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X Factor, Tiziano Ferro ospite della semifinale
Ultimo scoglio per poter accedere alla finale 2019

05 dicembre 2019 09:28

Ultimo scoglio per poter accedere alla finale di X Factor 2019. Solo 4 dei 5 concorrenti ancora in gara potranno coronare il sogno di calcare il palco del talent di Sky prodotto da Fremantle al Mediolanum Forum di Assago. L’appuntamento con la semifinale è per le 21.15, su Sky e NOW TV.La situazione vede avvantaggiato Samuel che ha in gara due componenti della sua squadra: Booda e Sierra sono infatti i Gruppi che si giocano l’ingresso alla finale. Gli altri giudici hanno tutti un concorrente a testa: Mara per i suoi Over schiera Eugenio Campagna, Malika per gli Under Uomini ha Davide Rossi, Sfera Ebbasta per le Under Donne si gioca tutto con la giovane Sofia Tornambene.Ad Alessandro Cattelan il compito di guidare giudici e concorrenti nella sfida che si svolgerà in due manche classiche, al termine delle quali il meno votato di ciascun turno andrà allo scontro finale.Nella prima manche i concorrenti si esibiranno sulle note dei brani scelti dai rispettivi giudici: Mara ha assegnato ad Eugenio Campagna Una buona idea di Niccolò Fabi, Malika ha scelto Toxic di Britney Spears per Davide Rossi, Sfera ha affidato a Sofia Tornambene Human Nature di Michael Jackson, Samuel ha selezionato Born Slippy, Nuxx di Underworld per la Sierra e Dibby Dibby Sound di Dj Fresh vs Jay Fay per i Booda.Nella seconda manche spazio per il classico momento “My Song”, durante il quale i concorrenti presenteranno il loro brano del cuore. Così Eugenio ha scelto Nessuno vuol essere Robin di Cesare Cremonini, Davide interpreterà Uptown Funk di Bruno Mars, la canzone del cuore di Sofia è Love of my Life dei Queen, mentre la preferenza della Sierra è per Ni Ben Ni Mal di Bad Bunny, quella dei Booda è per Level Up di Ciara.Ospite di questa settimana è Tiziano Ferro. L’artista si esibirà nell’opening con i concorrenti interpretando un medley di tre delle sue hit e presenterà poi, in anteprima assoluta live, il suo ultimo successo In mezzo a questo inverno.Per la prima volta sul palco di X Factor il pianista siriano Aeham Ahmad, che trasmetterà, grazie alla musica, il suo messaggio di coraggio, orgoglio e speranza. Aeham al piano, suonerà un suo brano “I forgot my name” (con testo in arabo) e poi insieme a tutti i concorrenti di X Factor 2019 intepreterà “Mad World” dei Tears for Fears.Settimo appuntamento anche per Extra Factor, il late night show guidato da Pilar Fogliati e dal suo compagno di viaggio Achille Lauro. Quest’ultimo racconterà, nella sua rubrica settimanale Al Confidential, le impressioni dei ragazzi sul percorso che stanno facendo, le loro emozioni e i loro timori della settimana appena trascorsa.

Franco Arminio, l’amore come politicaPoeta e paesologo, dai versi all’impegno civile

05 dicembre 201920:13

FRANCO ARMINIO, ‘L’INFINITO SENZA FARCI CASO. POESIE D’AMORE’ (BOMPIANI, PP. 122, EURO 14,00) Che ci fa un poeta che incanta la rete parlando d’amore nelle piazze affollate dei piccoli paesi a predicare il ripopolamento? E’ la contraddizione della ”nicchia di culto” in cui vive Franco Arminio, poeta appunto ma anche ”paesologo”, come ama definirsi lui, impegnato in una moltitudine di sfumature della definizione stessa di ‘impegno’, che va dalla politica alla sessualità. ”Perché se è il momento delle sardine io direi che la poesia è un tonno”, chiosa. ”Personalmente credo molto nella rete ma non basta metterci solo i propri testi, bisogna starci con il proprio corpo e la propria vita. Paradossalmente la rete, che è il mondo digitale, esalta di più quello rurale. Ed io, che non ho mai lasciato il paese dove sono nato (Bisaccia, in provincia di Avellino, il 19 febbraio del 1960 ndr), mi trovo molto a mio agio. Non è contraddittorio”.    Ora torna ai versi con una bellissima raccolta, ”L’infinito senza farci caso. Poesie d’amore’, appena uscita per Bompiani, che parla appunto di sentimenti. ”La poesia è il farmaco della vita, abbiamo consumato ogni tipo di consolazione e fuga dalla realtà, la politica, lo yoga, il corso di tango. Ma i miei lettori sono tanti, da quelli colti a quelli improvvisati ed io voglio parlare a tutti. Quest’ultimo libro parla d’amore, e in questo c’è un versante politico importante, perché riprendere a fare l’amore è anche una questione politica. Parliamo delle relazioni delle persone. Gli apparati, le forme che diamo ai nostri sentimenti spesso non corrispondono alle nostre esigenze, per questo parlo di intimità provvisoria. La nostra testa è un luogo sopravvalutato. Il mio è amore anche per i luoghi, è anticapitalista , è l’opposto della globalizzazione. Produciamo una buona politica amandoci meglio”.
Una ricerca che nella poesia di Arminio sembra non avere fine: ”Prima di morire troverò/ quello che cerco./ E se non accade/ cercherò anche dopo,/ getterò i miei atomi allo sbaraglio/ nell’universo/ ti cercherò/ dentro un albero/, una tegola/ una scarpa”, scrive. Una passione che è declinata anche come civile. ”Le mie due passioni, quella della poesia e quella civile, si intersecano nella mia vita quotidiana, nelle battaglie che vanno da quelle contro le discariche allo spopolamento dei piccoli paesi dell’Appennino. La passione civile per me è una risposta all’angoscia, alla tristezza, alla sfiducia, al catalogo dei fallimenti che incontro nei miei infiniti viaggi nei piccoli luoghi d’Italia. E’ qui che la politica dovrebbe venire, fisicamente, a dimostrare la sua capacità di esistere”.
Lui intanto domani va dal ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, ”per affrontare il tema dello spopolamento, perché il ritorno ai paesi farebbe bene alle infinite caste che ci sono in Italia. Bisogna costruire occasioni di lavoro, fare un grande progetto per l’Appennino”.

Taobuk, il decennale del festival dedicato all’entusiasmoDal 18 al 22 giugno a Taormina

05 dicembre 201911:29

– Sarà dedicata al sacro fuoco dell’entusiasmo la decima edizione di ‘Taobuk che si svolgerà a Taormina dal 18 al 22 giugno 2020. Il festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara, che rappresenta la passione per i libri in un orizzonte sempre più vasto e aperto, coniugando le belle lettere con le altre arti, si prepara al traguardo del decennale invitando a riflettere sulle infinite interpretazioni che l’entusiasmo ha avuto nel corso dei secoli.
“Ho bisogno d’amore, amore, amore, fuoco, entusiasmo, vita” scrive Giacomo Leopardi nelle Lettere da Roma. “Le parole del poeta, associate alla nozione stessa di ‘pessimismo cosmico’, ci ricordano che l’entusiasmo è una categoria dello spirito. Di quello universale, ma ancora di più di quell’idea – potente e in crisi – che va sotto il nome di Occidente. Entusiasmo che è in perenne contraddizione dialettica con il suo opposto, con la desolata contemplazione dei propri limiti: una contraddizione sufficiente a definire l’uomo, perennemente sospeso tra la consapevolezza dell’Infinito e le proprie fragilità” sottolineano gli organizzatori.
Come sottolinea Antonella Ferrara, “Il manifesto di Taobuk 2020 vuole essere un’occasione per costruire idee, prospettive, volontà, come antidoto alla crisi e alla depressione dell’Occidente, come volano delle sfide che il mondo contemporaneo ci pone: l’avvento dei nuovi colossi dell’economia, della scienza, della cultura, a partire dai mercati mediorientali e soprattutto dalla Cina, mai così concorrenziale. Nell’anno che celebra la decima edizione del Festival – figlio di una visione che ha trovato nell’entusiasmo il proprio centro di gravità grazie ai molti che ne hanno condiviso la progettualità – Taobuk conduce un ragionamento intorno a questa risorsa imprescindibile dell’uomo, antidoto al tanto dibattuto ‘tramonto dell’Occidente’, perché linfa vitale degli innovatori, dei creativi, dei visionari”.

Starnone, Confidenza chiude percorso ma non mi fermoDialogo a Torino con Missiroli sul nuovo romanzo

TORINO05 dicembre 201911:40

– “Confidenza è il libro conclusivo di un percorso cominciato con Lacci e proseguito con Scherzetto, ma è anche il libro di uno scrittore anziano che monta tutti i temi di cui si è sempre occupato: la coppia, la famiglia, l’insegnamento, lo scrivere, la politica come bisogno di capire in quale mondo viviamo. Ho cercato di rovesciare in questo libro tutti i temi che mi stanno a cuore”. Domenico Starnone parla per la prima volta (è lui stesso a dirlo) del suo nuovo romanzo, Confidenza, da poco pubblicato da Einaudi.
“Si apre un altro percorso? E’ molto ottimista chiedere questo a un uomo di 76 anni, ma sono ottimista e quindi rispondo nel modo più doloroso: sì”, dice a Marco Missiroli, autore di Fedeltà, con cui dialoga in un incontro organizzato dal Salone Internazionale del Libro di Torino al Circolo dei Lettori.
“La mia intenzione era costruire una storia intorno al tema del confidarsi nel senso di affidarsi a un altro, raccontando qualcosa che non abbiamo voglia di raccontare neanche a noi stessi. Il tema pedagogico, pedagogia dell’affetto e pedagogia della paura, attraversa tutto il libro così come il tema etico”, spiega Starnone che in Confidenza racconta la relazione tormentata tra Pietro e Teresa, lui professore di liceo e lei sua ex alunna, che si lasciano dopo una notte trascorsa sul letto a raccontarsi un segreto, qualcosa mai detta a nessuno. E proprio quella confidenza resta il filo che continuerà a tenerli uniti tutta la vita anche dopo la separazione, molto più forte di un matrimonio canonico.
Starnone parla della sua scrittura “non retorica e non altisonante. La prima stesura – racconta – è di getto, velocissima, riscrivo in un secondo momento i punti in cui c’è troppa ricerca di effetti emotivi. Non so mai da che parte andrà il racconto, la struttura si definisce scrivendo. Se sapessi quello che c’è in mezzo mi annoierei”.
E Starnone lettore? “I libri li martorizzo, li segno, anche con la penna se non ho una matita a portata di mano. Quando ero ragazzo li divoravo in modo confuso, poi sono diventati un impegno, servono a capire, a imparare a scrivere. A volte resto su una frase più giorni, mi chiedo come ha fatto. Leggete e chiedetevi come ha fatto, è questa domanda che rende un libro straordinario”.

Venice Factory, i vetri veneziani in mostra a RomaAlla galleria Aldo Frasca gli strambotti in vetro soffiato: animali e fiori del design storico italiano

5 dicembre 201911:59

Nati dalla tradizione tutta muranese delle figure e degli animali, gli strambotti in vetro soffiato, sono personaggi, animali e fiori in dimensioni diverse, a volte di carattere funzionale, a volte semplici oggetti di charme. Alla Galleria Aldo Frasca, che dal 1992 si occupa di design storico italiano con un occhio in particolare alle creazioni in vetro, in mostra una collezione che è il risultato della collaborazione tra la designer Eliana Gerotto e il maestro vetraio Gianni Seguso.In questi oggetti un segno contemporaneo incontra l’antica maestria delle tecniche del vetro di Murano: il Balloton, i fiori a Torselo, il vetro soffiato in canne, le Morise, la foglia d’oro e i fiori a Fracco. Nei disegni di Eliana Gerotto riaffiorano il pop dei pagliacci, gli amati vetri del ‘900, il fascino dei lampadari Rezzonico dei palazzi veneziani.Eliana Gerotto è la direttrice creativa di Venice Factory. Ha collaborato con le maggiori aziende italiane di design (Molteni, Arclinea, Venini, Foscarini, Paola Lenti) e ricevuto importanti riconoscimenti internazionali (ELLE Decor International Award 2007 e Good Design Award of Chicago Atheneum). Ha curato allestimenti di prestigiose mostre archeologiche nei maggiori musei europei: Palazzo Grassi, Musée du Louvre, Staatliche Museen Berlin, Palazzo Diamanti a Ferrara, Colosseo.

410 euro la spesa in libri per biblioteca scolasticaDati AIE, 84,8% istituti ha una biblioteca, era l’89,4% nel 2011

05 dicembre 201912:15

– È di 410 euro la spesa media annua per acquisto di libri in Italia, per biblioteca scolastica.
Corrisponde a circa 0,2 libri nuovi a studente. Il patrimonio bibliotecario scolastico medio è invece di 5,8 libri a studente.
E la spesa annua per il funzionamento complessivo della singola biblioteca a scuola è di 1.152 euro. Questo il profilo delle biblioteche scolastiche nella fotografia – a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) – presentato oggi a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, che sarà alla Nuvola dell’Eur, a Roma, fino all’8 dicembre. L ‘indagine si basa sulle risposte di 7.762 scuole e, dopo otto anni, torna a mostrarci il ruolo, il funzionamento e i bisogni delle biblioteche, oggi presidio fondamentale se si considera che il 26% dei ragazzi (più di 1 su 4) fino ai 14 anni – secondo i dati dell’Osservatorio lettura e consumi culturali di AIE – frequenta almeno una volta al mese una biblioteca scolastica.
Qual è dunque la situazione attuale rispetto al 2011? Oggi più di 8 scuole su 10 hanno una biblioteca, cioè l’84,8% (che scende all’81% al Sud), ma era l’89,4% nel 2011. Una scuola su tre (30,1%) ha una biblioteca sia di classe che centrale, mentre il 60,1% ha solo una biblioteca centrale. Dove non c’è – dicono le scuole – è per mancanza di spazi, nel 43,6% dei casi, e per mancanza di risorse economiche per il 29,6%. Le biblioteche scolastiche centrali occupano in media uno spazio di 57 metri quadri, 16 posti a sedere, in un caso su 3 (35,3%) con postazioni internet. Il profilo del referente è per più della metà dei casi, 52,7%, volontaristico: insegnanti fuori dall’orario, genitori, persino studenti. Solo nell’1,3% dei casi è un bibliotecario professionista ad occuparsene.

Al via a Roma concerti NeaCo’, musica napoletana contaminataDai Neapolitan Contamination la storia di una Napoli inclusiva

5 dicembre 201912:49

– La Napoli inclusiva cantata dai Neaco’ (Neapolitan Contamination) si esibirà nel mese di dicembre a Roma. Le tappe romane del tour sono il Teatro degli Audaci (da oggi al 7 dicembre alle ore 21; l’8 dicembre alle ore 18) e l’Auditorium Parco della Musica (teatro Studio Borgna; mercoledì 11 alle ore 21). Il titolo delle serate romane è “Il viaggio di NeaCo’ – Una favola in forma di concerto”, nata dall’intuizione di Luigi Carbone, Antonio Carluccio, Giovanni Imparato e Aldo Perris. Si narra del viaggio compiuto da un percussionista napoletano che abbandona la sua città e la sua famiglia, girando il mondo per spegnere i demoni della sua irrequietezza. Nel suo viaggio, porta ovunque un frammento della sua Napoli, contaminandolo con gli stili musicali di ogni paese che visita.
I pezzi celebri della musica napoletana sono eseguiti con ritmi funky, jazz, blues, calypso, reggae, rumba fino al tango argentino, per confermare che il sound di Napoli è crocevia di storia e culture. Sul palco, il gruppo è composto da Luigi Carbone (voce narrante e tastiere), Antonio Carluccio (voce e chitarra), il percussionista afro-cubano-napoletano Giovanni Imparato, Aldo Perris (basso), Mats Erik Hedberg (chitarre), Davide Grottelli (Sax e Flauto), Anna Rita Di Pace (violino e voce). “Napoli è una città che non ha mai alzato quei muri che oggi va tanto di moda evocare, che storicamente ha sempre accolto i popoli che arrivavano: greci, romani, arabi, normanni, angioini, aragonesi, spagnoli, francesi, austriaci fino agli americani nella Seconda guerra mondiale. Culture differenti che Napoli ha assorbito come una spugna. La città diventa così luogo-simbolo della contaminazione, perché Napoli è la capitale dello scambio e dell’integrazione. Il progetto NeaCo’ propone, in teatro e in musica, un concetto di inclusività e tolleranza che è nelle viscere di Napoli. L’idea è quella di restituire agli altri, attraverso la musica, quello che ciascuno ha contribuito, in parte, a creare”, afferma il gruppo in una nota.

Pirandello ventenne innamorato, le lettere inedite a JennySaggio riscopre ‘fiamma’ premio Nobel quando studiava a Bonn

FIRENZE05 dicembre 201912:57

– Diciannove lettere autografe scritte da un giovane Luigi Pirandello (1867-1936) a Jenny Schulz Lander (1870-1938) e un libretto di poesie lasciato in dono alla ragazza renana: questi documenti, finora mai pubblicati, sono la testimonianza di un amore giovanile che avrà importanti riflessi sull’opera del Premio Nobel e sono al centro del saggio di Giuseppe Faustini Un amore primaverile (ed. Mauro Pagliai, pp. 256, euro 22) con introduzione di Elio Providenti.
Luigi Pirandello conosce Jenny il 19 gennaio 1890 a Bonn (Germania) dove lui compie studi universitari. Sin dal loro primo incontro, Pirandello la definisce “una delle bellezze più luminose che io mi abbia mai visto”. La elegge ben presto a musa creativa dedicandole diversi componimenti e la rievocherà nelle proprie poesie anche dopo la fine della relazione avvenuta nel 1891. Diciassette missive sono possedute dal Fondo Manoscritti dell’Harry Ransom Humanities Research Center dell’Università del Texas, altre due sono in archivi di Bonn.

Classic blue è il colore Pantone dell’annoGradazione calmante, tranquilla, profonda per il 2020

05 dicembre 201913:04

– Il Classic Blue è il colore Pantone dell’anno per il 2020. Una gradazione calmante, tranquilla quella decisa dal Pantone Color Institute. “In questi tempi difficili, mentre ci muoviamo verso un nuovo decennio, il Pantone Color Institute è tornato indietro nel tempo”, , ha dichiarato Laurie Pressman, vicepresidente dei fornitori globali di consulenza, analisi delle tendenze e analisi del colore. “Il colore è un’ancora che offre stabilità, costanza e connessione”.
Simile al blu marittimo e ma non indaco e più luminoso del blu navy il Classic Blue evoca una sensazione di infinito: è il Pantone 19-4052.

Salone Libro: biglietti prossima edizione online per NataleSconti nelle librerie aderenti al consorzio Colti

TORINO05 dicembre 201913:06

– Quest’anno, in occasione del Natale, il Salone Internazionale del Libro di Torino apre la biglietteria online: da domani, venerdì 6 dicembre, su salonelibro.it saranno disponibili i ticket per la prossima fiera dell’editoria. Un invito a regalare e regalarsi il Salone, la strenna perfetta per i sostenitori della cultura, per gli amanti dei libri e della letteratura. I biglietti saranno in vendita a prezzo ridotto (8 euro anziché 10) anche nelle librerie Colti – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti aderenti all’iniziativa. È la campagna SalTo Natale, organizzata in collaborazione con Cpòti, dal 6 dicembre al 31 gennaio 2020.
L’elenco delle librerie aderenti è disponibile su salonelibro.it.
Regalare il Salone significa donare un’esperienza unica in Italia, perché il Salone è la più grande fiera dell’editoria del nostro Paese. Dal 14 al 18 maggio 2020, a Torino, si daranno appuntamento oltre 1.200 editori, che insieme formeranno una libreria di 63.000 mq. Ma il Salone è anche un festival culturale con più di 1.200 ospiti da tutto il mondo, pensato per i professionisti dell’editoria, per i giovani, bambini e bambine, ragazze e ragazzi, per gli insegnanti e gli studenti.

Marco D’Amore, Ciro L’Immortale potente come JagoLo spin-off di Gomorra in sala dal 5 dicembre in 450 copie

05 dicembre 201913:32

– Marco D’Amore è davvero ‘L’Immortale’, come dimostra puntualmente il film che ha diretto e interpretato, ispirato al personaggio di Ciro Di Marzio di Gomorra.
Dopo il colpo di pistola che gli ha sparato Genny Savastano, il feroce boss, nonostante sia stato buttato in mare e sia sprofondato nelle oscure acque del Golfo di Napoli, non è affatto morto, come racconta questo film in sala dal 5 dicembre con Vision Distribution. Un’opera che pesca anche nell’infanzia del futuro boss nato, come si sa, durante il terremoto del 1980, e nel segno della cross-medialità, segnando un ponte di collegamento tra quarta e quinta stagione della serie (prevista, tra l’altro, solo per il 2021).
“Questa è una storia piena di conflitti e mistero – ha detto Marco D’Amore – e soprattutto di paura. È un errore infatti pensare che i protagonisti di Gomorra, i camorristi, non abbiano paura, ne hanno sempre, infatti. Paura di sopravvivere, paura di non farcela, paura di essere uccisi”. Il film parte dal 1980, quando la terra trema e si sente appunto il pianto di un neonato ancora vivo, ovvero Ciro di Marzio, salvato solo all’ultimo minuto, da qui il suo soprannome: l’Immortale. Poi si passa alla gelida Riga odierna: il boss è esiliato in Lettonia, nel Baltico, dove sta cercando di mettere in piedi un traffico di cocaina con nuovi compagni di viaggio. Ma il Ciro ‘risorto’ dovrà vedersela, oltre che con le ombre del passato, con una banda locale che vuole avere l’esclusiva sul traffico di droga e con la più feroce e potente mafia russa.
‘L’immortale’, oltre a dare voce alle pistole, non manca anche di dedicare tanto spazio all’infanzia di Ciro (interpretato da Giuseppe Aiello, 11 anni), ragazzino sveglio e capace di mostrare di avere da subito la stoffa del boss. Sulla scelta di Giuseppe Aiello, dice Marco D’Amore: “Ho fatto un’infinita serie di provini nelle zone periferiche di Napoli che sono sempre una piacevole sorpresa e hanno qualcosa di magico. Quando ho visto Giuseppe – ha aggiunto il regista-attore – mi ha subito raccontato la sua voglia di far parte del progetto. Poi quando mi ha detto, dopo una lunga pausa di riflessione e con grande spontaneità: ‘io sono buono'”, mi ha davvero conquistato. E ancora D’Amore ha raccontato così il suo personaggio : “Ciro di Marzio, L’Immortale, è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio. Ciro è una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, a seconda da quale punto di vista lo si osservi. È un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso – conclude – , la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus”.
Il film prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky TimVision e Beta Film, ha nel cast anche Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro di Colandrea, Nello Mascia e Nunzio Coppola.

Tv: Sorrisi, Telegatto speciale a FiorelloE’ il personaggio del decennio

05 dicembre 201914:16

– È Fiorello il personaggio del decennio 2010-2019 secondo TV Sorrisi e Canzoni, che ha premiato l’amato conduttore con un Telegatto Speciale. L’ambita statuetta è stata consegnata dal direttore di Sorrisi, Aldo Vitali, nel corso della puntata dello show VivaRayPlay! andata in onda mercoledì 4 dicembre. Un riconoscimento che Fiorello ha voluto condividere con tutte le persone che lo hanno accompagnato in questi dieci anni, dai musicisti agli autori ai costumisti.
Vincenzo Mollica, presente in sala a doppiare la sua versione… “peluche”, è stato premiato con uno speciale Telegattino come personaggio rivelazione di VivaRaiPlay!

Francesca Reggiani, misuriamo le vite a colpi di likeL’attrice a Palladium a Roma con Doc -Donne di origine controllata

05 dicembre 201919:06

Uno show “in grande libertà per parlare dell’oggi”, da una società “settata sui giovani” ai “politici diventati una compagnia di giro in tv, che passa di programma in programma, parlando un linguaggio spesso incomprensibile per il pubblico, tra Mes e Mose”. Così Francesca Reggiani descrive “Doc- Donne di origine controllata”, in scena sabato 7 e domenica 8 dicembre al Teatro Palladium di Roma nell’ambito del Festival Flautissimo, giunto quest’anno alla 21/a edizione. Un viaggio per ridere e pensare, in un momento nel quale “misuriamo le nostre vite a colpi di like e di mi piace”. Nel ‘one woman show’ l’attrice, allieva di Gigi Proietti (“è stato lui a dirigere e produrre il mio primo monologo”) alterna le sue reinterpretazioni, fra le altre di Federica Sciarelli, Giorgia Meloni versione pop, Chiara Ferragni a monologhi come quello “su come uomini e donne vengono ‘serviti’ dal tempo” appena presentato anche agli ‘Stati generali’ dell’amica e compagna di tante avventure artistiche Serena Dandini su Rai3. Un pezzo di teatro e di tv, che sta riscuotendo molto successo anche in rete.”E’ una grande gratificazione – commenta Francesca Reggiani – perché il nostro editore è il pubblico”. ‘Doc’ esplora “il caos di oggi che non è solo italiano – spiega l’attrice e coautrice insieme a Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli, con la partecipazione di Linda Brunetta – affrontare ciò che abbiamo davanti con uno sguardo ironico, magari affiancato anche con un tocco di sarcasmo, è una bella salvezza”. Viviamo in un periodo nel quale “ci sono tante cose da osservare, come dico a inizio spettacolo, siamo in una fase di trasformazione,, nel cambiamento fino al collo”. Così Francesca Reggiani, tra momenti di satira più pungente e di ironia più riflessiva (“La cosa bella di uno show come questo è poter mettere e togliere pezzi continuamente”) apre finestre su un presente nel quale il sesso virtuale influenza gli equilibri di coppia (“uomini privati del futuro e del lavoro hanno però sempre a disposizione abbondanza di youporn a costo zero e km zero”) o su una tv, dove tra ascolti a picco, “gli unici programmi che vanno sono quelli di cucina e di cronaca nera”. La sua Giorgia Meloni remix recita “so’ una mamma, so’ italiana, sono romana de ‘a Majana, de Garbatella, so’ diplomata, so’ vaccinata, ho fatto ‘a meningite, ‘a varicella, e gli orecchioni – tutte malattie italiane – e nell’amatriciana non ci metto la cipolla, perché le regole so’ importanti”.Si entra nel mondo di Chiara Ferragni, che racconta il suo duro mestiere di influencer e riflette su come con i suoi 16 milioni di follower potrebbe anche pensare “di invadere la Polonia”. Con Federica Sciarelli, invece “ci sono buone possibilità di ritrovare la signora Sinistra. Si si sono messi in moto Montalbano, Luca Zingaretti e Nicola Zingaretti”. In teatro lo spazio per la satira c’è, ma in tv, Dandini a parte? “Oggi si sceglie in genere un tipo di spettacolo leggero che non è a sfondo satirico: dipende dal momento, forse ci si basa anche su ricerche di mercato – commenta l’attrice – Perciò sono contenta di vedere che quando si satireggia bene il pubblico risponde, gradisce molto, basta guardare che maschere stupende sta facendo Neri Marcorè “. E chissà che in tv non arrivi per Francesca Reggiani “un meglio di, in cui oltre a parodie d sketch, possa tornare a esplorare anche altre strade di dialogo con il pubblico”.

Il Natale dei 100 Alberi d’autore, solidarietà UnicefRaccolta fondi a Roma, 25/ma edizione

OMA05 dicembre 201914:25

– Dall’albero-lampada bianco che prende spunto dalle sfaccettature dei brillanti firmato da Brunello Cucinelli, al Fluffy Effect bianco e oro del designer torinese Carlo Pignatelli, fino a quello in vetro di Murano di Francesco Cuomo, a cui si aggiungono l’albero di Max Mara, di Sylvio Giardina, di Chiara Boni, Martino Midali, Renato Balestra, Enrico Coveri.
Sono alcune delle opere della nuova edizione, la 25/ma, de “Il Natale dei cento Alberi d’autore”, che il suo patron Sergio Valente ideatore dell’evento dal 1991, ha voluto legare stavolta a Unicef Italia, che beneficerà della raccolta fondi dalla vendita delle creazioni griffate, per i suoi progetti umanitari, in particolare per quello a sostegno dell’istruzione alle bambine del Niger. La vendita comincia il 5 dicembre con un gala nel nuovo spazio eventi di Palazzo Brancaccio, presentato da Cinzia Malvini, e si protrarrà fino all’8 dicembre. Madrine dell’evento: Simona Marchini, ambasciatrice di Unicef Italia ed Eleonora Daniele conduttrice televisiva e volto noto di Rai1.
Tra gli alberi realizzati, uno speciale dell’Unicef ispirato alla Pigotta, realizzato appositamente dallo studio romano Corte, che lo descrive così: “Un albero riconoscibile. Come un simbolo, dalla forma astratta in cui tutti si riconoscono.
Semplice ed essenziale come lo disegnano i più piccoli. Un albero che stimola i ricordi, come un gioco. Astratto e coinvolgente. Non uno ma un insieme di alberi. Come in un bosco da percorrere”.
“Grazie a questa iniziativa realizzata in collaborazione con Sergio Valente, sarà possibile sostenere l’istruzione primaria e secondaria delle bambine in Niger attraverso la realizzazione di strutture scolastiche, aule, servizi igienici e la fornitura di materiale scolastico” ha detto Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia.
Tra gli stilisti e gli artisti che partecipano alla rassegna, non mancano le scuole di moda tra cui L’Accademia di Costume e Moda e L’accademia Koefia di Roma, L’Accademia di Moda di Napoli.

Suleiman, comicità surreale per la PalestinaIn sala Il paradiso probabilmente, menzione speciale a Cannes

5 dicembre 201921:04

Ognuno combatte la battaglia per la sua terra come può ed Elia Suleiman, regista e attore palestinese di 59 anni, lo fa con i suoi film pieni di ironia. Dal concorso di Cannes, dove ha vinto una menzione speciale, arriva in sala dal 5 dicembre Il Paradiso probabilmente (‘It Must Be Heaven’) in cui veste i panni di una sorta di Jacques Tati che fugge dalla Palestina alla ricerca sia una nuova casa che di soldi per finanziare il suo prossimo film.Viaggia e raggiunge prima Parigi e poi New York, ma vede dappertutto la sua terra natale o, meglio, scopre che il mondo si è come palestinizzato. Da qui un racconto burlesco, fatto di tanti brevi teatrini, dove la realtà mostra la sua inconcludenza ma anche, a volte, la sua inattesa politicità. Tutto parte con una mistica processione a Nazareth. Tutti in fila verso una porta santa con tanto di Croce sulle spalle, quando il sacerdote, con fare ieratico, invita a aprirla, quello dall’altra parte si rifiuta per futili motivi. Il Sacro è spezzato. A Parigi non va meglio a Suleiman, quando si siede a un bar è costretto ad assistere al passaggio di centinaia di bellissime modelle ostinatamente concentrate davanti a quel locale. Non manca, sempre a Parigi, un servizio ristorante per homeless con tanto di auto itinerante che si affianca al cliente per strada e fornisce ogni tipo di cibo, anche il più raffinato. E, infine, New York dove le sorprese per Tati arrivano dai taxi. Nel primo teatrino Suleiman diventa oggetto di curiosità di un autista quando scopre che nella sua auto c’e’ nientedimeno che un palestinese (chiama addirittura la moglie per dirglielo con grande orgoglio: “sai chi ho in auto? Un palestinese”). Nella seconda microstoria, da un auto gialla newyorkese si vede uscire una tranquilla coppia borghese, ma che dal bagagliaio tira mitra e bazooka.”In questo film – dice Suleiman – si vedono situazioni ordinarie di vita quotidiana con protagonisti individui che vivono in un mondo pieno di tensioni geopolitiche planetarie. La violenza che ne scaturisce è in realtà poco comparabile a quella che si osserva in alcune parti del mondo. Ma le immagini e suoni che veicolano questa violenza impregna tutti centri del mondo e non più solamente qualche sua piccola parte. I checkpoint – conclude il regista – si ritrovano negli aeroporti, nei centri commerciali e in tutti i paesi le sirene della polizia e gli allarmi di sicurezza non sono più intermittenti, ma costanti”. Frase cult del film, dedicato da Suleiman alla Palestina e ai suoi genitori, quella che dice: “tutti bevono per dimenticare, i Palestinesi no, lo fanno per ricordare”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dal Senegal al Salento, ciak per Oltre il confine
Due bambini migranti protagonisti del film di Valenti

05 dicembre 201914:41

– Sono in corso, tra il Salento e il Senegal, le riprese di Oltre il confine di Alessandro Valenti.
Due bambini africani guardano le stelle e sognano di arrivare in Italia. Il loro mondo è raccontato come in una fiaba: Bekisisa, ha dodici anni e ha una voce magica che incanta gli animali; il suo fratellino Eno, di sei, sogna di avere la maglia di Mané, il grande calciatore della sua squadra del cuore. Soli, lasciano la loro terra dopo aver subito lutti e perdite e raggiungono l’Italia dove la realtà non è certo a misura di bambino.
Avventure, vicissitudini e pericoli, ma un grande legame li unisce e anche altri bambini saranno con loro alla ricerca di un futuro migliore.
Mama Fatou Ndyaye e Fallou Ndyaye, i giovani interpreti di questa storia, sono stati trovati dal regista Alessandro Valenti grazie a un casting in Salento.
«Ho incontrato Mama e Fallou dopo mesi di ricerche per questa storia e sono stato incantato dalla verità e magia del loro sguardo. Bambini che vivevano in un villaggio e dovevano far ogni giorno chilometri per prendere l’acqua. Quando poi li ho incontrati mi hanno insegnato una cosa. Che il dolore e la sofferenza si possono distruggere con la fantasia e l’amore» dichiara il regista Alessandro Valenti.
Il film, che vede la partecipazione anche di Iaia Forte e Nicola Rignanese, è una produzione Scirocco Films e Rosebud Entertainment Pictures con Rai Cinema, in coproduzione con Arte Cofinova, prodotto da Angelo Laudisa e Alessandro Valenti, con il supporto di Apulia Film Commission, il patrocinio di Save the Children Italia, in associazione con Fondazione Emanuel e Banca Sella, con il sostegno di Fondazione Casa della Carità.
Dopo alcune settimane in Puglia, tra Lecce, Otranto e Alessano, la troupe si sposterà in Senegal dove concluderà le riprese a metà gennaio.
Alessandro Valenti, salentino classe ’73, è sceneggiatore di molti film per il cinema: dai primi titoli di Edoardo Winspeare, regista pugliese con cui ha condiviso gran parte del percorso artistico, al prossimo film di Leonardo Guerra Seragnoli, Gli indifferenti tratto da Moravia. Valenti esordisce ora alla regia nel lungometraggio dopo aver diretto diversi documentari, cortometraggi e videoclip.

La lotta alle BR raccontata dagli ‘Invisibili’Arrigo e “Il coraggio tra le mani” degli operativi dell’Arma

05 dicembre 201914:47

– EMILIANO ARRIGO, “IL CORAGGIO TRA LE MANI” (HISTORICA, PP. 214, EURO 17,00) Raccontare la storia delle Brigate Rosse dal punto di vista degli ‘invisibili’, di quegli uomini della Sezione Speciale Anticrimine dell’Arma dei Carabinieri, voluta e creata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e comandata dall’allora maggiore Mario Mori. Questo lo scopo del libro “Il coraggio tra le mani” (Historica, pagine 214, euro 17) del giornalista Emiliano Arrigo. Un libro scritto raccogliendo i ricordi del catanese Enzo Magrì, nome di battaglia “Nero”, uno degli invisibili senza divisa e senza nome della SSA di Roma.
“In questi anni – spiega Arrigo – molti libri sugli Anni di Piombo sono stati scritti dai magistrati che lo hanno fatto raccontando le loro indagini e le loro sentenze, dai giornalisti con le loro inchieste, dai vertici delle Forze dell’ordine con le operazioni e gli arresti eseguiti e dai parenti delle vittime con i loro lutti. Ma anche gli ex terroristi, spietati assassini diventati in seguito scrittori, giornalisti, curatori di mostre, lo hanno fatto. E lo hanno fatto raccontando le ragioni vere o presunte di quella loro lotta allo Stato. Nessuno invece, finora, aveva mai raccontato quegli anni così difficili per la nostra Nazione dal punto di vista degli operativi dell’Arma dei carabinieri. Di coloro che il terrorismo rosso lo combatterono e lo sconfissero stando in prima fila”.
“Quello che facemmo – dice Enzo Magrì – lo facemmo con passione e dedizione al servizio, sempre nel rispetto della legalità per garantire la libertà di cittadini e istituzioni. E questo libro prova a colmare una lacuna, a riparare ad una ingiustizia, dando voce e visibilità a chi allora si è ‘sporcato le mani’ con una vita di sacrifici e fatica, vivendo ‘in clandestinità’ proprio come i brigatisti”.
Nel libro nessun segreto di Stato viene rivelato, ma la storia di quegli anni viene raccontata da chi stava dall’altra parte della barricata. Un racconto fatto di pedinamenti, lunghe attese, paure, indagini e arresti. E poi, una storia nella storia. Quella degli operativi e quella dell’incontro tra Nero e l’autore del libro e del loro rapporto che si fa sempre più stretto man mano che la narrazione mette a nudo le motivazioni più profonde, più intime e vere di quel manipolo di uomini invisibili che, scrive Arrigo, “salvarono l’Italia dal baratro”.

Il paesaggio italiano dal 1850 a oggiA Palp Pontedera esposte opere da Giovanni Boldini a Schifano

PONTEDERA05 dicembre 201915:53

– I paesaggi italiani dell’ultimo secolo e mezzo racchiusi in un’unica mostra. E’ ‘Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni’, in programma dall’8 dicembre al 26 aprile al Palp, il Palazzo Pretorio di Pontedera (Pisa). La mostra, curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, “ha l’obiettivo di indagare il modo in cui il paesaggio è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri, mettendo in luce i cambiamenti estetici e di codici rappresentativi e cercando di sensibilizzare la coscienza dei visitatori sul tema del degrado ambientale”. Tra i 100 artisti delle 240 opere in mostra figurano da Giovanni Boldini a Giacomo Balla e Duilio Cambellotti, da Leonardo Dudreville a Fortunato Depero e Ardengo Soffici, e ancora da Michelangelo Pistoletto a Gabriele Basilico e Mario Schifano.

A Rimini ‘1938 Ma che razza di…stampa!’Sulle leggi razziali curata da antiquario Giovanni Luisè

BOLOGNA05 dicembre 201916:52

– A 81 anni dalla promulgazione delle leggi razziali – emanante dal governo italiano tra il settembre e il dicembre del 1938 – si aprirà domenica a Rimini, al Museo della Città, la mostra bibliografica e documentaria ‘1938 Ma che razza di…stampa! giornali, manifesti, immagini e documenti (1938-1944)’ curata dall’antiquario e collezionista Giovanni Luisè.
La mostra – in programma fino al 15 gennaio prossimo – pone l’accento sui documenti e la pubblicistica del tempo che portò all’adozione, in Italia, delle leggi razziali, a partire dal ‘Manifesto sulla purezza della razza italiana’ passando per articoli, vignette, manifesti sul tema cui si aggiungono le leggi e i decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale insieme a documenti manoscritti.

Teatro: il ricordo di Piazza Fontana è Il rumore del silenzioPiece Sarti ricostruisce voci familiari vittime e Pinelli

MILANO05 dicembre 201917:03

– Cerca di restituire il senso profondo e umano di quanto accaduto il 12 dicembre 1969 attraverso le voci dei familiari delle vittime e di Licia Pinelli lo spettacolo ‘Il rumore del silenzio’ di Renato Sarti, che debutta il 9 dicembre al Teatro Elfo Puccini di Milano.Lo spettacolo, che sarà in scena al Teatro della Cooperativa dal 10 al 15 dicembre, prima di partire in tournée, fa parte del ciclo di iniziative promosse dalle amministrazioni comunali di Milano e Brescia in occasione del cinquantennale della strage di Piazza Fontana e del quarantacinquesimo anniversario di quella di Piazza della Loggia (MI50/BS45).Sul palcoscenico, da una parte, Renato Sarti, autore e regista del testo, si farà tramite del dolore dei parenti di chi perse la vita nella strage. Dall’altra parte, Laura Curino darà voce alla testimonianza di Licia Rognini, moglie di Giuseppe Pinelli, che nel 2009 fu riconosciuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come diciottesima vittima della strage.

Festivalfilosofia, online lezioni magistrali ultimi 10 anniOltre 600 appuntamenti audio e video con i maestri del pensiero

ODENA05 dicembre 201917:04

– Mentre si prepara a celebrare il ventennale nel 2020, il Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo ripercorre buona parte della sua storia – quella che ha coinciso con la diffusione delle tecnologie di condivisione web – creando un’arca digitale per salvare e condividere le lezioni magistrali di oltre 300 autori, italiani e stranieri. Da oggi è infatti disponibile online, sul sito www.festivalfilosofia.it, un archivio permanente con 639 lezioni di oltre un decennio di festival, tanto in italiano quanto in lingua originale.
Dall’edizione 2009, dedicata a comunità, fino a quella appena trascorsa, incentrata su persona, sfilano i temi che il festival ha selezionato come questioni focali della discussione filosofica e dell’esperienza contemporanea, dalla fortuna alla natura, dalla gloria all’amore, fino alle arti e alla verità. Consultabile per edizione, autore o con chiavi di ricerca, l’archivio si presenta non solo nel consueto formato video (con la novità di essere pubblicato sia sul sito, sia sul canale Youtube del festival), ma anche in formato audio, sulla piattaforma gratuita Soundcloud, per un facile ascolto anche in mobilità da smartphone. Grazie alla tecnologia del canale Youtube ogni lezione ha una sottotitolatura automatica.

A Palazzo Reale l’arte di Emilio VedovaCurata da Celant a 100 anni nascita.Sala Cariatidi luogo ideale

05 dicembre 201917:05

– Per i cento anni dalla nascita, apre domani a Palazzo Reale di Milano la mostra ‘Emilio Vedova’, curata da Germano Celant, tra le più importanti mai dedicate a uno dei più autorevoli artisti del ‘900. L’esposizione è promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
La mostra presenta, oltre ad opere che vanno dagli anni 40 agli anni 90, un intervento ambientale, progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma, che prevede la costruzione nella Sala delle Cariatidi di una parete lunga 30 metri e alta 5, circondata da una struttura luminosa indipendente che attraversa diagonalmente il salone, quasi provocandone la severità architettonica, in uno “scontro di situazioni”, come si sarebbe espresso Vedova. In questo contesto lacerato sono esposte, sia a muro che a pavimento, una sessantina di opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, tra cui il celebre ciclo Absurdes Berliner Tagebuch 64 (1964). L’allestimento progettato per presentare il percorso creativo di Vedova – spiegano gli organizzatori – ha l’intento di lavorare sulla forte componente scenografica dell’ambiente per far emergere, nelle due parti contrapposte, gli aspetti innovativi e radicali del suo contributo linguistico alle vicende dell’arte moderna e contemporanea. Vale a dire porre a confronto i suoi lavori degli anni 60, dipinti e sculture, come il ciclo dei Plurimi, con le grandi tele e i Dischi, installati a pavimento, degli anni ’80/’90. In tale dialogo tra estremi si esplicita il valore fondamentale dell’opera di Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale.

I Pixies tornano in ItaliaIn estate, l’8 luglio al Roma Summer Fest

05 dicembre 201917:38

– Dopo i due sold out dello scorso ottobre a Bologna e Torino per il tour del loro settimo album “Beneath The Eyrie”, la leggendaria band di Boston tornerà nel nostro paese a luglio e agosto. Mercoledì 8 luglio i Pixies saranno all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’ambito del Roma Summer Fest 2020.
Due ore in cui Black Francis e la sua band, spazieranno dai classici della loro carriera agli estratti dall’ultimo album “Beneath The Eyrie”, pubblicato lo scorso settembre.

The Who tornano con l’album WHOIn uscita il 6 dicembre, 55 anni dopo loro prime registrazioni

05 dicembre 201917:38

– Cinquantacinque anni dopo le loro prime registrazioni, gli Who tornano il 6 dicembre con un nuovo album, intitolato”WHO”. L’album di undici tracce è stato registrato principalmente a Londra e Los Angeles durante la primavera e l’estate di quest’anno. La copertina dell’album è stata creata dall’artista pop, Sir Peter Blake, che ha incontrato la band per la prima volta nel 1964 in una registrazione del leggendario show televisivo Ready Steady Go.
Sir Peter aveva già disegnato e contribuito alla copertina dell’album Face Dances nel 1981. I testi delle canzoni trattano vari argomenti tra cui l’incendio alla Grenfell Tower, il furto musicale, la spiritualità, la reincarnazione, il potere della memoria.
Roger Daltrey lo considera tra i loro album più potenti: “Penso che abbiamo fatto il nostro miglior album da Quadrophenia nel 1973, Pete è ancora un cantautore favoloso e ha ancora quell’avanguardia”.
“Quasi tutte le canzoni di questo album sono state scritte l’anno scorso, con due sole eccezioni – ha aggiunto Pete Townshend -. Non c’è nessun tema, nessun concetto, nessuna storia, solo una serie di canzoni che io e mio fratello Simon abbiamo scritto per dare a Roger Daltrey la giusta ispirazione per far rendere al meglio la sua voce. Roger ed io siamo entrambi vecchi ormai, quindi ho cercato di stare lontano dal romanticismo e dalla nostalgia, se possibile. Non volevo mettere a disagio nessuno. I ricordi vanno bene, ma alcune canzoni si riferiscono alle cose di oggi”.
Gli Who inizieranno un tour nel Regno Unito accompagnati da un’orchestra di quaranta elementi a partire dalla primavera del 2020.

Lo “strano” pomeriggio di Bianca, l’ultimo libro di Moeyaert”Presentazione-incontro” con i lettori alla Fiera di Roma

05 dicembre 201917:39

– In un solo pomeriggio possono succedere tante cose. Belle o brutte. Piccole e importanti. Si possono vivere avvenimenti capaci di farci cambiare o di consentirci di leggere meglio noi stessi. E la storia che racconta Bart Moeyaert, nel libro appena pubblicato da Sinnos editore, “Bianca”, tratta proprio di questo: di un momento in cui una bambina considerata, ingiustamente, dai più “intrattabile” cerca di fare i conti con i propri sentimenti e il proprio modo di essere.
Bart Moeyaert è uno degli scrittori fiamminghi più importanti che ha ricevuto da poco l’Astrid Lindgren Memorial Award, quello che viene considerato il Nobel della Letteratura per Ragazzi.
Ed è un autore molto amato, non solo per la profondità dei sentimenti che riesce a descrivere con grande immediatezza e levità, ma anche per il modo diretto con cui comunica con il suo pubblico. La presentazione di “Bianca”, alla Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” che si sta svolgendo in questi giorni a Roma, all’Eur, è infatti un piccolo show con i giovani lettori come protagonisti.
Gli studenti di varie scuole romane, che hanno già letto il libro, decidono di raccontare, loro all’autore, il modo in cui hanno vissuto la storia di “Bianca”. E lo fanno realizzando video e scattando foto in onore della “ragazza intrattabile”, che in realtà è solo un’adolescente sensibile, non ancora pronta a comprendere le convenzioni degli adulti, non ancora disposta ad affrontare il delicato equilibrio familiare che è costretta a vivere. Ma i giovani lettori e lo scrittore hanno ragionato insieme anche su alcune frasi che Bianca pronuncia nel libro come: “A volte il groppo in gola è piccolo. A volte non c’è. Ma ogni tanto è gigantesco. Ogni tanto è oggi”. Oppure quando il fratellino, Alan, parla con l’amico, Jazz, della luna: “Uno spicchio così fine che sembra la ciglia di un angelo…”.
La presentazione del libro si trasforma così in una sorta di happening e di scambio culturale tra i giovani lettori e l’autore, che si presta ben volentieri al gioco rispondendo anche a domande scomode, quasi tutte rigorosamente in inglese, come quella che gli rivolge Sofia (14 anni): “Che cos’è per lei il pensiero?”. In particolare, gli allievi delle scuole di Casal Finocchio e dell’Istituto comprensivo Padre Semeria realizzano un booktrailer unico che colpisce Moeyaert e la fondatrice di Sinnos, Della Passarelli, che, dopo la presentazione ufficiale del romanzo, si fermano a parlare a lungo con gli studenti anche all’interno degli stand della Fiera.
Lo scrittore fiammingo ha pubblicato con la casa editrice romana altri due libri: Il ‘Club della Via Lattea’ nel 2016 e ‘Mangia la foglia’ nel 2018.

A Milano una serata per celebrare Andrea G. PinkettsA Le Trottoir il 20 dicembre, a un anno dalla morte

05 dicembre 201917:53

– “Ci vediamo al Trott”, diceva a chi gli chiedeva un appuntamento. E non poteva che essere organizzata a “Le Trottoir”, la casa d’elezione di Andrea G.
Pinketts, la serata dedicata allo scrittore a un anno dalla sua scomparsa.
Così, il 20 dicembre dalle 19 a mezzanotte, il locale dove scriveva gli dedicherà una serata in cui i due piani, compresa la sala che porta il suo nome, saranno un palcoscenico per chiunque, scrittore, artista, giornalista, musicista, abbia incrociato la sua strada e voglia rendergli un tributo attraverso una canzone, una poesia, un semplice ricordo.

‘Ritratto di donna’, il sogno di Oppi in Basilica PalladianaA Vicenza rassegna del pittore protagonista degli anni Venti

VICENZA05 dicembre 201917:58

– “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” è l’evento che registra il ritorno delle grandi mostre nella Basilica Palladiana di Vicenza. La rassegna, aperta al pubblico dal 6 dicembre al 13 aprile 2020, presenta un modello espositivo originale e inconsueto del pittore (Bologna 1889-Vicenza 1942), protagonista della vita culturale e mondana degli anni Venti.
Cresciuto a Vicenza ma formatosi fra Vienna, Parigi e Venezia, Oppi venne scoperto a Milano da Margherita Sarfatti e Ugo Ojetti che promuovevano all’epoca un’arte nuova, all’insegna di una ‘classicità moderna’, che prenderà forma anche nel Realismo Magico di cui diventerà l’esponente più rappresentativo.
Ma non solo Ubaldo Oppi in mostra nella città del Palladio: Klimt, Picasso, Modigliani, Sironi e Casorati furono altri artisti entrati in contatto con l’artista, di cui in mostra si possono ammirare le opere, nella narrazione di un’epoca controversa.

Debutta piattaforma borse dove creativo propone ideaSu Up to you anthology anche collaborazioni con designer famosi

5 dicembre 201918:00

– Debutta una nuova piattaforma e-commerce dedicata alle borse, Up To You Anthology, che non è un tradizionale store online ma si propone come vetrina aperta a chiunque abbia un’idea creativa valida e voglia proporla al mercato. Al suo interno la piattaforma ospita, inoltre, collaborazioni con designer come Naoto Fukasawa, Nendo, Giulio Cappellini, Elisa Ossino.
In pratica il creativo propone il proprio progetto, la piattaforma lo assiste dall’individuazione del giusto produttore all’identificazione delle lavorazioni necessarie, fino alla definizione del prezzo più idoneo. La produzione è Made in Italy, soprattutto legata al distretto toscano, e si avvale unicamente – viene sottolineato – di artigiani del territorio.
Per la produzione vengono utilizzate unicamente pelli bovine, considerate le più ecologiche in quanto materia prima “recuperata” dagli animali destinati all’industria alimentare, e le concerie sono tutte italiane.
Il prodotto finale è quindi messo in vendita nella vetrina online, il cui design è stato curato da Piero Lissoni e che sarà via via arricchita da collaborazioni speciali, che coinvolgeranno di volta in volta guest star affermate, provenienti da settori diversi.

Olga Misik, per i giovani voglio ‘il futuro’Attivista russa, se andrò in prigione avrò tempo per un libro

05 dicembre 201918:10

– Olga Misik, l’attivista russa che ha protestato con la Costituzione in mano, diventata a 17 anni il simbolo delle battaglie pacifiche per i diritti civili in Russia, vuole “il futuro per i giovani” ed è convinta che “le proteste saranno sempre più frequenti, anche in Russia”. “Anche se nel mio paese sarà sempre più difficile protestare , prima o poi ce la faremo a risolvere questa situazione perchè arriveremo a un punto di non ritorno e le cose cambieranno.
Anche in Russia arriverà questo futuro luminoso dove i diritti civili saranno riconosciuti a tutti i cittadini” dice Olga, piccolina con un bel sorriso e un’anima da combattente, al suo primo viaggio in Italia.
Considerata la Greta russa, Olga supporta tutte le battaglie per un futuro migliore, anche il movimento delle Sardine ma della sua coetanea che si batte per il clima dice: “Greta mi piace, la supporto. In tante cose siamo simili, abbiamo la stessa età, un’immagine che ci avvicina sui media però le proteste di Greta non sono pericolose. Lei non rischia nulla. Io sì, specialmente dopo il mio viaggio in Italia perchè io qui incontro giornalisti, rilascio interviste. Il rischio più grande adesso è tornare in Russia perchè il governo vede negativamente le persone che lavano la biancheria sporca fuori casa. Se uno rimane in silenzio, pensano, tutti i problemi si risolveranno da soli”.
In Russia, racconta la Misik che parla spedita per superare la sua balbuzie, “il governo parla molto della stabilità e invece c’è instabilità con la stagnazione. In Europa se a una persona non piace una cosa, come in ogni società sana, comincia a protestare. E’ del tutto normale e ovviamente la forza motrice del cambiamento sono i giovani. In Russia la situazione sarà sempre più difficile. In futuro tutti i sistemi di sicurezza statale diventeranno sempre più severi. Il potere farà di tutto per mettere in cattiva luce tutte le manifestazioni che ci saranno” sottolinea la diciassettenne, attesa e applaudita da tanti giovani alla fiera ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma, che vive a Mosca mentre la sua famiglia sta a due ore di treno dalla città.
“I miei genitori hanno reagito male alle mie proteste: mia mamma sta cominciando a cambiare opinione ma pensa che io faccia una cosa che ha poco senso. Mio padre ama Putin, lo sopporta in tutto ciò che fa. Non gli piaccio ne io ne la mia attività.Ho due fratelli, uno più piccolo, che sta dalla mia parte, e l’altro più grande. Abito da sola, in uno studentato dell’Università dove studio giornalismo” dice Olga che ha iniziato le sue proteste in modo graduale e su Putin ovviamente ha un’opinione diversa da suo padre però “a differenza di molti altri russi non provo odio verso di lui perchè capisco che la causa di molti problemi è proprio il modo in cui il sistema sta funzionando. Per me Putin è una allegoria di una unità politica in quanto tale” dice.
La scorsa estate, durante una delle prime proteste antigovernative, e’ stato un gesto assolutamente naturale per lei leggere la Costituzione : “un mio amico la aveva in mano e io ho preso il testo e lo ho letto ad alta voce” dice e tra gli articoli cita: “il 212 del codice penale della Federazione Russa sui disordini di massa e sul numero di volte che si può partecipare a una manifestazione. E poi l’articolo 31 della Costituzione sulla libertà di assemblee e l’articolo 29 sulla libertà di parola e di stampa”.
Fermata più volte ormai, dice Olga “mi sono abituata ad essere arrestata e me la sto godendo. Non mi rilasciano subito, la polizia ti ferma, ti porta via, si prepara il protocollo per la violazione compiuta. E se sei minorenne, come me, chiamano i genitori per poterti rilasciare. E questo fino a poco tempo fa è stato un grande problema perchè i miei genitori vivono in un’altra città e venirmi a prendere era problematico. Quindi a settembre abbiamo preparato dal notaio una scrittura per i miei legali che possono così venirmi a prendere dalla polizia per il rilascio” spiega la Misik alla sua seconda tappa in Europa, dopo il viaggio in Danimarca, lo scorso settembre.
Di questioni climatiche ed ecologiche “capisco poco, mi batto per i diritti civili, però li supporto e partecipo alle loro manifestazioni, cerco di essere aggiornata sulla loro agenda” sottolinea. E racconta che sta tenendo un blog dal complicatissimo nome russo che significa più o meno l’istinto di sopravvivenza atrofizzata. “Ho tantissimi pensieri e sentimenti che basterebbero per scrivere un libro. Al momento non ci ho pensato. Forse, se sarò imprigionata, avrò tanto tempo per scriverlo” afferma non escludendo assolutamente di finire in prigione.

Teatro: a Bari riapre il Piccinni, restauro lungo nove anniTrenta flash mob accompagnano la due giorni di spettacoli

BARI05 dicembre 201921:04

Aristofane che narra di una discesa negli inferi alla ricerca di un poeta che possa consentire alla città di mantenere il suo teatro, è la frase recitata dal coro di 30 attori in uno dei 30 flash mob che accompagnano la due giorni di spettacoli per la riapertura del teatro Piccinni, con attori e danzatori nella piazza antistante, dopo un restauro lungo nove anni. “Una città si salva anche attraverso il teatro e noi lo abbiamo voluto portare anche fuori dalle sue mura” ha spiegato Licia Lanera che ne ha curato la regia. Riapre così le sue porte il teatro più antico di Bari. Saranno l’orchestra e il coro del Petruzzelli a dare il via alla maratona di musica classica, jazz e spettacoli. Inaugurato nel 1854, il teatro fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccini dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II di Borbone re delle Due Sicilie, negò il suo nome. Il restaurato Piccinni ha 775 posti a sedere. I lavori hanno riguardato il foyer, la platea, i plachi e il sipario.

Komagata, come nascono le forme d’arte create per i bambiniIl pluripremiato designer giapponese si racconta a Cagliari

AGLIARI05 dicembre 201919:21

– Primo cartoncino in bianco e nero per creare un contatto visivo con la figlia appena nata. Forme d’arte che richiamavano i seni della mamma, forte richiamo per la bambina. Così Katsumi Komagata, pluripremiato e poetico designer giapponese, ha raccontato in un incontro a Cagliari come sono nati i suoi primi lavori. “Non avevo idea di come si dovesse comportare un padre con una figlia – ha detto con molta tenerezza – e sono partito dai disegni”.
Dal bianco e nero si è passati presto al colore. Una sorta di pedagogia artistica molto semplice con forme sempre più complesse: mele rosse, uccelli blu, farfalle gialle. È la base dei dieci libri Petit yeux, gioielli semplici semplici. Ma pieni di fantasia. “Creavo i miei libri sulla base della crescita di mia figlia”, ha raccontato. Molta attenzione, in generale, alle nuove generazioni. E infatti oggi Komagata ha lavorato e creato insieme ai ragazzi del Liceo Artistico di Cagliari.
Komagata, considerato l’erede del progetto artistico e didattico di Bruno Munari e che nel 2012 è stato tra i protagonisti del MoMA di New York in occasione dell’allestimento “Century of the child: growing by design 1900-2000”, è stato ospite di una giornata di incontri e laboratori organizzata da Sardegna Ricerche, nell’ambito della mostra “Ri-Creazione”.
L’artista giapponese ha mostrato e spiegato i particolari delle sue opere, entrando nei dettagli raccontando come anche la fase adolescenziale della figlia sia stata in qualche modo decisiva per la sua produzione. “Come capita a quell’età si è creato un po’ di distacco da parte sua e non c’era più possibilità di fare libri per lei”.
Ed è stata la svolta per passare ad altro: l’ideazione di libri tattili per bambini non vedenti. Volumi che si aprono e pendono forme a tre dimensioni. Non solo. Si è dedicato anche alla creazione di opere per le persone che non percepiscono con esattezza i colori. Raccontando con poesia i suoi tentativi per avvicinarsi anche a questo mondo.
Moon phase è la sua ultima produzione. È in fase di stampa in Giappone ed è dedicato ai bambini daltonici. Un volume pieno di forme e colori spettacolari. Storie che ritornano: “Ora mia figlia – ha scherzato l’artista – ha trent’anni e ha avuto una figlia: posso di nuovo lavorare con un neonato”.

Nicola Savino a L’Altro FestivalL’annuncio di Fiorello durante Viva RaiPlay!

05 dicembre 201920:55

– Sarà Nicola Savino a condurre “L’Altro Festival”, il programma che prenderà il posto del “Dopo Festival”, nella 70/a edizione del Festival di Sanremo (dal 4 all’8 febbraio). Lo ha rivelato Fiorello, in diretta su RaiPlay durante la trasmissione “Viva RaiPlay!”, mentre ospitava Amadeus (conduttore e direttore artistico della manifestazione 2020) e, a sorpresa, lo stesso Nicola Savino. Il conduttore e attore era già stato alla guida del Dopofestival nel 2016 e nel 2017 affiancato dalla Gialappa’s Band.
L’Altro Festival sarà visibile solo sulla piattaforma digitale della Rai.

Mirren e McKellen, la menzogna è un’arteIl raffinato L’inganno perfetto in sala dal 5 dicembre

6 dicembre 201909:46

– Un gioco raffinato tra mattatori della scena come Ian McKellen e Helen Mirren dà vita a una commedia nera degli equivoci in cui si fa a chi è più bravo a mentire. E’ L’inganno perfetto, il film di Bill Condon (lo sceneggiatore vincitore dell’Oscar per “Demoni e dei”) nelle sale dal 5 dicembre con Mirren e McKellen che recitano per la prima volta insieme sul grande schermo in questo thriller brillante e ricco di suspense della New Line Cinema, sui segreti che le persone nascondono e sulle bugie che vivono..
Il genio della truffa Roy Courtnay (McKellen) ha messo gli occhi su una nuova preda: Betty McLeish (Helen Mirren), una donna da poco rimasta vedova e milionaria. E Roy non intende farsela sfuggire.
Fin dal loro primo incontro, Roy inizia a manipolare Betty con il suo collaudato modo di fare, e Betty, che sembra alquanto affascinata da lui, lo asseconda. Ma questa volta, quella che sarebbe dovuta essere una semplice truffa si trasforma in un gioco di fughe e rincorse, dove la posta in gioco metterà in luce i più insidiosi inganni che li porteranno entrambi attraverso un campo minato di pericoli, intrighi e tradimento.
Tratto dal romanzo d’esordio di Nicholas Searle (Rizzoli), L’inganno perfetto è scritto da Jeffrey Hatcher. Fanno parte del cast principale anche Russell Tovey (“History Boys”, la serie TV “Quantico”) e Jim Carter (la serie TV “Downton Abbey”).
Il film è prodotto da Greg Yolen e Bill Condon. I produttori esecutivi sono Richard Brener, Andrea Johnston, Aaron L.
Gilbert, Jason Cloth, Anjay Nagpal, Jack Morrissey e Nick O’Hagan.

A Roma la prima edizione del Tibet FestivalPer far conoscere e mantenere vive antiche tradizioni

06 dicembre 201909:51

– Un viaggio sul tetto del mondo per conoscere il Tibet. Dal 9 al 15 dicembre a Roma, presso WEGIL (Largo Ascianghi 5) si terrà la prima edizione del Tibet Festival, “Un lungo viaggio sul tetto del Mondo”, organizzato dall’Istituto Samantabhadra centro studi di Buddhismo tibetano: protagonisti saranno i Monaci tibetani del Monastero di Gaden Jangtse (casato Tsawa- India). Durante la manifestazione si potranno visitare gratuitamente le mostra fotografiche di Giampietro Mattolin e Piero Verni “Tulku” e “Amdo” per far conoscere e mantenere vive le antiche tradizioni di questo affascinante paese, l’arte e la meditazione, la sua storia millenaria, i Monaci tibetani.
Un evento per far conoscere e mantenere vive le antiche tradizioni del Tibet, la sua storia millenaria, la sua religione, la sua solida cultura di pace, e altri aspetti affascinanti come l’arte e la meditazione.
Durante questo lungo viaggio sul tetto del mondo si potrà stare accanto ai monaci tibetani, partecipare ad incontri sulla storia del Tibet; seguire seminari sul Buddhismo sulla meditazione e lo yoga. Saranno organizzati workshop per ragazzi e adulti, proiezioni di film, degustazioni di cucina tibetana e vegetariana. Il programma prevede la creazione in presenza del pubblico del Mandala del Buddha della Grande Compassione di sabbie colorate, dedicato alla Pace Universale.

I ragazzi di Radioimmaginaria si raccontanoIn ‘Noi abbiamo futuro’ di Michele Ferrari

7 dicembre 201911:52

ICHELE FERRARI, NOI ABBIAMO FUTURO (MARCOS Y MARCOS, PP 319, EURO 15. Il diario dei ragazzi di Radioimmaginaria, la web radio degli adolescenti, partiti con un Ape Car degli anni Settanta, in versione ecologica, per la Svezia con il pretesto di incontrare Greta Thunberg, è diventato un libro ‘Noi abbiamo futuro’ di Michele Ferrari, ideatore e fondatore della radio.
Fotografo, regista e autore con Gianni Morandi della biografia, ‘Diario di un ragazzo italiano’, Ferrari ha messo una parte di fiction nel libro. “Il plot, gli accadimenti sono romanzati.
Tante cose sono realmente accadute nel viaggio e altre sono immaginate. Tutti possono riconoscersi in qualcuno dei protagonisti. Sono undici dei 300 ragazzi che fanno parte di Radioimmaginaria” racconta. Tra questi c’è Ludovica, 23 anni, che è venuta con Ferrari e altri ragazzi alla Fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ con ‘Noi abbiamo futuro’, pubblicato da Marcos Y Marcos.
“Quando compi 18 anni puoi scegliere se restare a Radioimmaginaria mettendo a disposizione la tua esperienza. Io coordino le redazioni e se non avessi fatto l’esperienza di Radioimmaginaria non mi sarei resa conto di quanto la mia generazione sia stata abituata ad essere agevolata in tutto. C’è una grande paura del futuro, del dover fare fatica. Si vuole tutto subito” dice Ludovica. “Il viaggio in Ape Car, allestita come stazione radio, è durato 26 giorni, dal 29 luglio al 23 agosto. Siamo partiti da Castel Guelfo di Bologna verso Stoccolma ma Greta era partita per Losanna, in Svizzera dove però l’anno incontrata alcuni ragazzi di Radioimmaginaria.
Abbiamo reso ecologico il nostro mezzo di trasporto che avrebbe inquinato troppo con un pannello solare sul tetto e una marmitta catalitica e abbiamo cominciato il nostro viaggio lento attraverso l’ Europa. Questo percorso è legato alla promozione di un progetto per creare un fondo di borse di studio per i ragazzi meno abbienti che potranno visitare l’Europa con Radioimmaginaria. Vogliamo fare giornalismo d’inchiesta e andare a vedere le cose” racconta Ludovica.
‘Noi abbiamo un futuro’, undici adolescenti e un ApeRadio per salvare il pianeta ci restituisce il ritratto di questa generazione di adolescenti. “In un mondo pieno di fake news riesci a capire, attraverso un viaggio lento, cosa significa farsi un’opinione, toccare con mano le cose. Il libro vorrebbe arrivare a dire: ‘mettiti in movimento e avrai delle grandi soddisfazioni. Fai le cose, fuori dalla dinamica del tutto subito” spiega Ferrari che viene dalla generazione delle radio libere. “Mi sono accorto – dice – che questa generazione era in una crisi potenziale che impediva di capire il valore della comunicazione. Non ho trovato tanta curiosità quando ho aperto nel 2012 a Castel Guelfo di Bologna, Radioimmaginaria, dove può entrare chi ha da 11 a 17 anni. Ora ci sono 300 ragazzi in 50 sedi in diverse parti d’Europa, dalla Norvegia a Malta” racconta l’autore del libro.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il violinista Stefan Milenkovich a Modena e Imola
Il 7 e l’8 dicembre, tra i brani omaggio a Beethoven

MODENA06 dicembre 201910:25

– L’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena di Lubiana diretta da Mihail Agafita terrà due concerti, il 7 dicembre al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena e l’8 al Teatro Ebe Stignani di Imola, con la partecipazione del violinista Stefan Milenkovich. Brano condiviso delle sue serate sarà il celeberrimo Concerto in re maggiore per violino e orchestra Op. 61 di Ludwig van Beethoven, omaggio al 250/esimo della nascita del compositore.
Interprete di fama mondiale, Stefan Milenkovich è nato a Belgrado e si è precocemente affermato come ‘enfant prodige’. A dieci anni è stato invitato a suonare per il presidente Ronald Reagan in un concerto natalizio a Washington, per il presidente Mikhail Gorbaciov quando aveva 11 anni e per Papa Giovanni Paolo II all’età di 14 anni.
Agafita, che è direttore principale della National Philharmonic della Moldova, dirigerà poi la Terza Sinfonia ‘Eroica’, sempre di Beethoven, a Modena e la Terza Sinfonia ‘Scozzese’ di Felix Mendelssohn-Bartholdy a Imola.

Libri, cresce la nostra editoria all’estero, +8,7%Dati AIE, Spagna paese europeo dove si è più venduto nel 2018

6 dicembre 201911:01

– L’editoria italiana è sempre più internazionale. Nel 2019 sono stati ceduti 8.569 diritti, con un +8,7% rispetto al 2018. E crescono, anche se a ritmo meno sostenuto, i diritti acquistati: sono 9.648, +3,1% rispetto al 2018. È quanto viene fuori dai dati 2019 dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’import-export dei diritti, presentati a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola. L’indagine mostra una trasformazione strutturale dell’editoria italiana che guarda sempre più ai lettori stranieri: dal 2001 ad oggi la vendita dei diritti è aumentata di circa cinque volte (nel 2001 erano 1.800). Nello stesso periodo, invece, gli acquisti sono quasi raddoppiati: erano 5.400. Stabile, rispetto al 2018, la ripartizione per generi più venuti. Bambini e ragazzi e narrativa italiana, insieme, coprono il 64,3% di tutti i diritti venduti ma, mentre la percentuale dei primi è in lieve calo, dal 39% al 38%, la narrativa italiana cresce, dal 25,4% al 26,3%. A seguire la saggistica al 20,6%, gli illustrati al 10,5% e la manualistica al 4,6%. I dati fanno vedere che le piccole case editrici continuano ad acquistare più diritti di quanti ne vendano. Ma se gli acquisti crescono del 2,9%, l’export cresce a tassi molto più sostenuti, +16,5%. Quasi la metà degli acquisti di diritti, il 49,5%, è coperta dai piccoli e medi editori mentre i diritti venduti rappresentano il 23,8% del totale. Il Paese europeo dove si è venduto di più nel 2018 è la Spagna con il 20,3% del totale.

Mostre: a Bologna ‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’Riuniti 1.400 oggetti da 60 musei ed enti italiani ed esteri

BOLOGNA06 dicembre 201911:11

– Il Museo civico archeologico di Bologna propone dal 7 dicembre al 24 maggio ‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’, un progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca che comprende alcune delle principali novità di scavo e di studio degli ultimi anni. In mostra saranno circa 1.400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali, tra cui British Museum, Louvre, Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, Musei Vaticani e le principali Soprintendenze e istituzioni museali italiane.
L’esposizione conduce i visitatori in un itinerario attraverso la terra degli Etruschi e mostra come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca. Accompagna la mostra un catalogo con saggi dedicati alle singole sezioni di mostre e un approfondimento sui musei etruschi italiani.

David Garrett torna in Italia con Unlimited LiveCinque palasport ad ottobre per festeggiare 10 anni di crossover

06 dicembre 201911:20

– Dopo avere collezionato successi in 14 nazioni, nel 2020 il violinista David Garrett proseguirà con il suo tour mondiale “Unlimited – Live”, portando il suo crossover anche in Italia. Garrett tornerà con cinque date nei palazzetti: 15 ottobre Bolzano, 17 ottobre Assago (MI), 18 ottobre Bologna, 27 ottobre Conegliano Veneto, 28 ottobre Genova. L’artista, che miscela musica e video per produrre un’esperienza di concerto quasi cinematografica, si esibirà in un mix di pezzi inediti, arrangiamenti unplugged e le versioni più appassionanti dei suoi pezzi di maggiore successo. La pianificazione del tour, che celebra i 10 anni di crossover di Garrett, ha richiesto più di un anno. “Unlimited” è ben più del titolo di un tour: è la sua filosofia musicale, una passione per la creatività senza confini.
David Garrett ha già stregato milioni di fan in tutto il mondo con le sue interpretazioni di successi rock come “Purple Rain” o “Smells Like Teen Spirit” o pop come “Viva la vida” o “Hey Jude”, gli adattamenti d’inni come “Nothing Else Matters” o “November Rain” e i suoi arrangiamenti di melodie classiche come la “Sinfonia n. 5” di Beethoven of “Clair de Lune” di Debussy.

A Lecco opera Tintoretto esposta solo 4 volte in 100 anniIn mostra L’annunciazione del doge Grimani, ragazzi come guide

06 dicembre 201911:38

– E’ in mostra da oggi fino al 2 febbraio al Palazzo delle Paure di Lecco ‘L’annunciazione del doge Grimani’ opera giovanile del Tintoretto di proprietà privata che nell’ultimo secolo è stata esposta solo quattro volte.
Si tratta dunque di una esposizione eccezionale che non a caso viene fatta in vista del Natale. “Attraverso questo evento artistico vogliamo ridire i motivi per i quali noi Cristiani festeggiamo il Natale, offrendo alla visione di tutti un capolavoro che racconta la Parola di Dio che entra nella storia”, ha spiegato monsignor Davide Milani. La mostra ‘Il mistero dell’arte Tintoretto rivelato’ curata da Giovanni Valagussa è stata infatti promossa dalla parrocchia di San Nicolò/comunità pastorale Madonna del Rosario con il Comune di Lecco.
Il progetto va al di là della semplice mostra. A illustrare il dipinto, spiegarne la storia ma anche il Mistero che racconta sono infatti 140 ragazzi coinvolti in un progetto di alternanza scuola lavoro. Mentre il catalogo può contare sui contributi di personaggi come il cardinale Angelo Scola, lo scrittore Andrea Vitali, l’attore Giacomo Poretti e la regista Liliana Cavani.

Musica: gli Aerosmith agli I-days di MilanoA Mind il 13 giugno unica tappa italiana gruppo di Steve Tyler

MILANO06 dicembre 201911:57

– Anche gli Aerosmith parteciperanno agli I-days di Milano. La band di Steve Tyler si esibirà a Mind, il Milano Innovation District che sta sorgendo nell’ex area Expo, il 13 giugno, giorno prima del concerto dei Foo Fighters, a cui seguirà il 15 quello di Vasco Rossi. Si tratta dell’unica tappa in Italia del gruppo, che nel 2020 celebra i 50 anni di carriera.
Il nuovo tour arriva dopo il successo della residency a Las Vegas, Aerosmith: Deuces are Wild, cominciata lo scorso 6 aprile e che terminerà il 4 giugno 2020. Le oltre 50 date di cui si compone la residency al Park MGM hanno portato la band ad occupare la vetta della classifica dei migliori incassi di Billboard e la posizione n.2 in quella degli Hot Tours.

Le porte capolavoro del Battistero di Firenze di nuovo insiemeFiniti restauri, dopo 30 anni riunite in Museo Opera S.M.Fiore

FIRENZE06 dicembre 201912:12

– Separate quasi 30 anni fa per esser restaurate sono nuovamente insieme le tre gigantesche porte del Battistero di Firenze (circa 5 metri di altezza per 3 di larghezza ciascuna), capolavori in bronzo e oro che furono realizzati tra il 1330 e il 1452. Non saranno più visibili nella loro collocazione originale per evidenti motivi di tutela (al loro posto copie fedelissime), ma nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore, fabbriceria di cui fanno parte anche Duomo, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto e Battistero.
Dal 9 dicembre si potranno ammirare l’una accanto all’altra nella Sala del Paradiso del museo: qui erano già custodite le due realizzate da Lorenzo Ghiberti, la porta Paradiso, la più recente e famosa a cui il nome lo avrebbe dato Michelangelo per la sua bellezza, e quella Nord. Ora è arrivata al museo anche la porta Sud, la più antica, opera di Andrea Pisano che fu discepolo e collaboratore di Giotto, una volta concluso il restauro condotto come per gli altri due portali dall’Opificio delle Pietre dure e finanziato con un milione e mezzo di euro dall’Opera di Santa Maria del Fiore.

Arte: grattacielo Intesa ospita capolavoro BelliniMadonna con il Bambino prestito Accademia Carrara di Bergamo

TORINO06 dicembre 201912:58

– Intesa Sanpaolo espone dal 20 dicembre al 6 gennaio un capolavoro assoluto di Giovanni Bellini, tra i più celebri artisti del Rinascimento: la Madonna con il Bambino, nota come Madonna di Alzano, dell’Accademia Carrara di Bergamo. Si tratta di un prestito eccezionale in quanto il dipinto, per la straordinaria qualità, solo in rarissime occasioni ha lasciato la propria sede.
La Banca accoglie questo ‘Ospite illustre’ e offre a cittadini e turisti l’opportunità di accedere al 36/o piano, nel cuore della Serra bioclimatica del grattacielo, un allestimento inusuale che integra l’arte classica in un contesto di grande modernità.
La presenza a Torino del dipinto si lega alla contemporanea mostra dedicata ad Andrea Mantegna a Palazzo Madama, dal 12 dicembre al 4 maggio, con importanti prestiti provenienti dalla Accademia Carrara. Tra questi Resurrezione di Cristo, opera da secoli creduta una copia e ora restituita al maestro Mantegna.

Natale: alberi ‘gemelli’ nel Beneventano e nel MarylandAppuntamento a Limatola nel segno dei legami Italia-Usa

BENEVENTO06 dicembre 201913:04

– “Italia – Usa, uniti nelle tradizioni” è il titolo dell’evento promosso il 7 dicembre dal Comune di Limatola (Benevento) nel suggestivo borgo al cui interno sorge il castello medievale che ospiterà fino a domenica prossima la decima edizione de “I Mercatini di Natale”, definiti tra i tre più belli in Europa.
L’evento consiste in uno spettacolo natalizio, alla presenza di centinaia di persone, nell’ambito del quale verranno accesi in contemporanea gli alberi di Natale sia a Limatola, nella piazza centrale del paese, che nella “Piccola Italia” di Baltimora, nello Stato del Maryland (Usa). Sarà l’occasione per confrontarsi, in diretta, sulle tradizioni italiane e di quanto queste siano ancore vive nella comunità italoamericane.
All’evento interverranno la Presidente della “Italian Language Foundation” (ILF) di New York), Margaret Cuomo (sorella dell’attuale Governatore dello Stato di New York), Louis Tallarini (già presidente della Columbus Citizens Foundation di New York e Chairman della ILF), la Comunità italoamericana di Baltimora, l’assessore al Turismo della Regione Campania Corrado Matera ed il sindaco di Limatola, Domenico Parisi, insieme agli amministratori locali.
“Scopo di questo evento unico in Campania – commenta il sindaco Parisi – è quello di valorizzare all’estero e, in particolare negli Stati Uniti d’America, le tradizioni locali delle aree interne della nostra regione che, unitamente alle nostre bellezze storico-artistiche e culturali, possano fungere da vero attrattore turistico”.

Natale all’Auditorium, da Capossela a ProiettiAttesi anche Gazzè, Britti, Piovani, Mannoia

06 dicembre 201920:24

Il Natale sta per arrivare all’Auditorium Parco della Musica a Roma. Un mese tra festival di gospel, concerti pop, rock, jazz, lezioni di rock e dialoghi matematici e l’immancabile pista di pattinaggio nell’area antistante la cavea. L’appuntamento è dal 7 dicembre al 6 gennaio. “Dicembre è da sempre un periodo di intensa attività in Auditorium per rendere più piacevoli le festività per chi resta in città e per attrarre coloro che approfittano delle vacanze per visitare la nostra bellissima città”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina. “Anche quest’anno il Natale ha un programma di grande qualità pensato per un pubblico variegato, diverso per età e gusti. – ha sottolineato l’amministratore delegato José R. Dosal -. Con un cartellone ricco di nomi prestigiosi”.Tra gli ospiti più attesi c’è Vinicio Capossela che presenterà l’8 dicembre il suo nuovo spettacolo Ballate per uomini e bestie. Dal 10 dicembre parte la quarta edizione di Retape, la rassegna dedicata alle nuove proposte della scena musicale romana che andrà avanti fino a maggio. Ospiti del primo appuntamento Fulminacci e Yuman. Ancora musica e parole per il Viaggio di NeaCo’, una favola in forma di concerto frutto dell’intuizione di Neapolitan Contamination, in scena l’11 dicembre. Dopo 15 anni di assenza dalla Capitale, torna l’11 dicembre al Parco della Musica il trio jazz formato da Pieranunzi, Johnson e Baron. Torna anche la Jumpin’Jive Orchestra che proporrà un canti di Natale arrangiati in chiave swing (12 dicembre). Proseguono a dicembre i Ritratti che Tonino Battista e il PMCE Parco della Musica Ensemble dedicano ai compositori contemporanei. Dal 22 dicembre prende il via il Festival Gospel con protagonisti Chicago Mass Choir, Harlem Gospel Choir, South Carolina Mass Choir, Dennis Reed &Gap e Danell Daymon & Greater WorksDoppia data il 26 e 27 dicembre con il duo Max Gazzè e Alex Britti che saliranno sul palco della prestigiosa Sala Santa Cecilia. Tra le voci femminili, il 26 dicembre il concerto di Grazia Di Michele, Mariella Nava e Rossana Casale e il 28 dicembre Fiorella Mannoia con il suo Personale Tour.Per i più giovani il 29 e il 30 dicembre arriva Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban “in concerto” (terzo capitolo della celebre saga di J.K. Rowling): oltre 120 musicisti tra orchestra e coro eseguiranno dal vivo la magica partitura di John Williams sotto la direzione del Maestro Timothy Henty, in sincrono con la proiezione del film. All’Auditorium si festeggerà anche la fine dell’anno: il 31 dicembre in Sala Sinopoli con il gospel del gruppo Danell Daymon & Greater Works e in Sala Santa Cecilia si brinderà in compagnia di Gigi Proietti che torna a grande richiesta all’Auditorium con Cavalli di battaglia, un excursus del suo repertorio. Il primo gennaio Nicola Piovani presenterà La musica è pericolosa, un racconto musicale narrato dagli strumenti che agiscono in scena (replica 2 gennaio). E ancora a Capodanno il concerto di Gerardo Di Lella con la sua Grand O’rchestra. Sarà ancora una volta Ambrogio Sparagna accompagnato dall’OP I- Orchestra popolare italiana a chiudere le festività il 6 gennaio con la Chiarastella. Ma il Natale all’Auditorium non è solo spettacolo: l’8 dicembre ripartiranno le Lezioni di rock e i Dialoghi matematici. A completare il ricco programma la mostra 1696. l’anno della controcultura: parole, musica, immagini allestita dal 6 dicembre al 6 gennaio nello spazio AuditoriumArte. Sorprese anche alla Casa del Jazz. Tra queste l’omaggio a Bill Evans della Mario Corvini Santa Cecilia Big Band che ospita il sassofonista Rosario Giuliani (27 dicembre), lo spettacolo “Arte Sincopata” con lo scrittore Filippo La Porta e il trombonista Marcello Rosa, viaggio nella letteratura novecentesca a ritmo jazz: da Ginsberg a Cortazar, da Faulkner a Marinetti, da Vian a Celine, a Fenoglio (28 dicembre) e la sonorizzazione del film “Cenere” interpretato da Eleonora Duse eseguita dal vivo dal duo Marcello Allulli/Giovanni Ceccarelli (29 dicembre). Anche l’ingresso del nuovo anno si potrà festeggiare a ritmo di musica con Gabriele Coen Trio (3 gennaio), Riccardo Fassi Analog Trio (4 gennaio) e Silvia Manco (5 gennaio).

Torino Film Festival: Emanuela Martini non sarà più direttricePresidente Museo Cinema Ghigo, prima di Natale il successore

TORINO06 dicembre 201914:16

– Emanuela Martini non sarà più direttrice del Torino Film Festival. L’ho reso noto il presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo a margine degli Stati generali della Fondazione Crt. “Continuerà a collaborare con noi perché è una professionalità che non vogliamo perdere”, ha detto Ghigo. “Il nome del nuovo direttore lo conoscerete prima di Natale”, ha aggiunto.

Cinema: Dante Ferretti racconta amicizia Callas e PasoliniRieditato docu L’Isola di Medea .’ A Pier Paolo devo tutto’

TRIESTE06 dicembre 201914:59

– La cantante lirica più acclamata del mondo e lo scrittore-regista più scomodo e provocatorio del momento: Maria Callas e Pier Paolo Pasolini si incontravano sul set di “Medea”, il primo e unico film mai interpretato dalla “Divina”. A 50 anni dall’uscita di quella pellicola nelle sale italiane (28 dicembre 1969) torna sul grande schermo con una intervista inedita al Premio Oscar Dante Ferretti, il documentario L’isola di Medea. Scritto e diretto da Sergio Naitza, prodotto da Lagunamovies – Karel il film ripercorre la lunga amicizia fra Callas e Pasolini, e la visione d’amore, illusoria e irraggiungibile, che ha alimentato in filigrana quel rapporto. Tanti i ricordi che Ferretti, che ne firmò la sceneggiatura, consegna al film. “Pasolini – rammenta – mi ha aiutato a maturare nel lavoro, mi ha dato fiducia chiamandomi per “Medea”, uno dei ricordi più belli della mia vita”.
La pellicola sarà presentata dalla Fondazione Carigo lunedì prossimo al Kinemax di Gorizia.

Il primo Natale, Ficarra e Picone nel presepeIn sala dal 12 dicembre, fra leggerezza e temi come accoglienza

07 dicembre 201913:21

– Raccontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. E’ nata così, spiegano Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, la loro irruzione nel presepe nella loro nuova commedia, Il primo Natale. Per il duo (che festeggerà nel 2020 25 anni di sodalizio artistico con un tour teatrale che toccherà oltre 20 città) è il primo film che arriva in sala in sala durante le Feste: sarà in sala dal 12 dicembre in oltre 600 copie con Medusa.Utilizzando il modello dell’avventura in un’altra epoca storica, molto popolare in commedia anche in Italia, da Totò e Cleopatra a Non ci resta che piangere con Benigni-Troisi, passando per i viaggi nel tempo di Villaggio e Boldi-De Sica, la tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale: “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi – spiegano -. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”. Prodotta con un budget di circa 11 milioni di euro da Attilio De Razza (Tramp Limited) in collaborazione con Medusa, la commedia traccia l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. Nel cast, fra gli altri, anche Roberta Mattei, Giacomo Mattia e la piccola Giovanna Marchetti.A dare forza al film, oltre alle ambientazioni marocchine, ci sono le scenografie di Francesco Frigeri e i costumi di Cristina Francioni. “Il racconto è come una parabola, comprensibile anche per chi non crede – sottolinea Nicola Guaglianone, già coautore con Ficarra e Picone de L’ora legale – L’inizio ci mostra la maniera nella quale tutti noi a volte reagiamo come fossimo anestetizzati davanti a certe immagini”. Con Salvo e Valentino “si cerca sempre lo sguardo ironico. Qui trattiamo anche temi seri, come l’immigrazione senza che serva mai nominarla Come diceva Leo Benvenuti (grande sceneggiatore, ndr), col tempo le cose cambiano, l’ironia le fissa invece nella loro verità”. Fanno capolino nel film anche alcune battute pungenti come quella innescata dal riutilizzo di uno slogan leghista: ‘Roma ladrona’, tirato fuori contro l’esercito romano invasore, con i due protagonisti che commentano: “Dicevano così anche da noi… poi se ne sono dimenticati”. Il loro film precedente L’ora legale (2017) non era stato iscritto da Ficarra e Picone alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.

Efa, speranze Italia in edizione piena di capolavoriIn corsa Marco Bellocchio, Favino, Ferrente e Barrese

06 dicembre 201915:58

– Alla vigilia della cerimonia degli European Film Awards 2019 speranze Italia in un’edizione piena di film da Oscar. L’Italia è infatti in corsa con IL TRADITORE di Marco Bellocchio con ben quattro nomination (film, regia, attore e sceneggiatura), ma vanno forte anche SELFIE, documentario di Agostino Ferrente (L’Orchestra di Piazza Vittorio) nella categoria miglior documentario dove è in corsa anche LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese. E questo in un’edizione dominata quest’anno da grandi nomi come Pedro Almodóvar e Roman Polanski in testa alle nomination con quattro categorie ciascuno proprio come il nostro Bellocchio. È interessante poi notare che questo tris di film, DOLORE Y GLORIA, IL TRADITORE e L’UFFICIALE E LA SPIA, hanno ottenuto le nomination nelle categorie europee più importanti: film, regia, sceneggiatura e attori (Antonio Banderas, Pierfrancesco Favino e Jean Dujardin). Nel corso della serata l’attrice francese Juliette Binoche riceverà il Premio Contributo Europeo al Cinema Mondiale, mentre a Werner Herzog andrà quello alla Carriera. La cerimonia di premiazione sarà trasmessa in diretta streaming per l’Italia su www.rai.it (dalle 19) e replicata poi su Raimovie (martedì 10 dicembre alle 23).

Imagine, il film visionario di John Lennon e Yoko OnoIn onda domenica 8 dicembre

06 dicembre 201916:46

– “Le persone che hanno lavorato su Imagine erano persone di pace ed è stato illuminante ed eccitante essere una di loro. Ricorda: ognuno di noi ha il potere di cambiare il mondo”. Yoko Ono.
Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di John Lennon, domenica 8 dicembre, arriva su Sky Arte (canale 120 e 400) alle 21.15 Imagine, la versione restaurata del film diretto e prodotto da John Lennon e Yoko Ono che prende il nome dall’album più famoso di Lennon. La pellicola, datata 1972, è accompagnata da 15 minuti di contenuti inediti. Così proposto, Imagine offre allo spettatore un collage cinematografico, fatto di musica, colori, sogni e realtà, pur comunque mantenendo la sua originaria bellezza e autenticità.
Mentre John e Yoko si cercano in un campo offuscato dalla nebbia, regalano una visione limpida sul loro mondo, fatto di risate, balli, silenzi e intimità. Da “Crippled inside” a “Oh Yoko!” passando per “I don’t wanna be a soldier, mama”, le meravigliose e immortali parole dell’artista, tragicamente scomparso, accompagnano le immagini di questo emozionante film.
Quasi fosse un unico video musicale, “Imagine”, il celebre album da solista di Lennon, viene mescolato, come la sua vita, all’artistica visione del mondo di Yoko, che impregna anche le sue canzoni, come “Don’t count the waves” o “Mrs. Lennon” dell’album “Fly” presenti nell’opera.
Un viaggio all’interno delle loro giornate, delle amicizie, tra tutti quelle con George Harrison e Fred Astaire, dei giochi con Dick Cavett e Jack Palance e delle feste con Andy Warhol.
Ospiti d’eccezione che hanno contribuito a creare un’esistenza colma d’immaginazione, commovente quanto la musica che accompagna ogni fotogramma di questa pellicola intima e illuminante. Un film che unisce momenti di fiction a scene reali riprese da un giorno qualunque nella mistica, visionaria e psichedelica vita di John Lennon e Yoko Ono.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Una ‘Bohème’ colorata e giocosa al Carlo Felice
Opera pucciniana vista dal regista Fornari e dal pittore Musante

GENOVA06 dicembre 201916:48

– Sarà una versione colorata e giocosa la ‘La Bohème’ di Puccini ideata dal regista Augusto Fornari e dal pittore Francesco Musante per il Teatro Carlo Felice di Genova, in scena dal 13 al 15 dicembre e dal 27 al 29 dicembre. A presentarla il sovrintendente Claudio Orazi e il direttore d’orchestra Andrea Battistoni. Una delle opere liriche più popolari, ambientata in una Parigi di metà Ottocento, vedrà protagonisti sul palco i giovani bohèmien, gli aspiranti artisti sempre in bolletta che irromperanno nell’opera contaminando musica e racconto teatrale con il loro modo di vivere scapestrato e alla giornata. “M’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il ‘gioco’ come elemento propulsore – commenta Fornari – il gioco ‘serio’, quello dei bambini che va fino in fondo irridendo fame, freddo, povertà, ricchezza, borghesia, e che vorrebbe sgambettare la morte”. “Ci sarà un bellissimo allestimento, con una bellissima compagnia di canto che si alternerà sul palcoscenico”, dice Orazi.
“E’ una delle opere più eseguite in assoluto al mondo, La Bohème è un miracolo di realismo – evidenzia Battistoni – le frasi del libretto abbinate alla cadenza musicale che Puccini gli ha dato sono di tale uso comune oggi che tutti noi continuiamo a citare continuamente l’opera parlando ogni giorno oggi”. “Con il Natale arriva La Bohème, in vista della fine dell’anno ci sarà ancora il balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo con la Cenerentola, poi un concerto di Capodanno e con l’anno nuovo torna il barbiere di Siviglia”, ricorda Orazi.

David Lopez, racconto una generazione sospesaA Roma con il libro d’esordio ‘Il feudo’

06 dicembre 201917:26

– DAVID LOPEZ, IL FEUDO, (SELLERIO, PP 227, EURO 16) Caso editoriale in Francia con il romanzo d’esordio ‘Il feudo’, David Lopez racconta una generazione di trentenni “sospesa” tra la periferia e la campagna, né sobborgo, né quartiere chic, con protagonista il pugile Jonas e i suoi amici. “C’è questa dimensione dell’essere a metà tra due mondi, sia dal punto di vista geografico, tra la città e la campagna, sia dal punto di vista sociale. I personaggi cercano sempre di capire chi siano ma non sanno mai chi sono. E alla fine questa ricerca della propria identità trova una risposta positiva soltanto nello stare insieme” racconta Lopez, 35 anni, originario di Nemours, al centro della Francia, che fa pugilato, ha un talento particolare per la scrittura e uno stile tutto suo fatto di oralità e linguaggio letterario.
“I ragazzi del romanzo non riescono a ritrovarsi nelle aspettative che la società ha nei loro confronti. E’ tutto molto sospeso ed è questa sospensione a tenere insieme la mancata capacità di decidere da parte dei personaggi. La domanda da porsi è: quali sono le scelte da fare in base a chi si è davvero?” dice Lopez al suo arrivo alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi alla Nuvola di Roma.
L’ambientazione della storia – che alterna momenti divertenti all’amarezza e vede questo gruppo di amici scandire il tempo al ritmo delle canne “è una scelta che viene un po’ dal caso, ma soprattutto è stata – dice lo scrittore – una mia urgenza perché riporta tutto a una realtà che conosco bene. Questa città è indefinita: è un po’ Nemours, ma potrebbe essere qualsiasi luogo della Francia. La sua caratteristica principale è la distanza dalla metropoli”.
La precisione nel raccontare è invece una cosa a cui tiene molto Lopez, che con ‘Il feudo’, pubblicato in Italia da Sellerio nella traduzione di Marina Di Leo e Giulio Sanseverino, ha vinto il Prix du Livre Inter 2018. “Subisco molto la fascinazione della scomposizione dei gesti. Così descrivere lentamente i passaggi del fumare una canna mi ha permesso nel libro di dilatare il tempo facendo entrare il lettore nella narrazione. Ci sono possibilità diverse delle conseguenze del fumo: ci può essere uno stadio della vita in cui fumare a certi livelli può diventare nefasto, ma, per questi ragazzi che non sono ancora adulti e non più adolescenti, la cannabis è uno strumento per procrastinare le decisioni, per spostare sempre in avanti qualcosa che si sente come pressione esterna” sottolinea Lopez.
Jonas è un pugile di un certo talento e ha una ragazza che lo chiama per fare sesso ma da lui non vuole altro. Trascorre le giornate con il suo gruppo di amici, che sono gli stessi delle elementari , giocando a carte, litigando, parlando di boxe.
Senza particolari passioni o forme di protesta, semplicemente sentendosi sicuro in questo “feudo”. “Non volevo trovare in questo libro delle scuse a un certo modo di vivere, né giudicare. In questo modo si possono mostrare molti più aspetti umani dei personaggi. L’umanità viene fuori dall’umorismo, dal fatto che si ride pur essendoci molta amarezza. C’è anche la noia e nello stesso tempo passività e inventiva” sottolinea lo scrittore che ha le mani piene di anelli colorati.
“Il rapporto tra Jonas e la boxe è un po’ come il mio con la letteratura. Ci sono persone che mi dicono continuamente che ho del talento ma io non ci credo. La boxe è anche lo sport perfetto per descrivere ogni movimento muscolare e quindi della narrazione” racconta Lopez che vive sempre a Nemours e non ha cambiato vita.
“La mescolanza di lingua orale e letteraria è arrivata dopo aver provato a scrivere in maniera più tradizionale, come mi aspettavo che dovesse essere un romanzo. Ma per me non funzionava e ad un certo punto ho capito che questo ambiente non poteva venir fuori che dal linguaggio che io ho usato. Questo mi ha liberato da quella visione di letterarietà che un romanzo dovrebbe avere secondo alcuni canoni” sottolinea.
Il successo in Francia “mi ha dato molta fiducia perché ‘Il feudo’ è nato come una scommessa. Mi ha dato molta sicurezza, ma nello stesso tempo ho sentito che per scrivere ho bisogno di sentire la fragilità del rischio. Per dare il meglio devo trovarmi in sfida con me stesso” afferma e annuncia che il romanzo è stato opzionato per farne un film, “ma è tutto nella fase di costruzione. Il copione dovrebbe essere pronto il prossimo autunno”.

Hit parade, Cremonini subito in vettaTerzo Antonacci, ottavo il concept album di Jovanotti

06 dicembre 201918:28

– Debutta subito in vetta alle classifiche di vendita “Cremonini 2C2C The Best Of”, la prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, che scalza questa settimana Tiziano Ferro con “Accetto miracoli”. Chiude il podio un’altra new entry, “Chiaramente visibili dallo spazio”, il nuovo album di Biagio Antonacci.Secondo Fimi-Gfk, resta saldo in quarta posizione Tha Supreme con “23 6451”, che precede Marracash con “Persona” e “Mina Fossati”, in discesa in sesta posizione. Al settimo posto i Coldplay con “Everyday Life”, davanti a “Lorenzo sulla luna”, il concpet album di Jovanotti. Chiudono la top ten Zucchero con “D.O.C.” e gli eterni Pink Floyd, che conquistano la decima posizione con il cofanetto “The later years: 1987-2019”, al secondo posto tra i vinili (alle spalle di Marracash).Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 29 novembre al 5 dicembre:1) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN – UNIVERSAL MUSIC)3) CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)4) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)7) EVERYDAY LIFE, COLDPLAY (COLDPLAY / PLG 3P – WMI)8) LORENZO SULLA LUNA, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)9) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)10)THE LATER YEARS: 1987-2019, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) SOLDI IN NERO, SHIVA & SFERA EBBASTA (JIVE/ISLAND-SME)3) CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)4) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)Infine, la classifica dei vinili:1) PERSONA, MARRACASH (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)2) THE LATER YEARS: 1987-2019, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)4) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) MICROCHIP TEMPORALE, SUBSONICA (COLUMBIA-SONY)

Matera, con il presepe vivente è già NataleNella Città dei Sassi anche quello di sabbia di Jesolo

MATERA06 dicembre 201918:30

– Le atmosfere suggestive dei rioni Sassi, patrimonio dell’Umanità, lungo un percorso di ambienti ipogei illuminati dalle luci di una tradizione che lega idealmente la Palestina ai luoghi della cristianità del rupestre: a Matera, ospitano la decima edizione del Presepe vivente che prende il via il 7 dicembre.
E nella Capitale europea della Cultura 2019 riflettori anche sul Presepe di sabbia del Comune di Jesolo e sulla terza edizione della mostra “Presepi d’Italia” dedicata all’arte presepiale leccese e materana.

Da Marracash a Mattarella tutti pazzi per ToscaRecite già sold out, anche Patti Smith fra il pubblico

MILANO06 dicembre 201920:06

– Da Marracash e Elodie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sarà una prima a dir poco eterogenea quella che il 7 dicembre aprirà con Tosca la stagione lirica della Scala. Una prima attesa come mai negli ultimi anni, anche grazie all’opera di Puccini, che è in assoluto fra le più amate dal pubblico. E infatti i biglietti (prezzo per la platea tremila euro) sono andati sold out a tempo di record, così come quelli per tutte le altre otto recite in programma. Anche quelle in cui non sarà protagonista Anna Netrebko, star assoluta della lirica, sostituita da Saioa Hernández. Confermato invece in tutte le recite il resto del cast, a partire dal tenore Francesco Meli nella parte di Cavaradossi, e il baritono Luca Salsi in quella del perfido Scarpia.Chi non è riuscito ad accaparrarseli potrà vedere questa Tosca ‘cinematografica’ con scenografie monumentali, la regia di Davide Livermore e la direzione di Riccardo Chailly in diretta su Rai1 (grazie a Rai Cultura), al cinema e in tantissimi luoghi di Milano (incluso l’ospedale Niguarda, la palestra Heracles e il carcere di San Vittore). Nel palco reale, oltre al Capo dello Stato con la figlia, siederanno la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, quello dei Beni Culturali Dario Franceschini, il prefetto Renato Saccone, il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana. In platea il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, l’attrice Vittoria Puccini e anche Patti Smith, reduce dal concerto milanese del 1 dicembre, che alla prima della Scala aveva già assistito nel 2015, per Giovanna D’Arco con protagonista sempre Anna Netrebko.Anche quest’anno sono previste le ormai tradizionali proteste all’esterno: quelle della Cub, dei lavoratori Conad-Auchan a difesa del loro posto di lavoro e quella degli antagonisti che vogliono porre l’attenzione sulla situazione dei curdi in Siria. Non sono mancate oggi le proteste, o per lo meno i malumori per lo svolgimento, proprio alla vigilia della prima, di una sfilata di Dolce&Gabbana (che della Scala sono soci sostenitori). “Chiederemo al nuovo sovrintendente Dominique Meyer un’inversione di tendenza rispetto a questo taglio glamour” ha detto Nicola Cimmino della Cisl, mentre Paolo Puglisi della Cgil, non entrando nello specifico della sfilata di oggi, ha aggiunto che intende inviare dopo il 15 dicembre (giorno in cui l’attuale sovrintendente Alexander Pereira lascerà l’incarico per andare a dirigere il Maggio Musicale Fiorentino) “una lettera alla direzione chiedendo un incontro per discutere delle attività del teatro diverse da quelle di spettacolo”. “Vogliamo sapere chi fa cosa” ha concluso.

Debutto italiano per ‘Intimate Audrey’Alla Fondazione Carispezia la Hepburn attrice e privata

LA SPEZIA06 dicembre 201918:52

– Una mostra dedicata all’indimenticata protagonista di ‘Colazione da Tiffany’ e ‘Vacanze romane’, icona di eleganza e di stile. ‘Intimate Audrey’ è il titolo dell’esposizione che ha come protagonista Audrey Hepburn. La mostra, inaugurata alla Spezia alla Fondazione Carispezia e visitabile fino all’1 marzo 2020, è per la prima volta in Italia dopo essere stata in Belgio e nei Paesi Bassi. Si tratta di un’esposizione-biografia creata dal figlio Sean Hepburn Ferrer per celebrare i 90 anni dalla nascita della madre. Non solo foto, filmati e cimeli che ne celebrano la carriera cinematografica, c’è anche la parte più intima, trattata per sezioni. “Una mostra su un’icona del cinema, dello stile, della filantropia che ha fatto tutto questo in un vestitino di cotone: questo è il segreto per cui è così amata, perché la fa sentire una di noi” ha detto il figlio.
“Un’antesignana del suo tempo, siamo onorati di ospitare questa mostra” ha detto la presidente della Fondazione Claudia Ceroni.

Battaglia per diritti di gay e transgender in PakistanLa racconta docu Allah Loves equality a Corto Dorico Film Fest

06 dicembre 201918:54

– “Perché la gente mi considera un tabù che non si può capire?”. E’ la domanda che pone Bubbly Malik, attivista transgender pachistana, fra le protagoniste di Allah Loves Equality, il documentario di Wajahat Abbas Kazmi presentato alla 16/a edizione del Corto Dorico Film Fest ad Ancona. Il film non fiction, che ha il patrocinio di Amnesty international, racconta la battaglia quotidiana della comunità Lgbtia (acronimo che racchiude lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) contro le violenze (dai casi di pestaggi, a quelli di stupri, e di omicidi d’onore) e le discriminazioni di cui è vittima nel Paese musulmano.
Il regista pakistano, italiano d’adozione, attivista dei diritti umani, parte offrendo un contesto storico che ci rivela come in varie epoche dei secoli passati. ad esempio, sotto l’Impero Moghul, i transgender avessero ruoli importanti nella società e il crossdressing fosse celebrato. Inoltre l’omosessualità non era tabù nelle composizioni di Abu Nuwas, poeta arabo dell’VIII secolo. Invece, in particolare, “dall’indipendenza del Pakistan nel 1947, la comunità Lgbt ha subito ogni forma di mortificazione sociale e difficoltà” . Ad esempio le uniche attività concesse ai transgender per mantenersi sono “chiedere l’elemosina, danzare o prostituirsi” si spiega. Qasim

Con Lonely Planet alla scoperta dell’universoGuidoni, dallo spazio si vedono la deforestazione e lo smog

06 dicembre 201919:12

– UNIVERSO, GUIDA DI VIAGGIO (EDT, PP 605, EURO 32) Dallo spazio “non si vedono città, ponti ma si vede la deforestazione, gli incendi e di notte il rosso delle fiamme. E si vede anche lo smog che ha un colore giallino e grigio, non bianco come quello delle nuvole. Si osserva lo smog sopra la Cina meridionale e sulla pianura padana”. Lo ha raccontato l’astronauta Umberto Guidoni alla presentazione, con lo scrittore Paolo Giordano, alla fiera Più Libri più liberi alla Nuvola di Roma, di ‘Universo’, la guida di viaggio veramente speciale realizzata da Lonely Planet in collaborazione con la Nasa JPL.
Così lontano Lonely Planet non ci aveva mai portato. Ci fa sbarcare sui pianeti del nostro sistema solare, fino ai margini dell’Universo conosciuto, passando per esopianeti, stelle appena nate, resti di supernove e superammassi di galassie. “Non escludo che un giorno ci saranno veicoli capaci di trasportare turisti nello spazio. La sensazione è la stessa di quando l’aviazione da sport privato è diventata servizio di linea.
Forse si può arrivare a fare la stessa cosa nello spazio” ha spiegato Guidoni all’incontro condotto da Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia.
Cosa dobbiamo mettere in valigia per andare nello spazio? “Lo Shuttle parte in verticale e ci sono solo due file di sedili.
Stai seduto con le gambe in aria e fino all’ultimo secondo potresti non partire. Il viaggio in se Stesso dura 8 minuti e mezzo, ma è come avere un gorilla sul petto perché sei schiacciato. Quando si spengono i motori sei in assenza di peso e rimani in questa sensazione strana per tutto il tempo.
Consiglio di non muoversi nelle prime ore perché non c’è più alto basso e di non lasciare le cose in giro perché tutto galleggia” ha spiegato Guidoni.
E, ha sottolineato Guidoni, dopo 50 anni di agenzie spaziali pubbliche cominciano a farsi strada quelle private. “La prossima settimana verrà lanciata una capsula privata Boeing. E nel 2024 verrà costruita una base sulla luna dove verranno scaricate le missioni” ha detto Guidoni.
Nell’edizione della fiera dedicata ai Confini dell’Europa si presenta una guida sull’universo. C’è un’affinità tra i due concetti? “Ce ne sono più di quanto si possa immaginare.
L’universo è sempre stato un pensiero che ridimensiona la rilevanza delle cose che ci succedono. Si guardano il cielo e le stelle e ci si rende conto di quanto si è marginali. È qualcosa che andrebbe considerato anche dal punto di vista politico.
Tendiamo ad essere italiacentrici, politicocentrici. Il pensiero sull’universo come quello dell’Europa unita dovrebbe ridimensionarci” ha detto lo scrittore Paolo Giordano. E ‘Universo’ di Lonely Planet, con la prefazione del divulgatore scientifico Bill Nye, ci fa compiere un viaggio davvero speciale e scoprire tante cose nuove sui pianeti e le missioni.

‘Stasera gioco in Casa’, Morandi duetta con Brunori’Vita’ proposta in coppia al Duse di Bologna durante lo show

BOLOGNA06 dicembre 201919:22

– Dario Brunori è salito a sorpresa sul palco del Teatro Duse di Bologna accanto a Gianni Morandi, durante lo show ‘Stasera gioco in casa’, che lo vede protagonista per 25 date fino a fine febbraio.
Insieme hanno duettato sulle note del brano ‘Vita’, portato al successo da Morandi e Lucio Dalla nel 1988, poi il cantautore calabrese ha salutato i fan. Dario Brunori sarà sul palco dell’Unipol Arena a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, il 15 marzo per la tappa bolognese del ‘Brunori Sas Tour 2020’.

