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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 14:47 DI MERCOLEDì 15 GENNAIO 2020

ALLE 14:15 DI DOMENICA 19 GENNAIO 2020

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Libri: Salvy, Il libro dei fiori, tra segreti e colori
Tante curiosità in un viaggio nel tempo e tra le culture

15 gennaio 2020 14:47

– CLAUDE SALVY, IL LIBRO DEI FIORI.
MANUALE PER CHI AMA, OFFRE E COLTIVA FIORI (Odoya Edizioni, pp.176, 14 euro) Dalla A di azalea alla V di violetta, sono davvero tantissime le varietà floreali descritte nel libro di Claude Salvy, in uscita con Odoya il 30 gennaio in tempo per la festa di San Valentino, dal titolo “Il libro dei fiori. Manuale per chi ama, offre e coltiva fiori”. Il volume soddisfa più di una curiosità, presentando al lettore in modo leggero ma intelligente storie e aneddoti, viaggiando tra culture differenti e a cavallo dei secoli tra passato e presente, nonché illustrando significati e informazioni pratiche legate al coloratissimo mondo dei fiori.
Tra le pagine gli appassionati potranno conoscere come abbinare in un bouquet varietà e colori per comunicare un preciso messaggio al destinatario, quali fiori sia meglio donare nelle varie occasioni oppure scoprire per esempio che il saluto arabo ‘salamelek’ allude proprio dal mazzolin di fiori (selam) che veniva accompagnato alle visite nella cultura araba. Inoltre nel manuale sono presenti anche focus su passioni attuali come la cura delle orchidee, l’arte giapponese dell’ikebana, i giardini botanici più belli del mondo e le più fiorite succulente.

Reggia Caserta, al via restauro facciate, stanze e Parco RealeDirettrice, lavori necessari per risolvere finalmente criticità

CASERTA15 gennaio 202014:58

– Partono in questi giorni i lavori di restauro della Reggia di Caserta, che coinvolgeranno l’intero complesso vanvitelliano, dalle superfici esterne, come facciate e tetti, a quelle interne, tra il meraviglioso scalone, le stanze, e opere d’arte; anche il Parco Reale con il Giardino Inglese sarà oggetto di lavori.
Le opere sono finanziate con fondi stanziati dal Mibact per un importo di 13 milioni di euro, che rappresenta la prima tranche dell’intero finanziamento pari a 40 milioni di euro; fondi il cui “obiettivo è risolvere in modo strutturale le più urgenti criticità della Reggia”, ha spiegato la direttrice del monumento patrimonio dell’Unesco Tiziana Maffei nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare il piano di lavori.
Si tratta di tre distinti lotti con altrettanti cantieri, che partiranno a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro e che si concluderanno, ha annunciato Maffei, “entro la fine del 2020. I tempi sono stretti ma ce la faremo”.

Libro: Giulietta e Federico, una storia d’amoreIacobelli racconta Fellini ai ragazzi tra fantasia e realtà

15 gennaio 202015:41

– FEDERICA IACOBELLI, GIULIETTA E FEDERICO (Camelozampa, pp.48, 15 euro. Illustrazioni di Puck Koper) C’erano una volta due innamorati, che sono rimasti insieme per tutta la vita, che hanno condiviso sogni e giochi, cambiando per sempre il mondo del cinema e l’immaginario collettivo italiano: è un omaggio, un viaggio poetico fatto di parole e colori, un volo tra fantasia e realtà il libro per ragazzi “Giulietta e Federico” (Camelozampa), picture book scritto da Federica Iacobelli e illustrato da Puck Koper e ispirato alla storia di Federico Fellini e Giulietta Masina.
Il libro prende spunto dal vero incontro avvenuto in radio nel 1943 tra il regista e la sua futura moglie, all’epoca poco più che ventenni, in occasione de Le avventure di Cico e Pallina, le storielle romantiche e stralunate di due fidanzatini di cui lui era autore e lei doppiatrice. Sono proprio i primi due personaggi felliniani, Cico e Pallina, ad accompagnare i giovani lettori nella conoscenza di Federico e Giulietta e della loro straordinaria storia d’amore e di lavoro, in un testo disseminato di citazioni e rimandi all’immaginario felliniano.
Realizzato in occasione dei 100 anni dalla nascita del regista, “Giulietta e Federico” – che si fregia del logo Fellini 100, in occasione delle Celebrazioni per il centenario di Federico Fellini – è un’edizione ad alta leggibilità, con il font EasyReading, carattere adatto anche ai lettori dislessici.

Moda: foto adv Weekend Max Mara nella Galleria Arte ModernaFirmata scatti Ethan James Green, in posa Giadre Dukauskaite

15 gennaio 202016:11

– Scattata da Ethan James Green, all’interno della Galleria d’Arte moderna e Contemporanea di Roma, la campagna pubblicitaria di Weekend Max Mara per la Primavera/Estate 2020, svela l’eterna contrapposizione fra tradizione ed innovazione che accomuna arte e moda. Circondata da una selezione di opere, la protagonista è una donna contemporanea, elegante con nonchalance, sofisticata, una viaggiatrice che sceglie una fuga nella cultura durante una calda giornata estiva. Il suo guardaroba è versatile, essenziale con un tocchi eclettici. Gioca con la contrapposizione di elementi maschili e femminili attraverso stampe, volume e silhouette. Giacche impeccabili sono indossate su abiti disinvolti, camicie lavorate e pantaloni in stile pijama. Il gioco cromatico che alterna toni caldi a toni freddi. Con lo styling di Anastasia Barbieri, protagonista degli scatti di Ethan James Green è la modella Giedre Dukauskaite.

Billie Eilish canterà nel prossimo James BondSuo e di suo fratello Finneas tema portante di “No time to die”

15 gennaio 202016:21

– Sarà Billie Eilish, la giovane cantante statunitense rivelazione del 2019, a cantare il tema portante della colonna sonora del prossimo capitolo di James Bond. “No time to die”, in sala dal 2 aprile, 25/o film della saga di 007.
Billie Eilish, la 18enne artista multiplatino e nominata ai Grammy, ha scritto il brano inedito con il fratello e collaboratore Finneas. Billie è così la più giovane artista della storia ad aver scritto e registrato il brano principale della colonna sonora di James Bond.
“E’ pazzesco essere parte di questo progetto. È un grandissimo onere firmare il brano portante del film che è parte di una serie così leggendaria. James Bond è la saga più incredibile che esista. Sono ancora scioccata”, ha dichiarato la giovane. E il fratello ha aggiunto: “Scrivere il tema del film di James Bond è qualcosa che abbiamo sognato per tutta la nostra vita. Non c’è accoppiata più iconica tra cinema e musica se non brani come Goldfinger e Live And Let Die. Ci sentiamo così fortunati nel ricoprire un ruolo, seppur piccolo, in una saga così leggendaria e longeva come 007”.
“Siamo davvero molto felici di annunciare che Billie e Finneas hanno scritto una canzone incredibilmente potente e commovente per No Time To Die, un brano che è stato confezionato impeccabilmente per inserirsi perfettamente nell’emotività della storia del film”, hanno reso noto Michael G. Wilson e Barbara Broccoli, produttori del film.

A Parigi il 18 gennaio la Notte della LetturaQuattro temi per l’iniziativa dell’Unesco

16 gennaio 202018:33

L’Unesco celebra quest’anno, per la prima volta a Parigi, sabato 18 gennaio la nuova edizione della ‘Notte della lettura’. L’avvenimento, organizzato in collaborazione con il ministero della Cultura francese, vuole essere l’occasione per riunire tutti coloro che fanno della lettura un momento di incontro, scoperta della diversità e cambiamento.
La Notte della lettura, dal 2017, è stata celebrata in altri 32 Paesi. Quest’anno, l’Unesco ha scelto di porre questo evento sotto il tema “Lettura senza frontiere” per rendere omaggio a tutti coloro che fanno della lettura l’occasione per incontrare l’Altro. Quattro saranno i temi su cui soffermarsi: la lettura al servizio dell’inclusione, i giovani e la lettura, leggere per imparare la tolleranza e per capire il mondo.

Fellini 100 anni, a Rimini 7 giorni di festaTra concerti, conversazioni e la ‘Torta dei Sogni’ alta 2 metri

RIMINI15 gennaio 202016:34

– Rimini si prepara a celebrare il centenario della nascita di Federico Fellini con una settimana abbondante di festeggiamenti – dal 19 al 26 gennaio – incluso il taglio della torta di compleanno – previsto alle 19 del 20 in Piazza Cavour -: un dolce alto 2 metri e ribattezzato la Torta dei Sogni’ preparata dal maestro pasticcere pluripremiato a livello internazionale, Roberto Rinaldini.
Il programma di festa avrà momenti significativi come quelli di domenica 19 gennaio, con la musica di Ezio Bosso al Teatro Galli e una Conversazione su Fellini con i registi Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana e il direttore della Cineteca di Bologna, Gianluca Farinelli.
Lunedì 20, nel giorno esatto del centenario della nascita del Maestro del Cinema, sul palcoscenico del ‘Galli’ salirà, alle 21.30, Vince Tempera, per augurare ‘Buon compleanno Federico’ attraverso le musiche che hanno reso immortali le pellicole del grande regista.

Salvemini e don Sturzo, in scena ‘Fuoriusciti’Atto unico di Giovanni Grasso, con Antonello Fassari

15 gennaio 202016:38

– Antifascisti, esuli dall’Italia di Mussolini, don Luigi Sturzo e Gaetano Salvemini si trovano a Brooklyn in una giornata di primavera del 1944: è questa la cornice di ‘Fuoriusciti’ atto unico di Giovanni Grasso, portavoce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in scena al teatro Mina Mezzadri di Brescia fino al 19 gennaio, prima di approdare dal 28 gennaio al teatro Gobetti di Torino.
Un’occasione per mettere a confronto due pensatori con una diversa visione del mondo ma accomunati dall’amore per la libertà, di rievocare vicende storiche che sono alla base della Costituzione ma che permette di riflettere anche sulla situazione attuale. A dare voce al sacerdote e fondatore del Partito Popolare è Antonello Fassari (conosciuto per aver recitato fra l’altro nei Cesaroni ma anche in pellicole come Muro di gomma di Marco Risi). A interpretare il laico Salvemini Luigi Diperti (‘I medici’ e ‘Saturno contro’ di Ozpetek). La regia invece è affidata a Piero Maccarinelli.

E’ arrivato l’accordatore, la storia del mito FabbriniMaestro pescarese tra grandi del mondo, Steinway e Michelangeli

PESCARA15 gennaio 202016:39

– ANGELO FABBRINI, LA VALIGETTA DELL’ACCORDATORE, Passigli, 160 pp, 18,00 euro) Nel mondo della musica, e in particolare del grande pianismo internazionale, Angelo Fabbrini è un vero mito. A lui si sono rivolti i più grandi pianisti da Benedetti Michelangeli a Pollini, da Zimerman a Brendel, da Sokolov a Martha Argerich, che suonano solo sui gran coda Steinway da lui accordati, e che spesso lo vogliono al loro fianco nelle loro tournée in tutti i paesi del mondo.
Se si considera che Fabbrini si avvale di una ventina di collaboratori e ha acquistato e poi rivenduto oltre 200 gran coda Steinway, e che ne possiede una ventina che affitta in tutti i maggiori teatri ai più valenti pianisti, sarà chiaro che la sua storia non è solo la storia di uno straordinario artigiano del suono, ma anche quella di un valente imprenditore e di un testimone davvero eccezionale. “I pianoforti, viaggiano spesso dall’Europa all’Asia agli Stati Uniti e poi ancora in Europa. Quello di Pollini oggi è a Vienna, domani viene trasferito ad Amsterdam e poi a Londra”.
Così scrive Fabbrini; e con i pianoforti ecco che anche lui viaggia, al seguito dei più grandi interpreti di questo strumento. Le pagine di questo libro, ricche di aneddoti e notizie, sono di sicuro interesse non solo per un pubblico di specialisti e di amanti della musica, ma anche per chiunque sia alla ricerca di una lettura di grande piacevolezza.

Al via Salone Cultura, 500mila titoli e super mostra MeriniIl 18 e 19 gennaio a Milano

15 gennaio 202020:41

– Oltre 500mila titoli, con molti esemplari rari e imperdibili, saranno esposti da librai ed editori alla quarta edizione del Salone della Cultura, che si svolgerà il 18 e 19 gennaio a Superstudio Più, a Milano.
Aperto alla Cultura in tutte le sue forme, il Salone ospiterà in 12.000 metri quadrati conferenze, esposizioni e laboratori con tra gli eventi di punta ‘Il verso d’amore sul Naviglio’, la più grande mostra dedicata ad Alda Merini in Italia che, nel decennale della morte della poetessa, vede esposta per la prima volta la sua intera e sterminata produzione letteraria: solo nelle edizioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy (di cui Luni Editrice pubblica il catalogo completo), sono stati pubblicati 1189 volumi.
Innovativa formula pensata per rappresentare un punto di incontro tra librai antiquari (ALAI/ILAB), collezionisti, editori e appassionati del settore librario, il Salone della Cultura, che ha il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Milano e dell’Associazione Italiana Editori, ospiterà il ‘Giornale circostanziato di quanto ha fatto la Bestia Feroce nell’Alto milanese dai primi di luglio dell’anno 1792 sino al giorno 18 settembre’, libro esistente in pochissimi esemplari; ‘Le prime stampe del Manifesto del Futurismo’ e un incontro dedicato allo stato della cultura nei giornali.
A chiudere la manifestazione, il 19 gennaio, saranno il filosofo Umberto Galimberti e il giornalista Armando Torno in un incontro dedicato a ‘La cultura innanzitutto!’ Tra le conferenze, ‘Donne bibliofile: storie di bibliologia, arti del libro e collezionismo al femminile’ e la presentazione della grande mostra in programma tra giugno e luglio 2020 alla Biblioteca nazionale centrale di Roma dedicata alla complessità e ricchezza del patrimonio librario nazionale.
Tra le mostre in primo piano anche ‘Carlo Porta in 200 meno 1 – Carlo Porta e la sua Milano’, in occasione dell’uscita del catalogo monografico dedicato al poeta meneghino; oltre 40 opere di Shepard Fairey da una collezione privata riunite in ‘Obey/Disobbedisco! ‘, nel centenario dell’impresa fiumana compiuta da d’Annunzio (1919-1920), ‘Il porto dell’amore’ e Fondazione 3M propone ‘I protagonisti della dolce vita’, 32 scatti di Elio Luxardo con i più famosi protagonisti del cinema italiano del ‘900 tra cui Alberto Sordi, Sofia Loren, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida.

Marianne & Leonard, il film su Cohen e la sua musaIl 3 e 4 marzo in sala il docu sulla storia d’amore

15 gennaio 202019:47

– Nel settembre del 1960, Leonard Cohen acquistò una casa non lontano dalla costa del Peloponneso, sull’isola greca di Hydra, che fra gli anni ’50 e gli anni ’60 era diventata un rifugio di artisti, raccogliendo una comunità bohémienne di scrittori, pittori, musicisti uniti da uno spirito libero e libertario. All’epoca, Cohen aveva da poco compiuto 26 anni e aveva già scritto Let us compare mythologies e The Spice-Box of Earth. A Hydra, il poeta canadese cercava la pace che gli occorreva per scrivere. È proprio per narrare questa esperienza che nasce MARIANNE & LEONARD. PAROLE D’AMORE, l’ultimo documentario di Nick Broomfield (Kurt & Courtney), composto da filmati d’archivio, testimonianze, immagini di repertorio, in arrivo nei cinema italiani solo per due giorni, il 3 e 4 marzo da Nexo Digital. Presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2019, il documentario racconta la storia d’amore tra Leonard Cohen e la sua musa norvegese, Marianne Ihlen. Un amore breve e intenso il loro, iniziato nel 1960 proprio sull’idilliaca isola di Hydra. Con immagini inedite, il film segue Marianne e Leonard a partire dai loro primi giorni sull’isola, all’insegna dell’amore libero e dei matrimoni aperti, sino all’evoluzione della loro relazione, quando Leonard divenne un musicista di successo. Il legame speciale tra i due sarebbe continuato, tra alti e bassi, per il resto delle loro vite. Spiega il regista: “Ero un ventenne in cerca di avventura e divertimento quando sono arrivato sull’isola di Hydra, in Grecia. Ho avuto la fortuna di incontrare Marianne, l’amante di Leonard Cohen. Fu lei a convincermi a realizzare il mio primo film. Quello è stato uno dei periodi più magici della mia vita. Fare questo film ha significato tornare a quel punto di partenza”. La relazione tra Marianne e Leonard, cominciata con Marianne che posava lo sguardo su quel “canadese dai capelli scuri, la coppola, le scarpe da tennis e lo sguardo intenso”, durò fino al 1967. Quando si affermò anche come cantautore, Cohen si allontanò pian piano dalla sua musa, ispiratrice di brani come ‘Hey, That’s No Way to Say Goodbye’, ‘Bird on the Wire’ e naturalmente ‘So long, Marianne’, ma non smise mai di sentirla. Marianne Ihlen si spense il 28 luglio del 2016. Leonard Cohen il 7 novembre dello stesso anno.

‘Vivere in Italia e mangiare pane’, il sogno di JLoPer popstar un futuro senza riflettori in intervista Vanity Fair

NEW YORK15 gennaio 202017:06

– Vivere in un paesino in Italia e mangiare pane. E’ la felicità secondo Jennifer Lopez lontano dai riflettori. In un’intervista a Vanity Fair, la popstar e attrice parla del suo futuro, ma anche della possibilità di di dire addio a Hollywood. In termini di carriera un passo avanti sarebbe dirigere un film, ma se dovesse considerare le cose che sogna di fare prima di morire, la Lopez vuole abbandonare gli Stati Uniti e vivere una vita semplice.
“Mi piacerebbe – dice – vivere in un posto fuori dagli Stati Uniti, in un paesino in Italia, oppure dall’altra parte del mondo a Bali. Vorrei iniziare un’altra vita che sia un po’ più semplice e organica, andare in bicicletta e comprare il pane”.
JLo, che da poco ha compiuto 50 anni, ha anche detto che sogna di cospargere il pane di marmellata, mangiarlo e poi anche dipingere. “Vorrei anche – continua – sdraiarmi su una sedia a dondolo con una bella vista sugli alberi di oliva oppure delle querce e semplicemente sentire l’odore. Ho fantasie di questo tipo”.

Chiude la libreria Paravia, la più antica di TorinoAssessore Piemonte, serve strategia condivisa pubblico-privato

TORINO16 gennaio 202009:34

“Per ogni serranda che cade si spegne una luce e si crea un vuoto. La libreria Paravia a Torino rappresentava un valore aggiunto per la città, si occupava anche di testi scolastici, facendo un lavoro forte nel mondo dell’istruzione. La sua chiusura è un grande dolore”. Lo afferma l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Vittoria Poggio, commentando la chiusura della storica libreria torinese, nata nel 1802 e seconda più antica d’Italia.
“Purtroppo – afferma Poggio – viviamo in contesto in cui le piccole imprese soffrono da anni. Hanno subito la mannaia delle liberalizzazioni a partire da Bersani, che ha creato un mercato poco regolamentato, con la concorrenza non tanto dei centri commerciali che pur fanno la loro ombra, quanto soprattutto dell’e-commerce”.
“Il mondo – rimarca – non si può cambiare. La Regione intende mettere in campo tutto il sostegno. Però mi auguro che a livello nazionale si arrivi a una visione più benevola verso le aziende”.

A Bologna il 1980 di sangue rivive in un’installazione’Clash City rockers è il vincitore della call ‘PubbliCittà’

BOLOGNA15 gennaio 202017:32

– L’installazione ‘Clash city rockers’ è il lavoro primo classificato della call ‘pubbliCITTÀ_lost&found’, sul tema dei 40 anni dal 1980, per la costruzione di una memoria collettiva, promosso a Bologna dall’associazione Serendipippo nell’ambito di Art City.
La giuria (Cinzia Venturoli e Fabiola Naldi (Unibo), Lorenzo Balbi (Mambo), Roberta Caldana (Tper), Etta Polico (Serendippo) e Ivano Ruscelli (Fondazione Rusconi), ha selezionato sei esposizioni tra quelle pervenute che dal 19 al 31 gennaio saranno visibili sulle pensiline Tper delle Linee 27-28 e 37, oltre a spazi interni pubblici e privati, e due performance che verranno realizzate durante la prossima primavera. Tra i fatti cruciali del 1980, hanno rilevato i giurati, spicca la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto, perché è tra gli episodi che più è rimasto nella memoria. In un anno che ha visto anche la crisi Fiat, la chiusura della Borsa a Milano, la svalutazione della lira, la strage di Ustica, il terrorismo, le infiltrazioni mafiose e massoniche nello stato, il terremoto dell’Irpinia, la nascita di Legambiente, l’entrata in funzione del Servizio Sanitario Nazionale, la presentazione del progetto di legge di iniziativa popolare contro la violenza sessuale.
Letizia Calori ha realizzato una playlist del concerto dei Clash in piazza Maggiore dell’1 giugno 1980, che si può scaricare attraverso un serie di Qr code applicati in vari luoghi cittadini. ‘Est ovest’, di Beatrice Caruso, seconda classificata, è una installazione video e audio che riflette sulle testimonianze materiali della strage, con il contrasto tra i due orologi della facciata della stazione: quello est fermo all’ora della strage, l’ovest che segna regolarmente l’ora. VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE

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Da Sotheby’s, linea moda ispirata a Old Masters
T-shirts e felpe per attirare nuovo pubblico alle aste

NEW YORK15 gennaio 202019:46

– I “Grandi Maestri” tornano di moda. Dopo Gucci che nel 2018 si e’ ispirato a capolavori del passato per la collezione capsule “Hallucination”, dopo Louis Vuitton che l’anno prima, in collaborazione con Jeff Koons, aveva messo la Gioconda e Van Gogh sulle borsette, e dopo le incursioni annuali di Dr. Martens tra William Blake, Hieronymous Bosch e Giannicola di Paolo, adesso e’ Sotheby’s che si lancia nel mondo della moda attingendo a opere che di qui a pochi giorni finiranno sotto il martello del battitore.
La casa d’aste ha lanciato una joint venture con Highsnobiety, un popolare blog berlinese a meta’ tra trend e e-commerce: magliette e felpe con o senza cappuccio, iconici elementi della moda di strada ma decorati con immagini di dipinti in vendita da Sothebys a fine mese, debutteranno il 20 gennaio con prezzi compresi tra i 65 e i 125 euro. I capi, su cui sono stampate riproduzioni di opere di scuola italiana, olandese e fiamminga di epoca rinascimentale e barocca, saranno in vendita anche in un pop-up shop di Highsnobiety da Selfridges accanto a brand come Prada, Moncler e Bang & Olufsen. Includono, tra gli altri un “memento mori” di scuola olandese del sedicesimo secolo (stima della vigilia da Sothebys 60-80 mila dollari), una sensuale Galatea di Ginevra Cantofoli (40-60 mila dollari) e paesaggio immaginario con le allegorie dell’Abbondanza e della Castità’ di scuola praghese.

Fellini 100, su Sky Arte il ritratto-omaggio di Wes AndersonIn onda lunedì 20 gennaio alle 21.15, Fantastic Mr Fellini

15 gennaio 202017:56

– Il 20 gennaio del 1920 nasceva a Rimini il grande Federico Fellini. Regista, sceneggiatore e fumettista italiano che ha segnato la storia del cinema italiano. In occasione del centenario della sua nascita Sky Arte (canali 120 e 400) e in streaming Now tv gli rende omaggio, lunedì 20 gennaio alle ore 21.15, con un ritratto del grande regista italiano da un punto di vista inedito: quello del regista americano Wes Anderson. Ritratto impreziosito dal fatto che questa è la prima approfondita intervista che Anderson rilascia al di fuori della promozione dei suoi film.
Stimolato da Francesco Zippel, documentarista e suo collaboratore in “Castello Cavalcanti” e “The Grand Budapest Hotel”, in “Fantastic Mr Fellini” Anderson ha ripercorso alcuni temi a lui cari e, al tempo stesso, vicini alla poetica di Fellini. Pensieri e ricordi del maestro romagnolo, narrati da una voce d’eccezione, quella di Stefano Accorsi, accompagnati da una colonna sonora originale, composta da Rodrigo D’Erasmo, sono per Anderson lo spunto per lasciare fluire le sue riflessioni e per incrociarle con la propria personale esperienza artistica.
Un dialogo volto a mostrare le similitudini tra i due e gli insegnamenti che Anderson ha tratto vedendo i film di Fellini.
Federico Fellini. Wes Anderson, così lontani, così vicini. Due artisti appartenenti a due momenti storici profondamente diversi ma accomunati da un approccio al cinema simile, inventivo e onirico al tempo stesso, in cui il colore, i dettagli e i volti la fanno da padroni.

Mibact, ad Ascoli Piceno nuova Soprintendenza Marche Sud’Decisione su parametri oggettivi, è la sede più appropriata’

SCOLI PICENO15 gennaio 202020:11

– La nuova Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata avrà sede a Ascoli Piceno. Lo ha reso noto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nel corso di un’informativa con le parti sociali che si è tenuta questo pomeriggio a Roma al Collegio Romano. La decisione della sede della nuova Soprintendenza introdotta dalla recente riorganizzazione dell’articolazione periferica del ministero voluta dal ministro Dario Franceschini, informa una nota, è avvenuta tenendo conto di parametri oggettivi quali “il numero dei vincoli diretti; la consistenza di patrimonio, anche archeologico; il numero di abitanti e altre questioni logistiche e geografiche che fanno di Ascoli Piceno la sede più appropriata per potenziare le funzioni di tutela e garantire servizi efficaci ed efficienti ai cittadini nel territorio delle Marche meridionali”.

Gli abiti e i gioielli che hanno creato lo ‘Stile Milano’In mostra a Palazzo Morando cambiamenti ed evoluzioni da anni’50

MILANO16 gennaio 202012:06

– Ogni città ha il suo stile e Milano, con la sua sobrietà, è la capitale della moda: la mostra ‘Stile Milano’, aperta a palazzo Morando, dal 21 gennaio al 29 marzo, racconta come lo è diventata. Le ‘Storie di eleganza’ della mostra ideata da Mara Cappelletti, uniscono il mondo dell’abito e del gioiello made in Milano sottolineando lo stretto legame tra il vestito e l’ornamento dagli anni Cinquanta a oggi. Dal dopoguerra in poi le sartorie, da Biki a Jole Veneziani, e i gioiellieri, da Buccellati a Cusi, hanno creato abiti e gioielli personalizzati che esprimono un lusso ricercato e ‘su misura’, all’origine di ciò che eleggerà Milano capitale della moda. La creatività non è solo nella realizzazione di capi, ma anche nel modo di indossarli, nella comunicazione, nel giornalismo, come mostra la ricerca negli archivi del Gruppo Rcs e della Rai, che restituiscono lo sfondo degli avvenimenti sociali che hanno contribuito ai cambiamenti dello stile dal dopoguerra a oggi.

La carismatica Cate Blanchett presiederà la giuria di VeneziaLa 77/a Mostra dal 2 al 12 settembre. Barbera, riferimento per l’intera società

16 gennaio 202019:45

Diversità e uguaglianza di genere cercasi: se gli Oscar, viste le nomination, non lasciano quest’anno speranza – troppo bianchi e troppo maschili – e sembrano riportare indietro rispetto al cambio di rotta innescato la scorsa stagione da #metoo, campagne gender equity e inclusive, ci pensano i festival, i più importanti del mondo, a dare prospettive di progresso. Il festival di Cannes ha annunciato un regista ‘contro’, punto di riferimento degli afro-americani e della Hollywood più democratica come Spike Lee, tenace oppositore di Donald Trump e oggi la Mostra del cinema di Venezia non resta a guardare. Sarà Cate Blanchett, l’attrice australiana, un mito di carisma e bravura, bellezza algida ed eterea, con una incredibile classe che la fa adorare anche nel mondo della moda, due volte premio Oscar (The Aviator e Blue Jasmine) e cinque altre volte candidata, a guidare la giuria che assegnerà il Leone d’oro della 77/a edizione (2-12 settembre).
La Blanchett, sulla linea di una strada già delineata, succede alla argentina Lucrecia Martel e ad Annette Bening, mentre la stessa Blanchett nel 2018 ha presieduto la giuria di Cannes. Predecessore di Spike Lee un anno fa a Cannes il messicano Alejandro Inarritu. Tutti nomi, quelli 2020 e i precedenti recenti, che sembrano andare in una unica direzione di apertura, inclusione, nuove sensibilità (ha tenuto banco lo scorso anno il caso Martel Polanski, tanto per memoria). Sotto queste presidenze sono stati premiati i film dell’anno, molti dei quali sono in nomination: pensiamo al Leone d’oro Joker, 11 candidature e alla Palma d’oro Parasite, sei , senza dimenticare altri candidati C’era una volta a Hollywood (Cannes), Marriage Story (Venezia) e poi The Irishman e Ford V Ferrari (visti, tra l’altro, a Venezia).
Ma allora come mai l’Oscar è quest’anno definito poco inclusivo? Rispetto alle donne i dati parlano chiaro e sono francamente drammatici: solo 5 sono state candidate come miglior regia nella storia degli Oscar, ossia dal 1929 al 2020. Nell’ordine: la nostra Lina Wertmuller, la prima in assoluto, 1977, Jane Campion nel 1994, Sofia Coppola nel 2004, Kathryn Bigelow nel 2010 (prima ed unica ad aver vinto) e Greta Gerwig nel 2018. Al netto di questo secondo gli analisti è il sistema di voto degli Oscar che necessita di una riforma radicale e non solo di un allargamento di piattaforma, diversificando la base elettorale, cosa già avvenuta e non evidentemente sufficiente. L’anno scorso, il 50% dei nuovi membri erano donne e il 29% erano persone di colore. Oggi, il 16% dei quasi 9.000 membri totali sono persone di colore, rispetto a solo l’8% nel 2015. Da una parte i festival sembrano recepire il cambiamento e le nuove sensibilità, dall’altra l’Academy degli Oscar sembra ancora poco reattiva. Il tema è d’attualità e la scelta di Cate Blanchett si presta a questa lettura. Non a caso, il direttore della Mostra del cinema di Venezia, Alberto Barbera, nell’annunciare la scelta dell’attrice ha dichiarato: “Cate Blanchett non è soltanto un’icona del cinema contemporaneo, corteggiata dai più grandi registi dell’ultimo ventennio e adorata dagli spettatori di ogni tipo. Il suo impegno in ambito artistico, umanitario e a sostegno dell’ambiente, oltre che in difesa dell’emancipazione femminile in un’industria del cinema che deve ancora confrontarsi pienamente con i pregiudizi maschilisti, ne fanno una figura di riferimento per l’intera società. Il suo immenso talento d’attrice, unitamente a un’intelligenza unica e alla sincera passione per il cinema, sono le doti ideali per un presidente di giuria. Sarà un enorme piacere ritrovarla in questa nuova veste a Venezia, dopo averla applaudita come magnifica interprete dei film Elizabeth di Shekhar Kapur e I’m not there di Todd Haynes, che le valse la Coppa Volpi come miglior attrice nel 2007”. Blanchett ha ringraziato: “Ogni anno attendo la selezione di Venezia e ogni anno essa risulta sorprendente e notevole. Venezia è uno dei festival di cinema più suggestivi al mondo, una celebrazione di quel mezzo provocatorio e stimolante che è il cinema in tutte le sue forme. E’ un privilegio e un piacere essere quest’anno presidente di giuria”. L’attrice di Che fine ha fatto Bernadette? sta girando la serie tv Mrs America e sarà al festival di Berlino con un altra serie tv, Stateless, mentre è in pre produzione Lucy and Desy, la vita e la carriera della pioniera della tv, Lucille Ball scritta da Aaron Sorkin.

A Tolentino un museo di resti preistorici nel campusSindaco Pezzanesi, campagna scavi non ha fermato iter scuola

TOLENTINO16 gennaio 202012:41

– Un museo con i tesori riaffiorati dagli scavi nell’area archeologica preistorica di Tolentino dove è stato individuato un accampamento databile a circa 10-11mila anni fa, la fase antica del Mesolitico, all’interno del nuovo campus scolastico di contrada Pace a Tolentino. A ipotizzare il progetto è stato il sindaco Giuseppe Pezzanesi, nel corso del convegno “Archeologia preistorica a Tolentino. Nuove acquisizioni per lo studio del Mesolitico nelle Marche e in Italia” , a cui hanno partecipato la soprintendente delle Marche Marta Mazza, e vari esperti. Quella di Tolentino è ritenuta tra le più importanti scoperte archeologiche in Europa.
La campagna scavi, ha spiegato il sindaco, non ha bloccato l’iter per il nuovo campus scolastico, dove stanno proseguendo le ispezioni geologiche e le azioni propedeutiche alla stesura del progetto definitivo: la nuova scuola ospiterà i licei classico, scientifico, coreutico, l’istituto tecnico economico Filelfo e l’istituto professionale Frau.

‘I Quadri di Pietro’, capolavori della collezione BarillaDodici opere arte moderna a cadenza mensile a Pinacoteca Stuard

PARMA16 gennaio 202012:50

– Dodici delle opere più amate da Pietro Barilla (1913-1993) saranno esposte per un anno a cadenza mensile, dal 25 gennaio, nelle sale della Pinacoteca Stuard a Parma, “per raccontare attraverso il pennello di grandi maestri la passione di una vita, vissuta all’insegna dell’eccellenza”.
Il progetto, ‘I Quadri di Pietro’, a cura di Giancarlo Gonizzi, voluto e organizzato dal Comune e dalla famiglia Barilla, mette in mostra per tutto il 2020 – anno di Parma Capitale italiana della Cultura – alcune delle più interessanti opere della Collezione Barilla di Arte Moderna.
Il primo dipinto esposto sarà ‘Coquillages’ di James Ensor, nei mesi successivi verranno presentate opere di Alberto Savinio, Atanasio Soldati, Chaim Soutine, Max Ernst, Giorgio Morandi, Fernand Leger, Ennio Morlotti, Renato Guttuso, Jean Dubuffet, Lucio Fontana e Pablo Picasso. Spiegando quanto contasse l’arte nella sua vita di imprenditore, Barilla diceva: “E’ il mio orizzonte e il mio respiro, mi dà calore e mi fa guardare in avanti”.

Scala: Roméo et Juliette in versione ‘young’Pubblico giovane per l’opera con Grigolo reduce da ‘Amici’

16 gennaio 202012:51

– Un cast che piace ai giovani per un’opera che di giovani parla: ‘Roméo et Juliette’ di Gounod, in scena alla Scala, sembra fatta apposta per avvicinare i ragazzi alla lirica. E lo ha dimostrato al debutto con un pubblico innegabilmente più giovane della media, che ha applaudito per nove minuti, e con un insperato successo di botteghino e due recite su otto già sold out.
I motivi sono diversi. Da un lato il protagonista maschile, Vittorio Grigolo, è diventato un idolo dei ragazzi, che hanno imparato a conoscerlo come insegnante del talent show ‘Amici’.
Ma c’è anche l’interesse degli appassionati per il debutto del ventinovenne Lorenzo Viotti alla conduzione di un’opera alla Scalam, la presenza come Juliette di Diana Damrau, ‘signora’ della lirica e un cast di giovani ormai affermati come il baritono Mattia Oliveri (un atletico Mercutio), il mezzosoprano Marina Viotti come Stéphano, Ruzil Gatin (Tybald).

Calzature sportive, in aumento consumi ed exportA Micam (16-19 febbraio) confermata l’area Players district

16 gennaio 202013:18

– Il mercato delle calzature mostra tendenze che vedono il segmento delle scarpe sportive in crescita, sia per quanto riguarda l’export del Made in Italy, sia per il mercato interno. E Micam, la rassegna internazionale delle calzature, in programma dal 16 al 19 febbraio in Fiera Milano a Rho, ripresenta, dopo il successo ottenuto al debutto, Players Discrict, area pensata per offrire uno spazio inedito al mondo della calzatura sportiva e Outdoor. Nei primi nove mesi del 2019, secondo gli ultimi dati di Confindustria Moda, le famiglie italiane hanno speso il 3,4% in più per le calzature sportive rispetto allo stesso periodo del 2018, per un totale di circa 750 milioni di euro di valore e 15,4 milioni di paia vendute (+3%). Anche i dati Istat delle esportazioni italiane di scarpe sportive risultano caratterizzati da dinamiche positive: l’Italia ha infatti esportato, nei primi 9 mesi del 2019, 11,8 milioni di paia per 645,4 milioni di euro (con incrementi tendenziali rispettivamente del 9,5% e del 6,7%).

