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ROBOTICA 2018 2 DONNE ITALIANE TRA LE 25 PIù GENIALI

DELLE 01:18

DI GIOVEDì 11 OTTOBRE 2018

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ROBOTICA 2018 2 DONNE ITALIANE TRA LE 25 PIù GENIALI

Due italiane tra le 25 donne geniali della robotica 2018
Nella classifica internazionale per la seconda volta dal 2015

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ROBOTICA 2018 2 DONNE ITALIANE TRA LE 25 PIù GENIALI

Due ricercatrici italiane sono fra le donne geniali della robotica nella classifica internazionale stilata per il 2018 da RoboHub, la più grande comunità scientifica degli esperti di robotica di tutto il mondo. Sono Rita Cucchiara, esperta di computer vision dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e Laura Margheri, arrivata all’Imperial College di Londra dall’Italia, dove si è specializzata in robotica soffice nell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Entrambe si occupano di campi nuovissimi e che sanno di futuro, così come le altre donne della classifica, fra progettiste di robot umanoidi e rover marziani, intelligenza artificiale e apprendimento automatico. Ci sono anche una maker che ha costruito un robot che pulisce le spiagge e una scrittrice di fantascienza. Con ben 13 posizioni gli Stati Uniti dominano la classifica, nella quale per la prima volta entra un’africana, l’esperta di informatica Brenda Mboya, della Ashesi University in Ghana.

Rita Cucchiara è un’esperta di intelligenza artificiale e insegna Computer Vision nel dipartimento di Ingegneria ‘Enzo Ferrari’ dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dal 1998 ha guidato il laboratorio specializzato nel riconoscimento delle immagini AImageLab. Coordina inoltre il laboratorio dello stesso dipartimento universitario dedicato allo studio dell’interazione uomo-macchina. Dal 2016 al 2018 è stata presidente dell’Associazione italiana di computer vision, pattern recognition e machine learning (Cvpl) e attualmente dirige il laboratorio del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (Cini) per l’intelligenza artificiale e i sistemi intelligenti.

Laura Margheri lavora nell’Aerial Robotics Laboratory dell’Imperial College di Londra, dove studiia i robot soffici, e dal 2014 presiede il Comitato delle donne ingegneri della Società di Robotica e Automazione. A Londra è arrivata dopo il dottorato in Italia, con il gruppo dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa guidato da Cecilia Laschi. Quest’ultima era entrata nella classifica delle donne della robotica 2015 insieme alla collega Barbara Mazzolai, dell’Istituto Italiano di tecnologia (Iit).

“Mi fa piacere che ci siano ancora delle italiane della classifica di Robohub perchè l’Italia è forte nella robotica”, ha detto

Cecilia Laschi. “Mi fa piacere per Laura, che era nel mio gruppo, e per Rita Cucchiara, che ho conosciuto recentemente e con la quale – ha detto ancora – siamo in contatto perché la robotica e l’intelligenza artificiale si stanno avvicinando sempre di più”.   

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TECNOLOGIA NUOVA RETINA ARTIFICIALE PER NON VEDENTI

DELLE 01:05

DI GIOVEDì 11 OTTOBRE 2018

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TECNOLOGIA NUOVA RETINA ARTIFICIALE PER NON VEDENTI

Nuova retina artificiale per non vedenti
Affetti da grave e sempre più diffusa malattia degenerativa

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TECNOLOGIA NUOVA RETINA ARTIFICIALE PER NON VEDENTI

Una nuova ‘retina artificiale’ costituita da un chip piccolissimo (appena 2 millimetri) e totalmente ‘wireless’ potrebbe un giorno aiutare i pazienti con maculopatia, malattia retinica sempre più diffusa e ancora poco curabile che porta spesso a ipovisione e cecità. Il microchip è stato impiantato per ora su 5 pazienti ormai legalmente non vedenti (in fase molto avanzata di malattia) con risultati promettenti. Sono i risultati di cui ha parlato

Andrea Cusumano del Policlinico di Tor Vergata, Presidente della Fondazione MACULA & GENOMA Onlus che organizza per metà ottobre il Simposio MACULA TODAY 2018. E’ la prima volta che si sperimenta questa tecnica su questo tipo di malati.
Altri microchip sono stati utilizzati in passato sui pazienti con retinite pigmentosa. La degenerazione maculare legata all’età è una delle patologie più gravi che colpiscono l’occhio.   

