nella Parigi Belle Epoque e con 42 attori-ballerini-cantanti in scena; e ancora il Bauhaus 1919/1933 in un singolare omaggio a Kandinsky, senza persone, ma con i suoi quadri. Al centro del secondo week end, tutto il genio creativo di Jean Paul Gautier e il suo strabiliante Fashion Freak Show, direttamente dalle Folies Bergere.
Decisamente donna il cartellone Teatro, con Adriana Asti ne ”La ballata della Zerlina” di Broch, testo di erotismo e ribellione, in cui è affiancata e diretta dalla coreografa Lucinda Childs. E ancora, Marisa Berenson cantante nel Berlin Kabarett, l’Edipo Re secondo Emma Dante ma anche l’inattesa coppia Eva Riccobono-Andrée Ruth Shammah per ”Coltelli nelle galline”, primo testo del pluripremiato scozzese David Harrowe.
A Lucrezia Borgia, di cui ricorrono i 500 anni della morte, pensa invece Corrado Augias. Per la musica sono in arrivo Vinicio Capossela e il pianoforte di Stefano Bollani con il bandolin brasiliano di Hamilton De Holanda. Dedicato all’intelligenza artificiale l’Ecce Robot di Quirino Conti per la Fondazione Carla Fendi, che premierà due donne del mondo della softrobotica: Barbara Mazzolai e Cecilia Laschi. E ancora Paolo Mieli e l’Elogio dell’oblio, il Takigi No giapponese, i concerti a mezzogiorno e alla sera, i Dialoghi di Paola Severini Melograni, i ragazzi della Silvio D’amico e la Young Talents Orchestra. ”Anche quest’anno – commenta il sottosegretario Gianluca Vacca – un calendario ricchissimo, che unisce mondo classico e contemporaneo. In Italia a volte si fa poca sperimentazione, invece il Festival ha sempre saputo combinare queste due componenti in maniera eccellente”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via a Terni Umbria jazz spring
Attesa per il concerto Virginia gospel choir

TERNI18 aprile 201916:19

– Al via Umbria Jazz Spring a Terni e c’è attesa per uno degli eventi più suggestivi e attesi del festival: il concerto del Virginia State Gospel Choir al Santuario di San Francesco del 19 aprile alle 21,30, espressione di sintesi di culture e religiosità diverse che però si incontrano con la complicità della musica.
Il Virginia Gospel Choir – ricorda Umbria jazz – è il coro che nel 1997, nel corso di un tour in Italia, cantò in Vaticano per il Papa assieme ad altri grandi artisti, tra i quali la leggenda del blues, B. B. King. Il coro fu fondato nel 1971 da Jackie Ruffin, ed il suo primo direttore fu Larry Bland. Nel 1977 uscì il primo disco, seguito dal secondo l’anno successivo.
Già nei primi anni di attività il Virginia State Gospel Choir ha vinto moltissimo premi, prima che ne assumesse la guida, nei ’90, James Holden Jr. Con lui il coro ha vinto il primo premio all’Annual National Black Music Caucus Gospel Choir Competition.
Fedez, ‘ho scritto un libro per bambini’Esce 7 maggio per Fabbri ‘Quando sarai grande’ sulla paternità

18 aprile 201920:07

Fedez debutta come autore di un libro per bambini in cui racconta la paternità. Si chiama ‘Quando sarai grande’ ed è una storia poetica e fiabesca, con le coloratissime illustrazioni di Andrea Zoli, disegnatore anche di giocattoli di successo, che sarà in libreria dal 7 maggio 2019 per Fabbri editori. Parte dei ricavati andrà a sostegno dell’associazione Heal Onlus per la ricerca sui tumori cerebrali infantili, presieduta da Serena Catallo. “Scrivere un libro per bambini è stata una nuova e bellissima esperienza per me – ha detto entusiasta Fedez che si è dedicato al progetto per diversi mesi – di cui sono molto orgoglioso e che vorrei ripetere anche in futuro. Inoltre, tengo particolarmente a questo progetto perché sostiene l’Associazione Heal Onlus, la cui madrina è Elena Santarelli, che si occupa di ricerca sui tumori cerebrali in età pediatrica”.
Fabbri con Fedez lancia anche l’iniziativa ‘Fedez. Guarda che bello’, una lettura privata, in sua presenza, per bambini dai 4-9 anni accompagnati da adulti. Per partecipare è necessario far realizzare dal proprio bambino un disegno e postarlo su Instagram entro le 23.59 del 25 aprile 2019 con l’hashtag #FedezQuandoSaraiGrande menzionando l’account @fabbrieditori. I 30 migliori elaborati verranno selezionati, entro il 30 aprile 2019, da una giuria interna a Mondadori Libri Spa, che contatterà i vincitori che parteciperanno al reading privato il 12 maggio 2019, in una location di Milano che verrà comunicata in seguito. Regolamento completo su https://www.booktobook.it/generi-letterari/libri-per-ragazzi/fed ez-quando-sarai-grande/. Il primo libro di Fedez dedicato a tutti i bambini è un albo dolce e divertente sull’attesa e l’incontro tra un papà e il suo bimbo che sta per nascere. E’ una fiaba ricca di simboli sulle emozioni, le paure e le ansie di un futuro genitore e soprattutto sulla voglia di crescere insieme. Tra l’incantata Terra dei Sogni, abitata da cuccioli circondati da cavoli e cicogne, e la Terra delle Cose, il paese dei grandi, che qualche volta si dimenticano come si fa a sognare, il piccolo protagonista di questa storia si prepara a incontrare il suo papà e, con le sue buffe domande, scardina ogni sua certezza.
Prada: collezione uomo sfila a ShangaiNello stesso mese due appuntamenti alla Milano Fashion Week

18 aprile 201917:47

– Prada sfilerà con la collezione Uomo Primavera/Estate 2020 a Shanghai il 6 giugno. La presentazione vuole essere “l’emblema di un dialogo tra le due realtà, diverse ma complementari” in concomitanza del 40/o anniversario del gemellaggio tra la città cinese e Milano. La Cina, spiega Miuccia Prada, ha “sempre occupato un posto di rilievo nell’immaginario di Prada: in particolare Shanghai e la sua ricca vita culturale. L’attitudine e l’identità di questa città, la sua dinamica capacità di far interagire il passato con il presente, il vecchio con il nuovo, sono fonti di costante scambio e interesse”. La sfilata però non lascerà ‘orfana’ Milano: durante la Fashion Week dedicata all’uomo, Prada offrirà due appuntamenti: un evento musicale live il 14 giugno alla Fondazione e una presentazione statica della collezione Uomo.
A Ravenna Jazz Ranieri ‘rivisita’ NapoliFestival dal 3 al 12 maggio con Fresu e progetto ‘Pazzi di jazz’

RAVENNA18 aprile 201917:49

– ‘Malìa napoletana’, rivisitazione in chiave jazz dei classici della canzone partenopea con il cantante Massimo Ranieri accompagnato da celebrati musicisti (Enrico Rava, Stefano Di Battista, Rita Marcotulli, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli), sarà tra gli appuntamenti in cartellone a ‘Ravenna jazz 2019’, che dal 3 al 12 maggio proporrà concerti diffusi su tutto il territorio cittadino.
Al teatro Alighieri, oltre a Ranieri, si esibiranno anche il trio ‘Mare nostrum’ con Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren, i New York Voices, e il grande progetto ‘Pazzi di jazz young project’, con 250 bambini a suonare con Enrico Rava e il trombonista Mauro Ottolini, con la direzione di Alien Dee e Tommaso Vittorini, per un programma dedicato a Duke Ellington. Nei club cittadini e della provincia suoneranno tra gli altri Marc Ribot, Mark Lettieri (terrà anche un workshop di chitarra), Yaron Herman, Rebekka Bakken, Yilian Cañizares e Lisa Manara.
L’Hamburg Ballet ha danzato per GenovaApplausi alla Corte per spettacolo per vittime ponte Morandi

GENOVA18 aprile 201917:54

Successo al Teatro della Corte di Genova per l’esibizione dell’Hamburg Ballett che ha danzato per regalare fondi alle vittime di Ponte Morandi. Nove solisti della Compagnia tedesca hanno accolto l’invito del genovese Jacopo Bellussi, che a 11 anni è andato all’estero a studiare danza, per regalare la performance alle vittime della tragedia. Il sindaco Marco Bucci ha ringraziato Bellussi che il 14 agosto scorso come tanti è rimasto choccato dalla tragedia. Con 8 ballerini della Compagnia ha rinunciato alle ferie per regalare lo spettacolo con il direttore artistico e coreografo John Neumeier. I danzatori hanno ballato classico e moderno, storici pas de deux (“Schiaccianoci” e “Don Chisciotte”) e coreografie moderne e create per l’occasione come “Omaggio a Genova” di Aleix Martinerz: un assolo di Bellussi sulle note della Passacaglia di Biber eseguita dal violinista Giulio Plotino e contrappuntato da un testo di Martina Puccini letto da Carla Signoris.
Mostra fa rivivere Gazzetta del PopoloL’altro giornale di Torino raccontato in tre sedi espositive

TORINO18 aprile 201918:01

– Per 135 anni, dal 1848 al 1983, ha raccontato l’attualità italiana e internazionale. La Gazzetta del Popolo, l’altro giornale di Torino, rivive in una mostra a 36 anni dalla chiusura. Tre le sedi espositive – il Polo del ‘900, Palazzo Lascaris e Museo Nazionale del Risorgimento – scelte per ripercorrere la storia di uno tra i più importanti e prestigiosi quotidiani italiani, fucina di giornalisti.
Curata da Luca Rolandi, la mostra vuol far scoprire alle giovani generazioni cos’è stata la Gazzetta del Popolo, da giornale protagonista dell’epoca risorgimentale alla posizione negli anni del fascismo, con una importante pagina culturale, il ‘Diorama letterario’, su cui scrissero importanti intellettuali italiani ed europei, al Dopoguerra e agli anni difficili dell’autogestione, fino alla chiusura definitiva del 1983.
La mostra nasce dalla collaborazione tra Consiglio regionale del Piemonte, Museo Nazionale del Risorgimento, Polo del ‘900, Fondazione Donat-Cattin, Ordine dei Giornalisti, Centro Pestelli, Museo della Stampa di Mondovì, Archivio Storico della Città di Torino, Università di Torino e dalla raccolta del collezionista Giorgio Coraglia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torino, gratis mostra statue Notre-Dame
Sabato in segno di vicinanza e per divulgare storia cattedrale

TORINO18 aprile 201918:19

– In omaggio alla cattedrale di Notre-Dame, danneggiata dall’incendio di tre giorni fa, Palazzo Madama offre sabato 20 aprile l’ingresso gratuito alla mostra multimediale in corso fino al 30 settembre realizzata intorno a quattro sculture gotiche provenienti proprio dalla cattedrale. La mostra, realizzata in collaborazione con il Musée de Cluny-Musée national du Moyen Age de Paris, che ha donato in prestito le statue, si intitola ‘Notre-Dame de Paris. Sculture gotiche dalla grande cattedrale’ e si propone di raccontare la storia della cattedrale simbolo della capitale francese.
Dal portale dell’Incoronazione della Vergine sulla facciata occidentale della cattedrale proviene la Testa d’Angelo, mentre dal portale del braccio settentrionale del transetto provengono la Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e la Testa di figura femminile, allegoria di una virtù teologale. Le opere, rimosse durante la Rivoluzione Francese e poi disperse, sono conservate dal 1977 al Musée de Cluny.

Dopo 5 anni torna Cage The Elephant”Social Cues” quinto titolo per band guidata da Matt Shultz

19 aprile 201909:39

– A cinque anni di distanza da “Tell Me I’m Pretty”, l’album prodotto da Dan Auerbach che ha vinto il Grammy per il miglior album rock, arriva sul mercato “Social Cues”, quinto titolo in studio dei Cage The Elephant, la band guidata da Matt Shultz che si è conquistata un posto di primo piano sulla scena contemporanea attraverso l’eclettismo più disinibito. Ma se nei lavori precedenti si avvertiva che il senso complessivo era proprio quello di muoversi il più possibile nell’ampissimo territorio delle loro influenze, quasi l’obiettivo fosse non dare punti di riferimento all’ascoltatore, in questo nuovo lavoro Shultz e compagni manifestano una raggiunta maturità.Non che i Cage The Elephant siano approdati a uno stile definito, men che meno inquadrabile in una categoria tradizionale. Ma c’è un filo comune ben riconoscibile nelle varie escursioni attraverso filoni musicali che vanno dalla New Wave a David Bowie (evocato con una citazione quasi letterale nella title track), dal Dream Rock all’ Indie, dalla psichedelia al pop al Glam Rock e che sono tenuti insieme da un clima di ispirazione cinematografica, in particolare autori come Fassbinder e Aronowski, per ricordare due nomi citati dalla band. Evidentemente ha funzionato bene la collaborazione con il produttore John Hill, non a caso uno capace di lavorare al fianco di Florence and The Machine ed Eminem, Rihanna e Portugal.The Man, Jay Z e Pink come i The Vaccines. E non è certo casuale che l’ospite di “Night Running” sia Beck, che dell’eclettismo ha fatto una religione musicale. Il tema di fondo dell’album è il prezzo che le rockstar pagano in termini di stress mentale e disastri sentimentali (Shultz è reduce da un divorzio). Non certo una novità, soprattutto per chi, provenendo dall’Indie, arriva alla notorietà attraverso un percorso che è notoriamente logorante sul piano fisico e psicologico. Band come Cage The Elephant non cercano l’originalità, che può anche essere un equivoco: il loro lavoro è concentrato sulla rielaborazione dei materiali che hanno alimentato e alimentano la loro passione per il rock’n’roll. E’ il modo in cui viene fatto questo lavoro che conta. Anche quando, per trovare la propria identità, bisogna lottare con i propri fantasmi.

Rutger Hauer, futuro web ma dove porteràA Lucca per ritirare premio alla carriera

LUCCA18 aprile 201918:05

– “Il futuro? Il web ha rivoluzionato il mondo e non conosciamo ancora la portata di questi cambiamenti”. Così Rutger Hauer a Lucca in occasione del premio alla carriera che riceverà domani al Lucca Film Festival e Europa Cinema dove seguirà la proiezione di Blade Runner.
“Quando abbiamo girato Blade Runner ambientato proprio nel 2019 – ha detto l’attore olandese – abbiamo anticipato molte cose ma non la rete. Nel film infatti non c’era nessun riferimento al web e alla rete che ha portato enormi cambiamenti e non sappiamo quale sarà la portata di questa rivoluzione”. La star del cinema sui ricordi con i registi italiani, con cui ha lavorato, ha detto che “Ermanno Olmi è stato importante per la mia vita professionale e personale”. “In Italia mi sento a casa e ricevere un premio da voi che conoscete cosi’ bene l’arte e’ un enorme piacere”. Il festival omaggerà Hauer con una masterclass, con il premio alla carriera e con l’omaggio ‘scenografico’ a Blade Runner terminerà domenica con le premiazioni.
Theron, mio figlio Jackson è una bambina”A 3 anni mi ha detto ‘Non sono un maschio’. Voglio proteggerlo’

NEW YORK19 aprile 201915:08

– Charlize Theron confessa che suo figlio Jackson, di sette anni, cresce come una bambina.
L’attrice di Hollywood spiega che Jackson, uno dei suoi figli adottivi, aveva tre anni quando ha guardato la madre e le ha detto: “Io non sono un ragazzo”. “Anche io pensavo fosse un bambino, fino a che non mi ha guardato e mi detto: non sono un maschio!” aggiunge l’attrice, spiegando che Jackson è una bambina così come lo è l’altra sua figlia, August. “Ho due splendide figlie che, come ogni genitore, voglio proteggere”.

Sequestro 2 tele attribuite a ModiglianiOperazione carabinieri tutela patrimonio culturale a Palermo

PALERMO18 aprile 201920:11

– Due dipinti falsamente attribuiti al pittore Amedeo Modigliani che erano esposti in una mostra a Palazzo Bonocore a Palermo che ha chiuso il 31 marzo scorso, sono stati sequestrati dai carabinieri del comando tutela patrimonio culturale su delega della procura. Le opere sono due dipinti a olio su tela “Hannelore”, di provenienza eredità giacente del Tribunale Civile di La Spezia, e “Donna con cappello”, di una famiglia di Reggio Emilia. L’autenticità delle opere era stata messa in dubbio da Carlo Pepi, collezionista d’arte toscano e studioso indipendente del grande artista livornese. I carabinieri a Roma e Spoleto hanno eseguito due decreti di perquisizione a carico del presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani di Spoleto (procacciatore delle opere) e del curatore della mostra (autore anche delle certificazioni di autenticità) entrambi indagati per il reato di contraffazione di opere d’arte.
Mann e Pompei in vetrina all’ErmitageOltre 200 opere in Russia. Giulierini, ‘epocale’

NAPOLI18 aprile 201920:40

– Napoli e la Campania protagonisti all’Ermitage. E’ stata inaugurata a San Pietroburgo la mostra ‘Dei, Uomini, Eroi’ la più importante mai realizzata su Pompei e sulle città vesuviane, grazie ai capolavori che i due partner italiani – il MANN, forziere di testimonianze delle città sepolte dal Vesuvio nel 79 a.C. e il Parco Archeologico di Pompei – hanno concesso alla luce dell’accordo di collaborazione sottoscritto nel 2017 con il Museo Statale Ermitage.
Per il taglio del nastro accanto al direttore Generale del Museo Ermitage Michail Piotrovsky, anche il direttore del Mann Paolo Giulierini (“evento epocale”) e l’ambasciatore italiano in Russia Pasquale Terracciano. Nel corridoio sopraelevato sono esposti per l’occasione documenti storici – foto ottocentesche, stampe antiche, volumi e acquarelli su Pompei e gli scavi in corso a quel tempo e una selezione di circa 70 opere di proprietà dell’Ermitage, in gran parte mai esposte prima d’ora, provenienti dalle antiche città vesuviane.
Marco Bellocchio, racconto Buscetta senza ideologiaIl traditore?, il mio film più personale e oggettivo

19 aprile 201909:29

– Si fa presto a dire tradimento? Nel caso di Tommaso Buscetta ”La cosa è molto più complessa, come è complesso il suo personaggio. Da qui ho preferito fare un film in qualche modo aperto nel quale anche il suo tradimento deve essere visto in questa ottica” così Marco Bellocchio commenta l’ingresso de ‘Il Traditore’, interpretato da Pierfrancesco Favino, nella competizione del 72/mo festival di Cannes (14-25 maggio). “Stranamente è un film personalissimo, pur non avendo fatto nulla di quello che ha fatto Buscetta, e al tempo stesso oggettivo”, ha proseguito il regista di Bobbio definendolo “film civile ma senza ideologia né retorica”.
E ancora Bellocchio nella sede di Rai Cinema: “Naturalmente sono contento per l’invito a Cannes. Il concorso è una gara e posso solo accettarla cercando di fare il più bel film possibile, correndo freneticamente perché c’è veramente poco tempo. È un film ancora diverso da tutti i precedenti – continua -, forse assomiglia un po’ a ‘Buongiorno, notte’ perché i personaggi si chiamano coi loro veri nomi, ma dall’esterno, i protagonisti sono spesso in pubblico, per esempio nel gran teatro del Maxiprocesso di Palermo e in altri teatri di altri processi con un copione diverso, pur essendo i personaggi spesso ripresi a distanza ravvicinata, trascurando però quei tempi psicologici, quelle nevrosi e psicosi ‘borghesi’ che sono state spesso la materia prima di molti film che ho fatto in passato”.
Ma la cosa di cui parla con più passione il regista de ‘I Pugni in tasca’ “è il dialetto siciliano, una lingua meravigliosa spesso storpiata, ridicolizzata, caricaturizzata anche dal nostro cinema”. Quale meraviglia nel girare questo film? “Quella di parlare coi protagonisti, quella di tanti piccoli preziosi dettagli come alcune cose che ho notato nel maxi processo o cose che ho visto girando nell’aula bunker”.
E ancora sulla lettura colta di Marco Bellocchio del caso Buscetta:”Sul tradimento ho appena letto ‘Giuda’ di Amos Oz, una cosa che ha pesato su questo film”.
‘Il traditore’, film di vendette e tradimenti su Tommaso Buscetta (Pierfrancesco Favino), detto anche il “boss dei due mondi” inizia con l’arresto in Brasile e l’estradizione di Buscetta in Italia, passando per l’amicizia con il giudice Falcone e gli irreali silenzi del Maxiprocesso alla mafia. Ed è proprio nel momento in cui la giustizia sembra aver segnato un punto, che Cosa Nostra ricorda a Buscetta e all’Italia che la sua sconfitta è ben lontana. Scoppia la bomba a Capaci e Buscetta alzerà il tiro facendo il nome di Andreotti: un tragico boomerang che lo costringerà a fuggire dall’Italia per sempre.
Nel cast del film, che sarà distribuito da O1 il 23 maggio nel giorno della ricorrenza della strage di Capaci, anche Maria Fernanda Candido (moglie di Buscetta), Fabrizio Ferracane (Pippo Calò), Fausto Russo Alesi (Giovanni Falcone) e Luigi Lo Cascio (Totuccio Contorno). ‘Il traditore’ è prodotto da IBC MOVIE, KAVAC FILM con Rai Cinema, in coproduzione con Ad Vitam (Francia), Match Factory (Germania) e Gullane (Brasile).

Il traditore di Bellocchio in garaFilm con Pierfrancesco Favino nel ruolo di Buscetta

PARIGI18 aprile 201911:30

– Il Traditore di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino nel ruolo di Tommaso Buscetta è in competizione per la Palma d’oro al 72/mo festival di Cannes (14-25 maggio). La selezione è stata annunciata oggi a Parigi dal delegato generale Thierry Fremaux.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camon, scrivere è più di vivere
Interventi e riflessioni di una vita su parole, persone e cose

19 aprile 201911:46

– FERDINANDO CAMON, ‘SCRIVERE E’ PIU’ DI VIVERE’ (GUANDA, pp. 206 – 17,00 euro). Fa grande piacere scoprire che un vero scrittore come Ferdinando Camon, autore di libri che vanno da “Quinto stato” a “Un altare per la madre”, da “Occidente” a “La malattia chiamata uomo”, abbia mantenuto a 83 anni la capacità, la voglia e la forza di indignarsi, di scrivere del presente nel suo modificarsi, nel denunciarne sul filo di un’umanità intimamente vissuta e sentita le degenerazioni e storture, come testimoniano gli scritti riuniti in questo suo ultimo libro.
“La vita non si spiega, si vive”, scriveva Pirandello, ma anche “La vita si vive o si scrive” e ora Camon, sin dal titolo, afferma “Scrivere è più di vivere”, perché, diremmo, c’è quel riappropriarsi di ciò che la vita ci ha tolto, di ciò che toglie al mondo e alla società in cui viviamo, c’è la capacità di una verità che altrimenti la realtà spesso ci nega o non mostra con chiarezza, come spesso nega i valori di cui la scrittura può restituirci il senso e la necessità. Ed ecco che allora leggiamo “Scrivere era il mio modo di vivere: mi pareva che solo scrivere significa vivere, vivere senza scrivere significa banalmente esistere”, sin dagli anni della scuola, quando probabilmente, per lui di famiglia povera contadina negli anni dell’immediato dopoguerra (e si legga il pezzo “Bambino di ghiaccio”), era un modo di appropriarsi di un’altra vita. E la scrittura è lingua, parole, come rende evidente sia attraverso una incisiva lettura del manoscritto de “L’infinito” di Leopardi, sia poi, per esempio, stigmatizzando l’uso di ”femminicidio”.
Insomma, in queste pagine che formano quasi un’autobiografia indiretta si parla di scrittura, di letteratura, di sogni e di psicanalisi che sono parti di uno stesso discorso in cui, in altri momenti, si parla di quali degenerazioni mafiose sia capace il mondo universitario, di come dal fascismo non ci si possa mai dire davvero guariti, come quel che un tempo era vergogna (la fatica e l’assenza di decoro borghese dei contadini) diventi invece con l’evolversi delle generazioni un segno di umana nobiltà (vedere: ”Non si scrive per i contemporanei”), di temi d’attualità come omosessualità, pensioni d’oro, droga, armi e criminalità organizzata. Questo perché c’è al fondo una fede vissuta come fedeltà a una propria intima e umana moralità, tanto che uno dei temi che avvertiamo più caldi e coinvolgenti in queste pagine è quello della vita umana e dell’uccidere oggi, in guerra e non. Tutto questo come unico modo possibile di affrontare la vita in vera libertà, rendendosi conto che ormai il mondo si modifica a gran velocità e sostanzialmente sino a cambiare la nostra civiltà, tanto che oggi, al contrario di un tempo, chi ha vissuto conosce di più ma sa meno.

Schiaparelli annuncia uscita di GuyonDesigner era al timone della haute couture della maison dal 2015

19 aprile 201913:51

– Schiaparelli annuncia in una nota la fine della collaborazione con Bertrand Guyon.
La maison del Gruppo Tod’s ringrazia il designer francese per il suo contributo alla guida della haute couture, in stretta collaborazione con lo studio creativo e gli atelier della maison.
Bertrand Guyon è arrivato nel 2015 al timone creativo casa di moda di Place Vendome, dal 2006 di proprietà del patron di Tod’s, Diego Della Valle.
Nasce premio Intersezioni. Italia-RussiaVincitore del riconoscimento il 13 giugno a Mosca

19 aprile 201913:55

– Nasce il Premio bilaterale ‘Intersezioni. Italia-Russia’ che premia il talento letterario con la traduzione e avrà cadenza annuale. Il vincitore sarà annunciato il 13 giugno a Mosca in una cerimonia alla Biblioteca delle letterature straniere. Istituito dal Centro per il libro e la lettura con l’Istituto Italiano di Cultura di Mosca, il premio di 5 mila euro offre al vincitore la possibilità di vedere il proprio libro tradotto e pubblicato dall’italiano al russo e viceversa.
“Il Centro per il libro e la lettura – spiega la direttrice, Flavia Cristiano – è costantemente attivo nella promozione di iniziative analoghe, fondamentali per la creazione di un contesto nel quale la nostra migliore produzione letteraria possa farsi conoscere e apprezzare all’estero”. “I lettori russi e italiani si stanno dimostrando sempre più interessati alle rispettive produzioni editoriali, specchio di culture diverse ma per molti aspetti affini” dice Olga Strada, direttrice Istituto Italiano di Cultura di Mosca.
“Il Premio ‘Intersezioni. Italia-Russia’ guarda proprio in tale direzione, puntando ad agevolare ulteriormente – sottolinea la Strada – questo dialogo attraverso la traduzione dalle, e nelle, due lingue”.
Presieduta dalle stesse Cristiano e Strada, la Commissione è composta da personalità di spicco del mondo culturale, invitate a selezionare e votare i titoli in gara. Si parte con la premiazione di un libro italiano in Russia e in questo caso spetta ai giurati italiani proporre le opere da votare.
Viceversa, per l’edizione successiva, i ruoli si invertono.
Fanno parte della giuria: Filippo La Porta, saggista e critico letterario, lo scrittore e traduttore Paolo Nori, lo scrittore e saggista Alberto Rollo e i loro colleghi russi Anna Jampol’skaja, traduttrice e filologa e Evgenij Solonovic, italianista e traduttore.
Eyewear tra nuovi materiali e designDalle montature cat eyes ai modelli squadrati e in resine spesse

19 aprile 201914:22

– All’avvicinarsi della bella stagione è bene rinnovare gli occhiali da sole. L’offerta è vasta, ma per una scelta ‘oculata’ ecco le proposte che puntano a design raffinati e materiali innovativi. Per quanto riguarda l’uomo dominano silhouette che rileggono il modello aviatore (Persol) in forme geometriche e con lenti colorate (Emporio Armani) mentre per le signore largo alle mascherine cat eyes, oppure ai modelli squadrati in metallo (Ray Ban) o rettangolari in resine spesse (Michael Kors). Il marchio californiano Alain Mikli propone materiali esclusivi e design. Una delle colonne portanti del brand sono gli acetati declinati in combinazioni cromatiche che cambiano ogni stagione. Da Dolce & Gabbana forma a mascherina o geometriche in doppi strati di acetato, montature con logo su lenti color caramello e tra le novità modelli color oro abbinati a lenti con pois dorati su fondo grigio. Da Vuitton montature sottili e lenti fiore Monogram.
33 opere di Ghelli per LeonardoAcquerelli, acqueforti, acrilici, scultura per celebrare Genio

FIRENZE19 aprile 201914:35

– Una selezione di 33 opere tra acquerelli, acqueforti, acrilici su tela e una scultura, suddivise in tre diverse sedi espositive, per celebrare Leonardo da Vinci attraverso le opere di Giuliano Ghelli, l’artista fiorentino che si è spesso ispirato al Genio vinciano. La mostra dal titolo ‘Leonardo da Vinci nell’arte di Giuliano Ghelli’, curata da Simone Teschioni, si snoderà tra Villa Arrivabene e le due biblioteche del Quartiere 2 di Firenze, la Mario Luziela Dino Pieraccioni. La rassegna, aperta dal 24 aprile al 19 maggio, intende approfondire il legame e la forte ispirazione che Leonardo ha da sempre suscitato nell’immaginario e nel percorso d’artista di Ghelli, riscontrabile dall’inizio degli anni ’90 fino ai suoi lavori più recenti. “Quale miglior luogo – ha commentato il curatore Teschioni – se non le biblioteche e Villa Arrivabene per accogliere le opere di Giuliano Ghelli legate agli studi su Leonardo da Vinci”.

Scavi Pompei ed Ercolano aperti a PasquaAnche Vesuvio e Museo Ferroviario di Pietrarsa

ERCOLANO (NAPOLI)19 aprile 201915:09

– I siti archeologici vesuviani di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabiae e il Museo di Boscoreale resteranno aperti anche la domenica di Pasqua, 21 aprile, e il Lunedì dell’Angelo, il 22, secondo il solito orario dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00). Un’occasione per famiglie e gruppi di turisti per visitare l’arte e le rovine delle città distrutte dalla eruzione del 79 d.C. Ad Ercolano sarà visitabile nell’Antiquarium la mostra ‘SplendOri’ che raccoglie circa cento monili e preziosi, appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati con gli abitanti nel tentativo di fuggire all’eruzione, altri ritrovati nelle domus dell’antica città. Domenica di Pasqua e lunedì resterà aperto anche il sentiero che conduce al Gran Cono del Vesuvio dalle 9.00 alle 17 e il museo nazionale ferroviario di Pietrarsa dalle 9.30 alle 19.30.
Pamela Prati, il mio matrimonio ci saràA Verissimo, ho querelato tutti, perché avrei dovuto inventare?

