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DALLE 08:24 ALLE 20:54

DI MARTEDì 11 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Spread Btp-Bund apre stabile a 285 punti
Rendimento al 3,1%

Cambi: euro in rialzo a 1,1371 dollariYen a 128,63

Borsa: Milano apre in rialzo (+0,78%)Indice Ftse Mib sale a 18.553 punti

Bene Borse Europa, Londra apre a +0,8%Anche Francoforte e Parigi avanzano dello 0,8%

Petrolio: stabile a 51,03 dollariBrent a 60,01 dollari

Borsa Milano cauta, ok Stm, giù AstaldiFtse Mib +0,2%, spread a 285. Bene Prysmian e Fca, banche deboli

Istat, sale export a Sud, Molise +40,8%Da gennaio a settembre. Nel terzo trimestre Mezzogiorno +4,3%

Borsa: Europa rimbalza, Milano ultimaSpread a 287 punti, Piazza Affari frenata da banche, bene Stm

Borsa: Milano accelera con EuropaCorrono Prysmian e Stm, bene Tim, girano le banche. Spread a 286

Unipol Banca: Bper possibile acquirenteAd a margine convegno Welfare Italia Forum

Tria,questa sera riunione su deficitMinistro, con Conte parlato di manovra non solo investimenti

Fond. Cassamarca, Garofalo presidenteSubentra a Dino Da Poli, l’ha guidata dal 1992

Borsa: Milano corre con Prysmian e StmBene future Wall Street. Ok Fca e Tim, giù Astaldi, crolla Ovs

Tesoro,calo sequestri banconote falseTaglio da 50 euro il più contraffatto,per monete conio da 2 euro

Alimentare: made in Italy cresceAnalisi Comar su bilanci società italiane da 50 milioni in su

Tria, reddito e pensioni restanoQualche mese per farle

Stipendio medio cala a 13,9 euro all’oraIstat, oltre 6 su 100 hanno ‘lavoretti’ a meno di 7,47 euro

Uilm, governo assicura cassa ComitalFiom, basta alibi, lavoratori senza reddito da giugno

Borsa: Wall Street apre positivaS&P 500 sale dell’1,27%

E-R chiede incontro a Conte e ToninelliSu Passante Bologna ‘sgarbo senza precedenti’ da ministro

Di Maio: ‘Con imprese grande momento di confronto’Porterà fatti. In settimana incontro tecnico sulla manovra

Borsa Milano chiude in rialzo, +0,98%Indice principali titoli di Piazza Affari a 18.591 punti

Spread chiude a 289, Francia a 48Marcia indietro Macron non infiamma il differenziale francese

Borse Europa brindano a dialogo Usa-CinaFrancoforte +1,49%, Parigi +1,35%, Londra +1,27% e Milano +0,98

Borsa Milano (+0,9%), festa per Usa-CinaVola Prysmian (+6%), bene Tim (+2,9%) e Banco Bpm (+2,5%)

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L’ARTICOLO

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Lo spread tra Btp e Bund apre stabile a 285 punti, stabile sulla posizione della chiusura di ieri, con un rendimento al 3,10%.
– L’euro è in rialzo a 1,1371 dollari da quota 1,1355 toccata ieri dopo la chiusura di Wall Street.
Contro lo yen la moneta unica vale 128,63 e 0,90453 sulla sterlina.
– Avvio di seduta in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in progresso dello 0,78% a 18.553 punti.
– Partenza positiva per le Borse europee, reduci dalla difficile seduta di ieri, movimentata dal rinvio del voto parlamentare in Gran Bretagna sulla Brexit. A Londra il Ftse 100 avanza dello 0,79% a 6.774 punti, a Francoforte il Dax sale dello 0,84% a 10.711 mentre a Parigi il Cac 40 segna un progresso dello 0,83% a 4.781 punti.
– Il petrolio è stabile a 51,03 dollari per il barile Wti e a 60,01 dollari per il Brent.
– Piazza Affari si appiattisce poco sopra la parità a mezz’ora dall’avvio delle contrattazioni. Il Ftse Mib avanza dello 0,18%, accodandosi a Francoforte (+0,9%), Parigi (+0,8%) e Londra (+0,7%).
Sul listino avanzano Stm (+2,5%), Prysmian (+2,4%) e Banco Bpm (+2,3%) che ha scelto la cordata Credito Fondiario-Elliott per la cessione degli npl. Bene anche le auto con Fca (+1,5%), Cnh (+1,2%) e Brembo (+1,1%). Atlantia sale dell’1,1% mentre Saipem, oggetto di un attacco hacker, dello 0,8%. Tim avanza dello 0,4% dopo che Vivendi ha rotto gli indugi chiedendo un’assemblea per revocare cinque consiglieri di Elliott.
Faticano i titoli del lusso Moncler (-1,3%) e Ferragamo (-1,3%), fiacche le banche e gli assicurativi con Generali in calo dello 0,6%, Unicredit dello 0,3%, Bper dello 0,4% e Unipol dello 0,2% mentre lo spread è stabile a 285 punti. Ancora volatilità su Astaldi (sospesa con un calo teorico del 7,6%) in attesa delle proposte di Salini (+1,1%) e Ihi.
– Nel terzo trimestre 2018, l’Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni maggiore al Mezzogiorno e nelle Isole che nel resto dell’Italia con un aumento del 4,3% contro il +2,9% per il Nord-ovest, il +0,7% per il Centro e il +0,2% per il Nord-est. Nei primi nove mesi dell’anno le regioni più dinamiche all’export su base annua sono Molise (+40,8%), Calabria (+21,7%), Basilicata (+18,2%) e Valle d’Aosta (+10,7%) che “tuttavia presentano una forte polarizzazione settoriale e hanno un contenuto impatto sulla crescita dell’export nazionale (+0,2 punti percentuali)”, spiega l’Istat. Sicilia (+18,9%), Friuli Venezia-Giulia (+10,8%), Emilia-Romagna (+5,2%) e Lombardia (+5,1%) contribuiscono per quasi 3 punti percentuali alla crescita totale. Nello stesso arco di tempo la crescita tendenziale dell’export si conferma molto sostenuta per le Isole (+14,0%) e rilevante per il Nord-est (+4,7%), il Mezzogiorno (+3,8%) e il Nord-ovest (+3,4%), mentre il Centro è in flessione (-0,2%).
– Le Borse europee provano a rimbalzare dopo la difficile seduta di ieri, chiusa in rosso dopo che l’accordo sulla Brexit è tornato in discussione. Parigi e Francoforte avanzano dello 0,7%, Londra dello 0,4% mentre Milano (+0,1%) indossa la maglia nera. Una telefonata tra Usa e Cina ha provato a svelenire il clima sul commercio dopo l’arresto di ‘Lady’ Huawei anche se gli investitori mantengono un atteggiamento guardingo, alla luce delle molte incertezze dello scenario geopolitico. Lo spread Btp-Bund sale a 287 punti base mentre il governo cerca di aggiustare la manovra per farla digerire alla Ue. Recupera un po’ di terreno la sterlina, dopo lo scivolone di ieri, e tratta a 1,26 sul dollaro e a 1,108 sull’euro. Sui mercati azionari vanno bene i titoli minerari (+1,2% l’indice Stoxx) e i semiconduttori (+1,5%). A Piazza Affari corre Banco Bpm (+3%), Stm (+2,9%) e Prysmian (+2,2%) mentre arrancano i bancari con Bper (-1,3%) e Unicredit (-1%) e il lusso con Moncler (+1,6%) e Ferragamo (-2,5%).
– Piazza Affari riprende vigore sul finire della mattinata, in scia alle altre Borse europee e ai future su Wall Street, girati in positivo dopo una prima parte di seduta negativa. Milano avanza dello 0,8%, Londra dello 0,7%, Parigi e Francoforte dell’1,3%. Gli investitori confidano nel fatto che il caso Huawei non blocchi il dialogo sui dazi tra Usa e Cina e giudicano positivamente la telefonata di stanotte tra il vicepremier cinese Liu He e il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin. Mentre restano in attesa di sviluppi sul fronte della Brexit, dopo lo stop della Gran Bretagna alla bozza di accordo con la Ue.
A Milano le speranze di un disgelo sui dazi spingono Prysmian (+4,4%) e Stm (+3,1%) Banco Bpm corre (+3,9%) dopo l’intesa per cedere fino a 7,8 miliardi di npl. Bene le utility con A2A (+2,5%), Terna (+1,6%) ed Enel (+1,5%). Riparte Tim (+1,4%) per cui si preannuncia una nuova battaglia assembleare. Girano in positivo i bancari, guidati da Ubi (+0,8%) mentre lo spread si mantiene a quota 286 punti.
“Bper è uno dei possibili destinatari” interessati ad acquistare Unipol Banca. Lo ha confermato l’ad di Unipol Carlo Cimbri a margine del convegno Welfare Italia Forum 2018.
Cimbri ha detto di non voler commentare quanto riportato nei giorni scorsi dalla stampa secondo cui Unipol potrebbe sceglie un advisor per la vendita di Unipol Banca a Bper entro la fine dell’anno.
Secondo Cimbri, comunque, perché avvenga l’operazione di vendita della banca “bisogna che si incastri con la strategia di un altro gruppo bancario”.
Avete una scadenza? Gli è stato chiesto. “A me interessa che la banca sia profittevole in quanto tale per dare il contributo ai risultati del nostro gruppo, se poi così diventa anche più appetibile bene”, ha risposto Cimbri.
Ieri sera nel vertice con Giuseppe Conte non si è parlato solo di investimenti ma “abbiamo discusso della manovra in generale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria rispondendo ai cronisti che chiedevano se ieri si fosse messo a punto un nuovo piano di investimenti e confermando che domani accompagnerà il premier all’incontro con Jean Claude Juncker. Alla domanda se si sia trovata una intesa sul deficit, il ministro si è limitato a dire che “si vedrà questa sera”, lasciando intendere che ci sia una nuova riunione di governo in agenda.È possibile evitare la procedura di infrazione”. Ne è convinto il ministro dell’Economia Giovanni Tria che parlando al Welfare Italia Forum 2018 ha sottolineato però che “si tratta di prendere decisioni politiche rispetto a varie alternative”.  Reddito di cittadinanza e pensioni restano “ma le misure tecnicamente richiederanno qualche mese per essere realizzate”. Lo ha detto il ministro dell’economia Giovanni Tria precisando che “la manovra non verrà rivoluzionata”. “Ormai siamo arrivati, entro la giornata si arriverà a determinare quali sono i possibili saldi e poi ci sarà la decisione politica”.