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TECNOLOGIA PELLE ARTIFICIALE MONITORA LA SALUTE

DELLE 12:25

DI LUNEDì 08 OTTOBRE 2018

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TECNOLOGIA PELLE ARTIFICIALE MONITORA LA SALUTE

Pelle artificiale monitora la salute
Materiale ultrasottile che si integra con materiali soffici

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TECNOLOGIA PELLE ARTIFICIALE MONITORA LA SALUTE

SYDNEY

– Una nuova forma di tecnologia indossabile che può diventare parte del corpo formando una pelle metallica artificiale, che può essere utilizzata per monitorare la salute dei pazienti. La tecnologia, che comporta l’uso di sensori biomedici, è stata sviluppata da ricercatori del laboratorio di NanoBiotics dell’Università Monash di Melbourne.
Formata da una patina d’oro estremamente sottile, dieci volte più sottile di un follicolo di capello umano, la pelle elettronica può essere usata per monitorare i movimenti del corpo, il battito cardiaco e la pressione del sangue.
Caratteristica cruciale è la sua capacità unica di integrarsi con materiali soffici e con superfici curvilinee, spiega Wenlong Cheng del Dipartimento di Ingegneria Chimica e il responsabile del progetto, nel sito dell’università. Il materiale ultrasottile piezoresistivo può resistere a uno sforzo del 600%, risultante in un sensore biomedico indossabile altamente elastico per un monitoraggio in tempo reale delle condizioni di salute. Il progetto ha avuto la collaborazione di specialisti di nanotecnologia, ingegneri elettrici, designer industriali e specialisti di ricerca cardiologica.
Cheng osserva che la produzione della tecnologia è di basso costo ed è ecosostenibile. “Questa forma di nanofabbricazione sostenibile – conclude – sarà un componente chiave in futura tecnologia elettronica indossabile con ampie applicazioni che andranno dalla pelle elettronica, alle interazioni intelligenti uomo-macchina, robotica soft e recupero di energia”.   

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CON CHIP IN CERVELLO UOMO DEL FUTURO BIONICO

DELLE 15:37

DI VENERDì 05 OTTOBRE 2018

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CON CHIP IN CERVELLO UOMO DEL FUTURO BIONICO
Maker Faire, rassegna Brain+.Dibattito sul film ‘Manchurian Candidate’

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CON CHIP IN CERVELLO UOMO DEL FUTURO BIONICO

 

Con un chip nel cervello l’uomo del futuro sarà bionico Avere una memoria migliore, muovere un braccio robotico con il pensiero, vedere anche se si è ciechi. Sono alcune delle cose che in futuro potrebbero essere rese possibili da microchip impiantati nel cervello. A guardare allo scenario avveniristico in cui l’uomo si trasforma in cyborg, cioè in un essere umano potenziato grazie alla tecnologia, è un dibattito organizzato dalla Maker Faire a Roma nell’ambito della rassegna cinematografica Brain+, che fino al 4 ottobre approfondirà il rapporto tra uomo, robotica e AI.CON CHIP IN CERVELLO UOMO DEL FUTURO BIONICO

 

Spunto del confronto è il film “The Manchurian Candidate” di Jonathan Demme, in cui i protagonisti scoprono di avere un microchip impiantato nel corpo. A parlarne Fabio Babiloni, professore di Fisiologia e neuroscienze e di Bioingegneria elettronica alla Sapienza di Roma, e Fiorella Operto, fondatrice della Scuola di Robotica di Genova, insieme alla moderatrice Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia.

La tecnologia in uso più avanzata è l’impianto cocleare, una sorta di orecchio artificiale elettronico che, grazie a un microchip, consente alle persone sorde di sentire, ha spiegato Babiloni. Ma la ricerca sta procedendo in modo spedito, ed è riuscita a dimostrare, ad esempio, la possibilità di potenziare la memoria attraverso un chip collegato al cervello.

Tra gli ambiti allo studio c’è anche la possibilità di restituire la vista ai ciechi. L’intelligenza artificiale è infatti usata nel decoding cerebrale, anche se ancora con risultati non perfetti, per ricostruire ciò che una persona ha visto.

