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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:48 ALLE 18:07

DI MERCOLEDì 17 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA

Bruce Springsteen nelle foto di Stefanko
Quarant’anni di carriera del Boss alla Ono arte di Bologna

Klimt e Schiele, l’inquietudine sulla telaDa 22 a 24 ottobre scandali e sogni della Vienna di primo ‘900

Tutto Pirandello in digitale e OscarSichera, operazione unica sinergia edizione web e cartacea

A teatro, Foglietta, Rossi e BariccoZingaretti dirige la Ranieri, Afghanistan per Bruni-De Capitani

Smashing Pumpkins, unica data a BolognaTutto esaurito giovedì 18/10 per la band Usa di Billy Corgan

Mensile umoristico Buduar anche cartaceoDopo sette anni e 56 numeri online, è pronto il numero zero

Studioso, ho scoperto nuovo testo DanteSarebbe sua missiva che Cangrande della Scala inviò a Enrico VII

Grande Guerra: installazione per cadutiIn piazza Dante a Trento fino all’11 novembre

Quattrone, la cover di ‘Che sarà’Brano del passato che guarda al futuro per il giovane calabrese

Alberto Angela cittadino onorario PompeiPer il merito di aver proiettato luce nuova sulla città

Marx 200 anni, l’attualità da web a shopConvegno Università Roma Tre tra formazione e ruolo delle donne

Cinecittà si Mostra, visite per sordiDa novembre sarà possibile prenotare percorsi didattici dedicati

Torna l’Ape Maia con olimpiadi di mieleSecondo film animato in Cgi su personaggio cult in sala il 18/10

Musicultura 30 anni,al via edizione 2019Francesca Archibugi, Catalano, Willie Peyote in Comitato

Alla Tosse di Genova Il cane senza codaPrima nazionale per opera Paolo Bonfiglio con regia di Conte

Bublé, lo staff smentisce il ritiroLa notizia bollata come fake era stata diffusa dal Daily Mail

Ritrovati frammenti film su guerra LibiaScoperti da Università Udine. Riferiti a inizio e fine pellicola

Ecco la giornata dei Parchi letterariDomenica 21 ottobre letture e incontri da Dante a Montale

Ora in italiano il canale europeo ArteAnche cinema, musica, storia, scienze in programmi in 6 lingue

Le gesta di Gigi Riva rivivono a teatroA Cagliari da venerdì 19 in scena attore-regista Alessandro Lay

Torna Marietti 1820, rilancio laicoTra primi titoli Pontiggia e Poli inediti

Sanremo, è record iscrizioni per GiovaniSud primo con 253, 214 dal Centro, 191 dal Nord. 19 dall’estero

Haber, “I diversi vanno ascoltati”Attore con Sara Serraiocco nel road movie In viaggio con Adele –

Lady Gaga è fidanzata con il suo agente
Il 49enne Christian Carino. E sfoggia anello da 400 mila dollari

Le “Sparizioni” di Bruce Nauman a NYTra MoMA e PS1 50 anni di carriera del grande ribelle arte Usa

Tra amori e miti Ovidio in mostra diventa emozione Alle Scuderie del Quirinale fino al 20 gennaio 2019

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TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

BOLOGNA

– Una retrospettiva ripercorre, attraverso le foto di Frank Stefanko, 40 anni della carriera di Bruce Springsteen, cantautore e musicista simbolo del rock americano: è ‘Further up the road’, dal 18 ottobre al 18 novembre alla galleria Ono Arte contemporanea di Bologna, con ingresso libero.
Stefanko e Springsteen si incontrano grazie a Patti Smith, che aveva lavorato assieme al Boss su ‘Because the night’ ed era amica di Stefanko sin dai tempi del college, quando già il fotografo – che all’epoca lavorava part time in una fabbrica di confezionamento carni – ne aveva fatto uno dei suoi soggetti, tra i primi ad immortalarla a inizio carriera. Da subito i due creano un rapporto di collaborazione, poi durato negli anni.
La mostra è composta da 30 opere: le foto sono state tra l’altro utilizzate sulle copertine degli album ‘Dark on the edge of town’ (1978) e ‘The River’ (1980), e la celebre fotografia ‘Corvette winter’ è stata scelta da Springsteen per la copertina dell’autobiografia ‘Born to run’.
I valzer nelle strade e i caffè affollati, la borghesia puritana e i salotti culturali, le conquiste della tecnica, lo sfarzo e la miseria, l’irrompere dell’inconscio come nuovo orizzonte conoscitivo e di un prepotente senso di irrequietezza che l’arte, dalla pittura, alla musica alla letteratura, interpreta e traduce. C’è tutta la rivoluzionaria e inquieta effervescenza culturale della Vienna tra ‘800 e ‘900 nel film evento “Klimt e Schiele. Eros e Psiche”, regia di Michele Mally, che sarà nelle sale dal 22 al 24 ottobre con Nexo Digital.Al centro del film la vita e le opere di due giganti della storia dell’arte, Gustav Klimt ed Egon Schiele, diversi per stile e temperamento ma emblemi di una stessa sensibilità, quella dell’uomo ‘nuovo’, moderno, che a cavallo tra i due secoli si stava affacciando: protagonisti del movimento della Secessione Viennese, i due pittori (con loro anche Koloman Moser e Otto Wagner) portarono avanti l’idea di un’arte totale, capace di “uccidere i padri” artistici e rompere con la tradizione, aprendo la porta all’irrazionalità.Opere come Il Bacio, Giuditta, il Fregio di Beethoven di Klimt e L’abbraccio, Donna distesa di Schiele insieme ai suoi tanti autoritratti vengono integrati nel film in un racconto storico artistico avvincente: esperti e studiosi spiegano questi capolavori indiscussi, con i quali i due artisti provocarono e scandalizzarono l’opinione pubblica dell’epoca. Uno scandalo che evidentemente dura ancora oggi, se, come ci riporta la cronaca, a Londra sono stati censurati i nudi di Klimt e Schiele sui cartelloni pubblicitari. Del resto Klimt e Schiele non furono i soli a fare la rivoluzione: mentre Freud studiava l’inconscio e la psicanalisi e Schnitzler metteva a nudo nei suoi testi la borghesia e la sua doppia morale, i due pittori elaborarono uno stile nuovo, con il quale portarono sulla tela il lato oscuro dell’uomo, i sogni, le ossessioni e le fragilità, ma anche l’erotismo, il nudo, la morte, la solitudine e una nuova immagine della donna.Al quel contesto culturale viennese, che poi di lì a poco si sarebbe scontrato con la prima guerra mondiale, e alla capacità degli artisti di interpretare un’epoca in trasformazione, il film rende omaggio, proprio nel centesimo anniversario della morte di Klimt, Schiele, Moser e Wagner, tutti scomparsi nello stesso anno, il 1918. Per lo spettatore, guidato nel racconto da Lorenzo Richelmy, l’occasione di muoversi tra le sale dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches Museum, del Leopold Museum, del Sigmund Freud Museum e del Wien Museum per guardare da vicino e con occhi più consapevoli opere d’arte straordinarie, che raccontano una stagione storico-artistica irripetibile, in grado di influenzare le generazioni successive.
– EDIZIONE NAZIONALE OPERA OMNIA DI LUIGI PIRANDELLO (OSCAR MONDADORI E CINUM-CENTRO INFORMATICA UMANISTICA UNIVERSITA’ DI CATANIA)- L’Opera Omnia di Luigi Pirandello in stampa digitale, corredata da introduzioni critiche e note filologiche, insieme alle nuove pubblicazioni dei libri negli Oscar Mondadori, tra cui ‘I vecchi e i giovani’, con molte opere proposte nelle prime edizioni e sul web. E’ un’operazione unica e una novità assoluta la sinergia tra Oscar Mondadori e PirandelloNazionale.it. Si punta “da un lato a stampare un Pirandello nuovo, vivo, affidabile, leggibile dal grande pubblico, e dall’altro a creare un luogo virtuale in cui gli studiosi possano trovare una quantità/qualità di informazioni e di dati mai fino ad ora così integrati e potenti” come spiegano i curatori del progetto posto sotto l’egida della Commissione per l’Edizione Nazionale nominata dal MIBAC e presieduta da Angelo Pupino.    “La scommessa è di fare un’edizione viva, diversa, in progress che si possa rivolgere ai lettori di Pirandello di ogni fascia. I livelli sono tre: gli Oscar, la stampa digitale e l’online che vanno di pari passo. E anche questa è una cosa unica” sottolinea il professor Antonio Sichera, direttore del Centro di Informatica Umanistica-Cinum dell’Università di Catania, all’interno del Dipartimento di Scienze Umanistiche-Disum, con il professor Antonio Di Silvestro.    Nell’intenzione dei curatori, il web diventa così lo spazio di irradiazione e di approfondimento (filologico, linguistico, critico, didattico e culturale) della grande letteratura, oltrepassando i modelli usuali della Rete quale luogo virtuale della pura archiviazione di testi e di materiali.    Sul sito www.oscarmondadori.it gira l’edizione digitale dell’Opera Omnia di Luigi Pirandello, realizzata dal Cinum che ospita i manoscritti, le edizioni critiche e i vocabolari dell’opera pirandelliana, oltre a una serie di risorse audio, video e di strumenti didattici, che ne fanno un modello di edizione all’avanguardia sul piano internazionale, fondamentale per gli studiosi e adatta alla navigazione.    Si tratta di un sistema integrato in cui gli utenti potranno trovare, in sequenza, quattro grandi sezioni: i manoscritti, le edizioni critiche e i vocabolari dell’opera pirandelliana, oltre a una serie di risorse audio, video e di strumenti didattici, che la rendono un modello di edizione all’avanguardia sul piano internazionale. I testi pubblicati negli Oscar consegnano ai lettori un Pirandello nuovo grazie anche alla pubblicazione, filologicamente accurata, di molte delle prime edizioni.
– Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani con l’epopea teatrale di ‘Afghanistan’, a Roma; Paolo Rossi-Moliere con ‘Il Re anarchico e i fuorilegge di Versailles’, ancora nella capitale, e Luca Zingaretti che torna alla regia per dirigere sua moglie Luisa Ranieri in ‘The deep blue sea’, di Terence Rattigan, a Pesaro. E ancora, Eugenio Allegri da una quarto di secolo nel ‘Novecento’ di Alessandro Baricco, a Torino, e l’attualità di ‘Salvimaio’ di Andrea Scanzi, nella capitale; ‘Hamlet Machine’ di Heiner Muller, titolo ormai cult della regia di Robert Wilson, e Anna Foglietta con Paolo Calabresi in ‘Bella figura’ di Yasmina Reza, tutti a Milano; sono alcuni degli spettacoli teatrali in cartellone nel prossimo week end.
– BOLOGNA

– Tutto esaurito giovedì 18 ottobre, all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) per l’unico concerto italiano degli Smashing Pumpkins, band cult dell’alternative rock e del grunge anni Novanta. C’è solo la Wembley Arena di Londra, oltre al capoluogo emiliano, nel minitour europeo del gruppo di Chicago, reduce da decine di date in Canada e Usa, dove tornerà ancora sui palchi da fine novembre.
Il gruppo è nato trent’anni fa dall’idea del frontman Billy Corgan e di James Iha (chitarra), poi si sono aggiunti la bassista D’Arcy Wretzky – che non fa più parte della band – e il batterista Jimmy Chamberlin. Nove album in studio, due Grammy Awards e 30 milioni di dischi venduti, tra battibecchi e scioglimenti, Smashing Pumpkins usciranno tra un mese con il nuovo lavoro, ‘Shiny and oh so bright. Vol.1/Lp. No past. No future. No sun’, già preceduto dai singoli ‘Solara’ e ‘Silvery sometimes (Ghosts)’, che rivede assieme dopo diciotto anni Corgan, Iha e Chamberlin, con il chitarrista Jeff Schroeder.
– TORINO

– Dopo sette anni e 56 numeri, esce per la prima volta anche in versione cartacea ‘Buduàr, l’almanacco dell’arte leggera’, mensile umoristico online.
Il numero zero dell’edizione di carta è un foglio 100×70 ripiegato più volte, fino a diventare un giornale 24×34, tutto a colori con vignette, strisce, racconti, articoli, aforismi.
Buduàr, creato dai vignettisti Dino Aloi, Alessandro Prevosto e Marco De Angelis, sul web si sfoglia come un giornale normale, ha 150 collaboratori e vanta un Premio Zac a Forte dei Marmi nel 2014. Su questa ‘print edition’ appaiono autori come Enzo Tortora con un capitolo del libro Le Forche Caudine, un articolo sulla grande mostra su Jacovitti ad Aosta, un inedito disegno di copertina di Coco e vignette di firme come Bozzetto, Silver, Lunari, Contemori, Ziche, Kustovsky, Trojano, Isca, Chiostri.
Il giornale cartaceo, stampato in migliaia di copie a cura di Sergio Cavallerin e Starshop, verrà distribuito in omaggio al festival Lucca Comics & Games.

– VENEZIA

– La lettera che, nell’agosto del 1312, Cangrande della Scala, signore di Verona, inviò al novello imperatore Enrico VII, “con altissima probabilità fu opera della mente di Dante Alighieri”: l’intuizione è di Paolo Pellegrini, docente di Filologia e linguistica italiana all’università di Verona. La scoperta potrebbe non solo portare al pubblico un nuovo scritto dantesco, che andrebbe ad arricchire il corpus delle sue opere, ma dimostrerebbe che Dante rimase a Verona molto più a lungo di quanto si pensasse, rendendo la città scaligera la dimora in cui il Sommo Poeta soggiornò più a lungo, dopo Firenze.
– TRENTO

– I treni militari che partirono dalla stazione di Trento tra l’agosto 1914 e la fine del primo conflitto mondiale portarono i soldati trentini in Galizia, sui Carpazi, in Bucovina, Serbia e Italia. Nel 1915, all’entrata di guerra dell’Italia, circa 700 si arruolarono come volontari nell’esercito italiano. Di quanti erano partiti, tra i 64 mila e i 72 mila, più di 12.000 persero la vita. Oggi, in piazza Dante, si è ricordato quel periodo storico, con l’inaugurazione di una installazione in ricordo dei caduti trentini.
In piazza Dante si trovano infatti due vagoni dell’epoca (prestati da Trenitalia) a monito di quella tragedia umana per molti anni dimenticata. Dentro i vagoni due schermi che mostrano immagini in bianco e nero e, nella vicina sala Depero, nel palazzo della Provincia, un altro monitor mostra i nomi di tutti i caduti. L’installazione rimarrà in piazza Dante fino all’11 novembre, giorno simbolico che rimanda alla fine della prima guerra mondiale.
– Un salto nel passato guardando l’Europa ‘Che Sarà’. E’ un viaggio a ritroso, ma con uno sguardo al futuro, quello che Armando Quattrone fa proponendo la cover del celebre brano scritto da Jimmy Fontana e diventato uno dei simboli della musica italiana nel mondo. Il giovane cantautore calabrese sbarca nelle radio con la canzone presentata dai Ricchi e Poveri e Josè Feliciano al Festival di Sanremo del 1971, la storia di un ragazzo che lascia il suo Paese per cercare fortuna all’estero, così com’ è accaduto a Quattrone, partito qualche anno fa dall’Italia per trasferirsi ad Amburgo, la città europea che da subito ha amato il suo talento made in Italy e che gli è valso in poco tempo un contratto discografico con ‘Universal’ in Germania per l’album d’esordio ‘Calabria’, pubblicato a luglio. Quattrone ha aperto a Stoccarda il concerto di Sfera Ebbasta, dopo essersi esibito anche nei live di Ermal Meta e Max Gazzè. Il suo tour invece, partito ad aprile dalle Canarie, sta facendo tappa in tutta Europa.
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POMPEI (NAPOLI)

– Alberto Angela è diventato cittadino onorario pompeiano. Il Comune di Pompei (Napoli) ha riconosciuto al giornalista divulgatore il merito di avere proiettato sulla città – grazie ai suoi documentari sull’antica Pompei – una luce nuova che ha contribuito alla sua fama a livello mondiale. Pubblico di autorità, ma soprattutto di giovani e di bambini ha applaudito l’evento che si è svolto in piazza Bartolo Longo, su un palco installato tra il Santuario dedicato alla Madonna del Rosario e il Palazzo del Comune.
– Le aperture domenicali dei negozi e il web come strumento per merci destinate a bisogni immateriali: a leggere tra le righe de “Il Capitale” è possibile trovare riflessioni anche su temi di piena attualità. “Se fosse vivo oggi indagherebbe certamente sul ruolo dei social network, da facebook a twitter”, afferma Donato Santarone coordinatore del Cesme, il Centro studi sul marxismo e l’educazione, dell’Università Roma Tre che organizza domani, a 200 anni della nascita, un convegno su Marx e il capitale come rapporto sociale”.
Il convegno, promosso dal dipartimento di Scienza della Formazione dell’ateneo romano, racconterà le diverse sfaccettature di Marx, indagandone gli aspetti storici e letterari, quelli filosofici ed educativi, affrontando il tema della ”liberazione delle donne” e della “formazione delle classi dirigenti”, fino alle “trasformazioni del lavoro nel capitalismo globale digitalizzato”.
La lettura di Marx si presta a molti collegamenti con l’attualità. Già dall’incipit del Capitale, ad esempio, sembra voler anticipare le analisi sul ruolo del web, quando parlando della “ricchezza della società” e del modello di produzione capitalistico affronta il tema delle “merci” come “oggetto esterno che soddisfa bisogni” che possono anche essere immateriali. “Vengano dallo stomaco o provengano dalla fantasia nulla cambia”, scrive anticipando scaffalature di saggi sulla web economy.
Il ping pong tra storia e presente tocca molti temi. Oggi si discute in parlamento sulle aperture domenicali dei negozi, ma già allora Karl Marx affrontava, con un approccio poi non tanto diverso, il tema del ”tempo festivo domenicale”. La logica del capitalismo – spiega quasi da preveggente nel primo libro del Capitale – “nella sua voracità da lupo mannaro” punta a rubare tempo che invece bisognerebbe dedicare “per un’educazione da esseri umani, per lo sviluppo intellettuale, per l’adempimento di funzioni sociali, per rapporti umani…”.
– ROMA

– Inclusività e condivisione: Cinecittà si Mostra, l’esposizione permanente di Istituto Luce – Cinecittà, che permette al grande pubblico di entrare negli Studi di Via Tuscolana, vuole diventare maggiormente inclusiva e allargare l’esperienza di visita e conoscenza della Settima Arte al pubblico sordo. Da novembre sarà possibile prenotare nuovi percorsi didattici dedicati specificamente al pubblico sordo e promossi con un video ad hoc. I mitici Studi di Cinecittà saranno fruibili anche per i non udenti grazie all’attività mirata del Dipartimento educativo di Cinecittà si Mostra e alla conduzione di educatori sordi specializzati direttamente nella lingua dei segni.
I percorsi disponibili sono rivolti a diverse fasce di età, dedicati all’utenza libera, alle famiglie e alle scuole che hanno al proprio interno studenti sordi.
– L’apetta nata nel 1912 dalla penna dello scrittore tedesco Waldemar Bonsels, diventata un personaggio pop globale grazie all’anime degli anni ’70 di Zuiyo Eizo, torna al cinema con il secondo capitolo cinematografico animato in Cgi delle sue avventure, L’Ape Maia – Le olimpiadi di miele di Noel Cleary, Sergio Delfino & Alexs Stadermann, che dopo l’anteprima estiva a Giffoni arriva in sala dal 18 ottobre con Koch Media. “Attraverso un linguaggio adatto ai più piccoli, si toccano nei canoni di una commedia per famiglie dalla trama molto semplice, temi come il rapporto con l’autorità, l’esclusione e il confronto con l’altro. Stavolta motore delle avventure di Maia è quella che percepisce come una palese ingiustizia: l’ordine da parte dell’imperatrice Catherine impartito all’alveare di Campo di papaveri, governato dalla sorella, la regina Beatrice, di donare metà delle proprie scorte per le Olimpiadi di miele, nonostante agli abitanti di quella parte del territorio non sia permesso partecipare ai Giochi.
– MACERATA

– Musicultura festeggia 30 anni di vita con il taglio del nastro dell’edizione 2019. Era il 1990 quando Fabrizio De André e il poeta Giorgio Caproni furono i primi firmatari del Comitato Artistico di Garanzia del concorso.
Da allora autorevoli personalità di musica, letteratura, poesia e cinema – a titolo gratuito e in libertà di coscienza – hanno fatto e continuano a fare parte di quel Comitato, dando il loro fondamentale contributo nella selezione dei vincitori del concorso. Tra i nuovi giurati della 30/a edizione la regista Francesca Archibugi, il poeta Guido Catalano e il rapper Willie Peyote che si uniscono agli storici Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Paolo Benvegnù, Brunori Sas, Luca Carboni, Andrea Carrera, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Sandro Veronesi, Federico Zampaglione.
– GENOVA

– Debutta a Genova il 23 ottobre, in prima nazionale, ‘Il cane senza coda’, la nuova produzione del Teatro della Tosse con la regia di Emanuele Conte, firmata da Paolo Bonfiglio. Un’opera teatrale di drammaturgia contemporanea dove reale e irreale si mischiano dando vita a uno spettacolo surreale, grottesco dai lati tragicomici. “E’ una storia diversa, che vuole analizzare il tema della morte – spiega l’autore del testo, Paolo Bonfiglio – e lo fa in modo sottile, con risvolti tragicomici, uno spettacolo che a tratti fa ridere, piangere e commuovere”. Un uomo solo rimane bloccato nella sala d’aspetto di una stazione e tra il gracchiare dei corvi cala la notte. In questo spazio, che sembra sospeso nel vuoto, lo spettacolo si gioca tra realtà e sogno, mondi che si sovrappongono tra loro. Il protagonista si trova a scontrarsi con il reale e i suoi incubi. ‘Il cane senza coda’ è uno spettacolo di grande forza con personaggi di rara profondità interpretati da Pietro Fabbri e Andreapietro Anselmi. Un testo teatrale che Bonfiglio ha scritto dopo aver realizzato i due cortometraggi animati ‘Mater’ e ‘Mortale’, che saranno parte integrante dello spettacolo, due opere selezione e premiate in vari festival internazionali.
“Per me è questo lavoro è un testo di vera drammaturgia contemporanea italiana – ha detto il regista Emanuele Conte – con tutti i tempi del teatro. Uno spettacolo che vuole racchiudere gli ultimi istanti di un condannato a vivere, un’opera tra il reale e il surreale, che affronta il tema della morte con disincanto”. La pièce sarà in scena al teatro della Tosse fino al 4 novembre.

– Michael Bublé non si ritira. Lo staff del crooner canadese, dopo la diffusione dell’intervista di alcuni giorni fa al Daily Mail in cui dichiarava che l’album Love, in uscita, sarebbe stato l’ultimo, smentisce l’ipotesi di un addio alle scene dopo la malattia del figlio. “Michael Bublé non ha assolutamente intenzione di ritirarsi.
Non ero presente all’intervista, ma la frase riportata deve essere stata presa fuori contesto”, ha dichiarato la portavoce del cantante, Liz Rosenberg, a “Insider”. Sui social, il management di Bublé bolla come fake la notizia del tabloid inglese e chiede di non continuare a condividerla.
– UDINE

– Due frammenti di Energica avanzata contro i ribelli di El Baruni, film del 1912 di Luca Comerio, che nella guerra tra il Regno d’Italia e l’Impero Ottomano si impegnò in una serie di reportage dal fronte libico dei combattimenti, sono stati ritrovati e identificati nell’ambito del progetto di preservazione e valorizzazione del fondo Chinese dell’Università di Udine. I frammenti – spiega l’ateneo – sono stati proiettati in anteprima a Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Hanno indicativamente una lunghezza di 140 e 20 metri e sono riferibili rispettivamente alla fine della prima e all’inizio della seconda parte del film. Restituiscono scene di guerra, il concentramento delle truppe degli alpini e dei bersaglieri, l’utilizzo della tecnologia militare, l’inseguimento dell’esercito turco fino a Miega e Jefren, con la battaglia di Jefren (Yafran) e l’apoteosi italiana. La scoperta è stata fatta da Diego Cavallotti, Andrea Mariani e Silvio Celli.
– Dalla Castagneto di Giosuè Carducci ai Colli Euganei di Petrarca, dalla Ostia di Pasolini fino addirittura al circolo polare artico con Pietro Querini e Johan Peter Falkberget. Domenica 21 ottobre si festeggia la IV giornata de I Parchi Letterari nel nome di una letteratura senza confini. Spettacoli, letture, percorsi naturalistici e itinerari legati alla filiera agroalimentare per sognare, incontrare le persone e rivivere i luoghi che hanno ispirato alcune delle più celebri opere della letteratura. Su www.parchiletterari.com c’è il programma completo e in continuo arricchimento.
La Giornata sarà l’occasione per collaudare http://abracapp.com/ ovvero l’equivalente virtuale di scrivere su un muro nel mondo reale. I post rimangono geo localizzati nel luogo in cui sono stati scritti per incoraggiare una interazione tra comunità locali, lettori e viaggiatori senza rovinare il paesaggio.
– Dopo il francese, tedesco, inglese, spagnolo e polacco, Arte, il canale culturale europeo, debutta anche in italiano. Parte oggi Arte in italiano, versione sottotitolata dell’offerta gratuita in streaming video di oltre 400 ore di programmi, 300 di concerti e spettacoli, oltre a cinema, documentari, mostre, storia, scienze, inchieste e magazine. ”Non un canale elitario, ma culturale, con tutte le interpretazioni della cultura dall’Opera al rock – racconta il presidente Peter Boudgoust – Uno sguardo oltre la superficie, dietro le quinte, per mostrare come si muove il mondo. E’ nostro compito lottare per le diversità europee, permettendo l’accesso a culture che non si conoscono”.
Con 10 ore di nuovi programmi sottotitolati a settimana, ora Arte raggiungerà il 70% degli europei nella loro lingua madre e oltre la metà dei prodotti saranno visibili anche nel resto del mondo. Tra i prossimi titoli, La guerra dei sogni, ”sugli anni 1918-1938 raccontati in prospettiva multinazionale”

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CAGLIARI

– Un omaggio a Gigi Riva, l’uomo divenuto mito del calcio italiano, il bomber che disse no alla Juventus e alle altre grandi del nord, il “poeta realista” come lo definì Pierpaolo Pasolini. Il sipario sulla Stagione di teatro La Vetreria di Pirri, a Cagliari, si apre venerdì 19, alle 21, con il debutto del nuovo spettacolo del Cada Die Teatro “Riva Luigi ’69 ’70 – Cagliari ai dì dello scudetto” scritto, diretto e interpretato da Alessandro Lay.
Riflettori accesi sul celebrato “Rombo di tuono”, il capocannoniere che ha portato in Sardegna lo scudetto nel 1970.
Un riscatto sociale per tutta l’Isola. Una data storica che Lay rievoca nella piece dedicata al fenomeno in un flusso di memorie che si intrecciano. “Quella legata a Gigi Riva che arriva fino ai giorni nostri, intervallata da altre memorie, con richiami autobiografici, quella di un bambino che aveva 8 anni all’epoca dello scudetto, quella di una Cagliari in quegli anni vista attraverso i suoi occhi”, spiega Lay all’ANSA.
“Gigi Riva ha letto e approvato il copione”, ha detto Giancarlo Biffi, direttore artistico del teatro alla Vetreria.
Il racconto di Alessandro Lay abbraccia la dimensione sportiva, umana e esistenziale dell’uomo e calciatore Gigi Riva. Non ricordo molto dello ‘scudetto’, ma ricordo come era la città, come ci vestivamo, come ci appendevamo ai tram per non pagare, l’album della Panini e le partite ‘a figurine’ sui gradini della scuola elementare – racconta ancora Lay – ricordo il medagliere, con i profili dei giocatori del Cagliari sulle monete di finto, fintissimo oro da collezionare. E ricordo vagamente un ragazzo schivo, a volte sorridente, che guardava sempre da un’altra parte quando lo intervistavano. Un ragazzo che puntava i pugni in terra e si faceva tutto il campo correndo ogni volta che segnava un gol”.

– Torna in libreria Marietti 1820 e viene rilanciata in chiave laica con un nuovo logo, un nuovo direttore editoriale, Roberto Alessandrini, e amministratore delegato Michele De Lillo. La storica casa editrice nata a Torino nel 1820, dopo i vari trasferimenti di questi anni, ha anche una nuova sede: Bologna dove è approdata in seguito all’acquisizione da parte del CED-Centro Editoriale Dehoniano, di cui è direttore lo stesso Alessandrini. Tra i primi titoli ad arrivare in libreria: due lezioni inedite e una conferenza di Giuseppe Pontiggia raccolte in ‘Le Parole necessarie. Tecniche della scrittura e utopia della lettura’, a cura di Daniela Marcheschi. E i preziosi libretti di sala scritti da Paolo Poli, raccolti per la prima volta ne ‘Il teatro della leggerezza’, a cura di Mariapia Frigerio. “Punteremo, in particolare, sulla filosofia, la letteratura, le scienze umane e sociali, recuperando anche titoli importanti dal catalogo”. L’intento è cercare nuovi temi e nuovi lettori” spiega Alessandrini.
“Abbiamo ritenuto di investire nell’acquisizione di un marchio storico che nel 2020 celebrerà due secoli di attività.
Il nostro obiettivo è quello di allargare lo sguardo nella direzione del lettore laico e della libreria non religiosa, per fornire un’offerta più selettiva e di qualità” afferma De Lillo.
Sei le collane: Agorà dedicata alla filosofia, Le Giraffe alla storia, Le Bussole di manualistica universitaria, Le Lampare di narrativa e critica letteraria, I Melograni di grandi tascabili di saggistica e narrativa e Le Madrèpore di piccoli tascabili di saggistica e narrativa. Nei prossimi anni Marietti 1820 si orienterà anche su collane dedicate alle figure e ai miti dell’immaginario occidentale e all’eredità del moderno. E ancora ‘Una costituzione da vivere.
Breviario di valori per italiani di ogni età’ di Paolo Grossi, per nove anni giudice costituzionale della Repubblica e per due presidente dell’Alta Corte. Tra le uscite di novembre ‘Gli scampati e altri racconti inediti’ di Luigi Santucci, morto nel 1999, con la prefazione di Giorgio Tabanelli.
– Sanremo Giovani mette a segno il record di richieste di ammissioni: per l’edizione 2018 sono arrivate 677 domande. Un incremento del 5% rispetto allo scorso anno. Di queste quasi 700 richieste di artisti in cerca di popolarità e successo, 84 sono relative a gruppi, le altre 593 a singoli artisti (in particolare 311 uomini e 282 donne).
A selezionare i 60 artisti che parteciperanno alle audizioni dal vivo, in programma a Roma il 12 novembre, sarà la Commissione musicale, presieduta dal direttore artistico Claudio Baglioni. Tra loro, e tra i giovani selezionati da Area Sanremo (audizioni il 26 novembre) saranno individuati i 24 finalisti che parteciperanno, il 20 e il 21 dicembre, alle due prime serate su Rai1 di Sanremo Giovani. I due vincitori andranno direttamente in gara a febbraio sul palco dell’Ariston.
Il Sud è primatista con 253 domande di ammissione, seguito dal Centro con 214 e dal Nord con 191. Tra le Regioni è il Lazio a farla da padrone con 140 richieste. Dall’estero 19 candidature.
– Ci sono voluti quattro anni di lotte per Alessandro Haber per vedere finalmente realizzato, grazie all’incontro con i produttori Arturo Paglia e Isabella Cocuzza di Paco Cinematografica, In viaggio con Adele, delicato road movie firmato dall’esordiente Alessandro Capitani, in cui il grande attore regala insieme alla coprotagonista Sara Serraiocco una prova da incorniciare. Il film, al debutto fra le pre aperture della Festa di Roma e in sala dal 18 ottobre con Vision, è “una commedia intelligente, umanista, con un sentimento forte dentro” sintetizza il direttore della kermesse Antonio Monda. Al centro della trama l’incontro fra Aldo (Haber), attore teatrale egocentrico alla vigilia di un importantissimo provino cinematografico con Patrice Leconte (che appare in un cameo) e la figlia che non sapeva di avere Adele (Serraiocco), ventenne ‘neurodiversa’ come si autodefinisce, tanto sensibile quanto fragile e libera da freni e inibizioni. “I diversi “vanno osservati, ascoltati e coccolati” dice l’attore.
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NEW YORK

– Lady Gaga ha ufficializzato il suo fidanzamento con Christian Carino, 49 anni, suo agente. In realtà i due sono fidanzati dal 2017 ma solo ora è arrivata la conferma ufficiale. L’occasione è stata la 25/a edizione dell’Elle Annual Women, dedicato alle donne più influenti di Hollywood, durante il quale Gaga ha ringraziato tutte le persone che ama nella vita e tra queste ha indicato Christian come il suo fidanzato.
La popstar ha anche sfoggiato al dito un anello da 400mila dollari. Secondo gli esperti si tratterebbe di uno zaffiro rosa da 6 o sette carati in una corona di diamanti di circa 3 o 4 carati.
– NEW YORK

– 50 anni di Bruce Nauman a New York: 165 opere del 77enne artista americano vanno in mostra dal 21 ottobre tra MoMA e PS1 nella la più completa retrospettiva in 25 anni dedicata al grande ribelle del panorama artistico mondiale. La rassegna raccoglie il testimone dallo Schlaulager di Basilea. “Pochi artisti sono stati in grado di sostenere questo livello di creatività lungo una carriera di mezzo secolo”, ha detto la curatrice Kathy Halbreich.
E’una mostra impegnativa: per essere apprezzate alcune opere richiedono decine di minuti, se non ore di osservazione: come l’installazione video “Mapping the Studio II (Fat Chance John Cage) del 2001 in cui la pazienza paga quando si intravede un topo che nottetempo attraverso l’edificio. Nauman, che non si identifica in nessuna corrente, con le sue opere manipola tempo, spazio, movimento e linguaggio rivelando come l’esperienza sensoriale sia una base instabile della percezione. Nulla di più attuale oggi in tempo di “fake news”.
– Una mostra ricca, complessa, colta e didascalica nello stesso tempo, che vuole affascinare il lettore, anzi sedurlo come Ovidio ha saputo fare, nei secoli, con la sua opera. E’ ‘Amore, miti e e altre storie’, una rassegna ospitata dal 17 ottobre fino al 20 gennaio 2019 alle Scuderie del Quirinale, che mette insieme 250 opere provenienti da circa 80 musei del mondo (dal Louvre agli Uffizi, dall’Archeologico di Napoli a quello di Eretria in Grecia, dalla National Gallery di Londra alla Royal Danish Library di Copenaghen), per celebrare il bimillenario del poeta.Insieme quindi, nel delicato allestimento, sculture, opere pittoriche, affreschi, rilievi funerari, volumi, vasi, gioielli ed altri oggetti di ogni tipo, tutti preziosi, tutti unici a partire da capolavori come la ‘Venere pudica’ di Botticelli, o la ‘Venere callipigia’ dell’Archeologico di Napoli, e ancora raffigurazioni dei miti ovidiani realizzate da Cellini, Tintoretto, Ribera, Poussin, Batoni.Ma basterebbe per la visita la meraviglia delle cento minuscole api provenienti dal corredo funerario di una fanciulla prestate dal Museo di Aquileia. “Abbiamo letto Ovidio con l’occhio dello storico dell’arte – ha spiegato la curatrice Francesca Ghedini – perché le immagini sono dentro le sue descrizioni, le sue parole”.E allora nella prima stanza si parte proprio dalle parole e dal contemporaneo, a dire che il significato di quei versi penetra anche l’arte di oggi, con l’opera ‘Maxima Proposito’ di Joseph Kosuth, ed un sacrario con il ritratto Dell’Ortolano in cui si suppone sia rappresentato, e poi, ad esempio, la prima versione a stampa delle opere di Ovidio del 1471. Si intuisce dalla prima stanza insomma la complessità dell’impegno, “frutto di dieci anni di ricerche e due di lavoro”, spiega ancora la Ghedini, “partito dall’Università di Padova”.Un lavoro abbracciato e promosso dalle Scuderie del Quirinale, puntualizza Mario De Simoni, presidente e amministratore delegato di Ales, “perché era un dovere rendere omaggio al bimillenario e farlo non in modo inutilmente celebrativo, ma per raccontare il poeta che meglio di ogni altro ha dato voce ai momenti di crisi”. “E farlo con immagine e parola – ha aggiunto il direttore delle Scuderie Matteo Lanfranconi – mettendo insieme arte antica e contemporanea”. Che poi saranno anche al centro di una serie di incontri, conferenze e laboratori che affiancheranno la mostra.Si procede quindi, nelle stanze, con un filo conduttore legato ai temi, a partire da quello di immediato impatto dell’amore e dell’erotismo che cattura il visitatore con alcuni pezzi che non sfigurerebbero nelle stanze segrete di Pompei, per passare a quello del conflitto con Augusto che gli inflisse l’inspiegato esilio sulle rive del Mar Nero, fino all’analisi delle sue divinità e, al piano superiore, alla straordinaria raffigurazione delle sue Metamorfosi in un gioco di ripetizione e di specchi in cui i miti tornano e si rigenerano. In ‘Ovidio, Amori, miti e altre storie’, non si racconta soltanto il poeta, ma si cerca di farlo rivivere al visitatore attraverso l’emozione. E il percorso è compiuto quando ci si rifugia nella stanza che ospita voce e volto di Sebastiano Lo Monaco che recita i suoi versi.   

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

AGGIORNAMENTO

DALLE 09:22 DI MARTEDì 16 OTTOBRE 2018

ALLE 06:03 DI MERCOLEDì 17 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Auditorium Roma, per pubblico vuol dire “Concerti”
Sondaggio, gradimento alto. Giovani, più rock e occhio ai prezzi

All’asta dipinto ritrovato di MorbelliDa Pananti, seconda versione tela ciclo ‘Poema della vecchiaia’

Amori e miti, emozione Ovidio in mostraAlle Scuderie del Quirinale fino al 20 gennaio 2019

Purgatori, torno con Atlantide da Evita a Gheddafidal 17 ottobre su La7 alle 21.15 – Storie di uomini e di mondi

Per il Capodanno la Rai propone MateraAlla Regione, “Venosa potrebbe essere indicata per il 2019-2020”

Torna BookCity Milano con 1300 eventiGemellaggio con Dublino ed eventi anche nelle periferie

Il Riccardo III di Vetrano e RandisiIn prima all’Arena del Sole, il trono è una sedia a rotelle

Il Raymond Chandler Award a Jo NesboScrittore norvegese lo ritirerà a Milano al Noir in Festival

Vincomics porta vino e fumetti a LevantoMilazzo, Silver, Stano, Ziche disegnano alla Loggia Medievale

Da Tiepolo a Canaletto a VicenzaOpere dal Museo Pushkin di Mosca, dal 23 novembre al 10 marzo

Dal film al palcoscenico, Shakespeare in loveSolari dirige Lucia Lavia nel ruolo che fu della Paltrow

Guadagnino pensa a progetto su DylanFilm ispirato all’album “Blood on the Tracks”

Fedez, tour parte il 15 marzo da Firenze11 date nei palasport delle principali città italiane

Santa Cecilia, Franck e Sol GabettaGiovedì 18 il direttore e l’artista nel concerto di Edouard Lalo

Morandi a convegno canta ‘C’era ragazzo’Il cantautore ospite di un panel di ‘Ponti di Pace’ a Bologna

Scamarcio-Mastandrea tra Euforia e doloreIn sala dal 25 ottobre il film della Golino già passato a Cannes

Morto scrittore finlandese PaasilinnaAveva 76 anni, inventore del genere umoristico-ecologico

Al Festival Verdi orchestra ConservatoriDiretta da De Lorenzi, brani anche da Mozart, Rossini, Donizetti

Amoroso, altre 6 date per 10 TourIl nuovo album disco d’oro a una settimana dall’uscita

Greenaway a Schermo dell’arte a FirenzeIn cartellone festival Love Cecil di Lisa Immordino Vreeland

Klimt e Schiele, inquietudine sulla telaDa 22 a 24 ottobre scandali e sogni della Vienna di primo ‘900

Tom e Jerry, si pensa a un nuovo filmTrattative Warner Bros con Tim Story, regista dei Fantastici 4

Festa Roma al via tra anteprime, incontri e memoriaAttesi Scorsese, Huppert, Blanchett e Sigourney Weaver

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L’ARTICOLO

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Auditorium vuol dire concerti. Per 84 spettatori su cento è questa l’ attività che caratterizza il Parco della Musica della Capitale. L’ indicazione scaturisce da una analisi qualitativa, la prima mai realizzata, condotta per Musica per Roma da Commonground, su come il pubblico vede la struttura progettata da Renzo Piano. La ricerca elabora un sondaggio svolto tra luglio e settembre scorsi su 700 persone durante le serate del Roma Summer Fest. Al secondo posto delle attività i Festival, indicati dal 42% degli interpellati.
L’indice di gradimento per gli eventi – da 1 a 5 – si attesta per il 74% al livello 4. La musica più amata è il rock per il 43%, seguito dal pop (28)e il jazz (26). Il genere che si vorrebbe incrementato riguarda giovani artisti italiani (42%), seguito da artisti pop italiani e internazionali (35). Il pubblico è composto in prevalenza da impiegati (34%) e studenti (32%). Molti i laureati (47%), liberi professionisti (9%), imprenditori (6%), disoccupati (6%), insegnanti (4%). In prevalenza sono romani, il 30% proviene da fuori. Quanto alla frequenza, la maggioranza sceglie l’Auditorium una o due volte l’anno (42%), se non meno di una volta (36%), con una quota minore per chi va agli spettacoli più di tre volte (17% da 3 a 5 volte, 5% più di 5 volte). Per il 64% l’Auditorium è “musica”, a seguire arte (20%), bellezza (6%), divertimento (4%), esclusività (3%) e monumento (1%). Il 58% degli spettatori intervistati ha percepito un cambiamento positivo negli ultimi due anni.
Il 42% degli spettatori segnala i costi alti degli show, il 16 le difficoltà di collegamento. La maggioranza raggiunge l’Auditorium con l’auto privata (66%), mezzi pubblici (18) e il motorino (6), a piedi (4), car sharing (3), taxi (2) e bicicletta (1). Tutti chiedono nell’ acquisto dei biglietti offerte speciali e last minute (37%), acquisto senza intermediari (35%),card e meccanismi di fidelizzazione (28%).
Quanto agli spazi esterni, c’è forte forte gradimento la musica all’aperto, anche per ballare (43%) oltre a più eventi ospitati (18%), occasioni per mangiare e bere (13%), attività di formazione (11%), per famiglie (10%) e sportive (5%). Infine, per seguire le attività della Fondazione il 35% consulta il sito www.auditorium.com, il 23 i social. Tra tutti i canali social dell’ Auditorium, la pagina Facebook con l’ 83% è lo strumento più seguito.
– FIRENZE

– Un dipinto ritrovato del pittore piemontese Angelo Morbelli (1853-1919), ‘Entremets. Mi ricordo quando ero fanciullo’ del 1905, andrà all’incanto da Pananti a Firenze il 20 ottobre: 100-150 mila euro la base d’asta. Si tratta della seconda versione che Morbelli fece di una delle sei tele presentate alla V Biennale di Venezia nel 1903, all’interno del ciclo ‘Il poema della vecchiaia’, opere ambientate tra gli anziani del Pio Albergo Trivulzio dove il pittore aveva tra l’altro attrezzato un suo studio. Il dipinto è praticamente inedito: apparso nel 1953 in una mostra ad Alessandria per il centenario della nascita dell’artista era poi sparito e grazie al catalogo di quell’esposizione è stato identificato.
L’opera, si spiega ancora da Pananti, “si colloca nel rinnovato interesse intorno a questo autore, profondamente legato ai temi sociali ancora prima del suo contemporaneo Pellizza da Volpedo. Inoltre dal prossimo 20 ottobre Ca’ Pesaro-Galleria internazionale d’arte moderna di Venezia, dedica proprio a Angelo Morbelli una mostra che per la prima volta, dal 1903 riunisce di nuovo i sei dipinti del ‘Poema della vecchiaia’”. Tra le altre opere all’incanto una tela di Jacopo Chimenti detto Jacopo da Empoli, ‘Madonna con bambino, San Tommaso e un Santo Cardinale’, il cui disegno preparatorio è conservato al British Museum (stima 30-40mila euro) e una tela di Valentin de Boulogne, ‘Martirio dei Santi Processo e Martiniano’ (bozzetto per la Pala di S.Pietro conservato alla Pinacoteca Vaticana), base d’asta 40-60mila euro, ‘Obelisco’, smalto su tavola del 1963 di Tano Festa (85-95mila euro), un lavoro in assemblaggio su legno di Daniel Spoerri ‘Tavola di Molfettini’ (35-45mila), un olio ‘Senza Titolo’ di Antonio Sanfilippo (30-40mila), ‘Millenovecentoottantre’, acquerello di Alighiero Boetti (14-18mila), una foto di Candida Hoefer ‘Teatro anatomico-Bologna’ (35-40 mila).

