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DALLE 16:48 DI DOMENICA 31 MAGGIO 2020

ALLE 00:32 DI MARTEDì 02 GIUGNO 2020

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Via libera dal 2 giugno, ma ormai la voglia di normalità, di rivedersi e di riconquistare gli spazi è più forte di tutto e i parigini si sono accomodati già da oggi ai tavoli dei bistrot e dei caffè. Per la prima volta da marzo, la capitale sembra oggi tornata quella di prima: sole, giardini e parchi riaperti, gente distesa al sole sui prati, altri seduti al tavolino, anche se soltanto con lo Spritz o un panino.
Per non far sentire la nostalgia delle vecchie abitudini, nel sabato di riapertura parigino non poteva mancare neppure la manifestazione di protesta con tanto di sgombero della polizia: in migliaia hanno aderito all’appello del collettivo “La Marcia delle solidarietà” protestando per le condizioni dei sans-papiers e sfidando il divieto della prefettura, a place de la Republique. E’ dovuta intervenire la polizia in modo piuttosto energico per far disperdere il corteo, i cui partecipanti portavano, in grande maggioranza, la mascherina sul viso.
A battere in velocità tutti gli altri quartieri sull’anticipo della riapertura dei ristoranti, è stato Montmartre, che ha sfoderato tavolini sui marciapiede addirittura ieri sera. Oggi altri ne sono spuntati come funghi, a 3 giorni dalla ripresa ufficiale e autorizzata, alla Butte aux Cailles, nel XIII arrondissement. L’ambiente è più che festoso ovunque, in qualche caso euforico. Auto della Polizia, passano, rallentano, e poi si allontanano senza intervenire.
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Mattarella, Ungaretti “poeta di trincea”
“Poeta di trincea” come egli stesso ricordava
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01 giugno 2020
10:07
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“Cinquant’anni fa, il 1° giugno 1970, moriva Giuseppe Ungaretti, una delle voci più significative della poesia italiana del Novecento. “Poeta di trincea”, come egli stesso ricordava, Ungaretti prese parte come volontario alla Prima Guerra mondiale e di quella diretta e traumatica esperienza, del vivere e del morire sul fronte, rese una intensa e dolente testimonianza. Quei versi irruppero sulla scena letteraria con uno stile del tutto nuovo, rivoluzionario, che influenzerà profondamente l’evoluzione della poesia italiana. Distaccandosi nettamente dalla lirica tradizionale, la poesia di Ungaretti si impegnava a indagare in profondità la parola, scavandone e dilatandone i significati più intimi e assoluti, evocando suggestioni e richiami ad altre immagini, per giungere a vere e proprie folgorazioni, come nella celeberrima M’illumino d’immenso”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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Bonaccini, Pd-M5s?Intese non a tavolino
Si fanno se vi è una convergenza programmatica
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01 giugno 2020
10:16
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Il Pd nazionale troppo acquiescente nei confronti del M5s? “Sì, può essere” ma le alleanze “non si fanno a tavolino, si fanno se vi è una convergenza programmatica e quando sarà il momento credo che solo attorno a quella si potrà vedere se sono compatibili i programmi e i progetti per l’Italia”. Così Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, ospite di Omnibus su La7 ha risposto a una domanda sull’idea lanciata da Franceschini di un’alleanza permanente tra Pd e 5 Stelle.
In Emilia-Romagna, ricorda il governatore rieletto a gennaio, “ho vinto senza i Cinque stelle e contro una destra che sembrava imbattibile. Abbiamo vinto perché abbiamo offerto ai cittadini di questa regione un progetto che hanno ritenuto in maggioranza più convincente rispetto a quello degli avversari. L’importante è una proposta e un progetto per il Paese, al di là delle egemonie e del fatto che inevitabilmente si deve tenere conto delle forze reali che sono in Parlamento”
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Autostrade, Delrio, serve segnale forte
Alitalia? Dare i soldi ma serve piano industriale credibile
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01 giugno 2020
10:57
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“La mia opinione è che la revoca” della concessione Autostrade “si può fare se ci sono i documenti che ne attestano la solidità, che lo Stato non si butti in un contenzioso che poi danneggia lo Stato stesso. Nel caso non ci siano gli elementi per la revoca, hanno ragione quelli fra i 5 stelle, come il viceministro Buffagni, che dicono che ci vuole un segnale molto forte di riduzione dell’azionariato da parte degli attuali proprietari”. Lo afferma il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio. L’ex ministro dei Trasporti parla anche di Alitalia: “Negli interventi serve semplificazione ma anche selettività. Sono per dare i soldi ad Alitalia, ma se ha un piano industriale credibile, serio. Abbiamo bisogno di sostenere il settore aereo complessivamente, non di buttare soldi pubblici perché così passa la nottata. C’è bisogno di piani con respiro medio-lungo.
In tutto questo ragionamento, le forze sociali ed economiche ci possono e ci devono dare una mano”.
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2 Giugno: martedì evento a Montecitorio in diretta su Rai 1
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01 giugno 2020
18:49
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In occasione della Festa della Repubblica la Camera dei deputati organizza l’evento “2 Giugno a Montecitorio”, a cura di Rai Parlamento, che sarà trasmesso in diretta su Rai 1 e sulla webtv della Camera martedì 2 giugno alle ore 15.40.
Un’iniziativa, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e il Teatro alla Scala di Milano e con la partecipazione di Sonia Bergamasco e Francesco Montanari, realizzata in modo diffuso e a distanza, considerato il particolare momento che il Paese sta vivendo a causa dell’emergenza sanitaria. Attraverso le testimonianze di studenti di tutta Italia e le letture di brani di Piero Calamandrei e Tina Anselmi – si legge in una nota – si porrà attenzione ai principi costituzionali legati alla scuola e alla tutela della salute. Il momento musicale è affidato ai professori d’orchestra del Teatro alla Scala con un’esecuzione nella sala del teatro, le cui luci si sono riaccese per la prima volta in questa occasione dopo tre mesi.
Filmati provenienti dalle teche Rai contribuiranno invece a raccontare la nascita della Repubblica e a ripercorrerne le celebrazioni negli anni. E saranno proposte immagini inedite di Montecitorio in queste settimane di emergenza. Prevista un’intervista al Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, realizzata dal direttore di Rai Parlamento Antonio Preziosi.
L’evento sarà trasmesso in diretta anche sul Canale satellitare e sui canali social della Camera.
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Orlando, politica virus? Rozzo parallelo
E’ segno di quanta strada ha fatto l’antipolitica nel Paese
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01 giugno 2020
12:11
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Ma davvero è accettabile che la politica (tutta) sia accostata a un virus da un rappresentante economico? Non credo ci sia altro paese in Europa (compresi i paesi che hanno reagito assai peggio dell’Italia al Covid) nel quale un parallelo così rozzo e generico sarebbe accettato.
A parte la sensibilità di assumere come termine di paragone un fenomeno che ha provocato decine di migliaia di morti in Italia, è il segno di quanta strada abbia fatto l’antipolitica nel nostro Paese, o meglio, di quanta strada abbia fatto la politica che si traveste da antipolitica. È un processo che va avanti da anni e non mi pare ci abbia consegnato ne’ istituzioni più solide ne’ una politica migliore. Una politica, peraltro, tanto debole da accettare il parallelo quasi in silenzio”. Lo scrive su facebook Andrea Orlando, vicesegretario del Pd.
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Solinas, questionario se card è bocciata
Piano B del governatore sardo per gli arrivi nell’Isola
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CAGLIARI
01 giugno 2020
12:25
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Se non si dovesse raggiungere un’intesa con il Governo sul passaporto sanitario entro il 3 giugno, la Regione Sardegna è pronta ad attivare un altro sistema di controlli. Lo ha confermato il governatore Christian Solinas ad “Agorà” su Raitre.
“Tratteremo fino all’ultimo per un accordo, ma se non riusciremo a trovarlo, allora – ha spiegato Solinas – appronteremo un sistema più articolato che prevede la registrazione dei passeggeri all’ingresso su una piattaforma e la compilazione di un questionario che serve a noi per avere contezza su dove concentrare i maggiori controlli”.
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Fase 2: al via test App Immuni, sperimentazione in 4 regioni dall’8 giugno
Lopalco: ‘Strumento di sicurezza’. Nel rispetto della privacy, avvisa chi è stato in contatto con positivi
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BARI
01 giugno 2020
22:47
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L’app Immuni è ufficialmente disponibile sul negozio digitale di Google e di Apple. Potrà essere scaricata gratuitamente da tutti gli italiani sul proprio smartphone. Solo nelle regioni in cui sarà attivo il test, però, l’app sarà collegata al Sistema Sanitario Nazionale, nelle altre invece si dovrà attendere qualche giorno, la chiusura della sperimentazione: si potrà scaricare ma i servizi che offre non saranno accessibili. L’App Immuni sarà disponibile sugli Store e potrà essere scaricata gratuitamente da tutti gli italiani sui propri smartphone.
“A cominciare saranno da lunedì 8 giugno le Regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. Dotarsi da adesso dell’app permetterà di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio. I servizi sanitari regionali potranno gradualmente attivare gli avvisi dell’app”. Così una nota congiunta dei ministeri di Salute, Innovazione e della presidenza del Consiglio sul via alla app Immuni “scaricabile da oggi in tutta Italia” e “disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google”.
“Più che una sperimentazione si tratterà di un test di pochi giorni, forse una settimana, per provare le funzionalità dell’App”, spiega Pierluigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force pugliese per l’emergenza Coronavirus.
L’App Immuni offre la possibilità di tracciare i contatti dei contagiati dal Covid-19, secondo Lopalco uno “strumento utile” perché, in caso di contagio di una persona, “ci aiuterà a rintracciare tutti i suoi contatti, anche quelli sconosciuti che diversamente non riusciremmo a raggiungere”. “Io la scaricherò – prosegue il professore – l’App Immuni rappresenta una sicurezza per ognuno di noi”. Una volta installata basterà inserire pochi dati, come il proprio Comune di residenza, e il sistema funzionerà in automatico: saranno gli smartphone sui quali è presente l’App – quando si troveranno a una distanza inferiore a un metro – a scambiarsi dei codici generati automaticamente e in maniera anonima.
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Salvini, non scarico app senza garanzie su privacy – “Non mi scarico la app Immuni. Sino a quando non sono sicuro che i dati degli italiani, la loro vita privata, non vadano in mano a qualcuno che ha magari soci cinesi ci penso 18 volte… Perchè la Cina non è una democrazia”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini a “Quarta Repubblica”, su Rete 4.
EMILIANO, UN’ARMA IN PIU”- L’App Immuni “potrà essere un importante strumento di supporto alle attività di contact tracing svolte quotidianamente dai nostri dipartimenti di Prevenzione nella lotta all’epidemia da Covid 19”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. In serata l’App è scaricabile attraverso il sito dedicato, la sperimentazione partirà nelle prossime ore, probabilmente dal 3 giugno, in quattro Regioni, tra cui la Puglia. Infatti, per poter avere dei risultati prima un numero “congruo” di pugliesi dovrà installare l’App: secondo fonti sanitarie pugliesi almeno il 10% della popolazione dovrà scaricare l’applicazione. “Noi – prosegue Emiliano – in questi mesi, con gli uomini e le donne delle strutture operative delle Asl, abbiamo svolto un vero e proprio lavoro di intelligence, alla ricerca costante del virus, in collaborazione con i cittadini, per garantire la tutela della salute collettiva e la prevenzione della pandemia. Ritengo quindi che valga la pena e che convenga, per la tutela della salute di ciascuno di noi, scaricare sul proprio cellulare la app ‘Immuni’, messa a punto dal governo nazionale. È un’arma in più per combattere il coronavirus”. L’App verrà testata anche in Liguria, Abruzzo, Marche e Puglia.
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Via libera dal Garante per la Privacy. “Sulla base della valutazione d’impatto trasmessa dal ministero – spiega l’Autorità – il trattamento di dati personali effettuato nell’ambito del Sistema può essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in misura sufficiente il rispetto dei diritti e le libertà degli interessati, che attenuano i rischi che potrebbero derivare da trattamento”. Considerati “la complessità del sistema di allerta e del numero dei soggetti potenzialmente coinvolti”, il Garante ha comunque indicato “una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza dei dati delle persone che scaricheranno la app. Tali misure potranno essere adottate nell’ambito della sperimentazione”, in modo da “garantire che nella fase di attuazione ogni residua criticità sia risolta”. VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA TECNOLOGIA

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Sala, con la Sardegna ho sbagliato
Sindaco Milano, sono stato ruvido
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MILANO
01 giugno 2020
13:08
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“Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna. Il mio ‘me ne ricorderò’, comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha fatto il mea culpa per la frase rivolta al governatore della Sardegna che voleva sottoporre a test i turisti provenienti dalle Lombardia e da Milano. Sala ha postato su Instagram una foto della barca a vela che teneva, prima di venderla, proprio in Sardegna. “So di essere stato ruvido ma forse stavo anticipando un tema sentito dai cittadini. E lo dico alla vigilia della Festa della Repubblica. Certo, il punto centrale non è dove si fanno le vacanze, ma molto semplicemente penso che il sentirsi una sola comunità debba trovare conferma nei momenti positivi e in quelli difficili – ha aggiunto il sindaco Sala -. E penso anche che la generosità e il senso di accoglienza di Milano non ci abbiano mai portato a fare alcun distinguo”.
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2:giugno, Meloni, in piazza con Lega-Fi
Aiutateci a diffondere immagini, vi aspettiamo a kermesse 4/7
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01 giugno 2020
14:14
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Domani Fratelli d’Italia sarà in piazza, insieme agli alleati di Lega e FI, per dare voce all’Italia che non si arrende. Non vi chiediamo di venire, perché non conosciamo ancora la curva dei contagi, vogliamo una manifestazione sicura e non vogliamo dare alcun alibi al governo per giustificare i suoi fallimenti. Vi chiediamo però di aiutarci a diffondere le immagini delle iniziative che pubblicheremo. In piazza vi aspettiamo il 4 luglio, per una grande manifestazione nazionale”. Lo afferma il un video su facebook la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Conte sente premier Pakistan su pandemia
Tra i temi anche debito Paesi in via sviluppo e cooperazione
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01 giugno 2020
15:06
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Il Presidente Giuseppe Conte ha ricevuto oggi una telefonata da parte del Primo Ministro del Pakistan, Imran Khan. Al centro del colloquio uno scambio di informazioni e valutazioni sulla crisi Covid-19 e sull’impatto della pandemia sui sistemi socio-economici”. Lo rende noto il sito di Palazzo Chigi.
“I due leader si sono quindi soffermati sul tema del debito dei Paesi in Via di Sviluppo, anche con riferimento al ruolo di Presidenza del G20 che l’Italia ricoprirà il prossimo anno.
Discusse le prospettive di cooperazione a livello sia bilaterale che multilaterale, anche nel quadro delle Nazioni Unite”, si legge ancora.
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Fase 2: Renzi, rilanciare l’Italia
Tiriamoci su le maniche e mettiamoci a lavorare
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01 giugno 2020
15:56
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“Quello che deve essere chiaro è che il libro è un inno alla speranza. Sì, il Covid ha colpito duramente la vita di tante famiglie. E adesso la crisi si sente e fa male. Ma, se saremo bravi, il post-Covid diventa una occasione imperdibile per rilanciare l’Italia. Il futuro non è dei pessimisti, tiriamoci su le maniche e mettiamoci a lavorare.
Questa è la mossa del cavallo che serve all’Italia, oggi”. Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nell’Enws parlando del suo nuovo libro ‘la mossa del cavallo’
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Zingaretti, 2/6 ad operatori sanità
Italia si stringe intorno alle famiglie delle vittime del Covid
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01 giugno 2020
16:00
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“Dedichiamo questo 2 giugno agli operatori della sanita’ e al loro impegno, con l’Italia che si stringe intorno ai familiari delle vittime del Covid”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Domani – spiega – alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il tenore Francesco Grollo terra’ un omaggio musicale nel cortile dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. In prima fila i medici, gli infermieri dell’ospedale e alcuni operatori provenienti da Cremona, Piacenza e Bergamo, dove la pandemia ha mostrato il suo volto piu’ feroce. Le parole lasceranno spazio alla musica per esprimere le emozioni e la commozione di queste giornate che resteranno per sempre nella storia nella nostra comunita’ e nella vita di ciascuno di noi. Nel giorno della Festa della Repubblica – conclude – come Regione Lazio vogliamo rendere omaggio all’Italia che resiste”.
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Autostrade: Rampelli, revoca concessione
Ritardo con cui si procede è paradossale
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01 giugno 2020
17:41
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“Appare paradossale il ritardo con cui si stia procedendo verso la revoca e l’entrata dello Stato nella futura società che gestirà il traffico su gomma in Italia.
Certo è che l’atteggiamento di Atlantia è risultato fin dal principio poco rispettoso delle prerogative della nostra comunità, come dimostrano anche i maxi profitti realizzati sulla gestione di Aeroporti di Roma, dove è stata incoraggiata la concorrenza sleale delle compagnie low-cost a danno di Alitalia e, ora, minacciando immaginifici licenziamenti in blocco dei dipendenti della società autostrade”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. “Il Governo proceda in fretta alla revoca e vari un nuovo piano che consenta l’uso dei 5 miliardi l’anno di utili a beneficio della collettività”.
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Fratoianni,Lega-Fdi ricordino resistenza
Repubblica nasce da Liberazione da nazisti e loro servi fascisti
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01 giugno 2020
19:05
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“Il 2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana. Mi piacerebbe che coloro che in questo giorno scendono in piazza, anche Salvini e Meloni, si ricordassero che questa Repubblica nasce dalla Resistenza al nazismo e ai loro servi fascisti.” Lo afferma il portavoce nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni.
“Che è una Repubblica – prosegue l’esponente di Leu – che nasce dalle macerie provocate da una monarchia inetta, da una terribile dittatura che provocò un’orribile guerra. Farebbero un servizio a se stessi e al loro Paese, se fra uno slogan e un comizieto, si ricordassero – conclude Fratoianni – di tutto questo”.
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Mattarella: ‘Serve uno sforzo comune. Sono fiero di questo Paese”
‘Come nel ’46 si superino le divisioni. Serve una rinascita civile ed economica”. Concerto al Quirinale dedicato ‘a chi è morto solo’
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01 giugno 2020
23:11
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“Il 2 giugno si celebra l’anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza. Stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci è toccato vivere e la volontà di un nuovo inizio. Di una stagione nuova, nella quale sia possibile uscire al più presto da questa sorta di incubo globale”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in occasione della Festa Nazionale della Repubblica.
“Accanto al dolore per le perdite e per le sofferenze patite avvertiamo, giorno dopo giorno, una crescente volontà di ripresa e di rinascita, civile ed economica”. Lo ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella in occasione del “Concerto dedicato alle vittime del coronavirus” nel 74° anniversario della Festa Nazionale della Repubblica. Come alla nascita della Repubblica, nel 1946, serve oggi “un nuovo inizio. Superando divisioni che avevano lacerato il Paese”. Anche allora “forze politiche, che erano divise, distanti e contrapposte su molti punti, trovavano il modo di collaborare nella redazione della nostra Costituzione, convergendo nella condivisione di valori e principi su cui fondare la nostra democrazia”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in occasione del 74° anniversario della Festa Nazionale della Repubblica.
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“Ora sarebbe inaccettabile e imperdonabile disperdere questo patrimonio, fatto del sacrificio, del dolore, della speranza e del bisogno di fiducia che c’è nella nostra gente. Ce lo chiede, anzitutto, il ricordo dei medici, degli infermieri, degli operatori caduti vittime del virus nelle settimane passate”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella in occasione del “Concerto dedicato alle vittime del coronavirus” nel 74° anniversario della Festa Nazionale della Repubblica. “Allora si reagiva ai lutti, alle sofferenze e alle distruzioni della guerra. Oggi dobbiamo contrastare un nemico invisibile, per molti aspetti sconosciuto, imprevedibile, che ha sconvolto le nostre esistenze e abitudini consolidate. Ha costretto a interrompere relazioni sociali, a chiudere le scuole. Ha messo a rischio tanti progetti di vita e di lavoro. Ha posto a durissima prova la struttura produttiva del nostro Paese. Possiamo assumere questa giornata come emblematica per l’inizio della nostra ripartenza” ha detto il presidente Sergio Mattarella. “Questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia” ha ribadito il capo dello stato in occasione del “Concerto dedicato alle vittime del coronavirus”. “Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale. Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri. Questo sentimento profondo, che avverto nei nostri concittadini, esige rispetto, serietà, rigore, senso della misura e attaccamento alle istituzioni. E lo richiede a tutti, tanto più a chi ha maggiori responsabilità. Non soltanto a livello politico”.
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“Sono convinto che insieme ce la faremo. Che il legame che ci tiene uniti sarà più forte delle tensioni e delle difficoltà. Ma so anche che la condizione perché ciò avvenga sarà legata al fatto che ciascuno, partecipando alla ricostruzione che ci attende, ricerchi, come unico scopo, il perseguimento del bene della Repubblica come bene di tutti. Nessuno escluso”. ha ribadito il presidente .
Il presidente della Repubblica domani, 2 giugno,si recherà alla cerimonia di deposizione di un corona all’Altare della Patria. Intorno alle 11 Mattarella sarà a Codogno e incontrerà presso il Municipio le autorità locali. Per ragioni di sicurezza sanitaria non è possibile ai giornalisti accreditarsi.Nel pomeriggio invece, intorno alle 19, il Capo dello Stato assisterà insieme al governatore del Lazio Nicola Zingaretti ad un concerto organizzato nel cortile dell’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani. L’evento, promosso dalla regione Lazio e’ stato organizzato per ricordare le vittime della pandemia e per rendere omaggio agli operatori sanitari impegnati nell’emergenza sanitaria.
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LE REAZIONI –  “Grazie al presidente Mattarella: non solo ha scelto di essere a Codogno per la Festa della Repubblica, ma col suo appello alle Istituzioni che devono essere all’altezza del dolore degli italiani ricorda a tutti che le vittime e la sofferenza non possono essere la scusa per miseri attacchi politici. Un messaggio quanto mai opportuno, dopo che abbiamo letto addirittura di “dossier” per colpire la Lombardia e i suoi morti”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.”Dal Presidente Mattarella un’altra grande lezione e un discorso di verità in un momento difficile. Per la rinascita italiana c’è bisogno di concordia tra istituzioni, partiti, forze produttive, sociali e del lavoro. Lo diciamo da tempo. Non bisogna fare confusione tra ruoli diversi ma ricostruire un nuovo spirito patriottico con tutti. Dobbiamo ricostruire fiducia nel futuro”. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, su Facebook. “Le parole rivolte dal presidente Mattarella agli italiani per questo 2 giugno, così diverso dai precedenti, come sempre hanno toccato le giuste corde. Lo spirito di unità prima di tutto, senza il quale la nostra comunità non potrà affrontare e vincere la sfida per il rilancio e per costruire un nuovo futuro. Siano tutti chiamati alla responsabilità, individuale e collettiva, e a fare al meglio la nostra parte. Perché c’è bisogno di tutte le energie di cui il nostro meraviglioso Paese dispone. Siamo consapevoli che il lavoro da compiere è ancora enorme e che l’Italia di domani non sarà più la stessa”. Lo scrive in una nota il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. “Il cambiamento non deve intimorirci o indurci a desistere, ma spingerci a fare tutto quello che è necessario per uscirne insieme e più forti, orgogliosi di quello che siamo”, conclude. “Sagge le parole del Presidente Mattarella. Gli italiani lavorino con unità di intenti per il rilancio. Utilizziamo le risorse europee per realizzare un grande progetto. Lo si scriva in Parlamento ascoltando anche le forze produttive”. Lo scrive su twitter il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.

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‘Sarò al fianco del Presidente Mattarella durante la sua visita a Codogno in occasione della Festa della Repubblica. Come prima cosa gli dirò: ‘Grazie!’. ‘Grazie’ per l’altissima scelta simbolica di venire in Lombardia, dove il virus ha colpito nella forma più violenta, per celebrare questo momento di unità nazionale. Una volontà ben sintetizzata stasera dalle parole del Presidente quando ha detto che ‘siamo tutti parte di una stessa storia, di uno stesso popolo’. E che ‘siamo chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia e che le sofferenze, provocate dalla malattia, non vanno brandite gli uni contro gli altri’. L’attenzione che il Presidente Mattarella ha rivolto alla Lombardia durante la pandemia è stata costante, anche con le frequenti conversazioni telefoniche nelle quali ha sempre sostenuto e incoraggiato la nostra regione e i suoi cittadini”: così il governatore della Lombardia Attilio Fontana.
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Bonaccini, sulla riapertura qualche rischio va preso. Solinas: ecco il piano B per la Sardegna
“Dopo la ripartenza del 18 maggio si può fare una valutazione”
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BOLOGNA
01 giugno 2020
17:45
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“Qualche quota di rischio va presa altrimenti non riapriremmo mai”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, ospite di Omnibus su La7. “Mi pare che dopo il 4 di maggio quando tornarono al lavoro 5 milioni di persone la curva ha continuato a scendere, dopo la riapertura del 18 maggio proprio in questi giorni si può fare una valutazione e si prova a ripartire”.
“Non può esserci ripartenza” senza il Mezzogiorno, ma il Nord produttivo “ha bisogno di risposte veloci e dunque urgenti”, ha detto ancora Bonaccini rispondendo ad una domanda sul botta e risposta sulla fase 2 tra il presidente di Confidustria Bonomi e il ministro dell’Economia Gualtieri.
Se non dovesse raggiungere un’intesa con il Governo sul passaporto sanitario entro il 3 giugno, la Regione Sardegna è pronta ad attivare un altro sistema di controlli. Lo ha confermato il governatore Christian Solinas ad “Agorà” su Raitre. “Tratteremo fino all’ultimo per un accordo, ma se non riusciremo a trovarlo, allora – ha spiegato – appronteremo un sistema più articolato che prevede la registrazione dei passeggeri all’ingresso su una piattaforma e la compilazione di un questionario che serve a noi per avere contezza su dove concentrare i maggiori controlli”.
“Dal 3 giugno non è più prevista la quarantena per i voli domestici”, ha ricordato Solinas commentando la decisione della Grecia di chiedere l’autoquarantena di sette giorni ai turisti in arrivo. “La proposta di certificazione sanitaria messa da noi in campo – ha spiegato il governatore – richiede un test prima della partenza, basta questo per fare una vacanza in Sardegna, senza alcun bisogno di quarantena”.
“Pensiamo a un incentivo per chi volesse sottoporsi a una verifica con un test”. Così su Rai Radio1 a “Centocittà” il presidente della Regione Sardegna sui sistemi di controllo alternativi nel caso in cui il governo respingesse la proposta sul passaporto sanitario. “Potremmo riconoscere un piccolo voucher, un bonus da spendere in Sardegna”, ha spiegato. Tra le altre soluzioni che si stanno delineando, Solinas ha indicato “una registrazione all’ingresso con un piccolo questionario epidemiologico”.
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Da Anac tre proposte sblocca-appalti al governo
Regole di emergenza fino dicembre, verifiche semplificate e digitale
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01 giugno 2020
19:19
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Semplificare e ridurre i tempi di verifica dei requisiti di chi partecipa alle gare ed è già stato controllato negli ultimi sei mesi, ed estendere lo stato di emergenza fino a fine anno per consentire alle amministrazioni di fare partire in tempi rapidi appalti in alcuni settori, come sanità, scuole e strade. Sono alcune proposte che l’Anac ha inviato al governo – e pubblicato sul suo sito – in vista della preparazione del decreto semplificazioni. Altro punto per accelerare le procedure, la piena digitalizzazione delle gare.
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2 giugno: centrodestra in 70 piazze contro errori del governo
Leader a Piazza del Popolo con un tricolore di 500 metri
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01 giugno 2020
19:17
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Il centrodestra festeggia la Festa della Repubblica con manifestazioni simboliche contro il governo in oltre 70 città italiane, un modo per dare voce a quella che l’opposizione definisce “Italia che non si arrende”, colpita dagli effetti del virus e che fa fatica a ripartire. L’appuntamento clou di questo anomalo due giugno, nel mezzo della pandemia, è a Roma, a Piazza del Popolo. Qui i tre leader, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, a partire delle 10 di mattina, menifesteranno insieme a non più di 300 persone, in pieno rispetto delle regole contro il contagio. Più tardi, nel pomeriggio, sempre nella stessa piazza, sono attesi anche i gileet arancioni dell’ex Generale Antonio Pappalardo. L’obiettivo di questa iniziativa del centrodestra, una sorta di prova generale della manifestazione di massa del 4 luglio, è fare da cassa di risonanza alle esigenze e alle richieste delle tante categorie che, secondo l’opposizione, sono state dimenticate o aiutate in modo insufficiente da Giuseppe Conte in questa difficile fase 2. “Domani – annuncia Giorgia Meloni al Messaggero – saremo a Piazza del Popolo con il tricolore di 500 metri.
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Non c’è modo migliore di omaggiare la Repubblica – ribadisce la leader di Fratelli d’Italia – che dare voce a quei milioni di cittadini che non si rassegnano a un’Italia condannata al declino dal Covid e dalle scelte sbagliate del governo”.
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Inps, bonus da 600 euro per altri 42mila
19mila con assegno invalidità e 23mila stagionali
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01 giugno 2020
20:51
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Circa 42mila fra titolari di assegni di invalidità e lavoratori stagionali riceveranno l’indennità COVID 19 per il mese di marzo dopo il riesame d’ufficio delle domande in precedenza respinte da parte dell’Inps. Lo comunica l’istituto di previdenza, precisando che si tratta di 19mila istanze di titolari di assegno ordinario di invalidità e di 23mila stagionali. Queste domande saranno quindi poste in pagamento sia per il mese di marzo sia per il mese di aprile 2020. Chi ha assegno di invalidità e non ha ancora fatto domanda (prima era incompatibile), potrà farlo fino a lunedì 8 giugno.

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DALLE 14:22 DI VENERDì 29 MAGGIO 2020

ALLE 16:47 DI DOMENICA 31 MAGGIO 2020

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P.Chigi, squadra governo compatta
Massima condivisione su obiettivi legati a Recovery fund
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29 maggio 2020
14:22
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“La squadra di Governo è unita e compatta. C’è la massima condivisione sull’azione di contrasto dell’emergenza sanitaria e sugli obiettivi legati al Recovery Fund in vista del negoziato in seno al Consiglio europeo, tra cui: digitalizzazione, investimenti, semplificazione amministrativa, riforma fiscale”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.
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De Luca: ‘Lega-Fi-Fdi e M5s temono il voto a luglio’
Ce lo ha comunicato il ministro dell’Interno
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NAPOLI
29 maggio 2020
18:54
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“Chi non vuole votare sono le forze di opposizione, Lega, Fi, Fdi e anche M5s, ce lo ha comunicato il ministro dell’Interno per quanto riguarda le opposizioni.
Hanno paura di andare a votare e vogliono perdere tempo.
Irresponsabili”. Così Vincenzo De Luca su Fb. “Propongono addirittura il 27 settembre con ballottaggi a metà ottobre, quando avremo l’epidemia influenzale e il probabile ritorno del covid. Per aprire le scuole servirà un lavoro enorme per il distanziamento e gli spazi. Che si fa, si apre una settimana poi si chiude di nuovo, e poi altro stop a ottobre?”:“Sulle elezioni regionali il governo ha avuto un atteggiamento irresponsabile. La proposta delle Regioni che vogliono votare è per l’ultima settimana di luglio perchè il governo dice anche che a settembre si torna a scuola, si aprono le classi, poi si richiudono per il voto”. Così il governatore della Campania. “La data delle elezioni la fissano le Regioni, ma il governo ha escluso che si voti prima di settembre. Nel frattempo hanno aperto palestre, piscine, centri commerciali,ridicolo quindi impedire di votare a fine luglio”.

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Fase 2: Zaia: ‘Non siamo un lebbrosario’
Il presidente del Veneto ribadisce la propria contrarietà ai ‘corridoi’ privilegiati e chiede “una regia dell’Ue”
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VENEZIA
30 maggio 2020
11:53
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Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ribadisce la propria contrarietà ai ‘corridoi’ privilegiati tra stati europei e chiede “una regia dell’Ue” e l’intervento del Ministero degli Esteri per risolvere il problema. “Basta considerare l’Italia come la Wuhan d’Europa.
C’è il mondo intero, specie quello del turismo, che ci guarda – sottolinea Zaia – La Svizzera apre a tutti fuorchè a noi, e ci considera degli appestati; la Croazia va in questa direzione.
Che differenza c’è tra noi e la Francia? Si mette in discussione la qualità sanitaria del nostro paese. Non può passare l’dea che siamo un lebbrosario”.
Secondo Zaia “non c’è una regia comunitaria: come può l’Austria o la Croazia decidere in autonomia. C’è tutto un ‘fai da te’, ed è un guaio. Anzi, è scandaloso”.
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Fase 2: Meloni, no a corridoi europei
Tagliare fuori l’Italia è vergognoso, colpo di grazia a turismo
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29 maggio 2020
17:09
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“I corridoi turistici europei sono inaccettabili e devono essere contrastati in ogni modo”. È quanto afferma il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Gli accordi bilaterali con i quali la Germania e altri Stati europei vorrebbero mandare i loro turisti in Grecia o in Croazia, tagliando fuori l’Italia, sono vergognosi – prosegue – e rischiano di essere il colpo di grazia per il turismo italiano. Parliamo di un comparto strategico della nostra economia, che rappresenta il 13% del Pil ma che il Governo Conte ha completamente dimenticato. Milioni di lavoratori considerati figli di un Dio minore e centinaia di migliaia di imprese condannate a morte”.
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De Luca, voto a settembre?Irresponsabile
Sono Lega-Fdi-Fi e M5s che temono urne a luglio
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NAPOLI
29 maggio 2020
17:10
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“Sulle elezioni il governo ha avuto un atteggiamento irresponsabile. La proposta delle Regioni che vogliono votare è per l’ultima settimana di luglio, visto che a settembre si torna a scuola”. Così il governatore Vincenzo De Luca. “La data delle elezioni la fissano le Regioni, ma il governo ha escluso che si voti prima di settembre. Nel frattempo hanno aperto palestre, piscine, centri commerciali, ridicolo quindi impedire di votare a fine luglio. Chi non vuole votare sono le forze di opposizione, Lega, Fi, Fdi e anche il M5s, ce lo ha comunicato il ministro dell’Interno per quanto riguarda le opposizioni. Hanno paura di andare a votare e vogliono perdere tempo. Irresponsabili. Propongono addirittura il 27 settembre con ballottaggi a metà ottobre, quando avremo l’epidemia influenzale e il probabile ritorno del covid. Per aprire le scuole servirà un lavoro enorme per il distanziamento. Che si fa, si apre una settimana poi si chiude di nuovo, e poi altro stop a ottobre?”.
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Mattarella, inammissibile commistione tra politici e toghe
Se si vuole la riforma dell’organismo di autogoverno dei giudici ‘i partiti facciano una legge’ dice il Colle. Bonafede: ‘Mattarella ci indica la strada’
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30 maggio 2020
14:06
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“Se i partiti politici e i gruppi parlamentari sono favorevoli a un Consiglio Superiore della Magistratura formato in base a criteri nuovi e diversi, è necessario che predispongano e approvino in Parlamento una legge che lo preveda: questo compito non è affidato dalla Costituzione al Presidente della Repubblica ma al Governo e al Parlamento”. Lo precisa una nota del Quirinale sul Csm. “Per quanto superfluo va chiarito che il Presidente della Repubblica si muove – e deve muoversi – nell’ambito dei compiti e secondo le regole previste dalla Costituzione e dalla legge e non può sciogliere il Consiglio Superiore della Magistratura in base a una propria valutazione discrezionale”. E’ quanto ricorda la presidenza della Repubblica.
“Se i partiti politici e i gruppi parlamentari sono favorevoli a un Consiglio Superiore della Magistratura formato in base a criteri nuovi e diversi, è necessario che predispongano e approvino in Parlamento una legge che lo preveda: questo compito non è affidato dalla Costituzione al Presidente della Repubblica ma al Governo e al Parlamento”, precisa una nota del Quirinale
“Ancora una volta il presidente della Repubblica ci indica una strada, che è quella migliore: se le forze politiche hanno qualcosa da ‘dire’ hanno la possibilità di fare una riforma. Ed è quello che stiamo facendo”. Così il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ad “Accordi e disaccordi” trasmissione di Marco Travaglio, Andrea Scanzi e Luca Sommi in onda sul 9 .
“Per quanto attiene alla richiesta che il Presidente si esprima sul contenuto di affermazioni fatte da singoli magistrati contro esponenti politici – afferma la nota del Quirinale – va ricordato che, per quanto gravi e inaccettabili possano essere considerate, sull’intera vicenda sono in corso un procedimento penale e procedimenti disciplinari e qualunque valutazione da parte del Presidente potrebbe essere strumentalmente interpretata come una pressione del Quirinale su chi è chiamato a giudicare in sede penale o in sede disciplinare”.
È appena il caso di ricordare che un eventuale scioglimento del Consiglio Superiore della Magistratura comporterebbe un rallentamento, dai tempi imprevedibili, dei procedimenti disciplinari in corso nei confronti dei magistrati incolpati dei comportamenti resi noti, mettendone concretamente a rischio la tempestiva conclusione nei termini previsti dalla legge”.
Alla nota del Colle plaude Matteo Salvini: “Il Quirinale interviene sullo scandalo dei magistrati politicizzati e intercettati, ribadendo sconcerto e riprovazione: bene. Non bastano le scuse o le improbabili giustificazioni degli interessati, chiediamo che si dimettano dagli incarichi (giudiziari o politici) tutte le persone coinvolte nello scandalo, da cui emergono vergognosi attacchi a me e alla Lega”.  “L’Italia e la giustizia italiana meritano di meglio: serve una riforma del Csm, lo si rielegga per estrazione a sorte come chiesto anche dal dottor Nordio e si proceda ad una completa riforma della Giustizia, basata su tempi certi dei processi, certezza della pena, responsabilità per errori e lungaggini, separazione delle carriere fra giudici e pm”.
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Fase 2: Cerveteri studia task force per sostenere imprese
Ass. Ridolfi: “Potrebbe essere attiva già verso la metà di giugno”
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29 maggio 2020
19:34
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Per reagire efficacemente alle difficoltà economiche e sociali generate dell’emergenza sanitaria, a Cerveteri, è allo studio una Task Force professionale, promossa e sostenuta dal Comune per sostenere ed accompagnare gli imprenditori del territorio, che potrebbe essere attiva già verso la metà di giugno. “Compito dei professionisti della task force – spiega l’assessore alle Attività economiche e produttive di Cerveteri, Luciano Ridolfi – sarà quello di individuare percorsi, per ogni azienda che ne farà richiesta, partendo da un check-up realistico volto a definire una analisi della situazione corrente dell’impresa”. Ridolfi è poi convinto che il Comune di Cerveteri debba svolgere tutte le necessarie azioni di supporto affinché gli imprenditori locali possano aderire e partecipare attivamente ad una Rete di Imprese che moltiplichi la capacità di presidio delle singole aziende e le inserisca in programmazioni di sviluppo integrato.
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Coronavirus:Ambasciata Gb, Conte al vertice mondiale vaccini
Il 4 giugno a Londra, sarà il primo virtuale. ‘Uniti vinceremo’
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29 maggio 2020
16:02
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà tra i leader mondiali che parteciperanno al Summit mondiale sui vaccini che si terrà a Londra, in collegamento virtuale, il prossimo 4 giugno. Lo ha annunciato l’ambasciatore britannico a Roma Jill Morris in un briefing sull’evento che sarà presieduto dal premier Boris Johnson. “L’obiettivo del Summit – ha spiegato l’ambasciatore – è raccogliere 7,4 miliardi di dollari in favore di Gavi (l’organizzazione internazionale per i vaccini creata nel 2000) per il periodo 2021-2025”. “La pandemia – ha sottolineato Morris – non ha confini, abbiamo bisogno di una risposta internazionale coordinata, basata sulla scienza e sui dati. E’ una battaglia tra il mondo e il coronavirus che insieme vinceremo. Il vaccino deve essere accessibile a tutti, più ci uniamo e più i nostri scienziati avranno successo, nessuna azienda farmaceutica può farcela da sola, qualsiasi vaccino deve essere prodotto su scala a prezzi accessibili, e distribuito a tutti anche a chi ne ha più bisogno. Nessuno deve essere escluso”.
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Mattarella nomina 25 Cavalieri Lavoro
Tra i nomi Ferragamo, Paolo Merloni, Guido Roberto Damiani
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30 maggio 2020
10:26
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato i decreti con i quali, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, di concerto con la Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro. Questi sono: Maria Allegrini, Antonio Campanile, Giuseppe Castagna, Lorenzo Coppini, Anna Doglione, Ferruccio Ferragamo, Nicola Fiasconaro, Mario Frandino, Maria Laura Garofalo, Alessandro Gilardi, Guido Roberto Grassi Damiani, Giuseppe Maiello, Enrico Marchi, Luciano Martini, Paolo Merloni, Marco Nocivelli, Guido Ottolenghi, Gian Battista Parati, Umberto Pesce, Federico Pittini, Giovanni Ravazzotti, Giorgia Serrati, Silvia Stein, Maurizio Stirpe e Guido Valentini.
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato, in data 29 maggio 2020, i decreti con i quali, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Sen. Ing. Stefano Patuanelli, di concerto con la Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Sen. Teresa Bellanova, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro.
Ecco l’elenco completo degli insigniti, con l’indicazione, per ciascuno, del settore di attività e della Regione di provenienza:
– ALLEGRINI Maria – Agricoltura/vitivinicolo – Veneto
– CAMPANILE Antonio – Industria/chimica – Umbria
– CASTAGNA Giuseppe – Credito – Lombardia
– COPPINI Lorenzo – Industria/trasduttori elettroacustici- Toscana
– DOGLIONE Anna Maria Grazia – Industria/siderurgica – Piemonte
– FERRAGAMO Ferruccio – Alta moda – Toscana
– FIASCONARO Nicola – Artigianato/prodotti dolciari – Sicilia
– FRANDINO Mario – Industria/alimentare – Piemonte
– GAROFALO Maria Laura – Sanità privata – Lazio
– GILARDI Alessandro – Industria/edile – Piemonte
– GRASSI DAMIANI Guido Roberto – Gioielleria di alta gamma – Estero
– MAIELLO Giuseppe – Commercio/articoli di profumeria – Campania
– MARCHI Enrico – Attività aeroportuali – Veneto
– MARTINI Luciano – Industria /alimentare – Emilia-Romagna
– MERLONI Paolo – Industria/elettrodomestici – Marche
– NOCIVELLI Marco – Industria/impianti per refrigerazione – Lombardia
– OTTOLENGHI Guido – Logistica portuale – Emilia-Romagna
– PARATI Gian Battista – Industria/ alta specializzazione – Lombardia
– PESCE Umberto – Industria/ metalmeccanica – Basilicata
– PITTINI Federico – Industria/siderurgica – Friuli Venezia Giulia
– RAVAZZOTTI Giovanni – Industria/ceramica – Estero
– SERRATI Giorgia – Commercio conserve ittiche – Liguria
– STEIN Silvia – Maglieria di alta gamma – Veneto
– STIRPE Maurizio – Industria/componentistica – Lazio
– VALENTINI Guido – Industria/metalmeccanica – Lombardia
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Papa Francesco si affaccia alla finestra: ‘Un piacere tornare’
Lungo applauso dei fedeli, dopo tre mesi di nuovo in piazza. ‘Peggio questa crisi c’è solo dramma sprecarla’. La Messa di Pentecoste alla presenza di circa 50 persone, il più alto numero dal lockdown
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CITTÀ DEL VATICANO
31 maggio 2020
15:19
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“Cari fratelli e sorelle, buon giorno! Oggi che la piazza è aperta possiamo tornare. E’ un piacere!”. Lo ha detto Papa Francesco affacciandosi dalla finestra del Palazzo Apostolico per il Regina Coeli. L’ultima volta che la preghiera domenicale si era svolta con i fedeli in piazza era stato il 1° marzo. I pellegrini presenti, distanziati e con mascherine, hanno salutato il pontefice con un lungo applauso.
“Non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci…in Piazza”, ha concluso Papa Francesco salutando i fedeli.
Francesco ha celebrato nella basilica vaticana la Messa di Pentecoste. Presenti alla celebrazione circa 50 persone, il più alto numero finora dal lockdown, per un evento del Papa al chiuso. Ieri per il Rosario ai Giardini Vaticani i partecipanti erano circa 130.
Il Papa invita a a pregare per “quanti sono tenuti a prendere decisioni delicate e urgenti, perché proteggano la vita umana e la dignità del lavoro. Su questo si investa: sulla salute, sul lavoro, sull’eliminazione delle disuguaglianze e delle povertà. Mai come ora ci serve uno sguardo ricco di umanità: non si può riprendere da capo a inseguire i propri successi senza preoccuparsi di chi è rimasto indietro”. Così il pontefice in un videomessaggio all’arcivescovo di Canterbury Justin Welby e alle altre Chiese d’Inghilterra.
“Oggi – ha detto Bergoglio – assistiamo a una tragica carestia della speranza. Quante ferite, quanti vuoti non colmati, quanto dolore senza consolazione!”. “Facciamoci allora interpreti della consolazione dello Spirito, trasmettiamo speranza e il Signore aprirà vie nuove sul nostro cammino”. “Quanto vorrei che, come cristiani, fossimo più ancora e più insieme – sottolinea il Papa – testimoni di misericordia per l’umanità duramente provata. Chiediamo allo Spirito il dono dell’unità, perché diffonderemo fraternità solo se vivremo da fratelli tra noi. Non possiamo chiedere all’umanità di stare unita se noi andiamo per strade diverse”.
Occorre “invertite il senso di marcia. Abbiamo bisogno di tornare a camminare verso Dio e verso il prossimo: non separati, non anestetizzati di fronte al grido dei dimenticati e del pianeta ferito. Abbiamo bisogno di essere uniti per fronteggiare le pandemie che dilagano: quella del virus, ma anche la fame, le guerre, il disprezzo della vita, l’indifferenza. Solo camminando insieme andremo lontani”.
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Emiliano,grave Governo imponga data voto
Situazione intollerabile,mai accaduto in storia della Repubblica
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BARI
30 maggio 2020
11:52
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“Le Regioni sono autonome dal punto di vista elettorale e non possono essere soffocate nello stabilire la data delle elezioni. Invece, con questi artifizi, il Governo per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana sta cercando di imporre alle Regioni delle date di voto diverse da quelle determinate dalle Regioni stesse. È una cosa gravissima”. Lo ha detto a Progress, su Sky TG24 il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Il governatore pugliese preferirebbe si votasse in estate e non in autunno.
“È una situazione veramente intollerabile – per Emiliano – perché sostanzialmente tutto il Paese funziona e si torna alla normalità assoluta, ma si nega agli italiani la possibilità di votare per tempo, costringendo i governatori a proseguire i loro mandati senza avere la legittimazione del voto”. “A settembre – ha aggiunto – potremmo essere chiamati a prendere decisioni importanti senza legittimazione derivante dalla sovranità popolare e dal voto, questo è un danno enorme”.
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Fase 2, Zaia: ‘Per spostamenti dal 3 giugno serve Dpcm’
De Luca: ‘Non si comprende apertura generalizzata dal 3 giugno. Occorreva limitare la mobilità dalle zone contagiate. Faremo controlli e test con ancora più attenzione’
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NAPOLI
31 maggio 2020
13:52
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Serve un Dpcm per riaprire alla possibilità di spostamenti tra Regioni dal 3 giugno. E’ questa l’opinione del governatore del Veneto Luca Zaia.
“Sembra – ha detto Zaia – che dal 3 giugno, da mercoledì, non ci sia più il limite del confine regionale di spostamenti. Ma noi siamo in attesa di un provvedimento nazionale. Questa cosa va a consolidarsi solo dopo l’adozione del provvedimento a livello nazionale, da come la vedo io, ci vorrà un Dpcm che interrompa il blocco”.  Zaia, rileva che “a memoria, tutti gli atti decadrebbero dal 15 giugno, per anticipare bisognerebbe fare un provvedimento di revoca”.
“Resta il tema dell’approccio europeo sugli spostamenti tra Stati, che ci pare sempre più imbarazzante e a macchia di leopardo – ha aggiunto Zaia -. La Grecia è diventato il totem di questo casino, spero che a livello europeo si adotti una modalità unica”. “E’ anche vero tuttavia – ha argomentato Zaia – che la raccolta dei dati non è uniforme nei vari Paesi. Da noi la gestione dei dati c’è stata, ad esempio, è inconfutabile”.
Tra dubbiosi e possibilisti, i governatori delle regioni italiane si preparano intanto a riaprire i propri “confini” dal 3 giugno. Salvo picchi di nuove infezioni, da mercoledì prossimo sarà possibile tornare a viaggiare, nonostante i dubbi espressi nei giorni scorsi da alcuni presidenti di regione. Scartati anche i cosiddetti “passaporti” sanitari, “è il momento di riaprire il Paese”, come ha detto il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Parla di “decisione giusta” il sindaco di Milano, Beppe Sala, evidenziando che “adesso è il momento di ridare ossigeno al lavoro”. Il fronte dei favorevoli alle riaperture conta anche il presidente della Liguria, Giovanni Toti, che ha definito “una decisione saggia” quella del governo di dare il via libera agli spostamenti tra regioni senza distinzioni. “Credo che ci siano le condizioni e che si tratti di rischi calcolati”, ha sottolineato. Si sono espressi a favore di un’apertura unitaria e non “a macchia di leopardo”, anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, quello dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e quella della Calabria, Jole Santelli, che ha anche proposto una cena calabrese con i governatori del Nord per stemperare le polemiche politiche dei giorni scorsi.
A capeggiare il fronte del no, che annovera soprattutto le regioni del Sud, c’è il presidente della Sardegna, Christian Solinas. Il “passaporto sanitario”, da lui tanto sostenuto, non sembra essere una misura applicabile, sopratutto dopo le critiche del ministro Francesco Boccia che l’ha definita uan misura “incostituzionale”. Iniziativa simile è stata infatti già accantonata dalla Sicilia che si prepara dunque alla riapertura, anche se è ancora in vigore l’ordinanza che vieta spostamenti nelle altre regioni fino al 7 giugno. Tra i più critici ci sono Campania e Toscana che, per voce dei propri governatori, Vincenzo De Luca ed Enrico Rossi, non nascondono il “caso Lombardia”. “Se ci sono situazioni di regioni dove ancora il livello di contagio è più alto, tenerne conto non è sbagliato”, ha detto Rossi.
Più diretto, come sempre, De Luca. “In presenza di contagi elevati è ovvio che in un territorio debbano esserci limiti alla mobilità”, ha detto. “Davvero non si comprende – attacca De Luca – quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio”. “Adotteremo – avverte – senza isterie e in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti – annuncia – controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici”. “Apprendiamo – sottolinea De Luca – che ci si avvia dalla prossima settimana a una ripresa della mobilità generalizzata tra le regioni. La Campania è da sempre impegnata a tutela dell’unità nazionale. Abbiamo riconfermato la nostra solidarietà incondizionata ai nostri concittadini della Lombardia, e al Presidente Fontana rispetto ad aggressioni che nulla hanno a che vedere con un dibattito politico e di merito civile. Noi non abbiamo dimenticato neanche per un attimo, la tragedia immane che ha colpito tanti territori lombardi e tante famiglie”.
Cautela da parte della Regione Lazio. “Ci sono troppe pressioni perché riparta il Nord, bisogna basarsi su evidenze scientifiche”, ha spiegato l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.
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Scuola: Sos presidi, ‘impossibile aprire in sicurezza’
Anp chiede ‘risorse, autonomia, responsabilità penale sostenibile’
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31 maggio 2020
12:11
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Impossibile riaprire in sicurezza. Questo l’allarme dei presidi per settembre che chiedono, per un’agevole ripresa del prossimo anno scolastico, “risorse certe, libertà di gestione e responsabilità sostenibili”. Dopo i dubbi espressi, sempre sul tema sicurezza, circa l’esame di maturità “in presenza” l’associazione dei dirigenti scolastici torna a farsi sentire. Per il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli, “è necessario che l’Amministrazione centrale risolva con urgenza alcuni annosi problemi, resi più evidenti dallo stress-test causato dalla pandemia”.
Problemi che sono riconducibili soprattutto all’edilizia scolastica, con edifici troppo spesso inadeguati e sottodimensionati rispetti alla reale popolazione scolastica con classi di circa 30 alunni, alla rimodulazione degli orari della didattica e alla autonomia dei singoli istituti con una necessaria sburocratizzazione. Giannelli sottolinea inoltre le “pressoché inapplicabili disposizioni sul distanziamento nei momenti ricreativi e la forte interferenza con la didattica del pasto consumato in aula”, deciso in quei casi dove il servizio di refezione non può essere più garantito per le disposizioni anti Covid. A preoccupare i presidi sono le norme di sicurezza, la possibilità delle mini lezioni di 40 minuti (necessarie per permettere la piena ripresa didattica a scaglioni) che richiederebbero una rivoluzione degli orari e l’attuale responsabilità penale in materia infortunistica, che li vedrebbe facile bersaglio nell’eventualità di casi di positività negli istituti.
“Deve essere tempestivamente formulato un protocollo di sicurezza che delinei con precisione le misure da adottare, in modo da limitare il margine valutativo delle singole realtà scolastiche e garantire al massimo l’incolumità di tutti -spiega Giannelli- va sostenuta l’autonomia delle singole scuole attraverso un cospicuo adeguamento delle risorse economiche e soprattutto di quelle umane, con una tempestiva attuazione di quanto disposto in materia di edilizia scolastica nonché una profonda rimodulazione dei quadri orari”.
Inoltre “è necessario sburocratizzare e snellire l’azione dei dirigenti scolastici, eliminando qualsiasi sovrapposizione di competenza con gli organi collegiali in materia di gestione delle risorse umane, economiche e strumentali -prosegue il presidente dell’Anp- assicurare l’assunzione a settembre dei dirigenti amministrativi vincitori di concorso; e da ultimo rivedere la responsabilità penale datoriale in materia infortunistica, come da noi più volte richiesto, per renderla equa e sostenibile”. La ministra Azzolina ha più volte ribadito che la riapertura delle aule a settembre e la ripresa dell’attività didattica in presenza “sono un obiettivo condiviso da tutto il governo” precisando che in vista di settembre verranno fornite a tutte le scuole precise indicazioni operative, flessibili rispetto alle caratteristiche di ciascuna istituzione scolastica. Per la sicurezza il governo ha messo a disposizione 331 milioni per la ripartenza della scuola a settembre e 39 milioni per far svolgere gli esami di maturità in presenza: le scuole potranno acquistare mascherine, guanti, gel ma anche piattaforme e strumenti digitali di supporto al recupero delle difficoltà di apprendimento, pure per la didattica a distanza e biglietti per visite guidate virtuali.
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2 Giugno: Fontana, Mattarella a Codogno segno di fiducia
‘Sua presenza darà entusiasmo e senso di coesione’
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MILANO
31 maggio 2020
13:45
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“Credo che il suo gesto sia molto bello. Essere il giorno della Festa della Repubblica nel comune simbolo dell’epidemia, perché da lì partì tutto, credo che sia un messaggio di speranza, di fiducia e di vicinanza di tutto il Paese nei confronti di chi ha sofferto così tanto”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha parlato a Radio Padania della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Codogno, nel lodigiano, il 2 giugno.
“L’ho ringraziato. Io sarò presente con lui per fare in modo che questo messaggio possa essere raccolto da tutti e che ci sia la possibilità di ripartire tutti insieme con ritrovato entusiasmo” ha detto Fontana, convinto che la presenza del capo dello Stato “aiuterà a trovare la voglia di lottare, l’entusiasmo e il senso di coesione che deve esserci alla base di ogni rinascita”.
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Pappalardo, la pandemia non esiste
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‘Coronavirus non è letale, ammazza ultra 80enni malati’
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BARI
31 maggio 2020
12:49
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“E’ una cagata pazzesca, la pandemia non esiste”. Ha esordito così, davanti al Teatro Piccinni di Bari, il generale Antonio Pappalardo, presidente del Movimento Gilet Arancioni, che ha fatto tappa in Puglia dopo le manifestazioni di ieri in diverse città, comprese Milano e Roma dov’è scesa in piazza anche l’estrema destra di Casapound.
A Bari alcune centinaia di persone hanno urlato più volte “Libertà! Buffoni!” e cantato l’Inno di Mameli, in un assembramento con qualche gilet arancione, trombette da stadio, bandiere e striscioni tricolori, sostanzialmente anti-governativo: Pappalardo ha puntato il dito anche contro il premier Conte, il governatore lombardo Fontana e il sindaco di Milano, Sala.
“Il Coronavirus non è letale – ha ribadito – ammazza gli ultra 80enni malati. Basta con le menzogne e le falsità, avete terrorizzato il popolo italiano, lo avete annichilito”.
Dal palco è stato chiesto con scarso esito di rispettare il distanziamento; poche le mascherine indossate dai manifestanti.
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Bonomi, questa politica rischia fare più danni del Covid
‘Posti di lavoro non si gestiscono e non si creano per decreto’
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31 maggio 2020
16:10
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“Questa politica rischia di fare più danni del Covid”. E’ l’accusa lanciata da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, in un’intervista a Repubblica. “La narrazione secondo cui una volta passata la pandemia tutto tornerà come prima – sottolinea Bonomia – è una falsità bella e buona. La realtà è un’altra. Questo è un Paese che si è abituato ad essere anestetizzato. Io non sto cercando le polemica, non sono contro a priori. Sto cercando di mettere tutti davanti alla realtà: gli imprenditori sono fortemente preoccupati. In autunno molte imprese non riapriranno, altre dovranno ridimensionarsi.
Non sappiamo cosa succederà domani, che ne sarà delle commesse, degli ordini, dei fornitori”. Sul milione di licenziamenti prospettati nei giorni scorsi, chiarisce: “Ho detto quel che sanno tutti coloro che ogni mattina vanno in azienda a lavorare. Il governo ha bloccato i licenziamenti fino ad agosto. Ma il lavoro, i posti di lavoro, non si gestiscono e non si creano per decreto. Serve una strategia, una visione, un’idea di quale Paese vogliamo costruire. Bisogna smetterla di guardare esclusivamente al dividendo elettorale”. Su quello che, a suo giudizio, c’è da fare, afferma: “Lo ha detto molto bene il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Bisogna puntare sulla crescita: sono venticinque anni che il nostro Paese perde produttività, allontanandosi sempre più dai concorrenti. E la crescita dipende anche da dove si allocano le risorse: da decenni si aumenta la spesa corrente (il dividendo elettorale) a scapito degli investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell’innovazione e nella ricerca, nelle politiche per la sostenibilità ambientale e sociale, nelle politiche attive per il lavoro anziché annegarle nel reddito di cittadinanza o nei navigator. A proposito – aggiunge – qualcuno sa dove sono andati a finire? Non si fa così, è uno spreco di risorse inaccettabile”.
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Sindaco Avellino in maxi assembramento con ragazzi, è bufera
‘Mi sono trattenuto con loro con fare scherzoso e goliardico’
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AVELLINO
31 maggio 2020
15:51
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E’ diventato virale e sta suscitando aspre polemiche il video che riprende il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che nella tarda serata di ieri è stato protagonista, con alcune centinaia di giovani che affollavano l’isola pedonale in pieno centro della città, di un vero e proprio assembramento. Le immagini hanno provocato la richiesta di dimissioni da parte delle opposizioni in consiglio comunale.
Il sindaco – che aveva emanato un’ordinanza sulla movida più estensiva rispetto a quella del governatore della Campania, De Luca – dapprima avrebbe cercato di far rispettare il distanziamento, poi si sarebbe unito anche ai cori intonati dai giovani contro Salerno. In un post, Festa rivendica il suo operato: “C’è chi i giovani li demonizza senza ottenere risultati. Con loro sono a mio agio. Per questo ho deciso ieri sera di fare un sopralluogo per assicurarmi che la ripresa della movida avvenisse nel pieno rispetto delle regole. In un clima allegro e tranquillo, ho stimolato i giovani alla responsabilità e a continuare ad osservare le regole. Mi sono trattenuto con loro con fare scherzoso e goliardico”:

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Speranza, dal 3 rischio c’è, sbagliato non riconoscerlo
‘Ci assumiamo rischi ponderati per gestire fase diversa’
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31 maggio 2020
16:06
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“Un rischio c’è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo, è chiaro che un rischio lo stiamo assumendo poiché il rischio zero ora non esiste ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino. Fino ad allora si tratta di assumersi dei rischi ponderati e di provare a gestire una fase diversa”. Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza a ‘1/2 ora in più’ a proposito della riapertura della mobilità infra regionale dal 3 giugno. Per “il rischio zero avremmo dovuto conservare un lockdown assoluto per mesi ma il Paese non avrebbe retto”. Che ci sia una “differenza sui territori è un dato di fatto innegabile e il nord ha pagato il prezzo più alto, ma ora il trend di tutte le regioni va nella direzione giusta. Al momento – ha sottolineato il ministro i dati ci dicono che è vero che ci sono differenze quantitative ma la tendenza di tutte le regioni va nella direzione giusta ed è in discesa”. Tuttavia, ha avvertito, “le settimane che arriveranno sono ancora con un esito non scontato e le misure di distanziamento e precauzione saranno determinanti”. Ora, ha aggiunto il ministro, “il Paese sta molto meglio, abbiamo avuto una fase difficilissima e siamo stati i primi a dover prendere decisioni durissime, ma il coronavirus non è finito, è un’onda che si sta spostando ma non è scomparso. Dunque, le norme resteranno”. “Abbiamo ancora bisogno di comportamenti corretti. Dal 4 maggio i dati sono progressivamente migliorati e nonostante le aperture prudenti e graduali, comunque la curva non si è rialzata ma ha continuato a piegarsi dal lato giusto. Ma guai a cantar vittoria e pensare – ha concluso Speranza – che tutto sia finito”.
“Sembra che dal 3 giugno, da mercoledì, non ci sia più il limite del confine regionale di spostamenti. Ma noi siamo in attesa di un provvedimento nazionale. Questa cosa va a consolidarsi solo dopo l’adozione del provvedimento a livello nazionale, da come la vedo io, ci vorrà un Dpcm che interrompa il blocco”, ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, rilevando che “a memoria, tutti gli atti decadrebbero dal 15 giugno, per anticipare bisognerebbe fare un provvedimento di revoca”.
“Non si giustificano atteggiamenti da parte degli altri Paesi europei che siano punitivi verso l’Italia, perchè la situazione attuale dell’Italia è di livello superiore rispetto alla media degli altri paesi dell’Ue”, ha poi aggiunto Speranza.
“Credo nella distinzione tra potere esecutivo e giudiziario e non posso commentare. Politicamente, però, dico che chiunque abbia avuto responsabilità, dall’Oms ai governi ai presidenti di Regione ed i sindaci, devono tutti essere pronti a rendere conto”, ha spiegato Speranza a proposito dell’inchiesta sulle zone rosse. “Questa è la bellezza della democrazia e non ci dobbiamo spaventare. Penso di aver sempre rispettato le norme ma è giusto che la magistratura faccia il suo corso e dovere”.
“Tutte le risorse possibili devono essere messe sul Sistema sanitario nazionale – ha detto poi Speranza -, quindi se ci sono risorse che possono arrivare sono d’accordo, ma sul Mes il dibattito è di altra natura: la preoccupazione è che se l’Italia fosse l’unico paese a usare il Mes avrebbe uno stigma e sarebbe percepita come paese debole, inoltre se la conseguenza è l’innalzamento tassi di interesse bisogna valutare se c’è convenienza o meno”.
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Gualtieri, grande patto con tutte le forze sociali. Bonomi ingeneroso
Il ministro dell’Economia: ‘Non utile un governo di grande coalizione. Dialogare con l’opposizione’
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31 maggio 2020
16:16
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“Governi di grandi coalizione non mi sembrano una soluzione utile in questa fase E’ bene che questa maggioranza vada avanti, ha mostrato la capacità di affrontare i problemi. E’ bene dialogare con tutti, costruire un grande patto con tutte le forze sociali, economiche, produttive. Bisogna dialogare con l’opposizione. E’ fondamentale, passato il momento più difficile, non disperdere lo spirito costruttivo unitario”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a In mezz’ora.
“Non voglio replicare a parti dell’intervista che mi sono sembrate ingenerose”, ha detto Gualtieri, parlando a In mezz’ora su Raitre dell’intervista del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, pubblicata questa mattina su Repubblica. Il ministro ha detto di condividere però l’invito agli investimenti.
Con la prossima legge di bilancio il governo lavorerà a “un progetto pluriennale di rilancio senza precedenti” che permetta di recuperare i ritardi e “cambiare il Paese”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a In mezz’ora su RaiTre. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di presentare a settembre con il Def un piano per la ripresa per “investire sul futuro, sull’innovazione, sulla digitalizzazione, sulla sostenibilità ambientale, sugli investimenti. Chiediamo a tutte le forze di contribuire e dare idee e proposte”. Home Mappa del sito

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DALLE 10:00 DI MARTEDì 19 MAGGIO 2020

ALLE 14:22 DI VENERDì 29 MAGGIO 2020

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Governo: Sala, Conte riveda compagine ministeriale
“Non lo chiamerei tanto un rimpasto – ha detto alla trasmissione 24 Mattino – ma quando il vento sarà forte avrà bisogno di avere davvero i migliori italiani al suo fianco”
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MILANO
19 maggio 2020
10:00
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“Se dovessi dare un consiglio” al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “posto che oggi non vedo alternative a questo governo, è che deve rafforzare il suo sistema”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in collegamento a Radio 24. “La collaborazione tra tecnici e politici funziona per un breve periodo – ha detto -. Non voglio apparire irrispettoso ma non è che la compagine ministeriale non possa essere rivista”.
“Non lo chiamerei tanto un rimpasto – ha concluso Sala alla trasmissione 24 Mattino, parlando dell’azione di governo nell’emergenza Covid – ma dico a Conte di fare una riflessione se quando il vento sarà forte e le difficoltà saranno grandi non avrà bisogno di avere davvero i migliori italiani al suo fianco”.
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Crimi, sfiducia a Bonafede è a governo
Ma sono convinto che maggioranza voterà compatta
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19 maggio 2020
10:35
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“Sono convinto che la maggioranza voterà compatta. Il ministro della Giustizia è il capodelegazione di M5S al governo ed è un ministro importante, se qualcuno nella maggioranza vota la sfiducia ovviamente è una sfiducia al governo, questo è evidente a tutti, ma sono convinto che non ci saranno sorprese”. Così il capo politico M5S Vito Crimi a Skytg24 sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli, domani al Senato.
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Ue: M5S, bene Lagarde
Patto va revisionato completamente
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19 maggio 2020
10:43
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“Accogliamo con piacere le parole di Christine Lagarde a proposito della modifica del Patto di stabilità e crescita. Il Patto va revisionato completamente, attraverso un approccio basato su nuovi valori e principi, che dovranno costituire l’Europa del futuro. Basta tagli lineari in nome di parametri fuori dalla storia. I futuri patti europei dovranno mettere al centro dei propri obiettivi la piena occupazione, la riduzione delle disuguaglianze e l’incentivo a politiche vicino l’ambiente. Le politiche austeritarie che hanno messo in ginocchio l’Europa sono state sconfitte dalla storia e dai cittadini. Abbiamo bisogno di un’Europa politica più vicina alle persone, non di un’Europa burocratica e piegata alle logiche della finanza”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Politiche Ue.
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Bellanova, su Bonafede valuteremo
Perché mi sembra necessario produrre dei cambiamenti
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19 maggio 2020
11:45
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“Domani ascolteremo il ministro Bonafede e valuteremo sulla base degli impegni che il ministro assumerà in quella sede perché mi sembra necessario produrre dei cambiamenti”. Così la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova in un’intervista ad Agorà su Raitre rispondendo a una domanda sulla sua posizione alla mozione di sfiducia al ministro Bonafede che sarà votata domani in parlamento. “Mi sono imposta di dare un contributo affinché il governo risolva i problemi – ha detto Bellanova – All’interno del nostro gruppo abbiamo posizioni diverse. Ci sono molte spinte a sostenere mozioni a partire da quella della Bonino. In queste ore ci si sta confrontando. Domani ascolteremo il ministro Bonafede e valuteremo”.
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Meloni, cig non arriva a 2,6 milioni
E’ una vergogna
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19 maggio 2020
12:01
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“2.600.000 lavoratori aspettano ancora i soldi della cassa integrazione di marzo. Ma il Governo continua a fare promesse. Vergogna”. È quanto scrive su Facebook Giorgia Meloni.
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Salvini, evidenti problemi nel governo
Problemi evidenti, ma ora bandiere partiti non mi interessano
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GENOVA
19 maggio 2020
12:18
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“Nel governo i litigi sono quotidiani, è evidente che ci sono problemi. Noi però a questo governo portiamo proposte, emendamenti, suggerimenti, perchè in questo momento le bandiere di partito non mi interessano”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini alla tv ligure Primocanale rispondendo alla domanda se ritiene debole questo Governo.
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Al via vertice centro-destra
Presenti anche Ronzulli, La Russa, Lollobrigida
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19 maggio 2020
12:30
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È iniziato da pochi minuti un incontro tra i vertici del centrodestra. Alla riunione sono presenti il leader della Lega Matteo Salvini, la presidente di Fdi Giorgia Meloni insieme con Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli. Per Forza Italia il vicepresidente del partito Antonio Tajani e la vicepresidente dei senatori azzurri Licia Ronzulli. Tra i temi all’ordine del giorno la possibile manifestazione comune il 2 giugno e la mozione di sfiducia al ministro Bonafede presentata da tutto centrodestra a palazzo Madama.
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Ue: Zingaretti, importanti passi avanti
Bene Lagarde, Ue si muove in direzione giusta
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19 maggio 2020
12:34
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“La proposta di Francia e Germania sul #RecoveryFund è un passo avanti importante, così come la riflessione di Lagarde su un nuovo Patto di Stabilità. Gli europei si stanno muovendo nella giusta direzione. Ora continuiamo la battaglia per una nuova UE della crescita, del lavoro e della giustizia sociale”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti su fb.
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Stop protesti assegni fino al 31 agosto
Emendamento approvato dalle Commissioni
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19 maggio 2020
13:09
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E’ prolungata dal 30 aprile al 31 agosto la sospensione per le imprese dei titoli di credito come vaglia o assegni bancari e postali per le aziende che ne avranno bisogno. Lo prevede un emendamento al dl sulla liquidità alle imprese di Iv e sottoscritto da tutti i gruppi, che è stato approvato dalle Commissioni Attività produttive e Finanze della Camera. L’emendamento prevede che i termini di scadenza ricadenti o decorrenti dall’inizio del lockdown, vengano postposti al 31 agosto 2020. La sospensione opera a favore “dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente”.
Inoltre i protesti levati dal 9 marzo 2020 fino al 31 agosto non sono trasmessi dai pubblici ufficiali alle Camere di Commercio; ove già pubblicati le Camere di commercio provvedono d’ufficio alla loro cancellazione.
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Ue: Crimi, recovery fund è primo passo
Però ricalca il percorso che Conte aveva già avviato con Macron
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19 maggio 2020
13:19
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“Il Recovery fund è un primo passo.
Ci dispiace che sia venuto in questo consesso un po’ privato dell’asse franco-tedesco, però ricalca il percorso che il presidente Conte aveva già avviato con lo stesso presidente Macron. È una risposta positiva alle richieste che venivano anche dall’Italia. Adesso Iniziamo da questa bozza di proposta e da lì costruiamo un vero e proprio intervento potente, perché 500 miliardi sono pochini per quello che serve realmente al nostro Paese”. Lo ha detto a Start, su Sky TG24 il capo politico del M5S e viceministro dell’Interno Vito Crimi.
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Orlando,prestiti restituibili in 10 anni
Successo del Pd e di chi si è battuto in Commissione
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19 maggio 2020
13:23
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“I finanziamenti accordati alle imprese dal decreto liquidità saranno restituibili in 10 anni e non più in sei anni”. Lo scrive su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a proposito del dl sulla liquidità alle imprese all’esame delle Commissioni Attività produttive e Finanze della Camera.
“E’ un successo del Pd e dei parlamentari che in Commissione si sono battuti per questo si sono battuti per questo risultato”.
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Salvini, centrodestra in piazza il 2 giugno
Raccogliamo appello italiani
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19 maggio 2020
14:52
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“Su richiesta dei tanti italiani che ci hanno scritto stiamo lavorando per trovarci insieme in piazza il 2 giugno a Roma, ovviamente con tutte le misure di sicurezza. Saremo senza bandiere ma a fianco degli italiani. Non è possibile che il decreto Rilancio ancora non sia stato pubblicato”. Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini al termine dell’incontro con gli altri vertici del centrodestra.
“Il 2 giugno, insieme come centrodestra vogliamo, dare voce al dissenso degli italiani. Vogliamo dare voce a quell’Italia che non crede più nelle promesse di questo Governo, che ancora deve pagare la cassa integrazione, che non ha ancora fatto vedere un euro alle imprese e che intanto pensa a regolarizzare gli immigrati clandestini o a far uscire i boss dal carcere, come è accaduto in queste settimane. Noi vogliamo dire che la pazienza è finita. Vogliamo farlo in nome e per conto dei milioni di italiani che vogliono manifestare il loro dissenso e lo faremo ovviamente rispettando le regole”.Lo afferma la leader di Fdi Giorgia Meloni al termine del vertice del centrodestra. A chi le chiede se abbiamo trovato il posto e deciso le modalità per svolgere l’iniziativa, Meloni aggiunge: “Ci stiamo lavorando. In momenti come questi bisogna far fruttare la fantasia”.
“Il centrodestra unito in piazza per dare voce all’Italia dimenticata dal governo Conte. Il 2/6, la Festa della Repubblica, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia insieme per dare una prospettiva al Paese e per raccontare agli italiani l’unica alternativa credibile a questo esecutivo”. Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
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Sardegna, sì alla spiaggia e al mare ma a distanza
Annuncio della Regione, attesa la circolare esplicativa
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CAGLIARI
19 maggio 2020
14:35
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“Le spiagge in Sardegna sono aperte e si può fare anche il bagno”. Lo dichiara l’assessore degli Enti locali e del demanio Quirico Sanna. Ovviamente, spiega, “si dovrà mantenere il distanziamento sociale anche in acqua”. Comunque, “arriverà una precisazione oggi stesso dallo stesso presidente della Regione”. Ieri, in riferimento all’ordinanza sulle riaperture, sia il governatore Christian Solinas che l’assessore avevano sostenuto che il via libera all’accesso negli arenili non era da estendere alla balneazione. Ora, dice Sanna, “a seguito di un confronto con le altre Regioni balneari siamo arrivati alla conclusione che il bagno si può fare, ma – ribadisce – mantenendo la distanza sociale anche in acqua”. E’ possibile che la novità venga precisata attraverso una circolare.
Ieri, in riferimento all’ordinanza sulle riaperture, sia il governatore Christian Solinas che l’assessore avevano sostenuto che il via libera all’accesso negli arenili non era da estendere alla balneazione. Ora, dice Sanna, “a seguito di un confronto con le altre Regioni balneari siamo arrivati alla conclusione che il bagno si può fare, ma – ribadisce – mantenendo la distanza sociale anche in acqua”. E’ possibile che la novità venga precisata attraverso una circolare.
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Conte,sacrificio italiani ha dato frutti
Risultati epidemiologici incoraggianti
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19 maggio 2020
15:07
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“L’Italia è stata uno dei primi e più colpiti paesi da questa pandemia. A marzo, dovevamo prendere misure drastiche per contenere la diffusione del virus. Dopo due mesi, i dati epidemiologici sono incoraggianti: confermano che i nostri sforzi e sacrifici collettivi hanno dato i loro frutti”.
Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla sessione conclusiva dell’Assemblea mondiale della salute dell’Oms.
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Coronavirus: Conte, in fase 2 con cauto ottimismo
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19 maggio 2020
15:41
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L’Italia sta ” allentando la maggior parte delle restrizioni, pur mantenendo rigorose misure di sicurezza per ogni attività sociale e commerciale. Continuiamo a rafforzare la nostra infrastruttura sanitaria, aumentando le unità di terapia intensiva e assumendo medici e operatori sanitari. Abbiamo ampliato i test e sviluppato un piano di monitoraggio nazionale in sinergia con le nostre autorità locali. Stiamo entrando nella ‘Fase due’ con cauto ottimismo e senso di responsabilità”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla sessione conclusiva dell’Assemblea mondiale della salute.
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Arrivano le Ristoville nel cuore Roma, sinergia per ripartire
Le ville storiche dell’Appia Antica offrono spazi ai ristoratori
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ROMA
19 maggio 2020
17:39
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La solidarietà ai tempi del coronavirus passa anche attraverso l’Appia Antica, la regina viarum della Capitale. Le ville storiche mettono a disposizione i loro spazi, solitamente utilizzati per grandi eventi, per i ristoranti che, a causa dello spazio ristretto dei loro locali, sono stati costretti a rimandare l’apertura. In questo modo i ristoratori potranno mettere a disposizione della clientela non solo le loro offerte gastronomiche ma anche la possibilità di visitare ville da sogno che spesso hanno fatto da cornice a set cinematografici italiani ed internazionali. Ma non solo. Anche le ville potranno arginare il momento di crisi dovuto alla mancanza di eventi da ospitare.
L’iniziativa, chiamata “Italisù” e nata dall’idea dell’associazione Lungo la Via, vedrà i cancelli del Parco Archeologico dell’Appia Antica aperti a tutti. Da Capo di Bove a via di Fioranello, il tratto più caratteristico della via regina di Roma tornerà ad animarsi consentendo anche la riscoperta dei monumenti e della storia che si respira in uno dei polmoni verdi e più caratteristici della Capitale. “La proposta dell’associazione – spiega Daniele Fiorucci, titolare della storica Villa dei Quintili – è quella di ospitare nelle ville alcuni dei principali ristoranti di Roma, in modo da fornire spazi sufficientemente ampi per poter offrire un servizio nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle norme di igiene e sicurezza imposte dalla situazione attuale. In questo modo sarà possibile, sia alle ville che ai ristoratori, portare avanti e promuovere la propria attività, in attesa di una ripresa più stabile. Si intende creare una sinergia tra due settori in difficoltà per aiutarne la ripresa. Di riflesso l’evento potrà essere anche uno stimolo per andare a visitare la Via Appia Antica e i suoi meravigliosi monumenti”. Le ville e i ristoranti cambieranno di volta in volta e gli eventi saranno gestiti in autonomia dalle singole ville, pur mantenendo l’obiettivo comune e delle linee guida condivise.
Sono già molte le adesioni che l’associazione ha registrato.
Proprio per questo, nelle singole ville potranno essere presenti anche più ristoranti contemporaneamente. Le cene saranno con prenotazione obbligatoria, in linea con la nuova normativa, per un numero prestabilito di ospiti, in modo da poter assicurare il rispetto delle norme di distanziamento. A breve sarà anche stilato un primo calendario degli eventi. Le ristoville sono pronte ad aprire i battenti.
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Mafia, revocati i domiciliari a Bonura
Istanza del Dap per l’imprenditore palermitano
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19 maggio 2020
18:18
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Il magistrato di Sorveglianza di Milano ha revocato la detenzione domiciliare per Francesco Bonura, imprenditore palermitano condannato per mafia, in applicazione del decreto antimafia approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 9 maggio. L’iniziativa è stata intrapresa dal Dipartimento amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia.

