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TECNOLOGIA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Boom terrapiattisti, è ‘colpa’ di YouTube Studio, video su piattaforma primo modo per propaganda Twitter cambia, chiede il parere agli utentiLancia programma con test, tutti possono partecipare – Apple e Goldman Sachs, accordo per carta di credito E’ scommessa per due big, attesa nel corso dell’anno Pinterest deposita i documenti per l’IpoWsj, obiettivo e’ quotazione entro fine giugno Al via fiera ‘mobile’ Barcellona, tra telefoni pieghevoli e 5GAl Mobile World Congress si parte con Huawei e Nokia

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Se ci sono così tanti ‘terrapiattisti’ la colpa è di YouTube. Lo afferma uno studio della Texas Tech University presentato al meeting della American Association for the Advancement of Science, secondo cui sono proprio i video caricati su questa piattaforma ad aver convinto la maggior parte dei cospirazionisti.
“YouTube è dove i primi video sulla Terra piatta sono stati postati nel 2014 – spiega Alex Olshansky, uno degli autori -. Poichè gli algoritmi di YouTube raccomandano filmati che assomigliano a quelli già visti, una volta trovato un video terrapiattista è come entrare nella ‘tana del coniglio'”.
I ricercatori hanno partecipato alla prima conferenza internazionale dei terrapiattisti, intervistando 31 partecipanti, e tutti hanno dichiarato di aver trovato le prime informazioni proprio su YouTube.
“Molti hanno perso amici e persino parenti o lavori a causa di questa convinzione – spiega l’esperto -. La maggioranza aveva la propria comunità, l’ha persa e quindi è entrato in quella dei terrapiattisti. Le persone su cui argomenti religiosi o cospirazionisti non fanno presa sono stati convinti proprio da quelli ‘pseudoscientifici’ su YouTube”.

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Twitter sta per portare innovazioni alla piattaforma e chiama a raccolta il giudizio degli utenti. Ha aperto un test che si chiama Prototype Programme, basta iscriversi per partecipare.
“Vuoi aiutarci a creare alcune nuove funzionalità di Twitter? Vogliamo che sia più facile leggere, capire e partecipare a conversazioni e ci piacerebbe sapere cosa ne pensi. Iscriviti per essere uno dei primi a provare la nostra nuova app prototipo, twttr. #LetsHaveAConvo”, scrive Twitter sul suo profilo.

Il nuovo design, secondo le indiscrezioni, renderà più facile vedere le conversazioni tra gli utenti con le risposte che avranno una forma grafica più arrotondata simile ad un messaggio di testo. E dovrebbero cambiare i colori con cui gli utenti visualizzeranno i post.
Con il restyling Twitter dovrebbe nascondere anche il numero dei mi piace, dei retweet e delle risposte di un tweet. I numeri saranno visibili all’utente solo dopo aver retwittato, messo mi piace o risposto al tweet originale. Non è chiaro se tra le novità ci possa essere l’opzione di modifica dei tweet.
La prima ondata di test inizierà dall’applicazione dedicata ad iOS, il sistema operativo per dispositivi mobili di Apple, in seguito dovrebbe arrivare anche per Android e per la versione web.

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Apple e Goldman Sachs si alleano. E si apprestano a lanciare una loro carta di credito, abbinata a nuove funzionalità dell’iPhone che consentiranno a chi la usa di gestire al meglio i propri soldi. L’arrivo è atteso più avanti nel corso dell’anno e si tratta di una scommessa per la big di Wall Street e per la prestigiosa banca di Wall Street.
Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, sottolineando che la carta di credito dovrebbe girare sul circuito Mastercard e consentire a chi la usa di ottenere il 2% indietro per ogni acquisti.
Per Goldman Sachs si tratta dell’esordio: una prima importante nei suoi sforzi di affermarsi presso il grande pubblico, scrollandosi dalle spalle l’etichetta di banca per i ricchi.
Pinterest ha depositato alla Fed, in via riservata, la documentazione per una sua Initial public offering, con la quale cerca una valutazione da almeno 12 miliardi di dollari.Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali alla quotazione del social delle immagini starebbero lavorando Goldman Sachs e JPMorgan.L’obiettivo sarebbe lo sbarco in Borsa alla fine di giugno.
Telefoni che si aprono a libro per fungere sia da smartphone che da tablet, e l’avvio del 5G, le nuove e veloci reti di telefonia mobile che si preparano a connettere a internet miliardi di oggetti, dal frigo all’auto, dalle macchine industriali alle luci delle città. E’ uno sguardo sul futuro quello che offre il MWC19, la fiera della telefonia di Barcellona che quest’anno abbandona il vecchio nome – Mobile World Congress – per identificarsi solo con l’acronimo: un modo per togliere enfasi dal “mobile” e abbracciare tutte le nuove forme di connessione e comunicazione.La kermesse aprirà i battenti lunedì 25 febbraio, su una superficie di 100mila metri quadrati dove troveranno posto 2.200 aziende. Da Qualcomm a Zte, da Facebook a Google, passando per l’automotive con Bmw, Seat e Mercedes, i big ci saranno tutti o quasi.I riflettori si accenderanno anche nel weekend che precede la fiera, dove i protagonisti saranno i produttori di smartphone.Oppo, Huawei e Xiaomi sono attesi con i loro pieghevoli. Nel segmento, che dovrebbe innovare e rivitalizzare il mercato dei cellulari, Samsung ha giocato d’anticipo presentando nei giorni scorsi il Galaxy Fold. In campo ci sono poi il marchio Nokia, con il primo top di gamma, e LG, con una nuova linea completa.         

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Citigroup, ipotesi robot nei call center
L’AD Corbat, tecnologia per servire meglio i consumatori

19 febbraio 2019 03:34

“Decine di migliaia” di persone che lavorano nei call-center di Citigroup negli Stati Uniti potrebbero essere sostituite da macchine e da robot in grado di “cambiare radicalmente” l’esperienza dei consumatore, consentendo allo stesso tempo un taglio dei costi. Lo afferma l’amministratore delegato di Citigroup, Mike Corbat, in un’intervista al Financial Times, durante la quale esclude che Citigroup possa partecipare a qualsiasi ondata di consolidamento nel settore bancario americano innescata dalla fusione da 66 miliardi di dollari di SunTrust-BB&T.

“Abbiamo ancora decine di migliaia di persone nei call center e sappiamo che quando digitalizzeremo questi processi non solo cambieremo e miglioreremo radicalmente l’esperienza per i consumatori, ma ci costerà meno” spiega Corbat, precisando che la banca non ha intenzione di liberarsi completamente degli esseri umani nei call center. “Ci sono sempre cose dove è richiesto l’intervento di qualcuno per risolvere il problema.  Non vogliamo che la gente sia frustrata”, conclude.

Amazon, 50% delle consegne green entro il 2030Lancia il progetto ‘Shipment zero’

19 febbraio 201911:16

Amazon diventa più verde. Il colosso di Jeff Bezos si impegna a rendere ‘pulite’, ovvero a zero emissioni nette, il 50% delle sue consegne entro il 2030. “Il nostro obiettivo di lungo termine è dare energia alla nostra infrastruttura globale usando al 100% energia rinnovabile. E siamo facendo progressi” su questo fronte, afferma Amazon in una nota. Nella svolta verde si inserisce il progetto ‘Shipment Zero’ per il 50% delle consegne a zero emissioni: “Non sarà facile ma la pena concentrarci nella nostra visione”.

Intelligenza Artificiale, solo 12% aziende italiane ha progettoPoliMi, mercato vale 85 mln euro, nel lavoro non è una minaccia

19 febbraio 201916:29

Il mercato dell’Intelligenza Artificiale (AI) è agli albori in Italia con una spesa per lo sviluppo di algoritmi di appena 85 milioni di euro nel 2018. Solo il 12% delle imprese del nostro paese ha portato a regime almeno un progetto in questo campo, quelli più diffusi riguardano gli assistenti virtuali.E restano interrogativi sull’impatto nel mondo del lavoro, dove è da considerarsi più una opportunità che una minaccia: se da un lato il 33% delle aziende intervistate dice di aver dovuto assumere nuove figure professionali qualificate, dall’altro il 27% ha dovuto ricollocare personale dopo l’introduzione di una soluzione di Intelligenza Artificiale. Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano.”La ricerca evidenzia un mercato dinamico ma ancora agli albori, caratterizzato da una scarsa consapevolezza da parte delle imprese delle opportunità dell’Artificial Intelligence – affermano Nicola Gatti, Giovanni Miragliotta e Alessandro Piva, Direttori dell’Osservatorio Artificial Intelligence -. Tutti gli attori del mercato devono prendere posto ai blocchi di partenza per una trasformazione di cui non si conoscono ancora appieno le regole e la durata, ma di cui si comprendono già l’enorme portata e le implicazioni”.Riguardo al mondo del lavoro, l’indagine rivela come l’Intelligenza artificiale sia da considerarsi più una opportunità che una minaccia: se è vero che 3,6 milioni di posti potranno essere sostituiti nei prossimi 15 anni dalle macchine, nello stesso periodo però ci sarà un deficit di circa 4,7 milioni di posti nel Paese dovuto prevalentemente a ragioni demografiche. “Oggi le esigenze e i bisogni delle aziende sono molteplici, per questo credo fermamente che sia necessario divulgare la cultura relativa agli strumenti di AI che possono essere adottati. – afferma Piero Poccianti, presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale – Senza una conoscenza approfondita dell’azienda, dei dati e del loro significato e, almeno superficialmente, delle tecniche di IA, il progetto aziendale è destinato al fallimento. Cultura significa capire quali siano le opportunità ma anche e soprattutto i limiti di questo grande ombrello quale è l’AI – che al suo interno racchiude vari ambiti proprio come l’intelligenza umana. Per questa motivazione è fondamentale creare una connessione, una sinergia fattiva tra industria e ricerca e, inoltre, trovare un linguaggio comune per favorire la comunicazione tra questi due mondi”.
Huawei: P30 il 26 marzo, lancio a ParigiIl nuovo top di gamma punterà su fotocamere, in primis lo zoom

19 febbraio 201913:11

Huawei svelerà i suoi prossimi smartphone top di gamma – il P30 e il P30 Pro – in un evento in programma a Parigi il prossimo 26 marzo. Lo ha annunciato l’azienda cinese, che stamani ha diramato l’invito stampa per la presentazione.#RidefinisciIlPossibile è l’hashtag scelto in Italia per il lancio (in inglese è “#RewriteTheRules, riscrivi le regole). Il richiamo sembra essere alle fotocamere, sviluppate come al solito con la tedesca Leica, e in particolare allo zoom ottico.A rinforzare l’ipotesi è un breve video twittato da Huawei, che mostra tre zoomate in altrettanti luoghi simbolo della capitale francese: la Torre Eiffel, l’Arco di Trionfo e la cattedrale di Notre-Dame.

I nuovi top di gamma non saranno quindi svelati al Mobile World Congress di Barcellona, dove comunque Huawei ha in programma un evento domenica 24 febbraio, il giorno prima dell’apertura ufficiale della fiera. In quell’occasione è attesa la presentazione del primo smartphone pieghevole dell’azienda di Shenzhen.

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Mappa mondiale social, Facebook guadagna utenti da ex Urss
Esperto, Instagram prende terreno e distanzia altri sfidanti

19 febbraio 201916:29

Facebook continua a crescere e sottrae utenti ai social dell’ex Unione Sovietica, Instagram prende terreno distanziando gli altri sfidanti. E’ la fotografia della mappa mondiale dei social media elaborata periodicamente dall’esperto di comunicazione digitale Vincenzo Cosenza. Facebook, che ha da poco compiuto 15 anni, ha continuato a crescere superando i 2,3 miliardi di utenti mensili di cui 1,5 connessi almeno una volta al giorno. Oggi è il social preferito in 153 dei 167 paesi analizzati, cioè il 92% del globo.Nell’ultimo anno è riuscito a sottrarre anche alcuni territori come Azerbaijan, Georgia, Moldova, a Odnoklassniki, uno dei due social dominanti nei territori dell’ex Unione Sovietica. “Potrebbe essere il segnale che quelle popolazioni sono pronte per il network di Zuckerberg e che il prossimo a capitolare potrebbe essere VKontakte, spiega l’esperto aggiungendo che “resta peculiare la situazione in Iran dove a causa della censura di stato riesce ad emergere a tratti solo Instagram”.Per scoprire cosa succede dietro le posizioni di leadership e in assenza di “dati ufficiali granulari”, Cosenza ha confrontato vari servizi di analisi del traffico, come SimilarWeb e Alexa, che danno una stima della popolarità per nazione. “Nelle 58 nazioni che sono riuscito ad analizzare – osserva – nell’ultimo anno ha preso terreno Instagram, raddoppiando la sua presenza e distanziando tutti gli altri sfidanti. Con il suo miliardo di utenti oggi è al secondo posto in 44 paesi, mentre Twitter resiste solo in 9, tra cui Spagna, Irlanda, Arabia Saudita e Reddit solo in Canada, Nuova Zelanda, Norvegia. Insomma – conclude – il mondo dei social è destinato a rimanere diviso in blocchi. Forse solo lo spostamento verso la fruizione dei social da dispositivo mobili e la crescita di realtà come TikTok, potrebbe in futuro spostare gli equilibri.
Samsung S10, tutte le novità da San Francisco Presentata anche la nuova gamma di dispositivi indossabili

21 febbraio 201916:11

Samsung celebra i 10 anni della linea Galaxy, quella dei telefoni top di gamma, con un evento a San Francisco, replicato a Londra, a partire dalle 20 ora italiana.