– Una mostra ricca, complessa, colta e didascalica insieme, che vuole affascinare il lettore, anzi sedurlo come Ovidio ha saputo fare, nei secoli, con la sua opera. E’ ‘Amore, miti e e altre storie’, ospitata dal 17 ottobre al 20 gennaio alle Scuderie del Quirinale, che mette insieme 250 opere da circa 80 musei del mondo (dal Louvre agli Uffizi, dall’Archeologico di Napoli a quello di Eretria in Grecia, dalla National Gallery di Londra alla Royal Danish Library di Copenaghen), per il bimillenario del poeta. Ecco sculture, opere pittoriche, affreschi, rilievi funerari, volumi, vasi, gioielli ed altri oggetti di ogni tipo, tutti preziosi, tutti unici a partire da capolavori come la Venere pudica di Botticelli, o la Venere callipigia dell’Archeologico di Napoli, e ancora raffigurazioni dei miti ovidiani realizzate da Cellini, Tintoretto, Ribera, Poussin, Batoni. Ma basterebbe per la visita la meraviglia delle 100 minuscole api provenienti dal corredo funerario di una fanciulla prestate dal Museo di Aquileia.
“Approfondire il passato” per confrontarlo con il presente, e vedere se esistono margini di rischio per il nostro futuro. Cosa c’entra Evita Peron e il peronismo con quella parola tanto abusata fino alla nausea, ovvero populismo, non solo in Italia a furia di sentirla ripetere, ma anche nell’America di Trump o in Polonia o in Ungheria? Andrea Purgatori, giornalista, conduttore e sceneggiatore, torna su La7 con la nuova stagione di “Atlantide – storie di umini e di mondi” in prima serata dal 17 ottobre e cercherà di riflettere insieme al telespettatore su alcuni aspetti e argomenti, attraverso documentari inediti e nuove testimonianze, riportando in prima serata gli eventi che hanno cambiato la nostra Storia. Ma Purgatori tiene a fare una premessa: “Attenzione, non è detto per forza di cose che quello che è accaduto ieri o l’altro ieri debba accadere anche oggi: non diamo mai giudizi”.Il primo appuntamento, dal titolo La favola di Evita e l’illusione populista, racconta uno dei primi movimenti populisti a conquistare il potere, il peronismo di Juan Domingo Peron, il generale argentino che catalizzò un enorme consenso popolare con la sua ricetta politica fatta di elementi anche contraddittori: la nazionalizzazione delle banche, le riforme socialdemocratiche, il corporativismo fascista, un forte patriottismo e il legame con la Chiesa cattolica.
“Ripercorreremo anche grazie all’ausilio di immagini storiche e di dati certificati quello che è successo in Argentina – spiega Purgatori – raccontando Evita icona amatissima, il peronismo ma poi quelle che sono state le sue conseguenze: la crisi economica, il golpe e la dittatura militare, i desaparecidos. Abbiamo avuto un’intervista esclusiva a Cristina Alvarez Rodríguez – nipote di Evita e oggi deputata con il Partito Giustizialista – e arriviamo fino alla battaglia delle Nonne di Plaza De Mayo per ritrovare i ‘nipoti rubati’: i bambini partoriti nelle caserme della dittatura militare dalle oppositrici del regime poi ‘desaparecide’, affidati segretamente a famiglie di sostenitori della giunta del generale Jorge Videla”. Purgatori svela che ci saranno interviste a Horatio Verbitsky, giornalista investigativo argentino che per primo con il suo libro ‘Il Volo’ portò alla luce la vicenda dei ‘voli della morte’, gli aerei militari dai quali centinaia di oppositori del regime militare furono eliminati e gettati in mare, e a Marcelo Pineyro – regista e sceneggiatore argentino – produttore del film premio Oscar ‘La storia ufficiale’.
Poi una puntata dedicata alla storia di Gheddafi, “lo chiamavano il ‘pazzo di Tripoli’ – ricorda Purgatori – per quel suo modo di parlare in continuazione, ma ha anche fatto accordi economici considerevoli come quello della campagna elettorale di Sarkozy. Era il ‘miglior nemico’ dell’Italia, avversario dell’Occidente e protettore dei terroristi, ma poi tutti scendevano a patti con lui: da Blair fino a Berlusconi. Spazio al giallo della sua sua uccisione dopo che ha governato per 40 anni. Poi c’è l’ondata migratoria, non dimentichiamolo, non a caso il mio servizio parte da un luogo simbolo, Lampedusa”. La nuova stagione di Atlantide racconterà la notte di Sigonella del 1985 che scatenò la crisi diplomatica tra Italia e Stati Uniti; la tragedia della Moby Prince del 1991 che causò la morte di tutte le persone a bordo del traghetto, tranne una, il mozzo Alessio Bertand che ha rilasciato un’intervista esclusiva a Purgatori. “E’ la prima volta che parla, lo ha fatto solo quando ha deposto davanti alla commissione d’inchiesta, poi il silenzio assoluto. E ancora parleremo di Tangentopoli con l’inchiesta Mani Pulite, il protagonismo dei giudici, una classe dirigente alla sbarra, i partiti tradizionali in crisi; si ripercorrerà poi la stagione degli Anni di piombo che ha provocato centinaia di morti, ma su cui ancora oggi rimangono coni d’ombra da illuminare. E ancora, una biografia del boss del cartello di trafficanti di droga di Sinaloa, El Chapo, e la mafia dei Corleonesi”. “Il nostro – conclude Purgatori – è un programma che usa un linguaggio accessibile a tutti, chiaro, diretto, con immagini da seguire come un film per non far annoiare chi ci segue, ma in cui le storie sono autentiche come i testimoni che abbiamo incontrato”.

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Rai ha proposto alla Regione Basilicata la città di Matera per la diretta televisiva del Capodanno 2018/2019. Il Servizio Pubblico, spiega una nota dell’azienda di Viale Mazzini, “non può non tenere conto che la città dal 1 gennaio 2019 sarà la Capitale Europea della Cultura e diventerà la protagonista assoluta del panorama culturale italiano e europeo. Sarebbe difficilmente giustificabile a livello istituzionale l’indicazione di una sede diversa nella stessa regione”. Tuttavia Rai, si legge ancora, “ha manifestato in più occasioni alla Regione Basilicata la disponibilità a valutare ulteriori possibili città che soddisfino le esigenze produttive nella tempistica indicata. Inoltre ha comunicato alla Regione che la città di Venosa potrebbe essere indicata per l’edizione 2019/2020 previa una serie di verifiche tecniche e organizzative che dovranno essere effettuate”.
– Autori, libri, librerie e letture tornano ad essere protagoniste a Milano per la settima edizione di Bookcity, la manifestazione dedicata alla diffusione della lettura in programma dal 15 al 18 novembre, con 1300 eventi che attraversano 250 luoghi della città, dal cuore del Castello Sforzesco alle periferie.
Ad inaugurare la ‘festa del libro’ sarà lo scrittore inglese Jonathan Coe, che riceverà anche il Sigillo della città dal sindaco Giuseppe Sala, al Teatro Dal Verme il 15 novembre. Il giornalista Beppe Severgnini, invece, chiuderà la manifestazione al Teatro Parenti il 18 novembre con ‘Tutto cambia, ma italiani si rimane’, un viaggio ironico e sentimentale nel mondo del giornalismo. Tra le novità dell’edizione 2018 il ‘gemellaggio’ con Dublino e le iniziative che toccano anche le periferie grazie al ‘Giro di Milano in 90/91 minuti’, con narrazioni e letture a bordo del filobus Atm che corre all’esterno dei grandi viali cittadini.
– BOLOGNA

– Enzo Vetrano e Stefano Randisi, autori, attori e registi palermitani, collaboratori da molti anni di Emilia Romagna Teatro, saranno i protagonisti del ‘Riccardo III’ di Shakespeare in prima assoluta all’Arena del Sole di Bologna dal 23 al 28 ottobre. Si tratta di un adattamento di Francesco Niccolini “molto innovativo, con un’ambientazione asettica che lascia intuire un ospedale psichiatrico – hanno spiegato i due artisti – che potrebbe però essere anche una clinica svizzera dove il criminale, Riccardo III, va a concludere la propria esistenza, una morte desiderata, immaginata e ottenuta”. Sulla scena una sedia a rotelle al posto del trono e una vetrina piena di teschi come a indicare che tutto è già avvenuto: così quando Riccardo mette la corona sulla testa incomincia la sua caduta, non gli interessa più niente. “Si tratta di un personaggio modernissimo – ha aggiunto Enzo Vetrano/Riccardo – che mi ricorda tanti personaggi di oggi; purtroppo ci sono ancora tanti Riccardo in giro”. Al suo fianco Stefano Randisi e Giovanni Moschella interpreteranno tutti gli altri personaggi del dramma. Lo spettacolo, prima della cavalcata di nuove produzioni che Emilia Romagna Teatro realizzerà in questa stagione, dopo Bologna andrà in scena nei teatri gestiti da Ert a Modena (Passioni 13/18 novembre) e a Castelfranco Emilia (Dadà 20/11) e poi in tournée fino a febbraio.
– Il Raymond Chandler Award edizione 2018 sarà assegnato dal Noir in Festival al norvegese Jo Nesb›, che sarà a Milano e Como dal 3 all’8 dicembre per ricevere il premio.
Nesb›, classe 1960, pubblicato in più di cinquanta lingue, con la serie di Harry Hole – poliziotto specializzato in serial killer – ha venduto 9 milioni di copie. Ha all’attivo una ventina tra romanzi thriller, storie per bambini, saggi e racconti. Dalle sue opere sono stati tratti due film: ‘Headhunters’ di Morten Tyldum (Premio Leone Nero al Noir in Festival 2011) e ‘L’uomo di neve’ di Thomas Alfredson (2017) con Michael Fassbender nei panni di Harry Hole.
Noir in Festival presenterà le ultime novità di cinema e letteratura crime dal 3 all’8 dicembre, a Milano e a Como, con un’edizione tutta dedicata al tema degli Zombie, in occasione dei 50 anni de ‘La notte dei morti viventi’ di George A. Romero.
– GENOVA

– Alcuni dei più noti autori di fumetti italiani hanno dato appuntamento agli appassionati a Levanto (La Spezia), dove da venerdì a domenica, sotto i portici della Loggia Medievale, nel palazzo comunale, nelle piazze e nei vicoli della cittadina rivierasca, si svolge la prima edizione di ‘Vincomics, storie fatte di vino’. Incontri, mostre e workshop animeranno la rassegna ideata da Laura Scarpa e Giacomo Delebene che si propone di avvicinare la cultura del vino e del fumetto d’autore come “celebrazione della chiusura delle vendemmie e stuzzicante ‘aperitivo’ della grande kermesse del fumetto di Lucca Comics & Games”.
A Levanto sono attesi tra gli altri Milazzo, Stano, Silver, Castelli, Silvia Ziche, Bacillieri che incontreranno gli appassionati in occasione di cene a numero chiuso (necessario prenotare) per parlare del loro lavoro e del loro rapporto con il vino, e sotto i portici dove, su richiesta del visitatore, disegneranno sui sottobicchieri numerati acquistabili con il kit per le degustazioni.
Quattro le mostre d’autore già in corso nel Palazzo del Comune: ‘Etichette d’autore’ di Vittorio Giardino, ‘Di madre in figlia’ di Anna Brandoli, ‘Quando l’etichetta fa ridere’ di Joshua Held e ‘8 grandi firme colorano il vino Sagrantino’. Nella cittadina ci saranno anche 32 produttori di vini dello Spezzino, in particolare della Val di Vara e delle Cinque Terre.
La manifestazione è promossa con la collaborazione della Regione Liguria e del Comune di Levanto con l’obiettivo di fare conoscere le tante eccellenze vitivinicole e grastronomiche della provincia spezzina.

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VICENZA

– I capolavori dell’arte veneta del Settecento, patrimonio del Museo Pushkin di Mosca, saranno esposti a Vicenza dal 23 novembre al 10 marzo nella mostra “Il Trionfo del Colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi. Vicenza e i Capolavori dal Museo Pushkin di Mosca”. Sedi a Palazzo Chiericati e alle Gallerie d’Italia-Palazzo Leoni Montanari dove saranno esposti la Madonna con i santi Ludovico di Tolosa, Antonio di Padova e Francesco d’Assisi di Giambattista Tiepolo.
I dipinti provenienti dal Pushkin saranno coprotagonisti di un’affascinante narrazione con 30 tele dello stesso ambito e periodo, selezionate dal patrimonio dei Musei Civici di Vicenza, ricco di oltre 50 mila pezzi. Il percorso creerà un racconto che metterà in scena lo sviluppo dell’arte veneta del ‘700 e il suo impatto sull’arte europea, con artisti attivi in ogni angolo del vecchio continente.
Una storia d’amore e d’equivoci, la nascita della commedia romantica più celebre della storia e, soprattutto, la passione travolgente che può suscitare il teatro. Fino, addirittura, a far indossare panni maschili a una giovane nobildonna dell’Inghilterra elisabettiana. Al cinema, nel ’98, ‘Shakespeare in love’ conquistò il mondo, vincendo 3 Golden Globe e 7 Oscar, con Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes a dichiararsi amore a suon di rime. Oggi, a tre anni dal debutto sulle tavole di un (vero) palcoscenico nel West End londinese, arriva anche in Italia lo spettacolo che Lee Hall ha tratto dalla sceneggiatura di Marc Norman e Tom Stoppard.A firmare la regia, Giampiero Solari. Mentre a incarnare la travolgente passione per la scena è Lucia Lavia, che quel sentimento lo porta scolpito nel nome (suo papà è Gabriele Lavia e sua mamma Monica Guerritore), nei panni di Lady Viola De Lesseps (ma anche di Kent, di Romeo e poi Giulietta) accanto a Marco De Gaudio e un cast di 19 attori e un cane per 32 personaggi (dopo il debutto a Verona la scorsa estate, saranno al Politeama di Genova dal 19 al 21 ottobre e al Brancaccio di Roma dal 24 ottobre al 18 novembre, poi in tournée con tappe a Napoli, Torino, Padova, Reggio Calabria, Catania, Jesi, Palermo). “Inizialmente mi aveva spaventato l’idea di portare il film a teatro – racconta Solari – Ma sono bastate poche prove per vedere la meraviglia del ‘teatro del teatro'”.Prodotto da Alessandro Longobardi e Officine del Teatro Italiano, lo spettacolo racconta infatti la genesi, tra pagina e scena, di ‘Romeo e Giulietta’, nella fantasia della trama ispirato all’amore tra Viola e Will, che sarà poi un trionfo, coronato anche dalle lodi della Regina Elisabetta I. “Chi non conosce Shakespeare si divertirà con la storia – dice il regista – I più colti conteranno una quantità infinita di citazioni, che sono parte di un bagaglio meraviglioso, a cominciare dal nome stesso di Viola, che sarà poi un personaggio della Dodicesima Notte. O lo pseudonimo Kent, che lei usa quando si spaccia per uomo e che ritroviamo nel Re Lear”. C’è poi Marlowe che corregge le bozze di ‘Will’ (e quanti studiosi sostengono siano in realtà sue alcune opere del Bardo?), il finale con Viola e il suo sposo imbarcati per le Americhe (cui forse Will augura il naufragio nella Dodicesima notte?) o quel ‘pirata’ citato inizialmente nel titolo di Romeo e Giulietta, chiaro omaggio alla Regina e al suo amato Sir Drake. L’elenco è lungo e spassoso. “Abbiamo dovuto posticipare di un anno il debutto, per l’accuratezza nella revisione del testo che ci hanno chiesto dalla Disney”, raccontano Longobardi ed Edoardo Erba, che firma la traduzione.Ma Shakespeare in love è anche un garbato manifesto dedicato ai tanti talenti femminili cui per secoli è stato negato affermarsi nelle Arti. “Viola è una rivoluzionaria”, riflette Lucia Lavia. In un’epoca in cui alle donne era vietato salire in palcoscenico e tutti i ruoli erano appannaggio esclusivo degli uomini, “pur di recitare si traveste – dice – anticipando quello che sarebbe accaduto anni dopo”. “La difficoltà di interpretare Viola – aggiunge Solari – non è solo calligrafica. Non basta raccontare il suo percorso, bisogna avere un’aurea invisibile, che racconta l’amore per il teatro. Lucia, lo vedi subito, è nata in camerino. Ha quella necessità di mettersi in gioco senza nessuna sottotitolatura. E’ una ragazza che ha già dentro il Teatro. E il Teatro è dentro di te, non lo scegli”.

– NEW YORK

– Mentre sta per uscire nelle sale il suo “Suspiria”, Luca Guadagnino ha in mente un nuovo progetto: il regista italiano candidato l’anno scorso agli Oscar per “Chiamami col tuo nome” sta lavorando a un film ispirato dall’album di Bob Dylan “Blood on the Tracks”. La rivelazione viene da un profilo-intervista dedicato a Guadagnino dal New Yorker. Si tratterà di “una storia ambientata negli anni Settanta, che si svolge nell’arco di vari anni e che Guadagnino e lo sceneggiatore Richard LaGravanese hanno inventato attingendo ai temi centrali dell’album”, riferisce il New Yorker senza precisare quando cominceranno le riprese anche perché il regista ha molti altri progetti in cantiere. Tutto è nato perché uno dei produttori di “Chiamami col tuo nome” ha comprato i diritti cinematografici dell’album e chiesto a Guadagnino di ricavarne un film. il regista aveva posto come condizione che LaGravanese scrivesse la sceneggiatura: ora il copione c’è, 188 pagine, secondo il New Yorker.
– “Il 18 ottobre apro ufficialmente le date del mio nuovo tour. Mi sembra incredibile, dopo la vertigine di San Siro, emozionarmi all’idea di tornare a calpestare un palcoscenico. Eppure è così. Oggi le vertigini hanno lasciato il posto all’adrenalina. Quella di un nuovo viaggio nato per condividere con voi un nuovo progetto. Forse il più intimo e profondo di sempre”. Fedez annuncia così il tour 2019 nei palasport che prenderà il via il 15 marzo 2019 da Firenze (Nelson Mandela Forum). Il rapper è al lavoro su un nuovo progetto discografico e ha da poco annunciato la preparazione di un singolo dedicato al figlio.
Queste le altre date: 16 marzo – Torino (Pala Alpitour); 21 marzo – Bologna (Unipol Arena); 23 marzo – Montichiari (BS) (PalaGeorge); 28 marzo – Ancona (PalaRossini); 30 marzo – Eboli (PalaSele); 2 aprile – Acireale (Pal’Art Hotel); 5 aprile -Roma (PalaLottomatica); 8 aprile – Milano (Mediolanum Forum); 13 aprile – Padova (Kioene Arena); 14 aprile – Conegliano (Zoppas Arena).
– Il maestro Mikko Franck e la violoncellista argentina Sol Gabetta nel concerto per violoncello e orchestra di Edouard Lalo sono i protagonisti del secondo appuntamento della stagione sinfonica di Santa Cecilia, giovedì 18 ottobre, all’Auditorium Parco della Musica. Franck, al secondo anno come direttore ospite principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale, proporrà inoltre l’ouverture “Romeo e Giulietta” composta da Tchaikovskij in forma di poema sinfonico ispirato al dramma di Shakespeare. Infine un omaggio alla Finlandia, patria di Mikko Franck e del compositore Jean Sibelius di cui sarà eseguita la Sinfonia n. 2. Sol Gabetta è considerata tra le artiste più importanti ed eclettiche della scena internazionale. Il concerto di Lalo, compositore che ha contribuito alla rinascita sinfonica francese, è uno dei suoi cavalli di battaglia. Nello spettacolo – giovedì alle 19:30, repliche venerdì 19 alle 20:30 e sabato 20 alle 18 – la violoncellista suonerà il suo prezioso Guadagnini del 1759.
– BOLOGNA

– “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones…”: Gianni Morandi canta e fa cantare a giovani e religiosi il suo celebre brano contro la guerra in Vietnam, durante un convegno sul ’68 a Bologna nell’ambito di uno dei panel di ‘Ponti di pace’, manifestazione della Comunità di S.Egidio sul dialogo tra le religioni.
“Mi ero preparato – ha detto – un discorso con la presunzione di dire la mia sul ’68, ma dopo aver ascoltato straordinari oratori, lasciamo perdere. Vorrei fare un discorso più musicale.
Il mio ’68 cominciò qualche anno prima. Alla fine del ’66, quando si sentiva già parlare di qualche occupazione in qualche università, incontrai un mio coetaneo, un cantautore, che mi portò una canzone che cambiò anche la mia di storia e che poi nel ’68 sarebbe diventata una canzone che cantavano anche i giovani, una specie di inno. Era una canzone contro la guerra, una ballata. La musica porta i giovani verso la pace, non verso la guerra. Io vi invito a cantarla insieme a me”.
‘Euforia’ di Valeria Golino, in sala dal 25 ottobre distribuito da 01 in 200 copie, è un po’ commedia, un po’ dramma, ambientato, come è, nel luogo principe dei contrasti e degli affetti: la famiglia. “Come è stato per ‘Miele’ sono interessata all’etica del quotidiano – dice a Roma la Golino – a quelle situazioni verso cui valga pena porsi certe domande”. E aggiunge la regista parlando del film, già passato a Cannes nella sezione Un Certain Regard: “Certo che c’è dall’autobiografismo in questo lavoro. L’idea è nata da fatti accaduti a persone a me care, in particolare da alcuni racconti di un amico che viveva una situazione personale molto difficile a causa di una grave malattia che aveva colpito suo fratello”.Ed è proprio la storia di due fratelli quella di ‘Euforia’, ovvero quella di Matteo (Riccardo Scamarcio), giovane imprenditore di successo, spregiudicato e affascinante omosessuale, e di suo fratello Ettore (Valerio Mastandrea), insegnante di scuola media, che vive ancora nella piccola cittadina di provincia dove entrambi sono nati. Un uomo, quest’ultimo, alle prese con una mamma noiosa, un figlioletto e una moglie (Isabella Ferrari) che non sopporta più. Due persone all’apparenza lontanissime, ma entrambe con un segreto, che la vita a un certo punto riavvicina attraverso il dolore. Per Mastandrea, il suo personaggio non è affatto un perdente: “Ettore non è manovrato, come si potrebbe pensare all’inizio, ma anzi è molto consapevole e si diverte facendo finta di non sapere e vedere. In realtà – aggiunge l’attore – sia lui che il fratello sono due narcisi: Ettore è un narciso del dolore, mentre Matteo ha il narcisismo di chi non ha il coraggio di essere amato”.Per Scamarcio ‘Euforia’ dimostra che “il confine tra egoismo e altruismo non esiste e che anzi a volte le due cose si sovrappongono. In questo film – sottolinea – ci sono tutte persone che conosco bene anche nella vita. Abbiamo cercato di lavorare mettendo in gioco anche queste cose, emozioni personali, esperienze vissute. Il film ci dava l’opportunità di pescare nella nostra parte emotiva più profonda”. Il film, scritto dalla Golino con Francesca Marciano, Valia Santella e la collaborazione di Walter Siti e con nel cast anche Valentina Cervi e Jasmine Trinca, ha come titolo Euforia perché, si legge nelle note di regia, “è quella sensazione bella e pericolosa che coglie i subacquei a grandi profondità quando ci si sente felici e totalmente liberi. Ma è anche la sensazione a cui deve seguire l’immediata decisione della risalita prima che sia troppo tardi”.

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E’ morto a 76 anni lo scrittore finlandese Arto Paasilinna, conosciuto e amato in tutto il mondo per il suo romanzo ‘L’anno della lepre’ che in Italia ha venduto finora oltre 120.000 copie. Malato da tempo, Paasilinna è morto il 15 ottobre in una casa di riposo vicino a Helsinki.
Tra le sue opere più importanti, uscite in Italia per Iperborea, che dal 1994 a oggi ha pubblicato 17 titoli, anche ‘Piccoli suicidi tra amici’ e ‘Il migliore amico dell’orso’.
Definito da critici e lettori l’inventore del genere “umoristico-ecologico”, vista la sua vicinanza ai temi ambientali e naturalistici, Paasilinna ha ironizzato con sottile umorismo su qualunque tema, anche e soprattutto su quelli più complessi e drammatici. Le sue storie tragicomiche sulla vita nel Grande Nord, insieme alla sua acuta visione della società finlandese, allo stesso tempo amara e divertente, sono diventate un cult per diverse generazioni di lettori.
– BUSSETO (PARMA)

– Debutta al Festival Verdi, mercoledì 17 ottobre, al Teatro di Busseto, l’Orchestra Giovanile della Via Emilia, nata dai Conservatori di Parma, di Piacenza e degli Istituti musicali di Modena e Reggio Emilia, diretta da Antonio De Lorenzi. In programma brani dal Nabucco e dal repertorio operistico di Mozart, Rossini, Donizetti e Bellini, interpretati dalla soprano Serena Lee, dalla mezzosoprano Kaho Maezawa, dal tenore Reynaldo Droz e dal baritono Wang Pengcheng. Ad aprire il concerto ‘Aleph’, brano vincitore del concorso “Composizione originale per l’Orchestra Giovanile della Via Emilia”, composto da Giacomo Biagi, classe 1991, studente di composizione a Piacenza. L’Orchestra ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Parma, Modena, Reggio e Piacenza. De Lorenzi ha frequentato la scuola di Fiesole facendo parte dell’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Muti. E’ stato sul podio anche della Giovanile dell’Armenia, della Reino de Aragón di Saragozza e della Filarmonica Italiana.
– Dopo il debutto al 1/o della classifica Fimi – Gfk, il nuovo album di Alessandra Amoroso “10” – a una sola settimana dall’uscita – è subito certificato disco d’oro. Certificazione ORO anche per “La stessa”, il primo singolo estratto da “10”. Dal 5 marzo 2019 Alessandra Amoroso porterà “10” in tour e vista la grande richiesta degli spettatori raddoppiano 5 date di “10 Tour” (21 marzo seconda data Roma Palalottomatica; 27 marzo seconda data Acireale Palasport; 1 aprile seconda data Milano Mediolanum Forum; 4 maggio seconda data Eboli Palasele; 9 maggio seconda data Bari Pala Florio) e F&P Group aggiunge una nuova data a Napoli il 6 maggio al Palapartenope.

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FIRENZE

– Sarà Peter Greenaway ad aprire l’11/a edizione dello Schermo dell’arte film festival, dedicato alle molteplici interazioni tra cinema e arte, che si terrà a Firenze dal 13 al 18 novembre. Oltre cinquanta gli ospiti attesi tra artisti, registi, produttori, tra cui la curatrice Sarah Perks, il produttore Yorgos Tsourgiannis e la regista Lisa Immordino Vreeland, di cui sarà presentato, in anteprima nazionale, ‘Love Cecil’, film che racconta il talento del designer e fotografo di moda Cecil Beaton attraverso rari materiali di archivio e brani tratti dai suoi diari.
Per la serata d’apertura del 14 novembre Greenaway presenterà in una lecture il progetto del suo prossimo film ‘Walking to Paris’, racconto del viaggio che, tra il 1903 e il 1904, il ventisettenne Costantin Brancusi intraprese a piedi dalla Romania, suo paese natale, per raggiungere Parigi.
– C’è tutta l’inquieta effervescenza culturale della Vienna tra ‘800 e ‘900 nel film “Klimt e Schiele. Eros e Psiche”, regia di Michele Mally, che sarà nelle sale dal 22 al 24 ottobre con Nexo Digital. Al centro del film la vita e le opere di Gustav Klimt ed Egon Schiele, diversi ma emblemi di una stessa sensibilità, quella dell’uomo ‘nuovo’, moderno, che a cavallo tra i due secoli si stava affacciando: protagonisti della Secessione Viennese, i due pittori portarono avanti l’idea di un’arte totale, capace di rompere con la tradizione. Opere come Il Bacio, Giuditta, il Fregio di Beethoven di Klimt e L’abbraccio e Donna distesa di Schiele vengono integrate nel film in un racconto avvincente. Per lo spettatore, guidato nel racconto da Lorenzo Richelmy, l’occasione di muoversi tra le sale dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches Museum, del Leopold Museum, del Sigmund Freud Museum e del Wien Museum per guardare da vicino opere d’arte straordinarie, che raccontano una stagione irripetibile.
– NEW YORK

– Tom e Jerry sono pronti a fare il gatto e il topo più amati dello schermo in un nuovo film.
Secondo quanto scrive Hollywood Reporter, infatti, la Warner Bros, Animated Group è in trattativa con Tim Story, regista tra le altre cose de ‘I Fantastici 4’, per un film che dovrebbe essere in sala nel 2020.
Si tratterebbe di un misto tra animazione a computer e live action. Come nella serie originale, Tom e Jerry, i cui primi corti sono comparsi negli anni ’40, non parleranno e il progetto del film rientra nelle iniziative della Warner allo scopo di reintrodurre i classici Hanna-Barbera per le nuove generazioni. Tra le altre iniziative è previsto anche un reboot di Scooby Doo e un film su Wile E. Coyote.
Una cosa è certa: la 13/a edizione della Festa del Cinema di Roma (18-28 ottobre) che parte giovedì 18 ottobre (la quarta diretta da Antonio Monda), non sembra avere più alcun complesso verso i festival e, a ragione o torto, rivendica la sua identità. Ovvero quella di una festa senza giurie internazionali, palmares (per la selezione ufficiale c’è solo il premio del pubblico), pregiudizi verso i film non in anteprima e che guarda solo alla qualità delle proposte e a quegli ‘incontri ravvicinati’, con star del cinema e non solo, che sono una delle sue punte di diamante.
Due intanto i film italiani in selezione ufficiale: ‘Il vizio della speranza’ di Edoardo De Angelis e ‘Diario di tonnara’ di Giovanni Zoppeddu, a cui si aggiunge una co-produzione italiana: ‘Corleone il potere ed il sangue’ di Mosco Levi Boucault, con la voce recitante di Maya Sansa. Per restare ancora alla sola Italia, evento speciale di chiusura l’atteso ‘Notti magiche’ di Paolo Virzì, che racconta la tragica partita di Italia ’90 in cui la nazionale venne eliminata ai rigori dall’Argentina.
Sul fronte degli incontri ravvicinati, oltre agli italiani Giuseppe Tornatore, Alba e Alice Rohrwacher, i direttori della fotografia Luciano Tovoli e Arnaldo Catinari, i montatori Esmeralda Calabria e Giogiò Franchini, troviamo da Martin Scorsese a Isabelle Huppert, da Cate Blanchett a Michael Moore (che presenterà il suo ultimo lavoro ‘Fahrenheit 11/9’ su Donald Trump) e Sigourney Weaver.
Monda ha rivendicato più volte l’ingresso alla manifestazione per la prima volta di due major con film in prima mondiale: l’episodio di ‘Millennium – Quello che non uccide’ (con Claire Foy, annunciata sul red carpet) e ‘Mia e il leone bianco’ di Gilles de Maistre.
Tra gli altri film da segnalare: ‘If Beale Street Could Talk’ di Barry Jenkins (Oscar per Moonlight, passato a Roma nel 2016), ‘Quello che non uccide’, nuovo capitolo della saga Beautiful Boy con Steve Carell nei panni di un padre impegnato a salvare il figlio (Timothée Chalamet) dalla droga. E ancora ‘The Old Man & the Gun’, ultimo lavoro di Robert Redford e, infine, la biopic ‘Stanlio e Ollio’ interpretata da John C. Reilly e Steve Coogan (entrambi attesi a Roma).
Omaggi poi a Vittorio Taviani, Ermanno Olmi, Carlo Vanzina, Milos Forman e Vittorio Gassman anche con la proiezione del bel documentario di Fabrizio Corallo: ‘Sono Gassman! Vittorio re della commedia’.
Tra i restauri da segnalare poi: ‘L’amore molesto’ di Mario Martone, che terrà anche un incontro con il pubblico sul caso Elena Ferrante; ‘Italiani brava gente’ di Giuseppe De Santis e un omaggio a Vittorio Taviani con ‘San Michele aveva un gallo’, presentato alla festa da Martin Scorsese che a sua volta riceverà il premio alla carriera dalle mani di Paolo Taviani.
Infine, previsto anche il restauro de ‘Il tempo si è fermato’ per celebrare Ermanno Olmi e quello de ‘La grande guerra’ di Mario Monicelli alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un’edizione, comunque, ricca di memoria, documentari, star e con un fil rouge nel segno del neo-noir. Non manca però, come da tradizione, anche una piccola polemica. Questa volta tocca ad Alberto Barbera, ‘colpevole’ di aver dichiarato in un’intervista a Vanity Fair che la manifestazione romana resta alla fine una realtà solo “locale”. Per Monda una “scivolata di cattivo gusto” da parte del collega a capo della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Ma non finisce qui. Pochi giorni fa Barbera twitta sulla Festa di Roma e sulla sua rivendicazione di essere un festival al femminile: “Stanco di leggere che a #Venezia75 c’era un solo film diretto da una regista. Erano 23, sparse nelle varie sezioni. A #romacinemafest ne ho contate 12 (salvo errori e dimenticanze), più 12 in Alice nelle Città, ma intitolano ‘Roma esalta le donne’. Informarsi meglio no?”.   

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:20 DI LUNEDì 15 OTTOBRE 2018

ALLE 05:50 DI MARTEDì 16 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Presentato in anteprima mondiale al Biografilm Festival di Bologna, arriva in sala con un’uscita evento con I Wonder il 15, 16 e 17 ottobre ‘Renzo Piano.
L’architetto della luce’, il film documentario in cui Carlos Saura segue Piano nella progettazione e nella realizzazione del Centro Culturale Botin a Santander, in Spagna. Un racconto, il suo, quasi in presa diretta delle varie fasi della costruzione, con molti interventi dello stesso architetto italiano sulla sua idea dell’arte e della creatività.
E se Piano nel documentario parla di luce “come materiale più importante della stesso cemento”, il regista spagnolo ha spiegato a Bologna: “Senza luce non c’è cinema, il mestiere del regista è proprio quello di controllarla e lo posso ben dire io che ho lavorato tante volte con il grande Vittorio Storaro”.
L’ossessione poi di Piano per il tempo, la durata dell’opera d’arte, è la stessa di Carlos Saura: “In questo le fotografie sono più fortunate – ha detto il regista che ha iniziato proprio come fotografo -. Le fai e l’attimo dopo hai davanti a te il passato, una cosa se si vuole terribile, ma anche affascinante.
E poi le foto sono eterne, restano per sempre”.
I suoi referenti nel cinema sono sicuramente quelli “del neorealismo italiano”, ma ha aggiunto: “Ho conosciuto nella mia carriera Michelangelo Antonioni, ero amico di Marco Ferreri e ho sempre avuto una grande ammirazione per Federico Fellini. Oggi però il cinema italiano, come quello spagnolo, si sta un po’ perdendo e bisogna fare qualcosa quanto prima”.
Nel documentario anche molti interventi dello stesso Renzo Piano che parla non solo del difficile rapporto nella creazione tra tecnica e poesia, ma anche del fatto che, oltre alla luce, un altro elemento si ritrova in tutta la sua opera: l’acqua. “La cosa che amo di più è andare in barca da solo. Mi ritrovo cosi’ con la luce dall’alto, per me una cosa metafisica, e circondato poi dalle acque”.
In ‘Renzo Piano. L’architetto della luce’ sono molte le immagini dedicate alla costruzione di questo centro culturale e della sua enorme struttura in acciaio che gli dà sostegno.
“Ho sempre amato i cantieri – confessa Piano -. Mio padre, che faceva il mio stesso lavoro, mi ci portava sempre. Il cantiere per me e’ un momento magico delle mie creazioni”.
Mentre, per quanto riguarda il suo modo di lavorare, dice: “Quando devo fare un progetto architettonico amo passare del tempo dove ci sarà la costruzione. Mi piace passeggiare a lungo in quei posti perché amo cogliere il Genius Loci che ci vive prima di mettere mano al processo creativo: credo sia una cosa necessaria per fare un buon lavoro”.
– LASZLO KRASZNAHORKAI, ‘MELANCOLIA DELLA RESISTENZA” (BOMPIANI, pp. 448 – 20,00 euro – Traduzione di Dora Meszaros e Bruno Ventavoli) Non credo sia un caso che si riscoprano oggi i romanzi di Laszlo Krasznahorkai scritti negli anni ’80, perché nell’Ungheria di Orban e nell’Europa dei nazionalismi a tendenza autoritaria si dimostrano dense metafore di un’attualità sconcertante, pur parlando della decadenza e fallimento del regime comunista e dell’illusione che un giorno potrebbe arrivare qualcosa di nuovo. Dopo le attese, i ritorni e le dilanianti tensioni ambientate nella fangosa campagna ungherese raccontate in ‘Satantango’, ecco, con un titolo esemplare, ‘Melancolia della resistenza’, le speranze e le paure e il lento degrado sociale e materiale di una città che aspetta finalmente arrivi un qualche cambiamento.
Il romanzo si apre con un treno con cui sta tornando a casa, nella sua cittadina nei Carpazi, la signora Pflaum e la descrizione di un viaggio cupo e claustrofobico che prende i contorni di una sorta di incubo, che ha il suo culmine all’arrivo, tra strade vuote, buie, silenziose dalla cupa atmosfera desolante. Siamo in un’epoca di generale e profonda sfiducia nel domani e in questo depresso sbandamento, in tanta piccolo borghese insicurezza, qualunque parvenza di ordine trova spazio per affermarsi. C’è l’inquietante sensazione “che potesse accadere di tutto. E quel di tutto spaventava più del pericolo di normali disgrazie, privava le persone di giudizio e ragione con l’effetto evidente di un’apatia generale”. Si parla di “pantano morale”, di un “mondo abbandonato alla guida nauseante dell’ozio lascivo e di una fiacca volontà”, di cui sono un allarme anche i lampioni per strada che non si accendono più. Ma il vero segno di qualcosa di inaspettato, incomprensibile in tanto surreale disfacimento è l’arrivo dei carrozzoni di un circo la cui unica attrazione è una grande balena morta, simbolica come Moby Dick ma anche Il leviatano di Hobbes, metafora di un assurdo mondo alla fine.
In questa realtà a essere un po’ perno del racconto è la signora Eszter, ambiziosa presidente del Comitato femminile cittadino, che si sente “padrona del futuro”, siccome per lei “quel lento e inesorabile degrado non indicava più la deludente fine di un mondo, anzi le sembrava l’annuncio di qualcosa che avrebbe sostituito un mondo fallito: non dunque un epilogo, ma un inizio”. Il marito, il Direttore Eszter, invece vive recluso in casa, “maestro della rinuncia all’agire” per il quale persino “guardar fuori dalla enorme finestra progettata per tempi migliori sarebbe stato un gesto insensato”. E’ lei che approfitterà della confusione, la curiosità e dello sconcerto provocato dalla presenza della balena tra i suoi smarriti concittadini, per cercare di prendere in mano il potere con metodi assolutamente autoritari e l’aiuto quasi automatico delle forze dell’ordine, dando spazio ai sentimenti peggiori, dall’invidia alla rabbia, disprezzando cultura, scienza e fede in nome di nuove superstizioni. E qui spicca l’innocenza sapiente e inconsapevole di un bellissimo personaggio poetico e quindi naturalmente sovversivo come Valuska, detto Janos, figlio della signora Pflaum.
Krasznahorkai racconta tutto nei particolari, fatti e persone, “esaminando – per usare sue parole – la realtà sino al limite della follia”, per avvincerci con la tensione del procedere degli avvenimenti e i pensieri dei suoi personaggi, ma la forza del romanzo è nella lingua, nel procedere per periodi lunghissimi, tutti subordinate, in una magmatica, lenta colata lavica di parole, di frasi che avvolgono e catturano con la loro meticolosità di particolari e forza visionaria, in un andamento ipnotico che non conosce pause dall’inizio alla fine.

– TRENTO

– Inaugurato negli spazi espositivi del Castello di Rovereto il Memoriale dei caduti trentini della Grande Guerra.
Curato dall’architetto Giovanni Marzari, il Memoriale dà ampio spazio alla vicenda dei 12.000 caduti trentini con sei sezioni: la prima dedicata alla memoria pubblica dei caduti e al concetto delle memorie divise, poi i cimiteri di guerra in Europa e in Galizia, due postazioni internet dove consultare l’anagrafe dei caduti trentini, una sezione sulla memoria privata e pubblica con i monumenti ai caduti. Spazio anche a una zona per le proiezioni, con estratti del film “Prigionieri della guerra” di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Al termine del restauro dell’Ossario di Castel Dante, di proprietà dello Stato, il Memoriale sarà collocato negli spazi del Sacrario.
L’inaugurazione è avvenuta in occasione della prima giornata istituita per ricordare le vittime e i caduti trentini della prima guerra mondiale, che in base alla legge provinciale 11/2017 cade il 14 ottobre di ogni anno.
– VENEZIA

– La partitura autografa di Semiramide di Gioachino Rossini, recentemente restaurata grazie al contributo “Valore Cultura” di Generali, sarà esposta nella Sala Ammannati del Teatro La Fenice di Venezia dal 16 al 28 ottobre.
L’esposizione “Semiramide: carta, musica e memoria” sarà aperta al pubblico acquistando il biglietto della visita al teatro, oppure in concomitanza con la messinscena dell’opera, prima dell’inizio e durante l’intervallo dello spettacolo.
Il supporto del progetto Valore Cultura di Generali non è stato finalizzato solamente all’intervento di restauro, ma destinato anche a una serie di iniziative rivolte alla città e ai più giovani. Venerdì 26 e sabato 27 ottobre, infatti, i residenti di Venezia e della città metropolitana potranno accedere gratuitamente alla mostra e domani è previsto un workshop sull’opera di Rossini.

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NAPOLI

– ”La testa di cavallo di Donatello, uno dei simboli della città di Napoli rappresenterà il Museo Archeologico di Napoli a Matera 2019. Siamo felici essere tra protagonisti della più grande mostra mai realizzata prima d’ora in Italia per rileggere il Rinascimento da Sud, in programma la prossima primavera”. Il direttore del MANN Paolo Giulierini ha risposto alla ‘chiamata’ di Matera: la grande testa di cavallo bronzea (alta 1 metro e 75 cm, proveniente dal palazzo di Diomede Carafa, al MANN dal 1806) sarà ospite per 3 mesi nella ‘capitale europea della cultura’ al Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi. Ad accompagnare la ‘testa Carafa’ da aprile a luglio 2019 anche i Torsi dei Dioscuri, di arte romana. ”Il Rinascimento visto da Sud, Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra il 400 e il 500 è un progetto magnifico, di grande originalità, perchè indaga quell’epoca da una nuova prospettiva, quella del mare e delle sue rotte”.
Non ha i lussureggianti baffi di Tom Selleck, ma guida una Ferrari rosso fiammante per le stesse assolate strade delle Hawaii. Torna in tv (su Fox, il martedì alle 21 da domani 16 ottobre) Magnum P.I. e ha il volto di Jay Hernandez (Suicide Squad). Questo attesissimo reboot di una delle più popolari serie degli anni Ottanta rispecchia i tempi di oggi: meno machismo e un’assistente donna al fianco del famoso investigatore privato.
Il fedele Higgins infatti, in questa nuova versione ha il volto di una donna, Perdita Weeks.
Fra i fan di Tom Selleck, c’è chi è contento dell’evoluzione e chi invece rimpiange i tempi passati. La critica però ha finito per apprezzare questa nuova, più sobria versione. L’ex Navy Seal questa volta è tornato dall’Afghanistan e si ricicla come investigatore privato alle Hawaii. Con forse un po’ meno machismo, ma con l’umorismo e la leggerezza che fu del primo Thomas Magnum, anche l’investigatore interpretato da Hernandez risolve casi e si getta in spericolate avventure. “Interpretare un personaggio così popolare nella storia della televisione è stato un passo che mi ha creato qualche ansia – confessa Jay Hernandez – mi sono fatto coraggio pensando a Jared Leto che ha interpretato il Joker in Suicide Squad, un ruolo che prima fu di giganti come Heath Ledger e Jack Nicholson.In tanti avevano decretato il suo fallimento e invece è andato benissimo, ed è andato bene perché non ha copiato i Joker precedenti ma ha creato il suo personaggio. Anche noi con Magnum P.I. abbiamo preso una strada differente dal passato, sia fisicamente che filosoficamente. Il nostro Magnum P.I. non ha i baffi ad esempio, ed è molto diverso nel carattere dall’investigatore interpretato da Selleck”. La storia dietro il personaggio, poi, è più curata che in passato, perché questo è ciò che il pubblico televisivo di oggi vuole. “Abbiamo curato molto questo aspetto – continua l’attore – ci sono le investigazioni, certo, ma c’è anche la storia di lui e della sua squadra. Il fatto che Higgins sia una donna, ad esempio, cambia le dinamiche della loro relazione, che nel corso dello sviluppo della serie sarà esplorata, dando luogo a interessanti punti di vista”.
Hernandez è sempre stato un fan della serie originale: “Ma lo sapete che va ancora in onda in più di 100 paesi nel mondo? Io ho imparato ad apprezzare il sorriso sornione di Tom Selleck sin da bambino, quando mia mamma, grande fan della serie, non perdeva nessuna delle tantissime repliche che venivano programmate”. Il sogno di Hernandez è ora avere Tom Selleck un giorno nello show: “E’ la serie che lo ha reso famoso e che – immagino – lui consideri davvero molto sua, una sua creatura, eppure ci ha augurato il miglior successo e ci ha fatto sapere che ci verrà a trovare sul set, alle Hawaii, un giorno. Magari chissà, prima o poi lo avremo davanti alla cinepresa per un cameo, sarebbe davvero un sogno”.

– PESARO

– “Con Poste Italiane prosegue il forte rapporto per promuovere il territorio. Sarà partner del 150/o di Rossini: è in uscita un francobollo speciale sulle celebrazioni”. Lo annuncia il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, mostrando l’annullo filatelico del 105/o anniversario della costruzione del palazzo delle Poste e Telegrafi. Il primo cittadino ha ricordato anche “i francobolli recenti dedicati alla Mostra del Nuovo Cinema” di Pesaro.
– La storia mai raccontata delle famiglie tedesche e ex scienziati nazisti che collaborarono alle imprese americane della Nasa nella corsa alla Luna è al centro di una serie, German Moon, annunciata il 15 ottobre, che si comincerà a girare nel 2019/2020. E’ una coproduzione italo-tedesca tra la Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli con Lorenzo Gangarossa, Beta Film e Zeitsprung. E’ in preparazione con gli sceneggiatori e creatori israeliani Nadav Schirman, Ron Leshem e Amit Cohen. La storia parte dal 1950, quando la sonnolenta campagna di Huntsville, in Alabama, viene sopraffatta da un’ondata di immigrazione: un convoglio di autobus con 118 famiglie tedesche a bordo attraversa il Tennessee River. La maggior parte di loro non parla inglese. I tedeschi, parte dell’élite tecnologica del caduto regime nazista, sono stati chiamati a costruire missili balistici per l’esercito americano sotto la supervisione della Cia. Estranei che cercano di adattarsi a una cultura straniera nonché servitori di un’amministrazione esigente, che sta dando loro l’opportunità di dimenticare il passato in cambio di inestimabili conoscenze e professionalità. E mentre l’Europa prova a rialzarsi, in America inizia un nuovo viaggio.
– Lavinia Biagiotti è la vincitrice della VII edizione del Premio Mecenate Dello Sport – Varaldo Di Pietro, assegnato dall’omonima Fondazione. La cerimonia di consegna del riconoscimento, patrocinato dal Coni e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, si svolgerà il 18 ottobre nella sede del Coni a Roma, in presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò. L’evento sarà presentato dal giornalista di Raisport Enrico Varriale. Nel corso della cerimonia verrà consegnato il premio giornalistico a Roberto Sommella, direttore relazioni esterne e rapporti istituzionali dell’Autorità Antitrust. Presidente e ceo di Biagiotti Group dal luglio del 2017, Lavinia Biagiotti Cigna, figlia della celebre stilista Laura, scomparsa un anno fa, rappresenta la terza generazione dell’azienda di famiglia che ha portato la moda italiana nel mondo. Inoltre Lavinia Biagiotti ha fornito un contributo fondamentale per lo svolgimento in Italia della Ryder Cup, sfida di golf tra Stati Uniti ed Europa che andrà in scena a Roma nel 2022.
“Rispetto all’anno scorso in sala il cinema italiano ha registrato al box office complessivo un +40%”. Lo ha detto il presidente dell’Anica Francesco Rutelli a margine della presentazione di Videocittà, la rassegna sulle immagini in movimento, dagli youtuber al videomapping sui monumenti, che dal 19 al 28 ottobre a Roma proporrà 114 eventi e 45 masterclass.
“Nel 2017 – ha spiegato – avevamo registrato invece un -50%, sul quale aveva pesato il mancato effetto Zalone”. Quest’anno “c’è una ripresa”, ha rilevato. Nel 2017 – ha spiegato Rutelli – c’è stato un tracollo del cinema italiano, si è parlato giustamente di anno nero. Quest’anno non è che le cose siano trionfali in generale, però certamente c’è una ripresa. I dati complessivi li daremo a fine anno. Quest’anno non avremo un titolo che ha fatto il boom, ma una migliore distribuzione di incassi nell’arco dell’anno grazie ai film, fra gli altri, di Sorrentino, Garrone o a Come un gatto in tangenziale. Ed altri titoli devono ancora arrivare, vedremo”.
“Non so dare una definizione di pop, ma quest’album lo è e con le sue canzoni abbraccia tutto il mondo”. L’album di brani inediti è quello intitolato ‘Sì’, in uscita in tutto il mondo su etichetta Sugar il 26 ottobre e che Andrea Bocelli ha presentato oggi a Milano.
Il lavoro discografico del tenore, che uscirà in 60 paesi diversi, riporta in scena Bocelli con una scaletta di dodici canzoni e quattro bonus track, dedicate all’amore, alla famiglia, alla fede e alla speranza, il tutto con la produzione del leggendario Bob Ezrin, già sentito al lavoro con Pink Floyd, Lou Reed e altri. “La vita di ciascuno di noi è fatta di tante cose – ha detto Bocelli – e considerato che io canto da quando ero piccolo e lo faccio per lavoro da tanti anni, posso dire di avere fatto tanto fino ad oggi”. Un album, il suo ‘Sì’, che permette al tenore di ripresentarsi dopo quattordici anni di attesa (dall’album ‘Andrea’) con una serie di canzoni inedite e scritte per lui da autori del calibro di Tiziano Ferro, Fortunato Zampaglione, Mauro Malavasi, Riccardo Del Turco e diversi altri nomi ancora.
“Le note sono solamente sette – ha scherzato a proposito Bocelli – e non è facile trovare delle belle canzoni da interpretare. In tanti si cimentano con la scrittura di canzoni, ma trovare quelle all’altezza di occupare un po’ di tempo nella vita delle persone non è una cosa semplice”. Con qualcosa come novanta milioni di dischi venduti nel corso della carriera, per il nuovo lavoro Bocelli si è anche concesso una nutrita schiera di collaboratori illustri sul fronte dei duetti, inseriti in una scaletta di brani che va da ‘Ali di libertà’ ad ‘Ave Maria Pietas’, cantata assieme ad Aida Garifullina, nome di riferimento della nuova scena lirica internazionale, passando per ‘Amo soltanto te’ in duetto con Ed Sheeran, ‘Un’anima’, ‘If only’ con Dua Lipa, ‘We will meet once again’ con Josh Groban.
Raphael Gualazzi, altro artista di casa Sugar, per Bocelli ha invece scritto musica e testo di ‘Vertigo’, brano per il quale Gualazzi ha suonato anche il pianoforte (“Ho voluto cantarla al modo di Gualazzi perché era perfetta fatta in questo modo”).
“L’incontro con Ed Sheeran è stata una delle cose più divertenti che mi siano accadute ultimamente – ha anche detto Bocelli – perché in principio lui mi ha mandato la canzone e io ho cercato di interpretarla in modo pop. Dopo qualche giorno lui ha preso un aereo di linea e me lo sono trovato a casa, perché la versione che gli avevo proposto non gli piaceva. Era deciso a farmi cantare da tenore e, considerati i risultati che ha già ottenuto quella canzone, devo ammettere che alla fine non aveva tutti i torti a volerla fare così”.
Un debutto discografico inserito nella scaletta dell’album è invece quello di Matteo Bocelli, figlio del tenore toscano e che con lui duetta sulle note di ‘Fall on me’. “Io sono uno studente di Conservatorio che sta cercando di imparare a cantare – ha spiegato Matteo, ventuno anni e anche lui presente oggi alla presentazione dell’album del babbo (guai a chiamarlo papà) – e con questa esperienza mi sono trovato ad affrontare qualcosa di veramente grande. Spero di essere stato all’altezza”.
Interrogato a proposito di un eventuale partecipazione in coppia, come super ospiti, al Festival di Sanremo, Bocelli senior non si è però sbilanciato: “Sono sempre stato abituato a pensare agli impegni imminenti e per Sanremo manca ancora molto tempo”. Di sicuro, invece, c’è che il brano cantato assieme dai due Bocelli e scritto da Matteo con Fortunato Zampaglione, sarà la traccia dei titoli di coda del nuovo film Disney ‘Lo schiaccianoci e i quattro regni’ in uscita il 31 ottobre.
Ospiti d’eccezione di ‘Sì’ sono poi anche sessanta piccoli coristi di Haiti, paese supportato dalla Andrea Bocelli Foundation con i suoi progetti benefici, che dopo aver accompagnato la voce del tenore in diverse tappe della sua tournée, questa volta hanno prestato la loro voce a due brani dell’album, ‘Dormi dormi’ e ‘Gloria gift of life’.

