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DALLE 09:27 ALLE 22:58 DI MARTEDì 17 SETTEMBRE 2019

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Zingaretti, Renzi commette errore
Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza

17 settembre 2019 09:27

– “Ci dispiace. Un errore. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo PD”.

Pd: Tajani, non ci saranno addio da FiRenzi non può essere un riferimento per il nostro elettorato

STRASBURGO17 settembre 201910:14

– Il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani esclude che dal partito possano esserci fuoriuscite di parlamentari verso i nuovi gruppi che Matteo Renzi si appresta a varare alle camere. “Credo proprio di no – afferma, interpellato a margine della plenaria a Strasburgo -, non credo che Renzi possa essere un punto di riferimento per l’elettorato di Forza Itali. Andare a fare il centro del centro-sinistra non ci interessa”. E comunque “chi tradisce il simbolo del proprio partito – chiosa – tradisce il proprio elettorato. Io piuttosto che tradire il mio elettorato me ne tornerei a casa” Più in generale sull’operazione annunciata dall’ex premier, “non credo – conclude – che le scissioni portino fortuna a chi le organizza, lo abbiamo visto in tutta la storia della sinistra”.

Ricci, sindaci rimarranno nel PdErrore enorme scissione Renzi, sindaci aggregano non dividono

17 settembre 201910:53

– “#iostonelPD un errore enorme la scissione di Renzi. Non credo nei partiti personali e le divisioni portano sempre male. I sindaci popolari aggregano, non dividono. Per questo credo rimarremo tutti nel Pd che, a maggior ragione, vogliamo riformista e maggioritario (non il Pds)”. Lo scrive su Twitter Matteo Ricci, sindaco di Pesaro.

Franceschini, Renzi? It’s a big problemScambio di battute alla Triennale di Milano

17 settembre 201910:55

– “Renzi? Oggi e’ un grosso problema”.
Cosi’ Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali e capodelegazione del Pd nel Governo, ha risposto alla sua omologa tedesca Michelle Muentefering, durante un breve scambio di battute in inglese intercettato dai giornalisti e dalle telecamere alla Triennale di Milano, dove i due avranno questa mattina un bilaterale. “What’s Renzi doing now?” ha chiesto la ministra tedesca a Franceschini, il quale ha risposto: “Today it’s a big problem”.

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Salvini,Renzi?Che non si fa per poltrona
Italiani puniranno questi venduti

17 settembre 201910:57

– “Prima incassa posti e ministeri, poi fonda un “nuovo” partito per combattere Salvini. Che pena, cosa non si fa per salvare la poltrona… Il tempo e’ galantuomo, gli Italiani puniranno questi venduti”. Cosi’ Matteo Salvini su twitter dopo la scissione dal Pd annunciata da Matteo Renzi.

Gentiloni, teniamoci stretto il PdPer me il partito non è un episodio

17 settembre 201911:06

– “Per me il Pd non è un episodio. È il progetto di una vita. Ci ho lavorato con Veltroni e Renzi, sono stato in minoranza con Bersani. Oggi è uno dei partiti progressisti europei più forti e aperti al futuro. In tempi così difficili, teniamocelo stretto. E guardiamo avanti”. Così il commissario Ue Paolo Gentiloni su twitter.

Di Maio, Renzi? Non è un problemaNessuna sorpresa da scissione, M5s lavora per gli italiani

17 settembre 201911:29

– “Nessuna sorpresa. Di certo per noi non rappresenta un problema, anche perché le dinamiche di partito non ci sono mai interessate. Lavoriamo per gli italiani, solo a loro dobbiamo dare risposte”. Lo dice il leader del M5S, Luigi Di Maio, a proposito della scissione dei renziani. Ogni singolo eletto del M5S ha un solo obiettivo, risolvere le problematiche dei cittadini. E ora che il governo è al completo dobbiamo lavorare con serietà e determinazione e portare a casa altre importanti misure per il Paese come il taglio dei parlamentari”.

Palazzo Chigi, perplessità su RenziSingolare scelta tempi,introdotta novità su equilibri nelle Aule

17 settembre 201912:25

– “Il presidente Conte, nel corso della telefonata ricevuta ieri sera da Matteo Renzi, ha chiarito di non volere entrare nelle dinamiche interne a un partito. Ha però espresso le proprie perplessità su una iniziativa che introduce negli equilibri parlamentari elementi di novità, non anticipati al momento della formazione del governo. A tacer del merito dell’iniziativa, infatti, rimane singolare la scelta dei tempi di questa operazione, annunciata subito dopo il completamento della squadra di governo”. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi.

Domani a Roma Conte incontra SarrajA Palazzo Chigi faccia a faccia con il premier libico

17 settembre 201916:38

– Domani mattina a Roma, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte avrà a Palazzo Chigi un faccia a faccia con il premier del Governo di unità nazionale libico Fayez Sarraj.

Mattarella garante rapporti Roma-ParigiDi Maio? Oggi è il ministro degli Esteri, cooperazione prosegue

PARIGI17 settembre 201916:57

– Sergio Mattarella “si è posto in questi ultimi mesi come garante della continuità e della qualità della relazione” franco-italiana, a cui Macron “tiene molto”. Lo dicono fonti dell’Eliseo alla vigilia della visita a Roma del leader francese. Quanto a Di Maio, che incontrò rappresentanti dei gilet gialli, “non stiamo qui a distribuire buoni o cattivi punteggi. Oggi è il ministro degli Esteri italiano e ci sono già stati contatti con l’omologo Le Drian. Non commentiamo episodi del passato. La cooperazione prosegue”.

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RENZI UFFICIALIZZA ABBANDONO PD

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RENZI UFFICIALIZZA ABBANDONO PD

MATTEO RENZI UFFICIALIZZA, CON UN’INTERVISTA SU REPUBBLICA, LE RAGIONI DEL SUO ABBANDONO DEL PD E LE CONSEGUENTI REAZIONI

AGGIORNAMENTO IN “POLITICA” DELLE 09:27 DI MARTEDì 17 SETTEMBRE 2019

RENZI UFFICIALIZZA ABBANDONO PD

Lasciare il Pd sarà un bene per tutti, anche per Conte, il partito è diventato un insieme di correnti, manca una visione sul futuro. Intervistato da Repubblica, Matteo Renzi spiega la sua decisione di lasciare i dem, fa sapere che saranno con lui una trentina di parlamentari e i gruppi autonomi nasceranno questa settimana.
E afferma di voler passare i prossimi mesi a combattere Salvini non a difendersi dal fuoco amico. Alla Leopolda sarà presentato il simbolo: il primo impegno elettorale le politiche, ‘sperando che siano nel 2023’, e le Europee 2024.Amaro il commento del segretario Dem Nicola Zingaretti: ‘Ci dispiace, è un errore’.

Da giorni nei Dem le acque erano agitate e la scissione veniva evocata nei rumors di Palazzo. Poi ieri l’accelerazione con una telefonata al premier Giuseppe Conte al quale Renzi avrebbe garantito il proprio sostegno. In serata, dopo che la notizia che l’ex premier aveva ormai deciso di mollare gli ormeggi il commento amaro del capodelegazione del Pd al governo, il ministro Dario Franceschini.
Che nella chat dei deputati Pd sarebbe sbottato: “Nel 1921-22 il fascismo cresceva sempre più, utilizzando rabbia e paure. Popolari, socialisti, liberali avevano la maggioranza in Parlamento e fecero nascere i governi Bonomi, poi Facta 1 poi Facta 2. La litigiosità e le divisioni dentro i partiti li resero deboli sino a far trionfare Mussolini nell’ottobre 1922. La storia dovrebbe insegnarci a non ripetere gli errori”.

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DALLE 11:00 DI LUNEDì 16 SETTEMBRE 2019

ALLE 01:53 DI MARTEDì 17 SETTEMBRE 2019

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Governo: sottosegretari giurano
Cerimonia alla presenza di Conte, Fraccaro e Chieppa

16 settembre 201911:00

– Si è svolta a Palazzo Chigi, nella Sala dei Galeoni, la cerimonia del giuramento dei 42 sottosegretari e viceministri. I sottosegretari hanno giurato nelle mani del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Alla cerimonia sono presenti, come testimoni, il sottosegretario alla presidenza, Riccardo Fraccaro e il segretario generale di Palazzo Chigi, Roberto Chieppa. La formula di giuramento è stata pronunciata da Fraccaro, e tutti i sottosegretari hanno pronunciato la formula “lo giuro”. Dopo di che singolarmente hanno firmato il verbale del giuramento.

Conte, metteremo disciplina e passioneAbbiamo grande responsabilità verso paese

16 settembre 201911:14

– “Abbiamo una grande responsabilità, siamo qua per un ufficio pubblico, dobbiamo farlo con disciplina e onore ma al di là della forma costituzionale, la Costituzione sarà la nostra stella polare, noi ci metteremo tanto cuore, tanta passione e tanto impegno”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte dando il benvenuto ai sottosegretari del governo dopo il loro giuramento nella Sala dei Galeoni a Palazzo Chigi.

Governo: Zingaretti, ora al lavoroItalia attende fatti concreti per riaccendere speranza

16 settembre 201912:09

– “Il governo è al completo. Auguri a tutte e tutti. Ora al lavoro. L’Italia attende fatti concreti per riaccendere la speranza”. Così su twitter il segretario Pd Nicola Zingaretti dopo il giuramento dei sottosegretari.

Governo: Salvini, è stata una truffaSenatori a vita? Ma perchè ci sono? Ma chi li conosce?

16 settembre 201913:01

– “All’estero non sarebbe mai successa una cosa del genere”: il segretario della Lega Matteo Salvini a Aria pulita su 7gold ha iniziato da questo portando l’esempio di Gran Bretagna e Austria per dire che anche in Italia si sarebbe dovuto votare. All’osservazione della conduttrice che però la costituzione prevede le cosiddette ‘manovre di palazzo’, Salvini ha replicato che “allora c’è qualcosina da cambiare. E’ una truffa. Ma in Costituzione sono previsti i senatori a vita? Ma perché ci sono? Ma chi li conosce?”.

Toti,non vedo alleanze con Calenda-RenziNon si pensi a inciuci, inciucetti o incroci strani

GENOVA16 settembre 201913:05

– Il governatore della Liguria Giovanni Toti non crede possibile una eventuale convergenza del suo nuovo movimento con Calenda e Renzi. “Noi siamo legati ad un’alleanza di centrodestra e come tale vogliamo andare avanti.
Non credo assolutamente si possa pensare a inciuci, inciucetti o incroci strani. Calenda e Renzi – ha detto il governatore ligure – faranno il loro percorso, ammesso che sia comune perché da quella parte ogni giorno parte un nuovo convoglio. Vedremo se qualcuno arriverà in stazione. Se ha un vantaggio questo governo giallorosso è quello di riportare un pò di ordine in questo Paese: le sinistre stanno da un lato e il centrodestra sta da un altro lato, comunque esso si conformi. Deve essere – ha concluso – un centrodestra nuovo, senza veti, senza ripicche e con tante idee nuove che spesso ha avuto solo in modo parziale”.

Pd: Giachetti, lascio Direzione, dubbi sull’accordo con M5sL’ex radicale renziano spiega la sua decisione in un video pubblicato su Fb

16 settembre 201919:31

Roberto Giachetti annuncia le proprie dimissioni dalla Direzione del Pd, dichiarandosi poco convinto dell’alleanza con il Movimento 5 Stelle contro la quale aveva presentato la propria candidatura al Congresso del Pd vinto da Nicola Zingaretti. L’annuncio in un video su Fb. “Io penso che per guidare un percorso come quello che ci attende serva il contributo di chi ne diffida e persino di chi è stato contrario. Per questo spero che Giachetti ci ripensi e rimanga in direzione” commenta il vicesegretario del Pd Andrea Orlando in un tweet. Ma Giachetti non sembra intenzionato a ripensarci: “Capisco perfettamente le ragioni per cui abbiamo deciso di fare questo accordo e in cuor mio io, davvero, mi auguro che possa funzionare. Non posso, però, rinnegare le mie convinzioni sul Movimento Cinque Stelle e su tutto quello che è successo in questi anni perché sono cose che a me pesano”.

“Io sono stato il frontman della campagna che negava qualsiasi possibilità di fare un accordo con loro – ricorda l’esponente del Pd – Mi sono candidato alla segreteria del partito contro quest’ipotesi. Vista questa situazione è inevitabile che ne debba trarre le conseguenze. Per come intendo la politica, ci sono delle regole non scritte per cui quando si commettono errori di valutazione del genere non può rimanere tutto uguale. Per questa ragione ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Non potrei continuare a stare in una cabina di regia politica che deve sostenere questo progetto, non essendone convinto fino in fondo. Dentro di me non possono nascondere i dubbi che ho. Per questo non posso più continuare a svolgere il mio incarico di dirigente politico all’interno di quell’organismo di direzione politica così importante”.”Mi sono reso conto – prosegue il video – che dentro il partito c’era una così larga adesione alla proposta di fare un accordo di governo col M5S dal ritenere, per la prima volta, che le mie convinzioni personali venissero in secondo piano. Anzi proprio perché ho visto una così larga partecipazione a questa ipotesi politica mi sono impegnato – silenziandomi – nel cercare di evitare che i miei interventi avrebbero potuto mettere in crisi questo percorso. Io non ho voluto mettere in difficoltà questo progetto. Anzi ho provato ad agevolarlo votando a favore nella Direzione nazionale quando s’è deciso di dare mandato al segretario di percorrere questa strada, così come ho votato la fiducia a questo Governo. È stata la mia forma di rispetto profondo per una comunità politica che si accingeva ad una scelta molto difficile””Non sto sconfessando tutta l’iniziativa politica che abbiamo portato avanti con ‘Sempre Avanti’ in questi anni. Anzi voglio rilanciare quell’impegno e sarò in prima linea, senza incarichi. Ringrazio tutta quella comunità e faccio i miei auguri ad Anna Ascani, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto per i loro incarichi di Governo. Sono certo che faranno bene e che sapranno distinguersi per le loro capacità”, conclude Giachetti.

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Gallinella, Fora candidato? Penso di no
“Per me è fuori giochi” dice il deputato umbro del M5s

PERUGIA16 settembre 201914:09

– Auspica un “passo indietro” delle candidature emerse nell’area di centro sinistra per “scegliere insieme” chi potrà governare l’Umbria, il deputato del M5s Filippo Gallinella dopo la proposta di un grande patto civico avanzata da Luigi Di Maio. E alla domanda se Andrea Fora possa essere la persona sulla quale puntare risponde: “credo proprio di no perché è chiaro che è in qualche modo legato al Pd. Per me è fuori dai giochi”.
Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ha ribadito che la decisione su candidati e programmi sarà presa dal capo politico del movimento Luigi Di Maio.
“Serve comunque un passo indietro da parte di tutti – ha affermato il deputato umbro – anche perché il M5s si prende un grande rischio. E’ infatti la prima volta che si sperimenteranno le nuove regole per alleanze locali approvate dagli iscritti.
Non è un passaggio indolore per il Movimento”.

Pd: Morani, scissione? Incomprensibile, serve unità

16 settembre 201911:36

– “Faccio un appello all’unità perché una scissione oggi sarebbe incomprensibile”. Lo ha detto la sottosegretaria al Mise, Alessia Morani, al termine della cerimonia di giuramento dei sottosegretari, commentando con i cronisti l’ipotesi di scissione dal Pd da parte di Renzi. Alle insistenze dei cronisti sul fatto che il progetto stia andando avanti, Morani ha aggiunto: “Spero che ci ripensino”.

Pd: Margiotta, scissione Renzi? Non so se esista

16 settembre 201911:32

– “Ora inizia per noi tutti l’impegno, non voglio commentare cose che non so nemmeno se esistano”. Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture Salvatore Margiotta (Pd), al termine della cerimonia di giuramento dei sottosegretari, commentando con i cronisti l’ipotesi di scissione dal Pd da parte di Renzi.

Pd: E. Letta, scissione di Renzi non ha senso logicoServe unità e umiltà da tutti

16 settembre 201911:07

– L’eventuale scissione di Matteo Renzi dal Pd è “una cosa non credibile. Non c’è alcuno spazio per una scissione a freddo, e parlare di separazione consensuale non ha senso”. Lo dice l’ex premier Enrico Letta a Circo Massimo, su Radio Capital. “Renzi è stato tra quelli – sostiene Letta – che hanno fatto un lavoro molto importante per arrivare a questa soluzione politica (il governo Conte bis, ndr), e ora che questa soluzione politica c’è, la rottura avviene perché non c’è un ministro di Pontassieve? Francamente mi sembra difficile spiegarlo agli italiani, e siccome Renzi è intelligente lo sa benissimo. Fare la scissione non ha senso logico. Non so perché la evocano di continuo, ma in questo momento non è credibile. Salvini dov’è saltato? Sull’arroganza. Gli italiani lo hanno visto come uno che non aveva chiaro il fatto che se punti a palazzo Chigi è per servire il Paese, non per servirti del Paese. Qui c’è bisogno da parte di tutti di unità e umiltà”.

Salvini, scissione Renzi? Non sono seri. Dem, restiamo unitiMartina e Morani, il partito deve restare unito. Nardella, io resto. Sala: ‘C’è chi entra e chi esce…’

16 settembre 201915:48

“Ma le sembra normale? Non hanno ancora cominciato a governare da una settimana e già fanno le scissioni?”. Il segretario della Lega Matteo Salvini, durante la trasmissone “Aria pulita” su La7, commenta così l’eventuale addio al Pd di Matteo Renzi. “Le rispondo come ha detto uno del Pd ‘Si sono spartiti le poltrone e poi fanno le scissioni’. Ma le sembra serio?”, aggiunge chiosando con un: “Ma chi se ne frega di Renzi!”. E anche tra i Dem, l’ipotesi che l’ex premier stia predisponendo suoi gruppi parlamentari o componenti di gruppo autonomi o addirittura stia concretizzando l’idea di un partitino tutto suo, non viene vista con grande favore.  “Faccio un appello all’unità – dichiara la sottosegretaria al Mise Alessia Morani – perché una scissione oggi sarebbe incomprensibile. Spero che ci ripensino”.”Non ho mai visto il centrosinistra rafforzarsi dopo una divisione. Oggi più che mai va rilanciata la vocazione aperta, unitaria e plurale del Partito democratico”, afferma l’ex segretario del Partito democratico Maurizio Martina. “Ora inizia per noi tutti l’impegno e non voglio commentare cose che non so nemmeno se esistano”, osserva un altro sottosegretario del Pd, quello alle Infrastrutture Salvatore Margiotta (Pd).”Se resterò sottosegretario fino alla fine? Certo che lo resterò. Ho giurato alcuni minuti fa – assicura invece il sottosegretario agli Affari Esteri renziano Ivan Scalfarotto – e sono molto orgoglioso di essere un sottosegretario della Repubblica. Se avessi voluto prendere le distanze da questo governo per qualche strana ragione non sarei qui”.Un altro renziano doc, il sindaco di Firenze Dario Nardella, avverte che lui, in caso di scissione, non seguirebbe Matteo Renzi. “Io resto nel Pd, l’ho sempre detto – assicura – penso che tutti gli altri debbano riflettere molto perché uniti siamo più forti e divisi siamo più deboli” e poi, insiste: “Penso che si debbano commentare le cose solo quando avvengono e se avvengono. Per quello che mi riguarda non posso che dire nuovamente agli amici del Pd che vogliono lasciare il partito di pensarci bene. Abbiamo bisogno di un partito forte e plurale. Credo che con questo nuovo Governo ci siano tutte le condizioni per lavorare uniti, abbiamo dimostrato che uniti si può fare bene”. “Penso – conclude – che Renzi possa fare bene ancora nel nostro partito, come ha dimostrato in questa fase delicata che ci ha portato a dar vita ad un nuovo governo di fronte ad una situazione economica del Paese molto difficile”.”Il Pd è una comunità – incalza il sindaco di Milano Giuseppe Sala – c’è chi esce e c’è chi entra. Non mi spingo a dire se faccia bene o faccia male, magari Renzi uscirà e qualcun altro entrerà, chissà”.Più tranchant è decisamente il governatore della Liguria Giovanni Toti che non crede possibile un’eventuale convergenza del suo nuovo movimento con quelli eventuali di Calenda e Renzi. “Noi siamo legati ad un’alleanza di centrodestra e come tale vogliamo andare avanti. Non credo assolutamente che si possa pensare a inciuci, inciucetti o incroci strani”. “Calenda e Renzi – sottolinea – faranno il loro percorso, ammesso che sia comune perché da quella parte ogni giorno parte un nuovo convoglio. Vedremo se qualcuno arriverà in stazione. Se ha un vantaggio questo governo giallorosso è quello di riportare un pò di ordine in questo Paese: le sinistre stanno da un lato e il centrodestra sta da un altro, comunque esso si conformi”.Sulla possibile scissione dei renziani dal Pd “fino all’ultimo dobbiamo sperare che sia solo un brutto sogno”, aveva affermato in un’intervista a “La Repubblica” Luigi Zanda.  “Le scissioni  –  aveva ricordato – non portano mai fortuna. Né a chi le subisce, né soprattutto a chi le vuole, le cerca e le realizza”. E aveva aggiunto: “Dire che sarà una separazione consensuale non ha senso. Una scissione è il fatto più traumatico che si possa immaginare nella vita di un partito ed è singolare che chi medita di andarsene possa immaginare di farlo con l’assenso di chi resta. Questa “minaccia incombente”, aveva continuato Zanda, “condanna il governo, e di conseguenza il Paese, a restare sospesi nel limbo: in una situazione di incertezza che fa male a entrambi”. Zanda, infatti, spera “in un sussulto di responsabilità da parte di Renzi: rompere il Pd significa indebolire sia il Conte Due sia la maggioranza, costretta a tenere conto di un altro interlocutore e di nuovi equilibri. Si inserirebbe un elemento di instabilità di cui in questa fase non si sente il bisogno”. E nei giorni scorsi uno dei primi appelli a Renzi a fermarsi era stato lanciato anche dall’attuale ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini.