Samsung toglie la scena ai concorrenti a pochi giorni dall’apertura del Mobile World Congress, la più grande fiera della telefonia che si apre a Barcellona il 25 febbraio. In un evento a San Francisco, replicato a Londra, l’azienda sudcoreana rinnova la linea Galaxy S, che ha compiuto 10 anni, con quattro smartphone di cui uno supporta la rete del futuro 5G. Ma in Italia non sara’ al momento disponibile perche’ la tecnologia e’ in costruzione. La vera guest star dell’evento e’ il Galaxy Fold, il telefono pieghevole che diventa un tablet da 7,3 pollici. Sarà disponibile per gli utenti europei, quindi anche italiani, dal 3 maggio a duemila euro. “Oggi Samsung scrive il futuro capitolo nella storia dell’innovazione dei dispositivi mobili con il Galaxy Fold e il Galaxy S10 che offre innovazioni a livello di schermo, fotocamera e prestazioni e da’ il via a una nuova era per le tecnologie degli smartphone”, dice DJ Koh, Presidente e CEO della divisione IT & Mobile Communications di Samsung Electronics.Grande attesa per il telefono pieghevole, già mostrato alla conferenza degli sviluppatori di novembre in forma di prototipo. E che arriva sul mercato dopo quello lanciato dall’azienda Usa Royole. l telefono pieghevole Galaxy Fold ha uno schermo che chiuso misura 4,6 pollici e aperto 7,3 pollici come un tablet. Le app sono multitasking, ottimizzate per funzionare su entrambe le versioni. La linea Galaxy S10, oltre al dispositivo con a bordo il 5G, comprende tre modelli che saranno disponibili in Italia. La punta di diamante e’ il Galaxy S10+ con display da 6,4 pollici e bordi ridotti al minimo, comparto fotocamera potenziato (3 fotocamere posteriori e Dual Pixel anteriore ospitata in un foro in alto a destra del display), corpo in ceramica, riconoscimento facciale e lettore di impronta digitale 3D per lo sblocco, nella versione piu’ capiente ha un Terabyte di memoria, praticamente un computer (parte da 1029 euro, meno dell’iPhone). C’e’ poi il modello Galaxy S10 piu’ piccolo (6,1 pollici) e con qualche differenza anche nel prezzo (parte da 929 euro). Infine, il modello più economico, il Galaxy S10e con display piu’ piccolo (5,8 pollici), colorato anche di giallo e meno dotazione tecnologica (parte da 779 euro). I telefoni hanno una ricarica wireless veloce e saranno disponibili nei negozi e online a partire dall’8 marzo con preordini per Galaxy S10 e Galaxy S10+ da subito. Per un periodo di tempo limitato chi ordina questi due modelli riceverà a corredo un paio di cuffie senza auricolari, Galaxy Buds, in scia delle AirPods di Apple, del valore di 150 euro. All’evento di oggi Samsung ha allargato anche la linea dei dispositivi indossabili con il Galaxy Watch Active e il Galaxy Fit destinati al fitness e al benessere.

E’ boom degli altoparlanti, Amazon leaderBene anche Google. Apple cresce ma resta fuori dalla top five

20 febbraio 201919:24

E’ un boom di vendite per il mercato mondiale degli smart speaker: nel IV trimestre le consegne sono quasi raddoppiate (+95%) raggiungendo i 38,5 milioni di unità.
La cifra è superiore al numero di altoparlanti commercializzati nell’intero 2017. I dati sono forniti dalla società Strategy Analytics, secondo cui l’intero 2018 si è chiuso con 86,2 milioni di device consegnati. Gli analisti stimano che in oltre 60 milioni di case, nel mondo, ora sia presente almeno uno smart speaker.    Tra le aziende, Amazon e Google hanno messo a segno una crescita robusta nel periodo ottobre-dicembre, grazie alla forte domanda degli altoparlanti economici Echo Dot e Home Mini. Buon andamento anche per l’HomePod di Apple: consegne a +45%, ma la quota di mercato scende al 4,1% e non dà alla Mela un posto in top five.    Amazon è regina: con 13,7 milioni di speaker Echo consegnati (+91%) nel quarto trimestre, ha oltre un terzo del mercato mondiale (35%). Segue Google, con 11,5 milioni di dispositivi Home (+123%). La classifica prosegue con le cinesi Alibaba (2,8 milioni, +30%), Baidu (2,2 milioni, +19%) e Xiaomi (1,8 milioni, -5%). Apple è sesta a 1,6 milioni di speaker.
Usa,emoji citate come prove in tribunaleEsperto, corti tendono a considerarle irrilevanti, ma sbagliano

20 febbraio 201919:23

Le emoji e le loro ‘antenate’ emoticon stanno diventando sempre di più protagoniste dei processi, usate da accusa e difesa per dimostrare le proprie tesi. A rilevarlo è Eric Goldman, un esperto dell’università di Santa Clara, secondo il cui conteggio, iniziato nel 2004, la crescita è esponenziale, tanto da cogliere impreparati gli stessi tribunali. Il ricercatore ha fatto un monitoraggio su alcuni database sull’uso della parola emoji o emoticon nelle cause.In un caso ad esempio gli investigatori stavano cercando di provare che un uomo fosse responsabile di sfruttamento della prostituzione e hanno usato tra le prove anche una chat in cui l’accusato aveva inviato ad una donna l’immagine di tacchi a spillo e di una valigia piena di soldi, che invece secondo l’avvocato difensore era solo un tentativo di interrompere la relazione con la donna. Altri esempi riguardano ogni tipo di crimine, riferisce Goldman, dall’omicidio al furto, ma in molti casi le corti non considerano le ‘faccette’ come prove ammissibili. “Appaiono come prove, le corti devono prenderne atto, ma sono spesso considerate irrilevanti dai giudici – spiega l’esperto -. Ma sono una parte cruciale della conversazione, e devono essere comprese e non ignorate.
Immaginate se c’è una faccia che fa l’occhiolino prima di una frase, il modo di leggerla cambia radicalmente”.
La questione non riguarda soltanto gli Usa. In israele ad esempio un giudice ha condannato una coppia a pagare un soggiorno in un albergo perchè secondo lui gli emoticon festosi inviati alla struttura valevano come conferma della prenotazione.

Amazon lancia Echo Show, schermo da 10″L’altoparlante arriva in Italia

20 febbraio 201919:25

Amazon porta in Italia Echo Show, l’altoparlante ‘smart’ con schermo da 10 pollici per guardare film e programmi TV, notiziari

, foto e meteo, oltre alle videochiamate. Il dispositivo, da oggi in preordine, si unisce alla linea degli speaker Echo di Amazon, che secondo i ricercatori di Strategy Analytics sono stati i più venduti al mondo nel quarto trimestre 2018, con una quota di mercato globale del 35% a rispetto al 30% dei Google Home.
L’altoparlante, con a bordo l’assistente vocale Alexa, si pone come hub della casa, per visualizzare ad esempio le liste della spesa e delle cose da fare, le ricette mentre si cucina, accedere alle immagini delle videocamere di sorveglianza e collegarsi al videocitofono.
Il dispositivo integra una sistema audio stereo per ascoltare canzoni da Amazon Music, Spotify Premium, Deezer e dalle radio in streaming tra cui RTL 102.5, Radio Deejay, Radio 105 e RDS.
Ha inoltre una fotocamera da 5 megapixel per fare videochiamate “a mani libere” con Alexa. In futuro, spiega Amazon, arriverà il supporto a Skype. Lo schermo permette anche di navigare sul web, a mo’ di tablet, attraverso due browser – Firefox e Silk – e la tastiera virtuale sul display.
Echo Show è disponibile in preordine su Amazon.it a 230 euro, con le spedizioni che inizieranno il 27 febbraio.
Garante Privacy Ue, Huawei ci rassicuriButtarelli: incontrerò azienda, noi estranei a lotta Usa-Cina

21 febbraio 201913:25

“C’è un wrestling politico in corso tra Cina e Stati Uniti, un gioco comprensibile per quanto riguarda i rapporti commerciali, al quale però vogliamo essere estranei. Il dibattito riguarda anche Huawei, un grosso operatore che giustamente spinge a investire di più sul contesto europeo. Si tratta di vedere quali siano i rapporti tra questa società e lo Stato cinese”. Lo afferma Giovanni Buttarelli, Garante europeo della protezione dei dati, in un’intervista alla Stampa in cui spiega che ora “spetta all’azienda dimostrare che sono in grado di rispettare i diritti dei cittadini”.

In merito ai rischi dell’uso di apparecchiature Huawei nello sviluppo delle reti mobili 5G, “registro nel dibattito l’esistenza di punti che vanno chiariti. Incoraggiamo la società a fornire assicurazioni”, dichiara Buttarelli. “L’azienda mi ha chiesto un incontro e sarò felice di accordarlo a breve”.

“E’ necessario proseguire con questo dialogo. Non possiamo accettare una logica isolazionista, in ballo c’è l’evoluzione tecnologica. La cosa più importante per chiunque voglia operare è la fiducia”, prosegue il garante. “È indubbio che ci sia una domanda di chiarezza. Di sicuro non è possibile conquistare la fiducia degli utenti senza una serie di garanzie. Chi viene da lontano paga lo scotto della diversità del sistema, non può quindi che rispondere alle preoccupazioni con trasparenza”.
Cybersicurezza auto, a rischio la componentisticaPer Synopsys interessano RF, assistenza alla guida e telecamere

EOMA21 febbraio 201913:26

Con l’aumento della diffusione, anche sui modelli di fascia bassa, delle automobili ‘connesse’ cresce anche l’impegno da parte dei Costruttori per proteggere – attraverso specifiche tecnologie – la privacy e la sicurezza dei dati che vengono veicolati all’interno della vettura e nei collegamenti con l’ambiente esterno e le infrastrutture. Un recente studio condotto dal Ponemon Institute per conto di Synopsys e di SAE International – realizzando attraverso intervistate a 600 professionisti responsabili del contributo o della valutazione della sicurezza dei componenti automotive – evidenzia in questo ambito una situazione preoccupante. La maggior parte (63%) degli intervistati verifica meno della metà dell’hardware, del software e di altre tecnologie esposte a vulnerabilità. Quasi un terzo (30%) delle aziende rappresentate dai manager intervistati non ha, poi, un programma o un team dedicati alla sicurezza informatica del prodotto.

I maggiori rischi per la cibersicurezza – si legge nello studio Synopsys SAE International – arrivano dalle tecnologie RF (63%), tra cui WiFi e Bluetooth, seguite dalla telematica (60%), dai sistemi di assistenza alla guida (45%), dalle telecamere (29%) e dai componenti elettrici (17%). Gli autori dello studio hanno valutato anche i fattori primari che sono a monte di questa pericolosa vulnerabilità nelle tecnologie automobilistiche: al primo posto (71%) la pressione per rispettare le scadenze di consegna dei nuovi prodotti, al secondo (60%) la mancanza di formazione relativamente a procedure e pratiche sicure e al terzo (55%) errori accidentali di codifica dei software.
Siamo alla cyber-guerriglia permanenteRapporto Clusit, 2018 l’anno peggiore per minacce informatiche

21 febbraio 201913:25

Nell’ultimo anno c’è stato un graduale trasferimento dei conflitti nel cyberspazio da parte dei singoli Stati, con un innalzamento continuo del livello di scontro senza dover fare ricorso a eserciti e armamenti tradizionali. A descrivere il fenomeno è il rapporto annuale del Clusit, l’Associazione Italiana per la sicurezza informatica, secondo cui “la nostra società è entrata in una fase di cyber guerriglia permanente, che rischia di minacciare la nostra stessa società digitale”.

Il rapporto definisce il 2018 come “l’anno peggiore di sempre” per l’evoluzione delle cyber-minacce, dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo. Sul primo fronte, nel 2018 si sono contati 1.552 attacchi gravi a livello globale, il 37,7% in più del 2017. Gli attacchi sono raddoppiati nella sanità (+99%, rivolti in larga parte al furto di dati personali), che insieme alle infrastrutture è il settore in cui i rischi cyber sono cresciuti di più. Nel settore pubblico sono aumentati del 41%, nelle banche del 33%.

A livello qualitativo, accanto alla cyber-guerriglia, aggrava lo scenario la rapida evoluzione delle minacce di spionaggio e sabotaggio. La cosiddetta “guerra della percezione”, che si basa sulla creazione di fake news e sulla loro amplificazione attraverso i social media, insieme alle infiltrazioni in infrastrutture critiche e ai furti di informazione per finalità geo-politiche, amplificano notevolmente i livelli di rischio – evidenziano gli esperti -, consentendo ai cybercriminali di finanziarsi per poter compiere poi crimini più importanti.

Preoccupa infine l’intelligenza artificiale, con l’apprendimento automatico che da un lato è usato per sferrare attacchi, e dall’altro è esso stesso oggetto di attacco.