La decisione è stata determinata dall’istanza dopo il decreto del 10 maggio che ha attribuito al Dap il potere di iniziativa nell’indicare ai magistrati di sorveglianza soluzioni sanitarie idonee per consentire il rientro dei boss scarcerati per motivi di salute negli istituti di pena. Bonura, condannato a 20 di carcere per mafia e fedelissimo di Bernardo Provenzano, era ai primi posti dell’elenco predisposto la scorsa settimana dal vice capo del Dap Roberto Tartaglia.
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Il 15 giugno al via centri estivi, le regole per bimbi
Dopo l’ok del Comitato Tecnico Scientifico. Bonetti, 185 milioni
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19 maggio 2020
20:20
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Dopo l’ok del Comitato Tecnico Scientifico e con uno stanziamento di 185 milioni, i centri estivi possono partire, dando un aiuto ai tanti genitori tornati al lavoro con la Fase 2. La data fissata è quella del 15 giugno, ma sui tempi l’ultima parola spetterà alle Regioni, che se pronte possono anticiparne l’apertura, oppure in caso di eventuali contagi territoriali, possono posticiparla. Il Veneto, come annunciato dal presidente Luca Zaia, già dalla prossima settimana potrebbe aprire i suoi centri estivi, organizzati anche dalla Diocesi, da fattorie didattiche e scuole paritarie.
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Ogni regione adotterà regolamenti territoriali, ma tutte si dovranno attenere alle Linee Guida dell’ultimo Dpcm che stabilisce un rapporto numerico fra operatori bambini ed adolescenti, graduato in base all’età. Per i bambini dai 3 ai 5 anni ci sarà di un adulto ogni 5 bambini; dai 6 agli 11 anni, un adulto ogni 7 bambini; per gli adolescenti dai 12 ai 17 anni, un adulto ogni 10 adolescenti. Nel caso di bambini ed adolescenti con disabilità il rapporto sarà di un operatore per ogni bambino o adolescente.
Per evitare assembramenti ci saranno dei “triage” d’accoglienza e gli ingressi dovranno essere scaglionati di almeno 5/10 minuti e quando possibile ingressi ed uscite saranno separati con percorsi obbligati. I punti di accoglienza dovranno essere all’esterno o in un ingresso separato dell’area dove si svolgono le attività per evitare l’ingresso degli adulti che accompagnano i minori. Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un lavandino con acqua e sapone o, in assenza, verrà utilizzato di gel idroalcolico per l’igienizzazione delle mani del bambino prima che entri nella struttura; stessa cosa dovrà fare prima di essere riconsegnato ai genitori. La procedura di triage prevede anche di chiedere ai genitori se il figlio ha avuto febbre, tosse, difficoltà respiratoria o è stato male a casa. E’ prevista la verifica della temperatura corporea “con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza contatto”. Stessa procedura anche per l’ingresso degli operatori. Le attrezzature e gli oggetti usati dai bambini dovranno essere puliti almeno una volta al giorno e ogni volta che i piccoli cambieranno attività dovranno lavare le mani, soprattutto prima dei pasti. Vietato ovviamente per i bambini condividere posate e bicchieri.
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Produzione: Patuanelli, marzo-aprile 200 miliardi in meno
12 miliardi di anticipo alla pubblica amministrazione per pagare le imprese
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19 maggio 2020
16:04
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“Già oggi alcuni settori sono più drammaticamente coinvolti di altri. Ma in generale i dati che abbiamo del valore della produzione a marzo e aprile 2020 rispetto al 2019 indicano circa 200 miliardi di valore della produzione in meno”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, in un’audizione in video conferenza alla Commissione Industria del Senato circa le iniziative di sostegno all’industria, al commercio e al turismo.
“I 12 miliardi di anticipo alla pubblica amministrazione sono le misure più importanti” tra quelle messe in campo dal governo per far fronte “ai debiti nei confronti delle imprese”, ha detto ancora Patuanelli.
“Il costo della potenza elettrica impiegata è molto elevata per le imprese” per cui “si inserisce una misura che per tre mesi considera un contatore virtuale a 3kw per tutte le imprese e questa misura è pari ad un abbattimento delle bollette di 600 milioni di euro”.
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Mattarella ha firmato il Dl Rilancio. Salvini: ‘Centrodestra in piazza’
Il ministro dell’Economia: ‘Il decreto è stato bollinato’
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20 maggio 2020
08:39
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Sale a 266 articoli l’ultima versione del decreto Rilancio, bollinata e firmata dal presidente della Repubblica. E salgono anche i fondi destinati alle scuole paritarie che saranno in tutto 150 milioni, di cui 65 per il ristoro delle mancate rette per chi fa servizi di asilo nido o per l’infanzia e 70 milioni per le scuole primarie e secondarie per le mancate rette di studenti fino a 16 anni.
E mentre già arrivano le prime proposte di modifica, il centrodestra passa all’attacco e organizza una manifestazione unitaria per il prossimo 2 giugno.  “Su richiesta dei tanti italiani che ci hanno scritto stiamo lavorando per trovarci insieme in piazza il 2 giugno a Roma, ovviamente con tutte le misure di sicurezza. Saremo senza bandiere ma a fianco degli italiani. Non è possibile che il decreto Rilancio ancora non sia stato pubblicato”, dice Salvini al termine dell’incontro con gli altri vertici del centrodestra.
Ma, mentre la tela del decreto appare sempre più lunga, è di fatto già partita, dall’Inps alle Entrate, la macchina organizzativa che porterà all’attuazione degli interventi più attesi e a velocizzare quelli già esistenti. A cominciare dalle norme sulla Cig. “Con il nuovo decreto la domanda per la cig in deroga si fa direttamente all’Inps e non più alle Regioni – ha rimarcato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo – l’Inps potrà anticipare il 40% al lavoratore e nel mese seguente erogherà la restante parte. Questo ci consentirà di velocizzare l’intero sistema”.
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Norme accelera-pratiche sono previste anche per l’attivazione della liquidità alle imprese attraverso autocerficazioni nelle pratiche con le banche. Scatterà subito, poi, il bonus di 600 euro di aprile per i lavoratori autonomi che hanno già ottenuto il bonus a marzo. Sarà automatico e non bisognerà fare nulla.
Diverso è invece il meccanismo di maggio: i 1.000 euro vengono riconosciuti a chi può dimostrare di aver avuto una riduzione di fatturato: così servirà per questo una circolare attuativa dell’Inps.
Automatica è anche l’attuazione della cancellazione del saldo e dell’acconto Irap per le partite Iva e per le società fino a 250 milioni di fatturato.
Mentre bisognerà attendere la circolare applicativa dell’Agenzia delle Entrate per il contributo a fondo perduto riconosciuto agli autonomi e alle imprese sotto i 5 milioni di fatturato che hanno visto ridursi di due terzi gli incassi. L’obiettivo fissato dalla politica è quello di distribuire questi fondi già agli inizi di giugno e così l’Agenzia dello Entrate è già al lavoro per il varo delle norme attuative.
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Non c’è fretta, invece, per le norme che consentiranno di ottenere il superbonus del 110% sui lavori di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (ecobonus), per la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per interventi di installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Le norme valgono per le spese sostenute tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021: anzi chi aveva già in corso lavori di questo tipo dovrà fare attenzione alla data di pagamento.
In questo caso, comunque, la circolare dovrà definire anche i limiti dell’intervento che non sono previsti solo per le prime case e che, nelle ultime modifiche del decreto, potrebbero essere estese anche alle seconde case in condominio per evitare che questo blocchi i lavori per l’intero stabile. Se per il bonus baby sitter le norme sono già in gran parte scritte – l’entità raddoppia a 1.200 euro e viene esteso l’utilizzo anche per i centri estivi – sarà invece necessario attendere la circolare applicativa per quello riservato alle colf e badanti (500 euro): quest’ultime dovranno avere un contratto, o più contratti, per almeno 10 ore settimanali.
I tempi di erogazione saranno invece più lunghi per il ‘reddito di emergenza’, il Rem. La domanda per l’assegno, che varierà tra i 400 e gli 800 euro a seconda dell’ampiezza del nucleo familiare, dovrà essere presentata entro giugno e avrà severi paletti di Isee e patrimonio: difficile che il pagamento arrivi prima del mese successivo.
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Arcuri, app in fase di test, pronta a fine maggio
Ministero Salute sta elaborando documento per Garante Privacy
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19 maggio 2020
18:33
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L’app ‘Immuni’ per il contact tracing sarà pronta a fine mese. Lo ha ribadito il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri in audizione in Commissione Giustizia al Senato. “All’attuale stato dell’arte – ha spiegato – la app verrà messa in campo a cavallo della fine di questo mese. In questo momento è in fase di testing, sarà messa a sistema e fruibile per i cittadini a fine mese”
L’app per il tracciamento dei casi, insieme ai tamponi per individuare i positivi e ai test sierologici per ‘mappare’ la diffusione del nuovo coronavirus sul territorio nazionale sono le misure per ripartire davvero
Per app e test ematici bisognerà ancora attendere, mentre carenze si registrano per i tamponi: questo secondo gli esperti potrebbe far aumentare il rischio, proprio nel momento in cui i dati della curva epidemiologica indicano iniziali segnali positivi relativi ai primi giorni del post lockdown dal 4 maggio ed un calo significativo dei decessi.
Per la app ‘Immuni’, in particolare, si dovrà attendere che il documento di valutazione sull’impatto per la protezione dei dati personali, che il ministero della salute sta elaborando, arrivi nei prossimi giorni sul tavolo del Garante della privacy.
“L’auspicio per l’app – dice il ministro della Salute Roberto Speranza – è che da fine maggio posa avviarsi la sperimentazione”.
Ma potrebbe non bastare: “Senza che siano ancora stati attivati la app, i test sierologici ed un rafforzamento mirato dei tamponi, diventano più rischiose le ulteriori riaperture al via da oggi”, avverte Pregliasco. Test, tamponi e app “rappresentano infatti la ‘linea di reazione’ all’eventuale incremento dei contagi, che segue al fondamentale monitoraggio dei 21 parametri di rischio fissati dal ministero da parte delle regioni. Se non si fa presto a renderla operativa – conclude l’esperto – il rischio aumenta”.
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Chiuso dl Rilancio: al via richieste babysitting, aiuti imprese da giugno
Bonus autonomi’in 2-3 giorni. Verso stop responsabilità datori su contagi. Nodo licenziamenti
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20 maggio 2020
08:51
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Decreto Rilancio in Gazzetta ufficiale in nottata e bonus autonomi che arriverà al massimo “in due-tre giorni”. A una settimana dall’ok del Consiglio dei ministri il governo è riuscito a chiudere e a ‘bollinare’ la maxi-manovra da 55 miliardi con i nuovi aiuti a famiglie e imprese e le risorse, assicura in tv il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, saranno “subito disponibili”.
Mentre il Parlamento, andando un po’ a rilento, è ancora alle prese con il decreto per garantire liquidità alle imprese, già è in arrivo, quindi, il nuovo provvedimento, lievitato nell’ultima versione a 266 articoli, che contiene tra l’altro “il bonus babysitter o per i centri estivi” fino a 1200 euro, che si potrà chiedere “da oggi”, ha sottolineato Gualtieri, ma anche un ventaglio di nuovi interventi per le imprese, come gli aiuti a fondo perduto che non si rivolgeranno solo ad autonomi e professionisti (fino a 1000 euro nella terza tranche) ma anche alle piccole imprese fino a 5 milioni di fatturato.
Sempre le piccole, come annuncia il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, avranno più tempo per rimborsare i prestiti garantiti al 100% dallo Stato fino a 25 mila euro: con un emendamento al decreto imprese, che sarà votato nelle prossime ore, il termine per restituirli passerà da 6 a 10 anni. E sempre in Parlamento si dovrebbe risolvere il nodo della responsabilità in caso di contagio, che, sarà chiarito con una norma, non ci sarà per quelle attività che rispettano tutte le regole anti-Covid per la sicurezza dei luoghi di lavoro.
Il ritardo nella pubblicazione della maxi-manovra per fronteggiare i danni economici dell’epidemia, intanto, ha lasciato un ‘buco’ normativo sullo stop ai licenziamenti, già previsto dal decreto Cura Italia e che il governo ora proroga di altri tre mesi con il decreto Rilancio: lo stop, infatti, è ‘scaduto’ il 17 maggio, dando così la possibilità alle imprese in difficoltà in questi giorni – e finché il nuovo decreto non sarà pubblicato – di licenziare per giustificato motivo. A chi ha rischiato di perdere il posto fisso nonostante gli interventi messi in campo finora (9 settimane di Cig che ora saranno raddoppiate, ma con solo altre 5 settimane che si potranno chiedere fino a fine agosto, le altre 4 tra settembre e ottobre) si aggiungono anche i contratti a tempo determinato in scadenza in questi mesi di crisi (che si potranno però rinnovare senza causale, per la sospensione temporanea del decreto Dignità).
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Ora comunque la parola passerà alle Camere che avranno a disposizione una dote di circa 800 milioni per le modifiche: di sicuro si tornerà sul tema delle scuole paritarie, per le quali, secondo il ministro Elena Bonetti, Gualtieri aveva preso un impegno fino a 120 milioni. Ma anche sulla questione dei professionisti che già lamentano l’esclusione dai contributi a fondo perduto previsti per le imprese.
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Mozione di sfiducia a Bonafede, la DIRETTA dalle 9,30
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20 maggio 2020
09:06
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Oggi alle 9,30 è prevista la discussione di mozioni di sfiducia individuale nei riguardi del Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede:

Governo alla prova su Bonafede, Iv alza posta con Conte
Pd-M5s, se sfiducia Senato è crisi. Ipotesi rimpasto con Boschi
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20 maggio 2020
09:27
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Governo alla prova, questa mattina alle 9,30 in Senato, sulla mozione di sfiducia del centrodestra al Guardasigilli Bonafede. Pd e M5s avvertono Italia Viva: se voterà la mozione si aprirà la crisi. In quel caso – ha insistito ieri sera il presidente della Camera Roberto Fico – “si apre un problema politico e una crisi di governo, quindi penso che non avverrà”. Ieri pomeriggio la capogruppo Iv a Montecitorio Elena Boschi per due ore a Palazzo Chigi. Questa mattina, prima del dibattito parlamentare, l’assemblea dei senatori di Italia Viva.

“Ascolteremo il ministro della giustizia. Il ministro sa bene, che ci sono temi sensibili sul giustizialismo, noi continuiamo a pensarla in modo diverso come sulla prescrizione. Allora aspettiamo che il ministro dia segnali importanti in questa direzione. Sulla base di questo si esprimerà il nostro voto in Senato”. Cosi la ministra delle Politiche agricole,Teresa Bellanova, ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital in merito alle mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
“Sulla mozione della Bonino, ci sono degli elementi che non condivido, né utilizzerò i voti di FdI per far alzare la posta a Renzi. Noi votiamo alla seconda chiama, vediamo prima se l’ha votata Renzi”. Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ad Agorà Rai Tre, sulla mozione Bonino di sfiducia a Bonafede.
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Matteo Renzi tiene fino all’ultimo alta la tensione. Non scioglie la riserva sulle mozioni di sfiducia ad Alfonso Bonafede, nonostante un incontro a Palazzo Chigi di Maria Elena Boschi con Giuseppe Conte. Il premier intende concedere a Italia viva il “riconoscimento politico” chiesto, non per paura di una crisi ma per poter andare avanti fino al 2023 – dicono dal governo – senza frizioni. Rimpasto è l’ipotesi che più circola in queste ore. Sarebbe stata respinta, secondo fonti renziane, la proposta di un posto di sottosegretario alla giustizia per Lucia Annibali o Gennaro Migliore. Mentre circola il nome di Maria Elena Boschi per un ministero. Ma dopo l’incontro con Boschi i renziani ribadiscono di attendere ancora un “segnale” sui temi della giustizia. “Aspettiamo di ascoltare Bonafede e poi parla Renzi”, è la linea della vigilia. M5s fa scudo al ministro, così come il Pd che però gli chiede un cambio di passo. Sia Vito Crimi che Graziano Delrio, come il ministro Francesco Boccia, dicono che se passerà la sfiducia, si apre la crisi di governo. In pochi credono che Renzi arriverà fino a questo punto. Ma i numeri risicati della maggioranza e il rischio di un incidente contribuiscono ad agitare la vigilia.
Boschi entra a Palazzo Chigi due volte nella stessa giornata.
Prima incontra il capo di gabinetto del premier, Alessandro Goracci, per consegnargli le proposte di Iv, poi viene ricevuta da Conte. E, secondo fonti renziane, registra “passi in avanti” sul piano shock per le infrastrutture (un tema su cui la maggioranza concorda ma che gli alleati non vogliono ‘lasciare’ a Renzi in un decreto ad hoc) e sul Family act. Ma sulla Giustizia, aggiungono, si attende ancora “un segnale”. Il che vuol dire, secondo diverse fonti di maggioranza: rimpasto.
Boschi al posto di Bonetti? E’ una delle ipotesi in circolazione. Un ministero ad hoc, sarebbe la richiesta dei renziani. In maggioranza c’è chi è contrario a concedere tanto.
E nel M5s è opinione diffusa che, qualsiasi cosa si conceda, Renzi non smetterà la sua guerriglia per logorare il governo e farlo cadere. A riprova viene presa la quarta di copertina del suo nuovo libro in uscita, “la Mossa del cavallo”, in cui si torna a parlare di “riscrivere insieme le regole del gioco” e di una nuova sfida politica. Ma Conte intende sminare un percorso già di per sé irto di insidie e far proseguire la legislatura, di qui la concessione di un riconoscimento politico.
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Intanto però, mentre Bonafede scrive il suo intervento e registra “attestati di stima”, non si smina la vigilia del voto.
Iv si riunirà in assemblea per decidere, solcata da due tendenze, una governista e una barricadera: “Saremo compatti”, assicurano. Tra le ipotesi c’è anche l’uscita dall’Aula. Ma i numeri sono talmente “corti”, che l’incidente è dietro l’angolo.
Gli ultimi conteggi accreditano tra i 150 e i 151 voti per la maggioranza senza Iv e 144 per la mozione presentata da Emma Bonino per +Europa con Azione e Fi. E’ questo il voto che impensierisce, più di quello sulla mozione unitaria del centrodestra. Perché potrebbe attrarre, oltre ai 17 senatori di Iv (ma nel gruppo ci sono opinioni diverse), anche 5 o 6 senatori del Misto considerati incerti, tra cui ex M5s come Ciampolillo e Giarrusso, e poi nomi come Pier Ferdinando Casini e Tommaso Cerno. I socialisti, rappresentati al Senato da Riccardo Nencini (in quota Iv), chiedono le dimissioni del ministro pena il voto di sfiducia. Secondo il renziano Roberto Giachetti, anche alcuni senatori Dem e Leu sarebbero “nervosi”, in dissenso sulla linea di Bonafede sulla giustizia. In serata Andrea Marcucci riunisce i senatori Pd ed emerge in effetti malcontento per come lavorano, senza consultare gli alleati, sia Bonafede che la titolare della scuola Lucia Azzollina. “Il metodo di Bonafede non ci piace”, dice Marcucci. Ma da qui a votare la sfiducia ce ne passa. “Non ci sono motivi né di merito né di metodo, ma superata questa fase – dicono dal Pd – serve un cambio di passo con riforme di giustizia penale, civile, del Csm e dell’ordinamento penitenziario”. M5s intanto fa quadrato. Se si apre la crisi, si va a votare, dicono dal Pd. Ma “la mozione sarà largamente respinta”, dice il ministro M5s Federico D’Incà. E Luigi Di Maio si spinge a parlare di “maggioranza compatta”.
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Bellanova, sentiamo Bonafede e decidiamo
Ascolteremo ministro e decideremo
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20 maggio 2020
09:33
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“Ascolteremo il ministro della giustizia. Il ministro sa bene, che ci sono temi sensibili sul giustizialismo, noi continuiamo a pensarla in modo diverso come sulla prescrizione. Allora aspettiamo che il ministro dia segnali importanti in questa direzione. Sulla base di questo si esprimerà il nostro voto in Senato”. Cosi la ministra delle Politiche agricole,Teresa Bellanova, ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital in merito alle mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
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Mattarella ricorda Massimo D’Antona
Memoria non può attenuare dolore
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20 maggio 2020
09:38
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“La memoria non può attenuare il dolore, ma trasmette un richiamo all’unità intorno ai valori più importanti della convivenza. Anche grazie a questa unità e ai principi democratici il nostro popolo è stato capace di sconfiggere il terrorismo e l’eversione”. Così il presidente Mattarella nell’anniversario dell’uccisione di Massimo D’Antona.
“I brigatisti lo scelsero come bersaglio della loro delirante strategia omicida proprio perché questo impegno di tessitura tra le Istituzioni e le formazioni sociali è quanto mai prezioso per irrobustire il tessuto della democrazia”.
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Bonafede: Crimi, maggioranza compatta
Mozione di sfiducia sarà respinta
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20 maggio 2020
09:40
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“La maggioranza sarà compatta e la mozione sarà respinta”. Così il capo politico dei Cinque Stelle, Vito Crimi, entrando al Senato.
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Bonafede: Lega, ministro inadeguato
E’ inadeguato, non ha protetto nessuno in carcere da virus
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20 maggio 2020
09:53
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“Vogliamo la sfiducia del ministro delle scarcerazioni allegre”. Lo dice nell’Aula del Senato Pasquale Pepe della Lega illustrando la mozione di sfiducia del suo partito nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Non è stato in grado di proteggere nessuno nelle carceri nell’emergenza coronavirus. Si è dimostrato assolutamente inadeguato”, ha concluso il senatore leghista.
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Bonafede: Orfini, pessima gestione
Pd deve esigere cambio radicale politiche per giustizia
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20 maggio 2020
10:17
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“Non c’è alternativa a respingere la sfiducia a Bonafede. Ma non è obbligatorio farlo fingendo di condividerne le idee. Le politiche per la giustizia di questo governo sono pessime e devono cambiare radicalmente. E spetta al Pd chiederlo. Anzi esigerlo”: lo scrive su twitter Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico.
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Mattarella: ‘Massimo D’Antona irrobustì il tessuto della democrazia’
Il presidente della Repubblica ricorda il giurista ucciso dai brigatisti il 20 maggio 1999 a Roma
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20 maggio 2020
10:18
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“La memoria non può attenuare il dolore, ma trasmette un richiamo all’unità intorno ai valori più importanti della convivenza. Anche grazie a questa unità e ai principi democratici il nostro popolo è stato capace di sconfiggere il terrorismo e l’eversione”. Così il presidente Mattarella nell’anniversario dell’uccisione di Massimo D’Antona. “I brigatisti lo scelsero come bersaglio della loro delirante strategia omicida proprio perché questo impegno di tessitura tra le Istituzioni e le formazioni sociali è quanto mai prezioso per irrobustire il tessuto della democrazia”. “Massimo D’Antona – scrive Mattarella – era studioso di diritto del lavoro, un riformatore, un uomo del dialogo, consapevole della necessità di comporre i diversi interessi in campo e favorire così la crescita economica e civile, preservando la coesione della società. I brigatisti lo scelsero come bersaglio della loro delirante strategia omicida proprio perché questo impegno di tessitura tra le Istituzioni e le formazioni sociali è quanto mai prezioso per irrobustire il tessuto della democrazia. Nella ricorrenza del vile agguato desidero unirmi nel ricordo alla moglie Olga, ai familiari, a quanti con Massimo D’Antona hanno condiviso ricerca, passione, lavoro. Ai suoi studenti e a tutti noi ha lasciato insegnamenti che è bene rammentare nell’affrontare le grandi trasformazioni del nostro tempo per evitare fratture sociali, in conformità alla nostra Costituzione”.
“La memoria non può – conclude il capo dello Stato – attenuare il dolore, ma trasmette un richiamo all’unità intorno ai valori più importanti della convivenza. Anche grazie a questa unità e ai principi democratici il nostro popolo è stato capace di sconfiggere il terrorismo e l’eversione”.
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Sala,a 8mila Comuni la cifra di Alitalia
‘Battaglia a oltranza per poter indebitare i Comuni’
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MILANO
20 maggio 2020
10:33
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“Il governo ha stanziato 3 miliardi “in totale per gli 8 mila Comuni italiani, non va bene, non esiste. Ma soprattutto a noi sindaci fa anche un po’ arrabbiare il fatto che la stessa cifra viene data ad Alitalia”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando del sostegno che il governo ha dato ai Comuni nell’emergenza Covid. “Noi dobbiamo fare politiche di welfare più potenti di prima – ha aggiunto -. Non possiamo immaginare di dare 3 miliardi ad Alitalia a fondo perduto e 3 miliardi a 8 mila Comuni e sindaci che sono sulle barricate”. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha anche annunciato una “battaglia a oltranza” per chiedere al governo che i Comuni virtuosi come Milano possano indebitarsi per sostenere la città in un momento di crisi come questo. “Io ho stima di Conte, l’ho detto più volte, però patti chiari e amicizia lunga. Io su questo farò battaglia a oltranza non certo per me ma per i milanesi”.
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Mattarella, da lavoro futuro Italia
Nuova crisi globale rischia di colpire donne e giovani
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20 maggio 2020
10:48
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“Il lavoro sta cambiando, e le conseguenze della nuova crisi globale rischiano di farsi sentire più forti dove già si avvertivano carenze: l’occupazione femminile e quella dei giovani. Dal lavoro, dalla sua dignità e qualità, dipende il futuro del Paese e dell’Europa. Senza diritto al lavoro e senza diritti nel lavoro non ci può essere sviluppo sostenibile”. Lo afferma il presidente Mattarella a 50 anni dalla legge sullo Statuto dei lavoratori.
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Fase 2: ambulanti protestano davanti alla Regione a Milano
Un centinaio di manifestanti, Digos sul posto
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MILANO
20 maggio 2020
10:51
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Continua la protesta degli ambulanti a Milano. Dopo aver manifestato nei giorni scorsi davanti al Comune di Milano stamani un centinaio di lavoratori autonomi si è radunato davanti agli uffici della Regione Lombardia, in via Filzi, alle spalle del Pirellone. Sul posto la Polizia di Stato e i vigili. La manifestazione al momento viene definita “tranquilla”.
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Fase 2:protesta bus turistici,settore ko e rischi fallimento
Primo corteo a Napoli post lockdown, oltre 200 manifestanti
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NAPOLI
20 maggio 2020
14:43
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Una categoria “fantasma, dimenticata e abbandonata”: sono i lavoratori dei bus turistici con conducente, in protesta davanti alla sede della Prefettura, a Napoli, per chiedere di essere ascoltati. E’ il primo ‘corteo’ post lockdown che attraversa parte della città: con i loro autobus, circa una dozzina, hanno raggiunto Largo di castello e, a colpi di clacson hanno sfilato intorno alla fontana in piazza Trieste e Trento, prima di dirigersi verso la Stazione marittima. I lavoratori, otre 200, hanno proseguito a piedi, da piazza Municipio fino a piazza del Plebiscito, davanti alla sede della Prefettura, rispettando le misure di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria da Covid-19, indossando le mascherine e, con loro, hanno striscioni: “Turismo petrolio d’Italia: dimenticati”, “Cassa integrazione fantasma”, “Bloccati dalle banche”. “Siamo abbandonati e dimenticati anche dall’ultimo decreto – spiega Alberino Pennino, presidente di Assobus Campania – avevamo chiesto la possibilità di accedere a un fondo perduto, come in Germania e Francia, ma abbiamo avuto solo briciole”.
La maggior parte delle aziende di noleggio autobus opera nel settore turistico, crocieristico, religioso e scolastico. “La stagione 2020 è completamente saltata – dice – Siamo a maggio, avremmo dovuto essere pieni di turisti, non c’è nessuno. Prima del 2021 non riusciremo a ripartire. Questo per noi significa fallimento”.
Tra le richieste già avanzate la sospensione dei mutui e delle rate del leasing per 6 mesi, il recupero delle accise sui carburanti. “Niente di tutto questo – aggiunge – e come se non bastasse le banche non erogano, ci sono ostacoli sotto tutti i punti di vista”. “Non è ancora arrivata, ad oggi, nemmeno la cassa integrazione per i nostri dipendenti – prosegue – Siamo stati completamente abbandonati, nonostante siamo un anello fondamentale del turismo”. “Abbiamo inviato le nostre richieste al Governo e alla Regione – sottolinea – palazzo Santa Lucia, per quello che ha potuto, ci ha dato una mano, da Roma, invece, nessuna risposta”.
Sono oltre 100, fa sapere Pennino, le ditte che fanno parte di Assobus Campania, con oltre 700 pullman e circa 1000 dipendenti. “E’ tutto bloccato – conclude – tutto a rischio, anche il lavoro di intere generazioni”.
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Bonafede, basta ridicole illazioni
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20 maggio 2020
11:43
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Sulla scelta del capo del Dap che portò il ministro della Giustizia a scegliere Francesco Basentini invece di Nino Di Matteo non ci fu “nessun condizionamento. Non sono più disposto a tollerare alcuna allusione o ridicola illazione”. Lo ha detto il Guardasigilli Alfonso Bonafede al Senato.
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Bonafede,detenuti usciti per altre norme
Sono leggi in vigore da 50 anni che nessuno aveva mai cambiato
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20 maggio 2020
11:54
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I giudici che hanno scarcerato i detenuti in questi ultimi mesi lo hanno fatto in base a leggi “in vigore da 50 anni e che nessuno aveva mai cambiato”. Lo ha detto al Senato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
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Bonafede:Renzi, votiamo no a sfiducia
Bonino e centrodestra hanno però posto temi veri
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20 maggio 2020
12:30
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“Voteremo contro le mozioni di sfiducia, ma riconosciamo al centrodestra e Emma Bonino di aver posto dei temi veri. La sua mozione non era strumentale”. Lo ha detto nell’Aula del Senato Matteo Renzi (Iv) in dichiarazione di voto sulla sfiducia al ministro Bonafede.
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Bonafede,monitorare impatto prescrizione
Tante volte nella maggioranza ci siamo interrogati e divisi
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20 maggio 2020
12:32
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“Tante volte all’interno della maggioranza ci siamo interrogati e anche divisi in ordine, per esempio, all’impatto conseguente alla riforma della prescrizione. Su questo punto, così come su tutto l’andamento dei tempi del processo sarà importante una Commissione ministeriale di approfondimento e monitoraggio dei tempi che permetta di valutare l’efficacia della riforma del nuovo processo penale e civile”. Lo ha detto al Senato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
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Migranti, Rapporto Astalli: nel 2019 arrivi in calo del 50%
Un altro aspetto che il Rapporto sottolinea è che “la vera emergenza non sono gli arrivi ma la precarietà dei migranti forzati”.
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20 maggio 2020
13:30
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“Nel 2019 migliaia di migranti hanno vissuto confinati in una sorta di limbo. Dimenticati nelle carceri libiche, nei campi delle isole greche o persino sulle navi che li hanno soccorsi, lasciati in balìa delle onde per giorni mentre l’Italia e gli altri Stati dell’Unione europea ingaggiavano un vergognoso braccio di ferro su chi dovesse accogliere poche decine di persone”. Lo denuncia il Rapporto annuale del Centro Astalli per i Rifugiati. “Solo 11.471 migranti sono approdati in Italia” con “un calo di oltre il 50% rispetto al 2018 e del 90% in relazione al 2017”.
Un altro aspetto che il Rapporto sottolinea è che “la vera emergenza non sono gli arrivi ma la precarietà dei migranti forzati”. “Abbiamo più volte denunciato – spiega il Rapporto del centro Astalli -, anche con le organizzazioni del Tavolo Nazionale Asilo, che la diminuzione degli arrivi è soprattutto legata all’incremento delle operazioni della Guardia costiera libica: nell’ultimo anno 8.406 persone intercettate nel Mediterraneo sono state riportate in Libia e lì detenute in condizioni che le Nazioni Unite definiscono inaccettabili”.
“Circa il 35% dei pazienti che si sono rivolti al SaMiFo – prosegue il Rapporto – sono risultati vittime di tortura o maltrattamenti, di tratta, di mutilazioni genitali femminili e portatori di disturbi post-traumatici. Nell’ascolto delle storie personali è emersa in maniera drammatica la rappresentazione dei centri di detenzione libici: luoghi fortemente traumatizzanti, dove torture e violenze di ogni tipo vengono esercitate quotidianamente su uomini e donne inermi, lasciando profonde ferite nei corpi e nelle menti. Per questo il Centro Astalli è tra i promotori della campagna nazionale Io accolgo, che ha l’obiettivo di farsi voce di quella ampia parte di società civile che non accetta che il Mediterraneo sia un cimitero e l’Italia sia responsabile del respingimento e della morte di migliaia di migranti”.
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Fase 2:autoscuola,aperti ma attendiamo linee guida
NOn c’è ancora una data certa per gli esami
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20 maggio 2020
14:05
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“Abbiamo riaperto, ma siamo in attesa delle linee guida per quanto riguarda la didattica e non c’è ancora una data certa per l’inizio degli esami. Siamo un po’ come un supermercato aperto, ma con gli scaffali vuoti”. A spiegarlo Massimo Della Valle titolare dell’autoscuola Roma 70 e associato di Unasca. “Ci stanno arrivando da giorni tantissimi messaggi sui nostri canali social per avere informazioni su esami e lezioni – aggiunge -. Il disagio è che non possiamo dare risposte certe. Chi fa una lezione oggi si prende una responsabilità. Ci auguriamo che a breve si sblocchi la situazione e ci arrivino le indicazioni su come dobbiamo operare”.
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Bonafede:Senato boccia mozioni sfiducia
Non passa nè mozione centrodestra nè quella di Bonino
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20 maggio 2020
15:43
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Il Senato ha respinto le due mozioni di sfiducia presentate contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Prima l’aula del Senato ha bocciato la mozione del centrodestra 131 voti a favore, 160 contrari e un astenuto. Poi è stata bocciata anche la mozione presentata da Emma Bonino con 124 voti a favore, 158 contrari, 19 astenuti.
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D’Antona: Conte, onoriamo la memoria
Pagina dolorosa della nostra storia repubblicana
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20 maggio 2020
15:50
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“Oggi ricordiamo una pagina dolorosa della nostra storia repubblicana. Massimo D’Antona 21 anni fa venne assassinato dalle Nuove Brigate Rosse a pochi passi dalla sua abitazione. D’Antona ha avuto la colpa di essere un giurista raffinato, un grande esperto di diritto del lavoro, di avere posto la sua competenza al servizio delle istituzioni e di essersi impegnato per dare una nuova dignità al lavoro. Onoriamo la sua memoria e rinnoviamo l’impegno a combattere ogni forma di violenza organizzata”. Lo scrive su twitter il premier Giuseppe Conte.
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Conte sente presidente commissione Ue
Colloquio telefonico tra premier-presidente commissione europea
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20 maggio 2020
15:50
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Il Presidente del Consiglio e la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, hanno avuto uno scambio di vedute telefonico sulle prospettive di un “Recovery Fund” ambizioso e all’altezza della sfida del Covid-19, in vista della presentazione della proposta della Commissione Europea mercoledì 27 maggio”. Lo rende noto Palazzo Chigi.
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Dl rilancio: D’Incà, valuteremo proposte
Governo attento a valutare tutte le proposte
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20 maggio 2020
15:57
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“Quanto alle presunte incongruenze segnalate dagli onorevoli interroganti” sul dl Rilancio, “ricordo che, da oggi, si aprirà la discussione parlamentare e il Governo sarà, come sempre, attento a valutare tutte le proposte migliorative che saranno presentate sia dalla maggioranza che dall’opposizione”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento al question time alla Camera rispondendo ad un’interrogazione di FdI
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Salvini: ‘Io al governo? Non mi sono mai tirato indietro’
‘Su Bonafede accordo Renzi, Pd e M5S per poltrone’
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MILANO
21 maggio 2020
09:19
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“Io non mi sono mai tirato indietro, le idee ce le abbiamo e le ripeterò anche oggi al governo. La sfida di risolvere i problemi fa parte di me, l’anno scorso con il M5s eravamo arrivati al no su tutto e tutti, perciò era inutile andare avanti a sbattere la testa, ma se fossimo chiamati a risolvere i problemi… Fare politica è questo”.  Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini rispondendo, su Italia 7 Gold, a chi gli chiedeva se sarebbe pronto a tornare al governo.
Su Bonafede “credo si fossero già messi d’accordo tra Renzi, Pd e M5s non so in cambio di che cosa” e ieri “Renzi ha detto non va bene niente nella Giustizia però scommettiamo che nei prossimi giorni esce qualche poltrona?”, ha affermato Salvini, aggiungendo: “In pochi mesi abbiamo avuto rivolte nelle carceri con 14 morti, poliziotti feriti, evasi, 500 scarcerazioni di mafiosi, assassini, spacciatori e non si è capito di chi è la responsabilità. Hanno scelto un accordo di potere, non so che poltrone hanno promesso a Renzi o ad altri”.
E parlando dei possibili aumenti dei prezzi ha detto: “Serve controllare i prezzi e se qualcuno fa il furbo va beccato, ma mettetevi nei panni di lavoratori e artigiani che sono stati chiusi mesi senza una lira di stipendio e stanno riaprendo in condizioni di sicurezza.  Speriamo passi presto” questa emergenza.
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Conte, non è tempo di movida
Fondamentale rispetto distanze sicurezza e uso mascherine
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21 maggio 2020
10:25
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“In questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l’uso delle mascherine. Non è il tempo dei party, delle movide, e degli assembramenti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2.
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Conte, fate vostre vacanze in Italia
Scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo
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21 maggio 2020
10:30
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“Fate le vostre vacanze in Italia, scoprite le bellezze che ancora non conoscete o tornate a visitare quelle che già avete visitato”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel suo discorso alla Camera sulla Fase 2.
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Conte, 25/5 test sierologici gratuiti
Con esclusiva finalità ricerca, ci sarà struttura coordinamento
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21 maggio 2020
10:34
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“In questa fase sono importanti test molecolari. Il 25 maggio partiranno i test sierologici gratuiti per 150mila cittadini per esclusiva finalità di ricerca scientifica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2. Per farli “occorrerà uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio” e ci sarà “una struttura nazionale di coordinamento”, prosegue.
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Conte, ci rialzeremo da crisi
Non mi sfugge la gravità di questa crisi
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21 maggio 2020
10:36
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“Non mi sfugge la gravità di questa crisi, testimoniata anche da gesti forti come la consegna delle chiavi da parte dei piccoli imprenditori. E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ognuno farà la propria parte”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2.
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Fico sospende seduta per proteste
Grida dall’opposizione contro Ricciardi che attacca Lombardia
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21 maggio 2020
10:48
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Il presidente della Camera Roberto Fico ha sospeso la seduta per le ripetute proteste e grida dell’opposizione durante l’intervento del deputato M5s Riccardo Ricciardi che ha attaccato la sanità lombarda. “Chi l’attacca – ha detto rovolto a Conte – propone il modello Lombardia”. Le grida a questo punto hanno iniziato a farsi più forti, ma Ricciardi ha insistito: “Lei, signor Presidente del Consiglio, doveva fare come Gallera, che in conferenza stampa si presentava puntuale, e annunciava un ospedale per il quale hanno speso 21 milioni per 25 pazienti”. Le urla si sono trasformate a questo punto in grida ritmate “Buffone, Buffone”, con il presidente Fico che ha richiamato diversi deputati dell’opposizione come Rizzi o Panizzut che si erano abbassati la mascherina per gridare. Fico ha poi richiamato alcuni deputati, sempre della Lega, come Guidesi e Volpi che si erano alzati ed erano usciti dai propri scranni, e alla fine ha sospeso la seduta mentre Ricciardi diceva “anche se gridano io continuo”.
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Dl Rilancio: più posti richiedenti asilo anti-contagio
Possibile utilizzare alloggi del sistema Siproimi
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20 maggio 2020
17:16
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Avere a disposizione più posti per l’accoglienza per evitare il contagio da Coronavirus tra i migranti: lo prevede il decreto Rilancio che fino a 6 mesi dopo la fine dell’emergenza (fissata al momento al 31 luglio) consente di ospitare i richiedenti asilo anche negli alloggi inseriti nel sistema Siproimi (il sistema destinato a chi ha già protezione internazionale e ai minori non accompagnati). Si tratta di strutture più piccole e diffuse sul territorio nelle quali ai migranti saranno comunque garantiti i soli servizi previsti nei centri di accoglienza.
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Carceri: Sappe, tablet non per colloqui ma per chat porno
In istituto minorile beneventano anche foto inviate a tv locali
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NAPOLI
20 maggio 2020
16:30
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I computer e i tablet messi a disposizione dal ministero della Giustizia per ovviare alla sospensione dei colloqui, utilizzati dai detenuti del carcere minorile di Airola (Benevento) per chat pornografiche e, addirittura, per inviare delle proprie foto a canali televisivi locali. Lo denuncia, in una nota, il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe. “E’ successo – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria – perché, ed è veramente grave ed assurdo, gli apparati tecnologici forniti alla Direzione per effettuare questi colloqui non erano stati bloccati proprio ad usi illeciti, come questo. La situazione nel carcere minorile di Airola ormai è fuori controllo: e questo anche a causa della mancanza di un direttore in pianta stabile”.
Capece loda il personale di Polizia Penitenziaria, in servizio ad Airola e nelle carceri per adulti e minori italiane.  “Quotidianamente, solo grazie a esperienza e professionalità, – sottolinea Donato Capece – la Polizia Penitenziaria riesce a prevenire e reprimere reati d’ogni genere, che si verificano all’intero degli istituti”.  “Nonostante – dice ancora Capece – nella maggior parte degli istituti penitenziari si stiano adottando misure di sicurezza basate sulla dinamicità e sulla videosorveglianza, che a nulla servono se non si prevede l’obbligo del lavoro per i detenuti, non ci sono telecamere e altri sistemi di sicurezza che possano intervenire e sostituire la professionalità della Polizia Penitenziaria”.  Il segretario generale del Sappe, infine, evidenzia come “quel che è accaduto ad Airola dimostra che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri, come ad esempio i body scanner che potrebbero comunque aiutare molto in termini di prevenzione e contrasto circa l’introduzione di materiale illecito e non consentito nelle carceri”.
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Ruffo (Sissa), non solo app, serve strategia 3T
Il solo uso di una app per tracciare i contatti non sufficiente
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TRIESTE
20 maggio 2020
16:06
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Nella lotta al coronavirus “io non vedo nessun segno che l’Italia stia coerentemente pensando di applicare la strategia delle tre T”, ovvero “testare, tracciare e trattare”. “Hanno scelto una app, il Governo ha lanciato uno studio epidemiologico, che avrà un impatto sui territori. Ma che l’Italia stia coerentemente usando questa strategia non mi sembra di vederlo”. Lo ha detto il direttore della Scuola internazionale di Studi superiori avanzati (Sissa), Stefano Ruffo, sottolineando che il solo uso di una app per tracciare i contatti non basta.
Se il Paese volesse attuare questa strategia, “servirebbe implementare iniziative ben più significative. Secondo un calcolo, in Friuli Venezia Giulia dovrebbero ad esempio venire assunte 1.500 persone. Lo si sta facendo?”.
“Sono convinto – ha aggiunto – che questa sia una possibile strategia però bisognerebbe che la gente si rimboccasse di più le maniche”.
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Boccia: ‘Spostamenti tra regioni dal 3 giugno? Se ad alto rischio no’
‘La movida in questo momento non è ammissibile, rischia di essere un focolaio permanente’
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21 maggio 2020
09:59
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“Dipenderà dalle condizioni della regione. Se è una regione a basso rischio, probabilmente sarà consentito lo spostamento dal 3 giugno. Un sistema di monitoraggio ci consente di sapere se una regione è a basso, medio o alto rischio. Se una regione è ad alto rischio di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre regioni, ma speriamo non sia così”. Così il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia a Mattino Cinque a chi gli chiedeva se dal 3 giugno sarà consentito lo spostamento tra le regioni. “Sulla mobilità interregionale chiedo di avere ancora un po’ di pazienza- ha aggiunto – Oggi le regioni italiane sono tutte a basso rischio e tre a medio rischio, ma parliamo di dati che abbiamo alle spalle. Spero che la settimana prossima diventino tutte a basso rischio”.  Inoltre “la movida in questo momento non solo non è ammissibile né tollerabile ma rischia di essere un focolaio permanente. La sicurezza non è un optional, è un obbligo e lo Stato interviene”, ha detto il ministro.
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Dl liquidità, oltre 300mila domande al Fondo di Garanzia
Per 13,8 miliardi, tra il 17 marzo ed il 20 maggio
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Sono 303.714 per un importo di euro 13.847.253.497,96 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia tra il 17 marzo ed il 20 maggio. Lo comunicano il ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale. Di queste 301.240 sono ai sensi del decreto Cura Italia e Liquidità per un importo di euro 13.592.370.702,78.
Tra le più di 301mila domande ai sensi del decreto liquidità, spiega ancora la nota del Mise e del Mediocredito centrale 271.314 operazioni sono riferite a finanziamenti fino a 25 mila euro, con copertura al 100% per un importo finanziato di euro 5.670.422.792,85, per i quali l’intervento del Fondo è concesso automaticamente e possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore.
Inoltre sono 208 le operazioni di riassicurazione con copertura al 100% per finanziamenti di durata fino a 72 mesi; 32 le operazioni con copertura del garante fino al 100% e copertura la 90% del Fondo; 5.077 le operazioni di garanzia diretta con copertura al 90% per finanziamenti di durata fino a 72 mesi; 12.373 le operazioni di garanzia diretta, con percentuale di copertura all’80%; 6.770 le operazioni di riassicurazione, con percentuale di copertura al 90%; 1.953 quelle di rinegoziazione e/o consolidamento del debito con credito aggiuntivo di almeno il 10% del debito residuo e con incremento della percentuale di copertura all’80% o al 90%; 135 riferite a imprese small mid cap con percentuale di copertura all’80% e al 90%.
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Coronavirus, Conte alla Camera: ‘Appello agli italiani, fate le vacanze nel nostro Paese’
Importante uno choc per l’economia e il rilancio delle infrastrutture. ‘Affronteremo la Fase 2 con responsabilità’. Proteste dell’opposizione in alcuni passaggi
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21 maggio 2020
12:05
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Riprende la seduta alla Camera dopo la sospensione per le ripetute proteste dell’opposizione durante l’intervento del deputato M5s Riccardo Ricciardi che ha attaccato la sanità lombarda.
“Se il peggio è alle spalle lo dobbiamo ai cittadini che hanno modificato i loro stili di vita”. Così il premier Giuseppe Conte alla Camera durante l’informativa sull’emergenza Covid-19 Ora, si tratta di “riavviare il motore economico e produttivo dopo aver superato la fase più acuta dell’emergenza ma la sfida è ancora più difficile”.  “In questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l’uso delle mascherine. Non è il tempo dei party, delle movide, e degli assembramenti” dice il premier.”Con la stessa determinazione” usata nella fase 1 “ritengo possibile, anzi doveroso, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità. Siamo nella condizione di affrontare la fase 2 con fiducia e responsabilità”
CONTAGI, TEST E TAMPONI – ‘Il rischio di aumento della curva dei contagi è calcolato’  dice Conte che annuncia che ‘dal 25 maggio test sierologici volontari’. “In questa fase sono importanti test molecolari. Il 25 maggio partiranno i test sierologici gratuiti per 150mila cittadini per esclusiva finalità di ricerca scientifica”sottolinea Conte.Per farli “occorrerà uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio” e ci sarà “una struttura nazionale di coordinamento”, prosegue. “Non confidiamo solo nell’autodisciplina dei singoli, abbiamo definito un articolato sistema di controllo degli andamenti epidemiologici. Stiamo potenziando i controlli tramite i test molecolari e sierologici. L’Italia è primo posto per numero di tamponi per abitanti”, che sono stati pari “fino a oggi a 3, 17 milioni”.
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Il Contact tracing è “il secondo pilastro” per il controllo epidemiologico nella fase 2 e “il governo ha introdotto una disciplina per realizzare la app Immuni nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza nazionale. Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione, i dati verranno usati solo per la tracciabilità del virus”.
L’ECONOMIA E IL TUSIMO – Ma la Fase 2 è soprattutto il rilancio dell’economia. “Siamo consapevoli che la riapertura non è sufficiente a riattivare il motore dell’economia e davanti allo choc serve un’azione costante, efficace dello Stato. Con il dl Rilancio abbiamo messo le basi per la ripartenza”.  Per questo il presidente del consiglio in vista dell’estate, rivolge un appello agli italiani:’Quest’anno fate le vacanze in Italia, scoprite tante bellezze sconosciute’. Il premier elenca anche i provvedimenti presi per il rilancio del settore come il ‘bonus vacanze’ e annuncia il taglio dell’Imu per gli alberghi. A maggior ragione in un momento in cui il turismo, secondo l’analisi della Coldiretti, perde 20 miliardi. Peraltro, si registra anche l’appello della Sindaca di Roma, Virginia Raggi, a recarsi nella Capitale, sottolineandone la sicurezza.
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“Non mi sfugge la gravità di questa crisi, testimoniata anche da gesti forti come la consegna delle chiavi da parte dei piccoli imprenditori. E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ognuno farà la propria parte”. Ad esempio, cita il premier, “Il sistema bancario può e deve fare di più per erogare i prestiti” sostenendo, tra i brusii dai banchi dell’opposizione, che “si possono erogare prestiti nel giro di 24 ore”. “Il compito della politica tutta è quello di elaborare un ampio programma di rinascita economica e sociale. Il primo tassello non può che essere una drastica semplificazione burocratica. A tal proposito stiamo lavorando a un dl che introdurrà molti elementi di novità per offrire all’Italia uno shock, in particolare sul tema delle infrastrutture”. Nel decreto ci sarà “un iter semplificato su un elenco di opere strategiche con poteri derogatori ma senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi che assicurino piena trasparenza ed evitino infiltrazioni mafiose”.
“Il decreto sulle semplificazioni è la madre di tutte le riforme, è il momento della svolta”. Così il premier Giuseppe Conte nell’aula della Camera parlando del prossimo decreto semplificazioni. “Se non riusciremo nemmeno ora nella semplificazione dubito che sarà possibile farlo in futuro, questa è l’unica riforma in grado di rilanciare la competitività”, spiega. “Attivare il motore delle opere pubbliche è una priorità per tutte le forze di maggioranza che sostengono questo Esecutivo, e alcune di esse hanno già elaborato proposte, che troveranno senz’altro ampio spazio nel decreto-legge, al cui interno una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all’accelerazione dei cantieri” precisa Conte.
Infine la scuola.  “La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola” conclude il presidente del Consiglio.
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L’informativa di Conte alle Camere – L’INTERVENTO del premier
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21 maggio 2020
11:17
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Signor Presidente, onorevoli deputate e deputati.
sono qui nuovamente in Parlamento per condividere con Voi rappresentanti della Nazione gli indirizzi che il Governo sta perseguendo allo scopo di riavviare il motore economico e produttivo del Paese, dopo il aver superato la fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Siamo consapevoli che quella che abbiamo davanti è una sfida ancora più difficile, certamente non meno insidiosa, di quella che abbiamo affrontato all’inizio dell’emergenza, quando – di fronte al diffondersi progressivo e a tratti impetuoso del contagio – siamo stati costretti a introdurre misure contenitive sempre più severe che, in base ai principi di massima precauzione e di proporzionalità, sono state estese progressivamente a tutto il territorio nazionale.
Per tutelare i beni primari della persona – la vita, la salute, l’integrità fisica – siamo stati costretti a limitare il più possibile gli spostamenti, imporre il distanziamento sociale, sospendere ogni attività che contemplasse il contatto e, conseguentemente, l’incremento esponenziale del contagio. Gli Italiani hanno pienamente compreso il rischio rappresentato da questo virus insidioso e sconosciuto e hanno condiviso il grande sforzo collettivo realizzato per contenerlo e mitigarlo. Le misure – salvo limitate eccezioni prontamente sanzionate – sono state ovunque rispettate con disciplina e consapevolezza. Se oggi possiamo constatare che il peggio è alle nostre spalle, e ovviamente lo affermo con tutta la dovuta prudenza, lo dobbiamo ai nostri cittadini, ai sacrifici che hanno compiuto in queste settimane, durante le quali è stato loro chiesto di modificare profondamente le abitudini di vita. Forse non tutti allora avrebbero assunto decisioni così sofferte, suscettibili di incidere su alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione. Tuttavia, dopo tre mesi esatti dal primo caso registrato all’ospedale di Codogno, possiamo affermare – in coscienza – di aver compiuto la scelta giusta, l’unica in grado di contrastare il diffondersi dell’epidemia sull’intero territorio nazionale.
Con la stessa determinazione ritengo oggi possibile, anzi doveroso, pur in presenza di un quadro epidemiologico non completamente risolto, compiere una scelta coraggiosamente indirizzata verso un rapido ritorno alla normalità.
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Siamo nella condizione di attraversare la “fase 2” con fiducia e responsabilità. Tutti ormai conosciamo meglio il virus, sappiamo come proteggerci, quali sono le regole di distanziamento sociale e di igiene, la funzione utile, a volte necessaria, dei dispositivi di protezione individuale. Mi rivolgo a tutti, soprattutto ai giovani dei quali è pienamente comprensibile l’entusiasmo per la riconquistata libertà di movimento. In questa fase, più che mai, rimane fondamentale, anche quando siamo all’aperto, il rispetto delle distanze di sicurezza e, ove necessario, l’utilizzo delle mascherine. Non è ancora questo il tempo dei party, delle movide e degli assembramenti. Occorre fare attenzione perché esporre se stessi al contagio significa esporre al contagio anche i propri cari. Abbiamo predisposto un accurato piano nazionale di monitoraggio, che ci consente – sulla base delle informazioni quotidiane che sono tenute a trasmetterci le Regioni – di disporre di un quadro dettagliato della curva epidemiologica, fondato sull’incrocio di una nutrita serie di parametri.
Questo piano ci permetterà di intervenire, se necessario, con misure restrittive nel caso in cui, in luoghi specifici, dovessero generarsi nuovi focolai. Siamo consapevoli che l’avvio della nuova fase potrebbe favorire, in alcune zone, l’aumento della curva del contagio, un rischio che però abbiamo calcolato e che terremo sotto osservazione. Dobbiamo accettare questo rischio, non possiamo fermarci in attesa di un vaccino. Altrimenti non saremo mai nelle condizioni di ripartire e ci troveremo con un tessuto produttivo, un tessuto sociale irrimediabilmente compromesso.
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Non ci possiamo permettere di protrarre l’efficacia delle misure limitative per un tempo indefinito. Un ordinamento liberale e democratico non può infatti tollerare una compressione dei diritti fondamentali se non nella misura strettamente necessaria a difendere i beni primari della vita e della salute dei cittadini in dipendenza di una minaccia grave e attuale.
La permanenza di misure di così severe misure limitative oltre il tempo necessario a invertire la curva del contagio sarebbe dunque irragionevole e assolutamente incompatibile con i principi della nostra Costituzione. In questa prospettiva, abbiamo inserito le residue limitazioni alle libertà fondamentali, ancora indispensabili per superare completamente la crisi sanitaria, in disposizioni di rango primario, mentre abbiamo riservato alla normazione secondaria esclusivamente le previsioni di maggiore dettaglio. La scorsa settimana, il 16 maggio, abbiamo pertanto adottato il decreto-legge n. 33 che limita le restrizioni alla circolazione esclusivamente agli spostamenti fra le Regioni e, allo stato, solo fino al prossimo 2 giugno. Restano evidentemente confermate le misure limitative per le persone positive al virus e per quelle che hanno avuto contatti stretti con positivi. All’interno del quadro normativo disposto con queste norme primarie – e che potrà quindi essere esaminato, modificato e integrato dal Parlamento in sede di conversione del decreto-legge – si pone poi il DPCM adottato lo scorso 17 maggio. Il provvedimento è stato definito all’esito di un’interlocuzione serrata e costante con le Regioni e gli altri enti locali, che ringrazio, voglio qui ringraziare pubblicamente per l’impegno profuso e per la collaborazione dimostrata.
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Esso contiene disposizioni specifiche per la riapertura in sicurezza delle attività economiche e sociali, nonché dettagliati protocolli di settore definiti con il supporto del Comitato tecnico-scientifico e il contributo determinante dell’Inail, di cui sottolineo in questa sede la professionalità e l’impegno.
Riassumo le principali disposizioni del DPCM, che da lunedì 18 maggio disciplinano, assieme alle ordinanze presenti e future delle Regioni, l’andamento della “fase 2”, articolato secondo una scansione temporale ben definita. Per quanto riguarda le attività commerciali al dettaglio e le attività di ristorazione, ne abbiamo fissato la riapertura per il 18 maggio, in virtù dei rigorosi protocolli di sicurezza adottati e nella consapevolezza della grave sofferenza economica accumulata da questi settori. Allo stesso modo e nel rispetto dei relativi protocolli, sono state riaperte le attività inerenti ai servizi alla persona e gli stabilimenti balneari. Dal 25 maggio riapriranno le palestre e le piscine, dal 3 giugno sarà possibile per i cittadini dell’Unione Europea fare ingresso in Italia senza obbligo di quarantena, dal 15 giugno riapriranno cinema, teatri e centri estivi per l’infanzia. Questo complesso di norme di rango primario e di rango secondario garantisce la possibilità di ritornare, progressivamente e in sicurezza, al pieno svolgimento della vita economica e sociale.
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D’altra parte, nell’avviare la “fase 2”, non confidiamo soltanto nell’autodisciplina dei singoli. Abbiamo definito, in queste settimane, un articolato sistema di controlli e interventi degli andamenti epidemiologici, affidato alla ormai ricorrente formula del “testare, tracciare e trattare”. Sul fronte dei test, stiamo potenziando i controlli tramite i test molecolari, quelli sierologici, utili anche al fine di mappare la diffusione del contagio all’interno del Paese. In Italia sono stati fatti, sin qui, 3.171.719 tamponi, che collocano il nostro Paese al primo posto per numero di tamponi per abitante (agli amanti della statistica dico anche che si tratta di 5.134 per 100.000 abitanti). Ma soprattutto in questa fase è importante incrementare l’utilizzo dei test molecolari e, per questo, lo scorso 11 maggio la struttura del Commissario ha avviato una richiesta di offerta per kit e reagenti per permettere la somministrazione di ulteriori 5 milioni di test.
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59 aziende nazionali e internazionali hanno presentato offerte per 95 tipologie di prodotti, che saranno verificati in tempi rapidissimi. Per quanto riguarda i test sierologici, lunedì 25 maggio partiranno test sierologici gratuiti su un campione di 150.000 cittadini, per esclusive finalità di ricerca scientifica. Per effettuarli occorrerà uno sforzo, sono stati mobilitati 550 tra volontari e operatori su base regionale, con la predisposizione di una struttura nazionale di coordinamento.
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Per quanto concerne il secondo pilastro della strategia di controllo del virus, il contact tracing, il Governo con decreto-legge n. 28, ha introdotto una disciplina per garantire la realizzazione dell’app “Immuni”, in modo da garantire il pieno rispetto della privacy e della sicurezza dei cittadini oltreché la tutela dell’interesse nazionale. Per le necessarie attività di verifica e ulteriore sviluppo del codice sorgente e di quelle finalizzate alla distribuzione, all’installazione e gestione dell’app sono state interessate società pubbliche interamente partecipate dallo Stato, PagoPA e Sogei, con le quali sono state stipulate convenzioni a titolo gratuito. Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione. Ricordo che il codice sorgente, aperto, potrà essere conosciuto da chiunque nei prossimi giorni e i dati verranno impiegati solo per tracciare la diffusione del virus e cancellati appena terminata l’emergenza. Il decreto-legge n. 28 è attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato e, durante l’iter parlamentare, potrà certamente arricchirsi anche del contributo delle Camere.
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Il terzo pilastro, quello relativo al trattamento dei pazienti, si fonda su un costante incremento della capacità ricettiva del nostro sistema sanitario. I posti letto in terapia intensiva sono pari a 7.864, con un incremento del 52% rispetto all’inizio dell’emergenza. Al contempo, i posti letto nei reparti di malattia infettiva e pneumologia sono pari a 28.299, con un incremento ancora più significativo pari al 334%. In prospettiva, grazie al decreto-legge c.d. “rilancio” e a uno stanziamento pari 3,2 miliardi di euro per la sanità, potremo rendere stabile l’incremento di 3.500 posti letto in terapia intensiva disposto per far fronte all’emergenza, e riqualificare 4.225 posti letto di area semi-intensiva, che saranno fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di trattamento infettivologico ad alta intensità di cure e il 50 per cento dei quali dovrà essere immediatamente convertibile in posti letti di terapia intensiva. Siamo consapevoli, tuttavia, che la riapertura delle attività non è sufficiente a riattivare il motore della nostra economia, provata da due mesi di restrizioni e anche, non dimentichiamolo mai, dal crollo generalizzato della domanda globale. Di fronte a uno shock di tale portata è necessaria un’azione costante, efficace e prolungata di accompagnamento delle attività produttive e commerciali da parte dei poteri pubblici.
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Con il decreto-legge cd. “Rilancio”, n. 34, il Governo ha proseguito l’azione di sostegno all’economia avviata dai decreti cd. “Cura Italia” e “Liquidità”, ma ha anche compiuto un passo in più, ponendo le basi per una vera ripartenza economica del Paese. Il provvedimento stanzia 55 miliardi di euro misurati in termini di indebitamento netto, e che vale 155 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare, considerando anche il finanziamento delle politiche per la liquidità. Lo offriamo alla valutazione del Parlamento e al contributo migliorativo che ne deriverà. È un testo molto complesso, che ha richiesto un lungo iter di elaborazione, e che supera anche l’entità di una tradizionale manovra economica, tanto per la portata della sua dotazione finanziaria, quanto per l’ampio spettro di interventi che consente. Sostegno non è un obiettivo incompatibile con quello del rilancio.
Tutelare le reti di protezione sanitarie, sociali ed economiche che proteggono i diritti costituzionalmente garantiti e che assicurano il benessere dei cittadini, infatti, è fondamentale per la crescita. Soltanto garantendo questi presìdi potremo ricominciare a progettare, con fiducia e sicurezza, l’Italia del domani. Accanto alla necessaria prosecuzione delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese abbiamo voluto concentrare risorse significative nei settori di maggiore interesse strategico per la crescita futura. Fra i principali, vorrei ricordare la scuola, l’università, la ricerca, la sanità, il turismo, il settore edilizio.
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Un primo capitolo del decreto, che vale 5 miliardi di euro, riguarda gli interventi di potenziamento a beneficio del sistema sanitario, dei quali ho già fornito qualche dettaglio, nonché interventi in favore delle forze dell’ordine e della protezione civile. Un altro corposo capitolo del decreto riguarda le misure a beneficio dei lavoratori, per cui vengono stanziati circa 25 miliardi di euro al fine di estendere, anche per i prossimi mesi, gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, i sussidi di disoccupazione e le indennità per i lavoratori autonomi. Oltre a stanziare le risorse necessarie a questo scopo, il Governo ha introdotto anche una drastica semplificazione delle procedure di erogazione di questi strumenti. Nelle scorse settimane i complessi meccanismi burocratici legati alla cassa integrazione in deroga hanno rallentato l’erogazione delle risorse, con tempi non adeguati alla profondità dell’emergenza che stiamo vivendo. Ed è per questo che il decreto introduce una procedura semplificata, tramite la quale l’Inps può anticipare il 40% delle prestazioni all’atto della domanda da parte delle imprese, senza passare per l’invio delle domande da parte delle Regioni. Grazie all’impegno della ministra Catalfo, per tutti coloro che non sono stati coperti da precedenti misure di sostegno – e che quindi versano nelle condizioni economiche più critiche – istituiamo il “reddito di emergenza”, che sarà erogato in due quote di entità variabile dai 400 a 800 euro mensili, a seconda dell’ampiezza del nucleo familiare.
È stata inoltre introdotta, su impulso della ministra Bellanova, una norma che – in presenza di determinate condizioni – consente di far emergere il lavoro sommerso nei settori dell’agricoltura e delle attività di sostegno familiari. E ricordo che la sospensione dei procedimenti penali non opera nei confronti dei datori di lavoro in presenza dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati di tratta e sfruttamento del lavoro.
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Il secondo ambito di intervento del decreto è relativo alle misure di sostegno alle imprese, un capitolo che mobilita circa 15 miliardi di euro in termini di maggiore disavanzo, attraverso aiuti a fondo perduto, sgravi fiscali e un ampio ventaglio di incentivi volti a sostenere la riapertura in sicurezza delle attività economiche. Per le imprese e i professionisti che hanno conseguito nel 2019 un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, e che nel mese di aprile 2020 abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno due terzi rispetto al mese di aprile 2019, prevediamo un contributo a fondo perduto. Fra le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese, viene disposta l’esenzione dal versamento del saldo Irap dovuto per il 2019 e dell’acconto Irap dovuto per il 2020 per le imprese con ricavi inferiori a 250 milioni di euro. È una misura che trattiene all’interno delle imprese 4 miliardi di liquidità, a beneficio di oltre 2 milioni di aziende. Al contempo, vengono prorogati dal 30 giugno al 16 settembre i termini per i versamenti di imposte e contributi che ricordo erano già stati sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio.
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Sono previsti anche crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la loro sanificazione, per il rimborso degli affitti commerciali nei mesi di marzo, aprile e maggio, nonché un potenziamento del vigente credito d’imposta per la ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno.
A beneficio di alberghi, pensioni e stabilimenti balneari, viene poi abolito il versamento della prima rata dell’Imu in scadenza alla data del 16 giugno 2020, e – per fornire un aiuto concreto a tutte le attività economiche – il decreto dispone anche una riduzione del costo delle bollette elettriche per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020. Tutelare la nostra struttura produttiva in questa difficile fase recessiva richiede uno sforzo ulteriore, che valga a rafforzare la capitalizzazione delle nostre imprese per difenderne la competitività e la resilienza. E troverete nel decreto delle agevolazioni fiscali notevoli per favorire la ricapitalizzazione, soprattutto delle PMI. Inoltre, sempre per favorire il consolidamento delle PMI il decreto interviene a istituire un apposito fondo, affidato a Invitalia, finalizzato a sottoscrivere strumenti finanziari partecipativi emessi dalle PMI. E’ anche prevista la costituzione di un patrimonio destinato, denominato “Patrimonio Rilancio” che – attraverso l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti – potrà impiegare risorse per il sostegno e il rilancio delle grandi imprese strategiche, nel rispetto del quadro normativo europeo in materia di aiuti di Stato.
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All’interno del decreto, poi, vi sono misure in favore delle famiglie, particolarmente di quelle con figli, su cui hanno inciso profondamente la chiusura prolungata delle scuole e i profondi cambiamenti nei tempi di vita e lavoro generati dalla chiusura delle attività economiche. Potenziamo il bonus baby-sitting, incrementandone il limite fino a 1.200 euro – un limite che sale fino a 2.000 per i comparti della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico – e aggiungiamo poi la possibilità, in alternativa, di utilizzare il bonus per l’iscrizione ai servizi per l’infanzia e ai centri estivi. In favore di questi ultimi, peraltro, stanziamo 150 milioni di euro per il 2020 al fine di potenziare e sostenere l’offerta di attività ludiche e ricreative a favore dei più piccoli. In secondo luogo, aumentiamo a 30 giorni i congedi di cui possono fruire i genitori dipendenti del settore privato con figli minori di 12 anni, riconoscendo un’indennità pari al 50% della retribuzione ed estendendo l’arco temporale di fruizione fino al 31 luglio 2020.
Prevediamo, poi, misure specifiche per le persone con disabilità. Aumentiamo di 12 giornate i permessi retribuiti complessivi nei mesi di maggio e giugno per le persone con disabilità e i loro familiari. Stanziamo anche 150 milioni di euro complessivi in favore del Fondo per le non autosufficienze, del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive di sostegno, e di un nuovo Fondo di sostegno per le strutture semi-residenziali dedicate alle persone con disabilità. Vi sono poi tante misure, molti altri interventi di sostegno all’economia, sui quali non mi soffermerò. Ma, come ho anticipato, il decreto contiene anche importanti misure per dare impulso alla crescita nei settori di maggiore interesse strategico.
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Grazie al suggerimento del sottosegretario Fraccaro, abbiamo disposto nel decreto un super-bonus che incentiva gli interventi di efficienza energetica degli edifici, di riduzione del rischio sismico e degli interventi connessi, relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per i veicoli elettrici. Per questi interventi, i cittadini potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute e fruibile in 5 anni, oppure – in alternativa – di uno sconto in fattura erogato dal fornitore, il quale potrà recuperarlo sotto forma di credito d’imposta cedibile ad altri soggetti, incluse le banche e gli intermediari finanziari. Grazie a questa misura, le famiglie avranno la possibilità di risparmiare sul costo dell’energia e potranno realizzare nuovi impianti a costo 0.
Inoltre, riusciamo a dare un potente impulso alle attività di ristrutturazione edilizia e agli investimenti privati nella sostenibilità ambientale. Il decreto dedica poi particolare attenzione anche al turismo, un comparto che mobilita oltre il 13% del nostro PIL, e che sarà messo a dura prova dall’impatto globale del Covid-19. Per sostenere il settore sarà cruciale puntare, in misura ancora superiore rispetto al passato, sulla mobilità interna. Oltre al già citato taglio dell’Imu a beneficio di alberghi e stabilimenti balneari mettiamo in campo un “bonus vacanze” per incentivare la domanda, che verrà riconosciuto alle famiglie con un Isee non superiore a 40.000 euro e sarà spendibile in ambito nazionale presso strutture recettizie, e interveniamo anche con misure strutturali per sostenere il settore, come la creazione di un “Fondo turismo” in Italia, dotato di 50 milioni di euro per il 2020, di un “Fondo per la promozione del turismo in Italia”, con una dotazione di 30 milioni di euro, e un ulteriore fondo dotato di 50 milioni di euro per aiutare le imprese ricettive e gli stabilimenti balneari a sostenere le spese di sanificazione e di adeguamento alle misure di contenimento del virus.
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Siamo consapevoli che il turismo richiede ulteriori interventi, che ci riserviamo di attivare non appena sarà definito il piano dei finanziamenti alla ripresa in sede europea. Non entro qui in un elenco dettagliato che riguarda anche misure di sostegno in altri settori come: cinema, spettacoli, teatri che stanno particolarmente soffrendo in questo periodo. Colgo l’occasione per invitare tutti i cittadini a fare le vacanze in Italia: scopriamo le bellezze che ancora non conosciamo o torniamo a godere e visitare quelle che già conosciamo, e in questo il modo migliore per contribuire al rilancio della nostra economia in questa fase d’emergenza.
Guardando ancora più avanti, siamo convinti che non vi sia futuro per il nostro Paese senza un investimento ambizioso nella scuola, nell’università, nella ricerca e nella formazione. Questi ambiti cruciali hanno ricevuto ampia considerazione nel decreto “rilancio”. La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola. Un ulteriore stanziamento di 1,4 miliardi è destinato al rafforzamento del sistema universitario e della ricerca, uno stanziamento che consente di assegnare 4.000 posti aggiuntivi da ricercatore, oltre ai 1.600 già deliberati con la legge di bilancio per il 2020, di potenziare il diritto allo studio e di investire in un grande programma di ricerca nazionale. E’ il più grande investimento fatto nel campo dell’università e della ricerca degli ultimi vent’anni: questo, forse, è il più importante legato che consegniamo allo sviluppo del Paese. Ancora, il decreto prevede stanziamenti importanti per i Comuni, interventi destinati all’export, alla tutela delle filiere in crisi per il settore agricolo, al sostegno del settore dei trasporti. Gli interventi sin qui disposti – ne siamo consapevoli – costituiscono una linea di protezione necessaria ma che non esaurisce le azioni da mettere in campo per riattivare pienamente l’economia del Paese. Sento la sofferenza che cresce e si diffonde nel Paese. Avverto le paure, le ansie e le inquietudini di tutti i nostri concittadini: di quelli che, dopo aver investito anni ed energie nelle proprie attività commerciali, temono di vedere vanificati tutti i loro sacrifici; di chi non sa se nei prossimi mesi riuscirà a conservare il proprio posto di lavoro, e quindi teme di non poter assicurare il sostentamento dei propri cari. Non mi sfuggono la gravità e la profondità di questa crisi, testimoniata da gesti forti, come la riconsegna delle chiavi da parte di tanti piccoli commercianti e imprenditori, e anche dalle numerose lettere che ricevo ogni giorno dai cittadini. E’ una prova molto dura dalla quale ci rialzeremo in fretta se ciascuno farà la propria parte e se riusciremo a coordinare gli sforzi e a creare la necessaria sinergia dell’intero “sistema Paese”.
Il sistema bancario, che pure sta offrendo la sua collaborazione, può fare e deve fare ancora di più e, in particolare, deve accelerare le procedure necessarie a erogare i prestiti coperti dalla garanzia pubblica. Le norme contenute nel decreto-legge c.d. “Liquidità” infatti consentono, soprattutto nel caso delle richieste inferiori a 25.000 euro, di erogare prestiti garantiti nel giro di 24 ore. In alcuni casi sono state rispettare queste tempistiche. Ma mi giungono anche numerose segnalazioni che in molti casi, e giungono anche a voi, che questo non sta avvenendo. È essenziale che le banche riescano ad allinearsi alle pratiche più efficienti, assicurando la liquidità garantita nei tempi più rapidi.
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Non possiamo tollerare che le imprese possano sentirsi private del denaro necessario per garantire la continuità economica delle proprie attività. È una preoccupazione che ho condiviso personalmente con i presidenti di Confcommercio e Confesercenti, i quali mi hanno rappresentato le difficoltà delle categorie che rappresentano nell’ottenere queste risorse. Se le stime di crescita per l’anno in corso, purtroppo, non possono sorprenderci, ciò che deve preoccuparci è soprattutto, guardando a ritroso, quella dinamica di bassa crescita che il nostro Paese ha sperimentato nell’ultimo decennio, quando abbiamo registrato un divario medio di oltre un punto percentuale rispetto alla media europea di crescita del PIL. Alla luce di questa eredità, non possiamo permettere in alcun modo che i divari socio-economici, già ampi all’interno del continente e fra diverse aree del nostro Paese, continuino ad accentuarsi.
Il compito della politica tutta, allora, è quello di lavorare per elaborare un ampio programma di rinascita economica e sociale, insieme alle migliori energie del Paese. Il primo tassello di questo progetto riformatore non può che essere una drastica semplificazione della macchina burocratica, un’architettura che, a causa delle sue eccessive complessità, ha rallentato oltre misura l’arrivo a destinazione delle risorse pubbliche stanziate, e ha quindi impedito il rafforzamento del capitale infrastrutturale del nostro Paese.
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A tal proposito, il prossimo decreto-legge dedicato proprio alla semplificazione amministrativa e burocratica e introdurrà molti elementi di novità, per fornire all’Italia uno “shock” economico senza precedenti, in particolare nel settore delle infrastrutture. Considero questa riforma la “madre” di tutte le riforme, l’unica in grado di rilanciare efficacemente la competitività del nostro Paese. L’Italia non può più attendere. Questo è il momento della svolta. Se non riusciremo nell’opera di semplificazione neppure in questa condizione di assoluta emergenza, lo dico molto francamente, dubito che sarà possibile farlo in futuro. Attivare il motore delle opere pubbliche è una priorità per tutte le forze di maggioranza che sostengono questo Esecutivo, e alcune di esse hanno già elaborato proposte alcuni articolati, che troveranno senz’altro ampio spazio nel decreto-legge, al cui interno una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all’accelerazione dei cantieri.
Al riguardo, prevediamo di definire un elenco prioritario di “opere strategiche”, di grandi e medie dimensioni, che potranno essere realizzate con un iter semplificato rispetto al quadro normativo vigente, valutando – laddove è opportuno – la concessione di poteri derogatori, senza che ciò faccia venir meno i controlli più rigorosi, che assicurano piena trasparenza e tengono lontano gli appetiti delle infiltrazioni criminali. Un’altra sfida sarà promuovere una rivoluzione culturale nella pubblica amministrazione, affinché – pur in un’ottica di rigore e trasparenza – i funzionari pubblici possano essere quanto più possibile incentivati a sbloccare le opere e gli appalti pubblici, evitando che sul loro operato gravi un’eccessiva incertezza giuridica e regolamentare. Non da ultimo, intendiamo rendere più attrattivo il nostro ordinamento giuridico a beneficio delle imprese, rendendo più favorevole l’ambiente normativo e l’assetto della governance aziendale al fine di trattenere o attirare quanti più investimenti possibili sul territorio, e – se del caso – di attrarne ancora di più dall’estero.
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Favoriremo la ricapitalizzazione delle imprese e stiamo pensando di migliorare i modelli di governance per renderli più snelli ed efficienti, senza comprimere i diritti delle minoranze.
Queste riforme, che l’Italia attende da anni, non avranno soltanto un impatto positivo nel breve periodo sulla crescita degli investimenti pubblici, ma ci aiuteranno anche a rendere il Paese più attrattivo nei confronti degli investitori internazionali e dovranno necessariamente accompagnarsi alla riforma dei tempi della giustizia civile e penale, e ricordo anche che in Parlamento c’è una prospettiva di riforma del nostro vecchio Codice Civile che risale al 1942. Un secondo elemento imprescindibile per lo sviluppo futuro è l’innovazione, che va pensata come il risultato di un processo partecipato e collettivo, che nasce sin dai banchi di scuola, fino ad arrivare allo sviluppo della creatività imprenditoriale, organizzativa e sociale. Le settimane di chiusura degli istituti scolastici hanno mostrato, peraltro, che dobbiamo potenziare la dotazione digitale delle nostre scuole, e ha provato l’importanza di avere reti di connettività resilienti e capillari in tutto il territorio, anche per rendere possibile il lavoro a distanza. Sono investimenti preziosi che renderemo ancora più incisivi, anche in sinergia con le aziende strategiche a partecipazione pubblica. Ma una strategia dell’innovazione deve essere indirizzata anche al sistema produttivo e a quello delle pubbliche amministrazioni.
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Sul primo fronte, sono molte le eccellenze di cui disponiamo nella ricerca, che possono e devono essere messe al servizio delle realtà produttive. Penso all’industria farmaceutica e alla ricerca biomedica, alla meccanica, alla robotica, alle tecnologie energetiche, alle eccellenze alimentari. Più in generale, l’Italia può far valere il suo “saper fare”, il “saper inventare”, che piace al mondo intero e rende uniche non soltanto le nostre produzioni, ma anche le esperienze che i nostri luoghi, i nostri esercizi commerciali, i nostri artigiani sanno regalare a chi visita il nostro Paese.
Nessuna di queste categorie sarà dimenticata. Per quanto riguarda il settore pubblico, l’investimento cruciale resta quello nel capitale umano: dobbiamo potenziare le strutture tecniche delle amministrazioni e la loro capacità progettuale, riducendo gli adempimenti ma migliorando i servizi al cittadino e rafforzando la cultura dei dati e della digitalizzazione dei processi. Il terzo pilastro per una efficace ripartenza è l’inclusività. Il Paese è giunto alla crisi del Covid-19 reduce, lo ricordiamo, da un decennio di divari crescenti fra Nord e Sud, e attraversato da profonde disuguaglianze di genere nell’accesso al lavoro, a causa di un basso tasso di partecipazione femminile. Eliminare alla radice questi ostacoli all’eguaglianza, sociale e territoriale, non è un lusso ma è anzi una precondizione per lo sviluppo futuro. Per evitare che entrambi i divari continuino ad ampliarsi, è cruciale – da un lato – sfruttare al massimo le risorse europee per gli investimenti nella coesione territoriale e il rafforzamento delle infrastrutture e – dall’altro – investire con decisione nelle politiche per la famiglia e l’infanzia, potenziando i progetti educativi e di cura anche con il coinvolgimento degli enti locali e del Terzo Settore, e le misure di sostegno economico per le famiglie. Ma dobbiamo anche stimolare e risvegliare la vocazione delle ragazze nelle carriere scientifiche, mettendo in campo politiche che diano maggiore accesso e visibilità alle donne in questi ambiti.
Devo riconoscerlo in quest’Aula: troppo poco è stato fatto per le famiglie, complice anche un quadro di finanza pubblica che continua a essere complesso, a causa della pluralità degli interventi necessari a contenere i costi socio-economici del Covid-19. Dobbiamo quindi proseguire il lavoro già avviato in vista del Family Act, coordinato dalla Ministra Bonetti, che ci potrà permettere di potenziare ulteriormente le misure economiche a sostegno della famiglia e della natalità. Al contempo, dovrà aumentare l’impegno del Governo nel promuovere al massimo grado l’accessibilità, con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati.
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La crisi del Covid-19 – una crisi profonda, violenta, drammatica – ci restituisce il bisogno di una società che pone al centro del suo sistema di tutele la salute, la qualità della vita, i beni comuni. È una crisi che ci consegna una comunità nella quale la garanzia del benessere individuale e collettivo non può essere più pensata come un mero corollario dell’attività economica, ma deve essere programmata quale precondizione dello sviluppo, che può essere anche fonte di crescita sostenuta se sapremo affrontarla con soluzioni innovative e con la creatività che è nel nostro DNA, tipica del genio italico. Abbiamo di fronte un’opportunità storica: possiamo sciogliere i nodi e rimuovere le incrostazioni che sin qui ci hanno impedito di produrre benessere diffuso a beneficio di tutti i cittadini, superando i punti di debolezza che hanno sin qui frenato lo sviluppo del nostro Paese, in particolare dalla metà degli anni Novanta. Spetta a noi tutti trasformare questa emergenza in opportunità. Non ci illudiamo affatto che sia una sfida facile, ma il nostro impegno sarà massimo e ci conforta la consapevolezza che l’Italia è un grande Paese, lo sappiamo bene noi, e lo sanno anche tanti, tantissimi cittadini del mondo.
Grazie.
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Scuola: Conte,rientro avrà costi ingenti
Stanziamo 1 mld e 450 mln in 2 anni per la scuola
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21 maggio 2020
11:18
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“La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2.
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Gelmini, governo vada a casa
Abbiamo dovere e diritto cambiare errori testo governo
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21 maggio 2020
11:28
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“Confidiamo che il dl Rilancio sia diverso, non è una gentile concessione ma è doveroso che il Parlamento non si limiti a Odg e a emendamenti non onerosi. Noi abbiamo il dovere e il diritto di modificare gli errori e di indirizzare le risorse”. Lo ha detto la capogruppo di Fi Maria Stella Gelmini alla Camera dopo l’informativa del premier Conte.
Parlando poi della manifestazione del 2 giugno del centrodestra Gelmini ha detto che in essa verrà rispettato il distanziamento di sicurezza: “Ma soprattutto del distanziamento enorme rispetto a questo governo, che prima andrà a casa e meglio sarà”.
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Fase 2: appello Raggi ai turisti:’Venite a Roma, città sicura’
‘Numeri confortano, italiani non scelgano l’estero ma la Capitale’ dice la sindaca
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21 maggio 2020
11:56
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“Siamo una città sicura, i numeri confortano: venite a Roma, vi aspettiamo a braccia aperte”. E’ l’appello ai turisti lanciato dalla sindaca Virginia Raggi dai microfoni di RadioRock. “Il turismo – ha affermato – è un problema enorme che noi sentiamo da febbraio, la ripercussione internazionale del virus ha fatto crollare le prenotazioni. Come se ne esce? Se ne esce dando l’idea di una città sicura che sta riaprendo i locali, i ristoranti, i bar. Dobbiamo dare all’estero questa immagine.
“Siamo una città sicura, i numeri confortano. Agli italiani, anche se si riapriranno le frontiere, rivolgo l’invito a fare le vacanze in Italia e venire a Roma”. Raggi ha aggiunto che sul fronte del turismo è al lavoro “con le associazioni per un piano di rilancio della città: dobbiamo lavorare sul lato promozione.
All’inizio sarà turismo ‘top di gamma’. A Roma ricordiamo che stavano aprendo cinque nuovi hotel 5 stelle. Quindi un turismo che può permettersi di scegliere e deciderà anche sulla base della sicurezza”.
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Dl Covid: Senato, ok con 155 sì e 123 no
Fornisce cornice giuridica ai dpcm emenati durante emergenza
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21 maggio 2020
12:00
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Via libera definitivo dell’Aula del Senato al Dl Covid, il testo che fornisce la cornice giuridica ai Dpcm emanati nel corso dell’emergenza Coronavirus. Il testo è stato definitivamente approvato con la fiducia a Palazzo Madama con 155 voti a favore e 123 contrari.
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Meloni, Conte e governo non credibili
Se si vuole rilanciare prima cosa è semplificare l’Italia
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21 maggio 2020
12:28
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“Lei presidente è andato in Tv e ha presentato il suo decreto, ma il decreto non c’era ed è uscito dopo una settimana. Che immagine dà di sé lo Stato di fronte a imprenditori, a investitori internazionali. La credibilità così è nulla, come lo è con un decreto di 500 pagine. Se si vuole rilanciare la prima cosa è semplificare l’Italia”. Lo ha detto la presidente di Fdi Giorgia Meloni intervenuta alla Camera dopo l’informativa del premier Conte. Riferendosi alle critiche sulla gestione del coronavirus da parte della Lombardia fatte da Riccardo Ricciardi (M5s), Meloni ha detto che quell’intervento “risponde a una precisa strategia.
M5s che viene usato per insultare dalla mattina alla sera l’opposizione così da impedire il dialogo; perché se voi litigate tra voi, non potete parlare anche con l’opposizione”.
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Conte,attacco M5s? Non leggo interventi
Meloni parla di strategia? E’ una cosa che si commenta da sé
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21 maggio 2020
12:43
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“Ciascun parlamentare esprime le proprie opinioni. Non è mai accaduto che a me fosse consegnato un intervento ma dire che io abbia condiviso o istigato, è una cosa che si commenta da sé”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, mentre lascia l’Aula della Camera, sulle dichiarazioni di Giorgia Meloni, secondo la quale ci sarebbe stata una strategia precisa tra il premier e il M5S sull’attacco del deputato Riccardo Ricciardi contro la sanità lombarda.
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Papa: Covid conferma la voglia di esser vicini alla Chiesa
Il messaggio di Francesco per le Pontificie Opere Missionarie
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CITTA’ DEL VATICANO
21 maggio 2020
12:50
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“Anche nella circostanza del flagello della pandemia si avverte dovunque il desiderio di incontrare e rimanere vicino a tutto ciò che è semplicemente Chiesa”. Lo sottolinea papa Francesco nel suo Messaggio alle Pontificie Opere Missionarie, aggiungendo che “la Chiesa non è una dogana, e chi in qualsiasi modo partecipa alla missione della Chiesa è chiamato a non aggiungere pesi inutili sulle vite già affaticate delle persone, a non imporre cammini di formazione sofisticati e affannosi per godere di ciò che il Signore dona con facilità. Non mettere ostacoli al desiderio di Gesù, che prega per ognuno di noi e vuole guarire tutti, salvare tutti”.
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Fase 2: Boschi, non mi aspettavo la Meloni contro Bellanova
La presidente di Fdi aveva ironizzato sulle lacrime della ministra dell’Agricoltura
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21 maggio 2020
13:59
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“All’onorevole Meloni voglio dire che non mi sarei aspettata che lei, da donna a donna attaccasse il ministro Bellanova sulle lacrime, e quando avrà fatto anche lei come il ministro Bellanove le 3 di notte per risolvere 79 tavoli di crisi aziendali, allora accetterò le critiche. Lei difende le donne quando le fa comodo”. Lo ha detto in aula alla Camera Maria Elena Boschi (Iv), dopo che la presidente di Fdi, intervenuta precedentemente, aveva ironizzato sulle lacrime del ministro dell’Agricoltura alla conferenza stampa dopo l’approvazione del decreto Rilancio nella quale difendeva la decisione della regolarizzazione dei migranti lavoratori.
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Coronavirus, Azzolina: ‘Il ritorno a scuola in base all’evoluzione del virus’
Il Ministero accompagnerà il processo per la sicurezza. Il premier Conte ha annunciato uno stanziamento di circa 1,5 per il rientro a settembre
21 maggio 2020
14:01
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“Il governo accompagnerà il ritorno a scuola in sicurezza e considerate le condizioni determinate dall’ evoluzione epidemiologica”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in audizione alla Camera. Il premier Giuseppe Conte enll’informativa di oggi sul Covid-19 alle Camere ha specificato che “La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola”.
“Voglio rassicurare i dirigenti scolastici preoccupati per le responsabilità: stiamo lavorando per fare sì che non ricada tutto su loro spalle, ci saranno regole chiare e flessibili” ha detto in audizione in Commissione Cultura alla Camera la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “La chiusura scuola è stata operata in stretto collegamento con le autorità sanitarie. Il Dottor Miozzo proprio ieri ha ricordato quale sarebbe stato il rischio se avessimo tenute aperte le scuole. La riapertura avverrà in modo graduale. Stiamo predisponendo tutte le fasi per la riapertura” a settembre e lavorando ad un protocollo per la sicurezza che sarà chiuso a breve. Siamo consapevoli dell’importanza della scuola nel contesto sociale: il governo ha messo a punto piano per i centri estivi che sosteniamo in pieno”.
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Intanto i sindacati della scuola annunciano battaglia. “La tregua è finita. La Cgil scuola non esclude lo sciopero. Il governo non creda che è tutto a posto” ha detto  il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli. Pronta allo sciopero della scuola anche la Uil con Pino Turi e lo Snals di Elvira Serafini. “E’ il momento che il governo faccia delle scelte”, hanno detto i sindacalisti. I motivi del malessere stanno soprattutto nella questione del reclutamento dei precari e sulla ripartenza a settembre.
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Ok a visita congiunti tra Pesaro-Rimini
Prima comunicazione presidenti regioni a Prefetti
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ANCONA
21 maggio 2020
14:05
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Per consentire gli spostamenti permessi dal decreto regionale n. 159 in vigore da oggi al di fuori delle Marche, nei limiti della provincia o del comune confinante, dei residenti in province o comuni collocati a confine tra Marche e altre regioni, il presidente Luca Ceriscioli ha firmato con l’omologo dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini la prima comunicazione prevista che riguarda per ora i congiunti. Ai prefetti di Pesaro e Rimini è stato comunicato che, con ordinanza delle Regioni, è stata determinata la possibilità, per i congiunti residenti nelle province di confine e previo accordo tra i Presidenti di Regione, di autorizzare la visita a congiunti residenti nelle province confinanti.
Sono dunque consentiti ora gli spostamenti dalla provincia di Pesaro alla provincia di Rimini nei termini previsti dal decreto e dalla comunicazione dei due presidenti. La Regione Marche ha dichiarato la propria disponibilità a procedere analogamente anche con i presidenti delle altre Regioni confinanti.
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Governo indica election day il 13 settembre, è polemica
Si riapre il confronto. L’obiettivo dell’esecutivo è ridurre al massimo i rischi di contagio
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21 maggio 2020
21:18
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Un election day il 13 settembre, quando fa ancora caldo e i rischi di una risalita del contagio sono minori. Non fa a tempo ad essere formulato, l’orientamento del governo, che monta la polemica. I dubbi di alcuni governatori, dell’opposizione e di un pezzo di maggioranza su una campagna elettorale agostana per regionali, comunali e referendum costituzionale, aprono un nuovo confronto. Di “scelta condivisa” parla il premier Giuseppe Conte. Ma la data torna a ‘ballare’ e la discussione arriva sul tavolo dei capi delegazione. E’ il sottosegretario Achille Variati a svelare l’orientamento del governo, nella discussione in commissione alla Camera sul decreto in materia elettorale che è in fase di conversione ed è atteso in Aula la prossima settimana. La relatrice M5s Anna Bilotti presenta un emendamento per permettere di svolgere il voto anche prima del 15 settembre, prima data prevista dal decreto. E Variati spiega che secondo il parere del Comitato tecnico scientifico è meglio convocare gli italiani alle urne prima che le temperature inizino ad abbassarsi e cresca il rischio di contagio da Coronavirus. Il 13 settembre è la data proposta per far svolgere le regionali in Campania, Veneto, Puglia, Liguria, Marche, Valle D’Aosta, ma anche le comunali, il referendum per il taglio dei parlamentari e le elezioni suppletive per Camera e Senato. Ma in serata emerge che in alternativa al Viminale si ragiona del 20 o del 27 settembre, date che però cadrebbero in corrispondenza con festività ebraiche. L’obiettivo del governo è mettere d’accordo maggioranza e opposizione, ma anche ridurre al massimo i rischi di contagio: di qui l’election day, che poco piace ad alcuni partiti
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Zone rosse senza contributi, Regioni contro decreto rilancio
Zaia: ‘Ricorriamo, finirà nel cestino’
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VENEZIA
21 maggio 2020
21:34
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Sale la tensione sulla norma del decreto Rilancio che esclude alcune ‘zone rosse’ dai fondi a favore delle aree colpite dall’emergenza covid. Il governatore del Veneto Zaia annuncia ricorso: “Questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto”. Il governatore della Campania De Luca critica a sua volta la decisione “di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite dall’emergenza Covid” e chiede una correzione al governo. Sul tema interviene anche il ministro degli Esteri Di Maio che chiede una modifica al decreto durante la conversione in Parlamento per “estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia”.
Il Veneto ricorrerà contro le norme contenute nel Decreto Rilancio riguardanti i fondi per le “zone rosse”, da cui sono state escluse le aree della regione. Lo ha annunciato il presidente Luca Zaia, secondo cui “questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso è assolutamente imbarazzante”.
“Abbiamo dato incarico già oggi al professor Bertolissi”, ha annunciato Zaia ai giornalisti. Nella prima stesura del Dl Rilancio, ha riepilogato Zaia, “c’è stata una dimenticanza delle zone rosse venete, dopodiché il decreto viene bollinato e diventa legge. Poi in maniera irrituale, e gli esperti giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere, con un comunicato ‘errata corrige’ si mette in Gazzetta un nuovo testo, e noi siamo scomparsi”. Zaia ha quindi specificato che “noi non abbiamo solo Vo’, abbiamo Treviso, Venezia e Padova. Quelle sono le famose tre zone rosse istituite l’8 marzo, che arrivano in coda ai 10 Comuni del Lodigiano, alle province di Brescia e Bergamo, Lodi e Piacenza. Dopo 24 ore da quell’8 marzo l’Italia diventa tutta zona rossa, ma nessuno ha revocato le nostre, che vanno a braccetto con quelle lombarde. Il Decreto dice che deve essere stata zona rossa almeno per 30 giorni; le zone rosse sono state revocate il 13 aprile. Per magia – ha concluso – sono sparite le zone del Veneto e sono rimaste quelle dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso – ha concluso – è assolutamente imbarazzante per noi vedere quello che sta accadendo”.
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“Come ha giustamente sottolineato il deputato Generoso Maraia, penso che sia doveroso intervenire durante la conversione in parlamento del dl rilancio per correggere la norma sui fondi ai comuni colpiti dal Covid – ha detto il ministro Luigi Di Maio -. Invece di limitarla ai comuni di 5 province bisogna estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia”.
“In Parlamento, la norma che stanzia 200 milioni ai Comuni “Zona rossa”, va aumentata ed estesa a tutte le realtà che lo sono diventate in questi mesi. È oggettivo che questi Comuni, indipendentemente dalla dislocazione territoriale, siano stati maggiormente penalizzati. Sono certa che l’intero arco costituzionale supporterà questa modifica”, ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.
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Pressing Conte sul Recovery, ‘l’Ue può fare di più’
A Bruxelles si lima la proposta. Cipro busserà per primo al Mes
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22 maggio 2020
09:49
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A Bruxelles e nelle capitali si affilano le armi in vista dell’appuntamento su cui sono puntati tutti i riflettori e del negoziato che seguirà: la presentazione, mercoledì 27 maggio, della proposta sul Recovery Fund che Ursula von der Leyen sta limando in queste ore con i suoi più stretti collaboratori approfittando del ponte dell’Ascensione. Sul tavolo ci sono i 500 miliardi di euro di aiuti a fondo perduto annunciati da Angela Merkel e Emmanuel Macron, un’operazione che porterebbe tra l’altro a dare vita a quanto di più simile agli eurobond si possa oggi immaginare. Un passo ‘storico’ per molti che anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha esitato a definire “importante”. Aggiungendo però subito dopo che “la Commissione può fare di più”. Ed esplicitando così il pressing che l’Italia, non da sola, sta portando avanti su questo fronte.
In effetti, nonostante l’assist di Merkel e Macron a von der Leyen, la partita è ancora tutta da giocare. Austria, Olanda, Svezia e Danimarca, Paesi decisamente contrari a distribuire i 500 miliardi a fondo perduto, devono ancora presentare la loro controproposta. E questo mentre a Bruxelles i commissari Paolo Gentiloni e Thierry Breton spingono affinché la Commissione vari un documento ambizioso che vada oltre i 500 miliardi. Ben consapevoli che, una volta approdata in Consiglio, la proposta, viste le premesse, non potrà che essere negoziata al ribasso. Di certo nei documenti della Commissione mancano ancora molti dettagli fondamentali. A cominciare dalle cifre che oscillano tra i 1.000 miliardi, di cui hanno parlato l’altro giorno sia Gentiloni che Dombrovskis, e i 2.000 chiesti dall’Europarlamento nell’ultima risoluzione approvata a larga maggioranza. Ma non sono stati ancora indicati quanti fondi saranno destinati a prestiti e quanti a sovvenzioni, né i criteri per la loro assegnazione e le eventuali condizioni a cui saranno vincolati.
“Se cade un paese, perdiamo prima il green deal, secondo la solidarietà europea, terzo il mercato unico, forse anche la moneta e forse anche l’Unione europea stessa. In questi giorni in queste settimane in questi mesi stiamo giocando il futuro europeo”. Lo afferma il vice-presidente della Commissione europea, Frans Timmermans, durante l’evento i AsvisLive “Orientare le scelte, disegnare il futuro”. Timmermans dice: “abbiamo bisogno di tre cose: agire con velocità, con mezzi adeguati (saranno tantissimi soldi), e lo dobbiamo fare in maniera solidale – lo so bene e lo dico da olandese chiaramente”.
L’iniziativa tra Berlino e Parigi, aggiunge, “adesso è importante per poter fare investimenti, ma dietro c’è anche un ragionamento abbastanza rivoluzionario sul futuro del progetto europeo”. Secondo lui a Berlino hanno “capito che non possiamo continuare come prima”. “Sono rimasto sorpreso dell’iniziativa franco-tedesca – dice Timmermans – perché, se vediamo quello che ha detto il governo tedesco, per loro è davvero una rivoluzione: dobbiamo andare oltre nell’integrazione europea, dobbiamo ripensare alcune premesse che abbiamo sempre difeso”. Il vicepresidente della Commissione sottolinea anche come saranno oggetto di discussione la fiscalità, i mezzi propri dell’Unione europea, e anche i trattati,”vedendola da Berlino – osserva – è veramente sorprendente e ci dà anche un po’ di fiato perché hanno superato le loro paure”. “Vediamo – continua Timmermans – se possiamo introdurre in questo ragionamento anche la responsabilità per un futuro sostenibile”.
Cipro è il primo paese dell’eurozona ad annunciare che utilizzerà la linea di credito del Mes per le spese sanitarie. Lo ha annunciato – secondo quanto riferisce il quotidiano cipriota Phileleftheros ripreso anche dal giornale greco Ekathimerini – il ministro delle Finanze cipriota Constantinos Petrides. “Ovviamente useremo il Mes per le spese sanitarie”, ha detto il ministro, spiegando che il governo sta calcolando le spese già sostenute e quelle future, come i fondi utilizzati per la nuova unità di terapia intensiva dell’ospedale di Nicosia, per compilare il modulo già disponibile.
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Salvini chiama Mattarella, ‘preoccupato per la situazione’
“La mia fiducia nei magistrati vacilla”, dichiara il leader della Lega
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21 maggio 2020
19:52
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Telefonata cordiale tra il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il senatore Matteo Salvini. Il leader della Lega ha espresso il proprio stupore per le rivelazioni del quotidiano La Verità (preannunciando al capo dello Stato l’invio di una lettera), la preoccupazione per la situazione economica e l’amarezza per i pesanti attacchi di alcuni parlamentari della maggioranza di governo nei confronti della Lombardia duramente colpita dalla tragedia del Covid-19. Viene riferito da fonti della Lega.

