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Su tv Instagram anche video orizzontali
Nuovo formato risponde alle richieste di creatori e spettatori

25 maggio 2019 03:37

Sulla app Igtv, e cioè la tv di Instagram lanciata un anno fa per ospitare i video più lunghi di 60 secondi, arriva una novità. La piattaforma ha deciso di ampliare le possibilità offerte ai creatori di contenuti, che ora potranno caricare anche video orizzontali – il formato tipico del cinema e della tv – e non più solo verticali.

Il cambiamento deriva dalle richieste ricevute sia dai creatori sia dagli spettatori, spiega Instagram in un post in cui ne sottolinea la portata: “In molti modi, l’apertura di Igtv ai video non solo verticali è simile a quando nel 2015 abbiamo aperto Instagram ad altri formati di foto oltre a quelle quadrate. Ciò ha permesso alla creatività di prosperare e al coinvolgimento di crescere, e crediamo che lo stesso accadrà con Igtv”.

Il formato verticale è adatto a video ravvicinati, in prima persona, mentre l’orizzontale – rileva Instagram – ha altri punti di forza, che si rivelano ad esempio nelle riprese sportive dove c’è movimento e una pluralità di soggetti inquadrati.

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Trump riapre a Huawei. L’azienda, l’Ue non eriga muri
Amazon ferma vendite in Giappone, verso stop anche Microsoft

PECHINO 25 Maggio 2019 03:37

– Il presidente Usa Donald Trump riapre lo spiraglio su Huawei il cui dossier potrebbe, in parte, essere risolto nel quadro di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, pur ritenendo il gruppo “molto pericoloso”.
La risposta evasiva di Pechino è affidata al portavoce del ministero degli Esteri, Lu Kang: “Francamente, non sono sicuro del significato specifico che il leader Usa abbia voluto dare”, ha affermato, ribadendo che Washington dovrebbe “smettere di usare il potere statale contro le società di altri Paesi”.
La stretta sulla compagnia di Shenzhen, a seguito della sua iscrizione nella lista nera del commercio Usa, ha annoverato altre adesioni di peso, come assicurato ieri dal segretario di Stato Mike Pompeo. Il sito giapponese di Amazon, ad esempio, ha deciso lo stop alla vendita diretta online di prodotti Huawei, mentre, sia pure in base a indiscrezioni di stampa, dopo Google, Microsoft avrebbe iniziato a non accettare più nuovi ordini tra sistema operativo Windows e servizi vari, con il suo team dedicato che avrebbe lasciato il quartiere generale di Shenzhen.
La mossa dell’amministrazione Trump sta facendo sgretolare la rete di relazioni della compagnia: i media cinesi hanno puntato il dito soprattutto contro il chip designer britannico Arm, un partner strategico, il cui disimpegno è “un cattivo precedente perché mette lo spirito dei contratti e della libera competizione sui mercati dietro la politica”.
All’Europa, contrassegnata da posizioni più diversificate e meno oltranziste di quelle Usa, ha rivolto il suo appello il deputy chairman di Huawei, Ken Hu. “In Europa, circa tre quarti degli utilizzatori di smartphone si affida a un dispositivo basato su Android. Huawei detiene circa il 20% di questo mercato. Pertanto, questa decisione può avere gravi ripercussioni sui consumatori e sulle imprese che operano in tutta Europa”, ha detto Hu, parlando alla Conferenza sulla Cybersicurezza Nazionale di Potsdam e ponendo l’accento a non costruire “un nuovo muro commerciale, né tantomeno tecnologico”.
Gli operatori telefonici in Germania – Telekom, Vodafone e Telefonica – hanno assicurato la disponibilità dei prodotti del produttore cinese con la clausola affatto secondaria di previsioni impossibili da fare sui futuri update di Android.
A tal proposito, Huawei ha registrato i diritti di “Huawei HongMeng”, il nome scelto per il sistema operativo sviluppato internamente e che potrà essere usato fino al 13 maggio 2029.
Richard Yu, capo della divisione consumer business, ha ribadito che “HongMeng OS” sarà lanciato verosimilmente in autunno.
Lo scontro tra le due economie del pianeta resta frontale: la Cina ha accusato Pompeo di “costruire i rumor” per aver detto che il fondatore e Ceo di Huawei, Ren Zhengfei, non dice la verità sui legami esistenti tra la compagnia e il governo di Pechino.
“Recentemente, alcuni politici americani hanno di continuo costruito rumor su Huawei, ma non hanno mai prodotto le chiare evidenze che i Paesi hanno richiesto”, ha contrattaccato il ministero degli Esteri. Ultimo round di una sfida ancora lunga.

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Usa,molte le armi fatte con stampanti 3D
Progetti diffusi sul web, New York sta per bandirle

25 maggio 201914:21

– Negli Usa le armi prodotte con le stampanti 3D continuano a diffondersi, ma a differenza di qualche anno fa non è più un singolo ‘paladino della giustizia fai da te’ a distribuire istruzioni e files per la costruzione.
Un gruppo anonimo che si fa chiamare ‘Deterrence Dispensed’, riporta un’inchiesta dell’edizione britannica di Wired, sta continuando l’opera di Cody Wilson, il ‘cripto-anarchico’ texano che aveva fondato una vera e propria azienda legata a questo ‘prodotto’ in un modo molto più difficile da fermare.
Il ‘gruppo’ lavora su Twitter e YouTube ma anche su social e app di messaggistica più di nicchia, come Signal o Discord.
Secondo ‘Ivan The Troll’, un membro intervistato dalla rivista, sono oltre 100 le persone che lavorano allo sviluppo di nuovi progetti di armi stampabili, mentre il network ha migliaia di ‘adepti’ in tutto il mondo. “Se il governo vuole prendermi deve prima trovare la mia identità – afferma -, sono uno di tanti individui che fanno questo lavoro, anche se il governo dovesse dirmi di smettere lo farei lo stesso. Qualcuno passa il tempo sui videogiochi, io preferisco passare ore a progettare armi”.
Il problema comincia ad essere preso in considerazione anche dai legislatori, riporta la Cbs, con lo stato di New York che sta per approvare una legge che bandisce totalmente queste armi, che oltre a poter essere prodotte e possedute da chiunque sfuggono ai controlli dei metal detector. Sono già stati registrati diversi sequestri di fucili e pistole stampati, l’ultimo dei quali due giorni fa in Connecticut.         

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DALLE 11:11 DI GIOVEDì 23 MAGGIO 2019

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Usa, Huawei non sta dicendo al mondo la verità
Così il segretario di Stato Mike Pompeo

23 maggio 2019 11:11

Huawei non sta dicendo al mondo la verita’. Lo afferma il segretario di Stato Usa Mike Pompeo in un’intervista a Cnbc. ”Mettere le proprie informazioni nelle mani del partito comunista cinese e’ ‘de facto’ un vero rischio” aggiunge Pompeo, osservando come la Cina presenta un rischio alla sicurezza nazionale. Per Huawei dire che non lavora per ”il governo cinese è un falso. L’amministratore delegato di Huawei su questo almeno non sta dicendo la verità agli americani” mette in evidenza Pompeo, dicendosi convinto che altre aziende americane taglieranno i rapporti con Huawei.

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Intanto, la Cina ha presentato “una grave protesta formale” contro gli Usa lamentando la denigrazione e le azioni a danno di Huawei, a cui è stato impedito l’acquisto di componenti hi-tech da fornitori americani, quale ulteriore passo dell’escalation della guerra commerciale tra i due Paesi. “La Cina – ha affermato nella conferenza stampa settimanale il portavoce del ministero del Commercio, Gao Feng – prenderà tutte le misure necessarie per aiutare le compagnie cinesi a migliorare la capacità nella gestione di questi rischi”.E l’azienda conferma che il sistema operativo ‘made in Huawei’ sarà lanciato al più presto in autunno e non oltre la primavera del 2020. E’ quanto ha detto Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen, a conferma delle indiscrezioni che circolano da ieri sui media cinesi.

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La mossa, scrive il Global Times, “riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative” alle forniture di componenti hi-tech dopo l’ultima stretta alla vendita decisa dagli Usa.Mentre la giapponese Panasonic smentisce le notizie circolate in queste ore in merito alla sospensione delle forniture alla cinese Huawei in seguito al bando Usa. In una nota pubblicata nella sua pagina sul social network cinese Weibo, definisce “false” le notizie e assicura che continuerà a vendere beni e servizi a Huawei, definito “partner importante”.Secondo il Wall Street Journal, dopo Huawei gli Stati Uniti potrebbero inserire altre aziende cinesi nella “Entity list”, la lista nera del commercio. Tra le aziende al vaglio potrebbero esserci Hikvision e Dahua, due società cinesi che producono apparecchi di videosorveglianza e che sono state già segnalate da alcuni membri del Congresso.

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Nel frattempo, riferisce sempre il Wsj, a Washington una proposta di legge bipartisan prevede di stanziare fino a 700 milioni di dollari per aiutare le aziende di telecomunicazioni, soprattutto nelle aree rurali, a rimuovere dalle loro infrastrutture, e a rimpiazzare, le apparecchiature di Huawei, Zte e aziende affiliate. La legge prevede anche il divieto usare i prodotti e i servizi di Huawei e Zte nelle reti 5G sviluppate in Usa.

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Apple: il 3 giugno conferenza sviluppatori, novità software
Attesa per i nuovi sistemi operativi e per il Mac Pro

23 maggio 201914:18

Prenderà il via il 3 giugno a San Jose, in California, la conferenza degli sviluppatori di Apple. La compagnia ha diramato l’invito alla stampa per il keynote d’apertura dell’evento, che ogni anno richiama circa 5mila sviluppatori. L’attesa è per gli aggiornamenti dei sistemi operativi, ma anche per nuovi computer professionali.Il disegno degli inviti ha per protagoniste cinque animoji – le emoji animate – di Apple: l’unicorno, la scimmia, il teschio, il robot e l’alieno. Ognuno è raffigurato con una serie di simboli in testa, dalle note musicali alla “A” del negozio di applicazioni, che lasciano intuire le novità su cui verterà l’inizio della conferenza.Sul fronte dei dispositivi le indiscrezioni parlano dell’arrivo dei nuovi computer di fascia alta Mac Pro, ma la maggior parte dell’evento verterà sui software. Sul palco sarà annunciato l’aggiornamento del sistema operativo di iPhone e iPad, l’iOS 13, che porterà novità sulla gestione delle foto, nelle app Salute e Messaggi.Ci saranno nuove funzionalità per la posta e nuove emoji. Aggiornati anche i sistemi operativi dei computer Mac, dell’Apple Watch e della Apple Tv. E’ possibile, infine, che Apple rivelerà ulteriori dettagli sul Arcade, il servizio di videogiochi in abbonamento preannunciato lo scorso marzo.

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Wiko etra nel mercato Usa con Sprint
Brand francese di proprietà cinese lancia telefono in esclusiva

24 maggio 201909:31

Wiko, il brand francese di proprietà della cinese Tinno, sbarca negli Stati Uniti. L’azienda con sede a Marsiglia venderà i suoi smartphone economici oltreoceano grazie alla partnership con Boost Mobile, consociata dell’operatore mobile Sprint. L’espansione in Usa, preannunciata nel febbraio scorso durante il Mobile World Congress di Barcellona, prende il via questa settimana.

Wiko – si legge in una nota – lancerà in esclusiva in America lo smartphone Wiko Ride con Boost Mobile, operatore che offre piani tariffari ricaricabili senza contratto. Il marchio francese è già presente in oltre 30 paesi in Europa, Africa, Medio Oriente e Asia.

“Il mercato nordamericano rappresenta un enorme potenziale per un marchio come Wiko”, ha detto Brandy Kang, Ceo di Wiko Usa. “Le nostre capacità industriali e di ricerca e sviluppo, così come la forza della nostra brand image europea, aprono molte opportunità per soddisfare la domanda degli operatori e dei partner locali”.

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SpaceX, lanciati satelliti per internet
I primi della costellazione Starlink, che ne prevede 12.000

24 maggio 201913:19

Lanciato con il Falcon 9 della SpaceX il primo nucleo di 60 satelliti della costellazione Starlink, che ne comprenderà quasi 12.000 per portare le connessioni internet ovunque. Il lancio è avvenuto dalla base di Cape Canaveral, in Florida, dopo due rinvii avvenuti la scorsa settimana a causa dei forti venti.Ogni satellite pesa 227 chilogrammi e per il Falcon 9 è stato il carico più pesante che abbia mai portato in orbita, hanno detto i rappresentanti della compagnia di Elon Musk. Dopo la partenza, il primo stadio del razzo riutilizzabile è atterrato come previsto sulla piattaforma galleggiante nell’Oceano Atlantico. Prima del primo tentativo di lancio, Musk aveva twittato un’immagine dei satelliti nell’ogiva del razzo: assomigliavano a un gigantesco mazzo di carte, riempendo quasi ogni centimetro dello spazio destinato al carico utile.Anche quando sono stati liberati, i satelliti sono stati sparsi come le carte da gioco su un tavolo: invece di utilizzare meccanismi a molla per rilasciarli, gli ingegneri di SpaceX hanno scelto di utilizzare l’inerzia propria dei satelliti. Dopo il rilascio, i satelliti hanno azionato i motori per raggiungere l’orbita operativa posta a 550 chilometri di altezza.