Operto ha evidenziato il forte sviluppo dei sistemi di “Brain-computer interface”, cioè le interfacce neurali tra cervello e computer, particolarmente utili per le persone disabili. La ricerca ha documentato ad esempio la possibilità, per una persona tetraplegica, di muovere un braccio robotico grazie a un chip collegato al cervello che, in pratica, traduce il pensiero in movimento. “Ogni anno nel mondo 15 milioni di persone sono colpite da ictus, che porta all’impossibilità a muovere una parte del corpo”, ha detto Oporto. Grazie alle interfacce neurali potrebbero riacquisire il movimento.   

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SCIENZA: MAYA SVELATE REALTà PERDUTE

DELLE 01:15

DI VENERDì 28 SETTEMBRE 2018

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SCIENZA: MAYA SVELATE REALTà PERDUTE

Maya, tecnologia e studiosi svelano realtà perdute
In Guatemala insediamenti nascosti, da ‘Science’ luce verde

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SCIENZA: MAYA SVELATE REALTà PERDUTE

Tutto quello che crediamo di sapere sull’affascinante civiltà precolombiana Maya, è assai misterioso. La scoperta di un bacino archeologico nascosto nella giungla del Guatemala ci aiuterà a conoscere molto di più, e talvolta, la realtà, è il caso di dirlo supera l’immaginazione. Per secoli, gli archeologi basandosi su ricerche svolte con metodi classici e limitate dalle difficoltà di spostamento dovute alla fitta vegetazione locale avevano ritenuto che le città Maya fossero isolate e autosufficienti. Oggi la situazione appare totalmente diversa, grazie al lavoro di un team di studiosi che si è avvalso della tecnologia digitale in Guatemala su un’area di oltre 2mila metri quadrati di foresta. Lo studio è finanziato dalla Fondazione Pacuman (Pacunam LiDAR).
Tra le scoperte più sorprendenti, quella di aree agricole di concezione e scala industriale, capaci di fornire cibo a una popolazione molto estesa. Sono stati trovati i resti di circa 62.000 strutture antiche nella regione di rilevamento, case, palazzi, piramidi, strade rialzate e fortificazioni, nascoste nelle misteriose profondità della giungla guatemalteca, permettendo così una stima al rialzo della popolazione. Lo si è potuto fare con l’ausilio di questa nuova tecnologia laser, ma soprattutto al tenace e appassionato lavoro di gruppo di studiosi americani, europei e guatemaltechi che hanno esplorato un’area di 2100 chilometri quadrati. Lidar Survey “Compels” Rivalutazione degli aspetti della società Maya antica. La prestigiosa rivista Science pubblica e avvalora la ricerca con nuovi dati elaborati dal team di scienziati (tra cui il Il Ministero della Cultura e dello Sport che ha collaborato con Fundación Pacunam (Patrimonio Cultural y Natural Maya).
Un’indagine di mappatura laser aeronautica di oltre 2mila metri quadrati del Guatemala settentrionale che “costringe” una rivalutazione della demografia, dell’agricoltura e dell’economia politica Maya. I dati hanno identificato oltre 61.000 strutture antiche nascoste tra le fitte foreste tropicali della regione, sono stati ulteriormente analizzati da gruppi multinazionali e interdisciplinari, le cui interpretazioni della densità urbana e rurale e delle reti di trasporto, tra le altre sfaccettature, suggeriscono che il futuro il lavoro sul campo dovrebbe comportare una rivalutazione degli insediamenti e dell’uso del territorio della pianura classica Maya. Lidar è una tecnologia che utilizza impulsi di luce laser per mappare la copertura del suolo e la topografia in 3-D, ha permesso agli archeologi di studiare la società Maya antica su scala regionale. A causa delle aree fortemente boscate in gran parte delle Maya Lowlands centrali, la scoperta di nuovi siti è difficile – la mappatura completa e la caratterizzazione di un singolo insediamento può richiedere molti anni. In quanto tali, i dati riguardanti l’urbanistica Maya antica, la popolazione, l’uso del suolo e la complessità socio-politica sono stati limitati.
Marcello Canuto, archeologo della Tulane University di New Orleans, l’italiano Francisco Estarda Belli (Tulane University), Thomas Garrison (Ithaca College) e colleghi hanno presentato i risultati – pubblicati da Science – di quella che chiamano la più grande indagine lidar fino ad oggi della regione della pianura Maya. Sono state mappate 12 aree separate a Petén, in Guatemala, per caratterizzare l’insediamento Maya, dalle città all’entroterra, attraverso varie regioni delle Maya Lowlands. Utilizzando i dati, gli autori stimano al rialzo di 11 milioni di persone vissute in tutte l’area durante il periodo tardo classico, numeri in accordo con stime precedenti. Ma popolazioni di tale portata avrebbero richiesto un certo grado di intensificazione agricola. Il loro lavoro dimostra ora che una grande quantità di zone umide in tutta la regione sono state pesantemente modificate per uso agricolo. Inoltre, le reti di autostrade collegavano le città, anche a molta distanza tra loro, alcune delle quali erano fortemente fortificate. Questo notevole investimento in infrastrutture integrative (strade rialzate) e conflittuali (sistemi difensivi) mette in evidenza l’interconnessione tra città e entroterra, nonché come la civiltà conoscesse vere e proprie guerre.   