Ferrente, sogno un film con Christian De SicaIl regista in corsa agli Efa per i documentari col suo Selfie

BERLINO06 dicembre 201920:00

– Il sogno di Agostino Ferrente? Fare un film con Christian De Sica: “Sono innamorato di lui” dice  a Berlino. Mentre la possibile vittoria con il suo SELFIE nella sezione documentari agli Efa, gli ‘oscar’ europei del cinema dove è in corsa insieme a LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese, sembra non interessargli più di tanto: “Già essere qui mi sembra tanto”. Ma quello che colpisce di più di Ferrente è l’atteggiamento etico verso i suoi protagonisti: “Non si tratta di attori – dice più volte -, sono delle persone vere. Non si può abbandonarli”.
È il caso di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando), due sedicenni del Rione Traiano, a Napoli, che in Selfie raccontano, con i propri telefonini, la loro quotidianità in un’estate malvagia in cui il loro amico comune, Davide Bifolco, viene ucciso nel 2014 da un carabiniere perché scambiato per un pregiudicato in fuga. Poteva capitare a loro sempre a rischio di diventare preda della delinquenza in un quartiere senza lavoro.
“Nei quartieri popolari la devianza non è una questione genetica e l’abbandono scolastico crea tante occasioni per diventare camorrista o meglio manovalanza della camorra, carne da macello”. Per fortuna, dice il regista, loro sono rimasti immuni: “Pietro gestisce un salone come parrucchiere e Alessandro è ancora più cresciuto nel suo ruolo di barman”. Ma va detto, aggiunge Ferrente, che nel loro quartiere “ognuno ha un padre o un cugino che ha sposato la devianza. E mentre giravo mi sono morti ben due ragazzi che conoscevo. E si può dire che è un miracolo che io faccia il regista, tanti miei amici hanno preso brutte strade. E quando mi salutava un boss, da ragazzo, ero felice come si mi avesse salutato Totti”. Nel futuro, aggiunge il regista nato a Cerignola nel 1971, “vorrei respirare un po’. Ho sofferto troppo nel fare questo documentario. E tornando a De Sica ho proposto tempo fa a De Laurentiis di fare un ‘Vacanze di Natale’ trent’anni dopo come ho fatto già fatto in ‘Le cose belle’ dove ho seguito la vicenda di quattro ragazzi napoletani dall’adolescenza al passaggio all’età adulta”.

Craig ispettore Poirot in Cena con delittoSupercast per omaggio ad Agatha Christie di Rian Johnson

07 dicembre 201910:36

“Signore e signori devo chiedervi di restare tutti qui sul posto, finché le indagini non verranno concluse!” Così l’ispettore Benoit Blanc (Daniel Craig) ci introduce a ‘Cena con delitto – Knives Out’ omaggio ai gialli di Agatha Christie scritto e diretto da Rian Johnson (‘Star Wars – Gli ultimi Jedi’) e interpretato da un cast stratosferico. Oltre a Craig troviamo: Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer. Già film di chiusura al Tff, ha esordito con successo al box office americano qualche giorno fa e arriva in sala dal 5 dicembre con 01, Cena con delitto ha come protagonista l’ispettore Blanc (Craig), un simil Poirot alla Agatha Christie, che deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Plummer), trovato senza vita dopo la festa per il suo compleanno.Per Blanc, come è per il classico di Agatha Christie, chiunque può essere il colpevole.Infatti sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi dello scrittore. Le cose peggiorano poi alla lettura del testamento che fa emergere ancora di più i conflitti familiari e l’avidità dei parenti dello scrittore. Tutto precipita quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), la bella infermiera sudamericana di Thrombey che ha raccolto più di un segreto di questa famiglia allargata. Johnson ha dichiarato in più di un’intervista di essere stato così preso da questo film tanto da essere disposto a farne una serie incentrata proprio sull’investigatore Benoit Blanc. Su Twitter poi, dove è molto attivo come su tutti i social in generale, Johnson ha pubblicato i poster dei film che gli sono stati di ispirazione: Delitto sotto il sole, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori il delitto è servito, Gosford Park, Assassinio allo specchio, Assassinio sull’Orient Express, The Private Eyes e,infine, anche Detective Pikachu.”Leggo i libri di Agatha Christie da quando ero bambino e adoro questo genere – dice il regista -. Avevo così sempre sperato di imbattermi in una storia simile e circa una decina di anni fa questa storia è arrivata. Una whodunit (romanzi giallo deduttivi), ma con dentro il motore di un thriller alla Hitchcock.” E ancora Johnson: “Ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura, ma la cosa davvero folle è stata quando Daniel Craig ha accettato di interpretare il detective Benoit Blanc (con tanto di accento del Kentucky denso di melassa). È stato lui il primo a firmare e dopo è stato facile raggruppare il resto del cast, dal momento che tutti volevano lavorare con Daniel”.

Sumaya Qader, Quello che abbiamo in testaIl velo visto da donna realizzata tra lavoro e figlie a Milano

7 dicembre 201911:52N

QUELLO CHE ABBIAMO IN TESTA – SUMAYA ABDEL QADER (MONDADORI, PP 252 – euro 22).
Horra, il cui nome significa Libera, è la protagonista del secondo libro di Sumaya Abdel Qader. Un’italiana di nemmeno quarant’anni, figlia di giordani musulmani, vive a Milano con il marito che la adora e le due figlie adolescenti, 16 e 14 anni che più diverse l’una dall’altra non potrebbero essere, belle, intelligenti ma che amano profondamente la madre. Si presenta così: “quando, come me, sei allo stesso tempo cose differenti e perciò non sei etichettabile, classificabile, quando scopri di essere fuori dagli schemi di tutti, di non essere né carne né pesce, né di qua né di là, quando vivi al confine tra più mondi che faticano a riconoscersi e a riconoscerti e ti fanno sentire marziana, estranea…”.
La sua non si può proprio definire una vita noiosa, anzi. Come potrebbe, visto che, da perfetta equilibrista, divide le sue giornate tra la famiglia, il lavoro come segretaria in uno studio di avvocati, l’università, che è a un passo dal terminare, il volontariato, le preghiere e le discussioni in moschea, e il suo variopinto ed eterogeneo gruppo di amiche, tutte professioniste? Eppure, nonostante la fatica e i piccoli problemi quotidiani, nonostante la malinconia per la parte di famiglia che vive lontana, Horra non può che sentirsi serena, felice persino. Ma un giorno, un fatto apparentemente di poco conto ha su di lei l’effetto di uno tsunami. Perché quando, come lei, sfuggi alle classificazioni, quando vivi al confine tra due mondi, quello occidentale e quello orientale, che faticano a riconoscersi tra loro e a riconoscerti, facendoti sentire marziana, estranea, galleggiante, allora inizi a chiederti che cosa significhi davvero essere “liberi”. E così, nei mesi che vengono raccontati in questa storia, tra gioie quotidiane e piccole sconfitte, incontri fortunati e discussioni accese, Horra cercherà di trovare una risposta ai suoi tanti dubbi per riuscire a sentirsi, forse per la prima volta in vita sua, davvero fedele a se stessa.
Un romanzo lieve che racconta una realtà di cui tutti parlano ma che pochissimi conoscono profondamente, un ritratto vivido e realistico di un’Italia contemporanea che non possiamo più permetterci di ignorare. Il titolo gioca sull’ambiguità tra quello che le donne musulmane hanno fisicamente in testa, cioè l’hijab, e quello che hanno nella testa, quello che pensano e come lo pensano. Le donne occidentali, spesso, vedono le donne velate come delle “poverine” costrette a mortificarsi, vessate da uomini che le obbligano a nascondersi ed innegabile che in alcune parti del mondo e in alcune situazioni questo sia incontrovertibile, ma è anche vero che questo capita anche a chi velata non è, e ci sono donne che come Libera scelgono autonomamente di portalo come un foulard anzi abbinandolo con i vestiti, e perdendo molto tempo davanti allo specchio. Che cosa è un velo? È un simbolo? E di cosa? È paradossale definirlo femminista? chiede Horra sui social (verrà investita di commenti che la annienteranno, ma poi..). Che il velo sia definito femminista è una chiara provocazione, ma non è un’assurdità.
Il libro è “dedicato a tutte le ragazze e a tutte le donne che hanno un sogno. A tutte quelle che ancora non sanno di averlo”. Ma in apertura anche una citazione di Tina Anselmi: Una donna che riesce, riesce per tutte le altre.
Sumaya Abdel Qader nasce a Perugia da mamma e papà giordano-palestinesi. Si sposta a Milano, dove si laurea in Biologia, in Mediazione Linguistica e Sociologia. Sposata, con tre figli nel 2016 diventa la prima musulmana consigliera comunale a Milano. Ha pubblicato Porto il velo, adoro i Queen.

Nasce un cottage letterario in GarfagnanaProgetto realizzato in piccolo borgo grazie anche a crowdfunding

LUCCA07 dicembre 201911:22

– Da una campagna di crowdfunding lanciata su Facebook in piena notte nasce a Lucignana, piccola località di Coreglia Antelminelli (Lucca), in Garfagnana, un suggestivo cottage letterario, la ‘Libreria sopra la Penna’, che inaugura oggi 7 dicembre. Si tratta di un progetto a cura della poetessa Alba Donati, anche presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze, che ha realizzato con l’aiuto dell’architetto Valeria Ioele il suo piccolo spazio letterario in un orto nel cuore del piccolo borgo.
Libri di narrativa, poesia, saggistica, noir, volumi per l’infanzia e anche le marmellate letterarie della violinista Anna Orvieto, come quella alle mele renette di Virginia Woolf, ma pure il tè di Jane Austen e le tazze di Alice, collane con le parole di Sylvia Plath o con i fiori di Emily Dickinson, mazzi di rose dalle pagine di Orgoglio e pregiudizio. Tutto è stato scelto secondo il gusto e le sensazioni di Alba Donati, originaria di Lucca e che vive tra Firenze e Lucignana. “Volevo fare una cosa davvero mia – spiega – che corrispondesse a un desiderio profondo. E dunque valorizzare il mio paese, partire dai libri belli, e creare uno spazio aperto a tutti, una specie di ‘giardino d’inverno’ accogliente dove leggere, chiacchierare, prendere un caffè, fare attività per i più piccoli, incontri con gli autori”. Il cottage letterario di Alba Donati ospiterà anche una serie di eventi, tutti su prenotazione. Il primo appuntamento è per il 23 dicembre, alle 16.30, con l’attrice versiliese Elisabetta Salvatori che racconterà una serie di favole ispirate alla magia del Natale.

Capodanno a Riccione, tre giorni di eventi con Emma e MahmoodPer l’Ice Carpet anche il vincitore di ‘Amici’ Alberto Urso

RICCIONE07 dicembre 201914:08

– “Riccione è un punto d’incontro tra generazioni, un posto di matti visionari e coraggiosi, dove l’effimero ha dato risultati concreti”. Questa è la Perla Verde secondo Linus che per il terzo anno consecutivo organizzerà Deejay On Ice in piazzale Ceccarini con i concerti di Mahmood, Emma Marrone (il 29 dicembre) e il vincitore di Amici Alberto Urso (1 gennaio).
Il 7 dicembre la presentazione ufficiale a Riccione dei tre giorni di eventi e musica del “Riccione Ice Carpet” che inizia alle 17 del 29 dicembre con Mahmood ed Emma in piazzale Ceccarini e prosegue sul palco del Palazzo dei Congressi con la Europe Philharmonic Orchestra diretta da Ezio Bosso per un Concerto degli Auguri dedicato alla grande musica classica.
“Un’offerta che copre tutto l’arco costituzionale – ha scherzato Linus – Vorrei vedere se qualcuno ha il coraggio di lamentarsi anche quest’anno”. Si parte come l’anno scorso in un orario insolito, le 17. “La festa vera, quella notturna, poi continuerà nei locali”. Perché sarà pur vero, ha ricordato il direttore artistico di Radio Deejay, che “non sono più gli anni Ottanta, ma le discoteche riccionesi sono ancora un richiamo, quindi inutile pestarsi i piedi”.
La notte di San Silvestro dalle 22 l’evento unico targato Deejay con Alex Farolfi, Chicco Giuliani, al corpo di ballo di Deejay On Stage e la conduzione di Rudy Zerbi e a mezzanotte i fuochi d’artificio. Il primo gennaio, dopo il tradizionale tuffo di Capodanno, concerto di Alberto Urso, giovanissimo tenore siciliano.

Bacco, tabacco e Venere, con loro si vive meglioStudioso napoletano, vino,nicotina,sesso stimoli contro malattie

NAPOLI07 dicembre 201914:12

– Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere: ma chi lo ha detto? Semmai è vero il contrario: vino, sigarette e sesso aiutano a vivere meglio, col sorriso sulle labbra, e a combattere le malattie. Parola di Giuseppe Clemente, medico napoletano, che in una seguitissima relazione spiega le ragioni del suo argomentare citando esempi dalla storia e dalla letteratura scientifica e non, e utilizzando brani musicali e fotografie di quadri. L’occasione è la quarta edizione dell’iniziativa ‘Il medico (legale) e l’arte’ coordinata da Pino Guadagno e Luigi Lista, organizzata dall’Anmelepa e dalla Commissione medica di verifica di Napoli.
Clemente parte da dati economici. Le ‘azioni del peccato’ (sin stock) “sono quelle che nell’ultimo secolo hanno garantito i ritorni migliori per gli investitori”. Si sofferma poi sulle ‘virtù’ del vino che ha un effetto aggregante, socializzante, disinibente, consolatore. Lo dice anche Giacomo Leopardi nello ‘Zibaldone’. Bacco, e anche tabacco. Ma fa così male? Vi sono effetti negativi, ma va anche detto che la nicotina è uno stimolante del sistema nervoso centrale, migliora la concentrazione e l’apprendimento, l’attenzione e la vigilanza.
Sono allo studio possibili applicazioni terapeutiche. Da Bacco a Venere. “Il sesso migliora l’immunità, aumenta le Iga, migliora memoria e funzioni esecutive superiori, riduce pressione arteriosa e rischio di cardiopatia, combatte l’insonnia, aumenta l’autostima”. Tra musica e vino scatta un ‘moltiplicatore di sensazioni’. Paolo Scarpellini, sound sommelier, citato da Clemente, su ‘Civiltà del bere’, spiega che si creano interazioni come, ad esempio, tra Astrud Gilberto (Fly Me to the Moon) e il Perlè Brut 200 Ferrari. E cita Goethe: ‘La vita è troppo breve per bere vini mediocri’. Come dargli torto?

Milano, spunta il Salvini-Sardina

07 dicembre 201918:35

Nuova azione di TvBoy la scorsa notte a Milano, in zona Navigli. In maniera ironica e dissacrante, gioca sul nuovo avversario politico del leader della Lega, Matteo Salvini, il popolo delle Sardine, che nella nuova opera dello street artist diventano una sola cosaAccanto al ‘Matteo Sardina’, Tvboy ha realizzato altre due opere, postandole poi tutte e tre sui social: nella prima è raffigurata la senatrice a vita ed ex deportata ad Auschwitz Liliana Segre, che tiene un cartello stradale con la scritta ‘Stop Hate’; nella seconda, invece, il protagonista è sempre Salvini: il leader leghista in jeans, camicia verde e giubbotto, tiene in mano un cartello con una sardina, stavolta vera, e la scritta ‘Matteo Sardina’. “Liliana Segre ‘Stop Hate’ e Matteo Salvini in manifestazione con le Sardine. Milano Navigli. Pont de Fer” scrive Tvboy presentando le due opere sui social.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bryan Ferry, a febbraio il nuovo album
‘Live at the Royal Albert Hall 1974’, tour in UK a marzo

07 dicembre 201914:23

– Bryan Ferry ha annunciato l’uscita del nuovo disco ‘Live at the Royal Albert Hall 1974’ e il nuovo tour negli UK a marzo. L’album contiene la registrazione del suo primo tour da solista e una performance unica disponibile per la prima volta al pubblico. Il disco uscirà il 7 febbraio per Bmg.
Originariamente scritto e composto dai Rolling Stones, “Sympathy For The Devil”, primo estratto dal disco, è stato interpretato da Bryan Ferry nel suo album solista di debutto “These Foolish Things” (1973) che ha riscosso un ampio successo di critica. Il disco diede il via ad una fiorente carriera solista e precedette l’album del 1974 “Another Time, Another Place”. La scaletta di “Live at the Royal Albert Hall 1974” comprende questi primi due album che Ferry non ha mai eseguito dal vivo e che erano distanti dalla musica che Ferry aveva suonato con i Roxy Music negli anni precedenti. L’elenco dei brani è composto da alcuni dei pezzi preferiti dai fan, tra cui “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”, “The” In “Crowd”, “Smoke Gets in Your Eyes” e “I Love How You Love Me” e abbraccia le sue influenze degli anni ’30, ’40 e ’50, compresi i dischi che sono stati fondamentali durante i suoi anni formativi.
Il prossimo tour di Ferry inizierà da Glasgow il 3 marzo 2020 e culminerà con due date, l’11 e il 13, alla Royal Albert Hall di Londra.

Moda: sfilata in nome dell’Armonia per Jamal TaslaqStilista italo-palestinese stavolta sceglie la capitale

07 dicembre 201915:46

– “Armonia tra i popoli, l’armonia tra le culture, l’armonia della bellezza tra Oriente ed Occidente … tutto è armonia, anche la moda”. Con questo messaggio lo stilista italo-palestinese Jamal Taslaq, con atelier a Roma, ha scelto di presentare la sua nuova collezione di alta moda giocando in casa: la sfilata della sua nuova collezione Haute Couture 2020 intitolata Armonia si è svolta nella elegante residenza della capitale Le Jardin Potager.
Armonia è stata disegnata pensando a dettagli e particolari sartoriali che valorizzano e lambiscono la silhouette femminile, nei colori ispirati alla terra natia di Taslaq che veste da sempre le donne di tre continenti, Asia, America ed Europa. Tra le clienti famose di Taslaq, la regina Raina di Giordania, Patty Pravo, Sharon Stone e Ornella Muti. In passerella hanno sfilato 33 outfit, scanditi classicamente in tailleur da giorno, mise da cocktail e abiti da sera, realizzati in tessuti preziosi come chiffon, georgette, organza, cady di seta e mikado. La moda di Jamal Taslaq ha sfilato a Parigi e a Dubai e nel 2014 anche nella sede dell’Onu, nel Palazzo di Vetro a New York.
Palestinese di Nablus, formato a Roma e cittadino italiano, Taslaq ama realizzare una moda che unisce il mondo orientale a quello occidentale.

Achille Lauro, 30 anni con concerto a Roma nel 2020Appuntamento il 31 ottobre a Palazzo dello Sport

07 dicembre 201916:07

– Achille Lauro festeggerà il suo trentesimo compleanno con un appuntamento speciale nella sua città: 30 anni di Roma, un concerto che si terrà il 31 ottobre 2020 nel Palazzo dello sport della capitale e sarà un viaggio nel tempo che vuole unire presente e passato in un’interpretazione nuova che guarda al futuro.
L’ultimo album di Achille Lauro è “1969” (Sony Music Italy).
È attualmente in radio il singolo “1990” (Sony Music), scritto da Achille Lauro, prodotto dallo stesso con Boss Doms e Gow Tribe, che parla di un amore ossessivo e possessivo. Il sound è ispirato a La Bouche, mentre la cover rimanda a una foto iconica di Britney Spears, segnando il primo capitolo di una nuova serie di brani che reinterpretano il decennio degli anni Novanta. È online il videoclip di “1990”, tra il pop rosa di Britney Spears e il punk fluo di The Prodigy. Il video è la fedele riproduzione degli stereotipi e delle icone degli anni Novanta tra foto di Michael Jackson e copertine di Playboy. La telecamera è puntata su Lauro che rimbalza tra la stanza piena di poster di un’adolescente di fine secolo, ad una sala giochi. Le immagini esaltano la sua anima punk e malinconica ma anche la malizia ammiccante della “donna bambina”. La direzione artistica del video è curata da Achille Lauro e Nicolò Cerioni, prodotto da Antonio Giampaolo per Maestro Production, con la regia di Fabio Breccia.

Il figlio di Scarpelli, mio padre Furio non amava apparireNel centenario della nascita racconti inediti e una mostra

07 dicembre 201916:15

– FURIO SCARPELLI, AMORI NEL FRAGORE DELLA METROPOLI (SELLERIO, PP 159, EURO 13,00) Romanzi, racconti, disegni, acquarelli, bozzetti per i personaggi di film, ritratti. Furio Scarpelli che da solo, o in coppia con Age, ha firmato i migliori titoli della commedia all’italiana, non era semplicemente uno sceneggiatore. Era un artista che viaggiava su molte dimensioni come mostra ora anche la grande quantità di inediti che ci ha lasciato. Per il centenario della nascita, il 16 dicembre 1919 a Roma, esce ‘Amori nel fragore della metropoli’ (Sellerio), in cui il figlio Giacomo ha raccolto tre racconti mai usciti, ‘Ivano’, ‘Il tonno, la seppia e il maccarello’ e ‘Sonato’ e dal 16 dicembre saranno esposti alla Casa del cinema di Roma una scelta di riproduzioni delle opere grafiche di Scarpelli, morto a Roma nel 2010.
“Mio padre ha sempre detto che per fare bene il cinema bisogna portare al cinema cose che non gli appartengono perché è un’arte fatta di tutte le arti. E’ inferiore e superiore rispetto alle altre” racconta Giacomo Scarpelli, docente universitario di filosofia, che da quando aveva 12 anni ha lavorato con il padre. “Battevo a macchina i suoi copioni. Il cinema era di casa” dice Giacomo al suo arrivo alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma.
“Mio padre odiava quelli che si riferivano soltanto al cinema. Sottolineava sempre che il testo che precede la sceneggiatura è più importante della sceneggiatura stessa” spiega Giacomo Scarpelli e tira fuori dalla tasca un foglio con un breve testo che ha trovato sulla scrivania del padre e che considera una sintesi del suo pensiero sul fare cinema: “Scrivere una buona storia senza pensare che esista il cinema, se ci riesci ecco che sei già un autore. Non ti resta che fare il passo successivo, diventare cineasta” dice il brano.
Tre le scrivanie ideali che Giacomo ha immaginato per il padre: la prima dedicata alle sceneggiature dai film di Totò a La grande guerra, L’armata Brancaleone, I soliti ignoti, C’eravamo tanto amati, al Postino. La seconda piena di penne e pennini dedicata al disegno, la sua prima professione, cominciata a 13 anni quando morì tragicamente il padre, il giornalista e illustratore Filiberto, tra l’altro fondatore con Vamba del ‘Giornalino della Domenica’. “Ci lascia un patrimonio sommerso di disegni” racconta. E la terza scrivania è quella della narrativa che riserva tanti inediti, tra cui, annuncia Giacomo “un paio di romanzi. Uno verrà pubblicato da Sellerio nel 2020. Si chiama ‘Si ricorda di me Signor Tenente’, è ambientato tra le soglie del 2000 e gli anni della seconda guerra mondiale. Racconta di un pensionato che viene avvicinato da un ex commilitone che poi cercherà di truffarlo. L’altro è ‘Cuore di mafioso’ su cui ho lavorato anche io. E poi ci sono tanti racconti, più o meno cinquanta”. ‘Amori nel fragore della metropoli’ sono racconti omogenei, sentimentali, anche strazianti, ambientati nel caos della città eterna, con anime alla ricerca di un riscatto” dice figlio di Scarpelli.
“A proposito di scrivanie, abbiamo lavorato tanto insieme, eravamo allievi suoi con Paolo Virzì e Francesca Archibugi, Graziano Diana e qualche altro” ricorda Giacomo. Paolo Virzì parla di Furio come di un grande maestro che “ci lascia una straordinaria curiosità verso gli altri. Ci lascia il divertimento di indossare quel tipo di occhiali compassionevoli e spiritosi e sagaci nell’osservare la vita. Un’impronta profondamente umanistica nello sguardo verso i subalterni, dove va a cercare sofferenza sentimentale. Anche questo libro raccoglie questa particolare prerogativa di Furio, dare dignità agli ultimi. Era un maestro vero, ha sempre amato circondarsi di persone e condividere. Ha fatto tantissimo per gli altri e magari poco per se stesso. Ed è commovente e anche un po’ straziante che solo 9 anni e mezzo dopo la sua morte esca un libro di narrativa di suoi racconti. Si divertiva a indossare la modestia come abito. ‘Ho la vanità della modestia’ diceva.
Abbiamo scritto tanti film insieme di cui era il fulcro, ma al momento del rapporto con i media si defilava. Si sentiva parte di un gruppo piuttosto che esibire l’ego. E’ stata una grande lezione morale”.
Dare voce a chi non la ha era la sua vocazione anche secondo il figlio. “Rimane oggi come esempio di storie comiche, ma su una sostanza assolutamente drammatica e questo si è perso. Come dice Flaubert un autore deve dare l’impressione di non essere mai esistito, è tutto nelle proprie opere. E questo vale come epitaffio”.

Immigrato di Zalone divide web, Valsecchi ‘è satira’2 mln visualizzazioni in 48 ore per singolo del re degli incassi

07 dicembre 201916:16

– La giornata di un italiano alle prese con un “immigrato”, tra la “mano nera” che tenta di lavare il parabrezza e quegli spiccioli che rischiano via via di “prosciugare il fatturato”, passando per la “sorpresa” finale: “Al mio ritorno/ Ti ritrovo senza permesso nel soggiorno/ Ma mia moglie non è spaventata/ Anzi/ Sembra molto rilassata…”.
Checco Zalone ha scelto di lanciare in un modo tutto suo, irriverente e politicamente scorretto, il suo nuovo, attesissimo, film, Tolo Tolo, in uscita il primo gennaio: un singolo, intitolato appunto ‘Immigrato’, che mescolando echi di Celentano e Toto Cutugno tocca un nervo scoperto in una società in cui va montando – come ha appena certificato il Censis – una deriva verso l’odio, il razzismo e l’intolleranza nei confronti delle minoranze.
Il videoclip di Immigrato ha fatto immediatamente il giro del web, raccogliendo in 48 ore quasi 2 milioni di visualizzazioni e incassando commenti entusiastici ma anche critiche feroci al re degli incassi del cinema italiano. “Sono molto stupito di queste poche, per fortuna, reazioni al videoclip di Checco Zalone ‘Immigrato’, da noi prodotto”, commenta Pietro Valsecchi, patron della Taodue. “Per me – e credo di interpretare anche il pensiero di Luca – e quindi per noi, la diversità è sempre stata un valore a tutti i livelli: di pensiero, di origine sociale, di provenienza geografica. La satira vuole prendersi gioco di tutte le certezze, qualunque esse siano, e chi non la capisce, forse non vuole neanche provare a mettersi in discussione. E quando graffia, graffia. Vi aspetto tutti il primo gennaio in sala: evviva Tolo Tolo”, conclude.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Lionel Richie il premio Capri Person of the Year
A Ezio Bosso il Music Award al festival di fine anno

NAPOLI07 dicembre 201918:34

– Lionel Richie, leggenda della musica americana, attivista per i diritti umani e filantropo, è la ‘Capri Person of the Year 2019’, riconoscimento assegnato dalla 24/a edizione del Capri, Hollywood, the International film fest (26 dicembre-2 gennaio) che avrà come chairpersons la regista Francesca Archibugi e l’artista israeliana Noa. Il premio a Lionel Richie sarà consegnato domenica 15 dicembre a Roma in un gala benefico nell’Hotel de Russie, all’indomani del Concerto di Natale in Vaticano che lo vedrà protagonista insieme con star internazionali come Mireille Mathieu e Bonnie Tyler.
”Siamo onorati di premiare Lionel Richie, un grande artista e instancabile attivista sul fronte umanitario – dice Tony Renis portavoce del board dell’Istituto Capri nel mondo – basti ricordare che insieme con Michael Jackson è stato l’autore del celebre brano ‘We are the world ‘ prodotto da Quincy Jones, e fautore del progetto Usa for Africa che grazie al super gruppo di 46 artisti raccolse oltre 100 milioni di dollari per l’Etiopia. Quest’anno per la sezione musicale – sottolinea Tony Renis annunciando un nuovo riconoscimento – con grande affetto accoglieremo a Capri il maestro Enzo Bosso, artista di straordinaria sensibilità”.

Favino, io tra Buscetta, Craxi e MoroAgli Efa con Il traditore. Bellocchio lavora a Esterno notte

BERLINO07 dicembre 201917:42

– Pierfrancesco Favino e Marco Bellocchio a Berlino, a poche ore dalla premiazione degli Efa, gli ‘oscar’ europei, non sembrano troppo emozionati di essere in corsa con il film Il traditore – dedicato alla storia di Tommaso Buscetta – in ben quattro categorie (film, regia e sceneggiatura e miglior attore).
Quanto al personaggio di Bettino Craxi, al quale Favino ha dato il volto in Hammamet di Gianni Amelio, in sala dal 9 gennaio, dice l’attore: “Craxi e stato sicuramente un personaggio controverso, ma io non l’ho interpretato pensando a questo. Ho cercato solo di rappresentare quello che lui sentiva dentro. Il fatto di essere controverso è qualcosa che gli attribuivano gli altri e di cui lui era incosciente”. Per Favino ora c’è Padre Nostro di Claudio Noce, un film da lui prodotto e interpretato nei panni di un prefetto antiterrorismo negli anni di piombo. “Una storia vista da due ragazzini in cui riaffiora anche un mio ricordo del giorno dell’attentato a Moro. Ricordo – sottolinea Favino – che per noi fu un giorno di festa. Perché chiusero le scuole e le mamme ci portarono a casa per coccolarci. Noi ovviamente non capivamo nulla di quello che stava accadendo”.
La vicenda di Aldo Moro è centrale anche nella vita di Marco Bellocchio che sta appunto girando su questo fatto tragico della storia di Italia una serie tv, pluri-prodotta, dal titolo Esterno notte, una sorta di controcampo del suo film Buongiorno, notte.

A Santa Cecilia, Kissin in recital BeethovenIl pianista proporrà tre celebri Sonate e le Variazioni ‘Eroica’

07 dicembre 201917:44

– Due concerti a stretto giro di Evgeny Kissin, un’ occasione unica per il pubblico di Santa Cecilia. Il grande pianista russo, protagonista un mese fa con l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale diretta da Antonio Pappano del Concerto n. 2 di Liszt, torna ad esibirsi sul palcoscenico dell’ Auditorium Parco della Musica di Roma per la Stagione da Camera con un recital interamente dedicato a Beethoven. Lunedì 9 dicembre alle 20.30 Kissin proporrà la Sonata n. 8 op. 13 “Patetica”, la Sonata n. 21 op. 53 “Waldstein”, la Sonata n. 17 op. 31 detta “La tempesta” e le Variazioni “Eroica”, su temi dell’omonima Sinfonia. Il programma ripercorre quasi in maniera cronologica, e quindi anche stilistica, l’arco creativo dell’opera pianistica di Beethoven fino alle soglie dell’ultima fase. Considerato tra i maggiori interpreti della tastiera, Kissin affronta, quindi, una serie una serie di capolavori assoluti parte di quel “Nuovo Testamento” della musica, così come Hans von Bülow definì il ciclo delle 32 Sonate di Beethoven.

Charles Brandt, è vero il racconto in The IrishmanAlla fiera l’autore del libro che ha ispirato Scorsese

07 dicembre 201918:45

– CHARLES BRANDT, THE IRISHMAN (FAZI, PP 469, EURO 18) E’ “tutto vero” quello che viene raccontato in ‘The Irishman’, il libro che ha ispirato il nuovo film di Martin Scorsese, con un cast stellare con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci ed Harvey Keitel. A raccontarlo è l’autore del libro Charles Brandt, tra i più brillanti legali d’America, che è stato procuratore generale dello Stato del Delaware, spesso chiamato in causa per interrogare criminali particolarmente reticenti. Brandt, 77 anni, per cinque anni ha incontrato Frank Sheeran, spietato sicario della mafia, sulle cui testimonianze si basa la storia raccontata in ‘The Irishman’.
“Dico con certezza che tutto quello che viene raccontato nel libro è vero, perché so che Frank diceva la verità. Mi ha contattato dopo aver letto il mio libro ‘Il diritto di rimanere in silenzio’ che parla proprio di come la confessione sia un bisogno umano innato. Gli interrogatori li so fare, so capire quando uno dice la verità o quando uno mente ma soprattutto sono bravo a tirare fuori dalla gente quel peso che tutte le persone che hanno commesso un crimine si portano dentro” racconta Brandt, oggi alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ con il libro pubblicato in Italia da Fazi Editore nella traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini.
Nelle 472 pagine del libro Frank Sheeran, detto l’Irlandese, uno degli unici due non italiani nella lista dei venticinque personaggi di maggior spicco della criminalità organizzata americana stilata da Rudy Giuliani, confessa prima di morire i suoi crimini, tra cui quello di Jimmy Hoffa, leader sindacale, che fu visto l’ultima volta il 30 luglio 1975 e il cui corpo non fu mai ritrovato. Un racconto epico in cui c’è anche la storia di Sheeran e nell’ultima parte rivelazioni inedite sull’assassinio dei Kennedy e il coinvolgimento della mafia.
“Frank ha assistito a varie conversazioni di esponenti di altissimo livello della mafia tra cui Bufalino e Hoffa. Ci sono elementi incontrovertibili. Sappiamo che Carlos Marcelo, che era un boss della mafia di New Orleans e di Dallas, sicuramente ha giocato un ruolo. Sappiamo che Tony Provenzano, che è anche presente nel film, ha giocato un ruolo nell’assassinio. Molte di queste cose sono anche confermate da documenti dell’FBI, rilasciati nel ’93, che confermano questa lettura degli eventi” sottolinea Brandt, un po’ provato dal lungo viaggio, a Roma con la moglie che gli sta accanto amorevole durante l’intervista.
“C’è una frase rivelatrice: ‘Se siamo riusciti a uccidere il presidente possiamo uccidere anche il presidente del sindacato’ dice Bufalino a Frank quando Hoffa insiste nel volersi candidare alla presidenza del sindacato degli autisti, dopo l’invito del boss della mafia a non farlo” spiega Brandt. E dice anche dopo l’uscita del libro ha avuto “molte conferme che quello che viene raccontato è la verità. Nel 2006 a un firma copie che stavo facendo mi si è presentato un certo Bob Garridy , agente dell’FBI incaricato di seguire tutto il caso Hoffa, e mi ha detto che quello che avevo scritto era in linea con quanto scoperto dall’FBI. Anche per quello che riguarda il rapporto tra Frank e Hoffa. Come si vede bene nel libro e nel film tra loro c’era un rapporto quasi fraterno, tanto è vero che per Sheeran è stato devastante doversi prendere carico dell’omicidio di una persona a cui voleva bene”.
Del film di Scorsese, Brandt dice che “è un capolavoro assoluto. Io e mia moglie sapevamo come sarebbe andata a finire la storia, ma siamo rimasti inchiodati alla sedia. Non ci sono grosse differenze tra il libro e il film anche grazie al fatto che sono stato coinvolto fin dall’inizio nella sceneggiatura”.
Fin dalla primo interrogatorio con Frank, Brandt ha pensato che la sua storia era per Martin Scorsese. “Devo ammettere che fin dall’inizio, fin da quando stavo scrivendo il libro, dentro di me speravo che capitasse nelle mani di Scorsese perché sembrava fatto apposta per lui. Quando è uscito il libro mi hanno contattato diversi produttori di Hollywood ma mi sono sempre rifiutato di vendere i diritti. Potete immaginare la mia felicità quando nel giugno 2007 la mia casa editrice mi ha comunicato che era stata contattata per un film con Martin Scorsese. Ci sono la mafia e l’enorme senso di colpa di Sheeran” spiega Brandt.

Scala, ovazione per MattarellaApplauso lungo 4 minuti, poi tutti in piedi per l’Inno di Mameli

MILANO07 dicembre 201919:04

– Il pubblico della Prima della Scala, così come avvenne lo scorso anno, ha tributato una ovazione al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al suo ingresso, con la figlia Laura, nel palco d’onore. Alla fine dell’applauso durato circa quattro minuti, come di consueto, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, l’orchestra diretta dal maestro Riccardo Chailly ha intonato l’inno di Mameli.

Sanremo Giovani, i 10 artisti che vanno in finaleIn rosa Avincola, Eugenio in via di Gioia, Jefeo, Reclame, Shari

7 dicembre 201919:10

Dopo il quarto e ultimo appuntamento di “Sanremo giovani a Italia sì”, il programma del sabato pomeriggio di Rai1 condotto da Marco Liorni, la griglia dei 10 finalisti che approderanno il 19 dicembre a Sanremo per l’appuntamento di Sanremo Giovani è completa.
Durante la quarta puntata di “Sanremo giovani a Italia sì”, sono stati infatti votati dalla Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale presieduta dal direttore artistico Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Leonardo De Amicis, Massimo Martelli e Gian Marco Mazzi i secondi 5 finalisti che sono Avincola con Un rider, Eugenio in via di Gioia con Tsunami, Jefeo con Un due tre stella, Réclame con Il viaggio di ritorno, Shari con Stella. Nella seconda semifinale di “Sanremo Giovani a Italia sì”, sabato 23 novembre erano invece stati selezionati Fadi con Due noi, Fasma con Per sentirmi vivo, Leo Gassmann con Va bene così, Marco Sentieri con Billy Blu e Thomas con Ne 80.
I 10 finalisti si sfideranno poi la sera del 19 a Sanremo Giovani per conquistare 5 degli 8 posti disponibili per la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo 2020 (2 saranno invece assegnati agli artisti provenienti da Area Sanremo e 1 spetta di diritto alla vincitrice di Sanremo Young).
Il lungo percorso per arrivare a esibirsi prima al Teatro del Casino nella finale di Sanremo giovani e poi al Teatro Ariston nella categoria Nuove Proposte era iniziato ad ottobre dopo la prima selezione in cui sono stati ascoltati 842 brani, poi le audizioni dal vivo con 65 partecipanti e la scelta dei 20 semifinalisti per le quattro puntate di “Sanremo giovani a Italia sì”.

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Venezia: Opera di Roma si mobilita per la Fenice
Recita straordinaria il 2 gennaio del balletto Il Lago dei Cigni

ROMA30 novembre 2019 17:12

Il Teatro dell’ Opera di Roma si mobilita per la Fenice di Venezia per i danni causati dalla eccezionale ‘acqua alta’ che ha funestato nelle scorse settimane la città lagunare. Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione musicale della Capitale, riunitosi venerdì 29 novembre sotto la presidenza della sindaca Virginia Raggi, ha stabilito di programmare una recita straordinaria del balletto ‘Il lago dei cigni’ giovedì 2 gennaio 2020 alle 15. L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto al Teatro La Fenice. “Il Consiglio di Indirizzo – dice una nota – ringrazia tutti i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma che si sono resi disponibili a partecipare a questa iniziativa. Sarà un segno di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il Teatro La Fenice si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario fenomeno dell’ ‘acqua alta’, e un contributo ai lavori necessari per il restauro”.

Benigni a Torino, Pinocchio Garrone il più autenticoPremiato da Film Commission. ‘Dato tutto, credo in suo talento’

TORINO30 novembre 201920:26

Di tutte le interpretazioni di Pinocchio quella che sta per uscire al cinema con la regia di Matteo Garrone è “la più fedele all’originale”. Parola di Roberto Benigni, che nel 2002 aveva diretto e interpretato il burattino di legno.
Questa volta il Premio Oscar, celebrato nella settimana del Torino Film Festival dalla Film Commission Piemonte, indossa i panni di Geppetto. “Calarsi nel personaggio è stato facilissimo, devo solo interpretare la Fata Turchina e li ho fatti tutti”, scherza di fronte ai 370 invitati alla cena di gala firmata Carlo Cracco per raccogliere fondi a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
Sul palco della Centrale della Nuvola, quartier generale Lavazza nel cuore di Torino, Benigni concede qualche battuta sull’attesa pellicola, nelle sale il 19 dicembre. “Ho dato tutto ciò che potevo, perché credo nel talento di Matteo Garrone, per me il regista più bravo del mondo”, dice prima di ricevere il Premio Langhe Roero Monferrato.

In lettere di caccia, dolore Puccini per suicidio camerieraEpistolario rivela ira musicista per parenti causa morte

FIRENZE30 novembre 201918:36

– Lo strazio di Giacomo Puccini (1858-1924) per la morte della giovane cameriera Doria Manfredi, suicida perché ingiustamente accusata di essere sua amante, spunta da un epistolario conservato nell’Archivio Antinori di Firenze e riscoperto dallo scrittore Maurizio Sessa nel libro ‘Andrò nelle Maremme. Puccini a caccia tra Bolgheri e Capalbio’.
Tra le 161 lettere della raccolta, perlopiù dedicate alla caccia “nelle Maremme” e che Puccini scrisse agli amici Giuseppe della Gherardesca e Piero Antinori tra il 1903 e il 1924, l’autore ne ha trovate due che riportano in primo piano il tragico “affare Doria”, cioè il suicidio della giovane cameriera di casa Puccini accusata – ingiustamente, come già all’epoca dimostrato – di essere la sua amante. L’episodio segnò la vita del compositore e da queste lettere emerge un duro, e inedito, j’accuse sia ai familiari della moglie Elvira sia alla figliastra Fosca.

Mostre: a Gradara Durer e gli incisori del Cinquecento400 opere mettono a confronto con allievi, imitatori, copisti

GRADARA30 novembre 201918:50

– Al via da oggi 30 novembre al 16 febbraio 2020 (solo sabato, domenica e festivi) a Palazzo Rubini Vesin di Gradara la mostra “Durer e gli incisori tedeschi del Cinquecento”, che con oltre 400 opere (130 del maestro di Norimberga) e più di 50 artisti rappresentati, racconta l’arte del Rinascimento in Germania nella più grande esposizione su questo tema mai presentata prima in Italia. L’esposizione è aperta sabato, domenica e festivi. Previste aperture su prenotazione per gruppi e scuole.
Curata dal giovane storico dell’arte Luca Baroni, l’iniziativa “non ha solo finalità estetiche, ma vuole essere un’occasione di studio per avvicinare il pubblico alla grafica, alle sue tecniche e diverse utilizzazioni: dalla propaganda politica della Riforma Protestante, all’illustrazione libraria”.
E’ arricchita da una seconda esposizione che dal 2 dicembre alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro raccoglie una trentina di pezzi.
Tra questi, alcuni dei più alti esempi d’arte incisoria del maestro olandese Luca di Leida, amico e rivale di Durer, una coppia di collages ottenuti nel XVIII secolo tagliuzzando e ricomponendo una ventina d’incisioni originali di Durer, e una sezione di libri pubblicati e illustrati dall’artista come quello celeberrimo delle Proporzioni.
Il percorso espositivo di Gradara è articolato in nove sale che ripercorrono in ordine geografico e cronologico il contesto storico artistico in cui operò Durer. Dai precursori quattrocenteschi, alle più importanti scuole incisorie di Norimberga (città dove operò l’artista), di Strasburgo, della Sassonia e del Danubio, per finire con le ‘copie’ che i maestri del ‘500 trassero dai suoi capolavori, diffondendone le caratteristiche e le innovazioni nel mondo.

Bologna si illumina con i testi di Cesare CremoniniLe luci in via D’Azeglio, la strada di Lucio Dalla

BOLOGNA30 novembre 201919:52

– Il primo verso, quello che affaccia su piazza Maggiore è ‘Ti sei accorta anche tu’. Poi, di seguito, il resto del testo di ‘Nessuno vuole essere Robin’.
Cesare Cremonini guarda le luminarie di via D’Azeglio che si accendono con la sua canzone e ripete di sentirsi “onorato” di ricevere l’omaggio della sua città, Bologna, dopo che lo scorso anno la strada venne decorata con i versi di Lucio Dalla.
Ad accoglierlo c’è una folla di gente, che aspetta da ore.
“Questo omaggio deve essere un segno forte di continuità – spiega emozionato il cantante parlando con i giornalisti – con la tradizione cantautorale bolognese di cui Lucio è il padre spirituale. ‘Robin’ è una canzone generazionale figlia di Lucio e di questa città, che non si deve accontentare delle sue tradizioni ma deve saper guardare anche al futuro”. Il ricavato dei neon servirà a fare della beneficenza e aiuterà la fondazione Sant’Orsola a creare una casa d’accoglienza per il supporto dei pazienti oncologici e dei loro familiari.

Jethro Tull in Italia a marzoNuovo tour attinge a piene mani negli album più prog della band

01 dicembre 201912:22

– Ian Anderson e i suoi Jethro Tull sono la band prog di maggior successo al mondo e con il loro nuovo tour The Prog Years faranno tappa anche in Italia a marzo: il 25 al Teatro Colosseo di Torino e il 27 al Teatro Galleria di Legnano (MI).
Il nuovo tour attinge a piene mani negli album più prog della band, tra cui Stand Up, Benefit, Aqualung, Thick As A Brick, Passion Play e persino un tocco di TAAB2, del 2012. Gli spettacoli saranno arricchiti anche da visual.
Ian Anderson sarà sul palco insieme a David Goodier (basso), John O’Hara (tastiere), Joe Parrish (chitarra) e Scott Hammond (batteria).

Perturbazione, esce singolo Le spalle nell’abbraccioAnticipa (Dis)amore, il nuovo album in arrivo in primavera

1 dicembre 201912:22

– E’ uscito (per Ala Bianca records) “Le spalle nell’abbraccio”, il primo singolo che anticipa (Dis)amore, il nuovo progetto discografico dei Perturbazione, in uscita in primavera. La band piemontese tornaa quasi quattro anni di distanza dal precedente album “Le storie che ci raccontiamo”.
Le spalle nell’abbraccio è solo l’inizio del progetto, un trailer sotto forma di canzone di un paio di minuti appena. E’ l’anteprima di un concept album fuori dal tempo.
Il video del brano è stato girato da Fabio Capalbo (già al lavoro con Verdena, Vinicio Capossela, Baustelle, Edda, Planet Funk etc.) ed evoca proprio la sospensione del tempo: un paesaggio italiano di provincia, di qualsiasi provincia.
Un’atmosfera da romanzi di Dino Buzzati o Carlo Cassola, ma trasportati in un presente continuo.
I Perturbazione la prossima estate torneranno anche da vivo in tutta Italia.

Scavi Ercolano: visita guidata con Ente Nazionale SordiIl 3 dicembre Giornata mondiale diritti persone con disabilità

ERCOLANO01 dicembre 201912:28

– Il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, il Parco archeologico di Ercolano offrirà ad un gruppo di soci dell’Ente Nazionale Sordi una visita guidata speciale in lingua Lis in collaborazione con la società Coopculture.
Si tratta della prima attività svolta insieme con l’Ente Nazionale Sordi di Napoli, frutto di una convenzione, in cui l’associazione Ens di Napoli metterà a disposizione un proprio associato che tradurrà in Lis le spiegazioni della guida turistica fornita invece da Coopculture, gestore dei servizi didattici del Parco. Alla visita parteciperà anche Elvira Sepe, presidente della Sezione Ens di Napoli, con la quale i funzionari del Parco stanno programmando il calendario delle attività formative, da realizzare a partire dal mese di gennaio 2020, rivolte da un lato ai traduttori Lis, e dall’altro al personale di vigilanza e accoglienza del Parco.
”Siamo felici di avviare fattivamente la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi all’interno di un evento condiviso a livello nazionale dai diversi Istituti del Mibact” dice il direttore Sirano. ”La celebrazione della giornata per il Parco rappresenta un’ulteriore occasione di apertura verso il nostro pubblico, offrendo a tutti la possibilità di fruizione del bene”.
Anche per quest’anno il Mibact sostiene l’iniziativa promuovendo manifestazioni ed eventi a favore della cultura dell’accoglienza al patrimonio, confermando con lo slogan ‘Un giorno all’anno tutto l’anno’ l’impegno volto ad assicurare a tutti il diritto alla partecipazione e all’accesso ai luoghi e ai contenuti culturali. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

E’ morto Mariss Jansons, guidò le più grandi orchestre
Il maestro lettone diresse tra gli altri i Wiener Philharmoniker

02 dicembre 201911:11

E’ stato un grande direttore d’orchestra Mariss Jansons, scomparso il 30 novembre a 76 anni nella sua casa di San Pietroburgo, città dove si era formato studiando violino, pianoforte e direzione al conservatorio. Di origine lettone, era nato a Riga il 14 gennaio 1943, aveva avuto un importante problema cardiaco e per questo aveva limitato le sue apparizioni da qualche mese, cancellando molti concerti estivi. Ma ad ottobre, dopo una pausa di sei mesi, Jansons era tornato sul podio con la Bavarian Radio Symphony Orchestra. Dal 1973 al 2000, aveva guidato la Oslo Philharmonic. Tra le sue molteplici esperienze, Jansons è stato anche direttore della London Philharmonic Orchestra e dei Wiener Philarmoniker. Aveva diretto la Amsterdam Concertgebouw e e la Pittsburgh Symphony Orchestra. Nel 2018 era stato nominato membro onorario dei Berliner Philharmoniker. Nell’aprile 2019 aveva ricevuto l’Herbert von Karajan Prize al festival di Salisburgo. Da anni era alla guida della Bavarian Radio Symphony Orchestra di Monaco. Le sue registrazioni epiche riguardano in particolare includono le sinfonie di Mahler per cui era celeberrimo.
La notizia della morte è stata data dalla Vienna Philharmonic Orchestra: “Siamo profondamente addolorati per la notizia della scomparsa del maestro e membro onorario della nostra orchestra” si legge in una nota della Filarmonica, che il maestro aveva diretto tre volte per il celebre concerto di Capodanno, ricordando “gli anni di fruttuosa collaborazione artistica a Vienna, Salisburgo e in tournée”. E annuncia poi che il concerto in programma il 1 dicembre con la direzione di Jakub Hrusa è dedicato alla sua memoria. La storia di Mariss Jansons, “il direttore d’orchestra con un dolcissimo sorriso” comincia come un romanzo: era nato nella città lettone occupata dai tedeschi in un nascondiglio dove la madre ebrea Iraida si era riparata dal ghetto di Riga per sfuggire ai nazisti. Era figlio d’arte: la madre cantante d’opera e il padre Arvids direttore d’orchestra (era stato allievo anche di von Karajan) ed era cresciuto tra strumenti musicali, prove d’orchestra e palcoscenico maturando così una conoscenza innata incredibile.
Dopo la guerra, con il padre vicedirettore della Filarmonica di Leningrado (oggi San Pietroburgo) s’immerse nella musica avendo a disposizione una grande biblioteca musicale. Negli anni ’70 gli fu permesso di uscire dall’allora Unione Sovietica per andare in Galles per uno straordinario ciclo di Ciaikovski e ad Oslo, dove divenne direttore musicale nel 1979. Già nel 1996 aveva avuto problemi cardiaci: salvato per miracolo da un infarto fatale in scena mentre conduceva la Bohème a Oslo. Nel ’97 divenne direttore musicale a Pittsburgh guidandone l’orchestra fino al 2004. Secondo i critici da direttore fu ineguagliabile quanto alla collocazione precisa di musicisti nell’orchestra.

I nazisti e le opere d’arte rubate, su Sky Arte la serieTre documentari raccontano razzie e avventurose restituzioni

01 dicembre 201920:41

Sky Arte propone la serie “I nazisti e l’arte rubata”, in onda da lunedì 2 dicembre alle 21.15.
Partendo dal trafugamento di grandi capolavori, operata su indicazione di Hitler, il documentario cerca di scoprire cosa è rimasto oggi di quel tesoro, con le storie di molti dei protagonisti di quegli anni e le restituzioni effettuate in questi ultimi decenni. Al centro dei vari episodi, le vicende delle opere che sono state distrutte perché appartenevano all’arte “degenerata” che non rispettava i canoni ariani o che sono state sequestrate perché avrebbero dovuto essere esposte nel Louvre di Linz, progetto architettonico di Hitler che rimase però solo sulla carta.
Al centro della prima puntata dal titolo Hitler e Goering: la grande razzia in onda il 2 dicembre, il Caso Gurlitt, uno straordinario ritrovamento di capolavori che nel 2010 ha riacceso l’attenzione sulla vicenda dei furti d’arte nazisti dalla quale si evince che a oggi continuano a mancare all’appello decine di migliaia di opere di cui si sono perse le tracce.
Il secondo appuntamento in onda lunedì 9 dicembre Artisti e mercanti del Terzo Reich racconta il destino di un artista di regime, lo scultore Arno Breker, e le vicende dei mercanti d’arte che utilizzavano le opere cosiddette “degenerate” come merce di scambio per riempire le casse dello stato tedesco.
Infine il terzo episodio di lunedì 16 dicembre Monuments Men: una storia aperta si concentra sui protagonisti della lotta contro il grande furto d’arte nazista: su chi ha cercato di combatterlo durante la seconda guerra mondiale e su chi ancora oggi s’impegna per fare giustizia.

Musica a Natale tra Robbie Williams e Vasco dal vivoSotto l’albero Ferro, Cremonini ed ex One Direction Harry Styles

01 dicembre 201920:40

L’album natalizio più venduto di tutti i tempi, Merry Christmas di Mariah Carey, compie quest’anno 25 anni. Con le sue oltre 15 milioni di copie nel mondo rimane ancora per molti la colonna sonora preferita per le feste di Natale. Ma come ogni anno, di questo periodo, la concorrenza si fa agguerrita.
Chi per la prima volta si è cimentato con le canzoni delle feste è l’ex Take That Robbie Williams che ha dato alle stampe “The Christmas present”, un doppio album con i classici della tradizione (non manca tra gli altri “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”), più alcuni inediti. Sono stati riportati a nuova vita anche i brani di Bing Crosby, in “Bing at Christmas”, una nuova versione orchestrale dei suoi successi con la London Symphony Orchestra che sta trascinando “White Christmas”, il singolo più venduto al mondo di tutti i tempi con 50 milioni di copie e 1,8 miliardi di stream, verso un nuovo record.
Anche Giovanni Allevi si è fatto ispirare dal Natale in “Hope”, che sta portando dal vivo con l’esecuzione di alcune tra le più famose melodie delle feste, in una originale rilettura per pianoforte, coro e orchestra sinfonica.
Ma non ci sono solo le atmosfere da caminetto accesso e pacchetti sotto l’albero a ispirare gli artisti, prolifici come non mai nell’ultima parte dell’anno.
Tra gli italiani, strizzano l’occhio alle strenne, Tiziano Ferro con il suo nuovo “Accetto Miracoli” (al debutto già al primo posto della classifica degli album più venduti della scorsa settimana) e Cesare Cremonini che festeggia 20 anni di carriera con “Cremonini 2C2C The Best of”, la prima grande raccolta della sua carriera appena pubblicata. Già fuori anche Note di Viaggio, una raccolta delle più belle canzoni di Francesco Guccini prodotta e arrangiata da Mauro Pagani, e l’album di inediti di Mina e Fossati, che porta i loro nomi. Si affida all’onda lunga dei regali natalizi anche Biagio Antonacci che ha pubblicato “Chiaramente visibili dallo spazio” (Iris /Sony Music), l’album disponibile dal prossimo 29 novembre in versione fisica in CD e Vinile e già disponibile in prenotazione in tutti gli store.
C’è attesa poi (uscirà il 6 dicembre) per il nuovo doppio album di Vasco Rossi dal titolo “Vascononstop live”: 29 brani dal vivo, sintesi dei concerti del Kom della scorsa estate, più l’ultimo singolo “Se ti potessi dire”. Tra le ristampe, Andrea Bocelli ripropone “Sì Forever”, nella diamond edition, l’album che ha raggiunto il numero 1 sia in Usa che in Uk.
Gli stranieri puntano tutto sui Coldplay e il nuovo album, tra Oriente e Occidente, Everyday Life. I fan dell’ormai ex One Direction dovranno attendere invece fino al 13 dicembre per il nuovo lavoro “Fine line”, a due anni di distanza dall’album che ha segnato il debutto da solista. Pubblicato nel 1999, torna 20 anni (esce il 13 dicembre) anche il leggendario album di Eminem The Slim Shady LP. Composto da 30 tracce, questa nuova edizione ha anche 10 Bonus tracks.
Per i più piccoli, in testa ai regali più gettonati la colonna sonora del nuovo film Disney “Frozen 2” e la compilation con i brani dello Zecchino d’oro.

La Freccia Azzurra a Roma per i 100 anni dalla nascita di RodariCapolavoro D’Alò torna in sala al Trullo con Alice nella città

01 dicembre 201916:49

– Per celebrare i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, grazie al sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori in collaborazione con Cineteca Nazionale, Biblioteche di Roma e Lanterna Magica, Alice nella città riporta sul grande schermo La Freccia Azzurra di Enzo d’Alò (1996) in versioni restaurata in 2K.
Le proiezioni – ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti – avverranno a Roma, Lunedì 2 dicembre 2019 al Teatro San Raffaele del Trullo, alle 14.00 davanti a 400 studenti delle scuole del quartiere, eredi dei “trullini” tanto cari a Gianni Rodari e alle 20.30 per inaugurare il calendario delle celebrazioni e dei festeggiamenti in occasione dell’anno rodariano che sta per cominciare. Due grandi Autori della letteratura contemporanea italiana, Dino Buzzati e Gianni Rodari, La Freccia Azzurra di Enzo D’Alò (1996) e La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti (2019) riaprono le visioni di Scelte di Classe – cinema a scuola, il progetto dedicato alla formazione del nuovo pubblico, arricchite da incontri e laboratori che apriranno terreni di confronto, spunti per discussioni in classe.
E’ un intramontabile capolavoro del cinema d’animazione, La Freccia Azzurra diretto da Enzo D’Alò liberamente tratto dal racconto di Gianni Rodari. Dai negativi originali è stato possibile ottenere, una nuova copia digitale che restituisce appieno la straordinaria qualità tecnica originale del lavoro.
“Scritto da Gianni Rodari nel 1954 il racconto, a distanza di 65 anni, sa parlare con poesia e semplicità ai bambini di oggi esattamente come a quelli di allora – dichiarano Maria Fares e Roberto Baratta produttori di Lanterna Magica -. La sua trasposizione cinematografica risale al 1996, il film, suggestivo e intenso, è amato da bambini di ogni età. Aver restaurato e dato nuova vita alla pellicola – concludono Fares e Baratta- ci sembra un’operazione perfetta soprattutto in considerazione di quando ciò avviene, nel centenario della nascita di Rodari e non solo come omaggio all’autore e alla sua favolistica, ma anche per il ruolo importante che “La Freccia Azzurra” ha avuto nella cinematografia italiana avendo riportato il cinema di animazione nazionale nelle sale.

Whoopi Goldberg in Puglia, forse compro casa quiL’attrice americana pubblica video su costa del Salento

BARI01 dicembre 201917:07

– L’attrice americana Whoopi Goldberg è arrivata in Puglia ospite di un suo “caro amico di lavoro che ha i nonni pugliesi” e dove, spiega lei stessa in una video su Instagram, ha intenzione di fare qualche giro perché sta pensando di comprare una casa per le vacanze. In un post rilanciato su Facebook dal presidente della Regione, Michele Emiliano, Whoopi Goldberg mostra alcune immagini girate al suo arrivo all’aeroporto di Brindisi e poi, il panorama di un tratto di costa nel Salento, a Tricase, commentando il colore dell’acqua cristallina.
“Stavo per entrare in acqua – scherza – ma ho pensato che non mi voleste vedere nuda, quindi ho tenuto i vestiti. Questo posto è naturale. L’ha fatto Dio, ‘sarebbe bella una piscina qui?'”.
“Guardate il colore dell’acqua è semplicemente fantastico. Non sarebbe fantastico se tutta l’acqua del mondo fosse così? Non può succedere. Ma sarebbe bello”, conclude.

Leonardo con l’Uomo Vitruviano svela l’algoritmo dell’arte.

Scoperta di Roberto Concas, ‘E’ un inganno. E’ molto più di quello che si vede’

03 dicembre 201909:54

Trenta anni di riflessione, sette anni di ricerche per capire che L’Uomo Vitruviano di Leonardo è l’immagine dell’algoritmo segreto che gli artisti hanno usato dal IV al XVIII Secolo per ”certificare” le proprie opere come ispirate dalla Divina Proporzione. Per cinque secoli il disegno avrebbe nascosto un inganno, ovvero non soltanto è molto di più di quello che sembra, ma sarebbe stato realizzato per dare forma in modo criptato al segreto dei segreti: l’antichissima formula aritmetica e geometrica che le botteghe usavano e tramandavano solo tra di loro, in osservanza dei parametri imposti dalla Chiesa, per realizzare ogni tipo di opera. E’ lo studio, affascinante come un thriller, complesso come un romanzo di Umberto Eco, che ha realizzato uno studioso di chiara fama come Roberto Concas, storico dell’arte già direttore dei Musei Nazionali di Cagliari. Il suo lavoro

sarà oggetto di due volumi editi da Giunti – il primo a gennaio – e una grande mostra che avrà luogo a Cagliari nel maggio 2020 organizzata da Polo Museale Statale della Sardegna, tutto con il titolo ”L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”. Scoperta nella scoperta, la prima cosa che ha capito Concas è che il disegno realizzato da Leonardo nel 1490 in realtà contiene due uomini in due diverse età della vita – forse addirittura tre – e va guardato allo specchio per riportare alla luce l’immagine vera del disegno e dare un senso a quelli che finora era considerati ”errori”.
”La teoria direi meglio la scoperta del dr. Concas – afferma la direttrice del Polo Giovanna Damiani – è a mio avviso definibile come ‘rivoluzionaria’, capace di imporre un nuovo paradigma di lettura nella storia dell’arte, un canone rimasto inedito, che non cancella quelli a noi consueti ma apre a interpretazioni nuove, forse intuite da alcuni storici dell’arte ma mai sino ad oggi codificate”.
Ma andiamo per ordine. Prof. Concas da dove è partita questa ricerca? ”Tutto è iniziato dalle domande che mi sono posto sui Retabli della Sardegna, le caratteristiche pale d’altare. ‘Perchè, mi chiedevo, hanno questa forma particolare a tre? Non c’erano risposte. Ho cercato per 30 anni. Poi ad un certo punto trovo l’algoritmo che mi fa capire quale sia la parte centrale e quale quella laterale. Ma era solo l’inizio. Nel 2012, guardando questo disegno dell’Uomo Vitruviano noto una proporzione simile nella riga sotto: due parti più piccole una centrale più grande. E’ faticoso spiegarlo ma è stato come aprire una scatola dopo l’altra, ogni soluzione me ne apriva tre insieme, una casistica. Ho iniziato a capire che il disegno contiene due volti. L’occhio destro è di un uomo maturo, quello a sinistra di un volto più giovane. Mi e’ venuta intuizione, se ha sempre scritto a sinistra ha imparato usando lo specchio…anche qui usa lo specchio per ricostruire la figura completa…E le misure mi hanno dato ragione”.
Quindi due uomini, e con lo specchio si vede bene, di età diversa, ma disegnati per rappresentare quella che il Frate matematico Luca Pacioli definiva come la scienza segretissima della Divina proporzione: un ”sistema d’insieme”, ”rilevabile con misure micrometriche, regole della geometria piana, calcoli aritmetici e infine con l’uso di una banalissimo specchio”, racconta ancora Concas: ”Ad esempio le misure delle braccia, che sono diverse, vengono dal concetto di un numero generatore, 225,5 e 180,5. Facendo sottrazioni o divisioni si ottengono tutte le misure esatte delle due braccia”.
”Leonardo temeva che potesse perdersi per strada quella regola che era stata usata da architetti, artisti, letterati e poeti. Usata per la prima volta nell’Arco di Costantino, nel 315-325 dopo Cristo – spiega Concas -, gli anni del primo concilio di Nicea, il primo concilio ecumenico cristiano. Ma anche nella Pietà di Michelangelo e ovviamente nella Gioconda. Erano regole semplici in fondo, come quelle del gioco del calcio, 17 regole semplici: poi all’interno c’è chi è capace di segnare come Ronaldo. Così anche Raffaello faceva capolavori stando nelle regole. L’algoritmo dal quarto secolo, quando la religione cristiana diventa religione di stato, fino al diciottesimo, serviva a diffondere e difendere le corporazioni. Per essere riconoscibili e certificarsi. Non bastava disegnare una Madonna, andava fatto secondo le regole segrete, che in modo semplificato potrebbe definire della ‘doppia spirale’, che ha un significato filosofico molto antico, riconoscibili solo da alcuni…”. Se Leonardo avesse svelato che L’Uomo Vitruviano era tutto questo, racconta ancora Concas, ”lo avrebbero messo al rogo”. Così il cerchio non è un cerchio ma è esattamente la ”doppia spirale”: ”idea che mi è venuta dall’intuizione di mia figlia psicoterapeuta: quando le monti insieme ci danno tre assi che costituiscono la figura, molto sofisticata. Ma non voglio dire di più perchè il mistero non finisce qui”. Un mistero smarrito ”quando con l’Illuminismo ha avuto termine il potere della chiesa e il laicismo ha preso spazio. Ma se ci guardiamo intorno ne troviamo tracce finora a noi incomprensibili, ovunque”

I due Papi, tra Hopkins e Pryce sfida d’attoriDal 2 dicembre il racconto del passaggio epocale

02 dicembre 201911:57

“La cosa piu’ difficile e’ ascoltare la sua voce”. “C’e’ un detto: Dio corregge un Papa dando al mondo un altro Papa. Voglio ammirare la sua opera”. Le parole di Benedetto XVI rivolte al Cardinale Bergoglio ne I due papi, il nuovo film Netflix in sala il 2 dicembre (e poi dal 20 dicembre in streaming). The Two Popes, applaudito al Toronto International Film Festival è anche una sfida d’attori: Anthony Hopkins che interpreta Papa Benedetto XVI e Jonathan Pryce che e’ invece il Cardinale Bergoglio futuro Papa Francesco. Il film, diretto da Fernando Meirelles (regista di City of God e The Constant Gardener – La cospirazione), e’ scritto da Anthony McCarten, gia’ sceneggiatore di La teoria del tutto, L’ora piu’ buia e Bohemian Rhapsody.
Racconta la storia intima di uno dei passaggi di potere piu’ drammatici degli ultimi duemila anni.
Frustrato dalla direzione intrapresa dalla Chiesa, il cardinale Bergoglio (Pryce) chiede il permesso di ritirarsi a Papa Benedetto (Hopkins). Di fronte al rischio di scandalo e al dubbio, Papa Benedetto convoca invece il suo critico piu’ duro, nonche’ suo futuro successore a Roma, per rivelare un segreto destinato a scuotere le fondamenta della Chiesa Cattolica.
Dietro le mura Vaticane, inizia una lotta tra tradizione e progresso, senso di colpa e perdono. Questi due uomini molto diversi affrontano il loro passato per trovare un terreno comune e costruire il futuro di un miliardo di fedeli in tutto il mondo. Il film biografico è ispirato a fatti reali: parte dall’elezione di Joseph Ratzinger nel 2005 per raccontare il suo abbandono del papato otto anni dopo, seguito dall’elezione di Bergoglio costretto a confrontarsi con le difficoltà di prendere il ruolo di pontefice. Uno sguardo intimo su un periodo di svolta storico per la Chiesa Cattolica.

Incassi: Frozen 2 boom, oltre 7 milioni di euroTsunami Disney, seguono a distanza Allen e Albanese

02 dicembre 201910:18

Frozen II – Il segreto di Arendelle debutta con il botto: 6 milioni 899 mila euro d’incasso in Italia nel weekend, per un totale in 5 giorni (è uscito il 27 novembre) di 7 milioni 674 mila euro. Quasi 1000 sale e tutte affollate. Il cartoon Disney, con il ritorno di Elsa, è in testa ai box office mondiali macinando record, compreso ovviamente quello americano. Per gli altri film poco spazio: al secondo posto c’è Un giorno di pioggia a New York di Woody Allen con 1 milione 240 mila euro. Al terzo, sceso per lo tsunami Frozen, c’è Antonio Albanese e il suo Cetto c’è, senzadubbiamente che alla seconda settimana incassa comunque 1 milione 115 mila euro e supera così i 4 milioni totali. Quarta posizione per L’ufficiale e la spia, il J’accuse di Roman Polanski che ha incassato 721 mila euro e 2 milioni 220 mila in due settimane.
Tra le nuove uscite del weekend, Frozen e Allen a parte, buon piazzamento per Midway, il film che riporta in auge il genere del classico film di guerra: è al quinto posto con 576 mila euro. Ottima la media per sala, ancora dopo 4 settimane, per la Palma d’oro ‘Parasite’ con 141 mila euro (è all’ottavo posto, risalito persino di una posizione) e 1 milione 604 mila totali.
Da segnalare anche Il peccato – il furore di Michelangelo, il bel film di Andrei Konchalovsky, uscito nel fine settimana, e nella top ten: nono posto con 136 mila euro. Nel complesso dei dati Cinetel: 12 milioni 427 mila euro, + 38% rispetto al precedente weekend e + 2,33% rispetto all’analogo periodo 2018 (anche lì con un’uscita fortissima: Bohemian Rhapsody, che fece oltre 5 milioni e mezzo di euro in 4 giorni).

E’ boom per la varia, +3,7% le copie venduteI dati a Più libri più liberi, 2019 anno positivo per l’editoria

04 dicembre 201910:00

Il 2019 si conferma come un anno positivo per l’editoria italiana. Lo dicono i dati Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) riferiti alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compreso Amazon) che registrano una crescita del 3,7% nei primi undici mesi dell’anno, pari a 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie.
Sono questi i primi dati dell’andamento del mercato che verranno illustrati a Roma, in occasione di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino a domenica 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola, nel corso del convegno Il Natale è alle porte: come è andato il mercato trade nel 2019 per piccoli e grandi editori, mercoledì 4 dicembre dalle 15.30.

Maraini ricorda Ronconi, grande capacità creativaA 5 anni da morte, libro L’utopia di Luca Ronconi di Bassignano

ESCARA02 dicembre 201912:49

– “Aveva una grande capacità creativa. In alcuni momenti era tradizionale, in altri più moderno ed innovativo. Era un uomo di grande talento e in ogni occasione tirava fuori la sua personalità. Sarebbe riduttivo dargli un’etichetta: sapeva spaziare e aveva una straordinaria capacità di capire il teatro e viverlo”. Così Dacia Maraini ricorda “l’amico” Luca Ronconi, a cinque anni dalla scomparsa del regista.
Maraini sarà uno degli ospiti d’eccezione nel corso della presentazione del libro “L’utopia di Luca Ronconi” di Ida Bassignano, sua assistente regista, volume edito dalla casa editrice abruzzese Ianieri. L’appuntamento, cui parteciperanno anche Gianfranco Capitta, studioso di Ronconi, Elisabetta Pedrazzi e Marilù Prati, attori che con lui avevano lavorato, è per sabato 7 dicembre, alle 18.30, a Roma, nell’ambito della fiera “Più libri più liberi”. L’iniziativa è organizzata in vista della ricorrenza dei cinque anni dalla morte di Ronconi, avvenuta nel febbraio 2015.
Definendolo un “grande amico”, Maraini ricorda che “lavorativamente parlando il periodo più intenso fu quello di Prato. Mi chiese di fare una ricerca sul linguaggio – racconta – Erano gli anni ’70 e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. Lui dirigeva questo insieme di ricerche e c’era un vero e proprio gruppo di lavoro. Ne venne fuori un’indagine sull’Italia contadina, popolare e industriale dell’epoca”.
Poi, nel 1997, è la volta di “Memoria di una cameriera”, scritto proprio su richiesta di Ronconi, che debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide (Perugia). “Ricordo una scena fatta tutta di mobili, da cui uscivano i personaggi – racconta Maraini – Poi c’erano delle maschere di gomma; era tutto molto surreale, molto espressionista. Sembravano dei volti e non delle maschere e ne veniva fuori un effetto molto bello”.

Libri: Demofollia, la Repubblica impazzitaAinis spiega la nuova, caotica forma di (non) governo italiana

04 dicembre 201910:00

MICHELE AINIS, DEMOFOLLIA. LA REPUBBLICA DEI PARADOSSI (La nave di Teseo, pp.222, 17 euro).
Esiste una nuova, pericolosa forma di governo, determinata dalla crisi di razionalità della politica italiana: è quella che Michele Ainis chiama “Demofollia”, titolo del suo ultimo saggio scritto per La nave di Teseo. Secondo l’autore, la nostra democrazia è in balia dell’incoerenza, dell’emotività e delle scelte capricciose di politici poco competenti, che non conoscono bene la storia del passato e guardano con confusione al futuro, facendo di fatto “ballare” come in una sfrenata danza le istituzioni italiane. Tanti e brevissimi capitoli (intitolati con singole, emblematiche parole, da ‘appelli’ a ‘fake news’, da ‘ius soli’ a ‘sovranisti’ e ‘zombie’, a comporre una sorta di dizionario in rigoroso ordine alfabetico) definiscono un libro di grande attualità, in cui le riflessioni del costituzionalista e le sue analisi lucide e accurate possono aiutare il lettore a orientarsi nel contesto politico e istituzionale del nostro Paese. Pur essendo ricco di informazioni e di dettagli anche tecnici, tra molte critiche ragionate e più di una proposta su come procedere per sbloccare una situazione che, toccando il cuore stesso dell’Italia, ossia le sue istituzioni democratiche, ha impantanato la nazione, Ainis non dimentica il registro dell’ironia, in un libro che costituisce una piacevole e istruttiva lettura.

Mostra: grafiche di De Chirico esposte a MeranoLa mostra al Castello Principesco copre mezzo secolo di attività

OLZANO02 dicembre 201912:52

– Una preziosa collezione privata di grafiche di Giorgio De Chirico sarà ospitata, dal 4 dicembre al 5 gennaio, presso il Castello Principesco di Merano. Organizzata da Art Action in collaborazione con il Palais Mamming Museum e l’assessorato alla cultura del comune di Merano, l’esposizione è curata da Azzurra Casiraghi e Brasilia Pellegrinelli.
La mostra, dal titolo “Pictor Optimus”, è strutturata attraverso una ventina di incisioni, litografie ed acqueforti scelte tra i diversi periodi della produzione di De Chirico e coprono un arco di tempo di più di mezzo secolo. Desolate piazze d’Italia illuminate da un timido sole autunnale, personaggi misteriosi ispirati dalle storie della mitologia greca e statue enigmatiche sono alcuni degli scenari della mostra. Tutte le opere recano il titolo a pugno dell’autore e il timbro a secco di Casa De Chirico; sono litografie, acqueforti e incisioni colorate a mano o in bianco e nero, collezionate in più di quarantacinque anni di ricerca in Italia e all’estero.

Pearl Jam, 5/7 a Imola unica data italiana tour 2020Playlist natalizia del gruppo disponibile grazie a Ten Club

BOLOGNA02 dicembre 201915:45

I Pearl Jam saranno in concerto domenica 5 luglio a Imola (Bologna), all’Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari, unica data italiana del tour estivo europeo in 13 tappe che comincerà il 23 giugno a Francoforte, dove il gruppo non si esibiva dal ’92, per concludersi il 22 luglio ad Amsterdam. Pixies sarà la band special guest dello show.La nuova serie di concerti includerà tappe in alcuni dei festival più celebri, come il Lollapalooza a Stoccolma e Parigi, il Rock Werchter e BST Hyde Park. Prevendite per i membri del Pearl Jam Ten Club fino al 5 dicembre; da sabato 7 biglietti su Ticketmaster, Ticketone e nei punti vendita autorizzati.Inoltre, per celebrare la stagione natalizia, il Ten Club ha lanciato oggi ’12 Days of Pearl Jam’, 12 singoli natalizi resi disponibili per la prima volta su Spotify. Nel 2020 il gruppo di Seattle festeggerà trent’anni di concerti live; con dieci album in studio, ha venduto 85 milioni di dischi e nel 2017 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.

‘Silenzio’, da Nissirio un noir di rangoRitmo da ‘whodunnit’ e un urlo di rivolta contro la volgarità

02 dicembre 201912:54

– PATRIZIO NISSIRIO – SILENZIO (ENSEMBLE PP. 283, euro 16). Poi uno dice che i bei libri non esistono più. Invece ci sono, ma vai a trovarli nella marea di titoli in cui annega l’editoria d’Italia, Paese curioso in cui si legge sempre di meno ma si pubblica sempre di più. Dunque tocca prima scovarli, poi segnalarli e proteggerli. ‘Silenzio’, di Patrizio Nissirio, è uno di questi.
Partiamo dal genere. Siamo nel noir scritto bene, che ha il grande pregio di differenziarsi dal noir scritto male – statisticamente prevalente. Il romanzo si apre con la frattura esistenziale del protagonista (il suo nome lo conosceremo strada facendo), che stanco del rumore di fondo e della volgarità del nostro tempo, decide di lasciare Roma (ma soprattutto quanto costruito) e rintanarsi in un’isoletta della laguna veneziana, trovandosi un mestiere quasi di fortuna che gli permetta di separarsi dal flusso. Poi c’è Maria Quaranta, che pure non se la passa bene nella sua insoddisfazione quotidiana e sull’onda degli eventi molla gli ormeggi. Infine c’è Aurelio Di Giannantonio, il bravo poliziotto che sa fare il suo mestiere, per dirla con De Gregori. Ma “la vita non perdona chi cerca di sfuggirle”. E dunque al protagonista capita il ‘fattaccio’, motore dell’azione.
Il mix di partenza è solido, una bella troika di stampo classico (lui, lei, l’altro). Il che è un pregio, perché le note sono 7 e ci si fa di tutto, dallo strimpello alla sinfonia di Beethoven. Il merito di Nissirio è di shakerare bene gli ingredienti di base fino ad ottenere un cocktail bilanciato, un bel Negroni con twist post-moderno. E a chi non piace un Negroni fatto bene? La scrittura è raffinata, esaltata da uno stile scarno, sulle prime persino straniante ma alla lunga davvero convincente; il ritmo serrato e la trama ben congeniata, le pagine scorrono una dopo l’altra spinti dal desiderio di scoprire l’immancabile colpevole. La scrittura, insomma, non viene a discapito dell’intreccio, pecca comune per i gialli ‘di pretesto’. No. ‘Silenzio’ ha la cifra del ‘whodunnit’ di stampo americano, con il pregio dell’introspezione tipica della narrativa europea.
In sintesi, leggetelo e regalatelo. Perché l’autore prima e l’editore poi, hanno fatto il loro mestiere. Ora tocca al lettore. “Silenzio” verrà presentato a Roma, a Più libri più liberi domenica 8 dicembre, con l’autore che dialogherà con il premio Strega Paolo Giordano.

Opera Roma: Bocelli 21 giugno apre stagione CaracallaApre stagione 2020 con grande orchestra

ROMA02 dicembre 201913:13

– Andrea Bocelli inaugurerà l’estate 2020 con uno spettacolare evento alle Terme di Caracalla: “Andrea Bocelli – Rome 2020”, prodotto da Friends and Partners e in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma. Il prossimo 21 giugno, in uno degli scenari naturali più suggestivi ed imponenti del mondo, l’amato tenore tornerà ad esibirsi in Italia, calcando per la prima volta con un intero concerto il palco dello storico teatro romano.
Insieme ad una grandiosa Orchestra, tra il fascino delle rovine e la suggestione delle notti romane, Bocelli darà vita ad una antologia di pagine tratte dal repertorio lirico, una raccolta delle più celebri arie selezionate dai capolavori dei grandi compositori, ripercorrendo appieno il vastissimo repertorio dell’Opera ricco di accese passioni e struggenti tragedie.
Le prevendite per “Andrea Bocelli – Rome 2020” si apriranno il 4 dicembre alle 16.00 su ticketone.it e l’11 dicembre in tutti i punti vendita abituali.
Andrea Bocelli è reduce dalla prestigiosa candidatura ai Grammy Awards e dal trionfale successo del suo nuovo album pop “Sì” (Sugar) che, dopo aver venduto un milione di copie in tutto il mondo, è ora presentato nell’edizione speciale “Sì Forever (Diamond Edition)” con nuovi duetti e tracce inedite.

Scansione 3D svela informazioni su ‘L’infinito’ di LeopardiIndividuate diverse sequenze correzioni e tre fasi di scrittura

BOLOGNA02 dicembre 201913:37

– ‘L’infinito’ di Giacomo Leopardi stupisce ancora, grazie alla scansione 3D: una nuova analisi ad altissima definizione del quaderno degli Idilli guidata da Paola Italia, docente al Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Università di Bologna, ha permesso di individuare diverse sequenze di correzioni e tre successive fasi di scrittura, a dimostrazione che il poeta di Recanati è tornato più volte a rivedere quelle rime.
Per cercare di ricostruire le vicende che hanno portato alla nascita di una delle liriche più celebri della nostra letteratura, Italia ha accostato un nuovo metodo di analisi – RTI, Reflectance Transformation Imaging – alle conoscenze e alle metodologie della filologia d’autore. Un’operazione resa possibile grazie alla collaborazione della Biblioteca Nazionale Centrale ‘Vittorio Emanuele III’ di Napoli, che custodisce numerosi manoscritti autografi di Leopardi, e del Laboratorio fotografico e multimediale FrameLab, attivo al Campus di Ravenna dell’Università di Bologna.
“Nonostante sia forse l’autografo più conosciuto della letteratura italiana, ‘L’infinito’ è un oggetto ancora misterioso”, commenta la docente. “Ancora non sappiamo con precisione, ad esempio, se sia stato composto prima o dopo il 29 giugno 1819, ventunesimo compleanno di Leopardi, che diventato maggiorenne tenta la fuga da Recanati. Tutto ciò che sappiamo è legato a un quadernetto a righe che reca, oltre a ‘L’infinito’, anche altri Idilli”. I risultati dell’indagine saranno presentati venerdì in un seminario a Bologna.
La tecnologia RTI utilizzata per l’analisi è stata usata inizialmente soprattutto per lo studio di manufatti artistici archeologici, ma si presta molto bene anche per l’indagine dei manoscritti. “Fotografie ad alta definizione – spiega la prof.
Italia – vengono scattate con luce riflessa su una sfera da diverse angolature e altezze, e poi ricomposte digitalmente, creando così un’immagine tridimensionale che permette di migliorare la percezione della superficie dell’oggetto e di evidenziare le stratificazioni dei solchi lasciati dalla penna nella scrittura”. VAI ALLA MAPPA DEL SITO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

I musei di Milano dedicano mostre 2020 ai ‘Talenti delle donne’
Sala ‘città multicentrica, portiamo interesse in più poli’

MILANO02 dicembre 201913:43

– Sono spalmate su 12 plessi le 54 mostre nel programma 2020 degli spazi espositivi del Comune. Il nuovo palinsesto è dedicato a ‘I talenti delle donne’, ed è prevista anche una coda legata a quello del 2019, su Leonardo Da Vinci, con altri due progetti espositivi al Castello Sforzesco, uno sul Salvator Mundi e l’altro sulla scrittura speculare.
“La cultura non va considerata un regalo alla città ma è una delle componenti fondamentali del vivere cittadino – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala -. L’ambizione è vivere in una Milano multicentrica e portare l’interesse di tutti in vari centri”. Il programma dedicato al protagonismo delle donne nella cultura e pensiero creativo è ricco di iniziative multidisciplinari, fra cui le ‘Storie di strada’ fotografate da Letizia Battaglia, l’antologica di Grazia Varisco e ‘Divine avanguardie’ sulla rappresentazione della donna in Russia (Palazzo Reale), la mostra su Adriana Bisi Fabbri (Museo del Novecento) e quella fotografica di Luisa Menazzi Moretti (Mudec).

Luna Nera, saga di Triana su eroine illuminate del ‘600Tra streghe e amori, esce Le città perdute, prima parte trilogia

02 dicembre 201914:00

– TIZIANA TRIANA, LUNA NERA. LIBRO PRIMO – LE CITTA’ PERDUTE (Sonzogno, pp.528, 19 euro). Streghe e magia nera, donne perseguitate e maschi prevaricatori, ma anche amore e pregiudizi, e poi lo scontro tra superstizione e scienza: è appena arrivato in libreria “Luna Nera – Le città perdute”, primo capitolo di una trilogia che Tiziana Triana ha scritto per Sonzogno, alla base della serie Netflix diretta da Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi in uscita nel 2020 (produzione Fandango). In questa appassionante vicenda per ragazzi (ma non solo) ambientata in Italia, la storia dell’Inquisizione prende forma in pagine che trasportano indietro nel 1600, secolo della Rivoluzione scientifica e del fanatismo religioso: tra grandi avventure, passioni amorose e ingiustizie, a colpire il lettore sono le figure femminili, vere eroine illuminate, in tempi di terrore e di buio della mente.
Ade, la protagonista sedicenne (innamorata di Pietro, giovane studioso di medicina, che ricambia il suo sentimento ed è deciso a salvarla dalla persecuzione), e con lei Janara, Tebe, Persepolis, Itaca, sono tutte donne libere e misteriose, conoscitrici di astri e piante, dedite alle arti e alla scienza, tacciate di stregoneria per le loro idee e i loro comportamenti giudicati non convenzionali. Attingendo alla tradizione e al folklore, l’autrice costruisce una storia avvincente che valorizza l’universo femminile e che, partendo dal passato, ha più di un legame con il nostro presente.

Filarmonica Romana, i quartetti per archi di BeethovenEsecuzione integrale in 4 date. Apre il 5/12 Pavel Hass Quartet

02 dicembre 201915:02

– Prende il via il 5 dicembre l’ esecuzione integrale dei Quartetti per archi di Ludwig van Beethoven in quattro appuntamenti – 17 partiture per un totale di nove ore di musica straordinaria – progettata dalla Accademia Filarmonica Romana per celebrare i 250 anni della nascita del genio di Bonn. L’ istituzione musicale della Capitale ha chiamato quattro formazioni cameristiche di prestigio ad esibirsi sul palcoscenico del Teatro Argentina in questo particolare repertorio che ha scandito per quasi trent’ anni la produzione musicale del compositore tedesco. Apre la serie di concerti, alle 21, il Pavel Hass Quartet, formazione ceca nata a Praga nel 2002, che dopo la vittoria al Concorso Borciani nel 2005 si è affermato come uno dei quartetti più interessanti, ospite delle sale concertistiche più prestigiose, e premiato con cinque Gramophone Awards per le sue incisioni discografiche. Il Quartetto – formato da Veronika Jarusková (violino), Marek Zwiebel (violino), Jiri Kabát (viola), e Peter Jarusek (violoncello) – trae il nome dal compositore ceco Pavel Haas, prigioniero nel campo di lavoro di Theresienstadt e morto ad Auschwitz nel 1944. Il concerto si aprirà con il terzo Quartetto della raccolta dell’op. 59 scritto fra il 1805 e il 1806 e dedicato da Beethoven all’aristocratico russo Andreas Rasumowsky, che a Vienna ricopriva la carica di ambasciatore e fu suo mecenate. Completano il programma il Quartetto op. 130 e la Grande Fuga op. 133, composti venti anni dopo. I prossimi appuntamenti sono previsti il 6 febbraio con il Belcea Quartet; il 20 febbraio con il Jerusalem Quartet e il 26 marzo con lo Hagen Quartett.

Dua Lipa, nuovo album e nuovo tour nel 2020″Future Nostalgia”, titolo del disco, a Milano il 30 aprile

2 dicembre 201915:56

– Nel 2020 nuovo album in arrivo, dal titolo “Future Nostalgia”, e nuovo tour per la popstar Dua Lipa.
Lo show debutterà in Europa il 26 aprile a Madrid e farà tappa in Italia con un’unica data a Milano il 30 aprile al Mediolanum Forum (unica data italiana).
Il primo singolo estratto dal disco, “Don’t Start Now”, ha già superato gli oltre 170 milioni di stream. “Quello che volevo fare con il mio nuovo album era uscire dalla mia comfort zone e mettermi alla prova, così da creare brani che potessero suonare come certe hit pop che adoro e sono rimaste nella storia. Sono stata ispirata da tantissimi artisti che amo: da Gwen Stefani a Madonna, da Moloko a Blondie, passando per gli Outkast solo per nominarne alcuni”, ha detto Dua Lipa, aggiungendo che “dopo tutto il tempo trascorso in tour con la mia band volevo che ‘Future Nostalgia’ fosse realizzato con veri strumenti musicali e suonato live, seppur caratterizzato da una produzione elettronica moderna. Il mio sound è maturato con me, mi sento più adulta ora ma ho mantenuto la stessa sensibilità pop del mio primo disco. Ricordo che quando ero in viaggio verso un programma radiofonico a Las Vegas e pensavo a quale direzione musicale prendere per il mio secondo disco, ho finalmente realizzato che volevo creare qualcosa che fosse nostalgico ma anche fresco e futuristico allo stesso tempo”.

Fondazione Cini, 46 convegni e 20 concerti nel 2020In calendario 5 nuove mostre a San Giorgio e San Vio

VENEZIA02 dicembre 201916:07

– Il Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini, presieduto da Giovanni Bazoli, ha approvato il programma delle iniziative culturali previste per il 2020, fra cui 46 incontri tra convegni, giornate di studio, workshop e seminari; oltre 20 concerti; cinque nuovi progetti espositivi tra l’Isola di San Giorgio Maggiore e Palazzo Cini; oltre 30 progetti editoriali; varie borse di studio e un Premio, la settima edizione del “Benno Geiger” per la traduzione poetica.
Nel 2020 la Fondazione Cini consoliderà ulteriormente la sua reputazione scientifica a livello internazionale grazie all’attività dei suoi Istituti e Centri di Ricerca, con l’organizzazione di convegni, giornate di studio, seminari e workshop dedicati alla musica antica e comparata, al teatro, all’arte e allo studio delle civiltà comparate.
Tra gli eventi più importanti, dal 24 aprile al 23 novembre l’apertura stagionale della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, in partnership con Assicurazioni Generali, con la mostra “Piranesi Roma Basilico” in occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giambattista Piranesi.

L’Università di Padova inaugura il Museo della GeografiaPrimo in Italia e tra i pochi al mondo

PADOVA02 dicembre 201916:36

– E’ stato inaugurato dall’Università di Padova il Museo di Geografia, primo in Italia e tra i pochi al mondo. L’esposizione si sviluppa negli spazi di Palazzo Wollemborg, già palazzo Capodilista, in via del Santo. Il percorso si sviluppa su tre sale a tema (la Sala Clima dedicata ai cambiamenti climatici, la Sala delle Esplorazioni e la Sala delle Metafore), una spaziosa aula laboratorio per attività didattiche, una sala per mostre temporanee, un salone per eventi e conferenze pubbliche.
Il patrimonio del Museo raccoglie ed espone in originale, o in consultazione digitale, 8 tra globi terrestri e celesti realizzati tra 1630 e 1910 e decine di atlanti pubblicati tra il XVIII e il XIX secolo, una collezione di plastici storici, circa 300 carte murali, 150 strumenti di misurazione, circa 20.000 tra stampe e lastre fotografiche e un importante fondo documentale legato alle pratiche di ricerca della scuola patavina. Dal 13 al 21 dicembre il Museo sarà aperto al pubblico gratuitamente su prenotazione.

Apre con Tosca, tema è attuale ma non è cronacaUltima prima di Pereira. Chailly, il ciclo Puccini continuerà

MILANO03 dicembre 201910:01

In tempo di #metoo pare a dir poco attuale la storia di Tosca, l’opera che il prossimo 7 dicembre aprirà la stagione lirica della Scala sotto la direzione di Riccardo Chailly e con un cast guidato dalla star Anna Netrebko (che come ogni star che si rispetti oggi, dopo la prova generale di ieri, non si è presentata in conferenza stampa). Ma ad essere attuale – oltre alla storia della cantante molestata dal perfido Scarpia che le promette, mentendo, di salvar la vita al suo amato se cederà -, secondo il maestro e il regista Davide Livermore, è soprattutto la musica di Puccini.
“E’ scritta nel 1900 ma è uno squarcio sul futuro di tutto quello che viene più di un secolo dopo – ha sottolineato Chailly -. La modernità del soggetto, la grandezza della musica di Puccini rende Tosca attualissima, credibilissima e affiancabile a realtà ahimè molto crude e dure della nostra società”.
“E’ evidente che si tratta di una storia senza tempo. Spero che non valga per il futuro ma per la contemporaneità sì. Noi però – ha aggiunto il regista – non facciamo cronaca ma arte”.
E questa Tosca – che come ormai tradizione sarà in diretta su Rai1, a cura di Rai Cultura, con la conduzione di Milly Carlucci e Antonio Di Bella e poi disponibile per 14 giorni anche su RaiPlay – è in qualche modo una prima assoluta. Continuando un lavoro di riscoperta, Chailly ha infatti deciso di eseguire la prima versione dell’opera, andata in scena il 14 gennaio 1900 al teatro Costanzi di Roma. Una versione mai più sentita da allora che prevede otto elementi musicali in più incluso “il finale che allarga il tempo teatrale del doppio rispetto a quello che siamo abituati ad ascoltare” al suicidio di Tosca. Un finale che “chiede un’idea registica nuova” ha assicurato Chailly.
L’impegno – anche scenografico – è stato imponente, una macchina scenica che nel primo atto permette di vedere la chiesa di Sant’Andrea della Valle in cui è ambientata l’azione da diverse prospettive, quasi ‘zoomando’ su quanto accade. Ma invece di spostare le telecamere come succede nel cinema, a spostarsi e ruotare è la scena, come ruota Castel Sant’Angelo, come quadri prendono vita. Tutto per accompagnare la partitura.
“E’ una Wunderkammer delle sensazioni di una donna” ha sottolineato Cristiana Picco, membro di Giò Forma che ha curato la scenografia. E nella camera delle meraviglie rientra anche il finale ‘a sorpresa’ con tanto di Tosca (grazie a una controfigura) che, racconta chi l’ha vista, pare sospesa nel vuoto. “E’ una sintesi fra la tradizione e il futuro dello spettacolo” ha spiegato Alexander Pereira, che ha fatto i complimenti a tutto il cast, oltre a Netrebko anche Francesco Meli (Cavaradossi) e Luca Salsi (Scarpia).
La sua ultima prima come sovrintendente è forse la più attesa. I biglietti sono andati a ruba nonostante i tremila euro di prezzo. E in sala hanno confermato la presenza fra gli altri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la vicepresidente della Consulta Marta Cartabia, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e il viceministro dell’Economia Antonio Misiani. Oltre ovviamente al futuro sovrintendente Dominique Meyer. Anche con il cambio di direzione del teatro, Chailly assicura che il progetto dell’esecuzione integrale delle opere di Puccini proseguirà.

D’Amore, Ciro L’Immortale potente come JagoLo spin-off di Gomorra in sala dal 5 dicembre in 450 copie

03 dicembre 201909:55

Marco D’Amore è davvero ‘L’Immortale’, come dimostra puntualmente il film che ha diretto e interpretato, ispirato al personaggio di Ciro Di Marzio di Gomorra.
Dopo il colpo di pistola che gli ha sparato Genny Savastano, il feroce boss, nonostante sia stato buttato in mare e sia sprofondato nelle oscure acque del Golfo di Napoli, non è affatto morto, come racconta questo film in sala dal 5 dicembre con Vision Distribution. Un’opera che pesca anche nell’infanzia del futuro boss nato, come si sa, durante il terremoto del 1980, e nel segno della cross-medialità, segnando un ponte di collegamento tra quarta e quinta stagione della serie (prevista, tra l’altro, solo per il 2021).
“Questa è una storia piena di conflitti e mistero – dice oggi a Roma Marco D’Amore – e soprattutto di paura. È un errore infatti pensare che i protagonisti di Gomorra, i camorristi, non abbiano paura, ne hanno sempre, infatti. Paura di sopravvivere, paura di non farcela, paura di essere uccisi”. Il film parte dal 1980, quando la terra trema e si sente appunto il pianto di un neonato ancora vivo, ovvero Ciro di Marzio, salvato solo all’ultimo minuto, da qui il suo soprannome: l’Immortale. Poi si passa alla gelida Riga odierna: il boss è esiliato in Lettonia, nel Baltico, dove sta cercando di mettere in piedi un traffico di cocaina con nuovi compagni di viaggio. Ma il Ciro ‘risorto’ dovrà vedersela, oltre che con le ombre del passato, con una banda locale che vuole avere l’esclusiva sul traffico di droga e con la più feroce e potente mafia russa.
‘L’immortale’, oltre a dare voce alle pistole, non manca anche di dedicare tanto spazio all’infanzia di Ciro (interpretato da Giuseppe Aiello, 11 anni), ragazzino sveglio e capace di mostrare di avere da subito la stoffa del boss. Sulla scelta di Giuseppe Aiello, dice Marco D’Amore: “Ho fatto un’infinita serie di provini nelle zone periferiche di Napoli che sono sempre una piacevole sorpresa e hanno qualcosa di magico. Quando ho visto Giuseppe – aggiunge il regista-attore – mi ha subito raccontato la sua voglia di far parte del progetto.
Poi quando mi ha detto, dopo una lunga pausa di riflessione e con grande spontaneità: ‘io sono buono'”, mi ha davvero conquistato. E ancora D’Amore racconta così il suo personaggio : “Ciro di Marzio, L’Immortale, è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio. Ciro è una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, a seconda da quale punto di vista lo si osservi. È un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso – conclude – , la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus”.
Il film prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky TimVision e Beta Film, ha nel cast anche Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro di Colandrea, Nello Mascia e Nunzio Coppola. ‘L’Immortale’ ha vinto il premio Anec – Pietro Coccia al regista esordiente e sarà proiettato il anteprima il 4 dicembre a Sorrento nell’ambito delle Giornate professionali del cinema.

Matera 2019: Manuel Agnelli coordinerà cerimonia di chiusuraHa realizzato in città il trailer “Open future, Together!”

MATERA02 dicembre 201918:04

– Sarà Manuel Agnelli, musicista e leader degli Afterhours, il coordinatore artistico di “Open Future, Together!”, un programma che sarà presentato nei prossimi giorni a Milano e che caratterizzerà la cerimonia di chiusura di Matera Capitale europea della Cultura, fissata per il prossimo 20 dicembre. Agnelli – secondo quanto reso noto dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 – “insieme a uno dei suoi storici compagni di viaggio, il violinista e compositore Rodrigo D’Erasmo, è stato nei giorni scorsi a Matera per realizzare il trailer di lancio di ‘Open Future, Together!’, coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e da Intesa Sanpaolo, Gold Partner di Matera 2019. Il breve filmato, realizzato da Indiana Production e da Pulse Films, con la regia di Giorgio Testi, racconterà il 2019 celebrando Matera attraverso i volti e le storie di chi ci è passato. Le musiche originali del video sono di Rodrigo D’Erasmo.

Tiziano Ferro, nuovo album è Oro in una settimanaCertificazione raggiunta anche da Tha Supreme e Modà

02 dicembre 201918:18

– Accetto Miracoli, il nuovo album di Tiziano Ferro, a una sola settimana dall’uscita è certificato Oro. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), è entrato direttamente al primo posto nella classifica dei dischi più venduti della settimana (diffusa da Fimi/GfK Italia). Disco d’oro anche per 23 6451 del fenomeno Tha Supreme e per i Modà con Testa o Croce. Capo Plaza con 20 ha raggiunto il traguardo dei tre dischi di platino.

L’incantesimo di Boldini a BarlettaPrima monografica mai dedicata in Puglia all’artista

BARLETTA02 dicembre 201918:25

– ‘Boldini. L’incantesimo della pittura. Capolavori dal Museo Boldini di Ferrara’: è il titolo della mostra che dal 7 dicembre sarà ospitata nella Pinacoteca De Nittis di Barletta. Si tratta della prima monografica mai dedicata in Puglia al celebre ritrattista, collega di Giuseppe De Nittis a Parigi, frutto di un virtuoso scambio tra istituzioni civiche simili per storia, natura e vocazione: il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e la Pinacoteca – Casa De Nittis di Barletta.
‘L’incantesimo della pittura’ intende presentare l’opera di questo grande maestro in ogni aspetto e ambito della sua produzione, dal paesaggio alla natura morta, dalle vedute di città al ritratto, sia quello intimo che ritrae amici e colleghi, che quello di società che gli ha regalato successo e fortuna. Grazie all’ampiezza della collezione del Museo Boldini di Ferrara una straordinaria selezione di quasi 70 opere permetterà di ripercorrere, in maniera esaustiva, i principali snodi della sua vicenda artistica.

Cocciante, in Italia vorrei Grammy ma si punta su SanremoTorna a Roma dal 27/12 Notre Dame de Paris. ‘Inno a diversità’

02 dicembre 201918:43

– In Italia “manca un grande premio per la musica, tipo Grammy. Esiste in moltissimi Paesi, ma da noi no, perché si punta tutto su Sanremo. E’ la risposta che ricevo quando propongo l’idea. Però sono cose diverse: a Sanremo, che non biasimo, ci deve essere, ha fatto scoprire tanti talenti, si premiano la canzone e il cantante, mentre un grande riconoscimento di qualità per l’album, gli interpreti, i produttori, gli autori e così via andrebbe a premiare il lavoro di tutta la squadra”. Parola di Riccardo Cocciante, che incontra i giornalisti a pochi giorni dal ritorno a Roma dell’opera pop con le sue musiche, ispirata da capolavoro di Victor Hugo, Notre Dame de Paris, nata poco più di 20 anni fa, nel 1998 (ha già appassionato più di 4 milioni di persone solo in Italia). Il cast comprende, fra gli altri, per la versione italiana la new entry di Elhaida Dani, vincitrice nel 2013 di The Voice proprio con Cocciante coach e già protagonista dell’ultima versione francese dello spettacolo (le liriche originali sono di Luc Plamondon, il libretto italiano di Pasquale Panella), per il ruolo di Esmeralda.
Dopo i successi di Pesaro, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Torino, Notre Dame De Paris (prodotta da David e Clemente Zard ed Enzo) sarà al Palazzo dello Sport di Roma dal 27 al 29 dicembre e dal 2 al 6 gennaio, per poi toccare le città di Trieste, Brescia Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania, Ancona, Jesolo e tornare a Milano.
“E’ una storia che nel linguaggio musicale di oggi racconta la paura dell’altro e esalta il valore della diversità, l’importanza del sapere accettare anche chi vediamo differente”, dice Cocciante.

Dacia Maraini ricorda Ronconi, un creativo straordinarioA 5 anni dalla morte, la scrittrice parla del grande autore

PESCARA02 dicembre 201919:32

– “Ero andata alle prove di ‘Memorie di una cameriera’, che avevo scritto su sua richiesta. Quando vidi che lo spettacolo durava due ore e mezza dissi che la gente si sarebbe annoiata, che l’avevo scritto affinché durasse un’ora e non due. Nonostante gli autori non vogliano mai tagliare, io volevo tagliare, perché avevo paura che il pubblico si annoiasse. Lui mi rassicurò e alla fine lo spettacolo fu molto bello e apprezzato”. Racconta questo episodio “indimenticabile”, in un’intervista, Dacia Maraini, per spiegare il suo rapporto con “l’amico” Luca Ronconi.
Maraini sarà uno degli ospiti d’eccezione nel corso della presentazione del libro “L’utopia di Luca Ronconi” di Ida Bassignano, sua assistente regista, volume edito dalla casa editrice abruzzese Ianieri. L’appuntamento è per sabato 7 dicembre, alle 18.30, a Roma, nell’ambito della fiera “Più libri più liberi”. L’iniziativa è organizzata in vista della ricorrenza dei cinque anni dalla morte di Ronconi, avvenuta nel febbraio 2015.
Di quell’episodio e di quel successo – lo spettacolo debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide (Perugia) nel 1997 – Maraini ricorda la genialità di Ronconi: “Aveva inserito grandi spazi tra una parola e l’altra – spiega – degli spazi di ossigeno, con il suo stile, come fosse un suo segreto. Poi ricordo la scena fatta tutta di mobili, da cui uscivano i personaggi. C’erano, inoltre, delle maschere di gomma; era tutto molto surreale, molto espressionista. Sembravano dei volti e non delle maschere e ne veniva fuori un effetto molto bello”.
Secondo Maraini, infatti, Ronconi “aveva una grande capacità creativa. In alcuni momenti era tradizionale, in altri più moderno ed innovativo – osserva – Era un uomo di grande talento e in ogni occasione tirava fuori la sua personalità. Sarebbe riduttivo dargli un’etichetta: sapeva spaziare e aveva una straordinaria capacità di capire il teatro e viverlo”.
“Lavorativamente parlando – aggiunge – il periodo più intenso fu quello di Prato. Mi chiese di fare una ricerca sul linguaggio. Erano gli anni ’70 e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. Lui dirigeva questo insieme di ricerche e c’era un vero e proprio gruppo di lavoro. Ne venne fuori un’indagine sull’Italia contadina, popolare e industriale dell’epoca”.
Per lei Ronconi, però, era prima di tutto un “grande amico”, soprattutto quando “a Roma ci si vedeva e c’era una comunità artistica molto viva e molto vivace. Eravamo molto uniti, organizzavamo cene, andavamo insieme a vedere spettacoli e concerti”. Oggi invece il teatro e la cultura “sono cambiati: l’idea del lavoro collettivo, l’idea di teatro immerso nell’ambiente non ci sono più, ognuno va per i fatti suoi, è tutto individualista”.
Uno dei problemi odierni, secondo la scrittrice, saggista e sceneggiatrice, è la tassazione “che stronca le gambe” al teatro e rappresenta una sorta di “censura economica”.
“C’era la libertà di fare teatro professionale senza tassazione. Purtroppo c’è meno fiducia nella creatività dei giovani. Non sono solo i medici e gli ingegneri a fuggire dall’Italia, ma anche i teatranti. Non si investe sui giovani.
Una volta – conclude – c’era più spazio per la cultura intesa come grande progetto che riguardava l’antropologia”.

Depardieu e il piccolo re clandestino degli scacchiIn sala dal 5 dicembre Qualcosa di meraviglioso da storia vera

03 dicembre 201909:51

Un giovanissimo re degli scacchi, diventato nel 2012 campione under 12 di Francia pur essendo ‘sans papier’ come immigrato dal Bangladesh insieme al padre, con il quale era rimasto, dopo il rifiuto dello status di rifugiato al genitore, senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora. E’ l’incredibile storia vera di Fahim Mohammad, che arriva al cinema nella coinvolgente dramedy Qualcosa di meraviglioso di Pierre François Martin-Laval, in uscita il 5 dicembre con Bim. Protagonisti l’esordiente Assad Ahmed (trovato per caso dopo una lunga ricerca) e Gérard Depardieu, che regala una nuova intensa prova d’attore nel ruolo di un burbero e carismatico insegnante di scacchi, Sylvain, ispirato al reale coach francese di Fahim, Xavier Parmentier, scomparso prematuramente per un tumore a 52 anni, nel 2016. Un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita a formare campioni in erba, allenando le nazionali giovanili francesi e insegnando gli scacchi ai bambini e ai ragazzi delle banlieue.
Il maestro, insieme a Fahim, e alla scrittrice Sophie Le Callenec, aveva firmato anche il libro sul giovane campione prodigio, Un re clandestino, uscito in Francia nel 2014 e in Italia nel 2015 con Bompiani. “Siamo tutti migranti, – ha detto Depardieu a Télématin parlando della storia di Fahim -. Per costruire insieme l’intelligenza di domani bisogna lasciarsi compenetrare da altre culture differenti e straordinarie”.
Martin-Laval (soprannominato Pef), classe 1968, noto in Francia da fine anni ’90 come attore della compagnia comica Les robins des Bois e poi come regista delle commedie hit Les Profs e Les Profs 2, qui cambia registro costruendo un racconto che alterna pathos e leggerezza, stando molto attento alla verità dei fatti, con qualche licenza narrativa. Fra queste c’è il racchiudere nel personaggio di Isabelle Nanty (pluricandidata ai César e frequente complice artistica di Pef) sia la reale presidente del club di scacchi che ha accolto Fahim, sia la signora che intervenendo al telefono in un programma radiofonico ha portato a conoscenza dell’allora Primo Ministro Fillon, la vicenda del giovane bengalese.
Il racconto parte dalla decisione di Nura (Mizanur Rahaman), d’accordo con la moglie, di partire da solo per la Francia con il figlio Fahim, già noto in patria come talento degli scacchi, per evitare che il piccolo finisca vittima insieme a lui (identificato dopo aver partecipato a manifestazioni antigovernative), di rappresaglie. L’intenzione dell’uomo è farsi raggiungere dal resto della famiglia al più presto, ma arrivati a Parigi il percorso per essere riconosciuti come rifugiati si complica. Nura fatica a integrarsi mentre Fahim impara velocemente la lingua e grazie all’incontro con Sylvain e con gli altri giovani allievi del maestro, cresce e matura nella sua passione per gli scacchi, che si rivela salvifica.
“Come il libro, spero che il film contribuisca a cambiare lo sguardo delle persone sui migranti – ha detto, commentando l’uscita di Qualcosa di meraviglioso, il vero Fahim, oggi 18enne -. Personalmente amo il film perché non parla solo della miseria della gente ma racconta anche una bella storia e una via d’uscita. Poi mostra gli scacchi più come un gioco d’avventura che come un gioco intellettuale, anche le persone che non lo conoscono possono appassionarsi”.