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TREVISO

– E’ Luigi Garofalo, 62 anni, avvocato di Treviso, il nuovo presidente di Fondazione Cassamarca, ente governato dalla sua origine, nel 1992, da Dino De Poli, decaduto lo scorso 4 dicembre. Garofalo è stato eletto oggi dal nuovo Consiglio di indirizzo designato la scorsa settimana, organo che ha anche attribuito a Ubaldo Fanton la vicepresidenza.
Nell’incontro con la stampa convocato oggi il nuovo presidente si è soffermato in particolare sulle difficoltà finanziarie di Cassamarca precisando che la posizione debitoria è pari a circa 150 milioni, quasi esclusivamente nei confronti di Unicredit, e che c’è un accordo con il gruppo bancario per una restituzione di metà del debito entro la prima metà del 2020 e della parte rimanente nei successivi cinque anni. Garofalo ha anche parlato di una riduzione dei compensi agli organi amministrativi i quali saranno commisurati all’entità del patrimonio escludendo tuttavia il rischio di esuberi per il personale della Fondazione.
– Milano ingrana la quarta con il Ftse Mib che avanza dell’1,55%, allineandosi alle altre Borse europee e ai future su Wall Street. Francoforte sale dell’1,9%, Parigi dell’1,8% e Londra dell’1,4%, con i listini che sembrano accantonare i timori per il caso Huawei e per le incertezze che circondano la Brexit. La sterlina recupera terreno dopo il tonfo di ieri, con la premier Uk Theresa May impegnata in un fitto programma di incontri presso le cancellerie europee per cercare di ottenere una revisione della bozza di accordo.
A Milano strappano Prysmian (+6,4%), Stm (+4,6%) e Banco Bpm (+4,2%). Bene le auto con Brembo (+4,1%), Cnh Industrial (+3,3%), Fca (+3%) e Ferrari (+2,3%) mentre tra le utility svetta A2A (+2,8%). Corre anche Tim (+2,7%) con Vivendi che annuncia la richiesta di un’assemblea per revocare cinque consiglieri di Elliott. Tra i pochi segni meno del listino ci sono Astaldi (-3,6%), che aspetta le offerte di Salini (+2,7%) e Ihi, Mps (-1,1%) e Moncler (-1,1%). Crolla Ovs (-10%).
“Continua nel 2017 il trend, già registrato negli ultimi anni, di progressivo contenimento del fenomeno della sospetta contraffazione di monete e banconote”. Lo afferma il Ministero dell’Economia e finanze secondo cui sono state sequestrate 163.114 banconote sospette false (-4%). e 92.191 monete metalliche con un aumento del 43% “ma interamente riconducibile ad un unico importante sequestro, avvenuto, prima ancora della messa in circolazione del denaro, nella provincia di Prato e che ha interessato 27.982 pezzi di monete da 2 euro”. Le banconote da 50 euro sono quelle più contraffatte. Al secondo posto viene la banconota da 20 euro. La maggior parte delle monete metalliche ritirate dalla circolazione si riferisce invece al conio da 2 euro, seguito da quelle da 1 euro e da 50 centesimi di euro.
– Le società italiane del settore alimentare-bevande sono, sempre più, un punto di forza dell’economia Italiana: sono 227 le aziende con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro, numero che colloca il settore al secondo posto della classifica di tutti i comparti industriali, subito dopo la meccanica, ma prima del tessile-abbigliamento-calzaturiero, della telematica, del chimico-farmaceutico, dell’energia. E, negli ultimi tre anni, il loro fatturato è aumentato del 10,8% e il margine operativo netto del 12,9%, a fronte di debiti finanziari cresciuti del 4,4% e dipendenti del 3,6%. E’ quanto emerge dalla seconda edizione dell’analisi dei bilanci delle società dell’alimentare e bevande in Italia, del Centro Studi CoMar.
In particolare nel 2017 Il fatturato è stato di 78,5 miliardi di euro, + 5,5% rispetto al 2016 e +10,8% sul 2015; mentre il margine operativo netto è stato di 4,3 miliardi , +5,5% sul 2016 e +12,9% rispetto al 2015. Gli addetti sono cresciuti, dai 157.039 del 2015 ai 162.669 di fine 2017

– Reddito di cittadinanza e pensioni restano “ma le misure tecnicamente richiederanno qualche mese per essere realizzate”. Lo ha detto il ministro dell’economia Giovanni Tria precisando che “la manovra non verrà rivoluzionata”.
– Cala la retribuzione media nel settore privato da 14,01 euro l’ora nel 2015 a 13,97 nel 2016, secondo gli ultimi dati Istat. Resta comunque superiore a quella del 2014 (13,80 euro). La metà dei dipendenti percepisce una retribuzione oraria pari o inferiore a 11,21 euro nel 2016.
Mentre il 6,3% dei posti ha uno stipendio basso (inferiore o uguale a 7,47 euro, due terzi della mediana nazionale). Queste posizioni a bassa retribuzione (“low pay jobs”) sono diminuite rispetto al 2014 ?(-6,7%). In particolare i nuovi rapporti di lavoro stipulati nel settore privato nel 2016 hanno una retribuzione di 9,99 euro l’ora, che è più bassa del 18,4% rispetto a quella dei rapporti in essere (12,25 euro). In termini percentuali la differenza di retribuzione oraria mediana dei nuovi rapporti rispetto a quelli in essere è molto più alta per gli uomini (-21,5%) che per le donne (-14,6%).
– TORINO

– Dovrebbe partire a breve la cassa integrazione per i 127 lavoratori Comital e Lamalù di Volpiano.
È quanto emerso dall’incontro al Mise con i sindacati e la curatela fallimentare delle due società che hanno portato i libri in tribunale a giugno. Il governo – spiega la Uilm – ha comunicato che la circolare applicativa del ‘decreto emergenze’ garantirà la copertura della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori, da sei mesi sospesi e senza salario né alcuna forma di sostegno al reddito. La richiesta dovrà essere formalizzata domani dalla curatela fallimentare in un incontro convocato presso l’assessorato regionale al Lavoro.
“Speriamo sia la volta buona”, commentano Dario Basso, segretario generale della Uilm di Torino, e Ciro Di Dato della Uilm di zona. “I curatori devono subito predisporre la domanda di cassa per i lavoratori. Sarebbe un premio alla loro determinazione di fronte ai troppi intoppi formali”, aggiungono Federico Bellono e Julia Vermena, della Fiom di Torino.
– NEW YORK

– Apertura in territorio positivo per Wall Street con i primi segnali di disgelo commerciale fra Stati Uniti e Cina. Il Dow Jones sale dell’1,37% a 24.765,30 punti, il Nasdaq avanza dell’1,41% a 7.120,20 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,27% a 2.671,81 punti.
– BOLOGNA

– L’Emilia-Romagna chiede al premier Giuseppe Conte e al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli “un incontro urgente sulle infrastrutture regionali, in primis il Passante di Bologna e la Cispadana”. La richiesta è firmata da Regione, Comune, Città metropolitana e dalle principali categorie economiche e sociali che aderiscono al Patto per il Lavoro: Cgil, Cisl, Uil, Agci, Confcooperative, Legacoop, Confindustria, Confimi, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confeserceenti, Cia, Coldiretti e Confagricoltura.
La decisione arriva dopo la scelta di Toninelli di presentare un progetto alternativo per il Passante nonostante il via libera a quello approvato dalle istituzioni locali e in attesa dell’apertura della Conferenza dei Servizi. “Siamo di fronte a uno strappo istituzionale clamoroso e a uno sgarbo senza precedenti”, ha detto Bonaccini. “Come Regione – ha aggiunto – stiamo valutando, se il Ministero non si fermerà, di aprire un conflitto di attribuzioni dinanzi alla Corte costituzionale”.
Il tavolo con le imprese “è stato un grande momento di confronto e ascolto”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio aggiungendo che non si tratta di “un tavolo estemporaneo, ma dell’inizio di un lavoro che porterà non solo ascolto, ma fatti”. Già “giovedì o venerdì” si replicherà con un tavolo tecnico “sulla manovra”.

Il Mise “metterà in contatto gli imprenditori anche con gli altri ministeri, ogni tema sarà affrontato in maniera orizzontale con gli altri ministeri”, ha affermato Di Maio al termine dell’incontro con le imprese. “Oggi è partito un nuovo patto fra governo e imprese per abbattere la burocrazia, abbassare il costo del lavoro, investire in innovazione e accelerare esportazioni”, ha aggiunto.

Nella legge di bilancio ora in discussione in Senato “confluiranno parte delle richieste ricevute oggi al tavolo, sarò felice entro fine anno di firmare la revisione delle tariffe Inail che abbasserà il costo per le imprese italiane, con un risparmio per loro di 1,7 miliardi”. Di Maio ha sottolineato che “non basta, bisogna fare di più ma è un punto partenza”.

Boccia, bene Governo che ascolta,è solo inizio partita – “Condividiamo il metodo, apprezziamo che il Governo ascolti”, dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, dopo l’incontro di oggi delle associazioni imprenditoriali con il vicepremier Luigi Maio e l’incontro di domenica con il vicepremier Matteo Salvini. E intervenendo all’assemblea di Assosistema aggiunge: “Ma siamo solo al fischio di inizio partita. Lo dico al Governo, perchè non vorrei che qualcuno pensi che con due caffè si risolva tutto”.

“Terremo alta la guardia”, afferma Boccia. “Il ministro – spiega Boccia alla platea dell’assemblea di Assosistema – ci ha promesso tavoli tecnici per confrontarsi sulle criticità” ed accompagnare, con un confronto con le parti sociali “la fase della seconda lettura” per la manovra. Bene il metodo”, sul merito “vedremo”, sottolinea.

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Giornata positiva per Piazza Affari, che ha chiuso in rialzo dello 0,98% a 18.591 punti.
– Chiusura in lieve rialzo per lo spread Btp-Bund, a 289 punti base dai 285 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,16%.
Il dietro-front del presidente francese Emmanuel Macron su alcuni punti della legge di bilancio non infiamma lo spread della Francia rispetto alla Germania, con il differenziale che chiude oggi a 48 punti base, in lieve rialzo dai 44 di ieri.
Giornata positiva per Piazza Affari, che ha chiuso in rialzo dello 0,98% a 18.591 punti  Le Borse europee brindano al dialogo fra Stati Uniti e Cina in tema di dazi e chiudono in convinta crescita. Francoforte ha guadagnato l’1,49% a 10.780 punti, seguita da Parigi(+1,35% a 4.806 punti) e Londra (+1,27% a 6.806 punti). Solide anche Milano, che ha guadagnato lo 0,98% a 18.591 punti, e Madrid (+0,87% a 8.735 punti).
– Le Borse hanno brindato ai colloqui fra Stati Uniti e Cina in tema di dazi. Milano è salita dello 0,98%, in scia alle altre Piazze europee. Lo spread ha chiuso a 289 punti, contro i 285 dell’apertura. L’euro è a 1,13 dollari.
Sui mercati non pesano quindi le incertezze sulla Brexit e le proteste in Francia. In Piazza Affari ha volato Prysmian (+6,15%), dopo aver perso il 12% in cinque sedute. Bene Stm (+3,2%), che si è ripresa dal calo legato al caso Huawei, e Tim (+2,99%), mentre Vivendi chiede un’assemblea per la revoca di cinque consiglieri di Elliot. Fuori dal listino principale sono crollate Ovs (-9,9%), per le previsioni non ottimistiche sui conti, e Mondo Tv, rimasta congelata in asta di volatilità con cali teorici del 50%. Bene Banco Bpm (+2,5%), che ha scelto il partner per la cessione di 7,8 miliardi di sofferenze. Giù del 10% Astaldi, che è in attesa delle proposte di Salini (piatta).
Bene Carige (+5,8%), male Mps (-4,15). In calo le grandi banche: Intesa (-0,3%) e Unicredit (-1%).     

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ECONOMIA: BORSA TOKYO

ECONOMIA: BORSA TOKYO

AGGIORNAMENTO DELLE 01:43

DI MARTEDì 11 DICEMBRE 2018

ECONOMIA: BORSA TOKYO

TOKYO

– La Borsa di Tokyo inizia gli scambi poco variata dopo la pesante flessione delle ultime sedute e in seguito all’ampia volatilità registrata a Wall Street, che ha visto un recupero di oltre 500 punti. Il Nikkei segna una variazione appena positiva dello 0,22%, a quota 21.266,20. Sul mercato dei cambi lo yen si stabilizza sul dollaro a 113,30, e sull’euro a 128,50.     

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DALLE 19:03 ALLE 21:59

DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018

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Petrolio:in forte calo a 51 dollari
Quotazioni perdono il 3,10%

Manovra:Moscovici,margini ma con regole’Possiamo giocare su flessibilità ma non andare contro i patti’

Dombrovskis,correzioni o procedura’Pronti a fare i prossimi passi’

Banco Bpm:con C.Fondiario-Elliot per nplPartmer per cessione pacchetto da 7,8 mld

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NEW YORK

– Il petrolio chiude in forte calo a New York, dove le quotazioni perdono il 3,10% a 51,00 dollari al barile.
– “Bisogna lavorare per trovare il modo di consentire al governo italiano di perseguire le sue priorità politiche ma nel quadro della zona euro, tenendo conto dei margini di manovra che esistono e delle deviazioni che possono essere autorizzate, ma non più di questo”: lo ha detto il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici a margine di un’audizione al Parlamento europeo. “Possiamo certamente giocare su tutte le flessibilità, e ce ne sono molte nel Patto di stabilità e crescita – ha aggiunto – ma non possiamo andargli contro”.
– BRUXELLES

– “Siamo pronti a fare i prossimi passi nella procedura ma allo stesso tempo stiamo dialogando con il governo e speriamo che faccia le correzioni considerevoli. Ma in loro assenza dovremo procedere con i prossimi passi” della procedura: lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, in audizione al Parlamento Ue a Strasburgo.
Il cda di Banco Bpm ha scelto Credito Fondiario ed Elliot come partner per la cessione di un pacchetto di sofferenze da 7,8 miliardi di euro. Sono rimasti fuori, quindi, gli altri due consorzi che avevano partecipato all’asta, uno composto da DoBank, Fortress e Spaxs, e l’altro da Prelios e Christofferson Robb & Company. Lo rende noto Banco Bpm con un comunicato.     