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SCIENZA/MEDICINA, SALUTE E BENESSERE: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Arriva il detector per zanzare, scopre se portano virus Sviluppato da Università Texas, analizza l’acido nucleico

DELLE 05:35

DI DOMENICA 02 SETTEMBRE 2018

Una zanzara è solo fastidiosa o porta davvero malattie? A risolvere questo dilemma ci penserà presto uno “zanzare-detector”, uno strumento diagnostico che riesce a capire se l’insetto fa parte della specie che porta malattie pericolose come il virus Zika, Dengue, Chikungunya o la febbre gialla.
Il nuovo strumento è stato sviluppato dai ricercatori dell’Università del Texas ad Austin. L’apparecchio usa una fotocamera per smartphone, una piccola scatola stampata in 3D e un test chimico che mostra se ci si trova davanti a una zanzara appartenente alla specie Aedes aegypti, che trasporta una serie di virus che affliggono ogni anno circa 100 milioni di persone in tutto il mondo. Lo strumento, tra l’altro, riesce a capire se l’insetto è stato colpito dalla Wolbachia, un batterio biopesticida che impedisce alle zanzare di diffondere malattie. In diversi Paesi del mondo si stanno infettando le zanzare proprio di Wolbachia per cercare di frenare la trasmissione dei virus. Ma come fa lo “zanzare-detector” a scoprire tutte queste caratteristiche? Analizza l’acido nucleico delle zanzare (il Dna e l’Rna) e i suoi risultati hanno una precisione superiore al 97%.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Plos Neglected Tropical Diseases.   

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PIEMONTE/SCIENZA/TECNOLOGIA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Sulla Sindone sangue vero di torturato Studio italiano ha individuato prodotti emoglobina invecchiata

DELLE 20:48

DI LUNEDì 6 AGOSTO 2018

TORINO, 6 AGO – Una nuova ricerca italiana indica che il sangue presente sulla Sindone di Torino è vero e di una persona torturata. Inoltre il sangue è rosso e non marrone, come dovrebbe essere un sangue antico, perché il telo sarebbe stato esposto alla luce ultravioletta, come quella del Sole, che ne ha alterato il colore. La ricerca, pubblicata su Applied Optics, si deve al gruppo coordinato da Paolo Di Lazzaro, dell’Enea e vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia.
Individuati prodotti di emoglobina invecchiata.
Grazie all’analisi della Sindone, fatta durante l’Ostensione 2015 con una tecnica ottica che serve a individuare la composizione dei materiali, nel sangue del telo è stata trovata la metaemoglobina, prodotto della degradazione dell’emoglobina fortemente ossidata e invecchiata, a conferma che si tratta di sangue antico e ricco di bilirubina, presente nelle persone percosse duramente, che interagendo col sole avrebbe alterato il colore delle macchie di sangue.

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ECLISSI TOTALE LUNA ROSSO SANGUE: IL 27 LUGLIO 2018, è LA PIù LUNGA DEL SECOLO

DELLE 08:54

DI DOMENICA 01 LUGLIO 2018

L’eclissi lunare del 27 luglio è senza dubbio l’evento astronomico dell’estate del 2018. Contribuirà allo spettacolo, osservabile in Europa, Asia e Africa, la presenza del pianeta rosso: Marte.
L’eclissi avrà una durata totale, dall’inizio alla fine di circa quattro ore, un’ora e 43 minuti sarà totale. La Luna, che si presenterà in posizione Est nella volta celeste, inizierà il suo passaggio nella zona d’ombra terrestre alle 20.24 ora italiana (18.24 UTC). La totalità inizierà alle 21.30, il punto massimo dell’eclissi sarà raggiunto alle 22.22. Il termine della totalità è previsto per le 23.13, infine la Luna uscirà dalla zona d’ombra terrestre alle ore 00.19 del 28 luglio.