Maria Callas, autoritratto con lettere inediteEscono le memorie a cura di Tom Volf

03 dicembre 201919:29

MARIA CALLAS, IO, MARIA (RIZZOLI, PP 560, EURO 21). Maria Callas dietro la leggenda, al di là delle interpretazioni. La Divina e la donna in un sorprendente autoritratto che le restituisce la sua voce vera, più intima. La scopriamo in Maria Callas. ‘Io, Maria’ a cura del regista e fotografo Tom Volf che ha raccolto le sue memorie e un’ampia raccolta di lettere private, per la maggior parte inedite, dal 1946 al 1977. Ci sono voluti sei anni di approfondite ricerche che ora sono diventate un libro, in uscita il 3 dicembre per Rizzoli, nei giorni in cui la soprano avrebbe compiuto 96 anni.
“L’arte è la capacità di dare vita all’emozione” afferma la Callas alla quale sono piaciuti tutti i ruoli che ha interpretato, da Violetta ad Anna Bolena a Medea. Ma, “Con Norma, è diverso. Lei è come me sotto molti aspetti. Norma può sembrare molto forte, a volte feroce, ma in realtà è un agnello che ruggisce come un leone; una donna che si lamenta, che è orgogliosa di mostrare i propri sentimenti e dimostra alla fine che non può essere cattiva o ingiusta in una situazione di cui è fondamentalmente responsabile. Le mie lacrime in Norma erano vere” racconta nel libro.
Dal debutto in sordina della cantante lirica più celebre al mondo, alle vette della sua carriera internazionale, ‘Io, Maria’, accompagnato da foto d’epoca, racconta le sfide, i successi, gli scandali, il rapporto con i colleghi e con i parenti, quello difficilissimo con la madre e con la sorella, l’amore e poi la rottura con il marito Giovanni Battista Meneghini e la passione travolgente per l’armatore greco Aristotele Onassis, che la Callas nelle lettere chiama Aristo.
“Realizzare quest’opera è stato, così come per il film, come costruire un puzzle gigante di archivi e documenti provenienti da ogni parte del mondo, da scatoloni, cantine e soffitte, e di frammenti conservati per miracolo o custoditi dai tuoi cari, amici e ammiratori, che me li hanno dati a mano a mano che la ricerca proseguiva” spiega nella prefazione Volf, oggi uno dei massimi esperti della Callas, regista del film ‘Maria by Callas’ e co-fondatore del Fonds de Dotation Maria Callas di Parigi.
Un racconto davvero unico che mostra la grande umanità e le fragilità della Tigre come veniva definita la soprano.
“Detesto parlare di me stessa” diceva la Callas. “Purtroppo, però, a furia di lasciar parlare gli altri, mi trovo a essere al centro di innumerevoli pettegolezzi che stanno facendo il giro del mondo. Ed è proprio per correggere tante inesattezze che mi decido ora, benché con riluttanza, a chiarire i punti più importanti della mia vita privata e della mia carriera di artista” raccontava nelle sue memorie, dettate in italiano, che si aprono nel modo più classico. Con la nascita a New York , da genitori di origine greca, sotto il segno del Sagittario, anche se sui documenti ufficiali Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos risultava nata il 2 dicembre 1923 mentre la madre sosteneva di averla messa al mondo il 4 dicembre.
Ci sono i grandi incontri della sua vita, da quelli con l’insegnante Elvira de Hidalgo e il direttore che ha avuto la maggior influenza su di lei, Tullio Serafin, a quello con il marito, il veneto Giovanni Battista Meneghin. Fino al debutto italiano a Verona . “Mai avrei potuto immaginare che proprio in questa città, che ora mi è tanto cara, sarebbero maturati gli avvenimenti più importanti della mia vita. Come dirò in seguito, infatti, a Verona ho ottenuto il primo successo italiano e, sempre a Verona, ho incontrato Renata Tebaldi” racconta la Divina. Ma la sua anima si mostra soprattutto nelle lettere a Maurice Béjart, Joan Crawford, Grace Kelly, che era presente al suo funerale a Parigi, alla quale scrive “Ti mando tutto il mio affetto e che Dio ti benedica per essere così meravigliosa”. A Pier Paolo Pasolini, con cui ha lavorato per Medea, scrive in italiano nel 1971: “Ti scrivo dalle nuvole” e in un’altra lettera si dice: “Addolorata che soffri. Dipendevi tutto da Ninettp – e non era giusto”. Ci sono anche le lettere a Luchino Visconti, a Franco Zeffirelli, a Leonard Bernstein, a Wally Toscanini , al marito Aristotele Onassis al quale dice: “Amo il tuo corpo e la tua anima e il mio unico desiderio è che tu provi lo stesso”. E c’è anche una corrispondenza con Jacqueline Kennedy, per la quale Aristo lasciò, che nel 1963 le chiede “se vorrebbe allietare una delle nostre cene di Stato alla Casa Bianca” .
“Tu, solo e soltanto tu, eri in grado di parlarci di questa vita fuori dal comune, e lo dicevi aggiungendo: ‘After all I’m the one who’s lived it (‘Dopotutto sono io ad averla vissuta’)” come dice Volf della Divina, morta a Parigi il 16 settembre 1977.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moda: a Bottega Veneta il Fashion Award per gli accessori
Quattro riconoscimenti per la maison diretta da Daniel Lee

03 dicembre 201910:27

– Il direttore creativo di Bottega Veneta, Daniel Lee, ha ricevuto a Londra il Fashion Awards 2019 per la categoria Accessori. La premiazione si è svolta alla Royal Albert Hall di Londra, dove la maison italiana si è aggiudicata quattro categorie: Accessories Designer of the Year, British Womenswear Designer of the Year, Designer of the Year e Brand of the Year.

La sorprendente narrativa di Rezzaescono tre romanzi del performer della coppia Rezza-Mastrella

03 dicembre 201911:38

– ANTONIO REZZA, ”NON COGITO ERGO DIGITO – Romanzo a più pretese” (LA NAVE DI TESEO, PP. 126 – 10,00 EURO); ”SON(N)O” (LA NAVE DI TESEO, PP. 202 – 11,00 EURO); ”TI SQUAMO – Storia di un amore screpolato” (LA NAVE DI TESEO, PP 106 – 10,00 EURO).
Antonio Rezza è insieme l’eccesso e l’essenzialità, l’esubero verbale e fisico e il gioco scenico quasi zen, fatto di nulla, grazie alla collaborazione con un’artista visiva quale Flavia Mastrella, che lo hanno portato a essere un po’ l’artista del momento, popolare ma che piace anche agli intellettuali, basso, provocatorio e raffinato. I due sono stati recentemente premiati col Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2018 dalla Biennale di Venezia, ma avevano già avuto vari, tra cui nel 2013 il Premio Ubu e nel 2016 il Premio Napoli.
La loro avventura artistica, che è andata via via arricchendosi e misurandosi con i più vari mezzi espressivi e aprendosi a diverse collaborazioni, comincia nel 1987 e da allora hanno realizzato tredici opere teatrali interpretate da Rezza, cominciando con ”Nuove parabole” per finire con ”Anelante” del 2015; hanno realizzato diversi programmi per Rai 3 e girato una decina di cortometraggi presentati a vari festival e rassegne e lungometraggi come ”Escoriandoli” proiettato nel 1996 al Festival di Venezia e nel 2001 ”delitto sul Po” al Torino Film Festival. Inoltre, mentre Mastrella espone negli anni sculture e installazioni, Rezza pubblica tre romanzi, appena ristampati e mandati in libreria da La Nave di Teseo.
Nella proposta dei suoi numeri, dei suoi personaggi, Rezza cerca sempre il salto mortale, che ribalta davanti allo spettatore la finzione cui assiste e in cui continuamente cerca di coinvolgerlo direttamente. E usa per questo anche il linguaggio (con momenti di nonsense), ora aulico e forbito, ora triviale, come sono poetiche certe proposte e forte la sua esibizione di nudo integrale, ricordando quanto spesso enuncia all’inizio a sorpresa: ”la spensieratezza va stroncata sul nascere”. Ed è un po’ questo anche lo stile, il gioco a sorpresa surreale e fantasioso, il paradosso portato alle estreme conseguenze, l’invenzione tra fisicità e sentimenti, tra parossismo e astrazione mentale della sua scrittura moderna, alta e bassa, e antica assieme, delle sue pagine narrative, dei suoi ”romanzi a più pretese”.
Ecco allora ”Non cogito ergo digito”, girandola di umanità variopinta, di decine e decine di personaggi che si susseguono e inseguono in un’infinità di scenari e situazioni diverse e spettacolari, compresi viaggi su Giove e l’apparizione straordinaria di Caterina d’Austria, ma un vero unico protagonista, l’ineffabile e gran mattatore Carlo nel suo parossistico gioco mimetico con il lettore e a rimpiattino con una serie di amori con la A maiuscola, minuscola e pure senza alcuna a in assoluta libertà priva di logica. ”Carlo correva testa bassa sfiorando con le tempie il fresco selciato – sono le prime righe – che separava la sua condizione di parassita da inferi possibili e mai apprezzati; i capelli sfoltivano contro un vento maligno che si incuneava nella gestualità pedestre avvilendo portamento e intenti”.
Segue ”Son(n)o” con quel duplice significato di dormire e indagare su se stesso con ”nient’altro che la noia cui badare” e un protagonista dal nome evocativo, Anto Rizla, che ha due passioni: ”il sonno, che è un’anomalia del pensiero, è una breve assenza di sette ore e mille sospiri, non uno di più; e il lenzuolo di sotto, che è una virtù, accoglie il corpo e vi si impregna dopo una giornata di nulla”. Con una prosa sempre surreale e paragrafi tutti di meno di una pagina si indaga il sonno come arte, per ”riuscire a dormire sulla vita che scorre”, imparando dal saggio Sonnekj il sonno assoluto o come diventare un sonnambulo, sino all’incontro e l’amore con una sonnambula.
Infine ”Ti squamo”, storia in prima persona di un inseguire e analizzare il nutrirsi, di cibi, di sé, di libri e così via, tra descrizioni fisiche legate all’apparato masticatorio e digerente e un distacco totale da tutto ciò, alla ricerca della purezza della parola. Tra un citofono avvilito da solo comunicazioni di servizio e la ricchezza espressiva di un’enciclopedia o un vocabolario, avendo visto ”biro cadere da cavallo, rompersi l’osso della sfera e poi trascorrere il rimanente tempo su carrozzelle spinte da scrittori sterili”, si compie un percorso che porta al rigore di una sorta di anoressia senza drammi e quasi gioiosa, in un contrasto tra il vigore del concreto e un lirismo astratto, sino a un finale inevitabile e assoluto.

Come arredare casa con arte del recuperoUna guida per ridare vita e apprezzare le cose del passato

03 dicembre 201912:10

– JOANNA E OLIVER MACLENNAN, “L’ARTE DEL RECUPERO, IDEE INSOLITE PER ARREDARE”, (JONGLEZ, PP. 255, EURO 29,95).
Una barca utilizzata per la pesca dei granchi trovata abbandonata in un porto, rimorchiata via, impermeabilizzata e resa abitabile. Una roulotte Grand Lux del 1961 riempita di oggetti ritrovati e tessuti recuperati. Un tavolo del 1920 proveniente da un vecchio edificio industriale riproposto come lavandino in un’antica canonica. Sono solo alcuni esempi di idee per il riutilizzo di materiali, oggetti ed elementi di arredamento proposti dal nuovo libro fotografico edito da Jonglez “L’arte del recupero, idee insolite per arredare” di Joanna e Oliver Maclennan. Una sorta di celebrazione dell’autosufficienza che descrive una serie di interni decorati con oggetti di recupero, riparati, riciclati o reinventati, ritrovati in natura in tutto il mondo.
Ideale per chi ricerca la frugalità e l’eco-sostenibilità, il libro illustra anche storie di persone che hanno fatto dell’arte del recupero la propria ispirazione di vita nonché metodi per arredare la propria dimora attraverso la ricerca di oggetti in spiaggia, nella foresta o recuperati in ambiente urbano. Una guida completa per decorare la casa in maniera originale e sorprendente, utilizzando le forme suggerite dalla bellezza della natura e, spesso, a costo zero.
Nel volume è possibile imbattersi, ad esempio, in un mas della Provenza, tipica casa colonica del XIX secolo, costruita in pietra locale, arredata con oggetti provenienti dai mercatini delle pulci. Nella cucina campeggia una lavagna verde da mercato ritrovata in un edificio destinato alla demolizione. La dimora è abbellita da reperti naturali come piante secche, tessuti francesi e portoghesi, vecchi libri. “Vado spesso alla ricerca di rami: puoi sempre riportare in natura ciò che raccogli, lo prendo solo in prestito”, racconta la proprietaria. “Non ti senti male come quando acquisti qualcosa che viene dalla Cina che finirai per buttare nella spazzatura dopo due mesi”. Tende e tappezzerie già vissute possono diventare paralumi e rivestimenti per mobili ed elettrodomestici. “L’Arte del recupero” contiene suggerimenti sul momento migliore per fare affari nei mercatini delle pulci, su come comportarsi nelle cosiddette “vendite da cortile” e nei “mercatini dei bagagliai delle auto”, un tipo di mercato tra privati molto di tendenza in cui gli oggetti inutilizzati sono esposti dal bagagliaio dell’auto e il cui obiettivo è riqualificare oggetti ed articoli ancora utili ma depositati nelle case o nelle cantine dei privati che vi partecipano.
Il libro, diviso in 4 capitoli (la costa, l’ambiente rurale, l’ambiente selvaggio e l’ambiente urbano), ciascuno con specifiche proposte, suggerimenti e pratiche virtuose di recupero, illustra anche antiche tecniche di raccolta e recupero del legno, su come realizzare ghirlande e sculture floreali con soli materiali naturali e come cercare oggetti utili nel fango.
“Con minimi cambiamenti – viene spiegato – si può creare un nuovo mondo, con un’infinita varietà di oggetti e possibilità di raccolta”.

Più libri, al via con Martella e ZingarettiDal 4 all’8/12 alla Nuvola la fiera degli editori indipendenti

04 dicembre 201909:42

– Si apre il 4 dicembre con Andrea Martella, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria; Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, e Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori, la diciottesima edizione della Fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
All’inaugurazione dell’evento editoriale più importante di Roma interventi anche della presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, del vicesindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, del direttore dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Roberto Luongo, del presidente Gruppo Piccoli Editori AIE, Diego Guida e del presidente di EUR S.P.A, Alberto Sasso.
La più grande vetrina degli editori indipendenti in Italia e in Europa, presieduta da Annamaria Malato, diretta da Fabio Del Giudice, con programma culturale pensato e curato da Silvia Barbagallo, compie diciott’anni e li festeggia concentrandosi sui confini dell’Europa. Una questione cruciale, quella del destino del nostro continente, che nel primo giorno della Fiera sarà affrontata da un’ospite d’eccezione: Aleksandra Dulkiewicz, sindaca di Danzica, che parlerà di un ideale europeo che si nutre di inclusione, rispetto e apertura verso il prossimo, insieme a Wlodek Goldkorn. Mentre Alessandro Barbero, Paolo Mieli e Paolo Conti saranno i protagonisti del dibattito “Radici e futuro dell’Europa” e Pierluigi Battista introdurrà l’incontro “Il valore della memoria” con Sami Modiano e Marcello Pezzetti, in cui si discuterà della necessità di combattere ogni forma di odio, razzismo e antisemitismo.

Il cielo sopra il letto, tra amore e politicaBarbareschi e Lante della Rovere insieme nel testo di Hare

03 dicembre 201920:40

Una vicenda privata che diventa politica; una figura femminile intensa e sfaccettata in un testo che coniuga romanticismo, sensibilità e ironia. Sarà in scena al Teatro Eliseo a partire dal 17 dicembre, e per tutte le feste natalizie fino al 5 gennaio, “Il cielo sopra il letto”, il nuovo spettacolo firmato da Luca Barbareschi, che ne ha curato anche la traduzione e l’adattamento dal testo di David Hare.
Protagonista sul palco accanto a Lucrezia Lante della Rovere (e con loro anche il giovane Paolo Marconi), Barbareschi vestirà i panni di Saverio, imprenditore ricco e vedovo, che trascorre una notte – di amore e di confronto ideologico – con l’ex amante Elisabetta, a 3 anni dalla fine della loro storia: nello spazio di poche ore, si consuma tra loro uno scontro emotivo che dapprima sembra un tentativo di riavvicinamento ma poi diventa divario insanabile. I due del resto sono diversi, così come diverse sono le loro scelte: lei, colta e sensibile, dedica la vita agli ultimi della società, insegnando ai ragazzi in difficoltà, ha un atteggiamento sempre politically correct mentre lui affronta il quotidiano con pragmatismo e razionalità, e in modo infantile all’ex amante chiede solo un rifugio, quasi una ricompensa per esser stato abbandonato dopo la fine del loro rapporto e la morte della moglie. Tra la ex coppia si inserisce il figlio di Saverio, che cerca di accorciare le distanze tra la cultura affaristica del padre e il progressismo assistenziale di lei.
“In questo testo c’è un conflitto, Hare però non offre soluzioni, mostra solo il percorso compiuto da due persone.
Saverio è ricco ma onesto intellettualmente, si è fatto da solo, è empatico e seduttivo. Elisabetta è irritante: poteva avere tutta un’altra vita, ma inspiegabilmente sceglie di stare nella bruttezza e nel disagio per dedicarsi al sociale”, spiega il regista, che in questo spettacolo non solo porta il proprio bagaglio emotivo (lo ha già interpretato 20 anni fa sempre con Lucrezia Lante della Rovere, quando i due erano una coppia) ma vede anche un modo per rappresentare il Paese. “L’Italia è devastata, è ricca di bellezza e di cultura ma non è colta”, afferma, “il Paese è in balia di sovranismo, populismo e semplificazione del pensiero, del politicamente corretto e di una certa grevità intellettuale. Io che sono un vecchio ebreo socialista vorrei uno Stato sociale”. “Questa è una produzione donchisciottesca”, afferma ancora Barbareschi, “tra pochi giorni sapremo se l’Eliseo ci sarà il prossimo anno, ma al 90ö chiuderemo. Servono 5 milioni l’anno, il Fus è ridotto al minimo, il botteghino incide per l’8ö, noi ancora non abbiamo avuto i fondi dello scorso anno e tra 15 giorni dovrei presentare un piano per il 2020-2021”.
“Mi batterò fino all’ultimo avviso di garanzia”, ha prosegue, facendo riferimento al recente rinvio a giudizio (con l’accusa di traffico di influenze illecite dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui fondi al teatro Eliseo), “e non trufferò il pubblico: finirò di certo la programmazione degli spettacoli. Ma chiedo al ministro Franceschini come posso gestire in questo modo un teatro grande come l’Eliseo. Senza fondi si abbassa la qualità. Non ho paura dei magistrati perché non ho rubato soldi a nessuno. Ma se le istituzioni non si svegliano questo teatro diventerà un centro congressi”. Nello spettacolo, con le musiche di Marco Zurzolo, le scene sono firmate da Tommaso Ferraresi, i costumi da Federica De Bona e le luci da Pietro Sperduti.

Parma Capitale della Cultura 2020, oltre 400 gli eventiFranceschini: ‘Sarà affermazione città a livello internazionale’

BOLOGNA03 dicembre 201915:19

– Sono oltre 400 gli eventi di Parma città della Cultura 2020 che includono spettacoli, mostre, incontri ma anche aziende aperte e restauri che restituiranno alla città, entro la fine dell’anno, alcuni importanti monumenti, come l’Ospedale Vecchio, complesso che risale al 1300, la chiesa di San Francesco (opera medievale, trasformata in carcere da Napoleone e tale rimasta fino agli anni ’90) e l’ex monastero di San Paolo, che nelle intenzioni ospiterà il museo dell’enogastronomia.
Alla cerimonia ufficiale di inaugurazione, il 12 gennaio, sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre il giorno dopo per la cerimonia di Sant’Ilario, che è patrono della città, è atteso il premier Giuseppe Conte.
“Parma ha fatto squadra e ha vinto una sfida importante” ha detto il sindaco Federico Pizzarotti. “Per Parma – ha assicurato in un videomessaggio il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini – sarà la definitiva affermazione sul piano internazionale”.

Matera 2019: sindaco, si chiude l’eroico anno da Capitale

POTENZA03 dicembre 201916:13

– “Il riconoscimento di museo autonomo degli spazi museali della città di Matera rappresenta il coronamento vincente della designazione a Capitale europea della Cultura 2019”. Lo sostiene il sindaco della Città dei Sassi, Raffaello de Ruggieri, evidenziando che “la chiusura dell’anno eroico di Matera 2019 si tinge di straordinari e coerenti provvedimenti del Ministro, Dario Franceschini, che ha consolidato il ruolo culturale della intera regione lucana”.
“Al Ministro – aggiunge il sindaco – va l’apprezzamento e la gratitudine della comunità materana per l’istituzione del museo autonomo di Matera che assorbe le aree espositive di Palazzo Lanfranchi (Museo d’arte medioevale e moderna della Basilicata) e dell’ex Convento di Santa Chiara (Museo nazionale archeologico Domenico Ridola)”. Inoltre nel provvedimento di riorganizzazione del Mibac “vi è – sottolinea De Ruggieri – il ripristino della Soprintendenza archivistica della Basilicata e del Polo Museale lucano”.

Messiah nuova serie su Netflix da 1 gennaio 2020con Michelle Monaghan

03 dicembre 201917:04

– L’agente della CIA Eva Geller (Michelle Monaghan) avvia un’indagine per scoprire l’identità dell’uomo (Mehdi Dehbi) che sta attirando l’attenzione dei media internazionali per le sue gesta sensazionali. Con un numero sempre più elevato di seguaci, convinti sia in grado di compiere miracoli, suscita un grande interesse nei media per la sua personalità carismatica.
Netflix rilascia oggi il trailer e le prime immagini della nuova serie tv Messiah disponibile dal 1° gennaio su Netflix in tutti i paesi in cui il servizio è attivo.
Geller dovrà svelare il mistero sull’identità di quest’uomo: è davvero una divinità o è un truffatore in grado di sovvertire l’ordine geopolitico mondiale? La storia è narrata da diverse prospettive: quella di un ufficiale dell’intelligence israeliana (Tomer Sisley), di un predicatore del Texas (John Ortiz) e sua figlia (Stefania LaVie Owen), di un rifugiato palestinese (Sayyid El Alami) e della giornalista (Jane Adams) che racconta la storia. La serie è interpretata anche da Melinda Page Hamilton, Wil Traval, Fares Landoulsi, Dermot Mulroney e Beau Bridges.
Creato da Michael Petroni (The Book Thief), diretto da James McTeigue (V per Vendetta) e Kate Woods (Rectify), con i produttori esecutivi Petroni, McTeigue, Andrew Deane (The Double), Mark Burnett e Roma Downey (The Bible Series, Ben Hur), la serie originale di Netflix Messiah è un thriller ricco di suspense che esplora il potere dei social media nell’era moderna.

Cinema: a Rimini torna ‘La Settima Arte-Cinema e Industria’Dal 3 al 5/4 la 2/a edizione Festival su professioni celluloide

BOLOGNA03 dicembre 201918:03

– Torna a Rimini – giunta alla sua seconda edizione – ‘La Settima Arte – Cinema e Industria’, la Festa del Cinema ideata e realizzata da Confindustria Romagna per raccontare, promuovere ed aprire un confronto sull’industria e le professioni del cinema. La kermesse andrà in scena dal 3 al 5 aprile. Una tre giorni di eventi gratuiti e aperti a tutti che, nell’edizione 2020, assuma un valenza ancora più significativa in occasione delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini.
Durante il festival si alterneranno proiezioni, anteprime, masterclass, dibattiti e mostre che culmineranno il 5 aprile al Teatro Galli con la consegna del Premio Confindustria Romagna “Cinema e Industria” attribuito alle figure che caratterizzano il settore, come produttori, distributori, sceneggiatori, scenografi, costumisti, compositori, direttori della fotografia.
A scegliere i vincitori una la giuria di esperti presieduta da Pupi Avati.
Ad accompagnare Confindustria Romagna, il Cinema Fulgor, e l’Università degli Studi di Bologna-Dipartimento Scienze per la Qualità della Vita di Rimini, con il sostegno organizzativo di Romagna Servizi Industriali, la collaborazione del Comune di Rimini e il patrocinio di Anica. “Come imprenditori – osserva il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli – siamo convinti che la cultura rappresenti un motore determinante per la crescita economica del territorio. La seconda edizione sarà al centro di un anno significativo per le celebrazioni di Federico Fellini e Confindustria Romagna, con l’organizzazione della seconda edizione della Festa del Cinema ed il significativo sostegno alla mostra ‘Fellini 100 Genio Immortale’, vuole continuare a dare il suo contributo”.
La rassegna, aggiunge il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, “trova speciale linfa nel centenario della nascita di Federico Fellini. Un’elegia a chi il cinema lo fa, mette le mani nel fango per tirarne fuori una figura o un simulacro. Poi – conclude – tocca certamente al regista imporre il soffio vitale ma sono protagonisti ugualmente dello stesso spettacolo, quello della creazione”.

ActionAid e Gruppo Mondadori insieme per l’istruzione in EtiopiaAl via la costruzione di due scuole a Raya Azebo

03 dicembre 201918:03

– ActionAid insieme a Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling&Kupfer, Mondadori Electa e Fabbri Editori insieme per garantire l’istruzione a 1.800 bambine e bambini in Etiopia. Al via la costruzione di due scuole nel distretto di Raya Azebo, uno dei luoghi del mondo dove è più urgente fornire sostegno alle scuole primarie, spesso prive di acqua potabile e servizi igienici adeguati.
Ancora oggi 120 milioni di bambini nel mondo non ricevono un’istruzione di base, più della metà di questi sono bambine.
Il diritto all’istruzione è ancora più a rischio in paesi come l’Etiopia, dove quasi 30 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e il 30,4% dei bambini con meno di 5 anni soffre di malnutrizione. Troppi ragazzi e ragazze (il 70%) abbandonano gli studi dopo la scuola primaria per aiutare la famiglia nel lavoro nei campi e per mancanza dei giusti supporti.
“Grazie al contributo delle case editrici del Gruppo potremo costruire due nuove scuole, fornire energia elettrica, acqua potabile e servizi, dare sostegno e formazione agli insegnanti e sensibilizzare le comunità sull’importanza dell’istruzione delle ragazze, in una delle regioni più povere del paese” dice Marco De Ponte, segretario generale ActionAid.
“L’attenzione per un’istruzione degna di questo nome, di qualità, equa, inclusiva e accessibile a tutti, è una priorità per il Gruppo Mondadori: fa parte del comune sentire delle persone che ci lavorano ed è connaturata alla tradizione e alla storia dell’azienda’ ha spiegato Enrico Selva Coddè, amministratore delegato area Trade di Mondadori Libri. “Avere al nostro fianco un partner come ActionAid è per noi garanzia della serietà del nostro reciproco impegno” ha sottolineato Selva Coddé.

La città delle ragazze, libertà del desiderio femminileAppassionato ritratto delle donne firmato da Elizabeth Gilbert

03 dicembre 201918:32

– ELIZABETH GILBERT, LA CITTA’ DELLE RAGAZZE (Rizzoli, pp.496, 20 euro). Il desiderio femminile osservato con sguardo libero da sensi di colpa, le avventure, le inquietudini e l’irrefrenabile entusiasmo di quando si è giovani, poi la città di New York, con il suo fascino, le luci e quella sensazione che lì tutti i sogni possano avverarsi: c’è tutto questo, in un’avvincente storia che mescola passato e presente, nel nuovo romanzo di Elizabeth Gilbert, dal titolo “La città delle ragazze” (Rizzoli). Al centro della trama si trova Vivian Morris, che a 95 anni ricorda la sua gioventù strabiliante e avventurosa vissuta nella New York degli anni ’40, tra feste, attori, dive, luci, arte e sesso sfrenato.
Raccontando le donne con verità e intelligenza, ma anche con ironia, disincanto e nostalgia, sempre con l’obiettivo di ribadire che tutte le “ragazze”, a ogni età, hanno il diritto di affermare se stesse, senza preoccuparsi di cosa pensano gli altri, Gilbert (già autrice del celebre “Mangia prega ama”) fa entrare il lettore in un mondo seducente e sorprendente, tutto da scoprire: un romanzo leggero e profondo al tempo stesso, in cui l’emancipazione femminile e un’educazione sentimentale gioiosa sono protagoniste accanto a personaggi femminili indimenticabili, come quello di Vivian, della quale pagina dopo pagina l’autrice delinea l’evoluzione nel corso degli anni, alle prese con conquiste, sbagli e sogni da realizzare.

S. Cecilia: Dudamel con Rossini, Schubert e BrahmsMaestro venezuelano sarà con l’orchestra in tournée in Italia

03 dicembre 201918:34

– Gustavo Dudamel, tra i direttori più interessanti e influenti del panorama internazionale, torna sul podio di Santa Cecilia per dirigere l’ Orchestra dell’Accademia Nazionale con la quale poi sarà impegnato in una tournée italiana molto attesa. Il giovane maestro venezuelano proporrà giovedì 5 dicembre alle 19:30 la Sinfonia Semiramide di Rossini, la Sinfonia n. 2 di Schuibert e la Sinfonia n. 1 di Brahms (repliche venerdi 6 alle 20:30 e sabato 7 alle 18 all’Auditorium Parco della Musica). Dudamel, che nel giugno scorso ha concluso la stagione sinfonica di Santa Cecilia con un programma interamente dedicato a Beethoven, dopo le tre serate romane partirà con l’orchestra ceciliana per una serie di concerti nel nord Italia con tappe a Torino (10 dicembre, Lingotto), Brescia (11 dicembre, Teatro Grande), Udine (12 dicembre, Teatro Giovanni da Udine), e Rimini (14 dicembre, Teatro Galli). Gustavo Dudamel, 38 anni, ha all’ attivo collaborazioni che spaziano dai Wiener Philharmoniker ai Coldplay. È stato il direttore più giovane a dirigere il concerto di Capodanno di Vienna, nel 2017 ha diretto la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel, ha diretto la sua Filarmonica di Los Angeles durante la cerimonia della notte degli Oscar 2019 e sulla Walk of Fame di Los Angeles è stata inserita una stella in suo onore. Nel 2014 Amazon ha prodotto Mozart in the Jungle, serie di quattro stagioni ispirata alla sua vita e il regista Steven Spielberg lo ha scelto per dirigere la colonna sonora del nuovo adattamento del capolavoro West Side Story.

Clementoni crea gioco da tavolo ispirato a album MengoniCon ‘Atlantico’ viaggio ecosostenibile in giro per il mondo

MACERATA03 dicembre 201918:38

– Si chiama “Atlantico” il nuovo gioco da tavolo realizzato da Clementoni e ispirato all’omonimo album di Marco Mengoni. Bellezza, arte, viaggio e scoperta nel rispetto dell’ambiente sono i temi del progetto del cantautore che la storica azienda italiana, leader nel campo del gioco educativo, ha scelto di condividere e amplificare. Mengoni ha partecipato attivamente ad ogni passaggio dello sviluppo del gioco in scatola, dal concept fino alla selezione dell’illustratore che si è occupato delle grafiche, dedicando grande attenzione al packaging e della componentistica interna realizzati in materiale riciclato e riciclabile. Un’attenzione che nasce da un impegno personale dell’artista, ambasciatore italiano della campagna plastic free promossa da National Geographic, e dalla volontà di Clementoni di traghettare la produzione verso modalità più sostenibili e rispettose dell’ambiente. Ogni giocatore potrà scegliere se raggiungere una destinazione tra Europa, Africa, Nord e Sud America o “dipingere” con i gettoni colorati le carte illustrate con luoghi, persone e bellezze del mondo. Scopo del gioco è viaggiare per il mondo e raggiungere il punteggio più alto grazie alle carte illustrate presenti nei vari continenti, alle tessere “condivisione” e agli obiettivi. Una special edition autografata dall’artista è in prevendita da oggi 3 dicembre su Amazon. Il 20 dicembre è inoltre in programma a Milano l’Atlantico Experience, installazione interattiva ispirata al gioco con l’obiettivo di far vivere agli ospiti un’esperienza immersiva e coinvolgente, grazie al video mapping.

Musei: Orrico, per Sibari scelta coraggiosasottosegretario, era una priorità, aiuterà il rilancio del sito

CATANZARO03 dicembre 201918:40

– “Avevo indicato tra le mie priorità il rilancio del Parco archeologico di Sibari e con il conferimento dell’autonomia speciale decisa con il nuovo regolamento di organizzazione del Mibact sarà possibile fare del Parco un’eccellenza non solo calabrese ma nazionale”. Così, in una nota, il sottosegretario ai Beni culturali Anna Laura Orrico.
“Avevo posto all’attenzione del ministro – aggiunge – la necessità e l’urgenza di intervenire per rilanciare il Parco, assicurando una migliore tutela e lavorando per una sua più ampia valorizzazione. Si è fatta una scelta coraggiosa, che riconosce a un sito di enorme valore storico-culturale, uno dei più ricchi ed estesi della Magna Grecia, l’importanza che gli è dovuta. Una scelta che significa maggiori onori ma anche maggiori oneri, cioè un’assunzione di responsabilità collettiva, per sfruttare in pieno una grande opportunità non solo sul piano culturale ma anche per il rilancio del territorio. Dove c’è cultura ci sono infatti legalità, sviluppo sostenibile, economia sana”.
“Ma le buone notizie per la Calabria – dice ancora il sottosegretario Orrico – sono due. E’ stata infatti stabilita anche la creazione di una terza Soprintendenza calabrese, quella di Catanzaro-Crotone, province che prima erano invece accorpate a quella di Cosenza. Un altro segnale importante di attenzione per la Calabria, per il suo meraviglioso patrimonio archeologico, storico, culturale. Dobbiamo tutelare e valorizzare al meglio i nostri tesori e con queste scelte andiamo nella direzione giusta. A patto che ognuno faccia la propria parte con professionalità, responsabilità, competenza e massimo impegno”.

Musica: Cristina Muti lascia presidenza del Ravenna FestivalLettera allo staff, mi ritiro. Sindaco, sorpresi e dispiaciuti

RAVENNA03 dicembre 201918:49

– Cristina Mazzavillani Muti lascia, dopo 31 anni di lavoro “meraviglioso”, la presidenza di Ravenna Festival e lo ufficializza con una lettera ai dipendenti, di cui ha dato notizia la stampa cittadina: “ho deciso di ritirarmi e lasciare a voi, peraltro bravissimi e collaudatissimi, la responsabilità del futuro di altri 30 anni e più del nostro celebrato Ravenna Festival, ormai riconosciuto nel mondo, ma soprattutto utile allo sviluppo culturale, politico, sociale della nostra città”. “Questa notizia ci ha colto di sorpresa e la responsabilità non è tua, ma nostra che non ci siamo preparati come dovevamo”, le scrive a stretto giro il sindaco Michele De Pascale, aggiungendo: “siamo tutti dispiaciuti per la tua decisione e anche preoccupati per il percorso futuro del Festival e più in generale dell’offerta culturale di Ravenna”.

Tecnici e Caschi blu, una dg per proteggere l’arteSi occuperà di emergenza, ricostruzioni e sicurezza dei siti

03 dicembre 201920:27

– Una direzione generale per ideare programmare, coordinare, attuare e monitorare tutte le iniziative in materia di prevenzione di rischi, di sicurezza del patrimonio culturale e di coordinamento degli interventi da fare in caso di emergenze nazionali ed internazionali, dai terremoti alle alluvioni, fino al terrorismo. Si chiama “direzione generale Sicurezza Patrimonio culturale” ed è una delle novità più significative della nuova tranche di riforma del ministero dei beni culturali firmata da Franceschini.
Di fatto, dopo tanti anni di emergenze arrivate con i terremoti, gli alluvioni, il vento, la neve ma anche la paura di attacchi terroristici, si è voluto dare vita ad un organismo ministeriale ad hoc che sarà una sorta di primo passo per quella Protezione Civile dei Beni culturali da tempo auspicata dal ministro Pd, con una regia unica per Caschi Blu, carabinieri, restauratori, tecnici specializzati.
La nuova direzione, che sostituirà l’attuale Unità di Missione nata per volontà dell’ex ministro Alberto Bonisoli e affidata al prefetto Fabio Carapezza Guttuso, sarà articolata in due rami, uno dedicato a Emergenza e Ricostruzioni, l’altro alla Sicurezza nei Luoghi della Cultura . E agirà in raccordo con tutte le altre strutture del ministero, dai carabinieri dei beni culturali alle direzioni dedicate ad archeologia, storia dell’arte, architettura. Servirà in pratica a fare anche da cabina di regia coordinando tutti i vari interventi necessari per la prevenzione e la sicurezza ma anche la ricostruzione.
Sarà anche- si sottolinea nel dpcm – un centro di responsabilità amministrativa.

Mibact, si cambia ancora, arrivano nuovi musei autonomiUna dg per Caschi Blu Cultura. Franceschini, è sfida per futuro

03 dicembre 201920:43

“Non chiamatela controriforma”. Dario Franceschini presenta la nuova riorganizzazione del ministero della cultura, la terza dal 2014, e mette le mani avanti: nessun fai e disfa nel glorioso dicastero che Giovanni Spadolini fondò nel 1975, quello che si è fatto e si sta facendo “è un lavoro in continuità”, anche con il predecessore pentastellato Alberto Bonisoli, che pure aveva tolto l’autonomia – tra le polemiche – a tre istituti importanti come la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo Nazionale Etrusco di Roma e il Parco archeologico dell’Appia. “Anzi lo devo ringraziare -insiste il ministro e capo delegazione Pd – sulla creatività contemporanea è stato lui a spingere”. Tant’è, con buona pace del fair play di governo, le oltre 60 pagine in cui si articola il corposo Dpcm che accompagna il ritorno del Turismo ai Beni culturali approvato ieri sera dal Cdm sono ricche di novità. E mentre restituiscono l’autonomia economica e gestionale ai tre istituti ‘detronizzati’ dai decreti estivi di Bonisoli (l’idea spiega il ministro è di far tornare alla guida i direttori che c’erano, ovvero Valentino Nizzo per Villa Giulia, Simone Quilici per l’Appia e Cecilie Hollberg) ridisegnano non poco la geografia dei poteri all’interno del ministero, in parte correggendo il tiro rispetto alla stessa riforma Franceschini (per esempio sulle soprintendenze il cui numero viene decisamente aumentato con una più equa distribuzione sul territorio) in parte introducendo vere e proprie novità come la Soprintendenza Nazionale del Mare (fino ad oggi c’era solo quella siciliana fondata da Sebastiano Tusa) e la Direzione generale per la salvaguardia del patrimonio, di fatto il primo passo per una protezione civile per i Beni culturali e per un inquadramento dei caschi blu della cultura. Ma anche l’Istituto per la digitalizzazione del patrimonio, la cosiddetta Digital Library, che il ministro definisce “una vera grande sfida e un investimento per il futuro”.
In tutto i nuovi musei autonomi sono sette, diffusi un po’ in tutta Italia, ma con una decisa preponderanza del centro sud: dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna al duo Vittoriano-Palazzo Venezia a Roma, dal Museo Nazionale d’Abruzzo al Museo archeologico Nazionale di Cagliari, dal Palazzo Reale di Napoli al Museo Nazionale di Matera, fino al Parco Archeologico di Sibari (“Uno dei siti più difficili – fa notare – una sfida nel cuore della Calabria”). Nuova autonomia anche agli istituti centrali del Mibact, a partire dall’Archivio di Stato (“la memoria d’Italia”) al quale viene conferita maggiore importanza. Scelta simbolica per la Biblioteca dei Girolamini di Napoli che diventa Biblioteca Nazionale “Può diventare una straordinaria storia di riscatto”, sottolinea Franceschini.
Arrivano poi tre nuove soprintendenze archivistiche e bibliografiche, viene ripotenziato il settore demo etno antropologico (ci sarà un istituto centrale per il matrimonio immateriale). I poli museali diventano “direzioni regionali” (una definizione voluta, dice, “per sottolineare che hanno una funzione di coordinamento”). Le soprintendenze uniche invece rimangono tali (“A dispetto delle polemiche hanno funzionato”, sottolinea soddisfatto il ministro) ma in alcuni casi si sdoppiano o addirittura si fanno in tre nelle regioni più grandi (“serviva una distribuzione più equilibrata”).
A livello centrale viene rafforzata la Direzione Generale Creatività contemporanea che si occuperà di rigenerazione urbana, periferie, industrie culturali e creative, fotografia, design, moda. “E’ una sfida per il futuro”, dice il ministro Pd. Che punta moltissimo anche sulla digitalizzazione del patrimonio, “grande sfida di questo paese” per il quale si dovranno ora trovare risorse: “E’ forse il progetto più ambizioso perché il nostro patrimonio ha una enorme valenza culturale ma anche un potenziale commerciale – dice- e mettendo insieme tutte le nostre ricchezze dell’arte, con chiunque ci siederemo al tavolo a trattare saremo più forti noi “. Quello della sfida è del resto un termine che ricorre spesso nelle parole del ministro ferrarese. Che seduto al tavolo nel grande salone del Collegio Romano non vuole, almeno per un’ora, parlare di politica e di governo. Anche se una battuta sui tempi incerti dell’esecutivo alla fine gli scappa (“i ministri in Italia non durano molto”). Chissà. La nuova riforma però, assicurano dal suo entourage, parte in sicurezza. I decreti attuativi sono previsti già a gennaio (in qualche caso resi più facili dal fatto che molto di quello che era stato avviato da Bonisoli non è mai stato attuato) e così gli interpelli per i nuovi posti e i concorsi per i direttori dei nuovi musei autonomi. “Noi in ogni caso lavoriamo per il futuro”.

A teatro Radonicich è Blum, Malosti-CiampaDonadoni e La cena delle belve; Crippa e Infinito tra parentesi

04 dicembre 201911:39

– Daniele Russo in “Fronte del Porto” diretto da Alessandro Gassmann ed Elena Radonicich con Peppino Mazzotta ne “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Boll, tutti a Roma; Maddalena e Giovanni Crippa per Piero Maccarinelli ne “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi e Valter Malosti nel suo primo Pirandello, “Il berretto a sonagli”, entrambi a Milano; Maurizio Donadoni e “La cena delle belve” di Vahè Katchà, a Genova, e Paolo Conticini e Luca Ward a Firenze con “The full monty”, regia Massimo Romeo Piparo: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.

Milan Kundera ha riottenuto la cittadinanza cecaGli fu tolta nel ’79 dal regime socialista

RAGA04 dicembre 201911:43

– Lo scrittore francese di origine ceca Milan Kundera ha ripreso, dopo 40 anni, la cittadinanza ceca. La notizia è riportata dal quotidiano Pravo. L’autore de “l’insostenibile leggerezza dell’essere”, emigrò in Francia nel 1975 dalla Cecoslovacchia socialista, accogliendo l’invito a insegnare all’Università di Rennes. Quattro anni dopo, nel 1979, gli fu tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981 divenne cittadino francese e cominciò a scrivere esclusivamente in lingua francese. Il documento che attesta la cittadinanza ceca è stata consegnato nelle mani del novantenne scrittore nel suo appartamento a Parigi, dall’ambasciatore ceco Petr Drulak.

Tuffi per tutti, manuale per aspirati tuffatoriKlaus Dibiasi e Mario Zanotelli inventano Carletto per imparare

04 dicembre 201911:50

– KLAUS DIBIASI E MARIO ZANOTELLI, TUFFI PER TUTTI (Ultra Sport, pp 190 17,50 euro). Chi non ha mai sognato di fare un tuffo perfetto? Gambe dritte, piedi uniti, volo d’angelo, entrata senza spruzzi… D’ora in poi stile e maestria non saranno più un miraggio, grazie ai consigli di Klaus Dibiasi, semplicemente il più grande tuffatore di sempre, che in questo manuale per la prima volta insegna a tutti, ma proprio a tutti, la sublime arte del tuffo. Nel suo intento è aiutato da Carletto, un simpatico allievo ideato e disegnato da Mario Zanotelli, che mostrerà tutti i passaggi necessari, dalla ginnastica preparatoria all’esecuzione, fornendo un contrappunto ironico e leggero alle parole di Klaus. Una guida unica e preziosa, destinata non solo ai principianti, ma anche a tutti gli operatori di questa magnifica disciplina: allenatori, giudici e preparatori atletici. Senza dimenticare i tanti tuffatori italiani. Nato nel 1947 a Solbad Hall, in Austria, Klaus Dibiasi si è trasferito a Bolzano nel 1953. All’età di dieci anni ha cominciato la sua carriera di tuffatore nella Bolzano Nuoto. Nel 1963 ha vinto il suo primo titolo italiano assoluto dai 10 metri, e da allora è sempre rimasto ai massimi vertici di questo sport, fino a quando, nel 1976, non ha smesso di gareggiare. Ha vinto due Giochi del Mediterraneo, due Universiadi, sette Coppe Europa, tre Europei, due Mondiali e quattro Olimpiadi. Insieme a Valentina Vezzali è l’unico atleta italiano ad aver conquistato tre ori olimpici consecutivi nella stessa specialità in uno sport individuale. Mario Zanotelli è stato tuffatore nella Bolzano Nuoto fino al 1974, e poi nelle Fiamme Gialle fino al 1976. Terminata la carriera sportiva, si è dedicato a una sua altra grande passione: la musica. Autore di numerose canzoni incise per la RCA, dagli anni Ottanta si è impegnato anche nel teatro per ragazzi e ha messo in scena sei commedie musicali.

Biblioteca museo ceramiche Faenza riapre al pubblicoUn patrimonio librario di circa 68mila volumi inventariati

AENZA04 dicembre 201913:35

Riapre al pubblico il 6 dicembre (inaugurazione ore 18) a Faenza, dopo due anni di lavori, la biblioteca storica del Mic, Museo internazionale delle ceramiche. Grazie alla ristrutturazione i locali più antichi sono tornati agibili dal pubblico, in sicurezza e adatti a una corretta conservazione del ricco patrimonio.
La biblioteca rappresenta un’unicità, con circa 68mila volumi inventariati, e al Mic è stato conferito il riconoscimento Unesco perché “costituisce un punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale e internazionale”.
Strettamente connessa alla Biblioteca, e suo complemento naturale, è la Fototeca della maiolica italiana, organizzata con criteri scientifici, con il corredo di dati e indicazioni bibliografiche, che ha superato i 16mila numeri di inventario.
“La biblioteca – sottolinea il sindaco Giovanni Malpezzi – è il cuore pulsante del Mic, depositaria del più vasto sapere al mondo sulla ceramica, un patrimonio di testi e volumi unico”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un Rembrandt dall’Ermitage alla Pilotta di Parma
‘L’Adorazione dei Magi’ esposta dal 7 dicembre al 26 gennaio

PARMA04 dicembre 201912:37

– Un Rembrandt dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo in prestito al Complesso monumentale della Pilotta di Parma in occasione dei 350 anni della morte del maestro olandese: dal 7 dicembre al 26 gennaio ospiterà nelle sue sale ‘L’Adorazione dei Magi’ del 1632, vero e proprio manifesto del fare pittorico dell’artista.
L’esposizione permette un contrappunto tra le collezioni del Complesso, la loro continuità nelle categorie dell’accademismo di matrice cattolica e l’altro volto dell’Europa, rappresentato dalle culture del Nord, fiere nel rivendicare tradizioni e spiritualità antichissime sovrapposte ideologicamente al ritorno al cristianesimo delle origini. Questa tela dipinta in ‘grisaille’, chiaroscuro quasi privo di colore introdotto per la prima volta a Roma nella prima metà del Cinquecento, esalta la caratteristica estetica del linguaggio di Rembrandt: un uso scenografico della luce e un’esaltazione illusionistica del dettaglio tali da rivelare la tessitura teologica della storia.

Il terrorismo in Italia, ‘Un’azalea in via Fani’Radici comuni tra cattolici e brigatisti

ROMA04 dicembre 201913:06

– ANGELO PICARIELLO, ‘UN’AZALEA IN VIA FANI). (EDIZIONI SAN PAOLO) – Il 12 dicembre prossimo cadranno i 50 anni dalla strage di piazza Fontana, un punto di non ritorno nella storia del terrorismo in Italia. Un’occasione per rileggere, con altri occhi, gli eventi di quella stagione. Sono già molti i libri pubblicati sul tema, e molti ancora ne usciranno, ma ”Un’azalea in via Fani’ di Angelo Picariello, edizioni San Paolo, offre una lettura diversa dei fatti, anche attraverso le parole di chi il terrorismo l’ha visto da vicino come Carlo De Stefano, dirigente della Polizia con incarichi importanti ai tempi della lotta armata e che parla per la prima volta della sua esperienza.
Proprio De Stefano ricorda come dietro le operazioni più riuscite, ci sia stato “un comportamento brillante e tempestivo di agenti di polizia impegnati in attività di prevenzione”.
Insomma, anche se non lo si può dire apertamente, c’è stato un dialogo con i terroristi, in particolare con quelli che volevano lasciare il terrorismo e che hanno trovato proprio nei loro “nemici”, gli uomini e le donne impegnate nelle forze dell’ordine, una sponda. L’autore inoltre analizza la grande mobilitazione che vide, al termine dell’autunno caldo del 1969, la nascita dei grandi movimenti cattolici nello spirito del Concilio e, contemporaneamente, lo scivolamento delle frange più rivoluzionarie verso la lotta armata. La grande frattura si registrò proprio dopo l’esplosione alla Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il libro, frutto di una ricerca curata dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” , è diviso in capitoli che vivono ognuno di vita propria: oltre a Piazza Fontana, la morte del commissario Calabresi, l’azione di Prima Linea, la storia completa delle Brigate Rosse (con il racconto di Franco Bonisoli e Alberto Franceschini) e le dinamiche proprie del terrorismo di destra. Contiene il racconto delle radici comuni fra movimenti cattolici e futuri brigatisti a Milano, nel quartiere romano di Centocelle, a Reggio Emilia, e la scoperta della fede per molti di loro, una volta usciti dal carcere, o all’impegno nel volontariato. Inoltre, guardando al caso Moro, in parallelo ai sequestri Dozier e Cirillo, Picariello lascia aperti tutti gli interrogativi sulle circostanze che ne impedirono la liberazione. Il filo conduttore della narrazione viene fornito proprio dall’insegnamento di Aldo Moro, che incontrò i capi della contestazione e incoraggiò i movimenti cattolici, con l’obiettivo di una riconciliazione nazionale che ha avuto bisogno del suo sacrificio per potersi compiere. ”Il suo insegnamento – spiega l’autore – ci dice che la sconfitta della lotta armata – e l’antidoto perché non riaccada – è nella corretta attuazione dei valori della Costituzione più che nelle leggi speciali, nel perdono delle vittime più che nel desiderio di vendetta, nella carità “spiazzante” più che nella repressione, nella ricerca della verità che porti a una memoria condivisa più che in nuove contrapposizioni ideologiche”.

Patti Smith incanta Spoleto, “usate la vostra voce”Tappa del tour “Words and music” e declama Petrarca

SPOLETO04 dicembre 201913:45

– “Non dimenticate di usare la vostra voce”: alla fine di “People Have The Power”, scelta per il bis, con tutti i presenti in un Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti sold out ad applaudirla – in piedi e ai suoi piedi – così Patti Smith ha salutato il pubblico di Spoleto.
In una nuova tappa del tour “Words and music” con la “sacerdotessa del rock” che ha voluto teatri di città selezionate sulla base della loro bellezza ed unicità artistica.
Concerto breve di durata – l’età (73 anni) c’è, anche se non si direbbe – ma è l’intensità a caratterizzarlo. Ad accompagnarla, Tony Shanahan (chitarra acustica e basso) e sua figlia Jesse, al pianoforte.
L’inizio è con “Grateful”, “Ghost Dance”, “Wing”, “My Blakean Year”. Poi l’immancabile “Dancing Barefoot” con quelle parole finali “Oh God i fell for you” ripetute come un mantra. E via fino al gran finale, con “Pissing in a River”, “Because the Night” e “Gloria”. A Spoleto l’artista ha anche scelto di interpretare un sonetto di Petrarca.

Capodanno in musica di Canale 5 con Federica PanicucciDa Bari con tanti ospiti. Scheri ‘con noi pubblico più giovane’

04 dicembre 201920:51

– Per il secondo anno consecutivo il Capodanno in musica di Canale 5 sarà in diretta da Bari, affidato, per la terza volta, alla conduzione di Federica Panicucci. Sul palco un cast scelto per i gusti di tutti, dai giovanissimi agli amanti dei grandi interpreti che hanno fatto la storia della canzone italiana, con un ospite a sorpresa la cui identità sarà svelata solo il giorno prima. Tra gli ospiti, Giordana Angi, Annalisa, J-Ax, Anna Tatangelo, Nek, RAF e Tozzi, Francesco Renga, Rovazzi, Shade e i ragazzi della scuola di Amici 19. “Sappiamo che il Capodanno nella storia è di Raiuno ma anche noi stiamo facendo un buon lavoro”, ha detto Federica ad una domanda sull’evento di fine anno della Rai. “Ma con noi c’è il pubblico più giovane”, ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri. L’evento andrà in diretta su Canale 5 e sarà trasmesso in contemporanea dalle emittenti di RadioMediaset, che promuove la serata in partnership con Radionorba. Panicucci condurrà per Canale 5 anche il concerto di Natale.

Arriva dizionario della Terza RepubblicaIn “Piove governo ladro”‘fil rouge’ linguaggio politico italiano

04 dicembre 201914:38

– ETTORE MARIA COLOMBO, “PIOVE GOVERNO LADRO” (EDIZIONI ALL AROUND, 348 PP., 18 EURO).
Un Dizionario di Politica della Terza Repubblica, senza dimenticare le altre: è la definizione più giusta di “Piove governo ladro”, l’ultima fatica letteraria di Ettore Maria Colombo. Davanti ad una politica italiana che cambia volto e forma freneticamente, ma mantiene alcune costanti, alcuni miti e riti che si perpetuano, nel modo di viverla, di usarla e anche di comunicarla, è arrivata l’ora di mettere ordine tra le parole più importanti e significative che hanno segnato la storia della Repubblica, quella in corso, la cosiddetta ‘Terza’ Repubblica, senza dimenticare le altre, la mitica ‘Prima Repubblica’ ma anche la ‘Seconda’.
La politica italiana, sostiene l’autore, è passata da un linguaggio aulico e alto a modi di comunicare bassi e volgari, ma non ha mai perso il filo di un discorso comunicativo che è sempre stato, allo stesso tempo, ammiccante e forbito, colloquiale e gergale ma anche ricco di richiami e suggestioni storiche, alto e basso. La formula del ‘dizionario’ è la più semplice e, insieme, la più utile per padroneggiare una materia vasta e complicata come la politica italiana.
Il primo capitolo (“Tanto qui è tutto un magna magna”) è dedicato alle “Frasi fatte” e ai “Luoghi comuni” della politica, quelle più recenti e più in voga. Si va da “aiutiamoli a casa loro” (gli immigrati) ad “ammucchiata”, dal rischio di “finire come in Grecia” a “ce lo chiede l’Europa”. Poi ci sono gli slogan coniati dai politici. Matteo Renzi è diventato famoso per aver inventato “asfaltare” come per gli altrettanto celebri “gufi e rosiconi”, “professoroni” e “pop-corn” o l’hastag “enrico stai sereno”. Il governo, “gialloverde” o “giallorosso” è sempre “del cambiamento” ed è sempre guidato dall'”avvocato del Popolo” (Giuseppe Conte), per dire dei termini più nuovi. Ma non vanno dimenticati “bunga bunga”, “cene eleganti”, “discesa in campo” e “contratto con gli italiani”, “inciucio” e “teatrino della politica” che hanno caratterizzato l’era di Berlusconi o il “celodurismo” e “Prima il Nord” di Bossi. “Onestà! Onestà!”, “Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno” e la strategia del “Vaffa” hanno segnato l’irrompere sulla scena di Beppe Grillo e dell’M5S così come “E’ finita la pacchia”, “sbruffoncella” e “zingaraccia” hanno caratterizzato il predominio di Matteo Salvini che è passato dal “prima gli italiani” a chiedere “pieni poteri”. Nel secondo capitolo, “Il Dizionario del Politichese”, vengono analizzati i termini, le definizioni e le parole più astruse e oscure della Politica che sono passate indenni, pur se a volte cambiando di significato e di riferimento, da un era politica all’altra. Craxi si definiva “ago della bilancia” e oggi lo dice di sé Di Maio. La “cabina di regia” si invocava ai tempi del Pentapartito e lo si fa ancora oggi. La “politica dei caminetti” si faceva ai tempi della Dc e non ha mai smesso di farla il Pd. I “cavalli di razza” erano Fanfani e Moro, ma lo si è detto anche di Salvini e Di Maio. Il “manuale Cencelli” si usa sempre, per fare i governi. Le “convergenze parallele” di Moro non sono mai passate di moda così come la “politica dei due forni” di Andreotti. Il “Palazzo” di Pasolini equivale alla “Casta” dei nostri giorni. Infine, nel terzo capitolo, “Chi lo ha detto?”, ci sono le parole, le frasi più famose e i tormentoni dei più importanti leader politici italiani dal dopoguerra ad oggi. Nenni era un formidabile battutista (“Piazze piene e urne vuote”, “la stanza dei bottoni”, il “vento del Nord”), Saragat resterà alla memoria per “il destino cinico e baro”, De Gasperi per il “discorso della stanga” e Moro per il suo “non ci faremo processare nelle piazze” mentre le battute fulminanti di Andreotti sono davvero tante. Rino Formica ha coniato perle (“nani e ballerine”, riferita al suo PSI, e “la politica è sangue e merda”), Craxi discorsi memorabili. Di Pietro ha inventato un modo di parlare, il “dipietrese”, e Bersani il “bersanese”, linguaggi provinciali ma sapienti, D’Alema folgorava l’uditorio con battute taglienti.
Berlusconi e Beppe Grillo, ma anche Umberto Bossi, hanno collezionato iperboli, insulti e invettive di ogni tipo. Poi sono arrivati Renzi, Di Maio e Salvini e hanno cambiato tutto.
Il linguaggio politico e il modo di comunicare della politica da ‘alto’, è diventato ‘basso’ così come da ‘astruso’ è diventato ‘smart’ e ‘social’. Senza giudicare, ma con un pizzico di ironia, il libro vuole aiutare a capire, e a ricordare, cos’era e cosa è diventata la politica italiana.

Scala: Tosca in tv, radio, cinema e ‘per la città’Elio introduce concerto Accademia a carcere minorile Beccaria

MILANO04 dicembre 201914:40

– Come di consueto il 7 dicembre l’inaugurazione della Scala non si svolgerà solo alla Scala, ma anche fuori dal teatro, grazie alla diretta organizzata da Rai Cultura che sarà visibile al cinema, in tv (non solo in Italia su Rai 1 ma anche in Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Portogallo e Grecia e poi in differita in Russia, Svizzera, Corea e Giappone) ma anche in molti luoghi ‘inusuali’ dove sono stati organizzati anche eventi collaterali.
Uno, in anticipo di due giorni, sarà domani il concerto dei cantanti dell’Accademia della Scala a Puntozeroteatro, il teatro del carcere minorile Beccaria, che avrà una introduzione di Elio.
Gli studenti dell’Accademia saranno però impegnati anche il 7 dicembre per fare una introduzione alla Tosca in alcuni dei luoghi di Milano dove sono organizzate visioni dell’opera: dalla palestra Heracles di via Padova alla comunità Oklahoma per ragazzi in difficoltà, alla Casa degli artisti.
La prima sarà visibile però anche al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa, nell’ottagono della Galleria Vittorio Emanuele, al Teatro Dal Verme ma anche all’ospedale Niguarda, al liceo Virgilio, a Casa Emergency, al mercato comunale del Corvetto, alla casa d’accoglienza Jannacci solo per citare alcuni spazi aperti al pubblico. Sarà invece a inviti l’ingresso a San Vittore dove, come ormai di consueto, è stata organizzata una visione per i detenuti con rinfresco finale.

Tff: 62.000 presenze, in linea con precedente edizioneDati stabili per biglietti e abbonamenti venduti e incassi

TORINO04 dicembre 201914:53

– Sono state 61.999 le presenze alla 37ma edizione del Torino Film Festival con 2.090 accreditati (stampa e professionali/industry), 26.165 biglietti singoli, 674 abbonamenti venduti e 234.000 euro di incasso.
Nell’edizione 2018 le presenze sono state 62.500, 2.161 accreditati (stampa e professionali/industry), circa 26.700 biglietti singoli, 644 gli abbonamenti venduti, per un totale di 236.000 euro di incasso.
“Alla luce di questi elementi – sottolineano gli organizzatori – i dati del 37mo Torino Film Festival restano in linea con quelli della precedente edizione. Una conferma della rilevanza e del livello che il Torino Film Festival mantiene nel panorama dei festival cinematografici italiani”.

Strega Ragazze e Ragazzi, le cinquine finalisteA Più libri più liberi, raddoppiati studenti in giuria

04 dicembre 201915:37

– Sono state annunciate il 4 dicembre alla fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, le cinquine finaliste della quinta edizione del ‘Premio Strega Ragazze e Ragazzi’ nelle due categorie di concorso: +6, destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni, e + 11, per le lettrici e i lettori dagli 11 ai 15 anni.
Il riconoscimento sarà conferito durante la Bologna Children’s Book Fair il 1 aprile 2020.
Il Comitato scientifico è presieduto da Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci.
Ecco i cinque della Categoria + 6: Daniela Carucci, ‘Ruggiti’ (Sinnos), con illustrazioni di Giulia Torelli; Timothée De Fombelle, ‘Capitano Rosalie’ (Mondadori), con illustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Maria Bastanzetti; Susie Morgenstern, ‘Vuoi essere mia amica?’ ( Babalibri), con illustrazioni di Claude K. Dubois, traduzione di Maria Bastanzetti ; Marta Palazzesi, ‘Nebbia’ (Il Castoro), ambientato in una cupa Londra di fine Ottocento e Guido Quarzo, Anna Vivarelli, ‘La danza delle rane’ (, Editoriale Scienza), con illustrazioni di Silvia Mauri.
La cinquina della Categoria +11 è composta da: Annelise Heurtier, L’età dei sogni (Gallucci), traduzione di Ilaria Piperno; Lynda Mullaly Hunt, ‘Una per i Murphy’ (Uovonero), traduzione di Sante Bandirali; Raffaella Romagnolo, ‘Respira con me’ (Pelledoca Editore); Rebecca Stead, ‘L’amore sconosciuto’ (Terre di Mezzo), traduzione di Claudia Valentini e Florence Thinard, ‘Meno male che il tempo era bello’ (Camelozampa), illustrazioni di Veronica Truttero, traduzione di Sara Saorin.
Quest’anno è raddoppiato il numero degli studenti che compongono la giuria: sono oltre 2.000 le ragazze e i ragazzi fra i 6 e i 15 anni di età appartenenti a oltre 140 scuole, gruppi di lettura, biblioteche e istituti scolastici in Italia e all’estero (Bruxelles, Madrid, Monaco, Parigi, Vienna e Zurigo).

Coez torna a Roma l’11 luglioTra i protagonisti di Rock in Roma 2020

ROMA04 dicembre 201920:00

Dopo le 11 date di È sempre bello in tour, il progetto live che ha portato Coez sui palchi dei palazzetti più importanti d’Italia, il cantautore romano torna al Rock in Roma per una nuova data, l’11 luglio 2020.
Lo show di Coez è un viaggio attraverso la sua storia musicale che prosegue il successo dell’album È sempre bello, quinto disco solista uscito il 29 marzo per Carosello Records e certificato Disco di Platino, con il singolo omonimo che ha dominato le classifiche e collezionato 4 platini. Con più di 65 milioni di streams, E’ sempre bello è la canzone più ascoltata dell’anno su Spotify.

Daniel Craig ispettore Poirot in Cena con delittoSupercast per omaggio ad Agatha Christie di Rian Johnson

04 dicembre 201920:54

“Signore e signori devo chiedervi di restare tutti qui sul posto, finché le indagini non verranno concluse!” Così l’ispettore Benoit Blanc (Daniel Craig) ci introduce a ‘Cena con delitto – Knives Out’ omaggio ai gialli di Agatha Christie scritto e diretto da Rian Johnson (‘Star Wars – Gli ultimi Jedi’) e interpretato da un cast stratosferico. Oltre Craig troviamo: Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer. Già film di chiusura al Tff, ha esordito con successo al box office americano qualche giorno fa e arriva in sala da domani con 01, Cena con delitto ha come protagonista l’ispettore Blanc (Craig), un simil Poirot alla Agatha Christie, che deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Plummer), trovato senza vita dopo la festa per il suo compleanno. Per Blanc, come è per il classico di Agatha Christie, chiunque può essere il colpevole.Infatti sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi dello scrittore. Le cose peggiorano poi alla lettura del testamento che fa emergere ancora di più i conflitti familiari e l’avidità dei parenti dello scrittore. Tutto precipita quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), la bella infermiera sudamericana di Thrombey che ha raccolto più di un segreto di questa famiglia allargata. Johnson ha dichiarato in più di un’intervista di essere stato così preso da questo film tanto da essere disposto a farne una serie incentrata proprio sull’investigatore Benoit Blanc. Su Twitter poi, dove è molto attivo come su tutti i social in generale, Johnson ha pubblicato i poster dei film che gli sono stati di ispirazione: Delitto sotto il sole, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori il delitto è servito, Gosford Park, Assassinio allo specchio, Assassinio sull’Orient Express, The Private Eyes e,infine, anche Detective Pikachu. “Leggo i libri di Agatha Christie da quando ero bambino e adoro questo genere – dice il regista -. Avevo così sempre sperato di imbattermi in una storia simile e circa una decina di anni fa questa storia è arrivata. Una whodunit (romanzi giallo deduttivi), ma con dentro il motore di un thriller alla Hitchcock.” E ancora Johnson: “Ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura, ma la cosa davvero folle è stata quando Daniel Craig ha accettato di interpretare il detective Benoit Blanc (con tanto di accento del Kentucky denso di melassa). È stato lui il primo a firmare e dopo è stato facile raggruppare il resto del cast, dal momento che tutti volevano lavorare con Daniel”.

Arte Italia e Pubblicità, nuove sinergie cercando emozioniConvegno Civita-Upa su linguaggi comuni tra aziende e cultura

04 dicembre 201916:04

– Cercare l’emozione nella pubblicità attraverso il paesaggio e l’arte italiani per creare valore nelle aziende e nel Paese stesso; promuovere la cultura del fare e la cultura del bello, cardini del made in Italy; ma anche rifuggire la comunicazione stereotipata per sperimentare con coraggio nuovi linguaggi, unendo le forze tra artisti, pubblicitari e imprenditori. Sono alcuni dei temi emersi questa mattina nell’ambito del convegno “Arte, Italia e Pubblicità.
Comunicare meglio, comunicare il bello”, organizzato a Roma dall’Associazione Civita, con il Comitato Marketing e Cultura, e Upa – Utenti Pubblicità Associati. L’incontro prende le mosse dalla recente iniziativa che ha visto collaborare Upa e Civita nella creazione, all’interno del canale YouTube Upa Advertising Graffiti, della playlist “Arte, cultura, Paesaggi d’Italia” che raccoglie, in un appassionante e approfondito viaggio dagli anni ’60 a oggi, una serie di spot e campagne pubblicitarie (per il momento circa 80 video, ma il numero è destinato a crescere) con al centro il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Partendo dalla consapevolezza di quanto bellezza, paesaggio, storia e cultura espressi nei secoli dal nostro Paese possano rappresentare per le aziende attraverso la creatività pubblicitaria un valore aggiunto per la comunicazione e un veicolo di incremento della competitività del proprio brand, nel corso della mattinata la riflessione ha messo in luce non solo le opportunità ma anche alcune criticità di un rapporto – quello tra arte e pubblicità – che in Italia ha una lunga storia a partire dai primi decenni del ‘900.

David Chipperfield al timone di Domus per 10 numeriNuovo guest editor, architetto rappresenta esigenze comunità

04 dicembre 201916:08

– E’ l’architetto inglese David Chipperfield il nuovo guest editor di Domus. Sarà il terzo protagonista del progetto editoriale 10x10x10 che vede avvicendarsi al timone della storica rivista 10 architetti di fama internazionale per 10 numeri ciascuno nel decennio che porta al secolo di vita di Domus.
“In un’epoca di cambiamenti epocali serve visione” ha notato Maria Giovanna Mazzocchi, presidente di Editoriale Domus presentando il nuovo guest editor, che affiancherà il direttore editoriale Walter Mariotti e che ha elaborato un manifesto per indicare ad architetti, designer e urbanisti come reagire alle sfide della crisi climatica e delle disuguaglianze sociali ed economiche. “Dobbiamo proporre scenari – ha detto Chipperfield – in cui le esigenze della comunità siano meglio rappresentate, e la qualità della vita sia considerata un diritto”

Tv: Elisabetta Franchi protagonista puntata Pensa in grandeLa vita della stilista l’ 8 dicembre su Rete4

04 dicembre 201916:14

– La stilista Elisabetta Franchi sarà la protagonista di uno degli episodi del nuovo progetto editoriale televisivo di VideoNews – Mediaset, “Pensa in Grande”, che andrà in onda l’8 dicembre su Rete4 alle 14.30.
La serie è composta da sei puntate, partite domenica 1 dicembre e condotte dalla giornalista Rachele Restivo, ideatrice e curatrice dell’intero Format.
Sei racconti di grandi imprenditori ed eccellenze italiane, che svelano le loro storie e la chiave del loro successo in prima persona. Un ritratto di un’ Italia che funziona e di chi ha saputo pensare in grande ed apportare un contributo al nostro Paese, attraverso innovazione, investimenti e creatività, contribuendo all’affermazione del made in Italy, anche a livello internazionale.

Brunori Sas, a gennaio il nuovo album Cip!Da marzo il cantautore sarà in tour nei palazzetti

04 dicembre 201916:15

– A quasi tre anni dall’uscita di A casa tutto bene, l’album certificato platino, Brunori Sas torna con un nuovo album, in uscita il 10 gennaio: Cip! (Island Records). L’album è stato prodotto da Taketo Gohara e dallo stesso Dario Brunori e registrato tra la Calabria e Milano.
Cip!, anticipato a settembre dal singolo “Al di là dell’amore”, è composto da 11 tracce nelle quali l’artista ha voluto cantare “dell’Uomo e non degli uomini”. Il 13 dicembre Brunori Sas svelerà un’altra traccia del suo nuovo album, il secondo estratto sarà infatti “Per due che come noi”.
L’attesa è finita anche per il palcoscenico: dopo il tour prima nei club e poi nei teatri, Dario Brunori è pronto per Brunori Sas Tour 2020, in partenza da marzo 2020 nei palazzetti di tutta Italia.

Alice Merton torna con il singolo EasyPrimo inedito estratto da MINT+4, con 4 nuovi singoli

04 dicembre 201916:16

– Dopo il Jimmy Fallon, la partecipazione al Coachella e ripetuti tour in America, Europa e UK, i Dischi Doppio Platino e Oro (con No Roots e Lash Out) e i primi posti in classifica in Italia, la partecipazione come coach vincitore a The Voice Of Germany 2019, e quasi mezzo miliardo di streams, Alice Merton torna con il singolo Easy, primo inedito estratto da MINT+4, in radio dal 6 dicembre.
Alice, con i suoi ventisei anni e milioni di chilometri alle spalle fin da quando, bambina, veniva trascinata per il mondo dai traslochi familiari, con questa nuova hit racconta la difficoltà di chi vive in costante bilico tra la necessità di scrivere un masterpiece e la possibile catastrofe, tra una vita normale e l’incredibile clamore intorno alla sua figura.
Musicista sanguigna e “workaholic”, con il suo amore viscerale per la musica, Alice presenta oggi Easy, accompagnato da questa versione DELUXE del suo primo disco, quello che la ha consacrata al successo dopo il primo EP “No Roots”. MINT+4 contiene quattro inediti: PCH, Back to Berlin, Keeps me Awake e Easy.

The Irishman e Marriage Story premiati a NYAnticipi Oscar; prossima settimana nominations Golden Globes

NEW YORK04 dicembre 201916:19

– Buoni segnali per Netflix a una settimana dalle nomination dei Golden Globes in agenda lunedì’ prossimo: “The Irishman” e “Marriage Story” (in Italia uscito con Storia di un matrimonio) hanno fatto man bassa di premi ai due primi appuntamenti della stagione che precede gli Oscar 2020.
“The Irishman”, diretto da Martin Scorsese e dal 27 novembre sulla piattaforma in streaming dopo tre settimane nelle sale, e’ stato scelto come miglior film dal National Board Review, una associazione di New York di esperti e appassionati di cinema all’indomani dell’assegnazione dello stesso tipo di premio a “Marriage Story” di Noah Baumbach nella serata dei Gotham Awards.
Come consueto il Board ha poi equamente distribuito il resto dei premi, con Quentin Tarantino scelto come miglior regista grazie a “C’era una volta … a Hollywood” mentre Renee Zellweger e’ stata premiata come miglior attrice per il ritratto di Judy Garland in “Judy” e Adam Sandler ha vinto per la parte da protagonista nel nuovo thriller di Josh e Bennie Sadie “Uncut Gems”.
I premi del Board raramente ci azzeccano come precursori degli Oscar con l’eccezione dell’anno scorso quando il miglior film 2018, “Green Book”, ha vinto anche agli Academy Awards.
Diverso il discorso dei Gothams che negli ultimi anni, tranne l’anno scorso quando hanno puntato sui “The Rider” di Chloé Zhao, hanno messo a segno “Birdman”, “Spotlight” e “Moonlight”.
I premi celebrano usualmente in modo indipendente film spesso prodotti fuori dalla macchina degli studi: stavolta una buona metà sono andati a pellicole della scuderia Netflix, elogiata da Baumbach per aver riaperto lo storico Paris, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan.

Pagnotta, nel jazz dopo gli americani, noi i più braviDirettore festival, a Umbria Jazz Winter (Orvieto) Scofield, Rea

04 dicembre 201920:54

“Indubbiamente nel jazz di oggi dopo gli americani ci siamo noi, la scena italiana è molto cresciuta negli ultimi 20 anni, basta vedere le richieste che hanno i jazzisti italiani all’estero. Una volta andavano Enrico Rava e Giovanni Tommaso, oggi girano in tutto il mondo anche tanti giovani”. Lo dice Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz, che ha presentato il programma di Umbria Jazz Winter, ramo ‘invernale, a Orvieto (27/a edizione dal 28 dicembre al 1 gennaio), della grande kermesse dedicata al jazz, che oltre al festival principale estivo (Perugia, 10 – 19 luglio), ha anche un capitolo ‘Spring’ a Terni. A Orvieto, in cinque giorni ci saranno 90 eventi con più di 150 musicisti. Fra i più attesi il grande chitarrista e compositore John Scofield, che sarà parte anche di The Magic And The Mystery Of The Beatles insieme a Jay Anderson e Lewis Nash; Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino con “Le Canzoni Di Mina”; Paolo Fresu con quattro progetti ;Sullivan Fortner, anche in Trio con Jay Anderson Lewis Nash e come Special Guest la tap dancer Michela Marino Lerman; Francesco Diodati con 3 progetti; “Love In Translation” con Rosario Giuliani, Joe Locke, Dario Deidda, Roberto Gatto; Antonello Salis e Simone Zanchini; Dino Rubino; Giovanni Guidi; l’Isaiah Thompson Trio; la “Gospel Explosion” con l’Every Praise & Virginia Union Gospel Choir Feat. J. David Bratton, protagonisti della Messa di Capodanno al Duomo. “A Orvieto in inverno c’è il vantaggio che puoi mettere insieme artisti impegni invece in estate nei tour con i propri gruppi – dice Pagnotta -. Pensare che quando abbiamo lanciato Umbria Jazz Winter ci dicevano che eravamo matti a fare un festival come questo in inverno. Invece il pubblico ci ha ripagato e anche quest’anno le prevendite stanno andando benissimo. le location sono bomboniere e vogliamo mantenere la formula di festival puramente jazz”. E presto “annunceremo anche progetti all’estero”. Orvieto “è fortemente connessa a Umbria Jazz – spiega la sindaca Roberta Tardani – Ogni anno il festival ci regala emozioni nuove. Nel futuro vogliamo consolidare questo rapporto con un protocollo che dia anche certezze di natura economica e organizzativa”. Intanto vanno avanti i preparativi per Umbria Jazz a Perugia: “Sta venendo bene. Per il concerto d’apertura di Lenny Kravitz il 10 luglio siamo già a 5000 biglietti venduti in prevendita – aggiunge Pagnotta -. Avremo fra gli altri, anche eventi in esclusiva italiana come Wynton Marsalis che dirige la Jazz at Lincoln Center Orchestra e la Moodswing Reunion, con Joshua Redman, Brad Mehldau. Christian McBride e Brian Blade. Ci sarà una serata brasiliana e penso andremo a chiudere con una grande serata Cuba Cuba Cuba”.

Matera 2019: ogni giorno un evento fino alla conclusioneIl programma degli appuntamenti, si comincia il 7 dicembre

MATERA04 dicembre 201916:29

– Chiudere per rilanciare un percorso straordinario. Quello che ha raccontato la “Cultura” nella sua forma aperta, inclusiva, contaminante e partecipata, con lo sguardo rivolto al futuro. Così come promesso nel dossier di candidatura. L’anno di Matera Capitale Europea della Cultura si chiude con l’Open Culture Festival, due settimane che, a partire dal 7 e fino al 19 dicembre, “occuperanno” la Città dei Sassi, con una serie di iniziative dedicate alla cultura digitale, all’innovazione tecnologica, con spettacoli teatrali, performance musicali e mostre interattive. Si inizia il 7 dicembre alla Serra del Sole con la conferenza internazionale “Open Future – The Conference”.

Giammaria, vi porto nel cuore di AmazonPetrolio su Rai2 in prima serata dal 3 dicembre

04 dicembre 201920:23

“Chi di noi non ha mai fatto un acquisto su internet, e in particolare utilizzando la piattaforma Amazon, il servizio di commercio elettronico che nel corso degli ultimi anni ha rivoluzionato le nostre abitudini?”. Si intitolerà “Il mondo (segreto) di Amazon” il primo appuntamento dei tre in prime time di “Petrolio”: il programma di Duilio Giammaria in onda su Rai2 alle 21.20 a partire dal 6 dicembre. Proprio a gigante, ‘il negozio più grande del mondo, inventato’ da Jeff Bezos esattamente 25 anni fa, il giornalista, conduttore e autore, dedicherà la prima puntata della nuova edizione del suo programma di informazione che si è trasferito da Rai1 a Rai2, sbarcando in prima serata a dicembre le prime 3 puntate.    “Sono stato a Seattle – racconta in una conversazione – dove è nato questo gigante del settore, che ha creato un mondo nuovo: con un click ottieni quello che desideri in un tempo sempre più rapido. Se non ti va bene il prodotto lo rimandi indietro. In ogni angolo del pianeta. Quindi sono andato di persona a vedere come funziona e come, insieme con altre grandi industrie ha cambiato la vita di una città, compreso il traffico, miglia di pacchi vengono portati nelle abitazioni (in tutto il mondo esistono 175 centri di smistamento dei pacchi) attraverso questi furgoni, che intasano la circolazione, ma il giro di affari è talmente alto che per loro pagare valanghe di contravvenzioni per divieti di sosta non intacca le loro entrate”.    Un reportage, fa notare Giammaria “in cui per la prima volta le telecamere della televisione italiana sono entrate nel quartier generale e nell’immenso magazzino logistico di Seattle, in cui uomini e robot lavorano fianco a fianco. Ma cosa c’è dietro le centinaia di centri di distribuzione, 650mila dipendenti, milioni di prodotti online, miliardi di pacchi spediti ogni anno? E noi davvero compriamo solo quello che ci interessa? O siamo indirizzati attraverso le ricerche che facciamo sul portale, o siamo in qualche modo seguiti nelle nostre abitudini proprio con i dati che liberamente forniamo, a partire dai nostri indirizzi e-mail, di casa, le carte di credito e alla fine finiamo per comprare qualcosa che in quel momento non ci serviva di cui non avevamo nessun bisogno? Una sorta di indirizzamento, passo per passo”.  Proprio come il fiume che ispira il suo nome, si è diramato in una serie business che vanno ben oltre l’e-commerce: dalla fiction all’intelligenza artificiale, server che custodiscono miliardi di dati sensibili, perfino una navicella spaziale per tornare sulla Luna. Petrolio affronta tutti i nodi “nascosti” dietro la vetrina virtuale di Amazon: dalla robotica agli algoritmi, dall’uso dei dati, alle condizioni di lavoro, dall’impatto ambientale alle trasformazioni in atto nelle nostre città fino alla grande questione delle tasse”. Ma non è tutto Amazon punta alla nostra salute. Insomma La determinazione del gigante globale a fare del digitale nell’assistenza sanitaria una parte centrale del suo futuro modello di business prima o poi avverrà”.Tra gli ospiti: Tommaso Valletti, economista e docente all’Imperial College di Londra, Francesca Bria, consulente per le Nazioni Unite sull’innovazione digitale, Stefano Feltri, giornalista economico, Domenico De Masi, sociologo del lavoro, Sandro Ferri, fondatore di E/O e Jasmine Crististallo, attivista del movimento delle Sardine. Le altre puntate affronteranno “le ultime scoperte sul DNA con le terapie genetiche, che regalano la speranza di curare malattie fino ad ora incurabili, ma pongono anche diverse domande etiche di non poco conto”; dal ritorno del LUPO nelle nostre foreste, fino al grande racconto della nuova era dell’Antropocene, in cui il mondo è ridisegnato totalmente dalla mano dell’uomo. Giammaria conclude: “la factory di Petrolio introduce quest’anno 2 nuovi segmenti: Black Mirror e Gli Haters. Il primo è l’intervista speciale che ho portando per la prima volta in uno studio tv italiano un’innovativa tecnologia digitale, un black mirror che consente la proiezione in trasparenza di foto, infografiche e altri tipi di elementi narrativi nel faccia a faccia con il protagonista della settimana. Come in un confronto all’Americana. Gli haters sono invece una coppia di maturi telespettatori impersonati da due pupazzi che commentano con cinismo e rimbrottando il conduttore per gli argomenti raccontati nelle puntate”

Libri: +6% fatturato piccoli editori nel 2019Dati Nielsen per AIE, doppiano crescita del mercato generale

04 dicembre 201916:41

– I piccoli e medi editori, cioè i marchi editoriali indipendenti con un fatturato netto fino a 13 milioni di euro, nei primi 11 mesi del 2019 registrano un +6% a fatturato, arrivando a pesare per il 45,9% del mercato (era il 45% lo scorso anno). E doppiano la crescita del mercato in generale: più di una copia su quattro di quelle vendute nel 2019 (il dato si ferma alla prima settimana di novembre) è di un piccolo o medio editore.
Ma il 72,8% di quel mercato è fatto dai primi 100 marchi, su oltre 5 mila, dei piccoli editori.
E’ la fotografia dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE). La ricerca – riferita alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compresa la stima di Amazon) è stata presentata a Più libri più liberi, nel giorno d’apertura della fiera nazionale della piccola e media editoria, che si conclude l’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma.
In particolare i dati evidenziano come il mercato generale del libro nei primi 11 mesi del 2019 sia cresciuto del 3,7%: raggiungendo così quota 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie di libri di carta nuovi venduti.
I generi più amati del 2019 sono, a sorpresa, la non fiction specialistica (manualistica) con quasi 2 copie su dieci tra quelle vendute (pesa per il 19,6%) , la fiction straniera (18,4%) e la non fiction generale (saggistica) per il 17,3%. Al quarto posto bambini e ragazzi (16,3%).
La ricerca mostra la crescita del fatturato dei piccoli e medi editori: nei primi 11 mesi del 2019 è di 482,7 milioni di euro.
Una crescita in parte dovuta a un prezzo di copertina del venduto che è del 22% più alto rispetto a quello degli altri editori. E in crescita anche le copie: +4,4%.
Non tutti i piccoli però contribuiscono alla crescita nello stesso modo: In questi anni, quella che definiamo piccola editoria è cresciuta, ma ha anche avuto una profonda trasformazione al suo interno.

Suburra 3, Netflix al via ripreseAtto finale disponibile nel 2020, tornano protagonisti storici

04 dicembre 201919:20

Dopo il successo delle prime due stagioni, Netflix annuncia l’inizio delle riprese della terza e ultima stagione di Suburra – la serie, il crime thriller italiano originale del colosso streaming prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – e Bartlebyfilm. La terza stagione della serie sarà disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo nel 2020.    La profana trinità – Chiesa, Stato, Crimine – torna su Netflix per l’epico atto conclusivo di Suburra – la serie, concepita sin dal principio per raccontare i tre diversi mondi nell’arco di tre stagioni. Tornano i protagonisti delle prime due: Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara), Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro), Samurai (Francesco Acquaroli), Adamo Dionisi (Manfredi Anacleti), Sara Monaschi (Claudia Gerini), Adelaide Anacleti (Paola Sotgiu), Angelica (Carlotta Antonelli), Nadia (Federica Sabatini), Alice Cinaglia (Rosa Diletta Rossi), Cardinale Fiorenzo Nascari (Alberto Cracco) e Adriano (Jacopo Venturiero). Dopo il tragico suicidio di Lele, incapace di convivere con il senso di colpa generato dai crimini commessi, e l’inaspettato risveglio dal coma di Manfredi, capo del clan Anacleti, gli equilibri di potere tra tutti i personaggi sono di nuovo messi in discussione. La regia è di Arnaldo Catinari, lo story editing di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, la sceneggiatura di Ezio Abbate, Fabrizio Bettelli, Andrea Nobile, Camilla Buizza e Marco Sani.

Archeologico Napoli,nuovo record con 650 mila ingressiSuperati ingressi 2018, domani al via ‘Muse al Museo-Thalassa’

NAPOLI04 dicembre 201917:15

– Nuovo record per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che ha raggiunto i 650mila visitatori nel 2019, superando con un mese di anticipo gli ingressi dello scorso anno (613mila). Da domani al via il cartellone di eventi che anticiperanno la mostra Thalassa sulle meraviglie sommerse del Mediterraneo. L’edizione speciale di ‘Muse al Museo’ si aprira’ domani nella Sala del Toro Farnese, ore 17, con il concerto “Il mare di mezzo”: un viaggio tra musica e parole, per rappresentare il Mediterraneo delle dissonanze e delle migrazioni; protagonisti di questo percorso melodico saranno Luca Lanzi (voce e chitarra acustica del gruppo “Casa del vento”), Francesco Moneti e Stefano Cisco Bellotti (entrambi storici componenti dei Modena City Ramblers). Sino a domenica 8 dicembre, e ancora il 20 dicembre, per un pubblico di adulti e ragazzi, le sale del MANN si riempiranno di musica, spettacoli e laboratori “dipinti di blu”, perché dedicati al tema del mare: tra le proposte culturali “Da questa parte del mare” (sabato 7 ore 17,30), che Giuseppe Cederna dedica al libro postumo di Gianmaria Testa. Il MANN, diretto da Paolo Giulierini, propone dal 12 dicembre fino a marzo la mostra Thalassa, con 400 straordinari reperti che raccontano il Mare nostrum tra cultura, economia, folclore e paesaggio.
Dal 9 dicembre, nella mostra “Fotografare il MANN tutto l’anno”, a cura dell’Associazione Flegrea Photo, protagonisti sono gli abbonati del museo, giunti a quota ottomila.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Berlino: a Helen Mirren l’orso d’oro alla carriera
Il premio il 27 febbraio

BERLINO04 dicembre 201920:01

La 70esima mostra internazionale del Cinema di Berlino renderà omaggio all’attrice inglese premio Oscar Helen Mirren con l’orso d’oro alla carriera. “Helen Mirren è una personalità forte i cui potenti ritratti hanno sempre la capacità di colpire. Ci ha continuato a sorprendere con le sue interpretazioni di personaggi complessi, sia nel suo Chris in Calendar Girls o in quello della regina Elisabetta II in The Queen” ha detto Mariette Rissenbeek, Executive director della Berlinale. Mirren è un’attrice rinomata nel mondo e oltre ad essere stata la più giovane attrice entrata nella nota Royal Shakespeare Company, ha ricevuto innumerevoli premi, diversi Golden Globe e un Oscar per The Queen, di Stephen Frears nel 2006. Lo scorso anno l’orso d’oro alla carriera era stato ricevuto da Juliette Binoche. La cerimonia di conferimento del premio si svolgerà il prossimo 27 febbraio a Berlinale Palast, anche alla presenza del nuovo direttore della Berlinale, Carlo Chatrian, già alla guida del festival del cinema di Locarno.

Moviement, la sala d’estate piaceA Sorrento ricerca destagionalizzazione, a gennaio titoli 2020

NAPOLI04 dicembre 201920:01

Il cinema d’estate piace e grazie al progetto Moviement la sala cinematografica è tornata ad essere considerata dai consumatori come una importante opzione di intrattenimento anche durante la bella stagione. Della ‘migliore estate degli ultimi otto anni’ (in attesa dei titoli 2020 che saranno comunicati a gennaio) si è parlato alle Giornate Professionali del Cinema di Sorrento in un seminario dell’ANEC che ha presentato i dati della nuova ricerca sulla destagionalizzazione forniti da GFK.
Il confronto è con i dati dell’indagine 2017, quella che diede il via per la prima volta in Italia al progetto triennale che ha unito tutta la filiera con il supporto del Mibact in una scommessa che sembrava impossibile. Al seminario alla presenza di Mario Turetta (direttore generale cinema Mibact) hanno partecipato Luigi Lonigro (Presidente Anica-distributori) Francesca Cima (Presidente Anica Produttori),Mario Lorini (Anec) Piera Detassis (David Donatello) Andrea Cuneo per Moviement.

Calatrava a Capodimonte in 400 opereDal 6 dicembre al 10 maggio 2020 ‘nella luce di Napoli’

NAPOLI04 dicembre 201919:31

– Quattrocento opere – sculture, disegni, maquette: arriva a Napoli, nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra di Santiago Calatrava, architetto, ingegnere, pittore, scultore, disegnatore, artista a tutto tondo. Spirito inquieto alla continua ricerca di un equilibrio tra volume e luce, i due elementi essenziali del suo concetto di architettura.
La mostra divisa tra il secondo piano del Museo e l’edificio del Cellaio nel Real Bosco, sottolinea già nel titolo questo elemento: Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli (dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020), ma anche l’amore dell’artista per la città. Curata dal direttore di Capodimonte Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava, moglie dell’artista, e sostenuta dalla Regione Campania, organizzata dalla Scabec, società regionale dei beni culturali, è realizzata in collaborazione con lo Studio Calatrava. Esposte le maquette delle architetture più importanti da lui realizzate.

Mostre: a Firenze Antologia di arte moderna e contemporaneaDal 6/12 alla Galleria Tornabuoni, con opere da anni ’20 a oggi

FIRENZE04 dicembre 201919:58

– Una selezione internazionale di dipinti e sculture per un viaggio nell’arte figurativa e nelle suggestioni artistiche dagli anni ’20 del ‘900 fino ai giorni nostri, con il secondo dopoguerra a fare da spartiacque. E’ il percorso espositivo ‘Antologia di arte moderna e contemporanea 2020’ proposto dalla galleria Tornabuoni Arte e dal suo fondatore Roberto Casamonti, che aprirà al pubblico dal 6 dicembre fino a novembre 2020, nella sede di lungarno Cellini a Firenze. Tra le opere degli anni ’20, uno dei paesaggi dalle geometrie essenziali e dai toni drammatici di Lorenzo Viani, ‘Paesaggio di Versilia’, veduta dall’alto di Seravezza’ (1920-1921); poi uno splendido ‘Nudo femminile’ (1923) di Giorgio De Chirico. Gli anni ’30 sono raccontati da opere di Mario Sironi, Mario Tozzi, Gino Severini, dello stesso De Chirico, Alberto Savinio e Giorgio Morandi. La seconda parte dell’Antologia 2020 propone una generosa selezione di opere di Lucio Fontana, della scuola di ‘Piazza del Popolo’ e un omaggio a Tony Cragg.

Liberi Tutti, prima serie originale Raiplay da autori Borisda 14/12 con Tirabassi, Caprioli, Bilello, Caterina Guzzanti

4 dicembre 201920:00

Liberi tutti è la prima serie originale di RaiPlay scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo con protagonisti Giorgio Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas Trabacchi, Valeria Bilello, Caterina Guzzanti sarà disponibile integralmente, in esclusiva, su RaiPlay a partire da sabato 14 dicembre. Una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano.
Composta da dodici episodi della durata di mezz’ora, ruota attorno a Michele Venturi (Tirabassi), arido avvocato che pensa solo a se stesso e che si ritrova costretto agli arresti domiciliari in una cohousing con una ben diversa filosofia di vita. “Liberi tutti è lo slogan che accomuna tutti i nostri protagonisti: se lo dicono i cohouser alla fine delle interminabili assemblee, Michele (Giorgio Tirabassi) potrebbe farne il sottotitolo della sua esistenza e gli intercettatori se lo ripetono a fine turno per comunicarsi il sollievo di staccare. Ma liberi da cosa? Definire la convivenza vuol dire definire il tipo di libertà che si cerca.”

Moda: Pierpaolo Piccioli, la mia Roma su A MagazineDirettore creativo di Valentino ha curato il n.20 della rivista

4 dicembre 201920:16

– Il colle Palatino, Trastevere, Piazza di Spagna, Pierpaolo Piccioli, direttore artistico di Valentino, ha voluto ripercorrere e immortalare tutti i luoghi di Roma a lui cari nell’edizione speciale n. 20 di A Magazine curata dallo stesso designer. Lo stilista divenuto nominato direttore artistico unico della Valentino a luglio 2016, dopo aver lavorato per la prima volta con Valentino Garavani nel 1999, ha apportato alla maison l’uso di colori vivaci e di grandi volumi, in uno stile mai dimentico dei temi della diversità e dell’ inclusività.
Nel numero speciale di A Magazine viene esplorata Roma e le sue molte anime. La rivista parte dagli still life di Joel Meyerowitz dei cahiers des défilés segreti dello stilista, i suoi libretti che ad ogni sfilata di moda raccolgono tutto, dalle ispirazioni iniziali al finale in passerella. Segue un portfolio visivo di Charles H. Traub, noto per la sua iconica serie “Lunchtime” per le strade di New York e della Dolce Vita in Italia negli anni ’80, che si svolge in capitoli, documentando molti dei luoghi preferiti di Pierpaolo a Roma tra cui Piazza di Spagna, dov’è la sede storica della Valentino.
Nella serie appaiono le modelle Leslye Houenou, Hannelore Knuts e Aurora Talarico, la principessa Nicoletta Odescalchi, l’attrice Alba Rohrwacher, la moglie di Pierpaolo Simona e la figlia Benedetta. Chiudono il magazine una serie di ritratti in 48 pagine scattati dallo stesso Piccioli: è un omaggio a Franca Sozzani e all’iconico servizio fotografico di Steven Meisel su Vogue Italia dell’ottobre 1992, in cui il grande Meisel catturò una serie di celebrities che indossavano un cappello tenendo in mano un cartello con il loro nome. Diversamenti da quelle le foto di Piccioli sono a colori e il cappello non è nero ma è l’iconico cappello rosa di Philip Treacy per Valentino. In posa Naomi Campbell, Mariacarla Boscono, lo stilista Joe McKenna, l’attrice Frances McDormand, che appare in copertina in un mantello di paillettes verde. L’effetto panno nero della copertina e la striscia rossa fanno accenno al cahiers des défilés di Pierpaolo, impresso con un timbro “P.P” con riferimento a Pier Paolo Pasolini.

Teatro Nazionale di Genova, Giglio nuovo presidenteE’ Ad Giglio Group leader in settore del broadcast radio-tv

GENOVA04 dicembre 201920:24

Alessandro Giglio è il nuovo presidente del Teatro Nazionale di Genova. Succede a Gian Enzo Duci che era stato nominato nel marzo di tre anni fa.
La decisione è stata presa all’unanimità dall’Assemblea composta da rappresentanti di Comune, Regione, Camera di Commercio.
Genovese, classe 1965, Alessandro Giglio opera da sempre nel mondo dello spettacolo e del settore radiotelevisivo.
Maggiore azionista, ricopre la carica di amministratore delegato di Giglio Group spa, leader nel settore del broadcast radio televisivo, che ha sviluppato soluzioni digitali all’avanguardia e rappresenta, nel fashion online, un market place digitale a livello globale, approvvigionando i quaranta principali digital retailer del mondo. Giglio Group produce, inoltre, contenuti multimediali ed è anche l’unico network italiano autorizzato a trasmettere in Cina dove è editore, di tre canali televisivi, trasmessi su tutte le piattaforme digitali del Paese.
Il Teatro attraversa un momento di crisi economica non semplice. La promozione a “teatro nazionale” avvenuta di pari passo con la complessa operazione di fusione fra lo Stabile e l’Archivolto portata a termine da Angelo Pastore non ha portato in termini economici a quei vantaggi che sarebbe stato lecito attendersi. In pratica il finanziamento dello Stato non è superiore a quello che i due teatri percepivano prima di unirsi.
Va ricordato che la fusione è stata effettuata garantendo la piena occupazione di tutti i dipendenti per cui ora il Teatro si trova un organico importante e la gestione di quattro sale.

Scala: a Tosca under30 fra selfie e macchine professionaliSul tradizionale albero di Natale balocchi targati Scala

ILANO04 dicembre 201920:32

Praticamente nessun bambino, pochi adolescenti, per lo più studenti di musica e veri appassionati e uno stuolo di ventenni formano il pubblico dell’anteprima giovani della Tosca che il 7 dicembre inaugurerà la stagione lirica della Scala.
Molti sono venuti per la prima volta, pronti a immortalare il momento con il telefonino, ma c’è anche chi è arrivato con la macchina fotografica da vero professionista, come Riccardo, 25 anni, che è stato portato da amici già venuti negli anni scorsi.
“Mi hanno detto loro di portarla” ha spiegato ridendo, dopo essersi fatto immortalare con la fidanzata davanti all’albero di Natale. Anche quest’anno il sovrintendente Alexander Pereira (non presente oggi, e ormai in partenza per guidare il maggio fiorentino) ha voluto mantenere la tradizione. Con una novità, quest’anno accanto ai balocchi con la scritta Dolce e Gabbana ce ne sono altri con lo stemma del teatro alla Scala.

Tff: vincono l’Islanda Palmason miglior film, Battiston e FresiMartini, è stata edizione vitale. Entro dicembre nuovo direttore

ORINO01 dicembre 201912:34

A white white day del regista islandese Hlynur Pálmason vince il premio Miglior film alla trentasettesima edizione del Torino Film Festival. Doppia scelta per la Migliore attrice che va a Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina per Dylda/Beanpole di Kantemir Balagov (Russia), così come per il Miglior attore, assegnato a Giuseppe Battiston e Stefano Fresi per Il grande passo di Antonio Padovan. I premi – decisi dalla Giuria, presieduta da Cristina Comencini e composta da Fabienne Babe, Bruce McDonald, Eran Riklis, Teona Strugar Mitevska – sono stati annunciati al Cinema Reposi, madrina della serata Carolina Crescentini.
Migliore sceneggiatura a Wet Season di Anthony Chen, mentre Ms. White Light di Paul Shoulberg (Usa) si è aggiudicato il Premio del pubblico. “E’ stata un’edizione vitale, bella. Sono molto soddisfatta di come è andata anche la retrospettiva Horror Classic che era un po’ una scommessa. Sono contenta della presenza di Barbara Steele e di Verdone che ha fatto il pieno di selfie con il pubblico e nelle sale. E sono contenta di avere proposto la personale completa di Teona Strugar Mitevska, che ha vinto tre giorni fa il Premio Lux del Parlamento europeo”, commenta Emanuela Martini, direttrice per il sesto anno consecutivo, probabilmente l’ultimo. A metà dicembre – ha promesso il neo presidente del Museo Nazionale del Cinema, Enzo Ghigo – si conoscerà il nome di chi firmerà la prossima edizione (annunciate le date, 20-28 novembre 2020).
A white white day, secondo lungometraggio di Palmason, ha già vinto al Nordic Film Days a Lubecca ed è stato premiato alla Settimana della Critica a Cannes. Era uno dei film favoriti al Tff, dove ha vinto anche il Premio Avanti!, che consiste nella distribuzione dell’opera nelle rete dei cineforum e cineclub italiani. E’ ambientato in un nebbioso paesino dell’Islanda, dove Ingimundur (Ingvar Sigurdsson), poliziotto, ha perso la moglie da poco, ristruttura una casa di famiglia in mezzo al nulla e si prende cura della nipotina Salka. Tutto ruota intorno a questi elementi. E’ un film spietato ma anche leggero, in cui si alternano momenti cupi, pieni d’inquietudine e di sofferenza, e situazioni di surreale comicità.
Il Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è stato assegnato a Le reve de noura di Hinde Boujemaa. Miglior cortometraggio Spera Teresa di Damiano Giacomelli con Premio Speciale della giuria a La Buca di Dario Fedele. Il Premio Fipresci (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) per il Miglior film è andato a Le Reve de Noura di Hinde Boujemaa (Tunisia, Francia, Qatar). La Giuria composta da Altan, Paolo Mereghetti e Cosimo Torlo ha assegnato il Premio Cipputi 2019 – Miglior film sul mondo del lavoro a Hong Village di Lungyin Lim (Taiwan/Repubblica Ceca).
Miglior film per il Premio Cinema d’Acqua, prima edizione del concorso per cortometraggi italiani organizzato con Qc Terme, è Apollo 18 di Marco Renda, mentre il Premio Torino Factory è stato assegnato ex-aequo, a Manuale di storie del cinema di Stefano D’Antuono e Bruno Ugioli e a Selene di Sara Bianchi.
Premiati anche Sono innamorato di Pippa Bacca di Simone Manetti e Nour di Maurizio Zaccaro, film ispirato al libro Lacrime di sale del medico di Lampedusa Pietro Bartolo. Allo spagnolo El Hoyo di Galder Gaztelu-Urrutia il premio Scuola Holden.

Amedeo Nazzari “dimenticato”. Figlia, “un grande dolore”Evelina racconta divo popolare e papà tenero a 40 anni da morte

01 dicembre 201920:42

Incarnazione dell’eroe popolare con film come Luciano Serra pilota (1938) o la cena delle beffe (1942), stella amatissima dal pubblico per oltre 80 film, da Ginevra degli Almieri (1935) a Melodrammore (1978). Ci lasciava 40 anni fa, Amedeo Carlo Leone Buffa in arte Amedeo Nazzari, scomparso a 71 anni il 5 novembre 1979. Un anniversario che i grandi festival italiani non hanno pensato di ricordare: “Non posso dire che mi abbia sorpreso – dice la figlia dell’attore, Evelina Nazzari, che ha seguito il padre e la madre, l’attrice Irene Genna, sul percorso della recitazione -. Purtroppo non si fa molto per stimolare il ricordo, è un vizio italiano. Ma il timore che papà venga dimenticato è bruciante”.
Nazzari ha regalato intense prove d’attore, da Il bandito di Lattuada (1946) a Processo alla città di Zampa (1952), e ha attraversato tutti i generi (dai melò di Matarazzo a commedie come il Gaucho di Risi o a polar come Il clan dei siciliani). Un uomo e un artista tanto dotato di charme quanto di autoironia, come aveva magistralmente dimostrato nel ritratto della stella Alberto Lazzari in Le notti di Cabiria di Fellini (1957). Proprio per rendergli omaggio viene rieditato il libro di Evelina Nazzari, Amedeo Buffa in arte Nazzari (Ed. Sabinae) uscito dieci anni fa. Un diario fotografico dell’archivio di famiglia, tra quotidiano, percorso professionale, momenti più intimi. “Temevo di non saper scrivere poi in realtà grazie a questo libro la scrittura è diventata una grande passione – spiega Evelina Nazzari, che firma il volume con il nome all’anagrafe, Maria Evelina Buffa -. Qui sono partita dalle foto e ho raccontato quello che mi veniva in mente”. Un viaggio “anche un po’ doloroso, perché papà è andato via quando avevo 21 anni, il nostro rapporto allora stava sbocciando”. Un padre, per lei, figlia unica, “grande, visto che mi ha avuto a 50 anni.
Era molto tenero, me le dava tutte vinte, o quasi. Si arrabbiava molto raramente. Le regole per fortuna sono arrivate da mia madre”. Nazzari non si soffermava sui trionfi passati, ma “ad esempio, quando mi portava a scuola, mi raccontava dei suoi esordi in palcoscenico, in un’epoca un po’ avventurosa, quando si cambiava spettacolo quasi tutte le sere. Una palestra pazzesca per un attore e la parte della sua carriera che lo aveva divertito di più”. Evelina Nazzari lo ha visto da bambina su set come quello dello sceneggiato La figlia del capitano: “Mi ricordo le piume in studio che facevano da neve, e papà insieme a Umberto Orsini durante le prove per una scena in carrozza, a cavalcioni sullo schienale di un divano, facendo finta di mandare al galoppo un cavallo. Era stato molto divertente vedere quegli adulti bambini”.Come attore “è stato unico. E’ passato per due dopoguerra, ha fatto tante cose diverse. In particolare aveva uno humour e un’ironia che sarebbe stato bello vedere più valorizzati”. Da metà anni ’60 Nazzari aveva sofferto nel vedere arrivare meno copioni: “Era un periodo di grande cambiamento, ci avvicinavamo al ’68 ma mentre in Francia Gabin era osannato, da noi c’era la tendenza a buttare il vecchio per il nuovo”.
Anche se “una parte di colpa è stata anche sua. Papà era estremamente orso, ed era stato abituato male perché dal secondo film (Cavalleria, del 1936) in poi era sempre stato richiestissimo. Mia madre cercava di convincerlo a fare un po’ di pubbliche relazioni in più, ma lui si tirava indietro”. Anche ad Hollywood, dove Nazzari era andato dopo il successo de Le notti di Cabiria, “preferiva andare a cena da solo con mia madre piuttosto che a cene e feste con i produttori”. Ed è così che pare sia sfumata, per lui, la possibilità di interpretare Facciamo l’amore di Cukor con Marilyn Monroe.
Evelina Nazzari, autrice fra gli altri, anche dei racconti autobiografici ‘Spesso sono arrivata seconda” (2018) e a febbraio di ritorno in scena al Teatro di Documenti di Roma, con ‘Il Mutamento’ di Stefania Porrino troverebbe “bellissimo se papà venisse ricordato con il restauro di uno dei suoi film, o un ciclo dei suoi titoli più belli. Da opere meno conosciute come la commedia Dopo divorzieremo (1940) a Il bandito di Lattuada, “che è stato riproposto da poco, come omaggio, dal cineclub romano Alphaville… la sala era piccola… ma piena”.

Biglietti d’oro, 10 giorni senza mamma film italiano più vistoIl re Leone il più visto in assoluto.Premiazioni il 4 a Sorrento

2 dicembre 201912:21

“10 giorni senza mamma” di Alessandro Genovesi, visto da … è il film italiano più visto dell’anno con 1 milione 200 mila spettatori. Seguono, per l’Italia “La befana vien di notte” di Michele Soavi e “Amici come prima” di Christian De Sica: a tutti e tre va il Biglietto d’Oro. Nella classifica generale: al top assoluto c’è Il Re Leone con 5 milioni 688 mila spettatori. Seguono Joker e Avengers: Endgame.
I Premi, assegnati dall’Anec per la stagione cinematografica 2018-2019 ai film che secondo il campione Cinetel hanno venduto più biglietti da dicembre 2018 a novembre 2019, saranno consegnati mercoledì 4 dicembre a Sorrento nel corso di una cerimonia condotta da Gioia Marzocchi.
Ai registi, sceneggiatori e interpreti principali dei primi tre film italiani sono assegnate le Chiavi d’oro del successo: sul palco attesi Alessandro Genovesi, Giovanni Bognetti, Fabio De Luigi, Diana Del Bufalo, Bianca Usai per “10 giorni senza mamma”; Michele Soavi, Nicola Guaglianone, Paola Cortellesi per “La befana vien di notte”; Christian De Sica, Fausto Brizzi, Massimo Boldi e Francesco Bruni per “Amici come prima”. Biglietto d’Oro anche a Walt Disney Italia, Warner Bros Italia e 20th Century Fox Italia, che risultano essere le prime tre distribuzioni in assoluto.

Cinema: Carluccio, confermata Presidente Consulta UniversitariaConsulta docenti e ricercatori cinema, tv, fotografia, media

2 dicembre 201915:44

– Giulia Anastasia Carluccio, Professoressa ordinaria di Cinema, Fotografia, Televisione presso l’Università di Torino dove è Prorettrice, è stata confermata Presidente della Consulta Universitaria Cinema (CUC) per il biennio 2020-2021. L’elezione è avvenuta nell’annuale Assemblea che si è svolta lo scorso 29 novembre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e che ha rinnovato le cariche statutarie: Ruggero Eugeni (Università Cattolica Sacro Cuore) e Stefania Parigi (Università Roma Tre), in rappresentanza dei Professori Ordinari; Claudio Bisoni (Università di Bologna) e Anna Masecchia (Università di Napoli) in rappresentanza dei Professori Associati; Marco Cucco e Paola Brembilla (Università di Bologna) in rappresentanza dei Ricercatori; Giovanna Maina (Università di Sassari) in rappresentanza dei Docenti a contratto e Assegnisti di ricerca.
La Consulta Universitaria del Cinema, fondata nel 1990, riunisce i docenti e i ricercatori universitari dell’area cinema, televisione, fotografia e media audiovisivi. Costituisce un importante punto di riferimento nel panorama scientifico nazionale promuovendo e favorendo iniziative di ricerca e di confronto culturale volte ad ampliare e potenziare la presenza delle discipline attinenti il cinema e gli audiovisivi nell’Università italiana.