L’articolo de ‘La Verità’ dal titolo “La chat delle toghe su Salvini: Anche se ha ragione lui adesso dobbiamo attaccarlo” documenta uno scenario gravissimo: diversi magistrati nei loro colloqui privati concordavano su come attaccare la mia persona”. E’ un passaggio della lettera inviata da Matteo Salvini a Sergio Mattarella in cui il leader della Lega spiega al capo dello Stato che “è innegabile che la fiducia nei confronti della Magistratura adesso vacilla al cospetto delle notizie sugli intendimenti di alcuni importati magistrati”.
“Come noto, a ottobre inizierà l’udienza preliminare innanzi al GUP presso il Tribunale di Catania ove sono chiamato a rispondere dell’ipotesi di sequestro di persona per fatti compiuti nell’esercizio delle mie funzioni di Ministro dell’Interno”. “Mi appello al Suo ruolo istituzionale, quale Presidente della Repubblica e del CSM, affinchè mi venga garantito, come deve essere garantito a tutti i cittadini, il diritto ad un processo giusto, davanti a un giudice terzo e imparziale”. E’ questa un’altra richiesta che Salvini dichiara di aver fatto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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Giustizia: Orlando, Csm va riformato
Da magistrati non emerge un bello spaccato
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22 maggio 2020
09:47
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“Non erano i magistrati che indagavano su Salvini e siamo di fronte a chat dove si valutano questioni politiche. Ma non emerge uno spaccato bello e serve una seria riflessione su come riformare il Csm, credo ci siano dei meccanismi emersi che credo vadano affrontati”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando a Radio Anch’io su Radio Rai1 in merito alle intercettazioni da cui sarebbero emersi messaggi tra alcuni magistrati contro l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.
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Conte: ‘Il Mes non è il mio obiettivo. Vera svolta è piano 500 miliardi’
Il sostegno di Matteo Renzi all’esecutivo “è stata una decisione importante”
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22 maggio 2020
16:08
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Il sostegno di Matteo Renzi all’esecutivo “è stata una decisione importante”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in colloqui riportati da ‘Il Corriere della Sera’, ‘La Repubblica’ e ‘Il Messaggero’, spiegando che “accoglieremo le proposte di Italia viva su infrastrutture e family act”, temi “che ci stanno a cuore”. Conte smentisce che l’accordo sia nato da accordi su rimpasti di governo a favore di esponenti di Italia viva: “Non li immiserite – commenta – è una questione di prospettiva”. Venendo al Mes, Conte ribadisce che “non è il mio obiettivo anche per una questione di consistenza, al di là delle condizionalità e delle sensibilità politiche interne”. Per lui la vera “svolta storica” è sui “500 miliardi a fondo perduto, da Francia e Germania”. Per il premier “la Commissione può fare ancora meglio”.
I numeri da record sul ricorso alla Cassa Integrazione in Italia “fotografano l’eccezionalità del momento che stiamo vivendo” dice. L’impegno del governo è “per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro”. Grazie al decreto Rilancio “semplificheremo le procedure per l’erogazione della cig in deroga e consentiremo all’Inps di anticipare il 40 per cento delle somme spettanti al lavoratore entro due settimane dalla presentazione della domanda”. In più, abbiamo allargato la platea dei lavoratori a cui sarà riconosciuta una indennità per far fronte all’emergenza, come colf e badanti. Ieri 1,4 milioni di stagionali, autonomi e partite Iva hanno ricevuto dall’Istituto di previdenza il bonus 600 euro per il mese di aprile, che nei prossimi giorni sarà erogato a tutti i beneficiari”. Ci saranno anche interventi sul codice degli appalti: “Dobbiamo rafforzare i presidi e renderli più efficaci ed efficienti” sempre vigilando sulle possibili infiltrazioni della criminalità.
Conte non sottovaluta le tensioni sociali “in un contesto in cui c’è tanta sofferenza economica diffusa. Gli italiani stanno affrontando l’emergenza con grande responsabilità, capacità di resilienza e di reazione”.
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Quanto allo scontro con la Lega, Conte conferma il “dovere di dialogare”, ma chiede alla destra di fare la sua parte: “Ora c’è il decreto rilancio, sta alle opposizioni attivarsi perché questo dialogo sia costruttivo”. In quanto all’election day il 13 e 14 settembre, “ci si sta lavorando, ma è una questione che va concordata anche con le Regioni e deve essere condivisa con tutti”.
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Fase 2: Cav, confusione su norme
Ma la maggioranza degli italiani è responsabile
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22 maggio 2020
10:13
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“La maggioranza degli italiani si sta comportando con prudenza e responsabilità. C’è voglia di ripartire ma anche grande attenzione ai pericoli e questo rende ancora più gravi alcuni eccessi della movida che vanno evitati.
Certo, la confusione di norme e indicazioni del governo non aiuta a controllarla”. Così il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi a Mattino Cinque.
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Pd-Iv-Leu, emendamento su zone rosse
Va ripristinata prima formulazione decreto
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22 maggio 2020
10:35
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Un emendamento per le zone rosse escluse dal dl rilancio è annunciato dai deputati Federico Conte (Leu), del Basso de Caro (Pd), De Filippo (Iv) e Stumpo (Leu).
“La proposta è pronta. – dicono i parlamentari – I Comuni che sono stati zona rossa hanno tutti pari dignità. Non possono essere fatte discriminazioni. Va ripristinata la prima formulazione del Decreto che all’articolo 112 riconosceva a tutti i comuni italiani dichiarati zona rossa per 30 giorni di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 mln”.
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Dl rilancio: Conte, fondi a tutti i Comuni delle zone rosse
Inchiesta procure entra nel vivo, spuntano i primi indagati
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23 maggio 2020
11:36
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Sarà presentato un emendamento al decreto Rilancio per garantire fondi “a tutti” i Comuni nelle zone rosse colpiti dall’emergenza Coronavirus per una questione di “equità”. Lo assicura ai suoi il premier Giuseppe Conte, dopo le polemiche per l’esclusione di alcuni Comuni.
Un emendamento per le zone rosse escluse dal dl rilancio è annunciato dai deputati Federico Conte (Leu), del Basso de Caro (Pd), De Filippo (Iv) e Stumpo (Leu).
“La proposta è pronta. – dicono i parlamentari – I Comuni che sono stati zona rossa hanno tutti pari dignità. Non possono essere fatte discriminazioni. Va ripristinata la prima formulazione del Decreto che all’articolo 112 riconosceva a tutti i comuni italiani dichiarati zona rossa per 30 giorni di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 mln”.

Numerose erano arrivate le proteste contro la decisione di “correggere” la mappa delle zone rosse per il contagio da Covid.
Il primo era stato il presidente della regione Veneto Luca Zaia che aveva annunciato ieri l’intenzione di ricorrere contro le norme contenute nel Decreto Rilancio riguardanti i fondi per le “zone rosse”, da cui sono state escluse le aree della regione.  Secondo Zaia “questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto, perché a mio avviso è assolutamente imbarazzante”.
Molto critico era stato anche il presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio che aveva detto: “Incredibile e inaccettabile leggere questa rettifica fatta sul decreto, che esclude le ex zone rosse dal Fondo dedicato alle aree colpite gravemente dell’emergenza Covid. Avevamo già protestato perché il limite dei 30 giorni escludeva alcune zone rosse abruzzesi, peraltro per pochi giorni di durata in meno. Ora scompare completamente dalla Gazzetta Ufficiale questo periodo. Non ho mai visto in tanti anni di attività politica, parlamentare e istituzionale un pasticcio simile, con parti di articolo che vengono prima pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e poi tolti”.
“È stato un errore escludere alcune zone rosse dalla possibilità di accedere al Fondo dedicato alle zone maggiormente colpite dall’emergenza coronavirus, tra cui, in Campania, alcuni territori del Vallo di Diano e l’area di Ariano Irpino.
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In sede di conversione del decreto Rilancio, va assolutamente riformulato l’articolo 112 così da riconoscere a tutti i comuni italiani dichiarati zona rossa di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 milioni di euro. Presenteremo un apposito emendamento al riguardo per riequilibrare i livelli di tutele e sostegno a tutte le aree d’Italia provate duramente dalla pandemia, così da non abbandonare nessun territorio del Paese. Sono convinto riusciremo a trovare un’ampia condivisione politica di questa esigenza di modifica in Parlamento”. Così il deputato dem Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue alla Camera.
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Zingaretti, giovani non sono untori
Sono le principali vittime di questo periodo
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22 maggio 2020
11:54
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“I giovani non sono gli untori di questo tempo. Sono le principali vittime di questo periodo.
Hanno iniziato a pagare dal punto di vista della formazione, pagano sul lavoro, pagheranno sul debito pubblico. Sì, serve da parte loro, come di tutti, responsabilità nei comportamenti, ma non bisogna criminalizzarli: investiamo su di loro perché è giusto e perché dobbiamo combattere per il futuro dei ragazzi e delle ragazze, non sono un problema, ma risorse immense della rinascita italiana”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti in un post su facebook.
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Prezzi mascherine calmierati solo nella metà dei negozi
Movida ‘osservata speciale’. A Roma mille agenti per controllarla
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GENOVA
22 maggio 2020
23:35
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Mascherine chirurgiche a prezzo calmierato solo nel 45% dei punti vendita, guanti di lattice quasi introvabili l’obbligo di indossarli nei negozi. Emerge dall’indagine del Centro Studi nazionale Ircaf realizzato in farmacie e supermercati di 20 città capoluogo di regione, che ha anche valutato la spesa di 75 euro al mese per ogni singolo nucleo familiare per l’acquisto delle protezioni. L’indagine poi ha rilevato che solo nel 61% dei punti vendita si trovano mascherine chirurgiche monouso o usa e getta: il 16% è messo in vendita al prezzo medio nazionale di 1,29 centesimi di euro (tre settimane fa alla prima Indagine nazionale era a 1,59 centesimi di euro), mentre il 45 % sono acquistabili al prezzo calmierato di 0.61 centesimi di euro. Mediamente, nel comparto farmacie le mascherine a prezzo controllato sono presenti nel 53% del campione, cioè in una su due, mentre si trovano solamente in un supermercato su tre, “segno che l’approvvigionamento attuale non soddisfa ancora pienamente la domanda crescente”. Per quanto riguarda i guanti di lattice, si legge nel report, “il dato che emerge è sconfortante”: solo nel 15% dei punti vendita sono reperibili (15 % farmacie e 12% supermercati). Il prezzo medio è di 0,57 euro al paio, ma l’analisi dei dati mostra forti differenze (0,89 euro nelle farmacie e 0,42 euro nei supermercati).
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DITO PUNTATO CONTRO LA MOVIDA – Rafforzati i controlli nella Capitale nelle zone della movida per il primo week end post lockdown. Saranno impiegati nel fine settimana circa mille agenti delle forze dell’ordine nei luoghi della movida capitolina per evitare assembramenti e verificare il rispetto delle norme anti-Covid. Sotto la lente già da stasera da San Lorenzo a Trastevere, da Ponte Milvio a Campo de’ Fiori, dal Pigneto a Testaccio. Pronto il piano di sicurezza della Questura per il weekend che prevede controlli anche sul litorale, nelle zone dei laghi e dei parchi.Anche il governatore della Puglia Michele Emiliano sottolinea che  ‘se proseguono gli assembramenti in strada “sono pronto ad emettere provvedimenti con i quali persino i locali rischiano di poter essere chiusi se non spiegano ai loro clienti che nell’esercizio si accede secondo le regole, con le mascherine, si consuma e poi ci si allontana immediatamente senza sostare all’esterno”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante una intervista a TeleBari.  Emiliano ha evidenziato che “la movida è vietata”. “Stiamo dando qualche giorno per comprendere le nuove norme – ha aggiunto il governatore – ma ricordo a tutti che son si può stare in strada in gruppo, non si può stare fermi neanche in due o tre persone”. “Tutti gli assembramenti – ha concluso – sono vietati sulla base del Dpcm del presidente Consiglio dei ministri. Se dovesse essere necessaria una ordinanza specifica io sono pronto”. Si lancia contro la movida il governatore della Campania Vincenzo De Luca cha nnuncia la campagna ‘Cafoneria zero’. “Teniamo bloccata la movida con la chiusura dei baretti alle ore 23 – ha detto in diretta Fb – nessuno può immaginare che tornare alla normalità sia tornare a fare quello che si faceva prima, dobbiamo avere il coraggio di dirlo ai giovani. C’è una crescente massificazione alienante anche per il divertimento”. De Luca si scaglia contro l’uso di alcol e pasticche, “approfittiamo per annullare queste abitudini a rincretinirsi”.
Italiani pronti a fare shopping ma in sicurezza – Dopo i mesi di lockdown gli italiani desiderano tornare a fare shopping nei negozi ma chiedono sicurezza e igiene prima di tutto. E’ quanto emerge da un’indagine di Gfk che mette in luce le nuove aspettative dei consumatori in negozio nel post Covid-19. Anche se nelle ultime settimane le vendite online sono cresciute in maniera significativa per effetto del lockdown, secondo il monitoraggio di Gfk, il 63% degli italiani desidera ancora acquistare nel negozio fisico e il 68% ha intenzione di frequentare solo i negozi in grado di garantire le massime condizioni di igiene e sicurezza. Questo però non basta, in quanto, “bisognerà trovare anche nuovi modi per rendere gratificante la visita in store che può essere depotenziata dai dispositivi di protezione (mascherine, guanti, gel per le mani, distanziamento”.
L’appello delle Palestre lombarde –  Ci siamo preparati settimane per adeguarci al protocollo previsto a livello nazionale, ma in Lombardia sembra non sia sufficiente. Chiediamo alla Regione di ascoltarci e lasciarci riaprire. Il tempo è scaduto. Una settimana in più può essere vitale per la riapertura”. E’ la richiesta di oltre 200 tra palestre, personal trainer, piscine e centri sportivi lombardi. “Con il protocollo contenuto nell’allegato 17 del DCPM del 17 maggio 2020 abbiamo visto uno spiraglio in fondo a questo tunnel che – dice Corrado Pirovano, titolare di due centri personal training – ci accompagna da ormai oltre due mesi, ma l’ordinanza della Regione Lombardia ha smorzato ogni entusiasmo e sta preoccupando il comparto, sempre di più. Seppur in condizioni particolari, eravamo pronti a ripartire, osservando le disposizioni per salvaguardare la salute degli sportivi e la nostra”.
Dal 3/6 riprendono esami scuola guida in Motorizzazioni – Ricominciano dal prossimo 3 giugno, dopo lo stop per l’emergenza Covid, i primi esami di teoria per l’ottenimento di patenti di guida all’interno delle Motorizzazioni. E’ quanto emerso dall’incontro a Roma tra il capo dipartimento del ministero dei Trasporti, Speranzina De Matteo, e le associazioni dei titolari delle autoscuole e delle scuole nautiche. Gli esami teorici, a cui seguiranno dopo qualche giorno quelli di pratica, riprenderanno in sicurezza in tutta Italia, salvo in quelle regioni che dovessero registrare ancora alti rischi di contagio.
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Il Mit proroga circolazione tir in festivi fino al 2/6- La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato il decreto di proroga della sospensione dei divieti di circolazione sulle strade extraurbane nei giorni 24, 31 maggio e 2 giugno 2020 per i mezzi adibiti al trasporto cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate. E’ quanto si legge in una nota del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture nella quale si precisa che per i servizi di trasporto merci internazionale resta, invece, la sospensione del calendario dei divieti, fino a nuove disposizioni del governo. La proroga del provvedimento, si legge, è necessaria per far fronte all’emergenza Coronavirus e superare un ulteriore elemento di criticità del sistema dei trasporti non più giustificato dall’attuale riduzione dei flussi di traffico.
Liguria -“I confini tra Regioni sono competenza del Governo e nessuno immagina come Regioni di travalicare, dopodiché non credo che l’Italia possa rimanere un Paese chiuso tra Regione e Regione”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a RaiNews24 commenta la possibilità di un’estate senza lombardi in Liguria visto che l’indice di contagio di coronavirus registrato oltre Appennino potrebbe non permetterlo. “Occorrerà vedere con attenzione i dati del contagio, che però sta scendendo un po’ ovunque, anche in Lombardia, che sconta il fatto di essere stata la Regione più colpita. – aggiunge – Non credo che la Liguria e l’Italia possano sopravvivere con i confini chiusi ancora a lungo”.
Veneto – Il presidente del Veneto, Luca Zaia, presenterà nel pomeriggio alla Conferenza delle Regioni le linee guida della sua ordinanza per i parchi, per gli asili, i centri estivi, le attività produttive. “Cerchiamo di fare delle linee guida, noi ce le abbiamo già – dice – se si riesce a chiudere anche con tutte le Regioni è finita lì”.  Addetti alla sorveglianza fuori dai locali della piazza principale, servizio limitato ai clienti seduti e “delocalizzazione” dei bar che non hanno un plateatico o che non possono ampliarlo. Sono queste le tre indicazioni emerse oggi a Padova dal summit in Prefettura tra Comune, esercenti e forze dell’ordine per una movida compatibile con le restrizioni sanitarie anti-coronavirus.
Milano – A Milano “palestre e piscine potranno essere aperte da inizio giugno. Per quanto riguarda gli impianti del Comune gestiti direttamente da Milano Sport o in concessione quello che oggi vediamo è che più o meno il 50% sono aperti, ovviamente in particolare quelli focalizzati sulla pratica individuale, tennis, atletica”. Lo ha spiegato i sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel quotidiano video sui social che oggi ha dedicato allo sport. “A tutti chiediamo grande attenzione sulla igienizzazione dei locali, degli spazi, sul controllo del numero degli ingressi e sul distanziamento”, ha concluso.
Lazio – “I giovani non sono gli untori di questo tempo. Sono le principali vittime di questo periodo. Hanno iniziato a pagare dal punto di vista della formazione, pagano sul lavoro, pagheranno sul debito pubblico. Sì, serve da parte loro, come di tutti, responsabilità nei comportamenti, ma non bisogna criminalizzarli: investiamo su di loro perché è giusto e perché dobbiamo combattere per il futuro dei ragazzi e delle ragazze, non sono un problema, ma risorse immense della rinascita italiana”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti in un post su Facebook.
Piemonte – Mascherine obbligatorie anche all’aperto quando ci sia il rischio di assembramenti, e sempre nei parcheggi e nelle aree antistanti i centri commerciali e i supermercati, divieto di vendita di alcolici da asporto dopo le 19 nelle aree della movida, e chiusura di bar e ristoranti all’1 di notte. In vista del primo fine settimana con gli esercizi di somministrazione aperti anche in Piemonte, Regione, Comune di Torino, Prefettura e Questura danno il via al pacchetto di misure contro gli assembramenti concordato ieri. Lo hanno confermato oggi, in videoconferenza, il governatore del Piemonte Alberto Cirio, la sindaca di Torino Chiara Appendino, il prefetto Claudio Palomba, e i vertici di Polizia, Carabinieri, e Guardia di Finanza.
Campania – ‘Credo che in questa settimana, tra oggi e domani, prenderemo altre decisioni che riguardano le piscine e le palestre, B&b. Vorremmo partire già dal 25 maggio con i B&B e le attività degli alberghi, con i centri termali”. Lo ha detto in diretta Facebook, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca che annuncia anche altre prossime aperture. “Apriremo gli zoo, in Campania ne abbiamo due e apriremo per l’attività da diporto e per la possibilità di andare in barca per i residenti campani, quindi daremo questa possibilità anche per le isole – ha aggiunto – e autorizzeremo anche gli stabilimenti balneari, credo già da questa settimana”.  In occasione della ‘Fase 2’ e dello stop della movida alle ore 23, il governtore lancia una campagna ‘cafoneria zero’. “Sono assolutamente contrario alla chiusura anticipata perché la gente non scompare, anzi dobbiamo aprire tutto h24 perché le persone devono potersi distribuire e non dobbiamo contingentare gli orari perché i ragazzi non scompaiono”, afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, su Rai Radio 1 in merito all’ordinanza regionale che impone ai bar di chiudere alle ore 23. De Magistris, nel sottolineare che ”siamo tutti preoccupati”, ha affermato che ”è sbagliato questo modo di procedere con le ordinanze regionali. Sono i sindaci che devono regolamentare le città mentre le Regioni devono programmare perché le Regioni non sanno come si organizzano ad esempio i mercati, la mobilità. Ritengo che è un disegno eversivo dell’ordine costituzionale se si riducono i sindaci a fare gli amministratori di condominio: si sta violando la Costituzione, è una questione democratica”.
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Meeting Rimini confermato da 18 a 23 agosto, special edition
Tra live ed online per riflettere sul “dopo Covid”
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22 maggio 2020
13:03
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Il Meeting di Rimini si terrà dal 18 al 23 agosto in una nuova veste, “una special edition” – spiega il presidente Bernard Scholz – fra live e online per riflettere sulla ricostruzione” del dopo-coronavirus.
L’evento – è spiegato in una nota – si terrà al Palacongressi di Rimini in forma ibrida: tutti gli incontri su piattaforma digitale, alcuni anche con pubblico in sala. “I filoni principali riguarderanno i temi della sostenibilità economica e la sussidiarietà, la cura e la salute, i temi scientifici, l’Europa e le relazioni internazionali, il dialogo tra persone di culture e religioni diverse Tanti amici del Meeting e numerose personalità con responsabilità pubbliche sono in attesa di una manifestazione che possa dare un contributo significativo alla ricostruzione – spiega Scholz -. Ecco perché abbiamo immaginato una “special edition”, che dia continuità ad una storia di quarant’anni, seppur nella discontinuità temporanea della forma con cui sarà proposta. Il titolo di questa edizione indica l’orizzonte nel quale si vogliono approcciare le questioni più urgenti sul nostro futuro. Senza meraviglia tutto diventa oggetto di calcolo e di possesso mentre lo stupore e la gratitudine che ne conseguono sono fermenti di speranza e di creatività, fonti di una responsabilità coraggiosa e condivisa”.
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Santelli, a giorni un mln di mascherine
“Saranno date ai Comuni per essere distribuite ai cittadini”
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CATANZARO
22 maggio 2020
13:56
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Nei prossimi giorni saranno disponibili, in Calabria, le mascherine di comunità che garantiranno la protezione dalla circolazione del Coronovirus, soprattutto in questa delicata fase di riapertura degli spostamenti e del riavvicinamento sociale. Lo rende noto la governatrice Jole Santelli. “La struttura commissariale del Governo – afferma – ha consegnato presso la sede operativa della Protezione civile 1 milione di mascherine protettive che saranno destinate alla popolazione, attraverso i Comuni. Già nella prossima settimana verrà definito, dalla Protezione civile regionale, un piano di distribuzione mirato e proporzionato rispetto alla popolazione di ogni singola comunità, in modo da soddisfare il fabbisogno di un presidio di protezione individuale di fondamentale importanza”.
“Le mascherine – spiega Jole Santelli – saranno poi direttamente assegnate alla popolazione dai Comuni secondo le rispettive necessità”.
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Fico, proteggere biodiversità
Serve il contributo di ciascuno di noi
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22 maggio 2020
14:17
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La biodiversità è il bene comune globale per eccellenza, da proteggere con strategie nazionali e sovranazionali, e col contributo di ciascuno di noi. Una sfida complessa ma decisiva per difendere il nostro pianeta: possiamo vincerla solo cambiando il nostro modello di sviluppo”. Cosi’ su twitter il Presidente della Camera Roberto Fico.
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Catalfo, online la procedura per chiedere reddito emergenza
Ministra del Lavoro: ‘E’ pubblicato sul sito dell’Inps” ed è “un aiuto concreto per 2 milioni di persone”
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22 maggio 2020
15:47
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È online sul sito dell’Inps la procedura per richiedere il Reddito di emergenza, “un aiuto concreto per 2 milioni di cittadini messi ancor più in difficoltà dal Coronavirus e che ora potranno ricevere fra i 400 e gli 800 euro al mese”. Lo annuncia su Twitter la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, parlando della misura prevista dal decreto rilancio.
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Btp Italia: Meloni, ottimo risultato
Italiani sostengano Paese con titoli di Stato vantaggiosi
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22 maggio 2020
14:24
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“Insieme ad autorevoli esponenti del mondo dell’economia come Giulio Tremonti, osservatori e testate giornalistiche, Fratelli d’Italia ha da tempo suggerito, per finanziare la gestione dell’emergenza e la fase della ripresa, lo strumento dei “bond patriottici”, offrendo agli italiani la possibilità di sostenere lo Stato attraverso titoli di Stato vantaggiosi e a lunga scadenza. Lo straordinario risultato dei “btp-Italia”, che in maniera evidente si ricollegano all’idea di fondo dei bond patriottici, è la dimostrazione che la nostra Nazione ha tutte le carte in regola per ripartire alla grande.
Lo scrive su facebook la leader di Fdi Giorgia Meloni.
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Comitati NoiNo,contrari ad accorpamenti
Investiremo della questione anche le Istituzioni Ue competenti
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22 maggio 2020
14:32
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“Non entriamo nelle questioni che riguardano l’eventuale election day. Non sono di nostra competenza. Quello che possiamo e vogliamo dire e’ che, qualora il referendum costituzionale dovesse essere accorpato a qualunque data per elezioni comunali o regionali, inonderemo il Paese di ricorsi avverso il provvedimento. E investiremo della questione anche le istituzioni europee competenti. Questa e’ la nostra definitiva posizione in merito”. Lo dichiara Andrea Pruiti Ciarello, coordinatore nazionale dei Comitati noiNO
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Elezioni:Zaia,ho parlato con Mattarella
Capo dello Stato non ha competenze di convocare le urne
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22 maggio 2020
14:36
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Del tema delle elezioni il presidente del Veneto, Luca Zaia, rileva di averne parlato con il Capo dello Stato. “Ho sentito più volte il Presidente Sergio Mattarella. Il Presidente, giustamente, con il massimo rispetto, non ha ruoli di Governo; ha le competenze che gli attribuisce la Costituzione e non sono quelle di convocare le urne o fare altre cose del genere. Però ha ascoltato. Punto”, ha aggiunto Zaia.
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Orlando, in Liguria cerchiamo un civico
Mannoni ha detto di non essere interessato, non abbiamo deciso
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22 maggio 2020
14:41
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“Dobbiamo trovare un profilo civico, Mannoni ha detto di non essere interessato ma andrebbe bene. Ci ci sono anche altri nomi. Dobbiamo trovare un nome per dire che si apre una fase nuova”. Così Andrea Orlando a “Un giorno da pecora” risponde a chi gli chiede della candidatura per le prossime regionali in Liguria. “Non abbiamo deciso – aggiunge – Stiamo discutendo”.
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Casellati: ‘Basta con Dpcm calati dall’alto, riaprire tutto in sicurezza’
Parlamento è aperto, il Senato funziona, non è in quarantena
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22 maggio 2020
21:20
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“Si risolvono in Parlamento i problemi: ritengo che si debba dire basta con i Dpcm calati dall’alto. Il Parlamento è aperto, il Senato è aperto. Sono qui da quasi tre mesi per garantirne la funzionalità. Il Senato non è in quarantena e sa rispondere ai cittadini in tempi brevi e meglio”. Così il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati a Tgcom24.
“Il Parlamento – ha proseguito Casellati – non deve solo accompagnare la ripresa, deve esserne il protagonista, deve scommettere sul futuro degli italiani, dei nostri figli, dei nostri nipoti, deve poter avere un progetto chiaro, una visione ampia che si poggi su alcune priorità. Ciò significa aprire tutte le attività, ovviamente in situazione di sicurezza sanitaria, aprirle subito perchè il tempo è un fattore decisivo e quindi mettere soldi nelle tasche degli italiani e dire no molto fermo ai vincoli, alle troppe carte della burocrazia. Penso a un piano per le infrastrutture”.
“Parlare oggi di centralità del Parlamento agli italiani che si trovano in grande difficoltà sembrerebbe un gioco dialettico, una questione fuori dai problemi della quotidianità, ma non è così. E’ un principio costituzionale che regge le nostre vite. Dalle libertà personali, potete uscire di casa, a quelle economiche, aprite le attività, è il Parlamento il luogo dove si decide, dove le risorse vanno allocate, che ascolta la voce dei cittadini, che riporta le istanze dei territori, delle famiglie, delle imprese”.
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Tesei, Umbria regione più sicura Italia
Per presidente Regione “lo dicono tutti i parametri”
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PERUGIA
22 maggio 2020
15:53
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“Da giorni in Umbria abbiamo contagi zero nonostante stiamo facendo tanti tamponi e aumentando anche i numeri dei test. Abbiamo attualmente meno di 90 persone malate su 900 mila abitanti, due sole in terapia intensiva, una curva discendente da tanto tempo e tutti i parametri, nessuno escluso, che ci danno oggi come la regione più tranquilla e sicura d’Italia”: lo ha rivendicato la presidente della Regione Donatella Tesei. Intervistata da Effetto giorno su Radio 24.
Per la presidente “andrebbero tenuti in considerazione i numeri reali che abbiamo perché basta fare un confronto con tutti quelli di altre regioni per capire in quale situazione è l’Umbria”. “In questi mesi – ha aggiunto – abbiamo gestito la pandemia dal territorio e non siamo mani andati in crisi anche nei ricoveri in ospedale”.
Tesei ha quindi parlato di “una regione pronta ad ospitare turisti per le vacanze che da noi si possono fare in tutta sicurezza”.
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Elezioni: Veneto vuole accorciare tempi indizione 50 giorni
Pdl Giunta licenziato in Commissione, per Pd ‘solo per pochi’
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VENEZIA
22 maggio 2020
15:59
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Il Veneto vuole accorciare i tempi per l’indizione delle elezioni regionali, raccogliendo anche le sollecitazioni a votare presto venute negli ultimi giorni dal presidente Luca Zaia.
Oggi la prima Commissione del Consiglio regionale ha dato via libera, a maggioranza, a un Progetto di legge di iniziativa della Giunta, che modifica la legge elettorale nel punto in cui accorcia da 60 a 50 giorni il termine per l’indizione delle consultazioni. A detta del relatore, il vicepresidente Gianluca Forcolin, l’iniziativa legislativa vorrebbe armonizzare il termine con quello di altre Regioni, e visto che, in relazione all’emergenza Coronavirus, la legislatura è stata di fatto prorogata di tre mesi rispetto alla scadenza del 31 maggio, e contempla lo svolgimento delle elezioni in regime di election day. Il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti (Lega) ha ribadito quanto va dicendo Zaia, che cioè “votare a luglio si può e si deve” e che nella maggioranza di Governo “c’è chi ha paura delle urne elettorali”.
L’iniziativa ha tuttavia sollevato polemiche da parte delle opposizioni; in particolare il Capogruppo consiliare del Pd, Stefano Fracasso – che sarà relatore di minoranza in Aula – ha sostenuto che l’accorciamento dei tempi “nasconde la voglia del ‘voto per pochi’. Con le urne a luglio diventa praticamente impossibile per chi non è rappresentato a Palazzo Ferro Fini, presentare liste e partecipare alle elezioni. Così non va bene.
Le regole del gioco devono valere per tutti, non per i ‘privilegiati’ già in Consiglio”, conclude.
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Fase 2: scrivania a confine Gorizia
Divisa in due da rete. Incontro con primo cittadino Nova Gorica
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GORIZIA
22 maggio 2020
16:21
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Un’unica scrivania, tagliata a metà da una rete a causa della chiusura dei confini: è l’immagine simbolo dell’azione dimostrativa del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, e del primo cittadino di Nova Gorica (Slovenia), Klemen Miklavic, che si sono seduti allo stesso tavolo in piazza Transalpina – area per metà italiana e per metà slovena, che negli ultimi mesi è stata divisa da una rete a causa del diffondersi del coronavirus – per parlare di Europa.
“Mentre a Bruxelles i vertici dei paesi europei litigano su ogni cosa, ergono confini e, sulla gestione del virus ognuno va per conto suo, i sindaci di Gorizia e Nova Gorica – affermano – continuano a lavorare insieme per costruire l’Europa vera, quella dei cittadini e delle famiglie”.”Sia io sia il collega Miklavic – precisa Ziberna – abbiamo condiviso pensieri, informazioni e azioni, cercando anche di far dialogare i governi, per concertare le scelte sulla chiusura del confine.
Purtroppo non c’è ascolto ma noi andiamo avanti”.
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Appalti: Bellanova, serva modello agile
Italia ha bisogno di un modello agile per le infrastrutture
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
22 maggio 2020
16:41
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“Genova, Expo, chiamatelo come vi pare: il problema non è il nome. Il problema è dare all’Italia un modello agile e veloce per costruire le infrastrutture che servono al Paese. Un modello che le tragedie le previene”. Lo dichiara su Twitter la Ministra Teresa Bellanova “in risposta alla ministra De Micheli” sul tema dello sblocco dei cantieri, condividendo un video di Italia Viva dove si spiega in cosa consiste la proposta Italia Shock.
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Conte, no a Mes, si parte dai 500 mld Ue
Precisa,ottima base partenza ma Von der Leyen sia piu’ ambiziosa
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22 maggio 2020
17:07
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Giuseppe Conte torna a confrontarsi con gli esercenti della Capitale durante una passeggiata per le strade del centro storico di Roma. Il premier si e’ fermato davanti a diversi negozi interloquendo con i gestori e garantendo tempi piu’ veloci con il nuovo decreto per bonus, i 600 euro e la cig.
Il presidente del Consiglio ha chiarito poi di voler puntare sul decreto semplificazioni e di voler fare a meno del MES potendo sfruttare i 500 miliardi a fondo perduto indicati nella proposta Franco-tedesca: “Un ottimo punto di partenza – dice al Tg1 – anche se ho invitato la presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen ad essere ancora piu’ ambiziosa
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‘Ndrangheta: ex assessore Piemonte a giudizio
Voto di scambio l’accusa. A processo anche altri 10 imputati
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TORINO
22 maggio 2020
18:24
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E’ stato rinviato a giudizio Roberto Rosso, ex assessore regionale in Piemonte per Fdi, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Lo ha stabilito il gup Elena Rocci. Il rinvio a giudizio riguarda altri dieci imputati nell’inchiesta Fenice sulla presenza della ‘ndrangheta nel Nord-Ovest.
Il processo è stato fissato il 9 luglio ad Asti. Con ogni probabilità sarà riunito a un altro procedimento, già in corso nella città piemontese, chiamato Carminius.
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Caos sulla data delle regionali, Zaia-Emiliano: ‘Si voti a luglio’
Presidente Puglia “chiama” Mattarella. Resta ipotesi 20 settembre
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22 maggio 2020
22:00
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Caos totale sulla data in cui tenere le prossime regionali: polemiche tra maggioranza e opposizione, ma scontro aperto anche all’interno del centrodestra e clamorose prese di posizione dell’asse Luca Zaia e Michele Emiliano desiderosi di andare a votare già a luglio. Mentre l’esecutivo insiste nel dire che il suo obiettivo è arrivare a una soluzione quanto più condivisa, in Commissione Affari Costituzionali della Camera si sta lavorando a una mediazione a favore del 20 settembre, primo turno, 4 ottobre secondo. Una soluzione avanzata da Federico Fornaro, capogruppo di Leu, e sposata dall’azzurro Paolo Sisto. In questo modo si ricadrebbe ancora in una stagione dalle temperature miti, e ci sarebbe modo di svolgere una campagna elettorale in un periodo più consueto. Le altre forze si sono riservate di pronunciarsi. Una data su cui pesa però una incognita: proprio il 20 cade la festa ebraica Hannukkah, conosciuta anche con il nome di Festa delle luci o Festa dei lumi. Ma il voto esteso al lunedì potrebbe superare questo ostacolo.
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Durissimi, però, nel bocciare questa tempistica il Presidente del Veneto e quello della Puglia. Il primo, forte del successo con cui la sua amministrazione sta fermando il contagio, spinge per andare alle urne all’inizio dell’estate, appena possibile dopo la prevista riapertura della piena mobilità. “Non votare a luglio – attacca il governatore leghista – è una sospensione della democrazia, è la verità”. Anche il dem Michele Emiliano morde il freno, arrivando addirittura ad appellarsi al Colle: “L’unica cosa che non stanno riattivando – afferma a Repubblica – è la democrazia e non ne comprendo la ragione visto che la Costituzione non prevede la sospensione delle elezioni. Bisognerebbe votare a luglio e non spostare la data in autunno correndo il rischio di avere dati epidemiologici peggiori. Credo sia opportuno un intervento del presidente della Repubblica, custode della Costituzione”.
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Nettamente contraria alla soluzione di luglio, però, Forza Italia. Secondo il coordinatore enti locali azzurro, Maurizio Gasparri, non è possibile votare come suggerito dal governo il 13 settembre, figuriamoci prima. “Non si possono presentare le liste tra fine luglio e ferragosto, uccidendo la campagna elettorale e relegandola a qualche giorno dell’inizio di settembre”, osserva. Centrodestra diviso dunque non solo su quando votare ma su chi candidare, soprattutto in Puglia e in Campania: secondo gli accordi assunti mesi dai tre leader la prima regione tocca a Fratelli d’Italia e quindi a Raffaele Fitto, la seconda all’azzurro Stefano Caldoro. Contro questi due nomi, definiti a più riprese inadeguati a battere il centrosinistra, si schiera la Lega, che ad esempio in Puglia ha già lanciato una sua candidatura autonoma, quella di Nuccio Altieri. Ipotesi stoppata sul nascere da Fratelli d’Italia: “Non abbiamo alcuna intenzione – charisce Ignazio La Russa – di cambiare ciò che è già stato deciso dai tre leader”, come dire Fitto non si tocca. Anche sul fronte campano, malgrado lo scouting del partito di Salvini per un candidato alternativo, Forza Italia ha più volte fatto sapere che quella a favore di Caldoro è per loro la partita della vita.
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“Il Comitato tecnico scientifico indica, quale scelta più plausibile tra le diverse opzioni rappresentate dai ministri, l’effettuazione delle consultazioni elettorali all’inizio del mese di settembre, eventualmente su due giornate di voto”, in modo da “evitare picchi di affluenza”. E’ quanto si legge nel parere dato dal Cts al governo, in vista della decisione sulla data delle elezioni. Gli scienziati consigliano di convocare anche i ballottaggi “comunque entro il mese di settembre”.
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Fase 2: Campania, oggi riaprono gli stabilimenti balneari
10 mq per ombrellone.Comuni vigilino su fruizione spiagge libere
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NAPOLI
23 maggio 2020
08:41
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Via libera da oggi all’attività degli stabilimenti balneari in Campania, nel rispetto di un protocollo di sicurezza che prevede almeno 10 metri quadrati per ombrellone e 1,5 metri minimi tra sdraio e lettini, salvo che per gli appartenenti allo stesso nucleo familiare. Lo stabilisce una ordinanza firmata stasera dal governatore Vincenzo De Luca, che riapre anche gli zoo e prevede la fruizione delle spiagge libere previa adozione da parte dei Comuni di norme per limitare e controllare gli accessi.
L’accesso agli stabilimenti balneari dovrà avvenire tramite prenotazione (i nomi verranno conservati per 14 giorni), e i fruitori indosseranno la mascherina all’ingresso e all’uscita.
Consentita anche la nautica da diporto, con utilizzo dei posti ridotto del 25% nel caso che a bordo non viaggino persone dello stesso nucleo familiare: torna possibile anche lo sbarco sulle isole da tali mezzi ma solo per i cittadini residenti o domiciliati nel territorio regionale.
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Fico, Stato sia vicino per fermare mafia
Intervento in occasione dell’anniversario della strage di Capaci
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
23 maggio 2020
12:13
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“Il punto fondamentale è che lo Stato deve essere vicino a tutte le persone in difficoltà, le famiglie, gli imprenditori e deve riuscire ad arrivare a tutti.
In questo momento la mafia può essere più persuasiva e pervasiva, lì deve esserci lo Stato e deve uscire la mafia”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, a “Palermo chiama Italia”, su Rai Uno. “Tutti i provvedimenti che stiamo mettendo in campo, dai prestiti a fondo perduto ai finanziamenti a garanzia totale dello Stato servono a questo, anche il reddito di cittadinanza e il reddito di cittadinanza universale”.
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Santelli, storia Falcone reale a S.Luca
Commemorazione a San Luca, “vicini ai tanti con schiena dritta”
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SAN LUCA
23 maggio 2020
15:07
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“Venire a San Luca significa sfidare la retorica per dire che le parole di Falcone e la sua storia sono reali proprio in questi territori, nei quali le persone perbene sono tante e devono camminare con la schiena diritta. A loro dico che le istituzioni sono al loro fianco”.
Così la presidente della Regione Calabria Jole Santelli che, insieme a tutti i componenti la Giunta regionale, hanno ricordato Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta, con una iniziativa a San Luca. Tanti i rappresentanti delle istituzioni e persone che, nel rispetto delle norme Covid, hanno accolto l’invito del Presidente della Regione a ritrovarsi nel paese aspromontano. All’iniziativa hanno partecipato anche parlamentari, consiglieri regionali, il Presidente dell’Assemblea regionale, sindaci con la fascia tricolore e anche molti giovani, “in una giornata di grande unità – è scritto in una nota – per costruire una Calabria orgogliosa della sua ripartenza”.
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Falcone: Sardine, anche noi lenzuola bianche ai balconi
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
23 maggio 2020
17:48
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“Venire a San Luca significa sfidare la retorica per dire che le parole di Falcone e la sua storia sono reali proprio in questi territori, nei quali le persone perbene sono tante e devono camminare con la schiena diritta. A loro dico che le istituzioni sono al loro fianco”.
Così la presidente della Regione Calabria Jole Santelli che, insieme a tutti i componenti la Giunta regionale, hanno ricordato Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta, con una iniziativa a San Luca. Tanti i rappresentanti delle istituzioni e persone che, nel rispetto delle norme Covid, hanno accolto l’invito del Presidente della Regione a ritrovarsi nel paese aspromontano. All’iniziativa hanno partecipato anche parlamentari, consiglieri regionali, il Presidente dell’Assemblea regionale, sindaci con la fascia tricolore e anche molti giovani, “in una giornata di grande unità – è scritto in una nota – per costruire una Calabria orgogliosa della sua ripartenza”.
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Strage Capaci: S.Anna, lenzuola bianche da finestra-simbolo
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PISA
23 maggio 2020
17:48
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Lenzuola bianche appese all’ingresso della sede centrale e stese con un flash mob (nel rispetto delle norme di sicurezza) dalla finestra più rappresentativa del campus. Così la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha aderito alla giornata della legalità, con mobilitazioni online a livello nazionale per l’emergenza Covid-19 promosse dalla Conferenza dei rettori delle università italiane e da quella degli atenei siciliani, in concomitanza con l’anniversario della strage di Capaci, in cui furono uccisi dalla mafia Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della loro scorta. Alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa le lenzuola bianche sono state appese dal corpo allievi, con la partecipazione della rettrice Sabina Nuti. “La lotta contro tutte le mafie, per ribadire ancora una volta l’importanza della promozione dei valori della legalità e dell’integrità, chiama in causa tutti noi – commenta Sabina Nuti – come collettività e come singoli cittadini, attraverso la nostra responsabilità individuale. È necessario un impegno personale quotidiano, rinnovato per il periodo storico che viviamo e che coincide con la ripresa, lenta e graduale delle nostre attività”. “In questa giornata – aggiunge Sabina Nuti – e per il futuro siamo chiamati a fare nostre le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha fatto un illuminato riferimento a Giovanni Falcone e a chi ha combattuto le mafie, anche a costo della vita, come faro e come guida per le nostre azioni quotidiane, soprattutto in riferimento alle nuove generazioni. Questo è un invito che ci impegniamo ad onorare, a maggiore ragione noi come docenti”.
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Strage Capaci: lenzuola bianche in Rettorato Ateneo Cagliari
Rettrice del Zompo, impegno contro mafia non deve fermarsi
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CAGLIARI
23 maggio 2020
17:48
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Quattro lenzuola bianche appese alle finestre del Palazzo del Rettorato: così l’Università degli Studi di Cagliari aderisce all’invito della Fondazione Falcone a celebrare il Giorno della Memoria che ricorda ogni anno le vittime della strage di Capaci e tutti i caduti per mano mafiosa. Quest’anno l’iniziativa è dedicata a tutti coloro che in questi mesi si sono prodigati per il bene della Paese nella fase di emergenza coronavirus.
“Nel ricordo delle vittime delle stragi e delle tante persone coraggiose dei nostri giorni – si legge nella lettera scritta alla Rettrice Maria Del Zompo da Maria Falcone, sorella del magistrato barbaramente ucciso dalla mafia, oggi presidente della omonima Fondazione – vi invito a manifestare con noi: non potremo sfilare in corteo come nel passato, ma quale segno di unità nazionale nel contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata vi invito ad esporre, il 23 maggio, un lenzuolo bianco dagli edifici del vostro Ateneo, invitando la comunità accademica a seguire il vostro esempio”. “Ho ritenuto importante e doveroso aderire alla richiesta della Fondazione Falcone – afferma la DelZompo – Per questo abbiamo appeso alcuni lenzuoli bianchi e invitato prorettori, presidenti di facoltà, direttori di dipartimento e dei centri di servizio dell’Ateneo, dirigenti e Presidente del Consiglio degli studenti – e per loro tramite tutta la comunità accademica – a fare altrettanto sui vari edifici. L’impegno contro la mafia e le mafie non può arrestarsi mai: neanche il COVID-19 può far dimenticare i magistrati, le forze dell’ordine e i semplici cittadini che hanno perso la vita per questo. Questa iniziativa sottolinea l’impegno dell’Ateneo cagliaritano contro la criminalità”.
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Fase 2: Meloni,Abruzzo approva 70 mln aiuti a fondo perduto
A famiglie ed imprese. Sinistra di governo promette,da FdI fatti
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23 maggio 2020
16:07
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“Orgogliosi del buongoverno di Fratelli d’Italia. Grazie al governatore Marco Marsilio, la Regione Abruzzo ha approvato un pacchetto di norme per aiutare famiglie e imprese colpite dall’emergenza coronavirus. Parliamo di un intervento straordinario di 70 milioni di euro per aiutare i nuclei famigliari a rischio esclusione sociale, far arrivare soldi a fondo perduto alle aziende costrette a chiudere in questi mesi, sostenere gli asili e le materne pubbliche e paritarie, finanziare le borse di studio a tutti gli studenti universitari in graduatoria e aiutare i fuori sede a pagare l’affitto, dare una mano ai Comuni del litorale e montani ad affrontare i costi dell’emergenza. Mentre la sinistra al Governo continua a fare promesse, Fratelli d’Italia passa ai fatti.
Avanti così”. È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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Sit-in in 19 città, “tornare a scuola a settembre”
Azzolina: “Sono d’accordo, è una priorità del governo”
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23 maggio 2020
20:19
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Al grido “la scuola a distanza è la scuola d’emergenza”, insegnanti, studenti, genitori e bambini sono scesi in piazza in 19 città italiane per chiedere che da settembre si “torni tutti in classe”. Da Roma a Firenze, da Milano a Bologna, da Genova a Napoli si sono svolte manifestazioni organizzate dal comitato “Priorità alla scuola”. “Apertura delle scuole in presenza e in continuità da settembre”: è la richiesta che ha unito le piazze da Nord a Sud.  Indossando mascherine e mantenendo le distanze di sicurezza, i partecipanti hanno esposto striscioni e intonato slogan come “finché c’è il pc noi rimaniamo qui” e “la scuola dimenticata in piazza è tornata”. Tanti i bimbi che, muniti di gessetti, hanno ‘colorato’ il sit-in. “Condivido la necessità di quanti chiedono di tornare tra i banchi a settembre. E’ una priorità per il governo. Come già detto più volte siamo al lavoro insieme al Cts per la ripresa delle lezioni in presenza e in sicurezza a settembre”, ha scritto in serata su Twitter la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.
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In arrivo 60.000 assistenti civici tra disoccupati
Anche chi ha reddito cittadinanza, per aiutare e vigilare Fase 2
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24 maggio 2020
12:45
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In arrivo 60 mila ‘assistenti civici’ che avranno il compito di aiutare e vigilare durante la Fase 2.
In settimana sarà lanciato il bando rivolto “a inoccupati, a chi non ha vincoli lavorativi, anche percettori di reddito di cittadinanza o chi usufruisce di ammortizzatori sociali”. Lo annunciano in una nota congiunta il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sindaco di Bari, spiegando che gli assistenti saranno “individuati su base volontaria”.
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Arcuri, app Immuni a fine mese, non ci saranno ritardi
Prossima settimana incontro Pisano-Regioni su App
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23 maggio 2020
13:23
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La app Immuni “arriverà sul mercato a cavallo della fine del mese. Mancano otto giorni e non ci sarà alcun ritardo”. Lo ha detto il commissario all’emergenza, Domenico Arcuri.
Un incontro tra il ministro dell’Innovazione Paola Pisano e le Regioni sull’app si terrà la prossima settimana in videoconferenza. E’ quanto concordato su sollecitazione dei presidenti regionali, secondo quanto si apprende. All’incontro parteciperanno anche il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, quello della Salute Roberto Speranza e gli assessori regionali alla Sanità, secondo quanto riferito.
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Conte: “La risposta dello Stato sarà forte, il piano delle mafie fallirà”
Maria Falcone: sostenere le giovani menti
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23 maggio 2020
16:45
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“Adesso più che mai dobbiamo vigilare. Le mafie si nutrono delle difficoltà dei cittadini. Di fronte alla pandemia che sta danneggiando il tessuto occupazionale, il sistema produttivo, la risposta dello Stato deve essere forte, rapida e incisiva”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte nell’anniversario della strage di Capaci. “Gli uomini e alle donne facendo il loro dovere, con amore e dedizione, ogni giorno ci dimostrano che l’Italia è un grande Paese e ci rafforzano nella convinzione che il “piano” delle mafie è destinato a fallire”, aggiunge.
Lo Voi: Falcone e Borsellino unici poi solo imitatori – Giovanni Falcone e Paolo Borsellino “sono stati unici” e “magistrati come loro purtroppo non ce ne sono stati più e non ce n’è sono adesso. C’è stato forse qualche imitatore, sicuramente in buona fede ma non sono gli originali. Gli imitatori fanno ridere, a volte”. Così il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, intervenendo alla Conferenza dei rettori siciliani che ha organizzato l’evento in streaming, per ricordare la strage di Capaci e le vittime di mafia.
Il messaggio di Mattarella – “La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre”. L’ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 28/o anniversario della strage di Capaci.
“I mafiosi non avevano previsto – aggiunge Mattarella – che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi”.
Nel videomessaggio ai giovani delle scuole del progetto ‘La nave della legalità’, Mattarella ha detto che devono essere “fieri” dell’esempio di Falcone e Borsellino e di ricordarlo sempre.
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Deposta una corona di alloro sul luogo dell’eccidio  – Il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani, il questore di Palermo Renato Cortese, Maria Falcone, sorella del giudice e Tina Montinari, la vedova del caposcorta del giudice, il comandante provinciale dei carabinieri Arturo Guarino e il comandante provinciale della Guardia di finanza Antonio Quintavalle hanno deposto una corona sul luogo della strage di Capaci.
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A causa dell’emergenza coronavirus, quest’anno non ci saranno manifestazioni e la fondazione intitolata al magistrato ha proposto di esporre un lenzuolo bianco ai balconi.
Sarà celebrata una messa nella chiesa di San Domenico, dove è sepolto Falcone, e alle 17.58 – ora della strage – un minuto di silenzio davanti all’albero Falcone, in via Notarbartolo.
Maria Falcone: sostenere le giovani menti – “La cosa più bella è il movimento che parte dalla base giovanile dell’Università, la loro voglia di portare avanti i valori di Giovanni, Paolo e Francesca dobbiamo agevolarla. Noi tutti adulti dobbiamo continuare ad aiutare i giovani, da anni come Fondazione incoraggiamo i ragazzi. Dobbiamo approfittare delle potenzialità delle giovani mente, Giovanni diceva per vincere la mafia non basta la repressione”. Così Maria Falcone intervenendo alla Conferenza dei rettori in streaming, organizzata per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, gli agenti della scorta e tutte le vittime della mafia.
La polizia: il coraggio della scorta sia guida per giovani – “La polizia sulle note del Silenzio, nel sacrario dei caduti ricorda con commozione e orgoglio gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina che, insieme ai giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, 28 anni fa sono stati trucidati dalla barbarie mafiosa. Tanto è stato fatto ma ancora molto resta da fare. È un dovere far vivere ogni giorno quel patrimonio di valori di legalità e giustizia che quei servitori della Stato, pagandolo con il sangue, ci hanno lasciato in eredità. Il loro coraggio e la loro forza d’animo possano fungere da guida per le giovani generazioni”. E’ quanto si legge in una nota della polizia.
Azzolina, la scuola è baluardo di legalità – “Lo Stato c’è, la scuola c’è. La scuola è stata offesa recentemente da due episodi a Napoli e Palermo, nei quartiere difficili dove sono stati rubati anche tablet e pc degli studenti disabili. Voglio dire a tutti che chi offende la scuola, offende lo Stato e lo Stato c’è per combattere la mafia, per dare delle risposte perché la scuola è baluardo della legalità e lo sarà sempre”. L’ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina durante #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa in ricordo delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio.
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Vertice sul decreto scuola, è stallo sui concorsi. Conte farà proposta di mediazione
La ministra Azzolina e il M5s vogliono che le prove si svolgano. Pd e Leu invece sono per il ricorso alle graduatorie
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22 maggio 2020
23:21
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E’ stallo sul decreto scuola, sul quale da giorni va avanti un braccio di ferro nella maggioranza. Dopo tre ore di vertice a Palazzo Chigi ci si aggiorna a una nuova riunione che potrebbe tenersi già domani, 23 maggio. Sarà il premier Giuseppe Conte, è stato deciso, ad avanzare una proposta di mediazione per arrivare a un accordo sul nodo dei concorsi per gli insegnanti e sulla norma del decreto scuola che dovrà essere votata lunedì. Ma le posizioni non si sarebbero avvicinate.
La ministra Azzolina e il M5s vogliono che le prove si svolgano. Pd e Leu invece sono per il ricorso alle graduatorie.

Il vertice sui concorsi per la scuola non ha scalfito, a quanto si apprende, il muro contro muro che vede da un lato M5s e Iv, dall’altro Pd e Leu. Lo spiegano fonti di maggioranza. Nella riunione, che descrivono a tratti tesa, si sarebbero cristallizzati i due “schieramenti”: M5s e Iv sostengono la linea della ministra Lucia Azzolina che è a favore dello svolgimento delle prove concorsuali, salvo impennate dei contagi; Pd e Leu sono contro questa posizione e propongono di procedere alla selezione attraverso le graduatorie.

M5s ribadisce il proprio no a graduatorie per titoli per i precari della scuola. Ma un accordo è possibile tramite un concorso che garantisca il merito. E’ questa la posizione dei Cinque stelle a quanto si apprende da fonti M5S al termine del vertice di maggioranza sulla scuola.
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La Cgil, la Uil e lo Snals si sono già dette pronte alla mobilitazione e a proclamare la fine della tregua sindacale se non si arriva al concorso per titoli. I tempi sono sempre più stretti: il decreto scuola, all’esame del Senato, a fine mese deve passare all’esame della Camera ed essere varato definitivamente entro il 7 giugno.