La Luna oscurata non smette di essere visibile. Grazie ai raggi solari rifrattidall’atmosfera terreste assume un colore rosso cinereo. Si parla in questo caso di «blood moon», luna di sangue. Splenderà nella stessa regione del cielo, ad appena sei gradi di distanza dalla Luna in eclissi, un’altra «sfera di fuoco», Marte, più brillante e rosso che mai.Una eclissi di Luna si verifica quando il Sole e la Luna si trovano in posizioni opposte rispetto alla Terra (Luna piena) e contemporaneamente la Luna si trova in prossimità del piano dell’orbita terrestre (eclittica). Si verifica così un allineamento Sole, Terra e Luna in cui il nostro satellite incontra l’ombra generata dal nostro pianeta.Data la posizione di maggiore distanza della Luna dalla Terra (apogeo) durante la prossima eclissi, la Luna sembrerà muoversi più lenta del solito ai nostri occhi. Il 27 luglio 2018 anche Marte si troverà in opposizione rispetto al Sole, ben visibile nel cielo notturno estivo, ed in un punto di minima distanza dalla Terra, circa «solo» 58 milioni di km. La «grande opposizione», che accade circa ogni 16 anni, è particolarmente rilevante per l’osservazione del pianeta. Con un buon telescopio sarà possibile ammirare il polo sud ghiacciato e lo spostamento, mentre il pianeta ruota, delle zone scure che in passato si credeva essere mari di acqua liquida. Si tratta, in realtà, di zone sabbiose opache.Uno spettacolo da non perdere e per l’occasione la notte del 27 saranno aperte sia la Specola del colle Cidneo di Brescia sia quella dell’osservatorio Serafino Zani a Lumezzane. Per chi volesse saperne di più segnaliamo che alla Specola del colle Cidneo la serata del 6 luglio, si svolgerà una conferenza dedicata proprio all’eclissi.

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TECNOLOGIA/SCIENZA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:00 DI GIOVEDì 28 GIUGNO 2018

ALLE 00:49 DI VENERDì 29 GIUGNO 2018

Un naso elettronico per le armi chimiche
Uno dei sensori diventa fluorescente se fiuta gas pericolosi

ROMA28 giugno 2018 10:00

Uno smartphone equipaggiato con un sensore chimico e mattoncini Lego: sono i singolari componenti del naso elettronico progettato per rilevare e identificare armi chimiche, come il gas nervino. Descritto sulla rivista ACS Central Science, è stato costruito dal gruppo dell’università del Texas ad Austin guidato dal chimico Eric Anslyn.”Le armi chimiche sono pericolose minacce per l’umanità”, ha detto Anslyn. “La chiave per salvare vite umane – ha aggiunto – è rilevarle e neutralizzarle”. Il dispositivo rileva le armi chimiche grazie al sensore e allo smartphone, mentre i mattoncini Lego sono stati utilizzati per costruire la struttura su cui posizionare i due dispositivi. Cruciale è il sensore realizzato da uno dei ricercatori del gruppo, Xiaolong Sun, che quando rileva il gas nervino diventa fluorescente. Il sensore è in grado di individuare anche il tipo di gas nervino e le percentuali presenti, perché l’intensità della fluorescenza dipende dal tipo e dalla quantità del gas rilevato. Poiché diverse categorie di agenti nervini, spiegano i ricercatori, richiedono diverse procedure di decontaminazione e trattamenti diversi per le vittime, queste variazioni di fluorescenza sono fondamentali.Tuttavia “è difficile vedere le differenze della fluorescenza a occhio nudo”, ha detto Sun, ma la fotocamera di uno smartphone è sufficientemente sensibile per rilevarle. Quindi i ricercatori hanno pensato di utilizzare la fotocamera di un comune smartphone per fotografare il sensore e, grazie a un software, sviluppato dal dottorando Alexander Bulgakov, identificano la natura e la concentrazione della sostanza chimica presente.
Apple e Samsung, patto dopo una guerra di 7 anniIntesa mette fine a battaglia iniziata nel 2011

