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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 11:06 DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018

ALLE 01:17 DI MARTEDì 11 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Castello Sammezzano, esposto per degrado
Presentato alla procura di Firenze da Save Sammezzano

Una mostra sugli artisti morti a 27 anniA Bologna 40 opere su icone come Hendrix, Jim Morrison e Cobain

Riparte 1M Next, il contest del 1 MaggioI 3 vincitori sul palco di piazza San Giovanni a Roma nel 2019

Mostre, 100mila visitatori per AbramovicPanoramica su artista con 100 opere e riesecuzione performance

Carreras a concerto Natale frati AssisiSarà trasmesso il 25 dicembre in Eurovisione su Rai1

Premio Solinas Experimenta, 7 finalistiIl concorso è realizzato collaborazione con Rai Fiction

Saccomanni presidente Filarmonica ScalaInaugura nuova tradizione del ‘Concerto d’inverno’

Bocelli porta il coro di Haiti a NYAl Madison Square Garden il 12 e 13 dicembre

Da Cosimo I al femminismo, il 2019 agli Uffizi15 esposizioni, anche il barocco e l’arte contemporanea

Opera ‘Lo Schiavo’ in prima a Cagliari8 opere, un balletto e 15 concerti per cartellone 2019

Famiglia Rino Gaetano, no a uso politicoDopo episodio manifestazione Lega, “lui ne’ destra ne’ sinistra”

Giorgio Armani ‘coed’ a febbraioEmporio Armani invece tornerà in calendario con uomo e donna

Arbore, faccio lezione di musica ai millennialSu Rai2 il 12 e 19 dicembre con ‘Guarda… stupisci’

Riapre chiesa San Gregorio Armeno AnconaChiusa dal 1972, mostra paesaggi sisma e ritorno Pala Siciolante

Boldi-De Sica, di nuovo insieme nel cinepanettoneOltre 500 copie con Medusa per ‘Amici come prima’

Traviata di Brockhaus-Svoboda a TorinoCelebre allestimento noto come ‘La traviata degli specchi’

Museo archeologico sotto Teatro RiminiTra reperti, mosaici, resti architettonici e multimedialità

A Treviso Poetic Boom BoomPoesia visiva in progetto “Imago Mundi” L.Benetton

Mostre, a Casa Buonarroti ‘Vasimania’Dalle ‘Explicationes di Filippo Buonarroti al vaso Medici’

Bohème con Rebeka e PolenzaniAl Teatro Massimo. Regia di Pontiggia, sul podio il maestro Oren

Verona Minor Hierusalem, nuovi itinerariProgetto promosso da Diocesi e da Comune

Laura Pausini, a Milano evento specialeLa popstar prepara una sorpresa per incontro del 15 dicembre

Hit parade, Mengoni subito in vettaPoi Mina che canta Battisti. Sfera Ebbasta in testa ai singoli

In sala e poi su Netflix, caso Cuaron cambia regolePer Oscar e non solo, colosso streaming con ‘Roma’ sperimenta

L’Amica geniale candidata ai Critics ChoiceTra migliori dramma tv. Cerimonia premi del 13 gennaio

La Favorita, 14 nomination ai Critics

Poi Black Panther con 12 e First Man con 10

A Ludovico Martelli i saponi ValobraAzienda fiorentina acquisisce marchio genovese

Da 40 griffe Carta per moda sostenibileDa Stella McCartney a Adidas impegno a vertice Nazioni Unite

Arriva il fenomeno tv CarcereirosPrison drama girato interamente dentro un vero penitenziario

Firenze, formelle ‘commesso’ a OpificioEsposizione dedicata a concorso indetto nel 1953

Bohemian Rhapsody ancora al top incassiStabili sul podio Il Grinch e Se son rose. Segue new entry Alpha

Kirk Douglas festeggia 102 anniIl mito di Hollywood è il più anziano premio Oscar vivente

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L’ARTICOLO

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FIRENZE

– Esposto alla procura della Repubblica di Firenze per la situazione di degrado in cui versa il Castello di Sammezzano a Reggello (Firenze), il parco circostante ed i vari annessi. A presentarlo, la settimana scorsa, Francesco Esposito, fondatore e portavoce del movimento civico Save Sammezzano.
Nell’esposto, spiega una nota, si evidenzia come il Castello, raro esempio di architettura orientalista dell’800 per iniziativa di Ferdinando Panciatichi Ximenes, versi in una “situazione di deterioramento e semiabbandono” nonostante sia “assoggettato al ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’ che ne impone la protezione e la conservazione” e viene chiesto alla magistratura “di intervenire proprio affinché sia assicurato il rispetto” dello stesso codice e “sia quindi garantito lo stato di tutela che la legge prescrive a favore di Sammezzano”.
Il movimento ricorda che il Castello è stato al centro di una “campagna di sensibilizzazione prima nel suo genere, intrapresa da Save Sammezzano”, che ha fatto del complesso di Sammezzano “uno dei beni culturali nostrani più amati e discussi a livello nazionale: vincitore dell’8/o censimento ‘I luoghi del cuore’ promosso da Fai e Intesa Sanpaolo, unico sito italiano iscritto nella lista dei 12 beni culturali europei più in pericolo secondo Europa nostra, argomento di 10 interrogazioni parlamentari e di una mozione regionale, fenomeno mediatico con all’attivo oltre 450 servizi giornalistici e radiotelevisivi ad esso inerenti e oggetto dell’attenzione di centinaia di migliaia di cittadini che ne sostengono il recupero tramite i social network e mediante le petizioni ad esso dedicate. A discapito di quanto fatto fino ad oggi” la situazione “strutturale di Sammezzano è continuata a peggiorare di giorno in giorno.
Rivolgersi alla Procura della Repubblica è stato dunque un passo obbligato affinché venga finalmente garantita la salvaguardia di Sammezzano e sia quindi assicurata l’applicazione della legge che lo tutela”.
– BOLOGNA

– ‘Il Club 27: Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse, Brian Jones, Jean-Michel Basquiat’ è il tema di una mostra collettiva, dal 13 dicembre al 24 febbraio alla galleria Ono Arte contemporanea di Bologna, che attraverso il mito del cosiddetto ‘Club dei 27’ vuole celebrare alcuni tra i più importanti artisti della storia della musica deceduti alla stessa età, 27 anni, per le ragioni più diverse, come abuso di droga, alcol, omicidio o suicidio. La morte di celebri musicisti ventisettenni tra il 1969 e il 1971 ha portato alla convinzione che i decessi siano più comuni a questa età e che ci sia una sorta di ‘picco statistico’ tra gli artisti all’età di 27 anni.
La mostra è un pretesto per indagare alcune tra le grandi icone della musica che hanno influenzato la cultura popolare fino ai giorni nostri ed è composta da 40 opere, alcune in esclusiva italiana, di Jill Furmanovsky, Michael Lavine, Charles Peterson, Terry O’Neill, Baron Wolman, Lee Jaffe, James Fortune, Guy Webster.
– Riparte 1M NEXT, il contest ideato e prodotto da iCompany, società organizzatrice del concerto del Primo Maggio di Roma, promosso da Cgil, Cisl e Uil. Obiettivo, selezionare 3 artisti emergenti da far esibire in diretta tv durante il concertone 2019. Vincitori delle precedenti quattro edizioni di 1M NEXT sono stati i La Rua (2015), Il Geometra Mangoni (2016), Incomprensibile FC (2017), La Municipàl (2018).
Per iscriversi è sufficiente compilare il form online disponibile su www.1mnext.it, da lunedì 10 dicembre e fino alla mezzanotte di venerdì 22 febbraio 2019. Possono partecipare tutti gli artisti che non abbiano già sottoscritto contratti di management in esclusiva con primarie agenzie di settore. Sono ammessi tutti i generi musicali, ma non sono ammesse ‘cover’.
L’iscrizione è completamente gratuita.
1M NEXT è sostenuto da Siae e Nuovo Imaie e realizzato con la partnership di Rockol e Doc Live.
– FIRENZE

– Ha superato i 100 mila visitatori ‘The Cleaner’, la retrospettiva su Marina Abramovic in corso fino al 20 gennaio a Palazzo Strozzi a Firenze. La mostra, ricorda una nota, riunisce oltre 100 opere dell’artista, offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance da parte di un gruppo di performer specificatamente selezionati e formati in occasione della mostra. La mostra trova infatti una sua fondamentale caratteristica nelle ‘re-performance’, che si alterneranno ogni giorno all’interno dell’esposizione. La mostra è organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi.

– ASSISI (PERUGIA)

– Il tenore Josè Carreras sarà protagonista del tradizionale concerto di Natale del Sacro Convento di Assisi, nella Basilica Superiore di San Francesco.
Verrà registrato il 15 dicembre alle 11 e trasmesso in Eurovisione il 25 dicembre su Rai1 dopo la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco.
Il concerto sarà diretto dal maestro David Giménez e ad accompagnare il tenore spagnolo, che interpreterà canti della tradizione natalizia, ci sarà l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, il coro di voci bianche “I piccoli musici” diretto dal maestro Mario Mora e quello maschile “Coenobium Vocale” diretto da Maria Dal Bianco. Lo ha reso noto il direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, sottolineando “la gratitudine verso la Rai e l’importanza del messaggio spirituale che ogni anno parte da Assisi per raggiungere le case di milioni di italiani”.

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CAGLIARI

– Sono sette i finalisti della 2/a edizione del Premio Solinas Experimenta Serie. Realizzato in collaborazione con Rai Fiction il concorso con percorso di Alta Formazione intende selezionare e sviluppare progetti innovativi di racconto seriale della durata di 25′ e realizzarne il pilota di serie con un budget massimo di euro 120.000. Cinquantuno i progetti presentati e sottoposti all’attenzione della giuria.
L’hanno spuntata: 9 Mesi E Mezzo (titolo originale #Voxdonne) di Michela Fiaschi; Autogol (titolo originale Ultima categoria) di Ivan Pavlovic; Cleaning Your Shit (titolo originale Ama Il Prossimo Tuo) di Alice Torriani; Il Meccanismo Di Kozai (titolo originale Le Notti Di Lucio) di Emanuele Sana; Open_Minded (titolo originale OM) di Francesco Toto; Rewind (titolo originale La Bottega dei Giorni Imperfetti) di Angela Giammatteo; Timelapse (titolo originale Controtempo) di Mattia Conti.
La giuria è composta da Isabella Aguilar, Emanuele Cotumaccio, Salvatore De Mola, Leonardo Ferrara, Monica Rametta, Monica Ricci, Valerio Vestoso, Monica Zapelli.
Ora i sette finalisti accedono all’ultima fase del concorso e concorrono all’assegnazione dei diversi Premi: 3 borse di sviluppo di 2.000 euro ciascuna finanziate da Rai Fiction con un percorso di alta formazione e sviluppo a cura del Premio Solinas.
– MILANO

– Al prossimo cda, il presidente di Unicredit, Fabrizio Saccomanni, diventerà presidente della Filarmonica della Scala. Lo ha annunciato lui stesso alla presentazione del ‘Concerto d’inverno’, che gli strumentisti dell’ensemble terranno il 17 dicembre all’Auditorium Testori nella sede della Regione Lombardia. E che vuole diventare una nuova tradizione dell’ensemble (come è già il concerto in piazza Duomo di giugno) per allargare il proprio pubblico.
Saccomanni sostituirà Jean Pierre Mustier, ad di Unicredit.
Non si tratta di un cambio che prelude a un disimpegno dell’istituto bancario nei confronti della Filarmonica di cui è main partner dal 2003. Anzi, la convenzione in scadenza nel 2019 sta per essere rinnovata in anticipo sui tempi. Il concerto, presentato con il presidente della Lombardia Attilio Fontana, sarà a ingresso gratuito previa registrazione e fino all’esaurimento dei posti disponibili. Si potrà vedere ed ascoltare grazie a un maxischermo però anche in piazza Città di Lombardia.
Sarà un Natale speciale per i coristi di ‘Voices of Haiti’ a New York: i talentuosi giovani haitiani, protagonisti del progetto musicale ideato da Andrea Bocelli Foundation e da Fondation St Luc Haiti, canteranno accanto al tenore al Madison Square Garden il 12 e 13 dicembre. E’ passato un anno dall’ultimo viaggio fuori dal loro Paese e in questo periodo hanno continuato a lavorare duramente. Ogni sabato si sono ritrovati nella sala prove, condividendo nuovi obiettivi come la partecipazione al nuovo cd ‘Sì’ di Bocelli. Le ‘voci di Haiti’, dirette dal maestro Malcolm J.
Merriweather, hanno già all’attivo alcune importanti esibizioni internazionali, dalle Nazioni Unite al Teatro del Silenzio, dal Lincoln Center Global Exchange all’udienza generale con Papa Francesco. Il coro è composto da 60 bambini haitiani tra i 9 e i 15 anni, provenienti dalle aree più vulnerabili di Port-au-Prince. Tra loro, molti vivono in Cité Soleil, la baraccopoli più grande della capitale.
FIRENZE – Un trittico di mostre per omaggiare il Medici che fece costruire gli Uffizi, il granduca Cosimo I, a 500 anni dalla nascita. Ma anche esposizioni dedicate alle donne e al femminismo, alla moda e ai tessuti, alla scultura, da quella in bronzo tardo barocca a quella contemporanea di Tony Cragg. Sono alcune delle 15 mostre in programma per il 2019 alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, presentate dal direttore Eike Schmidt che ha spiegato: “Tradizione e innovazione devono andare a braccetto e il programma che gli Uffizi propongono per l’anno prossimo, si dirige a tutti: dal bambino allo scienziato, fino allo storico dell’arte dal palato più sofisticato”.Il mezzo secolo dalla nascita di Cosimo I sarà festeggiato con ‘I cento lanzi del principe’, sulla storica guardia medicea, ‘Una biografia tessuta. Gli arazzi in onore di Cosimo I’ e ‘Il villano e la sua botticella. Divertimenti nel nuovo giardino’. A marzo poi le donne saranno protagoniste con ‘Lessico femminile’ e la personale di Kiki Smith, figura di spicco della cultura femminista. Ma ad aprire il cartellone 2019 sarà la moda con ‘Animalia fashion’, riflessione sul rapporto tra animali e grandi marchi, a cui seguirà, a giugno, una mostra a sorpresa in occasione di Pitti Uomo.Ancora ‘Il carro d’oro’ di Johann Paul Schor, dipinto acquistato dagli Uffizi nel 2017 sarà al centro di un’esposizione su feste e carnevali barocchi. L’arte contemporanea vedrà nell’Aula Magliabechiana agli Uffizi dodici opere di Antony Gormley, mentre il Giardino di Boboli metterà in mostra la scultura di Tony Cragg. Sempre Boboli ospiterà anche la mostra ‘Costruire un capolavoro: la Colonna traiana’, un omaggio alla sapienza tecnologica e costruttiva del mondo romano. Inoltre, a giugno si aprirà la mostra ‘Tutti i colori dell’Italia ebraica. Tessuti preziosi e stoffe dall’antica Gerusalemme al pret-à-porter moderno’ che indagherà i vari aspetti del rapporto tra mondo ebraico e i tessuti. Sempre gli Uffizi ospiteranno poi ‘I cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento’ mentre sarà Pitti ad accogliere ‘Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici’.Il calendario 2019, infine, si chiuderà con l’evento dedicato a ‘Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento’ con un centinaio di dipinti, sculture, arazzi e miniature. Proprio nel 2019 scadrà il primo mandato come direttore degli Uffizi per Schmidt che, rispondendo ai giornalisti sul suo futuro, ha detto: “C’è ancora tanto da fare anche quest’anno e non abbiamo nemmeno coperto tutti i soggetti possibili per le mostre”. Stima a Schmidt che “secondo me dovrebbe rimanere a Firenze”, è stata espressa intanto dall’ex ministro e già direttore degli Uffizi Antonio Paolucci, che ha partecipato alla presentazione del programma delle mostre 2019. “Auguro a Schmidt quello che auguro a me stesso e alla città di Firenze”, ovvero un secondo mandato, le parole del sindaco di Firenze Dario Nardella.

– CAGLIARI

– Otto opere più un balletto, undici concerti sinfonici e quattro cameristici. Sono i numeri della nuova stagione del Teatro Lirico di Cagliari presentata il 10 dicembre dal sovrintendente Claudio Orazi e dal direttore artistico Mauro Meli, presente il presidente della Fondazione Giuseppe Andreozzi. Su il sipario dall’11 gennaio per la sinfonica e dal 22 febbraio per la lirica. “Un’edizione, quella del 2019, che parte con il 22% di incremento dei fondi Fus del Mibac – ha sottolineato Orazi – sei nuove produzioni nazionali e internazionali, un turno in più di abbonamento, il turno L il giovedì alle 19, e oltre 8.500 abbonati, numero destinato a crescere. E a questo si aggiunge un bilancio preconsuntivo del 2018 che presenta un utile significativo”.
Titoli di grande tradizione per la lirica, ma anche di sporadica esecuzione e inediti. Riflettori accesi in apertura per la prima nazionale di un’opera rarissima, “Lo Schiavo”, del brasiliano Antonio Carlos Gomez, tra i più grandi compositori del Sud America

– ”Siamo stufi: le canzoni di Rino Gaetano non vengano più utilizzate dalla politica”. A dirlo

sono Anna Gaetano e suo figlio Alessandro, sorella e nipote del cantautore, all’indomani della manifestazione Lega che sabato scorso in Piazza del Popolo a Roma ha usato il brano ”Ma il cielo è sempre più blu”. E questa volta, per la prima volta, la famiglia ha telefonato alla Sony Music, con cui detiene i diritti dei brani, ”per sapere se lo possono fare, se possono usare le sue canzoni così”. Nessuna azione nei confronti di nessuno, precisano. ”Non ce l’abbiamo ne’ con la Lega ne’ con Matteo Salvini – dice Alessandro – E’ solo stato l’ennesimo episodio che ci viene segnalato in questi anni e di cui siamo stufi. Rino non è di destra ne’ di sinistra, non ha colori politici. Perché devono farsi forza usando lui e la sua musica?”.
– Dopo l’evento Emporio Armani Boarding, Giorgio Armani decide di sperimentare il formato sfilata uomo-donna con la collezione Giorgio Armani di febbraio, mentre Emporio Armani tornerà a sfilare in Calendario con la sola linea femminile.
Lo annuncia la maison, spiegando che la settimana della moda maschile di gennaio vedrà protagoniste la sfilata Emporio Armani Uomo autunno/inverno 2019/20 e l’inaugurazione di un’importante mostra presso l’Armani/Silos.

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Il titolo è tratto dal ritornello di una delle canzoni più famose, ed elegantemente piene di doppi sensi, della musicalità napoletana, ‘Agata’ . ‘Guarda… stupisci’ si chiama infatti il programma che riporta in televisione Renzo Arbore, 81 anni, il 12 e 19 dicembre su Raidue. “Arbore è il dna di Rai2, è il suo canone artistico e questo programma è l’esempio di cosa deve essere la buona tv – ha detto il direttore della rete Carlo Freccero, presentando le due serate a Milano insieme al suo predecessore Andrea Fabiano sotto la cui gestione è nata l’idea del programma – Gli ho già chiesto di rendere un omaggio dissacrante anche a Gianni Boncompagni, mio carissimo amico”.
Il sottotitolo ‘Modesta e scombiccherata lezione sulla canzone umoristica napoletana’ delinea la natura dello spettacolo che, come era già accaduto per ‘Indietro tutta 30 e lode’ si ispira ad un’aula universitaria, intitolata a Totò. In una scenografia ricca di dettagli che ricordano il capoluogo campano, con rulli in movimento che richiamano il mare, colonne, limoni, una nicchia in foglie d’oro con la statua di San Gennaro Arbore dà lezioni ai giovani sulla musica napoletana con vari ospiti. Accanto a lui Nino Frassica che canta anche la sigla a cui si ispira il titolo ‘Agata’. “Mi piace pensare di essere il terzo Nino a farlo – ha scherzato – dopo Taranto e Ferrer”.
Realizzato nel centro di produzione Rai di Napoli, il programma, per la regia di Luca Nannini, rientra nella mission che si riproposto Arbore da anni: l’educational show per insegnare divertendo. “Credo che il compito di quelli della mia età sia raccontare ai millenials cose che non hanno potuto vedere ed è un compito che il rap non può fare – ha detto Arbore – Si sono persi una stagione meravigliosa ed è giusto che la conoscano per poi andare avanti”. Per il pubblico sono state svolte vere e proprie selezioni tra i giovani che frequentano scuole di spettacolo o aspiranti artisti. Perché, come già accadeva per ‘Quelli della notte’ e ‘Indietro tutta’, due dei grandi successi televisivi di Arbore, gli spettatori in sala diventano anche protagonisti. Accanto a Arbore e Frassica, Andrea Delogu e con loro gli ospiti che si alterneranno, da Gigi Proietti a Lino Banfi, fino a Marisa Laurito, Teo Teocoli, Tullio de Piscopo.
Arbore spiegherà i meccanismi comici (doppio senso, sceneggiata, tic,imitazione, macchietta) della canzone napoletana, ‘che poi sono sempre gli stessi a cui hanno approdato artisti come Jannacci o Elio. “Io ho avuto la fortuna di vivere la Napoli bella, quella di quando non c’era ancora la camorra ma forse solo il contrabbando – ha aggiunto l’artista che è di origini pugliesi – E nel programma c’e’ proprio quella Napoli, quella che si aspettano fino a Bergamo, la città del sole, della musica, delle ceramiche, delle cartoline, giro spesso per la città e la trovo piena di turisti arrivati dal Nord, gente entusiasta che se la sta godendo la città, finalmente come se l’aspettava”.

– ANCONA

– La chiesa di San Gregorio Armeno ad Ancona riapre dopo 46 anni, dalla chiusura per il terremoto del 1972, grazie agli interventi di restauro e ripristino curati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con il Segretariato Regionale dei Beni e delle attività culturali delle Marche. Il Comune di Ancona ha seguito il percorso che porta, venerdì 14 dicembre, alla riapertura, segnata da due grandi eventi: una mostra dei fotografi Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp dedicata i territori marchigiani colpiti dal sisma e, in primavera, il ritorno della pala di Siciolante da Sermoneta (metà del XVI sec.) nella sua collocazione originaria, in accordo con la Pinacoteca di Brera. Eretta come chiesa di San Bartolomeo intorno al 1520, subì importanti modifiche nel Settecento ad opera dell’architetto Ciaraffoni e dello scultore Gioacchino Varlè. Nel 1847, a seguito dell’acquisto della chiesa da parte delle monache benedettine armene, assunse la denominazione di San Gregorio Illuminatore.
– Passano gli anni, ma il cinepanettone, quello doc con Massimo Boldi e Christian De Sica, non muore. E così i due attori, dopo 12 anni e 23 cinepanettoni all’attivo, tornano insieme in ‘Amici come prima’ diretto dallo stesso Christian De Sica (con l’aiuto alla regia del figlio Brando) in sala con Medusa dal 19 dicembre in più di 500 copie.Invecchiati, senza più amanti nell’armadio, Boldi e De Sica mettono mano al loro repertorio per un cinepanettone doc con qualche parolaccia, tanti ammiccamenti, ma anche con qualche inevitabile malinconia vista la storia con due protagonisti al tramonto. “E’ una commedia più slapstick rispetto ai cinepanettoni tradizionali – dice oggi a Roma De Sica – io allora facevo lo sciupa femmine qui invece sono un disperato. Questa è un storia a tutto tondo dove ci sono anche melanconia e tenerezze” conclude De Sica che più volte ci tiene a dire che con Boldi non c’è mai stato un vero litigio.”Siamo stati lontani professionalmente 12 anni, ma siamo sempre rimasti amici – replica Boldi -. Christian ha fatto i suoi film e io altri, ma non abbiamo mai litigato. Rincontrarci è stata una grande gioia: è come se ci fossimo lasciati ieri. Con i cinepanettoni abbiamo raccontato l’Italia – dice con orgoglio Boldi – e con questo film spero possa iniziare un nuovo ciclo”. Ma cosa racconta questo neo-cinepanettone? La storia di Cesare (Christian De Sica) stimato direttore del Relais Colombo, hotel di lusso di Milano, sempre affabile e 11 lingue parlate all’attivo, ma con l’arrivo di nuovi soci cinesi intenzionati a rivoluzionare tutto, Luciana (Regina Orioli), efficiente ed algida figlia di Massimo Colombo (Boldi), storico proprietario dell’hotel, licenzia per primo proprio il direttore. Rimasto senza lavoro, scopre che Luciana sta cercando per suo padre, un vecchio in carrozzella (ma solo per pigrizia) e che si circonda di giovani escort, una badante, ed è disposta a spendere 5000 euro al mese.Cesare non ci pensa due volte e si candida grazie anche all’aiuto del suo amico Marco (Maurizio Casagrande). Si traveste da donna e si trasforma in Lisa che conquista Massimo al primo incontro. Cesare ha però un problema non da poco: non ha il coraggio di svelare la verità alla moglie Carla (Lunetta Savino)e al figlio Matteo (Francesco Bruni),aspirante cantante, che continuano a crederlo benestante direttore d’hotel. Da qui, ovviamente, mille situazioni tra un Boldi anziano e sex-addicted e un De Sica, in versione Tootsie, alle prese con parrucche e seni posticci.

– TORINO

– Arriva sul palco del Teatro Regio di Torino, dal 14 al 22 dicembre, il leggendario allestimento de La traviata di Giuseppe Verdi firmata Henning Brockhaus e con le scene di Josef Svoboda, proveniente dallo Sferisterio di Macerata e dalla Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi. Nota anche come La traviata degli specchi, lo spettacolo, che ha ricevuto il Premio Abbiati nel 1993, indaga il sottile confine tra la natura intima e delicata di Violetta e la sua immagine pubblica, sottolineata da un enorme specchio inclinato che moltiplica, da tutti i possibili punti di vista, l’oggetto del desiderio all’occhio del voyeur.
Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio il maestro Donato Renzetti.
La produzione in cartellone si avvale della partnership di Iren, Socio fondatore del Teatro. La ‘prima’ del 14 dicembre viene trasmessa in diretta su Rai Radio 3.
– BOLOGNA

– Un museo archeologico e multimediale sotto la platea del Teatro ‘Galli’ di Rimini, tornato a nuova vita a 75 anni dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che devastarono la città e la sala disegnata dall’architetto modenese Luigi Poletti alla metà dell’800.
La struttura che apre oggi – in concomitanza con il ritorno della grande opera con il ‘Simon Boccanegra’ di Giuseppe Verdi diretto da Valery Gergiev – svela un’area archeologica ricca di reperti e mosaici e resti architettonici rinvenuti durante i lavori nel complesso del Teatro Galli, impreziosita da un percorso multimediale che ripercorre la nascita e la storia di Rimini fino ad arrivare all’Ottocento, alla la storia del teatro all’italiana, all’architettura del teatro di Rimini e alla vita e alle musiche di Giuseppe Verdi cui è dedicata una sala immersiva in cui ascoltare le sue melodie più famose. Sotto la buca del ‘Galli’, infine, l’area archeologica vera e propria con un’ampia pedana da cui ammirare la superficie dello scavo.

– TREVISO

– In un’epoca dominata dal digitale, la mostra “Poetic Boom Boom”, legata al progetto “Imago Mundi-Luciano Benetton Collection”, in programma a Treviso dal 13 dicembre al 7 aprile prossimo, invita a seguire il percorso sovversivo della poesia visiva che, nelle parole di Sarenco, è “anarchica e rivoluzionaria”.
Curata da Mattia Solari, l’esposizione, alle Gallerie delle Prigioni, è strettamente legata alla collezione Imago Mundi Visual Poetry in Europe, composta da 210 lavori.
La mostra presenta una selezione di 44 opere realizzate tra gli anni Sessanta e i giorni nostri con tecniche come stampa, fotografia, scultura, installazioni, video e performance.
– FIRENZE

– Si intitola ‘Vasimania, dalle Explicationes di Filippo Buonarroti al vaso Medici’, la mostra in programma a ‘Casa Buonarroti’ a Firenze dal 12 dicembre al 28 febbraio. L’esposizione, a cura di Maria Grazia Marzi e Clara Gambaro, permette di ammirare anche il vaso di Eufronio, proveniente dal museo archeologico di Arezzo. Per comprendere il senso dell’iniziativa bisogna guardare al 1726, quando usciva a Firenze il ‘De Etruria regali’, opera dello storico scozzese Thomas Dempster, con l’aggiunta delle ‘Explicationes et conjecturae’ di Filippo Buonarroti, che aveva corredato lo studio con un apparato grafico di reperti archeologici. La mostra intende analizzare l’interesse per una classe di materiali che da quel momento in poi entra nel panorama antiquario e collezionistico: la ceramica. I reperti si alternano a preziose pubblicazioni, fra queste le ‘Explicationes’ del Buonarroti. In mostra anche disegni di eccezionale valore, come quello dedicato al ‘Vaso Medici’ ritrovato tra le carte del Buonarroti.
– PALERMO

– Marina Rebeka e Matthew Polenzani, due star della lirica, debuttano giovedì sera al Teatro Massimo di Palermo per il ritorno in scena di “Bohéme”, capolavoro di Puccini che ogni italiano sa canticchiare. La Rebeka è il soprano lettone che canta nella parte della fioraia Mimì, la protagonista, ruolo che pochi mesi fa ha sostenuto alla Staatsoper di Vienna; bellissima voce e ottima capacità interpretativa. Rodolfo è lo statunitense Polenzani, star del Metropolitan di New York. La regia è di Mario Pontiggia, scene e costumi di Francesco Zito, che alludono non a Parigi, dove l’opera si svolge, ma ad una eleganza preziosa, in una Palermo Liberty, con le cancellate della Fonderia Oretea e i saloni di Villa Igea. Ma nei tre cast previsti dal teatro ci sono anche due palermitane: Jessica Nuccio e Roberta Mantegna. Sul podio Daniel Oren, amatissimo dal pubblico palermitano, che torna in città dopo il successo che ebbe lo scorso anno con “Adriana Lecouvreur”. Si replica fino al 23 dicembre.

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VERONA

– Non solo turisti tra le strade di Verona, ma anche pellegrini alla scoperta delle chiese e della storia scaligera. E oltre mille volontari già formati. Dopo aver registrato 163 mila visitatori in 2 anni, il progetto “Verona Minor Hierusalem. Una città da valorizzare assieme”, lancia due nuovi itinerari.
L’occasione per dare il via ai nuovi percorsi sarà il convegno che si terrà sabato 15 dicembre al Palazzo della Gran Guardia, “Verona tra cammini europei e pellegrinaggi urbani”.
Il primo percorso permetterà di visitare cripte e sacelli, a testimonianza di una fede antica e radicata sul territorio, ma anche palazzi e monumenti storici. Il secondo invece, mirato alla valorizzazione e alla scoperta del quartiere di Veronetta, passerà da San Tomaso, per la visita all’organo legato a Mozart, e da Santa Maria al Paradiso, che ha uno dei reliquiari più grandi d’Europa. Ma si visiteranno anche San Nazaro, San Paolo e Santa Toscana. Il progetto è promosso dalla Diocesi di Verona in collaborazione con il Comune.

– Non un semplice firmacopie, ma un evento unico e irripetibile. Questa è la promessa di Laura Pausini per l’incontro con i fan in programma sabato 15 dicembre al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano. Per festeggiare la vittoria del quarto Latin Grammy Award con l’album ‘Fatti sentire’, l’annuncio del tour negli stadi con Biagio Antonacci e l’uscita della special edition ‘Fatti sentire ancora’, la popstar romagnola ha in programma qualcosa di speciale, un momento ricco di sorprese che coinvolgerà migliaia di fan.
L’evento nel centro di Milano avrà inizio alle ore 16, e il firma è previsto dalle 17 fino alle 20.
Atlantico, il nuovo album di Marco Mengoni uscito contemporaneamente in tutta Europa il 30 novembre per Sony Music, debutta direttamente al primo posto della classifica Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana. Alle sue spalle un’altra new entry, con il formidabile binomio Mina-Lucio Battisti: è Paradiso, in cui la signora della canzone italiana rende omaggio al cantautore a 20 anni dalla scomparsa, una raccolta delle canzoni di Battisti-Mogol già cantate da Mina, più due brani mai interpretati, Vento nel vento e Il tempo di morire.Scivola in terza posizione Salmo con il suo Playlist, che precede Eros Ramazzotti, quarto con il nuovo album Vita ce n’è, e i Maneskin con Il ballo della vita. In sesta posizione un altro debutto: Alt in tour di Renato Zero, il cofanetto che ripropone il live del 7 gennaio 2017 al Forum di Assago – Milano. Risale sul settimo gradino della classifica (era 32/o) Capo Plaza con 20, mentre perde tre posizioni ed è ottava Giorgia con Pop Heart. Chiudono la top ten ancora due new entry: Punk di Gazzelle e Notti brave (After) di Carl Brave. Da segnalare anche l’11/o posto di Ogni volta che è Natale, il grande ritorno di Raffaella Carrà.In testa alla top ten dei singoli troviamo Happy Birthday di Sfera Ebbasta, lanciato in classifica prima della tragedia di Corinaldo. Completamente stravolta la classifica dei vinili, con cinque new entry nelle prime cinque posizioni: Mengoni, Mina, Raffaella Carrà, Salmo e Gazzelle.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 30 novembre al 6 dicembre:1) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)2) PARADISO (LUCIO BATTISTI SONGBOOK), MINA (WM ITALY-WMI)3) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)4) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLIDOR-UNIVERSAL MUSIC)5) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)6) ALT IN TOUR, RENATO ZERO (TATTICA-INDIPENDENTE MENTE)7) 20, CAPO PLAZA (MACISTE DISCHI/ARTIST FIRST-ARTIST FIRST)8) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA SRL- SONY)9) PUNK, GAZZELLE (MACISTE DISCHI/ARTIST FIRST-ARTIST FIRST)10)NOTTI BRAVE (AFTER), CARL BRAVE (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)Ecco la classifica dei singoli:1) HAPPY BIRTHDAY, SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNI)2) LA FINE DEL MONDO, ANASTASIO (RCA RECORDS LABEL-SME)3) TORNA A CASA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)4) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT.NSTASIA (EPIC-SME)5) CHEROFOBIA, MARTINA ATTILI (RCA RECORDS LABEL-SME)Ecco la classifica dei vinili:1) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY2) PARADISO (LUCIO BATTISTI SONGBOOK), MINA (WM ITALY-WMI)3) OGNI VOLTA CHE E’ NATALE, RAFFAELLA CARRA’ (RECA RECORDS LABEL-SONY)4) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)5) PUNK, GAZZELLE (MACISTE DISCHI/ARTIST FIRST-ARTIST FIRST).

Nel cinetel del weekend, tra gli incassi, il capolavoro di Alfonso Cuaron ‘Roma’ non è compreso, eppure il film che ha vinto il Leone d’oro a Venezia 2018, un premio storico perché il primo assegnato ad un film prodotto dal colosso dello streaming Netflix, dopo l’uscita evento del 3-4-5 dicembre continua a richiesta degli stessi esercenti resta in sala, presente attualmente in circa 30 sale con teniture record come al Farnese a Roma, al Messico a Milano, Lumiere a Bologna.
E nel mondo sono arrivate a 600 in 40 paesi, di cui 100 solo negli Stati Uniti – fonte Variety – le platee dove ammirare il film ambientato nella Città del Messico degli anni ’70 e girato con tutta la potenza evocativa del bianco e nero. Non ci sarebbe niente di strano se non fosse appunto un film Netflix, il grande protagonista della fruizione cinematografica (e televisiva) extra sala, il colosso del braccio di ferro con il festival di Cannes no sala no gara, l’antagonista degli esercenti. E che il 14 dicembre in contemporanea mondiale rilascerà il film sulla piattaforma.
Alla Cineteca di Bologna, che distribuisce ‘Roma’, è stata fatta esplicita richiesta da Netflix di non divulgare alcuna cifra di incassi. Nell’epoca storica del cambiamento di modalità di fruizione dei contenuti – vale per l’editoria della carta stampata come per il cinema in sala – è in corso, con Roma di Cuaron case history, una fase di avvicinamento post bellico: Netflix, finora arroccato sulla sua posizione di attore del cambiamento, dopo l’uscita date-on date del film sul caso Cucchi Sulla mia pelle a settembre (stesso giorno in sala e sul web), si è orientato sull’uscita in sala prima di quella sul web, con l’unica accortezza di non dare pubblicità agli eventuali incassi.
Con alcuni risultati: con le uscite in sala in America può concorrere agli Oscar. Il film di Cuaron sulla carta è meritoriamente tra i favoriti alle statuette ed è appena stato premiato come il migliore dell’anno sia dalla critica di New York che di Los Angeles. E nel mondo, specie in Europa, ha riallacciato i rapporti con il settore tradizionale del cinema, degli esercenti soprattutto, che lo aveva visto come un super nemico. Proseguendo con questo cambio di strategia, ad esempio a maggio a Cannes in gara ci potrebbero essere film Netflix, visto che il colosso dello streaming non è più rigido sulle uscite in sala prima che sul web. Ma non solo: anche con i talent il caso Cuaron ha nei fatti cambiato prospettiva, perché per quanto interessati ad essere finanziati a prescindere e lusingati dalla giovanile platea web, i registi, gli attori e gli autori sono anche molto affezionati alla magia del grande schermo. In una guerra di posizioni tra vecchio e nuovo le trincee si sono spostate, forse avvicinate con il caso del film ‘Roma’, l’affresco epico di due mondi apparentemente distanti della famiglia borghese e di quella umile dei servitori ispirata alla vera storia di Alfonso Cuaron.
“L’Amica Geniale” (“My Brilliant Friend” e’ tra i finalisti per il miglior dramma in tv dei Critics Choice Awards che saranno assegnati il 13 gennaio sul canale CW. Le nominations dei premi della Broadcast Film Critics and Television Journalists Associations per il 2019 sono state annunciate oggi.
Concorrono nella categoria Best Drama con l’adattamento televisivo della saga di Elena Ferrante firmato Saverio Costanzo anche “The Americans”, “Better Call Saul”, “The Good Fight”, “Homecoming”, “Killing Eve”, “Pose” e “Succession”.
– NEW YORK

– I premi della critica sono considerati spesso un precursore degli Oscar: l’anno scorso quello per il miglior film andò a “La Forma dell’Acqua” come miglior film e miglior regista con altri premi a Frances McDormand, Gary Oldman, Allison Janney e Sam Rockwell. Per il cinema ha fatto man bassa di nomination “La Favorita”, mentre “The Americans,” “Escape at Dannemora” e “L’assassinio di Gianni Versace: American Crime Story”, sono risultati i programmi televisivi più candidati.
“La Favorita” di Yorgos Lanthimos ha ricevuto ben 14 nomination, compreso il miglior film e le candidature di Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz, miglior regista e sceneggiatura. Segue a ruota Black Panther con 12 nominations e poi “First Man” (10) e “Mary Poppins Returns,” “A Star Is Born” e “Vice” ciascuno con nove candidature.
– FIRENZE

– Lo storico marchio genovese di saponi Valobra entra nel portfolio di brand della fiorentina Ludovico Martelli srl, antica impresa di prodotti per la rasatura, guidata dalla stessa famiglia dal 1908. Famosa per i suoi saponi finissimi da toeletta realizzati con l’artigianale metodo in caldaia a cielo aperto, Valobra, fondata nel 1903 da Virgilio Valobra, è rimasta di proprietà dell’omonima famiglia per più di un secolo: ora si affiancherà a marchi come Proraso, Kaloderma e Marvis. “Siamo onorati di raccogliere il testimone di quello che consideriamo un’eccellenza italiana, – spiega Stefania Martelli, responsabile marketing dell’azienda di famiglia -. Con oltre un secolo di storia, i saponi Valobra sono stati parte della vita quotidiana degli italiani” ed è “nostro desiderio che questo patrimonio non vada disperso ma che anzi possa essere preservato e valorizzato come merita”.
-Dal mondo della moda arriva una iniziativa pro ambiente: la firma della Carta per la Moda Sostenibile da parte di 40 marchi. Mentre è in corso il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Katowice, in Polonia, l’industria mondiale della moda ha ribadito l’intenzione di affrontare le questioni legate ai cambiamenti climatici lanciando un documento impegnativo, che per prima cosa prevede come obiettivo iniziale, la riduzione delle emissioni aggregate di gas serra del 30% entro il 2030, oltre a stilare misure concrete, come l’eliminazione graduale delle caldaie a carbone o di altre fonti di riscaldamento e produzione di energia a base di carbone presso i propri stabilimenti e quelli dei fornitori diretti a partire dal 2025.
Sotto l’egida delle Nazioni Unite, hanno deciso di unire le forze per ridurre l’impatto esercitato dall’intera filiera della moda sull’ambiente, 40 marchi tra cui figurano: Adidas, Burberry, Esprit, Guess e Gap, Stella McCartney, H&M Group, Kering Group

“Moderna, innovativa: molto più di un crudo thriller televisivo”, l’ha definito Variety. Dall’11 dicembre arriva su Sky Atlantic il nuovo fenomeno televisivo brasiliano Carcereiros – Dietro le sbarre, un prison-drama in 15 puntate prodotte da Globo (già dietro al successo di Under Pressure – Pronto Soccorso) sulla dura realtà delle carceri brasiliane e le difficoltà quotidiane che rischiano di distruggere le vite, non solo dei detenuti, ma anche delle guardie carcerarie. Carcereiros – Dietro le sbarre, dall’11 dicembre su Sky Atlantic alle 22.15, sarà disponibile anche su Sky On Demand. Vincitore del Grand Jury’s Full Episodes Prize ai MIP Drama Screenings 2017 di Cannes, e già confermato per una seconda stagione, il prison-drama è stato interamente girato all’interno di un vero penitenziario – il Votorantim Women’s Penitentiary, nei mesi precedenti alla sua inaugurazione – e testimonia le drammatiche storie personali delle guardie carcerarie.Carcereiros – Dietro le sbarre, dall’11 dicembre su Sky Atlantic alle 22.15, sarà disponibile anche su Sky On Demand. Vincitore del Grand Jury’s Full Episodes Prize ai MIP Drama Screenings 2017 di Cannes, e già confermato per una seconda stagione, il prison-drama è stato interamente girato all’interno di un vero penitenziario – il Votorantim Women’s Penitentiary, nei mesi precedenti alla sua inaugurazione – e testimonia le drammatiche storie personali delle guardie carcerarie. Adriano – Rodrigo Lombardi – è un uomo che ha scelto di lavorare come secondino per seguire le orme del padre. Nella sua vita ha avuto una formazione che influenza nettamente tutti i suoi comportamenti: dottore in Storia e – al contrario di molti colleghi – contrario all’uso della violenza, cerca di gestire le minacce e i conflitti con i detenuti utilizzando il dialogo come unica arma. Le difficoltà della sua vita quotidiana, però, non si fermano usciti dai cancelli del carcere. Trovare un equilibrio – quello che prova ogni giorno a mantenere con i detenuti – è complicato anche nei suoi rapporti con la famiglia, passata attraverso vicende burrascose e profondamente insoddisfatta della sua scelta professionale. Suo padre Tiberio – Othon Bastos, – che mostra i primi segni di demenza senile, rifiuta con rabbia l’aiuto del figlio. La figlia Livia – Giovanna Rispoli – è un’adolescente tormentata dal ricordo di sua madre, scomparsa misteriosamente quindici anni prima. Janaína – Mariana Nunes – la seconda moglie di Adriano, è ossessionata dalla maternità e costantemente in ansia per i pericoli insiti nel lavoro del marito. Questa fragile stabilità familiare crollerà come un castello di carte quando le vicende carcerarie entreranno nella loro vita, non senza preavviso, per dimostrare che anche chi vive fuori dal carcere può ritrovarsi privo della sua libertà. La serie, liberamente ispirata al romanzo Carcereiros di Dráuzio Varella, è creata da Maral Aquino, Fernando Bonassi e Dennison Ramalho e prodotta da Globo, in collaborazione con Gullane Filmes.