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Amazon: 25 dollari per prenderci le misure, punta alla moda
Scannerizza i volontari, dati utili alla vendita d’abbigliamento

24 maggio 201915:07

Amazon dà 25 dollari a chi è disposto a farsi scannerizzare, fornendo una serie di dati potenzialmente molto utili per vendere vestiti online. Il colosso dell’e-commerce sta conducendo uno studio sulle diverse forme del corpo umano, e per questo ha diffuso un annuncio in cui offre un buono regalo, da spendere sul suo sito, ai maggiorenni che negli Stati Uniti si fanno prendere le misure.Misure utilizzabili in futuro, ad esempio, per far provare capi d’abbigliamento ai clienti in modo virtuale, facendo vedere loro come stanno non addosso ai modelli, ma a un fisico simile al loro.Nell’annuncio si spiega che le persone interessate dovranno recarsi negli uffici Amazon di New York per partecipare a un incontro di mezz’ora in cui saranno pesate e misurate, fotografate, filmate e scannerizzate sia vestite sia in costume da bagno. Le immagini – si precisa – saranno usate solo per fini di ricerca interna, e non per marketing. Lo studio è condotto da Amazon Body Labs, una startup acquisita due anni fa e specializzata in modelli 3D dettagliati del corpo per i settori dello shopping e del gaming.La ricerca di Amazon è presumibilmente legata alla moda. In futuro potrebbe consentire di provare vestiti restando a casa, o di ricevere consigli sul look in base al proprio fisico, magari attraverso prodotti come l’Echo Look, l’altoparlante di Amazon dotato di videocamera che analizza l’outfit dell’utente e dà suggerimenti.

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Trump apre a Huawei, puo’ essere parte accordo con Cina
Amazon Giappone e Microsoft non accettano più nuovi ordini

24 maggio 201913:59

Il caso Huawei potrebbe essere risolto nell’ambito dell’accordo commerciale con la Cina: lo ha detto il presidente americano Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, pur definendo il colosso tecnologico cinese “molto pericoloso”.”Francamente, non sono sicuro del significato specifico che il leader Usa, la parte Usa, abbia voluto dare”. Lo dice il portavoce del ministero degli Esteri cinese sulle affermazioni del presidente Donald Trump, secondo cui il caso Huawei potrebbe essere risolto nell’ambito dell’ accordo commerciale con la Cina, pur definendo il gruppo hi-tech “molto pericoloso”. Lu ha ribadito che gli Usa dovrebbero smettere di usare il potere statale contro le società di altri Paesi. “La Cina vuole risolvere le differenze con dialogo e consultazioni amichevoli”.Intanto, il sito giapponese di Amazon ha deciso lo stop alla vendita diretta di apparecchiature con il marchio Huawei sul proprio negozio online, per ottemperare alle direttive del governo degli Stati Uniti. La divisione locale del sito dell’e-commerce americano consente ancora ai venditori esterni di pubblicare inserzioni, ma da oggi tutti i prodotti Huawei – dagli smartphone, ai tablet, fino ai personal computer, non saranno disponibili all’accesso diretto sulle pagine del sito. E anche Microsoft si adegua alla stretta: secondo il South China Mourning Post, il colosso di Redmond avrebbe iniziato a non accettare più nuovi ordini dal gruppo delle tlc di Shenzhen.”In Europa, circa tre quarti degli utilizzatori di smartphone si affida a un dispositivo basato su Android. Huawei detiene circa il 20% di questo mercato. Pertanto questa decisione può avere gravi ripercussioni sui consumatori e sulle imprese che operano in tutta Europa”. Lo ha affermato Ken Hu, Deputy Chairman di Huawei, durante il suo intervento alla Conferenza sulla Cybersicurezza Nazionale di Potsdam. “non vogliamo costruire un nuovo muro commerciale, né tantomeno tecnologico” ha aggiunto.

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Stretta Facebook, rimossi 2,2 mld profili falsi in 3 mesi
Zuckerberg, ‘spendiamo in sicurezza più dei ricavi di Twitter’

24 maggio 201914:01

Nel mirino dei governi di tutto il mondo Facebook si fa più aggressiva nel ‘pulire’ la sua piattaforma e liberarla dai contenuti non appropriati. Un’aggressività che emerge chiaramente dagli ultimi dati diffusi dal social network: nei primi tre mesi dell’anno sono stati rimossi 2,2 miliardi di account falsi. Un bilancio che sale a oltre 3 miliardi se si considera il periodo ottobre-marzo.Si tratte di cifre elevate considerato che Facebook conta su 2,4 miliardi di amici. Ma – precisa la società – la maggior parte degli account è stata rimossa nei minuti successivi alla loro creazione e, quindi, non sono inclusi nei dati sugli utenti attivi mensili e quotidiani, parametro seguito da vicino dagli investitori. Si tratta quindi di account che molto probabilmente pochissimi sono stati in grado di vedere e accedervi.
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Facebook constata comunque un forte aumento nella creazione di account falsi: la società stima che lo siano il 5% dei suoi 2,4 miliardi di utenti attivi mensili, ovvero circa 119 milioni. “Continueremo a trovare strade per bloccare i tentativi di violazione delle nostre politiche” assicura Facebook, che comunica di aver ricevuto da parte dei governi di tutto il mondo 110.634 richieste di dati di utenti, in aumento del 7%.”L’ammontare del nostro budget destinato alla sicurezza è maggiore dei ricavi annuali di Twitter” dice l’amministratore delegato Mark Zuckerberg commentando la pubblicazione del Community Standard Enforcement Report e del Transparency Report, i rapporti che scattano la fotografia degli sforzi di Facebook contro i ‘falsi’ e quelli sulla trasparenza. Zuckerberg si sofferma inoltre sulla proposta avanzata da alcuni candidati democratici alla Casa Bianca di smembrare Facebook perché divenuta troppo forte, un monopolio. ”Noi esistiamo in un contesto molto competitivo” visto l’elevato numero di piattaforme social esistenti. ”Dovrebbero esserci delle regole perchè siamo arrivati a un punto in cui non ritengo dovrebbero essere le società a prendere tutte le decisioni. Il rimedio di smembrare una società non risolverebbe i problemi”.

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Europee: fake news meno condivise

Studio Oxford Internet Institute in sette paesi

24 maggio 201916:44

Le fake news più popolari ruotano attorno a temi populisti e anti immigrazione, meno del 4% delle notizie che circolano su Twitter sono spazzatura, su Facebook sempre più utenti interagiscono con i media tradizionali ma le bufale possono ancora attecchire.

Sono i risultati di una indagine condotta dall’Oxford Internet Institute in vista delle elezioni europee, in sette paesi (Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Svezia) e nel periodo compreso tra aprile e maggio.”In Europa c’è una preoccupazione diffusa che campagne coordinate di disinformazione e la propaganda computazionale stiano minando l’integrità dei processi politici”, spiegano gli autori del rapporto ricordando il piano d’azione della Commissione europea “per implementare le migliori pratiche di trasparenza e responsabilità”.Riguardo Twitter, lo studio ha trovato “proporzioni molto basse di notizie spazzatura” e quasi nessuna proveniente da siti russi conosciuti, piuttosto la provenienza viene segnalata da siti locali in particolare nelle sfere di lingua tedesca e inglese. Tra le sette lingue monitorate, gli hashtag polacchi hanno restituito il maggior volume di notizie spazzatura (21%). Mentre sorprendentemente, vista la natura delle elezioni, sono bassi i link a partiti politici e candidati rispetto al traffico complessivo, in particolare per i tweet associati alle elezioni italiane (14%), polacche (7%) e svedesi (6%).Secondo la ricerca, su Facebook le notizie spazzatura derivano principalmente da siti non professionali e tendono ad avere un engagement alto ma sono contrastare dall’editoria tradizionale. Ad esempio, le storie del Guardian, sono state condivise 3,4 milioni di volte tra inizio aprile e inizio maggio, circa sedici volte tanto le storie di tutti i siti di fake news messi insieme. Persino siti prolifici di news spazzatura tedeschi e italiani come journalistenwatch.com e e ilprimatonazianale.it, hanno ricevuto in totale meno Mi piace, commenti e condivisioni rispetto ai media professionali come tagesspiegel.de. In conclusione, spiega lo studio dall’Oxford Internet Institute “i risultati indicano che gli utenti hanno discusso sui social prima delle elezioni europee, condividendo link con contenuti di alta qualità, ma anche di cittadini, gruppi civici e organizzazioni della società civile, rispetto ad altre elezioni monitorate”.

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Vodafone e Esl lanciano il primo torneo di eSports in 5G
Dal 31 maggio al 29 settembre 2019, la finale sarà live

24 maggio 201918:40

Vodafone e la società di eSport Esl, lanciano il primo torneo di mobile gaming in 5G che si concluderà con una finale live. Il torneo si chiama Vodafone 5G ESL Mobile Open, avrà inizio il 31 maggio e proseguirà fino al 29 settembre 2019. E’ aperto ai giocatori dei 17 paesi in cui Vodafone è presente. La competizione si baserà su due popolari giochi online per dispositivi mobili: l’arcade racing game Asphalt 9: Legends e il multiplayer battle royale PUBG MOBILE.Il torneo comprende una serie di qualificazioni solo online, oltre alle qualificazioni negli eventi targati Esl: ESL One Birmingham in UK, ESL One Cologne e Gamescom in Germania. Le qualificazioni online possono essere giocate su qualsiasi dispositivo mobile Android o iOS compatibile e su qualsiasi connessione Internet.Per entrambi i giochi, le Finali saranno disputate live-only sulla rete 5G di Vodafone alla Milan Games Week il 28 e 29 settembre, la più importante manifestazione di gaming in Italia.”E’ l’occasione per mostrare ai milioni di appassionati di videogiochi tutte le potenzialità della rete 5G real-time di Vodafone, con bassa latenza e velocità ultraelevate, che consente ai giocatori di raggiungere ovunque nuovi livelli di prestazioni di gioco su dispositivi mobile”, spiega Ahmed Essam, Chief Commercial Officer del Gruppo Vodafone. “Crediamo nella crescita degli eSport per dispositivi mobile e siamo entusiasti di lavorare con un partner straordinario come Vodafone, quando lancia il 5G a livello internazionale”, aggiunge Ralf Reichert, CEO di Esl.

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Il robot capace di trainare un aereo da 3 tonnellate
E’ quadrupede e si chiama HyQReal, costruito in Italia

23 maggio 201912:29

E’ italiano il robot quadrupede che riesce a trainare un aereo di tre tonnellate. Pensato per aiutare l’uomo in situazioni di emergenza, come terremoti e incendi, si chiama HyQReal ed è stato realizzato da Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e società Moog con il supporto dell’Inail e dell’Ue nell’ambito del progetto Echord. Viene presentato nella Conferenza internazionale sulla robotica e l’automazione (Icra 2019) in corso in Canada, a Montreal.”Trainare un aereo ci ha permesso di dimostrare la forza del robot, l’autonomia energetica ed evidenziare un design adeguato agli utilizzi. Volevamo tentare qualcosa che non fosse mai stato fatto prima e la settimana scorsa ci siamo riusciti” ha commentato Claudio Semini, che ha guidato il gruppo dell’IIT. Il prototipo, che misura 90 centimetri di altezza 1,33 metri di lunghezza e pesa 130 chilogrammi, è stato infatti testato sul campo grazie al supporto dell’Aeroporto di Genova, dove ha dimostrato tutta la sua potenza trainando un aereo passeggeri.Il robot è l’ultima versione della serie HyQ, che comprende i robot quadrupedi azionati idraulicamente e sviluppati dall’Iit dal 2007, ispirati a cavalli e capre e studiati per muoversi su ogni tipo di terreno. L’obiettivo a lungo termine del progetto è infatti costruire robot quadrupedi capaci di accedere a zone impervie e di spostarsi su terreni accidentati, in modo da  intervenire per essere di supporto ai soccorsi in caso di catastrofi naturali, nello smantellamento di edifici, nelle ispezioni di strutture pericolanti e a supporto di attività gravose in agricoltura.A tal fine il robot è rivestito di una ‘pelle’ resistente in fibra di vetro e plastica ed è protetto da una gabbia in alluminio. Anche le sue zampe resistono all’acqua e alla polvere e sono dotate di una gomma speciale che permette un’elevata trazione sul terreno. Rispetto alle versioni precedenti, HyQReal sviluppa la propria potenza in totale autonomia attraverso l’idraulica di bordo, le batterie e la comunicazione wireless. Questo grazie a una batteria da 48 Volt che alimenta quattro motori elettrici collegati a quattro pompe idrauliche e a due computer, uno dedicato alla visione e l’altro al controllo del robot. La sua tecnologia gli permette di eseguire in autonomia alcune azioni, come evitare ostacoli e buche, in modo da completare i comandi impartiti dall’operatore che lo pilota da remoto.