Incontrada ‘Come una madre’, torno con favola nera su Rai1Dal 2 febbraio tre prime serate dirette da Andrea Porporati

17 gennaio 202009:57

Vanessa Incontrada uno dei volti più amati dal pubblico della fiction Rai. Torna protagonista su Rai1 nella miniserie ‘Come una madre’ – dal 2 febbraio in tre prime serate – nei panni di Angela, una donna ferita che ha perso il figlio, Matteo di soli 9 anni, in un incidente stradale e si rifugia su un’isoletta in Toscana. Qui diventa amica di una vicina che le affida momentaneamente i due figli, ma una notte verrà uccisa. Una favola nera on the road, che vedrà la donna un’assistente sociale – accusata ingiustamente dell’omicidio della nuova amica – affrontare con i due fanciulli, Valentina e Bruno, un lungo viaggio, una fuga suo malgrado, per ritrovare la pace interiore perduta.
“Ho sempre pensato – racconta nel corso della presentazione a Viale Mazzini – che le donne interpretate da me siano molto coraggiose, non abbiano paura di lottare per quello che vogliono: donne anche fragili, ma determinate”.
Dopo il successo del monologo sull’imperfezione (all’interno dello show ‘Venti anni che siamo italiani), sarà un anno davvero speciale, ricco di novità per la popolare attrice spagnola che in Italia ha trovato il successo, si è sposata e ha avuto due figli. Dal 2 febbraio sarà appunto in ‘Come una madre’, con la regia di Andrea Porporati che firma anche la sceneggiatura e il soggetto. Una produzione 11 marzo film in collaborazione con Rai Fiction. Tra i protagonisti di ‘Come Una Madre’ anche Giuseppe Zeno (Un agente dell’intelligence, Kim. Agli occhi dei bambini quasi un supereroe), con Incontrada ha già recitato nel mistery Scomparsa del 2017. La nuova serie “è una storia popolare e moderna – prosegue Vanessa – che racconta l’esperienza riparativa di una donna rispetto alla sua maternità perduta”. La serie si svolge in tre serate, una sceneggiatura con una trama in cui interagiscono livelli narrativi e riferimenti di genere diversi: una fuga e dunque un inseguimento e la minaccia che incombe, dando spazio all’azione e alla sospensione-attesa del thriller.
La storia di un rapporto che si costruisce tra una donna, Angela che da pochi da pochi mesi ha perso il figlio Matteo di nove anni. “Una tragedia che l’ha spezzata, e il rapporto che lei instaura con i due ragazzini che le vengono affidati: il coraggio e l’amore di una donna che si riscopre madre ed elabora in questo modo il suo lutto”. Nel cast principale Sebastiano Somma (un maggiore dell’intelligence che a un certo punto però ha smarrito i confini tra il bene e il male. Si trova invischiato nel caso dei bambini e della loro madre, cerca di risolverlo e invece finisce sempre più a fondo in una storia di prepotenza e violenza), Simone Montedoro, Crystal Deglaudi, Tancredi Testa, l’ex soprano e oggi attrice Katia Ricciarelli (che interpreta una romantica figura di senzatetto dal grande passato. E’ stata una famosa cantante lirica e si è rovinata per un amore sbagliato), Ivan Franek, Marco Cocci, Luigi Diberti, Eleonora Giovanardi, Ninni Bruschetta.
In questo 2020 la aspettano tanti altri progetti. Si comincia il 7 febbraio, quando l’attrice debutterà al teatro La Fonderia di Follonica (Grosseto) con ‘Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?’. Poi in aprile inizierà le riprese di un nuovo film per Rai1. Il regista e autore della sceneggiatura Porporati dice: “si tratta di un “road movie” che vede i tre personaggi alle prese con un viaggio, una fuga che li porta attraverso paesaggi poco raccontati. La necessità di nascondersi spinge i protagonisti a muoversi con mezzi non convenzionali, tra i boschi, le colline, i borghi, le rive del mare che lambisce un’Italia bellissima. Un paesaggio reale e da favola, come questa storia. Uno sfondo che si ispira da una parte a quello che conosciamo, dall’altra a quello di Pinocchio e di altri luoghi dell’anima, come la Vigàta di Montalbano, sospesi a metà tra realtà e fantasia”.
Per la direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, Incontrada “per la Rai rappresenta una certezza, un’interprete che porta con sé un certo tipo di storia, fatta di sentimenti.
Un esempio della forza del femminile”. Come Una Madre aggiunge “conferma come la fiction sia ormai oltre il perimetro dei generi”.

Pitti Bimbo, eleganza “mignon” ha gusto retròGiacche ispirate al mondo dello sci, ma focus su sostenibilità

FIRENZE16 gennaio 202013:42

– Torna il formale, anche nell’abbigliamento per i più piccini. Da una parte le passerelle della moda maschile hanno appena mostrato i codici di stile del nuovo formale, e così anche la moda junior, in mostra da oggi al 18 gennaio alla Fortezza da Basso, propone la nuova eleganza quotidiana in versione mignon. Vestire bene è l’input del prossimo autunno inverno, un fil rouge che si presenta in molteplici declinazioni. Per i maschietti c’è quella vintage che richiama gli anni Trenta e i look da simpatica canaglia (coppola oversize e shorts con calzettone al ginocchio) o da piccoli lord con abiti in velluto liscio, bordati di merletto e pantaloni alla zuava. Il gusto retrò trionfa anche per lei con abitini e scamiciati in tessuto tartan, con tanto sangallo e crochet. Non manca la variante più urban. L’attenzione all’ambiente ridefinisce comunque la filosofia dei brand che, imboccata la strada dell’ecosostenibilità, non finiscono mai di stupire per la costante ricerca di nuove fibre.

Con Kathryn Weir il Madre sempre più internazionaleAl lavoro la neo direttrice artistica. ‘Napoli città unica’

16 gennaio 202020:06

Nata ad Oxford, di origine australiana, passaporto britannico e residenza francese: Kathryn Weir, la nuova direttrice artistica del Museo Madre, si è già innamorata di Napoli: ”una città per me unica non solo in Italia ma in Europa”, la definisce appena insediata, prima donna a ricoprire questo incarico nel museo d’arte contemporanea della Regione Campania che ora vanta quindi un vertice tutto al femminile. Presidente della Fondazione è infatti Laura Valente, appena ‘eletta’ da Artribune ‘miglior presidente di museo’ italiano per il 2019.La neo direttrice trova un Madre in salute: 140mila i visitatori lo scorso anno , con un incremento del 37 per cento (e del 48% nella fascia adolescenti e ragazzi) e una crescente attenzione al sociale. “Kathryn Weir è stata nominata all’unanimità da una commissione indipendente e libera, di cui ha fatto parte anche il direttore uscente Viliani. Con Weir il Madre sarà sempre più nel mondo” ha spiegato Valente. Cinquantadue anni, un’importante esperienza di direttore del Départment du Développement Culturel del Centre Pompidou (dal 2014 è membro del Consiglio), Weir abiterà a Napoli con la famiglia e sta già cercando casa nel centro storico. E’ stata lei l’ideatrice della piattaforma Cosmopolis, format realizzato per il Centre Pompidou e sbarcato nel 2018 Cina, che mette in rete paesi anche lontanissimi con attenzione alle ‘nuove forme di sperimentazione creativa e al pensiero critico’.”Il museo Madre in questo ultimo periodo ha cambiato passo, con una nuova visione progettuale che per me corrisponde alla realtà dell’arte di oggi – nota la direttrice – Cosmopolis è una rete di relazioni ma anche una metodologia; sono sicura che questa esperienza potrà essere trasportata anche a Napoli, ma prenderà altre forme e affronterà questioni differenti. Mettere in rete gli artisti di Napoli ma soprattutto metterli in dialogo con il contesto internazionale è fondamentale. Napoli è una città unica che ha una storia importantissima nelle arti visiva e in tutte le altre arti, questa storia va portata sicuramente a livello internazionale attraverso la proposta di artisti contemporanei”. La prima cosa sulla quale si concentrerà è la conoscenza della città ”andare a incontrare, ascoltare e capire quali sono le dinamiche che esistono oggi qui – spiega – ho già lavorato con degli artisti napoletani, ma voglio approfondire questa mia conoscenza della scena e di tutti gli attori, non solo di Napoli ma anche di tutta la Campania”.Il presidente della regione Vincenzo De Luca cosi saluta Weir: ”Ha fatto in primo luogo una scelta di passione, di amore per la città e di curiosità intellettuale per la vita e l’esperienza del museo Madre”. Tra le mostre del 2020 del museo napoletano anche una coproduzione internazionale dedicata a Peter Lindberg e un omaggio a Mendini.

Oscar: Mollica, mi piacerebbe per Giannini e MorettiRicordi nel libro L’Italia agli Oscar.De Gregori a presentazione

16 gennaio 202014:38

– ” Sono stato molto contento dell’Oscar alla carriera per Lina Wertmuller. Mi piacerebbe ne arrivasse uno anche per Giancarlo Giannini e uno a Nanni Moretti… chissà cosa succederebbe su quel palcoscenico”. Lo dice un maestro del giornalismo come Vincenzo Mollica che ripercorre decenni di eventi e aneddoti legati alla statuetta in ‘l’Italia agli Oscar – Racconto di un cronista’, il libro a cura di Steve della Casa (Luce Cinecittà/Edizioni Sabinae) realizzato in occasione dello storico accordo per una partnership almeno quinquennale fra Istituto Luce Cinecittà e il Museo dell’Academy of Motion Pictures di Los Angeles, di cui sono ancora in corso i lavori.
Il cronista de Tg1, ha presentato il volume insieme a Steve della Casa in un incontro romano al quale è arrivato per salutarlo anche Francesco De Gregori. “La mia prima volta a Hollywood per gli Oscar è stata 30 anni fa – ricorda Mollica -.
Era candidato Peppuccio Tornatore, con Nuovo cinema Paradiso ed erano 15 anni che l’Italia non vinceva come miglior film straniero. Quando vinse, Giuseppe era felicissimo, anche se non ebbe il tempo di parlare sul palco dopo il produttore Franco Cristaldi, riusci solo a dire grazie”.

Moda: l’uomo Valentino romantico ha un fiore sul cappottoCollaborazione con Onitsuka Tiger per rilettura sneaker icona

16 gennaio 202014:46

– La nuova collezione maschile di Valentino che ha sfilato a Parigi decreta il trionfo del cappotto e il ritorno a uno stile decisamente romantico per un uomo delicato, che osa mettere il soprabito scuro, con una peonia gigante dipinta e cucita in 3D su un lato, oppure la camicia candida con una enorme rosa colorata. Sono le immagini floreali di Inez e Vinoodh cucite sui capi, e le parole sentimentali di Melanie Matranga (need) ingrandite su tutte le superfici fino a diventare segni e astrazioni. Ma il direttore creativo della maison, Pierpalo Piccioli avverte che “il significato del romanticismo oggi è mutato. Lo è in particolare per gli uomini, che si sono evoluti da modelli imposti per quel che riguarda il loro apparire e il loro sentire. Nuovi contesti creano nuovi significati. Nuovi significati definiscono nuovi atteggiamenti. In questo flusso, il sartoriale sembra essere di nuovo un valore centrale. È lo spirito che è cambiato”. Per troppo tempo, l’abito formale è stato considerato un’uniforme grigia, qualcosa in cui nascondersi, un modo di vestire senza personalità. Per Piccioli sono importanti la precisione della costruzione, l’attenzione ai dettagli e, in definitiva, il senso di intimità della sartoria. Per questo in pedana sfilano giacche, cappotti, completi, ma anche capi sportivi in una lettura sartoriale, si mescolano in modi che non obbediscono a norme e regolamenti. Emerge un’idea di sartorialità sensibile e romantica, mentre si materializza una silhouette strutturata, snella e fluida, poggiata su scarpe con suole a carrarmato e completata da cappelli. La palette va dal bianco all’avorio, bordeaux, piombo, blu, nero. La sartorialità, in definitiva, offre un vocabolario, non un modo di conformarsi. Si tratta di avere le parole adatte per esprimersi, con sensibilità e spontaneità. La maison Valentino ha collaborato con il marchio giapponese di sportswear Onitsuka Tiger, per una rivisitazione dell’iconico modello di sneaker Mexico 66 SD reinterpretata da Piccioli in quattro diverse tonalità colori. Home Mappa del sito

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre: personale Luciano De Vita in Pinacoteca a Bologna
Allievo e assistente di Giorgio Morandi, famoso come incisore

BOLOGNA16 gennaio 202015:28

– La figura di Luciano De Vita (1929-1992), una delle più interessanti del panorama artistico di tre decenni del secondo dopoguerra italiano, è al centro di una mostra personale promossa dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, curata da Silvia Evangelisti e in programma dal 22 gennaio al 23 febbraio, nell’ambito di Art City Segnala 2020.
Allievo e assistente di Giorgio Morandi, famoso come incisore, non è altrettanto conosciuto come artista a tutto tondo, nonostante gli inviti alla Biennale di Venezia e l’importante attività di creatore di scenografie per l’opera lirica. La mostra riunisce in un unico luogo le diverse attitudini di De Vita, testimoniandone la forza creativa nella pittura, nella scultura, nella scenografia e naturalmente nell’incisione. In esposizione saranno una trentina di dipinti anche di grandi dimensioni, disegni, sculture, un ampio corpus di incisioni arricchito dai quattro libri d’artista realizzati nella sua vita e rari materiali per il teatro come costumi, bozzetti e maquette.

Musica: Turandot in diretta streaming da ParmaIl 19 gennaio alle 15.30, nell’ambito di un progetto triennale

PARMA16 gennaio 202015:37

– L’opera di Giacomo Puccini, Turandot, che ha inaugurato la stagione lirica del Teatro Regio di Parma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sarà trasmessa in diretta streaming il 19 gennaio alle 15.30 su OperaStreaming.com, il primo portale online gratuito di opera lirica in Italia.
Il progetto triennale, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con Edunova e Università di Modena e Reggio Emilia, nasce per divulgare e diffondere la passione per la musica e per l’opera lirica, rendendo fruibile a tutti, soprattutto a chi non può assistervi dal vivo, uno spettacolo teatrale e promuovere l’Emilia-Romagna attraverso una ricca programmazione di trasmissioni video realizzate nei principali teatri ed enti lirici della Regione (Bologna, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini), territorio di tradizione musicale e di produzione operistica di prestigio internazionale.
Nel portale, disponibile in italiano e in inglese, è possibile trovare approfondimenti sul teatro, sugli interpreti, sulle opere trasmesse in streaming e notizie sulle città in cui verranno eseguite. Le opere in cartellone verranno trasmesse in chiaro sul canale YouTube di OperaStreaming e resteranno poi disponibili gratuitamente per i sei mesi successivi. Il programma di trasmissioni di OperaStreaming proseguirà con Falstaff di Verdi dal Teatro Municipale di Piacenza (26 gennaio), Cavalleria Rusticana e Pagliacci di Mascagni e Leoncavallo dal Teatro Valli di Reggio Emilia (9 febbraio); Lucrezia Borgia di Donizetti dal Teatro Alighieri di Ravenna (8 marzo); Elisir d’amore sempre di Donizetti dal Comunale di Bologna (10 aprile); Madama Butterfly di Puccini dal Comunale di Ferrara (4 maggio) e infine la nuova opera in prima esecuzione Otherness, Fear and Discovery, dal Comunale di Modena (8 maggio).

Amadeus, si difende: sessista? Sono stato frainteso’Tante sensibilità su palco, anche storie comuni violenza donne’

17 gennaio 202014:28

Nessuna intenzione di offendere le donne, soltanto un equivoco. Anche perché Sanremo vuole celebrare i diversi aspetti della sensibilità femminile. Amadeus prova a smorzare i toni della polemica sollevata dalle parole che ha rivolto in conferenza stampa a Francesca Sofia Novello, modella 25enne, legata sentimentalmente a Valentino Rossi, una delle donne che condivideranno con lui il palco. Presentandola, ha spiegato di “averla scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto a un grande uomo, stando un passo indietro”. Affermazioni che hanno incendiato i social, tra accuse di “sessismo”, “superficialità” e “ritorno al Medioevo”. E intanto scoppia il caso Elisabetta Gregoraci che denuncia di essere stata esclusa dall’AltroFestival di Nicola Savino per motivi “politici”. “Mi dispiace che sia stata interpretata malevolmente la mia frase, sono stato frainteso”, si accalora Amadeus. “Quel ‘passo indietro’ – spiega – si riferiva alla scelta di Francesca di stare fuori dai riflettori che inevitabilmente sono puntati su un campione come Valentino. Un’altra ragazza avrebbe forse potuto ‘cavalcare’ tanta popolarità e invece Francesca ha scelto di essere più discreta, di rimanere più defilata”, aggiunge il direttore artistico e conduttore di Sanremo. “Purtroppo non credo che sia il passo avanti o indietro ad assicurare e a garantire il ruolo della donna”, gli fa eco la stessa Novello. “Mi fa ridere tutto questo tam tam, però fa parte del gioco. Il Sanremo che ha immaginato Amadeus è incentrato sulla valorizzazione delle donne in tutte le diverse sfumature e sfaccettature”. Quel ‘passo indietro’ e gli apprezzamenti sulla “bellezza” delle ‘regine’ del festival hanno fatto il giro del web: a catalizzare la protesta, l’hashtag #boycottSanremo lanciato dall’economista Imen Boulahrajane: “Chiara Ferragni e Rula Jebreal no, ma le fidanzate di Valentino Rossi e Cristiano Ronaldo sì”, ha scritto su Instagram. “Sia mai che qualche ragazza che vi guarda con occhi sognatori dalla provincia di Varese pensi che una donna nel 2020 possa fare l’imprenditrice senza passare per Temptation Island o che possa fare la giornalista di successo senza sfoderare il suo davanzale ai quattro venti in prima visione”. Le commissioni Pari opportunità di Fnsi e Usigrai e l’associazione Giulia evocano la “violazione del contratto di servizio”, in particolare “gli articoli che riguardano la promozione della parità di genere e il superamento della rappresentazione stereotipata delle donne”, mentre dal Pd Monica Cirinnà parla di “spettacolo indecente” e chiede all’ad della Rai Fabrizio Salini di “prendere le distanze”. Amadeus rivendica “sensibilità e rispetto per le donne” e promette che ciascuna delle sue partner porterà all’Ariston “la sua sensibilità”, facendo spazio anche a momenti di riflessione sui temi sociali. Su tutti, la violenza sulle donne, che sul palco non coinvolgerà soltanto Rula Jebreal: “Ci sarà spazio anche per testimonianze di persone comuni: ho invitato Gessica Notaro (la showgirl sfregiata dall’acido nel 2017 dall’ex fidanzato) e ci sono buone probabilità che venga”. Quanto alla vicenda Gregoraci: la showgirl lamenta su Instagram di essere stata esclusa da Nicola Savino dal ruolo di co-conduttrice dell’Altrofestival, che andrà in onda su RaiPlay dopo le serate, in base a “motivi inesistenti, pretestuosi e strumentali, tra i quali (affermazione pronunciata nel corso di una nostra conversazione telefonica privata e che mi ha molto ferito) la presunta appartenenza politica alla destra del mio ex marito (Flavio Briatore, ndr), in quanto all’interno del format avrebbe già incluso comici sostenitori di sinistra”. Una questione di cui Giorgio Mulè (Forza Italia), Paolo Tiramani (Lega) e Daniela Santanchè (Fdi) sono pronti a investire la commissione di Vigilanza

La voce di Giorgia per salvare le tartarughe. Greenpeace lancia un corto

16 gennaio 202015:56

La voce di Giorgia per salvare le tartarughe. Greenpeace lancia  “Tartarughe in viaggio”, il corto di animazione realizzato per l’organizzazione dal pluripremiato studio Aardman, creatore tra gli altri di “Galline in fuga” e “Wallace e Gromit”, che mostra come i nostri oceani siano in pericolo e quanto sia importante agire subito per proteggerli.
Con la partecipazione straordinaria dei premi Oscar Olivia Colman and Dame Helen Mirren, per la versione internazionale, e di Giorgia e Adriano Giannini, doppiatori per la versione italiana, il video racconta la storia di una famiglia di tartarughe che tenta di tornare a casa, in un oceano che è sempre più minacciato da cambiamenti climatici, inquinamento da plastica, trivellazioni petrolifere e pesca eccessiva.
La cantautrice Giorgia, doppiatrice di “mamma tartaruga”, dichiara: “Sono felice di dar voce a una tartaruga grazie a Greenpeace. La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare”.
Negli ultimi 500 anni le popolazioni di tartarughe marine si sono fortemente ridotte, principalmente a causa della caccia. Oggi le principali minacce alla loro sopravvivenza sono la pesca industriale, l’urbanizzazione costiera, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Le tartarughe marine migrano per migliaia di chilometri attraverso i mari per spostarsi tra le spiagge dove nidificano, le aree dove si accoppiano e quelle più ricche di cibo per alimentarsi.
In contemporanea all’uscita del corto, Greenpeace lancia i risultati di uno studio realizzato per tracciare le migrazioni delle tartarughe liuto, la specie di tartarughe più grande al mondo, dalle aree di riproduzione in Guyana francese. Lo studio “Turtles Under Threat” mostra come a causa dei cambiamenti climatici le tartarughe debbano viaggiare quasi il doppio per raggiungere le aree dove si alimentano consumando una gran quantità di energia. Questo potrebbe avere impatti gravissimi sulla loro già ridotta capacità di deporre uova. Il numero di uova deposte dalle tartarughe marine sulle spiagge della Guyana francese rispetto agli anni Novanta è diminuito di circa 100 volte, con meno di 200 nidi per stagione, rispetto ai 50 mila di allora.
“Sei delle sette specie di tartarughe marine sono minacciate di estinzione e senza un’azione urgente la situazione non potrà che peggiorare. Non c’è più tempo da perdere: i governi di tutto il mondo devono firmare un Accordo Globale che garantisca la reale protezione degli oceani. La comunità scientifica chiede di tutelare almeno il 30 per cento della superficie marina entro il 2030 con una rete di Santuari per permettere alla vita marina di sopravvivere in un mondo sempre più minacciato dalle attività umane, cambiamenti climatici in primis” dichiara Giorgia Monti responsabile Campagna mare di Greenpeace Italia.
Un Accordo Globale sugli oceani verrà definito alle Nazioni Unite quest’anno. Greenpeace ha inviato ieri al Ministero degli Esteri una lettera per chiedere che l’Italia, originariamente uno dei paesi promotori del trattato ma recentemente assente dai negoziati internazionali, assuma una posizione forte a tutela degli oceani.

Rai: Verducci (PD), per Agcom tg salvinizzati e giù ascolti

16 gennaio 202016:01

– ” I Dati Agcom confermano due cose: la salvinizzazione sfrontata dei tg ed il precipizio allarmante degli ascolti. I tg Rai non sanno più cosa sia il pluralismo, è uno sfregio continuo agli obblighi del servizio pubblico. La continua perdita di ascolti significa che la Rai è in picchiata quanto a credibilità e prestigio dell’informazione, e questo è inaccettabile. Il fatto che di fronte a tutto questo l’Ad Salini non intervenga, nonostante abbia il potere e il dovere di farlo, è diventata una situazione insostenibile. La conduzione di Salini è ingiustificabile e insostenibile”. Lo dice il senatore del Pd Francesco Verducci, della commissione di Vigilanza Rai.

Scrittura e salute, concorso letterario de BanfieldFino 31/1 invio scritti su Alzheimer. Marzano presiede giuria

TRIESTE16 gennaio 202016:02

– Si può partecipare fino al 31 gennaio al primo concorso letterario ideato e promosso dall’associazione de Banfield (impegnata da 30 anni nel sostegno degli anziani non autosufficienti) dal titolo “La nonna sul pianeta blu. Brevi racconti di memoria smarrita”, sul tema dell’Alzheimer. Per il momento, alla giuria, presieduta dalla scrittrice Michela Marzano, sono giunti oltre trenta racconti, da tutta Italia. Il concorso non ha precedenti a livello nazionale, “La nonna sul pianeta blu”, è ispirato ad una frase pronunciata proprio da una assistente nel gruppo di sostegno che frequenta nella struttura triestina. L’Alzheimer interessa in Italia circa 1,2 milioni di persone. La scelta della presidente è caduta sulla Marzano anche perché il suo ultimo romanzo, “Idda”, parla proprio di memoria perduta e di Alzheimer. Le premiazioni sono previste il prossimo marzo: i 10 migliori racconti saranno pubblicati in una raccolta con una prefazione firmata dalla stessa Marzano.

Moda: Hugo, capsule unisex ispirata a David BowieCopertine albume e slogan del Duca Bianco su T-shirt e accessori

16 gennaio 202016:05

– Hugo (gruppo Hugo Boss) lancia la capsule uomo e donna Hugo loves Bowie, che rende omaggio e s’ispira al mitico David Bowie e al suo stile inimitabile. La collezione combina T-Shirt e accessori che raffigurano le copertine degli album del Duca Bianco e gli slogan che hanno fatto la storia della musica. “David Bowie era uno spirito ribelle che viveva la vita a modo suo” afferma lo stilista Bart de Backer. “Questa capsule è un’opportunità per celebrare l’influenza che ha avuto e i valori che condividiamo”.
La Berlin Trilogy, ossia i tre album ispirati alla capitale tedesca, composta dagli album Low, Heroes e Lodger, è citata in tutta la capsule. La felpa, creata per omaggiare l’album del 1977 Heroes, presenta le fotografie di Bowie scattate per la copertina dell’album da Masayoshi Sukita. Lo slogan Tomorrow belongs to those who can hear it coming, utilizzato per promuovere l’album, è stampato su accessori e T-Shirt.

Tv: arriva nuovo canale Mediaset, Cine34 film solo italianiDal 20 si parte con omaggio a Fellini. Cicli da western a eros

16 gennaio 202016:46

– Solo film italiani, di tutti i generi, da quelli prodotti dagli anni ’40 in poi, decine dei quali mai trasmessi in televisione. Debutta il 20 gennaio il nuovo canale tematico Mediaset, Cine34, interamente dedicato al cinema italiano. Ci saranno diversi cicli dedicati a tutti i generi dai polizieschi al western fino all’erotico in tarda serata” La scelta della data non è casuale. Il 20 si celebra il centenario della nascita di Federico Fellini e al grande regista sarà dedicata la programmazione dell’intera giornata. “Nel panorama televisivo mancava un canale dedicato solo al cinema italiano e ci abbiamo pensato noi – ha detto Marco Costa, direttore dell’offerta tematica Mediaset nella conferenza stampa di presentazione a Milano – Altri eliminano i canali tematici e noi ne apriamo di nuovi: con questo siamo a 10 e finora abbiamo la conferma che intercettano nuovo pubblico senza erodere lo share delle reti generaliste”.

Arte: danneggiata teca opera Kounellis esposta in PugliaOrganizzatori, ‘rotto solo vetro di protezione, opera integra’

16 gennaio 202017:23

– E’ stato danneggiato in una mostra a Novoli il vetro di protezione di una teca che contiene un’opera di Jannis Kounellis, esposta nuovamente in occasione della Fòcara, tradizionale falò che si accende ogni anno proprio il 16 gennaio. L’artista l’aveva realizzata per la Fòcara nel 2015 ed è composta da bicchieri anneriti dal fumo di candele e posti a formare una croce, che s’interseca con una rosa.
Gli organizzatori della mostra, inaugurata il 12 gennaio e aperta fino al 19 al Palazzo Baronale, precisano che è stato infranto solo il vetro di protezione e che “l’opera è integra”.
E’ stata ritirata dall’esposizione – che ospita opere anche di Paladino, Nespolo, Nagasawa, Baruchello – in attesa di individuare il modo adeguato di ripristinare la protezione. Il danno è stato scoperto ieri alla chiusura serale della mostra e oggi i tecnici del Comune e il sindaco Marco De Luca hanno compiuto un sopralluogo; sarà la Polizia municipale ad accertare se si è trattato di un incidente o di gesto vandalico.

Whitney Houston entra in Rock and Roll Hall of FameAnche Depeche Mode, The Doobie Brothers, The Notorious B.I.G.

NEW YORK16 gennaio 202017:25

– Whitney Houston entra nella Rock and Roll Hall of Fame. Lo ha deciso una giuria internazionale composta da oltre mille artisti. Con lei anche i Depeche Mode, The Doobie Brothers, Nine Inch Nails, The Notorious B.I.G. e T-Rex. La cerimonia di ammissione si terrà a Cleveland in Ohio il prossimo due maggio e sarà trasmessa dal vivo da Hbo.
Tra gli artisti che sono stati nominati, ma che non entreranno nella Hall of Fame, Benatar, Judas Priest, Kraftwerk, Dave Matthews Band, MC5, Motorhead, Rufus and Chaka Khan, Todd Rundgren, Soundgarden e Thin Lizzy.
“Siamo incredibilmente onorati – hanno detto i Depeche Mode in un comunicato – di essere stati ammessi nella Rock and Roll Hall of Fame e di essere al fianco di altri incredibili performers nella Rock Hall e di quelli che uniranno quest’anno.
Un immenso grazie va a chi ci ha sostenuti negli anni, sono stati loro a renderlo possibile”.
Per entrare nella Rock and Roll Hall of Fame bisogno aver pubblicato un album almeno 25 anni prima dell’anno in cui si viene nominati. Il Rock and Roll Hall of Fame and Museum è un museo che si trova a Cleveland ed è dedicato alla memoria di alcuni tra i più importanti e influenti artisti, produttori, ingegneri del suono e personalità che hanno influenzato l’industria musicale.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Arte: al Booming contemporary debutta pittore Luca Carboni
Cento artisti e 31 gallerie, a Bologna dal 23/1

16 gennaio 202017:27

– BOLOGNA

– L’arte in stato di ‘emergenza’ sarà il tema di Booming contemporary art show, dal 23 al 26 gennaio a Bologna allo spazio DumBO, a cui parteciperanno 31 gallerie italiane e straniere ed oltre cento artisti. “Emergente non come dato anagrafico – ha spiegato la curatrice Simona Gavioli – ma come ‘essere in procinto di emergere’: come emergenza, quindi, necessità, urgenza, ma anche come momento di criticità foriero di cambiamenti”.
Previste anche due esibizioni off: ‘Il giardino abitato’ di Margherita Paoletti a Palazzo Boncompagni, e ‘Le forme della materia’, sculture di cera di David Aaron Angeli in Galleria Cavour. All’ingresso di DumBO sarà posta la grande installazione ‘Per farla finita con il giudizio di Dio’ di Leandro Summo, progettata dall’Apulia center for art and technology, con all’opera un braccio meccanico mentre scolpisce un enorme blocco di polistirolo. Debutterà poi con una personale il cantante Luca Carboni, che dipinge da anni, con ‘Cattedrali erranti’ nello spazio Casarini 7.
Main section e Solo show saranno le due sezioni in cui si articolerà la manifestazione, declinate in emergenze dell’ambiente e femminismi. La prima sarà all’insegna del Climax, sui temi della natura in pericolo, della fragilità e della bellezza del pianeta; tra le ospiti della seconda sezione la fotografa Letizia Battaglia, l’artista argentina Silvia Levenson e la francese MadMeg. Previsto anche Plasticad’a-mare, eco festival #plasticfree protagonista dell’Estate Romana 2019, con il tema dell’inquinamento da plastica nei mari. Cosima Montavoci, vincitrice della ‘Call for artists’ lanciata dalla manifestazione, esporrà le sue opere frutto di una ricerca sul riuso dei rifiuti e coinvolgerà il pubblico nella realizzazione live di un’opera site specific. In calendario anche talk, incontri e appuntamenti sulle professionalità del mondo dell’arte.

Teatro: torna a Ny la Broadway Week, show a metà prezzoDal 21 gennaio al nove febbraio. Tra le hit West Side Story

NEW YORK16 gennaio 202017:30

– Per il decimo anno torna a New York la Broadway Week. Grazie all’iniziativa dal 21 gennaio al nove febbraio sarà possibile acquistare due spettacoli a Broadway pagandone uno solo. Alla settimana di Broadway partecipano 21 show, tra questi le new entry West Side Story, To Kill a Mockingbird, My Name is Lucy Barton, A Soldier’s Play mentre si confermano, tra gli altri, Harry Potter and the Cursed Child, Frozen, The Lion King, Aladdin.
“La popolarità della NYC Broadway Week, ora al decimo anno – ha detto in un comunicato Fred Dixon, presidente e Ceo di NYC & Company, l’ente che si occupa della promozione turistica della Grande Mela – continua a svolgere un ruolo importante nell’aiutare i visitatori a pianificare la loro vacanza in base alla possibilità di vedere teatri di punta con convenienza”.
Contemporaneamente alla settimana di Broadway c’è anche la Restaurant Week con la possibilità di pranzare o cenare nei miglior ristoranti della città a prezzo scontati e la Must See Week con le attrazioni a metà prezzo.

Lividi su volti donne potenti, virali i poster chocPalombo, io il Banksy sociale, ma in Italia non c’è coscienza

16 gennaio 202017:51

– Le protagoniste della politica mondiale ritratte come vittime di violenza, da Angela Merkel a Brigitte Macron, tappezzano i muri di Milano dal 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ma ora le opere manifesto dell’artista aleXsandro Palombo hanno preso una nuova eco.
Sui poster affissi all’ingresso dell’università degli Studi, sulla facciata del Teatro Lirico e su quella del Litta, lo slogan “Solo perché sono una donna” è accompagnata da frasi come Sono vittima di violenza domestica – Vengo pagata poco – Sono stata violentata.
“Le opere sono state realizzate per il 25 novembre, se avessi usato i miei rapporti con i media per renderle note avrei scatenato qualcosa che non volevo, volevo invece vedere – spiega Palombo – come avrebbe reagito la città a quest’opera.
Se l’avessi fatta a Londra o Parigi sarebbe stato facile, ma volevo vedere quanto tempo ci metteva qui ad arrivare alla popolarità, ed è accaduto attraverso gli stranieri di passaggio, che l’hanno resa virale”. Per lui “era interessante vedere le reazioni delle persone, spesso c’è chi le reputa troppo forti, io – sottolinea – metto solo a nudo la realtà che nessuno vuole vedere, perché viviamo nel mondo social dove è costantemente alterata: ti posti a petto nudo su Instagram e sei bellissimo, poi magari hai appena pestato la tua compagna, basta vedere cosa è successo al Grande Fratello. Io con il mio lavoro ti porto la realtà e ti dico: questo è il mondo dove viviamo”.

Regeni: Giulio fa cose, da genitori libro in cerca di veritàIn libreria da 23 gennaio. Il 19 ospiti di Fazio su Rai2

16 gennaio 202018:28

– I genitori di Giulio Regeni hanno firmato il libro “Giulio fa cose”, scritto con il loro avvocato Alessandra Ballerini, in uscita il prossimo 23 gennaio da Feltrinelli, dove ricostruiscono questi ultimi 4 anni della loro vita, nei quali si sono sempre strenuamente battuti per ottenere la verità e la giustizia sulla morte del figlio, scomparso il 25 gennaio 2016 al Cairo. Domenica 19 gennaio Fabio Fazio ospiterà a Che tempo che fa (in onda dalle 21 su Rai2), Paola Deffendi e Claudio Regeni.

Sabrina Salerno, a Sanremo porto la mia solaritàSu Radio1, ‘Seguo Salvini su Instagram? L’ha messo mio figlio’

16 gennaio 202018:29

– A Sanremo “porto me stessa, la mia solarità, la mia voglia di divertirmi, è un palco importante al quale tengo particolarmente”. Parola di Sabrina Salerno, una delle donne che sarà all’Ariston con Amadeus, ospite a Un giorno da pecora su Rai Radio1.
Seguitissima sui social, “tra i politici che segue c’è Matteo Salvini”, le fa notare il conduttore Giorgio Lauro. “E’ mio figlio che me l’ha messo, ha quindici anni, è un fan di Matteo Salvini”, la risposta della cantante e showgirl. Quanto all”amicizia’ con Beppe Grillo, “è genovese come me, mi è capitato spesso di incontrarlo, ma amici è un parolone”, spiega.
“L’ho conosciuto giovanissima, ci siamo trovati in più situazioni. Con i genovesi ho un’affezione particolare, come con Gino Paoli”.
Le richieste più stravaganti dei fan sui social? “Far vedere i piedi, ma è pieno di casi strani”. Top secret lo stilista che la vestirà al festival: “Non voglio mettere i tacchi alti – si limita a confessare – ma i ‘Camperos’, gli stivali texani.
Volete farmi fare le scale? Ho paura”. Per molti è ancora una “bomba sexy”, la incalza Lauro. “Sono una donna matura…
Diciamo che mi difendo bene: il mio fisico, grazie allo sport e a un’alimentazione costante, ha una buona tenuta”.