– La lingerie di Sophia Loren in “Matrimonio all’italiana”, l’abito da ballo di Claudia Cardinale ne “Il Gattopardo”, e poi i costumi realizzati nei seminari, veri capolavori di stoffa capaci di raccontare lo spirito di un’epoca. È una storia di arte e artigianato, passione e generosità la mostra “Piero Tosi. Esercizi sulla bellezza. Gli anni del Csc. 1988-2016”, a Palazzo delle Esposizioni dal 16 ottobre al 20 gennaio, che celebra uno dei più importanti costumisti del cinema italiano e il suo lavoro di docente per 28 anni a Roma, presso il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Nel percorso protagonisti sono i costumi d’epoca, frutto prezioso dei seminari di costume, trucco e acconciatura in cui Tosi approfondiva un preciso periodo storico. In mostra anche le fotografie tratte dai film più celebri, accanto a spezzoni di film e video e ai ritratti delle allieve con i costumi dei seminari, nonché abiti di quattro costumisti diplomati al Csc con Tosi.

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OVS celebra i 90 anni di Topolino con una capsule collection realizzata da quattro giovani creativi selezionati da Vogue Talents, property di Vogue Italia dedicata ai talenti e alla creatività.
I quattro nomi sono: Arthur Arbesser, Diego Marquez e Mirko Fontana di Au Jour Le Jour, Maria Sole Cecchi di Les Petits Joueurs e Vivetta Ponti con il brand Vivetta che hanno interpretato l’iconografia del celebre personaggio nato dalla matita del grande Walt Disney.
Vivetta si è spirata alle orecchie di Topolino che ornano il cappuccio del piumino stampato mentre il volto appare ricamato su mini e T-shirt. Stampe colorate su bomber, T-shirt, felpe in neoprene per Arbesser che celebra Topolino con palloncini persi in vortici, o grandi pois che formano spirali. Au Jour Le Jour trasforma la sagoma Mickey Mouse in un pattern animalier. Le prime tavole di Topolino hanno ispirato Maria Sole Cecchi che raffigura con borchie e strass Topolino e Minnie su zainetti, borse e portachiavi. In vendita dal 17 ottobre

Più di 500 appuntamenti tra concerti, spettacoli, conferenze, incontri e 11 tra festival e rassegne: il cartellone messo a punto dalla Fondazione Musica per Roma per la prossima stagione è un fuoco di fila di proposte studiate per accontentare i gusti di tutti i tipi di pubblico in ogni stagione. A fare la parte del leone, ovviamente, saranno i concerti con grandi star internazionali e italiane del rock, del pop, del jazz fino all’indie rock, alla musica per il cinema e ai lavori sperimentali. Ben Harper, Take That, Tribalistas, Morcheeba, Enrico Rava, Edoardo Bennato, Stefano Bollani, Max Gazzè, Giovanni Allevi, Mario Biondi, Nicola Piovani, Ludovico Einaudi, Goran Bregovic, Giorgio Moroder, i Toto, Brad Mehldau, sono tra i pezzi forti del ricco calendario di concerti che avrà il suo culmine nell’ormai radicato Summer Festival. E ancora un festival tematico al mese, spettacoli di danza e teatro, lezioni di arte, rock, storia, matematica, filosofia, storia.
– VINCI (FIRENZE)

– Quindici gigantografie di cittadini di Vinci (Firenze) sono esposte per le vie del centro di Haarlem, in Olanda dove l’artista olandese Fjodor C. Buis ha inaugurato la mostra fotografica ‘Hals meets Vinci’. In esposizione anche altrettanti ritratti di cittadini di Haarlem, abbinati in coppia su grandi manifesti dislocati nel centro della città. I vinciani sono ritratti sul celebre sfondo della Monna Lisa di Leonardo, nell’ombra morbida del sole toscano, mentre gli abitanti di Haarlem vestono il tipico collare a macina, in voga nel 17esimo secolo e elemento ricorrente nei ritratti di Frans Hals, e sono illuminati dalla luce proveniente da una finestra, riconoscibile sempre nei dipinti dell’artista di Haarlem del Seicento. La serie di ritratti è una selezione della colorata collezione di abitanti di entrambe le città, che vengono proposti simpaticamente come le nuove Monna Lisa e i nuovi Frans Hals. Rappresentati tra gli altri, il sindaco Giuseppe Torchia, un gelataio, Leonardo da Vinci e Frans Hals

– Puma ha collaborato con Hasbro Inc.
per ideare le sneakers dedicate ai Transformers. Arrivati sul mercato per la prima volta nel 1984 proprio con Hasbro e con la giapponese Takara, come serie di giocattoli, i robot che possono trasformarsi in veicoli a motore sono diventati anche una popolare serie di cartoni animati e di film. Con un merchandising di successo, Transformers è diventato uno dei marchi più riconoscibili dell’intrattenimento. Milioni di fans hanno assistito alle battaglie tra gli Autobots e Decepticons, e protagonisti come Optimus Prime e Megatron sono diventati nomi familiari.
La partnership con brand creativi per ideare una gamma di prodotti oltre i confini con design è diventata parte della strategia di Puma, che combina il tema Transformers con la sua scarpa RS-X, basata sull’iconica linea Running System degli anni ’80. Il lancio della collaborazione Puma e Hasbro, anticipa l’uscita del nuovo film Bumblebee, nelle sale a dicembre.
– PISA

– La mostra-spettacolo ‘Bosch, Brueghel, Arcimboldo’ arriva dal 14 novembre agli Arsenali Repubblicani di Pisa: 54 proiettori ricostruiscono magiche e sognanti atmosfere attraverso una combinazione di proiezioni, immagini, musiche e tecnologia regalando al pubblico una totale immersione in opere uniche nel loro genere. Con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pisa, la mostra è prodotta in Italia da Gruppo Arthemisia e Sensorial Art Experience, gli autori dello spettacolo sono Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto, Massimiliano Siccardi e Luca Longobardi. E’ già iniziata la prevendita con una scontistica dedicata a gruppi e scolaresche, mentre il 30 ottobre, alle 17.30, con il ciclo de ‘I Racconti dell’Arte’ presso l’Auditorium Officine Garibaldi di Pisa, Sergio Gaddi offrirà in anteprima la possibilità di conoscere più da vicino i protagonisti della mostra.
– Dopo un ricco 2017, che l’ha vista impegnata su più fronti nel nostro Paese, dopo i concerti della passata estate, Patti Smith torna a omaggiare l’Italia con una serie di eventi speciali a dicembre (cinque date dall’11 al 16), nei quali sarà accompagnata sul palco dal fidato Tony Shanahan al piano e chitarra. Cattedrali, chiese e teatri (anche in occasioni delle celebrazioni rossiniane) saranno i contesti esclusivi per una serie di concerti-reading dell’artista newyorchese. Patti Smith sarà dunque l’11 e 12 dicembre ad Avezzano (AQ) per il Concerto di Natale, nella Cattedrale San Bartolomeo, il 14 dicembre a Cortona (AR) al Teatro Signorelli per Concerto per l’Autismo, il 15 dicembre a Pesaro al Teatro Rossini, evento parte del progetto Rossini150, il 16 dicembre a Padova nella Sala dei Giganti dell’Università.
– FIRENZE

– Claudio Baglioni è pronto a partire, il 16 e 17 ottobre, dal Nelson Madela Forum di Firenze con il nuovo tour ‘Al Centro’ che, dopo l’anteprima a Verona, porterà ora nei palasport d’Italia. Grazie al palco posto al centro, il pubblico – disposto a 360 gradi – potrà ripercorrere insieme a lui mezzo secolo di musica, con una scaletta che raccoglie tutti i più grandi successi, per la prima volta, in ordine cronologico. “Al Centro” non celebra solo i 50 anni del rapporto tra Baglioni e la musica, ma anche quello tra la sua musica e il linguaggio, il costume e la cultura del nostro Paese.
Sul canale Vevo di Baglioni, è online il video con un cast ‘stellare’ di ‘Al Centro’, il brano strumentale composto appositamente per essere la colonna sonora di 50 anni di storia e di oltre 60 milioni di dischi. Nel video gente “comune” si unisce a tanti attori italiani, che hanno deciso di partecipare alla sua realizzazione.
Il Vampiro non muore mai. Dracula resta una figura iconica rivisitata in infinite versioni, grande seduttore, grande condottiero, anti-eroe con il cuore spezzato, il conte Vlad Tepes è stato tante cose in questi decenni. Forse perchè come affermano Steven Moffat e Mark Gatiss, autori di una nuova miniserie su Dracula, annunciata da Netlix e Bbc One, “Ci sono sempre state storie sul grande male. Ciò che rende Dracula speciale è che Bram Stoker ha reso il male il suo stesso eroe”.
La serie sarà prodotta dall’Hartswood Films (gli stessi creatori della serie drammatica BBC “Sherlock”) in co-produzione con BBC One e Netflix.
La mini-serie, composta da 3 episodi della durata di 90 minuti ciascuno, è scritta e creata da Steven Moffat e Mark Gatiss. I tre episodi riporteranno il pubblico nel mondo di Dracula, l’iconico vampiro che ha reso la malvagità affascinante. La serie è ambientata in Transilvania nel 1897 e ha come protagonista il conte Dracula, impegnato ad architettare piani diabolici contro la Londra vittoriana.
Tra le tante pellicole “Dracula di Bram Stoker”, di Francis Ford Coppola (1992), con Gary Oldman (nel ruolo del Conte), Winona Ryder (Mina), Anthony Hopkins e Keanu Reeves. Ma il Dracula più riconoscibile nell’iconografia comune è forse quello interpretato da Christopher Lee nel 1958. L’ombra del vampiro, film del 2000 con Willem Defoe e John Malkovich. Racconta la storia che si potrebbe celare dietro al primo Nosferatu di Murnau del 1922. E tra i tanti anche Dracula 3D, 2012 – il Conte versione trash di Dario Argento, maestre del Brivido, in un’apoteosi trash e splatter, con effetti speciali che ricordano i videogiochi. Tornando alla miniserie debutterà su BBC One in Gran Bretagna e su Netflix in tutti i restanti Paesi in cui il servizio è attivo. BBC Studios Distribution, che ha veicolato l’accordo con Netflix per Hartswood Films, sarà la casa di distribuzione internazionale. Charlotte Moore, BBC Director of Content, ha osservato: “Il geniale duo composto da Steven Moffat e Mark Gatiss, con Dracula, darà vita ad un evento televisivo imperdibile, trasmesso da BBC One”.
Piers Wenger, Controller of BBC Drama ha aggiunto: “L’incredibile rappresentazione di Dracula creata da Steven e Marc è tanto terrificante quanto intelligente. Nelle loro mani i fan sperimenteranno il potere della creazione di Bram Stoker in modo del tutto inedito. Siamo emozionati perché collaboreremo con loro e con il visionario team di Hartswood su un’altra iconica serie britannica”.

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Più che un disco, un’esperienza sonora da attraversare sullo smartphone: questo è ‘Elettro Acqua 3D’, progetto del cantautore Marco Di Noia e del musicista Stefano Cucchi, pubblicato recentemente come applicazione gratuita per iOS e Android. La sua unicità non risiede solo nel metodo di distribuzione (sperimentato da pochi al mondo), ma nella particolare cura per il suono grazie al mixaggio 3D dinamico in binaurale, studiato per l’ascolto in cuffia. Quest’attenzione si apprezza ancora meglio nella versione audio HD, acquistabile dentro l’app, e si coglie nelle tracce strumentali con suoni di sintesi e registrazioni ambientali che collegano le undici canzoni synth pop cantate da Di Noia.
– GENOVA

– “L’ultima tranche della Legge Bray per il Carlo Felice sarà sbloccata”. Lo annunciano gli assessori alla Cultura di Regione Liguria e Comune di Genova, Ilaria Cavo e Barbara Grosso, insieme con l’assessore comunale al Bilancio Pietro Piciocchi, al termine dell’incontro a Roma col ministro Bonisoli sulla situazione del Teatro dell’Opera di Genova.
“Il ministro ci ha dato chiare rassicurazioni circa lo sblocco degli oltre 7 milioni residui attribuiti al teatro Carlo Felice dalla procedura Bray, sbloccata quasi due anni fa ma poi bloccata nell’ultimo saldo e ha manifestato la sua vicinanza alla città di Genova annunciando una sua prossima visita entro fine anno, probabilmente in occasione di una prima dell’opera – sottolineano i tre assessori in una nota -. Il ministro ci ha rassicurato sulla serietà del lavoro che come enti locali stiamo svolgendo: per il secondo anno consecutivo ha visto un incremento di risorse da parte di Comune e di Regione di un milione di euro ciascuno”.
– Pizza, Ferrari e Paparazzo: è il podio delle parole italiane più conosciute al mondo, veri e propri nomi-brand. Il termine paparazzo si deve ad un genio del cinema italiano, Federico Fellini. L’origine è nota: la cronaca mondana degli anni della Dolce Vita a Roma, tra gli anni ’50 e ’60, era una sorta di guerriglia tra fotografi e personaggi famosi. Fellini decise di chiamare Paparazzo il personaggio del fotografo della Dolce vita. Da quel film il nome divenne un genere fotografico, un mestiere, una categoria e infine una parola internazionale senza bisogno di traduzione. Se Secchiaroli è il maestro, Rino Barillari è l’allievo.
Fellini lo adotta, lo chiama the King of Paparazzi e il nome resterà sempre nel suo biglietto da visita, anche oggi che ha festeggiato 60 anni di un’incredibile carriera che dopo quell’epoca abbraccia con scatti memorabili il ’68, gli anni di piombo, le stragi di mafia. La Festa di Roma (18-28 ottobre) lo celebra con una mostra al Maxxi.
– FIRENZE

– L’avanguardia della tecnologia led illumina la basilica di San Miniato al Monte. Il nuovo impianto sarà inaugurato il 18 ottobre, alle 21, con un concerto di canti gregoriani. Il progetto, a cura del lighting designer Massimo Iarussi, è stato realizzato dall’azienda fiorentina Exenia con la supervisione della Soprintendenza dei beni culturali e rientra nell’ambito delle celebrazioni del millenario della Basilica.
Sono in tutto 120 i punti luce che andranno ad esaltare elementi architettonici e affreschi: si tratta di apparecchi miniaturizzati ad altissime prestazioni, dalle finiture di colore adeguate alle superfici di installazione. Grazie all’intervento di maestranze specializzate, i lavori sono stati eseguiti in poco meno di un mese. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova illuminazione, il priore dell’abbazia padre Bernardo Gianni ha spiegato le ragioni del progetto. “Occorreva sostituire un impianto oramai vecchio, del 2001, con uno capace di esaltare con garbo e discrezione la bellezza dei luoghi, dimezzando al massimo i consumi. Con gli esperti di questa azienda tutta fiorentina abbiamo realizzato un impianto che consuma quanto una lavatrice”.

Miguel Bosè si separa dallo scultore spagnolo Nacho Palau, secondo quanto rivelano i media spagnoli.
E anche i quattro figli della coppia sono costretti a dividersi.
Due gemelli rimangono con il cantante, che dopo essersi diviso tra Panama (dove è nato 62 anni fa) e Madrid ha scelto ora di trasferirsi in Messico, gli altri due con Palau.
Il 27 aprile 2011 Bosé aveva annunciato pubblicamente, tramite i suoi profili social, di esser diventato papà di due gemelli, Diego e Tadeo, tramite una gravidanza di sostegno. Il 29 giugno di due anni dopo, rivelò alla rivista spagnola “Shangay” di essere padre di altri due bambini: “Non ho due figli ma quattro. A sette mesi dalla nascita di Diego e Tadeo sono arrivati altri due gemelli, Ivo e Telmo”.
– L’ultima festa di un tour fortunato, per tirare le somme di un anno speciale e del percorso che l’ha preceduto. Questo è ‘Cosmotronic Tour Gran Finale’, il concerto che Cosmo terrà il 2 febbraio al Mediolanum Forum di Assago. In occasione del lancio del nuovo singolo ‘L’amore’, in radio da venerdì 19 ottobre, il cantautore e musicista di Ivrea ha annunciato oggi questo appuntamento, che sarà la sua unica esibizione live del 2019.
In programma uno show che toccherà le tappe di una carriera tra synth pop e dance, partita con ‘Disordine’, decollata con ‘L’ultima festa’ fino all’ultimo ‘Cosmotronic’ e l’esperienza del collettivo Ivreatronic.
Ad aiutare Cosmo in questa impresa live interverranno anche ospiti speciali, mentre contenuti inediti e sorprese renderanno lo show un evento unico, rinnovato nell’estetica e nella scaletta rispetto al tour.

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TRIESTE

– illycaffè celebra la 50/a Barcolana con la nuova mug Art Collection dell’artista Marina Abramović, una delle personalità più conosciute e controverse dell’arte contemporanea, celebre per l’utilizzo del proprio corpo come strumento di espressione. L’ edizione speciale riprende l’immagine e il messaggio scelti dalla Abramović per il Manifesto di Barcolana50: ‘We are all in the same boat’, navighiamo tutti sullo stesso mare e sulla stessa Terra. “Anche quest’anno abbiamo voluto celebrare la Barcolana con una illy Art Collection – ha spiegato Massimiliano Pogliani, a.d. dell’industria triestina del caffè – lo abbiamo fatto insieme a Marina Abramović che, applicando gli schemi e il linguaggio dell’arte alla tazzina mug, ci ricorda che il pianeta è la nostra casa e come tale va salvaguardato.”

Annuncia “casino, musica e grandi ospiti” e dice “sono felice di tornare nella fascia 19-20: amo fare lo Spritz radiofonico!”, poi Fiorello, dando il via al varietà Il Rosario della Sera (su Deejay dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 20) si lancia in un turbinio di notizie, canzoni e personaggi reali o inventati.Nella prima puntata c’è spazio anche per Casa Salvini, con le parodie del vicepremier e della compagna Elisa Isoardi, e per Calcutta, il primo ospite, con il suo repertorio e un omaggio a Pino Daniele con ‘Quanno chiove’.

Fiorello scherza sulla concorrenza radiofonica: “Ci avete fatto caso? Rosario della Sera, l’acronimo è RDS”. Di tanto in tanto spuntano i jingle di Vincenzo Mollica con improbabili slogan giovanilisti tipo ‘Bella raga’, ‘Minchia zio sei troppo bomber’, ‘Sto sclerando’ o ‘Sto pezzo è troppo puccioso’.
Torna la ‘First Lega’ Elisa Isoardi, imitata da Gabriella Germani, cavallo di battaglia della precedente edizione dello show, ma stavolta non è sola. Con lei a ‘Casa Salvini’ c’è anche Matteo, nella parodia di Fiorello, che sfreccia con le pattine sulla cera per pavimenti, fatta rigorosamente da api padane, mentre Elisa accende i fornelli con il teaser, regalo di San Valentino. Dopo una parentesi sull’arrivo del prossimo royal baby, figlio di Harry e Meghan, un parto o meglio “un baby Brexit”, Fiorello introduce una nuova rubrica dicendo: “Vi siete mai chiesti come cantano i cantanti sotto la doccia? Danno il peggio di loro. Ho messo una cimice per ascoltarli… La prima è Giorgia” che, con l’acqua in sottofondo, stona come non farebbe mai ‘Quello che le donne non dicono’, successo della Mannoia.
Ideato da Fiorello, ‘Il Rosario della sera’ è scritto con Francesco Bozzi, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. Oltre al maestro Enrico Cremonesi e a Gabriella Germani, nel cast anche Danti e I Gemelli di Guidonia, che hanno proposto un assaggio del nuovo spettacolo ‘Disco-patia… Dica 33 giri’, al Teatro Tirso de Molina di Roma dal 24 al 28 ottobre.
Mentre l’atteso ritorno di Fiorello su Rai1 è slittato a data da destinarsi, Linus esulta per questo nuovo inizio su Radio Deejay: “Quelli come lui sono un riferimento per tutti, Fiorello è come Cristiano Ronaldo o Valentino Rossi, un fuoriclasse in tutto. Anche nei numeri, nei quattro mesi della scorsa primavera ha subito quasi raddoppiato gli ascolti nella sua fascia. Prevedibile – conclude – ma sempre incredibile”.

– E’ “A star is born”, il film di e con Bradley Cooper e Lady Gaga presentato a Venezia, a dominare la classifica Cinetel di questo week end, con un incasso di 1.706.612 euro. Al remake del cult interpretato da Barbra Streisand, segue Venom, simbionte della Marvel con Tom Hardy metà supereroe e metà supercattivo, che domina il box office Usa del fine settimana mentre da noi registra 1.631.678, 6.401.008 in due settimane. Al terzo posto troviamo la new entry Johnny English colpisce ancora, che segna il ritorno di Sir Rowan Atkinson, noto per il ruolo di Mr.Bean, e ottiene 909.257 euro.
Quarto gradino per il film d’animazione Gli incredibili 2 con 610.945 (11.130.424 totali). Due debutti al quinto e sesto gradino: Zanna Bianca con 559.659 euro e The Predator, 494.434.
Esordio all’ottavo posto per La fuitina sbagliata, con 331.544 euro. Totale incassi 8.176.954 euro, in calo del 14% rispetto allo scorso week end, ma in crescita del 44.43% rispetto a un anno fa.
‘Ti presento Sofia’, commedia leggera di Guido Chiesa in sala dal 31 ottobre con Medusa, con Micaela Ramazzotti e Fabio De Luigi, racconta una idiosincrasia: quella verso i bambini. Protagonista Gabriele (De Luigi), ex rocker ora negoziante di strumenti musicali, che, dopo aver divorziato ha una vera mania per la figlia di dieci anni di nome Sofia (Caterina Sbaraglia). Così quando gli amici gli presentano nuove donne con le quali rifarsi una vita, lui non fa che parlare tutto il tempo della figlia, facendo fuggire ogni aspirante futura compagna. Un giorno, però, nella vita di Gabriele ripiomba Mara (Micaela Ramazzotti), un’amica che non vede da anni che nel frattempo è diventata una nota fotografa. Potrebbe per Gabriele essere la donna giusta, ma al loro primo appuntamento Mara gli rivela che non solo non vuole avere figli, ma detesta i bambini.
Travolto dalla passione per la donna, Gabriele pensa bene di negare l’esistenza di Sofia. Da quel momento, le giornate dell’ex rocker diventano un vero inferno piene come sono di rocamboleschi sotterfugi per nascondere la presenza della figlia a Mara e viceversa. Un inferno, il suo, pieno anche di fatica: quella di trasformare ogni volta il proprio appartamento in funzione di quale delle due andrà a trovarlo. Una situazione che sembra senza via d’uscita, finché non ci si mette il destino.
Nel cast del film, prodotto da Colorado con Medusa, anche Andrea Pisani nel ruolo di Chicco, giovane imbranato fratello di Gabriele; Shel Shapiro, padre ingombrante dei due fratelli, e Caterina Guzzanti.
“Ti presento Sofia – dice il regista – è una commedia sentimentale con uno spirito rock e l’ambizione di andare al di là dei cliché. Racconta di tre personaggi bloccati nelle loro certezze: il divorziato Gabriele, convinto che la propria vita si realizzi nel rapporto esclusivo con la figlia; la dinamica e childfree Mara, persuasa che i bambini siano un disturbo alla vita di un adulto e che lei non possa relazionarsi con loro e Sofia, dieci anni, certa che Mara sia una rovina per il rapporto tra lei e il papà. In realtà – continua Chiesa – ognuno a modo suo ha paura di mettersi in gioco. La prima a sbloccarsi, con la libertà e genuinità di cui solo i bambini sono capaci, sarà proprio Sofia la cui graduale accettazione di Mara porterà poi anche gli adulti ad aprirsi e a sperimentare quanto gli altri possono dare. Magari proprio quello che ti manca”.
Il film, ci tiene a dire infine Guido Chiesa, “è stato scritto a sei mani da tre genitori (Nicoletta Micheli, Giovanni Bognetti e Guido Chiesa) che amano i bambini, ma che hanno cercato di comprendere le motivazioni che sono alla base della scelta di Mara, come di tante donne e uomini, senza giudicarla o pretendere di analizzarla, tanto meno portandola a un forzato cambiamento di rotta, ma neanche sposandone acriticamente la prospettiva”.   

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 11:02 DI DOMENICA 14 OTTOBRE 2018

ALLE 04:12 DI LUNEDì 15 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Mark Knopfler, suono come un idraulico
Chitarrista a Imaginaction, il 16/11 esce Down the road wherever

Striscia, torna coppia Greggio-IacchettiCondurrà il tg satirico fino al 5 gennaio

Valentina, una vita con Crepax in mostraA dicembre nei Musei Civici di Bassano del Grappa

Thriller miglior video ultimi 50 anniIl riconoscimento assegnato al festival IMAGinACTION

Con Leotta anche contadina cerca moglie”Felice di essere testimone di questo amore”. Dal 17 su FoxLife

Ulisse: successo social per il programma di Alberto Angela sulla ShoahCelentano lo ringrazia. Fico: ‘Memoria anticorpo della democrazia’

Torna The Gifted con i suoi X-MenDal 15 ottobre su Fox 2/a stagione serie creata da Matt Nix

Turturro porta in scena a Palermo il suo Rigoletto darkRegista lascia spazio alle note e al canto e pubblico apprezza

Carrey torna in tv, tra dramma e risateIn anteprima a Milano la serie Kidding, dal 7/11 su Sky Atlantic

Angela racconta Shoah e lascia il segno3,6 mln su Rai1 e successo social. Plauso da Fico a Celentano

Incassi Usa, Venom supera Lady GagaDebutta al terzo posto First Man di Chazelle

Rolli days, 102 mila visite in 2 giorni235 mila tweet, 246 mila persone raggiunte Fb, tanto Instagram

Who is America?, si ride con Baron CohenLa nuova serie satirica dal 15/10 su Sky Atlantic e On Demand

Zendaya, da Spider-Man a La SirenettaDa 15/10 su Boing con sitcom per famiglie K.C. Agente segreto

La donna dello scrittore, vince la parolaIl film di Petzold, già a Berlino, in Italia dal 25 ottobre

Sorpresa Tilda Swinton, doppio ruolo in SuspiriaComplice un make-up di quattro ore, “outing” dell’attrice al NYT

Capri, Hollywood premia Eli RothIl 19 ottobre a Roma l’anteprima del film prodotto da Spielberg

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L’ARTICOLO

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Il suo stile inconfondibile e i suoi riff funambolici fanno storia da oltre 40 anni. Eppure lui, Mark Knopfler, anima e fondatore dei Dire Straits lasciati per intraprendere la carriera solista a metà degli anni Novanta, con disarmante naturalezza dice di suonare la chitarra “come un idraulico”. “Sono un autodidatta e facevo un po’ di tutto – racconta Knopfler davanti a un folto pubblico a Cesena, ospite internazionale di Imaginaction, Festival del videoclip -. Ho imparato a muovere le dita sulle corde nei club folk: mi esibivo con la chitarra acustica perché non potevo permettermi un amplificatore per quella elettrica. Se sbaglio, sappiate che non ho mai preso lezioni”. Ma la musica, insiste l’artista inglese, “come ogni musicista degno di questo nome sa, è infinita, universale”.
L’incontro è l’occasione per Knopfler per presentare il suo nuovo disco, il nono da solista, Down the road wherever (British Grove con Universal/Polydor), in uscita il 16 novembre con 14 brani. “Scusate, ho scritto troppo”.
Da lunedì 15 ottobre Enzo Iacchetti torna dietro al bancone di Striscia la notizia (in onda su Canale 5 alle 20.35) per la 25/a edizione consecutiva al fianco di Ezio Greggio.
Iacchetti, che prende il posto di Michelle Hunziker (la showgirl svizzera tornerà a Striscia il 15 aprile 2019 insieme a Gerry Scotti), ha debuttato nel varietà di Antonio Ricci, insieme allo storico partner Greggio, nella stagione 1994-1995 e a oggi ha condotto quasi 2500 puntate.
La coppia condurrà il tg satirico fino al 5 gennaio 2019.
– L’inossidabile caschetto di capelli scuri, il broncio da bambina, il corpo efebico reso sensuale dai glutei alti e le lunghe gambe: è Valentina, la donna di una vita per Guido Crepax che l’ha disegnata, ma anche per milioni di uomini nel mondo che l’hanno sognata. Valentina arriva ai Musei Civici di Bassano del Grappa, affascinante protagonista di unna mostra originale, nuova rispetto alle recenti esposizioni che a lei e al suo creatore sono state dedicate a Roma e a Milano. A Bassano del Grappa, Valentina Rosselli, in arte solo Valentina, accoglierà amici e ospiti, dal 2 dicembre al 15 aprile 2019, da bellissima padrona di casa della mostra intitola appunto Valentina. Una vita con Crepax, a cura dell’Archivio Crepax.
Nessuno noterà i suoi 70 anni, attraversati con l’intangibilità che appartiene al sogno e al disegno.
Protagonista di una vita normale e onirica, di cui la seconda è fuga dalle difficoltà della prima. Una vita segnata da anoressia e allucinazioni superata dal sogno.
– Thriller di Michael Jackson vince il premio al ‘Miglior Videoclip degli ultimi 50 anni’. Il riconoscimento, tra le iniziative di IMAGinACTION – il primo festival a livello internazionale completamente dedicato al videoclip in corso a Cesena – è stato assegnato da una giuria composta da giornalisti italiani del settore, discografici e addetti ai lavori, dopo aver analizzato la votazione web svolta dal pubblico sul sito di Mtv. Il videoclip del ‘re del pop’, uscito nel 1982, è considerato il primo video musicale ad avere una trama ed una coreografia. Dopo il grande successo della prima edizione, quest’anno IMAGinACTION ha accolto circa 10 mila spettatori nei tre giorni di festival. L’evento, ideato dalla Daimon film, è stato realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Cesena e Regione Emilia-Romagna.

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Non solo il contadino, anche la contadina cerca moglie nella quarta stagione del dating show di FoxLife, per la prima volta condotto da Diletta Leotta. Protagonisti dello show, prodotto da Fremantle per Fox Networks Group Italy, sono 5 single di campagna che aprono le porte delle loro fattorie ad altrettanti single di città, desiderosi di cambiare stile di vita e trovare l’amore.
Al centro del programma, al via il 17 ottobre, c’è anche la 33enne Federica, alla ricerca della donna della sua vita: l’amore per la natura l’ha portata ad aprire un bed & breakfast in campagna, ma la sua ex-compagna – nonché ex socia – l’ha abbandonata perché stanca della vita campestre.
“Io ho un debole per Federica, che è la contadina che cerca l’amore – racconta Diletta Leotta -. Essere testimone dell’amore che è nato poi, che Federica ha avuto la fortuna di trovare e che credo stia andando molto bene, è stata la cosa che mi ha colpito di più in questa esperienza”.
Successo social per la trasmissione ‘Ulisse’ di Alberto Angela che ha registrato il 18,6% di share ed è stato il programma che ha avuto più interazioni social di tutta la giornata con oltre 133 mila interazioni (+50% rispetto alla scorsa settimana), al primo posto dei trending topic Italia.Il programma ha raccontato il lungo viaggio senza ritorno delle donne, dei bambini e degli uomini ebrei che il 16 ottobre 1943 furono catturati a Roma dalle SS e portati in treno ad Auschwitz e in altri campi di sterminio. Con Alberto Angela si sono ascoltate le testimonianze di alcuni abitanti del quartiere ebraico di Roma, allora bambini, scampati alla razzia del sabato nero per una pura fatalità o grazie alla solidarietà di cittadini non ebrei.Ma nei giorni seguenti altri ebrei, zingari, omosessuali e oppositori del regime in altre parti d’Italia subirono la stessa sorte. Pochi scamparono alla cattura e pochissimi sopravvissero agli stenti e gli orrori dei campi di sterminio. Tra loro la senatrice a vita Liliana Segre e Sami Modiano, catturato in Grecia. Entrambi hanno raccontato ad “Ulisse” i loro ricordi del viaggio verso i campi di sterminio: Liliana Segre su un treno merci partito dal tristemente famoso binario 21 della stazione di Milano e Sami Modiano su un battello salpato da Rodi e usato fino a quel momento per il trasporto del bestiame. La loro storia converge e abbraccia quella dei sei milioni di ebrei europei sterminati per volere del Terzo Reich. E se c’è un posto dove lo sterminio si è concretizzato nella sua brutalità più infernale e disumana, quello è proprio il campo di Auschwitz- Birkenau.Alberto Angela dalla Polonia ha mostrato come e dove vivevano i pochi sopravvissuti ai treni della morte e la tragica fine che invece spettava a chi all’arrivo nel campo era destinato alle camere a gas. L’incomprensibile macchina di sterminio nazista, tanto illogica quanto fredda, calcolatrice ed efficiente, richiama alla mente un verso di una poesia della poetessa polacca Wislawa Szymborska, Nobel per letteratura: “Lo dicono cieco, ma l’odio ha la vista acuta di un cecchino”. E l’odio, la soluzione finale con la quale venne deciso di sterminare gli ebrei, i simboli del potere e il cuore della tragedia dell’Olocausto sono rinchiusi nella città che più ha dovuto fare i conti con un passato difficile: Berlino. La capitale tedesca è anche il luogo dove oggi si possono trovare diversi monumenti che commemorano la Shoah, come il Museo ebraico e il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa. Qui, nel centro informativo che “Ulisse” ha visitato, campeggia una frase di Primo Levi sull’Olocausto che suona come un monito per tutta l’umanità: “E’ accaduto, quindi può riaccadere di nuovo”.”Grazie Alberto, per il tuo contributo a non dimenticare. Con la tua trasmissione di ieri sera ‘Ulisse – il piacere della scoperta’ – non solo ci aiuti a non dimenticare gli orrori del nazismo, ma a ricordarci che il seme di quelle atrocità è dentro ognuno di noi, pronto a esplodere ogni volta che, fingendo di non conoscere il PROSSIMO, smettiamo di sorridere. Che, tradotto, significa: VITA! Vita Che muore se, prima di tutto, non la si riconosce negli ALTRI!!! Grazie Alberto! Sei grande!!!”. E’ il ringraziamento speciale di Adriano Celentano ad Alberto Angela, dopo l’appuntamento di ieri con Ulisse dedicato al rastrellamento del ghetto di Roma e alla Shoah. Una puntata, intitolata Viaggio senza ritorno, che ha raccolto su Rai1 un ascolto di 3,6 milioni di spettatori pari al 18.6% di share ed è stata il programma più commentato sui social nella giornata. “Il #16ottobre1943 iniziò il rastrellamento degli ebrei di Roma: la memoria di una delle tragedie più dolorose della nostra storia è fondamentale. La memoria è anticorpo della democrazia. Per questo quello che ha fatto ieri sera #Ulisse è vero servizio pubblico. Grazie”. Lo ha twittato e scritto in un post su Facebook il presidente della Camera Roberto Fico, riferendosi alla trasmissione di Alberto Angela sulla Rai.

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LOS ANGELES

– Una famiglia diversa dalle altre, costretta per questo ad affrontare molti problemi. E’ la storia degli Strucker, un nucleo familiare mutante, per cui le difficoltà sembrano essere appena iniziate. Una guerra tra mutanti è sempre più vicina e il gruppo si ritrova diviso in due fazioni. Dopo il successo della prima stagione The Gifted, la serie creata da Matt Nix e ambientata nel mondo degli X-Men è pronta a tornare su Fox, da lunedì 15 ottobre.
Natalie Alyn Lind (Gotham, The Goldbergs) porta in scena Lauren, la figlia mutante di Caitlin e Reed Strucker. Lauren ha la capacità di manipolare la materia a livello molecolare, creando una barriera che può usare come scudo. Sa di essere una mutante da anni, ma ha tenuto questo segreto nascosto, nel timore che il padre la facesse rinchiudere in un centro di detenzione per mutanti.”In questa nuova stagione entreremo a fondo nei personaggi e capiremo cosa significa vivere in una società in cui i mutanti non sono accettati”, spiega l’attrice.
PALERMO – Avvolto nella nebbia della pianura padana, Rigoletto, il buffone di corte dalla doppia vita, si aggira sperduto, perché anche lui è un'”anima nera”. John Turturro, alla sua prima regia d’opera, e Francesco Frigeri, per le scene, rendono omaggio a Verdi e a Mantova, con un “Rigoletto” dark, immerso in un’atmosfera asfittica, immorale e senza futuro. Al debutto il 13 ottobre al Teatro Massimo di Palermo, lo spettacolo è frutto di una coproduzione con i teatri di Torino, Liegi e Tokio.Ambientato alla fine del ‘700, alla corte del duca di Mantova, la scena, che richiama su un sipario di tulle i due giganti di Palazzo Te, e i bellissimi costumi di Marco Piemontese danno vita a un monocromatismo che va dal nero al blu notte, con l’unica eccezione di Gilda, in bianco, il solo personaggio non toccato dal degrado, che soltanto alla fine lascia intravedere una gonna a fiori rossi, simbolo della sua deflorazione e della rovina. Turturro ha realizzato uno spettacolo elegante, essenziale, sottile, quasi un’opera gotica, a cominciare dalle sedie gigantesche, utili per far risaltare la piccolezza dei personaggi. Nell’opera tutti mentono, tutti tradiscono, regnano l’egoismo e la dissolutezza, ma in nessun caso Turturro concede spazio alle ovvie soluzioni che pure il libretto di Piave potrebbe suggerire. Anzi, il regista statunitense – che viaggia con passaporto italiano e ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco di Aragona, paese da dove provengono i suoi avi – lascia tutto lo spazio alla musica e al canto, restando sempre tre passi indietro, e non per umiltà, ma per convinzione che solo così vengono fuori i veri caratteri dei personaggi. E il pubblico (ben 1.320 alla prima), all’inizio diffidente, apprezza. In gran forma il direttore, Stefano Ranzani, ha superato se stesso, con una misura esemplare.Nel cast George Petean, Rigoletto dalla voce possente, ancor meglio il baritono del secondo cast proveniente dalla Mongolia, Amartuvshin Enkhbat, dalle eccellenti capacità attoriali. Nel ruolo di Gilda si alternano Maria Grazia Schiavo, voce d’angelo, cristallina e Ruth Iniesta che canta oggi. Ivan Ayon Rivas è un giusto duca di Mantova. Un plauso particolare alle luci di Alessandro Carletti, al servizio della recitazione dei personaggi. Repliche fino al 21 ottobre. Fin qui lo spettacolo. Ma ieri sera, chiuso il sipario, Turturro ha partecipato alla cena in suo onore nel bistrot del teatro, dove sono stati invitati anche i 7 sovrintendenti dei lirici italiani (12 in tutto) presenti alla prima. L’attore regista ha ringraziato tutti, poi è andato a sedersi al tavolo dei cugini di Aragona, dall’antipasto alla frutta, parlando coi parenti senza l’ausilio di interpreti e rodando il suo siciliano acquisito dalla madre.

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C’è Mr Pickles, protagonista di uno show per bambini, che fattura 112 milioni di dollari all’anno con le licenze di giocattoli, dvd e libri. E c’è il suo alter ego Jeff, marito separato e padre in lutto, che ha visto la sua vita andare in pezzi e non riesce a separare la realtà da quella del suo personaggio. Ad entrambi dà il volto un credibile e a tratti commovente Jim Carrey, che torna in tv, a quasi vent’anni dalla sua ultima apparizione, con Kidding – Il fantastico mondo di Mr.Pickels, una produzione Showtime presentata oggi in anteprima al Festival delle serie tv a Milano e in onda su Sky Atlantic da mercoledì 7 novembre alle 21.15 (anche su Sky On Demand).
A dirigere l’attore, nominato all’Oscar per The Truman Show, è Michel Gondry, il visionario regista francese di Se mi lasci ti cancello, fra i titoli più apprezzati della filmografia di entrambi nonché premio Oscar per la miglior sceneggiatura nel 2005. Gondry ha anche prodotto la serie con Dave Holstein. Con un’interpretazione ‘doppia’ che testimonia la sua versatilità nell’alternare dramma e risate, la maschera comica di Ace Ventura o Scemo & più scemo e la profondità di The Truman Show, Carrey sembra portarsi dietro l’esperienza degli ultimi anni, complicati da depressione e lutti. Nella serie è un uomo sensibile e gentile, che si sente perso in un mondo crudele: Jeff, aka Mr. Pickles, è un’icona della tv per bambini. Quando perde uno dei suoi figli gemelli in un incidente stradale, porta sulla scena il dolore del suo creatore, mettendo in pericolo l’esistenza dello show. Nessuna favola e nessun pupazzo sembrano aiutarlo a superare questa crisi. Suo padre Seb (Frank Langella), che è anche il produttore del programma, teme che la malattia di Jeff possa distruggere il suo personaggio e cerca di ripensare un futuro Mr. Pickles senza di lui. Anche la sorella di Jeff, Deirdre (Catherine Keener), creatrice dei pupazzi dello show, viene travolta dalla crisi familiare. La veloce perdita di senno del protagonista permea tutto il racconto con un tono tragicomico.
Nel cast della serie anche Judy Greer (la moglie di Jeff), Cole Allen (che interpreta Will, il figlio di Jeff) e Juliet Morris (nel ruolo di Maddy, la figlia di Catherine). Kidding si prepara a debuttare in Italia dopo aver convinto la critica negli Stati Uniti: per Hollywood Reporter è “il lavoro migliore di Showtime”, mentre per Rolling Stone “Jim Carrey è nato per recitare in questa parte”.

– Il fumo dei forni crematori, in cui ‘svanivano’ le anime dei deportati. I corpi ridotti a mucchi di ossa. I gerarchi nazisti costretti ad abbassare lo sguardo, durante il processo di Norimberga, di fronte alle immagini agghiaccianti dei campi di sterminio. Le testimonianze, incastonate nella storia, di Sami Modiano e di Liliana Segre. Ma anche l’architettura della memoria, con la struttura ‘spezzata’ del Museo ebraico di Libeskind a Berlino. O i volti sorridenti nei filmati di famiglia degli ebrei romani, prima del rastrellamento del 16 ottobre.
Alberto Angela per una volta abbandona i percorsi nelle meraviglie dell’arte per raccontare con Ulisse, in prima serata su Rai1, il ‘viaggio senza ritorno’ sui treni della Shoah, e lascia il segno: 3 milioni 612 mila spettatori, pari a uno share del 18.6%, e oltre 133 mila interazioni sui social per una puntata destinata ad approdare nelle scuole. Il plauso va dal presidente della Camera Fico al ministro dell’Istruzione Bussetti, a Celentano.
– Venom, il simbionte della Marvel, con Tom Hardy metà supereroe e metà supercattivo, domina ancora il box office Usa del week end: il titolo Sony rastrella 35,7 milioni di dollari, arrivando a sfiorare in totale i 143 milioni. Brilla comunque la stella di Lady Gaga: A Star is Born di Bradley Cooper si conferma in seconda posizione con 28 milioni di dollari, poco più di 94 milioni in totale. Terza piazza per il debuttante First Man – Il primo uomo: il film di Damien Chazelle, che ha aperto la Mostra di Venezia e in Italia arriverà il 31 ottobre, raccoglie al botteghino 16,5 milioni di dollari.
Lo tallona con 16,2 milioni un’altra new entry, Piccoli brividi 2: I fantasmi di Halloween, sequel della pellicola del 2015, che è quarto in classifica, seguito dall’animazione fantasy di Smallfoot – Il mio amico delle nevi con 9,3 milioni di dollari (57,6 milioni totali sul mercato domestico).
– GENOVA

– Il bilancio finale della 19/a edizione dei Rolli Days conferma il successo di pubblico di questo appuntamento. Sono stati più di 102 mila i genovesi e i turisti che il 13 e 14 ottobre hanno visitato i palazzi nobiliari di Genova. “Le straordinarie dimore che ospitavano l’aristocrazia cinquecentesca continuano a affascinare genovesi e turisti italiani e stranieri – ha detto l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – il nostro presente trova le sue radici nel nostro passato, in questo senso il rinnovato successo di questa edizione ci spinge a lavorare ancora di più per promuovere Genova nel mondo”. Grande successo per le visite guidate a cura degli universitari. Le visite a cura delle guide turistiche, in italiano, inglese e francese, hanno coinvolto circa mille persone. “I Rolli rappresentano un ‘unicum’ sulla scena internazionale, solo Genova può vantare un insieme di palazzi che le famiglie della Repubblica hanno reso meravigliosi. Come assessore al Turismo voglio scommettere sempre più sui Rolli – ha aggiunto l’assessore Paola Bordilli – una risorsa che ha le caratteristiche per confermarsi come cartolina di Genova”.
Successo anche sui social e sul web con oltre 33 mila visualizzazioni sul sito Visitgenoa.it. Dati social: Foto con hashtag su Instagram #rollidays: 11.768 (in crescita); persone raggiunte nell’evento Facebook Rolli Days Genova ottobre 2018: 246.760; copertura su Twitter negli ultimi giorni: 235 mila persone.
MILANO – Un provocatore sfrontato e politicamente scorretto a caccia di ipocrisie nel cuore di un’America divisa: l’attore britannico Sacha Baron Cohen torna in tv con ‘Who Is America?’, in onda su Sky Atlantic da lunedì 15 ottobre alle 23.15 e disponibile su Sky On Demand. La serie Showtime, presentata oggi a FeST – Festival delle Serie Tv a Milano con la proiezione in anteprima dei primi due episodi, riporta l’inventore di Ali G e Borat all’assalto delle contraddizioni della società americana, nuovamente dietro le maschere grottesche dei suoi personaggi satirici.In queste nuove incursioni tragicomiche nella cronaca, nella società e nella politica l’attore due volte premio BAFTA e vincitore del Golden Globe interpreta personaggi come il teorico dei complotti di estrema destra Billy Wayne Ruddick Jr. o l’ex agente del Mossad ed esperto di anti-terrorismo Erran Morad, o ancora un fotografo di moda italiano con modi da playboy, uno studioso liberal dalle abitudini non tradizionali, un ex galeotto divenuto artista degli escrementi e uno youtuber finlandese. Dietro questi alter ego esagerati, volutamente messi in scena con un umorismo al limite del trash, Baron Cohen incontra personalità politiche come il senatore ed ex candidato alle primarie democratiche Bernie Sanders, l’ex vicepresidente Dick Cheney, attivisti e lobbisti pro-armi da fuoco e i loro referenti eletti nel Congresso degli Stati Uniti: tutti quanti rigorosamente ignari di essere sottoposti ai rovesciamenti di senso, alle trovate offensive, e in generale all’abrasiva ironia dell’attore camuffato.Riprendendo, quindi, il meccanismo reso popolare da sue vecchie incarnazioni come Borat, l’artista inglese va a fondo nelle viscere dell’era trumpiana, esponendone i paradossi e le criticità come ferite aperte. Un viaggio assurdo, oscuro ed esilarante che non risparmierà obiettivi della cronaca americana degli ultimi mesi, come l’ex candidato al Senato accusato di pedofilia Roy Moore.