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DALLE 09:33 ALLE 19:03

DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018

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Borsa, Milano maglia nera con Mediaset
Sale Astaldi, giù Salini. Male le banche, tengono le utility

Produzione industriale, +0,1% a ottobreIstat, beni di consumo unico comparto in crescita congiunturale

Borsa: Europa fatica con Huawei e BrexitSterlina in calo, spread a 288 punti, male la chimica con Basf

Spread gira in ribasso a 285Rendimento al 3,10%

Moda: entro due anni online 25% venditePiattaforme indispensabili, corrono più di negozi del marchio

Astaldi:attesa Salini e Ihi spinge BorsaProbabile richiesta di proroga per presentare piano

Petrolio: in calo a Ny a 51,54 dollariQuotazioni perdono il 2,00%

Borsa: Wall Street apre negativa, -0,26%S&P 500 perde lo 0,08%

Protagonisti shipping a esequie GrimaldiIn chiesa anche Aponte, Mattioli, d’Amico, Messina e Spinelli

A famiglia Vitelli piena proprietà ASNCon Alfa Servizi Nautici punta a miglior marina del Mediterraneo

Borsa Milano chiude in forte calo, -1,7%Indice principali titoli di Piazza Affari a 18.410 punti

Mediaset, Borsa cede (-5%) su Jp MorganAi minimi da due anni, pesa frenata stime su ‘sistema Italia’

Borsa Europa conclude male, Londra -0,8%Scivolano Francoforte e Parigi

Borsa Milano giù su Brexit e Wall streetVendite anche su Mediaset e Fca, corre Astaldi in attesa offerte

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MILANO

– Avvio in calo per Piazza Affari con il Ftse Mib (-0,84%) prossimo ai minimi degli ultimi due anni.
Il listino milanese è fanalino di coda in un’Europa nervosa per i timori legati al caso Huawei e nell’attesa dell’incerto voto di domani sulla Brexit. Lo spread Btp-Bund si mantiene attorno ai 290 punti base in attesa degli aggiustamenti alla manovra con cui il governo spera di schivare una procedura di infrazione della Ue. Sul listino milanese soffre Mediaset (-4,4%), su cui Jp Morgan ha tagliato a 2 euro il target price, mentre i timori sulla guerra dei dazi affossano Fca (-3,2%), Stm (-2,7%), Ferragamo (-2%), Ferrari (-2,%) e Cnh (-2%). Male anche i bancari con Ubi (-1,6%), Intesa (-1,1%) e Unicredit (-1%) mentre tiene Banco Bpm (-0,5%) il cui cda dovrebbe oggi approvare la cessione di circa 8 miliardi di euro di Npl. Limitano i danni le utility con Enel (-0,1%), Snam (-0,1%) e A2A (-0,3%). Sale Astaldi (+0,9%) che entro metà dicembre dovrebbe ricevere l’offerta di Salini (-1,8%).
– La produzione industriale sale dello 0,1% a ottobre rispetto al mese precedente ed è in aumento, su base annua, dell’1% nei dati corretti per gli effetti di calendario, secondo gli indici Istat. Nei dati grezzi l’incremento è del 4,2%.
“Riprende a crescere la produzione industriale”, si legge nella nota. “Risultano in crescita – continua il testo – su base sia congiunturale (+1,3%) sia annua (+2%) i beni di consumo”, mentre diminuiscono l’energia (-3% su mese, -1,5% su anno) e i beni intermedi (-0,3% per entrambi gli indici). I beni strumentali segnano un calo su base mensile dello 0,1% e un aumento su base annua +2,4%.
Nella media dei primi dieci mesi dell’anno la produzione cresce dell’1,7% rispetto all’anno precedente.
Piazza Affari si avvicina alla chiusura ampliando il calo di giornata, in linea con gli altri listini europei e con il peggioramento di Wall street dove il Dow Jones perde il 2,05% a 23.897,93 punti, il Nasdaq cede l’1,12% a 6.893,15 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,84% a 2.585,49 puntdMilano e Francoforte perdono l’1,3%, Parigi oltre un punto percentuale e anche Londra (-0,3%) è passata in terreno negativo dopo che il primo ministro May ha annunciato il rinvio del voto sulla Brexit. In Piazza Affari, male le banche nonostante il miglioramento di titoli di Stato italiani: Carige e Mps perdono il 5%, Unicredit l’1,9% e Intesa un punto percentuale e mezzo. Sempre deboli anche Mediaset (-4,8%) e Fca (-3%), mentre Enel è piatta con Snam e Recordati.E’ brevemente tornata agli scambi Astaldi, per poi tornare subito in asta di volatilità in rialzo teorico del 25%.

– Lo spread passa in ribasso a 285 punti base contro i 288 di venerdì, dopo un’apertura stamani sopra 290. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,10%.
– Entro il 2020 il 25% delle vendite della moda sarà in e-commerce. Lo pensando i 90 marchi internazionali di moda intervistati da ‘Dressed for digital – The next evolution in fashion marketing’ lo studio di Boston Consulting Group e Zalando Marketing Services, l’unità di marketing della piattaforma Zalando. Per questi marchi già ora il 20% del volume degli scambi commerciali è sul web, e lì concentrano sempre più i budget del marketing. Le vendite nei marketplace online crescono con un tasso annuo del 12%, mentre i negozi online di proprietà delle aziende lo fanno un terzo più lentamente. Molte degli intervistati sta quindi riallineando le strategie di marketing, spostando il budget di marketing sull’online. La voce principale del budget del marketing è sui media (43%). Di questa, oltre il 60% è speso online.

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Si stringono i tempi per il piano di concordato di Astaldi che, a meno di una richiesta di proroga, deve essere presentato entro il 16 dicembre. Secondo notizie di stampa sarebbero giunte due proposte industriali non vincolanti per il salvataggio, da parte di Salini Impregilo e dal gruppo giapponese Ihi. Offerte che quindi renderebbero più probabile una richiesta di proroga per la presentazione del piano di salvataggio. Il titolo vola a Piazza Affari ed è sospeso con un rialzo teorico dell’19%, con gli ultimi scambi a 0,59 euro, mentre Salini Impregilo perde il 3,18% a 1,67 euro. Sul general contractor romano Equita mantiene come giudizio ‘reduce’ e un target price a 2 euro, mentre Mediobanca Securities ha confermato su Salini Impregilo il rating neutral e il target price a 2,70 euro.
– NEW YORK

– Il petrolio in calo a New York, dove le quotazioni perdono il 2,00% a 51,54 dollari al barile.
– NEW YORK

– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,26% a 24.339,80 punti, il Nasdaq cede lo 0,05% a 6.964,96 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,08% a 2.631,47 punti.
– GENOVA

– Si sono svolti stamani nella chiesa di Sant’Antonio di Boccadasse, a Genova, i funerali di Aldo Grimaldi. Presenti i familiari dell’armatore morto venerdì scorso a 96 anni nella sua casa genovese di Corso Italia, e molti protagonisti dello shipping italiano: tra gli altri il patron di Msc Gianluigi Aponte, il presidente di Confitarma Mario Mattioli, gli ex presidenti dell’associazione (come era stato lo stesso Grimaldi dal 1995 al 1997) Emanuele Grimaldi e Paolo d’Amico, il presidente di AssArmatori Stefano Messina e gli ex presidenti dell’Autorità portuale di Genova Giovanni Novi e Luigi Merlo, l’imprenditore Aldo Spinelli. In prima fila, con fascia tricolore, il sindaco di Genova Marco Bucci.
Nato a Solofra (Avellino) nel 1922, Aldo Grimaldi era nipote di Achille Lauro. Nel 1947, insieme ai fratelli Luigi, Mario e Guido fonda la Fratelli Grimaldi Armatori. Nel 1991 costituisce Grandi Navi Veloci (Gnv) e nel 2005 la Grimaldi Holding, di cui era presidente.

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Marina di Varazze, società facente capo alla famiglia Vitelli (Gruppo Azimut/ Benetti), ha acquistato il 50% di Alfa Servizi Nautici di Varazze (ASN), arrivando così a possedere la totalità delle quote di ASN.
L’acquisizione riguarda l’area dello storico cantiere ex Baglietto, che la società Marina di Varazze intenderebbe trasformare in un centro di manutenzione per yachts dai 25 ai 50 mt. Dal centro nel 2018 sono transitate 34 barche, facendo lavorazioni da 30.000 a 500.000 euro cadauna. La Marina di Varazze già possiede la concessione per lo specchio acqueo di fronte al cantiere. Intorno ad Azimut/Benetti gravitano attualmente, oltre a Varazze, la marina di Viareggio, di Valletta (Malta), di Mosca e, nel prossimo futuro, anche di Livorno, in fase di avanzata approvazione. A questo si aggiunge una partecipazione nella società Porto di Sanremo Srl che si è candidata per il rinnovo del porto vecchio di Sanremo. ASN può diventare uno dei più importanti del Mediterraneo.

– MILANO

– Seduta ampiamente negativa per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dell’1,77% a 18.410 punti.
– Giornata pesante per Mediaset in Piazza Affari: il titolo ha chiuso in calo del 5,1% a 2,46 euro dopo aver toccato in corso di seduta quota 2,43, ai minimi degli ultimi due anni di fatto sui livelli precedenti alla scalata di Vivendi.
A far scattare le vendite soprattutto un report di Jp Morgan sui gruppi media e internet europei, nel quale gli analisti hanno tagliato da 3,1 a 2 euro il prezzo obiettivo del Biscione, abbassando il giudizio sul titolo da ‘neutral’ a ‘underweight’.
La banca d’affari guarda soprattutto all’abbassamento delle sue stime sul ‘sistema Italia’ e quindi alla probabile difficoltà del mercato pubblicitario, ma ha anche ridotto il ‘peso’ economico sul possibile accordo che Mediaset potrebbe raggiungere con Vivendi per il mancato acquisto di Premium.
– Mercati azionari del Vecchio continente ancora molto pesanti: Londra ha provato a contenere le perdite con un calo finale dello 0,83%, mentre Parigi ha perso l’1,47% e Francoforte l’1,54%.
– Avvio di settimana difficile per Piazza Affari in linea con le principali Borse europee, appesantite dalla debolezza di Wall street e anche dalle incertezze sulla Brexit: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dell’1,77% a 18.410 punti, l’Ftse All share in ribasso dell’1,75% a quota 20.238.
A Milano, in particolare, vendite sulle banche nonostante l’allentamento della tensione sui titoli di Stato italiani, con lo spread che ha chiuso a quota 286: la volatile Carige ha ceduto il 5% finale, ma anche Unicredit (-2,6%) è stata colpita dalle vendite con Intesa in ribasso di oltre due punti percentuali. Pesante Mediaset in calo finale del 5,1% ai minimi degli ultimi due anni dopo un report di Jp Morgan, giù anche Saipem (-4,5%), con Leonardo (-3,2%) e Fca (-3,1%).
In calo del 2% Tim, tra i titoli principali con un marginale segno positivo solo A2a (+0,07%), mentre nel paniere e minore capitalizzazione Astaldi ha guadagnato il 23% in attesa di novità da parte di Salini Impregilo e dei giapponesi di Ihi.       