Salvini,bimba su palco? Chi se ne fregaDelinquente è chi toglie bimbi a genitori per soldi, altri casi

16 settembre 201916:15

– “Chi se ne frega”: così il segretario della Lega Matteo Salvini ha risposto a una domanda sulle critiche che ha ricevuto per aver portato sul palco di Pontida, una delle bambine di Bibbiano, ospite del programma “Aria pulita” su 7gold. “Non una ma cinquanta bambini – ha aggiunto – Se qualcuno ruba i bambini ai genitori” per un ritorno economico “è lui il delinquente”. Di storie come Bibbiano “ne verranno fuori altre – ha concluso – non solo in Emilia”.

Ue, Gentiloni: ‘Sfida su diritti, ambiente e occupazione”Europa è nostro unico futuro. Ripartire da ruolo di fondatori’

16 settembre 201913:28

Battere le diseguaglianze, promuovere il ‘Green Deal’, realizzare la Web tax e la riforma di Dublino sui migranti. Parte da questi temi il programma europeo che il neocommissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, descrive in un’intervista in apertura di prima pagina con il direttore de La Stampa. Dopo 14 mesi di governo giallo-verde, secondo Gentiloni l’Italia ricomincia in Europa “dal ruolo che normalmente deve avere uno dei tre grandi Paesi fondatori e delle tre grandi economie europee”. E aggiunge: “È importante che questo nuovo inizio sia un messaggio ai cittadini italiani affinché si diffonda l’idea che l’Europa non è il nostro problema ma è il nostro unico futuro”.Sulla situazione economica generale, Gentiloni non parla di recessione ma spiega che in singoli Paesi “possono esserci momenti di recessione, ma in generale siamo di fronte, dopo un periodo di crescita prolungata, ad una prospettiva di rallentamento, di una debolezza che si prolunga più del previsto”. Per questo motivo, secondo lui, il messaggio fondamentale della nuova Commissione presieduta da Ursula von der Leyen è “riprendere la via della crescita rendendola più sostenibile sul piano sociale ed ambientale”. E sul fronte delle politiche sociali, il commissario designato all’Economia fa sapere che la von der Leyen gli ha affidato la missione di guidare il lavoro per definire un’assicurazione europea contro la disoccupazione, con l’obiettivo di proteggere i cittadini europei dai rischi che corrono sui posti di lavoro a causa di situazioni di crisi, degli choc dall’esterno. Il nuovo governo italiano, prosegue Gentiloni, “ha un chiaro orientamento europeista”. Ecco perché, l’Italia “darà il contributo che spetta ad un grande Paese dell’Unione”.Il suo contribuito da commissario Ue, invece, “sarà nel cercare di far funzionare al meglio gli strumenti che servono all’intera Unione: confronto sulle politiche di bilancio, funzionamento del sistema monetario, investimenti, tasse e misure sociali”. Quanto alle regole comuni per accogliere i migranti e integrarli, secondo Gentiloni la Commissione “può dare un contributo rilevante per cambiare le regole sull’asilo e sul controllo delle frontiere; per assistere i paesi di origine delle migrazioni; per sostenere gli accordi di gestione dei flussi come quelli Germania-Turchia e Italia-Libia; per stringere accordi con altri Paesi. Nel rispetto dei principi umanitari e dei valori europei”.

Governo, giurano i sottosegretari a Palazzo Chigi. Conte: ‘Metteremo disciplina e passione’Con i viceministri sono in tutto 42

16 settembre 201913:58

A Palazzo Chigi, nella Sala dei Galeoni, la cerimonia del giuramento dei 42 sottosegretari e viceministri.“Abbiamo una grande responsabilità, siamo qua per un ufficio pubblico, dobbiamo farlo con disciplina e onore ma al di là della forma costituzionale, la Costituzione sarà la nostra stella polare, noi ci metteremo tanto cuore, tanta passione e tanto impegno”: così il premier Giuseppe Conte dando il benvenuto ai sottosegretari del governo.
“Sarà molto importante curare con la massima attenzione il rapporto con le forze politiche rappresentate in Parlamento – ha detto Conte -. Non dobbiamo dimenticare mai che abbiamo l’obiettivo di realizzare la azione dei governo nel dialogo con le forze politiche e di mantenere un orecchio aperto alle comunità”.
“L’occasione di servire il paese non capita tutti i giorni. Dobbiamo fare il massimo per rispondere alle urgenze che vengono dalla società e dalla comunità nazionale, e noi tutti lo faremo con la massima determinazione”.

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Migranti, scontro Ungheria-Italia sui porti aperti
Budapest: ‘E’ deplorevole’. Di Maio: ‘Accuse strumentali’

BERLINO16 settembre 201923:49

“Deplorevole e pericoloso”: così il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha definito il fatto che il nuovo governo italiano abbia consentito a navi con migranti di attraccare. Il capo della diplomazia ungherese, parlando in tv, ha anche ribadito che Budapest non intende partecipare a una ripartizione dei migranti salvati in mare. “E’ un incentivo per i trafficanti e per i migranti stessi, che potranno arrivare di nuovo in massa”, ha sostenuto il ministro in dichiarazioni all’emittente Mtv1.Quello dell’apertura di qualche porto è solo il primo passo, ha sostenuto Szijjarto, ricordando che il governo italiano vuole anche ridistribuire migranti nell’Ue: “L’Ungheria non accetterà mai quote di accoglienza. Lo rifiutiamo e difenderemo i nostri confini”, ha detto il ministro ungherese.
Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, “Il giudizio espresso dal governo ungherese è del tutto strumentale. L’Italia da anni vive un’emergenza causata anche e soprattutto dall’indifferenza di alcuni partner europei, come l’Ungheria. E’ facile fare i sovranisti con le frontiere degli altri. Chi non accetta le quote deve essere sanzionato duramente. L’Italia non può e non si farà più carico da sola di un problema che riguarda tutta l’Ue”.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, indurisce i toni sull’immigrazione. In un discorso pronunciato questa sera, il leader francese ha invitato la maggioranza presidenziale e il governo alla fermezza sulla questione migratoria, per evitare di diventare un “partito borghese”, che non tiene conto dell’opinione delle classi popolari sedotte dal Rassemblement National di Marine Le Pen.

Editoria: Tim Cook ospite 20/o Osservatorio Giovani-EditoriIl Ceo di Apple torna in Italia ospite di Andrea Ceccherini

FIRENZE16 settembre 201920:07

Tim Cook ospite, per la seconda volta, dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, alla sua ventesima edizione. Dopo due anni dalla sua prima partecipazione, il Ceo di Apple torna in Italia ospite di Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio, per incontrare i giovani del progetto di media literacy ‘Il Quotidiano in Classe’. “Sarà una giornata evento quella che vedrà la partecipazione del numero uno della società di Cupertino – si spiega dall’Osservatorio che a giorni comunicherà la data dell’incontro con Cook -, che coinciderà con l’apertura dei festeggiamenti per il ventesimo anniversario dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, l’organizzazione leader nei dell’incontro con progetti di educazione ai media e di alfabetizzazione economico finanziaria. L’evento, che vedrà al centro della scena i giovani, si inserisce nell’ambito di una serie di grandi incontri, intitolati ’20 anni di Osservatorio Permanente Giovani-Editori: un dialogo internazionale per connettere i giovani al futuro’.

Ddl Pillon: Bonetti per ‘lasciarlo nel cassetto’. Ex ministro: ‘Non molleremo’Capogruppo Dem in Senato: ‘Una buona partenza’

16 settembre 201922:10

“Nessun diritto alla genitorialità o bigenitorialità può essere anteposto al supremo interesse dei minori in linea con quanto stabilito nell’evoluzione del diritto di famiglia in Italia e nelle principali convenzioni internazionali. Auspico che queste tematiche non diventino terreno di battaglia ideologica. La necessità di trovare risposte più efficaci alle problematiche legate all’affido esiste. Ciò che è archiviata è una risposta inadeguata e dannosa come quella prevista dal ddl Pillon”. Così la ministra per la Famiglia e le pari opportunità Elena Bonetti.

“Noi non molleremo mai, finché non sarà riconosciuto il diritto di tutti i bambini a stare con mamma e papà”, così il senatore della Lega Simone Pillon replica al ministro della Famiglia Elena Bonetti che intende archiviare il ddl sull’affido condiviso proposto dal leghista. Il ministro delle Pari Opportunità lo aveva annunciato ieri durante una intervista a Radio24 spiegando di volerlo: ‘Lasciare nel cassetto’. Una proposte che incassa il plauso del Pd. “Plaudo – dice il capogruppo Dem al Senato Andrea Marcucci – all’iniziativa della ministra Bonetti. Il governo ha bisogno di fatti concreti per marcare una svolta rispetto al passato. Archiviare per sempre il famigerato decreto Pillon vuol dire chiudere con una pericolosa concezione della famiglia e con un’idea medioevale delle donne. E’ una buona partenza”. Pillon fa comunque sapere: “Siamo pronti a ogni evenienza”, spiegando che “il Pd vuole imporre l’agenda al M5s, tentando di bloccare la riforma dell’affido condiviso, senza neppur leggere il lavoro fatto in questi mesi sul testo unificato”.

Cucinelli, non sarò candidato in Umbria”Faccio unicamente mio mestiere imprenditore”

CORCIANO (PERUGIA)16 settembre 201917:01

– “Non c’è davvero alcuna possibilità che io sia candidato alle elezioni regionali in Umbria”: Brunello Cucinelli ribadisce la sua indisponibilità a guidare un eventuale patto civico al quale potrebbero dare vita M5s e Pd.
“Io faccio unicamente il mio mestiere di imprenditore” ha affermato Cucinelli dopo le nuove voci che lo avrebbero voluto candidato. “Sono sempre più onorato – ha detto ancora Cucinelli – che qualcuno possa avere pensato a me. Però non c’è alcuna possibilità”.
Cucinelli ha anche confermato di essersi visto con Luigi Di Maio. “E’ stato molto carino – ha spiegato – e ha chiesto di potermi incontrare. Mi sono sentito onorato di accogliere un giovane capo politico. L’unica cosa che mi sono sentito di consigliargli, avendo l’età delle mie figlie, è di credere nella bella politica come uno dei grandi ideali dell’essere umano”.

Salvini, Lerner? questi non sono giornalisti

16 settembre 201913:08

– “Questi qua non sono giornalisti.
Spesso e volentieri sono calunniatori” ha osservato Salvini subito aggiungendo che comunque “non si tocca mai nessuno neanche con un dito”.
“Chiunque a casa mia – ha concluso – è rispettato e riverito.
Che Repubblica ogni giorno mi insulti, che Gad Lerner passi la vita a insultarmi, e Saviano, e Tizio e Caio… secondo me il giornalista dovrebbe essere superiore a certe cose”.

Lega:Centinaio,condanno insulti a Lerner ma lui ha provocato

16 settembre 201915:10

– “Condanno, come il 99,9% dei leghisti, apertamente l’insulto a Gad Lerner per la sua fede religiosa. Ritengo però che le contestazioni per quanto affermato in passato su Salvini ci stanno eccome! Se i leghisti la disturbano perché venire a Pontida a provocare?”. Lo ha scritto Gianmarco Centinaio su twitter.

Lega: Businarolo (M5S), solidarietà a Gad Lerner

16 settembre 201915:27

– “Matteo Salvini continua il gioco perverso di legittimare pulsioni razziste e xenofobe, sono certa che nella Lega esistano voci dissonanti e di condanna per quanto è avvenuto a Pontida”. Lo dice Francesca Businarolo, presidente della Commissione Giustizia della Camera, la quale esprime “solidarietà a Gad Lerner per essere stato insultato due volte, dalla piazza e dal leader leghista”.

Lega: Barbagallo, solidarietà a Gad Lerner

16 settembre 201911:10

– La Uil esprime la propria solidarietà a Gad Lerner e al giornalista di Repubblica insultati ieri durante il raduno di Pontida della Lega. “Solidarietà personale e della Uil tutta – si legge in un tweet del segretario generale, Carmelo Barbagallo – a Gad Lerner e al giornalista di Repubblica. La libertà di stampa è uno dei baluardi della democrazia”.

Giornalisti:Battelli,parole infami a Lerner,non è democrazia

16 settembre 201916:18

– “Stamattina mi sono andato a guardare il video dell’arrivo di Gad Lerner a #Pontida, per l’evento della Lega. Ieri me lo ero perso. “Ebreo, massone, venduto, straccione, ti facciamo mangiare la merda”. Frasi vergognose, insulti vomitati da chi, da settimane, dopo aver interrotto l’esperienza di governo, invoca la Democrazia per tornare al voto”. Lo scrive, in un post su instagram, il capogruppo della commissione Politiche Ue della Camera, Sergio Battelli. “Ognuno può pensarla come crede, un giornalista può piacere o meno, così come capita a noi politici, spesso obiettivi di insulti gratuiti. Lasciatemi dire, però, che quelle parole infami, gli insulti rivolti a Mattarella, con la Democrazia non hanno nulla a che fare. La Democrazia sa trasformare rabbia e frustrazione in proposte e cambiamento. Quanto accaduto ieri merita una sola definizione: schifo!”, sottolinea.

Renzi verso la scissione, atteso l’annuncio dell’addio. Franceschini, divisioni fecero trionfare MussoliniCon lui 2 ministri e 2 sottosegretari, garantita lealtà a Conte

16 settembre 201923:31

“Pieno sostegno al governo”. Questo il messaggio che Matteo Renzi ha consegnato al premier Giuseppe Conte in una telefonata questa sera. Fonti vicine a Renzi confermano che l’uscita dal Pd annunciata per martedì non avrà ripercussioni sulla tenuta dell’esecutivo.

Oggi prova a fermarlo anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, fedelissimo della prima ora. Ma ormai Matteo Renzi sembra deciso: con un’intervista ad un quotidiano e poi nel salotto di Porta a Porta, annuncerà le ragioni che lo spingono a lasciare il Pd e a mollare gli ormeggi per il suo nuovo movimento che, affiancando i comitati civici di ‘Ritorno al futuro’, nascerà sia in Parlamento con un gruppo autonomo alla Camera e una componente nel misto al Senato, sia al governo con 2 ministri, Bellanova e Bonetti, e 2 sottosegretari, Ascani e Scalfarotto. In un’intervista di sabato scorso al Times, l’ex premier raccontava di aver lavorato quando era sindaco nell’antico studio di Machiavelli ma “posso dirvi che non sono machiavellico”. In molti, però, nel tempismo scelto nel decidere lo strappo dal Pd, vociferato da mesi ma ora imminente subito dopo la nascita del Conte bis, vedono l’accostamento con le tesi del filosofo fiorentino.Ma, assicurano i renziani, il nuovo movimento, che potrebbe chiamarsi ‘Italia del sì’, non sarà un pericolo per il governo anzi “paradossalmente – garantisce Renzi sempre nell’intervista al Times – ne amplierebbe il sostegno”. L’ex premier avrebbe assicurato lealtà a Conte stesso, a quanto si apprende. Nessun contatto, invece, spiegano al Nazareno, con il segretario Nicola Zingaretti che anche ieri ha lanciato un nuovo appello ad evitare una scissione del Pd.

Discussione infuocata nella chat dei deputati Pd sulla scissione di Renzi. Sarebbe intervenuto, a quanto si apprende, anche Dario Franceschini con queste parole: “Nel 1921-22 il fascismo cresceva sempre più, utilizzando rabbia e paure. Popolari, socialisti, liberali avevano la maggioranza in Parlamento e fecero nascere i governi Bonomi, poi Facta 1 poi Facta 2. La litigiosità e le divisioni dentro i partiti li resero deboli sino a far trionfare Mussolini nell’ottobre 1922. La storia dovrebbe insegnarci a non ripetere gli errori”.

Salvini, uniti da Nord a Sud contro il governoToti e Napoli (FI), centrodestra marci unito, con scelta del Pd e del M5S in Umbria si delinea di fatto un bipolarismo

16 settembre 201921:14

Il giorno dopo la manifestazione di Pontida, che ha visto, secondo gli organizzatori, sbarcare sul prato leghista oltre 50mila sostenitori, Matteo Salvini parla al centrodestra e si appella all’unità: “Grazie soprattutto a chi ieri ha fatto migliaia di chilometri per poter essere a Pontida – scrive su twitter – uniti da nord a sud contro il governo anti-italiano: insieme si può!”. E il leader del Carroccio, che nei giorni scorsi è tornato ad intensificare i contatti con gli alleati di un tempo, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, già pensa alla ‘nuova chiamata alle armi’ dei fedelissimi: il 19 ottobre a Roma quando sono invitati a scendere in piazza tutti quelli che vogliono protestare contro il “governo truffa”. “Formalmente è un governo legittimo – ribadisce – ma sostanzialmente è il governo degli sconfitti”.”All’estero – osserva ancora Salvini puntando sempre il dito contro il Conte bis – non sarebbe mai successa una cosa del genere”. Il riferimento è alla Gran Bretagna e all’Austria e il rimprovero è che non si sia tornati a votare. Ma soprattutto Salvini contesta le “manovre di palazzo” che avrebbero portato alla nascita del governo giallo-rosso. E il fatto che queste siano previste dalla Costituzione, non lo fa desistere dall’attacco. “Allora c’è qualcosina da cambiare – avverte – perché è una truffa”.Insomma, insiste l’esponente leghista, “non possono stare chiusi nel palazzo all’infinito. Prima o poi si dovrà tornare a votare”. “Si tengano i ministeri per qualche mese, vediamo cosa sanno fare”, aggiunge. E avverte: “Sto lavorando per essere pronti quando gli italiani voteranno”. Loro, afferma riferendosi a M5S e Pd, “hanno scelto la poltrona, ma gli italiani non amano i poltronari”. E dopo aver definito il Commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni “il vecchio del vecchio”,  torna ad agitare la bandiera del referendum sia per la legge elettorale sia nel caso in cui si ripropongano modifiche ai suoi decreti sicurezza o si rimetta in campo la legge Fornero. “Raccoglieremo firme in tutta Italia per non farli tornare al passato – annuncia –  se vogliono tornare a un’immigrazione incontrollata chiederemo agli italiani di darci una mano”.Poi da Salvini nessun passo indietro, anzi una sonora alzata di spalle, anche riguardo alle critiche sulla presenza di Greta sul palco di Pontida: “Chi se ne frega”: è il suo commento. Ma sulla bambina arriva in tarda serata un chiarimento: “è una delle tante, troppe bambine (decine di migliaia) portate via alla mamma e al papà”, ma non è di Bibbiano, come confermano anche fonti giudiziarie. Ma per Salvini è un simbolo: “Non una ma cinquanta bambini. Se qualcuno ruba i bambini ai genitori” per un ritorno economico “è lui il delinquente”. Di storie come Bibbiano “ne verranno fuori altre – aggiunge – non solo in Emilia”.