19 aprile 201915:11

– “Il matrimonio ci sarà a maggio e sarà religioso. Ho querelato tutti. Ci stanno rovinando questo bel momento”. Ospite di Verissimo, condotto da Silvia Toffanin e in onda sabato 20 aprile alle 16.10 su Canale5, Pamela Prati fa chiarezza sulla verità riguardo alle sue prossime nozze che stanno occupando i maggiori talk show televisivi, giornali e siti. “Sarà un matrimonio religioso, mi sposerò davanti a Dio perché sono molto cattolica” precisa. Del mistero sul futuro sposo, su cui non compaiono notizie o immagini, a Silvia Toffanin risponde: “Marco Caltagirone, non si chiama Mark, ha 54 anni, è riservatissimo e timido. Noi abbiamo scelto di mostrarci insieme solo a Verissimo, il giorno del matrimonio. Confermo che solo Verissimo entrerà al nostro matrimonio con le sue telecamere e lì finalmente conoscerete l’altra mia metà”.
“Perché avrei dovuto inventare una cosa del genere? – domanda – Basta, devono smetterla davvero. Ci sono in Italia problemi molto più grandi e invece parlano di me”. “Dicono addirittura che sono stata stregata dalle mie due agenti, che l’ho fatto per soldi o per tornare in auge. Purtroppo certe persone gioiscono più della tua infelicità che della tua gioia. Ci stanno rovinando questo bel momento”. “Non c’è persona più vera di me.
Le persone vere a volte non vengono capite. Mi hanno deluso questi finti amici che dicono nelle trasmissioni che mi vogliono bene e poi nessuno che mi ha mandato un messaggio chiedendomi come sto. Dopo tutto quello che è successo dovrò rivedere la lista degli invitati”. “Ho querelato tutti. Mi sono rivolta ad un avvocato notissimo – precisa – perché sono situazioni in cui bisogna intervenire legalmente”.
Sui suoi progetti familiari dice: “Di bambini non voglio parlare, perché ho paura che tutto ritorni contro di me”.
Il futuro marito “è provato come me” rivela e aggiunge: “trent’anni di claustrofobia, senza prendere aerei e ascensori, grazie all’amore ora prendo l’aereo, il treno. Ecco l’amore che cosa fa. Dopo il matrimonio andremo a vivere all’estero ma non definitivamente, adesso che non ho più paura di volare vado e torno”.  –

Cortellesi si fa in 15 per action comedy sui cafoni
600 copie per nuovo film Milani Ma cosa ci dice il cervello

19 aprile 201909:55

– All’apparenza mite mamma e impiegata al ministero, ma in realtà superspia, pronta ad attivarsi non solo contro ‘cattivi’ globali, ma anche contro i cafoni violenti che ci circondano nel quotidiano. Le da’ vita, moltiplicandosi in 15 diverse identita’, Paola Cortellesi nell’action comedy ‘Ma cosa ci dice il cervello’ di Riccardo Milani (la stessa coppia nel lavoro e nella vita del blockbuster italiano Come un gatto in tangenziale), in sala dal 18 aprile con Vision Distribution in 600 copie. Un numero più che giustificato, considerando la forza al botteghino dell’attrice, confermata da La befana vien di notte, che e’ per ora il film italiano piu’ visto della stagione.Nel cast anche Carla Signoris (strepitosa nei panni della mamma senza freni, tra raggaeton e completini mirabolanti, della protagonista), Remo Girone, Giampaolo Morelli e come vessati da aiutare e vessatori da punire Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Claudia Pandolfi, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Alessandro Roja, Paola Minaccioni e Emanuele Armani.
“Con una storia che speriamo sia divertente – spiega Paola Cortellesi – raccontiamo la necessita’ di guardarci allo specchio e agire per riacquistare il vivere civile, in questo Paese che amiamo cosi’ tanto”. Nella storia, Giovanna (Cortellesi), brillante agente dei servizi segreti, abile nel combattimento corpo a corpo quanto nel free climbing (pure di palazzi), provetta hacker, poliglotta, fatica nel conciliare le assenze per le sue missioni, con gli impegni di mamma, soprattutto non potendo rivelare alla figlia il suo vero lavoro.
Il ritrovarsi con quattro grandi amici del liceo, e ascoltare le loro storie di soprusi subiti, la porta a decidere di ‘sistemare’ anche un altro genere di bersagli: un adolescente (Armani) che minaccia (e non solo) il professore (Fresi), una mamma coatta (Minaccioni) che col telefonino in mano pretende di dare lezioni di medicina alla pediatra (Mascino) della figlia; un padre esagitato (Memphis) che aggredisce l’allenatore (Marchioni) del figlio; un imprenditore (Roja) che si crede al di sopra delle regole anche in aereo. “Non ci siamo inventati quasi nulla, quello che accade nel film e’ quello che vediamo in strada o che leggiamo nella cronaca – aggiunge Cortellesi, anche cosceneggiatrice con Milani, Furio Andreotti e Giulia Calenda -. In una situazione nella quale possiamo essere tutti vittime o carnefici, perche’ ognuno di noi, ha fatto e continuera’ a fare, qualcosa di scorretto, abbiamo pensato a come siamo, come ci rapportiamo”.
Un film “non deve assumersi troppa responsabilita’, ma partiamo da problemi reali, come la mancanza di rispetto delle competenze e delle regole, il prevalere in molti ambiti dell’aggressivita’” dice Milani. Nelle “nostre storie – aggiunge Cortellesi – c’e’ cattiveria, perche’ da li’ parte la risata, ma non c’e’ mai cattivismo gratuito. Infatti alcuni dei personaggi ricevono una punizione ma altri hanno occasione di riscatto”. Si sente, scrivendo, la pressione dei successi precedenti? “Non ci pensi, senno’ ti poni dei limiti” risponde.

Festival Bellezza, l’anima e le forme, tra ospiti Boni e NymanEvento speciale 26 agosto con Romeo&Giulietta con Polunin

19 aprile 201909:42

– Dedicato all'”Anima e le forme”, con un programma ampliato a 28 appuntamenti, prenderà il via il 29 maggio la sesta edizione del Festival della Bellezza di Verona che si concluderà il 16 giugno e per la prima volta avrà un suo ambasciatore, Philippe Daverio.
Ad aprire, al Teatro Romano, una riflessione sull’amore passione nell’Inferno dantesco con Massimo Cacciari e Giancarlo Giannini.
Previsto anche un evento speciale all’Arena, il 26 agosto, con la prima mondiale del balletto Romeo & Giulietta di Prokofiev con Sergei Polunin.Il legame tra poesia e musica si snoda in tutti gli appuntamenti musicali: dal concerto-reading di Patti Smith, che connette rock e simbolismo, ai versi di Leonard Cohen nel gioco sacro dell’eros interpretati da Marco Ongaro. Morgan propone dopo molti anni alcune sue hit dall’album ‘Canzoni dell’appartamento’ insieme a canzoni di grandi come i Pink Floyd, David Bowie, i Queen e Vinicio Capossela presenta un concerto ideato per il festival sugli incantamenti della Bellezza.Lo spirito classico della musica è invece rappresentato dal prodigio Alexandra Dovgan, undicenne, con la sua interpretazione dei preludi di Chopin.
L’espressione multiforme dell’anima trova un punto di raccordo nell’arte cinematografica legata alla letteratura, al teatro, alla musica con Alessio Boni che racconta la messa in scena dei protagonisti di capolavori letterari. Ed ecco Michael Nyman che propone un concerto speciale con memorabili colonne sonore e la proiezione di sequenze di film. Federico Buffa porta in scena l’epopea di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e Andrea De Carlo narra lo stile e la personalità di Federico Fellini e la loro collaborazione. Il cinema d’autore italiano è raccontato da due grandi protagonisti: Matteo Garrone e Laura Morante.Tra gli incontri spiccano anche Massimo Recalcati che riflette sulla figura di Gesù e Fabrizio Gifuni su quella di Amleto. Il festival affronta anche la Recherche di Marcel Proust con Alessandro Piperno. Vinicio Capossela racconta le gesta e la sensibilità di Oscar Wilde e Giordano Bruno Guerri quelle di Gabriele D’Annunzio. Sulla genesi dell’anima e i suoi equivoci è prevista una riflessione filosofica di Umberto Galimberti, Giuliano Ferrara narra la versione aristocratica dello spirito ai tempi dell’ancien régime e Arturo Brachetti racconta il rapporto tra personalità e trasformazione.L’arte è come sempre protagonista di riflessioni intorno alla Bellezza: Vittorio Sgarbi porta in scena il suo spettacolo su Raffaello in prima nazionale, Melania Mazzucco analizza l’immagine della metafisica dal Beato Angelico a Paul Klee.
L'”ambasciatore della bellezza” Philippe Daverio porta il festival oltre le mura di Verona proponendo riflessioni connesse a quattro teatri storici: al Teatro Romano di Verona si parlerà di Piero della Francesca e delle sue geometrie dell’anima, all’Olimpico di Vicenza del significato dell’architettura di Palladio e dello spirito delle forme, al Teatro Bibiena di Mantova della corrispondenza tra gli enfant prodige Mantegna e Mozart e al Teatro del Vittoriale a Gardone Riviera del sex appeal nell’arte con riferimenti alla Belle Époque. Il programma completo del festival è sul sito www.festivalbellezza.it.

Musica: Afi torna partner Fimi/Gfk per Top of the MusicIl presidente Sergio Cerruti: “L’industria musicale per prima può e deve dare esempio di comunione d’intenti e spirito collaborativo”

18 aprile 201916:25

L’Afi (Associazione Fonografici Italiani che tutela i diritti dei produttori discografici indipendenti) dal 22 aprile tornerà ad essere partner della classifica che rileva i dati di vendita settimanali dei prodotti fisici e delle singole tracce digitali stilata da Fimi/Gfk, la Top of The Music.
Lo annuncia una nota della Afi, dove il suo presidente Sergio Cerruti esprime la sua “soddisfazione” per l’accordo ritrovato.
“L’industria musicale per prima può e deve dare esempio di comunione d’intenti e spirito collaborativo” precisa Cerruti.
“Esprimo la mia grande soddisfazione – scrive Cerruti – per il ritorno dell’Afi all’interno delle classifiche nazionali. Lo ritengo un atto dovuto nei confronti del settore di cui facciamo parte. L’industria musicale per prima può e deve dare esempio di comunione d’intenti e spirito collaborativo che sono essenziali per lo sviluppo del settore e la tutela dei propri interessi.
E le classifiche rappresentano al meglio questo mio pensiero.
Voglio infine sottolineare e doverosamente ringraziare la Fimi e il presidente Enzo Mazza per aver accolto le mie istanze e aver reso possibile questo ritorno”.
La Top of The Music viene elaborata in base alle informazioni di mercato quantitative rilevate settimanalmente attraverso il servizio “Point of Sales Tracking “di GfK, ed è attualmente composta dalle chart Album (100 posizioni), Singoli Digitali (100 posizioni), Vinili (20 posizioni) e Compilation (30 posizioni).

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ALLE 08:28 DI GIOVEDì 18 APRILE 2019

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A teatro Malosti-Levi, Muscato e Milani
Orsini e Lavia jr per Ibsen. Orlando e la solitudine sociale

17 aprile 2019 12:09

– Umberto Orsini e Lucia Lavia con ‘Il costruttore di Solness’ di Ibsen e ‘Il Vangelo secondo Lorenzo’, omaggio a Don Lorenzo Milani di Leo Muscato con Alex Cendron, tutti a Milano; Valter Malosti con ‘Se questo è un uomo’ per il centenario della nascita di Primo Levi, a Torino, e Silvio Orlando con ‘Si nota all’imbrunire’ di Lucia Calamaro, a Bologna; ‘Steam’, ultima sfida acrobatica dei Sonics, a Roma, ed Enrico Brignano ‘Innamorato perso’ a Bari: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

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Ciak nuova serie Canale 5 con Pession
Nuova serie medical, attrice è una psichiatra, nel cast Marchesi

17 aprile 201912:41

– Sono iniziate a Roma le riprese di “Oltre la soglia”, nuova serie medical di Canale 5, prodotta da Paypermoon Italia, che vede protagonista Gabriella Pession.
La fiction, diretta da Monica Vullo e scritta da Laura Ippoliti, vanta nel cast anche Giorgio Marchesi, Alessandro Tedeschi, Paolo Briguglia, Massimo De Lorenzo, Nina Torresi e Aurora Giovinazzo. E’ ambientata in un reparto di neuropsichiatria infantile. La protagonista è Tosca (Pession), una psichiatra fuori dagli schemi. Tosca è una professionista fuori dal coro, ribelle e apparentemente inadatta a questo ruolo di responsabilità. Ha un intuito fuori dal comune e una spiccata empatia verso i pazienti. Grazie al suo talento, trasforma la ricerca della diagnosi in una vera e propria indagine sia medica che psicologica. E con metodi a volte fuori dal comune, riesce a capire i suoi giovani pazienti meglio di chiunque altro. Forse, perché anche lei, da ragazza, ha avuto problemi psichiatrici.
“Oltre la soglia” è una serie tv in 12 episodi per sei prime serate. In ogni puntata si racconta un caso che vede la protagonista alle prese con adolescenti problematici, dalle storie particolari. Le riprese finiranno a luglio.
Cenacolo aumenta gli ingressi al giornoTra le novità un biglietto unico per 5 musei

17 aprile 201912:44

– I visitatori ammessi a vedere l’Ultima Cena, l’affresco realizzato da Leonardo Da Vinci nel refettorio di Santa Maria delle Grazie tra il 1495 al 1498, dal 16 maggio saranno 150 in più al giorno. In ogni segmento orario potranno entrare infatti 35 persone invece delle 30 attuali. È una delle novità legate al progetto ‘5xLeonardo’, presentato a Milano, la bigliettazione congiunta tra cinque musei milanesi lanciata per il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci all’interno del palinsesto “Milano e Leonardo’. I musei coinvolti, oltre al Cenacolo Vinciano, sono Castello Sforzesco, Pinacoteca di Brera, Pinacoteca Ambrosiana e Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.
Cineteca Bologna avrà nuovo archivioSorgerà al posto di ex parcheggio, fine lavori prevista nel 2021

BOLOGNA17 aprile 201913:44

– Sarà intitolato a Renato Zangheri il nuovo archivio della Cineteca di Bologna, che nascerà dove oggi sorge il parcheggio Giuriolo, struttura realizzata per i Mondiali del 1990 e che versa in uno stato di abbandono. Ad annunciarlo il sindaco Virginio Merola e il direttore della Fondazione Cineteca, Gian Luca Farinelli, che hanno anche rivelato nuovi dettagli sul progetto: l’archivio sarà su tre piani, ospiterà esposizioni e laboratori, sarà visitabile e aperto al pubblico e soprattutto ospiterà proiezioni all’aperto sul tetto. I lavori dureranno due anni e potrebbero partire già a fine 2019, una volta completate le procedure del bando (il via a maggio, per la conclusione serviranno tra i 6 e gli 8 mesi).
La scelta di Zangheri non è casuale. Scomparso quattro anni fa, non fu solo sindaco dal 1970 al 1983, ma soprattutto l’inventore dell’assessorato alla Cultura nel 1959, sotto la guida di Giuseppe Dozza.

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Giffoni Film Festival, live di Anastasio
Il cantautore si esibirà a Giffoni Valle Piana il 19 luglio

NAPOLI17 aprile 201913:45

– Sarà Anastasio il primo talent musicale della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno) dal 19 al 27 luglio.
Dopo le tappe primaverili (13 sold out) del suo tour nei club, il cantautore e rapper si esibirà il 19 luglio in uno spettacolo live aperto al pubblico. Il suo primo singolo, “La fine del mondo”, ha già conquistato la certificazione Fimi di disco di platino. Nel 2018 erano stati 21 i live che hanno riunito migliaia di giurati, giffoners, famiglie e pubblico in Piazza Lumière. E quest’anno Giffoni è pronto a offrire un nuovo grande programma dei migliori talenti musicali. È in piena lavorazione anche il programma della Masterclass Music&Radio, a cui hanno già aderito decine di giovani, e i tradizionali Meet The Stars riservati al pubblico, che l’anno scorso hanno totalizzato più di 8mila presenze.
Inediti bulini di Dürer a GenovaPalazzo Bianco, una cinquantina di incisioni da raccolta privata

GENOVA17 aprile 201913:51

– Il museo di Palazzo Bianco a Genova ospita per la prima volta una cinquantina di incisioni a bulino inedite, provenienti da una collezione privata donata al Comune di Genova, del maestro del rinascimento tedesco Albrecht Dürer.
La mostra, dal titolo ‘Albert Dürer (1471-1528) – Capolavori a bulino’, permette di ammirare 54 bulini e 2 acqueforti. Si tratta di stampe di diversi contenuti, di varie tecniche e di cronologie varie che permettono di seguire l’evolversi e lo stile. Diversi i temi: si passa da quelli tipici del nord fino all’influenza italiana dove in bulino hanno come oggetto la Madonna con il bambino. I fogli esposti mettono in evidenza la raffinatezza della tecnica, i finissimi dettagli e la plasticità delle figure nelle incisioni. Il visitatore, dal 18 aprile al 30 giugno, potrà osservare le opere grazie a una lente d’ingrandimento che gli sarà data all’ingresso. “Si tratta di una mostra che va vista con la lente per apprezzarne ogni tratto” dice l’assessore alla Cultura Barbara Grosso.
“Le opere in mostra – spiegano le curatrici Margherita Clavarino e Margherita Priarone – formano un nucleo di bulini di grande valore messe a disposizione del pubblico per la prima volta. Le incisioni risultano straordinariamente inchiostrate e i neri profondi danno un tratto di grande freschezza e liquidità”.
Simona Sparaco, una “doppia vittoria” il Premio DeA PlanetaScrittrice vince la prima edizione.L’11 maggio anteprima al Salone del Libro di Torino

17 aprile 201914:01

– Ha voluto “provare l’ebbrezza di essere letta dai giurati come se fosse un esordiente e un uomo” Simona Sparaco vincitrice, con il romanzo inedito ‘Nel silenzio delle nostre parole’, della prima edizione del premio letterario DeA Planeta, ispirato alla grande tradizione del Premio Planeta, al quale ha concorso con lo pseudonimo di Diego Tommasini. Scrittrice e sceneggiatrice già pubblicata da Giunti ed Einaudi e già finalista ai Premi Strega e Bancarella, la Sparaco ha chiesto un minuto di silenzio per “l’incendio apocalittico della cattedrale di Notre Dame a Parigi”. “Il mio libro – ha spiegato – si ispira a fatti realmente accaduti nella Grenfell Tower di Londra che nel 2017 prese fuoco, scioccando mezzo mondo, me compresa. Mentre venivo qui, emozionata e piena di paura, Notre Dame bruciava e non posso che pensare a Parigi che è una città meravigliosa e all’infelicità di chi è lontano da noi” .
Storia corale, ambientata a Berlino, sulle distanze invisibili che spesso ci separano dalle persone che abbiamo accanto, ‘Nel silenzio delle nostre parole’ “è un libro magico.  Mi ha accompagnata durante la gravidanza. Ha scoperchiato il mio vaso di Pandora e lo pseudonimo è l’incrocio dei nomi dei miei due figli: Tommaso che è nato insieme al libro, due mesi fa, e suo fratello Diego. Vorrei quasi uscire firmandomi Diego Tommasini” ha raccontato emozionantissima la Sparaco nella serata di premiazione, guardando il suo compagno Massimo Gramellini.
A consegnarle il riconoscimento il sindaco Giuseppe Sala in una riuscita serata di premiazione al Blue Note di Milano – condotta da Andrea Delogu con Neri Marcorè, che ha fatto la parodia di Alberto Angela e di Adriano Celentano, e la musica della jazzista catalana Andrea Motis – a cui era presente gran parte del mondo editoriale italiano.
“Ringrazio per la fiducia e per l’idea di essere a Milano che è la città dove si legge di più e dell’editoria” ha detto Sala rispondendo al presidente del Gruppo De Agostini, Marco Drago che ha parlato di “Milano come città scelta per la prima edizione del premio per quello che ha saputo fare di straordinario. E anche le prossime edizioni saranno qui”. Per la scrittrice – che presenterà il romanzo in anteprima l’11 maggio al Salone del Libro di Torino, e sarà in vendita in tutte le librerie e gli store online dal 14 maggio 2019 – è “una doppia vittoria. Quando ho saputo che la data di consegna dei manoscritti per il bando coincideva con la presunta data del parto, ho letto questa coincidenza come un segno e mi sono fatta coraggio. E’ stata una sfida per me. Ci sono storie che si intrecciano in un’unica giornata. E’ il mio libro più filmico, molto visivo. Racconta il rapporto tra genitori e figli in un momento drammatico della loro vita. E’ il libro meno femminile che ho scritto anche se parla di maternità. E’ ambientato a Berlino perché è una città emblematica non solo per la cultura europea ma per il cambiamento”.
Il premio, promosso da DeA Planeta Libri, pari a 150.000 euro, rappresenta un unicum in Italia e prevede la pubblicazione nel nostro paese con DeA Planeta e in lingua spagnola con case editrici del Gruppo Planeta, insieme alle traduzioni in inglese e francese. “Mi sento la donna più ricca del mondo ma soprattutto vivo la felicità che ho provato la prima volta che ho pubblicato un libro. Anche adesso non vedo l’ora di uscire” sottolinea la scrittrice che si è messa alla prova scrivendo senza editor (la sua editor a Einaudi era Rosella Postorino) e non nega che la pressione c’è ma “è la prima volta che mi sento così sicura di quello che ho scritto e se poi andrà male so che non potevo fare di più”.
La giuria, presieduta da Marco Drago, presidente del Gruppo De Agostini, è composta da Massimo Carlotto, Claudio Giunta, Rosaria Renna e Manuela Stefanelli. Gli altri quattro romanzi finalisti erano: La marocchina di Silvia Bottani, La congregazione di David Mancini (pseudonimo), Io sono luce di Rosa Matteucci e L’esercizio di CP (pseudonimo). Sono stati 1.169 gli autori regolarmente in concorso, di cui 208 hanno scelto di utilizzare uno pseudonimo, come la vincitrice.
“Vogliamo essere di rottura di un sistema che già esiste e questo non è che l’inizio” ha sottolineato il segretario del premio e direttore editoriale della narrativa italiana, Stefano Izzo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Lungo ponte al Museo di Pietrarsa
Dal 18 aprile al 5 maggio cancelli aperti tutti i giorni

NAPOLI17 aprile 201914:01

– Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Portici e Napoli, sarà visitabile tutti i giorni dal 18 aprile al 5 maggio. L’apertura straordinaria, che rientra nel quadro delle attività per i festeggiamenti dei 180 anni della prima linea ferroviaria in Italia, consentirà ai visitatori di trascorrere anche la Pasquetta tra i giardini degli ampi viali del polo museale, affacciati sul Golfo di Napoli. L’iniziativa ‘Il lungo ponte al Museo di Pietrarsa’ costituirà un’occasione unica per visitare i padiglioni dove è custodita la ricca collezione ferroviaria e godere degli spazi all’aperto nelle giornate primaverili. Giovedì 25 aprile – informano dal sito museale – biglietto ridotto a 4 euro dalle 14.00. Il 26, 27 e 28 aprile, in occasione dell’evento ferrovie in miniatura offerta famiglia: per due adulti e due ragazzi under 18 ingresso a 10 euro. Per info: www.museopietrarsa.it.
Ny verso divieto vendita pellicceImmediate le polemiche, ‘a rischio posti di lavoro’

NEW YORK17 aprile 201914:09

– New York, una delle capitali della moda, valuta il divieto di vendita delle pellicce e dei prodotti di pelliccia. La svolta ‘animalista’ sta prendendo piede fra i legislatori statali che stanno considerando l’imposizione del divieto in tutto lo stato.
Il futuro dell’iniziativa si sapra’ solo nei prossimi mesi ma le polemiche sono gia’ iniziate, con l’industria della pelliccia che ritiene che il divieto causera’ la perdita di 1.100 posti di lavoro solo nella citta’ di New York. Soddisfatti invece i sostenitori dei diritti degli animali: ”la crudelta’ non puo’ essere confusa con lo sviluppo economico” affermano i democratici che hanno sponsorizzato la proposta per il divieto.
Il commercio di pellicce e’ considerato molto importante per New York: lo scorso secolo la citta’ produceva l’80% dei cappotti di pelliccia Made in Usa.
Torinodanza indaga il mondo attualeLa decima edizione dall’11 settembre al 26 ottobre

TORINO17 aprile 201914:59

– Un festival sempre più internazionale in cui gli artisti “con le loro creazioni raccontano il mondo, osservano le contraddizioni del nostro tempo affrontando i temi più urgenti del momento, le periferie, il ‘noi’ più che ‘l’io’, la tensione verso nuove forme di spiritualità, la memoria storica”. Così la direttrice Anna Cremonini racconta la decima edizione di Torinodanza, il festival della danza contemporanea realizzato dal Teatro Stabile di Torino (Tst) in programma dall’11 settembre al 26 ottobre.
I numeri parlano di un festival, come evidenzia il presidente del Tst Lamberto Vallarino Gancia, “diventato un esempio da seguire, una realtà riconosciuta come di grande successo a livello internazionale e che fa il bene del territorio e della danza”. Diciannove titoli per 36 rappresentazioni, 9 luoghi, 11 Paesi, 7 prime nazionali, 2 coproduzioni internazionali, oltre 200 fra artisti, operatori e tecnici.
A inaugurare la kermesse al Teatro Regio, lo spettacolo cult del nuovo millennio ‘Sutra’, creato da Sidi Larbi Cherkaoui con i monaci del tempio Shaolin. Il Festival porta inoltre per la prima volta a Torino la coreografa e performer Lisbeth Gruwez e il Batsheva – The Young Ensemble che presenta lo spettacolo interattivo ‘Kamuyot’, creato da Ohad Naharin e rivolto a un pubblico di giovani.

Cisco, il mio album di frontiera contro i muriUscito Indiani e Cowboy, “disco non politico, ma di resistenza”

17 aprile 201919:23

“In un momento in cui si parla di porti chiusi e di muri alzati, di divisioni, io, da sempre fuori posto e fuori tempo, pubblico un album di frontiera, un disco che racconta l’attualità ma che allo stesso tempo sa di vintage”. Stefano “Cisco” Bellotti parla così del suo nuovo lavoro dal titolo “Indiani e Cowboy” (“metafora dei buoni e dei cattivi… ma poi chi sono davvero i buoni e chi i cattivi? Per questo in copertina si abbracciano”), che vanta la produzione artistica di Rick del Castillio ed è stato realizzato e pubblicato anche grazie a una campagna di crowfunding. Dieci canzoni, scritte e suonate tra l’Emilia e il Texas, che non rinunciano all’inconfondibile stile folk rock dell’ex Modena City Ramblers e che “non vogliono essere politiche” ma risultano comunque profondamente intrise di politica in un mondo sempre più diviso in Indiani, che tentano di sopravvivere e in Cowboy che continuano a non capire.Tra le storie che si rincorrono brano dopo brano c’è quella del sindacalista Guido Rossa ucciso dalle Brigate Rosse (“una storia scomoda da ricordare ancora oggi, fu bollato come infame e traditore per aver denunciato un brigatista tra gli operai, ma il suo fu un grande gesto culturale”), c’è Don Gallo (“era un amico e la sua mancanza si sente, oggi lui avrebbe la forza di mettere al loro posto certe persone”). A fare da contraltare, i brani Adda venì Baffone e Lo sceriffo, “simboli di un’Italia che ha sempre cercato salvezza nell’uomo forte e che anche ora, attuale come non mai, è pronta ad armarsi nel nome della paura dell’altro”. Non fa nomi, Bellotti, “non c’è bisogno”, ma i destinatari delle suo J’accuse sono i Salvini, i Trump, e prima di loro, i Renzi e i Berlusconi di tutto il mondo approdati al potere grazie a promesse fatte alla pancia della gente. Ma non c’è solo la disillusione in Indiani e Cowboy. “C’è anche la speranza, perché io sono un ottimista di natura”. Bianca, in particolare, la canzone che chiude il disco è una ninna nanna dedicata alla sua unica figlia femmina e a tutti i ragazzi che, nel confronto con la vita, devono fare le loro scelte. “Un libretto di istruzioni, in dialetto emiliano che meglio dell’italiano riesce a trasmettere certe emozioni. Prima o poi farò un disco tutto in dialetto”.Un disco, racconta, “pensato in maniera diversa dai precedenti” oltre che per la mano di del Castillio che ha preso le canzoni ripensandole e trasformandole, ha ampliato gli orizzonti e il modo di lavorare non più per compartimenti stagni, anche per la vicinanza, in Texas, “a quel confine tanto discusso, dove in realtà le culture si mescolano e si fondono creando un’unicità. Esattamente il contrario di quello che vuole Trump. E di quello che si fa anche da noi, ma i grandi spostamenti dell’umanità non possono certo essere fermati così”.

Concerto di Radio Italia si fa in treIn piazza Duomo a Milano cast d’eccezione, anche Sting

17 aprile 201915:07

– ‘Radio Italia Live – Il Concerto’ si fa in tre e aggiunge alla tradizionale tappa (l’ottava) in piazza Duomo a Milano, lunedì 27 maggio, quella di Palermo, al Foro Italico, sabato 29 Giugno e quella, per la prima volta all’estero, di Malta il 4 ottobre.
L’evento, come sempre gratuito e realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Milano sarà presentato, come da tradizione, da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, mentre nel backstage, lo speaker Marco Maccarini incontrerà i protagonisti della kermesse ed è affidato alla speaker Manola Moslehi. Cast d’eccezione accompagnato dalla Mediterranean Orchestra diretta dal maestro Bruno Santori: Alessandra Amoroso, Loredana Bertè, Francesco Gabbani, Guè Pequeno, Marco Mengoni, Ermal Meta, Sfera Ebbasta, Tiromancino, Ultimo. Guest star internazionale Sting, uno degli artisti più distintivi e influenti al mondo come dimostra la sua lunga carriera riassunta nell’album che uscirà il 24 maggio “my songs”.
Ezio Bosso debutta all’Arena di VeronaL’11 agosto con i Carmina Burana di Carl Orff

BOLOGNA17 aprile 201915:10

– La 97/a stagione artistica dell’Arena di Verona (21 giugno-7 settembre) tra una Traviata e una Aida, un Trovatore, una Carmen e una Tosca, ospiterà anche, l’11 agosto, i Carmina Burana di Carl Orff diretti da Ezio Bosso, per la prima volta sul podio dell’Orchestra e del Coro della Fondazione scaligera. Per questo grande affresco di poesia medievale in musica, un brano amatissimo dal pubblico anche se spesso maltrattato dai musicologi, canteranno il soprano Ruth Iniesta, il controtenore Raffaele Pe, il Baritono Mario Cassi, e un doppio Coro di voci bianche di oltre 60 bambini. “Il maestro Bosso non è solamente un grande direttore – ha detto la sovrintendente dell’Arena, Cecilia Gasdia – ma anche un grande divulgatore, sia dal punto di vista didattico che sociale. La sua presenza arricchisce moltissimo l’evento Carmina Burana e l’attesa del grande pubblico che lo sta aspettando con impazienza”.
Torna alla luce la Fornace di RomaE’ il primo impianto di produzione della città antica

17 aprile 201920:34

– Una piccola olla in cotto, integra e commovente nella sua prosaica perfezione. Il coperchio in coccio di una pentola, una scodella, una serie di oggetti da cucina e da mensa usciti difettosi dal forno e per questo accantonati. Ma anche piccole lucerne, che tutte insieme raccontano una storia lunga secoli, almeno dal I al III d.C., forse anche fino al V. Frutto di un ritrovamento del tutto casuale, riemerge a Roma nel giardino settecentesco di Palazzo Corsini, sede dell’Accademia dei Lincei, una grande fornace romana, di fatto il più antico laboratorio produttivo nel cuore della città. Un “ritrovamento unico” e di straordinaria importanza per gli studi, spiegano il soprintendente Francesco Prosperetti, il funzionario archeologo Renato Sebastiani e il professore emerito di archeologia Paolo Sommella, grande esperto di urbanistica romana, perché ad oggi non si conosceva l’esistenza di una fornace proprio all’interno della città antica. Avvenuto per caso un anno fa (“cercavamo un posto dove interrare la cisterna per l’impianto antincendio”, racconta il vicepresidente dell’Accademia dei Lincei Roberto Antonelli), il ritrovamento è stato seguito da uno scavo stratigrafico che ha messo in luce diversi contesti. Da una parte la fornace, dall’altra quello che sembra un deposito di anfore, tutte provenienti dalla Spagna (da dove arrivava in prevalenza l’olio). Uno degli aspetti più importanti, spiega Sommella, è che la stratificazione di queste mura, insieme con gli oggetti ritrovati, ci dicono che abbiamo davanti “un continuum” di quattro, cinque secoli. Inizialmente poteva trattarsi di magazzini e ambienti di supporto ad una grande villa. Poi, nel II-III secolo, “quando Roma si trasforma e diventa una grande città con 1 milione e mezzo e più di abitanti”, cambiano anche le esigenze e probabilmente è in quel contesto che si amplia il laboratorio produttivo, insieme alla fornace, suggerisce la funzionaria archeologa Paola Fraiegari, forse anche altre botteghe artigiane, visto che nello scavo sono stati trovati anche oggetti in osso, fermagli e fermacapelli ancora parzialmente lavorati. “Trovare tracce di questi quartieri produttivi è importantissimo per ricostruire l’economia e la vita della città antica”, sottolinea accanto a loro Sebastiani. La Fornace di Trastevere, come è stata ribattezzata in questi mesi, produceva ceramica, racconta l’archeologo, “pezzi fini destinati alla tavola” e in qualche caso anche ceramica invetriata, almeno per quello che è stato possibile capire con questo primo intervento. Lo scavo condotto fino ad ora, fatto in accordo con i Lincei e finanziato dalla Soprintendenza per un costo totale di circa 100 mila euro, non ha permesso al momento di capire di più. Per questo c’è l’intenzione di proseguire allargando lo scavo a monte, per cercare di capire meglio, dimensioni e importanza della fornace. Mentre un’altra delle questioni che si pongono, spiega Antonelli, “è come valorizzarlo, come renderlo fruibile al pubblico”. Certo c’è un problema di fondi, sottolineano tutti, e l’occasione è buona anche lanciare un appello, “perché sarebbe importantissimo proseguire gli scavi, ma servirebbe un finanziatore”. Per il momento, spiega Prosperetti, si è deciso di ricoprire tutto a breve, per ripristinare il giardino settecentesco, “che è anch’esso un monumento”, ma anche per tutelare i reperti romani dalle intemperie. Anche se non si esclude in futuro “che si trovino le condizioni per lasciare visibile qualcosa”. Tant’è. Mentre si approfondiscono gli studi e si mette a punto un progetto anche economico per la prosecuzione degli scavi, si lavora ad una mostra che dovrà raccontare al pubblico la scoperta. “Pensiamo di allestirla per il 20 giugno, in occasione della visita annuale ai Lincei del presidente della Repubblica – dice Antonelli – anzi, potrebbe essere il Capo dello Stato ad inaugurarla”. In questi giorni, comunque c’è un’occasione da non perdere: quella di una visita alla Galleria Corsini con tappa nel giardino per un salto all’indietro di quasi duemila anni.