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Poste, accordo con Microsoft per l’innovazione digitale
Insieme anche progetti ‘innovazione Paese’ per Pmi, P.a e cybersecurity

23 maggio 201918:28

Poste ha siglato con Microsoft un accordo per accelerare la trasformazione digitale del gruppo Poste Italiane, rinnovando rete e servizi grazie al cloud computing di Microsoft.L’intesa prevede anche iniziative congiunte per “la competitività del Paese”, come indica una nota. Progetti rivolti a “pmi, pubblica amministrazione, e cybersecurity nell’ambito del progetto Ambizione Italia” di Microsoft, “facendo leva sul know how tecnologico di Microsoft e sul radicamento capillare di Poste Italiane” “Fattore strategico in questo percorso”, per Poste, è anche “la valorizzazione dei talenti che in modo trasversale arriverà coinvolgere i 134mila dipendenti, dal management, agli impiegati, ai commerciali, ai postini: non solo potranno utilizzare nuovi strumenti informatici e canali di comunicazione digitale, ma anche beneficiare di iniziative di formazione ad hoc” con “un approccio personalizzato su misura”. Un esempio, indica la società, “è il progetto ‘postino intelligente'” per migliorare l’organizzazione del lavoro.”La partnership con Microsoft”, commenta l’A.d. di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ” è coerente con la nostra missione ed è in linea con il nostro piano strategico Deliver 2022 centrato su un percorso di profondo cambiamento che punta sulla digitalizzazione dei servizi a sostegno dello sviluppo della pubblica amministrazione e del tessuto imprenditoriale del Paese, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie in modo sempre più facile e sicuro”.     Poste, dice Del Fante, rivolge così “un’attenzione particolare alle fasce di popolazione che hanno una minore familiarità con il digitale attraverso lo sviluppo di programmi ad hoc che favoriscano l’inclusione. Stiamo inoltre avviando – aggiunge – un ampio piano di formazione per tutti i nostri dipendenti per accompagnarli verso nuovi modelli di lavoro collaborativo e relazione. Sul fronte della Cybersecurity, con Microsoft, puntiamo a favorire lo sviluppo di una cultura della sicurezza e della privacy. La nuova partnership segna dunque una tappa importante nel processo di sviluppo industriale e testimonia il rinnovato impegno dell’azienda nella digitalizzazione del sistema Paese.”   “Siamo orgogliosi di collaborare con Poste Italiane alla trasformazione digitale di un Gruppo che incarna il volto storico del Paese e che grazie alle nuove tecnologie potrà rinnovare la propria rete di oltre 12.800 uffici postali e il modo di lavorare di tutti i componenti dell’organizzazione. Un’innovazione a 360 gradi abilitata dal Cloud Computing, ove l’obiettivo non è solo l’efficienza, ma una maggior collaborazione tra le persone, accesso alle informazioni mirate e rilevanti per ogni individuo, con importanti benefici in termini di qualità del servizio offerto ad aziende, cittadini e pubblica amministrazione”, sottolinea  Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

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Snapchat, alcuni dipendenti hanno avuto accesso a dati utenti
Inchiesta Motherboard, con strumento pensato per forze ordine

24 maggio 201915:06

Alcuni dipendenti di Snapchat, l’app popolare tra i ragazzini soprattutto in Usa e famosa per i messaggi che scompaiono dopo un po’ di tempo, hanno ottenuto accesso in modo improprio alle informazioni degli utenti usando uno strumento interno originariamente pensato per soddisfare le richieste delle forze dell’ordine. La notizia è del sito di inchieste Motherboard, lo stesso che qualche settimana fa ha dato la notizia del licenziamento di un dipendente Facebook reo di aver violato la privacy di una ex sulla piattaforma.Motherboard ha raccolto le testimonianze di quattro ex dipendenti di Snapchat che hanno parlato dello strumento SnapLion che può rivelare la localizzazione, ma anche il numero di telefono e l’email di un utente. I dipendenti della società hanno riferito di episodi verificatisi “diversi anni fa” e “poche volte”. Non è noto se ciò avvenga ancora oggi, perché Snapchat non ha commentato. Un paradosso tecnologico è che l’uso di SnapLion non prevedeva procedure di accesso e ‘log in’ che di fatto avrebbero potuto permettere di risalire a chi lo ha sfruttato in modo improprio. Quello che colpisce è la facilità con cui alcuni dipendenti delle piattaforme social possano compiere abusi.Facebook ha licenziato un ingegnere della sicurezza per aver violato i dati personali di una donna. Mentre l’uso in Uber di uno strumento chiamato God View, che rivelava la posizione del pilota, ha fatto sì che venisse aperta una indagine del Procuratore generale dello Stato di New York. Entrambe le aziende hanno risposto promettendo controlli più severi sulla privacy: nel caso di Facebook, il dipendente in questione è stato licenziato.

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Facebook punta a criptovaluta, contatti con i nemici Winklevoss
Potrebbe arrivare già nel 2020, riavvicinamento con ‘nemici’ Zuckerberg

24 maggio 201919:49

Facebook scalda i motori per il lancio della sua criptovaluta, che potrebbe arrivare già nei primi tre mesi del 2020. Il social network accelera dietro le quinte sul suo ambizioso progetto, quello di una valuta digitale non solo da usare sulle sue piattaforme ma su internet e nella vita reale. Un progetto, secondo indiscrezioni, che potrebbe segnare anche il riavvicinamento fra Mark Zuckerberg e i suoi ‘nemici’ di una vita, Cameron e Tyler Winklevoss.I gemelli ex compagni a Harvard di Zuckerberg sono infatti i fondatori di Gemini, una delle piattaforme più note per le criptovalute. Un’iniziativa che hanno lanciato grazie ai 65 milioni di dollari ottenuti dallo stesso Zuckeberg nell’ambito della disputa con la quale hanno accusato il fondatore di Facebook di aver rubato loro l’idea di creare un social network.Per le criptovalute l’ingresso di Facebook potrebbe essere la spinta finora mancata per diventare un fenomeno di massa. Il social ha infatti 2,4 miliardi di amici e questo gli concede una potente leva da giocare. Ma i critici guardano all’iniziativa come una modalità per distrarre l’attenzione dalle innumerevoli grane della società, nel mirino delle autorità mondiali per la privacy.         

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#SMMdayIT: ‘Social sempre più oscuri, algoritmi in cambiamento’ –
22 Maggio 2019 00:40

“Gli algoritmi che governano i social network sono sempre più oscuri – dice Andrea Albanese, organizzatore di #SMMdayIT, il Digital Communication Strategy + Social Marketing Days Italia, nel suo intervento di apertura dell’evento che durerà dino al 24 maggio – e l’appiccichevolezza, ovvero quanto tempo si passa sui social, è diventata una sorta di unità di misura. Le persone si stanno allontanando dai social – sottolinea – a causa di eventi come Cambridge analitica, o perché i contenuti sono violenti e poco sicuri. E la politica si intrufola ovunque. Gli utenti, ormai, preferiscono micro community: parlano a pochi amici anziche d una piazza aperta. Oltretutto non capiscono perché se scrivono un messaggio pubblico, non tutti gli amici lo vedono”.

“Se il mondo avesse due internet? Sul web – spiega Albanese – si sono formati due blocchi che vedono gli Usa contro la Cina.
E in Italia come va? L’87 dei nostri connazionali è analfabeta funzionale. Le persone non vogliono più cercare, vogliono il lilnk preciso al prodotto da acquistare e garanzie da altri che lo hanno sperimentato. Pagine Facebook e contenuti, ormai, sono mediamente noiose e inutili. Immagini e testo, ormai è noto, attirano e fanno fare clic, mentre i video attirano e annullano in un continuo loop passivo.

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L’uomo passa da strumento attivo a strumento passivo. La libertà, l’eguaglianza su web sono un miraggio: senza il denaro da investire nell’advertising, non si va da nessuna parte.

E i social? Facebook è sempre più vecchio: gli under 25 anni non lo usano, per gli under 15 c’è Tik Tok.

La galassia dei social di Zuckerberg – Facebook, Instagram, WhatsApp vanno integrandosi sempre più e puntano all’ecommerce, Instagram, per esempio, sta sperimentando in USA il checkout per gli acquisti. Anche Whatsapp è pronto per i pagamenti diretti, e si appresta a diventare un competitor di wechat. Ma non basta: i social di Palo Alto si scambieranno reciprocamente i messaggi.

Linkedin  si sta dimostrando una miniera d’oro per il B2B e per alcuni B2C. Twitter è ormai l’unico social indipendente, ma non sembra avere un piano di sviluppo e rischia di implodere.

“Un tempo – fa notare Sergio De Luca (Direttore della Comunicazione e immagine Confcommercio Imprese per l’Italia) – per parlare alla politica era sufficiente trovare la persona giusta, apparire sui giornali. Un deputato o un senatore, di qualsiasi partito, leggeva quotidianamente il Corriere della Sera. Oggi, ad esempio, solo 11% dei deputati di M5S lo fa. Come faccio per parlare con loro? Devo scrivere sui social’.

Tutti siamo social e digital, ma pochi hanno successo perchè comunicare è difficile. Sulla scorta di questa affermazione, Albanese parla di alcuni casi  negtivi di comunicazione social.’INPS per la famiglia’: il social media manager risponde a un utente che non è capace di richiedere il pin di… chiederlo, se non è ‘troppo impegnato a farsi i selfie con le orecchie da coniglio’. E’ un modo ovviamente sbagliato di rapportarsi col pubblico da parte di una istituzione, che non sa nulla della storia di quella persona che sta cheidendo aiuto.
L’altro caso è quello della  Polizia di Stato, che replica a un post di Saviano: ‘Chi sbaglia paga, che pena leggere commenti ingenerosi’. A prescindere da quel che lo scrittore ha postato, non è una rusposta accettabile.
Un caso ancora, quello di Unicredit che ha deciso di chiudere il proprio account Facebook: perché non riescono ad avere una strategia che funziona? All’estero via social si possono addirittura aprire conti, ci sono operazioni strabilianti.
Dolce & Gabbana, altro caso negativo del made in Italy sui social: ricorderete lo spot nel quale vengono presi in giro i cinesi che mangiano con le bacchette. Poi furono costretti a scusarsi, dicendo che non avevano capito la portata del messaggio. Loro sono ambasciatori dell’Italia nel mondo, e hanno bruciato non si sa quanti milioni di euro.
Ancora: il caso di Intesa San Paolo, con il video ‘io ci sto’ girato dalla direttrice della filiale di Castiglione delle Stiviere. Quel giorno, non so se per questo motivo, il titolo è caduto del 15%. Esempi positivi, invece, Taffo – il cui messaggio è passato, piaccia o no – oppure Samsung che lancia il nuovo Galaxy grazie a una foto scattata durante la notte degli Oscar. Cosa muove tutto? La generazione delle notifiche, che portano curiosità. La gente non fa più ricerche su Google, vuole le notifiche. La sfida digitale è prevalere con la propria notifica su quelle degli altri. L’engagement, però, è diverso dal fatturato. La popolarità e basta diventa vanità. Warren Buffet sostiene che ‘L’investimento è razionale: se non lo conosci, non farlo’. Quindi: assieme alla visibilità, bisogna garantire il flusso economico. Una strategia di marketing sui social richiede l’utilizzo di tutti gli strumenti social a disposizione, lasciando spazio ai cambiamenti in corsa.

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La competizione internazionale digitale ha spostato il terreno di confronto in un mondo dominato dalla tecnologia e dalle tecniche di comunicazione e marketing digitale. Facebook, Instagram, Whatsapp, Messenger, Twitter, Linkedin sono solo alcuni degli strumenti Social che si possono utilizzare per avere accesso a quasi 4 miliardi di persone. Tutte raggiungibili da qualsiasi Stato, da qualsiasi azienda che sia in grado di ideare e costruire una strategia di Comunicazione Digitale e di Social Marketing. Tra i 40 relatori di rilievo nazionale che interverranno,
Sergio De Luca (Direttore della Comunicazione e immagine Confcommercio Imprese per l’Italia), Paola Pernigotti (direttrice della Comunicazione Globale e Marketing di Alcatel-Lucent Enterprise), Alberto Lupini (Direttore di Italia a Tavola), Filippo Poletti (Coordinatore della Comunicazione digitale di Fiera Milano Media), Emilio Bianchi (Direttore Generale di Senaf).