ROMA28 giugno 201811:16

Apple e Samsung alla fine patteggiano. Dopo sette anni di scontro in tribunale, con Cupertino che ha accusato la rivale di aver copiato l’iPhone, si chiude una delle battaglie legali sui brevetti più lunghe della storia dell’industria tecnologica. Il patteggiamento, di cui non sono stati resi noti i termini, riguarda la guerra che si è aperta nel 2011, quando Apple aveva fatto causa a Samsung per aver copiato il design dell’iPhone nella creazione della sua linea di smartphone.Un primo verdetto della giuria nel 2012 aveva riconosciuto ad Apple 1,05 miliardi di dollari ma il successivo processo, dopo appelli e ricorsi, aveva drasticamente ridotto la cifra. Dopo che Samsung aveva poi accettato di pagare alcuni danni, il caso è finito alla Corte Suprema che lo ha rispedito al giudice distrettuale Lucy Koh con l’ordine di rivedere la cifra da pagare, a quel punto scesa a 399 milioni di dollari. Il mese scorso è arrivata la nuova decisione della giuria presieduta dal giudice Koh: a Samsung veniva ordinato di pagare quasi 540 milioni di dollari di danni ad Apple.Cupertino non commenta il patteggiamento rimandando al comunicato diffuso dopo la decisione della giuria in maggio: ”Questo caso va al di là dei soldi. Apple ha avviato la rivoluzione degli smartphone con l’iPhone ed è un fatto che Samsung abbia palesemente copiato”. La guerra fra Apple e Samsung va avanti da anni per la conquista del mercato mondiale degli smartphone, un mercato miliardario di cui i due colossi si contendono il controllo. Non è chiaro perchè le due società abbiano deciso di patteggiare. Di sicuro non è un problema di soldi per Apple. Forse – secondo gli osservatori – non interessa più molto a nessuna delle due arrivare alla fine della battaglia, che sarebbe ancora lunga anche se ormai solo simbolica.
Cresce rivale Uber, Lyft vale 15,1 mld dollariNuovo round di raccolta fondi da 600 milioni dollari

ROMA28 giugno 201811:57

Lyft, la rivale di Uber, ha portato a termine un nuovo round di raccolta fondi da 600 milioni di dollari a una valutazione di 15,1 miliardi di dollari, il doppio rispetto ad aprile 2017. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che la raccolta fondi e’ stata effettuata soprattutto fra gli investitori esistenti.I nuovi fondi dovrebbero aiutare Lyft nella sua battaglia con Uber, che ha raccolto in gennaio 1,25 miliardi di dollari e prepara il suo sbarco in borsa, con un’initial public offering possibile nella seconda meta’ del 2019.
Gran Bretagna, chatbot batte i medici nelle diagnosiGrazie a intelligenza artificiale analizza risposte pazienti

ROMA28 giugno 201816:21

Un’app basata sull’intelligenza artificiale è risultata più brava dei medici di base ‘in carne e ossa’ nel fare diagnosi basate sulle risposte dei pazienti. Ad affermarlo è Babylon, la start up britannica che l’ha sviluppata, che ha già però registrato, riporta il sito della Bbc, lo scetticismo dei ‘general practitioner’ britannici.L’algoritmo, che ha la forma di un chatbot, un software che simula una conversazione, una volta fatta una serie di domande al paziente formula una o più diagnosi con una percentuale di probabilità. Per testarlo la Babylon lo ha sottoposto all’esame che il Royal College of General Practitioners, l’equivalente del nostro ordine dei medici, richiede per l’iscrizione, e il risultato è stato un punteggio dell’81%, superiore alla media del 72% dei medici ‘umani’. In un altro test è stato chiesto alla AI e a 7 diversi medici esperti di fare una diagnosi per ognuno di 100 set di sintomi, e l’accuratezza di Babylon è risultata dell’80%, mentre i medici hanno totalizzato dal 64% al 94%. Il risultato è stato presentato ad un congresso, e ha subito provocato la risposta dell’ordine. “Una app può riuscire a superare un test di conoscenze cliniche, ma non riuscirà mai a fare quello che fa un medico – ha affermato il Royal College of General Practitioners in un comunicato -. La risposta a uno scenario clinico non è sempre netta”.All’obiezione ha risposto il Ceo di Babylon, Ali Parsa: “siamo pienamente coscienti del fatto che un’intelligenza artificiale non può esaminare un paziente da sola – afferma -. Ecco perchè per noi è una ‘spalla’ del medico, non potrà mai sostituirlo ma solo aiutarlo”.
Nuovo Samsung Galaxy, lancio il 9 agostoEvento a New York, si seguirà anche in streaming