– FIRENZE

– E’ composta da tre disegni con relativi lucidi, quattro bozzetti a colori e 16 formelle in pietre dure e tenere realizzate con la tecnica fiorentina del ‘commesso’, anche noto come ‘mosaico fiorentino’, la mostra ‘Il Novecento per il museo dell’Opificio delle pietre dure’ in programma fino al 4 maggio nella sede del Museo dell’Opificio a Firenze.
Curata da Sandra Rossi e Annalisa Innocenti, l’esposizione espone i risultati di un concorso per formelle e bozzetti bandito nel 1953. Allora l’obiettivo era rinnovare in chiave contemporanea l’antica tradizione della manifattura, nata nel 1588 con Ferdinando I de’ Medici, arricchendo di nuove opere la collezione del museo, che, dopo la guerra, aveva riaperto solo nel 1952, con il nuovo allestimento del direttore Lando Bartoli.
Tra le opere esposte c’è anche la formella il cui bozzetto di Alvaro Monnini, vinse il primo premio del concorso.

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ancora Bohemian Rhapsody, biopic sull’ascesa dei Queen dal 1970 fino al mitico concerto Live Aid dell’85, a detenere per la seconda settimana la prima posizione nella classifica Fimi/Gfk degli incassi dei cinema nell’ultimo week end, con 4.177.457 euro, totale 11.722.046. Stabili sul podio al secondo e terzo posto, Il Grinch, nuovo adattamento di Scott Mosier e Yarrow Cheney, del racconto scritto nel 1957 dal Dr.Seuss, con il cattivo verde che odia il Natale, che ottiene 1.373.737 euro (3.513.475), seguito da Se son rose di e con Leonardo Pieraccioni, con 1.141.723 euro (3.164.387). Sul quarto gradino debutta Alpha – Un’amicizia forte come la vita, di Albert Hughes storia dell’amicizia tra un lupetto e un ragazzo primitivo, con 595.703 euro. Passa dal quarto al quinto posto il sequel di Animali fantastici, I crimini di Grindelwald, 452.115 euro e in quattro settimane 12.424.671. Box office totale a quota 9.807.778, -19% rispetto alla scorsa settimana (12.107.312) +1,85% rispetto al 2017 (9.630.012).
Kirk Douglas, il più longevo premio Oscar vivente, ha festeggiato il 9 dicembre il suo 102 compleanno. La nuora Catherine Zeta-Jones ha postato un video su Instagram con un tributo al mito di Hollywood: l’attrice e moglie di Michael Douglas ha scritto: “Buon 102 mo compleanno all’uomo più bello, ti amiamo Kirk”. Il video mostra le foto di Douglas durante la sua carriera cinematografica e con i familiari. Oscar onorario nel 1996, tra le decine di film il ruolo più noto forse è in Spartacus di Stanley Kubrick del 1960.     

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DALLE 10:01 DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018 ALLE 11:25 DI SABATO 08 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Nadia Murad, il coraggio contro la barbarie
In sala docu su ragazza yazida Premio Nobel per la pace 2018

Lansdale, rapporti sale della scritturaEsce ritratto dello scrittore, arriva nuovo capitolo Hap e Leo

Trovato in soffitta palazzo Presepe ‘700Attribuibili alla scuola del Maragliano, sono in legno

Fresu suona al Mercatino di BolzanoDomani si esibisce come artista di strada in piazza Walther

Nasce il MoRA, museo d’arte del ricicloA Roma, a San Lorenzo, ideato da Mariaceleste de Martino

Mostra foto ‘La persistenza della luce’A Ravenna dal 9 dicembre con la tecnica del ‘foro stenopeico’

Istituito il parco di Villa del CasaleIstituzione apre nuovi scenari per valorizzazione patrimonio

Con Augias alla scoperta di Parigi, Londra, RomaTre serate evento dall’8 dicembre su Rai3

Discendenti Cherubini,sì spoglie S.CroceAppello lanciato da Muti ha raggiunto già oltre 35 mila firme

Scala: centinaia in fila per loggione140 posti per Attila, che inaugura la stagione lirica

Altre due date per il Lucca SummerNew Order, Elbow il 12 luglio,The Good The Bad & The Queen il 20

X Factor, fuori dai giochi Martina e Leo Ospiti Licitra e Salmo. In finale Bowland, Naomi, Anastasio e Luna

Grammy, Kendrick Lamar guida nominationPoi Drake, Lady Gaga e Cardi B. C’è anche il film di Guadagnino

Omaggio a Bertolucci tra digitale e commozioneE ora piattaforma su serata con video-lettere integrali

Debutto boom al Sacher per film MorettiOttima media copia, la seconda dell’intero box office Italia

Massimo Sestini, il mondo alla giusta distanzaA Roma L’aria del tempo, 40 scatti dall’alto allo spazio WeGil

Michael Dobbs, Ue è lenta e inefficienteAutore di House of Cards, ‘ottimista sul futuro del Regno Unito’

Scala, 5 minuti applausi per Capo StatoBattimani anche nel carcere di San Vittore prima proiezione

Scala: Sergio Mattarella vede artistiDelegazione orchestrali, coristi e sindacalisti, ‘onorati’

Frasi omofobe, Hart non condurrà OscarLe scuse alla comunità Lgbt, ‘parole fanno parte del passato’

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L’ARTICOLO

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Nadia Murad “è un essere umano di grande carisma, senti quanto sia speciale ogni volta che sei nella stanza con lei. Trasmette una straordinaria forza e capacità di resilienza”. Così Alexandria Bombach descrive la 25enne yazida, che riceverà lunedì 10 dicembre il premio Nobel per la Pace 2018, della quale ha firmato un coinvolgente e potente ritratto in ‘Sulle sue spalle’, vincitore del premio per la migliore regia di un documentario al Sundance Film Festival di quest’anno. Il film non fiction è in sala come evento speciale dal 6 al 12 dicembre con I Wonder Stories, in collaborazione con Sky Arte, che manderà in onda anche 10 minuti in esclusiva del film proprio nei giorni della consegna del premio a Nadia. Nadia Murad viene premiata insieme al medico e attivista congolese Denis Mukwege per l’impegno volto a denunciare e porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra. Un obiettivo al quale la giovane yazida, sostenuta anche da Amal Clooney, ha dedicato la sua vita, dopo essere fuggita dall’Isis, che l’aveva catturata ventenne nell’estate 2014 durante un raid nel nord dell’Iraq che aveva come obiettivo sterminare la minoranza religiosa yazida, da secoli vittima di genocidi. I terroristi islamici hanno ucciso in quelle poche settimane oltre 5000 persone e catturato fatto e fatto prigionieri circa 7.000 donne e bambini per farli diventare schiave sessuali e bambini soldato. Nadia (che ha perso 18 membri della sua famiglia, tra cui la madre e sei fratelli), ripetutamente torturata e violentata è riuscita a scappare dopo tre mesi, trovando rifugio prima in un campo profughi poi in Germania. Da allora, pur sapendo di rischiare la vita (riceve costantemente minacce), ha deciso di raccontare la sua storia, per mobilitare la politica e l’opinione pubblica internazionale contro le violenze perpetrate dall’Isis e per la difesa del suo popolo e delle donne che hanno subito il suo stesso calvario. Prima che tutto succedesse “tra i miei sogni c’era aprire un salone di bellezza, perché volevo che le donne e le ragazze si vedessero speciali – spiega Nadia, occhi grandi, volto scolpito nel dolore, che a volte si apre a disarmanti sorrisi -. Questo mi è stato tolto in un modo per il quale non credo sia possibile tornare indietro”. Alexandria Bombach, già autrice di due pluripremiati documentari sull’Afghanistan, data con ‘Sulle sue spalle’ tra i favoriti agli Oscar, ha fatto “la scelta cosciente di non chiedere a Nadia del suo periodo da prigioniera. Una parte del film voleva anche infatti parlare del modo in cui spesso si preferisce spettacolarizzare le notizie, traumi come quello subito da Nadia, invece di cercare realmente di comprenderli, di impegnarci per cambiare le cose” dice la regista, che è stata affianco alla giovane yazida per alcune settimane nel 2016, fino al suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu. Giornate fatte di aerei e impegni pubblici, continui spostamenti tra Europa e America e interviste con i media, nelle quali la ragazza si trova a dover rispondere a ogni genere di domande, anche le più intime. “Da donna non vorrei dover dire che tutto questo è successo a me – spiega Nadia durante il film -. Preferirei che le persone mi conoscessero come un’eccellente sarta, o atleta, o studentessa, o truccatrice, o contadina”, ma “sentivo che la gente non si sarebbe tappata le orecchie, che non sarebbe rimasta indifferente vedendo una vittima di fronte a loro”. Nell’incontro con Nadia, “quello che mi ha colpito di più è quanto, dopo tutto quello che ha passato, sia incredibilmente paziente e piena di grazia nel rapportarsi a persone che non sanno come reagire di fronte alla drammaticità di ciò che ha vissuto”. Trova tutta la sua forza “nel desiderio di aiutare le donne che come lei sono state prigioniere e le persone che ancora soffrono nei campi profughi. Lei non può fermarsi, vuole andare avanti, vuole fare tutto quello che può”.

– SEBA PEZZANI, ‘JOE LANSDALE. IN FONDO E’ UNA PALUDE'(PERRONE EDITORE, PP 246, EURO 15) Autore di oltre quaranta romanzi e centinaia di racconti, tra cui la fortunata serie di Hap e Leonard, di cui uscirà nel 2019 una nuova avventura più thriller, Joe Lansdale, lo “Stephen King del Texas Orientale”, è adesso anche il protagonista di un ritratto speciale, frutto delle conversazioni con un amico e traduttore, Seba Pezzani.
“I libri e le biblioteche mi piacciono, però se resti chiuso nella torre d’avorio finisci per perdere di vista i rapporti umani che sono il sale della scrittura. Mi piace sottolineare che sono un lavoratore, non un pontificatore” dice Lansdale, a ‘Più libri più liberi’ per l’attesa presentazione di ‘Joe Lansdale. In fondo è una palude’ pubblicato da Perrone editore con la prefazione di Luca Crovi.
“Sono nato contadino e resto contadino” dice lo scrittore, 67 anni, che ha mantenuto una forte relazione con l’ambiente da cui proviene e per il quale la cosa più importante “è non prendersi troppo sul serio e non dimenticarsi del passato. Io vengo da un ambiente umile, ma non basta dire che si è lavorato duramente per giustificare il successo raggiunto. Ci vuole sempre un po’ di fortuna per fare le cose. Le persone della mia infanzia sono quelle con cui mi identifico nei miei libri” racconta Lansdale che è originario di Gladewater, dove è nato nel 1951.
In questo viaggio nella sua terra e nella sua storia che affonda le radici non tanto nel vicino West quanto nel più prossimo Sud, Lansdale si definisce un liberal (“ci sono molte più persone liberal di quanto si pensi in Texas”), afferma che “Trump fa rimpiangere Nixon” e non esita a dichiarare di non essere riuscito a finire di leggere ‘La ragazza del treno’ di Paula Hawkins. “Semplicemente non è stato uno dei miei libri preferiti, soprattutto perché ho colto dove volesse andare a parare fin dall’inizio. E’ venuto a mancare l’elemento intrigante della storia. La cosa invece positiva è la creazione del personaggio femminile protagonista del romanzo” spiega Lansdale che ha una lista di autori preferiti lunghissima tra cui figurano da Harper Lee a Flannery O’Connor, da Mark Twain a Ray Bradbury e tra gli italiani Niccolò Ammaniti e Massimo Carlotto. Le nuove avventure degli improbabili detective Hap e Leo, anticipa, saranno “una grande sorpresa” come suggerisce il titolo del libro. “Si chiama ‘The elephant of surprise’ che in inglese è un gioco di parole con ‘The element of surprise’ e significa quindi una grande sorpresa, grossa come un elefante.
Non so quale sarà il titolo in italiano e dovrebbe uscire in Italia nel 2019, come sempre per Einaudi. E’ un romanzo di Hap e Leonard e ha le caratteristiche tipiche di quella serie, però, nello stesso tempo, è molto diverso dai precedenti capitoli perché si occupa in maniera meno diretta di tematiche sociali e culturali. E’ un thriller in senso più classico, basato sulla suspense. Credo di esserci riuscito”.
Pezzani per scrivere questo ritratto è andato invece nella casa in cui vive Lansdale in mezzo alla foresta, nel Texas orientale. “Avrei potuto scriverlo anche da casa, ma ho preferito andare lì perché mi sembrava più bello toccare con mano questo posto al confine con la Louisiana e credo di aver messo più anima in quello che ho scritto” spiega Pezzani che ha anche un band e ha suonato insieme alla figlia di Lansdale al quale anche “in America stanno dedicando un libro simile”. Lo scrittore ha appena finito un romanzo on the road, ‘Jane goes north’ (Jane va al nord), in cui “gli elementi thriller sono quelli che nascono nelle avventure lungo la strada. E’ la storia del rapporto fra due donne che si spostano dal Sud per andare al Nord” racconta. Da gennaio 2019 è in arrivo una collana di Giulio Perrone diretta da Lansdale, con libri scelti dallo scrittore. “Romanzi americani – spiega – che considero importanti ma non hanno avuto, soprattutto in Italia, l’attenzione che meritavano. Usciranno con la mia prefazione.
Tra i primi titoli sono un romanzo di Neal Barrett Jr, ‘La banda dell’altro mondo’ e poi ci sarà un libro di Lewis Shiner”.

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GENOVA

– E’ un piccolo tesoro d’arte settecentesca quello ritrovato dalle suore Marcelline di Genova nella soffitta dello splendido palazzo Brignole Sale che ospita la scuola e le classi di danza: si tratta di un presepe attribuibile alla scuola del Maragliano, probabilmente di Domenico Pittaluga che ha firmato alcune statuine. Completo di tutte le figure – Natività, pastori, re Magi – è composto da oltre 30 statuine di legno scolpito gessato policromato. Gli abiti sono confezionati con tessuti antichi originali. Le statuine versavano in pessimo stato ma hanno ricevuto un primo restauro pro bono. L’istituto è alla ricerca di fondi per iniziare un’opera di restauro conservativo vero e proprio: per questo ha promosso un piccolo concerto in contemporanea con la prima esposizione del Presepe martedì 18 dicembre.
– BOLZANO

– Tre musicisti di strada d’eccezione si esibiranno domani al Mercatino di Natale. Tra le 11.30 e le 13.00 il trombettista Paolo Fresu effettuerà, assieme alla sua band composta da Dino Rubino e Marco Bardoscia, alcune incursioni musicali in piazza Walther tre le bancarella del Mercatino.
Il simpatico fuoriprogramma nasce da un forte legame del jazzista con la città di Bolzano. Attualmente si trova in Trentino Alto Adige per lo spettacolo che fonde musica e parole, jazz e teatro intitolato “Tempo di Chet. La versione di Chet Baker”, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano. Dopo il debutto inizio novembre nel capoluogo altoatesino, Fresu torna in regione per esibirsi il 9 dicembre al Teatro Sociale di Trento.
Una colonna sonora originale interpretata dal vivo che dialoga con il testo di Leo Muscato e Laura Perini e gli otto attori in scena per rievocare Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento. Una tournée nazionale appena iniziata con numerosi sold out.
– Nasce a Roma, nel quartiere San Lorenzo, il MoRA, Museum of Recycled Art, il primo spazio espositivo dedicato all’arte del riciclo, che sceglie una piccola palazzina a ringhiera della zona ‘bohémien’ della capitale per mostrare il primo nucleo di oggetti, accessori e capi di abbigliamento, ottenuti con materiali di scarto di ogni genere. L’inaugurazione è prevista l’8 dicembre. Lo spazio, dove sono esposte opere di diversi artisti del “riuso-riciclo” creativo, è stato ideato dalla giornalista Rai Mariaceleste de Martino, attiva nel campo dell’ambiente.
“La corrente artistica che rappresento ha voglia di ripulire il nostro pianeta evitando ogni spreco. Al MoRA sono esposti oggetti che rappresentano questo desiderio: il gilet fatto con zip colorate, la lampada nata da una bottiglia di vetro, la collana composta dai blister dei medicinali, quella fatta da rondelle della ferramenta. E ancora la borsa ottenuta da un cavo elettrico e le scarpe decorate con mattoncini Lego”.
– RAVENNA

– Appuntamento con la fotografia d’autore a Ravenna: dal 9 dicembre al 6 gennaio lo spazio espositivo PR2 ospita la mostra ‘La persistenza della luce’, dedicata all’artista romagnolo Mario Beltrambini e curata dal giornalista e critico Denis Curti. Realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Ravenna e dall’associazione Savignano Immagini, promotrice del ‘Si Fest’, l’evento racconta, attraverso visioni quasi oniriche perché prive di riferimenti geografici, i paesaggi della pianura padana romagnola.
Beltrambini, nato nel ’53 a Santarcangelo (Rimini) e attivo nel mondo della fotografia da oltre trent’anni, usa un mezzo tecnico apparentemente desueto come il foro stenopeico che, per la tecnica utilizzata, si pone agli esordi della fotografia moderna. Oggi, nel mondo della ‘fast photography’, l’autore presenta un lavoro ‘slow’ protratto per oltre un ventennio: si compone di 22 foto di grande e medio formato, la cui realizzazione ha richiesto in fase di scatto dei lunghi tempi di posa.

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PALERMO

– E’ stato istituito il parco archeologico della Villa romana del Casale. Lo annuncia Legambiente che esprime soddisfazione e auspica “che la firma del decreto possa veramente far decollare il sito Unesco e con esso l’eccezionale patrimonio storico artistico della città di Piazza Armerina, a partire dal tanto atteso museo di palazzo Trigona”. “Il decreto firmato dall’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa – prosegue la nota di Legambiente – arriva a 21 anni di distanza dall’iscrizione della Villa Romana del Casale nel patrimonio Unesco e a 18 anni di distanza dalla legge regionale che prevedeva il sistema dei parchi archeologici di Sicilia”. “L’istituzione tanto attesa del parco archeologico – dice Paola Di Vita, presidente del circolo Legambiente di Piazza Armerina – apre scenari ed opportunità nuove per la Villa, ma anche per la valorizzazione dell’eccezionale patrimonio architettonico ed artistico della città”.
Quali segreti custodiva Mata Hari? Perché i terroristi hanno colpito al cuore Parigi? Cosa si nasconde nelle interminabili catacombe della città? E perché Amedeo Modigliani è venuto qui alla ricerca della sua ispirazione? Parigi, la Ville Lumière, la capitale delle grandi rivoluzioni, dove si è fatta la storia e la storia dell’arte, è un centro di potere, di grandi idee e altrettanti sogni, capace di cambiare per sempre la vita di chi ci arriva. Cominciano da Parigi le tre serate evento ‘Città segrete’, condotte da Corrado Augias da sabato 8 dicembre in prima serata su Rai3, alla scoperta di piazze, monumenti, opere d’arte, palazzi, misteri di tre grandi capitali europee: dopo Parigi, sarà la volta di Londra e Roma. Il racconto si snoderà attraverso le biografie (oltre 10 a puntata) di personaggi celebri legati nelle diverse epoche storiche a quei luoghi e ricostruite storicamente attraverso vere e proprie docu-fiction, sia internazionali sia di produzione Rai. Nella prima puntata Augias accompagnerà il pubblico per le strade, i passages e i monumenti di Parigi alla scoperta delle storie e dei segreti che raccontano. Dalla rivoluzione francese alla belle epoque, passando per gli impressionisti, fino all’amore tragico tra Maria Callas e Aristotele Onassis. Un viaggio dentro i misteri della città, dagli intrighi del potere nascosti nelle sue viscere alla vite maledette dalla miseria e benedette dall’arte dei grandi pittori.
A Londra (il 15 dicembre) si viaggerà da Hampton Court con la storia di Anna Bolena e della corona inglese, fino al Cabinet War Rooms di Churchill, per arrivare al Ponte dei Frati Neri col giallo del caso Calvi. Per Roma infine (il 22 dicembre), si passerà dalla Porta San Sebastiano con la misteriosa fine di Ettore Muti, al monumento di Campo de’ Fiori e la condanna di Giordano Bruno; da Castel Sant’Angelo con la decapitazione di Beatrice Cenci al quartiere Pinciano con il delitto Casati Stampa. Fino a giungere alle periferie romane celebrate da Pasolini.
– FIRENZE

– Anche le ultime discendenti di Luigi Cherubini hanno firmato l’appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il rimpatrio delle spoglie del compositore fiorentino custodite a Parigi (dove morì nel 1842).
Rilanciato da Riccardo Muti al Maggio musicale Fiorentino, l’appello, che chiede di portale le spoglie di Cherubini nella Basilica di Santa Croce a Firenze, ha già raccolto oltre 35 mila firme.
Patrizia Ottolini e Monica Ricci, nipoti del paroliere e musicista Bixio Cherubini, a sua volta pronipote di Luigi, hanno visitato il cenotafio dell’antenato in Santa Croce e si sono dette “entusiaste dell’iniziativa alla quale hanno aderito con emozione e orgoglio”. L’appello è stato firmato, tra gli altri, dal direttore del Maggio, Fabio Luisi, del sindaco Dario Nardella e del sovrintendente del Maggio, Cristiano Chiarot che si è detto “molto contento che le discendenti del compositore abbiano aderito all’iniziativa” perché “rappresentano per la causa due delle firme più importanti”.
– MILANO

– Alle 16 di ieri erano già un centinaio le persone in fila per acquistare i 140 posti di loggione che Attila che questa sera inaugurerà la stagione lirica della Scala.
Anche per essere inseriti nella lista, gli aspiranti spettatori hanno dovuto seguire le procedure ‘antibagarini’ del teatro, ovvero registrare i propri dati ai totem presenti in biglietteria o sul sito www.logscala.org e mostrare la carta di identità.
E’ poi necessario essere presente agli appelli (alle 16 ieri e alle 13.30 oggi) con il documento d’identità. Al momento dell’appello ogni spettatore può ritirare la contromarca, necessaria all’acquisto, per sé e al massimo un’altra persona segnalata in lista, esibendone il documento.
Sono invece 18 i normali biglietti della prima rimasti invenduti con costi che vanno dai 1.800 ai 3.000 euro.
– FIRENZE

– Annunciate altre due date, con tre gruppi in esclusiva nazionale, per la 22/a edizione del Lucca summer festival, la rassegna musicale in programma nel mese di luglio 2019. Venerdì 12 luglio saliranno sul palco i New Order, gruppo musicale inglese degli anni ’80 nato in seguito allo scioglimento dei Joy Division, e gli Elbow con il cantante e leader Guy Garvey che nel 2018 ha vinto due premi per il suo contributo alla musica inglese.
Sabato 20 luglio poi sarà la volta dei The Good, The Bad & The Queen, band di alternative rock formato da Damon Albarn, frontman dei Gorillaz e dei Blur, l’ex chitarrista dei Verve, Simon Tong, il bassista Paul Simonon dei leggendari Clash e il batterista nigeriano Tony Allen che ha suonato per anni con Fela Kuti, icona dell’afrobeat.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dedicata al tema ‘Un mare da salvare’, questa sera sul palco della X Factor Arena è andata in scena la semifinale del talent targato Sky, che la prossima settimana eleggerà il suo nuovo talento. Ad aprire la serata live di X Factor, in pieno tema con l’argomento portante scelto per la puntata live, l’esibizione di Lorenzo Licitra, vincitore dello scorso anno e che per l’occasione si è esibito insieme ai sei concorrenti rimasti in gara, Anastasio, Bowland, Leo Gassmann, Luna, Martina Attili e Naomi, sulle note del capolavoro di Bob Dylan “A Hard Rain’s A-Gonna Fall” e su un palcoscenico inondato d’acqua. Il meccanismo della competizione scelto per oggi è quello della doppia eliminazione, che porterà sotto i riflettori della finalissima al Mediolanum Forum quattro concorrenti. Sul fronte giudici, ad inizio serata le squadre sono equilibrate, con Manuel Agnelli e Mara Maionchi a quota due concorrenti in gara, rispettivamente con le Under Donne e gli Under Uomini, e Fedez e Lodo Guenzi con un solo concorrente ciascuno per gli Over e i Gruppi. Due le manche previste per questa puntata: nella prima, ‘My Song’, i concorrenti hanno presentato brani scelti da loro stessi, mentre nella seconda ciascuno ha proposto il brano scelto dal proprio giudice. Annunciata come la semifinale più dura di sempre, il live di questa sera si è aperto con la voce di Naomi, che per la sua prima esibizione di oggi ha scelto ‘Problem’ di Ariana Grande. A seguire, Leo Gasmann ha provato a convincere il pubblico del televoto con ‘Dead in the water’ firmato dall’ex Oasis Noel Gallagher e in versione voce e chitarra, mentre Luna (“la concorrente più attuale” secondo Manuel Agnelli) se l’è vista con un’intensa ‘Mica Van Gogh’ di Caparezza. Attesissimi dal pubblico anche questa sera, i Bowland (“grazie per continuare a dimostrare che il futuro è nella contaminazione” a detto il giudice Guenzi rivolto alla band) hanno deciso di confrontarsi con un brano del calibro di ‘Iron’ di Woodkid, mentre Martina Attili ha scelto per la sua prima manche ‘The Climb’ di Miley Cyrus. Ultimo del gruppo, Anastasio, che ha puntato tutto sulle rime di una commovente ‘La porta dello spavento supremo’, canzone di Franco Battiato.
Al termine delle esibizioni di tutti e sei i concorrenti, il televoto ha decretato che il concorrente meno apprezzato da casa è risultato essere Martina, costretta ad abbandonare la gara ad un passo dalla finalissima. La palla, per la scelta dei brani della seconda manche, è passata invece ai giudici. Se Manuel Agnelli ha affidato a Luna ‘Can’t hold us’ di Macklemore e Ryan Lewis, e a Martina Attili ‘Clown’ di Emeli Sandè, Mara Maionchi ha scelto il classico ‘Com’è profondo il mare’ di Lucio Dalla per Leo Gassmann e ‘Clint Eastwood’ dei Gorillaz per Anastasio. Tutt’altra musica, invece, quella che Fedez ha selezionato per la sua Naomi, messa a confronto con un mix tra ‘Rap God’ di Eminem e ‘Beautiful’ di Cristina Aguilera. Lodo Guenzi, alle prese con la scelta del brano per i Bowland, ha invece puntato sul l’italiano di ‘Amandoti’, firmato in originale dai CCCP, ma nella versione di Gianna Nannini. A giochi fatti e prima del televoto finale, sul palco della X Factor Arena è arrivato anche Salmo, nelle vesti di super ospite della serata è alle prese con con i suoi ’90 min’ e ‘Il cielo nella stanza’, entrambi brani tratti dal suo nuovo album ‘Playlist’, già certificato Disco di Platino. Busta alla mano, Alessandro Cattelan, che settimana prossima dirigerà i giochi anche per la finalissima, ha annunciato i primi tre finalisti, i Bowland, Anastasio e Naomi. Leo Gasmann e Luna si sono dovuti invece scontrare nuovamente a suon di note per il ballottaggio, con un brano cavallo di battaglia per convincere i giudici. Agnelli, che a fine serata ha annunciato il suo addio ad X Factor, Guenzi, Maionchi e Fedez non sono però stati in grado di scegliere, optando ancora una volta al tilt e rimandando la scelta al pubblico. Da casa si è quindi decretato che il quarto finalista sarà Luna.

Kendrick Lamar guida la lista delle nomination alla 61/a edizione dei Grammy Awards, in programma il 10 febbraio 2019, con otto candidature, seguito da Drake con sette, Brandi Carlile e Cardi B con sei e Lady Gaga con cinque. Oltre alla colonna sonora del film Marvel “Black Panther: The Album, Music From and Inspired By”, in lizza per il premio miglior album, il cinema conquista spazio con È nata una stella di Bradley Cooper, che ha battuto cassa con quattro candidature, dopo gli annunci di ieri per le nomination dei Golden Globe: Shallow potrà vincere come canzone dell’anno, record of the year, best song written for visual media e best pop duo/group performance coi due protagonisti Lady Gaga e Bradley Cooper. Quest’ultimo conquista così la sua prima candidatura ai Grammy Awards, mentre Miss Germanotta porta a casa una quinta nomination extra cinematografica per Joanne (Where do you think you’re Goin’) nella categoria best solo performance. Impossibile non notare l’aumento della presenza femminile in una delle categorie principali, quella di miglior album, dove le finaliste sono cinque su otto. Questi gli album in gara: Invasion Of Privacy (Cardi B), By The Way, I Forgive You (Brandi Carlile), Scorpion (Drake), H.E.R. (H.E.R.), Beerbongs & Bentleys (Post Malone), Dirty Computer (Janelle Monáe), Golden Hour (Kacey Musgraves), Black Panther: The Album, Music From (artisti vari tra cui Kendrick Lamar).Quest’anno, infatti, la National Academy of Recording Arts and Sciences, ha deciso di aumentare il numero di candidati per le categorie più prestigiose: album dell’anno, record of the year, canzone dell’anno e best new artist. Da cinque, i nominati sono passati a otto, una decisione arrivata con l’obiettivo di rappresentare al meglio la diversità culturale e musicale del presente. La misura è stata presa dopo le critiche dello scorso anno, quando molti degli artisti hip-hop – nonostante il gran numero di nomination ottenute – furono snobbati in sede di assegnazione dei premi e molte donne ebbero a disposizione meno tempo per le esibizioni sul palco rispetto ai colleghi maschi. Sul piano del gender gap, la differenza sembra essersi sentita. Nelle 84 categorie dei Grammy c’è anche un po’ di Italia con il film Chiamami con il tuo nome di Luca Guadagnino, in lizza per il premio best compilation soundtrack for visual media insieme a Deadpool 2, The Greatest Showman, Lady Bird e Stranger Things. Michael Giacchino, invece, nato negli Stati Uniti da una famiglia di origini italiane, è in gara per best score soundtrack for visual media con Coco.Nella categoria best new artist potrebbero aggiudicarsi il premio Chloe x Halle, Luke Combs, Greta Van Fleet, H.E.R. (in gara anche per miglior album R&B), Dua Lipa, Margo Price, Bebe Rexha e Jorja Smith. Da segnalare le nomination a Chris Cornell, morto suicida il 18 maggio 2017, in gara per la miglior performance rock di When Bad Does Good, e a Mac Miller, morto il 7 settembre 2018 per overdose e in lizza per il miglior album rap con Swimming. Le nomination sono state annunciate in ritardo di una settimana, posticipate per rispettare il lutto della morte del Presidente degli Stati Uniti George H.W. Bush avvenuta il 30 novembre. A leggere i finalisti sono stati Alessia Cara, Zane Lowe, Shawn Mendes e Janelle Monáe, questi ultimi due nominati a loro volta, durante il programma tv Cbs This Morning. La cerimonia di premiazione si terrà il 10 febbraio 2019 allo Staples Center di Los Angeles.

La tecnologia ha un’anima buona se la si sa vedere. Quello che è successo il 6 dicembre al Teatro Argentina di Roma nella serata ricordo dedicata a Bernardo Bertolucci è qualcosa di eccezionale: una concentrazione di star internazionali e italiane, di persona e in video, che nessun festival al mondo potrebbe mai mettere insieme. Stiamo parlando di quindici messaggi video (da Martin Scorsese a Roberto Benigni) e di diciannove presenze sul palcoscenico (da Richard Gere e Sharon Stone). Un omaggio impensabile solo pochi anni fa per celebrare, oltre all’autore di ‘Novecento’ e de ‘L’ultimo tango a Parigi’, il cinema in generale tra ricordo e commozione.
Un evento che, a breve, diventerà una piattaforma per accedere a questa serata unica e vedere cosa è accaduto su quel palco.
In questa serata-evento aperta al pubblico e organizzata dalla moglie di Bertolucci, Clare Peploe, e dagli amici Francesco Siciliano, Jacopo Quadri e Giovanni Mastrangelo sono saliti sul palco del teatro: Richard Gere, Jim Jarmush, Sharon Stone, Ennio Morricone, Wim Wenders, Volker Schlöndorff, Amos Gitai, Stefania Sandrelli, Liliana Cavani, Valeria Bruni Tedeschi, Tea Falco, Laura Morante, Niccolò Ammanniti e Patrizia Cavalli.
Mentre messaggi video sono arrivati da Stephen Frears, a J.
McBride, da Martin Scorsese a Jim Jarmush, da Pablo Almodovar a Bob Rappellino, da Benigni, Gilberto Jil, Caetano Veloso a Liv Tyler e Paolo Sorrentino.
Tanta commozione da parte di Ennio Morricone che fa un intervento pieno di pause: “è stata una grande persona – dice con voce fievole – e non c’è stato tra noi mai un attimo in cui non siamo andati d’accordo. In questo momento Bernardo e più sereno di noi”. Sorrentino mostra la sua ammirazione a modo suo: “Mi sono ritrovato in un albergo vicino Londra con tanta voglia di fumare e una finestra che si apriva a metà e ho pensato: se c’era Bernardo qui con me l’avrebbe aperta”.
Pedro Almodovar in collegamento esordisce con: “Bernardo era un seduttore nato”, mentre Malkovich, sempre in video, racconta come condivideva con Bertolucci l’ipocondria: “solo che lui stava davvero male”.
Scorsese racconta poi l’impatto con il film ‘Prima della rivoluzione’ visto a Venezia: “mi rendevo conto di essere di fronte a un’opera travolgente, provai un’emozione fortissima”, mentre Richard Gere racconta, con ritmo e simpatia, il rapporto particolare e ‘sano’ che Bertolucci aveva con il buddismo.
Per Benigni: “Ci ha lasciato il principe di Parma. C’era tutto tutto nelle sue opere: la danza, l’amore, tutto. Lui parlava la lingua della macchina cinematografica, lui ci ha insegnato a guardare”.
Ma la vera emozione arriva con la Sandrelli: “Avrei voluto fare tutti i suoi film – dice – mi mancherà, mi mancherà il suo sguardo su di me…”. Quindi l’attrice fa una pausa lunghissima, per poi aggiungere: “è stato bellissimo recitare per lui…”. E arrivano per lei gli applausi più lunghi.

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Ottima partenza per il nuovo film di Nanni Moretti, Santiago, Italia, che il 6 dicembre, nel giorno dell’uscita in sala, ha ottenuto una strepitosa media copia, la seconda dell’intero box office italiano (572 euro per oltre 14.000 euro d’incasso). Eccezionale il risultato del cinema Nuovo Sacher di Roma in cui il film, nella sola giornata d’esordio, ha incassato ben 5.247 euro (735 presenze). La monosala romana storicamente dedicata al cinema di qualità batte così la concorrenza dei grandi multiplex, vincendo nettamente la palma per il maggior incasso sul territorio nazionale.
Alessandro Giacobbe, managing director di Academy Two, la distribuzione italiana del film, commenta: “L’ottimo risultato di Santiago, Italia nel suo primo giorno di programmazione, con una media copia seconda solo al blockbuster Bohemian Rhapsody, dimostra come il pubblico sia attento e trovi ancora la sua ideale collocazione nelle sale di città, fondamentale luogo di aggregazione sociale in presenza di un cinema di qualità”.
La Costa Concordia incagliata che sembra ancora navigare, il silenzio dell’area di Capaci con le macerie sparse ovunque il giorno dopo la strage, la mucillagine nell’Adriatico come una distesa di neve, Lampedusa divenuta cimitero di barconi e i resti della Fenice dopo l’incendio. E poi tanti corpi, immortalati in attimi significativi, di braccianti che raccolgono i pomodori, di atleti che fanno sport o ancora di vacanzieri che sopportano ammassati sulla spiaggia il sole di ferragosto o di disperati che invece sfidano le insidie del mare per guadagnarsi un futuro scappando dalla propria terra. Il mondo che si rivela agli occhi da un altro punto di vista e con la giusta distanza per poterlo comprendere è la preziosa opportunità che offre Massimo Sestini con le sue immagini nella personale “L’aria del tempo”, dall’8 dicembre al 10 marzo negli spazi WeGil di Roma.Fotogiornalista di razza, Sestini propone 40 scatti di medio e grande formato realizzati con una ripresa perpendicolare da un aereo o da un elicottero che documentano 30 anni carriera, trascorsi sempre alla ricerca della foto ‘diversa’, quella capace di dire di più e di rivelare dettagli e significati non immediatamente percepibili. In ogni fotografia, che si tratti di cronaca o avvenimenti politici, catastrofi naturali, tragedie o consuetudini popolari, Sestini con la visione zenitale propone una nuova percezione della realtà che ci circonda, ribaltando cielo e terra: una realtà che molto spesso i media ci restituiscono standardizzata, e che invece il fotoreporter ritrae con l’obiettivo di penetrarla e viverla. Promossa dalla Regione Lazio, organizzata da Contrasto in collaborazione con LazioCrea con la curatela di Alessandra Mauro, la mostra festeggia idealmente il primo anno di vita del WeGil di Trastevere, riconsegnato alla città dopo quasi 40 anni di chiusura e divenuto un hub culturale. Uno spazio aperto e polivalente che la Regione Lazio ha recuperato (i lavori definitivi di ristrutturazione termineranno nel 2020) e che ora ospita una programmazione stabile per grandi e piccoli con mostre, spettacoli, appuntamenti enogastronomici, incontri, concerti, djset: per il momento il calendario degli eventi (selezionati periodicamente con bando pubblico) è stato stabilito fino al 10 marzo (venerdì e sabato), ma nei prossimi giorni sarà pubblicato un secondo avviso pubblico per selezionare proposte artistico culturali da svolgersi dal lunedì al giovedì con l’uso gratuito delle sale.”Il WeGil è una scommessa vinta, senza scaricare le spese sulle generazioni future. Non volevamo un museo tematico o un luogo elitario, ma uno spazio policentrico legato alla creatività”, dice Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, intervenendo all’inaugurazione della mostra. “Quando ho imparato a fare il fotoreporter ho capito che bisognava stare dentro le cose e a contatto con i soggetti coinvolti. Poi cercando la foto diversa ho deciso di salire in alto: quello che ci fa vedere il cielo non è quello che è la realtà, lo dimostra anche Google Earth”, spiega Sestini, “cerco, non vedendolo, quello che con l’esperienza so di trovare: non bisogna mai fermarsi a ciò che si vede subito”. Dopo quella di Sestini, il WeGil accoglierà nelle sue sale altre grandi esposizioni, tra cui “Resi orgogliosi dall’amicizia. Poeti a Roma tra gli anni ’50 e ’70” e “Gli anni del Male – 1978/1982”, dedicata alla storia del più famoso settimanale satirico italiano della seconda metà del Novecento.