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Gli assistenti vocali rafforzano gli stereotipi di genere
Studio, voci femminili restituiscono immagine di donna sottomessa

22 maggio 201914:47

Le voci femminili preimpostate per gli assistenti vocali – Siri di Apple, Alexa di Amazon e Cortana di Microsoft, ma anche Google Assistente nella versione originale in lingua inglese – rafforzano gli stereotipi di genere. A dirlo è una ricerca dell’Unesco, secondo cui le risposte spesso sottomesse o civettuole che vengono date dagli assistenti vocali anche a domande inopportune, volgari o allusive restituiscono l’immagine di una donna servile e remissiva.
Lo studio si intitola “I’d blush if I could”, “Arrossirei se solo potessi”, che è la risposta fornita fino a qualche tempo fa da Siri a chi la insultava dandole della poco di buono. Attualmente, invece, l’assistente replica: “Non so proprio cosa rispondere”.
A sviluppare questi sistemi di intelligenza artificiale sono team composti prevalentemente da uomini (tra i ricercatori in AI, le donne sono solo il 12%), si osserva nell’indagine. I ricercatori evidenziano le potenziali implicazioni negative a lungo termine soprattutto nei bambini, che cresceranno interfacciandosi con gli assistenti vocali.
“Macchine obbedienti e cortesi che fingono di essere donne stanno entrando nelle nostre case, auto e uffici”, ha osservato Saniye Gulser Corat, direttrice per l’Uguaglianza di genere all’Unesco. “La sottomissione che è inculcata in loro influenza il modo in cui le persone parlano alle voci femminili, e modella il modo in cui le rispondono alle richieste e si esprimono”.

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Ecco Doggo, il cane robot fai-da-te e low cost
Realizzato dagli studenti, ha un software libero

22 maggio 201912:51

(Prime passeggiate con salti acrobatici per Stanford Doggo, il cane robot fai-da-te realizzato negli Stati Uniti dagli studenti della Stanford University: costruito assemblando componenti a basso costo facili da reperire, è dotato di un software liberamente accessibile a tutti che può essere modificato in modo da istruirlo a eseguire i compiti più disparati.Presentato in Canada in occasione della Conferenza internazionale di robotica e automazione di Montreal, potrà diventare il primo di una serie di robot quadrupedi low-cost progettati per operazioni di salvataggio o per trasporto di carichi e oggetti. Grande quanto un beagle, Stanford Doggo può camminare, trotterellare, danzare, saltare e fare capriole all’indietro. Con le sue quattro zampe può mantenere l’andatura e la traiettoria desiderate anche quando il terreno cambia di consistenza. Ci riesce pur essendo privo di molle, grazie a motori che calcolano 8.000 volte al secondo le forze esterne che agiscono sul robot per determinare la forza da applicare in risposta.Nei test di laboratorio ha dimostrato di essere perfino più agile rispetto a molti dei robot quadrupedi usati nei laboratori, tanto da riuscire a spiccare salti di quasi un metro.

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La cinese ByteDance sfiderà Spotify e Apple Music
Bloomberg, l’azienda della app TikTok punta ai mercati emergenti

22 maggio 201912:52

Nel mercato della musica in streaming potrebbe affacciarsi un altro concorrente: la cinese ByteDance, la società che possiede la popolare app TikTok (chiamata Douyin in Cina), un social che consente agli utenti di caricare brevi video con musica o effetti sonori. Secondo Bloomberg, l’azienda vorrebbe lanciare un servizio di musica in abbonamento per sfidare Spotify e Apple Music nei mercati emergenti, dove questo tipo di servizi è ancora poco diffuso.Il servizio di ByteDance dovrebbe debuttare nell’autunno prossimo. La società avrebbe già fissato accordi con due delle principali case discografiche indiane, T-Series e Times Music.Sempre in base alle fonti, la novità non si chiamerà TikTok, ma ByteDance, e punta a convertire alcuni utenti della app in abbonati al servizio di musica in streaming. TikTok e Douyin sono state scaricate oltre 500 milioni di volte nel mondo, e i video che diventano virali sulla piattaforma riescono a influenzare il mercato musicale.

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Tornano i Google Glass, nuova versione per aziendeCostano 999 dollari, migliore videocamera e ricarica più veloce

22 maggio 201914:54

I Google Glass, uno dei principali fallimenti della casa californiana, che ha deciso di abbandonare il progetto degli occhiali ‘smart’ per tutti nel 2015, tornano in una versione dedicata ai professionisti.La nuova versione chiamata Glass Enterprise Edition 2, spiega un post sul blog, costa 999 dollari, ed è già a disposizione delle aziende interessate. “I lavoratori possono usare i Glass per accedere a checklist, vedere istruzioni, inviare foto o video di un’ispezione – spiega il post – e i nostri partner hanno riscontrato tempi di produzione più veloci, migliore qualità e costi diminuiti dopo aver adottato i Glass”.La nuova versione degli occhiali, che migliora quella sviluppata specificatamente per le aziende di cui non è stata interrotta la produzione, è equipaggiata con Android, ha una videocamera migliore, si ricarica più velocemente e ha una batteria che dura più a lungo, oltre ad altri miglioramenti tecnici. Il prezzo di lancio è comunque inferiore a quello che avevano i Glass destinati al pubblico che era di 1500 dollari.
Tencent, guerra commerciale non diventi tecnologicaFondatore colosso internet Pony Ma sollecita sviluppo ricerca

22 maggio 201915:25

I casi di ZTE e Huawei “si sono inaspriti: stiamo costantemente monitorando se la guerra commerciale si possa trasformare in una guerra tecnologica”. Sono i timori di Pony Ma, fondatore del colosso cinese Tencent, ripresi dalla rivista Caixin, insieme alle sollecitazioni ad adottare le misure necessarie.”Se non continuiamo a lavorare sodo sulla ricerca di base e sulle tecnologie chiave, la nostra economia digitale sarà soltanto un edificio alto costruito sulla sabbia, difficile da mantenere, per non menzionare poi il passaggio alle nuove linee di crescita dalle vecchie o la promozione dello sviluppo di alta qualità”, ha osservato l’uomo più ricco della Cina, secondo la calssifica di Forbes di marzo.Ma, al Global Digital Ecosystem Summit di Kunming, ha sottolineato che, dato che la Cina ha raggiunto la prima linea dello sviluppo, “c’è sempre meno spazio già solo per raccogliere le idee”. Tencent possiede la app di messaggistica WeChat, il relativo servizio di pagamenti e una a piattaforma di videogame.
Huawei: media, stop a forniture anche da britannica ArmBbc, i prodotti dell’azienda contengono tecnologia Usa

22 maggio 201915:29

Non solo le americane Qualcomm e Intel: la guerra degli Usa a Huawei potrebbe far perdere al colosso cinese anche i chip della britannica Arm. Lo si legge sul sito della BBCche cita un documento interno di Arm in cui si comunica ai dipendenti di interrompere “tutti i contratti attivi, i diritti di supporto e gli eventuali impegni in sospeso” con Huawei e le sue sussidiarie, per conformarsi alle nuove disposizioni del governo Usa. La scelta, si spiega nel documento, è motivata dal fatto che i prodotti Arm contengono tecnologia di origine statunitense.
Lo stop di Arm rappresenterebbe un problema per Huawei, perché l’architettura Arm è alla base dei processori Kirin, sviluppati da Huawei e montati sugli smartphone di fascia alta (come i telefoni Mate 20 e P30 che integrano il Kirin 980). Sugli smartphone più economici, attualmente l’azienda usa processori prodotti da Qualcomm.

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Jeff Bezos, affascinato da sviluppi industria auto
Patron Amazon si riferisce a “uber-izzazione dell’elettrico”

NEW YORK22 maggio 201915:31

Jeff Bezos è affascinato dai recenti sviluppi nell’industria automobilistica. In un incontro con i dipendenti lo scorso marzo, il patron di Amazon ha spiegato come “l’Uber-izzazione, l’elettrico” rendono “l’industria affascinante. E’ qualcosa di molto interessante da guardare ma di cui anche da essere parte”.Secondo quanto riportato da Cnbc, le parole di Bezos sono un assaggio del suo interesse nel settore delle quattro ruote, in cui Amazon è entrata in febbraio con il suo investimento in Rivian.
Huawei twitta sul sistema operativo, poi elimina il postMistero sui tempi di lancio, in rete notizie contrastanti

22 maggio 201915:32

Il sistema operativo (OS) “fatto in casa” da Huawei arriverà nei prossimi mesi. O forse no. In rete circolano notizie contrastanti in merito ai tempi di lancio dell’OS che potrebbe essere installato sugli smartphone dell’azienda cinese al posto di Android di Google, qualora l’amministrazione Trump non facesse un definitivo passo indietro sui divieti commerciali imposti al colosso asiatico. Stamani Huawei, in un post su Twitter dell’account Huawei Facts, ha annunciato l’arrivo dell’OS entro l’anno e la compatibilità con le app Android. Il post è stato però eliminato a stretto giro, senza spiegazioni né nuove comunicazioni.Huawei presumibilmente rilanciava un post sul social network cinese Weibo, in cui la rivista locale Caijing cita Richard Yu, presidente della divisione consumer di Huawei, attribuendo al manager dichiarazioni precise: un OS di Huawei sarà disponibile entro l’autunno prossimo o al massimo in primavera.Di senso opposto è quanto scrive il sito The Information, che riferisce di un’intervista in esclusiva con Yu e sostiene che l’OS sia “lontano dall’esser pronto”.Le notizie sono contrastanti anche riguardo alla compatibilità o meno dell’OS con le app Android. Secondo Caijing, l’OS sarà compatibile con tutte le applicazioni Android e le applicazioni web, e funzionerà su telefoni, tablet, computer, tv, auto e dispositivi indossabili. The Information mette invece in dubbio la compatibilità, dato che l’OS avrebbe bisogno di app sviluppate ad hoc.

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Privacy: studio Ue, italiani tra meno consapevoli sul Gdpr
Peggio solo i francesi. Ma sale informazione su ruolo Autorità

BRUXELLES22 maggio 201918:08

L’Italia, con la Grecia e il Belgio, è tra i Paesi della Ue dove si registra minor consapevolezza sull’esistenza del Regolamento generale della protezione dei dati (Gdpr), peggio fa solo la Francia. Emerge da un Eurobarometro diffuso dalla Commissione europea, in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Regolamento generale della protezione dei dati (Gdpr).Secondo il rilevamento i Paesi dove i cittadini sono più informati sono Svezia (90%); Olanda (87%); Polonia (86%); Cechia (85%) e Slovacchia (83%). Nella parte finale della graduatoria si trovano invece: Grecia e Cipro (58% ciascuno); Belgio (53%); Italia (49%); e Francia (44%). Dallo studio emerge inoltre che il 57% degli europei è a conoscenza che nel proprio Paese c’è un’Autorità responsabile per la protezione i loro diritti sui dati personali: il 20% in più rispetto a febbraio 2015.Più consapevolezza tra i cittadini “è un segnale molto incoraggiante. Quasi sei persone su dieci sanno che esiste un’autorità per la protezione dei dati personali nel loro Paese.E’ un aumento significativo rispetto al 2015, quando erano quattro persone su dieci. Il Gdpr fornisce alle autorità gli strumenti per combattere le violazioni. In un anno, il neo-costituito comitato europeo per la protezione dei dati ha registrato oltre 400 casi transfrontalieri in Europa. E questo conferma il vantaggio supplementare offerto dal regolamento, poiché la protezione dei dati non si ferma ai confini nazionali”, hanno sottolineato in una dichiarazione congiunta il vicepresidente della Commissione europea al Mercato unico digitale Andrus Ansip e la responsabile della Giustizia Vera Jourová.

Huawei, sistema operativo già in autunnoDopo stop Google su Android e stretta Usa su forniture hi-tech

PECHINO23 maggio 201906:03

– Il sistema operativo ‘made in Huawei’, dopo lo stop di Google su Android, sarà lanciato al più presto in autunno e non oltre la primavera del 2020. E’ quanto ha detto Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen, a conferma delle indiscrezioni che circolano da ieri sui media cinesi.
La mossa, scrive il Global Times, “riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative” alle forniture di componenti hi-tech dopo l’ultima stretta alla vendita decisa dagli Usa.