Critici con il Conte bis, ma contenti comunque che si stia ridelineando una sorta di bipolarismo dopo l’apertura del M5S a presentarsi in alcune realtà regionali insieme al Pd, sono il governatore della Liguria Giovanni Toti e alcuni esponenti di FI come Osvaldo Napoli. “Se questo Governo con tantissimi difetti ha un pregio – afferma Toti – è quello di riportare un po’ di chiarezza nel Paese: ci sarà uno schieramento delle sinistre dal Pd al M5S, uno di centrodestra che va da ‘Cambiamo!’ e Forza Italia, fino alla Lega e a Fratelli d’Italia. Gli italiani sceglieranno”.  “La prospettiva di un accordo Pd-M5s già alle prossime elezioni regionali in Umbria potrebbe essere un incentivo, se non a semplificare il quadro politico, a renderlo certamente meno confuso”, sottolinea Napoli che, a proposito della scelta di puntare su “una personalità civica, mai schierata con nessuno, in grado di cementare l’intesa programmatica Pd-M5s per conquistare la Regione Umbria”, invita a riflettere tutte le forze del centrodestra, attualmente “troppo impegnate o a rivendicare l’autosufficienza di un partito o di due forze che vorrebbero escludere Forza Italia”.Destinata ad agitare le acque nel centrodestra sembra essere invece la disponibilità data oggi da Galeazzo Bignami, deputato bolognese che da poco ha lasciato FI per Fratelli d’Italia, ad essere candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna per la quale la Lega aveva già proposto la senatrice ed ex sottosegretaria Lucia Borgonzoni. Bignami, infatti, a differenza di altri nomi che erano circolati nei mesi scorsi, può puntare su un forte radicamento nel territorio, una fitta rete di sostenitori e un vasto consenso personale.

Umbria: sondaggisti, patto Pd-5s serve ma non vincentePiepoli, Dem a rischio senza alleanza; D’Alimonte, centrodestra avanti

16 settembre 201919:56

Per non perdere la guida dell’Umbria il Pd ha bisogno di alleati e il Movimento 5 stelle sembra ora “più probabile”, oltre che “inevitabile” perché il partito del Nazareno possa sopravvivere all’inchiesta sulla sanità locale che ha travolto la ‘sua’ precedente governatrice Catiuscia Marini. Sono le percezioni di alcuni sondaggisti in vista delle elezioni regionali umbre del 27 ottobre, voto che arriva dopo le dimissioni, a maggio, della presidente indagata. Tuttavia, aggiungono, l’ipotesi di una convergenza giallorossa (meglio se attorno a un candidato civico) non è garanzia di vittoria. Anzi, il centrodestra potrebbe strappare la regione storicamente rossa, avanzando di “almeno 10 punti” rispetto agli avversari, anche se uniti.In attesa di nomi certi e quindi di sondaggi, Nicola Piepoli guarda ai dati del trend elettorale. “Per com’è la situazione il Pd annaspa, perché l’inchiesta non gli fa bene. Senza un’alleanza, ha perso”, è la sua sentenza. Ma che tipo di alleanza? Piepoli si limita a rispondere con una massima che considera una regola aurea: “La guerra la vince chi non la fa”, convinto che se il Movimento e il partito di Zingaretti facessero un passo indietro rinunciando a propri candidati, “sarebbe in realtà un passo avanti”. Renato Mannheimer valuta l’intesa Pd-5S come probabile ma aggiunge che farà la differenza la scelta del candidato ‘comune’: “Sarà decisivo nello spostare voti da una parte all’altra e sarebbe meglio un candidato civico, perché la disaffezione dell’opinione pubblica verso i partiti c’è e rimane”.Ciascuno dei due partiti, rileva il professore milanese, ha un 20% di delusi che il governo giallorosso non l’hanno mai voluto, né mandato giù, e questo si farà sentire anche in Umbria con l’astensione. Aldilà del ‘chi’, secondo il politologo Roberto D’Alimonte, le acrobazie elettorali nel centrosinistra non basteranno a ribaltare la situazione. “Alla luce di indicazioni che mi arrivano, il centrodestra in Umbria è molto avanti e potrebbe superare gli avversari di almeno 10 punti. C’è voglia di cambiamento, la gente vuole voltare pagina”. E ricorda che se vincesse il centrodestra, lo farebbe con una candidata indicata dalla Lega (la senatrice Donatella Tesei) sancendo la prima vittoria del partito di Matteo Salvini in una regione “rossa”.

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FORA: UMBRIA SNODO FONDAMENTALE

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FORA: UMBRIA SNODO FONDAMENTALE

ANDREA FORA: UMBRIA DAVANTI AD UNO SNODO FONDAMENTALE PER IL SUO FUTURO, LE PAROLE DEL CANDIDATO PRESIDENTE IN UMBRIA PER UNA COALIZIONE CIVICA E SOCIALE AVVALLATA DAL PD

AGGIORNAMENTO IN “POLITICA” DELLE 00:16 DI LUNEDì 16 SETTEMBRE 2019

FORA: UMBRIA SNODO FONDAMENTALE

PERUGIA

– “È ormai evidente a tutti che siamo davanti a uno snodo fondamentale per il futuro della nostra Regione e che tutta Italia guarderà ciò che saremo in grado di offrire alla nostra gente”: lo sottolinea Andrea Fora, candidato presidente in Umbria per una coalizione civica e sociale appoggiata dal Pd, dopo che Luigi Di Maio ha lanciato la proposta di un patto civico. Ha quindi spiegato di condividere “sin dal primo giorno di campagna elettorale, che sia necessario offrire ai cittadini umbri una squadra di governo che sia allo stesso tempo espressione di capacità e rinnovamento”.
“Negli ultimi anni – ha scritto Fora su Facebook -, quell’innovazione e quella tensione allo sviluppo è andata persa, è inutile negarlo. La politica ha soffocato i talenti, il merito e ha compromesso la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Dobbiamo riportare la partecipazione al centro della proposta di governo e dobbiamo aprire le porte alle energie pulite del civismo”.

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CANDIDATURE CSM: IL PUNTO

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CANDIDATURE CSM: IL PUNTO

CANDIDATURE CSM: IL PUNTO SUI CANDIDATI, SCENDE IN CAMPO ANCHE DI MATTEO; IN TUTTO SONO 16 PER 2 POSTI VACANTI

AGGIORNAMENTO IN “POLITICA” DELLE 18:55 DI DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019

CANDIDATURE CSM: IL PUNTO

Il pm Di Matteo si candida al Csm: ‘Le correnti usano un metodo mafioso’
Dopo il caso Palamara il pm antimafia scende in campo. ‘Difenderò i giudici fuori dal sistema’
Il pm Antimafia Nino di Matteo presenta la sua candidatura in streaming al Cms alle suppletive del prossimo 6 e 7 ottobre per i due posti rimasti vacanti dopo l’inchiesta di Perugia che ha travolto l’organo di autogoverno dei giudici. “L’appartenenza a una cordata è l’unico mezzo per fare carriera e avere tutela quando si è attaccati e isolati, e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso”. Così Di Matteo presentando la sua candidatura contro la “degenerazione del correntismo”. “Al Csm vorrei fare soprattutto il giudice dei magistrati fuori dal sistema, di quei colleghi che sono stati ostacolati nella loro attività”.  “Il caso Palamara rappresenta una situazione di cui siamo tutti responsabili – ha aggiunto Di Matteo – e penso anche a coloro i quali hanno espresso il loro voto con una mentalità clientelare, per ricevere poi un favore”. Nel “momento più buio della magistratura ho sentito il bisogno e la voglia di mettere la mia umiltà e il mio coraggio per dare una spallata a questo sistema”, ha concluso Di Matteo esprimendo anche il suo no al sorteggio e a “riforme punitive”.

Sono sedici in tutto i pm che si sono candidati ai due posti rimasti vacanti al Csm dopo l’inchiesta di Perugia che ha sconvolto l’organo di autogoverno delle toghe. Tra loro anche Fabrizio Vanorio, pm della Dda di Napoli, di Area, la corrente di sinistra dei giudici non toccata dallo scandalo, che ha ricordato di non essere rimasto in silenzio quando Luca Lotti allora ministro dem “assediava a Napoli i magistrati che si occupavano dell’inchiesta Consip”. Per il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, la novità dell’Anm di presentare le candidature in streaming – è la prima volta che i candidati non sono sponsorizzati dalle correnti – è “una concessione al populismo”.

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DALLE 10:07 ALLE 15:46 DI DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019

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Regionali, Di Maio: ‘Un patto civico per l’Umbria’
‘Ognuno corra con il proprio simbolo, presidente fuori dai partiti’

15 settembre 2019 10:07

“Un patto civico per l’Umbria”: è la proposta che il capo politico del M5S Luigi Di Maio lancia in vista delle Regionali in Umbria, in una lettera alla Nazione. “Tutte le forze politiche – si legge – facciano un passo indietro e lascino spazio a una giunta civica, che noi sosterremo solo con la presenza in consiglio regionale, senza pretese di assessorati. Ognuno correrà con il proprio simbolo in sostegno di un presidente civico, fuori dalle appartenenze partitiche, e con un programma comune”.”Anche in Umbria il confronto può andare avanti – scrive il segretario del Pd Nicola Zingaretti -. Ci sono tutte le condizioni per un processo nuovo che valorizzi la qualità e metta al centro il lavoro, la sostenibilità e il bene dei cittadini umbri”.”L’Umbria può essere la culla di un nuovo modo di innovare la politica a partire dal locale, di un nuovo modo di fare imprenditoria coinvolgendo i giovani e il territorio”, ha scritto Di Maio in una lettera alla Nazione dove lancia “un appello chiaro a tutte le forze politiche che hanno a cuore il bene comune: facciamo tutti – si legge – un passo indietro” mentre “tutti gli umbri di buona volontà” ne facciano uno “in avanti”.”Una nuova stagione di civismo è la strada giusta per l’Umbria. Da Di Maio arrivano oggi parole di buon senso, che non devono essere lasciate cadere. Per me il punto essenziale è la difesa dei valori portanti della Costituzione, a partire dalla dignità del lavoro e dalla lotta contro le diseguaglianze”: così via Twitter Roberto Speranza, segretario nazionale di Articolo Uno e ministro della Salute.”Di Maio è evidentemente disperato e supplica il Pd per evitare che M5S possa sparire anche in quella regione – spiega Matteo Salvini -. Fortunatamente i cittadini umbri potranno votare, a differenza degli altri Italiani, e quindi chi ha preferito la poltrona alla dignità ha le ore contate. Pd e M5S non possono scappare dai cittadini per sempre. Dopo 50 anni di sinistra, in Umbria c’è voglia di cambiare: non c’è trucco di palazzo che possa evitarlo”.”Mi pare che le parole di Luigi Di Maio rappresentino un fatto nuovo e significativo: un’intesa a livello regionale può essere praticata”: a dirlo è il commissario umbro del Partito democratico Walter Verini.”Oggi Luigi Di Maio ha detto delle cose importanti (sull’ipotesi di alleanza per le Regionali, ndr) – ha detto Dario Franceschini dal palco di AreaDem a Cortona – . Vedremo, un passo alla volta, non c’è bisogno di correre, ma l’Umbria è vicina e io interpreto le sue parole come un percorso che possiamo iniziare a intraprendere in un’elezione importante come quella in Umbria”.

Verini, intesa con M5s si può praticarePer commissario umbro Pd da Di Maio “fatto significativo”

PERUGIA15 settembre 201910:55

– “Mi pare che le parole di Luigi Di Maio rappresentino un fatto nuovo e significativo: un’intesa a livello regionale può essere praticata”: a dirlo è il commissario umbro del Partito democratico on. Walter Verini. Che commenta le parole del capo politico del M5s in vista delle regionali ha proposto un patto civico per l’Umbria.
“Di Maio – sostiene Verini – offre un terreno di confronto con alcuni punti certamente condivisibili e da noi già da tempo acquisiti e altri sui quali confrontarci”.
Per il commissario umbro del Pd “così come avvenuto per il Governo nazionale, sarà quella di confronti ravvicinati sui programmi, la sede nella quale dialogare e trovare gli auspicabili punti d’incontro”.
“Tutto questo – sottolinea Verini – nell’interesse e per il futuro di una regione come l’Umbria non non può e non vuole essere ‘presa’ dai sentimenti di odio e intolleranza che Matteo Salvini diffonde a piene mani”.

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Salvini a Pontida: ‘Questa è l’Italia che vincerà: mai a sinistra, mai col Pd’
Bagno di folla per il leader del Carroccio: ‘Mattarella? Bisogna sempre portare rispetto’ precisa. ‘Contro il governo iniziative in ogni regione’

MILANO15 settembre 201915:29

A Pontida è il giorno del grande raduno leghista. Fin dalla prima mattina i militanti del Carroccio hanno cominciato ad affluire sul prato, dove gli organizzatori si attendono 80mila presenze. In prima fila due bandiere dell’Italia. Sul fondale del palco campeggia lo slogan “La forza di essere liberi”, sovrastata da una striscia tricolore. I militanti hanno contestato e insultato il giornalista Gad Lerner. Aggredito anche un videomaker, collaboratore di Repubblica, al quale è stata rotta la videocamera mentre cercava di riprendere un militante che gridava “Mattarella mafioso”. Ma sugli insulti al presidente della Repubblica il leader Matteo Salvini  frena: bisogna portare rispetto”.E per il segretario della Lega è un bagno di folla. “Vengo qui da 26 anni e una giornata così non l’ho mai vista, colonne enormi di auto, di pullman – ha detto -. Qualcuno immaginava una giornata triste, invece sarà una Pontida mai vista. Vogliamo un governo del popolo contro un governo del palazzo”.”Il problema è che l’Italia torna ad essere un campo profughi. Lo vedremo nelle prossime settimane. Le ong hanno festeggiato. Se smonteranno il decreto sicurezza sarà un’altra occasione di referendum, perché sia il popolo ad opporsi alle scelte del palazzo. Sull’immigrazione la vede grigia nei prossimi mesi, la vedo male” dice  Salvini.”Questa è l’Italia che vincerà. L’odio e la paura non abitano a Pontida. Col sorriso si risponde agli insulti”, ha detto Salvini dal palco a Pontida. “Qua non ci sono poltronari ma uomini e donne con valori”.”Su Di Maio non cambio idea, è un amico anche se cambia fronte. Ma non condivido le sue scelte: mi spiace vedere che l’evoluzione dei 5 stelle si trasformi nel cappello in mano in Umbria per una poltrona”. Poi Salvini da Pontida avverte: “mettetevi con chi volete tanto il popolo vi manda a casa”. “Preferisco cedere ai traditori 7 ministeri oggi perché ce li riprenderemo tra qualche mese con gli interessi”. E il leader leghista torna sui suoi cavalli di battaglia che non sono stati realizzati. Una flat tax al 15% “per chi lavora e per chi crea lavoro: sarà il primo provvedimento della Lega quando tornerà al governo”.  “Se proveranno ad aumentare le tasse sulla casa dovranno passare sui nostri copri: la casa è sacra e non si tocca”.Gli alleati del centrodestra “sono d’accordo con un referendum sulla legge elettorale. Ne avevo parlato con entrambi”, ha detto Salvini aggiungendo: “Io voglio che ogni italiano sappia per chi vota, senza che ci siano partitini che tengono in ostaggio il Paese”.

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Franceschini a Renzi: ‘Pd è casa tua e casa nostra’
‘Non spacchiamo il partito, Leopolda parte dello stesso popolo’

15 settembre 201912:25

“Lo dico a Renzi: non farlo. Il Pd è la casa di tutti, è casa tua e casa nostra”: così Dario Franceschini dal palco di Cortona si rivolge direttamente all’ex premier parlando del rischio di scissione. “Il popolo della Leopolda è parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questo popolo, non indeboliamoci spaccando il partito di fronte a questa destra pericolosa”.”L’unità del Pd è indispensabile – ha aggiunto Franceschini -. La nascita del governo è passata anche dalle interviste di Renzi e di Bettini, non si era mai visto un voto unanime in direzione. Per questo non voglio credere a questa storia della scissione o quel che ho letto sui giornali, questa storia ridicola della separazione consensuale. Quando spacchi un partito è sempre traumatico, come si fa a pensare che sia consensuale?”. “Il tema dell’unità del Pd ritorna, perché abbiamo accettato una sfida molto impegnativa, sarebbe ben strano che questa sfida così impegnativa del governo il partito democratico non se la giocasse in termini di unità”, ha detto Marina Sereni, neo viceministro degli Esteri, aprendo l’ultima giornata della convention di AreaDem a Cortona (Arezzo), in un apparente riferimento all’imminente scissione renziana. Sereni, responsabile Enti locali della segreteria dem ed esponente di primo piano della corrente di Dario Franceschini, aveva in precedenza elogiato il “lavoro straordinario” di Nicola Zingaretti per tenere il Pd unito nella fase di formazione della nuova maggioranza.”Scalfarotto e Rosato annunciano la scissione dei renziani su Repubblica e Corriere – scrive su Fb Carlo Calenda -. Continua una infinita serie di giravolte e di smentite delle smentite precedenti. Si fa un Governo con i 5S, dopo aver detto mai con i 5S, promettendo unità e poi si fa una scissione presentandola come “consensuale” dopo aver occupato i posti di Governo. Al fondo esistono solo agende di potere personale nascoste dalla scusa di difendere il “bene del paese”. Tutto questo rafforzerà la destra becera e sovranista. E a chi chiede oggi se Siamo Europei si alleerà con la nuova “cosa” parlamentare di Renzi, rispondo che la nostra strada è opposta. Costruire un movimento fondato sulla concretezza delle proposte, la serietà dei comportamenti e la mobilitazione di una classe dirigente capace. Il resto non ci interessa. La nostra è una strada difficile, ma è l’unica che valga la pena percorrere”.

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DALLE 08:21 ALLE 22:01 DI SABATO 14 SETTEMBRE 2019

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Italia assegna porto a Ocean Viking
Viaggio finito per gli 82 soccorsi

14 settembre 201908:21

– L’Italia – a quanto si apprende – ha assegnato il ‘place of safety, il porto sicuro, alla Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranea e Medici senza frontiere con 82 migranti a bordo. Si sta valutando ora se farla entrare direttamente in porto o fare il trasporto dei migranti su motovedette della Guardia Costiera.

Per terzo polo Umbria “unità intenti”Ancora nessun nome candidato presidente, non chiude a dialogo

PERUGIA14 settembre 201910:37

– Convergenza su alcuni punti programmatici e “unità d’intenti” ma ancora nessun candidato presidente sono scaturiti da una nuova lunga riunione del cosiddetto terzo polo, che fa riferimento all’area del centro sinistra, formato in vista delle elezioni regionali in Umbria.
In base a quanto si apprende,

non sarebbe comunque del tutto chiusa la porta per un dialogo con la coalizione civica appoggiata dal Pd.
“Io per mia natura non chiudo mai…” ha sottolineato Luciano Bacchetta, esponente del Psi sindaco di Città di Castello e presidente della Provincia di Perugia considerato uno dei possibili candidati presidente. Anche se i nomi ancora in ballo appaiono diversi.
Entro il 27 settembre andranno depositare le candidature per le elezioni anticipate umbre, in programma il 27 ottobre. Quindi per il terzo polo le prossime ore saranno decisive per indicare il candidato presidente e le liste ma anche per chiudere definitivamente il programma.