Wang (Zte), il 5G cambierà il mondoPotenziale illimitato per servizi di realtà virtuale e aumentata

21 febbraio 201919:31

Le nuove reti mobili 5G, il cui sviluppo è iniziato nel 2019 in diversi Paesi del mondo inclusa l’Italia, “cambierà il mondo in tutti i suoi aspetti. Con l’implementazione di intelligenza artificiale, realtà virtuale e aumentata, il 5G promuoverà lo sviluppo di un’infrastruttura completa e intelligente in grado di integrare comunicazioni, cloud e applicazioni per spingere la digitalizzazione del mondo”. Lo ha detto Wang Xiyu, direttore tecnico della compagnia cinese Zte, a pochi giorni dall’avvio del Mobile World Congress di Barcellona, la più grande fiera mondiale dedicata al settore mobile.
“La rete 5G sarà dieci volte più veloce del 4G e collegherà un numero grandissimo di oggetti. La latenza diminuirà a un microsecondo, decine di volte meno del 4G”, ha osservato Wang.
“Con la virtualizzazione, il cloud computing e l’intelligenza artificiale, l’intera rete sarà più flessibile e agile”.
“Ci sarà un potenziale illimitato in nuovi servizi come la realtà virtuale e aumentata, e in nuovi mercati e applicazioni quali l’IoE, cioè l’internet di ogni cosa. L’IoE, nell’era del 5G, farà convergere il mondo virtuale e fisico”, ha concluso il manager.
Il mercato degli smartphone a +1,2% nel 2018, boom HuaweiAnalisti, giù Samsung e Apple, crescono le aziende cinesi

21 febbraio 201919:33

Il mercato mondiale degli smartphone è riuscito a chiudere il 2018 in crescita, sebbene di poco. A fronte delle precedenti stime, che vedevano le consegne in calo per la prima volta, gli analisti di Gartner certificano che le vendite globali agli utenti finali sono aumentate dell’1,2% l’anno scorso, raggiungendo gli 1,55 miliardi di unità.
Per gli esperti quello appena trascorso è stato “l’anno di Huawei”. A fronte delle difficoltà scontate dai primi in classifica, Samsung e Apple, la compagnia cinese ha infatti registrato una crescita robusta.
Samsung ha chiuso il 2018 con 295 milioni di smartphone venduti, in netto calo rispetto ai 321 milioni del 2017 (-8,2%).
Giù, ma in maniera meno marcata, anche Apple, passata da 215 a 209 milioni di iPhone (-2,7%). La casa di Cupertino è ora tallonata da Huawei, che in un anno è cresciuta del 30% passando da 150 a 203 milioni di dispositivi venduti.
Fuori dal podio altre due realtà cinesi. Al quarto posto c’è Xiaomi, in forte crescita da 89 a 122 milioni di smartphone, e al quinto Oppo, anch’essa col segno più, da 112 a 119 milioni.
“Oltre alle roccaforti di Cina ed Europa, Huawei continua ad aumentare gli investimenti in Asia-Pacifico, America Latina e Medio Oriente per crescere in modo ulteriore”, spiega l’analista Anshul Gupta, direttore della ricerca in Gartner. A contribuire all’incremento, aggiunge, c’è anche la “continua espansione del brand Honor, sempre di Huawei, nella seconda metà dell’anno, specialmente nei mercati emergenti”.
Tim e Vodafone si alleano per il 5GObiettivo è condividere la rete mobile e aggregare 22 mila torri

21 febbraio 201919:06

Tim e Vodafone, i rivali di sempre, si alleano nel 5G. I due gruppi hanno fatto sapere che “intendono avviare una partnership per la condivisione della componente attiva della rete 5G, per valutare la condivisone degli apparati attivi della rete 4G e per ampliare l’attuale accordo di condivisione passiva”. Inoltre Tim e Vodafone valutano “l’aggregazione in un’unica entità delle rispettive infrastrutture passive, per un totale di 22 mila torri in Italia”. La comunicazione è arrivata al termine del cda di Tim, nel corso del quale è stato approvato il piano industriale.         

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DELLE 03:34 DI MARTEDì 19 FEBBRAIO 2019

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La Cina accusa gli Usa di lavorare al blocco della sua crescita industriale e sul caso Huawei stanno “costruendo una scusa per sopprimere il legittimo sviluppo” delle società cinesi: lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, per il quale Washington sta ricorrendo a “mezzi politici” per interferire nelle attività economiche, “che è una ipocrita, immorale e iniqua prepotenza”.
Il vicepresidente americano Mike Pence, parlando in Germania, ha sollecitato gli alleati europei a prendere in considerazione seria la “minaccia” dei network di Huawei sulla rete di tlc di ultima generazione, il 5G. Pence ha poi spiegato che Huawei e altri produttori cinesi di reti affidano a Pechino “l’accesso a ogni dato finisca nei loro network o nelle loro apparecchiature”. “La Cina non ha mai chiesto o chiederà a compagnie e individui di raccogliere o fornire informazioni su Paesi stranieri per il governo cinese installando backdoor (‘porte’ per aggirare le difese di sistema, ndr) o altre azioni che violino le leggi locali”, ha osservato sul punto Geng.         

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Facebook: lista nera dei nemici di Zuckerberg
Ex dipendenti a Cnbc, anche tracciamento fisico tramite l’app

18 febbraio 201913:51

Facebook avrebbe una ‘lista nera’ in cui finiscono tutti gli utenti che parlano male della società e dei suoi dirigenti, compreso Mark Zuckerberg. A rivelarlo il sito di Cnbc, che ha raccolto la testimonianza di un gruppo di ex dipendenti della piattaforma. La lista si chiamerebbe Bolo (Be in lookout) ed esisterebbe dal 2008; comprenderebbe anche il tracciamento delle persone inserite, dallo smartphone o dall’app.La lista viene aggiornata ogni settimana e conterrebbe centinaia di persone, Facebook informa i suoi manager addetti alla sicurezza ogni volta che un nuovo utente viene aggiunto all’elenco inviando un rapporto che include informazioni come nome, foto, localizzazione e una breve descrizione del motivo per cui è stato aggiunto. Secondo le informazioni raccolte da Cnbc, alcuni utenti finiscono sulla lista dopo ripetute esternazioni sulla compagnia o minacce via email, altri semplicemente per offese. Un ex dipendente nel team di sicurezza di Facebook ha spiegato che non ci sono standard chiari e le decisioni vengono spesso prese caso per caso.Nei casi di minacce più gravi Facebook può monitorare la posizione degli utenti dell’elenco, ricavata dai dati ottenuti tramite l’app del social installata sullo smartphone e dagli indirizzi IP dei computer usati per connettersi. Alcuni ex dipendenti hanno criticato questo modo di fare, definendolo “adatto al Grande Fratello”. Per altri, invece, si tratta di un comportamento giustificato poiché Facebook raggiunge 2,7 miliardi di persone ed è in grado di evocare anche emozioni intense che non tutti sono capaci di gestire.”Il nostro team di sicurezza fisica esiste per mantenere i dipendenti di Facebook al sicuro – ha spiegato un portavoce della società in una nota riportata da Cnbc – Abbiamo processi rigorosi per proteggere la privacy delle persone e rispettare tutte le leggi”.

Apple, stop a 5 società minerarie nel 2018Non rispettano condizioni di approvvigionamento responsabile

18 febbraio 201913:55

Apple nel 2018 ha interrotto i rapporti di fornitura con cinque società minerarie che non hanno rispettato le sue condizioni sull’approvvigionamento responsabile dei minerali che servono a produrre i suoi dispositivi. È il dato che emerge dall’ultima versione del Conflict Minerals Report, documento che Apple deposita annualmente presso la Sec, la Consob americana. Delle società non viene fatto il nome. Una delle condizioni più importanti è che il processo di estrazione dei materiali non debba portare benefici economici a gruppi armati guerrafondai, problema importante nel Congo e stati limitrofi dove spesso esistono i principali giacimenti dei minerali utili all’industria hi-tech.Apple è stata la la prima azienda del settore a fissare standard severi per i fornitori e nel 2010 ha iniziato a controllare la provenienza di stagno, tantalio, tungsteno e oro risalendo fino alle fonderie. Nel 2016 ha aggiunto alla lista anche il cobalto. I codici di condotta della Mela obbligano i fornitori a degli standard, come interfacciarsi con le aziende minerarie per identificare eventuali problemi sociali, ambientali e di diritti umani. Poi Apple esamina ogni anno incidenti e accuse di abusi riconducibili a fonderie e raffinerie e usa le informazioni per migliorare la tracciabilità dei minerali più a rischio. Apple spiega nel report consegnato alla Sec che le rimanenti 253 aziende nella sua catena di approvvigionamento hanno superato gli standard
Bill Gates, libri obsoleti, usare i software”E’ un modo molto limitato di imparare qualcosa”

18 febbraio 201914:50

I libri di testo cartacei a cui tutti siamo ancora abituati sono ormai obsoleti e andrebbero sostituiti con sistemi digitali in grado di valutare ‘in tempo reale’ l’apprendimento. Parola di Bill e Melinda Gates, che hanno dedicato all’argomento un paragrafo della lettera che ogni anno pubblicano sul sito della loro fondazione.”Ho letto molto di più dei libri di testo che dovevo – scrive il fondatore di Microsoft – ma è un modo molto limitato di imparare qualcosa. Anche il testo migliore non può capire quali concetti ha appreso il lettore e per quali ha bisogno di un maggiore aiuto”.Un esempio concreto, aggiunge Gates, è lo studio dell’algebra. “Invece di limitarsi a leggere un capitolo su come si risolvono le equazioni si può studiare un testo online, guardare un video super coinvolgente che mostra come si fanno e fare un gioco che rinforza i concetti. Quindi si possono risolvere alcuni problemi online e un software può creare nuovi quiz sulle parti che non si sono capite bene”.Il passaggio al digitale, aggiunge Melinda Gates, abbassa anche i costi, permettendo di raggiungere un maggior numero di studenti. “Uno studio – sottolinea – ha trovato che utilizzare sotware libero può far risparmiare ad uno studente universitario da 66 a 121 dollari a corso. In un anno accademico può voler dire un risparmio di 1000 dollari, che possono fare la differenza tra continuare a studiare o abbandonare gli studi”.
Economia misurata da Twitter, ‘mood’ Italia pessimistaNuova statistica Istat, peggioramento alla fine del 2018

18 febbraio 201915:03

L’Istat ha coniato un nuovo indice, dal nome anglosassone: ‘il Social Mood on Economy Index’. Una statistica sperimentale che misura il “sentiment italiano sull’economia, derivante da campioni di tweet”. Di oggi il primo aggiornamento trimestrale. Al netto delle oscillazioni, il grafico registra l’avanzata di un ‘mood’ negativo, che si evidenzia in particolare nell’ultima parte dell’anno, confermando quanto emerso dalle statistiche ufficiali dell’Istat. Ecco le tappe di una curva, quella del ‘Social Mood on Economy’, che ha preso la via della discesa, almeno guardando al periodo monitorato (febbraio 2016 dicembre 2018): “La componente di trend – spiega l’Istat – mostra un andamento decrescente fino a ottobre 2017, mantenendo poi un andamento stazionario fino a aprile 2018. Nel corso del 2018, l’indice ha in seguito registrato un andamento discordante: alla frenata segnata nel mese di maggio è seguito un andamento crescente fino a settembre. Tuttavia nei mesi successivi, nonostante una breve risalita in corrispondenza della prima metà di novembre, l’indice ha registrato nuovamente una brusca frenata ad inizio dicembre, mese in cui si è stabilizzato su un livello negativo”.

Ipotesi robot nei call center di CitigroupL’AD Corbat, tecnologia per servire meglio i consumatori

18 febbraio 201916:37

“Decine di migliaia” di persone che lavorano nei call-center di Citigroup negli Stati Uniti potrebbero essere sostituite da macchine e da robot in grado di “cambiare radicalmente” l’esperienza dei consumatore, consentendo allo stesso tempo un taglio dei costi. Lo afferma l’amministratore delegato di Citigroup, Mike Corbat, in un’intervista al Financial Times, durante la quale esclude che Citigroup possa partecipare a qualsiasi ondata di consolidamento nel settore bancario americano innescata dalla fusione da 66 miliardi di dollari di SunTrust-BB&T.”Abbiamo ancora decine di migliaia di persone nei call center e sappiamo che quando digitalizzeremo questi processi non solo cambieremo e miglioreremo radicalmente l’esperienza per i consumatori, ma ci costerà meno” spiega Corbat, precisando che la banca non ha intenzione di liberarsi completamente degli esseri umani nei call center. “Ci sono sempre cose dove è richiesto l’intervento di qualcuno per risolvere il problema. Non vogliamo che la gente sia frustrata”, conclude.
Huawei: Ft, per Gb rischi 5G gestibiliSchiaffo agli sforzi Usa per vietarne l’uso

NEW YORK18 febbraio 201914:51

Le apparecchiature Huawei nelle reti 5G rappresentano un rischio gestibile. E’ la conclusione raggiunta dal governo britannico, in quello che rappresenta uno schiaffo agli sforzi degli Stati Uniti nel persuadere gli alleati a vietare il colosso cinese dalle reti 5G.

Secondo quanto riporta il Financial Times, il Uk National Cyber Security Center ha concluso che ci sono modi per limitare i rischi legati all’utilizzo di Huawei nelle reti ultra-veloci.

Le conclusioni inglesi, mette in evidenza il Financial Times, potrebbero pesare molto presso gli altri leader europei, visto che la Gran Bretagna ha accesso alle informazioni sensibili di intelligence americana tramite la sua appartenenza alla rete Five Eyes.Gli Stati Uniti ritengono troppo rischioso usare apparecchiature cinesi nelle reti 5G, anche perché Huawei potrebbe usare aggiornamenti di software per facilitare lo spionaggio.         

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TECNOLOGIA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Google Chrome smaschererà i siti ‘fake’ In arrivo funzione che avvisa utenti durante errori digitazione

TECNOLOGIA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DELLE 12:59 DI DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019

TECNOLOGIA

Chrome avvertirà gli utenti se stanno usando un indirizzo web sbagliato. Il popolare programma per la navigazione sul web di Google presto inserirà, infatti, una nuova funzione: consente di combattere il ‘typosquatting’, la digitazione sbagliata di alcuni indirizzi, su cui spesso siti malevoli fanno affidamento per indirizzare gli utenti su altre piattaforme. Se durante la digitazione di un sito il browser individuerà un errore allora comparirà una barra che suggerirà la forma corretta.
Questa funzione è stata scovata in Chrome Canary 70, ovvero la versione del programma per gli sviluppatori e sfrutta il punteggio di “Site engagement”, quindi i siti di nicchia e con meno traffico potrebbero essere esclusi. Il suo rilascio al grande pubblico al momento non è stato annunciato.         