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“La verità è che l’Unione Europea è diventata artritica, lenta, iper burocratica ed estremamente inefficiente. E dato che non può essere assolutamente riformata è meglio uscirne. Detto questo il Regno Unito rimarrà sempre un alleato dell’Unione Europea, camminerà sempre a fianco ma non sarà più dentro alla Ue o all’Europa più in generale e non sarà più sottoposto ai diktat di Bruxelles”. Lo ha detto Michael Dobbs, membro della Camera dei Lord dal 2010, a ‘Più libri più liberi’, dove è il protagonista di uno dei più attesi incontri con il primo capitolo di una nuova serie di thriller politici, ‘Il giorno dei Lord'(Fazi editore).
“Sono molto ottimista sul futuro. L’Unione Europea ha spaccato il Paese, lo ha diviso e quindi uscendo dalle Ue il primo beneficio sarà quello di superare queste divisioni e di metterle alle nostre spalle” ha spiegato Dobbs parlando della situazione del suo Paese. “Con la Brexit non si tratta di voltare le spalle all’Europa ma, al contrario, di aprirci al resto del mondo”.
– MILANO

– Il pubblico della Prima della Scala ha accolto con un applauso caloroso e lungo oltre cinque minuti l’ingresso nel palco d’onore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con la sala buia gli spettatori, in piedi, avevano atteso per alcuni minuti l’ingresso del Capo dello Stato. Alla fine il pubblico, sempre in piedi, si è girato verso il palcoscenico, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, per ascoltare l’inno di Mameli diretto dal maestro Riccardo Chailly.
Gli applausi sono iniziati appena Mattarella si è affacciato dal palco reale. Un lungo applauso al presidente c’è stato anche nella rotonda del carcere di San Vittore, gremita di personalità e detenuti, nei pochi istanti prima dell’inizio della proiezione della Prima.
– Ha ricevuto un grazie dagli orchestrali e dagli artisti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sua presenza alla prima della Scala questa sera per la prima di Attila. Durante l’intervallo il Capo dello Stato è andato a salutare il maestro Riccardo Chailly gli artisti, una delegazione di orchestrali, coristi e sindacalisti.
Ad accompagnare Mattarella, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Regione Attilio Fontana e, ovviamente, il sovrintendente Alexander Pereira. “Il presidente ci ha ringraziato – hanno detto – e noi abbiamo ringraziato lui. Siamo onorati”.
– A due giorni dall’annuncio che avrebbe condotto la cerimonia degli Oscar 2019, Kevin Hart rinuncia dopo le proteste legate ad alcune sue frasi omofobe, scritte tra il 2009 e il 2011. Lo ha annunciato lo stesso attore comico su Twitter: “Mi ritiro dalla presentazione degli Academy Awards – ha spiegato – perché non voglio essere una distrazione in una serata dedicata al meglio del cinema mondiale. Mi scuso sinceramente con la comunità Lgbt per le parole insensibili che fanno parte del mio passato”. “Mi dispiace di aver ferito qualcuno, mi sto evolvendo e voglio continuare a farlo. Il mio scopo nella vita è quello di unire le persone e non dividerle”, ha aggiunto.
Nel mirino, in particolare, un suo tweet – poi cancellato – del 2011: “Se mio figlio arriva a casa e gioca con una bambola della sorellina – aveva scritto Hart – potrei prendere la bambola e rompergliela in testa e poi urlargli: “Questo non si fa! È da gay!”.     

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 08:38 DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018

ALLE 10:01 DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA

Colette, la protesta 100 anni prima di #metoo
Dopo anteprima al TFF film di Westmoreland in sala da 6 dicembre

Reuveni, romanzo sull’alba di IsraelePaura e confusione a Gerusalemme ai tempi della Grande guerra

Eredi Mercadante donano suo pianoforteAl Conservatorio di Napoli. Cerimonia poi il concerto 11/12

Gatti, niente Rigoletto, motivi saluteStop per problema aritmia cardiaca, torna sul podio il 9/12

Jovanotti annuncia il ‘Jova Beach Party”Voglio celebrare lo sbarco su luna e Woodstock’

Daniele Silvestri, primo tour palasport25 anni di carriera e un nuovo progetto discografico per il 2019

Una mostra su ‘Guareschi contro tutti’Dal 9 dicembre a Reggio Emilia a 110 anni dalla nascita

Capodanno con la Pfm in piazza ParmaLa musica della storica band saluterà il nuovo anno

Golden Globe, Vice guida le nominationPoi La Favorita, Green book ed È nata una stella

Vivienne Westwood veste museo scienzaAlcoholic jacket blue navy per staff accoglienza

Arte e proteste, la Strada invade Maxxi200 opere e 140 artisti. Melandri, è un progetto politico

Lansdale, rapporti umani sale scritturaEsce ritratto scrittore che auspica ‘Michelle for president’

Natale all’Auditorium da Argerich a PiovaniDecine di appuntamenti. Dosal, fabbrichiamo cultura artigianale

Muratore, la Valle del Belice a LondraIn sede consolato la sua attività di scultore e architetto

Emis Killa in tour dal 9/12 con 5 tappeTra guest Achille Lauro e Boss Doms, Jake la Furia, Gemitaiz

Niente biglietto, il Pantheon resta gratisL’annuncio di Bonisoli. La sindaca Raggi, no alle barriere

In mostra i 50 anni delle StrumtruppenA Bologna tutti i personaggi creati dal disegnatore

Piero della Francesca superstar all’ErmitagePrima monografica in Russia. Mai insieme tanti suoi capolavori

Locatelli, l’ossessione della formaPersonale a Roma con 10 dipinti dell’artista

Scala: torna politica, attesi pochi vipMattarella, Casellati, 4 ministri e molte ‘sciure’

Rosso corallo accende il guardaroba 2019Pantone suggerisce Living coral. Le griffe sono già pronte

Stones, 50 anni Sympathy for the DevilStampa Gb rende omaggio al brano ricordandone l’aura lugubre

Da Firenze via a tour Vandelli-ShapiroPer la prima volta insieme i ‘ragazzi-rivali’ degli anni ’60

A Terni mostra Grandi maestri ‘300-‘500Da Perugino e Pinturicchio a Gozzoli e Barocci

Proposta di matrimonio in Casa di SilviaPrenota tutti i biglietti del turno di visita, poi chiede mano

Golden Globe, Vice guida le nominationPoi La Favorita, Green book ed È nata una stella

Scamarcio e Leone, è thriller tra le AlpiIn sala dal 13 Il testimone invisibile di Stefano Mordini

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TORINO

– E’ un film ben riuscito, che non lascia indifferenti, un biopic in perfetto stile di commedia inglese, destinato a piacere alle donne, ‘Colette’, che dopo l’anteprima al Torino Film Festival è in sala dal 6 dicembre, distribuito da Vision.
L’ultimo lavoro dell’inglese Wash Westmoreland, che ne scrisse la sceneggiatura già nel 2001, presentato al Sundance Festival, racconta della rivolta femminile alla cultura dominante vista da parte di una donna riconosciuta come una delle più famose scrittrice francesi, Gabrielle Colette, oltre cento anni prima di #metoo.
Colette, interpretata da una diafana ma potente Keira Knightley (molti giornali inglesi e americani l’hanno ritenuta assolutamente candidabile all’Oscar), divenne famosa nella storia della letteratura francese ed europea per il suo personaggio Claudine, di fatto il suo alter ego di donna ribelle, spregiudicata, provocatrice, bisessuale e coraggiosa. Il film, ricco di un’ottima fotografia e di una felice sceneggiatura, forse talvolta un po’ troppo plastica, immerge lo spettatore nelle atmosfere della Franca inizio ‘900, puritana nelle campagne, ma libertina a Parigi, tra feste aristocratiche senza freni, spettacoli al Moulin Rouge e imprenditoria editoriale senza scrupoli. Colette, sposata a Willy, interpretato dal convincente Dominic West, scrittore fallito se non fosse per la moglie che scrive per lui sotto falso nome, pur se innamorata del marito, alla fine si ribella e grida alla Francia intera di essere lei l’autrice di tutti i libri della serie di Claudine.
Tutto cominciò per scherzo, alla scrivania della sua casetta di campagna, quando ancora lei e Willy si amavano di amore ingenuo e appassionato. Lui le chiese di scrivere qualcosa per cercare di fare un po’ di soldi e lei inizio così: “Mi chiamo Claudine, abito a Montigny, dove sono nata e dove probabilmente non morirò…”.

– AHARON REUVENI, ‘IN PRINCIPIO, CONFUSIONE E PAURA’ (EINAUDI, pp. 198 – 18,50 euro – Traduzione di Luca Colombo) A chi nel 2014, allo scoppio della prima guerra mondiale, afferma con foga in Palestina, allora provincia di un impero Ottomano agli sgoccioli, che “tutta la politica dell’insediamento in terra d’Israele è stata una follia figlia di menti esaltate…. I turchi ci possono spazzar via dalla faccia della terra con un sol colpo della mano…. e non rimarrà nemmeno il ricordo di questo nostro fragile insediamento”, replica con un pacato ragionamento Ghivoni (sotto il cui nome nel romanzo di Reuveni si nasconde un non ancora trentenne Ben Gurion, futuro primo ministro di Israele) concludendo: “Abbiamo bisogno di una Turchia forte perché solo all’interno di un grande impero Ottomano, che comprende molti popoli, tribù, etnie, c’è posto anche per noi e il nostro futuro”.
Basta uno scambio di battute come questo per capire che ci troviamo davanti a un romanzo storico e politico, un romanzo d’avventure intellettuali che, non a caso, si svolge quasi tutto nella redazione e tipografia di una rivista socialista-sionista, ‘La strada’ (e Elena Loewenthal in una sua nota introduttiva ci ricorda come in realtà si chiamasse ‘Ha-Derech’) in cui il futuro personale e degli ebrei arrivati in Palestina è il centro di ogni discussione. Naturalmente attorno ci sono le vite quotidiane, le simpatie, le insofferenze e anche gli amori dei vari personaggi, a cominciare da quello del protagonista, Aharon Tziprovitch, contabile del periodico, innamorato di Menia, un’infermiera che, al contrario di lui, inetto e pronto a farsi da parte ma osservatore ironico e malinconico, ha un carattere deciso e non gli risparmia critiche, visto che non appare certo accecata dall’amore.
Il romanzo, uscito nel 1919 e primo di una trilogia intitolata ‘Verso Gerusalemme’, esprime proprio, sin dal titolo, quell’atmosfera di “confusione e paura” negli anni inquieti e caldi della Grande guerra che vissero i primi coloni, fuggiti dalla Russia zarista che, persa la guerra col Giappone, conobbe nel 1905 un’ondata rivoluzionaria e di repressioni. A Gerusalemme “continuavano a fare discorsi, scrivere articoli, indire commissioni, tutto come erano soliti fare a Vilnius o Kiev 10 anni prima”. Lo scrittore stesso è di origine ucraina, dove nacque nel 1886, deportato in Siberia da dove riuscì a fuggire, girò per anni il mondo, prima di approdare in Palestina e lavorare al periodico di cui si parla in questo libro, quindi scrivere romanzi prima in yiddish e poi in ebraico. Impegnato politicamente nel partito dei lavoratori socialista e poi in polemica con esso e con la sinistra, è considerato uno dei padri fondatori di Israele, assieme al fratello Ben Zevi che ne sarà il secondo presidente della repubblica.
Il romanzo, considerato un classico nel suo paese, si rivela comunque subito alla lettura opera di respiro e di bella scrittura nella capacità da gran romanzo (si avvertono echi di una certa narrativa russa) di restituirci un’atmosfera umana e ideologica, un vivace momento storico in quel crogiuolo di avvenimenti e incontro di persone che da sempre è Gerusalemme.
Assieme al povero Tziprovitch con la sua vita sempre un po’ fuori della mischia, evitando di schierarsi, e che gli costerà un finale di conseguenza, sono molte le figure che restano nella memoria anche del lettore non israeliano, che scopre un periodo storico e una situazione che non conosceva, attraverso ritratti umani diversi e ben articolati, dalla vivace dialettica e ricchi di chiaroscuri, di alte spinte ideali e di piccoli egoismi, di buoni sentimenti e momenti meschini o di vigliaccheria, tra il desiderio di alcuni di andarsene anche per paura del futuro e quello di altri di restare e impegnarsi senza sapere, in un momento di tanta confusione, cosa si riuscirà a fare, cosa accadrà.

– NAPOLI

– Gli eredi di Saverio Mercadante doneranno il pianoforte da camera restaurato del maestro al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Si tratta dello strumento che il Maestro usava a volte di notte, preso dall’ impeto del suo genio, per correggere alcune partiture, e anche per suonare i nuovi brani al cospetto della sua amata Sofia.
Alla cerimonia, in programma alle 10, durante la quale verrà presentato lo strumento, prenderanno parte, Carmine Santaniello (direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella), Francesco Emilio Borrelli (consigliere regionale e membro della commissione cultura), Pasquale Scialò (compositore e musicologo, insegna Pedagogia della Musica presso il Conservatorio ‘G.
Martucci’ di Salerno), Carlo Mormile (pianista e compositore.
Maestro presso il conservatorio di San Pietro a Majella) e Francesco Rodriguez (erede Saverio Mercadante). L’11 dicembre, infine, è in programma un concerto nell’ambito di una giornata dedicata al Maestro Mercadante.

– A causa di un problema di aritmia cardiaca verificatosi nella notte fra il 4 e il 5 dicembre, il maestro Daniele Gatti è costretto a rinunciare alla recita di Rigoletto in programma stasera, giovedì 6 dicembre. La recita sarà diretta dal maestro Stefano Ranzani. Lo comunica il Teatro dell’ Opera di Roma.
”Le condizioni di salute del maestro Gatti sono già in fase di miglioramento, ma gli sono necessari alcuni giorni di riposo.
Tornerà sul podio dell’Opera di Roma a partire da domenica 9 dicembre, per dirigere le restanti recite di Rigoletto in cartellone”.
– “Il primo ricordo cosciente della mia vita è la sera che guardai la tv quasi 50 anni fa lo sbarco sulla luna, avevo 3 anni e il mio primo ricordo è la luna, la luna è la spiaggia dell’universo “. Così Jovanotti ha aperto la conferenza stampa durante la quale ha annunciato la sua nuova avventura per il 2019, il Jova Beach Party, un tour sulle spiagge italiane, “più di un concerto, più di una festa un format completamente nuovo, una giornata intera totalmente diversa ogni volta”. “E un mese dopo lo sbarco sulla luna un altro importante evento da ricordare, Woodstock, un nuovo modo di stare al mondo – ha aggiunto – ecco, io il prossimo anno voglio celebrare questi due eventi straordinari”.
– “Ci sono voluti 50 anni di vita e 25 di carriera per trovare non tanto il coraggio, quanto la voglia di decidere di fare un tour nei palasport. Ho sempre amato gli spazi più raccolti, o la magia dei teatri… e continuerò a farlo. Ma ho anche sempre avuto voglia di cimentarmi con sfide diverse, e a quanto pare le nuove canzoni sembrano spingermi in questa direzione”. Con un post sulle sue pagine social, Daniele Silvestri annuncia così la sua nuova avventura: il ritorno nel 2019 con una lunga tournée nei palasport, che scandisce i 25 anni di carriera, e un nuovo progetto discografico ricco di suoni da “grandi spazi”. Le date già in calendario sono: 19 ottobre 2019 Foligno (Pala Paternesi), 25 ottobre 2019 Roma (Palazzo dello Sport), 8 novembre 2019 Padova (Kioene Arena), 9 novembre 2019 Rimini (RDS Stadium), 15 novembre 2019 Bari (Palaflorio), 16 novembre 2019 Napoli (Palapartenope), 22 novembre 2019 Milano (Mediolanum Forum), 23 novembre 2019 Torino (Pala Alpitour).
– REGGIO EMILIA

– Luoghi e personaggi di Giovannino Guareschi tra illustrazione, cinema e vignette rivivono dal 9 dicembre al 13 gennaio allo Spazio Gerra di Reggio Emilia nella mostra ‘Guareschi contro tutti’, a 110 anni dalla nascita e 50 anni dalla morte, e a 70 anni dall’uscita del primo libro della saga del ‘Mondo piccolo’.
Saranno esposti esempi della sua attività di vignettista politico (principalmente per Bertoldo 1936-1943 e Candido 1945-1957), del suo Mondo Piccolo visto sia attraverso manifesti e fotobuste cinematografiche, tratte dai film con Fernandel e Gino Cervi, sia attraverso tavole a fumetti dei graphic novel dedicati. In mostra anche 25 disegni originali creati da alcuni autori italiani di fumetto, tra cui Manara, Silver, Cavazzano, Giardino e Palumbo. Una sezione è poi dedicata ai luoghi di Guareschi che rivivono nello slideshow fotografico ‘Mondo piccolo’ di Paolo Simonazzi e nell’omonimo docufilm di Alessandro Scillitani, viaggio in un microcosmo tra la riva destra del Po e la via Emilia.

– PARMA

– Sarà la storica band della Pfm a celebrare il passaggio al nuovo anno nel tradizionale concerto gratuito del 31 dicembre in Piazza Garibaldi a Parma.
La Pfm-Premiata Formerai Marconi porterà sul palco uno speciale concerto “Il Suono del Tempo” suonando i brani più celebri del suo vastissimo repertorio e alcuni pezzi tratti dal nuovo album “Emotional Tattoos”.
L’appuntamento della notte di San Silvestro è organizzato dal Comune di Parma e ha il patrocinio della Regione Emilia Romagna.
La band salirà sul palco alle 23.00 e, dopo aver festeggiato la mezzanotte con il pubblico della piazza, proseguirà il concerto sino all’una. Al termine del live, la musica continuerà ad animare la piazza sino alle 2.30.
– LOS ANGELES

– Sono state annunciate le nomination alla 76esima edizione dei Golden Globe, che si terrà a Los Angeles il 6 gennaio. Vice, L’uomo nell’ombra, film che racconta l’ascesa del vicepresidente americano Dick Cheney interpretato da Christian Bale, guida la lista dei più nominati con sei candidature, seguito, con cinque nomination, da La Favorita, Green book ed È nata una stella, con Bradley Cooper e Lady Gaga, che festeggiano il loro debutto (alla regia per il primo, e al cinema per la seconda) facendo il pieno di nomination: miglior film, regia, migliori attore e attrice e miglior canzone originale per Shallow. Sul fronte delle miniserie ad avere la meglio è stata American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace, con quattro nomination. Nella categoria drammatica si contenderanno il premio Homecoming, Killing Eve, Pose, The Americans e Bodyguard, mentre nella sezione dedicata alla commedia sono in lizza The Good Place, The Marvelous Mrs. Maisel, Kidding, Barry, e The Kominsky Method.
– Sono firmate da Vivienne Westwood le nuove divise dello staff del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Lo staff di accoglienza indossa i classici tailleur Westwood nella variante colore blue navy. Per le donne l’iconica Alcoholic Jacket è abbinata a pantaloni o gonna tubino. Per gli uomini, completo classico giacca e pantalone da alternare a pull in maglia cammello. Anche i responsabili dei laboratori e gli animatori scientifici del Museo vestono Westwood. Per loro t-shirt in cotone biologico ecosostenibile con felpa color malva e i Tapered Jeans della collezione Anglomania. “Insieme alla città – dice Giorgio Ravasio, country manager Italia di Vivienne Westwood – con questa capsule collection celebriamo anche Leonardo da Vinci, creativo visionario e inarrivabile modello di riferimento, con la convinzione che creare abiti per chi opera nella diffusione della cultura sia un segnale forte a favore della consapevolezza e contro la superficialità dilagante”.
– “La Strada. Dove si crea il mondo” è la grande mostra che invade il Maxxi dal 7 dicembre al 28 aprile, portando una suggestiva mescolanza di lingue, culture, convivenze possibili e impossibili, stimoli, confronti e tante domande negli spazi del museo romano. Un progetto ambizioso per dimensioni e significato, curato da Hou Hanru e dallo staff curatoriale e di ricerca del Maxxi, che la presidente Giovanna Melandri non ha esitato questa mattina a definire “politico, nel senso più alto e sacro del termine, perché ci chiede di riflettere sulla polis: la strada è teatro di relazioni e conflitti in ogni latitudine, e noi oggi abbiamo difficoltà a ripensare questo luogo fisico come luogo di connessioni”. Ma ‘attraversare’ questa strada non è impresa da poco: sono infatti oltre 200 le opere (installazioni, video, foto, manifesti) firmate da più di 140 artisti presenti in un percorso lungo e suggestivo, che abbraccia il visitatore e ne sollecita continuamente sensi e intelletto.
– Autore di oltre quaranta romanzi e centinaia di racconti, tra cui la fortunata serie di Hap e Leonard, di cui uscirà nel 2019 una nuova avventura più thriller, Joe Lansdale, lo “Stephen King del Texas Orientale”, è adesso anche il protagonista di un ritratto speciale, frutto delle conversazioni con un amico e traduttore, Seba Pezzani.
“I libri e le biblioteche mi piacciono, però se resti chiuso nella torre d’avorio finisci per perdere di vista i rapporti umani che sono il sale della scrittura” dice Lansdale, oggi a ‘Più libri più liberi’ per l’attesa presentazione di ‘Joe Lansdale. In fondo è una palude’ pubblicato da Perrone editore con la prefazione di Luca Crovi.
“Sono nato contadino e resto contadino” dice lo scrittore, 67 anni, che ha mantenuto una forte relazione con l’ambiente da cui proviene. In questo viaggio nella sua terra e nella sua storia afferma che “Trump fa rimpiangere Nixon” e per il futuro degli Stati Uniti vorrebbe “Michelle for President”.
– Il racconto tra palcoscenico e vita di Lina Sastri, Appunti di viaggio; il concerto di Martha Argerich con Mischa Maisky e Antonio Pappano; il ‘Rendez Vous with Marlene’ di Ute Lemper; I Cavalli di Battaglia di Gigi Proietti, Roma e la romanità protagonisti con Tosca (in uno spettacolo dedicato a Gabriella Ferri) e Luca Barbarossa, che proporrà diversi eventi anche nel cartellone 2019. E ancora, fra gli altri, Max Gazzè con La favola di Adamo ed Eva – 20/o anniversario, Sergio Cammariere, Irene Grandi, Giovanni Allevi, il festival e la mostra dedicati al Gospel, Richard Galliano, il viaggio fra le canzoni di Mogol e Battisti, Lisa Gerrard, Ambrogio Sparagna e La Chiarastella, Mario Biondi.Sono solo alcuni delle decine di appuntamenti per Natale Auditorium 2018, all’Auditorium Parco della Musica di Roma dall’8 dicembre al 6 gennaio, cui si aggiungono gli eventi di Natale alla Casa del jazz, 16 concerti dal 6 dicembre al 5 gennaio. “La nostra è una fabbrica di cultura artigianale. In ogni prodotto mettiamo anima, vita e cuore. L’Auditorium Parco della Musica è uno spazio per la famiglia e in queste giornate vogliamo rifletta gioia e un vero feeling natalizio” dice José R. Dosal, amministratore delegato di Musica per Roma. Uno ‘spirito’ arricchito dall’allestimento negli spazi fuori dall’Auditorium (ora gestiti direttamente da Musica per Roma) del mercatino di Natale e della pista di pattinaggio su ghiaccio. Un insieme di eventi che contribuisce a rendere la struttura sempre più popolare e aperta alla città: “L’Auditorium Parco della Musica di Roma anche nel primo semestre del 2018 regala numeri in crescita, con +3% di presenze e +13% di incassi” sottolinea il presidente della Fondazione Musica Per Roma, Aurelio Regina. Tra i debuttanti all’Auditorium c’è Lina Sastri, che definisce Appunti di viaggio (11 dicembre) come “uno spettacolo senza copione, un modo libero attraverso musica, parola e danza di raccontare e provare a condividere con la gente l’unica cosa che conta, oggi più che mai, l’emozione e la bellezza che noi artisti abbiamo avuto la fortuna di avere in dono”.Luca Barbarossa riprende il filo del suo ultimo album e tour ‘Roma è de tutti’ con due concerti evento (22 e 23 dicembre), ricchi di ospiti. Saranno i primi due appuntamenti ideati dal cantautore nell’ambito della ‘Carta bianca’ ricevuta da Dosal per un programma di eventi che continuerà nel 2019, da incontri/concerti insieme a grandi colleghi sui capolavori della canzone a La notte dei miracoli, racconto degli artisti romani di nascita, ma anche d’adozione, come Fellini e Lucio Dalla. “L’obiettivo – dice Barbarossa – è cercare di trasmettere una romanità un po’ diversa da quelle di Mafia capitale e Romanzo criminale, quella basata sul talento, sulla voglia di esprimersi”. Un tema al centro anche del viaggio di Tosca, sul palco il 31 dicembre, con ‘Romana, il concerto’, dedicato a Gabriella Ferri, “l’artista grazie a cui faccio questo mestiere. L’ho vista in teatro da bambina e mi ha folgorato”.Ambrogio Sparagna propone La Chiarastella (4 e 5 gennaio), l’orchestra di musica popolare, formata, aderendo al progetto della Caritas Come in cielo, così in strada, con musicisti, cantori provenienti da varie parti del mondo, che caratterizzano la vita ‘di strada’ della capitale. “Si valorizza la musica nella sua capacità di mettere ponti e togliere muri – dice Sparagna – mi piacerebbe chiudere il percorso dell’orchestra con un concerto a Betlemme”. Il fisarmonicista porterà l’atmosfera natalizia anche all’Aeroporto Leonardo da Vinci, esibendosi il 10 dicembre con zampognari e suonatori di ciaramelle che vengono da Amatrice. Dosal anticipa anche qualche nome dei protagonisti dell’estate 2019: Skunk, Anansie, Tears for Fears, Diana Krall e Toto.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

LONDRA

– Come è cambiata la Valle del Belice a 50 anni dal devastante terremoto che l’ha colpita: questo il tema al centro della mostra ‘Synthesis’ sull’intensa attività del giovane artista siciliano Vincenzo Muratore, inaugurata dal console generale d’Italia a Londra, Marco Villani, nella sede del consolato. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 23 gennaio, è una riflessione personale, estetica e antropologica sul concetto di ricostruzione, stratificazione e trasformazione dei luoghi e delle comunità attraverso una serie di opere scultoree, create nella capitale britannica, e architettoniche realizzate dall’artista sul territorio del Belice presso la Comunità Trinità della Pace di Contessa Entellina (Pa) negli ultimi 10 anni. La mostra inoltre accoglie una sezione fotografica dedicata a otto cittadine siciliane – Sambuca di Sicilia, Menfi, Sciacca, Contessa Entellina, Santa Margherita di Belice, Montevago e Poggioreale – che testimonia il passaggio degli eventi storici e naturali su questi territori.
– Da domenica 9 dicembre Emis Killa torna dal vivo in cinque date nei club più importanti d’Italia.
Il rapper multiplatino torna sul palco dopo le due anteprime live di Roma e Milano, due spettacoli sold out dove il pubblico ha potuto ascoltare per la prima volta i brani di “Supereroe” (Carosello Records), l’ultimo album di Emis Killa certificato disco d’oro. Il tour, presentato da Vivo Concerti, toccherà la seguenti tappe: 9 dicembre (Milano Fabrique); 12 dicembre (Roma Atlantico); 13 dicembre (Firenze Viper); 14 dicembre (Bologna Estragon); 16 dicembre (Torino Hiroshima – SOLD OUT-). Special guest delle date di Milano e Roma amici e colleghi di Emis Killa: a Milano Achille Lauro e Boss Doms, Jake La Furia e Vegas Jones, a Roma Gemitaiz, Carl Brave, Achille Lauro e Boss Doms e Vegas Jones.
– “Il Pantheon resterà gratuito. Al contrario di quanto era stato stabilito dal mio predecessore nel 2017, non sarà introdotto alcun biglietto. Un provvedimento del genere avrebbe limitato la tradizionale libertà di accesso nelle chiese di culto della capitale e creato, inoltre, una cesura tra il monumento e la piazza, da sempre percepiti, dai romani e non solo, come un armonioso insieme unico, da fruire senza barriere”. Lo annuncia su FB il ministro della Cultura Alberto Bonisoli. A dirsi subito contrario ad un ticket per il Pantheon era stato il vicesindaco di Roma Luca Bergamo, che ora plaude alla “scelta forte e importante sia per chi vive a Roma che per chi visita la nostra città. Più di un anno fa presi posizione contro l’idea di far pagare il biglietto in questo luogo di culto: oggi festeggiamo questa felice conclusione”. Soddisfatta anche la sindaca Virginia Raggi: “Per Roma è importante mantenere libero accesso ai luoghi di culto e cultura senza creare barriere tra la piazza e il monumento”.
– BOLOGNA

– Nel 1968 uscì la prima striscia di ‘Sturmtruppen’, l’improbabile esercito sgangherato i cui protagonisti parlano il ‘tedeschese’, creato dal talento di Bonvi (Franco Bonvicini), fumettista e artista, scomparso nel 1995 a soli 54 anni. ‘Sturmtruppen 50 anni’ è la mostra che, dal 7 dicembre al 7 aprile, lo celebra a Bologna, a Palazzo Fava, a pochi metri da dove l’artista ebbe il proprio studio. Oltre 250 le opere, molte inedite (scelte tra 6000), che ne ripercorrono la carriera, con anche le altre creazioni da Nick Carter a Cattivik a ‘Storie dello spazio profondo’ create con Francesco Guccini. Curata dalla figlia Sofia e da Claudio Varetto, la mostra evidenzia l’antimilitarismo in cui Bonvi caratterizzava i propri ‘soldaten’, grotteschi e divertenti, fumetto corale con una ridda di personaggi. Bonvi non è stato un semplice cartoonist che anticipò la graphic novel, ma un artista apprezzato anche da Umberto Eco e Oreste del Buono, oltre che ideatore di personaggi per la pubblicità e sceneggiatore.
SAN PIETROBURGO – Piero della Francesca come non lo si era mai visto è all’Ermitage. Il prestigioso museo di San Pietroburgo, fondato 254 anni fa da Caterina II, festeggia in questi giorni il suo compleanno con la prima, grandiosa, mostra in terra di Russia dedicata al maestro italiano del Rinascimento con una serie pirotecnica di capolavori, alcuni usciti esclusivamente per questo evento dai siti che li custodiscono. Undici dipinti e quattro manoscritti autografi: nessuna mostra temporanea era riuscita in passato a riunire numero così alto di opere del genio di Sansepolcro. Il massimo, con sei, si era toccato anni fa in Inghilterra.”Il monarca della pittura”, curata da Tatiana Kustodieva, presenta fino al 10 marzo dipinti e affreschi provenienti da sei musei italiani e cinque stranieri, e quattro testi originali che documentano il Piero matematico, impegnato a definire le regole scientifiche della pittura. Nella piccola, suggestiva Sala del Picchetto dove domina il bianco, spicca l'”Annunciazione”, dal Polittico di S. Antonio, con quella straordinaria fuga di colonne dall’effetto tridimensionale al centro della scena, una lezione magistrale di prospettiva di cui l’artista fu tra i primi scoprire le regole. L’opera, mai prestata prima, appartiene alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia. Da Urbino arriva la “Madonna di Senigallia”, da Venezia il “San Girolamo e un devoto”. Dal museo civico di Sansepolcro “San Ludovico” “San Giuliano”, due affreschi staccati da Palazzo Pretorio e dalla Chiesa di s. Agostino. Ecco poi il “S. Nicola da Tolentino” del Museo Poldi Pezzoli di Milano.Quanto ai prestiti dall’estero, la National Gallery di Londra ha concesso “San Michele”, il Louvre di Parigi il Ritratto di Sigismondo Malatesta”, il museo Thyssen-Bornemisza di Madrid il “Ritratto di giovane”, il Museo di arte antica di Lisbona il “S. Agostino”, e la Alana Collection di Newark (Usa) la “Madonna con bambino” (in arrivo nei prossimi giorni). Mancano, ovviamente, alcune opere e affreschi considerati inamovibili, conservati in Italia in musei nazionali o in siti in Umbria tra Perugia, Monterchi, Arezzo e San Sepolcro.Dalla rassegna – organizzata dalla magnifica sede espositiva statale di San Pietroburgo in collaborazione con Fondazione Ermitage Italia e Villaggio Globale International – emerge la grandezza dell’arte del genio umbro che, ha scritto lo storico dell’arte russo Michail Alpatov, “si è voluta paragonare alla musica di Mozart, ma la sua capacità di abbracciare il mondo con uno sguardo può essere raffronta anche al talento di Tolstoj”. Un “titano tra i titani” che tra i geni rinascimentali italiani “occupa un posto ben superiore, se possibile, rispetto agli altri”, osserva il direttore dell’Ermitage Mikhail Piotrovsky. “I quadri di Piero sono gioielli rari che è difficile prestare anche temporaneamente – spiega -. È un evento eccezionale nella vita del Museo, nella nostra conoscenza dell’Italia, nella nostra concezione della cultura italiana. Ogni opera di Piero è un trionfo dello spirito ma è anche figlia della scienza, come dimostrano i trattati presenti in mostra”. Tra i testi, appunto, occupa un posto particolare la versione autografata nel testo e nei disegni di “De prospettiva pingendi”, prestito della Biblioteca Palatina del Complesso monumentale della Pilotata di Parma. Un’opera fondamentale per generazioni di pittori che gettò le basi di “quello che sarebbe divenuto il linguaggio comune e condiviso dell’arte occidentale per i quattro secoli successivi”.Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli – nel suo messaggio di saluto riportato in catalogo – mette in risalto i vincoli dell’Ermitage con l’Italia “evidenti non solo nelle architetture e nelle ricchissime collezioni di arte italiana ma che si nutrono di una rinnovata vitalità grazie alle molteplici iniziative che vi vengono organizzate”. Tra le più recenti i Longobardi e l’Arte Povera, in arrivo l’Astrattismo di Achille Perilli e Umberto Mariani. Il clou sarà nella prossima primavera con la grande mostra su Pompei. “È una esposizione d’élite, non per tutti, per chi già conosce l’arte e la pittura” ha detto la curatrice. Il direttore Piotrovsky ne parla come della “mostra del secolo, organizzata come solo l’Ermitage sa fare'”. L’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano ha rimarcato: “Abbiamo cercato di fare la nostra parte per un evento di portata mondiale che entrerà nella storia della museografia”, ricordando “i rapporti eccellenti e le affinità elettive” tra Italia e Russia confermati dai 7 milioni di persone registrati nel 2018 negli eventi bilaterali organizzati dai due paesi”. Con Piero della Francesca tornano ad accendersi accendono i riflettori sull’arte italiana, di cui l’Ermitage conserva una collezione sterminata. Nelle sale che affacciano sul fiume Neva ghiacciato, scorrono Leonardo da Vinci, Tiziano, Botticelli, Tintoretto, Giorgione, Della Robbia, Canova con centinaia di altri capolavori di prim’ordine dal XIII al XVIII secolo.