Zerocalcare con Stranger Things a SaloneRealizzata per 7/mo episodio 2/a stagione. 11-12 maggio a Torino

17 aprile 201919:11

– Zerocalcare sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019, che si apre il 9 maggio, con un evento speciale. Il fumettista italiano, in collaborazione con Netflix, ha realizzato una locandina dedicata al settimo episodio della seconda stagione della serie cult ‘Stranger Things’, come parte di un progetto globale in vista del lancio dell’attesa terza stagione, il prossimo 4 luglio su Netflix.
L’artwork verrà presentato nel corner Sperling & Kupfer – Mondadori (padiglione Oval) dedicato alla serie e Zerocalcare sarà disponibile per autografare le copie della locandina ai fan, venerdì 11 dalle 16 alle 17 e sabato 12 dalle 10.30 alle 11.30.
E dopo ‘Stranger Things. Tutti i segreti del sottosopra. Il libro ufficiale’, una guida ai dietro le quinte delle prime due stagioni della serie e anticipazioni della terza, uscita il 19 marzo per Sperling & Kupfer, editore ufficiale della serie, sono in arrivo altri due libri che i fan adoreranno. Il 30 aprile esce il primo romanzo ufficiale di Stranger Things, ‘Suspicious minds’ di Gwenda Bond con il racconto esclusivo dei fatti che precedono gli episodi seguiti da milioni di spettatori su Netflix. Un prequel che svela retroscena inediti, come le origini di Undici. E il 4 giugno esce il romanzo ‘Darkness on the edge of town’ di Christopher Adam che racconta il passato dello sceriffo Jim Hopper.
Festival vicino/lontano con 250 ospitiUdine 16-19 maggio. Lerner condurrà serata premio Terzani a Foer

UDINE17 aprile 201916:08

– Sarà il giornalista Gad Lerner a condurre la serata in cui verrà consegnato allo scrittore statunitense Franklin Foer, per il suo saggio “I nuovi poteri forti”, il premio letterario internazionale ‘Tiziano Terzani’, cuore del festival vicino/lontano, in programma a Udine dal 16 al 19 maggio prossimi. L’annuncio oggi in occasione della presentazione del festival organizzato dall’omonima associazione culturale. Il cartellone, che conta oltre un centinaio di incontri ed eventi e oltre 250 ospiti, è stato illustrato dalla curatrice Paola Colombo e dal presidente dell’associazione vicino/lontano, Guido Nassimbeni, affiancati del presidente del Comitato scientifico, Nicola Gasbarro. Tema di questa edizione è ‘Contagio’, “una lente prismatica per guardare il mondo e la sua complessità”, ha spiegato Gasbarro, che ha sottolineato anche come il festival, giunto alla 15/a edizione, sia “un patrimonio di Udine e tale dovrebbe restare come impostazione e prospettiva”.

Pontormo-Leonardo, video li confrontaA casa di Carrucci a Empoli richiama interesse appassionati arte

EMPOLI (FIRENZE)17 aprile 201916:15

– La casa natale di Jacopo Carrucci detto il ‘Pontormo’ (1494-1527), situata a Empoli (Firenze), ospiterà fino al 31 dicembre una video installazione creata per realizzare un parallelismo tra le opere dello stesso Carrucci con quelle di Leonardo da Vinci.
L’iniziativa, curata da Cristina Gelli e dal già direttore degli Uffizi Antonio Natali, si colloca nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del Genio del Rinascimento. La video installazione ha come titolo ‘Leonardo e Pontormo: la natura e l’antico’ e permette, in maniera immersiva, di capire come e quanto entrambi guardarono similmente alla natura e all’insegnamento dell’antico.
“Fra le tante memorie che in questo 2019 si propongono in Italia per il quinto centenario della morte di Leonardo – spiegano Antonio Natali e Cristina Gelli in una nota – quella di Empoli non è certo pretestuosa, visto che lo stesso Vasari rammenta che il primo maestro di Jacopo fu proprio il Vinci”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Capossela, esce Il povero Cristo
Anticipa il disco “Ballate per uomini e bestie”, atteso il 7/5

17 aprile 201916:35

– E’ uscito “Il povero Cristo” il primo brano estratto dal nuovo progetto discografico di Vinicio Capossela. Il nuovo album di inediti, l’undicesimo lavoro in studio, si intitola “Ballate per uomini e bestie” e sarà pubblicato il 17 maggio da La Cùpa/Warner Music Italy.
Presentato dall’autore come “Un cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra le specie e tra uomo e natura”, il nuovo disco viene anticipato da “Il povero Cristo”, brano che riferisce dell’incapacità dell’uomo di salvarsi seguendo il precetto in cui è racchiusa tutta la Buona Novella: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Un precetto semplice, ma evidentemente impossibile da realizzare. L’avidità, l’egoismo e l’ignoranza dell’uomo portano Cristo a rinunciare al suo insegnamento e a tornare infine sulla croce. “Cristo” racconta Capossela “incontra l’uomo e impoverisce fino a diventare il povero cristo che, sulla bocca di tutti, si fa sinonimo della condizione umana”.
A Concertone anche Zen Circus e RancoreAnnunciati anche Canova, Omar Pedrini, Coma_Cose, Gazzelle

17 aprile 201916:36

– Ci saranno anche Anastasio, Bianco feat. Colapesce, Canova, Coma_Cose, Eugenio in via di Gioia, Fast Animals and Slow Kids, Gazzelle, Omar Pedrini, Rancore, The Zen Circus, al Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma. Sono i nomi che vanno ad aggiungersi a quelli già resi noti: Noel Gallagher’s High Flying Birds, Carl Brave, Daniele Silvestri, Ex-Otago, Gazzelle, Ghali, Ghemon, La municipàl, La rappresentante di lista, Motta, Negrita, Pinguini tattici nucleari, Subsonica.
A Pitti ritratto Chagall con Notre-DameSegno di solidarietà museo Firenze alla Francia dopo incendio

FIRENZE17 aprile 201916:40

– L’autoritratto di Marc Chagall, con la raffigurazione di Notre Dame a Parigi, viene esposto dal 17 aprile all’ingresso della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. L’iniziativa è messa in campo dal museo come simbolico gesto di solidarietà verso la Francia e Parigi in conseguenza dell’incendio che ha distrutto la cattedrale. L’autoritratto, al quale Chagall era particolarmente affezionato, fu donato di persona dallo stesso artista agli Uffizi nel 1976. La tela, spiega una nota del museo, sarà presto offerta permanentemente alla visione del pubblico agli Uffizi, quando, tra alcuni mesi, apriranno in Galleria le nuove sale dedicate agli autoritratti. “Gli Uffizi volano con il cuore a Parigi per abbracciare la ‘Nostra Signora’ – ha commentato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – l’esposizione in Palazzo Pitti di questo sognante capolavoro di Chagall, che amava moltissimo la capitale francese, vuole essere la testimonianza fisica, concreta del nostro affetto verso gli amici francesi”.
Fosse/Verdon, serie su coppia leggendaSu FoxLife con premio Oscar Sam Rockwell e Michelle Williams

ichROMA17 aprile 201919:31

La storia professionale e d’amore tra Gwen Verdon – considerata la più grande ballerina di Broadway di tutti i tempi – e Bob Fosse – coreografo, ballerino e visionario regista (Cabaret, All that Jazz). A raccontarla è la miniserie Fosse/Verdon in 8 episodi in onda da domani, ogni giovedì alle 21 su FoxLife (114, Sky). A dare vita alla coppia rispettivamente Michelle Williams – più volte candidata all’Oscar (Manchester By The Sea e Blue Valentine su tutti) e vincitrice di un Golden Globe per My Week with Marilyn – e il premio Oscar Sam Rockwell (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri).Bob Fosse e Gwen Verdon hanno scritto la storia dell’intrattenimento americano, ma a caro prezzo. Attraverso le coreografie di Fosse, la serie esplora, infatti, gli angoli nascosti dello show business, ma anche le sofferenze inflitte e patite in nome dell’arte. La serie indaga anche aspetti meno noti della vita del leggendario coreografo, a partire proprio dal sodalizio artistico e umano con la moglie Gwen Verdon. Un rapporto messo continuamente alla prova dai ripetuti tradimenti di Fosse, ma durato fino alla morte del regista, avvenuta nel 1987 per un infarto. Bob Fosse e Gwen Verdon sono stati due dei più grandi talenti che Broadway abbia mai conosciuto. Di origini norvegesi, Fosse aveva due difetti fisici evidenti: i piedi non dritti e una calvizie che nascondeva sotto ai cappelli, sempre presenti nei suoi show. Seppe trasformare le sue imperfezioni in veri punti di forza, creando coreografie innovative, eleganti e molto delicate. La Verdon invece, classe infinita e fisico da modella, ha iniziato a danzare da giovanissima per combattere una grave forma di rachitismo, diventando col tempo una delle performer più complete e amate. Si incontrarono la prima volta nel 1955 in occasione dell’allestimento di Damn Yankees, musical che rielaborava in chiave divertente il Faust di Goethe, attraverso la vicenda di un ragazzo che vendeva l’anima al diavolo pur di giocare per un’importante squadra di baseball.Per il ruolo di Lola, la donna assunta dal demonio per impedire al protagonista di redimersi, la Verdon vinse un Tony e tre anni più tardi conquistò anche Hollywood nell’omonimo adattamento cinematografico dello show. Tra le sequenze più belle – una delle scene più emozionanti della serie tv – c’era il balletto con Bob Fosse in Who’s Got the Pain. Nel cast accanto a Michelle Williams e Sam Rockwell anche Norbert Leo Butz (Bloodline) nel ruolo del premio Oscar Paddy Chayefsky; Margaret Qualley (The Leftovers) nella parte della ballerina Ann Reinking; Evan Handler (Sex & The City; Californication) che interpreta Hal Prince, produttore e regista teatrale. E ancora Bianca Marroquin (Chicago) è Chita Rivera considerata insieme a Gwen Verdon la massima interprete delle coreografie di Bob Fosse; Liza Minnelli è interpretata da Kelli Barrett (The Punisher) che, secondo Variety, regala al pubblico una delle più memorabili performance mai realizzate prima. Sam Rockwell e Michelle Williams, sono anche produttori esecutivi insieme a Steven Levenson, al regista del pilota, Thomas Kail, a George Stelzner e a Lin-Manuel Miranda. L’attrice, ballerina e produttrice Nicole Fosse, figlia di Bob Fosse e Gwen Verdon che in molti ricordano in A Chorus Line nel ruolo della ballerina timida che affrontava il provino della vita assieme al marito, ha contribuito alla realizzazione della serie in qualità di co-produttrice esecutiva.

Pasqua con Wagner per Orchestra RaiIl 18 e 19 aprile all’Auditorium Rai di Torino e poi su Radio3

TORINO17 aprile 201917:16

– L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta dal suo Direttore principale James Conlon, celebra la Pasqua nel nome del misticismo di Wagner e della ritualità ortodossa di Rimskij-Korsakov.
Il concerto di giovedì 18 aprile all’Auditorium Rai ‘Arturo Toscanini’, registrato come da tradizione da Rai3, vede infatti eseguire, il primo atto da Die Walküre (La valchiria) e brani strumentali scelti da due capisaldi, il giovanile ‘Tannhäuser’ e il Parsifal, e, a seguire la Grande Pasqua russa op.36 di Nikolaj Rimskij-Korsakov.
Del Parsifal vengono eseguite pagine simbolo della ‘religiosità grandiosa’ di Wagner, come il Preludio che apre l’Atto I, dedicati all’Ultima Cena e al Santo Graal, il drammatico Preludio all’Atto II, che descrive il deserto, come simbolo della solitudine di Parsifal, l’Incantesimo del venerdì santo, la solenne Marcia e il gran Finale. Del Tannhauser, l’Ouverture.
A Pistoia apre Italia moderna 1945-1975A Palazzo Buontalenti, esposte opere da Guttuso a Pomodoro

PISTOIA17 aprile 201917:42

– Da Emilio Greco a Renato Guttuso, passando per Marino Marini, Francesco Messina, Bruno Cassinari, Antonio Recalcati, Bepi Romagnoli, Ernesto Treccani, Lucio Fontana, Giò Pomodoro ed altri grandi del ‘900. È la mostra ‘Italia Moderna 1945 – 1975. Dalla ricostruzione alla contestazione’ a cura di Marco Meneguzzo, che apre al pubblico a Palazzo Buontalenti di Pistoia. In contemporanea, il vicino Palazzo de’ Rossi, presenta ‘Pistoia Novecento 1900-1945′, un rinnovato percorso dedicato all’arte del Novecento pistoiese, a cura di Annamaria Iacuzzi e Philip Rylands.
La Fondazione Pistoia Musei inaugura le proprie attività aprendo le porte di tre delle quattro sedi che costituiscono il nuovo sistema museale affidato alla direzione scientifica di Philip Rylands: oltre a Palazzo Buontalenti e a Palazzo de’ Rossi, presenta già ‘Pistoia Novecento 1900-1945’, un rinnovato percorso espositivo dedicato all’arte del Novecento pistoiese e l’Antico Palazzo dei Vescovi. San Salvatore sarà inaugurato a settembre.
Notte Taranta con Elisa e m° MastrangeloDirettore Russian Philharmonic sarà maestro concertatore

MOSCA17 aprile 201920:32

– La voce unica di Elisa, la carica irriverente del rapper Gué Pequeno e l’Orchestra Popolare affidata al direttore musicale della Russian Philharmonic di Mosca, Fabio Mastrangelo: il concertone ‘La Notte della Taranta’ sarà sabato 24 agosto, per la prima volta in diretta su Rai 2, alle 22.30, da Melpignano (Lecce), dove ogni anno ballano 200mila ‘pizzicati’. Le novità della 22/a edizione sono state presentate a Mosca, nell’ambito di una missione della Regione Puglia, dal presidente Michele Emiliano e dal presidente della Fondazione ‘Notte della Taranta’, Massimo Manera. Elisa, in questi giorni impegnata con il tour Diari Aperti, interpreterà tre celebri brani della tradizione salentina e ad agosto incontrerà Mastrangelo e l’Orchestra Popolare in Salento.
Gué Pequeno inserirà sue strofe in tre potenti pizziche salentine e, in un finale rappato sulle note di Kalinifta, darà la buona notte in grico che chiude il concertone con tutti gli artisti sul palco. Come sempre, grande spazio anche alla danza.
Al via il summer tour di RkomiSulla scia del nuovo album dall’8 giugno partenza da Barzio (Lc)

17 aprile 201918:27

– Sulla scia del successo ottenuto dall’uscita del suo nuovo album, Rkomi è pronto per partire live con il “Dove gli occhi non arrivano summer tour”, nuovo tour che dall’8 giugno vedrà il rapper esibirsi tra i principali festival, club e summer arena.
Tra le prime date confermate, il tour di Rkomi partirà l’8 giugno da Barzio (Lc) per proseguire il 12 giugno a Padova, il 15 a Brescia, il 27 a Milano, il 29 a Senigallia (An). Il 4 luglio sarà a Cremona, il 5 a Barolo (Cn), il 19 a Città della Pieve (Pg); il 2 agosto a Francavilla al Mare (Ch), il 12 a Follonica (Gr), il 14 agosto a Marina di Ravenna (Ra), il 20 a Gallipoli (Le) e il 12 settembre a Pisa. Talento della nuova generazione rap tra i più apprezzati nella scena odierna in grado di mettere d’accordo tutti, Rkomi, durante il suo tour proporrà dal vivo tutti i brani tratti dal suo ultimo album “Dove gli occhi non arrivano” uscito il 22 marzo su etichetta Island Records e già ai vertici delle classifiche.
Mostre: i Ciardi a confronto a PadovaAlla Galleria Arte Cesaro fino al 15 giugno

PADOVA17 aprile 201918:35

– Acqua, nuvole, barche e riflessi d’azzurro, fusi in un’intima visione tonale: è questo il filo conduttore della mostra dedicata all’opera di Guglielmo Ciardi, e dei suoi due figli, Beppe ed Emma, allestita alla Galleria d’arte “Cesaro” di Padova, dove rimarrà aperta fino al 15 giugno. Ripercorre in una quarantina di opere la parabola artistica della famiglia Ciardi, interprete per eccellenza del vedutismo veneto a cavallo fra Otto e Novecento. Glugliemo (1842-1917), Beppe (1875-1932) ed Emma (1879-1933) a confronto: protagonista dei loro dipinti è la laguna veneziana,fonte d’ispirazione per una inedita pittura en plein air, descritta da spazi dilatati ma essenziali, con orizzonti piatti, quasi liquidi, dove la luce sfalda. Agli scorci veneziani dal taglio fotografico, alle atmosfere silenziose e incontaminate di Mazzorbo, Burano, Chioggia e Pellestrina, si affiancano le vedute dell’entroterra trevigiano e quelle alpestri, e la seducente tematica neorococò divenuta l’originale cifra stilista di Emma Ciardi.
Il tour di Ramazzotti va in Usa e CanadaVienna ultimo tappa Europa, 14 maggio parte dal Messico, 16 live

17 aprile 201918:52

– Dopo il successo della prima fase del Vita ce n’é tour di Eros Ramazzotti, terminato con un concerto a Vienna lunedì 15 aprile, la tournée che ha venduto 550mila biglietti nel mondo, si appresta a girare a maggio gli Stati Uniti e il Canada. Le date in Europa hanno registrato tutte sold out, dalle prime tappe in Germania e Lussemburgo, passando in Italia con Torino, Milano e Roma, fino agli appuntamenti in Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Olanda, Inghilterra, Germania e Austria. Ramazzotti ora è pronto a portare la sua musica in Sud America, Stati Uniti e Canada, per altri 16 live. Il cantautore è tornato in concerto nelle arene più importanti del mondo per festeggiare 35 anni di carriera, con una nuova avventura live dalla produzione internazionale e un allestimento innovativo. Il 14 maggio Eros partirà alla volta del Messico (14 Guadalajara) per arrivare negli Usa, a Panama, in Brasile, Cile, Argentina, Canada e il 18 giugno sul palco del Radio City Music Hall di NY, già calcato nel 1991.
Nuovo brano di Tricarico in radio 19/4E nuovo progetto in arrivo dopo l’estate

17 aprile 201919:27

– “Abbracciami fortissimo” è il titolo del brano che segna il ritorno di Francesco Tricarico, da venerdì 19 aprile in radio, nei digital store e su tutte le piattaforme streaming, disponibile dal 17 aprile in pre-order.
Il disco è anche un nuovo viaggio partito oltre un anno fa e che si concretizza adesso col nuovo brano e con un nuovo importante progetto discografico che uscirà per Artist First dopo l’estate.
“Abbracciamo fortissimo” è stato prodotto da Vittorio Corbisiero, musicista produttore con cui Tricarico collabora alla realizzazione del suo nuovo percorso artistico.
Il brano inizia con una frase che richiama un’antica leggenda indiana alla quale il cantautore si è ispirato. “Nel 2000 avanti Cristo in un piccolo villaggio a nord di Sumatra – racconta Tricarico – una divinità vicina a Shiva presa dalla Furia per i continui litigi tra uomini e donne, fece comparire nel mezzo del villaggio un fiume, dicendo ‘gli uomini staranno con gli uomini e le donne con le donne’.
Ricky Martin turista al ColosseoJeans e cappellino il re del pop latino scatta foto e ammira

17 aprile 201919:30

– Ricky Martin visitatore speciale al Colosseo: il re del pop latino, twitta la direzione del Parco Archeologico, ha visitato ieri l’Anfiteatro Flavio. Tutto in blu, cappellino calcato in testa, bottiglietta d’acqua in tasca come la maggior parte dei turisti che ogni giorno affollano il monumento più gettonato d’Italia, il cantante, coach nel talent Mediaset Amici di Maria De Filippi, ha ammirato anche i sotterranei dell’Arena e la ricostruzione del montacarichi che nell’antica Roma portava sull’arena le bestie feroci. Le fotografie pubblicate sul profilo Instagram del Parco del Colosseo lo ritraggono impegnato a scattare fotografie, lo sguardo divertito e affascinato.
Beyoncé, album a sorpresa e docu NetflixHomecoming: The Live Album su Tidal, piattaforma musica Jay Z

NEW YORK17 aprile 201919:40

– Giornata ‘di passione’ per i fan di Beyoncé, che lancia album a sorpresa e documentario su Netflix. La notizia del documentario sulla piattaforma streaming circolava da tempo, ma nessuno immaginava che la popstar avrebbe anche fatto uscire un nuovo album dal vivo su Tidal, la piattaforma musicale del marito Jay-Z. ‘Homecoming: A Film by Beyoncé’ e ‘Homecoming: The Live Album’, con 40 tracce tra cui diverse hit storiche, raccontano di come Beyoncé abbia fatto storia con la performance a Coachella nel 2018, sia stata la prima donna di colore ad aprire il famoso festival musicale in California. Il documentario è anche un dietro le scene del festival e mostra come i ballerini si preparano e come si prepara la stessa Beyoncé; tra gli ospiti ci sono anche Jay-Z, la sorella Solange Knowles e le ex delle Destiny’s Child, Kelly Rowland e Michelle Williams. A metà tra film concerto e backstage, il docufilm è stato diretto e prodotto dalla stessa artista e girato lungo un arco di tempo di otto mesi.
Muse e Madonne tra i ritrovamenti 201856mila reperti ritrovati. Bonisoli,tesori in mostra al Quirinale

17 aprile 201919:53

– La sublime dolcezza della Madre che abbraccia il proprio Figlio nella Madonna col Bambino di Andrea Della Robbia, bassorilievo scolpito alla fine del 1400 e rubato a Scansano nel 1971; l’armonia dei ricchi panneggi della Musa Calliope, statua romana in marmo del II secolo d.C. trafugata a Roma nel 2010 dalla villa di Nicoletta Braschi e Roberto Benigni. La bellezza dinamica della Statua di Diana cacciatrice firmata da Bartolomeo Cavaceppi alla fine del XVIII secolo e portata via da Villa Borghese nel 2005. Ma anche una predella di Manfredino da Pistoia del XIV secolo, rubata nel 1988 in una abitazione privata di Varazze e il prezioso Opus sectile, frammenti in marmo romano a mosaico risalente al II secolo d.C., sottratto illecitamente nel dopoguerra. È una storia di tenacia e grande professionalità quella del nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dell’Arma dei Carabinieri che quest’anno festeggia i suoi primi 50 anni e che oggi a Roma ha mostrato alla presenza del ministro Alberto Bonisoli il resoconto dell’attività operativa 2018 nonché i ritrovamenti più recenti di opere d’arte sottratte alla criminalità. Basta guardare gli ultimi beni recuperati – reperti bellissimi dall’inestimabile valore storico, accanto a quello commerciale – per comprendere l’importanza ma anche la delicatezza di una attività che non conosce sosta, che ha bisogno di tempi lunghi di indagine, di capacità di intervento ma anche di tanta diplomazia culturale: il bassorilievo di Della Robbia era finito per esempio nel catalogo di una nota casa d’aste londinese, venduto a una società di New York e poi arrivato a una collezionista canadese, mentre la statua di Benigni e quella di Villa Borghese sono state individuate in una galleria di Barcellona. Ma l’elenco delle storie legate a ogni singolo pezzo recuperato potrebbe essere lunghissimo: basti pensare che nel 2018 sono stati 55.202 mila gli oggetti ritrovati, per un valore stimato in oltre 118 milioni di euro, mentre i beni sequestrati hanno un valore totale di 541 milioni di euro. Nell’anno appena trascorso i numeri dell’attività criminale a danno del patrimonio culturale rivelano un leggero aumento dei furti rispetto al 2017: 474 in totale, avvenuti maggiormente in Emilia Romagna, Lombardia e Lazio, con 8405 oggetti trafugati (di cui 2935 documenti archivistici e beni librari e 2202 opere d’arte grafica, pittorica e musiva), con 34 persone arrestate e oltre 1100 denunciate. Imponenti poi i numeri legati alla contraffazione di opere d’arte: 1232 beni culturali contraffatti (per lo più di arte contemporanea) che se immessi nel mercato come autentici avrebbero potuto fruttare oltre 420 milioni di euro. “In questi 50 anni i Carabinieri TPC hanno sviluppato competenze che non hanno paragoni nel mondo: per questo siamo orientati a condividerle anche con gli altri Paesi”, ha detto il ministro Bonisoli, ricordando il maresciallo Vincenzo Di Gennaro ucciso a Cagnano Varano nei giorni scorsi e il suo collega rimasto ferito. Il ministro ha anche annunciato la prossima mostra intitolata “L’arte di salvare l’arte” che si aprirà al Quirinale il 3 maggio, organizzata per raccontare la specifica attività di questo nucleo dell’Arma e per ricordarne la fondazione avvenuta proprio il 3 maggio del 1969. “Il nucleo TPC lavora in simbiosi con il Mibac: questa è una battaglia che va combattuta ogni giorno e ad altissimo livello. Presto avremo uomini in più anche per gli aspetti economici legati ai ben culturali e poi c’è un aspetto qualitativo: i Carabinieri hanno una app che rivela se un oggetto è contenuto nel database dei beni trafugati”, ha proseguito, “agiremo anche dal punto di vista normativo per rafforzare l’azione preventiva e le sanzioni e anche da quello della diplomazia culturale, coinvolgendo nel comitato per i beni culturali anche il ministero degli Esteri e quello della Giustizia”. “Il trend è quello di una diminuzione costante dal 2012 a oggi, nonostante il lieve aumento dei furti del 2018”, ha poi specificato commentando i dati il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, “i luoghi di culto sono il nostro tallone di Achille, perché sono quelli più colpiti dai furti. I controlli sulle attività antiquariali sono per noi preponderanti, anche per quanto riguarda il commercio online e l’uso dei social network. Gli scavi clandestini sono stabili e sotto controllo, ma le persone denunciate sono in aumento”.

La Llorona, il folclore diventa un horrorIn sala dal 17 aprile la donna che uccide i figli

17 aprile 201919:21

Con i primi segni di primavera inizia, come è tradizione, l’onda horror. Si parte con ‘La Llorona. Le lacrime del male’ di Michael Chaves, in sala dal 17 aprile con la Warner Bros Italia dopo essere passato al Lucca Festival. Il film racconta, provocando vero spavento, una figura radicata con molte varianti nel folclore dell’America Latina: una spaventosa donna-spettro, vestita di bianco e con tanto di velo da sposa, che è dannata per l’eternità per avere annegato entrambi i figli. Da allora piange, si dispera e allo stesso tempo tende a riprodurre questo comportamento da predatrice con ragazzi adolescenti.La sua colpa, come si vede in un Messico del 1600, è stata quella di aver ucciso i figli, in un raptus di rabbia, per vendetta contro un marito fedifrago che voleva punire con estrema ferocia. È durante la colonizzazione spagnola delle Americhe che il mito della Llorona, di questa malvagia ninfa delle acque, prende forma tra testimonianze e leggenda. Nessuno sembra potesse poi resistere al suo aspetto né alle sue lacrime velenose e nere come la pece, tanto che si dice che anche i conquistatori stabilirono, nella Valle del Messico, il coprifuoco di sera, dopo che incominciarono a farsi sentire terrificanti grida di una donna spettrale per le vie di Città del Messico. La Llorona comunque sembra non abbia mai smesso di insinuarsi nell’ombra e di andare a caccia di bambini nel disperato tentativo di sostituirli ai suoi. È quello che succede infatti ancora negli anni ’70 a Los Angeles, epoca in cui è appunto ambientato il film di Michael Chaves. Qui vive Anna Garcia (Linda Cardellini), un’assistente sociale, fresca vedova di un poliziotto, che non prende troppo sul serio gli inquietanti e misteriosi segnali di violenze sui suoi figli adolescenti. Quando capirà davvero quello che sta accadendo sarà troppo tardi. E questo nonostante l’aiuto di una sorta di esorcista, Rafael Olvera (Raymond Cruz), che conosce ogni segreto di Llorona e farà di tutto per rigettare questo demone nell’inferno da cui è venuto.Ancora sul mito di Llorona, interpretata da Marisol Ramirez, vista nella serie tv ‘The Shield’ e che si è sottoposta a un trucco di tre ore per trasformarsi nella ‘donna che piange’: ha il potere di attrarre coi suoi lamenti ed è il ‘babau’ più noto tra i bambini di origine latina (la sua storia è narrata dal Perù all’Ecuador, dal Messico all’Argentina, dall’Uruguay al Venezuela e perfino in Spagna, ma tracce se ne trovano anche presso popoli africani). In televisione, infine, è stata protagonista di un episodio della serie fantastica Grimm. Frase cult del film: “Se la senti piangere metti al sicuro i bambini”.

Alain Delon Palma d’oro alla carriera83 anni, mito del cinema

17 aprile 201917:56

Ad Alain Delon, mito del cinema francese, 83 anni, la Palma d’oro alla carriera al festival di Cannes 2019 (14-25 maggio). Lo annuncia oggi il festival alla vigilia della presentazione domani a Parigi del cartellone della selezione ufficiale.

83 anni, leggenda assoluta del cinema, Alain Delon aveva salito i gradini della Montee des Marches a Cannes il 13 maggio 1961 per Che gioia vivere con grande successo. La folla non fu meno entusiasta 30 anni dopo per il suo arrivo spettacolare in elicottero e in barca per presentare New Wave. Nel frattempo era tornato a Cannes per L’Eclisse di Michelangelo Antonioni (1962), Il Gattopardo (1963) e Mr. Klein (1976). Con Cannes ha avuto un rapporto non sempre facile per questo il presidente di Cannes Pierre Lescure e il delegato generale Thierry Fremaux dichiarano oggi di essere “lieti che Alain Delon abbia accettato di essere onorato dal Festival. Ha esitato a lungo, essendo stato per molto tempo riluttante a questa Palma d’Oro perché pensava che avrebbe dovuto venire a Cannes solo per festeggiare i registi con cui ha lavorato”. Negli ultimi anni Delon è però tornato volentieri al festival: ha partecipato alle cerimonie del 60/o anniversario. Nel 2010 ha fatto un gran ritorno pieno di emozione salendo di nuovo i gradini del Palais du Cinema 47 anni dopo mano nella mano con Claudia Cardinale in occasione del restauro del Gattopardo.
Si è ritirato dal cinema ma ha ammesso, ricorda il festival, un rimpianto. “C’è una cosa che mi è sfuggita e che mi perseguiterà sempre: mi sarebbe piaciuto essere stato diretto da una donna prima di morire”. Lo stesso prestigioso premio a Delon è stato assegnato in passato a Jeanne Moreau, Woody Allen, Bernardo Bertolucci, Jane Fonda, Clint Eastwood, Jean-Paul Belmondo, Manoel de Oliveira, Agnès Varda e Jean-Pierre Léaud. Gigante, leggenda, icona mondiale i superlativi si sprecano per il grande Delon, attore e sex symbol (Delitto in pieno sole, 1960, di Renè Clement, 25 anni di abbagliante bellezza) più di 80 film tra campioni d’incasso come Borsalino e film d’autore di Visconti, Antonioni e Godard, molti diventati dei classici del cinema in coppia con attrici altrettanto iconiche come Romy Schneider, Claudia Cardinale, Ursula Andress, Monica Vitti.

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Notre-Dame da Disney 5mln e prepara film
La cattedrale fu set del film d’animazione adattamento di Hugo

17 aprile 201919:13

– La Disney contribuirà con 5 milioni di dollari alla ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame dopo il rogo di lunedì. Il presidente e amministratore delegato Bob Iger ha sottolineato la vicinanza della società alla comunità parigina. Nella cattedrale fu ambientato il film del ’96 Il gobbo di Notre-Dame, adattamento animato del romanzo di Victor Hugo. Un tema caro all’animazione Disney che sta preparando un adattamento questa volta live action del ‘Gobbo’.           