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Tecnologia

CRONACA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Blatte, si indaga per sabotaggio Dopo ritrovamento insetti Asl aveva parlato di natura dolosa Rivolta in strada a FerraraSalvini, “sarò presto in città per rimettere le cose a posto” Raccoglie cartacce, appello Fb sindaco’Voglio premiarla. Senso civico fondamentale per città pulita’ Latte: protesta allevatori nell’enneseSversati 2mila litri, manifestazione vicino centro commerciale Latte:tregua violata, blitz a cisternaButtati sull’asfalto migliaia di litri di prodotto appena munto Hashish nascosto sotto cipolle e aranceCc sequestrano 1 tonnellata e 250 chili, tre arresti Ucciso nel Napoletano vicino abitazioneDa solo a bordo auto quando è stato raggiunto dai killer Dodici migranti sbarcati in Sud SardegnaArrivati sulla spiaggia di Porto Pino, sul posto i carabinieri Incendi: a fuoco parafarmacia ad AnconaEvacuati clienti locali pubblici e coppia anziani – Deputati M5S contestati a Taranto Gruppo di cittadini e ambientalisti, ‘sparirete da Roma’

CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 10:18 ALLE 12:48

DI DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019

CRONACA

Blatte, si indaga per sabotaggio
Dopo ritrovamento insetti Asl aveva parlato di natura dolosa

NAPOLI17 febbraio 201910:18

– La Procura di Napoli indaga per sabotaggio in relazione al ritrovamento di blatte, nel pomeriggio di martedì, all’interno dell’ospedale Vecchio Pellegrini. L’ipotesi – di cui riferisce il Mattino – confermerebbe i sospetti già avanzati dall’Asl e dalla direzione sanitaria dell’ospedale che avevano parlato di origine dolosa.
Gli insetti sarebbero stati portati in una busta avvolta in un lenzuolo e piena di segatura da alcuni infermieri, una minoranza assoluta del totale dei paramedici, che – secondo l’indagine – avrebbero interesse a ottenere il trasferimento in altro ospedale, quello del Mare, nella zona di Ponticelli. Le blatte sono state trovate in un locale dell’ospedale ma anche su un lenzuolo, in un bagno adiacente al pronto soccorso.

Rivolta in strada a FerraraSalvini, “sarò presto in città per rimettere le cose a posto”

FERRARA17 febbraio 201910:42NE

– Bidoni rovesciati in strada, bottiglie e vetri rotti: la rivolta di un gruppo di stranieri, quasi tutti nigeriani, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I disordini sono avvenuti nella tarda serata di ieri in viale Costituzione a Ferrara. A scatenare la protesta è stato l’investimento verso le 20.30 di un nigeriano di 28 anni, inseguito dai carabinieri. E’ stato trasportato in ospedale in condizioni di media gravità, ma è partito un passaparola errato secondo cui era morto, travolto dai carabinieri. Così 40-50 stranieri si sono riversati in strada rovesciando cassonetti e urlando. Sono intervenute le forze dell’ordine, non ci sarebbe stato contatto tra i due fronti; poi la tensione si è abbassata.
“Roba da matti. Grazie alle Forze dell’ ordine. Sarò presto in città per mettere un pò di cose a posto”, commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Raccoglie cartacce, appello Fb sindaco’Voglio premiarla. Senso civico fondamentale per città pulita’

PESARO17 febbraio 201911:41

– Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci lancia la ricerca su Facebook di una donna che raccoglie volontariamente con scopa e paletta cartacce e mozziconi di sigaretta nel centro storico. “Conoscete questa donna? – chiede alla platea social, pubblicando le foto in sequenza della ‘spazzina volontaria’ – Non so se sia italiana o straniera, ma aiutatemi a rintracciarla. Vorrei premiarla come Comune di Pesaro per il suo senso civico. Di certo sta dando una lezione a tutti noi”. “Da giorni – spiega – pare che pulisca le zone intorno alla piazza, dove spesso qualcuno getta in modo incivile mozziconi di sigarette o cartacce. Il senso civico è fondamentale per avere una città sempre più bella e pulita. Se mi aiutate a individuarla, fareste un favore a tutti: il cambiamento parte dai piccoli ma grandi gesti di persone così”.
Oltre a valorizzare i buoni comportamenti civici, il sindaco va non cede su un altro fronte: “stiamo andando avanti con le multe ai padroni incivili che non raccolgono le deiezioni dei loro cani”.
Latte: protesta allevatori nell’enneseSversati 2mila litri, manifestazione vicino centro commerciale

ENNA17 febbraio 201911:54

– Sono oltre 2000 i litri di latte sversati dai 600 allevatori della provincia di Enna che manifestano nei pressi dell’Outlet Sicilia Village, nell’area industriale del Dittaino. Si sono dati appuntamento stamani aderendo alla protesta dei colleghi sardi per chiedere che sia rivisto il prezzo del latte. In un primo momento si erano radunati nella rotonda di accesso al centro commerciale ma, dopo una trattativa con la polizia, si sono spostati nella strada attigua, quella della zona industriale, in modo da permettere ai mezzi di transitare. “Aderiamo alla protesta dei colleghi sardi che è anche la nostra protesta – dice Carmelo Galati, dell’Unione allevatori Sicilia – E’ inconcepibile che in questo momento il prezzo del latte sia inferiore a quello delle acque minerali”. Già due giorni fa gli allevatori avevano manifestato a Regalbuto, bloccando la galleria di accesso al paese.
Latte:tregua violata, blitz a cisternaButtati sull’asfalto migliaia di litri di prodotto appena munto

CAGLIARI17 febbraio 201911:58

– Violata in poco più di 12 ore la tregua siglata ieri nelle prove di intesa tra industriali e pastori nella vertenza sul crollo del prezzo del latte ovino in Sardegna. Stamattina nuovo blitz ad una cisterna che trasportava il latte a Cuglieri (Oristano). Migliaia di litri sono finiti sull’asfalto. L’autista sarebbe stato fermato e costretto ad aprire il rubinetto. Il video del latte buttato in strada sta facendo il giro delle chat.
Hashish nascosto sotto cipolle e aranceCc sequestrano 1 tonnellata e 250 chili, tre arresti

NAPOLI17 febbraio 201912:03

– Sopra cipolle e arance, sotto ben 1 tonnellata e 250 chili di hashish. La scoperta da parte dei Carabinieri del comando provinciale di Napoli che hanno fermato due autocarri nella zona puteolana. Sono stati arrestati i due autisti ed un passeggero, tutti incensurati, con l’accusa di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio. Sul primo autocarro c’erano oltre 836 chili di hashish coperti da chili e chili di cipolle. Sul secondo 414 chili di stupefacente nascosti sotto quintali di arance.

Ucciso nel Napoletano vicino abitazioneDa solo a bordo auto quando è stato raggiunto dai killer

ACERRA (NAPOLI)17 febbraio 201912:07

– Agguato mortale ad Acerra, nel Napoletano, dove un uomo di 45 anni è stato ucciso nei pressi della sua abitazione in via Nenni, mentre era a bordo della sua vettura. Secondo quanto trapela, il 45enne, con precedenti penali, era da solo a bordo della vettura, quando è stato raggiunto dai killer che gli hanno esploso contro diversi colpi d’arma da fuoco. Sul posto le forze dell’ordine che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’omicidio.

Dodici migranti sbarcati in Sud SardegnaArrivati sulla spiaggia di Porto Pino, sul posto i carabinieri

CAGLIARI17 febbraio 201912:08

– Dodici migranti, tutti uomini, sono sbarcati questa mattina sulla spiaggia di Porto Pino, Sant’Anna Arresi, sulla costa sud occidentale della Sardegna.
Sul posto, in località Is Pillonis, i carabinieri di Giba e Calasetta.
Incendi: a fuoco parafarmacia ad AnconaEvacuati clienti locali pubblici e coppia anziani

ANCONA17 febbraio 201912:25

– Un incendio divampato la scorsa notte per cause ancora in corso di accertamento ha devastato una parafarmacia nell’area commerciale del quartiere di Collemarino ad Ancona. Sul luogo sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco con sei automezzi e 15 uomini. Sono arrivati anche i carabinieri, la Guardia di Finanza e due ambulanze della Croce Gialla. Evacuati in via precauzionale gli avventori di alcuni locali pubblici adiacenti e una coppia di anziani che alloggiavano nella parte superiore dell’edificio andato a fuoco.
Al temine delle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, le persone sono rientrate senza problemi. Ingenti i danni per la parafarmacia Farmax, i cui locali sono stati posti sotto sequestro dai carabinieri. Danneggiato dal fumo anche un ambulatorio sovrastante. Non ci sono però conseguenze strutturali. Domani è previsto un sopralluogo di pg per individuare le cause del rogo. –

TARANTO

– “Traditori, vergogna, siete morti a Taranto!”. Dura contestazione da parte di un gruppo di cittadini e ambientalisti oggi a Taranto nei confronti di alcuni deputati del M5S, impegnati in un dibattito su Reddito di Cittadinanza, Pensione di Cittadinanza, Quota 100 e altre misure varate dal governo. Al tavolo erano presenti i deputati tarantini Giovanni Vianello e Gianpaolo Cassese e Anna Macina, portavoce del M5S alla Camera e Membro della I Commissione (Affari costituzionali). E’ intervenuta la Digos per riportare la calma. I contestatori hanno manifestato la loro delusione soprattutto per la questione Ilva, ricordando che i candidati al Parlamento avevano fatto il pieno di voti promettendo la chiusura del Siderurgico e la riconversione. “Ci avere preso in giro tutti – hanno urlato i manifestanti – Siete venuti a parlare di chiusura davanti alla fabbrica. Poi vi siete alleati con Salvini e dite che è colpa del Pd se la fabbrica continua a produrre. Siete spariti da Taranto e ora sparirete anche da Roma”.

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TECNOLOGIA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Gli smartphone del 2019, pieghevoli e 5G Da Samsung e LG a Huawei e Xiaomi, una settimana di eventi

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DELLE 08:29 DI DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019

TECNOLOGIA

Gli smartphone più innovativi del 2019 stanno per mettersi in mostra. La prossima sarà infatti una settimana di eventi, in cui tutte le aziende più importanti – a eccezione di Apple – presenteranno le novità del settore.
Inizierà Samsung il 20 febbraio in California, poi sarà la volta di Oppo il 23 e, il giorno seguente, di Xiaomi, Huawei, Nokia e LG, tutte a Barcellona per l’anteprima del Mobile World Congress.
L’innovazione seguirà tre direttrici: gli schermi pieghevoli, il supporto alle nuove reti 5G e le fotocamere, sempre più performanti e numerose, inserite in “notch” o in forellini del display.
Samsung gioca d’anticipo e chiama la stampa a San Francisco per svelare il Galaxy S10, lo smartphone che segna i 10 anni della linea top di gamma dell’azienda. I dispositivi saranno tre. Ai due modelli top – Galaxy S10 e S10 Plus, con schermi da 6,1 e 6,4 pollici e display forato in corrispondenza delle fotocamere da selfie – si affiancherà l’S10 Essential, più economico, da 5,8 pollici. L’attesa si concentra però sullo smartphone pieghevole e 5G, che si apre e chiude come un libro, passando dalle dimensioni di un telefono a quelle di un tablet.
A Barcellona, un pieghevole dovrebbe essere mostrato da Oppo, insieme a una fotocamera con zoom ottico 10X, e da Xiaomi e Huawei. Saliranno sul palco anche Hmd Global, con il primo top di gamma targato Nokia, e LG, con la sua idea di pieghevole: un secondo schermo che si attacca allo smartphone e ne raddoppia le dimensioni.         

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TECNOLOGIA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Huawei, da Usa pressioni su telco Italia A.D azienda convocato in ambasciata per stop uso prodotti cinesi Facebook rischia maxi-multa per privacy in UsaSanzione legata allo scandalo Cambridge Analytica Il meeting ‘Innovation by Ania’, ospite d’onore il robot SophiaImprescindibile rapporto fra pubblico e privato Smartphone a -4% in Europa, boom delle aziende cinesiGiù Samsung e Apple ma cresce Huawei, che ora tallona la Mela Samsung Galaxy S, i top di gamma compiono 10 anniIl 20 febbraio evento per il lancio del Galaxy S10 Da Musk arriva l’intelligenza artificiale che scrive bufale Ma è “troppo pericolosa per essere resa pubblica” Cresce la casa intelligente, il 40% degli italiani ha oggetto ‘smart’PoliMi, mercato di 80 mln euro nel 2018, trainano altoparlanti Arriva Galaxy Tab S5e di SamsungSchermo da 10,5 pollici e Bixby 2.0 Ex presidente Facebook, Alexa conserva dati “senza limiti”Sean Parker mette in dubbio la privacy dell’assistente Amazon Anche l’Intelligenza Artificiale ha bisogno di dormireUna ricerca tutta italiana indica che ne aumenta l’efficienza WhatsApp, servirà consenso per inserire utente in chatTesta funzione che elimina inclusione diretta nei gruppi

TECNOLOGIA

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DALLE 09:51 DI VENERDì 15 FEBBRAIO 2019

ALLE 09:36 DI SABATO 16 FEBBRAIO 2019

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L’amministratore delegato di un grande operatore mobile italiano è stato convocato nell’autunno scorso all’ambasciata americana a Roma, dove diplomatici e funzionari dell’intelligence gli hanno chiesto di smettere di usare le apparecchiature di rete a marchio Huawei, senza fornire prove a sostegno della richiesta. Lo scrive il Wall Street Journal. La richiesta si inserisce all’interno delle pressioni esercitate dalla Casa Bianca sui Paesi alleati per escludere Huawei dallo sviluppo delle reti 5G, a causa di timori sullo spionaggio per conto del governo cinese.

L’operatore italiano ha continuato a usare le apparecchiature di Huawei spiegando che “non ci sono sostituti di Huawei sul mercato”, secondo quanto ha affermato al Wall Street Journal una fonte anonima a conoscenza dell’incontro.

TECNOLOGIA

Facebook e la Federal Trade Commission degli Stati Uniti stanno trattando su una “multa multimiliardaria” cui il social network potrebbe essere sottoposto a causa di sue lacune in tema di privacy. Lo scrive il Washington Post.

Il quotidiano valuta che potrebbe trattarsi della più consistente multa mai imposta ad una azienda tech. Citando fonti informate ma anonime, il giornale sottolinea tuttavia che le due parti non hanno ancora raggiunto un accordo sull’ammontare della multa.