1917, l’orribile meraviglia della Grande GuerraFilm Mendes, 10 candidature Oscar, immersivo e coinvolgente

17 gennaio 202012:21

“Volevo percorrere ogni passo al fianco di questi ragazzi, sentire ogni loro respiro, ed è per questo che, insieme al direttore della fotografia Roger Deakins, ho realizzato 1917 come un’esperienza totalmente immersiva”. Così, nelle note di regia, Sam Mendes parla del film candidato a dieci Oscar e in sala dal 23 gennaio con 01. Il regista di ‘Skyfall’, ‘Spectre’ e ‘American Beauty’ non delude riuscendo, per oltre due ore, a far vivere in sala le stesse esperienze dei protagonisti di ‘1917’ grazie a un interminabile e vampiresco piano sequenza. E questo per condividere – come in un videogioco ‘spara tutto’ in soggettiva – l’orrore della guerra tra umide trincee, topi giganti, cadaveri, fango, cecchini, fame, freddo e sporco.Tutto inizia il 6 aprile 1917 quando a Blake (Dean Charles Chapman) e Schofield (George MacKay), due giovani caporali britannici dell’8° Battaglione, in stanza nel territorio francese viene affidata una missione suicida: attraversare le linee nemiche tedesche e consegnare entro 36 ore un messaggio ‘di non attacco’ che potrebbe salvare la vita di 1600 uomini (tra questi anche il fratello maggiore di Blake). Da qui la lotta contro il tempo da parte di questi due giovani caporali, raccontata appunto ‘in tempo reale’ con un solo inedito piano sequenza. Per poter unire le varie scene del film ognuna è stata infatti girata con la massima precisione in modo tale che due frame potessero poi essere uniti senza soluzione di continuità. Ciò ha richiesto una esasperata attenzione ai dettagli che doveva tener conto dell’azione, del clima, degli attori e del set.Non solo, per garantire la fluidità Mendes ha utilizzato vari metodi: come personaggi che varcano una soglia o che passano attraverso una tenda o che entrano in un bunker e, a volte si è avvalso dell’escamotage fluidificante di una silhouette, di un movimento corporeo, di un oggetto di scena. Ad ispirare invece la trama di ‘1917’, scritto dallo stesso Mendes con Krysty Wilson-Cairns, il nonno del regista: “La prima volta che ho capito cos’è una guerra è stato quando mio nonno mi ha raccontato la sua esperienza nella prima guerra mondiale.Ma questo film – sottolinea – non esplora certo la sola storia di mio nonno bensì lo spirito dell’epica, gli eventi vissuti da quegli uomini, i loro sacrifici, cosa voleva dire credere in qualcosa che andava al di là di se stessi”. Candidato a dieci premi Oscar e vincitore di due Golden Globe, il film di Mendes – tra l’altro premiato con una media del 90% dal sito di Rotten Tomatoes sia da parte della critica che pubblico – è probabilmente il più diretto concorrente di ‘Joker’ di Todd Phillips che di candidature ne ha avute una in più, undici. Va detto che molto probabilmente la giuria dell’Academy si dividerà in due, per ‘Joker’ peserà molto l’interpretazione di Phoenix, mentre per 1917 prevarrà l’idea di un film di ‘pura visibilità’ grazie anche a un’espediente tecnico che non ha mancato di provare tutta la sua poesia e pathos. Nel cast del film, infine, anche Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden, Colin Firth e Benedict Cumberbatch.

L’ultimo libro di Bourdain uscirà postumo a ottobreLo chef suicida nel 2018 condivide consigli di viaggi e cibi

NEW YORK16 gennaio 202019:14

L’ultimo libro di Anthony Bourdain, a cui lo star-chef stava lavorando quando quasi due anni fa si è tolto la vita, vedrà finalmente la luce. “World Travel: An Irreverent Guide”, una guida illustrata di riflessioni di Bourdain sulle sue mete preferite in tutto il globo, è stato completato da Laurie Woolever, l’assistente storica di Bourdain, mentre il vignettista Tony Millionaire ha curato le illustrazioni di ciascun capitolo.
L’appuntamento in libreria fissato dalla casa editrice HarperCollins è per il 13 ottobre. “World Travel”, oltre ai consigli di Bourdain “su cosa mangiare, dove stare… e in alcuni casi, cosa evitare”, raccoglierà testi di membri della sua famiglia e di amici: tra questi il fratello Chris, mentre l’impresario musicale Steve Albini ha curato una guida ai migliori locali di Chicago dove mangiare a buon mercato.
L’annuncio del libro è arrivato a pochi giorni dalla morte della madre di Bourdain. Gladys Bourdain, 85 anni, era stata a lungo correttrice di bozze al New York Times e in questo ruolo aveva aiutato la carriera del figlio convincendo un redattore, il futuro direttore del New Yorker David Remnick, a pubblicare il primo articolo di Tony.
La Woolever, che ha lavorato con Bourdain per oltre un decennio e nel 2017 ha scritto con lui “Appetites”, aveva raccontato un anno fa alla Cnn il terremoto emotivo provato nel riprendere in mano il libro del maestro: “E’ stato terribile tornare a quel manoscritto mentre cercavo di superare il lutto per la perdita della sua gentile, irriverente, sorprendente e brillante esistenza”.
Annunciando l’uscita postuma di World Travel, la Woolever ha commentato che “il libro permetterà ai fan di Tony di continuare a viaggiare sulle sue orme. Dopo essersi formato al Culinary Institute of America, Bourdain divenne famoso nel 2000 con “Kitchen Confidential: Adventures in the Culinary Underbelly”, un exposé dietro le quinte del mondo della ristorazione.
Successivamente era diventato conduttore di programmi televisivi che lo hanno portato a raccontare le tradizioni alimentari di luoghi e popoli diversi: dalle tribù del Borneo alla fibrillazione cosmopolita di Buenos Aires o Shanghai, le foreste della Tanzania e la solitudine del deserto dell’Oman.
Bourdain, che all’epoca del suicidio era legato ad Asia Argento, si è ucciso nel giugno 2018 mentre girava in Francia un episodio del suo popolare programma per la Cnn “Parts Unknown”.
Lo chef aveva 61 anni e sulle cause del suo gesto nessuno è ancora riuscito a fare completa luce.

La top Elsa Hosk protagonista per Luisa SpagnoliLa supermodella in posa per l’obiettivo di Giampaolo Sgura

16 gennaio 202019:37

– Nella nuova campagna di Luisa Spagnoli per la collezione primavera estate 2020, gli scatti del fotografo Giampaolo Sgura immortalano una donna grintosa e di carattere, interpretata dalla supermodella svedese e volto social da 6 milioni di follower, Elsa Hosk.
La nuova donna di Luisa Spagnoli coniuga femminilità e praticità, senza rinunciare ai dettagli couture, passando con naturalezza da un total look snake print ad un abitino stampa vichy, fino ad arrivare alle lavorazioni preziose nervature, volant, drappeggi delle maxi skirt e di alcuni cocktail dress.
Protagonisti gli accessori con i quali la modella gioca nelle foto: i grandi cappelli in paglia, i foulard portati sul capo, i misteriosi occhiali da sole e le borse tra cui l’iconica Luisa, declinata in tre formati e in diverse colorazioni. Ogni scatto a colori è affiancato e completato da ritratti o piani americani attraverso i quali il fotografo è riuscito a cogliere lo stile da giovane lady di Luisa Spagnoli.

Mostra permanente a Meis di Ferrara ‘1938: l’umanità negata’Rassegna allestita per mesi al Quirinale passa al Museo Shoah

FERRARA16 gennaio 202019:39

– È una mostra pensata e voluta dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella e esposta per mesi al Quirinale, “la casa degli italiani come dice sempre il Presidente”: lo ha ricordato Giovanni Grasso, portavoce dello stesso Mattarella, nonchè curatore della mostra insieme a Paco Lanciano, presentando “1938: l’umanità negata”, rassegna allestita nel 2018 a Roma in occasione degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali e trasferita da oggi – in pianta stabile – negli spazi del Meis, il museo nazionale sull’ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara.
“Quando abbiamo pensato a questa mostra – ha raccontato – non volevano farla documentaria, l’idea è stata quella di fare una mostra ‘emotiva’ per dare informazioni ma lasciare qualcosa dentro a chi la visitava”. La mostra – con installazioni multimediali, immagini e filmanti e documenti d’epoca – permette a chi la visita, soprattutto scuole che che lo hanno fatto per mesi e mesi al Quirinale, di capire il dramma delle leggi razziali.

‘Sono le venti’, Gomez racconta e analizza i fatti’Fastidio due pesi e due misure’ e frecciata a Lilli Gruber

16 gennaio 202020:03

I competitor sono ovviamente “quelli che vanno in onda alle 20”, ovvero i Tg, ma ‘Sono le venti’, il programma al via il 20 gennaio sul Canale Nove di Discovery, scritto e condotto dal direttore del Ilfattoquotidiano.it Peter Gomez, vuole raccontare “cose diverse o raccontarle in modo diverso”. La striscia quotidiana, prodotta da Loft Produzioni, in onda dal lunedì al venerdì, ovviamente alle 20, vuole infatti raccontare e approfondire anche ciò che durante la giornata il telespettatore ha appreso (o gli è sfuggito) sui social o da altri mezzi di informazione che ormai ci accompagnano per tutta la giornata.Il tutto con un’attenzione particolare alla “memoria storica” per interpretare la realtà di oggi, spiega Gomez che ironizza: “perché per fare il nostro mestiere bene basterebbe avere una memoria di poco superiore a quella di un pesce rosso ed è importante, quando si ha un ospite, ricordare ciò che ha detto e fatto negli anni”. Nessuna velleità, al momento, di sfidare i Tg tradizionali in termini di audience ma “abituati come siamo a fare tutto allo stesso modo, magari farlo in modo diverso può indurre qualcuno a cambiare canale” e in più c’è il vantaggio della novità.Il sottotitolo del format, con la direzione artistica di Duccio Forzano, regista e autore televisivo che ha lavorato con Fiorello e Fabio Fazio e anche firmato la regia del Festival di Sanremo è'”L’informazione che si vede’ e il programma vuole raccontare “quello che è davvero importante”, approfondendo le notizie con l’intervento di protagonisti e di opinionisti, trattando temi che vanno dalla politica internazionale, dal costume allo spettacolo. Nel programma “l’alto e il basso”. Non solo, infatti, politici ma anche personaggi ‘pop’ (di recente proprio durante ‘La confessione’ di Gomez Fedez ha ammesso il rischio che possa contrarre la sclerosi multipla) raccontati e intervistati “con imparzialità, se ci riusciremo” perché, sollecitato dai giornalisti, Gomez spiega che la cosa che gli dà più fastidio sono “i due pesi e due misure”. Cita come esempio negativo Lucia Annunziata e lancia una frecciata a Lilli Gruber: “Quando Salvini va da loro per essere intervistato vanno al limite dell’aggressione, e non che non lo meriti, ma quando viene intervistato un politico più vicino, per il cui partito ti sei fatta eleggere in maniera discutibile all’Europarlamento, l’intervista non è più un’intervista”.Nello studio avveniristico ci sono totem digitali sui quali scorreranno le notizie e le immagini dalla giornata mentre il giornalista da una scrivania interattiva lancerà i temi di giornata. I telespettatori potranno inviare domande direttamente in redazione e in formato video (rigorosamente verticale) alla mail redazione.sonole20@gmail.com alle quali risponderà il conduttore.

Arte: monumentale ‘Ballerina’ di Cavallini in mostra a DubaiBronzo alto più di 3 metri esposto per a ‘Difc Sculpture Walk’

FIRENZE16 gennaio 202020:36

– C’è anche monumentale ‘Ballerina’, di Sauro Cavallini, bronzo alto più di tre metri, in mostra a Dubai alla ‘Difc Sculpture Walk’, allestimento nel distretto finanziario della capitale degli Emirati Arabi, con una selezione di opere di artisti di rilevanza internazionale in esposizione fino a primavera 2020. Il progetto nella metropoli araba nasce dalla collaborazione tra 71StructuralArt di Dubai e la Galleria Frilli di Firenze.
La ‘Ballerina’ che Cavallini realizzò nel 1979 sarà al centro della Gate Avenue di Dubai, per rappresentare, si spiega, l’eccellenza italiana nell’arte scultorea contemporanea. La ‘Difc Sculpture Walk’, dove l’opera di Sauro Cavallini è collocata, introduce un vasto programma di eventi che faranno di Dubai Expo2020 uno dei principali appuntamenti attrattivi mondiali di quest’anno.

Il Cdm istituisce 25 marzo giornata di DanteIl ministro Franceschini: “Rappresenta l’unità nazionale”

18 gennaio 202011:16

Il consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini ha approvato la direttiva che istituisce per il 25 marzo la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. “Ogni anno, il 25 marzo, data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia – spiega – si celebrerà il Dantedì. Una giornata per ricordare in tutta Italia e nel mondo il genio di Dante con moltissime iniziative che vedranno un forte coinvolgimento delle scuole, degli studenti e delle istituzioni culturali”. “A un anno dalle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante – ha aggiunto Franceschini – sono già tanti i progetti al vaglio del Comitato per le celebrazioni presieduto dal prof. Carlo Ossola. Dante – ha concluso Franceschini – ricorda molte cose che ci tengono insieme: Dante è l’unità del Paese, Dante è la lingua italiana, Dante è l’idea stessa di Italia”.
La proposta della giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri oltre ad essere oggetto di diversi atti parlamentari aveva raccolto l’adesione di intellettuali e studiosi e di prestigiose istituzioni culturali dall’Accademia della Crusca, alla Società Dantesca, alla Società Dante Alighieri, all”Associazione degli Italianisti alla Società italiana per lo studio del pensiero medievale.

Esce a sorpresa album di Eminem, contro le armiMusic to Be Murdered By è l’undicesimo per il rapper

NEW YORK17 gennaio 202015:53

Eminem pubblica a sorpresa nella notte un nuovo album. L’uscita di Music to Be Murdered è stata annunciata su Twitter e il titolo del brano di punta, Darkness, è stato ispirato da Alfred Hitchcock. Il brano è anche accompagnato da un video nel quale si chiede di cambiare le leggi sulle armi. In particolare viene descritta una sparatoria durante un concerto e l’allusione è al massacro di Las Vegas nel 2017 quando durante un festival musicale un folle fece fuoco sulla folla uccidendo 58 persone. ‘Quando finirà? Quando abbastanza persone se ne interesseranno’ – si legge alla fine del video. Poi un invito a registrasi per votare, l’unico modo per far sentire la propria voce e aiutare a cambiare le legge sulle armi in America.Music to Be Murdered è l’undicesimo album di Eminem e per il quale si è avvalso della collaborazione di Ed Sheeran, Young M.A., Juice WRLD (il rapper 21enne è tuttavia deceduto lo scorso dicembre), Skylar Grey, Don Toliver, Anderson .Paak, KXNG Crooked, Royce da 5’9″, Joell Ortiz.Eminem è considerato il più grande MC di sempre con all’attivo oltre 250 milioni di dischi venduti nel mondo e 15 Grammy Awards.

Mannarino a Parigi, festa notturna al Museo d’OrsayFolla di italiani lo acclama. E lui rende omaggio agli scioperi

PARIGI17 gennaio 202014:48

Mannarino accende la festa sotto la grande navata del Museo d’Orsay, uno dei luoghi mitici di Parigi, consacrato all’arte. Primo italiano ad essere invitato come ospite d’onore alla rassegna “Curieuse Nocturne”, il cantautore romano si è esibito in due parti davanti a una folla di oltre 2.000 italiani, che hanno cantato all’unisono con lui, saltando e tributandogli ovazioni.
Fra i corridoi dove i pochi avventori estranei al concerto continuavano ad ammirare le opere della collezione del museo, la grande navata si è infiammata fin dall’inizio per la performance di Mannarino e del suo gruppo, per gli accenti colorati e trascinanti della sua musica. Il set è cominciato con “Apriti cielo”, il quarto e più recente album dell’artista e il pubblico, in piedi, ha cominciato a ballare. Una dopo l’altra, Mannarino ha investito la navata del museo, sotto la volta a vetrata dell’ex stazione ristrutturata da Gae Aulenti, con “Tevere Grand Hotel”, “Animali”. Poi i cori quasi da stadio per “Arca di Noè” e il bis “Me so’ mbriacato”.
Perfettamente a suo agio nel cuore di Parigi, da cantautore metropolitano ormai abituato a successi internazionali con i suoi tour, Mannarino ha poi salutato tutti i presenti parlando in italiano. E prendendo spunto dall’attualità: “Sono arrivato a Parigi un po’ preoccupato, mi avevano parlato di scioperi – ha detto – ma io vengo da Roma e non me ne sono accorto. Anzi, voglio dire che fa piacere che ci sia qualcuno che si fa carico dei problemi di tutti…”. Un omaggio alla battaglia sociale contro la riforma delle pensioni che da 43 giorni imperversa in Francia e che soltanto negli ultimi giorni ha conosciuto un inizio di pacificazione. Le parole del cantautore sono state salutate da un lungo applauso.

A teatro note e fantasie, in viaggio con Fellini21-22/1 Francesco Sala in 1/o spettacolo calendario centenario

18 gennaio 202010:41

Un set cinematografico spoglio. La sedia da regista, con il megafono a terra. Due riflettori accesi e, al collo, l’inconfondibile sciarpa rossa. A cento anni esatti dalla nascita, il mito di Federico Fellini (Rimini, 20 gennaio 1920 – Roma, 31 ottobre 1993), il maestro del cinema conosciuto in tutto il mondo, torna in scena con il volto di Francesco Sala, protagonista e regista di “In viaggio con Fellini – Note, ricordi, sue fantasie”, in prima nazionale il 21 e 22 gennaio al teatro Lo Spazio di Roma e primo spettacolo inserito nelle manifestazioni Mibact per il centenario.
“Uno spettacolo, concerto, reading – spiega Sala – in cui è Fellini stesso a raccontare di sé, dei suoi incontri, della sua arte”. E dove ogni parola, “è stata realmente pronunciata dal Maestro”. L’idea nasce dall’esperimento della “cena teatrale” “Sotto casa di Federico”, realizzata dal ristorante il Margutta Veggy Food & Art, proprio a due passi dalla casa romana del Maestro e da lui a lungo frequentato. “Fellini non era assolutamente vegetariano – sorride oggi la proprietaria Tina Vannini – Ma al tempo qui vedeva entrare personaggi curiosi: indiani, modelle, stranieri. Così, dovendo a un certo punto mettersi forzatamente a dieta, passò ed entrò”. Ne nacque una lunga amicizia e quelle sale divennero per lui un secondo salotto, con un buon Sangiovese camuffato nella teiera e “produttori di tutto il mondo che venivano a mangiare qui con lui pur di parlargli”.
“In viaggio con Fellini”, a oggi “l’unico spettacolo con il bollino ufficiale del Comitato Fellini 100”, dice Enrico Carretta, produttore insieme alla compagnia Gl’Incamminati, ripercorre la sua storia, tra aneddoti personali e set di grandi successi come La Strada, Le notti di Cabiria, 8 1/2, Amarcord e i cinque Oscar collezionati. “Sono cresciuto con i racconti in famiglia su mio zio Riccardo, che partecipò alle Notti di Cabiria – dice Sala – E’ il bambino con la maglietta a righe che strimpella e fa ridere la Masina. Oggi ho cucito insieme le dichiarazioni originali di Fellini in una sorta di conversazione interrotta, per citare Flaiano, in cui è lui stesso a raccontare i suoi amici, Rimini, inciampi e sogni. Diamo corpo anche agli scarti che buttò nel cestino affidandoli agli allievi della scuola Cantiere Teatrale”. Ecco allora l’arrivo del circo di notte. “Un’apparizione – recita Sala – quasi una mongolfiera: la sera c’era, la mattina dopo non c’era più”. E con quel gran tendone, anche il clown bianco; Giovannone, il matto di paese che saltella come uno spaventapasseri; la Monaca nana, che “poverina, stava un po’ in convento un po’ al manicomio”. E ancora, sulle note della cantante Raffaella Siniscalchi e del Maestro Antonio Nasca, con le immagini delle opere di Brivido Pop (alias Marco Innocenti), si parla di Gadda, Pasolini, Moravia. Del leggendario progetto mai realizzato per Il viaggio di Mastorna. Di quanto sia difficile trovare un titolo per un film (“Amarcord” arrivò giocando con Tonino Guerra sul nome dell’Amaro Cola) o di come la scena topica di Ciccio Ingrassia che corre minacciando il suicidio se non gli viene data una donna fosse tratta da un vero fatto di cronaca.
“Un progetto che nasce in Italia, ma che ha potenzialità enormi.
Non solo per il centenario, ma per perché Fellini è il primo nome italiano che viene in mente all’estero – spiega Carretta- C’è grande interesse per lo spettacolo, non solo attraverso le istituzioni italiane, ma anche dai festival di cinema e teatro.
Ce lo hanno chiesto persino in Iran”. Intanto, “il 25 settembre saremo ad Amsterdam, poi in Polonia. Stiamo definendo per Budapest e in attesa ci sono anche Parigi, Hong Kong e Berlino”.

È autentico il quadro di Klimt ritrovato a PiacenzaRitratto di Signora rubato nel ’97 era tra più cercati al mondo

TORINO17 gennaio 202016:17

– È autentico il ‘Ritratto di signora’ di Gustav Klimt ritrovato a Piacenza lo scorso dicembre dal personale che eseguiva interventi di manutenzione straordinaria alla Galleria Ricci Oddi su incarico del Comune.
“Una notizia di importanza storica per la comunità artistica e culturale e per la città di Piacenza”, comunicano il sindaco piacentino Patrizia Barbieri e l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi.
L’annuncio, accompagnato da applausi in sala, è stato dato a Piacenza durante una conferenza stampa della Polizia di Stato che ha dato conto degli esiti degli accertamenti tecnici disposti sul ‘Ritratto di Signora’ attribuito a Klimt. Il dipinto era stato rubato nel 1997 alla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi ed era tra i più ricercati al mondo. Il 10 dicembre scorso, durante i lavori di ripulitura su una parete esterna della stessa Galleria, era stata scoperta un’intercapedine chiusa da uno sportello, all’interno della quale c’era un sacco con dentro il quadro.

Altaroma al via con cento marchi in ascesaFashion week dal 23 al 26 gennaio torna a ex caserma Guido Reni

ROMA17 gennaio 202016:24

– Ritorno alla ex Caserma Guido Reni, per la nuova edizione della Roma Fashion Week organizzata da Altaroma che vedrà in pedana tra sfilate ed esposizioni un centinaio di marchi in ascesa dal 23 al 26 gennaio. Su questa linea, giunge alla V edizione Showcase, stavolta comprensivo di 56 designer, 14 brand al giorno a rotazione, che presenteranno le loro collezioni in un’esposizione. Da questa edizione Showcase si avvarrà della nuova partnership con Lazio Innova (Regione Lazio) che destinerà ai designer del Lazio servizi di supporto alla crescita. Per Who Is On Next? sfileranno le nuove collezioni di Federico Cina, Jing Yu, Hibourama, Iuri, Maiorano, Nahiot Hernandez e Twins Florence, con i protagonisti dell’edizione di luglio. Il contest ha decretato finora il successo di 150 designer, come Marco De Vincenzo, Stella Jean, Msgm di Massimo Giorgetti, Arthur Arbesser, Benedetta Bruzziches, Max Kibardin, Nicholas Kirkwood, Sergio Zambon. Si consolida la presenza di designer del territorio capitolino con Caterina Moro, Italo Marseglia, Morfosis, Roi Du Lac, Antonio Martino, e Gall che mostreranno le loro collezioni. Debutta Ginevra Odescalchi con un’esposizione al Museo Andersen e torna a sfilare Sylvio Giardina al Guido Reni con la collezione Dark Celebration. Per Rome Is My Runway, format che promuove brand emergenti che hanno partecipato a Showcase, in pedana Asciari, Chiara Perrot, Gentile Catone, Sartoria 74. Per gli atelier sfileranno le collezioni di Sabrina Persechino, Giada Curti (Ht St Regis) mentre Nino Lettieri mostrerà un tableaux vivant a Palazzo Ferrajoli. Il 24 gennaio toccherà alla IV edizione di International Couture Fashion Show, organizzata dall’Istituto Culturale Italo Libanese che sfilerà i marchi Abiddikkia, Barocqo Jewelry, Marcela de Cala, Missaki Couture, Natasha Pavluchenko. Per le scuole debutta l’accademia milanese Naba. Lo Ied Italia presenterà Amphibia, rassegna di fashion film sul tema della sostenibilità realizzati dagli studenti. Saranno presentati inoltrel l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, Accademia Di Belle Arti Di Roma, Accademia Costume & Moda, Accademia Koefia, Accademia Moda Maiani.

Moda: Angelo Cruciani, un italiano nel nuovo talent NetflixAl via il 29 gennaio ‘Next in fashion’ con Alexa Chung

17 gennaio 202016:25

– Lo stilista Angelo Cruciani è stato scelto per il talent show di Netflix ‘Next in Fashion’, condotto da Tan France e Alexa Chung, che debutterà a livello mondiale il 29 gennaio, già tradotto in 14 lingue. La première a New York, in occasione della fashion week. Il programma, in 10 puntate e con 18 concorrenti, mette in palio 250mila dollari e una collezione su Net-a-Porter.
Attivista per i diritti Lgbt, creatore dei flash mob del Gay pride e stilista con la sua linea Yezael, il 42enne Angelo non nasconde la sua soddisfazione: “Non mi aspettavo di essere scelto, hanno fatto prima una selezione tramite i direttori di giornali moda, poi un casting durato 6 mesi, ci hanno portato in 28 a Los Angeles, e siamo rimasti in 18, ognuno famoso nel suo Paese ma non altrettanto a livello internazionale. Io non mi aspettavo di entrare perché sono una briciola rispetto agli altri concorrenti e ad altri colleghi italiani che sfilano in calendario e hanno un percorso ben avviato”. Se la sua moda nel programma Netflix è stata definita grunge, glamour, rock e fashion, per lui l’importante è “mandare un messaggio, dare un mio punto di vista sul pensiero positivo e credo che questo sia stato un punto forte per la selezione. Per Netflix è importante il mio attivismo sociale e ideologico anche con Amnesty, che patrocina sempre le mie mostre. La mia – sottolinea – è una moda impegnata e non una decorazione, per me devi essere consapevole che quello che appari sei: ogni monaco sceglie suo abito”.

Artemisia Gentileschi, star alla National Gallery a LondraDa aprile a luglio la monografica con 30 opere dell’artista

LONDRA17 gennaio 202017:07

– Una delle pittrici più talentuose e di successo del barocco italiano, la cui vita e arte continuano ancora oggi a essere fonte di ispirazione, sarà protagonista in Gran Bretagna in primavera: alla National Gallery sarà allestita per la prima volta una grande monografica dedicata ad Artemisia Gentileschi, in programma dal 4 aprile al 26 luglio, e intitolata semplicemente “Artemisia”. Il progetto espositivo, concepito dopo l’acquisizione da parte del museo londinese dell’Autoritratto di Artemisia Gentileschi raffigurata come Santa Caterina d’Alessandria (il primo dipinto dell’artista ad entrare in una collezione pubblica del Regno Unito), prevede l’esposizione di circa 30 opere della pittrice provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private di tutto il mondo.
Un’autentica novità per il pubblico britannico, se si considera che la maggior parte dei lavori presenti in mostra non sono mai stati esposti in Inghilterra. Il percorso, che vuole delineare la figura della pittrice a 360 gradi anche con lettere personali scoperte di recente e documentare quanto la sua identità personale sia strettamente intrecciata con la sua produzione artistica, segue un ordine cronologico, a partire dai primi dipinti di Artemisia, tra cui la sua prima opera firmata e datata, Susannah and the Elders, realizzata dall’artista a 17 anni. Nell’esposizione anche lo straordinario confronto le due versioni della più famosa e iconica composizione di Artemisia – Judith beheading Holofernes, Giuditta che decapita Oloferne -, quella conservata al Museo e Real Bosco di Capodimonte e quella delle Gallerie degli Uffizi di Firenze.

Versace, nuovi flagship store a Londra e ParigiDonatella, ‘due città che adoro’

17 gennaio 202017:08

– Versace aprirà questo autunno due nuovi flagship store a Londra e Parigi. In rue Saint-Honoré, la boutique di Parigi si sviluppa su una superficie di 780 mq distribuiti su tre piani e presenterà capi e accessori ready-to-wear, sia per donna che per uomo. Lo store di Londra aprirà in New Bond Street e coprirà un’area di 670 metri quadrati. Anche in questo caso, la boutique offrirà una selezione di capi e accessori ready-to-wear sia per donna sia per uomo, disposti su tre piani. “Stiamo aprendo due flagship store – dice Donatella Versace – in due città che adoro. Parigi è al centro dell’Europa, la ammiro per la sua bellezza, la sua arte e la sua storia senza paragoni. Londra è la città più variegata al mondo. Non si ferma mai, oltrepassando i confini e infrangendo le regole. Sono sempre ispirata dalla sua eccentricità e dalla sua cultura, così presente nel mondo della musica e così attenta alla ricerca di nuovi trend”. VAI ALLE NOTIZIE DI TECNOLOGIA

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Moda: Galliano by Maison Margiela lancia la borsa unisex
Si chiama Snatched, omaggio a generazione genderless

17 gennaio 202017:10

– Il suo nome è Snatched, è la borsa genderless disegnata dal direttore creativo di Maison Margiela, John Galliano, che ha sfilato in passerella a Parigi, in omaggio al gergo di una nuova generazione espressione dei valori di indipendenza, diversità e inclusività.
Snatched in inglese è un’espressione slang sinonimo di “look impeccabile”. Riferito poi alla clutch con angoli asimmetrici, ripiegati come un origami, una chiusura a ribalta e una fascia attraverso cui passare la mano, il nome allude anche al significato più letterale del termine, ovvero “afferrare prontamente un oggetto”.
Snatched è disponibile in due versioni multi funzionali: un formato più grande da portare come pochette o tracolla, e un formato più piccolo da portare come pochette, tracolla o marsupio grazie all’aggiunta di una cintura.

Regeni, un libro, i genitori e la ricerca della veritàA 4 anni dalla morte, il punto su situazione e sviluppi

TRIESTE18 gennaio 202011:21

Un libro in cerca della verità, un altro che invece ritiene che la verità si sappia ma che questo non trascinerà i responsabili in Tribunale. Giulio Regeni, quattro anni dopo la scomparsa (25 gennaio 2016), è ancora un caso-mistero ma intanto escono due libri: il primo scritto dai genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni con il loro avvocato Alessandra Ballerini – “Giulio fa cose” (Feltrinelli, in libreria il 23 gennaio), il secondo da un navigato giornalista, Camillo Arcuri – “Ricatto di Stato” per la Castelvecchi (sempre il 23 gennaio), che aveva già pubblicato “Morire al Cairo” nello stesso 2016, scritto da Antonella Beccaria e Gigi Marcucci.
I genitori dello studioso friulano – che appariranno in televisione domenica 19 gennaio alla trasmissione di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’ (in onda dalle 21 su Rai2) – nel volume ricostruiscono questi ultimi 4 anni della loro vita, un periodo di strenue battaglie per ottenere la verità e la giustizia sulla morte del figlio, una battaglia che riguarda tutti perché nel rapimento, nelle torture e nell’uccisione di Giulio Regeni la ragion di Stato sembra aver messo a tacere la giustizia. Paola e Claudio chiedono “una verità processuale” sulle torture, i depistaggi, i mandanti e gli esecutori, convinti che “su Giulio sono stati violati tutti i diritti umani, compreso il diritto di tutti noi ad avere verità”. I genitori ritengono che nel silenzio della politica gli egiziani abbiano “ucciso cinque innocenti, inventato storie incredibili, falsificato documenti per allontanare i sospetti dai loro apparati” ma la Procura di Roma ha tuttavia individuato e messo sotto inchiesta 5 funzionari della Nsa, i servizi segreti del Cairo. Però, i genitori hanno dalla loro parte la cosiddetta ‘onda gialla’ che ha letteralmente investito l’Italia con striscioni, bracciali, testimonianze di attenzione di ogni tipo.
Anche Arcuri parla dei cinque esponenti dei servizi segreti e si spinge fino a individuare in un conflitto tra gli apparati civili e quelli militari la ragione della sua morte. Secondo il giornalista sarebbero stati i servizi civili a sequestrare Giulio e, accortisi di non aver preso una spia o una persona pericolosa, di averlo consegnato ai ‘colleghi’ del settore militare. Sarebbero stati questi a ucciderlo. Mentre il ritrovamento del corpo sarebbe stato uno sgarbo che uno degli apparati avrebbe fatto all’altro visto che sarebbe stato facile farne perdere le tracce, come è accaduto per tanti che sono spariti nel nulla. Il giornalista fa ancora un passo in avanti: cosa fare? La verità storica raggiunta dalla Procura di Roma probabilmente non si convertirà in una verità giudiziaria poiché le autorità egiziano non consegneranno mai i cinque indagati e armi spuntate appaiono pure la possibilità di ricorrere all’Aja o alla Corte dei diritti umani di Strasburgo.
Arcuri sottolinea anche la forza della lobby egiziana che opera all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani che, paradosso nel dolore, ha ottenuto che la brutale dittatura di al-Sisi venisse classificata rispettosa dei detenuti. Incredibile ma vero: perfino più rispettosa di paesi davvero civili come la Svezia.

Grammy: è caos, organizzazione silura primo presidente donnaDeborah Dugan in carica da solo sei mesi. Si parla di golpe

NEW YORK17 gennaio 202017:44

A meno di dieci giorni dalla cerimonia per l’assegnazione dei Grammy, l’organizzazione mette alla porta il suo leader. Deborah Dugan, la prima donna alla guida dei premi che sono considerati gli Oscar della musica, è stata rimossa dalla sua carica a neanche sei mesi dalla sua nomina. Un comunicato ufficiale parla di accuse di cattiva condotta da parte di un’altra donna membro della Recording Academy (ente che organizza i Grammy).
Secondo indiscrezioni invece riferite da Variety, nei confronti della Dugan ci sarebbe stato un vero e proprio golpe.
I cambiamenti proposti dalla Ceo, all’insegna della diversità e di una maggiore inclusione, sarebbero stati infatti mal digeriti da alcuni membri più anziani dell’organizzazione, poco inclini ad una cosiddetta ‘riforma’. Al posto della Dugan, ad interim è stato nominato il produttore Harvey Mason Jr.
La cerimonia dei Grammy si terrà il prossimo 26 gennaio. Sono previste esibizioni da parte di artisti come Lizzo, che ha avuto otto nomination, Aerosmith, Camila Cabello, Billie Eilish, H.E.R., The Jonas Brothers, Demi Lovato, Bonnie Raitt, Gwen Stefani.

Sanremo: Coletta, difendo Amadeus da accuse sessisteNeo direttore Rai1, “è una persona perbene”

17 gennaio 202018:02

– “Pur avendolo appena conosciuto, difendo Amadeus, una persona specchiata e perbene”. Stefano Coletta, direttore di Rai1 appena insediatosi, prende le parti del conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, dopo le polemiche scatenate dalle sue frasi ritenute sessiste e da una petizione partita su change.org per chiedere la sua rimozione.
“Credo che la Rai abbia dimostrato in tante espressioni di dedicare spazio alle donne – ha aggiunto Coletta, a margine degli ascolti dei brani di Sanremo per gli addetti ai lavori, a Milano -. Io vengo da Rai3, dove c’è sempre stata attenzione nel raccontare il mondo femminile. E’ un po’ perturbante pensare ad accuse sessiste. La petizione su change.org è legittima, nel senso che è democratico esprimere proprio pensiero, ma io difendo Amadeus, è chiaro che non era sua intenzione offendere nessuno”.

Dante, il 25 marzo sarà il giorno del Sommo PoetaFranceschini, Dante è l’unità del Paese, l’idea stessa d’Italia
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18 gennaio 202011:18

Il 25 marzo sarà il giorno del Sommo Poeta. A un anno dalle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante, il consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, ha approvato la direttiva che istituisce la giornata nazionale dedicata all’Alighieri. Sarà “il Dantedì” come spiega il ministro Franceschini, che verrà celebrato “ogni anno, il 25 marzo, data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia. Una giornata per ricordare in tutta Italia e nel mondo il genio di Dante con moltissime iniziative che vedranno un forte coinvolgimento delle scuole, degli studenti e delle istituzioni culturali”. “Dante ricorda molte cose che ci tengono insieme: Dante è l’unità del Paese, Dante è la lingua italiana, Dante è l’idea stessa di Italia” ha detto il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. E per le celebrazioni dantesche, l’impegno globale dello Stato, chiarisce Franceschini, sarà di due milioni di euro (uno aggiunto proprio con l’ultima finanziaria).
Accolta con grande favore da Andrea Martella, il Dantedì “sarà una grande occasione. Per riscoprire una dimensione alta della nostra identità e per ritrovarci uniti attorno alla bellezza della cultura” ha detto in un tweet il sottosegretario all’editoria. Una proposta di legge, targata Fratelli d’Italia, per fare si che l’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri “non faccia la fine delle celebrazioni di Leonardo Da Vinci che sono finite in Francia” è stata poi annunciata dalla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, al termine di una visita alla tomba del padre della lingua italiana, in occasione di un incontro elettorale a Ravenna. “Abbiamo presentato una proposta di legge per chiedere che ci siano risorse, che ci siano dei comitati, che ci sia anche una migliore difesa della lingua italiana” ha detto la Meloni.
La proposta di una giornata nazionale dedicata a Dante, oltre ad essere oggetto di diversi atti parlamentari aveva raccolto l’adesione di intellettuali e studiosi e di prestigiose istituzioni culturali, dall’Accademia della Crusca, alla Società Dantesca, alla Società Dante Alighieri, all’Associazione degli Italianisti alla Società Italiana per lo studio del pensiero medievale. E “sono già tanti – come ha detto il ministro Franceschini – i progetti al vaglio del Comitato per le celebrazioni presieduto dal professor Carlo Ossola”.
“Al comitato sono arrivati 322 progetti, da tutta Italia e anche dall’estero, in seguito al bando che scadeva il 31 dicembre 2019. Ci sono bellissime proposte di mostre, spettacoli teatrali, reading che stiamo valutando sotto la guida del professor Ossola e pensiamo di vagliarli entro marzo 2020” ha spiegato Maria Ida Gaeta, segretario generale del Comitato nazionale per le Celebrazioni Dante 2021 che ha ricordato come a dare il via alle celebrazioni sarà “il 4 settembre un concerto di Riccardo Muti a Ravenna che sarà replicato a Firenze e Verona. Ci sarà anche una grande mostra a marzo alle scuderie del Quirinale”.
Nella miriade di iniziative per le celebrazioni dantesche grande protagonista sarà l’Italia dei comuni, dei centri piccoli e piccolissimi, dei borghi e delle frazioni, nel progetto con il sostegno di Poste Italiane che prevede di puntare su 70 comuni, ma potranno essere anche di più” come ha anticipato l’ad Matteo Del Fante.
E che le celebrazioni del Sommo Poeta non si possano limitare a un solo luogo ce lo fa comprendere bene anche il libro di Giulio Ferroni, ‘L’Italia di Dante’ (La Nave di Teseo) nel suo ” Viaggio nel paese della Commedia” di oltre mille pagine sulla traccia dei luoghi danteschi.