“I nostri ragazzi, gli studenti di oggi, rappresentano il futuro del nostro Paese. Meritano un’educazione di assoluto valore che deve arrivare loro attraverso una scuola di qualità e al passo coi tempi. No ai ricatti, no concorsi per soli titoli”. Lo scrive su twitter il viceministro al Mise Stefano Buffagni.
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Appalti, Renzi chiede un piano shock da 120 miliardi
De Micheli pronta a portare in CdM un piano da 196 miliardi, sostegno del PD
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22 maggio 2020
21:41
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“Adesso vogliamo concretizzare, tutti insieme. Questo vale soprattutto per i cantieri. Ho detto in aula: io non voglio un sottosegretario in più, io voglio un cantiere in più. Se liberiamo 120 miliardi di euro sui cantieri, l’Italia potrà affrontare la crisi post-Coronavirus in modo diverso. Il piano shock salverà migliaia di posti di lavoro”. Lo scrive Matteo Renzi leader di Iv, nella sua Enews. “Ogni cantiere sbloccato sono famiglie che recuperano il diritto al futuro. E sono opere utili al Paese. Ogni giorno che perdiamo è un giorno perso per tutti”.
La ministra Paola De Micheli, a quanto si apprende da fonti Dem, intende portare in Consiglio dei ministri a giugno, come allegato al Def, un piano da 196 miliardi di opere già finanziate e da realizzare per i prossimi 15 anni, con l’obiettivo di “mettere a terra” tra i 15 e i 20 miliardi entro il prossimo anno. Ed è dal “piano De Micheli”, spiegano i Dem, che il Pd intende ripartire: “Un piano concreto, reale dei cantieri che lavora sul concetto di concorrenza trasparente delle società di costruzioni”. Alcune norme, viene spiegato, potrebbero essere anticipate e inserite nel decreto semplificazioni cui sta lavorando il governo. L’idea è che il codice degli appalti vada migliorato prendendo le cose buone che ci sono e correggendo quelle che non hanno funzionato, nella consapevolezza che su alcuni punti c’è già una convergenza sia fra i partiti della maggioranza sia fra gli operatori del settore. Quanto ai commissari, l’idea è introdurli “per opere che richiedono la soluzione di complessità difficilmente superabili con la normale amministrazione”, come i cantieri fermi per stratificazioni giudiziarie. Nel piano  sono proposte procedure negoziate sotto la soglia europea dei cinque milioni di euro; semplificazione di alcune procedure di finanziamento delle grandi opere, a partire dai contratti di programma di Anas e Rfi; semplificazione delle autorizzazioni e riduzione dei livelli di progettazione.
”Genova – ha detto De Micheli – è stata una grandissima operazione, di soddisfazione per quella città e per tutto il Paese. Mi auguro che non sia replicabile perché è nata da una tragedia per il Paese. Noi dobbiamo arrivare prima che accada una cosa del genere come a Genova – continua la ministra -. Provare a mettere un freno a queste infrastrutture vecchie e dove la manutenzione non è stata fatta per tanto tempo”.
Il modello Genova per i cantieri, come detto oggi dal ministro Paola De Micheli, ha “funzionato bene” per alcuni aspetti come i protocolli antimafia e la sicurezza del lavoro. Però, ragionano fonti Pd, è evidente che Genova aveva alcune condizioni che non sono replicabili: “Non è semplice trovare sempre chi regala un progetto per una grande opera, non avremo un sistema di finanziamento a pie’ di lista come quello del decreto Genova, non avremo neanche la facilità di autorizzazioni per un’opera che doveva sostituire una opera già esistente, esattamente nello stesso posto e con la stessa funzione. Se si parla di Modello Genova per tutto – sottolineano dal Pd – significa non conoscere la realtà dei meccanismi alla base del nostro sistema normativo, a tutela della sicurezza delle persone e contro le infiltrazioni mafiose”.
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La ‘giustizia non riparte’, i penalisti protestano
Manifestazione davanti al Tribunale di Roma, si tolgono la toga
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ROMA
22 maggio 2020
13:24
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Hanno consegnato la toga nella mano del presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati, Antonio Galletti, per protestare sulla situazione dei Tribunali a Roma e in Italia dopo l’emergenza coronavirus. E’ la protesta messa in atto oggi dai penalisti capitolini a piazzale Clodio, a pochi metri dall’ingresso della cittadella giudiziaria.
“E’ una protesta per noi molto significativa, nello scrollarci di dosso la nostra seconda pelle che è la toga e che io per esempio porto da 25 anni – afferma Cesare Placanica, presidente della Camera penale di Roma – non è più tollerabile che un servizio essenziale per il Paese come la giustizia ancora non sia ripartito. Auspichiamo che si metta mano a un provvedimento che possa stabilire i criteri per la ripartenza, per quali tipi di reati, quali siano le condizioni di sicurezza accettabili, in modo da consentire al Paese di ripartire”.
“L’Italia non può più fare a meno della mancanza di una funzione essenziale che è quella della giustizia”. Galletti afferma, che gli avvocati stanno rispettando “le distanze sociali, abbiamo le mascherine e tutti i presidi sanitari, ma vogliamo che la macchina della giustizia riparta. I cittadini non possono avere rinvii di un anno o di 6 mesi ma hanno bisogno di una risposta della giustizia in tempi europei”.
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Soros: ‘Preoccupato per l’Italia. Salvini vuole che lasci la Ue’
Intervista a De Telegraaf del magnate: ‘L’allentamento delle norme sugli aiuti di Stato è stato particolarmente ingiusto con l’Italia’
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BRUXELLES
22 maggio 2020
14:27
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“Sono particolarmente preoccupato per l’Italia. Matteo Salvini, si sta agitando affinché il Paese lasci l’euro e l’Ue”. Lo afferma in il magnate George Soros in un’intervista al quotidiano olandese De Telegraaf. “Fortunatamente, la sua popolarità personale è diminuita da quando ha lasciato il governo, ma il sostegno a lui sta guadagnando slancio”, continua Soros.
“Cosa sarebbe dell’Europa senza l’Italia?”, si chiede Soros, spiegando che “l’Italia era solita essere il paese più filo-europeo” con “gli italiani che si fidavano dell’Europa più dei propri governi e con buone ragioni. Ma sono stati maltrattati durante la crisi dei rifugiati del 2015”. Soros ricorda che “l’Ue ha applicato i cosiddetti regolamenti di Dublino che imponevano tutti gli oneri ai paesi di primo approdo dei rifugiati e non offrivano alcuna condivisione degli oneri finanziari”. E ciò accade “quando gli italiani decidono di votare per la Lega di Salvini e il M5S”.
Nell’intervista Soros spiega come la Ue possa mantenere il suo rating AAA e emettere perpetual bond, conosciuti come Consol in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, per affrontare la duplice sfida del Covid e del cambiamento climatico. La sua proposta prevede che la Ue autorizzi l’utilizzo di “risorse proprie” sufficienti senza attendere che i fondi siano materialmente raccolti. Soros sottolinea come i perpetual bond non vadano confusi con i Corona Bond, che sono già stati rifiutati in modo deciso. Gli Olandesi, continua Soros, possono fare una scelta: “continuare ad opporsi ai Consol e di conseguenza accettare un raddoppio del bilancio, oppure convertirsi in sostenitori convinti dei Consol e, in caso di successo, aumentare solo del 5% il loro contributo al bilancio. Il capitale dei Consol non verrà mai ripagato, verrebbero pagati solo gli interessi. Nell’ipotesi di un tasso dello 0,5%, un’emissione da 1.000 miliardi di euro costerebbe 5 miliardi all’anno, con un rapporto, secondo Soros, “incredibilmente basso di 1:200”.
Gli unici obblighi per i membri Ue riguarderebbero i “trascurabili” pagamenti degli interessi annuali, un grado di mutualizzazione che dovrebbe venire “facilmente accettato” dagli stati membri all’unanimità o sotto qualche forma di “cooperazione di volontà”. I Consol hanno anche un altro grande vantaggio. I fondi raccolti non devono essere distribuiti secondo il “parametro fiscale” delle quote di partecipazione dei diversi stati membri nella Bce. Possono essere invece allocati a chi ne ha maggiore necessità, con la gran parte che andrebbe ai paesi del Sud in quanto colpiti in maniera “più pesante”, potendo così arrivare ai soggetti più bisognosi, tra cui i lavoratori agricoli irregolari.
“L’allentamento delle norme sugli aiuti di Stato, che favoriscono la Germania – prosegue – è stato particolarmente ingiusto nei confronti dell’Italia, che era già il malato d’Europa e poi il più colpito dal Covid-19”.
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Carceri, Antigone: 17 suicidi nei primi 5 mesi del 2020
Nel 2019 sono stati 53 in totale. Sono 119 i detenuti contagiati dal covid, 4 i morti
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22 maggio 2020
11:57
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Nei primi cinque mesi dell’anno sono stati 17 i suicidi nelle carceri italiane. Lo scrive l’associazione Antigone nel rapporto sulle condizioni detentive in Italia. “Nel 2019 – aggiunge il report – sono stati 53 in totale i suicidi negli istituti penitenziari italiani a fronte di una presenza media di 60.610 detenuti ovvero un tasso di 8,7 su 10.000 detenuti mediamente presenti, a fronte di un tasso nel Paese di 0,65 suicidi su 10.000 abitanti”. Negli istituti di pena, dunque, si muore per suicidio 13,5 volte di più che all’esterno.
Negli ultimi due mesi e mezzo, da quando cioè è scoppiata l’emergenza sanitaria coronavirus, “il numero di detenuti nelle carceri italiane è sceso del 13,9%”, passando dai 61.230 ai 52.679 (-8,551), riportano i dati diffusi da Antigone, secondo i quali anche il tasso di sovraffollamento è sceso, questa volta del 18%, dall’inizio della crisi: dal 130,4% di fine febbraio si è passati al 112,2% del 15 maggio. “Da fine febbraio al 19 marzo le presenze in carcere sono calate di 95 persone in meno al giorno – spiega l’associazione -. Questa tendenza accelera con l’entrata in vigore del decreto ‘Cura Italia’, che prevede le prime misure deflattive: dal 19 marzo al 16 aprile la popolazione detenuta cala ulteriormente di 158 persone in meno al giorno. Dal 16 aprile in poi il clima cambia. Si pone il tema delle scarcerazioni di persone appartenenti alla criminalità organizzata e così le presenze in carcere calano di 77,3 presenti al giorno, meno della metà di prima”.
Sono 119 i detenuti contagiati dal coronavirus nelle carceri italiane, mentre 162 invece gli operatori penitenziari. Le vittime sono 8 in totale: quattro detenuti, due medici e due agenti di polizia penitenziaria. Lo si evince dal report diffuso oggi. “Nella maggior parte degli istituti non si è verificato nemmeno un caso di contagio – spiega l’associazione – ma a Verona ad esempio si è parlato di 29 casi di covid-19, a Torino di 67, numeri altissimi se paragonati al resto del Paese. In Francia, una settimana prima, erano rispettivamente 118 e 292; in Spagna, il 12 maggio, erano 60 e 318. Negli Usa, al 15 maggio, erano 29.814 e 9.231, e 415 detenuti e 38 operatori erano morti”.
I reclusi in alta sicurezza che sono stati scarcerati sono 494. Di questi 253 erano in attesa di giudizio, mentre “degli altri 245 solo 6 sono stati scarcerati grazie alle misure previste dal decreto ‘Cura Italia’ per decisione del magistrato di sorveglianza”, si legge ancora nel rapporto. Per quanto riguarda i detenuti al 41-bis, 747 in tutto, a quattro di loro sono stati concessi i domiciliari per motivi di salute.
“Gli ergastolani in Italia sono più della media: il 4,4%, a fronte di una media del 3%”, si legge nel nuovo rapporto di Antigone. “I dati – spiega l’associazione – mostrano come sia infondato lo stereotipo per cui in Italia chi va in carcere ne esce subito dopo. Il 27% ha una pena compresa tra i 5 e i 10 anni (il doppio della Francia, a fronte di una media europea del 20,5%), il 17% tra i 10 e i 20 anni (media europea del 12%) e il 6% più di 20 anni (media europea del 2,5%)”. Un terzo dei detenuti, secondo il report, è in carcere per aver violato la legge sugli stupefacenti. “Con un’altra legge – sostiene Antigone – si risparmierebbe un miliardo di euro”.
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M5s, Volpi si dimetta da guida Copasir per tumulti in Aula
“È gravissima la reazione violenta di Volpi che ha aggredito i banchi del governo ” dice la parlamentare Di Lauro.
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22 maggio 2020
11:54
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“È gravissima la reazione violenta del deputato Raffaele Volpi che” ieri durante la bagarre in Aula sulla sanità lombarda, “ha aggredito i banchi del governo e rotto i microfoni in prossimità della postazione della Ministra Azzolina. Un’azione ancor più inaccettabile perché a commetterla è stato il presidente del Copasir che, perdendo il controllo, ha dimostrato di non essere idoneo al suo incarico. Non soddisfatto il deputato ha poi aggredito con violenza i banchi della presidenza della Camera, aggredendo verbalmente il Presidente Roberto Fico. Simili comportamenti non possono e non devono passare impuniti, non possiamo far finta che non sia successo niente. Sono doverose le dimissioni dalla presidenza del Copasir”. Lo scrive su Facebook Carmen di Lauro, deputata del Movimento 5 Stelle.
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Coronavirus: salta anche la parata del 2 Giugno
Il presidente della Repubblica renderà onore alla tomba del Milite ignoto
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21 maggio 2020
20:40
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Niente parata militare lungo i Fori Imperiali per la Festa della Repubblica del 2 giugno: è questo – secondo quanto si apprende, anche se non ci sono indicazioni ufficiali – l’orientamento prevalente, dopo una serie di incontrati e contatti, anche nelle ultime ore, tra la Difesa – preposta all’organizzazione della “Rivista militare” – e il Quirinale. Allo stato, la cerimonia di Roma dovrebbe ricalcare quella, all’insegna della massima sobrietà, svoltasi il 25 aprile. Il presidente della Repubblica renderà onore alla tomba del Milite ignoto, anche se questa volta al Vittoriano non dovrebbe essere solo, ma accompagnato – a rigorosa distanza di sicurezza – dalle alte cariche dello Stato normalmente presenti a questo momento celebrativo.
Come avvenuto per la Festa della Liberazione, il sorvolo delle Frecce Tricolori dovrebbe chiudere la cerimonia, mentre non è ancora del tutto esclusa la presenza – solo simbolica e rappresentativa – di alcuni uomini e mezzi delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato.
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Csm: via libera al trasferimento del Pm Sirignano
Magistrato antimafia finito nelle intercettazioni del caso Palamara
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21 maggio 2020
18:47
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Con 21 voti favorevoli, e tre voti a favore dell’archiviazione del caso, il Csm ha dato il via libera al trasferimento d’ufficio per il pm della procura nazionale antimafia Cesare Sirignano finito nelle intercettazioni del trojan di Luca Palamara. A favore dell’archiviazione ha votato solo Unicost, la corrente di riferimento di Sirignano e dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara.
Il consigliere indipendente del Csm Nino Di Matteo, intervenendo nel dibattito in plenum, aveva dato parere favorevole alla proposta di trasferimento d’ufficio per il pm della procura nazionale antimafia Cesare Sirignano, la cui posizione è finita al vaglio del Consiglio per alcuni colloqui telefonici sulla nomina del procuratore di Perugia avuti con Luca Palamara, il pm romano finito sotto inchiesta per corruzione. Per Di Matteo, Sirignano ha portato in Antimafia interessi correntizi.
“Sarei ipocrita se non dicessi che fin dall’inizio ho seguito queste vicende. Le attività professionali mie e del dottor Sirignano si sono incrociate in Antimafia per quasi 2 anni, per questo avevo pensato di astenermi e di non partecipare al voto. Forse sarebbe stato più comodo astenermi e lavarmi le mani ma sono un consigliere del Csm e su una questione così importante e di interesse generale non posso astenermi”, ha detto Di MAtteo. “Il dott. Sirignano parlando della DNA, cioè dell’ufficio che ha compiti importantissimi di coordinamento e di impulso rispetto a tutte le attività antimafia d’Italia, invece di respingere al mittente, ha avallato – ha proseguito Di Matteo – le pretese di Palamara di portare nel cuore dell’Antimafia interessi correntizi, piuttosto che il merito e la capacità”. Sirignano, secondo Di Matteo, “anche nell’audizione di ieri davanti al Plenum, ha affermato che anche per questioni così importanti come le nomine e gli assetti della DNA ‘se non hai l’appoggio della tua corrente non hai dove andare’ e ha ribadito ‘avevamo come dominus Palamara’”. “Stiamo parlando dell’assunzione di questo criterio, a criterio condiviso per regolare le attività di contrasto alla mafia. E questo per me è molto grave”, ha proseguito Di Matteo. “Dagli atti emerge che Sirignano non si limitava a subire le scelte di Palamara, ma lo rassicurava affermando in più occasioni che delle richieste di Palamara ne avrebbe parlato con il Procuratore Nazionale o con il politico Ferri. Cioè le correnti, per il dott. Sirignano, dovevano entrare nella determinazione del lavoro della Procura antimafia. ‘Ne parliamo con Federico e con Cosimo’, erano le sue risposte a Palamara. Questo risulta dalle intercettazioni”, ha concluso Di Matteo.
Per il togato di Unicost Michele Ciambellini, occorreva invece archiviare il procedimento a carico di Cesare Sirignano perché “la procedura di trasferimento” deve “essere applicata con adeguate garanzie di approfondimento del fatto”. Secondo Ciambellini, “la procedura doveva essere sospesa per pregiudizialità del procedimento disciplinare. Non è una materia in cui possono essere emessi provvedimenti esemplari, ma solo provvedimenti giusti. L’audizione del collega ha dimostrato la fondatezza di una diversa ricostruzione dei fatti che doveva essere approfondita”, aveva concluso Ciambellini.
Per il laico della Lega Stefano Cavanna “dalla bocca del dott Sirignano e dal suo difensore abbiamo sentito cose devastanti sulla magistratura”, ed è necessario trasferirlo. “Trovarsi davanti ad un pm di tale levatura che rivendichi candidamente che tutte le nomine inevitabilmente vengano fatte con il Cencelli delle correnti- ha proseguito Cavanna nel suo intervento al Csm- non è un bello spettacolo. Per il dott Sirignano è scontato che questa era ed è la regola, per lui si dibatte sull’appartenenza, non sulle qualità professionali”. “Da cittadino -ha sottolineato il consigliere della Lega- non avrei mai pensato che in Csm mi sarei trovato davanti a cose di questo genere. Ieri ha chiaramente affermato che negli uffici i criteri guida sono legati all’appartenenza alla corrente . Siamo alla gestione personalistica della cosa pubblica”. Secondo Sirignano, riassume Cavanna, “si diventa capo degli uffici per amicizia e non bravura. Ieri mi sono spaventato perché se il magistrato nominato è anche bravo è perché ci va di fortuna. Sono molto scorato. In Csm, in questo periodo, siamo alle prese con una spaventosa matassa inestricabile di rapporti”. Cavanna ha votato a favore del trasferimento per incompatibilità, per la pratica di maggioranza.
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Coronavirus: assalto al mare nel primo weekend dopo il lockdown
Tanti in spiaggia a Rimini,pienone a Mondello.Lunedì apre Puglia
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23 maggio 2020
19:29
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L’attesa è finita. Nel primo weekend dopo il lockdown gli italiani sono tornati al mare, per il primo tuffo di stagione o anche solo per prendere il sole e camminare a piedi nudi nella sabbia. Via libera alla stagione balneare quasi ovunque, da Rimini a Mondello, da Lignano alla Versilia anche se non tutti gli stabilimenti sono riusciti a riaprire in tempo per adeguarsi alle linee guida anti-Covid. E pure i bagnanti hanno dovuto fare i conti con la nuova mole di divieti, controlli e regole necessarie per evitare assembramenti e scongiurare nuovi picchi di contagi da coronavirus. In riviera romagnola Rimini si è popolata di gente fin dalle prime ore del mattino.
Complice il bel tempo, tanti riminesi hanno raggiunto il lungomare dove però non hanno trovato ombrelloni e sdraio a causa del ritardo nei lavori degli stabilimenti. In alcune zone dell’arenile erano ancora al lavoro le ruspe per spianare la sabbia. “Finalmente noi riminesi ci godiamo la nostra spiaggia”, dice Sabrina, cliente dell’unico bagno aperto nel tratto di Marina Centro. A Rimini i gestori ancora aspettano l’ordinanza comunale che regola la riapertura degli stabilimenti. Riapertura timida al Lido di Venezia, con quattro stabilimenti e la spiaggia libera pronti a riaccogliere almeno i residenti. Nessuna ressa anche perché la giornata non particolarmente soleggiata non ha aiutato. Altre spiagge attrezzate apriranno fra una settimana mentre le spiagge di Chioggia saranno fruibili fino a metà giugno solo a uso elioterapico.
Gente in spiaggia ma nessun assalto nemmeno a Lignano Sabbiadoro, dove sdraio, ombrelloni e altri servizi non saranno disponibili fino alla fine di maggio-primi di giugno. A Grado sulle spiagge libere sono comparsi picchetti per indicare le distanze da rispettare. Dall’altra parte dello stivale il colpo d’occhio è stato diametralmente opposto. Mondello, la spiaggia più frequentata dai palermitani, fin dalla mattina è tornata affollata, con temperature e scenario decisamente estivi. Una presenza massiccia di persone che ha reso difficile il rispetto delle misure di distanziamento richiesto dalle norme anti coronavirus. Nei primi giorni della fase 2 dopo il lockdown già tanti palermitani avevano preso d’assalto la spiaggia e nella giornata di sabato i numeri sono aumentati. I controlli sono scattati ma far rispettare l’obbligo imposto dalla Regione ai bagnanti di non “sostare” sull’arenile non è stato semplice. In base all’ordinanza si può infatti fare il bagno per svolgere attività motoria, ma non si può prendere la tintarella o sostare sulla spiaggia almeno fino al 6 giugno. Non esattamente quello che si è visto.
Nell’altra grande isola, in Sardegna, prova distanze superata al Poetto, la “spiaggia dei centomila” dei cagliaritani, popolata in modo ordinato da famiglie e gruppi di amici. Distanze assicurate anche nel Nuorese: i litorali che si estendono per chilometri, dall’Ogliastra alla Baronia alla bassa Gallura, hanno garantito il distanziamento richiesto dall’emergenza sanitaria. Primo esame superato pure nell’Oristanese. A poco meno di una settimana dal debutto ufficiale della stagione balneare, quando saranno permessi anche tintarella e tuffi, la voglia di mare sul litorale romano è esplosa. Molti in mattinata hanno passeggiato in riva al mare, soprattutto giovani e famiglie con bambini, o sui lungomare di Ostia, Fiumicino e Fregene. Qualcuno ha pure “sgarrato” e si è sistemato col telo mare in spiaggia concedendosi pure un tuffo.
Stretta sulle spiagge libere invece in Costiera Amalfitana dove alcuni sindaci, in attesa di varare il piano necessario per garantire il distanziamento sociale, hanno disposto la chiusura degli arenili. A Cetara il primo cittadino ha chiamato i vigili per allontanare le persone che erano sull’arenile. Maremma ancora chiusa, Livorno, Elba e Costa degli Etruschi pure. Ma sul litorale toscano si è registrato lo scatto in avanti della Versilia, da Viareggio a Forte dei Marmi, dove ha riaperto un centinaio di stabilimenti, circa un quarto dell’offerta, con bar e ristoranti in funzione. Primi clienti, anche da fuori provincia, ma ancora niente calca. I bagnanti sono stati invitati a indossare la mascherina protettiva. La Puglia scalda i motori: 900 chilometri di spiagge saranno aperti da lunedì 25 maggio ma solo il 10% dei lidi è pronto.
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Fase 2: il Veneto lunedì riapre i parchi divertimento
Da 1 giugno via a servizi infanzia. dopo cinema e discoteche
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23 maggio 2020
17:02
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Dal 25 maggio in Veneto riaprono parchi tematici e aree di intrattenimento, i noleggi di auto, bici e moto, gli informatori medici e del farmaco, aree giochi per bambini all’aperto, anche nei centri commerciali e strutture ricettive. Lo dispone il governatore Zaia con una ordinanza secondo le linee guida approvate ieri dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni. Potranno riaprire centri sociali, sedi culturali e circoli. Riparte la formazione professionale per laboratori, esami e tutoraggio. Con una ulteriore ordinanza dal primo giugno ripartono i servizi per l’infanzia 0-17 anni.
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Fase 2: a Roma riaperti 90% dei bar e 75% dei ristoranti
Ok 95% settore food asiatico. numeri positivi in periferia
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23 maggio 2020
20:11
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Nella Capitale hanno riaperto, dal 18 maggio, il 90% dei bar, il 75% dei ristoranti e il 95% che riguarda il segmento dei ristoranti asiatici. Lo rende noto la Fiepet-Confesercenti. Numeri ‘positivi per i pubblici esercizi presenti in periferia, mentre il centro storico paga l’assenza del turismo di massa’ rileva Claudio Pica, presidente dell’Associazione secondo il quale gli incassi di questa primissima fase di riapertura sono lontani dal ‘break-even’, per raggiungere l’auspicabile punto di pareggio e di equilibrio dei conti si dovrà ancora attendere’.
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Mattarella: ‘Giornali parte vitale del tessuto democratico’
Il saluto del presidente per i 75 anni del quotidiano Alto Adige
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BOLZANO
24 maggio 2020
10:30
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“La storia – e l’attualità – dei giornali e dell’editoria locale è parte vitale di quel tessuto democratico che ha consentito al nostro Paese di progredire nel benessere e nei diritti”. Lo afferma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un occasione del 75/o anniversario di fondazione del quotidiano Alto Adige. Come ribadisce il presidente nel saluto, pubblicato oggi dal giornale, “l’essenziale principio di libertà, sancito dall’ articolo 21 della Costituzione, trova necessaria attuazione proprio nella ricchezza che deriva dalle diversità e dalla molteplicità”.
“L’Alto Adige-Sud Tirol, nato per iniziativa di chi aveva combattuto per la Liberazione dal nazifascismo, si è trovato nella sua vita a presidiare un altro fondamento costituzionale: la tutela delle minoranze, solennemente affermata dall’articolo 6. Le vicende di questi decenni non ci hanno risparmiato momenti di difficoltà, ormai lontani, ma possiamo ben dire che l’Italia, nel percorso che prese avvio dall’accordo Degasperi-Gruber, è diventata un modello di integrazione e di convivenza per l’intera Europa”, prosegue Mattarella.
“L’Unione Europea – ribadisce il presidente – ha avuto la significativa ispirazione di definirsi come ‘unione di minoranze’. In questo cammino l’Alto Adige e il Trentino hanno svolto un ruolo positivo, di dialogo, di fattiva costruzione di una comunità moderna e aperta. Ogni giorno sono stati capaci di descrivere e dare voce a forze sociali, civili, economiche, a cittadini che operavano per lo sviluppo e per una sua migliore qualità”, afferma Mattarella.
Il quotidiano Alto Adige compie 75 anni – Il quotidiano Alto Adige compie oggi 75 anni. Fondato dal Cnl, è uscito per la prima volta in edicola il 24 maggio del 1945. Per l’anniversario il giornale pubblica uno speciale con un editoriale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che sottolinea il “ruolo positivo, di dialogo, di fattiva costruzione di una comunità moderna e aperta”. Da quattro anni Alto Adige e Dolomiten escono dalla stessa rotativa della casa editrice Athesia, ricorda l’editore Michl Ebner.
“L’opportunità di avere un unico centro stampa, di sfruttare al meglio la logistica e di creare un’organizzazione centrale permette di liberare le risorse assolutamente necessarie per garantire anche in futuro un giornalismo locale indipendente che continui a raccontare e vivere insieme alle fedeli lettrici e lettori la storia di questa terra. Come editore e imprenditore sono convinto che la dimensione regionale del giornale abbia un potenziale che in parte è ancora da scoprire”, afferma Ebner.
Come ribadisce il direttore Alberto Faustini, “oggi la convivenza faticosamente conquistata ci pare un diritto quotidiano quasi scontato, ma rileggendo il giornale di oltre cinquant’anni fa e mettendosi nei panni del lettore, possiamo davvero immaginare una situazione ben diversa. Non che oggi prevalgano le buone notizie, ma sul fronte della convivenza abbiamo fatto passi da gigante. Certo il giornale ora si occupa dell’endemico ‘disagio’ degli italiani, di proposte provocatorie legate ancora e sempre, ma non solo, alla toponomastica, talora tendenti ancora a rilanciare l’autodeterminazione. Ma la dinamite sembra sotterrata per sempre”.
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Ruffini: recuperabili 100 miliardi dai debiti fiscali
Fra evasione fiscale e contributiva persi più di 100 mld l’anno
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24 maggio 2020
09:28
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Per il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini “è realisticamente recuperabile un decimo” dei vecchi debiti fiscali. “Sembra poco – aggiunge -. ma si tratta di quasi cento miliardi”. Lo dice rispondendo a una domanda in un’intervista a La Stampa.
Il totale dei vecchi debiti è pari a circa 950 miliardi. “In gran parte si tratta di soldi non recuperabili – spiega Ruffini -. Stiamo parlando di aziende fallite, persone decedute, nullatenenti. Sa quanto ci vuole per risalire ad un erede? E come faccio a pignorare la prima casa a una persona che non ha più nulla?”.
Secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate “si tratta di prendere atto che una parte di questi debiti è tale ormai solo sulla carta. Se ci liberassimo di questo inutile onere l’ Agenzia si concentrerebbe meglio sul suo lavoro”. La tragedia del coronavirus “ha aperto la strada a margini fiscali impensabili. A forza di sovrapposizioni, il sistema è diventato iniquo e ha perso la progressività che gli imporrebbe la Costituzione. In Italia fra evasione fiscale e contributiva si perdono per strada più di cento miliardi l’ anno. Con una seria riforma pagheremmo meno e pagheremmo tutti”. Bisognerebbe “riordinare le norme esistenti, eliminare quelle inutili, raccogliere le sette-ottocento leggi e decreti in materia tributaria, magari attraverso un testo unico. Una volta fatto questo, si può passare ad una vera riforma: l’ ultima risale ormai a cinquant’ anni fa”.
I contributi a fondo perduto per le aziende con un giro d’ affari inferiore ai cinque milioni, saranno versati dall’Agenzia dell’Entrate, come previsto dal decreto del governo “entro fine giugno, con bonifico bancario”. Tutte le scadenze fiscali di maggio sono state spostate fra fine giugno e settembre e al momento “non sono previste” altre proroghe”. L’auspico di Ruffini: “La crisi del Covid non diventi un’opportunità sprecata”.
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Conte media sul nodo scuola ma è alta tensione Pd-M5S
Possibile vertice oggi. Su Raggi scontro Zingaretti-Movimento
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24 maggio 2020
11:57
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Sono ore decisive per una possibile intesa sul nodo scuola. Giuseppe Conte lavora sotterraneamente alla mediazione in vista del vertice che il capo del governo vuole sia risolutivo. Vertice che, secondo alcune fonti di governo, potrebbe tenersi oggi. A frenare la mediazione però è il clima di nuova tensione che sembra emergere tra Pd e M5S. Tanti i fronti di possibile scontro tornati a galla, da Atlantia al codice appalti, fino alla possibile ricandidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma. Sul nodo della scuola – in particolare del concorso straordinario per 25mila nuovi insegnanti per i precari da almeno tre anni – le parti restano distanti. La linea del M5S è definita come “ferma”, quella del Pd è chiaramente fotografata dagli emendamenti presentati al decreti. “Per noi bisogna valorizzare immediatamente il patrimonio di conoscenze dei precari ed inserire il primo settembre 40.000 insegnanti, non rinunciando al merito ed alla selezione con una prova vera a fine anno scolastico”, spiega il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci tornando a bocciare il quiz a crocette che vuole il Movimento e aspettando una “giusta mediazione” da Conte.
Sulla linea del M5S c’è Iv mentre i Dem fanno asse con Leu e trovano una sponda anche in FI. “Sarebbe meglio destinare tempo all’organizzazione del nuovo anno scolastico in totale sicurezza, si riconosca il giusto merito a questi docenti rimasti troppo a lungo precari”, sottolinea la vice capogruppo al Senato, Licia Ronzulli. L’impressione, insomma, è che il Movimento sarà costretto ad una mediazione. E forse non a caso è l’affaire Atlantia che, in queste ore, i cinque Stelle stanno decisamente portando sotto i riflettori. L’azione legale evocata dalla società sull’onda del possibile diniego alla richiesta del prestito con la garanzia di Sace trova un muro nell’universo pentastellato. Il sostegno al viceministro Stefano Buffagni – che due giorni è stato il primo a uscire allo scoperto – è unanime e il messaggio è univoco: “non ci piegheremo ai ricatti dei Benetton”. Il caso, quasi certamente, finirà sul tavolo di Conte, ancora una volta preso in mezzo tra il M5S da un lato e il Pd-Iv dall’altro. In questo senso, le possibilità di una revoca della concessioni si affievoliscono mentre salgono quelle di una riduzione delle tariffe.
Di certo questi “roghi” sparsi su diversi temi portano la tregua interna alla maggioranza nuovamente a vacillare. “Gli ultimatum degli alleati possono logorare”, avverte il vice segretario Pd Andrea Orlando sottolineando la necessità di rendere “più chiara” la visione del governo. E ponendo sul futuro decreto semplificazioni un nuovo nodo: la sospensione del codice degli appalti, voluta da Iv e da una parte del M5s. E’ “un falso problema”, sottolinea Orlando. E in serata Romano Prodi rilancia: “Serve una visione, un salto in avanti, per esempio sull’evasione fiscale, o le tensioni diventeranno inarrestabili”. Mentre Nicola Zingaretti, in vista del dl semplificazioni, lancia l’idea di una “rivoluzione copernicana” nella Pa.
A complicare il quadro le frizioni su Virginia Raggi. La chiusura – nettissima, visto che una sua candidatura è paragonata ad una sciagura – arrivata sulle pagine del Messaggero da Nicola Zingaretti innesca un’ondata di sdegno nel M5S: dall’assessore Antonio De Santis a Barbara Lezzi, il sostegno a Raggi è netto mentre Di Maio annuncia che a breve incontrerà la sindaca. Il rischio, per il M5S, è che la ricandidatura di Raggi spacchi il Movimento romano con Roberta Lombardi e Monica Lozzi ormai ai ferri corti con la sindaca. Il puzzle romano, tra M5S e Pd, è complesso e potrebbe dare vittoria certa al candidato di centrodestra. Dai vertici del Movimento, al momento, non arrivano direttive ma si sottolinea come, innanzitutto, perché sia Raggi sia Chiara Appendino si ricandidino con il M5S serve modificare la regola dei due mandati. Un nuovo sisma, che potrebbe allontanare gli interpreti dell’ortodossia grillina.
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Aspi: Aiscat, governo fermi escalation annunci, decida
Schintu, da parte nostra nessun ricatto, ma presa d’atto
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24 maggio 2020
14:27
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“Al Governo chiediamo di interrompere questa escalation di annunci e ultimatum: si proceda a fare quello che va fatto”. Lo chiede il direttore generale dell’Aiscat, Massimo Schintu, in un colloquio sul caso Aspi. “Abbiamo fatto un dialogo con la ministra De Micheli, ma qui mi pare che ognuno si alzi e dica la sua, che non ci sia una linea di Governo”, osserva Schintu, sottolineando che da parte delle concessionarie “non si tratta di ricatti, ma di una presa d’atto da parte di tutto il sistema”.
“Tutto il settore è affidato a norme che stanno sgretolando il sistema. E gli atteggiamenti e le dichiarazioni, come dire ‘levo le concessioni a tutti’, fanno sì che la capacità debitoria si sia contratta. Questo è un problema non solo per Aspi ma anche per tutte le concessionarie pubbliche e private”. Schintu lancia l’allarme dopo la polemica su Aspi. “Sembra che ci un disegno ma non ne abbiamo prove, di impedire le attività delle concessioni: se c’è, che venga esplicitato”, dice Schintu, che sottolinea: “Se neanche Aspi ce la fa ad andare avanti, come è possibile che tutto il settore resista?”.

“Cane che abbaia non morde, il M5s ha parlato molto ma non ha fatto nulla. Le concessioni come sono configurate oggi sono una truffa ai danni del popolo italiano, penso che vadano revocate, che le infrastrutture vadano rimesse a gara con regole decenti e i Benetton se vogliono partecipano alla gara nuova”. Lo ha detto la leader di FdI, Giorgia Meloni, intervistata al Tg2, parlando del nodo autostrade.
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Fisco: Castelli, tempi maturi per seria riforma
Porterà con sé un ulteriore abbassamento delle tasse
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24 maggio 2020
13:42
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“I tempi sono maturi per una seria riforma fiscale, che con sé porterà un ulteriore abbassamento delle tasse. Ha ragione il Direttore dell’Agenzia delle Entrate quando dice che serve riordinare tutte le norme esistenti in materia tributaria, semplificandole il più possibile”. Lo afferma la vice ministra dell’economia e delle finanze, Laura Castelli, in un post. “Proseguiremo anche nel lavoro di ‘ripulitura’ del bilancio dello Stato, che ho avviato nel 2018 con lo stralcio delle cartelle, sotto 1.000 euro, che mai sarebbero state riscosse”, aggiunge.
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Recovery Fund: Zingaretti, fondo perduto e senza condizioni
Centeno: ‘E’ uno strumento temporaneo e verrà ripagato nel tempo’
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24 maggio 2020
16:56
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“Una larga maggioranza di governi ritiene che, per realizzare gli obiettivi di coesione e crescita, il Fondo debba avere un’ampia dotazione, in parte a prestito e in parte a fondo perduto, una temporalità di medio periodo e senza rigide condizionalità. Un risultato ottenuto grazie all’impegno del Pse e dei ministri della nostra famiglia”, scrive Nicola Zingaretti, segretario Pd, al Presidente del Pse, Sergei Stanishev. “Per questo ritengo indispensabile che anche sul Recovery Fund il Pse ribadisca le posizioni fin qui seguite chiedendo a tutti i partiti della nostra famiglia di sostenerle”.

Il recovery fund “è uno strumento temporaneo e ci sarà una tabella di marcia chiara per ripagare questo debito. Stiamo parlando di 20, 25 o addirittura 30 anni. Questo periodo deve essere abbastanza lungo da poter ripagare i debiti senza mettere troppo a dura prova le finanze dell’UE o la crescita”. Lo dice il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno alla Welt rispondendo alla domanda sul fatto che molti in Germania temano che si introducano gli eurobond dalla porta di servizio. Sulla crescita del debito pubblico in molti paesi, Centeno ha rassicurato: “E’ temporaneo, fa parte di una risposta rapida e indispensabile in tempi di crisi. Se riusciamo a proteggere i lavoratori e le aziende ora, i livelli del debito scenderanno di nuovo non appena le restrizioni verranno revocate e ripartirà la crescita. I livelli probabilmente diminuiranno già l’anno prossimo. Inoltre, non siamo nel 2008. L’Europa ha istituzioni più forti a livello dell’UE, banche più forti, maggiori finanze pubbliche e una posizione commerciale equilibrata.
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Coronavirus: è il d-day per palestre e piscine
Ma in Lombardia si aspetta giugno. Più regole per chi fa nuoto
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25 maggio 2020
13:03
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Basta addominali, affondi o plank in salotto. Da oggi l’allenamento si fa di nuovo in palestra e i più fortunati potranno tornare a nuotare in piscina, dopo quasi tre mesi. E’ il d-day per palestre, piscine, circoli sportivi che riaprono in Italia, dopo l’interruzione imposta dal coronavirus in ambienti a forte rischio contagio.
Da qui la pioggia di restrizioni e norme introdotte per la fase 2, che in parte cambieranno il modo di allenarsi. Succederà ad esempio negli sport che prevedono attività a stretto contatto con un’altra persona, pur non essendo sport di gruppo, come la ginnastica ritmica che quindi eliminerà per ora quegli esercizi. Molti limiti anche per il nuoto, non a caso parecchie piscine si prenderanno altri giorni prima di ricominciare al 100% e in sicurezza. Di certo le attività sportive resteranno chiuse in Lombardia fino al 31 maggio. Lo prevede l’ordinanza firmata dal presidente Attilio Fontana che sceglie la prudenza, convinto della priorità sicurezza nella terra più colpita dal virus. Altra eccezione è la Basilicata: il governatore Vito Bardi ha rinviato l’apertura al 3 giugno. Tante le critiche ricevute, compresa quella del sindaco di Potenza Mario Guarente che ha definito l’ordinanza regionale “ingiustificata e immotivata”, per cui si valuteranno i dati per provare ad anticipare la ripresa al 26 maggio.
Prendono tempo anche le piscine e palestre comunali di Bologna, chiuse fino a fine mese per definire i protocolli di sicurezza con i gestori. Per tutti infatti sarà una nuova vita, fatta di obblighi di legge, cautele, tempi che si allungano e clienti che si riducono o si diradano. Il nuovo ‘codice’ sono le linee guida aggiornate e approvate dalla Conferenza delle Regioni e poi attuate nel dettaglio attraverso protocolli ad hoc per garantire l’allenamento in sicurezza per clienti e istruttori. D’ora in poi, parola d’ordine diventerà ‘prenotare’ corsi e lezioni, in modo da evitare il più possibile gli assembramenti e migliorare la gestione degli spazi. Le novità cominceranno dalla porta: sia in palestra che in piscina si entrerà con la mascherina. Altro obbligo, disinfettarsi le mani all’ingresso e uscendo, grazie ai dispenser, spesso preferiti ai guanti.
E’ prevista, ma non obbligatoria, la misurazione della temperatura con termoscanner per non far entrare chi ha più di 37 gradi e mezzo. In ogni caso, all’ingresso i clienti dovranno firmare un’autocertificazione sulle proprie condizioni di salute (se hanno contratto il Covid, se hanno fatto la quarantena ecc) e i gestori delle attività conserveranno i dati per 14 giorni. In palestra saranno richieste scarpe ginniche ‘dedicate’. Step successivo sono gli spogliatoi: si entrerà pochi per volta (ma alcuni potrebbero restare chiusi), si starà a un metro di distanza e i vestiti andranno messi nelle proprie borse, lasciate negli armadietti. Durante gli esercizi i clienti staranno lontani almeno 2 metri fra loro e non avranno l’obbligo della mascherina.
In piscina la superficie a disposizione di ognuno arriverà a 7 metri quadrati, mentre dovrà esserci almeno 1 metro e mezzo fra sdraio e lettini delle persone, se non sono conviventi. In più una differenza: gli istruttori di nuoto dovranno avere la mascherina anche se non a stretto contatto con gli utenti. Su questo molti gestori di piscine non nascondono le riserve, considerando il caldo che c’è normalmente a bordo vasca e il rischio che non si senta bene la voce dell’allenatore. Alle piscine sono richieste analisi chimiche, oltre alle batteriologiche e, per tutti vale l’obbligo di disinfezione degli attrezzi (da quelli in sala pesi ai galleggianti in acqua) a ogni uso o a fine giornata se presi solo da un cliente.
Cambierà pure l’accesso alle docce: consentito a ‘numero chiuso’, oppure nelle palestre ridotto al minimo ad esempio per chi fa sport in pausa pranzo e dovrà tornare in ufficio, non certo sudato o in tuta.
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Bonafede: ‘E’ un terremoto, riforma Csm non può attendere’
Intercettazioni travolgono l’Anm, giunta rischia scioglimento
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24 maggio 2020
21:37
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“Il vero e proprio terremoto che sta investendo la magistratura italiana dopo il ‘caso Palamara’ impone una risposta tempestiva delle istituzioni, ne va della credibilità della magistratura, a cui il nostro Stato di diritto non può rinunciare”. E’ su Facebook che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede interviene per annunciare che non starà fermo a guardare gli stracci che volano tra Area e Unicost le correnti che sabato hanno mandato in crisi i vertici dell’Anm, con il presidente Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo che si sono dimessi dopo nemmeno un anno di mandato. Bonafede spiega che già la prossima settimana premerà il piede sull’acceleratore della riforma del Csm riprendendo un discorso rimasto in sospeso già da qualche mese e che adesso “non può più attendere”. Sulla riforma, ricorda il ministro, la maggioranza che governa aveva “già trovato un’ottima convergenza poco prima che scoppiasse la pandemia”. Ora Bonafede la rilancia – dopo che la pubblicazioni delle ultime intercettazioni dalle chat di Palamara hanno portato a dimissioni di peso nel suo ministero – dicendo che “al centro del progetto ci sono un nuovo sistema elettorale sottratto alle degenerazioni del correntismo e l’individuazione di meccanismi” per arrivare a nomine ispirate “soltanto al merito”.
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E’ arrivato insomma il momento per la “netta separazione tra politica e magistratura con il blocco delle cosiddette ‘porte girevoli”. Sono leggi delle quali si parla da decenni, rileva Bonafede, e che ora non sono più “rinviabili”. Occorre che le istituzioni non si dividano ma anzi “devono compattarsi”, anche perché “non sono norme ‘contro’ la magistratura ma a tutela della stragrande maggioranza dei magistrati che ogni giorno con passione e professionalità lavorano per la tutela dei cittadini”. Pensando a loro, il ministro sottolinea che “non meritano di essere trascinati in un vortice di polemiche che mira a fare di tutta l’erba un fascio”. Il Guardasigilli assicura che non alimenterà polemiche ma si appresta a “risolvere i problemi con i fatti”
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Lunedì sarà una giornata ad alta tensione per l’Associazione nazionale magistrati che deve cercare di ripristinare la governance delle toghe – andata in tilt ieri sera – traghettando il ‘sindacato’ di giudici e pm verso le prossime elezioni.
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A.Mittal: sciopero in tutte le fabbriche
Stop dalle 11. Patuanelli e Catalfo vedono azienda e sindacati
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BARI
25 maggio 2020
11:42
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Sciopero oggi in tutti gli stabilimenti del gruppo ArcelorMittal nel giorno della conference call promossa dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, il cui inizio è previsto per le 11, a cui sono stati invitati i dirigenti della multinazionale, i commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria e le organizzazioni sindacali.
Nello stabilimento di Taranto è previsto lo sciopero dei lavoratori diretti e dell’appalto nelle ultime 4 ore dei primi due turni, cioè dalle 11 alle 15 e dalle 19 alle 23. “Il Governo e ArcelorMittal – sottolineano in una nota Fim, Fiom e Uilm – scoprano le carte e si apra un tavolo di trattativa con il sindacato. La situazione negli stabilimenti è sempre più insostenibile. La risposta alla crisi non può essere semplicemente più cassa per tutti e zero investimenti”.
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Inps, attivo il servizio per la domanda per il bonus domestici
La misura è prevista nel dl Rilancio, l’indennità è di 500 euro al mese per aprile e maggio
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25 maggio 2020
11:43
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I lavoratori domestici non conviventi con rapporti di lavoro per almeno 10 ore settimanali possono fare da oggi domanda per il bonus previsto dal dl Rilancio per i lavoratori domestici. Lo si legge sul sito Inps. nel quale si sottolinea che la misura straordinaria di sostegno è stata introdotta per supportare i lavoratori domestici in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19. Dopo aver effettuato l’autenticazione al servizio, sono consultabili i manuali che forniscono le indicazioni per la corretta compilazione della richiesta. L’indennità è di 500 euro al mese per aprile e maggio.
“Da oggi sul sito dell’Inps è possibile richiedere l’indennità per i lavoratori domestici introdotta con il decreto rilancio. Con questa misura assicuriamo un sostegno concreto a una categoria di lavoratori messa fortemente in difficoltà a causa dell’emergenza Covid19”,  scrive su Twitter la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.
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Alta la fiducia dei cittadini in medici e Protezione civile
Indagine Istat sulla percezione e i comportamenti degli italiani durante la Fase 1
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25 maggio 2020
14:54
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“Nove cittadini su dieci hanno fatto uso di mascherine” durante la Fase 1, in pieno lockdown. Lo rileva l’Istat che ha condotto un’indagine su comportamenti e percezioni dei cittadini tra il 5 e il 21 aprile. Nel dettaglio “l’89,1% delle persone di 18 anni e più riferisce di aver fatto uso di mascherine”, si spiega. “L’utilizzo è stato diffuso in modo trasversale in tutta la popolazione raggiungendo il valore più alto tra le persone di 45-54 anni (94,5%), relativamente più basso il valore rilevato tra i più anziani (73,5% per 75 anni e più), anche perché molto probabilmente hanno avuto meno bisogno di uscire”.
L’Istat rivela inoltre che “nonostante le restrizioni, il lockdown è stato vissuto all’insegna della serenità e di un clima familiare coeso e positivo”. “Alla richiesta di definire il clima familiare vissuto nel primo periodo dell’emergenza, tre cittadini su quattro hanno usato parole di significato positivo”, spiega l’Istituto che ha condotto un’indagine sulla reazioni alla fase 1. “Meno del 15% ha scelto parole a cui non è stato possibile attribuire un significato univocamente positivo o negativo. Solo l’8% ha utilizzato termini di significato negativo”, sottolinea. Inoltre, “il 91,2% dei cittadini ha considerato utili le regole imposte per contrastare l’evoluzione della pandemia. L’89,5% ha percepito come ‘chiare’ le indicazioni su come comportarsi per contenere il contagio”.  Nel report si rileva anche “un’alta fiducia espressa verso il personale medico e paramedico del Servizio Sanitario Nazionale con un punteggio medio pari a 9 (in una scala da 0 a 10) e verso la Protezione civile (8,7)”.
Secondo l’indagine  infine le mani sono state lavate “in media quasi 12 volte al giorno”. Nel dettaglio, si legge nel report, “in un giorno medio settimanale, le persone hanno dichiarato di aver lavato le mani in media 11,6 volte” e “di averle pulite con disinfettanti circa 5 volte”. Per l’Istat si tratta di “un segnale di forte attenzione che in alcuni casi può essere interpretato come un sintomo d’ansia”. Anche perché, “una quota non indifferente di persone, infatti, riferisce di aver lavato le mani almeno 20 volte nel giorno precedente l’intervista (16,5%) e si arriva al 22,4% tra le persone di 55-64 anni”.
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Gregoretti, slitta udienza Salvini
Accusa è sequestro persona, terzo rinvio per emergenza Covid-19
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CATANIA
25 maggio 2020
21:02
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Slitta ancora, per l’emergenza Coronavirus, l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per sequestro di persona dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per la gestione nello sbarco di 131 migranti bloccati a bordo di nave Gregoretti, della Guardia Costiera italiana, da 27 luglio al 31 luglio 2019, quando giunse l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nel Siracusano. Il presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, ha rinviato l’udienza, per la terza volta, fissandola per il 3 ottobre prossimo.
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Ilva, Gualtieri: ‘Lo Stato pronto a coinvestire’. Arcelor Mittal: ‘Onoreremo gli impegni’
Secondo i sindacati l’azienda è pronta a presentare un piano fra 10 giorni
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25 maggio 2020
18:00
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“Lo Stato è disponibile a coinvestire e quindi di intervenire direttamente” nella compagine societaria “per avere una Ilva forte, che produca tanto che sia leader mondiale di mercato, che faccia investimenti significativi con intervento Stato diretto e indiretto”, afferma il ministro dell’economia Roberto Gualtieri al Tavolo Ilva. “La proroga di 10 giorni” chiesta da Lucia Morselli per presentare il piano industriale “è ragionevole” ha detto ancora il ministro rivolgendosi ai sindacati e ribadendo che la linea del Governo è di “rilanciare Taranto”
Secondo quanto riferiscono i sindacati, l’a.d.Morselli ha detto: “Am vuole onorare gli impegni presi fino in fondo anche con le difficoltà causate da Covid. Vogliamo andare avanti e siamo pronti a presentare il piano fra una diecina di giorni”. Morselli ha aggiunto che Am vuole “mantenere l’integrità degli impianti di Taranto e la sua importanza a livello europeo”.
Secondo i sindacati, Gualtieri aveva detto in precedenza: “Siamo consapevoli che il Covid ha prodotto rallentamenti e situazioni complicate da gestire ma pensiamo sia tempo di proseguire sull’accordo di marzo e incoraggiamo l’azienda a procedere lungo quella strada”. Nelle ultime settimane ArcelorMittal ha cercato di avere un prestito di 400 milioni garantito dallo Stato – sfruttando le misure prevista dal Governo per dare liquidità alle imprese in seguito all’emergenza Covid.
“Il Governo ritiene ci siano condizioni per proseguire con il piano industriale previsto dall’accordo del 4 marzo, anche con le difficoltà causate dal Covid-19. Il piano industriale è un elemento imprescindibile da cui partire”, ha spiegato il titolare dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, secondo quanto riferisce la Uilm. Patuanelli e Gualtieri hanno ribadito all’a.d. di ArcelorMittal Italia che il Governo si aspetta: “la conferma degli impegni condivisi”.
“Serve una legge speciale per l’Ilva per attenuare disastro occupazionale, economico e sociale”, afferma il segretario della Uilm Rocco Palombella, presente al tavolo. “Il problema vero di Ilva – ha proseguito – è la prospettiva. Noi non riconosciamo nessun piano se non quello dell’accordo del 6 settembre 2018. Se vostro piano è quello dei sogni o di impegni irrealizzabili con assetti societari misti e futuribili siamo di fronte al disastro occupazionale, economico ambientale” ha aggiunto.
Sciopero oggi in tutti gli stabilimenti del gruppo ArcelorMittal: nello stabilimento di Taranto è previsto lo sciopero dei lavoratori diretti e dell’appalto nelle ultime 4 ore dei primi due turni, cioè dalle 11 alle 15 e dalle 19 alle 23. “Il Governo e ArcelorMittal – sottolineano in una nota Fim, Fiom e Uilm – scoprano le carte e si apra un tavolo di trattativa con il sindacato. La situazione negli stabilimenti è sempre più insostenibile. La risposta alla crisi non può essere semplicemente più cassa per tutti e zero investimenti”.
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Coronavirus: Sileri: ‘passaporto sanitario impraticabile’
Necessaria uniformità su tutto il territorio nazionale. E sui decessi 0 in Lombardia: ‘Credo che i dati siano reali’
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25 maggio 2020
13:34
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L’idea di un passaporto sanitario per la Sicilia e la Sardegna “è ambiziosa ma impraticabile”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “E’ necessaria uniformità su tutto il territorio e al momento la vedo molto difficile. Facciamo prima a riaprire lasciandoci questo virus alle spalle rispettando le regole”.
E sui numeri della Lombardia di ieri sul calo dei morti Sileri precisa: nessun sospetto che le Regioni aggiustino i numeri per paura di essere fermati. “No, e non vedo perché dovrebbero farlo. Si tratta di sanità e di persone che muoiono. Credo che il calo dei morti sia reale, vedremo se è davvero zero nel secondo controllo con i numeri che provengono anche dai Comuni perché nei gli ospedali non c’è stato nessun decesso. Spero sia confermato zero”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “In generale i dati di oggi sono più affidabili rispetto a tre mesi fa perché il sistema è ben avviato, si può sempre fare meglio ma credo che i dati sono reali e ben controllati”, ha concluso.
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Scontro su guardie civiche, Governo: ‘Sì a sorveglianza’
Napoli apre, Milano stringe. Viminale, non informati su volontari
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26 maggio 2020
09:50
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La proposta di Francesco Boccia ai presidenti di Regione il 29 aprile non aveva fatto tanto rumore, ma allora gli italiani stavano a casa e non si era tornati alla movida che turba i sonni di molti nella Fase 2. Adesso invece il bando per reclutare 60 mila assistenti civici diventa il caso di giornata, criticato da maggioranza e opposizione. Il ministro Pd degli Affari regionali, appoggiato dal presidente dell’Associazione Comuni (Anci) Antonio Decaro, pensa ai volontari per aiutare chi non ce la fa da solo, come nella fase dell’emergenza più dura, ma anche per far rispettare il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e il divieto di assembramento. Ipotesi queste ultime di cui al Viminale nulla sapevano tanto che dal ministero fanno sapere di non essere stati informati preventivamente. Un corto circuito che spinge il premier Giuseppe Conte a convocare un vertice con Boccia e le ministre Luciana Lamorgese (Interni) e Nunzia Catalfo (Lavoro).
“I Ministri interessati al progetto proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa – dicono al termine fonti di Palazzo Chigi -, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato”. Ma i volontari “non saranno “incaricati di pubblico servizio” e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia”. Forte contrarietà all’idea di Boccia è emersa anche nelle forze di governo. Matteo Renzi da Italia Viva parla di “follia”, mentre dal Pd parole analoghe arrivano da Matteo Orfini. “Siamo perplessi, ma troveremo una soluzione”, dice il capo politico M5S Vito Crimi, e Catalfo si dice “perplessa”.
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Giorgia Meloni dall’opposizione denuncia una “deriva autoritaria” del governo. Da Forza Italia Anna Maria Bernini parla di “guardie rosse” come nei Paesi comunisti. “Nessuna vigilanza, ronda o sentinelle anti spritz”, ribattono fonti vicine a Boccia. La polemica sugli assistenti civici va di pari passo con l’altro tema che ha tenuto banco negli ultimi giorni: le immagini delle zone della movida piene di ragazzi. “Non vorrei – dice Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e dell’Emilia Romagna – che per colpa di qualche irresponsabile ci tocchi chiudere ciò che abbiamo riaperto”. I dati del Viminale dicono che tutte queste violazioni al divieto di assembramento però non ci sono state, visto che anche nel fine settimana la percentuale di ‘indisciplinati’ si è fermata allo 0,55% del totale, corrispondente a 1.321 denunce su quasi 239 mila cittadini controllati. Nonostante questo, Regioni e Comuni continuano a muoversi in ordine sparso, varando provvedimenti di aperture e chiusure uno diverso dall’altro. Così, all’ordinanza del governatore della Campania Vincenzo De Luca che ferma i locali alle 23 ha risposto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, annunciando che firmerà a breve i provvedimenti per aprire tutti gli spazi della città “possibilmente anche di sera e di notte”.
L’opposto del sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha vietato la vendita delle bevande da asporto dalle 19. Un provvedimento che nelle intenzioni del sindaco ha l’obiettivo di punire “il consumo di alcolici in piedi se non sarà in un luogo dedicato” ma che di fatto non chiude i locali né la vendita delle bevande nei supermercati. A Roma invece la sindaca Virginia Raggi apre un nuovo fronte: multe fino a 500 euro per chi abbandona mascherine e guanti. C’è poi la questione del 3 giugno, il vero nodo su cui esiste un confronto acceso da giorni sia tra governo e regioni sia all’interno dello stesso esecutivo. I dati fondamentali per stabilire se potranno essere autorizzati o meno gli spostamenti tra le Regioni arriveranno il 29 maggio, ma non sarà quello il giorno della decisione. Gli esperti si prenderanno infatti almeno altre 24-36 ore per vedere l’andamento della curva e solo allora si riunirà il governo: è probabile dunque che la decisione arrivi tra l’1 e il 2 giugno.
Ma a stabilire le riaperture non saranno però solo i numeri: “c’è una questione di opportunità politica che dovrà essere valutata”, dicono fonti di governo ricordando che ad oggi la Lombardia continua ad avere il 50% dei nuovi contagi e 25 mila attualmente positivi su un totale di 55 mila in tutta Italia. Numeri ‘pesanti’ che, senza dirlo esplicitamente, molti governatori temono nel caso in cui si riaprisse tutto. Dunque non è affatto escluso che, alla fine, si possa seguire la linea dei due binari: uno per la Lombardia e uno per il resto d’Italia. “La curva continua a piegarsi dal lato giusto, ma serve cautela” ripete il ministro della Salute Roberto Speranza.
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Roma,chi getta mascherine, 500 euro multa
Sanzioni anche per guanti. Raggi, duri contro condotta incivile
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ROMA
26 maggio 2020
09:28
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Multe fino a 500 euro per chi abbandona guanti e mascherine usate per strada. È quanto prevede un’ ordinanza firmata dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi contro l’abbandono dei dispositivi di protezione individuale monouso.
Questi rifiuti, così come previsto dalle norme, devono essere conferiti nei contenitori della raccolta indifferenziata. “In questi mesi di emergenza sanitaria legata al coronavirus – dice Raggi – i nostri operatori ecologici hanno segnalato più volte di dover raccogliere guanti e mascherine usati, buttati per terra da persone incivili. Un comportamento vergognoso che, grazie a questo provvedimento, sarà duramente sanzionato”.
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Di Maio: ‘Lavoriamo per riaperture Ue a turisti il 15/6’
‘Per ripartire tutti insieme. Dovrà essere D-day europeo’
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26 maggio 2020
14:39
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“In momenti di crisi come questa il welfare va rafforzato e si abbassano le tasse: serve un importante riforma fiscale proprio per affrontare le difficoltà che abbiamo di fronte”, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, alla trasmissione Frontiere su Rai 1.
Per aiutare a riavviare il turismo straniero in Italia “sarà importante che tutte le Regioni possano dare indicazioni omogenee ai turisti. Sentirò nei prossimi giorni il presidente delle Regioni ma sono sicuro che il ministro Boccia farà un ottimo lavoro di coordinamento, perché abbiamo bisogno che le Regioni non mettano misure diverse, altrimenti il turista non sa come muoversi da una regione all’altra”. “Dobbiamo salvare quel che possiamo salvare dell’estate per aiutare i nostri imprenditori”, ha concluso.
“Il prossimo decreto legge dovrà semplificare il codice degli appalti per permettere alle imprese di sapere, quando si ha un problema, quale sia la legge di riferimento” invece di inseguire commi e leggi “di tanti e tanti anni fa”. “Se non ce la facciamo dopo una pandemia, in un momento di grande difficoltà economica per il mondo, non riusciamo a semplificare il codice degli appalti e ad abbassare la tasse non ce la faremo mai più”, ha aggiunto.
“Lavoriamo affinché il 15 giugno si possa ripartire tutti insieme in Europa: il 15 giugno per il turismo è un po’ il d-day europeo”, ha spiegato Di Maio. “La Germania punta a riaprire il 15 giugno, consigliando a alle persone di poter andare in vancaza in altri Paesi, con l’Austria ci lavoreremo e stiamo lavorando con altri Paesi europei”, ha aggiunto.
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Da professionisti a sindaci, è corsa al decreto Rilancio
Si ragiona su tempi Cig. Pressing per ecobonus seconde case
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26 maggio 2020
09:23
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I professionisti che chiedono di essere trattati come le imprese. Le piccole attività dei settori più colpiti che non sanno come potranno pagare i dipendenti quando la Cig in deroga sarà finita ma il giro di affari sarà ben lontano dai ritmi pre-Covid. E i sindaci che, come fa da Torino Chiara Appendino, lanciano l’allarme sul rischio di un dissesto generalizzato se non arriveranno altri fondi. Ancora deve iniziare l’iter del decreto Rilancio ma già è lunga la lista delle richieste di modifica che si aggiungono a quelle che arriveranno dal Parlamento dove le opposizioni si preannunciano battagliere: alla richiesta di fiducia sul decreto per la liquidità delle imprese subito è partita la protesta per il dibattito “strozzato” e l’avvertimento di non replicare ora che arriva la maxi-manovra.
Per tutta la settimana la commissione Bilancio della Camera ascolterà le osservazioni di tutti gli interessati, imprese grandi e piccole, artigiani, commercianti, sindacati, enti locali, albergatori, gestori delle terme e delle attività turistiche, agricoltori, enti locali, scuole cattoliche, settore degli eventi e dell’auto. Poi la maggioranza dovrà cercare di tirare le fila di un provvedimento che parte già monstre (266 articoli che distribuiscono 55 miliardi di aiuti), preparandosi ad esaminare migliaia di emendamenti (si dà per scontato che possano arrivarne fino a 10mila, ma c’è chi non esclude che ne possano essere presentati anche il doppio). Le risorse a disposizione però sono poche, circa 800 milioni tra Camera e Senato, e sarà quindi necessario selezionare una lista contenuta di interventi. Possibile che si cerchi una interlocuzione con le opposizioni già questa settimana, anche per cercare di contenere la produzione di richieste di modifica (il termine dovrebbe essere fissato alla fine della prossima settimana).
Uno dei temi finora più dibattuti è stato quello delle seconde case ‘unifamiliari’, escluse, al momento dal superbonus per i lavori di efficientamento energetico o di tenuta antisismica degli edifici, e resta alto il pressing per estendere a tutte le abitazioni il superbonus, ampliando anche le tipologie di interventi ammessi allo sconto del 110%. Molto rumore hanno fatto anche le proteste dei professionisti iscritti agli ordini, per i quali sono previste altre due mensilità di ‘bonus autonomi’ ma non l’accesso ai contributi a fondo perduto previsti per le Pmi fino a 5 milioni di ricavi. Il decreto per ripartire tra le casse di previdenza private le risorse (650 milioni) dovrebbe arrivare a giorni, insieme ai criteri con cui assegnare il bonus.
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C’è poi il grande nodo della Cig Covid, rinnovata per altre nove settimane ma fruibili spacchettate, 5 entro agosto e 4 tra settembre e ottobre. Questo meccanismo, ha ricordato il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, non vale comunque per i settori che più stanno risentendo della crisi, come turismo, spettacolo e sale cinematografiche, che potranno sfruttare gli ammortizzatori senza interruzioni. Una alternativa per chi ha ripreso l’attività ma non ancora a pieno regime, ha ricordato il ministro in tv, è quella di sfruttare il Fondo nuove competenze (istituito all’Anpal con 230 milioni) per rimodulare l’orario di lavoro e destinare quelle ore alla formazione dei dipendenti (spesate dallo Stato). Per alcuni settori che ancora non hanno una data di riapertura, è il ragionamento che si sta facendo largo anche nella maggioranza, comunque questi strumenti non sarebbero sufficienti: si sta quindi ipotizzando almeno di ampliare i settori che potranno chiedere le 9 settimane continuative (ad esempio fiere ed eventi, o il comparto dei servizi educativi per l’infanzia), ma ogni valutazione è legata al ‘tiraggio’ delle attuali misure e alle eventuali risorse che si potrebbero indirizzare a questi interventi.
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Gdf a Campione indaga 19 persone, c’è anche un ex sindaco
Notificati avvisi di conclusione delle indagini
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MILANO
26 maggio 2020
09:52
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La Guardia di Finanza di Como ha proceduto a notificare a 18 persone e alla società Casinò di Campione Spa un avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’art. 415 bis del codice penale. I reati contestati coprono un arco temporale dal 2013 al 2018 e riguardano la gestione del Comune (per il quale è stato dichiarato il dissesto il 07/06/2018) e la gestione della società (dichiarata fallita successivamente alla dichiarazione di dissesto del Comune).  Indagati anche un ex sindaco e vicesindaco di Campione.
In particolare, nella nota della Gdf si precisa che “quanto alla gestione del Comune di Campione d’Italia, con riferimento a due distinte amministrazioni comunali, si contestano la rinuncia a crediti liquidi, certi ed esigibili vantati dal Comune di Campione d’Italia nei confronti della casa da gioco; la modifica, svantaggiosa per il Comune di Campione d’Italia, della convenzione siglata in data 29/12/2014 tra il Comune di Campione d’Italia e la società di gestione; l’ulteriore aggravamento del dissesto del Comune facendo ricorso ad anticipi di tesoreria”.
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Commissioni bilancio riunite, Gualtieri in audizione
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26 maggio 2020
12:08
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Camera e Senato, commissioni riunite Bilancio: audizione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sulle ulteriori misure economiche adottate dal Governo per l’emergenza COVID-19 tra cui il decreto rilancio.
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Conte riunisce capi delegazione e ministri
Tra i temi della discussione dovrebbero esserci la data delle elezioni amministrative e del referendum e un nuovo passaggio sulla proposta degli assistenti civici
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26 maggio 2020
14:25
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In programma una riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Speranza e Teresa Bellanova. All’incontro prenderanno parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.
Tra i temi della discussione dovrebbero esserci la data delle elezioni amministrative e del referendum e un nuovo passaggio sulla proposta degli assistenti civici.
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Decreto Rilancio: Gualtieri, base per grande piano ripresa
Il ministro dell’Economia in audizione
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26 maggio 2020
15:10
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“Pensiamo che il metodo del dialogo sia essenziale e contiamo sull’apporto del parlamento anche per poter ulteriormente migliorare questo decreto”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sul decreto Rilancio.
Rispondendo a una domanda del presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, sulle risorse dedicate alla sanità Gualtieri ha ricordato che con le risorse del Mes si possono “finanziare le spese sanitarie dirette e indirette e di contenimento del virus” e la linea di credito attivabile tramite il Mes “potrebbe potenzialmente superare anche il 2 per cento del Pil che come benchmark è indicato nei documenti attuativi”.
Il nuovo decreto anti-Covid contiene “l’impostazione per il rilancio dell’economia che il governo svilupperà con grande piano ripresa fatto di riforme e investimenti. Ci sono alcuni primi elementi importanti che vanno oltre i mesi dell’emergenza, penso alla eliminazione delle clausole di salvaguardia” e si interviene “su alcuni fattori” per “una ripartenza che sia al passo con le sfide e favorisca la transizione a modelli di sviluppo sostenibile, resilienti e innovativi”.
Il decreto Rilancio “stanzia ulteriori risorse e contiene misure importanti per affrontare la cosiddetta fase 2 con l’obiettivo duplice di affrontare la crisi senza precedenti innescata dalla pandemia, con la prosecuzione e il rafforzamento degli interventi già predisposti e fornire stimoli e mettere in campo interventi necessari alla ripresa del Paese”. Si tratta, ha ribadito si un provvedimento “che per ampiezza e risorse mobilitate è senza precedenti e d’altronde non poteva che essere così vista la portata della crisi che ha investito il paese e vista la scelta molto chiara del governo di rispondere e reagire a questa crisi con interventi di bilancio e di stimolo economico consistenti e adeguati”.
Per la cassa integrazione in deroga “siamo intervenuti per snellire le procedure”, ora “invito le regioni a semplificare il meccanismo” dell’anticipo da parte degli istituti di credito, “rendendo disponibili alle banche gli elenchi della cassa autorizzata”.
Per le imprese “l’intervento più rilevante è la cancellazione del saldo 2019 e della prima rata Irap 2020, una misura importante di sostegno, risultato di un dialogo con il mondo produttivo che ha avanzato una richiesta che abbiamo ritenuto giusto sia pure in parte accogliere: riguarderà tutte le imprese fino a 250 milioni e rappresenta un taglio alle tasse da 4 miliardi per cira 2 milioni di imprese”.
“Avvieremo da subito un tavolo di monitoraggio delle entrate degli enti locali: siamo pronti se necessario a integrare ulteriormente le risorse stanziate”, ha detto ancora il ministro dell’Economia.
“Una soluzione magica e miracolosa che in una riga dà a tutti ciò che è giusto difficilmente è perseguibile nella pratica” e in ogni caso “non abbiamo ancora ascoltato risposte precise che realizzino questo miracolo”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sul decreto Rilancio rispondendo alle critiche di chi chiedeva misure più semplici e rapide. “Molte misure sono auto-attuative e già operative – ha aggiunto – e alcune già erogate con tempi che non difficilmente potrebbero essere definiti lenti”.
“Il governo mantiene l’impegno a realizzare una riforma fiscale ispirata ai principi di semplicità, progressività, riduzione del carico fiscale sul lavoro e l’impresa, digitalizzazione e contrasto all’evasione fiscale”.
“Il lavoro è stato ultimato, e già venerdì il primo miliardo di euro sarà trasferito a i nostri enti locali, con criteri che aiuteranno i Comuni a determinare l’intero ammontare di risorse”, ha detto ancora Gualtieri.
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La Croce Rossa ai governi, fermate cyberattacchi a sanità
Appello internazionale, ‘vite a rischio,urgono azioni immediate’
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26 maggio 2020
14:06
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La Croce Rossa chiede ai governi di impegnarsi per fermare gli attacchi informatici che prendono di mira ospedali e centri di ricerca di medica, e che “mettono a rischio vite umane”, in un momento di emergenza globale legato alla pandemia. L’appello è contenuto in una lettera aperta pubblicata sul Guardian e sul New York Times, firmata da oltre 40 personalità tra politici, imprenditori e accademici.
“Facciamo appello ai governi affinché intraprendano azioni immediate e risolute per fermare i cyberattacchi” alla sanità, è l’incipit della lettera firmata dal presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa Peter Maurer e, tra gli altri, dall’ex segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, da alcuni Nobel per la pace tra cui Mikhail Gorbachev e Desmund Tutu, dall’ex segretario di Stato Usa Madeleine Albright e dal presidente di Microsoft Brad Smith. I governi dovrebbero lavorare insieme, anche all’Onu, per riconfermare e reimpegnarsi – si legge – su norme internazionali che vietano tali azioni”.
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Jabil: azienda conferma licenziamenti, salta tavolo con governo e sindacati
Ma oggi ultimo tentativo per salvare 190 posti lavoro
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CASERTA
26 maggio 2020
14:16
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È saltato in nottata quando sembrava tutto definito con il ritiro dei 190 licenziamenti, il tavolo sulla Jabil tenuto in videoconferenza con il Ministro del Lavoro Catalfo e il sottosegretario Mise Todde, l’azienda e i sindacati. Iniziata alle 16 di ieri, dopo il nulla di fatto di domenica, la riunione si è protratta fin oltre la mezzanotte, con una sospensione nel tardo pomeriggio per permettere ai rappresentanti Jabil di consultarsi sulla fattibilità di alcune soluzioni, come la richiesta di altre cinque settimane di cassa integrazione e il contestuale ritiro dei licenziamenti. La doccia fredda è arrivata poco prima di mezzanotte. “Alle 23 – spiega Antonio Accurso, Segretario Generale Uilm Campania – si era quasi siglato l’accordo per ritirare i licenziamenti, ma l’azienda alle 23.50, con un colpo a sorpresa, ha dichiarato di non voler proseguire su questa strada”. Il tavolo potrebbe riprendere questa mattina per un ultimo tentativo di scongiurare i licenziamenti.