La sanzione è legata allo scandalo Cambridge Analytica, esploso l’anno scorso, che ha coinvolto i profili di 87 milioni di utenti del social network.

TECNOLOGIA

E’ il robot umanoide Sophia l’ospite d’onore del meeting annuale ‘Innovation by Ania’, che si tiene il 15 febbraio a Palazzo Mezzanotte a Milano ed è promosso dall’Associazione nazionale per le imprese assicuratrici.
Sophia è il robot più avanzato creato dalla compagnia Hanson Robotics che ha sede a Hong Kong: alla vista sembra un vero e proprio essere umano e infatti può simulare una gamma completa di espressioni facciali, più di 62, tracciare e riconoscere i volti e tenere delle conversazioni con le altre persone. Sophia è diventata una personalità ricercata da tv e media, è apparsa in programmi come 60 Minutes, il Tonight Show, Good Morning Britain. Inoltre ha partecipato al Future Investment Summit a Riyad, dove ha ottenuto la cittadinanza saudita, ed è stata nominata il primo “Innovation Champion” del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo.

‘Innovazione e welfare: salute e benessere nell’era digitale’, questo il titolo dell’evento promosso da Ania, nel corso del quale verranno affrontati gli aspetti legati all’evoluzione della ricerca scientifica, le prospettive offerte dalle nuove tecnologie in ambito medico-sanitario e il loro impatto sul sistema economico e sociale. Ad aprire la mattina di lavori la presidente di Ania, Maria Bianca Farina, per spiegare come il settore assicurativo vive la sfida dell’innovazione e in che modo questa incide sulla salute e sul benessere. A seguire il genetista Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il professor Fabio Pigozzi, rettore dell’Università Foro Italico. Infine ci sarà una tavola rotonda dedicata alle opportunità offerte dall’innovazione e alle ricadute sul settore a cui parteciperanno i vertici delle imprese di assicurazione.Diretta streaming sul canale Twitter @ANIA_Ufficiale
Social live sui profili Linkedin e Instagram (@ANIA Ufficiale)Imprescindibile rapporto fra pubblico e privato
“Un nuovo modello sulla salute che, mantenendo al centro il servizio universale, utilizzi in modo strutturato tutte le competenze e le risorse ottimizzando l’imprescindibile rapporto pubblico-privato”. E’ la richiesta di Ania, l’Associazione nazionale imprese assicuratrici, che per voce della sua presidente, Maria Bianca Farina, ha sottolineato questa necessità nel discorso di apertura del meeting annuale ‘Innovation by Ania’, che si tiene alla Borsa di Milano.
“E’ proprio di queste settimane il dibattito sulla necessità di dotare il Paese di strutture e infrastrutture adeguate ai nuovi bisogni di una società che è cambiata – ha aggiunto – e continua a cambiare velocemente. La sanità non fa eccezione”. “Proprio per questo, riteniamo che una democrazia debba saper coniugare al meglio – ha concluso – l’interesse pubblico con tutte le risorse disponibili”.
Ania guarda a futuro di robotica e IA
Genomica, robotica, intelligenza artificiale e il loro impatto sulla salute e il benessere delle persone. Il mondo assicurativo guarda al futuro e si confronta con le ultime innovazioni, come emerge dal meeting annuale di Innovation by Ania, Associazione imprese assicuratrici, che si tiene alla Borsa di Milano. “In questo scenario il ruolo dell’industria assicurativa continua ad essere quello di accompagnare e stimolare i processi di innovazione – ha sottolineato la presidente di Ania, Maria Bianca Farina, nel suo discorso introduttivo -, anche finanziando importanti investimenti interni ed esterni al sistema. Come incubatori di start up, partnership con aziende ad alto contenuto tecnologico, fondi di venture capital, hackathon”. L’innovazione sarà sempre più determinante considerando che la popolazione, anche in Italia, invecchia sempre di più. Al primo gennaio del 2019, secondo dati Istat, gli over 65 in Italia sono 13,8 milioni e rappresentano circa il 23% della popolazione totale. “Innovazione è dunque la parola chiave che guida l’evoluzione del sistema assicurativo”, ha concluso Maria Bianca Farina.

TECNOLOGIA

Il mercato europeo degli smartphone ha chiuso il 2018 con consegne in calo del 4%, a quota 197 milioni di dispositivi, ma non tutte le aziende hanno perso terreno. I costruttori cinesi, Huawei in testa, sono cresciuti, e l’anno scorso circa un terzo (32%) degli smartphone venduti in Europa avevano un marchio cinese. A fornire i dati sono gli analisti di Canalys.
“La situazione politica tra le società cinesi e il governo degli Stati Uniti ha avvantaggiato i consumatori europei”, spiega l’analista Ben Stanton. “Gli Usa stanno spingendo le aziende cinesi a investire in Europa invece che nel loro Paese.
Il mercato europeo è maturo, ma i marchi cinesi hanno l’opportunità di scalzare gli incumbent del mercato”, grazie anche ai prezzi competitivi.
Nel 2018 Samsung resta il brand più venduto, con 61,6 milioni di smartphone, perde oltre il 10%. Apple registra un calo del 6%, a 42,8 milioni di iPhone. A tallonarla è Huawei, terza con 42,5 milioni di smartphone grazie a un incremento del 54%. Al quarto posto c’è un’altra cinese, Xiaomi, mentre al quinto si trova la Hmd Global, produttrice di smartphone a marchio Nokia.
A livello geografico la situazione è variegata. In Europa occidentale nel 2018 si è registrato un calo dell’8% a 128 milioni di unità, la cifra più bassa riportata dal 2013 in poi.
La flessione ha interessato Paesi come la Germania e il Regno Unito, ma nonItalia e Spagna. Parte del declino è stato compensato, a livello economico, dall’aumento dei prezzi di vendita degli smartphone ‘top’ di Apple, Samsung e Huawei. In Europa centro-orientale il mercato ha invece continuato a crescere, con un +5% nel 2018 a quota 68 milioni di unità. In Russia l’incremento è stato del 14%.

TECNOLOGIA

Con l’arrivo del decimo capitolo della linea Galaxy, con l’S10 che sarà presentato il 20 febbraio a San Francisco QUI LA DIRETTA STREAMING DELL’EVENTO

, Samsung celebra dieci anni di una generazione dei suoi dispositivi top di gamma. Già nel 1999 il colosso sudcoreano aveva sperimentato nuove tecnologie (lancio’ il primo tv phone) e sviluppato un orologio con telefono quando ancora il termine ‘smartwatch’ era inesistente. Nel 2002 ha poi lanciato il True Color Phone, introducendo il display LCD e nel 2006 ha lanciato Samsung B600, integrando una fotocamera di alta qualità da 10 megapixel nel telefono cellulare. L’unione con Android ha poi dato vita alla serie Galaxy spingendo più avanti, di anno in anno, la frontiera della tecnologia ‘mobile’.
ECCO L’EVOLUZIONE DELLA LINEA GALAXY S
Samsung Galaxy S (2010): lo smartphone introduce un’alta qualità dei colori sul display di un telefono
Samsung Galaxy SII (2011): un nuovo processore, per la prima volta dual core, rende la fruizione delle app più veloce e fluida
Samsung Galaxy SIII (2012): introduce il multitasking sul display dello smartphone, permettendo di seguire un video mentre si sta leggendo una mail per esempio
Samsung Galaxy S4 (2013): introduce funzionalità intelligenti che fanno interagire lo smartphone con i wearable e un display in alta definizione
Samsung Galaxy S5 (2014): il primo resistente ad acqua e polvere
Samsung Galaxy S6 (2015): introduce un nuovo rivoluzionario design con uno schermo a doppia curvatura
Samsung Galaxy S7 (2016): arriva la prima fotocamera dotata della tecnologia Dual Pixel, una fotocamera semi professionale su uno smartphone
Samsung Galaxy S8 (2017): il primo ‘infinity display’ con un design rivoluzionario
Samsung Galaxy S9 (2018): introduce il Super Slow-motion per non perdere neanche un dettaglio e rendere unico ogni momento.

IL PROSSIMO DECENNIO, IL PIEGHEVOLE E IL 5G
Alla Samsung Developer Conference dello scorso novembre, Samsung ha presentato l’Infinity Flex Display che segna l’inizio dell’era degli smartphone pieghevoli. Ha inoltre introdotto la sua nuova interfaccia, progettata per semplificare e ottimizzare l’esperienza degli utenti e offrire ai consumatori un modo più naturale di utilizzare lo smartphone. L’azienda vuole stare anche al passo nel modo in cui i dispositivi si connetteranno. È al lavoro per inaugurare la prossima generazione di connettività grazie alla rete 5G. “E’ proprietaria di più brevetti 5G rispetto a qualsiasi altra società ed è stata la prima azienda a ricevere l’approvazione FCC per le sue apparecchiature di rete 5G – spiega la società, aggiungendo che ha “portato il networking 5G in Corea del Sud e, in collaborazione con gli operatori statunitensi, ha introdotto il 5G negli Stati Uniti. È anche al lavoro per mettere il 5G nelle mani degli utenti consumer, con uno smartphone 5G in arrivo nella prima metà del 2019″.

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Oltre a promuovere le fake news l’intelligenza artificiale può anche produrle, generando testi completamente indistinguibili da quelli che scriverebbe un umano. A realizzarla è stata Open Ai, la compagnia di ricerca no profit fondata da Elon Musk, che ha scelto di non rivelarne i dettagli per paura dei possibili usi fraudolenti, ad esempio per generare infinite recensioni positive o negative su un prodotto.
L’algoritmo, chiamato Gpt2, è un generatore di testi che è stato ‘addestrato’ con circa 10 milioni di articoli, scelti tra quelli i cui link avevano più di tre voti sulla piattaforma Reddit, una quantità 15 volte maggiore rispetto a quella usata normalmente per le Ai di questo tipo. Il risultato è che, dato un qualunque incipit, l’algoritmo riesce a proseguire scrivendo testi plausibili e senza gli errori che fanno normalmente le macchine. Una volta ‘letti’ i primi paragrafi di un articolo del Guardian sulla Brexit ad esempio, scrive il quotidiano che ha avuto accesso all’algoritmo, l’intelligenza artificiale è riuscita a completare l’articolo con dati e frasi plausibili, compresa una dichiarazione della premier Theresa May
sull'”urgenza di uscire dall’Europa il prima possibile”.
Questa qualità ha spinto OpenAi a tenere segreti i codici sorgente dell’algoritmo, spiega Jack Clark, il direttore della compagnia. “Dobbiamo prima fare altri esperimenti per capire cosa può o non può fare – afferma -. Ci sono molte persone molto più brave di noi a capire come può essere usata con intenti
negativi”.

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Cresce in Italia la casa intelligente, quell’universo di oggetti connessi, dagli altoparlanti al frigo alla lavatrice, che possono essere comandati da un’app o dalla voce. Il mercato ha raggiunto un valore di 380 milioni di euro nel 2018 (+52% sull’anno precedente), con il 41% degli italiani che hanno almeno un oggetto ‘smart’. Le soluzioni di sicurezza sono in prima posizione, al secondo gli ‘smart speaker’. Ma il 51% è preoccupato per i rischi legati alla privacy e ai cyber attacchi . E’ il quadro tracciato da una ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.
“Il mercato cresce ad un ritmo molto elevato trainato dallo sbarco in Italia degli smart home speaker che hanno trascinato le vendite di tutto il comparto”, spiega Angela Tumino, co-direttore dell’Osservatorio. L’Italia, inoltre è tra i primi paesi europei per tasso di crescita del mercato, ma come valore è superiore soltanto alla Spagna (300 milioni di euro, +59%); mentre è ancora ampio il divario con Germania (1,8 miliardi, +39%), Regno Unito (1,7 miliardi, +39%) e Francia (800 milioni, +47%). Per l’Osservatorio, infine, un ruolo importante continua ad essere giocato dalle startup che sviluppano soluzioni di “casa connessa”: si moltiplicano le collaborazioni con i grandi attori internazionali e continuano a crescere i finanziamenti erogati dagli investitori istituzionali. Sono 141 le nuove imprese censite a livello internazionale, di cui 102 finanziate, per un totale di 1,5 miliardi di dollari di investimenti raccolti.

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Arriva Galaxy Tab S5e, il tablet di Samsung che unisce uno schermo da 10,5 pollici e una batteria che promette una durata dino a 14,5 ore.
Tab S5e ha un corpo in metallo sottile (5,5 mm) e un peso di 400 grammi, tra le colorazioni Silver, Black e Gold.
E’ dotato del nuovo assistente Bixby 2.0 e può essere usato per controllare i dispositivi domestici connessi. “È possibile accendere contemporaneamente il televisore e le luci con la funzionalità Comando rapido, che permette di personalizzare diverse azioni in un unico comando, rendendo il controllo vocale dell’ambiente domestico ancora più semplice e veloce”, spiega la società.
La combinazione cover con tastiera (venduta separatamente) e Samsung DeX offre un ambiente simile a quello di un Pc. E con la funzione Continuity , è anche possibile rispondere ad una chiamata o ad un messaggio direttamente dal tablet, anche quando il telefono è fuori portata o connesso a una diversa rete Wi Fi.
Il display del tablet è Super AMOLED con rapporto 16:10 ed è privo di tasti fisici. E’ un edge-to-edge da 10,5 pollici e cornici ridotte al minimo, con un rapporto tra lo schermo e la superficie frontale dell’81,8% per un’esperienza di visione immersiva. Con Tab S5e è anche possibile sperimentare gratuitamente YouTube Premium per un massimo di 4 mesi.
Il dispositivo ha quattro altoparlanti, che incorporano la tecnologia stereo con rotazione automatica per un suono più potente, che si adatta all’orientamento del tablet (verticale/orizzontale). Dispone anche dell’integrazione Dolby Atmos e delle ottimizzazioni audio di AKG, per un coinvolgente suono 3D e un audio bilanciato professionale. Galaxy Tab S5e sarà disponibile nel secondo trimestre del 2019.
“E’ un tablet premium con un design elegante e potenti funzionalità, accessibile a tutti – ha dichiarato DJ Koh, Presidente e CEO della divisione IT & Mobile Communications di Samsung Electronics – Per gli utenti che desiderano essere costantemente connessi per una maggiore produttività, e allo stesso tempo un display ampio e definito per un’esperienza di intrattenimento ricca e coinvolgente, Galaxy Tab S5e è la soluzione perfetta”.