Di Maio: ‘Avanti su revoca concessioni a Benetton”Mi fa piacere che anche per Pd parola non sia più un tabù’

14 settembre 201914:37

“Il nostro obiettivo nei prossimi mesi è che le Regioni siano ben governate ma la parola alleanze con il Pd non è all’ordine del giorno”. Cosi Luigi Di Maio al termine della presentazione della scuola di formazione di Rousseau.”Su autostrade andiamo avanti con la volontà di revocare le concessioni ai Benetton, ad un’azienda che non ha mantenuto il ponte Morandi e addirittura ha nascosto le carenze manutentive: mi fa piacere che pure per il Pd questa parola non sia più un tabù”, ha detto poi Di Maio.

Conte, mi impegno a candidare Bari a G20Premier alla Fiera del Levante risponde all’invito di Decaro

BARI14 settembre 201913:11

– “L’attività istruttoria è ancora in corso ed è molto complessa ma prendo l’impegno a considerare con la massima attenzione la candidatura di Bari per il G20” che l’Italia ospiterà nel 2021. “Lo devo alla comunità pugliese di cui anche io faccio parte, che è sempre stata molto operosa. E lo devo ai suoi vertici, Emiliano e Decaro che hanno sempre dimostrato grande lealtà e correttezza istituzionale, grande senso di responsabilità”. Lo annuncia il premier Giuseppe Conte alla Fiera del Levante di Bari rispondendo all’invito del sindaco Antonio Decaro.
“Da provincia marginale – ha detto il primo cittadino – Bari sta diventando una città europea a tutti gli effetti. Abbiamo ospitato decine di eventi internazionali, sportivi, religiosi e politici, sempre organizzati in modo impeccabile. E per questo, Presidente Conte, approfitto della sua presenza qui per ricordarle la candidatura di Bari come sede dei lavori del G20 del 2021”.

Ricostruzione, Marsilio ‘delega sparita’Per governatore Abruzzo ‘urgente individuare responsabile’

L’AQUILA14 settembre 201914:13

– “La delega alla ricostruzione è scomparsa dai radar del governo. Ho avuto conferma ieri sera direttamente da Crimi che non conserverà la delega alla Ricostruzione, e che neanche lui sa chi se ne occuperà”. Lo dichiara, in una nota, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, esprimendo la sua preoccupazione sugli impegni futuri per la ricostruzione post sisma del centro Italia.
Marsilio chiede quindi al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “di individuare subito un nuovo responsabile, perché le Regioni, le Province, i Comuni, i cittadini hanno bisogno di un interlocutore univoco. E voglio sperare – aggiunge – che si tratti di una persona competente e già informata dei fatti, perché portare a spasso per mesi un altro sottosegretario che deve imparare da capo è una perdita di tempo che non ci possiamo permettere”.

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Salvini a Pontida rilancia il maggioritario, dal raduno insulti a Mattarella
‘Pronto il quesito per referendum sulla legge elettorale’. Comencini dal raduno dei giovani leghisti: ‘Questo presidente della Repubblica mi fa schifo, non tiene conto del 34% dei cittadini’

14 settembre 201920:12

Salvini show a Pontida, tra bagni di folla, cori da stadio e entusiasmo alle stelle, in un clima lontanissimo dalle delusioni ‘romane’. Alla vigilia della tradizionale kermesse leghista, il segretario federale incassa l’abbraccio del suo popolo e rilancia la sfida al governo ‘giallorosso’ sul fronte della legge elettorale annunciando un referendum contro il ritorno del proporzionale. Ipotesi che non dispiace per nulla a Forza Italia (anche se si registrano distinguo da parte di alcuni esponenti azzurri), segno evidente di una sintonia ritrovata nel centrodestra dopo l’incontro tra lo stesso Salvini e Silvio Berlusconi. “Questo governo e la maggioranza dei perdenti che lo sostiene – commenta

l’azzurro Giorgio Mulè – non ha alcuna legittimità per varare una misura che incide nel tessuto vitale della democrazia: è giusto che se non esiste in Parlamento uno schieramento ampio e trasversale siano gli italiani a decidere”. Contro quello che la Lega definisce l’inciucio Pd-M5s, Salvini morde il freno: “Se cinque regioni lo approvano entro settembre si va al referendum in primavera”.E dal raduno dei giovani della Lega dal deputato Vito Comencini sono arrivati insulti a Mattarella. “Posso dirlo? Questo Presidente della Repubblica mi fa schifo! Mi fa schifo chi non tiene in conto del 34% dei cittadini” afferma Comencini intervenendo all’assemblea della Lega Giovani, in una tensostruttura vicino al pratone di Pontida. “Certo – conclude – anche Pertini baciò la bara di Tito, quello che ha fatto le foibe”.

Indipendentisti contro GaribaldiPresidio di Sardigna Natzione davanti al monumento

A MADDALENA (SASSARI)14 settembre 201918:57

– “La storia del popolo sardo è stata nascosta, oscurata attraverso processi di autoidentificazione di miti che non ci appartengono e che sono nemici della nostra storia, come Garibaldi”. Così

il leader di Sardigna Natzione Indipendentzia, Bustianu Cumpostu.
Oggi la storica figura dell’indipendentismo sardo e numerosissimi militanti del movimento di cui è fondatore e guida, hanno manifestato di fronte al monumento dell’eroe dei due mondi, a Caprera, nell’arcipelago di La Maddalena.
“Abbiamo fatto un presidio per informare i turisti che arrivano a visitare il monumento e abbiamo spiegato bene che non abbiamo niente di personale contro la figura di Garibaldi, sebbene non ne condividiamo l’operato, ma che critichiamo soprattutto l’uso che ne è stato fatto”, spiega Cumpostu. “La storiografia italiana ha fondato sulla figura di Garibaldi un Risorgimento nazionale che nascondeva conquiste, annessioni, stragi e stermini

Salvini per mano alla figlia con t-shirt Miss PapeeteAll’assemblea degli amministratori della Lega, alle porte di Milano

14 settembre 201913:35

E’ arrivato tenendo per mano la figlia Mirta Matteo Salvini all’assemblea degli amministratori della Lega che si svolge all’hotel Leonardo Da Vinci di Bruzzano, alle porte di Milano. La bambina, accompagnata dalla mamma, aveva indosso una maglietta con la scritta Miss Papeete e la decorazione di una coroncina.

Sisma L’Aquila: da Fioramonti medaglia alla comunità scolastica della cittàPer l’impegno e la dedizione in questi 10 anni dal terremoto

14 settembre 201920:12

Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, lunedì 16 settembre, consegnerà una medaglia a tutta la comunità scolastica come riconoscimento per il loro impegno e la loro dedizione in questi dieci anni dal terremoto. La consegna, fanno sapere dal Miur, avverrà in occasione della cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico “Tutti a Scuola”, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, nel pomeriggio di lunedì a L’Aquila presso il MUSP (Modulo ad Uso Scolastico Provvisorio) della scuola primaria Mariele Ventre.

Report viadotti truccati, Spea sospende i 4 dipendenti coinvoltiIl Cda della società è pronta a rimettere il mandato. Anche Autostrade ha sospeso i due dipendenti

14 settembre 201919:25

Il Cda di Spea Engineering “ha disposto la sospensione immediata dall’incarico dei dipendenti medesimi”.  Inoltre il Cda “Si è reso disponibile a rimettere il proprio mandato nelle mani del Presidente per consentire la più efficace tutela della Società. Ogni atto ulteriore e conseguente sarà assunto dal Consiglio di Amministrazione già convocato per il prossimo martedì 17 settembre”. Autostrade per l’Italia ha sospeso i due dipendenti “coinvolti nel procedimento di falso sui viadotti Pecetti e Paolillo”. Un Cda di Autostrade è stato convocato lunedì. Benetton fa sapere che verranno prese le iniziative necessarie “a salvaguardia della credibilità”. Di Maio ha ribadito “la volontà di revocare le concessioni ai Benetton”.La procura di Genova ha trasmesso gli atti ai colleghi di Avellino che hanno indagato sulla strage del bus precipitato nel 2013 dal viadotto “Acqualonga” dell’A16 Napoli-Canosa, causando la morte di 40 persone. In particolare, i magistrati genovesi hanno inviato le intercettazioni relative a Paolo Berti, all’epoca del crollo del ponte Morandi direttore Operazioni centrali di Autostrade. In quella conversazione telefonica, secondo quanto emerso nell’inchiesta sui falsi report sui viadotti autostradali, Berti parla con Michele Donferri Mitelli, ex responsabile nazionale manutenzione di Aspi. Il primo manifesta disappunto per essere stato condannato (5 anni e 10 mesi) per quell’incidente lamentandosi che avrebbe potuto dire la verità e mettere nei guai anche altri. L’altra risponde che non ci avrebbe guadagnato nulla mentre, alla luce del suo comportamento, può “stringere un accordo col capo”. “Tu hai ragione ma non è che se metti in galera anche un altro a te cambiava qualcosa. Quindi a questo punto fregatene! Aspettali al varco e pensa solo a stringere un accordo col capo”.Tra i tecnici e dirigenti di Spea c’è il sospetto di essere i “parafulmini” di Autostrade. E per tutelarsi qualcuno registra gli incontri, le riunioni con i vertici di Aspi e li conserva pure nel proprio computer. Grazie a quei file custoditi nel pc di uno degli indagati nell’inchiesta sui falsi report sui viadotti, gli investigatori scoprono che già nel 2017 le carte venivano truccate sempre per un obiettivo: ridurre i costi, una logica di comportamento che “prevale sulla finalità di garantire la sicurezza dell’infrastruttura”. A maggio 2017 si discute del ripristino del viadotto Giustina, sulla A14, nelle Marche, dove morirono due persone a marzo schiacciate dal crollo di un ponte. A fare la voce grossa è Michele Donferri Mitelli, l’ex responsabile nazionale delle manutenzioni di Aspi. “Devo ridurre i costi – dice Donferri – Adesso te inventi quello che c… te pare e te lo metto per obbligo”. Lucio Torricelli Ferretti, di Aspi, (ai domiciliari da ieri insieme a Gianni Marrone di Aspi e a Massimiliano Giacobbi di Spea) prova a fare capire che non basta e Donferri risponde che “non ha alcuna rilevanza se sia vero o no”.

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D’Incà, oggi chiudiamo su sottosegretari
Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento

13 settembre 201910:13

– Sulla nomina dei sottosegretari “Si chiude oggi”. Lo dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Inca giungendo a Palazzo Chigi per il Consiglio dei Ministri

Governo: ecco i sottosegretari e viceministri del Conte bisTutti i profili

Ecco i 42 sottosegretari del Conte bis:

Mario Turco (M5s) alla programmazione economica e investimenti e Andrea Martella (Pd) all’Editoria sono i due nuovi sottosegretari alla presidenza del Consiglio.Non risulta assegnata la delega ai Servizi, che dovrebbe tenere il premier Giuseppe Conte.Ai Rapporti con il Parlamento andranno Simona Malpezzi (Pd) e Gianluca Castaldi (M5s).Agli Affari europei Laura Agea (M5s).Agli Esteri, con i viceministri Marina Sereni (Pd) e Emanuela Del Re (M5s), ci saranno da sottosegretari Ivan Scalfarotto (Pd), Manlio Di Stefano (M5s), Riccardo Merlo (Maie).All’Interno con Matteo Mauri (Pd) e Vito Crimi (M5s), Achille Variati (Pd) e Carlo Sibilia (M5s).Alla Giustizia Vittorio Ferraresi (M5s) e Andrea Giorgis (Pd).Alla Difesa Angelo Tofalo (M5s) e Giulio Calvisi (Pd).All’Economia, con i viceministri Antonio Misiani e Laura Castelli andranno Pierpaolo Baretta (Pd), Alessio Villarosa (M5s) e Cecilia Guerra (Leu).Al Mise sarà viceministro Stefano Buffagni e sottosegretari Alessandra Todde (M5s), Mirella Liuzzi (M5s), Gianpaolo Manzella (Pd), Alessia Morani (Pd).Alle politiche agricole Giuseppe L’Abbate (M5s).All’Ambiente Roberto Morassut (Pd), alle Infrastrutture da viceministro Giancarlo Cancelleri (M5s) e da sottosegretari Roberto Traversi (M5s) e Salvatore Margiotta (Pd).Al Lavoro Stanislao Di Piazza (M5s) e Francesca Puglisi (Pd).All’Istruzione Lucia Azzolina (M5s) e Anna Ascani (viceministro Pd), Giuseppe De Cristofaro (Leu).Alla Cultura Anna Laura Orrico (M5s) e Lorenza Bonaccorsi (Pd).Alla Salute viceministro M5s, Pierpaolo Sileri e sottosegretario Pd, Sandra Zampa.

Salvini,da Pd-M5s vergognosa spartizionePrima o poi gli italiani vi manderanno a casa

13 settembre 201911:14

– Continua la vergognosa spartizione di posti e poltrone di Pd e M5s. Festeggiate e mangiate finchè siete in tempo tanto prima o poi gli italiani vi manderanno a casa”. Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini commentando la nomina dei sottosegretari e vice ministri del governo.

Governo, nominati sottosegretari, 21 M5s, 18 Pd, 2 Leu, 1 Maie Movimento ha maggioranza anche tra i viceministri: 6 i 5s, 4 Dem. Di Maio: ‘Pronti a dare il massimo’

13 settembre 201919:06

Sono 42 i sottosegretari del governo Conte. 21 i sottosegretari M5s, 18 i Dem, 2 i rappresentanti di Leu, 1 del Maie. Il Movimento conserva dunque una maggioranza di sottosegretari e anche di viceministri: ne avrà 6, mentre quattro saranno del Partito democratico.”Adesso la squadra di governo è al completo, pronta a dare il massimo per il Paese! Ringrazio i sottosegretari uscenti che continueranno ad essere una grande risorsa per il MoVimento”, commenta il ministro degli Esteri e capo politico del M5S Luigi Di Maio. “Lunedì – aggiunge -giurerà la nuova squadra che sarà composta da 21 esponenti del MoVimento 5 Stelle, di questi 6 saranno vice ministri. Per noi questo significa: tanto lavoro da fare e maggiori responsabilità. Noi siamo pronti!”.Dei 42 sottosegretari, 14 sono donne. Anche tra i ministri le donne sono solo 7 su 22. Il dicastero più “rosa” sarà il Mise, con tre sottosegretarie (Alessandra Todde, Mirella Liuzzi e Alessia Morani). Due sottosegretari donna li avrà la Cultura (Anna Laura Orrico e Lorenza Bonaccorsi), l’Istruzione (Lucia Azzolina e Anna Ascani, che sarà viceministro) e il Mef (Cecilia Guerra e Laura Castelli, confermata viceministro). Simona Malpezzi sarà ai Rapporti con il Parlamento, Laura Agea alle Politiche Ue, Marina Sereni, sarà viceministro degli Esteri, Francesca Puglisi al Lavoro e Sandra Zampa alla Salute. Abbiamo in dettaglio, appena visto sopra, tutto l’elenco dei 42 sottosegretari.

Cucinelli, non mi candido alle regionali”Vorrei politica geniale e umanista ma mio mestiere è altro”

PERUGIA13 settembre 201911:39

– “Che qualcuno pensi a me immaginandomi in politica è un fatto che mi lusinga poiché ho sempre pensato alla bella politica, a partire da Platone, come a uno dei grandi ideali dell’uomo. Vorrei sempre una politica geniale, coraggiosa, giusta, umanistica. Però il mio mestiere è un altro”: Brunello Cucinelli smentisce così ufficialmente qualsiasi ipotesi di una personale candidatura alle elezioni regionali in Umbria. Lo fa intervenendo dopo alcune notizie circolate sui media che ipotizzavano un suo impegno.
“Il contesto nel quale fin dagli anni della gioventù ho immaginato di poter contribuire a migliorare, per quanto posso, la vita delle persone – ha sottolineato Cucinelli -, è quello di industriale. Sembra fino ad oggi che ci sia riuscito abbastanza bene, o almeno così mi è riconosciuto in tante parti del mondo e soprattutto nella mia amata Italia. Non cambierei tale mestiere con nessun’altro”.

Flat tax: Tajani, è soluzione miglioreServono investimenti per ridurre il cuneo fiscale

13 settembre 201912:27

– “Ribadiamo che checche’ ne dica il governo, la flat tax è la soluzione migliore per dare speranza e prospettive alle nostre imprese, che hanno bisogno di un messaggio di fiducia da parte del governo. Per questo servono investimenti per Infrastrutture, serve ridurre il cuneo fiscale e meno assistenzialismo”. L’ha detto il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani a margine di una conferenza stampa a Roma.
E ha aggiunto: “Ho qualche dubbio che sia contro la Costituzione”.

Governo: Fico, Parlamento centraleRisposta molto forte e molto attiva

Governo: Fico, Parlamento centraleRisposta molto forte e molto attiva

NAPOLI13 settembre 201912:39

– “Oggi abbiamo un nuovo governo, c’è stata una risposta secondo me del Parlamento molto forte e molto attiva che ha confermato la sua centralità ed è su quella centralità che oggi si deve lavorare”. Lo ha sottolineato il presidente della Camera Roberto Fico a margine di una mostra, a Napoli, su Bud Spencer.

Marina Sereni, la viceministro del Pd alla FarnesinaLa passione per la politica estera, dal Medio Oriente all’Onu

13 settembre 201912:42

Marina Sereni è la nuova vice ministro degli Esteri in quota Pd del governo Conte. Nata a Foligno l’8 maggio del 1960, maturità classica, è stata vicepresidente della Camera dal 2013 al 2018. Dal 2001, quando Piero Fassino la chiamò a far parte della segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra, si occupa di politica estera. Come scrive sul suo sito internet, negli anni si è interessata in particolare “di Medio Oriente, della guerra in Iraq, dei temi della globalizzazione e della lotta alla povertà e al sottosviluppo, del processo di unificazione europea, della riforma delle Nazioni Unite e delle organizzazioni sovranazionali”. Dal 2009 al 2103 è stata vicepresidente del Partito Democratico.

Simona Malpezzi sottosegretaria ai Rapporti col ParlamentoRenziana della prima ora, insegnante, in Parlamento dal 2013

13 settembre 201914:50

Simona Malpezzi, parlamentare del Pd, affiancherà il ministro Federico D’Incà del M5s al ministero dei Rapporti con il Parlamento nel lavoro di interfaccia tra il governo e le Camere. Quarantasette anni, renziana, senatrice dopo una legislatura da deputata, Simona Malpezzi viene dal milanese. Dopo una laurea in Lettere alla Cattolica (si laurea con una tesi su Amintore Fanfani), dal 1997 insegna nelle scuole superiori, ma nel 2005 si trasferisce ad insegnare lingua e cultura italiana presso la Volkshochschule di Aschaffenburg, in Baviera. Approda alla Camera, eletta nelle liste del Pd nel 2013, e nel 2018 viene eletta senatrice.