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Ritrovata una scultura rubata a Benigni
Operazione Carabinieri Arte, è una statua romana del II secolo

17 aprile 2019 05:44

I carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) hanno recuperato una scultura romana del II secolo che era stata rubata nel 2010 a Roma nella villa di Nicoletta Braschi e Roberto Benigni. Individuata dagli investigatori in Spagna, l’opera, di proprietà dell’attore e regista e di sua moglie, verrà restituita. Nell’ambito della stessa indagine, i carabinieri hanno ritrovato e riportato in Italia anche una scultura che era stata trafugata, sempre nella capitale, da Villa Borghese. Nel corso di un’altra indagine, secondo quanto si apprende, i carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc) guidati dal generale Fabrizio Parrulli hanno recuperato anche un prezioso bassorilievo attribuito ai fratelli Della Robbia (fine 1400) che era stato rubato quasi 50 anni in Toscana fa da una chiesa di Scansano in provincia di Grosseto. Tutte le opere ritrovate dai carabinieri Tpc, dalla scultura rubata a Benigni al bassorilievo dei Della Robbia, verranno esposte domani, mercoledì 17 aprile, nella sede del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale a Roma, in via Anicia 24, e illustrate al termine della conferenza stampa di presentazione del resoconto dell’attività operativa del 2018 che si terrà alla presenza del ministro della cultura Alberto Bonisoli e del generale di brigata Fabrizio Parrulli, comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Le invisibili, homeless in commediaDal 18 aprile film francese campione d’incassi

16 aprile 201912:54

‘Le invisibili’ di Louis-Julien Petit, in sala dal 18 aprile con Teodora, racconta in commedia la storia di quelle donne che nessuno vuole vedere davvero: quelle homeless, a volte sporche e con guardaroba in busta di plastica, da cui si distoglie lo sguardo.
Campione d’incassi in Francia con oltre dieci milioni di euro al box office, il film, in sala dal 18 aprile con Teodora, guarda a Ken Loach e mette in campo tutta una serie di personaggi ai margini, pieni di spine e umanità.
E lo fa attraverso gli occhi di quattro assistenti sociali dell’Envol, centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quattro donne davvero coraggiose perche’ quando il comune decide di chiudere il centro, si lanciano in una sfida non da poco: dedicare gli ultimi mesi a trovare un lavoro alle loro assistite, abituate a vivere in strada.
Il film in realtà si ispira al lavoro sul campo di Claire Lajeunie, che ha dedicato un libro e un documentario alle donne senza dimora di Parigi. Il cast, infine, include nomi celebri come Audrey Lamy e Corinne Masiero, e moltissime non professioniste a volte con un passato di vita in strada.
“Ispirandomi alla tradizione del cinema sociale britannico (da Full Monty a Pride) – spiegato il regista -, ho capito che la commedia sarebbe stata la scelta migliore per raccontare la storia di queste donne. Volevo un film luminoso, pieno di speranza e focalizzato sulla coesione del gruppo, sul modo in cui ci si aiuta reciprocamente per fronteggiare le avversità.
Nel rispetto delle donne senza dimora, spesso inclini all’autoironia e mai all’autocommiserazione, era importante che lo spettatore si confrontasse senza sconti con il drammatico stato di precarietà in cui queste vivono”.
Per quanto riguarda il casting sottolinea Louis-Julien Petit: “Volevamo trovare cinquanta donne che avessero vissuto davvero per strada. Durante le audizioni, ognuna di loro aveva circa un’ora per raccontare la propria vita. Poi e’ stato loro chiesto di scegliere come soprannome quello di una donna che ammiravano e sul set non abbiamo mai conosciuto i loro veri nomi. Erano Edith (Piaf), Lady D, Simone (Weil), Brigitte (Macron), ecc.
Anche grazie all’opportunità di nascondersi dietro un nome e una personalità diversi – continua il regista -, hanno quasi dimenticato la presenza della cinepresa sul set, riuscendo a trovare il coraggio di esprimersi con più libertà”.
Butturini, Ho ballato di tuttoEsordio noir del giornalista, a cavallo tra anni ’80 e 2000

16 aprile 201913:16

– PAOLO BUTTURINI, HO BALLATO DI TUTTO (CERCANDO QUERENCIA A VERONA) – Albatros, pp. 160, 13.50 Euro.
E’ un noir intrigante ma soprattutto un omaggio al giornalismo, a quello del passato e a quello di oggi, il libro “Ho ballato di tutto”, esordio nella narrativa del giornalista Paolo Butturini.
Edito da Albatros, il libro racconta la vicenda di un cronista di un quotidiano romano che viene inviato a Verona per indagare su una brutta storia, tra affari e mala politica. Una città già conosciuta dal protagonista – un personaggio delineato psicologicamente dall’autore in modo convincente -, che lì ha vissuto un’esperienza professionale pesante per un’inchiesta difficile e finita male. In un continuo passaggio temporale, tra gli anni ’80 e il nuovo millennio, il lettore si troverà coinvolto in una storia avvincente, tra scandali, omicidi e loschi figuri, che racconta tanto anche del mestiere del giornalista: un lavoro che prima si faceva per lo più “consumando la suola delle scarpe”, con penna e taccuino in mano, e che negli ultimi anni utilizza in modo preponderante gli strumenti della tecnologia, ma che in fondo ha sempre lo stesso obiettivo, quello di avvicinarsi il più possibile alla verità per informare il cittadino. Ecco perché un bravo giornalista è anche oggi un misto di intuito e deontologia, di libertà di pensiero e credibilità, doti che il cronista protagonista del libro possiede, unite a un pizzico di disubbidienza. Con una storia ben costruita, articolata in capitoli brevi e incisivi e raccontata con un linguaggio fluido, Butturini riavvolge il nastro della storia del nostro Paese senza fare sconti a nessuno, delineando un contesto pieno di vizi italici, tra corruzione, nostalgie fasciste, violenze e poteri deviati, ma anche di virtù come l’onestà e la generosità. E, nel dipanare il suo thriller, mentre chiede al lettore di seguirlo senza indugi alla scoperta dei fatti e dei tanti personaggi, l’autore dipinge anche un acuto ritratto di Verona, altra silenziosa ma vivace protagonista del libro: una città splendida e misteriosa, emblema del nordest produttivo ma ricca di contraddizioni, con le sue sacche di povertà e i suoi ‘disperati’ che sul suo suolo, dal Sud del mondo, cercano un futuro migliore.

A Terni la musica di Umbria Jazz SpringFino a Pasquetta appuntamenti con cartellone insegna black music

TERNI16 aprile 201913:32

– Inizia il 18 aprile a Terni Umbria Jazz Spring, cinque giorni di musica fino al giorno di Pasquetta.
Durante il periodo delle feste pasquali Terni ospita il più corposo e articolato cartellone di Black Music (nella sua accezione più vasta) a livello nazionale. Saranno infatti protagonisti Roosevelt Collier, il “Jimi Hendrix” della pedal steel guitar, Thornetta Davis, da Detroit, che della Motor City è considerata l’indiscussa regina del blues, vincitrice di una trentina di Detroit Music Awards nelle categorie blues e rhythm ‘n’ blues, i New Orleans Mystics, un versatile gruppo vocale che ha in repertorio una varietà di classici r&b, soul, disco, jazz, Motown, coprendo un periodo che va dagli anni ’40 ad oggi, e ovviamente il gospel, con il Virginia State Gospel Choir, che nel 1997, nel corso di un tour in Italia, cantò in Vaticano per il Papa assieme ad altri grandi artisti, tra i quali la leggenda del blues, B. B. King.
Pasquetta alla Casa del Jazz a RomaDue concerti per festeggiare anche 14/o compleanno

16 aprile 201913:35

– La casa del Jazz festeggia il suo quattordicesimo compleanno con una giornata di animazione per bambini e famiglie e concerti. Una giornata di festa per celebrare un luogo prezioso per il panorama culturale italiano e internazionale. A partire dalle 11 Massimo Nunzi e la GiocaJazz Kids Orchestra animeranno il grande parco della Casa del Jazz. Nel pomeriggio nella sala concerti alle 17 il pianista Enrico Pieranunzi presenterà il progetto tra musica classica e Jazz “Play Gershwin” insieme al fratello Gabriele al violino e Gabriele Mirabassi al clarinetto. A seguire alle 21 verrà raggiunto dalla ritmica di Luca Bulgarelli e Roberto Gatto che farà da base per l’esibizione di una serie di musicisti solisti ospiti.
Sky, esordio record per Il trono di spadeÈ la serie di acquisizione più vista di sempre sulla piattaforma

16 aprile 201914:03

Esordio da record per la stagione finale de “Il Trono di Spade” su Sky Atlantic/+1 (anche on demand): il primo episodio della serie Hbo, trasmesso in contemporanea con gli Stati Uniti nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 aprile alle 3 di notte su Sky Atlantic e riproposto in serata sullo stesso canale, è stato visto nel complesso da oltre 925 mila spettatori, in crescita del +62% rispetto al debutto della settima stagione (che era stato visto da 570 mila). Questo dato porta “Il Trono di Spade” a essere la serie di acquisizione più vista di sempre su Sky, al terzo posto assoluto dopo le serie originali Sky “Gomorra – La serie” e “The Young Pope”.
Ottimo il dato della permanenza che arriva a quota 77%, con un totale di spettatori unici di quasi 1 milione 200 mila.
In particolare, il solo passaggio alle 3 di notte (dato Auditel, Live+Vosdal) è stato seguito da 320 mila spettatori medi con una share del 18,6%. Di questi, ben 82 mila spettatori (dato Auditel, Live) lo hanno seguito “in diretta” portando Sky Atlantic ad essere a quell’ora il 4/o canale nazionale sul totale individui con il 5,25% di share, il 1/o canale nazionale tra il pubblico 15-54 anni (9,1% di share) e il canale più visto della piattaforma. A questi dati si aggiungono i 202 mila utenti unici che hanno visto “Il Trono di Spade” su Sky Go e NOW TV.
Successo in Italia anche sui social con un totale di 76.900 interazioni complessive nell’intera giornata del debutto della nuova stagione de “Il Trono di Spade”, di cui il 73% generate su Twitter. L’hashtag più utilizzato dagli utenti italiani è stato #GameOfThrones che ha ottenuto quasi 9.000 citazioni su Twitter, entrando anche nella classifica dei trending topic italiani fino a questa mattina.
Pulitzer: italiano Tugnoli premiato per fotografiaA Nyt, Wsj e Wp per i riflettori su Trump

NEW YORK16 aprile 201914:05

Il Pulitzer si schiera con i giornali che stampano quelle che il presidente Donald Trump ama definire “fake news”. New York Times e Wall Street Journal hanno vinto il piu’ prestigioso premio giornalistico al mondo per le inchieste condotte l’anno scorso sull’operato dell’inquilino della Casa Bianca mentre uno dei tre premi del Washington Post e’ andato al critico Carlos Lozada per come ha preso spunto dai molti saggi usciti su Trump per ricostruire il clima culturale creato dal “trumpismo”.    Il premio al Wall Street Journal e’ andato agli scoop sui pagamenti fatti dall’avvocato di Trump Michael Cohen alla pornostar Stormy Daniels e a un’altra donna in campagna elettorale: l’obiettivo era di comprare il silenzio sui rapporti sessuali che le due affermavano di aver avuto con Trump. Il New York Times e’ stato premiato per una inchiesta di 18 mesi sulle finanze del presidente che hanno evidenziato una ricchezza gonfiata anche grazie a una serie di escamotage fiscali.    Un italiano che vive a Beirut, Lorenzo Tugnoli, e’ stato premiato per la fotografia grazie a un reportage sulla fame in Yemen pubblicato sul Washington Post. Sempre la guerra in Yemen ha fatto vincere il Pulitzer a Reuters e Associated Press per il giornalismo internazionale. Aretha Franklin ha fatto la storia con un Pulitzer postumo per la musica. Premi sono andati anche giornali locali che hanno coperto la scia di stragi che ha insanguinato l’America l’anno scorso. Il South Florida Sun Sentinel e’ stato premiato per l’analisi delle manchevolezze che hanno permesso la sparatoria nel liceo di Parkland (Pubblico Servizio) mentre il Pittsburgh Post Gazette ha conquistato il riconoscimento per le breaking news dopo la strage alla sinagoga Tree of Life. Nessun premio e’ andato invece ad articoli sull’inchiesta del procuratore Robert Mueller o sulle malefatte delle Big Tech.
Lagioia, investire più in Salone LibroAppello alle istituzioni. Biino, il futuro sia senza incertezze

TORINO16 aprile 201914:08

– “Investite nel Salone più e meglio di quanto non abbiate fatto nel passato. Nessun territorio cresce se non scommette su se stesso, altre manifestazioni di questa portata non esistono”. Lo dice Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro, rivolgendosi a istituzioni e forze economiche del territorio. “Se Torino e il Piemonte vorranno contare in Europa non potranno non investire sul Salone”.
Lagioia ha polemizzato con la stampa che a volte “dà più spazio ai rubinetti che non funzionano che al Nobel ospite, forse perché è meno difficile scrivere di questo. Così si finisce per privilegiare l’idraulica alla letteratura”. “Si lavori per dare un futuro senza incertezze al Salone del Libro”, aggiunge Giulio Biino, presidente del Circolo dei Lettori che organizza la kermesse. “Il Salone è patrimonio di Torino e dell’Italia e merita attenzione. Gli enti locali non tardino nei pagamenti, i giornalisti non sottolineino le criticità, commercianti e librai collaborino. Ce la si può fare. Ne vale la pena”.
Renga, ho trovato ‘L’altra metà’Album in uscita il 19/4, poi due live speciali e tour nei teatri

16 aprile 201915:01

– Esce venerdì 19 aprile l’ottavo album di Francesco Renga, intitolato ‘L’altra metà’, che sarà il protagonista di un nuovo tour con due anteprime speciali. La scaletta composta dai dodici brani del nuovo lavoro, da ‘Aspetto che torni’ a ‘Oltre’, sarà presentata in anteprima il 27 maggio all’Arena di Verona, mentre il 13 giugno sarà la volta del Teatro Antico di Taormina. In autunno, con partenza l’11 e 12 ottobre dagli Arcimboldi di Milano, Renga sarà poi impegnato con un lungo tour nei teatri italiani. “Con questo album – ha detto l’artista – ho trovato un nuovo spazio ed un linguaggio aperto, per parlare con tutti ma restando coerente con me stesso”.
Ecco villa Arianna, domus antica StabiaeEra chiusa da ottobre per danni subiti da un violento nubifragio

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOL16 aprile 201915:05

– E’ stata riaperta al pubblico il 16 aprile Villa Arianna, la domus dell’antica Stabiae che era chiusa da ottobre dello scorso anno, a seguito di danni subiti durante un violento nubifragio. La riapertura è avvenuta al termine dei lavori di ripristino e puntellatura della copertura moderna dell’atrio.
“Le coperture della Villa e dell’adiacente “Secondo Complesso” saranno, a breve, oggetto di un più radicale rifacimento, già definito a livello progettuale – ha assicurato la direttrice ad interim della Soprintendenza del Parco archeologico di Pompei, Alfonsina Russo – La forzata chiusura al pubblico è stata l’occasione per condurre interventi di miglioramento del decoro complessivo della Villa e di accoglienza per i visitatori”. “La riapertura della villa è solo l’inizio di una progressiva riqualificazione – spiega la Russo – e una dimostrazione della rinnovata attenzione del Parco Archeologico di Pompei verso lo straordinario patrimonio archeologico dell’antica Stabiae”.
La Butterfly di Ozpetek tra melò ed erosAl San Carlo la prima tra classicità e innovazione

NAPOLI16 aprile 201920:42

Un regista dei sentimenti, come Ferzan Ozpetek, non poteva che gettarsi sulla ‘Madama Butterfly’ di Giacomo Puccini con il giusto sguardo melò, occhio da cineasta e voglia di sparigliare le carte nel segno di una modernità che nella lirica è anche troppo consumata. Ma di fatto la sua lettura dell’opera, almeno da quello che si è visto alla prova generale al Teatro San Carlo di Napoli, è rimasta, al di là della volontà trasgressiva della vigilia, nei canoni della classicità. Molti però i voli creativi in questa rappresentazione lirica diretta da Gabriele Ferro che ha debuttato il 16 aprile e che è la terza curata dal regista italo-turco.Intanto una bella scenografia minimalista, curata da Sergio Tramonti basata su due elementi a stridere, ovvero due enormi muri che limitano il villaggio dove si svolge la vicenda e poi l’immenso mare, quello che Butterfly (Evgenia Muraveva e Rebeka Lokar che si alterneranno nel ruolo di Cio-Cio-San) protagonista assoluta dell’opera, in quanto l’innamorata perfetta e donna in attesa per eccellenza, guarda spesso dando le spalle al pubblico nel suo abito rosso porpora. In realtà Pinkerton, l’americano (Saimir Pirgu e Angelo Villari), come vuole appunto il libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, si vede poco. È l’amore assente, Il marinaio impenitente quello che però Ozpetek, a fine del primo atto, fa consumare del sesso, entrambi nudi, con la sua Cio Cio San (anche se domenica i legacci che dovevano scogliere i loro abiti non hanno funzionato del tutto tra lo stupore divertito dello stesso regista). Ancora nel segno dell’innovazione, Madama Butterfly è ambientata sì in un villaggio di pescatori, ma di una Nagasaki degli anni Cinquanta, ma nonostante la poetica lettura di Ozpetek che vuole questa geisha “tutt’altro che fragile e con un Pinkerton burattino”, alla fine le strette maglie del libretto portano tutto verso la tradizione.Madama Butterfly, che si replicherà sino al 20 aprile e sarà subito ripresa dal 25 maggio al 1 giugno, ha tra i momenti di vera poesia quello che vedono l’enorme proscenio del San Carlo diventare schermo dove poter vedere, per meno di un minuto, la solitudine di Cio Cio San nei confronti di quel che mare che potrebbe dargli la morte o la vita con il ritorno dell’amato Pinkerton. Maestro del Coro del Teatro San Carlo, Gea Garatti, mentre tornando al cast Raffaella Lupinacci e Chiara Tirotta (si alterneranno nel ruolo della fedele Suzuki); Giovanni Meoni e Filippo Polinelli (Sharpless); Luca Casalin (Goro); Ildo Song (Lo zio Bonzo); Niccolò Ceriani (Il Principe Yamadori); Rossella Locatelli (Kate Pinkerton) e Enrico Di Geronimo (Il Commissario Imperiale). I bei costumi, con prevalenza di rosso, sono di Alessandro Lai mentre le luci di Pasquale Mari. Ricordiamo infine che questa tragedia giapponese in tre atti dedicata alla regina d’Italia Elena di Montenegro e tratta dalla tragedia Madame Butterfly di David Belasco, a sua volta tratta dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long, ha ormai oltre cento anni di età (la prima rappresentazione c’è stata alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904).

A Pasqua MA_Ma Tour nell’arteA Napoli sconti mostre Canova e Mapplethorpe, fino al 22 aprile

NAPOLI16 aprile 201915:11

– Un chilometro in bellezza. C’era una volta a Napoli ‘lo struscio’, la passeggiata nei giorni precedenti la Pasqua per le vie del centro. Oggi la tradizione si rinnova nel segno dell’arte con MA_Ma Tour, un regalo di Pasqua cittadini e turisti invitati a percorrere il km che separa il Museo Archeologico nazionale (MANN) dal Museo Madre di arte contemporanea. Le due istituzioni fanno rete in occasione della mostra ‘Canova e l’antico’ (già oltre 60mila visitatori in 15 giorni) e dell’ultima settimana di apertura della retrospettiva ‘Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra’: dal 16 al 22 aprile, compresi i giorni festivi, presentando il biglietto del MANN o la Card di abbonamento annuale Open MANN, sarà possibile accedere al Madre al costo di 3 euro, e viceversa, con il ticket del Madre si visiterà l’Archeologico al prezzo ridotto di 7,50 euro.
Morandi torna a casa, 16 concerti a BolognaIl cantante sul palco del Duse fra novembre e gennaio 2020

BOLOGNA16 aprile 201920:39

Con il progetto “Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni”, sedici serate dal 1 novembre al teatro Duse di Bologna, Gianni Morandi torna a cantare nella sua città e in quel teatro dove tenne un concerto nell’ormai lontano 1964 davanti a 1400 spettatori. I primi 12 sono in programma l’1, 2, 3, 7, 14, 21, 28 novembre, 5, 12, 20, 21 e 22 dicembre; gli altri quattro, nel 2020, verranno annunciati più avanti. “Saranno concerti acustici – ha spiegato Morandi in un incontro con la stampa e con il pubblico – con due, tre strumentisti al massimo. Il teatro è un luogo fantastico, e il Duse in particolar modo: qui sono passati i più grandi artisti italiani, da Anna Magnani a Gassman, da Totò a Gaber a Eduardo e alla stessa Eleonora Duse. Ci vengo spesso, mi crea una suggestione particolare. A Bologna devo molto, è nato tutto qui quando ragazzino, nel ’58, prendevo la corriera a Monghidoro per andare in Via Lame 61 a studiare con la maestra Scaglioni”.Nelle 16 serate Morandi ripercorrerà il suo ultracinquantennale percorso artistico attraverso le sue celeberrime canzoni (da ‘Se perdo anche te’ a ‘Fatti mandare dalla mamma’, da ‘Il mondo cambierà’ a ‘C’era un ragazzo’, a quelle più recenti), ma racconterà anche molti aneddoti essendo stato un testimone privilegiato di tutti questi anni. “Sono passato attraverso tanti papi – ha aggiunto – da Andreotti a Salvini ne ho visti tanti…” E l’auspicio, naturalmente, di presentare anche un nuovo brano, appositamente composto, “per segnare questo momento”. Con oltre 53 milioni di dischi venduti, 4.217 concerti in Italia e 426 all’estero, Gianni Morandi è uno degli artisti italiani più amati di sempre dal grande pubblico: “Mi fa piacere dopo tanti viaggi e tanti percorsi di vita tornare e guardare in faccia la gente, sarò insieme alle persone della mia città e spero che tutti si divertano. Per tutta la stagione non mi muoverò da Bologna. Naturalmente racconterò tutto attraverso la musica, perché alla fine è la musica che vince”. Quella musica che lo ha visto salire sui palcoscenici più importanti, osannato e, forse, anche invidiato e poi a un certo punto essere quasi dimenticato: ricorda con una certa emozione quei difficili anni Settanta, quando ripartì quasi dal principio iscrivendosi al Conservatorio di Santa Cecilia nella classe di contrabbasso, ma imparando tantissimo anche sull’uso della voce. “Mi piacerebbe fare qualcosa di classico, non so se ne sarò capace”. Poi la nuova rinascita, l’amicizia con Dalla verso il quale Morandi non nasconde la commozione: “Lo ricordo sempre nei miei concerti”. Lo farà anche in qualcuno di questi, “Lucio e Bologna sono una cosa sola”, sia attraverso “le canzoni che Lucio ha composto per me, sia interpretando qualcuna delle sue”.Cosa che ha fatto anche a conclusione della conferenza stampa, quando ha imbracciato la sua Gibson e, oltre a molti assaggi dei suoi best, ha regalato ai presenti “Piazza Grande”. Il progetto, nato da chiacchierate fra Morandi e il direttore organizzativo del Duse, Gabriele Scrima, è stato definito dal presidente del Teatro, Walter Mramor, un “incontro dell’anima: un progetto nato su questo palcoscenico, per questo palcoscenico”. L’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, ha invece sottolineato “il coraggio nella scelta di fare 16 concerti nella propria città in un teatro prestigioso che solo pochi anni fa stava per essere chiuso e invece è stato salvato da un gruppo di imprenditori privati. Bologna è Città Unesco della Musica e questo progetto ci onora perché crea entusiasmo e avvicinerà tanti giovani alla musica in teatro”. I biglietti sono in prevendita già da oggi.

“Troisi poeta Massimo” in mostraDal 17 aprile a Roma l’omaggio al grande attore-regista

ROMA16 aprile 201919:54

Da non perdere la mostra ‘Troisi poeta Massimo’ percorso tra fotografie private, immagini d’archivio, locandine, filmati e carteggi personali del regista-attore napoletano che si tiene a Roma al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, dal 17 aprile al 30 giugno. Promossa e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà con 30 Miles Film in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra e a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e con la supervisione di Stefano Veneruso, l’esposizione è una carrellata di ricordi di un antieroe moderno e rivoluzionario.L’esposizione racconta, a venticinque anni dalla sua morte, l’infanzia di Troisi a San Giorgio a Cremano, la sua passione per il teatro, la popolarità improvvisa con il gruppo de La Smorfia e la carriera cinematografica da regista e attore. Ma il vero filo conduttore della mostra, è l’esser poeta di Troisi, un poeta anche ricco di impegno sociale. ‘Troisi poeta Massimo’ è poi raccontato dalle testimonianze visuali dello stesso Troisi e quelle, inedite e realizzate per l’occasione, di cari, amici e colleghi come il nipote e collaboratore Stefano Veneruso, Enzo Decaro, Anna Pavignano, Gianni Minà, Carlo Verdone, Massimo Bonetti, Gaetano Daniele, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller, Marco Risi.Accompagna la mostra Troisi poeta Massimo un catalogo, edito da Luce-Cinecittà e Edizioni Sabinae, per la cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, con decine di immagini private e d’archivio, saggi di approfondimento biografico, i testi delle interviste ad amici e colleghi, apparati teatro-filmografici.

Per elezioni arriva Nuovo Cinema EuropaA Casa del Cinema è rassegna su Vecchio Continente, 13 film

16 aprile 201916:01

– In occasione delle elezioni europee del 26 maggio, la Casa del Cinema di Roma presenta da venerdì 19 aprile a mercoledì 1 maggio un ciclo di film che vedono al centro la storia, l’idea e la realizzazione dell’unità europea.
Il ciclo propone posizioni ideologiche (Europa di Lars von Trier, che inaugura la rassegna,) sarcastiche ed autoironiche (Quo Vado di Checco Zalone), metaforiche (L’appartamento spagnolo, di Cédric Klapisch), politiche come L’altro volto della speranza di Aki Kaurismaki o Io, Daniel Blake di Ken Loach che prende di mira quella burocrazia dei palazzi europei così aspramente contestata anche nel nostro paese. “La nostra funzione culturale – spiega Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema – viene in queste occasioni messa in risalto, perché la cinematografia accompagna da sempre gli avvenimenti politici e storici sia attraverso film di genere drammatico sia con commedie, docu-drama, fiction”. “Insomma, tredici film per raccontare un’Europa diversa da quella della propaganda elettorale”.

Ostermeier apre nuova stagione PiccoloIn scena spettacoli Dante, Latini, Massini, Latella, Servillo

16 aprile 201916:11

– “Il teatro è luogo del confronto internazionale. L’Europa non esiste se non si confronta con il mondo”: questa la premessa del direttore Sergio Escobar alla nuova stagione del Piccolo, che vedrà in scena 11 nuove produzioni firmate – tra gli altri – da Emma Dante, Antonio Latella, Roberto Latini, Stefano Massini e Toni Servillo.
Tra i registi stranieri, sarà Thomas Ostermeier, al suo debutto al Piccolo, ad aprire la stagione con ‘Ritorno a Reims’, tratto dal libro di Didier Eribon, con Sonia Bergamasco. Declan Donnellan, che aveva aperto questa stagione con la sua Tragedia del Vendicatore diventa regista residente del Piccolo: una collaborazione che porterà a una nuova produzione nel 2020/2021.
La stagione 2019/2020 vedrà anche il debutto mondiale di un’opera musicale su Leonardo creata da Michael Nyman in collaborazione con Studio Azzurro, e del progetto ‘La parola giusta: l’Italia delle stragi’ interpretato da Lella Costa e diretto da Gabriele Vacis.
Il Mondo perduto di Di Paolo in mostraAl Maxxi fino al 30 giugno, scatti ritrovati anni ’50-’60

16 aprile 201916:18

– Anna Magnani stesa al sole con il cane. Sofia Loren che si rifà il trucco, sotto a un cappello a margherite, o Marcello Mastroianni che pensa davanti a una tazzina di caffè. Ma anche la prima auto a varcare la Roma-Firenze e i funerali di Palmiro Togliatti. Paolo Di Paolo, classe 1925, per 14 anni è stato il fotografo più amato de Il mondo di Pannunzio, per il quale ha realizzato ritratti di divi, reportage dall’Italia e dal mondo e anche il racconto, con Pasolini, de La lunga strada di sabbia, sull’estate del ’59.
Poi, la chiusura del giornale e l’avvento dei paparazzi. Di Paolo cambiò mestiere per sempre. Oggi una ricca e sorprendete galleria dei suoi scatti, casualmente ritrovata in cantina dalla figlia, celebra fino al 30/6 al Maxxi il suo modo gentile e ‘ridente’ di raccontare la realtà con la mostra Mondo perduto a cura di Giovanna Calvenzi. “La foto? Per Pannunzio doveva essere buona, non bella – racconta Di Paolo – Era fotografia umanista.
Non ne sapevamo molto, ma ci lasciammo trascinare”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Anastacia all’Imaginaction Tour
7 giugno a Comacchio e 8 a Civitanova, uniche date live 2019

16 aprile 201916:42

– Anastacia sarà tra i protagonisti della prima edizione dell’IMAGinACTION Tour, manifestazione nata con l’intento di far esibire live sullo stesso palco e nella stessa serata più artisti internazionali che hanno colpito l’immaginario di milioni di persone anche con i loro videoclip.
L’IMAGinACTION Tour sarà ospitato nella sua prima tappa, il 7 giugno con la presenza di Anastacia, dal Comacchio Beach Festival – la musica per la sostenibilità targata Mab, festival che torna il 7 e 8 giugno sulla riviera di Comacchio nel cuore della Biosfera Delta del Po. Seconda tappa, sempre con Anastacia, l’8 giugno allo Stadio Comunale di Civitanova Marche, dove ad aprire ci sarà la band italiana dei Geisha. Anastacia sarà in Italia in esclusiva mondiale e farà per l’IMAGinACTION TOUR, che vuole sottolineare l’importanza e la forza delle immagini nella musica, le sue uniche date live del 2019.
Cocciante, Notre-Dame incanterà ancora”Stiamo decidendo come dare nostro contributo per la cattedrale”

16 aprile 201918:45

“La cattedrale Notre-Dame de Paris ha un valore storico inestimabile, un patrimonio universale da oltre 800 anni, sopravvissuto a rivoluzioni e guerre. Ieri sera è stato difficile credere a quello che stavo vedendo… immagini completamente surreali!”. E’ la testimonianza di Riccardo Cocciante, autore delle musiche dello spettacolo Notre Dame de Paris, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, che negli anni ha collezionato oltre cinquemila rappresentazioni nel mondo, per un totale di più di 4 milioni di spettatori.
“Per me – sottolinea ancora l’artista – Notre-Dame de Paris ha un valore doppiamente inestimabile. Grazie a Victor Hugo, a questa storia che vive nelle sue pietre, ho avuto il privilegio di darle una voce, iniziando una seconda carriera come compositore di opere popolari'”.
Per i vent’anni, lo spettacolo Notre Dame de Paris gira il mondo: sarà a Taiwan, Cina, Russia. “Con la produzione stiamo decidendo come dare il nostro dovuto contributo alla Fondazione della Cattedrale”.
At Home, a Maxxi architettura da abitareFino ad aprile 2020, archistar ‘900 in dialogo con nuovi talenti

16 aprile 201917:32

– Villa Malaparte a picco sul mare di Capri in dialogo con il rifugio sulle Dolomiti dei giovani Demogo. I Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo e il progetto Sugar Hill di David Adjaye, ad Harlem. La Casa Baldi di Paolo Portoghesi a Roma e la casa ”spaziale” di Zaha Hadid in Russia. E ancora il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano e la Moryama House di Tokyo. Come è cambiato il concetto di casa dal dopoguerra a oggi? È il racconto di At Home. Progetti per l’abitare contemporaneo, mostra che fino ad aprile 2020 mette in dialogo al Maxxi grandi maestri italiani del Novecento con giovani figure emergenti del panorama architettonico internazionale, attraverso le opere in collezione al Museo Nazionale delle arti del XXI secolo. ”Non solo un’esposizione di pezzi (ben 431 ndr), ma il ragionare su un’idea”, dice Margherita Guccione, direttore del Maxxi Architettura. Ultima stazione per Corviale, ”tra il piano originale e i 12 progetti di rigenerazione urbana in atto”

Bata sfila a Praga per 125 anni marchioPer l’anniversario del marchio anche una mostra e finale contest

16 aprile 201918:07

– Il marchio di calzature Bata ha scelto Praga per celebrare i 125 anni del marchio e presentare la terza edizione del Bata Fashion Weekend. Il tema di quest’anno, “The Evolution of Style” per la finale di Bata Young Designers Challenge è stato seguito da un fashion show e da una mostra dedicata alle calzature. Per il 125/o anniversario Bata ha trasmesso la sfilata in diretta streaming in tutto il mondo.
“Bata sostiene da sempre che le persone debbano rimanere fedeli a se stesse, senza doversi conformare ai canoni di bellezza imposti dai mass media. Il nostro fashion show vuole essere una celebrazione di questo credo” ha detto Jana Barbati Chadova, a capo dell’ufficio marketing di Bata. In pedana dunque, non le classiche modelle, ma un più ampio spettro di tipologie femminili: donne giovani e meno giovani, curvy o in forma, consapevoli e fiere del proprio corpo.
Nella mostra modelli uomo e donna appartenenti a diverse collezioni ma anche pezzi storici e la ricostruzione del laboratorio di Tomas Bata.
Riaprono Collezioni d’Arte di BolognaCantieri di oltre un anno, restaurata Galleria Vidoviana

BOLOGNA16 aprile 201918:14

– E’ valsa la pena attendere più di un anno di lavori: le rinnovate Collezioni Comunali d’Arte di Bologna svelano, infatti, un lato inedito di Palazzo d’Accursio, dove hanno sede anche il Comune e i suoi uffici. Il percorso espositivo, ora, si arricchisce della Galleria Vidoviana, restaurata e rimessa a nuovo grazie anche ai proventi delle maxi pubblicità che durante i mesi di cantiere hanno campeggiato sulla facciata storica dell’edificio. Sotto i ricchi infissi e le decorazioni ripulite nei minimi dettagli torna così visibile la serie di 18 dipinti realizzata da Donato Creti per Marcantonio Collina Sbaraglia, donati alla città già nel 1744.
I lavori erano partiti nel febbraio 2018, mentre l’inaugurazione è prevista mercoledì 17 aprile, alle 17.30. Il progetto ha riguardato la parte che dà sul Cortile d’Onore e quella su piazza del Nettuno, tra cui alcuni degli ambienti adibiti a residenza privata dei cardinali legati del Papa che tra XXIII e il XVIII secolo ressero la città. Dalle finestre delle gallerie, inoltre, si può godere una magnifica veduta su via Indipendenza e via Rizzoli. Tra gli interventi, sono stati consolidati coperti e sottotetti, rafforzate le volte, sostituiti i serramenti, installato un nuovo impianto di illuminazione e soprattutto recuperate le tappezzerie bolognesi in damasco da seta, che rivestono le cosiddette tre sale Rusconi. Inevitabile il riferimento all’incendio di Notre-Dame, nato presumibilmente proprio da un intervento di restauro: “E’ la dimostrazione di quanto sia difficile e faticoso mettere in sicurezza spazi di questo genere e fare interventi importanti e sicuri”, sottolinea l’assessore Virginia Gieri. Quanto ai giganteschi banner pubblicitari e soprattutto a chi non li aveva graditi, il presidente dell’Istituzione Musei, Roberto Grandi, è categorico: “Senza quei soldi, non avremmo mai avuto i fondi per la ristrutturazione”. Il bando era di circa 1,2 milioni di euro.
Pistoletto padre e figlio in mostraFino al 13 ottobre in tre sedi. Dialogo tra 100 opere

BIELLA16 aprile 201918:45

– Offre al pubblico l’occasione per riflettere sul rapporto tra padre e figlio la mostra ‘Padre e Figlio. Ettore Pistoletto Olivero e Michelangelo Pistoletto’, allestita dal 17 aprile al 13 ottobre in tre sedi emblematiche del biellese: Palazzo Gromo Rosa, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Casa Zegna.
Il percorso espositivo diffuso pone in dialogo la produzione artistica di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) con quella del padre, Ettore Pistoletto Olivero (Arnodera, Val di Susa, 1898 – Sanremo, 1981). I lavori di Michelangelo Pistoletto, artista noto e amato in tutto il mondo, e quelli del padre Ettore, apprezzato pittore di paesaggi e nature morte, in tutto cento opere, rimandano ai loro autori attraverso un meccanismo di specchi caro a Michelangelo, giocato tra provocazioni e pensieri intimi. Una mostra importante per Biella, che nel 2019 proporrà la sua candidatura al network Unesco delle città creative, con Pistoletto come ambasciatore.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Notre-Dame, Kasa dei libri legge Hugo
Ricordare la cattedrale com’era attraverso le pagine del romanzo

16 aprile 201918:49

– La Kasa dei libri di Milano ha organizzato per il 17 aprile un reading di alcuni brani del romanzo ‘Notre-Dame de Paris’ di Victor Hugo.
“A 48 ore dallo scoppio dell’incendio – scrive il fondatore della Kasa, lo scrittore Andrea Kerbaker – vogliamo ricordare la cattedrale com’era attraverso le pagine di quel grandioso romanzo, perché ci sono delle occasioni in cui la letteratura serve a tutti noi come rifugio. Saremo quindi qui alla Kasa per una lettura collettiva di alcuni tra i brani più significativi del libro: la corte dei miracoli, Esmeralda, Quasimodo… luoghi e personaggi che sono incisi nella memoria del mondo, e per fortuna nessun incendio riuscirà mai a cancellare”.
Il reading avrà inizio alle 18.50 e prevede l’intervento di numerosi lettori e scrittori.
“Qualsiasi cosa si pensi di questa spiegazione dell’incendio del Palais de Justice nel 1618 – scrisse Hugo -, la cosa dolorosamente sicura è che l’incendio ci fu. Resta ben poco, oggi, a causa di quella catastrofe…”.