– L’intensità del rosso che si unisce all’uso equilibrato del bianco, del blu e del giallo per creare simboli e analogie. E poi, accanto all’espressività del colore, l’ossessione per le forme, concluse e definite, oppure spezzate da schizzi e tratti verticali o diagonali, in un alternarsi di elementi conici, ovoidali, cubici, per un continuo rimando alla pittura del passato. E’ un infinito e affascinante mondo di segni tutto da scoprire e interpretare la personale di Lorenzo Locatelli intitolata “Emotions Vibrations”, a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar, in programma a Roma dal 6 al 22 dicembre alla Virus Art Gallery. La mostra presenta al pubblico 10 opere che raccontano l’intero percorso dell’artista romano, partendo dagli anni ispirati al futurismo (Locatelli è stato allievo a Roma di Sante Monachesi) fino a proseguire con l’evoluzione della sua ricerca.
Le opere sembrano lasciare allo spettatore delle tracce da seguire per poter conoscere il suo mondo e penetrare il suo universo pittorico.
– MILANO

– Torna la politica alla prima della Scala, che il 7 dicembre inaugura la stagione lirica con Attila nella regia di Davide Livermore e sul podio Riccardo Chailly, ma si conferma poca mondanità all’apertura. Per la prima volta da quando è stato eletto presidente della Repubblica, sarà infatti presente all’apertura Sergio Mattarella (finora aveva solo assistito, infatti, al concerto per i 150 anni dalla nascita di Arturo Toscanini). Oltre al Capo dello Stato nel palco reale – insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala e al presidente della Lombardia Attilio Fontana – siederanno il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Presenti anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e quello dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, molte signore milanesi come Elsa Monti, Luciana Saccomanni, Claudia Buccellati, Daniela Javarone e ovviamente Roberto Bolle.
– Living Coral, rosso corallo, vivo, quel particolare tono di rosso vibrante di luce e di sfumature dal fuoco all’arancione che infiamma i fondali marini, è il colore suggerito da Pantone (numero 16-1546) per poter rinnovare il guardaroba estivo 2019. Living Coral è una cromia adatta a bionde e more, esaltando sia i capelli chiari e l’incarnato delicato, sia le pelli ambrate con chiome brune. “Il rosso corallo è una tonalità piena di vitalità, con un accenno dorato che infonde energia e ravviva con delicatezza” spiega il marchio americano che detta le tendenze-colore da cui attingono la moda e il design. Ecco perché il rosso corallo piace tanto alle griffe. Living coral può rendere più elegante qualsiasi capo, sia il tailleur più sportivo sia l’abito da red carpet.
“Socievole e vivace il Living Coral è un colore rassicurante al centro dell’ecosistema cromatico naturale. Living coral ha già colorato le grandi passerelle della nuova moda da Armani a Prada, da Valentino a Chanel fino a Michael Kors.
– LONDRA

– Sympathy for the Devil, la hit più macabra dei Rolling Stones, compie 50 anni e la stampa britannica le rende omaggio, ricordandone l’aura negativa e gli eventi lugubri che negli anni le sono stati attribuiti, inclusi un omicidio ed un incendio.
Secondo il Daily Mail, Mick Jagger era stato ispirato a scrivere il mefistofelico brano dalla sua compagna di allora, Marianne Faithfull, che l’aveva convinto a leggere il romanzo di Mikhail Bulgakov ‘Il Maestro e Margherita’ nel quale il protagonista è il diavolo. L’incisione del singolo fu immortalata dalla cinepresa del regista francese Jean-Luc Godard, che rubò il titolo Sympathy for the Devil per un documentario sui venti rivoluzionari del 68. Tuttavia durante le riprese, nello studio discografico divampò un incendio che distrusse tutto tranne le registrazioni della canzone. Quando la band suonava il pezzo in concerti dal vivo, scoppiavano spesso tafferugli ed una volta, al Festival di Altamont in California, vi fu persino un omicidio.
– FIRENZE

– Partirà lunedì 10 dicembre dal teatro Verdi di Firenze il ‘Love and Peace tour’ con un duo inedito, Shel Shapiro e Maurizio Vandelli, storici leader rispettivamente delle band dei The Rokes e dell’Equipe 84. Per anni rivali e in continua competizione, i due ‘ragazzi’ degli anni ’60 si sono ritrovati dopo una carriera lunga oltre 50 anni per tornare a sfidarsi con ironia ed energia nei più prestigiosi teatri Italiani. Dopo Firenze Shapiro e Vandelli saranno l’11 dicembre a Roma (Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli), e successivamente a Torino (13 dicembre, Teatro Colosseo), Bologna (15 dicembre, Teatro Manzoni), Montecatini (18 gennaio, Teatro Verdi), La Spezia (19 gennaio, Teatro Civico), Brescia (25 gennaio, Dis_Play Brixia Forum), Milano (29 gennaio, Teatro Ciak), Trento (31 gennaio, Auditorium Santa Chiara) e Schio-Vicenza (1 febbraio, Teatro Astra). “L’emozione è tanta” hanno detto, messe via le armi, ci divertiamo e ogni tanto ci sorridiamo anche”.
– TERNI

– Celebrare la presenza nell’Umbria meridionale di artisti di spicco che, a servizio di importanti committenti dell’epoca, hanno lavorato nel solco tracciato dai grandi autori; partecipare alla ricorrenza del centenario del museo per “eccellenza” della regione: è con questo duplice obiettivo che la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni ha allestito nella propria sede di palazzo Montani Leoni – con la collaborazione della Galleria nazionale dell’Umbria – la mostra dal titolo ‘Presenze artistiche in Umbria. I grandi Maestri attivi tra il 300 e il 500 e la Galleria di Carta’.
Il Perugino e il Pinturicchio, Benozzo Gozzoli e il Maestro della Dormitio Virginis, ma anche Federico Barocci, Mattia Preti e Jean Baptiste Wicar sono solo alcuni dei nomi che spiccano nell’elenco degli autori delle opere esposte (alcune per la prima volta in assoluto) in un doppio allestimento che sarà visitabile al pubblico dal 7 dicembre al 24 febbraio 2019, ogni venerdì, sabato e domenica.
– RECANATI (MACERATA)

– Chiede la mano della fidanzata nella Casa di Silvia, gli ambienti sopra le antiche scuderie di Palazzo Leopardi dove visse Teresa Fattorini, la “Silvia” del celebre canto di Giacomo Leopardi. Protagonista della richiesta di matrimonio Enrico Astuti, originario di Loreto e residente a Milano, che prima ha prenotato tutti i biglietti dell’ultimo turno di visita alla Casa di Silvia. Poi una volta solo con la fidanzata Francesca Righi di Milano le ha chiesto di sposarlo. “La richiesta di Enrico ci ha emozionati e siamo stati felici di aprire a questi innamorati le porte della casa di Silvia per un momento così importante – ha detto la contessa Olimpia Leopardi -. E’ stato il nostro regalo di nozze! Silvia custodisce il sogno dell’amore. La sua casa è il luogo in cui esprimere desideri, promettersi reciprocamente felicità e coltivare le proprie speranze e sogni”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

LOS ANGELES

– Sono state annunciate le nomination alla 76esima edizione dei Golden Globe, che si terrà a Los Angeles il 6 gennaio. Vice, L’uomo nell’ombra, film che racconta l’ascesa del vicepresidente americano Dick Cheney interpretato da Christian Bale, guida la lista dei più nominati con sei candidature, seguito, con cinque nomination, da La Favorita, Green book ed È nata una stella, con Bradley Cooper e Lady Gaga, che festeggiano il loro debutto (alla regia per il primo, e al cinema per la seconda) facendo il pieno di nomination: miglior film, regia, migliori attore e attrice e miglior canzone originale per Shallow. Sul fronte delle miniserie ad avere la meglio è stata American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace, con quattro nomination. Nella categoria drammatica si contenderanno il premio Homecoming, Killing Eve, Pose, The Americans e Bodyguard, mentre nella sezione dedicata alla commedia sono in lizza The Good Place, The Marvelous Mrs. Maisel, Kidding, Barry, e The Kominsky Method.
Un thriller classico, pieno di sliding doors, è quello che propone ‘Il testimone invisibile’ di Stefano Mordini, che approda in sala dal 13 dicembre con Warner Bros. Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato, questo il cast principale, per raccontare una vicenda ambientata principalmente tra le montagne del Trentino.Questa la storia senza spoiler. Adriano Doria (Scamarcio), giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo, chiusa dall’interno, accanto al corpo senza vita della sua amante, la nota fotografa Laura Vitale (Leone). Tutto è contro il manager che così viene accusato di omicidio pur dichiarandosi innocente. Come sono arrivati questi due amanti in quella stanza d’albergo? Attraverso un lungo flash back si scopre che Adriano e Laura su una strada di montagna hanno avuto un brutto incidente d’auto causato dal passaggio improvviso di un cervo. Un incidente che ha coinvolto anche un altro giovane automobilista che sembra morto nella sua auto. Che fare? Chiamare la polizia e rischiare che la loro storia clandestina finisca sulle prime pagine dei giornali? Si decide di non farlo.Da qui la coppia si ritrova nell’albergo con Laura morta e Adriano accusato. Per difendersi, il manager incarica la penalista Virginia Ferrara (Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. Nel frattempo l’emergere di un testimone ‘invisibile’, che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della difesa. Tre ore serrate di interrogatorio in cui colpevoli ed innocenti si confondono in un caos accusatorio.”Mi sono ispirato l noir classico americano – spiega oggi Mordini – con uno sguardo ad Hitchcock, per un thriller in cui ogni protagonista doveva interpretare se stesso e anche un’altra persona diversa da sé”. Solo alla fine il regista riconosce che il film è il remake del film spagnolo ‘Contrattempo’ di Oriol Paulo: “Abbiamo tratto da quel film gli elementi centrali, ma poi lo abbiamo adattato e ambientato in Italia”. “Ho portato avanti questo personaggio rispettando i meccanismi del thriller classico – spiega Scamarcio -. Adriano è un uomo all’apice della sua carriera, ma alcuni scheletri nell’armadio tornano a galla per riportarlo ‘dove non c’è salvezza senza sofferenza’ (una delle frasi tormentone del film, ndr)”.     

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DALLE 04:54 DI MERCOLEDì 05 DICEMBRE 2018

ALLE 08:38 DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018

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FiuggiStoria a saggio Avagliano-Palmieri
Per il volume “1948. Gli italiani nell’anno della svolta”

A Spoleto festival cinema Pianeta donnaRassegna ‘competitiva’ anche in altre località dell’Umbria

Mostra ‘Trinity’ Vesna Pavan a ParigiEsposte 25 opere del ciclo Skin, figura femminile ‘liquida’

Teatro Bellini, Capinera di Bella-MogolIl 9/12 prima a Catania, spettacolo tratto da romanzo di Verga

Nuovo boom per l’Amica geniale, 7 milioni e 30.1%Tratta dal bestseller di Elena Ferrante e diretta da Costanzo

Antonella Biscardi fra passato-presenteViaggio fra ricordi per rimettere assieme pezzi di vita

A teatro Maglietta, Lojodice, De SioVenturiello in Misura per Misura. Musicanti cantano Pino Daniele

Francesco Cuomo, alla ricerca della serenitàIl nuovo progetto dell’artista campano in anteprima a Eboli

Hallelujah Toscana, foto di Marco PaoliMostra alla Gamc di Viareggio da libro con poesie di Alba Donati

‘Musicanti’ con brani di Pino DanieleIl musical prodotto da Ingenius srl in scena dal 7 dicembre

The Cal 2019, le donne nell’era #metooCopeland, siamo importanti e abbiamo cose importanti da dire

T-Rex Stan in Stazione Centrale a MilanoPer promuovere ‘Dinosaurs’ nelle sale dal 10 al 12 dicembre

A Napoli ‘Rubens, Van Dyck, Ribera’A Palazzo Zevallos Stigliano tornano opere da musei d’Europa

Al Carignano Pirandello guarda a BunuelDebutta produzione Stabile Torino con Battiston e Maria Pajato

A Caserta Bufaland, storie migrantiDai barconi al palco per sei attori non professionisti

In mostra presepi genovesi del ‘700A Bologna dal 7 dicembre al 20 gennaio al Museo Davia Bargellini

Boom iscrizioni a Raffaello in MinecraftCento scuole e 2.000 ragazzi per storia partecipata su pittore

Telethon-Rai, da Clerici ad Amadeus rispondono #presenteAl via la 29/a maratona no-stop dal 15 al 22 dicembre

26 anni per Umbria Jazz WinterA Orvieto dal 28 dicembre, anche due progetti legati al cinema

Avvocati Cbs, Moonves distrusse proveDipendente “reperibile” per sesso. Ora a rischio buonuscita

Più libri apre con Crimi e punta a superare il record 2017455 editori, 650 eventi dal 5 al 9 dicembre alla Nuvola

Schmidt, Uffizi 2018 oltre i 4 mlnPer la 1/a volta. Boom ex reggia medicea Pitti, +25%

San Michele e la lotta tra bene e maleEvento a Napoli il 7/12 nella Basilica di San Lorenzo Maggiore

Adrian in onda a gennaio su Canale 5Mediaset, la data sarà comunicata a breve

Polunin come Warhol, voglio una mia factoryA Milano con ‘Sacré’ ispirato a Nijinsky,sui social tatoo Putin

Gerini è Federica Angeli sul setFine riprese per il film di Bonivento da libro della giornalista

Kevin Hart condurrà gli Oscar 2019L’Academy spera nella rimonta dopo debacle ascolti del 2018

Due registi on the road dentro la fisicaConversazioni Atomiche, dal 13 in sala e poi nelle scuole

Identificato il vero Rick di CasablancaDietro personaggio “Bogey” un impresario night club di New York

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Mario Avagliano e Marco Palmieri con il libro “1948. Gli italiani nell’anno della svolta” (Il Mulino, pp. 435 con ill., € 25,00, 2018) sono i vincitori della nona edizione del Premio FiuggiStoria per la saggistica. I riconoscimenti sono stati consegnati in una cerimonia presso la Biblioteca Militare Centrale dello Stato Maggiore dell’Esercito di Via XX Settembre a Roma. Il Premio è promosso dalla Fondazione “Giuseppe Levi-Pelloni” in collaborazione con il Comune di Fiuggi e con i patrocini del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati e Presidenza della Regione Lazio. Questa edizione del Premio è stata dedicata allo storico Giuseppe Galasso, ricordato da Alfredo Arpaia, presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo.
1948. Gli italiani nell’anno della svolta (il Mulino pp. 435 con ill. € 25,00) è un viaggio nel cuore di un anno decisivo della storia italiana.
Avagliano è giornalista e storico. Tra i suoi libri: “Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945” (Einaudi, 2006) e “Il partigiano Montezemolo” (Baldini & Castoldi, 2012). Collabora alle pagine culturali del Messaggero e del Mattino. Marco Palmieri, giornalista e storico, è autore di “L’ora solenne. Gli italiani e la guerra d’Etiopia” (Baldini & Castoldi, 2015). Insieme hanno pubblicato “Gli internati militari italiani” (2009), “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia” (2010), “Voci dal lager” (2012), tutti editi da Einaudi, oltre a “Di pura razza italiana. L’Italia ‘ariana’ di fronte alle leggi razziali” (Baldini & Castoldi, 2013) e, per il Mulino, “Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte” (2014) e “L’Italia di Salò” (2016).
– SPOLETO (PERUGIA)

– Si intitola “Spoleto film festival. Primo piano: pianeta donna. Dalle donne della storia alle donne nella storia del cinema”, la rassegna cinematografica ‘competitiva’ che si terrà a Spoleto e in altri centri umbri dal 10 al 15 dicembre. Lo ha annunciato il direttore artistico Franco Mariotti.
“Pianeta donna” è organizzato dall’associazione culturale AmaRcorD in collaborazione con assessorato alla Cultura del Comune di Spoleto, Centro sperimentale di cinematografia e Cineteca nazionale, Centro studi cinematografici e con il contributo del Ministero per le Attività culturali.
Il Festival competitivo vedrà in concorso diverse opere prime e non, firmate da autrici italiane con particolare riguardo agli esordi cinematografici e sarà inaugurato il 10 dicembre (alle 21.30) al cinema sala Frau con il film Saremo giovani e bellissimi, alla presenza della regista Letizia Lamartire e della protagonista Barbora Bobulova.
– La pittrice Vesna Pavan, approda in Francia per la ‘First International Exhibition in Paris’, che avrà luogo all’Espace Thorigny, a pochi passi dal Musée Picasso.
L’artista, 42 anni, friulana e milanese d’adozione, presenterà ‘Trinity’ un’installazione composta da 25 opere appartenenti al ciclo Skin, creato nel 2014, dopo tre anni di ricerca sui materiali. Opere analoghe sono state esposte a Milano lo scorso 26 ottobre in un luogo unico: lo studio Zecchillo, un tempo atelier di Piero Manzoni, che in passato ha visto le opere dei più grandi maestri dell’arte contemporanea.
I lavori Skin – viene spiegato dagli organizzatori – sono la messa in scena della figura femminile come materia liquida, che può essere vissuta e toccata. È colore colato, libero da qualsiasi supporto, elaborato e cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. La mostra si svolge dal 15 al 20 dicembre.
La sperimentazione tecnico-pittorica inventata dall’artista in Skin è stata paragonata, da alcuni critici italiani alle avanguardie degli anni Cinquanta: dalle tele cauterizzate di Alberto Burri al dripping di Pollock, fino all’espressionismo astratto degli squarci cromatici di Clyfford Still, a cui si aggiunge quel côté più pop, esclusivamente americano, di Claes Oldenburg o Robert Rauschenberg. Le opere realizzate con gli smalti plastici prendono forma e trasmettono un senso di equilibrio attraverso l’alternanza di pieni e vuoti.

– CATANIA

– Debutta a Catania ‘La Capinera’, melodramma ‘moderno in due atti che firmato da Gianni Bella per la musica, Mogol per le liriche, Giuseppe Fulcheri per il libretto tratto da Verga e Geoff Westley per l’orchestrazione.
La produzione è del Teatro Bellini di Catania, dove lo spettacolo farà il suo debutto il 9 dicembre e sarà in replica fino al 18. Regia, scene e costumi sono del tre volte premio Oscar Dante Ferretti. Orchestra e coro del Teatro: direttore Leonardo Catalanotto, maestro del coro Luigi Petrozziello. Il soggetto s’ispira liberamente al romanzo epistolare di Giovanni Verga “Storia di una capinera” che narra del conflitto interiore di una giovane cui è stata imposta di diventare suora. Di questo capolavoro, pubblicato nel 1871, sono state realizzate diverse riduzioni cinematografiche, la più famosa è di Franco Zeffirelli, e risale al 1993. Al bestseller ottocentesco si schiude ora la scena lirica, come accadde a suo tempo a ‘Cavalleria rusticana’, col libretto musicato da Pietro Mascagni.

L’Amica Geniale conferma il suo successo: il secondo appuntamento con la serie evento tratta dal bestseller di Elena Ferrante e diretta da Saverio Costanzo, in onda ieri sera su Rai1, ha conquistato 7 milioni 45 mila spettatori con il 30.1% di share (un punto più della scorsa settimana) vincendo il prime time.
In particolare il primo episodio ha fatto registrare 7 milioni 302 mila spettatori con il 28.5% e il successivo 6 milioni 725 mila con il 32.5%. Si tratta – sottolinea la Rai – per la seconda settimana di seguito del record di programma più visto in tv della stagione autunnale, escluso lo sport. Gli spettatori unici raggiunti complessivamente sono stati 12 milioni 368 mila, oltre il 21%, con un picco di ascolti del 36.8%.
– “Ogni racconto è un pezzo di vita vissuta in prima persona, da qualcuno accanto a me o creato dalla fantasia…”. Comincia con questa riflessione il viaggio introspettivo di Antonella Biscardi in PEZZI DI NOI (Morrone editore, pp. 156 PAGINE, 16 euro) fatto di episodi, personaggi, fantasie (poco) vissute. E’ vera una cosa: quello che siamo è il frutto di quello che siamo stati, ma è anche la conseguenza di quanto abbiamo seminato. “Ogni racconto è un pezzo di vita vissuta in prima persona da qualcuno accanto a me o creato dalla fantasia”, scrive la Biscardi, che rende ‘Pezzi di noi’ un viaggio nelle emozioni personali e professionali. Il libro è un invito a fare un grande respiro, a rallentare, in modo da assaporare il vero gusto della vita, nel tentativo di carpirle il meglio, come fare una passeggiata in bicicletta, magari in una bella giornata di sole, guardando il mondo che ci gira intorno. Il libro è anche un viaggio a ritroso nelle tradizioni e nelle passioni italiane, ma propone altresì un grande tuffo nel futuro prossimo della nostra reale essenza. I racconti si susseguono in ordine sparso e ciascuno di essi contiene un pezzo di vita vissuta in prima persona o da qualcuno accanto all’autrice. Il filo conduttore è affidato al lettore, che può benissimo raggruppare i ‘pezzi’, dando loro una logica consequenziale. Il gioco consiste nel raffigurare la stessa storia in momenti e tempi diversi, in modo da creare nuove emozioni. Ogni racconto è preceduto da un aforisma e si conclude con una poesia. Brevi ma intense storie che fanno riflettere.
“Se riesco a trasmettere almeno un’emozione ho già venduto un milione di copie”, ammette Antonella Biscardi, commentando la sua seconda opera letteraria che trasmette un messaggio a chi non conosce la propria storia e dunque – come diceva Montanelli – non può avere, né avrà mai, un futuro.
– Gli ”Amati enigmi” di Licia Maglietta e Clotilde Marghieri e il trio Umberto Orsini-Massimo Popolizio-Giuliana Lojodice in ”Copenaghen” di Michael Frayn, tutti a Roma; Massimo Venturiello in ”Misura per Misura” da Shakespeare a Firenze e il ”donchisci@tte” di Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi a Torino; ”Musicanti”, il musical sulle note di Pino Daniele, e ”Le signorine” Isa Danieli e Giuliana De Sio, tutti a Napoli: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
EBOLI (SA) – “La serenità non mi appartiene e sai il perché? Io so vivere solo così, per la sola voglia di incontrarti”. La poesia, ancora una volta, e poi il colore come ricerca, tensione ideale, voglia di trovare la bellezza, dono del cuore. Francesco Cuomo parte dai suoi versi, dall’arte che va “vissuta, indossata, raccontata”, per immortalare ‘la serenità’, tema del suo nuovo progetto artistico: 24 acquerelli, volti di donna impressi su carta in un’esplosione di vivacità e di colori, con dettagli che rimandano alla territorialità, al centro della mostra al via venerdì 7 dicembre alle 18, nello showroom di Eboli (Salerno), in corso Garibaldi.L’artista campano presenterà anche quattro tele dipinte in acrilico e un elegante cofanetto contenente dodici acquerelli riprodotti su carta pregiata, accompagnati dalla poesia ispiratrice del lavoro (in edizione limitata). Spazio ancora alle sue ultime sculture in ceramica, “gli steli della follia” che hanno contribuito a diffondere la sua fama di colorista nel panorama internazionale.La mostra è un’anteprima della presentazione ufficiale prevista in primavera in occasione della terza edizione del “Sorrento loves Art”, organizzato da Rossella Savarese, curatrice della galleria SyART, a villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento. Confermato per l’evento lo spettacolo “Contemporay art in motion”, un mapping in 3D a cura del regista Enrico Agresta, in cui le opere dell’artista si animano e prendono forma.L’esposizione sarà aperta al pubblico fino a lunedì 7 gennaio 2019. Partner del progetto la società “Zonalab” di Davide Balzano che ha collaborato alla realizzazione dell’evento.

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FIRENZE

– Trenta immagini in bianco e nero per raccontare una Toscana misconosciuta, antica e contemporanea, suggestiva e romantica ma anche dolorosa e misteriosa, fatta di contraddizioni e bellezze fuori dall’iconografia classica conosciuta in tutto il mondo. E’ Hallelujah Toscana, mostra che dà corpo all’omonimo libro del fotografo Marco Paoli edito da Contrasto, con poesie di Alba Donati e una introduzione dello scrittore premio Pulitzer Michael Cunningham, ospitata fino al 6 gennaio alla Gamc, Galleria d’arte moderna e contemporanea ‘Lorenzo Viani’ a Viareggio (Lucca).
Negli scatti di Paoli ci sono le atmosfere spettrali di alcune ville e dei loro giardini, come Villa Schifanoia a Firenze, Villa Corsini a San Casciano, Villa Garzoni a Collodi, Villa Mansi a Lucca, abitate da silenti sculture rivestite di muschio. Ci sono il parco di Celle con le sue opere contemporanee, il marmo vivido delle cave di Carrara, la Fonte delle Fate a Poggibonsi dove galleggiano i coccodrilli e i corpi rannicchiati di Mimmo Paladino, ma anche il Padule di Fucecchio, il carcere di Pianosa, il mistero di ex ospedali psichiatrici come quello di Volterra, dove ancora rimangono tracce dei graffiti di NOF4 (così si firmava Oreste Fernando Nannetti, che li realizzava con la fibbia della sua divisa, paziente del manicomio dal 1959 al 1973), di isole, cimiteri, statue. “In questo viaggio ho ritrovato la meraviglia, lo splendore nascosto ai più; ma ho visto e sofferto anche l’abbandono in tutta la sua potenza” racconta Paoli che sul titolo commenta: “E’ importante, un gioco di equilibrio tra il sacro e il profano, come nel testo di Leonard Cohen. Hallelujah è un inno, una semplice esclamazione. Talvolta è sarcastica, magari polemica”.

– NAPOLI

– Manca poco al debutto di ‘Musicanti’, il musical con le canzoni di Pino Daniele. Il debutto nazionale è in programma, a Napoli, il prossimo weekend: si inizia venerdì 7 dicembre alle 21 cui seguono gli appuntamenti di sabato 8 dicembre, sempre alle 21 e domenica 9 alle 18, nel Teatro Palapartenope. Dal patrimonio delle canzoni dell’artista partenopeo, scomparso nel gennaio 2015, sono state scelte, tra le altre, le storiche “Na Tazzulella ‘e cafè”, “A me me piace ‘o blues”, “I say I sto ‘ccà”,” Napule è”, “Viento”, “Yes I know my way”, “Je so pazzo”, “Cammina cammina”, “Lazzari felici”, “Musica musica”, “Tutta n’ata storia”, “Quanno chiove” e alcune canzoni tratte dal repertorio successivo, come “Che soddisfazione” e “Anima”.
Le canzoni si mescolano con la drammaturgia e la tradizione partenopea: gli attori e i danzatori si muoveranno all’interno di una scenografia sviluppata su quattro piani e con movimenti coreografici studiati per accompagnare il racconto e la musica.
– Nell’anno del #metoo e della forte presa di posizione contro la violenza sulle donne il Calendario Pirelli, The Cal 2019, non ritrae solo i corpi ma le vite di quattro donne. Partendo dal tema del “sogno come riflessione su quello che sarò e farò domani”, spiega il fotografo Albert Watson, “l’obiettivo era esplorare le donne e creare una situazione che proponesse una visione positiva delle donne di oggi”. “C’è un messaggio simbolico: le donne si fanno sentire, siamo importanti e abbiamo cose da dire importanti – sottolinea Misty Copeland, una delle modelle -. E abbiamo uomini accanto che ci sostengono in questo”.
Le attrici Laetitia Casta, Gigi Hadid e Julia Garner e la ballerina Misty Copeland diventano dunque interpreti di sogni e ambizioni e come nella quotidianità hanno accanto a loro degli uomini che sono fidanzati o amici, che sostengono e condividono con loro impegno, delusioni e sfide. “Albert ha cercato di catturare qualcosa dalle nostre anime più che dai nostri corpi” conclude Casta.
– E’ apparso a Milano, nell’atrio ex-biglietteria della Stazione Centrale, il Tyrannosaurus Rex più grande al mondo, in occasione dell’uscita del documentario Dinosaurs, secondo appuntamento della stagione de “L’Arte al Cinema” distribuita nei migliori cinema italiani da Magnitudo con Chili dal 10 al 12 dicembre.
Il dinosauro Stan – spiegano gli organizzatori – accoglierà i viaggiatori in partenza e in arrivo alla Stazione Centrale e tutti i milanesi che potranno scattare foto e fare selfie, ammirando l’incredibile scheletro e lasciandosi trasportare in un vero e proprio viaggio nella preistoria. Stan infatti è l’esemplare più grande e completo di Tyrannosaurus Rex maschio adulto esistente al mondo: alto quasi cinque metri e lungo 12, per un peso, in vita, di sei tonnellate.
– NAPOLI

– Capolavori provenienti da musei nazionali e internazionali ritornano a Napoli: l’occasione è la mostra “Rubens, van Dyck, Ribera. La collezione di un principe”, visitabile dal 6 dicembre al 7 aprile a Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, a Napoli. Dipinti ricollocati negli ambienti del piano nobile dove originariamente trovavano posto. Perché i 36 capolavori in esposizione appartengono alle raccolte della famiglia Vandeneynden e di Gaspar de Roomer, mercanti e finanzieri fiamminghi attivi a Napoli per gran parte del Seicento. Da un rinnovato interesse sull’argomento, dovuto soprattutto alla presenza delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo nell’antica residenza di Jan e Ferdinando Vandeneynden, il palazzo oggi noto come Zevallos Stigliano, nasce questa mostra che offre l’occasione di riportare nel luogo dove a lungo furono custoditi molti dipinti che a loro appartennero.
– TORINO

– Un Pirandello che guarda a Buñuel, in cui i veri pazzi sono i borghesi pettegoli del paese che indagano gli altri con una curiosità morbosa che diventa violenta, come nel mondo di oggi fra realtà e social. È il Così è (Se vi pare) che Filippo Dini mette in scena e interpreta, insieme a Giuseppe Battiston e Maria Paiato, nella nuova produzione del Teatro Stabile di Torino (Tst) in prima nazionale al Carignano dall’11 dicembre al 6 gennaio.
“Per la prima volta – ricorda il direttore del Tst Filippo Fonsatti – lo Stabile programma una propria produzione al Carignano per 4 settimane. Abbiamo deciso di farlo come accade nelle grandi capitali teatrali europee, convinti dalla bontà dello spettacolo, da una compagnia stellare e dalla regia. Una partita che inizia già vinta perché quest’anno abbiamo già superato il record di pubblico dell’anno scorso”.
In questo Pirandello, spiega il regista, “i temi trattati hanno un’enorme attinenza col presente, con la ricerca spasmodica ma vana della verità”.

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NAPOLI

– Storie di sfruttamento, povertà e precarietà, racconti di lavoro e di ricerca di integrazione.
E’ ‘Bufaland’, lo spettacolo che vedrà protagonisti, venerdì 7 dicembre al teatro Civico di Caserta, sei attori non professionisti provenienti dall’Africa Occidentale, e che qui vivono e lavorano.
“Un’occasione irripetibile – sottolineano i promoter della Cultural Video Production – per questa insolita compagine per poter gridare la loro voglia di essere considerati persone con cui dialogare e non come numeri con cui fare conti. Una risorsa da mettere a frutto e non un problema da risolvere”.
“I migranti in scena – tengono a spiegare gli organizzatori – afferiscono tutti allo SPRAR, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, cioè quella stessa agenzia che il decreto sicurezza del governo depotenzia e riduce notevolmente nelle sue funzioni.
– BOLOGNA

– I ‘Presepi genovesi del Settecento dal Museo Giannettino Luxoro sono protagonisti di una mostra allestita dal 7 dicembre al 20 gennaio al Museo civico d’Arte industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna.
Inaugurazione giovedì, ore 18.30, con l’arcivescovo Matteo Zuppi e l’assessore comunale alla cultura Matteo Lepore.
Da oltre dieci anni, nell’imminenza del Natale, i Musei civici d’Arte antica, in collaborazione con il Centro Studi per la Cultura Popolare di Bologna, realizzano al Museo Davia Bargellini un appuntamento espositivo in cui, accanto agli esemplari conservati nella collezione permanente – la più ampia raccolta, numerica e qualitativa, di statuine del presepio bolognese del XVIII e XIX secolo presente in città – vengono presentati importanti gruppi presepiali che documentano la fortuna di questo specifico tipo di produzione artistica in aree regionali diverse.
Per le festività 2018-2019 l’esposizione, organizzata insieme ai Musei Civici di Genova, offre al pubblico l’opportunità di ammirare due presepi provenienti dal Museo Giannettino Luxoro, databili fra la seconda metà e la fine del XVIII secolo, che consentono al visitatore di porre a confronto tradizioni artistiche diverse – bolognese e genovese – entrambe molto significative nella produzione di questo particolare tipo di scultura, generalmente di destinazione domestica, di ridotte dimensioni, ma di grande pregio.

– URBINO

– Boom di iscrizioni per Raffaello in Minecraft, l’iniziativa per le scuole primarie e secondarie di primo grado promossa dalla Galleria Nazionale delle Marche in collaborazione con Microsoft e con il supporto organizzativo di Maker Camp srls e AppTripper srl. Sono 100 le scuole iscritte al contesta e oltre 2.000 i partecipanti di tutta Italia. Il progetto, ispirato alla vita del giovane Raffaello Sanzio nella sua città natale, Urbino, rappresenta un caso di narrazione “partecipata”, unico nel suo genere. Partendo dalla riproduzione verosimile della città di Urbino, realizzata sfruttando i ‘mattoncini’ digitali del videogioco Minecraft i partecipanti verranno coinvolti in sfide per permettere loro di contribuire alla narrazione della storia di Raffaello attraverso uno storytelling originale e “gamificato”. Al via la prima sfida del concorso, dal tema “Raffaello nella bottega Santi”. Dal 21 gennaio 2019 la seconda sfida: “Raffaello nella città di Urbino” e dal 4 marzo “Raffaello a Palazzo Ducale”.
Gli elaborati che gli studenti iscritti al contest saranno chiamati a produrre (modelli 3D, immagini JPG oppure video ripresi dall’interno dell’ambiente Minecraft) ruoteranno intorno allo strumento didattico del videogioco Minecraft e verranno giudicati da una giuria composta da membri della Galleria Nazionale delle Marche ed esperti del videogioco Minecraft.
Entusiasta il direttore della Galleria Nazionale delle Marche, Peter Aufreiter del successo riscosso dall’iniziativa che permetterà di avvicinare il mondo dei più piccoli all’arte, all’architettura e alla storia e consentirà di far conoscere alle nuove generazioni il personaggio Raffaello e la sua città, Urbino.
– Fino al 31 dicembre sarà possibile donare chiamando da rete fissa o inviando un sms al numero solidale 45510. Sono ormai ventinove gli anni di collaborazione che uniscono Telethon e la Rai, impegno condiviso per sostenere e finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare. Quest’anno la maratona vedrà l’assenza di un importante testimionial. Fabrizio Frizzi, scomparso lo scorso marzo. Nell’edizione 2017 sono stati raccolti 31 milioni di euro per la ricerca e il sostegno quotidiano dei malati e dei loro cari. “Anche quest’anno il servizio pubblico risponde all’appello della Fondazione intitolato: ‘E tu come sarai #presente?’, dimostrando ancora una volta di essere parte integrante di una catena di solidarietà composta da volontari, ricercatori, donatori, aziende e soprattutto dalle tantissime persone pronte ad aiutare chi lotta contro patologie spesso sconosciute e trascurate dai finanziamenti pubblici e privati.Si inizierà il 15 dicembre con Antonella Clerici che condurrà in prima serata su Rai1 “Festa di Natale” in cui si alterneranno momenti musicali ad altri dedicati alle storie di pazienti e ricercatori: si racconterà la storia di Adam e Ayan, due gemelli affetti dalla Sindrome di Wiskott Aldirch; quella di Laura, una mamma affetta dalla malattia di Charcot Marie Tooth, passando per la storia di Valerio, affetto dalla sindrome di down, nominato Alfiere da Sergio Mattarella. Tra gli ospiti Luca Zingaretti, Gigi D’Alessio, Flavio Insinna, Vincenzo Salemme. I principali conduttori Rai saranno coinvolti nella lettura delle Buone notizie: Marco Liorni, Mara Venier, Milly Carlucci, Amadeus. Nella seconda serata, invece, il timone della conduzione passerà a Gigi e Ross. A chiudere la maratona tv il 22 dicembre, invece, sarà Amadeus con una puntata dei Soliti ignoti – Speciale Telethon, dove si metteranno in gioco tanti personaggi dello spettacolo.L’ad Rai Fabrizio Salini ha evidenziato che “il lavoro di Telethon è reso possibile grazie ad una grande squadra. In questa collaborazione tra Rai e Telethon ritrovo un elemento fondante del servizio pubblico, ovvero quello di portare la ricerca scientifica nelle case degli italiani. Il prossimo anno arriveremo alla 30/a edizione. In questi anni si è costruito un senso di consapevolezza nella catena di solidarietà”. Clerici, in collegamento via Skype, ha lanciato un appello: “Speriamo di raccogliere tanti fondi affinché le malattie siano sempre più curabili. E’ un impegno che sento molto, perché ognuno di noi deve fare la propria parte sia per le famiglie, sia per i ricercatori. Non mancheranno i ricordi dedicati a Fabrizio Frizzi che ha fatto tanto per Telethon”.Amadeus si sente orgoglioso di far parte di questa squadra: “Essendo genitore ho molta sensibilità sulle malattie dei bambini. La ricerca, per fortuna, ha fatto passi da gigante e noi che lavoriamo nella comunicazione abbiamo il compito di spingere la gente a donare. La puntata speciale dei Soliti ignoti sarà segnata dal divertimento, ma non dimenticheremo di lasciare spazio alle storie. Dobbiamo metterci la stessa passione che ci ha messo Fabrizio, che sentiva Telethon come casa sua”. Il testimonial di quest’anno è Luca Zingaretti: “Nello spot che abbiamo realizzato – ha fatto notare Francesca Pasinelli, direttore generale Telethon – c’è un bambino davvero affetto da una malattia rara. Zingaretti è voluto andare sul posto per accertarsi di persona della situazione e ha scritto di suo pugno il testo. La Rai ci ha permesso di dare voce a queste malattie. Grazie a Telethon sono state eseguite ben 95 sperimentazioni sui bambini. Un numero altissimo se pensiamo alla ridotta dimensione della Fondazione. Telethon ha portato risultati tangibili. Attraverso un meccanismo apparentemente sempre uguale, mettiamo un flusso di denaro per finanziare ogni anno qualcosa di nuovo. La ricerca scientifica ha successo solo se è di lunga durata: nonostante ci possano essere dei fallimenti, l’importante è ripartire da zero e portare nuovi risultati. Per la maratona annuale Gabriele Muccino ha realizzato un cortometraggio animato intitolato ‘Vasco e Viola’, due bambini. Il filmato è accompagnato dalle musiche di Nicola Piovani che rende poesia il racconto”. Marcello Ciannamea, direttore del Palinsesto Rai, ha ricordato che “la maratona coinvolgerà anche quasi tutti i programmi radiofonici, tg e avrà spazi dedicati”.

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Umbria Jazz Winter compie 26 anni e propone un cartellone che ruota attorno ad alcuni dei migliori musicisti italiani e a uno dei grandi vecchi del jazz, Barry Harris (89 anni), pianista che ha suonato con Charlie Parker.
Presentata a Roma dal sindaco di Orvieto Giuseppe Germani e da Carlo Pagnotta, storico direttore artistico, la manifestazione si terrà a Orvieto dal 28 dicembre al 1 gennaio. Harris sarà accompagnato da Ben Street al contrabbasso e da Lewis Nash alla batteria, la stessa ritmica che sarà usata da Ethan Iverson, 45 pianista e intellettuale per il suo progetto inedito dedicato a Bud Powell, il pianista che, con Thelonious Monk, ha contribuito alla nascita del Be Bop. In prima assoluta anche “Viva/De André”, spettacolo di musica e parole ideato da Luigi Viva, giornalista e scrittore che, con la partecipazione di un gruppo guidato da Francesco Bearzatti, attraverso musica, parole e immagini, ricorderà Fabrizio De André a 20 anni dalla morte. Spazio anche a due progetti legati al cinema.
– NEW YORK

– Per salvare la faccia e una liquidazione da 120 milioni di dollari, l’ex capo della Cbs Les Moonves distrusse prove e mise fuori pista gli investigatori che indagavano sulle sue malefatte sessuali. Queste le conclusioni di una commissione di avvocati assunti dalla rete secondo cui l’azienda ha tutte le giustificazioni per non pagare. Il rapporto dei legali – 59 pagine ottenute dal New York Times – contiene nuove rivelazioni in aggiunta a quanto emerso a settembre e che ha costretto alle dimissioni da amministratore delegato uno dei più acclamati executive di Hollywood. Si scopre così che una dipendente della rete doveva essere “sempre reperibile” per il sesso orale con il capo. “Altri dipendenti lo sapevano ed erano convinti che per questa mansione la donna fosse protetta da sanzioni disciplinari o licenziamenti”, si legge. Alla guida della Cbs da 15 anni e, dopo la caduta di Weinstein, forse la vittima più illustre del movimento #metoo, Moonves ha plasmato la tv americana per oltre 30 anni.
– “Un evento di rilievo per la cultura italiana”, come ne ha parlato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio inviato oggi all’apertura di ‘Più libri più liberi’, la fiera della piccola e media editoria – inaugurata dal sottosegretario all’Editoria Vito Crimi – punta a superare il record del 2017 nel suo secondo anno alla Nuvola di Fuksas, all’Eur di Roma.”L’anno scorso abbiamo raddoppiato i visitatori (arrivati a più di 102.179), ma non ci piace considerarlo un punto di arrivo e stiamo studiando soluzioni per aumentare gli eventi e creare altre sorprese nel 2019″ ha annunciato la presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, all’inaugurazione a cui erano presenti, fra gli altri, il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi, il vicesindaco con delega alla crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, e il vicepresidente e assessore Formazione, Università e Ricerca, Attuazione del Programma della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. Tra gli ospiti più attesi Abraham Yehoshua, protagonista dell’incontro di chiusura della prima giornata della fiera. “Bisogna educare alla lettura anche i nativi digitali. Io l’ho fatto con mio figlio fin da piccolo. Oggi stiamo perdendo la memoria. La tecnologia aiuta, ma ci sono cose insostituibili. I libri lo sono nella loro persistenza. E non c’è una cosa più bella di una libreria in una casa, perché è un ricordo della propria vita” ha detto Crimi, appassionato lettore, annunciando che tornerà alla fiera nei prossimi giorni ‘in borghese’ per girare tra gli stand. Mentre il presidente Levi ha parlato della fiera come di una “grande festa che mostra come l’AIE sia da 150 anni la casa dell’editoria italiana, del libro e dei piccoli e medi editori”.Nei cinque giorni della fiera, che si concluderà il 9 dicembre, 455 gli editori, 60 in più dell’anno scorso, su una superficie di 4.270 metri quadri dedicati esclusivamente alle case editrici (nel 2017 erano 3.800), 650 incontri e 1.600 ospiti. “Trenta gli editori stranieri, 15 in più del 2017, ma il dato più significativo sono i 13 mila studenti che saranno presenti nei giorni della fiera. Significa che il fitto lavoro fatto con le scuole ha generato un grande entusiasmo” ha spiegato la Malato. Questo anche grazie al raddoppio del contributo della Regione Lazio che ha messo a disposizione 100 mila euro destinati a buoni libri, da 10 euro ciascuno, per gli studenti delle scuole primarie e secondarie. “Sperimentiamo questa nuova cosa e ragioniamo fin d’ora su come implementare questo impegno. La Regione c’è e c’è sempre stata e sostenere questo evento è una scelta politica” ha spiegato Smeriglio. I buoni sono stati “tutti assegnati con entusiasmo dei docenti e dei ragazzi” ha spiegato la Malato che ha poi sottolineato, guardando l’amministratore delegato Mondadori Libri Trade, Enrico Selva Coddè, seduto in prima fila, che “la piccola e media editoria copre oltre il 40% del mercato, cioè un libro su due di quello che esce ogni anno in Italia”. Montroni ha lanciato un appello: “La politica da noi non ha mai pensato che la lettura sia un grande valore. Spero che la diffusione della lettura trovi il sostegno della politica e dobbiamo partire dalle scuole elementari, dalle basi”. Il vicesindaco Bergamo ha spiegato come ‘Più libri più liberi’ sia “la prima e più importante fiera a Roma per il valore economico che rappresenta, per le sue dimensioni, perché parla al mondo intero, è internazionale. Mi piacerebbe che chi fa impresa imparasse che dall’editoria si può fare profitto anche con merci in cui il valore d’uso supera il valore di scambio”.