Emanuela Del Re confermata viceministro degli EsteriL’esponente del M5s è esperta di migrazioni e zone di conflitto

13 settembre 201912:58

Emanuela Del Re è stata confermata viceministro degli Esteri nel governo Conte bis. Romana, classe 1963, la pentastellata Del Re è sociologa ed esperta di questioni legata a migrazioni e rifugiati. Dal 1990 ha condotto un’intensa attività di ricerca in zone di conflitto, in particolare Balcani, Caucaso, Africa e Medio Oriente, dove è stata testimone di crisi sociali e politiche. È mamma di Giulio Claudio e Michele Arjuna, che l’hanno spesso seguita nel suo lavoro sul campo. È professore associato abilitato e ricercatrice confermata.
Fondatrice di EPOS Intl. Agency e presidente fino al 2017, ha condotto progetti d’intervento dal 2012 con la Commissione Europea e altri per la ricostruzione della società civile in zone di conflitto (tra cui Iraq e Giordania).
Nel precedente governo, Enzo Moavero Milanesi le affidò le deleghe alla cooperazione internazionale.
Ivan Scalfarotto, sottosegretario con Renzi ora agli EsteriL’esponente del Pd torna al governo

13 settembre 201913:22

Ivan Scalfarotto è stato nominato sottosegretario agli Esteri del nuovo governo Conte. Pescarese per nascita, foggiano per formazione, classe 1965, dopo la maturità classica si è laureato in Giurisprudenza a Napoli. Ha lavorato per importanti banche italiane ed internazionali come direttore delle Risorse Umane vivendo per sette anni tra Londra e Mosca. Attualmente, scrive nell’autobiografia del suo sito, vive a Milano con il suo compagno Federico e i loro due gatti.
Vice presidente del Pd dal 2009 al 2013, assieme a Marina Sereni, è stato sottosegretario al ministero delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento nel governo di Matteo Renzi. Nel 2016 è stato nominato sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, per assumere la responsabilità del commercio internazionale e dell’attrazione degli investimenti dall’estero.
Nel 2015 e nel 2016, Scalfarotto è stato nominato nella ‘Global Diversity List’ tra le 50 personalità che a livello mondiale si distinguono per la diffusione della cultura della ‘diversity’ e delle pari opportunità. E’ il fondatore di ‘Parks – Liberi e Uguali’.

Laura Agea, da Strasburgo agli Affari europeiCapodelegazione M5S al Parlamento europeo amante della narrativa

13 settembre 201913:34

Laura Agea è il nuovo sottosegretario agli Affari Europei, ministero retto dal Pd Enzo Amendola. Umbra, classe 1978, è una europarlamentare del M5S, di cui è capodelegazione. Laureata in Sociologia all’Università di Urbino, sul suo sito internet racconta di essersi candidata al Parlamento europeo per garantire un futuro migliore alla figlia, sua “opera assoluta”. E’ da sempre impegnata nel volontariato “concretizzato – scrive – nella mia attiva partecipazione alla solidarietà nei confronti dei Paesi più poveri, nella tutela e nella protezione dell’ambiente”. Oltre alla politica, la sua grande passione è la narrativa: ha pubblicato un racconto con la casa editrice ‘Pagine’.

Manlio Di Stefano resta al ministero degli EsteriSiciliano, 5 Stelle della prima ora, confermato sottosegretario

3 settembre 201913:47

Manlio Di Stefano resta alla Farnesina, confermato sottosegretario agli Esteri nel governo Conte bis. Nato a Palermo nel 1981, si laurea in ingegneria informatica nel 2006 ed inizia a lavorare in quell’ambito a Milano, ma comincia ad interessarsi anche al sud del mondo, collaborando a progetti di sviluppo sostenibile con una ong. Tra gli attivisti della prima ora del Movimento 5 Stelle, è presente alla nascita del movimento il 4 ottobre 2009. Nel 2011 si candida alle amministrative di Milano. Diventa deputato M5S nel 2013 e la sua attività parlamentare si concentra sulla politica estera. Viene eletto infatti capogruppo alla Commissione Affari Esteri e delegato italiano presso il Consiglio d’Europa in Commissione Migranti. In questa veste, si occupa principalmente di protezione internazionale, richiedenti asilo, minori migranti e minori apolidi.
Nel 2017 diventa responsabile del programma di Governo di politica estera del M5S. Nella legislatura in corso viene rieletto deputato ed è nominato sottosegretario agli Esteri nel governo giallo-verde: incarico che mantiene anche nel nuovo esecutivo. “Grazie a tutti per la stima che mi state dimostrando con auguri e congratulazioni. Continuerò con impegno e passione a occuparmi di quella che considero la più grande risorsa del nostro Paese, la sua eccellente proiezione all’estero”, ha twittato oggi dopo la riconferma.

Insularità: carica di 266 sindaci sardiStriscione nei comuni per riconoscimento in Costituzione

AGLIARI13 settembre 201913:49

– Oltre 260 sindaci hanno esposto lo striscione “Insularità in Costituzione” nelle Case comunali, e la battaglia diventa di tutti i sardi. “Davanti a un gesto simile il Parlamento non può più restare indifferente”, spiegano i rappresentanti del Comitato promotore Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu, in occasione dell’iniziativa organizzata nel Comune di Cagliari per celebrare i tre anni trascorsi dall’inizio della mobilitazione. Nel 2017, infatti, iniziava la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’inserimento del principio nella Carta Costituzionale.
Ora il provvedimento è depositato in commissione Affari costituzionali del Senato, in attesa di essere discusso in Parlamento. Nelle settimane scorse il Comitato ha fatto pressing sullo stesso presidente della commissione, il leghista Stefano Borghesi, ottenendo anche riscontri positivi grazie all’intervento dei senatori sardi. Adesso però il tempo è scaduto.

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Ricardo Merlo confermato sottosegretario agli Esteri
57 anni, il senatore italo-argentino nel 2007 ha fondato il Maie

3 settembre 201914:49

Il senatore italo-argentino Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE (Movimento associativo italiani all’Estero), è stato confermato sottosegretario agli Esteri del governo Conte bis. Nato e cresciuto a Buenos Aires 57 anni fa, si è laureato in Scienze Politiche nella capitale argentina e poi ha perfezionato gli studi in Italia, all’Università di Padova. Un passato da giornalista, sia sulla carta stampata che in televisione, Merlo è entrato per la prima volta in Parlamento nel 2006, quando venne eletto deputato nella circoscrizione estero della Camera nella lista Associazioni Italiane in Sud America. Un anno dopo ha fondato il suo partito.Con la sua nomina a sottosegretario agli Esteri nel giugno del 2018 per la prima volta il MAIE è entrato a far parte di un governo con un suo rappresentante. Nel suo primo anno alla Farnesina si è battuto per evitare che, qualora fosse varata la riforma sul taglio dei parlamentari, non sia ridotto il numero di quelli eletti all’estero.

Ferraresi, M5s resta sottosegretario alla Giustizia31enne emiliano, relatore di minoranza sulla riforma di Orlando

13 settembre 201914:23

Vittorio Ferraresi, esponente del M5s, è stato confermato nell’incarico di sottosegretario alla Giustizia. Emiliano, 31 anni, è diplomato in Scienze della Formazione, ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza a Ferrara con una tesi in diritto processuale penale riguardante le tecniche d’indagine nei reati ambientali.Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nella circoscrizione XI Emilia Romagna per il MoVimento Cinque Stelle. Oltre ad essere componente e capogruppo del M5s nella commissione Giustizia della Camera, è stato componente della Giunta per le autorizzazioni e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa dal febbraio 2016. In commissione Giustizia è stato relatore di minoranza su omicidio stradale, riforma Orlando del processo penale, bullismo e cyberbullismo e introduzione del reato di tortura.E’ primo firmatario di proposte di legge riguardanti la legalizzazione della cannabis, le violenze contro gli animali, la riconversione di ex-zuccherifici in centrali a biomasse, le modifiche al codice di procedura penale in materia di intercettazioni telefoniche e di disciplina delle videoriprese, le modifiche al codice penale, concernenti l’aggravamento delle pene per i reati di violenza sessuale. Alle elezioni politiche del 2018 è stato rieletto nel collegio di Modena e Ferrara. Dall’11 aprile 2018 è membro della commissione speciale per l’esame di atti del governo di cui è segretario e dal 12 giugno del 2018 è sottosegretario alla Giustizia.

Crimi, dalla delega all’editoria e sisma al ViminaleSiciliano, il viceministro 5S è senatore dal 2013

13 settembre 201914:30

Vito Crimi, il nuovo viceministro al ministero dell’Interno, è nato a Palermo nel 1972. Dopo essersi trasferito in Lombardia per diventare assistente giudiziario alla Corte d’Appello di Brescia, nel 2007 si iscrive al Meetup “Amici di Beppe Grillo” cittadino. Tre anni dopo, il MoVimento 5 Stelle lo candida presidente alle elezioni regionali per la Lombardia, dove ottiene il 3% dei voti. Ma è nel 2013 che arriva in Parlamento come senatore. Il 4 marzo dello stesso anno viene nominato capogruppo del MoVimento 5 Stelle a Palazzo Madama, dove ricopre l’incarico dal 19 marzo al 16 giugno.Durante quella legislatura, Crimi assume diversi incarichi: è componente della Giunta per le elezioni e immunità parlamentari, che decide sulla decadenza di Silvio Berlusconi dall’incarico di senatore, e della Commissione Affari Istituzionali. Ma Crimi fa parte anche del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e del Copasir. Nel 2018 viene rieletto senatore e nel primo governo Conte, quello a maggioranza giallo-verde, ricopre la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con la delega all’Editoria. Nello stesso anno, gli viene conferita dal Consiglio dei ministri anche la nomina a delegato per la ricostruzione del post terremoto.

Incontro Berlusconi-Salvini a MilanoSi parlerà di regionali, Berlusconi andrà in Umbria

13 settembre 201915:02

– Incontro a Milano tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Una riunione che aveva preannunciato lo stesso leader della Lega lunedì nel corso della manifestazione in piazza contro il governo. Tra i temi dell’incontro, a quanto si apprende, il tavolo di coordinamento delle opposizioni. Si parlerà anche delle regionali in Umbria dove il centrodestra si presenterà unito nel sostenere Donatella Tesei. Berlusconi andrà in Umbria a fare campagna elettorale così come il leader della Lega che ha annunciato di tornare nella regione la prossima settimana.

Ue: Tajani,Gentiloni? Non è buona sceltaLa sua azione rischierà di essere in contrasto con Italia

13 settembre 201915:04

– “Non credo sia stata una buona scelta, quella fatta dal governo, di richiedere il portafoglio economico in Europa perché rischiamo di avere un commissario sottoposto all’azione di un vicepresidente. Un commissario che dovrà far rispettare il patto di stabilità pur con le flessibilità previste. Ma se l’Italia vuole essere protagonista del cambiamento del patto di stabilità, non credo che un commissario economico possa aiutare”. L’ha detto il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, commentando la scelta di Paolo Gentiloni come commissario agli affari economici a Bruxelles. A margine di una conferenza stampa a Roma, Tajani ha aggiunto: “Era meglio prendere un altro portafoglio ad esempio l’industria o l’agricoltura o il commercio internazionale”. E ha concluso: “Non sarà facile per un commissario italiano, svolgere questa azione. Rischierà di stare in continuo contrasto con l’Italia”.

Bce: Tajani, ricetta Draghi è giustaL’apprezzamento del vicepresidente FI sul quantitative easing

13 settembre 201915:06

– “Il quantitative easing va in questa direzione e cioè di una crescita economica. La ricetta di Draghi é quella giusta per aiutare le piccole e medie imprese e l’agricoltura”. L’ha detto il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani a margine di una conferenza stampa a Roma.

Incontro Cav-Salvini,opposizione insiemeFaccia a faccia tra il leader di Forza Italia e della Lega

13 settembre 201915:25

– Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi e il segretario della Lega Matteo Salvini hanno avuto oggi “un cordiale incontro – fanno sapere da Forza Italia – e hanno concordato di fare fronte comune per una efficace opposizione al nuovo governo”.
La riunione, preannunciata da Salvini lunedì scorso durante la manifestazione contro il governo, si è svolta nella residenza milanese dell’ex premier.

Sisma: Conte visita AccumoliCon lui capo della Protezione civile e commissario ricostruzione

13 settembre 201915:47

– Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è ad Accumoli, uno dei centri più colpiti dal terremoto del 24 agosto del 2016, per la sua prima visita da premier della nuova maggioranza M5S-Pd. Conte l’aveva promesso durante il suo discorso programmatico in Parlamento. Atterrato ad Arquata del Tronto, nel pomeriggio si sposterà a Santangelo sul Nera, in provincia di Macerata. In programma incontri con gli amministratori locali e rappresentanti dei comitati civici. Con lui ci sono Angelo Borrelli, capo della Protezione civile e Piero Farabollini, commissario straordinario per la ricostruzione.

Ascani, viceministra al Miur citata da ForbesCandidata a 18 anni, era tra i giovani 30 più influenti

13 settembre 201915:53

Anna Ascani, 32 anni, laurea in Filosofia, è la nuova viceministra dell’Istruzione. Nel 2006, a 18 anni, è la candidata più giovane al consiglio comunale di Città di Castello con la lista civica “Centro Democratico”. Il padre, Maurizio Ascani, è stato un esponente locale della Democrazia Cristiana ed anche vicesindaco della città umbra. Nel 2007, in occasione delle primarie del 14 ottobre, la Ascani è capolista in Umbria della lista a sostegno di Enrico Letta. L’anno successivo entra nella segreteria regionale di Maria Pia Bruscolotti. Nel 2009 è stata eletta nell’Assemblea Regionale del Pd nelle liste a sostegno di Lamberto Bottini e, ad inizio 2010, è entrata a far parte della sua segreteria. Il 5 febbraio 2011 è stata eletta portavoce delle democratiche umbre.
Alle primarie del Pd del 2012 ha raccolto 5.463 voti di preferenza, venendo candidata alla Camera alle politiche del 2013 nella circoscrizione Umbria, e riuscendo ad essere eletta.
È membro della commissione Cultura e presidente dell’Intergruppo dei Giovani Parlamentari. Fa parte della delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e del Women in Parliaments Global Forum. È stata promotrice del primo Forum Europeo dei Giovani Deputati, tenutosi a Bruxelles nel dicembre 2013. Nel gennaio 2016 è stata indicata da Forbes tra i trenta personaggi under 30 più influenti della politica europea.
Nel luglio 2017, è stata nominata Responsabile del Dipartimento Cultura del Pd. Alle elezioni del 2018 è stata eletta come capolista in Umbria per la Camera. Nel settembre 2018, è la sola partecipante italiana alla tavola rotonda di 11 leader emergenti, organizzata ad Amsterdam dalla Obama Foundation alla presenza dell’ex presidente degli Stati Uniti.
E’ candidata vicesegretaria del Pd con Roberto Giachetti alle primarie che saranno vinte da Zingaretti. Il 17 marzo scorso è stata nominata vicepresidente del partito.

Mauri, viceministro Interno con amore per il rugbyVicino a Martina, è al suo secondo mandato come deputato Pd

13 settembre 201916:00

Laureato in Scienze Politiche, milanese di 49 anni e deputato Dem, Matteo Mauri è uno dei due viceministri dell’Interno. Appassionato di archeologia, rugby e basket, ha iniziato a seguire la politica fin da ragazzo. Prima di essere eletto deputato con il Pd dal 2013, era stato molto impegnato nella politica in Lombardia, dove è stato prima segretario regionale e poi organizzatore nazionale della Sinistra Giovanile. Il 24 novembre del 2009 è stato scelto come responsabile nazionale Infrastrutture e Trasporti del Pd dall’allora segretario Pier Luigi Bersani. Nel 2013 è subentrato ad Ettore Rosato alla Camera come vice capogruppo vicario ed è stato tra i fondatori della corrente ‘Sinistra è Cambiamento’ guidata da Maurizio Martina.

Giorgis alla Giustizia, prof Diritto CostituzionaleDisse no all’Italicum e venne sostituito da Renzi in commissione

3 settembre 201916:11

Andrea Giorgis, nuovo sottosegretario alla Giustizia, esponente del Pd, ha 54 anni ed è nato a Torino.
Laureato in Giurisprudenza, è professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Torino.
E’ stato consigliere comunale nel capoluogo piemontese dal 1997 al 2011 e durante l’amministrazione Chiamparino ha ricoperto l’incarico di presidente del gruppo consiliare dell’Ulivo e poi del Pd.
Giorgis ha fatto parte anche della segreteria nazionale Dem e ha avuto l’incarico di responsabile delle “Riforme istituzionali”. Nel febbraio del 2013 è stato eletto deputato e ha fatto parte della Commissione Affari Costituzionali, del Comitato per la legislazione e della Giunta per il Regolamento di Montecitorio.
Andrea Giorgis è uno dei dieci deputati del Pd sostituiti da Renzi in commissione Affari Costituzionali in quanto considerati dissidenti perché contrari alla legge elettorale conosciuta come ‘Italicum’. Insieme a Giorgis, tra gli altri, furono ‘allontanati’ Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo e Rosy Bindi. Anche nel referendum confermativo del 2016 sul progetto di riforma costituzionale Renzi-Boschi, Giorgis votò per il No.

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Orrico, un manager del digitale ai Beni Culturali
Nata a Cosenza è stata portavoce M5s alla Camera

13 settembre 201916:27

“Mi piace definirmi un project manager del cambiamento, attenta a ciò che nel mondo e nel mercato si muove sul piano dell’innovazione sociale, culturale e tecnologica”. Così Anna Laura Orrico, da oggi sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali, si definiva da sola in un profilo scritto come candidata con il Movimento Cinque stelle con il quale poi, dal 10 marzo 2018, è entrata in Parlamento come deputata. Nata a Cosenza il 29 dicembre 1980, è laureata in Scienze politiche e ha il profilo manageriale dell’imprenditrice nel settore dell’innovazione digitale. Nel suo curriculum, l’ideazione di eventi per le aziende, per il settore culturale e le organizzazioni non-profit. E’ stata co-founder di Talent Garden Cosenza, il primo spazio di coworking in Calabria dedicato all’innovazione digitale. Portavoce M5s alla Camera dei Deputati è stata componente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo. Il suo mantra: “Sembra sempre impossibile finché non viene fatto”.

Conte, Italia non chiede favori a UePremier ad Accumoli

13 settembre 201916:27

– “Siamo un paese economicamente solido”, in Europa “l’Italia non deve chiedere favori”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad Accumoli.

Bonaccorsi, dalla Regione Lazio ai Beni CulturaliLaureata in economia, responsabile Cultura e Turismo per il Pd

13 settembre 201916:32

Responsabile nazionale Cultura e Turismo del Pd, Lorenza Bonaccorsi – da oggi sottosegretario al Ministero dei Beni e delle attività culturali – è nata a Roma il 20 luglio del 1968 e pur essendo laureata in economia a Milano si è sempre dedicata ai temi della cultura, dell’audiovisivo, del turismo e delle donne a Roma.
Laureata in Storia dell’Economia alla Statale di Milano, con il professor Giulio Sapelli, ha una figlia di 19 anni, Carolina e dichiara che la politica è la sua passione da sempre. Ha lavorato all’ufficio comunicazione dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, ma è stata anche capo della segreteria dell’allora Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e responsabile delle Relazioni Istituzionali e dei Rapporti con la Comunità Europea della Regione Lazio sotto la giunta Marrazzo.
Membro della Commissione Cultura, di quella Trasporti e Comunicazioni ed anche della Commissione di Vigilanza sulla Rai, tra i suoi impegni di legislatrice c’è la riforma della Rai, approvata nel 2015, alla quale ha dato il suo apporto, ma anche la legge sul cinema e l’audiovisivo. E’ stata eletta alle primarie per i parlamentari del Lazio nel 2012, ed è come deputata alla Camera dal 2013. Dal marzo del 2018 era Assessore al Turismo e alle pari Opportunità della Regione Lazio, dal Presidente Nicola Zingaretti.
“Colore della vita: blu. La forza sia con me”, scrive su twitter dove campeggia sul suo profilo un bel tramonto romano.
Mentre la frase chiave che aveva scelto per la sua candidatura era: “Perché l’Italia sia un Paese più giusto e più forte. Più sicuro. Dove chi ha voglia di rischiare possa farlo senza pentirsene e chi resta indietro non sia mai lasciato solo”.