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Con decine di milioni di followers sui social, una carriera folgorante da cantante e attrice iniziata da bambina, Zendaya (all’anagrafe Zendaya Maree Stoermer Coleman) è una delle giovani stelle su cui Hollywood sembra puntare di più. Super professionale e coraggiosa tanto nel sostenere le cause in cui crede quanto nell’affrontare haters e trolls, è cresciuta nella fabbrica di star Disney senza visibili segni degli effetti collaterali legati all’essere diventata una teen star. Mentre sta completando le riprese (tappa anche a Venezia) di Spider-Man: Far from Home con Tom Holland/Uomo ragno, parte in Italia dal 15 ottobre in prima tv free su Boing, dal lunedì al venerdì, alle 14.15, la sitcom di cui è stata protagonista per tre stagioni, K.C. Agente Segreto. Intanto, gira il suo nome come possibile interprete della versione live action in cantiere alla Disney de La Sirenetta. E’ solo una voce, ma l’attrice sarebbe pronta: “Chi non vorrebbe?” ha detto a Variety.
‘La donna dello scrittore’ di Christian Petzold, in sala dal 25 ottobre con Academy Two dopo essere stato in concorso alla Berlinale, è un film dall’anima squisitamente letteraria e melò che spiazza. Interpretato da Franz Rogowski e Paula Beer, ci porta nella Francia contemporanea, ma è solo una finzione.Il regista, infatti, attinge al romanzo del 1942 ‘Transit’ di Anna Seghers che si svolge nella Seconda Guerra Mondiale, ma, con uno scarto creativo, lo ambienta nell’oggi. E così il protagonista Georg (Rogowski), un introverso tedesco in fuga dalla Germania nazista attraverso la Francia occupata, si rifugia in una Marsiglia del tutto contemporanea (tranne per l’assenza dei cellulari) in attesa di un imbarco per il Messico. Superata questa crasi storica, che lavora su più piani narrativi, ‘La donna dello scrittore’ ci racconta una storia d’amore impossibile. Georg si ritrova infatti, per puro caso, a possedere i documenti di uno scrittore tedesco che si è appena tolto la vita e, dopo un po’, decide di assumerne l’identità nel tentativo di procurarsi più facilmente un visto per fuggire oltreoceano. Ma in un film giocato su molti silenzi che evocano con discrezione la tragedia dei protagonisti, a fare la differenza, alla fine, è la voce fuori campo, le parole del romanzo di Anna Seghers che sostengono quest’opera oltre le suggestive immagini.Per George è poi destino che non solo incontri la bella e tormentata Marie (Paula Beer), moglie delle scrittore e ignara della morte del marito, ma anche che si innamori perdutamente della donna. Quando riesce, alla fine, a trovare i visti e un biglietto per una nave verso il Messico anche per Marie, quasi dimentica che con la donna ha un problema non da poco: deve dirle che ha preso l’identità del marito ormai morto. Ce la farà?”Lo spazio descritto da Anna Seghers nel suo libro è uno spazio orizzontale, uno spazio geografico, ovvero quello tra Europa e Stati Uniti – dice il regista de La scelta di Barbara -. Ci ritroviamo in una città portuale, e quindi tra la terra dove siamo e il mare su cui vogliamo viaggiare. Quindi in uno spazio di transito orizzontale. Ma penso ci sia anche uno spazio verticale, e questo è il tempo e le storie che si sviluppano al suo interno. E così non ci troviamo solo tra Stati Uniti ed Europa, o tra terra e acqua, ma anche intrappolati nel tempo di ieri e oggi. E così – conclude Petzold – ho pensato: qualcuno ha mai raccontato qualcosa del genere al cinema senza trasformarlo in qualcosa di buffo?”.

NEW YORK – Dagli androgini personaggi di Orlando e di David Bowie al nuovo – e finora segretissimo – ruolo in “Suspiria”: Tilda Swinton, una delle attrici più camaleontiche di Hollywood, è l’82enne psicoanalista Josef Klemperer nel remake di Luca Guadagnino del classico dell’horror di Dario Argento. E’ stata la stessa Tilda a confermarlo in una mail al New York Times.Nel film, già in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia e in uscita nelle sale Usa il 26 ottobre giusto in tempo per Halloween, l’attrice scozzese recita accanto a Dakota Johnson, la giovane ballerina Susie Bannon che si iscrive a una scuola di danza di Berlino per scoprire che in realtà è un covo di streghe. La Swinton è la direttrice artistica del corpo di ballo, la coreografa Madame Blanc, ma Guadagnino ha scelto Tilda, la sua musa in “Io sono l’amore” e “A Bigger Splash”, anche per la parte del Dottor Klemperer, complice un minuzioso processo di metamorfosi e sedute di trucco di oltre quattro ore. Nei crediti del film la parte del medico è attribuita al finora sconosciuto Lutz Ebersdorf.In febbraio, ai primi sospetti, Guadagnino aveva smentito: “Fake News”. I rumors erano aumentati dopo che Ebersdorf non era apparso con il resto del cast a Venezia, lasciando alla Swinton il compito di leggere una dichiarazione a suo nome durante la conferenza stampa. E’ stata adesso la stessa attrice a fare “outing” con il New York Times: “Finora tutti mi hanno chiesto se facevo la parte del Dottor Klemperer. Non era la domanda giusta. La domanda giusta invece è se recito nella parte di Ebersdorf”. In quel caso, ha proseguito l’attrice in una mail al quotidiano americano, la risposta è “inequivocabilmente sì”. Per aiutare Tilda a entrare nella parte, Guadagnino ha chiamato il truccatore premio Oscar Mark Coulier che già aveva invecchiato l’attrice per “Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson. Oltre alle protesi per trasformare le fattezze del volto, al team di Coulier era stato ordinato di realizzare anche pesanti genitali finti che la star di Suspiria ha indossato durante le riprese. Per aggiungere un’ulteriore cortina di fumo la stessa Swinton ha scritto la biografia di Ebersdorf su IMDb: “Un analista berlinese in pensione che mai prima d’ora aveva recitato in un film”.Guadagnino ha confermato la scelta dell’attrice nel ruolo del vecchio dottore, spiegando di avere sempre concepito Suspiria come un film sull’identità femminile: “Mettere Tilda nell’unica parte maschile di rilievo avrebbe assicurato che ci sarebbe stato sempre un elemento di femminilità”. A sua volta la Swinton ha aggiunto che “Klemperer è abitato dal fantasma della moglie perduta. In questo senso è lei che detta i ritmi della sua vita nel tessuto quotidiano della sua luttuosa solitudine”.

– NAPOLI

Eli Roth ‘Master of fantasy’ a ‘Capri, Hollywwod’: il regista, attore e produttore americano, riceverà a dicembre sull’isola azzurra il riconoscimento per il suo ultimo film ‘Il mistero della casa del tempo’ con Jack Black e Cate Blanchett, che dopo il successo negli Usa (e oltre 100 milioni di dollari già incassati in tutto il mondo) sarà presentato in anteprima il 19 ottobre alla Festa del cinema di Roma e arriverà nelle sale italiane per Halloween (dal 31 ottobre).
“Per Eli Roth questo film è una autentica consacrazione – dice Lina Wertmuller, presidente onorario del festival – e un’opera dove la componente horror è riletta in chiave fantasy rivolgendosi quindi anche i bambini”.
Il film, prodotto anche dalla Amblin di Steven Spielberg e distribuito in Italia da Leone Film Group e 01 Distribution, racconta l’avventura magica e misteriosa di un ragazzino di 10 anni, (Owen Vaccaro) che si trasferisce a vivere nella vecchia casa dell’eccentrico zio.   

STAMPA

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 02:12 DI VENERDì 12 OTTOBRE 2018

ALLE 09:15 DI DOMENICA 14 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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U2: rock e umanità a Milano, tra esperienza e innocenza
Anche celebrazione Unione Europea nelle due ore di show sold out

Torna Schiavone in Fate il vostro giocoEsce Fate il vostro gioco di Manzini, arrivano nuovi episodi tv

Film al giorno: I Samouni, la guerra a Gaza altezza uomoIn sala film Savona con animazioni Massi, ora candidato a Oscar

Il violoncellista Gerhardt a BolognaAl via il 15 ottobre la 32/a stagione di Musica Insieme

Collana dell’età del Bronzo ritrovata in una grotta del CilentoSi tratta di un monile in pasta vitrea e ambra ed è il primo ritrovamento del genere in Campania

Katia Ricciarelli, esce brano HabaneraPer 50 anni di carriera versione pop dell’aria della Carmen

Teatro: ‘Che Amarezza’, Fassari in tourPrima data il 18/10 nel Bresciano. Per ora si chiude ad aprile

Morta Hebe Uhart, maestra racconto breveAveva 81 anni, suoi ‘Traslochi’ e Turismo urbano’ di Jaca Book

Cremonini, oltre 150 mila bigliettiPer il Cremonini Live 2018 al via il 3 novembre nei palasport

Sorrentino, mia Roma morente in un cortoPremio Oscar firma Piccole avventure romane per Rinascente

The Prisoner, il nuovo e mitico Peter BrookEssenziale spettacolo di vibrante umanità e poesia

Giallini, Schiavone fa i conti con il passatosu Rai2 dal 17 ottobre, da romanzi di Antonio Manzini

Alberi in Lista Rossa di Italia NostraL’associazione accoglie i ‘monumenti verdi’ tra i siti a rischio

Autunno a NY nel segno di TintorettoMostre al Met e alla Morgan e un cardinale proposto al Tefaf

Brunori, vorrei live su Dalla a RiacePensato e scritto per lo Sky Arte Festival in corso a Palermo

Heavenly Bodies mostra più vista al Met1 milione 659 mila visitatori, batte di 300 mila Tutankhamen

Club to Club, a Torino star elettronica1-4 novembre, artisti come Aphex Twin in location uniche

Violoncello in cimitero per JazzAlguerFestival firmato da Paolo Fresu per riscoprire Alghero

Moschino [tv] H&M, pop e loghi con ScottCollezione firmata dallo stilista per la catena svedese

Alleanza italo-francese per MudecRecord per Pratt a Lione, in arrivo mostra su donazione

Tria, l’imitazione di Crozza? La trovo esilarante ‘Io sogno un’isola greca e prima o poi ci andrò’

L’imitazione fatta da Maurizio Crozza del ministro Giovanni Tria “è esilarante, non ho potuto fare a meno di ridere”

Tre corti con Simmons per Prada CahierNei racconti regia di Ryan Hope il divo interpreta un fattorino

Santa Cecilia, Rossini e la Petite MesseLunedì 15 al Parco della Musica si apre la Stagione da Camera

Amoroso e Scanu fanno 10 e dominano top tenFesteggiano esordio da Amici. Terzo posto per i Dark Polo Gang

Nadia Toffa: il cancro a marzo è tornato, ma combattoA Verissimo, è sfida che posso non vincere, ce la metto tutta

Il premio Efebo d’oro a Peter GreenawayLa consegna il 10 novembre a Palermo

A Firenze ‘rivive’ casa Galileo GalileiNuovo allestimento per villa il Gioiello ad Arcetri

Archivio Vasari, Daverio nominato peritoLo ha deciso il tribunale di Arezzo dopo la rinuncia di Strinati

A Grosseto La voce di ogni strumentoA Grosseto da ottobre a maggio, 9 concerti per adulti e ragazzi

Da Fiorello a Pelù, tax credit videoclipAppello al governo lanciato da Imaginaction-Fimi

Tale e Quale Show, Antonio Mezzancella vince la quinta puntataAscolti, vince ancora Carlo Conti con 4,3 milioni, serata Rai

Cenerentola ‘guerriera’ ad AnconaNuova produzione Fondazione Rossini e Accademia Rossiniana Zedda

Da Martone a Taviani, appello per BakriIl regista di Jenin Jenin è di nuovo sotto processo in Israele

Maratona lirica all’Alighieri di RavennaOpera e danza: tradizione e contemporaneità,prime e coproduzioni

Storica reunion per la prima band punkA Treviso concerto No Submission e presentazione libro

West Side Story, Broadway a S. CeciliaGrandi applausi al capolavoro di Bernstein diretto da Pappano

Il ritorno di Ulisse, tra passato e presenteVari libri su eroe dell’Odissea e uno spettacolo di Paolini

Capalbio vuole Asor Rosa suo ‘cittadino’Consegnata al sindaco Bellumori la petizione

Premio Agostini a Cine Odeon e ParthenosRiconoscimento per strade nuove della produzione e distribuzione

Rigoletto di Turturro, attesa a PalermoParenti siciliani in platea, e a cena scherza su Trump

Petruzzelli, Pizzi racconta ‘Tancredi’L’opera di Rossini in scena nel teatro il prossimo 19 ottobre

A Matera giornate Fai tra acqua e pietraVisite anche al fondo di un’antica cisterna e a un ipogeo

A Giammaria premio ‘Natta e Copernico’Per la divulgazione scientifica, grazie ai servizi di ‘Petrolio’

Grollo, la mia voce per Papa FrancescoE’ il tenore ufficiale delle Frecce Tricolori

Si tassano per salvare fontana CampariAzienda ne aveva fatte costruire 30 in Italia, ne restano 3

Lucarelli, racconto il doppio da Totò a PicassoA febbraio su Sky Arte le storie di Inseparabili

Torna il Social Book DaySesta edizione il 15 ottobre, la rete promuove la lettura

Michael Bublé, lascio la musicaIntervista al Daily Mail’s Weekend: ‘Noah è guarito ma non ce la faccio più’

Fossati e l’errore’ di Canzone popolare – VIDEOTorna dal 28 novembre su Sky Arte 33 giri – Italian Masters

Maraini, laurea ad honorem all’Orientale”Rispetto e comprensione mentre Stati mettono dazi e pedaggi”

Negli Usa 28 miliardi di ore di lavoro perse per interruzioni da chat o mailLo sostiene la società di consulenza Basex. A ‘Presa diretta’ intervista per la puntata dal titolo ‘Iperconnessi’ che dimostra i costi altissimi dei cali di concentrazione dovuti a questo

Butterfly, drama su bimba transAl FeST anteprima della miniserie inglese, su FoxLife a dicembre

In 42 mila a prima giornata Rolli DaysDuemila in più rispetto al debutto della scorsa edizione

Carrà, l’ombelico scoperto dichiarazione di libertàLa Spagna nomina Raffaella Carrà Dama al Orden del Merito Civil assieme a Lucia Bosè

Olivia Munn, io traumatizzata dagli horrorArriva terzo capitolo Predator, una donna per salvare il mondo

Cucchi, il regista di ‘Sulla mia pelle’: ‘Aperta quella maledetta porta’Cremonini e Borghi: ‘Giustizia lenta ma ariva pe’ tutti’

Achille Tarallo, ecco la tamar-tamar landIzzo, Celestini e Tammaro in un simil-musical da ridere

Cotillard madre assente in Angel FaceIn sala film al femminile di Vanessa Filho dopo esordio a Cannes

Vanzina, il cinema anticipa i tempi’Battaglie contro tecnologia sono retroguardia’, dice a Pistoia

Social a Julia Roberts, ‘invecchi male’La reazione dell’attrice, sconvolta, e se avessi avuto 15 anni?

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Il filo che unisce innocenza e maturità si riavvolge nello show che gli U2 hanno portato a Milano, prima di quattro date sold out al Mediolanum Forum di Assago in programma ancora il 13, il 15 e il 16 ottobre. “Torniamo per finire quel che abbiamo cominciato tre anni fa, la storia di quattro ragazzi irlandesi che vengono in Italia negli anni ’80 per capire chi sono. Al termine ultimo dell’esperienza, con la saggezza, possiamo recuperare quell’innocenza degli inizi”, dice Bono, spiegando il concetto del tour Experience + Innocence, che capovolge la prospettiva del precedente Innocence + Experience. Le linee temporali si sovrappongono nel racconto, ma lo spazio è definito nettamente dal maxischermo bifronte che taglia per il lungo il palasport, una tela di quasi 30 metri e 20 tonnellate, dove reale e virtuale, silhouette e figure umane si confondono.
Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. entrano in scena proprio dall’interno del maxischermo quasi trasparente, sulle note di ‘The Blackout’. Questa passerella mobile è il palcoscenico ideale per l’istrionismo di Bono, che simula una preghiera in ‘Lights of Home’. Mentre la lancetta punta al 1980-81 con ‘I Will Follow’ e ‘Gloria’ e torna al 2000 con ‘Beautiful Day’, che fanno esplodere gli oltre 12mila presenti (dato degli organizzatori), le magniloquenze tecnologiche lasciano spazio alla pura ritualità del rock. Il teatro torna invece nel tuffo anni ’90 di ‘Achtung Baby’, periodo di tensione nel gruppo che Bono ricorda mentre introduce ‘Stay (Faraway, So Close!)’. L’esperienza è un cammino catartico di dannazione e salvezza, narra un fumetto animato nell’intermezzo tra primo e secondo atto. La stessa perdizione delle rockstar, come spiega Bono indossando un cilindro e un trucco da saltimbanco, introducendo il capitolo più glam e ed energico su ‘Elevation’, ‘Vertigo’ (con incursione di ‘The Jean Genie’ di David Bowie) e ‘Even Better Than The Real Thing’. Quindi, grazie a un filtro in tempo reale che gli deforma il volto, Bono riveste i panni di MacPhisto: “Ho saputo che Bono è andato a Bruxelles – dice l’alter-ego demoniaco – Che idea assurda l’Unione Europea, persone che parlano lingue diverse ma fanno di tutto per capirsi. Mi manca il mondo di una volta, diviso in due”.
Naturale, dopo la rarità live ‘Acrobat’, parlare di concordia: quella trovata dalla band e quella sociale, mentre dal momento acustico le note di ‘Summer of Love’ esplodono nell’inno filantropico ‘Pride (In The Name Of Love’). Sullo schermo passano immagini di rifugiati, manifestazioni neofasciste: dal prologo con il ‘Grande Dittatore’ all’iniziativa benefica femminista della fondazione One ‘Women of the world, take over’ (cantata in Italia da Emma Marrone), lo show non nasconde valenze politiche. Anzi, il finale è un crescendo di orgoglio europeo, quando sulla classica ‘New Year’s Day’ compare un monumentale vessillo stellato, che scende solo sulle note dell’Inno alla Gioia: “Sia benedetto il blu del cielo europeo che condividiamo e possano le sue stelle non cadere mai”, salmodia Bono. Si tratta dell’ultimo messaggio prima delle emozioni finali, tra i cori di ‘City Of Blinding Lights’ e quelli sovrastanti di ‘One’, che apre i bis e corona due ore di rock e umanità.

Indaga su un’uccisione avvenuta “per qualcosa che deve ancora accadere” lo scorbutico e malinconico Rocco Schiavone nel nuovo romanzo di Andrea Manzini, ‘Fate il vostro gioco’. Un noir che lascia un buco nell’animo del vicequestore, pubblicato da Sellerio mentre arriva in tv, dal 17 ottobre su Rai2, la seconda stagione, in 4 serate, della fortunatissima serie ‘Le indagini di Rocco Schiavone’ con Marco Giallini. La prima puntata è in anteprima on line su RaiPlay sabato 13 ottobre.
Il pensionato Romano Favre, ex ispettore di gioco al Casinò di Saint-Vincent, viene trovato cadavere nella sua abitazione con in mano una fiche, ma non del casinò dove ha lavorato. Schiavone capisce subito che si tratta “di un morto che parla” e cerca di decifrare il suo messaggio. Ma il caso è complicato: interroga giocatori, persone disperate strozzate dai debiti, lucratori del vizio, amici e colleghi di Favre e alla fine riesce a smascherare il criminale, ma non è soddisfatto. “Arrestato l’assassino di Saint-Vincent’, “Risolto l’omicidio di via Mus, riciclavano denaro” sono i titoli dei quotidiani, eppure per Rocco sono tante le cose che non tornano. Per il vicequestore il caso resta aperto: “Non sempre si riesce a quadrare il cerchio.
E mi lasci dire che il cerchio da quadrare, in questo caso, io credo ancora non ci sia”, dice.
In ‘Fate il vostro gioco’ Rocco, che è sempre stato un poliziotto un po’ particolare, è meno frenato nel mettere a nudo fragilità e paure che vengono dal nostro essere umani e che crescono con gli anni. C’è la nostalgia di una spensieratezza perduta: “Tornare per un po’ di giorni a quando avevi 10 anni.
Per una settimana avere la capoccia e il cervello di un regazzino, quell’energia. Niente pensieri, niente paure, solo correre e giocare e fare cazzate”, racconta Manzini, che è anche sceneggiatore. Tornare indietro comunque non si può e Schiavone è triste, non si da pace perché Caterina ha lasciato la questura di Aosta, ma è rimasta nel suo cuore. Gli appare come una visione nei momenti cruciali, mentre il vicequestore sta facendo l’amore con altre donne o quando si apre a nuovi incontri e situazioni.
“Caterina era ancora dentro di lui, annidata da qualche parte, e ne approfittava per spuntare fuori a rovinargli la festa”, scrive Manzini.
Mentre va su è giù da Aosta al casinò di Saint-Vincent, mentre indaga ed entra nelle viscere del gioco d’azzardo, di fallimenti, di famiglie sull’orlo del baratro, Rocco Schiavone, che abbiamo incontrato per la prima volta in ‘Pista nera’, cerca anche di ricostruire i rapporti con i suoi amici romani Sebastiano, Furio e Brizio e riconosce un semifallimento che vuole assolutamente colmare e non c’è che da attendere la su prossima avventura. Manzini apre così un ponte con il lettore sapendo comunque che “Nessuna onda può pettinare il mare”, come dice la citazione di Dylan Thomas in apertura del romanzo. E la dedica è “a quelli che mantengono le promesse”.

Premiato al festival di Cannes 2018 con il prestigioso Oeil d’or come miglior documentario, in sala in questi giorni distribuito dalla Cineteca di Bologna, La strada dei Samouni è (in virtù del riconoscimento a Cannes) tra i documentari candidati agli Oscar il 24 febbraio 2019. Il film di Stefano Savona con le animazioni di Simone Massi, presentato in Concorso alla Quinzaine Des Réalisateurs, è una storia dolorosa e potente ambientata a Gaza. La piccola Amal, quasi una martire, creduta morta e invece sopravvissuta a uno di quei massacri inspiegabili – 29 membri della sua famiglia di contadini, tutti civili – di cui sono piene le guerre di ogni tempo e latitudine e sui cui nessuna commissione d’inchiesta potra’ rendere veramente giustizia, è la protagonista. Il documentarista palermitano che vive a Parigi (è anche archeologo e antropologo), noto tra l’altro per il documentario Piazza Tahir con cui ha vinto nel 2011 un David di Donatello, racconta “una fiaba nera”, come la definisce, per la quale ha impiegato quasi 10 anni di lavoro.
“Ero andato a Gaza, anche velleitariamente, quasi una bravata, volevo rompere l’embargo delle immagini nel 2009 all’epoca di Piombo Fuso. Giravo – spiega Savona – di giorno e di notte pubblicavo su un blog le immagini da dentro il conflitto. La storia di questa famiglia mi aveva colpito molto, contadini pacifici, sterminati per sbaglio, per leggerezza, senza un motivo. Gente che aveva lavorato anche in Israele e che era fiduciosa di salvarsi dalla guerra proprio per l’esperienza di convivenza con chi abitava dall’altra parte del muro. Il soldato israeliano cui viene comandato di continuare a sparare era davvero uno che provava ad opporsi a quell’assurdità. I Samouni era una famiglia che non si aspettava di diventare una famiglia martire”. Savona racconta di una permanenza a Gaza City “emotivamente faticosa”, ma quella storia “meritava di essere raccontata ancora”. Ecco cosi’ stabilire con i sopravvissuti, con la piccola Amal cresciuta troppo in fretta un rapporto di amicizia, “mi hanno adottato”.
Una commissione d’inchiesta dell’esercito israeliano ha riconosciuto l’errore militare. Savona ha continuato a documentare, anche l’anno dopo quando nonostante lo shock esistenziale cercavano di tornare a coltivare la loro terra fertile. “Andavo oltre le macerie perche’ la distruzione sappiamo e’ fotogenica, ma cercando di capire, con i racconti dei sopravvissuti, il loro passato e non tanto perché era migliore ma perche’ solo ripensandolo si poteva guardare il presente e costruire il futuro”. Il passato è opera delle animazioni di Simone Massi (e la squadra di animatrici, in gran parte donne) che danno vita alla comunità contadina dei Samouni con la precisione del disegno, a mano fotogramma per fotogramma, e la grande poesia cui ci ha abituati. Il film, una coproduzione italo-francese (con Pico Films, Dugong, Rai Cinema e Alter Ego Production) è stato tra l’altro realizzato in collaborazione con la fondazione Pianoterra onlus.

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BOLOGNA

– L’ensemble strumentale Festival Strings Lucerne, guidato dal violinista e direttore artistico del gruppo Daniel Dodds, inaugurerà il 15 ottobre prossimo alle 20.30 all’Auditorium Manzoni di Bologna la 32/a stagione dei concerti della Fondazione Musica Insieme. Interprete di consolidata reputazione, Dodds proporrà, con la complicità di uno dei più apprezzati complessi cameristici europei, un repertorio insolito che spazia dalla Novelletter di Niel Wilhelm Gade alla Sinfonia per archi di Mendelssohn, passando per le Variazioni su un tema rococò di Cajkovskij fino alla rara Elegia per violoncello di Enrico Mainardi. Solista sarà il violoncellista tedesco Alban Gerhardt, al suo debutto con Musica Insieme.
Una collana in pasta vitrea risalente all’età del Bronzo finale: sarebbe il primo ritrovamento del genere in Campania. E’ quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Università di Siena presso la “Grotta della Cala”, nel Comune di Camerota, in Cilento.    La scoperta è avvenuta durante la campagna di scavo avviata lo scorso 8 ottobre dai ricercatori dell’Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’università di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza di Archeologia delle Province di Salerno e Avellino e con il sostegno del Comune Camerota. I resti della collana, risalente al periodo del Bronzo finale, realizzata in pasta vitrea e ambra, sono stati rinvenuti nella camera più interna della cavità del sito preistorico, accanto a frammenti di ceramica e a resti umani. Finora sono state recuperate più di venti perle, ma con il proseguimento dello scavo i ricercatori si attendono ulteriori rinvenimenti.
– Katia Ricciarelli arriva in radio dal 16 ottobre con una particolare versione di “Habanera”, l’aria “L’amour est un oiseau rebelle” della Carmen di Bizet, accompagnata dal tenore Francesco Zingariello.
Il soprano italiano più amato e conosciuto al mondo si rimette in gioco e affronta con la sua voglia di divertirsi un nuovo progetto discografico. Il risultato è una versione pop “elettrica” della celebre aria. “Habanera”, prodotto da Lungomare Srl, è il primo singolo dell’album che uscirà nel 2019 per celebrare i 50 anni di carriera di Katia Ricciarelli (debuttò con La Bohème a Mantova nel 1969).
– MILANO

– Parte giovedì 18 ottobre dal Teatro Santa Lucia a Botticino, in provincia dei Brescia, la tournée nazionale ‘Che amarezza’ con protagonista Antonello Fassari che lo dirige su testi suoi e di Gianni Corsi con musiche di Davide Cavuti. Per ora le date sono 17, l’ultima delle quali il 6 aprile al Lea Padovani di Montalto di Castro (Viterbo).
Fassari nella serie “I Cesaroni” ha interpretato il personaggio di Cesare: “‘Che amarezza’ è una espressione usata da Cesare Cesaroni ed è un pretesto per raccontare in vari quadri da dove vengo, dove sto e dove andrò – spiega – perché ‘Che amarezza’ è un concetto filosofico. Sopraggiunge quando non ci sono più parole, quando tutto è perduto e rimane il dispiacere di non poter aggiungere altro”. Cesare è un eroe comico in un mondo tragico. Nel tentativo di indagare i motivi che rendono l’uomo contemporaneo così amareggiato è nato uno spettacolo che lascia allo spettatore come unica via di fuga per sfuggire ai dispiaceri della vita quella di sorriderci su.

– E’ morta a 81 anni Hebe Uhart, considerata una delle più grandi scrittrici argentine contemporanee. Maestra del racconto breve, schiva, ritrosa, per nulla interessata al successo, la Uhart, scomparsa l’11 ottobre, era nata a Moreno, in provincia di Buenos Aires il 2 dicembre nel 1936, da madre di origini italiane, aveva studiato e poi insegnato filosofia e esordito nella narrativa nel 1962 con la raccolta di racconti “Dios, San Pedro y las almas”. Ha pubblicato numerosi libri di racconti, principalmente con case editrici indipendenti. Lo comunica la casa editrice Jaca Book.
In Italia è stata una delle prime autrici della collana di narrativa internazionale di Jaca Book, “Calabuig”, che l’ha fatta conoscere nel nostro Paese con la pubblicazione delle due raccolte, entrambe tradotte dallo spagnolo da Maria Nicola, ‘Traslochi’ in cui mette in scena, attraverso il trasloco di una famiglia nell’Argentina rurale, incanti e misteri di vite apparentemente piatte e ‘Turismo urbano’ Negli 8 racconti di quest’ultimo libro, sono protagonisti artisti, professori, amanti della cultura. Negli ultimi dieci anni la Uhart si è dedicata soprattutto alle cronache di viaggio.
Nel 2015 ha ricevuto il Premio a la Trayectoria Artistica del Fondo Nacional de las Artes, attribuito in passato a Jorge Luis Borges e Ricardo Piglia.
Misurata nelle parole, concentrata sull’essenziale, la Uhart è riuscita a tirare fuori e mostrare l’eccezionalità di fatti ordinari.
– Sono oltre 150 mila i biglietti venduti per il tour invernale nei palasport “Cremonini Live 2018” che partirà il 3 novembre da Mantova e che terminerà il 16 dicembre con la terza data al Mediolanum Forum di Milano. Dopo i quattro concerti negli stadi, grande successo anche per la tranche invernale che a poche ore dal suo annuncio ha duplicato e triplicato le date: 23 concerti che porteranno lo show di Cesare Cremonini in tutta Italia.
Intanto è in radio “Possibili scenari”, il brano che dà il titolo al disco pubblicato lo scorso anno e certificato Platino.
Queste le date: 3 e 4 novembre Mantova, 6 novembre Torino, 9 e 10 novembre Milano, 13 novembre Conegliano (Tv), 14 novembre Padova, 16 e 17 novembre Firenze, 20 e 21 novembre Rimini, 23 novembre Ancona, 27, 28 e 29 novembre Bologna, 1, 2 e 3 dicembre Bari, 5 dicembre Eboli, 8 dicembre Acireale, 11 e 12 dicembre Roma, 16 dicembre Milano.
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Un’idea “nata due anni fa, quando qui era ancora un cantiere. All’inizio pensavo di mettere in scena una Roma notturna più scoppiettante, invece quella che racconto è una città morente”. Parola di Paolo Sorrentino, che firma il corto Piccole avventure romane, realizzato in occasione del primo anno di vita di Rinascente su Via del Tritone. Il corto, che dal 12 ottobre è disponibile online in una sezione ad hoc del sito del department store, parte da un servizio di moda notturno sullo sfondo del Colosseo che ha per protagonisti un modello (Malcolm Lindberg) e una modella (l’italiana Michela Begal) in biancheria intima. Il fotografo (Francesco Acquaroli) si allontana un attimo e viene ‘catturato’ dal fascino di una prostituta (Lidia Vitale). I due ragazzi, lasciati soli, iniziano insieme una passeggiata per il centro della Capitale, fino al palazzo di Via del Tritone, dove l’alba, sulla terrazza, gli riserverà una sorpresa. “E’ un po’ più di uno spot e un po’ meno di un film” dice il regista.
Uno spettacolo, come sempre quelli di Peter Brook, assolutamente asciutto e essenziale, scarnificato si potrebbe dire, senza però che vadano persi sostanza e gusto della carne, perché anzi è sapore e senso che risultano esaltati in questo ‘The prisoner’, in prima italiana per il RomaEuropa Festival al Vittoria, dove si replica sino a sabato 20 ottobre.E’ un avvenimento ogni nuova regia di questo grande vecchio del teatro che ha oggi 93 anni e conserva una freschezza e forza creativa incredibili, lavorando e firmando ormai in coppia con la sua ex fedele assistente Marie-Helène Estienne, autrice dei testi. Brook utilizza un gruppo di attori sempre eccezionali di varie nazionalità (qui Hiran Abeysekera, Hayley Carmichael, Hervé Goffings, Omar Silva, Kalieswari Srinivasan), selezionati non con audizioni, ma dopo un lavoro di gruppo, in cui si verificano anche la forza e l’universalità dei temi che si vogliono trattare. In questo caso l’incesto e la punizione, propri di quasi tutte le culture e con dietro l’ombra di un classico quasi archetipo, Edipo. Archetipo è del resto qualcosa che ben definisce quel che arriva in scena, con una sua aura mitica, una forza poetica senza alcuna sbavatura.Lo spazio è quasi vuoto, landa desolata, solo qualche sasso e rami secchi, a contrasto con i ricordi iniziali di una donna, una straniera in viaggio in questo desertico paese mediorientale che potrebbe essere l’Afghanistan, la quale da giovane, tra verdi siepi, alberi e erba alta, si sentiva “parte della natura”. La storia è quella di Mavuso, un giovane che ha commesso “un delitto indicibile”, ama la propria sorella Nadia e uccide il loro padre per gelosia, perché questi, dopo la morte della moglie, va a letto anche lui con la figlia, che resterà incinta non si sa di chi dei due. Lo zio Ezekiel diventa giudice di questa situazione, che è frutto di grande amore ma ha portato a un assassinio, e condanna Mavuso a restare seduto su una collina, davanti a una grande prigione, introiettando questa dentro se stesso e vivendo lì per anni, finché non se ne sarà interiormente liberato.Durante questo volontario e punitivo eremitaggio Nadia lo va a trovare più volte per raccontargli dei suoi studi e della figlia, e lui la respinge ancora straziato, diviso tra amore e violenza, come rivela il suo affettuoso rapporto con un ratto del deserto che, quando questi vorrebbe andarsene, uccide irato e mangia. Il testo, le parole sono esplicative, propositive e anche quando avvengono in uno scambio tra persone non acquistano valore dialettico. Tutto viene appunto semplicemente messo in scena, con un sapiente uso delle luci, senza interpretazioni, rivelando nodi, interrogativi, umanità cui è lo spettatore a dover dare un senso. E sono spesso i corpi, gli sguardi, i volti, la fisicità a essere assolutamente espressivi, ad avere nella propria stilizzazione una incredibile forza, come quando Mavuso viene fisicamente punito dallo zio e il suo dolore arriva dritto, straziante, in platea. Il sentimento di grande, assoluta solitudine senza speranza dei protagonisti è espresso con vibrante, esemplare, coinvolgente sensibilità, assieme epico e introspettivo come sempre nei lavori di Brook e il suo umanissimo teatro antropologico, che ebbe il proprio culmine nel colossale affresco del ‘Mahabharata’ nel 1985. E alla fine si esce dal teatro in silenzio, stupefatti e pensierosi, confrontando le proprie sensazioni.

“Tutto il racconto parte dal 2007, l’anno in cui Marina, la sua adorata moglie, viene uccisa al suo posto da un bandito. E Rocco Schiavone finalmente svela come andarono i fatti. Quindi per la prima volta conosciamo un uomo diverso, innamorato, e sì perché Marina (l’intensa Isabella Ragonese, ndr) è ancora viva, e ci lasciamo trascinare nel racconto della tragedia che il poliziotto ha vissuto”. E’ lo stesso scrittore Antonio Manzini, autore dei romanzi da cui è nata la serie sul vicequestore romano trapiantato ad Aosta cui presta il volto Marco Giallini, a sintetizzare il vulnus della storia che si vedrà nella seconda stagione, quattro prime serate in onda dal 17 ottobre su Rai2 (in anteprima su Rai Play sabato 13), una sorta di spin off rispetto alla prima andata in onda due anni fa. Il secondo capitolo, che vede questa volta alla regia Giulio Manfredonia, è tratto dai romanzi 7-7-2007 e Pulvis et Umbra e dal racconto Buon Natale Rocco, editi in Italia da Sellerio. La serie tv è una coproduzione Rai Fiction – Cross Productions – Beta Film.
“La seconda serie – spiega il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta – parte dal racconto del passato che ritorna e non fa più sconti. Schiavone è un poliziotto scorretto, irrimediabilmente irregolare, incapace di rispettare le gerarchie e le regole. Ma è anche un personaggio che possiede un suo personalissimo, ma non per questo meno profondo, senso etico e morale”.Marco Giallini dà il peso della sua bravura, della sua umanità, della sua ironia, del suo volto e della sua fisicità.Ma Schiavone,  somiglia a Giallini? “È vero, anche come carattere e linguaggio – risponde l’attore – ma io non mi faccio le canne. Amo le sue ombre, il suo modo di essere indecifrabile. Questa volta verrà interrogato dai suoi superiori e conosceremo quando era più giovane, sappiamo che fare i conti con il proprio passato con il dolore è sempre una ferita che si può riaprire. Questa ambientata in parte a Roma, conosciamo le radici di Rocco, il suo percorso: i telespettatori si avvicineranno a un aspetto della sua vita che avevano solo intuito. Ma poi rivedremo anche Aosta”. Quando è andata in onda la prima serie ci sono state proteste di alcuni senatori e dei sindacati di polizia, perché Rocco fumana marijuana nel suo studio privato: in questi nuovi episodi, viene chiesto a Giallini, cambia qualcosa? Replica l’attore “Il personaggio è quello. Le polemiche non mi hanno irritato. Ognuno fa il suo lavoro. Giustificate dal punto di vista di chi le ha fatte”. Poi aggiunge ironico: “Ma se in una questura non fuma nessuno, io spengo la tv. Dai”. Anche in questa serie Schiavone sarà messo alla prova e chiamato a compiere difficili scelte etiche che filtrerà con il suo personale metro di giustizia. Quattro i casi: sarà alle prese con omicidi, suicidi, cadaveri non identificati e assassini che tornano dal passato per reclamare vendetta, un passato che Rocco credeva di avere sotterrato. Rocco “adotterà” l’inquilino del piano di sopra, Gabriele, un ragazzo di 15 anni lasciato spesso solo dalla madre, che farà compagnia a Schiavone soprattutto a tavola. Ed infine vedremo Rocco abbassare di un centimetro lo scudo posto sul suo cuore, ma tanto basterà per far passare l’ennesima pallottola. Nel cast Francesco Acquaroli, Duccio Camerini, Anna Ferzetti, Filippi Dini, Roberto Zibetti, Massimo Olcese, Tullio Sorrentino, Mirko Frezza, Roberto Zibetti, Roberto Ciufoli, Lorenza Indovina. Per Rosario Rinaldo di Cross Productions, “Rai2 è un trampolino di lancio per realizzare un salto di qualità. Siamo fieri che Rocco Schiavone abbia raggiunto quote di vendita in tutto il mondo addirittura di 2 milioni di euro ed è arrivato anche nell’America del Nord”. Viene specificato che la prima serie di Schiavone è stata venduta in Germania, in Francia e negli Stati Uniti dove viene trasmessa dal canale prestigioso Starz. Giallini ride: “Mi immagino la mia voce tradotta in tedesco, caruccia”. Poi aggiunge la vita “per chi fa il mestiere di attore va presa con ironia”.  Marco Giallini è sul set insieme a Valerio Mastandrea del film ‘Domani è un altro giorno’, opera seconda di Simone Spada.   Intanto in edicola è appena uscito il sesto libro di Antonio Manzini su Schiavone ‘Fate il vostro gioco’ (Sellerio), con un caso ambientato nel casinò di Saint Vincent.

– Alberi come testimoni del tempo e per questo patrimonio da tutelare: Italia Nostra, associazione impegnata nella tutela dei siti storico-culturali, ha deciso di inserire i “monumenti verdi” nella propria Lista Rossa, lo strumento attraverso cui si possono segnalare monumenti e luoghi bisognosi di intervento. L’associazione raccoglierà e vaglierà le segnalazioni di alberi abbandonati, malati e a rischio abbattimento che hanno bisogno di potature e cure per poi sollecitare gli enti locali a intervenire. L’obiettivo è seguire le disposizioni contenute nella Carta di Siena, stilata da associazioni ambientaliste, botanici e scienziati per dettare le linee guida della tutela degli alberi storici. Si tratta di un patrimonio verde enorme: il Corpo Forestale ha infatti stimato che in Italia ci siano 22 mila piante da salvaguardare, delle quali 2.000 di grande interesse e 150 di eccezionale valore storico o monumentale, come la Quercia delle Checche in Val D’Orcia, il primo monumento verde riconosciuto dal Mibac.
– NEW YORK

– L’autunno a New York è all’insegna di Tintoretto. Due mostre parallele, alla Morgan Library e al Met, e a fine ottobre uno straordinario ritratto del Cardinale Marcantonio Da Mula presentato alla terza edizione della fiera antiquaria Tefaf ricordano che siamo al quinto centenario dalla nascita dell’artista, un appuntamento celebrato anche a Venezia con il progetto ‘Tintoretto 500’ presso Palazzo Ducale e le Gallerie dell’Accademia.
La mostra alla Morgan dal 12 ottobre al 6 gennaio punta i riflettori sui suoi disegni, rimasti finora relativamente nell’ombra anche per molti studiosi. “Drawing in Tintoretto’s Venice” sarà la prima mostra negli Usa dal 1956 a esplorare la figura dell’artista. Al Met saranno in scena i ritratti di Tintoretto. Dal 16 ottobre al 27 gennaio una mostra organizzata da Andrea Bayer presenta un aspetto poco studiato: piccoli ritratti informali caratterizzati dalla loro immediatezza, intensa osservazione e eccezionale modernità.
– PALERMO

– Pensato e scritto per lo Sky Arte Festival che si tiene il 12 e 13 ottobre a Palermo, il concerto di Brunori Sas dedicato a Come è profondo il mare di Lucio Dalla potrebbe avere anche una replica a Riace, in onore della battaglia del sindaco Mimmo Lucano, oggi agli arresti domiciliari. Lo anticipa alla presentazione del festival a Palermo lo stesso Dario Brunori: “Non ne voglio certo fare un tour – spiega l’artista rispondendo ad una domanda della stampa – ma non è escluso che si possa ripetere là dove ha un significato, magari a Riace se ci sono le condizioni”. Un annuncio al quale fa subito eco il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: “Ho sentito al telefono Mimmo Lucano, mi ha promesso che appena avrà la libertà tornerà da noi qui a Palermo. Il concerto di Brunori, perché no, si potrebbe ripetere proprio qui a Palermo, per il ritorno di Lucano”.
– NEW YORK

– Heavenly Bodies, la mostra del Met su moda e immaginazione cattolica, è la più vista di sempre nella storia del museo di NY. La rassegna, che unisce capi di stilisti ispirati all’immaginario della religione in cui sono cresciuti e tesori della sagrestia della Cappella Sistina in Vaticano, ha attirato dal 10 maggio all’8 ottobre 1.659.647 visitatori, battendo di quasi 300 mila il primato precedente stabilito nel 1978 da Tesori di Tutankhamen (1.360.957). La mostra del Constume Institute del Met, sponsorizzata da Versace e da Christine e Stephen Schwarzman, con l’appoggio di Condé Nast e in collaborazione con il dipartimento di Arte Medievale, era stata allestita in due sedi. Il quartier generale sulla Quinta Strada ha fatto la parte del leone, con oltre 1,43 milioni di persone, mentre 228.737 visitatori hanno fatto il pellegrinaggio fino ai Cloisters, la sede satellite del museo sulla punta nord di Manhattan dove abiti ispirati allo stile monastico erano stati allestiti nei chiostri di un convento.
– Poche manifestazioni culturali hanno contribuito alla rinascita di una città come il Club to Club a Torino. Il festival di musica avant-pop che quest’anno compie 18 anni e la cui nuova edizione, presentata nella storica sede Rai di Via Verdi, si terrà dall’1 al 4 novembre, è un raro esempio di come una proposta artistica non commerciale, sviluppata in alcuni punti chiave del tessuto urbano, possa crescere fino a diventare un punto di riferimento internazionale per gli appassionati ed insieme un volano straordinario per attirare turismo. Non a caso, i 50mila partecipanti dello scorso anno provenivano da ben 52 diversi paesi. La line up di questa edizione porta a Torino uno dei mostri sacri della musica elettronica di tutti i tempi, Aphex Twin, nella sua unica data italiana, gli alfieri del dream pop Beach House e una serie sterminata di artisti, sempre in bilico tra generi diversi, come Blood Orange, Iceage e Yves Tumor, passando per maestri del dancefloor come Jamie XX e Peggy Gou.
– ALGHERO

– Dal concerto in cimitero del violoncellista Mario Brunello, il 2 novembre, alla performance di luglio del Bill Frisell Trio, passando per Gino Paoli, Paolo Fresu, Gianuluigi Trovesi, Gianni Coscia, Daniele Di Bonaventura, Stefano Battaglia, Sade Mangiaracina e altri ancora. Nella Riviera del corallo torna JazzAlguer – Mùsica per tots, rassegna internazionale che aprirà con l’inedita performance per violoncello solo dentro il camposanto e attraverserà la città in lungo e in largo, riscoprendo, accompagnando e impreziosendo piazze, vie, eventi, pellegrinaggi, chiese e cantine.
Con la direzione artistica di Paolo Fresu, jazzista sardo trapiantato al di là di qualsiasi confine dalla sua musica, e il coordinamento del musicista algherese Salvatore Maltana, JazzAlguer è un’idea che Comune e Fondazione Alghero realizzano col contributo, tra gli altri, di Fondazione di Sardegna e Camera di Commercio di Sassari.
– Inno alla diversità nella nuova collezione Moschino [tv] H&M, disegnata dal direttore creativo della maison italiana Jeremy Scott per il retailer svedese. Per questa collezione, che sarà disponibile nei negozi dall’8 novembre in 240 punti vendita nel mondo e online, lo stilista ha riunito la sua famiglia di amici, cercando di esprimere positività e amore. Tra i “modelli” figurano infatti: Aquaria, vincitore della stagione 10 di Drag Racing di RuPaul; Amiaya, gemelle e influencer Aya e Ami; Sakura Bready assistente di Jeremy Scott, Pablo Olea, miglior amico di Jeremy e pierre e comunicazione di Moschino. Gli scatti sono di Marcus Mam.
Scott è l’ultimo di una lunga lista di grandi nomi della moda che hanno collaborato con H&M, tra cui Erdem, Karl Lagerfeld, Jimmy Choo e Balmain. “Ogni volta che creo – spiega il designer – penso ai miei amici. Il lookbook di Moschino [tv] H&M è come una festa che celebra il divertimento, il pop, la creatività e l’energia delle persone e della collezione”.
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LIONE

– Al musée de Confluences di Lione la mostra che si prepara ad essere la più vista dalla sua apertura nel dicembre 2014 è quella dedicata a ‘Hugo Pratt linea d’orizzonti’. Con il museo, che con i suoi 2,4 milioni di oggetti contiene la collezione etnografica e di storia naturale più grande di Francia dopo quella del Quai Branly di Parigi, il Mudec, il museo delle Culture di Milano, nato sei mesi dopo, sta lavorando a un protocollo d’intesa per ‘unire le forze’ partendo dall’idea che musei di questo tipo abbiano lo stesso compito di “rigenerazione urbana”, di creare una relazione con le comunità ormai multietniche dove sorgono.
“Il prossimo anno – ha detto l’assessore Filippo Del Corno a Lione – si celebra Leonardo a 500 anni dalla morte e questo è un ponte naturale fra l’Italia e la Francia dove è morto”. Per questo il Tgv che collega Milano e Parigi via Lione avrà un look leonardesco. Poi toccherà a un’esposizione dei copricapo (già nei depositi del museo) donati da Antoine De Galbert.
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Tria, l’imitazione di Crozza? La trovo esilarante
‘Io sogno un’isola greca e prima o poi ci andrò’
L’imitazione fatta da Maurizio Crozza del ministro Giovanni Tria “è esilarante, non ho potuto fare a meno di ridere”: l’apprezzamento all’ultima interpretazione del comico genovese è del titolare del dicastero dell’Economia e delle Finanze, espresso a margine dei lavori di Fmi/Banca mondiale. “Anche la tosse mi ha imitato. In questo momento mi è un po’ passata, ho messo in crisi Crozza”, ha aggiunto Tria di buon umore, ricordando che “mi sto anche per cambiare gli occhiali, così poi deve ripartire da zero”.