Arte: Palazzo Ducale Genova esporta mostra a LondraBertolucci, anno ottimo e grande successo per Bansky

GENOVA17 gennaio 202018:52

– Palazzo Ducale esporterà a aprile una mostra all’Historical Collection di Londra in autunno alla Biblioteca estense di Modena sarà presente con la mostra dedicata agli anni Venti che sta riscuotendo grande successo a Genova. Lo ha detto Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Ducale. “E’ stato un anno ottimo – ha detto – per Palazzo Ducale. Tutte le mostre hanno superato e 20 mila visitatori con la grande sorpresa di Bansky che ha permesso di avvicinare un pubblico differente: il pubblico giovane Genova esiste – ha sottolineato Bertolucci – e che anzi bisogna lavorare proprio in prospettiva di sollecitare questo pubblico a essere ancora più partecipe e attivo”. Per questo “abbiamo in cantiere una mostra a sorpresa: stiamo firmando proprio in questi giorni. Quindi oltre al calendario già annunciato saremo in grado di offrire qualcosa di più. C’è la voglia del Ducale di essere disposizione dei giovani che hanno dimostrato di voler partecipare a questo progetto”.

Musica:San Carlo, la Tosca senza tempo di Edoardo De Angelis22 gennaio, il regista dal cinema all’opera debutta con Puccini

NAPOLI17 gennaio 202019:13

– ‘Tosca è storia di donne e di uomini, ma parla di Dio. Questa storia accade oggi in una periferia che è il centro della terra”: debutta nella lirica con il capolavoro di Giacomo Puccini uno dei registi più interessanti del cinema italiano, Edoardo De Angelis, aprendo con uno spettacolo da ‘tutto esaurito’ il 2020 operistico del Teatro di San Carlo. La nuova produzione, dal 22 gennaio, ha le scene firmate dall’artista Mimmo Paladino e una ambientazione senza tempo. ”Una storia di tanti anni fa, di un luogo lontano e capitale come Roma. Questa storia accade oggi in un luogo che è terreno bagnato e bruciato, letto di fiume”. Direttore Donato Renzetti, sul podio dell’Orchestra e del Coro, un cast di rango con Carmen Giannattasio che si alterna con Monica Zanettin nei panni di Floria Tosca, Fabio Sartorie Arsen Soghomonyan saranno Mario Cavaradossi, Enkhbat Amartuvshine George Gagnidzei due Barone Scarpia, Renzo Ran sarà Cesare Angelotti, Matteo Peirone il Sagrestano, Francesco Pittari, Spoletta.

Livermore a Genova, “siamo pirati della bellezza”Nuovo direttore ‘Nazionale’, io innamorato del teatro pubblico

GENOVA18 gennaio 202010:39

“Il teatro deve andare l’attacco dell’immaginario della società. Vogliamo essere pirati della bellezza”. Sta in queste parole, che hanno raccolto gli applausi a scena aperta di un pubblico fatto di media e amanti del teatro, tutto l’impeto e la passione di Davide Livermore, che si è presentato a Genova nelle vesti di nuovo direttore del Teatro Stabile-teatro Nazionale affermando di essere “innamorato del teatro pubblico”. Una vera e propria star, per di più molto attesa, cui affidare le sorti del teatro per un rilancio globale, rilancio che prevede una possibile internazionalizzazione. Per questo Livermore, ex direttore del Baretti di Torino, del Centre de Perfeccionament Placido Domingo e del Palau Les Arts Regina Sofia di Valencia oltre che apprezzatissimo regista lirico, scenografo, sceneggiatore, cantante lirico e pure scrittore (notevole il suo Mozart e il violino di Lucifero, scritto a 4 mani con Rosa Mogliasso, ed.
Salani), l’uomo che ha fatto della cultura uno strumento rivoluzionario di vera aggregazione, ha adesso in mano il timone di una istituzione – lo Stabile appunto, oggi Nazionale – chiaramente in sofferenza. Potrà, il carismatico Livermore, dettare la linea immaginando ampi spazi per la nuova drammaturgia e spazi-riserve non più indiane destinate ai classici, “storie meravigliose che hanno affascinato la gente nei secoli, meccanismi perfetti che non hanno bisogno di riscrittura”. Uno Shakespeare per esempio, che bellezza se in lingua originale, ma per pietà con “l’esigenza di fare un Macbeth come si deve”. Livermore il vulcanico ha mille idee pronte per una ricetta sicura: azioni per coinvolger ei giovani, attenzione alla multiculturalità del territorio genovese, con particolare attenzione ala comunità ecuadoriana, ma anche la spinta verso l’estero: come inaugurare la stagione il 12 ottobre, il ‘Columbus day’, “quale giornata migliore per l’apertura della stagione del Teatro di Genova se non il giorno più importante a New York e nelle tante città latino americane?”. Ma non basta. E anche se Livermore non anticipa nulla di quello che sarà il suo programma, c’è già in cantiere la prima edizione del Premio Ivo Chiesa dedicato al fondatore del teatro, e la collaborazione con il Museo dell’Attore e la Scuola di recitazione del Teatro di Genova, la migliore accademia italiana. Infine, la questione dei finanziamenti: “dire che con la cultura non si mangia è affermare il falso.
Studi economici dimostrano che ogni euro investito in cultura può valere in media cinque volte tanto. Come direttore di questo teatro, da sempre uno dei più importanti d’Italia, vorrei pungolare la politica perché possa avere maggiore consapevolezza dell’importanza del nostro lavoro. E’ giusto chiedere risorse per la bellezza, il teatro migliora la qualità della vita”.

Addio di Gaultier alle sfilate, l’ultima il 22 gennaioPer stilista non è addio a moda, lavorerò con nuovo concept

17 gennaio 202019:18

– Jean Paul Gaultier dice addio alle sfilate e annuncia che il suo ultimo defilé di alta moda, che segnerà 50 anni di attività, è quello prossimo di Parigi il 22 gennaio. L’annuncio in un comunicato stampa e sui suoi social.
L’ultima sfilata si terrà al Théâtre du Châtelet. Lo stilista, 67 anni, non si ritira: ha precisato infatti che proseguirà a lavorare nella moda con un nuovo concept.

Hit parade, Cip! conquista la vettaSeguono 23 6451 e Marracash

17 gennaio 202020:12

E’ l’album appena uscito a firma del cantautore calabrese Brunori Sas, dal titolo onomatopeico Cip!, a conquistare la vetta della classifica Fimi/Jfk degli album più venduti della settimana che va dal 10 al 16 gennaio e anche il primo posto tra i vinili più venduti. Che fosse il principale discendente di una certa tradizione di cantautori di razza era apparso chiaro sin dal primo album di Brunori, Vol. 1, che l’anno scorso ha compiuto i suoi primi dieci anni e dov’è sviluppato uno stile personale con un’attitudine alla De Gregori nel modo di raccontare certe cose con orgoglio, quanto di un humour alla Lucio Dalla. Il nuovo album, disco più maturo, precede il suo primo tour che partirà a Jesolo il 3 marzo.
Undici tracce, registrate tra Milano e la Calabria e prodotto dallo stesso artista con Taketo Gohara, per parlare “dell’Uomo, e non degli uomini”. Un lavoro che cerca di sfumare divisioni e confini. Cip! spodesta dal trono 23 6451 di Tha Supreme, che scivola al secondo posto e spinge al terzo Marracash con Persona. Quarta posizione per Ultimo con Colpa delle favole (41 settimane in classifica). Quinto gradino per il gruppo trap FSK Satellite, con FSK TRapshit revenge. Primo tra i singoli Blun7 A Swishland di Tha Supreme.

E’ autentico il quadro di Klimt ritrovato a Piacenza (2)

Rubato nel 1997, era saltato fuori durante una pulizia

PIACENZA17 gennaio 202020:15

“E’ con non poca emozione che confermiamo l’autenticità dell’opera”. Così il sostituto procuratore di Piacenza Ornella Chicca, titolare dell’indagine sul misterioso furto del 1997 del “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt dalla galleria Ricci Oddi di Piacenza e sul suo recente e misterioso ritrovamento nello stesso luogo dopo 22 anni, ha confermato che quella tela trovata casualmente il 10 dicembre scorso a Piacenza dentro un anfratto nel giardino della stessa galleria, è l’autentico capolavoro del pittore austriaco.
Un quadro dal valore inestimabile, che per 22 anni è stato in cima alla lista delle opere d’arte trafugate più ricercate al mondo.
L’annuncio, atteso da giorni e per questo carico di suspense ed emozione, si è tenuto nella sede piacentina della Banca d’Italia, unico luogo inespugnabile “per custodirlo al sicuro durante le indagini svolte dai tre periti nominati dalla procura” è stato detto in apertura ringraziando la disponibilità mostrata fin da subito dalla Banca.
Accanto alla titolare dell’indagine, tutti i protagonisti della conclusione di una vicenda avvincente e con il lieto fine: il procuratore facente funzione Antonio Colonna, il maggiore Giuseppe De Gori del Tpc carabinieri di Bologna, la dirigente della squadra mobile di Piacenza Serena Pieri. E poi i tre super esperti, la cui identità è rimasta un mistero fino alla conferenza stampa, incaricati di analizzare da vicino e in ogni sua parte la tela trovata il mese scorso da alcuni operai durante la manutenzione del giardino della Ricci Oddi.
“Non sono state necessarie indagini invasive per stabilirne l’autenticità” ha sottolineato subito Diego Cauzzi (funzionario per le tecnologie del complesso monumentale della Pilotta, Parma), che ha condotto analisi scientifiche rigorose, mentre Anna Selleri (funzionario restauratore delle Pinacoteca nazionale di Bologna) e Claudia Collina (storica e critica d’arte, funzionaria Ibc specialista in Beni Culturali) hanno condotto indagini sullo stato e le caratteristiche della tela e un approfondito lavoro di analisi e confronto storico dell’arte.
“Il quadro è vero. E’ quello acquistato dal collezionista Giuseppe Ricci Oddi nel 1925 e conservato fino al 1997, anno del furto” hanno concordato gli esperti.
Le indagini sulla vicenda sono però ancora lontane dalla conclusione e moltissime sono le domande senza una risposta.
Mentre il destino del capolavoro è quello di tornare entro breve tempo esposto alla galleria d’arte moderna nel centro di Piacenza, la domanda principale alla quale ora la procura vuole dare una risposta è “da quanto tempo si presume che la tela si trovasse in quell’anfratto?”. “Per ora su questo aspetto vi è ancora il segreto di indagine” hanno detto gli inquirenti in conclusione dell’incontro.

Trieste Film Fest apre con Malick e BellocchioSi alza il sipario al Politeama Rossetti sulla 31/a edizione

TRIESTE17 gennaio 202020:20

– E’ con A hidden Life di Terrece Malick che al Politeama Rossetti si è alzato questa sera il sipario sulla 31/a edizione del Trieste Film Fest, l’appuntamento dedicato alla cinematografia dell’Europa orientale (fino al 23 gennaio). Ospite speciale della serata inaugurale, il regista Bellocchio che ha ricevuto il Premio del Sindacato nazionale Critici Cinematografici italiani per il miglior film italiano del 2019 con Il Traditore. Una quarantina i Paesi ospiti della rassegna diretta da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, per un’area geografica che dai Balcani si estende fino al Caucaso, con 34 – fra lungometraggi, documentari e corti – che saranno giudicati dal pubblico.
A ricevere il Eastern Star Award sarà la modella e attrice polacca, Kasia Smutjnak, che con il suo lavoro ha contribuito a gettare un ponte tra Europa dell’Est e dell’Ovest. Omaggio anche a Federico Fellini, nel centenario dalla sua nascita con un focus speciale.

Sanremo, il festival dei sentimenti tra rap e ’80Amadeus: ‘Ho scelto le canzoni che possono durare nel tempo’

18 gennaio 202010:33

I sentimenti. Sempre loro. Quelli che si prendono Sanremo e lo monopolizzano. Che sia l’amore, a volte felice a volte no, per il partner (Enrico Nigiotti, Diodato, Le Vibrazioni, Riki), quello per la madre (Giordana Angi), un figlio (Paolo Jannacci) o il nipotino che da poco si è affacciato alla vita (Piero Pelù). La legge del festival colpisce anche quest’anno e fa niente se il mondo va a rotoli, tra gas serra che ci soffocano e guerre alla porta di casa che sembrano poter esplodere da un momento all’altro. All’Ariston, come da tradizione, è sempre la rima cuore-amore a farla da padrona per almeno metà delle 24 canzoni in gara. L’altra metà si divide tra riflessioni sull’attualità (Rancore e Junior Cally), su se stessi (Marco Masini, Irene Grandi, Rita Pavone), sulla diversità (Levante) e sulla difficoltà di rapportarsi ad un mondo che ci vorrebbe tutti omologati e schiavi del pensiero unico (Michele Zarrillo e il grido generazionale lanciato da Anastasio). “Il Festival è tante cose insieme: show, varietà, ospiti. Ma il clou sono le canzoni. E sono contentissimo dei brani selezionati – rivendica Amadeus, conduttore e direttore artistico -. Ci ho messo mesi per trovare una composizione che possa essere attuale e contemporanea”. Racconta che non ha usato il bilancino nella scelta dei generi musicali (né tantomeno in quello delle quote azzurre o rosa), “ma sono andato su brani che ritenevo forti e che avessero le caratteristiche per durare nel tempo”. E allora tanto ritmo, tanto rock, parecchie sonorità anni Ottanta, una dose rinforzata di urban e rap, qualche ballad e un paio di pezzi molto “sanremesi”. Il ventaglio musicale è vario e variegato. Convincono i più giovani. Su tutti Junior Cally, Elodie, Rancore. Il primo, tra rap e pop antipopulista, fa riferimenti neanche troppo velati a Matteo Salvini (“odio il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito”) e a Matteo Renzi (“il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito”). Elodie si affida a Mahmood e Dardust (e si sente) per un brano urban che graffia e lascia il segno (e lo farà anche in radio). C’è la mano di Dardust (Dario Faini) anche nel pezzo di Rancore, che l’anno scorso si fece notare con Daniele Silvestri in Argentovivo. Le Vibrazioni pescano nella loro storia con un brano dal ritornello ipnotico (Dov’è, dov’è, dov’è, la gioia dov’è, ripetuto come un mantra). Sorprendono anche Bugo e Morgan, con il loro salto nell’elettro-pop in pieni anni Ottanta, tra Battiato e Ivan Cattaneo. Anastasio si fa notare con il suo grido disperato “Come ti senti? Disinnescato”. Emozionante e intensa Giordana Angi, che conferma le sue doti di scrittura, mentre Irene Grandi valorizza il brano scritto per lei da Vasco Rossi e Gaetano Curreri. Qualcuno invece delude un po’. Achille Lauro, che solo un anno fa stupì, ripete se stesso e la sua Me ne frego ricalca un po’ troppo Rolls Royce. Anche per Enrico Nigiotti (bene nel 2019 con Nonno Hollywood) sembra un’occasione persa: non getta il cuore oltre l’ostacolo e la sua rock ballad non osa, mantenendosi sul tranquillo binario della tipica composizione sanremese. Anche per il ritorno di Riki, che gioca con l’autotune, le aspettative erano più alte. C’è anche chi prova a spiazzare l’ascoltatore, come Raphael Gualazzi, che abbandona l’immagine del serioso pianista per concedersi atmosfere più caraibiche, condite di elettronica. Al suo 13/o festival anche Michele Zarrillo cerca di cambiare pelle, mentre Rita Pavone rivendica un suo ruolo nella musica italiana e la voce sembra darle ragione. Una botta di allegria dance proveranno a portarla i Pinguini Tattici Nucleari, la quota indie del festival, che dal loro passaggio all’Ariston hanno solo da guadagnare. Come Elettra Lamborghini, che ha scelto la comfort zone del reggaeton. Sembrano parlarsi a distanza i due ex Diodato e Levante. Lei canta: “Ciao tu, animale stanco, sei rimasto da solo” e lui, che racconta un amore finito, sembra risponderle: “Sai che cosa penso, che non dovrei pensare, che se poi penso sono un animale”. Completano il quadro Alberto Urso che, c’è da giurarci, incontrerà il favore del pubblico con il suo nostalgico pop-lirico, Francesco Gabbani con una filastrocca in cui gioca con le parole, Paolo Jannacci che cerca la sua strada nel cantautorato. Marco Masini si guarda allo specchio e fa pace con se stesso, mentre Piero Pelù veste i panni del nonno rock. La voce di Tosca impreziosisce un brano dall’atmosfera sognante

Musica, morta la madre di Celine DionTherese aveva 92 anni, lanciò la carriera della figlia

MONTREAL (CANADA)18 gennaio 202006:19

– E’ morta a 92 anni Therese Dion, madre della cantante Celine.
“Mamma, ti amiamo così tanto… Dedichiamo lo spettacolo a te stasera e canterò per te con tutto il cuore”, ha twittato la star canadese prima di un concerto ieri sera a Miami. Celine ha anche pubblicato una vecchia foto di famiglia in bianco e nero, che mostra ‘Maman Dion’ – così era soprannominata Teresa – con accanto suo marito e i loro 14 figli.
Therese lanciò la carriera della sua figlia più giovane quando aveva 12 anni inviando nel 1981 un nastro al produttore René Angelil, che sarebbe poi diventato anche marito di Celine.
Thérèse ha condotto per diversi anni un programma di cucina in tv, commercializzando i suoi piatti con il marchio ‘Les pâtés de Maman Dion’. Ha anche creato la ‘Fondation Maman Dion’, che mira in particolare a sostenere il percorso scolastico dei giovani del Quebec da 5 a 16 anni provenienti da contesti svantaggiati.

Kavafis segreto in ‘Tutte le poesie’Per la prima volta escono in Italia in Poesia Donzelli

18 gennaio 202011:15

KONSTANDINOS P. KAVAFIS, TUTTE LE POESIE A CURA DI PAOLA MARIA MINUCCI (DONZELLI, PP 716, EURO 35,00). Le poesie che pensava di dover conservare “segretamente”, i primi versi, i componimenti rifiutati e quelli più antichi, pubblicati su riviste o fatti circolare in foglietti volanti. Si entra nel laboratorio poetico di Konstandinos Kavafis con ‘Tutte le poesie’ in cui viene presentata per la prima volta nella sua completezza l’opera di uno dei maggiori poeti del Novecento, nella collana Poesia della Donzelli, con testo greco a fronte .
Grazie al lavoro di Paola Maria Minucci, il lettore italiano potrà conoscere versi nascosti e un intero universo di poesie fino ad oggi mai pubblicate in italiano.
Se si esclude qualche eccezione, finora Kavafis era conosciuto come l’autore di 154 poesie, di Itaca (“E se la trovi povera, Itaca non ti ha illuso”) o di Aspettando i barbari, di quei versi che aveva destinato alla pubblicazione, sottraendoli al continuo lavoro di riscrittura che caratterizzava il suo processo creativo. Alle poesie riconosciute si aggiungono nella raccolta di Donzelli 74 poesie nascoste e 27 poesie tra le prove poetiche più antiche, che aveva poi rifiutato negli anni successivi.
La lettura di tutta l’opera mette in luce, come sottolinea la Minucci, traduttrice e docente alla Sapienza di Roma, “il lavoro ossessivo su ogni testo, rielaborato per anni, se non per decenni”, ma soprattutto offre “un quadro della sua poesia e delle tematiche che l’attraversano decisamente più ricco e dagli orizzonti più aperti”.
“Dalle mie azioni meno evidenti /e dai miei scritti più segreti – /da questi soltanto riusciranno a capirmi” scriveva Kavafis nel 1908 in Segreti.
Romantico, come nelle prime poesie del decennio 1884-1894 in cui scrive: “Lo specchio non m’inganna, veritiera è l’immagine/, sulla terra non c’e’ un’altra così bella”, Kavafis ricorre alla storia, alla memoria, al simbolismo, ma è quando lascia che i suoi versi siano attraversati dall’erotismo che raggiunge le vette più alte. Come in ‘Torna’ del 1912: “Torna spesso e prendimi,/amata sensazione torna e prendimi -/quando si risveglia la memoria del corpo,/e l’antico desiderio penetra nel sangue”.
Queste pagine “sono un tramite, un mezzo per capire meglio ciò che si cela dietro le sue parole, per andare oltre i veri mascheramenti, storici, mitologici e finanche autobiografici.
Sotto questa luce la sua poesia diventa una grande metafora e l’opera completa una chiave per leggerla” dice la Minucci.
Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1863 da genitori discendenti da antiche famiglie aristocratiche di Costantinopoli, Kavafis che era amico di Giuseppe Ungaretti e che nel 1929 Marinetti, in visita ad Alessandria, volle conoscere, ha stampato la sua prima raccolta – fascicolo di 14 poesie nel 1904 e nel 1907 si è trasferito nella sua casa di via Lepsius 10 ad Alessandria dove ha vissuto per tutta la vita. Morto il 29 aprile del 1933 , nello stesso giorno in cui era nato, la sua opera è rimasta inedita fino al 1935 se si escludono poche poesie pubblicate su una rivista ateniese e i versi fatti circolare su foglietti volanti.
Poeta del relativo e dell’empirico, come spiega la curatrice della raccolta, è ‘Miris'”l’unica delle poesie mature di Kavafis” che “mette a frutto tutte le risorse del suo metodo poetico, risultato di una fusione dell’intuizione storica e di una visione erotica” .”Mi precipitai fuori da quella casa d’incubo,/corsi lontano, prima che il loro cristianesimo/mi rubasse e distruggesse il ricordo di Miris” sono i versi di Kavafis che chiudono la poesia.

A Salerno oltre cento foto ‘raccontano’ David BowieScatti del maestro Sukita fino a 27 febbraio a Palazzo Fruscione

NAPOLI18 gennaio 202013:03

– David Bowie non lo conosceva nemmeno, non sapeva chi fosse. Ma decise comunque di andare ad un suo concerto. E lo fece perché rimase colpito, attratto, dal manifesto dell’evento: c’era Bowie, con una gamba alzata e su uno sfondo nero. Inizia tutto da lì. E’ da quel giorno che le foto di Masayoshi Sukita hanno iniziato a raccontare i ‘volti’ di Bowie. Foto, alcune delle quali, oltre cento, fino al 27 febbraio saranno esposte a Palazzo Fruscione, a Salerno. Una retrospettiva, “Stardust Bowie by Sukita”, organizzata dall’associazione culturale Tempi Moderni e ONO arte contemporanea, con il supporto della Regione Campania, che racconta non solo il quarantennale rapporto professionale tra i due ma che racconta anche il tempo che Bowie ha vissuto e in parte ha anticipato.
“Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. In quella circostanza osservai Bowie esibirsi con Lou Reed ed era davvero potente… Bowie era diverso dalle altre rock star, aveva qualcosa di speciale che dovevo assolutamente catturare con la mia macchina fotografica”, raccontò Sukita che, dopo quel concerto, riuscì ad incontrare Bowie di persona. I due si incontrarono e scatta qualcosa. Nel 1973 Sukita ritrae di nuovo Bowie, sia negli Stati Uniti che durante il suo primo tour in Giappone, ma l’incontro indubbiamente più significativo avviene nel 1977 quando Bowie torna a Tokyo per la promozione dell’album “The Idiot” di Iggy Pop, che aveva prodotto. Sukita scatta 6 rullini e realizza anche la fotografia che non sapeva sarebbe divenuta la celebre copertina dell’album “Heroes”.

I sogni di Pennac, fra sorpresa, delusione e incubiA teatro con omaggio a Fellini, soffriva quando non li ricordava

18 gennaio 202013:49

– “Una delle funzioni dei sogni è la sorpresa, ma ci sono anche delusioni assolute al risveglio e incubi che non vorrei rifare”. Così racconta il suo rapporto con l’onirico Daniel Pennac, che ha reso omaggio a Federico Fellini con il suo nuovo libro, ‘La legge del sognatore’ (Feltrinelli Editore), e farà rivivere a teatro il grande poeta del cinema nel centenario della sua nascita. “Quando avevo vent’anni, Fellini prima mi ha sconvolto con Il bidone e poi meravigliato con gli altri suoi film, Amarcord, Roma, Intervista, Ginger e Fred – spiega lo scrittore francese, in scena lunedì 20 gennaio a Milano, al Piccolo Teatro Strehler, il 21 gennaio a Torino e il 22 gennaio a Rimini -.
L’attitudine a sognare credo sia legata all’intensità dei desideri provati nel corso della giornata, e invecchiando sono meno intensi. Forse c’è una minore frequenza del ricordo.
Proprio non riuscire più a ricordare i sogni ferì molto Fellini”.

Sanremo: Salmo, non vado al festival, non me la sento”Tra i due santi Sanremo e San Siro, preferisco San Siro”

18 gennaio 202015:15

Salmo non va a Sanremo: ”non me la sento”. Il rapper lo annuncia con un video in una stories su Instagram. ”Allora prima di farmi venire un aneurisma…io volevo ringraziare di cuore Amadeus e tutto lo staff di Sanremo che mi aveva invitato come super ospite della prima serata del festival ma non sarò presente al festival, non me la sento, mi sentirei a disagio. Vi ringrazio di cuore. Tra i due santi, Sanremo e San Siro scelgo san Siro. Quindi se volete venire a sentirmi nel posto giusto con la gente giusta venite a San Siro il 14 giugno”.

Terremoto: Basilica Tolentino, tesori ancora off limitsPriore agostiniani, senza risorse per museo, cripta, biblioteca

TOLENTINO18 gennaio 202014:38

– “A oltre tre anni dal terremoto non ci sono fondi stanziati e nemmeno un progetto di ristrutturazione. Di questo passo parte del monastero, la biblioteca, il museo, la cripta, la sagrestia monumentale della Basilica di San Nicola rischiano di restare chiusi al pubblico almeno per altri 10 anni”. A fare il quadro impietoso in cui versa ancora un’ampia porzione della grande chiesa di Tolentino, risalente al XII secolo è padre Giustino Casciano, priore degli agostiniani che custodiscono e diffondono il messaggio di San Nicola. La navata principale della Basilica è stata da tempo riaperta al culto. “Per il suo recupero e per quello del cappellone e delle cupole danneggiate – spiega padre Giustino – sono stati stanziati 3 milioni e 800 mila euro, ma purtroppo per il grosso dei danni non è al momento previsto alcun finanziamento”. é presente un labirinto di stanze tra le ceramiche del museo, la sala degli ex voto e gli oltre 80 mila libri custoditi sugli scaffali dell’enorme biblioteca.

Gli 80 di Iva Zanicchi: ‘Festeggio senza parolacce”Benigni? L’ho perdonato’

18 gennaio 202021:09

“Il mio ultimo Festival è stato molto triste perché sono successe delle cose molto spiacevoli con Roberto Benigni e ne ho sofferto molto. Però l’ho perdonato perché la satira si sa com’è e poi lui ha avuto la carineria di chiamarmi e soprattutto chiedere perdono alla mia famiglia e io l’ho apprezzato moltissimo”.Iva Zanicchi ha parlato ai microfoni di Rai Radio2 nel programma condotto da Pino Strabioli Viva Sanremo, in onda il sabato e la domenica dalle 11 alle 12 e che oggi ha voluto celebrare gli 80 anni dell’artista dedicandole parte della puntata. In occasione del suo compleanno. Ha anche dichiarato di avere fatto un fioretto: “Non dico più le parolacce! Ho fatto un fioretto e non mi sentirete mai più dire parolacce come “vaffanculo” e quelle robe lì che io non dirò più!”.

Pennac, i miei sogni felliniani, sorprese e incubiA teatro omaggio a regista. ‘All’Ue serve un’educazione europea’

18 gennaio 202019:04

I sogni sono diventati un libro e dal libro ha preso forma uno spettacolo teatrale. Daniel Pennac rende omaggio a Federico Fellini con il suo ultimo romanzo ‘La legge del sognatore’ (Feltrinelli), portandolo in scena nel centenario della nascita del poeta del cinema, da cui ha mutuato l’abitudine ad annotare al mattino le esperienze oniriche della notte.
“L’ultima dopo aver letto un romanzo del giapponese Akira Mizubayashi che parla di un violino. Nel sogno non mi stupiva affatto che il piccolo violino parlasse con la voce di Akira, ma che quella voce fosse il suono di un violoncello. Una delle funzioni del sogno è proprio la sorpresa”, ricorda in un’intervista lo scrittore francese, 75 anni, gustandosi ancora la sensazione di stupore che permea anche la catena di sogni al centro del suo ultimo libro, confusa fra finzione e realtà.
Ne ha fatti di indimenticabili che dopo un po’ non tornano più. Come quello ambientato “nella mia casa perfetta, dopo cui impiegavo giorni a capire che in realtà non esisteva”. Ma anche incubi. “Da giovane, lasciato per la prima volta, sognavo di incontrare quella ragazza in metropolitana, ci correvamo incontro e pensavo ‘Allora mi ama ancora’. Ma al momento di abbracciarsi, mi passava attraverso saltando su un vagone con la mia famiglia. Tremendo”, ricorda leggermente raffreddato, girandosi fra le mani una biro nella sede di Feltrinelli a Milano, dove porterà in scena la lettura teatrale al Piccolo Teatro Strehler lunedì 20, replicando martedì 21 a Torino e mercoledì 22 a Rimini, dove il 20 gennaio 1920 nacque Fellini.
“L’attitudine a sognare è legata all’intensità dei desideri provati nel corso della giornata, invecchiando sono meno intensi. Non riuscire più a ricordare i sogni ferì molto Fellini”, spiega Pennac, che a vent’anni fu “meravigliato e poi sconvolto” dalle pellicole del regista, ma non ha mai pensato di cimentarsi a sua volta con un film. “La cinepresa cattura un mondo che ha senso dentro l’inquadratura e lo perde spostandosi anche solo di un centimetro. Io sono un contastorie”.
Da dietro i suoi occhialini tondi, inquadra un mondo in cui “c’è un forte distacco generazionale” e un’Ue che “potrebbe darsi un’identità con un’educazione europea”. “Se dagli anni ’80 avessimo mandato i bambini dalla prima media due mesi in un altro paese ogni anno, oggi avremmo un’Europa poliglotta, il vicino non sarebbe un’astrazione” dice, per nulla sorpreso della candidatura di Marine Le Pen per le presidenziali francesi 2022.
“E’ una costante, più si aggrava la crisi economica e più certi istinti si esprimono attraverso personalità politiche di estrema destra, nazionaliste”, spiega Pennac, che viaggia con un trolley rosso su cui ha disegnato il suo Benjamin Malaussene, personaggio simbolo del capro espiatorio: “E’ un elemento costitutivo della storia dell’umanità, non passa di moda. E’ all’origine del martirio di Gesù, dell’antisemitismo, del sessismo… L’antidoto è la curiosità: il capro espiatorio funziona perché non ci interessiamo agli altri, è il gruppo che si richiude su se stesso e si costituisce a partire dall’esclusione di un diverso”.

Carminati direttore artistico del Bellini di CataniaNominato dal commissario Lo Cascio, succede a Nicolosi

CATANIA18 gennaio 202019:02

Fabrizio Maria Carminati è il nuovo direttore artistico del Teatro Massimo ‘Vincenzo Bellini’ di Catania. Operatore musicale di fama internazionale è stato in passato direttore artistico della Fondazione Arena di Verona. Lo ha nominato il commissario straordinario dell’Ente, Daniela Lo Cascio, su proposta del sovrintendente Giovanni Cultrera. Succede al pianista catanese Francesco Nicolosi.
Fabrizio Maria Carminati, nato a Bergamo nel 1958, diplomatosi in pianoforte sotto la guida di Carlo Pestalozza, ha proseguito gli studi di composizione a Milano con Vittorio Fellegara. Ha conseguito il diploma di direzione d’orchestra a pieni voti. Entrato giovanissimo al Teatro Regio di Torino vi ha esordito come direttore d’orchestra dove entra a fare parte del Cda, dal 2001 al 2006, su indicazione ministeriale. Dal 2000 al 2004 è stato direttore artistico del Teatro Donizetti di Bergamo, dal 2004 al 2006 della Fondazione Arena di Verona. Nel 2008 è stato nominato primo direttore ospite fino al 2015.

Nigiotti, torno al festival per rafforzare mio percorsoCon Baciami adesso, che sarà nel nuovo album “Nigio”

18 gennaio 202019:07

Dodici mesi fa era tra le scommesse del festival con l’intensa Nonno Hollywood, stavolta prova a confermare i buoni risultati raggiunti in un anno che gli ha dato molte soddisfazioni. Enrico Nigiotti, livornese classe ’87, aria da duro con il cuore tenero, torna a Sanremo con una canzone “ancora una volta di pancia”, dal titolo Baciami adesso.
“E’ nata di getto e parla d’amore – racconta il cantautore dai mille tatuaggi, che dopo le esperienze da talent con Amici e X Factor ha già scritto brani per Eros Ramazzotti, Gianna Nannini e Laura Pausini -. Credo che le canzoni d’amore mi portino fortuna, forse perché più di altre me le sento addosso, sulla pelle. E’ un flusso di energia che non posso fermare”.
Se nel 2019 non aveva nulla da perdere o quasi, il festival 2020 è un banco di prova decisamente più impegnativo. “L’anno scorso speravo, ora miro a consolidare il percorso, a salire un altro gradino, ma la vittoria non è un obiettivo primario. Nonno Hollywood ha segnato un passaggio importante per la mia carriera: è come se, dopo tanta gavetta, ad un certo punto il pubblico si fosse accorto di tutto quello che ho fatto in precedenza, riconoscendone il valore”.
Baciami adesso, che sarà contenuta nel nuovo album dal titolo Nigio (il soprannome che ha da sempre) in uscita il 14 febbraio, è una romantica ballad con inserti rock “che mi sembrava perfetta per il palco dell’Ariston. Per questo l’ho presentata.
Senza dubbi e senza ripensamenti”, racconta Nigiotti che sul palco torna anche a imbracciare la chitarra. “E’ un po’ la cifra distintiva di tutto il nuovo album, che definirei ‘americano’ per le sonorità che spaziano dall’hip hop a John Mayer”.
Nel disco, il quinto di inediti, ha cercato di far confluire sensazioni, argomenti, stimoli diversi, “senza schemi precostituiti”, dice con il sorriso che non lo abbandona mai.
Per realizzarlo ha scelto Bologna, “per la magia che sprigiona e che mi ha trasmesso. Credo ancora nella dimensione del bar sport, dell’osteria, del contatto umano. Mi piace star comodo in un posto: Bologna era tutto questo”. Per concentrarsi su Sanremo (“mi sono messo a regime, dal 1 gennaio non bevo. Sanremo per me è una sorta di rehab”, scherza”) ha anche detto qualche no. “Alcuni artisti importanti, tre-quattro, mi avevano chiesto di scrivere qualche pezzo per i loro album. E ben otto case editrici mi hanno contattato per scrivere un libro. Ho declinato tutte le offerte: non voglio distrazioni. Non voglio vivere il festival come un’esperienza fine a se stessa, ma come un percorso”.
Dopo Sanremo e dopo l’uscita dell’album, l’attenzione si sposterà sulla dimensione live (“ma riprenderò anche a scrivere, per me e per altri”, promette): dal 2 maggio Nigiotti sarà in tour nei teatri. “Saranno concerti molto suonati, durante i quali omaggerò anche due grandi artisti del passato: uno sarà Pino Daniele, l’altro potrebbe essere Lucio Battisti”.