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Su Facebook arrivano anche Le Storie di Compleanno
Biglietti personalizzati, si può aggiungere la musica

23 maggio 201910:03

Le Storie sono una modalità di racconto sempre più usata, Facebook lancia una evoluzione di questa funzione dedicata ad un giorno speciale: Le Storie di Compleanno. Permettono di creare biglietti personalizzati diversi dal semplice messaggio.Per creare una Storia di compleanno basta toccare la notifica che suggerisce il compleanno di un amico, scattare o caricare una foto o registrare un breve video utilizzando uno dei biglietti di auguri digitali disponibili. Si può aggiungere anche una colonna sonora. Una volta pubblicata, la Storia sarà visibile per tutto il giorno nella sezione dedicata sul profilo di chi compie gli anni. Trascorso il giorno del compleanno sarà possibile recuperare le storie nell’archivio del proprio account, come nel caso delle Storie tradizionali. E’ inoltre possibile definire non solo chi tra gli amici può visualizzare le Storie di compleanno, ma anche chi può aggiungere contenuti.Le Storie di Facebook sono state introdotte circa due anni fa e sono utilizzate quotidianamente da più di 500 milioni di persone in tutto il mondo.
Svolta verde LG, azzerare impronta CO2 entro il 2030Il piano prevede taglio emissioni e progetti di compensazione

23 maggio 201910:04

La coreana LG è pronta alla svolta “verde”. Il produttore di elettronica di consumo ha annunciato il programma “Zero Carbon 2030”, che la vede impegnata ad azzerare la propria impronta di carbonio entro il 2030. Il piano prevede di dimezzare le emissioni di CO2 e, al contempo, espandere i progetti di compensazione.LG ha reso noto che ridurrà le emissioni di carbonio in tutti i suoi siti di produzione globali, da quasi 2 milioni di tonnellate di CO2 registrate nel 2017 a 960mila tonnellate entro la fine del 2030.In aggiunta, l’azienda espanderà i progetti di Clean Development Mechanism, uno dei meccanismi flessibili previsti dal protocollo d Kyoto, che permette alle imprese dei Paesi industrializzati con vincoli di emissione di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di CO2 nei Paesi in via di sviluppo senza vincoli di emissione. Tali progetti servono a ottenere crediti per la Certified Emission Reduction, che sono emessi dalla Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici.
Huawei, anche Panasonic ferma forniture
L’azienda giapponese si adegua al bando Usa

23 maggio 201903:24

– La giapponese Panasonic ha annunciato oggi di aver sospeso le spedizioni di alcuni componenti alla Huawei, per rispettare le restrizioni statunitensi sull’azienda cinese. “Panasonic ha comunicato ai suoi dipendenti di interrompere le transazioni con Huawei e le sue 68 filiali coperte dal bando degli Stati Uniti”, spiega la società in una nota.
L’azienda con sede a Osaka non ha grandi siti di produzione di componenti negli Usa, ma ha affermato che il bando si applica alle merci che hanno almeno il 25% di tecnologie o materiali originati negli Stati Uniti. Panasonic, che produce un’ampia gamma di dispositivi per smartphone, automobili e apparecchiature per l’automazione industriale, ha rifiutato di commentare quali specifici componenti sono soggetti al divieto e dove vengono prodotti.
Il dipartimento del Commercio degli Usa ha bloccato Huawei dall’acquisto di merci statunitensi la scorsa settimana, dicendo che l’azienda era coinvolta in attività contrarie alla sicurezza nazionale.
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Huawei, possibile lancio sistema operativo in autunnoE Panasonic smentisce lo stop a forniture

23 maggio 201910:12

Il sistema operativo ‘made in Huawei’, dopo lo stop di Google su Android, sarà lanciato al più presto in autunno e non oltre la primavera del 2020. E’ quanto ha detto Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen, a conferma delle indiscrezioni che circolano da ieri sui media cinesi.La mossa, scrive il Global Times, “riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative” alle forniture di componenti hi-tech dopo l’ultima stretta alla vendita decisa dagli Usa.Nel frattempo l’azienda giapponese Panasonic smentisce le notizie circolate in queste ore in merito alla sospensione delle forniture alla cinese Huawei in seguito al bando Usa. In una nota pubblicata da Panasonic nella sua pagina sul social network cinese Weibo, l’azienda definisce “false” le notizie sullo stop alle forniture e assicura che continuerà a vendere beni e servizi a Huawei, definito “partner importante”.

Huawei: Wsj,altre cinesi rischiano bandoProposta legge che dà 700mln a telco per eliminare prodotti Cina

23 maggio 201910:44

– Dopo Huawei, gli Stati Uniti potrebbero inserire altre aziende cinesi nella “Entity list”, la lista nera del commercio. Lo scrive il Wall Street Journal, citando fonti secondo cui il Dipartimento del Commercio Usa starebbe valutando la questione. Tra le aziende al vaglio potrebbero esserci Hikvision e Dahua, due società cinesi che producono apparecchi di videosorveglianza e che sono state già segnalate da alcuni membri del Congresso. Nel frattempo, riferisce sempre il Wsj, a Washington una proposta di legge bipartisan prevede di stanziare fino a 700 milioni di dollari per aiutare le aziende di telecomunicazioni, soprattutto nelle aree rurali, a rimuovere dalle loro infrastrutture, e a rimpiazzare, le apparecchiature di Huawei, Zte e aziende affiliate. La legge prevede anche il divieto usare i prodotti e i servizi di Huawei e Zte nelle reti 5G sviluppate in Usa.         

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HUAWEI: CONTINUA TAGLIO FORNITURE

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HUAWEI: CONTINUA TAGLIO FORNITURE

CONTINUA TAGLIO FORNITURE A HUAWEI ANCHE DA INTEL ED ALTRI PRODUTTORI DI CHIP E MICROCHIP

AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA” DELLE 08:19 DI LUNEDì 20 MAGGIO 2019

HUAWEI: CONTINUA TAGLIO FORNITURE

WASHINGTON

– Non solo Google. Anche le aziende Usa produttrici di chip e microchip – da Intel a Qualcomm, da Xilinx a Broadcom – si sono adeguate alla linea dettata dall’amministrazione Trump e hanno tagliato i ponti con Huawei, congelando le forniture destinate al colosso tecnologico cinese.
Lo riporta l’agenzia Bloomberg, che spiega come le varie società hanno già informato i propri dipendenti. Si tratta di sviluppi che rischiano di portare alle stelle le tensioni tra Washington e Pechino, già impegnate in un braccio di ferro sui dazi.         

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GOOGLE ROMPE CON HUAWEI

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GOOGLE ROMPE CON HUAWEI

GOOGLE ROMPE CON HUAWEI: è LA CONSEGUENZA DEL BANDO TRUMP

AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA”/”MONDO”/”ECONOMIA”/”ANDROID” DELLE 02:02 DI LUNEDì 20 MAGGIO 2019

GOOGLE ROMPE CON HUAWEI

WASHINGTON

– Google rompe con Huawei, sospendendo ogni attività portata avanti con il colosso tecnologico cinese, all’avanguardia nella realizzazione delle reti di nuova generazione 5G. Lo riporta in esclusiva Reuters.
Si tratta di uno schiaffo dolorosissimo per Huawei, dopo che l’amministrazione Trump ha inserito l’azienda nella lista nera vietandone l’uso per motivi di sicurezza nazionale.
Nel dettaglio – spiega Reuters – gli smartphone e gli altri apparati Huawei venduti fuori dalla Cina dovrebbero perdere l’accesso agli aggiornamenti del sistema operativo di Google, Android. Non solo, dovrebbero perdere l’accesso anche ad alcuni dei popolarissimi servizi di Google come il Google Play Store, YouTube e il servizio di posta elettronica Gmail.         

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DALLE 07:30 DI GIOVEDì 09 MAGGIO 2019

ALLE 08:36 DI VENERDì 10 MAGGIO 2019

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Google: l’assistente vocale aiuta anche chi non può parlare
Presentato il progetto Diva, creato da un ingegnere italiano

09 maggio 2019 07:30

L’assistente virtuale di Google può aiutare anche chi è muto e quindi non è in grado di impartire comandi vocali. A renderlo possibile è un ingegnere italiano, Lorenzo Caggioni. Nella sede milanese di Big G ha sviluppato il progetto che è stato presentato durante la Google I/O, la conferenza annuale degli sviluppatori in corso a Mountain View, in California.
Il progetto si chiama Diva (acronimo di DIVersely Assisted) e permette a chi è affetto da disabilità verbali di accedere all’assistente vocale di Google senza usare la voce. L’idea è nata dalla volontà di Caggioni di costruire un dispositivo che permettesse al fratello minore Giovanni – affetto da disabilità che gli impediscono di parlare – di poter ascoltare musica con maggiore autonomia sfruttando l’assistente virtuale. La soluzione è un pulsante collegato a una “scatola”, che ha il compito di convertire il segnale del pulsante in un comando da inviare all’assistente.TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE

“Mio fratello Giovanni ha 21 anni e la sua passione sono la musica e i film. Ma essendo nato con cataratte congenite, sindrome di Down e sindrome di West, non riesce a parlare.
Questo significa che ha bisogno della famiglia o degli amici per far partire o per fermare una canzone o un video”, racconta in un post Caggioni, Strategic Cloud Engineer in Google dal 2010.
“Abbiamo cominciato con un pulsante che invia un singolo comando, ma le funzionalità potrebbero essere estese per far fronte a diverse situazioni”, spiega Caggioni. “Ora stiamo esplorando la possibilità di attaccare a diversi oggetti di tag Rfid – etichette elettroniche che possono essere individuate a radiofrequenza – in modo da associare un comando diverso a ciascuna etichetta. In questo modo, una persona potrebbe usare un pupazzo per far partire un cartone animato in Tv oppure un CD per attivare la musica, semplicemente avvicinando a Diva l’oggetto”.
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Google, lo schermo smart ha la videocameraNest Hub Max consente di fare videochiamate e sorvegliare casa

09 maggio 201910:34

Non solo gli smartphone Pixel 3a e la sfilza di novità sul fronte software. Alla Google I/O, la conferenza annuale degli sviluppatori organizzata da Big G, la compagnia ha presentato il suo primo schermo ‘intelligente’ dotato di videocamera. Si chiama Nest Hub Max e inaugura un cambio di nome nella linea di prodotti per la casa smart, che vengono ricondotti al brand Nest.
Il dispositivo riprende il Google Home Hub (ora ridenominato Nest Hub) e lo potenzia, con uno schermo in aumento da 7 a 10 pollici e l’aggiunta di una fotocamera frontale che apre a nuove funzioni. L’Hub Max consente infatti di fare videochiamate, ha il riconoscimento facciale e permette anche di interrompere la riproduzione di musica o filmati rivolgendo il palmo della mano al monitor. Può inoltre essere usato come videocamera di sorveglianza interna per la casa, a cui accedere da remoto attraverso pc e smartphone.
Accanto a questo, offre tutte le funzioni del fratello minore: è un hub con cui controllare gli altri dispositivi smart della casa, funge da album fotografico digitale e da schermo su cui guardare YouTube, oltre che da televisore per la cucina e da classico smart speaker con assistente vocale integrato.
Il Nest Hub Max esordirà in estate sugli scaffali americani, britannici e australiani a 229 dollari. In Italia – e in 11 altri Paesi dal Canada al Giappone – al momento è invece previsto l’arrivo del più piccolo Nest Hub.

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Musica, Google supera 15 milioni di abbonati
Wsj, ha 16 milioni utenti paganti ma la crescita è in frenata

09 maggio 201920:07

el mercato della musica in streaming, Google ha superato il traguardo dei 15 milioni di abbonati su scala globale. Lo scrive Bloomberg, specificando che la cifra tiene conto degli utenti che pagano un abbonamento mensile al servizio YouTube Music e al più vecchio Google Play Music, ma anche delle persone che stanno testando il servizio e potrebbero disdirlo una volta terminato il periodo di prova gratuito.    Stando al Wall Street Journal, i servizi musicali in abbonamento di Google conterebbero 16 milioni di utenti, e la loro crescita starebbe ristagnando negli ultimi mesi. Citando fonti anonime, il quotidiano afferma che dal rilancio di YouTube Music, nel maggio 2018, allo scorso marzo, Google avrebbe acquisito 6 milioni di nuovi abbonati. Nello stesso periodo Apple ne ha aggiunti oltre 10 milioni e Spotify oltre 20 milioni.    Un portavoce di Google non ha confermato il numero di abbonati, ma ha dichiarato alle due testate che gli utenti paganti sono aumentati del 60% tra marzo 2018 e marzo 2019.
Leader del settore della musica in streaming resta Spotify, che ha dichiarato di aver superato i 100 milioni di abbonati a fine marzo. Apple Music nel dicembre scorso ne contava più di 50 milioni. Il servizio di Amazon – secondo le fonti del Wall Street Journal – conterebbe 30 milioni di abbonati.

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Zte lancia il suo primo smartphone 5G
L’Axon 10 Pro è atteso a breve anche in Europa

09 maggio 201917:23

Zte ha lanciato il suo primo smartphone compatibile con le nuove reti cellulari 5G. Si chiama Axon 10 Pro 5G ed è stato presentato in settimana in Cina. Il dispositivo è atteso a breve anche in Europa, dove potrebbe iniziare ad arrivare già entro la fine del primo semestre partendo da Austria e Finlandia.    Lo smartphone è il primo al mondo con processore Qualcomm Snapdragon 855 equipaggiato con il modem Snapdragon X50 5G e il file System F2FS, che migliora in modo efficiente le funzionalità di archiviazione e memoria. Il telefono ha un display da 6,47 e arriva in due configurazioni, con 6 GB di Ram più 128 GB di memoria interna, oppure 8 GB di Ram e 256 GB di memoria.    Il comparto fotografico è composto da un sensore principale da 48 megapixel, cui si affiancano un grandangolare da 20 megapixel e un teleobiettivo da 8 megapixel. La fotocamera anteriore per i selfie è da 20 megapixel. La batteria è da 4.000 mAh con ricarica rapida.
Lo smartphone è disponibile anche in versione 4G, per ora solo in Cina e in Germania, dove ha un prezzo raccomandato di 600 euro.