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Il ministro ha raccontato un episodio accaduto durante uno degli eventi del Fondo: “Stavo uscendo dalla riunione del Fmi e avevo dei fogli in mano e stavo facendo come fa lui per rimetterli in Borsa. Poi ho pensato lo faccio come Crozza e mi sono bloccato”. Alla domanda se nella sua borsa ci sia anche il foglio di “richiesta d’aiuto” mostrato furtivamente dal comico genovese, Tria ha risposto: “Io sogno l’isola greca e prima o poi ci andrò. Ma come vacanza lunga. Io posso andare in pensione”.

– Prada ha affidato al regista Ryan Hope la realizzazione di un tris di film dedicati al modello di borsa Cahier. “The Delivery Man”, questo il nome del progetto, si articola in tre racconti: “Midnight Request”, “Woman’s Best Friend” e “Priorities of Love”.
I tre capitoli raccontano i differenti modi in cui un coraggioso “uomo delle consegne” cerca di portare i pacchi a lui affidati a destinazione, nonostante numerosi ostacoli e insidie.
Il primo è ambientato in un night club, il secondo in una residenza a Hollywood Hills, il terzo nella casa del protagonista.
A interpretare i panni di quest’ultimo, in tutti e tre i film, è J. K. Simmons, premio Oscar nel 2015 come miglior attore non protagonista per il film Whiplash e interprete di numerose altre pellicole di successo, come la trilogia di Spider-Man diretta da Sam Raimi, e di serie tv come Law & Order e The Closer. Tre giovani attrici compaiono accanto a lui: Pom Klementieff, Sasha Lane e Bahia Gold.
– La Petite Messe Solemnelle di Gioachino Rossini, tra le composizioni più significative del repertorio non operistico del maestro pesarese, aprirà lunedì 15 ottobre alle 20:30 la Stagione di Musica da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Sul podio Michele Campanella che sarà anche al pianoforte insieme con Monica Leone. L’omaggio a Rossini, di cui ricorrono i 150 anni dalla morte, vedrà impegnato nell’Auditorium Parco della Musica un cast di grande esperienza e qualità: il soprano Mariella Devia e il mezzosoprano Sara Mingardo insieme con il basso Michele Pertusi e il tenore Sergey Romanovsky saranno affiancati dal Coro dell’Accademia Nazionale diretto da Ciro Visco. Composta nel 1863, la Petite Messe Solennelle è da molti considerata l’eredità spirituale del compositore o “un ultimo peccato di vecchiaia” come l’autore stesso amava definirla.
Sono i due talenti canori lanciati dieci anni fa da Amici di Maria De Filippi, Alessandra Amoroso e Valerio Scanu, a dominare la classifica Fimi/Gfk di questa settimana, occupando rispettivamente, appena entrati, il primo e il secondo posto. Alessandra Amoroso con il suo nuovo album ’10’ conquista la vetta.Il dieci riprodotto graficamente sulla copertina della sua raccolta, ricca di colori, rappresenta un Io: ma la cantante non intendeva parlare di sé, al contrario ha voluto celebrare il rapporto con il suo pubblico costellato di 27 dischi di platino e nato con Amici, appunto dieci anni fa. Valerio Scanu debutta anche lui nella top ten in seconda posizione, con l’album Dieci, che festeggia due lustri di carriera, nata nel 2008 quando appena diciottenne, debuttava nel talent di Canale 5 assieme alla Amoroso. Perdono la prima posizione e restano sul podio sul terzo gradino i cattivi ragazzi della Dark Polo Gang con il loro Trap Lovers.Seguono i Thegiornalisti con Love che hanno perso due posizioni. Sul quinto gradino troviamo invece un’altra new entry, il gruppo americano Twenty One Pilots con il loro Trench. Scende di una posizione fino alla sesta Guè Pequeno con Sinatra, seguito dal Peter Pan di Ultimo. Ottava posizione per il debutto nella hit di Lady Gaga & Bradley Cooper con A star is born, dall’omonimo film. Esordio al nono posto per l’album 2008/2018 Tra La Via Emilia E La Via Lattea, di Vasco Brondi, Le Luci della Centrale Elettrica. Scivola dal quarto posto al decimo e chiude la top ten Loredana Bertè con Libertè. In testa ai singoli digitali più venduti c’è Torna a casa dei Maneskin, mentre per i vinili sono primi i Dark Polo Gang con Trap Lovers.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 5 all’11 ottobre:1) 10, ALESSANDRA AMOROSO (COLUMBIA-SONY)2) DIECI, VALERIO SCANU (NATYLOVEYOU-SELF)3) TRAP LOVERS, DARK POLO GANG (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) LOVE, THEGIORNALISTI (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)5) TRENCH, TWENTY ONE PILOTS (ATLANTIC-WMI)6) SINATRA, GUE PEQUENO (ISLAND/DEF JAM-UNIVERSAL MUSIC)7) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)8) A STAR IS BORN, LADY GAGA & BRADLEY COOPER (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)9) 2008/2018 TRA LA VIA EMILIA E LA VIA LATTEA, VASCO BRONDI-LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA (CARA CATASTROFE -SONY)10) LIBERTE’, LOREDANA BERTE’ (WARNER BROS-WMI)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) TORNA A CASA, MNESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)2) FUMO DA SOLO, IZI (ISLAND-UNI)3) CAMBIARE ADESSO, DARK POLO GANG (VIRGIN-UNI)4) FUOCO E BENZINA, EMIS KILLA (CAROSELLO RECORDS – THE ORCHARD)5) 90MIN, SALMO (EPIC-SME)Infine, la classifica dei vinili:1) TRAP LOVERS, DARK POLO GANG (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) 10, ALESSANDRA AMOROSO (COLUMBIA-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)3) A FOOT IN THE DOOR – THE BEST, PINK FLOYD (PINK FLOYD MUSIC LTD-WMI)4) MONDI SOMMERSI, LITFIBA (COLUMBIA-SONY MUSIC ENTERTAINMENT)5) 2008/2018 TRA LA VIA EMILIA E LA VIA LATTEA -LIVE IN STUDIO VASCO BRONDI -LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA (CARA CATASTROFE DI VASCO BRONDI- SONY MUSIC ENTERTAINMENT).

“Ho subìto più di un intervento. In seguito ad un malore lo scorso dicembre sono stata operata d’urgenza. Poi ho fatto la chemioterapia e la radioterapia. Sembrava tutto finito, ma a marzo durante un controllo, è arrivata la brutta notizia. Il cancro era tornato e mi hanno operata nuovamente”. Nadia Toffa racconta la sua battaglia contro la malattia ospite domani a Verissimo, in onda alle 15.40 su Canale 5.

Ricordando quei momenti drammatici la ‘Iena’ confida: “All’inizio mi chiedevo ‘perché proprio a me?’ Poi, dopo mesi, ho trasformato questa domanda in ‘perché non a me?’. È il mio dolore e me lo devo portare. È una sfida che posso magari non vincere, ma devo combatterla mettendocela tutta”. Nadia conclude con un consiglio: “Vorrei dire alle persone che ci guardano da casa di non mollare mai perché non sono sole – chiosa sorridendo – e che ‘Le Iene’ portino bene!”.

– PALERMO

– La quarantesima edizione dell’Efebo d’Oro avrà come protagonista il regista e scrittore gallese Peter Greenaway, cui sarà consegnato il premio città di Palermo. L’artista britannico incontrerà il pubblico il 9 novembre, prima della proiezione del film “The Greenaway Alphabet”, diretto da Saskia Boddeke, moglie del regista, presente all’incontro insieme alla figlia Zoe co-protagonista del documentario. Il premio gli sarà consegnato il 10 novembre al Cinema De Seta, ai Cantieri Culturali alla Zisa.
L’Efebo d’Oro è realizzato con il contributo del ministero dei Beni culturali, Regione siciliana, nell’ambito del programma “Sensi contemporanei, per Palermo 2018 – Capitale italiana della cultura.
– FIRENZE

– Nuovo allestimento, inaugurato il 12 ottobre, per la casa dove Galileo Galilei visse i suoi ultimi dieci anni di vita e morì: villa Il Gioiello, sulla collina di Arcetri a Firenze, diventa il luogo vivo della memoria del grande scienziato, con oggetti e arredi che raccontano la quotidianità nell’abitazione dove fu confinato agli arresti domiciliari. Il progetto è stato promosso da Fondazione Cr Firenze e ‘Il Colle di Galileo’, accordo fra le istituzioni scientifiche che insistono su Arcetri (Università di Firenze, Istituto nazionale di astrofisica, Cnr, Istituto di fisica nucleare), col contributo del Museo Galileo e dell’Accademia dei Georgofili.
Alcuni ambienti della villa sono stati ricostruiti in base a fonti documentarie disponibili. Tra questi lo studiolo di Galileo, con mobili autentici, del ‘600 o ‘500, scelti da antiquari guidati anche dall’inventario della villa redatto nei tempi subito successivi alla morte di Galileo. Artigiani hanno poi ricostruito le ‘vacchette’, i quaderni con copertina in pelle con copie degli appunti di Galileo sul moto dei satelliti medicei. Nella stanza dove morì si trova invece un bassorilievo ligneo dei primi del secolo scorso che rappresenta lo scienziato con i suoi discepoli. Ricostruite anche cantina e cucina, a cura dei Georgofili, sulla base di studi che hanno permesso di definire un’ipotesi verosimile di quanto vi era contenuto. Fra gli altri interventi la Biblioteca virtuale con i volumi o le opere possedute da Galileo, monitor che permettono di leggere un’ampia documentazione predisposta dal Museo Galileo su villa, luoghi galileiani a Firenze e sugli apparecchi progettati dallo scienziato e di apprendere come, a partire dalla fine del secolo diciannovesimo, si siano sviluppate le attività scientifiche nel campo delle fisica e dell’astronomia sulla collina di Arcetri.
– AREZZO

– Il critico d’arte Philippe Daverio è stato nominato dal tribunale di Arezzo perito super partes per la valutazione del prezzo di indennizzo dell’Archivio Vasari. Il ministero dei Beni Culturali, nel decreto di esproprio dello scorso aprile, lo ha stabilito in 1,5 milioni, cifra contestata dai proprietari espropriati, i fratelli Festari, che hanno avviato la procedura giudiziaria. Gli altri periti sono Renato Saggiori, scelto dalla famiglia, e Francesco Caglioti, nominato dal ministero. Due giorni fa aveva rinunciato all’incarico Claudio Strinati, ricusato dai Festari che in precedenza avevano contestato anche la scelta dell’ex ministro Antonio Paolucci, poi ritiratosi spontaneamente. Le carte, fra le quali ci sono un sonetto di Michelangelo e lettere dei grandi del Rinascimento, sono conservate in un armadio di ferro nella casa di Giorgio Vasari.
La contesa sull’archivio va avanti da decenni ed è passata attraverso accese polemiche e procedimenti giudiziari sia penali che civili. Attualmente è di proprietà dello Stato, dopo l’esproprio, ma i fratelli Festari contestano come detto l’indennizzo giudicato troppo basso.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dall’arte alla solidarietà nel segno della musica: torna a Grosseto per l’ottavo anno “La voce di ogni strumento”, il festival in programma da ottobre a maggio che opera in sinergia con le associazioni La Farfalla, AISM, AVIS, ADMO e AIPAMM e il ministero della Difesa. Diretta dal maestro Gloria Mazzi, la rassegna musicale aprirà i battenti domenica 14 ottobre con il primo dei 9 concerti in cartellone, diversi nei generi e nello stile: si comincia con il Duo Baldo, a cui seguiranno tra gli altri il violinista Davide Alogna con l’attore Paolo Sassanelli e il chitarrista Giulio Tampalini nello spettacolo “La leggenda di Paganini” e il quartetto composto da Dado Moroni, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto e Stefano Cocco Cantini nell’Omaggio a Tadd Dameron. Gran finale il 19 maggio con il Quartetto Adorno.
– CESENA

– Fiorello, Giovanni Allevi, Antonello Venditti, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Piero Pelù, Gino Paoli, Red Canzian, Nesli, Federica Carta, Biondo, Emma Muscat: sono i primi artisti ad avere firmato la petizione per “equiparare il videoclip, forma di espressione artistica sempre più diffusa ed importante, agli altri audiovisivi che beneficiano del tax credit”. La proposta al governo è stata lanciata da IMAGinACTION, il Festival internazionale dedicato ai videoclip musicali giunto alla seconda edizione e in corso a Cesena, e FIMI. Per lo Stato italiano, infatti, il videoclip, nonostante negli anni sia cresciuto come forma d’arte, non può godere del tax credit. Al pari dei film porno. La questione, ha sottolineato il ceo della FIMI Enzo Mazza, riguarda la legge n. 220 del 14 novembre 2016 sulla “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo” che vede i video privati di alcuni vantaggi fiscali in quanto considerati “a carattere promozionale di un artista” (quindi alla stregua di uno spot pubblicitario).
Si è persino tagliato i capelli per assomigliargli: Antonio Mezzancella ha vinto la quinta puntata di Tale e Quale Show, interpretando Eros Ramazzotti con il brano ‘Un angelo disteso al Sole’, secondo gradino del podio per Massimo Di Cataldo nei panni del cantautore britannico Ed Sheeran, seguito in classifica da Mario Ermito che è stato Luciano Ligabue.E continua il successo del varietà condotto da Carlo Conti su Rai1 ha vinto ancora la serata con una media di 4 milioni 319 mila telespettatori e uno share del 20.8%, doppiando la fiction di Canale 5 Solo, alla seconda stagione, che ha raccolto il 10.2% con 2 milioni 186 mila spettatori.La rete ammiraglia Rai si conferma vincente anche nel preserale con L’eredità, condotto da Flavio Insinna, che ha ottenuto 4 milioni 192 mila telespettatori e il 23.5%, e nell’access prime time con Soliti ignoti – Il ritorno, condotto da Amadeus, con 4 milioni 575 mila e il 19.2%; in questa fascia Striscia la notizia su Canale 5 ha fatto segnare 4 milioni 251 mila con il 17.75%, Otto e mezzo su La7 l’8% con 1 milione 894 mila, Stasera Italia su Rete4 1 milione 188 mila con il 5.22% nella prima parte e 1 milione 204 mila con il 5% nella seconda.Tornando alla prima serata, bene su Rete4 Quarto grado, con 1 milione 536 mila telespettatori e l’8.61%; da segnalare sul Nove il record stagionale di Fratelli di Crozza, con 1 milione 284 mila spettatori e il 5.4%. Su Rai3 il film di Alessandro Siani Il principe abusivo ha ottenuto 1 milione 242 mila spettatori e il 5.3%; su Rai2 gli episodi del telefilm Criminal Minds sono stati visti da una media di 998 mila telespettatori, pari al 4.5%; su La7 Propaganda Live ha fatto segnare 943 mila con il 5.2%; su Italia 1 il film Insieme per forza ha fatto registrare 898 mila e il 4.16%.Da segnalare in seconda serata su Rai1 l’attualità di Tv7, scelta da 729 mila spettatori con il 9.6%.Sempre molto seguita – segnala Viale Mazzini – l’informazione Rai: l’edizione delle 20 del Tg1 è stata vista da 4 milioni 882 mila spettatori pari al 23.1% di share (alla stessa ora per il Tg5 ci sono stati 4 milioni 60 mila con il 18.90%, per il TgLa7 1 milione 214 mila con il 5.7% con 1 milione 214 mila); il Tg2 delle 13 ha segnato 2 milioni 185 mila spettatori e il 16.6%, mentre il Tg3 delle 19 ha avuto un seguito di 1 milione 706 mila spettatori con il 10.8%. A seguire l’appuntamento con la TgR ha realizzato 2 milioni 355 mila spettatori e il 12.6%.Nel complesso, le reti Rai dominano la prima serata con 8 milioni 706 mila telespettatori e uno share del 36.51% (a fronte dei 7 milioni 380 mila con il 30.95% di Mediaset), la seconda serata con il 32.13% (contro il 31.42% della concorrenza) e l’intera giornata con il 35.67% (Mediaset al 32.30%).

– ANCONA

– Orgogliosa, ribelle, determinata e per niente rassegnata al suo triste destino. E’ una Cenerentola di Rossini atipica quella proposta il 12 ottobre tra gli applausi al Teatro delle Muse di Ancona dalla regista Francesca Lattuada, in una nuova produzione della Fondazione Muse in collaborazione con l’Accademia Rossiniana ‘Alberto Zedda’. A cominciare dall’ouverture a sipario chiuso con un figurante panciuto nelle vesti del compositore. La simbologia investe tutta l’opera che in un’ambientazione essenziale (fondale di tela, tavolo barocco e imponenti lampadari, delega ai fastosi e originali abiti di Bruno Fatalot, costumista del Moulin Rouge e del Lido, ma anche collaboratore di Chanel, Gautier e Lacroix, il compito di definire i personaggi come altrettanti archetipi senza tempo. Alla fine applausi per il direttore Giuseppe Finzi e i giovani interpreti: Pablo Ruiz, Pietro Adaini, Martiniana Antonie, Daniele Antonangeli, Clemente Antonio Daliotti (Dandini), Giorgia Paci (Clorinda) e Adriana Di Paola (Tisbe).
– Da Bernardo Bertolucci a Mario Martone, da Elio Germano a Isabella Ragonese a Valerio Mastandrea, da Giuliano Montaldo a Paolo Taviani, da Alberto Barbera a Carlo Chatrian: sono tante le personalità del mondo del cinema e dello spettacolo italiano che lanciano la campagna #iostoconBakri, in segno di solidarietà con l’attore e regista palestinese di cittadinanza israeliana Mohammad Bakri, di nuovo sotto processo in Israele.
Autore di Jenin Jenin, docufilm sulla distruzione da parte dell’esercito israeliano del campo profughi di Jenin (2002), “il regista – ricordano i firmatari nell’appello – ha subito un processo per vilipendio e diffamazione. Nel 2006 è stato assolto, ma la sua odissea non è finita. Nel 2016 è stato denunciato di nuovo e il 3 gennaio 2019 dovrà affrontare una nuova udienza. ‘Questo incubo è nato perché ho osato raccontare la mia storia. Una storia diversa dalla loro’ ha spiegato Bakri.
La storia di Jenin deve poter essere raccontata da ogni punto di vista, senza preclusioni o censure”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dall’arte alla solidarietà nel segno della musica: torna a Grosseto per l’ottavo anno “La voce di ogni strumento”, il festival in programma da ottobre a maggio che opera in sinergia con le associazioni La Farfalla, AISM, AVIS, ADMO e AIPAMM e il ministero della Difesa. Diretta dal maestro Gloria Mazzi, la rassegna musicale aprirà i battenti domenica 14 ottobre con il primo dei 9 concerti in cartellone, diversi nei generi e nello stile: si comincia con il Duo Baldo, a cui seguiranno tra gli altri il violinista Davide Alogna con l’attore Paolo Sassanelli e il chitarrista Giulio Tampalini nello spettacolo “La leggenda di Paganini” e il quartetto composto da Dado Moroni, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto e Stefano Cocco Cantini nell’Omaggio a Tadd Dameron. Gran finale il 19 maggio con il Quartetto Adorno.
– CESENA

– Fiorello, Giovanni Allevi, Antonello Venditti, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Piero Pelù, Gino Paoli, Red Canzian, Nesli, Federica Carta, Biondo, Emma Muscat: sono i primi artisti ad avere firmato la petizione per “equiparare il videoclip, forma di espressione artistica sempre più diffusa ed importante, agli altri audiovisivi che beneficiano del tax credit”. La proposta al governo è stata lanciata da IMAGinACTION, il Festival internazionale dedicato ai videoclip musicali giunto alla seconda edizione e in corso a Cesena, e FIMI. Per lo Stato italiano, infatti, il videoclip, nonostante negli anni sia cresciuto come forma d’arte, non può godere del tax credit. Al pari dei film porno. La questione, ha sottolineato il ceo della FIMI Enzo Mazza, riguarda la legge n. 220 del 14 novembre 2016 sulla “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo” che vede i video privati di alcuni vantaggi fiscali in quanto considerati “a carattere promozionale di un artista” (quindi alla stregua di uno spot pubblicitario).
Si è persino tagliato i capelli per assomigliargli: Antonio Mezzancella ha vinto la quinta puntata di Tale e Quale Show, interpretando Eros Ramazzotti con il brano ‘Un angelo disteso al Sole’, secondo gradino del podio per Massimo Di Cataldo nei panni del cantautore britannico Ed Sheeran, seguito in classifica da Mario Ermito che è stato Luciano Ligabue.E continua il successo del varietà condotto da Carlo Conti su Rai1 ha vinto ancora la serata con una media di 4 milioni 319 mila telespettatori e uno share del 20.8%, doppiando la fiction di Canale 5 Solo, alla seconda stagione, che ha raccolto il 10.2% con 2 milioni 186 mila spettatori.La rete ammiraglia Rai si conferma vincente anche nel preserale con L’eredità, condotto da Flavio Insinna, che ha ottenuto 4 milioni 192 mila telespettatori e il 23.5%, e nell’access prime time con Soliti ignoti – Il ritorno, condotto da Amadeus, con 4 milioni 575 mila e il 19.2%; in questa fascia Striscia la notizia su Canale 5 ha fatto segnare 4 milioni 251 mila con il 17.75%, Otto e mezzo su La7 l’8% con 1 milione 894 mila, Stasera Italia su Rete4 1 milione 188 mila con il 5.22% nella prima parte e 1 milione 204 mila con il 5% nella seconda.Tornando alla prima serata, bene su Rete4 Quarto grado, con 1 milione 536 mila telespettatori e l’8.61%; da segnalare sul Nove il record stagionale di Fratelli di Crozza, con 1 milione 284 mila spettatori e il 5.4%. Su Rai3 il film di Alessandro Siani Il principe abusivo ha ottenuto 1 milione 242 mila spettatori e il 5.3%; su Rai2 gli episodi del telefilm Criminal Minds sono stati visti da una media di 998 mila telespettatori, pari al 4.5%; su La7 Propaganda Live ha fatto segnare 943 mila con il 5.2%; su Italia 1 il film Insieme per forza ha fatto registrare 898 mila e il 4.16%.Da segnalare in seconda serata su Rai1 l’attualità di Tv7, scelta da 729 mila spettatori con il 9.6%.Sempre molto seguita – segnala Viale Mazzini – l’informazione Rai: l’edizione delle 20 del Tg1 è stata vista da 4 milioni 882 mila spettatori pari al 23.1% di share (alla stessa ora per il Tg5 ci sono stati 4 milioni 60 mila con il 18.90%, per il TgLa7 1 milione 214 mila con il 5.7% con 1 milione 214 mila); il Tg2 delle 13 ha segnato 2 milioni 185 mila spettatori e il 16.6%, mentre il Tg3 delle 19 ha avuto un seguito di 1 milione 706 mila spettatori con il 10.8%. A seguire l’appuntamento con la TgR ha realizzato 2 milioni 355 mila spettatori e il 12.6%.Nel complesso, le reti Rai dominano la prima serata con 8 milioni 706 mila telespettatori e uno share del 36.51% (a fronte dei 7 milioni 380 mila con il 30.95% di Mediaset), la seconda serata con il 32.13% (contro il 31.42% della concorrenza) e l’intera giornata con il 35.67% (Mediaset al 32.30%).

– ANCONA

– Orgogliosa, ribelle, determinata e per niente rassegnata al suo triste destino. E’ una Cenerentola di Rossini atipica quella proposta il 12 ottobre tra gli applausi al Teatro delle Muse di Ancona dalla regista Francesca Lattuada, in una nuova produzione della Fondazione Muse in collaborazione con l’Accademia Rossiniana ‘Alberto Zedda’. A cominciare dall’ouverture a sipario chiuso con un figurante panciuto nelle vesti del compositore. La simbologia investe tutta l’opera che in un’ambientazione essenziale (fondale di tela, tavolo barocco e imponenti lampadari, delega ai fastosi e originali abiti di Bruno Fatalot, costumista del Moulin Rouge e del Lido, ma anche collaboratore di Chanel, Gautier e Lacroix, il compito di definire i personaggi come altrettanti archetipi senza tempo. Alla fine applausi per il direttore Giuseppe Finzi e i giovani interpreti: Pablo Ruiz, Pietro Adaini, Martiniana Antonie, Daniele Antonangeli, Clemente Antonio Daliotti (Dandini), Giorgia Paci (Clorinda) e Adriana Di Paola (Tisbe).
– Da Bernardo Bertolucci a Mario Martone, da Elio Germano a Isabella Ragonese a Valerio Mastandrea, da Giuliano Montaldo a Paolo Taviani, da Alberto Barbera a Carlo Chatrian: sono tante le personalità del mondo del cinema e dello spettacolo italiano che lanciano la campagna #iostoconBakri, in segno di solidarietà con l’attore e regista palestinese di cittadinanza israeliana Mohammad Bakri, di nuovo sotto processo in Israele.
Autore di Jenin Jenin, docufilm sulla distruzione da parte dell’esercito israeliano del campo profughi di Jenin (2002), “il regista – ricordano i firmatari nell’appello – ha subito un processo per vilipendio e diffamazione. Nel 2006 è stato assolto, ma la sua odissea non è finita. Nel 2016 è stato denunciato di nuovo e il 3 gennaio 2019 dovrà affrontare una nuova udienza. ‘Questo incubo è nato perché ho osato raccontare la mia storia. Una storia diversa dalla loro’ ha spiegato Bakri.
La storia di Jenin deve poter essere raccontata da ogni punto di vista, senza preclusioni o censure”.
– RAVENNA

– Si apre con la maratona lirica della Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival (Nabucco, Rigoletto, Otello dal 23/11 al 2/12) e prosegue con il ritorno della produzione originale ‘Il viaggio di Roberto’ (16/12), la stagione Opera 2018/19 del teatro Alighieri di Ravenna. Il fil rouge del confronto fra sentimenti e potere si dipana tra ‘Roméo et Juliette’, diretta da Paolo Olmi e coprodotta col Teatro Nazionale Croato di Fiume (18 e 20/1); ‘Le nozze di Figaro’ (22 e 24/2), regia di Giorgio Ferrara e Erina Yashima alla guida dell’Orchestra Giovanile Cherubini; ‘Andrea Chénier’ diretta da Giovanni Di Stefano (8 e 10/3), fino alla contemporanea ‘Kater I Rades, il naufragio’ (18/4), sulle musiche del compositore albanese Admir Shkurtaj.
Ricca anche la stagione Danza, dalle coreografie della Parsons Dance (26 e 27/1) alla prima italiana dell’omaggio a Leonard Cohen del Ballets Jazz Montréal (16 e 17/2), dai capolavori del Balletto Yacobson di S.Pietroburgo (16 e 17/3) al Bach Project di Aterballetto (6 e 7/4).
– CAGLIARI

– Il Punk non è morto, anzi, vive ancora nella passione di chi lo ha ascoltato, nell’energia di chi lo ha suonato e che ha rischiato anche le botte pur di salire sul palco quando qualcuno voleva per forza appiccicargli addosso un etichetta politica. Lunga vita al Punk non solo sui palchi o nelle tracce di qualche cd o nella musica liquida in rete, ma anche nelle pagine dei libri che raccontano una parte della storia della musica italiana. Lo sa bene il trevigiano Mirko Crosato, leader della prima band punk italiana No Submission che per domenica al Nasty Boys di Treviso ha organizzato una storica reunion del gruppo, coinvolgendo nuovi musicisti (Arrigo Bernardi, Max Pavan e Andrea Juncker) e i componenti della formazione originale, Diego Negrello e il batterista Lucio Cocco che partirà dalla Sardegna per salire nuovamente sul palco con la band.
Il concerto è preceduto dalla presentazione del libro scritto da Fabrizio e Stefano Gilardino “Il quaderno Punk 1979-1981”

– Nel buio della grande sala lo schiocco delle dita a ritmare le prime note dell’orchestra. Da qui in poi un tripudio di energia, colori, emozioni su una partitura che fonde grande tradizione europea, ritmi latini e jazz in un capolavoro della musica americana. Si respira l’aria di Broadway nel West Side Story diretto da Antonio Pappano che il 12 ottobre ha aperto tra grandi applausi la Stagione Sinfonica di Santa Cecilia.
La scelta del musical di Leonard Bernstein è un omaggio al compositore, di cui quest’anno si celebra il centenario della nascita, e al suo lungo rapporto con l’Accademia Nazionale, di cui è stato presidente onorario dal 1983 al 1990. Ma è stata anche l’occasione per una inaugurazione fuori dagli schemi. Nadine Sierra e Alex Shrader hanno dato vita ai due protagonisti strappando applausi nei brani più conosciuti, “Maria”, nella scena intensa del matrimonio “One hand, one heart”, “Tonight”, “Somewhere”. Trascinanti le versioni di insieme “Mambo” e “America”.
– Si parla molto di Ulisse negli ultimi tempi, si scrive dell’Odissea, si montano spettacoli e escono libri di studiosi che vogliono raccontare per far capire coinvolgendo il lettore e, quando qualcosa di simile accade, è sicuramente una coincidenza ma che non può non avere un minimo di senso. Analizzare l’eroe di Itaca, il lungo viaggio pieno di insidie e seduzioni e il desiderio di ritorno a casa per liberarla di profittatori e parassiti è probabile si colleghi alla situazione del nostro paese, al desiderio di uscire da una profonda crisi affrontando tutti problemi per arrivare a riappropriarci di ciò che ci appartiene. E Ulisse si lega anche all’Iliade e alla guerra di Troia, da cui in realtà non escono veri vincitori e vinti, ma tutti risultano umanamente sconfitti dalla violenza e chi resta vivo si allontana dalla città in fiamme “come un profugo”, per usare la definizione di Virgilio nell’Eneide, che anch’essa ci riporta all’oggi e alle rotte di salvezza nel Mediterraneo, percorse appunto per primo da Enea che approdò in Italia.Sono cose che ci rende chiare, senza bisogno di fare troppi paragoni, Sylvain Tesson, scrittore francese autore di ‘Un’estate con Omero’ (Einaudi, pp. 236 – 17,00 euro), in cui racconta gesta e passioni tanto vive e eterne di quei poemi, scrivendone isolato in una casetta di Tinos nelle Cicaldi. Siamo in quel Mar Egeo di cui ci parla attraverso isole e miti Giorgio Ieranò, docente di letteratura greca all’Università di Trento, nel suo ‘Arcipelago’ (Einaudi, pp. 278 – 20,00 euro). Un mare scenario da millenni della grande storia europea, solcato dalle triremi ateniesi, dalle galee veneziane, dai vascelli dei sultani di Istanbul, dai gommoni dei migranti, oltre che da viaggiatori curiosi come Dumas, Melville o Twain, in un incontro continuo e proficuo, incredibilmente ricco di coincidenze, tra presente e passato. Sulla linea di ‘C’era una volta Ulisse’ di Jean-Pierre Vernant, uscito una decina di anni fa (Einaudi, pp. 80 – 8,50 euro), ecco quindi ‘Ulisse’, come si intitola invece semplicemente il libro di Giulio Guidorizzi, docente di Antropologia antica all’Università di Torino, il quale, traducendo il poema in avvincente romanzo, ricostruisce dal punto di vista delle sue varie donne vita, avventure e carattere di questo eroe classico che è anche però il primo personaggio moderno, quindi non solo l’astuto combattente che ha l’idea del cavallo di Troia, il grande viaggiatore e l’uomo che anela alla sua Itaca petrosa e alla moglie Penelope, ma anche quello che la abbandonò col vecchio suocero e il piccolo figlio Telemaco, che crescerà senza di lui, ma schiacciato dalla sua presentissima assenza, per non parlare della tante donne, da Nausica a Circe, certo con una loro egoistica perfidia, ma tutte sedotte e abbandonate senza rimpianti. Così diventa esemplare il finale aperto con un improvviso gesto di Penelope che fa a pezzi la sua mitica tela, saputo che Ulisse vuol ripartire.Come a tirar le fila del nostro discorso e di tutti questi volumi, ecco infine ‘Un’odissea’ di Daniel Mendelsohn (Einaudi, pp. 310 – 20,00 euro), studioso di letterature classiche al Bard College (New York State), che porta il sottotitolo di ‘Un padre, un figlio, un’epopea’, perché nasce dalle lezioni dell’autore sul poema omerico cui volle essere presente suo padre ottantenne, un matematico pronto e smitizzare e vedere criticamente, in modo antieroico, la figura di Ulisse. Tra i due nasce un confronto ricco in cui si intrecciano le interpretazioni classiche e la storia e vita recente, il mito e la realtà. Ma non basta: finito il corso, padre e figlio si imbarcano in una crociera nel Mediterraneo che ripercorre il viaggio e le peregrinazioni di Ulisse, mettendo in gioco naturalmente durante la navigazione se stessi, le proprie esperienze personali, fatti e sentimenti, e scoprendo come siano leggibili rifacendosi al mondo omerico e, assieme, aiutino a capirlo oggi, andando dalla ‘homofrosynè’ (il pensare assieme e allo stesso modo) allo sgomento davanti all’Ade, alla morte. Bisogna sempre andare oltre le pagine, capire le sorprendenti, repentine conclusioni di ‘Iliade’ e ‘Odissea’, perché, spiega il padre dell’autore, “un buon libro ti lascia sempre il desiderio che ci sia qualcos’altro”. Sono letture, tutte e in specie quest’ultima, che come dicevamo non possono non farci pensare, riflettere su noi e sul mondo che ci circonda, come accade ogni volta che torniamo alla infinita ricchezza di quei poemi. Lo ha fatto anche un autore-attore come Marco Paolini, portando in scena nuovamente dopo 15 anni l’eroe dell’Odissea per raccontarcelo nel ‘Calzolaio di Ulisse’, dieci anni dopo il suo ritorno a casa, “uomo con un suo eroismo da riscoprire in questi anni ormai senza più eroi, per ricordare agli uomini indeboliti dalle democrazie e dal benessere che razza di padri avevano”.

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GROSSETO

– Consegnata al sindaco Luigi Bellumori di Capalbio (Grosseto) la petizione per la concessione della cittadinanza onoraria al professor Alberto Asor Rosa.
L’iniziativa, lanciata da Adalberto Sabbatini – uno dei quattro fondatori dello stabilimento balneare Ultima Spiaggia – e fatta propria dall’associazione ‘Il piacere di leggere’, intende omaggiare la figura dello scrittore e critico letterario Alberto Asor Rosa, che da oltre 30 anni trascorre parte dell’anno a Capalbio. Nel testo della petizione si sottolinea il ruolo di Alberto Asor Rosa che “con costanza e tenacia, per oltre trent’anni, ha contribuito con le sue idee e con le sue prese di posizione a mantenere la Maremma e Capalbio territori intatti dove rimangono alti i valori della cultura, del rispetto, della natura e dell’armonia”. “Accolgo con vivo entusiasmo la richiesta fatta arrivare dalla cittadinanza e da un importante gruppo di storici frequentatori di Capalbio”, ha detto Luigi Bellumori annunciando l’intenzione di avviare l’iter.
– BOLOGNA

– Il premio ‘Gino Agostini – Cinema e democrazia’ – dedicato al produttore e distributore Agostini (1920-2007) – giunto alla 4/a edizione riconoscendo strade nuove di produzione e distribuzione, quest’anno individua due realtà emblematiche del cinema indipendente: la distribuzione Parthenos, nata nel 2011 da esercenti e agenti che hanno scelto cinema di qualità, e l’attivissimo Cinema Odeon a Firenze.
La consegna del premio – domenica 14 ottobre alle 17.30, alla Biblioteca della Cineteca di Bologna – è un evento della ‘Notte Rossa 2018 – Popoli e diritti’, con Cristina Bragaglia, Simonetta Saliera, Gian Luca Farinelli, Giacomo Manzoli, Nicola Sinisi.
Nel 2015 il premio era stato assegnato ad Andrea Gambetta (Fondazione Solares delle Arti, Parma) e Valerio Carocci (Cinema America Occupato, Roma); nel 2016 ad Antonio Sancassani (Cinema Mexico, Milano) e Vieri Razzini con Cesare Petrillo (Teodora Film); nel 2017 a Thomas Bertacche di Tucker Film e Marta Donzelli con Gregorio Paonessa di Vivo Film.
– PALERMO

– Cresce l’attesa per il debutto del “Rigoletto” di Verdi, il 13 ottobre al Teatro Massimo alle 20.30, regia di John Turturro, che ha richiamato a Palermo un task force di soprintendenti da tutta Italia: Carlo Fuortes da Roma, William Graziosi da Torino, Fulvio Macciardi da Bologna e Cristiano Chiarot del Maggio musicale fiorentino. La curiosità per la regia di Turturro è alta. Turturro ha diretto il 12 ottobre la prova generale concentrandosi sulle luci di Alessandro Carletti che intervengono nello spettacolo per dare ai personaggi uno spessore cinematografico. In arrivo in città anche i familiari italiani di Turturro, da Agrigento e dalla Puglia. L’attore statunitense a cena con lo scenografo Francesco Frigeri ha parlato per due ore del carattere e del destino di Rigoletto, lo sfortunato buffone di corte, tra una battuta su Trump, e lo stesso destino condiviso in tutto il mondo. “Stiamo andando verso le destre, siamo tutti nella stessa barca, occuparsi di arte e di cinema è una salvezza”, ha detto.
– BARI

– “E’ un grande amore quello tra Rossini e me”: così ha esordito il regista Pier Luigi Pizzi nel presentare oggi, insieme con il maestro Josè Miguel Perez-Sierra e il sovrintendente Massimo Biscardi, nel foyer del Petruzzelli, ‘Tancredi’ l’opera di Rossini che andrà in scena il 19 ottobre.
E racconta, in particolare, che questo amore per Tancredi nasce nel 1982 a Pesaro per il ‘Rossini opera festival’ e per cui ha curato moltissime edizioni. “All’epoca – dice – avevo diretto Semiramide ma fu con questa opera che conobbi e capii Rossini.
Capii come il compositore in ogni opera si presenta in modo completamente diverso, non fa mai realismo, non si prende mai sul serio, fa dell’ironia. La sua produzione non si può definire semplicemente giocosa”.
– MATERA

Il fondo di un’antica cisterna all’interno di un ristorante utilizzato anche come campo da minigolf a 19 buche, un ipogeo nel Sasso Barisano in una struttura alberghiera diffusa come le antiche Thermae romane per la cura del corpo e il sistema delle acque piovane annesso alla Chiesa di San Giovanni nel Sasso Caveoso: sono alcune delle interessanti tappe che i visitatori possono ammirare a Matera (Capitale europea della Cultura per il 2019) in occasione delle giornate Fai d’Autunno.
Il percorso, denominato “Matera città dell’acqua e di pietra”, si avvale, per le visite guidate, del supporto dei volontari del Fondo ambiente Italia e in particolare degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori.
Duilio Giammaria, giornalista Rai ideatore e conduttore di Petrolio, programma di approfondimento in onda il sabato in seconda serata su Rai1, ha vinto il premio “Natta e Copernico” per la divulgazione scientifica. “I servizi presentati attraverso Petrolio, allestiti con un format molto innovativo, permettono di arrivare in maniera semplice ma non banale ad un’ampia coorte di telespettatori, diffondendo quindi significativi aspetti delle attuali conoscenze delle scienze applicate e delle tecnologie innovative” si legge nelle motivazioni del premio. Il premio è stato consegnato a Ferrara in una cerimonia pubblica nella sede di Palazzo Roverella. Il riconoscimento è mirato alla divulgazione della scienza e della tecnica ed è finalizzato a stimolare e sostenere la ricerca e la cultura scientifica.
Duilio Giammaria ha dedicato il premio alla sua squadra di eccellenti autori e reporter scientifici che puntata dopo puntata hanno creato un nuovo modello di divulgazione scientifica in televisione.
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TREVISO

– E’ ancora emozionato Francesco Grollo, tenore trevigiano, per l’esibizione in Sala Nervi in Vaticano davanti a Papa Francesco che si è poi congratulato.
Poco prima Grollo aveva cantato nella Chiesa del Governato, presenti il ministro degli Interni Matteo Salvini e i vertici delle forze dell’ordine e militari, poi si è ripetuto nella sala Nervi davanti a 8 mila persone accompagnato dalla banda della polizia di Stato. Il giorno dopo ha invece usato il suo strumento, la voce, a Ostia per il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, come aveva fatto qualche mese prima per i 150 anni della costituzione del Reggimento Corazzieri. Grollo è la ‘voce’ ufficiale delle Frecce Tricolori alle loro manifestazioni, intonando L’inno di Mameli alla partenza dei velivoli. Ha studiato canto, seguito dal maestro Franco Corelli, mentre era in servizio nella Polizia che ha lasciato dopo 9 anni. Il suo debutto al teatro La Fenice di Venezia, nella ‘Madama Butterfly’ nel 1996. Sue esibizioni in vari teatri del mondo.
– CHIUSI DELLA VERNA (AREZZO)

– A Chiusi della Verna (Arezzo) sette donne si sono tassate per salvare la fontana del paese. Si tratta della fontana Campari progettata da Giuseppe Gronchi, scultore fiorentino, per conto di Davide Campari, l’inventore del bitter, che lanciò con questa iniziativa una campagna pubblicitaria dell’azienda in tutto il territorio nazionale. Erano trenta nei primi anni del Novecento, ora ne sono rimaste solo tre: a Brunate in provincia di Como, a Le Pietre nel Pistoiese e quella di Chiusi della Verna. Un pezzo di storia che le sette donne del Casentino hanno deciso di salvare finanziando il restauro attraverso fondi propri e una raccolta effettuata con mercatini, tombole e altre iniziative fino a raggiungere i tremila euro necessari. Le donne di Chiusi si sono anche occupate di chiedere preventivi ad alcuni restauratori e di seguire tutto l’iter burocratico necessario all’intervento. Il 14 ottobre l’inaugurazione con il buffet fatto dalle stesse donne. La Fontana Campari è detta anche ‘le tre fontane’ perché dal bassorilievo con elementi grotteschi sgorgano tre bocchette.
Alcune di queste erano sormontate da un blocco orizzontale di travertino sul quale erano scolpite le teste di Mussolini e di Vittorio Emanuele II, eliminate dopo la guerra, ma non ci sono prove per quella di Chiusi che tutti ricordano con teste ispirate alla mitologia romana.
PALERMO – Totò aveva un doppio. Un cantante mancato, napoletano come lui, che per anni aveva imitato la sua incredibile maschera finendo poi a lavorare con lui, prestandosi a recitare le scene che il grande attore non voleva fare. Uno che lo sostituiva quando c’era da correre o da pedalare e che al mattino si alzava presto al suo posto per andare sul set quando le riprese erano troppo di buon’ora. “Si chiamava Osvaldo Natale, in arte Dino Valdi e finì per calarsi così tanto nei panni del suo mito che al funerale del grande attore ci fu chi lo scambiò per un fantasma”. Carlo Lucarelli torna su Sky Arte e abbandona il noir per un nuovo format di cui è ideatore, autore e conduttore, Inseparabili, in onda dal 4 febbraio sui canali 120 e 400, con le vite di grandi personaggi dell’arte e dello spettacolo raccontate da un punto di vista del tutto inedito, quello di un incontro di un momento o di una vita, “che in qualche modo ha cambiato il corso delle cose”.Una serie di racconti – otto per questa prima edizione, ma ce ne sono già in cantiere altri – che partono da storie vere e le narrano giocando sull’idea del doppio, dello specchio, con il punto di vista dell’uno alternato a quello dell’altro fino ad arrivare al cuore della vicenda. “Partiamo da Totò e arriviamo fino a Tolstoj passando per Marilyn Monroe, Freddie Mercury, Picasso, i Nirvana con Kurt Cobain – anticipa lo scrittore oggi a Palermo per il Festival di Sky Arte – la storia della cultura è piena di vicende così”. Al centro, Lucarelli lo rivendica, c’è sempre il piacere e la magia del raccontare, quel mestiere di narratore che tanto gli si confà e che da anni caratterizza i suoi interventi televisivi. Ma qui, sottolinea uno dei coautori, Michele Cogo, anche Lucarelli sarà diverso, inserito quasi come un personaggio nell’impianto del format “che è molto forte, arricchito anche da elementi scenici”.Il palcoscenico del racconto è sempre lo stesso, tutte le storie cominciano a prendere forma dalla sontuosità un po’ spettrale dell’antica stazione termale di Salsomaggiore, strepitoso edificio liberty che ben si presta a ricostruire il quadro del doppio, l’ambivalenza del sotto e del sopra, del fuori e dentro lo specchio. “Abbiamo immaginato ogni storia come un albero, con i rami e le fronde che sono quello che tutti vedono e ammirano e le radici, che rimangono sotto terra, nascoste, ma non sono meno importanti”, spiega ancora Cogo. E’ così che verranno fuori altre storie incredibili, finestre poche volte aperte sulle vite di persone delle quali pensiamo di conoscere tutto. Sarà il caso di Tolstoj ‘riletto’ alla luce del rapporto difficilissimo e conflittuale con la moglie. O di Hitchcock, raccontato scoprendo il punto di vista di Alma Reville, la moglie sceneggiatrice che rimase sempre nella sua ombra e alla quale il maestro del cinema deve tantissimo.Ma in scena entrerà anche Picasso, di cui si racconterà un incontro-scontro con un altro grande di quei tempi, lo scrittore Apollinaire, e di una losca storia di imbrogli e furti d’arte. “Per raccontare queste vicende partiamo sempre dalla parte più in ombra – sottolinea il regista Antonio Monti – come se fosse un punto di accesso mai solcato che ci aiuta a raccontare l’altra persona, quella più conosciuta. Storie di intuizioni e di imbrogli, di gloria e di frustrazioni, di avvenimenti alle volte piccoli che invece hanno cambiato qualcosa nella storia, hanno segnato dei punti importanti. Lucarelli ammicca, sorride, tiene alta la tensione anche nel suo pubblico del Festival. “Io mi sono molto divertito”, ammette. “Se da spettatori proverete anche solo la metà del piacere che ho provato io, avremo fatto centro”.