Dopo 150 anni a Trieste ‘Lucrezia Borgia’,è successoMelodramma Donizetti ben diretto da Gianola, bravi protagonisti

TRIESTE18 gennaio 202019:15

Se è un’opera minore, è inaspettatamente di alto livello. E gli oltre tre minuti di applausi che il pubblico del Teatro Verdi ha tributato alla ‘Lucrezia Borgia’ di Gaetano Donizetti diretta da Roberto Gianola ne è la testimonianza. Un’opera non immediatamente afferrabile, con un palcoscenico spesso calcato da più di 40 persone, con una scenografia moderna, con una trama animata da valori d’antan (libretto di Felice Romani), complessa, un po’ si confonde nel caldo lessico ottocentesco. Ma arie, buona esecuzione e bravura dei cantanti sono una bella sorpresa. A sorprendere è anche la Lucrezia (Carmela Remigio). tratteggiata dal regista Andrea Bernard: non la donna di potere figlia di un Papa e moglie dell’influente Alfonso d’Este (Dongho Kim), ma un’eroina umana nelle debolezze come nel furore, che il regista inquadra in un contesto paragonabile ai miti greci. Lucrezia di amor si strugge per Gennaro (Stefan Pop), ma di vendetta si nutre, fino a morirne, colpita da un fato avverso sin dalla prima scena.

Sabrina Salerno, Amadeus frainteso’Donne con percorsi diversi per comporre un gruppo eterogeneo’

18 gennaio 202019:18

“Le parole di Amadeus sono state fraintese. Lo ritengo una persona gentile e rispettosa nei confronti di tutti. Non ho ancora avuto modo di conoscere tutte le donne di questo Festival, ma sono convinta che il direttore artistico abbia scelto, per calcare un palcoscenico così prestigioso, donne con percorsi diversi così da comporre un gruppo eterogeneo”. Lo dice Sabrina Salerno, che sarà sul palco di Sanremo con Amadeus, dopo le polemiche di questi giorni.

Mulan, la guerriera Disney diventa action kolossalCast di 900 attori. Il film n sala dal 26 marzo

15 gennaio 202019:46

– “Una guerriera con grazia”. Si definisce così Niki Caro, regista neozelandese che ha diretto il remake del cartone Disney ‘Mulan’, sugli schermi italiani dal 26 marzo in ‘anteprima’ rispetto agli Stati Uniti, dove uscirà il 27 marzo, portando ‘in battaglia’ sul set un cast di oltre 900 attori. Una guerriera tenace e sensibile come Mulan (interpretata da Yifei Liu), ragazza di un piccolo villaggio cinese che per proteggere la sua famiglia si traveste da uomo e risponde alla chiamata alle armi dell’imperatore, prende il posto del padre malato e si arruola nella leggendaria Armata Imperiale cinese per difendere il paese dagli Unni. ‘Leale, vera e impavida’, come riportano le incisioni sulla spada del padre, coraggiosa anche nel mostrare le paure perché, per avere coraggio, bisogna avere paura. Un personaggio, quello tratto dalla tradizionale ballata cinese di Mulan, che già nel 1998, anno di uscita del cartone Disney, raccontava una storia di forza e successo al femminile lontana dalle più classiche principesse che attendono il principe azzurro: “l’empowerment femminile è nel dna di questa storia, Mulan ha un percorso che mi ha ha appassionato: la vediamo compiere un cammino di crescita da ragazzina del villaggio a soldato uomo a guerriero. Rappresenta tutti noi ed è una storia per tutti: c’è un elemento femminile ma anche una fluidità di genere che rende la storia valida per tutti”, ha detto la regista alla presentazione del footage a Milano. E in questa sua impresa al femminile Mulan ce la farà senza l’aiuto de drago Mushu, grande assente nel film: un personaggio “insostituibile” e talmente “perfetto che è impossibile ricrearlo”, ha spiegato la regista. In questo remake “ho voluto onorare l’animazione Disney e anche la ballata originale. Il mio compito è stato quello di renderla reale”. Sfatando il cliché del ‘film d’azione, film roba da maschi’, dirigere ‘Mulan’ per Niki Caro è stata “la cosa più naturale del mondo”. E mentre di solito gli action movie devono risultare “cool, qui ho cercato di concentrare le scene sulla storia, sull’anima. Per questo risulta più reale”. “Mulan è una donna che guida un esercito di uomini, è quello che ho cercato di fare anche io e mi sento assolutamente a mio agio come donna in questo mondo”, ha spiegato. “Quando è travestita da uomo, pur essendo leale, coraggiosa e impavida, non è sincera e solo quando mostra la sua vera identitá riesce a essere potente davvero. È questo il mio messaggio al mondo”, ha concluso la regista. Nel film, in cui la regista ha riportato in modo accurato e il più possibile fedele la tradizione cinese, tra i protagonisti anche Donnie Yen nel ruolo del comandante Tung, Jason Scott Lee sarà Bori Khan, Yoson An come Cheng Hongui e Jet Li come imperatore della Cina.

Cinema: coproduzione internazionale nuovo film Edoardo LeoCommedia romantica Lasciarsi un giorno a Roma, partner spagnoli

17 gennaio 202015:42

– “Lasciarsi un giorno a Roma”, il nuovo film di Edoardo Leo, sarà una coproduzione internazionale: l’avvio delle riprese è previsto a marzo. Lo rende noto la Lucisano Media Group annunciando di aver siglato un accordo con Neo Art Producciones, società spagnola con sede a Barcellona. Il film sarà inoltre coprodotto e distribuito da Vision Distribution.
Dopo successi come “Buongiorno papà” (2013), “Noi e la Giulia” (2015) e “Che vuoi che sia” (2016), Edoardo Leo torna dietro la macchina da presa con una commedia romantica che racconta quanto sia complicato lasciarsi dopo tanti anni di convivenza, ma senza perdere lo sguardo ironico e disincantato che contraddistingue il suo cinema.
“L’accordo con Neo Art Producciones rappresenta un nuovo passo avanti nella strategia di internazionalizzazione della nostra linea editoriale”, ha commentato Federica Lucisano, Amministratore delegato di Lucisano Media Group.
“Grazie a collaborazioni come questa non puntiamo soltanto a un ampliamento della capacità produttiva, necessario per restare al passo con le richieste di un mercato in continua crescita, ma anche a dare un taglio sempre più internazionale al nostro peculiare modo di intendere, vivere e fare cinema, ampliando gli sbocchi commerciali delle nostre opere. Siamo convinti – ha aggiunto – che in quest’ottica un film come ‘Lasciarsi un giorno a Roma’ potrà regalarci importanti soddisfazioni”.

Cortellesi e Mastandrea, noi genitori tragicomiciEsce Figli, commedia nello spirito di Mattia Torre

18 gennaio 202010:38

– L’orrore delle feste mascherate, dei pediatri guru, delle suocere poco disponibili, delle chat scolastiche, dei pianti dei neonati, del sonno perso, della divisione dei compiti nelle coppie, insomma l’inferno dei ‘Figli’ da crescere nello spirito di Mattia Torre, l’autore di Boris. Sua infatti questa commedia brillante, in sala dal 23 gennaio in 400 copie distribuite da Vision con protagonisti Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea, ma poi firmata da Giuseppe Bonito dopo la sua scomparsa il 19 luglio 2019.
In ‘Figli’ la storia surreal-comica di Nicola (Mastandrea) e Sara (Cortellesi), una coppia felice con una figlia di sei anni che entra in un incubo con l’arrivo di Pietro, il secondo figlio. Tutto cambia, non si dorme più, emergono vecchi rancori, i suoceri non collaborano, le babysitter, quelle giuste, non si trovano e anche gli amici possono fare poco in preda spesso alle loro stesse situazioni. Nel film, tratto dal celebre monologo ‘I figli ti invecchiano’, scritto per Valerio Mastandrea proprio da Mattia Torre (e raccolto con altri sei atti comici nel libro “In mezzo al mare” di Mondadori, recitano anche tanti altri amici di Mattia Torre: Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo de Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo De Ruggeri. Una curiosità, a produrre ‘Figli’, il cui primo ciak è stato battuto il 16 settembre 2019, è stato con Wildside, Lorenzo Mieli, produttore storico e grande amico di Mattia che aveva annunciato la realizzazione del film durante la serata di commemorazione organizzata al Teatro Ambra Jovinelli a Roma nel corso dell’estate. “Torre mi manca molto – spiega oggi a Roma Giuseppe Bonito -. Tutto è stato così repentino. Mattia mi ha chiamato e mi ha detto che aveva bisogno di un regista di sostegno. Ho subito detto di sì”. E ancora il regista sullo spirito del film: “È un tratto tipico della sua scrittura capace di passare dalla realtà alla surrealtà, dalla sfrontatezza all’inconscio e tutto questo con cambi di registro dal comico al tragico”. Per Paola Cortellesi il film non è solo una storia di figli: “Certo c’è il difficile equilibrio di coppia da mantenere in una lunga relazione, ma Figli è soprattutto un’opera sull’amore. Mi sono ritrovata in tante cose che succedono – aggiunge l’attrice – perché Mattia Torre non racconta solo cose surreali, ma cose vere in maniera surreale”. E che il film non sia certo solo un modo per parlare di figli è l’opinione anche di Mastandrea: “Non parla di figli e basta – dice l’attore -, ma piuttosto di come resistere agli urti della vita”. Personaggio cult del film, quello interpretato da Stefano Fresi, un amico giornalista di Nicola che vive perennemente frustato dai suoi due figli che si accaniscono sulle sue spalle con i loro tubi di plastica.

Cinema: Cineteca e Università di Bologna omaggiano FelliniLunedì 20 ‘giornata speciale’ e inaugurazione mostra foto Pais

BOLOGNA17 gennaio 202017:09

– Cineteca e Università di Bologna rendono omaggio a Federico Fellini nel centenario della nascita con una giornata speciale e una mostra.
Lunedì 20 gennaio, giorno del centenario, la Cineteca festeggerà con una giornata tra proiezioni di restauri e rarità, incontri sull’universo felliniano, accompagnati da piadina e sangiovese. Ospiti i registi Marco Bellocchio, Franco Maresco, Giorgio Diritti, Gianni Zanasi, lo scrittore Ermanno Cavazzoni (che con Fellini lavorò all’ultimo film ‘La voce della luna’) e il pianista ed autore di colonne sonore Daniele Furlati.
L’atrio della Biblioteca universitaria, in via Zamboni, ospiterà invece dal 20 gennaio al 28 febbraio la mostra ‘Federico Fellini: fotografie di Rodrigo Pais’, che farà vivere il mondo del cinema italiano tra la seconda metà degli anni ’50 e gli anni ’70. Le foto narreranno eventi collegati alle opere cinematografiche, mentre una sezione speciale sarà dedicata al documentario tv di Sergio Zavoli realizzato nel 1964 dopo il successo di ‘8 1/2’.

Sorpresa in metro Ny, Awkwafina fa annunciVoce di attrice sulla linea 7. Sponsorizza suo nuovo show

NEW YORK17 gennaio 202019:10

– ‘Questa è la 103ma Strada-Corona Plaza e non è dove si fa la birra’. Un insolito annuncio con una voce nota ha sorpreso I pendolari sulla Linea 7 della metropolitana di New York. E’ quella di Awkwafina che per sponsorizzare il suo nuovo show ‘Nora From Queens’ per una settimana renderà più leggero il viaggio lungo il percorso della linea che collega il Queens a Manhattan.
La rapper e attrice, all’anagrafe Nora Lum, quindi alternerà l’annuncio delle fermate con alcune battute, ad esempio, “Questa è Hudson Yards-34ma Strada e spero che vi piaccia l’architettura strana”.
E’ la prima volta in assoluto nella storia del sistema dei trasporti di New York (Mta) che un annuncio pre-registrato viene usato per uno spot oppure che vengono aggiunte delle battute.
Mta non ha rivelato quanto incasserà dallo spot ma spera che per il futuro ci siano altre opportunità di unire gli annunci di servizio a sponsorizzazioni. “Stiamo esplorando modi nuovi e diversi per generare introiti – ha detto Sarah Mayer a capo della divisione del servizio ai clienti – ma anche per sorprendere e dilettare i pendolari”.

Bellocchio, a fine primavera riprese ‘Esterno notte”Camilleri mi suggerì di fare il regista’

TRIESTE18 gennaio 202013:17

– “Girerò una serie interessante dal titolo ‘Esterno notte’ che parte dalla strage di via Fani e racconta quello che è accaduto esternamente alla prigione di Moro nel corso dei 55 giorni di prigionia”. Lo ha annunciato il regista Marco Bellocchio prima di ricevere un premio al Trieste Film Festival. Il regista ha precisato che si tratta di “sei puntate e che Rai1 è interessata. Sono ottimista, forse anche le televisioni generaliste vogliono cambiare il loro prodotto”. Le riprese dovrebbero cominciare a fine primavera.
Rispondendo a una domanda su come cambia il cinema con nuovi protagonisti come Netflix e Amazon, Bellocchio ha osservato che queste piattaforme offrono “possibilità professionali” anche ai giovani “ma ti costringono a una serialità”. Nel ripercorrere infine la sua carriera, ha ricordato Andrea Camilleri: “E’ stato mio insegnante di recitazione. L’aneddoto vuole che sia stato proprio lui a consigliarmi di passare alla regia perché vedeva che come attore ero titubante”.

Felliniana, Ferretti racconta FelliniA Cinecittà la storia di un sodalizio artistico e umano

18 gennaio 202015:47

– La Fiat 125, luogo in cui immaginare progetti e storie, ma anche teatro di confessioni e di sogni, che sui suoi sedili ha visto nascere e consolidarsi un’amicizia destinata a durare una vita. La “casa di piacere”, così come ce la restituisce La città delle donne, con lo scivolo toboga e le soubrettes che circondano Marcello Mastroianni. E poi il cinema Fulgor, piccolo universo quasi mitico, dove Fellini da ragazzino ha visto i primi film e dove ha iniziato a prendere forma il suo immaginario. Sono le tre tappe del viaggio di “Felliniana – Ferretti sogna Fellini”, mostra-installazione che da fine gennaio, proprio per celebrare i 100 anni dalla nascita dell’indimenticabile maestro, aprirà le porte negli Stabilimenti di Cinecittà e che sarà allestita in modo permanente nella storica Palazzina Fellini. Prodotta e promossa da Istituto Luce-Cinecittà, la mostra porta la firma di un grande artista, nonché amico del regista riminese, lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, che l’ha realizzata insieme con Francesca Lo Schiavo, sua compagna di vita e di lavoro, scenografa e set decorator. Il progetto, concepito come una sorta di regalo al tempo stesso fisico e onirico, rappresenta la perfetta modalità per raccontare non solo la vivida fantasia di Fellini ma anche il sodalizio artistico e umano che, nato dall’incontro nel 1969 sul set del Satyricon, ha legato il regista allo scenografo.

Sindaco invita Jennifer Lopez a vivere in UmbriaPost da Gualdo Cattaneo per la popstar e attrice

GUALDO CATTANEO (PERUGIA)18 gennaio 202019:03

GUALDO CATTANEO (PERUGIA) – Jennifer Lopez venga a vivere a Gualdo Cattaneo, piccolo centro dell’entroterra umbro. A invitarla è il sindaco Enrico Valentini. In un’intervista a Vanity Fair la popstar e attrice ha detto che risiedere in un paesino in Italia e mangiare pane per lei sarebbe la felicità, ipotizzando la possibilità di dire addio a Hollywood.
“E quale posto migliore del Comune di Gualdo Cattaneo?” ha scritto il sindaco sul suo profilo Facebook. “Non è un caso – ha aggiunto – che nel 2019 il nostro comune avesse il 30% degli ultra centenari umbri”. E domanda alla Lopez “sai perché?”, Valentini ha elencato una serie di specialità del luogo, indicandole in dialetto: “Perché noi mangiamo le lumache alla pomontina, perché ovunque vai vedi oliveti unici che producono un olio unico e fenomenale, perché il ‘cicotto’ esiste solo a Grutti, perché la porchetta de ‘Guallo’ è la migliore d’Italia, perché siamo uno dei pochi comuni che ha il tartufo bianco e nero nello stesso comune”. “Perché tutti i funghi che si trovano a Gualdo Cattaneo – ha sottolineato ancora – in un solo giorno un americano non li mangerà nemmeno durante tutta la sua vita”.
La lettera “aperta” affidata ai social si completa con altre informazioni che Valentini fornisce sempre in chiave ironica.
Mettendo ad esempio in guardia la Lopez da chi gioca alle carte al bar. Ma in chiusura si fa serio e l’invito diventa reale. “Io amo Gualdo Cattaneo – ha concluso – e sono certo che se verrai a vivere anche a te nel nostro Comune non te ne andrai più”.

Fellini: Franceschini e Zingaretti a mostra per centenarioIl ministro della Cultura e il segretario Pd in tappa a Rimini

RIMINI18 gennaio 202018:50

– Il ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini e il segretario del Pd Nicola Zingaretti hanno visitato la mostra allestita a Castel Sismondo a Rimini per i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini.
Entrambi in tour elettorale in Romagna, sono stati accompagnati nella visita a ‘Fellini 100 – Genio immortale’ dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi e dal curatore dell’esposizione Marco Bertozzi. La mostra in 14 sale ripercorre l’arte e l’immaginario di Fellini, con ‘set’ dedicati, proiezioni e cimeli.

‘Le orme dell’acqua’, le reti della memoria di Gilda PantulianoArtista espone a Trastevere le sue intricate trame tra ecologia e inconscio

18 gennaio 202019:03

Un viaggio tra creature mostruose e intricatissime trame create con fotografie che ritraggono reti da pesca. È questo il percorso creativo della personale  di Gilda Pantuliano che inaugura il 25 gennaio alle 18.30 alla Art G.A.P Gallery in via San Francesco a Ripa a Roma a cura della storica dell’arte Federica Fabrizi.”È come un carosello di colori squillanti, a tratti violenti e dissonanti – spiega una nota dei curatori –  quelli utilizzati dall’artista che, attraverso la sua arte, grida tutto il suo amore e la sua preoccupazione per la sorte del mare. ’Le orme sull’acqua’ è il titolo della serie di collages fotografici digitali che denuncia gravi fenomeni relativi all’ambiente marino: la pesca fantasma e la sovrapesca. Già dal gioco di parole del titolo si evince il messaggio.”Il mio sogno – spiega Patuliano – sarebbe di far scendere a zero l’impronta ecologica dell’uomo sull’ecosistema marino. Il monito sempre presente nelle mie opere è di gestire con saggezza il terribile potere che deteniamo: quello di distruggere o salvaguardare la Natura”.I soggetti di molte opere sono le pareidolìe, basate sulla tendenza dell’artista a riconoscere forme antropomorfe e zoomorfe note in elementi dalle forme casuali, come le nuvole. L’osservatore può scegliere se seguire le suggestioni indicate dal titolo oppure immergersi nelle forme solo apparentemente astratte alla ricerca di figure, come in un test di Rorschach. Nelle opere converge molta introspezione psicologica: da esse emerge il suo stile visionario e la sua indole intuitiva, con il perenne bisogno di esplorare le profondità del proprio inconscio alla ricerca di emozioni sommerse.Le opere sono state esposte al Carrousel del Museo del Louvre, in gallerie di Madrid, Amburgo e Parigi, e a Napoli a Castel dell’Ovo, al Maschio Angioin e nel Museo di Pietrarsa.

Morto a 95 figlio di Tolkien, custode sua operaCuratore e letterato raffinato, criticò adattamento hollywoodiano

LONDRA17 gennaio 202011:27

E’ morto a 95 anni Christopher Tolkien, figlio dell’autore del Signore degli Anelli e curatore negli ultimi decenni dell’opera del celebre scrittore e accademico britannico. Ad annunciare la notizia sono state la Tolkien Society e la casa editrice HarperCollins UK.
Terzogenito di Tolkien, Christopher ne ha custodito l’eredità fin dalla sua scomparsa, nel 1973, curando la pubblicazione di buona parte delle varie edizioni originali dei lavori paterni in inglese uscite da allora con scrupolo e devozione. Una devozione che lo portò fra l’altro a criticare le libertà dell’adattamento cinematografico della trilogia, valsa un gigantesco successo planetario al regista premio Oscar Peter Jackson, come un tradimento del testo – e dello straordinario sottofondo culturale e spirituale dell’autore – in favore di “un film d’azione per ragazzi fra i 15 e i 25 anni”.
Charlie Redmayne, chief executive di HarperCollins, ha ricordato “Christopher” in un messaggio di condoglianze come un curatore colto, raffinato e rispettoso, capace di contribuire alla straordinaria popolarità letteraria consolidatasi attorno a JRR Tolkien negli ultimi decenni e a “portare le giovani generazioni verso la Terra di Mezzo”. “E’ stato un onore conoscere e lavorare con lui, il più affascinante degli uomini e un autentico gentleman”, conclude Redmayne, inchinandosi alla sua memoria e rivolgendo i propri pensieri ai familiari.

Al cinema nel 2019, crescono incassi e presenze

16 gennaio 202009:25

Nel 2019 al box office italiano si sono incassati 635.449.774 euro per un numero di presenze in sala pari a 97.586.858. Rispetto al 2018 si è registrata una crescita degli incassi del 14,35% e un aumento delle presenze del 13,55%. Sono fra i dati Cinetel sull’andamento generale dell’anno, illustrati oggi all’Anica.
E’ cresciuto rispetto al 2019 il box office della produzione italiana (incluse le coproduzioni): ha registrato un incasso di 134.8 milioni di euro (+5.39% rispetto al 2018) per una quota totale del 21.22% (nel 2018 era del 23,03%). E’ aumentata la quota del cinema statunitense con un risultato sul totale del 65,16% (era del 55,57% nel 2018) per un incasso di circa 414 milioni di euro.
“ll 2019 è un anno decisamente positivo – commenta Francesco Rutelli, presidente dell’Anica -. C’è un pieno ritrovato feeling con un grande pubblico nelle sale cinematografiche”. Questa crescita, tuttavia, “non può essere legata a pochi mesi all’anno e deve esserci una piena attuazione della legge Franceschini in tutta la sua articolazione, con i suoi strumenti per la produzione, la distribuzione, l’esercizio, le regole per le piattaforme, gli investimenti e le programmazioni nelle televisioni. la priorità adesso è il tax credit produttivo”.
In termini generali il primo incasso assoluto del 2019 è Il re leone con oltre 37,5 milioni di euro, seguito da Avengers: Endgame e Joker. Il film italiano che ha incassato di più nel 2019 è Il primo Natale di Ficarra e Picone (sesto posto generale, unico italiano nella top ten) con 13,3 milioni.
Seguono, fra gli italiani, Pinocchio (12/o) e 10 giorni senza mamma (19/o). Tra i primi 50 titoli per incassi, 13 sono italiani. Il fatto che sia sceso il numero di film distribuiti (495 nel 2019,-34 rispetto al 2018), di cui 193 di produzione o coproduzione italiana (-18 rispetto al 2018), ha favorito l’aumento dell’incasso medio, che per i film italiani registra +22,01%. “Le monosale sono quelle che sono cresciute di più come incassi – aggiunge Mario Lorini, presidente dell’Anec – ma in generale il fatto che l’esercizio si sia riunito è stato molto importante per avere una svolta”.
Dopo i primi tre mesi dell’anno negativi, “da aprile la filiera si è messa insieme per un impegno comune strutturato e sono arrivati i risultati” sottolinea il presidente Cinetel Davide Novelli. Ha ripagato la nuova programmazione estiva più ricca: i saldi positivi maggiori dell’anno sono stati registrati a luglio (+108,90%) e agosto (+45,91%, il più alto incasso per il periodo dal 1995), seguiti da aprile (+41,15%). Particolarmente brillante anche dicembre (+13,76 % rispetto al 2018), il migliore dell’ultimo decennio il terzo in assoluto dal ’95. Nella settimana di Natale gli incassi sono saliti del 13,94% e le presenze del 14.73%. Aggiungendo poi i giorni di festa fino alla Befana (quindi anche i primi sei giorni d’uscita di Tolo Tolo di Zalone), si arriva a +39,78% di incassi e +38.37% di presenze rispetto al 2018. “Sono numeri che ci Incoraggiano nel lavoro che stiamo facendo e anche nel differenziare l’offerta, una scelta che ha pagato in particolare a Natale dove gli spettatori, pur non trovando cinepanettoni, hanno scelto spesso nostri film – dice Francesca Cima, presidente della sezione produttori dell’Anica -. Nell’anno, gli ottimi incassi anche per film come Il traditore e Martin Eden dimostrano che il pubblico vuole qualità e vuole essere sorpreso”.
Nei primi mesi del 2020, “siamo già a +24 milioni rispetto al 2019 (grazie principalmente a Tolo Tolo, ndr) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma non va dato per scontato che in totale nel 2020 si supereranno i dati del 2019, ci sono ancora varie incognite – dice Luigi Lonigro, presidente della sezione distributori dell’Anica -. I numeri positivi dell’anno scorso ci fanno uscire da un triennio orribile. Nel 2019 siamo riusciti anche a superare i dati al botteghino della Spagna, un risultato che sembrava impossibile, ottenuto grazie a un’estate straordinaria che ci ha rimesso in linea con gli altri Paesi europei”.

Scherza con i fanti, storia e musica di italiani in divisaIn sala il premiato documentario di Pannone e Sparagna

16 gennaio 202013:58

Dire che ‘Scherza coi fanti’ di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna e’ solo un documentario dedicato al rapporto tra italiani ed esercito e’ ingiusto e riduttivo. Perche’ il film mettendo insieme belle immagini di repertorio, straordinarie musiche e pagine di diari dal fronte, alla fine, oltre a raccontare la guerra, fa anche una poetica operazione-nostalgia di un’Italia semplice che non c’e’ piu’.
Arriva nei cinema dopo la prima mondiale alle Giornate degli Autori dell’ultimo Festival di Venezia, applaudito e ben accolto dalla critica, il film, prodotto e distribuito da Istituto Luce-Cinecittà, uno dei documentari più premiati dell’anno: dalla recente vittoria come miglior docu al Festival del Cinema Italiano di Madrid, al Premio Speciale della giuria CICT-UNESCO ‘Enrico Fulchignoni’, il Premio SIAE al Talento Creativo assegnato a Pannone e Sparagna alle Giornate degli Autori, e il premio alla Carriera a Pannone conferito dal Festival del Documentario ‘Visioni dal Mondo-Immagini dalla Realtà’ di Milano. Ed entrato nella quindicina finalista come Miglior documentario ai David di Donatello. Una carrellata di riconoscimenti e attenzione di pubblico e critica, che accompagna l’uscita del film nelle sale italiane, dal 16 gennaio e fino a tutto febbraio, con un tour di proiezioni e teniture nelle principali città: Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Genova, e molte altre in calendario.Un tour che prevede la presenza degli autori in dibattiti in sala e di piccoli eventi musicali con protagonista Sparagna, una delle più brillanti e amate voci della musica popolare in Italia.
Dopo il viaggio nel mondo della credenza religiosa di ‘Lascia stare i santi’, la coppia creativa, tra cinema e musica, composta da Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna torna cosi’ ad analizzare la nostra identita’ culturale, ma sul fronte della guerra. E lo fa appunto con un percorso lungo oltre cent’anni, attraverso inediti canti popolari e immagini, e quattro diari di guerra che vengono dal passato. Ed esattamente: il diario di un soldato lombardo del Regio Esercito di stanza a Pontelandolfo, in Campania, tra i protagonisti dell’eccidio di civili piu’ cruento all’indomani dell’Unita’ d’Italia; quello di un autista viterbese del Regio Esercito, che nel 1935 ando’ a combattere in Etiopia dove scopri’ la realta’ dei gas ai danni della popolazione locale e quello di una giovane donna borghese, che divenne partigiana sulle montagne tra Parma e La Spezia. Infine, nel film anche le parole di un sergente napoletano della Marina militare, oggi quarantenne, che negli anni Novanta ha prestato servizio nelle missioni di pace internazionali e che in Kosovo ha scritto un diario ricco di umanita’. Sua grande preoccupazione, come si vede in una lunga intervista, quella di fornire abiti ai tanti bambini che incontrava in zona di guerra.
I diari nel docu si intrecciano ovviamente con i canti e le musiche popolari scelti, e talvolta composti ad hoc, dallo stesso Ambrogio Sparagna e con il repertorio di memoria dell’Archivio storico Luce. Tra le molte testimonianze quella di Ferruccio Parazzoli, che il destino ha voluto abitasse su quel Piazzale Loreto da lui “cantato” nei suoi romanzi. Chiusura in musica con la commovente e poetica ‘San Lorenzo’ di Francesco De Gregori

Manzini, Schiavone indaga dall’ ospedaleIl vicequestore torna in Ah l’amore l’amore

16 gennaio 202009:17

ANTONIO MANZINI, AH L’AMORE L’AMORE (SELLERIO, PP 335, EURO 15). Un proiettile “piccolo e infido” ha frantumato un rene a Rocco Schiavone. Il vicequestore è in ospedale, ad Aosta, e si annoia tra brodini con le stelline e bollito. Nel nuovo romanzo di Antonio Manzini, ‘Ah l’amore l’amore’, pubblicato da Sellerio, ripartiamo dalla fine del precedente libro ‘Rien ne va plus’ dove avevamo lasciato Rocco ferito in un lago di sangue. Colpito in uno scontro a fuoco durante l’arresto di una banda di falsari e rapinatori responsabili di un duplice omicidio a Saint-Vincent, il vicequestore ha perso un rene ma è irrequieto e non riesce a reprime il suo istinto da sbirro.
Schiavone, che nella fortunata serie in onda su Rai2 è interpretato da Marco Giallini, ha conquistato il cuore dei lettori con il suo anticonformismo , ma non smette mai di stupirci e questa volta indaga dalle corsie dell’ospedale dove lo sguardo sulla realtà diventa più introspettivo. Negli stessi giorni in cui lui è ricoverato, un altro paziente, l’imprenditore Roberto Sirchia, ha perso la vita in un intervento chirurgico simile al suo. Tutto sembra sia dipeso da una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato. La vedova e il figlio dell’imprenditore si scagliano contro la malasanità, ma a Rocco non convince questa ipotesi. Anche perchè ha molta stima del primario, il dottor Filippo Negri, che sarebbe il principale responsabile dell’errore. “I capelli bianchi pettinati come un vecchio senatore della Democrazia Cristiana, basso, cicciotello, con il naso che sembrava attaccato direttamente agli occhiali, gli ricordava un gnomo delle favole, quei personaggi piccoli e industriosi di cui ti puoi fidare ciecamente”: ecco il ritratto di Negri fatto da Manzini, che è anche sceneggiatore, ed ecco che Rocco capisce di dover indagare fuori dall’ospedale. “Lì dentro il tempo era sospeso, a regolare l’esistenza e la cadenza temporale erano i dolori,le pillole, analisi e prelievi. E le visite” racconta Manzini nelle oltre 330 pagine di ‘Ah l’amore l’amore’ che ha cominciato la serie con protagonista Schiavone nel 2013 con ‘Pista nera’.
Con il suo stile dissacrante, il vicequestore di stanza ad Aosta, comincia a guidare a distanza la sua squadra, ma è difficile dai corridoi dell’ospedale, che riempie di fumo di ogni tipo, raccogliere indizi, scavare nella vita dell’imprenditore, trovare il movente. “Ma possibile che solo io penso che sia un omicidio?” dice ad un certo punto Rocco che si affida sempre di più al suo intuito. Tra i riti e le atmosfere ospedaliere, gli odori e il cibo immangiabile, in malinconiche giornate di pioggia, Schiavone, ormai vicino ai cinquant’anni, diventa un po’ più morbido. C’e’ sempre un’ombra che lo segue lì fuori ,ma forse si affaccia anche un nuovo amore e le vicende private della sua squadra hanno maggior peso in questo caso.
Fino al primo giorno fuori dall’ospedale che Schiavone vive in sella alla Triumph Bonneville, senza casco. E poi, è un po’ stanco, ma è perchè si apre sempre, a modo suo, alla vita.

Netflix interessata a Harry e MeghanI vertici ammettono, la porta è aperta

19 gennaio 202012:59

– A partire dalla primavera Harry e Meghan non dovranno più adempiere ad obblighi legati alla famiglia reale, non utilizzeranno il titolo di altezze reali e non rappresenteranno formalmente la regina. Allora perchè non guardarsi intorno e puntare magari sulla più influente piattaforma in streaming di produzione tv, Netflix, come hanno fatto anche Michelle e Barack Obama? Nulla osta ad un loro coinvolgimento, secondo i vertici di Netflix: Ted Sarandos, a capo dei contenuti, lo ha confermato alla Press Assiciation durante un evento a Los Angeles. “Chi non sarebbe interessato? Si, certo”, ha detto.

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Sanremo 2020, da Bellucci alla Clerici: ecco le donne di Amadeus
Clerici, Leotta, D’Aquino, Chimenti e Novello

14 Gennaio 2020 11:15

Amadeus ha presentato in conferenza stampa alcune delle donne che saranno presenti con lui al Festival di Sanremo: Antonella Clerici, Diletta Leotta, Emma D’Aquino, Laura Chimenti, Francesca Sofia Novello.”E’ confermata anche la presenza di Monica Bellucci, la seconda sera”, annuncia Amadeus, nella tradizionale conferenza stampa di presentazione. “Ci saranno anche Rula Jebreal, Sabrina Salerno, Alketa Vejsiu, Mara Venier e Georgina Rodriguez (nella serata del giovedì)”.Tra gli ospiti ci saranno anche la popstar Dua Lipa e Johnny Dorelli. Confermati poi Massimo Ranieri che canterà con Tiziano Ferro e Mika. “Su altri nomi stiamo lavorando per chiudere i contratti – aggiunge il direttore artistico -: vorremo Al Bano e Romina, con un inedito scritto da Malgioglio, Zucchero e Ultimo. Speriamo di averli”.”Ho incontrato Rula Jebreal la prima volta a settembre”, ha raccontato Amadeus in conferenza stampa. “Volevo una giornalista internazionale che parlasse di donne. Come sapete – ha aggiunto alludendo alle polemiche dei giorni scorsi – mi occupo di spettacolo e non di politica, nel mio Sanremo è lo show che deve prevalere. Cercavo una persona dal sapore e dall’esperienza internazionale che parlasse di donne: quando si accusa la violenza, penso che non ci sia colore della pelle, ceto sociale o appartenenza politica che tenga. La donna va rispettata ovunque nel mondo”.”Sarà fantastico fare parte del cast di Sanremo. Amadeus ha realizzato un sogno”, dice Tiziano Ferro in un video trasmesso durante la conferenza di presentazione. “Sanremo mi ha fatto diventare sognatore: lo guardavo da piccolo immaginando di fare quello nella vita. A 40 anni essere felice come un bambino di 8 è una fortuna”. Tiziano Ferro sarà presente tutte e 5 le serate al teatro Ariston: “Succederanno cose belle, divertenti e anche emozionanti. Amadeus è persona appassionata, merita quello che sta vivendo adesso. Sarà una bella, bella edizione. Non vedo l’ora di esserci”.

Tributo all’autore di ‘O sole mio nel centenario della morteMusica e poesie con la presentazione di due canzoni dimenticate

14 gennaio 202012:51

– Una mattinata di canzoni e poesie a Napoli per ricordare l’autore di ‘O sole mio nel centenario della morte. Si intitola Capurro 100 il tributo a Giovanni Capurro in programma domenica 19 gennaio alle 11.30 presso la sala da concerto Napulitanata.
Ideato dalla Fondazione Bideri e promosso con Napulitanata, l’evento celebra una delle figure più importanti della canzone classica napoletana. Giovanni Capurro se ne andò il 18 gennaio 1920, lasciando un patrimonio di versi che, solo in forma musicale, conta oltre 200 titoli.
Capurro 100 vedrà protagonisti l’ensemble Napulitanata, la cantante Francesca Fariello, il giornalista-poeta Gianni Valentino e lo studioso Ciro Daniele.
Proprio Ciro Daniele darà il via alla matinée con un intervento dedicato alla poetica e alla vita di Giovanni Capurro. Subito dopo sarà la volta del collettivo Napulitanata che interpreterà Lili Kangy, Ammore che gira, Addo cemette ‘o musso Margarita e Quanno mammeta nun ce sta.

Arte: Belice, sindaco, restaurare opere di ConsagraAppello al ministro Beni culturali, sculture a rischio

PALERMO14 gennaio 202013:01

– Nei giorni in cui ricorre l’anniversario per il terremoto del Belìce, che nel 1968 distrusse interi paesi, compresa Gibellina, il sindaco di Gibellina, Salvatore Sutera e l’assessore alla cultura, Tanino Bonifacio, hanno inviato una lettera al ministro per i beni culturali, Dario Franceschini “affinché si possano restaurare, in breve tempo, le numerose opere che Pieto Consagra, amico di Ludovico Corrao, realizzò nel nuovo centro di Gibellina.
L’appello rivolto al Ministro ha proprio come tema “Salviamo la bellezza di Gibellina” e, non a caso, è stato rivolto a Franceschini in occasione del centenario della nascita del maestro: Consagra nacque a Mazara del Vallo ed è stato sepolto, per sua volontà, al cimitero di Gibellina nel 2005. Gibellina è stata eletta a luogo altamente simbolico da Consagra e, proprio qui, il maestro volle realizzare il progetto di “Città frontale” dice Bonifacio. Le opere di Consagra non sono state mai restaurate, ma alcune di loro ora sono a rischio.