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Non c’è “nessun limite” a come Amazon sta memorizzando e ascoltando conversazioni private, le registrazioni “potrebbero essere potenzialmente utilizzate contro gli utenti in tribunale o per altri scopi”. A lanciare l’accusa è Sean Parker, ex fondatore e primo presidente di Facebook. Nel mirino c’è Alexa, l’assistente vocale della società di Jeff Bezos, a bordo di dispositivi con cui è possibile comandare la casa intelligente. Sean Parker è uno dei manager ‘pentiti’ di Facebook.
Fondatore di Napster e primo presidente del social network, dopo la sua fuoruscita ha accusato la piattaforma di aver sfruttato le vulnerabilità della psicologia umana, con la “carica di dopamina provocata dai like”. “Se stai avendo una conversazione davanti ad un dispositivo abilitato per Alexa, Amazon non ti garantisce alcuna privacy”, ha detto Parker sul palco del Summit Mena del Milken Institute.
Cnbc, che ha riportato la notizia, ricorda il caso dello scorso anno, quando Echo (il dispositivo equipaggiato con Alexa) ha registrato la conversazione di una famiglia e l’ha inviata ad un contatto a caso. Amazon ha spiegato l’incidente con una falsa interpretazione dei comandi. “Per impostazione predefinita, i dispositivi Echo sono progettati per acquisire l’audio solo dopo che sono stati interpellati – ha detto un portavoce dell’azienda – Nessun audio è memorizzato o salvato sul dispositivo. I clienti possono anche rivedere ed eliminare registrazioni vocali”.

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L’Intelligenza Artificiale, dopo aver imparato a produrre fake news come quella realizzata dalla compagnia di ricerca Open Ai di Elon Musk, ora sa dormire e forse in futuro imparerà anche a sognare: un po’ come i replicanti del romanzo di Philip Dick “Do Androids Dream of Electric Sheep?”, che ha ispirato il famosissimo film Blade Runner.
Un progetto tutto italiano, che ha realizzato la prima rete neurale artificiale capace di passare dalla veglia al sonno, consolidando in questo modo le nozioni apprese ed eliminando quelle inutili, proprio come gli esseri umani. Gli autori dello studio, guidato dall’Università del Salento e pubblicato su Neural Networks, sono Alberto Fachechi e Adriano Barra, insieme a Elena Agliari, della Sapienza di Roma. “Questo lavoro sulla necessità di dormire è solo un piccolo tassello nel grande mosaico dei fenomeni cognitivi”, spiega

Adriano Barra.”Le prime intuizioni sulle potenzialità di ottimizzare le informazioni immagazzinate durante la veglia, mediante l’impiego della fase REM del sonno, sono vecchie alcune decadi e risalgono a ‘padri fondatori’, quali Francis Crick (uno degli scopritori della doppia elica del Dna) e John Hopfield (l’inventore di una rete neurale che ha preso il suo nome)”. “Questo lungo arco temporale – prosegue Barra – è servito per costruire un telaio matematico per le reti neurali” e ora “comprendiamo in questi termini anche la necessità di dormire.Da questa prospettiva, le varie fasi del sonno sono cruciali per l’equilibrio della rete stessa e si alternano alle fasi di veglia per farci dimenticare informazioni ritenute irrilevanti (ma passivamente apprese durante lo stato di veglia) e, parimenti, farci consolidare quelle importanti. Questa proprietà – commenta il ricercatore – sembra essere comune sia all’Intelligenza Biologica sia a quella Artificiale”.

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I gruppi delle chat possono essere a volte una perdita di tempo o un invasione dei propri spazi. WhatsApp sta testando una funzione che consentirà agli utenti di essere inseriti in un gruppo solo dopo autorizzazione. In pratica, elimina l’inclusione diretta.
L’utente avrà a sua disposizione tre diversi tipi di filtro (Tutti, Solo i Contatti, Nessuno) che consentirà di decidere quali categorie di persone possono aggiungerlo ad una discussione con più utenti. Per rispondere all’invito si avranno 72 ore dalla ricezione del collegamento. La novità è avvistata nelle ultime Beta dell’app per dispositivi iOS e riportata dal sito WABetaInfo.
WhatsApp è utilizzata da oltre 1,5 miliardi di utenti. Tra WhatsApp e Messenger, due app dell’ecosistema Zuckerberg, le persone mandano oltre 100 miliardi di messaggi ogni giorno, ha fatto sapere Facebook di recente.         

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Google, torna progetto dello smartphone-Lego
Depositato brevetto per dispositivo componibile

14 febbraio 2019 05:32

Torna il progetto di Google di uno smartphone modulare, componibile attaccando diversi pezzi, come il Lego. L’azienda di Mountain View ha depositato il brevetto “Dispositivo modulare e relativi metodi”, pubblicato dalla World Intellectual Property Organization. Nella documentazione sono mostrate tre componenti del dispositivo: la scocca con display, sensori, batteria e altre componenti elettroniche; moduli aggiuntivi (display secondario, fotocamera, Ram e altoparlanti); un’altra componente il cui scopo è quello di mantenere assemblati lo scheletro dello smartphone e moduli.

Non è la prima volta che Google pensa ad un dispositivo modulare. Anni fa ha lavorato a Project Ara, sperimentale, poi il responsabile Dan Makosky ne ha annunciato lo stop. Ora torna in auge con questo secondo brevetto.
Dopo le leggi di Asimov, le regole per convivere con i robot Nate in Italia, basate su gesti semplici e intuitivi

14 febbraio 201918:05

(fonte: Scuola Superiore Sant’Anna)

E’ il momento di andare oltre le leggi di Asimov: con i robot al lavoro nelle fabbriche e pronti a entrare nelle case, arrivano le prime regole al mondo tese a rendere più semplice la convivenza fra uomo e automi. Sono basate su uno dei gesti più comuni e intuitivi, come il passaggio di un oggetto dalla mano di un uomo a quella di un robot, e arrivano dalla ricerca pubblicata sulla rivista Science Robotics dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con il Centro australiano per la visione robotica (Arc) della Queensland University of Technology di Brisbane.

“Dopo le leggi della robotica, si va nel dettaglio”, ha detto

il coordinatore dello studio, Marco Controzzi, dell’Istituto di Biorobotica e responsabile dell’Human-Robot Interaction Lab. “La novità, ha osservato, è che “finora nelle macchine non c’era questa conoscenza: il nostro è il primo studio del genere al mondo”. Il punto di partenza dei ricercatori è stato osservare il modo in cui si afferra un oggetto per porgerlo ad un’altra persona o ad un robot: solo in apparenza è un gesto semplice, ha osservato Valerio Ortenzi, dell’Arc e co-autore della ricerca.Per esempio, “quando passiamo un cacciavite sapendo che il nostro interlocutore lo dovrà utilizzare, lasciamo il manico libero in modo che egli possa afferrarlo e utilizzarlo facilmente”, ha osservato la prima autrice della ricerca, Francesca Cini, dell’Istituto di BioRobotica. “Non solo quindi – ha proseguito – cambiamo il tipo di presa, ma consideriamo come il nostro compagno dovrà utilizzare l’oggetto. Sono proprio queste informazioni che vogliamo trasmettere ai robot”. A partire da questa analisi i ricercatori hanno estratto le prime regole che potranno essere utilizzate dai robot per avere un’interazione più naturale con l’uomo.

L’obiettivo è trasferire su un sistema robotico tutti questi principi guida, che permetteranno di selezionare correttamente il tipo di presa e di facilitare di conseguenza lo scambio di oggetti. Si aprono così nuovi scenari destinati a rendere più diretta e la collaborazione tra uomini e robot. Alla luce di queste regole, per esempio, nelle fabbriche si potranno ottimizzare le fasi di produzione, e potrà diventare più facile interagire con i robot destinati agli ospedali, per la riabilitazione.”La robotica collaborativa – ha osservato Controzzi – rappresenta la prossima frontiera della robotica sia industriale che domestica, ma perché si realizzi è necessaria una nuova generazione di robot pensati per interagire con l’uomo in modo naturale”. Questi risultati, ha concluso, “ci permetteranno di istruire i robot ad agire come un collaboratore umano attraverso l’introduzione di regole semplici, ma al contempo efficaci, nella manipolazione degli oggetti durante azioni congiunte con l’uomo”.

Microsoft, con hacker governi attaccano civiliPresidente Smith, sotto attacco democrazie, bene accordo Parigi

14 febbraio 201911:42

“A Ginevra nel 1949 è stata firmata la convenzione sulla protezione delle persone civili in tempo di guerra. Ora, attraverso gli hacker, i governi attaccano i civili in tempo di pace. Per questo è importante l’appello per la pace digitale”. Lo ha detto il presidente di Microsoft, Brad Smith, in riferimento all’Appello di Parigi per la fiducia e la stabilità nello spazio cibernetico, intervenendo all’evento “Democrazia digitale: la protezione dei cittadini nell’era dei big data” in corso a Roma.Gli hacker mettono “sotto attacco le democrazie”, nel momento in cui Paesi esteri possono interferire nelle elezioni politiche di una nazione o manipolare i voti”, ha evidenziato Smith. Di fronte a questa minaccia serve un’azione collettiva, dalle piccole aziende ai governi. “Occorre formare esperti di cybersecurity, di cui c’è carenza”, ha aggiunto, e trasferire le attività sul cloud che “è di gran lunga più sicuro”.
Google investirà 13 mld dollari in Usa nel 2019Lo annuncia Pichai, investimenti in centri dati e uffici

NEW YORK14 febbraio 201911:40

Google investirà 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti nel 2019 in centri dati e uffici, con un’importante espansione della propria presenza in 14 stati. Lo afferma l’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, in un post sul blog della società.”Questi nuovi investimenti ci daranno la possibilità di assumere decine di migliaia di dipendenti” mette in evidenza Pichai.
Ue trova sofferto accordo su riforma del copyrightTajani, ci sarà giusta remunerazione dai giganti del web

BRUXELLES14 febbraio 201911:38

Dopo una lunghissima maratona negoziale, è arrivato il sofferto accordo Ue sulla riforma del copyright, a lungo attesa e già controversa ancora prima di vedere la luce. Parlamento, Consiglio e Commissione hanno raggiunto un compromesso che si muove lungo una “linea sottile” dove “anche se ognuno è scontento per qualcosa, tutti ci siamo potuti trovare d’accordo”, ha spiegato il relatore per l’Europarlamento, il popolare tedesco Axel Voss. La riforma infatti darà, ha riassunto il vicepresidente della Commissioneb Ue Andrus Ansip, “reali benefici per tutti: diritti garantiti per gli utenti, equa remunerazione per i creatori, chiarezza delle regole per le piattaforme”. In sostanza, ha sottolineato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, “musicisti, attori, scrittori, giornalisti, audiovisivo, avranno diritto a una giusta remunerazione anche dai giganti del web”, come Google, Facebook o Youtube.Le nuove regole danno maggiori diritti agli editori di stampa (art. 11) in merito al riutilizzo dei loro materiali da parte delle piattaforme online, ma viene indebolita la protezione degli ‘snippet’ rispetto alla posizione originaria degli eurodeputati di settembre: “parole individuali” o “estratti molto corti di articoli di stampa” sono infatti esentati dal copyright. Non c’è quindi nessuna ‘tassa sui link’ paventata dai critici della riforma. I giornalisti dovranno inoltre beneficiare dei maggiori introiti che gli editori avranno grazie agli accordi con le piattaforme.E’ passato poi il compromesso franco-tedesco sul nodo delle pmi per l’art. 13: non dovranno sottostare agli obblighi sui materiali protetti da copyright ma non autorizzati le piattaforme più piccole, che esistono da meno di tre anni, con un giro d’affari annuo inferiore a 10 milioni di euro e con meno di 5 milioni di visitatori unici. Youtube e le altre ‘grandi’, invece, saranno d’ora in poi responsabili al posto degli utenti per i materiali caricati online senza autorizzazione, e dovranno provvedere “speditamente” alla loro rimozione su segnalazione e compiere “il massimo sforzo” per assicurare l’indisponibilità di quei contenuti privi dell’ok dei detentori dei diritti. Non c’è quindi l’obbligo di meccanismi o filtri ex-ante dei contenuti, ossia il ‘bavaglio’ o ‘censura’ temuto dai critici della riforma.
Inoltre ad artisti, musicisti e creatori viene riconosciuto il diritto all’equo compenso, alla sua revisione e alla revoca della licenza se le opere non vengono sfruttate commercialmente da chi la detiene, trasparenza sui ricavi di chi gestisce i diritti e un meccanismo di risoluzione delle dispute. Vengono inoltre tutelati esplicitamente i meme, i gif, il diritto di satira, di parodia e di citazione, le enciclopedie online, i materiali didattici, data mining, il patrimonio culturale e le opere i cui diritti sono scaduti: a questi non si applicherà il copyright. La strada per l’ok definitivo all’accordo sulla riforma non è però ancora del tutto assicurata: questa dovrà infatti ricevere il via libera dagli stati membri (diversi paesi tra cui l’Italia hanno votato contro il mandato negoziale lo scorso venerdì) e dalla plenaria dell’Europarlamento, al più tardi entro l’ultima sessione di questa legislatura a inizio aprile.