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FB, co-fondatore attacca, ‘va separata’
Hughes, Zuckerberg ha troppo potere e questo e’ anti-americano

NEW YORK09 maggio 201919:28

Mark Zuckerberg è un “bravo ragazzo” ma “il suo potere è senza precedenti, è anti americano”. Lo afferma il co-fondatore di Facebook Chris Hughes in un editoriale sul New York Times,.
Hughes sottolinea che, a suo avviso, le autorità dovrebbero intervenire e ‘spezzare’, separare Facebook. “Mark Zuckerberg non può” risolvere i problemi di Facebook, “il nostro governo può”.

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Huawei, minacce usa frenano governo GB
Via libera a colosso cinese resta in sospeso dopo visita Pompeo

LONDRA09 maggio 201919:31

Il governo britannico potrebbe rinviare, e forse ripensare, la decisione che anticipazioni mediatiche gli attribuiscono da giorni di aprire uno spiraglio a una partecipazione pur limitata di Huawei alla fornitura di componenti per il sistema di telecomunicazione 5G. Lo scrivono oggi alcuni giornali del Regno Unito all’indomani della visita a Londra del segretario di Stato Mike Pompeo, il quale ha ribadito l’ostilità dell’amministrazione Trump al colosso cinese, accusato dagli Usa di legami con l’intelligence di Pechino.    In pubblico, dopo gli incontri con il ministro degli Esteri Jeremy Hunt, e con la premier, Theresa May, la questione è stata toccata solo di sfuggita e senza annunci di sorta. Ma stando a testate come “I”, Pompeo ha confermato la minaccia di conseguenze sulla cooperazione d’intelligence con Londra se il più stretto degli alleati europei non si allineerà a Washington su questo dossier.
Il “Daily Telegraph” riferisce invece d’una battuta provocatoria rivolta alla May dall’ospite americano, secondo cui “Margaret Thatcher avrebbe già bloccato Huawei”.

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Accordo Polizia-Cisco contro il cybercrime
Una collaborazione per prevenire la criminalità informatica

09 maggio 201919:32

E’ stato siglato a Roma un accordo tra Polizia e Cisco Systems Italia per migliorare la sicurezza della navigazione degli utenti in internet. La convenzione è stata firmata dal capo della Polizia Franco Gabrielli e dall’Ad di Cisco Systems Italia Agostino Santoni, e rientra nell’ambito iniziative per il potenziamento dell’attività di prevenzione della criminalità informatica attraverso la cooperazione con gli operatori che forniscono prestazioni essenziali.    L’accordo prevede una collaborazione aperta a tutti i livelli per iniziative volte alla condivisione delle rispettive competenze per migliorare i meccanismi di sicurezza offerti agli utenti della Rete durante la loro navigazione.
Per la Polizia la realizzazione dell’accordo sarà garantita dalla Polizia Postale, che si occupa di sicurezza in internet, anche attraverso le attività di prevenzione svolte dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online.

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Usa bloccano China Mobile per rischi di spionaggio
Le autorità vietano l’ingresso nel mercato telefonico americano

NEW YORK09 maggio 201919:54

La Federal Communications Commission ha votato all’unanimità il divieto di ingresso sul mercato americano di China Mobile per timori di spionaggio. Una decisione che va ad alimentare le tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina. “Il governo cinese potrebbe usare China Mobile per trarre vantaggio dalla nostra rete telefonica per raccogliere intelligence contro le agenzie del governo americano e altri target. E’ un rischio inaccettabile”, ha affermato Ajit Pai, il presidente della Federal Communications Commission.

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L’AI sfila, crea una collezione di moda
In passerella gli outfit di Huawei con la stilista Anna Yang

09 maggio 201920:30

– L’intelligenza artificiale (AI) disegna una collezione di moda e arriva in passerella, grazie alla rielaborazione di una stilista cinese. Gli outfit nati nella mente di uno smartphone – il P30 Pro di Huawei – e traghettati nella realtà da Anna Yang, la direttrice creativa del brand Annakiki, sono stati i protagonisti di una sfilata milanese che stasera ha celebrato la prima linea di moda frutto della collaborazione tra la tecnologia e l’estro creativo umano.
Il progetto sperimentale si chiama “Fashion Flair” e ha visto Huawei lavorare insieme a un team di sviluppatori italiani, che hanno usato la doppia unità di calcolo neurale presente negli smartphone top di gamma del brand asiatico. L’AI è stata “allenata” mostrandole 30mila immagini rappresentative delle sfilate di moda più iconiche degli ultimi cento anni. Ne è nata un’applicazione in grado di disegnare abiti inediti in base alle preferenze dell’utente, che può scegliere colori, volumi, lunghezze e texture ottenendo lo spunto creativo per un capo.
Il risultato sono i 20 outfit della collezione Annakiki per Huawei visti in passerella e ora in vendita. “Perché non lasciarsi contaminare da ciò che può fare una macchina e incorporare la proposta dell’intelligenza artificiale all’interno del processo creativo che porta alla definizione di un look?”, ha osservato Yang. “Questa capsule collection è solo un esempio di ciò che sarà possibile realizzare in futuro”.
Per Huawei non è il primo esperimento creativo con protagonista gli smartphone. A febbraio l’AI del Mate 20 Pro ha completato la Sinfonia No. 8 in Si minore di Schubert, conosciuta come l’Incompiuta, insieme al compositore Lucas Cantor, e nel novembre scorso ha trasformato il canto d’amore delle megattere in una melodia comprensibile all’orecchio umano.           

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DALLE 06:15 ALLE 13:42 DI GIOVEDì 02 MAGGIO 2019

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Qualcomm, da Apple avrà 4,5 miliardi dlr
Ricavi in calo del 4,6% nel trimestre, raddoppia utili

02 maggio 2019 06:15

Qualcomm riceverà da Apple tra i 4,5 e i 4,7 miliardi di dollari, come parte dell’intesa siglata il mese scorso dalle due aziende per mettere fine alle dispute legali su brevetti e diritti. Lo ha reso noto Qualcomm annunciando i risultati finanziari del secondo trimestre fiscale. La cifra è l’una tantum pattuito nell’accordo siglato il 16 aprile, che prevede anche un contratto di licenza della durata di sei anni e un contratto di fornitura di chip.

Nel secondo trimestre fiscale, chiuso a marzo, Qualcomm ha riportato ricavi per 4,98 miliardi di dollari, in calo del 4,6% su base annua. L’utile netto è raddoppiato, raggiungendo i 663 milioni a fronte dei 330 milioni del pari periodo 2018.
FB, comitato privacy in intesa con UsaNegozia con Ftc, misure in aggiunta a multa da 3-5 miliardi dlr

02 maggio 201912:55

Facebook starebbe negoziando un accordo con la Federal Trade Commission (Ftc) statunitense che impegnerebbe il social network a creare un comitato indipendente di supervisione sulla privacy e a nominare un responsabile della privacy approvato dalla Ftc. A riferire l’indiscrezione è il sito Politico.com, secondo cui le misure sarebbero in aggiunta alla multa da 3-5 miliardi che pende su Facebook per lo scandalo di Cambridge Analytica, e per la quale l’azienda di Mark Zuckerberg ha già fatto un accantonamento. Stando all’accordo, il comitato si riunirebbe ogni tre mesi ed emanerebbe rapporti periodici in tema di privacy; a farne parte potrebbero essere anche i membri del cda di Facebook.

Sempre secondo le fonti, la Ftc avrebbe “essenzialmente” un potere di veto sulla scelta del manager responsabile della privacy. Al momento – evidenzia Politico – non sono chiari i poteri né del manager, né del comitato.

Secondo l’intesa, inoltre, il creatore e Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, sarebbe “responsabile designato per la conformità” e avrebbe la responsabilità dell’attuazione delle politiche sulla privacy.

Google, arriva auto-cancellazione datiSi può scegliere ogni quanto eliminare info su posizione e app

02 maggio 201913:10

Google fa un passo in avanti nella tutela della privacy consentendo agli utenti di impostare l’auto-cancellazione automatica e periodica dei loro dati sulla posizione geografica e l’attività delle app. La novità annunciata dall’azienda punta a rassicurare sulla protezione dei dati dopo le polemiche dell’estate scorsa sul tracciamento degli utenti.

Il nuovo strumento riguarda la Cronologia delle posizioni e l’Attività web e app. Al momento è già possibile cancellare manualmente quei dati, in parte o per intero. La nuova funzione, in arrivo nelle prossime settimane, consente di rendere questa attività automatica, impostandola ogni 3 o 18 mesi. “Fissate un limite di tempo in cui desiderate mantenere i dati relativi alle vostre attività (3 o 18 mesi) e tutti i dati più vecchi verranno automaticamente eliminati dal vostro account in modo continuativo”, si legge sul blog di Google.

La novità arriva dopo che, nell’agosto scorso, un’inchiesta dell’Associated Press aveva rivelato che alcuni servizi di Google su smartphone memorizzavano i dati relativi alla localizzazione degli utenti anche quando si configuravano le impostazioni sulla privacy in modo da evitarlo.         

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DALLE 08:54 DI GIOVEDì 25 APRILE 2019

ALLE 04:48 DI VENERDì 26 APRILE 2019

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Trump:calo follower,convoca capo Twitter
Dorsey,flessione anche per altri vip dopo rimozione fake account

WASHINGTON25 aprile 2019 08:54

– Donald Trump perde follower sulla sua piattaforma preferita e ‘convoca’ il ceo di Twitter Jack Dorsey alla Casa Bianca lamentandosi con lui. Negli ultimi mesi, secondo alcune stime, ha dovuto dire addio a circa 204mila (0,4%) dei suoi 53,4 milioni di seguaci. Un calo che lo preoccupa, anche in vista delle presidenziali del 2020.
L’incontro è avvenuto mentre il tycoon continua ad attaccare la Silicon Valley, minacciando di regolamentare Facebook, Google e Twitter, convinto che censurino le voci dei conservatori online. Il presidente aveva lanciato una dura accusa anche poche ore prima prima del faccia a faccia. “Non mi trattano bene come repubblicano. Molto discriminatori”, aveva cinguettato, accusando Twitter di rimuovere costantemente utenti e di fare “giochi politici”.
Secondo le ricostruzioni dei media Usa, Dorsey avrebbe spiegato a Trump che Twitter sta rimuovendo account falsi, e che per questo molte persone famose, compreso lui stesso, hanno perso seguaci.

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Huawei: polemica su governo Gb per leak
Ministro frena dopo anticipazioni media su ok a cinesi per 5G

LONDRA25 aprile 201915:25

– E’ bufera sul governo britannico di Theresa May dopo l’anticipazione filtrata ieri sul Telegraph di un via libera in arrivo alla partecipazione del colosso cinese Huawei al progetto 5G nel Regno – seppure solo nella fornitura di componenti “non cruciali” – a dispetto delle pressioni Usa e di qualche degli stessi 007 in tema di sicurezza nazionale. Il ministro per la Cultura e il Digitale, Jeremy Wright, intervenendo oggi sulla questione alla Camera dei Comuni, ha precisato che una decisione ufficiale non è stata ancora presa, sebbene senza smentire che l’orientamento sia quello di trovare “un difficile equilibrio fra sicurezza e prosperità”. Nel contempo Wright ha promesso un’inchiesta “appropriata” sulle indiscrezioni lasciate trapelare sui media, aggiungendo di “non escludere un’indagine penale”. Deputati di maggioranza e opposizione e veterani dei servizi segreti hanno stigmatizzato da parte loro il ‘leak’ come uno dei più gravi degli ultimi anni, tirando in ballo il sospetto d’una fuga di notizie legata ai clima di rissa interna allo stesso gabinetto.

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Smart speaker,oltre 50% case Usa in 2020
Analisti, nel 2019 consegne globali a quota 130 milioni di unità

25 aprile 201913:34

– Entro la fine del prossimo anno, negli Stati Uniti le case in cui è presente almeno uno smart speaker supereranno per numero quelle in cui ancora gli altoparlanti ‘intelligenti’ non sono entrati. Lo prevedono i ricercatori di Strategy Analytics, secondo cui nella seconda metà del 2020 il tasso di penetrazione passerà la soglia del 50%.

Stando agli analisti, entro il 2023 altri sette Paesi – ma non l’Italia – avranno smart speaker in oltre la metà delle abitazioni. Sono Regno Unito, Irlanda, Canada, Corea del Sud, Australia, Germania e Francia. “L’interazione vocale diventerà uno stile di vita per la maggioranza della popolazione in molti Paesi importanti”, osserva l’analista David Watkins, secondo cui “ciò rappresenta nuove opportunità per i brand e le imprese per creare migliori relazioni con i clienti”.

Sempre in base alle previsioni, le consegne mondiali di smart speaker registreranno una crescita superiore al 50% nel corso del 2019, raggiungendo i 130 milioni di unità. Entro il prossimo dicembre, saranno presenti in 115 milioni di case in Nord America, Europa occidentale e Cina. Considerando insieme gli altoparlanti e gli schermi ‘smart’, le consegne si attesteranno a 134 milioni di unità nel 2019, per arrivare a 280 milioni di dispositivi nel 2024.