Scorsese, non guardate The Irishman sullo smartphoneEffetto Netflix su sale nel Thanksgiving, -16% rispetto al 2018

NEW YORK03 dicembre 201909:58

Martin Scorsese implora: non guardate “The Irishman” sul cellulare. “Se volete vedere uno dei miei film, o in generale la maggior parte dei film, per favore non guardateli su un telefonino. Guardateli su un iPad, meglio se un grande iPad”, ha detto il regista, che nel 2012 ha girato uno spot per l’iPhone, al critico della rivista “Rolling Stone”, Peter Travers, dopo i primi giorni dell’approdo della sua ultima fatica cinematografica su Netflix.
“The Irishman”, dopo tre settimane in un numero limitato di sale dove continua ad essere ancora proiettato, e’ arrivato su Netflix il 27 novembre, alla vigilia del ponte di Thanksgiving e la presenza di un film d’autore accanto alle mille proposte di cinema e tv della piattaforma in streaming ha avuto un effetto al box office nordamericano dove tra mercoledì e domenica, grazie soprattutto al record di “Frozen 2” (123 milioni) sono stati venduti biglietti per 264 milioni di dollari, il 16 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.
Questo calo, secondo gli esperti, non è stato provocato solo dal maltempo che ha imperversato per tutto il ponte della festa soprattutto sugli stati degli Ovest: ha avuto una parte anche l’arrivo su Netflix del film di Scorsese, uno dei più attesi della stagione e sicuramente tra i candidati agli Oscar.
In questo senso, o anche in questo senso, “The Irishman” ha segnato uno spartiacque nel dibattito su come fare e vedere cinema dopo che Netflix e gli altri colossi dello streaming hanno rivoluzionato la televisione. Tre ore e mezza di lunghezza, l’affresco sul sicario irlandese coinvolto nella scomparsa del boss del sindacato dei camionisti Jimmy Hoffa è una sfida all’attenzione dello spettatore, tanto che alcuni fan hanno creato una guida a come spezzare il film in quattro puntate come se fosse una miniserie.
Formato, questo, esplicitamente bocciato da Scorsese: “Perché il punto di questo film è l’accumulo dei dettagli. C’e’ un effetto cumulativo alla fine del film, per via del quale devi vederlo dall’inizio alla fine in una sola sessione. Non c’è nulla di male con le serie, ma il mio film non è una serie”, ha detto il regista a “Entertainment Weekly” riferendosi in particolare agli ultimi 20 minuti del film in cui il protagonista Frank Sheeran (Robert De Niro al suo nono film con Scorsese) si vede cadere addosso tutte le decisioni prese nel corso della vita abbracciando la vita dei gangster e allontanandosi dalla famiglia. L’effetto emotivo finale – ha spiegato il regista – sarebbe andato perduto se non guardato assieme al resto della pellicola.

Quando un baby calciatore ‘salva’ il padreIn sala dal 5 dicembre il family movie Un sogno per papà

03 dicembre 201920:42

Una bugia salvifica, detta da un bambino che si ritrova a fare da genitore al padre in crisi, attraverso quella macchina dei sogni, che può diventare il calcio. E’ il filo narrativo che segue la delicata family comedy a sfondo sociale Un sogno per papà di Julien Rappeneau, esplorazione di un rapporto padre – figlio nell’attualità di oggi, fra crisi economica, perdita d’identità, voglia di fuga e un fenomeno come gli hikikomori (ragazzi e ragazze che si ritirano dalla vita sociale per lunghi periodi rinchiudendosi in camera e utilizzando come mezzo di contatto con l’esterno i device e il web). Cuore del film, in sala dal 5 dicembre con M2 Pictures, sono le prove dei protagonisti, il piccolo Maleaume Paquin, già interprete di Remi e nella parte del papà, Francois Damiens, grande attore belga, più volte candidato ai César, e conosciuto a livello internazionale per titoli come La Famiglia Belier e Les Cowboys. Tratto dai fumetti spagnoli Dream team di Mario Torrecillas, Un sogno per papà, sposta la vicenda da un sobborgo di Valencia a una cittadina francese alle prese con il contraccolpo della chiusura di una grande fabbrica che ha scelto di delocalizzare.
Tra chi non si è ripreso dal licenziamento c’è Laurent (Damiens), che si è lasciato andare, causando la fine del suo matrimonio, iniziando a bere, e diventando fonte d’imbarazzo per il figlio, Theo (Paquin) , bambino con un grande talento per il calcio, che si fa carico dei problemi del genitore. Quando si prospetta per il baby calciatore, la possibilità di entrare nelle giovanili dell’Arsenal, Laurent, vede la chance di un nuovo inizio. Theo non viene selezionato ma decide, in ogni modo di mantenere viva la speranza del papà (che intanto inizia a rimettere insieme la propria vita), con una serie di brillanti stratagemmi nei quali l’aiuta l’amico Max (Pierre Gommé), genietto del computer che da tempo non esce più di casa.
“Quando si è disperati e nessuno più ti aiuta, ci restano solo i bambini – spiega Damiens a Allociné – Loro non ci giudicano, vedono in noi ancora una speranza e ci tendono la mano”. Il regista ha tra i suoi modelli social/family comedy come Billy Elliot ma il racconto resta su un piano meno approfondito , regalando comunque un film diretto con grazia, gusto e con la giusta dose di humour.
Ad arricchire Un sogno per papà i tocchi di colore aggiunti da tutto l’ottimo cast di contorno; da André Dussollier, nei panni dell’allenatore della squadra di Theo al versatile Nicolas Wanczycki nel ruolo del nuovo compagno della madre di Theo. E in un mondo di uomini (piccoli e grandi) in crisi, le donne raccontate da Rappeneau, per quanto non senza problemi, sono più solide: da Sarah (Laetitia Dosch), l’assistente sociale che non perde le speranze in Laurent alla mamma di Theo (Ludivine Sagnier, che riesce a dare personalità alla parte pur avendo a disposizione poche scene), meno distratta dai sogni e più attenta ai reali bisogni del figlio.
“Theo fa di tutto per far uscire il padre dalla sua crisi, vuole riportare il papà a com’era in passato – spiega Maleaume Paquin, classe 2005 -. Si fa carico dei problemi del padre e degli altri, è perennemente in modalità ‘leader’ prova a far fronte a tutto. E’ per questo che mi è piaciuto così tanto questo personaggio”.

Boldi e De Sica, pensiamo già a nuovo film insiemeA Sorrento premiati con Biglietto d’oro per ‘Amici come prima’

SORRENTO04 dicembre 201920:00

‘Amici come prima’, anzi più di prima. Massimo Boldi e Christian De Sica ricevono il Biglietto d’Oro a Sorrento ed anticipano di essere gia’ al lavoro per un altro progetto insieme dopo il successo del film della ‘reunion’, premiato ancora una volta dal pubblico e tra i più visti della stagione. ”Il mio prossimo impegno sara’ con Alessandro Siani, anche Massimo ha un altro progetto in programma ma stiamo gia’ pensando a una grande sceneggiatura insieme – racconta De Sica – mi chiedo però dove saremo questa volta? Con Boldi andrei anche su Marte, con i nostri film abbiamo girato gia’ il mondo”.
”E’ il mio 31esimo biglietto d’oro, questo è il mio premio preferito sottolinea De De Sica attualmente in sala con ‘Sono solo Fantasmi’. Ma quel’è il segreto della vostra amicizia? ”Christian è fin troppo generoso’ dice Boldi, De Sica risponde”Massimo non ha nessun difetto” . L’attore conferma che Sorrento ospitera’ nel 2020 una nuova rinnovata edizione degli storici premi De Sica, dedicati al padre Vittorio.”Lui sarebbe felicissimo di questa scelta’, io sono venuto qui da bambino mentre si girava ‘Pane amore e… ‘ e scoprivo la citta’ in carrozzella con Dolores Palumbo. Sara’ un premio dedicato ai giovani e questo è molto bello”.

Francesca Archibugi presidente di Capri,HollywoodPremio a Susanne Bier, dal 27 dicembre nel segno delle donne

NAPOLI01 dicembre 201914:56

Come auspicato la notte dei Governors Awards dalla presidente onoraria del festival Lina Wertmuller, Capri, Hollywood 2019 si annuncia come un omaggio alle donne: sarà la regista Francesca Archibugi ad affiancare l’artista israeliana Noa nel ruolo di chairperson della 24ma edizione (27 dicembre-2 gennaio), tema scelto è ‘il ruolo femminile nell’industria cinematografica’. Il premio alla carriera è stato assegnato alla regista danese Susanne Bier, unica donna ad aver vinto Oscar, Golden Globe (per ‘In un mondo migliore’ nel 2011) e l’ Emmy (per la mini serie ‘The night manager’).
“Questa’anno si parlerà di parità di genere nel cinema e non solo- spiega Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel mondo – e lo faremo insieme alla regista Francesca Archibugi e ad una autentica colonna del nostro festival come Noa. Con noi ci saranno donne straordinarie, a cominciare dalla produttrice americana Cheryl Boom Isaacs, che da presidentessa rivoluzionò l’Academy rendendo gli Oscar più aperti e inclusivi. Siamo particolarmente felici di accogliere Susanne Bier, molto legata all’ Italia ed a questi luoghi: scelse proprio Sorrento e il Golfo di Napoli per ambientare la sua commedia romantica Love is all you need”.
Dal mondo del cinema a quello delle musica sono destinate a crescere quindi le adesioni al femminile alle giornate capresi: ci saranno anche l’attrice rumena Madalina Ghenea, la modella italo cubana Maylin Aguirre e la cantante Nina Zilli.
‘Capri Hollywood-The International Film Festival’, che come da tradizione inaugurerà la stagione degli Awards 2020, ha già annunciato alcuni riconoscimenti: per il miglior cast a ‘C’era una volta.. a Hollywood’ di Tarantino, per la ‘Miglior Sceneggiatura non originale’ a Steven Zaillian per ”The Irishman” diretto da Martin Scorsese, e il Capri International Feature Film a ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio (film designato dall’Italia per l’Oscar e in corsa per le principali categorie degli EFA).
Il festival dedicato alla memoria di Gillo Pontecorvo nel centenario della nascita, è promosso dall’Istituto Capri nel mondo col sostegno del Mibact-Dg Cinema e della Regione Campania in collaborazione con diversi sponsor privati.

Piccola editoria cresce, ma sulla lettura serve sostegnoApre Più libri, più liberi. Martella e Zingaretti, Raggi in visita privata

4 dicembre 201920:39

E’ diventata maggiorenne e cresce a passi da gigante, con numeri record di 100 mila presenze , la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, inaugurata alla Nuvola dell’Eur che fino all’8 dicembre ospiterà oltre 520 espositori e 670 eventi. “Il nome è geniale” ha detto all’apertura il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “‘Più libri più liberi’ è la sintesi di un grande manifesto culturale di incredibile attualità perchè viviamo in un tempo nel quale è molto più semplice sapere le cose, ma non a è cresciuta nella stessa misura la possibilità di capire cosa sta accadendo nel mondo. La vera sfida è aiutare una nuova generazione ad aumentare la sua capacità critica e non sempre i social servono in questo” ha sottolineato Zingaretti che ha ricordato come anche quest’anno nei giorni della fiera la Regione Lazio metta a disposizione “dei ragazzi e ragazze 10 mila voucher per un buon libro da 10 euro come segnale della voglia di aiutare una nuova generazione ad avvicinarsi al libro e alla lettura”.
E proprio sulla lettura i dati sono sconfortanti. “E’ un’emergenza nazionale e siamo impegnati in modo diretto su questo. Con ‘Io leggo perchè’ abbiamo regalato un milione di libri alle biblioteche” ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi. “Il libro può aiutare a fare più bella l’Italia e ricordo che gli editori – ha sottolineato Levi – non chiedono aiuti per se stessi. Chiedono un sostegno alla lettura. E’ da giovani che gli italiani si possono avvicinare al libro”.
Il 52,9% di quello che viene pubblicato ogni anno in Italia è prodotto dai piccoli e medi editori” ha ricordato la presidente della fiera, Annamaria Malato. ‘Più libri più liberi’ compie 18 anni nell’anno in cui l’Aie che la organizza e promuove ne festeggia 150 e nella sua unicità “mostra il valore e la ricchezza dei piccoli e medi editori” ha sottolineato Levi.
“Il futuro del nostro paese dipende anche da quello dell’editoria che è la prima industria culturale del Paese e che quest’anno ha dato segnali positivi come cessioni all’estero e titoli pubblicati, Certo non ci sfuggono le criticità e fragilità. L’Istat ci ha consegnato una fotografia impietosa: siamo uno dei paesi in cui si legge di meno, Bisogna intervenire, non derubricare questi dati” ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Andrea Martella. “Ci saranno delle politiche per l’editoria, faremo una nuova legge che si chiamerà editoria 5.0 che si pone l’obiettivo – ha annunciato il sottosegretario – di sostenere con contributi diretti e indiretti il mondo dell’editoria e tutta la filiera, dagli editori ai lettori passando per gli edicolanti e i distributori, ovviamente i giornalisti”. E per i bambini e ragazzi “nella legge di bilancio abbiamo inserito 20 milioni di un finanziamento a favore di percorsi nelle scuole che educhino alla lettura e abituino i nostri giovani a diventare lettori” ha spiegato il sottosegretario.
Dedicata ai confini dell’Europa, l’edizione 2019 di ‘Più libri più liberi’ , di cui cura il programma culturale Silvia Barbagallo, con direttore Fabio Del Giudice, ha visto ospite del primo giorno la sindaca di Danzica, Aleksandra Dulkiewicz e il 5 dicembre c’è grande attesa per l’arrivo dell’attivista russa diciasettenne Olga Misik.
In arrivo alla Nuvola lo scrittore algerino, da anni residente in Francia, Yasmina Khadra, la messicana Valeria Luiselli, l’israeliano Assaf Gavron , la cinese Shen Keyi, il libanese Mazen Maarouf ,l’americano Salvatore Scibona e il premio Goncourt Regis Jauffret.
La Fiera è sempre più internazionale con quest’anno 39 editori da 19 diversi Paesi . Assente all’apertura la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi che ha inviato un messaggio di vicinanza alla manifestazione a cui non ha potuto essere presente il primo giorno neppure il vicesindaco, Luca Bergamo. La sindaca poi nella serata dell’apertura ha fatto una visita privatacon la famiglia.
“Questo è diventato uno degli eventi culturali di maggiore rilievo della nostra città” ha detto la Raggi nel messaggio in cui ha sottolineato: “la piccola e media editoria è un settore al quale mi sento particolarmente vicina, per l’importante attività che svolge , per l’indipendenza orgogliosamente rivendicata, per la costante iniziativa finalizzata a vedere giustamente valorizzate le proprie produzioni , evitando che vengano oscurate dalle aziende più grandi”.

Torna ‘Una montagna di libri’, la cultura in vetta a CortinaOspiti 35 autori anche internazionali dal 5 dicembre a Pasqua

VENEZIA04 dicembre 201913:28

“Una Montagna di libri” festeggia la decima edizione invernale, con un ricco calendario di incontri che dal 5 dicembre a Pasqua 2020 vedrà alternarsi nel capoluogo ampezzano 35 autori, anche di respiro internazionale.
Una festa intorno alle idee e alle pagine raccontata dalle voci di grandi autori come Howard Jacobson e Amitav Ghosh,o registi come Ferzan Ozpetek ed Enrico Vanzina, filosofi quali Umberto Galimberti. Compongono il ‘cast’ letterario Jan Brokken, Asli Erdogan, Mauro Corona, Jessica Fellowes, Aldo Grasso, Lorenzo Mattotti,Marco Tedesco,Paolo Mieli,Aldo Cazzullo, Bruno Vespa, Vittorio Feltri, Marcello Veneziani.L’evento è stato presentato a Mestre dal responsabile Francesco Chiamulera con l’assessore Veneto alla Cultura,Cristiano Corazzari,il sindaco di Cortina, Giampietro Ghedina e il direttore del Corriere del Veneto, Alessandro Russello.”Cortina – dice Ghedina -si vuole confrontare a livello internazionale. Si guarda alla città per il turismo, per gli sport, non è scontata invece la cultura”.

Foglietta è Iotti, tutti in debito con leisu Rai1 in prima serata docufiction il 5 dicembre

04 dicembre 201911:28

“Dobbiamo tantissimo a Nilde Iotti.  Dovremmo onorarla di più. Oggi se fosse ancora viva in Parlamento farebbe tantissimo si batterebbe come una leonessa per evitare le ingiustizie. Io ci credo tanto, prima come persona e poi come artista”. A vent’anni dalla scomparsa di Nilde Iotti (4 dicembre 1999) e a 40 dalla sua nomina a presidente della Camera: Anna Foglietta è la protagonista di Storia di Nilde la docufiction in onda su Rai 1 giovedì 5 dicembre in prima serata, prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Emanuele Imbucci.
Ma come si è avvicinata a questa figura storica e straordinaria Anna Foglietta? “Parliamoci chiaro non le somiglio affatto – risponde nel corso della presentazione a Viale Mazzini – è sarebbe stato controbroducente – farne una imitaizone, dopo che hai avuto la fortuna di vederti assegnare il ruolo che sogni da una vita. Ho cercato è vero di restituire la movenza delle mani, quando parlava sembrava che se suonasse il piano, sempre misurata; era quasi un solfeggio, era come se cercasse, talvolta, le parole l’ispirazione, per aria. La voce era pacata ma chiara diretta.
Insomma ho provato, studiando tutto di lei, i suoi discorsi, i materiali video, gli scritti, di coglierne l’essenza”, Foglietta ha definito il progetto più che una sfida una missione “l’idea di riportare in vita, attraverso Nilde, una classe politica degna di stima e rispetto la cui competenza, a differenza di oggi, non era messa in dubbio. Abbiamo bisogno di modelli così”. Poi aggiunge “un politico può anche essere una rockstar, ma oggi abbiamo bisogno di qualcuno che risvegli in noi la passione”.
Il direttore di Rai fiction Eleonora Andreatta fa notare: “Nilde Iotti è la storia che ha un’ importanza per il presente e che serve per costruire il futuro. Tiene insieme la capacità del servizio pubblico di guardare al passato e il fatto di essere una storia femminile, di emancipazione femminile. Una delle personalità politiche e istituzionali che hanno fatto la storia della nostra Repubblica. Ma anche una donna caratterizzata da una determinazione e un comportamento sempre orgogliosamente libero e coerente, nell’impegno politico, nelle istituzioni come nel PCI, nella sua vita privata, in tante battaglie per i diritti delle donne. Per chi non ha vissuto quegli accadimenti, per i più giovani, è un modo di scoprire i nodi problematici del passato, le contraddizioni irrisolte che si proiettano sull’attualità, ma anche i personaggi che hanno contribuito allo sviluppo civile e sociale del nostro Paese”. Marco dell’Omo è autore del soggetto, con Salvatore de Mola, Giorgianni e lo stesso Imbucci.  Il racconto prende liberamente spunto da un fatto realmente accaduto: l’arrivo di una lettera inviata all’Avanguardia da una ragazza che lamentava le imposizioni da parte del suo fidanzato in merito alle proprie scelte di vita, alla quale Nilde Iotti aveva risposto personalmente sul giornale spronando la giovane a prendere in mano la propria vita con autonomia e libertà. Il rapporto di finzione tra Nilde Iotti e questa ragazza, Rosanna, è il filo conduttore della narrazione fiction, che segue la vita di Nilde Iotti fin dai suoi primi passi nella politica: dall’adesione alla Resistenza, alla partecipazione all’Assemblea Costituente fino all’inizio dell’attività parlamentare e all’avvio della sua relazione sentimentale con Palmiro Togliatti, Segretario del Partito Comunista Italiano, all’epoca sposato con Rita Montagnana. Una grande storia d’amore malvista dall’opinione pubblica e dallo stesso PCI, capace tuttavia di resistere alle sfide più grandi, come l’attentato subito da Togliatti nel 1948, mentre usciva da Montecitorio insieme alla stessa Nilde. Ripercorrendo anche i momenti più intimi della vita della coppia – come l’inizio della convivenza e l’adozione della piccola Marisa Malagoli. Il racconto porta alla luce la Nilde Iotti pubblica e privata, la sua autorevolezza politica, il grande carisma, la forte capacità di dialogo e di inclusione politica, ma anche le scelte coraggiose e anticonvenzionali in un contesto politico e sociale non certo favorevole. Scelte che si fanno ancora più incisive dopo la morte di Togliatti nel 1964, periodo nel quale si collocano alcune delle battaglie più significative dell’azione politica di Nilde Iotti e le sue più importanti conquiste. Tra le altre, quella di convincere nel 1974 Enrico Berlinguer a schierare il Partito Comunista per il no al referendum abrogativo della Legge sul divorzio.  Tra le testimonianze illustri, che si intervallano alla narrazione fiction, il Presidente emerito della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano,  la figlia adottiva di Iotti e TogliattiMarisa Malagoli Togliatti, il portavoce di Nilde Iotti Giorgio Frasca Polara, la sua biografa Luisa Lama, la Presidente della Fondazione Iotti Livia Turco, l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, l’ex direttore de l’Unità e parlamentare PCI Emanuele Macaluso. Francesco Colella: “Ho sentito forte la responsabilità di dover evocare Togliatti, con cura, delicatezza e attenzione”. Dopo storia di Nilde, Rai Fitcion manderà in onda Nel cinquantesimo anniversario della strage di la docufiction Piazza Fontana. Io ricordo (il 12 dicembre) e Giorgio Ambrosoli il prezzo del Coraggio (18 dicembre).

La webserie Ania per spiegare le assicurazioni con humour A tutto campo, dal pesoforma alla ludopatia, sitcom con Insegno

02 dicembre 201919:54

Un pronto soccorso psicologico per le vittime della strada, lezioni di guida sicura tra i banchi, check up medici gratuiti offerti nelle piazze italiane. Sono solo alcune della iniziative della Fondazione Ania. L’obiettivo è promuovere la cultura assicurativa, spaziando sui diversi fronti di rischio. I progetti della onlus del settore saranno raccontarti in una sitcom di dieci puntate, che ambisce a diffondere un po’ di educazione alla protezione e insieme divertire, per farsi così capire da tutta la famiglia, ragazzi inclusi.”Una comicità intelligente per parlare di cose serie”, cercando di intercettare “anche i giovani”, spiega la presidente di Ania e Fondazione Ania, Maria Bianca Farina. “Proviamo a tradurre in chiave umoristica il ruolo che hanno le compagnie assicurative nel Paese, ovvero prevenire, proteggere e soprattutto tutelare dai rischi”, dice il segretario generale della Fondazione Ania, Umberto Guidoni.
La web serie ‘Te lo assicuro, on line dal 3 dicembre, ha com protagonista l’attore Pino Insegno, per una narrazione “in chiave umoristica”, che parta dalle “vicissitudini” di casa Mattioli, prendendo spunto “da quei momenti di gioco, confronto e riflessione quotidiana che si intrecciano con le tematiche assicurative”, spiega la Fondazione Ania nel giorno della presentazione della serie presso la Casa del cinema a villa Borghese.Occasione in cui sono stati ricordate alcune delle “best practice messe” in atto dalla Fondazione. C’è ‘Ania Cares’, il pronto soccorso psicologico nato per fornire assistenza psicologica alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari. Sono state 1.150 le sedute di psicoterapia finora svolte. Sullo stesso fronte c’è Ania ‘Campus’, che ha portato la sicurezza stradale sui banchi di scuola. Il progetto ha coinvolto negli anni oltre 12 mila ragazzi in tutta Italia. Non ci sono però solo auto, moto o scooter. La Fondazione ha anche pensando ai ciclisti con ‘Sicuri in bicicletta’, un’iniziativa che guarda sempre ai giovani e pinta a insegnare loro il corretto uso delle attrezzature e la conoscenza dei comportamenti a rischio.Poi c’è il filone sanitario, con l’itinerante ‘Steet Health Tour’ per check-up medici gratuiti nelle principali piazze italiane. Ad oggi si contano 35 città visitate, 17 mila controlli effettuati, 11.300 questionari sugli stili di vita somministrati e 30.000 opuscoli informativi distribuiti. E ancora con ‘Aniainforma’ si può tenere sotto osservazione l’indice di massa corporeo attraverso un’app, che indica il peso forma, il fabbisogno calorico quotidiano e l’indice di rischio cardiovascolare.Con il progetto ‘Dostoevskij’ la Fondazione ha invece investito sulla ricerca, la prevenzione e il controllo per contrastare le ludopatie, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma.
Quanto al rischio di calamità naturali, la Fondazione Ania sostiene la ricerca per la creazione di “precursori sismici”, per capire se sarà possibile un giorno prevedere i terremoti, progettando e realizzando stazioni idrogeologiche per monitorare le acque degli appennini e verificare possibili eventi naturali ricorrenti prima di un sisma.Tutti temi quesi che verranno ripresi nella webeserie. Ogni sabato una nuova puntata, visibile sulla pagina facebook dedicata, sul sito internet e sul canale youtube della Fondazione Ania.

A Roma il presepe a grandezza naturale di Frate Indovino Nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio fino al 6/1

02 dicembre 201915:36

Inaugurato a Roma il Presepio Emozionale di Frate Indovino: fino al 6 gennaio 2020 nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio il presepe di cartone più grande al mondo, a grandezza naturale, realizzato dai frati minori cappuccini dell’Umbria. Occupa oltre 200 metri quadrati ed è la riproduzione di un tipico villaggio medievale dell’Appennino Umbro-Marchigiano, stampato su una superficie di 3.000 metri quadri su materiali ecologici e di recupero mentre i disegni sono stati commissionati a illustratori professionisti conosciuti a livello mondiale.La progettazione ha richiesto 1.200 ore, compresa la piattaforma galleggiante costruita anch’essa con 225 pedane di cartone piegate a incastro, senza collanti o punti metallici. I personaggi, in cartone stampato e a grandezza naturale, sono collocati in modo che gli appassionati possano camminare all’interno di questo presepio e incontrare quegli artigiani e quelle persone che vivevano al tempo di San Francesco.

Boom di ingressi per la domenica gratuitaParco del Colosseo al top, poi Pompei, Uffizi, Reggia di Caserta

01 dicembre 201920:44

Prosegue il successo della #domenicalmuseo, la promozione del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Introdotta dal ministro Franceschini nel luglio 2014, dalla prima edizione sono stati circa 15 milioni i visitatori accolti gratuitamente dai musei statali. E anche oggi, sin dalle prime ore del mattino, è stata registrata una grande affluenza di visitatori nei musei e nei parchi archeologici statali e nei tanti musei civici che aderiscono alla promozione.
Ecco alcuni dei principali dati di oggi domenica primo dicembre: – Parco del Colosseo: 20.300; – Pompei: 10.148; – Uffizi: 7.524; – Reggia di Caserta: 7.167; – Museo nazionale Romano: 6.560; – Palazzo Pitti: 6.070; – Galleria dell’Accademia di Firenze: 5.890; – Giardino di Boboli: 5.802; – Castel Sant’Angelo: 5.284; – Musei reali di Torino: 4.772; – Museo archeologico nazionale di Napoli: 4.393; – Galleria nazionale delle Marche: 3.898; – Pinacoteca di Brera: 3.698; – Museo e Real bosco di Capodimonte: 3680 (5750 nel bosco); – Gallerie nazionali d’arte antica 3.078 (Barberini: 2.286.
Corsini: 792); – Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea: 2.913; – Vittoriano: 2.876; – Paestum: 2.455; – Reggio Calabria, 2.449; Villa d’Este: 2.254; – Galleria dell’Accademia di Venezia: 1.929 – Museo del Bargello: 1.900; – Parco archeologico di Ercolano: 1.796; – Cappelle Medicee: 1.652; – Terme di Caracalla: 1.617; – Parco archeologico di Ostia antica, 1.254; – Castello di Miramare di Trieste: 1.247 (1.574 al Parco); – Villa Adriana: 1.217; – Parco archeologico dei campi Flegrei: 1.096; – Castello Scaligero di Sirmione: 1.016; – Museo archeologico nazionale di Taranto: 561; – Palazzo Reale di Genova: 542.

Incassi Usa, Frozen 2 da record nel weekend Thanksgiving123 mln dlr su 5 giorni. Poi Cena con Delitto, terzo Le Mans66

01 dicembre 201920:37

Frozen 2 da record al botteghino Usa e nel mondo: nel fine settimana del Thanksgiving, tradizionalmente favorevole agli incassi cinematografici si stimano 85.2 milioni di dollari in tre giorni, 123.7 milioni in 5 per un totale al momento di 287 milioni sull’incasso americano e 739 milioni nel mondo in una decina di giorni. Cifre ancor più da record se si considera che si tratta di un sequel (a detta dei critici migliore del primo): al momento è già al 17/mo posto come incasso tra i film d’animazione. Al secondo posto, con un risultato superiore alle attese, Knives Out , Cena con delitto, un giallo alla Agatha Cristies con un cast corale in cui spiccano Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson: 41.7 milioni di dollari in 5 giorni. Terzo posto per Ford v Ferrari (da noi Le Mans ’66 – La grande sfida) con Matt Damon e Christian Bale: si stimano 13.2 milioni di dollari in tre giorni, 19 milioni in cinque per un totale sul box office Usa di 81 milioni e sul mondo 143 milioni.

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A teatro, Savino, Dix, Ale e Franz
Lillo torna prof. per “School of rock”; Timi in “Skianto”

27 novembre 2019 07:29

– Lunetta Savino in “Non farmi perdere tempo” di Massimo Andrei, a Roma, e Ale Franz per Leo Muscato in “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”, a Padova; Gioele Dix con il suo “Vorrei essere figlio di un uomo felice” e Lillo come Jack Black in “School of rock” per Massimo Romeo Piparo, entrambi a Milano; Filippo Timi con “Skianto” a Napoli e Gian Luca Favetto che omaggio a Torino il “campionissimo” in “Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione”: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.

Cremonini, mi racconto felicemente perso nella vita’Cremonini 2C2C The Best Of’ esce questo venerdì

27 novembre 201910:37

“Non una raccolta ma un forziere con quello di più importante che ho, le mie canzoni che mi raccontano come uomo e come artista”. Un forziere è qualcosa in cui si custodisce un tesoro e un tesoro, per chi fa di mestiere il cantautore, sono proprio quelle canzoni che raccontano anche un viaggio, con i suoi incidenti di percorso e poi magari i successi conquistati, o riconquistati, navigando con la barra dritta. E’ un po’ questo, ma anche altro, quello che Cesare Cremonini ha raccolto nella monumentale scaletta di ‘Cremonini 2C2C The Best Of’, di fatto la prima grande raccolta della carriera del cantautore bolognese, in uscita venerdì 29 novembre. “Solo oggi mi è stato possibile raccogliere tutti i pezzi della mia carriera – ha detto Cremonini – per un racconto completo. Ho attraversato due decenni durante i quali nella musica è cambiato tanto, anche i supporti, ma io ho cercato di seguire sempre il mio percorso”.
Un percorso, quello dell’autore delle nuove ‘Se un giorno ti svegli felice’, ‘Al telefono’, ‘Giovane stupida’, ‘Ciao’, ‘Amici miei’ e ‘How dare you’, che dopo il successo dei Lunapop ha dovuto reinventare, fino ad accreditarsi come uno dei protagonisti della canzone italiana. “La mia è una visione della carriera di tipo orizzontale – ha detto Cremonini – e costruita nel tempo. L’esatto contrario della visione verticale e veloce della musica oggi”. Poche e mirate, per Cremonini, le deviazioni dal percorso che si era scritto per riconquistarsi il grande pubblico. “Una delle tentazioni maggiori – ha detto il diretto interessato – oggi sono le collaborazioni. Io ne ho fatte due: una con Lorenzo (Jovanotti) che non smetterò mai di ringraziare perché la sua musica mi ha avviato a questo mestiere. L’altro con Malika (Ayane) che era la mia ragazza e con la quale condividevamo un amore intenso anche grazie alla poesia della musica. Oggi il duetto è diventato qualcosa per rendere più fruibile la musica, ma io non sono fatto così”. Repertorio è la parola centrale di questo progetto e che Cremonini non si stanca di ripetere. “Ho sempre voluto raccontare una storia umana oltre che discografica – ha spiegato lui – perché non volevo essere solo un cantante. Quest’album è la storia della mia vita. Forse i quasi quarant’anni o forse la perdita di mio padre, mi hanno fatto perdere di vista il porto da cui è cominciata le mia avventura e oggi sono felicemente perso nella vita. Mi sento anche smarrito ma è proprio in queste situazioni che nascono le belle canzoni e le nuove strade. Continuo ad inseguire la musica e mi voglio ributtare nella mischia della vita”. Tanto ci si ributterà, nella mischia, Cremonini, che la prossima estate per lui sarà tempo di un nuovo tour negli stadi, con partenza il 21 giugno da Lignano e arrivo ad Imola, il 18 luglio, per il gran finale all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Un giorno di pioggia a New York, in sala l’ultimo AllenDopo caso Amazon esce commedia romantica con Chalamet e Fanning

27 novembre 201910:42

‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nuovo film di Woody Allen, è un omaggio alla Grande mela, una città che ti avvolge e coccola se parli la sua lingua, ma a volte ti strangola (se vieni dalla provincia). E questo ultimo lavoro del regista di ‘Provaci ancora Sam’ è anche un omaggio a tutti i suoi temi, al suo umorismo filosofico ammantato di nichilismo in un film, tra l’altro, realizzato ai tempi del MeeToo. Una cosa nata con le campagne mediatiche condotte contro di lui dal figlio Ronan e da Mia Farrow che ha spinto Amazon Studios a ritirarne l’uscita nell’agosto del 2018 e poi a sospenderla a tempo indeterminato. ‘Un giorno di Pioggia a New York’, in sala con Lucky Red dal 28 novembre, racconta la storia di una coppia di innamorati, Gatsby e Ashleigh (Timothée Chalamet ed Elle Fanning), che dalla provincia arrivano in città perché la ragazza è riuscita a ottenere un’intervista con Roland Pollard (Liev Schreiber), regista in crisi, per il giornale dell’università. L’idea dei due, che più diversi non potrebbero essere, è quella di passare un weekend a New York, ma succederà di tutto, sotto una incessante pioggia battente. La provinciale Ashleigh, piu groupie che giornalista, si ritrova prima a diventare confidente del regista in crisi, poi a condividere un momento di crisi matrimoniale con lo sceneggiatore Ted Davidoff (Jude Law) e, infine, a finire nelle grinfie del divo bello impossibile Francisco Vega (Diego Luna). Un incontro, quest’ultimo, che la ragazza definirà “la cosa più bella mai incontrata dopo la pillola del giorno dopo”. E Gatsby? È per tutto il tempo in attesa che Ashleigh si liberi, ma non sta certo con le mani in mano. Lui che è un newyorkese vero di famiglia benestante, un ragazzo appassionato di gioco d’azzardo, musica jazz e blues come della New York di un tempo, si ritroverà a girare un improvvisato film accanto alla bella Shannon (Selena Gomez) e a ritrovarsi in una festa di famiglia dove scoprirà qualcosa sulla madre davvero incredibile. “Ho sempre amato le vecchie commedie romantiche di Hollywood – dice Allen -, le trovo davvero meravigliose. Questa – aggiunge – è una storia d’amore e mi piaceva moltissimo l’idea di ambientarla in una romantica New York piovosa”. E ancora il regista: “Penso che questo sia un film positivo e che Gatsby, alla fine del weekend, trovi comunque se stesso e un rapporto migliore con sua madre. E poi, come dice Gatsby, New York ha un piano tutto suo e il tempo è sempre contro di te. Puoi cercare di controllarlo o di manipolarlo un po’, ma alla fine devi arrenderti”. Direttore della fotografia di ‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nostro Vittorio Storaro

Ali Bécheur, c’è più libertà nell’educazione dei figli in TunisiaIn Italia uno dei maggiori autori tunisini di lingua francese

27 novembre 201911:21

ALI BECHEUR, I DOMANI DI IERI (FRANCESCO BRIOSCHI EDITORE, PP 240, EURO 18,00). La faticosa ricerca di un’identità all’ombra di un padre severo , ingombrante, un genitore “assente sempre presente”. La racconta Ali Bécheur, uno dei più grandi autori tunisini viventi di lingua francese nel romanzo ‘I domani di ieri’ pubblicato da Francesco Brioschi Editore nella traduzione e note di Giuseppe Giovanni Allegri, a cura di Elisabetta Bartuli.
“Le cose sono profondamente cambiate in Tunisia rispetto a quando ero ragazzo. I valori non sono più gli stessi, c’è stata un’evoluzione nel passaggio da una generazione alla successiva.
I genitori crescono i propri figli con maggiore democrazia e apertura. Il concetto di pater familias non è totalmente scomparso però si è molto ridotto. I figli sono più liberi e si tiene sempre conto di quello che pensano. In passato  il padre era il punto di riferimento assoluto. Se diceva che una cosa era in un certo modo non poteva che essere così” dice Bécheur , 83 anni, in Italia con il suo primo romanzo uscito nel nostro Paese.
Si chiama Ali, come lo scrittore, il protagonista del libro. Il padre, Omar, è un avvocato con una carriera forense spesa in difesa dei compatrioti insorti contro i colonizzatori. Un uomo di umili origini che si è riscattato studiando al college. Una persona intransigente che ha segnato il figlio. “Diventare grandi. Diventare grandi è dura. Mi sforzavo di crescere all’ombra di una quercia, di catturare un raggio di sole fra i suoi rami bassi, il suo ammasso di foglie”. Nelle prime pagine de ‘I domani di ieri’ troviamo Ali che gira in tondo nella sua città d’origine. Il padre è morto e lui ha “perso la strada di casa”. Ma è possibile per Ali riappacificarsi con Omar, riconciliarsi con la sua figura dopo la morte? “Si cresce sempre contro qualcuno. Io sono cresciuto contro mio padre. E’ stata una necessità. Ho studiato a Parigi e sono riuscito a rimettere in discussione tutta una serie di valori.
Vivevo all’interno di una nuova società che mi permetteva di capire meglio i valori di quella da cui provenivo. Ho cominciato a relativizzare ed è così che cominci ad essere in grado di scegliere quali sono i tuoi valori e li interiorizzi. Ognuno si costruisce una propria morale, non credo ne esista una prefabbricata” racconta Bécheur che pensa sia possibile riconciliarsi ma dopo aver fatto il proprio percorso.
“Con l’avanzare dell’età ho anche capito mio padre. Ha vissuto con i suoi valori, quelli con cui era stato educato e che ha trasmesso a me. Sono il maggiore di sette figli, quando sono nato lui era veramente giovane” sottolinea lo scrittore che in questo romanzo di formazione e di ricerca della propria identità ha messo molto della sua storia personale.
“Penso che tutti i libri siano autobiografici ma bisogna intendersi sul concetto di autobiografia che non vuole dire memoria ma andare in profondità, dentro la vita, dentro di te e anche dentro il tuo corpo. Il pensiero e anche la scrittura vengono dal corpo, non soltanto dal cervello. Scrivere è un’esplorazione della vita e restituisce la vita. E’ sensualità in senso ampio, generale, e senza questa sensualità noi non esisteremo” afferma mostrando qual è la sua poetica che si ritrova pienamente ne ‘I domani di ieri’. “Se in un romanzo non ci sono delle emozioni non riesce a parlarci, a dialogare con noi” sottolinea.
Nel libro c’è molta Francia che in questi ultimi anni è stata colpita da tanti attentati. “Quando un uomo muore, muore con lui tutta l’umanità. Condanno con vigore ed energia ogni attentato terroristico. Ma ci sono delle morti di cui si parla e delle morti di cui non si parla. Quanti sono i morti in Iraq, in Siria, in Palestina? E dico Palestina. Proviamo a fare un esperimento: prendiamo una carta geografica del mondo del 1948 e cosa vediamo? La Siria, il Libano, la Palestina. Prendiamo la stessa carta oggi. Non vediamo più la Palestina, è scomparsa.
Però se dico questa cosa automaticamente vengo considerato antisemita. E invece no, ho tanti amici ebrei e rispetto tutte le religioni. Non sono religioso, ma questa è una scelta personale, e non sono antisemita, sono contro la colonizzazione della Palestina da parte di Israele” sottolinea lo scrittore di cui uscirà nel 2020 ‘Il paradiso delle donne’. “E’ la prima volta che mi rivolgo al pubblico italiano e spero che sia interessato. Si devono incontrare i desideri sia di chi scrive, sia di chi legge” afferma Bécheur che ha un elegante stile letterario.

IL 10 luglio ‘S. Siro canta Max’, Pezzali showEvento per i trent’anni di carriera, Fiorello dà l’annuncio

27 novembre 201910:47

– Il 10 luglio Max Pezzali ha deciso di dare una grande festa per i suoi trent’anni di carriera e di farlo allo stadio di San Siro.
Ad anticipare la notizia è stato ieri Fiorello in un post su instagram. “Non ho resistito a non spoilerare manifesto!! Scusa Max Pezzali ma è troppo bello ! Poi tu a sansiro !!” ‘San Siro canta Max’ è il titolo scelto per quello che nelle intenzioni sarà un maxi karaoke con il pubblico coinvolto a cantare i suoi successi più famosi da ‘Nord, Sud, Ovest, Est’ a ‘Sei un mito’, da ‘Canzone d’amore’ ai brani più recenti.
Le prevendite si apriranno online sul sito Ticketone.it alle 11 del 29 novembre, mentre i biglietti saranno disponibili nelle rivendite autorizzate Ticketone dalle 11 del 4 dicembre.

La Glenn Miller Orchestra in tournée in ItaliaIl 2 dicembre a Bologna, poi Milano, Ancona, Mestre e Gorizia

BOLOGNA27 novembre 201911:10

– La Glenn Miller Orchestra, l’ensemble jazz & swing fondato nel 1938 dal direttore d’orchestra e compositore statunitense Glenn Miller, sarà in tournée in Italia nei prossimi giorni per sei serate: il 2 dicembre al teatro Duse di Bologna, il 3 all’Auditorium di Milano, il 4 al teatro delle Muse di Ancona, il 5 al Toniolo di Mestre e il 6 al Vedi di Gorizia.
Il concerto, che prende il nome da uno dei grandi classici di Miller, ‘Jukebox Saturday Night’ del 1942, farà rivivere il mito del trombonista, una delle figure più carismatiche della musica della prima metà del Novecento. Le magiche armonie della ‘swing-era’ trasporteranno il pubblico nell’immaginario di allora, un tributo all’epoca e ai protagonisti di un genere musicale che ha fatto innamorare il mondo e che ancora oggi entusiasma migliaia di appassionati. L’ensemble, capeggiato dal pianista Wil Salden, eseguirà anche una serie di brani di altri musicisti come Count Basie, Harry James e Ray Anthony e grandi classici del genere come ‘Moonlight Serenade’, ‘In The Moo’, ‘Blue moon’, ‘Everybody Loves my baby’, ‘What A Wonderful World’.

Emilio Fede in pronto soccorso al San Raffaele dopo cadutaL’ex direttore del Tg1 e Tg4 ha 88 anni

MILANO27 novembre 201912:06

– Emilio Fede, l’ex conduttore del Tg1 e direttore del Tg4, che ha compiuto 88 anni lo scorso giugno, è stato portato a seguito di una caduta al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele di Milano.

‘Etruschi, viaggio nelle terre dei Rasna’ a BolognaDal 7 dicembre 1400 oggetti provenienti da 60 musei

BOLOGNA27 novembre 201912:26

– A distanza di vent’anni dalle grandi mostre di Bologna e Venezia, il Museo Civico Archeologico di Bologna presenterà dal 7 dicembre al 24 maggio un progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca in cui saranno riuniti circa 1400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali, tra cui il British Museum, il Louvre, il Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, i Musei Vaticani e le principali Soprintendenze e istituzioni museali italiane.
‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’, progettata da Istituzione Bologna Musei, condurrà i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi mostrando come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca.

Paul McCartney a Napoli, tre ore show al PlebiscitoManager, ha scelto lui la piazza, sarà spettacolo grandioso

27 novembre 201919:28

“Paul ha scelto Napoli e mi ha detto espressamente che voleva cantare in Piazza del Plebiscito”. Così Mimmo D’Alessandro, il, manager per l’Italia di Paul McCartney, racconta la nascita del grande concerto dell’ex Beatles che il 10 giugno sarà in concerto in Piazza del Plebiscito. “Sarà uno spettacolo grandioso, di tre ore, con tutta la musica dei Beatles e il meglio della sua carriera da solista”, racconta il manager. McCartney ha scelto Napoli come prima tappa del suo tour in Italia che toccherà anche Lucca. Sarà un’occasione imperdibile, perché “si tratta dell’ultimo tour che McCartney farà in Italia e ha voluto fortemente toccare Napoli”.
I biglietti venduti, fino a stasera solo online ma da domani anche nei negozi, sono 9.000, ma la piazza si riempirà fino alla capienza che oscillerà tra i 22 e i 25.000 spettatori. “E’ un grande risultato – ha commentato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – che conferma la destinazione Napoli come una delle top nel mondo”.

A Umbria jazz una due giorni “all star”Tra protagonisti Marsalis, Redman, Lovano e Swift

PERUGIA27 novembre 201913:32

– Sarà una “all star” dedicata al genere, quella che Umbria jazz 2020 proporrà sabato 11 e giovedì 16 luglio. Due grandi giornate con Branford e Wynton Marsalis, Moodswing di Joshua Redman, Joe Lovano, Joey Alexander e Veronica Swift.
Sabato 11 si comincia nel pomeriggio con Joey Alexander, non più una sorpresa, ma, appena sedicenne, già una star del jazz internazionale. Tre anni fa l’esordio a Umbria jazz – ricordano gli organizzatori – e il ragazzino di Bali, Indonesia, stupì tutti, pur presentandosi con due nomination ai Grammy Awards per il suo primo disco, My Favorite Things.
In serata l’arena vedrà sul palco Veronica Swift, con il trio di Emmet Cohen, e Wynton Marsalis che dirige la Jazz at Lincoln center orchestra, evento in esclusiva italiana. Veronica Swift è una giovane cantante in grande ascesa nell’affollato e competitivo scenario della vocalità jazz. Ha esordito a Umbria Jazz la scorsa estate nella dimensione più accogliente ed esclusiva del club. Jazz at Lincoln Center è considerata una delle più prestigiose istituzioni culturali americane.
Giovedì 16 è stato definito il “Saxophone day”, con Joe Lovano, Joshua Redman e Branford Marsalis. Si comincia nel pomeriggio con l’Us Five, uno dei più recenti gruppi di Joe Lovano. Il main stage dell’Arena vedrà poi il progetto Moodswing, titolo del terzo album pubblicato da Joshua Redman nel 1994. Del quartetto facevano parte Brad Mehldau al pianoforte, Christian McBride al contrabbasso e Brian Blade alla batteria. Oggi il quartetto ritorna, in esclusiva italiana, nella stessa formazione di allora, con la differenza che si tratta di una vera e propria superband, perché nei venticinque anni trascorsi dalla uscita di quel disco le giovani promesse sono diventate autentiche star del jazz moderno.
Chiuderà la serata il quartetto di Branford Marsalis, che resta lo strumento privilegiato per mezzo del quale può esprimere ai massimi livelli la sua creatività e la sua idea di musica.

Giancarlo Sepe e la magia del suo teatroIl ritratto del regista nel saggio di Silvana Matarazzo

27 novembre 201913:56

– SILVANA MATARAZZO, IL MONDO MAGICO DI GIANCARLO SEPE (Editrice Zona, pp.190, 18 euro). Dalle semisconosciute “cantine” romane ai palcoscenici dei teatri più importanti, senza mai abbandonare la sua “creatura”, La Comunità, il laboratorio teatrale creato a Trastevere nel 1972, in un viaggio che dagli anni ’60 continua sempre nel segno del teatro: è una conversazione a tu per tu “Il mondo magico di Giancarlo Sepe” di Silvana Matarazzo, libro monografico nel quale l’autrice racconta l’esperienza teatrale del regista Giancarlo Sepe. Da sempre impegnato nel lavoro attento sui testi e sulla parola, Sepe ha attraversato le varie fasi del teatro italiano mantenendo intatta la sua cifra stilistica e la sua identità, proponendo al pubblico creazioni visionarie e immaginifiche in spettacoli “in cui il copione non è prestabilito ma in fieri, e si definisce nel corso delle prove, in una continua corrispondenza di sguardi, emozioni e scambi tra il regista e gli attori”, scrive l’autrice. Con il prologo di Umberto Orsini e la postfazione di Marcantonio Lucidi, il libro delinea attraverso un’intervista dai toni intimi e sinceri un ritratto “da vicino”, esaustivo e affascinante, di uno dei più interessanti e poliedrici registi del teatro italiano, descrivendo con attenzione il suo modo di lavorare, tra l’attenzione costante alla qualità e la creazione di uno stile inconfondibile, senza dimenticare anche il lato privato di un artista innamorato del proprio lavoro.

Musei: Pitti e Boboli gratuiti per la Festa della ToscanaIl 30 novembre, anniversario abolizione pena morte in Granducato

FIRENZE27 novembre 201914:12

– Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli ad ingresso gratuito sabato 30 novembre, in occasione della Festa della Toscana, ricorrenza che celebra l’abolizione della pena di morte da parte del Granducato, avvenuta il 30 novembre 1786: per la prima volta al mondo uno Stato decideva di eliminare la condanna capitale dal proprio ordinamento.
“Questa svolta storica accadde grazie all’intelletto illuminato del promotore del nuovo codice penale, il granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena, personaggio dal potente impatto storico che celebriamo con l’apertura gratuita speciale – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt -. In un colpo solo, con la riforma penale da lui varata, cancellò non solo la pena di morte, ma le norme più medievali del Granducato, come la tortura, il reato di lesa maestà, la confisca dei beni, sposando i principi degli Illuministi” A Pietro Leopoldo si deve anche l’apertura al pubblico, nel 1766, del Giardino di Boboli, e nel 1769 della Galleria degli Uffizi.
Il giorno successivo, il primo dicembre, torna poi la domenica gratuita: l’accesso libero, stabilito nell’ambito di una iniziativa del Mibact, riguarderà tutto il complesso museale, compresa quindi anche la Galleria degli Uffizi.

Più libri, nel 2019 cresce del 28,3% l’ascolto di audiolibriIl 6 dicembre alla fiera i dati dell’Osservatorio AIE

27 novembre 201914:12

– Sono aumentate del 28,3% le persone, dai 15 ai 75 anni, che nel 2019 affermano di aver ascoltato audiolibri, pari al 9% (circa 4,1 milioni di persone) di chi si considera lettore. Nel 2018 questo valore era del 7% (3,2 milioni di persone). Il dato dell’Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali realizzato per l’Associazione Italiana Editori (AIE) è alla base di alcuni incontri professionali, organizzati in collaborazione con Aldus, il network delle fiere del libro europee supportato dal programma Europa Creativa della Commissione Europea, che si svolgeranno a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria dell’AIE, dal 4 all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
La crescita di chi ascolta audiolibri è uno dei dati che verranno presentati, il 6 dicembre, all’incontro ‘Audiolibri e podcast. Dal progetto editoriale al piano produttivo’ con interventi di Nicola Attadio (Editori Laterza) e Rossana De Michele (Storielibere.fm), moderati da Antonio Lolli (Giornale della Libreria).
I formati audio saranno oggetto anche del convegno del 4 dicembre ‘Audiolibri e podcast. Bolla tecnologica o mercato reale?’ che prova a rispondere alla domanda: l’audio è un formato che allarga la lettura e il perimetro economico dell’impresa editoriale o è, per ora, solo un fenomeno che serve per vendere prodotti tecnologici? Il tema dell’innovazione, sia di prodotto che nei modi della comunicazione e del marketing, è al centro di altri appuntamenti: il 5 dicembre di ‘Dal book blogger all’influencer: i nuovi soggetti della comunicazione e i servizi che offrono’ dedicato a come sta cambiando la comunicazione on line, con l’attività dei book blogger, e dei book influencer in generale e il 6 dicembre dell’incontro che prova a rispondere alla domanda ‘Vendere diritti per le serie tv è possibile anche per un piccolo editore?’ con un’analisi delle relazioni tra questi ultimi e le piattaforme televisive .

L’August Prize all’esordiente svedese Patrik SvenssonPer ‘Nel segno dell’anguilla’ pubblicato da Guanda

27 novembre 201914:37

– Lo svedese Patrik Svensson, autore esordiente del libro ‘Nel segno dell’anguilla’ pubblicato in Italia da Guanda lo scorso settembre, è il vincitore del prestigioso ‘August Prize’, il più importante premio letterario svedese, per la categoria non fiction.
In perfetto equilibrio tra memoir e racconto scientifico, è una storia di formazione, un’ode al più misterioso dei pesci, l’anguilla, una creatura che rischia l’estinzione e il cui luogo di riproduzione nel Mar dei Sargassi è oggi minacciato dal cambiamento climatico.
“Una vertiginosa storia con una venatura filosofica ed esistenziale sull’origine e la mitologia dell’anguilla, animale in via di estinzione, sul suo posto nel mondo della natura ed in quello degli esseri umani, che porta il lettore a navigare in acque profonde, sia figurativamente che letteralmente parlando.
Patrik Svensson ci porta a seguire l’anguilla fino al Mar dei Sargassi, e scende anche nelle profondità dell’animo umano, della sua anima, grazie al rapporto speciale con il padre.
Perché questa è anche una storia di un padre e di un figlio e dell’amore condiviso per le anguille che li ha legati in un rapporto davvero unico” sottolinea la motivazione al premio.
Cresciuto in una piccola città del sud della Svezia, non lontano da quella che viene comunemente chiamata “la costa delle anguille”, Svensson e’ nato nel 1972 e vive a Malmo con la famiglia.

Premio il Battello a Vapore 2019 a Youtuber di BrattiRiconoscimento assegnato per “fedele ritratto realtà social

28 novembre 201916:45

– E’ il romanzo sulla realtà social ‘Youtuber’ di Graziano Biglia, pseudonimo di Roberto Bratti, il vincitore dell’edizione 2019 del ‘Premio Battello a Vapore’ .
Il Miglior Autore della 18/ma edizione del premio con cui Edizioni Piemme porta avanti il suo impegno nell’assicurare maggiore spazio per nuove voci letterarie, è stato annunciato il 27 novembre alla Libreria Sistina di Rovellasca (Como).
Proclamato da Eros Miari, Youtuber è stato premiato “per il fedele ritratto della realtà ‘social’ di oggi”.
Il vincitore, scelto tra oltre 494 autori, con un incremento di oltre il 60% rispetto al 2018, è stato scelto dalla giuria mista composta da Alessandro Gelso, responsabile editoriale di Edizioni Piemme-Il Battello a Vapore; Sistina Rovelli, libraia; Oriana Picceni, giornalista; Eliana Canova, scrittrice e vincitrice del Premio Battello a Vapore 2018 e Nicoletta Bortolotti , redattore di Mondadori e autrice di libri per ragazzi.
Prendete un ragazzino nerd e imbranato che ama i fumetti e le serie televisive e che, guarda un po’, vuole fare lo youtuber.
Prendete questo sogno, cliccateci sopra 100mila, 200mila volte e ancora e ancora, e avrete la nuova web star di tendenza. Ne vale davvero la pena? Alfredo, il protagonista, di ‘Youtuber’ troverà la sua risposta tra colpi di scena, risate e personaggi, giovani e adulti, che nella loro imperfezione non possono che far sorridere e riflettere, dalla prima all’ultima pagina.
Bratti, napoletano, ha sempre avuto una particolare attenzione ai temi del cyberbullismo e dei social network ed è già autore di ‘Bulli con un click’, ‘Un like di troppo’ e ‘#HelpJack’ . PER RESTARE SEMPRE AGGIORNATO SU SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA, TEATRO, MODA, INTRATTENIMENTO, SCOPERTE CLICCA QUI OPURE QUI

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La Vucciria di Guttuso a Montecitorio
Il dipinto in mostra a ingresso libero nella Sala della Lupa

27 novembre 201915:36

– La Camera dei Deputati apre le porte a La Vucciria, il capolavoro di Renato Guttuso. Il dipinto sarà in mostra, a ingresso libero, dal 29 novembre al 12 gennaio 2020 nella prestigiosa Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio accanto ad altre due opere dell’ artista, il ‘Cristo deriso’ (1938) e i ‘Carrettieri siciliani’ (1946), appartenenti alle Collezioni della Camera dei Deputati e mai esposte finora al pubblico. L’ opera del maestro siciliano lascia così la collocazione abituale nel Complesso Monumentale di Palazzo Chiaromonte-Steri, sede il Rettorato dell’ Università di Palermo, per essere ammirato a Roma nel periodo delle festività di fine anno. “L’esposizione, promossa dall’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Sicilia e organizzata da Civita con il contributo di Igea Banca, rappresenta – è detto in una nota – un importante momento di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale siciliano e vuole essere l’inizio di un ciclo di appuntamenti che renderanno protagoniste anche le altre regioni italiane”. La Sala della Lupa sarà aperta ai visitatori dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30) .
La Vucciria, dipinto tre metri quadri realizzato da Guttuso nel 1974 nel pieno della sua maturità, fu donato dall’ autore all’ Ateneo del capoluogo siciliano. Considerata l’ opera più celebre dell’ artista , è la descrizione realistica e suggestiva di una scena quotidiana dell’ omonimo mercato di Palermo, tra i più affascinanti della città. Il termine ‘vucciria’ deriva dal francese boucherie (macelleria) che in siciliano ha anche assunto il significato di confusione, miscuglio incomprensibile di voci, persone, oggetti, espressioni e azioni tipiche del mercato.

A Palazzo Madama il Servizio del Re di SardegnaAcquistato a Londra da Christie’s il 4 luglio

TORINO27 novembre 201915:46

– Il Servizio del Re di Sardegna, messo in vendita a Londra da Christie’s il 4 luglio e acquistato dalla Fondazione Torino Musei, arricchisce la collezione di porcellane di Palazzo Madama. Creduto disperso, il servizio – tra i più importanti mai prodotti dalla prestigiosa manifattura di Meissen – si era conservato presso la stessa famiglia, la Casa Reale di Savoia, per quasi 300 anni. La sua ricomparsa sul mercato è stata considerata come sensazionale e ha catalizzato l’attenzione degli esperti di tutto il mondo.
Finora erano noti solo alcuni pezzi: una tazza da cioccolata con piattino nel Metropolitan Museum of Art di New York, un piattino nella Arnhold Collection (ora alla Frick Collection), un altro a Palazzo Pitti, una zuccheriera nella collezione Schneider a Monaco di Baviera e una tazza da cioccolata con piattino a Palazzo Madama. “L’asta di Christie’s rinvigorisce l’immagine dei musei di Torino in campo internazionale”, sottolinea il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario.

Virzì riceve Pegaso d’Oro della Regione ToscanaRegista: “E’ un premio che chiude cerchio mia sfida’

FIRENZE27 novembre 201919:25

Paolo Virzì ha ricevuto il Pegaso d’Oro, massimo riconoscimento della Regione Toscana: il regista livornese ha partecipato a un incontro con gli studenti e con il presidente della Regione Enrico Rossi, al Teatro La Compagnia di Firenze, nell’ambito di una giornata dedicata ai suoi film. “Ricevere il premio – ha spiegato – è molto importante per me, è come se chiudesse un cerchio di quella sfida un po’ folle che avevo fatto a 21 anni andandomene via da una piccola città, portandomi dietro un sentimento ed una promessa: ‘Andrò e vi racconterò, racconterò chi siete e cosa patite’. Tutto partendo dalla sofferenza per provare a trasformarla in un racconto a volte comico, o perlomeno a fare delle commedie su questa cosa del patire, portandomi dietro anche quegli strumenti che sento di poter condividere con la gente in Toscana che è il sentimento dell’ironia, dello sguardo sulle cose che sempre marcia a braccetto con l’irriverenza, il gusto della burla anche di fronte alle cose più tragiche dell’esistenza”.

Hong Kong: Joshua Wong in video collegamento con la Fondazione Feltrinelli: ‘Deluso dal ministro Di Maio’ L’attivista: ‘Non vuole interferire ma dimentica la brutalità della polizia’

28 novembre 201911:04

“Il ministro italiano Di Maio mi ha deluso quando ha parlato dei diritti umani a Hong Kong. Ha detto di non voler interferire con i fatti di altri Paesi, ma ha tralasciato le brutalità della polizia”. Lo ha detto Joshua Wong in video-collegamento da Hong Kong con la Fondazione Feltrinelli di Milano. “Tutti – ha aggiunto – dovrebbero ricordare l’importanza della dignità umana. Faccio appello ai leader politici italiani perché si ricordino che stiamo lottando per una nobile causa: avere elezioni veramente libere”.

IL VIDEO“Cinquemila persone sono state arrestate, donne anche incinte sono state picchiate nelle stazioni di polizia. A Hong Kong siamo ben lontani dalla democrazia”, ha affermato Joshua Wong, ricordando di essere stato arrestato otto volte e ha ribadito che il movimento non ha bisogno di un leader.
“Il risultato elettorale ha dimostrato che c’è una crisi politica, che ha bisogno di soluzioni politiche e non delle brutalità della polizia”, per le quali “chiederemo punizioni severe”, ha detto Joshua Wong. Sia gli organizzatori dell’evento, sia l’attivista leader della protesta hanno confermato che le autorità non gli hanno concesso il visto per venire in Italia, nonostante l’invito della Fondazione. “Non posso incontrare i miei amici in Europa, e questo – ha detto Joshua Wong – è un brutto colpo per la libertà”.
Fondazione Feltrinelli promuove l’incontro Hong Kong Democracy, primo appuntamento del ciclo Move On dedicato ai movimenti di piazza, conflitti e bisogni: partecipano Joshua Wong (in video – collegamento da Hong Kong), il direttore di Fondazione Feltrinelli Massimiliano Tarantino, il sociologo Frédéric Martel e il sinologo e sociologo Daniele Brigadoi Cologna.
Per altre info https://www.facebook.com/FondazioneFeltrinelli/

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Cinema: scoperta a Rimini la vera casa di Federico Fellini
Non è stabile supposto finora. Docente individua abitazione

RIMINI27 novembre 201916:23

– Scoperta, a Rimini, la vera casa natale di Federico Fellini. È sempre in viale Dardanelli, a Marina Centro, ma non è lo stabile che si è supposto finora.
Documenti d’annata, ricerche negli archivi parrocchiali e confronti con catasto storico, hanno portato all’esatta identificazione: l’abitazione natia del Maestro non è al civico 10 ma al 60. A dare la curiosa notizia è il settimanale riminese ‘il Ponte’ che, nel numero in edicola domani, riporta uno studio, lungo e accurato, condotto da Davide Bagnaresi, 42enne docente a contratto in Storia dei consumi e delle imprese turistiche all’Università di Bologna che, da tempo, si occupa del Fellini bambino e ragazzo.
E che riproporrà con dovizia di particolari, fotografie e documenti, l’intera vicenda – e altri curiosi inediti sempre relativi all’infanzia di Fellini – in occasione del convegno ‘Ho bisogno di credere. Federico Fellini e il sacro’, in programma nel marzo 2020 – nel Centenario della nascita del regista – che si svolgerà tra Rimini e Roma.
Prendendo le mosse dal certificato dell’Anagrafe, che segna via Dardanelli 10, Bagnaresi ha ripercorso tutte le tappe della vita di Fellini a partire dall’individuazione del padrino e della madrina al battesimo del piccolo Federico, Cesare Canuti e Clara Canuti, intestataria dell’immobile, al civico 10, in cui i genitori del regista – Urbano Fellini e Ida Barbiani – avevano affittato una stanza, sul finire del 1919, per motivi di lavoro.
Abitazione indicata al numero del catasto, 12751, foglio 66, particella 416 e parte di un gruppo di case popolari. Oggi il Foglio 66 particella 416, ovvero la casa in cui è nato Fellini, corrisponde al civico 60 di viale Dardanelli, bombardato nel 1944 e in parte ricostruito.

A Pistoia il Colore del caso di George TatgeMostra riapre Palazzo Fabbroni, sede Museo del Novecento

FIRENZE27 novembre 201917:26

– Un racconto attraverso 74 immagini a colori su luoghi di misteriosa metafisicità, città sovraffollate ma prive di persone, sospese nel tempo, su barriere e recinti. E’ ‘George Tatge. Il colore del caso’, l’esposizione, a cura di Carlo Sisi, che segna la riapertura di Palazzo Fabbroni a Pistoia, sede del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia. La mostra, realizzata dal Comune di Pistoia con il contributo della Regione Toscana nell’ambito del progetto ‘Toscanaincontemporanea2019′, sarà visitabile dal 29 novembre al 16 febbraio prossimi.
La rassegna nasce da una svolta nel modus operandi dell’artista: noto da sempre per il suo lavoro in bianco e nero, da sette anni Tatge si dedica esclusivamente a riprese a colori, una scelta che, si spiega, ha richiesto un modo radicalmente diverso di guardarsi intorno. La fotografia di Tatge, si spiega ancora, “rimane lontanissima dall’essere documento. E’ pura metafora, un’espressione poetica che va oltre il visibile. Tatge si muove raramente con progetti precisi in mente. Preferisce vagare per lasciare che sia il mondo a sorprenderlo, che sia la sua psiche a reagire e a rispondere alle sollecitudini dei luoghi. Al caso, appunto. La rassegna, suddivisa in sei diverse sezioni, è accompagnata da un video che dà conto degli scatti di Tatge dedicati a Pistoia.
Palazzo Fabroni riapre al termine di lavori che hanno consentito il recupero di un’ampia porzione del pianoterra, con nuovi spazi riservati all’accoglienza del pubblico e di nuove sale destinate a funzione museale grazie a finanziamenti del Comune di Pistoia e a risorse dei fondi europei di sviluppo regionale Por Fesr-Regione Toscana 2014-2020 e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. .

‘Inventario Pozzati’, Bologna omaggia il maestroDal 30 novembre spettacoli, performance, proiezioni e incontri

OLOGNA27 novembre 201917:28

– Un omaggio di Bologna a Concetto Pozzati (1935-2017), maestro di punta dell’arte contemporanea, con spettacoli, performance, proiezioni e incontri, è in programma dal 30 novembre al 3 marzo con artisti e ospiti.
‘Inventario Pozzati’ è il filo conduttore dell’iniziativa, che coinvolgerà vari luoghi della città: dalla Biblioteca Emeroteca del MAMbo, con il Fondo Pozzati recentemente donato dai figli Maura e Jacopo al museo bolognese, allo studio in cui dipingeva all’Arena del Sole, dall’Accademia di Belle Arti alla Mediateca di Cubo Unipol, fino alla Cineteca dove ritrovare immagini inedite.
Il progetto, a cura di Elena Di Gioia, affonda nel ‘prisma Pozzati’: la sua opera d’artista, l’impegno volto al futuro attraverso l’insegnamento, il suo impegno politico e civile nel ruolo di assessore alla cultura a Bologna (dal ’93 al ’96), l’intreccio tra privato e pubblico attraverso le parole attuali dei suoi scritti. Si comincia sabato con la performance teatrale ‘A e da Pozzati’, regia di Angela Malfitano.

DeA Planeta acquisisce diritti italiani libri La casa di cartaAccordo con Netflix. Il 14 gennaio La casa di carta. La sfida.

28 novembre 201910:10

– I diritti di lingua italiana dei libri ufficiali delle serie Netflix ‘La casa di carta’ ed ‘Élite’ , fenomeno globale nel 2020, sono stati acquisiti da DeA Planeta Libri.
A seguito dell’accordo globale tra il Gruppo Planeta e Netflix, lo annuncia DeA Planeta Libri. Il primo libro uscirà il 14 gennaio 2020 per De Agostini e sarà La casa di carta. La sfida.
“Siamo molto contenti di questa nuova acquisizione, che ci vede coinvolti a livello global con gli altri editori del Gruppo Planeta con un partner così importante come Netflix. Anche grazie a questo accordo, DeA Planeta Libri si conferma ancora una volta una delle realtà più dinamiche dello scenario editoriale italiano. Credo anche che i libri che pubblicheremo potranno emozionare tutti coloro che sono stati incollati agli schermi e si sono appassionati a queste storie” dice Daniel Cladera, direttore generale editoriale di DeA Planeta Libri. Le pubblicazioni prevederanno sia romanzi, in uscita per DeA Planeta, che libri di non fiction, in uscita per De Agostini.

Filarmonica Romana, il piano di AnderszewskiAl Teatro Argentina con Bach, Schumann e Beethoven

27 novembre 201917:42

– Assente da Roma da otto anni, il pianista polacco Piotr Anderszewski torna per esibirsi con brani di Bach, Schumann e Beethoven nel concerto dell’ Accademia Filarmonica Romana in cartellone giovedì 28 novembre al Teatro Argentina. Considerato tra i pianisti più interessanti della scena mondiale, Anderszewski, 50 anni, è ospite regolare delle più celebri sale da concerto internazionali. Il concerto si apre con una selezione di tre Preludi e Fughe dal Secondo libro del Clavicembalo ben temperato composto da Bach nel 1744. Seguono i sette Pezzi in forma di Fughetta op. 126 di Schumann, scritti nel e dello stesso anno I canti dell’alba op. 133. A chiudere la serata la Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110 di Beethoven. Il pianista, artista esclusivo della Warner Classics/Erato dal 2000, ha ottenuto premi prestigiosi tra i quali, nel 2012, il Recording of the Year del BBC Music Magazine per la sua registrazione dedicata alle opere di Schumann. . L’album delle Suites Inglesi n. 1, 3 e 5 di Bach, pubblicato nel novembre 2014, ha vinto il Gramophone Award nel 2015.

In libreria il ‘Pinocchio’ senza lieto fineLa prima stesura di Collodi svela la natura oscura del burattino

PALERMO27 novembre 201918:42

– (Carlo Collodi, “Pinocchio, la storia di un burattino. La prima oscura edizione”, pp. 152, 15 euro). La prima edizione di Pinocchio, quella pubblicata a partire dal 1881 sul “Giornale per i bambini”, restituisce al lettore l’opera così com’era stata originariamente pensata e scritta da Collodi, svelandone la perturbante natura oscura. Una rivoluzione di prospettiva e una possibile scoperta per milioni di lettori, abituati al “lieto fine”, al valore pedagogico e alla visione rassicurante del burattino che si fa bambino, alimentata anche dal successo mondiale del cartone animato della Walt Disney del 1940.
Pinocchio è però un libro tridimensionale che sorprende, arricchito in questa nuova veste dalle perturbanti illustrazioni realizzate ad hoc dal giovane artista siciliano Simone Stuto.
Con questo bellissimo e tetro racconto, il 27 ottobre 1881 Collodi concludeva la prima redazione del libro. Pinocchio moriva impiccato a un albero, punito per la sua stolidità e disubbidienza, pronunciando un’invocazione già udita altrove: “Oh babbo mio! Se tu fossi qui!”: inevitabile il richiamo cristologico della locuzione.
La decisione di Collodi di far crepare il suo burattino può solo appartenere alla logica del terrore. Quella logica alla quale un estimatore d’eccezione, Italo Calvino, riconduceva senza alcun indugio Pinocchio: forse l’unico romanzo italiano, a suo dire, da ascrivere al romanticismo nero e fantastico.
Tradotto in più di 240 lingue, Pinocchio è con tutta probabilità il libro italiano più conosciuto e venduto al mondo. Decine le letture e le interpretazioni del testo, elaborate da critici ed esegeti lungo tutto il XX secolo. Al centro di numerosi dibattiti, ad esempio, la controversa lettura operata dal cardinale Giacomo Biffi che, al di là della laicità dell’autore, analizza le vicende del burattino in parallelo con la storia della salvezza secondo il credo cristiano-cattolico.
Per Giorgio Manganelli, autore di “Pinocchio: un libro parallelo”, il capolavoro di Collodi è forse l’unico mito classico che ci viene dall’Ottocento, un testo veloce e guizzante in cui regnano il silenzio e la tenebra. Ne “La storia di un burattino” non c’è spazio per la metamorfosi edificante: il romanzo, veloce e guizzante, terrificante e cupo, disegna un piccolo universo dominato dal male, dalla falsità, dalla cattiva fede, dalla furbizia.
La scrupolosa operazione di restituzione filologica del testo originario svela la natura oscura di Pinocchio – poi nel tempo edulcorata – grazie a questa importante iniziativa editoriale del Palindromo, casa editrice di Palermo. La pubblicazione è curata da Salvatore Ferlita, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università “Kore” di Enna.

Lucio Dalla, tutta la discografia in vinileDal 3 dicembre, da Come è profondo il mare a Angoli nel cielo

27 novembre 201919:44

– La discografia completa di Lucio Dalla arriva in edicola, dal 3 dicembre, con 22 dischi da collezione.
La carriera del cantautore bolognese “riavvolta” per intero, il percorso di un artista capace di spaziare con disinvoltura dalla sperimentazione beat alla canzone d’autore, dall’avanguardia musicale fino alla lirica, dall’elettronica alla musica classica.
Per la prima volta verranno rilasciati su vinile alcuni storici dischi (anche in formato doppio album) della sua discografia – come “Canzoni”, “Lucio”, “Il contrario di me”, “Ciao” ed “Angoli nel cielo” – con altri introvabili che torneranno disponibili.
Ogni uscita della collezione, curata da Paolo Maiorino, responsabile del catalogo Sony Music, verrà arricchita da un fascicolo corredato di immagini rare, racconti inediti e interviste ad amici e artisti con cui Dalla ha collaborato durante il suo percorso artistico: da Carlo Conti a Renzo Arbore, da Fiorella Mannoia a Ron e Pupi Avati, dal produttore Alessandro Colombini al chitarrista Ricky Portera.
La prima uscita della collana sarà dedicata al capolavoro “Come è profondo il mare” (1977), il primo album in cui l’artista si dedicò alla stesura dei testi: otto tracce indimenticabili, da “Quale allegria” a “Il cucciolo Alfredo”, da “Corso Buenos Aires” a “Disperato erotico stomp”.
Sono molti i contenuti inediti della collana, una vera grande occasione per guardare da nuove angolazioni l’opera di un artista straordinario, capace di affascinare ascoltatori di ogni generazione con la sua poetica raffinata.

torna Noir in Festival, ricorda 80 anni Batman6-12/12 tra Como e Milano. Jonathan Lethem, il Raymond Chandler

27 novembre 201919:47

– Si apre nel segno della memoria la 29a edizione del Noir in Festival in programma a Como e Milano dal 6 al 12 dicembre con la direzione di Giorgio Gosetti, Marina Fabbri e Gianni Canova: il festival ricorda gli 80 anni di Batman, cavaliere nero nato dalla graphic novel e diventato icona cinematografica, grazie al tratto di Lorenzo De Felici che firma l’immagine dell’anno e poi svela i segreti di un classico anomalo del genere come The Third Man di Carol Reed con Joseph Cotten, Alida Valli e Orson Welles che 70 anni fa vinceva il Grand Prix al Festival di Cannes. Dicono Marina Fabbri e Giorgio Gosetti tutto il programma dell’anno è costruito sulla doppia suggestione della tradizione e degli sconfinamenti, con un legame più forte di sempre tra cinema e letteratura, storia e cronaca, a cominciare dal vincitore del Raymond Chandler Award, Jonathan Lethem, nuova stella della letteratura post-moderna americana, premiato a Como la sera del 7 dicembre e poi protagonista di un incontro con i lettori domenica 8 dicembre a Milano”. I sei film in concorso per il cinema, giudicati da una giuria tutta al femminile portano in primo piano la “nuova onda” del cinema sudamericano con il cileno Araña di Andrés Wood, il brasiliano Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, l’argentino 4X4 di Mariano Cohn. Insieme a questi Dear Agnes di Daniel Alfredson, l’ultimo della trilogia svedese di “Intrigo” ideata da Håkan Nesser (ospite d’onore per la letteratura), il coreano The Beast di Lee Jeong-ho, il cinese Il lago delle oche selvatiche di Diao Yinan, rivelazione all’ultimo festival di Cannes.
Compatta la squadra degli autori letterari “spina dorsale” di una rassegna in grande trasformazione: autori affermati come Giancarlo de Cataldo, Gianrico Carofiglio, Maurizio De Giovanni, Donato Carrisi (tutti da tempo strettamente legati anche al cinema e alla serialità televisiva), e ancora Piernicola Silvis, Andrea Purgatori, Antonio Moresco e Guido Vitiello, Gino Vignali. E i cinque finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco che si contendono il titolo di autore italiano noir dell’anno.

‘Respiro’ di Ted Chiang tra 10 migliori per NytIn top ten anche Luiselli, Lerner e “Chernobyl” di Higginbotham

NEW YORK28 novembre 201909:43

– Bilanci di fine anno anche nel mondo del libro: come di consueto il New York Times ha scelto la top ten del 2019 – cinque opere di fiction e cinque di saggistica – e tra le proposte alcune sono gia’ arrivate in Italia come “Respiro” (“Exhalation”) di Ted Chiang: nove racconti sulle conseguenze materiali del viaggio nel tempo negli Usa sono pubblicati da Alfred A. Knopf, da noi con Frassinelli.
Tra i romanzi migliori del 2019 c’e’ anche “L’Archivio dei Bambini Perduti” della messicana Valeria Luiselli, tradotto in italiano da Tommaso Pincio per La Nuova Frontiera. Dopo “Uomo di Passaggio” (Neri Pozza) e “Nel Mondo a Venire” (Sellerio), il 2019 di un autore cult anche in Italia come Ben Lerner si intitola “The Topeka School”: Adam Gorman torna protagonista e anche stavolta restano gli interrogativi su arte e autenticità, scrive il Times, ma rispetto ai precedenti romanzi di Lerner, “l’assenza di fede di Adam diventa un sintomo di una crisi nazionale”.
Nel primo capitolo di “Disappearing Earth” dell’esordiente Julia Phillips pubblicato da Knopf, due ragazzine spariscono nel nulla mandando ondate di shock attraverso una citta’ ai margini della remota penisola di Kamchatka”. Completa la top 5 della fiction “Night Boat to Tangier” di Kevin Berry: gli antieroi di questo romanzo, pubblicato da Doubleday, sono due gangster irlandesi.
A soggetto irlandese ma stavolta con i “Troubles” in Irlanda del Nord di sfondo e’ “Say Nothing” di Patrick Radden Keefe sull’assassinio di Jean McConville da parte dell’Ira nel 1972: una madre vedova rapita dalla sua casa di Belfast in presenza dei suoi figli, era sospettata dall’organizzazione paramilitare di essere una spia.
Tra i titoli segnalati tra i migliori della saggistica c’e’ “Mezzanotte a Chernobyl” di Adam Higginbotham, pubblicato da poco in Italia da Mondadori col resoconto mozzafiato dell’esplosione della centrale nucleare nell’aprile 1986.
Completano la top five della non-fiction “The Club” di Leo Damrosch, su Samuel Johnson e i suoi amici nell’Inghilterra della fine del Settecento, “Yellow House” di Sarah Broom ambientato in una casa di New Orleans Est dagli anni Sessanta all’uragano Katrina e “No Visible Bruises” sulle devastanti e letali conseguenze della violenza domestica.

‘Respiro’ di Ted Chiang tra 10 migliori per NytIn top ten anche Luiselli, Lerner e “Chernobyl” di Higginbotham

NEW YORK29 novembre 201913:57

Bilanci di fine anno anche nel mondo del libro: come di consueto il New York Times ha scelto la top ten del 2019 – cinque opere di fiction e cinque di saggistica – e tra le proposte alcune sono gia’ arrivate in Italia come “Respiro” (“Exhalation”) di Ted Chiang: nove racconti sulle conseguenze materiali del viaggio nel tempo negli Usa sono pubblicati da Alfred A. Knopf, da noi con Frassinelli.
Tra i romanzi migliori del 2019 c’e’ anche “L’Archivio dei Bambini Perduti” della messicana Valeria Luiselli, tradotto in italiano da Tommaso Pincio per La Nuova Frontiera. Dopo “Uomo di Passaggio” (Neri Pozza) e “Nel Mondo a Venire” (Sellerio), il 2019 di un autore cult anche in Italia come Ben Lerner si intitola “The Topeka School”: Adam Gorman torna protagonista e anche stavolta restano gli interrogativi su arte e autenticità, scrive il Times, ma rispetto ai precedenti romanzi di Lerner, “l’assenza di fede di Adam diventa un sintomo di una crisi nazionale”.
Nel primo capitolo di “Disappearing Earth” dell’esordiente Julia Phillips pubblicato da Knopf, due ragazzine spariscono nel nulla mandando ondate di shock attraverso una citta’ ai margini della remota penisola di Kamchatka”. Completa la top 5 della fiction “Night Boat to Tangier” di Kevin Berry: gli antieroi di questo romanzo, pubblicato da Doubleday, sono due gangster irlandesi.
A soggetto irlandese ma stavolta con i “Troubles” in Irlanda del Nord di sfondo e’ “Say Nothing” di Patrick Radden Keefe sull’assassinio di Jean McConville da parte dell’Ira nel 1972: una madre vedova rapita dalla sua casa di Belfast in presenza dei suoi figli, era sospettata dall’organizzazione paramilitare di essere una spia.
Tra i titoli segnalati tra i migliori della saggistica c’e’ “Mezzanotte a Chernobyl” di Adam Higginbotham, pubblicato da poco in Italia da Mondadori col resoconto mozzafiato dell’esplosione della centrale nucleare nell’aprile 1986.
Completano la top five della non-fiction “The Club” di Leo Damrosch, su Samuel Johnson e i suoi amici nell’Inghilterra della fine del Settecento, “Yellow House” di Sarah Broom ambientato in una casa di New Orleans Est dagli anni Sessanta all’uragano Katrina e “No Visible Bruises” sulle devastanti e letali conseguenze della violenza domestica.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le figlie raccontano Ettore Scola
‘Chiamiamo il babbo’, ”Grazie. Quello che avremmo voluto dire”

28 novembre 201915:48

PAOLA E SILVA SCOLA, ‘CHIAMIAMO IL BABBO’ (RIZZOLI, PAG. 288, 19 EURO) Grazie. E’ quello che avremmo voluto dire a Ettore Scola se l’avessimo incontrato, grazie per la poesia, la bellezza, l’intimità, la nostalgia, il divertimento che ci ha regalato con i suoi film. E grazie diciamo alle sue figlie Paola e Silvia che con il loro libro ‘chiamiamo il babbo’ edito da Rizzoli, ci hanno raccontato un padre speciale, un regista straordinario, un uomo burbero ma amoroso. Quel padre, scrivono:”che ogni bambina, e poi ogni donna e ogni persona sogna di avere; uno su cui puoi contare sempre quando ne hai bisogno e che si tira da parte quando non lo vuoi fra i piedi; che fa il tifo per te, che ti sprona, ti incoraggia e ti stoppa quando è il momento di mettere dei limiti. E che ti ama incondizionatamente”.Il libro fa sorridere, commuovere, e ricordare una stagione di cinema che non c’è più, ma che ha lasciato capolavori insuperati grazie a autori, sceneggiatori e registi come Sergio Amidei, Age e Scarpelli, Federico Fellini, tutti artisti che con Scola hanno lavorato. E nel libro non c’è solo il cinema, la scrittura, la recitazione ma soprattutto c’è la famiglia Scola, con il suo lessico, i modi di dire quasi tutti mutuati, e non poteva essere altrimenti, dal cinema. A cominciare dal titolo del libro, quel ‘chiamiamo il babbo’, che Ettore Scola, come raccontano le figlie, amava ripetere quando qualcuno si mostrava non all’altezza della situazione, ricordando una battuta di Totò che caduto nelle mani del figlio incapace del suo dentista invoca appunto ‘chiamiamo il babbo’ . Silvia, sceneggiatrice e autrice teatrale, e Paola,segretaria di edizione e aiuto registra,hanno lavorato entrambe per Scola e, nel libro, raccontano i vezzi, i capricci, le manie del grande regista, ma anche l’enorme umanità e vicinanza con le maestranze, la serietà e meticolosità al limite dell’ossessione che metteva nel suo lavoro e lo fanno ricordando i set dei tanti film girati dal Maestro con attori straordinari come Mastroianni e Sophia Loren, Monica Vitti e Manfredi, Gasmann, Alberto Sordi ma anche Massimo Troisi, che le figlie rivelano Scola amava come il figlio maschio che non aveva mai avuto. E ripercorrendo la vita lavorativa del regista, non tralasciano di sottolineare come molto più che il suo Paese, la Francia sia stata generosa con Scola avendogli tributato gloria e onori che non sempre ha ottenuto a casa sua.

A X Factor Marco D’Amore, Francesca Michielin, AnastasioNel sesto live una doppia eliminazione

28 novembre 201910:16

Dopo il debutto nel mercato discografico dei giovani talenti, che la scorsa settimana hanno presentato i loro inediti, il sesto appuntamento di X Factor si apre con un ballottaggio e la conseguente eliminazione. Giovedì alle ore 21.15, su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455) e Now TV, si scoprirà, infatti, chi è il concorrente il cui inedito ha raccolto in settimana il minor numero di download e di ascolti in streaming e che quindi andrà allo scontro con Giordana Petralia. Uno dei due dovrà abbandonare subito il palco del talent di Sky prodotto da Fremantle, e la gara proseguirà con sei concorrenti guidati da Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel, Sfera Ebbasta.Alessandro Cattelan inizierà la puntata con il primo ospite di questa settimana, Marco D’Amore: i due eseguiranno un testo di Anis Mojgani tradotto da Simone Savogin e dal titolo “Shake the dust”, un inno alla diversità e all’unicità. Una “slum poetry” che aprirà la puntata, con musiche composte da Dardust, in una performance ideata dal direttore artistico Simone Ferrari.Sarà poi il momento di dare il via alle due manche previste: nella prima, i sei talenti rimasti in gara si esibiranno con brani prodotti da Dardust e accompagnati da un’orchestra di 40 elementi. E così, salvo essere stati esclusi a inizio puntata, la Sierra interpreterà The Ecstasy Of Gold di Ennio Morricone, i Booda Hold Up di Beyoncè, Nicola Cavallaro Sound of Silence di Simon & Garfunkel, Eugenio Campagna Cosa mi manchi a fare di Calcutta, Davide Rossi Treat you better di Shawn Mendes, Giordana Petralia Stay di Rihanna e Sofia Tornambene I Love You di Woodkid.La seconda manche invece vedrà un megamedley degli inediti con i concorrenti che a quel punto saranno ancora in gara. Gli inediti sono: Elefante dei Booda; Glum di Davide Rossi, Cornflakes di Eugenio Campagna, Chasing Paper di Giordana Petralia, Like I Could di Nicola Cavallaro, Enfasi della Sierra e A domani per sempre di Sofia Tornambene.I tre meno votati nella somma delle due manche andranno al ballottaggio, uno sarà salvato dal pubblico grazie a XME PASSION CHOICE, il meccanismo di Intesa Sanpaolo grazie al quale i fan del programma diventano “quinto giudice” e hanno la possibilità di mantenere in gara il concorrente preferito sottraendolo al giudizio di Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel, Sfera Ebbasta.Gli altri due concorrenti invece si sottoporranno al responso dei giudici con conseguente eliminazione di uno di loro.Ospiti di questa settimana: Francesca Michielin, che ha trionfato a X Factor nel 2011 e in questi 8 anni si è affermata come una delle artiste più interessanti della nostra scena musicale, e Anastasio, che dopo la vittoria nel 2018 presenta una release speciale che arriva prima del nuovo album.Dopo l’uscita di Cheyenne feat Charlie Charles, il nuovo singolo che anticipa il prossimo importante progetto discografico in uscita nella primavera 2020, Francesca Michielin torna da superospite sul palco di X Factor a distanza di otto anni dalla sua vittoria. Cheyenne racconta la melanconia del ricordo, che scatena emozioni quando associata alla vita. Francesca è pronta anche a tornare dal vivo, e il 20 settembre 2020 si esibirà per la prima volta sul palco del Carroponte, il tempio della musica urban alle porte di Milano.Dopo un lungo tour estivo e un altrettanto lungo periodo in studio, Anastasio – che ha terminato la lavorazione del nuovo album in uscita nel 2020 – anticipa sul palco di X Factor Il fattaccio del Vicolo del Moro, una release speciale che arriva prima del nuovo album e del primo singolo ufficiale che lo riporta a cimentarsi con la trasposizione in forma rap di opere della tradizione italiana. Il fattaccio del Vicolo del Moro, in particolare, è liberamente ispirato al celebre monologo del 1911 del poeta romano Amerigo Giuliani (l’originale s’intitola Er fattaccio), portato in precedenza al successo nella versione di Gigi Proietti. È la confessione in prima persona di un assassino, che Anastasio interpreta con grande delicatezza e intensità; oltre che del testo, è autore anche della linea melodica, mentre la produzione artistica è stata curata da due pesi massimi del rap come Slait e Stabber oltre che da Alessandro Treglia.Sesto appuntamento anche per EXTRA FACTOR, il late night show guidato da Pilar Fogliati e dal suo compagno di viaggio Achille Lauro. Tutti i giorni alle 19.35 l’appuntamento è con X FACTOR DAILY, capitanato da Luna Melis.

‘Testo’, nuovo salone libri Firenze sarà ‘a tappe’Pitti racconta tutta la filiera, da idea scrittore a scaffale

FIRENZE28 novembre 201910:31

– A partire dal prossimo anno Firenze avrà la sua fiera del libro: dal 20 al 22 marzo 2020, alla Stazione Leopolda, debutterà ‘testo [come si diventa un libro]’, format innovativo sull’editoria ideato da Todo Modo e organizzato da Stazione Leopolda in collaborazione con Pitti Immagine. Sarà un appuntamento annuale, è stato spiegato, che segue il percorso di vita che ogni libro compie: dalla scrivania dell’autore a quella di una casa editrice, agli scaffali di una libreria e fino agli occhi del lettore. Grazie a un team di curatori trasversali al mondo della scrittura, ogni appuntamento proporrà una visione in profondità dei libri, rivolgendosi sia al grande pubblico sia agli addetti ai lavori. Il viaggio si articolerà in tre tappe: Le Case Editrici, L’Arena e le 7 Stazioni, La Grande Libreria. Nella prima tappa, ognuna delle case editrici organizzerà una selezione di titoli, non più di 40. Nella seconda tappa si racconterà invece come nasce un libro; nella terza ci sarà una grande libreria. “Testo sarà un viaggio tra i libri e la bibliodiversità con un’attenzione speciale per la dimensione comunitaria dell’editoria, gli attori, le professioni, le conoscenze e le sensibilità che compongono la sua filiera”, spiega Agostino Poletto, amministratore unico di Stazione Leopolda e direttore generale di Pitti Immagine. “La selezione accurata della proposta espositiva – prosegue -, la presenza paritaria di editori piccoli e grandi, la direzione artistica fatta da una squadra di curatori esperti, il coinvolgimento di pubblici diversi, la rete locale e nazionale di soggetti che vogliamo interessare, sono le caratteristiche che distinguono il nostro progetto”.

Trenta opere di Guttuso a Foggia per un meseLavori a olio su tela, chine, matite. Tra i soggetti, la moglie

FOGGIA28 novembre 201911:57

– Trenta opere di Renato Guttuso, realizzate tra gli anni Trenta e gli Ottanta, saranno dal 5 dicembre all’8 gennaio alla sala Azimut di via Garibaldi a Foggia, in una esposizione a cura di Giuseppe Benvenuto, con il patrocinio del Comune.
In mostra, dipinti a olio su tela, chine, tecniche miste e matite con diversi soggetti: nature morte, figure, luoghi quotidiani. Oltre a percorsi di approfondimento tra studi preparatori e opere finite, annunciate anche “rarissime chine raffiguranti la moglie”, ritratta durante viaggi privati, e i nudi dedicati a Marta, accanto a pezzi della serie ‘La Crocifissione’, con una selezione di chine e disegni su carta, per analizzare i diversi approcci di Guttuso alla figura. Poi, tra le altre opere, un olio dedicato all’eruzione dell’Etna e un autoritratto.

Fortini, arriva documentario a 25 anni dalla morte’Memorie per dopo domani’ del regista Lorenzo Pallini

28 novembre 201915:03

A 25 anni dalla morte di Franco Fortini, psseudonimo di Franco Lattes, poeta, saggista e critico letterario, redattore del ‘Politecnico’ e tra i fondatori della rivista politico-letteraria ‘Ragionamenti’, arriva il documentario ‘Memorie per dopo domani’ del regista Lorenzo Pallini che ci riavvicina e ci fa riscoprire uno dei grandi maestri del Novecento, pressochè dimenticato. Modello di pensiero critico, che costantemente verifica se stesso e si mette in discussione, senza mai rassegnarsi a una visione semplificata o unilaterale del mondo, Fortini, nato a Firenze il 10 settembre 1917 e morto a Milano il 28 novembre 1994, ha insegnato Storia della critica all’Università di Siena e ha avuto una grande influenza sulle generazioni e i movimenti del ’68, specialmente tra i giovani.
Pallini nel giorno dell’anniversario della sua morte lancia il crowdfunding con Produzioni dal basso “per far fronte all’alto costo legato ai diritti di distribuzione dei materiali storici e di archivio, ma anche per creare un network attivo e un maggiore interesse intorno a quest’autore e alla sua importanza”. ‘Memorie per dopo domani’ è una produzione indipendente, che vuole recuperare la figura dello scrittore, non solo in ambito accademico e in contesti intellettuali, ma nella vita di tutti i giorni e nelle nostre esistenze, come “nutrimento necessario” dice Pallini. Perchè “In un simile momento di disillusione, perdita di identità e memoria storica, in cui valori e diritti civili vengono sistematicamente calpestati, la figura di Fortini risulta simile a quella di un alieno. O di un fantasma” spiega.
Nessun intento commemorativo o celebrativo, piuttosto quello di incoraggiare e aprire con questo documentario una riflessione sull’uso della memoria e, quindi, sul senso del lavoro culturale di Fortini, autore di libri come ‘Foglio di via ed altri versi’, ‘Composita solvantur’, ‘ ‘Dieci inverni’, ‘I poeti del Novecento’.

Mika porta anche a Roma energia e passioneIl Revelation Tour ha fatto tappa nella capitale

ROMA28 novembre 201913:09

– Mika ha portato la sua energia e la sua allegria contagiose anche a Roma. Ieri sera l’artista di origini libanesi sbarcato al Palazzo dello Sport (pieno per poco più della metà) con il suo Revelation Tour, che sta facendo tappa in Italia con ben 12 date per portare dal vivo il nuovo album My Name is Michael Holbrook, uscito a ottobre (Universal Music).
Un tuffo tra atmosfere colorate e irriverenti, che riprendono la musica anni ’80-’90 e non disdegnano nella scenografia (che ricorda un’enorme installazione d’arte) anche le esperienze televisive degli ultimi anni in una dimensione più teatrale, nella quale campeggiano un King Kong gigante, la sagoma di spalle della statua del David e le foto dei suoi genitori (un riferimento esplicito, insieme al titolo del nuovo disco, alla ricerca del vero Michael in contrapposizione al personaggio Mika).
In scaletta, oltre ai brani del nuovo lavoro, anche i successi che hanno segnato la sua carriera, partita nel 2016 con la hit Grace Kelly. Novanta minuti di musica, durante i quali Mika si è concesso anche un vero e proprio bagno di folla, scendendo dal palco per cantare e ballare con gli increduli spettatori del parterre.

Più libri, per biblioteche ogni studente spende 1,13 euroDati Aie il 5 dicembre alla Nuvola

28 novembre 201913:09

– La spesa media di ogni studente per il funzionamento delle biblioteche scolastiche è di 1,13 euro, nel 2011 era di 1,56 euro. E il numero di scuole dotate di biblioteca si attesti oggi all’85% rispetto all’89% deol 2011.
Questo malgrado il 45% delle scuole indichi che la biblioteca sia stata potenziata grazie a iniziative come #ioleggoperché.
Sono i primi dati della nuova indagine dell’Associazione Italiana Editori, in collaborazione in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), che sarà presentata il 5 dicembre alle 11.30 in Sala Aldus a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria che si concluderà l’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
La ricerca, a 8 anni dall’ultima rilevazione, è basata sulle risposte di 7.762 scuole e mostra come le biblioteche scolastiche continuino a essere un’emergenza nazionale. Ne discuteranno Lucia Azzolina (Sottosegretaria MIUR), Ricardo Franco Levi (presidente AIE) e Giovanni Peresson (AIE), moderati dal giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti.
Nella seconda giornata della Fiera nazionale della piccola e media editoria si parlerà anche di ‘Politiche per il libro, gli editori e la lettura in Francia e Germania’ all’incontro realizzato in collaborazione con Aldus e moderato da Stefano Salis (Il Sole 24 Ore). Di quello che avviene in Europa e nelle scuole straniere in Italia si discuterà all’appuntamento ‘L’educazione alla lettura nei programmi scolastici europei’ dove alcune scuole straniere di Roma e i loro insegnanti racconteranno la loro esperienza e quella del loro Paese.
Biblioteche e lettura saranno temi trattati anche nei due incontri in collaborazione con ISTAT del 7 dicembre.

Colabianchi a Cagliari, “farò del Lirico un hub culturale”Opere classiche ma inedite nel programma del neo sovrintendente

CAGLIARI28 novembre 201913:11

– “Lavoreremo per mantenere e migliorare il già ottimo livello del Teatro Lirico di Cagliari e accrescerlo in termini di qualità e quantità. E’ la prima industria culturale della Sardegna: in questo senso lo immagino come un hub, un punto di riferimento che produca opere, contenuti, servizi anche verso teatri minori e non solo”. Così Nicola Colabianchi, il nuovo sovrintendente appena insediatosi al timone dell’ente al posto di Claudio Orazi, ora alla guida del Carlo Felice di Genova.
Abruzzese, 62 anni, Colabianchi è originario di Rosciolo dei Marsi, il famoso “paesello tanto bello”, come cantava Luciano Tajoli. Direttore d’orchestra, compositore, pianista, librettista, nominato prima da Francesco Rutelli e poi da Giuliano Urbani membro del Cda del Teatro dell’Opera di Roma e, per una parentesi, direttore artistico. Il numero uno del Lirico annuncia una politica nel segno della continuità, sottolineando l’importanza di una sinergia con tutte le figure professionali del Teatro, attività nel territorio, collaborazioni internazionali come “West Side Story” con Chicago o rappresentazioni di opere rare come Palla de’ Mozzi di Marinuzzi, che il 31 gennaio inaugura il nuovo cartellone. E poi, tra le sue mosse imminenti, dovrà nominare il direttore artistico e amministrativo.
“Sono cosciente del fatto che i finanziamenti giungono dalle tasse dei cittadini e quindi da usare con cura per incrementare e migliorare la proposta culturale nell’Isola e nel mondo – spiega il neo sovrintendente – intercettare il flusso turistico già di alto livello in Sardegna per le attrattive uniche a livello mondiale e attirarlo con un’offerta culturale che lo convogli a teatro. Servono nuovi sponsor per mantenere lo standard di qualità e ci adopereremo anche su questo fronte”.
Colabianchi ha l’entusiasmo del primo giorno. “Nell’analisi delle peculiarità delle diverse fondazioni ho intenzione di mantenere l’identità del Lirico di Cagliari, conosciuto per rappresentazioni di opere rare o mai eseguite”.

Licia Lanera porta Cechov al PetruzzelliIn prima nazionale con una sua versione del Gabbiano

BARI28 novembre 201913:14

– Licia Lanera porta una sua versione del Gabbiano di Cechov in prima nazionale al Teatro Petruzzelli, il 29 e 30 novembre, come secondo appuntamento della trilogia russa ‘Guarda come nevica’, dopo Cuore di Cane da Bulgakov.
All’attrice e regista il Comune di Bari ha poi affidato gli spettacoli che riapriranno il Teatro comunale ‘Piccinni’ con una grande festa il 5 e 6 dicembre.
Con lei il nuovo spettacolo vede in scena anche Vittorio Continelli, Mino Decataldo, Alessandra Di Lernia, Jozef Gjura, Marco Grossi, Fabio Mascagni, Giulia Mazzarino. Qui Cechov racconta la disperazione di uomini ‘piccoli piccoli’ trapiantati in campagna, dai fallimenti privati che non lasciano traccia, oppressi dall’eterna paura della vecchiaia e della solitudine.
Quale occasione migliore – argomenta l’artista – per riflettere sul teatro e “parlare della vita che schianta i nostri sogni” e “ci fa diventare diversi da quello che pensavamo”, “attrici dalla vita disastrata, scrittori senza carattere, giovani drammaturghi disperati”.

Fumetti in mostra-mercato il 7 e 8 dicembre a Reggio EmiliaOltre 120 espositori in Fiera, ospite d’onore Fabio Civitelli

REGGIO EMILIA28 novembre 201913:16

– Torna il 7 e 8 dicembre la Mostra-mercato del Fumetto nei padiglioni delle Fiere di Reggio Emilia. Giunta alla 63/a edizione e organizzata dall’Anafi (Associazione nazionale amici del fumetto e dell’illustrazione), vedrà la presenza di oltre 120 espositori. Ospite della manifestazione sarà Fabio Civitelli, uno dei più celebri disegnatori di Tex, personaggio che ha appena celebrato i 70 anni di vita ed è tuttora il più venduto in Italia. Civitelli firmerà una stampa prodotta per l’occasione con un suo disegno originale di Tex Willer autorizzato da Sergio Bonelli Editore.
In programma anche una mostra dedicata all’autore modenese Paolo ‘Paul’ Campani, creatore con Max Massimino Garnier della Paul Film, responsabile di gran parte della pubblicità a cartoni animati di Carosello. Anche quest’anno, poi, la mostra si caratterizza per la presenza di numerose piccole case editrici, che producono fumetti italiani e stranieri, e di altri settori cartacei, come le figurine e le locandine cinematografiche.

‘Mater Matuta’, mito primordiale a NapoliDal 30/11 con opere di Mario Schifano e Gennaro Vallifuoco

NAPOLI28 novembre 201914:57

– La ‘Mater Matuta’, che abbraccia nel suo grembo l’intero ventaglio di simbologie relative alla nascita dell’uomo superando le barriere di spazio e tempo, è il tema della mostra ‘Da me al cielo, eterno assoluto’ con le opere di Mario Schifano e Gennaro Vallifuoco che sarà inaugurata sabato prossimo, 30 novembre, alle 12, nel Castel dell’Ovo a Napoli (fino al 9 gennaio). Promossa dal Comune (Assessorato alla Cultura e Turismo), la mostra è la terza tappa del percorso curato da Davide Caramagna; verranno esposte 14 opere delle 28 del ciclo “Mater Matuta” di Schifano, prima di essere collocate nella sede della Fondazione Pescarabruzzo in esposizione permanente, e altre 60 opere di Vallifuoco centrate sul medesimo tema. “La mostra attraverso il ciclo quasi sconosciuto di Mario Schifano ed il lavoro realizzato da Gennaro Vallifuoco attraverso le forme nuove ed antiche delle sue Matres vuole far riscoprire la prestigiosa collezione di Matres Matutae del Museo Provinciale di Capua” spiega Caramagna.
La Mater Matuta, nella lettura dei promotori dell’evento, “trascende il flusso della storia realizzandosi come mito immutabile”. La testimonianza di queste sensazioni è mantenuta viva dai reperti conservati a Capua, luogo della memoria delle origini. Le Madri di tufo sembrano conservare nel loro ‘sacro silenzio’ la voce del mondo primordiale che attraverso le epoche e le religioni giunge fino ad oggi. Osservando i reperti e la fattura arcaica di un mondo semplice e naturale, si resta incantati e ci si rende conto di come l’uomo riconoscesse nella Madre Terra la sua identità di essere vivente. É un fascino duraturo che destò “sublimi affetti” in artisti come Mario Schifano (1934-1998) e l’irpino Gennaro Vallifuoco, scenografo, illustratore, collaboratore di Roberto De Simone.

Archeologico Napoli, dicembre di eventi per ThalassaPer ‘Museo al Museo’ artisti su tema mare aspettando mostra

APOLI28 novembre 201914:58

– Musica, spettacoli e performance nel segno del mare: è ‘Muse al Museo. Speciale Thalassa’, dal 5 all’8 e il 20 dicembre, cartellone di eventi in attesa della grande mostra sulle ‘meraviglie sommerse dal Mediterraneo’, dal 12 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
L’iniziativa è abbinata anche al lancio della nuova campagna abbonamenti Open Mann, tessera che consente l’ingresso libero al MANN per 365 giorni, mostre comprese: 8000 sono state le card sottoscritte nel primo anno, 15 euro il prezzo speciale che sarà praticato dal 1 dicembre al 12 gennaio 2020.
Aprirà il cartellone ‘Speciale Thalassa’ il concerto ‘Il mare di mezzo’ (ore 17, sala Toro Farnese, ore 17) con Luca Lanzi (Casa del vento), Francesco Moneti e Stefano Cisco Bellotti (storici componenti dei Modena City Ramblers).

Gruppo Mondadori adotta formato ePub3 per le novità eBookMiglior accesso alla lettura per persone con difficoltà visive

8 novembre 201915:35

– Tutte le novità eBook delle case editrici del Gruppo Mondadori – Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer e Mondadori Electa – saranno pubblicate nel nuovo formato ePub3, a partire da questo mese. Il nuovo formato consente la pubblicazione di testi digitali con un maggiore livello di accessibilità: grazie ad una più attenta marcatura dei contenuti e descrizione delle immagini, i lettori con disabilità visive avranno a disposizione un maggior numero di libri adatti alla fruizione con tecnologie di assistenza come tastiere apposite e voice-over.
Il Gruppo Mondadori è il primo editore italiano ad aver adottato la versione più recente dello standard internazionale per tutte le nuove pubblicazioni digitali. Il progetto di aggiornamento è stato portato a compimento dopo un’attenta analisi del nuovo formato con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’esperienza di lettura rendendola più inclusiva.
Continua così l’impegno del Gruppo Mondadori per potenziare le possibilità di accesso alla lettura a favore delle persone con difficoltà visive, tema cui da sempre riserva grande attenzione, collaborando anche con istituzioni come Fondazione LIA e Fondazione Paideia su grandi progetti di inclusività, come il catalogo dei libri italiani accessibili (https://catalogo.fondazionelia.org) e i libri digitali in CAA (comunicazione aumentativa alternativa) – progetto ILIBRIPERTUTTI (https://www.ilibripertutti.it). Perfettamente retro compatibile con qualsiasi dispositivo e app di lettura, il formato ePub3 permetterà inoltre di produrre in modo agevole anche i libri con grafiche complesse o con caratteristiche “aumentate” quali multimedialità, interattività e animazioni.
Il Gruppo Mondadori è il leader di mercato dell’editoria trade con una quota complessiva del 25,7%. Dal 2010 il Gruppo pubblica in eBook gran parte delle propria produzione editoriale, per un totale di circa 20.000 titoli a catalogo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Qui da noi non c’è posto, accoglienza spiegata ai bambini
Con Lindau Junior una storia di pregiudizi e speranza

28 novembre 201915:35

– Andrée Poulin/Enzo Lord Mariano, QUI DA NOI NON C’E’ POSTO (Lindau Junior, pp.32, 16 euro). La parola rifugiato che fa rima con accoglienza, mentre razzismo e xenofobia vengono cancellati dal vocabolario: è un libro di speranza, ma anche un’occasione per far riflettere i più piccoli su un tema di scottante attualità come l’immigrazione “Qui da noi non c’è posto”, il nuovo albo illustrato di Lindau Junior, in uscita il 29 novembre. Scritto da Andrée Poulin, con i disegni di Enzo Lord Mariano, il volume (che l’8 dicembre sarà presentato a Roma nell’ambito di Più libri, più liberi) ha il pregio di saper parlare al cuore, raccontando una storia che fa commuovere, ma che appare necessaria perché con semplicità insegna il valore della fraternità, della tolleranza e del rispetto.
Troppe bombe, troppo sangue, l’unica scelta è partire lasciandosi alle spalle il proprio paese: è così che i fratelli Marwan e Tarek diventano profughi, iniziando il loro terribile viaggio per mare su una barca sovraccarica di altri disperati.
Dopo una traversata che sembra non avere fine, in cui conosceranno il rifiuto, l’indifferenza e il pregiudizio degli altri, finalmente i due piccoli protagonisti troveranno rifugio e, con esso, la speranza del futuro grazie ad altri bambini che apriranno loro il proprio cuore. Il libro, il cui valore educativo è stato riconosciuto da Oxfam Italia, vuole essere uno strumento valido che docenti e genitori possono utilizzare per spiegare ai bambini in modo diretto ed efficace non solo l’importanza dell’accoglienza e la necessità di aprirsi verso chi viene considerato ‘diverso’, ma anche il significato di parole come “profugo”, “profugo interno”, “rifugiato”, “richiedente asilo”, “apolide”.

torna al Forte di Bard World Press PhotoDal 6 dicembre al 6 gennaio 2020, esposte le 140 foto vincitrici

AOSTA28 novembre 201915:54

– Tornano al Forte di Bard le migliori fotografie giornalistiche internazionali del World Press Photo.
Dal prossimo 6 dicembre al 6 gennaio 2020 il centro espositivo valdostano propone un allestimento delle 140 immagini aggiudicatesi il più prestigioso premio al mondo di fotogiornalismo e rappresentative del 2018. La vincitrice è intitolata Crying Girl on the Border di John Moore che mostra la piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre la madre viene perquisita da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, in Texas. Tre i fotografi italiani finalisti per il World Press Photo 2019: Marco Gualazzini, Lorenzo Tugnoli e Daniele Volpe. Novità di questo anno è il Premio World Press Photo Story of the Year, assegnato all’olandese Pieter Ten Hoopen con The Migrant Caravan. Ideato nel 1955 dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam, il concorso ha selezionato in questa edizione 78.801 fotografie di 4.738 fotografi di 129 paesi. In occasione del primo giorno di apertura, venerdì 6 dicembre, sono previste due visite guidate: la prima alle 10.30, curata da Samira Damato, exhibitions manager and curator della mostra, e alle 12 con Olivia Harris, fotografa premiata con il primo premio nella sezione Contemporary Issues – Stories.