Amazon Innovation Award, vincono robot comunicantiAgiscono insieme per sollevare i carichi pesanti

14 febbraio 201918:04

Robot che comunicano tra loro come se fossero un corpo solo per rendere più sicuro spostare e sollevare carichi pesanti tra gli scaffali e in magazzino: è il progetto che ha vinto l’Innovation Amazon Award a Milano, che ha visto protagonisti gli studenti del Politecnico lombardo. Dopo le tappe di Torino e Milano, domani a Roma sarà rivelato il nome della squadra vincente nell’Universita’ di Tor Vergata e di quella, fra i tre atenei, che visiterà la sede di Amazon a Seattle.”La nostra idea è stata quella di applicare due tecnologie già esistenti per rendere più efficienti e sicuri gli spostamenti dei carichi pesanti”, spiegano Giulia Merati e Giorgio Manenti, che insieme a Sofia Lamberti e Filippo Pennati Belluschi si sono classificati primi. In particolare hanno utilizzato il robot Kiva, già impiegato nei centri di Amazon, facendolo comunicare con un robot simile per sollevare insieme i pallet che attualmente vengono sollevati dagli operai, con il rischio di cadute e pericoli per la sicurezza. Nel progetto dei ragazzi i robot vengono utilizzati anche per scaricare le merci dai camion. “La comunicazione tra i robot – proseguono gli studenti – avviene grazie alle tecniche e ai principi della robotica distribuita. In ognuno di essi viene installato un microchip, del valore di circa 20-30 euro, che dà loro ‘intelligenza’, facendoli agire come se fossero un corpo solo”.I progetti premiati “sono degli ottimi lavori perché non si sono tradotti in un puro esercizio accademico, ma hanno cercato di risolvere dei problemi pratici calandosi nella nostra vita lavorativa di tutti i giorni”, rileva Stefano La Rovere, responsabile del centro Advanced technology di Amazon Europa,.Complessivamente sono 200 gli studenti del Politecnico di Milano che hanno partecipato alla sfida, divisi in gruppi di 4-5 persone, e 43 i progetti presentati. “Questo premio – conclude Riccardo Mangiaracina, docente di Logistic management – ha permesso ai ragazzi di lavorare in gruppo, in un contesto multiculturale, visto che il 20% sono stranieri, entrando in contatto con una realtà lavorativa importante”.
Ex legale di Apple accusato di insider tradingDipartimento Giustizia e Sec, si e’ liberato azioni prima conti

NEW YORK14 febbraio 201911:51

Le autorità americane accusano un ex legale di Apple di insider trading: Gene Levoff si sarebbe liberato di titoli per 10 milioni di dollari nei giorni precedenti alla diffusione di risultati deludenti da parte di Cupertino. Secondo il Dipartimento di Giustizia, Levoff ha realizzato guadagni per 227.000 dollari ed evitato perdite per 377.000 dollari in una serie di scommesse sui titoli Apple fra il 2011 e il 2016. L’accusa di insider trading comporta una sentenza fino a 20 anni di carcere e una multa fino a 5 milioni di dollari. A puntare il dito contro Levoff è anche la Sec, che lo accusa di aver violato l'”obbligo di riservatezza nei confronti di Apple e dei suoi azionisti” e di “aver usato le informazioni societarie a suo beneficio”. Le accuse, che si sommano alle indiscrezioni sul lancio di nuovi servizi, appesantiscono il titolo Apple in Borsa.Nel tentativo di recuperare le mancate vendite di iPhone, Cupertino sta puntano sui servizi e potrebbe lanciare a breve una ‘Netflix per le News’ con un abbonamento mensile per poter accedere a contenuti illimitati delle società editoriali che vi fanno parte. L’iniziativa si scontra con la resistenza proprio degli editori: il nodo è la divisione dei ricavi. Cupertino punta a mantenere il 50% di quelli dagli abbonamenti e si impegna a non condividere con gli editori i dati personali degli utenti. Ma i maggiori editori si oppongono alla fetta troppo alta di ricavi chiesta da Apple e al fatto che la quota restante andrebbe in un fondo da dividere poi fra le varie pubblicazioni in base al tempo trascorso dagli utenti sui loro articoli.Potrebbe essere lanciato a breve anche un nuovo servizio di video in streaming: un’iniziativa che vedrebbe come grande assente Netflix. In dubbio anche la presenza di HBO.
San Valentino, truffe amorose online ammontano a 143 milioni in UsaKaspersky, raddoppiato il phisghing romantico rispetto al 2018

14 febbraio 201912:41

Gli americani in cerca di amore online hanno perso 143 milioni di dollari per truffe, nel 2018. A fare in conti, nel giorno di San Valentino, un rapporto della Federal Trade Commission di cui da’ notizia il New York Times.Gli utenti più colpiti sono quelli nella fascia d’età 40-69 anni, ma anche gli ‘over 70’. Meno i più giovani. Le frodi, per lo più richieste di soldi, avvengono sui siti di dating online ma anche sui social media. I truffatori usano spesso identità false o rubate per attirare vittime ignare, un processo noto come ‘catfishing’. E le braccano per periodi lunghi, cercando di costruire un rapporto di fiducia.Il fenomeno, spiega l’agenzia, è quasi triplicato negli ultimi anni: solo nel 2015, infatti, gli americani avevano subito 33 milioni di dollari di perdite per le cosiddette truffe romantiche.Più in generale la società di sicurezza Kaspersky, rileva in queste ore un forte aumento delle attività di phishing da parte di cybercriminali che offrono agli utenti vari regali romantici. Il numero complessivo dei tentativi degli utenti di visitare siti web fraudolenti rilevati e bloccati dalla società nella prima metà di febbraio 2019 (i giorni precedenti il 14 febbraio) è passato da oltre due milioni nel 2018 agli oltre 4,3 milioni di quest’anno. Secondo le statistiche, i paesi più colpiti sono stati il Brasile (con una percentuale di incidenza superiore al 6,4%), il Portogallo (oltre il 5,8%) e il Venezuela (5,5%). Seguono Grecia (5,3%) e Spagna (5,1%).

Gli algoritmi fanno ‘cartello’ sui prezziAnche senza istruzioni alzano costi per aumentare i profitti

Messo a punto un algoritmo che riesce a individuare le fake news meglio dell’uomo (fonte: Wikipedia)

Gli algoritmi che calcolano i prezzi dei prodotti venduti online, molto comuni in tutte le piattaforme di e-commerce, possono imparare a ‘fare cartello’ tra loro gonfiando il costo finale per massimizzare i profitti. Lo ha scoperto un esperimento condotto nell’università di Bologna, che ha dimostrato inoltre come questo avvenga anche se i sistemi di intelligenza artificiale non sono state programmate per farlo.Già nel 2015, scrivono i ricercatori sulla rivista del Centre for Economic Policy Research, più di un terzo dei venditori su Amazon utilizzava algoritmi per determinare i prezzi e la percentuale è sicuramente aumentata per il minor costo di questi sistemi. Questi sistemi sono estremamente autonomi e il programmatore li istruisci solo relativamente all’obiettivo finale, in questo caso ‘massimizzare i profitti’, mentre sul metodo sono lasciate libere di imparare dai propri errori.”La preoccupazione – si legge – è che questi algoritmi possano scoprire da soli che se devono fare il profitto più alto potrebbero evitare una ‘guerra dei prezzi'”. Per verificare questa possibilità i ricercatori hanno fatto interagire due algoritmi in un ambiente controllato, spingendo uno ad abbassare improvvisamente il prezzo di un ipotetico bene.Il risultato è stato che dopo un certo tempo i prezzi tornano alti per entrambe le intelligenze artificiali. “Il nostro esperimento – concludono i ricercatori – suggerisce che in queste condizioni anche algoritmi relativamente semplici sistematicamente imparano a mettere in atto strategie collusive. L’aspetto più preoccupante è che non lasciano traccia dell’azione concertata, imparano a colludere solamente attraverso gli errori ripetuti, senza comunicare tra loro e senza istruzioni specifiche”.
Cassazione, vietato accedere a profilo Facebook del proprio partnerConversazioni sono riservate anche se lei gli diede credenziali

14 febbraio 201918:41

E’ vietato usare le credenziali Facebook del proprio partner, anche se è stato proprio lui a darvele, per controllare le conversazioni che intrattiene con altre persone e – per gelosia – arrivare addirittura ad estromettere dall’account Facebook il ‘legittimo’ titolare del profilo. Lo sottolinea la Cassazione rilevando che un comportamento del genere configura il reato di accesso abusivo nella privacy indipendentemente dal fatto che le credenziali siano state ottenute lecitamente o meno.Per questo la Suprema Corte – con il verdetto 2905 – ha condannato un marito che era entrato “nel profilo Facebook della moglie grazie al nome utente ed alla password utilizzata da quest’ultima, a lui noti da prima che la loro relazione si incrinasse, aveva così potuto fotografare una chat intrattenuta con un altro uomo e poi cambiare la password, così da impedire alla moglie di accedere al social network”.Contro la condanna – l’entità non è nota – emessa dalla Corte di Appello di Palermo nel settembre 2017, il marito imputato, nel frattempo diventato ex coniuge, ha protestato in Cassazione sostenendo che “chiunque poteva accedere” al profilo della moglie “presidiato da codici di accesso piuttosto comuni” e comunque le credenziali gli erano state comunicate dalla stessa donna “prima del lacerarsi della loro relazione”. Ma per la Cassazione “la circostanza che lui fosse a conoscenza delle chiavi di accesso della moglie al sistema informatico, quand’anche fosse stata lei a renderle note e a fornire così in passato una implicita autorizzazione all’accesso, non escluderebbe comunque il carattere abusivo degli accessi”.”Mediante questi ultimi – proseguono gli ‘ermellini’ – infatti si è ottenuto un risultato certamente in contrasto con la volontà della persona offesa ed esorbitante rispetto a qualsiasi possibile ambito autorizzatorio del titolare dello ‘ius excludendi alios’, vale a dire la conoscenza di conversazioni riservate e finanche l’estromissione dall’account Facebook della titolare del profilo e l’impossibilità di accedervi”. I supremi giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa dell’imputato e lo hanno anche condannato a pagare duemila euro alla Cassa delle ammende e quasi tremila euro per la difesa della ex moglie costituitasi parte civile.
Ogni minuto sul web 187 milioni mail e 38 milioni WhatsAppA fare i conti Cefriel, in un giorno generati 3 quintilioni byte

14 febbraio 201915:05

Cosa accade in un minuto su Internet nel mondo? Vengono scambiate 187 milioni di email, 38 milioni di messaggi Whatsapp, 18 milioni di sms. Si scaricano 375mila app e si spendono quasi 900mila dollari in e-commerce. A fare i conti di questa vorticosa attività è Cefriel, la società partecipata da università, imprese e pubbliche amministrazioni che realizza progetti di innovazione digitale e formazione.”Negli ultimi due-tre anni è stato creato quasi il 90% dei dati disponibili ad oggi e questa enorme quantità può essere usata per incrementare l’efficienza delle aziende, migliorare la relazione con i clienti e creare nuove opportunità di business, raggiungendo nuovi clienti e conquistando nuovi mercati. Senza dimenticare le numerose nuove opportunità lavorative e professioni che queste innovazioni porteranno”, spiega Francesco Mapelli, responsabile di Advanced Analytics di Cefriel.Ogni giorno, secondo la società, vengono generati circa 3 quintilioni di byte, una cifra che si scrive con 18 zeri. Per continuare la conta di quello che accade ogni minuto sul web ci sono anche i video di Snapchat (toccano i 2,4 milioni), i login su Facebook (arrivano a 973 mila), mentre i tweet inviati sono 481 mila e gli scroll su Instagram arrivano fino a 174 mila.
Cdp aumenterà la quota in Tim”Investimento coerente con mission per infrastrutture strategiche”

14 febbraio 201920:52

Cdp è pronta ad incrementare la sua quota in Tim, oggi poco sotto al 5 per cento. Il cda, riunitosi oggi a Roma, “ha deliberato l’autorizzazione all’acquisto di ulteriori azioni di Tim” si legge in una nota.
E’ un investimento, spiega, che “si pone in una logica di continuità con gli obiettivi strategici sottesi all’ingresso nel capitale di Tim deliberato lo scorso 5 aprile 2018, è coerente con la missione istituzionale di Cdp a supporto delle infrastrutture strategiche nazionali e vuole rappresentare un sostegno al percorso di sviluppo e di creazione di valore, avviato dalla società in un settore di primario interesse per il Paese”.
Amazon punta su smart home, compra EeroLa startup produce dispositivi per avere wi-fi in tutta la casa

15 febbraio 201909:21

– Amazon prova a rafforzarsi nel crescente settore della casa connessa. La compagnia in settimana ha annunciato l’acquisizione di Eero, startup specializzata nella produzione di router mesh, e cioè di una rete di dispositivi che si installano nelle abitazioni per evitare di avere aree non raggiunte dal segnale wi-fi.
Obiettivo dell’acquisizione è “aiutare i clienti a connettere meglio i loro dispositivi della smart home”, ha spiegato in una nota Amazon, che per la casa smart produce gli altoparlanti Echo con integrato l’assistente vocale Alexa.
“Siamo impressionati dal team di Eero e dalla rapidità con cui hanno inventato una soluzione WiFi che fa funzionare i dispositivi connessi”, ha affermato Dave Limp, vicepresidente senior della divisione Amazon Devices and Services. Con la startup “condividiamo la visione di una casa intelligente più facile da usare, e ci impegniamo a continuare a innovare a vantaggio dei clienti”.
In ottica futura, è ipotizzabile che Amazon possa inserire la rete mesh di Eero all’interno degli smart speaker della linea Echo.