– “Nel 2018 le Gallerie degli Uffizi superano, per la prima volta, i 4 milioni complessivi di visitatori”. Lo ha detto il direttore del museo Eike Schmidt durante un incontro nella sede dell’Associazione Stampa Estera a Roma. “Vorrei sottolineare in particolare l’ottimo risultato del giardino di Boboli, quest’anno ben oltre il milione di visitatori – ha aggiunto – e soprattutto, per Palazzo Pitti l’aumento più rilevante, più del 25% di visitatori rispetto al 2017. Abbiamo alzato la media di Palazzo Pitti dai circa 400 mila visitatori di qualche anno fa ad oltre 700 mila. E questo perché abbiamo cercato di accendere l’interesse organizzandovi mostre e concerti inclusi nel biglietto, valorizzandone le gallerie, penso al museo della moda e del costume, riaprendone spazi chiusi da decenni. E’ stato un lavoro doveroso, perché Palazzo Pitti trabocca di tesori: non solo i suoi celebri Raffaello, ma tantissima arte di tanti paesi diversi e una gamma quasi infinita di sculture e oggetti preziosi”.
NAPOLI – L’eterna lotta tra il bene e il male, interpretata da Luca Marconi nel ruolo del Principe delle milizie celesti, San Michele Arcangelo, e da Luca Gaudiano nel tronfio ritratto dell’Angelo ribelle, Lucifero, è il tema centrale della ‘prima’ dell’opera musicale ‘San Michele, l’Angelo dell’Apocalisse’, prodotta da Arilu di Aristotele Aebli, in scena a Napoli, con scopo di beneficenza per ‘In nome di Concetta’ onlus’, venerdì 7 dicembre, alle 20:30 nella scenografia della Basilica di San Lorenzo Maggiore in Piazza San Gaetano.L’opera trae ispirazione dal Libro dell’Apocalisse “e la narrazione adotta un linguaggio concreto e moderno in un format spettacolare in grado di stuzzicare i più sensibili, soddisfare i credenti ed incuriosire gli incerti” afferma il produttore Aebli. Lo spettacolo, sottolinea ancora, “è approvato dalle istituzioni e contribuisce a promuovere anche verso i turisti i nostri patrimoni culturali, artistici e performativi”. Lo spettacolo è realizzato con la regia di Andrea Palotto, musiche composte dal maestro Simone Martino, libretto e testi di Simone Martino e Lorenzo Cioce, guida spirituale di padre Gaetano Saracino ed arricchito dall’interpretazione di performers del mondo del musical italiano. Sul palco si avvicenderà un cast “interessante e talentuoso che conferirà spessore e tratti suggestivi al profilo di ciascun personaggio biblico” come Giosuè Tortorelli (Dio), Giovanni De Filippi (San Giovanni), Renato Crudo (San Gabriele), Martina Cenere (la Vergine Maria), Sharon Alessandri (Lamia), Michelangelo Nari (l’Arcangelo Raffaele), Danilo Giannini (Leviathan). Sottofondo ed interludio sono affidati ad un coro di 20 elementi e di un ensemble di voci bianche.I costumi di scena sono creati da Rita Pagano con la collaborazione di Fabrizio Del Prete. “Ogni personaggio incarna un sentimento profondamente attuale. Lucifero vive il dramma della superbia e dell’invidia nei confronti del Bene che viene inviato sulla Terra nella persona del Cristo, espressione totale della parola del Padre. Dio, che nella rappresentazione ha volto e sembianze umane, pone Lucifero di fronte ad una scelta. L’angelo ribelle sceglie e sprofonda creando l’impero del Male. San Giovanni è il narratore, lo Storico. Maria è madre forte e umile. Lamia è simbolo della corruzione, Leviathan è cinico e superbo”, spiega il compositore Simone Martino. Spiega padre Angelo Palumbo, guardiano e responsabile del Complesso Monumentale di San Lorenzo: “L’opera che sarà rappresentata si inserisce in un filone, quello della solidarietà, che ci vede impegnati, senza fini di lucro, con diverse iniziative nel corso dell’anno, principalmente con raccolta fondi per la ricerca contro il tumore”.

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Cresce l’attesa per Adrian, il graphic novel animato di Adriano Celentano di cui si parla da tempo. La serie evento andrà in onda a gennaio su Canale 5, annuncia Mediaset, senza però ufficializzare una data precisa.
“Adrian, la serie evento di #Adriano Celentano, sarà in onda a gennaio su #Canale5. La data di messa in onda sarà comunicata a breve. #AdrianoCelentano”, si legge in un tweet di Mediaset.
Disegnato da Milo Manara e scritto da Celentano, Adrian sarà il cuore di uno show in onda in diretta dal teatro Camploy di Verona per sei o otto serate. I primi teaser erano andati in onda, a sorpresa, lo scorso luglio prima delle dirette dei match dei Mondiali. “Non è con la violenza che si mettono a posto le cose del mondo”, recitava la voce dello stesso Celentano. Poi, tra tuoni e fulmini, ecco campeggiare la scritta Adrian, sullo sfondo di una metropoli. E ancora lui: “Finché mi cercano vuol dire che non mi hanno trovato. Prossimamente su Canale 5”.
MILANO – Una factory stile Warhol o una compagnia come quella di Djagilev, il fondatore dei Ballets Russes: è quello che sogna di creare il 29enne ballerino ucraino Sergei Polunin, a Milano per il suo spettacolo ‘Sacré’, in scena il 10 dicembre al teatro degli Arcimboldi.Quando era primo ballerino del Royal Ballet di Londra, a soli 19 anni, tra droghe e tatuaggi si era guadagnato la fama di ‘bad boy’ finché, all’apice del successo, aveva abbandonato il corpo di ballo. La seconda parte della sua vita è iniziata nel 2013, con il video di ‘Take Me to Church’ dell’irlandese Hozier, diretto da David La Chapelle. Milioni di visualizzazioni dopo, ha dato il via al suo Project Polunin. “La mia idea – racconta incontrando la stampa – è di avere 9-10 produzioni da portare in tour insieme, nell’arco di cinque anni, mettendo insieme diversi artisti, come fece Djagilev, che però non ha creato un sistema, così come non l’ha fatto Warhol, mentre io voglio creare una piattaforma con coreografi e un board che vada avanti anche in mia assenza, anche per dare ai ballerini la possibilità di fare qualcosa di diverso rispetto al lavoro quotidiano, che può essere un po’ ripetitivo”.A Milano, Polunin porta un solo, creato con la danzatrice e coreografa giapponese Yuka Oishi, dove reinterpreta la figura del leggendario ballerino Vaslav Nijinsky. “La sagra della primavera” di Igor Stravinsky è al centro del balletto, che ripercorre la vita del ballerino, a partire dalla sua follia. “Lo spettacolo è stato creato in Svizzera, dove fu internato in clinica psichiatrica. Prima di ballare non mi sentivo particolarmente legato alla sua figura, ma poi interpretandolo – rivela il ballerino, tutto di nero vestito – mi sono sentito lui e ho sentito che tra 50 anni ci sarà un altro ballerino al mio posto, è stata come una lezione sul tempo appresa ballando”. Su un sottotesto “molto cupo”, Polunin ha lavorato sull’accessibilità: “Volevo che l’intrattenimento fosse preponderante e che il messaggio, seppure profondo, fosse accessibile anche a chi solitamente non va a teatro, per questo ho messo in secondo piano la parte più classica e seria, non volevo che fosse come quando ascolti la radio classica e ci sono quegli speaker con una voce così noiosa che ti vien voglia di spegnere”. Anche per questo, ha preferito non far ricerche su Nijinski per lavorare più sull’istinto e solo ora, dopo averlo sentito come parte di sé, si è convinto che “non era per niente pazzo, aveva solo trovato una sorta di Dio, se lo avessero ascoltato di più non lo avrebbero internato”.Lui, di suo, ha imparato a mettere da parte l’ego (“è il tuo migliore amico e lo devi accettare, ma anche saperlo mettere a tacere”) e a lavorare sull’istinto: “Ho imparato ad andare avanti senza farmi troppe domande, poi da cosa nasce sempre cosa e si aprono nuove porte”. L’ultima è quella del calendario Pirelli, presentato oggi a Milano, dove appare nudo a letto al fianco di Laetitia Casta: “un’esperienza strana ma interessante”, come lo è il cinema, dove tornerà a gennaio con un nuovo film di cui non vuole anticipare nulla. Intanto fa discutere la sua presa di posizione a favore di Vladimir Putin, di cui sui social tesse le lodi, mostrando il tatuaggio sul petto dedicato al presidente russo e i due passaporti, della Russia e dell’Ucraina, che sogna di vedere unite.

– Si sono concluse il 4 dicembre, a Roma, le riprese di A mano disarmata, il film di Claudio Bonivento con Claudia Gerini tratto dall’omonimo libro autobiografico di Federica Angeli, la giornalista di Repubblica che dal 2013 vive sotto scorta a causa delle minacce mafiose ricevute per le sue inchieste sulla criminalità organizzata a Ostia.
Il film – in sala dal 4 aprile 2019 con Eagle Pictures – racconta le tappe della sua sfida alla malavita, senza mai dimenticare la sua dimensione di donna, madre e moglie: il coraggio e la paura, la solitudine e la solidarietà, la disperazione e l’entusiasmo per una battaglia combattuta a viso aperto.
“Sono orgogliosa di interpretare Federica Angeli – spiega Claudia Gerini -. Racconteremo la sua battaglia per la legalità, le vicende di una cronista coraggiosa, ma anche la storia di una donna dall’umanità travolgente, di una compagna e di una madre tenera, di una ‘guerriera dei nostri tempi’. Non possiamo che essere al fianco di Federica. Sempre”.
– NEW YORK

– Kevin Hart sarà il presentatore della prossima edizione degli Oscar. Lo ha annunciato la stessa Academy. Hart, 39 anni, è un comico e attore afro-americano noto per film, tra gli altri, come ‘Capitan Mutanda’, ‘The Upside’, ‘Jumanji – Benvenuti nella giungla’, ‘La scuola serale’.
“Sono così felice che finalmente è arrivato per me il giorno di presentare gli Oscar”, ha scritto l’attore su Twitter. Con la scelta di un presentatore di colore, l’Academy spera di scrollarsi di dosso le accuse di ‘OscarsSoWhite’ (Oscar troppo bianchi) e anche di rifarsi dopo il calo degli ascolti dell’ultima edizione, seguita da poco più di 26 milioni di spettatori contro i 32 milioni del 2017. La 91/a edizione degli Oscar si terrà il 24 febbraio a Los Angeles.
– “Il più bel complimento l’ho avuto da una ragazza che mi ha detto che si sarebbe iscritta a fisica all’università se avesse visto prima il mio film”. A parlare così, e con ragione, alla Casa del cinema di Roma è Felice Farina, regista e cosceneggiatore insieme a Nicholas Di Valerio del film-documentario ‘Conversazioni atomiche’, un bel viaggio nel mondo della fisica portato avanti dagli stessi autori nei panni di due divertiti e divertenti profani alle prese con i misteri del mondo.I temi di cui si parla in questo viaggio – in sala dal 13 dicembre con l’Istituto Luce e poi nelle scuole – sono infatti difficili e pieni di mistero, come gravità, buchi neri, cultura quantistica, teoria della relatività e galassie, ma quasi non ce se ne accorge, visto che Felice Farina è una sorta di Virgilio che guida un riluttante Nicholas, curioso sì di neutrini e altro, ma anche preoccupato per il suo stipendio.Farina e il suo giovane scudiero/operatore di ripresa Nicholas si intrufolano nella quotidianità di chi non smette mai di farsi domande e passano dall’acceleratore di particelle di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al Laboratorio nazionale del Gran Sasso, dall’interferometro Virgo fino all’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore. Da qui interviste a Giovanni Amelino Camelia, professore di fisica teorica a Napoli, al fisico Alberto Giazotto e alla ricercatrice Catalina Oana Curceanu, per citarne solo alcuni. Collante di questo film, gli straordinari filmati dell’archivio Luce. “È vero – dice oggi a Roma Farina – per fare questo film mi sono ispirato a Ugo Gregoretti che aveva fatto un programma simile su Rai2, ma io che ho diretto tante commedie mi sono avvicinato a questo argomento per la mia antica passione per la scienza. L’idea di ‘Conversazioni Atomiche’, comunque, era quella di far passare ostinatamente dei concetti, come la cultura quantistica o il mistero della gravità, in un paese in cui prevale un’educazione umanistica”.Mentre il fisico Camelia racconta divertito: “Farina e Di Valerio si sono intrufolati nel laboratorio e nelle nostre vite, con loro avrò parlato più di trenta ore”. Per il fisico, nonostante il mistero che quotidianamente affronta, nel suo lavoro “non c’è nulla di mistico, ma solo passione, l’amore che ho sempre avuto per i numeri. Il grigio di quello che non si sa e si vuole scoprire è una cosa che ancora mi abbaglia”.

NEW YORK – Il Rick Blaine di Casablanca è veramente esistito: il protagonista del leggendario film con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman è basato sulla vita di Billy Rose, un leggendario impresario teatrale e proprietario di night a New York prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale la cui ruvidezza esteriore era accompagnata da una profonda preoccupazione per i profughi ebrei in fuga dal nazismo.”Rose è stato il vero Rick Blaine. Il suo Casa Manana fu il vero Cafè Americain”, scrive sulla rivista ebraica “Forward” Mark Cohen, il suo biografo e l’autore di “Not Bad for Delancey Street: The Rise of Billy Rose”. Che Casablanca fosse ispirata a fatti storici – la città del Marocco fu porto di transito di profughi, molti dei quali ebrei, in fuga dall’Europa minacciata da Hitler – è noto da tempo. Fino ad oggi, però, nessuno aveva mai dato un nome al vero Rick. Secondo Cohen, Rose (il cui vero nome era Samuel Wolf Rosenberg, figlio di poveri immigrati ebrei nel Lower East Side di Manhattan) era nella testa di Murray Burnett e Joan Alison quando scrissero “Everybody Comes to Rick’s”, la piece teatrale del 1940 mai andata in scena che i due autori riuscirono però a piazzare a Hollywood. Il film è di meno di un anno dopo.Cohen si è chiesto chi potesse essere il “cinico proprietario di night” nella New York della fine degli Anni Trenta con le caratteristiche descritte nel copione. Rose, come Rick in Casablanca, non beveva mai con i clienti: infatti, non beveva mai. In un profilo del 1939, il New York Times lo descrive come un uomo “dalle palpebre pesanti. In riposo appare quasi letargico, ma di solito è intensamente vigile”. Le direzioni di scena di Burnett e Alison chiedono a Rick di “annuire quasi impercettibilmente” quando da l’ok a Sam di suonare la Marsigliese. “Sono in un racket. Non mi si chiede di avere amici”: sembrano messe in bocca a Rick le citazioni di Billy riprese dai giornali dell’epoca. “Duro come i chiodi quando fa gli affari, nel cuore è un sentimentale. Una vecchia canzone gli fa venire un groppo alla gola”, aveva scritto dell’impresario il New York Times: proprio come Rick si commuove pensando a Ilsa mentre Sam canta “As Time Goes By”.Quanto al finale in cui Rick fa in modo che Lazlo e Ilsa sfuggano ai nazisti, ci sarebbe un parallelismo anche qui: nel 1939, mentre i 900 profughi ebrei del transatlantico St. Louis venivano respinti dalle autorità Usa, l’impresario salvò un ebreo austriaco pagando per il visto che permise al fuggiasco di entrare a Cuba.     

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:57 DI MARTEDì 04 DICEMBRE 2018

ALLE 04:54 DI MERCOLEDì 05 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Anna Foglietta madre folle
Un giorno all’improvviso di D’Emilio, già ad Orizzonti a Venezia

Arriva la App di Emons AudiolibriDisponibile dal 6/12 sarà festeggiata alla fiera alla Nuvola

Più Libri, apre Crimi e arriva YehoshuaAlla fiera anche ministro Bonisoli, da 5-9 dicembre alla Nuvola

I Manetti Bros girano ‘Diabolik’L’annuncio alle Giornate Professionali di Sorrento

Al via ‘Una montagna libri’ a CortinaDal 7/12 al 21/4, tra ospiti Lahiri, Cameron, Altan e Vanzina

Opera Roma, Gatti nuovo direttore musicaleIncarico per tre anni. Il maestro “onorato e commosso”

Lisippo, no Cassazione a ricorso GettyPm Pesaro, deve tornare da noi, ultima parola giustizia italiana

Icarus Falls, esce nuovo album di ZaynIl 14 dicembre in digitale e il 21 in fisico, comprende 27 brani

Paola Iezzi canta Natale in ‘A merry little Christmas’Dopo la versione digitale, l’album anche in cd e vinile

Chanel rinuncia alle pelli esoticheAnnuncio della maison, non corrispondono a nostri standard etici

Eddie Murphy padre per la decima voltaAttore e fidanzata Paige Butcher hanno avuto un maschietto

25 anni senza Frank Zappa, eventi per ricordare il genio di Baltimora Marco Pacassoni Group live a Bologna, Milano e Roma. Petra Magoni special guest

Hbo-Rai, L’amica geniale avrà un sequelTratto dal secondo libro della quadrilogia di Elena Ferrante

I nostri figli, orfani dei femminicidiSu Rai1 il 6/12 film tv da storia vera con Pasotti e Incontrada

Yehoshua, il mio tunnel oltre i muriScrittore israeliano a Più libri, da Trump non mi aspetto nulla

Tv: maestro Vessicchio, divento mostro per i bimbiSu DeAKids nuova serie, buoni risultati canali De Agostini

Spotify, hip hop domina classifiche 2018Drake più ascoltato nel mondo, Sfera Ebbasta in Italia

Natale a 5 stelle, la politica in farsaFirmato da Vanzina e Risi, è il primo cinepanettone Netflix

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L’ARTICOLO

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Una madre bambina e folle, un diciassettenne promessa del calcio che è dovuto crescere in fretta e l’hinterland napoletano. Questo lo scenario di ‘Un giorno all’improvviso’, opera prima del talentuoso regista Ciro D’Emilio, già passato al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti e ora in sala con No.Mad Entertainment.
Girato in napoletano stretto, il film racconta con grande realismo e poesia la storia di una madre ingombrante e psicolabile, Miriam (Anna Foglietta), lasciata dal marito Marco e sotto tutela psichiatrica.
Per fortuna questa donna, che vive di espedienti e al supermercato compra più dolci che beni di prima necessità, ha un figlio, Antonio (il bravissimo Giampiero De Concilio), responsabile e affettuoso. Il ragazzo, oltre a darsi da fare con mille lavoretti è anche un talento del calcio. Un giorno all’improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita (Massimo De Matteo), sta cercando giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo.
Antonio è pronto a tutto per realizzare il suo sogno anche alla tenera storia d’amore con Sara (Alessia Quaratino). Il traguardo è vicino e lui non vede l’ora di portare via la madre lontana dal paese e da suo padre a cui Miriam è ancora legata.Ma un fatto inatteso e tragico metterà il ragazzo e i suoi diciassette anni ancora alla prova più difficile.
“Nel film – spiega il regista – non volevo stereotipare gli elementi dell’hinterland napoletano. Ho scelto così di non dare un’identificazione precisa di dove si svolga la storia. Volevo però essere verosimile: così ad esempio la squadra dove gioca Antonio è una vera squadra di calcio giovanile (la San Sebastiano Mazzeo) dove hanno recitato, per la prima volta, gli stessi calciatori”.
Dice Anna Foglietta: “La mia è una figura materna che fagocita il figlio, una donna profondamente malata. La mia fortuna è stata di aver subito creato un’alchimia con Massimo De Matteo, un attore e una persona con la quale mi sono trovata subito a mio agio”.
Spiega, infine, De Concilio, classe 1999 e attore di cinema e teatro (attualmente lavora al Nuovo Teatro Sanità): “I personaggi di questo film non sono mai piatti, ma complessi, tridimensionali e questo fa la vera differenza”.
Tra i premi ricevuti da questo film: il Premio di Critica Sociale – Sorriso Diverso a Venezia 2018; Il NuovoImaie a Giampiero De Concilio; Il FICE – Attrice dell’Anno a Anna Foglietta; il Prix CICAE – Annecy Cinema Italien, Quinzaine du Cinema Italien de Chambery.

– Portarsi in giro Fabrizio Gifuni che ci legge il Pasticciaccio. Bruciare di rabbia mentre Alba Rohrwacher legge proprio quella pagina de Il buio oltre la siepe. Morire dal ridere con Bisio e il ‘suo’ Pennac. Tutto questo ora sarà più facile perché è arrivata la APP di Emons Audiolibri. Indipendente, gratuita e semplice da usare, sarà disponibile dal 6 dicembre su Google Play e Apple Store e il suo arrivo sarà festeggiato l’8 dicembre a Più Libri Più Liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria che si inaugura il 5 dicembre alla Nuvola all’Eur, a Roma. Basterà cercare Emons Audiolibri e scaricare l’App sul telefonino. Gli audiolibri Emons restano disponibili anche in download su www.emonsedizioni.it. Ma Emons diventa App per non abbandonarci mai con “audiolibri quando vuoi, dove vuoi, e soprattutto per sempre”. Come? Basterà scaricare gratuitamente l’App Emons Audiolibri, e scegliere un titolo: acquistando una volta, l’audiolibro sarà nostro per sempre.
– S’inaugura con Vito Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri, più liberi’ che dal 5 al 9 dicembre torna per il secondo anno alla Nuvola all’Eur. In chiusura l’atteso incontro, il 5 dicembre, con il grande scrittore israeliano Abraham Yehoshua, in dialogo con Leonetta Bentivoglio, e il suo ‘Il tunnel’ (Einaudi). E nel pomeriggio è prevista anche la presenza del ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, protagonista di un incontro con Paolo Conti sul tema ‘Lettura: primo motore della cultura’.
Dedicata a ‘Per un nuovo umanesimo. Una risposta agli egoismi del nostro tempo’, la fiera vedrà gli interventi dei presidenti Annamaria Malato, di Più libri più liberi, Ricardo Franco Levi, di Associazione Italiana Editori-AIE e di Luca Bergamo, vicesindaco con delega alla crescita culturale di Roma Capitale e Massimiliano Smeriglio, vicepresidente e assessore formazione Regione Lazio.
Con oltre 650 appuntamenti in 5 cinque giorni e 545 espositori, la fiera nel giorno d’apertura avrà tra gli ospiti Ilaria Cucchi che insieme a Carlo Bonini, presenterà il graphic novel ‘Il Buio. La lunga notte di Stefano Cucchi’ (Round Robin) di Emanuele Bissattini, Floriana Bulfon, Domenico Esposito, Fabio Anselmo e Claudia Giuliani, e il direttore del Corriere della sera Luciano Fontana in dialogo con il capo della Polizia Franco Gabrielli, in un incontro su ‘L’etica della responsabilità’, in collaborazione con Poliziamoderna.
– SORRENTO (NAPOLI)

– Sarà ‘Diabolik’ il prossimo film dei Manetti Bros, adattamento del celebre fumetto italiano creato dalle sorelle Giussani negli anni ’60.
L’annuncio è stato dato alle Giornate professionali del cinema di Sorrento da Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, nel corso della presentazione del listino 2019 di 01 Distribution.
“E’ un progetto al quale i Manetti stanno lavorando da due anni – ha detto Del Brocco alla platea degli esercenti presentando un brevissimo contributo sullo schermo con il titolo del film – e non diremo altro per molto tempo”. I registi romani di ‘Ammore e malavita’ e dell’Ispettore Coliandro per la televisione sono dei grandi appassionati di fumetti.

– VENEZIA

– ‘#Immagina’ sarà, insieme a ‘InvernoACortina’, la parola d’ordine della XIX edizione di ‘Una montagna di libri’, la festa internazionale della lettura che torna a Cortina d’Ampezzo dal 7 dicembre al 21 aprile. Tra le novità, l’incontro con grandi scrittori del mondo, come Jhumpa Lahiri, autrice di ‘Dove mi trovo’ e vincitrice del premio Pulitzer, Peter Cameron, Jessica Fellowes, ma anche gli italiani Mauro Corona, Riccardo Gazzaniga e Francesco Vidotto. Previste sezioni dedicate all’arte, il cinema e lo spettacolo (presenti, tra gli altri, Altan ed Enrico Vanzina), la scienza e la cultura e il giornalismo.

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Il maestro Daniele Gatti è il nuovo direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma. La nomina è stata decisa dal sovrintendente Carlo Fuortes e illustrata insieme con la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Sono onorato e commosso” ha detto Gatti, il cui incarico durerà tre anni.
La Cassazione ha respinto integralmente il ricorso presentato dai legali del museo Getty contro la decisione del gip di Pesaro di confiscare il bronzo risalente al IV sec. a.C, conteso da anni tra Italia e museo Usa. “Il Lisippo deve ritornare in Italia, è l’ultima parola della giustizia italiana” dice

il pm di Pesaro Silvia Cecchi che ha seguito la lunga battaglia giudiziaria. La decisione dei giudici della Cassazione rende definitiva la confisca immediatamente esecutiva della statua “ovunque si trovi” disposta dal gip pesarese Giacomo Gasparini lo scorso giugno. “Abbiamo buone speranze – aggiunge il pm Cecchi – stiamo preparando la rogatoria internazionale”. Per il Museo Getty di Malibu, dove l’Atleta vittorioso è esposto, potrebbe aprirsi la strada di un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Silvia Cecchi parla di un procedimento “estremamente complesso” per riportare in Italia la statua ripescata da un peschereccio di Fano nel 1964 al largo di Pedaso.
– Dopo aver pubblicato il singolo “No Candle No Light” feat. Nicki Minaj, Zayn annuncia l’uscita del suo nuovo album per Rca Records, “Icarus Falls”, per il 14 dicembre in digitale e per il 21 dicembre in fisico (già disponibile il pre-order).
“Icarus Falls” contiene 27 brani, tra cui “Let Me”, “Entertainer” e “Sour Diesel” lanciati nel corso dell’estate nonché i più recenti “Fingers” e “Rainberry” e ovviamente l’attuale singolo “No Candle No Light” feat. Nicki Minaj.
“Icarus Falls” è il seguito di “Mind of Mine” del 2016 che, accolto con grande favore dalla critica, è salito al #1 della classifica di vendita degli album sia in UK che in US nella prima settimana di uscita. Il singolo “Pillowtalk”, doppio platino in Italia, aveva raggiunto il #1 della chart in ben 68 Paesi: Zayn è diventato così il primo artista maschile inglese a raggiungere il #1 nel Regno Unito e negli Stati Uniti con un singolo d’esordio, motivo in più per considerare uno degli artisti più importanti della sua generazione.
Dopo il successo di ‘A merry little Christmas’, uscito lo scorso Natale solo in versione digitale, Paola Iezzi pubblica una nuova versione dell’album in formato cd e vinile. Il disco si arricchisce di ulteriori tre brani della tradizione natalizia reinterpretati dall’artista. Le nuove tracce sono ‘All I want for Christmas is you’, ‘The Christmas Song’ e ‘ Come on home’ che si uniscono ai grandi classici come ‘Last Christmas’, ‘Silent Night’, ‘White Christmas’.

‘A merry little Christmas’ esce un mese e mezzo dopo la pubblicazione dell’ep ‘Ridi’, che contiene l’omonimo singolo inedito scritto e prodotto da Paola iezzi con Michele Monestiroli in arte Cat Paradox. L’ep contiene anche la versione spagnola del brano dal titolo ‘Rìes’ e una versione chitarra e voce di un successo del duo Paola&Chiara, che si è sciolto nel 2013, dal titolo ‘Amoremidai’.VIDEO

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Chanel rinuncia alle pelli esotiche.
Lo annuncia la stessa maison in una nota diffusa a poche ore dalla sfilata al Met di NY della collezione Metiers d’Art.
“Stiamo rivedendo le nostre catene di approvvigionamento – si legge nella nota – per garantire che soddisfino le nostre aspettative d’integrità e tracciabilità. In questo contesto sta diventando sempre più difficile procurarsi pelli esotiche che corrispondano ai nostri standard etici. Così abbiamo deciso di modificare il nostro approccio e di non utilizzare più le pelli esotiche nelle nostre creazioni future”. “Questa è una decisione – prosegue la nota di Chanel – che offre l’opportunità di creare una nuova generazione di prodotti di alta gamma che rispettino i nostri fondamenti: l’eccezionale creatività del nostro studio creativo, la nostra competenza, i nostri standard di eccellenza, materiali nobili e innovativi e finiture eccezionali”. Nella nota viene precisato che i pellami a cui la maison rinuncia sono coccodrillo, lucertola, pitone, galuchat.
– NEW YORK

– Eddie Murphy e’ diventato padre per la decima volta. Il comico e la fidanzata Paige Butcher hanno avuto un maschietto e hanno deciso di chiamarlo Max Charles Murphy. Secondo quanto scrive il New York Post, il secondo nome Charles e’ in onore del fratello di Murphy, morto di leucemia nel 2017 a 57 anni. Il comico, 57 anni, e la Butcher, 39 anni, hanno iniziato la loro relazione nel 2012 e hanno già una figlia, Izzy Oona, di quasi due anni. Murphy ha avuto gli altri figli da precedenti relazioni.
Marco Pacassoni torna con tre concerti per i 25 anni dalla scomparsa di Frank Zappa, avvenuta il 4 dicembre 1993.
Sul palco è accompagnato da due compagni della sua storica formazione, Enzo Bocciero al pianoforte e alle tastiere e Lorenzo De Angeli al basso elettrico, e da tre ospiti di rilievo: il virtuoso chitarrista Alberto Lombardi, che si è anche occupato della produzione artistica, la funambolica vocalist Petra Magoni e il batterista statunitense Gregory Hutchinson. Il live è un sentito omaggio al genio di Baltimora e a Ruth Underwood, virtuosa del vibrafono e della marimba il cui nome è legato indissolubilmente alla musica di Zappa. I tre lconcerti sono in programma il 4 dicembre al Bravo Caffè a Bologna, il 5 dicembre al Blue Note di Milano e il 6 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma.”Frank & Ruth” è il nuovo progetto discografico del vibrafonista e percussionista Marco Pacassoni. L’album, prodotto dalla Esordisco, è stato pubblicato il 9 giugno 2018, esattamente trent’anni dopo l’ultimo concerto che Frank di Zappa tenne in Italia.

Hbo e Rai confermano la seconda stagione dell’Amica geniale. Lo annunciano Casey Bloys, presidente di Hbo Programming e Fabrizio Salini, ad della Rai. La prima stagione della serie da otto episodi è stata tratta dall’omonimo bestseller di Elena Ferrante, primo volume della saga in quattro parti pubblicata negli Stati Uniti da Europa Editions e in Italia da Edizioni e/o. La seconda stagione sarà basata su “Storia del nuovo cognome”, il secondo libro della quadrilogia della Ferrante.”Siamo entusiasti che la storia epica di Elena Ferrante abbia avuto un’eco così potente tra il pubblico e la critica e non vediamo l’ora di continuare il viaggio di Elena e Lila”, afferma Bloys. “Lo straordinario successo dell’Amica geniale rappresenta per la Rai motivo di profondo orgoglio. E’ un traguardo importante che conferma la scelta di puntare su coproduzioni internazionali valorizzando al tempo stesso il talento italiano”, commenta Salini.Lorenzo Mieli, ceo di Wildside e produttore esecutivo della serie, insieme a Mario Gianani e Domenico Procacci, aggiunge: “Siamo profondamente orgogliosi che questa storia continuerà a catturare il pubblico di tutto il mondo. E ancora più orgogliosi che questo risultato sia stato raggiunto grazie alla creatività, alla visionarietà, alla passione e al talento di uno straordinario gruppo di professionisti italiani, guidati da Saverio Costanzo”. Girata in italiano, la prima stagione di otto episodi dell’Amica geniale ha visto, per la prima volta sullo schermo, Elisa Del Genio e Ludovica Nasti nelle vesti di Elena e Lila da bambine. Mentre Elena e Lila adolescenti sono interpretate, rispettivamente, da Margherita Mazzucco e Gaia Girace. Tutti gli episodi sono diretti da Saverio Costanzo. La serie Hbo, Rai Fiction e Timvision ha debuttato negli Usa domenica 18 novembre, seguita dalla seconda puntata lunedì 19 novembre, con gli altri episodi andati in onda la domenica e i lunedì successivi, fino al finale di stagione che andrà in onda il 10 dicembre.Per il Time la serie è “tutto ciò che l’adattamento di un grande libro dovrebbe essere”, mentre Rolling Stone ha osservato come la serie “racconti la storia con bellezza e grazia”, aggiungendo, che “è una grande serie con un cuore enorme”. La Cnn ha elogiato L’amica geniale per il racconto di “un mondo a volte doloroso, a volte commovente, ma comunque sempre bellissimo”, il Wall Street Journal ha definito la serie “un risultato sorprendente”. L’amica geniale – prima stagione è una serie Hbo-Rai Fiction e Timvision, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction, Timvision e Hbo Entertainment, in co-produzione con Umedia. Tutti gli episodi sono diretti da Saverio Costanzo. Tratto dal bestseller L’amica geniale, il primo libro della quadrilogia di Elena Ferrante edito in Italia da Edizioni E/O. Il soggetto e le sceneggiature sono di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle è il distributore internazionale in collaborazione con Rai Com.

– “Sono decisioni che prendi d’istinto. Ho pensato anche ai miei figli, a cosa sarebbe potuto succedere loro se la vittima fossi stata io. Sentivo di dover salvare quei bambini”. Lo dice serenamente Paola Giulianelli, che nel 2007 con il marito Carmelo Calì, accetta, pur avendo già due figli, di prendere prima in affidamento e poi di adottare i tre bambini (allora di 3, 5 e 6 anni) di una cugina dell’uomo, Marianna Manduca, barbaramente uccisa (nonostante avesse lanciato l’allarme con ben 12 denunce per violenze contro il coniuge) a coltellate per strada dal marito Saverio Nolfo, a Palagonia (Catania).La nuova vita, pur tra mille difficoltà, data ai bambini da Paola e Carmelo nella città dove ancora vivono, Senigallia, ha liberamente ispirato il racconto de I nostri figli, il film tv di Andrea Porporati con Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada, in onda il 6 dicembre su Rai1 in prima serata. “Si parte da un dolore, ma si racconta anche come ricucire la ferita, guarirla – dice Andrea Porporati -. Quei bambini non sono solo i figli della famiglia Calì ma sono di tutti noi”. In Italia, dal 2000 ad oggi, si ricorda, gli orfani dei femminicidi maturati fra le mura domestiche sono oltre 1600, rimasti, fino all’approvazione di una legge nel dicembre 2017, senza tutele. “Persone come Carmelo e Paola sono i veri supereroi di ogni giorno da ammirare – commenta Giorgio Pasotti – hanno fatto qualcosa di incredibile con una naturalezza disarmante. Mi hanno insegnato molto”. Vanessa Incontrada non sa se avrebbe avuto lo stesso coraggio: “Sono situazioni in cui bisogna trovarsi, per sapere. Sul set proprio i racconti che ci hanno fatto sulla loro nuova famiglia Paola e Carmelo ci hanno portato spesso a improvvisare, erano cose troppo importanti, non si potevano non dire”.Carmelo Calì (che l’hanno scorso ha vinto una battaglia legale contro lo Stato colpevole di non avere protetto Marianna, nonostante le denunce della donna), conferma che quella sua e dalla moglie “è stata una scelta istintiva, anche perché non si poteva aspettare, abbiamo deciso in 4 ore di portare da noi i ragazzi. Poi ci siamo resi conto di tutte le difficoltà, anche economiche, ma la forza, la tenacia e l’amore in casa nostra ci hanno portato avanti. Io rifarei tutto”. L’intensità emotiva del film tv, in cui i nomi dei personaggi sono stati cambiati, a partire dai protagonisti che nel racconto si chiamano Roberto (Pasotti) e Anna (Incontrada), è data anche dalla bravura dei piccoli protagonisti: fra gli altri, Francesco Chinnici (Luca), Gabriele Provenzano (Giovanni) e Francesco Tiburzi (Diego).All’anteprima stampa in Rai un applauso scrosciante è andato anche ai veri giovani componenti della famiglia Calì: “E’ un film molto bello – dice il maggiore, figlio naturale di Carmelo e Paola -. Mi ci sono ritrovato molto. Sono molto felice di quello che hanno fatto miei genitori. All’inizio ero molto geloso, come si vede nella storia, ma oggi sono molto contento di avere dei fratelli come loro”. Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction spiega che “I nostri figli, insieme a Lea (su Lea Garofalo) e Io ci sono (su Lucia Annibali) trasmessi nelle passate stagioni, fa parte di un’ideale trilogia di tv movie sul tema della violenza contro le donne”, un argomento che si è deciso di affrontare con storie vere “che non raccontassero solo la tragedia, la perdita, ma contenessero anche un elemento di speranza, di resistenza, di possibile riscatto”. Contro il femminicidio, però, c’è ancora molto da fare, sottolinea Vanessa Incontrada: “La società dovrebbe tutelare le donne molto di più, offrire molte più forme di protezione, più attenzione. Viviamo ancora in un mondo molto maschilista, dove resistono certi stereotipi sulle donne. Sarà difficile scardinarli, ma noi continuiamo a lottare”.

– Il caos mentale che si riflette in quello geopolitico. E come antidoto la propria anima che combatte contro il proprio cervello, colpito dalla demenza senile. Il grande scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua ci mostra quanto sia necessario trovare “nuove forme di identità” nel suo nuovo romanzo ‘Il tunnel’, tra gli appuntamenti più attesi all’inaugurazione della fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, che si apre il 5 dicembre alla Nuvola dell’Eur, a Roma.
Pubblicato da Einaudi nella traduzione di Alessandra Shomroni, è la storia dell’ingegnere israeliano in pensione Zvi Luria, al quale viene diagnosticato un inizio di demenza senile, che si occuperà, con il suo successore Assael Maimoni, del progetto di un tunnel segreto. “Dobbiamo cercare di distruggere la politica dell’identità attraverso la comprensione, l’empatia, attraverso il tunnel che collega un’identità all’altra” spiega Yehoshua, 82 anni. E di Trump dice: “Non mi aspetto niente da questo presidente”.
Una nuova serie dedicata a quello che appassiona di più i bambini, i mostri. La nuova stagione di ‘New school’ per fratelli e sorelle più grandi. Un programma per gli appassionati pescatori sulla pesca sportiva. I canali kids (DeAKids, DeAJunior e Super) e Alpha, rivolto al pubblico maschile, del gruppo De Agostini Editore festeggiano la fine del 2018 con buoni risultati di audience e commerciali regalando al loro pubblico le proposte natalizie. Tra le più interessanti quella di DeAKids (Sky 601) che ospita il debutto nelle vesti di attore di uno dei più noti personaggi della musica italiana, il maestro Beppe Vessicchio. Sarà il protagonista di una serie in collaborazione con l’Antoniano di Bologna dal titolo ‘Monstershop’, comedy a tema horror ambientata in una bottega per mostri.”Quando me lo hanno proposto mi è sorto spontaneo un sorriso – ha raccontato oggi il maestro 62enne durante la presentazione dei programmi natalizi – Ma il sorriso è sempre un buon segno, significa positività e ottimismo, poi ho letto il copione e l’ho trovato così dettagliato e completo che sono rimasto davvero sorpreso in un momento in cui sembra prevalere l’improvvisazione a tutti i livelli”. Ed eccolo catapultato nel negozio che sta aperto solo di notte, vende articoli misteriosi a clienti con prerogative e problemi di ogni genere. Prodotta da DeAKids in collaborazione con l’Antoniano, l’istituzione bolognese fondata nel 1953, nota per lo Zecchino d’oro e tante altre iniziative di solidarietà e per i ragazzi, andrà in onda dal 15 dicembre alle 17,45. Il canale il 3 dicembre ha varato anche la nuova stagione di ‘New school’. Per i primi giorni del 2019 partirà il popup channel ‘Barbie channel’.”È stato un anno impegnativo per l’affollamento del mercato, quindi molto competitivo – ha detto Pierfrancesco Gherardi, managing director digitale De Agostini – Per noi comunque i segnali sono positivi, è stata premiata l’attività del team e i risultati si son visti”. Super, il canale in joint venture tra la De Agostini e Viacom International Media Network, ha confermato la sua leadership commerciale dall’inizio dell’anno registrando un ascolto medio sopra i 53.000 AMR (Average minute rating) sul target 4-14 anni con uno share del 6,59%. “E’ il riconoscimento al nostro modo di fare televisione per i bambini – ha detto il direttore dei canali Tv della De Agostini, Massimo Bruno – Senza considerarli piccoli adulti e trattarli solo da potenziali clienti: noi vogliamo soprattutto cogliere il bello dell’essere bambini e creare stimoli per la loro crescita serena e felice”. Ma anche Alpha il canale per un pubblico maschile e più adulto, lanciato solo un anno fa sta dando buoni riscontri. Nel secondo trimestre di quest’anno ha registrato ascolti del 15% in più rispetto ai 6 mesi precedenti. Su Alpha andrà in onda un’altra delle nuove produzioni originali ‘Destinazione Pesca’, affidata all’esperto Roberto Ripamonti. “Vogliamo far conoscere gli aspetti più belli della pesca sportiva – ha detto – senza violenza, nel rispetto dell’ambiente, con grande attenzione anche al territorio”.
– L’hip hop domina le classifiche Spotify del 2018 con Drake, artista più ascoltato nel mondo, e Sfera Ebbasta in Italia.
Come nel 2015 e nel 2016, infatti, il rapper canadese ha conquistato la corona. Con 7,9 miliardi di riproduzioni nel 2018, è ora l’artista più ascoltato in streaming di tutti i tempi. L’album “Scorpion” e il brano “God’s Plan” hanno occupato il primo posto nelle classifiche dedicate alle due categorie – con God’s Plan che ha totalizzato più di un miliardo di streaming.
Oltre 48 milioni di ascoltatori mensili hanno portato Ariana Grande a guadagnare il titolo di artista femminile più ascoltata in streaming, seguendo le orme di Rihanna, vincitrice per ben tre volte. In Italia nel 2018 rap e trap nostrani regnano incontrastati: Sfera Ebbasta, Capo Plaza e Gemitaiz dominano le top chart dedicate ad artisti, brani e album. Nella classifica dedicata ad artisti e album è Sfera Ebbasta a trionfare, registrando il maggior numero di streaming in assoluto come artista e con Rockstar.
– Arriva il 7 dicembre, non in sala ma solo su Netflix (questa è la vera novità), ‘Natale a 5 stelle’ il primo cinepanettone che potranno vedere i circa 160 paesi utenti della piattaforma streaming. Un film, il primo dei Vanzina senza Carlo, firmato da Marco Risi e totalmente contaminato dalla politica italiana di oggi. E questo con tanto di nomi (si sentono quelli di Renzi, Salvini e Di Maio) e dove due dei protagonisti principali non nascondono troppo di essere Giuseppe Conte e Maria Elena Boschi. Non solo: non è neppure un caso, anche se siamo in piena farsa, che questi politici siano poi rappresentati abbastanza imbranati e dilettanti e con curricula impresentabili.Questa la storia. Alla vigilia di Natale una delegazione politica italiana, con alla testa il premier italiano, Franco Rispoli (Massimo Ghini), va in visita ufficiale in Ungheria con l’addetto stampa tuttofare Walter Bianchini (Ricky Memphis), eletto a Guidonia con solo 127 voti digitali. Ora, oltre ai suoi molti incontri politici ufficiali, il primo ministro italiano intende passare, di nascosto, un weekend d’amore e sesso con Giulia Rossi (Martina Stella) in viaggio con la delegazione, e deputata del Pd di area Renzi: bellissima e giovane politica con evidente accento toscano. Ma quando nella suite imperiale del Grand Hotel sono già pronte ostriche e champagne per la coppia d’amanti in odor di neo-patto del Nazareno tra Cinquestelle e Pd, i due si ritrovano con un misterioso cadavere nella stanza. Per sbarazzarsene e non finire in uno scandalo, i due amanti vengono aiutati dal portaborse di Rispoli che però dovrà vedersela anche con le inaspettate avance della moglie del premier (Paola Minaccioni) arrivata all’improvviso a Budapest.Da qui tutta una serie di incalzanti colpi di scena tra cui quello con protagonista Rocco Siffredi (che compare in un cameo), l’italiano più famoso di sempre, almeno in Ungheria. “Mi sembra incredibile che seduto vicino a me non ci sia Carlo – dice con vera commozione Enrico Vanzina all’incontro stampa -. Proprio con lui quando ci è stato proposto il film liberamente ispirato alla commedia ‘Out of Order’ di Ray Cooney, avevamo pensato di mettere qualcosa della nuova politica italiana di oggi, fare un film di Natale con una forte connotazione politica”. Per lo sceneggiatore nessuna malinconia della sala: “Anche a me – dice – piaceva scrivere e ricevere delle lettere, ma tutto cambia. Quando arrivò la tv mio padre una volta disse a tavola, ora dovrò cambiare lavoro, ma non è stato così”. Dello stesso parere Marco Risi: “Il fatto che non esca in sala un po’ mi spiace, ma è anche vero che oggi le sale sono vuote”.Ingerenze di Netflix sul film? “Nessuna, non ci ha detto di cambiare nulla, ma di rispettare solo una certa correttezza formale. Natale a 5 stelle è insomma un film squisitamente italiano”.     