– Libreriamo, movimento culturale online composto dagli amanti dei libri e dell’arte, lancia la sesta edizione del Social Book Day: il 15 ottobre tutto il web si mobiliterà per manifestare sostegno alla lettura tramite foto, frasi e aforismi accompagnati dall’hashtag #SocialBookDay.
“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere” ha scritto il francese Daniel Pennac per esprimere il valore immenso che la lettura può dare alla vita delle persone. Da questo aforisma prende vita la nuova edizione del Social Book Day. In questa giornata i “booklovers” potranno sostenere la lettura tramite un semplice intervento sui tutti i maggiori social network postando frasi, foto e video dedicati al mondo dei libri, utilizzando l’hashtag #SocialBookDay.
Negli ultimi 5 anni sono stati generati 42.300 tweet, 39.500 retweet e oltre 20 milioni di impression grazie anche all’endorsement di influencer, opinion maker, giornalisti, speaker radiofonici, dj e altri personaggi pubblici e influenti.
Michael Bublé si prepara a lasciare la musica: il crooner canadese ha rilasciato la sua “ultima intervista” al magazine Daily Mail’s Weekend, rivelando che ha intenzione di ritirarsi dallo showbiz.Già due anni fa aveva annunciato l’addio all’attività pubblica, dopo che al figlio Noah, di soli tre anni, era stato diagnosticato un tumore al fegato. Ora il bambino è guarito, ma l’esperienza, rivela Bublé, “mi ha fatto rimettere tutto in discussione, ha cambiato la mia percezione della vita”. Love, il nuovo lavoro in uscita il 16 novembre, sarà dunque l’album d’addio.”Non so neanche se riuscirò a terminare questa conversazione senza piangere. E non ho mai perso il controllo delle mie emozioni in pubblico”, confessa Bublé nel colloquio. “Questa è la mia ultima intervista. Mi ritiro. Ho realizzato l’album perfetto e ora posso lasciare davvero al top”.
La prima chitarra importante di Vasco Rossi, “quella da cui è nato tutto”, che il Blasco comprò a caro prezzo a un amico e collega cedendogli parte dei diritti d’autore di un suo disco, la genesi rocambolesca di Latin Lover, “l’album più coraggioso di Gianna Nannini”, la storia di Terra Mia, il primo disco di Pino Daniele, “quello che lui scrisse a 22 anni e in cui c’era già tutto”. E poi tutta la magia delle canzoni di Ivano Fossati, raccontate nel loro processo creativo dal cantautore più schivo del nostro panorama musicale. Il 28 novembre torna sui canali 120 e 400 di Sky 33 giri – Italian Masters, la serie di Sky Arte dedicata alle pietre miliari della discografia italiana e l’apertura è con Fossati e uno dei suoi dischi più amati, Lindbergh – Lettere da sopra la pioggia.Il discografico Stefano Senardi, che del programma è il consulente, lo racconta a Palermo, in una dei tanti incontri della due giorni del Festival di Sky Arte che sta animando piazze e teatri della città. E il racconto si fa ancora più vivo con Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours che salgono sul palco popolare del Teatro Garibaldi nell’animatissimo quartiere della Kalsa, per offrire una loro versione di Canzone popolare, canzone amata e odiata dal suo autore che in video confessa: “Prestare una canzone alla politica è una cosa che non consiglio a nessuno. Giovani, non lo fate”. Già, perché anche oggi, a più di vent’anni di distanza, quei versi che hanno segnato una generazione, “Alzati che si sta alzando la canzone popolare/ se c’è qualcosa da dire ancora/ se c’è qualcosa da fare” riportano alla mente di tanti la campagna politica dell’Ulivo, nel ’96. “Io dopo di allora non l’ho più potuta suonare in un concerto per almeno dieci anni, non potevo farlo, sembrava un comizio”, racconta in video Fossati. Che poi si addentra sulla composizione musicale di quel brano, ne ripercorre la genesi, ne descrive il disegno ritmico, racconta l’idea di aggiungere oboe e arpa. “Fu un’intuizione fortunata – dice – abbiamo innestato questi strumenti sopra a delle ritmiche pop rock che non avevano niente di classico”.Un esperimento riuscito anche se l’idea, sottolinea l’artista, “non era certo quella di fare musica sperimentale, noi volevamo fare solo canzoni e però vestirle in modo innovativo. E questo sul pubblico ha avuto un bell’impatto”. Tant’è, dal vivo Agnelli e D’Erasmo imbracciano violino e chitarra e ripropongono Canzone Popolare in una loro inedita versione, applauditissimi. “Fossati è un poeta, uno dei pochi che oggi si possono chiamare così – dice emozionato il popolare giudice di X Factor – le sue canzoni hanno resistito soprattutto per i contenuti, la cosa che manca di più nella musica di oggi”. E in un attimo, al suono della sua chitarra il Teatro Garibaldi diventa rock.

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NAPOLI

– “Questa laurea per me ha un sapore speciale perché mi ricorda mio padre Fosco, che negli anni Trenta studiò all’Orientale con Giuseppe Tucci. Dunque l’Orientale mi è cara anche come memoria di famiglia. In un tempo di autarchie pericolose e inquietanti, la laurea in ‘Letterature e culture comparate’ ha oggi un valore di esemplarità. In una situazione che vede gli Stati tornare a chiudere le frontiere, a mettere dazi e pedaggi che ricordano scelte irresponsabili del passato, la comparazione che propone l’Orientale diventa sinonimo di rispetto e comprensione”. Così la scrittrice Dacia Maraini commenta la laurea honoris causa in “Letterature e culture comparate” che le sarà conferita mercoledì prossimo, 17 ottobre, alle 11, dall’Università degli studi Napoli L’Orientale.
“Una sorta di antidoto – prosegue la scrittrice – per promuovere la circolazione delle idee e delle persone, sapendo che storicamente i movimenti dei popoli non possono essere fermati, ma solo governati”.
“Quando abbiamo iniziato questa ricerca, circa dieci anni fa, avevamo visto che le persone in ufficio switchavano da uno schermo all’altro ogni 3 minuti. Poi abbiamo ripetuto di nuovo lo studio sei anni fa, e abbiamo visto che le persone stavano davanti a un dispositivo, prima di cambiare, per 1 minuto e 15 secondi. Quando abbiamo rifatto lo studio poco tempo fa, abbiamo scoperto che il tempo davanti a uno schermo era crollato a 40 secondi”. Lo spiega la professoressa Gloria Mark – Mark – professoressa di informatica presso il D. Bren School of Information and Computer Sciences, Universita’ della California di Irvine – in una intervista a ‘Presa diretta’ nella puntata dal titolo ‘Iperconnessi’, in onda lunedì 15 ottobre su Rai3, e dedicata alle conseguenze sul cervello delle nostre vite iperconnesse.

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Gli studi della professoressa Mark hanno dimostrato che ogni volta che stiamo lavorando a qualcosa di importante, tipo scrivere una relazione, improvvisamente ci fermiamo, prendiamo il telefono, e ci mettiamo a chattare, o a controllare le mail. Ci mettiamo in media 25 minuti per ritrovare la concentrazione: una modalità che ha un costo altissimo in termini di stress e di denaro. Secondo la società di consulenza alle imprese Basex, queste continue interruzioni si traducono solo negli Stati Uniti, in 28 miliardi di ore lavoro perse dalle aziende circa 588 miliardi di dollari ogni anno. Noi ci crediamo multitasking ma “non è così, gli esseri umani non possono fare due cose nello stesso momento. Quello che facciamo in realtà è switchare, cioè alterniamo avanti e indietro, rapidissimamente. Questo significa dover rifocalizzare ogni frazione di secondo la nostra attenzione. Sembra niente, ma nel corso della giornata si accumula e diventa stress. E lo stress ha costi enormi per la nostra salute e per il nostro cervello.
Dobbiamo a tutti i costi impedire che le persone si abituino a avere un’attenzione così bassa”.

– Un family drama prima ancora che un trans drama: questa è ‘Butterfly’, miniserie inglese in onda su FoxLife a dicembre e presentata in anteprima a FeST – Festival delle Serie Tv, a Milano, con la proiezione in anteprima di uno dei tre episodi.
La storia è quella di Max/Maxine (Callum Booth-Ford), undicenne nata in un corpo di bambino, e della sua famiglia, stravolta da questa disforia di genere. L’argomento è trattato con delicatezza dallo sceneggiatore premio BAFTA Tony Marchant, che, prima di firmare la serie trasmessa da ITV, ha studiato il tema con ricerche e colloqui presso l’associazione Mermaids e la clinica di gender identity Tavistock: “Sentivo una grande responsabilità, dovevo raccontare questa storia con precisione ed empatia – ha detto Marchant, in un panel con gli ideatori di FeST Marina Pierri e Giorgio Viaro – In passato avevo scritto di transgender in ‘Different for Girls’, ma qui non bastava la sensibilità per il tema”.
– GENOVA

– Buona affluenza di pubblico, per la prima giornata dei Rolli Days. Sono stati 42 mila, con un incremento di circa duemila presenze rispetto alla stessa giornata dell’edizione di maggio, i genovesi e i turisti che hanno visitato i palazzi nobiliari di Genova. Molti i turisti, in aumento quelli stranieri, che si sono tuffati nella magnificenza della Superba e i genovesi che hanno potuto riappropriarsi con orgoglio del glorioso passato della città. Ventotto le dimore patrimonio Unesco coinvolte in questa edizione per una manifestazione che sta crescendo sempre di più ed è ormai diventata un segno distintivo dell’offerta turistico-culturale di Genova, anche a livello internazionale.
“Il fascino degli antichi palazzi cinquecenteschi continua ad attirare genovesi e turisti – ha detto l’assessore al Marketing Territoriale e politiche culturali Barbara Grosso – Inoltre, la concomitanza con il Paganini Genova Festival ha ulteriormente arricchito l’offerta turistica e culturale, regalando momenti musicali di alto livello nelle strade e all’interno dei palazzi.
In questi giorni, l’enorme patrimonio artistico di Genova è sotto i riflettori: lavoreremo perché questi si accendano sempre più spesso”.

Raffaella Carrà, icona della tv in Italia come in Spagna, viene insignita oggi, dall’ambasciatore di Spagna in Italia Alfonso Dastis, a nome e per conto del Re di Spagna Felipe VII, assieme ad un’altra donna emblematica per i due paesi, come Lucia Bosè, dell’onorificenza di Dama “al Orden del Mérito Civil”. Una cerimonia che si svolge all’Auditorium Parco della Musica di Roma, seguita da un talk show ricco di ospiti dalla Spagna, come la cantante Alaska, e dall’Argentina, dove “‘Raffaella è altrettanto amata”, sottolinea le leader del gruppo musicale Tequila. A moderare l’incontro per l’Italia, una scattante Gabriella Carlucci.   “Il mio ombelico nudo veniva fuori da un completo studiato da un costumista della Rai. Ora non ne ricordo il nome. Ma le ragazze d’estate già giravano così, con la pancia scoperta e i pantaloni lunghi. Io non mi sono fatta problemi a farlo vedere in tv. Ero libera. Anche i ‘colpi di testa’ erano il segno della libertà dalla lacca, dalle sovrastrutture, dalla rigidità. Io ero così, senza costrizioni”. Una dichiarazione di ‘non colpevolezza’ per aver turbato il sonno degli italiani agli inizi degli anni Settanta, con quel balletto col pancino di fuori, in una tv ancora molto limitata alla censura, quella di Raffaella Carrà, seduta comodamente nel salotto dell’Auditorium in smoking nero disegnato per lei da Guillermo Mariotto, direttore creativo della Gattinoni. Anche lui in sala e pronto a scattare in aiuto dell’ambasciatore che non riesce ad appuntare la decorazione sul revers della giacca della Carrà.   Intanto l’ironica Lucia Bosè, con i suoi capelli turchini, dopo aver preso la medaglia che casca anche a lei dopo un po’ cerca di sdrammatizzare: “Pensavo fosse un diamante, ma forse avrei preferito un prosciutto spagnolo”. Poi rivolgendosi al pubblico: “Io non ho nessun merito. Solo quello di aver partorito un figlio meraviglioso come Miguel Bosè. Non sono una rivoluzionaria come Raffaella. Io ho sposato un torero e ci ho fatto tre figli”. Ma la Carrà non parla di rivoluzione: “quella era fatta per la democrazia in Spagna”.   Nel frattempo su un mega schermo scorrono le immagini dei divi italiani dell’epoca amati dai due paesi. Di una Lucia Bosè attrice in bianco e nero nei film di Antonioni. Dei cantanti e delle canzoni lanciate da Sanremo e dalla tv italiana subito esportati in Spagna, come Antoine, Gigliola Cinquetti, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Adriano Celentano, Mina, Milva, Ornella Vanoni. Si vedono le immagini di Raffaella che balla il Tuca Tuca: “tutto merito di Alberto Sordi – rivela- che accettò di farlo con me in tv dopo una mia telefonata. L’Osservatore Romano lo aveva censurato. Invece fu un successo”.   Insomma, “io amo la Spagna, è la mia seconda patria” ammette Raffaella. “E’ un Paese che ammiro profondamente. Bisogna conoscerlo, visitarlo per capirlo. E la gente in Spagna quando mi incontra mi dice sei una di noi”. E l’Italia? “Noi siamo piccoli piccoli ma geniali, mentre la Spagna è il ponte con l’America Latina. Anche la lingua è importante. L’italiano arriva a Lugano. Abbiamo eccellenze, ma se si riunissero saremmo ancora più forti”.   L’evento che ha coinvolto Carrà e Bosè rientra nell’ambito del programma Pop y Protesta, presentato oggi dal Consigliere Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia,Ion de la Riva, dall’ad della Fondazione Musica per Roma,José R. Dosal, dal direttore dell’Instituto Cervantes, Juan Carlos Reche e dalla direttrice della Real Academia de España a Roma,Ángeles Albert. Attraverso l’inziativa l’ambasciata di Spagna in Italia, in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, con la redazione di Spagna Contemporanea e con l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino, commemora il 50º anniversario del ’68. Dibattiti, conferenze, rassegne cinematografiche e mostre si svolgeranno nei mesi di ottobre e novembre, in varie città italiane per ricordare e analizzare l’impatto di quell’anno simbolico sulla politica, la cultura e la società in Italia, Spagna e America Latina.

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LOS ANGELES – Era il 1987 quando il primo Predator sbarcò sul grande schermo terrorizzando il mondo intero. Quella pellicola avrebbe dato il via a una delle serie horror fantascientifiche di maggior successo il cui quarto capitolo ha debuttato in 305 sale in Italia proprio in queste ore. Alla regia non c’è più John McTiernan ma Shane Black, attore e regista divenuto famoso in tutto il mondo per il ruolo di Hawkins nel Predator originale.
La storia è quella di Quinn McKenna, un tiratore scelto che, impegnato in una missione in Messico, si trova a tu per tu con un Predator scatenando, per sbaglio, una nuova invasione aliena. A fronteggiarla ci penserà un gruppo di ex marines coadiuvato da Casey Bracket, una delusa professoressa di scienze, interpretata dalla splendida Olivia Munn. Per l’attrice 38enne di origini asiatiche si tratta del primo vero film horror della sua carriera. “Amo questo genere cinematografico – spiega – nonostante da piccola i miei genitori mi vietassero di guardare molti film in tv. Tutta colpa di Robocop, ne ero rimasta scioccata”. Per le nozioni di biologia invece, la Munn ha potuto contare sul prezioso aiuto del fratello minore, John: “Ha studiato fisica, così lo chiamavo spesso per chiedergli consigli e per assicurarmi che le cose che avrei dovuto dire fossero corrette. Nella mia famiglia ci sono diversi ingegneri e dottori, ho sempre avuto tanta scienza intorno a me, l’ho sempre trovata affascinante”.
Fa parte della famiglia persino il cane sul set: “E’ vero, nel film recita anche il mio cane, Chance. I tre che avevano scelto inizialmente erano troppo agitati, non stavano mai fermi e così alla fine hanno optato per il mio. Ha vissuto il sogno di tutti gli attori che arrivano a Hollywood per sfondare e che a se stessi ripetono continuamente: ‘Sarò in quel film, colui che interpreta la mia parte fallirà clamorosamente e a quel punto chiameranno me’. È esattamente ciò che è accaduto a Chance”. Il personaggio di Olivia Munn è anche l’unico con il compito di proteggere il piccolo Rory, il bambino autistico che è parte importante della storia e che è interpretato dall’attore prodigio Jacob Tremblay (Room, Wonder). “Apprezzo molto il fatto che la mia Casey non debba solo salvare il bimbo, scappare e nascondersi. Deve anche sconfiggere l’alieno. Nessun problema, mi sono detta, noi donne possiamo fare tutto: uccido l’alieno e nel frattempo mi prendo cura del bambino”.
L’attrice non si tira indietro quando le viene chiesto dello scandalo molestie che ha travolto Hollywood, portando al movimento del #MeToo. “Era ora – afferma – È molto importante che le persone parlino, denuncino e facciano i nomi, perché l’anonimato non serve a migliorare le cose. Non bisogna sentirsi in colpa per non aver parlato prima: è comprensibile perché fino a qualche mese fa quando una donna parlava nessuno le credeva. Ora la gente ascolta ed è giusto che ci siano delle ripercussioni per chi ha sbagliato”. Donna ed esponente di una minoranza (quella asiatica), la Munn sa bene di ciò che parla: “Per la prima volta nella storia, gli uomini devono chiedersi se i loro comportamenti siano giusti, sbagliati o se possano portare a delle conseguenze negative. Noi queste domande ce le facciamo da sempre. Quando sono in una stanza, in quanto donna e asiatica, devo pensare a quello che dico o a come mi comporto. Non credo sia una cosa negativa che finalmente anche un uomo sia costretto a porsi queste domande prima di agire o dire qualcosa. Benvenuti nel mondo degli esseri umani”.

“Quella maledetta porta si sta aprendo, è solo un’udienza e non una sentenza, ma auspico che si arrivi alla verità e alla giustizia”, dice Alessio Cremonini, il regista di ‘Sulla mia pelle’ che da due anni e mezzo – tra preparazione (con la lettura dei materiali disponibili), riprese e lancio – è dentro il caso di Stefano Cucchi, insieme al suo protagonista Alessandro Borghi, a Jasmine Trinca-Ilaria Cucchi e al produttore Andrea Occhipinti di Lucky Red.”Questo film è speciale, è vivo e oggi è un giorno magico che tutti noi aspettavamo come cineasti e come cittadini: abbiamo sempre immaginato che Stefano non fosse caduto per le scale. Bisogna constatare che ci sono voluti 9 anni per questa udienza”, aggiunge ancora Cremonini.E proprio di tempi parla Borghi che a caldo sui social ha scritto in dialetto romanesco “La giustizia è lenta ma ariva pe’ tutti”. L’attore si è letteralmente trasformato per interpretare Cucchi e portare sullo schermo i segni delle sue sofferenze nel film, arrivando a diventare magrissimo, emaciato, irriconoscibile per quella lunga settimana prima di morire. Sulla mia pelle è un caso nel caso (putiferio Netflix, contemporaneità sale cinematografiche – streaming a parte): tante visioni-dibattito con il pubblico sono state emozionanti e sold out, grazie alla passione con cui il cast lo ha accompagnato in Italia dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia e tante sono state le proiezioni non autorizzate nei centri sociali e persino in strada, un fenomeno sociale di cui non si ha praticamente memoria, tutto questo ha contribuito a dare un valore civile al cinema. Dal punto di vista produttivo, certo, è qualcosa di negativo, ma sta a significare “un cinema vivo quando – risponde Cremonini – tocca il cuore delle persone, quando realtà e fiction sono in contatto”.Attualmente Sulla mia pelle è in una decina di sale, da domani altre proiezioni e un nuovo viaggio da cominciare, quello nelle scuole. Intanto Cremonini progetta il nuovo film, “una storia al femminile, sempre tratta da un caso realmente accaduto. Un progetto con lo stesso team produttivo di Sulla mia pelle”

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È vero, è solo una commedia-musical sgarrupata, grottesca e tamarra, una tamar-tamar land in salsa napoletana, un film matto, ma Achille Tarallo di Antonio Capuano, con Biagio Izzo, Ascanio Celestini e Tony Tamarro alla fine ti prende per freschezza, colori e personaggi.Il film, in sala dal 25 ottobre in 90 copie con Notorious Pictures e prodotto da Skydancers – Mad Entertainment e Rai Cinema, ha come protagonista un autista di autobus di Napoli, Achille Tarallo (un bravissimo Biagio Izzo), circondato da una grande e rumorosa famiglia, moglie e tre figli, e con tanto di generosa amante maggiorata. Ora, chiamarlo solo un autista di autobus sarebbe offensivo, perché Achille è anche un singolare cantante neo-melodico che però odia cantare in napoletano (“la canzone napoletana è una grande zoccola” dice). Il suo sogno, infatti, è essere Fred Bongusto. Insieme al suo amico Cafè (Tony Tammaro) ha formato un duetto musicale che canta ai matrimoni che gli procura il confuso logorroico impresario Pennabic (Ascanio Celestini), proponendo ai novelli sposi un repertorio detto ‘Tamarro Italiano’.Questi tre poveracci, Achille Tarallo, Cafè e Pennabic, pieni di autentica voglia di stare nel mondo dell’arte, insomma, si arrangiano nel quartiere popolare dove vivono e in cui anche la vita ordinaria, come diceva Eduardo De Filippo, è sempre teatro. Ma un giorno per Achille Tarallo, autista dell’ANM che sogna di essere un grande artista, arriva un’occasione per evadere e cambiare la sua vita: una badante bielorussa troppo bella.”Tutto nasce al funerale di mia zia, la sorella di mia madre, dove mancava uno dei suoi quattro figli maschi – dice a Roma Antonio Capuano, scenografo e regista napoletano, autore di ‘Pianese Nunzio 14 anni a maggio’ -. Nessuno mi rispondeva sull’assenza inspiegabile di Enzo, suo figlio. Solo alla fine mi hanno detto: ‘Se n’è fuiuto con la badante’. Poi ho saputo anche – continua il regista napoletano – che Enzo cantava a tempo perso ed era andato in Ucraina a raggiungere la sua bella”. “Sono napoletano, ma sono stonato e così quando Capuano mi ha proposto di fare Achille ho subito rifiutato – spiega Izzo -. Poi ho capito che se canto insieme a qualcuno le cose vanno meglio”. Guidare l’autobus a Napoli, spiega poi Izzo, “non è stato facile. Ho preso intanto qualche lezione, ma i veri problemi sono venuti dalla gente. C’è chi saliva sull’autobus, come se fosse stato davvero una vettura di linea, e chi mi riconosceva e faceva di tutto per accostarsi. Ho rischiato più volte così di avere un incidente”.

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Opera prima di una regista tanto ambiziosa quanto dotata di uno stile immediatamente riconoscibile, ‘Angel Face’ di Vanessa Filho è stato uno dei titoli più attesi all’ultima edizione del Festival di Cannes (Un Certain Regard) ed esce il 25 ottobre nelle sale italiane, distribuito da Sun Film Group. Va subito detto che più del talento della regista, l’attesa era per l’interpretazione del premio Oscar Marion Cotillard che sempre più spesso mette la sua celebrità al servizio di autori emergenti e opere difficili. Il risultato finale è contraddittorio e merita uno sguardo più da vicino fuori dal clamore festivaliero.
Vanessa Filho è una “debuttante di lungo corso”: la sua prima prova dietro la macchina da presa risale al 2002 quando girò il medio metraggio “Primitifs”. Da allora ha frequentato i set francesi con discreta regolarità in svariati ruoli tecnici e imparando il mestiere come aiuto-regista o regista della seconda unità. Per il suo autentico debutto ha scelto una china scivolosa e difficile, ovvero il rapporto psicologico tra una madre tanto affettiva quanto sconsiderata e una figlia tanto saggia quanto fragile e imprevedibile. In una cittadina francese della Costa vivono in simbiosi Marlene e sua figlia Elli, otto anni. La donna cerca in ogni modo di sentirsi madre, ma il richiamo dell’affetto e l’assenza di un uomo (il pare di Elli è scomparso alla nascita della bambina) la portano presto alla scelta estrema di eclissarsi, inseguendo un nuovo, forse impossibile, amore. Così la scena diventa tutta di Elli che, se a scuola continua ad essere diligente e attenta, mostra però ai suoi coetanei tutta la sua fragilità, cerca la fuga nell’eccesso e nell’alcool e conforto in un adolescente taciturno e a sua volta incerto sul futuro.
La forza del racconto sta, in verità, molto più su di lei che sulla madre, destinata a cedere il passo a una bambina di eccezionale comunicativa e forza espressiva. La giovanissima Ayline Aksoy-Etaix è talmente convincente ed emotivamente pressante che c’è da domandarsi come la sua regista abbia fatto per ottenere tanta verità senza influire (involontariamente) sulla formazione psicologica di una bambina. Il risultato comunque lascia talvolta senza fiato e porta Angel Face a un grado di credibilità che invece cede un po’ in altri passaggi della sceneggiatura. Nonostante recensioni contraddittorie e un box office più che normale, il film ha il grande merito di affrontare più di un tema di cocente attualità con taglio personale e senza risposte prevedibili o consolatorie. L’alcolismo tra i giovanissimi, la crudeltà “innocente” dei piccoli compagni di Elli, la disperazione di una donna ancor giovane (la madre) che non riesce ad essere madre come invece vorrebbe, la disgregazione di un mondo provinciale apparentemente quieto e tradizionale sono altrettante frecce all’arco di Angel Face.
Ciò che forse viene a tratti meno è la tensione narrativa della sceneggiatura che, una volta impostati i personaggi, si affida troppo alla sola intensità delle interpreti in una pellicola tutta al femminile, sull’onda di un cinema del riscatto della donna, anche quando le protagoniste sono tutt’altro che eroiche. Certo, se si evocano confronti con altri titoli consimili come “Florida Project”, il tono scelto da Vanessa Filho può apparire fin troppo tradizionale. Ma resta la sensazione di un ritratto “a specchio” della femminilità in cui dominano il senso dell’abbandono e la fragilità. Da vedere.

– PISTOIA

– “Il cinema ha sempre anticipato i tempi, ha fotografato il futuro, cosa che la politica non sa più fare”. Così Enrico Vanzina, sceneggiatore e produttore, a Pistoia per l’omaggio organizzato da Presente Italiano, il film festival che si tiene nella città toscana fino al 18 ottobre.
“E’ il grande vantaggio del cinema – spiega – ha questa praticità di pensiero e realizzazione stessa, di capire in anticipo. E dovrebbe essere così anche per la politica”. Parla di tutto Vanzina, anche del rapporto tra cinema e televisione e sul nuovo film ‘Un Natale a 5 stelle’ di Marco Risi, che andrà su Netflix, si dice convinto che “tutte le battaglie contro la tecnologia sono battaglie di retroguardia. Penso che le nuove piattaforme sono da utilizzare. Il nuovo modo di vedere il cinema è anche qui. È inutile chiudere gli occhi e far finta di niente”. A chi gli chiede se parta dall’attualità assicura che “si capisce subito, sin dall’inizio”, ma non vuole aggiungere altro.
– La crudeltà dei social non risparmia neanche Julia Roberts. E’ bastata una foto, postata su Instagram dalla nipote Emma, che ritrae la star di Hollywood senza trucco mentre gioca a carte, per scatenare commenti che vanno da “sei orribile” a “stai invecchiando male”. L’attrice, 51 anni il prossimo 28 ottobre, presto in tv con la serie Amazon Homecoming e al cinema in Ben is back di Peter Hedges, ha raccontato l’episodio a Oprah Winfrey in un’intervista per Harper’s Bazaar.
“Sono rimasta sbalordita da come mi hanno fatto sentire – ha raccontato – Ho 50 anni e so chi sono, tuttavia sono rimasta ferita. Ho trovato triste che la gente non percepisse il significato, la dolcezza, l’assoluta gioia splendente di quella foto. Ho pensato ‘Cosa sarebbe accaduto se avessi avuto 15 anni?’. Alla fine sono contenta, perché mi si è aperto uno scorcio su una realtà che non conoscevo. Bisogna passare attraverso le cose per capirle, e questo è stato solo un piccolo assaggio di ciò che può accadere sui social network”.   

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:15 DI GIOVEDì 11 OTTOBRE 2018

ALLE 02:52 DI VENERDì 12 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Selena Gomez ricoverata per ‘crollo emotivo’
Secondo Tmz, più volte in ospedale per carenza globuli bianchi

Regge italiane, storia nella pietraDa Roma a Caserta, viaggio nell’autocelebrazione di papi e re

L’apparizione, Lindon e il mistero della fedeIn sala dall’11 ottobre il film di Xavier Giannoli

‘Oltre l’onda’ con Hiroshige e Hokusai270 opere da Boston per ammirare lo sviluppo del genere ‘ukiyoe’

Eros Ramazzotti duetta con Luis FonsiL’annuncio sui social, ‘Vita ce n’è’ esce il 23 novembre

Libri: Big data e concorrenzaCome ripensare l’antitrust contro monopolio del terzo millennio

A Palermo in mostra i tesori degli zarAnche il dipinto che celebra la visita nel capoluogo siciliano

Genova celebra Paganini rockstarViolinista del Diavolo come Jimi Hendrix, icona musica rock

Rv e arte africana al Mas di MilanoRealtà virtuale per ‘evocare spiriti’ indossando una maschera

Via da Ponte Calatrava 8 gradini vetroComune Venezia, al posto di 16 lastre altre in trachite

A Palazzo Pitti ‘Eva’ di BezzuoliAcquisita da Uffizi, fece clamore in ‘800 per ‘spudorata verità’

Sollima, il mio sguardo amorale negli UsaRegista di Soldado, sequel di Sicario, con Del Toro e Brolin

Lirico Cagliari: legale, Meli non ha avuto doppia indennità ‘Questione è stata archiviata da ministero Economia e Finanze’

Lezioni di storia su carattere italianiIdeate da Editori Laterza, 13/a edizione al via il 18 novembre

Affascinante anteprima de L’Ape musicaleApplausi per debutto opera di Da Ponte che vola a New York

Pitti Uomo, Y/Project guest designerNuova collezione sarà presentata a Firenze a gennaio 2019

Stele raccontano storia 4 ponti FirenzeIn italiano e in inglese, donate da Rotary fiorentino

Londra restituisce due tesori etruschiMet Police e Carabinieri ritrovano opere rubate dall’Italia

Penelope Cruz nuovo volto Chanel CruiseLa diva posa negli scatti del direttore creativo Karl Lagerfeld

Castelli e dimore del Lazio aprono porteDomenica 21 ottobre visite gratis in 72 siti

Da Veneto a Sicilia, 350 siti a rischioProtocollo tra Italia Nostra e Carabinieri per difesa patrimonio

Salone Libro, creditori rilanciano newcoAudizione in Regione, enti pubblici ci tutelino

Premio Allegrini al Canova ritrovatoMostra allestita da Salomon alla ‘Frick’ NY arriva in Italia

Missa Solemnis di Beethoven a FerraraIn scena complessi, orchestra e coro di Corte di Stoccarda

Barbie astronauta modello CristoforettiL’iconica bambola celebra la Giornata Mondiale Bambine e Ragazze

Pappano, West Side Story icona del ‘900Capolavoro di Bernstein apre stagione sinfonica Santa Cecilia

Premio America ad Alberta FerrettiRiconoscimento ricevuto durante cerimonia alla Camera

Costituito comitato per ‘Parma 2020’A firmare atto il Sindaco,’Parma io ci sto!’, Unione industriali

Piumini Moncler Genius by Piccioli a NYModelli mistici disegnati dal direttore creativo di Valentino

Bonisoli, supporto a Fondazioni liricheIl ministro incontra sindaca Appendino. Tema è tra mie priorità

Asia, io kamikaze contro WeinsteinA Verissimo: “Non ho più forza aiutare altri. Mi sento sola”

Emis Killa ‘Supereroe’ rapNuovo LP fra trap e featuring Capo Plaza, 6ix9ine e Carl Brave

Sovrintendente, Arena Verona soffreMagani, c’è questione della compatibilità d’uso

Il sorpasso, l’Italia dalle macerie a boomGrande mostra fotografica a Roma dal 12 ottobre al 3 febbraio

A Orvieto al via il festival DialogoDedicato al Mediterraneo: mare che unisce o divide?

Johansson, stessa paga uomini con Marvel15 mln dollari per ruolo Black Widow, come Evans e Hemsworth

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Selena Gomez ha avuto un “crollo emotivo” ed è stata ricoverata in una clinica psichiatrica dell’East Coast. Secondo il sito americano di gossip Tmz, la cantante, 26 anni, che soffre di una seria carenza di globuli bianchi e nel 2017 ha avuto un trapianto di rene, sarebbe stata ricoverata due volte nelle ultime settimane ed esasperata dalle visite mediche avrebbe tentato di strapparsi la flebo dal braccio al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. Ora è in cura per disordini mentali.
– ANDREA MERLOTTI, ANDARE PER REGGE E RESIDENZE (il Mulino, pp.152, 12 Euro). Lo sfarzo e la bellezza, ma soprattutto le esigenze politiche e la brama di potere: sono dei veri e propri libri di storia fatti di pietra i palazzi reali presenti in tutto il territorio italiano secondo lo storico Andrea Merlotti, che ne scrive nel suo “Andare per regge e residenze” (il Mulino). Da Nord a Sud, questi gioielli architettonici, che nell’ultimo secolo sono divenuti luoghi identitari, simboli di un territorio e di una tradizione, arricchiscono la penisola: sono tanti i palazzi, le ville e i castelli dal carattere regale, anche se, spiega l’autore, “nel 1612 in Italia non vi erano re, con l’eccezione del papa”.Nel libro Merlotti imposta il racconto con un ordine cronologico, prendendo come riferimento l’età moderna e contemporanea, e restringe l’analisi ai palazzi di sovrani che furono re, con l’unica eccezione dei Medici. Il viaggio inizia da Roma, dagli splendidi Palazzi Vaticani, che divennero simbolo della superiorità del potere dei papi su quello dei sovrani – si comincia con papa Giulio II Della Rovere, che affidò la decorazione di uno degli appartamenti a Raffaello -, e dal Quirinale, nuova reggia nata nel ‘600. Il percorso prosegue con Palazzo Vecchio a Firenze, e poi via via, passando dal Palazzo Reale di Torino e la reggia di Venaria, il Palazzo Reale di Napoli e le regge di Caserta e Colorno (quest’ultima è “Versailles d’Italia”, secondo il volere di Filippo di Borbone e di sua moglie Luisa Elisabetta), si arriva al Palazzo Reale di Milano e alla Villa di Monza, che divennero le principali residenze di Napoleone come re d’Italia, fino a Venezia, Cagliari, Palermo e Genova. Se il libro è costellato di bellezza, al suo centro c’è la storia: pur raccontando infatti l’opera di architetti come Juvarra, Vanvitelli e Piermarini, di grandi artisti e letterati, Merlotti si concentra sui sovrani (papi, re, duchi) e sulla loro capacità di magnificare se stessi attraverso la committenza di palazzi e residenze. Questi edifici, con la loro maestosità e le loro preziose decorazioni, sono “espressione materica del potere dei re”, in grado di esprimere “il codice storico-politico su cui questi fondavano la propria sovranità”. Oggi, quando ormai la monarchia è lontana nel tempo, li ammiriamo per le loro fattezze, ma dobbiamo pensare che all’epoca della loro costruzione gli elementi che li caratterizzavano erano metafore politiche, non certo meri richiami all’estetica. Ecco perché gli artisti erano autori delle regge tanto quanto i sovrani stessi, ed ecco perché varcando quei regali cancelli, osservando i marmi e gli stucchi, le pietre e il legno, possiamo entrare direttamente nel nostro passato, in un percorso che coniuga “matericamente” storia e arte.

– Lui è un laico dalla faccia di pietra e lei invece un’orfana novizia piena di tenerezza alla quale appare ogni tanto la Vergine Maria, due opposti che si incontrano per raccontare il mistero della fede e il dubbio che ci sia davvero qualcosa lassù. Questo il tema de ‘L’apparizione’ di Xavier Giannoli con Vincent Lindon e Galatéa Bellugi, dall’11 ottobre in sala con Cinema di Valerio De Paolis. Un film pieno di silenzi e di domande che ci porta lentamente dentro il mistero della fede e lo fa con la storia di Jacques (Lindon), famoso reporter di guerra dal Libano all’Iraq, che viene inaspettatamente reclutato dal Vaticano per indagare su un’apparizione avvenuta in un villaggio del sud della Francia, Carbarat.
A vedere la Madonna è Anna (Bellugi) e lo straordinario evento, come capita sempre in questi casi, spinge migliaia di pellegrini sul luogo della presunta apparizione in attesa di un segno, di un miracolo.
Jacques, nonostante la sua estraneità al mondo religioso e in preda a una profonda depressione dopo che un suo amico fotografo è morto a due passi da lui, accetta di far parte della commissione d’inchiesta canonica e di indagare per scoprire se la mite Anna stia mentendo oppure no.
Da qui i veleni del mondo mediatico che sfrutta il caso, le resistenze della Chiesa nel riconoscere queste apparizioni, ma soprattutto i dubbi di Jacques, uomo pieno di ragione e con negli occhi sempre l’orrore della guerra, alla ricerca di un senso, di una fede, al di là di se stesso.
“Da molto tempo provavo il desiderio di capire che rapporto ho io oggi con religione e fede – dice il regista -. Penso che sia un quesito che attraversa molti miei film, a cominciare da ‘A l’origine’ che trattava del tema delle promesse e delle menzogne e di un’autostrada che non portava da nessuna parte, ma alla quale tutti volevano credere. Un giorno – continua Giannoli – ho letto su un giornale un articolo sulle misteriose ‘indagini canoniche’. Sapevo che in alcune circostanze la Chiesa riunisce delle commissioni d’inchiesta su fatti che si presuppongono sovrannaturali, come le guarigioni miracolose o le apparizioni.
Queste commissioni di inchiesta canoniche non sono necessariamente costituite da religiosi. Possono farne parte medici o storici ai quali un vescovo chiede di raccogliere testimonianze e di indagare su fatti precisi allo scopo di riuscire a stabilire se si tratti di un’impostura o meno. La prospettiva di un’approfondita indagine documentaria su una presunta prova dell’esistenza di Dio – aggiunge – corrispondeva al mio stato d’animo in quel periodo sella mia vita, al dubbio esistenziale che era diventato il mio”.
E che ci sia un tormento personale del regista nato a Neuilly-sur-Seine nel 1972 in questo film, lo si capisce dalle stesse sue parole:”Provavo l’esigenza di riappropriarmi di queste tematiche fuori dai cliche mediatici, dai dibattiti sullo scontro tra le civilta, dal ritorno della religiosita e dalla deriva fondamentalista, dal momento che per me si trattava soprattutto di una ricerca personale e segreta. Non riusciremo mai – conclude – a rispondere al quesito sul senso della nostra vita attraverso algoritmi, smart phone, promesse economiche o illusioni politiche”.
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BOLOGNA

– Ideata come un’ampia rassegna monografica dedicata al maestro del ‘Mondo fluttuante’, Utagawa Hiroshige, si è ampliata ad un nucleo di stampe di Katsushika Hokusai: è diventato un progetto espositivo imponente ‘Oltre l’onda. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston’, in programma dal 12 ottobre al 3 marzo al Museo civico archeologico di Bologna.
Composta da 270 opere e sei sezioni tematiche, consentirà di ammirare lo sviluppo del genere pittorico ‘ukiyoe’ – stile che caratterizzò la produzione artistica giapponese dal Seicento ai primi del Novecento, rispecchiando i mutamenti di un sistema sociale in continua evoluzione – nell’interpretazione figurativa dei due massimi artisti nipponici del XIX secolo, che esercitarono una profonda influenza sull’arte europea di fine Ottocento. Le celebri silografie del ‘maestro della pioggia e della neve’ saranno affiancate alle stampe di Hokusai, tra cui ‘La grande onda presso la costa di Kanagawa’, icona della raffinata cultura figurativa dell’Asia orientale.
– “Sono super felice e orgoglioso di potervi annunciare il primo ‘ospite’ del mio nuovo album… L’artista che ha polverizzato ogni record. Il mio hermano portoricano Luis Fonsi”. E’ il post con cui Eros Ramazzotti annuncia sui suoi profili social il duetto con la star di ‘Despacito’ che sarà contenuto nel nuovo album ‘Vita ce n’è’, in uscita il 23 novembre. Ramazzotti pubblica anche una foto in bianco e nero in cui ride di gusto accanto a Fonsi.
– Sui big data “la concorrenza non è portata di un clic” ed anzi le grandi piattaforme digitali sono protagoniste della “manifestazione più totalizzante, inedita e pericolosa del monopolio che la civiltà occidentale abbia mai conosciuto”. Non hanno dubbi Stefano Mannoni e Guido Stazi, autori del libro”Is competition a click away? Sfida al monopolio nell’era digitale”(Editoriale Scientifica pagg.105 euro 10) che partono da quella frase pronunciata dal numero uno di Google di fronte al Senato Usa, sottocomitato per l’antitrust nel 2011, e poi diventata un mantra del settore, per smontare la teoria del mercato ‘libera tutti’. Servono regole subito, dicono gli autori, entrambi esperti del settore (Mannoni docente universitario ed ex commissario dell’Autorità delle Comunicazioni, Stazi con una lunga esperienza in Antitrust, Consob e Agcom), per tutelare la concorrenza di fronte alla “quarta rivoluzione industriale” di cui ripercorrono la storia ed evidenziano i nodi maggiori in un volume dai toni di un phamplet. Dal capitolo in cui si sfatano il ‘mito del garage’ e il ‘mito della gratuità’: “un mito ingannatore, una promessa non mantenuta e un miraggio. I consumatori pagano, sicuro che pagano, sotto forma di attenzione e dati, la nuova moneta circolante nell’economia digitale”, a quello sul pluralismo e populismo.”Internet è un mezzo che agisce sull’emotività più che sulla razionalità deliberativa. Chi naviga cerca l’asseverazione dei suoi giudizi a priori (o appunto pregiudizi), piuttosto che schiudersi alla messa in discussione della propria visione in dialettica con altri punti di vista. La politica si trasforma in uno sport nel quale le tifoserie si contrappongono senza la mediazione di quello spazio di confronto e di mediazione che è, o piuttosto era, la sfera pubblica”. Per rimediare, concludono gli autori, servono “scelte coraggiose e innovative, abbandonando uno stanco conformismo intellettuale e recuperando lo spirito originario dell’antitrust che, tutelando pluralità, libero accesso e integrità dei mercati garantisce la concorrenza e la democrazia, reale e digitale”.
– PALERMO

– Dall’11 ottobre all’11 dicembre Palermo ospita i tesori degli zar russi in una mostra a Palazzo Sant’Elia: “Il secolo dei musei, 100 capolavori delle residenze imperiali della Russia: Peterhof, Tsarskoe Selo, Gatchina, Pavlovsk”, curata da Olga Barkovets, inserita nel cartellone di Palermo Capitale italiana della cultura 2018.
“Per la prima volta – ha sottolineato Antonio Ticali, sovrintendente della fondazione Sant’Elia – i tesori degli zar lasciano il loro paese per raggiungere Palermo, scelta dalla Federazione Russa”. La collezione dei pezzi comprende dipinti, acquerelli, costumi d’epoca, porcellane, bronzi, mobili, oggetti d’artigianato.
Oltre al dipinto che celebra la visita a Palermo degli imperatori, esposti anche due esemplari dei pannelli decorativi dello studio dell’imperatore a Peterhof. Una sezione è dedicata al viaggio di Nicola I e della moglie Alexandra in Italia tra il 1845 e il ’46. La mostra è coordinata da Ticali e da Elena Kalnitskaya, direttrice del Gmp Peterhof.