Santa Cecilia, Koopman dirige MozartIl maestro olandese sul podio anche per sinfonia n.41 Jupiter

16 aprile 201918:52

– La Messa in do minore K 427, rimasta incompiuta, e la sinfonia n. 41 Jupiter sono i due capolavori di Mozart scelti dal maestro Ton Koopman per l’appuntamento della stagione sinfonica di Santa Cecilia in programma giovedì 18 aprile alle 19:30 (Auditorium Parco della Musica, repliche venerdì 19 alle 20:30 e sabato alle 18). Il direttore olandese guiderà l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale, con le soprano Maria Grazia Schiavo e Roberta Mameli, il tenore Timan Lichdi e il basso Luca Tittoto. La Grande Messa non obbediva a una committenza ma fu concepita da Mozart come pegno di fede nel matrimonio e come un dono all’amata Konstanze. La Sinfonia n.
41, maestosa e solare, fu composta nell’estate 1788, tra i periodi più bui degli ultimi mesi di vita del genio di Salisburgo. L’appellativo Jupiter, probabilmente attribuitole dall’impresario londinese Johann Peter Salomon, si riferisce proprio all’imponente solennità.
L’Uomo Vitruviano, modello del mondoMostra per 500 anni morte Leonardo a Gallerie Accademia Venezia

VENEZIA16 aprile 201920:17

Non smette di riservare sorprese l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, quella figura umana nuda inscritta nel contempo in un cerchio e in un quadrato, considerata tra le massime espressioni umanistiche dell’uomo “modello del mondo”, come rileva il sottotitolo della mostra alle Gallerie dell’Accademia, a Venezia, dedicata ai disegni del genio toscano, con inserti di Durer e allievi del maestro, a 500 anni dalla morte, e simbolo per l’euro a dimostrazione di una visione del denaro al servizio dell’uomo, come ebbe a dire l’allora governatore di Bankitalia, Carlo Azeglio Ciampi. C’è la possibilità, infatti, che Leonardo possa aver usato, fidandosi di una errata trascrizione di un testo vitruviano, un dato diverso rispetto a quello originale nel calcolo delle proporzioni. In sostanza utilizzando una misura del “piede” pari ai nostri 26 centimetri, da moltiplicare per 7 per arrivare all’altezza dell’uomo perfetto.In catalogo, edito Silvana Editoriale, c’è un dettagliato studio sull’argomento di Francesco P. Di Teodoro. Quello che è certo è che “riprendendo l’immagine simbolica dell’uomo come specchio dell’universo” – come rileva Annalisa Perissa Torrini, co-curatrice con Valeria Poletto della mostra aperta fino al 14 luglio – Leonardo ha lasciato un capolavoro, giunto a Venezia nel 1822 proveniente dalla collezione Giuseppe Bossi. Assieme a quel foglio, di appena 32,5×24,6 cm., alle Gallerie dell’Accademia giunsero altri 24 disegni opere del Da Vinci. Dopo un’attesa di cinque anni dall’ultima esposizione, i 25 fogli tornano ed essere presentati al pubblico, nel quadro delle celebrazioni per i 500 anni, segnando un filo comune che unisce Venezia alle mostre di Torino, Milano o Roma.Ai disegni “veneziani” si uniscono quelli, una decina, provenienti dalle collezioni di vari musei, oltre a un’altra trentina di altri di autori diversi, anch’essi centrati sui temi comuni delle proporzioni e dell’anatomia, di cui il “vitruviano” leonardesco è perfetta sintesi. Il percorso espositivo segue un filo cronologico ed è l’occasione per incrociare Leonardo studioso di botanica, di scienza, di caricature, di armi – come un disegno a sanguigna preparatorio della perduta Battaglia di Anghiari – o di temi religiosi, come lo schizzo per Madonna con Bambino, sant’Anna e un agnello. “I disegni, gli schizzi e le annotazioni – ha rilevato Alberto Bonisoli, ministro per i Beni e le attività culturali, sottolineando che siamo in presenza di un genio europeo – rappresentano il lato più intimo e profondo della produzione di Leonardo e consentono di visualizzare le sue idee nell’attimo stesso in cui furono concepite e trasposte su carta. I fogli del museo veneziano raccontano tutta la vita del maestro di Vinci”, da Firenze a Milano, oltre a un breve soggiorno in laguna. Riguardo alla possibilità che l’Uomo Vitruviano possa essere prestato alla Francia per le celebrazioni leonardesche, il ministro ha indicato che tutta la questione del reciproco scambio delle opere con il Paese d’Oltralpe, in vista anche delle celebrazioni per Raffaello, è ancora in fase di analisi.

Al via il 19 giugno Inteatro Festival54 artisti per 14 titoli e 22 repliche a Polverigi e Ancona

ANCONA16 aprile 201920:19

– Da un lato spettacoli di danza che ritrovano nell’universale linguaggio del corpo l’unico antidoto alle false verità che la cultura contemporanea ci propina, dall’altro performance teatrali che con un gioco di specchi evidenziano la confusione concettuale della nostra società.
Questo il filo conduttore del 41/o Inteatro Festival, in programma a Polverigi e Ancona dal 19 al 23 giugno, nelle parole della sua curatrice (e direttrice di Marche Teatro) Velia Papa.
Un programma che con 54 artisti, 14 titoli e 22 repliche offre una panoramica internazionale delle produzioni di ricerca teatrale più avanzate. Tra i vari appuntamenti due grandi spettacoli di danza internazionale al Teatro delle Muse il 22 e 23 giugno: ‘Invisible habitudes’ della The Dance Company di Singapore e ‘Cria’ della coreografa brasiliana Alice Ripoll. Ad inaugurare il Festival a Polverigi in prima nazionale il duo maschile di danzatori e musicisti Simone Donati e Stephen Quildam in ‘Say it’.
Walter Nudo operato al cuoreIl suo entourage, è andato tutto bene

16 aprile 201920:38

– Walter Nudo è stato operato al cuore all’ospedale Monzino di Milano, dove era stato ricoverato in seguito al malore che lo aveva colpito a Los Angeles. “E’ andato tutto bene”, fanno sapere dal suo staff. “Abbiamo eseguito tutti gli accertamenti – spiega il cardiochirurgo Marco Zanobini – per scoprire l’esatta causa delle ischemie. E’ stato necessario un piccolo intervento al cuore che si è risolto rapidamente e senza complicanze.
Seguirà una breve degenza di un paio di giorni e un periodo di convalescenza durante il quale dovrà seguire un programma di recupero concordato e molto personalizzato considerate le caratteristiche del paziente. Nel giro di breve tempo tornerà al 100 per cento alla sua vita, che comprende la ripresa della totale attività sportiva esattamente come prima dell’episodio”.
L’entourage di Nudo ringrazia “l’ospedale Monzino, tutto il suo staff, il prof. Zanobini e il prof. Bartorelli”, ma anche tutte le persone che hanno avuto anche solo un pensiero per Walter”.
Koons accademico d’onore a CarraraLezione dell’artista americano davanti agli studenti

CARRARA (MASSA CARRARA)16 aprile 201920:49

– L’artista americano Jeff Koons è stato nominato accademico d’onore in Scultura, un’onorificenza che segna l’avvio delle celebrazioni dei 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, fondata nel 1769.
Koons parla a braccio, racconta le sue esperienze, dei primi approcci con la conoscenza delle tecniche artistiche. Dagli anni dell’accademia, frequentata a Baltimora e dalla visita al museo locale che gli apre gli occhi sulla necessità di studiare la storia dell’arte, all’incontro con l’Olympia di Manet, poi le opere e i gonfiabili come soffio vitale.
Prima della lezione dell’artista, ‘generoso’ con gli studenti, era stato il presidente dell’Accademia Antonio Passa a fare gli onori di casa insieme al direttore Luciano Massari che ha letto la motivazione: “Koons è riuscito nell’intento di rinnovare la poetica degli oggetti, sulle orme del ready-made di Duchamp e la Pop Art di Andy Warhol per creare un vero e proprio immaginario postmoderno che ha segnato l’arte contemporanea”.
Torna a casa Jimi!, commedia di frontieraUn cagnolino abbatte i muri di Cipro nel film di Piperides

17 aprile 201909:56

I muri alzati dall’odio politico, le diffidenze tra popoli nemici, perfino i divieti imposti dalle leggi nulla possono di fronte all’amore che unisce un piccolo e indisciplinato cagnolino al suo padrone. È davvero una commedia ‘di frontiera’ dai toni surreali “Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro”, film di Marios Piperides che arriva in sala il 18 aprile in 20 copie con Tucker Film. Interpretato dal bravo Adam Bousdoukos (già protagonista di “Soul Kitchen”) e già premiato al Tribeca Film Festival (come Best International Narrative Feature), il film è ambientato a Nicosia, l’ultima capitale nel mondo ancora divisa in due parti, una greca, l’altra occupata dai turchi: grazie al filtro della commedia, il regista racconta con sguardo carico di leggerezza e profondità le tensioni tra i due popoli, la militarizzazione dell’isola e l’impossibilità ancora oggi di costruire un dialogo. A Cipro gli equilibri sociopolitici sono fragili, le regole sono rigide ed è vietato trasferire animali, piante e prodotti da una zona all’altra. Così, quando il bastardino Jimi Hendrix oltrepassa il checkpoint di Nicosia finendo nel settore turco, il suo padrone Yiannis, musicista inconcludente in procinto di lasciare Cipro per raggiungere l’Europa e ricostruire la propria vita, si trova coinvolto in un’incredibile avventura, tra beghe burocratiche e diplomatiche, loschi personaggi, contrabbando e spericolate alleanze pur di riportare il suo cane a casa. Yiannis, greco cipriota, dovrà perfino avere a che fare con il turco Hasan (l’attore Fatih Al), con il quale scoprirà di avere non poco in comune, nonostante la reciproca diffidenza.
“Sono dentro questa storia da tutta la vita. Sono nato a Nicosia, e non ho attraversato l’isola fino al 2003, quando è stato aperto il checkpoint: solo allora ho incontrato i turchi ciprioti”, afferma oggi a Roma il regista Piperides, “quando passi dall’altra parte provi un sentimento strano: vedi chi è profugo nel proprio Paese, che in fondo siamo le stesse persone e abbiamo le stesse facce: Cipro è una piccola isola, è inaccettabile che sia ancora divisa”.
“Sono cresciuto in Germania, i miei genitori sono emigrati negli anni ’60 e hanno sempre avuto una mentalità aperta: io ho avuto tanti amici turchi perché avevamo tante cose in comune, più di quelle che storicamente ci dividevano”, racconta invece il protagonista Bousdoukos, “la mia prima volta a Cipro risale al 2000 per Soul Kitchen, poi ci sono tornato per questo film.
Per tutti i greci la questione cipriota è importante: è inconcepibile che non si possa fare neppure una passeggiata da una parte all’altra”. “Io invece non ho avuto occasione di avere amici turchi”, prosegue il regista rispondendo all’attore, “Abbiamo costruito un muro a Cipro e l’uomo lo fa da secoli pensando di proteggersi, anche se non funziona, perché guerre e atrocità continuano. La chiave di tutto è la scuola: se non cambia la mentalità la storia resterà la stessa. Fin da piccoli ci insegnano l’odio, c’è la propaganda. Ma come accade nel film, quando persone diverse si incontrano devono avere rispetto, capirsi e accettarsi. E’ sempre colpa degli altri, anche a Cipro. Ognuno invece ha le sue responsabilità: riconoscerlo è indispensabile per andare avanti”.
Il film, girato per lo più nella zona greca, ha avuto qualche piccola difficoltà proprio per l’utilizzo del cane (in realtà femmina di nome Pepper, proveniente dall’Olanda): “Il problema era portare il cane nel settore turco, che per la legge sarebbe dovuto rimanere in quarantena per circa tre mesi. Per questo abbiamo optato per la zona sud. E abbiamo girato anche nella zona cuscinetto, chiedendo il permesso all’Onu”, conclude Piperides.

Janeczek e il cibo nel mondo di oggiCon nuovo finale su 11 settembre romanzo autrice premio Strega

17 aprile 201909:57

Aveva un finale d’attualità, forte e impegnato, la prima edizione di questo romanzo sul cibo, che affrontava a suo modo il tema e l’allarme della “mucca pazza”, e ora, purtroppo in sostituzione di quello e non semplicemente in aggiunta, ce n’è uno tutto nuovo, dedicato alla tragedia delle Twin Towers l’11 settembre, in questa riedizione, che arriva dopo il successo internazionale de ‘La ragazza con la Leica’, vincitore dell’ultimo premio Strega. Già questi due finali ci fanno capire che è un’opera un po’ diversa da tutte quelle, ormai tante, cui siamo abituati su questo tema da quando uscì nel 1987 ‘Casalinghitudine’ di Clara Sereni. Certo non manca la madeleine personale, ma tutt’altro che proustiana, con quel “bel pezzetto d’aringa” che la riporta ai riti ebraici dell’Europa nordorientale col suo profumo di pesce salato fresco che sa di mare, cui però si lega soprattutto il ricordo del padre di Elena Janeczek, e lei lo va a ricomprare il giorno in cui lui muore, per fedeltà alla tradizione del kashrute e mentre, come si deve per la shivah, cammina scalza per casa come lui le aveva insegnato.
Si cominciava parlando con un cugino che vive in America del pesto venduto in barattoli ai supermercati, o delle mille varietà che si possono fare in casa, anche con i prodotti della California, e si finiva in Corsica guardando “libere mucche che ignorano di essere finite all’inferno”, di essere tutte viste come malate “pazze”. Oggi invece l'”epilogo quasi morale” riguarda un doppio crollo, quello per l’attentato a New York del 2001 e quello per la chiusura della Lehman Brothers il settembre di sette anni dopo con l’apertura di una crisi economica che mette a terra un paese. Dopo il crollo delle torri, c’era stato uno slancio di resistenza e rinascita, di fratellanza anche verso i tanti islamici, come i camerieri e sguatteri del celeberrimo ristorante Windows on the World che lavoravano al 107/mo piano del World Trade Center. Ma è poi con la crisi che quelli tra quei pochi lavoratori sopravvissuti per caso o per fortuna o i loro eredi si trovano costretti a lottare duramente per far rispettare i propri diritti, con l’aiuto essenziale dell’ex chef Michael Lomonaco, diventato per forza di cose sindacalista dei lavoratori del cibo.
Tra questi estremi si svolge la narrazione legate al cibo nei modi più diversi di questo libro, ovvero le storie che Elena racconta all’estetista Daniela cui si è rivolta per la cura del proprio corpo durante una dieta dimagrante. Dal confronto tra le due nascono storie storie di donne e del loro legame col mangiare, vicende di identità, di anoressia o bulimia, di varietà infinita di piatti di ogni paese, di golosità e di mancanza di gusto, di massaggi e cellulite, in una continua, allarmante attenzione che sembra precludere la possibilità di viversi spensieratamente la vita.
Le ossessioni che sono al fondo delle pagine dolci e inquietanti della Janeczek creano un romanzo, un collage di storie e sapori che si fanno testimonianza del malessere femminile, ma non solo, perché quello è anche segno preciso delle fissazioni e pericolose fascinazioni del nostro mondo ricco e occidentale e queste vicende diventano storia e costume, nella loro dimensione di metafora e indagine psicologica. I personaggi che danno vita alle storie e i piatti loro legati sono indagati a fondo: si va dalla Praga occupata dai sovietici, in cui annega la propria frustrazione per l’arrivo dei carri armati russi l’obesa Ruzena con i knedlicky di prugna, ai friarielli ricchi di sapore e dalle precise radici che danno forza a Teresa, o i krapfen delle feste di Ulrike con i suoi gravi problemi di nutrizione, sino alle tante pizze che costellano queste pagine, tra ristoranti, pasticcerie, trattorie, bar, gelaterie. Ma tutte queste varietà, tutte le preoccupazioni e gioie, vengono comunque annullate da terremoti improvvisi come appunto quello della mucca pazza o della crisi americana, a ricordarci come il cibo abbia un valore sociale, sia simbolo di una necessità e di una comunione di cui non dovremmo mai dimenticare il valore solidale.

Beresford al Taofest, Stone capo giuriaIn gara film della premio Oscar Octavia Spencer e della Apple

CATANIA16 aprile 201914:17

– Sarà la commedia ‘Ladies in Black’, nuovo film del regista australiano Bruce Beresford che ha già diretto ‘A spasso con Daisy’, ad inaugurare la 65/a edizione del Taormina Film Fest, che si svolgerà nella Perla dello Ionio dal 30 giugno al 6 luglio. Beresford sarà presente alla rassegna insieme alla co-protagonista Julia Ormond e agli altri attori del film. Sarà Oliver Stone a presiedere la giuria composta, tra gli altri, dallo scrittore André Aciman (‘Chiamami col tuo nome’), dal compositore Carlo Siliotto (‘Instructions Not Included’, ‘Miracles from Heaven’) e dall’attrice Laura Morante. Sul grande schermo del Teatro Greco e nelle sale del Palazzo dei congressi si avvicenderanno anteprime da tutto il mondo, come il nuovo film di Martha Coolidge, ‘I’ll Find You’.
Prevista la presenza della premio Oscar Octavia Spencer (‘The Help’), protagonista della serie originale ‘Are You Sleeping?’, nuova avventura televisiva della Apple.
Biografilm, premi a Luchini e MockusRiconoscimento a Bologna anche a Letizia Battaglia

16 aprile 201916:45

– Oltre alla fotografa Letizia Battaglia, sono stati annunciati a Roma i premi alla carriera, i Celebration of Lives Award, della 15/a edizione del Biografilm Festival di Bologna (7-17 giugno): l’attore Fabrice Luchini e l’ex sindaco di Bogotà Antanas Mockus.
Luchini sarà a Bologna per ritirare il premio e presentare in anteprima la sua ultima commedia Chi l’ha scritto? Il mistero Henri Pick di Rémi Bezanon, adattamento dell’omonimo romanzo ‘Il mistero Henri Pick’ di David Foenkinos (Mondadori). Il film uscirà in autunno con I Wonder Pictures.
Il terzo Celebration of Lives Award 2019 andrà poi a Antanas Mockus, filosofo, matematico colombiano divenuto famoso come sindaco di Bogotà. Durante i suoi mandati (dal 1995 al 1997 e dal 2001 al 2004) riuscì a risolvere in modo creativo alcuni dei problemi più spinosi della sua città. Al festival sarà presentato in concorso il documentario Nijole di Sandro Bozzolo, dedicato al particolare rapporto tra Mockus e la madre, l’anticonvenzionale artista Nijole Sivickas.         

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DALLE 17:03 DI LUNEDì 15 APRILE 2019

ALLE 05:44 DI MARTEDì 16 APRILE 2019

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Romeo&Giulietta all’Arena di Verona
In prima mondiale il 26 agosto, con un cast di 20 ballerini

VENEZIA15 aprile 2019 17:03

– Un cast di 20 ballerini, tra cui stelle di fama mondiale come Alina Cojocaru e Sergei Polunin, diretti dal pluripremiato coreografo e ballerino Johan Kobborg racconterà, attraverso la danza, una delle più belle, tragiche e romantiche opere di William Shakespeare: Romeo&Giulietta. Lo spettacolo andrà in scena in prima mondiale il 26 agosto all’Arena di Verona.
“E’ meraviglioso essere nella città di Verona – ha detto Sergei Polunin – è la mia terza volta qui. Il mio sogno è di portare avanti la danza e il lavoro delle compagnie, ci lavoro da 8 anni, ma per questo occorrono fondi e investimenti di tempo”. “Adoro l’Arena – ha spiegato – e realizzo un grande obiettivo attraverso questo spettacolo, che spero di portare in giro in tutto il mondo. Ha delle scenografie strabilianti e delle bellissime idee per i costumi”.
Selinunte scenario nuova campagna GucciArt director è Christopher Simmonds. Foto di Glenn Luchford

15 aprile 201917:25

– La campagna Gucci pre-fall ritrae un gruppo di bohémien fra le rovine dei templi del parco archeologico di Selinunte, in Sicilia. In questo sito, che risale al VII secolo a.C., Gucci evoca lo spirito del classico simposio, la pratica conviviale che faceva seguito al banchetto, durante la quale i convitati socializzavano accompagnati da musica, danze e poesie. Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, da tempo guarda all’antico e la scelta di Selinunte per creare un tableau vivant contemporaneo ne è la conferma.
Selinunte fu fondata dai greci nel VII secolo a.C. sulla costa sud-occidentale della Sicilia. Nell’acropoli vi sono nove templi e altri tre fuori le mura, nella collina orientale, fra cui il tempio di Hera che figura nella campagna.
La decisione di fotografare le collezioni in uno scenario come Selinunte contribuisce a promuoverne il patrimonio culturale e a renderlo significativo per le giovani generazioni. Art director della campagna è Christopher Simmonds. Le foto sono di Glen Luchford.
Pitt e Jolie tornano legalmente singleIn attesa divorzio, i due hanno ripristinato il proprio status

NEW YORK15 aprile 201917:29

– Addio a Brangelina. Quello che è stato una sorta di brand per una delle coppie più famose di Hollywood non esiste più, visto che Brad Pitt e Angelina Jolie sono ora ufficialmente single. In attesa di divorzio, infatti, i due attori hanno chieste di ripristinare lo status di single legalmente. La coppia si è separata due anni fa e da allora si è scatenata una vera e propria battaglia legale soprattutto per la custodia dei figli. Secondo i media americani, Jolie, 43 anni e Pitt, 55 anni, avevano raggiunto un accordo lo scorso novembre, tuttavia ancora non sono stati finalizzati i termini del divorzio. La Jolie aveva anche accusato l’ex marito di non pagare a sufficienza per il mantenimento dei figli, mentre alcuni mesi fa un giudice ha ordinato all’attrice di concedere a Brad più spazio per stare con i figli.
Bibi Andersson, addio a sorriso BergmanDa Il posto delle fragole a Passione, 40 anni di sodalizio

15 aprile 201917:43

– Non faceva sentire la sua voce da quando, nel 2009, un terribile ictus l’aveva privata della parola costringendola a un triste silenzio e alla prigionia del suo corpo nel silenzio. Dal 14 aprile Berit Elisabeth “Bibi” Andersson non c’è più e con lei se ne va un altro frammento insostituibile della “galassia Bergman”, quell’universo di talenti e protagonisti cui il grande regista svedese attingeva per dar vita al suo mondo interiore. Per Bergman, Bibi Andersson (nata a Stoccolma l’11 novembre 1935) era una presenza quasi insostituibile: l’aveva scoperta appena sedicenne sulle assi del palcoscenico di Malmö nel 1951 e subito l’aveva scritturata per una pubblicità; ma appena quattro anni dopo l’avrebbe richiamata per un ruolo più impegnativo in “Sorrisi di una notte d’estate”. Non si sarebbero più separati per oltre 40 anni, in un crescendo di simbiosi da cui nascono ben 8 capolavori da “Il posto delle fragole” a “Persona”, da “Passione” fino a “Scene da un matrimonio” del 1973.
Musical su Tina Turner sbarca a BroadwayIn scena a novembre a New York

NEW YORK15 aprile 201918:27

– ‘The Tina Turner Musical’ sbarcherà a Broadway dopo il successo di Londra. Il musical andrà in scena al Lunt-Fontanne Theatre dal 7 novembre, qualche giorno prima dell’80/o compleanno di una delle icone mondiali del rock and roll.
‘The Tina Turner Musical’ ha debuttato nel West End nell’aprile del 2018 con Adrienne Warren nel ruolo principale.
E’ la storia di Tina Turner, ossia quella di una donna che ha sfidato i confini di sesso ed età per arrivare al successo. Per 12 volte vincitrice di Grammy, la rockstar ha anche combattuto con gravi problemi di salute. Ha avuto un ictus, un cancro all’intestino e si è sottoposta a trapianto di reni.
E’ sopravvissuta anche ad un matrimonio violento con Ike Turner. Attualmente vive in Svizzera e dopo aver preso un passaporto svizzero ha rinunciato alla cittadinanza americana.
Accordo Barbie e Samsonite Europe N.V.Speciale edizione per il viaggio da maggio. Accordo biennale

15 aprile 201918:32

– Samsonite Europe N.V. ha siglato una nuova licenza con Barbie, marchio storico di Mattel, per vestire una speciale edizione di valigie, trolley e borse della collezione American Tourister. L’accordo di licenza tra i due colossi americani avrà durata due anni e prevede la possibilità da parte di Samsonite Europe N.V di utilizzare il marchio e l’iconografia della bambola più famosa del mondo per la produzione e commercializzazione della collezione special edition Barbie X American Tourister a livello europeo. La collezione debutterà sul mercato nel prossimo mese di maggio.

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Arte,Leo Award 2019 a Patrizia Sandretto
La consegna del premio Ici a New York il 22 ottobre

TORINO15 aprile 201918:34

– Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente e fondatrice dell’omonima Fondazione per l’Arte Contemporanea di Torino, ha ottenuto il Leo Award 2019 promosso dall’Independent Curators International (Ici). La premiazione il 22 ottobre a New York.
In passato il premio è andato, tra gli altri, a Dimititris Daskalopoulos, Marian Goodman, Miuccia Prada, Emily Rauh Pulitzer, Roy and Doroty Lichtenstein.
Patrizia Sandretto è stata premiata dall’associazione internazionale, che riunisce i più grandi collezionisti indipendenti sparsi nel mondo, per la sua attività di collezionista e di promotrice dell’arte contemporanea iniziata nel 1995 con la creazione della sua Fondazione e nel 1997 del secondo spazio dedicato all’arte a Guarene d’Alba. Le vengono anche riconosciute un profondo sentire filantropico e un’attiva partecipazione nei principali board internazionali che si occupano di promozione dell’arte contemporanea.
Willy Wonka arriva a teatro come musicalIn scena a novembre alla Fabbrica del Vapore

15 aprile 201919:06

– Willy Wonka arriva a teatro: il musical ispirato al romanzo “Charlie e la fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl, da cui sono stati tratti i film “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” del 1971, con Gene Wilder, e quello del 2005 con Johnny Depp diretto da Tim Burton, che ha incassato circa 500.000.000 di dollari, debutterà l’8 novembre a Milano, dove sarà in scena per tutta la stagione 2019/2020, solo a Milano, presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore.
La regia di questa edizione italiana sarà firmata da Federico Bellone e vedrà la produzione di Wizard Productions. Il musical ha debuttato con la regia di Sam Mendes, la firma di ‘American Beauty’ nel 2013 a Londra, restando in scena per quasi 4 anni, e raggiungendo il più alto incasso settimanale nella storia del teatro inglese, per poi spostarsi a New York.
Lo spettacolo sarà coprodotto con il Comune di Milano.