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DALLE 01:55 ALLE 09:33

DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018

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Giappone: Pil terzo trimestre -0,6%
Contrazione più accentuata rispetto a stime preliminari

Petrolio: Brent a 62,3 dollari dopo OpecWti stabile dopo rialzi venerdì

Oro: a 1.251 dlr su tensioni Usa-CinaAi massimi da luglio sui mercati asiatici

Borsa, Asia crolla su timori caso HuaweiTokyo -2,1%, Sydney -2,3%, Hong Kong -1,2. Giù future Europa, NY

Cambi: euro in rialzo a 1,1433 dollariSu yen a 128,78

Spread apre in rialzo a 292 puntiRendimento sale al 3,16%

Borsa: Milano apre in calo (-0,84%)Indice Ftse Mib scende a 18.584 punti

Borse Europa deboli, Londra apre a -0,2%Francoforte arretra dello 0,6% e Parigi dello 0,3%

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TOKYO

– La contrazione dell’economia giapponese nel periodo da luglio a settembre è stata più ampia del previsto, in primo luogo a causa della flessione degli investimenti aziendali. In base ai dati del governo, nel terzo trimestre 2018 il pil è calato dello 0,6% rispetto alle stime preliminari di un meno 0,3%, mentre su base annualizzata la contrazione è pari al 2,5%, più del doppio rispetto al meno 1,2%. L’apporto degli investimenti in conto capitale sull’economia è diminuito del 2,8% rispetto al precedente trimestre, e al meno 0,2% previsto. Le spese per consumi, che contribuiscono al 60% della formazione del Pi sono calate dello 0,2%.
– Avvio di settimana in netto rialzo per il petrolio del mare del Nord che continua a salire dopo gli aumenti di venerdì e passa di mano a 62,33 dollari al barile (+66 centesimi). Ad incidere l’accordo Opec sui tagli alla produzione raggiunto venerdì. Stabile il Wti che ferma i rialzi a 52,54 dollari al barile.
– Le tensioni tra Usa e Cina con l’arresto della della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzho, spingono il prezzo dell’oro che si stabilizza sui massimi da luglio a 1.251 dollari l’oncia

– Le tensioni tra Usa e Cina sul caso Huawei e i timori di ripercussioni sulla guerra commerciale tengono ancora banco sui mercati asiatici, tutti in profondo rosso dopo che Pechino ha convocato l’ambasciatore americano per criticare l’arresto del direttore finanziario del colosso della telefonia, Meng Wanzhou. Tokyo ha perso il 2,1%, Sydney il 2,3%, Seul l’1,1%, Shenzhen l’1,3% e Shanghai lo 0,8% mentre Hong Kong cede, in finale di seduta, l’1,2%.
Il clima di sfiducia rischia di propagarsi anche in Europa e a Wall Street, dove i future viaggiano ampiamente in territorio negativo, alla vigilia dell’incerto voto del Parlamento britannico sull’accordo per la Brexit proposto da Theresa May.
Tutti elementi di tensione e incertezza in una settimana che, nella riunione di giovedì, dovrebbe vedere la Bce confermare la fine del quantitative easing a fine anno.
Il petrolio è stabile, con il Wti a 52,48 dollari, dopo il rally scatenato venerdì dall’accordo sui tagli alla produzione dell’Opec+.
– Euro in rialzo in avvio di giornata sui mercati: la moneta unica europea passa di mano a 1,1433 dollari contro il livello di 1,1406 venerdì a new York. Lo yen passa di mano a 128,78.
– Avvio di settimana in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund che segna 292 punti contro i 288 della chiusura di venerdì. Il rendimento del titolo decennale italiano sale al 3,16%

– Apertura in ribasso per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in ribasso dello 0,84% a 18.584 punti.
– Avvio negativo per le Borse europee, che risentono dei timori per un’escalation del caso Huawei dopo la convocazione dell’ambasciatore statunitense da parte di Pechino. Londra, alla vigilia del difficile voto parlamentare sulla Brexit, cede lo 0,19% a 6.764 punti, Francoforte arretra dello 0,57% a 10.726 punti mentre Parigi lascia sul campo lo 0,32% a 4.797 punti.       

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ECONOMIA: BORSA TOKYO

ECONOMIA: BORSA TOKYO

AGGIORNAMENTO DELLE 01:55

DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018

ECONOMIA: BORSA TOKYO

TOKYO

– La Borsa di Tokyo avvia la prima seduta della settimana in ribasso, dopo le ultime indicazioni di un progressivo indebolimento degli scambi del commercio in Cina, mentre si riacutizzano le tensioni tra Pechino e Washington sul mantenimento dei dazi. Il Nikkei cede l’1,66%, a quota 21.319,47, con una perdita di 359 punti. Sul mercato dei cambi lo yen è poco variato sul dollaro a 112,50, e sulla moneta unica a 128,20.     

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 DALLE 11:46 DI DOMENICA 09 DICEMBRE 2018

ALLE 00:24 DI LUNEDì 10 DICEMBRE 2018

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Imprese da Salvini: ‘Finalmente ascoltati, ora i fatti’
Il vicepremier: ‘Incontro concreto e proficuo, inizia un percorso comune’

Energia: Codacons,stangata sulle famiglieNel 2018 +11% per bollette luce, +13% per gas: +93 euro a nucleo

Ex Ilva,pronta porzione copertura parchiPolemiche sui social per l’impatto paesaggistico

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“Due ore positive con imprenditori e associazioni di categoria, incontro concreto, proficuo. inizia un percorso comune che parte dal lavoro, stop burocrazia, sviluppo infrastrutture per rilancio dell’economia e del Paese”. Così Matteo Salvini al termine dell’incontro al Viminale con i rappresentati delle imprese.
Dal governo c’è piena disponibilità al confronto con l’Ue e a limare tutto ciò che si può, avrebbe detto Salvini duramte l’incontro secondo quanto riportato da alcuni partecipanti. Ma se qualcuno pensa che con gli zerovirgola si possa tornare alla preistoria, questo non è accettabili. Salvini, sempre in risposta alle sollecitazioni avanzate dagli industriali al tavolo, avrebbe anche ribadito che non ci sarà nessuna nuova tassa sulle automobili.
“Oggi per la prima volta dall’insediamento il governo ha convocato i rappresentanti del mondo dell’economia e riusciamo dialogare in termini di confronto”, ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Il clima e il dialogo sono sicuramente andati bene, ora però aspettiamo i fatti”.
“Un elemento importante è che la trattativa con l’Ue per evitare una procedura infrazione è ora nelle mani del premier, assume determinazione e legittimazione politica. E dunque c’è l’auspicio che non si entri in procedura che potrebbe comportare effetti negativi come la chiusura dei fondi di coesione e un rientro forzato del debito”, ha detto ancora Boccia.
Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia ha posto tra l’altro il tema del balzello sull’acquisto delle auto, gli artigiani della burocrazia, le cooperative dell’utilizzo del reddito di cittadinanza per favorire la nascita di start up.
Boccia è stato il primo a parlare ribadendo  l’irrinunciabilità delle infrastrutture, ha ripetuto che con Bruxelles ci si può confrontare se nella finanziaria il deficit in eccesso viene utilizzato per misure che favoriscano la crescita ed ha raccomandato di non penalizzare il settore auto, anche per i pesanti riflessi che avrebbe su tutta la filiera italiana.
Il tema delle infrastrutture è stato affrontato anche dagli artigiani, che hanno parlato della necessità di snellire la burocrazia. Dalle cooperative è arrivata la proposta di utilizzare il reddito di cittadinanza, liquidato in anticipo, come capitale per costituire start up e nuove imprese cooperative. Gli agricoltori – al tavolo è presente il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – hanno chiesto autorevolezza e decisione nel confronto con l’Ue, in particolare sul bilancio comunitario agricolo.
a maxi stangata da 1,32 miliardi ha pesato sulle tasche delle famiglie nel 2018 per gli aumenti registrati da luce e gas dall’inizio dell’anno.A fare i conti è il Codacons che ha calcolato come dal primo gennaio al 31 dicembre le tariffe della luce abbiano registrato un incremento dell’11,12% e quelle del gas del 13,67%. In media una famiglia ha così speso 93 euro in più – 32 euro per la luce e 61 euro per il gas – al lordo delle tasse.Per questo l’associazione dei consumatori ha lanciato una campagna su ‘stop rincari energia’: un gruppo d’acquisto del tutto gratuito per i cittadini, avvalendosi dell’esperienza di Pricewise che ha alle spalle 60 gruppi di acquisto in 13 paesi europei.Lo studio calcola anche l’alta incidenza di imposte che le famiglie pagano sulle bollette. Oggi italiano paga il 38,68% di imposte e oneri su ogni fattura del gas, e il 27,62% di tasse su ogni bolletta dell’elettricità. Ciò significa che su una spesa media annua per l’elettricità pari a 552 euro, la famiglia “tipo” ha pagato 152,4 euro di imposte; per il gas a fronte di una bolletta annuale media di 1.096 euro, la stessa famiglia ha versato addirittura 424 euro di tasse.

– TARANTO

– La ditta Cimolai ha completato il primo arco della copertura dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico di Taranto ex Ilva (ora ArcelorMittal Italia). L’investimento è pari a circa 300 milioni di euro. La nuova proprietà ha annunciato nel corso della conferenza stampa di insediamento l’intenzione di ultimare entro la fine del 2019 la copertura del parco minerali ed entro maggio 2020 la copertura del parco di carbone. Ogni struttura, una volta completata, avrà una lunghezza di 700 metri e una larghezza pari a 254 metri (quindi una luce complessiva di 508 metri). Le costruzioni che copriranno il parco minerale e il parco fossile saranno composte rispettivamente, da 53 e 56 arcate.
Ognuna di esse avrà un’altezza esterna di 77 metri e interna di 67 metri. La superficie dei parchi è pari a quella di 28 campi da calcio, con un’altezza assimilabile a quella di un palazzo di 25 piani. Non mancano le lamentele sui social network da parte di cittadini e associazioni per l’impatto paesaggistico.     

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DALLE 10:14 DI SABATO 08 DICEMBRE 2018

ALLE 02:17 DI DOMENICA 09 DICEMBRE 2018

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Natale: Confesercenti,-7% spesa per doni
Budget 285 euro. Desiderati i buoni acquisto ma rifiatano negozi

Furlan, manovra ancora un libro biancoLunedì sindacati da Conte, ‘puntare su crescita e lavoro’

Manovra: Barbagallo, governo ci ascoltiMeglio tardi che mai l’incontro a P.Chigi, abbiamo proposte

Manovra: Cgil, risposte insufficientiLunedì piattaforma unitaria sindacati ad incontro con Conte

Tria, intesa con Ue dipende da tuttiStiamo studiando tutte le opzioni,serve l’accordo della politica

Legge Bilancio, ok Camera con 312 sìI no sono stati 146. Ora il testo passa al Senato

Dialogo governo-parti sociali. Sindacati in pressingTre giorni incontri. Lunedì Cgil Cisl Uil,’manovra libro bianco’

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“Natale 2018, lo spread sotto l’albero”. Confesercenti sintetizza così il risultato del sondaggio sulle spese per il prossimo Natale, realizzato con Swg, de cui emerge che “cresce l’incertezza sul futuro economico del Paese” e “si restringe un po’ la spesa per i regali”.
Il budget previsto “è di 285 euro a persona”, il 7% in meno rispetto ai 307 del Natale 2017. In media gli italiani “faranno sette regali a testa, uno in meno dello scorso anno”. Il regalo più desiderato è un ‘buono acquisto’ ma “si torna a comprare nei negozi: la percentuale di consumatori che comprerà in un’attività commerciale di vicinato passa dal 16 al 19%”.
“Gli italiani arrivano al Natale 2018 con qualche timore in più”, registra Confesercenti: il 17% delle famiglie ha indicato di aver ridotto i consumi durante l’anno. Il 38% degli intervistati ritiene che l’anno si chiuda con un’Italia peggiorata dal punto di vista socioeconomico (lo scorso anno era il 33%) a fronte di un 18% che invece ritiene che c’è stato un miglioramento.
Non è dello stesso parere il Codacons secondo il quale “gli acquisti di Natale non saranno affatto in calo rispetto allo scorso anno ma, al contrario, registreranno una crescita complessiva del +2,5%”. I consumatori confermano la crisi per le famiglie ma ritengono che “in larga parte i regali di Natale sono stati già acquistati dai consumatori durante lo scorso Black Friday e Cyber Monday, quando 15 milioni di italiani hanno fatto compere approfittando di sconti e promozioni”.  Nel 2018 – per l’associazione dei consumatori – la spesa procapite degli italiani per regali, addobbi per la casa, alimentari, ecc. sarà pari a circa 170 euro, in salita del +2,5% rispetto al 2017″.