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GENOVA

– Lavori in corso a Palazzo Ducale di Genova per l’allestimento di una mostra eccezionale, destinata a diventare punto di riferimento per la musica, la storia e l’originalità espositiva. A giorni (il 19 ottobre) apre infatti le porte al pubblico ‘Paganini Rockstar – la mostra’, un’esposizione-evento senza precedenti che saprà indagare l’eredità che Paganini ha trasmesso alle grandi rockstar contemporanee. Per questo verrà effettuato un confronto con Jimi Hendrix, una delle star più iconiche del rock. A illustrare il percorso espositivo e multimediale contributi di Ivano Fossati e Morgan, Accardo, Gianna Nannini. Tra gli oggetti esposti appartenuti al Maestro gli spartiti, l”Agenda rossa’ e infine il ‘Cannone’, lo splendido Guarneri del Gesù del 1743 donato alla città di Genova. A fianco della teca che contiene il violino sarà esposto un frammento di una delle Fender Statocaster che Hendrix usò nel celebre festival pop di Monterey proveniente dal MoPop di Seattle.
– MILANO

– Da oggi Milano ha un luogo in più da visitare nel tempo libero, un luogo che promuove oltre all’arte l’integrazione dei popoli. Si tratta alla nuova sezione di Arte etnografica africana del Mas, il Museo d’Arte e Scienza, che mescola antichi manufatti e realtà virtuale. Quattro nuove sale dedicate alla collezione privata di Gottfried Matthaes in cui si possono ammirare statue, troni, tessuti, tamburi, oggetti di culto e ovviamente tantissime maschere.
Queste ultime, in particolare, in un’incredibile varietà di forme, colori, tipologie e utilizzi sono “portatrici di significati sociali, avatar di spiriti, giudici e guardiani – spiegano i curatori – Il percorso espositivo prevede anche una postazione multimediale dove il visitatore potrà indossare un visore di realtà virtuale, adattato in una vera maschera africana, ed evocare così lo spirito di Evu. Lo scopo è quello di rappresentare il ruolo che veniva concesso a coloro che indossavano la maschera, che conferiva enormi poteri”.
– VENEZIA

– La Giunta Comunale di Venezia ha approvato il progetto esecutivo per la sostituzione sul Ponte della Costituzione, progettato dall’archistar Santiago Calatrava, della pavimentazione in vetro di alcuni gradini con lastre in trachite, materiale di cui sono fatte anche le parti terminali e la fascia centrale del ponte. “Si procederà alla sostituzione integrale di 16 lastre in vetro degli 8 pianerottoli del ponte con elementi in trachite – annuncia l’assessore comunale Francesca Zaccariotto -.
L’utilizzo di questo materiale, tipico dei manufatti del centro storico della città, rappresenta infatti la soluzione più idonea a contenere il rischio d’inciampo”.
– FIRENZE

– ‘Eva tentata dal serpente’, olio su tela del fiorentino Giuseppe Bezzuoli, entra nelle collezioni della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti. Il dipinto è stata acquistato dalle Gallerie degli Uffizi. L’opera, realizzata nel 1853, ebbe la sua massima celebrità all’Esposizione Universale di Parigi del 1855: “Per la sua spudorata verità – si spiega dal museo -, causò un grande clamore di pubblico anche alla prima Esposizione nazionale svoltasi a Firenze nel 1861”. A Pitti sarà visibile da primavera. Intanto dal 26 ottobre al 17 marzo sarà a Milano per la mostra ‘Romanticismo’ organizzata dalle Gallerie d’Italia.
“La verità disarmante della figura di Eva – spiega Eike Schmidt, direttore degli Uffizi – fa del dipinto un cardine fondamentale della storia della rappresentazione del nudo femminile. Terminata 10 anni prima dell’Olimpia di Manet, che pure rimanda a quei prototipi, l’Eva di Bezzuoli fu un’opera rivoluzionaria per il suo tempo, in anticipo anche sul realismo spregiudicato di Courbet, e dimostra come Firenze nell’800 ebbe un ruolo di primo piano sulla scena europea”.
Al centro della scena c’è Eva, nel trionfo della sua generosa nudità, che con un gesto morbido afferra una mela mentre lancia uno sguardo complice, come a chiedere conferma di un gesto proibito. Tra la realizzazione e il disegno preparatorio, conservato a Londra, intercorsero 7 anni. Il quadro destinato a Pitti (che già possiede opere di Bezzuoli), fu messo in mostra nuovamente nel 1880, poi rimase nello studio dell’artista fino alla sua morte. Seguì un lungo silenzio, tanto che fu considerato perduto. La riscoperta moderna nel 2011, alla mostra ‘Lorenzo Bartolini, scultore del bello naturale’ alla Galleria dell’Accademia. Per il 2020 è in programma una monografica su Bezzuoli e il suo contesto culturale.
“Cosa ho portato ad Hollywood? Il mio sguardo amorale, ovvero quello di fare un racconto che va diritto allo scopo al di là del bene e del male, un tipo di film che negli States raramente si produce”. Così Stefano Sollima parla di ‘Soldado’, sequel pieno di ritmo e violenza di ‘Sicario’ in sala dal 18 ottobre con 01 in oltre 400 copie. La mission di Sollima, regista di ‘Suburra’, non era facile. Quella di fare non solo il suo primo film americano, ma anche un credibile sequel del film cult di Denis Villeneuve del 2015, ma l’autore romano che ha avuto il suo exploit con la serie Sky ‘Romanzo criminale’ non ha avuto paura e il box office Usa lo ha premiato. Al suo esordio Soldado è partito più che bene con 19 milioni di dollari contro i 12 di Sicario e attualmente è a 73 milioni di dollari.Thriller-action con Benicio Del Toro e Josh Brolin , pieno di armi, sparatorie, elicotteri da guerra che fanno giri di valzer sul deserto, agenti Cia, cartelli messicani infiltrati dentro la polizia di Stato, non si può dire che questo film manchi di attualità diviso, come è, tra confini da difendere, in questo caso quelli tra Texas e Messico, emigrati da sfruttare e terrorismo islamico (la migrazione, si vede in Soldado, è un veicolo per il terrorismo religioso). Nel film si racconta la lotta al narcotraffico resa ancora più dura da quando i cartelli hanno iniziato a trasportare terroristi attraverso il confine. Per combattere questa guerra, l’agente federale Brolin dovrà unire le forze con il misterioso Benicio Del Toro che ha un’unica mission: quella di far entrare in guerra i cartelli messicani l’uno contro l’altro. Per riuscirci Del Toro coinvolgerà in un rapimento una ragazzina, figlia di uno dei più potenti boss messicani, alla quale inevitabilmente si affezionerà.”Non non farò il sequel del sequel – spiega Sollima a Roma – non mi piace fare due volte lo stesso film. Se dovessi rifarlo non farei comunque un sequel, ma un altro film con il mio sguardo”. Lavorare negli Usa? “Per me è stata soprattutto una vacanza che non escludo rifarei. Un regista a Hollywood,rispetto all’Europa, non ha il controllo creativo del suo film fino alla fine – dice -. Ma in compenso ha un sacco di giocattoli. Un esempio: in una scena vuoi un altro elicottero e ti danno un altro elicottero”. Il cinema per Sollima, che sta ultimando per la tv (una produzione Cattleya per Sky) ZeroZeroZero dal romanzo-inchiesta di Roberto Saviano – resta quello della sala: “Negli Usa è ancora così, è un evento. Le sale sono straordinarie, ti sdrai, spegni il telefono e condividi il film”. Frase cult del film piena di attualità, quella che dice un agente della Cia: “Il vero grande affare dei cartelli messicani oggi non è più la droga, ma l’emigrazione clandestina. Queste persone non devi curarle, non rischi nulla e, se va male, ritentano”.

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“Non ha ricevuto alcuna ‘doppia indennità'” il maestro Mauro Meli per il periodo in cui ha svolto contemporaneamente le funzioni di sovrintendente e direttore artistico del Teatro Lirico di Cagliari. E’ quanto sostiene, in una nota, l’avvocato Barbara Molinari, legale dello stesso Meli, facendo riferimento a notizie di stampa dei giorni scorsi legate allo scongiurato commissariamento della Fondazione Teatro Lirico. ‘Il mio assistito non ha ricevuto alcuna ‘doppia indennità’ – si legge nella nota del legale – ma l’incarico di direttore artistico (in aggiunta a quello di Sovrintendente), che ha svolto, gli è stato assegnato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari nel 2014, solo ed esclusivamente dopo un parere favorevole espresso sul punto dallo stesso ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo’. ‘Tant’è vero – aggiunge l’avvocato del maestro Meli – che la questione è stata archiviata dal ministero dell’Economia e delle Finanze’.

– Sarà dedicata al ‘Carattere degli italiani’ raccontato attraverso 9 figure storiche tra le più famose, da Dante Alighieri a Federico Fellini, la tredicesima edizione delle ‘Lezioni di storia’ ideate dagli Editori Laterza, che si inaugura all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 18 novembre e si concluderà il 24 marzo. Due le donne: Caterina da Siena, raccontata da Maria Giuseppina Muzzarelli, ed Eleonora Duse da Valeria Palumbo. Gli altri personaggi delle lezioni tenute da intellettuali e studiosi e organizzate da Laterza in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, tutte introdotte dallo scrittore Paolo Di Paolo, sono: Niccolò Machiavelli raccontato da Maurizio Viroli, Leonardo Da Vinci da Antonio Forcellino, Cavour da Alessandro Barbero, Giuseppe Verdi da Corrado Augias e Pellegrino Artusi da Massimo Montanari. A parlare di Dante e l’esilio sarà Chiara Mercuri e di Fellini il professor Stephen Gundle, specializzato in storia dell’Italia contemporanea, che chiuderà il ciclo.
“Il numero di spettatori è ogni anno intorno ai 10 mila e registriamo in ogni edizione il completo sold out.
Complessivamente abbiamo avuto oltre 130 mila partecipanti con più di 100 lezioni. E’ stato uno dei percorsi di più grande successo di tutte le nostre iniziative” ha spiegato Aurelio Regina, presidente della Fondazione Musica per Roma. Novità di quest’anno: quattro incontri speciali sulla storia del vecchio continente, in vista delle elezioni europee che prenderanno il via il 17 marzo con Alberto Mario Banti: 1848-1914 l’Età del nazionalismo. E proseguiranno con Emilio Gentile: 1914-1945 L’età del totalitarismo, Gianni Toniolo: 1954-1989 L’età del welfare e Simona Colarizi:1989-2019 L’età dell’incertezza.
– CAGLIARI

– Dall’ambientazione “balneare” della prima al Civico di Castello a una lettura quasi filologica pensata per la trasferta newyorchese. Il divertente pastiche musicale di Lorenzo Da Ponte, L’Ape musicale, ha debuttato il 10 ottobre al Teatro Lirico di Cagliari nel nuovo allestimento.
Lunghi applausi da parte del pubblico che ha scelto di sfidare il maltempo incuriosito dall’opera del librettista mozartiano che parte per gli Stati Uniti, nella terra che lo ha accolto come fine di uomo di cultura.
Applausi anche a scena aperta per l’affiatato cast di giovani cantanti, Salome Jicia, che ha affrontato con arte e brio il ruolo della futura diva Maria Malibran e, nell’affascinante gioco delle parti, Pier Luigi Dilengite, Daniele Terenzi, Patrick Kabongo, Vassilis Kavayas. Coro e Orchestra del Teatro Lirico sotto la sapiente guida di Donato Renzetti hanno saputo disegnare le atmosfere di questo viaggio alla scoperta del melodramma in America grazie al librettista veneziano.
– FIRENZE

– Il designer belga Glenn Martens, direttore creativo del brand Y/Project, presenterà la nuova collezione uomo 2019/2020 a Firenze, con un evento speciale in occasione del prossimo Pitti Uomo (8-11 gennaio 2019). Vincitore nel 2017 del prestigioso Andam fashion award, il brand combina cura del dettaglio innovativa con un utilizzo giocoso delle proporzioni e dei riferimenti storici.
“L’incredibile patrimonio storico di Firenze è da sempre per me una fonte inesauribile di ispirazione”, afferma Glenn Martens, inserito a settembre 2017 e 2018 tra le 500 persone più influenti della moda globale secondo The Business of fashion.
“Glenn Martens ha creato con Y/Proect un linguaggio estetico nuovo – commenta Lapo Cianchi, direttore comunicazione & eventi di Pitti Immagine -, che si alimenta di contraddizioni in cui lo chic si accosta a riferimenti eclettici e stravaganti, in cui lo streetwear si arricchisce di dettagli storici e tocchi couture talvolta fuori scala”.
– FIRENZE

– Quattro stele per raccontare a cittadini e turisti la storia di altrettanti ponti di Firenze: Ponte Vecchio, Ponte alla Carraia, Ponte alle Grazie e Ponte Santa Trinita. Le stele sono state donate dal Rotary club di Firenze: quella su Ponte Vecchio, collocata vicino alla fontana di Benvenuto Cellini, con indicazioni in italiano e inglese e Qr code per la consultazione da smartphone, è stata inaugurata l’11 ottobre dal sindaco Dario Nardella con il presidente uscente del Rotary Francesco Martelli e il successore Guido Alberto Gonnelli.
“Ringrazio i membri del Rotary – ha affermato il sindaco – perché con questo progetto che riguarda i punti storici di Firenze noi aiutiamo non solo i visitatori ma soprattutto i fiorentini a conoscere sempre di più è sempre meglio la loro città e il loro patrimonio culturale”. Con l’iniziativa, ha aggiunto, “promuoviamo la miglior conoscenza dei nostri ponti e la cultura del nostro patrimonio, vero strumento di fratellanza e dialogo tra i popoli”.

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La piccola sfinge alata un tempo era dipinta, come suggeriscono le tracce di rosso tra le insenature del corpo in terracotta. Probabilmente, nelle ricche case del IV secolo a.C, era usata come contenitore per olio o essenze profumate. La statuetta di Lares in bronzo, con la sua veste drappeggiata su un fianco, divinità protettrice della casa e della famiglia, era invece stata rubata nel 1988 dal Museo archeologico di Siena. A nulla avevano portato le indagini e il reato era caduto in prescrizione. Dopo più di trent’anni d’oblio, eccoli i due preziosi reperti d’arte etrusca che stavano per essere battuti all’asta a Londra e che invece tornano oggi in Italia, recuperati dalla MET Police e restituiti con un’operazione frutto della collaborazione tra Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e British Cultural Property Protection Unit.
“Siamo molto fieri di poter rendere omaggio alla leadership italiana nel campo della tutela del patrimonio culturale”, spiega l’ambasciatore britannico Jill Morris, che per l’occasione ospita a Villa Wolkonsky alcune opere trafugate negli anni e recuperate proprio grazie al lavoro dei Carabinieri, dal violino Andrea Amati del ‘500 al rilievo funebre di Palmira. “Noi inglesi – dice – abbiamo imparato dall’Italia, creando un’unità delle forze armate dedicata proprio all’arte e con un’importante collaborazione diplomatica, di polizia ed enti culturali”. Ancora avvolti nel mistero i passi che hanno portato i due reperti etruschi dall’Italia a Londra. “Facilmente – spiega il generale Fabrizio Parrulli – gli oggetti rubati attraversano due, tre anche quattro frontiere prima di riaffacciarsi sul mercato”. Londra in Europa e New York negli Stati Uniti, le due piazze più ricche di affari. E proprio nel Regno di sua Maestà la Regina sono ricomparse le due opere.
“Il bronzetto – racconta il generale – è stato riconosciuto su un catalogo di un’asta come una degli oggetti rubati dell’Art Loss Register”. “Il venditore – aggiunge il Detective Sergente Rob Upham della Metropolitan Police Arts and Antiques Unit – era in buona fede ed è trattato come un testimone. Purtroppo la persona dalla quale lo acquistò è morta”. Della sfinge, invece, non si conosceva nemmeno l’esistenza, trafugata direttamente con scavi clandestini, probabilmente nell’Etruria meridionale, “in quel triste periodo di fine anni ’60-’70 – dice Parrulli – che noi chiamiamo della ‘razzia’. Quando cioè erano in azione i tombaroli, che tanto patrimonio ci hanno rubato e tante pagine di storia distrutto”. In questo caso, già il collezionista privato e la casa d’aste nutrivano dubbi sulla provenienza dell’oggetto. Tanto che le indagini, “ancora in corso”, hanno portato al noto trafficante d’arte italiano Giacomo Medici, già arrestato nel 1997. “Entrambi i reperti – prosegue Parrulli – sono di grande valore storico e artistico. Se fossero stati venduti avrebbero fruttato diverse migliaia di pounds”. Restituiti al Mibac, il bronzetto tornerà a Siena, mentre per la sfinge si dovrà ricostruire il luogo di provenienza.
“Per noi è un big deal, un bel colpo – sorride il detective Upham – A Londra rintracciamo reperti da tutto il mondo, ma certo, una gran parte arriva dall’Italia, perché qui è concentrata così tanta ricchezza culturale”. Ma “anche noi in Italia – conclude Parrulli – a volte recuperiamo e restituiamo opere rubate al Regno Unito”.

– L’attrice premio Oscar Penélope Cruz debutta come ambasciatrice di Chanel e diventa il volto della nuova collezione Cruise della 2018/19 immortalata nelle foto di Karl Largerfeld.
“Il mio primo ricordo non è una barca ma il suono di una barca – rivela il direttore creativo di Chanel – Berretti, spalle scoperte e carnagione abbronzata richiedono una crociera sul Mediterraneo. Penélope Cruz, con il suo aspetto, incarna perfettamente lo spirito della collezione Croisière 2018/19”.
Cruz esalta i tailleur e gli accessori della linea con il suo aspetto naturale, i capelli liberi, l’eleganza innata.
Attraverso il suo atteggiamento sensuale, il sorriso accennato, la diva incarna totalmente lo stile Chanel e aggiunge un tocco d’irriverenza quando indossa sulla pelle nuda una giacca di tweed bianca accostata all’ecru e al blu, oppure quando posa con l’abito in crepe di paillettes nero o blu navy, con il cardigan bicolore, con i baschetti in tweed, con il pullover in cachemire a righe con la scritta La Pausa.
– ROMA

– Palazzo Chigi ad Ariccia, Il Castello Colonna e Il Ninfeo di Genazzano, il Casale delle Vignacce di Roma e le Botteghe Farnese di Vallerano in provincia di Viterbo.
Per la prima volta queste Dimore storiche apriranno i loro battenti per ospitare turisti e cittadini durante la “Prima giornata delle Dimore storiche del Lazio”. Domenica 21 ottobre, infatti, sarà possibile visitare gratis 72 siti altrimenti chiusi al pubblico, tra castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e Dimore storiche parchi e casali. E’ il primo evento ideato dalla Regione Lazio con il supporto di Lazio Innova, dell’Istituto regionale ville tuscolane, dall’Associazione Dimore storiche italiane e dall’ Associazione parchi e giardini d’Italia per promuovere la rete delle Dimore storiche costituita nel 2017 e che al momento raccoglie 109 siti pubblici e privati. “Il Lazio ha deciso di essere protagonista di questa nuova stagione dell’economia della bellezza”, dice il presidente della Regione Nicola Zingaretti.
– L’Arsenale di Venezia, Villa Zanelli a Savona, il Castello di Villanova a Ostuni, l’Acquedotto degli Archi di Loreto, la Torre del Salto d’Angiò ad Aragona, il centro storico di Caltanissetta: sono alcuni dei 350 luoghi e monumenti italiani bisognosi di tutela o in stato d’abbandono segnalati nella campagna nazionale “Lista Rossa” di Italia Nostra Onlus. Ora in questi preziosi beni sarà più facile intervenire grazie al Protocollo d’intesa siglato dall’associazione e dall’Arma dei Carabinieri e presentato oggi a Roma, alla presenza del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. L’accordo formalizza la collaborazione tra l’Arma e Italia Nostra, permettendo un dialogo più veloce ed efficiente: l’associazione segnalerà i beni storici, culturali e naturali più a rischio direttamente al Comando Generale dei Carabinieri.
Quest’ultimo incaricherà il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e il Corpo Forestale di valutare le situazioni che necessitano di un intervento e di verificare la presenza di illeciti.
– TORINO

– Una newco in cui far entrare i creditori della Fondazione per il Libro, finanziati da prestito bancario, acquisendo la parte commerciale del Salone e rilevando il marchio. Il progetto è stato rilanciato dai fornitori della Fondazione – crediti pari a 7 milioni sui 10 complessivi – durante un’audizione dalla sesta Commissione regionale, presieduta da Daniele Valle. La parte artistico-culturale – secondo il progetto – verrebbe gestita da un soggetto a partecipazione pubblica, anche a garanzia della permanenza della kermesse a Torino.
“Se non si mettono a sistema tutte le risorse finanziarie del territorio difficilmente i crediti verranno incassati, con ripercussioni per le aziende coinvolte”, spiega il portavoce del comitato Silvio Viale. La proposta era già stata presentata in un’audizione al Comune di Torino. Rispetto al marchio, che il liquidatore metterà all’asta, per i creditori sarebbe auspicabile che gli enti pubblici che ne erano proprietari facessero un’offerta a completa copertura dei debiti.

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VERONA

– C’è molto della storia di amicizia e scambio culturale tra Italia e Usa nel premio Allegrini 2018, che l’azienda vinicola di Fumane ha assegnato al capo curatore della newyorkese Frick Collection, Xavier Salomon per la mostra ‘Canova’S George Washington’, che dopo Manhattan sarà dall’11 novembre alla Gypsoteca di Possagno. Il premio “L’Arte di mostrare l’Arte” è stato consegnato a Salomon in una serata a Villa della Torre, cinquecentesca sede di rappresentanza di Allegrini. Con un’operazione di archeologia ‘canoviana’, Salomon e la Frick hanno fatto conoscere agli americani le vicissitudini della statua del primo presidente Usa, scolpita da Canova fra il 1817 e il 1820 per il Campidoglio di Raleigh (North Carolina), e distrutta in un incendio nel 1831. Salomon ha ritrovato in vecchi depositi abbandonati i frammenti della statua originaria bruciata, riportandola ‘in vita’ grazie alla collaborazione del Museo di Possagno, che ha prestato il modello in gesso preparatorio, e di altri musei italiani ed europei.
– BOLOGNA

– La stagione concertistica di Ferrara Musica anticipa l’omaggio a Ludwig van Beethoven per il 250/o anniversario della nascita che ricorrerà nel 2020, proponendo il suo più grande capolavoro di musica sacra, la ‘Missa Solemnis’. Una rarità nel nostro Paese, almeno se paragonata al resto del catalogo beethoveniano, che approda per la prima volta al Teatro Comunale Claudio Abbado della città estense il 12 ottobre con i complessi, orchestra e coro, di Corte di Stoccarda diretti dal loro fondatore Frieder Bernius. Considerata da molti il punto più alto del classicismo viennese del 19/o secolo, la ‘Missa Solemnis’ verrà cantata dalla soprano Johanna Winkel, dal mezzosoprano Sophie Harmsen, dal tenore Sebastian Kohlhepp e dal baritono Arttu Kataja. Il Kammerchor e Hofkapelle Stuttgart porteranno il capolavoro di Beethoven anche a Bressanone (il 13) e a Merano (il 14) prima di rientrare nella loro sede dove il 18 e il 4 novembre festeggeranno il 50/o anniversario della fondazione del coro.
– Nel continuare nella sua missione e propone alle bambine italiane modelli femminili diversi, Barbie lancia la bambola astronauta ispirata a Samantha Cristoforetti, pilota, ingegnera, astronauta, prima donna italiana presente negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Una new entry che viene lanciata nella Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze. Attraverso il programma Shero, Barbie celebra dunque le donne che sono andate oltre nei loro rispettivi settori, ispirazione per le future generazioni di ragazze, creando una bambola OOAK (One Of A Kind) con le loro sembianze.
Nella sua evoluzione Barbie ha cercato sempre di mostrare alle bambine di poter essere tutto ciò che desiderano, dando loro la possibilità di coprire con il gioco ruoli diversi e d’intraprendere tutte le carriere: oltre 200. La nuova missione di Barbie è proprio quella di dare valore al potenziale illimitato delle bambine, affinché siano consapevoli di poter raggiungere qualsiasi traguardo desiderino per il loro futuro.
“Ho aspettato una vita per fare questa musica che adoro. Anch’io nel 1973 arrivai da immigrato negli Usa. Non so se sono un Jet o uno Shark. Qui posso essere entrambi ed è veramente bello. West Side Story è un pezzo iconico non solo della scrittura di Leonard Bernstein ma della musica della seconda metà del Novecento”. Il maestro Antonio Pappano entra quasi tra i personaggi del musical per descrivere la potenza del capolavoro che venerdì 12 ottobre dirigerà, in forma di concerto, nell’appuntamento di apertura della stagione sinfonica di Santa Cecilia.L’evento assume una rilevanza straordinaria. In questa versione, che ha un unico precedente nel 2013 con la San Francisco Simphony Orchestra, la Fondazione Bernstein di New York per le celebrazioni dei cento anni della nascita del grande autore ha autorizzato solo sei orchestre al mondo, tra cui appunto quella dell’Accademia Nazionale. Nel cast internazionale spicca Nadine Sierra, nel ruolo di Maria. Il musical, su libretto di Arthur Laurents e Stephen Sondheim, debuttò nel 1957 a Broadway con un successo enorme e fu seguito nel 1961 dal film di Robert Wise e Jerome Robbins (il coreografo che nel 1949 propose l’idea a Bernstein), che vinse dieci Oscar. E’ la storia tragica di Maria e Tony, i Romeo e Giulietta di Manhattan divisi dall’appartenenza alle due gang rivali dei Jets, immigrati bianchi, e dei portoricani Sharks. Lo spettacolo – repliche sabato 13 e domenica 14 alle 18 – “è elettrizzante come pochi – ha detto Michele Dall’Ongaro, il presidente di Santa Cecilia – ed è nella scia delle celebrazioni cominciate nella scorsa stagione con l’esecuzione delle tre sinfonie”.E’ una commedia, dice Pappano, con “una musica vitale, sensuale, nostalgica che in fin dei conti è una tragedia dove i giovani amano, soffrono e muoiono e questo è molto forte e triste. Però ci mostra la gioia di vivere, danzare e amare e noi cerchiamo di trasmettere questa energia e questo amore”. “Per scrivere una cosa come West Side Story ci vuole una sensibilità, una conoscenza, del mondo e dell’umanità – ha spiegato Pappano- -. Bernstein era un grande studioso e direttore, capiva il significato di questo Romeo e Giulietta moderno, il conflitto, il razzismo tra culture. Così ha prodotto la partitura che abbiamo tutti nelle orecchie”. Il maestro anglo-italiano ha ricordato di aver incontrato Bernstein a casa sua, in America. “Cercava un assistente per venire qui a Roma per una Bohème che incise qui in concerti dal vivo. Parlammo della partitura. Conosceva ogni parola. Per lui la completezza era fondamentale. Lui è l’esempio dell’artista rinascimentale, un artigiano. Su di me ha avuto una influenza enorme”. Il maestro considera il musical di Bernstein un toccasana per lo spirito. “Avendo in orchestra persone non così giovani che hanno suonato con lui più di una volta e per il fatto che conoscono il film, i dischi, devo fare poco per stimolarli – fa notare -.Devono essere rigorosi ma rilassati. Ogni tanto noi della musica classica abbiamo bisogno di un sospiro di sollievo. Ora sono immerso in quattro cicli del Ring wagneriano e vengo qui per cambiare aria”.A chi osserva la “stranezza” di aprire la stagione sinfonica con un musical, Pappano risponde: “Continuiamo il percorso mostrando il compositore che lui voleva essere con le sinfonie, che meritano il rispetto che forse non hanno avuto, e la musica più facile che gli ha dato un successo iconico. West Side Story senza le sinfonie sarebbe inutile. Con i suoi riff, le ripetizioni semplici ma efficaci, Bernstein trasmette emozioni”. Ovviamente nella versione in forma di concerto si sacrifica la danza che nell’opera gioca un ruolo centrale. “Abbiamo trovato soluzioni visive diverse. Il ‘buco’ – assicura – sarà colmato dalla energia e dalla libertà degli artisti sul palco”. Pappano ha strappato un sorriso guardando il video delle prove sulla note di una versione del celebre brano “America”: “Questo non è il mio tempo – ha tenuto a chiarire – lo faccio più veloce”.

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La stilista Alberta Ferretti ha ricevuto l’11 ottobre il Premio America, in occasione di una cerimonia solenne che si è svolta alla Camera dei Deputati a Roma. Il prestigioso riconoscimento, conferitole dalla Fondazione Italia Usa, è stato attributo alla stilista per la sua decennale attività imprenditoriale, legata agli Stati Uniti.
“L’America – ha detto la stilista nel ricevere il premio – è sempre stata per me un punto di riferimento. Da bambina rappresentava un sogno, un ideale di grandezza ed innovazione, una terra lontana da esplorare. Successivamente dall’inizio della mia carriera fino ad oggi ha contribuito significativamente al mio successo professionale. Questa grande nazione è sinonimo ancora oggi, anche attraverso le influenze della sua cultura popolare e dei suoi valori, di democrazia e modernità. Ringrazio la Fondazione Italia Usa per questo riconoscimento importante”.
– BOLOGNA

– Costituito ufficialmente, l’11 ottobre nella città emiliana, il comitato per ‘Parma 2020’.
L’atto sancisce il sostegno istituzionale al progetto e agli obiettivi del dossier per la candidatura di Parma a ‘Capitale Italiana della Cultura’ nel 2020. A mettere la firma sotto il documento per la costituzione sono stati il sindaco della città emiliana, Federico Pizzarotti; il presidente di ‘Parma, io ci sto!’, Alessandro Chiesi e Annalisa Sassi, presidente dell’Unione Parmense Industriali.

– Ieratiche Madonne medioevali chiuse in accollati piumini colorati si stagliano al centro della sala che ospita la performance di moda di Moncler Genius, il progetto che vede alcuni grandi stilisti contemporanei interpretare i capi del marchio del lusso di Remo Ruffini. Stavolta si tratta di Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della Valentino, che schiera negli spazi del The House of Genius di Soho, a New York, i suoi modelli grafici, tanto mistici quanto futuristici. Le sue Madonne medievali, viste attraverso lenti spazio temporali, si fondono con l’idea di essenza, che per Pierpaolo Piccioli è la definizione stessa di purezza. Lo stilista ha spogliato il piumino classico portandolo all’essenziale. Per evidenziare il senso di spiritualità angelica, ha lavorato con il monaco e artista Sidival Fila, che ha creato le tele astratte per l’installazione.
Le silouhette rivelano un tocco couture mantenendo un senso di funzionalità, essenza per Moncler.
– TORINO

– “Il ministero non farà mancare il supporto alle fondazioni lirico-sinfoniche, ma servono piani industriali credibili nei numeri, chiari nella visione strategica e affidabili. Non dobbiamo più gestire emergenze”. Lo afferma, in un video, il ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli, che ha incontrato la sindaca Chiara Appendino e il sovrintendente del Teatro Regio di Torino William Graziosi dopo il taglio del Fus che ha rischiato di fare saltare la prima. “E’ un tema molto alto nella lista delle mie priorità. La lirica è un vanto per il nostro Paese, qualcosa che dobbiamo preservare e aiutare a raggiungere livelli di qualità ottimi e rendere più possibile accessibile a un vasto numero di persone.
L’obiettivo che mi sono posto è mettere questo sistema in una condizione stabile”, spiega il ministro che si è già occupato del teatro di Cagliari e dell’Arena di Verona e nei prossimi giorni si occuperà di quello Genova.
– “A volte i giorni sembrano interminabili. Non riesco a dormire. La notte mi sento molto sola, mi manca il mio compagno e mio figlio”. Queste le parole di Asia Argento, ospite sabato 13 ottobre a Verissimo. Passata dall’essere una delle paladine del movimento #metoo al ruolo di accusata per presunte molestie dall’attore Jimmy Bennett, in questo anno difficile l’attrice ha perso anche il compagno Anthony Bourdain. Asia, rivedendo le sue immagini sul palco di Cannes durante il durissimo discorso contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein, dichiara: “E’ stato un gesto kamikaze. Credo di aver dato fastidio ai potenti e ora sto pagando. Lo rifarei quel gesto, ormai l’ho fatto, ma non mi butto più. Qualcuno doveva dire la verità. Nessuna di noi aveva fatto i conti con quello che sarebbe successo dopo. Ha cambiato la nostra vita e il mondo”. “Penso di aver pagato più di tutti in questa battaglia. Sono per il movimento, ma non ho più la forza di aiutare gli altri”.

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Un supereroe con il potere e la maledizione di dire la verità. Emis Killa si presenta così, nei versi dell’album ‘Supereroe’ in arrivo il 12 ottobre, e nel fumetto che accompagna la versione fisica, con i suoi testi e i disegni della matita Marvel Alessandro Vitti. Un progetto multimediale, presentato oggi a Milano, che comprende anche un cortometraggio in arrivo online, con il rapper e lo Spadino di ‘Suburra – La serie’ Giacomo Ferrara. “Il supereroe non è uno spaccone, è l’eroe di una storia vera che nella vita ha anche perso, che ha limiti – dice Emis Killa – Io ad esempio mi sento bravissimo ad ascoltare gli altri e tirarli su di morale, ma con me questo potere non funziona. Molti mi scrivono su Instagram per ringraziarmi dell’aiuto che una certa canzone gli ha offerto in un momento difficile: forse perché dico la verità”. Eroi quotidiani, insomma, come i dottori e i pompieri e non i salvatori della nazione: “Cerco di non influenzare nessuno politicamente, ma ci sono modelli di leader che mi spaventano, sembrano troppo violenti e aggressivi”. Non c’è un unico concept a unire le 13 nuove tracce, ma il messaggio della title track – secondo Emis Killa – fotografa un momento biografico felice, dopo la paternità: “Non c’è una canzone dedicata a mia figlia, ne scriverò una quando potrà capirla e avrò fatto chiarezza su questa cosa che mi ha reso felicissimo”. Si nota inoltre uno spirito combattivo: “Mi sento disorientato in un mondo in cui il rap ha preso tante sfaccettature. Ora è tutto troppo grande e c’è troppa gente, come una festa per pochi intimi dove hanno aperto i cancelli. Sono arrivate personalità nuove, lo riconosco, ma non c’è rispetto”. Eppure, tra le produzioni di Big Fish e Don Joe, c’è tutt’altro che disinteresse verso le nuove forme del genere. Si nota nei featuring, come quello di Capo Plaza in ‘Cocaina’ (prodotta da Ava): “Parlo di droga per incuriosire i giovani attratti dalle cose pericolose, come ero io, ma non invito a usarla: ne parlo perché esiste, e a me piace dire le cose senza filtri, non come la musica italiana, che pare una versione patinata della musica vera”. Presente in ‘Senza cuore & senza nome’ anche Carl Brave: “Carl mi piace per la sua capacità di cogliere il dettaglio, ‘Polaroid’ mi ha flashato: abbiamo lavorato per immagini, come fa lui, fondendo i nostri stili”. Echi trap sono poi nei suoni oscuri del featuring più vistoso, ‘Dope 2’ con PashaPG e il celebrato e controverso americano 6ix9ine, nel beat afrotrap di ‘Donald Trump’, una feroce critica ai media, e nei piatti di ‘Claro’ con Vegas Jones e Gemitaiz. Da questa emergono anche gli stessi spunti latini di ‘Rollercoaster’ e ‘Adios’ con Gué Pequeno, mentre l’intro ‘Open water’, ‘Fuoco e benzina’ (scritta con Jake La Furia) e ‘Come fossimo cowboy’ danno spazio al racconto e a una ricerca di suoni pop. Da dicembre Emis Killa sarà nei club tra Milano, Roma, Firenze, Bologna e Torino: “Sarà uno show minimale – anticipa – Non mi interessano le sovrastrutture, anche se si studierà una scenografia bella: la gente deve vedere quello che faccio dal vivo, nel rap sei tu che devi catalizzare l’attenzione, se il pubblico si distrae è colpa tua”.

– VERONA

– “L’Arena di Verona sta soffrendo”.
Lo ha detto il Soprintendente ai beni culturali, Fabrizio Magani, parlando – a margine di un incontro pubblico – della situazione dell’anfiteatro, visitato ogni anno da 800mila turisti, che si aggiungono alle oltre 700mila persone che assistono agli spettacoli lirici. “La situazione non è confortante – ha spiegato Magani – il luogo è in grave sofferenza sia dal punto di vista conservativo, sia dell’impiantistica, che è una forma di tutela per il monumento, ma soprattutto per le persone, che sono molte, che come noto vi transitano”. Il Soprintendente ha sottolineato che “c’è la questione della compatibilità d’uso, cioè di una gestione corretta che passa non tanto dalla dimensione artistica, ossia la varietà delle performance artistiche, ma dalla qualità degli impianti che accompagnano i vari concerti”.
Intanto è ai nastri di partenza un importante progetto conservativo per l’Arena di Verona da 14 milioni di euro, sostenuto da UniCredit e Fondazione Cariverona.

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Non poteva che esserci l’autentica Aurelia B24S Spider protagonista con Vittorio Gassmann e Jean-Louis Trintignant nel cult di Dino Risi ad accogliere i visitatori de ‘Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961’, grande mostra fotografica, al Museo Di Roma – Palazzo Braschi dal 12 ottobre al 3 febbraio, che compone, con oltre 160 scatti, filmati e videoinstallazioni un ritratto del nostro Paese dalle macerie del dopoguerra alla rinascita del boom. Immagini firmate da maestri come Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter, Cecilia Mangini, Federico Patellani, Wanda Wultz, Tazio Secchiaroli, Bruno Munari, Willian Klein, Alfred Eisenstaedt, Gordon Parks ma anche da tanti fotografi d’agenzia e autori anonimi che ripercorrono il nuovo inizio dell’Italia e degli italiani, fra sguardo al futuro e anacronismi, profondissime spaccature politiche e sociali e unione nazionale davanti alle vittorie sportive, tragedie come Marcinelle o il piccolo schermo della neonata tv.
L’esposizione, organizzata da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta con Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Zètema progetto Cultura, “racconta un’Italia che ha cercato di superare i suoi limiti, lasciando dietro di sé vecchi problemi e creandosene qualcuno nuovo – spiega Enrico Menduni, curatore della mostra con Gabriele D’Autilia -. E’ dedicata soprattutto ai giovani che possono vedere come da un momento di grande crisi economica e morale si possa uscire a testa alta”. Attraverso 10 sezioni tematiche (dal lavoro alla politica, dalla fede all’amore), introdotte da riflessioni e brani di opere, fra gli altri, di Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Cesare Zavattini, Ingeborg Bachmann, Italo Calvino, Carlo Cassola, Tullio de Mauro, Ernesto De Martino, Lucio Mastronardi seguiamo passo passo la cronaca di un cambiamento epocale segnato da costanti contraddizioni.
Scatti che ci portano fra i borsari neri o al comizio davanti a una folla oceanica alla basilica di Massenzio, del comandante Valerio (nome di battaglia di Walter Audisio, il capo partigiano che eseguì la condanna a morte di Mussolini); da Fiorello la Guardia, il presidente del piano Marshall, fra la folla, ai nostalgici del duce a Predappio. Un album (realizzato grazie a vari archivi come quello storico dell’Istituto Luce e quello di Publifoto presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), che unisce foto al mare di aspiranti miss e balli solo fra uomini in un paesino della Calabria; il furore oratorio di un militante comunista in una piazza e quello di un religioso in un teatro pieno; personaggi anticonformisti come Giò Stajano (nipote del generale fascista Starace) en travesti e la gita aziendale degli operai Fiat in tuta bianca a Lourdes. Trionfano le vendite dei marchi made in Italy da Zanussi a Olivetti, mentre a scuola addetti della Coca Cola portano in classe ai bambini depliant pubblicitari della bevanda. Ritroviamo scandali come il caso Montesi e il clamore suscitato dalle Kessler; una principessa che scende dal suo motoscafo e minatori siciliani che lavorano, per il caldo, nudi nelle grotte; la macchina crivellata di colpi di Michele Navarra, medico mafioso e il bandito Salvatore Cotta in manette che guarda beffardo verso la macchina fotografica; Don Milani con i suoi studenti e Sophia Loren che legge le notizie sulla corsa allo spazio. Al centro del ritratto ci sono “gli italiani, mostrati per come erano e come sono – sottolinea D’Autilia – attraverso idiosincrasie, passioni e miserie”. Dopo Roma, la mostra ha già una nuova data fissata, al Palazzo del Governatore di Parma, dall’8 marzo al 5 maggio.

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ORVIETO – Al via la quinta edizione del “Festival del Dialogo” promosso dall’Associazione Culturale ApertaMenteOrvieto e patrocinata dal Comune di Orvieto, che si svolge al Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto, da venerdì 12 a domenica 14 ottobre. Tema di quest’anno è “Mediterraneo: mare che unisce o divide?” Tre giornate a cui parteciperanno filosofi e docenti universitari ed incentrate su questa importante tematica nella quale un ruolo attivo hanno avuto anche le scuole elementari e medie dell’Orvietano. Quest’anno il programma del Festival del Dialogo si arricchisce di altri 3 giorni (4-5-6 ottobre) per la prima edizione di Orvieto Cinema Fest che si terrà al Teatro Mancinelli come prologo del festival.
Si inizia venerdì 12 ottobre al Palazzo del Capitano del Popolo. Dalle 9 alle 13, nella Sala dei 400 verranno presentati i lavori delle scuole elementari e medie dell’Istituto comprensivo Orvieto-Baschi. La giornata prosegue poi nel pomeriggio. Alle 17 è in programma la tavola rotonda in collaborazione con Slow Food Italia su “La cucina mediterranea: sapori e saperi condivisi”.
Sono previsti gli interventi di Abderrahmane Amajou – Responsabile del Festival Inter- nazionale della Cucina, Salvatore Giannini – Responsabile Slow Food Nazionale, Emanuela Leonardi – C.F.P, Giuseppe Russo – Assegnista di ricerca presso il CNR IBAF . La tavola rotonda sarà intervallata da letture a tema a cura dell’Associazione “Lettori Portatili” . Alle 19 si potranno degustare i prodotti tipici della dieta mediterranea grazie alle prelibatezze cucinate dai ragazzi del Csf (centro servizi formativi) di Orvieto.
Sabato 13 ottobre, sempre nella location di Palazzo del Popolo, verrà allestito un mercatino con prodotti del Mediterraneo. Il pomeriggio si aprirà poi alle ore 17 con la tavola rotonda dal titolo “Mediterraneo: il valore di un confine mobile”. Su questo tema si confronteranno Caterina Resta – Professoressa ordinaria di Filosofia Teoretica dell’Università di Messina, Aldo Meccariello – Dottore di ricerca e docente di Filosofia nei licei – Direttore della rivista filosofica online Kainòs, Giuseppe Girgenti – Professore associato di Storia della Filosofia Antica presso l’Università Vita Salute San Raffaele Milano. Modera l’incontro Alessandro Volpi. La tavola rotonda sarà intervallata da letture a tema a cura dell’Associazione “Lettori Portatili” .
Domenica 14 ottobre, nel pomeriggio, il Festival 2018 si concluderà con la presentazione dei lavori delle scuole elementari e medie dell’Istituto Comprensivo Orvieto – Montecchio. Con la partecipazione dell’I.I.S. ACP di Orvieto Sezione Enogastronomia e della scuola di danza Scarpette Rosse di Loredana Materazzo. Per tutta la durata del Festival del Dialogo, all’interno della Sala Expo del Palazzo del Popolo sarà allestita la mostra di pittura, scultura e fotografia a cura di Anna Appolloni.

“In molti mi hanno chiesto come sia nato il tema di questa edizione – ha spiegato il presidente dell’Associazione ApertaMenteOrvieto Erasmo Bracaletti – Abbiamo voluto ripercorrere, ricostruire la storia del Mediterraneo inteso come incrocio culturale della nostra storia, Mediterraneo mare funesto dei nostri tempi. E quindi abbiamo cercato di delineare quale sarà il ruolo del Mediterraneo nel futuro di un mondo sempre più globalizzato”.

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NEW YORK

– Scarlett Johansson rompe un soffitto di cristallo a Hollywood ed eguaglia i suoi colleghi uomini in fatto di compensi salariali. Secondo quanto riferisce Hollywood Reporter, l’attrice guadagnerà 15 milioni di dollari per il suo ruolo di Black Widow (Vedova nera) nel prossimo film della Marvel incentrato appunto sulla supereroina.
Il compenso della Johansson, che è già l’attrice più pagata del mondo, eguaglia quello riconosciuto a Chris Evans e Chris Hemsworth, rispettivamente Captain America e Thor, in ‘Avengers: Infinity War’.   

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BANKSY: COMPRATRICE “LO TERRò ANCHE DANNEGGIATO”

DELLE 01:45

DI VENERDì 12 OTTOBRE 2018

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BANKSY: COMPRATRICE “LO TERRò ANCHE DANNEGGIATO”

Compratrice, terrò il Banksy danneggiato
Cambia nome e diventa Amore nel Cestino. ‘Ora è pezzo di storia’

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BANKSY: COMPRATRICE “LO TERRò ANCHE DANNEGGIATO”

LONDRA

– Nessun ripensamento da parte della persona che si è aggiudicata la ‘Bambina col Palloncino’, l’opera del misterioso e ribelle Banksy battuta la settimana scorsa a un asta di Sotheby’s per un milione di sterline, salvo finire semidistrutta da un congegno distruggi-documenti nascosto nella cornice. Lo annuncia la casa d’aste londinese, rivelando che la compratrice è una (anonima) “collezionista europea”, nonché una “cliente di lunga data”.
L’opera è stata certificata nelle nuove condizioni da Pest Control, che autentica i lavori di Banksy, ma con un titolo diverso: ‘L’Amore è nel Cestino’. La “nuova versione” – fa sapere ora Sotheby’s – sarà mostrata al pubblico nella sua galleria di New Bond Street nel week-end. La casa d’aste cita infine una dichiarazione della collezionista: “Quando l’altra settimana il martello è caduto e l’opera è stata distrutta al principio sono rimasta scioccata, ma poi ho iniziato a realizzare di essere entrata in possesso di un pezzo di storia dell’arte”.   