Audiweb,80.5% tempo online su smartphoneNel mese di dicembre 42,5 milioni gli utenti in rete

15 febbraio 201909:23

– La ‘total digital audience’ nel secondo semestre del 2018 ha raggiunto in media 42,3 milioni di utenti unici nel mese, pari al 70% della popolazione dai 2 anni in su. Viene confermata la preferenza degli italiani per la navigazione via smartphone: l’80,5% del tempo totale speso online è generato dalla fruizione tramite questo dispositivo con quote minori per la fruizione da computer e da tablet. Sono i dati resi noti da Audiweb. Riguardo il mese di dicembre 2018, sono stati 42,5 milioni gli individui dai due anni in su che hanno navigato tramite i dispositivi rilevati, dedicando all’online complessivamente 75 ore, pari a 3 giorni e 3 ore.
Nel semestre, nel giorno medio risultano 27,9 milioni gli utenti che hanno navigato da smartphone, il 62% della popolazione maggiorenne, online per 2 ore e 48 minuti in media per persona, mentre sono stati 11,4 milioni gli utenti che hanno navigato – anche o solo – da computer e 5,3 milioni da tablet.
La fruizione da ‘mobile’ coinvolge tutta la popolazione maggiorenne, lasciando un po’ indietro ma con quota pressoché stabile il segmento degli over 64, coinvolto nel 25,3% dei casi.
Le donne mostrano una evidente preferenza per la navigazione da smartphone (il 63,8%), superando la quota degli uomini che utilizzano uno smartphone per navigare nel 59,9%, così come per i più giovani.         

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TECNOLOGIA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Microsoft, l’Intelligenza Artificiale creerà nuovi lavori Presidente Smith lancia ‘Ambizione Italia’, formazione a giovani Apple prepara la ‘Netflix delle notizie’, forse lancio il 25 marzoIndiscrezione Buzzfeed, forse pure film e serie tv in abbonamento Huawei a Nuova Zelanda, eliminarci è come bannare gli ‘All Blacks’E Trump finalizza divieto ad aziende cinesi per il 5G Attaccati allo smartphone, dipende dall’evoluzioneSiamo ‘programmati’ per connetterci e dispositivi lo favoriscono Nel Politecnico di Torino vince il progetto degli occhiali smart Idea degli studenti del Politecnico, aiutano gli addetti all’imballaggio Ministro Trenta, cibernetica nuova frontiera dei conflittiAl via al Cnr di Pisa Itasec19, terza conferenza nazionale cybersicurezza Trovato un accordo Ue sulla riforma del copyrightEnpa: rafforza la posizione degli editori

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DALLE 12:55 DI MERCOLEDì 13 FEBBRAIO 2019

ALLE 05:32 DI GIOVEDì 14 FEBBRAIO 2019

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“L’Intelligenza artificiale sostituirà delle mansioni, ma creerà anche nuovi lavori”, per

questo “dobbiamo prepararci al futuro dell’Intelligenza artificiale”, che richiederà “nuove competenze per tutti e non solo per i giovani”. Lo ha detto Brad Smith, durante un incontro con gli studenti del Politecnico di Milano, per i quali vede “grandi opportunità”. “Ci sono dei lavori che non potranno mai essere sostituiti dall’Intelligenza artificiale”, come “gli infermieri, gli insegnanti e i lavoratori nel sociale”, ha aggiunto il numero uno di Microsoft che in occasione della sua visita in Italia ha lanciato il progetto ‘Ambizione Italia’ per offrire a 250.000 studenti in tutto il Paese competenze digitali in linea con i nuovi trend tecnologici.A proposito di Intelligenza Artificiale, il top manager della casa di Redmond ha osservato che “è importante che i governi trovino nuovi modi di lavorare insieme, in particolare tra una sponda e l’altra dell’Atlantico”. “Sarebbe importante – ha aggiunto – mettere insieme Stati Uniti, Unione Europea, Canada e altri paesi. Penso che i governi debbano guidare il processo, ma il settore privato ha un ruolo importante da giocare che riguarda la formazione delle persone, in modo che abbiano le competenze per gestire l’intelligenza artificiale.Quindi anche noi abbiamo una grande responsabilità”, ha aggiunto Smith spiegando che Microsoft punta anche sulla sfida etica ed ha partecipato al processo di realizzazione del Codice etico Ue sull’Intelligenza artificiale.Il presidente di Microsoft, a Roma, ha avuto un colloquio con il Papa accompagnato dal presidente della Pontificia Accademia per la Vita, arcivescovo Vincenzo Paglia. “Durante l’incontro, Smith ha parlato dell’Intelligenza Artificiale al servizio del bene comune e di alcune attività per colmare il divario digitale che ancora persiste a livello globale – ha spoiegato il direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti -. Infine è stato annunciato al Santo Padre che Microsoft, assieme alla Pontificia Accademia per la Vita, promuoverà un premio internazionale sull’etica nell’Intelligenza Artificiale, tema dell’Assemblea dell’Accademia 2020″. “Ricordiamo che la prossima Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita si svolgerà dal 25 al 27 febbraio 2019 in Vaticano sul tema ‘Roboetica. Persone, macchine e salute’, mentre la Plenaria del 2020 avrà per tema l’Intelligenza Artificiale”, aggiunge il portavoce vaticano.

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Apple avrebbe in programma per il 25 marzo un evento dedicato al lancio del suo servizio di notizie in abbonamento, una sorta di ‘Netflix delle news’ che dà accesso agli articoli delle realtà editoriali aderenti in cambio di un pagamento mensile. A riportare l’indiscrezione è il sito BuzzFeed News, secondo cui la presentazione si terrà allo Steve Jobs Theater nella sede di Apple a Cupertino, in California.
Le fonti riferiscono di un evento incentrato sui servizi in abbonamento targati Apple, tra cui potrebbe esserci anche quello dedicato a film e serie tv, che è atteso in primavera. Sembra invece improbabile il lancio di nuovi iPad e auricolari AirPods.
Sempre stando all’indiscrezione, c’è una piccola possibilità che la data del 25 marzo slitti di qualche giorno in seguito allo scontro tra Apple e gli editori. L’attrito, di cui ha riferito ieri il Wall Street Journal, è relativo alla ripartizione dei ricavi. La compagnia vorrebbe tenere la metà delle entrate generate dagli abbonamenti, pari a 10 euro al mese per utente, suddividendo il restante 50% tra gli editori in base al tempo trascorso dagli utenti sui loro articoli.

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awei ricorre a tutti i mezzi pur di riallacciare rapporti con i diversi paesi del mondo. In Nuova Zelanda, dove la sua infrastruttura di rete e’ stata esclusa, l’azienda cinese ha comprato una pagina di annunci nei principali giornali. “Il 5G senza Huawei e’ come il rugby senza gli All Blacks”, scrive alludendo alla popolare squadra, nota per le sue danze pre-partita. Nell’appello Huawei fa anche presente che la scelta di escluderli potrà danneggiare gli utenti che perderebbero l’occasione di usare una tecnologia avanzata e pagare di meno.
Dopo il boicottaggio chiesto da Donald Trump, altri paesi hanno

seguito l’esempio degli Stati Uniti tra cui, appunto, Nuova Zelanda, Australia, Giappone, che hanno escluso la compagnia cinese dalle infrastrutture di 5G. Altri alleati degli Usa, come Gran Bretagna, Germania, Francia e Belgio, sono propensi a farlo, così come la Norvegia che sta esaminando il dossier.Intanto, l’amministrazione Trump sta finalizzando l’ordine esecutivo che vieta alle aziende di telecomunicazioni negli Stati Uniti di usare apparecchiature cinesi per la realizzazione delle reti wireless di prossima generazione, le reti 5G. Lo riporta il New York Times, sottolineando che il presidente Donald Trump e’ stato aggiornato sul divieto e che l’ordine potrebbe essere emesso nei prossimi giorni. L’ordine, allo studio da mesi, punta a prevenire che le societa’ cinesi come Huawei guadagnino l’accesso al 5G.

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Un ‘prolungamento’ del nostro corpo. Qualcosa ormai di irrinunciabile. È questo lo smartphone per molti di noi. La ragione di questo attaccamento potrebbe risiedere nella nostra storia evolutiva. Come umani siamo ‘programmati’ per connetterci con gli altri.
Nel corso della storia evolutiva, abbiamo fatto affidamento su strette relazioni con piccole reti di familiari e amici per la sopravvivenza come individui e come specie. Le ‘reti’sono molto più grandi e più espanse di quelle dei nostri antenati.
Questa la spiegazione proposta dai ricercatori dell’Università dell’Arizona e della Wayne State University, in una revisione di studi pubblicata su Perspectives on Psychological Science. “Gli smartphone creano nuovi contesti per divulgare informazioni su chi siamo e per essere reattivi agli altri”, dice David Sbarra, autore principale dello studio.

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Sono smart glasses, occhiali speciali a realtà aumentata che aiutano gli addetti all’imballaggio nella scelta della giusta confezione sulla base delle dimensioni dei prodotti da spedire. E’ il progetto che si è aggiudicato il primo premio dell’Amazon Innovation Award, nella tappa al Politecnico di Torino. Domani sarà proclamato il vincitore del Politecnico di Milano, giovedì quello di Roma Tor Vergata. Fra i tre sarà scelto il numero uno che si aggiudicherà il viaggio a Seattle per visitare la sede Amazon.

Gli occhiali smart – progettati da Gennaro Bianchi, Jacopo Fanelli, Ilaria Gandini, Chiara Perri e Katarina Sucic – proiettano sulle lenti informazioni utili, come la dimensione della scatola adeguata a imballare l’ordine e in quale punto della confezione è meglio posizionare gli articoli, per ottimizzare lo spazio. Inoltre, gli occhiali fungeranno anche da scanner per registrare il codice a barre dell’articolo selezionato e liberare le mani da dispositivi superflui.

In tutto sono ottanta gli studenti del Politecnico di Torino che, in team, si sono sfidati elaborando un progetto originale focalizzato sull’introduzione di nuove tecnologie a supporto dei processi logistici. “Sono colpito dell’entusiasmo e dalla creatività dimostrati dagli studenti. I ragazzi hanno realizzato progetti rigorosi e ben strutturati, proponendo soluzioni innovative e suggerimenti per ottimizzare i processi all’interno della nostra azienda nel rispetto dei dovuti criteri di sicurezza, la priorità numero uno in Amazon”, commenta Stefano La Rovere, responsabile del dipartimento Advanced Technology di Amazon Europa e trai giurati del concorso.

“Moltissimi studenti del nostro ateneo hanno potuto mettersi in gioco, apprendere molto sui processi e sui sistemi di Amazon e dare sfogo alla creatività applicando le competenze acquisite in questi anni di studio in un settore in rapida trasformazione come quello della logistica”, sottolinea Guido Perboli, docente del corso di Strategie e organizzazione aziendale che ha curato il progetto per il Politecnico.

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“Quella cibernetica è la frontiera su cui si sta spostando sempre più e in misura più pervasiva la dinamica delle conflittualità tra Stati e tra soggetti”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, all’Itasec di Pisa, la terza conferenza nazionale sulla cybersicurezza in corso al Cnr di Pisa. “L’Italia – ha sottolineato – ha istituito, presso il Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza, il Nucleo sicurezza cibernetica (Nsc), presieduto proprio da Roberto Baldoni e per il quale ho voluto nominare, in rappresentanza della Difesa, uno dei miei consiglieri”. Trenta ha poi aggiunto che “in ambito Nato la Difesa ha delineato le esigenze operative per rafforzare la sicurezza dello spazio cibernetico e ha costituito il Comando interforze per le operazioni cibernetiche (Cioc), posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa, quale Cyber Command nazionale abilitato a svolgere operazioni militari nel dominio cibernetico”.
Affrontare il problema della cybersicurezza in Italia con un’iniziativa corale: è quanto ha proposto il presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), Massimo Inguscio, aprendo la conferenza “Itasec19”. “La partita sulla cyber sicurezza in Italia – ha rilevato – va giocata coralmente. I centri di ricerca, il mondo delle imprese, quello bancario-finanziario e le amministrazioni pubbliche a livello centrale come territoriale, hanno davanti a loro una sfida che è mondiale. La risposta a questa prova coinvolge tutti noi”.
A Itasec19 sono previsti 60 speaker, 40 relazioni scientifiche, 5 workshop. E’ organizzata dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI – in collaborazione con il CNR, la Scuola IMT Alti Studi di Lucca, le Università di Pisa, Firenze e Siena. Riunisce per il terzo anno consecutivo ricercatori e professionisti provenienti dal mondo accademico, industriale e governativo per discutere le sfide emergenti nel campo della cybersecurity.

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Dopo una lunghissima maratona negoziale cominciata lunedì a Strasburgo, Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno trovato un accordo sulla riforma del copyright. Questa garantisce maggiori diritti e una remunerazione più equa a editori, artisti, autori e giornalisti nei confronti delle grandi piattaforme online come Google, Facebook o Youtube. “Con l’accordo appena raggiunto sulla direttiva del copyright proteggiamo la creatività europea. Musicisti, attori, scrittori, giornalisti, audiovisivo, avranno diritto a una giusta remunerazione anche dai giganti del web”. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
L’Associazione degli editori di giornali europei (Enpa) ha accolto con favore l’accordo raggiunto oggi in seno alla Ue per la riforma del copyright. L’intesa, che ora dovrà essere approvata dagli stati membri e dal Parlamento europeo in sessione plenaria, “promuove un diritto che punta a rafforzare la posizione negoziale degli editori e a proteggerli contro la riproduzione e distribuzione digitale non autorizzata delle loro pubblicazioni”, sottolinea in una nota l’Enpa. “Speriamo – afferma il presidente dell’Associazione europea, Carlo Perrone – che il Parlamento europeo ratifichi il testo il prima possibile al fine di consentire un giusto scambio tra coloro che producono e coloro che distribuiscono per il proprio guadagno, così che il ciclo possa continuare in modo conveniente e giusto”. “Il giornalismo di qualità – ha aggiunto Perrone – è alla base delle nostre democrazie e se vogliamo che vi sia un futuro per il giornalismo professionale nell’Unione europea dobbiamo agire per sostenere la stampa e riequilibrare un ecosistema squilibrato”.         

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