Secondo Accurso l’azienda ha improvvisamente detto no a “un percorso condiviso per la gestione degli esuberi. La trattativa era stata complessa e faticosa ma aveva riportato tutti gli attori al buonsenso, grazie allo sforzo e alla mediazione di Governo e Regione e alla determinazione e responsabilità del sindacato. I licenziamenti sarebbero stati ritirati per riprendere un percorso di ricollocazione con stretto monitoraggio delle istituzioni”. Per il rappresentante sindacale “la Jabil con questo atto scellerato mette in discussione la missione industriale, e crea forte incertezza minando la sua credibilità. I lavoratori tutti vengono lasciati senza nessun futuro. Chiediamo al Governo di tentare un’ultimo sforzo per riportare tutti al buonsenso o altrimenti di mettere in sicurezza il sito e accertare tutte le responsabilità” conclude Accurso.
“È mortificante per il Governo e le istituzioni di questo Paese il comportamento della Jabil, che dopo tre giorni di trattativa, ha fatto saltare il tavolo, procedendo a licenziamenti illegittimi e lasciando gli altri 350 lavoratori senza alcun ammortizzatore”. È quanto afferma il segretario della Fiom-Cgil di Caserta Francesco Percuoco, commentando quanto accaduto nella notte.
“La ministra Catalfo si è impegnata a fondo, ha protestato contro la scelta dell’azienda ma non c’è stato nulla da fare”. Il momento “caldo” quando poco prima della mezzanotte l’Ad di Jabil Circuit Italia Clemente Cillo ha detto di aver ricevuto una telefonata dagli States che ribadiva la volontà di confermare i licenziamenti. Questa mattina il tavolo dovrebbe tenersi di nuovo alla presenza in video collegamento del componente del Cda della Jabil Otto Bik.
In una nota, Fim-Cisl, Fiom, Uilm e Failms, confermano lo sciopero ad oltranza dei lavoratori.
Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e il Sottosegretario Todde, dopo la decisione di Jabil di interrompere questa notte la trattativa “in modo unilaterale e inaspettato quando le parti erano ormai vicinissime all’intesa”, “hanno manifestato tuttavia la volontà di interloquire direttamente con i vertici di Jabil, per conoscere le ragioni di questo inspiegabile dietrofront e cercare di concludere positivamente gli sforzi finora compiuti, salvaguardando la continuità occupazionale di 190 lavoratori”. E’ quanto fanno sapere fonti del Ministero del Lavoro. Al tavolo, il Ministro Catalfo, spiegano le fonti, ha ribadito la radicale nullità dei licenziamenti dovuta non solo al mancato rispetto della procedura in materia di licenziamenti collettivi, ma anche per effetto delle misure straordinarie varate dal Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Stupore, frustrazione, e la solita rabbia che non passa mai dall’inizio della vertenza nel giugno scorso: allo stabilimento Jabil di Marcianise (Caserta), i dipendenti licenziati e quelli che il posto lo hanno tenuto, si sono ritrovati questa mattina ai cancelli con tanti interrogativi, tutti comunque sotto choc per la decisione dell’azienda di far saltare la trattativa e di confermare 190 licenziamenti. Anna, licenziata, con marito e due figli, non ha mezze misure: “è uno schifo – dice – una multinazionale fa quello che vuole e nessuno può fare nulla. La politica doveva muoversi prima”. Durante il tavolo di ieri, sembrava che l’accordo si potesse trovare sulla proroga della cassa integrazione per altre cinque settimane e il ricollocamento dei lavoratori presso altre aziende, ma la Jabil voleva che nel verbale si scrivesse che la ricollocazione era obbligatoria; un funzionario del Ministero del Lavoro ha spiegato che ciò era illegittimo, e così è saltato tutto. “Forse l’azienda non ha mai voluto davvero trattare” dice un altro dipendente non licenziato, “e comunque ha proposto la ricollocazione senza alcuna garanzia per gli addetti licenziati, ovvero senza la copertura dell’articolo 18 e la rassicurazione che il lavoratore mantenesse analogo stipendio e mansione anche nella realtà in cui veniva ricollocato”. Molto preoccupato il segretario regionale della Fiom-Cgil Massimiliano Guglielmo, soprattutto perché il comportamento della Jabil, “che non ha tenuto conto di leggi dello Stato e del pressing del Governo”, crea un “precedente” riproducibile anche per l’altra vertenza calda, quella anche vicina geograficamente della Whirlpool di Napoli. “Siamo di fronte ad un vero e proprio omidicio colposo industriale” rincara la dose Guglielmi; “La Jabil – prosegue – è da anni che sta sul territorio, ha acquisito tecnologie, prodotti e know-how di Siemens, Ericsson, Marconi; i lavoratori Jabil hanno sostenuto negli anni questi processi di ristrutturazione facendo sempre cassa integrazione. Il problema non è solo per i 190, ma anche per gli altri 350 che restano. Le istituzione territoriali e nazionali diano un mano concreta”. Mauro Musella, lavoratore e delegato Uilm, dice che “la Jabil ha buttato a mare tutti gli sforzi che lavoratori e sindacati hanno fatto in questi giorni. Ormai Jabil Italia non può più fornire alcuna risposta, tutto si deciderà negli States”. Un altro lavoratore, anch’egli licenziato, guarda oltre: “se anche dovessi impugnare il licenziamento, che ci hanno detto sia illegittimo – dice – come farò a sopravvivere, visto che un dipendente licenziato che impugna l’atto non percepisce la disoccupazione?”
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Patuanelli: ‘Acciaio ha bisogno di tutela commerciale’
‘Dobbiamo intervenire come Paese ma sopratutto come Ue’. Poi ancora: ‘Da Mittal aspetto piano serio e ambizioso. Accordo 4 marzo non è in discussione’. Informativa del Ministro dello sviluppo economico sulla situazione della siderurgia
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26 maggio 2020
13:14
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“Il passaggio di accompagnare con aiuti di Stato il player privato è obbligatorio”. Così il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli durante relazione alla Camera su settore siderurgico attualmente in corso. Patuanelli ha sottolineato le difficoltà per il privato di “trovare l’equilibrio” fra la produzione, tutela dell’ambiente e della salute.
Il piano industriale di ArcelorMittal per il rilancio di Ilva “verrà presentato entro venerdì 5 giugno”, ha detto il ministro riferendo quanto dichiarato ieri da .’a.d. Lucia Morselli al Tavolo ilva. “Mi aspetto un piano industriale serio, ambizioso, lungimirante che non sia difensivo e conservativo e soprattutto che non metta in discussione l’esito dei complessi negoziati culminati con l’accordo dello scorso 4 marzo”.
“La produzione nazionale di acciaio del mese di marzo è diminuita del 40% su base annua registrando una caduta nettamente maggiore rispetto a quella dei competitor europei”, ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli sottolineando che nello stesso periodo la produzione della Germania è diminuita del 21%, della Francia del 13% , e della Spagna del 15%. La Produzione mondiale di acciaio ha segnato una flessione del 6%.
Bisogna Intervenire a “sostegno della siderurgia italiana e del mercato dell’acciaio in tutta la sua filiera”, ha detto il ministro Patuanelli alla Camera evocando “sistemi di protezione commerciale” per contrastare il “dumping” di paesi asiatici, ma anche della Turchia. Per “questa protezione commerciale dobbiamo intervenire come Paese ma soprattutto su base europea”. “Tutto questo – ha aggiunto – deve essere compreso in un piano strategico per la siderurgia”
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Regioni, linee guida per terme e professioni montagna
Aggiornati anche criteri per ristorazione, alberghi e piscine
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26 maggio 2020
12:19
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La Conferenza delle Regioni ha approvato le nuove linee guida per le terme, i centri benessere e le professioni della montagna. Nella stessa riunione, tenutasi nella tarda serata di ieri, ha anche aggiornato le linee guida per la ristorazione, le strutture turistiche ricettive, le piscine e i rifugi alpini.
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Nuove intercettazioni su Palamara. Pg Cassazione: ‘Al vaglio altre sanzioni disciplinari’
Pm romano ascoltato mentre parla del Pm di Perugia Miliani
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PERUGIA
26 maggio 2020
16:01
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Dalla Procura di Perugia sono giunti “ulteriori atti” dell’inchiesta sul pm romano Luca Palamara, la cui valutazione è “indispensabile ai fini delle considerazioni conclusive sulle azioni disciplinari esercitate e sulle eventuali nuove azioni da assumere”. Lo sottolinea la Procura generale della Cassazione.
Intanto il quotidiano ‘La Nazione’ pubblica il testo di nuove intercettazioni di Palamara.
“E pure per la ragazza c’è un procedimento disciplinare se mi iscrive dopo sei mesi senza motivo…”: a dirlo era Luca Palamara con l’amico Luigi Spina, membro dimissionario del Csm, in un’intercettazione agli atti dell’indagine della procura di Perugia. A riportarla è “La Nazione”, collegando il riferimento al Pm Gemma Miliani, titolare del fascicolo con il collega Mario Formisano.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, l’ex presidente dell’Anm, e già consigliere a Palazzo dei Marescialli, riteneva ci fosse stato un ritardo nell’iscrizione dopo la trasmissione degli atti dalla Procura di Roma. L’intercettazione si riferisce alla notte del 16 maggio 2019. La conversazione venne registrata dal trojan piazzato sul telefono. “M’ha detto una cazzata Alberto…”, inveisce Palamara riferendosi probabilmente a una comunicazione di un collega che gli avrebbe fatto capire che l’indagine era stata archiviata. Spina – scrive ancora La Nazione – ribatte: “Non lo so, non ce l’hanno mandata… può essere pure che qualcuno che se ne sta per andare in pensione te la vuole far pagare ed intanto ti manda questa cosa… eh… e poi la richiesta di archiviazione”.
La vicenda delle intercettazioni di Palamara, che ha portato alle dimissioni i vertici dell’Anm, continua ad agitare le acque anche della politica. Il senatore della Lega Matteo Salvini chiede infatti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di sciogliere il Csm. “Mi aspetto che colui che comanda il Csm, ovvero il presidente della Repubblica Mattarella, lo sciolga, perchè dopo quello che abbiamo letto, qualche dubbio che la giustizia sia uguale per tutti viene e dunque serve una rinomina con un’estrazione a sorte per tagliare il sistema di potere della magistratura e dare fiato ai tanti magistrati liberi”. Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “Il Csm va azzerato, noi faremo una riforma della giustizia in nome del popolo italiano e non in nome di qualche corrente”.
“Sono sorpreso. Io ho sempre scritto da solo i miei provvedimenti, anche quelli più complessi. Forse é anche possibile scriverli a più mani ma ciò dovrebbe risultare ufficialmente”. Il sostituto procuratore generale di Bologna Valter Giovannini reagisce così alla pubblicazione, su ‘La Verità’, di altre conversazioni in chat agli atti dell’inchiesta della Procura di Perugia. Da questi dialoghi sembrerebbe che, nonostante l’estensore della sentenza disciplinare del Csm su Giovannini fosse Luca Palamara, un altro magistrato consigliere, Nicola Clivio, abbia contribuito alla redazione. “A questo punto – dice Giovannini, ex procuratore aggiunto – è urgente chiedere alla Procura di Perugia copia di tutte le chat che in qualche modo mi riguardano”. Ieri il magistrato aveva annunciato l’intenzione di chiedere alla Procura umbra, attraverso il suo legale, se vi siano intercettazioni sulla sua vicenda disciplinare, per valutare di chiedere la revisione del procedimento.
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Giovannini è stato sanzionato con la censura da parte del Csm, confermata dalla Cassazione, per il caso di Vera Guidetti, farmacista di 62 anni che uccise la madre e poi si suicidò, qualche giorno dopo essere stata ascoltata dal pm, nel marzo 2015, come testimone in un’indagine su un furto di gioielli. La sezione disciplinare del Csm aveva condannato il magistrato per aver “trascurato” le garanzie difensive a tutela della donna e per avere così violato norme processuali.
Ma oggi sull’inchiesta di Perugia riesplode la polemica. Mentre all’interno dell’Anm le varie correnti prendono posizione.
“Lo spazio temporale intercorso dopo la sospensione della seduta del Cdc dell’ANM di sabato 23 maggio non ha condotto a una soluzione alternativa per formare una nuova coalizione di Giunta, prima delle elezioni. Le ragioni che avevano indotto Area a ritenere venute meno le condizioni politiche per il proprio contributo nell’esperienza avviata un anno fa non sono superate. Non trovandosi una soluzione per una nuova Giunta, sarà quella uscente guidata da Luca Poniz a continuare il suo mandato sino all’indizione di nuove elezioni”. Così in una nota il gruppo di Area nel Comitato direttivo centrale di Anm. “L’attende un’attività di grande responsabilità: l’esame delle conclusioni dei probiviri sui fatti di maggio 2019, la richiesta alla Procura di Perugia degli atti di quell’indagine e i tavoli aperti presso il ministero della Giustizia. L’ANM e AreaDG non mancheranno di proseguire e completare il lavoro. Il gruppo di AreaDG è pronto a collaborare per realizzare queste finalità con gli altri gruppi che fanno parte della Gec. Il Cdc assumerà un ruolo ancora più centrale e ognuno potrà interloquire su proposte ed iniziative”.
I componenti del Comitato direttivo centrale (Cdc) dell’Anm di Magistratura Indipendente annunciano di voler lasciare lo stesso Cdc “debole, scarsamente autorevole, in una parola delegittimato”, che “persevera nella autoassoluzione e nella autoconservazione”. In una nota MI ricorda che “la giornata di sabato 23 maggio ha consegnato un’Anm in cui sono esplose tutte le contraddizioni e le lacerazioni conseguenti alla pubblicazione delle conversazioni private del dr. Palamara. Un fiume impetuoso di fango si propaga rapidamente rompendo gli argini, ma i tre gruppi che decidono le sorti associative (Upc – Area – AI) trovano dopo nemmeno due giorni la forza per ricompattarsi pur di non annegare, lanciandosi reciprocamente giubbotti gonfiabili. Il paradosso dei paradossi è che una ‘mano tesa’ è stata rivolta anche a Magistratura Indipendente, invitata a rendersi parte responsabile per “collaborare” alla “tenuta” complessiva della Anm in un grave, gravissimo momento di difficoltà. No, grazie”. Magistratura Indipendente ha formulato “l’unica opzione seria: anticipare il voto per il rinnovo di un Cdc che è in proroga già da marzo e per di più è privo della credibilità necessaria per discutere di qualsivoglia riforma di sistema. Per questo obiettivo abbiamo offerto una leale collaborazione e una disponibilità anche alla mediazione, che però non sono state raccolte. Bocciate le nostre proposte, si voterà tra altri 5 mesi, e per noi non ha alcun senso far parte di una ristretta cerchia di persone – di cui alcune direttamente coinvolte dalle conversazioni pubblicate – che pervicacemente si auto-assolvono ed auto-alimentano attaccate a un respiratore artificiale, confidando che la bufera passi e che i magistrati ne perdano il ricordo”.
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“Le parole di De Magistris, ‘andavo bene solo se attaccavo Berlusconi’, quelle di Palamara, ‘dovevo andare contro Berlusconi’. Le vicende legate allo scandalo delle intercettazioni venute fuori dall’inchiesta di Perugia aprono uno squarcio di verità sull’aggressione giudiziaria da parte di certa magistratura contro il Presidente Berlusconi negli ultimi 26 anni. La storia sta dando ragione a Forza Italia e a chi, come il nostro Presidente, ha sempre sostenuto il pericoloso e irrisolto cortocircuito tra politica e giustizia nel nostro Paese”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Forza Italia annuncia la presentazione di un pacchetto di proposte di riforma della giustizia.
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Coronavirus, accordo tra Boccia e Fontana, per gli spostamenti aspettiamo i dati di giovedì
L’incontro è stato definito dal ministro e dal governatore ‘utile e positivo’
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26 maggio 2020
16:50
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In merito agli eventuali spostamenti extraregionali, “in termini generali si è ritenuto opportuno attendere quantomeno il flusso dei dati fino a giovedì per effettuare valutazioni più circostanziate”. È quanto si legge nella nota congiunta del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e del presidente della Regione Attilio Fontana, diffusa al termine dell’incontro che si è tenuto a Palazzo Lombardia
L’incontro è stato definito da entrambi “utile e positivo”. “Ci siamo confrontati in termini di carattere generale, sulla situazione della Lombardia e dell’intero Paese – spiegano Boccia e Fontana – e abbiamo condiviso quanto sia importante non abbassare la guardia. Gli sforzi compiuti dai lombardi e dagli italiani sono stati grandi e non possono essere vanificati”.
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Speranza, per app Immuni siamo alle battute finali
‘Regioni avranno ruolo determinante. Cittadini la scarichino’
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26 maggio 2020
17:53
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Per la app Immuni “siamo alle battute finali. Abbiamo fatto un lavoro molto accorto e ci auguriamo che il massimo numero di italiani possa decidere volontariamente come previsto dalla norma, di scaricare questa app e sarà uno strumento in più, un pezzo di una strategia più complessiva del governo”. Lo ha detto a Sky tg il ministro della Salute Roberto Speranza: “C’è un confronto in corso con le regioni che – ha aggiunto – avranno un ruolo determinante”.
“La Regione Liguria è e rimane disponibile ad approfondire tutti i temi di contrasto al Covid con il Governo, ove questi possano risultare utili ai cittadini liguri e al paese. Dopo gli opportuni approfondimenti, le decisioni circa la App Immuni verranno quindi prese con leale collaborazione istituzionale nel solo interesse dei cittadini della Liguria”, è scritto in una nota della Regione, tra quelle in ballo per la sperimentazione dell’app, dopo che l’assessora alla sanità Sonia Viale e vicepresidente si è espressa in modo contrario.
“Nei fatti – aggiunge la nota – dopo un approfondimento tenutosi ieri in sede di Conferenza delle Regioni, non esaustiva, non è ancora chiaro se vi saranno le condizioni e neppure quando potrà partire tale sperimentazione – prosegue la nota di Regione Liguria -. Non sono ancora chiari infatti ne’ i procedimenti, ne’ gli impegni, ne’ il reale utilizzo della App stessa. Al momento non sono ancora neppure cominciati gli incontri tecnici per verificare la compatibilità di tale idea. Così come, almeno stando a quanto si legge, è ancora in corso un dibattito politico-parlamentare sulla compatibilità del sistema con le leggi sulla privacy vigenti nel nostro paese”, conclude la nota della Regione Liguria.
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26 maggio 2020
18:03
CORONAVIRUS: 32.955 MORTI, +78 MAI COSÌ POCHI DAL 2 MARZO.
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Lega, per il 4 luglio Salvini pensa al circo Massimo
Matteo Salvini pensa di chiudere la ‘manifestazione di massa’ del centrodestra il 4 luglio al Circo Massimo.
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ROMA
26 maggio 2020
17:25
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Matteo Salvini pensa di chiudere la ‘manifestazione di massa’ del 4 luglio al Circo Massimo. Ancora non c’è niente di ufficiale ma questa sarebbe l’ipotesi allo studio dell’ex ministro dell’interno, elaborata durante la riunione del Consiglio Federale che si è tenuto oggi a Via Bellerio.
“Il 2 giugno facciamo una cosa simbolica perchè gli alleati hanno preferito così e va bene, ma ai primi di luglio vorremmo fare una grande manifestazione di massa, non ci rinunciamo”, aveva detto ieri la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a “Quarta Repubblica” su Rete 4.
In attesa della riapertura delle regioni, il centrodestra aveva rilanciato l’dea della manifestazione di massa contro il governo, da organizzarsi verso i primi di luglio.
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Tutti fuori, da nord a sud. Lamorgese ai giovani: ‘Attenti’
“Non è finita, siate responsabili”. Sindaci pronti a nuova stretta
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25 maggio 2020
10:36
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Tutti fuori, da nord a sud. L’imperativo degli italiani, ragazzi e famiglie, amici e parenti, è stato quello di tornare a mordere la vita all’aria aperta. Al mare, in montagna – dove non sono mancati gli incidenti, con quattro vittime in Piemonte e Lombardia – di giorno e di notte, quando i luoghi della movida sono stati presi d’assalto dai giovani e gli assembramenti non sono mancati – a Napoli migliaia di persone si sono riversate sul lungomare fino alle quattro del mattino bloccando il traffico – tanto che i sindaci hanno già minacciato di essere pronti a nuove chiusure. Insomma, un vero ‘liberi tutti’, che le forze di polizia hanno monitorato da vicino, ma senza pugno di ferro. Il Viminale però avverte: non è finita, serve molta attenzione o tornerà la pandemia. Un appello che il ministro Lamorgese rivolge soprattutto ai ragazzi: “Avere restituito la libertà di uscire può aver indotto a pensare che sia tutto superato, ma così non è. E’ opportuno lanciare un messaggio ai giovani: se dovesse tornare l’epidemia sarebbe un fallimento per il Paese. Supereremo questa emergenza solo se operiamo tutti con grande senso di responsabilità”. “Siamo ancora in una fase molto pericolosa”, aggiunge il viceministro Matteo Mauri. I governatori di Lombardia e Campania ribadiscono la linea della fermezza: “Chiedo ai sindaci – afferma Attilio Fontana – rigore per punire non i gestori dei locali, ma i clienti che dimostrano poco rispetto anche nei loro confronti”. “Lo Stato ha il dovere di imporre il rispetto delle regole e di garantire le norme di sicurezza”, tuona Vincenzo De Luca. Nel complesso, comunque, eccetto i casi del capoluogo campano e di Milano, che ha esagerato con aperitivi troppo affollati, o di Bergamo, Brescia e Perugia dove gli assembramenti hanno superato il limite del buon senso e delle regole, la maggior parte delle persone si è comportata con assennatezza e le multe sono state contenute. Sulla riviera romagnola, anche se ancora si lavora per sistemare le spiagge, in tanti non hanno rinunciato a passeggiare in riva al mare a piedi nudi, prendendo il sole in ‘verticale’. A Rimini, capitale del divertimento estivo dove il virus ha picchiato duro, vigili e forze dell’ordine hanno avuto molto da fare a far distanziare i gruppi di ragazzi, anche senza mascherine, che affollavano di sera la Vecchia Pescheria, tradizionale luogo di ritrovo. Anche a Bari e nel foggiano c’è stato bisogno di interventi con sanzioni, e anche i locali sono stati controllati. Bella animata la movida triestina ma senza criticità, e di giorno c’è stato il ritorno ai tavoli dei caffè di Piazza Unità e lunghe le Rive. Controlli anche a Roma, con la chiusura di una piazza nel quartiere trendy di Monti, e poi famiglie e amici sono tornati a pranzare nei ristoranti di Fiumicino con soddisfazione degli esercenti che non pensavano in una ripresa così ‘vitale’ anche dal punto di vista dei coperti. A Roma e sul litorale si è anche registrato un boom di consumo di gelati artigianali: due milioni di coni e coppette. Gestione regolare della vita notturna a Cagliari dove nessuna contravvenzione è stata elevata, anche se il lavoro per i vigili non è mancato ma è stato solo un richiamo ad evitare eccessi. Poetto tutto esaurito, con i cagliaritani che sono stati sotto gli ombrelloni nel rispetto delle distanze, e la stessa cosa è avvenuta nelle altre spiagge vicine al capoluogo. Bene nelle Marche e in Veneto, per quanto riguarda il ritorno sui vasti arenili meta scelta per passeggiate e prime tintarelle, ma il governatore Luca Zaia ha avvertito che la linea dei conti si traccia giovedì prossimo, con i dati del contagio. A Verona c’è stata una certa dose di intemperanza e il sindaco Sboarina non l’ha presa bene, promette il pugno duro contro gli assembramenti e i vandalismi di chi ha lasciato le piazze piene di vetri rotti. Giornata di mare per i liguri, con i lidi a ingressi a turno, dove si preannuncia l’aiuto di steward per regolare il flusso delle persone. Molti piemontesi hanno invece scelto la strada delle montagne, per escursioni e piccole arrampicate con pranzo al sacco, e si sono formate lunghe code al casello di Bruere e sulla tangenziale di Torino verso l’imbocco della Val di Susa. Ancora bagni di mare ed euforia per i palermitani che anche questa domenica hanno riempito la spiaggia di Mondello.
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Task force ministero, fino alle medie didattica in aula
Concorso dei precari dopo l’estate, ma con la prova scritta
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25 maggio 2020
21:03
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Ok ai concorsi e maggiore chiarezza su come sarà il rientro in classe a settembre degli 8,3 milioni di studenti italiani. Il Comitato di esperti per la riapertura delle scuole presieduto da Patrizio Bianchi ha consegnato alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina il Rapporto con le indicazioni per la ripartenza: si fa leva sull’autonomia spinta delle scuole – nei diversi territori saranno possibili soluzioni diverse – con accordi con gli enti locali, con i mezzi di trasporto e l’utilizzo del terzo settore per poter garantire più tempo scuola fisico soprattutto ai bambini della scuola di primo ciclo. Che insieme agli alunni di elementari e medie andranno in presenza. Si tratta di un ulteriore passo in avanti verso la riapertura, dopo che nella notte era arrivato l’accordo sul concorso per i prof, con un clima più sereno nella maggioranza dopo il vertice: si farà dopo l’estate e non più con i quiz a crocette ma con una prova scritta: “aggiorneremo le graduatorie provinciali e i precari che vinceranno il concorso potranno essere assunti con retrogradazione della data”, ha aggiunto la ministra. Docenti necessari per il ritorno in aula: come ha chiarito Amanda Ferrario, dirigente scolastico che fa parte della task force, si tornerà infatti in classe dall’infanzia alle medie: “I bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità”.
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Diversa la situazione alle superiori: qui i ragazzi sono più grandi e quindi la possibilità di intervallare un tempo in presenza e un tempo di didattica a distanza è possibile. Quindi per loro la Dad ci sarà ancora, quanto meno nella prima parte dell’anno nella quale le misure di distanziamento in ambienti, che sono antichi o piccoli, non si prestano a poter ospitare tutti gli studenti. Tra le linee fornite dal Comitato, la ridefinizione dell’unità oraria che non deve essere necessariamente di 60 minuti, in modo tale da poter garantire il tempo scuola a tutti; fare entrare i ragazzi in maniera scaglionata durante l’arco della giornata e non tutti alle otto; utilizzare per le lezioni non soltanto le aule ma anche parchi e giardini, gli oratori messi in sicurezza con le necessarie precauzioni, le strutture dei comuni. Le scuole, inoltre, possono fare accordi per progetti con gli enti locali per integrare la didattica: più musica più sport più cinema e teatro e più arte. Una strada che sembra più in discesa dopo che, vissuti giorni di scontri, la maggioranza ha raggiunto un accordo sul concorso straordinario che riguarderà complessivamente circa 32 mila precari. Le polemiche sulla prova per i precari hanno attirato sulla ministra una pioggia di insulti social volgari e sessisti. Azzolina ne era già stata vittima in passato. Solidarietà le è arrivata da numerosi parlamentari ed indignazione è stata espressa anche da molti docenti e dirigenti scolastici.
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Boccia: ‘Se avanti così non riapriamo mobilità fra Regioni’
‘Capisco i giovani ma non possiamo annullare gli sforzi’
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25 maggio 2020
14:42
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“Non siamo sorpresi per quel è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani”. Lo dice, in un’intervista alla Stampa, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. “A fine settimana – spiega – il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo ‘sblocco’ della mobilità tra Regioni, faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve”. “La maggioranza dei cittadini – osserva Boccia – rispetta le regole ed è indignata per i comportamenti di poche persone. Sinora abbiamo usato il metodo del bastone e della carota: sembra aver funzionato”. E gli assistenti civici, aggiunge, saranno “migliaia di persone in strada per ricordare a tutti le regole della nostra convivenza”.
Comune Rimini, pronti a chiudere prima i locali – Quello della movida, degli assembramenti che si sono verificati nel weekend in centro storico a Rimini e soprattutto nella Vecchia pescheria “è un problema che affronteremo a brevissimo, nella prossima riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza”. Lo dice all’edizione locale del Resto del Carlino Jamil Sadegholvaad, assessore alla Sicurezza del Comune di Rimini, che anticipa: tra le misure al vaglio dell’amministrazione la chiusura anticipata dei locali. “Ridurre l’affluenza di pubblico è una misura difficilmente attuabile – spiega – Crediamo che l’unica soluzione sia far chiudere anticipatamente, alla sera, i locali della zona della Vecchia pescheria”. “I problemi di assembramento di venerdì e soprattutto di sabato si sono verificati tardi, quando erano già le 22.30. La soluzione a cui abbiamo pensato è far chiudere i locali prima, intorno alle 21.30. Questo significa permettere alle cantinette di lavorare comunque qualche ora, con gli aperitivi, evitando la concentrazione di persone che si è verificata durante il fine settimana”. Un provvedimento sì drastico, aggiunge, “ma non bisogna commettere lo sbaglio di pensare che l’emergenza sia finita, che il virus non circoli più e che si possa tornare subito alla normalità”.
Rossi, in Toscana casi movida ma weekend tranquillo – In Toscana il weekend è stato “nel complesso tranquillo”, con “episodi di movida, qualche situazione di assembramento sulla costa e nelle città d’arte”, ma “i comportamenti sono generalmente appropriati, le spiagge non erano affatto affollate, mi sembra che ai cittadini ci sia poco da rimproverare”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, intervenendo a Uno Mattina su Raiuno. “Nelle specifiche situazioni hanno fatto bene i sindaci a farsi sentire, e da quanto ho capito con l’intesa che hanno fatto col ministro Boccia metteranno in campo controlli specifici”, ha aggiunto Rossi, sottolineando che “per ora le riaperture del 4 maggio non hanno prodotto effetti valutabili, almeno a oggi, in termini di diffusione del contagio”. Tuttavia, ha osservato ancora, “quando possono le persone stanno a casa, si può vedere quanto siano vuote le autostrade anche il sabato sera. Gli stessi cittadini sembrano adottare un meccanismo di prudenza che, a volte, è più alto rispetto a certe decisioni a cui sono spinte le istituzioni sulla base di gruppi più che legittimi di pressione”.
Toti, proseguire chiusura Regioni ucciderebbe Paese – “La chiusura dei confini delle Regioni ancora a lungo è una cosa improponibile e impensabile, vuol dire uccidere il Paese e uccidere la libertà, spostarsi sul territorio nazionale è un diritto costituzionale che si può comprimere in casi di assoluta emergenza e per un periodo limitato di tempo”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a ‘Mi manda Rai Tre’ commenta l’ipotesi di un’estate senza turisti lombardi e piemontesi in Liguria a causa del coronavirus. “Speriamo che il numero dei contagi scenda, mi pare che anche in Lombardia stia scendendo, anche se è stata la Regione più colpita. – ha detto – Non credo si possano tenere chiusi i confini delle Regioni, men che meno i confini del Paese. Il turismo vale tra il 10 e il 15% del Pil nazionale, sarà già un’estate complessa, cerchiamo di non renderla peggio di quella che potrebbe essere”.
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Mattarella, Italia sostiene Africa unita
Così Mediterraneo è ponte tra continenti
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25 maggio 2020
10:18
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“La lungimirante decisione che, 57 anni orsono, portò alla nascita dell’Organizzazione per l’Unità Africana ha trovato da sempre nell’Italia un partner convinto e affidabile. Il nostro Paese sostiene con determinazione il progetto di una sempre maggiore integrazione del continente africano – sia a livello regionale sia sub regionale – e guarda con la massima attenzione alle relazioni con l’Africa nel suo insieme e con ciascuno dei Paesi che ne fanno parte: solo così, infatti, il Mediterraneo potrà essere fedele alla sua vocazione, storica e geografica, di ponte fra i due continenti”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata dell’Africa.
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Fase 2: Sardine, movida scellerata
‘Serve responsabilità, la normalità non tornerà subito’
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BOLOGNA
25 maggio 2020
10:21
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“Dalla Lombardia alla Sicilia in questo weekend si è assistito spesso a comportamenti scellerati, di giovani e non, alla ricerca di una tanto agognata normalità”.
Così le Sardine su Facebook puntano il dito contro le immagini di movida nel primo fine settimana con assembramenti non controllati, soprattutto di giovani.
“Alcuni sindaci hanno dovuto porre dei limiti alla ripresa delle attività di bar, pub e locali pubblici. Una contromisura necessaria per evitare il rischio di un possibile aumento del contagio e così i commercianti dovranno sottostare a ulteriori restrizioni, mettendo a repentaglio la propria attività lavorativa. Strette di mano, abbracci, baci, drink condivisi e minime distanze. Mascherine al mento, al collo, in mano se non addirittura in tasca, come fosse una borsetta, un ornamento superfluo”.
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10 anni fa moriva Silvius Magnago
Svp, “esemplare il suo impegno politico pacifico e pragmatico”
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BOLZANO
25 maggio 2020
10:35
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Dieci anni fa moriva Silvius Magnago, per quasi 30 anni (dal 1960 al 1989) presidente della Provincia di Bolzano. Alto, magrissimo, instancabile, un’aria ascetica e ispirata, le stampelle a sorreggerlo dopo la perdita della gamba sinistra sul fronte russo nella Seconda guerra mondiale. Il 25 maggio del 2010 se ne andò, all’età di 96 anni, ultimo testimone di un’epoca dell’Alto Adige, quella delle trattative per l’autonomia, ma anche quella degli attentati.
Magnago – afferma il segretario della Svp Philipp Achammer – ha lasciato il suo segno con “la sua lungimiranza e il suo senso di responsabilità”. “Per la Svp resta esemplare il suo impegno politico per la messa in sicurezza della minoranza tedesca e ladina percorrendo una strada pacifica e pragmatica”, aggiunge Achammer.
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Fase 2, Appendino: ‘Più fondi o tante città in dissesto’
‘E’ evidente che i 3 miliardi del Governo ai Comuni non sono sufficienti. Se entro il 31 luglio il Governo non dovesse intervenire, saremo uno dei Comuni che, come tanti altri, andrà in dissesto’, ha detto la sindaca di Torino
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TORINO
25 maggio 2020
10:49
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“E’ evidente che i 3 miliardi del Governo ai Comuni non sono sufficienti. Se entro il 31 luglio il Governo non dovesse intervenire, saremo uno dei Comuni che, come tanti altri, andrà in dissesto”. Così, ospite di Radio Rai, la sindaca di Torino Chiara Appendino sulle conseguenze del coronavirus sui conti della Città. “Mancano oltre 230 milioni su un bilancio di 1,3 miliardi, con questo intervento del Governo pensiamo di recuperare 80 milioni. Noi ci aspettiamo che il dialogo col Governo vada avanti e vengano stanziate ulteriori risorse prima del 31 luglio”.
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Anm:D’Incà, urge riforma Csm
Credibilità magistratura non può essere minata
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25 maggio 2020
11:21
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“Non possiamo permettere che la credibilità e l’autorevolezza della magistratura vengano minate da fatti come quelli emersi dal caso #Palamara. Per dissipare tutte le ombre e le opacità è urgente intervenire con la riforma del #Csm come annunciato dal ministro Alfonso Bonafede”. Lo afferma su twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Inca.
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Scuola:Crimi, premiata la competenza
Ringrazio ministro Azzolina per grande impegno e dedizione
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25 maggio 2020
12:02
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Con il concorso straordinario che si terrà dopo l’estate renderemo stabili 32 mila insegnanti precari nella scuola. Il merito e la competenza, principi che da tempo perseguiamo, saranno al centro delle selezioni. È un risultato importante. Ringrazio la Ministra Lucia Azzolina per il grande impegno e la dedizione con cui ha lavorato per raggiungerlo.
Nella formazione dei nostri figli e dei nostri ragazzi non devono esserci compromessi al ribasso, è nostro dovere individuare il personale docente più preparato ad accompagnarli verso il loro futuro”. Lo scrive su Facebook Vito Crimi, capo politico del Movimento Cinque Stelle
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Guerini: ‘Le frecce tricolori sorvolano regioni’
Disegneranno bandiera nel cielo fino al 2 giugno
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25 maggio 2020
20:36
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“La nostra bandiera è simbolo di unità: da oggi le Frecce Tricolori la disegneranno ogni giorno nel cielo italiano, sorvolando tutte le regioni. Sarà un grande abbraccio agli italiani che si chiuderà a Roma il 2 giugno per la Festa della Repubblica”, ha scritto su Twitter il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.
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Dl imprese:Pd,banche non applicano norme
Istruiscono numeri esigui di richieste
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25 maggio 2020
12:48
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“Alcuni istituti di credito non hanno applicato le norme di accesso ai prestiti previsti dal decreto sulla liquidità alle imprese, istruendo numeri esigui di richieste e applicando tassi di interesse molto superiori a quelli previsti dalla legge”. Lo dichiara il deputato dem Franco Vazio, vice presidente commissione Giustizia e membro della commissione Bicamerale Banche che annuncia che chiederà in sede i Commissione Banche un intervento della magistratura ordinaria.
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Pioggia critiche su “assistenti civici”
Orfini,se vuoi controllo lo organizzi. Meloni,deriva autoritaria
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25 maggio 2020
13:28
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“Se apri i locali nei luoghi dove ci sono i locali le persone ci vanno. Se non vuoi, organizzi prima afflusso, modalità e controlli. Non servono assistenti civici”.
Matteo Orfini, parlamentare Dem, è solo uno dei politici (di maggioranza e opposizione) che si scagliano contro la proposta di utilizzare “assistenti civici” – o come li definisce Ylenja Lucaselli di Fdi, “guardiani dello spritz – per evitare assembramenti.
Una critica che accomuna anche Leu, +Eu e Iv, con Francesco Laforgia (“riflette un’idea di lavoro povero, poco o per nulla retribuito”), Giordano Masini (“proposta dal vago sapore orwelliano”) e Matteo Renzi che dà semplicemente ragione ad Orfini. Parla di “deriva autoritaria”, invece, Giorgia Meloni che mette in guardia dai rischi di avere “”una versione grillo-piddina dei guardiani della rivoluzione”.
“Se al peggio non c’è mai limite questo governo il fondo del barile lo sta raschiando da tempo”, tuona infine Giorgio Mulè di Fi che parla anche di “goffa Guardia Civica”.
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Aspi:Renzi, vicenda da affrontare subito
Finito il tempo della divisione ideologica
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25 maggio 2020
14:27
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“Lancio un appello sulla questione Autostrade: è finito il tempo della divisione ideologica. La vicenda ASPI va affrontata con serietà, rigore, competenza, discontinuità, certezza del diritto. E bisogna farlo subito, noi ci siamo. Perché altrimenti decine di miliardi si fermano e vengono bruciati sull’altare del totem burocratico”. Così Matteo Renzi nell’e-news.
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Trapianto staminali per sclerosi multipla su 15 malati
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25 maggio 2020
14:28
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Si è conclusa la sperimentazione di Fase I che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane in 15 pazienti affetti da Sclerosi multipla secondaria progressiva. Per la prima volta al mondo sono stati trattati tutti i 15 pazienti reclutati per il trattamento sperimentale della malattia. Lo annunciano la Pontificia Accademia per la Vita con Associazione Revert Onlus e Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. Nessun paziente ha manifestato effetti collaterali. Si stanno ora valutando eventuali effetti terapeutici.
La sperimentazione, coordinata e finanziata dalla Fondazione e dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e da Revert Onlus con il patrocinio della Fondazione Cellule Staminali di Terni, è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Terni, l’Università di Milano Bicocca e l’Ospedale Cantonale di Lugano.
Nonostante l’emergenza Covid, l’ultimo paziente è stato trattato il 20 maggio. La sperimentazione è iniziata a gennaio 2018 con il ricovero del primo paziente e costituisce il “primo passo verso lo sviluppo di un protocollo sperimentale per trattare i pazienti di Sclerosi Multipla con il trapianto di cellule staminali cerebrali umane di grado clinico”. Scopo del trial è verificare la sicurezza del trattamento e le possibili azioni neurologiche. I 15 pazienti sono stati suddivisi in quattro gruppi e trapiantati con dosi crescenti di cellule, gli ultimi sei hanno ricevuto il dosaggio più elevato (24 milioni di cellule). Tutti i pazienti sono stati dimessi dopo 48 ore di osservazione in seguito al trapianto e non hanno manifestato effetti collaterali nell’immediato post-operatorio o nei mesi a seguire. Proseguirà l’attività di monitoraggio per almeno un anno dopo l’intervento e si stanno ora valutando eventuali effetti terapeutici.
“Aspettiamo adesso il follow-up a un anno e la sottomissione nei tempi più brevi possibili del protocollo per la Fase II in questa grave malattia”, ha affermato Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e presidente dell’Advisory Board di Revert Onlus, nonché professore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. Le cellule staminali cerebrali umane usate nello studio sono derivate da gestazioni che si sono interrotte per cause naturali e prelevate attraverso biopsia cerebrale, in accordo alle stesse regole che disciplinano la donazione degli organi. La ricerca di Revert, sottolinea il presidente della Pontificia Accademia per la vita Mons. Vincenzo Paglia, “è unica nel suo genere perché scevra da qualunque problematica etica e morale e questo ci rende ancora più fieri dei risultati ottenuti e ci fa guardare al futuro con maggiore ottimismo, sempre nel rispetto della vita”.
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Fi:Tajani, al governo? E’ irreale
Berlusconi su questo è stato chiaro
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25 maggio 2020
14:28
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Fi nel governo? E’ un periodo ipotetico dell’irrealtà. Berlusconi su questo è stato chiaro” .Lo ha detto Antonio Tajani, vicepresidente di Fi a ‘Un giorno da pecora’ che rispetto ad Iv dice, “siamo rimasti delusi dalla loro spinta liberale”.
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Fase 2:Castaldi, no ad assistenti civici
Fuga in avanti Boccia non convince M5S, ci sia passo indietro
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25 maggio 2020
14:43
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“La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60mila #assistenticivici non mi convince. E non convince il #M5S. Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza”. Lo scrive in un tweet il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi.
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Roma: in corso incontro Raggi-Di Maio
Neri giorni emersa ricandidatura Raggi alla guida della Capitale
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ROMA
25 maggio 2020
14:47
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E’ in corso alla Farnesina, a quanto si apprende, un incontro tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e la sindaca di Roma Virginia Raggi. L’incontro si registra dopo che, nei giorni scorsi, è emersa l’ipotesi di una ricandidatura di Raggi alla guida della Capitale nel 2021.
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Salvini,guardie civiche?Bene dietrofront
Italiani meritano fiducia e libertà
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25 maggio 2020
17:25
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“Dopo le nostre e vostre proteste, marcia indietro di una parte del governo sui 60.000 “guardiani civici” che dovrebbero controllare gli spostamenti degli Italiani. Teniamo occhi ed orecchie aperti: gli italiani meritano fiducia e libertà!”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
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Inps: Calderoli, Tridico vada via
Chiunque al suo posto farà meglio
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25 maggio 2020
17:32
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“Mi sarei aspettato delle pubbliche scuse da parte del presidente INPS, Pasquale Tridico, dopo quella sua infelice uscita, quel suo ‘abbiamo riempito di soldi gli italiani’. Invece niente, nessuna scusa da chi ha gestito nel peggiore dei modi l’INPS in questo momento di estremo bisogno per i cittadini italiani, molti dei quali attendono ancora i 600 euro promessi da Conte nelle sue continue conferenze stampa. E allora visto che Tridico non si scusa auspichiamo che qualcuno al Governo abbia un sussulto di dignità e lo metta alla porta. Tanto chiunque al suo posto farà meglio e in più non dirà simile nefandezze”. Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato.
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Crimi, sui controlli troveremo soluzione
Notizia su assistenti civici ci ha lasciato perplessi
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25 maggio 2020
17:39
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“La notizia dell’ordinanza sugli assistenti civici era giunta inaspettata e ci ha lasciati alquanto perplessi. Non perdiamo però di vista l’obiettivo: garantire tutto il supporto necessario ai comuni durante questa fase delicata. Sono certo che attraverso il confronto all’interno della maggioranza sapremo trovare, in tempi brevi, la soluzione più efficace”. Lo scrive in una nota il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.
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Anm, niente accordo, giunta resta per amministrazione
Bufera sulle procure, Poniz: ‘Disegno per colpire la magistratura’
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TORINO
25 maggio 2020
22:33
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L’accordo politico per rifondare la giunta dell’Anm, almeno per il momento, non è stato trovato. E dunque come prevede lo Statuto l’esecutivo guidato da Luca Poniz – che sabato si è dimesso assieme a tutto i componenti di Area, mossa a cui ha fatto seguito l’uscita dei rappresentanti di Unicost, a partire dal segretario Giuliano Caputo – resterà in carica per l’ordinaria amministrazione sino alle elezioni. “Le condizioni per la prosecuzione di una giunta politica non sono più sussistenti” ha detto Area. La discussione continua, ma sembra non ci siano spiragli.

“E’ in atto un disegno per colpire l’intera magistratura e l’associazionismo che nessuno sconfiggerà mai. E occorre reagire con forza: respingere l’idea che la magistratura è quella che emerge dalle ricostruzioni dei giornali. Noi siamo un’altra cosa”. Lo ha detto il presidente dell’Anm Luca Poniz, parlando al Comitato direttivo centrale dell’Anm. “L’Anm non è mai stata e non è a rischio di scioglimento. Ci sono riusciti soltanto i fascisti tanti anni fa. E a chi dice che deve essere sciolta, rispondiamo ‘vergogna’”, ha aggiunto.

“E’ assolutamente necessario e urgente che Anm e Csm facciano autocritica in vista di una autoriforma del sistema, offrendo ogni collaborazione agli organi competenti, a partire dal ministro”. Lo afferma il magistrato Gian Carlo Caselli, ex capo della Procura di Torino. “Tutto questo – spiega Caselli – anche per evitare o per giocare d’anticipo rispetto a proposte che potrebbero essere non di riforma, ma di vendetta nei confronti della magistratura, da parte di chi non ne ha troppo gradito la sua attività indipendente”. “Le intercettazioni che sono emerse dal procedimento in corso davanti alla magistratura di Perugia rivelano un groviglio di manovre e spesso anche di baratti che hanno consentito a molti di parlare di un suq per quanto riguarda la nomina di questo o quel magistrato a questo o quel posto direttivo”. “E’ evidente l’effetto di queste intercettazioni – aggiunge Caselli – una specie di tsunami su Anm, Csm e magistratura in generale”.
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Giunta decide su Open Arms: D’Incà: ‘M5S dirà sì al processo’
Sullo sfondo l’effetto del ‘caso Palamara’. Slitta a ottobre il processo Gregoretti
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26 maggio 2020
10:45
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“Ho difeso la legge, la sovranità, la sicurezza, l’onore e la dignità italiane, con l’accordo dell’intero governo. Sono tranquillo e rifarei tutto, non per interesse personale ma per tutelare il mio Paese”. Con questo spirito, Matteo Salvini, attende il pronunciamento di domani mattina della Giunta delle immunità del Senato sulla vicenda Open Arms, il terzo a suo carico, dopo quello sulla Diciotti e sulla Gregoretti (su quest’ultima si registra intanto il terzo rinvio, questa volta causa Covid, dell’udienza preliminare che il presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, ha ricalendarizzato il 3 ottobre prossimo”.
Chi ha parlato con l’ex ministro dell’Interno lo descrive molto sereno, convinto che ora tocca alla maggioranza decidere, ma che lui, comunque vada a finire, andrà avanti per la sua strada. Un voto sul filo del rasoio che cade in un momento delicatissimo nell’eterno dibattito tra politica e giustizia: il terremoto provocato dalle chat intercettate che avevano per oggetto proprio il segretario leghista, potrebbero riservare qualche sorpresa dell’ultimo momento e chissà che l'”effetto Palamara”, possa giocare un ruolo sul futuro processuale dell’ex ministro dell’Interno. Insomma, a suspense si aggiunge suspense, visto che sulla carta 11 senatori sono a favore del rinvio a giudizio, 11 sono contrari, con Michele Giarrusso, ex Cinque Stelle, oggi al Misto, nell’inedito ruolo di ago della bilancia. Chi lo conosce bene sostiene che, malgrado i profondi dissapori con il Movimento, sbaglia chi lo dà già per arruolato nelle fila della Lega, ma solo oggi si saprà il suo pensiero. Per ora, ambienti del centrodestra fanno notare che se la maggioranza giallorossa dovesse mandare a giudizio Salvini malgrado questo clima a loro dire “di caccia alle streghe” ai suoi danni, sarebbe un precedente gravissimo.
In particolare, questi stessi ambienti lanciano un implicito appello ai senatori di Italia Viva, a loro giudizio più sensibili ai principi del garantismo. Ma se il centrodestra è unito nel difendere Matteo Salvini sulla Open Arms, non lo è per nulla in vista del 2 giugno. In occasione della festa della Repubblica, i tre leader avevano annunciato una iniziativa per dare voce a chi, a loro giudizio “è stato dimenticato dal governo”, in questa controversa Fase 2. Sin da subito erano emersi dei dubbi sulla reale fattibilità di una manifestazione popolare in un momento in cui ancora si insiste nel raccomandare il distanziamento fisico. Ma nelle ultime ore è sembrato che i distinguo da parte di Fi e FdI si siano accentuati, e che tutto sommato ancora una volta il leader della coalizione si sia ritrovato un po’ isolato. Il partito di Giorgia Meloni e quello di Silvio Berlusconi, spinti dall’esigenza di evitare assembramenti, sembra preferiscano manifestare più in là, a luglio, quando sarà possibile spostarsi da una regione a un’altra. La Lega minimizza e esclude categoricamente ogni problema politico, segnalando solo giuste precauzioni. Ma tra loro c’è chi ironizza, osservando che i più preoccupati a scendere in piazza erano gli azzurri, forse per ragioni di età. Ad ogni modo, il due giugno ci saranno iniziative simboliche in tutte le città italiane, una sorta di presidi anti-Conte, una cinquantina di persone ben distanziate con il tricolore in mano. Matteo Salvini sarà in prima fila, in una piazza romana.
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Parte tour Frecce Tricolori, ma polemica assembramenti
Appendino, ‘folla per vederle, così non va’. Sorvolata Codogno
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25 maggio 2020
23:25
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L’intenzione era quella di rendere omaggio – dall’alto – alle vittime del Coronavirus. Ma la spettacolare esibizione delle Frecce Tricolori, partite oggi per un giro d’Italia di 5 giorni che culminerà il 2 giugno con i passaggio sopra i Fori Imperiali, ha causato anche i tanti temuti assembramenti e la sindaco di Torino, Chiara Appendino, è sbottata: “porterò questa situazione al tavolo di pubblica sicurezza”. Critiche anche dal governatore Alberto Cirio: “a rischio mesi di sacrifici”.
La Pattuglia acrobatica nazionale è decollata oggi dalla sua sede, a Rivolto (Udine) e, dopo aver volato su Trento, si è diretta verso Codogno, luogo simbolo dell’epidemia da Covid-19, toccando infine anche Milano, Torino ed Aosta. Il tour delle Frecce per la Festa della Repubblica, quest’anno orfana della tradizionale parata militare ai Fori Imperiali, toccherà complessivamente 21 città: domani Genova, Firenze, Perugia e L’Aquila: seguiranno, il 27, le isole, Cagliari e Palermo; il 28 di scena al Sud con Catanzaro, Bari, Potenza, Napoli, Campobasso; il 29 sarà la volta di Loreto (dove ha sede il santuario della Madonna protettrice dell’Arma Azzurra), Ancona, Bologna, Venezia e Trieste. Il 2 gran finale a Roma, dove, causa Covid, le celebrazioni si limiteranno alla deposizione di una corona di alloro presso l’Altare della Patria da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“La nostra bandiera – ha twittato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini – è simbolo di unità: da oggi le Frecce Tricolori la disegneranno ogni giorno nel cielo italiano, sorvolando tutte le regioni. Sarà un grande abbraccio agli italiani che si chiuderà a Roma il 2 giugno per la Festa della Repubblica”.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha assistito all’esibizione delle Frecce dalle terrazze del Duomo. Due i passaggi sula città, tra gli applausi delle centinaia di persone presenti in piazza. “Un messaggio positivo di fiducia ed unità”, ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Applausi anche a Torino, con due passaggi sul Po e tanta gente con il naso all’insù. Troppe per la sindaca Appendino, che ha ammirato la Pan dal balcone di Palazzo Civico.
“Oggi le Frecce Tricolori ci hanno dimostrato che possiamo guardare tutti nella stessa direzione”, ha commentato inizialmente. Ma poi sono arrivati i report sulle folle radunatesi in vari punti della città per guardare le scie tricolori dei caccia e l’umore è cambiato: “sono più che felice – ha spiegato su Facebook, postando la foto di una folla assiepata sulle scalinate della chiesa Gran Madre – di complimentarmi con i torinesi e riconoscere l’impegno, loro e di noi come Istituzioni, quando le cose funzionano. Ma questo non è stato il caso. Porterò questa situazione al tavolo di pubblica sicurezza”.
Occhi puntati ora ai passaggi delle Frecce dei prossimi giorni. Altri sindaci – a magari anche un governatore come il campano Vincenzo De Luca – potrebbero non gradire l’effetto collaterale dell’esibizione della Pattuglia. Dalla Lega, intanto, arriva la richiesta al presidente Mattarella ed al ministro Guerini di aggiungere un’altra data al tour delle Frecce. “Questa iniziativa lodevole e commemorativa – hanno affermato i parlamentari Daniele Belotti e Simona Pergreffi – non può dimenticare le migliaia di vittime delle zone più martoriate dal Covid come Bergamo, Brescia, Cremona, Piacenza e Lodi, territori che hanno pagato più di altri in termini di vite umane. Un piccolo sforzo per concedere a chi ha perso tantissime persone care, familiari e amici, un momento simbolico in cui onorare la memoria di chi non c’è più”.
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Vertice Conte-capidelegazione alle 10,30
Si discute di assistenti civici e data elezioni amministrative
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26 maggio 2020
10:13
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Una riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Speranza e Teresa Bellanova è in programma, a quanto si apprende, alle 10.30. All’incontro prenderanno parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.
Tra i temi della discussione dovrebbero esserci la data delle elezioni amministrative e del referendum e un nuovo passaggio sulla proposta degli assistenti civici.
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Open Arms:da giunta no processo Salvini
13 voti a favore della relazione di Gasparri, 7 i no, 3 astenuti
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26 maggio 2020
11:44
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Con 13 sì a favore della relazione del presidente della giunta Maurizio Gasparri, che chiedeva di negare l’autorizzazione a procedere, 7 no e 3 senatori che non hanno partecipato al voto la Giunta per le immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per l’ex ministro Matteo Salvini sul caso Open Arms.
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Salvini, giunta mi dà ragione
Ho agito per interesse pubblico e non privato
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26 maggio 2020
11:57
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“La giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato”. Lo afferma Matteo Salvini leader della Lega in diretta facebook.
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Salvini, Mattarella sciolga Csm
Serve nomina con estrazione a sorte
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26 maggio 2020
12:18
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“Mi aspetto che colui che comanda il Csm, ovvero il presidente della Repubblica Mattarella, lo sciolga, perchè dopo quello che abbiamo letto, qualche dubbio che la giustizia sia uguale per tutti viene e dunque serve una rinomina con un’estrazione a sorte per tagliare il sistema di potere della magistratura e dare fiato ai tanti magistrati liberi”. Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “Il Csm va azzerato, noi faremo una riforma della giustizia in nome del popolo italiano e non in nome di qualche corrente”.
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Scuola:Pd,no a riformulazione su precari
Non corrisponde a esito vertice di maggioranza
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26 maggio 2020
12:47
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“Ritengo assolutamente insoddisfacente la riformulazione proposta dal Governo sul concorso riservato ai docenti precari. Mi sembra un modo sbagliato e controproducente di tradurre l’incontro di maggioranza avvenuto alla presenza del Presidente del Consiglio.
Per quel che mi riguarda, allo stato attuale, rimangono più che mai valide le ragioni del nostro emendamento 2.19 che dà una risposta molto seria al problema ineludibile (non solo per i lavoratori, ma per gli studenti, per le famiglie e per l’intero sistema dell’istruzione) del precariato nella scuola”. Così in una nota il senatore Pd Francesco Verducci, vice presidente Commissione Cultura e primo firmatario emendamento sul precariato al Dl Scuola.
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Telefonata tra Mattarella e Steinmeier
Soddisfazione per la collaborazione tra l’Italia e la Germania
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
26 maggio 2020
14:50
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Lunga e amichevole telefonata questa mattina tra il Presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel corso del colloquio telefonico è stata espressa dai due Presidenti la soddisfazione per la piena collaborazione tra Germania e Italia sul piano bilaterale e sulle tematiche europee.
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Sardine presentano ‘Il manifesto valoriale’. Poi ‘pausa di riposo e riflessione’
Il leader Santori: ‘Non sarà la fine delle Sardine. Al massimo uno spartiacque’
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BOLOGNA
26 maggio 2020
14:02
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Giovedì i fondatori bolognesi delle Sardine presenteranno “il manifesto valoriale” poi “ci saluteremo per una legittima pausa di riflessione e di riposo. Non sarà la fine delle Sardine. Al massimo uno spartiacque. Sicuramente un momento di confronto sincero, corretto e dovuto”.  Lo annuncia sulla pagina Facebook delle Sardine, il leader del movimento Mattia Santori.
“Non voglio assumermi la responsabilità di generare una massa di frustrati rabbiosi che passa più tempo sul web che nella vita reale. Il lockdown è finito e la politica può aspettare, perlomeno quella fatta a parole. Ho sempre avuto un’idea precisa di quel che avrebbero dovuto essere le sardine da grandi e forse ho sbagliato ad aspettare tutto questo tempo a dirvela”, aggiunge Santori.
“Mi pesano – ha scritto – i dissidi interni, le litigate per i post e le paranoie complottiste. Tante volte ho proposto di trovare un’alternativa alla mia persona. Per tantissimo tempo ho lavorato per abilitare una struttura che non dipendesse da me. Eppure mi rendo conto che non posso scappare dalla mia responsabilità nei vostri confronti. Quindi tocca a me fare la prossima mossa. Sento che più prendiamo la direzione politica più finiamo per imitare gli altri. Più rincorriamo i like più caschiamo nella trappola del narcisismo”.
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Elezioni: verso election day il 20/09
Decisione emersa nel corso di una riunione a palazzo Chigi
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26 maggio 2020
14:17
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Si va verso l’election day il 20 settembre. E’ quanto emerge, a quanto si apprende, dalla riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Stessa data, quindi, per le regionali ma anche per indire le comunali e il referendum sul taglio dei parlamentari.
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Si va verso l’election day il 20 settembre. E’ quanto emerge, a quanto si apprende, dalla riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.
Stessa data, quindi, per le elezioni regionali ma anche per indire le comunali e il referendum sul taglio dei parlamentari.
“Ma vi sembra giusto andare a votare il 20 settembre? Così si rallenta la ripresa e si danneggia il turismo, uno dei settori più colpiti dal coronavirus. Ancora una volta si fa prevalere l’interesse del Palazzo su quello dei cittadini”. Lo scrive scrive su twitter il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.
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Sileri minacciato, da alcuni giorni è sotto scorta
Viceministro alla Salute (M5S) ha ricevuto pressioni sulla destinazione dei fondi per la sanità
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26 maggio 2020
17:08
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Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri è da alcuni giorni sotto tutela a seguito di pressioni per tentativi di corruzione e minacce ricevute rispetto alla sua attività politica in particolare riguardo alla destinazione dei fondi pubblici per l’emergenza coronavirus.
L’esponente M5S, secondo quanto si apprende, viene accompagnato da un agente della pubblica sicurezza.
“Massima vicinanza al viceministro Sileri per le minacce ricevute. Pierpaolo oltre a essere un grande professionista è anche una persona corretta, genuina, con la schiena dritta. Avanti così, siamo tutti con te, hai il nostro sostegno. Non ci facciamo intimidire da nessuno”. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Twitter.
“Più si sale in vetta, più tira il vento. Il nostro dovere è dare il massimo”, ha detto il viceministro a “In viva voce” su Rai 1 rispondendo alla domanda sulle minacce ricevute che hanno indotto le autorità ad assegnargli la scorta.
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Salvini pensa a kermesse a Circo Massimo
Ipotesi elaborata nel corso della consiglio federale del partito
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26 maggio 2020
15:46
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Matteo Salvini pensa di chiudere la manifestazione di massa del 4 luglio al Circo Massimo. Ancora non c’è niente di ufficiale ma questa sarebbe l’ipotesi allo studio dell’ex ministro dell’interno, elaborata durante la riunione del consiglio federale tenutosi oggi a Via Bellerio.
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Dl Scuola: Senato, ok entro giovedì
Domani pomeriggio inizia discussione generale
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26 maggio 2020
17:24
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L’Aula del Senato ultimerà l’esame del dl Scuola entro giovedì: emerge dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Il testo, il cui esame non è stato ancora concluso dalle commissioni Istruzione e Bilancio, approderà in Aula domani pomeriggio, con la discussione generale. E’ prevedibile che verrà posta la fiducia.
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Minacce a Sileri: Crimi, M5s vicino
Mia più sincera solidarietà
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26 maggio 2020
17:25
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La mia più sincera solidarietà e vicinanza al viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, costretto a muoversi sotto scorta dopo le minacce ricevute sulla destinazione di fondi per l’emergenza Covid 19. Pierpaolo, e con lui tutto il Movimento 5 Stelle, non si fanno intimidire. Avanti così”. Lo scrive in un tweet il capo politico del M5s Vito Crimi.
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Dl imprese: Bersani, fatto il possibile
Sappiamo che per molti non sarà abbastanza
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26 maggio 2020
17:26
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“Cercare di sostenere famiglie e imprese dando un aiuto perché non affondino. Lo facciamo con questo provvedimento molto rafforzato in commissione e si può dire che date le condizioni strutturali si sta facendo il possibile, sapendo che per molti non sarà abbastanza”. Così Pier Luigi Bersani (LeU) nel corso del suo intervento in Aula confermando il voto favorevole alla fiducia chiesta dal governo sul dl imprese
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Open Arms: Orban a Salvini, siamo con te
Leader Lega mostra sms inviato dal premier ungherese
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26 maggio 2020
17:46
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La tua lotta è una bella lotta. Siamo con te, Matteo”. Così il premier ungherese Viktor Orban si congratula su Facebook con il leader leghista dopo il voto a suo favore da parte della Giunta per le immunità del Senato. Lo rende noto lo stesso Salvini twittando la foto del cellulare di Orban con su scritto un messaggino metà in inglese, metà in italiano: “Dear friend, Congratulation. L’Ungheria è con te, Matteo! Viktor”.
“Grazie di cuore – è la risposta di Salvini – all’amico premier ungherese Viktor Orban per il bellissimo messaggio”.
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Csm: slitta il vertice di maggioranza da Bonafede
Al centro dell’incontro la riforma del Consiglio superiore della magistratura
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26 maggio 2020
19:19
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E’ slittato il vertice di maggioranza convocato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede presso il suo ministero, che avrebbe avuto al centro il tema della riforma del Csm. Al vertice, che era inizialmente previsto alle 18 ed è stato rimandato, era stata annunciata la partecipazione dei referenti sulla giustizia dei partiti di maggioranza. A quanto si apprende lo slittamento sarebbe dovuto ad alcuni voti in aula  Aula.
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Giunta Senato dice no al processo a Salvini. IV non partecipa al voto
Capogruppo in Giunta Bonifazi: ‘Non emerge un’esclusiva riferibilità delle decisioni a Salvini’
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26 maggio 2020
17:26
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Con 13 voti a favore della relazione del presidente, Maurizio Gasparri (FI), 7 contrari e 3 senatori che non hanno partecipato al voto, la Giunta per le Immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso Open Arms.
Tra i 13 voti favorevoli alla relazione si contano, oltre ai 5 della Lega, i 4 di Fi, uno di Fdi e uno delle Autonomie, anche quello del senatore ex M5s Mario Michele Giarrusso e quello della senatrice M5S Alessandra Riccardi.
“La Giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato”. Commenta così il leader della Lega Matteo Salvini in diretta facebook. “No allo sbarco dei 161 immigrati dalla Ong spagnola Open Arms, la Giunta del Senato ha appena votato (13 a 7) che ho fatto solo il mio dovere, nell’interesse del popolo italiano. Grazie a loro, e grazie a Voi. Adesso la parola passa all’aula del Senato, vediamo se Pd e 5Stelle insisteranno per il processo”, aggiunge Salvini.
“Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”, aveva detto il capogruppo di Italia Viva in Giunta Francesco Bonifazi.
“Come relatore sono soddisfatto per il voto alla mia relazione proposta. Ricordo che la Giunta non deve dare un giudizio di ordine penale, cosa che spetta alla magistratura: noi in base alla legge costituzionale dobbiamo valutare se in questi casi il membro di un governo abbia agito per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della sua funzione di governo”. Così il presidente della Giunta per le autorizzazioni del Senato, Maurizio Gasparri, al termine del voto dell’organismo sul caso Open Arms. “Io – ha aggiunto Gasparri – avevo fatto una relazione ampia il 18 febbraio: oggi ho fatto un replica della relazione spiegando come il ministro Salvini abbia agito in un’ azione di governo, confortato anche dal fatto che il presidente del Consiglio gli scrisse una lettera dicendo di far sbarcare i minori cosa che Salvini, pur non condividendo, ottemperò, dimostrando così che c’era un’azione che coinvolgeva il governo nella sua complessità e che una realtà gerarchicamente sovraordinata poteva dare ordini ad un ministro come Conte fece. Il presidente del Consiglio, infatti, non diede ordine di sbarco generalizzato, cosa che avrebbe potuto eventualmente fare: lo sbarco avvenne dopo, per ordine della magistratura” ha spiegato Gasparri.
Mario Michele Giarrusso, ex senatore dei 5 Stelle, ha votato contro il processo al leader della e spiega ad Affaritaliani.it di aver “seguito la linea del Movimento che avevo portato avanti quando ero capogruppo in Giunta sul caso Diciotti”. “Una linea – prosegue – che era stata votata e approvata dalla rete sulla piattaforma Rousseau. Non solo, la Diciotti era una nave italiana mentre la Open Arms era spagnola e quindi, in aggiunta, c’è anche la legge della bandiera. Il porto di approdo avrebbe dovuto essere spagnolo, come il governo di Madrid ha poi riconosciuto. A bordo c’erano medici, così come navi di supporto e quindi non c’era alcun rischio per la salute. Certamente i migranti erano in una posizione scomoda, ma non si può mandare a processo penale un ministro per questo. Come ha spiegato la senatrice Riccardi, Salvini era, a nostro avviso, coperto dalle tutele previste per l’azione di governo, come previsto dalla legge costituzionale. Non c’era nel caso della Open Arms un pericolo immediato per la salute dei migranti, visto che c’erano medici a bordo e navi di supporto”. E allora perché gli altri senatori della maggioranza, compresi diversi dei 5 Stelle, hanno votato a favore del processo? “Bisogna chiederlo a loro. Il M5S è stato incoerente rispetto al voto su Rousseau e ancora una volta ha tradito il mandato degli attivisti. Io, invece, sono stato assolutamente coerente”, conclude il senatore Giarrusso che assicura di non voler passare alla Lega.
“Il no al processo a Salvini è una svolta significativa per riaffermare il primato della politica e il fatto che la politica migratoria spetta ai governi e non ai magistrati. La decisione di Italia Viva di non partecipare al voto della Giunta per le Immunità del Senato sul caso Open Arms ha però aperto un nuovo vulnus nella maggioranza, e la motivazione addotta ne ha determinato un altro ancora più grande, perché ha riconosciuto la corresponsabilità di tutto il governo gialloverde, compreso il premier Conte, nel reato contestato dalla magistratura al solo Salvini. Quello di Iv è stato dunque un preciso atto politico d’accusa contro Conte, i Cinque Stelle e il loro furbesco tentativo di prendere le distanze da una decisione che a tutti gli effetti fu collegiale. Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.
“Bene il voto della Giunta per le immunità del Senato sul caso Open Arms. Fratelli d’Italia ha votato no all’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini perché da ministro dell’Interno ha agito nell’interesse pubblico. Difendere i confini e contrastare l’immigrazione clandestina è uno dei compiti istituzionali del titolare del Viminale e un ministro che fa semplicemente il suo lavoro non può essere né indagato né processato. Ci auguriamo che l’Aula del Senato vorrà confermare il voto della Giunta e fermare definitivamente questa assurdità”. Lo afferma il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Il senatore che oggi si appella al garantismo per la sua funzione e che è stato salvato dal processo, con il soccorso bianco di Italia Viva, è lo stesso che da ministro ha fatto il forcaiolo con Mimmo Lucano. Ed è lo stesso che da ministro non ha avuto nulla da eccepire quando a me e ad altri deputati è stata comminata una multa da qualche migliaio di euro, per la ‘grave colpa’ di essere saliti a fare una ispezione su una nave Ong bloccata senza alcuna ragione davanti ad un porto italiano”. Lo afferma Nicola Fratoianni portavoce nazionale di Sinistra Italiana. “Questo senatore – prosegue l’esponente di Leu – abbia almeno il coraggio di rinunciare alle prerogative da parlamentare e si difenda nel processo, non dal processo.” “Che a fare i gradassi come fa lui nel suo ruolo privilegiato – conclude Fratoianni – sono buoni tutti..”.
“Il voto della giunta del Senato che ha negato l’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro degli Interni Salvini per il caso della ‘Open Arms’ è un fatto molto grave. Italia viva, anche se la sua astensione non è stata determinante, si sta assumendo una responsabilità pesante”: lo afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto. “La Giunta e poi l’Aula – precisa la presidente De Petris – non sono chiamate a giudicare ma solo a consentire che a decidere sia, come per tutti i cittadini, la giustizia. Sottrarre un ex ministro alla magistratura sarebbe dunque inaccettabile. Mi auguro che in aula Italia viva cambi il suo voto permettendo così alla giustizia di seguire il suo corso”.
“Il voto della Giunta per le immunità al Senato è semplicemente vergognoso. Un gioco trame e ripicche per colpirsi tra alleati finisce per vietare l’accertamento delle responsabilità. Matteo Salvini è stato ‘assolto’ oggi da Italia viva e da alcuni ex del Movimento 5 Stelle sulla base di un calcolo politico, irrispettoso verso quello che è accaduto sull’Open Arms. Ma dovrebbero contare i fatti, non i trabocchetti”. Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone.
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Decaro: ‘Assistenti civici non avranno compiti di controllo’
Il presidente dell’Anci: ‘Da soli noi sindaci non ce la facciamo’
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BARI
26 maggio 2020
16:46
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Gli assistenti civici “non avranno compiti di ordine pubblico”: lo ha chiarito il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenendo ad Agorà su Rai3. “Per noi – ha spiegato – sono volontari che già nella fase dell’emergenza ci hanno dato una mano portando i medicinali o la spesa a chi era in difficoltà. Ci stanno aiutando davanti ai mercati per contingentare gli ingressi, ma non c’entrano nulla con la movida né con i controlli. I volontari – ha aggiunto – per me devono fare quello che hanno fatto in questi mesi”.
Decaro ha ribadito che i sindaci solamente con la Polizia municipale non ce la fanno a controllare i territori: “Se dobbiamo tenere i vigili urbani davanti a tutti gli ingressi dei mercati, dei parchi, dei giardini, non ce la facciamo”, ha detto.
“Anziché gli assistenti civici credo che sarebbe stato più opportuno dare delle risorse ai sindaci, ce ne sono anche di area di Governo come il sindaco di Torino secondo cui tra poco non si raccoglieranno più i rifiuti, non credo che gli assistenti civici possano raccogliere i rifiuti”, ha sottolineato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti su La7. “Il volontariato è una grande realtà nel Paese e anche in Liguria, ma per tenere il controllo dell’ordine pubblico su una spiaggia bisogna avere qualche capacità, conoscenza e potere. – sostiene – Ben venga la meglio gioventù, il richiamo all’alluvione di Firenze, mettiamo pure i ragazzi sui sentieri e sulle spiagge, ma non credo che sia la soluzione”.
“Credo che l’opera non sia quella di mandare in giro persone a fare i controllori. Servono, ma per questo ci sono già polizia locale, polizia, carabinieri. Bisogna fare un’opera forte di sensibilizzazione”, ha spiegato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Parlando a “Centocittà” su Radio1 della situazione in regione, Fedriga ha spiegato che “rispetto ai primi giorni in cui c’è stata una maggior movida, nel fine settimana, che erano i giorni più critici, invece sono state rispettate molto di più le regole. C’è stato molto senso di responsabilità da parte dei cittadini”.
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Garante, su app Immuni mi auguro parere positivo ad horas
Speranza, siamo alle battute finali. Puglia conferma sperimentazione
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26 maggio 2020
19:09
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“L’Autorità ha condiviso le scelte di sistema: ora si sta definendo l’applicazione concreta della norma e nelle prossime ore dovremo esprimere un parere, previsto dalla legge. C’è stata un’interlocuzione, c’erano alcuni problemi che mi auguro si risolvano nella giornata di oggi, in modo che nelle prossime siamo in condizioni di esprimere un parere favorevole”. Lo ha spiegato il Garante privacy, Antonello Soro, parlando della App Immuni in un videoincontro organizzato da Articolo 21.
“Una volta allestito il dispositivo con la sua architettura – ha ricordato Soro – va trasmesso al Garante per un parere conclusivo”, atteso quindi ad horas. Finora l’Autorità ha dato il suo giudizio positivo “sulla norma approvata dal governo e proposta al Parlamento, che ha raccolto le indicazioni venute da noi e dal complesso delle Autorità europee di protezione dati, che hanno suggerito di incardinare il tracciamento calibrandolo con le persone, hanno insistito sul principio di volontarietà, perché non c’è obbligo di scaricare la app ma l’unico criterio è la fiducia dei cittadini verso la tecnologia. E poi sul principi di conservazione dei dati solo per il tempo necessario”.
Anche il ministro della Salute Speranza ha detto che per l’app “siamo alle battute finali”. Mentre la Puglia è capofila tra le regioni che la sperimenteranno. La Liguria, invece, pur dicendosi disponbile al test, ha manifestato qualche scetticismo. Immuni dovrebbe essere lanciata i primi di giugno.
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De Micheli,a metà settimana valutazione su apertura 3 giugno
Ministro, da Aspi nessuna comunicazione formale su investimenti
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26 maggio 2020
16:47
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“Bisongna aspettare i dati, noi abbiamo deciso un metodo con le Regioni, che ci sembra quello più corretto anche nei confronti delle persone, che è il metodo della assoluta e totale trasparenza. Le Regioni ci forniscono giorno per giorno i dati sui contagi e tutti i dati sanitari e il Ministero della salute fa la valutazione dei dati. Quindi a metà di questa settimana si fara una valutazione sulla riapertura dei confini regionali”. Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli a Agorà su Rai3.
Parlando invece di Autostrade per l’Italia, la ministra ha affermato che “ad oggi al ministero delle Infrastrutture non è arrivata nessuna comunicazione formale che Autostrade per l’Italia non voglia fare gli investimenti. Formalmente nessuno ha scritto che non si realizzeranno”.
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Open Arms: Iv, oggi non votiamo
Bonifazi, non emerge esclusiva riferibilità a Salvini
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26 maggio 2020
10:33
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“Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”: così il capogruppo IV in Giunta per le autorizzazioni del Senato Francesco Bonifazi.
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Caporalato nell’edilizia, 11 arresti
Inchiesta pm Prato, c’è anche accusa di associazione
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PRATO
26 maggio 2020
09:52
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La squadra mobile di Firenze, in collaborazione con quelle di Prato e Pistoia, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Prato, su richiesta della procura pratese, a carico di 11 persone, italiane e straniere, nell’ambito di un’inchiesta sul caporalato nel settore edile. Gli indagati sono indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, impiego di lavoratori non in regola con le norme in materia di immigrazione e falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
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Decaro: sindaci soli, dateci soluzioni
Incontro a Palazzo Chigi sulle guardie civiche, “siamo stremati”
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25 maggio 2020
21:57
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“Chi pensa alle ronde o a giustizieri improvvisati non conosce le cose bellissime che i volontari hanno fatto in questi mesi. E comunque noi sindaci siamo in prima linea da tre mesi, ce la mettiamo tutta, siamo stremati dalla gestione dell’emergenza e non vorremmo ora combattere le insidie della polemica politica. Ci piacerebbero meno dibattiti e più aiuti concreti. Non possiamo essere lasciati ancora una volta da soli”. Lo afferma il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al termine dell’incontro con il premier Conte e i ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo sulle guardie civiche. “Noi sindaci in cabina di regia abbiamo chiesto a governo e regioni di assicurarci la presenza di volontari dalle protezioni civili regionali per continuare le attività straordinarie che gli stessi volontari hanno fatto in questi mesi tenendo in piedi le nostre comunità – sottolinea -. Il governo ci ha proposto di individuarli attraverso un bando della protezione civile nazionale”.
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Mattarella, Italia sostiene Africa unita
Così Mediterraneo è ponte tra continenti
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25 maggio 2020
10:18
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“La lungimirante decisione che, 57 anni orsono, portò alla nascita dell’Organizzazione per l’Unità Africana ha trovato da sempre nell’Italia un partner convinto e affidabile. Il nostro Paese sostiene con determinazione il progetto di una sempre maggiore integrazione del continente africano – sia a livello regionale sia sub regionale – e guarda con la massima attenzione alle relazioni con l’Africa nel suo insieme e con ciascuno dei Paesi che ne fanno parte: solo così, infatti, il Mediterraneo potrà essere fedele alla sua vocazione, storica e geografica, di ponte fra i due continenti”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata dell’Africa.
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Fico, Stato sia vicino per fermare mafia
Intervento in occasione dell’anniversario della strage di Capaci
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23 maggio 2020
12:13
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“Il punto fondamentale è che lo Stato deve essere vicino a tutte le persone in difficoltà, le famiglie, gli imprenditori e deve riuscire ad arrivare a tutti.
In questo momento la mafia può essere più persuasiva e pervasiva, lì deve esserci lo Stato e deve uscire la mafia”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, a “Palermo chiama Italia”, su Rai Uno. “Tutti i provvedimenti che stiamo mettendo in campo, dai prestiti a fondo perduto ai finanziamenti a garanzia totale dello Stato servono a questo, anche il reddito di cittadinanza e il reddito di cittadinanza universale”.
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Decreto imprese, la Camera conferma la fiducia con 310 sì
I voti contrari sono stati 228. Un astenuto. Il testo ora passa al Senato
26 Maggio 2020
20:14
La Camera ha confermato la fiducia al governo sul dl Imprese. I voti a favore sono stati 310 i contrari 228. Un astenuto. Il testo ora passa al Senato. Dopo il voto, i lavori della Camera sono stati sospesi. La seduta riprenderà alle 21 per i pareri del governo e le dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno.

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Tensioni a Bose, il Papa allontana Bianchi dalla comunità
Decisione della Santa Sede dopo una Visita Apostolica
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TORINO
27 maggio 2020
08:40
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“Anche quando le cose che abbiamo realizzato finiranno l’amore resterà come loro traccia indelebile”. Suona quasi come un commiato l’ultimo tweet di Enzo Bianchi. Il monaco laico deve lasciare Bose, la comunità da lui fondata a Magnano, nel Biellese, che in oltre cinquant’anni di attività ha acquisito notevole “rilevanza ecclesiale ed ecumenica”. La decisione è della Santa Sede, in seguito “a una serie di preoccupazioni pervenute da più parti” che “segnalavano una situazione tesa e problematica per l’esercizio dell’autorità del Fondatore, la gestione del governo e il clima fraterno”.
E’ la stessa comunità ecclesiastica a rendere nota, sul suo sito internet, la decisione con cui il Vaticano “ha tracciato un cammino di avvenire e di speranza, indicando le linee portanti di un processo di rinnovamento, che confidiamo infonderà rinnovato slancio alla nostra vita monastica ed ecumenica”.
Enzo Bianchi decade da tutti gli incarichi detenuti, dovrà separarsi dalla Comunità e trasferirsi in un altro luogo. Provvedimenti, scrive Bose sul web, che riguardano anche Fr. Goffredo Boselli, Fr. Lino Breda e Sr. Antonella Casiraghi.
La lettera con le decisioni di Papa Francesco, firmata dal Segretario di Stato Vaticano cardinal Pietro Parolin, non deve essere stata per la Comunità un fulmine a ciel sereno. Lo scorso dicembre Bergoglio aveva infatti disposto una Visita Apostolica per superare quelli che la Comunità oggi definisce “gravi disagi e incomprensioni”, in grado – sempre secondo la Comunità – di “indebolire o addirittura annullare” la sua rilevanza ecclesiale ed ecumenica.

“La Visita Apostolica si è svolta dal 6 dicembre al 6 gennaio e, al termine di essa, i Visitatori hanno consegnato alla Santa Sede la loro relazione, elaborata sulla base del contributo delle testimonianze liberamente rese da ciascun membro della Comunità – è la ricostruzione di Bose -. Dopo prolungato e attento discernimento e preghiera, la Santa Sede è giunta a delle conclusioni che sono state comunicate agli interessati alcuni giorni fa”. La comunicazione, precisa ancora il sito internet di Bose, è avvenuta “nel massimo rispetto possibile del diritto alla riservatezza degli interessati”. “Il rifiuto dei provvedimenti da parte di alcuni destinatari ha determinato una situazione di confusione e disagio ulteriori”, conclude la Comunità di Bose che invoca “una rinnovata effusione dello Spirito su ogni cuore, perché pieghi ciò che è rigido, scaldi ciò che è gelido, raddrizzi ciò che è sviato e aiuti tutti a far prevalere la carità che non viene mai meno”.
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Conte: un piano fra digitale,riforma fisco,investimenti
In 7 punti le azioni chiave per la ripresa post-emergenza
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27 maggio 2020
09:11
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Incentivi al digitale, strumenti per il consolidamento dell’impresa, rilancio degli investimenti pubblici e privati, sburocratizzazione. Questi alcuni dei sette punti chiave di un piano per la ripresa dopo l’emergenza coronavirus che il premier Giuseppe Conte elenca in una lettera al Corriere, in vista della proposta odierna della Ue di Recovery Plan, rispetto cui, spiega, ‘l’Italia deve farsi trovare pronta’. Gli altri punti una transizione per un’economia sostenibile, innovazione dell’offerta formativa e della ricerca, tempi della giustizia più brevi e una seria riforma fiscale.
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Ue: Meloni, serve liquidità
Vediamo proposta su Recovery Fund ma siamo lontani
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27 maggio 2020
09:33
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“L’Unione europea ci sta dando molti problemi, noi abbiamo bisogno di liquidità subito. Vediamo oggi la proposta su Recovery Fund ma siamo abbastanza lontani. Il Fondo monetario internazionale ha uno strumento come i diritti speciali di prelievo, che vuol dire liquidità che verrebbe poi distribuita in quota parte. Il Financial Times ha proposto di usare questo strumento e secondo i calcoli all’Italia toccherebbero 40 miliardi e in questo caso non sarebbe un prestito. Non capisco perché il governo italiano non provi questa strada”: lo dice il presidente di Fdi Giorgia Meloni a Radio 24.
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Fase 2: Zingaretti, volontari servono
Decideranno i sindaci, nel Lazio abbiamo potenziato volontari
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27 maggio 2020
10:26
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“Sugli assistenti civici decideranno i sindaci, il volontariato è stato già protagonista nel Lazio e noi abbiamo messo fondi per il volontariato per portare ad esempio la spesa agli anziani. Nelle forme giuste la richiesta di volontari è corretta, aiuta”. Così Nicola Zingaretti a ‘Mi Manda Raitre’.
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Fase 2: Crimi, cautela in riapertura
In Lombardia ancora si muore
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27 maggio 2020
10:31
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“Dobbiamo avere massima cautela, abbiamo fatto sacrifici enormi, considerando che in Lombardia ancora si muore, credo che un piccolo sacrificio serva, magari autorizzando spostamenti tra aree limitrofe”. Lo ha detto il leader M5s Vito Crimi parlando a Radio anch’io a proposito della possibilità di riaprire gli spostamenti interregionali da inizio giugno.
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Anm, cambiare le regole attuali del Csm
Secondo il presidente Poniz, vanno spezzati i legami con la politica
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27 maggio 2020
10:52
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“C’è bisogno di cambiare le regole elettorali del Csm e restituire maggiore potere di selezione alla comunità dei magistrati”, piuttosto che alle correnti. Lo ha detto il presidente dell’Anm Luca Poniz, intervistato da Agorà. Quanto al ricorso al sorteggio per la composizione del Csm, Poniz ha ricordato che “l’ultima posizione del ministro Bonafede era quella di superare l’idea sorteggio che è totalmente incostituzionale”.
“Abbiamo consegnato decine di proposte di riforma al ministro della giustizia. Siamo noi i primi a esigere che queste riforme vengano fatte”, ha aggiunto Poniz, che ha indicato tra gli interventi necessari quelli sul sistema elettorale del Csm e sulla carriera dei magistrati, che “non deve non essere centrale nella loro vita”. Vanno “ridotti i posti che sembrano cosi appetibili e vanno spezzati i legami con la politica: una volta instaurato il rapporto politico non deve essere reversibile”.
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Conte, Italia programmi ripresa
Oggi Commissione Ue annuncia proposta, Italia programmi riforme
e
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27 maggio 2020
10:57
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“Sono giorni importanti. Il piano di intervento europeo sta assumendo la sua fisionomia definitiva.
Oggi la Commissione europea annuncerà la sua proposta di Recovery Plan. L’Italia deve farsi trovare pronta all’appuntamento. Deve programmare la propria ripresa e utilizzare i fondi europei che verranno messi a disposizione varando un “piano strategico” che ponga le basi di un nuovo patto tra le forze produttive e le forze sociali del nostro Paese”. Così il premier Giuseppe Conte su fb.
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Vertice governo su Aspi
Presenti Conte, ministri competenti e capidelegazione
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27 maggio 2020
11:50
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E’ in corso, secondo quanto si apprende, un vertice di Governo in videoconferenza sul nodo della concessione di Autostrade per l’Italia. Alla riunione partecipano il premier Giuseppe Conte, i ministri delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli e dell’economia Roberto Gualtieri, e i capi delegazione della maggioranza Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Speranza e Teresa Bellanova. Sul tavolo, il dossier messo a punto dalla ministra De Micheli.
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Salvini, commissione inchiesta su Cina
Di Maio ci dica cosa pensa di atteggiamento Pechino
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27 maggio 2020
11:53
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“Ci uniremo alla richiesta almeno di una Commissione d’inchiesta per capire chi ha fatto e chi non ha fatto cosa perché potremmo finire il 2020 con l’assurdo di avere un’unica economia mondiale che cresce, che è quella cinese che, dopo aver volontariamente o involontariamente, non sta a me giudicarlo, causato una pandemia globale, sulle macerie di questa pandemia va ad acquistare aziende, dati, telefonia e alberghi in Italia e nel mondo”. Lo dice nell’Aula del Senato Matteo Salvini della Lega. “Non possiamo permetterlo; quindi spero che il Ministro degli esteri venga quanto prima a dirci qual è la posizione del Governo italiano sulle dichiarazioni folli di Khamenei, sull’atteggiamento cinese, sui silenzi dell’Organizzazione mondiale della sanità di cui chiedo vengano rimessi in discussione i contributi della Repubblica italiana se non tutela la sanità dei cittadini italiani”, conclude. VAI ALLA CRONACA

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Ok Camera a decreto imprese
193 i voti contrari, 9 gli astenuti
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27 maggio 2020
12:18
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Via libera della Camera al decreto legge imprese. I voti favorevoli sono stati 269, i no 193, gli astenuti 9. Il testo passa all’esame del Senato.
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Solinas, Sala abbia decenza di tacere
Scontro governatore Sardegna-sindaco Milano su passaporto salute
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CAGLIARI
27 maggio 2020
12:52
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“Sala in materia di coronavirus dovrebbe usare la decenza del silenzio, dopo i suoi famigerati aperitivi pubblici in piena epidemia”. Così il governatore della Sardegna Christian Solinas replica al sindaco di Milano Giuseppe Sala sulla questione del passaporto sanitario. “Nessuno ha chiesto improbabili patenti di immunità, ma un semplice certificato di negatività”. “La Sardegna – spiega – lo ha fatto proprio per poter accogliere al meglio e in sicurezza tutti i cittadini, anche e soprattutto quelli che sarebbero fortemente penalizzati se il Governo andasse avanti nell’ipotesi di bloccare la mobilità dei residenti in regioni considerate a rischio superiore verso quelle a basso rischio”. “Con la mia proposta – sottolinea – anche un cittadino di Milano potrebbe godersi da subito le vacanze in Sardegna facendo un semplice test che certifichi la negatività al virus al momento della partenza”.
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Coronavirus: Ucraina, 321 nuovi casi e 14 morti in 24 ore
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MOSCA
27 maggio 2020
12:44
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In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati accertati 321 nuovi casi di Covid-19 e 14 persone sono morte a causa del nuovo coronavirus, 420 pazienti sono invece guariti: lo fa sapere il ministro della Salute Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post. Per il secondo giorno di fila i guariti superano i nuovi contagi.
In totale, stando ai dati ufficiali, in Ucraina si sono registrati finora 21.905 casi di Covid-19, 658 persone sono morte e 7.995 sono guarite.
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Salvini, da Ue aspetto fatti non parole
“Non più promesse ma soldi veri”
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
27 maggio 2020
14:07
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“Dall’Europa aspettiamo non più promesse ma soldi veri. Se arrivano soldi veri siamo felici non se é l’ennesima dichiarazione della commissione europea: gli imprenditori e i lavoratori italiani aspettano fatti”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini parlando della proposta della Commissione sul Recovery Fund.
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Conte, ottimo segnale da Ue
Ora acceleriamo su negoziato e liberiamo risorse
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
27 maggio 2020
14:08
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“Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perchè ci abbiamo creduto dall’inizio.
500 mld a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo su negoziato e liberiamo presto le risorse”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte sui social.
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Bonaccini, spero riaperture condivise
Mi auguro che si possa riaprire tutti
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BOLOGNA
27 maggio 2020
14:09
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“Mi auguro che si possa riaprire tutti, perché vuol dire che cala il rischio. Bisogna che si prenda una decisione insieme, condivisa. Io mi auguro che possa riaprirsi tutto”. Così Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni, ha risposto a L’aria che tira su La7 a chi gli chiedeva un parere sulla questione delle riaperture dei confini regionali dal 3 giugno e sul dibattito in corso fra i presidenti delle Regioni.
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Salvini, 1mld a cig o rischio tensioni
Evitare che milioni di lavoratori restino senza lavoro in estate
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
27 maggio 2020
14:10
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
“Occorre mettere in bilancio almeno un miliardo in più per evitare che milioni di lavoratori in piena estate rimangano senza cassa e senza stipendio. Serve uno sforzo economico ulteriori da parte del governo altrimenti da giugno si rischia la tensione sociale”. Così Matto Salvini dopo aver incontrato il presidente dell’Inps.
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Di Maio, Open Arms? Vediamo voto in Aula
E’ stata una votazione travagliata, ma è stata in Giunta
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27 maggio 2020
15:41
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Il caso Open Arms “non era il caso Diciotti. Certo è stata una votazione travagliata ma prima di arrivare a conclusioni aspetterei di vedere cosa succede nella votazione in aula, perché quello era un voto in giunta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ‘L’Intervista’ di Maurizio Costanzo, in onda domani su Canale 5, a proposito del voto della giunta del Senato che ha negato l’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.
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Tajani, Ue si muove in giusta direzione
Ora Consiglio europeo non riduca la proposta della Commissione
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27 maggio 2020
15:43
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“L’Europa si muove nella giusta direzione. Il Consiglio europeo non riduca la proposta della Commissione europea. E l’Italia utilizzi i 170 mld del Recovery Fund per sostenere industria e Pmi. E avvii le riforme della giustizia, della burocrazia e del mercato del lavoro”. Lo scrive su Twitter il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.
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Di Maio, silenzio Grillo per rispetto 5S
Di Battista caro amico ma non pensiamo sempre nello stesso modo
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27 maggio 2020
15:47
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“Il silenzio di Beppe Grillo lo interpreto come rispetto verso una creatura che ha imparato a camminare con le sue gambe”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel corso della registrazione de ‘L’Intervista’ di Maurizio Costanzo, in onda domani su Canale 5.
“Difficilmente – ha aggiunto – immagino l’Italia di oggi senza il Movimento 5 Stelle, che ha rappresentato un cambio nella politica italiana che in Europa non c’è stato”.
Quanto al rapporto con Alessandro Di Battista Di Maio ha sottolineato che si tratta di “un caro amico, anche se non la pensiamo sempre allo stesso modo. Ma può dare e darà un contributo fondamentale al Movimento”.
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Ue: Marcucci, ora Lega-Fdi che dicono?
Salvini e Meloni hanno sempre votato con avversari Italia
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27 maggio 2020
15:52
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“Chi diceva (e sperava) che l’Europa sarebbe stata ininfluente e che avrebbe sostanzialmente assistito impotente alla deriva del continente (e dell’Italia), oggi ha materia per riflettere. Mi aspetto una sincera presa d’atto anche da Salvini e da Giorgia Meloni, che in Europa hanno sempre votato insieme agli avvversari dell’Italia”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.
“La Commissione a Bruxelles – sottolinea – sta per comunicare l’entità del Recovery fund: 750 miliardi che si vanno ad aggiungere agli altri strumenti varati nelle settimane scorse.
Ad un primo calcolo approssimativo, all’Italia andrebbero 172,7 miliardi. Un aiuto importante, ed una decisione che è senza precedenti”.
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Ue: Crimi, bene.Ora Commissione confermi
Su riforma fisco M5s da tempo lavora a proposta
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27 maggio 2020
15:58
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“Bene la proposta della Commissione Europea di un Recovery Fund da 750 miliardi. Auspichiamo che questo risultato venga confermato dal Consiglio Europeo, dove il presidente Giuseppe Conte porterà le linee di intervento per il rilancio dell’Italia, che condividiamo in modo convinto. Sulla necessità di una riforma fiscale, il MoVimento 5 Stelle la ritiene necessaria e siamo già da tempo al lavoro per definire la proposta. Gli investimenti per la digitalizzazione e la transizione verde sono da sempre obiettivi che vogliamo realizzare. Possiamo davvero riprogettare un’Italia in chiave green e smart. Una cosa resta chiara: le uniche riforme possibili possono essere solo quelle dettate dai bisogni dei cittadini”. Così il capo politico del M5s Vito Crimi in un post dove aggiunge:”L’Europa si sta dimostrando non solo un’unione, ma quella comunità che noi vogliamo e di cui tutti abbiamo bisogno. Non abbassiamo la guardia e andiamo avanti”.
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Sala, non in vacanza dove chiesto test
La replica del sindaco al governatore della Sardegna
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27 maggio 2020
16:41
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“Illustre Presidente Solinas, rispondo con educazione a quanto da lei affermato. Ho parlato a titolo personale, ma non tiro proprio indietro la mano: io non andrei in vacanza laddove fosse richiesto un test di negatività al virus”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha replicato con un post su Facebook al governatore della Sardegna, Christian Solinas, che gli ha suggerito di “usare la decenza del silenzio” dopo il video in cui ha detto che si ricorderà quando sarà il momento di decidere dove andare in vacanza delle Regioni che chiedono la patente di immunità. “A parte il fatto che non è così semplice disporre di questi test, penso sia sbagliato discriminare gli italiani per regioni di appartenenza. Milano e la Lombardia saranno sempre terre di libertà e di accoglienza – ha aggiunto Sala – Ci aspettiamo lo stesso dal resto del Paese”.
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Fedriga,urge risolvere questione Austria
‘Inaccettabile sfruttare emergenza per fare dumping su turismo’
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TRIESTE
27 maggio 2020
17:12
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Sulla questione della riapertura dei confini da parte dell’Austria verso Italia “ho sentito più volte il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che mi ha assicurato che sta portando avanti questa battaglia a livello europeo.
Credo che si risolverà in non moltissimo tempo, ma è chiaro che più tempo passa, più la gente nell’incertezza decide di non prenotare le vacanze in Italia. Questo è uno svantaggio competitivo per il nostro territorio”. Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, durante un incontro a Trieste. “Siamo di fronte a una situazione simmetrica tra i Paesi europei – ha ribadito – rispetto a come il virus si è diffuso. Mi auguro che qualcuno, lo dico con chiarezza, non voglia sfruttare l’emergenza pandemica per fare un dumping su attività economiche e turismo, perché questo sarebbe inaccettabile all’interno delle regole europee”. Se questo atteggiamento, ha concluso, è invece dettato da “un errore di valutazione, invito i colleghi austriaci a correggersi velocemente”
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Sandra Milo “incatenata” davanti Palazzo Chigi, ricevuta da Conte
Attrice, è politico di grande qualità, guardi al mondo dello spettacolo
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28 maggio 2020
19:12
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L’attrice Sandra Milo, che si era incatenata alle transenne che circondano piazza Colonna, è stata ricevuta a Palazzo Chigi. Il premier Giuseppe Conte, infatti, informato della protesta dell’attrice a favore degli autonomi del mondo dello spettacolo, ha accettato di incontrarla. Milo era visibilmente soddisfatta: “E’ un grande uomo”, ha detto ai cronisti che la circondavano.
“Conte è un politico di grandissima qualità, è un politico d’altri tempi, alla Pietro Nenni, ci ascolti. Noi chiediamo di essere ascoltati con grande civiltà”, aveva detto l’attrice 87enne, prima di essere ricevuta, e che già nei giorni scorsi aveva iniziato uno sciopero della fame per far sì che il governo ponesse attenzione sugli autonomi, le partite Iva, gli artisti e gli operatori del mondo dello spettacolo, segnato dalla pandemia.
“E’ andata bene, ha detto che farà di tutto per aiutare le persone. Io ero molto emozionata, lui invece era sereno, è una persona di grande comprensione, ha un lato molto umano”, ha detto Sandra Milo uscendo da Palazzo Chigi. “Mi ha detto che oggi è un giorno importante perché l’Ue darà un numero enorme di risorse”, continua l’attrice che conclude: “sono sicura che manterrà le promesse”.
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Il presidente Mattarella visiterà Codogno il 2 giugno
1 giugno nei giardini del Quirinale ci sarà un ‘concerto in ricordo delle vittime coronavirus”, che sarà trasmesso in diretta televisiva su Rai1
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28 maggio 2020
09:45
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Un segnale al Paese, denso di significati. Sergio Mattarella celebrerà la festa della Repubblica a Codogno, luogo simbolo dell’epidemia, lanciando un messaggio di incoraggiamento per il ritorno alla normalità accompagnato da un doveroso omaggio alle decine di migliaia di vittime del Covid 19. Con uno sguardo rivolto al futuro, alla piena riapertura del Paese, il capo dello Stato mette la parola fine anche al suo isolamento istituzionale al Quirinale, osservato con grande rigore sin dall’inizio del lockdown. Si tratta infatti del primo viaggio del presidente della Repubblica dall’inizio dell’emergenza. Si può anzi definire la sua prima uscita da “Palazzo”, se si esclude una privatissima apparizione a Roma in occasione del 25 aprile, quando, tra gli abbaglianti marmi dell’Altare della Patria, il suo solitario salire i gradini del Vittoriano rese plasticamente ai cittadini la gravità del momento. Dopo un mese per fortuna molto è cambiato e Mattarella ha deciso di rendere omaggio a Codogno, il luogo più colpito dal virus, cercando di riempire di contenuti anche questa celebrazione del 2 giugno. Si tratta di un modo per rinfrescare i valori di una festa che dovrebbe riunire tutti nello spirito repubblicano mostrando come, proprio in questo terribile 2020, l’unità del Paese riesca a ricomporsi nei momenti più duri. Largo quindi alla speranza ma tenendo viva la memoria, la consapevolezza dei rischi aperti, ben sapendo che serve grande attenzione e non si può abbassare la guardia delle cautele interpersonali.
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Per questo il Quirinale – che aveva immediatamente sospeso tutti gli appuntamenti pubblici – ha deciso già da tempo che non ci sarebbe stato il mondanissimo ricevimento ai giardini del Quirinale, sia per l’impossibilità di rispettare le regole di distanziamento sociale sia per ovvie ragioni di opportunità etica. Al suo posto ci sarà invece nei giardini del Quirinale, la sera del primo giugno, un concerto privato – ma trasmesso in diretta televisiva – dedicato al ricordo delle vittime del coronavirus. E ci sarà anche, la mattina seguente prima di spostarsi a Codogno, un passaggio all’Altare della Patria per una sobria cerimonia di deposizione della tradizionale corona di alloro al milite ignoto. Cancellata, ovviamente, la parata militare in via dei Fori imperiali. La scelta di Codogno ha un chiaro valore simbolico, facilmente percettibile dall’intero Paese che per settimane ha seguito il drammatico incrementarsi di casi e le immagini agghiaccianti di una città fantasma. Ma, certamente, la visita in Lombardia rientra nel quadro della “missione” del settennato di Mattarella di tenere unito il Paese. E mai come oggi la Lombardia, gigante tra le regioni italiane, è in difficoltà sia economica che politica. “Un segno d’attenzione verso la nostra terra e verso tutti i lombardi particolarmente importante”, ha infatti commentato il Governatore Attilio Fontana.
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Gentiloni, da Ue grande opportunità ma debito va controllato
‘Con risorse europee Italia può affrontare emergenze e riforme’
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BRUXELLES
28 maggio 2020
11:18
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“Credo che per l’Italia ci sia una grande opportunità ma anche responsabilità, perché l’Italia non avrà tante opportunità di investimenti di questa natura nei prossimi anni”. Lo ha detto il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, intervenendo stamane alla trasmissione radiofonica Rai ‘Radio anch’io’, riferendosi ai 172 miliardi previsti dalla proposta presentata ieri dalla Commissione europea.
“La direzione giusta credo sia quella di affrontare alcune emergenze come la sanità, il lavoro e quella di puntare sui grandi temi su cui punta la Commissione, come la transizione verde e quella digitale”, ha detto.
Secondo il commissario Ue, occorre anche affrontare, come ha ricordato nei giorni scorsi Bruxelles, “le inefficienze burocratiche e la lentezza della giustizia civile”. Inoltre, per Gentiloni, guardando in prospettiva, “il debito italiano deve essere tenuto sotto controllo. Non è che, avendo questo grande ammontare di risorse, si può dimenticare che siamo un Paese troppo indebitato. Adesso dobbiamo spendere, ma nel medio-lungo periodo dobbiamo mettere il debito in un percorso più gestibile, perché altrimenti rischiamo tra qualche anno di trovarci in difficoltà”.
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Mattarella: ‘Brescia un esempio, unita oggi e 46 anni fa’
Il Capo dello Stato elogia la città, colpita dalla strage di Piazza della Loggia e dal Coronavirus
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28 maggio 2020
10:00
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“Riprendere il cammino dopo la sofferenza, il dolore, il lutto è sempre faticoso. Ancor più sentiamo il bisogno di una comunità partecipe quando non abbiamo da soli le forze per superare un’avversità. Insieme è possibile. Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia”. Lo scrive il Capo dello Stato in un messaggio nell’avversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia, città colpita duramente dal Coronavirus e che oggi come allora ha risposto “con coraggio e unità”.