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 11:24 DI MERCOLEDì 10 OTTOBRE 2018

ALLE 02:23 DI GIOVEDì 11 OTTOBRE 2018

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A teatro, Pambieri, Ingrassia, Balasso
Torna Brook, Binasco con Goldoni, debutto italiano per Donnellan

Buchmesse, slancio estero libri italianiRapporto AIE presentato a Francoforte, ricordo Inge Feltrinelli

‘7 Miracles VR’ ha vinto il RaindanceIl film è stato girato a Cinecittà e, per gli esterni, a Matera

Mengoni, 2 brani inediti dal 19 ottobre”Voglio” e “Buona vita” anticipano nuovo disco in uscita 30/11

Rolli, novità per edizione dopo MorandiL’ultima a maggio 2018 aveva avuto 83 mila visitatori

Toto in Italia per i 40 anni di carrieraTre date a luglio, il 3 a Marostica, il 4 a Roma, il 5 a Lucca

Giovanni Storti vince Fano Film FestivalIn ‘Magic Alps’ interpreta il responsabile di un centro profughi

Bublè, Love you anymore nuovo singoloScritto da Charlie Puth, anticipa il disco Love in uscita 16/11

Giovanni Allevi, inediti e tour NataleL’Equilibrium tour dal 12 dicembre al 10 gennaio

Giorgio Moroder annuncia suo primo tourA 78 anni, tra aprile e maggio con Celebration of the ’80s tour

Ora la giacca si mette in lavatriceGant lancia speciale linea di capospalla in stile sostenibile

Tema bowling per Superga by Alexa ChungLa modella designer inglese viene riconfermata testimonial brand

Luca Carboni torna in tourCon lo SPutnik tour, al via dal 12 ottobre

Tci, sos per basilica S.Angelo in FormisAntica chiesa romanica danneggiata da abusi e infiltrazioni

In libreria Nadia dei mari stellatiAvventura e bellezza nel romanzo illustrato di Marco Innocenti

Molestie, l’archistar Meier non lavorerà più Contro di lui cinque donne, lo studio manterrà il suo nome

Lorenzo e i Medici, questa volta la famiglia è rockSu Rai1 dal 23 ottobre quattro prime serate

Parte da Manhattan il viaggio KNT-KitonLinea “capsule” pensata per millennials in viaggio

Nouvel per Alda Fendi, la casa dell’arteNel cuore di Roma apre ‘rhinoceros’, tra storia ed Esperimenti

Agli Uffizi i fiori di Cai Guo-QiangRassegna ispirata a botanica rinascimentale ‘esplode’ nelle sale

Made in Italy al Lucca Comics and GamesDuemila appuntamenti tra fumetto, giochi, tv dal 31/10 al 4/11

Regio, pubblico applaude lavoratoriDopo rischio sciopero stagione parte col Trovatore di Verdi

Spotniz, Medici serie pensata per pubblico modernoIdeatore e produttore “Lorenzo è stato un rivoluzionario”

Mastronardi, il mio grande amore per il Magnificoper Lucrezia Donati, amata e musa, era semplicemente Lorenzo

‘Semiramide’ di Rossini, alla Fenice partitura autografaIn mostra originale e documenti, scoperta casa dove alloggiò

Terence Hill al Religion Film FestivalProiezione de ‘Il mio nome è Thomas’ e riconoscimento a carriera

Calopresti in Calabria, ad Africo come RiaceCon Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte, attualità e epica

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L’ARTICOLO

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Il nuovo ”The prisoner” di Peter Brook e ”Quasi niente” per Deflorian e Tagliarini, ispirato a ”Il deserto rosso” di Antonioni, al RomaEruopa Festival; ”La tragedia del vendicatore” primo spettacolo italiano per Declan Donnellan, a Milano, e il poker d’assi di Giuseppe Pambieri, Cochi Ponzoni, Paola Quattrini ed Erica Blanc in ”Quartet” di Ronald Harwood, ancora nella capitale; ”Arlecchino servitore dei due padroni” di Goldoni secondo Valerio Binasco con Natalino Balasso protagonista, ma senza maschera, a Torino. E ancora ”An American in Paris” di George e Ira Gershwin con Giuseppe Verzicco e l’orchestra del Carlo Felice, a Genova, e Giampiero Ingrassia in ”Big Fish” diretto da Saverio Marconi a riparire, dopo dieci anni, il Teatro Vaccaj di Tolentino (MC): sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
– Più internazionale, con un peso dell’export in aumento del 6% nel 2017, con una maggiore capacità di proporre e vendere diritti degli autori italiani sui mercati stranieri (+10,1% nel 2017) e di realizzare coedizioni, soprattutto nel settore bambini e dell’editoria illustrata. Un trend che si conferma anche per il 2018. Il libro italiano si presenta così alla Fiera internazionale del Libro di Francoforte anche se, sul mercato interno, la crescita del libro di varia nei canali trade, nei primi 8 mesi del 2018, è sostanzialmente piatta. Questo secondo il Rapporto dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sullo stato dell’editoria 2018, presentato a Francoforte.
In apertura della cerimonia di inaugurazione della Buchmesse, in programma fino al 14 ottobre, un ricordo speciale di Inge Feltrinelli, morta il 20 settembre, allo Spazio Italia, alla presenza del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e con gli interventi dei presidenti Achille Mauri, di Messaggerie Italiane e Ricardo Franco Levi, dell’AIE.
– POTENZA

– “7 Miracles VR” – un “lungometraggio” diretto da Rodrigo Cerqueira e Marco Spagnoli, prodotto da Joel Breton, Rodrigo Cerqueira ed Enzo Sisti, girato a Cinecittà, a Roma, e poi a Matera, capitale europea della cultura nel 2019 – ha vinto il “Raindance Film Festival”, considerato “il più grande festival di cinema indipendente del Regno Unito”. Lo ha annunciato a Potenza la Lucana film commission, che ha sostenuto il film, sottolineando che “è la prima volta che un regista italiano conquista questo premio ambito con quello che viene considerato il primo lungometraggio della Storia del cinema realizzato in VR (Virtual Reality)”.
– Il 19 ottobre Marco Mengoni rilascia due brani, Voglio e Buona Vita, tappa di avvicinamento al nuovo progetto discografico atteso per il 30 novembre. I due singoli arrivano a quasi due anni di distanza dall’ultimo disco di inediti.
In occasione di questa speciale uscita anche la app dedicata è stata completamente rinnovata in tutte e quattro le sezioni.
Updates avrà contenuti multimediali e notizie, la sezione Save the date avrà nuove funzionalità, animata da contenuti speciali e inediti, la nuova sezione Exclusive sfrutterà tutte le potenzialità della realtà aumentata e la sezione Community sarà disponibile nelle prossime settimane insieme ad altre novità.
– GENOVA

– Tre new entry, ovvero tre dimore nobiliari che mai erano state accessibili al pubblico, impreziosiscono ulteriormente l’edizione autunnale dei Rolli Days 2018, la rassegna genovese che questo nel week end tra il 12 e il 14 ottobre torna ad aprire i palazzi patrimonio Unesco.
“Questa edizione è più importante di altre – dice l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Barbara Grosso – perché arriva dopo la tragedia del Morandi e conferma che siamo una città viva e con un’amplissima offerta culturale. Nel week end dei Rolli avremo anche gli appuntamenti del Paganini Genova Festival: Genova sarà un palcoscenico a cielo aperto”. Saranno 28 i palazzi ‘in rete’, con la possibilità di prenotare visite guidate. “Per la prima volta – spiega Giacomo Montanari, curatore dei Rolli Days – avremo villa Rosazza a Di Negro e due edifici in via Luccoli, nel centro storico, palazzo Franzone Spinola e palazzo De Mari”. L’ultima edizione dei Rolli Days aveva avuto 83 mila visitatori, con un calo rispetto a quella precedente che aveva superato quota 120 mila.

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I Toto tornano in Italia con il tour che celebra i 40 anni della loro carriera. Il “40 Trips Around The Sun Tour” farà tappa la prossima estate a Marostica (3 luglio al Summer Festival), Roma (4 luglio al Rock in Roma Summer Festival) e Lucca (5 luglio al Summer Festival): 3 concerti in cui riascoltare tutte le hits della band.
Pochi gruppi, nella storia della musica, hanno lasciato individualmente o collettivamente un’impronta più vasta nella cultura popolare dei membri dei Toto: singolarmente, i membri della band, possono essere ascoltati in 5000 album che rappresentano globalmente una vendita totale di mezzo miliardo di album. Tra tutti questi dischi, NARAS (National Academy of Recording Arts and Sciences) ha premiato le performance con oltre 200 nomination ai Grammy Awards.
Con oltre 40 anni passati insieme, le vendite dei Toto hanno superato i 40 milioni di album e hanno resistito ai cambi di moda e stili. Il gruppo ha recentemente annunciato l’uscita del cofanetto “All In” per il 30 novembre.
– FANO (PESARO URBINO)

– Giovanni Storti, comico, attore, sceneggiatore, scrittore e regista, parte del trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo, e due attrici di Hollywood, Mary Manofsky e Donna Pieroni, note come caratteriste, sono i protagonisti dei film vincitori dalla 30/a edizione del Fano International Film Festival, rassegna del cinema corto, in programma a Fano dal 16 al 20 ottobre. Il 61enne milanese in “Magic Alps” (durata poco meno di 15 minuti), miglior film di autore italiano, girato da Andrea Brusa e Marco Scotuzzi, interpreta la storia vera del responsabile di un centro profughi che deve gestire la richiesta di un profugo afgano. Le due attrici californiane recitano in “Lunch Ladies” (19 minuti), miglior film straniero, per la regia di J.M. Logan: ossessionate dal sogno di diventare chef personali di Johnny Depp le due cuoche di una mensa scolastica servono un paté in crosta alla maniera di “Sweeney Todd”, film interpretato da Depp, il loro attore preferito.
– È “Love you anymore” il primo singolo di Michael Bublé che anticipa la pubblicazione di Love, il suo nuovo album in uscita il 16 novembre, a due anni dal precedente lavoro. “Love You Anymore”, scritto da Charlie Puth, cantante, autore, produttore e più volte nominato ai Grammy, sarà disponibile dal 12 ottobre.
Nell’album, alcuni classici del repertorio americano, la sognante “When I fall in love”, una tormentata versione di un altro standard di Rogers & Hart, “My Funny Valentine”, l’allegra “When You’re Smiling”, lo swing di “Such A Night” e i brani scelti personalmente da Michael come “Unforgettable”, “Help Me Make It Through The Night” e “I Only Have Eyes For You”. A questi si aggiungono la “La Vie En Rose” – in cui Bublé duetta con la cantante francese Cecile McLorin Salvante – e un altro inedito composto dallo stesso Bublè, “Forever Now”. L’album si chiude con “Where or When”.
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Giovanni Allevi torna in Italia per Natale alla guida dell’Orchestra Sinfonica Italiana con l’Equilibrium Tour in versione “Christmas”, dal 12 dicembre al 10 gennaio.
Il compositore, per l’occasione, regala anche due opere inedite, e porterà sul palco anche alcuni ospiti: dal fenomeno appena sbocciato in conservatorio, alla giovane inarrestabile promessa, fino al solista di fama internazionale e ad alcuni fan.
“Nello spirito del Natale – afferma Giovanni Allevi – non potevo che fare un regalo a mio modo: presentare al pubblico due mie nuove composizioni scritte negli ultimi mesi, indipendentemente dalle uscite discografiche. Un segno di riconoscenza per il travolgente affetto ricevuto durante l’Equilibrium Tour”. Queste le date: 12 dicembre La Spezia, 18 dicembre Legnano (MI), 19 dicembre Milano, 20 dicembre Lugano, 21 dicembre Gorizia, 23 dicembre Cittanova (RC), 26 dicembre Roma, 29 dicembre Riccione (RN), 3 gennaio San Severo (FG), 5 gennaio Montebelluna (TV), 6 gennaio Torino, 10 gennaio Bologna.
– Giorgio Moroder, a 78 anni, è pronto a mettersi in pista con il suo primo vero e proprio tour, chen toccherà l’Europa e anche l’Italia. Il celebre dj e produttore italiano, conosciuto in tutto il mondo, lo ha annunciato su Facebook e sul suo sito. Quindici le città coinvolte dal “Celebration of the ’80s tour” tra aprile e maggio 2019. In scaletta le hit della prolifica carriera di Moroder, che sarà protagonista su un palco spettacolare con imponenti giochi di luce.
“E’ qualcosa che ho sempre voluto fare – ha dichiarato Moroder -, i fan hanno continuato a chiedermi se ci fosse la possibilità di un vero tour. In passato era impensabile che i produttori abbandonassero i loro studi di registrazione. Quel territorio era riservato ai cantanti. Oggi, invece, produttori e dj, sono diventati le superstar della musica dance popolare, quindi sembra il momento giusto per e io sono così eccitato di poterlo finalmente fare!”.
Il tour sarà in Italia per tre date: il 17 maggio a Milano, il 18 a Firenze, il 19 a Roma.
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Il marchio americano di abbigliamento casual Gant rinnova il suo tipico stile preppy introducendo una linea di capi sartoriali lavabili in lavatrice, che permette di risparmiare tempo nella vita quotidiana, ma soprattutto incoraggia un modo di vivere sostenibile. La linea sartoriale premium comprende blazer casual e abiti formali sia per lui che per lei. L’idea è partita dall’osservazione che il tempo limitato e le giornate sempre più piene possono rendere difficile il mantenimento di un completo dall’aspetto sempre fresco. A differenza dei completi e dei blazer tradizionali che richiedono una pulizia professionale, i capospalla della nuova linea possono essere lavati a casa. Rielaborando, sviluppando e immaginando la costruzione dei materiali utilizzati, Gant ha creato la linea che si pulisce facilmente. Il nuovo approccio alla costruzione e alla selezione dei componenti sono gli elementi chiave che consentono lo sviluppo della sartoria lavabile in lavatrice.
– La modella e designer inglese Alexa Chung si riconferma testimonial Superga anche per la stagione Autunno/Inverno e firma una nuova capsule.
La campagna, scattata a Londra, mette in risalto l’affinità tra Superga e la sua musa. Nel 2017, Alexa Chung ha lanciato l’omonimo brand che la rappresenta seguita alle collaborazioni con alcuni dei marchi più famosi al mondo, tra cui una prima campagna per Superga nel 2011. Grazie al suo intuito in fatto di stile, con cui è in grado di combinare eleganza parigina e modernità newyorkese, tutti i capi e gli accessori disegnati dalla Chung riflettono la sua personalità. La nuova collezione “Superga X Alexachung” è infatti un concentrato di silhouette e stili inediti: modelli ispirati alle scarpe da bowling, materiali caldi e avvolgenti, come suede e velluto, iconiche suole carrarmato in pieno militar style.
Superga è uno dei brand di proprietà di BasicNet spa, che detiene anche Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, K-Way, Sabelt, Briko, Sebago.
– Luca Carboni torna in tour, nei club, per presentare dal vivo il suo ultimo album Sputnik. Un viaggio nel tempo, in cui è possibile ascoltare anche sonorità diverse, appartenenti ad altre epoche. Ci sarà l’elettronica, ma anche momenti più acustici, spaziando dal nuovo lavoro alle canzoni del passato. Queste le date: 12 ottobre Nonantola (Mo), 13 ottobre Cesena, 16 ottobre Bologna, 18 ottobre Padova, 20 ottobre Venaria (Torino), 22 ottobre Firenze, 23 ottobre Perugia, 25 ottobre Modugno (Bari), 26 ottobre Napoli, 28 ottobre Roma, 29 ottobre Milano, 3 novembre Brescia, 4 novembre Parma.
– CASERTA

– Un appello per salvare dal degrado la Basilica benedettina di Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua (Caserta), tra le più antiche chiese romaniche, è stato lanciato dal Touring Club Italiano a istituzioni e cittadini.
Dopo un lungo periodo di chiusura per consentire i lavori di restauro delle strutture portanti della chiesa e di restauro dei preziosi affreschi, dopo la riapertura si sono verificati crolli rovinosi di alcuni tratti delle mura che circondano tutta l’area archeologica comprendente l’antico tempio di Diana Tifatina, costruzione di epoca romana. E’ di qualche giorno fa il sequestro da parte del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della procura dell’arco di Diana antistante la basilica, ritenuto a rischio crollo; i sigilli sono stati posti anche a un immobile attiguo. La Basilica di Sant’Angelo in Formis fu voluta dall’abate Desiderio, ed è l’unica ancora presente dopo la distruzione della contemporanea basilica di Montecassino costruita dallo stesso abate.
– A bordo dell’Argentinas, una sgangherata e poetica astronave, Nadia Wood, una coraggiosa ragazza di 14 anni, trasporta ovunque nell’Universo i tesori artistici prodotti dall’uomo sulla Terra, ormai quasi disabitata, prima che vengano dimenticati, trasformando il suo vascello in un vero e proprio cargo culturale. E’ l’inizio della grande avventura narrata in “Nadia dei mari stellati”, romanzo di Marco Innocenti con le illustrazioni di Alice Pezzotti, edito da Albero delle Matite (pp.152, Euro14,50; in libreria dal 10 ottobre). Il libro, scritto per ragazzi maggiori di 9 anni, coniuga una storia fantascientifica, piena di colpi di scena e incontri intergalattici, con l’amore per l’arte e per la bellezza: la protagonista, accompagnata dal suo fedele assistente Wando, dovrà viaggiare nello spazio senza paura per compiere la sua missione, sfidando avarie al motore e pirati e vivendo altre mille avventure fino a quando non scoprirà un nuovo pianeta dove conservare i preziosi tesori creati dall’ingegno dell’uomo.
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NEW YORK

-Richard Meier getta la spugna: accusato da cinque donne di molestie sessuali, l’archistar si e’ dimesso dal suo studio di architettura. Ancora lo scorso settembre, l’83enne maestro del Getty Center aveva dichiarato che sarebbe tornato al lavoro a “fine mese” e che “non aveva alcuna intenzione di lasciare” il suo posto. Oggi lo sviluppo, che da’ seguito alle pressioni seguite alle denunce emerse sette mesi fa. “Il fondatore Richard Meier lascia le attività ‘day-by-day’ e appoggia la transizione alla guida dello studio da lui creato nel 1963. Meier restera’ a disposizione dei colleghi e dei clienti che volessero avvalersi della sua vasta esperienza e dei suoi consigli”, si legge nell’annuncio ufficiale della ditta che continuerà a chiamarsi “Richard Meier and Partners”. Meier e’ uno dei piu’ grandi architetti contemporanei. Parte del cosiddetto gruppo New York Five negli anni Settanta con altri quattro modernisti – Peter Eisenman, Michael Graves, Charles Gwathmey e John Hejduk – nel 1984 fu il più giovane architetto a vincere un Premio Pritzker, l’equivalente dell’Oscar per l’architettura. Al suo attivo sono edifici iconici come il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, il Getty Center di Los Angeles, e la San Jose City Hall. In Italia, l’Ara Pacis e la Chiesa del Giubileo a Roma portano la sua firma cosi’ come lo Jesolo Lido Village, un complesso residenziale e alberghiero premiato con il Dedalo Minosse International Prize. Dopo le accuse di molestie, Meier aveva fatto un passo indietro mettendosi in aspettativa per sei mesi e offrendo le sue scuse a chiunque “si fosse sentito offeso o deluso comportamento”. Poi pero’ Cornell aveva rispedito al mittente un dono per creare una cattedra intitolata a suo nome e Sotheby’s aveva cancellato una mostra in suo onore. Stella Lee, una delle donne che hanno messo l’archistar alla gogna accusandolo di essersi spogliato davanti a lei, ha detto che, “mantenendo il nome di Meier nella denominazione ufficiale i partner dello studio fanno capire che a loro avviso il brand Richard Meier continuerà ad avere valore commerciale in futuro”. La Lee e’ personalmente convinta che non sara’ cosi’, anche se “nel dopo Kavanaugh, e’ tutto da vedere”. Il riferimento e’ al caso che ha diviso l’America nelle ultime due settimane con la conferma a giudice della Corte Suprema di Brett Kavanaugh nonostante l’accusa di aver molestato una ragazza quindicenne quando anche lui era teen-ager.

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I MEDICI LA SERIE: LORENZO IL MAGNIFICO TUTTO CIò CHE C’è DA SAPERE

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Chissà ai nostri giorni un Lorenzo il Magnifico che decisioni prenderebbe per mettere a posto i conti dello stato, chi sceglierebbe per far ricostruire ponti e strade. Nonostante l’età anagrafica, è stato un ottimo politico, ma soprattutto un oculato ed esperto uomo di finanza ed economia che è riuscito a consolidare il potere della famiglia e il patrimonio. Alla sua storia è dedicata la seconda serie dei Medici, quattro prime serate su Rai1 dal 23 ottobre. Ad interpretare il protagonista è l’attore britannico Daniel Sharman, conosciuto per serie come Teen Wolf, The Originals e Fear The Walking Dead. Nel ruolo di Jacopo de Pazzi, il nemico più accanito della famiglia Medici, c’è Sean Bean. Medici – Lorenzo il Magnifico è una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, Big Light Productions, Altice Group, distribuita da Beta Film e prodotta da Luca Bernabei e Frank Spotnitz. La serie è ideata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer, per la regia di Jon Cassar e Jan Maria Michelini. Il 16 ottobre su Rai Play sarà possibile vedere in anteprima la prima puntata. Con una narrazione ritmica piena di colpi di scena vengono messe in risalto le appassionanti dinamiche politiche ed economiche della Firenze del Quindicesimo secolo, mettendo a fuoco in particolare la vicenda di Lorenzo, il terzo della dinastia dei Medici. Daniel Sharman (Lorenzo Il Magnifico), racconta di aver voluto visitare Firenze e la Toscana da solo per due settimane prima dell’inizio delle riprese: “Mi sono immerso in questi luoghi unici per capire meglio, volevo essere all’altezza della cura con cui è stata fatta la serie. Bisogna anche, a un certo punto, sprigionare l’elemento umano, quello che conta. La verità è che questa persona sa che è stata allevata per il potere ma non sa se è pronto, e lo capisco, perché come attore sempre mi domando se sono all’altezza e se ce la farò. Ho trovato un parallelo nella mia ansia da attore con quello che Lorenzo sentiva come nuovo capo di Firenze”. Nel cast Bradley James (Giuliano fratello di Lorenzo), Sarah Parish (la madre Lucrezia), Alessandra Mastronardi (Lucrezia Donati, amante del Magnifico e unita a lui da autentico sentimento), Julian Sands, Matteo Martari (Francesco Pazzi), Synnve Karslen, Aurora Ruffino (Bianca sorella di Lorenzo), Matilda Lutz (Simonetta Vespucci), Charlie Vickers, Sebastian De Souza, Alessio Vassallo (Marco Vespucci). Con la partecipazione di Filippo Nigro nel ruolo di Luca Soderini, Raoul Bova nei panni di Papa Sisto IV. Ma quella in partenza non è che la prima parte del racconto dedicato a Lorenzo de’ Medici che continuerà con altre puntate in onda il prossimo anno, già in fase di riprese, che metterà in scena gli anni della maturità di Lorenzo de’ Medici. Frutto della collaborazione tra Rai e Lux Vide, la serie, costata circa 25 milioni di euro, nasce sulla scia dei sette milioni di spettatori, con una media share del 27.7, che hanno seguito la prima stagione in onda due anni fa su Rai1. Varie le location tra Firenze e altri paesi toscani come Volterra, Montepulciano e Pienza, e poi Lombardia, soprattutto Mantova, e Lazio, a Viterbo e a Roma. Una serie curata nei dettagli, come tiene a specificare Lux Vide a partire dal logo del Giglio, creato appositamente per la seconda stagione da Giuseppe Gallo. La sigla è affidata di nuovo al compositore Paolo Buonvino e alla cantante Skin, già voce del tema della prima stagione, Renaissance, che torna in un arrangiamento rinnovato. Made in Italy protagonista dei costumi, che per il 60% sono stati realizzati ex novo, per un totale di più di 5mila confezioni. “I Medici. Lorenzo il Magnifico” prende il via vent’anni dopo la fine della prima serie, terminata con la rivelazione che la giovane Lucrezia de’ Medici e il marito, Piero, aspettano il loro primogenito, Lorenzo. Siamo ora in pieno Rinascimento, il nonno di Lorenzo, Cosimo, è morto, Contessina si è ritirata a vita privata e sono Piero e Lucrezia a guidare la famiglia. Sarà però il giovane Lorenzo a prendere le redini della banca, dopo un attentato alla vita di Piero. Frank Spotniz parla di una “serie fatta per interessare il pubblico moderno. Al centro un giovane nato nel privilegio che dice: ‘visti i miei vantaggi, posso fare qualcosa per un mondo migliore’. Un giovane intelligente e ambizioso, una generazione che vuole cambiare il mondo. E i Pazzi rappresentano l’ordine stabilito che Lorenzo vuole sovvertire. Abbiamo pensato che questa storia potesse trovare risonanza anche oggi”. Matilde Bernabei evidenzia: “una nuova scommessa vinta della Lux, con Rai al suo fianco, mantenendo un livello altissimo degli attori e della produzione. Il prodotto, oltre al successo di Rai Uno, ha ottenuto anche un grande riscontro internazionale, con la prima serie venduta in oltre cento paesi. Abbiamo in programma anche una collezione di mini serie sui momenti principali del Rinascimento, raccontandone la grandezza culturale e il coraggio imprenditoriale”.

“Siamo tornati a Firenze per raccontare la storia di Lorenzo Il Magnifico, che è salito al potere in giovane età, con un idealismo e un’ambizione quasi illimitati. Non stupisce che questo lo abbia messo in rotta di collisione con l’ordine prestabilito, che ha tracciato il suo assassinio nella cosiddetta Congiura dei Pazzi, uno dei più potenti e commoventi thriller realmente accaduti di tutti i tempi”. E’ quanto sottolinea Frank Spotnitz, ideatore con Nicholas Meier e produttore esecutivo, de La Serie Medici- Lorenzo il Magnifico (prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, Altice group e la Big Light Production) nonché scrittore americano pluripremiato, è Ad di Big Light Productions e ha iniziato la sua carriera da 20 anni in The X-files.
Spotniz parla anche di una “Serie fatta per un pubblico moderno, per cui la prima domanda per noi è stata perché un pubblico moderno dovrebbe interessarsi alla storia dei banchieri del Cinquecento. Per cui troviamo la storia di un giovane nato nel privilegio che dice, visti i miei vantaggi, posso fare un mondo migliore. Un giovane intelligente capace e ambizioso, una generazione che vuole cambiare il mondo. E i Pazzi rappresentano l’ordine stabilito che Lorenzo vuole sovvertire. Abbiamo pensato che questa storia potesse trovare risonanza anche oggi. Non ci saranno molte divergenze dalla storia nella serie, abbiamo cercato di filtrare tutto l’essenziale, avrei voluto inserire molto di più, ma avremmo dovuto fare 80 episodi, non 8”.
Nella terza stagione che stiamo girando, sottolinea, “C’è naturalmente tutta la bellezza del nostro Paese, di Firenze, della sua storia, cultura e tutta la narrazione della complessità umana, a partire dalla figura di Lorenzo, che era una vera star del suo tempo. Vogliamo raccontare la storia del suo essere rivoluzionario, un visionario, e anche la modernità di un uomo che ha saputo usare la bellezza”. Spotniz sta scrivendo per la Rai anche una serie su un’altra grande figura, quella di Leonardo.
– “Lucrezia, era amata dall’uomo più potente di Firenze, ma per lei era solo Lorenzo e per lui si è alla fine fatta da parte. In fondo ha intuito prima degli altri il suo talento, che sarebbe diventato un giorno qualcuno, oggi il mondo intero lo ricorda come il Magnifico, non a caso”.
Alessandra Mastronardi nella seconda stagione de I Medici-Lornzo Il Magnifico, presta il volto alla sua amata Lucrezia Donati, pittrice e conoscitrice dell’arte. A rendere particolare anche questa stagione, su Rai1 dal 23 ottobre, ci penseranno poi gli intrighi, gli scontri e la rivalità tra le famiglie Medici e de’ Pazzi che tornerà protagonista con Jacopo pronto a mettere un freno ai cambiamenti di Lorenzo fino alla famosa Congiura dei Pazzi.
La serie porterà il pubblico nella Firenze del 1469 quando Lorenzo (interpretato da Daniel Sharman di Teen Wolf) assumerà il controllo della banca di famiglia e tenterà di gestire le cose diversamente dal padre. Al suo fianco ci saranno il fratello Giuliano (interpretato da Bradley James di Merlin). Nel cast Sarah Parish, Julian Sands, Matteo Martari, Synn›ve Karslen, Aurora Ruffino, Matilda Lutz, Charlie Vickers, Sebastian De Souza, Callum Blake, Jack Bannon, Jacob Fortune Lloyd, Tam Mutu, Miriam Dalmazio, Alessio Vassallo. Con la partecipazione di Filippo Nigro nel ruolo di Luca Soderini, Annabel Scholey in quello di Contessina De Medici, Raoul Bova nei panni di Papa Sisto IV.
“Inizialmente – spiega Mastronardi – Lorenzo non era uomo di potentissimo, Lucrezia si innamora del giovane e dell’uomo che sarà, della sua indole e del suo animo. Lei farà un passo indietro poi, lasciandolo alla sua famiglia, pur amandolo consentendogli di diventare quello che è stato”. Alla lungimiranza e alla genialità di Lorenzo de’ Medici dobbiamo il fiorire di artisti, poeti e scrittori nella sua Firenze. Sotto l’ala protettiva del Magnifico, infatti, nacquero grandi artisti ma, tra tutti, fu conquistato dalle velleità creative di Sandro Botticelli (interpretato da Sebastian De Souza), che divenne il pittore di corte dei Medici, a cui dedicò la Primavera. La Primavera di Botticelli, la sua opera più celebre, è forse l’emblema per antonomasia del Rinascimento.
L’opinione più accreditata tra gli studiosi è che il volto dei capolavori di Botticelli si ispiri al viso di Simonetta Cattaneo (interpretata da Matilda Lutz), la bellissima donna amata da Giuliano de’ Medici. Altri studiosi, invece, hanno ipotizzato che la figura centrale corrispondesse a Lucrezia Donati (Alessandra Mastronardi), l’amante e musa di Lorenzo, la quale si diceva, fosse incinta proprio del Magnifico.
Alessandra Mastronardi è sul set della terza stagione de i Medici, e la vedremmo su Rai1 anche nella seconda stagione di L’Allieva.

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NEW YORK

– Parte da Manhattan la nuova linea KNT-Kiton new texture: la prima collezione “capsule” di abbigliamento giovane ma realizzata con tutti gli elementi del Dna Kiton, e’ stata tenuta a battesimo nella flagship newyorchese con un occhio rivolto ai millennials, “nuovo cittadini del mondo”.
Accompagna il debutto con una campagna fotografica firmata Francesco Carrozzini, figlio di Franca Sozzani e genero di Anna Wintour. La collezione di pochi pezzi facili – giacche morbide con i bottoni coperti, pantaloni da jogging extra lusso, maglioncini e sneakers, e’ firmata dai gemelli Mariano e Walter De Matteis, terza generazione della famiglia partenopea che sono anche i protagonisti della campagna. KNT, che sta per Kiton New Texture, e’ disponibile subito in alcune selezionate boutique Kiton nel mondo. Si parte dalla ricerca su nuovi tessuti (lana 14-micron, cachemire italiano pettinato, cotone pregiato cresciuto sulle isole della South Carolina e della Georgia) e tagli sartoriali tipici del marchio napoletano.
– Le rughe della pietra, l’acciaio che le sostiene o le arreda, il colore del design che esplode, la tecnologia a vista, il rigore degli spazi immerso nel traboccante fulgore della città eterna. Jean Nouvel porta il suo talento a Roma per riportare alla vita e all’arte il palazzo scelto come sede e centro di ricerca della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti. E’ ‘rhinoceros’, un palazzo nel cuore dell’antica Roma, all’ombra dell’Arco di Giano, a due passi dal tempio di Vesta e dalla Bocca della Verità, che Nouvel ha fatto rinascere nel segno del contrasto. ”La mutazione del mondo e la libertà di ricostruire, valorizzando le anomalie, in un dialogo tra passato e presente e in un continuo lavoro sulla materia”, dice nei suoi abiti neri aggirandosi nell’antica dimora riportata alla luce. Luogo polivalente, ospita 24 residenze ma anche spazi espositivi e botteghe, intorno alla corte e sovrastate dalla meraviglia della terrazza a 360 gradi con una vista unica al mondo. E lì il ristorante Caviar Kaspia.
– FIRENZE

La Galleria degli Uffizi ospiterà dal 20 novembre l’ultima mostra personale dell’artista contemporaneo Cai Guo-Qiang, ‘Flora Commedia’, che aprirà il 20 novembre 2018. La mostra è curata da Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, insieme a Laura Donati, curatore del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Il titolo, spiega un comunicato, trae ispirazione dalla ‘Divina Commedia’ di Dante Alighieri. Nella sua performance l’artista vuole appropriarsi “della flora del Rinascimento come soggetto, catturando lo spirito e l’anima del periodo; attraverso la rappresentazione dei fiori, Cai Guo-Qiang dipinge la natura, il cosmo e le emozioni personali”. Per prepararsi si è dedicato allo studio della tecnica della punta d’argento al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi e ha visitato più volte il Giardino di Boboli per osservare le diverse varietà di fiori del Rinascimento. La Limonaia, antica serra della famiglia Medici e luogo in cui oggi continua la coltivazione della flora rinascimentale, è stata una delle principali fonti di ispirazione. Cai Guo-Qiang ha anche lavorato a stretto contatto con gli esperti botanici degli Uffizi, ricreando varietà floreali del Rinascimento e riproducendole sulla tela. La mostra sarà allestita nelle 10 gallerie connesse alle Sale Caravaggesche e proseguirà fino al 17 febbraio 2019. Ogni galleria sarà dedicata a un tema specifico e vi saranno in tutto esposte circa 60 opere e gruppi di dipinti di varie dimensioni realizzati con polvere da sparo oltre a bozzetti dell’artista. Le opere sono state realizzate in gran parte con tecniche originali tra cui la pittura tramite bastoncini d’incenso ispirata alla collezione di disegni a punta d’argento degli Uffizi. Spiega Cai Guo-Qiang: “Volevo purificare le cose e concentrarmi principalmente sulla pittura dei fiori. Il porre l’attenzione su un singolo tema mi ha portato a ulteriori considerazioni: Come creare dei buoni dipinti attraverso i fiori? Come possiamo dipingere spingendo i dipinti a essere sempre più audaci? Una volta purificate le cose, diventa ancora più difficile evitare le difficoltà del dipingere!”. Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, aggiunge: “Il lavoro di Cai incarna la qualità esplosiva del processo creativo in una tachigrafia che si spinge all’estremo: fugace, istantaneo e mentre osserviamo le tracce dei gesti e il movimento, necessariamente evocativo dei momenti già trascorsi”.-

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Lucca Comics and Games celebra il Made in Italy degli artisti, dei game designer, degli autori.
Così si è presentata oggi a Milano l’edizione 2018 del più grande raduno europeo di fumetto, gioco, videogame e molto altro, in programma dal 31 ottobre al 4 novembre con duemila appuntamenti, tra maratone, incontri, mostre. E premiazioni come il Gran Guinigi 2018, i cui vincitori sono stati annunciati oggi: miglior graphic novel ‘La mia cosa preferita sono i mostri’ di Emil Ferris (Bao Publishing), miglior fumetto breve ‘I gioielli di Elsa’ di Sara Mazzetti (Canicola), miglior serie ‘Mercurio Loi’ di Alessandro Bilotta (Bonelli), quindi Barbara Baldi (‘Lucenera’) come miglior disegnatrice, Jeff Lemire (‘Black Hammer’) come miglior sceneggiatore ed Emmanuel Guibert (‘Martha e Alan’) come miglior autore unico. Il premio Stefano Beani per l’iniziativa editoriale è andato a Mibac e Coconino Press per ‘I fumetti nei musei’ e il premio alla carriera Yellow Kid al padre di ‘Capitan Harlock’ Leiji Matsumoto.
– TORINO

– Un lungo applauso ha accolto i lavoratori del Teatro Regio di Torino, saliti sul palco per ribadire le preoccupazioni per il taglio dei contributi statali e i problemi di bilancio dell’ente teatrale in occasione del via alla stagione con Il Trovatore di Giuseppe Verdi.
“Seppur molto preoccupati per il nostro futuro, ma guidati dallo stesso senso di responsabilità che ci ha contraddistinto in passate analoghe circostanze, abbiamo deciso di essere qui stasera per l’inaugurazione della stagione e non penalizzare voi, il nostro pubblico, ricorrendo alla più naturale delle forme di protesta e cioè lo sciopero”, è un passaggio della lettera al pubblico letta da alcuni rappresentanti sindacali.
“Ci auguriamo di poter continuare, con la serenità e soprattutto i mezzi necessari – aggiungono i lavoratori -, a realizzare spettacoli caratterizzati dalla qualità che ci è stata in molte occasioni e internazionalmente riconosciuta e che, come questa sera, voi possiate continuare a fruirne”.

Le pagine sono pulite, tranne due macchie di inchiostro con le impronte digitali del compositore, e pochi i ripensamenti. Nulla nella partitura originale della “Semiramide”, andata in scena in prima assoluta il 3 febbraio 1823 al Teatro La Fenice, a Venezia, sembra poter dire che Gioacchino Rossini aveva anche l’usanza di scrivere a letto, spargendo i fogli poi sul pavimento della camera. Sul primo di quei fogli, rilegati con una copertina in marocchino, 41 anni anni dopo, il 5 marzo 1864, il musicista pesarese, a Parigi da molti anni, scrisse “Attesto io sottoscritto essere questo l’autografo originale della mia opera Semiramide” con firma e data finali.
“Semiramide”, tratta da un lavoro di Voltaire con libretto di Gaetano Rossi, ultimo dei capolavori scritti per i teatri italiani, va in scena alla Fenice il 19 ottobre – dopo la rappresentazione del 1992 per il bicentenario del teatro veneziano – ma dal 17 al 28 ottobre, nella Sala Ammannati, protagonista di una piccola ma significativa mostra sarà proprio la partitura autografa originale, custodita nell’Archivio Storico del teatro e restaurata per l’occasione grazie al supporto di Assicurazioni Generali, e una serie di documenti attestanti il particolare rapporto che Rossini aveva con la Fenice. Già il contratto presenta particolarità: è fatto a nome del musicista per una nuova opera ma anche per “risistemare” il secondo atto del “Maometto”; è anche a nome della moglie, la soprano Isabella Colbran, che deve impegnarsi per 50 recite. Per entrambi la somma in totale del compenso è di 26mila lire italiane in quattro rate. All’epoca Venezia era sotto gli austriaci. C’é poi una riga – come ricorda il sovrintendente Fortunato Ortombina – che impegna Rossini a lasciare lo spartito della nuova composizione “di tutta e sola proprietà dell’impresa”, cioè il teatro. Per la Fenice, in controtendenza rispetto alle abitudini dell’epoca – rileva lo studioso Franco Rossi – una postilla, quella del lascito, usata in altre occasioni, per partiture autografe o prime copie. Il progetto legato alla partitura autografa ha permesso anche di riportare all’attenzione una serie di documenti in originale che di fatto raccontano tutta la “storia” di Rossini a Venezia per l’opera – appena 18enne proprio nella città lagunare aveva cominciato la sua carriera con la prima messa in scena di una delle cinque farse e “i veneziani seppero subito individuarne il talento” dice Ortombina – e l’avventuroso percorso della partitura prima della firma del maestro. Per il sovrintendente, il compositore pesarese, assieme a Verdi che per la Fenice scrisse cinque lavori, è il “più veneziano” dei musicisti d’opera: “per entrambi erano le stesse caratteristiche della città a renderla un luogo ideale per l’innovazione nello stile.
Voleva dire incontrare un contesto produttivo e un pubblico aperto alle novità forse più di qualsiasi altro luogo”.
Rossi ha scoperto che la casa affittata dalla Nobile Presidenza della Fenice per Rossini per i suoi “cento giorni” veneziani è in una corte vicino alla chiesa di San Moisè, poco lontano dal teatro. Tra tutte le vicende della vita della partitura dal 1823 alla firma del 1864, anche il rischio che l’originale restasse a Vienna, dove era stato inviato su richiesta di un editore che voleva stamparlo. In una nota a margine di una lettera, l’editore Artaria chiede di poter tenere l’originale in cambio di una bella copia. Il teatro neanche risponde e la “Semiramide” torna a Venezia.

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TRENTO

– Terence Hill, al secolo Mario Girotti, è in Trentino per presentare il suo nuovo film “Il mio nome è Thomas”, proiettato nell’ambito della 21/a edizione del Religion Today Film Festival, dal quale riceverà oggi a Trento il premio alla carriera.
“Sul mio film – dice l’attore – non mi sento di dire molto, ma posso solo sottolineare che la televisione è bellissima anche se molto complessa. Ho dovuto scegliere se continuare con ‘Un passo dal cielo’ o ‘Don Matteo’, preferendo quest’ultimo, proprio perché tante riprese significano poco tempo da dedicare alla famiglia”. “Ricordo ancora la prima scena che ho girato in compagnia di Bud Spencer: non mi diedero nemmeno un copione, quindi inizialmente mi rifiutai”, dice Terence Hill. “Poi mi dissero che avremmo cominciato con il prenderci a botte e se ci ripenso non posso che sorridere”.
Da una parte San Luca, dall’altra Locri in un Aspromonte isolato per posizione geografica prima che per altro. Mimmo Calopresti, calabrese di Polistena, sta facendo gli ultimi sopralluoghi per cominciare il 22 ottobre il nuovo film “Ad Africo”, “una storia epica di questi luoghi, ambientata negli anni ’50 ma che straordinariamente parla anche di oggi”, racconta

. Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Fabrizio Gifuni sono i protagonisti del film prodotto da Lucisano Group.”C’è la battaglia di un popolo, quello di questo borgo lontano dal mare e da tutto, che vuole una strada e una scuola per aprirsi, contaminarsi, accrescersi. E’ ispirata al romanzo ‘In Aspromonte’ scritto da Pietro Ciriaco ma più la leggo più mi sembra che racconti qualcosa che vale anche oggi. Mentre cerco i luoghi per le riprese e visito borghi abbandonati come Ferro Lucano, penso all’esperienza incredibile di Riace, che al di là dell’inchiesta su Mimmo Lucano, è secondo me e non solo per me – prosegue Calopresti, ambasciatore della Calabria 2018 – un patrimonio per l’umanità: un posto che riesce a rigenerarsi a riprendere vita grazie alla presenza dei migranti. In questi giorni qui tra le montagne in tanti mi hanno detto che ne avrebbero bisogno, fosse anche per aprire una scuola visto che non ci sono abbastanza bambini”.Valeria Bruni Tedeschi che torna a girare con Calopresti dopo La Seconda Volta, La parola amore esiste, La felicità non costa niente, L’abbuffata, interpreta la maestra di Africo alla testa di una battaglia epica per questo posto. Marcello Fonte (Dogman di Matteo Garrone, film italiano designato alla selezione per l’ Oscar straniero) è “il poeta del paese, uno che sogna in grande, capace di guardare oltre più degli altri”, spiega Calopresti, ‘folgorato’ da Fonte a Cannes. Il piccolo grande attore, ultimo di cinque fratelli, un’infanzia di povertà ad Archi, periferia nord di Reggio Calabria, sul palco del festival disse: “Sono cresciuto in una baracca in una discarica e quando pioveva chiudevo gli occhi e immaginavo che il rumore della pioggia fossero applausi”. Fonte è quel ponte di verità che collega tutta la filmografia di Calopresti in bilico tra la fiction e la passione documentarista.”Cercare i nostri padri, le origini – dice Calopresti spiegando la scelta degli anni ’50 – non è nostalgia ma ripensare a dove ora stiamo andando, dimenticando spesso quello che siamo stati, ossia poveri, in cerca di migliorare altrove le nostre condizioni di vita. Dove stiamo andando? E’ una domanda – conclude – che tutte le generazioni si sono fatte e che anche oggi cerca prepotentemente risposte per dare un senso alla nostra epoca”.   

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Giallo Banksy dopo opera autodistrutta a Londra

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DI GIOVEDì 11 OTTOBRE 2018

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Giallo Banksy dopo opera autodistrutta a Londra

Giallo Banksy dopo opera autodistrutta a Londra
Mille dubbi; writer in sala? subbi su ruolo Sotheby’s

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– Giallo Banksy: a pochi giorni dall’asta di Sotheby’s, dubbi e polemiche circondano il momento in cui una macchina trita-documenti ha autodistrutto una versione della “Bambina col Palloncino” dell’elusivo writer di Bristol appena battuta per un milione di sterline. La casa d’asta sostiene di essere stata all’oscuro, l’artista, dopo aver diffuso su Instagram un video della sua ultima provocazione, e’ scomparso, non si sa chi siano il venditore ne’ il nuovo acquirente. Perfino la macchina trita-documenti ha fatto il suo lavoro solo a meta’, cosicché la “Bambina”, di cui esistono 24 versioni, e’ diventata una nuova opera unica di Banksy, presumibilmente di maggior valore. “L’urgenza di distruggere e’ in se’ un atto creativo”, ha sostenuto il writer su Instagram citando Picasso. L’artista – tra voci che l’acquirente fosse proprio lui – potrebbe essersi nascosto nel pubblico in sala: immagini circolate su Internet mostrano un uomo di mezza eta’ con gli occhiali che ha filmato la scena e che assomiglia molto a quel Robin Gunningham che gli scienziati della Queen Mary University di Londra due anni fa identificarono come il “vero Banksy”. Dichiarandosi estranea alla provocazione, Sotheby’s afferma che il quadro e’ stato acquistato “direttamente dall’autore nel 2006”. Un elemento che ha alimentato altri dubbi. Delle 25 versioni esistenti della “Bambina” soltanto quella andata all’asta venerdi’ aveva il “tritacarta” nascosto nella cornice? Ed e’ poi possibile che dopo 12 anni la pila della macchina fosse ancora attiva? Esperti d’arte hanno giudicato sospetto che Sotheby’s non abbia rimosso la pesante cornice nel processo di preparazione dell’asta. “Ci e’ stato chiesto espressamente di non farlo, ed e’ prassi comune nell’arte contemporanea che gli artisti considerino la cornice parte integrale dell’opera”, ha spiegato la casa d’aste. Certo e’ che Banksy da anni sta mettendo alla prova il rapporto tra fama, arte e mercato. Nel 2013, durante un mese a New York, allestì un banchetto a Central Park dove pochi fortunati passanti poterono comprare “finte/vere” riproduzioni di opere del writer per 60 dollari: ora ne vengono decine di migliaia. E sempre a New York l’artista offri’ al negozio dell’usato per beneficienza Housing Works la possibilita’ di mettere all’asta un insignificante quadretto con una scena pastorale che aveva acquistato per 50 dollari e ridipinto inserendoci un soldato nazista e intitolando il quadro “La Banalita’ della Banalita’ del Male”. Fu venduto online, con i proventi destinati a senzatetto e malati di Aids, per 615 mila dollari.   

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‘Attacco di panico’, via dalla ‘bestia’
Primo romanzo del neurologo Sorrentino tra cure, paura e amore

Lele Spedicato, chitarrista dei Negramaro è fuori pericoloRespira autonomamente, è vigile, sciolta la prognosi

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ROSARIO SORRENTINO, ‘ATTACCO DI PANICO – A UN PASSO DALLA LIBERTA” (MONDADORI, pp 156, euro 18). La ‘bestia’, spesso silente, è dentro ciascuno di noi, pronta a saltar fuori quando meno te lo aspetti e ad impadronirsi di cuore, cervello e muscoli: gli attacchi di panico imprigionano corpi e desideri e superarli è una vittoria della volontà, ma soprattutto di cure appropriate. A questa patologia, più diffusa di quanto si immagini, è dedicato il romanzo del neurologo e divulgatore Rosario Sorrentino, dove a parlare in prima persona è Laura, quarantenne con una professione, una vita sociale, un matrimonio finito alle spalle ma con amici e interessi, che racconta la sua caduta e la sua resurrezione dall’abisso di un recinto ideale dal quale è convinta di non poter uscire, un’area di pochi passi da dove è parcheggiata la sua auto che diventerà presto la sua casa-prigione.
“Attacco di panico – A un passo dalla libertà” è il primo romanzo di Sorrentino, ma è anche il primo romanzo dedicato da un medico alla “bestia”, al “veleno” che può annidarsi dentro alla apparente normalità. La cifra narrativa del romanzo è scelta per parlare un linguaggio che non sia quello dei saggi tecnici, per non lasciare sola la letteratura scientifica nella battaglia contro gli attacchi di panico. Laura è un personaggio più immaginato che immaginario, è la sintesi dei tanti pazienti che il neurologo ha avuto in cura: i primi malesseri, la diagnosi di ansia da stress, fino a non poter allontanarsi che per pochi metri dall’ospedale nel quale ha comunque rifiutato le cure, ma vicino al quale parcheggia la sua auto-casa-prigione per essere comunque pronta, in caso di emergenza (ma in questo caso l’emergenza è totale e continua) a trovare un rifugio.
Laura scende tutti i gradini dell’angoscia, fino a vivere e comportarsi come una clochard suo malgrado, nella morsa di paure feroci che vanno dal timore di avere un infarto a quella di restare chiusa nel bagno del bar che è l’unico altro luogo che riesce a raggiungere perché fortunatamente compreso nel perimetro fisico che si è imposta. L’incontro con un ragazzo che ha avuto i suoi stessi problemi, e del quale si innamorerà fino a perderlo, e l’odio per un gruppo criminale che tenterà di approfittare della sua fragilità di “barbona” la spingeranno a reagire, a cominciare dalla faticosa vittoria sul suo rifiuto di assumere anche una sola goccia di farmaco. E, quasi senza che se ne accorga, la cura darà i suoi effetti infondendole forza e, soprattutto, vincendo quella “paura di aver paura” e la stessa vergogna della malattia, che Sorrentino indica come il primo ostacolo da superare.
“Non è più in pericolo di vita, è vigile e respira autonomamente” Emanuele Spedicato, detto Lele, il chitarrista dei Negramaro ricoverato dal 17 settembre scorso in Rianimazione all’ospedale Vito Fazzi di Lecce perché colpito da emorragia cerebrale. Lo comunicano i medici che “dopo un’attenta e ponderata analisi hanno deciso di sciogliere la prognosi”. Nel bollettino medico diramato dalla Asl, si evidenzia che Spedicato “risponde bene agli stimoli e presenta valori buoni in tutti i parametri”. “Il quadro clinico neurologico – sottolineano i medici – ha mostrato evidenti progressi negli ultimi giorni, per cui è stato possibile staccare i macchinari per la respirazione autonoma/automatica”. Superata la “fase più difficile – precisano i medici – i prossimi dieci giorni saranno fondamentali per i sanitari che dovranno monitorare accuratamente le condizioni del paziente, al fine di valutare la possibilità di un suo trasferimento in un centro specializzato, così da poter avviare un adeguato percorso di riabilitazione”.   

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