Tofalo, il sottosegretario alla Difesa in mimeticaM5s alla sua seconda legislatura, in passato membro del Copasir

13 settembre 201916:36

Angelo Tofalo è stato riconfermato come sottosegretario alla Difesa nel nuovo governo Conte bis.
L’esponente M5s, che ricopriva la stessa carica nel precedente governo fin dalla sua nascita nel 2018, ha 38 anni, è di origini salernitane ed è alla sua seconda legislatura come deputato.
Laureato in ingegneria idraulica-geotecnica, Tofalo è stato, durante la precedente legislatura, anche membro del Copasir e in seguito – già dal 2018 durante il primo incarico di sottosegretario alla Difesa – è stato nominato componente effettivo del Consiglio nazionale anticontraffazione.
Una delle ‘caratteristiche’ del Tofalo sottosegretario (che per motivi di studio non ha fatto il servizio militare) è stata quella di verificare in prima persona, sul campo, le problematiche del mondo in grigioverde. Quando così è scoppiata la polemica sul disagio dei soldati del dispositivo Strade sicure ha voluto indossare l’equipaggiamento per capire se fosse davvero così ingombrante e pesante: le foto di Tofalo in mimetica, giubbetto antiproiettile e mitra hanno fatto il giro del web. Così come quelle a bordo del sommergibile Scirè con gli specialisti della Marina, o alla cloche del simulatore di volo dell’Aeronautica T346 o infine col paracadute, in tandem, giù da 4.500 metri aggrappato ad un paracadutista del Tuscania. Non si tratta di fare il Rambo – puntualizza il sottosegretario, rispondendo anche a chi in passato lo ha criticato o ha ironizzato su questo modo molto ‘attivo’ di interpretare il suo ruolo – “ma sono convinto che l’autorità politica, per entrare nel merito delle cose e prendere le giuste decisioni, debba conoscere anche da dentro il mondo di cui si sta occupando”.

Sisma: Conte, qui per soluzioni concrete, no passerelle

ACCUMOLI13 settembre 201916:27

– “Siamo qui per prospettare soluzioni concrete. Questa non è una passerella”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine dell’incontro con i sindaci del cratere del terremoto del 2016.
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De Cristofaro, all’Istruzione con un passato nel PrcDa coordinatore Giovani Comunisti a Sel, da oggi sottosegretario

13 settembre 201916:44

Giuseppe De Crisofano, 48 anni, laureato in Giurisprudenza, sposato, due figli, è da oggi, uno dei sottosegretari all’Istruzione. È stato Coordinatore Nazionale dei Giovani Comunisti, l’organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista, dal 1996 al 2001 (anno in cui è stato tra i portavoce nazionali del Genoa Social Forum) ed in seguito segretario della Federazione di Napoli di Rifondazione.
Alle Politiche del 2006 è stato eletto deputato nelle liste di Rifondazione Comunista, nella circoscrizione Campania 1, ricoprendo anche la carica di segretario regionale del partito. Alle elezioni del 2008 è stato ricandidato, sempre nella circoscrizione Campania 1, alla Camera tra le file de La Sinistra l’Arcobaleno, ma non è stato rieletto in Parlamento, a causa del mancato raggiungimento del quorum da parte della lista.
All’inizio del 2009 è uscito da Rifondazione comunista per contribuire alla nascita del Movimento per la Sinistra, che poi ha aderito a Sinistra Ecologia Libertà, di cui è stato eletto segretario provinciale a Napoli. Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 è stato eletto senatore con il partito di Nichi Vendola. Con lo scioglimento di SEL, è confluito in Sinistra Italiana, di cui dopo il congresso del febbraio 2017 è divenuto coordinatore della segreteria nazionale. Alle elezioni politiche del 2018 è stato candidato al Senato con Liberi e Uguali, senza essere eletto.

Sisma: Conte ad Accumuli, qui per soluzioni concretePremier: ‘Non è una passerella’. Soddisfatto per la nuova squadra di governo: ‘Italia attende risposte’. Il Paese, aggiunge, ‘è forte e non deve chiedere favori in Ue’

13 settembre 201917:13

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato ad Accumoli i sindaci del cratere e i Comitari Civici delle comunità colpite dal terremoto del 2016. “Siamo qui per prospettare soluzioni concrete. Questa non è una passerella”, assicura il premier.Con Conte c’erano Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, e Piero Farabollini, commissario straordinario per la ricostruzione. All’incontro, che si è svolto nella nuova sala polifunzionale del villaggio di Accumoli ha partecipato anche l’assessore alle politiche per la ricostruzione della Regione Lazio Claudio Di Berardino, il presidente di Lazio Innova Paolo Orneli, l’ingegnere speciale ricostruzione della Regione Wanda D’Ercole, i sindaci di Cascia, Arquata del Tronto, Posta, Borbona, Cittareale, Leonessa, Cittaducale, Antrodoco, Castel Sant’Angelo, Cantalice, Poggio Bustone, Amatrice e i comitati civici 3.36 di Amatrice, Radici accumulesi e Vico Badio di Accumoli. “Siamo un paese economicamente solido” e in Europa “l’Italia non deve chiedere favori”, ha detto parlando con i cronisti del suo nuovo governo. E ha aggiunto: “L’accelerazione sulla squadra di governo è importante perché il Paese attende risposte” e “questa squadra, che giurerà lunedì, è sufficientemente giovane ed amalgamata”. Poi, parlando di migranti e della Ocean Viking sulla quale, ha ricordato “abbiamo fatto una riunione ieri”, il presidente del Consiglio ha osservato: “A me non interessa la propaganda, ma non transigo sulla politica di rigore nel contrasto del traffico illecito. Per il resto, i problemi cercheremo di risolverli in poco poco tempo anziché in 20 o 30 giorni”.
Conte ha scelto Accumoli, uno dei centri più colpiti dal terremoto del 24 agosto del 2016, per la sua prima visita da premier della nuova maggioranza M5S-Pd. Come promesso durante il suo discorso programmatico in Parlamento. Atterrato ad Arquata del Tronto, è poi andato a Santangelo sul Nera, in provincia di Macerata. In programma incontri con gli amministratori locali e rappresentanti dei comitati civici. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, Conte, avrebbe convocato i sindacati per mercoledì prossimo, 18 settembre (alle 10), a Palazzo Chigi. Due giorni fa i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo avevano inviato una lettera al premier proprio per chiedere un incontro e discutere della prossima legge di Bilancio.

Berlusconi vede Salvini: ‘Piena sintonia’ Lega e Forza Italia correranno insieme in Umbria ed Emilia Romagna

13 settembre 201920:43

“Tutto bene. È andato bene, siamo in piena sintonia”. Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha commentato con i cronisti, mentre saliva in auto, l’incontro avuto con Matteo Salvini, leader della Lega, nella sua casa milanese. Presente anche la parlamentare di Fi Licia Ronzulli.”Abbiamo parlato un po’ di tutto, dell’opposizione, è andato tutto bene”, ha aggiunto l’ex premier salendo in macchina. Durante l’incontro, secondo quanto si è appreso in ambienti di Forza Italia, Berlusconi e Salvini hanno parlato di diversi temi: le prossime elezioni regionali, in particolare quella in Umbria, legge elettorale e di una opposizione comune in Parlamento.

Forza Italia e Lega dunque hanno rinsaldato i rapporti ora che in parlamento si trovano all’opposizione e nell’incontro che hanno avuto, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini hanno confermato l’alleanza a livello locale. Al voto alle prossime regionali, a partire da quelle di Umbria ed Emilia-Romagna a quanto si apprende, i due partiti si presenteranno uniti. Nel loro faccia a faccia, nella villa milanese di Berlusconi in via Rovani, il Cavaliere e il segretario della Lega hanno parlato del modo di fare opposizione (insieme con Fratelli d’Italia) in parlamento e anche fuori. E, in considerazione del primo appuntamento di voto, ovvero le regionali in Umbria, hanno concordato i temi per la campagna elettorale, iniziando anche a discutere delle elezioni successive “convinti – spiegano da Forza Italia – che quel risultato non potrà non avere conseguenze sul governo”. Salvini e Berlusconi hanno affrontato anche il tema della legge elettorale che deve favorire accordi di programma prima del voto e deve consentire ai cittadini di scegliere prima delle elezioni da chi essere governati. Secondo quanto si apprende, il segretario della Lega Matteo Salvini ha invitato Forza Italia a unirsi alla manifestazione organizzata dalla Lega a Roma il 19 ottobre.

Conte, governo non contro qualcunoC’è un progetto politico, lavoriamo per costruire

ACCUMOLI13 settembre 201917:10

– Questo “non è un governo contro qualcuno”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte. “Non ho chiesto nulla alle forze politiche che sostengono il governo, ad un certo punto per un contesto generale c’è stata questa pressione sulla mia persona: ho valutato un progetto politico, non avrei mai accettato un accordo tra diverse forze politiche che prevedeva una sommatoria tra forze politiche”. E “una volta accertato che c’era un progetto politico e non era un governo contro qualcuno ho accettato, lavoreremo per costruire”.

Governo: da Regione Lazio in dueSi aprono nuovi scenari, incluso un rimasto di Giunta

13 settembre 201918:03

– Dalla Regione Lazio al governo: Giampaolo Manzella, fedelissimo di Nicola Zingaretti, e Lorenza Bonaccorsi ‘traslocano’ dalla giunta regionale all’esecutivo, rispettivamente uno al Mise con delega alle Telecomunicazioni e l’altra al Ministero dei Beni Culturali. Manzella, a quanto si apprende, è l’unico che il segretario Pd ha chiesto entrasse al governo. A questo punto alla Regione Lazio si aprono nuovi scenari, incluso un rimpasto di giunta.

Todde,una manager sarda sottosegretario allo SviluppoEx Ad di Olidata, tra le 50 italiane più influenti in tecnologia

3 settembre 201918:05

Alessandra Todde, esponente del M5s, è una dei tre sottosegretari allo Sviluppo economico. Sarda di Nuoro, classe 1969, arriva dal mondo dell’imprenditoria.
Laureata in Scienze dell’informazione e in Informatica all’Università di Pisa, nel dicembre 2018 è stata nominata tra le Inspiring Fifty Italiane, le 50 donne italiane più influenti nel mondo della tecnologia. E’ stata amministratore delegato di Olidata dal luglio 2018 all’aprile 2019. Incarico poi lasciato per dedicarsi alla politica, con la candidatura come capolista del Movimento Cinque Stelle nel collegio Sardegna-Sicilia alle elezioni europee del 26 maggio.

Morani, dalla Giustizia allo Sviluppo economicoAlla fedelissima renziana l’incarico al ministero di Via Veneto

13 settembre 201918:16

Avvocata, dall’ormai lunga carriera politica nelle file del Pd, Alessia Morani approda al suo primo incarico di governo come sottosegretario alla Sviluppo economico. Marchigiana, nata nel 1976, nel 1995 diventa segretaria provinciale della Sinistra giovanile di Pesaro Urbino e poi segretaria dei Ds della sezione di Macerata Feltria, il Comune nel quale è stata consigliere ed assessore dal 2003 al 2009. Dal 2006 è stata nel Consiglio nazionale dei Ds e nel 2013 è stata eletta deputata. Componente della commissione Giustizia alla Camera, con la segreteria di Matteo Renzi è stata nominata responsabile giustizia del Pd. Rieletta alla Camera alle Politiche del 2018, fa nuovamente parte della commissione Giustizia di Montecitorio. Molto attiva sui social (‘avvocato e deputata Pd. Tifosa del Milan… 0tranquilli non ho altri difetti’, si legge nel suo profilo su Twitter), si dice ‘orgogliosa per l’incarico importante che rappresenta una sfida centrale per un Paese che ha bisogno di tornare a crescere’.

Manzella, sottosegretario alle tlc col master a YaleFedelissimo di Zingaretti, funzionario della Bei in aspettativa

13 settembre 201918:21

Classe 1965, un master a Yale e un curriculum che spazia dall’Antitrust alla Banca commerciale italiana al ministero dell’Economia fino alla Banca europea degli investimenti, di cui è funzionario in aspettativa. Gian Paolo Manzella, nominato sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, è considerato un fedelissimo di Nicola Zingaretti. Al punto di essere l’unico per il quale il segretario del Pd avrebbe esplicitamente chiesto la nomina nel governo. Un trasloco che avviene direttamente dalla Regione Lazio, dove Manzella è stato assessore allo Sviluppo economico e al Commercio e si è occupato di startup, industrie creative, artigianato, innovazione. Nel governo lo attende ora la delega alle telecomunicazioni, dossier delicatissimo e con fitte ramificazioni europee. Sull’Europa Manzella ha scritto un libro pubblicato nel 2011 (‘Una politica influente’) incentrato sulle politiche regionali dell’Unione, oltre a seguire direttamente i temi europei nella Regione Lazio già da consigliere dal 2013 al 2018. Ha un figlio, con cui condivide la passione per Vasco Rossi, pratica il trekking e il ciclismo.

Liuzzi, la portavoce di M5s alla Camera allo SviluppoEsperta in comunicazione e componente della Vigilanza Rai

3 settembre 201919:02

“Amo l’attualità, la politica e l’informazione da quando ne ho memoria”. Si presenta così sul suo sito Mirella Liuzzi, pugliese classe 1985, deputata del M5 stelle, portavoce del Movimento alla Camera e segretario di presidenza. Membro della Commissione di Vigilanza Rai e della Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni Liuzzi conta una laurea in Scienze della Comunicazione prima a Bari ed in seguito una in Comunicazione Pubblica d’Impresa, Comunicazione politica e sociale alla Statale di Milano.
Eletta per la prima volta nel 2013, vive a Matera e alle politiche del 2018 si è presentata come capolista in Basilicata.

Sibilia, confermato sottosegretario all’InternoSpesso in contrasto con Salvini, dai cannabis shop ai migranti

13 settembre 201915:39

Carlo Sibilia, esponente del M5s, è stato confermato sottosegretario al ministero dell’Interno. E’ nato ad Avellino 33 anni fa, impiegato, è laureato in biotecnologie.
Nel 2007 è stato uno dei co-fondatori degli “Amici di Beppe Grillo” di Avellino. Si è candidato nel 2010 alla Regionali in Campania, ma non ha conquistato il posto. Nel 2013, invece, viene eletto deputato per il Movimento 5 Stelle nella circoscrizione elettorale Campania 2. E’ stato segretario Commissione Affari Esteri e Comunitari, componente del Comitato permanente “Agenda Globale post 2015”, Cooperazione allo Sviluppo e Partenariato pubblico-privato e del Comitato permanente sulla politica estera e relazioni esterne dell’Unione europea. Sibilia è stato il primo firmatario di una proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul dissesto finanziario delle banche. Rieletto a Montecitorio, il 13 giugno 2018 è diventato sottosegretario al Ministero dell’Interno nel primo Governo Conte: non sono mancate le prese di posizione non in sintonia, se non in aperto contrasto, con quelle del ministro Salvini come quella, ad esempio, sulla chiusura dei cannabis shop o sull’immigrazione.
Sibilia è stato spesso al centro delle polemiche per le sue dichiarazioni, soprattutto via twitter, a cominciare da quella contro il decreto legge per le 12 vaccinazioni obbligatorie voluto dall’allora ministro per la Sanità Bearice Lorenzin.

Lucia Azzolina, la preside da oggi sottosegretariaLaureata in Filosofia e Giurisprudenza, è prof e sindacalista

3 settembre 201915:31

Lucia Azzolina, 37 anni, siciliana di Siracusa e nuova sottosegretaria all’Istruzione, viene dal mondo della scuola: il primo agosto scorso ha vinto il concorso per dirigente scolastico. Eletta alla Camera nel 2018 tra i parlamentari del Movimento Cinque Stelle, dal marzo dello scorso anno è responsabile del tavolo di lavoro sulla Scuola per la Commissione Cultura e Istruzione di Montecitorio. Laureata in Filosofia, Lucia Azzolina ha insegnato a lungo in alcuni licei. Per anni è stata attiva presso il sindacato Anief, prima in Piemonte, poi in Lombardia per oltre un anno e mezzo. Ha svolto, dopo la seconda laurea in Giurisprudenza, la pratica forense occupandosi di diritto scolastico.
La parlamentare ha anche una specializzazione per insegnare Storia e filosofia e un’abilitazione all’insegnamento per gli studenti diversamente abili.

Variati, da ex sindaco di Vicenza al ViminaleIn quota Pd. E’ stato anche presidente dell’Unione Province

13 settembre 201915:15

L’ex sindaco di Vicenza, Achille Variati, è uno dei nuovi sottosegretari all’Interno in quota Pd.
Vicentino di 66 anni, Variati ha ricoperto la carica di primo cittadino dal 1990 al 1995 e nuovamente dal 2008 al 2018.
È stato inoltre presidente della provincia di Vicenza dal 2014 al 2018 e presidente dell’Unione delle province d’Italia dal 2015 al 2018.
Laureato in matematica, alla fine degli anni ’70, Variati entrò a far parte della Democrazia Cristiana, nel 1980 venne eletto in consiglio comunale a Vicenza e diventò segretario cittadino del partito nel 1983.
Nel 1985 venne rieletto consigliere e diventò capogruppo della Democrazia Cristiana. Nel 1990 si ricandidò come consigliere comunale, capolista della Democrazia Cristiana, ricevendo il più alto numero di preferenze. Questo gli consentì di diventare sindaco di Vicenza a 37 anni. Variati è stato anche consigliere regionale del Veneto con il Partito Popolare tra il 1995 e il 2008.

Cancelleri, leader del M5S siciliano ora ai TrasportiHa guidato la battaglia contro i vitalizi. Tav? Progetto vecchio

3 settembre 201913:51

‘La politica è l’arte della semplicità’ dichiara sul suo profilo Facebook Giancarlo Cancelleri, classe 1975, nato a Caltanissetta. Geometra, già deputato all’Assemblea regionale siciliana e dal dicembre 2017 vicepresidente, è il leader del Movimento 5 Stelle in Sicilia.
Esponente storico dei pentastellati, forte di una consistente vittoria elettorale alle ultime amministrative nella regione, ha guidato la battaglia per il taglio dei vitalizi dei deputati dell’Ars.
Lo scorso mese d’agosto è stato protagonista di un tour in treno in giro per la Sicilia per denunciare le disastrose condizioni in cui versano le ferrovie siciliane in contrapposizione con il progetto della Tav definito da Cancelleri “un progetto inutile e vecchio”.

Giulio Calvisi, un sardo ex-Fgci sottosegretario alla DifesaEsponente Pd esperto di immigrazione, deputato dal 2008 al 2013

13 settembre 201914:53

E’ un esperto di immigrazione l’esponente del Pd, con un passato di militanza nella Fgci, ora chiamato a ricoprire il ruolo di sottosegretario alla Difesa nel nuovo governo Conte bis. Giulio Calvisi, 53 anni, originario di Olbia, è laureato in Giurisprudenza. Nei primi anni ’90 è stato iscritto alla Federazione Giovani Comunisti Italiani per poi essere nominato Segretario nazionale della Sinistra Giovanile. Calvisi ha ricoperto l’incarico di responsabile immigrazione dei Ds nel 1998, collaborando sul tema – in questa veste – anche con Giorgio Napolitano, allora Ministro dell’Interno. In seguito, ha curato la pubblicazione: “Il libro Bianco sulla Bossi-Fini: rapporto sulla politica delle destre in materia di immigrazione” ed è stato deputato dal 2008 al 2013 con il Partito Democratico, tra le fila dei ‘bersaniani’, durante la XVI legislatura. Sempre in questo periodo è stato componente della Commissione Bilancio di Montecitorio.

Gianluca Castaldi, ex arbitro ai Rapporti con il ParlamentoSenatore abruzzese del M5s, è un artigiano diplomato all’Isef

13 settembre 201914:50

Gianluca Castaldi, senatore del M5s, è sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, ministero retto da un altro M5s Federico D’Incà. Quarantanove anni, abruzzese, artigiano di mestiere ma con alle spalle un diploma all’Isef ed un passato di arbitro di calcio e di Beach Soccer (ha diretto gare di serie A di questa disciplina), Castaldi è senatore del M5s da due legislature: nel 2015 è stato per tre mesi presidente del gruppi parlamentare. Nel 2007 ha fondato il gruppo 5 Stelle Vasto.