Riparte Scrittura creativa PordenonescriveAnche Tarabbia tra docenti 11/a edizione

PORDENONE15 gennaio 202011:04

– Per cinque settimane Pordenone riprende le attività di scrittura creativa con la 11/a Scuola di Scrittura Creativa, curata dagli scrittori Alberto Garlini e Gian Mario Villalta, promossa dalla Fondazione Pordenonelegge e che annovererà tra i docenti Andrea Tarabbia (Premio Campiello).
L’appuntamento è dal primo febbraio al 7 marzo 2020, ogni sabato; è prevista una ‘full immersion’ di 36 ore di lezione per “Scrivere insieme le trame della vita”.
In particolare, Michela Marzano approfondirà i rapporti tra fiction e autobiografia; Nadia Terranova terrà una lezione dedicata al gotico siciliano e un laboratorio sul romanzo famigliare. Marcello Fois si soffermerà, invece, sull’amicizia, Tullio Avoledo sull’Ucronia (possibilità di inventare sviluppi diversi della storia), mentre i curatori di Pordenonescrive, Alberto Garlini e Gian Mario Villalta, daranno vita ad altrettanti laboratori sulla costruzione del romanzo e alla poesia come forma “alta” di utilizzo della lingua.

Dua Lipa e Johnny Dorelli tra gli ospiti di SanremoConfermati anche Massimo Ranieri e Mika

14 gennaio 202015:37

– Tra gli ospiti di Sanremo ci saranno anche la popstar Dua Lipa e Johnny Dorelli. Lo ha reso noto Amadeus, durante la conferenza stampa di presentazione del festival.
Confermati poi Massimo Ranieri che canterà con Tiziano Ferro e Mika. “Su altri nomi stiamo lavorando per chiudere i contratti – aggiunge il direttore artistico -: vorremo Al Bano e Romina, con un inedito scritto da Malgioglio, Zucchero e Ultimo.
Speriamo di averli”.

Libri per bimbi dominano top 10 della NY Public LibraryPrimo “Un giorno di neve”, poi anche Seuss, Sendak, E.B. White

NEW YORK15 gennaio 202011:03

I libri per l’infanzia dominano la top ten dei volumi piu’ prestati di sempre dalla Public Library di New York. La biblioteca, la cui sede principale su Fifth Avenue e’ guardata a vista da leoni di pietra, ha pubblicato l’elenco in occasione del 125esimo anniversario della fondazione e “The Snowy Day” (Un giorno di neve) di Ezra Jack Keats e’ in testa alla classifica con 485.584 uscite dalla pubblicazione nel 1962.
E’ una favola semplice di un bambino afroamericano che per la prima volta si trova in mezzo a una nevicata. L’avventura del piccolo Peter “e’ uno di primi esempi di diversità nella letteratura per l’infanzia”, ha commentato la Library in una nota che accompagna la classifica.
Secondo in lista e’ il leggendario “Cat in the Hat” di Dr.
Seuss, preso in prestito per ben 469.650 volte. Altri libri per bambini sono inclusi nella top ten: “Nel Paese dei Mostri Selvaggi” di Maurice Sendak, pubblicato nel 1963, ha circolato per 436.016 volte, seguito da “La Tela di Charlotte” di E.B.
White con 337.948 prestiti e, al decimo posto, “Il piccolo Bruco Maisazio” di Eric Carle. In lista anche libri per adulti come “1984” di George Orwell, terzo classificato, “Il Buio oltre la Siepe” di Harper Lee, al quinto posto, “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, settimo, e “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie all’ottavo posto. Nono, a meta’ tra grandi e bambini, “Harry Potter e la Pietra Filosofale”. La lista non include “Buonanotte Luna”, il popolarissimo libretto illustrato di Margaret Wise Brown e la Library spiega il perché: sarebbe entrato in classifica se non fosse che una bibliotecaria, Anne Carroll Moore, odiava tanto il racconto all’epoca della pubblicazione nel 1947 che la biblioteca non lo inserisco’ in catalogo che nel 1972.

Piccinni, ‘cervello in fuga’ nel SettecentoRinomato alla corte di Maria Antonietta, lo celebra la sua Bari

BARI14 gennaio 202018:14

– Compositore di successo alla corte di Maria Antonietta, Niccolò Piccinni viene celebrato dalla sua Bari nel giorno della nascita, il 16 gennaio di 292 anni fa, per iniziativa del Fai di Bari con il Museo civico, il Conservatorio e tante adesioni. “Ora diremmo un cervello in fuga – sottolinea il sindaco di Bari, Antonio Decaro -. Da quest’anno vogliamo che sia un appuntamento ricorrente, nel segno della conoscenza e della gratitudine nei confronti di un musicista internazionale a cui è intitolato il nostro Teatro Comunale, appena riaperto dopo un lungo e accurato restauro”.
A Bari anche il Conservatorio si chiama Piccinni. Nato nel 1728, si formò a Napoli e contribuì allo sviluppo dell’Opera Buffa, ma il suo grande successo lo ebbe alla corte di Parigi.
Le celebrazioni partiranno alle 17 con l’illuminazione della statua di Piccinni nel centralissimo corso dove affacciano il Teatro e il Comune, per concludersi a Casa Piccinni in piazza Mercantile, dopo concerti e altre iniziative.

Moda: Rita Ora nel Magic Garden di Thomas SaboLa cantante protagonista campagna gioielli del marchio tedesco

14 gennaio 202017:18

– Rita Ora è la protagonista della campagna della collezione di gioielli e orologi per la primavera-estate 2020 del marchio tedesco Thomas Sabo. Ispirata ad un giardino magico, la collezione ruota intorno a inedite creazioni a foggia di colibrì, libellule e caleidoscopi.
Realizzata in argento sterling, la collezione ispirata alla natura sfodera pietre colorate in nuance che vanno dai toni pastello ai colori dell’arcobaleno, particolari rifiniti in oro giallo e dettagli che si accendono di riflessi iridescenti.
Classici reinterpretati, charms e orologi coordinati vanno ad aggiungersi alle nuove proposte.

Doris Femminis vince il Premio svizzero dei letteratura 2020La cerimonia di premiazione il 13 febbraio a Berna

14 gennaio 202017:43

– Doris Femminis con ‘Fuori per sempre’, pubblicato da MarcosyMarcos, è la vincitrice del ‘Premio svizzero di letteratura 2020’. La cerimonia di premiazione avrà luogo il 13 febbraio presso la Biblioteca nazionale svizzera a Berna.
“Fuori per sempre affronta con oggettività il tema difficile dell’abuso e del disagio psicologico, costruendo la narrazione intorno al punto di vista di personaggi realistici e complessi.
Privo di compiacimenti, asciutto nello stile, il romanzo rappresenta efficacemente ambienti e paesaggi, tanto naturali quanto sociali. Femminis ha saputo costruire una trama in cui la reticenza e la rivelazione si alternano e si intrecciano per raccontare con piena consapevolezza un’esperienza umana profonda e autentica” sottolinea la motivazione al premio.
La Femminis è nata nel 1972 tra le montagne della Svizzera italiana.

Arte: tutto pronto a Bologna per via Art City 2020Spettacoli e mostre in tutta la città dal 24 al 26 gennaio

OLOGNA14 gennaio 202017:47

– L’arte protagonista nei luoghi dismessi o recuperati di Bologna, più spazio alle artiste, quest’anno più numerose dei colleghi uomini, e un vivace “confronto generazionale”, come lo ha definito il direttore artistico Lorenzo Balbi, “tra affermati protagonisti e giovani emergenti” per dare spazio a tutti. Sono alcuni dei tratti distintivi della art week che segna l’ottava edizione di Art City Bologna, il cartellone di oltre centro tra mostre, eventi, performance e spettacoli promosso dal Comune in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza con Arte Fiera, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea in calendario dal 24 al 26 gennaio.
Un’edizione che “non ha un tema preciso – ha aggiunto – ma che è un’unione di tanti argomenti. Per il 2020 il medium è la pittura”. Sotto la direzione di Balbi, è stato ideato un ricchissimo programma che prevede uno special project e 22 main project, tutti gratuiti, riassunti in una guida, formato tabloid, e in una app interattiva. Sabato 25 gennaio torna la Art City White night, la notte bianca dell’arte con gallerie, palazzi storici e negozi aperti, performance ed eventi.
“Art City è un progetto che è esploso negli ultimi anni – ha commentato l’assessore comunale alla cultura Matteo Lepore – è bello potere usare spazi dismessi come Dumbo o altre strutture per ospitare l’arte”. Tra gli eventi da non perdere “c’è la prima nazionale di ‘La vita nuova’ di Romeo Castellucci – ha aggiunto Balbi – in programma a Dumbo nel fine settimana di Arte Fiera, la mostra internazionale al Mambo dal titolo ‘AgainandAgainandAgainand’, sul tema delle ciclicità del tempo con opere di artisti presentati anche per la prima volta in Italia e l’apertura al pubblico dello studio di Concetto Pozzati, simbolo per l’arte bolognese”.

Stoner, esce in edizione economica romanzo cultoIl 16 gennaio per Fazi Editore

14 gennaio 202019:22

Arriva in libreria il 16 gennaio, in edizione economica a 10 euro, ‘Stoner’, il romanzo culto dell’americano John E. Williams – pubblicato da Fazi nella traduzione di Stefano Tummolini – che ha vissuto una vera e propria rinascita in questi ultimi anni.
Poeta e narratore, nato nel 1922 in una famiglia di modeste condizioni economiche del Texas, John Edward Williams, dal 1942 al 1945 è stato di stanza in India e in Birmania. Ha vissuto a Denver, dove è morto nel 1994, tutta la vita. E’ autore di Stoner, Butcher’s Crossing, Augustus e Nulla, solo la notte.
Nelle 330 pagine di Stoner, apparso per la prima volta nel 1965 senza grande clamore, ristampato dalla New York Review Books nel 2006, Williams racconta la vita all’apparenza piatta e desolata del professor Stoner che non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato. Il professore mantiene sempre lo stesso lavoro, resta infelicemente sposato alla stessa donna per quasi quarant’anni, ha sporadici contatti con l’amata figlia, per i suoi genitori è un estraneo e per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Un’esistenza in fondo banale che Williams e’ riuscito a trasformare in una storia appassionante

Bastianich, nello spettacolo vince la passioneDa 15/1 su TV8 imprenditore nuovo giurato a Italia’s Got Talent

15 gennaio 202009:37

“Per me quello dello spettacolo è un mondo fatto di passione, e quando si tratta di talento, giudicare è molto più complicato. Il talento o ce l’hai o non ce l’hai”. Se in cucina ha sempre sferzato con il suo “caratteraccio” inflessibile gli aspiranti chef giunti al suo cospetto, forse questa volta mostrerà un lato diverso di sé Joe Bastianich protagonista nelle vesti di nuovo giurato, sempre temutissimo, della edizione 2020 di “Italia’s Got Talent”, il programma prodotto da Fremantle e condotto per il quarto anno da Lodovica Comello che dal 15 gennaio sarà in onda su TV8 tutti i mercoledì alle ore 21.30 in prima visione.Direttamente da Masterchef Italia, Bastianich dividerà con Federica Pellegrini, Mara Maionchi e Frank Matano, veterano del gruppo al suo quinto anno come giurato, l’arduo compito di giudicare l’ampia schiera di ballerini, cantanti, imitatori, illusionisti, contorsionisti, funamboli, comici ed addestratori che si presenteranno sul palco per mostrare quanto sono bravi in soli 100 secondi. “In cucina, dopo 30 anni di ristorazione, sono diventato molto esigente: credo che in quel settore si tratti molto di talento, quanto di tecnica e di tante prove. Con l’arte invece è diverso, è l’emozione ciò che ti colpisce, per questo sarò meno severo con i concorrenti e avrò un altro atteggiamento”, dice Bastianich al telefono intercettato mentre si trova a New York. Nelle 7 puntate di audizioni (registrate nei teatri di Avellino, Milano e Vicenza), prima di arrivare all’attesissima finale live (in cui a decretare il vincitore saranno gli spettatori da casa), ciascun concorrente avrà dunque meno di due minuti per non essere eliminato, dimostrare di valere almeno 3 “sì” della giuria e ottenere il lasciapassare alla fase successiva della gara, o magari per meritarsi addirittura l’ambitissimo Golden Buzzer, il pulsante dorato con il quale i giurati possono far accedere il candidato direttamente alla finale.Da quest’anno poi anche il pubblico sarà dotato di un proprio Golden Buzzer: alla fine della settima puntata verrà aperto il televoto e il pubblico potrà votare e scegliere il proprio finalista, aggiungendolo agli 11 selezionati dalla giuria. “Anche io mi metterò in gioco come musicista e cantante”, assicura l’imprenditore, che si è trovato benissimo con i suoi compagni di avventura, “Mara la conosco da anni, ho conosciuto la campionessa Federica e Matano, col quale ormai siamo migliori amici: questa è una giuria fantastica, super adatta al programma e molto divertente”. Anche in questa edizione di “Italia’s Got Talent” sono in tanti gli aspiranti campioni del talento: tra i partecipanti, il 50% dei concorrenti proviene dal Nord, il 22% dal Centro, il 16% dal Sud e il 12% dall’estero, con una predominanza di ballerini (21%), seguiti da musicisti (11%) e comici (10%), e il 41% degli iscritti che ha un’età compresa tra i 26 e i 41 anni (il concorrente più giovane è un sassofonista di appena 5 anni, la più anziana una ballerina di 94 anni). Se dovesse dare un consiglio a chi si appresta a salire sul palco cosa gli direbbe per fare colpo sul pubblico? “Gli direi di trasmettere passione, di colpire al cuore con la propria arte chi ha davanti”, afferma Bastianich, “non è importante essere il più bravo al mondo nel canto o nel ballo, ma arrivare al pubblico”. Ma c’è qualcuno tra tanti concorrenti che l’ha colpita al cuore? “Posso garantire che c’è, ma non voglio rovinare la sorpresa”. VAI ALLE NOTIZIE DELLA REGIONE PIEMONTE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

All’Omero di Ancona 35 mila visitatori nel 2019
Nuovo allestimento e sezione Made in Italy con Della Valle

ANCONA14 gennaio 202017:52

– Quasi 35 mila visitatori, 60 eventi, nove mostre e 700 laboratori, cui si aggiungono 30 convegni e corsi di formazione assieme a consulenze in Italia e all’estero (Egitto) sul tema dell’accessibilità museale. E’ il lusinghiero bilancio 2019 del Museo Omero tracciato in un incontro stampa ad Ancona dal presidente Aldo Grassini. Primo contenitore di opere d’arte che si possono toccare, la struttura è diventata dalla sua fondazione nel 1993 un punto di riferimento internazionale su come allestire uno spazio museale aperto a tutti, che ha visto crescere negli ultimi tre anni del 38% il numero delle visite, diventando grazie alle sue molteplici iniziative luogo d’incontro per eventi culturali. Tra questi, oltre alla tradizionale rassegna estiva di teatro e musica ‘Sensi d’estate’, anche l’VIII edizione della Biennale Arteinsieme, cui hanno partecipato 200 scuole e oltre 100 musei e luoghi della cultura, assieme alla mostra ‘Rabarama e i giovani artisti, coi lavori di talenti emergenti ispirati ai temi della nota scultrice. Tra le esposizioni, quella di maggior successo (5.000 presenze) e ancora in corso, è la mostra ‘Toccare la bellezza. Maria Montessori Bruno Munari’, che ha messo insieme per la prima volta i lavori della famosa pedagogista e del grande artista e designer nel segno della tattilità, e che il 25 gennaio prossimo ospiterà un convegno internazionale con Philippe Daverio e la presentazione del catalogo. Per il 2020 si prevede di varare il nuovo allestimento del Museo, che richiede un concorso internazionale, e l’apertura dell’attesa sezione Made in Italy (nella Sala Boxe) donata dall’imprenditore Diego della Valle. Sarà uno spazio dedicato al meglio del design dal 1950 ad oggi, con auto, oggetti di arredamento e di moda che hanno fatto la storia della creatività industriale. E’ prevista invece per l’8 febbraio l’inaugurazione della mostra itinerante ‘Toccar con mano i Longobardi’, percorso tattile di modellini di sette città longobarde italiane che inizia da Ancona il suo percorso espositivo. Tra breve il Museo Omero sarà inoltre segnalato da un totem vicino a Porta Pia denominato Vela al Vento, con video per illustrare gli eventi previsti.

Mostre: arte e fumetti Palazzo Malaspina exhibitions 2020Nuova stagione al via il 18/1 a Barberino Tavarnelle

FIRENZE14 gennaio 202017:54

– Storia, disegno, pittura, scultura, fumetto e arte contemporanea: sono gli ingredienti della stagione culturale del Comune di Barberino Tavarnelle (Firenza) ‘Palazzo Malaspina exhibitions 2020’ presentata oggi nella sede del Consiglio regionale.
La stagione del Malaspina sarà aperta con la mostra collettiva (sabato 18 gennaio) ‘Teste per aria piedi per terra’ con oltre 50 opere del mondo della narrazione illustrata. Sono in cartellone una decina di personali e collettive, con scultori e pittori italiani e stranieri tra cui la rassegna ‘Chianti Comics’ (dal 24 ottobre al 29 novembre) con le firme più celebri del fumetto italiano, la mostra di Paolo Staccioli e Danilo Fusi (dal 4 aprile al 24 maggio), un ‘primo piano’ dedicato al pittore chiantigiano Sergio Nardoni (dal 30 maggio al 19 luglio) e l’esposizione delle tele Joyce Brian (dal 1 agosto al 6 settembre). La stagione espositiva si concluderà con la sesta edizione dei ‘Presepi in mostra’ che accoglierà le interpretazioni del tema della Natività, in forma artigianale e artistica dal 5 dicembre 2020 al 10 gennaio 2021.
“Accoglieremo un anno di eventi che intreccia diverse forme espressive – ha detto il sindaco David Baroncelli – confermando una cifra stilistica in questi anni apprezzata da migliaia di visitatori”. Il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani ha evidenziato “questo impegno”, definito “l’esempio di una Toscana che scommette sulla cultura come leva di attrazione turistica per tutta la nostra regione, e non solo per le grandi città”.

Moda: ispirazione Natura per nuova campagna S/S 2020Foto di Brigitte Niedermair, modelle Selena Forrest e Ruth Bell

14 gennaio 202018:19

– Dior presenta la campagna per la collezione ready-to-wear primavera-estate 2020 di Maria Grazia Chiuri, ispirata all’armonia della natura. Di fronte all’obiettivo di Brigitte Niedermair, le modelle Selena Forrest e Ruth Bell incarnano lo spirito impegnato delle creazioni del direttore artistico. Un vero inno al giardino e alla bellezza della sua diversità, questa serie di foto, accattivanti ed estive, mette in mostra i codici dello spettacolo, dai set tie & dye alla silhouette reinventata del Bar. I fiori selvatici, come tanti tesori conservati in un erbario, sono delicatamente ricamati sugli sguardi, come un manifesto appassionato di eleganza secondo Dior, punteggiato da preziosi accessori con uno spirito couture.

Gucci torna all’infanzia contro la mascolinità tossicaGrembiuli e bermuda, gattini e calzini

14 gennaio 202018:23

Alessandro Michele spiega il senso della collezione Gucci per il prossimo inverno, che è un viaggio nell’infanzia tra pantaloni corti, grembiulini, magliette in taglie da bambino e scarpette con gli occhietti.
Il tema è quello di “una mascolinità che non esclude, il raccontare la complessità dell’essere uomo non per forza come ci è stato raccontato crescendo”. Per questo Alessandro Michele ha “immaginato di tornare un po’ bambino, quando ci viene permesso di essere liberi e meno etichettati perché poi quando cresci – spiega subito dopo lo show – ti dicono “questo non lo puoi più fare”, “questo non è da maschio o da femmina” ed è interessante scoprire come reimparare, tornare indietro è un modo di tornare a imparare, usare il tempo in un modo arbitrario e dire “proviamo a fare qualcosa di diverso perché la tossicità dell’essere maschile in un modo stereotipato é pericolosa – sottolinea – sia per gli uomini che per le donne, gli uomini ne sono schiavi e le donne lo subiscono”.

Diletta Leotta, l’Ariston sarà il mio stadio”Per me sarà come stare a San Siro o al Bernabeu”

SANREMO15 gennaio 202009:34

“L’Ariston sarà il mio stadio.Mi sentirò come a San Siro o al Bernabeu, quello sarà il mio stadio e, per la prima volta, avrò la possibilità di passare da bordo campo direttamente in campo, sperando di poter essere un buon centravanti”. Così Diletta Leotta, volto televisivo del calcio prima per Sky poi per Dazn, si prepara a tornare a Sanremo, stavolta tra le ‘regine’ del festival. “In questo caso i calciatori siamo noi donne e scenderemo in campo con il mister Amadeus, che ci guiderà nel modo migliore”. Amadeus è interista… “Io sarò imparziale e poi ci sarà Georgina, la compagna di Ronaldo, per assicurare la quota bianconera” che farà rivivere la sfida scudetto. Il 70/o Festival di Sanremo sarà anche una celebrazione della figura femminile in cui Diletta esclude che ci sarà gara ad essere la ‘prima donna’. “Nasceranno amicizie, non ci saranno sfide tra noi. Sono contenta, ci sono tante donne con sfaccettature molto diverse l’una dall’altra. Sono particolarmente felice per la presenza di Antonella Clerici che mi ha dato un sacco di consigli e mi ha fatto da Cicerone a Sanremo, un palco che conosce molto bene”. E poi c’è Rula Jebreal, che arriva dopo tante polemiche. “E’ una donna forte e coraggiosa. Sono molto contenta di aprire Sanremo con lei”. Diletta, il calcio, la tv e la musica… quale preferisce? “Faccio radio da tre anni e ascolto tantissimo la musica che va in onda in radio. Qui a Sanremo devo essere imparziale, non posso sbilanciarmi troppo”. Che Diletta sia già la beniamina di questo Festival lo dimostra anche il fatto che tutti la cercano. Finita la conferenza stampa di presentazione del Festival subisce un vero e proprio assalto da giornalisti, fotografi, cineoperatori e addetti ai lavori, magari solo per un selfie. “Volevo mangiare una pizzetta, ma non ce l’ho ancora fatta – dice con ironia – ma tanta attenzione mi inorgoglisce. Non vedo l’ora di cominciare questa avventura, di godere di tutto questo entusiasmo, di farmi trasportare da questa onda bellissima. Sono felice anche perché da oggi posso parlare di questo: finora non l’ho fatto, da ora potrò rispondere a tutti i messaggi che mi sono arrivati in queste settimane”. L’assalto si attenua, c’è il tempo per una pizzetta, un pasticcino, un calice di bollicine. Ora per Diletta scatta la lunga vigilia verso la discesa in campo all’Ariston: la maglia da titolare l’ha già conquistata. Non le resta che aspettare il fischio d’inizio.

Libri per bimbi dominano top 10 della NY Public LibraryPrimo “Un giorno di neve”, poi anche Seuss, Sendak, E.B. White

NEW YORK15 gennaio 202010:20

I libri per l’infanzia dominano la top ten dei volumi piu’ prestati di sempre dalla Public Library di New York. La biblioteca, la cui sede principale su Fifth Avenue e’ guardata a vista da leoni di pietra, ha pubblicato l’elenco in occasione del 125esimo anniversario della fondazione e “The Snowy Day” (Un giorno di neve) di Ezra Jack Keats e’ in testa alla classifica con 485.584 uscite dalla pubblicazione nel 1962.
E’ una favola semplice di un bambino afroamericano che per la prima volta si trova in mezzo a una nevicata. L’avventura del piccolo Peter “e’ uno di primi esempi di diversità nella letteratura per l’infanzia”, ha commentato la Library in una nota che accompagna la classifica.
Secondo in lista e’ il leggendario “Cat in the Hat” di Dr.
Seuss, preso in prestito per ben 469.650 volte. Altri libri per bambini sono inclusi nella top ten: “Nel Paese dei Mostri Selvaggi” di Maurice Sendak, pubblicato nel 1963, ha circolato per 436.016 volte, seguito da “La Tela di Charlotte” di E.B.
White con 337.948 prestiti e, al decimo posto, “Il piccolo Bruco Maisazio” di Eric Carle. In lista anche libri per adulti come “1984” di George Orwell, terzo classificato, “Il Buio oltre la Siepe” di Harper Lee, al quinto posto, “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, settimo, e “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie all’ottavo posto. Nono, a meta’ tra grandi e bambini, “Harry Potter e la Pietra Filosofale”. La lista non include “Buonanotte Luna”, il popolarissimo libretto illustrato di Margaret Wise Brown e la Library spiega il perché: sarebbe entrato in classifica se non fosse che una bibliotecaria, Anne Carroll Moore, odiava tanto il racconto all’epoca della pubblicazione nel 1947 che la biblioteca non lo inserisco’ in catalogo che nel 1972.

Scorsese e Lirico Cagliari, docu-film sbarca in UsaPrima mondiale per “The Oratorio” a festival Santa Barbara

CAGLIARI14 gennaio 202019:18

– La Sardegna con il Coro e l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari conquista la ribalta internazionale. Sarà proiettato il 23 gennaio in prima mondiale in California, al festival cinematografico di Santa Barbara, “The Oratorio”, il documentario che vede protagonista e ideatore Martin Scorsese, il celebre regista statunitense naturalizzato italiano. Prodotto dalla Provenance Productions di New York per la regia di Jonathan Mann, racconta la riscoperta e prima esecuzione moderna, ad opera del Lirico di Cagliari, del concerto “Oratorio for the Benefit of the Orphan Asylum” (1826).
“Il programma, che ebbe all’epoca come solisti Maria Malibran e suo padre Manuel Garcia, è stato eseguito il 16 ottobre 2018 nella basilica di Old St Patrick a Little Italy da Orchestra e Coro del Teatro, diretti da Donato Renzetti, nell’ambito del progetto di internazionalizzazione della Fondazione da me realizzato negli anni del mio mandato col sostegno della Regione Sardegna e del Mibac”, spiega l’allora sovrintendente Claudio Orazi, oggi alla guida del Carlo Felice di Genova. Dello spartito si erano perse le tracce, ma si è riusciti a ricostruirlo e riproporlo nella sua interezza quasi 200 anni dopo. Scorsese rievoca gli anni in cui da piccolo frequentava quella parrocchia, partecipava al coro della chiesa, per poi diventarne benefattore.
Il progetto di internazionalizzazione del Lirico è culminato con la produzione dell’Ape musicale – prima opera italiana destinata al pubblico americano – di Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart e fine uomo di cultura, “figura cardine nell’instaurazione dei rapporti culturali tra Italia e Stati Uniti – aggiunge Orazi – ‘The Oratorio’ celebra questo antico legame”. Proprio nella cattedrale di Saint Patrick furono celebrati i funerali di Da Ponte. Un’altra coincidenza significativa, che “come in un melodramma – sottolinea il sovrintendente – intreccia i destini degli artisti italiani che hanno dato lustro al Belpaese in terra americana”.
Esprime la sua soddisfazione Nicola Colabianchi, attuale sovrintendente a Cagliari: “Questa ribalta internazionale è motivo di orgoglio, risultato di un’attenzione verso uno sguardo più universale”.

Moda: iniziative green con gli occhiali StingCon Save the planet a sostegno Amazzonia respiro del mondo

14 gennaio 202019:45

– Sting, brand di occhiali del gruppo De Rigo, si schiera in difesa dell’ambiente nella battaglia contro il cambiamento climatico con tre progetti rivolti ad un pubblico di giovani sensibili al tema della sostenibilità ambientale. Il brand ha deciso di essere al fianco della onlus Save the Planet, attiva nella promozione di progetti collettivi green, impegnandosi a compensare le proprie emissioni di Co2 nell’atmosfera e contribuendo così a ridurre l’impatto dannoso che l’uomo ha quotidianamente sull’ambiente. In quest’ottica Sting sosterrà l’iniziativa Amazzonia respiro del mondo, campagna di raccolta fondi a favore dell’Escola Agricola Rainha Dos Apostolos di Manaus che nel cuore della foresta pluviale, promuove il rispetto e la tutela dell’ecosistema. L’intervento di Sting in difesa dell’ambiente non si limita ad iniziative benefiche, ma investe anche i suoi prodotti.
Al fine di ottenere un’effettiva riduzione nell’utilizzo della plastica usa e getta, il più giovane housebrand di De Rigo si è interrogato su come rendere meno nocive per il pianeta le diverse parti che compongono la confezione di un paio di occhiali: dall’astuccio alla bustina, fino all’espositore presente nel negozio dell’ottico. Ogni componente è riciclabile, non plastificata e certificata FSC (Forest Stewardship Council), regolarmente tracciata e realizzata con materie prime derivanti da foreste gestite secondo principi eticamente corretti. Alcune componenti sono state anche reinventate per offrire nuove opportunità di utilizzo. L’astuccio porta occhiali, ad esempio, è stato trasformato in una borraccia nei colori verde, blu e rosso a simboleggiare il legame con la terra, il mare e l’energia vitale. Inoltre Sting lancia proprio in questi giorni, coinvolgendo oltre duemila classi delle scuole superiori italiane Your Talent, Your Future, che vedrà gli studenti impegnati in un contest di progettazione per l’occhiale del futuro che premierà le idee migliori con buoni spesa per istituti e ragazzi. I docenti guideranno gli studenti attraverso un percorso formativo fondato sulla consapevolezza del cambiamento climatico e l’attenzione all’ambiente.

Achille, l’eroe malinconicoNelle pagine di Norcia rivive l’antico mito

15 gennaio 202011:02

GIUSEPPINA NORCIA, L’ULTIMA NOTTE DI ACHILLE (Castelvecchi, 157 pp, 17,50 euro) Bisogna avere sangue ellenico nelle vene per scrivere un libro così. Non per la capacità stilistica di assorbire e riproporre il ritmo e il tono di Omero, ma per la padronanza di interpretarne lo spirito, appropriandosi dei sentimenti e dei princìpi achei. Dunque questa ultima notte di Achille ripropone la vita dell’eroe in una inedita versione, collaterale all’Iliade, tangenziale al corso degli eventi che attraversò Achille nella sua breve vita, e all’ardore che lo animò.
Bisogna, dunque, essere almeno siciliani, come è l’autrice, Giuseppina Norcia. A raccontare le gesta e la vita non è in prima persona la Norcia però, oppure Omero, né uno di quei tanti autori dell’epoca che, come era uso, intersecavano brani e nomi noti a nuove storie, a nuovi fatti, aggiungendo mito al mito, volti all’almanacco eterogeneo che abitava il Pantheon e più in basso l’Acropoli e la società comune, in un intreccio di destini, già scritti. La novità introdotta dalla Norcia sta nel fatto che a raccontare la vicenda è un protagonista d’eccezione: Thanatos, la Morte, il dio nero e silenzioso, colui che rimane “quando anche gli dei fuggono per non sporcarsi di dolore e di sangue, per non vedere abissi di solitudine e rimpianto aprirsi negli occhi di un uomo che muore”. Thanatos, colui che tutti porta via e che accompagna Achille, in paziente attesa, dal concepimento dei passionali Teti e Peleo fino allo scoccare della freccia davanti alle Porte Scee durante l’assedio di Troia, l’inutile mattatoio. Lì dove trovano la morte i migliori: Patroclo, l’amante di Achille che di questi veste le armi, Ettore, Menesteo, Troilo. Una paziente attesa quella di Thanatos, che conosceva il destino di Achille, così come lo conosceva la splendida Teti che, pazza d’amore per il figlio, farà di tutto per renderlo immortale. Ci riuscirà, ad eccezione di quel tallone. Lui, nelle pagine della Norcia è il giovane malinconico che avrebbe voluto condurre una vita ordinaria, è la potenza svogliata, che non vuole essere importunata, svegliata, non vuole la si chiami a intervenire. Se il solito Ulisse, accompagnato da Diomede e entrambi imbeccati dall’indovino Calcante, non lo avesse scovato a Sciro convincendolo a seguirli in guerra, lui avrebbe continuato – dopo essersi a lungo finto Pirra – a vivere con l’innamoratissima moglie, la bella Deidamia, che gli diede un figlio, Neottolemo. Ancora dopo il sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone e Clitennestra, ipotizzava con Patroclo l’ipotesi di tornare a Ftia invece che andare in guerra. E chissà che non sarebbe rimasto sul Pelio, con il Maestro, il centauro Chirone, ad addestrarsi, se Teti non fosse andata a prenderlo. Ma il destino è scritto e segnato, quello degli eroi poi, è scolpito nella roccia, è un “giogo”.
Perché gli eroi vivono “nella paura di sparire”, dunque subiscono per la guerra di Troia un “richiamo irresistibile”, per quanto essa “ingiusta e bugiarda possa essere”.

Gallerie d’Italia, a Torino quarta sede dedicata alla fotografiaA Palazzo Turinetti, pronta in due anni

TORINO15 gennaio 202009:44

Nasce in piazza San Carlo, l’elegante ‘salotto’ di Torino, il nuovo polo museale di Intesa Sanpaolo. Palazzo Turinetti, storico edificio con sale ricche di decori, stucchi e specchi, sede sociale di Inesa Sanpaolo, ospiterà la quarta sede delle Gallerie d’Italia: affiancherà quelle di Milano, Napoli e Vicenza, che nel 2019 hanno accolto oltre 500.000 visitatori. Il nuovo museo, che sarà pronto fra un paio d’anni, sarà dedicato prevalentemente alla fotografia e video-art, con mostre temporanee di fotografi di respiro internazionale. Per presentare il progetto, nuovo segnale dello stretto rapporto con il territorio, ma anche tassello del Progetto Cultura della banca, a Torino sono arrivati i vertici del gruppo: il presidente emerito Giovanni Bazoli, il presidente Gian Maria Gros-Pietro e il consigliere delegato Carlo Messina. “E’ una grande prova d’amore, un nuovo atto concreto dopo l’investimento nel polo assicurativo”, ha commentato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. “Siamo orgogliosi ed entusiasti, è un investimento importante per gli sforzi che facciamo e che hanno portato a un aumento del 21% delle presenze di turisti nell’ultimo anno”, ha sottolineato la sindaca Chiara Appendino. Gli spazi espositivi – ha spiegato Michele De Lucchi, curatore del progetto – saranno per la maggior parte ipogei, accessibili da una grande scalinata, nell’attuale cortile, che porterà luce naturale alla hall di ingresso. Ci saranno aree dedicate alla didattica e a un laboratorio di restauro. Sarà esposta una selezione di opere delle collezioni della banca, tra le quali l’Archivio Piblifoto, costituito da circa 7 milioni di scatti fotografici su eventi, personalità e luoghi realizzati dall’inizio degli anni Trenta agli anni Novanta del ‘900 e acquisito recentemente da Intesa Sanpaolo. “Noi siamo il primo datore privato di lavoro in Piemonte perché diamo più lavoro di Fca e della Ferrero e siamo gli unici che stanno portando l’accelerazione nelle assunzioni con il progetto assicurativo. Questa città e questa regione senza Intesa non esistono”, ha rivendicato con orgoglio Messina che ha parlato del progetto museale come di “un grande investimento per fare tornare il palazzo di piazza San Carlo, svuotato con lo spostamento dell’attività nel grattacielo, a essere il centro della città. Un regalo a Torino”. Gros-Pietro ha ricordato che “Intesa Sanpaolo ha oltre 8.000 dipendenti in Piemonte e più di 3.600 a Torino ed è il primo gruppo al mondo ad avere quattro musei di proprietà messi a disposizione della comunità”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Chevalier, ecco la mia ricamatrice
Nuovo romanzo dell’autrice La ragazza con l’orecchino di perla

15 gennaio 202010:00

TRACY CHEVALIER ‘LA RICAMATRICE DI WINCHESTER’ (NERI POZZA, PP 287 , EURO18). Zitelle, o con più garbo definite donne in eccedenza, lo diventarono, e non per scelta, circa due milioni di inglesi negli anni ’30 del secolo scorso, quando la prima guerra mondiale aveva falcidiato gli uomini e non ce ne erano a sufficienza per garantire un matrimonio a tutte. Violet, la protagonista de ‘La ricamatrice di Winchester’, il nuovo romanzo di Tracy Chevalier, autrice del best seller ‘La ragazza con l’orecchino di perla’, era una di quelle.
Giovani costrette a cercare una strada fuori dal matrimonio e dal destino di badanti per i genitori, rassegnandosi a lavori ingrati per garantirsi l’indipendenza e inventandosi nuovi spazi sociali dove coltivare relazioni adatte a donne sole. Come diventare appunto ricamatrice della Cattedrale di Winchester, un’associazione fondata proprio agli inizi degli anni ’30 per decorare le centinaia di cuscini cuciti per rendere più confortevole la permanenza dei fedeli nella chiesa. “Volevo una storia che parlasse ancora di una donna sulla scia della ragazza con l’orecchino di perla, ma più adulta e ambientata in tempi più vicini ai nostri – spiega Tracy Chevalier a Milano per il lancio dell’edizione italiana del suo libro – Violet ha 38 anni ed è una donna costretta suo malgrado ad emanciparsi, porta avanti una battaglia che apre le premesse alle successive conquiste femminili, anche se incredibilmente per certi versi oggi non sembra siano passati 90 anni anni da allora, è vero siamo più libere, abbiamo più opportunità di lavoro e di movimento, ma certe etichettature sono rimaste: parlo con tante mie amiche single e mi raccontano di sentire su di loro spesso tutta la differenza con cui vengono trattate rispetto alle donne sposate”.
Violet riesce ad abbattere i pregiudizi del tempo, lavora come dattilografa e impone pure alcune scelte al suo datore di lavoro, si concede ogni tanto incontri con uomini conosciuti nei bar, diventa amica di due donne lesbiche, fino ad innamorarsi di un campanaro sessantenne e sposato. E continuando a ricamare cambia pure la trama della sua vita.
Un libro al femminile, dove gli uomini sembrano comparse spaesate di fronte a queste nuove donne. “Si direi che gli uomini sono sorpresi, sembrano pure accettare certi cambiamenti, finché non intaccano delle norme consolidate – spiega la scrittrice – Quando succede si aspettano che la donna torni a comportarsi secondo le vecchie regole”. Tracy, che è nata a Washington ma da decenni vive in Inghilterra, è già al lavoro per il prossimo libro che sarà ambientato in Italia. “Lo avevo promesso durante un mio incontro al Festival della Letteratura a Mantova – ha detto – Si svolgerà a Murano tra i lavoratori e le lavoratrici del vetro”. Come fa sempre con i suoi libri si documenterà con pignoleria e precisione e tornerà quindi spesso in Italia ‘un paese che amo, soprattutto per il suo sole, le bellezze, il cibo’. L’Inghilterra invece le sta procurando qualche dispiacere (‘ma non chiedetemi nulla di Megan’, esclama riferendosi alle vicende dei reali). “Vedo in quel paese molta inquietudine, rabbia, divisioni – ammette – ma credo sia un pò cosi in tutto il mondo”.