Madonna, 17/4 nuovo singolo con MalumaAnnuncio su social, titolo è Medellin, anticipa disco Madame X

15 aprile 201919:16

– Lasciando indizi qua e là sui suoi social, Madonna ha fatto trapelare che il 17 aprile uscirà il suo nuovo singolo dal titolo Medellin, in collaborazione il cantautore colombiano Maluma. Il brano anticipa l’uscita dell’album Madame X, di cui la stessa Madonna aveva dato notizia, sempre dai social, pubblicando una serie di clip.
“Madame X – si legge nei suoi post – è un agente segreto, che viaggia per il mondo, cambia identità, lotta per la libertà, porta la luce nei luoghi bui. E’ un’insegnante di cha cha, una professoressa, un capo di stato, una domestica, un’amazzone, una prigioniera, una studentessa, un’insegnante, una suora, una cantante di cabaret, una santa, una prostituta”.
Torna il giallo di Pino ImperatoreUmorismo partenopeo con Scapece, Improta, famiglia Vitiello

NAPOLI15 aprile 201919:33

– É tornata nelle librerie una delle squadre investigative più divertenti del giallo italiano, ed è già un successo: a pochi giorni dalla pubblicazione, ‘Con tanto affetto ti ammazzerò’, il nuovo romanzo dell’umorista napoletano Pino Imperatore, edito da DeA Planeta, è nella classifica dei libri di narrativa più venduti. I protagonisti sono gli stessi di ‘Aglio, olio e assassino’, l’opera che l’anno scorso fu accolta positivamente dal pubblico e dalla critica: l’ispettore di polizia Gianni Scapece, il commissario Carlo Improta e i componenti della famiglia Vitiello, titolari della trattoria Parthenope a Mergellina. Personaggi che tra stravaganze e imprevisti riescono a risolvere casi molto complicati. “A grande richiesta dei lettori – spiega – ho voluto raccontare una nuova indagine ambientata in luoghi affascinanti: Posillipo, Capri, Sorrento, Ischia. Stavolta Scapece si addentra in una vicenda familiare fatta di rancori, odi, avidità. Non sarà facile venirne a capo. Ma alla fine l’intelligenza vincerà”.
Sportmax lancia capsule Denim CultureOtto modelli in tre diversi cotoni della tela di Genova

15 aprile 201919:37

– Sportmax (gruppo Max Mara) lancia una speciale capsule collection, la “Denim Culture” che celebra la amata tela di Genova con cui vengono realizzati i jeans. La mini collezione si compone di otto modelli realizzati in tre tipologie di denim (raw denim, classic o stretch), riprendendo stili e motivi caratteristici di Sportmax come la femminilità dei fit, i ricercati dettagli (le ruches ) e il caratteristico touch sport. Il color indaco reinterpreterà il denim design, per dargli un carattere ancora più cool. Nella capsule, tute, salopette, gonne midi, gilet e camicie.
Gaugamela, dove Alessandro Magno piegò DarioScoperta da Missione Università Udine nel Kurdistan Iracheno

15 aprile 201920:00

Fu teatro di uno dei più epici incontri e scontri fra Occidente e Oriente. Luogo dove la Storia scelse da che parte stare, segnando la fine di un mondo e l’inizio di una nuova era, l’Ellenismo. Eppure, mai le fonti si erano trovare concordi sulla sua collocazione. Oggi sono una Missione e un archeologo italiani a indicare il sito della battaglia di Gaugamela, dove nel 331 a.C le truppe di Alessandro Magno sconfissero l’esercito del re persiano Dario III. Si tratta del Land of Nineveh Archaeological Project dell’Università di Udine e del team guidato da Daniele Morandi Bonacossi, che ogni anno coinvolge 25 specialisti e che dal 2012 sta studiando, mappando e scavando nel Kurdistan Iracheno un’area di 3 mila metri quadri, una delle più ampie mai rilasciate in Iraq, fino a oggi poco sondata perché proprio lungo la linea del fronte con il Califfato.Tra i 1100 siti archeologici rinvenuti (cifra record che fa di questa zona una delle più ricche della Mesopotamia), dopo l’ultima missione – sostenuta dal Ministero degli Esteri, Agenzia Italiana per Cooperazione allo Sviluppo, Ministero dell’Istruzione, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli – oggi Morandi Bonacossi punta dritto l’indice sulla cartina: il campo della battaglia di Gaugamela coincide con l’area di Gomel, al tempo “solo un piccolo villaggio rurale, rifondato proprio alla fine del IV secolo”, racconta lo studioso presentando la scoperta a Roma, alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica dell’Iraq Ahmad A.H. Bamarni. “La prova regina – dice – è lo studio filologico del toponimo del sito”, che andando indietro nel tempo e nelle dizioni arriva al nome di epoca assira Gammagara/Gamgamara, “trovato in un’iscrizione celebrativa del re Sennacherib”. Tra scavi stratigrafici, tecnologie all’avanguardia, droni e fotografie scattate nei programmi di spionaggio negli anni ’60-’70 (Corona, Hexagon o dagli aerei spia U-2, che mostrano il territorio prima dell’espansione di Mosul e Duhok), a confermare la tesi dell’Università di Udine sono poi tre rilievi che tracciano la presenza di Alessandro Magno, scolpiti lungo quella infinita rete di canali di irrigazioni costruita dal re Sennacherib per portare acqua a Ninive. In tutto 250 chilometri, con i più antichi acquedotti in pietra della Storia (di ben 400 anni precedenti a quelli romani), per la quale la Missione sta elaborando con il CNR un progetto di Parco archeologico e un dossier per il suo inserimento nella tentative list dell’Unesco.”Nei punti in cui si deviava il corso del fiume – racconta Morandi Bonacossi – si usava scolpire nella roccia alcuni rilievi. Quello di Gali Zerdak, sulla montagna che domina Gomel, ribattezzata Monte Nikatorion, il monte della vittoria”, raffigura “una Nike alata che porge una corona a un cavaliere nell’iconografia tipica di Alessandro Magno. C’è poi quello di Khinis, a 20 chilometri, dove un cavaliere di età partica cela un ritratto di Alessandro condottiero”. E ancora, “completamente sconosciuto, il rilievo di Nirok”, con un volto contornato da soli, “proprio come il ritratto di Alessandro al Museo di Bruxelles”. Risultati di “un’eccellenza di un sistema in cui il Friuli Venezia Giulia ha sempre investito – commenta l’Assessore all’istruzione della Regione, Alessia Rosolen – convinti che sia un fortissimo strumento di diplomazia scientifica e culturale”. Intanto Daniele Morandi Bonacossi già guarda a quel che potrà raccontargli ancora il deserto. “Ora speriamo di poter scavare alcuni rilievi assiri che abbiamo appena scoperto tra i canali – dice -. Il prossimo anno punteremo alla regione di Herbil, verso una città del III millennio a.C che segnò la nascita delle prime strutture urbane in Mesopotamia”.

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Vinci celebra Leonardo con Mattarella
Il Capo dello Stato inaugura la mostra e visita la casa del Genio

VINCI (FIRENZE)15 aprile 201920:39

Taglio del nastro alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella per la mostra ‘Leonardo a Vinci. Alle origini del Genio’, allestita nel Museo Leonardiano di Vinci (Firenze), fra gli eventi principali delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo. Visibile fino al 15 ottobre, e coorganizzata con le Gallerie degli Uffizi, l’esposizione è incentrata sul legame biografico di Leonardo con la sua città natale e sulle suggestioni che la terra d’origine offrì al suo percorso di artista, tecnologo e scienziato.In mostra documenti in prestito dall’Archivio di Stato di Firenze, che ricostruiscono le primissime vicende della vita di Leonardo a Vinci, e il primo disegno conosciuto da lui realizzato, ‘Paesaggio 8P’, datato 5 agosto 1473 che è conservato presso il Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi. L’opera originale sarà visibile fino al 26 maggio e successivamente sarà esposto un facsimile di grande qualità che riproduce fedelmente la carta utilizzata da Leonardo e l’inchiostro ferrogallico. Le analisi condotte con un software chiamato ‘InSight Leonardo’, hanno permesso l’acquisizione tridimensionale ad altissima risoluzione dell’opera che sarà interamente ‘navigabile’ su schermi touch screen, rendendo visibili anche dettagli non percepibili a occhio nudo. Le indagini hanno portato alla scoperta sul retro dell’opera di due paesaggi sovrapposti del tutto diversi da quello disegnato sul fronte: una scena fluviale, con al centro un corso d’acqua e due rive collegate da un ponte, e sulla sinistra una formazione di rocce. Studiandone la stesura, in particolare l’analisi calligrafica di due scritte riportate sul retro, è stata confermata l’ambidestria del genio di Vinci. Nella sezione biografica è invece esposto il registro notarile del bisnonno di Leonardo sul quale, all’ultima pagina, il nonno Antonio annotò la nascita del nipote.La giornata di Mattarella a Vinci, che ha definito Leonardo “un grande toscano e un grande italiano, protagonista assoluto della scena europea”, è proseguita poi con una visita alla casa natia del grande genio, nella frazione di Anchiano. É la seconda volta che un Capo dello Stato partecipa alle celebrazioni per Leonardo da Vinci, il primo fu Luigi Einaudi il 15 aprile 1952, anniversario dei 500 anni dalla nascita. Mattarella ha annunciato che “il 2 maggio, ad Amboise, con il presidente della Repubblica francese” renderà omaggio alla tomba di Leonardo che “era figlio del suo tempo, in cui la cultura non riconosceva frontiere e accomunava nello scambio di conoscenze tutta l’Europa”. Presente anche il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli: “Leonardo ha messo in discussione quello che era stato il pensiero prima di lui – ha detto -. Mettere in discussione il pensiero che era dei classici era quasi, al tempo, a livello di eresia. Si assunse la responsabilità personale. Ce lo dovremmo ricordare anche oggi, quando dobbiamo combattere soluzioni di pensiero unico”. Tra gli interventi anche il presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo Paolo Galluzzi, il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.           

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Dililì a Parigi, in sala il nuovo capolavoro di Ocelot
Dal 24 aprile il film d’animazione pluripremiato

15 aprile 2019 06:09

Da Michel Ocelot, papa’ di Kiriku’ e della strega Karaba’, Pulcinella Award alla carriera all’ultimo Cartoons on the bay, arriva in sala il nuovo lungometraggio di animazione “Dilili’ a Parigi”, che ha gia’ vinto un premio Cesar e in uscita dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim.
“Ho scelto di ambientarlo nella Parigi della Belle Epoque – spiega il maestro dell’animazione- perche’ era un’epoca bella, uno degli ultimi periodi in cui le donne erano solite indossare abiti lunghi fino a terra che le facevano sembrare principesse, regine e fate. E poi e’ stato il momento i cui le donne hanno cominciato a poco ad abbattere alcune barriere che le separavano da maschi: incontriamo la prima donna avvocato, la prima dottoressa, la prima studentessa d’universita’, la prima autista di taxi. Ma l’ho scelto anche per il contrasto tra la civilizzazione dell’Occidente e la stupidita’ della violenza, in questo caso quella degli uomini sulle donne”.
Dilili’ e’ una bambina di papa’ kanak (Nuova Caledonia) e mamma francese. “La mia pelle e’ troppo chiara per i kanak e troppo scura per i francesi” dice a inizio film spiegando la sua condizione. “Dilili’ – dice Ocelot – fa una collezione di “orrori” diversi”. Oltre al razzismo di cui e’ vittima da entrambe le parti si trova alle prese con una serie di rapimenti misteriosi effettuati da una sorta di setta, i Maschi Maestri, in cui sono coinvolte alcune bambine. Risolvera’ il caso grazie all’aiuto di un fattorino e di una serie di personaggi straordinari che incontra (Marie Curie, la marchesa Casati, Toulose Lautrec, Pasteur, Renoir, Cezanne, Proust, Picasso solo per citarne alcuni)”.
Riguardo al suo primo successo internazionale Ocelot sottolinea: “Anche con Kiriku’ c’era lo stesso tema. La strega Karaba’ era cosi’ cattiva perche’ aveva subito la violenza maschile. La storia di Dilili’ e’ ambientata a Parigi che rende tutto piu’ reale. La protagonista e’ coetanea di Kiriku’ ma piu’ consapevole. Ha gia’ sofferto nella sua vita. Il film parte con Dilili’ che arriva a Parigi per esibirsi nel cosiddetto Zoo Umano dell’Expo. Io sono convinto che anche le chiacchiere da bar possono far male. Ma, non e’ utopia, la storia puo’ cambiare”.
Genitori elicottero, aiuto no limitsGreiner e Padtberg raccontano fenomeno recente e tragicomico

15 aprile 201909:46

– LENA GREINER, CAROLA PADTBERG ‘GENITORI ELICOTTERO’ (FELTRINELLI PP 140 EURO 14,00) – Dottore mio figlio sta morendo, ha starnutito! Mister lo vede mio figlio come gioca? E’ il nuovo Totti! Professore ma alla gita non possiamo venire anche noi genitori? Maestra può spostare il compito in classe mio figlio non ha avuto tempo di ripassare? Allarme rosso alla scuola materna Francesco ha perso l’orsacchiotto! Abbiamo mandato dei curricula, siamo in attesa ci chiamino per il colloquio di lavoro. C’è poco da sorridere: siamo tutti ‘genitori elicottero’, pronti ad andare in soccorso dei figli, pronti a sorvolare sopra le loro teste per controllare qualsiasi cosa facciano e infine ad atterrare e a risolvere ogni loro problema. In ansia sempre, in mezzo ad ogni situazione per immischiarsi nel bene e nel male, magari in buona fede con l’idea di far crescere i figli senza fargli conoscere dolori e brutture, in una parola farli scivolare senza sforzo lungo il cammino della vita. Genitori che lavorano e dunque combattono con i sensi di colpa del poco tempo a disposizione con loro e dunque bravissimi ad organizzare il tempo dei figli con planning degni di top manager.
Superpapà e supermamme che si fanno in quattro per accompagnarli a fare sport, magari portandogli il borsone o asciugandogli bene i capelli con il phon oppure a riprenderli a notte fonda da feste e incontri in giro per la città. Genitori così se ne incontrano ovunque: al corso di danza classica, al supermercato, all’asilo, sull’autobus o davanti allo specchio.
Di questa tendenza iperprotettiva che – se non fosse preoccupante quando è applicata all’ennesima potenza sarebbe tragicomica – fa un vero e proprio affresco un libro scritto da due redattrici dello Spiegel Online, Lena Greiner e Carola Padtberg (Genitori Elicottero, Feltrinelli Urra). Viene da chiedersi talvolta: come ha fatto l’umanità fino ad oggi a sopravvivere per la maggior parte del tempo senza genitori di questo tipo? O meglio come fa tutta quell’altra umanità fuori dalla comfort zone delle nostre calde cucce occidentali ad andare avanti senza l’elisoccorso? Le due autrici hanno messo insieme episodi spesso esilaranti che sono stati raccontati loro dai lettori cui Greiner e Padtberg avevano chiesto esempi vissuti. Gli aneddoti arrivati da educatori, pediatri, allenatori di calcio e quant’altro, sono spesso folli a dimostrazione che i genitori elicottero che non si fidano più di nessuno spesso non hanno il senso della misura.
“L’80% dei bambini del mio asilo nido si ritrova genitori elicottero pignoli e iperansiosi”, dice un’educatrice alle prese con 100 e mille paranoie quotidiane. C’è chi arriva a sguinzagliare avvocati perché si sentono in diritto di agire nei confronti della scuola o di un insegnante. Le motivazioni? Ad esempio perché vogliono a tutti i costi partecipare alla gita scolastica e al no categorico si appellano alla giustizia.
Genitore elicottero è anche quello che aiuta i figli nei compiti, correggendoli a casa prima che i ragazzi li riportino a scuola. Per non parlare dei padri ambiziosi – una vera e propria piaga per gli allenatori di calcio – capaci di tali comportamenti scorretti da esaurire squadre intere. Occuparci dei figli può dare dipendenza, ci illude di renderci felici ma quando sono andati via dal nido cosa resta di noi?

Torino sarà twittata da@italia dell’EnitEccellenze della città in 8 lingue per utenti di tutto il mondo

TORINO15 aprile 201911:01

– Torino sarà protagonista, martedì 16 aprile e mercoledì 17 aprile, del profilo twitter @italia “The official Twitter for tourism in #Italy. Ideas, inspiration and travel tips for your next holiday in Italy” dell’Enit, Agenzia Nazionale del Turismo.
Il web team di Turismo Torino e Provincia, che gestirà l’account @italia, racconterà al pubblico social che da tutto il mondo segue la chiocciolina (oltre 132 mila followers) le eccellenze della città attraverso immagini, video e caratteri: dai musei, con l’Egizio e il Cinema, alla mostra ‘Leonardo a Torino. Disegnare il futuro’, a Torino Capitale del Gusto, passando per i portici, le Residenze Reali e la Sindone. I contenuti dei tweet saranno tradotti in 8 lingue dalle sedi estere di Enit (Madrid, Mosca, Vienna, Londra, Parigi, Buenos Aires, Francoforte, Seoul, Tokyo, Sydney, New York con Toronto) e pubblicati anche sui loro profili. L’attività rientra nel progetto Twitter plurale, avviato da Enit con le Regioni nel 2016 e allargato alle città d’arte con la partecipazione di Genovamorethanthis.
“Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’opportunità che ci è stata data dall’Enit e che ci permette di raggiungere, in pochi caratteri, una vasta platea di utenti da tutto il mondo. Non potevamo che scegliere la due giorni del 16 e 17 aprile per proseguire nella promozione della mostra “Leonardo a Torino.
Disegnare il futuro”, sottolinea Daniela Broglio, Direttore di Turismo Torino e Provincia.

Incassi, After fa il boom con 3.3 mlnPoi Dumbo e Shazam, esordiscono Heel Boy 4/o e Wonder Park 5/o

15 aprile 201911:02

Un mix di passione e pericolo magnetici per After, che fa fare il pieno al botteghino italiano, come già era accaduto oltre oceano. Il film di Jenny Cage con Josephine Langford e Hero Fiennes Tiffin incassa nei 4 giorni di programmazione 3 milioni 287 mila euro con l’altissima media sala di 5425 euro su 606 sale.
Slitta di una posizione Dumbo di Tim Burton che raccoglie un altro milione 374 mila euro (-53%) per un totale di 9 milioni 338 mila (la media è di 1998 euro su 688 schermi). Terzo Shazam! che guadagna 830 mila euro per un complessivo di 2 milioni 980 mila. Gli altri debuttanti sono Hellboy (quarto con 765 mila euro in 4 giorni), Wonder Park (quinto con 719 mila) e Cafarnao (nono con 279 mila e la seconda media sala della top ten: 2797 euro su 100 copie).
Complessivamente il box office italiano mette a segno 9 milioni 455 mila euro, in aumento del 48.28% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e del 6% sulla scorsa settimana.
Il poster di Cannes è un omaggio a Agnes VardaE’ foto di scena di La Pointe Courte, 1954, suo film d’esordio

15 aprile 201912:15

E’ un omaggio ad Agnes Varda, la grande regista francese scomparsa a 90 anni il 29 marzo scorso il poster per il 72/mo festival di Cannes (14-25 maggio).
Polarizzato arancio lo scatto d’epoca, 1954, ritrae una giovane donna che guarda dentro la cinepresa arrampicata sulla schiena di un operatore per arrivare più in alto possibile: è la Varda 26enne al suo primo film. siamo nel quartiere di Pointe Courte a Sète, nel sud della Francia. E’ il set di La Pointe Courte con Silvia Monfort e Philippe Noiret, un film d’esordio che sarà presentato nel ’55 a Cannes. Come un manifesto, questa foto del set riassume tutto su Agnès Varda: la sua passione, la sua disinvoltura, la sua malizia. Ingredienti di un artista libero, che non ha mai smesso di migliorare. I suoi 65 anni di creatività e sperimentazione coincidono quasi con l’età del Festival di Cannes, cui la Varda ha partecipato 13 volte nella selezione ufficiale con i suoi film. Il festival, che il 18 aprile annuncerà la selezione, vuole sin dal poster ricordarla.
Sorvegliando la spiaggia di Cannes, giovane ed eterna, Agnès Varda “sarà la luce guida ispiratrice di questa 72/a edizione del Festival”.
Agnes Varda, che è stata anche membro della giuria nel 2005 e presidente della Caméra d’or nel 2013, quando ha ricevuto la Palma d’oro alla carriera nel 2015, ricorda il festival di Cannes, ha evocato “resilienza e resistenza, più che onori”, e l’ha dedicata “a tutti i cineasti coraggiosi e creativi, quelli che creano il cinema originale, che si tratti di finzione o documentario, che non sono sotto i riflettori, ma che continuano a cercare”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Premi Abbiati, Bohème miglior spettacolo
Riconoscimento speciale a Fin de Partie di Kurtag

15 aprile 201912:45

– E’ la Bohème con la regia di Graham Vick e la direzione di Michele Mariotti, andata in scena al Comunale di Bologna, il miglior spettacolo 2018, secondo la giuria del 38/o premio della critica musicale Franco Abbiati.
Una menzione speciale è andata a Fin de Partie, opera in prima assoluta di Gyorgy Kurtag che ha debuttato alla Scala lo scorso novembre. Il premio per la novità per l’Italia è andato a Richard III di Giorgio Battistelli (la Fenice di Venezia).
Come miglior direttore è stato scelto Antonio Pappano per la conduzione di West Side Story con l’Accademia di Santa Cecilia.
Fra i cantanti sono stati premiati il basso Ildar Abrazakov (protagonista fra l’altro dell’Attila del 7 dicembre alla Scala) e il soprano Federica Lombardi. Premio come miglior regia a Deborah Warner per il Billy Bud andato in scena all’opera di Roma.
Nyman al Festival Bellezza di VeronaConcerto al Teatro Romano con band e contralto Summers

VERONA15 aprile 201913:14

– Michael Nyman sarà protagonista alla sesta edizione del Festival della Bellezza di Verona, la manifestazione ispirata a Dante, Mozart e Shakespeare che si conferma tra le più prestigiose del panorama nazionale, quest’anno dedicata al tema “L’Anima e le Forme”.
La sera del 30 maggio, al Teatro Romano, il compositore di molti bestseller (oltre 3 milioni di copie vendute della colonna sonora di “Lezioni di piano”) proporrà un concerto speciale al pianoforte accompagnato dalla sua orchestra – la Michael Nyman Band – e dalla celebre contralto Hilary Summers.

A Festival Scienze 65 mila visitatoriAll’Auditorium 500 appuntamenti, tra protagonisti due Nobel

15 aprile 201913:24

Dopo quella dello scorso anno, la XIV edizione del National Geographic Festival delle Scienze registra un altro grande successo, portando all’Auditorium Parco della Musica un pubblico ancora più vasto: ben 65 mila visitatori (un dato quasi triplicato nelle ultime tre edizioni). Durante la settimana appena conclusa, oltre 500 appuntamenti hanno permesso di approfondire il tema dell’Invenzione celebrando i tre importanti anniversari a essa collegati: i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il 50/o anniversario dell’allunaggio dell’Apollo 11 e i 150 anni dalla creazione da parte di Dmitrij Mendeleev della Tavola Periodica. Una vera e propria festa della Scienza a cui hanno contribuito l’entusiasmo e la curiosità dei 29 mila studenti. Un’edizione particolarmente vivace a cui hanno collaborato 10 partner scientifici e tra gli altri due Premi Nobel per la Fisica 2018 Gerard Mourou e Donna Strickland. Il festival è prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, con la partnership progettuale di Codice Edizioni.
Ex-Otago, tour estivo ai festivalCon “La notte chiama tour”, protagonisti anche al 1 maggio Roma

15 aprile 201913:41

– Dopo aver conquistato i club con “Cosa Fai questa notte? Tour 2019”, che si è concluso il 12 aprile a Bari, gli Ex-Otago, la band rivelazione del Festival di Sanremo, sono pronti a ripartire con La Notte Chiama Tour, che porterà le “otagate” in giro per tutta l’estate, nei principali festival d’Italia. Saranno anche protagonisti del Concerto del Primo Maggio a Roma. Queste le date: Barzio (8 giugno, Nameless Festival), Parma (9 giugno, Parma Music Park), Milano (27 giugno, Tuborg Open Fest), Collegno (3 luglio, Flowers Festival), Bologna (12 luglio, Indimenticabile Festival), Tortona (13 luglio, Arena Derthona), Roma (19 luglio, Rock in Roma), Treviso (21 luglio, Suoni Di Marca), Cinquale (9 agosto, Arena della Versilia), Fasano (17 agosto, Costa dei Trulli Festival) e Bellaria Igea Marina (24 agosto, Beky Bay).
Leonardo in mostra a TorinoEsposti fino al 14 luglio l’Autoritratto e il Codice sul volo

TORINO15 aprile 201915:12

– Torino partecipa alle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, che cadono proprio oggi, con l’inaugurazione di una grande mostra ai Musei Reali, aperta fino al 14 luglio. Esposti due tra i simboli dell’arte e del pensiero scientifico del maestro, il celebre Autoritratto e il Codice sul volo degli uccelli donato da Teodoro Sabachnikoff al Re Umberto I nel 1893.
La mostra, che si intitola ‘Leonardo Da Vinci. Disegnare il futuro’, “focalizza l’attenzione sul disegno di Leonardo mettendo in dialogo i suoi lavori con analoghe esperienze di altri grandi del tempo, ma anche contemporanei come i 3 artisti che accompagnano l’Autoritratto nell’ultima sala della mostra, Luigi Ontani, Alberto Savinio e Salvo”, spiega Pietro Folena, presidente dell’associazione Metamorfosi che ha allestito la mostra.

Cortellesi superspia contro cafoni oggi’Ma cosa ci dice il cervello’ in sala dal 18/4 in 600 copie

15 aprile 201915:45

– All’apparenza mite mamma e impiegata al Ministero ma in realtà superspia, pronta a attivarsi non solo contro ‘cattivi’ globali, ma anche contro i cafoni violenti che ci circondano nel quotidiano. Le da vita, moltiplicandosi in 15 diverse identità, Paola Cortellesi, nell’action comedy Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani (la stessa coppia del blockbuster Come un gatto in tangenziale), dal 18 aprile con Vision Distribution in 600 copie.
Nel cast anche Carla Signoris, Remo Girone, Giampaolo Morelli, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Claudia Pandolfi, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Alessandro Roja, Paola Minaccioni Emanuele Armani. Tra i bersagli della superspia ci sono l’adolescente che minaccia il professore o la mamma coatta che col telefonino in mano pretende di dare lezioni di medicina alla pediatra della figlia. “Con una storia che speriamo sia divertente – spiega Cortellesi – raccontiamo la necessità di guardarci allo specchio e agire per riacquistare il vivere civile”.
Premio Franco Abbiati al maestro PappanoPer West Side Story e integrale Bernstein

15 aprile 201915:54

– Antonio Pappano miglior direttore per l’ esecuzione di West Side Story e per l’ integrale delle Sinfonie di Leonard Bernstein con l’ Orchestra e il Coro dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Lo ha deciso l’ Associazione Nazionale dei Critici Musicali che ha assegnato al maestro anglo-italiano il premio “Franco Abbiati”. Il riconoscimento si aggiunge a quelli già ottenuti dal Direttore Musicale di Santa Cecilia per le produzioni legate a Bernstein.
Lo scorso 17 gennaio la commissione internazionale degli International Classical Music Awards ha comunicato la lista dei vincitori tra i quali Pappano, l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia spiccano nella categoria “symphonic” per l’incisione Warner Classics delle Sinfonie del compositore e direttore americano. Il 2 aprile l’Unione della stampa musicale belga ha inserito l’integrale delle Sinfonie di Bernstein fra i vincitori del Prix Caecilia 2019.
26 mln turisti per Pasqua e 1 MaggioCna, giro affari di 6,3 miliardi, spingono arte e riti sacri

15 aprile 201915:58

– Ventisei milioni di turisti in viaggio (tra di loro sette milioni e mezzo di stranieri) su strade e autostrade italiane per il super ponte di Pasqua, 25 aprile e 1 maggio. E’ la stima di un’indagine condotta da Cna Turismo e Commercio tra gli aderenti alla Confederazione. Il movimento economico complessivo sarà superiore ai 6,3 miliardi di euro. Città d’arte, siti Unesco, riti sacri e rappresentazioni popolari a sfondo religioso, prodotti tipici enogastronomici i magneti d’attrazione. In particolare per Pasqua si metteranno in viaggio 14 milioni di vacanzieri (2 milioni e mezzo dall’estero). Molti per raggiungere mete turistiche, ma in buon numero anche per congiungersi con i parenti. Complessivamente il giro d’affari dovrebbe raggiungere quest’anno i 3,5 miliardi, in crescita di 400 milioni rispetto al 2018. Per riti sacri e rappresentazioni popolari, che spingeranno a compiere viaggi anche lunghi, si stima un giro d’affari di 800 milioni.
Chiara Galiazzo con Ax in Pioggia ViolaDisponibile dal 26 aprile, a maggio 4 date live per l’artista

15 aprile 201916:13

– Nuovo singolo per Chiara Galiazzo. Il brano Pioggia Viola sarà disponibile dal 26 aprile (Sony Music) e vedrà l’artista veneta collaborare con J-Ax. Il brano, primo passo di un nuovo lavoro discografico, è stato scritto da Chiara con Danti, Piero Romitelli e Francesco “Katoo” Catitti che lo ha anche prodotto. “J-Ax lo conosco e lo stimo molto sia come persona sia come artista – afferma Chiara -. Quando gli ho fatto sentire la canzone, non ho potuto fare a meno di chiedergli di prendervi parte. Il suo contributo l’ha resa ancora più bella”.
A maggio Chiara sarà protagonista de “Il tour più piccolo del mondo”, un’anteprima del progetto live della cantante in quattro teatri. Con un set raccolto e accogliente, la sua voce e un pianoforte, Chiara racconta come fare le cose grandi in piccolo attraverso la sua musica. Il via il 17 maggio dal Teatro Concordia di Monte Castello di Vibio (PG), poi il Teatro Torlonia di Roma il 18, il Teatro Gualtieri di Gualtieri (RE) il 19 e il Teatro Gerolamo di Milano il 24.
Gli itinerari umani di GarrubbaLo sguardo del fotografo in 100 scatti con Gnam e Istituto Luce

15 aprile 201916:17

– Lo si poteva riconoscere per quella piccola Leica sempre in tasca, a portata di mano per non farsi trovare impreparato di fronte alla straordinarietà del mondo conosciuto proprio grazie alla fotografia. Sguardo libero da condizionamenti, mai stanco di osservare l’uomo e la strada per capire la società attraverso le “piccole storie”, Caio Mario Garrubba è stato per 50 anni un autore di profonda sensibilità: un talento naturale il suo, a cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma rende omaggio con la mostra “Lontano. Caio Mario Garrubba. Fotografie”, allestita dal 16 aprile al 2 giugno e a cura di Gabriele D’Autilia ed Enrico Menduni. Resa possibile dall’Istituto Luce che ha acquisito l’archivio del fotografo scomparso nel 2015 (un patrimonio di 60 mila negativi, 40 mila diapositive, oltre a stampe vintage, appunti e provini), l’esposizione delinea la sua carriera attraverso 100 scatti, realizzati in giro per il mondo in anni in cui, quelli dai ’50 ai ’70, non era certo facile viaggiare.
Fresu, in cd e digitale “Altissima Luce”Scelte e riadattate con Di Bonaventura 13 laudi di Cortona

15 aprile 201916:29

– Dopo essere stato presentato dal vivo per la prima volta ad Umbria Jazz nel 2016, e successivamente nei principali festival italiani e in diverse città, Altissima Luce – una delle produzioni più complesse nella discografia di Paolo Fresu e della sua etichetta Tǔk Music – viene pubblicato in cd e digitale. Fresu, insieme a Daniele Di Bonaventura, ha scelto 13 delle 47 laudi di Cortona (più una tratta dal Laudario Magliabechiano custodito a Firenze) e le ha trascritte, riadattate e orchestrate a quattro mani. L’organico è completato da Marco Bardoscia al contrabbasso, Michele Rabbia alla batteria, l’Orchestra da Camera di Perugia, e il Gruppo Vocale Armoniosoincanto diretto da Franco Radicchia.
Un’opera articolata, nella quale le improvvisazioni del quartetto jazz dialogano con il mondo classico dell’orchestra e le voci creando un ponte tra medioevo e attualità in un equilibrio sottile tra suoni acustici ed elettronici.

Anche Noel Gallagher a Concertone RomaGià confermati Silvestri, Ghali, Subsonica, Negrita, Motta

15 aprile 201916:41

– Noel Gallagher’a High Flying Birds si esibiranno al Concerto del Primo Maggio. Sarà la prima apparizione italiana del 2019 dell’ex Oasis, e sarà seguita poi, a luglio, da due altri concerti nello stivale: l’8 al Pistoia Blues Festival (Piazza Duomo) e il 9 al festival Arte&Musica di Mantova (Piazza Sordello).
Già confermati nel cast del Concertone, promosso dai sindacati in piazza San Giovanni, Carl Brave, Daniele Silvestri, Ex-Otago, Ghali, Ghemon, La Municipàl, La Rappresentante di lista, Motta, Negrita, Pinguini tattici nucleari, Subsonica.