“La ricorrenza della strage di piazza della Loggia, compiuta da terroristi neofascisti, viene celebrata quest’anno dalla città di Brescia, incamminata sulla strada della ripresa civile, economica, sociale dopo che l’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 ha assunto tra la sua gente le dimensioni di una immane tragedia. Brescia ha risposto, ora come 46 anni fa, con coraggio, con dignità, con la solidarietà di cui la sua comunità è capace” e con una unità “decisiva” e “esempio per l’intero Paese”.

“Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia. Oggi esprimiamo riconoscenza agli uomini dello Stato che hanno contribuito a svelare le responsabilità e ricostruire il piano eversivo in cui l’attentato era inserito. Insieme a loro, ringraziamo quanti hanno tenuto sempre viva la domanda di giustizia. Ai familiari di chi fu ucciso, ai tanti feriti, agli amici e ai compagni di lavoro la Repubblica rinnova il sentimento più intenso di vicinanza e solidarietà. Il legame di Brescia con la democrazia, con la storia e lo sviluppo del nostro Paese, si manifesta sempre più saldo”.
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Mattarella, uniti si riprende cammino
Il messaggio per l’anniversario di Piazza della Loggia a Brescia
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28 maggio 2020
09:55
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“Riprendere il cammino dopo la sofferenza, il dolore, il lutto è sempre faticoso. Ancor più sentiamo il bisogno di una comunità partecipe quando non abbiamo da soli le forze per superare un’avversità. Insieme è possibile.
Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia”. Lo scrive il Capo dello Stato in un messaggio nell’avversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia, città colpita duramente dal Coronavirus e che oggi come allora ha risposto “con coraggio e unità”.
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Mattarella, Brescia esempio di unità
Capo Stato elogia città colpita da strage Piazza Loggia e Covid
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28 maggio 2020
09:58
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“La ricorrenza della strage di piazza della Loggia, compiuta da terroristi neofascisti, viene celebrata quest’anno dalla città di Brescia, incamminata sulla strada della ripresa civile, economica, sociale dopo che l’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 ha assunto tra la sua gente le dimensioni di una immane tragedia. Brescia ha risposto, ora come 46 anni fa, con coraggio, con dignità, con la solidarietà di cui la sua comunità è capace” e con una unità “decisiva” e “esempio per l’intero Paese”. Lo scrive Sergio Mattarella nell’anniversario della strage di piazza della Loggia.
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Di Maio, cancellare l’Irap, lo Stato stia con le aziende
Dopo eliminazione giugno. Attività produttive sono motore Paese
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28 maggio 2020
14:01
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“Lo Stato deve stare al fianco delle aziende. Dopo aver eliminato l’IRAP di giugno, ora lavoriamo per cancellarla del tutto, come ha proposto @LaCastelliM5s”. Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
“È la strada da seguire, le attività produttive sono il motore dell’Italia, sosteniamole”, aggiunge il ministro.
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Scuola: Mascherine, distanza e niente febbre . Le indicazioni del Cts. Ok del Senato al decreto
Banditi 4 concorsi per 80 mila posti. Modificata modalità concorso. Supporto psicologico agli studenti
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28 maggio 2020
22:44
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Distanza interpersonale di un metro, mascherina per tutti dopo i sei anni di età, scaglionamento dell’orario di ingresso e delle entrate, nessuna prova delle febbre per entrare a scuola, ma se si hanno 37.5 gradi di temperatura si deve restare a casa. Sono queste le indicazioni principali del documento con le misure per il rientro a settembre che Governo e il ministero dell’Istruzione hanno ricevuto dal Comitato tecnico-scientifico. Unite alle norme per concorsi, supplenti, precari ed edilizia, varate in prima lettura dal Senato con il Dl Scuola, le indicazioni del Cts serviranno al rientro insieme a quanto dirà il Comitato di esperti del ministero dell’Istruzione. L’obiettivo di tutti è “tornare a scuola in presenza, ma anche e soprattutto in piena sicurezza”, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina: “Il Governo è al lavoro per riportare tutti gli studenti in classe.
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Questo documento è la cornice in cui inserire il piano complessivo di riapertura: poche semplici regole, soluzioni realizzabili che ci permetteranno di tornare tra i banchi in sicurezza.
L’uscita da questa emergenza, come abbiamo sempre detto, deve diventare una straordinaria spinta per migliorare il sistema di Istruzione e per promuovere l’innovazione didattica”. Per il ministro della Salute, Roberto Speranza, dal Cts “arriva un contributo importante per riaprire le nostre scuole in sicurezza. A questo obiettivo il Governo dedicherà ogni energia”. Secondo Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, “quello fatto per la scuola è stato un lavoro impegnativo, che ha l’obiettivo di conciliare il contenimento del rischio di contagio con il recupero della normale attività per studenti e lavoratori del mondo dell’Istruzione”. Ecco le principali indicazioni: il distanziamento fisico, le misure di igiene e prevenzione sono i cardini del documento. Previsto il distanziamento interpersonale di almeno un metro, considerando anche lo spazio di movimento. Questa distanza andrà garantita nelle aule, con una conseguente riorganizzazione della disposizione interna, ad esempio, dei banchi, ma anche nei laboratori, in aula magna, nei teatri scolastici.
Si passa a due metri per le attività svolte in palestra. Il consumo del pasto a scuola va assolutamente preservato, spiega il documento, ma sempre garantendo il distanziamento attraverso la gestione degli spazi, dei tempi (turni) di fruizione e, in forma residuale, anche attraverso l’eventuale fornitura del pasto in “lunch box” per il consumo in classe. Andranno limitati gli assembramenti nelle aree comuni. Saranno valorizzati gli spazi esterni per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie o per programmate attività didattiche. La presenza dei genitori nei locali della scuola dovrà essere ridotta al minimo. Sempre per evitare il rischio assembramento, saranno privilegiati tutti i possibili accorgimenti organizzativi per differenziare l’ingresso e l’uscita delle studentesse e degli studenti, attraverso lo scaglionamento orario o rendendo disponibili tutte le vie di accesso dell’edificio scolastico.
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Casellati ricorda strage Piazza Loggia
Presidente Senato a sindaco Brescia in anniversario strage
e
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28 maggio 2020
11:05
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“Desidero unirmi al ricordo di una città che attraverso la memoria dei tragici fatti accaduti il 28 maggio 1974, vuole rinnovare la sua solidarietà alle famiglie delle vittime e l’opposizione netta a qualsiasi uso del terrore quale strumento di lotta politica”. Lo scrive il Presidente del Senato Elisabetta Casellati in un messaggio inviato al sindaco di Brescia Emilio Del Bono in occasione del 46esimo anniversario della Strage di Piazza della Loggia.
“Anche grazie alla mobilitazione di un’intera città che non ha mai smesso di lottare per la verità e la giustizia, la strage di Brescia ha ora dei colpevoli”, aggiunge . “La memoria non è mai un esercizio di stile, ma vive del nostro impegno a vigilare e a difendere con coraggio i valori della nostra democrazia.
Rinnovo al sindaco Del Bono, ai familiari delle vittime e a tutta la cittadinanza di Brescia la mia personale vicinanza in questo anniversario”, conclude il Presidente del Senato.
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Tobagi, Marcucci, eternamente grati
Ha compreso e spiegato complessità stagione drammatica
e
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28 maggio 2020
11:12
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“Walter Tobagi è stato un giornalista serio, un uomo rigoroso ed attento a comprendere e a spiegare la complessità della stagione drammatica che l’Italia stava vivendo. Gli siamo eternamente grati”.
Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci.
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Dl scuola in Aula Senato
A breve governo la chiederà su teso approvato in commissione
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28 maggio 2020
11:14
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L’Aula del Senato riprende l’esame, con le repliche, del decreto legge Scuola. A breve il governo porrà la fiducia sul testo approvato ieri in commissione.
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Dl elezioni: discussione alla Camera
37 iscritti a parlare, difficile il voto oggi
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28 maggio 2020
11:15
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Sono 37 i parlamentari iscritti per intervenire alla discussione generale sul Dl Elezioni, all’esame della Camera. Ognuno di loro ha a disposizione fino a mezz’ora di tempo. Per le 12 è convocata una conferenza dei capigruppo, che potrebbe affrontare anche il tema delle tempistiche.
L’accordo prevedeva che il voto non potesse iniziare prima delle 14 ma, alla luce dell’elenco degli interventi, il termine è destinato a slittare in maniera consistente. VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO

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Passaporto sanitario è scontro. Boccia: ‘E’ contro la Costituzione’
‘In Lombardia c’è stata un’ecatombe, nel resto d’Italia un dramma’. Zaia: ‘Spero si possa viaggiare dal 3 giugno’. Solinas: ‘Inutile litania centralista’ Fontana: ‘Penso dal 3/6 lombardi liberi di circolare’
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29 maggio 2020
08:15
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Se l’Italia riparte, “si riparte senza distinzioni”. Il ministro delle Autonomie Francesco Boccia stoppa la guerra tra le Regioni sulle modalità con cui dal 3 giugno sarà possibile tornare a circolare liberamente nel paese e conferma la contrarietà del governo alla proposta del governatore della Sardegna Christian Solinas di chiedere un certificato di negatività a tutti coloro che arriveranno sull’isola: è incostituzionale.
“Rileggete l’articolo 120 della Costituzione – dice – Una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone”. Le parole del ministro fermano l’ennesima fuga in avanti ma non chiudono la questione della riapertura dei ‘confini’ regionali sulla quale si abbatte anche lo scontro tra la fondazione indipendente Gimbe, che accusa la Lombardia di ‘aggiustare’ i numeri, e la Regione che risponde querelando e definendo le parole del presidente “gravissime e offensive”.
Il governo non ha infatti ancora fatto una scelta definitiva e non lo farà prima di domenica, continuando a ribadire che ogni decisione sarà improntata alla massima cautela. Nelle prossime ore i dati sul monitoraggio che tiene conto delle aperture del 18 maggio faranno ulteriore chiarezza su quella che è la fotografia delle Regioni, ma non saranno sufficienti. Gli esperti si prenderanno ulteriori 24-36 ore per valutare altri numeri, quelli relativi al weekend scorso quando in diverse città italiane le piazze della movida si sono riempite di giovani, e capire – in caso di presenza di nuovi e contenuti focolai – se sia necessario o meno individuare delle zone rosse. Ma ci sono da tenere in contro altri elementi: da quattro giorni, anche se con numeri ridotti, i contagi hanno ripreso a salire e ora sono il doppio di lunedì. Con il nord ovest che è la zona più esposta: La Lombardia ha da due giorni il 65% dei casi e da una settimana, mentre la percentuale di positivi su nuove persone testate è dello 0,5 nel resto d’Italia, in Liguria sale al 4,9%, in Lombardia al 3,8% e in Piemonte al 2,5%. Il ‘problema’ nord ovest – considerando anche l’alta percentuale di asintomatici – dunque esiste e il governo lo sa bene. Ma l’obiettivo resta quello espresso da Boccia in Parlamento, fare in modo che si possa riaprire in maniera unitaria.
“Faremo valutazioni in maniera rigorosa e laica. Ma se tutte le regioni ripartono, ripartono senza distinzioni. La distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo”. Se questo significa sbloccare tutto il 3 giugno o rinviare di qualche giorno, lo si saprà all’inizio della prossima settimana e dunque al momento resta in piedi pure l’ipotesi di riaprire tutto introducendo una fase di quarantena per chi si sposta, anche se Boccia ha sostenuto che al momento “non siamo in quella condizione”.
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Il Dpcm attualmente in vigore prevede che a partire da martedì i cittadini dei paesi Schengen e della Gran Bretagna potranno circolare liberamente nel nostro paese: andrebbe dunque o prolungato il divieto d’ingresso o prevista anche per loro la quarentena come per il resto degli italiani. Attilio Fontana si dice però fiducioso che dal 3 non ci saranno più vincoli per la sua regione: “sono convinto che i lombardi saranno liberi di circolare in Italia. I dati sono positivi e in miglioramento. la Lombardia rientrerà sicuramente nel novero delle regioni che avranno libertà di movimento”. Stessa posizione del governatore ligure Giuseppe Toti.
“I dati del Ministero ci dicono che per tutti gli indicatori non ci sono allarmi. Questi sono i fatti. Agli altri lasciamo l’allarmismo e il terrorismo”. E Solinas? Il governatore sardo è di fatto isolato: la sua proposta è ferma in commissione sanità della Conferenza delle regioni e sarà discussa solo il 3, quando le riaperture dovrebbero essere già un dato di fatto. Lui però non ci sta, se la prende con “l’inutile litania neocentralista” di Boccia e annuncia che chi non ha il certificato, “dal mio punto di vista non può imbarcarsi in partenza e quindi non arriva in Sardegna”.
Ma se sul passaporto sanitario Solinas è solo, le sue preoccupazioni restano condivise dagli altri presidenti delle regioni del sud, anche se con toni meno accesi. Nello Musumeci non ha escluso che la Sicilia possa ripartire qualche giorno dopo, visto che c’è un’ordinanza tutt’ora in vigore che consente la mobilità infraregionale dall’8 giugno. E il presidente delle Calabria Jole Santelli chiede al governo di adottare “precauzioni” per chi esce da quelle Regioni dove il contagio è più alto. Insomma, chiudere la Lombardia magari no; ma prevedere dei controlli sì.
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Dl Rilancio: Province, fondi insufficienti, serve 1 miliardo
“Ci aspettavamo ben altro da questo decreto’ dice il rappresentante del Comitato Direttivo UPI, Antonio Pompeo Presidente Provincia di Frosinone
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28 maggio 2020
11:55
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“La quota di 500 milioni di fondo per le Province per compensare la perdita delle entrate causata dall’emergenza Covid19 è assicurare la copertura delle funzioni fondamentali è del tutto insufficiente: secondo le nostre analisi, già ora abbiamo perso più di 1 miliardo di gettito. Senza queste risorse rischiamo di compromettere la tenuta dei servizi”. Lo ha detto il rappresentante del Comitato Direttivo UPI, Antonio Pompeo Presidente della Provincia di Frosinone, intervenendo in audizione sul decreto Rilancio davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
“Ci aspettavamo ben altro da questo decreto – ha sottolineato poi il rappresentante delle Province – oltre alla adeguata copertura delle mancate entrate, che con la crisi del mercato automobilistico per le Province stanno crollando, senza alcuna possibilità di recupero, avevamo chiesto risorse mirate per gli investimenti e semplificazioni per dare una spinta nell’immediato all’apertura dei cantieri. Purtroppo, invece, anche in questo decreto queste richieste sono rimaste inevase e manca un’azione integrata e omogenea di promozione dello sviluppo che non può pensarsi esaurita nella distribuzione di bonus a singoli ed imprese”.

“Per questo oggi al Parlamento chiediamo innanzitutto di aumentare in maniera adeguata il fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali, assicurando almeno 1 miliardo al Province e Città metropolitane ma anche di sollecitare il Governo a predisporre subito un provvedimento d’urgenza che assicuri finalmente una visione programmatica e strategica di prospettiva e che consenta anche alle Province di potere contribuire in maniera decisiva alla ripresa dell’economia. Il piano dei cantieri delle piccole opere per la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade e soprattutto delle 7.400 scuole superiori deve partire prima dell’estate, o in autunno la crisi avrà ridotto allo stremo i territori”, conclude l’Upi.
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Scuola: governo pone fiducia al Senato
Lo annuncia il ministro per i rapporti con Parlamento D’Incà
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28 maggio 2020
12:27
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Il governo pone la fiducia al Senato sul decreto legge Scuola. Lo annuncia all’Assemblea di Palazzo Madama il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.
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Ok Senato alla ‘Giornata dei Camici Bianchi’
‘Servirà a onorare l’impegno e il sacrificio degli operatori sanitari’
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28 maggio 2020
19:30
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Via libera della commissione Affari costituzionali del Senato all’unanimità ed in sede deliberante al disegno di legge di iniziativa parlamentare per l’istituzione della Giornata nazionale dei Camici bianchi, per onorare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio di medici, infermieri, operatori e volontari in ambito sanitario, sociosanitario e socioassistenziale, nel corso della pandemia da Coronavirus.

“E’ un riconoscimento dovuto, per il quale esprimiamo soddisfazione e orgoglio”, dicono il senatore Andrea Marcucci, presidente del gruppo del Pd e il senatore Dario Parrini, capogruppo dem nella prima Commissione.
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Ue: Prodi, recovery fund bella notizia
Abbiamo un livello di evasione incompatibile con economia
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28 maggio 2020
12:52
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“Il Recovery Fund è oggettivamente una bella notizia perché non ce la sognavamo neanche, diciamo la verità. Un mese fa ho scritto articoli durissimi perché si andava verso un’ Europa che marciava per conto suo o non marciava affatto. Questo è un grosso cambiamento. È giusto però fare anche una riflessione sulla necessità che venga reso legge effettiva”. Lo ha detto l’ex premier Romano Prodi, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.
“Bisogna dimostrare – ha sottolineato Prodi – che l’Italia fa sul serio nell’equilibrio finanziario. Il problema oggi non è più la spesa ma le entrate. Abbiamo un livello di evasione fiscale che è incompatibile con un equilibrio economico. Questa grande mossa europea ci dà un grande aiuto ma poi bisogna lavorare nell’ordinaria amministrazione. O si fa una lotta sull’evasione fiscale o l’ Italia tra qualche mese ritornerà nei problemi di oggi. Con un’evasione fiscale media simile all’Europa noi avremo 60 miliardi di euro in più all’anno”.
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Raggi scrive a Gualtieri e Guerini, stop ‘occupazione abusiva’ di Casapound
A Gualtieri la sindaca ha chiesto lumi circa l’iter di sgombero dell’immobile “occupato illegalmente da 15 anni”.
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ROMA
28 maggio 2020
13:00
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La sindaca di Roma Virginia Raggi ha inviato due lettere al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e a quello dell’Economia Roberto Gualtieri chiedendo lo sgombero di due occupazioni abusive di Casapound Italia.
Si tratta della sede di via Napoleone III, nel cuore del quartiere Esquilino e di una nuova occupazione del complesso edilizio di Ostia, in via delle Baleniere, gestita da un’associazione spalleggiata da Casapound Italia.
Al Ministero dell’Economia, proprietario dell’edificio all’Esquilino, la sindaca ha chiesto lumi circa l’iter di sgombero dell’immobile “occupato illegalmente da 15 anni”. A Guerini la prima cittadina ha chiesto “di ripristinare la legalità negli immobili di Ostia” di proprietà dell’Aeronautica Militare.
Qualora venga accertato lo stato di effettivo “bisogno” delle famiglie occupanti, Raggi ha chiesto che “queste vengano affidate all’assistenza pubblica”.
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Fico, maggioranza prosegua solida
Maggioranza stabile in momento di crisi fa bene al paese
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28 maggio 2020
13:23
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“Sono d’accordo con Zingaretti: la maggioranza deve continuare a lavorare solida. Una maggioranza ed un governo stabile in un momento di crisi fanno bene al Paese ed alla Ue”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico a Rainews 24.
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Ue: colloquio Conte- Von der Leyen
Nel corso del colloquio anche il quadro finanziario pluriennale
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28 maggio 2020
13:43
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“Il ‘Recovery fund’ ed il nuovo quadro finanziario pluriennale sono stati oggi al centro di una conversazione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen”.
E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.
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Dl Rilancio: in Aula Camera dal 24/06
Settimana precedente stop voti Assemblea per esame commissione
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28 maggio 2020
15:24
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Il decreto legge Rilancio sarà in Aula alla Camera a partire dal 24 giugno, qualora sia concluso l’esame del decreto intercettazioni.
La settimana precedente, quella che va dal 15 al 19 giugno, le votazioni in Aula a Montecitorio saranno sospese per consentire proprio l’esame del dl Rilancio nelle commissioni, con l’eccezione dell’informativa del premier in vista del Consiglio Ue. E’ quanto emerge dalla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
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Le novità del Dl Scuola, dall’edilizia alle iscrizioni
I sindaci potranno essere Commissari per le ristrutturazioni
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28 maggio 2020
15:57
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Ecco le principali novità del Dl scuola oggi all’esame dell’Aula. Il provvedimenti deve essere licenziato entro il 7 giugno.
GIUDIZIO DESCRITTIVO ALLA PRIMARIA DALL’A.S. 20/21 AL POSTO DEI VOTI IN DECIMI: Si valorizza a sistema la dimensione formativa della valutazione, che accompagna, attraverso l’espressione del giudizio, il percorso di crescita e di formazione dei bambini.
RE-ISCRIZIONE ALUNNI DISABILI ALL’ANNO SCOLASTICO SU RICHIESTA MOTIVATA DELLE FAMIGLIE: Limitatamente all’anno scolastico 2019-2020, la scuola può valutare l’opportunità di consentire la reiscrizione dell’alunno con disabilità al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico attuale, sulla base della richiesta della famiglia, acquisito il parere del gruppo di lavoro per l’inclusione a livello di istituzione scolastica. In questo modo è favorito il recupero di quanto previsto e che, per via dell’emergenza sanitaria, non si è riusciti a fare conseguire.
TUTELA PRIVATISTI: Per i candidati privatisti all’esame di maturità che sosterranno l’esame nella sessione straordinaria di settembre, è previsto che partecipino alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nonché ad altre prove previste dalle università, istituzioni dell’alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma, a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione, comunque denominate, per le quali sia richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado, con riserva del superamento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione.
GRADUATORIE PROVINCIALI: Differentemente dal testo originario del DL Scuola vengono aggiornate le graduatorie di istituto a carattere provinciale prevedendo per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 l’istituzione delle nuove graduatorie provinciali di istituto. La valutazione delle candidature per la costituzione delle graduatorie è effettuata dagli uffici scolastici territoriali, che possono avvalersi dell’attività di supporto nella valutazione da parte delle scuole della provincia di riferimento. La presentazione delle istanze, la loro valutazione e la definizione delle graduatorie avvengono con procedura informatizzata che prevede la creazione di una banca dati a sistema, anche ai fini dell’anagrafe nazionale docenti.
ISTITUZIONE TAVOLO PERCORSI ABILITANTI: È istituito presso il MI Social un “Tavolo di confronto per avviare con periodicità percorsi abilitanti”, in modo da garantire anche in futuro ai neo-laureati un percorso di accesso all’insegnamento caratterizzato da una formazione adeguata.
INCARICHI TEMPORANEI NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA PARITARIE COMUNALI: È prevista, per l’anno scolastico 2020/21 ed in via del tutto straordinaria, la possibilità per le scuole dell’infanzia paritarie comunali di affidare incarichi temporanei agli educatori dei servizi educativi per l’infanzia, qualora non sia reperibile personale docente con il prescritto titolo di abilitazione per le sostituzioni. In questo modo viene comunque garantito il servizio educativo.
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* MISURE URGENTI PER INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE DELL’EDILIZIA SCOLASTICA: Per garantire di procedere velocemente con l’esecuzione di interventi di edilizia scolastica, i Sindaci e i Presidenti delle Province e delle Città metropolitane operano con i poteri dei commissari fino al 31 dicembre 2020. In questo modo diamo agli Enti Locali uno strumento agile e soprattutto efficace per realizzare rapidamente gli interventi di cui c’è bisogno, anche in ragione dell’emergenza sanitaria da COVID-19.
* MODIFICHE ALLA PROCEDURA DEL CONCORSO STRAORDINARIO: La procedura straordinaria riservata a docenti con 36 mesi di servizio non prevede più il quiz in estate, ma una prova scritta articolata in quesiti a risposta aperta da tenersi nel corso dell’anno, probabilmente in ottobre, al massimo a novembre. I vincitori otterranno la retrodatazione giuridica del contratto.
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Family act non in Cdm, nodo coperture. Iv: ‘Fiducia in Conte’
Congedi parentali, lavoro agile per donne e incentivi a mamme
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28 maggio 2020
22:42
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Non approda questa sera sul tavolo del Consiglio dei ministri il Family act. Secondo alcune fonti di governo ci sarebbe un problema di copertura, per le misure destinate alla famiglia. Fonti di Italia viva, interpellate al riguardo, esprimono “tranquillità” sul fatto che il provvedimento arriverà in Cdm la prossima settimana: “Noi abbiamo un impegno con il presidente del Consiglio e abbiamo fiducia in lui: siamo convinti che verrà approvato entro la prossima settimana”.
“Nel nostro ultimo incontro – spiegano fonti qualificate di Iv – il presidente del Consiglio si è impegnato a portare in Consiglio dei ministri il Family act entro due settimane. E poiché il progetto era noto da mesi e da lui conosciuto, anche negli aspetti finanziari, abbiamo fiducia che il provvedimento sarà in Consiglio dei ministri entro la prossima settimana”.
Ecco le misure previste nel provvedimento.
ASSEGNO UNIVERSALE – L’assegno universale ha un importo minimo per tutti i nuclei familiari con uno o più figli, cui viene aggiunta una quota ulteriore e variabile a seconda della situazione economica equivalente (Isee); l’assegno viene attribuito mensilmente, ne ha diritto ciascun figlio fino ai diciotto anni di età ed è riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza. L’assegno sarà corrisposto tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Per i figli successivi al primo, l’assegno sarà aumentato del 20%, così come nel caso di un figlio disabile ma in questo caso indipendentemente dalla sua età.
CONGEDI PARENTALI – Si stabilisce un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio. Prevede inoltre un periodo di congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore nei primi mesi di nascita del figlio e che il diritto al congedo sia concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore; viene introdotta la regola che il diritto al congedo di paternità non sia subordinato all’anzianità lavorativa e di servizio e che sia garantito a parità di condizioni nella pubblica amministrazione e nel settore privato; all’interno ci sono anche misure specifiche che, tenendo conto delle singole professioni, favoriscano un’estensione dei congedi parentali anche ai lavoratori autonomi. Allo studio anche giorni premio ai genitori che si dividono i congedi.
INCENTIVI AL LAVORO FEMMINILE – Introduce l’indennità integrativa del 30% della retribuzione per le madri lavoratrici erogata dall’Inps, per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio; la deducibilità delle spese per le baby-sitter tenendo conto dell’Isee; la modulazione graduale della retribuzione percepita dalla lavoratrice nei giorni di astensione nel caso di malattia del figlio; forme incentivanti per i datori di lavoro che stabiliscono modalità di lavoro flessibile; prevede inoltre che ai genitori di figli con età inferiore a 14 anni sia riconosciuto il lavoro agile; una quota del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per l’avvio delle nuove imprese start up femminili e l’accompagnamento per i primi due anni.
AUTONOMIA E PROTAGONISMO GIOVANILE – Prevede il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese sostenute per l’acquisto di libri universitari per ogni figlio maggiorenne a carico, iscritto all’università, che non goda di altre forme di sostegno per l’acquisto di testi universitari; il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario; il sostegno alle giovani coppie, composte da entrambi i soggetti di età non superiore a 35 anni, mediante agevolazioni fiscali, per l’affitto della prima casa.
INFANZIA – Si prevede un buono per il pagamento delle rette degli asili nido e altri servizi per l’infanzia nonché l’assegno di natalità.
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Recovery fund da 750 mld, all’Italia la fetta più grande, 172,2 mld
82 mld di aiuti, 91 come prestiti. Conte esulta, il Nord frena
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BRUXELLES
28 maggio 2020
11:11
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(di Chiara De Felice)
BRUXELLES – E’ servito più tempo del previsto, ma l’attesa non è stata vana. Il piano della Commissione per il rilancio dell’economia europea va oltre le aspettative dei più ambiziosi, e cerca allo stesso tempo di rassicurare i più cauti, togliendo dal tavolo la mutualizzazione del debito. Ma la “svolta”, come l’ha chiamata il commissario Paolo Gentiloni, c’è: per la prima volta la Commissione si finanzierà sui mercati, per raggiungere la considerevole cifra di 750 miliardi di euro, cioè quasi un intero bilancio europeo, grazie alle garanzie comuni prese proprio dal bilancio Ue.
Nasce così il Recovery instrument, che andrà ai Paesi più sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto che di prestiti, e che assegnerà all’Italia la parte più consistente: 172,7 miliardi di euro, 82 in aiuti e 91 in prestiti. Non si mettono in comune i debiti passati insomma, ma si gettano le basi per una capacità finanziaria comune, in grado di alimentarsi da sola attraverso risorse di tutti e 27 gli Stati membri. Oltre ai 750 miliardi del Recovery Fund, ribattezzato ‘Next Generation Eu’, per rilanciare l’economia affossata dal coronavirus la Commissione vuole usare anche il prossimo bilancio 2021-2027.
E rimette sul tavolo la proposta da 1.100 miliardi, già discussa e impallinata a febbraio scorso dai leader. Sommando anche i 540 miliardi del pacchetto già approvato che comprende Mes, Sure e Bei, si arriva ad un ‘piano Marshall’ da 2.400 miliardi. Che diventano 3.000, secondo la Commissione, se si considera l’effetto moltiplicatore di alcuni strumenti. E’ ancora meno della metà di quanto gli Usa hanno iniettato finora nella loro economia, ma è senza dubbio la risposta economica più ampia e rapida che l’Ue abbia mai messo in piedi dalla sua fondazione.
La vera novità è il Recovery Fund, le cui risorse saranno divise tra prestiti (250 miliardi) e sovvenzioni (500). Per finanziarlo, però, la Commissione dovrà aspettare il 2021: le garanzie per emettere titoli saranno disponibili soltanto con il con il nuovo bilancio pluriennale e dopo l’approvazione di tutti e 27 i Parlamenti nazionali. Per quest’anno, quindi, le risorse disponibili saranno poche: 11,5 miliardi, che potranno essere usati per rifinanziare soltanto le politiche tradizionali ed il nuovo fondo per ricapitalizzare le imprese (Solvency), ha spiegato il commissario al Bilancio Ue, Johannes Hahn. Ma dall’anno prossimo il Recovery fund – che sarà temporaneo e in piedi solo fino al 2022 – distribuirà aiuti soprattutto attraverso il Recovery and Resilience Facility (RRF), cioè lo strumento che vincolerà gli Stati ad usare i fondi per le riforme e gli investimenti indicati da Bruxelles nelle sue raccomandazioni del Semestre europeo. Ogni Paese dovrà preparare il suo piano da solo, quindi nessuna costrizione dalla Ue, ma non potrà allontanarsi dalle priorità comuni, come digitale e transizione energetica, e dovrà affrontare quelle che Bruxelles considera le sue debolezze strutturali. Per l’Italia, ad esempio, riforma della giustizia e investimenti nella sanità.
Il premier Giuseppe Conte è soddisfatto dell’ “ottimo segnale da Bruxelles”. E incita il Governo a farsi trovare pronto, varando un “piano strategico”. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri lo rassicura: il piano è in preparazione e guarderà a “crescita, occupazione e coesione”, ma anche “innovazione e sostenibilità”. Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio “la priorità adesso è abbassare le tasse”, e a quello vanno indirizzati i fondi Ue. Contrari al piano i sovranisti all’opposizione. Per il leader della Lega Matteo Salvini “nessuna buona notizia concreta per l’Italia, per ora solo altre parole”. Mentre per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, la proposta non è soddisfacente.
Sebbene la premessa sia interessante – dopo la proposta lo spread è sceso a quota 190, il minimo da aprile -, la battaglia in Europa deve ancora cominciare. Per i Paesi ‘frugali’ – Olanda, Austria, Danimarca e Svezia – la proposta targata Von der Leyen è solo “un punto di partenza” per negoziati che, avverte L’Aia, “saranno lunghi”. Il fronte del Nord vuole rivedere sia le cifre che la distribuzione di aiuti e prestiti.
Impossibile che un accordo si chiuda già al vertice del 19 giugno, Merkel e Macron indicano in un summit ad hoc da convocare a inizio luglio la partita decisiva. Che si giocherà sotto presidenza tedesca.
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Conte ai sindaci: ‘Possibilità nuovo scostamento di bilancio’
Il premier avrebbe rassicurato i primi cittadini e sottolineato: ‘Capisco l’insoddisfazione e preoccupazione ma mai sottovalutati’
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28 maggio 2020
23:41
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“Non permetterò che i Comuni vadano in dissesto”. Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nell’incontro con i sindaci delle città metropolitane di questo pomeriggio.
“Capisco che ci possa essere insoddisfazione e anche preoccupazione da parte vostra – ha aggiunto – ma dovete darci atto che non c’è mai stata una sottovalutazione sul grande ruolo che avete concretamente espletato in questa emergenza”.
Ieri i tredici sindaci delle città metropolitane avevano scritto al premier chiedendo maggiori aiuti per sostenere i servizi dei Comuni che, altrimenti, avevano sottolineato, rischiano il lockdown.
“C’è la possibilità – avrebbe detto Conte in un altro passaggio – che in Parlamento prossimamente venga chiesto un nuovo scostamento di bilancio. Il presidente avrebbe spiegato che i nuovi fondi chiesti dai Comuni per evitare il default non andranno nel decreto Rilancio ma che c’è l’impegno a stanziarli con un nuovo provvedimento che, se servirà, potrebbe anche essere finanziato con una nuova richiesta di deficit.

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Coronavirus: in Algeria quasi 9000 casi, 630 morti
31 in rianimazione
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28 maggio 2020
18:59
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TUNISI
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L’Algeria registra nelle ultime 24 ore altri 140 nuovi casi di coronavirus che portano a 8997 il bilancio totale dei contagiati nel Paese. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri attraverso le parole del portavoce della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, Djamel Fourar, precisando che i decessi sono saliti a 630. In aumento anche i guariti, che passano da 5129 a 5277. 31 i malati in rianimazione.
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Coronavirus: nuovo coprifuoco in Turchia nel fine settimana
Da lunedì riaprono ristoranti, parchi e spiagge
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ISTANBUL
28 maggio 2020
22:14
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Un nuovo coprifuoco verrà imposto in Turchia questo fine settimana in 15 delle principali città.
Da lunedì seguirà la riapertura di parchi, spiagge e ristoranti e altri locali pubblici, nel quadro di un processo di progressiva “normalizzazione”. Resterà invece in vigore il confinamento per gli over 65 e gli under 18. Lo ha annunciato stasera il presidente Recep Tayyip Erdogan. Secondo il nuovo bilancio, i casi di Covid-19 in Turchia sono saliti oggi a 160.979 e le vittime a 4.461, mentre i guariti sono 124.369.
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E.Letta, sì intesa stabile Pd-M5S
Se continua linea di Meloni e Salvini
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29 maggio 2020
11:01
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“Se continua questa posizione di Salvini e Meloni che sono gli unici leader fuori da qualunque ragionamento europeo, credo che la linea di Franceschini non abbia grande alternativa”. Così Enrico Letta ospite della trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital sulla linea di Dario Franceschini che propone un’alleanza permanente tra Pd e M5s.
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Bufera Procure: Salvini, azzerare Csm
‘Non chiedo nulla a Mattarella ma situazione sotto occhi tutti’
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29 maggio 2020
11:29
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“Non sono un complottista ma leggo le intercettazioni contro di me da magistrati di altissimo livello e mi domando se è normale”. Così Matteo Salvini a Rainews 24 alla domanda se c’è un piano della magistratura contro la Lega. “Che cosa si aspetta ad azzerare il Csm e a procedere per sorteggio? Ho tale stima per Mattarella che non mi permetto di chiedere nulla, è sotto i suoi occhi e sotto quelli di 60 mln di italiani che un conto è l’indipendenza della magistratura, un altro è amministrare per motivi partitici l’esercizio della magistratura”.
Salvini ha poi presentanto un disegno di legge di riforma fiscale della Lega, insieme a Armando Siri: “Basta con la giungla delle aliquote e delle detrazioni: la proposta della Lega è la flat tax, pagare meno per pagare tutti”. “Il nostro obiettivo, con questi 46 articoli – spiega Armando Siri – è fare una riforma generale del fisco, che prevede il taglio delle tasse. Oggi se vuoi fare straordinario lo Stato oggi ti punisce. Il nostro obbiettivo è creare lavoro e aiutare gli investimenti”.  “Vogliamo portare in Parlamento una riforma coraggiosa: se non tagliamo le tasse ai cittadini e alle imprese non c’è possibilità di crescita”, ha detto Siri.
Sul recovery fund, il leader della Lega ha detto che “come San Tommaso prima di entusiasmarsi sul fondo europeo vorremmo sapere per prima cosa quando arriva, visto che l’emergenza è adesso, quindi capire i tempi. Poi, come dice Dombrovskis dice che questi soldi arrivano dopo le riforme, vorrei sapere se c’è una nuova Fornero, o una nuova patrimoniale. Quindi sapere i tempi e le condizioni”.
Poi ancora in vista della decisione sulle riaperture tra Regioni dal 3 giugno, ha spiegato che “prima si riparte in sicurezza tutti meglio è, già dal 3 giugno. Si rischia una seconda strage, quella sociale ed economica e siccome i dati sono positivi prima si riparte meglio è, se poi altre regioni sono da tempo senza morti possono aprire ancora di più”.
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Salvini,flat tax? 13mld aiutano famiglie
Maggior spesa iniziale, poi più entrate e consumi, meno evasione
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29 maggio 2020
11:31
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“Con 13 miliardi si aiuterebbero, semplificando la vita e riducendo l’imposizione fiscale, 10 milioni di famiglie italiane. A meno che qualcuno voglia usare quei soldi in Redditi di cittadinanza o assistenza. Sono due visioni di vita diverse”. Lo ha ribadito il segretario della Lega, Matteo Salvini, presentando insieme a Armando Siri, il ddl di riforma fiscale della Lega. “La maggior spesa iniziale – sottolinea Salvini – si trasformerebbe poi in maggior introito per lo Stato. Più consumi e meno evasione”.
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Aspi:Di Battista,nessuno sopra lo Stato
Tutto ciò che era pubblico e funzionava è stato smantellato
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29 maggio 2020
11:45
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“Revocare le concessioni ai Benetton non è solo un atto di giustizia e di rispetto verso i morti di Genova e le famiglie, è un atto politico che diverrebbe un precedente drammatico per i capitalisti senza scrupoli.
Revocando le concessioni ai Benetton le multinazionali, finalmente, saprebbero che in Italia nessuno, nemmeno chi ha incassato 10 miliardi di utili negli ultimi 10 anni, potrà sentirsi al di sopra dell’interesse generale del Popolo italiano”. Lo scrive su facebook Alessandro Di Battista, ex deputato M5s parlando della revoca della concessione di Autostrade.
“E’ dura, lo so – prosegue – tutto ciò che era pubblico e funzionava è stato smantellato per gridare “privato è sempre meglio” ed il potere di gruppi industriali e finanziari come i Benetton è immenso. Ma qui si vede la forza della politica e soprattutto la maturità e l’unione del nostro popolo”.
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Renzi, continuiamo battaglia per scuola
Ripartenza del calcio è simbolo importante
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29 maggio 2020
12:23
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“Il calcio che riparte è un simbolo importante. Voglio ringraziare in modo molto sincero anche il ministro Spadafora per aver accolto le nostre critiche e i nostri suggerimenti. Viva lo sport, che vinca il migliore (se poi vince la Fiorentina va bene lo stesso). Ovviamente, mi rimane l’amaro in bocca perché la proposta che avevamo fatto non partiva dalla riapertura della serie A ma dalle scuole. Che sono più importanti di qualsiasi altra cosa. Sulle scuole non ce l’abbiamo fatta ma continueremo a combattere perché la questione educativa è la più importante di tutte”. Lo scrive il leader di Italia Viva Matteo Renzi nell’Enews.
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Fase 2: Zingaretti,5 proposte per futuro
Da sfida digitale a lotta alla burocrazia e centralità ricerca
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
29 maggio 2020
12:48
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Sfida digitale, scelte energetiche, centralità dell’università e della ricerca, riforma dello Stato e lotta alla burocrazia, protagonismo dell’Europa. Sono le 5 proposte che il leader Pd Nicola Zingaretti condivide su facebook per “costruire insieme il futuro” chiedendo ai sostenitori che cosa ne pensano.
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Bonaccini: ‘No a passaporto sanitario, misura ingestibile’
‘Attenti a dare dell’untore a una Regione o ad un’altra’
e
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TORINO
29 maggio 2020
13:56
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“La pagella settimanale, arrivata ieri sera dall’ISS, ci ha permesso di constatare con grande soddisfazione che i parametri dell’infezione sono tutti all’interno delle soglie, non abbiamo criticità, valori che accendano allarmi. Confidiamo quindi che il 3 giugno i confini della regione possano aprirsi”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Alberto Cirio in una conferenza stampa alla Reggia di Venaria per presentare gli interventi per il turismo. “Vogliamo riaprire con prudenza ma per sempre”, ha detto.
“C’è un governo, ci sono degli indicatori raccolti a livello nazionale, lavoriamo tutti insieme. Io dico che ci vuole ancora prudenza per capire se siamo in una fase nuova e diversa oppure no”, ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera parlando della possibile riapertura dei confini regionali il 3 giugno, spiegando che “per fare una valutazione complessiva su quella che è la diffusione” dei contagi dopo nel riaperture della fase 2 “la data cardinale è l’8 giugno”.
“E’ il Governo che deve decidere e se dovesse ritenere che per la Lombardia non ci sono ancora le condizioni, credo sia giusto far ripartire gli altri e mantenere ancora un po’ di cautela rispetto alla circolazione dei lombardi”. E’ l’opinione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in merito al dibattito che si è aperto in vista della possibile ripresa della mobilità fra regioni dal 3 giugno e a un’eventuale proroga dello stop per ‘aspettare’ la Lombardia. L’ex pm, nel sottolineare che non si tratta “di discriminazioni ma solo di cautela nell’interesse di tutti”, ha aggiunto: “Credo che nessuno, compresi i lombardi, auspichi che ci sia una nuova diffusione del virus che ci possa riportare al lockdown. Quindi basta con discriminazioni, rancori, frasi rivendicative o ritorsioni perché il tema è sanitario e pertanto se il Governo ci dirà che è tutto a posto bene e sarebbe un bel segnale per tutto il Paese ripartire insieme e lo sarebbe soprattutto per la Lombardia che ha pagato il prezzo più alto, ma se così non fosse è giusto che si apra il resto del Paese perché al Centro-Sud, isole comprese, la mobilità sarebbe possibile già oggi”. “Non vedo – ha concluso – perché dovremmo pagare ancora questo prezzo anche perché se invece della Lombardia fosse stata ad esempio la Calabria ad avere ancora una situazione di contagio elevato, la Lombardia sarebbe già ripartita e la Calabria sarebbe stata messa in un involucro di cemento e blindata”.
L’uso della mascherina non sarà più obbligatorio per strada in Veneto dal primo giugno prossimo. Continuerà ad essere indispensabile “nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (bar, negozi etc), e all’esterno solo nelle occasioni in cui non sia posibile garantire continuamente la distanza di sicurezza tra i non conviventi”. Lo prevede la nuova ordinanza regionale annunciata da Luca Zaia, che avrà valore dall’1 al 15 giugno. Il provvedimento dovrebbe essere firmato nel pomeriggio.
“Mi auguro si possa ripartire il 3 giugno, ma non lo decido io, lo stabilirà il Governo valutati i dati epidemiologici e sentito il comitato tecnico scientifico. Oggi in Emilia-Romagna i rischi di contagi sono molto bassi, non rischiamo per niente di non riaprire. Mi auguro che il 3 si possa ripartire tutti, vorrebbe dire che tutte le Regioni, inclusa la Lombardia, sono ritenute a un rischio basso di contagio”. Lo ha detto, durante una videointervista sulla pagina Facebook di Cantiere Bologna, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in merito agli spostamenti tra regioni. “Ci dicono che un rimbalzo dei contagi potrebbe avvenire in autunno – ha aggiunto il governatore – dobbiamo stare attenti. Si continuino a mantenere distanziamento sociale e uso dei dispositivi protettivi. Il virus non è ancora stato ucciso lo potrà fare solo il vaccino quando ci sarà. Quindi calma e gesso: non abbiamo vinto tutto – ha concluso – ma è giusto tornare progressivamente alla vita di prima”.
“No al passaporto sanitario: sarebbe ingestibile, ma come fai? Ci vuole una misura nazionale, uno non la può decidere a misura del proprio territorio. Poi come fai a gestire? Dobbiamo anche stare attenti a non dare dell’untore a una Regione piuttosto che ad un’altra”, ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
Sfida digitale, scelte energetiche, centralità dell’università e della ricerca, riforma dello Stato e lotta alla burocrazia, protagonismo dell’Europa, sono intanto le 5 proposte che il leader Pd Nicola Zingaretti condivide su facebook per “costruire insieme il futuro” chiedendo ai sostenitori che cosa ne pensano.
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Covid-19, Brusaferro: ‘Fase di discesa ma serve attenzione’
‘Monitoraggio e capacità di risposta’
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29 maggio 2020
11:00
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“Abbiamo superato la curva di picco dell’infezione, siamo nella parte di discesa e in una fase di controllo della situazione, ma richiede un’attenzione particolare” nell’identificare ed isolare precocemente i casi sospetti. Questo significa “sistemi di monitoraggio e capacità di risposta sanitaria ad eventuali focolai”. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante l’audizione in Commissione Bilancio della Camera.
“Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai”, ha detto Brusaferro in vista della ripresa degli spostamenti tra regioni e stati dell’Ue prevista per il 3 giugno.
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Bufera intercettazioni, Salvini: ‘Intervenga il Colle’
Bufera per chat Legnini con Palamara su Diciotti
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28 maggio 2020
23:41
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Uno scambio di chat con il pm romano Luca Palamara , due anni fa, sulla vicenda della Nave Diciotti scatena la bufera su Giovanni Legnini, già vice presidente del Csm e ora Commissario straordinario del governo per la ricostruzione del terremoto nel centro Italia. La Lega,con il sostegno dei Fratelli d’Italia, lo accusa di aver aizzato i pm contro l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, quando guidava Palazzo dei marescialli, e chiede che lasci il nuovo incarico. Ma soprattutto invoca l’intervento del capo dello Stato. Perchè, come dice il leader del Carroccio, c’è in gioco “la credibilità dell’intera magistratura”. “Il mio fu un intervento doveroso” a tutela dell’indipendenza della magistratura, replica Legnini, che parla di una polemica alimentata da “messaggi decontestualizzati e perciò parziali e fuorvianti” e sottolinea che quelle chat “non hanno nulla a che vedere con la vicenda Palamara”. A pubblicare i messaggi che infiammano il clima politico è la Verità, che ormai da tempo sta dando ampio spazio alle chat di Palamara captate dai pm di Perugia grazie a un trojan, nell’ambito dell’inchiesta per corruzione. Conversazioni che hanno già provocato un terremoto dentro la magistratura, facendo franare la giunta dell’Anm e che hanno spinto il ministro della Giustizia e la sua maggioranza ad accelerare sulla riforma del Csm.
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La provocazione di Schmidt, “I musei restituiscano le opere alle chiese”
Direttore Uffizi lancia idea. Betori, valutare ogni caso
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FIRENZE
28 maggio 2020
21:53
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Un ritorno ai luoghi e ai significati originari. E’ quanto immagina il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt per le opere spirituali concepite per chiese e cappelle e poi finite nei musei statali o nei loro depositi.
“Credo che il momento sia giunto: i musei statali compiano un atto di coraggio e restituiscano dipinti alle chiese per i quali furono originariamente creati”, ha detto Schmidt in occasione della riapertura di Palazzo Pitti a Firenze. L’operazione potrebbe coinvolgere tavole, tele, pale ed altri dipinti. Tra questi, ha spiegato, “il caso forse più importante” “si trova proprio agli Uffizi: la Pala Rucellai di Duccio di Buoninsegna, che nel 1948 fu portata via dalla basilica di Santa Maria Novella e dagli anni ’50 del Novecento è esposta nella sala di Michelucci e Scarpa, insieme alle Maestà di Giotto e di Cimabue”, ma che “non è mai entrata a far parte delle proprietà del museo”.
La pala d’altare, che raffigura la Madonna con il bambino, fu dipinta per la compagnia dei Laudesi nella prima cappella del transetto destro in fondo alla basilica fiorentina. “Mi auguro – ha aggiunto Schmidt – un dibattito ampio, aperto, pubblico e privo di pregiudizi sull’opportunità di restituire l’opera alla basilica di Santa Maria Novella per la quale essa fu ideata e dipinta”. Proposta già avanzata negli anni ’90 da Giorgio Bonsanti e che secondo Schmidt “è sacrosanto mettere in pratica”. Questa iniziativa avrebbe anche il merito, viene sottolineato, di dare gambe al progetto del ‘museo diffuso’, tornato alla ribalta durante l’emergenza Covid per evitare gli assembramenti nei musei più famosi.
Il ricollocamento dei dipinti, però, pone il problema della loro sicurezza e conservazione, criticità sulla quale insistono molti commentatori. Per Timothy Verdon, storico dell’arte e responsabile dell’ufficio diocesano dell’Arte sacra, si tratta di una “provocazione estremamente positiva”, ma poco realizzabile ( “nella realtà tutti capiscono che sarà molto difficile”), mentre per l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori “la proposta in sé merita attenzione e plauso”, ma “ogni caso andrebbe valutato singolarmente”. Per Francesco Giro, senatore di Forza Italia, la proposta “è storicamente e filologicamente sensata”, ma bisogna “scongiurare soprattutto atti di vandalismo”. Positivo anche il giudizio della vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, che ha parlato di idea di “grande interesse e intelligenza” e anche “in sintonia con un orientamento che la Regione ha sempre avuto ben chiaro: la chiave è valorizzare i presidi della cultura diffusa nel territorio”.
Barni ha anche rilanciato il tema delle guide turistiche per le quali, sempre oggi, Schmidt ha suggerito l’istituzione di un ordine professionale perché “queste figure meritano maggiore rispetto e devono essere tutelate giuridicamente, attraverso un percorso di accesso alla professione certificato in base alla competenza”.
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Toti e Zaia avvertono il governo, no all’election day il 20 settembre
Toti: ‘Se non si vota a luglio si voti il 6 settembre’. Zaia: ‘E’ incostituzionale’
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GENOVA
28 maggio 2020
15:16
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“Chiediamo di votare nella prima finestra utile che è la fine di luglio, ove il Governo e il Parlamento decidano qualcosa di diverso, cinque Regioni sceglieranno di comune accordo di votare nella prima data utile, il 6 settembre”. Così il governatore della Liguria Giovanni Toti sul voto per le Regionali. “Visto che dal 4 e dal 15 giugno il Paese tornerà sostanzialmente aperto e non riteniamo che le elezioni siano più pericolose di andare al lavoro o in vacanza, chiediamo di votare nella prima finestra utile che è luglio”. “Nessun presidente di Regione si prenderà la responsabilità di far riaprire le scuole dopo sette mesi di chiusura, di far andare i ragazzi a scuola, poi di richiuderle, di far andare a votare milioni di persone, di doverle sanificare e di rimandare i ragazzi a scuola”, dice Toti motivando il voto per le elezioni non oltre il 6 settembre. Secondo Toti, sarebbe “assurdo rimandare la riapertura delle scuole a ottobre o peggio interrompere l’anno scolastico per ben due volte in un momento in cui il comitato tecnico scientifico già dice che potremmo essere in un nuovo periodo a rischio”.
Sulla questione della data delle elezioni interviene anche il presidente della regione Veneto Luca Zaia. “Noi pensiamo che non sia rispettata la Costituzione. La Costituzione prevede di sospendere le elezioni in caso di guerra, questo articolo lo abbiamo inaugurato con il Coronavirus”, afferma. “Nella riunione di ieri sera – aggiunge – tensione ce n’è stata perché è messa in discussione la leale collaborazione tra le istituzioni. E’ impensabile che la risposta sia ‘vi abbiamo dato una finestra a settembre, voi convocate le elezioni quando volete’. C’è la tentazione di non dare più pareri della Conferenza delle Regioni. E’ grave tradurre in dibattito politico un rapporto istituzionale tra noi e il Governo, che è un fatto di Costituzione”, conclude.
“La data delle elezioni va condivisa tra tutte le forze politiche. Ma ciò che dovrebbe essere scontato è l’election day, ovvero una data unica per regionali, comunali e referendum. Rispettiamo l’autonomia delle regioni ma guidata dal buonsenso e senza spreco di danaro pubblico”. E’ quanto scrive su twitter il Sottosegretario all’Interno Sibilia in merito al dibattito sulla data delle elezioni.
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Ok della Camera al decreto imprese con 269 sì, testo va al Senato
193 i voti contrari, 9 gli astenuti
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Ok della Camera al decreto imprese con 269 sì, testo va al Senato
193 i voti contrari, 9 gli astenuti
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28 maggio 2020
22:47
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Via libera della Camera al decreto legge imprese. I voti favorevoli sono stati 269, i no 193, gli astenuti 9. Il testo passa all’esame del Senato.
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Scuola: alle elementari torna giudizio, stop ai voti
Emendamento Pd in Commissione entra in vigore dal prossimo anno
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28 maggio 2020
09:09
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Dal prossimo anno scolastico la valutazione finale degli alunni nella scuola elementare non sarà più espressa con i voti numerici ma con un giudizio. E’quanto prevede un emendamento presentato dai senatori Verducci, Iori e Rampi e approvato in Commissione Cultura e Istruzione.

“L’emendamento prevede che nella scuola primaria i bambini non possano essere considerati dei numeri. Dare un 4 può essere un macigno pesante da comprendere mentre una valutazione più complessiva prende in considerazione le caratteristiche del bambino. Ovviamente vanno trovate le parole adeguate e la valutazione va fatta in termini di giudizio sintetico”, spiega la senatrice Vanna Iori. “Il giudizio tiene conto della specificità e della individualità di ogni singolo bambino – aggiunge – mentre il voto numerico livella e rende tutti uguali, anche se ci sono diverse motivazioni dietro a quel voto”.

Intesa nella maggioranza sulle modifiche al dl sulla scuola. E’ stato presentato l’emendamento a firma del relatore al dl, che sarà messo ai voti in commissione al Senato questa mattina e che sintetizza l’accordo sul concorso straordinario per i precari. Il concorso con la prova scritta si terrà nel corso dell’anno scolastico 2020-2021 – si legge nel testo – e prevede quesiti a risposta aperta. Rispetto alla prima formulazione respinta da Pd e LeU scompare la precisazione del numero dei quesiti.

“Non è soddisfacente al 100% ma è un passo in avanti”, dice la senatrice di LeU Loredana De Petris confermando il sì all’emendamento sul concorso per i precari della scuola presentato in commissione a Palazzo Madama, e su cui c’è dunque l’intesa all’interno della maggioranza, e che sarà messo ai voti in mattinata. L’accordo però non convince Francesco Verducci (PD) che ha presentato 3 subemendamenti perché, spiega, “la norma non assicura il gusto percorso per la stabilizzazione dei precari”.

“Il ripensamento non c’è stato. L’emendamento della relatrice in commissione Cultura del Senato sul concorso straordinario conferma che il governo non ha alcuna intenzione di tenere conto dell’emergenza epidemiologica, la quale consiglierebbe di puntare sul rafforzamento e la stabilizzazione dell’organico docenti. Se troverà conferma – come sembra – la marcia indietro di Pd e Leu, nuovamente appiattiti sulle posizioni dei 5 Stelle, il prossimo anno scolastico partirà con zero assunzioni a tempo indeterminato; anzi, 30 mila precari in più a seguito dei pensionamenti, che porteranno il totale dei supplenti a 200 mila. Il contrario dell’impegno su nostra sollecitazione preso nelle ultime settimane – a parole – da esponenti della quasi totalità delle forze politiche di garantire tutti gli insegnanti titolari in cattedra il prossimo settembre, per affrontare con la dovuta efficacia la crisi pandemica, a partire dalla necessità di sdoppiare le classi per consentire i distanziamenti. Fa rabbia pensare che la soluzione ci sarebbe e sta nella nostra proposta di assunzione da graduatorie, già utilizzata per le Gae”. Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama e responsabile Istruzione della Lega.

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DALLE 00:17 ALLE 19:33 DI LUNEDì 18 MAGGIO 2020

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Conte, governo non sordo a difficoltà
Sappiamo che ultimi decreti non sono soluzione a tutti problemi
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18 maggio 2020
00:17
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“Sappiamo che anche gli ultimi decreti legge non potranno essere la soluzione per tutti i problemi economici e sociali che stiamo vivendo. Siamo al lavoro giorno e notte per fare ancora di più e meglio. Il Governo non è sordo alle tante difficoltà che i cittadini stanno vivendo, e intende affrontarle una per una, assumendosi tutte le proprie responsabilità”. Così il premier Giuseppe Conte in una lettera a Leggo, dicendo che il governo “è pienamente consapevole” che tante persone “sono rimaste senza lavoro e senza uno stipendio”.
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Conte: ‘Paese si rimette in moto, non abbassare la guardia’
Informativa sulla Fase 2 il 21/5 in Aula Camera
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18 maggio 2020
13:36
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Giovedì 21 maggio alle 9.30 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà una informativa urgente nell’Aula della Camera sulla emergenza Covid-19. Si apprende dal calendario dei lavori dell’Aula.

“Oggi entriamo a pieno regime nella Fase 2, ci inoltriamo con fiducia e responsabilità nella strada che ci conduce al ripristino delle ordinarie attività di vita sociale ed economica. Il Paese si sta rimettendo in moto, in maniera prudente e ordinata, seguendo le indicazioni del Governo”. Così il premier Giuseppe Conte in una lettera a Leggo invitando a non dimenticare che “la strada è ancora lunga e non dovremo mai abbassare la guardia, proteggeremo noi stessi e i nostri cari rispettando le regole di precauzione e di sicurezza che sono ormai note a tutti”.
“Sappiamo che anche gli ultimi decreti legge non potranno essere la soluzione per tutti i problemi economici e sociali che stiamo vivendo. Siamo al lavoro giorno e notte per fare ancora di più e meglio. Il Governo non è sordo alle tante difficoltà che i cittadini stanno vivendo, e intende affrontarle una per una, assumendosi tutte le proprie responsabilità”. Il governo “è pienamente consapevole” che tante persone “sono rimaste senza lavoro e senza uno stipendio”.
“Saranno mesi molto duri e complessi, non dobbiamo nascondercelo. Come ho già detto più volte, stiamo affrontando la prova più dura dal Dopoguerra”.
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Così il premier Giuseppe Conte in una lettera a Leggo. “Stiamo facendo – sostiene Conte – l’impossibile per venire incontro in tempi ancora più rapidi alle esigenze di tutti. Con il dl Rilancio abbiamo introdotto nuove significative misure economiche attraverso cui rafforziamo ulteriormente il sostegno per i lavoratori, potenziando la cassa integrazione e il bonus per gli autonomi che, attraverso due tranches, potrà arrivare anche a 1.600 euro. Stiamo facendo in modo che questi aiuti arrivino a tutti e in maniera più veloce di quanto sia accaduto sino ad oggi”. Il premier assicura che il governo è vicino “ai tanti cittadini in difficoltà troppo spesso invisibili, ai nostri giovani” e “alle famiglie che si sono rivelate uno straordinario ammortizzatore sociale”. “Nei momenti di crisi – conclude – tornare alla normalità è un po’ come imparare di nuovo a camminare. Lo Stato conta di esserci per rimuovere e superare gli ostacoli. Un passo alla volta, con prudenza e attenzione, in modo da evitare di cadere e tornare indietro. L’Italia tornerà a correre”.
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Fca:Renzi, prestito buona notizia
Evocare i poteri forti è ridicolo
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18 maggio 2020
11:18
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“Se Fiat Chrysler chiede un prestito alle banche da 6.3 miliardi per investire in Italia e tenere aperte le fabbriche questa è una buona notizia. Evocare i ‘poteri forti’ e gli ‘interessi dei padroni’ è ridicolo. Fca chiede un prestito, alle banche, per investire, in Italia: che male c’è? Mi sarei preoccupato se non lo avesse fatto”. Così Matteo Renzi su fb.
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Papa Wojtyla: tra fede e storia, un gigante della Chiesa
Oggi il centenario nascita. Dalla sua Polonia fino alla Santità
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18 maggio 2020
17:31
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Karol Jozef Wojtya, del quale oggi ricorre il centenario della nascita (Wadowice, Polonia, 18 maggio 1920), è stato il 264/o papa della Chiesa Cattolica, eletto il 16 ottobre 1978. Sei anni dopo la morte, che risale al 2 aprile 2005, è stato proclamato beato (primo maggio 2011) dal suo successore Benedetto XVI; il 27 aprile 2014, insieme a papa Giovanni XXIII, è stato proclamato santo da papa Francesco.
Considerato un gigante della Chiesa, Wojtyla era il secondo dei due figli di Karol Wojtya e di Emilia Kaczorowska, la quale morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941.
Terminati gli studi nella scuola superiore di Wadowice, nel 1938 Wojtyla si iscrisse all’Università Jagellnica di Cracovia.
Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, Wojtyla lavorò (1940-1944) in una cava e poi in una fabbrica chimica per guadagnarsi da vivere ed evitare la deportazione in Germania. A partire da 1942 frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia. Fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch’esso clandestino.
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Dopo la guerra Wojtyla continuò gli studi nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellnica, fino alla sua ordinazione sacerdotale, a Cracovia, il primo novembre 1946. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Più tardi divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino. Il 4 luglio 1958 Pio XII lo nominò Vescovo Ausiliare di Cracovia. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia). Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI, che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967. Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) dando un contributo importante all’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Venne eletto Papa il 16 ottobre 1978 e, con il nome di Giovanni Paolo secondo, iniziò il suo ministero sei giorni dopo, il 22 ottobre 1978.
Giovanni Paolo II intraprese sin dal principio del suo pontificato una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo e l’oppressione politica ed è considerato uno degli artefici del crollo del muro di Berlino e dei sistemi del socialismo reale, controllati dall’ex Unione Sovietica.
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Nel corso del suo pontificato Giovanni Paolo II fece 146 visite pastorali in Italia, e, come Vescovo di Roma, visitò 317 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel mondo furono 104.
Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. Celebrò 147 riti di beatificazione, nei quali proclamò 1338 beati, e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Tenne nove concistori, in cui creò 231 (+ uno in pectore) cardinali. Il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro Wojtyla fu ferito con colpi d’arma da fuoco dal turco Mehmet Alì Agca. Salvato – disse – dalla mano materna della Madre di Dio, dopo una lunga degenza, perdonò il suo attentatore, al quale fece visita in carcere. Indisse, tra l’altro, il Grande Giubileo del 2000 e avvicinò i giovani alla Chiesa con i “papaboys” e le Giornate Mondiali della Gioventù.
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Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II: milioni di fedeli, incrociati sia durante le cerimonie religiose, sia durante le udienze generali, sia, infine, nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo.
Numerosissimi anche i capi di Stato e di Governo e altre personalità ricevute in udienza. Fu definito anche “l’atleta di Dio” per la sua passione per lo sport, ed in particolare per lo sci, che praticò anche dopo essere stato eletto Papa.
Wojtyla, provato dalla malattia, morì nel Palazzo Apostolico Vaticano sabato 2 aprile 2005, alle ore 21.37. I solenni funerali furono celebrati in piazza San Pietro l’8 aprile davanti a una folla sterminata e tra la commozione del mondo, mentre il vento sfogliava le pagine del libro del Vangelo deposto sulla sua bara. VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA CRONACA VAI ALL’ECONOMIA

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Le regole delle riaperture, dai viaggi al mare
Cosa fare per andare al ristorante, al museo o in un ufficio
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18 maggio 2020
11:56
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Ecco le regole che regoleranno la vita degli italiani, con le aperture che dopo il confronto governo-regioni, e che verranno definite con un Dpcm.
– SPOSTAMENTI TRA REGIONI VIETATI FINO AL 2 GIUGNO con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
– DAL 3 GIUGNO, GLI SPOSTAMENTI INTERREGIONALI possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del dl n.19/20, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.
– SPOSTAMENTI CON L’UE non consentiti fino al 2 giugno, poi aperti con le stesse indicazioni di quelli interregionali.
– QUARANTENA è fatto divieto di mobilità dalla propria abitazione alle persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria.
– SEMPRE VIETATI GLI ASSEMBRAMENTI di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici.
– PRENOTAZIONI CONSERVATE PER 14 GIORNI per tutte le attività.
– RISTORAZIONE, BAR, PUB potranno riaprire con una serie di regole, tra le quali, un’adeguata informazione; no temperatura sopra 37,5; prodotti igienizzanti per clienti e personale; privilegiare l’accesso tramite prenotazione per chi ha i tavoli mentre per gli altri locali consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta; privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro. Tutti i tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. La distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro, mentre è vietato buffet. Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina.
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– STABILIMENTI BALNEARI, SPIAGGE ATTREZZATE E SPIAGGE LIBERE adeguata informazione, prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi. La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche; in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche. Riorganizzazione degli spazi per evitare assembramenti (distanza sempre di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, distanziamento tra gli ombrelloni di almeno 10 metri quadri. Tra lettini, sedie a sdraio, quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri. Regolare e frequente pulizia e disinfezione. No sport di gruppo).
– SPIAGGE LIBERE si ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni per le spiagge attrezzate. No sport di gruppo, sì quello individuale.
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– ALBERGHI E B&B adeguata informazione, prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi valgono anche per le strutture recettive dove si deve garantire il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni e favorire la differenziazione dei percorsi con particolare attenzione alle zone di ingresso e uscita. Stesse regole per le casse seguite dagli altri esercizi aperti al pubblico. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all’ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo. Aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor.
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– SERVIZI ALLA PERSONA (ACCONCIATORI ED ESTETISTI) consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, igienizzazione e controllo temperature. Particolari coperture per gli addetti.
– COMMERCIO AL DETTAGLIO igiene, pulizia, distanze di un metro, attesa fuori in fila per chi aspetta. In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce.
– PALESTRE accessi con attività pianificate, distanze e disinfezione di macchine e strumenti. Microclima controllato e tutti gli effetti personali nelle borse. Apposite calzature. Per le PISCINE, regole ancora più stringenti.
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– MUSEI, BIBLIOTECHE accessi programmati, visitatori devono sempre indossare la mascherina, ricambio d’aria e disinfezione.
– UFFICI: prenotazioni, distanza, barriere, igiene delle mani, pulizia e ricambio d’aria, sia per quelli pubblici e privati.
– LE FUNZIONI RELIGIOSE con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.
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Tributi, il Covid-19 si abbatte sui Comuni per 1,6 miliardi
Demoskopika, per enti locali perdita del 65% delle entrate
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18 maggio 2020
12:01
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Il Coronavirus travolge anche gli 8 mila comuni italiani. Secondo uno studio di Demoskopika nel bimestre marzo-aprile del 2020, le casse degli enti locali hanno subito una perdita di oltre il 65% delle entrate derivanti dai principali tributi locali: oltre 1,6 miliardi in meno rispetto agli stessi mesi del 2019. La diminuzione è stata mediamente pari a 207 mila euro per ciascun comune: si va dai 536 mila euro della Toscana ai 35 mila euro del Trentino-A.Adige. Quasi il 70% dei minori introiti tributari, pari a 1.119 mln, sono attribuibili alla mancata riscossione dell’imposta unica comunale.
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“Lo scenario è di progressiva perdita di liquidità. Le misure previste finora nel decreto Rilancio sono necessarie ma insufficienti. Numerosi Comuni rischiano il dissesto” spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio. Ben 684 milioni di mancati incassi tributari, pari al 41,7% dell’ammontare complessivo rilevato, riguardano l’imposta municipale propria (IMU). A seguire la tassa sui rifiuti (TARI) che ha generato un minor gettito per le casse comunali pari a oltre 429 milioni di euro (26,2%) e l’addizionale Irpef con minori introiti per 328 milioni di euro (20,1%). E, ancora, una contrazione delle entrate tributarie è stata registrata con la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (- 92 milioni di euro), con l’imposta comunale sulla pubblicità (- 63 milioni di euro), con l’imposta di soggiorno (- 37 milioni di euro) e, infine, con il tributo per i servizi indivisibili (- 5 milioni di euro). In particolare, sul podio delle casse più “prosciugate” si posizionano i Comuni di tre realtà regionali: Toscana, Emilia-Romagna e Puglia. In particolare, in Toscana, i Comuni registrano una flessione degli incassi pari mediamente a 536 mila euro per ente locale (-74,3%) quantificabile in oltre 146 milioni di euro immediatamente seguito dall’Emilia-Romagna, i cui Comuni hanno registrato mancati incassi per 421 mila euro (-70,2%) pari a 138 milioni di euro in valore assoluto. In Puglia le mancate risorse finanziarie ammontano mediamente a 375 mila euro per Comune (-62,6%) pari a 96 milioni di euro in valore assoluto. Ad aver subito minori contraccolpi i Comuni del Trentino-Alto Adige con una flessione degli incassi tributari pari mediamente a poco meno di 35 mila euro per ente locale (-43,9%) quantificabile in quasi 10 milioni di euro. Poi il Molise con una riduzione media per Comune di quasi 46 mila euro (-58,6%) pari a oltre 6 milioni di euro e il Friuli Venezia Giulia le cui mancate risorse finanziarie ammontano mediamente a quasi 47 mila euro per Comune (-37,1%) pari a oltre 10 milioni di euro in valore assoluto.
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Fase 2: Gelmini, buona ripartenza
Buona ripartenza a chi torna al lavoro
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18 maggio 2020
12:31
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“Buona ripartenza a chi oggi torna a lavoro e un grosso in bocca al lupo a tanti imprenditori e lavoratori che purtroppo questa mattina non hanno la forza per rialzare la saracinesca della propria attività dopo mesi di stop. Non possiamo e non vogliamo dimenticarci di voi. Italia, forza!”. Lo scrive su Facebook Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
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Meloni, compriamo italiano
Aiutiamo commercianti e imprenditori a ripartire
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18 maggio 2020
12:34
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“Oggi ripartono tantissimi artigiani, commercianti, partite Iva e imprenditori. Ripartono tra mille difficoltà, senza aver ricevuto aiuti concreti, vessati anche durante l’emergenza da tasse e burocrazia. Aiutiamoli a rialzarsi, perché senza di loro non potrà rialzarsi l’Italia: compriamo italiano”. È quanto scrive su Facebook, pubblicando anche un video, il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
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Renzi,Iv decisiva su sfiducia a Bonafede
Numeri sono ballerini, interverrò io in Aula
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18 maggio 2020
12:45
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“Mercoledì si vota la mozione di sfiducia a Bonafede. Per il nostro gruppo interverrò io in aula.
I numeri sono ballerini e Italia Viva potrebbe essere decisiva.
Voi che idea vi siete fatti? Vi leggo con grande attenzione, come sempre”. Così Matteo Renzi, nell’e-news, si rivolge ai suoi sostenitori in vista del voto sulla sfiducia al ministro della Giustizia.
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Protesta sindaci reggini per rifiuti
Falcomatà, da Regione nessuna risposta su emergenza
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REGGIO CALABRIA
18 maggio 2020
14:45
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Un gruppo di sindaci della città metropolitana di Reggio Calabria, con la fascia tricolore, ha manifestato davanti la sede del Consiglio regionale per protestare per l’emergenza rifiuti. “E’ una protesta – ha detto il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà – che ci saremmo voluti risparmiare, perché abbiamo sempre prediletto il dialogo tra Istituzioni. Abbiamo tentato in tutti i modi di avere notizia, di sapere cosa e come fare, con note inviate alla cittadella regionale, con messaggi, comunicati, e un appello firmato da 82 Sindaci dalla Città Metropolitana, per fare capire, anche, che non c’è un problema di colore politico. Ma è disarmante il fatto che dopo 12 giorni non si sia degnato nessuno dalla Regione, né la presidente Jole Santelli, né l’assessore all’ambiente, né il direttore generale, né i dirigenti, né un semplice funzionario, né una comunicazione anche ufficiosa per dirci che si sta lavorando ad una soluzione”.
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Scuola: Delrio, impegno su paritarie
Importante pilastro del sistema scolastico nazionale
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18 maggio 2020
17:23
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“Le scuole paritarie sono un importante pilastro del sistema scolastico nazionale oltre che garanzia della libertà di scelta educativa. Le forti preoccupazioni espresse in queste ore sulla capacità di superare le difficoltà economiche indotte dalle conseguenze del coronavirus vanno raccolte. In Parlamento ci adopereremo per soluzioni che possano sostenere con più forza questi istituti nel loro servizio alla comunità nazionale”. Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.
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Fase 2: Fico, serve unità Istituzioni
Fase 2 difficile, reagire mettendo via personalismi
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18 maggio 2020
17:25
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“Dobbiamo affrontare questo nuovo percorso con prudenza, responsabilità, coraggio, così come fatto finora. Le istituzioni devono lavorare in modo coeso per fronteggiare questo momento di emergenza e dare le risposte adeguate a chi vive situazioni di maggiore difficoltà. È nostro dovere farlo: soltanto con una salda unità d’intenti fra istituzioni, mettendo da parte i personalismi, saremo capaci di reagire nel modo migliore. Lo dobbiamo a tutti gli italiani”. Lo scrive su Fb il presidente della Camera Roberto Fico
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Fase 2: Salvini,2/6 saremo in 100 piazze
Senza simboli e bandiere, invitiamo tutti
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18 maggio 2020
17:26
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Se il 2 giugno saremo in piazza con Giorgia Meloni? “Noi saremo in 100 piazze italiane, senza simboli di partito e senza bandiere, invitiamo tutti.
L’obiettivo è esser tutti insieme, senza simboli e senza bandiere”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Matteo Salvini, leader della Lega.
La Meloni ha detto di averle mandato un messaggio a cui lei non ha risposto: “Sono in arretrato di circa 400 Whatsapp, ho passato il week end con i bimbi, risponde Salvini”
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Fase 2: informativa Conte 21/5 in Aula
Informativa sull’emergenza Covid
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18 maggio 2020
17:27
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Giovedì 21 maggio alle 9.30 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà una informativa urgente nell’Aula della Camera sulla emergenza Covid-19. Si apprende dal calendario dei lavori dell’Aula.
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Papa: con Wojtyla Dio ha visitato popolo
In San Pietro messa per centenario nascita di Giovanni Paolo II
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CITTA’ DEL VATICANO
18 maggio 2020
16:54
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“Noi qui oggi possiamo dire: 100 anni fa il Signore ha visitato il suo popolo. Ha inviato un uomo, lo ha preparato per fare il vescovo e guidare la Chiesa”. Esprime un concetto di alta valenza spirituale papa Francesco nel ricordare Giovanni Paolo II a 100 anni dalla nascita, con una messa sulla tomba del Papa santo nella Basilica di San Pietro, che segna anche in Vaticano, col ritorno di una trentina di fedeli, scelti tra i poveri assistiti dall’Elemosineria, ben distanziati tra i banchi (pochissimi in mascherina), l’inizio della ‘fase 2’ della pandemia da Covid-19.
“Facendo la memoria di San Giovanni Paolo II, riprendiamo questo – aggiunge Bergoglio nell’omelia rifacendosi alle letture -: il Signore ama il suo popolo, il Signore ha visitato il suo popolo, ha inviato un pastore”. Nella liturgia concelebrata con i cardinali Angelo Comastri, Francesco ha ricordato “le tracce di buon pastore che possiamo trovare in San Giovanni Paolo II”.
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Di Maio, Italia pronta ad arrivo turisti
‘No a black list in Ue, altrimenti conseguenze per tutti’
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18 maggio 2020
16:01
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“Dal 3 giugno l’Italia ripartirà a 360 gradi. Ci si potrà muovere tra le regioni e siamo pronti ad accogliere in sicurezza cittadini europei che vogliono passare le loro ferie in Italia. Le nostre strutture sono pronte, preparate e all’avanguardia”. Così il ministro Luigi Di Maio rivolgendosi agli omologhi di alcuni Paesi Ue tra cui Germania e Austria in un vertice sui flussi turistici. “E’ inammissibile che ci siano black list tra Paesi Ue. Se non cambiamo direzione, ci saranno serie ricadute economiche sul comparto turistico di tutti i Paesi europei, non solo dell’Italia”.
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Azzolina, vergognose frasi sessiste
Segnaleremo ad editori. Deputato Fusacchia ha segnalato caso
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18 maggio 2020
15:48
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“Quelle frasi sono semplicemente vergognose”.
Così la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, risponde sulle frasi presenti in un libro di testo per le scuole dei più piccoli segnalate in un post dal deputato Alessandro Fusacchia. “Faremo i dovuti approfondimenti e segnaleremo la cosa all’Associazione italiana editori, che siamo certi offrirà la sua collaborazione per evitare che cose del genere accadano ancora. Dobbiamo essere ancora più vigili sul tema del sessismo”, dice la ministra.
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Fase 2: Zaia, ho autorizzato tutto
A fine mese via libera centri estivi bimbi e parchi giochi
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VENEZIA
18 maggio 2020
14:33
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“Di fatto ho autorizzato tutto”.
Così commenta il presidente del Veneto, Luca Zaia, la sua ordinanza entrata in vigore oggi dopo l’ultimo Dpcm alla quale seguirà, ha annunciato, una circolare relativa al servizio dei buffet negli alberghi e sui mercati all’aperto. “Stiamo anche lavorando ad una serie di attività, che prevediamo siano pronte in settimana – ha aggiunto -, per dare il via libera il 25 maggio o al massimo l’1 di giugno” per i centri estivi dei bimbi e il mondo dei parchi di divertimento”.
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Dl rilancio: D’Incà, a ore in Gazzetta
Decreto diventerà legge
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18 maggio 2020
10:18
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Il Dl Rilancio “nelle prossime ore andrà in Gazzetta Ufficiale e diventerà legge”. Così a Start, su Sky TG24 il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.
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Ascani, riaprire centri infanzia
Almeno in via sperimentale chiedendo regole a Cts
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18 maggio 2020
18:58
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Bisogna riaprire i centro educativi per l’infanzia nella fascia 0-6 anni: a dirlo è la viceministra all’Istruzione, Anna Ascani del Pd. “Almeno in via sperimentale – spiega – dobbiamo farlo, non possiamo pensare di tenere tutto chiuso. Dobbiamo dare la possibilità di fare sperimentazioni già da giugno, bisogna riaprire l’interlocuzione con Cts per avere regole per farlo”.
Intanto dal 15 giugno ripartono le attività strutturate nei cosiddetti centri estivi.
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D’Incà: Dl rilancio nelle prossime ore in Gazzetta Ufficiale
(2)

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Decreto diventerà legge. Rimpasti? Vedo governo molto unito
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18 maggio 2020
16:49
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Il Dl Rilancio “nelle prossime ore andrà in Gazzetta Ufficiale e diventerà legge”. Così a Start, su Sky TG24 il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.