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DALLE 17:59 ALLE 23:33

DI LUNEDì 03 DICEMBRE 2018

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Petra Magoni ospite tributi Frank Zappa
Dal 4 al 6/12 a Bologna, Milano e Roma a 25 anni dalla scomparsa

Pausini-Antonacci, due ‘fratelli’ in giro per 10 stadiDa Bari a Cagliari, i cantanti dividono il palco senza inediti

All’asta la “Lettera su Dio” di EinsteinStima oltre 1 mln dollari; invenduta da Sotheby’s la sua Bibbia

Prima pietra, in sala il Natale politicamente scorrettoNel film di Ravello, Guzzanti, Smutniak, Yilmax e Forte

A dicembre il Bellaria film festMoni Ovadia presidente giuria, premio a Lina Wertmuller

L’addio del cinema a FantastichiniL’abbraccio del figlio Lorenzo con Amendola.L’omaggio di Bergamo

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BOLOGNA

– Petra Magoni sarà ospite di tre concerti-tributo a Frank Zappa, a 25 anni dalla scomparsa, e alla sua percussionista Ruth Underwood. Durante i live – dal 4 al 6 dicembre a Bologna (Bravo Caffè), Milano (Blue Note) e Roma (Auditorium Parco della Musica) – saranno presentati i brani raccolti in ‘Frank & Ruth’, disco del vibrafonista, marimbista e compositore Marco Pacassoni, uscito lo scorso giugno per l’etichetta italo-francese Esordisco di Pierre Ruiz, cui Petra Magoni ha preso parte nel brano ‘Planet of the Baritone Women’.
A Petra Magoni, che in queste date sarà la voce del gruppo, e a Marco Pacassoni (vibrafono e marimba) si uniranno Enzo Bocciero (pianoforte e tastiere), Alberto Lombardi (chitarre), Lorenzo De Angeli (basso) e Gregory Hutchinson (batteria).
Nel periodo più ispirato della sua produzione musicale (1967-1977), Zappa trovò il suo alter ego alle percussioni in Ruth Underwood, virtuosa di questi strumenti e moglie di Ian Underwood, il musicista della svolta di ‘Hot Rats’.
– Dieci stadi per cementare un rapporto di amicizia e di lavoro che risale negli anni e si è recentemente rinsaldato con il singolo ‘Il coraggio di andare’.
Laura Pausini e Biagio Antonacci uniscono le forze per un tour estivo nelle più grandi arene all’aperto d’Italia, a partire dal San Nicola di Bari il 26 giugno per finire il 1 agosto alla Fiera di Cagliari. I due artisti l’hanno annunciato oggi a Milano, presentando le tappe che li porteranno anche a Roma (29/6), Milano (4/7), Firenze (8/7), Bologna (12/7), Torino (17/7), Padova (20/7), Pescara (23/7) e Messina (27/7).
“Manca la Campania – nota Pausini, presentando il tour, oggi a Milano, con l’amico e collega – Lanciamo un appello: fateci andare al San Paolo di Napoli o al limite a Salerno, ci crediamo ancora”. Il tour non nasce da un bisogno commerciale: “Quando si ha una storia alle spalle, non si teme la concorrenza – dice Antonacci – E’ normale che nel pop ci sia del ricambio generazionale, anche noi siamo stati parte di un ricambio. Ma oggi facciamo cose più grandi di prima, e ci permettiamo un tour negli stadi senza un disco di inediti”. “Non c’è stato niente di marketing – ribadisce Pausini – E’ un desiderio di tornare alle origini, quasi ai pianobar: siamo due amici che vanno a cantare insieme per le persone che ci hanno portato qua sopra”.
Un’amicizia che risale al Festival di Sanremo del 1993, il primo da ‘big’ di Antonacci e il primo, trionfale, da ‘nuova proposta’ per Pausini: “Le mandai un telegramma per dirle che era la migliore”, ricorda Antonacci. “Tra di noi c’è un’unione quasi fraterna – aggiunge Pausini – Non abbiamo bisogno di spiegarci, lui c’è quando vinco o quando perdo, e questa cosa mi fa sentire protetta”. Il senso di intesa dovrebbe vedersi anche sul palco, che i due divideranno per tutta la durata degli show e sul quale si scambieranno repertori, tra brani scritti da uno per l’altra, come ‘Tra te e il mare’, ‘Vivimi’ o ‘Lato destro del cuore’, e chicche di Antonacci adorate dalla romagnola come ‘Sei’, ‘Se tornerai’ o ‘L’amore comporta’. “Sarà uno spettacolo pieno di gioia e di vita – dice Antonacci – Restituire sarà la parola d’ordine”.
Il tour, nelle speranze degli artisti, potrebbe avere anche un’espansione in America Latina, dove Pausini è una star, reduce com’è dal suo quarto Latin Grammy: “Quando hanno detto il mio nome mi sono sentita la bandiera tricolore addosso: in questi ultimi anni sono diventata più fragile, sento bisogno di protezione e carezze, e ne ricevo molte dal pubblico, non sempre da chi lavora intorno a me”.
Il 7 dicembre Laura Pausini pubblicherà inoltre l’edizione speciale del suo ultimo disco ‘Fatti sentire ancora’, contenente il duetto con Antonacci, il DVD del concerto di luglio al Circo Massimo e un libro-magazine di 100 pagine scritto dalla cantante con immagini dietro le quinte in studio e in tour: “Quando avevo iniziato a scrivere il disco avevo già chiesto una rivista, perché a Miami ne avevo visto una simile fatta da una collega.
Non racconta la parte tecnica ma cosa è successo mentre scrivevo e realizzavo le canzoni, mentre le portavo in giro: un racconto, insomma”.

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NEW YORK

– “La parola Dio per me non significa altro che l’espressione il prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di venerabili ma ancora piuttosto primitive leggende”, scriveva nel 1954 Albert Einstein in una lettera famosissima che domani Christie’s metterà all’asta. Previsioni di vendita, da uno a 1,5 milioni di dollari, nonostante che solo la scorsa settimana una Bibbia appartenuta al padre della relatività sia andata invenduta dalla rivale Sotheby’s.
La “Lettera su Dio” di Einstein – una pagina e mezza autografa e in tedesco – ha acquistato questo nome nonostante la parola Dio sia usata solo una volta durante tutto il messaggio.
Fu inviata un anno prima di morire al filosofo tedesco Eric Gutkind, autore di un libro (“Scegli la Vita: la chiamata biblica alla rivolta”) che apparentemente a Einstein non era piaciuto. Il premio Nobel per la fisica aveva scritto decine di lettere in cui affrontava il tema di Dio e dell’ebraismo, la religione in cui era nato e cresciuto. Secondo Walter Isaacson, autore di una biografia del 2008, “nessuno dovrebbe basarsi solo su una lettera per risolvere i dubbi sull’idea di Einstein sull’esistenza di un essere supremo”. Sempre secondo Isaacson, Einstein non era un ateo: “Ma non credeva in un Dio che andava in giro scegliendo le sue squadre sportive o le sue persone preferite”. Non e’ la prima volta che il messaggio, riemerso nel 2008 dopo esser rimasto fino ad allora nelle mani della famiglia Gutkind, viene proposto all’asta: nel maggio di quell’anno a Londra un compratore rimasto anonimo batte’ il celebre ateo britannico Richard Dawkins pagando l’equivalente di 404 mila dollari per il documento. La lettera era stata poi offerta sei anni fa su eBay per tre milioni di dollari ma l’operazione apparentemente non ando’ in porto. Altre lettere di Einstein sono state battute per cifre da capogiro: nel 2002 un suo messaggio al presidente Franklin Delano Roosevelt il cui il padre della fisica moderna metteva in guardia dai pericoli insiti nella “costruzione di bombe estremamente potenti” come gli ordigni atomici totalizzo’ da Christie’s 2,1 milioni di dollari.

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La tolleranza inter-religiosa porta alla rissa. Così se in una scuola elementare, togli il presepe, togli il crocefisso dalla parete, fai una recita natalizia dove si mescolano islam, induismo e cristianesimo, non basta. È quello che succede ne ‘La prima pietra’ di Rolando Ravello, in sala con la Warner da giovedì in oltre 300 copie, commedia divertente quanto politicamente scorretta ambientata in una scuola elementare alla vigilia delle vacanze di Natale. Nel cast, tutto di ottimo livello, uno straordinario Corrado Guzzanti nel ruolo di un preside che si propone come ultra-inclusivo, ma che alla fine le sbaglia tutte.
La prima pietra, tratto da un testo teatrale di Stefano Massini, inizia con un bambino nel cortile della sua scuola che a un certo punto lancia una pietra, rompe una finestra e ferisce lievemente il bidello (Valerio Aprea) e sua moglie (Iaia Forte). Sono cose che succedono, ma tutto si complica quando si scopre che il bambino, Samir, è di religione musulmana. Da qui la convocazione della madre (Kasia Smutniak) accompagnata dalla suocera (Serra YÕlmaz), due donne molto scostanti e, tra l’altro, proprietarie di una ditta di pulizie che dà lavoro a una quarantina di italiani.
In questa riunione ‘Carnage’, dove tutto monta lentamente verso la violenza e l’intolleranza, presenti anche la maestra del bambino (Lucia Mascino) progressista, vegana e sempre ispirata dai più rarefatti ideali new age e, ovviamente, il bidello e la moglie. Chi pagherà i danni? Questo è il vero punto della questione. E mentre nessuno mette le mani al portafoglio, il bravo preside, ossessionato solo dalle recita scolastica di cui è il regista, deve anche mettersi sulla cattedra, davanti a tutti, a fare il verso al bue (una scena esilarante).
Il fatto è che ha affidato questo ruolo a un altro bambino mussulmano e ora deve nobilitarlo a tutti i costi perché non ci tiene proprio a passare per razzista.
“È un film di Natale 2.0 – spiega oggi a Roma il regista-attore Rolando Ravello -, un film di Natale sicuramente cattivo”.
Una commedia sul razzismo? “Ognuno ci può leggere quello che vuole, non c’era una tesi predefinita. Il fatto è che noi tutti ci muoviamo in un Paese che ha paura. Solo bambini invece non ne hanno, sono contenti dell’integrazione al contrario degli adulti. Credo comunque che sia un film – conclude – più che sull’integrazione sulla condivisione”.
“Il mio preside apparentemente è l’anima di una scuola culturale che vuole che tutti si rispettino, ma dei bambini in realtà si interessa poco. È un frustrato tremendo che ha un’unica passione: fare la recita natalizia – dice invece Guzzanti – . Il fatto è che pensa di cavarsela con piccoli compromessi”.
E il bue? “Penso veramente sia un animale sottovalutato” conclude l’attore con la sua solita ironia.

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BOLOGNA

– Diciotto documentari in concorso sul tema dell’articolo 9 della Costituzione (‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura’), con una giuria presieduta da Moni Ovadia che premierà quello con durata massima di 90′ e quello degli under 30. E’ il ‘Bellaria film festival’, dedicato al cinema indipendente, dal 27 al 30 dicembre a Bellaria-Igea Marina (Rimini). Previsti anche un premio alla carriera a Lina Wertmuller, un omaggio al premio Oscar Luis Bacalov (tra cui un concerto con Vittorio De Scalzi dei New Trolls), incontri e forum. “Questa edizione, con le nuove date nel periodo invernale – ha detto l’assessore alla cultura dell’Emilia-Romagna Massimo Mezzetti – rappresenta una sfida. Il festival appare con un taglio interessante poiché viene rafforzato il cinema d’autore.
Anche la scelta del tema è positiva: abbiamo bisogno di ribadire, di scoprire e anche rileggere quelli che sono i principi fondamentali della convivenza civile in questo Paese”.

– A dare l’ultimo saluto a Ennio Fantastichini, il popolare attore scomparso il 1 dicembre, tanti gli amici, i parenti, gli appassionati e i normali spettatori riuniti alla Casa del Cinema a Roma che ospita la camera ardente. Il figlio di Fantastichini, Lorenzo, ha abbracciato commosso Claudio Amendola. Sono arrivati Stefania Rocca, Giovanni Veronesi, Valerio Mastandrea, Alessandro Haber, Leo Gullotta, Mario Martone, Sergio Rubini, Roberto Herlitzka, Emilio Solfrizzi, Pierfrancesco Favino con la moglie Anna Ferzetti e Luca Zingaretti con la moglie Luisa Ranieri.
Alla camera ardente che chiuderà alle 19.30, dopo un ricordo pubblico alle 18.00, anche il vicensindaco e assessore alla Cultura di Roma Capitale, Luca Bergamo.     

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DALLE 03:20 ALLE 17:59

DI LUNEDì 03 DICEMBRE 2018

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

De Chirico, il suo genio e Nietzsche
In libreria per La nave di Teseo il saggio di Riccardo Dottori

Santiago Italia di Nanni MorettiDocumentario di impanto classico, tre anni dopo Mia madre

Incassi cinema, primo Bohemian RhapsodySeguono le new entry, Il Grinch e Se son rose. Bene incassi +63%

Imagine Dragons, tappa unica a FirenzeE’ uscito a novembre il quarto album, Origins

Trieste Film Festival, celebra 30 anniManifesto firmato da francese Issermann con foto

Matera 2019: visita del Ministro LezziHa presieduto una riunione in prefettura sullo stato dei lavori

Avvenire 50 anni, arriva una nuova graficaDal 4 al 6 dicembre tre edizioni speciali

Torna Brignano con ‘Innamorato Perso’Parte il 21/12 da Foligno, poi a Roma dal 28/12 a Capodanno

The street, La strada. Dove si crea il mondo. Al MAXXI

Scala mostra narra storia e futura torrePereira, poi anche rinnovamento palchi per migliorare acustica

Gigli diploma Accademia Belle Arti BreraA stilista riconoscimento honoris causa e titolo socio onorario

Un tv movie su femminicidioCon Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti, basato su storia vera

Mostre, Apoteosi tatuaggio al VittorianoIn scena i tattoo ornamentali del maestro Marco Manzo, 6-16/12

Lehtimäki ‘clona’ performance AbramovicA Palazzo Strozzi per 12 giorni ‘The house with the ocean view’

De Chirico, il suo genio e Nietzsche
In libreria per La nave di Teseo il saggio di Riccardo Dottori

Santiago Italia di Nanni MorettiDocumentario di impanto classico, tre anni dopo Mia madre

Incassi cinema, primo Bohemian RhapsodySeguono le new entry, Il Grinch e Se son rose. Bene incassi +63%

Imagine Dragons, tappa unica a FirenzeE’ uscito a novembre il quarto album, Origins

Trieste Film Festival, celebra 30 anniManifesto firmato da francese Issermann con foto

Matera 2019: visita del Ministro LezziHa presieduto una riunione in prefettura sullo stato dei lavori

Avvenire 50 anni, arriva una nuova graficaDal 4 al 6 dicembre tre edizioni speciali

Torna Brignano con ‘Innamorato Perso’Parte il 21/12 da Foligno, poi a Roma dal 28/12 a Capodanno

The street, La strada. Dove si crea il mondo. Al MAXXI

Scala mostra narra storia e futura torrePereira, poi anche rinnovamento palchi per migliorare acustica

Gigli diploma Accademia Belle Arti BreraA stilista riconoscimento honoris causa e titolo socio onorario

Un tv movie su femminicidioCon Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti, basato su storia vera

Mostre, Apoteosi tatuaggio al VittorianoIn scena i tattoo ornamentali del maestro Marco Manzo, 6-16/12

Lehtimäki ‘clona’ performance AbramovicA Palazzo Strozzi per 12 giorni ‘The house with the ocean view’

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RICCARDO DOTTORI, GIORGIO DE CHIRICO.
IMMAGINI METAFISICHE (LA NAVE DI TESEO, PP 558, EURO 30).
Misteriosi, enigmatici, malinconici. Sono sempre stati difficili da interpretare i quadri di Giorgio de Chirico. Quei manichini, quelle piazze vuote, quelle statue con le teste mozzate, soggetti per eccellenza delle opere dell’artista, ci appaiono ora, nella nuova lettura di Riccardo Dottori, docente di ermeneutica a Tubinga, in una luce diversa, che ci mostra come il loro fascino venga innanzitutto dal riprodurre in pittura l’unità di filosofia e poesia insegnata da Nietzsche. Il volume ‘Giorgio de Chirico. Immagini metafisiche’, che arriva in libreria per La Nave di Teseo a quarant’anni dalla morte del grande pittore della Metafisica, accompagnato da alcune immagini delle sue opere, è un’approfondita esplorazione di oltre 550 pagine, della poetica e del mondo dell’artista, compreso il ritorno al classico. “I suoi quadri sono enigmi, come vengono appunto chiamati dallo stesso pittore” ci ricorda Dottori che sottolinea come l’immagine del nulla cosmico stenda “su tutto un velo inquietante di angosciosa malinconia, così che le immagini enigmatiche divengono immagini metafisiche”.
Per capire la pittura di de Chirico, i messaggi filosofici di matrice schopenhaueriana e nietzschiana all’interno della sua opera, Dottori parte dalle esperienze della vita dell’artista: essere nato nel 1888 da genitori italiani in Grecia, culla dello spirito classico e mediterraneo, studiare a Monaco, vivere a Parigi tornando in diverse riprese in Italia.
E, il “saper guardare” a cui invita il libro “non deriva dal sapere dell’esperto o dalla conoscenza dello storico dell’arte, ma dalla nostra volontà di andare al fondo dell’opera, o di dialogare con essa, nel senso di poter rispondere alle domande che essa ci pone o di far sì che essa risponda alle domande che noi le poniamo”. Un compito non facile, neppure questo, ma affascinante.
Realizzato in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, il volume offre una minuziosa indagine semiotica dei quadri e una approfondita ricostruzione storica delle fonti filosofiche del pittore, che sono prima Schopenhauer e poi fondamentalmente Nietzsche. “Questo libro fornisce irrefutabilmente un contributo scientifico che servirà da ulteriore strumento di analisi delle opere artistiche ma anche letterarie del Maestro” sottolinea nella prefazione Paolo Picozza, presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico che sottolinea come “per quanti siano stati gli autori che hanno provato a interpretare le sue opere ben pochi ci sono riusciti”.
In questo viaggio, corredato da un ricco apparato di note, pieno di sorprese e rivelazioni – tra cui il ritrovamento di un documento che conferma la lettura de ‘La nascita della tragedia’ di Nietzsche, oltre che di ‘Così parlò Zarathustra’, che si considera all’origine della sua grande arte – emerge soprattutto come con De Chirico ci si renda conto “di quanto legati e vicini siano l’opera d’arte e il pensare”.
– ‘Santiago, Italia’ il nuovo film di Nanni Moretti sul Cile passato al Torino film festival, tre anni dopo ‘Mia madre’, è un documentario dall’impianto classico, ma con una chiaro intento morale e la precisa volontà di fare un inevitabile confronto di “come eravamo” negli anni Settanta e di come siamo diventati. Dedicato al colpo di stato dell’11 settembre 1973 di Pinochet che pose fine al governo socialista di Salvador Allende in Cile, ‘Santiago, Italia’ che chiude la 36/a edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 dicembre con Academy Two, è una lunga serie di interviste e materiali di repertorio sulla fine del governo socialista di Allende e sul ruolo dall’ambasciata italiana a Santiago.
Un’ambasciata che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime (circa 600), consentendo poi loro di raggiungere l’Italia, unico paese in Europa che, tra l’altro, non aveva riconosciuto il governo Pinochet. Insomma cileni migranti che approdarono in un Italia diversa, quella degli anni di piombo e ideologizzata, un Paese che li accolse e li integrò con grande accoglienza. Scorrono sullo schermo in ‘Santiago, Italia’, tra le altre le voci quelle dei registi Patricio Guzman e Miguel Littin, delle giornaliste Marcia Scantlebury e Patricia Mayorga, del traduttore Rodrigo Vergara, di militari di Pinochet ormai in carcere e, ovviamente, la testimonianza di Roberto Toscano, l’allora ambasciatore italiano a Santiago. C’è poi l’avvocato Carmen Hertz che ricorda il ruolo fondamentale degli Stati Uniti nel golpe di Pinochet; chi ricorda le torture del regime e chi il lancio di bambini oltre il muro dell’ambasciata italiana (un modo estremo per dar loro salvezza).
E ancora la testimonianza del diplomatico Piero De Masi che, di fronte all’invasione della sede italiana, dice:”pur non avendo risposte ufficiali dall’Italia decisi alla fine di tenerli tutti”. Tra immagini di repertorio del docu quelle dello stadio-lager allestito da Pinochet subito dopo il golpe e quelle dei caccia che bombardarono la Moneda, il loro stesso palazzo presidenziale con dentro Allende poi trovato morto (per suicidio o assassinato?) Moretti, di cui si sente la sola voce durante le interviste, mette la sua faccia, e si vede, solo una volta quando intervistando un ex ufficiale di Pinochet in prigione (fine pena 2038), il generale Raúl Eduardo Iturriaga Neumman, replica alle sue ragioni di militare fedele al regime e al suo desiderio di un’intervista meno faziosa con uno scandito:”io non sono imparziale”.
Ma la morale del film è tutta nell’intervento finale di Erik Merino, ex esule dal Cile negli anni Settanta e ora imprenditore in Italia: “Sono arrivato in un paese che aveva fatta la guerra partigiana e che aveva difeso lo statuto dei lavoratori. Oggi viaggio per l’Italia e che somiglia sempre di più al Cile, alle cose peggiori del Cile. Un consumismo terribile, quello che si vede, dove la persona che hai al tuo fianco se può ti calpesta.
C’è ormai solo individualismo”.

– Bohemian Rhapsody, il film biopic sull’ascesa al successo dei Queen dal 1970 allo storico concerto ‘Live Aid’ nel 1985, dopo aver conquistato i cinema in nord America, si posiziona in vetta alla classifica delle sale italiane registrando un incasso di 5.413.562 euro. Segue la new entry Il Grinch nuovo adattamento firmato da Scott Mosier e Yarrow Cheney, del racconto per bambini scritto nel 1957 dal Dr.Seuss con il cattivo verde che odia il Natale: 1.805.844.
Altra new entry sul terzo gradino, Se son rose di e con Leonardo Pieraccioni, con 1.658 464 euro. Scende dalla vetta fino al quarto posto I crimini di Grindelwald, sequel di Animali fantastici che ottiene 961.328, 11.752.119 totali. Segue l’altro blockbuster Usa Robin Hood- l’origine della leggenda di Otto Bathurst con 492.880 (1.530.046). Totale incassi del week end, 11.924.198, +63% rispetto al precedente fine settimana (7.322.782) +33,01 rispetto al 2017 (8.964.780), 11.131.225 per la top ten, +49,71% rispetto all’anno precedente (7.435.319).

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Imagine Dragons hanno scelto l’Italia come unica tappa europea del loro tour. La band americana si esibirà, infatti, a Firenze il prossimo 2 giugno alla Visarno Arena (Parco delle Cascine) con un grande concerto.
I biglietti per la data saranno disponibili per l’acquisto in anteprima per gli iscritti a MyLiveNation su www.livenation.it a partire dalle ore 10.00 di mercoledì 5 dicembre 2018 (per 24 ore). La messa in vendita generale partirà successivamente a partire dalle ore 11.00 di giovedì 6 dicembre su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.
E’ uscito lo scorso 9 novembre su etichetta Universal Music il quarto album degli Imagine Dragons, intitolato “ORIGINS”. La band, che ha conquistato certificazioni multi-Platino e vinto un Grammy Award, ha pubblicato come anticipazione del disco i singoli Natural (certificato Oro in Italia), Zero (colonna sonora del film Disney “Ralph Spacca Internet” e tra i brani più trasmessi dalle radio italiane) e Machine.
– TRIESTE

– Doppio compleanno per il Trieste Film Festival, che festeggia la 30/a edizione celebrando i 30 anni del crollo del Muro di Berlino. Lo fa con una foto della fotografa francese Dominique Issermann scattata in una pausa di lavorazione di ‘Possession’, film di Andrzej Żuławski girato a Berlino nell’ estate 1980. La foto ritrae la protagonista, Isabelle Adjani, che salta la corda, proprio accanto al Muro.
Adjani l’anno successivo avrebbe vinto la Palma per la migliore attrice a Cannes. In programma dal 18 al 25 gennaio prossimi, il Trieste Film Festival 2019 è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. L’anniversario del crollo del Muro sarà al centro di una retrospettiva di 4 titoli: “Uno, due, tre!” di Billy Wilder (1961); “Totò e Peppino divisi a Berlino” di Giorgio Bianchi (1962); il documentario “Rabbit à la Berlin” di Bartosz Konopka (2009); “Possession” di Andrzej Żuławski (1981).

– MATERA

– “Se qualcosa non sarà pronto ce ne faremo una ragione”: lo ha detto oggi a Matera, parlando con i giornalisti, il ministro del Sud, Barbara Lezzi, dopo aver presieduto una riunione sullo stato dei lavori in vista del 2019, quando la città dei Sassi sarà capitale europea della cultura. Ai cronisti che le chiedevano un “bilancio” degli ultimi mesi di preparazione, Lezzi ha risposto: “Meno male che sono venuta”, parole che hanno ricordato i suoi giudizi degli scorsi mesi di parziale insoddisfazione sulla velocità con la quale procedevano alcuni lavori. “Io credo – ha spiegato – che sarà una bella manifestazione per Matera, bella di suo”.
Il 4 dicembre 1968 faceva il suo esordio in edicola Avvenire: dopo mezzo secolo esatto, il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica si propone in una veste grafica rinnovata, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua fondazione e nel pieno spirito di una testata che da sempre guarda avanti.Dal 4 al 6 dicembre, inoltre, sarà possibile conoscere e far conoscere il nuovo Avvenire a soli 50 centesimi, in tre edizioni speciali: un’ampia parte centrale a colori sarà dedicata ai grandi temi di attualità al centro del dibattito sociale, politico ed etico del nostro tempo, analizzati e commentati per fornire al lettore uno sguardo al futuro. “Celebriamo un anniversario importante, confermando lo stile informativo che contraddistingue Avvenire: porre al centro il dialogo costante con il lettore con il quale interagiamo sia sugli argomenti che ogni giorno affrontiamo nei nostri articoli di cronaca e negli approfondimenti, sia sul modo con il quale li proponiamo”, afferma il direttore Marco Tarquinio.
– Enrico Brignano torna in scena con ‘Innamorato Perso’, il suo nuovo show, prodotto da Max Produzioni in collaborazione con Vivo Concerti, che toccherà le principali città italiane, a partire da Foligno, il 21 dicembre al Pala Paternesi. Poi omaggio all’amata Roma dove festeggerà anche il Capodanno, con quattro date al Palazzo dello Sport dal 28 al 31 dicembre. E, tra le prime date: Milano, al Forum di Assago il 17 gennaio; Torino, al Pala Alpitour il 23 gennaio; Firenze, al Nelson Mandela Forum il 28 gennaio e Bologna- Casalecchio di Reno, alla Unipol Arena il 2 febbraio.
C’è qualcosa di più bello di essere innamorato? Di sentire quell’emozione crescere dentro di sé?. Brignano nel suo one-man-show è in preda a un folle innamoramento a 360 gradi: innamorato della sua bambina, dell’esistenza, del lavoro, della sua donna, del mondo, di tutto e di più. E parlare d’amore in tempi di haters, di odio social,di baruffe politiche e disastri ambientali, è davvero rivoluzionario.
Innamorato perso, con la testa tra le nuvole, ma i piedi per terra, Brignano trascorre oltre due ore insieme al suo pubblico, con un corpo di ballo scatenato al ritmo di musiche originali, circondato da scene fatte di schermi su cui luci e immagini prendono forma. I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali.
Scritto da Enrico Brignano, Mario Scaletta, Riccardo Cassini, Manuela D’Angelo e Luciano Federico, lo spettacolo ha le musiche di Andrea Perrozzi, le coreografie di Marco Bebbu, i costumi di Valentina Davoli, le scene di Marco Calzavara, la fotografia di Marco Lucarelli, l’audio di Federico Farina e le luci di Christian Andreazzoli.
Sono scesi in strada con invasioni, sorprese, disturbi, irruzioni, ribellioni; hanno coinvolto le persone, le comunità, hanno offerto nuovi punti di vista. Sono stati gli artisti, a partire dagli Anni Sessanta, a credere che la strada fosse il nuovo campo di battaglia intellettuale, sociale e politico.
Dal 7 dicembre 2018 al 28 aprile 2019 il MAXXI dedica a tutti loro, ma anche ad architetti, urbanisti, designer, LA STRADA. Dove si crea il mondo la mostra a cura di Hou Hanru insieme allo staff curatoriale e di ricerca del museo, capace di trasformare il MAXXI in una intensa e a tratti caotica scena cittadina.

Oltre 200 opere di più di 140 artisti per descrivere uno spazio che non è soltanto una infrastruttura fondamentale costruita dall’uomo, ma un luogo attraversato da molteplici significati, a volte vittima di bombardamenti visivi e fisici – insegne, pubblicità, telecamere di sorveglianza, immondizia – territorio di sperimentazione di pratiche di sharing e nuove tecnologie, vetrina di progetti nati dalle esigenze delle comunità che la vivono.
Il main partner è Enel, primo socio privato della Fondazione MAXXI, che ha scelto di sostenere questa mostra per il suo alto valore culturale e di ricerca, offrendo l’ingresso gratuito a un programma di incontri con architetti, giornalisti, filosofi, artisti.

Con LA STRADA il MAXXI diventa una strada-museo, capace di coniugare opere, azioni, eventi e ricerche artistiche, architettoniche, urbanistiche e tecnologiche, concepite da una comunità creativa internazionale, ampliando la ricerca condotta già nel 2017 per la Bi-City Biennale of Urbanism/Architecture di Shenzhen con la quale il museo ha collaborato, sulle esperienze artistiche più iconiche che hanno reinterpretato le funzioni e le identità della strada negli ultimi vent’anni. In questo modo il museo si fa portavoce di una riflessione sul futuro della vita urbana e della società civile, e sulla funzione delle istituzioni artistiche e culturali.Progetti site-specific, performance ed eventi transdisciplinari sono parte di un percorso organizzato per temi – le azioni pubbliche, la vita quotidiana, la politica, la comunità, l’innovazione, il ruolo dell’istituzione – fondamentali per comprendere le nuove funzioni e identità della strada contemporanea.
Partendo dalla convinzione che questo spazio sia il luogo in cui si crea il mondo, esso viene analizzato come manifesto della vita contemporanea, scenario e punto di vista privilegiato dell’esperienza del quotidiano, un paesaggio in cui la comunità creativa e quella cittadina danno vita a una nuova comunità e a un nuovo mondo di creatività urbana.

– MILANO

– Nel futuro della Scala c’è una torre ‘medievale’, un nuovo progetto di Mario Botta che, salvo imprevisti, entro il 2022 realizzerà, in quella che era una palazzina adiacente al teatro in via Verdi, un edificio di sei piani interrati e 11 fuori terra.
Per avere un’idea del nuovo spazio – che permetterà al palcoscenico di raggiungere una profondità di 70 metri e ospiterà fra l’altro una sala prove e incisione con un soffitto alto 14 metri per l’orchestra- con una spesa stimata di 17 milioni di euro, basterà visitare la mostra ‘La magnifica fabbrica 240 anni del Teatro alla Scala dal Piermarini a Botta’, aperta fino al 30 aprile al museo del teatro. Dall’apertura nel “Possiamo essere molto fieri di rappresentare la Scala dal 1778 al futuro – ha commentato alla presentazione il sovrintendente Alexander Pereira -. Con Botta abbiamo un grande progetto in via Verdi e un altro progetto importante è il rinnovamento dei palchi” per migliorarne l’acustica.

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Lo stilista Romeo Gigli riceverà il 12 dicembre prossimo il diploma accademico honoris causa in Comunicazione e Didattica dell’Arte e il titolo di “Socio Onorario” dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
A consegnare i due titoli sarà il professor Giovanni Iovane, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Il prestigioso riconoscimento che gli viene attribuito “riverbera – spiega una nota dello stilista che riporta la motivazione dei titoli conferiti della direzione e dal collegio docenti dell’Accademia – il contributo reso da Romeo Gigli come designer di alta moda, ma la sua capacità di utilizzare l’attività spirituale creatrice dei miti, che già Platone considerava più particolarmente propria dei poeti, distinguendola dall’attività più specificamente teoretica, generatrice di verità e di conoscenza, propria dei filosofi. Gigli crea una visione mitologica di una realtà con cui ci si può identificare”.
– SENIGALLIA (ANCONA)

– Nell’ambito delle iniziative promosse per la Giornata Internazione per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comune di Senigallia ricorda che giovedì 6 dicembre, alle 21, Rai Uno metterà in onda “I nostri figli”, film girato la scorsa primavera a Senigallia, che vede protagonisti Vanessa Incontrada e Giorgio Pasotti. Il tv movie è ispirato alla vera storia di Marianna Manduca, uccisa a coltellate nell’ottobre 2007 dal marito Saverio Nolfo. Il cugino della Manduca, Carmelo Calì, e sua moglie Paola, interpretati nel film rispettivamente da Pasotti e dalla Incontrada, vivono tutt’oggi a Senigallia. Dopo la morte violenta di Marianna riuscirono a ottenere in adozione i figli della donna.
– L’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano porta in scena la mostra di Marco Manzo, maestro tatuatore del genere ornamentale, scultore, incisore e designer, che espone la sua intera produzione artistica, dal 6 al 16 dicembre.
“Apoteosi del Tatuaggio” è il titolo della esposizione che celebra l’artista a Roma, nel museo che ospita in concomitanza le mostre dedicate a Warhol, Pollock e i grandi rappresentanti della Scuola di New York.
Il percorso dell’esposizione racconta l’excursus artistico di Manzo attraverso tatuaggi, sculture tatuate in bronzo, alluminio, ceramica, marmo, arte digitale e video, lastre e foto, installazioni interattive e performance, durante le quali il pubblico potrà interagire con le opere. Una mostra vivente, live performance, opere e installazioni concesse da vari Musei di Arte Contemporanea come il Museo Limen di Vibo Valentia, il Samac di Benevento, oltre a suoi lavori provenienti dalla 16/a Mostra di Architettura Biennale Venezia.
– FIRENZE

– Dodici giorni di isolamento, silenzio e digiuno sotto gli occhi del pubblico di Palazzo Strozzi. Inizia martedì 4 dicembre la performance ‘The house with the ocean view’ nell’ambito della mostra ‘Marina Abramović.
The cleaner’ a Firenze fino al 20 gennaio. La performer 30enne di origine finlandese, Tiina Pauliina Lehtimäki, replicherà per la prima volta in Italia la performance proposta nel 2002 da Marina Abramović alla Sean Kelly Gallery di New York. Fino al 16 dicembre, l’artista, che ogni giorno indosserà un vestito di colore diverso, vivrà all’interno di tre ambienti sopraelevati collegati a terra tramite scale i cui pioli sono sostituiti da coltelli con lame rivolte verso l’alto. Il pubblico potrà vederla dormire, meditare, fare tre docce al giorno e usare il bagno. “E’ una cosa nuova – ha commentato Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra – non solo per Palazzo Strozzi, ma anche per Firenze e per l’Italia”.     

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DALLE 12:48 DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018

ALLE 03:20 DI LUNEDì 03 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Addio Ennio Fantastichini a Casa Cinena
Camera ardente dalle ore 15 alle 19.30 poi alle 20 Mine Vaganti

Il 1933 secondo premio Goncourt VuillardPiccoli passi e gesti ridicoli che consegnarono Europa a Hitler

Torna Eleonora Danco con le sue donneUn trittico di monologhi forti e veri all’India – Teatro di Roma

Ozzy Osbourne 70 anni, da Black Sabbath a tvVita sregolata, traumi ed eccessi. Per infezione l’ultimo stop.