Mare Fermo, l’integrazione possibileChiappaventi e l’esperienza dei migranti della Save the Youths

28 novembre 201915:56

– Guy Chiappaventi, MARE FERMO (Ensemble, pp.200, 12 euro). Sul campo da gioco corrono, sudano, si misurano con gli altri non per vincere ma per provare a dimostrare che, nonostante le difficoltà, l’accoglienza è ancora possibile, che l’integrazione è qualcosa che si può fare; può capitare però che da un giorno all’altro spariscano nel nulla, lasciando su quel campo i compagni di squadra e prendendo di nuovo la strada per andare via, se la burocrazia rende troppo alto il rischio di ritornare all’inferno che si sono lasciati alle spalle nel proprio Paese. Alla storia dei giocatori, tutti giovani migranti africani venuti dal mare in condizioni disperate, della squadra di calcio Save the Youths è dedicato il libro “Mare Fermo” del giornalista Guy Chiappaventi, edito da Ensemble. Un libro forte e sincero, vissuto sulla propria pelle dall’autore, che apre una breccia nell’indifferenza di un’Italia dai porti chiusi, che sembra provare solo rancore e pregiudizio nei confronti degli immigrati.
Attraverso il racconto dei migranti-giocatori, il volume (che sarà presentato a Più libri, più liberi a Roma l’8 dicembre) accende i riflettori su una piccola ma significativa realtà di provincia (siamo nelle Marche, a Fermo, dove si allena e gioca la Save the Youths) in cui si tenta, grazie al lavoro di uomini volenterosi, un’integrazione credibile tra rifugiati e italiani ma dove non mancano casi di cronaca che fanno riflettere, come quello dell’omicidio di Emmanuel, un profugo nigeriano e cattolico, ucciso con un pugno da un italiano.

Mvseum, tra i quadri di un albo illustratoEsce per Orecchio Acerbo

29 novembre 201909:53

– JAVIER SAEZ-CASTAN E MANUEL MARSOL, MVSEUM (ORECCHIO ACERBO, PP 52 A COLORI, EURO 14). Arriva in libreria un travolgente racconto, senza parole, di quando la vita entra nei quadri. E di quando i quadri prendono vita. E’ l’albo illustrato ‘Mvsevm’ di Javier Sáez-Castán e Manuel Marsol pubblicato da Orecchio Acerbo Editore.
Un personaggio errante, che tanto somiglia a Edward Hopper, una mattina entra in uno strano edificio. All’interno, lungo le pareti i quadri si animano con scene di vita appena trascorsa e quella che forse era una visita di cultura si trasforma in un incubo ‘ardente’ da cui è meglio uscire alla svelta.
Ma i tratti di quel guardiano minaccioso non sono quelli delle tigri padane di Ligabue?E quei quadri alle pareti -impronte di Magritte, pennellate di Rousseau- non sono più realistici della realtà? Pieno di ironia e di mistero, da un soggetto della geniale mente di un maestro dell’albo illustrato come lo spagnolo Javier Sáez-Castán, 55 anni, con le illustrazioni dipinte su legno del madrileno Manuel Marsol, 35 anni, insignito recentemente del Premio Internazionale di Illustrazione alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, ‘Mvsevm’ è un omaggio alla pittura americana ,con un po’ di surrealismo di Magritte, il tutto circondato da reminiscenze dei ‘Labirinti’ di Borges. Un’avventura pittorica in cui realtà e arte si scambiano i loro ruoli.
Cos’è un museo? È un luogo dove archiviare le immagini? Un dispositivo per osservare il mondo? Una versione aggiornata della caverna di Platone?

Biagio Antonacci, ho seguito sogni di ragazzo di Rozzano’Chiaramente visibili dallo spazio’ è album in uscita domani

29 novembre 201909:50

S’intitola ‘Chiaramente visibili dallo spazio’ il nuovo album di Biagio Antonacci, in uscita domani. Il quindicesimo capitolo discografico dell’ex ragazzo di Rozzano che faceva il geometra e voleva cantare le sue canzoni, è composto da un totale di dodici canzoni nate in luoghi diversi, fino ad arrivare a New York, dove è stato in parte registrato. “Ho pensato ad una grande lente, in alto nello spazio – ha spiegato Antonacci – attraverso la quale qualcuno o qualcosa ci osserva e vede i nostri pregi e anche i nostri difetti. A mio avviso vede più cose belle”. Anticipato dall’uscita del singolo ‘Ci siamo capiti male’, l’album al completo è frutto anche della collaborazione tra Antonacci e un nutrito gruppo di musicisti, tra i quali anche il percussionista brasiliano Mauro Refosco (già sentito al lavoro con David Byrne e Red Hot Chili Peppers), il bassista Spencer Zahn e i chitarristi Massimo Varini e Placido Salamone, oltre all’orchestra dell’EdoDea Ensemble. “Negli anni – ha raccontato Antonacci – ho cercato di rispettare sempre i sogni di quel ragazzo di Rozzano che voleva fare il suo primo disco. Mai avrei pensato di arrivare a scrivere quindici album da studio e nemmeno di poter continuare negli anni ha suscitare interesse.
Ho sempre gli occhi di quel ragazzino e ogni volta mi sento come se dovessi dimostrare qualcosa, non agli altri ma a me stesso”.
Alle canzoni che compongono la scaletta dell’album che va da ‘L’amore muore’ fino a ‘Una brava persona’, passando attraverso ‘Beata te’, ‘Parigi sei tu’ con la voce campionata di Edith Piaf, ‘Non è così sbagliato dirsi ciao’, ‘La vanità’ e le altre, si e messo al lavoro in veste di produttore anche Taketo Gohara.
“Mi piace da sempre raccontare le storie semplici – ha raccontato il cantautore milanese – così come delle difficoltà di comunicazione. Canto delle persone comuni, che sono i veri eroi. Arrivo dalla periferia e da una famiglia che ha fatto fatica. Ho vissuto il cantiere come geometra per otto anni e conosco il valore dei soldi, perché prima non ne ho avuti”. Al prossimo tour con il quale portare in giro le nuove canzoni, Antonacci non ha invece ancora pensato: “Accetto consigli – ha detto lui – perché dal vivo ho provato già tutto. Arrivo da un recente tour molto pop con Laura (Pausini) e forse la prossima direzione che prenderò potrebbe essere più minimalista. Magari sarà la volta dei teatri, perché ho voglia di presentarmi da solo con la chitarra e il pianoforte”.

Mahmood, da Milano nuovo tour EuropeoBelgio, Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania

28 novembre 201916:05

– Per Mahmood, quella appena trascorsa è stata una stagione trionfale. Ma era solo l’inizio.
A partire dal 14 aprile 2020, l’artista italiano dei record torna on the road con un nuovo tour europeo con partenza dalla sua Milano, che proseguirà poi toccando Belgio, Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania e Svizzera. Queste le tappe: il 14 aprile a Milano-Alcatraz.
15 aprile Anversa, De Roma.
19 aprile Parigi, Bataclan.
20 aprile Amsterdam, Melkweg.
21 aprile Londra, 02 Shepherd’s Bush Eempire.
25 aprile Murcia, Sala Rem.
27 aprile Madrid, Sala But.
3 maggio Monaco, Technikum.
4 maggio Stoccarda, Wizemann.
7 maggio Colonia, Gloria.
10 maggio Amburgo, Mojo.
15 maggio Losanna, Les Docks.
16 maggio Zurigo, Komplex 457.
La produzione del tour è di Friends & Partners, prevendite presso il circuito TicketOne.it

a Bologna ‘Noi…Non erano solo canzonette’Storia d’Italia tra il 1958 e il 1982 attraverso musica d’autore

BOLOGNA28 novembre 201916:36

– Dall’abbraccio di Domenico Modugno sul palco di Sanremo nel 1958 a quello di Paolo Rossi ai compagni di squadra sul prato del Bernabeu nella notte dell’Italia mondiale a Madrid nel 1982, cuciti con il filo rosso della musica per raccontare, in cento canzoni, un quarto di secolo del Paese Si apre domani a Bologna – dopo la tappa torinese della scorsa primavera-estate – la mostra ‘Noi… Non erano solo canzonette’, rappresentazione della storia italiana recente attraverso la musica d’autore.
La mostra curata da Giampaolo Brusini, Giovanni De Luna e Lucio Salvini – a Palazzo Belloni da domani al 12 aprile 2020 – con il sottotitolo ‘Penso che un sogno così non ritorni mai più’ porta in scena un percorso cronologico e multisensoriale in cui musica, società, stili di vita e mode, si intrecciano l’uno con l’altra attraverso undici aree tematiche dalla grande immigrazione verso le città del Nord della fine degli Anni Cinquanta fino all’entusiasmo degli Anni Ottanta. Dopo Bologna la mostra approderà a Pesaro.

S. Cecilia: Ivo Pogorelich, il grande ritornoLo straordinario pianista croato in recital il 1 dicembre

28 novembre 201916:43

– Lo straordinario pianista Ivo Pogorelich, ex ‘enfant terrible’ della musica classica, torna dopo una lunga parentesi sul palcoscenico dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un recital attesissimo per la Stagione da Camera domenica 1 dicembre alle 20:30 all’ Auditorium Parco della Musica. Il grande artista croato proporrà alcuni capisaldi del suo repertorio: ‘Gaspard de la nuit’ di Ravel, suo cavallo di battaglia immortalato nel 1983 in una incisione intramontabile della Deutsche Grammophon che lo ha consacrato tra l’olimpo dei giganti del pianoforte; la Suite Inglese n.3 di Bach; la Sonata op.22 di Beethoven; Barcarolle op.60 e il Preludio op.45 di Chopin. Pogorelich, 58 anni di Belgrado, ha esordito a Santa Cecilia nel 1983 e si è esibito l’ ultima volta per l’ Accademia Nazionale nel 2011. Formatosi a Mosca studiando con Aliza Kezeradze, divenne famoso a 22 anni per un concorso non vinto, il Concorso internazionale Chopin di Varsavia dove la sua esclusione provocò le dimissioni di Martha Argerich che definì il giovane pianista “un genio”. Da allora Pogorelich ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e suonato con le orchestre più prestigiose, dai Berliner e Wiener Philarmoniker alla New York Philarmonic. Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente a sostenere i giovani musicisti. E’ attivo inoltre in campo umanitario come ambasciatore di pace dell’Unesco ed ha istituito borse di studio per i giovani in Croazia. Si esibisce regolarmente in concerti di beneficenza per finanziare la ricerca sul cancro. Ha ricevuto il premio di ambasciatore di eccellenza dalla Fondazione degli ambasciatori di Pasadena. Ha partecipato a numerosi concerti per raccogliere fondi a favore dell’Unesco e della Croce Rossa per la realizzazione di ospedali e la ricostruzione del suo paese.

‘Incursioni’, nuova collana di narrativa di Italo SvevoDiretta da Dario De Cristofaro, in libreria i primi due titoli

29 novembre 201913:42

Arriva in libreria ‘Incursioni’, una nuova collana di narrativa della Italo Svevo Edizioni, diretta da Dario De Cristofaro, con pagine intonse, come tradizione della casa editrice, e progetto grafico di Maurizio Ceccato.
I primi due titoli sono ‘Alba senza giorno’ del barese Fernando Coratelli, 49 anni, ispirato a fatti di cronaca, in cui si intrecciano con l’andamento del thriller le vicende di due ragazzi rom in viaggio per cercare fortuna nell’Europa occidentale, una giovane madre della periferia milanese e un sicario della ‘ndrangheta. In ‘Scavare’ che segna l’esordio di Giovanni Bitetto, nato ad Andria nel 1992, viene raccontata l’amicizia, prima simbiotica, poi conflittuale, fra uno scrittore nichilista e un filosofo marxista, in un lungo monologo notturno.
Nata dall’esperienza decennale di Dario De Cristofaro con lo scouting della rivista Effe, Incursioni vuole “provare a unire l’esperienza delle riviste, in questi anni rifiorite, a una collana, unite alla forma libro dal tempo lento, con le pagine intonse” spiegano i curatori. Nelle storie proposte “la bellezza della forma non è mai fine a se stessa, ma esprime e libera la profondità dei contenuti. I libri – sottolineano gli ideatori – si contraddistinguono per sensibilità e intelligenza, istinto narrativo e sguardo acuto sulla realtà” .
La collana non intende lavorare sulla quantità, ma concentrarsi su una selezione di titoli che sia attenta e curata in ogni aspetto, redazionale, grafico e promozionale, inserendosi nel percorso già tracciato con successo dalla Piccola Biblioteca di Letteratura Inutile.

Simpson, 30 anni di un mito globaleMoritz Fink in libreria con Leone Editore

28 novembre 201917:20

– I Simpson compiono 30 anni e per celebrare la loro storia Moritz Fink, studioso indipendente e bibliotecario, pubblica un libro che ne ripercorre la storia.
Partendo dalla nascita della serie, l’autore arriva ad analizzare l’enorme impatto culturale dei personaggi all’interno dei media e nell’universo del fandom. Ad esempio, non tutti ricordano il cortometraggio Good Night, trasmesso il 19 aprile 1987 durante una puntata del Tracey Ullman Show. Eppure quel video ha segnato la prima apparizione televisiva di una delle famiglie più conosciute e amate dagli americani. Nella loro casa al 472 di Evergreen Terrace, ecco l’indolente Homer Simpson, con la devota moglie Marge e i figli Bart, Lisa e la piccola Maggie.
Con un crescendo di successo nel corso degli anni, I Simpson sono diventati la più importante sitcom della tv americana, riflesso e parodia della società occidentale, rappresentata nella sua totalità. Creata da Matt Groening e James L. Brooks, la famiglia più famosa di Springfield si è trasformata in un vero e proprio fenomeno mediatico globale, inconfondibile per la sua irriverenza.
“Il culto dei Simpson – scrive Moritz Fink – non riguarda soltanto i fan irriducibili del programma. Significativamente, coinvolge anche persone che seguivano la serie con frequenza più o meno regolare quando andava per la maggiore negli anni Novanta (come me); persone che hanno visto solo alcuni episodi o frammenti (come mia sorella o il mio ex insegnante d’inglese); o persone che non hanno mai guardato un episodio, ma conoscono la sitcom perché ne hanno sentito parlare da altri o perché hanno visto i personaggi fare bella mostra di sé su qualche T-shirt (mia madre e mio padre appartengono a questa categoria)”.
Il libro ‘I Simpson. Trent’anni di un mito’ (Leone Editore) arriva oggi in libreria.

Esce Trilogy, nuovo album d’inediti di Arturo StàlteriUndici brani in cui è protagonista con il suo pianoforte

28 novembre 201917:20

– Esce venerdì 29 novembre “Trilogy” (etichetta Felmay), il nuovo album d’inediti di Arturo Stàlteri, tra i pianisti contemporanei più conosciuti e apprezzati in Europa, nonché storica voce di Rai Radio 3. A quasi due anni da “Low & Loud”, il musicista in quest’opera si è ispirato al numero tre, nei suoi numerosi significati: 11 brani in cui è assoluto protagonista con il suo pianoforte fatta eccezione per la partecipazione di Laura Pierazzuoli al violoncello e Federica Torbidoni al flauto in alcuni pezzi.
“Trilogy” è anche un omaggio a Keith Emerson, del quale reinterpreta il brano omonimo, in una lettura per due pianoforti.
Il disco contiene un tributo a Napoli, il Trittico Napoletano: “Ci sono tre brani, uno ispirato a Domenico Scarlatti, uno al Vesuvio (da un’idea di Gianni Colini Baldeschi) e uno a Tony Esposito, del quale riarrangio “Rosso Napoletano”, in una versione per pianoforte, flauto e knotdrum”, spiega Stàlteri.
“Un’altra trilogia è quella dei “Trois Morceaux en forme de Pomme”, con il pensiero ai “Trois Morceaux en forme de Poire” di Erik Satie (nessun riferimento musicale, ma solo letterario).
Nel cd, inoltre, è presente un rarefatto brano dal titolo “Three Pianos” (tre pianoforti, di cui due a volte “trattati”) e l’immancabile tributo a J. R. R. Tolkien e alla sua trilogia “Il Signore degli Anelli”, con “Tre Anelli ai Re degli Elfi” per pianoforte e violoncello (versi tratti dal “Poema dell’Anello”).
“C’è anche una composizione ispirata al celebre ‘Trittico del Giardino delle Delizie’ – spiega il pianista – del pittore fiammingo del ‘500 Hieronymus Bosch, e una pagina pianistica suggerita dalle immagini delle tre principali divinità babilonesi: Anu, Enlil, Ea”.
A breve partirà l’instore tour di Stàlteri in giro per le Feltrinelli di tutta Italia.

Benedetta Tobagi, piazza Fontana un processo impossibileIn un volume Einaudi per 50 anni strage del 12 dicembre

28 novembre 201917:56

– BENEDETTA TOBAGI, ‘PIAZZA FONTANA. IL PROCESSO IMPOSSIBILE’ (PASSAGGI EINAUDI, PAG. 425, 20 EURO) In un racconto serrato e documentatissimo, Benedetta Tobagi indaga la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) a partire dal primo processo sull’attentato, un processo-labirinto celebrato tra Milano, Roma e infine Catanzaro nell’arco di quasi vent’anni. Prima di essere affossato da assoluzioni generalizzate, esso porta alla luce una sconcertante trama di depistaggi e accerta le pesanti responsabilità dei terroristi neri e di alcuni ufficiali dei servizi segreti fino a trasformarsi in un processo simbolico allo Stato: una ricostruzione che si arricchisce e trova sostanziali conferme nei decenni successivi. Piazza Fontana sottopone il sistema della giustizia a una torsione estrema; è un incubo, ma insieme un risveglio. Se da un lato la tragedia dell’impunità alimenta un profondo sentimento di sfiducia, dall’altro comporta una dolorosa presa di consapevolezza che contribuisce alla maturazione di una coscienza critica in ampi settori del mondo giudiziario e tra i cittadini.
Benedetta Tobagi

Jasmine Trinca, in Simple Women regista di un’iconaL’attrice, con l’età sono diventata meno snob

8 novembre 201918:26

‘Simple Women’ di Chiara Malta, produzione Italia/Romania, racconta di un’ossessione del cinema e sul cinema, quella di Federica (Jasmine Trinca) folgorata in adolescenza dalla visione di ‘Simple Men’ di Hal Hartley e, soprattutto, della sua interprete Elina Löwensohn che nel film soffriva di crisi epilettiche proprio come lei. Trent’anni dopo Federica, ormai regista della tv vaticana, incontra improvvisamente per le strade di Roma Elina, il suo mito underground, che è nella capitale per un ennesimo provino che probabilmente andrà male. Federica, presa dall’entusiasmo, le propone subito di girare un film sulla sua vita, dall’infanzia nella Romania di Ceausescu fino ai cult-movie americani. Sul set però niente va come previsto, perché il cinema è un’illusione e gli idoli, quando sono messi sotto la lente di ingrandimento, non sono poi così belli come ce li si aspettava. E poi per Federica è una sorta di catarsi perché si ritrova a dover fare i conti, oltre che con la sua icona dell’infanzia, anche con se stessa e con la sua mancata voglia di crescere. Il film opera prima di Chiara Malta, dopo la première mondiale al Festival di Toronto, è passato oggi in anteprima italiana al 37/ma edizione del Torino Film Festival, nella sezione Festa Mobile. “Per anni – racconta Chiara Malta, già autrice di corti e del documentario Armando e la politica – ho creduto che Elina Löwensohn fosse un’attrice americana. L’avevo vista al cinema, nei film di Hal Hartley. Non posso dire di essere stata una sua fan. Sapevo chi era, niente più: Elina Löwensohn, un’attrice americana. Poi un giorno qualcuno ci ha presentate.
Mi ha detto subito che era rumena. Di quest’incontro mi è rimasta l’eco di una frase in testa, come un ritornello martellante, ostinato: ‘Non sono un’attrice americana’. Non sono ciò che credi. Simple Women è iniziato così”. “Mi ha interessato il ribaltamento di ruolo di un attrice, come me, che interpreta regista – dice oggi a Torino Jasmine Trinca – . Lei diventa per me un alter ego, una rivale in un gioco alla stesso tempo divertente e crudele. Nel film poi, come si vede puntualmente, c’è stata una sorta di identificazione tra me e il personaggio di Elina che, tra l’altro, ha avuto a sua volta la difficoltà, anche psicologica, di interpretare se stessa”. E ancora l’attrice in una prospettiva di bilanci:”Se penso che dal mio primo film, La stanza del figlio (1999) di Nanni Moretti, sono passati venti anni mi fa impressione. È vero che con il tempo è difficile mantenere sempre alte le energie, anche perché il mio approccio al lavoro prevede sempre un investimento forse eccessivo di emotività e bagaglio personale, e dopo un po’ di anni questo tipo di condivisone non è semplice né scontata. Con l’età – conclude – sono meno snob di un tempo e cerco di approfittare di più del divertimento che c’è nel fare cinema”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gianni Di Gregorio e l’ultimo Fantastichini
È ‘Lontano lontano’ , giovani-vecchietti ed emigrazione

29 novembre 201914:05

‘Lontano lontano’ e un film pulito, delizioso e anche con una sua morale che si potrebbe sintetizzare così: i sogni dei vecchi devono viverli i giovani.
Diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini (nella sua ultima interpretazione) e Giorgio Colangeli racconta appunto di sogni che non invecchiano mai. O almeno è quello che pensano Attilio (Fantastichini), tonico venditore di bric e brac a Porta Portese; Giorgetto (Colangeli), radicato scansafatiche con banco di verdure, e infine, il “Professore” (Di Gregorio). Tre pensionati romani, stanchi del quotidiano arrabattarsi, che sognano di scappare in qualche posto esotico dove la loro pensione valga di più.
Cominciano così a raccogliere il capitale necessario, e studiano anche, guidati dall’acuto Prof. Federmann (Roberto Herlitzka), dove andare. E questo nel segno di un paese davvero sicuro in tutti i sensi, ovvero: “senza violenza, meduse, terremoti e maremoti”. Alla fine il luogo scelto sono le Azzorre, ma i tre pensionati non sono più tanto convinti di partire. Anche perché, nel frattempo, si sono affezionati ad Abu (Salih Saadin Khalid) giovane migrante che Giorgetto ha come adottato. L’idea del film – presentato a Festa Mobile della 37/ma edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 febbraio distribuito da Parthènos – spiega oggi a Torino Di Gregorio (Il pranzo di ferragosto): “me l’ha data Matteo Garrone che mi ha stimolato a scrivere di un pensionato povero costretto ad andare all’estero. Così, dopo tre anni di lavoro, sono arrivato a scrivere prima un racconto, pubblicato da Sellerio, e poi la sceneggiatura del film”. È vera commozione da parte del regista quando parla della scomparsa di Fantastichini: ” mi manca tantissimo – dice -. Provo un dolore tremendo che non sia qui. È stato un uomo e un attore straordinario, che nascondeva dietro la sua leggerezza una grande tensione morale. Era poi un vulcano – aggiunge – che ci aveva schiavizzati tutti. La prima volta che l’ho incontrato, insieme a Colangeli, per pranzo dopo un po’ ha vinto tutte le nostre resistenze alimentari tanto che siamo usciti dal ristorante completamente stravolti”. Per Colangeli, ‘Lontano lontano’: “è un film a rilascio lento difficile da raccontare. Quello che succede è molto banale, ma poi dentro ci sono cose molto complesse”. Conclude Gianni Di Gregorio: “Mentre scrivevo queste storie individuali, le tragedie in mare legate all’immigrazione, sono entrate prepotentemente nella storia. Ed è nato così il personaggio di Abu, giovane africano arrivato in Italia con un gommone”. Nel cast del film, prodotto da Bibi Film con Rai Cinema in coproduzione con la francese le Pacte, anche Daphne Scoccia, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado e Galatea Ranzi.

Teatro: a Bologna sul palco attori senza fissa dimora’Twilight room’ e ‘Temporanea’ a CostArena e Alemanni

BOLOGNA28 novembre 201918:28

– ‘Racconti dell’ultima stanza’ è il progetto dell’Amorevole Compagnia Pneumatica che prevede ‘The twilight room. Ai confini della società’ spettacoli teatrali con persone senza fissa dimora e la rassegna ‘Temporanea’ di teatro sociale, negli spazi CostArena e teatro Alemanni a Bologna, poi anche a Parma e Reggio Emilia.
‘The twilight room’ vedrà in scena (30/11, 1/12 e 7/12) attori professionisti e apprendisti, che hanno conosciuto la vita di strada e partecipato all’attività didattica della compagnia, per sei episodi diversi e autoconclusivi, due per serata. Si racconta del Twilight Hotel, che accoglie persone senza fissa dimora, ma che nasconde un’altra attività perché gli ‘homeless’ ospitati vengono legati, torturati e uccisi dinanzi a una telecamera, per ‘snuff movie’ da vendere Dark web. Ma tutto giocato sul filo del paradosso e di uno humour nero di satira sociale. ‘Temporanea’ (dal 3 al 7/12) vedrà impegnate cinque compagnie, con due titoli a sera.

Musica: il 31 dicembre a Bologna festival ‘Galactica’In fiera fino alle 7 del mattino con dj internazionali

BOLOGNA28 novembre 201918:29

– Charlotte de Witte (Belgio), Ellen Allien (Germania), Bec (Gran Bretagna), gli italiani Joseph Capriati, V111 e Mattia Trani si alterneranno alle consolle il 31 dicembre a Bologna, al padiglione 36 della Fiera, per la seconda edizione di ‘Galactica electronic music festival’, con allestimenti scenografici e visual, dalle 20 alle 7 del mattino.
Il festival è promosso da Uncode, collettivo nato nel 2015 a Bologna, che da anni porta in città alcuni dei più importanti nomi della scena clubbing internazionale, che ha annunciato l’apertura di un nuovo club ne centro storico cittadino. Negli spazi dell’ex Arteria in vicolo Broglio nascerà Usb (Underground sounds Bologna), per portare nel cuore della città i protagonisti del clubbing. L’impresa nasce grazie alla volontà di Bonny Lester, production manager e promoter del The Garden a Tisno in Croazia e Antonio Mazzotta di Uncode. Il locale, completamente rinnovato, sarà aperto cinque giorni a settimana con format a cadenza fissa il venerdì e il sabato.

Nasce a Zanzibar il primo museo dedicato a Freddie MercuryPer iniziativa dell’imperiese Boero e Jafferji amico di famiglia

IMPERIA28 novembre 201919:00

– È nato il primo museo dedicato a Freddy Mercury Museum. Ha preso corpo a Stone Town dove il leader dei Queen era nato il 5 settembre 1946 sull’isola di Zanzibar. E’ stato allestito nell’abitazione su Shangani Street dove Mercury visse, per iniziativa dell’imperiese Andrea Boero e Javed Jafferji, una amico della famiglia del cantante. Il Freddy Mercury Museum è stato inaugurato il 24 novembre per commemorare il 28/0 anniversario della scomparsa del musicista.
Boero e Jafferji hanno compiuto un meticoloso lavoro di ricerca, hanno raccolto oltre 100 foto esclusive, testimonianze e dediche, tutto custodito al piano terra della casa dove Farrokh Bulsara, vero nome dell’artista, visse. Il museo raccoglie, tra i vari cimeli, il suo certificato di nascita. Il materiale in esposizione ripercorre le radici zoroastriane del cantante, la sua fanciullezza in Zanzibar, la scuola a Panchgani in India e il suo percorso che lo ha portato a diventare una delle più grandi stelle del panorama musicale.
“Un sentito ringraziamento – affermano Andrea e Javed – va alla famiglia Bulsara, agli amici di Freddie e ai Queen che in questo coinvolgente percorso ci hanno sostenuto. Ora anche Freddie ha il suo museo, come merita”.

Modà, al via da Bologna Testa o croce tour 2019/2020Debutto il 2 dicembre, poi date fino all’Arena di Verona (2/5)

OLOGNA28 novembre 201920:09

– Partirà ufficialmente lunedì 2 dicembre dall’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) il ‘Testa o croce tour 2019/2020’ dei Modà, che tornano live dopo due anni di pausa e dopo l’uscita del nuovo album, di cui è ora in radio il singolo ‘…puoi leggerlo solo di sera’, unica canzone d’amore autobiografica del disco. In programma date fino a maggio: 4 dicembre Assago, 7 Brescia, 8 Torino, 11 Firenze, 14 Roma; 6 e 7 marzo Acireale, 10 Eboli, 13 e 14 Bari, 17 Reggio Calabria, 20 Roma, 24 Genova, 28 e 29 Assago; 2 maggio Arena di Verona.
I Modà sono tra le band di maggior successo in Italia, con all’attivo 7 album e decine di hit. Il gruppo è composto da Kekko Silvestre (voce, pianoforte), Diego Arrigoni (chitarra elettrica), Stefano Forcella (basso), Enrico Zapparoli (chitarra elettrica, chitarra acustica) e Claudio Dirani (batteria). Sono esplosi nel 2011 con l’album ‘Viva i romantici’ e hanno conquistato due volte il podio a Sanremo, nel 2011 (‘Arriverà’) e nel 2013 (‘Se si potesse non morire’).

Debuttano le felpe dei ragazzi dell’Istituto TumoriDopo 6 mesi lavoro ecco Youth, logo raffigura cicatrici

MILANO29 novembre 201911:37

– Debuttano le felpe YOUTH ideate dai ragazzi del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che dal 3 dicembre sarà ospitata alla Rinascente di Milano. Sono il frutto di sei mesi di lavoro di 32 giovani tra i 15 e i 24 anni, coordinati dalla stilista Gentucca Bini.
Belle e pratiche, ma dense di significati, a partire dal logo: “Come in altri progetti artistici realizzati negli anni passati, anche questa volta i nostri ragazzi hanno usato la creatività per raccontarsi – spiega Andrea Ferrari, Responsabile del Progetto Giovani -. Il marchio scelto parla di “giovinezza” con l’esponenziale “all’ennesima potenza”. Il logo, diviso in due da un taglio, raffigura le cicatrici dei ragazzi e in particolare la cicatrice del port-a-cath, il catetere per l’infusione della chemioterapia; in alcuni modelli è coperto da una banda che rappresenta un evento improvviso che rischia di rovinare l’adolescenza, che poi diventa occasione di rinascita”.

Gianni Morandi porta a 25 le date al Duse di Bologna’Stasera gioco in casa’, a febbraio quattro nuovi spettacoli

BOLOGNA29 novembre 201912:49

– Salgono a 25 i concerti di Gianni Morandi al Teatro Duse di Bologna. ‘Stasera gioco in casa’ proseguirà ancora per un mese con quattro nuove date: 13, 20, 26 e 27 febbraio. L’annuncio è stato dato dallo stesso artista al termine del concerto di ieri sera, durante il quale Morandi ha riproposto come sempre i suoi grandi successi e si è raccontato in maniera inedita, dialogando direttamente con il pubblico, tra aneddoti, battute, sogni ed emozioni.
Accompagnato da Alessandro Magri al pianoforte ed Elia Garutti alla chitarra, lo spettacolo vede una scaletta diversa per ogni data. Una selezione sempre nuova tratta dal suo immenso repertorio, composto da oltre 600 canzoni. Già molto apprezzato il nuovo brano ‘Stasera gioco in casa’ che apre il concerto: la canzone, scritta dal nipote di Gianni, Paolo Antonacci, figlio di Marianna e Biagio Antonacci, è una ballad dolce e romantica.

The Script tornano in Italia9 luglio a Pistoia Blues Festival e 10 a Milano Summer Festival

PISTOIA29 novembre 201912:57

– La band rock-pop internazionale The Script torna in Italia la prossima estate per due concerti: il 9 luglio a Pistoia per un’anteprima della 41/a edizione del Pistoia Blues Festival e il 10 al MIlan Summer Festival.
La band ha appena pubblicato un nuovo disco ‘Sunsets & Fulll Moons’ che richiama le atmosfere dei primi fortunatissimi dischi e sarà impegnata in un lungo tour che ha già fatto segnare diversi sold-out. Con 6 miliardi di stream, 30 milioni di singoli e 11 milioni di album venduti, oltre 12 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e 1.8 milioni di biglietti venduti, The Script si collocano in una delle serate del Festival dedicati alle proposte d’eccellenza del rock d’oltremanica.
La serata a Pistoia, con palco in piazza Duomo, sarà aperta da Becky Hill, giovanissima cantautrice inglese tra le più apprezzate del pop britannico contemporaneo.

Kenro Izu presenta a Modena ‘Requiem for Pompei’Dal 6 dicembre 55 foto ‘mostrano’ giorno dopo eruzione 79 d.C.

MODENA29 novembre 201913:07

– Un’esposizione presenta 55 fotografie inedite, donate dall’artista giapponese Kenro Izu alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C. E’ ‘Requiem for Pompei’, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, in programma dal 6 dicembre al 13 aprile alla Fondazione Modena Arti Visive (Fmat).
L’esposizione è co-promossa dal Parco archeologico di Pompei, che per l’occasione ha prestato alcune riproduzioni dei celebri calchi in gesso delle vittime dell’eruzione e che successivamente la ospiterà nei propri spazi espositivi.
Kenro Izu (Osaka, 1949) è da sempre affascinato dalle vestigia delle civiltà antiche, che lo hanno portato a realizzare delle serie di immagini nei siti archeologici più importanti e conosciuti, dall’Egitto alla Cambogia, dall’Indonesia all’India, dal Tibet alla Siria. ‘Requiem for Pompei’ è un progetto iniziato nel 2015, in collaborazione con Fondazione Fotografia Modena.

In mostra statua etrusca OfferenteA San Gimignano dove fu scoperta, mai esposta prima

SAN GIMIGNANO29 novembre 201913:20

– Sarà esposta per la prima volta al pubblico, in occasione di una mostra ai Musei Civici di San Gimignano (Siena), l’Offerente, “eccezionale” statua in bronzo lunga 64 centimetri, risalente all’età etrusca, scoperta nel 2010 sulle alture della Torraccia di Chiusi, nel territorio di San Gimignano verso la Valdelsa. ‘Hinthial. L’Ombra di San Gimignano. L’Offerente e i reperti rituali etruschi e romani’ il titolo dell’esposizione, in programma dall’1 dicembre al 31 maggio.
Il ritrovamento avvenne durante la ristrutturazione di un edificio: la statua, che ritrae una figura maschile che indossa una toga, in ottimo stato di conservazione, fu trovava sul fondo di uno scasso. Interrotti i lavori, a partire dal 2011 la Soprintendenza diede avvio a una campagna di scavi che ha fatto emergere un’area sacra etrusca all’aperto, in uso per almeno 500 anni, dal III secolo a.C. fino al II secolo d.C..
La statua fu trovata sepolta vicino a un monolite in pietra squadrato che doveva fungere da altare.

Dardust, esce il singolo SublimeAnticipa album “S.A.D. Storm and Drugs”, in uscita il 17 gennaio

29 novembre 201913:36

– E’ uscito “Sublime”, il secondo brano estratto da “S.A.D. Storm and Drugs”, il nuovo disco di Dardust che uscirà il 17 gennaio per Sony Music Masterworks e Artist First.
L’album è l’ultimo capitolo di una trilogia discografica che attraversa l’asse geografico/musicale Berlino-Reykjavík-Edinburgo, primo progetto italiano di musica strumentale che unisce il mondo pianistico minimalista all’immaginario elettronico di matrice Nord Europea. Dardust si è ispirato, per la scelta del titolo, allo “Sturm und Drang”, la corrente tedesca di fine Settecento che vedeva come protagonisti alcuni scrittori e pittori come Goethe e Caspar Friedrich.
“Concetto base della corrente Sturm und Drang era il Sublime che è un duplice sentimento, ossia la paura di fronte a scenari spesso spaventosi e l’estasi davanti agli stessi scenari – racconta Dardust -. Questo concetto è rappresentato perfettamente nelle immagini del pittore David Caspar Friedrich caratterizzate da figure ritratte di spalle, che si chiamano ruckenfigur, di fronte a scenari spesso tempestosi e spaventosi.
Nel 2018 mi sono sentito come in un quadro di Friedrich. Quando non puoi cambiare una situazione, l’unica cosa che puoi fare è cambiare te stesso, e io ho scelto di rifugiarmi nell’estasi creativa, scappando e rifugiandomi a Edimburgo, dove ho scritto Sublime e tutto l’album”.
Dardust tornerà live da febbraio 2020. Ogni show dello “Storm and Drugs Live” sarà articolato in due atti: il primo, Storm, più intimo e dal taglio teatrale che riprende la poetica e l’immaginario dello sturm und drang settecentesco in ogni aspetto visivo; il secondo, Drugs, attinge alla parte più electro trasformando lo show nel finale in una vera atmosfera rave.
Queste le prime date: 27 febbraio Roma, 5 marzo Milano, 6 marzo Torino, 20 marzo Madrid, 26 marzo Parigi, 27 marzo Bruxelles.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Baglioni, nuovo singolo dal 3 gennaio
Gli anni più belli, dà il titolo al nuovo film di Muccino

9 novembre 201913:37

– Gli anni più belli è il nuovo inedito di Claudio Baglioni, in uscita il 3 gennaio. Il brano dà il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, al cinema dal 13 febbraio.
La canzone è una delle dodici tracce che compongono il nuovo album di inediti del cantautore, in uscita in primavera. Dodici canzoni, come le dodici note e come le serate a giugno alle Terme di Caracalla a Roma di “Dodici Note”, tutti i classici di Claudio Baglioni, per la prima volta in un’inedita e raffinata dimensione classica: grande voce, solisti d’eccezione, grande orchestra e coro.
Una ‘prima nella prima’: per la prima volta in assoluto, infatti, la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ospiterà dodici serate consecutive dello stesso artista.
Queste le date: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18 giugno.

Parte da Milano Hope Christmas tour di AlleviPrimo dicembre concerto con coro sold out al Dal Verme

29 novembre 201913:39

– Parte il primo dicembre con un tutto esaurito al Teatro Dal Verme di Milano l’ ‘Hope Christmas Tour’ di Giovanni Allevi. In questa nuova tourneè, per la prima volta il compositore affiancherà al suo pianoforte anche il canto, affidato per l’occasione al Coro dell’Opera di Parma e alle voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano, il tutto sostenuto dall’Orchestra Sinfonica Italiana.
In scaletta composizioni inedite, brani di Natale e grandi classici rivisitati. Dopo le date in Italia, anche concerti in pianoforte solo in Austria, Germania e Svizzera.

Musica: Gianna Nannini ospite della ‘settimana pacifica’7 concerti, 7 ospiti per Pacifico a Milano

ILANO29 novembre 201914:14

– E’ Gianna Nannini l’ospite a sorpresa della Settimana Pacifica, la serie di 7 concerti, dal 2 all’8 dicembre, al teatro Filodrammatici di Milano di Pacifico.
Gli altri guest – Malika Ayane, Samuele Bersani, Francesco De Gregori, Giuliano Sangiorgi, Francesco Bianconi, Neri Marcoré – erano già stati annunciati, ma mancava da riempire la casella del 4 dicembre.
“Gianna Nannini. Una sorpresa, come sempre – commenta Pacifico – Mi pare più veloce del tempo. Non si ferma mai a guardarlo passare, gli salta addosso, spreme ogni minuto dall’orologio. E poi la voce. Che spalanca le finestre, che sospende le preoccupazioni, che ti fa mimare la chitarra a gambe larghe in salotto mentre ci canti sopra. Sarà un onore averla con me nella Settimana Pacifica”.
Pacifico, 6 album all’attivo, come autore collabora con i più importanti artisti italiani, tra cui i suoi ospiti milanesi.
Oltre al decennale sodalizio con Gianna Nannini, ha scritto per Andrea Bocelli, per Gianni Morandi, per Adriano Celentano, per Malika Ayane, per Eros Ramazzotti, per Zucchero, per Giorgia, per Antonello Venditti e molti altri.

I Medici, Lorenzo il magnifico tra maturità e vendetta / VIDEOSu Rai1 da 2/12 con Daniel Sharman. Nel cast Montanari e Marcorè

30 novembre 201910:22

“Lorenzo Il Magnifico vivrà un periodo di maturità. La definirei la sua epoca dark. La terza stagione tratteggia l’ascesa e la caduta di una figura storica e “visionaria” per Firenze, un uomo complesso, che ritroviamo alle prese con il desiderio di vedetta e riscatto”. Daniel Sharman torna a vestire i panni del protagonista della serie tv “I Medici”, coprodotta da Lux Vide con Rai Fiction, Big Light Productions e Altice Group, venduta in oltre 100 paesi. Ideata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer.
L’attore londinese lo ritroviamo ora nel terzo capitolo, che ha per sottotitolo “Nel nome della famiglia”, in onda dal 2 dicembre su Rai1 per quattro prime serate.Le nuove puntate saranno disponibili anche in streaming e on demand su RaiPlay e trasmesse con le stesse modalità anche in Ultra HD su Rai 4K al tasto 210 del telecomando di tivùsat.
Mentre il nuovo regista della terza stagione de I Medici è  canadese Christian Duguay (Coco Chanel, sant’Agostino). Da Botticelli a Leonardo e Michelangelo, gli splendori del Rinascimento tornano sul piccolo schermo tra cospirazioni e lotte di potere a Firenze nella seconda metà del ‘400.
Ritroviamo l’attore britannico nei panni de il ‘Magnifico’, personaggio che dovrà cercare di continuare a consolidare il suo potere a Firenze e farsi valere anche nel territorio più esteso dello scacchiere italiano ed internazionale. “A parte la vendetta – spiega Sharman – si sono calcificati all’interno di Lorenzo la perdita della giovinezza e di una visione idealistica della vita. Lo troviamo come un uomo in grado di gestire il potere. In questo momento così interessante, deve mantenerlo”.  L’attore lo vedremo in una serie targata Netflix in uscita tra maggio e giugno “il ‘weeping monk’, il monaco piangente, di “Cursed””.
Tornando ai Medici 3 tra Lorenzo e papa Sisto IV, si consumerà uno scontro a distanza e il Conte Riario, già organizzatore della Congiura dei Pazzi, ne approfitterà per provare a scatenare una guerra tra Firenze e Roma. Le truppe del Regno di Napoli si schiereranno al fianco di quelle papali, mettendo a rischio l’esistenza di Firenze.
Mentre la situazione della banca si fa instabile, la politica spinge Lorenzo a rinunciare agli ideali di un tempo, mettendo a dura prova il rapporto con la moglie Clarice, soprattutto in occasione dell’incontro del Magnifico con una vecchia conoscenza: Ippolita Sforza. Ma la famiglia Medici supererà i dissapori e il lutto per la morte di Giuliano in seguito alla scoperta dell’esistenza di Giulio, figlio naturale del defunto Giuliano. Nel frattempo, Lorenzo continua a finanziare il mondo dell’arte, incontrando il genio di nuovi artisti, come Leonardo e un giovane Michelangelo.
Nel cast ritroviamo Alessandra Mastronardi è Lucrezia Donati, moglie del mercante Ardinghelli e amante del Magnifico, Synn›ve Karlsen, la moglie di Lorenzo Clarice Orsini, Aurora Ruffino Bianca de’ Medici.
“Le donne fa notare Ruffino – hanno un ruolo importantissimo. Sono colte e intelligenti, sostengono i loro uomini, lavorano dietro le quinte perché avevano dei ruoli, comunque, da rispettare”. In alcuni flashback rivediamo ancora Bradley James il cui personaggio, il fratello di Lorenzo, Giuliano de’ Medici, è stato assassinato nel Duomo di Firenze. Nella nuova stagione tante new entry italiane e internazionali, da Francesco Montanari (prima un colpo di fulmine poi diventeranno antagonisti).
Neri Marcorè che darà il volto al Papa Innocenzo VIII, successore di Papa Sisto IV: “L’aspetto umano di chi si trova a ricoprire il ruolo di capo della Chiesa è una cosa molto affascinante. Tanti registi investono in questo tipo di storie: Moretti, Sorrentino… Nella seconda parte della storia, quando divento Papa Innocenzo VIII, il mio personaggio cambia atteggiamento nei confronti dei Medici”. (Marcorè va ricordato aveva già interpretato un pontefice era stato uno struggente papa Luciani ndr). A Giorgio Marchesi è stato affidato il ruolo di Giacomo Spinelli, nuovo avversario di Lorenzo il Magnifico, mentre Johnny Harris sarà Bruno Bernardi suo nuovo consigliere. La colonna sonora è firmata ancora una volta da Paolo Buonvino.
Il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta: ” La terza serie chiude la saga della famiglia iniziata con Cosimo e proseguita con la giovinezza di Lorenzo il Magnifico. Con Lux Vide, siamo alla vigilia di un nuovo racconto internazionale, dedicato a Leonardo”. A dar vta la genio sarà l’attore irlandese Aidan Turner. La nuova maxi serie  che vede nel cast anche Adriano Giannini e Matilda De Angelis anddrà in onda alla fine del 2020.

Piazza Fontana a fumetti, 50 anni dopoCani sciolti di Gianfranco Manfredi, disegni di Roberto Rinaldi

29 novembre 201920:53

Piazza Fontana a fumetti. In libreria e fumetteria arriva l’episodio della saga di Gianfranco Manfredi dedicato alla strage di 50 anni fa: è ‘Cani Sciolti. Milano, 12 dicembre’ , edito da Sergio Bonelli Editore. Soggetto e sceneggiatura sono di Manfredi, che firma anche la postfazione, mentre i disegni e la copertina sono di Roberto Rinaldi.
Gianfranco Manfredi ci accompagna nell’autunno del 1969, quando gli scioperi infiammano gli animi e le cariche in piazza si fanno più brutali. A Milano la tensione è palpabile e tutto sembra portare verso la tragedia, che puntuale arriva il 12 dicembre, giorno della strage di Piazza Fontana. Una bomba esplode all’interno della filiale della Banca dell’Agricoltura.
Dove sono e cosa fanno, in quel momento, i nostri Cani Sciolti? Un drammatico punto di svolta nella storia della città e dell’intero Paese. L’inizio di anni bui e di trame che ancora oggi non sono state del tutto spiegate e risolte. Mentre la vita, che va avanti nelle piccole e grandi cose della quotidianità, si ferma per dare l’addio alle vittime innocenti.

Inge Morath, 140 foto in prima retrospettiva italianaDal 30 novembre al 19 gennaio al Museo di Roma in Tratevere

9 novembre 201915:03

– I reportage di viaggio da Venezia al Danubio, dall’Iran alla Cina.I ritratti di grandi personaggi come Igor Stravinsky, Harold Pinter, Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Audrey Hepburn. Si possono vedere nella prima retrospettiva italiana sul cammino umano e professionale della fotoreporter ‘Inge Morath. La vita.La fotografia’ al Museo di Roma in Trastevere, dal 30 novembre al 19 gennaio 2020. A Roma la Morath, prima fotoreporter donna entrata a far parte della Magnum Photos, arriva per la prima volta nel 1954, poco dopo aver cominciato a lavorare per la famosa agenzia fotografica.
Oltre 140 scatti e numerosi documenti inediti ripercorrono, in 12 sezioni, la sua storia, dagli esordi come giornalista, all’apprendistato al fianco di Ernst Haas ed Henri Cartier-Bresson, fino alla collaborazione con prestigiose riviste quali Picture Post, LIFE, Paris Match, Saturday Evening Post e Vogue. Ci sono anche immagini, realizzate da grandi maestri come Bresson e Yul Brinner, che ritraggono la Morath, morta a New York nel 2002, in diversi momenti della sua carriera. E una sezione è riservata alla serie di curiosi ritratti ‘mascherati’ realizzati in collaborazione con il disegnatore Saul Steinberg.
L’esposizione, curata da Marco Minuz, Brigitte Blüml-Kaindl e Kurt Kaindl, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale -Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è un viaggio nel mondo di una grande viaggiatrice poliglotta nata a Graz, in Austria, nel 1923 , cresciuta in un ambiente colto e dai numerosi interessi. Il primo viaggio in Italia della Morath è a Venezia ed è proprio nella Laguna che prende corpo la sua passione per la fotografia e gli scatti sulla quotidianità della città , durante un lungo soggiorno nel 1955, sono andati a far parte del volume illustrato ‘Venice Observed’ della storica dell’arte Mary McCarthy.

Book art tra le sculture di Marino Marini a FirenzeOgni 1/a domenica mese al museo mostra mercato volumi d’arte

9 novembre 201915:49

– Un museo trasformato in una sorta di piazza per ospitare una volta al mese, ogni prima domenica dalle 11 alle 18, una mostra mercato a ingresso gratuito di libri d’arte e d’artista, alla maniera dei bouquinistes parigini ma tra le sculture di Marino Marini. Il tutto accompagnato da altre iniziative, come reading o laboratori per i più piccoli. E’ ‘Bammm! Books & art al Museo Marino Marini’, iniziativa al via l’1 dicembre negli spazi espositivi del museo di arte contemporanea di Firenze dedicato al grande scultore celebre, non solo, per i suoi cavalli. E proprio per la giornata inaugurale di domenica prossima di Bammm! lo psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli, presenterà (16.30), il suo nuovo libro ‘Matto come un cavallo. Cavallo e cavaliere nell’opera di Marino Marini’, edito dal Centro Di di Firenze.

A Palazzo Reale 400 gioielli Van Cleef ArpelsIl Tempo, la Natura e l’Amore fil rouge esposizione milanese

29 novembre 201916:22

– MILANO

– Apre il 30 novembre a Palazzo Reale, a Milano, la mostra Van Cleef & Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore che presenta, per la prima volta in Italia, l’universo della Maison di Alta Gioielleria attraverso oltre 400 gioielli, orologi e oggetti preziosi realizzati fin dalla sua fondazione, nel 1906. Documenti d’archivio, disegni al tratto e a gouache testimoniano le origini della creazione artistica accompagnando i preziosi esemplari provenienti dalla Collezione Van Cleef & Arpels e da prestiti privati.
Promossa dal Comune di Milano Cultura e Palazzo Reale e prodotta da Van Cleef & Arpels in collaborazione con la Fondazione Cologni, la mostra è curata da Alba Cappellieri, professore ordinario di Design del Gioiello e dell’Accessorio al Politecnico di Milano e direttore del Museo del Gioiello di Vicenza. La mostra si articola intorno a tre concetti: il Tempo, la Natura e l’Amore, considerati come i valori più rappresentativi della Maison.

Cocciante, Notre Dame sono io, storia di diversitàNapoli, dal 3 all’8 dicembre al Palapartenope torna opera record

NAPOLI29 novembre 201916:28

– “Notre Dame sono io, una storia della diversità”. C’è anche Riccardo Cocciante ad accompagnare la sua opera dei record a Napoli dove lo spettacolo ormai fenomeno globale torna per l’ottava volta dal 3 all’8 dicembre al Palapartenope.
”Esmeralda è una zingara, Frollo un prete che si innamora, fa quindi una cosa per lui sbagliata, si parla di rapporti con gli stranieri. Anche io sono un diverso, ed ho imposto questa mia diversità. Per un artista è un dovere essere fuori dal coro” racconta trasformando la conferenza stampa di ‘Notre Dame de Paris’, nella sala Giunta del Comune di Napoli, in un miniconcerto al piano. ”Qui mi sento a casa, Napoli con il suo pubblico entusiasta è uno spettacolo nello spettacolo, sentiamo questa forza. E io amo la melodia” sottolinea l’autore ricordando il legame tra musica napoletana e lirica. ”Questa città ama la musica, Cocciante è uno dei più grandi talenti contemporanei” lo accoglie il sindaco Luigi de Magistris.
”É lei la novità, merita il ruolo e si è subito inserita tra grandi artisti” dice Cocciante presentando la cantante albanese Elhaida Dani, nuova Esmeralda di questa edizione (dal 2018) già in tour per l’ Italia con i consueti sold-out (prossima tappa Bari, dal 19 al 15 dicembre). Nel cast Giò Di Tonno (Quasimodo), Vittorio Matteucci (Frollo), Leonardo Di Minno (Clopin), Matteo Setti (Gringoire), Graziano Galatone (Febo) e Tania Tuccinardi (Fiordaliso) e oltre 30 artisti tra ballerini, acrobati e breaker. La produzione di uno dei più grandi live realizzati in Europa è di David e Clemente Zard e Enzo. Scoperta da Cocciante (era nel suo team in The Voice of Italy, che vinse nel 2013) Elhaida ringrazia dedicando lo spettacolo al suo Paese colpito da terremoto e intonando un commosso ‘Vivere per amare’.

Matera 2019: con ‘Altofest’ la cultura entra nelle caseIl progetto prevede che i cittadini lucani ospitino gli artisti

MATERA29 novembre 201916:30

– “Michelina è originaria di Montemurro ma vive da molti anni a Tursi. Quando le abbiamo proposto di partecipare al progetto ‘Altofest Matera-Basilicata 2019′ è stata un po’ timorosa per la nuova esperienza in sé, ma felice di ospitare una famiglia di artisti: lui spagnolo e lei giapponese con il loro bambino. Non solo una ‘donatrice di spazio’ ma un mini-mondo dentro casa sua”.
Nelle parole di Massimiliano Burgi della Fondazione Matera-Basilicata 2019 c’è tutto il “cuore” della contaminazione culturale della terza tappa di “AltoFest”. Il progetto porta artisti nazionali e internazionali nelle abitazioni dei cittadini lucani, per la creazione di spettacoli aperti al pubblico. Nel fine settimana saranno in scena nell’entroterra jonico, nei comuni di Tursi e Montalbano Jonico, dove tre famiglie ospiteranno sei formazioni artistiche con i loro spettacoli di teatro, danza e arte performativa. Nelle scorse settimane il progetto ha già “contaminato” l’area del Vulture e la Val d’Agri.

Tff: Altan rivede vignetta Berlusconi, poteva andare peggioIl disegnatore si racconta nel documentario di Stefano Consiglio

TORINO29 novembre 201916:44

– E’ forse la sua vignetta più famosa. Risale al 1994, quando vinse Berlusconi. Uno dice ‘Poteva andare peggio’. L’altro risponde secco ‘No’. Altan l’ha rivista. E’ diventata: ‘Poteva andare peggio. Sì’. Il grande disegnatore ne parla a Torino, dove viene presentato al Tff in anteprima nella sezione Festa Mobile il docufilm ‘Mi chiamo Altan e faccio vignette’ di Stefano Consiglio. Il suo legame con il Festival è storico perché c’è il Premio Cipputi che da 25 anni è uno dei riconoscimenti più rappresentativi.
Nel film, che ritrae la sfera privata di Altan, poco propenso a raccontarsi pubblicamente, grandi attori, come Stefania Sandrelli, Angela Finocchiaro e Paolo Rossi, interpretano i protagonisti delle vignette. “Cipputi non c’è. E’ talmente vero che rifarlo sarebbe stata una diminuzione”, spiega il regista.
Sulla satira Altan non è pessimista: “In questo momento c’è molto umorismo involontario da parte di chi dovrebbe essere oggetto di satira. Se la sua funzione è creare dubbi c’è ancora spazio”.

Bocelli, per Natale torna Return to loveUna nuova versione inedita del brano

9 novembre 201916:55N

– Reduce dalla straordinaria notizia della candidatura ai Grammy Awards, Andrea Bocelli celebra la magia del Natale e da oggi, venerdì 29 novembre, torna in radio e in digitale con “Return To Love (Christmas Version)” (https://AndreaBocelli.lnk.to/RTLChristmasVersion), una nuova versione inedita del brano contenuto nell’edizione speciale del suo ultimo album “Sì FOREVER: THE DIAMOND EDITION” (Sugar) – uscito lo scorso 8 novembre dopo aver venduto oltre 1 milione di dischi in tutto il mondo con “Sì”.
“Return To Love (Christmas Version)”, prodotto da Bob Ezrin e registrato agli Abbey Road Studios di Londra, – che nella versione del disco è cantata insieme a Ellie Goulding – ora si tinge delle calde atmosfere natalizie grazie alla collaborazione con un emozionante Coro Gospel regalando così al pubblico la suggestione senza tempo delle feste. Una sorpresa per i fan di tutto il mondo che hanno amato l’ultimo progetto del tenore, arrivando a regalargli la prima posizione nella classifica dei dischi più venduti sia in USA che in Uk.
Il nuovo album di Andrea Bocelli, “Sì FOREVER: THE DIAMOND EDITION”, contiene due featuring inediti d’eccezione con Jennifer Garner in “Dormi Dormi Lulluby”e con Ellie Goulding in “Return To Love” e tre nuovi brani: una versione speciale per il 25º anniversario del successo “Il mare calmo della sera”, vincitore al Festival di Sanremo 1994, che presenta un inciso in inglese scritto da Zucchero; il brano “Alla Gioia”, registrato per commemorare il 250º anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrato in tutto il mondo nel 2020 e una nuova registrazione di “Ragazzo Mio”, basata sul tradizionale motivo irlandese “Danny Boy” che affronta il tema centrale della separazione.
Nel suggestivo brano “Return to love”, invece, Bocelli duetta con la star internazionale Ellie Goulding,. Qui l’artista britannica canta per la prima volta in italiano con Bocelli.

Aste: Parigi, stivali Napoleone venduti per oltre 117.000 euro

PARIGI29 novembre 201917:19

– Un paio di stivali, di taglia 40, indossati da Napoleone durante l’esilio a Sant’Elena sono stati venduti per 117.208 euro presso la casa d’aste Drouot di Parigi.
Gli stivali vennero prestati dal generale Bertrand (1773-1844), collaboratore di Napoleone durante l’esilio a Sant’Elena, allo scultore Carlo Marochetti (1805-1867) che lavorava a una scultura equestre dell’imperatore. Il figlio dello scultore, il barone Marochetti, li regalò a sua volta al senatore Paul Le Roux. Conservati finora in famiglia, erano stimati tra i 50.000 e gli 80.000 euro. La vendita è andata dunque oltre le attese.

Un musical sulla vita di Jacko dal punto di vista del guantoSpettacolo prodotto da Johnny Depp. Debutto a gennaio

NEW YORK29 novembre 201917:40

– La vita di Michael Jackson dal punto di vista del suo iconico guanto a lustrini. E’ la nuova avventura in cui si è lanciato Johnny Depp che ha deciso di produrre “For the Love of a Glove: An Unauthorized Musical Fable About the Life of Michael Jackson, as told by his Glove”, scritto da Julien Nitzberg e che debutterà a Los Angeles il prossimo 25 gennaio.
Il punto di vista del guanto è stato scelto per offrire una nuova prospettiva alle ‘strane forze’ che hanno definito Jacko e gli scandali che lo hanno tormentato durante la maggior parte della sua esistenza. “Tutto ciò di cui è stato accusato MJ – ha detto Nitzberg – in realtà è stato causato dal suo guanto, che in realtà è un alieno che proviene dallo spazio e si nutre di sangue di un ragazzo vergine”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Consegnato Ennio Morricone l’Ordine del Sol Levante
Onorificenza per contributo a interscambio Giappone-Italia

9 novembre 201918:22

– Il Giappone rende omaggio a Ennio Morricone con il conferimento dell’Ordine del Sol Levante.
L’onorificenza, “per i meriti acquisiti nella promozione dell’interscambio fra Giappone e Italia nel campo della composizione musicale – in particolare di colonne sonore per film”, è stata consegnata al maestro, nella sede della residenza dell’ambasciatore giapponese, a Roma.
“E’ un grandissimo onore per me”, ha ringraziato Morricone ricevendo il riconoscimento e ricordando l’unico lavoro fatto in Giappone: “quando mi hanno chiesto di lavorare alla fiction di ambientazione storica Musashi, il mio timore era che mi chiedessero musiche giapponesi. Faccio musica europea, dissi loro, ma era proprio quello che chiedevano: il mio stile e niente altro”.
Pergamena e Ordine sono stati consegnati dall’ambasciatore Keiichi Katakami. “Il Maestro Ennio Morricone, con le sue composizioni musicali per le opere dei registi più rappresentativi del mondo cinematografico italiano, ha contribuito notevolmente alla diffusione dei film italiani in Giappone, incrementandone la notorietà presso il pubblico giapponese – ha detto il diplomatico durante la cerimonia riservata a pochissimi invitati -. In particolare, Nuovo Cinema Paradiso è una delle pellicole italiane più amate dai giapponesi, e penso di non essere l’unico a rivivere le emozioni del film al solo ascoltare la melodia della colonna sonora”.
L’ambasciatore ha poi sottolineato come Morricone, classe 1928, abbia “ampiamente dimostrato come la musica possa veicolare sentimenti, valicando ogni confine, con la colonna sonora dello sceneggiato di ambientazione storica Musashi”.

Da dolce vita a horror, l’amarcord di Barbara SteeleL’attrice lanciata da Mario Bava è l’icona del festival

TORINO29 novembre 201920:46

E’ la regina dell’horror sullo schermo in Italia e negli Usa, ma Barbara Steele ama parlare della dolce vita degli anni trascorsi in Italia dove ha lavorato con registi come Mario Bava, Riccardo Freda, Federico Fellini e Mario Monicelli. E confessa che come regista avrebbe voluto fare Medea “una donna consumata dall’ossessione e dall’amore al punto da uccidere i figli. Ho visto la Medea di Pasolini, un bellissimo film. Io adoravo Pasolini”.
L’attrice ricorda con una punta di nostalgia la Roma degli anni ’60: “era un’esplosione di creatività e vitalità. E’ stata la parte migliore della mia vita e della mia carriera. Per me era l’ombelico del mondo”, racconta l’attrice britannica, classe 1937, icona del Tff. La sua immagine, con i capelli che coprono metà del volto, campeggia nella locandina del Festival sui muri di Torino. “Non ricordo il momento preciso in cui è stata scattata. E’ una foto strana, una metafora dei personaggi doppi che ho interpretato, metà dark e metà virginali. Mi sono sempre piaciute le parti oscure, il dramma, l’agonia. Del resto ho sposato un uomo che si chiama Poe”, spiega Barbara Steele che, nell’incontro con la stampa, parla un po’ in italiano e un po’ in inglese. Accanto a lei la direttrice del Tff, Emanuela Martini.
“A Roma mi ha chiamato Bava, mi ha assegnato una parte nel film La maschera del demonio, senza neppure conoscermi. Non sapevo che fosse un horror. Aveva visto delle foto che un tizio mi aveva scattato mentre vendevo in un piccolo banco a Portobello e le aveva pubblicate su Life. Per me l’unico legame con Roma era il latino che avevo studiato a scuola, ma sarei andata di corsa, anche se mi avessero chiamato per cucinare o per fare torte”, racconta l’attrice che è madrina della retrospettiva Si può fare, dedicata dal Tff all’horror classico, e ha ricevuto il Gran Premio Torino. Barbara Steele parla di Fellini che la chiamò in ‘8 1/2′ (“un grande mago con il cilindro e la frusta dorata. Creava un incantesimo con la sua immaginazione”), dei registi Joe Dante e Roger Corman, “tutti e due educati e gentili. Diversamente da Margheriti, Freda o anche Fellini”, di David Cronenberg (“timido e gentile, mi venne a trovare nella mia casa al mare con un mazzo di fiori più grande di lui”). Tra i suoi ricordi c’è anche il serial killer che le ha chiesto dal carcere una foto autografata del film La maschera del demonio: “Non gliel’ho mandata, mi sento un po’ in colpa”, confessa.

Cinema: a Benigni premio Langhe Roero e MonferratoRiconoscimento Film Commission Piemonte alla Nuvola Lavazza

TORINO29 novembre 201920:52

– Dopo Paolo Sorrentino e Matteo Garrone, la terza edizione del Premio Langhe Roero Monferrato va a Roberto Benigni. Una “personalità di enorme carisma che da anni connota la scena culturale del nostro Paese e non solo”, sottolinea Paolo Damilano, presidente di Film Commission Torino Piemonte, che organizza la serata alla Centrale della Nuvola Lavazza in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Il ricavato a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, partner e co-organizzatrice del premio.
“Questa edizione del Premio ha raggiunto un livello di eccellenza di cui vado davvero molto fiero”, aggiunge Damilano, ricordando che l’obiettivo principale del Premio è raccogliere fondi “per una causa irrinunciabile, nobile e urgente come la ricerca sul cancro”.
Nel corso della serata, Film Commission Torino Piemonte ha annunciato che la Sala Movie, cuore della sede di via Cagliari, sarà intitolata a Paolo Tenna, ad di Film Investimenti Piemonte morto sei mesi fa. “Un modo significativo e concreto – conclude Damilano – per avere Paolo sempre vicino e ricordare il grande lavoro che ha svolto a favore del cinema piemontese”.

Crescentini, i fantasmi? No ho paura degli uominiProtagonista ghost-thriller Letto n.6, esordio di Milena Cocozza

ORINO29 novembre 201921:03

“Paura? Me ne fanno solo gli umani e la loro violenza”. A parlare così al Torino Film Festival è la madrina Carolina Crescentini che è anche protagonista di ‘Letto n. 6′, film esordio dietro la macchina da presa di Milena Cocozza. Una sorta di ghost thriller, prodotto dai Manetti Bros con Carlo Macchitella, che racconta la storia di una giovane donna medico, Bianca (Crescentini), che viene assunta da un ospedale pediatrico gestito da religiosi per coprire i turni di notte in reparto. Ma c’è un problema non da poco in questo film – passato oggi al Tff nella sezione After Hours e in sala con 01 nell’estate 2020 – intanto Bianca è incinta e poi l’austera clinica pediatrica dove si ritrova a lavorare non è affatto rassicurante. L’ex ospedale psichiatrico è abitato infatti da strane presenze e la collega che l’ha preceduta si è suicidata, gettandosi dalla finestra. La cosa più inquietante è però il fantasma di un bambino, Davide, che la tormenta e si aggira tra i corridoi o staziona nel letto n.6. Nessuno crede a questa inquietante presenza tranne il giovane portantino Francesco (Andrea Lattanzi) che aiuterà Bianca più di una volta.
Il fatto è che questo bambino da oltre cinquanta anni è in attesa della mamma ed è veramente arrabbiato. “Dei fantasmi non ho paura – dice l’attrice – ma mi spaventano i luoghi che conservano una cattiva energia. Mi è capitato al Flowers Festival di Collegno che si svolgeva in un ex manicomio.
Sono andata a vedere così alcune stanze dove una volta c’erano i pazienti, ma più che altro si trattava di sentire l’energia di quei luoghi. A volte il dolore rimane aggrappato alle pareti, anche se le tinteggi, rimane nel cemento del tetto e nelle sbarre. Credo insomma che il passato lasci le sue tracce nei luoghi”. “Quando i Manetti mi hanno proposto il soggetto sono rimasta perplessa – rivela la regista alla sua opera prima -.
Ho cercato così di trovare nel racconto delle cose che potessero essere mie. Il mio approccio è stato quello di raccontare una storia sovrumana collocandola in un contesto realistico e credibile. Sento molto vicino il personaggio della dottoressa – aggiunge-, per la gravidanza e gli ostacoli lavorativi che una donna ancora oggi deve affrontare se non vuole rinunciare al lavoro e alla carriera. In più credo ai fantasmi”. E ancora la Cocozza: “Mi è piaciuto anche affrontare la tematica degli ex manicomi, ovvero il fatto che alcuni comportamenti umani siano devastanti per l’umanità, ma ce ne accorgiamo solo tardi. I danni irreparabili che vediamo in questo film, generati dalla debolezza umana, cinquanta anni fa erano considerati normali”. Spiega ancora la regista:” Nel film c’è una mano femminile a 360 gradi, tutti i responsabili dei reparti erano donne ma non è stata una scelta precisa. Semplicemente negli anni mi sono resa conto di trovarmi bene a lavorare con le donne”. Alle musiche Francesco Motta (marito della Crescentini), mentre nel cast anche Andrea Lattanzi, Roberto Citran, Carla Cassola e Pier Giorgio Bellocchio.

Western Stars, il concert film di Bruce SpringsteenIl west mitico e 13 canzoni nelle sale il 2, 3 e 4 dicembre

30 novembre 201910:34

Un fienile sulla proprietà del Boss in New Jersey, trasformato per l’occasione in locale intimo, diventa il cuore di Western Stars, il concert film che porta sul grande schermo il 19/o omonimo album di Bruce Springsteen, qui anche, per la prima volta, coregista insieme allo storico collaboratore Thom Zimny.
Il film non fiction, scandito delle 13 canzoni del disco (tanto apprezzato dal pubblico quanto dai critici), eseguite dalla formazione del rocker insieme a un’orchestra, davanti a poco pubblico, arriva in sala in un’uscita evento il 2, 3 e 4 dicembre con Warner Bros.
Western stars non è solo una ripresa dell’esibizione live, ma anche, tra un brano e l’altro, una scatola di pensieri e riflessioni del musicista, attraverso intermezzi girati nel deserto di Joshua Tree, sul suo percorso nel west americano, tra ieri e oggi, e sulla sua vita.
“Per me, il West continua ad essere un paesaggio mitico; è un qualcosa che da americani portiamo dentro di noi, cogliamo immediatamente l’isolamento di quello spazio, la difficoltà a stabilire le connessioni umane più elementari, e la lotta per il senso di comunità e amore. Il tutto emerge da solo, quando inserisci le tue narrazioni in quella parte del paese” spiega Springsteen nelle note di produzione.
Oltre alle migliaia di ore “che ho dedicato alla mia musica – dice il rocker nel film – in questi anni ho cercato di fare i conti con i lati più duri nel mio carattere. Per un lungo tempo quando arrivava nella mia vita una persona a cui tenevo facevo di tutto per ferirla. E’ un aspetto di me con cui ancora combatto, ma sono migliorato”. Nel live, il boss divide spesso il centro della scena con la moglie, madre dei suoi 3 figli, e compagna di band Patti Scialfa (molto intensa in particolare la loro performance su “Chasin’ Wild Horses”) e il film mostra anche alcuni filmini privati, di loro all’inizio della storia, 30 anni fa: “Con Patti, non sapevamo come sarebbe andata a finire, vivevamo giorno per giorno” spiega.
Nel racconto in musica (è in uscita anche la colonna sonora con i brani live), si mescolano personaggi come, l’ex divo che pensa al passato e accetta il suo presente, della title track ‘Western stars’, e pezzi di esperienza del musicista, come la sua decisione di trasferirsi per un periodo in California dopo una delusione d’amore (“Sundown’) o il ritorno anche stavolta della metafora dell’automobile (The Wayfarer, Drive Fast): “Sono al 19/o album e ancora parlo di macchine – scherza il Boss -.
una volta era simbolo di libertà, oggi meno”.
Nella vita “tutti abbiamo le nostre ferite – ci ricorda Springsteen – e siamo tutti in cerca di qualcuno le cui fratture coincidano con le nostre”

Federica Angeli, il Gioco di LolloDalla giornalista minacciata, la scorta spiegata ai suoi figli

30 novembre 201910:35

FEDERICA ANGELI – IL GIOCO DI LOLLO (BALDINI+CASTOLDI – Pag: 288 – € 18). “Bambini, tutti in sala che la mamma e papà devono darvi una notizia fantasmagorica”. “Fantasmagorica: fu scandito…”.  “Allora, siete pronti?”.
Federica Angeli, giornalista di Repubblica che vive sotto scorta per le minacce mafiose ricevute mentre svolgeva un’inchiesta sulla criminalità organizzata ad Ostia – se in A mano disarmata, ha descritto i suoi millesettecento giorni sotto scorta – torna in libreria con ‘Il gioco di Lollo’ (a BaldiniCastoldi), per spiegare anche come gradualmente ha fatto comprendere ai propri figli la necessità della sua scorta, così da non traumatizzarli con una dura realtà o addirittura togliergli quella spensieratezza di cui dovrebbe godere ogni bambino. Ecco allora che le scorte diventano autisti per portare in giro la mamma quando serve, le minacce delle dure prove da superare in cui si può vincere qualcosa di favoloso. Ma non solo: Federica Angeli nel libro mostra la Mafia da un punto di vista diverso, aggiungendo questa volta anche un lato formativo ma facilmente comprensibile anche ai più giovani della questione. “mamma che andiamo a fare al mare?” “A Guardare la Mafia” “La Mafia? Cos’è, una balena una specie di pesce?”. “No è un’organizzazione criminale, molto brutta e pericolosa. Un Mostro orrendo”. La giornalista non si accontenta più di raccontare i numerosissimi illeciti legati alla malavita del Litorale Romano e le sue realtà satellite, ma vuole esporre un metodo pedagogico per rendere gradualmente cosciente la nostra nuova gioventù verso il drammatico problema della malavita sulle nostre strade. La sua testimonianza puntuale, incalzante, senza respiro non dimentica mai la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare. Una serenità che, ispirata dalla Vita è bella di Benigni, Federica Angeli riesce magicamente a preservare, coinvolgendo i figli in un gioco alla guerra. Per farlo allora si affida a un linguaggio semplice e cede la voce narrante al figlio più grande Lorenzo, per tutti Lollo, che racconta la mafia vista dagli occhi di un bambino.
Sarà proprio questo piccolo grande uomo che ci aprirà la porta di casa raccontando attraverso i suoi occhi e con le sue emozioni le note vicende che hanno visto coinvolta la madre e di conseguenza tutta la famiglia. Così descrive i suoi genitori: “non sono persone normali. È che hanno una vita molto incasinata, soprattutto la mamma. (…) Mio papà è il padre che tutti sognano. Lui compensa le stranezze della mamma”. «Il segreto di un vero cronista è saper entrare dentro la notizia, annusarla, toccarla, respirarla. Solo così si può trasmettere in maniera fedele al lettore ciò che accade veramente». E ne tocca con mano il rischio di farlo nel modo più appassionato e corretto possibile, perché sarà per questo motivo che lui (all’epoca dei fatti ha solo otto anni), assieme ai suoi due fratelli più piccoli, l’acuto e introverso osservatore Alessandro e la romantica Viola, verrà catapultato in un gioco.
Fino a quando, per una casualità, Lorenzo scopre che quel gioco, inventato da mamma e papà è solo un modo per combattere col sorriso un mostro gigante: la mafia. Capirà, cresciuto un poco, che dovrà trasformare il gioco nel gioco, per preservare il candore dei suoi fratelli, adesso tocca a lui dare il suo contributo alla lotta portata avanti da sua madre. I diritti di questo libro sono stati acquistati dal regista Claudio Bonivento che trasformerà l’incredibile storia di Federica Angeli in un film.
Due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subìto gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Dal giorno dopo la sua vita è stravolta: per la sua incolumità le è assegnata una scorta, eppure nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità.

Stagione opera e danza Alighieri Ravenna, amori e passioniDal 10 gennaio tre titoli d’opera, 4 appuntamenti con la danza

RAVENNA30 novembre 201910:37

– Amori e passioni nella Stagione d’opera e danza 2019/2020 del teatro Alighieri di Ravenna (10 gennaio-5 aprile). Si comincia con Serse (10 e 12 gennaio) di Haendel, con l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, poi la serata pucciniana Suor Angelica/Gianni Schicchi (31 gennaio, 2 febbraio), regia di Denis Krief, e Lucrezia Borgia (6 e 8 marzo) di Donizetti nell’allestimento di Andrea Bernard, con l’Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Frizza.
Il percorso danza parte dal Nuovo Balletto di Toscana (15-16 febbraio) e la Cenerentola su musica di Prokofiev e coreografia di Jirí Bubenícek. L’Alonzo King Lines Ballet (29 febbraio-1 marzo) presenta Händel e Common Ground, firmate dallo stesso fondatore della compagnia di San Francisco; si torna sulle punte per il Don Chisciotte di Johan Kobborg, da Petipa, con il Balletto Yacobson di San Pietroburgo (21-22 marzo). Finale con la Compagnie Hervé Koubi (4-5 aprile) e Les nuits barbares, creazione ad alto impatto visivo del coreografo franco-algerino.

Alighiero Noschese, il ricordo a 40 anni dalla scomparsaIl 3 dicembre eventi e mostra a San Giorgio a Cremano

SAN GIORGIO A CREMANO30 novembre 201910:58

– A quaranta anni dalla scomparsa, la città di San Giorgio a Cremano (Napoli) ricorda Alighiero Noschese, famoso imitatore della televisione italiana che nel comune vesuviano trascorse alcuni anni della sua vita e vi fu sepolto. Il 3 dicembre, nell’anniversario della scomparsa, San Giorgio a Cremano su iniziativa del sindaco Giorgio Zinno e dell’ assessore alla Cultura Pietro De Martino, lo ricorda con mostre ed eventi in Villa Bruno aperti a studenti e cittadini.
Alle 9.30 cerimonia pubblica nel cimitero cittadino con il primo cittadino, rappresentanti istituzionali e tutti coloro che vorranno rendere omaggio a Noschese nel corso della quale saranno deposti fiori sulla sua tomba, nella cappella di famiglia. A seguire, alle 11 nelle Fonderie Righetti, gli studenti delle scuole cittadine prenderanno parte al convegno-spettacolo sulla vita, la carriera e i personaggi del grande imitatore a cura di Giuseppina Scognamiglio, docente di Drammaturgia dell’Università Federico II e Andrea Jelardi, autore del volume ‘Noschese, l’uomo dai mille volti’. Durante l’incontro si esibirà anche Vincenzo De Lucia, imitatore. Per l’intera giornata sarà possibile visitare, nei locali dell’ex Libreria Vesuvio, una mostra con gli oggetti appartenuti all’attore. Sarà allestita una particolare videoinstallazione di Luisa Auriemma, grazie alla quale Noschese ritorna virtualmente tra coloro che lo hanno amato, mettendo in evidenza il suo lato televisivo e puntando su un elemento che caratterizzava parte dei suoi show: il telefono. Solo attraverso il telefono, infatti, è possibile immergersi nel sonoro delle sue più importanti imitazioni come Gorni Kramer, Mago Zurlì, Omar Sharif e Nino Manfredi.

Torna la domenica gratuita al museo e si gioca con l’arteSu Fb Mibact si partecipa individuando i titoli delle opere

30 novembre 201913:23

Torna la domenica al museo, domani 1 dicembre: i musei e i parchi archeologici dello Stato e di tanti comuni che aderiscono all’iniziativa saranno aperti al pubblico gratuitamente. Sul sito del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo l’elenco completo e gli orari di apertura di tutti gli istituti che aderiscono: http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo2019.
Per questa edizione di dicembre il MiBACT ha lanciato una nuova campagna digitale legata al gioco: dopo le esperienze di gamification, che negli ultimi anni molti musei hanno esplorato alla ricerca di innovazione e di sperimentazione di nuovi linguaggi, dal 3D ai videogiochi, il MiBACT invita gli utenti social a riconoscere i personaggi di alcune opere dei musei italiani. Il gioco è sul profilo Facebook, basta identificare le silhouette nell’immagine e scrivere in un commento i titoli delle opere: L’intuizione di introdurre il gioco, declinato in varie forme, all’interno della più vasta strategia di ampliamento del pubblico sta, sempre più velocemente, coinvolgendo un numero di realtà museali e culturali in progressiva espansione. Un aspetto andato di pari passo con l’attenzione al digitale della riforma del Sistema Museale Nazionale del Ministro Dario Franceschini, che ha rimesso i musei al centro del più ampio progetto che rafforza la cultura e il turismo.

Musica: Kendrick Lamar, concerto a Roma il 7 luglioIl rapper americano protagonista di Rock in Roma

0 novembre 201911:12

– Il rapper e compositore vincitore del Premio Pulitzer Kendrick Lamar si esibirà per la prima volta a Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, martedì 7 luglio 2020 a Rock in Roma.
Sette anni sono trascorsi dalla sua ultima esibizione in Italia, oltre 2.500 giorni in cui il migliore rapper in circolazione ha trasceso il genere hip-hop sposandolo alla perfezione a sonorità soul, funky, R&B e jazz, spingendosi sempre oltre i confini dove nessuno osa. Terre irraggiungibili, ma conquistate e vinte dall’inarrestabile Lamar.
Dopo la pubblicazione dell’ultimo album “Damn.”, schizzato a poche ore dall’uscita al primo posto su iTunes in 65 Paesi del mondo – Italia compresa, dove ha ricevuto la certificazione disco d’oro – Lamar ha curato la Ost del film Marvel “The Black Panther”, il primo cinecomic a ricevere la candidatura agli Oscar come miglior film.
Kendrick Lamar è arrivato al successo grazie al disco “To Pimp a Butterfly”, disco che ha stabilito anche un record globale per la registrazione in streaming, per il primo giorno su Spotify (9,6 milioni). Rolling Stone America gli ha dedicato una copertina definendolo “senza dubbio il più talentuoso rapper di questa generazione”.

Moccia, in nuovo libro 8 autori diventano personaggiEsce il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’

30 novembre 201913:22

– FEDERICO MOCCIA, LA RAGAZZA DI ROMA NORD (SEM, PP 349, EURO 18). E’ “cazzuta, ma anche sognatrice.
Ama lo Spritz e dice sempre ‘top’ e ‘adoro'”. Ecco alcune caratteristiche, dal decalogo di Federico Moccia, de ‘La ragazza di Roma Nord’ che oltre ad essere un romanzo è un inedito esprimento. “Si, perchè ci sono 8 scrittori, sei donne e due uomini che hanno mandato, e sono stati promossi, nel senso che sonoentrati in questo libro, dei loro racconti e poesie” dice Moccia. Ma la cosa più particolare del romanzo, che sarà in libreria il 5 dicembre per Sem, “è che gli 8 scrittori diventano dei veri e propri personaggi come in una versione inversa di ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di Pirandello. Gli otto incontrano Simone, il protagonista della storia e gli portano quello che hanno scritto” spiega Moccia.
Un lucchetto rosso, nello stesso tempo vintage e moderno, campeggia sulla copertina de ‘La ragazza di Roma Nord’ in un neppure tanto ideale collegamento con il bestseller internazionale ‘Tre metri sopra il cielo’, con cui Moccia ha venduto 4.500.000 copie e lanciato appunto la moda dei lucchetti che da Ponte Milvio, a Roma, si è diffusa in tutto il mondo.
“Ho scelto un lucchetto rosso perché mi piace molto e perché è molto amato dalle ragazze e dai ragazzi di Ponte Milvio, che fa parte di quella Roma nord che in qualche modo io racconto in questo romanzo. E’ diventato quasi un simbolo che rappresenta una serie di cose. Oltre che un messaggio d’amore è segno di eleganza, di stile. Viene usato come orecchino, come una borsetta, addirittura come portachiavi. Mi è sembrato l’ideale per raccontare l’identificazione de ‘La ragazza di Roma nord'” racconta lo scrittore.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona per raggiungere Sara, la sua ragazza. Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma sale sul treno una ragazza e Simone la nota subito, è bella e cominciano a parlare. Lui le racconta il motivo del suo viaggio e la sconosciuta, colpita dalla storia d’amore tra Simone e Sara, decide che non si diranno i loro nomi né si daranno alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia comincia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.
“L’idea del treno mi è sempre piaciuta. Viaggio molto, mi piace incontrare le persone. Mi aiuta a ragionare, a inventare quello che manca a volte nelle storie. Il film ‘Il paradiso può attendere’ con Warren Beatty mi ha sempre colpito perchè anche se noi vedevamo sempre Warren Beatty, lui era qualcun altro per gli altri. In questo romanzo volevo trovare la complicità con il lettore facendolo entrare nella storia” racconta Moccia. Da qui è nato il ‘Cantiere delle storie’ (http://www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori, di al massimo 6 mila battute (tre pagine) tra i quali ha scelto gli 8 aspiranti scrittori che ora sono diventati anche dei personaggi, “con il loro permesso ovviamente” dice lo scrittore. “Ho scelto due poesie e sei racconti firmati prevalentemente da donne. Sono sei su otto e l’età va dai 18 ai 60 anni. Anche tra i contributi arrivati il 60-65% sono di donne” spiega lo scrittore che racconta anche la realtà dei social. “Oggi in un attimo fai parte del mondo” dice Moccia che vedrebbe bene “una serie Netflix’ da ‘La ragazza di Roma nord’ perché “manca una serie che parli di genitori e figli insieme, per tutti e due” sottolinea ed è pronto per il tour di presentazioni che parte il 3 dicembre dalla Mondadori Duomo di Milano. Tra i primi appuntamenti c’e’ un raddoppio a Roma con incontri il 5 alla libreria Borri della Stazione Termini e il 6 da’Notebook’ all’Auditorium Parco della Musica .
Il 7 appuntamento alla Feltrinelli di Stazione Santa Maria Novella a Firenze.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Strabioli torna su Rai3 e racconta Vanoni e Nannini
In Arte, due nuove puntate in prime time, l’1 e l’8 dicembre

30 novembre 201913:22

Torna in prima serata su RaiTre “In arte”: il programma, condotto da Pino Strabioli, dedicato alle protagoniste indiscusse della storia musicale, artistica e culturale del nostro Paese. Due nuove serate speciali per raccontare due artiste che hanno saputo sfidare e reinventare i canoni dell’interprete femminile del loro tempo: Ornella Vanoni e Gianna Nannini.
Il programma poggia su diversi filoni narrativi e supporti video. Innanzitutto l’intervista tra la protagonista e il conduttore della serata: Pino Strabioli. Le due celebri artiste si confidano, raccontano la loro infanzia, la famiglia, gli amori, i dolori, le loro fonti di ispirazione, il senso vero delle loro scelte artistiche. E poi i grandi momenti che hanno scandito le loro incredibili carriere.
Si parte il 1 dicembre, alle 21.20 su Rai 3 con In Arte Ornella Vanoni. Strabioli nell’intensa intervista in vari punti di Milano con l’artista ripercorre anche un pezzo di storia del nostro Paese. Essere un mito ed averlo annientato chiede, come si fa? “Non prendendosi sul serio risponde Ornella”.
Il secondo filone narrativo e visivo poggia sul ricchissimo repertorio Rai, fatto di contribuiti, canzoni, videoclip.
E Ancora non mancheranno le interviste ai colleghi di Ornella e non solo, che amano le due protagoniste ma oltre. Una parte è di questo ‘viaggio attraverso annedoti e ricordi’ è realizzata su un tram, un’altra in uno studio che riproduce la sua abitazione, l’altra Al teatro Piccolo di Milano. Dopo una vita condizionata dalla sua profonda timidezza e dalla paura, Ornella Vanoni, oggi, a 85 anni, non ha più timore di salire sul palco, si sente finalmente libera, si diverte, pur continuando a emozionarsi e a emozionare. Ad accompagnare il telespettatore nel racconto della straordinaria e lunghissima vita artistica di Ornella Vanoni alcuni amici testimoni d’eccezioni: Riccardo Cocciante, Gino Paoli, Paolo Fresu, Dacia Maraini, Mario Lavezzi, Nina Zilli, Arisa. L’intervista si articola attraverso un ricco repertorio Rai, composto dai brani più celebri (Vai Valentina, Musica Musica, Una ragione di più, Senza fine, Domani è un altro giorno e tanti altri) ma ci saranno anche esecuzioni e sketch inediti.
Partendo dalle canzoni della Mala Ornella Vanoni racconta il suo passaggio alla musica leggera e il suo rapporto con il regista Giorgio Strelher (“uno scandalo all’epoca tremendo”) senza il quale forse non avrebbe intrapreso il mestiere di attrice e successivamente quello di cantante.
Ma anche del momento in cui Vanoni esce dalla canzone classica italiana per aprirsi a nuovi mondi. Un momento chiave è quello del Brasile. La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria, l’album realizzato in collaborazione con il cantautore Vinícius de Moraes e il chitarrista Toquinho, considerato uno dei 100 dischi più belli della storia della musica italiana.
E ancora, Paolo Fresu, con il quale comincia una serie di fruttuose collaborazioni e dà vita al suo capolavoro: Argilla. Vanoni: “Il mio disco più bello? Argilla. Un disco che io ho voluto perché non volevo che vendesse e infatti non ha venduto”.
L’appuntamento con In Arte Gianna Nannini è previsto invece per domenica 8 dicembre.Un programma di Manuela Mattioli, Federica Mura, Vladimiro Polchi, Pino Strabioli.

Gianna Nannini tour nei palasport italiani, si comincia da BariDopo uscita album inediti, nel 2020 tour europeo e poi italiano

BARI30 novembre 201913:23

Dopo l’annuncio di un tour europeo, a partire da maggio 2020, e del suo concerto allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, che si terrà il 30 maggio 2020, Gianna Nannini da novembre 2020 si esibirà in tutta la penisola con un tour nei principali palasport che partirà da Bari.
La rocker italiana per antonomasia porterà sul palco il suo nuovo album di inediti “La Differenza” (Charing Cross Records Limited / Sony Music) e i grandi successi che hanno segnato la sua lunga carriera, in cui ha conquistato generazioni di fan con il suo marchio di fabbrica che unisce dolcezza melodica e trascinante energia.
Dopo l’apertura del tour il 18 novembre al Pala Florio di Bari, il 19 novembre Nannini sarà al Pala Partenope di Napoli; il 21 novembre al Pala Catania di Catania, il 25 novembre al Pala Verde di Treviso, il 28 novembre al Pala Alpitour di Torino, il primo dicembre al Mediolanum Forum di Assago a Milano, e il 3 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma.

Morto Godfrey Gao sul set di un reality, il modello-attore aveva 35 anniEra lo stregone Magnus di Shadowhunters

28 novembre 201908:09

Godfrey Gao, modello-attore taiwanese-canadese, è morto dopo aver subito un apparente attacco cardiaco mentre era sul set in Cina del reality Chase me. Secondo quanto riporta l’Ap, Gao stava girando il reality show sportivo nella città cinese orientale di Ningbo. La sua agenzia ha confermato la sua morte sulla sua pagina Facebook ufficiale.Il 35enne stava girando “Chase Me” e sarebbe caduto mentre correva. È stato portato di corsa in ospedale dove è stato constato il decesso, secondo la sua agenzia.Gao, nato a Taiwan, ha raggiunto la notorietà soprattutto tra il pubblico giovane, diventando in un primo momento il primo modello maschile asiatico per il marchio di lusso Louis Vuitton. Ha poi recitato in numerosi film e drammi televisivi, tra cui un ruolo nel film di Hollywood tratto dalla serie fantasy Shadowhunters, dai libri di Cassandra Clare.Era del 2013 e sua era l’ interpretazione dello stregone Magnus Bane. In Cina era famoso anche per la popolare serie tv Remembering Lichuan. Il suo corpo verrà trasportato mercoledì a Taipei, capitale di Taiwan.

A Bologna nasce ‘Vrums’ per sviluppare la realtà virtualeSarà applicata dal gaming alla sanità, dalla cultura al cinema

OLOGNA27 novembre 201914:14

– Bologna nasce ‘Vrums’, Virtual Reality Rooms Italia, il primo centro per la promozione, fruizione e studio della realtà virtuale. Situato in uno spazio di 280 mq, ‘Vrums’ inaugura il 29 novembre e sarà punto di riferimento a livello nazionale per lo sviluppo di nuove sinergie e ricerche per applicare la realtà virtuale a diversi comparti dell’economia: dal gaming alla sanità, dalla cultura al cinema, tecnologie all’avanguardia saranno al servizio di tutti i settori.
‘Vrums’ nasce dall’esperienza interdisciplinare di professionisti delle nuove tecnologie e della comunicazione, ricercatori in campo socio-sanitario e Vitruvio Virtual Museum – marchio che dal 2015 realizza esperienze di realtà virtuale per arte e cultura, già esposte in numerosi musei italiani – con l’intento di accorciare le distanze tra i diversi settori che possono interagire con la realtà virtuale. Tre i cardini della proposta: intrattenimento con una sala giochi ‘virtuale’, formazione e centro di ricerca, team building.

Ginevra Elkann, ecco i miei genitori imperfettiPassa al Tff a Torino ‘Magari’ con Scamarcio e Rohrwacher

8 novembre 201909:48

Non lo dice apertamente né lo nega troppo, ma MAGARI opera prima di Ginevra Elkann, già al Festival di Locarno e ora al Tff, racconta un po’ la sua infanzia o almeno ne è fortemente ispirata. In fondo niente di nuovo quando si tratta di creatività. Nipote di Gianni Agnelli, figlia di Margherita Agnelli e di Alain Elkann, sorella di John Elkann e Lapo Elkann, Ginevra non a caso mette su una storia di tre fratelli, Alma, Jean e Sebastiano che da Parigi, città dove vivono in un agiato ambiente alto borghese con la madre di fede russo-ortodossa, Charlotte (Celine Sallette), si ritrovano per un breve periodo in un’ambiente opposto. Ovvero tra le braccia di Carlo (Riccardo Scamarcio) , padre italiano, abbastanza immaturo e completamente al verde. Tutto, in questo film dai toni delicati, è visto dagli occhi di Alma (Oro De Commarque), sei anni, sognatrice ad occhi aperti con un’unica ossessione: vedere i suoi genitori biologici tornare insieme. Quando Alma e i suoi due fratelli maggiori, Jean (Ettore Giustiniani) e Seba (Milo Roussel), si ritrovano a passare il Natale a Roma con il padre biologico Carlo (Riccardo Scamarcio) scopriranno presto che lui, oltre ad essere tanto confuso quanto pieno di fascino, è sicuramente più interessato alla co-sceneggiatrice Benedetta (Alba Rohrwacher) che a loro. Niente di male per Alma che continua a non vedere i difetti di Carlo. Anzi pur di far ricongiungere i genitori è anche disposta (come si vede nel film) a bere un bicchiere di urina del fratello. ‘Magari’, prodotto da Wildside con Rai Cinema e distribuito da BIM , spiega ancora la Elkann: “si basa sui ricordi e sulla nostalgia e guarda alle fantasie sulla famiglia perfetta che inseguiamo, soprattutto da bambini”.
“Volevo fare la regista da 14 anni – racconta ancora la regista – così ne ho parlato con Chiara Barzini e con il produttore Lorenzo Mieli. La storia – continua – nasce ovviamente sia dall’esperienza personale che da vari papà visti in azione da soli in vacanza con i propri figli. Figure strane che mi hanno sempre affascinato anche perché ho notato i figli con loro si sentono più liberi rispetto alle mamme”. “Ginevra – spiega poi Chiara Barzini sull’aspetto religioso del film – conosce la religione ortodossa perché ci è cresciuta. Ci divertiva così raccontare dei bambini che crescono in un ambiente severo con tanto di icone da portarsi dietro anche in viaggio, mentre il padre è assolutamente ateo”. Il titolo ‘Magari’ esprime perfettamente l’anima del film. “Alma vive in questo ‘magari’ – dice Ginevra Elkann – , sono i suoi desideri, le sue aspirazioni, desidera che i suoi genitori tornino insieme. La sua è una vita di sogni e la parola ‘magari’ poi mi piace molto perché racchiude felicità e malinconia, proprio come il film”.
Il film ambientato principalmente a Sabaudia negli anni Novanta ha una sua leggerezza, una sorta di tristezza allegra: “La commedia all’italiana era così – conclude la Elkann- , potevi essere serio e ridere nello stesso tempo”.

‘E’ una bella giornata’, Tom Hanks legge tweetIniziativa dell’attore per far sorridere

NEW YORK28 novembre 201916:35

– “Salve sono Tom Hanks e leggerò solo i tweet più simpatici”. L’attore premio Oscar, attualmente al cinema con ‘Un amico straordinario’, in cui veste i panni di Fred Rogers, personaggio della tivù famoso per la sua gentilezza, contro la tendenza che spesso prendono i social media, ha deciso di diffondere invece un po’ di gioia e gentilezza.
Ha deciso quindi di leggere solo post simpatici scritti da gente simpatica. “Ho lavorato da McDonald’s per due anni e mezzo e mettevo undici crocchette di pollo invece di dieci in ogni ordine” – legge Tom Hanks su Twitter. Un altro tweet è su una persona che stava guardando ‘The Office’ (serie tivù) sullo smartphone mentre era in metropolitana e quando ha visto che il passeggero accanto a lui stava cercando di guardare ha messo su I sottotitoli in modo da condividere.

premio Langhe Roero Monferrato, Benigni a TorinoCena a fini benefici alla Nuvola organizzata da Film Commisssion

TORINO28 novembre 201916:40

– Roberto Benigni sarà venerdì 29 novembre alla Nuvola Lavazza, a Torino, per ricevere il premio Langhe Roero Monferrato 2019, alla terza edizione. Benigni parteciperà a una cena di gala a fini benefici organizzata da Film Commission Torino Piemonte in collaborazione con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e con il Museo Nazionale del Cinema.
Alla serata sono attesi circa 400 ospiti fra i quali la sindaca Chiara Appendino, esponenti dell’imprenditoria e della cultura torinesi, produttori cinematografici, i vertici di Rai Cinema.
Nella serata verrà ricordato Paolo Tenna, amministratore delegato della Film Commission Torino Piemonte morto sei mesi fa a Roma.

Cinema: da Boldi a Cortellesi, a Sorrento Giornate Professionali1-7 dicembre e il 4 i biglietti d’oro al film di maggior incasso

30 novembre 201913:37

– Sarà l’anteprima di Cena con delitto, film di Rian Johnson con Daniel Craig, Chris Evans e Jamie Lee Curtis (domenica 1 dicembre, ore 21 al Cinema Teatro Tasso) ad aprire a Sorrento la 42° edizione delle Giornate Professionali di Cinema.
Tra proiezioni, anticipazioni, incontri, convegni, ma anche red carpet, serate di gala e momenti di festa la città costiera accoglie, fino a sabato 7 dicembre, tutto il cinema italiano nell’ormai consueto, ed atteso, appuntamento autunnale organizzato dall’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) con la collaborazione dell’ANICA e il sostegno del Ministero Beni, Attività Culturali e Turismo e del Comune di Sorrento.
Attesi a Sorrento molti protagonisti del grande schermo in un lungo elenco che va da Massimo Boldi, Fausto Brizzi, Giovanni Bognetti, Francesco Bruni, Paola Cortellesi , Marco D’Amore, Rosaria De Cicco, Christian De Sica, Pietro De Silva, Fabio De Luigi, Diana Del Bufalo, Peppino Di Capri, Cristina Donadio, Pierfrancesco Favino, Salvatore Ficarra, Alessandro Genovesi, Nicola Guaglianone, Lillo & Greg, Valentina Lodovini, Vincenzo Marra, fino a Sergio Muniz, Giuseppe Alessio Nuzzo, Andrea Occhipinti, Valentino Picone, Giulio Pranno, Giacomo Rizzo, Michele Soavi, Bianca Usai, Sara Zanier.
Tutti a Sorrento: chi per presentare agli oltre 1200 accreditati, tra esercenti, distributori, produttori e operatori del settore, i loro prossimi film, chi invece per ricevere la Chiave d’Oro nella serata in cui si attribuisce il Biglietto d’oro del cinema italiano, il premio che l’ANEC assegna ai maggiori successi al botteghino dell’annata cinematografica. La serata, condotta da Gioia Marzocchi, sarà aperta al pubblico e si terrà mercoledì 4 dicembre (ore 20.30) nella splendida Sala Sirene dell’Hilton Sorrento Palace.

Cinema: Vive o morte? Le sale tra crisi e nuovi orizzontiOcchipinti, “c’è un grande futuro se sappiamo rinnovarle”

0 novembre 201916:14

– Frozen 2 e le sue 800 sale, le altrettante dell’atteso Tolo Tolo di Checco Zalone il 1 gennaio, le file fuori per i film d’autore, meglio se in lingua originale fosse anche in sudcoreano, i cinema tristemente chiusi, il boom delle library sulle piattaforme, i film che escono solo per tre giorni e pazienza se li perdi tanto li recuperi su Netflix, Amazon o dove sia il cinema, mai così diffuso, mai così amato, mai così vitale dai kolossal dei fumetti Marvel al Parasite di Bong Joon-ho vive una fase di transizione e per l’esercizio cinematografico il momento è contrastante tra crisi pesante e nuovi orizzonti.
“I contenuti – dice in un’intervista Andrea Occhipinti di Lucky Red produttore, distributore ed esercente – non sono mai stati così necessari, ne siamo affamati e li cerchiamo ovunque, sui telefonini, sui device ma anche in sala. Chiariamo subito che sul tema non c’è crisi affatto, semmai ci sono contrastanti segnali sul cinema in sala, ma io ritengo che ci sia un grande futuro davanti, a patto di rinnovare”. I dati dell’anno sul mercato cinematografico italiano, testimoniano un trend positivo: +13.8% d’incassi sul 2018, +12.7% sul numero delle presenze, con una decisiva estate finalmente in marcia grazie al progetto coordinato Moviement: la migliore estate dal 2011: +45.6% d’incassi sul 2018, +37.8% di presenze sull’anno scorso. Non sono tutte rose e fiori. Secondo Occhipinti, il fenomeno “tutto italiano” delle uscite evento di due, tre giorni è negativo: non tutti meritano la meritano e riducono la vita già breve a molte pellicole. C’è poi un problema sicuramente di overdose di uscite: tanti debutti in sala ogni settimana, troppi. Quanto agli aspetti positivi: innanzitutto il box office globale, un’estate finalmente che si muove. E’ certamente merito di Netflix e delle altre piattaforme streaming la sempre maggiore richiesta di proiezioni in lingua originale. Capita di vedere file fuori i cinema con programmazione d’autore: i cinema rinnovati con poltrone comfort, qualità di visione rendono l’esperienza in sala molto diversa da una proiezione casalinga in streaming.

Con Ice Music 50 concerti in igloo con strumenti di ghiaccioGhiacciaio Presena ospita musica e teatro a 2600 metri

30 novembre 201912:39

Elio, Bandabardò, il chitarrista Lorenzo Frizzera sono solo alcuni dei musicisti che si esibiranno nel teatro-igloo da 300 posti, con tre cupole, nel corso della seconda edizione di Ice Music-Concerti in Paradiso, 50 i concerti previsti da gennaio a marzo 2020.    L’iniziativa, che prenderà il via il 4 gennaio, si terrà sul ghiacciaio Presena, tra Lombardia e Trentino, a 2600 metri di altitudine. I musicisti che si esibiranno suoneranno con strumenti rigorosamente scolpiti nel ghiaccio dall’artista statunitense Tim Linhart, che costruirà anche l’igloo, raggiungibile con la cabinovia Paradiso direttamente dal Passo Tonale. Il calendario prevede fino a marzo 2020 due concerti il giovedì e due il sabato.    Gli appuntamenti del giovedì saranno animati dalla ParadICE Orchestra, formazione di sette artisti che proporranno al pubblico i classici della canzone d’autore. I concerti del sabato saranno invece dedicati all’Ice Pop Music con la presenza di artisti e progetti musicali. Elio sarà presente senza Le storie tese e si esibirà con un inedito dedicato ad una avventura tutta ghiacciata.    Nell’igloo gli artisti suoneranno ad una temperatura che oscilla tra gli 8 e i 13 gradi sotto zero. Lo scorso anno “è stata entusiastica la risposta del pubblico, con oltre 8 mila spettatori per 52 concerti tutti sold out”, ha detto Corrado Bungaro, direttore artistico dell’Ice Music Festival. L’igloo non ospiterà solo musica ma, novità di quest’anno, anche il teatro con l’Ice Theatre dove andrà in scena, la domenica, una favola ambientata nei ghiacci, che ha l’obiettivo di illustrare le conseguenze dei cambiamenti climatici.    “Questa è una iniziativa unica che valorizza ancora di più le nostre montagne. – ha detto Antonio Rossi, sottosegretario con delega ai Grandi eventi sportivi di Regione Lombardia -. Anche in chiave olimpica vogliamo valorizzare tutti i comprensori non solo quelli dove si svolgeranno le gare”.

Omar Pedrini, ‘viaggio senza vento’ tra rock e arteLunedì a Milano ultimo concerto del tour dedicato ai Timoria

MILANO29 novembre 201920:50

Una serata evento, tra musica, arte e beat generation, per Omar Pedrini che chiude il suo ‘Timoria, viaggio senza vento’. L’appuntamento con il rocker bresciano è quello in calendario per lunedì al Fabrique di Milano, dove l’ultimo concerto della tournée dedicata allo storico album ‘Senza vento’ dei Timoria, pietra miliare del rock italiano degli anni Novanta, andrà in scena in forma di evento a cavallo tra le arti. Con la musica dei Timoria, band della quale Pedrini è stato l’alfiere-chitarrista, sul palco ci saranno anche Eugenio Finardi e Mauro Pagani, già ospiti dell’originale ‘Viaggio senza vento’ per il quale duettarono con Pedrini sulle note di ‘Verso Oriente’ e ‘Lomnbardia’, ma anche Ensi. Alla serata parteciperà anche lo scrittore e tatuatore siberiano Nicolai Lilin e ci sarà tempo anche per la proiezione del docufilm ‘Lawrence.
A Life in poetry’, dedicato a Ferlinghetti. “Chiudo questo tour con un art-rock party – ha detto Pedrini – e mi preparo per nuovi progetti. La ristampa di ‘Senza vento’ ha avuto un successo che non mi aspettavo. Lo sapevamo tutti che una Reunion dei Timoria sarebbe stata impossibile, anche se durante gli incontri instare che abbiamo fatto è arrivata tantissima gente.
L’album, a suo tempo, è stato un cambiamento per la musica italiana e dopo i Timoria anche altre band hanno deciso di cantare in italiano”. Sul palco della festa-concerto di lunedì ci saranno tanti ospiti in qualche modo legati al mondo di Pedrini e dei Timoria. “Lilin è stato anche il mio tatuatore – ha detto Pedrini – e ha disegnato un pezzo della mia vicenda di uomo e musicista sul mio avambraccio. Oggi, dopo le operazioni al cuore non posso più tatuarmi”. L’ultimo ospite della serata ad aggiungersi alla lista è stato il rapper Ensi. “Volevo rappresentare diverse generazioni sul palco – ha spiegato Pedrini – dove ci saranno gli anni Sessanta e Settanta, i Novanta dei Timoria e i giorni nostri che possono esser ben rappresentati da Ensi”. Se con Lilin ci sarà modo di parlare di rock in Russia ai tempi del comunismo e della situazione globale climatica, sul palco del Fabrique salirà poi anche Matteo Guarnaccia, artista e scrittore, rappresentante della cosiddetta ‘psichedelia’ italiana.

Morricone torna a dirigere per il Papa”L’anno prossimo in Vaticano, non ho potuto dire di no”

29 novembre 201920:48

Al Papa non si può certo dire di no. E così Ennio Morricone, dopo l’addio alle scene dato con il concerto tenuto a Lucca il 29 giugno scorso, ha annuncia a sorpresa un ritorno alla direzione d’orchestra per il 2020. “L’anno prossimo ci dovrebbe essere un concerto nell’Aula Nervi, in Vaticano. Non me lo ha chiesto il Papa, ma comunque non potevo dire di no”. Novantuno anni appena compiuti, ma nessuna voglia di fermarsi per il Maestro, premio Oscar alla Carriera e firma di indimenticabili colonne sonore. “Ho anche scritto alcune cose: una per uno spot pubblicitario e un’altra, un po’ scorbutica per chi deve eseguirla, che sarà diretta da mio figlio a inizio 2020 in piazza del Duomo a Milano. Ma non ha niente a che vedere con la musica da cinema, ma è musica che io definisco contemporanea”, spiega, chiedendo di riportare che è senza voce per un malanno di stagione. “Mi raccomando, lo scriva”.
L’annuncio del nuovo concerto arriva durante un incontro ristretto per la consegna dell’onorificenza dell’Ordine del Sol Levante, a Roma. Il Giappone, infatti, ha voluto rendere omaggio a Morricone “per i meriti acquisiti nella promozione dell’interscambio fra Giappone e Italia nel campo della composizione musicale – in particolare di colonne sonore per film”.
“E’ un grandissimo onore per me”, ha ringraziato Morricone, accompagnato da uno dei figli, ricevendo il riconoscimento e ricordando l’unico lavoro fatto in Giappone: “quando mi hanno chiesto di lavorare alla fiction di ambientazione storica Musashi, il mio timore era che mi chiedessero musiche tradizionali giapponesi, che non ero in grado di realizzare.
Faccio musica europea, dissi loro, ma era proprio quello che chiedevano: il mio stile e niente altro. Fu una bella impresa”.
Pergamena e Ordine sono stati consegnati dall’ambasciatore Keiichi Katakami. “Il Maestro Ennio Morricone, con le sue composizioni musicali per le opere dei registi più rappresentativi del mondo cinematografico italiano, ha contribuito notevolmente alla diffusione dei film italiani in Giappone, incrementandone la notorietà presso il pubblico giapponese – ha detto il diplomatico durante la cerimonia riservata a pochissimi invitati -. In particolare, Nuovo Cinema Paradiso è una delle pellicole italiane più amate dai giapponesi, e penso di non essere l’unico a rivivere le emozioni del film al solo ascoltare la melodia della colonna sonora”.
L’ambasciatore ha poi sottolineato come Morricone, classe 1928, abbia “ampiamente dimostrato come la musica possa veicolare sentimenti, valicando ogni confine, con la colonna sonora dello sceneggiato di ambientazione storica Musashi”.