“Vedo i giornali parlare spesso di variazioni nel Governo e possibili rimpasti. Io vedo sempre un Consiglio dei Ministri molto unito, un presidente, Conte, che sta lavorando al meglio”. Lo ha detto a Start, su Sky TG24 il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. “Chiaramente – ha spiegato – ci sono idee e sensibilità diverse, più gruppi parlamentari, ma vedo che al termine delle discussioni si riesce sempre a trovare la quadra”. “I passi successivi al decreto Rilancio – ha aggiunto d’Incà – sono il decreto sulle semplificazioni e poi continuare con grandissima forza la nostra visione a livello europeo, con il Recovery fund, con i fondi per la ripresa”. I decreto per le semplificazioni “vuole mettere da una parte sostanza economica all’interno del motore del nostro Paese, dall’altra parte dobbiamo semplificare un Paese che ha visto nella burocrazia un male che in qualche maniera ha attanagliato la possibile crescita economica”.

“Forse abbiamo avuto nel corso di questi mesi qualche protagonismo di troppo da parte di alcune Regioni. Nella nottata tra sabato e domenica c’è stato questo confronto intenso con il ministro per gli Affari Regionali e il presidente Conte per arrivare a chiudere con la Conferenza Stato-Regioni l’iter per poter ripartire. A fronte del presidente De Luca, che vuole aspettare qualche giorno, gli altri presidenti delle Regioni oggi hanno dato il via alla riapertura in tutta Italia. Credo sia un passo già importante”. “L’augurio che dovremmo farci tutti quanti – ha proseguito D’Incà – è di compattare sempre di più il nostro Paese, quindi mi auguro che a fronte del grande lavoro fatto dal Governo mettendo a disposizione la nostra conoscenza, prendendosi tutte le responsabilità attraverso una chiusura di lockdown, le Regioni abbiano in questo momento la capacità di poter far rispettare le regole che ci siamo dati per non cadere in un secondo lockdown, che sarebbe davvero terribile sotto il profilo economico e sociale del Paese. Dobbiamo collaborare, mettere via tutte quante le polemiche, ricordando sempre che le istituzioni vengono prima di ogni parte politica”.
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Catalfo, sarà pubblicato ad ore, cig più veloce – Sulla cig in deroga “abbiamo inserito importanti novità nel decreto Rilancio, che sarà pubblicato nelle prossime ore. Già prima dell’emergenza era nelle mie intenzioni fare una riforma degli ammortizzatori, il sistema attuale è farraginoso, spezzettato e lento”, considerando che il “sostegno al reddito per il lavoratore arriva dopo 3-5 mesi”. Lo ha affermato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, a “Storie italiane” su Rai1. “Con il nuovo decreto la domanda per la cig in deroga si fa direttamente all’Inps e non più alle Regioni – ha rimarcato la ministra – l’Inps potrà anticipare il 40% al lavoratore e nel mese seguente erogherà la restante parte. Questo ci sonsentirà di velocizzare l’intero sistema”. Sugli ammortizzatori sociali “resta necessaria una riforma, anche per l’erogazione in modo celere”, ha ribadito Catalfo.
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Fase 2: De Micheli a Termini per verificare ripartenza
Sopralluogo della ministra anche sul bus
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18 maggio 2020
12:20
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Sopralluogo della ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli alla stazione Termini per verificare i flussi di viaggiatori nel primo giorno delle riaperture della fase 2. La ministra si è recata in mattinata alla stazione e poi a bordo dell’autobus 90 è rientrata fino al Ministero di Porta Pia. La ministra ha trovato una buona organizzazione delle stazioni e dello stazionamento dei bus, con percorsi unidirezionali e di salita e discesa differenziati sui mezzi, e in generale una situazione tranquilla con persone molto disciplinate e flussi di viaggiatori bassi.
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Azzolina: ‘Frasi sessiste in un libro di testo, vergonose’
(2)

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Il deputato Fusacchia ha segnalato il caso
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18 maggio 2020
17:10
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“Quelle frasi sono semplicemente vergognose”. Così la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, risponde sulle frasi presenti in un libro di testo per le scuole dei più piccoli segnalate in un post dal deputato Alessandro Fusacchia. “Faremo i dovuti approfondimenti e segnaleremo la cosa all’Associazione italiana editori, che siamo certi offrirà la sua collaborazione per evitare che cose del genere accadano ancora. Dobbiamo essere ancora più vigili sul tema del sessismo”, dice la ministra. “La scuola si batte ogni giorno per educare le ragazze e i ragazzi al rispetto, all’uguaglianza. Un lavoro che rischia di essere vanificato se non facciamo tutti la stessa doverosa attenzione ai messaggi che si trasmettono”, ha chiarito la ministra dell’Istruzione. Alla domanda come, visto che sono le scuole a scegliere, nella loro autonomia, i libri di testo, il Ministero potrà fare qualcosa, Azzolina risponde: “Che frasi come quelle siano scritte in un libro di testo è molto grave. Faremo certamente i dovuti approfondimenti e segnaleremo la cosa all’Associazione italiana editori, che siamo certi offrirà la sua collaborazione per evitare che cose del genere accadano ancora. Dobbiamo essere ancora più vigili sul tema del sessismo. Oggi parliamo di un libro di testo, ma queste cose accadono ogni giorno sui social, dove le donne vengono continuamente attaccate per come si vestono, si truccano, vengono aggredite verbalmente, anche e soprattutto se sono personaggi pubblici”:“Rossella è così bella da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo” . Parte così la denuncia su Fb di Alessandro Fusacchia, padre di una bambina. “Questa è roba da far venire voglia anche al più incallito liberale di invocare la censura”, scrive il parlamentare. Fusacchia parla di due libri usciti di recente, entrambi per ragazzi. Nel primo, un testo scolastico, bisogna concludere le frasi capendo quale sia la seconda parte corretta. “Sono uscito senza ombrello…” finisce con “…cosicché mi sono bagnato”. “Cosicché non lo usa più nessuno ma diciamo che va bene, ci sta”, osserva Fusacchia. E poi segue la frase: “Lucia è troppo grassa…” e l’unica combinazione possibile è la frase che finisce con “…per indossare una minigonna”. Il parlamentare è giustamente allibito. Fusacchia, ex Europa+, leader di movimenta, sta anche lavorando ad una proposta di legge sugli stereotipi nei libri scolastici.
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Respinta la scarcerazione di Cesare Battisti
Aveva chiesto domiciliari, trovata altra soluzione in carcere
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18 maggio 2020
17:22
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Il Tribunale di sorveglianza di Cagliari ha respinto la richiesta per la detenzione domiciliare avanzata dall’ex terrorista dei Pac Cesare Battisti, attraverso il suo legale, Davide Steccanella.
Nei confronti di Battisti, che quindi non beneficerà di alcuna misura alternativa, sarebbe stata disposta una diversa soluzione nel carcere di Oristano, dove è detenuto dal gennaio 2019. Battisti -che a quanto riferisce l’avvocato ha alcune patologie e rientra nella categoria degli over 65- aveva avanzato la richiesta per scongiurare il rischio di contagio dal Covid 19.

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DALLE 15:26 DI DOMENICA 17 MAGGIO 2020

ALLE 00:17 DI LUNEDì 18 MAGGIO 2020

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In Calabria attesa fiacca su riaperture
Incertezza su quante attività commerciali pronte a ripartenza
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CATANZARO
17 maggio 2020
15:26
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Cresce l’attesa, anche in Calabria, in queste ore che precedono la ripartenza e alla luce dell’accordo raggiunto nella notte tra Governo e Regioni, tra esercenti e dipendenti del settore del commercio e dei servizi interessati da questa seconda fase di aperture delle attività.
C’è incertezza su quante saranno le strutture in grado di rimettersi in carreggiata tra ristoranti, bar e pizzerie (quelli che finora hanno potuto lavorare solo con l’asporto), ma anche negozi al dettaglio e parrucchieri. Nulla di deciso al momento per gli stabilimenti balneari.
In attesa della nuova ordinanza della governatrice Jole Santelli, nelle principali città della regione la giornata di vigilia è piuttosto fiacca e non si registra un particolare movimento. Da domani, comunque, si potrà circolare sul territorio regionale senza autocertificazione per incontrare oltre che i parenti anche gli amici. Ad aiutare è il livello di contagio che vede la Calabria nel novero delle regioni che non destano preoccupazione.
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Ceriscioli conferma passo indietro
Presidente Marche, voto luglio poteva essere finestra anti-covid
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ANCONA
17 maggio 2020
15:56
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In vista delle prossime elezioni regionali, compatibilmente con l’emergenza Covid, l’attuale governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, non avrà alcun ripensamento sul passo indietro rispetto a una sua eventuale ricandidatura. “La scelta l’ho fatta appoggiando il candidato di centrosinistra, cercando di costruire così l’unità”.
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Il Pd, nei giorni antecedenti all’emergenza coronavirus, aveva individuato in Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche, l’uomo su cui puntare per tentare di tenere la guida regionale nel dopo Ceriscioli.
Quest’ultimo avrebbe però tenuto aperta la possibilità di votare a luglio: “Guardando i dati epidemiologici – afferma – luglio poteva essere una finestra utilizzabile.
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Ministero Sport, ancora allenamenti individuali
Fonte:

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‘Cts non ha validato le linee guida 12 maggio’
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17 maggio 2020
20:57
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Tutto come prima per la Serie A, perlomeno per lunedì 18 maggio: il comitato tecnico scientifico non ha validato ancora le linee guida per gli sport di squadra del 12 maggio, e in attesa che avvenga le regole che restano in vigore sono quelle per gli allenamenti individuali. Lo si apprende da una fonte del ministero dello sport che aggiunge: “la validazione da parte del Cts avverrà probabilmente lunedì.  Secondo il punto E del nuovo dpcm finche’ non c’e’ il visto del comitato valgono le regole precedenti”.
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Ecco il nuovo Dpcm, dal 15/6 spettacoli all’aperto e viaggi – TUTTE LE MISURE
Si torna in piscina dal 25 maggio, sì ai centri estivi per bimbi
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17 maggio 2020
21:05
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Arriva il nuovo dpcm sulle riaperture: si torna a una vita “quasi normale” anche se per proteggersi dal Coronavirus bisognerà indossare le mascherine in moltissime occasioni, così come occorrerà essere pronti a farsi misurare la febbre. Ma, oltre ai parenti, si tornerà a poter vedere gli amici e invitarli a casa. Addio anche all’autocertificazione, resta però il divieto di assembramento.
– TORNANO GLI SPETTACOLI ALL’APERTO, AL CINEMA SENZA POP CORN: dal 15 giugno si potrò tornare a teatro, nelle sale da concerto, al cinema ma i posti a sedere saranno preassegnati e distanziati”, con almeno un metro fra uno spettatore e l’altro.
E se saranno all’aperto non potranno parteciparvi più di 1000 persone. La soglia scende a 200 persone per gli spettacoli al chiuso, per singola sala. Le regioni possono stabilire una diversa data in relazione al contagio. Resta il divieto quando ci sia assembramento e per sale da ballo e discoteche. Bisognerà indossare la mascherina ma addio ai pop corn e alle bibite.
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– DAL 3/6 VIAGGI IN UE: dal 3 giugno sparisce ogni limitazione – e non c’è più quarantena – per gli spostamenti all’estero verso gli Stati dell’Unione europea e dell’area Schengen, la Gran Bretagna, Andorra e il Principato di Monaco, San Marino e Città del Vaticano. Restano vietati gli spostamenti per altri Paesi, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. – SI’ ALLE SECONDE CASE DA SUBITO, IN UN’ALTRA REGIONE DAL 3/6: il prossimo weekend si potrà andare al mare o in campagna ma se si resta nella propria Regione. Per spostarsi di più occorre attendere il 3 giugno. – NIENTE CORTEI, MANIFESTAZIONI ‘IN FORMA STATICA’: Tutti i cortei restano vietati a data da destinarsi. Sì alle manifestazioni pubbliche ma soltanto in forma statica e a patto che siano osservate le distanze sociali prescritte.
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– SI TORNA IN PISCINA: Dal 25 maggio potranno riaprire anche le piscine, ma le Regioni potranno anticipare o posticipare le aperture. Obbligatorio disinfettare sdraio, lettini e ombrelloni ad ogni cambio di persona o nucleo familiare, la possibilità di misurare la temperatura a tutti. In vasca la ‘densità di affollamento’ non dovrà superare i “7 mq di superficie a persona”. Stesso spazio deve essere garantito nelle aree solarium.
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– PARRUCCHIERI SI’, CENTRI BENESSERE NO: anche se con la lista di attesa si potrà tornare dal parrucchiere mentre i centri benessere restano chiusi. Idem per i centri termali (con l’eccezione delle attività che rientrano nei livelli essenziali di assistenza), quelli culturali e sociali.
– BIMBI I CENTRI ESTIVI, ANCHE AL CHIUSO: fino a metà giugno sì ad attività organizzate con i bambini e gli adolescenti e dal 15/6 via libera anche ai centri estivi. Meglio se all’aperto ma saranno consentiti anche quelli al chiuso. Rigide le regole di sicurezza: arrivi e uscite scaglionati, triage con le famiglie, lavaggi delle mani frequenti.
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– STABILIMENTI BALNEARI, SPIAGGE ATTREZZATE E SPIAGGE LIBERE: pulizia e tanto spazio. Quest’estate si torna al mare ma a patto che fra gli ombrelloni ci siano almeno 10 metri quadrati e che i lettini siano disinfettati. Niente assembramenti per chi ama le spiagge libere e niente sport di gruppo.
– IL CAFFE’ AL BANCONE, NIENTE COMITIVE AL RISTORANTE: mantenendo tutte le cautele sarà possibile prendere un caffè al bar e andare a mangiare una pizza. Ma niente comitive: i nuovi parametri che prevedono spazi fra i tavoli consentono di andare a mangiare fuori solo in piccoli gruppi.
– ALBERGHI E B&B: anche in questo caso valgono le regole generali con attenzione al distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all’ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo. Aerazione dei locali e attenzione agli impianti di ventilazione.
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– RIAPRONO I NEGOZI MA ANCHE GLI OUTLET: piccoli o grandi, di scarpe e vestiti. Da domani riaprono gli esercizi commerciali, al dettaglio ma anche i centri commerciali, gli ipermercati e gli outlet. Sotto i 40 metri quadrati potrà però entrare un cliente alla volta, in quelli più grandi bisogna mantenere un metro di distanza e indossare le mascherine. In caso di vendita di abbigliamento dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce.
– MUSEI BIBLIOTECHE accessi programmati, visitatori devono sempre indossare la mascherina, ricambio d’aria e disinfezione.
– UFFICI: prenotazioni, distanza, barriere, igiene delle mani, pulizia e ricambio d’aria, sia per quelli pubblici e privati.
– TRASPORTI, USCITE E ENTRATE DIFFERENZIATE: mascherine, distanziamenti e entrate e uscite separate. I mezzi verranno disinfettati e a disposizione degli utenti ci saranno i dispenser.
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– SI TORNA IN CHIESA MA IN MOSCHEA DAL 25: firmati i protocolli con le varie religioni. Si torna a poter andare a messa, sempre mantenendo la distanza e con la mascherina così come nelle sinagoghe. Le moschee riapriranno però dal 25 maggio e ognuno dovrà portarsi il tappetino da casa e compiere le abluzioni previste al proprio domicilio.
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Governo: Sfiducia a Bonafede e Mes, maggioranza sotto pressione
Conte prende tempo, lavora a dl Rinascita ma Rilancio in stand by
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17 maggio 2020
21:18
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Un vero e proprio “stress test” per la maggioranza, un crocevia difficile da governare. E’ quello che attende il premier Giuseppe Conte da questa settimana, mentre inizia la delicatissima fase della riapertura pressoché totale del Paese.
La prima prova d’Aula è sulla giustizia: mercoledì si votano le mozioni di sfiducia al ministro Alfonso Bonafede e Iv, che potrebbe incontrare Conte per discuterne martedì, fino all’ultimo non scioglie la riserva.
Ma il fronte più impegnativo è quello economico: il premier avvia il lavoro sul nuovo decreto su semplificazioni e appalti, ma non è ancora pronto il testo finale del dl Rilancio, approvato mercoledì in Consiglio dei ministri, e già si torna a discutere del Mes, il fondo salta Stati inviso al M5s.
Sarebbe già possibile fare domanda per accedere a 36 miliardi di fondi per la sanità ma il premier prende tempo, in attesa di capire se servirà o il Recovery Fund sarà davvero consistente e immediato. Conte martedì sarà in Aula a riferire sulle nuove misure sulle riaperture. Ma è al passaggio di mercoledì, che già guarda la maggioranza. Si vota al Senato, dove i 17 di Iv sono determinanti, una mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, bersaglio da mesi dei renziani per la sua linea sulla giustizia. I più dubitano che Matteo Renzi decida di andare fino in fondo: sfiduciare il capo delegazione M5s vorrebbe dire far saltare il governo. E allora, dice una fonte di governo Pd, “per noi ci sarebbero solo le elezioni, magari con Conte candidato di una coalizione larga”. Ma Renzi non ha ancora sciolto la riserva e, raccontano da Iv, nel gruppo più d’uno sarebbe tentato dall’amo gettato da Emma Bonino. La senatrice di +Europa ha infatti presentato una sua mozione di sfiducia a Bonafede, che si aggiunge a quella del centrodestra. La sostengono Azione, con Matteo Richetti, e Fi, con alcuni senatori ed Enrico Costa. Ma soprattutto l’invito di Benedetto Della Vedova è ai renziani, perché aderiscano e votino sì. Il leader di Iv ha convocato per mercoledì mattina un’assemblea del gruppo, per decidere. Ma decisiva è in realtà una convocazione attesa da Palazzo Chigi e non ancora pervenuta: è il secondo incontro in programma con Conte per discutere delle proposte di Italia Viva al governo. “Serve un chiarimento politico in generale sui nostri temi, a partire da quelli economici, e specifico sui temi della giustizia”, dice Ettore Rosato. VAI ALL’ECONOMIA

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DALLE 06:22 ALLE 15:26 DI DOMENICA 17 MAGGIO 2020

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Coronavirus, ecco cosa si può fare da domani e dal 3 giugno
Da lunedì saracinesche su per bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri e negozi
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17 maggio 2020
06:22
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Riaprono da lunedì ristoranti, bar, pizzerie, pub, parrucchieri, estetisti, negozi, ma anche musei e le chiese per la messa. Tutto nel rispetto delle misure anti contagio. Nessun limite per gli spostamenti delle persone nella stessa regione: non servirà più l’autocertificazione. Sì agli incontri non solo tra parenti e fidanzati, ma anche tra gli amici. Fino al 2 giugno restano invece vietati gli spostamenti tra regioni. Così come quelli da e per l’estero, salvo per comprovavate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Consentito, in ogni caso, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Dal 25 maggio, riapriranno, poi, palestre e centri sportivi. Dal 15 giugno i teatri e i cinema.
Il DECRETO approvato dal governo, con le ulteriori misure per far fronte all’emergenza
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Le attività economiche, produttive e sociali dovranno svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.
In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale
Settore per settore  le LINEE GUIDA
– SPOSTAMENTI TRA REGIONI VIETATI FINO AL 2 GIUGNO con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
– DAL 3 GIUGNO, GLI SPOSTAMENTI INTERREGIONALI possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del dl n.19/20, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree. – SPOSTAMENTI CON L’UE non consentiti fino al 2 giugno, poi aperti con le stesse indicazioni di quelli interregionali.
– QUARANTENA è fatto divieto di mobilità dalla propria abitazione alle persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria.
– SEMPRE VIETATI GLI ASSEMBRAMENTI di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
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Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici.
– PRENOTAZIONI CONSERVATE PER 14 GIORNI per tutte le attività.
– RISTORAZIONE, BAR, PUB potranno riaprire con una serie di regole, tra le quali, un’adeguata informazione; no temperatura sopra 37,5; prodotti igienizzanti per clienti e personale; privilegiare l’accesso tramite prenotazione per chi ha i tavoli mentre per gli altri locali consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta; privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro. Tutti i tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. La distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro, mentre è vietato buffet. Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina.
– STABILIMENTI BALNEARI, SPIAGGE ATTREZZATE E SPIAGGE LIBERE adeguata informazione, prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi. La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche; in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche. Riorganizzazione degli spazi per evitare assembramenti (distanza sempre di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, distanziamento tra gli ombrelloni di almeno 10 metri quadri. Tra lettini, sedie a sdraio, quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri. Regolare e frequente pulizia e disinfezione. No sport di gruppo).
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– SPIAGGE LIBERE si ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni per le spiagge attrezzate. No sport di gruppo, sì quello individuale. – ALBERGHI E B&B adeguata informazione, prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi valgono anche per le strutture recettive dove si deve garantire il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni e favorire la differenziazione dei percorsi con particolare attenzione alle zone di ingresso e uscita. Stesse regole per le casse seguite dagli altri esercizi aperti al pubblico. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all’ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo. Aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor.
– SERVIZI ALLA PERSONA (ACCONCIATORI ED ESTETISTI) consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, igienizzazione e controllo temperature. Particolari coperture per gli addetti. – COMMERCIO AL DETTAGLIO igiene, pulizia, distanze di un metro, attesa fuori in fila per chi aspetta. In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce.
– PALESTRE accessi con attività pianificate, distanze e disinfezione di macchine e strumenti. Microclima controllato e tutti gli effetti personali nelle borse. Apposite calzature. Per le PISCINE, regole ancora più stringenti. – MUSEI, BIBLIOTECHE accessi programmati, visitatori devono sempre indossare la mascherina, ricambio d’aria e disinfezione.
– UFFICI: prenotazioni, distanza, barriere, igiene delle mani, pulizia e ricambio d’aria, sia per quelli pubblici e privati.
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– LE FUNZIONI RELIGIOSE con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.
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La conferenza stampa del premier Conte
Il presidente del Consiglio illustra le misure in vigore dal 18 maggio e dalle settimane seguenti
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17 maggio 2020
07:51:

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDOHome Mappa del sito17 Maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia
Direttore Unar: ‘Impegniamoci per combattere le discriminazioni’
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17 maggio 2020
13:59
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“Dobbiamo impegnarci tutti e di più per combattere i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti delle persone LGBTI che continuano quotidianamente a vivere nella paura e nell’insicurezza. E’ una questione di diritti umani che riguarda tutti noi. Tutte le persone hanno gli stessi diritti e non possiamo più tollerare la violenza e la discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche e transgender”: così Triantafillos Loukarelis direttore dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la ricorrenza, oggi 17 maggio, della giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.
“Questo periodo di isolamento e convivenza forzata da Covid-19 inoltre, ha visto crescere gli episodi di discriminazione e violenza di natura omotransfobica nel contesto familiare. Per questo abbiamo pensato di avviare progetti pilota di refuge center per persone LGBT finanziati con fondi europei. In questo contesto l’approvazione di una legge contro l’omotransfobia, già in discussione in Parlamento, appare sempre più necessaria. Tutto questo ci ha portato a lanciare sui social un messaggio di speranza #questionedidiritti. Combattere l’omotransfobia è segno di civiltà!, affinché ognuno possa impegnarsi dando segno di civiltà per isolare ogni sentimento pregiudizievole e discriminatorio nei confronti delle persone con un diverso orientamento o identità sessuale”, conclude Loukarelis.
“La ricorrenza del 17 maggio è stata scelta, in ambito internazionale, per promuovere il contrasto alle discriminazioni, la lotta ai pregiudizi e la promozione della conoscenza riguardo a tutti quei fenomeni che, per mezzo dell’omofobia, della transfobia e della bifobia, perpetrano continue violazioni della dignità umana.
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Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale costituiscono una violazione del principio di eguaglianza e ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana che trovano, invece, specifica tutela nella nostra Costituzione e nell’ordinamento internazionale. È compito dello Stato garantire la promozione dell’individuo non solo come singolo, ma anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità e di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé. La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all’attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri. Operare per una società libera e matura, basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione delle persone, significa non permettere che la propria identità o l’orientamento sessuale siano motivo di aggressione, stigmatizzazione, trattamenti pregiudizievoli, derisioni nonché di discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale”, conclude Mattarella.
C’è ll mio invito a tutte le forze politiche perché possano convergere su una legge contro l’omofobia che punti anche a una robusta azione di formazione culturale: la violenza è un problema culturale e una responsabilità sociale. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in un tweet.
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In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia la Farnesina riafferma l’impegno dell’Italia sul piano internazionale a sostegno della lotta contro ogni forma di intolleranza e di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Si tratta di una delle priorità dell’attuale mandato dell’Italia in Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (2019-2021). L’Italia è infatti parte del Global Equality Fund (GEF), fondo internazionale istituito nel 2011 su iniziativa statunitense per finanziare progetti volti a tutelare e promuovere i diritti delle persone Lgbti. In questo particolare momento, il pregiudizio ancora diffuso in molte realtà nei confronti delle persone Lgbti si somma alle misure di contenimento volte a contrastare la diffusione del COVID-19, alimentando stereotipi negativi e prestando il fianco all’amplificarsi di violenze e abusi, anche nella forma di restrizioni all’accesso ai servizi sanitari e sociali, mettendo a repentaglio lo stesso diritto alla vita.
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“Il messaggio del presidente Mattarella per la Gionata Mondiale Contro Omotransfobia, ricorda l’importanza per la tutela della nostra Comunità LGBT (Lesbica, Gay Bisex e Trans) ma siamo molto preoccupati per i testi di legge contro l’Omotransfobia presentati alla Camera, che saranno votati a Luglio, perchè, non danno supporti certi alle vittime, c’è il rischio che la legge diventi uno specchietto per le allodole”. Lo dichiara Fabrizio Marrazzo, Portavoce Gay Center. “Le vittime devono essere rese libere di denunciare, serve che si attivino, con la legge, centri permanenti antiviolenza per LGBT in tutte le regioni e case rifugio, non servirebbe un azione di 1 o 2 anni. Senza presidi fissi sui territori difficilmente le vittime riusciranno a denunciare – aggiunge – Infatti, la situazione è allarmante come confermano i dati di Gay Help Line 800 713 713, numero verde contro l’omofobia, nell’ultimo anno, è il dato sulle violenze e gli abusi pari al 25% che registra un incremento del 9% rispetto all’anno precedente. Il dato durante l’emergenza Covid19 è cresciuto sino al 40% per gli adolescenti. Di questi casi meno di 1 adolescente su 60 pensa di denunciare. Inoltre, sono preoccupanti anche i dati della ricerca nelle scuole dove emerge che su un campione rappresentativo di oltre 1500 studenti (dati in video), oltre il 34% degli studenti pensa che l’omosessualità sia sbagliata ed il 10% pensa sia una malattia mentre il 27% degli studenti non vuole un compagno di banco gay.
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Analizzando, invece, gli altri dati di Gay Help Line dell’ultimo anno, su un campione di oltre 20 mila contatti rileviamo: incremento del 17% dei ricatti e minacce che raggiunge il 28%, un dato allarmante, che mostra quanto ancora per le persone LGBT dichiararsi comporti forti rischi, come la perdita del lavoro, l’allontanamento dalla famiglia di origine, l’emarginazione e per questi motivi restano vittime di ricatti e minacce.Incremento del 3% del Mobbing sul lavoro che raggiunge il 15%, un dato dovuto alle inesistenti tutele per le vittime LGBT, in quanto le norme antidiscriminatorie sul lavoro sono di fatto inapplicabili. Questo dato ci evidenzia anche che molte coppie lesbiche e gay unite civilmente decidono di non chiedere il permesso di ferie per l’unione per non dichiararsi ai propri datori di lavoro.
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Fase due: Bonaccini, le linee guida delle Regioni saranno di riferimento
‘Alla fine il risultato è arrivato’
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17 maggio 2020
13:49
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“Alla fine il risultato è arrivato”: così il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro notturno con il Governo che ha chiuso una lunga giornata di confronto.
“In un’ottica di collaborazione istituzionale si è ricercata e si è trovata una soluzione con l’accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini.
Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro – ha concluso Bonaccini – omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”.
“Nel corso della riunione di questa notte abbiamo svolto un lavoro intenso e molto utile per far ripartire il Paese in sicurezza. L’accordo, che riprende le linee guida delle Regioni per le ordinanze, sancisce ancora una volta la leale collaborazione tra regioni e governo. Ringrazio i presidenti per aver sempre ricercato una soluzione nell’interesse del Paese. Ci stiamo muovendo su un terreno nuovo e, spesso, serve da parte di tutti un’assunzione ulteriore di responsabilità”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, dopo la riunione sul Dpcm.
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Scuola: 92% ha attivato didattica a distanza
Sondaggio promosso da Cittadinanzattiva: ma ci sono esclusi per mancanza connessioni, pc e altro
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17 maggio 2020
10:49
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Il 92% delle scuole ha attivato la didattica a distanza, per lo più con lezioni in diretta su varie piattaforme (85%) e una durata media a lezione fra i 40 e i 60 minuti (69%). Buona la valutazione del lavoro svolto dai docenti in questa nuova veste (per il 60% dei rispondenti). Ma si conferma la grande questione della esclusione di tanti studenti che – per lo più per mancanza di device, per inadeguata connessione e in parte anche per condizioni familiari difficili – non partecipano alle videolezioni. A segnalarlo il 48% dei 1245 soggetti, fra genitori, insegnanti e studenti, coinvolti in un sondaggio civico promosso da Cittadinanzattiva sulla didattica a distanza. È ricorrente il fatto che alcuni ne siano esclusi principalmente per: connessione inadeguata (48,5%), condivisione del dispositivo fra più fratelli o familiari (33,5%), assenza di dispositivi (24,5%), assenza di connessione (16,4%).
Sulla didattica a distanza, queste sono le proposte di Cittadinanzattiva: sopperire all’assenza di dispositivi individuali; estendere le connessioni nei territori meno serviti, come le aree interne e le zone periferiche; colmare le carenze legate ad alunni con bisogni specifici. Integrare le linee guida della didattica a distanza. E ancora, dare istruzioni chiare in merito alle misure di sicurezza dei dati e delle informazioni; definire precise regole per tutelare la salute dei ragazzi, connessi per troppo tempo on line; organizzare un piano delle attività didattiche armonioso e bilanciato. Infine per Cittadinanzattiva, va rivisto e attuato il piano nazionale di formazione digitale per alunni e docenti. Stesso discorso deve riguardare l’innovazione delle metodologie didattiche sia a distanza che in presenza. Cittadinanzattiva ha promosso la campagna Riconnessi, in partnership con la Federazione Aree Interne, per fornire abbonamenti dati, connessioni web via satellite e device elettronici a studenti e famiglie delle aree interne del nostro Paese.
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La raccolta fondi si svolge sulla piattaforma gofundme.com/f/riconnessi ed è possibile segnalare scuole e famiglie che abbiano bisogno di strumentazione alla email riconnessi@cittadinanzattiva.it
La modalità sincronica, cioè “in diretta”, è quella predominante (85%) ma non mancano le video lezioni registrate (10%) o la compresenza di entrambi gli approcci (5%). La durata media di una video lezione va da un’ora (39%) a 40 minuti (30%).  Nel 61% delle classi, tutti i docenti usano la stessa piattaforma. Il 46% giudica buono il servizio di videolezione e il 41% è soddisfatto della preparazione dei docenti. I compiti sembrano essere una costante della scuola italiana, anche in tempi di Covid 19: se nel 43% dei casi la quantità sembra rispecchiare quella consueta, nel 27% addirittura si registrerebbe un aumento. “Crediamo che si debba arrivare al più presto a definire un piano per la riapertura delle scuole e nello stesso tempo ripensare le modalità educative, con il coinvolgimento delle famiglie e degli studenti, facendo tesoro delle opportunità e superando le criticità emerse con la cosiddetta didattica dell’emergenza o della quarantena – dice Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva – per la riapertura delle scuole suggeriamo: un piano e un fondo per l’edilizia “leggera” per garantire tutti i lavori di piccola manutenzione, il necessario distanziamento, il recupero di spazi inutilizzati o in cattive condizioni; un fondo specifico da aggiungere ai 45 milioni già stanziati da destinare agli Enti locali per dotare le scuole dei dispositivi igienici; un’attenzione particolare alle scuole nelle aree interne e ultraperiferiche frequentate da quasi mezzo milione di studenti, che per le loro caratteristiche potrebbero diventare una volta ancora una risorsa e un luogo di sperimentazione per il nostro Paese purché si garantiscano: il potenziamento della connessione e dei supporti digitali; il servizio di trasporti extraurbani gratuiti per gli studenti delle scuole secondarie di II grado di queste aree; la continuità didattica degli insegnanti”.
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Appendino, movimento Lgbtqi rende liberi
Sindaca Torino, istituzioni e cittadini contro discriminazioni
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TORINO
17 maggio 2020
14:14
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“Il movimento Lgbtqi italiano, nato a Torino quasi cinquant’anni fa, ha costruito a fatica un grande cambiamento culturale e sociale in questo Paese. Ci ha reso tutte e tutti più libere e liberi, e nella giornata di oggi è importante che si sappia che sono, siamo, dalla loro parte”.
Così la sindaca Chiara Appendino in un post su Facebook per la Giornata mondiale contro l’omofobia, bifobia e transfobia, “un dramma che si consuma ogni giorno, spesso in silenzio, dal momento che oltre il 76% delle persone dichiara di non sporgere denuncia per sfiducia o paura”.
Per Appendino “a tutto questo bisogna dire basta, con forza.
Devono farlo le Istituzioni, portando avanti una legge severa contro questi crimini, una legge che riconosca la necessità di fare formazione e informazione già a partire dalle scuole, che cancelli la possibilità di portare avanti le cosiddette ‘terapie riparative’, come ha fatto la Germania recentemente”.
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Fase 2, Casellati: ‘La confusione tra Dpcm e ordinanze complica la vita’
‘Grave il conflitto tra Bonafede e Di Matteo, il Csm deve chiarire’
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Fase 2, Casellati: ‘La confusione tra Dpcm e ordinanze complica la vita’
‘Grave il conflitto tra Bonafede e Di Matteo, il Csm deve chiarire’
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17 maggio 2020
09:14
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“Con il continuo intreccio fra decreti, Dpcm e ordinanze, la confusione interpretativa complica la vita di tutti. Capisco l’eccezionalità della fase, ma i limiti alle libertà devono passare dal voto del Parlamento”.
Così la presidente del Senato Casellati in un’intervista a la Repubblica in cui parla anche della gravità del conflitto tra il ministro Bonafede e il magistrato Di Matteo; conflitto su cui il Csm deve fare chiarezza. Mentre, dopo le polemiche sulle parole dedicate alla Germania, sull’Europa dice: “Non sono le critiche costruttive ad alimentare l’euroscetticismo, ma le incertezze dell’Ue di fronte ai rischi di recessione”. E sui rapporti con Berlino osserva: “Non ci sono sentimenti ostili verso nessuno. C’è solo la capacità di capirsi”.
“Comprendo l’eccezionalità del momento – continua Casellati a proposito dei Dpcm – ma resto convinta che le limitazioni alle libertà fondamentali dei cittadini anche nella emergenza debbano passare attraverso il voto del Parlamento. Esistono strumenti legislativi, come i decreti legge, che ben possono coniugare la rapidità di scelte anche transitorie con il coinvolgimento di tutte le forze politiche. Purtroppo la stagione dei Dpcm non è finita, come annunciato. Gli italiani vogliono chiarezza. Con il continuo intreccio fra decreti, Dpcm, ordinanze nazionali e regionali, la confusione interpretativa ha complicato e complicherà la già difficile vita di tutti”.
“Ho fiducia nella responsabilità degli italiani che hanno dimostrato serietà e disciplina nell’osservare le misure di sicurezza prescritte – rileva Casellati – sta qui lo snodo della ripresa. L’Italia non può più aspettare. Ogni giorno di ritardo nella riapertura delle attività produttive significa saracinesche che non si rialzeranno più, cittadini che perdono il lavoro, famiglie sempre più povere. L’esperienza del ponte Morandi, con 1.000 persone al lavoro anche durante l’emergenza, è un esempio per tutti”. Sul decreto Rilancio: “È una misura sicuramente importante. Il problema è che in questo momento per tutte le famiglie che non hanno uno stipendio fisso il tempo è un fattore decisivo. Così come la chiarezza delle regole e la semplicità delle procedure.
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Gli aiuti e l’accesso al credito devono arrivare subito e senza le troppe carte della burocrazia”.
Sullo scontro tra Bonafede e Di Matteo: “Sono preoccupata. Per la prima volta nella storia della Repubblica registro un conflitto grave tra un membro del Csm e il ministro della Giustizia. Certo è che un conflitto di questo genere non può restare senza risposta. Anche il Csm deve fare la sua parte. Lo dico con la sensibilità di chi ne è stato componente come me”.
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Lorusso (Fnsi), da Conte parole importanti
‘ Che seguano misure concrete’
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17 maggio 2020
14:45
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Lorusso (Fnsi), da Conte parole importanti
‘Per le Agenzie in difficoltà. Seguano misure concrete’ – È un segnale importante quello che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lanciato nel corso della conferenza stampa sulla Fase 2, riconoscendo che l’emergenza sanitaria ha aggravato la crisi del settore dell’informazione. È auspicabile che alla solidarietà espressa ai giornalisti di due realtà impegnate in difficilissime vertenze, seguano misure concrete che ne consentano la soluzione. Non sono a rischio soltanto posti di lavoro, ma anche e soprattutto la qualità e il pluralismo dell’informazione nel nostro Paese”. Lo afferma in una nota Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. “Gli interventi di sostegno al settore previsti nel decreto Rilancio, da questo punto di vista, devono essere il punto di partenza, e non di arrivo, di una politica che rimetta al centro la buona informazione e la buona occupazione. Con la Fase 2 – conclude Lorusso – deve ripartire al più presto il confronto fra governo e parti sociali, interrotto a causa del lockdown, per la messa a punto della nuova legge dell’editoria e delle misure per rafforzare il pluralismo, tutelare l’occupazione e contrastare il precariato dilagante”.
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Diamo voce a chi ogni giorno ci da voce”. Scrive su Twitter il presidente Fnsi Giuseppe Giulietti.
Usigrai, da governo dopo parole fatti
Di Trapani, ”servizio essenziale” ”Se il piano di tagli prospettato fosse già stato operativo, in questi mesi di emergenza, le Agenzie non avrebbero potuto garantire il servizio essenziale che hanno assicurato. Questo è #tafazzismo. Dall’Usigrai piena solidarietà ai dipendenti delle Agenzie Stampa in difficoltà”. Così su twitter il segretario Usigrai Vittorio Di Trapani. Oggi l’Esecutivo Usigrai in una nota plaude al fatto che ”dopo 2 giorni di sciopero, tornano i servizi delle Agenzie. Ma la lotta non è finita. Anzi, proprio oggi che torna il loro servizio dobbiamo ricordare quanto sia prezioso il lavoro dei colleghi e quanto sia pericoloso il piano presentato dall’azienda. Ancora una volta gli editori pensano di scaricare i (presunti) problemi di bilancio sui redattori, ancor di più sui più deboli, ovvero sui collaboratori e sui precari dell’agenzia. Come Usigrai esprimiamo a nome delle giornaliste e dei giornalisti della Rai la piena solidarietà e la massima vicinanza. Saremo al fianco dei dipendenti per tutte le iniziative che, insieme alla Fnsi, si metteranno in pratica. Ci auguriamo che alle parole del Presidente del Consiglio dei Ministro Giuseppe Conte seguano atti concreti del governo”.

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DALLE 08:22 DI SABATO 16 MAGGIO 2020

ALLE 06:22 DI DOMENICA 17 MAGGIO 2020

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Coronavirus, probabile cabina regia governo-enti locali alle 19 su Dpcm
16 Maggio 2020
08:22
A quanto si apprende, è probabile che si svolga nuova riunione della cabina di regia tra governo ed enti locali, alle ore, 19 sul Dpcm legato alle riaperture.
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Coronavirus, D’Amato: Nel Lazio 32 nuovi casi, 86 guariti e 12 decessi
ROMA
16 Maggio 2020
11:48
Si è appena conclusa, alla presenza dell’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, l’odierna videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “Oggi registriamo un dato di 32 casi positivi nelle ultime 24h. Il numero dei guariti nelle ultime 24h è cresciuto di 86 unità. Il modello Lazio che stiamo mettendo in campo attraverso l’integrazione dei test sierologici e i tamponi ci consente di individuare gli eventuali asintomatici presenti sul territorio. A Rieti nelle ultime 24h abbiamo individuato un caso di un asintomatico risultato positivo al test di sieroprevalenza e al successivo tampone. Sui 230 test effettuati ai farmacisti e operatori delle farmacie abbiamo individuato una farmacista risultata positiva al test di sieroprevalenza e al successivo tampone”, commenta D’Amato.“Voglio esprimere un sincero apprezzamento per questa iniziativa che riconosce l’importanza del ruolo dei farmacisti sul territorio. Ringrazio la Regione per la sensibilità dimostrata e per la collaborazione sempre più stretta con le farmacie laziali, che ancora una volta si sono dimostrate un punto di riferimento per i cittadini, rimanendo sempre aperte anche quando altri presidi non potevano esserlo”, ha commentato il presidente di Federfarma Lazio, Vittorio Contarina. “Stiamo predisponendo un atto per permettere ai donatori di sangue abituali di effettuare contestualmente e gratuitamente anche la sieroprevalenza per valutare la diffusione dell’infezione dal Sars-CoV 2. I decessi sono stati 12 nelle ultime 24h, mentre continuano a crescere i guariti che sono arrivati a 2.758 totali e i tamponi totali eseguiti sono stati circa 202 mila e nelle ultime 24 sono stati processati al Covid Center del Campus Bio-Medico 99 tamponi per la Val D’Aosta”, conclude l’Assessore D’Amato.
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Coronavirus, Mattarella ha firmato decreto riaperture: stasera in Senato
16 Maggio 2020
13:00
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto varato la scorsa sera dal governo, sulle riaperture. Il testo sarà depositato in serata al Senato.
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Coronavirus, Salvini: “Nessuno pensi di tenere ancora in ostaggio Italia”
Il leader della Lega su Facebook
16 maggio 2020
14:00
“Nessuno pensi di tenere ancora in ostaggio l’Italia per settimane o per mesi. Noi stiamo provando a superare i problemi, aiutando gli italiani a tornare a uscire, vivere, lavorare. Mettendo i nostri figli in mano a Berlino o a Pechino, non si va da nessuna parte”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in una diretta Facebook.
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Coronavirus, Di Maio: Dati segnano trend positivo, strada è giusta
16 Maggio 2020
14:21
“Grazie all’impegno degli italiani stiamo arginando il virus. Adesso pensiamo alla ripartenza”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Che su Twitter prosegue: “I dati segnano un trend positivo. Oggi è stato registrato il numero più basso di vittime giornaliere dall’inizio del lockdown. La strada che stiamo seguendo è quella giusta, i cittadini stanno rispondendo con grande senso civico. L’Italia è forte e si sta rialzando. Coraggio”.
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Coronavirus, in corso cabina regia governo-Regioni-enti locali
16 Maggio 2020
16:30
A quanto si apprende, è in corso la cabina di regia governo-Regioni-enti locali sulle riaperture, sulla fase 2 dell’emergenza coronavirus. Al termine ci sarà la conferenza stampa del premier, Giuseppe Conte.
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Migranti, Salvini: sanatoria folle, regalo alla malavita
Il leader della Lega su Facebook: folle e criminogeno, non è aiuto alle aziende o ai lavoratori
16 maggio 2020
17:04
“Soldi agli agricoltori, no a sanatorie per i clandestini. Questa è una maxisanatoria per centinaia di immigrati irregolari che non hanno contratti di lavoro in tasca. E’ folle e criminogena. Non è un aiuto a aziende o lavoratori, ma un regalo alla malavita e una sanatoria per migliaia di persone che non lavorano, bensì bivaccano”. Così Matteo Salvini in una diretta su Facebook. Il leader della Lega ha accusato il PD e il Governo “Il governo e il Pd gettano la maschera: la sanatoria sarà senza limiti, né per quantità di immigrati, né per durata. Li fermeremo”.
“Nessuno pensi di tenere ancora in ostaggio l’Italia per settimane o per mesi – ha poi continuato Salvini –  Noi stiamo provando a superare i problemi, aiutando gli italiani a tornare a uscire, vivere, lavorare. Mettendo i nostri figli in mano a Berlino o a Pechino, non si va da nessuna parte”.
“Ai decreti che portano in parlamento presenteremo due proposte: taglio drastico della burocrazia, modello Genova e poteri speciali ai sindaci. Azzerare la burocrazia che sta ammazzando l’Italia e imprese le italiane – ha detto Salvini – Non possiamo più stare zitti di fronte al disastro economico cui rischiamo di andare incontro”, ha proseguito. “E poi stop agli 8 milioni di caselle esattoriali, con rottamazione e stralcio. Adesso o mai più, pagare meno per pagare tutti. Se una parte dei 55 miliardi anziché in mancette e redditi di cittadinanza fosse investita nel taglio delle tasse e della burocrazia, l’Italia ripartirebbe. E su questo noi insisteremo”.
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Coronavirus, Conte: Fase 2 con voglia di rincominciare ma prudenza
16 Maggio 2020
DALLE 19:10 ALLE 22:00
LE PAROLE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE:
“Ieri abbiamo approvato il decreto che da lunedì ci consente di entrare a pieno regime nella fase due. Abbiamo anche ultimato il Dpcm. Affrontiamo la fase 2 con voglia di ricominciare, ma con prudenza”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Sforzi fatti hanno prodotto risultati attesi
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“I dati della curva epidemiologica sono incoraggianti. Ci confermano che la strada che abbiamo seguito è quella giusta, che gli sforzi fatti hanno prodotto i risultati attesi”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Anche enti locali dovranno assumersi loro responsabilità
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“In questa fase sarà importante il dialogo con Anci, Upi, tutti gli enti locali: dovranno anche loro assumersi responsabilità. Abbiamo attuato flussi di informazione per tenerci sempre informati e intervenire su casi e luoghi circoscritti. Le regioni collaboreranno con noi per far rispettare tutte le misure di sicurezza: Le abbiamo coinvolte nell’elaborazione di loinee guida e insieme vigileremo”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Siamo in condizione affrontare fase 2 con fiducia
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“Siamo nella condizione di attraversare e affrontare questa fase due con fiducia e senso di responsabilità”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Dal 3 giugno spostamenti liberi con Stati Ue
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“Dal 3 giugno sarà possibile spostarsi anche tra gli Stati Ue senza obbligo di quarantena per chi arriva in Italia. Questo favorirà anche la ripresa del turismo”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Dal 18 tutte attività commercio aperte
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“Dal 18 riapriranno tutte le attività di commercio al dettaglio, tutte le attività di cura della persona, estetisti, parrucchieri, ma anche bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Sempre rispettando le misure e i protocolli di sicurezza”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Dal 15 giugno riaprono cinema e teatri
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“Dal 15 giugno riaprono teatri, cinema, e sarà a disposizione dei nostri bambini un ventaglio di offerte e di attività ludico e ricreative. Le regioni potranno ampliare queste misure e nel caso restringerle “. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Da lunedì via le autocertificazioni
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“Da lunedì ci si sposterà all’interno della regione senza alcuna limitazione, quindi via le autocertificazioni. Si potrà andare dove si vuole: nei negozi, in montagna, al mare. E riprende la vita sociale. Rimane il divieto di uscire per chi è positivo al virus e per chi è in quarantena o ha sintomi. Resta il divieto di creare assembramenti. In questa fase bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro. Raccomandiamo di portare la mascherina, in alcuni casi sarà obbligatoria. Da una regione a un’altra ci si può spostare per i motivi già noti. Gli spostamenti interregionali sono limitati fino al 3 giugno. Se i dati continueranno a essere incoraggianti, potremo tornare a muoverci in tutta Italia senza limitazioni. Dal 3 giugno si potrà spostarsi nell’Unione europea senza quarantena”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa.
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Coronavirus, Conte: Consapevole per alcuni riapertura non sarà rilancio affari
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“Sono consapevole che il decreto rilancio non potrà essere la soluzione di tutti i problemi ma stiamo dando una mano a chi può ripartire”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Regioni accertino curva epidemiologica sotto controllo
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“Riaprono gli stabilimenti, le celebrazioni liturgiche secondo le linee guida del protocollo anti contagio che abbiamo sottoscritto. Riapriranno le attività commerciali a patto che le regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo. Riprendono anche gli allenamenti degli sport di squadra, quindi anche il calcio”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Varie testate in difficoltà, attenzione a informazione
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“Il mio pensiero va ai giornalisti delle Agenzie, sono diverse le testate in difficoltà. Qualche misura per l’editoria l’abbiamo introdotta nel decreto rilancio, cercheremo di porre sempre la massima attenzione, la massima sensibilità alla libera informazione”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Ora più che mai correre, al lavoro su dl semplificazioni
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“Emergenza pesante, ci sta assorbendo tutti, ma non è questo il momento di prendere fiato, non possiamo permetterci di fermarci. Dobbiamo fare correre l’economia del nostro Paese. Ora ci dedicheremo senza tregua al decreto semplificazioni. L’obiettivo è chiaro: rendere più rapidi e trasparenti alcuni passaggi amministrativi. Subito dopo inizieremo a programmare interventi di più ampio respiro investendo sull’Italia che vogliamo: più verde, più digitale, più inclusiva”. Lo ha detto Giuseppe Conte in conferenza stampa.
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Coronavirus, Conte: Riforma Stato-Regioni? A fine emergenza rifletterci
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“Quello dello Stato-Regioni è un grande tema. Sicuramente quando usciremo dall’emergenza dovremo fare una riflessione, perché è chiaro che un assetto ordinamentale come questo denuncia delle farraginosità. Immaginate se non ci fosse una leale collaborazione, se non ci fosse stata la disponibilità di andare oltre le polemiche. È chiaro che è un assetto che deve registrare qualche correzione”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Conte: Per breve tempo Stato può intervenire in governance imprese in difficoltà
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“Questo è un momento in cui il governo ha il dovere di intervenire per sostenere le imprese in difficoltà”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Conte: Intervenire per consolidare pmi e favorire capitalizzazione
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“Sulla politica industriale è chiaro che dobbiamo intervenire per due aspetti soprattutto: la nostra forza in Ue è il tessuto delle Pmi. Piccolo è bello ma se il piccolo si consolida è ancora più bello. Quindi la prima cosa è cercare di consolidare questi piccoli organismi e favornirne la capitalizzazione. Nel decreto rilancio ci sono tantissime agevolazioni per le Pmi, non credo ne siano mai state cumulate così tante in un decreto”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Conte: Per data ripresa campionato calcio più garanzie, ora non ci sono
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“Il calcio è un tema che porta a molte sollecitazioni. Il ministro Spadafora è molto responsabile, come tutto il governo. Bisogna che si realizzino le condizioni della ripresa del campionato, ma non solo calcio. Bisogna che ci siano condizioni di massima sicurezza. Per avere una data bisogna avere qualche garanzia in più che in questo momento non c’è”. Lo ha detto Giuseppe Conte rispondendo alle domande dopo la conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Conte: Manifestazione 2 giugno? Opposizioni libere
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“Le forze politiche per carità, siamo in situazioni di distanziamento ma cercheremo di assicurare con il Dcpm la possibilità di manifestazioni statiche con il distanziamento. Non mi permetto di sindacare le loro posizioni. Andrò in Parlamento la settimana prossima, ci sono stato molte volte, ascolto, parlo, e ascolto tutti non vado mai via senza aver parlato. A volte dalle opposizioni ci sono stimoli a far meglio”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Conte: Riforma burocrazia è la più difficile, ma abbiamo testa dura
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“È fondamentale il decreto semplificazioni, però la riforma della burocrazia è la più difficile da realizzare, a parole tutti lo vogliono fare, ma poi quando si prova a intervenire si crea un circuito di resistenza incredibile. Ma noi abbiamo la testa dura e vogliamo riuscirci”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Usura? Rischio c’è, cruccio mio e del governo
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“È chiaro che la tentazione di cadere nei circuiti criminali, nell’usura, è grande per chi non riesce ad accedere ai canali ufficiali. È un cruccio mio e del governo. Stiamo monitorando i flussi, interloquendo con i vertici, non ci rassegneremo: abbiamo predisposto una cospicua garanzia dello Stato, nel decreto rilancio ci sono finanziamenti a fondo perduto. Dobbiamo far sì che i soldi arrivino nelle tasche dei cittadini”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Lavorare su recovery fund, anche con anticipazioni
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“L’idea dei Btp patriottici? Sulla mia scrivania ci sono varie ipotesi per il rilancio dell’economia, per far correre l’economia, per una crescita più sostenuta. Non escludiamo nulla, il mio primo pensiero è il piano europeo degli strumenti finanziari. Dobbiamo lavorare lì, fare in modo che il recovery fund sia slegato dai criteri precedenti e abbia una cospicua parte di doni, attribuzioni a fondo perduto piuttosto che dare maggior rilievo ai finanziamenti”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: Non mi tiro indietro, ci metto sempre faccia
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“Non mi tiro indietro. Sono stato tacciato di essere dittatore, paternalista, illiberale, quindi mi pare che quando c’è bisogno la faccia questo governo ce la metta sempre”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: In Italia tanto risparmio privato, è punto forza
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“Per quel che riguarda il resto siamo tutti consapevoli che in Italia c’è tanto risparmio privato, è uno dei punti di forza”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Conte: Già tante agevolazioni fisco, vorrei anni bianchi ma ammanco casse
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“Nei fatti noi già concediamo tante agevolazioni fiscali. Un anno bianco sarebbe creare un grave ammanco nelle casse dello Stato, quello che possiamo permetterci lo abbiamo già introdotto e in maniera consistente”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Dl Rilancio, Conte: Confido in Gazzetta ufficiale già domani
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“Il cura Italia è in sede di conversione, il decreto rilancio spero che già domani sia in gazzetta ufficiale. I tecnici stanno lavorando per rivedere quel librone, non è un problema di accordo politico”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.
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Coronavirus, Conte: No motivi per non riaprire Lombardia, cittadini attenti
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“Il piano nazionale di monitoraggio è molto sofisticato, non mi risultata che altri Paesi abbiano fatto un lavoro così articolato. È questo piano che ci permette di affrontare con fiducia la fase 2, altrimenti sarebbe stato irresponsabile disporre già dal 4 maggio la riapertura per 4 milioni e mezzo di italiani e da lunedì prossimo tutte le altre aperture. Però dobbiamo intenderci con i presidenti delle regioni: qui non c’è nessuno scarico di responsabilità, qui non si gioca con l’emergenza. Noi abbiamo predisposto un piano articolato. In questo momento è chiaro che la Lombardia sta affrontando prova più difficile. Consiglio ai lombardi di essere attenti. Le misure di distanziamento sociale sono importantissime. Noi non abbiamo motivo di dire alla Lombardia: non apri. La Lombardia può decidere di aprire, come del resto ogni regione. Lo Stato ha una funzione di vigilanza e di coordinamento. Se la curva è salita e scappa al controllo, siamo pronti a intervenire, Lo farà responabilmente Fontana, ma in ogni caso c’è una clausola di salvaguardi che consente al governo di intervenire”. Lo ha detto Giuseppe Conte rispondendo alle domande dopo la conferenza stampa.
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Coronavirus, Conte: Stiamo affrontando un rischio calcolato
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“Stiamo affrontando un rischio calcolato, nella consapevolezza che la curva potrà tornare a salire”. Lo dice il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “I dati della curva epidemiologica sono incoraggianti. Ci confermano che la strada che abbiamo seguito è quella giusta, che gli sforzi collettivi fatti hanno prodotto i risultati attesi”, spiega. “Siamo nella condizione di affrontare questa fase 2 con fiducia, ma con responsabilità” e “sarà importante il dialogo con gli enti locali, che dovranno anche loro assumersi le loro responsabilità”. VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLE NOTIZIE DI TECNOLOGIA

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Fca: Al lavoro per attivare linea credito per sostenere Automotive italiano

16 Maggio 2020

22:50

“Fca Italy Spa, alla luce delle recenti indiscrezioni di stampa, conferma di avere avviato una procedura con il Governo italiano (il ministero dell’Economia e Finanze e il ministero dello Sviluppo economico) per l’ottenimento di una garanzia da Sace, l’agenzia italiana per il credito all’export (parte del gruppo a partecipazione statale Cassa Depositi e Prestiti Spa), il tutto secondo quanto previsto dal cosiddetto decreto Liquidità recentemente emanato”. Lo comunica la società in una nota. “A tale riguardo è stato avviato un dialogo con Intesa Sanpaolo, la maggiore banca italiana, per il perfezionamento di una linea di credito a tre anni, destinata esclusivamente alle attività italiane del Gruppo Fca e al sostegno della filiera dell’automotive in Italia, composta da circa 10mila piccole e medie imprese, a seguito alla riapertura degli stabilimenti italiani, avviata a fine aprile”, sottolinea il comunicato. “In base ad un innovativo meccanismo, applicato inizialmente alla filiera automotive, tutte le erogazioni derivanti dalla linea di credito sarebbero gestite attraverso conti correnti dedicati, accesi con Intesa San Paolo al solo scopo di supportare la gestione operativa dei pagamenti alla filiera italiana dei fornitori, sostenendone i livelli di liquidità e garantendo al contempo la ripartenza delle produzioni e gli investimenti negli impianti italiani. In base alle disposizioni del Decreto Liquidità l’ammontare della linea di credito dovrebbe essere pari al 25% del fatturato consolidato delle società industriali del gruppo Fca in Italia e cioè fino a 6,3 miliardi di euro”.

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DALLE 01:21 DI VENERDì 15 MAGGIO 2020

ALLE 08:22 DI SABATO 16 MAGGIO 2020

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Dl Rilancio, Crimi: Reati caporalato e sfruttamento non saranno mai estinti
15 Maggio 2020
01:21
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“Nel testo originale c’era una norma che prevedeva l’estinzione dei reati degli irregolari che emergono dal nero, ma non distingueva se estingueva anche i reati legati a sfruttamento, caporalato e favoreggiamento immigrazione. Abbiamo modificato il testo e quindi se un’impresa ha in corso procedimenti per questi reati, questi reati non saranno mai estinti”. Lo ha detto il capo politico del M5S, Vito Crimi, su Rai News24 parlando delle tensioni degli ultimi giorni sulla parte della regolarizzazione dei lavoratori stranieri nel dl Rilancio.
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Coronavirus, ordinanza Lombardia: Misurazione temperatura in luoghi lavoro
MILANO
15 Maggio 2020
02:00
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato una nuova ordinanza (la n. 546) che prevede alcune prescrizioni per i datori di lavoro, più restrittive di quelle statali. L’obiettivo è garantire la tutela della salute in tutti i luoghi di lavoro della Lombardia.
Le misure sono valide dal 18 al 31 maggio. I datori di lavoro dovranno sottoporre il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, al controllo della temperatura corporea. Se la temperatura è superiore ai 37.5, non sarà consentito l’accesso o la permanenza nei luoghi di lavoro. Questa operazione deve essere effettuata anche quando, durante l’attività, il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da Covid – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Le persone in tale condizione devono essere momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al pronto soccorso e/o nelle infermerie di sede. Il datore di lavoro comunicherà tempestivamente tale circostanza, all’Ats territorialmente competente che fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata dovrà attenersi.
È fortemente raccomandato anche rilevare la temperatura dei clienti/utenti, prima dell’accesso. Con temperatura superiore a 37,5°, non sarà consentito l’accesso e la persona dovrà contattare il proprio medico curante. È fortemente raccomandato scaricare e utilizzare l’app ‘AllertaLom’; il questionario ‘CercaCovid’ ad essa collegato deve essere compilato quotidianamente da parte del datore di lavoro e da tutto il personale.
Per gli aspetti non diversamente disciplinati dall’Ordinanza, sottolinea la Regione, rimane in vigore quanto previsto dal Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020.
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La No Vax Cunial alla Camera attacca il Quirinale
La deputata del Misto contro “il pluripresidente della Repubblica”
15 Maggio 2020
02:40
Fa rumore l’intervento alla camera della dputata No Vax Sara Cunial, ex M5S, ora nel Gruppo Misto, che durante la dichiarazione di voto sul decreto Covid attacca il Preisdente della Repubblica Mattarella, il premier Conte e il filantropo Bill Gates. Cunial parla di “scientismo dogmatico protetto dal nostro pluripresidente della Repubblica, che è la vera epidemia culturale di questo Paese”. Poi su Facebook la precisazione della deputata che spiega: “Parlavo di Napolitano non di Mattarella”. Nel suo intervento l’esponete del Gruppo misto ha definito i vaccini “strumenti di riprogrammazione del nostro sistema immunitario”, il cui obiettivo è” il controllo totale, il dominio assoluto sugli esseri umani”.
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Governo, Pd e Iv chiedono a Conte cambio di passo. La maggioranza a prova Aula
I dem: soluzioni non polemiche. Tensioni M5S. Mercoledì la mozione di sfiducia contro il ministro Bonafede presentata dal Centrodestra
15 Maggio 2020
06:00
Approvato il Decreto Rilancio, la maggioranza cerca di riprendere fiato dopo giorni di tensioni e trattative. Il braccio di ferro andato avanti per oltre due settimane, però, porta con sé strascichi di non poco conto che, dalle grandi sale di palazzo Chigi, si preparano ad approdare in Parlamento. I giallorossi elogiano in modo compatto il provvedimento che vale 55 miliardi, ma restano i ‘chi va là’ reciproci.

Pd e Italia viva chiedono a Giuseppe Conte un cambio di passo. Nessun rimpasto, assicurano al Nazareno: “Lo spread arriverebbe a 600 e ci verrebbero a prendere con i forconi – spiega un dirigente – Noi quando qualcosa non va lo diciamo, ma questo non vuol dire che vogliamo far cadere il Governo. Prima era Draghi, poi Colao, ora il rimpasto…non è così”. Certo, ammettono i dem “la navigazione è e resta complicata”, specialmente “data la diversità di linee” del M5S e “il bisogno di visibilità” di Italia viva, ma “il Pd vuole affrontare i problemi e trovare soluzioni”. E’ Nicola Zingaretti a indicare la rotta: “Le persone vogliono soluzioni, non vogliono polemiche. Questa è la linea che il Partito Democratico ha tenuto in queste settimane nel sostegno al Governo: affrontare e risolvere i problemi e far prevalere prima di tutto il bene comune”, assicura il segretario.
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Certo, per i Dem, è “necessario fare tesoro degli errori commessi per non ripeterli più”. Velocizzare e sburocratizzare, le parole chiave del leader, mentre per Antonio Misiani è necessario “pensare al futuro” e approfittare delle “finestra riformista” per consentire all’Italia di cambiare per rimettersi in moto. Andrea Orlando concorda: con il decreto Rilancio “ne usciamo più forti ma ne esce più forte il Paese. Saremo forti nella misura in cui daremo risposte. Il Governo si indebolisce se fa chiacchiere e non dà risposte. Quando abbiamo aperto discussioni su altri Governi, rimpasti e roba da politica politicante il governo si è indebolito”, assicura.

Ad un possibile rimpasto non crede neanche Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva chiede “una visione per i prossimi dieci anni” e avverte Conte. “Nelle prossime ore, capiremo dal Presidente del Consiglio se, sui punti che abbiamo posto, possiamo camminare insieme.
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Sbloccare i cantieri per evitare la distruzione di altri posti di lavoro è la priorità, per noi”, insiste. Un incontro tra i capidelegazione e il premier dovrebbe tenersi nel fine settimana o al massimo lunedì per mettere a punto un ‘programma’ di ripartenza.

Il M5S, in ogni caso, resta un campo minato e Conte lo sa. Vito Crimi parla di “normale dibattito interno”, condito però da “unità e spirito di squadra” e prova a calmare le acque: “In questo momento ci troviamo bene con questa compagnia di viaggio e lavoriamo bene, per noi conta portare avanti le cose”, assicura. La mozione di sfiducia presentata dal centrodestra contro Alfonso Bonafede, in calendario mercoledì in Senato, l’imminente discussione sull’utilizzo del Mes all’interno del pacchetto di aiuti Ue, così come il passaggio parlamentare della norma che regolarizza i migranti contenuta nel decreto Rilancio e invisa a parte del M5S, però, torneranno a stressare la maggioranza. Passata l’emergenza Covid, Conte dovrà affrontare la Fase due dei Giallorossi.
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Giustizia, si dimette capo di gabinetto Bonafede: Vitiello reggente
15 Maggio 2020
10:00
Il capo di Gabinetto del ministero della Giustizia Fulvio Baldi ha rassegnato le sue dimissioni, per motivi personali, dopo un colloquio col Guardasigilli, Alfonso Bonafede, avvenuto ieri sera. La reggenza è stata affidata al capo dell’ufficio legislativo, Mauro Vitiello. Bonafede ha ringraziato Baldi per il lavoro portato avanti dal giugno 2018.
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Coronavirus, bozza dl: Spostamenti tra Regioni vietati fino al 2 giugno
15 Maggio 2020
12:30
“Fino al 2 giugno 2020 sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. E’ quanto si legge nella bozza del decreto quadro sulle riaperture a cui lavora il Governo. “A decorrere dal 3 giugno 2020 – si specifica -, gli spostamenti sul territorio nazionale possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree”.
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Coronavirus, bozza dl: Regioni possono introdurre deroghe informando ministro
15 Maggio 2020
13:00
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“In relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul territorio, accertato secondo i criteri stabiliti con decreto del Ministro della salute del 30 aprile 2020 e sue eventuali modificazioni, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’art. 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, la Regione, informando contestualmente il Ministro della salute, può introdurre, anche nell’ambito delle attività economiche e produttive svolte nel territorio regionale, misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19”. E’ quanto si legge nella bozza del decreto quadro sulle riaperture, a cui sta lavorando il Governo.
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Coronavirus, bozza dl: Rispetto sicurezza o attività economiche sospese
15 Maggio 2020
14:00
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“Le attività economiche e produttive sono consentite a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale. Le singole regioni possono adottare propri protocolli nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19 o del comma 8. Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida di cui al comma 6 che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”. E’ quanto si legge nella bozza del decreto quadro sulle riaperture, a cui sta lavorando il Governo.
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Bonetti: Dal 18 attività bimbi nei parchi e da 1° giugno centri estivi
15 Maggio 2020
15:00
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“Mi ero presa l’impegno e tutto il Governo se l’era preso che non ci saremmo scordati dei centri estivi e così è stato: abbiamo chiuso un percorso di linee guida. Il comitato tecnico scientifico ha confermato la possibilità di trovare delle modalità sicure per i centri estivi, per le attività di gioco per i bambini sopra i tre anni. Oggi nel consiglio dei ministri discuteremo di questo. Già dal 18 si possono aprire delle attività all’aria aperta nei parchi e dal primo giugno le attività organizzate per i più piccoli. Investiamo 185 milioni per i centri estivi, non è mai stato fatto un investimento di questo genere nel Paese. E’ un primo passo di ripartenza con un nuovo paradigma”. Così la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti su Skytg24 a proposito del ritorno alla normalità per i più piccoli dopo le restrizioni dovute al Coronavirus.
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Coronavirus, Bonetti: Investiamo 185 mln in centri estivi, mai fatto
15 Maggio 2020
15:05
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“Investiamo 185 milioni per i centri estivi e per le attività rivolte ai più piccoli, non è mai stato fatto un investimento così grande su questo tema: 150 milioni nel nuovo decreto e 35 li avevamo già stanziati. Ci sarà bisogno di tutto il Paese: terzo settore e volontariato. E’ un primo passo di ripartenza con un nuovo paradigma”. Così la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti su Skytg24 a proposito del ritorno alla normalità per i più piccoli dopo le restrizioni dovute al Coronavirus.
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Coronavirus, iniziata riunione Consiglio dei ministri
15 Maggio 2020
15:30
E’ iniziata la riunione del Consiglio dei ministri. Lo comunicano fonti di governo.
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Antimafia, Morra: Pentangelo deve uscire immediatamente da commissione
15 Maggio 2020
16:00
“La richiesta di arresto nei confronti di Luigi Cesaro e di Antonio Pentangelo (rispettivamente senatore e deputato di Forza Italia, ndr) è inquietante e lascia profondamente sconcertati. Chiedo che il deputato Antonio Pentangelo faccia immediatamente un passo indietro dalla commissione Antimafia, quantomeno in attesa degli sviluppi della vicenda. Non si può e non si deve in alcuna maniera infangare l’onorabilità della commissione”. Lo dichiara in una nota il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra.
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Milano: Salvini dona il plasma all’Avis
Jeans, camicia, occhiali d’ordinanza per il leader della Lega che si è sottoposto al prelievo di sangue
15 maggio 2020
17:00
Matteo Salvini ha dedicato qualche minuto della mattinata alla donazione del suo plasma all’Avis a Milano. Jeans, camicia, occhiali d’ordinanza e mascherina ben calcata sul viso, il leader della Lega si è sottoposto al prelievo del sangue come da sua periodica abitudine. Durante la donazione è riuscito anche a non perdere di vista il suo cellulare.
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Salvini: “Linee guida apertura fanno saltare centinaia di migliaia di posti lavoro”
Il leader della Lega torna ad attaccare il governo a margine della donazione di sangue all’Avis
15 maggio 2020
17:10
Matteo Salvini torna ad attaccare il governo sulle linee guida per le aperture del 18 maggio. “Male, confuse e tardi. Speriamo di aiutarli a capire che bisogna farle meglio e in fretta. Alcune di queste linee guida fanno saltare centinaia di migliaia di posti di lavoro”. Così il leader della Lega a Milano a margine della sua donazione di sangue all’Avis.
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Governo, Di Maio: Follia parlare di crisi, meno propaganda e più responsabilità
15 Maggio 2020
18:00
“Penso che sia una follia parlare di crisi di governo. Ma come si può pensare di indebolirlo in un momento in cui il governo dovrebbe essere rafforzato e sostenuto? Ci rendiamo conto che stiamo lavorando notte e giorno per uscire da questa crisi? A tutti dovrebbe importare solo una cosa: uscire dalla crisi. Meno propaganda, più responsabilità da parte di tutti”. Lo dice il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’intervista ad ‘Affari Italiani’.
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Coronavirus, Di Maio: Bisogna essere uniti, no a trofei politici
15 Maggio 2020
18:10
“Serve unità per uscire da questa crisi. Facciamo parte tutti della stessa Italia, non ci sono bandierine da fissare o trofei politici da conquistare. Questa è la partita della vita e tutti facciamo parte della stessa squadra: l’Italia. Non servono le polemiche, qui c’è un Paese, un popolo che deve ripartire. E la gente dalla politica si aspetta solo risposte concrete. Con il dl rilancio abbiamo stanziato 55 miliardi. Stiamo parlando di una cifra enorme, parliamo di due manovre in una. Aiuti concreti per tutti: per i più deboli, per le nostre imprese, per le famiglie, per gli imprenditori. Per tutti. Ma le dico anche un’altra cosa: non ci fermiamo. Stiamo già lavorando a nuovi provvedimenti economici per dare ossigeno al Paese. Usciremo insieme da questa crisi”. Lo dice il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’intervista ad ‘Affari Italiani’, parlando della fase 2 dell’emergenza coronavirus, quella relativa alla ripartenza, sulla quale c’è stato un braccio di ferro con le Regioni. VAI ALLA CRONACA VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO

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Zingaretti: Vaccino sfida decisiva, sia accessibile a tutti e realizzato in Italia
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15 Maggio 2020
19:40
“Si è aperta una sfida decisiva per il futuro dell’Italia: quella della ricerca, dello studio e della realizzazione di un vaccino per il Covid 19. Un vaccino che dovrà essere un bene comune, accessibile a tutti, fabbricato e realizzato in Italia e in quanto tale tutelato. Come abbiamo visto, la sfida è enorme, come pure gli interessi in gioco. Sono decine i progetti diversi di vaccino già depositati, alcuni dei quali in fase di sperimentazione clinica. Sono molti i governi che si stanno muovendo in autonomia, prioritariamente per difendere i propri cittadini. Anche l’Italia deve farlo. Questa corsa va regolata e governata. Dobbiamo essere pronti, in primo luogo per garantire che tutti i cittadini abbiano la possibilità di vaccinarsi. Secondo, per evitare di farci trovare sguarniti, scongiurando quei problemi di approvvigionamento che il sistema sanitario e di protezione civile ha avuto all’inizio della pandemia, così come in tutti i Paesi che hanno affrontato l’avanzata del virus. Lavoriamo per garanzie pubbliche e produzioni che garantiscano l’autonomia e la sicurezza nazionale.”
Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
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Carceri, giovedì audizione Bonafede in commissione Antimafia
15 Maggio 2020
20:10
Si svolgerà giovedì prossimo, 21 maggio, dalle ore 13 l’audizione del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in commissione parlamentare Antimafia. È quanto si legge nell’ordine del giorno.
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Catalfo vede Inail: No automatismo contagio su lavoro-responsabilità aziende
15 Maggio 2020
20:30
Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha incontrato questo pomeriggio i vertici dell’Inail. Nel corso della riunione si è condiviso l’orientamento – già espresso dall’Istituto in data odierna – secondo cui, dal riconoscimento da parte dell’Inail di infortunio nei casi di infezione da Covid-19 in occasione di lavoro, non discende automaticamente la responsabilità del datore di lavoro. “Fondamentale per le aziende – afferma Catalfo – sarà il rispetto dei principi stabiliti dai protocolli di sicurezza stipulati da parti sociali e Governo. Proprio per fugare tutti i dubbi emersi in questi giorni, i tecnici del mio Ministero e dell’Istituto sono impegnati nell’elaborazione di un nuovo documento che fornisca più specifici chiarimenti su questo tema”, conclude il Ministro.
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Coronavirus, verso nuovo confronto governo-Regioni sulle dl riaperture
15 Maggio 2020
21:10
A quanto si apprende un nuovo confronto tra governo e Regioni dovrebbe avvenire tra circa un’ora. Al centro sempre il decreto sulle riaperture da lunedì prossimo, che è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri, attualmente sospeso.
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Coronavirus, Speranza: Batterci perché accesso vaccino sia diritto di tutti
15 Maggio 2020
21:15
“Dobbiamo batterci perché l’accesso al vaccino covid sia un diritto di tutti e non un privilegio di pochi. Per questo sosteniamo la ricerca e la comunità scientifica internazionale”. Lo scrive su Twitter il ministro della Salute, Roberto Speranza.
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Coronavirus, martedì informativa Conte in Senato su riaperture
15 Maggio 2020
21:30
Martedì prossimo, alle ore 17, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà in Senato per un’informativa sulle nuove norme che decorreranno da lunedì in relazione all’allentamento delle misure per il contenimento del rischio contagio da coronavirus.
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“Tutti i documenti sono pubblicamente disponibili: nulla è nascosto”. Così il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, al termine dell’Eurogruppo, parlando del Mes. “L’unica condizione per usare questa linea di credito è che il denaro venga usato per costi diretti e indiretti della sanità”, ha aggiunto.
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Coronavirus, intesa governo-Regioni su riaperture
15 Maggio 2020
22:00
A quanto si apprende, ci sarebbe l’intesa tra governo e Regioni sulle linee guida per le riaperture da lunedì prossimo. A sciogliere il nodo la seconda riunione di giornata con i rappresentanti degli enti locali, che hanno presentato all’esecutivo un nuovo piano.
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Coronavirus, Musumeci: Roma accolto nostre proposte, da lunedì si riapre
15 Maggio 2020
22:30
“Roma – evidenzia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci- ha finalmente condiviso le proposte contenute nel documento unitario delle Regioni presentato oggi pomeriggio. Pertanto, lunedì apriranno: le attività del commercio al dettaglio, i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti), i bar e la ristorazione. Per le altre attività il governo non ha dato il disco verde, ma contiamo, noi governatori, di ottenere, già nelle prossime ore, la necessaria autonomia per decidere su ulteriori riaperture. Abbiamo, inoltre, chiesto e ottenuto che le misure di protezione da adottare nelle attività autorizzate da lunedì siano meno restrittive rispetto a quelle proposte dall’Inail. Non appena il governo Conte emanerà i provvedimenti annunciati, firmerò la necessaria ordinanza. Penso si possa fare tutto nella giornata di domani (sabato)”.
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Decaro: Avuto ragione, per governare riaperture servono protocolli unici
15 Maggio 2020
22:30
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“Abbiamo avuto ragione. La nostra posizione, di semplice buonsenso, ha prevalso sulle iniziali intenzioni di dividersi sulle regole di distanziamento per contenere il virus. Lo avevamo detto, peraltro trovando subito una convergenza con il presidente della Regione Lombardia, Fontana: non è logico imporre regole che variano regione per regione come se il virus conoscesse i confini amministrativi del nostro Paese. Per governare il processo di riapertura, servono protocolli unici. Siamo felici abbia prevalso questa posizione”. Lo dichiara il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, al termine della riunione con il governo e le regioni sui provvedimenti concordati per la riapertura.
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Coronavirus, ora Cdm per ok dl riaperture. Si a linee guida proposte da Regioni
15 Maggio 2020
23:00
A quanto si apprende, dopo la riunione con Regioni ed enti locali sui provvedimenti concordati per la riapertura, il Consiglio dei ministri ora riprenderà per chiudere sul decreto e validare le linee guida unitarie proposte dalle Regioni, in conformità a quelle nazionali.
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Coronavirus, Conte: Portentosa collaborazione istituzionale
15 Maggio 2020
23:10
C’è stata una “portentosa collaborazione istituzionale”. A quanto si apprende, lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, dopo aver raggiunto l’intesa con le Regioni e gli enti locali sulle nuove riaperture, da lunedì prossimo.
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Coronavirus, Bonaccini: Accordo pieno con Governo su fase partenza dal 18/5
15 Maggio 2020
23:18
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“Accordo pieno con il Governo sulla fase di partenza che prende il via il 18 maggio. Il Presidente del Consiglio, nelle more del Consiglio dei Ministri impegnato nell’approvazione del decreto legge che disciplinerà il regime delle nuove aperture dal prossimo lunedì, ha espresso un primo orientamento positivo sulla proposta avanzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che coniuga responsabilità, sicurezza, flessibilità e autonomia”. Lo dichiara il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. “La collaborazione istituzionale sta portando a costruire un decreto legge che risponde alle esigenze dei territori e a un accordo che si basa sull’applicazione delle linee guida omogenee formulate dalle Regioni per una riapertura sicura delle attività economiche fin qui sospese”, aggiunge.
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Coronavirus, De Pascale (Upi): Da lunedì si riparte, a breve linee guida governo
15 Maggio 2020
23:30
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“Appena concluso l’incontro del Governo con Regioni, Province e Comuni sui protocolli per le riaperture di attività commerciali, pubblici esercizi, artigianato di servizio alla persona e stabilimenti balneari. Abbiamo chiesto ed ottenuto regole uguali in tutta Italia e Protocolli seri ma concretamente applicabili dalla imprese, evitando confusione e pretese irrealizzabili.
A minuti il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvarle e poi faremo di tutto per darne il massimo di diffusione a tutti i nostri imprenditori che, seppur con grave ritardo, finalmente sapranno con esattezza cosa devono fare per poter tornare a lavorare da Lunedì”. Lo dichiara il Presidente di Upi, Michele de Pascale, al termine della Cabina di Regia con il Governo.