Beauty: profumi e alchimia, Sileno Cheloni lancia SatanelIl maestro profumiere lancia i profumi personalizzati ‘fai date’

15 gennaio 202009:50

– Il maestro profumiere Sileno Cheloni non trascura l’alchimia per le sue fragranze magiche e oltre ad invitare i sui clienti a creare profumi personalizzati, all’insegna del motto latino olere e facere, annusare e fare, lancia il suo nuovo profumo dal titolo evocativo, Satanel, dal nome dell’angelo prediletto di Dio che dopo la sua caduta viene allontanato dal paradiso diventando Satana. Satanel è un Extrait de Parfum con un carattere intensamente deciso che viene sprigionato dalle note olfattive di Rosa Bulgara, Frankincense, Zafferano e Oud. Sofisticata, potente, questa fragranza prende ispirazione dalla raffinatezza e dal calore di lungo caftano in velluto rosso. La bottiglia che la custodisce ha la forma dell’ampolla alchemica che veniva utilizzata in epoca medicea per conservare i veleni.

‘Richard Jewell’, l’eroe obeso di EastwoodIn sala il film su attentato al Centennial Olympic Park

15 gennaio 202011:20

‘Richard Jewell’, trentenne sovrappeso che vive ancora con la mamma e si considera un tutore della legge anche se svolge per lo più lavoretti di piccola sorveglianza, è l’inedito eroe dell’ultimo film di Clint Eastwood. Un eroe buffo, infantile, inadeguato, ma a cui ti affezioni subito. Zelante soldatino pieno di impacci e inutili certezze, Richard (Paul Walter Hauser) considera infatti sua principale missione proteggere gli altri ad ogni costo. È insomma un vero e proprio patriota: durante le Olimpiadi del 1996 fu lui il primo a dare l’allarme quando scoprì uno zaino sospetto abbandonato sotto una panchina. Una cosa che limitò i danni dell’attentato del 27 luglio al Centennial Olympic Park e che rese Richard Jewell, suo malgrado, l’eroe che aveva sempre sognato di essere oltre che l’orgoglio della protettiva madre (Khaty Bates, l’unica di questo grande film ad essere candidata all’Oscar). Una celebrità, la sua, che come si vede nel film di Eastwood in sala dal 16 gennaio con Warner, durerà ben poco per ribaltarsi in un incubo. Dopo pochi giorni infatti l’aspirante alle forze dell’ordine diventa il sospettato numero uno dell’FBI, diffamato sia dalla stampa che dalla popolazione. Dalla sua parte solo l’avvocato indipendente Watson Bryant, il premio Oscar Sam Rockwell, mentre contro di lui: l’investigatore capo dell’FBI (Jon Hamm), e Kathy Scruggs (Olivia Wilde) la rampante giornalista dell’Atlanta Journal-Constitution. Basato sulla vera storia dell'”eroe di Atlanta” e su un articolo intitolato ‘American Nightmare’, ‘Richard Jewell’ ha fra i produttori Leonardo DiCaprio e Jonah Hill. Su questa vicenda poi, ancora molto dibattuta negli States, esce in libreria dal 21 gennaio con la Mondadori ‘Il caso RIchard Jewell. La storia di un uomo in cerca di giustizia’ a firma di Kent Alexandre, il procuratore che seguì all’epoca le indagini, e di Kevin Salwen giornalista del Wall Street Journal.
“Spesso vediamo storie di persone potenti che vengono accusate, ma avendo disponibilità economica possono permettersi un bravo avvocato e sfuggire subito alle accuse – spiega Eastwood- . La storia di Richard mi ha colpito perché invece tratta di un uomo comune, una persona qualunque. Un uomo, tra l’altro, perseguitato in tutti modi senza alcuna prova. Il fatto è – continua il regista – che c’era fretta di trovare il colpevole e lui non aveva alcun potere di sfuggire alle accuse”.
E ancora Eastwood: “Ecco perché ho voluto fare questo film, per risanare l’onore di Richard. Perché è un uomo comune che aspira a diventare un poliziotto per dedicarsi all’umanità e che per aver fatto un gesto eroico si trova costretto a pagare un prezzo troppo alto e viene dato subito in pasto ai lupi. Spero – conclude polemicamente – che le persone oggi in America abbiano davvero realizzato che il vero attentatore si è presentato sei anni dopo e ha anche confessato il suo reato. Quel pubblico, che ha accusato Richard senza alcuna prova, deve insomma finalmente capire quanto quell’ uomo sia stato un eroe”.

Mostre, da Leonardo a McCurryA Brescia le donne nell’arte dal Rinascimento alla Belle Époque

MONZA15 gennaio 202010:31

– Tante le suggestioni offerte dalle mostre in programma il prossimo weekend, dallo sguardo indagatore di McCurry all’universo femminile come fonte di ispirazione per i pittori, a partire dal Rinascimento e fino alla Belle Époque, e poi ancora il genio di Leonardo, seguendo il racconto compiuto dalle carte d’archivio, e i volti e le ombre dell’artista contemporanea Liao Pei.
MONZA – All’Arengario dal 17 gennaio al 13 aprile 70 immagini raccontano la passione universale per la lettura, secondo la sensibilità di uno dei più grandi fotografi contemporanei: è la mostra “Leggere” di Steve McCurry che raccoglie gli scatti realizzati in 40 anni di carriera, opere in cui l’autore ha rappresentato persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo del leggere.
BRESCIA – Dagli albori del Rinascimento al Barocco, fino alla Belle Époque, le donne sono sempre state fonte di ispirazione per gli artisti: lo documenta “Donne nell’arte. Da Tiziano a Boldini”, allestita dal 18 gennaio al 7 giugno a Palazzo Martinengo. Nel percorso 90 capolavori di artisti quali Tiziano, Guercino, Pitocchetto, Appiani, Hayez, Corcos, Zandomeneghi e Boldini, dedicati alla rappresentazione dell’affascinante complessità dell’universo femminile.
MILANO – La Galleria Bottegantica ospita dal 17 gennaio al 29 febbraio “Novecento privato. Da de Chirico a Vedova”: la mostra celebra il ritorno di grandi artisti del secolo scorso in quegli spazi storici (all’epoca gli ambienti erano occupati dalla Galleria del Naviglio) dove, nel secondo dopoguerra, essi erano stati accolti quali giovani protagonisti dell’arte del loro tempo. Il percorso si compone di 30 opere, in un suggestivo viaggio cronologico e visivo. Un focus sulla vita, sulle opere, sui luoghi e sull’uomo Leonardo, in una vera e propria passeggiata emozionale: è la mostra “Nero su bianco. Carte d’archivio raccontano Leonardo” allestita in occasione dei 500 anni dalla morte del genio italiano all’Archivio di Stato dal 16 gennaio al 28 marzo. La mostra si basa sulle fonti documentarie conservate nell’Archivio e si avvale anche delle tecnologie 2D e 3D. Tra i documenti più importanti anche l’unica firma autografa a oggi conosciuta di Leonardo, vergata da sinistra verso destra di fronte al notaio Antonio de Capitani in calce al contratto per la realizzazione del dipinto “La Vergine delle Rocce”, oggi esposto al Museo del Louvre.
ROMA – Apre il 18 gennaio “Riscatti di città”, in programma fino al 17 febbraio a Palazzo Merulana: tra fotografia, grafica, video e progetti architettonici realizzati e visionari, l’esposizione offre una panoramica sullo scenario urbanistico e architettonico di Roma per mezzo di un approccio multidisciplinare al fine di stimolare (anche con una serie di attività correlate) la discussione e il confronto sul tema della rigenerazione urbana. “L’invisibilità non è un superpotere” è la mostra in programma dal 16 gennaio al 6 febbraio al WeGil: esposte 10 fotografie, scattate da Marzia Bianchi, e 10 radiografie (effettuate alle donne arrivate nei Pronto Soccorso) che raccontano il mondo di dolore e silenzio in cui vivono le donne vittime di violenza. Dal 15 gennaio al 6 marzo Visionarea Art Space ospita “Liao Pei. Liquid Shadow”, mostra che presenta una selezione di pitture ad olio su tela realizzate nel corso del 2019 da una delle artiste cinesi più note a livello internazionale. Nelle opere, di grande impatto, Liao Pei dipinge volti, corpi, spiriti, fantasmi, anime che catturano lo spazio espositivo. Apre il 16 gennaio al Maxxi la mostra di Alessandro Valeri “An Iron Ring”: allestita fino al 26 gennaio, l’esposizione presenta fotografie, video e installazioni e chiude il percorso di ricerca artistica e personale iniziato da Valeri nel 2011, dopo la visita dell’orfanotrofio di Zippori, vicino Nazareth, un istituto che accoglie bambini di ogni religione e cultura.
PRATO – Alla Galleria Open Art la mostra “Guido Pinzani. La forma nel tempo della forma” dal 18 gennaio al 7 marzo: in questa antologica sono esposti circa trenta lavori, tra sculture in legno di grande formato e bronzi, molti dei quali inediti, esemplari unici mai esposti prima.

A teatro, dalla Dante a Popolizio e SandrelliDiberti-Fassari Fuoriusciti; Marcoré-Dighero tra calcio e tango

15 gennaio 202010:40

– Il nuovo “Misericordia” di Emma Dante a Milano e “Un nemico del popolo” per Massimo Popolizio con Maria Paiato a Roma; il “Tango del calcio di rigore” per Neri Marcorè e Ugo Dighero, diretti da Giorgio Gallione, ancora nella capitale e Luigi Diberti e Antonello Fassari, alias Gaetano Salvemini e don Luigi Sturzo, diretti da Piero Maccarinelli in “Fuoriusciti” a Brescia. E ancora, Ambra Angiolini e Ludovica Modugno per Serena Sinigaglia ne “Il nodo” di Johnna Adams tra Savona e Casal Monferrato (AL); e Amanda Sandrelli ne “La locadiera” di Goldoni per Francesco Niccolini e Paolo Valerio a Torino: sono alcuni degli spettacoli in cartellone nel prossimo week end.

S. Cecilia, Pappano e Janine JansenNel concerto per violino di Felix Mendelsshon

15 gennaio 202011:04

– Il maestro Antonio Pappano e la violinista Janine Jansen, in scena giovedì 16 gennaio nel concerto per la stagione sinfonica dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia (alle 19:30 all’ Auditorium Parco della Musica, repliche venerdì 17 alle 20:30 e sabato 18 alle 18). Sir Tony e la solista olandese, che hanno stretto da tempo un legame artistico con spettacoli, tournèe e registrazioni discografiche, proporranno il Concerto per violino e orchestra di Felix Mendelsshon, uno dei massimi capolavori del compositore tedesco.
Pappano e l’ Orchestra presenteranno poi un’opera eseguita assai raramente, l’Ouverture da Re Stefano di Beethoven, musica di scena composta nel 1811 per il dramma König Stephan di August von Kotzebue. L’ esecuzione del brano del genio di Bonn è la prima di una lunga serie di proposte previste dall’ Accademia Nazionale nel corso del 2020 per l’omaggio al grande compositore nel 250/mo anniversario della nascita. Il programma della serata si chiuderà con la Prima Sinfonia ‘Primavera’ di Schumann, la cui prima esecuzione avvenne a Lipsia il 31 marzo 1841 proprio sotto la direzione di Mendelssohn. Con lo stesso programma Pappano e l’Orchestra di Santa Cecilia, accompagnati da Janine Jansen, saranno in tournèe in Germania dal 20 al 25 gennaio.

Cinema: Cinetel, nel 2019 crescono incassi e presenze1/o assoluto Il Re Leone. Aumenta quota cinema italiano

15 gennaio 202012:15

– Nel 2019 al box office italiano si sono incassati 635.449. 774 euro per un numero di presenze in sala pari a 97.586.858. Rispetto al 2018 si è registrata una crescita degli incassi del 14, 35% e un aumento delle presenze del 13,55%. Sono fra i dati Cinetel sull’andamento generale dell’anno, illustrati oggi all’Anica.
E’ cresciuto rispetto al 2019 il box office della produzione italiana (incluse le coproduzioni): ha registrato un incasso di 134.8 milioni di euro (+5.39% rispetto al 2018) per una quota totale del 21.22% (nel 2018 era del 23,03%). Il numero di presenze della produzione italiana (incluse le coproduzioni) nel 2019 è di 21 milioni nel 2019 (+5.56%) per una quota totale del 21.56%..
In termini generali il primo incasso assoluto del 2019 è Il re leone con oltre 37,5 milioni di euro, seguito da Avengers: Endgame e Joker. Il film italiano che ha incassato di più nel 2019 è Il primo Natale di Ficarra e Picone (sesto posto generale, unico italiano nella top ten) con il 13,3 milioni.

Nasce scuola-laboratorio Officina del Premio Viareggio

VIAREGGIO15 gennaio 202013:01

– Un laboratorio di scrittura nei luoghi del Premio Viareggio: i luoghi e gli autori del premio letterario saranno atmosfera e sostanza per chiunque ami la scrittura e intenda darle il giusto supporto. Nasce a Viareggio la scuola dell’Officina del Premio, promossa dall’omonima associazione che vede tra i suoi soci fondatori Giordano Bruno Guerri, storico, scrittore e presidente della Fondazione Il Vittoriale degli italiani, e Simona Costa, presidente del Premio letterario Rèpaci.
L’iniziativa sarà presentata nel corso di un incontro-conferenza stampa, aperto al pubblico, che si terrà sabato 18 gennaio alle ore 12 nella sala convegni dell’hotel Palace, in via Flavio Gioia a Viareggio.
All’incontro saranno presenti, fra gli altri, Giordano Bruno Guerri e il presidente dell’Officina del Premio Adolfo Lippi, nonché alcuni dei docenti che daranno vita alle lezioni. Tra gli scrittori che animeranno il laboratorio ci sono, oltre a Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Lupo, Chiara Valerio, Marco Rovelli, Divier Nelli, Giampaolo Simi. Le lezioni inizieranno il prossimo 20 marzo e si terranno all’hotel Palace, sede dell’Associazione.

Marc Bolan, Bowie, Roxy Music: 50 anni di Glam rockGenere incrociò moda e leggerezza, diventò fenomeno di costume

BERLINO15 gennaio 202013:44

– Paillettes, piume, zatteroni, trucco, un recupero della leggerezza nelle canzoni dopo l’impegno degli anni Sessanta. All’alba degli anni Settanta appare un nuovo genere nel variegato mondo del rock: è il glam rock, abbreviazione di “glamour”, strettamente intrecciato alla moda tanto da diventare anche un fenomeno di costume. Il capostipite è Marc Bolan, leader dei T-Rex, ma tra gli esempi più popolari ci sono David Bowie e i Roxy Music. E a 50 anni dalla nascita lo stile decadente e alcune canzoni sono sopravvissute al tempo.
Il fenomeno annovera anche altri artisti come Mott the Hoople, Faces, Slade, Gary Glitter, Suzie Quatro. E nei primi anni della loro carriera anche Elton John, Rod Stewart e Freddie Mercury adottano stili glam. Così come influenze si intravedono nel celebre musical The Rocky Horror Picture Show. Il fenomeno, inoltre, molto più marcato in Gran Bretagna, suggestiona pure alcuni musicisti americani come Alice Cooper, i New York Dolls, Lou Reed e Iggy Pop, dal look più estremo che anticipa il punk.
E in Italia Renato Zero.
Il ‘glam rock’ declina a metà degli anni Settanta e molti dei suoi massimi esponenti a partire da Bowie cambiano stile (Bolan morì nel ’77 in un incidente stradale), ma getta il seme per altri generi come il ‘new romantic’ e il ‘synthpop’ dei primi anni Ottanta, in particolare Duran Duran, Abc, Ultravox e Japan.
Cosa rimane del ‘glam’ nella musica oggi? “La fissazione con la fama come soluzione o via d’uscita, l’idea di decadenza”, ha spiegato a Billboard Simon Reynolds, critico musicale e autore del libro ‘Polvere di stelle. Il Glam Rock dalle origini ai giorni nostri’, che individua in Marilyn Manson, Lady Gaga e Kanye West gli epigoni attuali del ‘glam’.

Cinema:a Ferrara docufilm partita calcio Bertolucci-Pasolini’Centoventi contro Novecento’, due singolari squadre in campo

FERRARA15 gennaio 202013:44

– Un documentario molto raro dedicato alla partita tra due singolari squadre di calcio: la rappresentativa della troupe di ‘Salò o le centoventi giornate di Sodoma’ di Pier Paolo Pasolini contro quella di ‘Novecento’ di Bernardo Bertolucci, due film che segnarono la storia del cinema italiano e che si girarono negli stessi giorni, a pochi chilometri di distanza vicino a Parma, nel marzo 1975.
Il docufilm ‘Centoventi contro Novecento’, di Alessandro Scillitani e Alessandro Di Nuzzo, sarà proposto sabato 18 gennaio al cinema Apollo di Ferrara (ore 17 – ingresso gratuito), preceduto da una presentazione del regista Scillitani, che ha diretto molti documentari realizzati con il giornalista Paolo Rumiz, lo storico cinematografico Paolo Micalizzi e il critico Vito Contento. L’evento nasce dalla collaborazione tra Ferrara Film Festival, Ferrara Film Commission e Ferrara Corto.

Musei: Racine alla guida di Palazzo Grassi e Dogana VeneziaCambio alla collezione Francois Pinaulti di Venezia

VENEZIA15 gennaio 202014:33

– Bruno Racine sarà il direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana dalla fine del mese di marzo, successivamente all’apertura delle mostre della stagione 2020. Lo annuncia François Pinault che rileva che alla stessa data, Martin Bethenod, direttore dell’istituzione veneziana dal 2010 e responsabile della direzione del futuro museo della Bourse de Commerce dal 2016, potrà così dedicarsi completamente all’apertura e allo sviluppo dell’istituzione parigina, la cui apertura è prevista per giugno 2020. Bruno Racine è stato direttore di importanti istituzioni culturali, tra cui il Centre Georges Pompidou e la Bibliothèque nationale de France, per la quale ha organizzato un ciclo di mostre di arte contemporanea. Autore di numerosi libri sull’Italia e fine conoscitore del Paese, di cui difende la lingua, ha diretto l’Accademia di Francia a Roma dal 1997 al 2002, aprendo Villa Medici all’arte contemporanea e agli artisti italiani.

Musica: Paolo Conte a Lucca Summer festivalIl 24 luglio ‘debutto’ cantautore piemontese a festival

LUCCA15 gennaio 202013:48

– ‘Debutto’ di Paolo Conte al Lucca Summer festival. “Alla lista delle leggende della musica che hanno calcato il palco del Lucca Summer – spiegano gli organizzatori – mancava il nome di una delle figure fondamentali della storia del cantautorato italiano: Paolo Conte. Questa lacuna verrà colmata il prossimo 24 luglio”. Quello di Lucca è adi Lucca, si precisa, è una delle uniche due dellaprossima estate A Lucca Conte riproporrà tutti i suoi grandi classici a partire da Azzurro, brano che è stato lo spunto del disco ‘Live in Caracalla – 50 years of Azzurro’ a cui ha fatto seguito il tour che ha il cantautore a esibirsi nei più importanti teatri europei e che a luglio lo farà approdare al festival toscano.
Saranno soltanto due i concerti che Paolo Conte terrà nel nostro Paese nell’estate 2020 e Lucca Summer Festival, spiega una nota, accoglie con orgoglio la scelta del maestro di svolgere uno di questi due spettacoli in Piazza Napoleone.
I biglietti per il concerto saranno in vendita da giovedì 16 gennaio sul sito www.ticketone.it e www.dalessandroegalli.com.

Pace tra i fratelli Muccino, processo chiusoGabriele ha ritirato la querela per diffamazione

14 gennaio 202019:19

– Scoppia la “pace” tra i fratelli Muccino, al centro di una vicenda giudiziaria in cui Gabriele, regista pluripremiato, ha querelato per diffamazione Silvio, per alcune affermazioni fatte da quest’ultimo nel 2016. Il colpo di scena è arrivato il 14 gennaio 2020, nella prima prima udienza del processo nato dalla denuncia e che vedeva Muccino jr imputato. Gli avvocati hanno comunicato al giudice che le parti sono arrivate ad un accordo. La querela è stata ritirata e il giudice ha dichiarato il procedimento chiuso.

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Nuovi eroi, storie di persone comuni e straordinarie
Insigniti da Mattarella dell’Ordine al merito, Rai3 li racconta

12 gennaio 2020 09:43

Trenta puntate per raccontare le storie di cittadini e cittadine insigniti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, in quanto rappresentativi della più alta espressione dei valori che definiscono la Nazione, il suo impegno civile e il forte senso di comunità. Nuovi Eroi, il format originale prodotto da Stand by Me e Rai3 con la preziosa collaborazione del Quirinale, torna su Rai3 dal 13 gennaio dal lunedì al venerdì alle 20:25. Trenta puntate inedite per trenta straordinarie storie di eroi comuni – spesso sconosciuti al grande pubblico, ma esempio virtuoso per tutto il Paese – narrate attraverso le testimonianze del protagonista e di amici, familiari, colleghi, e da immagini, filmati privati e repertorio di cronaca, perché le loro vicende s’intrecciano molto spesso con momenti cruciali della nostra Storia recente.La voce fuori campo che guida il racconto è quella di Veronica Pivetti, mentre i passaggi decisivi della vita del protagonista di puntata sono ricostruiti attraverso suggestive rievocazioni. Nella prima settimana (13-17 gennaio) cinque storie di cittadini coraggiosi e determinati, che hanno sposato cause importanti: Roberto Morgantini, che nel 2015 decide di creare a Bologna delle “cucine popolari”, non soltanto delle semplici mense per i poveri ma luoghi di incontro, di ritrovo, di cultura per tutti i senzatetto; Suor Elvira Tutolo, una missionaria originaria di Termoli che da 30 anni in Africa dedica la sua vita ai bambini di strada per cercare loro una famiglia e strapparli dalla violenza e dalle armi; Gaetano Fuso, ex poliziotto affetto da Sla, che in Puglia ha fondato un’associazione per permettere alle persone nella sua stessa situazione di andare al mare in una spiaggia adeguatamente attrezzata; Roxana Roman, proprietaria del Roxy Bar a Roma che, dopo aver subito un’azione mafiosa, ha deciso di denunciare i Casamonica e, infine, Igor Trocchia, allenatore di una squadra di calcio di Bergamo che è stato il primo in Italia a decidere di ritirare la sua squadra da un torneo dopo che uno dei suoi ragazzi è stato oggetto di insulti razzisti.In ogni puntata le immagini della consegna dell’onorificenza al merito civile svoltasi al Quirinale alla presenza del presidente Mattarella. Un Ordine nazionale, istituito nel 1951, destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”. Nuovi eroi è un format originale prodotto da Stand By Me e Rai3. Produttore creativo Simona Ercolani, capoprogetto Andrea Felici, scritto da Gaspare Baglio, Alessandro Chiappetta, Lorenzo De Alexandris, Raffaele Di Placido, Francesca Mattioli, Nunzia Scala. Regia di Claudio Pisano.

Il futuro, questo sconosciuto a metàSaggio filosofico di Iaquinto e Torrengo

TRIESTE12 gennaio 202015:36

SAMUELE IAQUINTO E GIULIANO TORRENGO, ‘FILOSOFIA DEL FUTURO. UN’INTRODUZIONE’ (Raffaello Cortina Editore, pag.171; 17 euro)Il presente avanza secondo l’idea che il tempo scorra, dunque che sia composto da un passato, ormai inaccessibile, e da un futuro, che può essere condizionato dalle nostre scelte (del presente). E’ il concetto comune del tempo sul quale Iaquinto e Torrengo si sono interrogati da un punto di vista filosofico per aumentare la comprensione profonda del futuro, e più in generale del tempo. Filosofia più che fisica, cui di diritto spetterebbe la speculazione intorno al tempo.Ma questo assunto che può sembrarci così scontato e semplice schiude inquietanti interrogativi: siamo sicuri che il futuro non sia già scritto? Oppure che risieda nient’altro che in una ristretta gamma di possibilità alternative? Qualcosa tuttavia sta cambiando nelle discipline in questi anni e i due autori lo segnalano: se filosofia e fisica dialogano, nuove scoperte da parte di quest’ultima potrebbero imporre radicali revisioni del nostro modo di pensare al tempo.Per meglio analizzarlo, si pongono i cosiddetti ‘esperimenti mentali’, che prendono in esame circostanze alternative a quelle comuni nel tentativo di ampliare la comprensione di un dato fenomeno o evento, appunto.Così il filosofo Derek Parfit ipotizza che un giorno dobbiamo andare su Marte, pianeta dove siamo già stati in passato ma che abbiamo raggiunto sempre e solo con navicelle spaziali. Stavolta invece si verrà teletrasportati: uno scanner ci disintegrerà per poi ricomporci sul pianeta di destinazione. Il sistema funziona e noi ci ritroviamo su Marte. Il quesito posto è: siamo la persona che è sopravvissuta al teletrasporto oppure ne siamo un’altra ricreata che crede di essere noi, seppur identica a noi? Siamo sempre nell’ambito della filosofia, ma ci sono anche esperimenti mentali tratti dalla fisica, come quello che discende dalla teoria della relatività speciale secondo la quale il tempo rallenta a mano a mano che ci si avvicina alla velocità della luce. E’ questo: supponiamo di avere una sorella gemella, questa subito dopo la nascita viene fatta salire a bordo di una navicella che viaggia quasi alla velocità della luce e spedita nello spazio. Quando torna, è molto più giovane di noi. E’ un esperimento che forza la nostra immagine intuitiva del mondo, secondo cui il tempo scorrerebbe ovunque alla stessa velocità.Il libro sviscera l’argomento tempo da diversi punti di vista: dunque affronta gli interrogativi sollevati da metafisica, logica, etica, psicologia, economia, soffermandosi inoltre sul dibattito filosofico contemporaneo sui viaggi nel tempo.

100 anni nascita Bufalino, al via le iniziativeL’autore ricordato nella scuola di Vittoria dove insegnò

VITTORIA12 gennaio 202012:56

– Al via le manifestazioni per il centenario della nascita di Gesualdo Bufalino (15 novembre 1920-14 giugno 1996), lo scrittore di Comiso balzato agli onori della cronaca letteraria per ‘Diceria dell’untore’, pubblicato da Sellerio nel 1981 e vincitore del premio Campiello.
La prima iniziativa per ricordare Gesualdo Bufalino ad opera della Fondazione a lui intestata ha avuto luogo nella scuola dove ha insegnato per 25 anni, l’Istituto Magistrale ‘Giuseppe Mazzini’ di Vittoria. “Era un professore che scuoteva, che toccava la coscienza degli studenti” ha ricordato il professor Gaetano Bonetta, suo allievo negli anni ’60’, oggi docente ordinario di pedagogia dell’Università di Catania. “E’ stato un plasmatore di soggettività umane – ha aggiunto Bonetta – che ha caratterizzato la relazione nel gruppo classe”.
Oltre a Bonetta hanno ricordato il Bufalino professore la docente universitaria Lisiana Giordano, altra sua allieva, il direttore scientifico della Fondazione Nunzio Zago e la ricercatrice Barbara Distefano.

Siani, a teatro è festa tutti i giorniIn giro con Felicità tour, meglio un abbraccio vero che un like

NAPOLI12 gennaio 202020:11

Per Alessandro Siani le feste non finiscono mai, o meglio, come racconta soddisfatto il popolare artista napoletano, “in teatro può essere festa tutti i giorni”. E i numeri lo confermano: 40 sold out e 38mila spettatori in un solo mese al Teatro Diana, il suo one man show ‘Felicità Tour’ sta battendo tutti i record e da fine gennaio riparte per i palcoscenici delle principali città italiane, stavolta puntando verso Nord, da Parma (29 gennaio) all’Arcimboldi a Milano (“dal 2 al 4 febbraio…abbiamo aggiunto una data anche se c’è Sanremo…”) fino ad approdare al Quirino di Roma (dal 20 al 23 febbraio).E così Siani spiega una ricetta semplice a base di empatia: ”Voglio regalare agli spettatori felicità e momenti di condivisione vera, almeno ci provo. L’utilizzo della parola tour nel titolo rimanda proprio a questo, alla tanta felicità che gira intorno a noi e che a volte abbiamo persino timore a vivere con gli amici più cari. Oggi la condivisione è solo virtuale, nella vita reale ce n’è ben poca. A me viene sempre in mente la vecchia ‘comitiva’. Ci si organizzava per trascorrere insieme una serata, con il solo desiderio di ridere e divertirsi. Una volta a tenere banco nel gruppo era l’amico più spiritoso, ora vedo i ragazzi raccogliersi intorno ad un telefonino, fissando un video sullo schermo. Il teatro è l’antidoto al mondo virtuale: deve essere protetto anche per questo! Personalmente a un like sui social preferisco l’abbraccio e la foto con un fan a fine spettacolo, un ‘protocollo’ a cui sono abituato e che amo moltissimo. E mi interessa sempre l’opinione degli spettatori”.Un monologo in napoletano in puro stile Siani che da un anno si rinnova, tra tic e manie, poveri e ricchi, nuove tendenze e vecchie differenze: ma al Nord si perdono qualche battuta? ”Ho sempre notato che quando cercavo di italianizzare una parola o una frase intraducibile, esprimermi insomma in maniera meno calda, l’effetto non era lo stesso: diciamo che il desiderio di napoletanità è ovunque molto alto, si aspettano da me quell’accento, quel gesto. Il mio dialetto comunque è una via di mezzo tra il napoletano dei nostri nonni e quello che parlano i nipoti. Già da TeleGaribaldi sono stato un po’ il precursore. Intanto torno ad essere solo sul palco, accompagnato dal maestro Umberto Scipione, e spero di farmi conoscere meglio da alcune platee, oltre l’immagine del Siani al cinema”.Con ‘Il giorno più bello del mondo’, ha incassato in autunno 6 milioni e 400mila euro. Insomma, se la sala è insidiata dall’offerta delle piattaforme e le uscite sono studiate come in un risiko dai distributori, anche grazie alla lunga militanza teatrale Alessandro Siani vanta un suo pubblico per ogni stagione. ”E’ stato un ottimo anno per il cinema – nota – la strada è quella giusta: i buoni risultati sono iniziati con l’estate e poi sono andati avanti per i film italiani”. Sul set tornerà a maggio con Christian De Sica. Prima il Natale su Sky (“la più bella esperienza mai fatta in tv”), poi l’abbraccio della sua città (anche tre spettacoli in un giorno, repliche fino al 26 gennaio con una data appena aggiunta, il 22), per Siani adesso è solo ‘Felicità tour’: ”Vent’anni anni fa esordivo qui al Diana, è un’emozione ripensare ai miei inizi proprio su questo palco. Il teatro resta per me meraviglia assoluta”. Tra le tappe, Firenze (Verdi 30 gennaio), Padova (Gran Teatro Geox 31 gennaio), il ritorno a Torino (Alfieri, 1 e 2 febbraio), Varese (Openjobmetis, 6 febbraio), Lugano (Palazzo Congressi, 7 febbraio), Zurigo (9 febbraio), Genova (Carlo Felice, 11 febbraio) Bologna (Europauditorium, 15-16 febbraio).

Morrissey, il 20 marzo “I Am Not A Dog On A Chain”Nel nuovo disco la partecipazione della leggenda Thelma Houston

12 gennaio 202013:05

– “I Am Not A Dog On A Chain” è il 13/o album in studio da solista che Morrissey pubblicherà il 20 marzo. Si tratta della sua terza uscita per Bmg e segue l’album di cover dello scorso anno “California Son”. Prodotto dal produttore vincitore del Grammy Award Joe Chiccarelli (Beck, The Strokes, The Killers), è stato registrato allo Studio La Fabrique di Saint-Rémy-de-Provence, in Francia e al Sunset Sound di Hollywood, in California.
“Ho prodotto – spiega Chicarelli – quattro album in studio per Morrissey. Questo è il suo album più audace ed avventuroso. Ha allargato ancora una volta i confini, sia musicalmente che con le liriche. Ancora una volta dimostrando come sia a suo agio come cantautore e cantante. In verità, nessuno può essere Morrissey a parte… Morrissey!”.
Morrissey ha annunciato l’uscita dell’album condividendo il primo singolo “Bobby, Don’t You Think They Know?”. La canzone vede la partecipazione di Thelma Houston leggenda della Motown, che è meglio conosciuta per la sua interpretazione di “Don’t Leave Me This Way” che salì in vetta alla Billboard Hot 100 nel 1977.
“Una delle più grandi gioie per me in questo ambiente è avere l’opportunità di collaborare con altri grandi artisti” ha dichiarato Thelma Houston. “Adoro la sfida di vedere se ciò che io faccio può funzionare con ciò che stanno facendo. A volte funziona, a volte no. Penso che la miscela di ciò che Morrissey sta cantando e ciò che io sto cantando funziona davvero su “Bobby”. Ed è stato molto divertente lavorare con M anche in studio!”.

Lucio Fontana, l’ispiratore di altri mondiA Monfalcone peso e influenza del padre dello Spazialismo

12 gennaio 202013:23

– “Non vengo per distruggere, ma per creare un modo nuovo per la pittura”. Questo diceva di sé Lucio Fontana, l’autore dei celebri tagli e dei buchi sulla tela, padre geniale dello Spazialismo e fonte di stimoli e suggestioni per molti altri grandi nomi dell’arte della seconda metà del Novecento. Al pittore italiano, nato nel 1899 in Argentina, e ai “mondi oltre la tela, tra oggetto e pittura” è dedicata la mostra che la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone propone fino al 2 marzo. I curatori Giovanni Granzotto e Leonardo Conti hanno selezionato una trentina di sue opere tra tele, ceramiche e carte, per mettere in luce le tematiche che, tra la fine degli anni ’40 e il 1968, l’ anno della sua morte a Varese, hanno rappresentato un modo radicalmente diverso di concepire la pittura. Il lavoro di Fontana visto, quindi, come un incipit della ricerca artistica contemporanea. Una lezione per altre figure – da Piero Manzoni a Agostino Bonalumi e Enrico Castellani, da Alberto Biasi a Gianni Colombo, da Mario Deluigi a Tancredi e Morandis, da Roberto Crippa a Gianni Dova, sino a Giuseppe Santomaso, Ettore Spalletti, Nunzio, Ben Ormenese, Sandro Martini, Riccardo Licata, Gastone Biggi e altri ancora – attraverso le quali i curatori hanno costruito con una cinquantina di loro opere il percorso espositivo in cui si possono riconoscere i mondi del maestro.