Andrea Martella all’Editoria, parlamentare da 4 legislature51 anni, veneziano, è il coordinatore della segreteria del Pd

13 settembre 201914:52

Parlamentare nelle precedenti quattro legislature, cinquantuno anni appena compiuti, anima del centrocampo della nazionale parlamentari di calcio, Andrea Martella è il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria. Attualmente coordinatore della segreteria del Pd di Nicola Zingaretti, Martella è stato anche coordinatore della mozione di Andrea Orlando alle primarie del 2017, e da allora fa parte di questa area del Pd.
Veneziano, Martella ha esordito in politica quando ancora c’era il Pci, come amministratore a Portogruaro, ricoprendo poi diversi incarichi di partito a livello regionale nel Pds e nei Ds. Avvicinatosi all’area di Walter Veltroni, nel 2001 compie il balzo e viene eletto per la prima volta alla Camera, nel listino proporzionale in Veneto. Verrà rieletto nel 2006, nel 2008 e nel 2013, mentre l’anno scorso non si è ricandidato. A livello parlamentare Martella nelle diverse legislature è stato membro delle commissioni Attività produttive (si è interessato alla Chimica in particolare agli stabilimenti di Porto Marghera), Ambiente e Infrastrutture, e nel governo ombra di Walter Veltroni è stato ministro delle Infrastrutture.

Migranti: Germania, da noi 25% di chi sbarca in ItaliaMinistro Seehofer conferma l’accordo. Media tedeschi: ‘Un altro 25% andrà in Francia’

BERLINO13 settembre 201920:42

Il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, ha confermato che per ora c’è un’intesa affinché la Germania accolga un quarto dei migranti che entrano in Italia dopo un salvataggio in mare. Lo riferisce il sito del quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung sottolineando che anche la Francia dovrebbe prendere un altro 25% di questi migranti.L’accordo dovrebbe venire siglato in ambito europeo tra Germania, Francia, Italia e Malta e dovrebbe venire ufficializzato nel prossimo mini summit sui migranti previsto a Malta per il prossimo 23 settembre al quale parteciperà anche la Finlandia che è il Paese che ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea.”I colloqui sono ancora in corso. Ma se rimane come concordato, possiamo prendere il 25% delle persone salvate in mare davanti all’Italia”, ha detto Seehofer al quotidiano bavarese.E’ la prima volta che viene detto in maniera ufficiale e per di più da un ministro dell’Interno tedesco quanto sinora era stato oggetto di indiscrezioni e cioè che si starebbe lavorando ad un meccanismo permanente di redistribuzione dei migranti raccolti in mare. Secondo alcune fonti, l’Italia potrebbe accogliere un altro 10% dei naufraghi, mentre, secondo altre, all’Italia non verrebbe imposto alcun obbligo considerando già il suo impegno per i salvataggi in mare.

Di Maio incontra l’ambasciatore UsaLo rende noto il ministero degli Esteri

13 settembre 201915:58

– Il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio ha ricevuto oggi alla Farnesina l’ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia, Lewis Michael Eisenberg.
Lo fa sapere la Farnesina su Twitter.

Conte convoca i sindacati il 18 a ChigiNei giorni scorsi i segretari generali hanno chiesto un incontro

13 settembre 201915:02

– Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha convocato i sindacati per mercoledì prossimo, 18 settembre (alle 10), a Palazzo Chigi. Lo si apprende da fonti sindacali. Due giorni fa i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno inviato una lettera al premier proprio per chiedere un incontro e discutere della prossima legge di Bilancio.

Governo: Fico, Parlamento centraleRisposta molto forte e molto attiva

NAPOLI13 settembre 201912:39

– “Oggi abbiamo un nuovo governo, c’è stata una risposta secondo me del Parlamento molto forte e molto attiva che ha confermato la sua centralità ed è su quella centralità che oggi si deve lavorare”. Lo ha sottolineato il presidente della Camera Roberto Fico a margine di una mostra, a Napoli, su Bud Spencer.

Papa:900mila euro asta ‘sua’ LamborghiniFinanzierà anche asilo e seminario ad Haiti dopo sisma del 2010

13 settembre 201918:23

– Il Papa ha incontrato il Presidente della Lamborghini e i responsabili di Omaze che hanno curato la vendita all’asta, per beneficienza, della “Huracan” messa a disposizione dalla casa automobilistica e autografata dal Papa il 15 novembre 2017. Era presente anche il vincitore dell’auto, un cittadino della Repubblica Ceca. E’ stato consegnato al Papa un assegno simbolico di circa 900.000 euro; 200.000 euro saranno per la ricostruzione del seminario e di un asilo ad Haiti, distrutti dal sisma del 2010. Lo riferisce il portavoce vaticano Matteo Bruni. Il Papa, citando il Vangelo di Matteo, ha sottolineato come “la generosità di questo gesto di carità, che raggiunge direttamente i più poveri, corrisponda alle parole del passo evangelico”. Le somme precedentemente versate erano state destinate alla Comunità Papa Giovanni XXIII (donne vittime della tratta); alla Fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” per la ricostruzione della Piana di Ninive; alle Associazioni Amici Centrafrica Onlus e Gicam.

Stop omofobia, con Luxuria nel FoggianoDopo episodio di discriminazione in B&B di San Severo

SAN SEVERO (FOGGIA)13 settembre 201919:03

– Trecento persone e Vladimir Luxuria hanno partecipato alla marcia contro l’omofobia che nel pomeriggio a San Severo, dopo un episodio di discriminazione: questa estate la proprietaria di un B&B ha negato l’accesso a una coppia omosessuale.
“Essendo di Foggia – sottolinea Luxuria in veste di attivista del movimento Lgbt – ho sperimentato sulla mia pelle cosa significa l’omofobia e la transfobia, prima ancora che questi termini esistessero. È meraviglioso ritrovare la mia stessa terra che, di fronte a questi episodi di discriminazione sessuale, si indigna”.
Alla manifestazione, patrocinata dal Comune di San Severo e organizzata dall’associazione “Omofobi del mio stivale”, è stata proposta la sottoscrizione di una Carta Etica, un documento “rivolto – spiega Massimo Arcangeli, dell’associazione – agli addetti ai lavori nel campo del turismo e degli esercizi pubblici e a tutte le coscienze disposte a sottoscriverla per dire no ad ogni forma di discriminazione su base sessuale”.

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NODO SOTTOSEGRETARI: IL PUNTO

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NODO SOTTOSEGRETARI: IL PUNTO

NODO SOTTOSEGRETARI: IL PUNTO CON ANCORA MOLTI NODI DA SCIOGLIERE, TUTI I DETAGLI: LEGGI!

AGGIORNAMENTO IN “POLITICA” DELLE 00:15 DI VENERDì 13 SETTEMBRE 2019

NODO SOTTOSEGRETARI: IL PUNTO

Meglio accelerare, perché a prendere altro tempo il caos e le tensioni possono solo aumentare. Matura così, con un colloquio di Giuseppe Conte con Luigi Di Maio e Dario Franceschini a margine del Consiglio dei ministri, il tentativo di chiudere entro venerdì mattina la partita della nomina dei sottosegretari. Quarantadue caselle da riempire nel nuovo governo e una marea di aspiranti, mandano a vuoto il tentativo di chiudere in giornata. Il Movimento 5 stelle si incarta tra rose di nomi e recriminazioni di sottosegretari e ministri uscenti.
NODO SOTTOSEGRETARI: IL PUNTO
Domattina alle 9.30 una riunione del Consiglio dei ministri, dove è attesa la nomina dei nuovi sottosegretari. Resterebbero però ancora alcuni nodi da sciogliere.
Senza i sottosegretari il governo non può iniziare davvero a lavorare. Perciò Conte da giorni è in pressing sui partiti perché gli consegnino al più presto i loro nomi. Non vuole entrare, il premier, nella partita, se non per quanto riguarda le deleghe alla presidenza del Consiglio e un via libera complessivo alla lista. Ma quando dal Movimento gli fanno sapere che la trattativa è in alto mare e che serviranno altri giorni, per chiudere magari martedì, chiede di accelerare. Gli fa sponda, a margine del Cdm, il capo delegazione Pd, Dario Franceschini: avanti così, possono solo aumentare gli appetiti – e le successive delusioni – degli aspiranti che rischiano di lievitare di ora in ora. Senza considerare, notano i Dem, che si dà sponda facile alla propaganda di Matteo Salvini. E infatti il leader della Lega, non appena apprende che nel Cdm pomeridiano sarà fumata nera, parte lancia in resta: “Già si scannano per le poltrone. Presidente Mattarella, davvero gli italiani meritavano uno schifo simile?”, dice strattonando il capo dello Stato.
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Così, dopo una giornata di stallo e rinvii, a sera parte l’allerta: tutti pronti per un possibile Consiglio dei ministri per le nomine venerdì, di primo mattino (nel pomeriggio Conte è atteso nelle aree terremotate, sabato alla Fiera del Levante di Bari). Di Maio prova a trovare la difficile quadra tra gli oltre cento aspiranti del Movimento. Ma i nodi aperti restano ancora numerosi. M5s fino all’ultimo prova ad esempio a strappare al Pd la delega all’editoria, che i Dem vorrebbero per Andrea Martella (Walter Verini o Giovanni Legnini). Mentre il M5s chiede di avere un unico viceministro al ministero dell’Economia, dove i Dem hanno come ministro Roberto Gualtieri, e lasciare ad Antonio Misiani i galloni di sottosegretario. A via XX settembre i Cinque stelle, che hanno un problema di battaglia interna tra tre contendenti (gli uscenti Laura Castelli e Alessio Villarosa, più Stefano Buffagni) chiedono inoltre di avere ben tre sottosegretari ma, a sentire i Dem, difficilmente la spunteranno.
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Si lotta comunque casella su casella: in extremis potrebbero spuntare diverse sorprese. M5s dovrebbe avere 22 sottosegretari e il Pd 18, che potrebbero scendere a 17 se a Leu dovesse riuscire in extremis di spuntare due sottosegretari e non solo uno (Rossella Muroni) com’è previsto adesso. Tra i nomi M5s si citano le ministri uscenti Elisabetta Trenta (all’Interno) e Barbara Lezzi e nomi nuovi come Roberta Alaimo alla Pa, Adriano Varrica ai Trasporti, Andrea Giarrizzo all’Innovazione. Al Viminale c’è chi ipotizza solo due sottosegretari, per tenere basso il “tasso” di presenza politica, ma i contendenti sono tanti, i nomi potrebbero diventare quattro (in pole il Dem Emanuele Fiano). Nel Pd, vengono considerati quasi certi incarichi per Marina Sereni, Anna Ascani, Debora Serracchiani.
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Ma nelle ultime ore non si spengono le lotte tra correnti e al loro interno. Tra i renziani (con una divisione interna tra fedelissimi di Renzi ed esponenti di Base riformista) spuntano nomi come quello di Piero De Luca, figlio del governatore campano Vincenzo. E poi Roberto Cociancich e Ivan Scalfarotto.
Ma, viene fatto notare, nelle dispute tra due è spesso il terzo a spuntarla: è successo con i ministri, potrebbe succedere ancora, nella lunga notte dei sottosegretari.

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DALLE 06:33 ALLE 20:24 DI GIOVEDì 12 SETTEMBRE 2019

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Braccio di ferro sui sottosegretari, si va verso uno slittamento
Lite M5s-Pd su energia e tlc.

Vertici per chiudere.Rischio rinvio

12 settembre 2019 06:33

Non sembra destinata ad arrivare oggi, la nomina dei sottosegretari del governo Conte. A quanto si apprende da fonti dell’esecutivo, si andrebbe verso uno slittamento ad altro Consiglio dei ministri, dal momento che non sarebbe pronta la lista dei partiti. All’ordine del giorno del Cdm in programma alle 15, non compaiono comunque né la nomina dei sottosegretari né i decreti per l’assegnazione ai ministri di alcune deleghe: tra le altre, il Turismo a Dario Franceschini e il Commercio estero a Luigi Di Maio.Dovrebbe slittare alla prossima settimana la nomina dei nuovi sottosegretari del governo Conte. Lo spiegano fonti del Movimento 5 stelle, secondo le quali appare ad ora difficile un’accelerazione sulla lista. Le stesse fonti non escludono sorprese ma spiegano che ci sarebbero ad ora ancora molte caselle da definire.IL PUNTO – Dopo un’altra giornata di contatti frenetici, incontri, attese e speranze degli aspiranti, dunque, non è chiusa la partita dei 42 sottosegretari del nuovo governo. Gli ambasciatori di M5s e Pd si sono incontrati in serata, per tentare di portare un elenco di nomi più o meno completo a Giuseppe Conte in tempo per il Consiglio dei ministri convocato alle 15. Ma i Dem sono pessimisti: “Noi siamo pronti ma i Cinque stelle no”. “Noi vorremmo accelerare ma gli altri vogliono più tempo”, dice Leu.La fretta nasce da un’esigenza stringente: senza i sottosegretari il lavoro del governo non può davvero iniziare. Conte da Bruxelles ha fatto sapere ai partiti che si aspetta una lista in tempo per il Cdm: “Sarebbe buono riuscire a completare la squadra”. Non è escluso che si riesca o che si rimandi di poco, a un Consiglio dei ministri venerdì mattina. Sarebbe un auspicio dello stesso Quirinale, secondo fonti parlamentari, che il governo sia a pieni ranghi e a pieno regime quanto prima. Conte dovrebbe vedere in mattinata le delegazioni: Spadafora, Patuanelli, Franceschini e Orlando si sarebbero incontrati – ma non ci sono conferme ufficiali – in serata per accelerare.Restano però da sciogliere alcuni nodi. Un braccio di ferro è in corso tra M5s e Pd su due deleghe pesanti del ministero dello Sviluppo: Telecomunicazioni ed Energia, che nel vecchio governo aveva tenuto Di Maio. Per le Tlc i Dem vorrebbero Antonello Giacomelli (che potrebbe anche guidare l’Agcom) e per l’Energia l’assessore laziale Gian Paolo Manzella, esperto d’innovazione.Ma i Cinque stelle reclamano per sé entrambe le deleghe: all’Energia vorrebbero Dario Tamburrano, le tlc dovrebbe tenerle Patuanelli. L’intesa – sostiene qualcuno – potrebbe essere Energia al Pd e tlc al M5s, mentre l’Editoria andrebbe al Pd. Il sottosegretario all’Editoria fa capo alla presidenza del Consiglio, dunque sarebbe una presenza Dem a Palazzo Chigi: è anche questa la ragione per cui circola come nome più quotato quello del coordinatore della segreteria, Andrea Martella.Sulle deleghe della presidenza del Consiglio – ma le fonti ufficiali smentiscono – sarebbe in corso fino all’ultimo un braccio di ferro tra M5s e il premier. Conte sembra comunque determinato a tenere la delega ai Servizi, mentre il sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro, molto vicino a Di Maio, dovrebbe ottenere le Riforme (Renzi la vorrebbe per Roberto Cociancich).Il capo M5s, che alla Farnesina riunisce i responsabili economici per dare il segnale che non abdicherà al Pd la regia della manovra (con un tavolo che a molti ricorda quelli che riuniva Salvini), si trova ad affrontare da giorni “tumulti” nel Movimento. E in serata dà un segnale ai suoi facendo sapere che intende accelerare la “nuova struttura” del Movimento con la nomina dei facilitatori.Sarà forse quello anche un luogo di compensazioni di ambizioni deluse.Il M5s dovrebbe avere tra i 22 e i 23 sottosegretari e il metodo delle rose di nomi indicati dalle commissioni avrebbe portato a grandi litigi, come alla Esteri (i contendenti M5s sarebbero Di Stefano, Del Re, Lucidi e Pacifico), dove i senatori hanno disertato la riunione. Il braccio di ferro per l’Economia dovrebbe risolversi con la nomina di Laura Castelli e Stefano Buffagni (e la delusione di Alessio Villarosa). L’ex ministro Elisabetta Trenta potrebbe diventare viceministro agli Interni e Barbara Lezzi sarebbe disposta a tornare da sottosegretario nel ministero che guidava.Poi si citano Giancarlo Cancelleri ai Trasporti, Lucia Azzolina alle Regioni, Andrea Giarrizzo o Luca Carabetta all’Innovazione. Per Leu è in pole Rossella Muroni, ma il partito di sinistra chiede almeno un altro sottosegretario.Nel Pd il mix dovrebbe portare al governo ex deputati (girava il nome di Beppe Fioroni ma avrebbe rifiutato) e assessori (si cita dal Lazio anche Lorenza Bonaccorsi). La squadra sarebbe sostanzialmente chiusa, ma i renziani, che avrebbero in tutto quattro nomi (due a Renzi, due a Base riformista) starebbero chiedendo di più. Potrebbe tornare al governo Maurizio Martina, da viceministro, e per la sua area si cita anche Debora Serracchiani.Per il Mef si citano Antonio Misiani e Luigi Marattin o Pier Paolo Baretta. E ancora: Marina Sereni, Bruno Astorre, Simona Malpezzi, Anna Ascani, Chiara Braga, Patrizia Prestipino allo Sport.

Conte, piano Sud integrerà patto con UeLavoriamo al piano di rilancio per il Mezzogiorno

12 settembre 201910:39

– Il governo lavora a “un piano strutturale di rilancio del Mezzogiorno che sarà parte integrante del ‘Patto con l’Europa’ che ho proposto ieri a Bruxelles”. Lo spiega Giuseppe Conte in una lettera pubblicata sul ‘Quotidiano del sud’in risposta al “Manifesto per l’Italia” pubblicato ieri dallo stesso giornale e che il premier rilancia in un post su Fb.

Conte assicura: ‘Autonomia non cancella coesione’Lettera al Quotidiano del Sud: ‘Metteremo in campo ogni strumento di rilancio’

12 settembre 201911:26

L’azione riformatrice del Governo, a partire dai progetti di autonomia differenziata, mira a promuovere e a riconoscere, nel rispetto della Costituzione, le legittime pretese dei territori, senza perdere di vista pero’ gli obiettivi della coesione e della solidarieta’ nazionale”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera al ‘Quotidiano del Sud’.”Parlare del Sud e lavorare ad una maggiore coesione dell’intero sistema-Paese significa promuovere il bene comune di tutti gli italiani. Significa scongiurare i rischi di una società frammentata e arroccata su dannosi egoismi” afferma ancora il Presidente del Consiglio. “La nostra prospettiva – scrive ancora Conte – mira a contrastare il divario fra Nord e Sud, le logiche di contrapposizione fra aree di un Paese che corre a velocità diverse. Lavoriamo affinché i nostri figli non conoscano un’Italia di serie A e una di serie B. Lavoriamo, al contrario, per un Paese che, compatto, deve mettere in campo tutti gli strumenti per vincere le sue sfide nel mutevole contesto internazionale”.”C’è un Governo – scrive ancora Conte – pronto a mettere in campo tutti gli strumenti di coordinamento e di sostegno” per il Mezzogiorno. In particolare, “le priorità sono una Banca pubblica per gli investimenti a supporto delle imprese e tutti quegli strumenti di intervento, come i Contratti istituzionali di sviluppo, le Zes e i Contratti di Rete, idonei a perseguire obiettivi mirati e finanziariamente sostenibili, in grado, al contempo, di capitalizzare le risorse, in particolare quelle europee, che spesso non sono spese o non vengono adeguatamente impiegate”. E poi l’aumento di fondi per le infrastrutture di tutto il Paese, con una quota destinata al Sud maggiore rispetto al passato, perché “una politica che propone soluzioni concrete contribuisce ad alimentare il serbatoio della fiducia”.

Salvini,Pd-M5s alleati?Facciano li sfidoNel nome della poltrona non conoscono vergogna

12 settembre 201912:05

– “L’alleanza Pd-M5s per le regionali? La facciano. Questi nel nome della poltrona non conoscono vergogna”. Matteo Salvini ha risposto così a una domanda sulla possibilità, avanzata da Dario Franceschini, che i due schieramenti si presentino insieme anche alle regionali. “Lo facciano anche in Umbria, li sfido” ha aggiunto il leader della Lega nel corso di un’iniziativa a Orvieto. In Umbria le elezioni regionali si terranno il 27 ottobre e il centrodestra si presenterà candidando come presidente Donatella Tesei.