Hit parade, Tiziano Ferro subito al topMina-Fossati e Colpdlay sul podio, classifiche rivoluzionate.

29 novembre 201920:45

Tiziano Ferro con Accetto Miracoli balza subito in testa, scalzando il rapper romano Tha Supreme, all’anagrafe Davide Mattei (quarta posizione) alla classifica degli album più venduti della settimana dal 22 al 29 novembre, secondo i dati di Fimi/Gfk. Il podio è completamente cambiato con le new entry: al secondo posto c’è Mina e Ivano Fossati con l’album omonimo e al terzo i Coldplay con Every day Life.
Scivola al quinto posto il rapper Marracash con il suo nuovo album Persona. Al sesto una new entry Microchip temporale dei Subsonica. Saldo al primo posto dei singoli ilrapper romano Tha Supreme con Blunz7 a Swishland, mentre grazie alle nuove uscite è completamente rivoluzionata la classifica dei vinili con Mina Fossati al primo posto, seguita a Tiziano Ferro Accetto Miracoli, Coldplay Every day Life, An evening with Manuel Agnelli di Manuel Agnelli e persona di Marracash. Tra le compilation subito al primo posto gli inediti di X Factor 13

Museo Tesoro San Gennaro, nasce guida multimedialeCon la voce di Philippe Daverio e Realtà Aumentata

NAPOLI28 novembre 201919:14

Il tesoro considerato tra i più preziosi al mondo raccontato in una app: da oggi il Museo del Tesoro di San Gennaro, uno dei siti simbolo di Napoli, si arricchisce di una guida multimediale, realizzata grazie al contributo di Kuwait Petroleum Italia, per la migliore fruizione di questo patrimonio unico, proprietà della città e custodito da quasi 500 anni dalla Deputazione della Real Cappella.
Interattiva, in forma di app mobile, multipiattaforma e multilingue, la guida si avvale della voce narrante dello storico dell’arte Philippe Daverio e presenta contenuti di approfondimento attivati in Realtà Aumentata. “È certo che nel 1527 a guidare il patto tra la città di Napoli e il Santo protettore vi sia stato un fermento innovativo che ha reso possibile rendere parti attive del contratto due enti astratti: il popolo e ancor di più il Santo – afferma il Deputato della Real Cappella del tesoro di San Gennaro, marchese Riccardo Imperiali di Francavilla – una proiezione virtuale della fede in un tempo in cui la tecnologia non poteva suggerire altre strade.
Oggi, il senso di innovazione, rispetto e tradizione, finanche il concetto traslato del virtuale, si rinnova con i mezzi contemporanei in quello stesso patto che vede gli stessi interlocutori: la Deputazione, e la città di Napoli”.
All’interno del museo di Via Duomo, diretto da Paolo Jorio, sono dislocati diversi punti di interesse (POI), geolocalizzati e tracciati attraverso l’uso di Beacon (trasmettitori Bluetooth low energy) utilizzati come sistema di orientamento degli utenti. In prossimità di un punto di interesse, il visitatore riceve una notifica push.
“Siamo lieti di aver contribuito a valorizzare il Museo del Tesoro di San Gennaro – commenta Giuseppe Zappalà amministratore delegato Kuwait Petroleum Italia – perché oltre ad essere il più pregiato e vasto al mondo, il tesoro appartiene ai napoletani e la storia di Q8 in Italia è strettamente legata al territorio partenopeo. Proprio il rapporto storico-culturale che esiste tra il museo e la città ci ha convinti a proporre questo intervento e a inserirlo nel nostro progetto “Energie per Napoli”.
Le soluzioni tecnologiche pensate per il Museo del Tesoro di San Gennaro sono state concepite in modo da non snaturare l’originale ambiente e convivere accanto agli oggetti esposti, fornendo informazioni aggiuntive che completano e arricchiscono la conoscenza.

Libri: Comin e i segreti della comunicazione integrata Le nuove leve per la reputazione e il successo delle imprese

28 novembre 201914:43

Nuove strategie di comunicazione per nuovi consumatori e nuove tecnologie. E’ questo l’orizzonte che traccia il nuovo libro a cura di Gianluca Comin “Comunicazione integrata e reputation management” (Luiss University Press). “Nello scenario attuale, sono profondamente cambiate le leve per la gestione della comunicazione, della reputazione, e più in generale per il successo dell’impresa. È pertanto fondamentale continuare a formarsi, per interpretare le evoluzioni e mettere in atto strategie di successo”, dichiara l’autore Gianluca Comin.Il libro analizza l’evoluzione della comunicazione d’impresa, che ha portato a un lento ma inarrestabile processo di innovazione dei canali e a un aumento della complessità della gestione. La stessa evoluzione ha innescato la necessità per le imprese di adottare un approccio orientato al cosiddetto e-business, per affrontare processi e sistemi di comunicazione. L’autore ha vissuto questi processi in prima persona, come presidente della società di consulenza strategica di comunicazione e lobbying Comin and Partners, che ha fondato nel 2014. In precedenza, è stato per dodici anni alla guida della direzione Relazione esterne del Gruppo Enel e, ancora prima, in Telecom Italia e Montedison, oltre ad aver presieduto, per due mandati, la Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.”Questo manuale – afferma Comin – intende fornire un insieme strutturato di conoscenze e competenze chiave, che possano favorire la gestione della comunicazione in maniera strategica non solo ai professionisti della comunicazione, ma anche ai manager e leader d’azienda per realizzare progetti di successo”. Il libro ospita i contributi di diversi esperti del settore, che presentano le esperienze aziendali in cui sono stati direttamente coinvolti e ha una prefazione di Paolo Boccardelli, dean della Luiss Business School, dove Comin dirige l’executive program in Corporate communication.

Scala: Meyer

voglio riportare Muti in buca a MilanoSovrintendente designato, ‘pagato per risolvere problemi’

MILANO28 novembre 201911:57

Se c’è qualcuno che potrebbe convincere Riccardo Muti a tornare a dirigere un’opera alla Scala (dal 2005 è infatti tornato solo a dirigere concerti della ‘sua Chicago Symphony Orchestra), è Dominique Meyer, che è stato designato a diventare il nuovo sovrintendente dal prossimo marzo.
“Sarebbe bello vederlo di nuovo in buca, e anche Daniel Barenboim che è legato alla Scala, e poi c’è Chailly” ha detto

Meyer, aggiungendo che proprio Muti è stato il primo a inviargli un sms quando è stato nominato.
“Se ci sono problemi, siamo pagati per risolverli” dice Meyer che da marzo assumerà la guida della Scala e si mostra pronto all’incarico anche se ammette di dover “scoprire tutto, saltare nelle cose”. Un’idea precisa su quello che vuole per il teatro però ce l’ha. “Vorrei una Scala riconoscibile a livello internazionale per quanto riguarda l’opera italiana, dal ‘600 alla nostra epoca”.

Il Peccato, Michelangelo come mai vistoIn sala il film di Konchalovsky sul genio tra sacro e profano

28 novembre 201909:52

Un Michelangelo così non si era mai visto, così sporco, attaccato al denaro, rozzo e violento, un mélange perfetto tra Ligabue e Caravaggio. e questo vale per un Cinquecento altrettanto sporco, dozzinale, con galline a razzolare dentro lo stesso Vaticano. Andrei Konchalovsky in ‘Il peccato. il furore di Michelangelo’ ci racconta così l’uno e l’altro in un kolossal d’autore interamente girato in italia in quattordici settimane e prodotto dalla fondazione Andrei Konchalovsky per il sostegno al cinema e alle arti sceniche e Jean Vigo Italia con Rai Cinema.
Konchalovsky, che è anche autore della sceneggiatura con Elena Kiseleva, ripercorre in ‘Il Peccato’, in sala dal 28 novembre con 01 dopo essere stato evento di chiusura alla Festa di Roma, solo alcuni dei momenti della vita di Michelangelo (Alberto Testone) dove l’artista, anche troppo umano nella vita ordinaria, è portatore quasi di una involontaria sacralità creativa, uno dono, tanto da essere chiamato alche da Papa Giulio II (Massimo De Francovich) ‘il divino’. “non è un film, ma piuttosto una visione. E’ come una sinfonia non volevo fare il Michelangelo che conoscono tutti, né fare una biopic. Così – ha detto il regista russo – ho lavorato solo ad alcuni periodi della sua vita anche chiedendomi: cosa avrebbe mai scritto Dante di Michelangelo che, tra l’altro conosceva a memoria la Divina Commedia proprio come il vostro Benigni?”. E ancora “non è tanto un film sullo scultore, ma su una visione di un essere umano molto egoista, duro ma anche molto tenero che ha vissuto nel Rinascimento”, ha proseguito Konchalovsky, leone d’argento a Venezia nel 2016 con Paradise e nel 2014 con Le notti bianche del postino.
Una scelta diversa anche quella dell’attore che avrebbe poi interpretato Michelangelo: “volevo uno con il naso rotto, uno che somigliasse a Pasolini ed è arrivato Alberto che, guarda caso, aveva interpretato proprio Pasolini (Fatti Corsari)”.

Tutti a teatro per aiutare le giovani madri in difficoltàA Roma con la commedia dolce-amara ‘Qualcosa in comune’ con Milena Miconi, Nadia Rinaldi

30 novembre 201916:07

Tutti a teatro per aiutare le giovani mamme in difficoltà economiche. Accade a Roma, al Teatro Tirso de Molina, con lo spettacolo “Qualcosa in comune” che vedrà protagoniste, dal 4 al 15 dicembre, Milena Miconi, Nadia Rinaldi e Sofia Graini.”Nadia e Milena – spiegano in una nota gli organizzatori dello spettacolo a scopo solidali – sono grandi amiche nella vita reale, ma soprattutto sono due mamme sensibili ad ogni problematica legata al mondo femminile”. La piece, una commedia che fa sorridere ma dal sapore un po’ dolce-amaro, scritta e diretta da Mauro Graiani e prodotto da Francesco Bellomo, tenta di rispondere a una domanda su tutte: perché le donne, le più diverse tra loro, riescono sempre a fare quadrato nel momento del bisogno? Una storia che prende spunto dalle vicissitudini della vita, che troppo spesso pone al centro di eventi drammatici l’universo femminile. E proprio per sottolineare la gravità dei numerosi casi le attrici hanno deciso di sostenere con il loro spettacolo una campagna di sensibilizzazione in favore di Salvamamme, l’associazione che fornisce sostegno umano e psicologico alle mamme e ai bambini meno fortunati. Il teatro, quindi, abbraccia la solidarietà con l’iniziativa solidale “Quacosa in comune…con Salvamamme” e, grazie alla disponibilità del direttore artistico Achille Mellini, per tutta la durata dello spettacolo il pubblico potrà esprimere la propria generosità donando scorte di pannolini e latte in polvere (che potranno essere lasciati al botteghino). Un gesto “in comune” da condividere con il cuore, perchè anche la cultura può fare del bene.

Expo 2020: Onu e Italia per l’Agenda 2030 a Expo DubaiAccordo tra Glisenti e Nasser

30 novembre 201912:55

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile al centro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite saranno oggetto di eventi di rilievo internazionale nel Padiglione dell’Italia all’Expo 2020. È questo l’accordo raggiunto durante un incontro a Dubai tra il Commissario per l’Italia all’Esposizione Universale Paolo Glisenti e il Commissario Generale dell’ONU Maher Nasser. Lo si legge in una nota.    “Agli eventi presso il padiglione del nostro Paese parteciperanno alte cariche dell’Onu, secondo quanto discusso dai due commissari a margine dell’incontro tra i rappresentanti degli stati partecipanti all’Esposizione Universale in corso a Dubai. In un altro incontro con i Paesi Ue l’Italia ha proposto di ospitare iniziative di promozione dell’agenda della nuova Commissione Europea sulla sostenibilità e sull’economia ‘green’.    L’Expo 2020 – si ricorda – aprirà i battenti il 20 ottobre del prossimo anno”.

Expo 2020 Dubai: Glisenti nominato nello Steering Committee

0 novembre 201914:47

Il Commissario per l’Italia a Expo 2020 Paolo Glisenti è stato nominato nello Steering Committee dell’Esposizione Universale che prenderà il via il 20 ottobre del prossimo anno a Dubai.L’annuncio giunge alla conclusione dell’incontro delle delegazioni dei 192 Paesi partecipanti nella città emiratina.
“All’Italia viene affidata la responsabilità di rappresentare gli interessi comuni di tutti i Paesi partecipanti a Expo – ha dichiarato Glisenti -. Questo compito ci viene affidato per l’esperienza e la competenza riconosciutaci nella progettazione e realizzazione di questi grandi eventi internazionali e per aver ospitato con successo a Milano l’Expo del 2015”.
Lo Steering Committee rappresenta i Paesi di tutti i cinque Continenti. È composto da 30 membri e resterà in carica sino alla fine di Expo nell’aprile del 2021. Il comitato si riunirà periodicamente a Dubai per coordinare e sovrintendere agli aspetti organizzativi dell’Esposizione in rapporto all’ente organizzatore degli Emirati – l’Expo Bureau – e al Bureau International des Expositions (BIE).Manuel Sachili, Commissario Generale della Svizzera, e stato nominato Presidente del Comitato che gestirà anche le controversie di ogni natura che dovessero sorgere tra le nazioni partecipanti.Oltre a Glisenti faranno parte del comitato i Commissari di 7 altre nazioni europee: Francia, Regno Unito, Finlandia, Olanda, Repubblica Ceca, Serbia e Lituania.
“Oggi si costituisce il più importante organismo consultivo di Expo 2020 Dubai – ha dichiarato Vincente Loscertales, Segretario Generale del BIE – che garantirà la rappresentanza di tutti i paesi partecipanti e sarà il canale di accesso del BIE alle decisioni dell’Expo Bureau”.

Tff: Carolina Crescentini è la madrina cerimonia chiusuraAnnuncerà con il dirtetore Martini i vincitori

ORINO28 novembre 201917:22

– È Carolina Crescentini la madrina della cerimonia di chiusura del Torino Film Festival. L’attrice sarà a Torino per la serata conclusiva sabato 30 novembre durante la quale, con il direttore Emanuela Martini, annuncerà i vincitori e dichiarerà chiusa la manifestazione.
Carolina Crescentini, che ha esordito sul grande schermo nel 2006 con il film H2Odio di Alex Infascelli, ha partecipato a molti film tra cui Parlami d’amore di Silvio Muccino, Generazione 1000 euro di Massimo Venier, Boris – Il film di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, Allacciate le cinture di Ferzan Özpetek, Meraviglioso Boccaccio di Paolo e Vittorio Taviani, Beata ignoranza di Massimiliano Bruno e A casa tutti bene di Gabriele Muccino. E’ protagonista del ghost thriller Letto N.6, diretto da Milena Cocozza, produzione Mompracem, Madeleine, Romana Audiovisual con Rai Cinema, che sarà presentato al Tff nella sezione After Hours domani al cinema Massimo e sarà distribuito nell’estate 2020.

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Medicine rocks, tanti amici per ricordare Cavanna
Da Jovanotti a Subsonica, all’Alcatraz per sostenere ricerca

25 novembre 2019 13:06

– Almamegretta, Bluvertigo, Jack Jaselli, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, i Negrita e i Subsonica sono solo alcuni degli artisti che domani sera si esibiranno all’Alcatraz di Milano in ‘Medicine rocks-a Music Tribute to Tomaso Cavanna’, una serata benefica nata per ricordare il noto produttore di eventi musicali, scomparso lo scorso agosto.
Il ricavato della serata verrà interamente devoluto alla ricerca sull’immunoterapia e la medicina rigenerativa. Per accedere alla serata basta effettuare una donazione all’Associazione Medicine Rocks, tramite il sito https://www.mailticket.it/manifestazione/KT28, (donazione minima € 30,00). Fortemente voluta da Edy Campo, compagna di Tomaso, dalla madre Laura Balich, da Inti Ligabue, amico storico della coppia, da Marco Balich e tanti amici, l’Associazione Medicine Rocks nasce con l’obiettivo di organizzare e promuovere eventi al fine di sostenere e promuovere la ricerca sull’immunoterapia e la nanomedicina, nuove frontiere nella cura delle neoplasie.

Mika riparte dall’amore, riscoprite le emozioniAl via da Torino ‘Revelation Tour’ in 12 palazzetti italiani

TORINO25 novembre 201913:30

– In un’epoca dominata dalla tecnologia e dall’immagine, Michael Holbrook Penniman, in arte Mika, torna alla sostanza della musica presentando al Pala Alpitour di Torino un concerto dall’atmosfera intima e quasi teatrale.
Davanti agli ottomila fan della prima data del ‘Revelation Tour’, ieri sera, si è presentato con la sua band e una scenografia completamente analogica, ‘fisica’, progettata insieme alla sorella Yasmine. Un tableau coloratissimo ed eterogeneo, pieno di riferimenti pop all’immaginario dell’artista: da un King Kong di 10 metri alla sagoma di un David, dalla mano dell’artista ai pianeti. Ma il cuore di tutto sono le gigantografie dei sui genitori da giovani. Perché Mika parte da qui, “dall’amore”, l’origine di tutto, per accompagnare il pubblico nel suo racconto caleidoscopico e coinvolgente. È quello di ‘My Name is Michael Holbrook’, sesto album dell’artista, uscito a ottobre e già nella top ten di 22 Paesi.

In cd i Berliner e le Sinfonie di BrucknerLe nove composizioni registrate con grandi direttori

25 novembre 201914:29

– Le nove Sinfonie di Anton Bruckner secondo i Berliner Philharmoniker in una edizione speciale con le composizioni registrate nell’arco degli ultimi dieci anni con otto grandi direttori d’orchestra con i quali hanno stretto un rapporto musicale particolare. Una parata di bacchette, tra le principali della scena contemporanea internazionale: Seiji Ozawa (Sinfonia numero 1), Paavo Järvi (2), Herbert Blomstedt (3), Bernard Haitink (4 e 5), Mariss Jansons (6), Christian Thielemann (7), Zubin Mehta (8) e Sir Simon Rattle (9). Il cofanetto, pubblicato dalla etichetta Berliner Philharmoniker Recordings, comprende 9 cd, un Blu-ray Disc ad alta risoluzione Pure Audio e tre Blu Ray disc con la videoregistrazione delle esecuzioni. Completa la pubblicazione un opuscolo con un saggio del musicologo Richard Taruskin, i ritratti dei direttori, l’ introduzione a ogni singola sinfonia e molte foto. Il lavoro dell’ orchestra con gli illustri maestri, diversi per personalità e sensibilità, consente una visione globale e aggiornata del linguaggio musicale inconfondibile del compositore austriaco e dell’ universo tonale variegato delle sue sinfonie.
Bruckner è una vecchissima conoscenza dei Berliner. La prestigiosa orchestra tedesca eseguì per la prima volta una sua opera nel gennaio 1887, appena cinque anni dopo essersi costituita. In quella occasione ad essere scelta fu la Settima Sinfonia. Da Arthur Nikisch, il maestro ungherese che fu direttore principale dell’ Orchestra dal 1895 fino alla sua morte, nel 1922 le composizioni di Bruckner sono comparse regolarmente nei programmi dei concerti dei Berliner Philharmoniker e da Wilhelm Furtwängler a Herbert von Karajan sono divenute parte della loro identità artistica. E’ la storia di un rapporto che anche dal punto di vista delle registrazioni parte da molto lontano. La loro prima incisione di Bruckner su disco – all’ epoca a 78 giri – porta la data dell’ aprile 1928. Anche in quel caso la scelta cadde sulla Settima Sinfonia. Sul podio c’ era Jascha Horenstein.

Pompei: dalle Terme a Leda via a nuove apertureOsanna, dalle macerie alla rinascita un successo in team

POMPEI25 novembre 201914:33

– Le grandi terme centrali, che l’eruzione del 79 d. C ha congelato in una fase ancora di cantiere, spazio fascinoso e insieme ricchissimo di novità per la storia, chiuso da decenni al pubblico. Ma anche il lusso e le meraviglie della casa degli amorini dorati, che riapre dopo mesi di necessarie manutenzioni. E in fine il mai visto, con l’intrigante sensualità di Leda e il cigno, l’immagine forse più iconica di una stagione di lavori per la messa in sicurezza, che è stata anche generosissima di nuovi ritrovamenti. Pompei festeggia l’uscita dalla emergenza aprendo nuove possibilità di visita. E per il direttore Massimo Osanna, al suo secondo mandato, è anche il momento per una prima riflessione sulla ricerca affidata ad un libro (Pompei e il tempo ritrovato, Rizzoli) che “ha un impianto scientifico ma sceglie volutamente un linguaggio accessibile a tutti”. un impegno corale, dice, “trasmesso attraverso la mia voce, Pompei “è un sistema di relazioni, un fluire incessante di cambiamenti, un laboratorio di sperimentazioni, emozioni e di conoscenza”

Andrà tutto bene, il nuovo film di Francesco BruniKim Rossi Stuart è il protagonista. Riprese in corso a Roma

25 novembre 201915:44

– S’intitola Andrà tutto bene, il nuovo film di Francesco Bruni di cui sono in corso le riprese.
Protagonista è Kim Rossi Stuart, con tra gli altri Lorenza Indovina, Barbara Ronchi, Giuseppe Pambieri. Scritto dallo stesso Bruni, è prodotto da Palomar con Vision Distribution. Le riprese si svolgono cinque settimane a Roma e una settimana a Livorno. Rossi Stuart è Bruno Salvat, un regista di scarso successo, reduce dalla separazione dalla moglie Anna da cui ha avuto due figli, la ventenne Adele e il diciassettenne Tito. A seguito di un malore improvviso, a Bruno viene diagnosticata una patologia che richiede l’intervento di un donatore. Tutti i suoi rapporti familiari vengono rimessi in discussione, compreso quello con suo padre Umberto, depositario di un segreto che costringerà Bruno ad affrontare un viaggio alla ricerca di qualcuno che lo possa aiutare.

Tff: Verdone, quei film che mi hanno cambiato la vitaSuo nuovo lavoro ‘Si vive una volta sola’ in sala da 27 febbraio

TORINO25 novembre 201920:01

Un lungo amarcord di Carlo Verdone, guest director della 37/ma edizione del Tff, oggi negli storici Studi Rai di Via Verdi dove si è tenuta la conferenza stampa di ‘Cinque grandi emozioni’, ovvero le cinque pellicole che hanno cambiato la sua vita. Tutto nasce al photocall dove il regista-attore romano posa vicino a una vecchia telecamera anni Sessanta. “Professionalmente – dice Verdone – sono nato in questi studi con ‘Non Stop’ di Enzo Trapani. E oggi, vedendo quella telecamera, mi sono ricordato tutto: il fatto di essere rimasto qui sei mesi e di non essere stato poi molto convinto di quello che stavo facendo. A un certo punto però – continua il regista – Trapani mi chiama e mi dice: ‘lo sai che funzioni davvero ‘. E così la mia esperienza a Torino continuò. Quando poi andai via parlai con il capostruttura Gambarotta che, saputo che coi soldi guadagnati mi sarei comprato una Fiat 127, mi disse: ‘Si fidi di me: non la compri! Vedrà che giorno tornerà qui con tanto di autista’.

Proprio quello che è successo oggi, una cosa che mi ha davvero toccato il cuore”. Questi, intanto, i film scelti da Verdone: Ordet (1955) di Carl Theodor Dreyer; Buon compleanno Mr. Grape (1993) di Lasse Hallström; Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi; Oltre il giardino di Hal Ashby (1979) e Viale del tramonto di Billy Wilder (1950). “Tutti scelti non da critico, ma da spettatore che si è formato – anche grazie a mio padre che mi regalò la tessera del Filmstudio – nei cineclub romani da il Tevere a l’Azzurro Scipioni. È li mi sono fatto una cultura con Grifi, Schifano, Kenneth Anger, Andy Warhol, Yoko Ono e con le grandi rassegne su Pabst, Dreyer, Lang e Welles”.Influenzato dalla sperimentazione, continua Verdone : “comprai nel 1970 da Isabella Rossellini un telecamera Superotto e cominciai a girare. Feci, pochi lo sanno, tre medio metraggi: ‘Poesia solare’, ‘Allegoria di primavera’ e ‘Elegia notturna’ che fu addirittura premiato a Tokyo. Ora questi film molto crepuscolari, psichedelici non ci sono più, li ha persi la Rai, però sono convinto che quando muoio qualcuno sicuramente li tirerà fuori”. Sulla scelta di Ordet di Dreyer hanno sicuramente pesato “i miei studi di storia delle religioni, la speculazione sulla fede che mi ha sempre molto affascinato”. Mentre su Oltre il giardino “ha pesato il mio amore per Peter Sellers”. Pietro Germi, infine, dice Verdone:” è il più grande regista di commedia e Divorzio all’italiana un film perfetto”. Verdone ha ricordato poi come il padre Mario lo boccio a un esame di storia e critica del cinema chiedendogli di Pabst e Dreyer: “Mi interrogò per primo e mi fece fare una brutta figura davanti a tutti. Mi disse solo con freddezza ‘Si presenti alla prossima sessione'”.Sull’onda lunga delle serie tv spiega: “Tanti miei colleghi le criticano e sbagliano è un solo nuovo modo di fruire il cinema. È vero sono fatte come in un’industria, creano dipendenza, ci sono dietro psicologi, ma credo comunque che il film unico sia quello davvero creativo per eccellenza”. Conferma poi che al di là di tutto farà una serie tv tra due anni: “Aspetto solo che torni Aurelio De Laurentiis da Los Angeles, per annunciarlo. Non posso ancora darlo per certo”. Il suo nuovo film ‘Si vive una volta sola’, infine, arriverà in sala il 27 febbraio: “E’ una buona data che ci permette di non avere tante battaglie da fare con altri titoli e di ottenere un numero elevato di sale”.

Chiambretti, il nostro show leggero ma non stupidoSu Retequattro torna La Repubblica delle Donne

25 novembre 201919:51

Da Vittorio Feltri, che terrà una rubrica sulla posta del cuore, a Valeria Marini, che avrà diversi ruoli, compreso quello di cavia. Ricomincia con alcune new entry, ‘La Repubblica delle donne’, il programma condotto da Piero Chiambretti e in onda da mercoledì’ 27 novembre in prima serata su Retequattro.
“Squadra che vince non si cambia – ha detto oggi il conduttore nello studio televisivo Mediaset a Cologno Monzese – Lavoreremo nel segno della continuità, con qualche variazione che abbiamo deciso in questi mesi tra uno slittamento e l’altro”. Una presentazione che Chiambretti ha trasformato quasi in uno show (‘sono Vincent Bollorè, ma sono in silenzio stampa’, ha esordito riferendosi al produttore televisivo francese), coinvolgendo anche l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi.
“La nostra sarà una compagnia stabile, con ospiti decisivi per lo sviluppo della puntata – ha detto Chiambretti – In quella di mercoledì ci saranno le Gemelle Kessler, con un cameo di Pippo Baudo in collegamento da Roma, che interagirà con loro”.
Il programma si conferma come uno spettacolo interamente dedicato all’universo femminile (anche il pubblico in studio è composto quasi esclusivamente da donne), nello spirito scanzonato del suo conduttore. “Un programma leggero, ma non stupido – ha aggiunto Chiambretti – Parliamo di donne,che sono il motore trainante del nostro pianeta”.
Filo conduttore delle puntate la bellezza (”io in realtà preferisco la bruttezza perché non svanisce nel tempo”), affrontando anche temi importanti. “Anche senza fare della politica, si fa della politica – ha spiegato Chiambretti – La prima puntata l’ho voluta dedicare alle pelle, la seconda puntata sarà dedicata a un abbraccio, la terza a Dalida”. Il programma si è posto anche una missione, quella di aiutare il teatro Margherita, da tutti conosciuto come il Bagaglino, a rischio di chiusura il prossimo anno. Madrina Valeria Marini.
“L’ultima diva e anche la nostra cavia – ha detto Chiambretti – Sarà qui, ma contemporaneamente nel Bagaglino degli anni Novanta”.
Del cast entra a far parte anche Massimo Lopez, nel ruolo del presidente della Repubblica delle Donne, interpretando la Monaca di Monza con i baffi. Tra gli altri protagonisti fissi, Cristiano Malgioglio, Iva Zanicchi, Antonella Elia, Lory Del Santo. Ci sarà una rubrica dedicata a Instagram con un borsino sui personaggi più in vista calcolando le quotazioni in base ai follower e ai like. ‘La Repubblica delle donne’ si inserisce nel nuovo trend di Retequattro che ha deciso, come ha sottolineato il suo direttore Sebastiano Lombardi, di passare ”da una rete famosa per i film e le soap, a tutt’altra cosa con molte più offerte autoprodotte. Sapevamo di esporci a delle critiche e che non sarebbe stato facile”, ha aggiunto ricordando ancora una volta di non considerare come competitor di Retequattro La7. “Rete 4 è in crescita, La7 no – ha concluso – Il lavoro che abbiamo fatto non è stato soltanto di programmazione strategica, ma è stata una cura ossessiva e maniacale su tutto, dalla linea editoriale al quadro luci”

800 copie per Frozen 2, in sala dal 27 novembreAttesa per sequel Disney. Voci: Autieri, Rossi e Brignano

25 novembre 201919:57

Uscirà in oltre 800 copie l’atteso film d’animazione Disney Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, nelle sale italiane dal 27 novembre, distribuito da The Walt Disney Company Italia. Diretto da Jennifer Lee e Chris Buck e prodotto da Peter Del Vecho, dopo il debutto record con un incasso globale di 350 milioni di dollari, arriva anche in Italia.
In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle Serena Autieri torna a prestare la propria voce a Elsa, mentre Serena Rossi interpreta nuovamente la principessa Anna, Enrico Brignano è ancora una volta Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi tinge di rock il nuovo brano “Nell’Ignoto” (“Into the Unknown”), che il pubblico italiano potrà ascoltare nei titoli di coda del film e che negli Stati Uniti ha visto protagonisti i Panic! At The Disco. Perché Elsa è nata con dei poteri magici? La risposta a questa domanda sta ora minacciando il Regno di Arendelle, spingendo Elsa, Anna, Kristoff, Olaf e Sven a partire insieme per un viaggio straordinario e pieno di pericoli. In Frozen – Il Regno di Ghiaccio Elsa temeva che i suoi poteri fossero troppo forti per essere accettati dal mondo. Ora dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo.

S. Cecilia, Daniel Oren e il Requiem di VerdiMaestro torna sul podio dell’ Accademia Nazionale dopo 17 anni

25 novembre 201916:09

– Appuntamento da non perdere, giovedì 28 novembre, per la stagione sinfonica di Santa Cecilia con il Requiem di Giuseppe Verdi diretto da Daniel Oren, che torna sul podio dell’ Accademia Nazionale dopo 17 anni. Il maestro israeliano dirigerà l’ orchestra e il coro ceciliani e un cast internazionale di solisti composto dal soprano Eleonora Buratto, dal mezzosoprano Ekaterina Semenchuk, dal tenore Francesco Demuro e dal basso Ain Anger. Il concerto, in programma alle 19:30 all’ Auditorium Parco della Musica, si replica sabato 30 novembre e lunedì 2 dicembre alle 18. Il capolavoro verdiano, considerato dai critici più vicino a canoni operistici che liturgici, è paragonabile alle composizioni sacre immortali composte da Cherubini, Mozart, Brahms o Berlioz.
Il Requiem fu concepito originariamente per commemorare la morte di Rossini avvenuta nel 1868; l’idea di Verdi era che “ad onorare la memoria di Rossini i più distinti maestri italiani componessero una Messa da Requiem da eseguirsi nell’anniversario della sua morte”. Il progetto si rivelò irrealizzabile ma Verdi aveva nel frattempo composto il Libera Me, nucleo centrale del futuro Requiem. Pochi anni più tardi, nel 1873, Verdi rimase impressionato profondamente dalla morte di Alessandro Manzoni e decise di “proporre cosa ad onorarne la memoria” rimettendo mano al vecchio progetto del Requiem. La prima esecuzione del capolavoro avvenne a Milano il 22 maggio 1874, primo anniversario della morte del grande scrittore. Ancora oggi la partitura resta stupefacente per la forza dei contrasti e l’alternarsi di momenti di trascendenza e di esplosioni apocalittiche terrificanti.

Parole e scrittura in mostra a Every Letter is a Love LetterFino al 26 gennaio 2020 a Lucca

25 novembre 201916:50

– La scrittura intima, l’esperienza del fuori tema e di tutto ciò che rimane ai margini delle narrative ufficiali sono al centro della mostra ‘Every Letter is a Love Letter’ , che si potrà vedere fino al 26 gennaio all’associazione Terzopiano, a Lucca.
Curata da Alessandra Poggianti ed Elvira Vannini, l’esposizione vede protagoniste tre artiste: Anna Oberto, Marcela Moraga e Clarissa Falco, Tra le principali esponenti della scena verbo-visuale italiana, la Oberto, originaria di Ajaccio dove è nata nel 1934, ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la Oberto sottolineava: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”. Nelle sue tavole,e collage, che aprono la mostra, la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la giovane artista Clarissa Falco, originaria di Genova dove è nata nel 1995. Ed ecco corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche.
I tessuti andini proposti da Marcela Moraga, originaria di San Fernando, in Cile, dove è nata nel 1975, sono invece un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società ‘Every Letter is a Love Letter’ è ripreso dal romanzo ‘I Love Dick’ di Chris Kraus in cui la protagonista, attraverso montagne di lettere indirizzate ad un uomo, dà voce ai suoi sentimenti e frustrazioni, con la complicità del marito Sylvère Lotringer.
La mostra è visitabile su prenotazione.

Su Rai Movie un ciclo dedicato a Mario Soldati

25 novembre 201916:56

– Fino al primo dicembre Rai Movie ricorda Mario Soldati con un ciclo di film e una produzione speciale, Soldati racconta Soldati, presentata in anteprima al 37° Torino Film Festival. Tutte le mattine, il ciclo Colazione da Rai Movie sarà dedicato al regista. Si inizia lunedì novembre alle 8 con Piccolo mondo antico, grande successo critico e commerciale dell’autore. Martedì Dora Nelson (1939), il primo film diretto interamente da Soldati e interpretato da Assia Noris. Mercoledì è la volta di Quartieri alti (1945), film drammatico le cui riprese vennero interrotte dalla guerra nel 1943 e ultimate dopo la Liberazione. Giovedì il film che vide Mario Soldati interpretare il ruolo di un professore antifascista, Mio figlio professore (1946) di Renato Castellani.
Venerdì Questa è la vita, del 1954, un film a episodi di ispirazione pirandelliana di cui Soldati scrisse (in collaborazione con Giorgio Bassani) e diresse un solo episodio, Il ventaglino. Concludono il ciclo lo speciale Soldati racconta Soldati, domenica 1 dicembre, alle ore 11,30 e, a seguire, Policarpo, ufficiale di scrittura (1959), una satira maliziosa della borghesia nella Roma umbertina che segnò l’addio di Soldati al cinema.

Cinema: a Paolo Virzì Pegaso d’oro della ToscanaRegista sarà premiato da presidente Enrico Rossi il 27/11

FIRENZE25 novembre 201917:05

– Il Pegaso d’Oro della Regione Toscana sarà consegnato al regista Paolo Virzì per aver creato “un cinema universale, capace di arrivare al pubblico nella sua interezza, per chiamarlo a riflettere su questioni sociali in una chiave critica e contemporanea” come recita parte della motivazione che accompagna il premio deciso dalla Giunta regionale.
L’appuntamento è per mercoledì 27 novembre al Cinema La Compagnia di Firenze, in via Cavour 50r. A partire dalle ore 9, e per tutta la giornata, saranno proiettati i film che hanno segnato la carriera dell’artista livornese fino ad oggi, da ‘Ovosodo’ a ‘La prima cosa bella’, da ‘Il capitale umano’ a ‘Ella & John’. Alle ore 11 il presidente Enrico Rossi premierà Paolo Virzi durante una cerimonia aperta al pubblico durante la quale il regista risponderà alle domande dei presenti.
Il Pegaso d’oro, spiega una nota, è un riconoscimento istituito dalla Giunta regionale nel 1993 per segnalare al pubblico encomio cittadini italiani o di altri paesi che hanno reso un servizio alla comunità nazionale ed internazionale attraverso la loro opera in campo culturale, politico, filantropico e del rispetto dei diritti umani. Il premio consiste in una riproduzione del cavallo alato Pegaso, eletto a simbolo della Regione Toscana già a partire dalla prima legislatura, tratto, e in parte modificato, da una moneta attribuita a Benvenuto Cellini, oggi conservata al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Nel corso degli anni il premio è stato attribuito a Paolo e Vittorio Taviani – Kosrat Rasul Ali – don Luigi Ciotti – Luis Sepùlveda – Ingrid Betàncourt – Aung San Suu Kyi – Cindy Sheehan – Margherita Hack – Roberto Benigni – Giacomo Becattini – Abdoulaye Wade – Silvano Piovanelli – Piero Farulli – Muhammad Yunus – Eugenio Garin – Jasser Arafat – Jerzy Grotowski- Mario Luzi – Yitzhak Rabin (alla memoria) Jacques Delors – Fondazione Kennedy – Mikhail Gorbaciov.

Più Libri: Congar, compagna di Ahmet Altan, tra ospiti specialiL’8 dicembre con Gianrico Carofiglio parla di libertà di stampa

25 novembre 201918:23

– La scrittrice e giornalista Yasemin Congar, compagna dello scrittore e dissidente politico turco Ahmet Altan, attualmente detenuto nelle carceri di Istanbul, sarà ospite speciale, per il secondo anno, di ‘Più libri più liberi’, dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma. A parlare con la Congar di libertà di stampa, nel giorno conclusivo della manifestazione, ci sarà lo scrittore Gianrico Carofiglio. La fiera aderisce alla campagna lanciata da Roberto Saviano #freeahmetaltan.
Un focus sarà dedicato alla situazione del Sud America, con un’attenzione particolare al conflitto esploso in questi mesi in Cile e Bolivia, passando attraverso l’analisi del Brasile sotto il governo Bolsonaro. Protagonisti del dibattito saranno Fernanda Chaves, la giornalista scampata all’agguato in cui venne uccisa l’attivista Marielle Franco, la cilena Marta Lagos, direttrice dell’osservatorio Latinobaròmetro che monitora i conflitti del Sud America e Mirko Macari, giornalista cileno.
“Il programma di Più libri più liberi – spiega Sílvia Barbagallo, curatrice del programma – è da sempre attento a dare voce anche ai temi legati alla libertà di stampa e di espressione, ai diritti umani e all’attualità. Ogni anno invitiamo ospiti internazionali per portare una testimonianza diretta di ciò che accade nei luoghi del mondo più in difficoltà: dalla Turchia, al Rojava, dalla Russia, Cile, Bolivia, Brasile, fino all’Argentina. Le manifestazioni culturali sono luoghi pubblici che non possono sottrarsi al dibattito su argomenti così importanti”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La vicenda basagliana diventa un libro
Spettacolo teatrale di Dell’Acqua-Cirri-Rossi pubblicato da ‘ab’

TRIESTE25 novembre 201918:50

TRA PARENTESI, (AB EDIZIONI ALPHABETA VERLAG; 144.PAG, 12 EURO) – Diventa un libro, e con lo stesso titolo, lo spettacolo teatrale “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”. E dato che già la pièce teatrale era una trasposizione gentile e ironica della rivoluzionaria e reale esperienza basagliana a Trieste, il libro (ab Edizioni Alphabeta Verlag; 144.pag.; 12 euro) sembra chiudere il cerchio, nel senso che la psichiatria triestina è stata rappresentata con la stampa forse in tutte le forme estetiche. Gli autori, sono sempre loro: Peppe Dell’Acqua (1947, psichiatra, direttore per quasi 2′ anni del Dipartimento Salute Mentale Trieste), Massimo Cirri (1958, psicologo e conduttore radiofonico, tra l’altro ideatore e realizzatore della trasmissione Caterpillar, in onda su RadioRai), Erika Rossi (1974, regista e sceneggiatrice).
Il volume segue l’inatteso successo dello spettacolo teatrale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e che ha macinato più di 50 repliche ed è stato visto da 5.000 spettatori. Il libro racconta quando il 16 novembre 1961 a Gorizia un medico di 37 anni di nome Franco Basaglia entro’ nel manicomio restando colpito dalla reclusione e dai metodi terapeutici medievali. Tanto colpito che avrebbe trascinato un manipolo di psichiatri e psicologi, sorretto da un sensibile ambiente politico, nel gorgo di una visione che avrebbe segnato la loro vita e non solo a Trieste, qualche anno dopo. Tra questi, non ancora laureati, c’era Dell’Acqua, salernitano, studente a Napoli. Giunse a Trieste disorientato, non e’ piu’ partito. Basaglia qui riuscì a realizzare l’incredibile ambizione di chiudere i manicomi, con il corteo di Marco Cavallo a sfilare per le vie cittadine. La risonanza di quell’evento fu mondiale e si concluse con la promulgazione, 40 anni fa, della nota legge 180, che sancì un movimento di pensiero inedito.
“La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia”, era solito dire Basaglia. Facile da scrivere, molto più difficile realizzarlo. Peppe Dell’Acqua racconta gli anni trascorsi con lui quando la malattia mentale fu messa “tra parentesi” e i malati, da internati senza più un nome, tornarono a essere cittadini, persone, individui. Lo fa con delicatezza e non senza emozione, dipanando il filo dei ricordi e inanellando curiosi aneddoti, incalzato da Massimo Cirri. Un dialogo teatrale che avviene su una panchina consumata, convertito in dialogo narrativo e così come lo spettacolo era intervallato da filmati d’epoca, così il libro è corredato da foto.
Dell’Acqua ancora si sorprende del successo: “”Inatteso, soprattutto di giovani, che forse intravvedono una storia di possibilità, qualcosa che può accadere se si mettono a sognare.
Noi non abbiamo mai smesso di sognare”.

Kurig, Algabe e Reynolds a ‘Bilbolbul’Festival fumetto in programma a Bologna dal 29/11 all’1/12

BOLOGNA25 novembre 201918:51

– La tedesca Nora Kurig, il franco-beninese Yvan Alagbe e l’inglese Chris Reynolds saranno gli autori ospiti a BilBObul, il Festival del fumetto in calendario a Bologna dal 29 novembre all’1 dicembre. Emilio Varrà, presidente dell’associazione Hamelin che organizza, spiega che “la manifestazione chiama a raccolta autori e autrici che hanno lavorato, con stili e sguardi differenti, sullo spaesamento, tema di questa edizione, diventando non solo una vetrina per le migliori produzioni del fumetto d’autore, ma l’orizzonte entro cui leggere alcune problematiche del presente, per un progetto culturale multidisciplinare”.
In calendario, in vari spazi del centro storico con quartier generale alla Sala Borsa, mostre, incontri con gli autori, laboratori e proiezioni, ed attività per i ragazzi e per le scuole. Un omaggio al maestro del fumetto seriale sarà la mostra ‘Alberto Breccia. Il signore delle immagini’, dedicata all’artista argentino (1919-1993) amato da Eco e Del Buono, e curata da Daniele Brolli.

A Historiae della poetessa Anedda va il BodiniRiconoscimento sarà consegnato il 6/12 nel teatro Apollo a Lecce

LECCE25 novembre 201918:51

Con la raccolta Historiae (Einaudi), che guarda “agli ultimi nella scala sociale”, la poetessa Antonella Anedda è la vincitrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale ‘Vittorio Bodini’, promosso dall’omonimo Centro Studi in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia e Comune Lecce, e Università del Salento.
Antonella Anedda, romana di origini sarde, nella raccolta Historiae si occupa anche delle tragedie dei migranti annegati nei nostri mari, o di chi cerca avanzi di cibo nei cassonetti dei rifiuti. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 dicembre nel Teatro Apollo di Lecce con una serata, condotta da Carlo D’Amicis, sul tema ‘Dopo la luna’.
Poeta, narratore, critico, operatore culturale, ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola, Vittorio Bodini è nato a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi, ed è scomparso a Roma nel 1970. Tra i più significativi e originali scrittori italiani del Novecento, Bodini è il poeta della luna che quest’anno festeggia mezzo secolo da quando l’uomo riuscì a raggiungerla.
Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, oltre alla vincitrice, anche anche l’astrofisica Patrizia Caraveo, l’antropologo Marino Niola, il saggista e critico letterario Andrea Cortellessa. Ci saranno poi il maggiore studioso dell’opera di Bodini, Antonio Lucio Giannone, e la presidentessa della giuria del Premio Bodini, Anna Dolfi.

Moccia, 5/12 esce La ragazza di Roma Nord con contributi fan32 delle 350 pagine firmate da vincitori Cantiere delle storie

25 novembre 201918:52

FEDERICO MOCCIA, LA RAGAZZA DI ROMA (SEM) – Sarà in libreria il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’, il nuovo romanzo di Federico Moccia pubblicato dalla casa editrice Sem. Inedito esperimento narrativo che ha visto coinvolti lettori e aspiranti scrittori, l’elaborazione del romanzo è stata accompagnata dal lancio di un ‘Cantiere delle storie’ (www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori. Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di Sem, fanno parte ora de ‘La ragazza di Roma Nord’ e i loro autori firmano con Federico questo nuovo romanzo con un contributo in totale di 32 pagine sulle 350 dell’opera che ha in copertina un lucchetto rosso.
Sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Giacomo Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona dove si trova Sara, la sua ragazza.
Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma però sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza e cominciano a parlare. La sintonia cresce, ma luipensa sempre e solo a Sara e le racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia inizia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.

Parole e scrittura in mostra a Every Letter is a Love LetterFino al 26 gennaio 2020 a Lucca

5 novembre 201918:54

La scrittura intima, l’esperienza del fuori tema e di tutto ciò che rimane ai margini delle narrative ufficiali sono al centro della mostra ‘Every Letter is a Love Letter’ , che si potrà vedere fino al 26 gennaio all’associazione Terzopiano, a Lucca.
Curata da Alessandra Poggianti ed Elvira Vannini, l’esposizione vede protagoniste tre artiste: Anna Oberto, Marcela Moraga e Clarissa Falco, Tra le principali esponenti della scena verbo-visuale italiana, la Oberto, originaria di Ajaccio dove è nata nel 1934, ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la Oberto sottolineava: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”. Nelle sue tavole,e collage, che aprono la mostra, la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la giovane artista Clarissa Falco, originaria di Genova dove è nata nel 1995. Ed ecco corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche.
I tessuti andini proposti da Marcela Moraga, originaria di San Fernando, in Cile, dove è nata nel 1975, sono invece un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società ‘Every Letter is a Love Letter’ è ripreso dal romanzo ‘I Love Dick’ di Chris Kraus in cui la protagonista, attraverso montagne di lettere indirizzate ad un uomo, dà voce ai suoi sentimenti e frustrazioni, con la complicità del marito Sylvère Lotringer.
La mostra è visitabile su prenotazione.

Pinocchio, il successo a 193 anni da nascita di CollodiBurattino protagonista del film di Garrone, mostre, premi, libri

5 novembre 201919:00

Comparso per la prima volta nel 1881 sul ‘Giornale per i Bambini’, Pinocchio, il più amato burattino di legno del mondo non smette di affascinare giovani e adulti e sorprende ancora con i suoi aspetti più enigmatici. Le avventure della marionetta a cui si allunga il naso quando racconta una bugia, si preparano ad essere le grandi protagoniste del Natale 2019, con l’arrivo del nuovo film di Matteo Garrone, una grande mostra a Villa Bardini a Firenze, nuove edizioni editoriali e premi.
A quasi due secoli, per la precisione 193 anni, dalla nascita del suo autore, Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826, ‘Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino’, raccolte in volume nel 1883 con un immediato successo editoriale che segnò una svolta importante nella storia della letteratura dell’Ottocento, si confermano eterne e continuano ad attirare l’attenzione del mondo del cinema, dell’arte, del teatro e dei fumetti.
Collodi che per tre anni, fino al dicembre del 1886 fu direttore del Giornale per i Bambini, pioniere dei periodici italiani per ragazzi, morì, arrivato all’apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal suo 64/o compleanno. Riuscì così a godersi l’immensa fortuna del suo burattino che ha il dono, dopo aver superato numerose prove, di diventare un vero bambino, soltanto per quattro anni.
Per l’anniversario della nascita di Collodi, domenica 24 novembre si può visitare, a ingresso gratuito, a Villa Bardini, la mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ , a cura di Lucia Fiaschi con Ambra Nepi. Aperta fino al 22 marzo 2020, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno con 45 opere – tra sculture, dipinti, foto e video lungo la fantasia e la creatività di artisti i più diversi, con opere di Munari, Giacomelli, LaChapelle, Ceroli, Paladino, Calder, Ontani, Toscani, Benigni. Tra questi Sam Havadtoy, con il suo ‘Stalin con naso di Pinocchio’ (2016), che lo ha utilizzato per criticare chi ha oppresso la sua infanzia in Ungheria; mentre il burattino di Francesco De Molfetta ha le fattezze di Hitler.
In libreria per Rizzoli ‘Le avventure di Pinocchio’ (Rizzoli, pp 392, euro 34,90), dipinte e scritte a mano da Marcello Jori in una nuova edizione del grande classico in cui il burattino coloratissimo è inserito in un affresco di vita irrequieta e stravagante. Tra le strenne ‘Le avventure di Pinocchio’ illustrate da Justine Brax (Rizzoli pp 152, euro 25).
Attesissimo, arriva in sala dal 19 dicembre ‘Pinocchio’ di Garrone con nel ruolo del burattino Federico Ielapi, in quello di Geppetto Roberto Benigni, che gli aveva dedicato un film nel 2002, Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco e Rocco Papaleo nei panni del Il Gatto. Prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte, il film, sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini, che è anche nel cast nel ruolo della Volpe, il film ci fa ritrovare le emozioni che hanno vissuto intere generazioni.
Roberto Latini mette in scena ‘Mangiafoco’ con Pinocchio che, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo. La piece che ha debuttato il 21 novembre, in prima visione, alla Serra del Sole di Matera, con replica il 22; continua a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.
Lunedì 25 novembre riceveranno il premio ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini 2019’, tra le dieci personalità della società civile e militare – che si sono distinte in altrettante categorie, idealmente riconosciute in un personaggio della fiaba di Pinocchio – l’attore Giuseppe Pambieri, la Fiorentina calcio femminile e il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande.
E tra gli appuntamenti organizzati dal l’Associazione culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ , domenica 24 novembre ‘omaggio alla casa natale di Lorenzini e una conferenza dedicata al trentennale della caduta del muro di Berlino, con Pinocchio messaggero di Pace. Per le feste natalizie Pinocchio diventa un trenino che passa attraverso le scene del libro al Parco tematico di Rimini.

Mister Rogers e Dolly Parton sfidano era TrumpEroi popolari gentilezza apolitica, tra film, tv, podcast

NEW YORK25 novembre 201920:38

– Nella settimana di Thanksgiving, quando davanti al tacchino gli americani provano a dimenticare attriti familiari e divergenze di opinioni, due iconici protagonisti dello spettacolo anni Settanta unificano destra e sinistra all’insegna dei valori della gentilezza apolitica.
Mister Rogers e Dolly Parton sono dappertutto: sulla radio, in tv, al cinema e in rete.
Non potrebbero essere più diversi. Fred Rogers, un pastore protestante, nei turbolenti anni delle marce anti-Vietnam e per i diritti civili, creo’ la serie tv per bambini ‘Mister Rogers’ Neighborhood’, di cui era protagonista con cordiale gentilezza ma anche franchezza nell’affrontare temi delicati per l’infanzia come la rivalità tra fratelli, il bullismo a scuola, la morte di persone care, il divorzio dei genitori. Protagonista del film “Un amico straordinario” con Tom Hanks, Rogers e’ morto nel 2003, mentre l’esuberante Dolly Parton, 73enne platinata e ritoccata regina del country, e’ viva e vegeta con “Dolly Parton’s Heartstrings”, una nuova serie su Netflix sviluppata attorno ad alcune delle sue canzoni piu’ famose, ad esempio “Jonelle”.
“Sono una nuova specie di eroe popolare americano che incarna inclusivita’ e consenso superando le barricate di cultura, classe e politica”, ha commentato il “Wall Street Journal”. Al film su Rogers e alla serie sulla Parton, si aggiungono speciali tv e le podcast: i dieci episodi di “Finding Fred” esplorano la filosofia della gentilezza di Rogers e la sua rilevanza in un mondo in cui prevale la rabbia e lo scontro, mentre “Dolly Parton’s America” sulla radio di New York WNYC esamina la carriera della cantante di “9 to 5” (nel film omonimo recito’ con Jane Fonda), il suo disagio a farsi definire femminista e le ragioni per cui persone altrimenti agli antipodi la adorano e accorrono ai suoi concerti.
Icone dell’era pre-Internet, sia Fred che Dolly sono sempre stati attenti a mantenere private le loro opinioni politiche, entrambi tuttavia proiettano empatia come antidoto alla mentalità della folla infuriata che sembra prevalere nell’era Trump. Per Rogers, a suo tempo oggetto di satira per la lentezza della trasmissione e il maglione con la cerniera che indossa entrando sul set (uno e’ allo Smithsonian), l’interesse e’ rinato l’anno scorso in occasione del cinquantesimo anniversario della trasmissione. La Parton invece e’ una storia in divenire, aiutata anche dalla figlioccia Miley Cyrus che ha ispirato una nuova generazione di fan. Dolly ha cantato un duetto con Kesha sul suo album del 2017 ‘Rainbow’ e ai Grammy 2019, quando e’ stata premiata come persona dell’anno per la filantropia, si e’ messa al microfono con una antologia dei suoi successi assistita dal ‘gotha’ delle eredi Millennials: da Katy Perry a Maren Morris e Kacey Musgraves.

Amy Hempel, Nessuno è come qualcun altroScrittrice torna con 15 storie vivide e raffinate

6 novembre 201910:01

MY HEMPEL – NESSUNO E’ COME QUALCUN ALTRO (SEM LIBRI – pag 156 EURO 17. Traduzione- Silvia Pareschi). Il nuovo e attesissimo libro di Amy Hempel, una delle voci più originali della narrativa di oggi, si apre con un proverbio arabo: “Quando il pericolo si avvicina, cantagli una canzone”.
Queste quindici storie raffinate rivelano la parte più umana e vivace della leggendaria scrittrice, che ci presenta figure solitarie e alla deriva in cerca di una connessione. Le loro brevi vicende affrontano le nostre paure e i nostri desideri, costringendoci a compatirli. I personaggi, vividi e memorabili, lottano per perdonare se stessi e gli altri. Ne La Chicane l’incontro di una donna con un attore francese suscita un diluvio di ricordi legati a una zia suicida, incapace di trovare stabilità in amore e nella vita. In Un rifugio con tutti i servizi una volontaria di un ricovero per animali si prende cura con devozione dei cani a cui praticare quella che definisce eutanasia.
In Greed una moglie respinta esamina la relazione di suo marito con una donna affascinante e anziana. E in Cloudland, la storia più lunga della raccolta, una donna rimugina sulla scelta fatta da adolescente di rinunciare al suo bambino. Storie di donne tenere e anche, a modo loro, divertenti, che sono piene di rivelazioni inattese, narrate con lo stile che ha la cifra unica diretta inimitabile di Hempel.
Cloudland, di tutte queste 15 storie di una lunghezza che varia da mezza pagina a un massimo di due, è quello più “esteso”, da solo prende quasi metà del libro. E’ un racconto di rimpianti, di dolore che riemerge improvvisamente nella rievocazione di un episodio della vita della protagonista, che si infiltra nel già precario equilibrio mettendo in discussione la possibilità di un nuovo inizio. Ambientato in Florida la donna si barcamena tra il lavoro come assistente sanitaria a domicilio, la cura delle piante tropicali e i programmi di cronaca nera che segue insieme ai suoi pazienti: porta dentro di sé oltre ricordo dei giorni a Ny, in compagnia di amici brillanti e viveur che non ci sono più, un tormento su un passato ancora più lontano. Quando, appena diciottenne, aveva partorito in una clinica privata una bambina poi data in affido.
Il racconto più autoironico è invece forse Greed. “La signora Greed era sposata da quarant’anni, suo marito il cornuto del secolo. Un uomo bruttino dal patrimonio ragguardevole, che l’accompagnava a fare commissioni nel quartiere. La signora Greed si faceva un punto d’onore di affermare che non lo avrebbe mai lasciato. Poco importava se il suo affetto per lui era superato dall’attaccamento ad altri. Tra cui, per esempio, mio marito”. Ogni storia di Nessuno è come qualcun altro è accompagnata dalla malinconia per qualcosa lasciato indietro, o che si è mancato di conoscere.Hempel, originaria di Chicago e residente dagli anni Settanta a New York, è stata allieva di Gordon Lish, il celebre editor di Carver, e i suoi racconti le sono valsi numerosi premi, come il PEN/Malamud Award.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musei: Egizio proroga fino a giugno Archeologia Invisibile
Mostra diventa anche accessibile in remoto con virtual tour

ORINO26 novembre 201909:40

– Resta aperta fino a giugno Archeologia Invisibile, la mostra con cui il Museo Egizio svela al pubblico le tecniche dello studio degli oggetti giunti a noi dal passato. La proroga per l’intero anno scolastico non è l’unica novità: con il nuovo virtual tour in 3D, l’esposizione diventa fruibile anche in remoto.
Inaugurata a marzo, la proroga va incontro alle “sollecitazioni delle scuole – spiega Evelina Christillin, presidente della Fondazione – consentendo alle classi di inserire la visita dell’allestimento temporaneo fra le uscite al Museo Egizio programmate nella primavera”.
L’interesse suscitato dalla mostra, in particolare nei più giovani, “conferma quanto la ricerca e il rapporto tra egittologia e nuove tecnologie – aggiunge il direttore del Museo Egizio, Christian Greco – siano temi in grado di mettere in comunicazione i diversi pubblici che visitano il nostro Museo e coloro che ci lavorano. Un valore aggiunto importante, che siamo lieti possa continuare a essere apprezzato e approfondito”.

Libri: ‘Terra in vista!’, la scienza spiegata ai ragazziUn viaggio con Pievani -Taddia e molti scienziati

6 novembre 201909:50

– TELMO PIEVANI E FEDERICO TADDIA, ‘TERRA IN VISTA! (MONDADORI RAGAZZI, PP 240, EURO 25,00). La scienza e la tecnologia spiegate ai ragazzi e alle ragazze in modo semplice e scanzonato: dalla clonazione alla chimica dell’innamoramento, dalla robotica alla vulcanologia. Tra esperimenti ingegnosi, curiosità e domande irriverenti, i migliori scienziati italiani ce le spiegano, svelandoci che qualsiasi intelligenza artificiale, se confrontata alla nostra, è sorprendentemente stupida, nel libro ‘Terra in vista!’ di Telmo Pievani e Federico Taddia, con illustrazioni di Cristina Portolano.
Nato dalla trasmissione che Pievani, evoluzionista e filosofo della scienza, direttore del portale dell’evoluzione ‘Pikaia’ e Taddia, giornalista, autore e conduttore, fanno insieme su Radio 24, il libro è anche un viaggio nel tempo. Un percorso in un “futuro che già viviamo: touch screen, display, intelligenze artificiali, assistenti vocali, droni, cloni, auto che si guidano da sole e Soli – nel senso di stelle – riprodotti in laboratorio. La realtà è meglio di qualsiasi fantasy e la natura sa essere sempre più fantasiosa della nostra immaginazione. E così abbiamo scelto di raccontare il funzionamento di molte cose che usiamo o conosciamo e di cui, in verità, sappiamo ancora poco poco” raccontano gli autori nella prefazione.
Ogni capitolo è dedicato a un tema con l’intervento di un esperto e una scheda finale che propone un esperimento scientifico in forma di gioco, “Lampi di Ingegno”, di Agnese Sonato.
Così nella parte dedicata alle piante robot si dialoga con Barbara Mazzolai, biologa e ingegnere, e si scopre che “hanno foglie e radici smart” che “servono a esplorare il suolo: vanno alla ricerca dell’acqua nelle zone desertiche e in futuro potrebbero essere usate su altri pianeti, per cercare nuove forme di vita”.
Si comprende anche ‘Perché i vulcani si addormentano?’ con Boris Behncke , ricercatore dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia all’Osservatorio Etneo e se ‘Si puo’ vivere sulla luna? con Tommaso Ghidini, capo divisone struttura, meccanismi e materiali dell’ESA. E ancora ‘Perché ci si innamora?’ con Antonio Cerasa, neuroscienziato dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr; ‘Che cos’è un algoritmo? con ‘Maurizio Tesconi, ricercatore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e ‘Che cosa sono le bioplastiche,?’ con Mario Malinconico, ricercatore e direttore di ricerca dell’Istituto per i Polimeri Compositi e Bio Materiali del Cnr di Pozzuoli.
‘Come si va a caccia di dinosauri?’ ce lo spiega Federico Fanti, paleontologo e ricercatore dell’Università di Bologna.
“Le attrezzature sono quelle di Indiana Jones: martello, colla e pazienza, molta tenacia e tanta fortuna. Le tecnologie più avanzate aiutano in una fase successiva, per ricostruire e capire come effettivamente ‘funzionavano’ questi animali quando erano in vita” afferma nel libro, realizzato con il contributo di Radio24 e di Audible, in cui si impara divertendosi.

Le macchinazioni, tra verità e leggendaMistificazioni e ironia nel romanzo di Baret Magarian

6 novembre 201911:45

– BARET MAGARIAN, LE MACCHINAZIONI (ENSEMBLE) – “Se io reinventassi la tua esistenza nella finzione, magari la cosa ti permetterebbe di uscire dalla tua vita vera e di guardarla da un’angolazione diversa”: il famoso romanziere londinese Bloch vuole aiutare il suo amico Oscar Babel, stufo di sentirsi “uno spazio vuoto”, a diventare una persona che conta e per questo decide di scrivere un racconto su di lui. Nell’era di internet, grazie alle parole di Bloch, Babel, proiezionista in un cinema e pittore mancato, diventerà per la gente un nuovo messia. Arriva in libreria “Le macchinazioni” di Baret Magarian, edito da Ensemble (pp.400, 18 Euro), con la traduzione di Simone Pagliai, romanzo divertente e ricco di suggestioni, pronto a svelare i miti della celebrità nei tempi di oggi. Nato a Londra, di origine angloarmena, lo scrittore – anche pianista e poeta – costruisce un libro visionario e realistico insieme, capace di fondere il pathos con il grottesco, nel quale con un registro narrativo sicuro e accattivante dà prova del proprio inventivo talento. Nel dipanare la storia, piena di personaggi indimenticabili tanto sono sorprendenti, in fondo lo scrittore parla del mondo iperconnesso in cui viviamo, per rivelarne le contraddizioni, le assurdità, i tranelli, senza mai dimenticare non solo la vena umoristica ma anche di evidenziare l’insopprimibile e disarmante bellezza di ciò che ci circonda.

Guarda che mun tunait, l’amore a 20 anniCaggiano racconta emozioni e rischi da correre per essere felici

26 novembre 201916:57

ANTONIO EMILIO CAGGIANO, GUARDA CHE MUN TUNAIT (GRUPPO ALBATROS) – E’ un romanzo che punta dritto ai sentimenti, con la semplicità dei ragazzi di 20 anni, “Guarda che mun tunait” del giornalista Antonio Emilio Caggiano (Gruppo Albatros il Filo, pp. 138 – Euro 12,90). Al centro del libro, composto da capitoli brevi e incisivi e con la prefazione di Federico Moccia, le vicende di gruppo di studenti universitari, per lo più fuori sede, alle prese con l’amicizia, l’amore, e la vita universitaria in una grande città come Roma, tutti impegnati a trovare il proprio posto nel mondo. Ognuno di loro ha i propri desideri con cui fare i conti: chi vuole fare l’insegnante, chi liberarsi da una pesante eredità malavitosa, chi ancora gioca con la propria bellezza prorompente. Ad animare la storia è però l’amore tra Antonio e Lucilla: i ragazzi si conoscono e si innamorano subito ma la loro relazione non sarà tutta rose e fiori. I due appartengono infatti a mondi diversi: lui, un “provincialotto” dell’Irpinia, figlio di un appuntato dei carabinieri e di una casalinga; lei ricca e proveniente da una famiglia di industriali, con una vita in parte già pianificata. Mentre si rincorrono le vicende di questi ragazzi, nel libro compaiono riflessioni sull’amore e sul valore dell’indipendenza e della propria moralità. Tra le righe, l’invito a puntare alla Luna che appare nel romanzo, ricchissimo di ingenuità e freschezza giovanile, non sembra tanto la necessità di porsi obiettivi sempre più irraggiungibili e lontani, quanto un’opportunità di sperimentare e conoscere se stessi, di prendersi dei rischi per realizzare i propri sogni e di avere coraggio a scommettere tutto sull’amore, vero collante sociale dei nostri tempi.

Midway, un film di guerra di una voltaDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

6 novembre 201911:48

– Un film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra.
Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour. Sceneggiatore, produttore e regista, Emmerich ,maestro nell’uso degli effetti speciali, dopo ‘Independence Day’, ‘Godzilla’, ‘The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo ‘e ‘2012’, torna così a raccontare un pezzo di storia e lo fa con un certo equilibrio tra le parti in campo. “Il nostro film segue tre linee narrative che descrivono tre punti di vista che si intersecano – dice il regista re Mida del genere catastrofico, dai grandi budget e incassi -: una è quella dei piloti a bordo della porta aerei USS Enterprise, principalmente Dick Best (Ed Skrein), Clarence Dickinson (Luke Kleintank) e Bruno Gaido (Nick Jonas) che sono personaggi storici. Una seconda narrazione segue il difficile lavoro dell’ufficiale di Marina Edwin Layton (Patrick Wilson), del crittografo Joseph Rochefort (Brennan Brown) e dell’ammiraglio Chester W. Nimitz (Woody Harrelson) a Pearl Harbor. La terza è incentrata, infine, sugli ufficiali giapponesi: l’ammiraglio Isoroku Yamamoto (Etsushi Toyokawa) e gli ufficiali Tamon Yamaguchi (Tadanobu Asano), Kaku Tomeo (Noboyu Shimamoto) e Chuichi Nagumo (Yun Kunimura), anche loro personaggi storici”. Una curiosità, questo fatto storico è stato già portato sul grande schermo nel 1976 nel film ‘La battaglia di Midway’, con Charlton Heston, Henry Fonda, Toshiro Mifune e Robert Mitchum.

Libri: Secondo Josh, due bambini tra Bene e MaleMetatesto grottesco di Fusoni su società e scrittura

6 novembre 201911:49

– LORENZO FUSONI, SECONDO JOSH (GOLEM EDIZIONI) – Un thriller paradossale, una girandola di equivoci, allucinazioni e voci, la lotta eterna tra il Bene e il Male attraverso la contrapposizione di due singolari bambini che sembrano Dottor Jekyll e Mister Hyde, ma anche un interessante esperimento linguistico e letterario in un’opera dal carattere sperimentale: è in libreria dal 7 novembre “Secondo Josh” (Golem Edizioni, pp.140, 14 euro), il nuovo romanzo Lorenzo Fusoni. Lo scrittore torna a raccontare di Josh, il bambino di 9 anni protagonista dell’omonimo volume edito da Golem nel 2017 con il titolo “Il libro di Josh”: questa volta il piccolo, genio della speculazione finanziaria dalle incredibili capacità manipolatorie, dovrà confrontarsi con Marius, un altro bambino che invece vuole aiutare gli altri combattendo i soprusi e le ingiustizie del mondo. In questo originale metatesto, in cui la scrittura riflette su se stessa e sui propri meccanismi, Fusoni costruisce un romanzo in cui i personaggi sembrano vivere di vita propria e nel quale la trama aggrovigliata non solo tiene il lettore legato a sé con il suo ritmo sostenuto ma offre spunti di riflessione sulle miserie umane e sulla nostra incapacità di comunicare davvero gli uni con gli altri.

Arte: SplendOri, la mostra diventa permanenteAl Parco archeologico di Ercolano accolta richiesta pubblico

ERCOLANO26 novembre 201912:20

– Il Parco archeologico di Ercolano rende permanente la mostra ‘SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano’ accogliendo così la richiesta del pubblico entusiasta che, in molti casi, ha chiesto che diventasse stabile. Inaugurata lo scorso 20 dicembre nell’Antiquarium, edificio riaperto in quell’occasione dopo ultimi interventi di adeguamento, SplendOri è una collezione di circa 200 monili, preziosi, raffinati arredi domestici, servizi da mensa unica per quantità e valore culturale dei pezzi presentati al pubblico sul luogo stesso del ritrovamento. In vetrina vengono esposti oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati insieme agli abitanti nel vano tentativo di scampare via mare all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., altri recuperati nelle dimore dell’antica città.
SplendOri avrebbe dovuto chiudere tra pochi giorni, il 30 novembre. “Abbiamo deciso di venire incontro alle numerose sollecitazioni dei visitatori di rendere la mostra permanente, ma questo non ci distoglie dall’obiettivo di dotare il Parco di un museo che completi l’esperienza della visita sotto tutti gli aspetti e in maniera innovativa”, dice il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano “SplendOri è stato un primo passo che ci ha permesso di coniugare fruizione e ricerca per definire il progetto museografico del sito. L’attuale allestimento sarà nel corso del 2020 arricchito senza mai far venire meno il godimento dei beni da parte del pubblico”. Al Parco archeologico di Ercolano, intanto, si sta lavorando per sviluppare altre due esposizioni del ciclo ‘Ercolano. Talento passato e presente’ che vedranno la luce nei prossimi mesi, dedicate a mettere in evidenza altri due aspetti peculiari che fanno dell’antica città vesuviana un caso unico nell’intero mondo romano: l’una sul legno e l’ebanistica, l’altra sul cibo e la civiltà della tavola.

In uscita primo dizionario Italiano-LakotaCuratrici, ‘salvare una lingua nativa americana da estinzione’

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ASCO26 novembre 201916:58

E’ in uscita il 18 dicembre “Lessico Lakota”, il primo dizionario in italiano della lingua Lakota, del famoso popolo dei guerrieri Sioux-Lakota. Curato da Raffaella Milandri e Myriam Blasini, è pubblicato dalla casa editrice di San Benedetto del Tronto Mauna Kea. L’obiettivo, spiegano le curatrici, è salvare una preziosa lingua nativa americana, ma anche pubblicare il dizionario entro il 2019, Anno Internazionale delle Lingue Indigene proclamato dall’Onu.
“Nell’allarme lanciato dall’Onu – spiegano -, si sottolinea come su 7.000 linguaggi parlati nel mondo, oltre il 40% sia a rischio di scomparir in pochi anni”. Dato che la lingua Lakota è stata fino a metà dell’Ottocento solo parlata e mai scritta, e che ce ne sono svariate interpretazioni, il “Lessico Lakota” è tratto da approfonditi studi delle fonti più autorevoli, accompagnato da storia, tradizioni e mitologia del popolo nativo americano.
Il lancio il 20 dicembre a San Benedetto del Tronto.

Capitale italiana della Cultura 2021, online il bandoFranceschini, titolo ha effetti concreti per sviluppo città

26 novembre 201913:44

– È online sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo il bando per la Capitale italiana della Cultura 2021. La Capitale italiana della Cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle Città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico.
“Dal 2014 – sottolinea il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini – da quando abbiamo avuto l’idea di istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici”.
Entro il 16 dicembre 2019 le città che desiderano candidarsi possono presentare una manifestazione di interesse, sottoscritta dal Sindaco, riportando i dati richiesti dalle linee guida allegate al bando. Su http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Mib bacUnif/Appalti/visualizza_asset.html?id=201566&pagename=230 è consultabile il bando. Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura” è conferito per la durata di un anno e la Città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018. Parma sarà la Capitale italiana della Cultura per il 2020.
Possono partecipare al bando i Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni che non abbiano partecipato alla selezione per la «Capitale italiana della cultura» per gli anni 2018 e 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maltempo: Franceschini, Art Bonus supera i 400 milioni di euro
Verso estensione al patrimonio ecclesiastico di Venezia e Matera

26 novembre 201913:53

– L’Art Bonus supera i 400 milioni di euro. L’agevolazione fiscale al 65% per le donazioni in cultura introdotta dal ministro Franceschini a fine 2014 è divenuta un modello in Europa per il mecenatismo culturale. “Questi dati dimostrano quanto questa misura stia funzionando e quanto i cittadini e le realtà economiche dei territori tengano alla cura del proprio patrimonio culturale. Per questo motivo nei giorni della forte ondata di maltempo che ha colpito Matera, Venezia e la sua laguna abbiamo avviato una iniziativa legislativa, accolta da un ampio sostegno parlamentare, per includere le chiese danneggiate dall’acqua alta e dal fango e detriti tra le realtà che possono fruire di questa forma di fiscalità di vantaggio” dice il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.
L’emendamento al decreto legge Sisma approvato la scorsa settimana dalla commissione bilancio del Senato che estende i benefici dell’Art Bonus al patrimonio ecclesiastico colpito dalla marea eccezionale nella laguna di Venezia e dal maltempo a Matera è ora all’esame dell’aula. Si tratta di un segnale di attenzione delle istituzioni ai beni storici, artistici e architettonici di due siti patrimonio mondiale dell’umanità.
Gli ultimi dati dell’applicazione dell’Art Bonus evidenziano che le donazioni si concentrano maggiormente nelle regioni del centro Nord, mentre la misura ancora fatica nel Mezzogiorno. A fronte dei 403 milioni di euro donati ci sono circa 13.300 i mecenati che in cinque anni hanno beneficiato oltre 2.200 realtà per un totale di oltre 3.400 interventi.

Clerici, torno con Zecchino, i bambini sono casa / VIDEO”a disposizione Rai”. Anche una prima serata in coppia con Conti il 7 dicembre

26 novembre 201919:29

“Non è un impegno è un divertimento, il modo dei bambini è sempre stato il mio, dai tempi di Ti Lascio una canzone che ho guidato per cinque anni. In questo caso voglio ringraziare Carlo Conti, mi è sempre stato vicino nei momenti difficili della mia vita, è un fratello, e anche dopo un momento di ‘stallo forzato’, ha dato l’occasione di ricominciare a sorridere”. Tutto pronto per la 62a edizione dello “Zecchino d’Oro”, che vede Antonella Clerici ritornare sull’ammiraglia del servizio pubblico sia nelle tre puntate pomeridiane del 4, 5 e 6 dicembre alle 16.50 con tutta la sua vivacità e dolcezza di mamma, in onda dall’Antoniano di Bologna, che nella puntata del 7, sempre su Rai1 in coppia questa volta con Carlo Conti, direttore artistico della kermesse canora per bambini per il terzo anno consecutivo, ma in questo caso all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO). Alla direzione musicale c’è il maestro Peppe Vessicchio. Il Coro dell’Antoniano è diretto da Sabrina Simoni e la Regia è di Maurizio Pagnussat. Dodici le canzoni inedite in gara con le quali il repertorio sale a 776 brani (i temi vanno degli animali ai sogni, dalla grammatica alle piccole difficoltà).  Sono 16 i piccoli interpreti. Conti: “La somma dell’età dei bambini è più bassa della somma della mia età e di quella di Antonellina che ne ha 30 ed è più giovane” (dice con la sua consueta galanteria). Poi il conduttore toscano sottolinea: “in gara ci sono le canzoni, non i bambini. Quest’anno le ho ascoltate contrariamente alle altre due precedenti ediizoni, erano tante: 860! Per fortuna ha collaborato con me mio figlio Matteo di 5 anni”. Accanto alla giuria dei bambini a votare le canzoni in gara ospiti speciali: Giovanni Allevi, Liciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Laura Chiatti, Claudia Gerini, Benji e Fede, Alberto Urso. Uno degli obiettivi principali dello Zecchino d’oro quello di sostenere l’Operazione Pane, finalizzata a garantire 150mila pasti da gennaio a dicembre 2020 in 15 mense francescane.
Clerici fa notare: “con l’Antoniano ci siamo sfiorati tantissime volte, senza mai collaborare. Le tagliatelle di Nonna Pina ad esempio è diventata un cult”. Poi Aggiunge: “Vi prometto un regalo, vedrete un Carlo Conti in una veste insolita, trascinato dalle mie gonne, che saranno coloratissime e in tema col look dei bambini”.
Durante la presentazione a Viale Mazzini del festival dei bambini dell’antoniano Clerici torna a ribadire circa il proprio futuro nell’azienda: “Io sono a disposizione della Rai, come si sa, la mia concentrazione è ora sul presente, sullo Zecchino. E poi su Telethon. Poi vedremo. Spero di fare in primavera un prime time, ho tante idee, non mi mancano. Sono qui, ma non dipende da me, non posso impormi da sola, vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi”. Nonostante la bionda e amata conduttrice abbia abbandonato da oltre un anno La prova del cuoco ciclicamente continuano a circolare indiscrezioni su un suo ritorno alla guida del cooking show di Rai 1. Clerici, replica decisa: “Non mi sembra corretto parlarne perché adesso ha una conduttrice, Elisa Isoardi; il programma è suo adesso.
Non ci penso proprio. E’ finita un’epoca”. “Potrei pensare di fare una cosa magari diversa. In futuro non so, tornare al daytime dipenderà da una serie di cose. Il mio contratto con Rai è in scadenza a giugno. Magari lo farò altrove, non ho idea proprio”. Tornando allo Zecchino: il 4 dicembre inizia la gara con l’ascolto di sei canzoni. Il 5 prosegue con l’ascolto delle altre sei. Il 6 dicembre vengono riascoltate le 12 canzoni in gara, in una versione ridotta. Il 7 dicembre sarà, invece, il giorno della finale in prima serata, condotta dalla coppia inedita per il piccolo schermo, Carlo Conti e Antonella Clerici che riporteranno in tv tutte le canzoni in gara, cantate dal vivo dinanzi a un pubblico. La 62° edizione dello Zecchino d’oro sarà disponibile anche su RaiPlay con una pagina dedicata per navigare nella piattaforma digitale della Rai fra le canzoni di ieri e di oggi su Rai1 dal 4 al 7 dicembre e avrà anche la possibilità di rivedere – già durante lo spettacolo – i video delle esibizioni dei piccoli cantanti e degli ospiti

Più libri, cresce ancora export diritti librari +8,7% nel 2019Da Osservatorio AIE e anche focus su mercato francese

6 novembre 201914:51

– C’è molta Italia in Europa. Anche nel 2019 si conferma il rafforzamento della vendita di diritti di edizione di autori italiani a case editrici straniere, con un aumento del +8,7% rispetto allo scorso anno. L’editoria italiana prosegue quindi la sua crescita all’estero: tra il 2001 e il 2019, infatti, i titoli venduti sono passati da 1.800 a 8.569. È quanto emerge dai dati 2019 dell’Osservatorio AIE sull’import-export dei diritti realizzati dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori che saranno presentati all’incontro’ Dalla vendita dei diritti, alle coedizioni, alle fiere internazionali. I tanti volti dell’export’, il 6 dicembre alle 10.30 in Sala Aldus a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, che si svolgerà dal 4 all’ 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
Ne parleranno, a partire dai dati, Pietro Biancardi (Iperborea), Emanuele Di Giorgi (Tunuè) e Giovanni Peresson (AIE), moderati da Mario Baudino (La Stampa).
Grande sarà l’attenzione sull’Europa. Ad aprire il programma professionale, strutturato in 21 appuntamenti, sarà un dibattito sull’editoria europea, che rappresenta più della metà del mercato mondiale del libro, e che permetterà di riflettere sul ruolo dell’editore moderno nell’attuale scenario continentale in relazione anche all’ecosistema che i nuovi player statunitensi del web stanno proponendo. Il convegno ‘Il ruolo degli editori nella costruzione dell’identità europea’ si svolgerà il 4 dicembre alle 14.30, sempre in Sala Aldus. Interverranno, moderati dal presidente di AIE Ricardo Franco Levi, Giuseppe Laterza (Laterza editore), Eric Vigne (Gallimard) e Peter Kraus vom Cleff (Rowohlt).
Di editoria europea si parlerà anche nell’incontro ‘Market focus sul mercato francese’, il 6 dicembre alle 14.30 in Sala Aldus.
Interverranno Claude Combet (Livres Hebdo) e Roberto Revello (Mimesis Edizioni) nel primo di una serie di appuntamenti che AIE organizzerà nel corso del 2020 in previsione del Salon du Livre di Parigi 2021, dove l’Italia sarà Paese ospite.

Tornano bandi per rassegne quotidiane 2020 Ravenna Festival’Giovani Artisti per Dante’ e ‘Vespri a San Vitale’

RAVENNA26 novembre 201914:53

– In attesa di svelare la 31/a edizione di Ravenna Festival, sabato 14 dicembre, la manifestazione rinnova i bandi per spettacoli e concerti destinati alle rassegne quotidiane nei Chiostri Francescani e a San Vitale. ‘Giovani artisti per Dante’ chiama la nuova generazione di creativi a misurarsi con l’eredità intellettuale, poetica e umana del Poeta che trascorse i propri ultimi anni a Ravenna. La maggioranza dei componenti del gruppo non deve superare i 35 anni, ma non ci sono limiti ai linguaggi performativi delle proposte (da presentare entro il 5 febbraio 2020). ‘Vespri a San Vitale’ è invece dedicato a solisti, cori, ensemble per musica sacra nella basilica bizantina patrimonio Unesco. Le proposte, senza limiti di età o provenienza e con particolare attenzione per repertori regionali e di rara esecuzione, devono pervenire entro il 30 gennaio. Spettacoli e concerti selezionati saranno prodotti dal Festival e inseriti nelle omonime rassegne tra 9 giugno e 12 luglio.
Con il settimo centenario della morte di Dante alle porte, nel 2021, per il quinto anno consecutivo Ravenna Festival – che della storia della città ha fatto la chiave di volta della propria identità – offre un omaggio al Poeta accanto alla sua Tomba. Anno dopo anno la rassegna compone un nuovo ritratto di Dante, in collaborazione con il Comune e grazie a Società Dante Alighieri. Nelle precedenti edizioni ‘Giovani artisti per Dante’ ha ospitato artisti come la compagnia Kepler452 o il coreografo Nicola Galli, ma anche incoraggiato collaborazioni con realtà culturali e formative del territorio, fra cui Cantieri Danza.
Grazie alla collaborazione con l’Opera di Religione dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, San Vitale – uno degli otto monumenti di Ravenna parte del sito Unesco – accoglierà invece un ricco e vario calendario di concerti. Negli anni sono arrivate proposte da tutta Italia ma anche da Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Russia; i programmi hanno spaziato da Hildegard von Bingen a Bach, a Arvo Part, ma anche offerto l’occasione per soffermarsi su compositori meno noti e repertori inusitati. Info: http://www.ravennafestival.org.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Libri: Donato Carrisi, il nuovo thriller ‘La casa delle voci’
In libreria il 2 dicembre per Longanesi

26 novembre 201914:54

– DONATO CARRISI, ‘LA CASA DELLE VOCI’ (LONGANESI, PP 400). ‘Donato Carrisi torna con ‘La casa delle voci’, un thriller che si muove sul terreno fragile e accidentato delle relazioni familiari, che sarà in libreria il 2 dicembre per Longanesi, a un mese dall’uscita nelle sale del suo secondo film ‘L’uomo del labirinto’ con Toni Servillo e Dustin Hoffman.
Lo scrittore, regista e sceneggiatore, mostra nel nuovo romanzo la partita che all’interno di ogni famiglia giocano le categorie di verità e finzione, realtà e illusione. Specialmente in quell’epoca della vita, l’infanzia, in cui i genitori sono la misura di ogni cosa.
Il protagonista è Pietro Gerber, uno psicologo ma non come gli altri, conosciuto a Firenze come l’addormentatore di bambini. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini che spesso hanno vissuto eventi drammatici o sono in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui la polizia si serve per le indagini.
Ma un giorno arriva in studio una paziente adulta, Hanna Hall, raccomandata da una collega australiana. La donna è tormentata da un ricordo che potrebbe non essere reale: un omicidio. Per capire se quel frammento di memoria, che risale a quando aveva dieci anni, corrisponde alla verità o è un’illusione, Hanna, che da bambina viveva felice nell’incantata “casa delle voci”, ha un disperato bisogno di Gerber. Ha visto o ha assistito a un omicidio? E’ lei l’assassina? Autore di bestseller internazionali, con ‘ La ragazza nella nebbia’, dal quale ha tratto il film omonimo, Carrisi ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente.

S. Cecilia, Dall’ Ongaro confermato presidenteManterrà la guida dell’ Accademia Nazionale fino al 2025

26 novembre 201916:01

– Michele Dall’ Ongaro è stato confermato Presidente-Sovrintendente dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Lo ha deciso l’assemblea degli accademici che gli ha attribuito un numero di voti superiore alla soglia dei due terzi necessari per la rielezione al primo turno. Dall’ Ongaro, che era stato nominato nel febbraio 2015 alla guida dell’ Istituzione, resterà in carica fino al 2025.
“Ringrazio i colleghi Accademici per aver rinnovato la fiducia nei miei confronti – ha detto – e vorrei condividere questo privilegio con il Maestro Pappano, l’Orchestra, il Coro, i dirigenti e tutti i dipendenti dell’Accademia per il contributo complessivo che ha permesso all’Istituzione di raggiungere risultati più che positivi e che mi auguro possano ancora migliorare in futuro”.
Michele Dall’ Ongaro, 62 anni, dopo gli studi al Conservatorio romano si è perfezionato in composizione con Aldo Clementi e direzione d’orchestra con Franco Ferrara. Ha collaborato come pianista con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Roma e con quella del Teatro dell’Opera di Roma e ha insegnato per circa vent’anni nei conservatori italiani. Dal 1985 ha iniziato la sua collaborazione con Radio-Rai. Dal 2000 al 2015 è stato il dirigente responsabile della programmazione musicale di Radio3 e, dal 2008, sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. E’ autore di numerosi saggi e testi dedicati alla musica. Nel 2012 il Presidente Giorgio Napolitano gli ha conferito il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2017 il Presidente Sergio Mattarella quello di Commendatore.

Ultimo libro Filippo Penati, storia amore e politicaLa sua famiglia in ‘L’uomo che faceva le scarpe alle mosche’

26 novembre 201920:05

FILIPPO PENATI,’L’UOMO CHE FACEVA LE SCARPE ALLE MOSCHE’ (LA NAVE DI TESEO)È un pezzo di storia d’Italia e un atto d’amore per i suoi genitori ‘L’uomo che faceva le scarpe alle mosche’, l’ultimo libro di Filippo Penati, l’ex presidente della provincia di Milano morto lo scorso 9 ottobre.
Edito da La Nave di Teseo, che lo scorso anno aveva pubblicato il primo romanzo di Penati, ‘La casa dei notai’, il libro in uscita il 28 novembre è il racconto, narrato dallo stesso autore, della storia dei suoi genitori, Elena e Pep, e delle loro vite durante la guerra. Vite che non potrebbero essere più diverse: lei, Elena, siciliana, ha vissuto nell’isola fino alla fine della Seconda guerra mondiale per poi raggiungere, insieme alla madre e alle sorelle, il padre, emigrato a Milano in cerca di un futuro migliore. Lui, milanese, lavora alla Garelli, quella del Mosquito, dove è un tornitore così bravo da riuscire – si vanta lui – a fare le scarpe alle mosche. Il Pep è antifascista, come il padre Pippo. Membro del comitato segreto di agitazione che organizza clandestinamente alla Breda un grande sciopero generale, il Pippo viene prelevato pochi giorni dopo e deportato per Mauthausen. “Alla Breda – scrive Penati – furono centonovantanove quelli presi nei rastrellamenti e deportati per rappresaglia a seguito dello sciopero generale. Di loro solo ottantasette fecero ritorno”. Il Pippo non fu tra questi e solo molti anni dopo, in compagnia del figlio Filippo e del nipote, il figlio Pep trovò la forza di andare a Mauthausen a piangerlo.
Erano tempi durissimi, ma anche di grande solidarietà: “Dalla deportazione del Pippo fino alla fine della guerra, ogni mese passò da casa, qualcuno del “soccorso rosso” che, sfidando anche il coprifuoco, lasciava dietro la porta un pacco con poche cose da mangiare. Quel pacco, seppure così povero, era molto importante perché diceva loro: “Non siete soli”. Quando arriva la chiamata alle armi, il Pep diserta e si dà alla macchia, nascondendosi nelle campagne vimercatesi per sei mesi, dormendo dove capita e mangiando quel poco che gli passano i contadini.
Torna a casa il 26 aprile e da allora a casa Penati il 25 aprile si festeggia tutti insieme, con un pranzo che nemmeno quello di Natale, che si chiude con un brindisi alla libertà. Per il Pep “Era un giorno – si legge – in cui fare festa e da condividere con le persone a lui più care. Ci riunivamo tutti a casa sua per pranzo e più eravamo, più lui era soddisfatto. Il menù preparato dalla Elena era, appunto, lungo come quello dei pranzi natalizi e si finiva sempre con lo spumante, con i calici alzati per un brindisi alla libertà e alla pace”.
Elena e il Pep si sposano il 28 ottobre 1950, ma celebrano il loro anniversario il 29, per non festeggiare il giorno della marcia su Roma. Il giorno delle nozze, quando Elena fa il suo ingresso alla curt del Cairo, il caseggiato operaio dove è cresciuto il suo Pep, il suo primo gesto è lasciare un mazzo di fiori sulla lapide a ricordo del suocero mai conosciuto.
Dopo la guerra la Garelli è in crisi, i soldi a casa scarseggiano, il Pep va a un colloquio alla Ercole Marelli e quando il direttore gli chiede che giornale legge non esita a rispondere: ‘L’Unità’ e spiega: “Abbiamo lottato vent’anni per la libertà e ognuno legge il giornale che vuole.” Quella frase gli costa il posto ma, come dice alla sua Elena: “Stai tranquilla Elenin…vedrai che noi ce la caveremo anche questa volta”. Si chiude così questo libro che inizia con il narratore che accompagna all’ospedale l’anziana madre, e che non può che lasciare la sensazione di una sorta di testamento di Penati, portato via da un tumore che ha sempre legato alla sua vicenda giudiziaria, da cui uscì in parte prescritto e in parte assolto per tutte le accuse. Ora esce questo libro, che è una storia di amore e di politica, di dolori e di lotte, ma anche di speranza, come sottolinea la frase che lo conclude.

Raf duetta con il figlio D’Art in SamuraiSamuele Riefoli in arte D’Art, “entusiasmante lavorare insieme”

6 novembre 201916:37

– Duetto in casa per Raf, che nel nuovo brano Samurai canta con il figlio Samuele, in arte D’art. La canzone (Girotondo Srl/Sony Music Italy), già disponibile sulle piattaforme, parla di come sia difficile a volte affrontare la vita, di come ci si trovi quotidianamente a fronteggiare le difficoltà e di come, proprio come i Samurai, bisogna combattere per i propri obbiettivi e per il bene della comunità.
“Samurai nasce da uno spunto musicale che mi ha fatto ascoltare un mio collaboratore, bassista degli Apres La Classe, Valerio Bruno, in arte Combass – racconta Raf – che io poi ho sviluppato, mentre per il testo io e Samuele ci siamo ispirati alla “The Lone Wolf” un telefilm degli anni 90 che parla di un samurai che non era al servizio di nessun padrone e girava insieme a suo figlio e affrontavano insieme una serie di vicissitudini, sempre a favore di ciò che ritenevano giusto”.
“Quando mio padre mi ha proposto di collaborare con lui e scrivere con lui questo brano per me è stata la realizzazione di un sogno – racconta D’Art -. Passare del tempo con lui, scrivere il testo e lavorare sulle melodie e sulla realizzazione di questo progetto è stato entusiasmante. Lui sarebbe stato un idolo per me anche se non fosse mio padre, è uno dei pochissimi cantanti pop italiani che ascolto, per il resto ascolto musica Hip Hop, trap americana e qualcosa di nostrano. Essere tenuto a battesimo da lui in questo esordio nel mondo della musica e avere la sua stima è il regalo più grande”.

Selezionati finalisti alla terza edizione premio “La Cava”Sono Cinzia Leone, Matteo Meschiari e Nadia Terranova

BOVALINO26 novembre 201916:54

Cinzia Leone con “Ti rubo la vita” (Mondadori), Matteo Meschiari con “L’ora del mondo” (Hacca) e Nadia Terranova con “Addio fantasmi” (Einaudi) sono i finalisti alla terza edizione del Premio Letterario Mario La Cava. Trentasette le opere in concorso al Premio, declinato sul tema “Il viaggio. Percorsi vissuti, narrati e immaginati”, organizzato dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario “La Cava”, con il patrocinio della Regione e il contributo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri. La giuria tecnica (Andrea Di Consoli, Stefano Ercolino, Marco Gatto, Loredana Lipperini e Vito Teti) dopo la designazione dei finalisti decreterà l’opera vincitrice il 14 dicembre nella cerimonia di premiazione. Premio speciale “La Melagrana” a Walter Pedullà, autore di saggi sulla letteratura italiana e meridionale in particolare. Nella stessa serata il Caffè Letterario La Cava assegnerà un riconoscimento all’opera più votata dai lettori che fanno parte del circolo.

Europa al centro della Fiera del libro di LubianaItalia presente con Elisabetta Sgarbi e suo film

LUBIANA26 novembre 201916:54

E’ l’Europa l’ospite d’onore della Fiera del libro di Lubiana, la cui trentacinquesima edizione è stata inaugurata oggi alla presenza del primo ministro Marjan Sarec.
Il presidente della fondazione organizzatrice (SKS), Zdravko Kafol, ha ricordato che la scelta dell’Europa è un segnale di come l’evento intenda essere al passo con quanto accade nel mondo, e la scelta di ricordare Valentin Vodnik, uno dei più grandi rappresentanti dell’Illuminismo sloveno, in occasione del 200° anniversario della sua morte, è un modo per ricordare il movimento culturale, politico, e filosofico che rappresenta “la pietra angolare dell’era moderna nella cultura europea”.
ll programma è stato preparato in collaborazione con l’Associazione degli istituti culturali nazionali (Eunic) e con la rappresentanza della Commissione europea in Slovenia.
L’Italia sarà presente con Elisabetta Sgarbi, che interverrà in un dibattito legato alla proiezione del suo film “L’altrove più vicino”, pellicola del 2017 sulla Slovenia vista attraverso i racconti e i ricordi, fra gli altri, di Claudio Magris, Paolo Rumiz, e del poeta ceco Alojza Rebula.
Fra gli altri ospiti l’autore irlandese Jack Harte, l’artista grafico, illustratore e scrittore ungherese nato in Slovenia Róbert Farkas, che scrive racconti e poesie in tedesco e sloveno, l’autrice di spettacoli teatrali, racconti e romanzi Véronique Olmi, e il poeta, scrittore e traduttore spagnolo José Morella. In calendario anche una tavola rotonda sulla piccola editoria in Europa, cui parteciperà anche l’udinese Bottega Errante Edizioni.

‘Chef in camicia’ da tv ad Amazon Prime VideoDal 28/11 i primi 5 episodi con Nicolò, Andrea e Lello

26 novembre 201916:41

– La serie ‘Chef in Camicia’, che vede protagonisti tre amici d’infanzia, oggi chef e food influencer affermati, impegnati a mettere alla prova il palato e il loro rapporto, sbarca su Amazon Prime Video pochi giorni dopo la fine del programma sul canale Alpha, tornando così al mondo in cui sono nati dopo l’insolita parentesi televisiva: il web.
Da giovedì saranno disponibili sulla piattaforma i primi 5 episodi del format che vede Nicolò, Andrea e Lello sfidarsi tra loro in un viaggio tra ristoranti e bistrot milanesi alla ricerca del miglior modo per cucinare e del miglior posto in cui consumare alcuni semplici ingredienti tipici della cucina italiana contemporanea. I 5 episodi rimanenti saranno invece online a partire dal 15 dicembre. In ogni episodio dello show, omonimo della media company da oltre 2 milioni di seguaci sui social, i tre cuochi visitano altrettanti ristoranti, noti per avere l’ingrediente protagonista della puntata al centro del loro menù.
Ciascuno chef presenta uno dei tre locali, diventandone ambasciatore, per dar vita ad una gara tra amici senza esclusione di colpi tra piatti, commenti, battute e degustazioni, con l’unico obiettivo di vincere la puntata. Gli ingredienti sui quali si danno battaglia i ristoranti nei primi cinque episodi sono: il pomodoro, la carne di manzo, il gambero, il riso e il peperoncino. Seguiranno a dicembre patate, gorgonzola, salmone, pollo e uova.

Black friday? c’è chi dice no e lancia green fridayDa maglia ‘emmobasta’ a invito a circolarità contro sovraconsumo

26 novembre 201917:05

– Black Friday? C’è chi dice no. E’ categorico quello di Ecoalf, azienda che trasforma in tessuti materiali di scarto come le reti da pesca, e spiega: “come parte della nostra filosofia, noi non parteciperemo al black friday.
Abbiamo bisogno di essere consapevoli e creare meno rifiuti.
Riparare, scambiare, donare e riciclare sono soluzioni semplici che possiamo adottare come individui”.
Rifò, giovane brand pratese di moda ecosostenibile, al posto del Black Friday, lancia il Green Friday: per tutta la settimana devolverà 5 euro per ogni prodotto acquistato, contribuendo alla raccolta fondi di Fashion Revolution, il movimento internazionale per cambiare radicalmente il modo nel quale i vestiti vengono prodotti e acquistati. Vestiaire Collective, sito web leader nella rivendita di articoli di moda e lusso vintage, invita invece i suoi clienti a partecipare alla sfida della circolarità, incoraggiandoli a vendere articoli da venerdì a domenica in cambio di un voucher da spendere entro il 31 dicembre.

A Roma capolavori di Roads of Arabia, archeologia e arte450 rarità dal Neolitico al XX secolo al Museo Nazionale Romano

26 novembre 201917:13

– Dalla testa di statua monumentale della dinastia lihyanita del V-II secolo avanti Cristo alla maschera funeraria in oro del I secolo dopo Cristo. E poi collane con perle, turchesi e rubini, frammenti di pitture parietali variopinte e tante altre meraviglie dal Neolitico al XX secolo provenienti dall’Arabia Saudita. E’ stata inaugurata dal ministro Dario Franceschini e dal suo omologo saudita Badr Bin Abdullah Bin Mohammed Bin Farhan Al-Saud la mostra Roads of Arabia, che dopo 16 tappe internazionali tra cui quelle al Louvre e all’Ermitage, sbarca nelle sale delle Terme di Diocleziano al Museo Nazionale Romano dove sarà aperta dal 28 novembre al 1 marzo 2020.
Oltre 450 manufatti rari, che come sottolinea la soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma Daniela Porro sono stati scelti “tra centinaia di reperti provenienti dalle ricerche archeologiche condotte nel Regno dell’Arabia Saudita negli ultimi tre decenni del secolo scorso da specialisti sauditi e stranieri, ivi compresa l’importante attività della missione archeologica italiana.
“Le terme di Diocleziano sono un luogo che ha una grande magia – aggiunge Alda Fendi, che con la sua fondazione ha supportato l’evento mentre Saudi Aramco è l’exclusive sponsor – e unisce queste due culture. Ormai da 20 anni abbiamo un po’ l’ambizione di portare la cultura nel mondo perché pensiamo che la cultura è democrazia e libertà e va portata in tutti i Paesi. Abbiamo avuto grandi riconoscimenti in questo periodo, abbiamo fatto un accordo con l’Ermitage, Macron mi ha conferito la Legion d’onore e siamo candidati a un grandissimo premio in America per la cultura italiana”.
Su museonazionaleromano.beniculturali.it e roadsofarabia.sa tutte le informazione mentre l’hastag è #roadsofarabia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bill Cosby, nessun rimorso se torno libero
Prima intervista dal carcere di ex papa’ d’America

NEW YORK26 novembre 201920:00

“Se avrò la libertà condizionata non aspettatevi di sentire da me che provo rimorso”. Bill Cosby è perentorio nella sua prima intervista dal carcere dopo la condanna lo scorso settembre per abusi sessuali aggravati.
L’ex papa’ d’America, 82 anni, si trova in una prigione della Pennsylvania dove sta scontando da tre a dieci anni di carcere e prevede di scontare l’intera sentenza. Cosby continua a dichiararsi non colpevole e dice che non ammetterà mai qualcosa che non ha commesso. Ha anche aggiunto che tutti i processi sono stati una farsa, del tutto ingiusti.
“E’ stato tutto orchestrato – ha detto nell’intervista – la giuria, erano degli impostori”, alludendo anche ad un potenziale giurato che per caso sentì dire ad un giurato, ‘E’ colpevole, possiamo tutti andare a casa’.

a Milano ‘Vera’, documentario su Vera JarachMadre di Plaza de Mayo, nonno morto in lager, figlia assassinata

MILANO26 novembre 201917:24

– Invita a riflettere sul tema della memoria il documentario “Vera” della regista argentina Manuela Irianni, che sarà presentato il 5 dicembre a Milano. Vera Jarach è una madre di Plaza de Mayo, italiana, ebrea. Suo nonno muore ad Auschwitz nel 1943. Sua figlia, Franca Jarach, viene assassinata dalla dittatura civile-militare argentina a Buenos Aires, nel 1976. La storia personale di Vera si interseca, nel documentario, al discorso pronunciato da Julio Cortázar al “Colloquio di Parigi” del 1981, Negazione dell’oblio, e alle testimonianze di dodici persone che condividono con lei aspetti della loro identità.
“Vera ricorda che da bambina, nella sua prima infanzia, sua madre – dice la regista Manuela Irianni – le raccontò del genocidio armeno. Qualche anno dopo, quando Mussolini stabilì le leggi razziali in Italia, fu espulsa dalla scuola che frequentava a Milano perché ebrea, e nello stesso tempo dovette emigrare con la famiglia in Argentina per sopravvivere. Suo nonno rimase in Italia e finì ad Auschwitz. Già donna matura, intorno ai 50 anni, ha subito il rapimento e l’assassinio della figlia Franca, per mano della dittatura civile-militare argentina. Tre genocidi percorrono la vita di questa donna. Come non raccontare la sua storia? Come non collegarla alle migliaia di persone che oggi subiscono migrazioni forzate o gli omicidi dei loro figli e figlie? Vera dice sempre: “Mai più silenzio”, questo documentario cerca di essere in linea con quell’idea.
Perché non ci sia silenzio, qualcuno deve parlare, e perché qualcuno parli, qualcun altro deve ascoltare”.
Il 5 dicembre alle 20, presso il Negozio Civico Chiamamilano, il documentario verrà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano, alla presenza della regista. L’ingresso è gratuito, l’invito a partecipare è rivolto a tutti.

Cinema: a Bologna ‘Ce l’ho corto film festival’Dal 28 al 30 novembre al teatro San Leonardo

BOLOGNA26 novembre 201918:03

– Dare visibilità a cortometraggi di giovani autori e creare momenti di confronto sul cinema: è ‘Ce l’ho corto film festival’, a Bologna dal 28 al 30 novembre al teatro San Leonardo. Diverse le sezioni previste, tra cui la quella internazionale, il porno e il contest. Al bando internazionale hanno partecipato oltre 200 titoli, tra animazione, documentari, e cinema sperimentale da tutta Europa, oltre a Usa e Cina.
Una giuria assegnerà un premio di distribuzione. Per la sezione internazionale, tra gli altri, l’australiano Charles Williams con ‘All these creatures’, Vito Palmieri con ‘Da Teletorre19 è tutto!’ girato nel quartiere Bolognese Pilastro, lo svedese ‘Isle of Capri’, il francese ‘Oranges’ e il serbo ‘Passage’. La sezione ‘Ce l’ho porno’, a cura del collettivo ‘Inside porn’ undici corti selezionati inferiori a 30′, dà spazio a diversi linguaggi e modalità di messa in scena per la necessità di parlare di una pluralità di sessualità, con temi quali il rapporto con il corpo e l’affettività.

Arte: in mostra a Rimini ‘Madonna Diotallevi’ di RaffaelloIn autunno al Museo della Città. Tela in arrivo da Berlino

BOLOGNA26 novembre 201918:38

– Torna a Rimini la ‘Madonna Diotallevi’ dipinta da Raffaello Sanzio e appartenuta fino all’Ottocento alla collezione del romagnolo Audiface Diotallevi da cui prende il nome. La tela arriverà in prestito dai musei statali di Berlino, dove è in corso un’esposizione dedicata al maestro urbinate e sarà al centro di una esposizione temporanea al ‘Museo della Città ‘di prevista per l’autunno del 2020, nel pieno delle celebrazioni per i 500 anni della morte del pittore marchigiano.
Le date ipotizzate per la mostra, ancora da ufficializzare – spiega una nota dell’Amministrazione comunale riminese – prevedono l’inaugurazione per sabato 17 ottobre 2020 nell’ambito della 22esima edizione del Festival del Mondo Antico, per proseguire fino al 10 gennaio 2021.
All’opera – considerata uno dei più importanti dipinti giovanili di Raffaello – atteso a Rimini dopo 178 anni, sarà dedicato un volume a cura dello storico dell’arte Giulio Zavatta, consulente scientifico del progetto espositivo.

Musei: a Baltimora il 2020 è all’insegna delle donnePer un anno comprera’ e mostrerà solo opere di artiste

NEW YORK26 novembre 201918:43

– Nel 2020 le donne occuperanno il Museum of Arts di Baltimora. Famoso per i suoi Matisse, il prossimo anno il museo adiacente al campus di Johns Hopkins comprera’ solo opere di artiste donne e organizzerà almeno venti mostre dedicate a artisti che si identificano con il pronome “she”.
L’obiettivo e’ di colmare un gap che vede nelle collezioni solo il 4% dei pezzi firmati da donne e farlo in un anno importante: nel 2020 si celebreranno i 100 anni dell’Equal Right Amendment che permise alle donne americane di votare per la prima volta.
A dar vita al progetto “Vision 2020” del museo e’ stato il direttore Christopher Bedford, uno scozzese da tre anni al timone: “Non ha paura di nulla, si muove alla velocità della luce e dice quello che non osiamo dire”, lo ha descritto Betsy Bradley, la sua collega al Mississippi Museum of Arts.
L’anno scorso Bedford aveva creato polemiche vendendo opere di maschi bianchi come Andy Warhol, Robert Rauschenberg e Franz Kline per comprare opere di minoranze sottorappresentate. “Non basta acquistare un dipinto di un’artista nera e appenderlo accanto a un Mark Rothko,” aveva detto all’epoca il direttore: “Per correggere lo squilibrio serve un intervento radicale sul Dna del museo”.
Intanto una installazione di Mickalene Thomas, che ha aperto il 24 novembre, ha cambiato letteralmente la facciata del museo trasformandola in un isolato delle tipiche case a schiera di Baltimora. La lobby e’ stata ridecorata per evocare un salotto anni settanta, perfino i custodi si sono tolti la divisa per indossare abiti d’epoca disegnati dalla Thomas e dallo stilista José Durán.
Il museo di Baltimora non e’ il solo che sta cercando di riequilibrare gli allestimenti prendendo le distanze dal “canone occidentale” della tradizione. A New York il nuovo corso intrapreso dal MoMA dopo la ristrutturazione va nella stessa direzione con un riposizionamento di artiste fino a poco tempo fa trascurate come Joan Mitchell o Helen Frankenthaler, ma almeno 60 altri musei negli Usa si sono impegnati nel 2020 a dedicare mostre a artiste donne, anche se non nel modo cosi’ radicale del progetto di Bedford.
Intanto perfino al Met i segni del nuovo corso sono chiaramente visibili: oltre la facciata del museo piu enciclopedico degli Usa, occupata da settembre dalle cariatidi dell’artista americana ma nata in Kenya Wangechi Mutu, dal 19 dicembre nell’atrio del museo sulla Quinta Strada saranno appesi due dipinti monumentali dell’artista nativo-americano Kent Monkman, uno dei quali rivisita l’iconico olio del 1851 “Washington Crossing the Delaware” mettendo al centro popoli indigeni tra cui “Miss Chief Eagle Testickle”, l’alter ego dall’identita’ di genere fluida dell’ artista.

Colpiti al cuore, anni di piombo e cinemaA Festa Mobile il documentario di Alessandro Bignami

26 novembre 201919:59

C’è stato un tempo in cui realtà e cinema correvano insieme, un’epoca felice nonostante terrorismo e anni di piombo. Il bel documentario ‘Colpiti al cuore’ di Alessandro Bignami, passato oggi al Torino Film Festival, racconta questo con dentro tanta nostalgia di un’Italia che non c’è più e dove politici, registi, sindacalisti erano di un’altra pasta. Un’epoca che il cinema ha raccontato, anticipato, evocato, con autori che vanno da Elio Petri a Gianfranco Rosi, da Marco Tullio Giordana a Gianni Amelio fino a Marco Bellocchio.
A cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana arrivano così le testimonianze di Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana che si trovavano casualmente a Milano quel 12 dicembre del 1969.
Scorrono poi sullo schermo i tanti film intrisi di quel tempo, da ‘Le mani sulla città’ di Francesco Rosi a ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ di Elio Petri (uscito subito dopo la strage, ma del tutto profetico). Un’opera che lo stesso Petri in una intervista d’archivio definisce “politica, ma solo perché popolare”. E in quegli anni, fa notare il documentario, anche il film di genere trasudavano della realtà in cui erano immersi. Non solo gli spaghetti western come ‘Giù la testa’ o ‘Vamos a matar companeros’ avevano al loro interno un’anima, rossa, rivoluzionaria, rappresentando, tra l’altro, l’eterna guerra tra poveri e ricchi. Ma anche i cosiddetti polizzioteschi non erano da meno come La polizia ringrazia, con una polizia in sofferenza per non poter agire contro criminalità e terroristi come vorrebbe.
Non mancano, tra tante voci di cineasti, la testimonianze dello storico Giovanni De Luna e quelle dello scrittore Giuseppe Genna. Passano poi le immagini di Buongiorno notte di Bellocchio che il regista commenta parlando della “disumanità totale” delle Br. E ancora nel docu, Marco Tullio Giordana che, con lucidità da storico, spiega come l’uccisione di Aldo Moro creò una vera e propria frattura nella sinistra mai ricucita. Arrivano infine gli anni Ottanta con tanto di riflusso che portano in sala film come Il cacciatore dove i khmer rossi sono dei ‘cattivi’.