28 giugno 201816:17

E’ ufficiale: Samsung lancerà un nuovo dispositivo Galaxy il prossimo 9 agosto nel corso di un evento “unpacked” che si terrà a New York e sarà trasmesso anche in live streaming. Dovrebbe trattarsi del nuovo Galaxy Note.La società coreana ha pubblicato anche un video-teaser in cui viene mostrata la nuova S Pen che potrebbe essere capace di ulteriori funzionalità grazie ad una batteria integrata.

Riproducendo questo video, accetti l’utilizzo dei cookie da parte di TwitterQuesto utilizzo potrebbe comprendere statistiche, personalizzazioni e annunci.Per saperne di piùOkSamsung Biz Mobile (nome visualizzato: SamsungBiz)Samsung Biz Mobile (nome visualizzato: SamsungBiz)Visualizza su TwitterChange is coming August 9th 2018. Can you keep up? #Unpacked17:01 – 27 giu 20185Visualizza altri Tweet di Samsung Biz MobileInformazioni e privacy per gli annunci di TwitterOltre al processore, dovrebbero migliorare anche la dotazione di memoria ed il comparto fotografico con doppio sensore ed apertura focale variabile. Contestualmente a queste indiscrezioni, iniziano a circolare anche quelle per il Galaxy S10, diretto rivale dell’iPhone, che solitamente viene lanciato nel corso del Mobile Wolrd Congress di Barcellona. Potrebbe avere 3 fotocamere posteriori al pari del P20 Pro di Huawei e il riconoscimento facciale come l’iPhone X.

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SCIENZA, MEDICINA SALUTE E BENESSERE: TUTTI GLI AGGIORNAMENTIComposto peperoncino allevia prurito Pubblicata ricerca dell’Università del Piemonte Orientale – Alessandria, rimossa cisti ovarica 40kgL’intervento su una paziente di 20 anni è perfettamente riuscito

DELLE 12:19 E 15:15

DI GIOVEDì 28 GIUGNO 2018

NOVARA, 28 GIU – Dal peperoncino un composto per alleviare il dolore: è il risultato di una ricerca effettuata dalla professoressa Tracey Pirali, docente di Chimica farmaceutica all’Università del Piemonte Orientale, pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry e successivamente sulla prestigiosa rivista “C&EN”, la testata ufficiale della Società Chimica Americana. La ricerca, cui ha collaborato l’università Miguel Hernández di Alicante (Spagna) riguarda un composto derivato dalla capsaicina in grado di alleviare il prurito e l’infiammazione della pelle senza effetti collaterali, distruggendosi dopo aver agito. I ricercatori hanno creato in laboratorio una capsaicina modificata, che gli enzimi cutanei riescono a “disattivare” entro poche ore, e che non mostra gli effetti collaterali tipici della capsaicina e di altri farmaci con meccanismo d’azione simile, inclusi pericolosi rialzi febbrili. La ricerca è al momento coperta da brevetto grazie all’interesse di un’azienda spagnola che sta ora conducendo lo studio preclinico.

– ALESSANDRIA, 18 GIU – Una cisti ovarica di oltre 40 chili è stata rimossa all’ospedale di Alessandria. L’intervento, considerato raro dai sanitari, su una 20enne: la massa occupava tutto l’addome, creandole disturbi respiratori e cardiocircolatori.
Ricoverata al Pronto Soccorso, la donna è stata tenuta in osservazione, sottoposta agli esami di inquadramento e mantenuta sotto controllo da parte dei medici che hanno attivato immediatamente la struttura di Ginecologia. Stabilizzate le sue condizioni si è proceduto alla laparotomia.
“Grazie all’attenzione tempestiva di tutte le strutture aziendali coinvolte è stato possibile fare le cose bene e nei tempi giusti – spiega Nicola Strobelt, direttore Ginecologia – L’intervento è stato eseguito senza complicazioni ed è durato circa 2 ore. Abbiamo prima eliminato circa 30 litri di liquido contenuto nella cisti e, poi, la massa che comprimeva gli organi interni i quali, fortunatamente, non hanno subito lesioni”.