– Dall’incontro di lunedì dei sindacati con il premier Giuseppe Conte “ci aspettiamo un confronto vero e non rituale sulle questioni della crescita e del lavoro”. Lo dice la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: “E’ sicuramente importante che il presidente del Consiglio ed il Governo abbiano riconosciuto finalmente l’importanza di aprire un dialogo con il sindacato tanto più che la manovra è ancora un libro bianco e sono in discussione provvedimenti importanti che riguardano la vita ed il futuro di milioni di lavoratori, pensionati e famiglie”. Furlan ricorda la piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil con le proposte su lavoro, pensioni, investimenti e fisco.
“Vogliamo discutere di tutto questo con il presidente del Consiglio, senza pregiudizi – sottolinea Furlan – ma assumendoci le nostre responsabilità, senza fare sconti a nessuno”.
“Meglio tardi che mai: spero che ascoltino le nostre proposte” su lavoro, fisco e pensioni “e accolgano le nostre rivendicazioni per il bene dei lavoratori, dei pensionati e del Paese”. Così il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, in vista dell’incontro lunedì a Palazzo Chigi dei sindacati con il premier Giuseppe Conte sulla manovra. “Siamo soddisfatti di questo primo risultato. La nostra priorità è far crescere il Paese” e questo obiettivo, “secondo noi, si ottiene riducendo le tasse ai dipendenti e ai pensionati, investendo in infrastrutture materiali e immateriali per creare lavoro stabile per i giovani, continuando a finanziare gli ammortizzatori sociali, sottoscrivendo i contratti e, infine, proseguendo nel cambiamento della legge Fornero per una vera opera di flessibilizzazione dell’uscita dal lavoro verso il pensionamento. Se, su questo terreno, il Governo vuole farsi aiutare – conclude Barbagallo – siamo disponibili a dare il nostro contributo per lo sviluppo del Paese”.
– “Per far fronte al rallentamento dell’economia e per ridisegnare il futuro del Paese serve una manovra che sia capace di ricomporre e rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro”.
Così la Cgil in vista dell’incontro lunedì 10 dicembre a Palazzo Chigi tra i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo con il premier Giuseppe Conte. “Sviluppo e lavoro – prosegue – sono due chiavi essenziali, ma purtroppo non si prevedono risposte sufficienti a contrastare le disuguaglianze sociali e territoriali, la disoccupazione, in particolare giovanile e femminile, a recuperare gli investimenti perduti. È quanto ribadiremo lunedì prossimo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte”.
Nell’occasione le tre confederazioni presenteranno le loro proposte contenute nella piattaforma unitaria approvata dagli esecutivi il 22 ottobre scorso e discussa poi con delegati, lavoratori e pensionati.
Un accordo con la Ue sulla manovra “è possibile, dipende da quello che si deciderà da una parte e dall’altra”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria conversando con i cronisti alla Camera a margine dei lavori dell’Aula sulla legge di bilancio.”Stiamo studiando tutte le opzioni, stiamo vedendo gli spazi finanziari e facendo le stime dettagliate”, ha detto il ministro a chi gli chiede se il governo sia al lavoro per presentare un nuovo Dpb alla Ue. Alla domanda se ci sia l’accordo politico sul nuovo quadro Tria si limita a rispondere “certo che ci vuole l’accordo della politica”.Tria ha quindi confermato che tutte le modifiche saranno introdotte al Senato
– L’Aula della Camera ha approvato con 312 sì, 146 no la legge di Bilancio che ieri aveva incassato il voto di fiducia. Ora il testo dovrà passare al Senato.
Più attenzione sulla crescita e sul lavoro: le risposte previste dalla manovra “non sono sufficienti”, dicono Cgil, Cisl e Uil, e visto che la prossima legge di bilancio è “ancora un libro bianco” c’è la possibilità e la necessità di cambiare rotta. I sindacati vanno in pressing sul governo, in vista del tavolo convocato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lunedì a Palazzo Chigi. Un tavolo al quale, nell’arco di tre giorni, se ne affiancano altri due, con le imprese, guidati invece dai due vicepremier.Il primo, domani, è infatti convocato al Viminale dal vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con le 12 associazioni imprenditoriali (che lunedì scorso avevano protestato a Torino per il sì alla Tav e contro la manovra), a partire da Confindustria con il presidente Vincenzo Boccia protagonista negli ultimi giorni di un duro botta e risposta sintetizzato da “il 100% di Confindustria è contro questa manovra”. Martedì 11 toccherà alle piccole e medie imprese con il tavolo permanente per le Pmi avviato dall’altro vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.Nella stessa giornata, sempre al Mise, il tavolo sull’auto. Lunedì 10, invece, la volta dei sindacati per il primo confronto del governo con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla manovra.       

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DALLE 04:09 DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018

ALLE 10:14 DI SABATO 08 DICEMBRE 2018

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Cambi:lieve calo euro a 1,1365 dollari
Moneta unica scambiata a 128,21 yen

Spread Btp Bund apre a 294,7 punti baseRendimento decennale a 3,184% . Ieri sfiorati i 300 punti

Petrolio: Wti in calo a 51 dollariPersi 49 cents

Borsa: Asia rifiata dopo caso HuaweiListini aggrappati a Wall Street.Focus su dati Usa. Petrolio giù

Borsa: Milano apre in rialzo (+0,77%)Indice Ftse Mib sale a 18.787 punti

Bene Borse Europa, Londra apre a +0,8%Parigi +0,7% e Francoforte +0,6%

Di Maio ,nessuna tassa su auto famiglieSe qualcuno pensa di far litigare il governo si sbaglia

Di Maio, eviteremo procedure infrazioneConte sta facendo un’eccellente opera di mediazione

Borsa: Milano bene con Europa, ok UnipolIn luce Moncler e Exor, sale Tim. Spread scende a 290 punti

Istat, vendite ottobre +1,5% annoVola e-commerce, +24% vendite su base annua

Tar boccia delibera Antitrust pro MyTaxiBittarelli, accolta richiesta di Radiotaxi

Borsa Milano sale con Europa, spread 290Bene Unipol e Campari, giù Tenaris e Bper. Attesa per dati Usa

Tria, mie dimissioni ipotesi inesistenteMinistro ha preso parte a convegno Ocse a Venezia

Borsa: Wall Street apre in caloS&500 arretra dello 0,06%

Intesa Opec, il greggio vola (+5,2%)Accordo allargato a Opec+

Borsa: Europa ben intonata con petrolioLondra la migliore (+2,1%), a Milano (+1,5%) rally di Saipem

Borsa: Milano chiude in rialzo (+0,3%)Indice Ftse Mib scende a quota 18.741 punti

Spread Btp-Bund chiude in calo a 288Rendimento decennale al 3,12%

Borsa: Europa chiude positivaIn rialzo quasi tutti i listini

Manovra: via libera alla fiducia dalla Camera con 330 sìMa sul 2% resta alta tensione Tria snobba voto e va alla Scala.Rispunta aumento Iva, no M5S-Lega

Borsa: bene Milano con Saipem ed EniTagli Opec spingono petroliferi

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Euro in lieve calo all’avvio dei mercati. La moneta unica passa di mano a 1,1365 dollari ( era 1,1384 dollari dopo la chiusura di Wall Street di ieri) e 128,21 yen.
– Lo spread Btp-Bund apre a 294,7 punti base dopo che ieri aveva chiuso a 296 e raggiunto nella giornata i 298 punti. Il titolo decennale italiano paga un rendimento del 3,184%.
– Prezzo del petrolio in calo: il barile di greggio Wti è venduto a 51 dollari con un calo di 49 cents (-0,95%).
– Le Borse asiatiche rifiatano dopo il tonfo di ieri, aggrappandosi a Wall Street, che ha chiuso in recupero, e dividendosi tra i timori che la tregua sui dazi venga messa a repentaglio dal caso Huawei e gli interrogativi sul cammino che seguirà la Fed nel 2019 sui tassi. Il petrolio è in calo, con il Wti a 51,1 dollari al barile e il brent a quota 59,6, dopo la fumata nera all’Opec sui tagli alla produzione.
Tokyo ha terminato la seduta in rialzo dello 0,8%, Sydney dello 0,4%, Seul dello 0,3% mentre i listini cinesi sono rimasti sostanzialmente piatti, così come piatta è Hong Kong nel corso degli ultimi scambi. L’attenzione degli investitori si concentra sui dati sull’occupazione Usa attesi nel pomeriggio. “Possono dirci qualcosa di più sul percorso” della Fed, ha commentato Omar Aguilar, cio di Charles Schawb a Bloomberg. Mentre gli analisti si aspettano il quarto rialzo del 2018 nella riunione del 18-19 dicembre le attesa sono di una frenata della stretta nel 2019.
– Avvio in rialzo per Piazza Affari, che prova a riprendersi dopo il tonfo di ieri. Il Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in progresso dello 0,77% a 18.787 punti.
– Avvio positivo per le Borse europee, reduci da una seduta disastrosa legata all’arresto della top manager di Huawei, Meng Wanzhou. A Francoforte l’indice Dax sale dello 0,6% a 10.876 punti, a Parigi il CAC-40 avanza dello 0,69% a 4.813 punti mentre a Londra il Ftse 100 sale dello 0,81% a 6.758 punti.
– “Io non voglio mettere alcuna tassa sulle auto familiari di cui gli italiani hanno bisogno per spostarsi. Dopo il confronto con le aziende automobilistiche, con i lavoratori e i consumatori troveremo il modo per migliorare la norma, che non significa fare marcia indietro”. Lo ha assicurato il vicepremier Luigi Di Maio, a Radio 24 parlando dell’ecotassa. “Il nostro obiettivo è di incentivare l’uso dell’auto elettrica, ibrida e a metano. Se qualcuno pensa di far litigare il governo su questa norma si sbaglia, perché alla fine prevale il buon senso dall’una e dall’altra parte”.
– il presidente del Consiglio Giuseppe Conte “sta facendo una eccellente opera di mediazione” con l’Ue sulla manovra e “secondo me porteremo a casa la legge di bilancio con dentro quota 100, reddito e pensione di cittadinanza, aiuti agli imprenditori ed eviteremo la procedura di infrazione”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, ospite di Radio 24.
– Piazza Affari rimbalza assieme alle Borse europee dopo il tonfo della vigilia, legato ai timori che il caso Huawei possa complicare il dialogo tra Cina e Usa sui dazi. Milano avanza dell’1,17% mentre lo spread Btp-Bund ripiega a 290 punti base. Sul listino milanese, oggetto di ricoperture da parte degli investitori, brillano Moncler (+2,9%), Unipol (+4,3%) ed Exor (+2,1%), bene anche Prysmian (+2%), Cnh Industrial (+1,9%) e Ferrari (+1,8%). Tim sale dell’1,6% dopo che ieri il cda ha rinviato a gennaio le decisioni sull’assemblea per la nomina dei revisori. Meno brillanti i bancari, dove si mettono in luce Intesa (+1,3%) e Mediobanca (+1,2%). Unici segni meno del Ftse Mib sono Bper (-0,3%) e Tenaris (-0,3%) mentre Eni (+1,2%) e Saipem (+1,6%) non risentono del calo del petrolio. Fuori dal Ftse Mib cede Carige (-5,2%) mentre corrono Mondadori (+5,3%) e la Juventus (+4,2%).
– A ottobre 2018 le vendite al dettaglio sono aumentate su settembre dello 0,1% in valore e dello 0,2% in volume mentre sono cresciute rispetto a ottobre 2017 dell’1,5% in valore e dell’1,6% in volume. Lo rileva l’Istat. I beni alimentari mostrano una leggera flessione congiunturale in valore (-0,1%) e un aumento in volume (+0,2%), mentre i beni non alimentari sono in crescita sia in valore (+0,3%) sia in volume (+0,2%). Su base annua il commercio elettronico è in forte crescita (+24%).
Rispetto a ottobre 2017 sono in crescita sia le vendite di beni alimentari (+1,8% in valore e +1,2% in volume) sia quelle di beni non alimentari (+1,3% in valore e +1,9% in volume). Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra un aumento dell’1,1% per la grande distribuzione e dello 0,5% per le imprese operanti su piccole superfici.

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“Il Tar, accogliendo la domanda del Radiotaxi 3570 e delle altre Centrali Radiotaxi di Roma e Milano, ha sospeso l’esecutività della delibera emessa dall’Antitrust nel decorso mese di giugno a favore di My taxi”.
Così il presidente di Radiotaxi 3570, Loreno Bittarelli, che in una nota parla di un “importante e positivo passaggio processuale che consentirà ai tassisti soci delle Cooperative di continuare a svolgere serenamente il loro lavoro, in attesa della decisione definitiva prevista per il prossimo mese di aprile. Il Radiotaxi 3570 può, dunque, continuare il suo quotidiano impegno per garantire ai tassisti e all’utenza la più efficiente risposta di intermediazione tra la domanda e offerta di servizio taxi continuando a rafforzare, ulteriormente, lo sviluppo tecnologico dei suoi sistemi ed il tradizionale e forte rapporto di fiducia con gli utenti”.
– Le Borse europee proseguono in rialzo a metà seduta, recuperando parte delle perdite subite ieri in scia allo scoppio del caso Huawei. Londra sale dell’1,4%, Parigi dell’1,3% e Francoforte dello 0,6% in attesa dell’apertura di Wall Street, su cui i future sono negativi, e dei dati Usa sul mercato del lavoro. Lo spread Btp-Bund staziona in area 290 punti base in attesa dei ritocchi alla manovra e dopo la smentita di dimissioni del ministro Tria.
Milano avanza dello 0,9%, spinta da Unipol (+3,8%) che beneficia dei rumor sul prossimo avvio di una trattativa per cedere Unipol Banca a Bper (-0,8%). In luce Campari (+2,6%), Snam (+2,4%), Mediobanca (+1,9%) mentre Tim (+1,5%) avanza dopo il nulla di fatto sull’assemblea per la nomina dei revisori.
Bene Mondadori (+2,1%), che secondo indiscrezioni avrebbe intenzione di vendere la quota ne Il Giornale. Tra le auto corre Ferrari (+1,7%) e frena Fca (-0,3%). Il petrolio gira in rialzo: ne beneficia Saipem (+1,6%) mentre soffre Tenaris (-1,3%).
– VENEZIA