The New Pope, dal 10 gennaio su Sky la serie di SorrentinoCon Jude Law e John Malkovich

26 novembre 201919:55

l 10 gennaio 2020 debutterà in esclusiva per l’Italia, su Sky Atlantic e Now TV, The New Pope, la serie creata e diretta dal Premio Oscar© Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich. Diffuse oggi nuove foto e il poster ufficiale. Una serie originale Sky-Hbo-Canal +, è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte del gruppo Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Il distributore internazionale è Fremantle.
Pio XIII (Jude Law) è in coma. E dopo una parentesi imprevedibile quanto misteriosa, Voiello riesce a far salire al soglio pontificio Sir John Brannox (John Malkovich), un aristocratico inglese moderato, affascinante e sofisticato che prende il nome di Giovanni Paolo III. Il nuovo Papa sembra perfetto, ma cela fragilità e segreti. Capisce subito, inoltre, che sarà difficile prendere il posto del suo carismatico e illustre predecessore, mentre in Vaticano, Voiello fatica a gestire una Chiesa aggredita da scandali – che rischiano di travolgere in modo irreversibile le alte gerarchie – ma anche da minacce esterne; Sofia ed Esther si rivelano molto diverse da quello che appaiono e il Cardinal Guiterrez continua a combattere contro le sue contraddizioni. Alcuni fedeli, poi, cominciano a idolatrare Pio XIII che, dal suo letto di ospedale, inizia a lanciare strani messaggi. Fino a quando… THE NEW POPE, scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano. Tutti i nove episodi sono diretti da Paolo Sorrentino.
Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar© Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in The Young Pope. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir, Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.

Tff: nel primo week end incassi e presenze in linea con 2018Dati definitivi saranno comunicati al termine manifestazione

TORINO25 novembre 201920:20

– I dati del primo week end del Torino Film Festival si confermano in linea con quelli del primo week end della scorsa edizione, sia per quanto riguarda gli incassi (163.500 contro i 164.000 dello scorso anno) sia per quanto riguarda il numero di biglietti abbonamenti e pass giornalieri. Lo rendono noto gli organizzatori. I dati definitivi – spiegano – saranno forniti nei giorni successivi al termine della manifestazione, quando sarà disponibile un quadro completo dell’andamento dei dati delle biglietterie e delle presenze del pubblico.

Netflix salva il Paris, l’ultimo monosala di NYStorica sala diventa base per aspirazioni Oscar

NEW YORK26 novembre 201916:16

– Mentre continuano le trattative per l’acquisto dell’Egyptian Theatre a Los Angeles, Netflix “salva” il Paris, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan garantendo un trampolino di lancio per le sue aspirazioni agli Oscar. Il colosso dello streaming che sta cambiando il modo di fare e fruire il cinema ha annunciato la firma di un contratto di affitto a lungo termine per mostrare i suoi film nella storica sala a pochi passi dal Plaza Hotel inaugurata nel 1948, presente al taglio del nastro Marlene Dietrich e che in agosto aveva chiuso i battenti, sembrava allora per sempre.
L’uso dello schermo del Paris per mostrare dal 6 novembre il nuovo film di Noah Baumbach, “Marriage Story” (Storia di un matrimonio) con Adam Driver e Scarlett Johannson, non e’ stato dunque una ‘una tantum’. “Dopo 71 anni, la tradizione del Paris continua e il cinema resta la meta per una esperienza cinematografica unica nel suo genere”, ha detto il capo del content di Netflix Ted Sarandos annunciando l’accordo che “preserva un’istituzione storica di New York e una casa per gli amanti del cinema”.
Il Paris ha alle spalle una storia importante: nato per mostrare soprattutto film stranieri, ha introdotto il pubblico americano ai capolavori di Roberto Rossellini, Federico Fellini, Pietro Germi e Franco Zeffirelli. L’accordo e’ stato raggiunto con Sheldon Solow, un magnate del cemento proprietario, oltre che del Paris, di numerosi grattacieli a Manhattan. L’estate scorsa Solow non aveva rinnovato l’affitto a City Cinemas, la catena che aveva ereditato la gestione del Paris: il ‘canto del cigno’ era stato il documentario di Ron Howard su Luciano Pavarotti.

Listino 01 da Pinocchio a Diabolik, da Hammamet a MorettiDel Brocco “storie forti con un forte nucleo narrativo”

26 novembre 201919:59

Numeri favorevoli e toni piu che soddisfatti da parte di Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, nel presentare a Torino il listino di 01. Una serie di film davvero monstre dove campeggiano titoli come l’atteso PINOCCHIO di Matteo Garrone (presentato in apertura e in uscita il 19 dicembre) ; FREAK OUT di Gabriele Mainetti; HAMMAMET di Gianni Amelio di cui si sono viste le prime immagini; GLI ANNI PIÙ BELLI l’ultimo film di Gabriele Muccino (in sala dal 13 febbraio) e, infine, DIABOLIK di Manetti Bros con una ricostruzione perfetta degli anni Sessanta compresa ovviamente la Jaguar Coupé E Type nera.
Sul fronte numeri 01 resta il primo distributore nazionale dopo Walt Disney e Warner, al terzo posto per incassi e presenze prima di Fox e Universal. Sono poi 27 milioni i biglietti venduti da gennaio 2017 a dicembre 2019 per circa 170 milioni di box Office. E questo per un totale di 95 titoli distribuiti.
Crescono poi anche gli investimenti: nell’ultimo triennio si aggirano sui 220 milioni di euro per la produzione di circa 200 film di cui 100 opere prime e seconde e 120 documentari. Rai Cinema poi nel segno del pluralismo produttivo ha lavorato dal 2017 al 2019 con 210 società di produzione.
Per Del Brocco questo listino si caratterizza “per le storie forti con un forte nucleo narrativo”. È il caso di tre piani di Nanni Moretti che per la prima volta si mette dietro la macchina da presa con una storia non sua, ma tratta invece dal romanzo di Eshkol Nevo.
Nel listino anche IL MATERIALE EMOTIVO di Sergio Castellitto scritto insieme a Margaret Mazzantini da una sceneggiatura originale di Ettore Scola e interpretato dal regista insieme a Bérénice Bejo.
Non mancano le commedie, anche se, specifica Del Brocco, mostrano un po’ la corda rispetto agli anni precedenti. Troviamo così DIVORZIO A LAS VEGAS di Umberto Riccioni Carteni; GLI INFEDELI di Stefano Mordini con Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio alle prese nel negare i loro reiterati tradimenti. C’è poi RITORNO AL CRIMINE di Massimiliano Bruno con la squadra collaudata del primo film ‘Non ci resta che il crimine’.
Forti, nel listino 2020 anche i titoli internazionali. Tra tutti il nuovo film di Martin Scorsese, KILLERS OF THE FLOWER MOON con Robert De Niro e Leonardo DiCaprio ambientato nel 1920 e tratto dal libro di David Grann. L’Italia ha detto con orgoglio Del Brocco “è l’unico paese al mondo in cui un film della Paramount di questo calibro viene distribuito da noi e non da una major”.
Sempre dall’estero arriva un film che farà discutere come BOMBSHELL – LA VOCE DELLO SCANDALO ispirato alla vera storia di Roger Ailes presidente e CEO di Fox news denunciato per molestie da tre giornaliste dell’emittente televisiva e in seguito licenziato.
Ma tra le tante immagini presentate oggi a Torino, quelle che hanno colpito di più sono sicuramente quelle di HAMMAMET di Amelio in uscita il 9 gennaio (rpt: 9 gennaio), in occasione del ventesimo anniversario della morte di Bettino Craxi. Due le scene fatte vedere con un Craxi/Favino ‘fotocopia’ per aspetto, voce e postura: la prima con il segretario di un Partito Socialista già sotto inchiesta che discute polemicamente , in un sala convegni piena di garofani, con Vincenzo Balzamo, l’allora tesoriere del partito. Nella seconda scena siamo invece ad Hammamet con Bettino Craxi che parla sul lungomare con il giovane Luca Josi, ex segretario dei giovani socialisti. Arriva un pullman di turisti italiani. Riconosciuto Craxi si avvicinano a lui, lo minacciano, gli chiedono dove ha nascosto il tesoro. E lui, senza alcuna paura, replica volete i soldi? Gli unici che ho sono le monetine che mi avete lanciato davanti l’albergo”.

Il Bodini alla poetessa Antonella Anedda Riconoscimento per ‘Historiae’ sarà consegnato il 6/12 nel teatro Apollo a Lecce

LECCE26 novembre 201914:33

Con la raccolta Historiae (Einaudi), che guarda “agli ultimi nella scala sociale”, la poetessa Antonella Anedda è la vincitrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale ‘Vittorio Bodini’, promosso dall’omonimo Centro Studi in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia e Comune Lecce, e Università del Salento.
Antonella Anedda, romana di origini sarde, nella raccolta Historiae si occupa anche delle tragedie dei migranti annegati nei nostri mari, o di chi cerca avanzi di cibo nei cassonetti dei rifiuti. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 dicembre nel Teatro Apollo di Lecce con una serata, condotta da Carlo D’Amicis, sul tema ‘Dopo la luna’.
Poeta, narratore, critico, operatore culturale, ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola, Vittorio Bodini è nato a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi, ed è scomparso a Roma nel 1970. Tra i più significativi e originali scrittori italiani del Novecento, Bodini è il poeta della luna che quest’anno festeggia mezzo secolo da quando l’uomo riuscì a raggiungerla. Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, oltre alla vincitrice, anche anche l’astrofisica Patrizia Caraveo, l’antropologo Marino Niola, il saggista e critico letterario Andrea Cortellessa. Ci saranno poi il maggiore studioso dell’opera di Bodini, Antonio Lucio Giannone, e la presidentessa della giuria del Premio Bodini, Anna Dolfi.

Fumetto: Krug, Alagbè e Reynolds ospiti a ‘Bilbolbul’Festival fumetto in programma a Bologna dal 29/11 all’1/12

OLOGNA25 novembre 201920:18

La tedesca Nora Krug, il franco-beninese Yvan Alagbè e l’inglese Chris Reynolds saranno gli autori ospiti a BilBObul, il Festival del fumetto in calendario a Bologna dal 29 novembre all’1 dicembre. Emilio Varrà, presidente dell’associazione Hamelin che organizza, spiega che “la manifestazione chiama a raccolta autori e autrici che hanno lavorato, con stili e sguardi differenti, sullo spaesamento, tema di questa edizione, diventando non solo una vetrina per le migliori produzioni del fumetto d’autore, ma l’orizzonte entro cui leggere alcune problematiche del presente, per un progetto culturale multidisciplinare”.
In calendario, in vari spazi del centro storico con quartier generale alla Sala Borsa, mostre, incontri con gli autori, laboratori e proiezioni, ed attività per i ragazzi e per le scuole. Un omaggio al maestro del fumetto seriale sarà la mostra ‘Alberto Breccia. Il signore delle immagini’, dedicata all’artista argentino (1919-1993) amato da Eco e Del Buono, e curata da Daniele Brolli.

Moccia, 5/12 La ragazza di Roma Nord con contributi fan32 delle 350 pagine firmate da vincitori Cantiere delle storie

5 novembre 201918:53

FEDERICO MOCCIA, ‘LA RAGAZZA DI ROMA NORD’ (SEM) –  Sarà in libreria il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’, il nuovo romanzo di Federico Moccia pubblicato dalla casa editrice Sem. Inedito esperimento narrativo che ha visto coinvolti lettori e aspiranti scrittori, l’elaborazione del romanzo è stata accompagnata dal lancio di un ‘Cantiere delle storie’ (www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori. Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di Sem, fanno parte ora de ‘La ragazza di Roma Nord’ e i loro autori firmano con Federico questo nuovo romanzo con un contributo in totale di 32 pagine sulle 350 dell’opera che ha in copertina un lucchetto rosso.
Sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Giacomo Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona dove si trova Sara, la sua ragazza.
Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma però sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza e cominciano a parlare. La sintonia cresce, ma luipensa sempre e solo a Sara e le racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia inizia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.

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Musica: Uryupin e Baryshevsky al Tratro Comunale di Bologna
Doppio debutto il 23 novembre per stagione sinfonica

BOLOGNA21 novembre 2019 10:11

– Penultimo appuntamento con un doppio debutto per la stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna, sabato 23 novembre alle 20.30: per la prima volta infatti sia il direttore Valentin Uryupin che il pianista Antonii Baryshevskyi suoneranno nella settecentesca Sala del Bibiena. Entrambi ucraini, trentaquattrenne il primo trentunenne il secondo, Uryupin e Baryshevskyi interpreteranno la Fantasia slava in sol minore per pianoforte e orchestra di Ottorino Respighi (un brano del 1903 eseguito per la prima volta proprio a Bologna, al Teatro Duse), il Concerto N. 2 per pianoforte e orchestra Op. 102 di Dmitrij Shostakovich (prima esecuzione nel 1957 a Mosca, solista il figlio del compositore, Maksim) e la Sinfonia N. 3 in re maggiore Op. 29 “Polacca” di Piotr Ilic Ciajkovskij, l’unica delle sei sinfonie del compositore russo sviluppata in cinque movimenti e risalente al 1875. Per Antonii Baryshevskyi si tratta di un ritorno a Bologna dove già si esibito per il festival Pianofortissimo e per i Concerti di Musica Insieme.
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Alchimia e scienza, il Museo di Medicina si mostra al pubblicoAlla Sapienza di Roma il 24/11 apertura straordinaria con il Fai

ROMA21 novembre 201911:38

– Una sorta di “wunderkammer”, una speciale camera delle meraviglie composta da 10000 oggetti databili dal ‘400 al ‘900 per scoprire l’evoluzione del pensiero medico occidentale: domenica 24 novembre dalle 10 alle 18 sarà possibile visitare gratuitamente il Museo di Storia della Medicina all’Università La Sapienza di Roma grazie all’apertura straordinaria organizzata dai volontari del FAI. La collezione del museo, unica in Italia, si è formata grazie ad acquisizioni e donazioni nel tempo, anche con il contributo di alcuni collezionisti d’eccezione, come il tenore Evan Gorga o il medico fondatore Adalberto Pazzini, e permette di viaggiare dalla preistoria alla medicina genomica.
In un vero e proprio “gabinetto delle curiosità”, il pubblico potrà osservare arredi e rivestimenti di pareti in stucco intorno a strumenti medici originali, oggetti con rilevante valore magico o riguardanti la medicina dei primitivi, e poi il laboratorio dell’alchimista, una farmacia del secolo XVIII, un laboratorio della strega, la ricostruzione di una tipica spezieria romana di evo moderno, e poi vasi da farmacia, ferri chirurgici, farmacie portatili.

Tv: Domina, serie sull’antica Roma con Smutniak su Sky OriginalCast, Liam Cunningham e Isabella Rossellini. Costumi di Pescucci

21 novembre 201912:20

– S’intitola Domina la nuova serie che andrà in onda su Sky Original che racconta la politica e il potere nell’antica Roma, vista attraverso gli occhi delle donne.
Protagonista Kasia Smutniak e un grande cast internazionale con Liam Cunningham e con la partecipazione di Isabella Rossellini.
Grandi talenti italiani nel cast tecnico, tra cui il premio Oscar Gabriella Pescucci ai costumi. In corso le riprese a Roma.
Domina è una serie prodotta da Fifty Fathoms (Fortitude) e Sky Studios, con Cattleya nel ruolo di executive production service. Un dramma epico e un racconto attuale nei 10 episodi che seguono la vita e l’ascesa di Livia Drusilla, che dopo l’assassinio di Giulio Cesare e numerose avversità riesce a diventare imperatrice. Le riprese sono in corso presso i Cinecittà Studios di Roma. A interpretare la protagonista Livia Drusilla sarà Kasia Smutniak. Liam Cunningham (Il Trono di Spade) è nel ruolo di Livio, il padre di Livia. Matthew McNulty (Misfits) è il futuro imperatore Gaio, Christine Bottomley è Scribonia, Colette Tchantcho (The Witcher) è Antigone, Ben Batt (Captain America: Il primo vendicatore) è Agrippa, Enzo Cilenti (Free Fire) è Tiberio Nero, mentre Claire Forlani (Vi presento Joe Black) interpreta Ottavia. Insieme a loro, anche la partecipazione di Isabella Rossellini nel ruolo di Balbina. La serie è stata ideata e scritta da Simon Burke (Zen, Fortitude) e alla guida di un gruppo di registi c’è l’acclamata regista australiana Claire McCarthy (Ophelia, The Luminaries). Nel cast tecnico figurano, inoltre, grandi eccellenze italiane di rilievo internazionale, a partire dal Premio Oscar Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, C’era una volta in America) che curerà i costumi della serie, Luca Tranchino (Prison Break) a cui è affidato il production design, Katia Sisto (Penny Dreadful) al make up e Claudia Catini (Trust: Il rapimento Getty) all’hair design.

Barbara Bonansea si racconta, ‘Il mio calcio libero’Storia e pensieri dell’attaccante di Juve e Nazionale

22 novembre 201909:20

BARBARA BONANSEA, IL MIO CALCIO LIBERO (RIZZOLI) . Ha vinto quattro scudetti, tre volte la Coppa Italia e altrettante la Supercoppa, gioca al centro dell’attacco nella Juventus, ed è stata protagonista con l’Italia nel giugno scorso ai Mondiali di calcio femminile in Francia. E’ Barbara Bonansea, diventata una delle calciatrici italiane più note e apprezzate e che ora si racconta nel volume ‘Il mio calcio libero’ scritto con il giornalista Marco Pastonesi, pubblicato da Rizzoli. Quello di Bonansea non è un semplice libro autobiografico, ma una confessione dell’amore smisurato di questa ragazza piemontese, nata a Pinerolo nel 1991, per lo sport e il calcio in particolare. “Avevo tre o quattro anni al massimo -scrive- e i miei pomeriggi trascorrevano con gli occhi incollati al prato, attratta da un desiderio fortissimo di giocare, ma ancora muto. Il primo a dargli voce fu l’allenatore di mio fratello: un giorno si avvicinò e mi chiese se non ero stufa di guardare gli altri giocare. Sono entrata in campo e, da allora, nessuno è più riuscito a farmi uscire”. Questo libro apre una finestra sul mondo interiore di Bonansea, nel quale lo sport occupa un posto di primo piano, o forse è il primo piano. L’atleta sembra parlare con sè stessa, quasi una seduta di autocoscienza, alla ricerca della sua via. Poi la confessione, diretta e libera come un canto: “Adoro il calcio, amo lo sport -scrive in un altro passaggio. Se non ci fosse stato il calcio mi sarei dedicata, che ne so, all’atletica, credo che la mia specialità ideale sarebbero potuti essere i 200 metri; o al pattinaggio, al tennis o al beach volle- alla ginnastica -parallele asimmetriche, corpo libero…non sono uno spettacolo di bellezza? – ma non al rugby perchè neppure conosco le sue regole, non al basket nè al ciclismo perchè, lo confesso, non mi piacciono. Lo sport mi ha cambiato la vita. Se non ci fosse stato lo sport, forse sarei diventata, che ne so, una teppistella o una suora, ma c’era il calcio, si vede che doveva andare così”. ‘Il mio canto libero è un libro dedicato a tutte le bambine e le ragazze che vorrebbero entrare in un mondo quasi totalmente al maschile e che si sono stufate di star lì solo a guardare, ma anzi hanno deciso di entrare in campo e non uscirne più.

E’ da Oscar la fine dolorosa di un matrimonioIl 18 novembre esce film con Scarlett Johannson e Adam Driver

21 novembre 201913:14

– In poche sale dal 18 novembre (con Cineteca di Bologna) e poi dal 6 dicembre in streaming su Netflix uno dei film da non perdere in questa stagione e che secondo i rumors, dopo il passaggio in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, tra i favoriti per gli Oscar. E’ Storia di un matrimonio (Marriage Story) di Noah Baumbach, il racconto doloroso e implacabile della fine di un matrimonio. Ogni divorzio e’ doloroso specie se non c’e’ un vero motivo scatenante ma solo il riconoscere che c’e’ stato l’amore e ora non c’è più rende traumatico il distacco, se poi c’e’ di mezzo un figlio la scelta di separarsi e’ ancora piu’ complicata.
Accade cosi’ a Adam Driver e Scarlett Johansson, regista off di Broadway e attrice californiana di serie tv, con un figlio di otto anni. “A volte un film e’ un segno del destino – ha detto la 34enne vedova nera degli Avangers, l’attrice piu’ pagata del mondo secondo le classifiche di Forbes, 56 milioni di dollari – volevo lavorare con Baumbach e ci siamo incontrati, non sapevo il tema del progetto e quando me lo ha proposto e’ stato davvero un po’ uno shock, mi stavo separando (dal secondo marito Romain Dauriac dopo Ryan Reynolds, ndr) e lui non lo sapeva. Ho accettato il ruolo di Nicole e ho messo tutta me stessa ben piu’ che nei film precedenti”. “Ho scelto gli attori prima di scrivere i dialoghi e abbiamo tutti contribuito”, ha detto Baumbach, anche lui con esperienza di divorzio (Jennifer Jason Leigh e’ la ex moglie, Greta Gerwig l’attuale partner, ndr). “Senza rendere pubblico il mio privato – ha aggiunto la Johansson – la mia Nicole cerca semplicemente di essere riconosciuta come persona, non piu’ definita dal matrimonio ma come identita’. Ama moltissimo Charlie ma non vuole sentirsi plasmata da lui, soffocata, corretta anche con i piccoli appunti che le fa sul suo lavoro di attrice”. Il racconto e’ doloroso e compassionevole al tempo stesso persino quando le cose che entrambi pensavano di risolvere accordandosi tra loro prendono un’altra piega, quella in mano a giudici e avvocati, con una svolta drammatica che tira fuori il peggio di loro perche’ a quel punto e’ la competizione tra i legali a provocarlo (Laura Dern interpreta Nora, la divorzista che tutti potrebbero temere). “Ad attirarmi di questo personaggio – ha raccontato l’attrice che ha una figlia di 5 anni – e’ proprio l’elemento di amore che in piena crisi familiare e quando la scelta di voler divorziare e’ definitiva, sembra riemergere. Trovo che sia molto bello continuare a provare sentimenti, sguardi amorevoli e umanita’ proprio quando invece stai rompendo tutto: secondo me e’ un aspetto di verita’ che e’ la bellezza di Marriage Story: ci vuole coraggio a rendersi conto che una storia e’ finita, ricostruire se stessi e far si che questo nutra una felicita’ reciproca, aiutando in questo modo i figli. Cosi’ i piccoli gesti di affetto continuando ad alimentare il senso dell’unita’ della famiglia che resta nonostante tutto”.

Donatella Versace guest editor magazine Baroness con saga NataleSei puntate, foto e video Sarah Baker, con Helena Christensen

21 novembre 201913:22

– Per le Christams Holidays 2019 Donatella Versace ha collaborato come guest editor alla seconda edizione di Baroness, magazine londinese fondato da Matthew Holroyd e dal direttore di Dazed & Confused Isabella Burlet che tratta temi di arte, moda e politica. Questa edizione racconta una storia di moda concepita ed illustrata da Sarah Baker, scrittrice e e artista a tutto tondo che spazia dalla fotografia, al cinema, al teatro fino al mondo delle fragranze.
Ispirandosi principalmente ai romanzi rosa, cita Jackie Collins come una delle sue eroine personali. Il suo talento come narratrice, unito ai codici iconici di Versace, si traduce in un’ esibizione di prosa e immagini. Divisa in sei capitoli, la storia segue le vicende delle protagoniste Angelina e The Baroness, interpretate da Sarah Baker e Helena Christensen, coinvolte in scandali e vicende tumultuose. Trasmettendo un sentimento nostalgico, questo racconto rielabora l’ideale di femme fatale e lo stravolge secondo una nuova prospettiva, celebrando il sostegno, la forza e la complicità femminile.
“Sono entusiasta di collaborare con Sarah Baker – commenta Donatella Versace – per questo nuovo progetto: è un’artista visionaria e sa esattamente come rappresentare al meglio la donna Versace. I miei abiti sono disegnati per infondere forza a chi li indossa e allo stesso modo è stata concepita questa Holiday Saga”.
Gli abiti da sera e gli accessori sono al centro della scena, resa più glamour dagli oggetti d’arredo della collezione Versace Home. I codici iconici del brand, come la Medusa, la Greca, e la firma di Gianni Versace, sono presenti in tutte le immagini. Una sposa in Atelier Versace è la protagonista dell’ultima scena di questa storia e i regali di nozze, che spaziano dalle sneaker Chain Reaction alle borse Virtus.

Masina e la speranza che abbiamo di durareAmori e dolori nello studio di uno psicoanalista

21 novembre 201914:04

EMILIO MASINA, LA SPERANZA CHE ABBIAMO DI DURARE (EMERSIONI- CASTELVECCHI, PP. 193 EURO 19.50)    Un analista e la sua affollata solitudine, le vite degli altri che entrano ed escono dalla stanza ovattata del suo studio,gli amori, gli umori, le angosce. Quelle dei pazienti e anche le sue personali che alla fine, inevitabilmente, si intrecciano. Che fare, poi, se fra tante emozioni nel rigore dei rapporti medico-paziente si fa strada un sentimento diverso, qualcosa che a tradimento si insinua nel terapeuta al punto da metterlo di fronte alla tentazione di cedere all’illusione di un amore?Incentrato sulla storia di Lavinia, affascinante e affermata professionista che per effetto del transfert si innamora del suo analista, “La speranza che abbiamo di durare”, debutto in narrativa dello psicoanalista Emilio Masina, apre uno squarcio sul dietro le quinte di uno dei mestieri più intriganti e meno conosciuti, mestiere solitario e addirittura “pericoloso”, ci dice l’autore per bocca del suo personaggio, “come quello del palombaro che si cala a grandi profondità, fra vorticose correnti”. Dimenticatevi il Giovanni Mari, alias Sergio Castellitto, protagonista della fortunata serie tv In Treatment: il dottore di questo romanzo “ha il fisico pesante degli psicoanalisti che pensano poco al corpo”, non abbraccia i suoi pazienti, non gli presta i vestiti se arrivano bagnati all’appuntamento. E’ un freudiano rigoroso, gli incontri per la terapia soggiacciono a regole precise. Parole, gesti, sguardi: tutto qui è calibrato e misurato. Come pure i mobili e gli oggetti che popolano la stanza, sempre lì e sempre uguali a dare l’immagine di una nicchia di pace dove il paziente può approdare come un naufrago e sentirsi rassicurato, dare respiro alla propria umanità dolente, trovare attraverso la terapia ( il protagonista la definisce “quasi come una forma di spiritualità laica” ) una strada che lo aiuti nella difficile arte del vivere.
Dietro la cortina del controllo, però, qualcosa in questo caso si incrina. Una marea montante di emozioni sembra premere violenta per venire alla luce, rumoreggia e smuove quasi come la scossa di terremoto che a un certo punto interrompe una seduta e porta la bella Lavinia, impaurita, ad abbracciare il suo algido analista. Che poi a dire il vero così algido non è. Anzi: confuso dalla sua stessa esistenza, fatica a non farsi sedurre. O chissà forse immagina di essere stato sedotto, in un intrigo di emozioni e di percezioni, di pensieri, di sogni, di illusioni che pagina dopo pagina finiscono per colorare di giallo la cronaca delle sedute.Nel rovello del medico sul singolo percorso d’analisi (“Riuscirò a salvarla? Abbiamo ancora la speranza di durare?”) si fanno largo le riflessioni dell’autore sui tormenti di una disciplina insediata dai veloci mutamenti della società, dalla crisi economica e identitaria di un paese in evidente declino.
Alla fine, tra passioni consumate e amori negati, tra i dubbi e le speranze, resta l’immagine di un cielo romano inondato di sole, una luce che a dispetto di tutto suona come un inno d’amore per la psicoanalisi. Perché grazie al cielo – potremmo dirla con il protagonista di questa storia- facendo ricorso al cuore e alla mente “Tutto è ancora possibile”

Morto a 62 anni il regista brasiliano Fabio BarretoEra in coma dal 2009. Diresse ‘Lula, il figlio del Brasile’

SAN PAOLO21 novembre 201914:48

– Il regista brasiliano, Fabio Barreto, è morto la notte scorsa all’età di 62 anni presso l’Ospedale Samaritano, nel Zona Sud di Rio de Janeiro, dove si trovava ricoverato.
Secondo l’ufficio stampa del nosocomio, la famiglia non ha autorizzato il rilascio di dettagli sul decesso. L’uomo era in coma da quando subì un incidente d’auto nel dicembre 2009.
Figlio del regista Luiz Carlos Barreto e della produttrice Lucy Barreto, Fabio Barreto ha diretto il suo primo lungometraggio, ‘India, la Figlia del Sole’, nel 1984. Nel 1995 diresse ‘Il quadriglio’, nominato all’Oscar come miglior film straniero nel 1996.
L’ultimo suo lavoro, poco prima di soffrire il grave incidente stradale, fu ‘Lula, il figlio del Brasile’ (2010), dedicato alle umili origini dell’ex presidente della Repubblica.

A Rimini ‘Capodanno più lungo del mondo’ nel segno FelliniLuminarie ispirate al Maestro.In piazza Coez, Reunion Dj storici

OLOGNA21 novembre 201916:01

– oez in concerto in Piazzale Fellini, la reunion dei Dj delle storiche discoteche, una grande mostra dedicata a Federico Fellini nel centenario della nascita e le grandi mongolfiere illuminate in Piazza Cavour. Questi gli elementi di spicco dell’edizione 2019 del ‘Capodanno più lungo del mondo’ a Rimini.
Un investimento da 550.000 euro – di cui 350.000 sostenuto dal Comune, il resto da contributi dalle categorie – per festeggiare l’inizio del 2020, centenario della nascita del Maestro del Cinema. E proprio dalla mostra “Fellini 100 e la Dolce vita Exhibition” – al debutto il 14 dicembre – è tratto il tema scelto per le luminarie e per gli eventi a partire dal 30 novembre fino al 20 gennaio.
L’ultima notte dell’anno avrà al centro il tradizionale concerto di Piazzale Fellini a Marina Centro dove si esibirà Coez. Dopo i fuochi d’artificio per la mezzanotte sul mare, la festa si sposterà in centro storico per la Rimini Dance Reunion con i Dj delle storiche discoteche degli anni ’80 e ’90.
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Tv: riprese a Roma per Domina, nuova serie Sky Original +RPT+Smutniak protagonista con Liam Cunningham e Isabella Rossellini

21 novembre 201916:16

– +++ RIPETIZIONE CORRETTA NEL TITOLO E NEL TESTO +++ S’intitola Domina la nuova serie Sky Original (RPT nuova serie Sky Original) le cui riprese sono in corso a Roma: racconta la politica e il potere nell’antica Roma, vista attraverso gli occhi delle donne. Protagonista Kasia Smutniak e un grande cast internazionale con Liam Cunningham e con la partecipazione di Isabella Rossellini. Grandi talenti italiani nel cast tecnico, tra cui il premio Oscar Gabriella Pescucci ai costumi. La serie sarà in esclusiva su Sky in Italia, nel Regno Unito, in Germania e in Spagna.
Domina è una serie prodotta da Fifty Fathoms (Fortitude) e Sky Studios, con Cattleya nel ruolo di executive production service. Un dramma epico e un racconto attuale nei 10 episodi che seguono la vita e l’ascesa di Livia Drusilla, che dopo l’assassinio di Giulio Cesare e numerose avversità riesce a diventare imperatrice. Le riprese sono in corso presso i Cinecittà Studios di Roma. A interpretare la protagonista Livia Drusilla sarà Kasia Smutniak. Liam Cunningham (Il Trono di Spade) è nel ruolo di Livio, il padre di Livia. Matthew McNulty (Misfits) è il futuro imperatore Gaio, Christine Bottomley è Scribonia, Colette Tchantcho (The Witcher) è Antigone, Ben Batt (Captain America: Il primo vendicatore) è Agrippa, Enzo Cilenti (Free Fire) è Tiberio Nero, mentre Claire Forlani (Vi presento Joe Black) interpreta Ottavia. Insieme a loro, anche la partecipazione di Isabella Rossellini nel ruolo di Balbina. La serie è stata ideata e scritta da Simon Burke (Zen, Fortitude) e alla guida di un gruppo di registi c’è l’acclamata regista australiana Claire McCarthy (Ophelia, The Luminaries). Nel cast tecnico figurano, inoltre, grandi eccellenze italiane di rilievo internazionale, a partire dal Premio Oscar Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, C’era una volta in America) che curerà i costumi della serie, Luca Tranchino (Prison Break) a cui è affidato il production design, Katia Sisto (Penny Dreadful) al make up e Claudia Catini (Trust: Il rapimento Getty) all’hair design.

Italia Independent rende occhiali ‘spaziali’ con Star WarsNuova collezione in edizione limitata per adulti e bambini

TORINO21 novembre 201916:42

– Star Wars approda sugli Eyewear con Italia Indipendent. L’azienda presenta la collezione con un’edizione limitata di occhiali a mascherina, composta da 90 pezzi. Ispirata agli stormtrooper, le unità d’assalto dell’Esercito imperiale, impreziosito da una finitura fotoluminescente.
Per i piccoli fan, Italia Independent ha invece creato una collezione completa di occhiali da sole e da vista caratterizzati da qualità altissima e confort di calzata. Tutti gli occhiali, caratterizzati da colori accattivanti per un look unico, sono impreziositi da loghi Star Wars e Italia Independent in basso rilievo sulle aste e dettagli colorati sui musi e sulle aste.

Al via la seconda stagione di Britannia su Sky AtlanticDrama storico a tinte fantasy

21 novembre 201920:45

Britannia, 45 d. C. – I Romani hanno conquistato la regione. Tra saccheggi e razzie, interi villaggi sono stati distrutti e chi è sopravvissuto deve sottostare al dominio degli invasori. Solo una ragazza, secondo una profezia, può risollevare le sorti del suo popolo e portare la Britannia alla libertà. Ci riuscirà? Torna con l’attesa seconda stagione Britannia, il drama storico a tinte fantasy targato Sky Original al via con i nuovi episodi il 22 novembre, tutti i venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV.
Sono passati ormai due anni dall’invasione della Britannia ad opera dei Romani. Con l’aiuto di Amena (Annabel Scholey, I Medici, Being Human), regina dei Celti, il generale Aulo (David Morrissey, The Walking Dead, The Missing) sta tentando di romanizzare le tribù locali, procedendo alla soppressione violenta di qualsiasi tentativo di opporsi al processo. Non pochi dubbi sorgono però sul comportamento di Aulo, che sembra avere un piano oscuro e segreto. Un piano che risveglia i fantasmi del passato di Amena e rende ben più pericolosa la sua minaccia nei confronti dei Druidi.
Cait (Eleanor Worthington Cox, Maleficent, Enfield – Oscure presenze), una giovane ragazza addestrata dal Druido Divis (Nikolaj Lie Kaas, Angeli e Demoni, The Killing), è la sola speranza per i Celti. Il suo destino è quello di portare a compimento la profezia che libererebbe la Britannia dall’invasione romana. Ma una guerra civile tra i Druidi, messa in atto dai fratelli Veran e Harka (entrambi interpretati da Mackenzie Crook, Pirati dei Caraibi, Il Trono di Spade), potrebbe ostacolare il compiersi degli eventi.
BRITANNIA è una serie originale Sky, creata e scritta da Jez Butterworth (Spectre) e Tom Butterworth (Tin Star) e da James Richardson (Monsters) e prodotta dalla Vertigo Films in collaborazione con la Neal Street Productions. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camila Cabello per la prima volta in Italia
Il 24 giugno 2020 al Mediolanum Forum di Milano.

1 novembre 201917:10

– La cantautrice di origini cubane Camila Cabello, più volte nominata ai Grammy Awards, annuncia oggi le date europee del suo The Romance Tour, che partirà a maggio del prossimo anno. La popstar farà tappa per la prima volta in Italia il 24 giugno 2020 al Mediolanum Forum di Milano.
I biglietti per il concerto italiano saranno disponibili in anteprima per gli iscritti a My Live Nation a partire dalle ore 10.00 di giovedì 28 novembre su http://www.livenation.it. La messa in vendita generale avrà invece inizio a partire dalle ore 10.00 di venerdì 29 su http://www.ticketmaster.ithttp://www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.
Dopo il successo del primo album da solista “Camila” con la hit planetaria “Havana” (4xplatino in Italia) , il 6 dicembre uscirà il secondo disco della superstar, intitolato “ROMANCE” (SYCO/Epic Records), già disponibile per il pre-order qui: https://SMI.lnk.to/romance.
A inaugurare il progetto, il singolo ufficiale attualmente in rotazione radiofonica, “Liar” (170 milioni di stream), la hit “Señorita” con Shawn Mendes (certificata DOPPIO PLATINO in Italia), che ha raggiunto ad ora oltre 2 miliardi di stream e conquistato la prima posizione nella classifica Billboard Hot 100 e i brani “Shameless”, “Cry For Me” e “Easy”, tutti già in digitale e immediatamente disponibili con il pre-order.
Leg europea | 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mika in tour dopo tre anni, il debutto a Torino
Domenica sera la prima di 12 date nei palasport italiani

ORINO22 novembre 201909:26

Mika apre a Torino il suo Revelation Tour, tournée di 12 date nei palasport italiani.
L’appuntamento è domenica 24 novembre al Pala Alpitour per presentare al pubblico il suo quinto album, ‘My Name Is Michael Holbrook’ (Universal Music).
“I brani parlano di temi molto seri e personali, ma offrono musica di grande gioia e colore – spiega la star inglese – Mi sono concentrato sull’idea di diventare un adulto senza perdere umanità, calore, il senso dei colori e dell’eccentricità”. Mika torna sul palco dopo tre anni. “Sarà uno spettacolo ricco di sorprese – dice – L’ho cambiato quattro volte. Questo tour doveva essere diverso dagli altri e quindi ho disegnato un set che ricorda un’immensa installazione d’arte, grandi illustrazioni e foto sospese nell’aria. Il palco è tutto proteso verso il pubblico, e mi lancia in una dimensione quasi onirica e intima”. Sul palco Timothy Van Der Kuil alla chitarra, Max Taylor al basso, Wouter Van Tornnhout alla batteria, Mitchell Yoshida al pianoforte.

Tato, il futurista che inventò l’aeropitturaLa Camera dei Deputati apre Palazzo Valdina alle sue opere

21 novembre 201917:39

– L’ artista bolognese Guglielmo Sansoni aveva appena 23 anni, nel 1919, quando conobbe Filippo Tommaso Marinetti, il vulcanico fondatore del Futurismo. Fu un incontro tanto desiderato che gli cambiò non solo la vita ma anche il connotato anagrafico più importante. Soltanto pochi mesi dopo il giovane pittore celebrò in modo plateale, con tanto di necrologio sul giornale, il proprio funerale seppellendo metaforicamente la sua vecchia identità per rinascere con il nome di Tato. Una firma legata a doppio filo agli anni gloriosi dell’ aeropittura, che proprio lui contribuì a fondare e a far decollare negli anni Trenta in modo prepotente ponendola tra i filoni di maggior fascino dell’ avanguardia. Per ricordare i cento anni di quella circostanza cruciale per il destino artistico di Tato la Camera dei Deputati ha aperto le porte di Palazzo Valdina con la mostra che fino al 6 dicembre riunisce una trentina di opere in cui protagonista è l’ aereo, il mezzo meccanico che più di altri riassumeva i concetti di dinamismo, energia e velocità cantati dal Futurismo. I quadri – una trentina tra oli su tela, tempere su carta, dipinti su ceramica provenienti da collezioni privati e scelti dal curatore Salvatore Ventura con il coordinamento di Cornelia Bujin – sono la celebrazione del nuovo modo di osservare la realtà, dall’ alto, seguendo le evoluzioni di velivoli militari, offrendo all’ osservatore lo stesso punto di vista dell’ aviatore, restituendo distorte e ricurve le forme della natura, del paesaggio e degli edifici delle città.

Abel Ferrara ospite a festival Porretta TermePremio Elio Petri da giuria presieduta da Veltroni

BOLOGNA21 novembre 201917:43

– Il regista Abel Ferrara sarà l’ospite d’onore al Festival del cinema di Porretta Terme, nel Bolognese, che dal 7 al 14 dicembre, presenterà una sua retrospettiva e conferirà al regista il premio alla carriera. Il 6 dicembre, a 25 anni dalla scomparsa di Gian Maria Volonté, sarà inaugurata una mostra fotografica proveniente dalla Csc-Cineteca nazionale di Roma.
Previsto anche il premio Elio Petri (nel 1971 a Porretta presentò con Volontè ‘La classe operaia va in paradiso’), con una giuria presieduta da Walter Veltroni che sceglierà tra sei titoli: Claudio Bonivento con ‘A mano disarmata’, Fratelli D’Innocenzo con ‘La terra dell’abbastanza’, Claudio Giovannesi e ‘La paranza dei bambini’, Andrea Zaccariello con ‘Non sono un assassino’, Marco Bellocchio e ‘Il traditore’, Valerio Mastandrea con ‘Ride’. ‘Fuori dal giro’ è una selezione di film che hanno avuto una minore distribuzione, presentati dagli stessi registi. Ci sarà anche la prima italiana di ‘Dance again with me Heywood!’, con tra gli interpreti James Ivory.

I dipinti di Vesna Pavan in film ‘Give them wings’Tra le opere Mony Money, New Life, CCCP e Ritratto

21 novembre 201917:45

– Alcuni quadri di Vesna Pavan, poliedrica artista di origini friulane e milanese di adozione, sono stati selezionati per la scenografia del film ‘Give them wings’, prodotto da Sean Cronin, Paul Hodgson e Ian Carter e Lorenzo Carvelli, la cui uscita nelle sale anche in Italia è prevista nel 2020.
Per valorizzare le ambientazioni dei personaggi principali il direttore della scenografia ha scelto alcune opere della Pavan tra cui: Mony Money, New Life, CCCP, Ritratto, Orient e Number.
La sceneggiatura, tratta dall’omonimo libro, narra la straziante autobiografia del paraplegico Paul Hodgson, tifoso di calcio, la cui vita è condizionata dal rifiuto del padre Norman, che non è mai riuscito ad accettare la sua disabilità. In seguito l’ interruzione della burrascosa relazione con Jane, assistente sanitaria incaricata di occuparsi di sua madre Alice, malata di Alzheimer, e la successiva morte di Alice stessa lasceranno il giovane in un turbine di debiti e disperazione.
Solo grazie al sostegno degli amici, soprattutto Ian, e alla passione per la sua squadra Paul riuscirà a riprendere in mano la sua vita e ricostruirà anche il rapporto con suo padre.
Ambientato nella cittadina di Darlington nel nord del Regno Unito, Give them wings è diretto dall’attore e regista Sean Croning e vede la partecipazione di attori inglesi tra cui Bruce Payne, Debra Stephenson, Jonhatan Hansler, Toyah Willicox, Bill Fellows e il giovane Daniel Watson nel ruolo di Paul. La direzione della fotografia è di Tero Saikkonen.

Marco Bocci, racconto la periferia senza pregiudiziIn sala dal 28 novembre ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’

22 novembre 201909:22

Una storia di periferia romana, quasi senza pistole e alcun pregiudizio, arriva al cinema con ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’, esordio alla regia di Marco Bocci tratto dal suo romanzo omonimo edito da DeA Planeta. Un libro e un film che mette in scena storie di vita ordinaria di questo quartiere romano dalla cattiva fama e dove vivono invece tante persone per bene che cercano solo di vivere in maniera onesta.
“Sono cresciuto a Tor Bella Monaca – spiega l’attore – e volevo raccontare questo quartiere romano in modo diverso, alternativo dove non c’è solo cronaca nera”. Il film, in sala dal 28 novembre con Altre Storie/Minerva, racconta la vita di due fratelli, Mauro Borri (Libero De Rienzo) e Romolo Borri (Andrea Sartoretti) e della loro famiglia che vive a Tor Bella Monaca.
Tra i personaggi, l’ex fidanzata di Mauro, Samantha (Antonia Liskova), che lo ha lasciato per un dottore più anziano, ma benestante. Ma Mauro non ci sta e vuole così trovare al più presto il modo di riconquistarla e iniziare a “vivere” una vita vera. Così quando due suoi amici gli propongono di rapinare la mafia cinese di quartiere la tentazione di Mauro di lasciarsi coinvolgere è troppo forte anche se lui non ha la natura del delinquente. D’altronde il suo stesso fratello Romolo ne sa qualcosa di crimine e redenzione in quanto ex delinquente pentito che da anni cerca una seconda opportunità. Anche per i miti e anziani genitori dei due fratelli le cose non sono facili. Il padre Guglielmo (Giorgio Colangeli), che ha una bassissima pensione da artigiano e ha investito tutto in una piccola bottega nel quartiere, è alle prese con un inquilino moroso e strafottente che non lo paga. “Ho scritto questa storia perché volevo raccontare una periferia vera dentro la quale si incrociano tante vite, tanti personaggi, ognuno col suo percorso, ognuno diverso dall’altro ma ognuno indispensabile per il prossimo – spiega Bocci oggi a Roma -. Per farlo sono partito dalle mie esperienze più intime. Tanti personaggi, tanti perdenti, tanti sconfitti che però sanno vivere senza abbandonare la speranza, allegri e positivi, come le immagini che li raccontano, una rinascita, un’apertura, una luce forte e presente a marcare che c’è sempre una sana via di fuga”. E conclude Bocci, noto per il ruolo del commissario Nicola Scialoja in Romanzo Criminale e del vicequestore Domenico Calcaterra nella serie TV Squadra antimafia: “molte cose del film come del libro le ho tratte dalla mia vita. È il caso, ad esempio, del negozio affittato da mio padre, ex artigiano, a un uomo che non pagava mai. Io allora dicevo a me stesso: ora vado là e gli stacco la testa, ma poi non lo facevo, non avevo il carattere per fare queste cose”

Sceneggiatore sardo firma Dracula western su LanciostoryA dicembre l’uscita della nuova serie a fumetti

CAGLIARI21 novembre 201917:56

– Uno sceneggiatore sardo sbarca sulle pagine della storica rivista a fumetti Lanciostory.
Gianluca Piredda, 43 anni, giornalista, scrittore e autore, dal 2 dicembre firmerà i testi della nuova serie dedicata a Dracula. Creata e scritta da Piredda e disegnata da Luca Lamberti “Dracula in the west”, questo il titolo, “presenta una rilettura del mito del vampiro di Bram Stoker che, scampato allo scontro finale, fugge lontano per poi arrivare in America”, racconta lo sceneggiatore.
“È l’Ottocento, siamo in pieno West. Qui Dracula è stanco, stufo della sua vita da fuggitivo e le tenebre iniziano a stargli strette. Ma non può sottrarsi alla sua natura. In queste avventure – spiega ancora l’ideatore della serie – il Principe della notte incontrerà e affronterà le creature mitologiche della tradizione nativo-americana”.
Gianluca Piredda già collabora con Aurea Editoriale, la casa editrice che pubblica Lanciostory e Skorpio: su quest’ultima rivista ha già firmato il fumetto Freeman e Journey of Dracula.
Sempre per l’Aurea, poi, sta scrivendo Dago, il Giannizzero nero, famoso personaggio creato da Robin Wood e Alberto Salinas, pubblicato in Argentina. La prima storia di “Dracula in the west” che uscirà a dicembre è introduttiva della nuova serie che, promette Piredda, sarà “di puro intrattenimento, leggera, senza troppi riferimenti storici e rimandi alla realtà, il cui unico scopo è quello di divertire”.

Sindacati a Franceschini, confermi fondi Fus per La FeniceCgil, Cisl , Uil,Fials, Fondazioni aiutino il Teatro La Fenice

VENEZIA21 novembre 201918:38

I Sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials hanno scritto al ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, chiedendo che venga mantenuto l’intero importo del Fondo Unico per lo Spettacolo assegnato alla Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, “nonostante le rappresentazioni siano minori di quelle previste per l’assegnazione dei fondi a causa dei gravi danni subiti dall’alluvione degli scorsi giorni”.
I sindacati chiedono anche che si valutino eventuali stanziamenti extra FUS per il ripristino dei danni alle strutture che sin da ora si manifestano come ingenti, ed anche un’anticipazione delle risorse dovute al teatro, rispetto alle normali previsioni. ” Questo è necessario per salvaguardare il patrimonio materiale e immateriale espresso da questo importante teatro – concludono i sindacati Ma chiediamo anche a tutti i restanti teatri di proporre uno spettacolo, che esuli dalla normale programmazione e che venga offerto al pubblico dichiarando che l’incasso verrà devoluto alla Fenice di Venezia.”

I fregi dei Carracci dialogano con la modernitàDal 22 novembre percorso espositivo a Palazzo Fava a Bologna

BOLOGNA21 novembre 201918:42

– Una mostra mette in dialogo gli affreschi dei Carracci con 31 opere d’arte moderna e contemporanea provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, molte mai esposte al pubblico: un confronto tra epoche e stili alla ricerca di affinità tematiche.
E’ ‘Il fregio dei Carracci-Opere a confronto’, in programma dal 22 novembre al 16 febbraio a Palazzo Fava, in occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Ludovico Carracci.
Alla base c’è un lavoro di ricerca nei caveaux, condotto da Benedetta Basevi e Mirko Nottoli, storici dell’arte di Genus Bononiae, per individuare opere con attinenze tematiche. Così, ad esempio, ‘Il Dittatore folle’ di Galileo Chini, dipinto in occasione delle celebrazioni per l’arrivo di Hitler nel 1938, rimanda al minaccioso Polifemo incontrato da Enea in Sicilia, mentre i nudi di Nicola Samorì documentano il ciclico ritorno del classico nella storia dell’arte, analogamente a quanto fecero i tre Carracci allo scadere del Cinquecento.

Il Traditore in sala a Ny, prove da OscarPierfrancesco Favino, film profondamente italiano sulla mafia

NEW YORK22 novembre 201909:24

‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio fa prove da Oscar con una prima uscita in sala a New York. L’occasione è Italy On Screen Today Film Fest, il festival, alla quarta edizione, ideato e diretto da Loredana Commonara per l’associazione Artistic Soul. Il film, sulla vita di Tommaso Buscetta, il primo pentito della Mafia, con Pierfrancesco Favino nel ruolo del protagonista, è stato scelto dall’Italia per concorrere agli Oscar 2020 nella categoria miglior film internazionale. Il Traditore (The Traitor in inglese), inoltre, è stato anche acquistato dalla Sony per la distribuzione nelle sale cinematografiche americane e la cui uscita è prevista per il 31 gennaio 2020, poco più di una settimana prima della cerimonia degli Oscar.
Bellocchio non si sbilancia facendo previsioni sulla serata più importante per il cinema, Favino invece pensa in positivo forte dell’originalità del film. “E’ un film profondamente italiano – ha detto – che mostra una faccia della mafia che non si vede in altre pellicole. Dopo averlo visto non si esce con il desiderio di emulare il personaggio Buscetta bensì con il desiderio di non fra parte di quel mondo”. “E’ un film completamente diverso dalla mafia italo-americana – gli fa eco Bellocchio -. Noi raccontiamo la mafia italiana, in particolare quella siciliana”.
Durante Italy On Screen Today Film Fest, Pierfrancesco Favino e Marco Bellocchio hanno ricevuto anche il premio ‘Wind of Europe International Award’, un riconoscimento sotto l’Alto Patronato delle EU conferito agli artisti che rappresentano la cultura europea nel mondo. “Sono felice – ha detto Favino durante un incontro con la stampa – di portare il cinema italiano nel mondo”, mentre Bellocchio ha detto di essere pronto per l’avventura negli Stati Uniti. La proiezione de Il Traditore, che si è tenuta al Walter Reade Theater-Lincoln Center, ha registrato il tutto esaurito.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ciak per ‘Karate Man’ di Fragasso
Protagonista il vero campione Claudio Del Falco

21 novembre 201919:12

Inizio riprese a Roma per ‘Karate Man’ con protagonista il campione di kickboxing Claudio Del Falco già in “MMA Love Never Dies” prodotto dalla società Statunitense Adler Entertainment . Claudio, soprannominato “Iron Man nazionale”, prima di cominciare le riprese del film non ha mancato di vincere il campionato mondiale Master di karate svoltosi il 3 novembre all’ Unified World Championship W.T.K.A. di Marina di Carrara. Karate Man è diretto da Claudio Fragasso (Palermo Milano solo andata) con la sceneggiatura sarà di Rossella Drudi e prodotto da Alberto De Venezia per Ipnotica Produzioni e da Anne Garcia per Ponnto Production.
 Tra i protagonisti: un inedito Franco Nero, il pluricampione mondiale di karate, Stefano Maniscalco e il regista Stefano Calvagna.
 La colonna sonora sarà a cura del maestro Demo Morselli.

Pompei: Osanna, in un libro tutte le nuove scoperteDa Leda e il Cigno ai mosaici di Orione guida ai nuovi tesori

1 novembre 201919:34

– «Come ogni città viva Pompei è un sistema di relazioni, un fluire incessante di cambiamenti, un laboratorio di sperimentazioni, di emozioni, di conoscenza.» Da pochi mesi impegnato nel secondo mandato alla guida del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna fa il punto sui restauri e le nuove scoperte resi possibili nel sito archeologico campano dal Grande Progetto finanziato anche grazie ai 150 milioni dell’Unione Europea.E a dieci anni dal crollo della Schola Armaturarum che nel novembre del 2010 sembrò segnare il punto più basso nella gestione della città antica Patrimonio Unesco, racconta le nuove entusiasmanti scoperte che hanno accompagnato in questi anni la ripresa degli scavi archeologici. Dallo stupefacente affresco di Leda e il Cigno agli splendidi mosaici della Casa di Orione, dallo scheletro del fuggiasco al tesoro della fattucchiera, un patrimonio di bellezza che costituisce anche un carico di nuove informazioni al servizio degli storici. Un libro “scientifico”, chiarisce Osanna, ma scritto con “un linguaggio divulgativo” , destinato agli specialisti e nello stesso tempo accessibile dal grande pubblico. Pubblicato da Rizzoli (Pompei e il Tempo ritrovato, pp. 448, euro 20) con un ricco corredo di immagini, il volume sarà in vendita da martedì 26 novembre 2019.

Sarà dedicata al Coraggio l’undicesima edizione di Libri ComeA Roma 12-15 marzo 2020. Annunciati Grossman e Sepulveda

21 novembre 201920:20

– Sarà dedicata al Coraggio l’undicesima edizione di Libri Come, la festa del libro e dei lettori che si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica di Roma da giovedì 12 a domenica 15 marzo 2020.
Tra gli ospiti stranieri che hanno già confermato la loro partecipazione: David Grossman , Luis Sepulveda, Michael Dobbs, Ben Lerner, Jan Brokken.
Il tema e le prime novità dell’edizione 2020 sono state annunciate stasera all’ Anteprima di Libri Come che ha visto protagonista lo scrittore Andre Aciman con il suo nuovo libro ‘Cercami’ (Guanda).
La tradizionale mostra che ogni anno Libri Come riserva al disegno e al fumetto sarà dedicata alla vignettista Ellekappa.
La manifestazione, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, è da dieci anni una delle manifestazioni più importanti della stagione culturale romana e nazionale che ha collezionato oltre 350 mila presenze di pubblico.

Coldplay, Everyday Life ponte oriente-occidenteEsce nuovo album e band suona in Giordania con streaming

22 novembre 201909:22

E’ un viaggio dall’alba al tramonto e attraverso le culture, quello che i Coldplay hanno intrapreso con il nuovo album, ‘Everyday Life’, in uscita domani. L’ottavo lavoro da studio della band di Chris Martin, Guy Berryman, Jonny Buckland e Will Champion, è diviso in due parti speculati, ‘Sunrise’ e ‘Sunset’, e prova a rappresentare anche un punto incontro tra oriente e occidente, con ospiti speciali nelle nuove canzoni ma anche temi dedicati ai diritti umani, alle discriminazioni sociali o di religione e alla povertà. In totale, le tracce contenute nella scaletta di ‘Everyday Life’ sono sedici e i lavori per la realizzazione del disco hanno direttamente a che vedere anche con l’Italia, visto che sono cominciati proprio in Toscana, in una villa in quel di Bolgheri, provincia di Livorno. ‘Sunrise’ è poi il brano al quale i Coldplay hanno affidato l’apertura del disco, seguita da quella ‘Church’ che fissa da subito una delle direttrici fondamentali dell’album intero. La canzone è infatti quella che contiene un estratto del brano ‘Jaga Ji Laganay’ di Amjad Sabri, cantante pakistano, rappresentante della tradizione Sufi e ucciso in un attentato da estremisti Talebani in Pakistan. ‘Trouble in town’, invece, è il brano i cui proventi andranno in beneficenza a due associazioni no profit, una dedicata ai bambini del Sud Africa (Acfs) e una che si occupa di persone accusate ingiustamente di crimini (Innocent Project). L’oriente dei Coldplay è anche quello di ‘Arabesque’, scritta assieme a Femi Kuti, musicista nigeriano e figlio di Fela Kuti, musicista, attivista per i diritti umani e a sua volta figlio di Funmilayo Ransime Kuti, una delle prime attiviste per i diritti delle donne. Spiazzante anche la nuova ‘When I need a friend’ che include un parlato del documentario ‘Everything is incredibile’, dedicato ad un anziano poliomielitico dell’Honduras che con vecchie biciclette e materiale di scarto ha costruito un elicottero. ‘Guns’ e ‘Orphans’ aprono la seconda parte dell’album, quella del tramonto. La seconda delle due canzoni è anche il singolo che ha anticipato il disco al completo e che alla voce ‘autori’ vede la partecipazione di Moses Martin, figlio tredicenne di Chris. La sorella di Moses, Apple Martin, ha invece partecipato ai cori. Tra reminiscenze pop e richiami ai primi Coldplay, nella scaletta dell’album ha trovato spazio anche un poema in arabo. L’opera in questione è ‘Bani Adams’, firmata da un poeta iraniano e il cui primo verso è stato anche letto da Obama in occasione del Capodanno persiano del 2009. Speciale, nel nuovo disco dei Coldplay, anche la copertina che si rifà ad una foto del 1919, raffigurante il gruppo musicale del bisnonno del chitarrista Jonny Buckland. Per celebrare il ponte musicale creato tra cultura occidentale e orientale, proprio nel giorno dell’uscita del disco, domani, i Coldplay terranno due concerti esclusivi in Giordania che saranno trasmessi in diretta streaming su YouTube. ‘Coldplay: Everyday Life- Live in Jordan’, questo il titolo del concerto, si svolgerà ad Amman secondo il ritmo dell’album, ovvero dall’alba al (quasi) tramonto, con la prima parte alle cinque del mattino (ora italiana) e la seconda a partire dalle tre del pomeriggio. Altro live suggestivo è quello che la band ha in programma per lunedì prossimo, questa volta a Londra, all’interno del Museo di Storia Naturale.

Coldplay, nessun tour, troppo inquinamentoDomani esce nuovo album ma band rinuncia a tournee mondiali

22 novembre 201909:21

La band britannica Coldplay ha deciso di non fare tour nel mondo a causa di preoccupazioni ambientali.
Il frontman Chris Martin ha detto alla BBC giovedì che la band non andrà in tour per promuovere il suo ultimo album, Every Day Life, in uscita domani, perché vuole impiegare del tempo per determinare come un tour può essere green. Ha detto: “Sarremmo delusi se non fosse carbon neutral”.

Pompei: lunedì 25 in programma tre inaugurazioni agli ScaviRiaprono Casa Leda e il Cigno,Terme Centrali,Casa Amorini Dorati

OMPEI21 novembre 201921:05

– Riaprono negli scavi di Pompei (Napoli) la Via del Vesuvio, con la Casa di Leda e il Cigno e le Terme Centrali, per la prima volta visitabili, e la Casa degli Amorini dorati. Le inaugurazioni si terranno lunedì 25 novembre (ore 11).
La riapertura di via del Vesuvio avviene con il completamento degli interventi di messa in sicurezza dei fronti di scavo che stanno interessando i 3 km di perimetro che costeggia l’area non scavata dell’antica città, nell’ambito del Grande Progetto Pompei. La restituzione alla fruizione della strada e degli edifici che vi si affacciano, permetterà al pubblico di ammirare, per la prima volta, la domus di “Leda e il cigno” rinvenuta nel corso degli scavi alla Regio V.
Inoltre, a seguito dei recenti restauri, sarà accessibile anche il complesso delle Terme Centrali, mai finora visitato dai turisti. Riapre al pubblico, infine, anche la Casa degli Amorini Dorati al termine degli interventi di manutenzione.

Charlotte Salomon, la vita è teatroCapolavoro di artista morta ad Auschwitz. Prima volta in Italia.

22 novembre 201909:32

– CHARLOTTE SALOMON, VITA? O TEATRO? (CASTELVECCHI, 818 PAG. ) In diciotto mesi, tra il 1940 e il 1942, una fragile ragazza dalla vita segnata dalla morte, dipingerà disperatamente più di mille tempere dai colori di una straordinaria intensità e di una modernità sconvolgente. Atto 1, 1913 si parte dal buio di una famiglia travolta da un’onda di dolore. Suicida prima di tutto la zia che si lascia annegare, e così inizia la storia dipinta su fogli di carta velina come una graphic novel ante litteram.
Suicida poi la madre, che lei credeva morta d’influenza e infine la nonna. Charlotte era nata il 16 aprile 1917 da genitori entrambi ebrei: Albert Salomon è chirurgo e professore universitario, Franziska Grunwald, infermiera. Ma quando la nonna si uccide è il settembre del 1939 ed è solo in quel momento che lei prende coscienza della sua vicenda familiare, ed è già esploso nella sua vita anche il dramma delle persecuzione nazista. La giovane Charlotte è costretta a fuggire a Nizza, con un nonno freddo : ‘il simbolo della gente contro cui dovevo battermi”, scrive, ”una persona che non aveva mai provato autentica passione per niente”. In un paese straniero di cui non conosce la lingua ma sempre quella Costa Azzurra straordinario coacervo d’arte e di artisti di cui sembra respirare l’ossigeno a pieni polmoni. A Berlino ha frequentato l’accademia d’arte . Nel suo sangue l’anima espressionista e una vocazione musicale che la trascende si liberano per dare vita ad un capolavoro assoluto che ora per la prima volta viene pubblicato in Italia da Castelvecchi con meritevole sforzo.
Carattere fortemente espressionista, ma c’è tutta l’ispirazione dell’opera di Chagall – con le donne in abito da sposa ricorrenti – l’ispirazione per il sogno che invade la vita vissuta, la dolcezza di una vita quotidiana dai colori qui sbiaditi che sembra solo un sogno irraggiungibile. Le stanze nude con il pavimento di legno che fanno pensare a Van Gogh, il blu delle donne chiuse in cerchio alla Matisse. Le sue donne dagli occhi tristi ela testa inclinata che hanno qualcosa di Picasso.
Charlotte racconta la sua piccola vita quotidiana, le sue delusioni, ”E adesso volevamo essere felici”, dicono le sue donne dai volti straordinari, ripetuti in una sequenza ossessiva di espressioni ad elevata intensità emotiva. E c’è l’ospedale, è c’è il potere e la prepotenza nazista e c’è quella morte, c’è persino Roma aeterna città divina. ”Qui potete vederlo come certe donne alla finestra in preda ai sogni e alla malinconia”, scrive citando Nietzsche per il pianista delle sue pagine. Ogni tavola è un quadro, un dono per il suo amato, l’uomo alla finestra, Amadeus Daberlohn. Gli scrive, in una lettera del febbraio 1943 finora inedita che chiude il volume, ”La mia vita è incominciata quando mia nonna ha deciso di mettere fine alla sua”.
”Fu allora che cominciai a lavorare a queste pagine e mi sentii terribilmente infelice quando mi resi conto che la mia vecchia disperazione, a proposito di certe persone, riprendeva il sopravvento e mi ricacciava piano piano in uno stato di letargia simile alla morte, se…” Nel 1943, è il 10 ottobre, ha 26 anni e aspetta un bambino: muore ad Auschwitz.

Casey Affleck padre post-apocalitticoAttore, Light of My Life è solo una storia per i miei figli

22 novembre 201909:36

A lui, uomo di oltre quarant’anni (Casey Affleck), tocca fare anche la mamma alla figlia Rag (Anna Pniowsky) di undici anni e spiegarle con grande imbarazzo che se un domani vedrà del sangue tra le gambe non deve preoccuparsi troppo. E questo poi in un mondo post-apocalittico, alla deriva, dopo che un virus ha sterminato gran parte della popolazione femminile e dove la figlia deve nascondersi. A raccontare tutto questo è ‘Light of My Life’ diretto, scritto ed interpretato da Casey Affleck, già film di apertura ad Alice nella città e in sala dal 21 novembre con Notorious Pictures. “Un lavoro – dice oggi a Roma l’attore premio Oscar per Manchester by the sea – che parte proprio dalle storie che raccontavo per la buonanotte ai mie figli e nipoti e in cui, alla fine, parlo un po’ di me”.
Siamo in un futuro prossimo dove una misteriosa malattia ha ucciso la maggior parte delle donne, sterminando quasi del tutto la popolazione femminile, e reso, anche per questa innaturale assenza, molto più violenti e brutali gli uomini sopravvissuti.
Rag e suo padre cercano però di sopravvivere nascondendosi tra i boschi del Midwest pieni di neve. Al padre poi il compito di nascondere la figlia, a cui fa tagliare i capelli per farla sembrare un maschio e soprattutto quello di darle un’etica e i mezzi per sopravvivere da sola in caso lui venisse meno. Ma, nonostante precauzioni e accorgimenti, i due si troveranno a un certo punto ad affrontare una situazione che farà precipitare in un attimo il loro precario equilibrio. “Noi tutti cerchiamo di proteggere i nostri figli dal mondo, una cosa del tutto normale – spiega Affleck oggi a Roma -. Mentre scrivevo la sceneggiatura avevo un bambino molto piccolo perciò conosco bene cosa sia la voglia di proteggerli ed educarli. Anche se va detto – sottolinea – che il vero pathos nel film non viene tanto dalla minacce di questo mondo alla deriva, ma dall’inevitabile perdita d’innocenza”. Per quanto riguarda poi le tematiche del film e il suo significato più intimo, Affleck spiega come abbia fatto tesoro dell’esperienza sul set con Gus Van Sant in ‘Gerry’.
“Ogni volta gli chiedevo dove stavamo andando – dice – lui mi spiegava che non lo sapeva affatto e che bisognava lasciar andare avanti le cose da sole”. Tanti i film e i libri a cui si è ispirato Casey Affleck come ‘I am legend’ o ‘La strada’ di Corman McCarty, “ma ho sempre cercato di essere originale per quanto possibile” dice l’attore 44enne che viene da una famiglia di artisti. Perché tanti film in Usa con un futuro negativo? “Forse perché non ci sono aspettative positive negli States”.
Film femminista? “Forse sì, anche se non sono uno scrittore capace di indicare un particolare messaggio politico. Tiro solo fuori cose personali nei miei film”. L’Oscar? “Non credo abbia cambiato troppo la mia vita. Alla fine mi piace essere al servizio di una storia, ma ancor più forse stare sia avanti che dietro la macchina da presa. E questo per raccontare storie che parlano di me e di come vedo la vita”.

Pane e salame, immagini da raccolte ArchiginnasioLa loro evoluzione storica in 11 bacheche a Bologna

BOLOGNA22 novembre 201911:23

– Pane e salumi, due elementi fondamentali e caratteristici della gastronomia bolognese, sono al centro di una mostra ideata da Alessandro Molinari Pradelli, in programma dal 23 novembre al 16 febbraio alla Biblioteca dell’Archiginnasio. La loro evoluzione storica verrà illustrata in 11 bacheche attraverso disegni, incisioni, libri, opuscoli e bandi. È la prima di una serie di esposizioni documentarie incentrate sulla storia della cucina petroniana.
Partendo dalle incisioni di Annibale Carracci delle ‘Arti per via’ e passando per la produzione artistica di Giuseppe Maria Mitelli, si arriva al Novecento, con i disegni di Alessandro Cervellati. Tutto il materiale esposto, sia quello mostrato in originale sia quello riprodotto per motivi di conservazione, proviene dalle collezioni della Biblioteca dell’Archiginnasio.
Molinari Pradelli, giornalista-scrittore, studioso di enogastronomia, è autore di quasi un centinaio di pubblicazioni sulla storia della cucina, le tradizioni popolari e la civiltà contadina.

Ingresso gratuito Villa Bardini per compleanno CollodiIl 24/11, in occasione dell’anniversario della nascita

FIRENZE22 novembre 201914:20

Domenica 24 novembre ingresso gratuito a Villa Bardini in occasione dell’anniversario della nascita di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, nato 193 anni fa a Firenze il 24 novembre 1826.
Sarà così possibile visitare le due mostre allestite in villa una delle quali è dedicata proprio al capolavoro di Collodi, Pinocchio. Il provvedimento è stato disposto dalla Fondazione Cr Firenze e dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.
La mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ (aperta fino al 22 marzo), a cura di Lucia Fiaschi, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno. ‘Corpo a Corpo’ (fino al 12 gennaio) è invece un omaggio alla tradizione classica con lo sguardo contemporaneo di 35 artisti internazionali. L’ingresso al giardino Bardini è a pagamento.
Domenica 1 dicembre l’ingresso alla villa e al giardino è invece gratuito poiché il complesso aderisce all’iniziativa del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo che prevede l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura ogni prima domenica del mese.

Vasco invade le sale e raddoppia al Circo MassimoImmagini e suoni di due estati rock in sala tre giorni dal 25/11

22 novembre 201919:22

Sono 315 le sale in tutta Italia dove Vasco NonStop Live 018+019 risuonerà eccezionalmente solo per tre giorni, 25, 26 e 27 novembre distribuito da QMI Stardust. Come promesso, dopo la pubblicazione di “Se ti potessi dire”, l’ultima nuova canzone che spopola in radio e streaming, arriva nei cinema di tutta Italia a fine novembre, il 25, 26 e 27, il music film “Vasco NonStop Live” che racchiude la storia dei primi due tour NonStop Live. 2018 e 2019. Il primo capitolo della storia cominciata dopo il record mondiale di Modena Park. Da giugno 2018 con 9 concerti (Torino, Padova, Roma, Bari e Messina) a giugno di quest’anno, con l'”impresa” compiuta dei 6 concerti a San Siro e dei 2E20 a Cagliari. Complessivamente 17 concerti per oltre 900.000 spettatori che lo hanno confermato Re degli Stadi per due estati di seguito. Il music film è ideato e diretto da Pepsy Romanoff che ha fedelmente registrato immagini, suoni, colori e parole dei momenti più significativi. Intanto l’enorme richiesta ha portato a raddoppiare lo show al Rock in Roma del 19 giugno, già sold-out con un nuovo grande concerto il 20 sempre al Circo Massimo. Come precedentemente annunciato, il 2020 sarà un’annata particolare per il Komandante, che ha scelto i festival per il suo Non Stop Live: il 10 giugno Vasco aprirà Firenze Rocks alla Visarno Arena, il 15 giugno chiuderà gli i-Days al MIND Milano Innovation District (area expo), il 19 e 20 giugno sarà al Rock in Roma al Circo Massimo e, come evento conclusivo, si esibirà il 26 giugno all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Un docufilm racconta la partita di calcio Bertolucci-Pasolini’Centoventi contro Novecento’ in prima nazionale a Bologna

OLOGNA22 novembre 201912:56

– La partita che cambiò il destino del cinema italiano” è al centro del docufilm ‘Centoventi contro Novecento’ di Alessandro Scillitani e Alessandro Di Nuzzo, che – dopo l’anteprima di fine settembre a Milano Calciocity – sarà presentato in prima nazionale al Cinema Teatro Galliera di Bologna martedì 26 novembre (ore 21.30), in occasione del primo anniversario della morte di Bernardo Bertolucci.
“Marzo 1975. In una domenica di primavera – ricorda il regista Alessandro Scillitani – sul campo del parco della Cittadella di Parma, si affrontano due singolari squadre di calcio: la rappresentativa della troupe di ‘Salò o le centoventi giornate di Sodoma’ di Pier Paolo Pasolini contro quella di ‘Novecento’ di Bernardo Bertolucci. Due film che segneranno la storia del cinema italiano e che si stanno girando negli stessi giorni, a pochi chilometri di distanza. Sarà una partita epica, leggendaria nei racconti della gente di cinema che vi partecipò, ma praticamente sconosciuta al pubblico”.
“Ricostruendo minuziosamente la storia di quella domenica e la memoria ancora viva dei protagonisti – aggiunge lo sceneggiatore Alessandro Di Nuzzo – il film tocca diversi argomenti: l’atmosfera dei set di quei due grandi film del cinema italiano, il rapporto contrastato fra Pasolini e il suo ex allievo Bertolucci, il legame fra quest’ultimo e le radici parmigiane e contadine. Su tutto aleggia, come un filo rosso, il rapporto fra Pier Paolo Pasolini e il calcio: passione inesauribile, pratica continua e quasi ossessiva, espressione di pura vitalità, addirittura di una felicità possibile”.
Dopo la ‘prima’ di Bologna seguiranno varie presentazioni del docufilm fra Emilia, Friuli, Lombardia e Toscana.

Musica: anche Foo Fighters agli I-Days a Mind MilanoBiglietti in anteprima dal 25/11, in vendita dal 27 novembre

22 novembre 201912:57

– Ci saranno anche i Foo Fighters agli I-Days in programma la prossima a Mind, il Milano Innovation District che sta sorgendo sull’area in cui si è svolta l’Expo.
Il gruppo di Dave Grohl si esibirà il 14 giugno, due giorni dopo System of A Down e Korn il 12 giugno mentre Billie Eilish tornerà sul palco milanese dove già si è esibita la scorsa estate il 17 luglio.
I biglietti per i Foo Fighter saranno in vendita in anteprima dalle 10 di lunedì prossimo, 25 novembre, per 48 ore per i possessori di carte Intesa Sanpaolo sul sito www.ticketone.it/intesasanpaolo (per 48 ore) mentre la vendita generale partirà dall 11 di mercoledì 27 novembre su www.livenation.it, www.ticketmaster.it e www.ticketone.it.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nasce l”Auditel delle emozioni’
Progetto della Rai con l’università di Torino

TORINO22 novembre 201920:44

Nasce l’Auditel delle emozioni. E’ una piattaforma, messa a punto dal dipartimento di Informatica dell’università di Torino e dalla direzione Ict della Rai, che permette di monitorare e analizzare le emozioni, i conflitti, i dibattiti e le passioni dei telespettatori sui social media. Il progetto M.emo.Rai – che verrà sperimentato su un campione di programmi televisivi del servizio pubblico – analizza i dati provenienti dai canali Auditel e Twitter: la misura delle emozioni viene elaborata da un motore intelligente, linguisticamente informato basato su reti neurali.”La necessità di diffondere una cultura dell’Intelligenza Artificiale presso le imprese può trasformare questa collaborazione in un’occasione di sviluppo per il Piemonte”, sottolinea il rettore Stefano Geuna. “Saremo in grado di interpretare con più precisione il gradimento dei telespettatori e questo fornirà un supporto straordinario per il marketing che si occupa dell’offerta di contenuti”, spiega Massimo Rosso, direttore Ict della Rai.Oggi la valutazione del gradimento sui programmi televisivi viene basata su dati forniti da Auditel, l’organismo di controllo che misura ogni giorno le performance editoriali e pubblicitarie della televisione italiana. Negli ultimi tempi, a questa valutazione si affiancano il monitoraggio e l’analisi dei commenti dei telespettatori sui canali social, in particolare Twitter, con specifico riguardo al sentiment generico espresso (positivo, negativo o neutro); al momento però non vengono considerate le emozioni sollecitate dalle trasmissioni andate in onda e le dinamiche sociali di comunità che si generano intorno al dibattito vivo e quotidiano online.M.EMO.RAI, sperimentata su un campione di programmi televisivi, permetterà di sviluppare un innovativo modello di previsione del gradimento, soprattutto legato a nuove trasmissioni e proposte RAI. Il servizio It fornirà misure quantitative del contenuto emotivo prodotto sui social media, oltre ad indicatori aggiuntivi relativi al contenuto dei discorsi online, eventuali fenomeni di linguaggio abusivo e di odio, ironia e sarcasmo. Per mettere a punto M.EMO.RAI, i ricercatori hanno fatto ricorso a metodi e algoritmi di analisi di Intelligenza Artificiale per il riconoscimento automatico di emozioni, ironia e linguaggio offensivo e per l’analisi di reti complesse, mutuati dalla linguistica computazionale e dalla computational social science. “Il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino ha una lunga tradizione sul tema Intelligenza Artificiale che parte dagli anni ’70” sottolinea il direttore del Dipartimento di Informatica Guido Boella.

Vittoria Puccini, indosso la toga nel ‘Processo’ / VIDEOSu Canale 5 dal 29 novembre, nel cast anche Francesco Scianna

23 novembre 201910:31

Mantova. Sul greto del fiume viene ritrovato il corpo di una ragazza, Angelica Petroni (Margherita Caviezel). L’indagine viene affidata a Elena Guerra che era intenzionata a prendersi un anno sabbatico per salvare il matrimonio. Inizia così Il Processo, un legal thriller con protagonisti Vittoria Puccini e Francesco Scianna, due legali che si faranno la guerra in aula, in arrivo su Canale 5 in quattro prime serate, dal 29 novembre, prodotto da Lucky Red. C’è una vittima, una giovane di soli 17 anni e un’imputata Linda Monaco (Camilla Filippi) , figlia di uno degli uomini più potenti della città (Tommaso Ragno).
Questa serie, fa notare Vittoria Puccini, che veste i panni della pm Elena,  che da sempre si divide tra cinema e tv, “non vuole rappresentare la giustizia italiana. Non c’è un messaggio sociale. La legge mi ha sempre affascinato. Vengo da una famiglia, da parte di mio padre, di avvocati. Da bambina guardavo i processi in tv, mi interessavano molto. Mi sono iscritta a Giurisprudenza e non ho dato nemmeno un esame! Finalmente ho potuto indossare la toga”. Ma confessa: “Mai nella mia carriera ho ho dovuto fare tanto esercizio di memoria”. Nel cast anche Simone Colombari, Maurizio Lastrico (che interpreta il marito di Elena), Euridice Axen, con la partecipazione straordinaria di Ragno e Roberto Herlitzka.
Puccini tiene a sottolineare che “è stato un privilegio avere in questa serie un padre come Roberto Herlitzka che ha il ruolo tra l’altro di un famoso magistrato antimafia. Nessun attore è stato fuori posto. La verità verrà svelata solo nell’ultimo episodio. E’ interessante proprio questo, che andando avanti, come avviene nella realtà, ci si divide tra innocentisti e colpevolisti, ma si cambia anche idea in continuazione. E’ una storia che mi ha catturata: anche io volevo sapere chi è l’assassino. Elena è una donna caparbia, che inizierà a perdere il controllo man mano che la verità verrà a galla. La cosa affascinante è che è una storia raccontata dal punto di vista dei protagonisti, quello che lo spettatore vede è quello che loro vivono”. Prosegue Puccini: “Elena Guerra non è la classica pm vestita in tailleur, è un pubblico ministero con un carattere un po’ fuori dagli schemi. Ho parlato con tanti magistrati: uno mi ha anche detto che le pm donna sono più brave. Ho parlato anche con una pm antimafia”.
Ambientata a Mantova, questa seria che vira sul procedural racconta un coro di personaggi che gravitano intorno a un unico, drammatico evento: l’omicidio brutale di Angelica, una diciassettenne coinvolta in affari più grandi di lei. La pm Elena Guerra (Puccini), che scopre di avere un legame con la vittima; Ruggero Barone (Scianna), avvocato rampante per il quale il processo rappresenta l’occasione della vita; Linda Monaco (Filippi), unica gelida imputata che si proclama innocente… Tutti camminano in bilico, perennemente sul filo di un rasoio: quello di un processo il cui esito deciderà il nuovo corso della vita di ciascuno.
Tra Ruggero ed Elena comincia una guerra spietata. Una sfida a colpi di testimonianze, prove, passi falsi e indagini senza sosta. Ogni volta che uno dei due sembra prevalere, la situazione si ribalta. Fino a quando Ruggero arriva a scoprire un segreto di Elena e a usarlo contro di lei. Sulla donna si apre così un’indagine che ne potrebbe compromettere la carriera.
Elena è in frantumi sotto ogni punto di vista, anche su quello personale. La pm comincia a dubitare di tutti, persino di se stessa: è davvero sicura che Linda sia colpevole? O la sua è solo un’ossessione? Anche per Ruggero le cose non sono tanto semplici. Ormai sempre più invischiato con la sua assistita, vorrebbe convincerla a rivelare al processo elementi che svierebbero i sospetti su Gabriele Monaco, ma Linda si rifiuta di coinvolgere suo padre. Nonostante sia fuori dal processo, Elena continua la sua indagine, sostenuta dal fido assistente Andreoli (Simone Colombari), fino a quando, inaspettatamente, scoprirà con Ruggero Barone le verità sull’omicidio e forse proprio insieme riusciranno a dare ad Angelica la giustizia che merita.
Dice Scianna: “Anch’io ho visto dei documentari. Mi sono confrontato con un avvocato penalista che mi ha dato molte delucidazioni. Questo personaggio non subisce il campo minato, ma usa la strategia dello show per confondere un po’ le carte”. Puccini la vedremo poi al cinema:  gennaio esce “18 regali’ dalla storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha scoperto mentre era incinta di essere malata di un tumore al seno e ha lasciato per la figlia da scartare ogni anno fino al 18° compleanno. E sempre a inzio 2020 sarà sul set di una nuova serie televisiva.

Garrone, la favola di Pinocchio in sala dal 19 dicembre /TRAILERBenigni poetico Geppetto nel film dal romanzo di Collodi

22 novembre 201913:58

La favola che ha emozionato intere generazioni torna al cinema a Natale. Arriverà in sala dal 19 dicembre (anticipando rispetto alla data del 25/12) l’atteso nuovo film di Matteo Garrone ‘Pinocchio’, prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte. Sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini (anche nel cast nel ruolo della Volpe), il film tratto dal romanzo di Collodi vede protagonista Federico Ielapi nel ruolo del burattino, mentre Geppetto è Roberto Benigni. Mangiafuoco è interpretato da Gigi Proietti, mentre il Gatto è Rocco Papaleo.
Il trailer rimanda alla storia che tutti conoscono e si aspettano di ritrovare nel film di Garrone, con una grande cura nella ricostruzione delle scene e degli ambienti, che ricorda la magnificenza del Racconto dei Racconti, mentre Benigni, che pure a Pinocchio aveva dedicato un film nel 2002, sembra perfettamente e poeticamente calato nel babbo del burattino. La sfida è anche sul trucco e gli effetti visivi, il primo affidato al designer Mark Coulier, i secondi a One of Us e Chromatica.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via il restauro della Pietà di Michelangelo a Firenze
Lavori ‘in diretta’, visibili a pubblico in museo del Duomo

FIRENZE22 novembre 201914:44

– Al via il 23 novembre il restauro della Pietà di Michelangelo dell’Opera del Duomo a Firenze: il pubblico potrà vedere tutte le fasi dell’intervento grazie ad un cantiere ‘aperto’. La fine dei lavori è prevista entro l’estate 2020. Il restauro, finanziato dalla Fondazione Friends of Florence sotto la tutela della Soprintendenza, è stato affidato a Paola Rosa, coadiuvata da un’equipe di professionisti, che ha già svolto interventi su opere di Michelangelo.
L’approccio, si spiega, sarà quello di un intervento ‘minimo’, volto a non stravolgere la visione ormai consolidata nell’immaginario collettivo di una superficie ‘ambrata’ della scultura: l’immagine che si deve mantenere, come precisato da Rosa, è quella di un gruppo scultoreo non in ‘bianco e nero’, ma sottilmente modulato e ‘colorato’ dal variare della ‘pelle’ della materia e dalle tracce di lavorazione. L’obiettivo è migliorare la lettura del capolavoro.

il Gigante del Nilo, ecco il ‘papà’ di Indiana JonesZatterin racconta la storia di Giovanni battista Belzoni

22 novembre 201915:14

MARCO ZATTERIN,”IL GIGANTE DEL NILO”(MONDADORI OSCAR STORIA P.P 356, 15 EURO)- Due secoli fa, a inizio Ottocento, l’Europa, ancora scossa dai fremiti delle turbolenze napoleoniche, riscopriva l’antico Egitto. Era uno dei tanti effetti delle spedizioni del condottiero francese, che si era spinto fino alle sponde del Nilo. Nasceva così l'”egittomania” moderna. In quel mondo, popolato di esploratori, avventurieri, viaggiatori, spie, diplomatici, militari, beduini e mercanti senza scrupoli, si è mosso con un ruolo da protagonista, troppo a lungo negletto, Giovanni Battista Belzoni da Padova (1778 – 1823). “Il gigante del Nilo. Storia e avventure del Grande Belzoni”, edito da Mondadori, è il libro che Marco Zatterin, giornalista, vice-direttore de La Stampa, ha voluto dedicare alla figura rocambolesca di Belzoni, per sottrarla al rischio di un oblio immeritato. Con lo stesso intento la città di Padova ha organizzato in questi giorni la mostra “L’Egitto di Belzoni”.
L’interesse è più che motivato. Del resto, che il personaggio racchiudesse in sé gli ingredienti per un best seller sul grande schermo lo avevano capito due uomini di cinema del calibro di George Lucas e Steven Spielberg, che a Belzoni si sono ispirati per il loro Indiana Jones.
Di umili origini, figlio di un barbiere, Belzoni sognava fin da bambino il mondo e l’esotico, ispirandosi al via vai di viaggiatori del Grand Tour diretti a Venezia, che passavano sotto le finestre di casa sua nel quartiere Portello a Padova. Con un fisico possente e una statura di due metri e dieci Belzoni, dopo varie peripezie, tra cui un soggiorno a Roma e un’infarinatura di ingegneria idraulica, si stabilisce a Londra.
Lì si conquista fama e successo, esibendosi nei teatri e nei circhi nel numero del “Sansone Patagonico e in quello della “Piramide”, in cui si caricava sulle sue spalle una dozzina di artisti. A Londra incontrerà la giovane Sarah, sua futura moglie e compagna di mille avventure. I casi della vita lo portano in Egitto, dove nasce l’amore a prima vista per le piramidi e i faraoni. Diventerà un pioniere dell'”egittomania”, da cui poi scaturirà la moderna egittologia. Belzoni si improvvisa archeologo autodidatta. Sua la scoperta della grande camera mortuaria nella piramide di Chefren, che dai tempi di Erodoto era considerata un ammasso inaccessibile di pietre. Sua la scoperta di sei tombe monumentali nella Valle dei Re. È lui che riporta alla luce il grande tempio di Ramsete II ad Abu Simbel, sepolto sotto una coltre plurisecolare di sabbia.
I risultati di questa attività sono esposti in alcuni dei principali musei del mondo, a cominciare dal British Museum di Londra. Eppure la fama di Belzoni è controversa. In un mondo dominato dalle due super-potenze dell’epoca, Inghilterra e Francia, il “gigante del Nilo” si muoveva in autonomia come un lupo solitario. Forse anche per questo ha dovuto fare i conti in vita con critiche e detrattori, interessati a dipingerlo come uno spregiudicato tombarolo. Morì a soli 45 anni nel tentativo di raggiungere Timbuctù nel cuore dell’Africa. Il libro di Zatterin, lettura lieve e scorrevole, restituisce un’immagine nitida di Belzoni, che ci fa amare il personaggio e il mondo ormai scomparso e quasi fiabesco in cui lui si muoveva.

E’ ufficiale, il Victoria’s Secret show non si faràDopo critiche sessiste azienda sospende e cerca riposizionamento

22 novembre 201914:52

– Dopo le indiscrezioni di fine luglio, ‘anticipate’ dalla modella australiana Shanina Shaik, ora arriva l’ufficialità: gli angeli si fermano, il Victoria’s Secret show, la annuale sfilata evento di lingerie con le più belle e statuarie modelle del mondo, viene annullata dopo 23 anni.
L’onda lunga del #metoo, la lotta al sessismo è tra i fattori che costringono l’azienda allo stop e a ripensare tutta la comunicazione del brand. Ad ottobre è stato presentato uno spot con la prima modella con taglia 46, Ali Tate-Cutler, e ad agosto la prima modella trans, la brasiliana Valentina Sampaio: segnali per far capire la svolta nel segno di una maggiore inclusività in tempi in cui questo è un valore primario della società.
Mentre il mercato non sta premiando il gruppo L Brands (a cui fa capo Victoria’s Secret) con un vistoso calo degli utili netti.
Ad abbandonare Victoria’s Secret sono state soprattutto le millennial, ovvero un terzo delle donne che guardano al mercato dell’abbigliamento intimo. Nel 2018 hanno preferito spendere in reggiseni sportivi piuttosto che pizzi e merletti. Ma non è tutto: i legami di Les Wexner (proprietario del gruppo) con il miliardario Jeffrey Epstein, il satrapo suicida in carcere a New York accusato di traffico sessuale e associazione a delinquere finalizzata al traffico sessuale, hanno messo nell’occhio del ciclone l’azienda, ora in crisi di immagine.

60 anni della Carosello Records, da Gaber a VascoLibro Pucci e Laffranchi, 60 canzoni che leggono il loro tempo

2 novembre 201915:08

– CAROSELLO RECORDS 60×60 – VALORE ALLA MUSICA (CAROSELLO, PP 235, EURO 29,90) “Mi ricordo gli uffici della Carosello in pieno centro con la saletta di registrazione interna. Ricordo anche Giuseppe Gramitto Ricci, un signore dal bell’aspetto di altri tempi che probabilmente male sopportava i miei jeans, il capello lungo le scarpe da tennis ma con me, quelle volte che ci siamo incontrati nel suo ufficio presidenziale, è sempre stato gentilissimo”. Così Vasco Rossi ricorda gli anni con la Carosello, cui è dedicato il volume “Carosello Records 60×60 Valore alla musica”, disponibile in esclusiva su Amazon.
Attraverso la narrazione dei giornalisti Andrea Laffranchi e Federico Pucci, il volume ripercorre i primi 60 anni dell’etichetta musicale. Era il 1959 quando, nello storico palazzo di Galleria del Corso 4, nel centro di Milano, Giuseppe Gramitto Ricci diede i natali all’etichetta, parte dello storico gruppo editoriale Curci. La nascita della Carosello coincide con un momento di svolta della musica italiana, quello del cantautorato: “Quando a Sanremo esplode ‘Nel blu dipinto di blu’, anche in Italia – racconta Federico Pucci – arriva un cambiamento culturale e industriale: non ci sono più gli autori da una parte e gli interpreti dall’altra. Quello è l’evento scatenante. Non contavano più solo la scrittura musicale ma anche le incisioni, perché il pubblico voleva sentire “Volare” cantata da Modugno, e non in un’altra interpretazione. Lì si comprende che le edizioni non bastavano più, e di lì a poco Curci (che aveva fatto emergere Modugno come autore) dà vita a Carosello”.
Questi 60 anni sono ripercorsi attraverso le 60 canzoni più rappresentative, da ‘Libertango’ di Astor Piazzolla a ‘L’Italiano’ di Toto Cutugno, accompagnate da foto e documenti storici, ma anche da dichiarazioni inedite di artisti come Coez, Tommaso Paradiso e Vasco, che con Carosello esordì al Festival di Sanremo con Vado al massimo e Vita Spericolata. “Ricordo ancora con affetto – scrive ancora il rocker a proposito del fondatore – quella volta che mi telefonò perché era un po’ preoccupato. Ci credo! Stavo soggiornando da una decina di giorni, e forse più, al Principe di Savoia, l’albergo milanese di lusso, room service h24. Chiaro che io ci stavo benissimo da ‘rockstar’, mentre lui pensava al conto che saliva vertiginosamente”. Per Vasco, legato alla Carosello dal 1982 al 1987, l’etichetta era un luogo di libertà artistica, la stessa – si legge nel libro – che trovò con il suo teatro-canzone Gaber, arrivato in Galleria del Corso su suggerimento di Mina.
Ed è forse questa, a ripercorrere la storia a ritroso, la caratteristica più evidente della Carosello: “gli artisti di cui raccontiamo – sottolinea Pucci – sono gli attori del proprio discorso creativo, hanno lo spazio per sviluppare a livello discografico concetti come il Teatro Canzone o il crossover rap-pop, senza seguire necessariamente la strada più facile. Da questo consegue un’altra caratteristica, ovvero la capacità di leggere di volta in volta il proprio tempo: si potrebbe dire di tante case discografiche col senno di poi, ma cogliere momenti di svolta epocale o individuare e promuovere voci che in un modo o nell’altro raccontano una generazione, come Vasco Rossi o Tommaso Paradiso, questo non si può dire di tutti”.

Maratona di spettacoli per riapertura teatro Piccinni a BariCostruito a metà dell’800, si inaugura dopo nove anni restauri

BARI22 novembre 201915:40

– “Signori e Signore, il Piccinni”: è l’invito tutto teatrale che il Comune di Bari ha rivolto alla città per annunciare la riapertura il 5 dicembre del teatro comunale chiuso da circa nove anni per lavori di restauro e adeguamento alle normative sulla sicurezza. L’evento sarà celebrato con tre giorni di festa, che coincideranno con la ricorrenza di San Nicola che – ha sottolineato il sindaco Antonio Decaro – “per i baresi rappresenta sempre un momento di coesione, di appartenenza, di orgoglio cittadino”. Gli eventi, la cui organizzazione è stata curata dalla regista Licia Lanera, si svolgeranno fuori e dentro il teatro, saranno dedicati alla città ma soprattutto avranno per protagonisti i baresi e saranno gestiti da artisti baresi e prevedono una maratona di musica classica e jazz e spettacoli di prosa.
Inaugurato nel 1854, il teatro fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccini, dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II delle Due Sicilie, negò il suo nome. Il ‘nuovo’ Piccini ha 775 posti a sedere, dei quali 290 in platea, e 485 tra i tre ordini di palchi e il loggione.

Il primo l’album di Natale di Robbie WilliamsThe Christmas present, duetti con Rod Stewart e Bryan Adams

2 novembre 201915:41

– E’ uscito venerdì 22 novembre The Christmas present (Columbia Records / Sony Music Uk), il primo album di Natale di Robbie Williams.
The Christmas Present, disponibile in digitale, 2cd e 2lp è un doppio album composto da “Christmas Past” e “Christmas Future”, con al suo interno sia brani inediti, sia grandi classici della tradizione natalizia, eseguiti con alcune speciali guest star. L’album è stato anticipato in radio dal singolo Time for change. Il primo disco, Christmas Past, include i classici “Winter Wonderland” (con i cori eseguiti dal coro Lma), “Santa Baby” in duetto con la cantante tedesca Helene Fischer, “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”, una cover di “The Christmas Song” (resa celebre da The Nat King Cole Trio), “Merry Xmas Everybody” di Slade featuring Jamie Cullum, “It’s A Wonderful Life”, in cui Robbie duetta con suo padre Peter Conway. Nel disco 2, Christmas Future include gli inediti Time For Change, Home, Fairytales featuring Rod Stewart e Bad Sharon con il campione di box Tyson Fury, e le cover di Christmas (Baby Please Come Home) in duetto con il cantautore canadese Bryan Adams e I Believe In Father Christmas.
La versione deluxe include quattro bonus track, compreso il duetto con Rod Stewart sulle note di It Takes Two. “Sono davvero felice del mio primo album di Natale. Ne ho fatti tanti nella mia carriera – commenta Williams – e realizzare questo disco è un altro sogno che si avvera. È stato davvero divertente registrarlo e non vedo l’ora di farvelo ascoltare”.
The Christmas Present è il tredicesimo album in studio di Robbie Williams e aggiunge un nuovo importante traguardo nella carriera di uno degli artisti più amati del mondo. Scritto e registrato in diverse location tra cui Londra, Stoke-on-Trent, Los Angeles e Vancouver, questo album vede Robbie lavorare ancora una volta con il suo collaboratore di vecchia data Guy Chambers, che ha prodotto la maggior parte del progetto assieme a Richard Flack.

Jack Savoretti, special edition per Singing to StrangersDisponibile dal 6 dicembre

22 novembre 201915:47

– Uscirà venerdì 6 dicembre 2019 “Singing To Stangers Special Edition” (Bmg) di Jack Savoretti, l’artista anglo italiano che conclude un anno da record con il repack del fortunato disco uscito a marzo 2019. Il disco ha debuttato al primo posto della classifica Uk e che conta ad oggi già tre Dischi D’oro.Nel 2019 inoltre, un sold out alla Wembley Arena di Londra a conclusione di un tour che per mesi lo ha portato in tutta Europa e collaborazioni con artisti del calibro di Kylie Minogue, Mika e Sigma.
“Singing To Strangers Special Edition, include al suo interno tre tracce inedite: “Closer”, “che, nonostante io sia spesso via, sarò lì con loro la mattina di Natale. – racconta Savoretti – Volevo che avessero questa canzone come colonna sonora di ogni Natale”.
“Singing To Strangers Special Waiting For The Sun” e un brano natalizio, “Christmas Morning” è una toccante ballata scritta dall’artista per i suoi figli: “Volevo rassicurarli” rivela.
L’album include anche il featuring con Mika “Youth & Love” e il duetto con Kylie Minogue “Music’s Too Sad Without You”; la straordinaria performance di “Human” dei The Killers con Ward Thomas live alla Wembley Arena, ma anche il singolo “Candlelight” nella versione della Radio 2 Ken Bruce Piano Session e infine la collaborazione con Sigma in “You and Me as One”. “Volevo che questo fosse effettivamente un album nuovo, non solo un insieme di out-takes. Doveva essere un lavoro a sé, e allo stesso tempo un passo verso il prossimo album. Voglio che la gente dica : ” Aspetta… cosa farà ancora e con chi?”.

Nelli e Sabatini direttori nuove collane Polillo editoreDopo morte editore hanno accettato proposta della Rusconi

22 novembre 201915:49

– A 25 anni dalla fortunata intuizione di Marco Polillo – editore e presidente dell’associazione Italiana Editori per tre mandati, scomparso lo scorso 22 ottobre – Divier Nelli e Mariano Sabatini hanno accettato la proposta della Rusconi Libri di ideare e curare le nuove collane della prestigiosa casa editrice fondata nel 1995.
Entrambi scrittori, Nelli con una formazione prettamente editoriale che lo ha già portato a dirigere in passato i ‘Gialli Rusconi’, Sabatini più giornalisticamente connotato, noto anche come autore televisivo al fianco di Luciano Rispoli e per aver riportato Elda Lanza alla fortunata pubblicazione dei suoi romanzi con Salani, si occuperanno del marchio, acquisito dalla Rusconi, con una vocazione alla narrativa di genere crime.
“Con piacere accogliamo la sfida di Maurizio Caimi di contribuire con idee e acquisizioni a un marchio storico di grande raffinatezza, inventato e curato con abnegazione dal suo fondatore. Nel panorama editoriale attuale, Polillo si distingue per l’estrema coerenza, anche grafica, alla mission iniziale e per scelte non commerciali. Ciò non vuol dire che non ci siamo margini per un ponderato rinnovamento” afferma Sabatini.
“Lavoreremo nel solco di quella che è la tradizione della casa editrice, ma con uno sguardo attento al futuro” spiega Nelli.
Fondata a Milano nel 1995, la Polillo Editore è andata conquistando un apprezzamento sempre maggiore grazie alle cinque collane con cui è stata presente sul mercato. La più conosciuta è I Bassotti, “piccola biblioteca del giallo da salvare” che propone ai lettori una selezione di quanto di meglio è stato scritto nel periodo d’oro del giallo classico, dal 1910 al 1950, spesso di autori dimenticati o mai tradotti in Italia. Ne I Jeeves sono pubblicati invece in ordine cronologico, con nuove traduzioni e un’elegante veste grafica, tutti i libri dell’umorista inglese P.G. Wodehouse.

‘Nati 2 volte’, prima donna poi uomoIn sala una storia transgender con Troiano ed Euridice Axen

22 novembre 201919:34

– ‘Nati 2 volte’ di Pierluigi Di Lallo, in sala dal 28 novembre con Zenit Distribution, racconta di un difficile passaggio, dal corpo di donna, non sentito come proprio, a quello di uomo. Tra commedia e dramma il film, ispirato a una storia vera, inizia con il ritorno a Foligno, dopo venticinque anni di auto esilio a Milano, del quarantenne Maurizio (Fabio Troiano).Motivo di questo ritorno nella città natale? Accelerare la procedura di rettifica del certificato di nascita per completare il processo di transizione con cui da donna che era (con il nome di Teresa) è diventato un uomo. L’ufficiale di stato civile che dovrebbe accogliere la semplice operazione burocratica è Giorgio De Santo, il suo primo e unico fidanzato, ma quando se lo ritrova di fronte Maurizio non riesce a dirgli la verità. Parte così tutta una serie di equivoci, che lo porterà a fare i conti con il passato che sperava di essersi lasciato alle spalle. Inoltre, Maurizio si invaghisce di Paula (Axen), attraente paladina dei diritti civili e compagna di Giorgio (Marco Palvetti).”Nascere in un corpo che non senti tuo è un dramma che interessa sempre più persone in Italia – dice il regista -Inoltre, per i pochi fortunati che riescono, dopo sofferenze fisiche e morali inenarrabili, a compiere la transizione verso il genere a cui sentono di appartenere, il calvario non è finito: c’è da affrontare il pregiudizio della gente, l’arretratezza burocratica di uno Stato che non ha ancora varato una normativa esaustiva che li tuteli, ma soprattutto ci sono da superare i fantasmi delle proprie insicurezze, dovute alle scorie di una vita passata a nascondersi dai risolini e dalla violenza non solo verbale delle persone che sono loro più vicine”.”Mi sono preparato come al solito – dice invece Troiano -, ovvero mi sono documentato, ho parlato molto con il regista, ma non ho voluto incontrare il vero Maurizio (ora Simona Toni), sarebbe per me diventato un ostacolo, mi sarei sempre dovuto confrontare con lui, non sarei stato libero”. Nel cast del film, che ha vinto il Premio del Pubblico all’ICFF Italian Contemporary Film Festival di Toronto, anche Rosalinda Celentano, Daniela Giordano, Vittoria Schisano, Riccardo Graziosi, Gabriele Cirilli, Umberto Smaila, Morena Gentile, Tiziana Di Tonno, Laura D’Annibale, Eleonora Pieroni, Nini Salerno, Catena Fiorello e con la partecipazione straordinaria di Francesco Pannofino.

Comune di Zambrone regala libro a diciottenni per compleannoIniziativa sindaco Zambrone. Scelti due volumi di Carmine Abate

ZAMBRONE22 novembre 201916:09

– Il sindaco di Zambrone, Corrado L’Andolina, ha scritto ai suoi 24 concittadini che nel 2019 hanno compiuto o compiranno il diciottesimo anno per comunicare che l’ente regalerà loro un libro. L’autore prescelto è il calabrese Carmine Abate e il libro che sarà regalato ai maggiorenni sarà scelto tra “Le rughe del sorriso” e “L’albero della fortuna”. “Cicerone sosteneva: ‘Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima”. E quindi, in occasione del tuo diciottesimo anno – afferma il sindaco L’Andolina nella lettera – ho suggerito all’Amministrazione di assegnarti un libro. Se hai deciso di proseguire il percorso scolastico iscrivendoti all’università, ne farai tesoro e arricchirai la stanza che ospiterà il tuo percorso di studi. Se t’immetterai nel mondo del lavoro, custodirai questo libro nella casa dei tuoi genitori e quando i tempi saranno maturi lo porterai nella tua abitazione”.
Il sindaco spiega poi i motivi dell’iniziativa. “In primis – afferma – perché, per ricordare il noto slogan di una pubblicità di successo, ‘un libro è per sempre’. In secondo luogo, perché ciò arricchirà la tua stanza. Di certo non per il valore commerciale, ma per il mondo che esprime le sue pagine. E poi, perché darà alla tua anima maggiore intensità morale. Il compimento della maggiore età ti spalancherà la porta verso nuove sfide. Dovrai attrezzarti per affrontarle con caparbietà e serenità. Perché il mondo è diventato molto competitivo e una solida base culturale rappresenta pur sempre un buon viatico per proseguire nel migliore dei modi il proprio percorso esistenziale. Si cresce con lo studio, con l’operosità e con la positività. Le negatività non siano il pretesto di una sconfitta definitiva, ma occasione di riscatto ed emancipazione”. I libri hanno la capacità di leggere il nostro animo e di cambiarlo per sempre. Ciò avviene in maniera silenziosa ma efficace. E questo sarà ancora più evidente nel lavoro che è lo strumento più potente per realizzare se stessi, le proprie aspirazioni e per contribuire alla crescita collettiva. Sii dunque sempre fiero di te stesso, della tua laboriosità così preziosa per il tuo paese e per l’Italia. Ama la vita, poni la solidarietà e la libertà alla base del tuo agire”.

La sapienza delle api, inediti di Pamela L. TraversDa Mary Poppins allo studio del mito e del folklore

ANCONA25 novembre 201910:01

PAMELA L. TRAVERS, “LA SAPIENZA SEGRETA DELLE API” (LIBERILIBRI) – Sull’onda di una nuova “marypoppinsmania” globale e di un rinnovato interesse per l’autrice Pamela L. Travers (film come Saving Mr. Banks e Il ritorno di Mary Poppins, ora il musical italiano) la casa editrice Liberilibri pubblica per la prima volta in Italia una serie di testi della scrittrice australiana, tratti da conferenze e articoli di giornale, risalenti a un periodo tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta: “La sapienza segreta delle api”, a cura di Cesare Catà.    Pamela L. Travers, nom de plume di Helen Lyndon Goff, era una donna stramba e coltissima, libera e solitaria, inflessibile e severa, che rifiutava di definirsi una scrittrice per l’infanzia e che preferiva pensarsi come una studiosa di mitologia e folclore. E’ questo aspetto che emerge nella raccolta di inediti, in cui guida il lettore alla scoperta del lato oscuro delle fiabe, Mary Poppins compresa, una storia che in realtà presenta numerosi aspetti legati all’angoscia dei bambini. Una posizione che fa anche comprendere il duro scontro umano e professionale avuto dalla Travers con Walt Disney, nella traduzione cinematografica del suo personaggio più famoso: “due opposte concezioni delle fiabe, due divergenti visioni del mondo, due inconciliabili filosofie” scrive Cesare Catà nell’Introduzione. Catà ha selezionato e tradotto in italiano da “What the Bee knows. Reflections on Myth, Symbol and Story” (questo il titolo originale), pubblicato nel 1989, un florilegio ragionato di 21 testi che rappresentano “il testo più prezioso per tentare di chiarificare e di capire come la sua cultura e la sua vita influirono sulla scrittura di Pamela L. Travers”, e dove emergono, “mescolati insieme sovente in modo inestricabile, elementi biografici importanti della vita dell’autrice e principî essenziali della sua filosofia, del suo credo critico, della sua visione del mondo”. Ovvero: “una profonda conoscenza della mitologia e del mondo delle fiabe; le influenze di Yeats e George Russell, la lezione di Gurdjieff, la filosofia zen, gli studi antropologici, la psicanalisi e l’ermeneutica junghiane, l’astrologia esoterica, Shakespeare, Blake, Keats e la tradizione romantica”.

