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PAKISTAN: SALVATI GLI ALPINISTI NELL’HINDU KUSH

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PAKISTAN: SALVATI GLI ALPINISTI NELL’HINDU KUSH

PAKISTAN: SALVATI GLI ALPINISTI NELL’HINDU KUSH: 4 ITALIANI DI CUI UNO FERITO CON FRATTURE E 2 DONNE PACHISTANE

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” (CON L’EVOLUZIONE DEL FATTO) DALLE 06:20 ALLE 11:13 DI MARTEDì 18 GIUGNO 2019

PAKISTAN: SALVATI GLI ALPINISTI NELL’HINDU KUSH

Pakistan, salvataggio italiani in corso
Raggiunti a 5 mila metri da elicotteri dell’esercito pachistano

AOSTA18 giugno 2019 06:20

– E’ in corso il salvataggio dei membri della spedizione italiana nell’Hindu Kush, nel nord del Pakistan, travolti ieri mattina da una valanga e bloccati a oltre cinquemila metri di quota. Sul posto sono arrivati gli elicotteri dell’esercito pachistano. La slavina ieri ha provocato una vittima, l’alpinista pachistano Imtyaz Ahmmad, e alcuni feriti, tra i quali il capo spedizione, il vicentino Tarcisio Bellò, che ha riportato alcune fratture. Gli altri membri sono Luca Morellato, di Quinto Vicentino (Vicenza) come Bellò, Tino Toldo di Caltrano (Vicenza), Davide Bergamin di Castelfranco Veneto (Treviso) e due donne pachistane: Nadeema Sahar e Sakela Numà.
La vetta inviolata di 5.800 metri a cui il gruppo puntava sarebbe stata ribattezzata con il nome Lions Melvin Jones Peak: una dedica al fondatore del gruppo Lions che supporta Bellò in un progetto umanitario.

Pakistan: portati in salvo gli alpinistiMoglie di Bellò, gruppo esperto, non era spedizione commerciale

VICENZA18 giugno 201910:46

– Sono stati recuperati stamane con l’elicottero e portati in salvo i quattro alpinisti italiani e le due guide pachistane travolti ieri da una valanga mentre si preparavano all’ascesa di una cima nell’area dell’Hindu Kush, nel nord del Pakistan. “Sono stati salvati tutti e stanno raggiungendo il primo centro abitato della valle”, ha detto Isabella Bellò moglie di Tarcisio Bellò il 57enne capo spedizione. “Il gruppo – ha spiegato la donna – è stato raggiunto dall’elicottero direttamente al campo 2 della spedizione a 4.800 metri quota”. “Voglio che si sappia però – ha aggiunto Isabella Bellò – che sono tutti alpinisti molto esperti e prendevano parte a questa spedizione di loro iniziativa, non era una spedizione commerciale ma con obiettivo di solidarietà verso la popolazione locale. Mio marito è stato il primo a portare un vero ponte in acciaio in quella zona del Pakistan”.

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