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ALLE 01:21 DI VENERDì 15 MAGGIO 2020

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“Silvia neo-terrorista”, è bufera sul leghista Pagano
Poi si scusa ma è condanna bipartisan. Difesa fredda di Salvini
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14 maggio 2020
04:34
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Il governo non ha assistito ai funerali del “figlio della patria”, il poliziotto ucciso giorni fa, invece c’era quando “è venuta la neo-terrorista”. Sono le 9.50 quando Alessandro Pagano, deputato leghista siciliano, parlando nell’Aula di Montecitorio, definisce così Silvia Romano, la cooperante da poco liberata dopo 17 mesi di prigionia. E subito scoppia la bagarre, con vibrate proteste dai banchi del Pd, su tutti Emanuele Fiano che urla “parole inaccettabili”. Immediata la presa di distanza da parte della vicepresidente Mara Carfagna: “Credo che riferirsi a Silvia Romano con il termine terrorista sia alquanto improprio, inaccettabile”, scandisce. Una bufera che travolge l’esponete leghista, sconfessato, sia pure implicitamente, anche dal segretario, Matteo Salvini: “Il problema – spiega gelido l’ex ministro dell’Interno – non è Silvia Romano, una ragazza mandata allo sbaraglio, usata dai terroristi per ottenere soldi e armi. Lasciamo stare Silvia, cui auguro vita lunga e felice, e guardiamo al vero nemico, al vero pericolo per i nostri figli, per l’Italia, per il mondo, per la Libertà: l’Islam fanatico, integralista, violento, assassino”. Clima da rissa alla Camera. Non è da meno il ‘ring’ del web: per tutto il giorno l’hashtag Pagano è top trend topics nel twitter in Italia con tutti i commenti a senso unico.
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La condanna della politica è unanime, bipartisan. Apertamente infastidito anche il commento di Francesca Fumagalli, madre della ragazza liberata: “Non ho sentito e non mi interessa.
Guardi, non amo la politica, non la seguo”. Sempre lei, uscendo di casa, assediata dai giornalisti, parlando di questi primi giorni di Silvia a casa, osserva sfinita: “Se non ci foste voi starebbe molto meglio”.
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Durissimo nello stigmatizzare l’intervento di Pagano, il Presidente della Camera Roberto Fico: “Le parole d’odio rivolte nell’Aula della Camera sono violente e inaccettabili.
Montecitorio – aggiunge Fico – è il luogo del dibattito e del confronto, anche acceso, non la sede per formulare insulti a una giovane che viene da diciotto mesi di inferno”. Bocciatura lodata dal capogruppo dem, Graziano Delrio: “Bene ha fatto il presidente Fico a condannare le gravissime accuse contro Silvia Romano. E’ inammissibile un simile comportamento da un deputato della Repubblica”. Che, rincarano i deputati 5S della Commissione Esteri, ha usato “parole vergognose”. Ananto accaduto: “Provo forte imbarazzo per le parole pronunciate oggi alla Camera da un Deputato della Repubblica” che “segnano una triste pagina della storia italiana. In questi giorni – scrive su Fb ricordando l’ondata d’odio su internet che ha sommerso la ragazza – abbiamo letto e ascoltato cose raccapriccianti, ma oggi si è superato ogni limite”.
E parla oggi di “sguardo disumano” contro Silvia, anche L’osservatore Romano che pur non commentando la cronaca politica, punta comunque il dito su tutti i “giudizi” che in questi giorni si sono accaniti contro Silvia dopo la sua liberazione. Giudizi che – scrivono da Oltretevere – “partono da un dato in comune, da un comune sguardo, disumano. Perché disumano è lo sguardo dell’uomo quando non vuole vedere. Quando zittisce, sopprime la compassione che sempre dovrebbe abitare dentro i suoi occhi. La compassione. La capacità di sentire sulla propria pelle il dolore degli altri”.
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Un richiamo e un monito a molti e non ai singoli, ma che lasciano un segno. L’ondata di indignazione che lo ha coinvolto, portano Pagano a porre le proprie scuse: “Il mio intervento, sopraffatto dalla bagarre suscitata dalle mie espressioni delle quali se ho offeso qualche sensibilità mi scuso – afferma Pagano in serata dopo una lunga giornata di silenzio – era volto a sollevare interrogativi nei confronti di una azione di governo che sembrerebbe, da quanto affermato dal portavoce dell’organizzazione terroristica al Shabaab, aver agevolato, attraverso i soldi versati dallo Stato italiano, l’acquisto di armi per la jihad e nuovi attentati”.
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La Camera approva il decreto Covid, ora passa al Senato
Bagarre in Aula: deputati leghisti e di Fratelli d’Italia si tolgono la mascherina per eazione all’intervento del deputato del M5s Currò
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14 maggio 2020
14:46
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La Camera approva il decreto Covid. I sì sono 241, i “no” 166 e 5 gli astenuti. Il provvedimento definisce con legge la durata dell’emergenza coronavirus al 31 luglio e conferma la possibilità del Governo di ricorrere a Dpcm per imporre limitazioni ai cittadini definendole però in modo stringente. Il testo passa al Senato.
Durante l’esame del testo c’è stata bagarre in Aula perché i deputati della Lega e di FdI si sono tolti le mascherine per inveire contro il 5 Stelle Currò che stava criticando le regioni del centrodestra per come hanno gestito la pandemia.  Gli animi erano già surriscaldati nel dibattito sui problemi dei frontalieri, con accuse della Lega all’operato del governo, quando è intervenuto Currò che ha invece ribaltato le accuse al centrodestra per la gestione della pandemia nelle regioni che governa. A quel punto diversi deputati di Lega e Fdi per strillare si sono tolti o abbassati la mascherina, subito richiamati dal vicepresidente Fabio Rampelli, che li ha ripetuti invitati a avere “un comportamento che sia consono all’istituzione parlamentare e sia di esempio ai concittadini”.
E’ quindi intervenuto Nicola Fratoianni che, con tono alterato, ha ricordato che la pandemia “non è uno scherzo”; “è una vergogna che deputati della destra – ha aggiunto – si tolgano la mascherina per urlare, insultare e sputacchiare”. Francesco Lollobrigida (Fdi) ha a sua volta ricordato che il suo gruppo già a febbraio aveva sollecitato l’uso della mascherina in Parlamento, all’epoca contrastato dalla maggioranza, e parole analoghe le ha pronunciate Matteo Dall’Osso (Fi). Alla fine Rampelli è riuscito a ricondurre l’aula alla calma e a riprendere la discussione dell’ordine del giorno sui frontalieri con la Svizzera.
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Silvia Romano: Boldrini, Bentornata, ieri parole oscene
Il Paese non ha affrontato un problema che si chiama misoginia
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14 maggio 2020
09:30
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“Voglio mandare un abbraccio, bentornata Silvia, siamo in tanti ad apprezzarti. E grazie a chi ha lavorato per liberarla. Tuttavia non posso nascondere lo sconcerto per gli attacchi da lei ricevuti, anche da esponenti politici, anche in aula, come le deplorevoli parole di ieri di Alessandro Pagano. E questo è osceno. Da ostaggio dei terroristi a ostaggio degli odiatori”. Lo ha detto in Aula alla Camera Laura Boldrini, in apertura di seduta, facendo riferimento alle affermazioni fatte ieri dal deputato della Lega Pagano.
“Questo trattamento per fortuna – ha aggiunto – è evitato ad altri connazionali finiti rapiti e sembra convertiti. Perché questo accanimento contro Silvia? – si è domandata Boldrini -, perché è donna e cooperante, basta essere donna per finire in questi meccanismi. Questa si chiama misoginia, è un problema che il Paese non ha affrontato. Per questo rivolgo un appello a tutte le forze politiche perché si dissocino e contrastino questo odio”.
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Salvini, mai più pagare riscatto
Il problema è che governo ha fatto uno spottone ai tagliagole
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14 maggio 2020
11:46
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“Ho parlato a Pagano come parlo con tutti, sindaci e parlamentari della Lega. Il problema non è Silvia Romano ma l’uso che il governo ne ha fatto, esibendola il diretta tv e facendo uno spottone ai tagliagole. Per quanto mi riguarda da domani non bisognerebbe pagare più nessun riscatto.
In Italia ci fu una legge che impedì il pagamento e si bloccò il business dei sequestri”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, a Agorà su Rai 3.
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Ipotesi Conte alla Camera su dl aperture
Lo riferiscono fonti parlamentari,possibile informativa domani
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14 maggio 2020
12:30
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte potrebbe recarsi domani alla Camera a riferire sulle misure che il governo intende varare con un decreto legge a partire dal 18 maggio nell’ambito delle aperture della fase 2 coronavirus. Lo si apprende da fonti parlamentari. Al momento è ancora una ipotesi, chiariscono più fonti. Ieri alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio la presidente dei deputati di Iv Maria Elena Boschi aveva chiesto una informativa prima che Conte varasse il DPCM. Il presidente del Consiglio, pur avendo annunciato ieri che sarà adottato un DL anziché un DPCM, sarebbe comunque disponibile – spiegano le medesime fonti – ad intervenire.
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Dl Rilancio: bonus vacanze da 2,4 mld. Imprese: tax credit sia per tutti
Nella manovra stanziati 5 miliardi per cultura e turismo
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14 maggio 2020
14:41:

Il ministro Dario Franceschini parte dal provvedimento punta di diamante dedicato al turismo nel Dl Rilancio e cioè il bonus vacanze che vale 2,4 miliardi: “La misura – spiega in una video conferenza – prevede un contributo fino a 500 euro per le spese sostenute per soggiorni in ambito nazionale in alberghi, campeggi, villaggi, bed and breakfast. Possono chiedere il contributo le famiglie con un reddito Isee fino a 40 mila euro. L’importo è modulato in base alla numerosità del nucleo familiare: 500 euro per le famiglie composte da 3 o più soggetti, 300 per le famiglie di due persone e 150 per le famiglie di 1 persona. Il contributo potrà essere speso dal 1 luglio al 31 dicembre 2020. L’80% sarà uno sconto sul corrispettivo dovuto alla struttura, il restante 20% come detrazione dall’imposta sul reddito”.
“Sommando le misure per i due settori possiamo parlare di 5 miliardi di interventi, 4 per il turismo (uno dei settori più colpiti) e uno per la cultura e che finalmente dimostrano che c’è la consapevolezza dell’importanza strategica di questi due settori che sono nel ministero che guido che caratterizza il sistema Paese”.
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“Corridoi privilegiati? In questi giorni è un fiorire di notizie infondate. Abbiamo posto ormai da più di un mese con iniziative singole dell’Italia, con diversi colloqui bilaterali che ho avuto con il commissario europeo al turismo e con vari ministri dei singoli stati, con documenti scritti per chiedere che ci siano regole uniformi a livello europeo per il passaggio delle frontiere dei turisti, ma non solo, proprio per evitare che ci siano accordi bilaterali tra i Paesi. Questo è l’impegno dell’Unione europea e quello che noi dobbiamo sostenere”. Lo dice il ministro rispondendo a una domanda sull’argomento. “E’ chiaro – aggiunge – che poi ci sarà il monitoraggio totale del dato epidemiologico nelle singole regioni e nei singoli Paesi ma mi pare che l’Unione vada in questa direzione e cioè di regole comuni e non di una malsana concorrenza tra i singoli Paesi”.
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Airbnb, no esclusione piattaforme da bonus vacanze  – Il tax credit per le vacanze delle famiglie “pare escludere l’utilizzo delle piattaforme digitali per il pagamento e quindi per beneficiare di questa misura. Esprimiamo il nostro dissenso a riguardo”. Così il country manager di Airbnb, Italy and South East Europe, Giacomo Trovato, in audizione in commissione Industria al Senato. “Auspichiamo che l’esclusione delle piattaforme dalla misura possa essere eliminata”, dice con riferimento al dl Rilancio. Inoltre, aggiunge, “la distribuzione di voucher vacanza alle famiglie da utilizzare in tutte le strutture ricettive ed alloggi ad uso turistico, sarebbe una misura più semplice”.

Booking.com, no a discriminazioni bonus vacanza  – Nel dl Rilancio ci sono interventi “significativi e positivi per il turismo, primo tra tutti il bonus vacanza ma siamo dispiaciuti nel notare che vengono discriminate le persone che prenotano e pagano immediatamente sui portali telematici”. Così il country manager per l’Italia di booking.com, Alberto Yates, in audizione in commissione Industria al Senato. Nelle prenotazioni ci sono “leggerissimi, piccoli, segni di ripresa. Nel momento in cui ci sono date certe sull’allentamento del lockdown una ripresa c’è. Anche se – dice – non è ‘sotto data’ ma si guarda all’alta stagione”.

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Crimi, governo completerà legislatura
Ok a dl Rilancio mostra solidità maggioranza
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14 maggio 2020
12:35
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“La capacità di aver portato a termine un decreto come questo dimostra che la maggioranza, il governo, hanno una forte solidità, una forte integrazione ed è in grado di andare avanti. Non occorre nessuna ‘fase 2’ per il governo, se non intesa come immaginare le nuove misure e semplificazioni”. Lo ha detto il capo politico di M5s, Vito Crimi, a Rainews 24.
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Dl Rilancio: M5S, spinta a economia
Nota congiunta dei senatori 5s della commissione Industria
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14 maggio 2020
12:38
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“Il decreto Rilancio varato ieri dal governo è un “mastodonte” economico senza precedenti, che darà una spinta forte all’economia italiana dopo quasi due mesi di lockdown forzato. Soprattutto sul fronte delle imprese, le misure messe a punto sono davvero imponenti”. Così in una nota congiunta i senatori M5s della commissione Industria, Commercio e Turismo Gianni Girotto, Cristiano Anastasi, Elena Botto. Marco Croatti, Emanuele Dessì, Gabriele Lanzi e Sergio Vaccaro.
“A partire dal Superbonus voluto dal sottosegretario Fraccaro, vero fiore all’occhiello del decreto legge – sottolineano i deputati – che metterà in moto sul fronte dell’edilizia e dell’impiantistica la bellezza di 21 miliardi in base alle stime previste dall’Ance”.
“Il Coronavirus è entrato a gamba tesa nel nostro tessuto produttivo e il governo ha prodotto il massimo sforzo per aiutare il più ampio numero di settori possibile. Come M5s siamo orgogliosi del lavoro fatto: proseguiremo il lavoro per i cittadini in Parlamento”, concludono.
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Renzi, riaprire circolazione fra Regioni
Non vogliamo morire di Covid e non vogliamo morire di fame
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14 maggio 2020
12:50
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“Bisogna ripartire. Anche perché Austria, Francia, Germania e Svizzera riapriranno le frontiere tra i loro Stati. Noi ancora non abbiamo riaperto tra singole regioni. Questo elemento sarà devastante non solo per il turismo ma per tutta l’economia: bisogna riaprire la circolazione tra regioni con una gestione intelligente dell’eventuale seconda ondata. Ma la regola è sempre la stessa: non vogliamo morire di Covid, non vogliamo morire di fame”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews.
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Dl Rilancio: Pd, non si ridiscuta tutto
C’è bisogno di un governo che faccia bene e presto
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14 maggio 2020
13:02
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“Ha ragione Franceschini. Si erano trovati degli accordi e non si può sempre ridiscutere tutto ogni volta, bisogna lasciar perdere scaramucce tra partiti o tra fazioni. C’è talmente bisogno che il governo faccia bene e presto che non si deve perdere tempo in polemiche. L’invito di Franceschini è da accogliere”. Così il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio ad Agorà, commentando l’indiscrezione secondo cui il capo delegazione Pd al governo avrebbe detto che è l’ultima volta che si va avanti così all’interno del governo.
“Non mi interessano rimpasti di governo ma risolvere i problemi del Paese”, aggiunge.
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Dl Rilancio: Laforgia, va corretto
No a stop indiscriminato a Irap, serve idea Paese
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14 maggio 2020
13:02
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“Il decreto è un enorme provvedimento tampone che evita che la nave affondi e dà respiro al Paese.
Bisogna correggerne le contraddizioni, come lo stop indiscriminato dell’Irap che non distingue tra imprese e un reddito di emergenza basso e molto selettivo. Adesso però bisogna aprire una fase nuova: senza un’idea di Paese e una strategia di politica industriale, le risorse messe in campo saranno soldi buttati”. Lo dice il senatore di LeU Francesco Laforgia.
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Dl Rilancio: Iv,è cerotto ma serve altro
Ora piano shock. Iv rivendica battaglia su Irap, giù altre tasse
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14 maggio 2020
13:04
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“Sono 55 i miliardi di nuovo debito ma bisogna essere pragmatici, è un robusto e indispensabile cerotto sulle ferite del Paese, causate dalla più grave crisi economica del dopoguerra. Serve poi altro per far ripartire l’economia. A cominciare dal piano shock per rilanciare le infrastrutture e dal taglio sulle tasse”. Così Ettore Rosato, Presidente di Italia Viva durante la trasmissione IV Live. “Su questo rivendichiamo la battaglia, all’inizio fatta contro l’ostilità di tutti, per tagliare l’IRAP. Una scelta giusta che va completata azzerandola per tutto l’anno”.
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Dl Rilancio: Bernini, è solo un tampone
Speriamo di poter correggere in Parlamento errori più evidenti
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14 maggio 2020
12:44
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“Più che di decreto rilancio, sarebbe più corretto parlare di decreto tampone senza rilancio, una interminabile serie di toppe senza una strategia precisa e senza due elementi fondamentali per la ripresa: lo sblocco degli investimenti pubblici insieme agli incentivi fiscali per quelli privati e il taglio della burocrazia, rimandato alla promessa di un nuovo decreto”. Lo afferma la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.
“La politica dei sussidi a pioggia – sottolinea – è un tampone necessario che ha però il respiro cortissimo, due-tre mesi al massimo, perché se non si mette il sistema produttivo nella condizione di ricreare ricchezza ci aspetta un autunno di lacrime e sangue, e quelle versate dalla ministra Bellanova diventeranno solo una improvvida goccia nel mare del pianto nazionale. Speriamo di poter correggere in Parlamento almeno gli errori più evidenti”.
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Migranti: Magi, ok ma troppi ostacoli
Molti “invisibili” saranno costretti a restare irregolari
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14 maggio 2020
13:05
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“Se si fa un provvedimento di regolarizzazione perché lo si ritiene giusto e perché si ritiene abbia effetti positivi in termini sociali, economici, di sicurezza e di salute pubblica allora si deve puntare a toccare il bacino più ampio possibile di irregolari. Il provvedimento di regolarizzazione varato dal governo ieri sera va nella direzione giusta, ma presenta troppi ostacoli all’accesso che costringeranno a restare nell’irregolarità molti degli attuali invisibili”. Lo afferma Riccardo Magi deputato di +Europa Radicali e relatore in I commissione della proposta di legge Ero straniero per la modifica della Bossi Fini.
“Per questo è importante che ci sia un reale esame parlamentare in grado di migliorare il provvedimento aprendolo ad una platea più ampia”, conclude.
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Dl Rilancio: arriva “buono mobilità” fino a 500 euro per bici
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14 maggio 2020
08:53
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“Per incentivare forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale che garantiscano il diritto alla mobilità delle persone nelle aree urbane a fronte delle limitazioni al trasporto pubblico locale operate dagli enti locali per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 si prevede che il ‘Programma sperimentale buono mobilità’ incentivi forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale”. Lo si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei ministri.
“In particolare, ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e comunque non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Tale “buono mobilità” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Al riguardo, si prevede lo stanziamento di ulteriori 50 milioni di euro per l’anno 2020, per un totale di 120 milioni di euro per tale annualità”. “Per gli anni 2021 e seguenti – prosegue la nota – il Programma incentiva il trasporto pubblico locale e regionale e forme di mobilità sostenibile ad esso integrative a fronte della rottamazione di autoveicoli e motocicli altamente inquinanti. Si prevede che il buono venga riconosciuto per la rottamazione della tipologia di autovetture e di motocicli indicati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020; tale buono può essere impiegato anche per l’acquisto di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel. Inoltre, il decreto amplia la normativa vigente che prevede il finanziamento di progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie riservate per il trasporto pubblico locale, ricomprendendo anche le piste ciclabili”.
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Dl Rilancio: 331 milioni alla scuola anche per didattica distanza
Fondi per adattare spazi e aiutare a meno abbienti
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14 maggio 2020
08:55
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Al fine di assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica, il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche è incrementato di 331 milioni di euro nel 2020. Lo si legge nel comunicato stampa del Cdm.
Le risorse sono destinate ai seguenti interventi: acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per la didattica a distanza e per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica, di servizi di lavanderia, di rimozione e smaltimento di rifiuti; acquisto di dispositivi di protezione e di materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, nonché di ogni altro materiale, anche di consumo, in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19; interventi in favore della didattica degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali; interventi utili a potenziare la didattica anche a distanza e a dotare le scuole e gli studenti degli strumenti necessari per la fruizione di modalità didattiche computabili con la situazione emergenziale nonché a favorire l’inclusione scolastica e ad adottare le misure che contrastino la dispersione; acquisto e messa a disposizione, in particolare degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, di dispositivi digitali individuali e della necessaria connettività di rete per la fruizione della didattica a distanza nonché per favorire l’inclusione scolastica e adottare misure che contrastino la dispersione; acquisto e utilizzo di strumenti editoriali e didattici innovativi; adattamento degli spazi interni ed esterni e la loro dotazione allo svolgimento dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, inclusi interventi di piccola manutenzione, di pulizia straordinaria e sanificazione, nonché interventi di realizzazione, adeguamento e manutenzione dei laboratori didattici, delle palestre, di ambienti didattici innovativi, di sistemi di sorveglianza e dell’infrastruttura informatica.
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Dl rilancio: Salvini, italiani preoccupati e arrabbiati
Renzi, ora spendere bene 55 miliardi
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14 maggio 2020
14:22
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“I primi messaggi ricevuti sono di italiani fra il preoccupato e l’arrabbiato. Ieri sera il ministro Bellanova ha pianto per i problemi dei poveri immigrati da regolarizzare, ci si sarebbe aspettati impegno e sofferenza per cittadini italiani in difficoltà”. Cosi’ il leader della Lega, Matteo Salvini su Telelombardia.

“Alcuni imprenditori del settore Turismo ci segnalano che, stando alle bozze, il 90% del bonus vacanze andrebbe anticipato dall’albergatore, a cui poi spetterebbe un rimborso della quota tramite credito d’imposta. Così vale quello che vale”. “Questo – aggiunge Salvini – è il momento di ricostruire, su nuovi principi, le mura del Paese Italia, con un grande abbattimento di burocrazia e tasse nel nome del ‘Pagare meno, pagare tutti'”.
“Il Piano Shock è per noi il punto chiave anche per capire come lavorare insieme a una maggioranza con la quale abbiamo molti elementi di divisione. Italia Viva ha incontrato il Premier Conte e gli ha consegnato il nostro messaggio per il futuro. Nelle prossime ore, capiremo dal Presidente del Consiglio se, sui punti che abbiamo posto, possiamo camminare insieme. Sbloccare i cantieri per evitare la distruzione di altri posti di lavoro è la priorità, per noi”. Così il leader di Iv Renzi nell’enews

“Ieri è stato approvato il Decreto Rilancio. Ci sono 55 miliardi da spendere bene. E bisogna farlo sapendo che stiamo indebitando in modo significativo le nuove generazioni. Non bisogna sprecare nemmeno un centesimo. E neanche un secondo: la burocrazia va messa in quarantena. Noi siamo felici per alcuni interventi, a cominciare dall’Irap, frutto dell’impegno di Italia Viva. Ma il punto adesso è correre, correre, correre”, scrive il leader di Iv.
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“Sono 55 i miliardi di nuovo debito ma bisogna essere pragmatici, è un robusto e indispensabile cerotto sulle ferite del Paese, causate dalla più grave crisi economica del dopoguerra. Serve poi altro per far ripartire l’economia. A cominciare dal piano shock per rilanciare le infrastrutture e dal taglio sulle tasse”. Così Ettore Rosato, Presidente di Italia Viva durante la trasmissione IV Live. “Su questo rivendichiamo la battaglia, all’inizio fatta contro l’ostilità di tutti, per tagliare l’IRAP. Una scelta giusta che va completata azzerandola per tutto l’anno”.
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“I soldi devono arrivare rapidamente ai cittadini che non riescono ad andare avanti: non basta elencare i soldi che si investiranno, i soldi devono arrivare rapidamente altrimenti siamo alle chiacchiere e alle promesse”. Cosi’ il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, a Agora’ su Rai 3.

“Il Parlamento ha autorizzato il Governo a spendere in deficit 80 miliardi per fronteggiare l’emergenza. Conte non dovrebbe raccontarci quante risorse spenderà, ma quando arriveranno a famiglie e imprese”. Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, su Facebook.
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Di Maio, stop a armi e mercenari verso la Libia
Per il ministro degli Esteri sul campo prosegue l’escalation ed è necessario procedere presto alla nomina di un nuovo rappresentante Onu
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14 maggio 2020
14:50
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“E’ necessario che il trasferimento di armi e mercenari verso la Libia cessino” e su questo fronte una corretta gestione dell’operazione Irini può essere di aiuto. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio riferendo in commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato sulla situazione in Libia.
Il ministro ha ribadito “la ferma condanna espressa” per l’attacco vicino alla residenza del nostro ambasciatore a Tripoli condotto dalle milizie di Haftar, “segno di disprezzo dei diritti internazionali e della vita umana, alla quale si sono associati tutti i partner europei”.
Di Maio ha riferito che sul campo “prosegue l’escalation e c’è il rischio di uno scontro sempre più violento, resta valida l’analisi secondo cui nessuna delle due parti sia in grado di prevalere militarmente ma il perseguimento della fragile tregua e del cessate il fuoco appare come un obiettivo ancora difficile da raggiungere”.
“Inutile dire che la crisi sanitaria del Covid-19 – ha aggiunto – ha prodotto un rallentamento generale” del processo politico in Libia “e proprio in queste ore stiamo dando come Italia un rinnovato impulso. È fondamentale adoperarsi per un pieno rilancio degli esercizi di Berlino in termini di dialogo intra-libico, in particolare in ambito militare e politico”.
“L’Italia ha chiesto lo stop di interferenze esterne e si è fatta promotrice” di un intervento dell’Unione europea. In questo senso, secondo Di Maio “un importante risultato è l’operazione Irini, la missione che ha come priorità il controllo dell’embargo Onu delle armi sulla Libia. L’Italia si è assicurata il comando della nuova operazione. Sulla base di questo impegno siamo determinati alla massima imparzialità affinché qualunque violazione dell’embargo venga pubblicamente denunciata”.
“Serve una de-escalation immediata del conflitto” e “un vero cessate il fuoco. Non esiste – lo ripeto – una soluzione militare alla crisi”. “La Libia – ha proseguito – è ad un passaggio cruciale. Il rischio di un’ulteriore inasprimento del conflitto, con il coinvolgimento sempre più massiccio di attori esterni, è evidente. Ed è purtroppo molto concreto. Si tratta di una prospettiva drammatica che stiamo cercando di evitare in ogni modo, con gli strumenti della diplomazia. Strumenti che però non hanno i tempi delle armi”. “La stabilizzazione duratura e sostenibile della Libia – ha aggiunto – rimane una priorità assoluta per il Governo italiano, a tutela del nostro interesse nazionale, del futuro del popolo libico e della stabilità dell’intera regione euro-mediterranea”.
Infine Di Maio ha sottolineato che l’Italia chiede che “si colmi il vuoto politico seguito alle dimissioni di Salamè, al quale va il nostro ringraziamento. E’ necessario procedere quanto prima alla nomina del nuovo rappresentante speciale del segretario dell’Onu”.
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Bonafede, mai scaricato nulla su toghe sorveglianza
Il ministro ha risposto ai rilievi dei componenti della Commissione Giustizia della Camera
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14 maggio 2020
15:12
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“Non ho mai scaricato nulla sulla magistratura di sorveglianza”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, rispondendo ai rilievi dei componenti della Commissione Giustizia della Camera. IL VIDEO:“Non commento le decisioni dei giudici di sorveglianza. In un periodo di emergenza sono state prese delle decisioni, di cui prendo atto. Chiunque dice che posso fare qualcosa su quelle decisioni sta mentendo”, ha detto Bonafede.

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Renzi, basta snobismi, calcio riparta
Finanzia gran parte dello sport italiano
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14 maggio 2020
12:41
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“Per tutti quelli che dicono: “non è una priorità”, ricordo che il calcio finanzia larga parte dello sport italiano. E in molti altri Paesi hanno già ripreso. E se uno ha il Coronavirus? Semplice. Se ha il Coronavirus, lascia il ritiro e va in quarantena. Ma la squadra gioca e il contagiato risulta tra gli infortunati. Bloccare tutta la squadra in caso di positività di un singolo è assurdo. Noi combatteremo perché il calcio riparta. Basta snobismi, dal calcio dipendono molti posti di lavoro, passioni, interessi”. Così Renzi nell’enews.
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Dl Covid: ok Camera, va al Senato
Fase emergenza definita per legge fino al 31 luglio
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14 maggio 2020
12:49
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La Camera ha approvato il decreto Covid. I sì sono stati 241, i “no” 166 e 5 astenuti. Il provvedimento definisce con legge la durata dell’emergenza coronavirus al 31 luglio, il che implica che il prolungamento dovrà avvenire con lo stesso strumento. Il decreto conferma la possibilità del Governo di ricorrere a Dpcm per imporre limitazioni ai cittadini, ma tali limitazioni sono definite in modo stringente. Il testo passa al Senato.

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ALLE 04:34 DI GIOVEDì 14 MAGGIO 2020

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Gentiloni: ‘Subito Recovery fund da mille miliardi’
Recessione disomogenea minaccia esistenziale per l’Europa
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13 maggio 2020
04:55
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Serve un recovery fund “da almeno mille miliardi” con fondi già dai “prossimi mesi”. Lo afferma il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni alla Stampa, che poi sollecita un nuovo strumento per consentire, attraverso l’uso dei fondi Ue, investimenti privati per sostenere le aziende in difficoltà.
Gentiloni spiega chye quella attuale è una recessione dal “carattere disomogeneo”, e sarà tale anche la ripresa. Ed è questa disparità che è “una minaccia esistenziale alle fondamenta dell’Unione”. Sul Mes Gentiloni ammette che una richiesta di gruppo potrebbe essere un buon segnale.
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Dl rilancio: cdm convocato alle 17
Si aspetta via libera a decreto
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13 maggio 2020
14:00
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Il Consiglio dei ministri è convocato in data odierna, alle ore 17.00, a Palazzo Chigi.
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Migranti: Meloni, regolarizzare è follia
Noi per prima proponemmo voucher agricoltura
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13 maggio 2020
14:02
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“FdI e’ il primo partito ad aver posto la questione della raccolta dei campi sin da marzo e proponemmo la reintroduzione dei voucher ma c’e’ stato detto di no. Perche’ si vuole impedire agli italiani di lavorare nei campi?”. Lo afferma il Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a “L’Aria che tira”, de La7, ribadendo la sua contrarietà alla regolarizzazione dei migranti irregolari. “Il governo – aggiunge – sta affrontando la questione in modo ideologico: la regolarizzazione e’ una follia ideologica.
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Crimi, Salvatore incompatibile con M5s
Questione è già stata segnalata al Collegio dei Probiviri
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13 maggio 2020
15:46
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“Il Movimento 5 Stelle prende atto della fondazione di una nuova compagine politica da parte di Alice Salvatore, chiaramente incompatibile con la sua permanenza all’interno del Movimento 5 Stelle. La questione è già stata segnalata al Collegio dei Probiviri che provvederanno in conformità allo Statuto e al Codice Etico del Movimento”. Così in un post sul blog delle Stelle il capo politico del M5s Vito Crimi.
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Salvini, problema è fanatismo islamico
Lei mandata allo sbaraglio,usata dai terroristi per soldi e armi
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13 maggio 2020
15:47
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“Il problema non è Silvia Romano, una ragazza mandata allo sbaraglio, usata dai terroristi per ottenere soldi e armi, esibita velata alle telecamere di tutto il mondo da un governo incapace di gestire l’emergenza, prima sanitaria, oggi economica e sociale. Lasciamo stare Silvia, cui auguro vita lunga e felice, e guardiamo al vero nemico, al vero pericolo per i nostri figli, per l’Italia, per il mondo, per la Libertà: l’Islam fanatico, integralista, violento, assassino”.
Così Matteo Salvini su fb.
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Salvatore, mi ha colpito abiura Grillo
‘il Buonsenso’ avrà 5 probiviri ex 5stelle usciti in polemica
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GENOVA
13 maggio 2020
15:51
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“Non ho apprezzato e compreso il ‘vaffa’ che Beppe Grillo dal palco di ‘Italia a 5 Stelle’ dedicò a settembre a chi del M5S non voleva andare con il Pd, mi ha molto colpito l’abiura di Beppe Grillo, che ha sempre sostenuto che il Pd fosse il partito-derogatico o il partito unico del cemento”. Così la consigliera regionale ligure Alice Salvatore, critica il leader del movimento nel giorno in cui lei ha deciso di lasciarlo per fondare ‘il Buonsenso’ di cui sarà presidente, mentre il vice presidente sarà il consigliere regionale ex M5S Marco De Ferrari. ‘il Buonsenso’ avrà 5 probiviri tutti ex pentastellati usciti in polemica con la linea del movimento.
“Tutti noi non è che la pensavamo come Beppe Grillo, era Beppe Grillo che la pensava come noi, quindi nel momento in cui Beppe Grillo cambia idea non è che dobbiamo cambiare idea tutti quanti”, ha detto Salvatore.
Boccia: ‘Linee guida su fase 2 pronte, oggi a Regioni’
Sileri: ‘Dal 1 giugno penso sia possibile uscire dalla Lombardia’
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13 maggio 2020
19:09
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Le linee guida” sulla Fase 2 “sono complete e saranno trasmesse alle Regioni questa sera. Si tratta di indicazioni che il governo dà per una tutela rigorosa ed esclusiva sul lavoro”. Lo dice il ministro per le Autonomie Francesco Boccia al question time alla Camera. “L’Italia è un malato in condizioni migliori di prima. Ma è pur sempre un malato, che non può permettersi ricadute”. Prima di giugno non ci si sposterà tra le Regioni ha sottolineato Boccia al question time sottolineando che, ogni valutazione è rimandata a fine maggio. In ogni caso, ha aggiunto, “sarà più facile garantire una relazione tra regioni a basso rischio, sarà molto più complicato consentire il passaggio di cittadini da una regione a basso rischio ad una ad alto rischio”.
Sileri: ‘Dal 1 giugno penso sia possibile uscire dalla Lombardia’ – “Penso che dal primo giugno ci sarà possibilità di spostarsi da una regione all’altra. E secondo me sarà possibile uscire anche dalla Lombardia”. Così Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital. “Dal 18 maggio faremo un passo avanti e di questo ne sono sicuro e per fine mese ci sarà maggiore libertà”. Al momento, “ci sono 12 regioni che hanno meno di 12 infetti”, ha sottolineato.
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Riferendosi poi ai dati della Lombardia di ieri, Sileri dichiara che “erano falsati”. “Ovviamente – precisa il viceministro – non posso garantire oggi la libertà del movimento fra diverse regioni perché è un momento di osservazione; è una fase 2 molto iniziale e ci sono 12 regioni che hanno meno di 12 infetti. È come se all’Italia fosse stata data una lettera di dimissioni dopo una brutta malattia, adesso ha un periodo di convalescenza di due settimane”. È un “momento di osservazione e di preparazione. Noi – conclude – dobbiamo essere pronti a non farci prendere alle spalle da eventuali altri contagi”.
Dobbiamo lavorare sulla terapia, credo che quella sul plasma sia molto promettente. Servono più studi, bisogna investire nella ricerca. L’Italia ha un’opportunità unica di mostrare all’estero la bontà della terapia, se i risultati dovessero confermarla, come io penso”. Così ha proseguito Sileri.
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Per il vaccino, ha aggiunto, “serve più tempo, credo diversi mesi. Non sono ottimista in un vaccino entro fine anno”. Quanto all’ipotesi che il virus SarsCov2 sia stato creato in laboratorio, Sileri si dice scettico: “C’è qualche studio che ha analizzato la sequenza del virus, si concluse che era così perfetto che era impensabile che fosse stato fatto in laboratorio”.”Vero che sono del M5s, e che deve essere fatto con intelligenza e moderazione, ma dal punto di vista sanitario è così”. Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri commenta così le parole del viceministro dell’Economia Misiani che ha definito “positivo dal punto di vista sanitario” la regolarizzazione dei migranti.
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Mafia: Sacco torna in cella, primo degli scarcerati
Applicato il decreto che impone la rivalutazione
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13 maggio 2020
16:38
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Torna in cella il boss Antonino Sacco, 65 anni, con varie condanne per mafia e estorsioni. E’ il primo dei circa 400 che erano stati scarcerati per ragione di salute. Si tratta dunque del primo effetto del decreto approvato qualche giorno fa dal governo che impone ai magistrati di rivalutare i provvedimenti emessi.
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Spadafora: ‘Via ad allenamenti, sì Figc alle osservazioni del Cts’
Riapertura strutture sportive entro il 25. Per lo sport un miliardo
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13 maggio 2020
16:53
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Le strutture sportive saranno riaperte al massimo entro il 25 maggio, se possibile anche prima. L’annuncio è del ministro dello sport, Spadafora, il quale fa sapere che tra ordinarie e straordinarie si arriva per il settore a circa un miliardo di euro di risorse complessive, ed è stato erogato il bonus già a oltre 75mila lavoratori. Il calcio, sottolinea, ripartirà solo se saranno state adempiute le misure di sicurezza. All’inizio di giugno, Spadafora ha convocato una maratona web con i giovani.
“Prima di venire qui ho ricevuto la comunicazione del presidente della Federcalcio Gravina e mi ha detto che hanno accolto le osservazioni del Cts riadattando il proprio protocollo e quindi consentendo senza altre difficoltà di poter riprendere entro il 18 maggio gli allenamenti (collettivi, ndr)”. Così il ministro dello sport Vincenzo Spadafora nell’informativa alla Camera. “Ora se il campionato riprenderà come tutti auspichiamo sarà grazie al fatto che ci saremmo arrivati mettendo tutto e tutti in sicurezza e non con la fretta irresponsabile o strumentale di chicchesia. Del resto la forte richiesta di ripresa del campionato era del tutto in netto contrasto con una situazione emergenziale”
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Prefetto Economia Vaticano, allo Stato italiano 17 milioni di tasse
Padre Guerrero: ‘Abbiamo davanti anni difficili. Con il Covid prevediamo un calo delle entrate tra il 25 e il 45%’
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13 maggio 2020
14:15
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“Il Vaticano non rischia il default. Questo non vuol dire però che non dobbiamo affrontare la crisi per quella che è. Abbiamo sicuramente davanti anni difficili. La Chiesa compie la sua missione con l’aiuto delle offerte dei fedeli. E non sappiamo quanto la gente potrà donare. Proprio per questo dobbiamo essere sobri, rigorosi”. Lo afferma padre Juan Antonio Guerrero Alves, Prefetto della Segreteria per l’Economia, in un’intervista a Vatican News, commentando la crisi mondiale legata al coronavirus.
La Santa Sede versa ogni anno all’Italia 17 milioni di euro per le tasse, “il 6 per cento circa del budget” vaticano, rivela il Prefetto della Segreteria per l’Economia. “Quanto ai numeri, quelli della Santa Sede – spiega padre Guerrero – sono molto più piccoli di quanto in tanti immaginano. Sono più piccoli di una media università americana, per esempio”. “Tra il 2016 e il 2020 sia le entrate che le uscite sono state costanti. Le entrate intorno ai 270 milioni. Le spese in media intorno a 320 milioni, a seconda dell’anno. Le entrate derivano da contributi e donazioni, rendimenti degli immobili e in misura minore dalla gestione finanziaria e dalle attività degli Enti”. Ma, secondo il Prefetto, non bisogna parlare di “deficit” perché “dietro questi numeri c’è la missione della Santa Sede e del Santo Padre, c’è la pienezza della vita e del servizio ecclesiale”.
L’emergenza sanitaria sta provocando un calo delle entrate anche per il Vaticano se si considera che un’importante voce di entrata sono i Musei, ora chiusi. “Abbiamo fatto alcune proiezioni, alcune stime. Le più ottimistiche calcolano una diminuzione delle entrate intorno al 25%. Le più pessimistiche intorno al 45%. Noi non siamo in grado di dire oggi se ci sarà una diminuzione delle donazioni all’Obolo, o una diminuzione dei contributi che arrivano dalle Diocesi”, sottolinea padre Juan Antonio Guerrero Alves ricordando che ci sarà anche una contrazione dalle rendite da affitti “perché lo abbiamo deciso noi e per la difficoltà di pagare il canone da parte di alcuni affittuari”. Ma “ci sono tre cose che non sono in discussione, nemmeno in questo tempo di crisi: la retribuzione dei lavoratori, gli aiuti alle persone in difficoltà e il sostegno alle Chiese bisognose. Nessun taglio riguarderà chi è più vulnerabile. Non viviamo per salvare i budget”.
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Azzolina, a esame terza media concesso tempo che serve
Il ministro interviene sulle questioni
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13 maggio 2020
15:14
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“Accogliendo gli appelli pervenuti, ho subito dato la mia disponibilità a concedere tutto il tempo che serve alle istituzioni scolastiche per svolgere tutto il procedimento in assoluta serenità”. Lo dice la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina intervenendo in audizione alla Camera a proposito degli esami di terza media. Secondo la bozza di ordinanza ministeriale il procedimento dell’esame doveva svolgersi entro la fine delle lezioni, dunque l’8 giugno. “Resta ferma la possibilità di non ammettere all’anno successivo studentesse e studenti con un quadro carente fin dal primo periodo scolastico”. Lo precisa la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina in audizione alla Camera. “La valutazione avverrà sulla base di quanto effettivamente svolto, gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline. Ma non sarà ‘6 politico’. Le insufficienze compariranno nel documento di valutazione”, ha detto.
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“Gli esami di Stato per il secondo ciclo avranno inizio il 17 giugno, con lo svolgimento di colloqui, della durata massima di circa un’ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la sicurezza per tutte le persone coinvolte”. Lo ha ribadito la titolare dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante un’audizione in Commissione Cultura della Camera. “Il Comitato tecnico scientifico, su nostra espressa richiesta, ha autorizzato – ha aggiunto – lo svolgimento della predetta prova, ritenendo che possa svolgersi nelle scuole, garantendo le standard condizioni di distanziamento e sicurezza. Come già anticipato, la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio”.
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Azzolina, 1,5 mld per rientro a settembre – Il Governo, nel dl rilancio, ha deciso di stanziare 1 miliardo e 450 milioni per la scuola, così ripartiti: 1 miliardo per il Fondo per gestione rientro a scuola a settembre (400 mln nel 2020, 600 nel 2021); 331 milioni per device, connettività, sicurezza, misure di protezione, assistenza medica, adattamento spazi in vista del rientro; 39 milioni per consentire esame di maturità in presenza, in sicurezza, comprando tutti i dispositivi di protezione necessari e assicurando l’igienizzazione costante degli ambienti; 80 milioni per la fascia 0-6 per coprire le mancate rette (65 milioni) e aumentare il fondo regionale (15 milioni). Previste anche misure di semplificazione in tema di edilizia scolastica, per consentire a enti locali proprietari degli immobili di operare velocemente, eliminando passaggi burocratici. I numeri li ha forniti la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in audizione in Commissione VII alla Camera.
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205mila apparati acquistati per scuola a distanza – “Con le somme messe in campo in questi mesi dal ministero dell’Istruzione per le dotazioni tecnologiche agli alunni, sono circa 205mila i dispositivi acquistati e 115mila gli studenti ai quali è stata fornita la connettività. Inoltre, le scuole hanno potuto offrire sin da subito i dispositivi già di proprietà della scuole”. Lo ha ricordato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in Commissione Cultura alla Camera parlando di scuola a distanza. “Ad oggi risultano dati in comodato d’uso – ha ricordato – 238.761 dispositivi, di cui 99.997 tablet, 128.770 notebook, 4.862 desktop e 5.132 altri dispositivi mobili”
Azzolina, al lavoro per fare concorsi, quasi 80mila assunti- “E’ giunto il momento di riflettere seriamente su come semplificare, sburocratizzare e modernizzare il Paese. E’ tempo altresì di dare stabilità ai docenti precari e di consentire ai giovani che vogliono approcciarsi all’insegnamento di potersi misurare con concorsi che li immettano nei ruoli di docente”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ascoltata in audizione in VII Commissione alla Camera.
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“Nel “dl Rilancio” di prossima approvazione, grazie al lavoro costante e fattivo della Ministra Dadone, saranno previste specifiche modalità per riattivare, per tutta la Pubblica amministrazione, procedure concorsuali, che si svolgeranno presso sedi decentrate, rispettando tutti gli standard di sicurezza possibili, a tutela della salute di tutti i cittadini”. “Il Ministero dell’Istruzione sta lavorando al piano logistico per il concorso straordinario per la scuola secondaria di I e II grado che sarà il primo ad essere espletato. L’ho detto già in altre occasioni, ma voglio ribadirlo oggi: è mio impegno assumere i precari a settembre e ho sempre lavorato in questa direzione. Stiamo prevedendo, in queste ore, 16.000 posti in più per le procedure concorsuali già bandite. Abbiamo dunque avviato le procedure per assumere quasi 80.000 docenti. E’ un grande risultato, che tutto il Governo può rivendicare con orgoglio”, ha concluso.
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Dl Rilancio: via libera dal consiglio dei ministri
Tra le misure il taglio della rata di giugno dell’Irap, il blocco dei licenziamenti per 5 mesi
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13 maggio 2020
23:22
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Via libera del Cdm al decreto Rilancio.
“Vi posso assicurare che ogni ora di lavoro pesava perché sapevamo di dover intervenire quanto prima. Abbiamo impiegato un po’ di tempo ma posso assicurarvi che non abbiamo impiegato un minuto di più di quello strettamente necessario per un testo cosi complesso”. Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo l’approvazione del dl Rilancio. Il premier ha ricordato anche che per ora “i trasferimenti tra le Regioni sono congelati” e che per le riaperture farà un decreto legge e non un dpcm
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IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA:“Il decreto Rilancio arriverà in Parlamento. Con le forze di maggioranza ma spero anche con l’opposizione mi auguro che il decreto possa essere migliorato” ha aggiunto il premier. “C’è un Paese in grande difficoltà – ha continuato il presidente del Consiglio – quella di oggi è la manovra per fronteggiare questa fase che contiene delle premesse perché questa fase di ripartenza possa concretizzare una prospettiva di ripresa economica e sociale”
“Introduciamo misure di rilancio e sostegno alle imprese per una pronta ripartenza – ha precisato Conte – . Aiutiamo le famiglie che hanno figli, abbiamo un reddito di emergenza. Per i lavoratori le risorse sono cospicue, sono pari a 25,6 miliardi di euro. Introduciamo misure di rilancio e sostegno alle imprese per orientare l’economia ad una pronta ripartenza, c’è anche il reddito di emergenza per le fasce che hanno bisogno di una maggiore protezione e tagliamo 4 miliardi di tasse”.
“Ci sono 15-16 miliardi alle imprese – ha proseguito il premier – che verranno erogati in varie forme dalle più piccole fino alla possibilità di capitalizzare le più grandi. Tagliamo in pratica 4 miliardi di tasse per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato” con lo stop alla rata Irap di giugno.
“Per gli autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni separate Inps arriveranno 600 euro subito, perché saranno dati a chi ne ha già beneficiato. Spero possano arrivare nelle prossime ore, quando il decreto andrà in Gazzetta ufficiale, poi ci riserviamo di integrarli con un ristoro fino a 1000 euro”. “Dobbiamo semplificare e fare in modo che arrivino in modo semplice, rapido, veloce” le risorse stanziate. “Abbiamo pagato l’85% di cassa integrazione, quasi 80% di bonus autonomi, misure per 4,6 milioni di lavoratori. Abbiamo lavorato per rendere meno farraginosi i passaggi e confidiamo di recuperare il tempo perduto, avendo snellito la procedura”. Ci sono poi 1,4 miliardi per università e ricerca e l’assunzione di 4000 nuovi ricercatori.
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“Confidiamo di erogare gli ammortizzatori ancora più speditamente di come accaduto fino ad adesso. Non ci sono sfuggiti i ritardi e cerchiamo di rimediare” e poi Conte ha aggiunto che c’è “per la sanità un intervento cospicuo, pari a 3 miliardi e 250 milioni”.
E’ “corposo” secondo quanto riferito da Conte in conferenza stampa il pacchetto turismo nel decreto Rilancio, con un tax credit “fino a 500 euro per tutte le famiglie con Isee inferiore a 40mila euro. La prima rata Imu è abbonata per alberghi e stabilimenti balneari. Ristoranti e bar potranno occupare suolo pubblico non pagando la Tosap anche grazie alla collaborazione con Anci. E c’è un occhio di attenzione per i nostri artisti”. Per l’occupazione di suolo pubblico “Bar e ristoranti non pagheranno la Tosap, grazie alla collaborazione con l’Anci.
“Fare oggi uno sconto fiscale per tutte le imprese”, come accade nel dl rilancio, “significa erogare una forma indiretta di liquidità, significa lasciare nelle casse delle società delle somme di danaro. Non abbiamo definito una riforma del sistema fisco, è un intervento una tantum. Il nostro obiettivo è affrontare in prospettiva una più complessiva riforma del fisco ma non possiamo farlo in questa condizioni. Bisogna affrontare prima l’emergenza”, ha precisato Conte.
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TROVATO L’ACCORDO SUI MIGRANTI – Sulla regolarizzazione degli stagionali “non si è consumata una battaglia cruenta, è un provvedimento complesso, che richiedeva una attenta valutazione. Da parte del M5S è stato richiesto un supplemento di valutazione, anzi vorrei ringraziare il Movimento 5 Stelle perché abbiamo approfondito alcuni aspetti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Conte annunciando l’accordo trovato sulla questione dei migranti per i quali è stata chiesta la regolarizzazione. “Non è un problema di numeri, è di sostanza. I principi esiliano qualsiasi considerazione sui numeri” delle regolarizzazioni. E’ un risultato importante e anche una battaglia di civiltà”. “Non ho fatto uno studio esatto dei numeri ma sono numeri molto più limitati” di 600mila migranti da regolarizzare. “Se ci abbandonassimo alle comparazioni, credo che i governi di centrodestra abbiano regolarizzato 877 mila migranti, quelli di sinistra oltre 500mila. Se sono numeri sbagliati chiedo preventivamente scusa. Ma non è un problema di numeri, è di sostanza”.
A margine della conferenza stampa per le comunicazioni relative al dl Rilancio, il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi ha commentato: “Oggi è un giorno storico per l’Università e la Ricerca. Con il ‘Decreto Rilancio”, il governo investe circa un miliardo e 400 milioni di euro sul futuro dell’Italia”. “Ecco una grande opportunità per i giovani talenti italiani – ha sottolineato Manfredi -. Se i nostri cervelli all’estero vorranno rientrare per aggiungere anche il loro contributo alla rinascita del Paese, a breve avranno tutti le possibilità per farlo, anche perché l’assegnazione dei nuovi 5600 posti da ricercatore rappresenta il più grande piano nella recente storia italiana. È soprattutto con il merito, la competenza e il talento dei nostri giovani che potremo infatti rilanciare l’Italia e vincere la sfida sanitaria, economica e sociale contro il coronavirus.
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Guardiamo al futuro partendo dai giovani e dalle competenze”.
“Per le imprese dei settori ricettivi per affrontare le spese per adeguarsi ai nuovi requisiti stanziamo ben 2 miliardi” ha precisato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa. “Sosteniamo famiglie e imprese in un momento difficile, ma anche gettiamo le basi per la ripartenza e la ripresa” ha aggiunto Gualtieri che si è soffermato sulle misure di sostegno al reddito, allargate “affinché nessuno sia lasciato solo , dipendenti e autonomi, e le famiglie più in difficoltà”. “Mi piace che nel Dl Rilancio ci sia un sostegno al reddito per tutti quelli che non ce l’hanno per colpa del coronavirus – ha sottolineato – ma anche che ci sia il maggior finanziamento della storia all’Università e alla ricerca, per finanziare il nostro domani e non solo il presente”. Le banche saranno più veloci nel concedere i prestiti garantiti dallo Stato. E il ristoro diretto alle imprese, fa sapere Gualtieri, arriverà a giugno insieme al “mancato pagamento” dell’Irap. “E’ perfettamente vero che nei prestiti alle piccole imprese c’è stata troppa lentezza da parte delle banche, non siamo stati affatto contenti. In alcuni casi ci sono volute poche ore, in altri diversi giorni: le norme consentono erogare i 25.000 euro in 48 ore – ha precisato – . Con questo decreto e con la conversione del dl liquidità ci saranno nuovi emendamenti per rafforzare il provvedimento e rendere più celere la concessione liquidità”. Nel Dl Rilancio “c’è il sostegno alla capitalizzazione delle pmi che contribuisce, con risorse pubbliche, sia a sostenere le perdite, sia ad affrontare uno dei nodi strutturali del nostro sistema produttivo, la scarsa capitalizzazione” ha concluso il ministro.
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Il decreto Rilancio stanzia “6 miliardi” per gli indennizzi alle imprese “che fatturano da zero a 5 milioni di euro e che hanno avuto un calo di fatturato del 33%, sostanzialmente la totalità”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli al termine del Cdm. L’indennizzo andrà “da 2mila euro a fino a oltre 40mila euro per le imprese che hanno perso la capacità di fatturare”. Il decreto “ripropone il bonus da 600 euro per una mensilità per la medesima platea del Cura Italia ma lo amplia per una terza mensilità per alcune platee più colpite dalla crisi” con “uno stanziamento ulteriore di quasi 4,5 miliardi” ha precisato Patuanelli.
Con il dl Rilancio sono previste altre 4.200 borse per le scuole di specializzazione in medicina, in collaborazione con il ministero dell’Università. Lo ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Con gli stanziamenti previsti dal dl Rilancio, i posti in terapia intensiva “aumentano del 115%: si passa così stabilmente dai 5.179 posti prima dell’emergenza pandemica ad oltre 11.000 posti”ha aggiunto Speranza.
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Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia ha annunciato al termine del Cdm che la “semplificazione e l’accelerazione delle procedure per la concessione della Cassa integrazione in deroga entrano nel decreto rilancio. Il consiglio dei ministri ha accolto infatti la proposta sulla quale eravamo giunti ad un accordo al termine di un confronto con le Regioni e con la ministra Catalfo. Una soluzione frutto di una positiva collaborazione istituzionale che va incontro alla necessità di modificare delle procedure non adatte all’emergenza che stiamo affrontando e che sarà a vantaggio di molti lavoratori e imprese in questo momento di difficoltà”.
Il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini in chat con le associazioni del settore ha sintetizzato le misure per il settore contenute nel dl Rilancio:bonus vacanze per le famiglie con un reddito non superiore ai 40 mila euro, stop alla prima rata dell’Imu per le imprese alberghiere e stabilimenti balneari e non solo per un valore complessivo di 4 miliardi di euro.
“Ora è tempo di rimettere in moto l’Italia. Sicurezza e rilancio sono le nostre parole d’ordine. Con il decreto di oggi il Governo ha messo in campo 55 miliardi per imprese, lavoratori e famiglie. Il più grande investimento sull’università, sulla salute, incentivi green, aiuti per non lasciare sole le persone e le imprese. Risorse senza precedenti nella storia della Repubblica. Ora due priorità: soldi in tasca e massima semplificazione. Gli italiani vogliono soluzioni”. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
Attaccano le opposiizioni.  “Assistenzialismo, burocrazia, statalismo e pochi soldi a pioggia, senza un’idea di sviluppo del Paese e con imprese, Partite Iva, Comuni e produttori da mungere. Da due mesi gli italiani ascoltano le promesse del governo in diretta sul tg1, con risultati nulli. La pazienza è finita”, afferma il leader della Lega, Matteo Salvini. “Cassa integrazione non pagata, 600 euro negati, soldi in banca per commercianti e imprenditori mai visti, poco o niente per le famiglie, silenzio sulla scuola. Le proposte della Lega? Cassa integrazione automatica senza intervento dei sindacati, non debiti ma aiuti a fondo perduto per le imprese, anche grazie alla rottamazione di 8 milioni di cartelle esattoriali, taglio della burocrazia e del Codice degli Appalti, con pace fiscale e pace edilizia, poteri speciali ai Sindaci per appalti e opere pubbliche. Niente. La nostra volontà di collaborare per risolvere i problemi rimane, ma anche per questo decreto di centinaia di pagine – osserva Salvini – non siamo stati ascoltati o coinvolti”.
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“Il Parlamento ha autorizzato il Governo a spendere in deficit 80 miliardi per fronteggiare l’emergenza. Conte non dovrebbe raccontarci quante risorse spenderà, ma quando arriveranno a famiglie e imprese”, dice la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni
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Silvia Romano ‘neo-terrorista’ poi deputato leghista si scusa
Pagano ha appellaro così la cooperante. Carfagna, inaccettabile
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13 maggio 2020
23:23
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“Il mio intervento, sopraffatto dalla bagarre suscitata dalle mie espressioni delle quali se ho offeso qualche sensibilità mi scuso, era volto a sollevare interrogativi nei confronti di una azione di governo che sembrerebbe, da quanto affermato dal portavoce dell’organizzazione terroristica al Shabaab, aver agevolato, attraverso i soldi versati dallo Stato italiano, l’acquisto di armi per la jihad e nuovi attentati”. Lo afferma il deputato della Lega Alessandro Pagano, che stamani aveva definito Silvia Romano “neo-terrorista”. Alla Camera si è scatenata una bagarre dopo che il deputato leghista ha definito Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya e rientrata in Italia due giorni fa, “la neo-terrorista”. Pagano è stato ripreso dalla vicepresidente della Camera Mara Carfagna, che ha definito “inaccettabile” la definizione ma questo non ha impedito vivaci proteste di molti deputati. Pagano, illustrando un ordine del giorno al decreto Covid, ha criticato il governo perché al funerale di un poliziotto morto per il coronavirus non era presente con nessun proprio rappresentante, mentre, ha aggiunto, “quando è tornata una neo-terrorista, perché questo è El Shabaab, sono andati ad accoglierla”.
“Nei confronti di Silvia Romano – afferma Pagano – vorrei esprimere il massimo della solidarietà perché dopo 18 mesi ha potuto riabbracciare i propri cari e riassaporare la libertà”. “Lungi da me esprimere qualcosa di personale nei confronti della giovane – prosegue – anche perché è chiaro che la stessa potrebbe essere ancora scossa dalla terribile esperienza che ha provato. Ben altra riflessione invece intendevo fare verso tutte quelle Autorità che l’hanno accolta senza le dovute cautele, consentendo ad un gruppo terrorista di farsi pubblicità sulla pelle di questa giovane che ha così duramente sofferto. Non il sottoscritto ma organi di informazione di diversa estrazione come Repubblica, L’espresso, Tgcom 24, Liberoquotidiano, come ho tentato di dire anche in aula, interrotto dai deputati della maggioranza, hanno messo in luce impietosamente il doppio risultato ottenuto, con il concorso colposo del governo, dall’organizzazione terroristica al Shabaab attraverso il riscatto e la pubblicizzata conversione, sulla cui libertà molti hanno posto seri dubbi”. “In ogni caso – aggiunge il deputato della Lega – sulle scelte personali, nessuno ha titolo e diritto di intervenire ma sui comportamenti istituzionali tanti interrogativi vanno sollevati e tante risposte devono essere date. Da siciliano ho vissuto una stagione in cui la mafia godeva anche di consenso sociale e la mia generazione ha combattuto per evitare tali storture culturali, condannando ogni adesione o segnale benevolo nei confronti della stessa, ben sapendo che opinioni o atteggiamenti capaci di produrre consenso ne aumentavano il potere. L’obiettivo della mia critica politica era quindi indirizzata proprio verso il Governo e non già verso la povera ragazza”, per il pagamento del riscatto che “ha agevolato l’acquisto di armi per la jihad e nuovi attacchi” da parte di al Shabaab. “Le critiche che mi arrivano dai mondo della maggioranza hanno enfatizzato una espressione privandola del contesto in cui era inserita – insiste Pagano – soffocando gli interrogativi che in una repubblica democratica, un parlamentare ha il diritto e il dovere di sollevare. In questo modo è chiaro che si è deviata l’attenzione sul vero dibattito e sulle evidenti incongruenze, inadeguatezze e clamorosi errori che si sono consumati su questa vicenda” conclude.
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Immediate le voci di protesta si sono levate dall’emiciclo. La vicepresidente Carfagna ha a sua volta subito ripreso Pagano. Dopo che il deputato della Lega ha concluso l’intervento ha preso la parola Emanuele Fiano (Pd), che ha definito “inaccettabili” le parole di Pagano perché ha utilizzato l’Aula per “diffamare e calunniare una persona in termini di codice penale, una persona che è stata 18 mesi prigioniera dei terroristi”. Carfagna ha a sua volta ribadito di aver già ripreso Pagano e che le sue parole sono “inaccettabili”. “Evidentemente – ha concluso – l’onorevole Pagano se ne assume la responsabilità”. Protesta anche il deputato Pd Filippo Sensi che poi su twitter racconta le parole di Pagano e commenta: “Il vomito”.
Salvini, problema non è lei ma islam fanatico – “Il problema non è Silvia Romano, una ragazza mandata allo sbaraglio, usata dai terroristi per ottenere soldi e armi, esibita velata alle telecamere di tutto il mondo da un governo incapace di gestire l’emergenza, prima sanitaria, oggi economica e sociale. Lasciamo stare Silvia, cui auguro vita lunga e felice, e guardiamo al vero nemico, al vero pericolo per i nostri figli, per l’Italia, per il mondo, per la Libertà: l’Islam fanatico, integralista, violento, assassino”. Così Matteo Salvini su fb.
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Osservatore Romano, contro Silvia uno sguardo disumano – Tutti i “giudizi” che in questi giorni si sono accaniti contro Silvia Romano dopo la sua liberazione “partono da un dato in comune, da un comune sguardo, disumano. Perché disumano è lo sguardo dell’uomo quando non vuole vedere. Quando zittisce, sopprime la compassione che sempre dovrebbe abitare dentro i suoi occhi. La compassione. La capacità di sentire sulla propria pelle il dolore degli altri. E questa storia è piena di dolore, basta saper guardare”. Lo scrive l’Osservatore Romano in un articolo sulla liberazione della cooperante italiana.
“Non ho sentito e non mi interessa. Guardi, non amo la politica, non la seguo”. Così Francesca Fumagalli, la mamma di Silvia Romano, ha risposto a chi le ha domandato se querelerà il deputato della Lega, Alessandro Pagano, che ha definito una “neo-terrorista” la figlia, tornata lunedì a casa dopo essere stata sequestrata per un anno e mezzo fra Kenya e Somalia.  “Se non ci foste voi starebbe molto meglio”. Francesca Fumagalli, la mamma di Silvia Romano, ha risposto così ai giornalisti che le domandavano come fossero i primi giorni della figlia a casa dopo un sequestro durato un anno e mezzo. La donna, durante una breve uscita dal palazzo per fare acquisti in farmacia e in panetteria, non ha voluto commentare nemmeno le dichiarazioni del deputato della Lega, Alessandro Pagano, che ha definito Silvia Romano una “neo-terrorista”
“Provo forte imbarazzo per le parole pronunciate oggi alla Camera da un Deputato della Repubblica italiana. Quelle parole segnano una triste pagina della storia italiana. In questi giorni abbiamo letto e ascoltato cose raccapriccianti contro Silvia Romano. Ma oggi si è superato ogni limite. Descrivere una ragazza di 25 anni reduce da 18 mesi di prigionia, con tutto quello che ha potuto passare, come una neo-terrorista non è accettabile da nessuno, tanto meno da un rappresentante delle istituzioni”. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Facebook
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Fico, inaccettabili le parole contro Silvia Romano – “Le parole d’odio rivolte a Silvia Romano nell’Aula della Camera sono violente e inaccettabili. Montecitorio è il luogo del dibattito e del confronto, anche acceso, non la sede per formulare insulti a una giovane che viene da diciotto mesi di inferno”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico.
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Casellati, Camera stigmatizzi Pagano
E’prerogativa del presidente Fico
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13 maggio 2020
11:43
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Italia Viva e Pd chiedono nell’Aula del Senato alla presidente Elisabetta Alberti Casellati di stigmatizzare le parole del deputato della Lega Alessandro Pagano che nell’Aula di Montecitorio ha definito stamani “neoterrorista” Silvia Romano. “La stigmatizzazione di questo intervento esula dalle mie competenze: è prerogativa del presidente Fico trattandosi di un fatto avvenuto alla Camera”, risponde Casellati.
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Migranti:Crimi, per noi conta lavoratore
Per noi sempre stato al centro lavoratore
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13 maggio 2020
11:46
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“Si chiude una vicenda che tanti hanno cercato di sfruttare per il proprio tornaconto elettorale.
Qualcuno ci ha accusati di non volere il bene del nostro Paese, altri di non voler supportare le nostre aziende agricole, altri ancora di non avere umanità (addirittura!). Ma per noi è sempre stato l’elemento più umano, il lavoratore, ad essere al centro della questione. Il lavoratore, che da anni si vede calpestare diritti e dignità, sia esso italiano o straniero”. Lo scrive il capo politico M5S Vito Crimi in un post su Fb.
”Siamo arrivati in Parlamento per tutelarli, quei diritti, non per continuare a calpestarli. Siamo qui per combattere chi usa il lavoro come strumento di ricatto. Siamo qui per risolvere i problemi del Paese e per cambiare in meglio la comunità in cui viviamo. Non è facile, ma stiamo dando il massimo per riuscirci”, conclude.
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Dl Covid: tensioni in Aula alla Camera
Vicepresidente Carfagna calma animi ma clima rimane teso
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13 maggio 2020
12:00
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Tensioni in Aula alla Camera durante la discussione degli ordini del giorno al decreto Covid, con il Dem Emanuele Fiano che si e’ avvicinato ai banchi di Fdi per discutere con Paolo Trancassini, suscitando le proteste di Fdi che ha accusato l’esponente del Pd di “minacciarli”.
L’Aula era impegnata nella discussione di un ordine del giorno di Rotelli (Fdi), che il governo aveva accettato a patto di una riformulazione. I deputati di Fdi stavano intervenendo chiedendo all’esecutivo di accogliere la formulazione originale, quando Fiano si e’ avvicinato ai banchi del governo.
Trancassini ha protestato perche’ Fiano distraeva il sottosegretario. Il Dem si e’ diretto dal collega di Fdi, per dire che stava perorando la causa dell’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, ma lo scambio di battute si e’ animato e i due si sono messi a discutere animatamente. La vicepresidente Carfagna dopo aver richiamato ufficialmente Fiano e Trancassini e’ riuscita a calmare gli animi, anche se il clima rimane teso.
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Silvia Romano:Fico, odio inaccettabile
Montecitorio luogo di confronto non è la sede per gli insulti
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13 maggio 2020
12:11
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“Le parole d’odio rivolte a Silvia Romano nell’Aula della Camera sono violente e inaccettabili.
Montecitorio è il luogo del dibattito e del confronto, anche acceso, non la sede per formulare insulti a una giovane che viene da diciotto mesi di inferno”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico. VAI ALLA CRONACA

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Fase 2: i parrucchieri potranno aprire domenica e lunedì
Linee guida Inail,2 metri tra postazioni,aree attesa all’esterno
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13 maggio 2020
17:33
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Possibilità di aprire anche domenica e lunedì, postazioni separate di almeno due metri, aree d’attesa per i clienti all’esterno del negozio. Sono alcune delle linee guida per parrucchieri ed estetisti indicate nel documento tecnico dell’Inail e dell’Iss approvato nella seduta di ieri dal Comitato tecnico scientifico in vista della riapertura delle attività prevista per il 18 maggio. Regole di carattere generale, sottolinea l’Inail, che interessano un settore considerato a rischio “medio-alto” che coinvolge circa 140mila imprese e 260mila addetti.
“Al fine di garantire l’accessibilità ai servizi dopo un lungo periodo di chiusura e in considerazione delle misure da adottare, che verosimilmente ridurranno il numero di trattamenti in contemporanea – si legge nel documento – è opportuno prevedere la possibilità di permettere deroghe ai giorni di chiusura e consentire l’estensione degli orari di apertura dei locali”.
Per razionalizzare gli spazi interni e consentire il distanziamento sociale, sottolineano inoltre gli esperti, bisognerà “favorire la realizzazione di aree di attesa” per i clienti “anche all’esterno dei locali, consentendo ove possibile l’occupazione del suolo pubblico in deroga”. L’Inail indica poi tutta una serie di “misure organizzative generali”: si va dalla prenotazione obbligatoria (fase in cui vanno “predeterminati i tipi di trattamento richiesti”) alle barriere di separazione tra le varie aree, dalla previsione di una distanza minima di almeno due metri tra le postazioni all’eliminazione di “riviste e ogni altro oggetto che possa essere di utilizzo promiscuo nel locale”. Dovrà inoltre essere presa la temperatura ai clienti, consegnata loro una “borsa/sacchetto individuale monouso per raccogliere gli effetti personale”, privilegiare i pagamenti con bancomat e sistemi contactless. Sia per i clienti che per i dipendenti è ovviamente previsto l’obbligo di mascherina (per i lavoratori anche di guanti in nitrile e schermi facciali) e vanno utilizzati grembiuli e asciugamani monouso, così come bisogna sanificare le postazioni e gli strumenti dopo ogni trattamento e predisporre dei dispenser con soluzioni igienizzanti.
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Gli esperti entrano anche nei rapporti sociali tra cliente e titolare o dipendente del negozio. E’ necessario, scrivono infatti, “privilegiare la conversazione con il cliente tramite lo specchio e svolgere le procedure rimanendo alle spalle del cliente in tutti i casi possibili”.
Un capitolo del documento tecnico è dedicato agli estetisti, settore dove già sono in uso “misure di prevenzione del rischio da agenti biologici”. Ma questo non basta: per i trattamenti del viso che richiedono l’uso di vapore, spiegano gli esperti, si dovranno prevedere operazioni alternative e in ogni caso potranno esser fatti solo in locali separati. Dovranno inoltre rimanere chiuse saune, bagno turco e vasche idromassaggio e vanno pulite e disinfettate tutte le superfici della cabina estetica ad ogni cambio di cliente. Per i lavoratori è previsto l’uso delle mascherine Ffp2 e ffp3 e non di quelle chirurgiche, oltre alle maschere protettive o visiere.
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Dl Rilancio: nella bozza i fondi per gli affitti scendono a 140 milioni
Previste bollette più light per pmi fino a luglio e 80 mln per fondi turismo in 2020
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13 maggio 2020
19:36
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Scende da 180 a 140 milioni l’ulteriore stanziamento previsto per il Fondo nazionale per il sostegno agli affitti. E’ quanto emerge dall’ultima bozza del decreto Rilancio atteso questo pomeriggio in Consiglio dei ministri.
Bollette più light per pmi fino a luglio – Bollette più leggere per le utenze non domestiche dal primo maggio a luglio 2020. Lo prevede l’ultima bozza del dl Rilancio. Lo stanziamento invece non cambia rispetto alle versioni precedenti: si tratta sempre di 600 milioni. L’obiettivo della norma è quello di “alleviare il peso delle quote fisse delle bollette elettriche – si legge nella relazione in particolare in capo alle piccole attività produttive e commerciali, gravemente colpite su tutto il territorio nazionale dall’emergenza epidemiologica da COVID-19. Mediante la norma, che riguarda un periodo di tre mesi a partire da maggio 2020 ed ha carattere transitorio e urgente, si permette la tempestiva applicazione della misura semplificandone l’iter procedimentale e provvedendo a dare copertura mediante il ricorso ricorso al bilancio dello Stato”.
Pronti 70 mln per la scuola, anche per Maturità – Oltre 330 milioni in più al fondo per il funzionamento delle scuole per garantire “la ripresa dell’attività in condizioni di sicurezza”: è lo stanziamento previsto dal dl Rilancio secondo un’ultima bozza. Le risorse serviranno per diversi obiettivi: dalla formazione all’acquisto di mascherine e disinfettanti fino all’acquisto di pc o tablet per gli studenti meno ricchi. In arrivo anche circa 40 milioni nel 2020 per garantire lo svolgimento degli esami di Stato “assicurando la pulizia degli ambienti scolastici” nonché la “possibilità di utilizzare, ove necessario, dispositivi di protezione individuale da parte degli studenti e del personale scolastico durante le attività in presenza”.
80 mln per fondi turismo in 2020  – Due fondi per il turismo: uno da 50 milioni per sostenere il settore e uno da 30 milioni per favorire la ripresa dei flussi turistici in Italia. E’ quanto prevede la bozza del Dl Rilancio. Le somme sono per impegni del 2020. Entrambi i fondi saranno gestiti dal Ministero per i beni e le attività culturali. L’obiettivo del fondo da 50 milioni è investire in realtà che operino per l’acquisto, la ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive. La somma può essere incrementata “nella misura di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021”.
Bonus vacanze con Isee sotto 40 mila euro  – Un credito di imposta da 500 euro per i nuclei familiari con Isee non superiore a 40 mila euro per pagare le vacanze in Italia dal primo luglio al 31 dicembre 2020. Lo prevede la nuova bozza del Dl Rilancio. Nelle versioni precedenti la soglia Isee era a 50 mila euro. Il credito di imposta varrà per vacanze in strutture turistico ricettive, in agriturismo e bed &breakfast. Il credito sarà di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una persona.
Misure urgenti alloggi salubri migranti  – “Per consentire una più rapida definizione delle procedure” di emersione del nero e regolarizzazione di migranti, “il ministero dell’interno è autorizzato” a siglare per un massimo di un anno fino a 900 contratti a termine per personale “da ripartire nelle sedi di servizio interessate nelle procedure di regolarizzazione”. Lo prevede la norma sull’emersione del nero e la regolarizzazione di migranti inserita nel decreto Rilancio.
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E’ previsto inoltre che per “contrastare efficacemente i fenomeni di concentrazione dei cittadini stranieri in condizioni inadeguate a garantire il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie necessarie al fine di prevenire la diffusione del contagio da Covid-19, le Amministrazioni dello Stato competenti e le Regioni, anche mediante l’implementazione delle misure previste dal Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato 2020-2022, adottano soluzioni e misure urgenti idonee a garantire la salubrità e la sicurezza delle condizioni alloggiative, nonché ulteriori interventi di contrasto del lavoro irregolare e del fenomeno del caporalato”.
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Nasce ‘patrimonio’ Cdp per grandi imprese – Cdp è autorizzata a costituire un “Patrimonio Destinato” composto da “beni e rapporti giuridici” del Ministero dell’Economia, compresi titoli di Stato. Lo scopo è mettere in campo interventi e operazioni di sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano, in particolare di imprese con fatturato annuo superiore ai 50 milioni. E’ quanto prevede la bozza del Dl Rilancio. Per il finanziamento delle attività del Patrimonio Destinato è consentita l’emissione di bond, su cui “è concessa la garanzia di ultima istanza dello Stato”. Gli interventi saranno “a condizioni di mercato”, quindi alle condizioni previste dalle norme dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato e riguarderanno società per azioni che abbiano sede legale in Italia, che non operino nei settori bancario, finanziario o assicurativo e che presentino un fatturato annuo superiore 50 milioni di euro. In via preferenziale, viene spiegato, il Patrimonio Destinato interviene attraverso “la sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, la partecipazione ad aumenti di capitale, l’acquisto di azioni quotate sul mercato secondario in caso di operazioni strategiche”.
Paletti per smart working con figli under 14 – Arrivano dei paletti per chi ha figli under 14 e vuole chiedere lo smart working a causa dell’emergenza Coronavirus. L’ultima bozza del dl Rilancio prevede che i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14 possano utilizzare il “lavoro agile” a patto che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.
Stop rata Imu anche per terme e campeggi  – Stop al pagamento della prima rata Imu del 2020 non solo per gli stabilimenti balneari ma a anche per quelli termali e per agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate. Lo prevede una bozza del Dl Rilancio.
Congedo per figli under 12 fino a 31/7  – Il nuovo congedo per i genitori lavoratori dipendenti con figli fino a 12 anni sale da 15 a 30 a giorni e sarà valido fino al 31 luglio. E’ quanto si legge in una nuova bozza del dl Rilancio. La misura prevede un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione. Confermato il bonus baby sitting che raddoppia e sale a 1200 euro e che in alternativa può essere utilizzato per i centri estivi. Quest’ultimo però “è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido”. Il bonus baby sitting sale poi a 2000 euro per il settore sanitario pubblico e privato accreditato, per il comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.
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Regioni, intesa con il governo per la semplificazione della Cig
Bonaccini: ‘Iter rapido per far arrivare soldi a bisognosi’
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13 maggio 2020
20:32
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“Accordo raggiunto fra Governo e Regioni sulla Cassa integrazione in deroga”: lo annuncia il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
“L’obiettivo che ha accomunato Stato e Regioni è quello – spiega – di individuare procedure e strumenti che possano far arrivare nel più breve tempo possibile i soldi nelle tasche di chi ne ha diritto”.
“In questo frangente abbiamo utilizzato buonsenso e responsabilità perché l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questa fase è un pericoloso scaricabarile”, aggiunge Bonaccini. Dopo la riunione di ieri fra alcuni rappresentanti della Conferenza e i ministri Francesco Boccia e Nunzia Catalfo si è convenuto dunque sull’opportunità di condividere un accordo con il Governo per inserire nel “dl rilancio” una norma che elimini passaggi superflui. Anche perché, viene sottolineato, “le procedure normali per la concessione della cassa integrazione in deroga sono complesse e pensate per crisi di mercato settoriali, non certo per un blocco totale delle attività produttive ed economiche causato da una pandemia”. “Vista la situazione emergenziale determinata dal Covid-19 – si legge nel testo dell’accordo – e viste, in particolare, le ricadute occupazionali dell’emergenza in corso si è ravvisata la necessità e l’urgenza di garantire ai lavoratori che si trovano difficoltà misure e risposte in tempi rapidi”.
Governo e Regioni convengono quindi sull’opportunità di “modifiche che evitino passaggi ridondanti, incaricando al contempo un unico soggetto responsabile ad espletare pochi e veloci passaggi”. Per questo, “concordano nell’individuare nell’Inps il soggetto autorizzatore ed erogatore di tutti gli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid, cassa in deroga compresa, ferme restando le specificità delle Province autonome di Trento e Bolzano”.
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La ministra Bellanova si commuove in diretta
Durante la conferenza stampa del governo per presentare il dl rilancio da 55 miliardi
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13 maggio 2020
23:22
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La ministra Bellanova si commuove in diretta durante la conferenza stampa del governo per presentare il dl rilancio da 55 miliardi. “Voglio sottolineare un punto per me fondamentale, l’emersione dei rapporti di lavoro. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili”. Lo dice la ministra per le Politiche Agricole Teresa Bellanova in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Da oggi possiamo dire che lo Stato è più forte del caporalato”, aggiunge.

“Il settore agroalimentare ha una dotazione specifica: abbiamo destinato 1 miliardo e 150 milioni di euro per sostenere la filiera agricola. Gli interventi saranno finalizzati ai settori che hanno più sofferto, il florovivaismo, gli agriturismi, la filiera del vino”, ha aggiunto la ministra.
Attacca il leader della Lega, Matteo Salvini:  “Le lacrime del ministro Bellanova (Fornero 2) per i poveri immigrati, con tanti saluti ai milioni di italiani disoccupati, non commuovono nessuno”.
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Bellanova si commuove, quando le lacrime fanno capolino in politica
E quelle volte che si commossero la Fornero e la Clinton
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13 maggio 2020
23:39
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Quando le lacrime fanno capolino in politica. La ministra per le Politiche Agricole,Teresa Bellanova, durante la conferenza stampa per il varo del tanto atteso decreto Rilancio, si è commossa illustrando la norma da lei fortemente voluta sulla regolarizzazione dei migranti. “Se penso alla mia storia, alla mia vita – ha detto -, questo è per me un risultato straordinario. Sono state giornate lunghe, faticose ed emotivamente impegnative. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili. Lo Stato è più forte del caporalato”.
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Ma, le lacrime, non riuscì a trattenerle, nell’ormai lontano dicembre del 2011, neanche Elsa Fornero, ministro del Welfare, mentre in diretta tv, insieme alla squadra del governo Monti, illustrava nel dettaglio agli italiani quali e quanti sacrifici li attendevano con la manovra appena varata per far uscire il Paese dalla crisi. Fu proprio la parola sacrificio a rimanerle bloccata in gola, impedendole di proseguire la frase che stava pronunciando. Una reazione emotiva dovuta alla portata e al peso delle comunicazioni per milioni di cittadini. Le lacrime arrivarono  a sorpresa in una conferenza stampa affollatissima, con giornalisti italiani e stranieri.
La Fornero era giunta quasi alla fine della sua esposizione. ”Ultima cosa, forse la più dolorosa – comincia a dire nella sua conclusione -. I vincoli finanziari oggi sono severissimi: nessuna riforma nell’anno della sua introduzione dà risparmi. E’ un meccanismo lungo tra le generazioni. E allora abbiamo dovuto, e ci è costato anche psicologicamente, chiedere un sacr…”. Il ministro non termina la frase che si riferiva al blocco della perequazione delle pensioni al caro-vita. In soccorso interviene lo stesso premier Monti che, togliendola dall’imbarazzo, prende la parola per proseguire l’illustrazione delle misure previdenziali previste dalla manovra. ”Credo che stesse per dire: sacrifici”, dice l’allora presidente del Consiglio.
Poi ci sono le lacrime di una leader iperefficiente e dal sangue freddo come Hillary Clinton quando, durante le primarie del 2008, sfidante di Barack Obama, perse l’aplomb del robot e cedette al pianto. Era un momento difficile della sua campagna elettorale, ma a farla crollare fu una domanda piuttosto banale di un’ elettrice indecisa che le chiese: ”Come fa ad essere sempre in ordine? Chi e’ il suo parrucchiere?”. E lei con gli occhi lucidi rispose: ”Alcuni credono che le elezioni siano un gioco, di sondaggi su chi sta sopra e chi sta sotto, ma c’e’ il nostro paese in gioco, il futuro dei nostri figli e lo facciamo perché abbiamo a cuore la patria”. Sovvertendo tutti i pronostici della vigilia, la Clinton vinse le primarie del New Hampshire. Si parlò, allora, di ‘effetto lacrime’.
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13 maggio 2020
20:34
VIA LIBERA DEL CMD AL DECRETO RILANCIO, di cui è stato detto davvero tutto in dettaglio, in questo articolo.