Mostre: il Novecento visto dagli archivi Fondazione CirulliNarrazione in 19 capitoli con la supervisione di Jeffrey Schnapp

BOLOGNA22 novembre 201916:44

– Non una mostra ma un vero e proprio ‘laboratorio’ di storia e cultura del Novecento, per raccontare il secolo della modernità attraverso un caleidoscopio espositivo che spazia dalle arti figurative al design industriale, dalla pubblicità al cinema, dalla fotografia alla televisione, dai tessuti alle riviste. Apre al pubblico il 23 novembre (fino al 17 maggio) ‘L’archivio animato. Lavori in corso’, un nuovo concept di mostra con il quale la Fondazione Cirulli, sede a San Lazzaro di Savena (Bologna), presenta la sua peculiare identità di luogo di sperimentazione tra archivio e spazio espositivo.
Il progetto, realizzato con la consulenza e supervisione di Jeffrey Schnapp, fondatore e direttore del metaLAB dell’Università di Harvard e figura di riferimento nel campo dell’umanistica digitale, costruisce una narrazione del secolo attraverso i materiali diversi ed eterogenei che compongono la collezione ‘panoramica’ di Fondazione Cirulli, la cui sede è lo storico edificio simbolo dell’architettura moderna italiana progettato e realizzato nel 1960 dagli architetti e designer milanesi Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Dino Gavina.
Il capolavoro artistico, le arti decorative, la comunicazione, il design industriale e la cultura materiale e visiva, e ancora fotografie, disegni, quadri, sculture, oggetti, manifesti, volantini, carteggi, biglietti da visita, tessuti, riviste, libri: sono le forme di comunicazione socio-culturale che compongono le 19 sezioni di mostra, intrecciandole in un racconto polifonico sul Novecento con oltre 200 opere. Così, accanto ad una selezione di ‘Frammenti di ‘900’ con dipinti dei primi tre decenni del secolo, il capitolo dedicato a ‘Il tessuto della modernità’ offre una selezione di progetti grafici per tessuti di arredamento – settore allora in forte espansione – realizzati per la Triennale di Milano negli anni Cinquanta dai più rinomati artisti del panorama italiano, come Gio Ponti, Ettore Sottsass, Lucio Fontana, Enrico Prampolini, Bice Lazzari.
‘Fermo immagine’ racconta attraverso i volti del cinema e della tv anni Sessanta gli entusiasmi del boom economico: un capitolo, quello della televisione, ripreso anche nella sezione ‘Munari, Carboni e la Rai’, che racconta l’innovazione grafica della televisione pubblica ad opera dei due artisti negli anni ’50.
E ancora il racconto della modernità attraverso le produzioni industriali, dalle macchine all’illuministica, la documentazione fotografica della vita nell’entroterra emiliano del Dopoguerra con le immagini di Enrico Pasquali e quelle glamour di Arturo Ghergo, maestro della fotografia italiana. E naturalmente la pubblicità: dal pannello decorativo realizzato da Xanti Schawinsky, maestro del Bauhaus, per il negozio Olivetti di Torino, ai cartelloni pubblicitari originali di inizio secolo scorso, dal design anonimo delle ‘carte pasticcere’ brandizzate, all’evoluzione dei loghi attraverso un’accurata documentazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La ‘verità’ di Banksy in mostra a Genova
A Palazzo Ducale oltre 100 opere e oggetti dell’artista

GENOVA22 novembre 201917:12

– La verità da comunicare alla gente comune, ‘Il secondo principio di un artista chiamato Banksy’, è il tema al centro di una mostra ideata dall’associazione MetaMorfosi, dal 23 novembre al 29 marzo a Palazzo Ducale di Genova, per indagare l’artista visivo contemporeaneo – o gruppo di artisti? L’anteprima del progetto culturale plasmato con il silenzio-assenso dello stesso Banksy è stata presentata nel Sottoporticato di Palazzo Ducale dai tre curatori: Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa, insieme al presidente di MetaMorfosi Pietro Folena, la direttrice della Fondazione per la cultura Palazzo Ducale Serena Bortolucci, l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo e il cultural manager del Comune di Genova Maurizio Gregorini. Più di cento le opere e gli oggetti originali dell’artista esposti, dai dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera a numerosi stencil, dalla scultura ‘Mickey Snake’ con Topolino inghiottito da un pitone a poster da collezione.

A Bologna un tuffo virtuale nei disegni di LeonardoNuovo strumento digitale per esplorarli al Museo Palazzo Poggi

BOLOGNA22 novembre 201917:18

– Al Museo di Palazzo Poggi, a Bologna, dal 23 novembre al 19 gennaio si può fare un tuffo virtuale nei disegni di Leonardo da Vinci: cinque dei più famosi disegni leonardiani – dall’Uomo Vitruviano al Paesaggio del 1473 – potranno essere esplorati grazie a uno strumento digitale ad altissima risoluzione, capace di mostrarne i più piccoli dettagli fino a restituirne l’aspetto tridimensionale.
Curata da Pietro Marani (Politecnico di Milano), la mostra – realizzata in collaborazione con il Museo Leonardiano di Vinci e il Polo Museale Emilia-Romagna – si avvale del lavoro di ricerca di un team del Dipartimento di Architettura dell’ateneo di Bologna che ha messo a punto ‘InSight Leonardo (ISLe)’. È un artefatto comunicativo digitale elaborato per surrogare, indagare, descrivere e comunicare i disegni originali, i loro metodi di rappresentazione e i loro contenuti, riproducendone accuratamente forma, caratteri e aspetto: ‘ISLe’ viene presentato su tavoli touchscreen da 55 pollici con risoluzione 4K.

Michelle Obama, duetto con Ellen DeGeneresEx First Lady canta del suo nuovo progetto basato su Becoming

NEW YORK22 novembre 201918:01

– Michelle Obama si improvvisa cantante e duetta con Ellen DeGeneres. Fresca della nomination ai Grammy per la versione in audiobook del suo bestseller ‘Becoming’, l’ex first lady si è seduta al piano accanto alla DeGeneres e insieme hanno trasformato in note il contenuto di ‘Becoming: A Guided Journal for Discovering Your Voice’, un progetto uscito questa settimana e basato sul memoir che è stata la biografia più venduta della storia.
Michelle ha condiviso il breve video del duetto sul suo profilo Instagram. “Lo scopo del diario (journal) – canta – è per ognuno di scrivere la propria storia, raccontare i propri ricordi, i propri pensieri, idee, impressioni perché ogni storia conta”.

Lispector, tutte le donne, tutti i raccontiPer Feltrinelli l’opera monumentale della grande scrittrice

25 novembre 201909:58

CLARICE LISPECTOR, ”LISPECTOR, TUTTI I RACCONTI” (COMETE. FELTRINELLI, PAG. 560) – Nei racconti di Lispector c’è una ”consapevolezza di genere che trova la strada di un femminismo lontano dall’oggettività programmatica del manifesto militante. Costruito piuttosto attorno alla consapevolezza (”io ero la donna di casa”, il granaio” come meta di un percorso di crescita esistenziale e intellettuale”.   Nei suoi racconti ”si trovano bambine, ragazze, giovani donne, donne mature e poi anziane, donne che attendono la morte: questi racconti sono il loro infinito e lacerato diario intimo, il loro quotidiano, alimentato da chimere e sconfitte, declinato in un unico comprensivo ritratto corale. In definitiva, citando Benjamin Moser, ‘un ritratto indimenticabile di questa grande figura in tutta la sua maestà”, scrive Roberto Francavilla nella bella postfazione a Lispector, il volume appena pubblicato da Feltrinelli che raccoglie in 560 pagine tutti i suoi racconti. Donna di rara sensibilita’ e intelligenza, colta e curiosa, ha saputo cogliere nelle sue opere la meraviglia e l’insensatezza dell’universo trasfigurandola in pagine densissime, poetiche, velate di ironia e di sorriso.Tra l’Ucraina dove era nata ma che aveva lasciato ad appena due anni, e il Brasile dove ha vissuto il resto della vita. Di famiglia ebrea, lei apolide e multiculturale come sancisce la necessità dell’oggi. Morta nel 1977 a soli 57 anni, dopo un grave incidente che aveva avuto dieci anni prima, dopo anni e anni di intensa scrittura intorno all’universo femminile. Madri, figlie. nonne, mogli, nuore, suocere, perno della vita quotidiana arrotolata nel ritmo lento ma inesorabile delle sue storie. ”Ecco vedi”, dichiarò a bruciapelo una vecchia chiudendo il giornale con decisione, ”ecco, io dico solo questo: Dio sa quello che fa”.

Beretta nuovo presidente Filarmonica ScalaEx presidente Lega serie A, è a capo di Unicredit Foundation

MILANO22 novembre 201918:48

– L’ex presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta è stato nominato presidente della Filarmonica della Scala dal consiglio di amministrazione che si è riunito questa sera.
Beretta – che è responsabile del Gruppo UniCredit per gli affari istituzionali e per la sostenibilità e presidente di UniCredit Foundation – succede a Fabrizio Saccomanni, il presidente di Unicredit deceduto improvvisamente lo scorso agosto.
Proprio come sostituto di Saccomanni, Beretta è entrato nel board. La sua nomina dunque è in continuità con la linea dei suoi predecessori e una conferma dell’impegno di Unicredit, che è main partner della Filarmonica.
“Sono orgoglioso di assumere la presidenza di un’istituzione culturale prestigiosa come la Filarmonica e di accompagnarla nel percorso di crescita dei prossimi anni, con il sostegno – ha sottolineato Beretta – del Main Partner UniCredit”.
“Colgo l’occasione – ha aggiunto – per ricordare la figura di Fabrizio Saccomanni, particolarmente legato alla Filarmonica. A lui va il mio pensiero in questo momento come esempio di entusiasmo nel promuovere la cultura umanistica e musicale e di impegno nel sostenere un progetto di grande respiro internazionale”.

Si restaura la Pietà di Michelangelo, cantiere aperto a FirenzeA Museo Duomo intervento su opera che artista tentò distruggere

FIRENZE23 novembre 201911:08

– Restauro a cantiere aperto, sotto lo sguardo dei visitatori, per la Pietà di Michelangelo conservata al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze dove avverrà l’intervento. E’ una delle tre eseguite dal Buonarroti, non finita dal grande artista che ci si volle ritrarre ma che tentò anche di distruggere.Proprio l’intervento eseguito da Tiberio Calcagni poco dopo la sua realizzazione, per riparare ai danni inflitti dal Buonarroti, è uno dei pochi di cui si fa cenno nella storia da romanzo di quest’opera che ora sarà affidata alle cure di Paola Rosa, già esperta di opere michelangiolesche, e della sua equipe. Entro l’estate del 2020 la fine del restauro che, si spiega, sarà rispettoso della visione ormai consolidata di una superficie visibilmente ‘ambrata’ della Pietà, un cambiamento cromatico dovuto probabilmente a un intervento ottocentesco per realizzare un calco.Scolpita in un enorme blocco di marmo bianco di Carrara tra il 1547 e il 1555 circa, quando Michelangelo era alla soglia dei suoi 80 anni, nella Pietà dell’Opera del Duomo, carica di vissuto e sofferenza, a differenza di quella giovanile vaticana e la successiva Rondanini il corpo del Cristo è sorretto non solo da Maria ma anche da Maddalena e dall’anziano Nicodemo, a cui Buonarroti dà il proprio volto. Il capolavoro era destinato a un altare di chiesa romana, ai cui piedi l’artista avrebbe voluto essere sepolto, ma l’opera ha avuto storia fatta di ripensamenti: Buonarroti non solo non la finì, ma in un momento di sconforto tentò di distruggerla e alla fine ne fece dono al suo servitore Antonio da Casteldurante. Quest’ultimo, dopo averla fatta restaurare da Calcagni, la vendette per 200 scudi al banchiere Francesco Bandini, famiglia da cui la Pietà prende anche il nome per distinguersi. Di mano in mano la scultura arriverà poi a Firenze nel 1674, dopo essere stata acquistata da Cosimo III dei Medici, granduca di Toscana, per finire prima nei sotterranei della Basilica di San Lorenzo poi in Cattedrale che lascerà per il Museo dell’Opera del Duomo nel 1981: un trasloco per non arrecare disturbo al culto data la grande affluenza di visitatori e per ragioni di sicurezza.”In passato la Pietà – ha detto Rosa – è stata oggetto soprattutto manutenzioni ma sono sempre state considerate operazioni di routine. L’attuale restauro riguarda l’aspetto estetico, mediante una cauta ripulitura”. L’approccio sarà ‘minimo’: l’immagine che si deve mantenere è di un gruppo scultoreo non in ‘bianco e nero’ ma sottilmente modulato e ‘colorato’ dal variare della ‘pelle’ della materia e dalle tracce di lavorazione. L’obiettivo è migliorare la lettura del capolavoro. L’intervento è finanziato dalla Fondazione Friends of Florence che il presidente dell’Opera Luca Bagnoli ringrazia: “Per noi tutto questo è motivo di orgoglio”. “Siamo tutti emozionati, è un’opera importantissima, carica di significato”, il commento di Andrea Pessina, soprintendente Archeologia, belle arti e Paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato.

‘Mostra impossibile’, 45 capolavori di Raffaello in aeroportoRiproduzioni in scala 1:1, viaggeranno in Europa nel 2020

FALCONARA MARITTIMA22 novembre 201920:08

– Una “Mostra impossibile” all’Aeroporto delle Marche (Ancona Falconara) per dare il via alle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio. E’ quella presentata dalla Regione Marche, in collaborazione con Enit e Aerdorica, società di gestione dello scalo, con il sostegno del Mibact. L’esposizione, ideata e curata da Renato Parascandolo, con la direzione scientifica di Ferdinando Bologna, recentemente scomparso, presenta fino al 6 gennaio 45 dipinti del pittore di Urbino, compreso l’affresco de La Scuola di Atene, riprodotti in scala 1:1 e riuniti insieme, permettendo così di ammirare in un unico allestimento opere disseminate in 17 Paesi diversi, provenienti dai musei più famosi del mondo. Capolavori come la Madonna Conestabile, la Madonna di Terranuova, lo Sposalizio della Vergine, la Madonna del Cardellino, la Deposizione, il Ritratto di Baldassare Castiglione fino alle Stanze Vaticane. Prossima tappa a Parigi, ma la mostra arriverà anche in Russia.

Hit parade, in vetta Tha Supreme con 23 6451Seguono Marracash e new entry Guccini-Pagani, Nannini, Dion

22 novembre 201920:56

E’ il rapper romano Tha Supreme, all’anagrafe Davide Mattei, con la raccolta d’esordio “23 6451” a dominare la classifica degli album più venduti della settimana dal 15 al 21 novembre, secondo i dati di Fimi/Gfk. Inoltre, con 7 brani al vertice della Top Singoli Fimi (dati Fimi/Gfk Italia), con blun7 a swishland al primo posto, dopo aver conquistato la scorsa settimana il secondo posto sul podio degli album più ascoltati in Italia su Spotify nelle prime 24 ore dall’uscita (13.005.922 stream) l’album registra un nuovo record: 23 6451 è il più ascoltato di sempre in Italia su Spotify nella prima settimana, contando 59.533.687 stream.Inoltre nelle prime 24 ore aveva già 7 tracce nella chart Top 200 Global di Spotify e tutti i 20 brani nelle prime 21 posizioni della Top 50 Italia (era comunque un brano in collaborazione con Tha Supreme a figurare alla numero 15, Supreme di Marracash feat. Sfera Ebbasta). Pubblicato da Epic/Sony Music Italy, l’album è stato curato tutto dall’enfant prodige del rap italiano. Diversi invece sono i nomi che hanno collaborato: compaiono strofe di Nitro, Nayt, Lazza, Fabri Fibra, Mara Sattei, Marracash, Dani Faiv, Salmo, Mahmood, Gemitaiz e MadMan, per un totale di 20 tracce.Scivola dal trono sul secondo gradino il rapper Marracash con il suo nuovo album Persona. Sale invece sul podio al terzo posto un’altra new entry della hit, quella composta da Francesco Guccini e Mauro Pagani con Note di viaggio, dedicato alle canzoni di Guccini, arrangiate da Pagani, album primo anche tra i vinili. Ad interpretare 12 brani del cantautore: Giuliano Sangiorgi (Stelle) Malika Ayane (Canzone quasi d’amore), Ligabue (Incontro) Elisa (Auschwitz) Samuele Bersani e Luca Carboni (Canzone delle osterie di Fuori Porta), Manuel Agnelli (L’avvelenata), Carmen Consoli (Scirocco), Nina Zilli (Tango per due), Brunori Sas (Vorrei) e Margherita Vicario (Noi non ci saremo). Quarto gradino per un’altro nuovo ingresso, quello di Gianna Nannini con Differenza, seguito da D.O.C. di Zucchero. Ultimo nuovo ingresso nella top ten, Celine Dion con Courage.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album piu’ venduti della settimana dal 15 al 21 novembre:1) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)2) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) NOTE DI VIAGGIO – CAPITOLO 1: VENITE AVANTI, FRANCESCO GUCCINI, MAURO PAGANI (BMG RIGHTS MANAGEMENT UNIVERSAL MUSIC)4) LA DIFFERENZA, GIANNA NANNINI (CHARING CROSS RECORDS LIMITED SONY)5) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)6) DIARI APERTI (SEGRETI SVELATI) ELISA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)7) 10 YEARS – THE BEST OF, IL VOLO (MASTERWORKS SONY)8) LA BELLA MUSICA, VEGAS JONES (RCA RECORDS LABEL SONY)9) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)10) COURAGE, CELINE DION (COLUMBIA SONY)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) DANCE MONKEY, TONES AND I ( ELEKTRA -NEK- WMI)3) FUCK 3X,THA SUPREME (EPIC SME)4) SW1N6O THA SUPREME FEAT. SALMO (EPIC SME)5) SUPREME (L’EGO) MARRACASH, THA SUPREME & SFERA EBBASTA (ISLAND UNI) Infine, la classifica dei vinili:1) NOTE DI VIAGGIO – CAPITOLO 1: VENITE AVANTI, FRANCESCO GUCCINI, MAURO PAGANI (BMG RIGHTS MANAGEMENT UNIVERSAL MUSIC)2) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)3) LA DIFFERENZA, GIANNA NANNINI (CHARING CROSS RECORDS LIMITED SONY)4) MISS MONDO, LIGABUE, (WARNER RECORDS WMI)5) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI).

Morta M. Cristina Craglia (Delsa), regina degli abiti da sposaTra prime imprenditrici, da ricamo a mano al wedding

BELFORTE DEL CHIENTI22 novembre 201920:28

– E’ morta nella sua casa di Belforte del Chienti la fondatrice della Delsa: Maria Cristina Craglia aveva 86 anni e nel 1969 aveva dato vita alla nota azienda di abiti da sposa. Nata a Tolentino, fin da bambina aveva mostrato la sua creatività: lei stessa raccontava di quando, con la carta da zucchero, realizzava piccoli abiti per le sue bambole. Una creatività che si è unita alla professione dopo gli anni trascorsi in collegio, dalle Clarisse del Colle di San Ginesio, dove aveva imparato l’arte del ricamo. Dopo anni dedicati ai corredi nuziali, ha dato vita nel 1969 ad un piccolo laboratorio a Tolentino. Da lì Craglia è riuscita a creare un’impresa costruita sull’abilità, la grinta e la capacità lavorativa che, a quei tempi, venivano attribuite solo agli imprenditori uomini. Nel 1979 il trasferimento a Belforte del Chienti. Nel 2015 il riconoscimento più importante, quando è stata insignita del titolo di Commendatore dell’Ordine Al merito della Repubblica Italiana.

Su muri Crotone disegni di un misterioso artista, si firma FrogPareti sporche e degradate abbellite da immagini di alta qualità

ROTONE23 novembre 201911:11

– Si firma Frog e nessuno sa chi sia. Sono invece diventati subito oggetto di ammirazione i disegni che questo misterioso artista ha incollato sui muri di Crotone facendoli letteralmente apparire uno di seguito all’altro in varie zone del centro.
Sei finora i disegni che, dal 9 novembre, il misterioso artista ha incollato sui muri sporchi della città. Si tratta, infatti di Poster Art, ovvero disegni realizzati su carta e poi appiccicati sui muri. Il primo disegno apparso era una ‘bambina con il libro’ che si può ancora ammirare in via Raimondi (nei pressi del Duomo). Il giorno dopo è apparso in piazza Lea Garofalo il disegno di una Venere (probabilmente ispirata dal dipinto del Botticelli), incollato al muro del castello che si trova poco dietro a chiosco di un bar. Nelle settimane successive Frog ha fatto apparire altre tre opere tra cui un Cristo con Madonna sotto i portici di piazza Pitagora e infine un Charlie Chaplin apparso sul muro del municipio nella centralissima piazza della Resistenza.

Fumetti: a dicembre la Sardegna arriva sulle pagine di DagoUn episodio ambientato nell’Isola, apripista per progetti futuri

AGLIARI23 novembre 201911:56

– Le coste e le campagne del centro Sardegna, gli scorci di diverse zone del territorio ma anche alcuni costumi e maschere dell’Isola saranno i ‘protagonisti’ di una storia di Dago, il personaggio a fumetti creato nel 1980 dal sudamericano Robin Wood. Il 14 dicembre, infatti, uscirà “Lungo le strade della morte”, un episodio ambientato nell’Isola. La storia, scritta e disegnata dagli argentini Nestor Barron e Sergio Ibanez, verrà pubblicata sul numero 277 del mensile dedicato al personaggio.
Un ‘viaggio’ in Sardegna nel corso del quale il Giannizzero Nero incontrerà “Su ‘Entu”, personaggio di fantasia che si oppone alla dominazione spagnola. Durante l’avventura ci saranno citazioni “in limba” (in lingua sarda), nelle varie tavole si potranno ammirare le coste e le campagne del centro Sardegna. La storia sarà un’apripista per progetti futuri. Infatti, l’Editoriale Aurea, l’editore di Dago, ha lanciato una nuova linea definita “a trazione Italiana”. E’ realizzata da uno staff di autori del Belpaese: Paolo Emilio Petrillo, Silvia Marino, Vincenzo Mercogliano, Edym e Yildrim Orer e il sardo Gianluca Piredda. Proprio lo sceneggiatore e scrittore di Sassari sta realizzando storie ispirate a fatti realmente accaduti e che, pare, potrebbero riportare il Giannizzero Nero sull’Isola con una nuova avventura.
Creato nel 1980 da Wood, Dago è dal 1983 una delle colonne portanti del settimanale Lanciostory nonché uno dei personaggi a fumetti più conosciuto in Italia. Oltre al mensile e alle pubblicazioni monografiche e cartonati a lui dedicati, le storie compaiono settimanalmente su Lanciostory, oltre agli inserti che, periodicamente, appaiono su Skorpio. Nel corso della sua ‘storia’ fumettistica ha visitato tutti i Paesi del Mediterraneo e adesso per la prima volta sbarca in Sardegna.

Umberto Broccoli, racconto 50 anni di Italia in musicaEsce Questa è la storia, viaggio nel ‘900 attraverso le canzoni

23 novembre 201919:55

UMBERTO BROCCOLI, “QUESTA E’ LA STORIA’ (BOMPIANI, PP.528, 40 EURO – A cura di Patrizia Cavalieri)”Basta con il facile, basta con gli slogan. Torniamo al semplice, per cercare di comprendere i fenomeni e la loro genesi e poi comunicarli”. Non è tanto una protesta, quanto un augurio per il futuro, sempre pensando ai giovani, quello che affida in un’intervista Umberto Broccoli, da sempre abituato a indossare con naturalezza la doppia veste di archeologo e di comunicatore. Anche nell’ultimo libro, “Questa è la storia” (Bompiani, pp.528, 40 euro. A cura di Patrizia Cavalieri), lo sguardo è ancora una volta rivolto ai ragazzi, per raccontare, in un appassionante viaggio tra musica e parole, 50 anni di Italia, dal ’38 all’88, attraverso le canzoni. “Questo è un libro di storia, non di musica. Ma le canzoni rispecchiano sempre il Paese e oggi c’è un’altissima percentuale di giovani che riascoltano le canzoni del ‘900, da Battisti ai Beatles”, sottolinea, “ecco perché forse può servire spiegare loro il contesto in cui sono nate, perché è su quel germe, su quei ragazzi che bisogna lavorare”. “Viviamo anni spezzettati, confusi, caotici e il nostro è un Paese allo sbando, che non ha continuità”, osserva l’autore, “questo si rispecchia anche nella musica odierna, così frammentaria, come il rap per esempio. Prima, dagli anni ’50 agli anni ’80, le canzoni avevano una linea armonica e melodica, ora non più”.Il libro raccoglie in parte l’esperienza iniziata nel 2012 sulle pagine del Corriere della Sera e di Sette (nata dalla “folgorazione” di Ferruccio de Bortoli e Pier Luigi Vercesi, all’epoca direttori delle due testate) in cui Broccoli, che era sovrintendente per i beni culturali di Roma Capitale, ha raccontato per cinque anni con il suo personalissimo “metodo” l’Italia utilizzando appunto le canzoni: il risultato è davvero un tuffo nella memoria collettiva, in quella privata del lettore e al tempo stesso nei nodi principali della storia nazionale. Da Grazie dei fiori a Volare, da Una rotonda sul mare a Dio è morto, e poi I giardini di marzo, Impressioni di settembre, Generale, Le ragazze dell’Est, Maledetta primavera, I dubbi dell’amore: impossibile citare tutte le canzoni presenti nel volume che, accanto a una selezione di fotografie emblematiche, accompagnano il racconto di personaggi, eventi politici e sociali accaduti nel ‘900 italiano. “La storia, come diceva Le Goff, non si fa solo con i documenti d’archivio, ma con tutto il resto, la vita quotidiana, le cose immateriali, e anche con le canzoni, che sono una madeleine proustiana: anche se magari il ricordo diretto non c’è, la canzone ti trasporta in quel periodo”, dice. E lei a quale canzone è più legato? “Ce ne sono due: una è Se telefonando di Mina del ’66, un brano dal testo rivoluzionario. Per la prima volta infatti una donna, dopo una storia di sesso, decide di mandare via l’uomo. E’ l’anticamera del ’68”, racconta, “la seconda è invece E ti vengo a cercare di Battiato del 1988: è un brano dedicato a Dio, non a una donna. Battiato ci aveva suggerito che forse verso la fine del millennio avremmo dovuto ritornare al pensiero, al trascendente. Purtroppo non lo abbiamo ascoltato e ora, dopo la sbornia del sensazionalismo, tutto è effimero, più è inutile e più sembra vero”.Da sempre lei si impegna per spiegare in modo accattivante la storia e i grandi temi al grande pubblico, eppure c’è ancora chi, magari tra gli intellettuali, vede questo modo di comunicare con sospetto. “Io non sono un intellettuale, ma un artista, perché lavoro sull’istinto. Non ho mai smesso di fare il mio lavoro, che è lo stesso sia in tv sia all’università: la verità è che non esiste un linguaggio accademico e uno divulgativo, ma solo uno buono o uno cattivo. Se non ti fai capire, se usi paroloni e non li spieghi, vuol dire che non hai contenuti”, afferma Broccoli. “Our essendo nato in accademia, non mi è mai interessato cosa pensassero gli accademici. Gli intellettuali hanno sempre combattuto battaglie di retroguardia. Lo specialismo è ciò che ha ammazzato la cultura”.

Vicino/lontano, la parola chiave del 2020 è ‘passione’A Udine dal 21 al 24 maggio

UDINE23 novembre 201914:03

– È “passione” la parola-chiave scelta dall’associazione vicino/lontano per il 16/o festival, in programma a Udine dal 21 al 24 maggio 2020, con la consueta anteprima musicale a cura della Fondazione Luigi Bon. Passione, spiegano i promotori, è un termine “polivalente e speculare nel duplice aspetto, attivo e passivo, si presta a molte articolazioni, che interessano tutte le discipline e le competenze presenti nel comitato scientifico di vicino/lontano”.
Passione significa anche “accettare la sfida più impegnativa del nostro tempo: trovare nuovi modi di vivere, e convivere, sul pianeta Terra”.
La Giuria del Premio Terzani, impegnata a individuare i candidati all’edizione 2020; il Premio verrà consegnato sabato 23 maggio. Guido Nassimbeni lascia la presidenza a Paola Colombo, Franca Rigoni la vicepresidenza a Paolo Ermano. Entrano nel rinnovato consiglio direttivo Maddalena Bosio, Alberto Cervesato, Luca Pavan, Andrea Schincariol e Andrea Zannini.

Mario Brunello e Bach, the dark side of the musicAl violoncello piccolo l’altro mondo delle Sonate per violino

23 novembre 201919:31

– ”Quando ho suonato al violoncello piccolo il primo accordo della prima sonata per violino mi sono detto: ‘Caspita, Bach mi ha nascosto per metà della mia vita metà della sua musica’ ”. Mario Brunello, tra i massimi violoncellisti viventi, spiega così la meraviglia della scoperta dell’altra faccia del genio della musica, le Sonate e Partite composte dal grande Johan Sebastian per il violino che al violoncello piccolo svelano un nuovo mondo sonoro. Brunello ha pubblicato all’inizio di novembre per l’etichetta Arcana il primo (con due cd) di una collana di tre volumi dedicati a questa particolare rilettura del repertorio bachiano, la prima registrazione al mondo al violoncello piccolo. Un saggio ‘live’ dell’impresa lo ha visto nelle scorse settimane protagonista a Santa Cecilia del primo dei quattro concerti in programma per la stagione da camera, due nel calendario di quella in corso (prossimo appuntamento il 29 gennaio) e due nel 2020-21, in cui proporrà i 12 capolavori – l’esecuzione integrale delle sei Suites per violoncello, delle tre Sonate e delle tre Partite per violino – preceduti, come ha ormai abituato il suo pubblico, da una spiegazione per metterne in luce caratteristiche e peculiarità.Brunello, 59 anni, può permettersi una sfida tanto impegnativa. Vincitore nel 1986 – primo e unico italiano – del celebre concorso Caicovskij di Mosca, si è imposto sulla scena internazionale suonando con i direttori più illustri e le orchestre più prestigiose e collaborando con solisti di livello straordinario. Inventore del Festival “I suoni delle Dolomiti” che ha portato la grande musica in alta quota, l’artista di Castelfranco Veneto parla anche con gli occhi quando racconta il suo rapporto con la montagna. “Chi si mostra perplesso su questa esperienza è perché non l’ha mai fatta – spiega -. Sulle Dolomiti si va a riempire spazi con la musica. Le sei sonate di Bach sono la Bibbia per i violoncellisti. Per tre anni le ho suonate lì dove il profilo delle montagne sembra una partitura. Per il violoncello piccolo ho cercato un’altra immagine e ho scelto l’Etna, perché la musica di Bach è una cascata di note come un fiume di lava”. Vette, colate di magma e poi il deserto, altro grande scenario dove ha portato la sua musica. Il luogo chiuso aumenta l’acustica, dice, ma all’aperto, in un’oasi ambientale, il suono dello strumento è autentico e crea emozioni particolari. Bach, in questo senso, è il non plus ultra. “Le sue cattedrali musicali sono montagne, mai simmetriche ma proporzionali. Lui è riuscito a trasformare la natura in musica, così come Beethoven ha fatto con lo spirito. La foglia è la musica di Bach, perfetta ma a ben guardare composta da due parti che differiscono, equilibrandosi”. Anche la scelta di spiegare i brani per guidare all’ascolto risponde all’approccio da innamorato della montagna. “E’ un modo per dare appigli, come quando si fa una arrampicata, per far sognare ognuno”. Il violoncello piccolo, di dimensioni inferiori al violoncello e accordato un’ottava più bassa rispetto al violino, è una tappa nuova del percorso. “Le suite di Bach per violoncello sono sei – racconta – le suono da 40 anni e le ho incise tre volte. Delle altre sei per violino c’era sempre qualcosa che mi mancava nelle esecuzioni dei grandi violinisti, qualcosa che fosse mio. Per curiosità ho rubato una corda all’arpa di mia moglie Arianna perché non si trovava il mi da aggiungere a un violoncello che avevo a casa e ho provato a sostituirlo. In quel momento ho capito che mi era stata tolta la possibilità di conoscere Bach in tutta la sua meraviglia del repertorio per quattro corde. Il violino ha infinite possibilità tecniche, ma l’altro, dal corpo più grosso, ha possibilità sonore molto più interessanti per questo tipo di musica polifonica”.Brunello ricorda che dal Seicento fino a metà del Settecento il violoncello piccolo era famosissimo e comprendeva varie misure. Usato esclusivamente da Bach in alcune cantate, nel registro tenore-basso con una nota in più rispetto alle quattro corde tradizionali, svolgeva il ruolo del controtenore. Poteva essere da spalla e da gamba. La vera differenza è un’altra. “La prima corda che incontra il violinista è quella acuta, per il violoncello è la corda bassa. Quindi cambia il modo di leggere non la sostanza. Per questo dico che affronto la musica di Bach partendo dal basso”. E’ la rilettura attuale di un patrimonio straordinario del passato, con attenzione filologica ma senza dimenticare la sensibilità personale. “Penso che non si possa tornare a suonare come si faceva ai tempi di Bach. Non posso dimenticare la musica dei Pink Floyd, fanno parte di me”.

Eco, etico, vegano, i termini più usati nella green fashionDal magazine online Higthsnobiety parole ed espressioni in voga

23 novembre 201914:11

– Biodegradabile, ecologico, moda etica, carbonio neutrale, vegano, sono diversi i termini e le espressioni utilizzati nel giornalismo in tema green fashion. A elencare i vocaboli più ricorrenti ci ha pensato il magazine online Hightsnobiety. Ecco una mini guida alle parole più usate.
BIODEGRADABILE significa che un prodotto può degradarsi naturalmente senza effetti negativi sull’ambiente, rilasciando sostanze chimiche dannose. Nella moda si intendono tessuti non sintetici come cotone organico, seta, canapa, quelli senza coloranti e prodotti chimici di finitura.CARBONIO NEUTRALE – Il carbonio, spiega The Guardian, è una scorciatoia per tutti i vari gas serra, anidride carbonica, metano e protossido di azoto, che assorbono ed emettono energia radiante che aumenta la temperatura della superficie terrestre e quindi contribuisce al cambiamento climatico. Una società che s’impegna per la neutralità del carbonio significa che mira a eliminare tutte le emissioni di carbonio dalla propria catena di approvvigionamento. Gucci riconosce che non è possibile andare completamente carbon neutral rispetto al suo modello di business, ha promesso di compensare le sue emissioni con donazioni a Redd + più consistenti, che supporta gli sforzi dei paesi per ridurre le emissioni e a combattere la deforestazione.
MODA CIRCOLARE – si riferisce all’intero ciclo di vita di un prodotto e si concentra su un cerchio di creazione, uso, riciclo, piuttosto che creazione, uso, smaltimento, utilizzo e riutilizzo. PRIVO DI CRUDELTA’ – significa che le aziende non hanno testato ingredienti o prodotti sugli animali durante la fase di produzione. Privo di crudeltà, quindi, significa anche che nessun animale è stato ucciso o ferito in nessun luogo del mondo durante la produzione. Gli articoli che soddisfano questo standard normalmente portano un simbolo a cuore. Ad esempio la lana se priva di miscele sintetiche è biodegradabile, ma ciò non significa che le pecore da cui provengono siano state trattate bene. Peta ha documentato orribili casi di maltrattamenti di ovini in Australia. Il paese produce gran parte della lana merino del mondo. Per i prodotti che non usano affatto animali, il termine è VEGANO.

Musica contro le mafie, selezionati 10 finalistiIn gara il 6 e 7 dicembre a Cosenza per serate conclusive evento

COSENZA23 novembre 201914:40

– Sono stati scelti dalle giurie i 10 artisti ammessi alla finale della decima edizione del premio Musica contro le mafie in programma a Cosenza il 6 e 7 dicembre.
Gli artisti selezionati sono Antonio Carluccio, di Napoli, (con il brano Creature), Chris Obehi di Palermo (Non Siamo Pesci), Chiara Patronella di Grottaglie (Petalo a mari), Micaela Tempesta di Napoli (4M3N), Giovane Werther di Reggio Calabria (Non ho paura), Cadmio di Foggia (Puro), Lorenzo Santangelo, di Roma, (Respiro), Sikania di Agrigento (Siciliano Medio), Cance di Genova (Conosci?) e Romito di Napoli (Cosa ‘e niente).
Le ultime due giornate della 5 Giorni di “Musica contro le mafie” concluderanno il percorso che ha visto 512 brani candidati, 350 artisti ammessi al voto di una giuria di esperti, una giuria social ed una di studenti di varie scuole italiane.
Durante le finali i giudici on stage saranno Roy Paci, Picciotto e Serena Brancale insieme al pubblico, una giuria demoscopica ed una di votanti attraverso una diretta social.

Il viaggio di Enea candidato a Itinerario Culturale d’EuropaAttraversa cinque Paesi e in Italia approda in Salento

BRINDISI23 novembre 201914:48

– Il viaggio di Enea, l’eroe troiano che toccò 5 Paesi alla ricerca di una nuova patria, è candidato al riconoscimento quale Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa: in Italia approdò in Puglia, narra Virgilio che tra l’altro finì i suoi giorni a Brindisi. Qui il progetto La Rotta di Enea è stato presentato il 23 novembre in un convegno dedicato all’autore dell’Eneide, con Paolo Fedeli, accademico dei Lincei, la vicepresidente del Congresso dei poteri locali del Consiglio d’Europa Barbara Toce, il presidente dell’associazione Rotta di Enea, Giovanni Cafiero e l’assessore regionale alla cultura, Loredana Capone, in collaborazione con la Camera di Commercio di Brindisi e Assonautica.
Il viaggio dell’eroe figlio di Afrodite si snoda in Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia, con 21 tappe principali in luoghi suggestivi della civiltà mediterranea: l’approdo nel basso Salento è collocato a Castrum Minervae, l’odierna Castro (Lecce), dopo la sosta a Butrinto (Albania). Qui nasce il periplo di Enea nell’Italia meridionale, dall’Adriatico al Tirreno, percorso che oggi il progetto propone con “un forte valore per il rilancio del Mezzogiorno” e con la città di Brindisi, tappa crocieristica, punto di incontro anche con la via Appia che da qui conduce a Roma. “Enea che porta con sé il Palladio, la statua di Atena, divinità protettrice della Città – spiega Cafiero -, in viaggio con il padre Anchise sulle spalle e il figlio Ascanio per mano, rappresenta una metafora che può guidare il rilancio del Mezzogiorno in un contesto Euromediterraneo: fedeli alle proprie tradizioni ma proiettati verso un futuro aperto agli scambi culturali, al turismo, all’economia del mare”.

Fotografia: E-R domina concorso ‘Wiki Loves Monument’Ferrara e Bologna ai primi due posti, Comacchio settima

BOLOGNA23 novembre 201915:47

– La bellezza unica e le atmosfere slow che appartengono da sempre all’Emilia-Romagna hanno conquistato quest’anno la giuria di Wiki Loves Monument che ha premiato la regione con un primo, un secondo e un settimo posto nella classifica italiana delle prime dieci fotografie più belle in concorso per l’edizione 2019. Sul primo gradino del podio, Ferrara con una scatto del Palazzo dei Diamanti e di una bicicletta; sul secondo Bologna con un’immagine dei Portici di San Luca. In settima posizione uno scatto di Comacchio, la ‘Piccola Venezia’ del Ferrarese.
Sono state 215mila, provenienti da 47 nazioni, le immagini caricate sul sito del contest quest’anno, di cui 25.889 sono stati realizzate e caricate da fotografi italiani. Gli scatti sono già disponibili sul database digitale di Wikimedia Commons, che mira a raccogliere, promuovere e valorizzare sul web beni culturali e bellezze artistiche.
Sempre più attiva la partecipazione dei fotografi italiani, tra professionisti ed amatori, che in 925 hanno partecipato a questa 8/a edizione della competizione. L’Emilia-Romagna, rappresentata da 5.643 immagini, è arrivata in finale nazionale con tre suggestive immagini in bianco e nero che ora accedono alla finalissima insieme agli altri Paesi in gara.

Musica: in una graphic novel la storia di Michel Petrucciani’Il pianista dalle ossa di cristallo’ scomparso a 37 anni

BOLOGNA23 novembre 201916:48

– ‘Io sono Michel Petrucciani’ è la graphic novel pubblicata da Curci, con i disegni di Marilena Pasini e il testo di Vanni Masala, che racconta del ‘pianista dalle ossa di cristallo’, Michel Petrucciani, scomparso nel 1999 a 37 anni. Artista prodigio, era affetto dalla nascita dalla osteogenesi imperfetta, incidente genetico noto come ‘Sindrome delle ossa di cristallo’, che non gli permise di superare l’altezza di 102 cm e che lo condizionò per sempre.
Ma è stato tra i più importanti pianisti del jazz, e tra le molte collaborazioni spiccano quelle con Wayne Shorter e Jim Hall, su disco e in concerto. Tra gli aneddoti riportati, nel 1997 Riccardo Muti, direttore musicale della Scala, propose a Petrucciani di suonare insieme un brano di Gershwin ed al suo stupore, gli rispose: ‘Lo chiedo per due motivi: il primo è che quando ho annunciato la mia scelta all’orchestra, tutti si sono alzati in piedi in una standing ovation, il secondo motivo è che Mozart è morto’. Ma il progetto non si realizzò mai.

Matera 2019: i Sassi e la Lucania, ideali per videoclipNella Capitale della Cultura premiato “Lucania Music Video Tour”

MATERA23 novembre 201916:58

– Proporre non solo Matera (Capitale europea della Cultura 2019) con i rioni Sassi ma anche la Basilicata con i suoi paesaggi, come luoghi unici e ideali “per immaginare e dare forma a videoclip musicali”. E’ l’idea alla base del concept “Lucania Music Video Tour” di Fabio Di Ranno con il videoclip del duo synth-pop Tomacelli (Di Ranno/Paterni) “Io Corro”, tra i vincitori del concorso di HubArt Matera 2019, promosso da Rai Com.
Tra le ambientazioni “consigliate” ci sono anche i calanchi di Pisticci (Matera) – dove è stato girato “Io corro” – la città fantasma di Craco (Matera) e il volo dell’Angelo tra Pietrapertosa e Castelmezzano (Potenza).

Tff: Frida Kahlo, artista martire in b/n e a coloriIl docu-film di Troilo in sala dal 25 al 27 novembre

TORINO23 novembre 201917:03

– Un’artista martire piena dei colori dell’America precolombiana. Bellissima, in alcune foto, e per niente bella in altre con quelle sue sopracciglia folte e quella peluria sopra le labbra che non ha mai voluto nascondere. Frida Kahlo, come la racconta ‘Frida. Viva la vida’, docu film di Giovanni Troilo che passa oggi alla 37/a edizione del Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile per poi approdare nelle sale italiane in esclusiva il 25, 26, 27 novembre, vive negli opposti. Maledettamente segnata nel corpo (al centro di gran parte dei suoi quadri) e altrettanto libera nella sua vita privata, una sorta di Lou Von Salome messicana. Per questa artista nata nel 1907 il docu-film, prodotto da Ballandi Arts e Nexo digital in collaborazione con Sky Arte e con la partecipazione di Asia Argento, racconta, per quanto possibile, questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. E questo in un lungo viaggio tra le opere, ma anche le fotografie, i vestiti e gli oggetti personali della Kahlo con la colonna sonora originale di Remo Anzovino. Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima poi di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida affrontò ben 32 operazioni e convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Nonostante questo, grazie alla sua pittura e ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento, un’icona capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti.

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A Londra una ‘Walk of Fame’, prima targa per gli Who
Cerimonia coi paladini del rock anni Sessanta a Camden

LONDRA23 novembre 201917:06

– Anche Londra ha la sua ‘Walk of Fame’ in stile Los Angeles, tutta dedicata ai musicisti. E’ stata inaugurata nel quartiere di Camden la ‘Music Walk Of Fame’, una passerella simile a quella americana di Hollywood Boulevard, pavimentata coi nomi di quanti hanno reso grande il cinema e lo spettacolo ‘made in Usa’. Nella capitale britannica invece devono prendere posto quanti hanno fatto la storia del rock e del pop. I primi a ricevere questo riconoscimento sono stati gli Who, grandi protagonisti degli anni Sessanta e Settanta e ancor oggi in attività, nonostante gli oltre 70 anni di età dei suoi due principali componenti.
Il ‘frontman’ Roger Daltrey e il chitarrista Pete Townshend hanno entrambi preso parte, entusiasti, alla cerimonia di inaugurazione della loro targa in granito, che si è svolta a Camden. “Questa iniziativa è una cosa grandiosa per Camden e per Londra, non solo, servirà per questo quartiere e diventerà una attrazione turistica”, ha commentato Townshend, che ha scherzato sul fatto di preferire una ‘walk of fame’ nella zona di Goldhawk Road (ovest di Londra), dove è nata la rock band, “ma da quelle parti non avevano i soldi per farla”. I nomi con cui lastricare la via delle ‘stelle’ musicali, situata tra Chalk Farm Road e Camden High Street, vengono stabiliti da un panel internazionale formato da artisti e giornalisti. I prossimi ad essere onorati sono i Madness, all’inizio del 2020, e sono previste decine di altre targhe nei mesi a venire.

Flaiano, ‘Un romano a Marte’ secondo MontaltiAll’Opera di Roma il lavoro premiato per la composizione

24 novembre 201912:07

– Lunghi applausi di un pubblico di appassionati e addetti ai lavori per ”Un romano a Marte” di Vittorio Montalti su libretto di Giuliano Compagno, che ha vinto il premio di composizione bandito dall’Opera di Roma e messa in scena in prima assoluta al Teatro Nazionale con l’Orchestra dell’Opera diretta da John Axelrod e con la colorata e vivace regia di Fabio Cherstich nel cartellone di Contemporaneamente Roma 2019. Il lavoro, sin dal titolo che ne ribalta gli elementi, prende le mosse da ”Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano, presentato da Vittorio Gassman al Lirico di Milano proprio il 23 novembre del 1960, esattamente 59 anni fa: quell’insuccesso, secondo uno dei celebri paradossi dell’autore, spesso apocrifi, ”mi ha dato alla testa”.Ora al centro del discorso, più che il marziano Kunt interpretato da Tomofei Baranov), che pure scende dall’alto vestito rosso e giallo come un pompiere, c’è lo stesso Flaiano, descritto nel prologo attraverso quel che non fu (non fascista della prima ora, non antifascista dell’ultima, non di ricca famiglia borghese, non festaiolo, non comunista …). Accanto allo scrittore e il marziano, c’è il personaggio Ilaria Occhini (Rafaela Albuquerque), attrice di classici e protagonista dell’insuccesso che vuole ”dileguarsi in incognito”, e il critico (Gabriele Portoghese), che ha assistito a quella prima e si fa voce narrante di quegli anni, di quell’atmosfera.Vittorio Montalti, 35 anni, diplomato a S. Cecilia a Roma e al Verdi di Milano, ha studiato musica elettronica a Parigi all’Ircam e nel 2010 ha vinto il Leone d’Argento per la Creatività alla Biennale di Venezia. si dice legato all’idea di Berio di Opera come plurale di Opus, ”ovvero molteplicità di lavori e tecniche che, combinati assieme, contribuiscono a generare una grande macchina, al cui processo creativo e alla cui attivazione hanno cooperato molte conoscenze e altrettante capacità umane e artistiche”. E questo, più o meno, appare ”Un romano a roma”: una macchina più che un racconto, un insieme di simboli e segni, di parole e elaborazioni musicali, spesso astratti e giocati sul nonsense, a cominciare da quel che si vede in scena e specie l’attività senza mai sosta di due mimi in camice bianco (quasi infermieri di un qualche manicomio). Gli autori (musica, libretto, regia) mettono troppa carne al fuoco sino all’incongruità (a cominciare dal finale a sorpresa con l’intervento del personaggio di Caterina Martinelli, uccisa dai nazisti nel maggio 1944 durante un assalto a un forno al Tiburtino) e puntano sul realismo, con tanto di nomi e cognomi di personaggi reali e col trucco quasi mimetico per la figura di Flaiano, cui dà corpo e voce Domingo Pellicola, ma rinunciando a qualsivoglia sviluppo narrativo, puntando su rare situazioni, scene e suoni che nell’accumulo e nella successione sembra vogliano rendere un’atmosfera difficile da decifrare, forse quella dichiarata della ”romanità”, che le didascalie, il testo proiettato come sovratitoli in certi casi chiariscono, in altri confondono.Più interessante il tessuto musicale costruito per contrasti e basato sulla commistione tra l’orchestra, l’elettronica e le voci che vanno dal cantato, dal vocalizzo singolo alla frase come destrutturata, al parlato ma tutto senza un vero filo interno, piuttosto sperimentando per blocchi, contrasti e momenti, in un gioco di armonia perduta, che è forse la vera cifra della serata.

Jojo Rabbit, una satira anti-odio sul nazismoIl Tff apre con la commedia nera di Waititi con la Johansson

TORINO23 novembre 201919:27

– Non è certo la prima volta che la sulfurea figura di Adolf Hitler viene cucinata in commedia. È il caso anche di Jojo Rabbit del regista neozelandese Taika Waititi (What We Do In The Shadow), film d’apertura del 37/o Torino Film Festival dopo aver vinto il premio del pubblico a Toronto, in sala dal 16 gennaio 2020. Una singolare commedia nera con un esplicito intento morale: “Non volevo fare un film zuccheroso sul nazismo, ma piuttosto una satira anti-odio” ha detto lo stesso regista che nel film interpreta Hitler.Il film racconta la storia di Jojo (Roman Griffin Davis), un ragazzino di dieci anni nella Germania nazista ormai prossima alla sconfitta, un ragazzino irriducibilmente fedele al Führer, tanto da averlo come amico immaginario. Dopo un incidente durante l’addestramento il giovane, che sembra uscito da Moonrise Kingdom di Wes Anderson, scopre che la madre (Scarlett Johansson) offre rifugio ad una ragazza ebrea. È troppo per lui. Molte delle sue convinzioni cominciano a sfaldarsi, mentre è sempre più frequente in Jojo la domanda: cosa significa davvero essere nazisti? In fondo Jojo, questa una delle tesi del film, è solo un ragazzino che non sa neppure esattamente quello che pensa in un mondo più grande di lui. Per lui e il suo amico Yorki, ci sarà comunque ancora il tempo per la redenzione, mentre il vecchio sistema in cui sono cresciuti crolla sotto gli attacchi degli alleati.Con Jojo Rabbit, torna al cinema la figura di Hitler in maniera ironica dopo film come Lui è tornato e, in chiave più demenziale, Kung Fury. Una lunga linea di lavori che partono dal Grande dittatore di Chaplin fino a La vita è bella di Benigni e Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, ma nel caso dell’Hitler dì Waititi la figura del dittatore ha una chiave molto macchiettistica, in fondo è solo la proiezione di un bambino. Sull’attualità del pericolo della destra ha detto in un’intervista a Toronto il regista Taika Waititi, sangue maori, russo ed ebraico: “Mi sembra oggi di rivivere gli anni Trenta, quando la gente mormorava per strada: ‘Hey, dopo la Prima Guerra Mondiale non commetteremo più gli stessi errori. Il mondo sarà un posto migliore’. Un’illusione. Sta succedendo di nuovo. L’ignoranza e l’arroganza sono un grosso difetto del genere umano. Azzerano la nostra memoria. Ecco perché è importante mettere in circolo esempi come Jojo. Dobbiamo trovare un modo nuovo e immaginifico di reagire e raccontare la storia con S maiuscola. E farci ascoltare dalle giovani generazioni”. Dice, infine, a Torino il giovanissimo attore che interpreta Jojo: “Quando a scuola ci hanno fatto vedere La vita è bella di Benigni nessuno conosceva i lager, tranne un mio compagno che aveva letto Il bambino con il pigiama a righe”. E ancora Griffin Davis:”Il messaggio del film è che ognuno deve guardare la vita con i propri occhi. In questo caso il film insegna ai bambini, con umorismo, cos’è stata la seconda guerra mondiale”.

Sanremo Giovani, i primi 5 finalistiFadi, Fasma, Gassmann, Sentieri e Thomas. La serata il 19/12

23 novembre 201919:32

– Il parterre della serata di Sanremo giovani, in onda in diretta su Rai1, RaiPlay e Radio2 dal Teatro del Casinò il 19 dicembre, inizia a comporsi. Durante il secondo appuntamento di “Sanremo giovani a Italia sì”, sabato 23 novembre su Rai1, sono stati infatti votati dalla Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale presieduta dal direttore artistico Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Leonardo De Amicis, Massimo Martelli e Gian Marco Mazzi i primi 5 finalisti (il secondo blocco sarà sottoposto al vaglio delle due giurie sabato 7 dicembre) che sono: Fadi (Due noi), Fasma (Per sentirmi vivo), Leo Gassmann (Va bene così), Marco Sentieri (Billy Blu) e Thomas (Ne 80).Al termine delle 4 semifinali si conosceranno quindi i 10 finalisti che poi si sfideranno la sera del 19 per conquistare 5 degli 8 posti disponibili per la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo 2020 (2 saranno invece assegnati agli artisti provenienti da Area Sanremo e 1 spetta di diritto alla vincitrice di Sanremo Young).Il lungo percorso per conquistare un posto al Teatro Ariston è iniziato ad ottobre dopo la prima selezione in cui sono stati ascoltati 842 brani, poi le audizioni dal vivo con 65 partecipanti e la scelta dei 20 semifinalisti per le quattro puntate di “Sanremo giovani a Italia sì”.

Pinocchio, il successo a 193 anni dalla nascita di CollodiBurattino protagonista del film di Garrone, mostre, premi, libri

24 novembre 201911:46

Comparso per la prima volta nel 1881 sul ‘Giornale per i Bambini’, Pinocchio, il più amato burattino di legno del mondo non smette di affascinare giovani e adulti e sorprende ancora con i suoi aspetti più enigmatici. Le avventure della marionetta a cui si allunga il naso quando racconta una bugia, si preparano ad essere le grandi protagoniste del Natale 2019, con l’arrivo del nuovo film di Matteo Garrone, una grande mostra a Villa Bardini a Firenze, nuove edizioni editoriali e premi.
A quasi due secoli, per la precisione 193 anni, dalla nascita del suo autore, Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826, ‘Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino’, raccolte in volume nel 1883 con un immediato successo editoriale che segnò una svolta importante nella storia della letteratura dell’Ottocento, si confermano eterne e continuano ad attirare l’attenzione del mondo del cinema, dell’arte, del teatro e dei fumetti.
Collodi che per tre anni, fino al dicembre del 1886 fu direttore del Giornale per i Bambini, pioniere dei periodici italiani per ragazzi, morì, arrivato all’apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal suo 64/o compleanno. Riuscì così a godersi l’immensa fortuna del suo burattino che ha il dono, dopo aver superato numerose prove, di diventare un vero bambino, soltanto per quattro anni.
Per l’anniversario della nascita di Collodi, domenica 24 novembre si può visitare, a ingresso gratuito, a Villa Bardini, la mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ , a cura di Lucia Fiaschi con Ambra Nepi. Aperta fino al 22 marzo 2020, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno con 45 opere – tra sculture, dipinti, foto e video lungo la fantasia e la creatività di artisti i più diversi, con opere di Munari, Giacomelli, LaChapelle, Ceroli, Paladino, Calder, Ontani, Toscani, Benigni. Tra questi Sam Havadtoy, con il suo ‘Stalin con naso di Pinocchio’ (2016), che lo ha utilizzato per criticare chi ha oppresso la sua infanzia in Ungheria; mentre il burattino di Francesco De Molfetta ha le fattezze di Hitler.
In libreria per Rizzoli ‘Le avventure di Pinocchio’ (Rizzoli, pp 392, euro 34,90), dipinte e scritte a mano da Marcello Jori in una nuova edizione del grande classico in cui il burattino coloratissimo è inserito in un affresco di vita irrequieta e stravagante. Tra le strenne ‘Le avventure di Pinocchio’ illustrate da Justine Brax (Rizzoli pp 152, euro 25).
Attesissimo, arriva in sala dal 19 dicembre ‘Pinocchio’ di Garrone con nel ruolo del burattino Federico Ielapi, in quello di Geppetto Roberto Benigni, che gli aveva dedicato un film nel 2002, Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco e Rocco Papaleo nei panni del Il Gatto. Prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte, il film, sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini, che è anche nel cast nel ruolo della Volpe, il film ci fa ritrovare le emozioni che hanno vissuto intere generazioni.
Roberto Latini mette in scena ‘Mangiafoco’ con Pinocchio che, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo. La piece che ha debuttato il 21 novembre, in prima visione, alla Serra del Sole di Matera, con replica il 22; continua a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.
Lunedì 25 novembre riceveranno il premio ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini 2019’, tra le dieci personalità della società civile e militare – che si sono distinte in altrettante categorie, idealmente riconosciute in un personaggio della fiaba di Pinocchio – l’attore Giuseppe Pambieri, la Fiorentina calcio femminile e il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande.
E tra gli appuntamenti organizzati dal l’Associazione culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ , domenica 24 novembre ‘omaggio alla casa natale di Lorenzini e una conferenza dedicata al trentennale della caduta del muro di Berlino, con Pinocchio messaggero di Pace. Per le feste natalizie Pinocchio diventa un trenino che passa attraverso le scene del libro al Parco tematico di Rimini.

Don Carlo alla Fenice, Venezia non cede all’acqua altaPrevista marea 140 cm. Sovrintendente, si alza il sipario

VENEZIA23 novembre 201919:39

– Il sovrintendente del Teatro La Fenice, Fortunato Ortombina, guarda le previsioni del Centro maree che annunciano in mattinata acqua alta a Venezia anche il 24 novembre, con una massima di marea prevista di 140 centimetri alle 8.50 e 115 alle 21.40, e dice: “Speriamo bene. Ma noi siamo pronti e domani sera si alza il sipario”.Il 24 c’è l’inaugurazione della stagione con Don Carlo, opera di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Myung-Whun Chung e la regia di Robert Carsen, e nelle parole di Ortombina c’è la gioia del lavoro fatto, da tecnici, professionisti, maestranze, vigili del fuoco, per “restituire la Fenice alla città” ma anche l’intimo timore che le previsioni possano cambiare all’ultimo momento in peggio. E’ troppo recente il ricordo della sera del 12 novembre, quando nel giro di un paio d’ore il livello dell’acqua è improvvisamente schizzato verso l’alto fino a toccare i 187 centimetri. Inutili le pronte segnalazioni. Per motivi di sicurezza – l’acqua è entrata nella sala macchine sotto il piano terra, salvi palco e platea – il Teatro è rimasto chiuso per alcuni giorni e sono ancora aperte le “ferite” lasciate sui muri esterni dalla forza della marea, che ha tolto tratti di intonaco, con rischio di infiltrazioni.”Il Don Carlo – ricorda il sovrintendente – è un’opera difficile da fare in condizioni normali, pensi in queste condizioni”, con le prove fatte a Treviso, mentre “una umanità straordinaria” operava per rendere possibile la riapertura del Teatro. Per Ortombina, l’alzata del sipario va letta come “uno dei segni di una città che non si arrende”. La salvaguardia di Venezia appare come un confronto tra ciò che l’uomo può fare e la forza della natura, dell’imprevedibile. Suona così singolare che il Don Carlo, dramma verdiano ispirato a un lavoro di Schiller, abbia tra le sue cifre proprio il rapporto tra l’uomo – nelle sue diverse rappresentazioni date dai personaggi indicanti il potere, la religione, l’amore o l’amicizia, lo scontro tra padre e figlio – e un’entità superiore. “Puoi chiamarla destino, Dio o imponderabile – dice Ortobina -; è che ognuno è piccolo di fronte al mondo, ma dice anche che ciascuno dei personaggi, nei loro diversi ruoli, cerca di governare il mondo davanti a qualcosa di superiore. Le vicende di Venezia nelle ultime settimane ce lo può spiegare bene questo concetto”.Nell’opera verdiana la dimensione psicologica dei protagonisti si accompagna a temi cruciali come il potere e la Chiesa: “il duetto tra Filippo II e il grande inquisitore – spiega il sovrintendente – è un manuale di analisi politica” che riesce ad essere ancora attuale. E la “contemporaneità di Verdi”, di un compositore “che di fatto era un profeta, che è riuscito a indicare valori dell’umanità che continuano per molte generazioni; che ha saputo guardare dentro di noi 150 anni prima che noi arrivassimo” è uno dei punti forti del percorso di proposta delle opere del maestro di Busseto che La Fenice porta avanti da anni assieme a Chung.

Usigrai, uno spot per dire basta alla violenza sulle donneIn onda domani in tutti tg, gr, siti e account social della Rai

24 novembre 201912:22

– “La violenza contro le donne è una questione maschile, è un dramma causato dagli uomini. Per sconfiggerla è indispensabile cambiare la cultura degli uomini: abituati a un’idea di possesso e incapaci di accettare i rifiuti. Per questo l’Usigrai, il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti della Rai, ha realizzato lo spot “#DaUomoAUomo”: volti e voci maschili dell’informazione che parlano “a noi uomini” per fermare l’abominio della violenza sulle donne”. Lo annuncia in una nota l’esecutivo del sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini.
“Lo spot – spiega l’Usigrai – andrà in onda lunedì 25 novembre in tutti i tg, giornali radio, siti internet e account social delle testate giornalistiche della Rai. È stato ideato dalla Commissione Pari Opportunità dell’Usigrai (scritto da Piergiorgio Giacovazzo e Danilo Cretara, con la collaborazione di Roberta Balzotti, Carla Monaco e Monica Pietrangeli) con la consulenza di Stefano Ciccone dell’associazione Maschile Plurale. Ed è stato realizzato interamente con risorse interne della Rai: il telecineoperatore Enrico Venier, il montatore Andrea Castagnone, il responsabile della grafica Alessandro Cossu, la regista Silvia Belluscio”.

Gli 80 anni di Tina Turner, una regina del rockTra drammi e rinascite, record di vendite e canzoni leggendarie

25 novembre 201909:33

E’ difficile trovare una storia come quella di Tina Turner, una vita talmente piena di eventi, drammi, tragedie, violenza, ascesa, caduta, rinascita da sembrare scritta da uno sceneggiatore. E invece, Ann Mae Bullock, da Nutbush, Tennessee, oggi cittadina svizzera, martedì 26 novembre compie 80 anni dopo che un biopic, due musical, un paio di scioccanti autobiografie e tante canzoni indimenticabili, l’hanno da tempo consegnata alla leggenda.
Tina è una delle più straordinarie performer mai apparse sui palcoscenici: Mick Jagger, tanto per fare un nome, che è un suo amico fraterno, ha sempre ammesso di averle “rubato” il modo di stare in scena, ai tempi in cui i Rolling Stones erano così giovani da aprire i concerti di Ike & Tina Turner. Le loro performance insieme, a cominciare da quella a Live Aid, sono pagine di storia. Un’icona di bellezza senza tempo, un fascino irresistibile, probabilmente le gambe più belle della storia della musica (e non solo). Una voce inconfondibile, graffiante, immersa nella storia della black music ma perfetta per il pop da classifica, la capacità di resistere a un’esistenza che racchiude almeno tre vite, una naturale empatia sono gli elementi che ne hanno fatto una delle artiste di maggior successo di sempre. Se ora, alla soglia degli 80 anni, fosse necessario trovare una sintesi alla sua vita, si potrebbe dire definirla come un inno alla resilienza. Poco più di un anno fa, suo figlio Craig, avuto quasi adolescente da una relazione precedente a quella drammatica con Ike Turner, si è suicidato a 59 anni.
Ultimo colpo di una vita piena di drammi: Ike Turner, il marito con cui aveva messo su una band che è stata determinante per la nascita del rock’n’roll e che l’ha resa famosa, si rivelò un uomo violento, una sorta di schiavista domestico, che, nonostante il clamoroso successo di brani come “Proud Mary”, “Nutbush City Limits” e “River Deep Mountain High”, trasformò la vita di Tina in un incubo. Come è stato raccontato tante volte, da quell’orrore fuggì senza praticamente nulla, ricominciando da zero. Poi la sua seconda vita da super diva, costruita passo passo con una delle più celebri cover di “Let’s Stay Together” di Al Green, “Private Dancer”, “What’s Love Got To Do With It”, “The Best” in un crescendo clamoroso fatto di record di vendite (si parla di oltre 200 milioni di copie vendute), concerti clamorosi, Grammy Award, il Kennedy Center Honors, gli omaggi di altri artisti (su tutti quello di Beyoncé), ruoli cinematografici indimenticabili, l’Acid Queen di “Tommy”, la Aunty Entity di Mad Max, (accompagnato dal successo mondiale del brano “We Don’t Need Another Hero”).
Negli ormai trent’anni della sua nuova vita ha trovato conforto nel buddismo, è diventata cittadina svizzera trasferendosi sul lago di Lugano, si è sposata con Erwin Bach, un uomo più giovane di lei. Ma evidentemente il suo destino è quello di dover ricominciare. Quando sembrava che finalmente potesse approdare alla serenità è la sua salute a cedere: prima un ictus, poi un tumore all’intestino, infine una grave insufficienza renale che l’ha messa di fronte alla scelta tra dialisi e trapianto. Con la sua proverbiale sincerità, Tina ha ammesso di aver pensato anche al suicidio assistito. Poi il marito le ha donato un rene, restituendole un’esistenza serena. Ora, con la sua celebre collezione di parrucche, circondata dall’amore di un mondo che ha sempre tifato per lei, è arrivata al traguardo degli ottant’anni. Da qualche anno vive un’esistenza più ritirata, anche se si concede qualche apparizione alle sfilate dei più grandi stilisti. La donna che visse tre volte non ha ancora smesso di essere una regina del rock.

Tff ricorda Mario Soldati a 20 anni da scomparsaIl 25 novembre il ‘Soldati’s Day’ con proiezioni e incontri

TORINO24 novembre 201913:51

– Il Torino Film Festival dedica la giornata di domani, lunedì 25 novembre, a Mario Soldati, con proiezioni e interventi dalle ore 13 fino alla sera nella sala 3 del Cinema Massimo, ribattezzata dallo scorso anno ‘Sala Soldati’. La kermesse cinematografica ricorda così, a vent’anni dalla scomparsa, lo scrittore, regista, sceneggiatore, autore televisivo e viaggiatore. Oltre a tre dei suoi film maggiori (Malombra, Fuga in Francia e La provinciale), verranno proiettati spezzoni ed episodi delle sue serie televisive, delle sue inchieste giornalistiche, delle sue interviste.
La Giornata è organizzata in collaborazione con Rai Teche, Rai Movie, Cristaldi Film, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Dams dell’Università di Torino, nella cui sede si terrà, il giorno dopo, un convegno di studi sull’autore, e con Sapienza Università di Roma.
Le proiezioni sono intervallate dagli interventi di familiari, amici, studiosi, esponenti del mondo della cultura che porteranno la loro testimonianza sull’autore.

Tormento e Tiromancino insieme per la prima voltaDopo 20 anni amicizia collaborano nel brano Per quel che ne so

24 novembre 201913:57

– Tormento e Tiromancino insieme per la prima volta. Dopo 20 anni di amicizia e stima reciproca, nasce la collaborazione tra i due artisti e il risultato è il brano “Per quel che ne so”, in rotazione radiofonica. La canzone è stata scritta insieme a Federico Zampaglione, Raige, Dutch Nazari e Matteo Di Nunzio, con la produzione degli SDJM.
“Tanti artisti sono coinvolti nella produzione di questo brano, e ognuno ha regalato energie che ti investono quando lo ascolti” racconta Tormento. “Caratteri diversi, esperienze personali, emozioni che si incontrano e si ritrovano unite quando si tratta un argomento così delicato che ci accompagna in ogni istante di questo viaggio. Ognuno alla ricerca di immagini che raccontino la propria visione dell’amore. Immagini, perché le parole da sole non bastano. La musica permette questa magia evocando le sensazioni come un incantesimo”.
“È un onore per me collaborare con i Tiromancino, li seguo da quando ero alle prime armi. La profondità che ha Federico nella scrittura è stata da sempre un’ispirazione. L’atmosfera che crea il suo timbro ha sempre portato la musica italiana in nuovi territori, racchiude le più alte vette e la profondità del mare”, sottolinea ancora Tormento. E Zampaglione aggiunge: “Tormento è una voce storica e unica nella scena hip hop italiana. Ho sempre amato la sua vena soul e la sua scrittura diretta e ispirata. È stato un vero piacere collaborare con un artista come lui, scrivendo e cantando il ritornello di questa canzone”.

Cristiano Malgioglio, nuovo singolo feat. The Jek’Notte perfetta’, nel video è Malena in omaggio alla Bellucci

24 novembre 201914:09

Morbioli, Malgioglio sarà Malena, il personaggio che Monica Bellucci ha interpretato nel film di Tornatore. “Trovo il video geniale, ringrazio Cristiano Malgioglio per questo omaggio a Malena, solo lui poteva pensare a una cosa così originale e divertente”, ha commentato l’attrice.
“Gaetano Morbioli ha realizzato il video in cui ho voluto omaggiare Monica Bellucci e la sua bellezza in ‘Malena’ di Tornatore – sottolinea Malgioglio – e lei appena ha visto il video è impazzita di gioia facendomi i complimenti. L’idea di questa canzone è nata per caso: in uno dei miei tanti viaggi a Cuba ho conosciuto alcuni bravissimi musicisti, uno di questi ha scritto questo brano che ho pensato fosse molto adatto a me e io ho fatto il testo in italiano. Appena ho accennato a Lorenzo Suraci di questa canzone, lui ha trasferito a Diego Calvetti il mood con cui doveva arrangiare il pezzo Notte Perfetta, che è un brano allegro. Diego Calvetti ha proposto i The Jek, giovani ragazzi con cui abbiamo realizzato questa collaborazione”.

C’era una volta… a Hollywood miglior cast a CapriAl festival di dicembre omaggio al film di Tarantino verso Oscar

NAPOLI24 novembre 201915:11

– Va a ‘C’era una volta…a Hollywood’ di Quentin Tarantino il premio per il miglior cast dell’anno di ‘Capri Hollywood – The International Film Festival” che dal 27 dicembre al 2 gennaio inaugurerà la stagione degli Awards 2020. ”Con Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie, uno straordinario gruppo di attori tra i quali anche Emile Hirsch, Margaret Qualley, Timothy Olyphant, Austin Butler, Dakota Fanning, Bruce Dern, Lorenza Izzo e Al Pacino, sono protagonisti dell’ affascinante affresco della Los Angeles ‘cinematografica ‘ del 1969 che ha entusiasmato il pubblico di tutto il mondo” si legge nella motivazione del riconoscimento.
Il film, che si annuncia protagonista a tutti i premi internazionali a cominciare da Golden Globe e Oscar, diretto scritto e prodotto da Tarantino, ha sin qui incassato 366,8 milioni di dollari e in Italia, dove è ancora in sala, 11.8 milioni di euro con Warner Bros Entertainment Italia totalizzando 1.7 milioni di presenze.

Nadia Toffa fino all’ultimo convinta di poter guarireIl ricordo commosso della madre Margherita a Domenica in

24 novembre 201916:44

– Fino all’ultimo Nadia Toffa, l’inviata e conduttrice delle Iene morta di cancro lo scorso 13 agosto a 40 anni, è stata “fiduciosa di poter guarire, tornare a fare le inchieste, condurre. Ma nonostante questo era pronta ad accettare quello che sarebbe successo. In clinica a Brescia c’era un missionario in partenza per il Brasile: le chiese di darle l’estrema unzione e lei disse di sì”. Lo ha raccontato la madre, Margherita, ospite di Mara Venier a Domenica in su Rai1.
Durante l’intervista, segnata dalla commozione, Margherita Toffa – che ha raccolto gli ultimi pensieri di Nadia nel libro ‘Non fate i bravi’ (Chiarelettere), uscito postumo a inizi novembre, i cui proventi saranno destinati alla ricerca contro il cancro – ha ripercorso i momenti più difficili della malattia di Nadia, ma ha anche sottolineato l’allegria e il sorriso con cui la figlia ha sempre affrontato la vita: “Quando scriveva, alcuni testi erano canzoni e si divertiva da matti a cantarle a cappella. Una volta ne ha inciso una come regalo ai fan, le riprese le ho fatte io con il telefonino”. Un brano d’amore che Nadia dedicò “alla persona che amava e che ha allontanato quando ha capito che stava veramente male”. Quel post sui social in cui accusava il compagno di non accompagnarla alle sedute di chemioterapia “non era vero: lui la accompagnava sempre – ha rivelato ancora Margherita Toffa – ma Nadia lo scrisse apposta, con durezza, per allontanarlo. E lui l ha capito, l’ha rispettata in questa scelta”.
Negli ultimi tempi “Nadia dormiva parecchio, ma quando era sveglia lavorava. Diceva ‘mamma è estate, devo avere i servizi pronti per le Iene, altrimenti i cassetti sono vuoti quando riparte il programma. Era convintissima che avrebbe ricominciato, nella sua testa era presentissima. Solo l’ultima sera l’ho vista cambiare, era molto pallida e il respiro si è fatto più affannoso. Non so dove ho trovato la forza di dirle: vola tesoro mio, la mamma è serena”.

Le opere di Blub tornano a CandelaraInstallazioni street artist a Pesaro, 16/a festa delle candele

PESARO24 novembre 201918:18

– Blub, street artist fiorentino, è tornato di notte a Candelara di Pesaro con altre opere nel borgo e all’esterno del centro abitato. Tra i lavori l’installazione del dittico di Natale con il ritratto di Babbo Natale, che indossa una mascherina da sub, e il braccio del Santa Claus mentre scrive sul muro con una bomboletta la frase “Una coscienza risvegliata è un vero dono”. Altra installazione vede ‘fronteggiarsi’ la “Ragazza con l’orecchino” al “Van Gogh”, dedicata alla pittura del Nord Europa. Con il suo progetto #lartesanuotare Blub vuole portare un sorriso alla gente e sensibilizzarla a una riflessione critica sul momento storico che viviamo. L’arte urbana dello street artist torna a Candelara dove, fino al 15 dicembre, nei week end, si svolge la 16/a edizione di “Candele a Candelara”, unica festa italiana dedicata alle fiammelle di cera. Alcune opere di Blub sono proprio lungo le vie principali che conducono al paese.

Terremoto: quadro Giulia Da Varano torna a CamerinoDipinto ritrae duchessa,rubato 39 anni fa e recuperato Cc Genova

CAMERINO24 novembre 201918:47

– Giulia Da Varano è tornata a casa. Il quadro del Dosso Dossi, vittima di un furto 39 anni fa, che ritrae l’ultima duchessa di Camerino, ha fatto ritorno in terra natia, con una cerimonia a Palazzo Sabbieti. A riportarla nella città ducale i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Genova, arrivati al quadro al termine di una lunga indagine.
Passo dopo passo è stato spiegato il percorso che ha condotto fino al dipinto, rinvenuto in una galleria di Padova, dal comandante Antonio Quarta: “Indizi inconfutabili e la conferma che si trattasse del dipinto in questione hanno rappresentato un momento bellissimo: siamo contenti di restituirvi questo che per la città è il tassello di un grande mosaico”. Presenti il sindaco Sandro Sborgia, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e molti cittadini. Sborgia (fino all’elezione comandante Nas Marche) ha ringraziato i Cc del Tpc di Genova e Carmelo Grasso, comandante del nucleo Tpc Marche, per il lavoro portato avanti nel periodo del sisma. “E’ stato recuperato un patrimonio artistico importantissimo per tutta la Regione. – ha ricordato il sindaco – Il recupero di questo quadro lo leggo come un tassello di un mosaico più ampio, della ricostruzione.
Torna a casa una camerte e, come lei, speriamo che quanto prima possano tornare tanti camerti costretti a stare lontano in questo momento”. A prendere la parola sottolineando l’importanza e la rarità del ritrovamento di un’opera d’arte a seguito di un furto, anche Corrado Azzolini, direttore del segretariato regionale Mibact della Regione Marche; Claudio Pettinari, rettore Unicam che ha voluto ribadire “la forte vocazione culturale di Camerino. Riaccogliere Giulia Da Varano a Palazzo Sabbieti è un grande gesto simbolico perché il palazzo nasce proprio come edificio di cultura”. L’opera sarà esposta e fruibile gratuitamente al deposito Venanzina Pennesi fino al 6 gennaio nell’ambito del progetto “La bellezza ritrovata”.

Polonia vince Junior Eurosong, Italia 7/a con Marta ViolaAl secondo posto il Kazakistan, terza la Spagna

24 novembre 201919:37

– La Polonia con il brano “Superhero”, interpretato da Viki Gabor, ha vinto la 17/a edizione dello Junior Eurovision Song Contest. Settimo posto per l’Italia, rappresentata da Marta Viola, che ha interpretato il brano “La voce della terra”.
La manifestazione è stata seguita in diretta da Rai Gulp, canale della direzione Rai Ragazzi che da sei anni cura il progetto della manifestazione organizzata dall’Unione Europea di Radiodiffusione. L’appuntamento è stato commentato in diretta da Mario Acampa e da Alexia Rizzadi, che ha interagito con il pubblico da casa: migliaia i messaggi e i commenti ricevuti sui social network con gli hashtag #JESC2019 e #sharethejoy, che si sono ben posizionati tra i trend topic della giornata.
La Polonia, paese organizzatore, ha trionfato a sorpresa, bissando così la vittoria ottenuta lo scorso anno. La giovane cantante Viki Gabor ha ottenuto 278 voti, precedendo il Kazakistan (227 voti) e la Spagna (212 voti). Buon piazzamento per l’Italia, che con Marta Viola, 10 anni, di Chiari (Torino), ha riconfermato il settimo posto dello scorso anno con 129 voti, di cui 65 ottenuti dalle giurie tecniche che hanno votato nei 19 paesi in gara, e 64 dal voto popolare. Il brano “La voce della terra – The voice of the Earth” (musica di Franco Fasano e Marco Iardella e testo di Emilio Di Stefano e Fabrizio Palaferri, edito da Rai Com Edizioni Musicali), rappresenta pienamente uno dei temi molti sentiti dai ragazzi, ovvero quello dell’ecologia.

La Biennale Arte chiude con 600mila visitatoriPresenza giovani ancora in crescita, sono stati il 31%

VENEZIA24 novembre 201919:50

– La Biennale Arte 2019 ha chiuso i battenti a Venezia con un bilancio di quasi 600mila visitatori (593.616), ai quali si aggiungono 24.762 presenze durante la pre-apertura. Nella giornata di chiusura della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte, il presidente della Biennale, Paolo Baratta, e il curatore, Ralph Rugoff, hanno incontrato i visitatori, per esaminare il lascito della Mostra, intitolata “May You Live In Interesting Times”, e tracciare le considerazioni su un’edizione che ha richiamato anche quest’anno un grande interesse del pubblico. Importante la presenza dei giovani: i visitatori sotto i 26 anni hanno rappresentato il 31% del totale. Le visite di gruppo sono state il 17% del pubblico complessivo.
“Sono trascorsi ventuno anni dalla riforma della Biennale. La 58/a esposizione internazionale d’arte – ha detto Baratta – ci ha invitato a considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, invito che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione generato da conformismi e paure”. Per Baratta, “May You Live In Interesting Times” “è un titolo che così interpretato riassume anche le stesse ragioni d’essere di una Biennale. Ma al di là del titolo anche questa Mostra, come tutte quelle che si sono susseguite negli ultimi vent’anni, è stata segnata da una particolare sensibilità al tema del rapporto con il visitatore. Tutte le Biennali, infatti, hanno mirato innanzitutto a rendere partecipe il visitatore alla riflessione sull’arte e sull’indagine che gli artisti contemporanei sviluppano continuamente su se stessi”.

Chanel Miller, tra violenza e rinascitaSi racconta la ragazza che scrisse una lettera al suo stupratore

25 novembre 201909:50

CHANEL MILLER, IO HO UN NOME -UNA STORIA VERA (LA TARTARUGA, PP 458, EURO 19,00) – Stuprata nel 2015, Chanel Miller ha deciso di raccontarsi con il suo vero nome nel memoir ‘Io ho un nome- Una storia vera’, che esce per La Tartaruga nella traduzione di Francesco Vitellini.
Con lo pseudonimo di Emily Doe, la Miller aveva indirizzato a Brock Turner, l’uomo che ha abusato di lei, una lettera potente, pubblicata nel 2016 su BuzzFeed e diventata immediatamente virale. “Appena cinque mesi dopo aver letto la mia dichiarazione in tribunale fu eletto Trump. Fui colpita dalla stessa sensazione che mi aveva colpito quando il giudice aveva detto ‘Sei mesi’. Presa alla sprovvista. Delusa. Distrutta” racconta la Miller che per metà è di origini asiatiche.
“Il mio nome è Chanel. Sono una vittima, non ho nessun problema con questa parola, solo con l’idea che questo sia tutto ciò che sono. In ogni caso, non sono la vittima di Brock Turner. Non sono affatto sua. Non gli appartengo. Sono anche per metà cinese” dice la Miller nel suo libro -manifesto in cui mostra come il trauma della violenza si possa curare con il potere delle parole.
A 22 anni, in quella notte di gennaio del 2015, era andata ad una festa nel campus della Stanford. Aveva bevuto un po’ troppo e si è ritrovata per terra, molestata sessualmente. Salvata da due passanti, il giorno dopo, al risveglio, non ricordava nulla.
Turner, “un atleta di spicco, un ragazzo molto intelligente e bello!” come è stato descritto in molti articoli di giornale, è stato fermato e ha confessato. E’ cominciato così l’iter giudiziario, avvocati, aule di tribunali, appelli, ma il processo non ha reso giustizia alla Miller : Turner è stato condannato a sei mesi, poi ridotti a tre, mentre lei ha vissuto l’isolamento e la vergogna. Come un mantra nella mente di Emily-Chanel risuonavano queste parole: “vali più di tre mesi.
La tua sofferenza vale qualcosa. Vali più di tre mesi”.
“Non sapevo che se una donna è ubriaca quando ha luogo la violenza, non viene presa sul serio. Non sapevo che la mia perdita di memoria sarebbe diventata la sua opportunità. Non sapevo che essere una vittima fosse sinonimo di non essere creduti” spiega nelle oltre 400 pagine del libro in cui sottolinea come in questi casi , “oltre al crimine in sè, la vittima inizi a pensare di se stessa cose degradanti”.
Come viene fatto notare nella quarta del libro: “Le venature in oro sulla copertina rappresentano l’arte giapponese del kintsugi, letteralmente ‘riparazione in oro’, che si usa per valorizzare le crepe degli oggetti di porcellana con una mistura di polvere d’oro e smalto, invece di trattarle come imperfezioni da nascondere. Questa tecnica ci insegna come, benché niente possa tornare al suo stato originario, i frammenti possono dare vita a qualcosa di nuovo e di intero”. Ed è questo che ci dice la Miller, scrittrice e artista, che vive a San Francisco e ha studiato letteratura al College of Creative Studies alla University of California di Santa Barbara, in ‘Io ho un nome’ .
“Quello che non avevo mai detto ad alta voce era che lo stupro ti fa desiderare di trasformarti in legno, dura e impenetrabile” spiega la Miller che però indica delle vie d’uscita, soprattutto nella solidarietà. “Nelle notti in cui vi sentite sole, io sono con voi. Quando le persone dubitano di voi o vi ignorano, io sono con voi. Ho lottato ogni giorno per voi.
Quindi non smettete mai di lottare, io vi credo” scrive, rivolgendosi alle ragazze, nella lettera, riportata in chiusura del libro.

In sala c’è la musica e l’adrenalina di VascoFilm evento con storia dei due tour NonStop Live. 2018 e 2019

25 novembre 201909:45

“La musica non potrà cambiare il mondo ma può cambiare l’umore di una giornata. E non è poco”: il ritratto di Vasco, privato e pubblico, le canzoni e il delirio del pubblico, 23 telecamere puntate sul palco, oltre 100 ore di girato e 2 chilometri di pellicola per due ore di adrenalina pura. E’ il film “Vasco NonStop Live”, distribuito da QMI Stardust in 315 sale solo per tre giorni, 25, 26 e 27 novembre Dopo la pubblicazione di “Se ti potessi dire”, l’ultima nuova canzone arriva nei cinema di tutta Italia il music film che racchiude la storia dei primi due tour NonStop Live. 2018 e 2019. Il primo capitolo della storia cominciata dopo il record mondiale di Modena Park. Da giugno 2018 con 9 concerti (Torino, Padova, Roma, Bari e Messina) a giugno di quest’anno, con l'”impresa” compiuta dei 6 concerti a San Siro e dei 2E20 a Cagliari. Complessivamente 17 concerti per oltre 900.000 spettatori che lo hanno confermato Re degli Stadi per due estati di seguito. Il music film è ideato e diretto da Pepsy Romanoff che ha fedelmente registrato immagini, suoni, colori e parole dei momenti più significativi.
“L’idea, dice il regista, è quella di portare sul grande schermo un concerto diverso dagli altri, un concerto rock ruvido anche nel trattamento dell’immagine. Il girato è stato così riversato in pellicola per dare il senso del tempo e della bellezza della resa cinematografica”. Oltre due ore per vivere l’atmosfera che si respira a ogni suo concerto, ma anche per entrare dentro il processo creativo della scaletta. Nel film infatti c’è tutto quello che avreste voluto sapere su come nascono le scalette “perfette” (da “Cosa succede in città” a “Qui si fa la storia”), che cosa c’è dietro la scelta di ogni canzone. Perché: “La scaletta è come accordare gli strumenti, le canzoni devono essere tutte perfettamente accordate.” La sua musica come non è mai stata raccontata con immagini inedite e, per la prima volta, la voce dei protagonisti.
Vasco è l’attore principale del film, affida i suoi pensieri e le sue emozioni alla telecamera di Pepsy Romanoff e il regista lo ritrae nell’intimità dello studio di registrazione, con Vince Pàstano (il “capo orchestra”), alle prove con tutta la band.
Fino all’esplosione finale del rocker sul palco. Il film prende il via dalla Nave dell’Amore che ha trasformato la Sardegna in isola rock per due notti, dai concerti record di San Siro, da “Qui si fa la storia” per poi muoversi avanti e indietro nel tempo dal palco allo studio. Due ore e venti di film, risultato del montaggio di oltre 100 ore di girato, per lo storytelling di due anni di tour.
Per questo, Pepsy Romanoff, insieme alla sua casa di produzione Except, si è avvalso di un team di oltre 40 professionisti e 23 camere, tra cui 2 Arri Super 16mm. Il montaggio è il frutto di un lavoro di team composto dal giovane talentuoso Davide Olivastri per la parte di racconto narrativo e Dario Garegnani per la parte live.

Prada for adidas inizia con duo sneakers e borsaPacchetto in edizione limitata a 700 pezzi dal 4 dicembre

5 novembre 201911:18

– Un paio di sneakers e una borsa: inizia così – con il pacchetto Prada for adidas Limited Edition – la collaborazione tra i due brand, annunciata poco più di due settimane fa.
La prima fase di questo sodalizio è un tributo alle sneaker Superstar lanciate originariamente nel 1969 e tutt’oggi un emblema dello stile adidas Originals. L’edizione limitata include in abbinamento una nuova silhouette di borsa – Prada Bowling for adidas – che si ispira, con riferimenti al mondo dello sport, alla Bowling Bag di Prada e alla borsa da palestra adidas. Per l’uomo e la donna, il pacchetto – descritto come “un omaggio ai classici senza tempo che trascendono le generazioni” – è proposto in versione limitata esclusiva di 700 pezzi identificati da un numero di serie unico. A partire dal 4 dicembre 2019 il duo sarà in vendita online sui siti adidas.com e prada.com e nei negozi Prada selezionati in tutto il mondo.

The Loudest Voice, ascesa e caduta del capo di Fox NewsCrowe è Ailes, travolto dallo scandalo sessuale. Su Sky dal 4/12

23 novembre 201919:33

– “So bene cosa dirà la gente di me: paranoico, conservatore, grasso”. Inizia così, con il protagonista steso sul pavimento, mentre le tv di tutto il mondo danno la notizia della sua morte per un incidente domestico ricordando le accuse che lo coinvolgevano da tempo, The Loudest Voice – Sesso e potere, la serie con il premio Oscar Russell Crowe (nel cast anche Naomi Watts e Sienna Miller) basata sul bestseller di Gabriel Sherman The Loudest Voice in the Room, che a partire dalle testimonianze di più di 600 persone ha inchiodato Roger Ailes, ceo di Fox News scomparso nel 2017, a uno scandalo sessuale che ne ha travolto carriera e reputazione.La serie esordirà su Sky Atlantic e Now Tv il 4 dicembre alle 21.15. I sette episodi – uno per ciascuno delle tappe cruciali dello scandalo – sono prodotti, fra gli altri, da Tom McCarthy (Il Caso Spotlight) e da Jason Blum (Get Out, Sharp Objects). Accanto a Crowe, irriconoscibile con molti chili in più e quasi completamente calvo, troviamo Naomi Watts nei panni di Gretchen Carlson, anchorwoman di Fox News allontanata dal canale nel 2016 dopo aver intentato – per prima – contro Ailes una causa per molestie sessuali. La donna, sua fiera accusatrice nonché fra le prime paladine del movimento #MeToo, fu capofila di una lunga serie di vittime, più di venti, delle attenzioni indesiderate del potentissimo chairman del canale all news americano, leader de facto del partito repubblicano e media consultant di tutti gli ultimi presidenti repubblicani degli Stati Uniti d’America, da Nixon a Reagan fino allo stesso Donald Trump. Sienna Miller interpreta Elizabeth, la moglie del mogul, e Seth MacFarlane veste i panni di Brian Lewis, ex braccio destro di Ailes a capo delle Pr del canale. E ancora Simon McBurney (La teoria del tutto) è il tycoon Rupert Murdoch, Annabelle Wallis ha il ruolo di una delle accusatrici, Laurie Luhn, contabile di Fox News, e Aleksa Palladino (Boardwalk Empire) è invece la storica assistente di Ailes, Judy Laterza.Ogni episodio di The Loudest Voice, basata sul libro di Sherman, produttore e co-autore di alcuni script della serie, racconta di un avvenimento importante della vita di Ailes, dalla fondazione di Fox News alla trasformazione dell’emittente da piccola rete in uno dei network più influenti della storia. Il tutto grazie alla politica di Ailes che da figura geniale e carismatica ha accresciuto il suo potere e che ha plasmato l’emittente a sua immagine e somiglianza. Dal 1995 al 2016, due decenni di vita vengono raccontati attraverso snodi salienti della sua carriera, ma anche della storia politica del paese, mettendo in evidenza il suo carisma, la sua personalità controversa e le molestie e gli abusi verso le sue dipendenti, che nella miniserie non vengono svelati da subito, anche se la storia è disseminata di riferimenti. Lo show si concentra in particolare su alcuni casi, come quelli che hanno coinvolto appunto Laurie Luhn e Gretchen Carlson.

Taylor Swift trionfa agli American Music Awards e batte il record di Michael JacksonE’ l’artista dell’anno e del decennio, la più premiata di sempre

25 novembre 201911:49

Taylor Swift è l’artista dell’anno agli American Music Awards, il terzo premio per importanza per la musica statunitense. L’artista ha vinto 25 American Music Awards, battendo un record precedentemente detenuto da Michael Jackson, che ne aveva vinti 24. Oltre ad essere incoronata come artista del decennio, Taylor Swift ha vinto sei premi, tra cui video musicale, artista femminile, artista dell’anno. Durante la serata, Taylor Swift è stata protagonista di un’esibizione in cui ha cantato i suoi più grandi successi, Love Story, I Knew You Were Trouble, The Man, Lover.

Incassi: Cetto c’è e balza in testa, 2/o PolanskiTerzo Le Mans ’66. Debuttano Countdown 5/o e Depeche Mode 7/o

25 novembre 201911:51

– Cetto c’è, Senzadubbiamente, a 8 anni dalla sua nomina a sindaco (solo sul grande schermo) e a 16 dalla prima apparizione televisiva del personaggio, torna al cinema e balza in testa al box office italiano con 2 milioni 479 mila euro e la media più alta della top ten: 4072 euro su 609 sale.
Secondo con 1 milione 215 mila euro L’Ufficiale e la spia (J’accuse). Il film di Roman Polanski con Jean Dujardin, Louis Garrel ed Emmanuelle Seigner incassa 1 milione 215 mila euro con la media di 2894 euro su 420 schermi.
Scivola dalla prima posizione al terzo gradino del podio Le Mans ’66: La grande sfida, di James Mangold e con un cast stellare guidato da Christian Bale e Matt Damon: guadagna altri 734 mila euro toccando i 2 milioni 326 mila in 15 giorni.
Le altre nuove uscite sono il thriller Countdown di Justin Dec con Elizabeth Lail e Charlie McDermott che si piazza quinto con un incasso di 385 mila euro e il film-concerto Depeche Mode: Spirits in the Forest di Anton Corbijn che è settimo con 325 mila euro.
Continua la corsa di Joker, 12/o, che con i 234 mila di questa settimana tocca i 29 milioni 107 mila totali in 8 settimane.
In salita gli incassi totali che toccano gli 8 milioni 915 mila euro con un +21.47% sullo stesso periodo dello scorso anno e +1% sulla scorsa settimana.

I volti del cinema, taglio del nastro per l’installazioneOrchestra del Teatro Regio dedica concerto a colonne sonore film

TORINO21 novembre 201920:35

– Con il taglio del nastro dell’installazione che rimarrà in piazza Castello tutto il prossimo anno, parte ufficialmente questa sera – alla vigilia dell’inaugurazione del Torino Film Festival – il programma di Torino città del cinema.
L’installazione ‘I volti del cinema’, formata da 20 pilastri ricoperti da una lamina inox specchiante – creata da Fargo Film con Museo Nazionale del Cinema e Film Commission – richiama le scenografie dei vecchi film con ‘venti attori per 20 pellicole più 1’, il visitatore che si confronta con questi visi a volte sconosciuti. Un sistema di casse audio nascoste all’interno dei pilastri e attivate dal passaggio delle persone, riproduce i brani più famosi delle colonne sonore dei film.
Chiude la giornata il concerto ‘Prendete il posto. Inizia il film’ dell’Orchestra del Teatro Regio, diretta dal maestro Alessandro Molinari che eseguirà 20 composizioni scritte da 20 autori italiani di musiche per film, accompagnate da una proiezione video realizzata dal Museo del Cinema.

Ficarra Picone e Cortellesi alle Giornate di SorrentoAnnunciati anche Favino e D’Amore, 42/a edizione 2-5 dicembre

2 novembre 201916:55

– Ficarra & Picone, Paola Cortellesi, Pierfrancesco Favino, Marco D’Amore, Lillo & Greg, Cristina Donadio sono i primi nomi annunciati tra gli attesi a Sorrento, tra il 2 ed il 5 dicembre, nell’ambito della 42/a edizione delle Giornate organizzate dall’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) con la collaborazione dell’Anica e il sostegno del Ministero Beni, Attività Culturali e Turismo e del Comune di Sorrento.
Ed ancora Peppino Di Capri per il film “Alessandra, un grande amore e niente più” di Pasquale Falcone, anch’esso a Sorrento insieme ad una parte del cast formato da Sergio Muniz, Rosaria De Cicco, Sara Zanier, Pietro De Silva, Giacomo Rizzo. Un commedia sentimentale che sarà una delle anteprime del programma della manifestazione e che prende “in prestito” per il titolo uno dei più grandi successi di Peppino Di Capri, riarrangiato appositamente per il film.
A questi nomi se ne aggiungeranno numerosi altri, tra i protagonisti del cinema italiano, che prenderanno parte alle convention delle distribuzioni italiane per presentare agli oltre mille accreditati delle Giornate tutti i titoli in uscita nel 2020. A breve saranno annunciati anche i vincitori dei Biglietti d’Oro e delle Chiavi d’Oro Anec, assegnati ai campioni del botteghino, e i premi che l’Anec ha dedicato a Pietro Coccia e Claudio Zanchi, riservati ai migliori talenti del nostro cinema.
Reso noto anche il programma completo delle anteprime per la città di Sorrento, dall’ 1 al 7 dicembre al Cinema Teatro Tasso, che inizia domenica 1 con la proiezione in versione originale sottotitolata di “Cena con delitto” diretto da Rian Johnson e interpretato da un cast di star che annovera Daniel Craig, Chris Evans, Toni Collette, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson e Christopher Plummer.

Nour, Bartolo e la missione di accogliere i migranti”Proteggere persone, non confini”. Castellitto gli dà il volto

ORINO25 novembre 201909:37

– “C’è un grande murales a Lampedusa su cui è scritto: ‘Bisogna proteggere le persone e non i confini’. Bisogna insomma avere paura solo dei muri mentali”. Così oggi al Torino Film Festival un appassionato Pietro Bartolo, storico medico dell’isola e ora parlamentare europeo eletto nelle liste del Pd, che ha salvato e accolto migliaia di migranti provenienti dal nord Africa. Motivo della sua presenza? La presentazione a Festa Mobile di Nour di Maurizio Zaccaro, film tratto da un suo libro (Lacrime di sale) e con protagonista Sergio Castellitto che veste i suoi panni.Chi è Nour? Una ragazzina di dieci anni che viene dalla Siria e che ha affrontato da sola il viaggio verso l’Europa attraverso il Mediterraneo. Insomma una delle tante sopravvissute a un naufragio, ma con un dolore enorme dentro il cuore: sua madre, in Libia, solo alla fine non è stata imbarcata e ora Nour non sa più dove sia. Pietro Bartolo (Castellitto), medico dell’isola, se ne prende però cura in modo particolare. La porta nella sua casa, le si affeziona come a una figlia e cerca in tutti i modi di ricostruire non solo il passato della bambina, ma anche il suo presente e il suo futuro. “Mi sono chiesto come mettere in scena con il dovuto rispetto la storia di Nour – dice il regista – . Sono giunto alla conclusione che nulla, in questo film, poteva essere ricreato in modo posticcio. Nour, per essere credibile, doveva collocarsi a metà strada fra il vero vissuto. Insomma quello che Bartolo descrive nel suo libro è il vero narrato che Castellitto interpreta sullo schermo. Due modi di raccontare il vero e il verosimile in modo da rendere una storia, pur complessa che sia, vicina a tutti, anche se affonda le sue radici nella realtà più dura, scomoda e controversa che si conosca”.Il film, che sarà distribuito da Vision ed è dedicato ad Ermanno Olmi, è firmato Stemal Entertainment, Ipotesi Cinema in collaborazione con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo ed Elisabetta Olmi. “È stata un’esperienza straordinaria – dice ancora Bartolo -, e sono grato a Castellitto, un grande professionista. Per quanto riguarda il mio lavoro credo, ora più che mai, che sia una missione. Proprio ieri c’è stato un altro naufragio e io credo che non ci si possa assuefare mai a queste cose, perché un naufragio dovrebbe scuotere le coscienze”. E ancora il medico: “Per trent’anni il molo di Lampedusa e stata la mia prima casa. E va detto che devo molto a tutti gli immigrati che ho salvato. Mi hanno cambiato la vita. Io che scrivevo solo ricette mediche mi sono messo a un certo punto a scrivere libri, mi sono poi votato alla politica pur di poter fare qualcosa. I migranti mi hanno addirittura curato da un ictus che è come rientrato di fronte alla mia voglia di tornare in ospedale”. Vera ossessione per Bartolo quella per un bambino che non è riuscito a salvare e ha trovato morto in una sacca per cadaveri: “Aveva i pantaloncini rossi, non lo scorderò mai. Era solo un bambino. Non riesco proprio a dimenticarlo, era solo un bambino”.

Incassi Usa, subito in testa Frozen 2Sul podio Le Mans ’66 e Un amico straordinario con Tom Hanks

24 novembre 201919:28

– Debutto da record al box office nord americano per Frozen 2, il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee, che nel primo week end nelle sale rastrella 127 milioni di dollari, la miglior apertura di sempre per un film di animazione a novembre, quasi il doppio della cifra centrata all’esordio dagli Incredibili nel 2004 (70,4 milioni di dollari). Le principesse Elsa e Anna conquistano anche il quarto posto di sempre per il debutto di un film animato, alle spalle di Alla ricerca di Dory (135 milioni di dollari nel 2016).
Scivola in seconda posizione Le Mans ’66: il film di James Mangold con Matt Damon e Christian Bale, sull’epica sfida tra Ford e Ferrari, porta a casa 16 milioni di dollari, sfiorando in totale i 59 milioni. Sul terzo gradino del podio un’altra new entry, Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood), il film di Marielle Heller con Tom Hanks nei panni di Fred Rogers, celebre conduttore tv statunitense, con 13,5 milioni di dollari.
Debutta in quarta posizione 21 Bridges di Brian Kirk (9,3 milioni di dollari), seguito da Midway, kolossal bellico di Roland Emmerich, che perde tre posizioni in classifica (solo 4,7 milioni di dollari nel fine settimana, 43,1 milioni in totale).

Fellini dalla A alla Z nel ‘Dizionario’ della nipoteDaniela Barbiani ha raccolto frasi e disegni del grande regista

5 novembre 201911:12

DIZIONARIO INTIMO PER PAROLE E IMMAGINI’ A CURA DI DANIELA BARBIANI, (PIEMME, PP 240, EURO 17.90) – I pensieri, l’ironia, l’intelligenza e l’originalità di Federico Fellini, attraverso le sue parole. L’amore per l’iperbole, i paradossi e soprattutto i disegni, irriverenti ed eccessivi, sarcastici ed eccentrici. Una piccola perla per tutti i felliniani arriva con il “Dizionario intimo per parole e immagini” del grande regista, curato dalla nipote Daniela Barbiani, che ha raccolto le frasi di Fellini su temi come il cinema, la creatività, i sogni, l’arte. Ma anche su nomi noti dal Berlusconi imprenditore che ancora non aveva annunciato la discesa in campo a Roberto Benigni e Marcello Mastroianni. E li ha divisi in tre filoni in ordine alfabetico: Cinema, arte e disegno; Dizionario intimo, sogni e immaginazione; persone, personaggi e luoghi.
E così si scopre un Fellini meno noto: il suo odio-amore, per esempio, nei confronti del Colosseo, “immenso teschio mangiato dal tempo” che comunica “terrore” ma anche “voluttà” o la totale mancanza di interesse per il calcio: “Non ho mai visto una partita di calcio. In questo credo di essere poco italiano”. Ma anche la sua grande autoironia che trapela in molte occasioni dalle pagine del libro, come ad esempio quando descrive la parola ‘felliniano’: “mio padre voleva che diventassi un ingegnere, mia madre un arcivescovo, ma ho fatto di tutto per diventare un aggettivo”. E poi l’incredibile, smisurato, amore per il cinema e tutto ciò che lo circonda, gli attori, le maestranze, la scenografia: “A Cinecittà non ci abito, ma ci vivo!”. E ancora: “Cosa sono i miei film? Non c’è nessuna differenza tra il mio lavoro e la mia vita”. E soprattutto: “il mestiere di regista è un modo di fare concorrenza al padreterno”.
Ma non solo: 30 disegni inediti, sempre divisi per argomento, arricchiscono il libro. Schizzi irriverenti, spinti, ironici, che Fellini disegnava spesso mentre chiacchierava con la nipote, assistente alla regia dei suoi ultimi quattro film, e poi le regalava ammiccando: “questo non farlo vedere ai bambini però”.
Un testo da sfogliare per ritrovare il pensiero del regista ma anche lo spirito di un’epoca, arricchito dai contributi del suo grande amico Pietro Citati e dello scrittore Milan Kundera che ha sempre nutrito nei confronti del regista una grandissima stima, completamente ricambiata, anche se non si sono mai incontrati. Fellini, che su ogni argomento regala sempre racconti ricchi di aggettivi, metafore e aneddoti, lo dimostra con la semplice, asciutta e definitiva frase che dedica a Kundera: “Il più grande scrittore europeo contemporaneo”.

Don Carlo alla Fenice, Verdi ‘vince’ su acqua altaAperta la stagione. Chung, ritrae i chiaroscuri dell’animo umano

VENEZIA25 novembre 201909:30

La Fenice è risorta un’altra volta, dopo la paura dell’acqua alta. Il Don Carlo di Giuseppe Verdi, diretto dal Maestro Myung Whun Chung e con la regia di Robert Carsen, accolto con 10 minuti di applausi ha aperto la stagione lirica, a 28 anni dall’ultima rappresentazione nel teatro veneziano. La ‘prima’ di domenica era stata messa in forse dalla devastante acqua alta del 12 novembre (187 cm su medio mare), che aveva superato le barriere di sicurezza (a 183 cm) e invaso la sala macchine sotto il pianoterra. Per una settimana il teatro, senza corrente elettrica, è rimasto chiuso e le prove spostate a Treviso. Una gara contro il tempo, che ha visto in campo “una umanità straordinaria”, per arrivare il 19 scorso ad ottenere il nullaosta per la riapertura; e poter mettere in scena, a dirla con le parole del regista, uno spettacolo “nero” e psicologico, ambientato nella Spagna del sedicesimo secolo, con sullo sfondo il confronto-scontro tra il potere della religione e quello del Re, dei protagonisti con Dio. Uno scavo in profondità compiuto da Verdi nell’animo umano, con un’opera dark, shakespeariana – ancora Carsen -, ben reso dall’allestimento, dove dominano i costumi e le scene scuri, che ha contribuito a portare in primo piano la potenza della musica e del libretto (Francois-Joseph Mery e Camille du Locle) e le capacità interpretative dei cantanti. Numerosi gli applausi del pubblico in un teatro esaurito. Tra gli interpreti, tre ‘debutti’: Piero Pretti nel ruolo di Don Carlo, Alex Esposito (Filippo II) e Julian Kim (marchese di Posa). Maria Agresta ha interpretato la regina Elisabetta di Valois, Veronica Simeoni la principessa Eboli e Marco Spotti il grande inquisitore. ; Carsen è tornato al teatro veneziano quindici anni dopo la direzione de La Traviata che inaugurò la Fenice ricostruita dopo l’incendio del 1996. Un ritorno coinciso così, sul piano ideale, con la nuova “rinascita” dopo l’alluvione. Tanti i segni di solidarietà e gli aiuti da parte di altri teatri. Oggi l’acqua alta ha coperto parte della città, ma nessun problema per la Fenice. “Si alza il sipario” ha detto il sovrintendente Fortunato Ortombina. Presenti alla serata, tra gli altri, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il sindaco Luigi Brugnaro. Quella di Don Carlo è una storia complessa, nera, disperata, dove si intrecciano conflitti tra padre e figlio, (Filippo II e Don Carlo), amori travagliati (Elisabetta, amata da entrambi e che va in sposa a Filippo II), e temi come il potere, nel rapporto-scontro tra quello secolare del sovrano e quello spirituale della Chiesa, nella figura del grande inquisitore; sullo sfondo le istanze d’indipendenza dei popoli, nell’opera le Fiandre. Di forte impatto la scena del rogo dei libri e dell’esecuzione dei ribelli.
Andata in scena in prima assoluta a Parigi nel 1867, in cinque atti con i ballabili, l’opera è stata presentata a Venezia nella versione milanese in quattro atti del 1884. “In questa versione – rileva Carson nelle note di regia – non è la storia che domina, ma la psicologia dei personaggi. Tuttavia, alcuni temi come la religione o il potere sono cruciali e non possono essere ignorati. Così come il contesto politico nel quale si svolge l’azione, segnato dal contrasto tra la Spagna cattolica e la rivoluzione protestante nelle Fiandre”. Per il maestro Chung “Verdi è maestro assoluto nel ritrarre i chiaroscuri dell’animo umano, che la magia della sua musica riesce a trasmettere a chi l’ascolta in modo immediato quanto indelebile”.

Freddie Mercury, 28 anni fa la morte di un mitoLa voce dei Queen, tra rock e lirica

4 novembre 201917:02

24 novembre 201917:02

“La rete degli invisibili” nella ‘ndranghetaDiciassettesimo volume di Nicola Gratteri ed Antonio Nicaso

CATANZARO24 novembre 201913:28

CATANZARO – NICOLA GRATTERI E ANTONIO NICASO, ‘La rete degli invisibili. La ‘ndrangheta nell’era digitale: meno sangue, più trame sommerse’, (MONDADORI, pp 204, EURO 18,00).
Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, tra i massimi esperti di ‘ndrangheta occupandosene ormai da molti anni anche per la sua precedente esperienza di procuratore aggiunto di Reggio Calabria, ed il giornalista e docente universitario Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, anche lui grande esperto della materia, hanno scritto un nuovo libro in cui analizzano l’evoluzione della criminalità organizzata calabrese, considerata ormai la più pericolosa e diffusa a livello mondiale. Il titolo del volume, che analizza i più recenti passaggi evolutivi della ‘ndrangheta, è “La rete degli invisibili. La ‘ndrangheta nell’era digitale: meno sangue, più trame sommerse” .
“Anche nel sordido mondo della criminalità e dell’illegalità – sottolinea l’editore – la sopravvivenza è regolata dalla legge darwiniana dell’evoluzione e dell’adattamento all’ambiente, come dimostra la storia della ‘ndrangheta che, proprio in virtù della sua straordinaria capacità mimetica, è diventata una delle organizzazioni mafiose più ricche e potenti del pianeta. Ma come sono fatti gli ‘ndranghetisti del terzo millennio? Come vivono? Come si vestono? Come gestiscono i loro affari? Come si riconoscono? Continuando nel loro infaticabile quanto meritorio tentativo di indagare una realtà criminale sommersa e misteriosa e di dare un volto agli ‘invisibili’, Nicola Gratteri e Antonio Nicaso analizzano la ‘ndrangheta 2.0, sempre più collusiva e sempre meno violenta, e i suoi rapporti con i centri di potere economico, politico e finanziario, con la massoneria deviata, il web sommerso ed i social network. Ne descrivono i boss, inclini al basso profilo e ostili ai gesti eclatanti e alle clamorose dimostrazioni di forza, ma attivamente impegnati nello spietato governo del territorio, nella corruzione e nell’infiltrazione delle istituzioni e dell’economia legale e nel soddisfare la ‘domanda di mafia’ legata alla globalizzazione e alla creazione di un unico mercato mondiale in cui imprenditori e operatori economici, in Italia e all’estero, chiedono alla criminal