– “Le dimissioni sono un’ipotesi che non esiste”. Lo ha detto il ministro per l’Economia Giovanni Tria oggi a Venezia, a margine di un convegno dell’Ocse sui temi della cultura. Sull’ipotesi di contatti con esponenti politici dell’opposizione il ministro ha aggiunto “non c’è nessun messaggio”.
– NEW YORK

– Apertura in leggero calo per Wall Street, con i principali indici appesantiti dal caso Huawei e dai deludenti dati sull’occupazione. Il Dow Jones perde lo 0,05%, il Nasdaq lo 0,25% e l’indice S&500 lo 0,06%.
Intesa Opec, il greggio vola (+5,2%)Accordo allargato a Opec+

– Le Borse europee confermano la buona intonazione malgrado l’incertezza di Wall Street che dopo un avvio negativo è passata in cauto rialzo per poi tornare a perdere terreno. A sostenere gli acquisti, all’indomani di una seduta da dimenticare, è la corsa dei petroliferi grazie ai tagli della produzione di greggio deciso dall’Opec. Aiutano in misura minore i dati sul lavoro, sotto le stime, negli Usa che sostengono le attese di chi scommette su un allentamento degli interventi della Fed sui tassi, almeno dal prossimo anno. A mettere a segno l’aumento più deciso è Londra (+2,16%), seguita da Parigi (+1,78%), Milano (+1,5%) col rally di Saipem (+6,6%) ed Eni (+3,2%). In coda al gruppo Francoforte (+0,91%).
– Chiusura positiva per Piazza Affari.
L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,53% a 18.741 punti.
– Lo spread Btp-Bund chiude in calo a 288 punti base dai 296 di ieri. Il titolo decennale italiano paga un rendimento del 3,12%.
– Chiusura nel complesso positiva con l’eccezione di Francoforte per i principali listini europei.
Parigi ha guadagnato lo 0,68%, Londra l’1,1% mentre la Borsa tedesca ha perso lo 0,21% nell’ultima seduta della settimana.
Arriva il primo via libera alla legge di bilancio. Alla Camera votano sì alla fiducia 330 deputati di M5s e Lega. Ma il clima è sospeso, da incompiuto. E’ assente, dopo aver smentito le voci insistenti di sue dimissioni, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che è a Milano alla prima della Scala. Ed è ancora assente una soluzione al grande rebus della trattativa con l’Europa per evitare le sanzioni. Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno finora respinto le ipotesi messe sul tavolo da Tria e dal premier Giuseppe Conte per tagliare il deficit fino al 2%.Dal rinvio a giugno di “quota 100” e reddito di cittadinanza, fino alla idea “estrema” di aumenti selettivi dell’Iva, che Tria aveva già prospettato a settembre, in fase di gestazione della manovra, e avrebbe rispolverato in questi giorni. Negli spazi stretti concessi dai due vicepremier, armi per chiudere l’intesa con Bruxelles non ne restano molte. E, nonostante il susseguirsi dei colloqui a Palazzo Chigi, dove Conte riceve Salvini e Giancarlo Giorgetti, una sintesi non c’è. Il tempo corre: se entro la prossima settimana non si raggiunge un’intesa con l’Ue, avvertono i “pontieri”, si rischia non solo la procedura d’infrazione ma anche di piombare nell’esercizio provvisorio di bilancio.Intanto prosegue l’esame sul testo. Dopo la fiducia il dibattito in Aula è ripreso ma l’ok arriverà solo alle 16 di oggi. Il timing lo ha dato lo stesso presidente della Camera, Roberto Fico. Alle ore 11,30 ci sarà la capigruppo, l’Assemblea ricomincerà i lavori alle ore 13, e dopo seguiranno le dichiarazioni di voto a partire dalle 14,30

IL DIBATTITO
“A questa fiducia ne seguiranno altre due. Si tratta dell’ennesima” che chiede l’esecutivo giallo-verde, “che da governo del cambiamento sta diventando il governo ‘del Gattopardo’ “. Lo ha detto in Aula alla Camera Federico Fornaro, capogruppo di Leu, annunciando il no alla fiducia sulla legge di Bilancio. La manovra, dice “è una scatola vuota, che porta allo scontro con la Ue e il Paese a sbattere”.
“Non voteremo né la fiducia, né la manovra. C’è chi ha stappato lo champagne mesi fa, ma oggi non sappiamo neanche quali sono i saldi…”. Lo dice Giorgia Meloni, prendendo la parola in Aula alla Camera per la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia sulla legge di bilancio. “Saremo qui a Montecitorio per manifestare con gli artigiani, i commercianti, gli imprenditori che dicono no”, aggiunge. Con i soldi stanziati in legge di bilancio per il reddito di cittadinanza ci sono “133 euro al mese a persona, non 780 euro. E’ il complotto mondiale delle calcolatrici?”, ironizza. “Vi abbiamo difeso, abbiamo difeso il governo e la nazione contro gli attacchi dell’Ue. Lo abbiamo fatto perché siamo sovranisti nel senso più puro del termine. Non potevamo che apprezzare un governo che sceglieva di alzare la testa verso l’Ue. Siete partiti temerari, spavaldi” e invece adesso “fate marcia indietro”, sottolinea Meloni.
“Non sapete come uscire fuori dalle bugie, dalle misure fantasma. Mettete solo le bandiere di partito e questo è tipico di chi se ne frega e fa marketing di bassa lega. Quando ve ne andrete, lascerete danni serissimi di finanza pubblica: non possiamo fare altro che lottare lealmente in questa Aula e dire no alla fiducia”. Lo dice il capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera Luigi Marattin intervenendo in occasione della richiesta di fiducia in Aula alla Camera, sostenendo che il governo gialloverde nei fatti “aumenti la pressioni fiscale”. “Ciò che non permetteremo – prosegue – è però che passi l’idea che la competenza è delle elite e l’ignoranza del popolo. L’unica fiamma che avete acceso è quella dell’incendio che brucerà i risparmi dei cittadini”.
“Il gruppo Lega voterà convintamente la fiducia a questo governo che sta facendo sì scelte coraggiose ma scelte del popolo”. Lo dice Rebecca Frassini, deputato della Lega, prendendo la parola in Aula alla Camera nelle dichiarazioni di voto sulla fiducia alla legge di bilancio. “Sorrido – aggiunge – quando dall’opposizione si grida allo scandalo perché in sei mesi non siamo riusciti a fare quello che loro non sono riusciti a fare in sei anni. Milioni di italiani il 4 anno hanno espresso il loro giudizio inequivocabile sul fallimento dei vostri governi”.

– Piazza Affari termina la settimana in rialzo (Ftse Mib +0,53%) riducendo tuttavia i guadagni messi a segno nel corso della seduta sull’onda dei tagli alla produzione del greggio da parte dell’Opec che ha spinto i petroliferi: Saipem ha fatto un balzo del 6,2%, Eni del 2,02%. A rallentare i listini europei è stato l’appesantirsi di Wall Street all’indomani del tonfo sulla vicenda Hauwei, per i non dissipati i timori sulla guerra commerciale con la Cina.
Contrastata invece l’accoglienza ai dati sul lavoro Usa inferiori alle attese ma termometro di una crescita economica robusta: da qui l’interrogarsi dei mercati sulle prossime mosse della Fed. A Milano hanno brillato Unipol (+4,02%) e Unipolsai (+1,37%) sull’ipotesi di vendita di Banca Unipol a Bper (-1,59%), pesante Carige (-5,23%). Novo passo avanti di Campari (+3,48%) promossa giovedì da Deutsche Bank, bene Tim (+1,08%) col rinvio sull’assemblea, ancora debole il tecnologico Stm (-1,08%).     

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DALLE 00:05 DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018

ALLE 04:09 DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Borsa: Tokyo, apertura in ribasso
Attenzione su riunione Opec a Vienna, incertezza su commercio

Usa fanno arrestare la leader di HuaweiMeng Wanzhou fermata in Canada. Indagine sanzioni Iran violate

Petrolio:cala a 52 dollari, attesa OpecBrent scende a 61 dollari. Occhi a tensione Cina-Usa

Oro:a 1239 dollari su tensioni mercatiMetallo sale dello 0,2%

Cambi:euro stabile a 1,133 dollariIn Asia sale yen a 112,8. Yuan cala a 6,89

Spread apre poco mosso a 279 puntiRendimento al 3,053%

Borse Asia crollano con affaire HuaweiTokyo -1,91% e Shenzhen -2,1%. Futures negativi per Wall Street

Borsa: Milano apre in calo dell’1%Indice principali titoli a 19.136 punti

Germania: salgono ordini industriaA ottobre. Analisti aspettavano calo 0,4%

Effetto Huawei, affondano le Borse. Spread chiude a 296 puntiAnche Wall Street va giù

Borsa Milano scende (-1,3%), male StPiazza Affari in linea altri listini. Spread a 279 punti

Vetrya,accordoe quota in NeosperienceInvestimento 1 mln per sottoscrizione in fase quotazione

Borse Europa sotto pressioneFrancoforte -1,7%, Milano -1,6%, Parigi -1,4% e Londra -1,3%

Istat, nel 2017 1 su 4 a rischio povertàIn 2017.Calo persone che vivono in famiglie gravemente deprivate

Auto:Di Maio,vedrò aziende e consumatoriA partire da Fca, per incentivi a elettriche, ibride, metano

Rossi presidente Ricerca Copa CogecaOrganizzazione riunisce tutti agricoltori Ue

Caso Huawei affossa Borse europeeLondra -2,5%, Francoforte -2,45. Futures negativi su Wall Street

Alitalia: Paleari, fatturato oltre 3mldObiettivo certamente raggiunto. Ricavi passeggeri 11 mesi +7,1%

Carige perde causa con Albani e MontaniDovrà pagare spese di giudizio per oltre un milione

Fincantieri: varata ‘Carnival Panorama’Nave da crociera da 133.500 ton. di stazza

Piaggio Aero: ok stipendi in dubbio 13/aAnnullato incontro al Mise previsto per domani

Pesano caso Huawei, calo greggio greggio e Moody’s su banche

Borsa: Milano tutta in rosso (-2,5%)Pesano caso Huawei, calo greggio greggio e Moody’s su banche

Natale: studio, spesa media 330 euroOsservatorio Compass, molti approfittano di sconti Black Friday

Borsa: Europa amplia calo, Milano -2,7%Dati su occupazione inferiori a stime, giù microchip e petrolio

Fineco: raccolta novembre 205 milioniMa da inizio anno accumulati 5,4 miliardi

Dws (Deutsche bank), non vendiamo Italia’Abbiamo esposizione, rifinanziamento 2019 da 250 miliardi’

Borsa: Milano pesante (-3%),spread a 293Sotto pressione Diasorin, Fineco, Saipem e Unicredit

Petrolio:forte calo (-4%) in attesa OpecBrent sotto 60 dollari, voci rinvio decisione a domani

Borsa: Europa giù nel finale, Milano -3%Caso Huawei affossa produttori di microchip, pesa calo greggio

Borsa:Milano,forte calo chiusura(-3,54%)Indice Ftse Mib scende a quota 18.643 punti

Borsa:Europa chiude pesante, Parigi-3,3%Sotto pressione anche Londra (-3,15%) e Francoforte (-3,48%)

Spread Btp chiude in rialzo a 296 puntiTasso al 3,19%

Borsa:Milano -3,5% con spread e greggioEffetto Huawei su Stm, giù Unicredit, Intesa, Saipem ed Eni

Manovra: ipotesi premi a statali in BtpMisura potrebbe arrivare in Senato

Petrolio: chiude in netto calo a NyQuotazioni perdono il 3,46%

Borsa di Tokyo apre in rialzo, +0,66%Possibile pausa della Fed su aumenti tassi in Usa, Wsj

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TOKYO

– La Borsa di Tokyo apre la seduta all’insegna della cautela, mentre continua l’incertezza sulla tregua dei dazi siglata tra Cina e Stati Uniti al G20 e gli investitori adesso si concentrano sulla riunione dell’Opec in programma oggi a Vienna.
Il Nikkei cede lo,62%, a quota 21.782,90, con una perdita di 136 punti. Sul mercato dei cambi lo yen si mantiene stabile sul dollaro poco sopra a quota 113 e sull’euro a 128,20.
– WASHINGTON