Opera Roma: la Vedova Allegra come un musicalApplausi a rilettura operetta con la regia di Michieletto

15 aprile 201912:07

Il valzer della tradizione lascia spazio ai passi del rock and roll e del twist in una balera fine anni Cinquanta con il lieto fine della vedova miliardaria che sposa il dipendente della piccola banca in crisi salvandola così dal tracollo finanziario. Ha riscosso applausi la rilettura che Damiano Michieletto ha dato della “Vedova Allegra”, l’ operetta più famosa andata in scena il 14 aprile al Teatro Dell’Opera di Roma.
Con le trovate del giovane regista veneziano, “Die lustige Witwe”, composta nel 1905 da Franz Lehàr abbandona le atmosfere della Bèlle Epoque e si propone come un musical.
Il pubblico della “prima” romana ha mostrato di apprezzare l’ impegno del bel cast e la direzione dell’orchestra affidata a Constantin Trinks, uno specialista al debutto al Costanzi, con il coro istruito da Roberto Gabbiani. L’allestimento in lingua originale con i sopratitoli in italiano e in inglese dei dialoghi e delle parti cantate libera la vicenda uscita dalla penna dei librettisti Victor Lèon e Leo Stein dalle forzature inevitabili della traduzione italiana. D’effetto le scene di Paolo Fanti, i bei costumi dai toni pastello di Carla Teti, le luci di Alessandro Carletti e i movimenti dei ballerini curati da Chiara Vecchi.
I tre atti raccontano di intrecci amorosi e gelosie ma nelle intenzioni di Michieletto, quella della ricca vedova Hanna Glawari che in molti vogliono sposare per la sua eredità viene resa effettivamente come una storia di soldi nella quale i personaggi acquistano maggiore concretezza rispetto ai toni caricaturali. Njegus, da giullare e figura comica, qui assume le forme di un Cupido che sparge polvere di stelle e per colpire al cuore le sue vittime muove e passa di mano un ventaglio. La paludata ambasciata dell’immaginario Stato di Pontevedro diventa la sede della Pontevedro bank che il direttore cerca di tenere in vita grazie al matrimonio della disinibita ereditiera con uno dei suoi dipendenti. Applausi a Nadja Mchantaf nel ruolo della protagonista e a Paulo Szot – il Danilo che alla fine sposerà Hanna – che si mostra anche chitarrista, accennando tra rock e blues con una elettrica rossa il motivo del celebre valzer dal palco della balera.
Il timbro frivolo dell’operetta vira aprendo al sogno e a un velo di malinconia, come nel tenero lento dei due anziani nel secondo atto. Alla fine l’applauso va a tutto il cast, tra gli altri Anthony Michaels-Moore (Barone Mirko Zeta), Adriana Ferfecka (Valencienne), Peter Sonn (Camille de Rossillon), Karl-Heinz Macek (Njegus). “Il pubblico ha accolto molto bene uno spettacolo ambientato negli anni Cinquanta – ha detto il sovrintendente Carlo Fuortes – che riesce a restituire alla lettera il contenuto del libretto. È diventato un vero e proprio musical, una produzione veramente riuscita”. La Vedova allegra, una coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia, si replica martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 alle 20, venerdì 19 alle 18 e sabato 20 alle 16.30.           

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Oltre 15mila presenze al Buk festival
Premiato Paolo Mieli, nel 2020 ospite sarà la Gran Bretagna

BOLOGNA14 aprile 2019 16:20

– Si è chiusa con oltre 15mila presenza la 12/a edizione del Buk festival, l’evento modenese dedicato ai libri.
A Paolo Mieli è andato il Premio Buk Festival 2019 “per l’educazione alla coscienza critica” attraverso le riflessioni affidate ai suoi saggi e alle agorà televisive fra passato e presente.
I direttori artistici Francesco Zarzana ed Emma D’Aquino hanno annunciato che il paese ospite del 2020 sarà la Gran Bretagna, “per costruire un ponte permanente di collaborazione con le omologhe istituzioni del Paese che si appresta a lasciare l’Unione Europea”. L’anno prossimo, accanto a un centinaio di case editrici medie e piccole, Buk festival aprirà alla partecipazione di una grande casa editrice italiana, della quale ospiterà autori e anticipazioni editoriali.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Stanlio e Ollio, il biopic su immortali
1 maggio da non perdere film con John C.Reilly e Steve Coogan

14 aprile 201916:27

– Dopo un po’ ci si abitua: John C.
Reilly è Oliver Hardy e Steve Coogan è Stan Laurel. La coppia dei mitici immortali comici americani degli anni Trenta è come ritornata in vita in un film crepuscolare, pieno di malinconia e senso dell’amicizia come è ‘Stanlio e Ollio’ di Jon S.Baird che esce in sala da Lucky Red il 1 maggio.
Malinconia, perché riguarda l’ultima parte della loro vita in cui la luce dei riflettori su di loro era ormai fioca; amicizia, perché in questo loro tramonto, anche fisico, i due scoprono davvero di volersi molto bene.
Il film scritto da Jeff Pope (sceneggiatore di Philomena) ci porta nel 1953 quando i due comici più amati del mondo ma ormai in declino e con la salute traballante partono per una tournée teatrale in Inghilterra in provincia tra sale semivuote e pubblico distratto. Nelle difficoltà troveranno però quel senso di amicizia che forse prima, abbagliati dal successo, non avevano avuto la capacità o il coraggio di esprimere.
Riti e splendori di Antinopoli coptaPintaudi illustra le scoperte nella città fondata da Adriano

IL CAIRO14 aprile 201919:43

E’ un italiano, il papirologo e archeologo Rosario Pintaudi, l’indiscusso custode dei resti di Antinoupolis, la città egiziana fondata dall’imperatore Adriano e i cui scavi hanno restituito apotropaici riti di fondazione, pietre col volto della regina Nefertari, papiri con animali fantastici, vestigia di un islam conquistatore e mummie copte ricoperte d’oro. Pintaudi, nato in provincia di Messina ma fiorentino di adozione, è il decano delle missioni archeologiche italiane in Egitto e lavora agli scavi del’antica Antinoe (Antinoupolis), fatta fondare dall’imperatore Adriano nel II secolo dopo Cristo per commemorare il suo giovante amante preferito e creare una capitale regionale nel cuore dell’Egitto. La città sorgeva sulla riva est del Nilo una quarantina di chilometri a sud di Minya, a circa quattro ore e mezza di auto a sud del Cairo, non lontano dal luogo in cui – secondo la leggenda – il ragazzo, poi divinizzato, annegò verso la fine dell’ottobre del 130 d.C. La rilevanza del sito, in cui opera dal 1935 la missione archeologica dell’Istituto Papirologico “G. Vitelli” dell’Università degli Studi di Firenze, è dovuta soprattutto al poco conosciuto periodo copto, ossia cristiano, una fase della storia egiziana incastrata fra le memorie faraoniche e la civilizzazione musulmana, ha ricordato l’archeologo. Nella necropoli copta monumentale, quella riservata alle persone più ricche, si evidenzia il “destino di questa città a riutilizzare materiali impiegati precedentemente”, ha notato Pintaudi: sono stati scoperti capitelli che risalgono al periodo dell’imperatore Adriano ma anche “talatat”, “pietre di una misura particolare che ci riportano all’epoca di Ramsete II e dunque al secondo millennio avanti Cristo”. “Nelle fondamenta abbiamo scoperto una talatat con il volto di Nefertari, colorato e ben disegnato”, ha aggiunto selezionando le scoperte fatte negli anni. Su un capitello c’erano simboli cristiani, una croce dipinta in rosso, evidenziata in un cerchio, o il crisma (il simbolo di Cristo): segni che non erano visibili dall’esterno “ma servivano per la ‘purificazione’ dell’elemento architettonico pagano riutilizzato”, per evitare che “i demoni e le divinità pagane entrassero nelle chiesa, respinti grazie proprio alla croce”, ha spiegato lo studioso. Per la prima volta ad Antinoupolis la missione che Pintaudi dirige, e alla quale collaborano studiosi di vari paesi ed una equipe delle Università di Roma, ha reinstallato, ricollocandola al suo posto originale, alla porta monumentale est della città, un’enorme colonna di granito del peso di 37 tonnellate e alta 12 metri, integrando mezzi moderni con una alquanto pericolosa ma economica tecnica di carrucole ed argani simile a quella utilizzata in antico. Negli scavi sono stati rinvenuti anche migliaia di papiri greci e copti (la lingua che traslittera in caratteri greci la lingua egiziana), tra cui uno raffigurante un imperatore e la sua sposa, o almeno una figura femminile a seno scoperto “su un carro trainato da animali fantastici”, ha riferito Pintaudi – già ordinario di Papirologia dell’Università di Messina – segnalando anche un frammento dell’Odissea di Omero in greco, illustrato da Diletta Minutoli, sua scolara che da anni condivide la direzione di questo scavo. Ma il sito ha offerto nella stanza di un santuario cristiano anche una pittura policroma su intonaco, con una scena di battaglia, tra cavalieri, arcieri, armati di corazze e scudi che “incarna la transizione fra due mondi: da una parte l’impero bizantino che perde l’Egitto e dall’altro un islam che arriva. Probabilmente si tratta di una scena dell’ultimo periodo imperiale cristiano dell’Egitto”, ha notato l’archeologo, ricordando che, per i copti, Antinoe è la città dei martiri, il primo grande centro cristiano d’Egitto caduto in mano agli arabi. Questi ritrovamenti erano stati descritti anni fa da uno splendido documentario della rete televisiva franco-tedesca “Artè” sul “mistero delle mummie copte di Antinoe” rinvenute dall’archeologo francese Albert Gayet tra la fine del XIX e l’inizio del secolo scorso e rimaste trascurate per decenni nei magazzini del Louvre, dai quali sono riemerse in ottimo stato di conservazione. Come sottolinea il documentario, mostrando volti mummificati con scaglie dorate, alcune di queste mummie “avevano vestiti lussuosi ed erano coperte di foglie d’oro”.

Su Amazon Guava Island di Donald GloverGirato a Cuba con Rihanna che recita e non canta

NEW YORK14 aprile 201918:11

– Girato in quattro settimane a Cuba e tenuto segreto il nuovo film del poliedrico Donald Glover e del regista Hiro Murai ha debuttato su Amazon: “Guava Island” e’ una favola di 54 minuti in cui Glover e un cast di eccezione – Rihanna, Letizia Wright di “Black Panther” e Nonso Anozie di “Trono di Spade” – danno seguito ai loro progetti comuni, la serie premio Emmy “Atlanta” e il video musicale premio Grammy “This is America” che Donald, attore, scrittore, comico, producer, regista, Dj ha girato firmandosi col nome del suo alter ego musicale Childish Gambino.
Presentato in anteprima al festival di Coachella e ora su Amazon Prime, il film racconta la storia di Deni, un musicista che crede nel potere unificante della musica per i cittadini della sua piccola e povera isola. Promette alla sua ragazza Kofi (Rihanna) che scrivera’ una canzone bella almeno quanto lei. La vera attrazione sta nella chemistry tra il 35enne Glover e la 31enne Rihanna (che non canta una nota).

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Da Lady D a Caterina di Russia regine tv
Premio Oscar Mirren è imperatrice russa, esordiente moglie Carlo

14 aprile 201918:12

– Dall’imperatrice Caterina di Russia, a Victoria, da Elisabetta I a Maria Stuarda fino a Elisabetta II e Grace di Monaco e Lady Diana. Scettro e corona hanno fatto sognare intere generazioni dal cinema alla tv, dove continuano a comandare con film e serie dedicate alle grandi protagoniste femminili che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia.
The Crown ha trovato la sua principessa: la serie sulla famiglia reale britannica (che nei prossimi mesi debutterà con la terza stagione) ha scelto la giovane attrice Emma Corrin per il ruolo di Lady Diana. L’attrice inglese, praticamente esordiente, apparirà a partire dalla quarta. Helen Mirren dopo l’oscar per The Queen (2006) con la sua interpretazione al cinema di Elisabetta II, per la tv sarà l’imperatrice Caterina di Russia, nella serie Caterina La Grande. Una produzione originale Sky e Hbo, ambientata nella sfarzosa ma politicamente spietata corte russa del 18/o secolo. In Italia la vedremo su Sky Atlantic in autunno e sarà in 4 parti.
386mila visitatori a Salone del Mobile58/ma edizione registra incremento del 12% su rassegna del 2017

14 aprile 201919:50

– 386.236 presenze in 6 giorni, provenienti da 181 paesi sono il bilancio della 58/ma edizione del Salone del Mobile che si è conclusa oggi alla Fiera di Milano a Rho. La rassegna 2019 fa registrare un incremento del +12% rispetto al 2017. 2.418 sono stati gli espositori, di cui il 34% esteri, da 43 paesi, suddivisi tra Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Euroluce Workplace3.0 e S.Project; di questi 550 sono stati i designer partecipanti al SaloneSatellite.
“Chiudiamo questa edizione del Salone del Mobile con un bilancio molto positivo – commenta il presidente del Salone del Mobile Claudio Luti -. Abbiamo investito sulla qualità e abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra voglia di fare sempre meglio, lavorando a stretto contatto con designer, artigiani, operatori della comunicazione e della cultura per continuare a produrre innovazione di prodotto e di processo e a ‘raccontare storie’ che aumentano il valore dell’oggetto di design”.

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Incassi Usa, ancora al top Shazam!
Secondo posto per commedia Little,terzo ma delude remake Hellboy

14 aprile 201919:35

Al top del box office americano del weekend c’è Shazam!: il film Warner dai fumetti Dc con Zachary Levi protagonista ha incassato oltre 25 milioni di dollari (25.140.000) attirando gli appassionati dei supereroi. Il film è al primo posto per il secondo fine settimana tenendo testa anche ai nuovi film usciti. Al secondo posto, con 15 milioni 499 mila dollari c’è la commedia afro Little che vanta nell’attrice 13enne Marsai Martin, che ha ideato il plot del film, la più giovane produttrice esecutiva di tutti i tempi. Al terzo il remake di Hellboy con 12 milioni 015 mila dollari, accolto male dalla critica e anche dal pubblico con un risultato di botteghino al di sotto delle attese.

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A Lucania tre premi a festival Houston
Una storia dura e poetica, sarà presentata al Bif&St a Bari

14 aprile 201919:36

Lucania Terra Sangue e Magia di Gigi Roccati ha vinto tre Grand Jury Remi Award al 52 WorldFest Houston International Film Festival come miglior film straniero, migliore attrice (Angela Fontana) e miglior montaggio (Annalisa Forgione). Il film sarà presentato alla 10.a edizione del Bif&st- Bari International Film Festival nella sezione Nuovo Cinema Italiano. Prodotto da Fabrique Entertainment in associazione con Moliwood Films in collaborazione con Rai Cinema sarà distribuito da 102. Il film racconta di un mondo magico e inaccessibile, racchiuso tra le montagne e il mare. Qui vivono Rocco e Lucia, un padre severo, legato alla terra come un albero ed una ragazza selvatica, muta dalla morte della madre, che ha il dono di vedere e sentirne l’anima. Storia antica dei giorni nostri, in un mondo dei vinti in cui si accende una luce di speranza, incarnata da una giovane che assiste allo scontro fatale tra suo padre contadino e chi ne avvelena i campi, in un viaggio commovente intriso di magia e redenzione.           

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Cartoons on the Bay, tutti i premiati
A Torino premiati Francia, Italia, Belgio, Iran, Irlanda e Giappone

14 aprile 2019 03:44

Tripletta francese e l’affermazione di Jams, la serie di Rai ragazzi e Stand By me che affronta il tema delle molestie sessuali sui minori ai Pulcinella Award di Cartoons on the Bay, il festival internazionale dell’animazione e della cross-medialità promosso da Rai e organizzato da Rai Com a Torino. La Francia è premiata con tre successi – due dei quali per programmi realizzati in collaborazione con Rai Ragazzi, mentre Belgio, Iran, Irlanda, Italia e Giappone si dividono gli altri premi assegnati dalle giurie internazionali.    Per l’Italia, nella sezione LIVE ACTION vince JAMS, di Alessandro Celli, prodotta da Rai Ragazzi-Stand by me. Scrivono i giurati: “Una serie per ragazzi unica, che emerge per la sua modernità e per il suo realismo, su un tema delicato come le molestie sessuali, con un linguaggio ed uno stile appropriato per il giovane pubblico”.
La tripletta francese si apre con la sezione Upper Preschool, in cui vincono le avventure di quattro giovani dinosauri nel Cretaceo raccontate da “Gigantosaurus” di Olivier Lelardoux per Cyber Group Studios, in collaborazione con Rai Ragazzi. “Storie coinvolgenti e un’animazione straordinaria – è la motivazione – che sembra dipinta sullo schermo sono la combinazione perfetta per creare una serie TV incentrata sull’amicizia e la diversità”. Ancora in collaborazione con Rai Ragazzi, nelle Tv Series Kids si impone “Arthur and the children of the round table” di Jean-Luc Francois per Blue Spirit Productions che racconta la storia di un giovane Artù. “Una nuova versione della classica saga – scrive la giuria – raccoglie attorno alla tavola un ritmo incalzante, un gruppo di divertenti personaggi e un ricco stile visivo”. Ancora Francia nella sezione Interactive Media con “Detroit: become human”, una riflessione su tecnologia e robotica prodotta da Quantic Dream. Per i giurati “una incredibile storia di fantascienza capace di affrontare delle tematiche sociali attuali ed esplorare nuove frontiere del racconto interattivo”. “Irriverente ed eccentrico, colpisce per la fantasia e la carica comica, in grado di attrare anche un pubblico di giovani adulti” è la motivazione che accompagna, invece, il successo del Belgio con “Horrible tales for terrible children”, nella sezione Tv Pilots: Freek Quartier per Grid Animation-tbd racconta favole inconsuete e “cattive”. Vittoria anche per l’Irlanda tra le Tv Series Pre Shool con le avventure di un uccellino e dei suoi amici in “Becca’s bunch” di Alan Shannon per JAM media: “uno straordinario mix di tecniche di animazione ci regala una incantevole serie prescolare in grado di catturare lo sguardo dello spettatore” scrivono i giurati. E’ invece una volpe la protagonista dell’iraniano “The fox” firmato da Sadegh Javadi per Iran-Documentary & Experimental Film Center, che vince tra gli Short Film. “Una toccante metafora della condizione umana – è la motivazione – coraggiosamente trasportata sullo schermo nelle sembianze di una volpe che lotta per l’amore e la sopravvivenza”. Chiude il podio il Giappone nella sezione Animated Feature Film, che riceve anche una menzione speciale per la sceneggiatura, con “Mirai” – firmato da Mamoru Hosoda e prodotto da Studio Chizu srl – di cui è protagonista un bambino viziato. Secondo i giurati: “una storia delicata che, partendo dall’intima umanità dei personaggi, ci fa volare attraverso un intricato labirinto temporale senza farci mai perdere. Un’estetica gradevole ed accurata si somma ad un’efficace colonna sonora, in un credibile mondo pregno di fantasia, dove chiunque vorrebbe abitare”. In questa sezione, menzione speciale alla regia per il film polacco “Another day of life”; alla colonna sonora per il cinese “Fishboy”; all’animazione per “Captain Morten and the spider queen”, dall’Estonia. Menzione speciale, infine, per il film russo “Planet Humra”.

Cartoons on the Bay: Dragonero sarà anche una serie animataCreatori, nato su tovaglietta osteria, in mostra anche anziano

14 aprile 201909:41

“Dragonero è nato nel 1995 disegnato su una tovaglietta di carta di un’osteria tra le macchie di unto di un’ottima minestra di farro che avevamo mangiato. Ci siamo trovati entrambi appassionati di fantasy e ci siamo subito messi a disegnare facendo diventare le macchie montagne e laghi…”.
Lo raccontano a Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione crossmediale promosso da Rai e organizzato da Rai Com, Stefano Vietti e Luca Enoch i due “papà” del personaggio cacciatore di draghi protagonista anche di una grande mostra alla sede Rai di Torino.
“Qui a Torino – dicono – siamo stati accolti con calore e coccolati, è un momento che va a gratificarci di tanti anni di lavoro che abbiamo dedicato a questo personaggio grazie anche alla Sergio Bonelli editore che ci ha sempre sostenuto”.
E annunciano una grande novità: “Il nostro personaggio esce per la prima volta dal pur soddisfacente alveo del fumetto, mette il nasino fuori per fare chissà cosa… C’è l’intenzione di valutare un progetto per una produzione di una serie animata in coproduzione Rai e Sergio Bonelli di cui sabato vedremo il primo trailer su cui stiamo lavorando da tre anni”.
“La serie completa quell’idea di crossmedialità che abbiamo avuto fin dall’inizio quando abbiamo creato Dragonero. Siamo riusciti a fare il fumetto, i romanzi, il gioco di ruolo, la serie per bambini e quella per adulti e mancava quest’ultimo step”. Vetti ed enoch alla fine velano: “Dragonero è bambino, poi giovane, poi uomo maturo e è anche anziano. Il pubblico ancora non lo ha mai visto così, lo vedrà chi visiterò la mostra”.
Greta e il suo manifesto in un libroEsce 18 aprile per l’arrivo a Roma dell’attivista svedese

14 aprile 201911:49

VALENTINA GIANNELLA, IL MIO NOME E’ GRETA (CENTAURIA, PP 128, EURO 12,90).
Greta Thunberg, la “ragazza senza paura” che un venerdì mattina ha portato in piazza quasi 2 milioni di coetanei, da Sydney a San Francisco, non ha reso concreta e visibile soltanto la protesta dei giovani contro i cambiamenti climatici ma ha risvegliato anche la coscienza di molti dei loro genitori e nonni. Parte da qui ‘Il mio nome è Greta. Il manifesto di una nuova nazione’ della giornalista Valentina Giannella, con le illustrazioni di Manuela Marazzi. Un libro che vuole “creare un ponte di lettura e consapevolezza tra giovani e adulti, tra figli e genitori”, in uscita per le edizioni Centauria il 18 aprile, alla vigilia dell’arrivo di Greta a Roma per manifestare, venerdì 19 aprile, con i ragazzi che scenderanno in piazza per il #FridayForFuture e in vista della Giornata mondiale della Terra del 22 aprile.
Per lettori dai 10 ai 100 anni, il libro racconta in modo accessibile e dettagliato chi sia Greta, quali siano i valori della nuova Green Nation e approfondisce le principali emergenze denunciate dall’attivista sedicenne svedese, candidata al Nobel per la Pace, con capitoli tematici sull’acqua potabile, i rifiuti, la plastica e la biodiversità, la pesca, l’allevamento e l’agricoltura sostenibili. Ci sono anche parti dedicate al ruolo delle donne, alle diete per curare il pianeta, un glossario di parole e siti chiave e schede su ‘Cosa deve fare un paese per costruire la sua resilienza?’ o su ‘Quali sono le classiche energie rinnovabili pulite?.
“Questo libro, con i concetti fondamentali per capire il cambiamento climatico spiegati in modo scientifico e immediato grazie alle fonti più autorevoli, è per loro. E per tutti noi, genitori e nonni, che ci troveremo ormai a rispondere alle domande dei più piccoli, dirette e urgenti, sulla salute della Terra” spiega nella prefazione la Giannella, 44 anni, giornalista milanese, madre di due bambini, che da sei anni vive a Hong Kong, ha fondato l’agenzia di approfondimento giornalistico Mind the Gap e scrive per le principali testate italiane e per il Post magazine del South China Morning Post.
“‘Non abbiamo bisogno di speranza, abbiamo bisogno di azione.
Perché solo quando ci sarà azione potremo tornare ad avere speranza’. È novembre, sono passati tre mesi dalla mattina in cui si è seduta la prima volta da sola, davanti al parlamento svedese, e Greta è già sul palco del TEDxStockholm. La felpa blu con la cerniera chiusa fino al collo, in undici minuti di discorso infila una serie di messaggi chiave che saranno poco dopo condivisi da milioni di utenti sui social. Il più importante: uniamoci” racconta l’autrice. I capitoli sono intervallati e arricchiti dalle illustrazioni della Marazzi, vincitrice nel 2018 di un importante premio per un volume edito dalla Fao con cui collabora stabilmente.
Spettacolo, cultura, scienza: Greta ha tutto ciò che le serve per sognare senza timore del proprio futuro. Nata il 3 gennaio 2003, è figlia di Marlene, una cantante lirica e scrittrice e di Svante, un attore. Nella famiglia Thunberg c’è anche Svante Arrhenius che nel 1903 vinse il Nobel per la Chimica, il primo scienziato “ad avere provato il collegamento tra la crescita delle emissioni di anidride carbonica e quella della temperatura terrestre” ricorda la Giannella. A 8 anni Greta si interroga sul cambiamento climatico e sulle sue conseguenze e a 11 anni le viene diagnosticata la Sindrome di Asperger e mutismo selettivo con cui si spiega la sua “dedizione estrema allo studio di singoli argomenti e la mancanza di inibizioni sociali nel portare avanti le proprie idee” sottolinea l’autrice facendo riferimento ai venti giorni passati da Greta seduta davanti al Parlamento con un cartello in braccio, poche parole scritte sul cartone: “Sciopero degli studenti per il clima” da cui parte l’hastag ormai globale #Schoolstrikeforclimate. E da qui al suo primo TEDTalk, la piattaforma internazionale che promuove la circolazione di nuove idee e opinioni, è un passo. Greta, racconta la Giannella, rilancia: “‘Alcuni dicono che non importa quello che facciamo. Ma se una manciata di bambini è riuscita a guadagnare l’attenzione dei giornali, pensate a cosa potremmo fare se ci muovessimo tutti insieme’. E’ ufficialmente nata la nuova Green Nation: centinaia di migliaia di studenti che prendono l’invito sul serio e cominciano a organizzare i comitati dei #FridaysforFuture in 270 Paesi del mondo.
The cleaners, gli spazzini segreti della reteDocu Quello che i social non dicono, in sala dal 14 al 17 aprile

14 aprile 201911:52

Sono in genere molto giovani, spesso religiosi e idealisti (il nucleo principale è alle Filippine) e passano ogni giorno ore e ore, da impiegati in società che non divulgano la loro attività, a individuare e eliminare dal web e dai social video e altri materiali violenti. Dalle immagini delle decapitazioni dell’Isis a quelle degli abusi sui bambini, dal porno al bullismo. Parliamo dei ‘content moderators’, o meglio, gli spazzini (segreti) della rete, per colossi come Google e Facebook. Figure misteriose che si raccontano per la prima volta in Quello che i social non dicono – The Cleaners, il documentario inchiesta di Hans Block e Moritz Riesewieck, passato al Sundance, al Festival di Rotterdam e al Biografilm Festival, in sala come evento dal 14 al 17 aprile distribuito da I Wonder Pictures.
“L’idea per il film – spiega Hans Block – ci è venuta qualche anno fa, quando fu diffuso sui social, causando uno shock globale, il video di una bambina di cinque o sei anni, violentata da un adulto. Nonostante sia stato rimosso velocemente, nell’arco di tempo online è stato condiviso 60 mila volte. Ci siamo chiesti allora a chi fosse dato il compito materialmente di non far arrivare sulla rete quegli orrori e ci siamo messi a indagare”. Il film non fiction mescola le interviste con alcuni dei cleaners attivi a Manila, che i due registi hanno convinto a parlare per la prima volta davanti a una cinepresa, alle grandi dichiarazioni d’intenti dei signori del web, sul valore di parole come libertà, democrazia e rispetto della persona, da Mark Zuckerberg alle audizioni davanti al Parlamento americano dei responsabili della sicurezza online di Google e facebook. Un quadro denso di contraddizioni, nel quale l’esigenza di ‘proteggere’ il pubblico si trasforma anche in censure ingiustificate, come quelle su immagini che testimoniano la distruzione della guerra o sulla satira politica: “I cleaners spesso non capiscono il contesto e nel dubbio preferiscono eliminare (tra le ‘vittime’, anche un quadro satirico di Trump nudo, che era stato condiviso in rete 50 milioni di volte, ndr).
E’ chiaro – sottolinea il regista – che così entrano in gioco concetti fondamentali come democrazia e libertà di parola”. D’altronde quello dei cleaners è un compito difficilissimo, visto che ogni minuto di ogni giorno 500 ore di filmati sono caricati su YouTube, 450 mila tweet compaiono su Twitter e 2,5 milioni di post vengono pubblicati su Facebook. Colpisce la quantità di immagini cruente (decine di migliaia) ai quali i cleaners si espongono ogni giorno: uno stress che ha fatto salire fra di loro il tasso di suicidi. “Molti prendono il loro lavoro come una missione cristiana, pensano di contribuire a ripulire il mondo dei peccati – spiega Block -. Si crea così un pericoloso mix di capitalismo e religione”. D’altronde il loro lavoro non può essere svolto da un algoritmo: “Gli esperti ci dicono che un computer può riconoscere i soggetti, ma non distinguere chiaramente la pericolosità delle azioni. Serve un essere umano. Bisogna allora garantire a queste persone preparazione adeguata, strumenti più efficaci e tutelarle anche a livello psicologico”. C’è comunque, fra i cleaners, anche chi sdrammatizza: una delle ragazze intervistate, molto religiosa, spiega di aver visto tante scene di rapporti sessuali “da aver iniziato a sognare peni… era diventata una mia piccola forma di trasgressione”.

5 pezzi imperdibili della nuova stagioneCerchietti, ciclisti, animalier, trench in pvc

14 aprile 201914:09

– I cerchietti per capelli in raso oppure decorati con pietre e preziosi cristalli Swarovski, modello principessa, come quelli che propongono Prada e Miu Miu, e i pantaloni da ciclista non possono mancare (Fendi, Ferragamo, Sportmax) tra i cinque pezzi ‘imperdibili’ del nuovo guardaroba della stagione primavera-estate. A questi si aggiungono i trench rieditati in chiave plastica trasparente (da Chanel che li ha proposti per primo due stagioni fa in poi) oppure in colori fluorescenti come il giallo evidenziatore (Fendi) e l’arancio, le camicie bianche e i capi di abbigliamento o gli accessori ispirazione giungla, in pelli o ecopelli stampate animalier, ovvero a macchie leopardo, serpente o zebra. I veri must-have del nuovo guardaroba sono però i pantaloncini da ciclista, comunemente chiamati ciclisti, o biker pants, o ancor peggio pinocchietti. Sulle passerelle milanesi questi pantaloni, che non donano a tutte le donne, perché possono ridicolizzare silhouette poco slanciate, sono apparsi ovunque.
Venezia: Basilica S.Marco,sfide a futuroA Palazzo Ducale a convegno esperti, accademici e curatori

VENEZIA14 aprile 201914:36

– Come garantire un futuro alla Basilica di San Marco a Venezia esposta alle minacce del turismo di massa (5,5 mln visitatori annuali) e delle infiltrazioni di acqua salmastra della laguna? A questo interrogativo hanno cercato di rispondere i protagonisti di un convegno a Venezia con l’obiettivo di proteggere l’edificio consacrato nel 1094, che ha coinciso con i primi test di un sistema che dovrebbe far sì che il nartece – o porticato- della Basilica sia protetto dall’acqua alta. Un fenomeno che nell’eccezionale quota raggiunta il 29 ottobre 2018 ha gravemente danneggiato lo spazio d’ingresso alla chiesa, particolarmente i basamenti delle colonne marmoree. Con questo sistema, costato 2 mln di euro, si risparmia a quest’area 900 ore all’anno di acqua salmastra. Sotto alla piazza ci sono dei condotti in laterizio settecenteschi che erano danneggiati.
Sono stati restaurati. Essi sono collegati con bocchette che vengono chiuse in caso di acqua alta. Delle pompe, poi, espellono l’acqua che si accumula.
Brera, nessun danno a opere per perditePinacoteca, problema già risolto a tubatura e non pioggia

MILANO14 aprile 201915:32

– Nessun danno alle opere esposte e inoltre “non ci sono mai stati problemi dovuti a temporali ma semmai di elevata pressione dell’acqua all’interno di una tubatura che hanno causato due perdite immediatamente risolte dalla ditta di manutenzione dell’impianto” idrico del museo. Lo precisa in una nota la Pinacoteca di Brera di Milano in merito alle infiltrazioni che si sarebbero verificate nei giorni scorsi e segnalate in una lettera al direttore James Bradburne e al ministro Bonisoli dal segretario della Cisl Fp milanese. “Le opere sono in sicurezza e i tecnici degli impianti hanno confermato dopo numerose verifiche fatte che la situazione è stabile e non c’è pericolo – ha dichiarato Bradburne -. Brera è un edificio storico dove l’architettura dell’impianto progettato diversi anni fa va continuamente monitorato”.
Genovesi, Cartoons 2020 dedicato a donneDirettore, troppi femminicidi, violenze e situazioni orribili

TORINO14 aprile 201915:59

– Cartoons on the Bay 2019 si è appena chiuso – con una vittoria importante per l’Italia ovvero il premio guadagnato dal live action Jams che affronta il delicato tema delle molestie sui minori – ma il direttore Roberto Genovesi già ha le idee chiare sui temi della prossima edizione. “Stiamo pensando a qualcosa che abbia a che fare con la condizione femminile – spiega – e quindi lavoreremo per costruire un programma che ci possa aiutare a mettere in evidenza le problematiche sia dell’infanzia femminile che delle donne adulte vista la situazione sempre più evidente in Italia e nel mondo di violenze e femminicidi”. “Un festival dell’animazione – aggiunge Genovesi – ha un ruolo importante anche nella valorizzazione di certe situazioni terribili come anche in quelle di assoluta eccellenza”. Genovesi fa anche il bilancio di Cartoons: “E’ estremamente positivo: 500 opere in concorso, 50 paesi rappresentati e molti operatori di settore dall’estero, circa tremila spettatori per le proiezioni e le anteprime”.
Micol ricorda Albertazzi a VicenzaApre a settembre ciclo spettacoli classici come notte magica ’89

14 aprile 201916:05

– Pino Micol ricorda la prima di ”Memorie di Adriano” della Yourcenar con Giorgio Albertazzi e la regia di Maurizio Scaparro nel 1989 proprio nella villa che fu di Adriano a Tivoli, che ha avuto poi 24 anni di riprese con ben oltre settecento repliche. Sarà proprio Micol a ricordare Albertazzi e quella notte magica dal 19 al 22 settembre durante l’evento speciale che aprirà il ciclo di spettacoli classici all’Olimpico di Vicenza: ”Frammenti di memorie di Adriano” costruito con la collaborazione di Ferdinando Ceriani sulla regia di Scaparro.
L’ultima volta che lo riprese, questo che fu un po’ lo spettacolo della sua vita, Albertazzi aveva 90 anni e ci teneva a sottolineare come questo personaggio, alla pari di tutti i classici, riuscisse sempre ad essere nostro contemporaneo.         