Box office Usa, domina Ralph SpaccaSegue Il Grinch versione animata poi Creed II

‘Vice’ apre Capri-Hollywood27 dicembre protagonista Christian Bale, produttore Brad Pitt

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La Casa del Cinema a Roma ospiterà domani, lunedì 3 dicembre, il saluto di amici, parenti, appassionati e normali spettatori a Ennio Fantastichini, il popolare attore scomparso ieri. La camera ardente sarà aperta dalle ore 15 fino alle 19.30 e un ricordo pubblico è previsto intorno alle ore 18. Alle ore 20 in sala Kodak verrà proiettato “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek con cui Ennio Fantastichini ha vinto nel 2010 il David di Donatello e il Nastro d’argento. “La casa del cinema – dice il direttore Giorgio Gosetti – è da sempre il luogo in cui si ritrova chi il cinema lo fa e di chi lo ama. Insieme a Angelo Barbagallo, Pietro Valsecchi, la famiglia e tanti amici che con lui hanno lavorato nei film, in televisione, a teatro, abbiamo voluto che fosse domani, una volta ancora, la casa di Ennio. Non per un momento soltanto di raccoglimento e di tristezza ma per un saluto caldo, affettuoso e vitale proprio come Ennio e’ sempre stato e come resterà nella nostra memoria”.
ERIC VUILLARD, ”L’ORDINE DEL GIORNO” (ED E/O, pp. 138 – 14,00 euro – Traduzione di Alberto Bracci Testasecca).
Una cronaca, questa con cui Vuillard ha vinto lo scorso anno il Premio Goncourt, che ci affascina nella sua impietosa visione delle cose, raccontate, ricostruite, immaginate con ipotetica fedeltà nei piccoli gesti, gli atteggiamenti, le sensazioni, i discorsi, una sorta d’imparzialità che lascia parlare i fatti, da cui comunque al fondo affiora una certa aria sprezzante per le persone, individui e popolazioni, e il loro comportarsi e operare. Un romanzo dunque che si sofferma sui particolari, le piccole cose e avvenimenti che hanno portato per inettitudine, senza rendersene conto, all’ascesa della Germania nazista e al disastro europeo della seconda guerra mondiale e dell’olocausto.
Sembra tutto irreale e incredibile, oggi a posteriori, quel che invece ha una sua inesorabile, assurda quotidianità e abitudine, come quella dei 24 maggiori industriali tedeschi, da Krupp a Opel, da Flick a Siemens, convocati nelle stanze del potere e ricevuti dal Presidente del Reichstag Hermann Goering per parlare delle vicine elezioni e per presentar loro un Hitler ”sorridente e rilassato, niente affatto come lo immaginavano”, che illustra loro la necessità di spazzar via un regime debole e allontanare la minaccia comunista e dei sindacati, dopodiché quel 20 febbraio 1933 ognuno darà, come ha sempre fatto, un proprio ”banale” contributo alla campagna elettorale. Sono gli stessi industriali che, durante la guerra usufruiranno di manodopera a costo zero, uomini e donne alla loro morte sostituiti da altri praticamente schiavi selezionati tra i prigionieri nei lagher, e dopo la guerra opporranno Ostacoli e cercheranno, riuscendoci, di non pagare o pagare il meno possibile risarcimenti alle loro vittime, in un cerchio economico di investimento e sfruttamento ad alto reddito.
Ovvero, Auschwitz, Mauthausen, Dachau, Buchenwald e gli altri campi di concentramento hanno fatto prosperare la Bayer, la Daimler, la Krupp-Thyssen e altre industrie tedesche che sono marchi ancor oggi tranquillamente sul mercato internazionale.
L’altro momento di questo avvincente e stupefacente racconto, nella sua apparente normalità, gira attorno all’invasione-annessione dell’Austria il 12 marzo 1938, con la descrizione del pranzo a Londra nella residenza del premier Neville Chamberlain con la partecipazione di Winston Churchill e l’ambasciatore tedesco Ribbentrop, appena nominato da Hitler ministro degli esteri, che parla di tennis e si approfitta con spregiudicatezza dell’eccesso formale di educazione dell’ospite, aspettando che questi riceva durante il pranzo la notizia che i panzer tedeschi hanno passato il confine dell’Austria. In precedenza Vuillard ci aveva illustrato, con la solita, neutra meticolosità, anche il surreale e imbarazzante viaggio del premier austriaco Schuschnigg vestito da sciatore per incontrare Hitler e cercar di salvare il proprio paese, ma del quale comunque subisce la soggezione annaspando nelle risposte sino al ridicolo e abdicando totalmente alla propria dignità, senza ottenere alcun risultato reale. Lo dimostra il seguente anschluss, con la catena di suicidi in Austria, specie tra gli ebrei, da subito umiliati e sbeffeggiati. Tutto questo sottolineando anche beffardamente in altre lucide pagine di naturale, nera ironia, come la grande macchina da guerra tedesca fosse del tutto impreparata e i mezzi corazzati, mal progettati e peggio costruiti, finissero in panne ben prima di arrivare a Vienna, dove per la parata nazista si sarà costretti a portarli caricati su un treno. Lo scrittore francese costruisce momenti significativi nei piccoli dettagli rivelatori, restando sempre fedele alla verità storica con la coscienza che ”le più grandi catastrofi si annunciano spesso a piccoli passi” e sottolineando come ”la letteratura consenta tutto” e potrebbe raccontare conclusioni diverse, magari ricreando un po’ di grandezza dove manca totalmente, persino nel male. Invece registra solo un assurdo scivolare, non per destino ma con assoluta incoscienza e sino al tragicomico, nelle braccia di Hitler, che seduce persino i lontani americani, se nei magazzini di costumi di Hollywood già allora si trovano tante uniformi naziste con le loro croci uncinate.

– Le foto che Eleonora Danco posta su Instagram, in cui lei, distesa è schiantata, a terra in un supermercato o per strada, sulla banchina di una stazione o su una spiaggia, sono la sintesi di una poetica, di una disperata solitudine e bisogno d’amore, d’attenzione da parte di un mondo dalla violenta indifferenza. E’ ciò che ritroviamo nel suo film ”N-CAPACE” premiato al Torino Film Festival del 2014 come nel monologo teatrale ”Nessuno ci guarda” che quel film ha ispirato e ora ripropone in accoppiata con ”Donna n. 4” da martedì a domenica al Teatro India, dove è andato in scena nei giorni scorsi anche ”dEVERSIVO”, tre riproposte di produzioni del Teatro di Roma che vanno a formare una ”TrilogiaDanco”. I testi teatrali, sostenuti e ritmati dalle incisive musiche scelte da Marco Tecce, da lei scritti, interpretati e messi in scena con l’assistenza di Maria Stella Cassella, nascono ispirandosi ogni volta a un artista Robert Rauschenberg, Jackson Pollock, Francis Bacon.
L’ultima che gli è capitata, pochi giorni fa, è una gravissima infezione, che lo ha costretto a un ricovero in ospedale, causata da una seduta di manicure. Ora c’è da chiedersi se domani festeggerà a modo suo il 70mo compleanno e supererà anche questa prova. John Michael “Ozzy” Osbourne è dunque arrivato a un traguardo che, per come è andata la sua vita, è un autentico miracolo. Oggi di lui, della sua moglie-manager Sharon (si conoscono fin dagli anni ’60) e perfino dei figli, ovviamente disfunzionali a dir poco, si sa tutto grazie ai reality dedicati alla vita di una famiglia che più che agli Addams fa pensare agli incubi creati da Lovecraft. Una vita cominciata in una famiglia povera di Birmingham: il bullismo subito a scuola a causa della sua dislessia, il carcere minorile, gli studi lasciati a 15 anni, il lavoro in fabbrica sono le tappe formative della sua adolescenza prima che, grazie alla passione per i Beatles, decida di dedicarsi al rock’n’roll. Così già nel 1970, quando esce il primo album dei Black Sabbath, Ozzy, un soprannome che lo accompagna fin dai tempi della scuola, si ritrova a fare la storia. “Paranoid” è uno dei brani manifesto dell’heavy metal: suoni oscuri e taglienti, testi ispirati ai libri di Ailester Crowley, l’occultista più amato dai rocker. E’ la nuova formula che fa dei Black Sabbath una band seminale, che ha un ruolo decisivo nello sviluppo della musica heavy e un successo mondiale da decine di milioni di copie vendute. L’anno scorso, sfruttando il trend delle reunion, i Black Sabbath sono tornati insieme per un tour mondiale, superando antiche tensioni e antipatie. Risultato: Ozzy ha dichiarato: “non mi piace suonare con i Black Sabbath: nella band sono solo un cantante, da solo faccio quello che mi pare”. E in fondo lui da solo c’è andato abbastanza presto, dopo poco meno di dieci anni i Black Sabbath: era famoso e già totalmente fuori di testa, a causa degli eccessi con droghe e alcool. La sua vita e la sua carriera sono segnate da una data: il 19 marzo 1982. In quel giorno muore, in un modo assurdo, Randy Rhoads, suo amico fraterno e genio della chitarra. Con Randy, Ozzy aveva trovato il feeling perfetto, aveva messo a punto la formula che lo ha fatto diventare un “God of Metal”. Mentre erano in tour negli Usa, in una sosta, Randy lasciò i suoi amici sul tour bus, e decise di fare un giro su un aereo turistico. Tutti, compreso il pilota, erano strafatti. L’aereo toccò un capannone e si schiantò prendendo fuoco a pochi metri dal tour bus. In un documentario verità, Ozzy confessa di non avere mai superato quel trauma. Nonostante quell’episodio terribile, e nonostante una devastante tendenza all’autodistruzione, Ozzy Osbourne è diventato una leggenda, una figura quasi mitologica per il mondo del Metal ma non solo. In fondo c’è una corrispondenza tra la sua identità di sopravvissuto e i personaggi e le storie che animano i suoi testi. Nel bene e nel male, Osbourne ha alle spalle una carriera straordinaria celebrata dall’Ozzfest (altra intuizione di sua moglie) un festival dedicato all’Heavy Metal, organizzato per la prima volta nel 1996 e tornato in attività dopo qualche anno di interruzione. Soprattutto è venerato da milioni di fan e musicisti che vedono in lui l’indiscusso “padrino” del Metal. Oggi ha una faccia disegnata dalla chirurgia plastica e una serie di malanni che costringerebbero chiunque altro a una vita in ospedale. Lui invece continua a fare concerti e tour, a regalare materiale per i giornali di gossip a causa delle sue avventure extra coniugali, ad alimentare la sua leggenda. Come se non ci fosse davvero alcuna distinzione tra palco e realtà: in fondo il suo album più famoso non si intitola “Diary of a Madman?”

– Ralph Spaccatutto, ovvero il sequel Ralph Spacca internet ambientato tra videogiochi e web, sei anni dopo il primo, spacca anche il box office Usa con il secondo capitolo dei film Disney e nel fine settimana dopo il record del Ringraziamento mantiene ancora il primo posto e guadagna al box office 25.8 milioni di dollari. Al secondo posto “Il Grinch”, in versione animata, con 17.7 milioni in biglietti venduti nelle sale Usa e Canada. Segue un altro sequel, quello di Rocky, ovvero Creed II. Il dramma dedicato alla box della MGM incassa 16.8 milioni, raggiungendo un totale di 81.2 milioni. Infine l’horror della Sony “The Possession of Hannah Grace” esordisce in modo molto modesto incassando solo 6.5 milioni.

– NAPOLI

– L’anteprima europea di ‘Vice-L’uomo nell’ombra’ di Adam McKay con un Christian Bale da Oscar nel ruolo del potentissimo vicepresidente americano Dick Cheney, prodotto da Brad Pitt, aprirà il 27 dicembre la 23esima edizione di Capri,Hollywood-The International Film Festival. Lo annuncia Lina Wertmuller, presidente onorario dell’Istituto Capri nel mondo che organizza il festival prodotto da Pascal Vicedomini.
Il biopic, che uscirà negli Usa il 25 dicembre, sarà distribuito in Italia da Eagle Pictures e Leone Film Group, dal 3 gennaio.
‘Vice’ ripercorre la storia e l’ascesa politica di Dick Cheney, vero numero uno della Casa Bianca nel corso della presidenza di George W. Bush, un politico che ha esercitato un immenso potere rimodellando il suo Paese e il mondo con influenze che si avvertono ancora oggi, basti pensare alla crisi dell’11 settembre. Nel cast Amy Adams che è Lynne Cheney, Steve Carell (il segretario alla Difesa, Rumsfeld), Sam Rockwell (Bush).     

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:08 DI SABATO 01 DICEMBRE 2018

ALLE 12:48 DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Inglesorum , il latino di ritorno
il Dizionarietto di latino mappa la rete comune d’Europa

Petruzzelli celebra 10anni ricostruzioneIl 6/12 omaggio a maestranze che hanno lavorato dopo il rogo

A Bari presepe dedicato a Siani e stampaIniziativa di Pinuccio Fazio, papà del 16enne ucciso per errore

Paola Pitagora e gli artisti anni ’60’Fiato d’artista’, spettacoli, incontri, ricordi, film

Das Boot, l’occupazione nazista diventa serie tvSerie ambientata su sottomarino tedesco presentata al Tff

Gestione Il Volo, indagini su TorpedineIl Gip ordina altri accertamenti per appropriazione indebita

Strenne natalizie tra Mina, Eros, CarràSotto l’albero anche edizioni speciali di Jova, Vasco, Coldplay

Raggi all’Opera, abito disegnato per leiSindaca per Rigoletto indossa gonna e corpino di Camillo Bona

Orchestra Mozart Festival in aprileIl complesso fondato da Abbado sarà diretto da Bernard Haintink

Chat a due piazze, bigamia in era socialIl capolavoro di Ray Cooney, con regia di Fabio Ferrari, a Roma

M9, apre a Mestre Museo Novecento tra passato e hi-techInvestimento di 110 mln euro per progetto rigenerazione urbana

Wildlife vince la 36esima edizione TffE si pensa già al 2019. Toffetti, festival è in buona salute

Napoli, morto attore Ennio FantastichiniPer complicanze leucemia acuta. Fatali danni al cervello

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L’ARTICOLO

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PAOLO CESARETTI – EDI MINGUZZI ‘IL DIZIONARIETTO DI LATINO’ (ED. SCHOLE’ PP 347 E. 19,50) – Da studenti abbiamo pensato che era una materia magari anche interessante ma complicata da studiare, colpevole di averci tolto il sonno per una versione fatta bene, da grandi l’abbiamo certamente rivalutata come radice culturale e persino sfoggiata come lingua d’uso per rimarcare gli studi (nel linguaggio corrente come A priori, Par Condicio, Super, Ictus, il modaiolo Rip ma anche con i detti forbiti usati più o meno a proposito ‘Apertis Verbis’, ‘Divide et impera’, ‘Per aspera ad astra’).
Ora è tempo di ‘inglesorum’, il latino di ritorno che usiamo correntemente.
A darne consapevolezza sono Paolo Cesaretti e Edi Minguzzi che dopo il Dizionarietto di greco si sono dedicati a mappare la rete comune d’Europa con il Dizionarietto di Latino. Radici etimologiche, storia della ‘fortuna’ del vocabolo, brevi citazioni, contestualizzazioni di 300 voci scelte in un arco cronologico che va dal VI sec a.C. L’idea del recupero del passato diventa in realtà tramite per comprendere il presente in un modo più ampio, meno banale.
Dopo aver analizzato 900 parole, gli autori della “lingua sovrana immensa onnipotente” come la descriveva Leopardi, spiegano che il latino è nella sostanza la grande lingua delle infrastrutture europee intese come strade certo ma anche come rete tra gli uomini. Il latino è ancora oggi la lingua che sottintende diritto, religione, economia, politica. “Il latino – dicono Cesaretti e Minguzzi dimostrandolo voce per voce nel Dizionarietto – è il veicolo linguistico privilegiato per la definizione dei rapporti, specie quelli che legano tra loro gli uomini”.
“Ho digitato la demo al computer durante il transfer dal campus al terminal: ma il tutor teme che lo sponsor non mi accrediti il bonus perchè il video o l’audio sono pessimi.
Proverò con un’altra app”: sono fantastiche queste quattro righe di anglo-latinismi, ossia i termini latini che l’inglese ha preso in prestito per creare neologismi. Si potrebbe andare avanti con fan, detective story, fiction cult, trans, relaz, sequel, summit, focus, market, city, snob, persino status simbol.
Il latino è global e dalla sua culla in Italia torna ad irradiarsi come un tempo in tutto il mondo. Ci sentiamo inferiori all’estero per non dominare l’inglese? Sentire pronunciare plas il plus effettivamente ci mette a disagio, così come l’antico sine die letto sain dai. E’ chiaro che non ci suona! Così inorgogliamoci invece a sapere che app deriva da ‘applicatio’ (applicazione), computer da computo (calcolare), trans da trans – oltre e genus – genere e quindi discrepanza tra sesso biologico e genere sessuale, user da utor usare e dunque utente e mouse da mus top, solo per citare pochissimi vocaboli d’uso corrente che le nuove generazioni pensano di aver inventato loro.

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BARI

– Per ricordare i dieci anni dalla ricostruzione del Teatro Petruzzelli che il 6 dicembre del 2008 fu riportato al suo originale splendore dopo il rogo che lo distrusse il 27 ottobre del 1991, il 6 dicembre prossimo il sindaco di Bari e presidente della Fondazione Petruzzelli, Antonio Decaro, e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, festeggeranno con un evento aperto alla città: un grande concerto dedicato all’arte, alla bellezza e al sapiente lavoro delle maestranze alle quali sarà consegnata una pergamena. “Dieci anni fa la sera del 6 dicembre 2008 all’interno del Teatro Petruzzelli totalmente ricostruito in poco di più di un anno dall’inizio dei lavori – scrive Emiliano su Fb – abbracciavo uno per uno gli operai che riuscirono in questa memorabile impresa. Quella sera avremmo dovuto inaugurare il Teatro ma non fu possibile. La gioia per avere mantenuto la mia promessa e la delusione per non avere avuto i permessi di apertura, si fondevano nella commozione dell’abbraccio con gli operai”.
Lavorando incessantemente con competenza e professionalità, si evidenzia in una nota del comune, 180 donne e uomini, in 579 giorni, hanno ridato vita alle strutture, ai fregi e ai decori di uno dei più importanti politeama d’Europa. Per rendere omaggio al loro lavoro, il prossimo 6 dicembre si esibirà la Petruzzelli Swing Orchestra, con i maestri dell’Orchestra del Teatro accompagnati nella sezione ritmica di musicisti jazz. La serata sarà aperta da un contributo video realizzato dall’Accademia del Cinema dei Ragazzi.

– BARI

– È stato inaugurato a Bari vecchia il presepe “dedicato al cronista Giancarlo Siani e a tutta la stampa”, a cura dell’associazione intitolata a ‘Michele Fazio’, il 16enne ucciso per errore in un agguato mafioso il 12 luglio del 2001. Il padre di Michele, Pinuccio, ha voluto dedicare quest’anno il presepe al giornalista napoletano ucciso il 23 settembre 1985 dalla Camorra, e a tutti i giornalisti “perché senza di voi non avremmo voce, le nostre storie sarebbero sconosciute”, ha detto. “Spesso venite attaccati – ha aggiunto Fazio – ma non si comprende che il vostro è un lavoro rischioso, che richiede tanto impegno e dal grande valore sociale”.
All’inaugurazione ha partecipato anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, Piero Ricci. “La scelta di Pinuccio Fazio di dedicare il presepe ai giornalisti ci riempie di orgoglio – ha commentato Ricci – perché da una vittima della criminalità organizzata viene il sostegno alla stampa, in un’epoca di odio nei confronti dei giornalisti”. “Siani – ha aggiunto – è un simbolo anche perché era un precario, e questo la dice lunga sulle minacce che i giornalisti subiscono ogni giorno anche rischiando la vita”. L’iniziativa è patrocinata dalle associazioni Arci Bari, Libera e La Giusta Causa. Il presepe, realizzato dagli artisti Emanuele Dell’Aglio e Giuseppe Catacchio, sarà visitabile in strada Zeuli 15, nella città vecchia, tutti i giorni fino al 2 febbraio 2019 con ingresso gratuito. Pinuccio Fazio ha iniziato la tradizione del presepe fin dal 2004. Il primo fu dedicato a suo figlio Michele e poi negli anni successivi alle mamme, alle forze dell’Ordine, alla magistratura e a tutte le vittime innocenti di mafia e delle guerre.

– Erano un gruppo di artisti ventenni e si chiamavano Claudio Cintoli, Franco Angeli, Alighiero Boetti, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Nimmo Rotella, Mario Schifano, Cesare Tacchi e Renato Mambor.
Quest’ultimo era fidanzato con una ragazza molto bella che voleva fare l’attrice e sarebbe divenuta nota come Paola Pitagora, che un giorno avrebbe raccontato in un romanzo-memoire quegli anni Sessanta del Novecento, passati a Piazza del Popolo attorno al bar Rosati, cercando di attirare l’attenzione di due galleristi, Plinio De Martiis con La Tartaruga e Fabio Sargentini con L’Attico, e del mondo di scrittori e cineasti che frequentavano il bar di fronte, Canova.
Oggi quel libro, ”Fiato d’artista” (Sellerio editore) è diventato uno spettacolo che si replica sino a domenica 9 dicembre) e una manifestazione con lo stesso titolo negli spazi del Vascello diretto con vivacità e ostinazione da Manuela Kustermann. Sono dieci giorni di seminari e incontri.

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La presentazione della nuova serie dal 4 gennaio su Sky Atlantic in Italia, Das Boot, ambientata in un sottomarino tedesco, il famoso U-612, durante l’occupazione nazista in Francia, è stata l’occasione oggi al Torino Film Festival per fare il punto sulla produzione delle serie tv in Europa. “E’ finito il tempo in cui erano solo gli Stati Uniti a sfornare serie tv di successo – ha spiegato il regista della serie tedesca in 8 puntate, Andreas Prochaska – ormai in Europa si producono serie molto amate dal pubblico come le tedesche Babylon Berlin e questa, già venduta in 100 Paesi tra cui la stessa America. Si è formato uno stile, un genere ben preciso, molto richiesto sul mercato che sta interessando tutti i Paesi”.
Das Boot è in onda in Germania da una settimana e già si parla di uno dei prodotti di maggior successo di Sky di quest’anno. “Forse perché il tema dell’occupazione nazista in Europa é ancora forte, non solo per i tedeschi, ma per tutti. O anche per le atmosfere del film ad episodi, quasi tutti ambientati nell’angusto e claustrofobico sommergibile U-612, vissuto dalla Germania di allora, nel 1942, come un perfetto prodotto dell’alta ingegneria tedesca”.
La serie descrive, attraverso gli occhi dei soldati tedeschi, il fanatismo cieco che spinge i giovani a una guerra senza senso, un tema ancora oggi di attualità. Prochaska ha spiegato di essersi ispirato all’omonimo romanzo di Lothar-Gunther Buchleim, nonché al famoso film del 1981 U-Boot 96 di Wolfgang Petersen. “Ho studiato con attenzione quel capolavoro – spiega – perché non ci sono molti documenti su come i soldati vivessero in quell’ambiente claustrofobico e miniaturizzato”. Il film é attualmente in fase di traduzione in diverse lingue “cosa non facile – aggiunge il regista – perché i protagonisti parlano tedesco, francese e inglese. Un elemento questo, il multilinguismo, importante anche sotto un profilo contenutistico in quanto si racconta il rapporto di quei giorni tra la cultura militare tedesca e la resistenza del paese oppresso, in questo caso la Francia. La miglior cosa forse sarebbe poterlo vedere in lingua originale con i sottotitoli”.
Il cast è stellare, si va da Lizzy Caplan (Master of Sex) a Vicky Krieps (Il filo nascosto), da Rick Okon (Tatort) a Tom Wlaschiha (Il trono di spade), a Vincent Kartheiser (Mad Men), August Wittgenstein (The Crown), Rainer Bock (Bastardi senza gloria), Leonard Scheider (Finsterworld).

– BOLOGNA

– Elio Cesari, in arte Tony Renis, accusa Michele Torpedine, produttore musicale di artisti del calibro di Lucio Dalla e Zucchero, di avergli sottratto denaro quando i due condividevano la società di management che gestiva in esclusiva i guadagni de ‘Il Volo’, il trio di giovani cantanti che vinse il Festival di Sanremo nel 2015. Dalla denuncia di Renis, presentata nel 2015, è nato un fascicolo penale che ora prenderà nuova linfa dopo la decisione del Gip di Bologna Rossella Materia che ha disposto ulteriori indagini a carico di Torpedine, accusato di appropriazione indebita aggravata. Il giudice, dopo l’udienza del 29 ottobre, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Antonello Gustapane e, accogliendo l’opposizione dei difensori di Renis, gli avvocati Antonio Cappuccio e Stefania Zambelli, ha dato alla Procura due mesi di tempo per fare accertamenti e nuove acquisizioni.
Natale, tempo di regali, di strenne e di cofanetti musicali. Il periodo più prolifico dell’anno per nuove uscite discografiche e repack anche stavolta non è da meno del solito. E non c’è che l’imbarazzo della scelta per cosa mettere sotto l’albero. A partire dai progetti nuovi, appena pubblicati, come Vita ce n’è, il nuovo disco di Eros Ramazzotti, come sempre nel segno dell’amore, o Atlantico di Marco Mengoni, risultato di oltre due anni passati in giro per il mondo. Natale è anche il periodo preferito di Mina, che torna – solo in voce, ovviamente – con Paradiso (Lucio Battisti Songbook), in cui raccoglie tutti i brani di Battisti che lei ha già interpretato in passato, più due canzoni mai cantate prima. Amore è la parola d’ordine quest’anno anche di Michael Bublè, che ha rinunciato alle atmosfere natalizie cui ci aveva abituato per dare alle stampe Love, un album di “storie d’amore” ripercorrendo come di consueto i classici del repertorio americano. Cuore fa rima con amore , nche per Giorgia, che in Pop Heart reinterpreta brani di Jovanotti, Ramazzotti, Zucchero, Tiziano Ferro, Whitney Houston. Proprio a ridosso delle feste (il 14 dicembre) arriva anche Bruce Springsteen, con il doppio cd Springsteen on Broadway, le registrazioni uniche solo voce, chitarra e piano di brani ormai leggendari introdotti dallo stesso artista. Tra le novità anche Down the road wherever di Mark Knopfler, What is Love dei Clean Bandit e Heart to Mouth dell’italo-americana LP. Quasi un classico, ormai, anche i duetti di Cristina D’Avena sulle note delle sigle dei cartoni animati in Duets Forever. Tra i giovani, Salmo macina record con Playlist e Shade si fa valere con Truman. A metà tra un disco nuovo e una riedizione è il lavoro annunciato a sorpresa di Cesare Cremonini: “Possibili Scenari per pianoforte e voce”. Ad un anno di distanza dall’uscita di “Possibili Scenari”, il cantautore bolognese consegna ai suoi fan la versione sofisticata e intima piano e voce. Chi invece punta tutto sulle atmosfere natalizie è Raffaella Carrà, che dopo cinque anni di assenza dalle scene musicali, torna con “Ogni volta che è Natale”, disco da cantare e da ballare. Uscito già da qualche settimana il primo holiday album di Eric Clapton, Happy Xmas, con i classici natalizi rivisti da slowhand. Lungo, lunghissimo l’elenco dei cofanetti ripubblicati o in versione live: c’è Jovanotti con Oh, live!, un box che oltre a Oh, vita!, l’album prodotto da Rick Rubin uscito un anno fa, anche il dvd del concerto. E c’è anche Vasco Rossi, che continua a festeggiare anniversari, e così festeggia i 40 anni del primo album …Ma cosa vuoi che sia una canzone…. La ristampa inaugura anche la serie R>PLAY di Sony Music, per i quarantennali. I Coldplay celebrano il tour di A Head Full Of Dreams (che ha infranto ogni record di presenze) con la pubblicazione di Live In Buenos Aires / Live In São Paulo / A Head Full Of Dreams (Film). Laura Pausini, dopo il trionfo ai Latin Grammy Awards, ha preparato una special edition dell’ultimo lavoro, pubblicando Fatti sentire ancora, con cd e dvd (del concerto sold out al Circo Massimo di Roma nel luglio scorso) e nella versione deluxe anche libro. Versione live (quella al Forum di Assago del 7 gennaio 2017) anche per Renato Zero con Alt in tour. Un vero e proprio magazine per Emma con il suo Essere Qui – Boom Edition. Non sono da meno i rapper, con Sfera Ebbasta che propone “Sfera Ebbasta Rockstar – Popstar Edition”, doppio cd contenente Rockstar, uscito a inizio anno con in più quattro versioni remix, e Popstar, con 3 nuovi inediti, 3 nuove versioni remix e il tormentone estivo Pablo. Non mancano nemmeno quelli che ormai hanno dato l’addio alle scene (almeno come gruppo): l’ultimo live a Bologna dei Pooh, di due anni fa, è racchiuso in Pooh 50 – L’ultimo abbraccio, 52 brani che ripercorrono la storia di una delle band più longeve. Ripercorrono la loro carriera ma insieme anche Raf e Umberto Tozzi, in una collaborazione sfociata in Raf Tozzi, cofanetto con i successi rimasterizzati dei due artisti.

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Lunga gonna nera in radzmire dalla linea a sirena indossata su un corpino bianco con ampio scollo a V lavorato con centinaia di budellini di organza che modellano perfettamente il corpo per poi cadere liberi sulle spalle.
E’ l’abito che indosserà la sindaca di Roma Virginia Raggi domani domenica 2 dicembre in occasione dell’apertura della stagione lirica presso il Teatro dell’Opera di Roma. E’ stato ideato e realizzato appositamente per lei dallo stilista Camillo Bona. Il tutto è completato da una cappa di velluto nero doppiata di seta bianca e da lunghi guanti di raso nero.
Orecchini di perla e collarino anch’esso di perle sono stati realizzati da Aniello Galderisi per Camillo Bona.
”Una mise da sera moderna ma estremamente elegante e raffinata pensata proprio per esaltare la bellezza e la personalità di Virginia Raggi”, che assisterà al Rigoletto di Giuseppe Verdi diretto dal maestro Daniele Gatti e con la regia di Daniele Abbado.
– BOLOGNA

– Dal 26 al 28 aprile torna a Bologna la seconda edizione dell’Orchestra Mozart Festival, il complesso sinfonico fondato da Claudio Abbado che ora è in residenza a Lugano. Dopo la morte del maestro, nel 2014, il testimone alla guida dell’Orchestra Mozart è passato al direttore olandese Bernad Haintink che sarà ai concerti in programma prima nella città svizzera (dal 21 al 24 aprile) e poi nel capoluogo emiliano-romagnolo, dove il complesso è nato nel 2004. I programmi, negli spazi dell’Auditorium Manzoni, prevedono per la prima serata la Sinfonia concertante per oboe, fagotto, violino, violoncello e orchestra di Haydn e l’Eroica, la terza, di Beethoven, mentre il 28 verranno eseguiti l’Ouverture da Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 22 di Mozart (solista Martin Helmchen) e la Sinfonia N. 4 di Schubert. Anche in questa occasione ci sarà un concerto dei Solisti dell’Orchestra, il 27, dedicato a musiche di Mozart e Beethoven.

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La bigamia può essere un sogno o un incubo, dipende dai punti di vista. I rischi crescono nell’era dei social che trasformano il mestiere del bigamo in una fatica di Sisifo. Al tassista Mario Rossi di punti di vista ne rimangono pochi quando si rende conto che la sua doppia vita, condotta con successo per vent’anni – grazie all’escamotage del turno giorno-notte – sta per naufragare. I suoi due figli si sono conosciuti sul web e decidono di incontrarsi. È la fine! Le sue due mogli saranno mortificate, i due figli amareggiati e lui…arrestato. Questo incontro non s’ha da fare, decide Mario.
E scatena, nelle due ore dello spettacolo, una girandola di bugie che vanno ingrossandosi come uno tsunami. Chat a due piazze è un testo capolavoro di Ray Cooney. Un meccanismo comico perfetto a cui questa scintillante edizione da’ un ulteriore giro di vite. In scena Antonio Pisu e Gianluca Ramazzotti. La regia è di Fabio Ferrari. Si replica dal 4 dicembre al 6 gennaio (a capodanno due spettacoli) al teatro Roma.
Una nuova officina del sapere, tecnologica e interattiva, un’opportunità per confrontarsi, studiare e interrogarsi sulla contemporaneità, ma allo stesso tempo uno spazio storico restituito alla cittadinanza e reintegrato nel tessuto urbano del centro di Mestre. Questo è M9, il Museo del Novecento, unico in Italia, inaugurato oggi alla presenza del ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.
Il progetto, voluto dalla Fondazione di Venezia con un investimento di 110 milioni di euro e 950 ore di lavoro, ha voluto restituire alla terraferma lagunare, figlia ‘povera’ del centro storico, un luogo multimediale che racconti l’identità dei cittadini con un nuovo respiro internazionale. L’intervento, firmato dalla studio berlinese Sauerbruch Hutton, ha previsto la realizzazione di tre nuovi edifici, il principale dei quali dedicato a funzioni museali, il recupero di un ex convento tardo cinquecentesco e la ristrutturazione di un edificio direzionale degli anni Settanta per complessivi 10 mila metri quadri. Così M9 è riuscito a creare un dialogo con il passato, restituendo a Mestre un’area non del tutto valorizzata e spesso sfiorata dal degrado e dall’incuria. L’idea è stata quella di dare vita ad un museo della nazione perché gli italiani conoscano il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna, nella convinzione che la conoscenza è la base indispensabile per progettare il futuro individuale e collettivo. Una finestra culturale con un ‘cuore’ che guarda al secolo scorso ed una ‘testa’ tecnologicamente avanzata come testimonia l’apparato innovativo della struttura: a partire dai 276 pannelli fotovoltaici che garantiscono 86.000 kwh di energia solare per finire, visivamente, con i 20 mila elementi in ceramica di 13 colori che rivestono le facciate. Il risultato è un centro multifunzione (con auditorium, spazi per esposizioni permanenti e temporanee, aree per i servizi e l’intrattenimento) che va oltre un tradizionale museo, ispirato alle esperienze internazionali di rigenerazione urbana, proponendo un format innovativo, una sorta di piccola Smart City al servizio dei cittadini. Un’autocelebrazione che sa cogliere anche l’autoironia: la sezione 8 del museo si chiama “Per farci riconoscere. Cosa ci fa sentire italiani” ed è dedicata al genio italico, a quelle particolarità che ci hanno reso ogni giorno amati nel mondo per letteratura, arte, musica e cinema.

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TORINO

– Il film americano di Paul Dano Wildlife, reduce dai successi di Cannes e Toronto nonché del Sundace, vince il 36esimo Torino Film Festival. Ispirato al romanzo Incendi di Richard Ford, racconta un matrimonio che si sgretola; sullo sfondo l’America anni ’60 vista con gli occhi di un ragazzo. Il titolo del film fa riferimento ad un incendio boschivo della zona – siamo nel Montana – ma anche agli incendi emotivi dei due protagonisti, interpretati da Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan.
“Il festival gode di ottima salute – sottolinea Toffetti – le sale erano piene. Abbiamo anche risparmiato il 2% del budget, a riprova che con una buona e oculata gestione si possono fare grande cose”. Soddisfatta anche Emanuela Martini, il cui mandato di direttore scade con la prossima edizione. “Martini è una grande risorsa per questo festival – dice Toffetti – Se mai non fosse più direttore, sarebbe bene rimanesse tra i suoi responsabili”.
– NAPOLI

– É morto a Napoli il popolare attore Ennio Fantastichini. Era ricoverato da più di due settimane nel Reparto di Rianimazione del Policlinico della Federico II, diretto da Giuseppe Servillo, per le complicanze di una leucemia acuta promielocitica. Per Fantastichini, 63 anni, fatali sono state le complicanze emorragiche della neoplasia ematologica di cui era affetto. In particolare a stroncarlo sono state le emorragie cerebrali che hanno fatto seguito a complicanze polmonari ed intestinali.     

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DALLE 09:20 DI VENERDì 30 NOVEMBRE 2018

ALLE 10:08 DI SABATO 01 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Workshop per imparare arte della parola
A Milano incontro gratuito aperto a professionisti e amatori

Tff dedica giornata extra a BertolucciCon i film Novecento, Il conformista e Io ballo da sola

L’affresco di Moretti, il nostro Paese è come il CileSantiago-Italia da ponte solidale anni ’70 a individualismo oggi

Torino factory cerca talenti under 30Proiettati 8 cortometraggi girati nelle 8 circoscrizioni

In mostra la ‘Follia di guerra’ 1915-18A Imola per centenario fine conflitto e 40 anni legge Basaglia

Cremonini chiude la tre giorni a BolognaAlla Unipol Arena omaggi a Baggio e al bassista diventato papà

Morto Bruno Cagli, storico presidente Santa CeciliaMusicologo, docente universitario, direttore di festival

E’ morto Sandro MayerDirettore ‘DiPiù’ e ‘Gente’. Opinionista Ballando con le stelle

Gomorra da Napoli a Londra, il nuovo volto del maleSul set della quarta stagione in onda a marzo. Si lavora alla quinta

Firenze 1a percentuale affittuari AirbnbFondazione Michelucci, alloggi offerti pari all’1% dei cittadini

Giornate Sorrento, anteprima con Ruffini2 dicembre al Tasso, poi tanti ospiti da De Sica a Verdone

Esce Amarsi è possibile, il nuovo singolo degli Audio2Un album dal titolo ‘432 hz’ nel 2019

La Scala apre con Attila, un Verdi più attuale di FacebookDiretta su Rai1, tolto il crollo del ponte per rispetto Genova

World Summit, Ikon tra migliori progettiE’ la ‘Grande Guerra’ in realtà virtuale per Fondazione Carigo

Remake Pinocchio, Hanks forse GeppettoAttore in trattativa per riadattamento film Disney 1940

Mary Poppins torna e punta agli OscarEmily Blunt e Lin-Manuel Miranda sfidano altri blockbuster

Amici, De Filippi forma la classeNella scuola anche il tenore Alberto e la ballerina Anna Maria

Scala, Comune rinuncia a biglietti primaContributo sale a 5,5 milioni. Non ci sarà vendita solidale

A Enia premio letterario SuperMondelloDue riconoscimenti sono andati al suo “Appunti per un naufragio

Venezia a S.Rocco la luce per TintorettoLe tele riprendono potenza espressiva

Marcello Fonte, ho una Ferrari dentroAttore Palma d’oro protagonista di Sembravano applausi

Eros spodesta Salmo e guida la hit paradeAl terzo posto Cristina D’Avena. Sesti i Pooh

Frida Kahlo a NY con contenuti Casa AzulDa febbraio al Brooklyn Museum, “ponte culturale Usa-Messico”

Auditorium Roma e Atene, opere di PianoRealizzate da Salini Impregilo “opere pubbliche terzo millennio”

Film restaurato, esce ‘L’appartamento’Cineteca Bologna lo porta nelle sale dal 3 dicembre

Parole incrociate, storia dell’inventoreFu un impiegato di Lecco ma la notorietà andò a un americano

Carl Brave torna con Notti Brave (After)Sette brani e duetti con Max Gazzè, Guè Pequeno e Luché

A Matteo Garrone Premio Langhe RoeroDamilano, premio coniuga il grande cinema e la cultura del vino

Asta record per banconota 1000 lire 1899Bolaffi, top lot numismatica moneta del 1864, oltre 225mila euro

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L’ARTICOLO

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Un workshop gratuito per imparare ‘L’arte della parola’, un’anatomia del provino “dove ogni battuta, ogni sguardo e ogni respiro, devono essere funzionali al racconto del personaggio”. E’ l’opportunità che verrà offerta, domani, dall’Ica (International Cinema Academy) di Milano, la “prima scuola in Italia dedicata alle esigenze di formazione attoriale, per la recitazione cinetelevisiva e le arti sceniche in generale, con pratica sul set, orientamento finale e reali contatti con il mondo del lavoro”. Il workshop, i cui posti sono limitati, è rivolto a professionisti o persone comuni che vogliono migliorare la capacità di parlare in pubblico. “Il docente, Roberto Graziosi – spiegano gli organizzatori – è uno dei più importanti casting director diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, assistente di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano”.
Interverranno ospiti del mondo dello spettacolo, tra cui Lorenzo Beccati autore di ‘Striscia la notizia’.
– TORINO

– Il Torino Film Festival omaggia Bernardo Bertolucci con una giornata di proiezione domenica 2 dicembre, il giorno dopo la fine del festival, al Cinema Massimo.
“Un modo per celebrare uno dei grandi autori del cinema italiano, appena scomparso, attraverso una selezione di tre dei suoi film più significativi”, spiega il Tff. Si tratta DI ‘Novecento’, del 1976, con Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, ‘Il conformista’ del 1970,c on Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Gastone Moschin, e ‘Io ballo da sola’, del 1996, con Liv Tyler, Jeremy Irons, Sinéad Cusack, Rachel Weisz. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione della Cineteca di Bologna, di Minerva Raro Video e del Museo Nazionale del Cinema di Torino.
TORINO – ‘Santiago, Italia’ il nuovo film di Nanni Moretti sul Cile passato oggi al Torino film festival, tre anni dopo ‘Mia madre’, è un documentario dall’impianto classico, ma con una chiaro intento morale e la precisa volontà di fare un inevitabile confronto di “come eravamo” negli anni Settanta e di come siamo diventati. Dedicato al colpo di stato dell’11 settembre 1973 di Pinochet che pose fine al governo socialista di Salvador Allende in Cile, ‘Santiago, Italia’ che chiude la 36/a edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 dicembre con Academy Two, è una lunga serie di interviste e materiali di repertorio sulla fine del governo socialista di Allende e sul ruolo dall’ambasciata italiana a Santiago.Un’ambasciata che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime (circa 600), consentendo poi loro di raggiungere l’Italia, unico paese in Europa che, tra l’altro, non aveva riconosciuto il governo Pinochet. Insomma cileni migranti che approdarono in un Italia diversa, quella degli anni di piombo e ideologizzata, un Paese che li accolse e li integrò con grande accoglienza. Scorrono sullo schermo in ‘Santiago, Italia’, tra le altre le voci quelle dei registi Patricio Guzman e Miguel Littin, delle giornaliste Marcia Scantlebury e Patricia Mayorga, del traduttore Rodrigo Vergara, di militari di Pinochet ormai in carcere e, ovviamente, la testimonianza di Roberto Toscano, l’allora ambasciatore italiano a Santiago. C’è poi l’avvocato Carmen Hertz che ricorda il ruolo fondamentale degli Stati Uniti nel golpe di Pinochet; chi ricorda le torture del regime e chi il lancio di bambini oltre il muro dell’ambasciata italiana (un modo estremo per dar loro salvezza).E ancora la testimonianza del diplomatico Piero De Masi che, di fronte all’invasione della sede italiana, dice:”pur non avendo risposte ufficiali dall’Italia decisi alla fine di tenerli tutti”. Tra immagini di repertorio del docu quelle dello stadio-lager allestito da Pinochet subito dopo il golpe e quelle dei caccia che bombardarono la Moneda, il loro stesso palazzo presidenziale con dentro Allende poi trovato morto (per suicidio o assassinato?) Moretti, di cui si sente la sola voce durante le interviste, mette la sua faccia, e si vede, solo una volta quando intervistando un ex ufficiale di Pinochet in prigione (fine pena 2038), il generale Raúl Eduardo Iturriaga Neumman, replica alle sue ragioni di militare fedele al regime e al suo desiderio di un’intervista meno faziosa con uno scandito:”io non sono imparziale”.Ma la morale del film è tutta nell’intervento finale di Erik Merino, ex esule dal Cile negli anni Settanta e ora imprenditore in Italia: “Sono arrivato in un paese che aveva fatta la guerra partigiana e che aveva difeso lo statuto dei lavoratori. Oggi viaggio per l’Italia e che somiglia sempre di più al Cile, alle cose peggiori del Cile. Un consumismo terribile, quello che si vede, dove la persona che hai al tuo fianco se può ti calpesta. C’è ormai solo individualismo”.