– Le autorità canadesi hanno arrestato a Vancouver la direttrice finanziaria della Huawei, Meng Wanzhou, che ora rischia l’estradizione negli Usa dove è in corso un’indagine per accertare se il colosso cinese ha violato le sanzioni all’Iran.
L’arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore della societa’, e’ destinato probabilmente ad aumentare le tensioni tra Usa e Cina nel campo tecnologico, dopo la recente tregua sui dazi. Venerdi’ e’ prevista l’udienza in cui il giudice decidera’ se rilasciarla su cauzione. In ogni caso e’ stata arrestata su richiesta degli Usa, che intendono chiedere l’estradizione.
Huawei, uno dei piu’ grandi produttori cinesi di telefonini, e’ finita nel mirino delle autorita’ americane per timori legati alla sicurezza: l’acquisto e l’uso di telefonini Huawei e’ stato vietato nelle agenzie governative.
– Prezzo del petrolio in deciso calo quando si apre oggi il vertice Opec a Vienna che dovrebbe raggiungere un accordo per un taglio della produzione. IL greggio Wti del Texas cede l’1% a 52,3 dollari al barile mentre il Brent cede lo 0,83% a 61,04 dollari. Non aiutano le tensioni fra Cina e Usa alle quali si aggiunge l’arresto, in Canada, del il capo dell’ufficio finanziario di Huawei, Meng Wanzhou per la quale gli Stati Uniti hanno chiesto l’estradizione.
– Le tensioni sui mercati e fra Usa e Cina spingono il prezzo dell’oro, tradizionale bene rifugio. Il metallo con consegna immediata cresce dello 0,2% a 1239 dollari l’oncia, toccando i massimi da luglio.
– Euro stabile all’avvio dei mercati. La moneta unica passa di mano a 1,133 dollari. In Asia lo yen avanza dello 0,3% a 112,8 sul dollaro mentre lo yuan cinese cede a 0,5% a 6,893 dollari.
– Apre poco mosso lo spread fra Btp e Bund, Il differenziale segna 279 punti contro i 278 della chiusura di ieri, mercoledì (livello minimo da ottobre). Il rendimento del decennale italiano è pari al 3,053%.
– L’arresto in Canada del direttore finanziario della Huawei, Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso cinese, ha dato il colpo di grazia alle Borse asiatiche, aggiungendo un nuovo elemento di incertezza allo stop and go nei negoziati commerciali fra Stati Uniti e Cina. Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,91%. Analoghe perdite sulle piazze cinesi: Shenzhen è calata del 2,16% e Shanghai dell’1,66%. Hong Kong cede il 2,96%. Pesano le motivazioni dell’arresto, maturato nell’ambito di un’indagine sulla violazione delle sanzioni all’Iran. Senza dimenticare i dubbi che gli americani nutrono sul fatto che gli smartphone cinesi possano essere usati a scopi di spionaggio. Male anche Seul, che ha perso l’1,55%, mentre Sidney è in calo dello 0,22%. I futures indicano aperture in ribasso anche per Wall Street e per i mercati europei. Fra gli appuntamenti di oggi, la riunione dell’Opec. Negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e i dati sulla bilancia commerciale a ottobre.
– Apertura in calo per Piazza Affari.
L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in ribasso dell’1% a 19.136 punti.
– Salgono, a sorpresa, gli ordini industriali in Germania. A ottobre sono saliti dello 0,3% contro un calo stimato dello 0,4%.
Chiusura pesante per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha ceduto il 3,54% a quota 18.643 punti, di nuovo sotto la soglia del 19mila punti sopra a cui si trovava dallo scorso 26 novembre. A pesare l’arresto shock della figlia del fondatore di Huawei.Chiude in deciso rialzo lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale sale a 296 punti base dai 278 punti di ieri. Il rendimento del titolo decennale del Tesoro sale al 3,19%.Chiusura pesante per le principali borse europee. Parigi ha ceduto il 3,31% a 4,780 punti, Londra il 3,15% a 6.704 punti e Francoforte il 3,48% a 10.810 punti. Anche Wall Street affonda sui timori per il caso Huawei che rischia di mettere in pericolo la tregua Trump-Xi. Dopo due ore di contrattazioni il Dow Jones perde il 3,03%, il Nasdaq il 2,26% e l’indice S7&500 il 2,72%.SU ASIA PESA VICENDA HUAWEI L’arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso cinese, ha dato il colpo di grazia alle Borse asiatiche, aggiungendo un nuovo elemento di incertezza allo stop and go nei negoziati commerciali fra Stati Uniti e Cina. Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,91%. Analoghe perdite sulle piazze cinesi: Shenzhen è calata del 2,16% e Shanghai dell’1,66%. Hong Kong cede il 2,96%. Pesano le motivazioni dell’arresto, maturato nell’ambito di un’indagine sulla violazione delle sanzioni all’Iran. Senza dimenticare i dubbi che gli americani nutrono sul fatto che gli smartphone cinesi possano essere usati a scopi di spionaggio. Male anche Seul, che ha perso l’1,55%, mentre Sidney è in calo dello 0,22%. I futures indicano aperture in ribasso anche per Wall Street e per i mercati europei. Fra gli appuntamenti di oggi, la riunione dell’Opec. Negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e i dati sulla bilancia commerciale a ottobre. Ed ora dunque vediamo passo passo come, durante la giornata, si è giunti a questo:

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Piazza Affari peggiora e scende dell’1,35%, in scia ai listini asiatici e in linea con quelli europei. Lo spread fra Btp e Bund segna 279 punti, contro i 278 della chiusura di ieri. I mercati soffrono per il clima di tensione fra Stati Uniti e Cina, aggravato dall’arresto del direttore finanziario della Huawei, Meng Wanzhou, per un’indagine americana sulle violazioni delle sanzioni all’Iran.
In Piazza Affari il titolo peggiore è Diasorin, ‘debuttante’ sul Ftse Mib al posto di Luxottica. Il titolo cede il 7%, dopo essere stato sospeso: nei giorni scorsi ha segnato rialzi consistenti. Male anche St (-4,2%), per i contraccolpi sul settore dell’affaire Huawei. Sotto pressione le banche, con Unicredit che cede il 2,2%, Mps il 2,3%, Ubi il 2,4% e Carige il 5,2%. Fca perde il 2,4%, mentre la manovra introduce l’ecotassa sulle auto, mentre Mediobanca perde lo 0,98% all’indomani del via libera al patto light.
– Vetrya, gruppo italiano attivo nei servizi digital, applicazioni e soluzioni broadband, annuncia una partnership operativa e strategica con Neosperience, Pmi attualmente in roadshow finalizzato all’ammissione a quotazione sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana. Vetrya ha annunciato anche la volontà di sottoscrivere in fase di collocamento per l’Ipo una partecipazione di rilievo (che dipenderà comunque dal prezzo finale di collocamento) di Neosperience, con un investimento pari a circa 1 milione di euro. A fronte di detto investimento i soci fondatori di Neosperience, Dario Melpignano e Luigi Linotto, si sono dichiarati disponibili a convocare entro 45 giorni dall’inizio delle negoziazioni l’assemblea ordinaria dei soci per l’ampliamento del Consiglio di Amministrazione con la nomina di due Consiglieri indicati da Vetrya.
Neosperience opera come software vendor nel settore della Digital Customer Experience.
– Le Borse europee navigano in terreno negativo, con Francoforte che cede l’1,7%, Milano l’1,6%, Parigi l’1,47%, Londra l’1,36% e Madrid l’1,2%. Le tensioni commerciali fra Usa e Cina, che hanno determinato le forti perdite su Wall Street di due giorni fa (ieri la Borsa americana era chiusa per i funerali dell’ex presidente Bush), si sono aggravate con l’arresto del direttore finanziario della Huawei, Meng Wanzhou, per un’indagine statunitense sulle violazioni delle sanzioni all’Iran. Un clima che ha pesato sui mercati asiatici e su quelli europei: i futures indicano in negativo anche l’apertura di Wall Street. L’euro è stabile e vale 1,133 dollari.
L’Istat stima che, nel 2017, oltre una persona su quattro in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, pur registrando un miglioramento rispetto all’anno precedente. La stima dei residenti a rischio cala infatti al 28,9%, dal 30% del 2016. In particolare risulta “pressoché stabile al 20,3% la percentuale di individui a rischio di povertà (era 20,6%) mentre si riducono sensibilmente i soggetti che vivono in famiglie gravemente deprivate (10,1% da 12,1%), come pure coloro che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (11,8%, da 12,8%)”.Il reddito netto medio delle famiglie italiane sale nel 2016 e raggiunge circa 2.550 euro mensili, secondo le stime dell’Istat, 30.595 euro l’anno (esclusi gli affitti figurativi). La crescita è del 2% in termini nominali e del +2,1% in termini di potere d’acquisto rispetto al 2015 (visto che la variazione dei prezzi al consumo è stata pari a -0,1%). La contrazione complessiva dei redditi rispetto ai livelli pre-crisi del 2009 resta notevole, con una perdita in termini reali dell’8,5% per il reddito familiare.
– “Ho deciso di convocare un tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da Fca, e con le associazioni dei consumatori. Insieme troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli”. Lo scrive su Facebook il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio dopo le polemiche sulla tassa sul diesel, aggiungendo che “la norma va migliorata subito per non penalizzare nessuno, in particolare chi ha bisogno di acquistare un’utilitaria”.
– La Confederazione di tutti gli Agricoltori e le Agro cooperative in Europa, la Copa Cogeca, ha rieletto a Bruxelles Daniele Rossi, delegato di Confagricoltura, alla presidenza del Gruppo Ricerca ed Innovazione. Rossi, nel 2016 era stato il primo italiano a ricoprire l’incarico. Lo rende noto l’organizzazione degli agricoltori. Rossi, 59 anni, è, tra l’altro, coordinatore europeo delle 36 Piattaforme Tecnologiche Nazionali Food for Life, fondatore del Cluster Agrifood italiano e della Associazione di Confagricoltura con Nomisma e Luiss “AgroNetwork”, senior economist del Governo e della Commissione Ue. “Il futuro del settore in Europa si giocherà sull’ innovazione in campo ambientale, sulla digitalizzazione, la genetica, la gestione dell’acqua e del suolo, le energie rinnovabili, i nuovi modelli di business, non ultimo sulla nutraceutica e sull’alimentazione “salutare”, dice Rossi.
– Il ‘caso Huawei’ affossa le Borse.
L’arresto del direttore finanziario del colosso cinese, Meng Wanzhou, per un’indagine statunitense sulle violazioni delle sanzioni all’Iran, si abbatte sui negoziati già tesi fra Stati Uniti e Cina in tema di dazi e fa crollare i listini mondiali.
In Europa, Londra cede il 2,5%, Francoforte il 2,45%, Parigi il 2,4% e Madrid l’1,9%. Milano perde il 2,37%, con lo spread a 285 punti, dopo aver aperto a 279. Dai futures previsioni in rosso anche per Wall Street. In Piazza Affari il titolo peggiore è Diasorin, che cede il 7% dopo una serie di sedute in crescita, seguito da Fineco (-5% dopo essere stata sospesa al ribasso), Saipem (-4,5%) e St, che perde il 4,6% per i riflessi sul comparto dell’affaire Huawei. Fca cede il 3,4%: secondo gli analisti di Mediobanca, l’ipotesi di una ecotassa sulle auto non aiuta le vendite in Italia. Tim cede il 2,1% nel giorno del cda, mentre all’indomani della ‘firma’ del patto di consultazione, Mediobanca cede il 2,8%.
– Alitalia “chiuderà il 2018 con un fatturato per la prima volta abbondantemente superiore ai 3 miliardi di euro”. Lo ha detto il commissario di Alitalia Stefano Paleari, precisando che “era un obiettivo che avevamo 6 mesi fa e sarà certamente raggiunto”.
Alitalia ha chiuso i primi 11 mesi dell’anno con ricavi da passeggeri in crescita del 7,1%. Solo a novembre i ricavi passeggeri sono cresciuti dell’8,2% ad un tasso superiore ai mesi precedenti. I ricavi da attività cargo sono cresciuti del 18% a novembre e del 10% nei primi 11 mesi. Il numero dei passeggeri ha segnato a novembre un aumento del 4,6%, di cui +6,2% sui voli intercontinentali. Nei primi 11 mesi i passeggeri sono stati quasi 20 milioni con un +0,8 %, di cui più il 7,5% sull’intercontinentale.
– GENOVA

– Banca Carige ha perso la causa di risarcimento danni contro l’ex presidente dell’istituto di credito Cesare Castelbarco Albani e l’ex ad Piero Luigi Montani oltre che contro le società del Fondo Apollo e della holding Amissima. La causa era stata intentata per l’operazione di cessione delle compagnie assicurative Carige Assicurazioni e Vita Nuova e per il presunto acquisto a ‘prezzo vile’, ovvero inferiore al valore della cosa. Il tribunale di Genova ha condannato Carige al pagamento delle spese di giudizio per oltre un milione di euro.
– VENEZIA