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ALLE 03:44 DI DOMENICA 14 APRILE 2019

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Design: telai seta borbonici a scuola
Eccellenze a S.Leucio, tappezzerie in Vaticano e Casa Bianca

13 aprile 2019 10:46

– Nuove opportunità si aprono con i progetti legati alla via della seta anche per San Leucio (Caserta), sede di una distretto che ha creato tappezzerie per il Vaticano, lo studio ovale della Casa Bianca e continua ad arredare tante dimore storiche e d’epoca. Con la seta prodotta sono state fatte anche le bandiere che sventolano sul palazzo presidenziale americano e su Buckingam Palace.
Al Fuorisalone di Milano si è presentato il Distretto dei Tessuti di San Leucio che ha alle spalle una storia antica, risalente al 1789 quando il borbone Ferdinando IV re di Napoli e delle due Sicilia decise di trasformare il Belvedere (un complesso monumentale patrimonio dell’Unesco) a pochi chilometri dalla Reggia di Caserta in Real Colonia della Seta. Nel 2016 è stato istituito dalla Camera di Commercio di Caserta il marchio San Leucio Silk e i telai utilizzati allora, restaurati, ancora in funzione, e serviranno a formare nuovi artigiani del settore in una scuola per giovani tessitori.
Il Re Artù del XXI sec. tra leggenda ed ETNe Il Ragazzo che diverrà re Merlino ha t-shirt dei Led Zeppelin

13 aprile 201912:56

Quando la spada Excalibur è conficcata tra le macerie di un cantiere abbandonato di Londra, quando il gracile Semola è il bambino “sfigato” vittima dei bulletti della scuola, ma soprattutto quando il mago Merlino al posto della palandrana azzurra porta una camicia sdrucita e una t-shirt dei Led Zeppelin, si capisce che una leggenda come quella di Re Artù davvero è così potente da poter essere raccontata mille volte in mille modi diversi ai bambini dei secoli scorsi fino a quelli della nostra epoca in blue jeans e con lo smartphone alla mano. Il ragazzo che diventerà re, film scritto e diretto da Joe Cornish (già co-sceneggiatore di Ant-Man e Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno, e regista di Attack the Block – Invasione aliena), tra le anteprime di Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione di Torino, esce in sala con 20th Century Fox Italy il 18 aprile.
A interpretare il protagonista principale, il giovane Alex, è un figlio d’arte Louis Ashbourne Serkis, il cui papà è l’attore e regista Andy Serkis, famoso per avere interpretato tra l’altro tra l’altro Gollum/Smeagol de Il Signore degli Anelli. Ma nel cast ci sono anche Patrick Stewart – l’impareggiabile Merlino anziano che grazie agli starnuti diventa un gufo oppure un giovanotto interpretato da Angus Imrie, Tom Taylor, Dean Chaumoo – e tra le signore – Rebecca Ferguson, Denise Gough e Rihanna Dorris.
“L’idea di fare un film di questo tipo – spiega il regista – l’ho avuta già a scuola, quando dopo aver visto Re Artù e ET di Spielberg, disegnavo sul mio diario la storia di un ragazzino che trovava la magica Excalibur nella vasca da bagno”. E dopo tanti film sulla vicenda, dopo varie riedizioni in cui bambini moderni finivano nel Medioevo, questo è il primo caso in cui Artù si trova nel XXI secolo e riesce a fare la mitica battuta: “Anche Harry Potter e Luke Skywalker non conoscevano i loro padri e gli sono accadute cose magiche e meravigliose…”.
“E’ un film davvero carino – commenta il direttore di Cartoons on the Bay Roberto Genovesi – con un’ottima interpretazione di Patrick Stewart. Ti fa capire come in realtà il cartone animato e il live action debbano parlarsi perché ormai è impossibile seguire strade indipendenti. Questo perché gli effetti speciali di un film live sono sempre più realizzati attraverso la CGI, cioè l’animazione computerizzata, e questo è un po’ il futuro dei professionisti”.
Le riprese, iniziate a Londra nei mitici Leavesden Studios, sono proseguite negli spettacolari scenari storici e paesaggistici della Gran Bretagna dalla Cornovaglia al Devon, dall’isola Tintagel, nel cui castello sul Canale di San Giorgio si racconta sia nato re Artù, fino alla brughiera di Bodmin, dove si dice ci fosse la Signora del Lago.
Molto attuale in tempo di tensioni internazionali continue e di Brexit il messaggio sociopolitico con Re Artù che trasforma in nemici in alleati (e suoi pari attorno alla tavola rotonda) e che salva il suo popolo dalla schiavitù rischiando la propria vita.
Trono di spade, attesa è finitaSu Sky Atlantic in contemporanea con Usa nella notte 14-15/4

13 aprile 201912:08

– L’attesa per i milioni di fan adoranti è finita: Il Trono di Spade, la serie tv più premiata di sempre (47 Emmy, 109 premi vinti) arriva in esclusiva per l’Italia, e in contemporanea con la messa in onda americana su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv alle 3 della notte fra il 14 e il 15 aprile. Sarà disponibile anche on demand. E’ la stagione finale della saga tratta dal ciclo di romanzi “Cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R. R. Martin. Quanto visto finora dai trailer dell’ottava stagione del cult di HBO lascia presagire, dopo ben sette stagioni, un finale assolutamente epico e altamente spettacolare, che vedrà una battaglia fra i vivi e i morti con tutta probabilità in grado di dare finalmente una risposta al quesito che da anni ormai appassiona milioni di telespettatori in tutto il mondo: chi salirà finalmente sul Trono dei Sette Regni?

Lattes Grinzane, a Murakami La QuerciaRivelati finalisti sezione Germoglio, a ottobre il vincitore

TORINO13 aprile 201912:34

– E’ il giapponese Haruki Murakami il vincitore della sezione La Quercia del premio Lattes Grinzane 2019 giunto quest’anno alla nona edizione. L’annuncio a Cuneo, nella sede della Fondazione Crc, dove sono stati rivelati anche i nomi dei cinque finalisti del premio per la sezione Il Germoglio.
Sono finalisti Roberto Alajmo con L’estate del ’78 (Sellerio), Jean Echenoz (Francia) con Inviata speciale (Adelphi, traduzione di Federica e Lorenza Di Lella), Yewande Omotoso (Sud Africa) con La signora della porta accanto (66thand2nd, traduzione di Natalia Stabilini), Alessandro Perissinotto con Il silenzio della collina (Mondadori) e Christoph Ransmayr (Austria) con Cox o Il corso del tempo (Feltrinelli, traduzione di Margherita Carbonaro).
I cinque autori saranno in Italia sabato 12 ottobre per incontrare pubblico e studenti e ricevere il riconoscimento durante la cerimonia di premiazione, nel corso della quale sarà proclamato il vincitore, sulla base dei voti degli studenti delle giurie scolastiche.

Nave romana in museo, cerimonia per TusaA Marsala ricordato lo studioso scomparso in incidente aereo

MARSALA (TRAPANI)13 aprile 201912:59

– “La cerimonia di oggi è dedicata all’assessore Sebastiano Tusa, l’artefice di questa realizzazione, frutto della sua tenacia, perseveranza, cultura e intelligenza. Per questo abbiamo voluto qui la signora Tusa.
Marsala è sede di uno dei più importanti musei del mare del Sud”. Così il presidente della Regione, Nello Musumeci, all’inaugurazione, al Museo archeologico regionale Lilibeo di Marsala, dell’allestimento espositivo della “Nave oneraria tardo-romana” rinvenuta nel 1999 nei fondali di fronte il lido di Marausa, Tra Marsala e Trapani, ma recuperata nel 2008 con le numerose anfore africane cilindriche che aveva a bordo.
“Assieme alla Nave punica – ha continuato Musumeci – c’è qui anche la Nave romana. Tusa mi diceva che il nostro mare è un altro museo e dobbiamo recuperare quanti più relitti è possibile. Occorre anche che ci si doti di un laboratorio per restaurare e lavorare il legno bagnato, piuttosto che mandarlo altrove, come abbiamo dovuto fare con la Nave Romana”.
Psicologa a teatro con donne del melòSchelotto al Carlo Felice a Genova racconta Mimì e Violetta

GENOVA13 aprile 201913:00

– Costrette in passato a un ruolo subalterno nella società reale, le donne intese come personaggi si sono spesso prese una bella rivincita sui palcoscenici lirici. E’ vero che molte di esse vittime di intrighi e di inganni hanno trovato una sola via di uscita nella follia o nella morte. E’ anche vero però che in molti casi hanno stravinto sugli uomini quanto a intelligenza, dignità, forza di carattere. Chi scambierebbe Violetta con Alfredo o Cio-cio-san con Pinkerton? Il Carlo Felice di Genova dedica un ciclo di incontri alle 4 protagoniste della stagione operistica: il 18 aprile si parlerà della passione di Tosca, il 22 maggio la gelosia di Santuzza (Cavalleria rusticana) e l’infedeltà di Nedda (Pagliacci) mentre il 6 giugno l’angelica Cio-cio-san sarà al centro del dibattito con la sua dolcezza e la sua incrollabile fiducia in uno degli uomini più insulsi del teatro, l’americano Pinkerton. Il progetto è realizzato con la collaborazione di Gianna Schelotto, psicologa, giornalista e scrittrice.
Goran Bregovic invia tre lettere paceA Trieste artista intimista nell’unico concerto del Triveneto

TRIESTE13 aprile 201919:44

Le “Three Letters of Sarajevo” (Tre lettere di Sarajevo) sono un invito alla coesistenza pacifica, alla vita com’era in Bosnia prima della guerra nella ex Jugoslavia e come si spera possa essere in futuro. Sono le lettere della religione: cristiana, ebraica, musulmana. Goran Bregovic le presenta una per volta e il concerto prende il volo: il protagonista mondiale della musica Balkan si è esibito ieri sera a Trieste al Teatro Politeama Rossetti, città dove mancava da cinque anni e che sente un po’ come sua, unica data del Triveneto, organizzata da Vigna PR.
Un concerto che forse segna un momento particolare nel percorso artistico del musicista di Sarajevo che nel sangue e nel cervello sintetizza il mondo balcanico: padre cattolico, madre ortodossa, moglie musulmana; “e io mi sento anche un po’ gitano”, tanto per sovrappiù. Nel teatro gremito e cosmopolita, chi si aspettava un concerto di musiche rutilanti ha potuto sfrenarsi ai lati della platea soltanto durante alcuni brani.
Altre composizioni indugiavano infatti più alla ricerca, al tentativo – riuscito – di mettere insieme, contaminare sonorità di culture diverse del caleidoscopico universo centro europeo e confinante, tutte confluenti nell’incalzante ritmo balcanico.
Suggestioni musicali, virtuosismi a tratti malinconicamente lenti hanno ripescato i tratti musicali della solennità cristiana, la tragicità ebraica e il rigore musulmano per amalgamarli in un giostra di note senza razze né sesso. Bregovic compositore, non guida talentuosa di una folle banda di suonatori.
Il concerto inizia con il brano Jalija: i cinque fiati della sua storica band che, vestiti in abiti tradizionali, attraversano la platea per raggiungere il palco. Qui, un po’ di sedie affondano in una sobria sceneggiatura completamente nera.
A mano a mano si compone una ricca e apparentemente incompatibile orchestra: il cantante serbo Muharem Redzepi, dalle vocalizzi mediorientali, una coppia di adulte voci femminili bulgare in coloratissimi abiti tradizionali, quattro archi in nero e sei coristi maschili della chiesa ortodossa in elegante grigio e farfallina. Al centro, con piccola chitarra elettrica, vestito completamente di bianco e scarpette azzurre, Bregovic, il Balcanico, classe ’50 ma dimostra almeno dieci anni in meno. “E’ la mia orchestra per i matrimoni e i funerali”, li presenta. Come riesca nell’alchimia di mettere tutti insieme (con una base registrata di batteria e tamburello) tra un Miserere e un Mazel Tov, non è ben chiaro, ma il risultato è di alto livello.
L’atmosfera è subito calda, parte Ciribiribela, seguita da Christian Letter e dunque da Muslim Letter, toni orientaleggianti sfociano in ritmi da tammurriate salentine o partenopee, i cui echi evidentemente non conoscendo confini, sono giunti fin nella Penisola. Il pubblico vuole anche nostalgia e invoca “sevdalinka”, le malinconiche composizioni, Bregovic intona allora Hopa cupa ma anche Bugarke e, in inglese, Jeremija. Inattesa, un altro brano internazionale: Bella ciao, suonata ovviamente nel suo stile.
Ma la sala vuole di più, fremono i muscoli, così Bregovic scivola nel militare, nella guerra chiede di accompagnarlo prima nell’intonare la parola refrain “artiglieria”, uguale sia nelle lingue slave che in italiano e infine, lascia esplodere palchi e platea quando irrompe il suo successo internazionale, “Kalashnikov”. E per una volta, l’arma più diffusa al mondo non spara proiettili per uccidere ma note per divertirsi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un libro su Greta e il suo manifesto
Dal 18 aprile per arrivo a Roma della giovane di FridayforFuture

13 aprile 201915:18

– Greta Thunberg, la “ragazza senza paura” che un venerdì mattina ha portato in piazza quasi 2 milioni di coetanei, da Sydney a San Francisco, non ha reso concreta e visibile soltanto la protesta dei giovani contro i cambiamenti climatici ma ha risvegliato anche la coscienza di molti dei loro genitori e nonni. Parte da qui ‘Il mio nome è Greta. Il manifesto di una nuova nazione’ della giornalista Valentina Giannella, con le illustrazioni di Manuela Marazzi. Un libro che vuole “creare un ponte di lettura e consapevolezza tra giovani e adulti, tra figli e genitori”, in uscita per le edizioni Centauria il 18 aprile, alla vigilia dell’arrivo di Greta a Roma per manifestare, venerdì 19 aprile, con i ragazzi che scenderanno in piazza per il #FridayForFuture e in vista della Giornata mondiale della Terra del 22 aprile.
Per lettori dai 10 ai 100 anni, il libro racconta in modo accessibile e dettagliato chi sia Greta, quali siano i valori della nuova Green Nation

Genio Federico Fellini, realtà e sognoA Padova mostra con disegni, film, costumi a 100 anni nascita

PADOVA13 aprile 201920:29

Shakespeare ha scritto “noi siamo della materia di cui sono fatti i sogni” e Federico Fellini, il regista, il disegnatore, il poeta, l’uomo che alla moglie Giulietta Masina prima di essere operato, nel 1993, anno dell’Oscar alla carriera e della morte, lascia sul comodino in ospedale una lettera con la frase iniziale “ancora un bacetto prima di addormentarmi”, ne è forse uno dei massimi esempi.
Un’artista dell’immagine dove la realtà, i mille volti della realtà, diventano visione onirica, e viceversa.
La lettera alla moglie, alla protagonista di film come “La Strada”, “Giulietta degli spiriti” o “Ginger e Fred”, con un altro compagno di strada nel campo della settima arte come Marcello Mastroianni, è uno dei tanti, significativi tasselli che compongono la mostra a Padova, dal 14 aprile al 1 settembre (catalogo Skira), dedicata a Fellini, al genio del cinema nato a Rimini il 20 gennaio 1920 e morto il 31 ottobre 1993 a Roma, dopo un attacco cerebrale alcuni mesi prima nella sua città natale.
L’esposizione, curata da Vincenzo Mollica, Alessandro Nicosia e Francesca Fabbri Fellini, e organizzata dall’assessorato alla cultura e con la collaborazione di Rai e Rai Teche, intitolata “Verso il centenario. Federico Fellini. 1920-2020”, dà il via di fatto alle celebrazioni che ricorderanno i cento anni dalla nascita del regista. Una mostra tesa non solo a rendere omaggio a uno dei protagonisti più noti al mondo del cinema italiano, vincitore di cinque Oscar, a farne intravedere, attraverso i vari segni del suo lavoro, tra cui molti inediti, la complessità umana e culturale ma anche, se non soprattutto, a far conoscere la sua opera alle nuove generazioni con la speranza che una volta usciti tutti “abbiano la voglia di tornare a casa e vedere un suo film”, come dice la nipote Francesca.
Il percorso espositivo spazia dalle immagini della famiglia a Rimini ai documenti degli inizi degli anni ’40 a Roma per riviste teatrali o commedie radiofoniche, ora con Marcello Marchesi, come “Primo impiego”, ora con Ruggero Maccari. Poi il cinema la fa da padrone, con i documenti su “Sceicco Bianco” del 1952, con la lettera che scrittura Alberto Sordi o il piano di lavorazione, la sceneggiatura di “Dolce vita” del 1960, i contratti di Mastroianni ed Anita Ekberg, le lettere di protesta di associazioni cattoliche contro la proiezione del film, i manifesti dei tanti capolavori, “8 1/2” o “Amacord”, la testa in cartapesta di “Satyricon”,il modellino per “La nave va”, le carte uscite dagli archivi ministeriali delle “revisioni preventive”. Ci sono i costumi di “Casanova”, storia veneziana con Donald Sutherland; ci solo i ricordi trasmessi su monitor di chi ha lavorato con lui, come Tonino Guerra; ci sono quasi 200 dei disegni che Fellini ha realizzato nel corso della sua vita per dare corpo ai suoi personaggi, alle sue fantasie, anche erotiche nell’eterno confronto tra uomo e donna – una sala “vietata ai minori” come per i film si intitola “Erotomachia” – o tantissime foto di scena.
Dalla mostra sembra emergere a tutto tondo la figura di un “narratore di storie” attraverso le tanti forme che danno vita all’immagine. Ed Andrea Colasio, assessore comunale alla cultura, l’ha accostato, creando un filo comune tra Padova e Fellini, a un altro grande “narratore di storie” come Giotto, cui affreschi per la Cappella degli Scrovegni sono a pochi passi di distanza dalla sede della mostra, i Musei Eremitani. “Quel che so – disse Fellini – è che ho voglia di raccontare.
Francamente, raccontare mi sembra l’unico gioco che valga la pena giocare”
Le prime immagini del nuovo Star Wars /TRAILERNuovo episodio della saga nelle sale italiane dal 18 dicembre

13 aprile 201917:46

Sono state presentate in anteprima, a Chicago, alla Star Wars Celebration 2019, il più grande evento mondiale per i fan di Star Wars, le prime immagini di Star Wars: The Rise of Skywalker. Il nuovo episodio dell’epica saga arriverà nelle sale italiane il 18 dicembre e porterà avanti le vicende che hanno conquistato il pubblico nei precedenti capitoli Star Wars: Il Risveglio della Forza e Star Wars: Gli Ultimi Jedi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La Rua, dal 26 aprile il nuovo album
Dal titolo Nessuno segna da solo, anticipato da “Alta velocità”

13 aprile 201917:00

– Esce il 26 aprile “Nessuno segna da solo” (Universal Music), il nuovo album dei La Rua che racchiude i brani dell’EP uscito a luglio 2018 e nuovi inediti che prendono vita da pagine di musica e parole di Daniele Incicco, frontman dei La Rua, e dello storico produttore Dario Dardust Faini. Il disco sarà anticipato dal 19 aprile dal singolo “Alata Velocità. “Si tratta di una canzone d’amore – dichiara Incicco – che, grazie al concetto dell’alta velocità, descrive l’innamoramento e in esso il reale effetto che si prova nel petto. Il cuore, infatti, va ad alta velocità così come l’ascolto di questa canzone leggera ma coraggiosa”.
“E’ stato il vento”, manifesto per RiaceTra firmatari Brunori Sas, Sangiorgi, Levante, Gazzè, Subsonica

13 aprile 201917:30

– Alcuni artisti sui loro profili social stanno condividendo il post “È stato il vento”, un’iniziativa nata spontaneamente e condivisa da tanti per sostenere il modello di integrazione messo in atto dalla cittadina di Riace negli ultimi anni. Afterhours, Brunori SAS, Levante, Giuliano Sangiorgi, Max Gazzè, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Vasco Brondi, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Manuel Agnelli, Negrita, Niccolò Fabi, Piero Pelù, Subsonica, Thegiornalisti, Samuele Bersani, Roy Paci, Bandabardò, Diodato, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, sono alcuni dei firmatari del manifesto “È stato il vento – Artisti per Riace”, che in poche ore ha registrato oltre 1000 sottoscrizioni, come si legge sull’account Instagram ufficiale.
Il nome dell’iniziativa, spiega il il sito dedicato (www.artistixriace.it) online da questa mattina, prende il nome da una “frase che Mimmo Lucano ha pronunciato quando nel 1998 la prima imbarcazione carica di curdi è approdata sulle coste di Riace”.
1 Maggio: a Roma Motta, Negrita, GhemonGià annunciati Daniele Silvestri, Ex-Otago, Subsonica e Ghali

13 aprile 201917:50

– Motta, Negrita e Ghemon vanno ad aggiungersi al cast del Concertone del Primo Maggio a Roma, in piazza San Giovanni. Alla manifestazione promossa dai sindacati erano stati già annunciati nei giorni scorsi Daniele Silvestri, Ex-Otago, Subsonica e Ghali, Carl Brave, La Municipal, La Rappresentante di Lista, Pinguini Tattici Nucleari.
Cartoons, l’Italia vince con JamsA Torino premiati anche Belgio, Iran, Irlanda e Giappone

TORINO13 aprile 201918:13

Tripletta francese e l’affermazione di Jams, la serie di Rai ragazzi e Stand By me che affronta il tema delle molestie sessuali sui minori ai Pulcinella Award di Cartoons on the Bay, il festival internazionale dell’animazione e della cross-medialità promosso da Rai e organizzato da Rai Com a Torino. La Francia è premiata con tre successi – due dei quali per programmi realizzati in collaborazione con Rai Ragazzi, mentre Belgio, Iran, Irlanda, Italia e Giappone si dividono gli altri premi assegnati dalle giurie internazionali.
Per l’Italia, nella sezione LIVE ACTION vince JAMS, di Alessandro Celli, prodotta da Rai Ragazzi-Stand by me. Scrivono i giurati: “Una serie per ragazzi unica, che emerge per la sua modernità e per il suo realismo, su un tema delicato come le molestie sessuali, con un linguaggio ed uno stile appropriato per il giovane pubblico”.
Nella sezione Upper Preschool, in cui vincono le avventure di quattro giovani dinosauri nel Cretaceo raccontate da GIGANTOSAURUS di Olivier Lelardoux per Cyber Group Studios, in collaborazione con Rai Ragazzi. Ancora in collaborazione con Rai Ragazzi, nelle Tv Series Kids si impone ARTHUR AND THE CHILDREN OF THE ROUND TABLE di Jean-Luc Francois per Blue Spirit Productions che racconta la storia di un giovane Artù. Ancora Francia nella sezione Interactive Media con DETROIT: BECOME HUMAN, una riflessione su tecnologia e robotica prodotta da Quantic Dream. Successo del Belgio con HORRIBLE TALES FOR TERRIBLE CHILDREN, nella sezione Tv Pilots: Freek Quartier per Grid Animation-tbd racconta favole inconsuete e “cattive”.
Vittoria anche per l’Irlanda tra le Tv Series Pre Shool con BECCA’S BUNCH di Alan Shannon per JAM media. E’ invece una volpe la protagonista dell’iraniano THE FOX firmato da Sadegh Javadi per Iran-Documentary & Experimental Film Center, che vince tra gli Short Film. Chiude il podio il Giappone nella sezione Animated Feature Film, che riceve anche una menzione speciale per la sceneggiatura, con MIRAI, firmato da Mamoru Hosoda e prodotto da Studio Chizu srl.
Festival pianistico a Brescia e Bergamo’Musica velata-Schumann e Brahms’ è il tema rassegna romantica

13 aprile 201918:18

– ‘Musica velata-Schumann e Brahms’ è il tema della 56ª edizione del Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo, uno dei più prestigiosi in Europa: si svolgerà da lunedì prossimo al 10 giugno. Direttore artistico è il maestro Pier Carlo Orizio. Fondato nel 1964 la rassegna porta l’élite della grande musica nelle splendide cornici del Teatro Grande di Brescia e del Teatro Sociale di Bergamo alta. Sono previsti circa 50 concerti, all’insegna del Romanticismo, in meno di due mesi.
Doppio debutto il 15 e il 16 aprile: in programma ‘Ein deutsches Requiem’ di Brahms con la Basel Symphony Orchestra e il Coro della MDR di Lipsia diretti da Marek Janowski. Solisti Wilhelm Schwinghammer baritono e Christina Landshamer, soprano.
Spicca la presenza della Royal Philharmonic Orchestra diretta da Pier Carlo Orizio il 9 e il 10 con il Concerto per pianoforte e orchestra n.1, op.15 di Brahms e la Sinfonia n.4, op.98. Al pianoforte Alexander Romanovsky.
500 anni fa nasceva Caterina de’ MediciGrande mostra nel palazzo dove trascorse infanzia e giovinezza

FIRENZE13 aprile 201918:21

Nasceva giusto 500 anni fa a Firenze – 13 aprile 1519 – Caterina de’ Medici, futura regina di Francia: e da oggi fino al 21 maggio una mostra e una serie di eventi ne raccontano il legame col palazzo di famiglia (oggi Palazzo Medici Riccardi), a Firenze, in via Larga (l’attuale via Cavour), dove trascorse infanzia e giovinezza fino al trasferimento Oltralpe nel 1533. Pezzo forte della mostra è il dipinto di Jacopo Chimenti da Empoli ‘Nozze di Caterina de’ Medici con Enrico II di Francia’, in prestito dalla Galleria degli Uffizi che ricorda proprio il matrimonio della giovane Caterina con Enrico di Valois, figlio di Francesco I e futuro re di Francia, celebrata a Marsiglia il 28 ottobre 1533 dal pontefice Medici Clemente VII. Caterina aveva lasciato Firenze per la Francia nel settembre dello stesso anno, accomiatandosi per sempre dalla sua città natale.
The Cleaners, spazzini segreti del webDocu Quello che i social non dicono in sala dal 14 al 17 aprile

13 aprile 201918:34

– Sono in genere molto giovani, spesso religiosi e idealisti (il nucleo principale è nelle Filippine) e passano, ogni giorno, ore e ore a individuare e eliminare dal web e dai social video e altri materiali violenti. Dalle immagini delle decapitazioni dell’Isis a quelle degli abusi sui bambini. Parliamo dei ‘content moderators’ o, meglio, degli spazzini (segreti) della rete, per colossi come Google e Facebook. Figure che si raccontano per la prima volta in Quello che i social non dicono – The Cleaners, il documentario di Hans Block e Moritz Riesewieck, passato in festival come Sundance e Biografilm, in sala come evento dal 14 al 17 aprile con I Wonder Pictures.
“L’idea per il film – spiega Hans Block – ci è venuta qualche anno fa, quando fu diffuso online, causando uno shock globale, il video di una bambina di cinque o sei anni violentata da un adulto. Ci siamo chiesti a chi fosse dato il compito materialmente di non far arrivare sulla rete quegli orrori e ci siamo messi a indagare”.
Per fratelli D’Innocenzo ora ‘Favolacce’A Lecce vincono il Premio Mario Verdone e ora nuovo film

13 aprile 201919:46

– Ai fratelli D’Innocenzo (Damiano e Fabio), registi di un’opera prima geniale come ‘La Terra dell’Abbastanza’, arriva al Festival del cinema Europeo di Lecce anche il Premio Mario Verdone, dedicato alle opere prime e seconde, consegnato da Carlo e Silvia Verdone, Laura Delli Colli, Marcello Foti e da Alberto La Monica, direttore artistico della manifestazione cinematografica che si chiude domani.
A ricevere il premio è pero il solo Damiano perché il fratello Fabio è rimasto a Roma ancora influenzato. Per i due ventottenni, cresciuti tra il periferico quartiere romano di Tor Bella Monaca, Lavinio e il litorale di Anzio, tanti progetti.
Intanto il secondo film che avrà come titolo ‘Favolacce’ e sarà prodotto dalla Papito Produzioni, “un film corale con dodici personaggi tra cui alcuni bambini che si inizierà a girare a luglio a Roma”. Ovvero quella che si annuncia, almeno a detta dei due registi “una favola dark tra Italo Calvino e Gianni Rodari”. “Un titolo bello, no? – dice Damiano – Anche perché si può confondere con ‘parolacce’. In inglese si chiamerà ‘Bad Days’ in cui ci sarà solo un attore italiano famosissimo e poi utilizzeremo molto attori di teatro, facce che non ti riportano ad altri film. L’abbiamo scritto un anno dopo ‘La terra dell’abbastanza’, avevamo ventidue anni è un film che sentiamo può facilmente invecchiare, o lo facciamo adesso o non lo facciamo più”. E aggiunge: “Si svolgerà non in un’ambiente borghese, ma sul litorale romano con gente che aveva lì una seconda casa che a un certo punto diventa la loro primissima casa”.
Per i due gemelli – nati da una famiglia semplice e con cultura anomala, anti-accademica, piena di libri, scuola alberghiera e passione, prima per la fotografia, e poi per il cinema – anche una serie tv sull’esorcismo prodotta da Cattleya e ambientata nel presente che avrà come titolo ‘Dio sotto terra’: “Una serie – ci tiene a dire Damiano – che non nasce però dall’interesse per il demoniaco, ma di come a volte la solitudine entra nelle nostre vite e fa cose orribili”.
Non aver preso il David spiega poi Damiano D’Innocenzo “ci ha fatto un po’ ‘rosicare’ – aggiunge-. Chi dice che non gli dispiace non avere preso un premio è solo un vile e bugiardo, ma è anche vero che c’erano tanti altri bei film che non sono entrati tra i premiati”. E non finisce qui, i D’Innocenzo hanno in mente anche un altro film più volte annunciato, ovvero un western al femminile, in cui é previsto anche un cast parzialmente americano, che ha come titolo provvisorio ‘Ex Vedove’ e sarà girato nell’Italia di fine Ottocento con attori dai vari dialetti: “Abbiamo tutta la voglia di farlo – spiega Damiano a Lecce in evidente ansia di prestazione – ma dipende da quello che succederà con il secondo”.

Leonardo: scorta armata per Paesaggio 8PE’ primo disegno autografo genio’500, va in mostra che apre 15/4

VINCI (FIRENZE)13 aprile 201920:10

– Arrivato a Vinci, sotto scorta armata, il principale ‘ospite’ delle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Leonardo, cioè il celebre ‘Paesaggio 8P’ (questo il nome d’inventario nella collezione degli Uffizi). E’ il primo disegno autografo datato 1473 ed è giunto da Firenze accompagnato da una scorta armata.
L’opera sarà la principale attrazione della mostra ‘Leonardo a Vinci. Alle origini del Genio’, che verrà inaugurata il 15 aprile alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e che prevede anche l’esposizione di numerosi documenti di epoca medievale e rinascimentale che ricostruiscono il periodo trascorso da Leonardo a Vinci, dove nacque e luogo per lui maggiore fonte di ispirazione per le sue opere e per le sue ricerche scientifiche.
Cannes: opera VR con Laurie AndersonAlla Quinzaine la musicista-regista con Hsin-Chien Huang

13 aprile 201911:34

– Tre installazioni di realtà virtuale della musicista, regista, pioniera creativa delle arti digitali, Laurie Anderson saranno presentata al festival di Cannes alla Quinzaine des Realisateurs. “Il legame con la Quinzaine è cominciato nel 1987 presentando il suo primo lungometraggio, Home of the Brave, ora un film-concerto di culto. E’ stato quindi naturale – dice il responsabile Paolo Moretti – invitarla per presentare una nuova forma di esplorazione nella narrazione: la realtà virtuale in queste opere co-firmate con Hsin-Chien Huang. S’intitola “Go Where you Look! Falling off snow mountains” la serie di tre lavori virtuali: Aloft, Chalkroom e To the Moon, tre brani poeticamente collegati e complementari presentati per la prima volta. Le installazioni saranno poste nel Suquet des Art(iste)s a Cannes dal 15 al 25 maggio.         

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