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Fb teme multa su privacy, accantona 3 miliardi
Rischia fino a 5 mld. Effetti su trimestrale, ma il titolo sale

WASHINGTON25 aprile 201913:36

– Facebook rischia una multa fino a 5 miliardi di dollari nelle indagini della Federal Trade Commission (Ftc) sulla possibile violazione di un accordo del 2011 a garanzia della privacy degli utenti. L’indagine segue lo scandalo di Cambridge Analytica, che ha avuto accesso ai dati di 87 milioni di utenti Fb senza il loro consenso. Per questo la compagnia ha iscritto come perdita in bilancio 3 miliardi di dollari, in attesa della conclusione dell’inchiesta.

La somma impatta negativamente sui risultati del primo trimestre, benché i ricavi siano aumentati annualmente del 26% a 15,08 miliardi di dollari, battendo la stima degli analisti.

L’incremento dei ricavi è stato aiutato dalla crescita di Instagram e della spesa pubblicitaria delle aziende. Il guadagno netto è però crollato a 2,43 miliardi, a causa in gran parte dell’accantonamento per la possibile sanzione, che tuttavia non sembra aver preoccupato gli investitori: negli scambi dopo la chiusura di Borsa il titolo ha guadagnato quasi il 5%.           

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DALLE 04:56 DI MERCOLEDì 24 APRILE 2019

ALLE 08:54 DI GIOVEDì 25 APRILE 2019

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iPhone 5G arriverà nel 2020 con modem Qualcomm
Vendite melafonini attese a 188-192 milioni di unità nel 2019

24 aprile 2019 04:56

Apple metterà in commercio un iPhone 5G solo nel 2020, usando modem di Qualcomm – con cui ha di recente chiuso una disputa legale su brevetti e licenze – e di Samsung. Lo prevede l’analista Ming-Chi Kuo, esperto dell’azienda di Cupertino.Per Kuo, Apple porterà sul mercato un iPhone 5G nell’autunno del 2020, e non nel 2019 come la maggior parte dei produttori di smartphone. Il lancio, tuttavia, contribuirà a rivitalizzare le vendite dell’iPhone, che hanno subito una frenata.”Ci aspettiamo che le consegne complessive di iPhone si attesteranno a 188-192 milioni di unità nel 2019, e a 195-200 milioni nel 2020″, si legge in una nota dell’analista riportata dal sito della Cnbc.Apple ha venduto 217 milioni di iPhone nell’esercizio fiscale 2018, che si è chiuso nel settembre scorso. A dicembre la compagnia ha poi reso noto che non comunicherà più i dati sui volumi di vendita di dispositivi, perché meno rilevanti per gli investitori.La scorsa settimana Apple e Qualcomm hanno raggiunto un accordo sullo scontro legale che le vede protagoniste nei tribunali di tutto il mondo riguardo le royalty. “L’accordo include un pagamento da Apple e Qualcomm” si legge nel comunicato, nel quale si precisa che le due società hanno anche siglato un contratto di licenza di sei anni, in vigore dall’1 aprile 2019, con l’opzione di estenderlo per altri di due anni.

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Da governo Gb via libera a Huawei su G5
Colosso cinese potrà fornire elementi non cruciali. Usa snobbati

LONDRA24 aprile 201913:30

Il governo britannico è pronto a dare luce verde alla partecipazione del colosso cinese Huawei al progetto 5G nel Regno, a dispetto delle pressioni Usa e di alcune preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale condivise da ministri e 007 di Londra. Lo anticipa oggi il Daily Telegraph precisando tuttavia che l’ok è limitato alla fornitura di parti “non cruciali” del network per la raccolta dati: una restrizione che non sembra bastare ad accontentare Washington e che però potrebbe ridimensionare la soddisfazione di Pechino.

La questione è stato definita da Theresa May, d’intesa con i ministri di Esteri, Difesa e Interno, dopo mesi di analisi da cui era emerso qualche allarme, ma solo parziale, sul rischio di esporsi a potenziali forme di cyber intrusione cinesi. Gli Usa, che hanno tagliato fuori Huawei, avrebbero preteso l’esclusione totale del gigante cinese anche dagli alleati che aderiscono al sistema di cooperazione d’intelligence denominato ‘Five Eyes’ (Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda): gruppo un cui meeting è previsto più tardi a Glasgow.

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Usa: fa causa a Apple e chiede 1 mld dollari per suo arresto
Ragazzo punta dito contro sistema riconoscimenti facciale

24 aprile 201917:20

Un ragazzo di 18 anni fa causa ad Apple e chiede 1 miliardo di dollari. Ousmane Bah, accusa il sistema di riconoscimento facciale per averlo fatto erroneamente collegare a una serie di furti nei negozi di Cupertino. Lo riporta il Washington Post.Bah è stato arrestato in novembre e il mandato di cattura includeva la foto di un’altra persona: gli agenti del New York Police Department hanno concluso che il ladro catturato dalle telecamere di sorveglianza del negozio “non sembrava neanche lontanamente” Bah. nell’azione legale vengono citati gli agenti e si sostiene che Apple ha usato la sua tecnologia di riconoscimento facciale per identificare taccheggiatori. Bah ammette di aver perso di recente il foglio rosa, che comunque non aveva alcuna sua foto.Il legale di Bah spiega come il foglio rosa è stato probabilmente presentato dal suo assistito in un negozio Apple come prova di identità, e che il nome di Bah è stato associato per errore al volto di un ladro nei sistemi di sicurezza della società. Questo significa che ogni volta che il taccheggiatore entra in un negozio Apple viene registrato con il nome di Bah nei sistemi di sorveglianza di Apple.

TECNOLOGIA

Huawei: media Cina, smartphone pieghevole in arrivo a giugno
Fonti smentiscono le voci di uno slittamento come per Samsung

24 aprile 201917:41

Lo smartphone pieghevole di Huawei, chiamato Mate X, inizierà ad arrivare sugli scaffali a giugno, almeno in Cina. A dirlo sono alcuni siti cinesi, tra cui Phoenix Technology, che riferiscono di indiscrezioni interne all’azienda. Le fonti confermano una pubblicità apparsa agli inizi di aprile – e subito rimossa – sul sito di e-commerce di Huawei in Cina, in cui si indicava proprio giugno come data di disponibilità dello smartphone.Le indiscrezioni arrivano a poche ore dal comunicato di Samsung che ha invece annunciato un rinvio per il suo telefono pieghevole, il Galaxy Fold, a causa dei problemi allo schermo emersi in alcuni modelli di prova consegnati ai giornalisti.Huawei non ha al momento confermato nessuna data di uscita per il Mate X. Durante la presentazione del dispositivo, lo scorso febbraio al Mobile World Congress di Barcellona, la compagnia aveva parlato genericamente della seconda metà del 2019. In Italia il lancio era atteso nel mese di ottobre.Le nuove indiscrezioni non escludono la possibilità che in Europa il Mate X arrivi effettivamente nei mesi successivi a giugno, e quindi nel secondo semestre. L’ipotesi resta plausibile anche in considerazione dei tempi di produzione del dispositivo.

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L’intelligenza artificiale in campo per la fusione nucleare
Per studiare le instabilità del plasma

24 aprile 201917:39

L’intelligenza artificiale scende in campo per studiare la fusione nucleare. E’ quanto prevede la ricerca pubblicata sulla rivista Nature e nata dalla collaborazione fra dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e università di Princeton; l’obiettivo è studiare un metodo per prevedere le instabilità improvvise del plasma, in modo da prevenirle, evitando interruzioni nel processo di produzione di energia. Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato potrebbe accelerare lo sviluppo della produzione di energia dalla fusione nucleare, che è una fonte pulita e virtualmente inesauribile per generare elettricità.”Questa ricerca apre un promettente nuovo capitolo nello sforzo di produrre energia illimitata sulla Terra”, ha detto Steve Cowley, dell’università di Princeton. Sono diversi i progetti e gli esperimenti che puntano a ottenere la fusione nucleare per produrre energia elettrica e fra i più importantic’è Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor) in costruzione a Cadarache, in Francia. Si basa su una macchina chiamata Tokamak, nella quale il plasma incandescente viene isolato dalle pareti del reattore (confinamento) utilizzando intensi campi magnetici.L’inconveniente di questa tecnologia è che possono verificarsi improvvise instabilità del plasma capaci di compromettere il confinamento, costringendo a fermare la macchina per evitare di danneggiarla. Tuttavia è possibile prevenire il problema a condizione che ci sia un tempo sufficiente di avviso. I ricercatori hanno pensato di ‘arruolare’ l’intelligenza artificiale per tentare l’impresa di prevedere questo fenomeno, addestrando un sistema con i dati forniti da due importanti dimostratori: il DIII-D in California, la più grande struttura degli Stati Uniti, e il Joint European Torus (JET) nel Regno Unito. Il risultato è stato SODDISFACENTE e il sistema ha fornito previsioni affidabili.         

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DALLE 04:58 DI VENERDì 19 APRILE 2019

ALLE 05:46 DI SABATO 20 APRILE 2019

TECNOLOGIA

Apple al lavoro su sensori auto autonome
Incontri con 4 aziende fornitrici

19 aprile 2019 04:58

Apple è ancora in pista nella corsa delle auto a guida autonoma. La compagnia di Cupertino avrebbe avuto incontri con quattro aziende fornitrici di sensori per auto autonome e starebbe contemporaneamente lavorando per riuscire a realizzarli in proprio. Lo ha riferito il sito della Reuters, citando tre persone a conoscenza dei fatti.

Gli incontri sono stati incentrati sui sensori di nuova generazione di tipo lidar, una tecnologia di telerilevamento che misura le distanze usando impulsi laser. Apple sarebbe in cerca di sensori più piccoli, economici e più facili da produrre rispetto agli attuali.I sistemi lidar ora esistenti, compresi quelli dell’azienda Velodyne che sono montati sulla flotta di auto di test targata Apple, costano fino a 100mila dollari e sono poco adatti all’uso nella produzione di massa di veicoli. Per questo la società californiana sarebbe in cerca di un “design rivoluzionario”.

Secondo le fonti la Mela, oltre a cercare all’esterno, starebbe anche portando avanti lo sviluppo interno dei sensori.
Google Maps ti dice quanti posti sul busAnche affollamento delle carrozze di treni e metropolitane

19 aprile 201917:55

Google Maps sempre più dettagliato, a breve fornirà anche le indicazioni sul numero dei posti a sedere su treni e metro, grazie all’aiuto degli utenti. Secondo alcune segnalazioni raccolte dal sito Android Police, infatti, l’azienda di Mountain View avrebbe chiesto aiuto alla propria community iniziando ad avviare una notifica, tipo test, che consente di specificare il grado di affollamento di una determinata tratta. Poi, incrociando i dati, li mette a disposizione di tutti.Al momento la notifica è arrivata agli utenti del sistema operativo Android in Svezia e secondo diverse segnalazioni è già operativa da diversi mesi per gli utenti iOS di Apple che viaggiano in metro o in treno a San Francisco, New York, Washington, Tokyo e Parigi. La notifica chiede agli utenti di indicare il livello di presenze sul mezzo di trasporto pubblico dando una serie di opzioni: molti posti disponibili, pochi posti disponibili, solo posti in piedi, solo posti in piedi con spazi angusti, insicuro.

Di recente Google Maps ha introdotto due nuove funzionalità utili per gli automobilisti: la segnalazione degli autovelox e la realtà aumentata per visualizzare i percorsi.
Amazon e Google sfidano Spotify, musica streaming gratisPossibile ascoltarla da smart speaker ma insieme alla pubblicità

19 aprile 201917:31

Amazon e Google abbracciano il “modello Spotify” per la musica in streaming. Accanto al servizio in abbonamento, hanno infatti deciso di consentire la fruizione gratuita dei brani, a patto che le persone siano disposte ad ascoltare anche la pubblicità. La mossa serve ad ampliare il bacino di utenti ma soprattutto a far crescere la popolarità e l’appeal degli smart speaker delle due compagnie, gli Echo di Amazon e i Google Home.

Amazon, dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, ha annunciato il lancio della versione gratuita – sponsorizzata dalla pubblicità – di Amazon Music. Chiunque avrà accesso a una selezione di stazioni e playlist sui dispositivi compatibili con l’assistente vocale Alexa. Il servizio per ora riguarda solo gli Stati Uniti.

Un annuncio simile è arrivato anche da Google: YouTube Music sarà ascoltabile in modo gratuito (ma sempre con gli spot) sugli speaker Google Home e gli altri altoparlanti che integrano l’assistente di Big G. La novità è attiva in 16 Paesi, Italia inclusa.