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Regionali, Franceschini apre all’intesa con M5s. Salvini: ‘Lo facciano, li sfido’
Zingaretti: ‘Perchè no? Proviamo’. Ma M5s: ‘Nessuna alleanza col Pd’
CON INTEGRATA ED APPROFONDITA LA NOTIZIA PRECEDENTE
12 settembre 201918:54

Fa discutere una possibili alleanza M5s-Pd per le prossime regionali in Umbria, Emilia Romagna, Calabria.Nicola Zingaretti plaude alla proposta del ministro della Cultura, Dario Franceschini, di una intesa Pd-M5s anche in vista delle Regionali. “Se centrosinistra e Movimento 5Stelle, ha detto Franceschini in una intervista a Repubblica, lavoreranno bene nel nuovo governo, potremo presentarci insieme già alle regionali. E’ difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena”. “L’idea di Franceschini è corretta – ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti -. Bisogna rispettare le realtà locali, ma se governiamo su un programma chiaro l’Italia, perché non provare anche nelle Regioni ad aprire un processo per rinnovare e cambiare?”. “L’alleanza Pd-M5s per le regionali? La facciano. Questi nel nome della poltrona non conoscono vergogna”. Matteo Salvini ha risposto così a una domanda sulla possibilità, avanzata da Franceschini in una intervista. “Lo facciano anche in Umbria, li sfido”, ha aggiunto il leader della Lega nel corso di un’iniziativa a Orvieto. In Umbria le elezioni regionali si terranno il 27 ottobre e il centrodestra si presenterà candidando come presidente Donatella Tesei.”Per quanto ci riguarda, non è assolutamente prevista una alleanza col Pd – dice la sindaca di Torino, Chiara Appendino – ma ben vengano, se ci sono, convergenze su temi programmatici al centro dell’agenda nazionale, come ambiente e innovazione”. “Ogni contributo costruttivo è bene accolto – aggiunge a margine dell’inaugurazione della nuova scuola Pascoli – ma il tema alleanza non è all’ordine del giorno”.Il tema delle alleanze alle regionali non è all’ordine del giorno. Dunque non c’è in ballo alcuna possibile alleanza con il Pd in vista delle prossime elezioni Regionali – hanno sottolineato fonti del M5s -. Le priorità per il MoVimento sono altre, ci sono temi importanti da affrontare e provvedimenti da realizzare in tempi celeri a favore dei cittadini. Una cosa è certa: le dinamiche interne tra forze politiche non interessano agli italiani e non servono a far crescere il Paese. Rimaniamo concentrati sulle cose concrete come il taglio dei parlamentari e l’abbassamento delle tasse.Debito pubblico, Bonino: ‘Siate onesti: non ci sono abbastanza soldi’.

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Via libera alla redistribuzione dei migranti della Ocean Viking
L’operazione europea antiscafisti Sophia è stata prorogata di altri 6 mesi senza mezzi navali

12 settembre 201917:01

I migranti a bordo della Ocean Viking saranno redistribuiti e l’Unione Europea coordinerà la distribuzione tra i vari paesi. Alcuni si sono già offerti di accoglierli. L’operazione europea antiscafisti Sophia, intanto,  è stata prorogata di altri sei mesi nel formato attuale, cioè priva dei suoi mezzi navali. Lo hanno deciso gli ambasciatori all’odierna riunione del Comitato politico e di sicurezza dell’Ue (Cops). Lo si apprende da fonti diplomatiche europee.E oggi c’è stato anche il vertice sui migranti convocato dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Alla riunione hanno preso parte come capi delegazione di M5s e Pd, Luigi Di Maio e Dario Franceschini. Al tavolo i ministri competenti nella gestione degli sbarchi: Luciana Lamorgese (Interni), Lorenzo Guerini (Difesa) e Paola De Micheli (Infrastrutture).Continuano poi le polemiche sulla questione del dossier intitolato ‘Stile di vita europeo’ e affidato da Ursula Von Der Leyen a Margaritis Schinas. “Non ho alcun nuovo nome da comunicare per conto della squadra di transizione”, ha detto la portavoce della Commissione. La presidente eletta è riunita con i commissari designati, “c’è un dibattito in corso, tutti gli argomenti saranno analizzati, ma non è una discussione legata ad un solo titolo o ad un unico portafoglio”. “Non mi piace l’idea di uno stile di vita europeo da opporsi al fenomeno migratorio. Accettare chi viene da lontano fa parte dello stile di vita europeo”, ha commentato il presidente uscente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, durante un’intervista esclusiva a Euronews. Sui social network si susseguono prese di posizioni anche abbastanza dure da parte di diversi eurodeputati che affilano le armi in vista delle audizioni ai neo commissari che si terranno al Parlamento europeo a inizio ottobre. “Ho detto a von der Leyen che la diversità e i valori dell’Ue dovrebbero essere chiari nel titolo del portafoglio di Schinas – ha scritto in un tweet il leader di Renew Europe, Dacian Ciolos. “Proteggere il nostro stile di vita europeo è al tempo stesso fuorviante e confuso e la formulazione deve cambiare”, ha precisato. In un altro tweet l’eurodeputato belga Guy Verhofstadt, anche lui di Renew Europe ha aggiunto: “esiste uno stile di vita europeo che merita protezione. È il nostro desiderio di vivere in una società libera e tollerante, il nostro amore per la democrazia, il nostro attaccamento al libero mercato e una forte sicurezza sociale. Da Stoccolma a Napoli, da Dublino a Riga”. Verhofstadt aggiunge: “il nostro ‘stile di vita europeo’ NON implica che vogliamo un’Europa suprematista bianca. Questo è in realtà il peccato originale europeo e dobbiamo combatterlo ogni giorno”. Secondo l’eurodeputata verde Karima Delli, che ha chiesto ai presidenti delle commissioni del parlamento di inviare una lettera alla futura presidente Ursula von der Leyen in merito, si tratta di un “insulto ai valori europei”. Il Financial Times scrive che “alcuni eurodeputati sono convinti che tale dicitura (european way of life) faccia eco al linguaggio dell’estrema destra, suggerendo che gli europei e le loro culture sono minacciati dall’arrivo di estranei” e pertanto “hanno minacciato di bloccare la nomina alle audizioni parlamentari che devono confermare i 27 nuovi commissari”.

Liguria: Toti a Roma, polemica ConsiglioGovernatore in tv e a conferenza stampa di Cambiamo!

GENOVA12 settembre 201912:45

– Polemiche in consiglio regionale, il primo dopo la pausa estiva, per l’assenza del presidente della Liguria Giovanni Toti “per impegni istituzionali” a Roma.
Le opposizioni hanno fatto notare che Toti a Roma ha rilasciato interviste televisive e partecipato alla conferenza stampa dei cinque deputati che entrano nel suo movimento Cambiamo!, “attività non riconducibili a impegni istituzionali”. Il presidente dell’assemblea Alessandro Piana ha precisato che “il presidente Toti attraverso una email nei giorni scorsi ha annunciato la sua assenza per motivi istituzionali delegando in sua vece l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone senza specificare nel dettaglio quali erano gli impegni”. “Sarà mia cura chiedere quali sono stati gli impegni istituzionali del presidente per trasmetterli ai consiglieri che ne hanno fatto richiesta. Faccio notare che gli impegni istituzionali a Roma potrebbero essere anche nel primo pomeriggio”, ha aggiunto Piana.

Autonomia: patto tra Regioni specialiLe cinque autonome affilano le armi per confronto con lo Stato

CAGLIARI12 settembre 201914:35

– Mentre il nord è in fibrillazione per la riforma dell’Autonomia differenziata che non decolla, le cinque Regioni a Statuto speciale stringono un patto per riaffermare le ragioni dell’importanza della specialità e condividere una piattaforma comune nel confronto con lo Stato.
Il documento è stato siglato a Cagliari dai presidenti della Sardegna, Christian Solinas, Sicilia, Nello Musumeci, Valle d’Aosta, Antonio Fosson, e della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. Prossimamente verrà firmato anche da Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) e Arno Kompatscher (Provincia di Bolzano), oggi non presenti per impegni istituzionali.
L’atto ribadisce “l’attualità e le ragioni storiche, politiche, culturali, socio-economiche e geografiche che hanno portato al riconoscimento e continuano a legittimare pienamente la specialità della loro autonomia”. È stato anche deciso di organizzare, dopo 13 anni (l’ultima fu ad Aosta nel 2006), la terza Conferenza delle Regioni a Statuto Speciale

P.Chigi, ok redistribuire Ocean VikingPermette una sollecita soluzione vicenda migranti

12 settembre 201914:46

– “Quanto alla vicenda della Ocean Viking si è registrata una forte adesione europea al meccanismo di redistribuzione già attivato nelle scorse ore dall’Italia.
Risulta già un’adesione di diversi Stati membri che consentirà un’adeguata e sollecita soluzione”. Lo rende noto Palazzo Chigi dopo il vertice di governo.

Raggi, sottosegretario? No c’è sindaco’A breve vedrò Conte”.In programma incontro con Costa su rifiuti

ROMA12 settembre 201916:28

– “Sto facendo un lavoro molto puntuale sui poteri speciali di Roma Capitale. Credo che Roma Capitale debba dialogare direttamente con il premier e con i ministri.
Quindi, non vedo assolutamente nessun tipo di sottosegretario, a meno che non vogliate considerare e nominare il sindaco della Capitale come sottosegretario”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi aggiungendo: “E’ necessario che la Capitale venga trattata da Capitale come accade in tutte le altre nazioni del mondo. Non trovo che questa sia una soluzione praticabile”. La sindaca ha anche aggiunto che “a breve” incontrerà il premier Giuseppe Conte. “Chiaramente – ha sottolineato – incontrerò tutti i ministri e sicuramente il ministro dell’Ambiente, che è stato riconfermato, sarà uno degli appuntamenti in programma, senza dubbio”. L’incontro dovrebbe affrontare il delicato tema dei rifiuti di Roma.

Salvini, governo si scanna su poltroneDavvero gli italiani meritavano uno schifo simile?

12 settembre 201917:35

– “Dopo neanche una settimana al governo già si scannano per la distribuzione delle poltrone.
Presidente Mattarella, davvero gli Italiani meritavano uno schifo simile?”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini.

Migranti: Zingaretti, con Ue si cambiaPositiva soluzione vicenda Ocean Viking

12 settembre 201917:36

– “Positiva l’attenzione e la soluzione sulla vicenda della Ocean Viking da parte del Governo. È importante che le cose comincino a cambiare per il bene dell’Italia e con il coinvolgimento dell’Europa.”. Lo scrive su twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Muroni (LeU), serve un Green new dealPer il nuovo governo ridurre emissioni deve essere priorità

12 settembre 201917:40

– “L’Ispra stima per il secondo trimestre del 2019 un aumento delle emissioni rispetto all’anno precedente dello 0,8% mentre il Pil si riduce del -0,1%. Siamo riusciti nella non facile e sconfortante impresa di raggiungere un inedito disaccoppiamento tra emissioni ed economia, con la crescita che va giù e i gas a effetto serra che salgono. Basta questo dato per dire quanto sia urgente agire, avviare un Green new deal e rivedere al rialzo gli impegni del nostro Piano energia e clima”. Così la deputata di LeU Rossella Muroni commenta i dati Ispra sulle emissioni. “Per il nuovo governo – sostiene – ridurre le emissioni e rendere la nostra economia a basso tenore di carbonio deve essere una priorità già dalla Legge di Bilancio”.

Bernini, governo ufficio di collocamentoOra assalto alla diligenza per i sottosegretari

12 settembre 201917:45

– “Con l’assalto alla diligenza per i sottosegretari, i Cinquestelle stanno mostrando il loro volto più genuino: l’accaparramento di posti e strapuntini in nome del popolo italiano. Neanche ai tempi dell’ultimo governo Prodi si era assistito a uno spettacolo così grottesco: la politica del cambiamento trasformata nella carica dei 101”. Lo afferma Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Fi. “Il Conte bis è quindi il naturale compimento del percorso avviato col reddito di cittadinanza: il governo di cittadinanza, con Palazzo Chigi diventato un ufficio di collocamento. Volevano abolire la povertà, stanno abolendo solo la dignità”, conclude.

D’Annunzio: Meloni loda statua a TriesteIl nostro ringraziamento va al sindaco Roberto Dipiazza

12 settembre 201917:45

– “L’inaugurazione a Trieste di una statua dedicata a Gabriele D’Annunzio nel centenario dell’impresa di Fiume è un’iniziativa estremamente importante perché rende onore alla memoria di un grande italiano che ha segnato la storia nazionale. Il nostro ringraziamento va al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e a tutta la giunta, ai quali va riconosciuto il merito di aver portato avanti con coraggio e determinazione questa scelta”. Lo afferma la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Dadone, partita sottosegretari è apertaMinistro M5S, decisione spetta al nostro capo politico

12 settembre 201917:49

– La partita dei sottosegretari “è ancora aperta. Decide il capo politico” M5S Luigi Di Maio: lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone rispondendo ai giornalisti all’uscita dal Consiglio dei ministri.

Eutanasia, governo riprende in mano il dossier. Bonino: ‘Dare libertà’Delrio, Camere siano centrali. Cappato, prima si pronunci la Consulta

12 settembre 201919:14

A 12 giorni dal termine dato dalla Corte Costituzionale al Parlamento per legiferare sul fine vita, la nuova maggioranza Pd-M5s tenta di riprendere in mano il dossier.  Il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, assicura il proprio impegno “personale” e quello dei Dem a sbloccare la situazione. Anche perché con i nuovi alleati c’è ormai un comune sentire sul tema.

Esattamente il contrario di quanto era accaduto durante il primo governo Conte quando i lavori parlamentari si erano dovuti bloccare per via dei contrasti tra Lega e pentastellati.E mentre il Cardinal Bassetti anche ieri torna a ribadire la contrarietà della Chiesa  sulla questione dell’eutanasia perché il rispetto “per la vita è un valore inderogabile” e “l’approvazione del suicidio assistito in Italia aprirebbe un’autentica voragine dal punto di vista legislativo, ponendosi in contrasto con la stessa Costituzione italiana”, oggi l’Associazione Luca Coscioni, con Filomena Gallo e Marco Cappato, rilancia la sua battaglia a favore, criticando l’altolà dell’alto prelato alla Consulta.L’Associazione, infatti, a questo punto preferirebbe che si aspettasse la pronuncia della Corte Costituzionale perchè fino a quando questa non si pronuncia, “neanche il Parlamento sarà in grado di sbloccarsi”. Lo scorso ottobre la Consulta aveva sospeso il proprio giudizio sul caso di Marco Cappato, che aveva aiutato il Dj Fabo a suicidarsi in Svizzera, invitando il Parlamento ad affrontare il tema con una legge ad hoc entro il 24 settembre. Dei 10 provvedimenti presentati alle Camere dall’inizio della legislatura (2 in particolare sul fine vita e altre 8 proprio sull’eutanasia) ce n’è uno che è orientato alla depenalizzazione per chi “aiuta al suicidio”, mentre la Lega vorrebbe addirittura che si modificasse in senso restrittivo la legge del 2017 sul biotestamento. Il Pd, che sul tema ha presentato 3 progetti di legge tra Camera e Senato (ce ne sono 3 del Pd, 3 del M5S, 1 di Leu, 1 del Misto, 1 di FI, più una proposta di legge popolare presentata proprio nel primi giorni della legislatura, il 23 marzo del 2018) , si assume ora l’impegno, come spiega Delrio, a legiferare in tempi rapidi sul punto.  L’idea, secondo quanto si spiega tra i Dem, sarebbe quella di dire sì alla depenalizzazione dell’aiuto al suicidio, ma solo in alcune circostanze, per evitare pressioni indebite su malati e persone anziane.Nell’attesa, la senatrice radicale Emma Bonino incalza: “C’è una proposta di legge sul tavolo che riguarda l’eutanasia, promossa dall’Associazione Coscioni che farà su questo un’iniziativa a Roma il 19 settembre. Il mio punto di vista è uno solo: ci deve essere la libertà responsabile delle persone di scegliere non di morire, cosa che succede a tutti, ma di come poter morire, in dignità e in libertà. Questo è il punto sostanziale”. “E’ difficile? – osserva intervenendo alla trtasmissione Tagadà su La7 – certo, è complicato. Ma proprio quando le cose sono complicate è meglio non delegarle a giudici, medici eccetera eccetera. Ognuno si assuma la propria responsabilità. Da qui – conclude Bonino – l’importanza del testamento biologico”.

Conte, piano Sud integrerà patto con UeLavoriamo al piano di rilancio per il Mezzogiorno

12 settembre 201910:39

– Il governo lavora a “un piano strutturale di rilancio del Mezzogiorno che sarà parte integrante del ‘Patto con l’Europa’ che ho proposto ieri a Bruxelles”. Lo spiega Giuseppe Conte in una lettera pubblicata sul ‘Quotidiano del sud’in risposta al “Manifesto per l’Italia” pubblicato ieri dallo stesso giornale e che il premier rilancia in un post su Fb.

Aumentano emissioni gas serra,scende PilStima dell’Ispra sul 2019. Disaccoppiamento al ‘contrario’

12 settembre 201910:44

– Aumentano le emissioni di gas serra nel 2019, di quasi l’1%. A dirlo è l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in una “stima tendenziale” relativa al secondo trimestre dell’anno in corso in cui, tra l’altro, si evidenza un disaccoppiamento ‘al contrario’ però tra aumento delle emissioni e crescita del Pil, rispetto agli indici di sviluppo sostenibile (che invece sono rappresentati da un aumento del Pil a fronte di una diminuzione delle emissioni).

Papa: Dio non può essere pretesto muriAppello ai vescovi, sta a noi che nessuno semini odio

CITTA’ DEL VATICANO12 settembre 201912:38

– “La vicinanza al popolo affidatoci non è una strategia opportunista, ma la nostra condizione essenziale”. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo un gruppo di vescovi ordinati nell’ultimo anno. “Sta a noi che nessuno avverta Dio come lontano, che nessuno prenda Dio a pretesto per alzare muri, abbattere ponti e seminare odio. E’ brutto quando un vescovo alza muri, abbatte ponti, fa il contro-vescovo””, ha aggiunto il Papa.
“Per favore, non circondatevi di portaborse e yes men, i preti arrampicatori che cercano sempre…per favore fuori! Non bramate di essere confermati da coloro che siete voi a dover confermare”: è l’appello che Papa Francesco ha rivolto ai vescovi ordinati nell’ultimo anno che partecipano al corso di formazione promosso dalla Congregazione per i Vescovi e dalla Congregazione per le Chiese Orientali.

Legambiente, sos sicurezza scuoleInterventi urgenti 40% edifici, 60% senza certificato agibilità

12 settembre 201913:29

– Sos sicurezza per le scuole italiane.
Il 40% degli edifici necessita di manutenzione straordinaria urgente, mentre solo il 19% ha verificato la condizione dei solai e oltre il 60% degli istituti non dispone del certificato di agibilità. Occorre quindi “sbloccare i fondi rimasti senza decreto attuativo, quali ad esempio gli 1,5 miliardi dei BEI-CEB, per scuole più sicure ed efficienti”. E’ quanto emerge da ‘Ecosistema scuola’, l’indagine di Legambiente, basata sui dati del Miur, sulla qualità dell’edilizia e dei servizi. E per le scuole non c’è solo il problema sicurezza, visto che il 74% è senza mensa e il 56,7% senza servizio di trasporto per i disabili. La situazione ‘sicurezza’ non è la medesima in tutte le aree del Paese. La necessità di manutenzione urgente, infatti, riguarda il nord per il 28,8%, il centro per il 41,9%, ma il sud per il 44,8% e le isole per il 70,9%

Mose: consegna definitiva a fine 2021Bilancio Consorzio Venezia Nuova, nel 2018 opere per 74 mln

VENEZIA12 settembre 201916:02

– E’ fissata al 31 dicembre 2021 la consegna definitiva del sistema Mose, a protezione della Laguna di Venezia dalle acque alte. La data è contenuta nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, il concessionario per la costruzione del Mose. La produzione complessiva svolta nel 2018 dal Consorzio ammonta a 74 milioni di euro. Il completamento degli impianti definitivi del sistema è previsto per il 30 giugno 2020, con l’avvio dell’ultima fase di gestione sperimentale.