– TORINO

– Con il nuovo progetto Torino Factory, presentato al Torino Film Festival, la città si candida come set cinematografico in tutta la sua reale estensione fisica, nelle sue 8 circoscrizioni. Con l’intento, spiegano il presidente di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Manera e il direttore artistico del progetto, Daniele Gaglianione, “di ancorare il cinema al territorio”.
“Da un lato – dice l’assessora alla Cultura della Città, Francesca Leon – si alimenta la vocazione della città a fucina di cinema avvicinando i giovani talenti locali ai diversi settori dell’industria cinematografica, dall’altro si mette al centro la vita dei cittadini attraverso la creatività”.
Il format è dedicato a cortometraggi realizzati da under 30.
Alla prima edizione hanno partecipato 43 progetti tra i quali ne sono stati scelti 8, uno per circoscrizione, tutti proiettati oggi al Tff. “Sono 8 lavori tra loro diversi – dice Gaglianone – si va dall’horror al film realista, dal visionario al film di denuncia.
– IMOLA (BOLOGNA)

– A Imola tra il 1915 e il 1918 furono oltre seicento i militari ricoverati nel Manicomio di Santa Maria della Scaletta (Osservanza) e nel Manicomio provinciale di Bologna in Imola. In una mostra documentaria, ‘Follia di guerra’, allestita alla Biblioteca comunale e visitabile dal primo dicembre al 2 febbraio, l’esperienza di guerra e la degenza in manicomio sono narrate attraverso le storie racchiuse nei documenti sanitari e nella corrispondenza.
Le cartelle cliniche dei soldati parlano di danni morali e fisici, ma anche di vergogna, paura, senso d’abbandono: dei traumi e delle emozioni dei soldati provenienti dal fronte e originari di ogni parte d’Italia.
La mostra, promossa dalla Biblioteca e dall’Archivio storico comunale, è organizzata in occasione del centenario della fine della Grande guerra (1918-2018) e del quarantennale della legge Basaglia (1978-2018), che ha riorganizzato l’assistenza psichiatrica con la chiusura dei manicomi. L’analisi delle cartelle cliniche è stata possibile anche grazie al riordino fatto sulla base del progetto elaborato dall’Archivio storico comunale e finanziato dall’Ausl, proprietaria della documentazione. L’inventario è stato realizzato con la piattaforma messa a disposizione dall’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna.

– BOLOGNA

– Quasi due ore e mezza di musica, ventiquattro canzoni che hanno ripercorso una carriera ormai ventennale: dalla più recente ‘Possibili scenari’, senza dimenticare gli inizi, ovvero i Luna Pop, con il tormentone ’50 Special’ oppure ‘Marmellata #25’. Cesare Cremonini ha chiuso ieri il suo ‘tour nel tour’ bolognese, con la terza serata consecutiva alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno.
“Mi ricordo quando camminavo sotto i portici di questa città, mai avrei pensato all’epoca di poter costruire qualcosa di così grande”, le parole dell’artista nato proprio a Bologna, che nel corso del concerto ha dialogato più volte con il pubblico.
Cremonini ha dedicato la canzone ‘Vorrei’ al bassista Nicola ‘Ballo’ Balestri, diventato papà in questi giorni e presente il 29 novembre sul palco di Casalecchio. Immancabile la maglia del Bologna calcio indossata da Roberto Baggio, che il cantautore ha mostrato al pubblico prima di raccogliere una sciarpa dei tifosi rossoblù. “Sono stati tre giorni meravigliosi”, ha detto.
Fu secondo solo al Conte di San Martino che fu a capo dell’Accademia per 52 anni. Santa Cecilia, una delle più importanti istituzioni musicali italiane, perde il suo ultimo principe: a 76 anni è scomparso Bruno Cagli, presidente onorario ma già presidente dell’Accademia dal 1990 al 1999 e poi nuovamente dal 2003 al 2015. Musicologo e saggista, è stato docente universitario a Urbino e Napoli, era nato a Narni il 2 giugno 1942. Un lungo incarico alla guida dell’istituzione che Cagli ha portato avanti per 21 anni, traghettando l’Accademia verso riconoscimenti internazionali grazie anche a scelte che hanno operato profondi cambiamenti. Il musicologo negli anni si è distinto anche come come autore di testi e sceneggiature teatrali e radiofoniche.
Infaticabile promotore di progetti culturali,  negli anni ’70 ha legato il suo nome alla Fondazione Rossini di Pesaro di cui è stato direttore artistico. Sono anni in cui gli incarichi artistici si susseguono a ritmo incalzante: all’Accademia Filarmonica (dal 1978 al 1981 e dal 1986 al 1988), al Teatro dell’Opera di Roma (1987-1990), al Festival Verdi (1999-2001), al ROF nel 1981, fino ad approdare nel 1990 alla guida dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Tra le iniziative che hanno visto il suo impegno ci sono numerosi Festival, come il Festival Barocco di Viterbo e il Festival verdiano di Parma, in occasione delle celebrazioni del centenario della morte di Giuseppe Verdi. Autore di numerosi testi pubblicati su riviste specializzate e rappresentati a teatro, Cagli ha scritto quattro libretti d’opera, e nel 2014 con l’editore Bulzoni ha pubblicato il volume Teatro, che raccoglie una selezione della vasta produzione di Cagli per il teatro di prosa. La sua professionalità si è espressa anche per la radio, la televisione e il cinema dove ha lavorato come sceneggiatore e autore nel film Rossini, Rossini di Mario Monicelli. Nel 1981 ha vinto il Prix Italia con il melodramma radiofonico Una vendetta in musica, del quale ha scritto testo e musica. Oltre che dell’Accademia di Santa Cecilia Bruno Cagli è stato membro dell’Arcadia, dell’Accademia di San Luca, dell’Istituto di Studi Romani, dell’Accademia Filarmonica Romana, dell’Accademia Raffaello di Urbino. È stato insignito della medaglia d’oro per i benemeriti della cultura e dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.
– È morto a Roma il giornalista Sandro Mayer, direttore del settimanale ‘DiPiù’ e opinionista a ‘Ballando con le stelle, il programma di Milly Carlucci su Rai1.
Mayer era nato a Piacenza nel 1940 e il prossimo 21 dicembre avrebbe compiuto 78 anni. Laureato in scienze politiche, è stato per vent’anni direttore del settimanale ‘Gente’ e dal 2004 dirigeva alcune testate di Cairo Editore.
NAPOLI – Esterno notte, ha appena smesso di piovere nella realtà e nella finzione Napoli vista dal Vomero brilla come una pietra preziosa: Genny e Azzurra insieme, solidali come mai, girano una delle ultime scene della dodicesima e ultima puntata della quarta serie di Gomorra, si scambiano baci appassionati e promesse e la notizia è che sono ancora vivi. Niente sangue, niente violenza – qualcuno dietro le quinte chiede ‘ma ora la butta di sotto?’ – solo amore: ”Come sei bella’, dice lui in vena di confessioni (”quello che ero prima bussa per uscire fuori, è una continua battaglia”), per poi chiosare ”la battaglia è finita”.Ma a quale costo la pace? E quale pace? Nell’incontro con il cast al gran completo, nell’elegante ristorante che ospita la scena sul set agli sgoccioli per la serie che andrà in onda a marzo 2019 su Sky Atlantic, non si è saputo molto della trama della quarta stagione ma si è saputo comunque che non sarà l’ultima: ”stiamo già lavorando alla quinta, perchè, finita questa, abbiamo capito che c’erano ancora i margini per andare avanti”, dicono in coro Riccardo Tozzi di Cattleya (che la produce con Sky e Fandango in collaborazione con Beta Film) e Nils Hartmann responsabile delle produzioni originali di Sky.”Questa sarà la stagione degli spaesamenti – spiega Tozzi – perchè i protagonisti non si troveranno più nei loro luoghi abituali e vivranno esperienze di grande intensità emotiva”. Genny eccolo qui, sopravvissuto alla morte dell’amico e fratello Ciro ”si deve adeguare ad un nuovo modello di male”, spiega Salvatore Esposito che è diventato grande insieme al suo personaggio. ”Insieme alla moglie Azzurra – dice Ivana Lotito che le dà il volto – iniziano ad intraprendere un nuovo business, si spostano su un terreno professionale diverso”. Li incontreremo quindi a Londra, ”che è la scelta ideale per spostare l’attenzione sul futuro del business europeo e mondiale. Una situazione in cui i personaggi si troveranno immersi nel male e nella consapevolezza che il male è ovunque. Poca violenza? Scuramente qui ci sarà anche una violenza diversa, fatta da personaggi che magari non uccidono direttamente ma portano le persone a suicidarsi”.”Napoli comunque rimane protagonista assoluta – continua Salvatore – ora siamo al Vomero ma il cuore della serie rimane nella periferia, nelle stesse location degli anni passati abbiamo girato tanto anche lì. Ma Genny, appunto, sarà anche altrove”. Ancorato al territorio, come spiega Cristiana Dell’Anna, è invece il suo personaggio, Patrizia: ”che ama profondamente e in modo viscerale la sua terra e in questa serie più che mai”.Chi è veramente altrove è Marco D’Amore che, morto il suo personaggio, Ciro, alla fine della terza stagione, ora è uscito di scena ma ha trovato una nuova collocazione dietro la macchina da presa nel nuovo ruolo di regista insieme a Francesca Comencini (che cura anche la supervisione artistica), Claudio Cupellini, Enrico Rosati e Ciro Visco. ”Io vivo questa serie – dice D’Amore – con grande sacralità, ogni scena, ogni momento deve avere una sua profondità. Ho rincorso e perseguito un elevato livello di epicità”. ”Con questa quarta serie – aggiunge Hartmann – Gomorra che negli ultimi 10 anni è nata ed ha vissuto della contaminazione e dell’evoluzione del gruppo, arriva alla sua maturità”.

– FIRENZE

– Firenze è al primo posto tra le città italiane per la percentuale di affittuari Airbnb rispetto alla popolazione: gli 8mila alloggi offerti sulla piattaforma sono pari all’1% dei cittadini, calcolati in 800.000 sommando ai residenti chi vive nel capoluogo toscano. Il dato emerge dalla ricerca ‘Percorsi abitativi per l’emancipazione’ della Fondazione Giovanni Michelucci presentata al convegno ‘Fai la casa giusta’ promosso dalla Fondazione Cr Firenze. “Il problema di questo genere di attività è che ha drogato il mercato – ha commentato Massimo Colombo della Fondazione Michelucci -, ha tolto la possibilità di avere affitti a lungo termine, molti residenti che avevano alloggi li hanno destinati a questa attività, trasferendosi in periferia e svuotando il centro città”. Questa tendenza, ha aggiunto Colombo, “ha portato a diminuire le opportunità abitative e anche ad aumentare il costo degli affitti in centro e anche in periferia”.
– NAPOLI

– Inizia a Sorrento con Paolo Ruffini, presente in sala alla proiezione di ‘Up & Down-Un film normale’ il 2 dicembre al Cinema Tasso (ore 21) la settimana dedicata al grande cinema. La serata è una anteprima aperta alla città delle Giornate Professionali di Cinema, principale momento d’incontro dell’industria cinematografica italiana (fino a sabato 8 dicembre). Tra i tanti protagonisti del cinema italiano attesi a Sorrento, Serena Rossi, Luca Argentero, Massimo Boldi, Christian De Sica, Fausto Brizzi, Aldo Baglio, Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca, Fabrizio Bentivoglio, Claudia Gerini, Andrea Occhipinti, Gabriele Muccino, Matilda De Angelis, Paola Cortellesi, Sonia Bergamasco, Antonio Albanese, Riccardo Milani, Giovanni Veronesi, Matilde Gioli, Carlo Verdone, Luigi e Aurelio De Laurentiis. La 41/a edizione è promossa dal Comune di Sorrento e dall’Anec, l’associazione nazionale degli esercenti di cinema che le produce e organizza, con il sostegno del Mibac e della Regione Campania.
Da domani sarà trasmesso nelle radio “Amarsi è possibile”, nuovo singolo degli Audio2, una produzione Clodio Music. Per l’occasione il gruppo campano annuncia ufficialmente il titolo del nuovo album 432 hz, in uscita nel 2019.
“Amarsi è possibile”, brano firmato dagli stessi Gianni Donzelli e Enzo Leomporro, con arrangiamenti di Luigi Pignalosa, è una canzone d’amore raffinata e ricca d’immaginazione che si muove in equilibrio fra il piano del racconto e quello della metafora, per definire i tratti di un “un sentimento sincero, poi schiude le ali, come un frutto maturo”.
In attesa della tracklist completa gli Audio2 escono, in tutte le piattaforme digitali e negozi online (e su YouTube con il video); il videoclip del singolo, firmato da Michele Vitiello, guarda a mondi immaginati e si affida a suggestive riprese aeree, in cui la musica riconquista un ruolo centrale, da autentica protagonista, in equilibrio fra dimensioni interiori e terrestri.IL VIDEO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

MILANO – La “serata d’opera più importante del mondo” (copyright del sovrintendente della Scala Alexander Pereira) il prossimo 7 dicembre si aprirà con Attila, con Riccardo Chailly sul podio e la regia di Davide Livermore. Come sempre, chi non sarà in teatro (praticamente sold out i biglietti che hanno prezzi fino a tremila euro) potrà seguirla in diretta su Rai1, al cinema in Italia e all’estero, e in una trentina di punti di Milano, dall’Ottagono della Galleria al carcere di San Vittore al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.
Una prima diffusa, insomma, per “coinvolgere il grande pubblico e rendere contagiosa la passione dell’opera” come ha spiegato l’ad della Rai, Fabrizio Salini, confermando che la prima sarà sulla rete ammiraglia anche nei prossimi anni (nel 2019 toccherà a Tosca). D’altronde, secondo Livermore, “Verdi è l’autore più attuale che ci possa essere. Neanche un rapper del Bronx è attuale quanto lui”, che nella sua vita di compositore “non ha mai cavalcato i like, è stato una spina nel fianco della società” di cui ha messo in luce “ipocrisie e lato oscuro”. Per dimostrarne l’attualità, il regista (grazie anche alle scenografie di Gio Forma, ai costumi di Gianluca Falaschi e ai Video di D-Wok) ha ambientato la vicenda del re degli Unni in un Novecento distopico, dicendo addio a “corna e pelli di montone” ma senza dare una connotazione precisa del tempo. L’obiettivo è essere “al servizio di Verdi” senza distogliere l’attenzione dall’opera. Anche per questo, Livermore ha deciso di evitare la caduta del ponte su cui si trovano per un faccia a faccia Attila e il generale romano Ezio. Il ponte si dividerà, ma non sarà distrutto “per rispetto dei morti e della sofferenza” di chi ha vissuto il crollo del ponte di Genova.
“Non ci interessa fare effetti teatrali a scapito della sensibilità delle persone”, ha aggiunto, liquidando anche le polemiche per eventuali scene blasfeme, contro cui si è scagliato un sindaco della provincia di Bergamo che al riguardo ha scritto anche al sovrintendente. “E’ giusto che ci siano stati un’evoluzione, dei cambiamenti, delle riduzioni di cose e quello che abbiamo tolto – ha tuonato Chailly – è affar nostro”. Comunque tutto, ha assicurato il direttore musicale della Scala, è stato fatto “in funzione della musica”. Qui Attila (dopo Giovanna d’Arco seconda opera della trilogia giovanile di Verdi, che Chailly vuole mettere in scena e che si concluderà con Macbeth) viene eseguito nell’edizione critica Ricordi del 2012. In più, il maestro ha voluto aggiungere prima del trio del terzo atto cinque battute composte da Rossini e l’aria del tenore che Verdi aveva scritto per la Scala e che dai suoi anni non è più stata cantata qui.
“Per me è stato come tornare a scuola ancora”, ha spiegato il tenore Fabio Sirtori, che interpreta Fortunato, mentre Ildar Abdrazakov (Attila) ha parlato di un “sogno che diventa realtà”. Alla presentazione hanno partecipato anche alcuni degli sponsor della prima: da Edison, che illuminerà il 7 dicembre con energia che arriva da fonti rinnovabili, a Bmw a Jti fino a Rolex che ha annunciato anche un grande concerto per il 23 giugno alla Scala con i Wiener Philharmoniker e i suoi ‘ambasciatori’ da Placido Domingo a Jonas Kaufmann e Gustav Dudamel. Ma per ora i riflettori sono sul 7 dicembre, quando sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Questa è anche una grande serata dell’Italia – ha concluso il sovrintendente Pereira – che deve concentrarsi sulle sue forze. Una di queste sono i valori culturali e l’opera lirica”.

– TRIESTE

– La Grande Guerra raccontata dall’azienda Ikon attraverso la Realtà Virtuale è uno dei 40 migliori progetti digitali al mondo, e l’unico per l’Italia, premiato dall’Onu e dall’Unesco con il World Summit Award, che premia l’innovazione digitale.
Si tratta dell’allestimento virtuale del Museo della Grande Guerra sul Monte San Michele, teatro delle pagine più tragiche della Prima Guerra Mondiale: un progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia realizzato con Intesa Sanpaolo e il sostegno di Onorcaduti e del Comune di Sagrado. E’ stato riconosciuto a livello mondiale (180 i Paesi selezionati) per qualità del prodotto, innovazione e capacità di unire cultura, turismo e digitale. A un secolo dalla conclusione del conflitto il progetto multimediale ha contenuti sorprendenti e si visitare in chiave ‘immersiva’ il Museo del San Michele, facendo uso di realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni in 3D.

– NEW YORK

– Tom Hanks potrebbe essere Geppetto nel nuovo film ‘Pinocchio’. Hollywood Reporter scrive che l’attore è in trattative per il ruolo nel remake live action della pellicola animata della Disney del 1940. Il progetto, la cui regia sarà affidata a Paul King, fa parte della strategia della casa cinematografica americana di riadattare parte dei suoi film animati più di successo. Una strategia che sembra funzionare visto che il trailer del remake del ‘Re leone’, in uscita la prossima estate, è stato il secondo più visto in assoluto.
‘Pinocchio’ del 1940, basato sul libro di Carlo Collodi, fu il secondo film animato della Disney dopo ‘Biancaneve e i sette nani’ del 1937. Sempre secondo Hollywood Reporter l’unico ostacolo al ruolo per Hanks è un conflitto con il suo prossimo film di fantascienza ‘Bios’. La produzione vorrebbe infatti iniziare le riprese a febbraio: in quel caso non sarebbe compatibile con Pinocchio che dovrebbe andare sul set a maggio.
NEW YORK – Mary Poppins ritorna con la valigia di tappeto e l’ombrello dal manico con il pappagallo, ed e’ gia’ profumo di Oscar ancor prima del debutto nelle sale. Per citare l’opinione che la magica bambinaia dei libri di P.L. Travers aveva di se, il verdetto dei pochi eletti ammessi alla prima red carpet del film a Los Angeles e’ stato unanime: “Praticamente perfetto sotto ogni punto di vista”.Il sequel con Emily Blunt e Lin-Manuel Miranda del leggendario film del 1964 che aveva avuto protagonisti Julie Andrews e Dick Van Dyke uscira’ nelle sale Usa il 19 dicembre, in tempo per Natale, ma anche per piazzarsi tra i grandi contendenti agli Oscar 2019 con altri blockbuster come “Black Panther”, “A Star is Born” e “A Quiet Place”: una novità, secondo The Hollywood Reporter, rispetto ad anni recenti quando i giurati dell’Academy avevano puntato su film indipendenti e di nicchia. Le previsioni di incassi per “Mary Poppins Ritorna” sono di oltre 65 milioni di dollari nella prima settimana nelle sale e solo negli Stati Uniti.E certamente si parla già dell’ambita statuetta della migliore attrice protagonista per la Blunt, che torna a sollevare gli spiriti della famiglia di Michael Banks, che era bambino al tempo del primo film: sono passati 20 anni dalle avventure del primo film che fece della Andrews una star. Michael e’ in lutto per la morte improvvida della moglie e i suoi tre figli hanno estrema necessita’ di quel “poco di zucchero” che solo la signorina arrivata con il vento dell’Est sa come amministrare.Il ritorno di Mary Poppins contiene quel mix di elementi capaci di proiettare un film al successo sia di cassetta che di critica: oltre alla Blunt e al creatore del rap “Hamilton” Lin Miranda che per l’occasione sfoggia un perfetto accento “british”, recitano Colin Firth, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters e Meryl Streep nella parte di Topsy, la cugina anziana di Mary, mentre il 92enne Van Dyke ha avuto un piccolo ruolo cammeo di un banchiere che balla il tip-tap. Tra la 35enne Emily e la 69enne Meryl c’e’ un forte feeling cinematografico: hanno recitato assieme nel 2006 in “Il Diavolo Veste Prada”, poi in “Into the Woods”, ed e’ nata una amicizia fatta di rispetto reciproco.Il regista Rob Marshall offre ulteriore valore aggiunto avendo visto l’Oscar per il miglior film nel 20o2 con Chicago e avendo diretto musical come “Nine” e “Into the Woods”: “Il mondo di oggi e’ un luogo fragile e c’e’ bisogno di un po’ di magia. Lo sento personalmente e so che l’intero cast la pensa come me”, ha detto spiegando sul red carpet perché ha accettato di girare il film.

– Nella puntata di sabato 1 dicembre, Maria De Filippi forma la classe di questa 18/a edizione. Erano previsti 12 banchi ma, a sorpresa, sono diventati 14: si sono infatti aggiudicati direttamente l’ingresso nella scuola di “Amici” Alberto Urso tenore e Anna Maria Ciccarelli ballerina.
Ne fanno parte tra i Ballerini: Miguel Chavez, Arianna Forte, Marco Alimenti, Mowgli, Giusy Romaldi e Anna Maria Ciccarelli. Cantanti: Giordana, Mameli, Tish, Daniel Piccirillo, Alessandro Casillo, Giacomo Eva, Jefeo, e Alberto Urso. In chiusura di puntata Amici ricorda con affetto il direttore e amico Sandro Mayer. Il programma prodotto da Fascino P.g.t.
per Mediaset è ideato e condotto da Maria De Filippi e scritto con Mauro Monaco, Fabio Pastrello e Luca Zanforlin. A cura di Eliana Guerra. Produttore esecutivo Claudia Ciaramella. Regia Andrea Vicario.
– Il contributo del Comune di Milano alla Scala per il 2018 è di 5,5 milioni di euro. Meno quindi dei 6,4 milioni del 2016 ma più dei cinque versati lo scorso anno. Il sindaco Giuseppe Sala, che è anche presidente del teatro, lo ha spiegato uscendo dalla riunione fiume del cda, spiegando che il Comune rinuncerà ai biglietti della prima del 7 dicembre, che così il teatro può mettere normalmente in vendita (prezzo massimo tremila euro l’uno). Palazzo Marino ha sempre tradizionalmente avuto un pacchetto cospicuo di biglietti che venivano distribuiti ai consiglieri comunali. L’ex sindaco Giuliano Pisapia decise di mettere in vendita i biglietti e utilizzare il ricavato per progetti di solidarietà. “La vendita solidale non ci sarà – ha spiegato Sala – perché abbiamo l’obiettivo di tenere i conti” in ordine.
La Scala, ha assicurato, chiuderà in pareggio il 2018 anche se c’è stata una flessione dei ricavi della biglietteria.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

PALERMO

– Davide Enia, attore e scrittore, è il vincitore del premio SuperMondello e del Mondello Giovani 2018. I due riconoscimenti sono andati al suo “Appunti per un naufragio” edito da Sellerio. Dal libro è stata tratta la rappresentazione teatrale “Abisso”, che in questi giorni è andata in scena a Palermo, interpretata dallo stesso Enia.
La cerimonia per l’assegnazione del premio si è svolta presso la Società Siciliana per la Storia Patria, nell’ambito della XLIV edizione del premio letterario internazionale Mondello promosso dalla Fondazione Sicilia. Per la sezione “opera italiana” con Enia sono stati selezionati e premiati Michele Mari con “Leggenda privata” (Einaudi), Laura Pariani con “Di ferro e d’acciaio” (NNE). Ad Alberto Casadei con “Biologia della letteratura” (il Saggiatore) è andato il premio per la sezione Mondello critica. I quattro autori sono stati designati dal comitato di selezione presieduto da Giovanni Puglisi.

– VENEZIA

– In occasione delle celebrazioni del Cinquecentenario della nascita del Tintoretto, i celebri teleri della Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia tornano a splendere sotto una nuova luce, grazie al nuovo sistema di lighting design. Il progetto, messo a punto da Studio Pasetti Lighting, realizzato su commissione della Confraternita della Scuola Grande di San Rocco e realizzato grazie alla collaborazione tecnica dell’Azienda iGuzzini, rappresenta un traguardo nel settore museale verso un nuovo concept nell’uso della luce, in grado di valorizzare il ricco ed articolato patrimonio artistico della Sala Capitolare. In particolare, pubblico potrà ora apprezzare appieno la tecnica compositiva delle maestose tele del Tintoretto, la costruzione delle figure, realizzate con pennellate di puro colore e luce, i particolari sullo sfondo, le particolarità simboliche, elementi che contraddistinguono l’opera del celebre pittore veneziano e che appaiono con tutta la loro potenza espressiva.
TORINO

– Incontrare Marcello Fonte, Palma d’Oro a Cannes per Dogman di Matteo Garrone è sempre un’esperienza unica perché il suo autentico candore prima ti spiazza e poi ti conquista. Protagonista del documentario ‘Sembravano applausi’ di Maria Tilli, ‘fuori programma’ al Torino Film Festival, ritrae l’attore prima, durante e dopo, le riprese del film di Garrone, candidato per l’Italia alle nomination per l’Oscar straniero. Una sorta di backstage del film in cui si assiste anche al modo di lavorare del regista romano a Castel Volturno e poi tante scene dello scantinato in cui ha vissuto a Roma, della baracca in Calabria dove ancora volutamente vive la madre con il nuovo compagno e quattro galline fino alle immagini di lui sulla Croisette, a ricevere la Palma come miglior attore protagonista.
Una vita la sua, che sembra la favola di Cenerentola al maschile: “Quando sono stato ad Hollywood mi hanno portato a vedere le case delle grandi star, ma non mi hanno colpito più di tanto. Io la Ferrari ce l’ho dentro”.
– Vita ce n’è, il nuovo album di Eros Ramazzotti uscito una settimana fa in 100 Paesi del mondo in italiano e spagnolo, debutta direttamente in vetta alla classifica Fimi-Gfk dei dischi più venduti della settimana, spodestando Salmo e il suo Playlist, che scivola in seconda posizione.Sul terzo gradino del podio un’altra new entry, Duets Forever – Tutti cantano Cristina, in cui Cristina D’Avena ha coinvolto sedici colleghi, da Patty Pravo a Malika Ayane, da Nek al Volo, invitandoli a cimentarsi in altrettante sigle storiche di cartoni animati. In quarta posizione si confermano i Maneskin con Il ballo della vita, davanti a Giorgia, quinta con Pop Heart.In una top ten che alterna rap e grandi classici, entra al sesto posto Pooh 50 – L’ultimo abbraccio: la raccolta dei 52 brani dell’ultimo live della band, che due anni fa a Bologna ne ha segnato l’addio alle scene. Torna nella top ten Ultimo, settimo con Peter Pan; a seguire Michael Bublé con Love, Elisa con Diari aperti (questa settimana guadagna quattro posizioni ed è nona) e Roberto Vecchioni con L’infinito. Tra i singoli spopolano le voci di X Factor: in testa c’è Anastasio con La fine del mondo, poi Martina Attili con Cherofobia. Seguono i Maneskin con Torna a casa e Salmo, che piazza Il cielo nella stanza (feat. Nstasia e Sfera Ebbasta). Tra i vinili, dominano Cristina D’Avena e i Pooh.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 23 al 29 novembre:1) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLIDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)3) DUETS FOREVER – TUTTI CANTANO CRISTINA, CRISTINA D’AVENA (WARNER BROS-WMI)4) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)5) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA SRL- SONY)6) POOH 50 – L’ULTIMO ABBRACCIO, POOH (FRIENDS & PARTNERS SRL-SONY)7) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICE)8) LOVE, MICHAEL BUBLE’ (WARNER BROS-WMI)9) DIARI APERTI, ELISA (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)10)L’INFINITO, ROBERTO VECCHIONI (DM PRODUZIONI-ARTIST FIRST)Ecco la classifica dei singoli:1) LA FINE DEL MONDO, ANASTASIO (RCA RECORDS LABEL-SME)2) CHEROFOBIA, MARTINA ATTILI (RCA RECORDS LABEL-SME)3) TORNA A CASA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)4) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT.NSTASIA (EPIC-SME)5) CABRIOLET, SALMO FEAT. SFERA EBBASTA (EPIC-SME)Ecco la classifica dei vinili:1) DUETS FOREVER – TUTTI CANTANO CRISTINA, CRISTINA D’AVENA (WARNER BROS-WMI)2) POOH 50 – L’ULTIMO ABBRACCIO, POOH (FRIENDS & PARTNERS SRL-SONY)3) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)4) NEVERMIND, NIRVANA (GEFFEN RECORDS/USM-UNIVERSAL MUSIC)5) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLIDOR-UNIVERSAL MUSIC)

NEW YORK – Frida Kahlo arriva a New York con, per la prima volta i contenuti della sua leggendaria Casa Azul. La mostra ‘Appearances Can Be Deceiving’ (le apparenze ingannano, dal titolo di un disegno dell’artista che la raffigura con un vestito trasparente e sotto tutti i segni delle sue infermita’) aprirà i battenti l’8 febbraio al Brooklyn Museum.”Siamo felici di ospitare a New York l’omaggio a una figura iconica e internazionalmente famosa”, ha detto Anna Pasternak, la direttrice del museo, sottolineando l’importanza dell’iniziativa “nel particolare momento storico che stiamo vivendo, quando è assolutamente necessario costruire ponti culturali tra Stati Uniti e Messico”. La mostra, che arriva dopo i successi delle rassegne dedicate a David Bowie e a Georgia O’Keefe, e’ la più completa negli Usa in un decennio e, come per Bowie, raccoglie il testimone dalla retrospettiva organizzata sulla Kahlo al Victoria and Albert Museum di Londra dove per la prima volta gli oggetti della Casa Azzurra avevano viaggiato fuori dal Messico.Al Brooklyn Museum il focus sarà su come politica, identità di genere, abiti e disabilita’ ebbero un ruolo nel definire l’opera e la vita dell’artista. La storia di Frida sarà narrata attraverso i suoi “effetti personali” tra cui gli iconici abito Tehuana, gioielli mesoamericani e alcuni dei corsetti e delle protesi dipinte a mano: tutti provenienti dalla casa dove furono riscoperti e inventariati nel 2004 dopo esser stati messi sotto chiave nel 1954, alla morte dell’artista. Rivera aveva posto la condizione che non avrebbero potuto essere rivelati prima di 15 anni dalla sua propria scomparsa. I cimeli di Frida sono esposti assieme a importanti dipinti, disegni e fotografie della Collezione Jacques and Natasha Gelman.Sullo sfondo dell’arte c’e’ sempre la vita: nel caso di Frida, malattia, incidenti, aborti e i tradimenti di Rivera. La Kahlo viene vista oggi come una potente figura di donna che rifiutando le costrizioni del genere, della sessualità’ o della disabilita’, creo’ attorno a se’ un mito decenni prima di Madonna o Lady Gaga. La mostra sara’ ordinata cronologicamente: tra i quadri ci sara’ il celebre “Autoritratto con Collana” del 1933, l'”Autoritratto con treccia” del 1941 e l'”Autoritratto come una Tehuana con Diego nella mente” che la raffigura con una figurina del pittore in miniatura posizionata sopra le celebri sopracciglia. Accanto, le cose che la circondavano nell’esistenza quotidiana. Un centinaio di oggetti: arte e vita diventano un’unica cosa.Aspettando un’affluenza di pubblico paragonabile a quella di ‘David Bowie is’ (275 mila biglietti venduti, un record), il Brooklyn Museum fara’ pagare l’ingresso a parte, da 20 a 25 dollari, a seconda del giorno della settimana. Usualmente e’ chiuso lunedì’ e martedì, il museo per l’occasione restera’ aperto sette giorni su sette.

– Due opere progettate da Renzo Piano e realizzate da Salini Impregilo, il Centro Culturale Stavros Niarcos Foundation ad Atene, con Opera House e biblioteca, e l’Auditorium Parco della Musica di Roma, sono al centro dell’incontro organizzato a Roma da Salini Impregilo e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
L’incontro, dal titolo “l’Auditorium di Roma e l’Auditorium di Atene: due opere pubbliche del terzo millennio”, si terrà il 4 dicembre dalle ore 18.00 a Roma, presso il Foyer della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica e vedrà la partecipazione del Maestro Greco Leonidas Kavakos, di Pietro Salini, Michele dall’Ongaro, Presidente e Soprintendente dell’Accademia di Santa Cecilia e Aurelio Regina, Presidente Fondazione Musica per Roma.
L’evento sarà l’occasione per presentare il libro “The Last Agorà”, pubblicazione fotografica realizzata da Salini Impregilo con Electa, sulla costruzione del Centro Culturale della Fondazione Stavros Niarchos ad Atene, e per inaugurare la mostra fotografica allestita all’Auditorium Parco della Musica dal 4 dicembre al 7 gennaio, per accompagnare il visitatore alla scoperta dei due prestigiosi progetti culturali realizzati dal gruppo Salini Impregilo a Roma e ad Atene.
– BOLOGNA

– La Cineteca di Bologna porta nelle sale, dal 3 dicembre, in versione restaurata in 4K, il film ‘L’appartamento’ (1960), cult di Billy Wilder con Jack Lemmon e Shirley MacLaine.
‘L’appartamento’ vinse cinque Oscar, tra cui quello per il miglior film, la miglior regia, la migliore scenografia e il miglior soggetto originale. “Le sequenze di Natale e Capodanno – come scrisse il giornalista e critico Hellmuth Karasek – sono da annoverare tra il meglio del cinema degli anni Sessanta”.
Dopo l’anteprima della scorsa estate alla 32/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’, il film esce grazie al progetto della Cineteca per la distribuzione dei classici restaurati.
– LECCO

– Giuseppe Airoldi fu il primo a proporre le ‘Parole incrociate’. Airoldi era un impiegato del Comune di Lecco. Era il 14 settembre del 1890, una domenica, e il nuovo gioco – presentato proprio con quel nome e con definizioni numerate verticali e orizzontali – uscì senza firma sul ‘Secolo Illustrato’ di Milano. La sua storia è nel libro ‘L’uomo delle parole incrociate’, autore Giorgio Spreafico, scrittore e giornalista di Lecco. Il romanzo, pubblicato da Teka Edizioni di Lecco, è un’approfondita ricerca storica.
Solo 23 anni dopo il giornalista Arthur Wynne, un inglese trapiantato in America, propose sul ‘Fun’ (supplemento del New York World) il Word-Cross Puzzle che lo rese famoso come padre del passatempo enigmistico più amato e diffuso nel mondo. Un titolo usurpato? In molti in Italia non ebbero dubbi quando nel 1960 si scoprì finalmente l’identità del precursore di fine Ottocento, tuttavia la fiammata di notorietà non bastò a ribaltare la situazione in favore di Airoldi che morì a 53 anni, nel 1914.
– “Due anni fa non mi facevano entrare nei locali, ora si aprono le file per me. Pazzesco”.
Carl Brave, il fenomeno dell’indie pop che arriva da Roma, ricorda quando era solo Carlo Luigi Coraggio, ex giocatore di basket con la passione per la musica e poche visualizzazioni su YouTube. Poi il boom con “Polaroid”, l’album d’esordio col socio Franco126, e la caduta libera verso il successo del disco da solista “Notti Brave”. A due anni dai giorni in cui era solo uno spettatore, Brave presenta l’atteso “Notti Brave (After)” prodotto da Universal. Sette brani, duetti con Max Gazzè, Guè Pequeno, Luché e Ugo Borghetti, immagini come quadri raccontati in un italiano sporcato dal romanesco, atmosfere familiari ma più luminose del passato. “Questo disco è nato mentre realizzavo ‘Polaroid’, non ho avuto il trauma da lavorazione – ha raccontato – La verità è che mi piace davvero quello che faccio, se non fosse il mio lavoro lo farei comunque nel tempo libero”.

– TORINO

– Matteo Garrone, il regista di Gomorra, Reality, Dogman, film candidato italiano alla selezione dell’Oscar per il film straniero, ha ricevuto stasera a Torino, alla Nuvola Lavazza, il premio Langhe Roero e Monferrato, nato nel 2017 da un’idea del presidente di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Damilano, con lo scopo di promuovere il patrimonio culturale del piemontese, associando l’eccellenza dell’enogastronomia locale all’eccellenza del cinema italiano. A Garrone sono state consegnate, nel corso di una cena di gala stellata il cui provento viene devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, 100 bottiglie di vino come campione della migliore produzione piemontese messe a disposizione dai Consorzi vinicoli del Roero, dell’Asti Docg, del Barbera d’Asti e del Barolo. “Tengo molto a questo premio – ha detto Damilano – perchè fa incontrare due eccellenze, il cinema italiano e la cultura del vino”. Garrone ha visitato l’Ircc di Candiolo insieme alla presidente Allegra Agnelli

– TORINO

– Tre milioni di euro, diritti inclusi, e oltre il 70% dei lotti venduti per la due giorni dedicata a “monete, banconote e medaglie”, in Sala Bolaffi a Torino il 29 e il 30 novembre per il dipartimento di numismatica di Aste Bolaffi. Protagoniste della vendita le grandi rarità dei Savoia: top lot dell’asta la moneta da 50 Lire 1864 di Vittorio Emanuele II salita fino a 225.700 euro, il 100 Lire 1880 della Zecca di Roma aggiudicato a 83.000 euro.
Nel capitolo delle banconote, straordinario realizzo per l’unico esemplare conosciuto del biglietto di banca da 1.000 Lire “Grande M-Matrice” con decreto del 9.12.1899, volato fino a 73.200 euro, dieci volte la base d’asta, dopo decine di rilanci fra collezionisti in sala e collegati al telefono. Si tratta – spiega Aste Bolaffi – di un vero record di aggiudicazione per una banconota in una vendita pubblica.     

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