– È stata varata oggi nello stabilimento Fincantieri di Marghera (Venezia), “Carnival Panorama”, nuova nave destinata a Carnival Cruise Line, brand del gruppo statunitense Carnival Corporation & plc, primo operatore al mondo del settore crocieristico. Ora inizierà la fase di allestimento degli interni, che porterà alla consegna della nave nell’autunno 2019. La nuova unità sarà gemella di “Carnival Vista”, consegnata a Monfalcone nell’aprile 2016, e di “Carnival Horizon”, realizzata a Marghera e consegnata nel marzo di quest’anno. 133.500 tonnellate di stazza lorda e 323 metri di lunghezza, sono queste le dimensioni che caratterizzano la serie “Vista”, che annovera le unità più grandi finora costruite da Fincantieri per la flotta di Carnival Cruise Line. Conterà ben 2.004 cabine, alle quali si sommano le 770 destinate all’equipaggio, potendo così ospitare a bordo oltre 6.500 persone, tra passeggeri ed equipaggio.
– SAVONA

– Buone notizie dal vertice tra il neo commissario di Piaggio Aero, Vincenzo Nicastro, e i sindacati avvenuto questa mattina a Savona nella sede dell’Unione Industriali. Il commissario ha assicurato il pagamento degli stipendi di novembre (momentaneamente “congelati” dal vecchio CdA) e dicembre, mentre resta in forse il pagamento della tredicesima per ragioni tecniche. “Ho firmato l’istanza al tribunale per autorizzarmi al pagamento – ha detto Nicastro – appena arriva il via libera provvederemo”. E’ stato concordato di annullare l’incontro di domani al Mise: il vertice verrà riconvocato prima di Natale, dopo che Nicastro avrà conosciuto meglio l’a aziendale. “Mi sono fatto un quadro iniziale – ha detto il commissario – la situazione è complessa, ma ci lavoriamo. Sono abituato a guardare il bicchiere mezzo pieno, non mezzo vuoto: speriamo quindi di riempirlo. L’azienda ha un valore nazionale. Bisogna essere cauti e serve che, oltre al commissario, anche chi di dovere si impegni a fare quello che deve fare”.
– E’ completamente in rosso il listino principale di Piazza Affari (Ftse Mib -2,5%), fanalino di coda in un contesto europeo colpito dal caso Huawei e dal calo del greggio, mentre lo spread sale verso quota 290 punti, con Moody’s che conferma la previsione negativa per le banche italiane. Scivolano Diasorin (-6,21%), Fineco (-5,02%), Saipem (-4,9%), Prysmian (-4,6%) ed Stm (-4,3%). Giù anche Unicredit (-4%), Mediaset (-4%) Fca (-3,83%), mentre appaiono più caute Italgas (-0,39%), A2a (-0,53%) e Ferragamo (-0,58%).

– MILANO

– E’ completamente in rosso il listino principale di Piazza Affari (Ftse Mib -2,5%), fanalino di coda in un contesto europeo colpito dal caso Huawei e dal calo del greggio, mentre lo spread sale verso quota 290 punti, con Moody’s che conferma la previsione negativa per le banche italiane. Scivolano Diasorin (-6,21%), Fineco (-5,02%), Saipem (-4,9%), Prysmian (-4,6%) ed Stm (-4,3%). Giù anche Unicredit (-4%), Mediaset (-4%) Fca (-3,83%), mentre appaiono più caute Italgas (-0,39%), A2a (-0,53%) e Ferragamo (-0,58%).
– Per fare i regali di Natale gli italiani spenderanno in media 330 euro, anche se il 43% non andrà oltre i 250 e solo il 21% supererà i 500. L’anno scorso la spesa media era stata 345 euro. A dirlo è l’Osservatorio dedicato alle strenne di Natale di Compass, la ricerca condotta dalla società del credito al consumo del Gruppo Mediobanca. Sei acquirenti su 10 hanno dichiarato che avrebbero anticipato alcuni regali al ‘Black Friday’ per approfittare degli sconti. E 3 su dieci faranno acquisti solo on-line.
Nell’indagine, su 500 persone, circa la metà del budget (178 in media) sarà speso per realizzare i desideri della persona considerata più importante. Gli uomini viziano il partner (56%), le donne i figli (41%). Il 37% ha percepito nel 2018 un peggioramento economico. Tra i desideri per l’anno prossimo, l’attenuazione della crisi economica (57%) e più tempo per la famiglia (32%).
– Ampliano il calo le principali borse europee con i futures Usa in rosso, nel giorno della ripresa degli scambi a Wall Street dopo la pausa della vigilia per i funerali dell’ex-presidente George Bush senior e dopo dati sull’occupazione inferiori alle stime degli analisti. Milano (Ftse Mib -2,7%) è la peggiore, preceduta di poco da Francoforte (-2,6%), Parigi (-2,5%), Londra (-2,4%) e Madrid (-2%). La vicenda Huawei penalizza i produttori di semiconduttori da Ams (-7,35%) a Siltronic (-5,32%), da Stm (-4,63%) ad Asm (-3,54%).
Sotto pressione, con il calo del greggio, i petroliferi Tullow (-5,43%), Aker Bp (-5,3%), Lundin (-4,64%), Shell (-3,38%), Repsol (-3%), Total (-2,32%) ed Eni (-2,37%).
– FinecoBank ha chiuso il mese di novembre con una raccolta netta in calo del 9% a 205 milioni di euro, esclusi 317 milioni di euro di imposte pagate dalla clientela, in crescita del 7% rispetto al 2017. Da inizio anno invece la raccolta ha segnato un progresso di uguale entità a 5,42 miliardi, con 1,27 milioni di clienti totali, saliti del 7% rispetto all’analogo periodo del 2017.
– “Non siamo in un territorio” di preoccupazione “nel quale vendere bond italiani”. Lo afferma Stefan Kruezkamp, Chief investment officer (Cio) di Dws, la divisione investimenti di Deutsche bank.
“Ovviamente abbiamo un’esposizione” sul debito sovrano italiano, il maggiore mercato dei bond europeo, aggiunge Kruezkamp durante una conferenza sull’outlook per il 2019, sottolineando che l’Italia anche con le ultime revisioni delle società di rating è rimasta su giudizi da ‘Investment grade’.
Guardando all’anno prossimo, il Cio di Dws aggiunge che “naturalmente l’Italia deve rifinanziarsi in maniera importante e per il 2019 parliamo di 250 miliardi”, un processo nel quale potrebbe incontrare difficoltà.
In generale la divisione investimenti di Deutsche bank vede il ciclo delle Borse mondiali sulla parte alta del boom ma non ancora nel ‘late cycle’ che prelude la stagione dei cali della stagione dell’Orso. L’economia reale invece sta rallentando, ma avrebbe ancora marginali possibilità di crescita.
– Piazza Affari appare pesante (Ftse Mib -3,4%), ultima in Europa, con gli indici Usa in forte tensione (Dow Jones -2% e Nasdaq -1,4%) con lo scoppio del caso Huawei, il dal calo del greggio, e, per l’Italia, l’aggravante dello spread oltre quota 295 punti, con Moody’s che conferma la previsione negativa per le banche italiane. Scivolano Diasorin (-6,2%), penalizzata dagli analisti di Kepler, Fineco (-6%), dopo la raccolta di novembre, Saipem (-5,2%), con il ribasso del greggio, che frena anche Eni (-2,7%). Sotto pressione Prysmian (-4,6%) e i bancari Unicredit (-4,88%), Ubi (-4,8%), Banco Bpm (-4,59%) e Intesa Sanpaolo (-4,7%), mentre Stm (-5%) segue l’onda degli altri produttori di microprocessori europei dopo l’arresto in Canada del direttore finanziario di Huawei Meng Wanzhou. Vendite su Fca (-4,8%), Ferrari (-3,37%) e Mediaset (-4,5%), più caute, ma sempre negative, Atlantia (-0,17%), Italgas (-0,71%) e A2a (-0,9%).
– Quotazioni in picchiata per il petrolio, con il Wti a New York che perde oltre il 4% fra indiscrezioni secondo cui l’Opec potrebbe non formalizzare alcuna decisione oggi sul taglio della produzione, in attesa del confronto domani con la Russia (Opec Plus). I futures sul Wti perdono il 4,14% a 50,70 dollari dopo un calo di oltre il 5% stamani. Il brent a Londra segna -3,49% a 59,41 dollari.
– Borse europee sotto pressione nel finale, con Milano (-3,45%) che insieme a Parigi, Londra e Francoforte cede oltre il 3%, mentre gli indici Usa lasciano sul campo il 2,7% (Dow Jones) e l’1,9% (Nasdaq) dopo la pausa della vigilia per i funerali dell’ex-presidente George Bush senior e con dati macroeconomici in parte inferiori e in parte migliori rispetto alle stime degli analisti. L’arresto del direttore finanziario di Huawei Meng Wanzhou in Canada penalizza i produttori di semiconduttori da Ams (-10,3%) a Siltronic (-7,39%), da Stm (-5,75%) ad Asm (-4,55%) ed Infineon (-3,46%).
Sotto pressione, con il calo del greggio a quota 50,7 dollari, i petroliferi Tullow (-6,27%), Aker Bp (-6,17%), Lundin (-4,72%), Shell (-4,52%), Repsol (-4%), Total (-2,85%) ed Eni (-2,73%).
– Chiusura pesante per Piazza Affari.
L’indice Ftse Mib ha ceduto il 3,54% a quota 18.643. punti, di nuovo sotto la soglia del 19mila punti sopra a cui si trovava dallo scorso 26 novembre.
– Chiusura pesante per le principali borse europee. Parigi ha ceduto il 3,31% a 4,780 punti, Londra il 3,15% a 6.704 punti e Francoforte il 3,48% a 10.810 punti.
– Chiude in deciso rialzo lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale sale a 296 punti base dai 278 punti di ieri. Il rendimento del titolo decennale del Tesoro sale al 3,19%.
– Piazza Affari ha sofferto insieme alle altre borse europee e a Wall Street (Ftse Mib -3,54%), frenata dall’arresto del Cfo di Huawei in Canada, dal calo del greggio poco sopra i 50 dollari al barile e dallo spread Btp/Bund risalito a quota 296 punti base. Quest’ultimo dato, insieme ad un report di Moody’s che ha confermato la prospettiva negativa sulle banche italiane, ha contribuito ad affossare i titoli del settore. In rialzo gli scambi per 2,6 miliardi di euro di controvalore, 0,9 in più di ieri con Wall Street chiusa per il funerale di George Bush Senior. Interamente in rosso il paniere dei titoli più importanti con Fineco (-6,77%) maglia nera dietro a Saipem (-6,39%), giù insieme ad Eni (-3,19%), e Diasorin (-6,34%), dopo un report di Kepler. Sotto pressione i bancari Ubi (-5,75%), Unicredit (-5,57%) e Intesa (-5,15%) insieme a Poste (-5,27%) e Banco Bpm (-5,06%). Pesante Stm (-5,99%), in linea con gli altri produttori di microprocessori europei.
– Pagare i premi di risultato ai dipendenti pubblici in Btp italiani. E’ questa, a quanto apprende da fonti parlamentari, l’ipotesi a cui il M5S starebbe lavorando in vista dell’arrivo della legge di bilancio al Senato come possibile soluzione per venire incontro alle esigenze di risanamento delle conti pubblici. All’ipotesi, secondo le stesse fonti, starebbero lavorando il sottosegretario Stefano Buffagni, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, il viceministro al Tesoro Laura Castelli.
– NEW YORK

– Chiusura in netto calo per il petrolio a New York, dopo la fumata nera alla riunione dell’Opec sul taglio alla produzione. Il greggio si e’ attestato a 51,06 dollari (-3,46%), recuperando parzialmente terreno dai minimi che l’hanno portato a sfiorare i 50 dollari.
– La Borsa di Tokyo tenta un recupero nell’ultima seduta della settimana, sulle aspettative di una stabilizzazione della politica monetaria alla prossima riunione della Fed, come anticipato dal Wsj, e in scia alla riduzione della produzione di petrolio decisa alla riunione dell’Opec. Il Nikkei avanza dello 0,66%, a quota 21.643,05, con un guadagno di 141 punti. Sul mercato dei cambi lo yen si ridimensiona sul dollaro, a 112,70, e sull’euro a 128,20.     

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