Notre Dame, la sua copia 3D virtuale aiuterà a ricostruirlaFatta nel 2015 con una scansione laser, è precisa al millimetro

19 aprile 201913:17

Le speranze di ricostruire Notre Dame non sono bruciate insieme alla storica cattedrale: nel 2015 ne è stata fatta un’accuratissima copia 3D virtuale precisa al millimetro, grazie ad una scansione laser dell’intero edificio che è stata salvata in un archivio digitale. Il lavoro svolto da un gruppo di storici che ha studiato l’architettura delle grandi cattedrali gotiche per il National Geographic, è stato guidato da Andrew Tallon del Vassar College, Stati Uniti, che ha “registrato” ogni straordinario dettaglio con un margine di errore di pochi millimetri, fornendo una mappa da seguire per la ricostruzione della chiesa.

La scansione è stata fatta mettendo insieme i dati presi da 50 diverse postazioni, all’interno e fuori Notre Dame, che hanno prodotto l’impressionante cifra di un miliardo di misurazioni. Per ogni scansione il laser ha perlustrato l’area in ogni direzione, registrando l’esatta posizione di tutte le superfici incontrate, dai contrafforti alle colonne. Il risultato sono milioni di punti colorati che si uniscono a formare una replica tridimensionale perfetta della cattedrale.

Il lavoro di Tallon ha anche svelato tutti i segreti impiegati nella costruzione di Notre Dame, avvenuta tra il 1163 e il 1345, come ad esempio la progettazione delle sue altissime arcate. Gli sforzi per la ricostruzione della chiesa sono già iniziati: grazie alle donazioni sono già stati raccolti più di 450 milioni di dollari. Nonostante i danni molto estesi, la maggior parte delle straordinarie opere d’arte e delle strutture in pietra sono rimaste intatte. Ma solo il tempo dirà se l’edificio potrà essere riportato al suo antico e amato splendore.

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Musk e Sec, più tempo per disputa tweet
Hanno tempo fino al 25 aprile per raggiungere intesa

19 aprile 201913:48

– Elon Musk e la Sec hanno ottenuto una settimana in più, fino al 25 aprile, per raggiungere un’intesa sulla disputa relativa ai tweet del miliardario visionario. Il giudice ha concesso più tempo per le trattative alla luce dei progressi compiuti. Secondo la Sec Musk ha violato il precedente accordo con le autorità con il quale si era impegnato a non pubblicare materiale informativo senza aver prima ottenuto il via libera dei legali della società al fine di non fornire informazioni fuorvianti. Musk ha respinto le accuse.
L’86% delle imprese pensano a trasformazione digitaleLo dice il direttore della Luiss Business School, Paolo Boccardelli

19 aprile 201914:27

Le sfide dell’innovazione tecnologica “sono molto impegnative, ma l’86% delle imprese in Italia ha attivato progetti di trasformazione digitale, si tratta quindi di un fenomeno già avviato nel nostro paese con diversi esempi molto significativi”.Lo ha detto il direttore della Luiss Business School, Paolo Boccardelli, al ‘Challenges for Innovation’ organizzato da Il Messaggero con il supporto di Atlantia, Ford, Leonardo, Sorgenia e Tim, dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie. In particolare, sono state analizzate alcune tematiche cruciali della rivoluzione digitale in atto, fra cui lo sviluppo del 5G, dei big data e dei servizi innovativi legati alle case, ai trasporti e alle città. L’opening speech è stato affidato a Francesca Bria, assessore all’innovazione tecnologica di Barcellona con la sindaca Ada Colau.”A Barcellona l’obiettivo del nostro lavoro è stato quello di uscire dall’idea tecnocratica della smart city, mettendo al centro i bisogni dei cittadini: il diritto alla casa, la sanità pubblica, la mobilità sostenibile, la creazione di nuovi spazi verdi e la lotta al cambiamento climatico”, ha spiegato Bria aggiungendo che per partire dalle questioni reali “abbiamo messo in campo un grosso processo di democrazia partecipativa, grazie al quale ad oggi il 70% delle proposte nella nostra agenda di governo della città viene direttamente dai cittadini”.
Apple amplia programmi di riciclo dell’hi-techNuovo laboratorio dedicato allo studio del recupero di materiali

19 aprile 201914:38

Apple aumenta gli sforzi nel campo della sostenibilità ambientale. La compagnia ha annunciato un ampliamento dei programmi di riciclo che quadruplica il numero di punti vendita a cui i clienti statunitensi possono restituire il proprio iPhone affinché venga smontato da Daisy, il robot della catena di riciclo. Apple ha anche reso nota l’apertura di un Material Recovery Lab che si dedicherà allo studio di nuovi processi di riciclo.Daisy – spiega in una nota l’azienda californiana – provvederà a disassemblare e riciclare gli iPhone idonei restituiti ai punti vendita di Best Buy negli Usa e ai punti vendita Kpn nei Paesi Bassi. Il robot può disassemblare 15 modelli diversi di iPhone a una velocità di 200 dispositivi all’ora, recuperando materiali che vengono immessi nuovamente nel processo produttivo come il cobalto, riusato nelle batterie, e l’alluminio con cui viene fatto il guscio dei MacBook Air.”Apple ha ricevuto quasi un milione di dispositivi tramite i suoi programmi di riciclo. Nel 2018, l’azienda ha ricondizionato oltre 7,8 milioni di dispositivi Apple e ha contribuito a evitare che più di 48mila tonnellate di rifiuti elettronici finissero nelle discariche”, evidenzia l’azienda.Ai processi di riciclo lavorerà il nuovo laboratorio con sede a Austin, in Texas, che “cercherà soluzioni innovative basate sulla robotica e l’apprendimento automatico per migliorare metodologie tradizionali quali il disassemblaggio mirato, lo smistamento e la triturazione” conclude Apple.
Zuckerberg nel mirino delle autorità Usa, rischia sanzioniPer ripetute violazioni privacy della societa’

NEW YORK19 aprile 201917:29

Mark Zuckerberg nel mirino delle autorità americane che stanno indagando sulla gestione dei dati personali da parte di Facebook. Gli investigatori starebbero valutando come sanzioni contro Zuckerberg per le mancanze di Facebook in termini di tutela dei dati.Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali le autorità di solito non prendono di mira i manager nei casi di infrazioni della privacy sul web.Ma colpire Zuckerberg invierebbe un messaggio anche agli altri colossi della Silicon Valley, ovvero che le autorità intendono ritenere i manager direttamente responsabili delle ripetute mancanze delle loro società.
Europee: Privacy, attenzione a messaggi per utenti socialLe regole del Garante per partiti politici e candidati

19 aprile 201917:41

Attenzione all’uso di messaggi politici e propagandistici inviati agli utenti dei social network (come Facebook e Linkedin) o su altre piattaforme di messaggistica (come Skype, Whatsapp, Messenger): devono rispettare le norme in materia di protezione dei dati.Come dimostrato da casi recenti di profilazione massiva degli elettori, è fondamentale proteggere il processo elettorale ed evitare rischi di interferenze e turbative esterne. Sono tra le indicazioni del Garante Privacy in vista delle prossime consultazioni elettorali europee, anche alla luce del nuovo quadro normativo introdotto dal Regolamento Ue in materia di protezione dei dati personali. Il Garante ha approvato uno specifico provvedimento che fissa le regole per il corretto uso dei dati degli elettori da parte di partiti, movimenti politici, comitati promotori, sostenitori e singoli candidati. Nel provvedimento, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, l’Autorità si sofferma, in particolare, su alcuni punti. Per contattare gli elettori ed inviare materiale di propaganda, partiti, organismi politici, comitati promotori, sostenitori e singoli candidati possono usare senza consenso i dati contenuti nelle liste elettorali detenute dai Comuni.Possono essere usati anche altri elenchi e registri pubblici in materia di elettorato passivo e attivo (es. elenco dei cittadini residenti all’estero aventi diritto al voto o degli elettori italiani che votano all’estero per le elezioni del Parlamento europeo) e altre fonti documentali, detenute da soggetti pubblici, accessibili da chiunque. Si possono utilizzare senza previo consenso anche i dati degli aderenti a partiti o movimenti politici o di soggetti che hanno con essi contatti regolari.E’ necessario il consenso informato invece per poter utilizzare recapiti telefonici contenuti negli elenchi telefonici e quindi per effettuare chiamate o inviare sms e mail. Obbligo di consenso anche per poter trattare i dati reperibili sul web, come, ad esempio: quelli presenti nei profili dei social network e di messaggistica; quelli ricavati da forum e blog; quelli raccolti automaticamente con appositi software (web scraping); le liste di abbonati di un provider; i dati pubblicati su siti web per specifiche finalità di informazione aziendale, commerciale o associative. Necessario il consenso anche per i dati raccolti nell’esercizio di attività professionali, di impresa o nell’ambito della professione sanitaria.Serve il consenso anche per l’utilizzo dei dati di persone contattate in occasione di singole specifiche iniziative (es. petizioni, proposte di legge, referendum, raccolte di firme) e di quelli di sovventori occasionali. Chi intende utilizzare, acquisendole da terzi, liste cosiddette “consensate” (dati raccolti previa informativa e consenso), è tenuto a verificare che siano stati effettivamente rispettati gli adempimenti di legge. Lo stesso vale per i servizi di propaganda elettorale curata da terzi a favore di movimenti, partiti, candidati.Non sono in alcun modo utilizzabili i dati raccolti o usati per lo svolgimento di attività istituzionali come l’anagrafe della popolazione residente; gli archivi dello stato civile; le liste elettorali di sezione già utilizzate nei seggi; gli elenchi di iscritti ad albi e collegi professionali; gli indirizzi di posta elettronica tratti dall’Indice nazionale dei domicili digitali. Non sono utilizzabili i dati resi pubblici sulla base di atti nomativi per finalità di pubblicità o di trasparenza come, ad esempio quelli presenti nei documenti pubblicati nell’ albo pretorio online; quelli relativi agli esiti di concorsi; quelli riportati negli organigrammi degli uffici pubblici contenenti recapiti telefonici ed indirizzi mail. Non si possono infine utilizzare dati raccolti da titolari di cariche elettive e di altri incarichi pubblici nell’esercizio del loro mandato elettivo o dell’attività istituzionale.Gli elettori devono essere sempre informati sull’uso che verrà fatto dei loro dati personali. Se i dati sono ottenuti direttamente presso gli interessati, l’informativa va data all’atto della raccolta. Per i dati acquisiti da altre fonti è necessario che gli interessati siano informati in un tempo ragionevole al massimo entro un mese. Qualora tale adempimento sia però impossibile o comporti uno sforzo sproporzionato, partiti, organismi politici, comitati promotori, sostenitori e singoli candidati possono esimersi dall’informativa, a condizione che adottino misure adeguate per tutelare i diritti e le libertà dei cittadini, utilizzando, per esempio, modalità pubbliche di informazione.Il Garante ricorda che la violazione della disciplina sui dati comporta sanzioni che possono essere anche molto onerose, come previsto dal Gdpr. Inoltre, in ragione delle recenti modifiche introdotte dal legislatore europeo al Regolamento Ue 1141/2014 sullo statuto e il finanziamento di partiti e fondazioni politiche europee, l’Autorità europea per i partiti politici e le fondazioni politiche europee – se viene a conoscenza di una decisione di un’Autorità nazionale di protezione dati da cui sia possibile evincere che la violazione delle norme sia connessa ad attività volte ad influenzare o a tentare di influenzare l’esito delle elezioni europee – è tenuta ad avviare una procedura di verifica, all’esito della quale potranno essere applicate sanzioni pecuniarie che potrebbero ammontare, nei casi più gravi, al 5% del bilancio annuale del partito o della fondazione.

TECNOLOGIA

Blue, il robot low cost guidato dall’intelligenza artificiale – VIDEO
Ha braccia da culturista ma sa compiere gesti di precisione

19 aprile 201919:34

Ha braccia meccaniche da culturista, ma le usa con delicatezza per piegare con cura asciugamani, disporre fiori in un vaso e afferrare piccoli oggetti, come delle viti. È Blue, il robot low cost progettato dall’Università americana di Berkeley per essere controllato dall’intelligenza artificiale e imparare dai propri errori. Secondo i progettisti, Blue potrebbe accelerare lo sviluppo di robot per la casa, che siano d’aiuto agli esseri umani nelle faccende domestiche. “Abbiamo voluto disegnare un robot che fosse sicuro per gli esseri umani e per se stesso, si adattasse perfettamente ai recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale, e non fosse troppo costoso”, ha spiegato Pieter Abbeel, uno dei papà di Blue.Il costo complessivo per l’assemblaggio del robot è, infatti, di circa 5.000 dollari. Forza e al tempo stesso accuratezza sono le sue caratteristiche. Le sue braccia da culturista, malgrado l’aspetto, sono infatti molto flessibili, capaci di compiere movimenti di precisione modulando la potenza, e sensibili alle forze esterne, come la spinta di una mano.
I ricercatori di Berkeley pensano ad applicazioni su larga scala di Blue e sono già al lavoro per realizzare i primi 10 esemplari. Altri ricercatori potranno prenotarli sul sito dell’università americana, attraverso il suo spin-off Berkeley Open Arms.           

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