Rosi, Imparato, Andò per un coraggioso Eduardo’Ditegli sempre di sì’, sottile gioco delle parti su filo follia

12 gennaio 202014:31

– Davanti a uno spettacolo della qualità di questo ”Ditegli sempre di sì”, che si replica all’Ambra Jovinelli di Roma sino al 19 gennaio, prima di una lunga tournée che arriverà allo Strehler di Milano dal 18 marzo al 5 aprile, bisogna riconoscere il coraggio di Roberto Andò nel leggere Eduardo prescindendo dall’invadente ricordo che ancora abbiamo di lui attore, ma ancor prima quello di Carolina Rosi, che oggi guida la compagnia che fu di Luca De Filippo e si ritrova ad essere l’erede di quella famiglia, nello scegliere un regista di alta personalità.
E il risultato c’è, con un testo che resta molto divertente ma lascia spazio a ombre inquietanti giocando sul sottile confine tra chi, come Michele Murri appena uscito di manicomio, si aggrappa a una razionalità estrema, ed è pazzo, e chi, sano, ha fissazioni, passioni, sofferenze che possono arrivare ad apparire assurde, forse anche folli, a cominciare da Luigi Strada, poeta e attore mosso da un sacro fuoco. I due erano i ruoli con cui Eduardo e Peppino duellavano in scena, lasciando spazio anche a eventuali improvvisazioni, con la forza espressiva del napoletano. Oggi abbiamo un Gianfelice Imparato che torna a interpretare Michele dopo vent’anni e trova una sua personale, vera e poetica chiave umana e moderna, e Edoardo Sorgente che ne offre il contraltare in una prova d’attore quale macchietta forse anche un po’ folle, che recitano in italiano, avendo Andò recuperato la traduzione che Eduardo preparò per la versione televisiva di ”Ditegli sempre di sì”.
Con Milano, alcune delle tappe principali della tournée di ”Ditegli sempre di sì” saranno: Modena 23-26 gennaio; Caserta 14-16 febbraio; Pontedera 22-23 febbraio; Cuneo 1 marzo; Carrara 7-8 marzo; Parma 21-22 aprile; Locarno 23-24 aprile.

Il Nucleo, torniamo perché abbiamo qualcosa da direNuovo singolo ‘Cellule impazzite e album in primavera

12 gennaio 202020:16

E’ tempo di tornare in scena per Il Nucleo, la band emiliana che dopo la reunion annunciata lo scorso anno si ripresenta ora con un singolo e con un album in arrivo. “Tornare a suonare assieme è stata una cosa naturale – raccontano – e ci siamo subito trovati in sintonia appena entrati in sala prove”. L’avventura del gruppo, ‘esploso’ con brani come ‘Sospeso’ e ‘Meccanismi’ e nato nel 1998 quando Andrea Zanichelli, Luca Canei, Mauro Buratti e Marcello Presi hanno deciso di mettere in piedi una nuova band mischiando la loro attitudine rock a quella elettronica, si era interrotta nel 2010, quando i quattro avevano annunciato di volersi prendere una pausa dopo un decennio fortunato, anche su quel fronte live che aveva visto la band confrontarsi con palcoscenici importanti.Oggi, a segnare il ritorno del gruppo, è un singolo intitolato ‘Cellule impazzite’, anticipatore di un album di inediti previsto per la prossima primavera e che s’intitolerà ‘Oltre’. “In dieci anni cambiano tante cose – commenta Andrea Zanichelli, frontman del gruppo – e sicuramente è cambiato il contesto musicale che ci sta attorno. E’ anche vero, però, che il periodo è propizio ad un certo tipo di musica italiana e anche noi abbiamo la nostra da dire”. Abituata a sperimentare attorno al suo suono, la band che all’attivo ha tre album (‘Il Nucleo’ del 1999, ‘Meccanismi’ del 2003 ed ‘Essere romantico’ del 2005), conserva anche per il ritorno in scena quel tradizionale mix tra rock ed elettronica, in senso pop.”Nel nuovo album ci sarà tutta la nostra storia – conferma Zanichelli – forse con un po’ meno sintetizzatori. Mi piace pensare a questo nuovo album come al nostro primo”. Il nuovo mappamondo della scena musicale italiana attuale, quello dell’indie che qualcuno è convinto non esista più, a tutto vantaggio di un pop italiano dai confini molto più variabili, potrebbe anche essere un terreno fertile per chi, come Il Nucleo, ha sempre cercato di non essere etichettato in un genere piuttosto che in un altro. “Il Nucleo ha sempre viaggiato su una strada ‘scomoda’ – dice in proposito Zanichelli – perché siamo sempre stati nel mezzo tra pop ed indie, prendendo anche non poche sberle. Il contesto musicale di oggi potrebbe essere paradossalmente più semplice da affrontare, anche se resta il fatto che noi siamo tornati a suonare assieme solo perché pensiamo di avere qualcosa da dire. Ho continuato a scrivere e quando i cassetti hanno cominciato ad essere troppo pieni, la cosa più naturale da fare è stata quelle di chiamare gli altri e tornare in sala a suonare”.Dopo la pubblicazione dell’album, Il Nucleo tornerà anche a suonare dal vivo, prima per qualche data estiva e in autunno per un tour nei club. “La lezione più importante che abbiamo imparato – sottolinea sempre la voce del gruppo – è quella della necessità di affrontare tutto con calma e per gradi. Dal vivo, di base saremo sempre noi quattro, ma ai concerti ci stiamo ancora pensando”.

Paola Iezzi, esce il brano ‘Ltm’ feat. Myss KetaSi rinnova la collaborazione tra le due artiste

12 gennaio 202015:26

– Si intitola ‘LTM’ il nuovo singolo di Paola Iezzi, con il featuring della rapper e performer italiana Myss Keta. Le due artiste erano già apparse insieme sul palco dello scorso ‘Pride’ di Bologna, in qualità di madrine della manifestazione. Successivamente Paola, invitata da Myss Keta, ha preso parte, come guest, alle riprese del video de ‘Le ragazze di Porta Venezia – The Manifesto’.
Ascoltando il brano, che nasce dalla collaborazione di Paola Iezzi con Myss Keta, Dario Pigato, Simone Rovellini, e Stefano Riva, che è anche il giovane produttore del pezzo, si scopre che ‘Ltm’ è l’acronimo di “La Tua Mamma”. La traccia, di ambientazione esotica con echi caraibici, si struttura su un serrato beat reggaeton, sul quale risuonano armonie e strumenti tipici delle foreste sudamericane come il kuisi o gaita colombiana, un tipico strumento a fiato, ricavato dallo stelo di un cactus e utilizzato soprattutto per suonare la cumbia.
Utilizzando l’espediente dell’ironia e la figura della “mamma” come metafora, Paola, supportata dal featuring di Myss Keta, parla della donna di oggi e della donna del futuro. Una donna che non ha più paura dei propri “poteri”, della propria femminilità e avvenenza e delle proprie ambizioni.

A Sanremo un ‘passaggio’ anche per Mara VenierZucchero, Mika e Ultimo attesi sul palco esterno al teatro

13 gennaio 202009:51

– Capitan Amadeus chiama a bordo anche Mara Venier: per la signora della domenica di Rai1 si prepara un ‘passaggio’ sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo (4-8 febbraio). Sarebbe questa la “sorpresa” evocata oggi dallo stesso conduttore e direttore artistico in un videomessaggio di saluto a Domenica in, al quale Venier ha risposto laconicamente: “Non so nulla, non dico nulla”. In ogni caso la conduttrice, da domani anche al timone di Chiamate Mara 3131 su Radio2, è attesa a Sanremo per condurre la tradizionale puntata di Domenica in che chiude la settimana del festival ospitando i cantanti in gara.
A due giorni dalla conferenza stampa ufficiale di Sanremo, in programma il 14 gennaio al Teatro del Casinò, il toto-ospiti coinvolge anche il grande palco che sarà allestito all’esterno dell’Ariston, per un festival ‘allargato’ a tutta la città: come anticipa SanremoNews, Zucchero e Mika dovrebbero esibirsi in piazza Colombo, salvo poi fare una puntatina sul palco ‘ufficiale’ di Sanremo 70. Sorte analoga anche per Salmo, già dato ufficialmente tra gli ospiti della prossima edizione.
Confermati Fiorello, Roberto Benigni, Tiziano Ferro, Christian De Sica con gli altri attori del cast del film di Fausto Brizzi La mia banda suona il pop (Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Donatella Finocchiaro e Paolo Rossi), all’Ariston ci saranno anche Al Bano e Romina e con ogni probabilità Massimo Ranieri e Fabio Rovazzi. Nel mosaico di voci femminili, fil rouge del festival, ‘sbloccata’ la presenza di Rula Jebreal, entrerebbe anche Sabrina Salerno, mentre sono date per certe Antonella Clerici, Diletta Leotta, Emma D’Aquino, Laura Chimenti e ancora Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, e Georgina Rodriguez, compagna di Cristiano Ronaldo. L’ospite internazionale finora confermato è Lewis Capaldi.

Parma 2020: Mattarella, la cultura cresce nel dialogoIl Capo dello Stato cita Verdi, Toscanini e Stendhal

PARMA13 gennaio 202009:06

“La cultura definisce il segno distintivo di ogni comunità ed è tutt’altro che una condizione statica, immobile, inerte. Perché si nutre di confronto, si sviluppa nel dialogo e nelle relazioni”. E’ con queste parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che hanno preso il via, dal Teatro Regio di Parma, uno dei templi della musica italiana, le iniziative per la nuova città Capitale italiana della Cultura per l’anno appena iniziato.

Un discorso breve, ma di tono elevato, preceduto e dunque ispirato dal Va’ Pensiero di Giuseppe Verdi, interpretato dal coro e dall’orchestra filarmonica intitolata ad Arturo Toscanini. Due grandi personaggi della storia culturale parmense che il Capo dello Stato non ha mancato di ricordare come esempi.

Il compositore, “illustre figlio di questa terra” la cui musica fu “al servizio dell’ideale risorgimentale del nostro Paese”. Il direttore d’orchestra, esule durante il fascismo, “diede un segno di rinascita al nostro Paese con il concerto della liberazione per la riapertura della Scala nel 1946”.

La cultura è anche, ha aggiunto, “più ricca quando si apre alla conoscenza e al rispetto delle differenze”. Capace di generare “un patrimonio che rende tutti più ricchi, di umanità innanzitutto”. E da cui deve arrivare un messaggio positivo, come quello di Stendhal, che proprio nella Certosa di Parma, ha citato il presidente, scriveva che le gioie degli italiani “sono più vive e durano più lungamente”.

La bicicletta, un mito da 150 anniPivato ne racconta la storia seguendo l’evoluzione del Paese

3 gennaio 202011:26

– STEFANO PIVATO, STORIA SOCIALE DELLA BICICLETTA (IL MULINO, PP. 280, 22 EURO) – Se è vero che per molti parlare di bicicletta significa andare col pensiero alle mitiche imprese dei “giganti” Fausto Coppi e Gino Bartali, per tutti – anche per i giovanissimi dei nostri tempi – muoversi pedalando sulle due ruote evoca probabilmente due cose, infanzia e libertà: ecco perché è davvero adatto a ogni generazione il libro di Stefano Pivato, dal titolo “Storia sociale della bicicletta”, edito da il Mulino, nel quale si offre al lettore un ritratto appassionato della bicicletta. Pagine densissime – di capitoli, di dati storici, di aneddoti, anche di fotografie, con un inserto dedicato alle bellissime fotografie di Ezio Quiresi – raccontano un mito lungo 150 anni: del resto è innegabile che la bicicletta – che è molto più di un semplice mezzo di trasporto come si direbbe oggi “sostenibile” – sia stata, fin dalla sua comparsa verso la fine dell’800, uno strumento di svago e di lavoro capace di accompagnare i cambiamenti del nostro Paese, seguendo l’evolversi degli stili di vita degli italiani.
Dapprima il biciclo, poi la trasformazione in triciclo, nel tentativo di risolvere i problemi di equilibrio e di conduzione, infine nel 1897 la forma definitiva con l’invenzione della ruota libera e la scelta, mai più variata, del nome: ecco la bicicletta, emblema di modernità e di comodità, ma anche oggetto che l’autore definisce “perturbante”, capace di dare scandalo.
Con un approccio brillante, Pivato nel libro si sofferma proprio sugli aspetti sociali legati al nuovo veicolo: la bicicletta da subito ha diviso la platea dei possibili fruitori in sostenitori e detrattori, tra chi la considerava un’occasione da cogliere al volo per migliorare la propria quotidianità e chi invece la vedeva come un attentato all’onore delle donne o alla dignità dei preti, o ancora perfino un incentivo alla criminalità.
Quello che è certo è che la bicicletta ha attraversato il ‘900 compiendo una corsa “straordinaria” tra guerre, movimenti politici e ideologie, accompagnando le gesta di campioni-eroi che hanno impresso i propri nomi nella storia del ciclismo e unendo la cultura alta a quella bassa nel nome dello sport (tra cantastorie e grandi intellettuali), e ancora essendo testimone partecipe di tutti i cambiamenti del costume, della società, dell’economia fino ai giorni nostri.
Anche oggi infatti, che con la nuova coscienza ambientalista e “a basso consumo” pedalare diventa una filosofia di vita per esprimere valori ecologici ed etici, la bicicletta è ancora una volta protagonista, simbolo però di antimodernità e di ritorno al passato non globalizzato, più felice e a misura d’uomo. Non può che essere vera quindi l’affermazione di Gianni Brera, riportata all’inizio del libro da Pivato: “Traverso le viti di una bicicletta si può anche scrivere la storia d’Italia”. VAI ALLA POLITICA VAI ALLE PREVISIONI METEO INTERATTIVE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Amelio, l’agonia di un Craxi senza potere
Favino in Hammamet, ho empatizzato con il leader socialista

13 gennaio 202011:26

– In ‘Hammamet’ di Gianni Amelio, in sala in 430 copie distribuite da 01, il vero gigante è Pierfrancesco Favino, perfetto nel ruolo di Bettino Craxi, una interpretazione, la sua, così grande da mettere pericolosamente in ombra tutto il resto (compresi i personaggi di contorno). Di fatto nel film, che racconta gli ultimi sei mesi del leader socialista esule in Tunisia, nessuna chiara volontà di fare politica, ma casomai di raccontare quell’umanità del leader socialista in esilio e alle prese con le sue molte malattie:”Non ho voluto raccontare il Craxi degli anni d’oro, quello degli anni Ottanta, ma quello di fine secolo scorso – spiega Amelio -.
Racconto la sua agonia, la storia di un uomo che ha perso il potere e va verso la morte. Un uomo pieno di rabbia, rimorsi e desideri, macerato fino all’autodistruzione”.
Il film girato parzialmente nella vera casa di Craxi ad Hammamet (per concessione di Anna moglie del leader), racconta su tutto il rapporto con la figlia Anita (Livia Rossi), vera vestale piena di devozione verso un padre malato pieno di boria e capricci. Una figlia che gli concede anche di incontrare in un albergo ad Hammamet la sua storica amante (Claudia Gerini). Ma tra i personaggi di rilievo, tra passato e presente, ci sono anche il tesoriere ‘cassandra’ del partito, Vincenzo (Giuseppe Cederna), un vecchio amico democristiano (Renato Carpentieri) che va a trovare Craxi nella sua casa e, infine, come una sorta di sua cattiva coscienza (“di antagonista”), il giovane Fausto (Luca Filippi). Ovvero il figlio di quel Vincenzo, ormai morto, che crede fermamente nelle colpe di Craxi anche e soprattutto verso suo padre.
Infine, sul fronte politico, il Craxi raccontato da Amelio ha come ossessione la certezza di essere stato solo lui a pagare per le colpe di tutti e poi l’odio verso l’uso strumentale di certa magistratura politicizzata: “Solo il Pci non è stato toccato da ‘Mani Pulite'” (dice a un certo punto). Per quanto riguarda la famiglia Craxi, sottolinea il regista, “con Anna, la vedova del presidente, ci siamo intesi subito anche perché ho scoperto che è una cinefila. Stefania Craxi (che vedrà il film domani) è invece una donna molto impegnata che ha come unisco scopo il fatto che il padre non sia dimenticato”.
Infine, per quanto riguarda il figlio Bobo, “non l’ho mai incontrato. In compenso – dice con ironia – È uno che scrive molto e so che anche stamani ha scritto qualcosa su un quotidiano sul film, che ha visto ieri, lo leggerò”.
Spiega Favino sulle sedute di trucco alle quali si è sottoposto per cinque ore al giorno: “Credo che truccarsi così tanto ti dia la chiave attraverso la quale ti dimentichi di averlo. A me capitava intorno alla quinta ora, quando mi mettevano sopracciglia e occhiali. In quel preciso momento è come se avessi sorpassato una porta verso l’oblio”. E ancora l’attore: “Questo film ti fa pensare molto al rapporto tra padre e figli, una cosa che mi riguarda personalmente. E io vengo da una generazione i cui genitori trovavano sconveniente mostrare i loro sentimenti verso i figli.
Di Craxi – continua Favino – si può dire tutto meno che non amasse il suo Paese”. E poi conclude: “Faceva parte di una classe politica ricca di linguaggio e di competenze totalmente diversa da quella di oggi. Una volta i politici dicevano ‘noi’.
Oggi dicono ‘io’ e questo è molto triste”.

Incassi: Tolo Tolo supera i 41 milioni, Amelio 2/oIn terza posizione esordisce Piccole donne

13 gennaio 202011:23

– Continua la corsa di Checco Zalone: il suo Tolo Tolo ha superato i 41 milioni totali di incassi mettendo via nel week end appena trascorso, nonostante il calo del 75%, altri 5 milioni 251 mila euro con una media di 4714 euro su 1114 sale. Debutta in seconda posizione Hammamet di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino, Omero Antonutti e Claudia Gerini. Il film dedicato agli ultimi 6 mesi di vita di Bettino Craxi incassa 2 milioni 244 mila in 4 giorni con una media di 4859 euro su 462 schermi. In terza posizione esordisce Piccole donne di Greta Gerwig con Meryl Streep, Emma Watson e Saoirse Ronan. La rivisitazione del capolavoro di Louisa May Alcott incassa 1 milione 597 mila euro (la media sala è di 3759 euro su 421).
Le altre new entry sono City of Crimes di Brian Kirk con Chadwick Boseman, Taylor Kitsch e Sienna Miller (ottavo con 443 mila euro) e Sulle ali dell’avventura di Nicolas Vanier (nono a 285 mila euro).

Arte: Case e Chiese di Milano, il nuovo corso del Fai’Venti inviti da non perdere’ da gennaio a novembre 2020

13 gennaio 202012:33

– Il FAI – Fondo Ambiente Italiano continua la sua indagine sul patrimonio artistico di Milano – dopo il corso “El nost Milan” – attraverso una serie di affondi monografici dedicati a edifici sacri e profani. In ogni lezione verrà esaminato un monumento attraverso plurimi punti di vista, con attenzione sia alla ricostruzione dei contesti storici e artistici che al valore culturale intrinseco del monumento.
Dopo vent’anni di corsi, giunti alla 13/ma edizione, il corso del FAI, curato da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, propone 20 appuntamenti a cadenza settimanale tra gennaio e novembre 2020 alle ore 18 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano e aspira a porsi come un momento di riflessione sul destino di alcune emergenze monumentali di Milano, a fronte dei problemi della tutela e della crisi delle vocazioni, che hanno portato a riconversioni varie gli edifici sacri della città.
Dopo la collaborazione con il Piccolo Teatro, quest’anno è stato intrapreso un dialogo con un’altra realtà culturale milanese: la Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti”.
Spetterà ad alcuni suoi diplomati la realizzazione di brevi filmati con cui si apriranno tutte le puntate del corso. A queste clip seguirà la lezione affidata, come di consueto, ai giovani studiosi dell’Università Statale di Milano.
A partire dalla chiesa sconsacrata di San Paolo Converso nel centro storico, con le opere di Antonio e Giulio Campi, a San Maurizio al Monastero Maggiore, chiesa di origine paleocristiana sede del più importante monastero femminile benedettino della città; dalla settecentesca Villa Reale, splendido esempio di neoclassicismo milanese con le opere di Luigi Acquisti e Antonio Canova e residenza dei viceré d’Italia, a Santa Maria delle Grazie, nota come tempio del Cenacolo di Leonardo. E ancora, si andrà alla scoperta di Casa Bagatti Valsecchi, frutto di una straordinaria vicenda collezionista di fine ‘800, e di Casa degli Atellani, palazzo del ‘400 restaurato nel 1922 da Piero Portaluppi, con il vigneto che Ludovico il Moro donò a Leonardo da Vinci.

Mostre: al Meis di Ferrara apre ‘1938: l’umanità negata’In modo permanente dal 17/1, dramma leggi razziali e sterminio

FERRARA13 gennaio 202012:36

– Apre in modo permanente dal 17 gennaio al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-Meis di Ferrara il percorso multimediale ‘1938: l’umanità negata’, a cura di Paco Lanciano e Giovanni Grasso.
Un’iniziativa promossa dalla Presidenza della Repubblica con il contributo del Ministero dell’Istruzione e il sostegno di Intesa Sanpaolo. Fortemente voluta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la mostra è stata allestita nel 2018 al Quirinale in occasione degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali e costituisce la prima parte dell’allestimento del Meis dedicato alla Shoah.
Attraverso l’uso di immagini e filmati d’epoca, documenti originali e installazioni, ‘1938: l’umanità negata’ crea una esperienza immersiva che permette al visitatore di entrare in contatto con il dramma delle leggi razziali, l’esclusione sociale, la persecuzione nazifascista e lo sterminio. Il percorso concepito dai curatori è arricchito al Meis dall’installazione site-specific dell’artista israeliano Dani Karavan, creata per ricordare l’esperienza italiana della Shoah.
Già firma di diverse opere internazionali (il memoriale sui Sinti e i Rom a Berlino, la camminata sui diritti umani a Norimberga, l’omaggio a Walter Benjamin a Portbou e il monumento al deserto nel Negev), Karavan è stato protagonista dell’esposizione al Meis ‘Il giardino che non c’è’.

Mostre: due settimane in più per Man Ray a CameraFino al 2 febbraio, già 26.000 i visitatori a Torino

TORINO13 gennaio 202013:39

– È prorogata fino al 2 febbraio la mostra “Wo|Man Ray. Le seduzioni della fotografia”, curata da Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola. Due settimane in più di apertura della mostra per un pubblico che ha già confermato il successo con oltre 26 mila visitatori dall’apertura, il 17 ottobre, a inizio gennaio.
“Man Ray, non c’è dubbio, è un grande nome, un grande maestro della fotografia del XX secolo – Con la nostra mostra abbiamo costruito una prospettiva in cui Man Ray è offerto agli spettatori in un modo del tutto nuovo, ed è questa una delle chiavi principali del successo della mostra, oltre al grande fascino delle immagini esposte, capolavori assoluti della fotografia del XX secolo”, commenta Walter Guadagnini.
Il percorso della mostra è tutto dedicato ad un preciso soggetto, la figura femminile, fonte di ispirazione primaria dell’intera poetica di Man Ray, in particolare nella sua declinazione fotografica. Man Ray, ma anche Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, Meret Oppenheim. E Kiki de Montparnasse, Nusch Éluard, Juliet (l’ultima moglie): artiste, modelle, amiche, compagne. E le protagoniste della Parigi degli anni Venti e Trenta, Gertrude Stein, Nancy Cunard, Sylvia Beach, Youki Foujita Desnos. Tra le oltre duecento fotografie in mostra, realizzate a partire dagli anni Venti a Parigi fino alla morte avvenuta nel 1976, alcuni dei capolavori che hanno reso celebre il maestro americano a livello internazionale come le leggendarie Le Violon d’Ingres (1924), Noire et blanche (1926) e La Prière (1930).

Il classico del futuro di FendiSilvia Venturini Fendi, i giovani vanno educati alla qualità

13 gennaio 202013:56

– “Back to the future” sulla passerella di Fendi: il tema è sempre quello di stagione, il ritorno al classico, lo svolgimento – affatto banale – parte dai tessuti intramontabili del guardaroba maschile e arriva ai capi più nuovi che cambiano colore alla luce del sole.
“C’è voglia di classico perché è una forma di perenne, abbiamo voglia – spiega Silvia Venturini Fendi – di punti fermi perché abbiamo capito che dobbiamo ridurre e che ci sono ancora i bei tessuti di una volta. I giovani devono essere educati alla qualità, dobbiamo dare loro delle alternative valide: sono abituati a comprare 100 capi che buttano via senza nemmeno metterli in lavatrice, invece devono capire che ci sono investimenti che valgono una vita”.
E cosa c’è in fondo di più sostenibile di un cappotto di Casentino, di un pullover con le trecce, di un pantalone di velluto? Il “classico del futuro” prende questi capisaldi del guardaroba maschile e li trasforma con un gioco di zip.

Lirica: Muccino debutta all’Arena di VeronaRegista di Cavalleria rusticana e Pagliacci

VENEZIA13 gennaio 202014:52

– Debutto sul palcoscenico d’opera dell’Arena di Verona per Gabriele Muccino, regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020. Muccino si troverà a dirigere più cast nell’alternanza di star del bel canto che la Fondazione sta pianificando, a partire dalla coppia Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak, già annunciati per la serata di gala di Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto.

Il Carlo Felice riparte da RossiniTorna l’opera il Barbiere con scene di Luzzati, dirige Casellati

GENOVA14 gennaio 202010:22

– Il Carlo Felice riparte da Rossini. Mercoledì sera ore 20 va in scena Il barbiere di Siviglia, proposto nel colorato e storico allestimento firmato da Lele Luzzati per la regia di Filippo Crivelli e con i costumi di Santuzza Calì. Sul podio dei complessi stabili salirà Alvise Casellati. Il cast prevede nel ruolo di Rosina la giovane Annalisa Stroppa che un anno fa il pubblico genovese ha calorosamente applaudito in Norma. Accanto a lei ci saranno Alessandro Luongo (Figaro), René Barbera (il Conte di Almaviva), Paolo Bordogna (Don Bartolo) e Giorgio Giuseppini (Basilio).
“Il Barbiere – ha detto questa mattina Casellati – è l’opera da cui si deve partire per avvicinarsi alla lirica. E’ un lavoro geniale nel quale Rossini ha ottenuto una mirabile commistione fra parola e musica”. Nonostante la giovane età, Annalisa Stroppa ha al suo attivo 48 recite del Barbiere in dodici produzioni diverse: “Aver cantato in poco tempo tante volte lo stesso personaggio con direttori e registi diversi – aveva detto – è stato molto utile perché ogni volta ho scoperto qualcosa di nuovo del personaggio. Naturalmente cerco di fare mie le idee dei registi, ma nello stesso tempo sono convinta che gli interpreti devono proporre una loro verità”. Il sovrintendente Orazi ha annunciato l’avvio di una stagione musicale al Teatro della Gioventù: “Sabato 18 e sabato 25 il Coro femminile del Teatro diretto da Francesco Aliberti e il Coro di voci bianche diretto da Gino Tanasini offriranno un interessante concerto, punto di partenza di un’attività che vogliamo realizzare con cadenza regolare al Teatro della Gioventù, teatro per il quale stiamo strutturando una stagione di cui daremo presto notizia: si prevedono anche opere da camera che al Carlo Felice non sono possibili e che lì potremmo mettere in scena collocando l’orchestra nella sottostante sala Barabino e collegandola con nuovi sistemi live con il palcoscenico e gli artisti”.

Italia’s Got Talent al via, in giuria Bastianich su Tv8novità nel meccanismo gara, con Comello a Conduzionew

13 gennaio 202015:29

– Italia’s Got Talent, al via dal 15 gennaio : prodotto da Fremantle, in onda tutti i mercoledì alle ore 21.30 in prima visione su TV8, con 7 puntate di Audizioni e 1 Finale live.
Per il nuovo anno, il talent schiera in giuria la new entry: direttamente da Masterchef Italia, Joe Bastianich. Al suo fianco, ritroviamo la campionessa olimpica Federica Pellegrini, la regina della discografia Mara Maionchi e Frank Matano, veterano del gruppo al suo quinto anno dietro il tavolo.
Alla conduzione, per il quarto anno torna Lodovica Comello. La nuova giuria ha come sempre il compito di selezionare i talenti più meritevoli che si alterneranno sul palco: tra ballerini, cantanti, imitatori, illusionisti, contorsionisti, funamboli, comici ed addestratori, ognuno di loro avrà a disposizione 100 secondi per dimostrare di valere almeno 3 “sì” della giuria, così da poter accedere alla fase successiva della gara, o ancora meglio di meritarsi l’ambitissimo Golden Buzzer: posto al centro del tavolo dei giurati, il pulsantone dorato è a disposizione di Federica, Mara, Frank e Joe che hanno la possibilità di schiacciarlo, durante la fase di audizioni, una sola volta per mandare un talento direttamente in finale.
Ma oltre a promuovere, i giudici possono anche “bocciare” una performance premendo il buzzer, il pulsante rosso presente davanti a ciascun giudice: con 4 “buzzate” il concorrente deve automaticamente interrompere la sua esibizione e ascoltare il parere dei giudici, che determinerà come sempre l’esito della sua gara.
Il ballo è la performance più gettonata con il 21%, seguito dal musicista (11%) e dal comico (10%). Il 41% degli iscritti ha un’età compresa tra i 26 e i 41 anni: il concorrente più giovane è un sassofonista di appena 5 anni, che si esibisce su vorticose scale musicali, la più anziana è invece una concorrente di 94 anni che balla in modo indiavolato. Il gruppo più numeroso presente sul palco è di ben 69 persone. Tra le esibizioni originali si segnala quella di un ragazzo di 32 anni, sordo dalla nascita, che oltre a “sentire” la musica, riesce a rappare con straordinario senso del ritmo. O ancora, tra i numeri fuori dagli schemi, in evidenza la sinfonia di Star Wars rivisitata da 30 “obsoleti” floppy disk, un cane che gioca a nascondino, un crew di indiani Sikh che si cimenta in una pericolosissima sfida “all’ultimo cocco”, uno snodatissimo “uomo-ragno” che si aggira per la platea spaventando i giudici e il pubblico, la straordinaria voce di un ventriloquo di Bari che fa cantare al suo inseparabile pupazzo, con intonazione impeccabile, “I’ve got the world on a string” di Frank Sinatra.
Tra le novità anche il pubblico diventa protagonista perché avrà un Golden Buzzer a sua disposizione. Alla fine della settima puntata verrà aperto il televoto e il pubblico potrà votare e scegliere il proprio finalista, diventando ufficialmente il dodicesimo finalista in gara.
Al termine della fase di Audizioni, la gara si chiuderà in diretta da Roma con la finale live, in cui 12 finalisti si sfideranno per il titolo di campione. A decretare il vincitore di questa edizione 2020 sarà l’insindacabile giudizio del pubblico da casa.

Galleria Borghese raccoglie fondi per comprare busto di BerniniServono 8 milioni per il ritratto di Urbano VIII

13 gennaio 202015:37

– La Galleria Borghese ha avviato una raccolta fondi attraverso l’Art Bonus: le donazioni concorrono all’acquisto di un’importante opera di Gian Lorenzo Bernini, il busto in bronzo di Urbano VIII Barberini, eseguito nel 1658 per il cardinale Antonio Barberini e attualmente di proprietà dei discendenti. Il personaggio raffigurato dalla scultura è Urbano VIII, una figura strettamente connessa alle vicende della collezione di Scipione Borghese della quale fu il teorico ispiratore. Così come fu l’ideatore e il commentatore dei temi rappresentati da Gian Lorenzo Bernini nelle monumentali sculture che l’artista realizzò giovanissimo per la Villa Borghese, dove ancora si trovano. L’opera è dunque legata strettamente al luogo che attende di ospitarla. Il costo stimato per l’acquisizione del busto è di 8 milioni di euro. All’opera , assicurano dal museo romano, verrà riservato un posto di massimo rilievo all’interno della collezione e sarà affiancata dall’elenco dei donatori.

Tv: Justin Chambers lascia Grey’s Anatomy, addio a dr KarevL’attore era nel cast dall’inizio della serie nel 2005

NEW YORK13 gennaio 202016:15

– Grey’s Anatomy perde il dr Alex Karev. Justin Chambers ha infatti annunciato che lascerà la serie dopo 16 stagioni. Chambers, 50 anni a luglio, era nel cast dal 2005. “Non è mai il tempo giusto – ha detto lo stesso attore – per dire addio ad uno show e ad un personaggio che ha definito così tanto la mia vita negli ultimi quindici anni. Tuttavia è da tempo che sto cercando di diversificare i ruoli della mia carriera artistica. Ora è il momento, visto che sono prossimo ai cinquant’anni e ho il sostegno di mia moglie e di cinque splendidi figli”.
L’ultimo episodio con Chambers è andato in onda alla fine dell’anno scorso, al momento non è chiaro come la produzione gestirà la sua uscita.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Non solo dance, ecco ‘Living to live again’
Dal mondo clubbing esce il singolo di The Beautiful Sinners

14 gennaio 202010:22

– L’atmosfera pura delle street e dei club newyorkesi in perfetto stile East Coast, con un mix di sound tutti da ballare. Arriva in radio ‘Living to live again’, il singolo dal mondo clubbing di The Beautiful Sinners, che è il nuovo progetto discografico ideato dal giovane producer italiano Manfredi Barbarossa, ispirato al suo EP del 2017 (“Beautiful Sin”), pubblicato dall’etichetta Midi Mood Records con la collaborazione della cantante Sanna Hartfield e del bassista Mauro Pepe. Alcune delle sue precedenti produzioni sono state remixate da Dj come Martin Roth, Alex Dimou, Moodymanc, Tevo Howard e supportate da Joachim Garraud, producer di David Bowie, Kilye Minogue, Culture Club e da Tom Findlay dei Groove Armada.
The Beautiful Sinners strizza l’occhio al mercato internazionale basandosi sulla contaminazione di sonorità che vanno dalla deep house, alla chillout fino all’ hip-hop. ‘Living To Live Again’ è la prima release del brano con il featuring del cantante statunitense Curtis Clark Jr, attualmente anche produttore per tv e cinema di colonne sonore. Il brano è nato per rievocare uno stile musicale come l’house vocale non solo da ballare, ma anche da poter ascoltare in radio. Alla versione radio-edit di ‘Living to live again’ si aggiungeranno anche alcuni remix del brano realizzati da alcuni nomi di punta del panorama dance-oriented italiano.

Tributo a Prince, star rendono omaggio con concertoA Los Angeles ‘Let’s Go Crazy: The GRAMMY Salute to Prince’

NEW YORK14 gennaio 202010:22

– A quasi quattro anni dalla sua morte, il mondo musicale si unisce per rendere tributo a Prince.
Il concerto chiamato ‘Let’s Go Crazy: The GRAMMY Salute to Prince’ si terrà a Los Angeles il prossimo 28 gennaio e sarà mandato in onda dalla Cbs in una data ancora da destinarsi.
Tra gli artisti che parteciperanno John Legend, Foo Fighters, Alicia Keys, Juanes, Coldplay’s Chris Martin, Usher, Earth, Wind & Fire. Durante la sua carriera il genio di Minneapolis ha vinto sette Grammy Awards ed è stato nominato 38 volte.
Prince è stato trovato morto in un ascensore all’interno del complesso di Paisley Park, sua residenza alle porte di Minneapolis 1l 21 aprile 2016, aveva 57 anni. Il referto dell’autopsia parlò di overdose accidentale di Fentanyl, un potente anti-dolorifico.

S. Cecilia: Caro Pubblico, introduzione ai concertiDirettore, solista o un critico illustrerà i brani

13 gennaio 202018:58

– L’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia accorcia le distanze con gli spettatori dei concerti sinfonici per facilitare l’ ascolto e far apprezzare meglio i brani che verranno eseguiti dall’ Orchestra e dal coro. Dal 16 gennaio ogni appuntamento sarà preceduto da “Caro Pubblico”, una introduzione di una quindicina di minuti durante la quale il direttore d’orchestra, un solista, un musicologo e in alcuni casi il presidente Michele dall’Ongaro illustrerà il programma della serata mettendo in luce caratteristiche e particolarità delle esecuzioni.
L’esordio sarà affidato giovedì 16 gennaio (repliche il 17 e il 18 gennaio) ad Antonio Pappano che sarà sul podio con la solista Janine Jansen per il concerto per violino e orchestra di Mendelsshon. Il maestro guiderà poi l’orchestra nell’Ouverture da Re Stefano di Beethoven e nella Prima Sinfonia di Schubert.
La novità di questa guida all’ascolto nasce proprio dall’espressione “Caro pubblico” con cui il direttore musicale dell’ Accademia Nazionale saluta abitualmente la platea prima dei suoi concerti, in particolare quelli di musica moderna con pezzi più difficili e impegnativi, facendo seguire un approfondimento breve e colloquiale sui brani.
“La grande capacità di Pappano di comunicare con gli ascoltatori e la mia lunga esperienza di tanti anni di programmi radiofonici – ha detto il presidente Dall’Ongaro – ci ha convinti a proporre una spiegazione informale prima di ogni concerto. Il pubblico potrà entrare liberamente anche dopo l’ inizio della chiacchierata, che eviterà i tecnicismi e il linguaggio per addetti ai lavori con l’ obiettivo di essere un punto di riferimento per quanti hanno voglia di condividere le emozioni, le idee e la bellezza della musica classica e, soprattutto di accogliere il pubblico nuovo che sempre di più si sta avvicinando all’Accademia Nazionale”. ‘Caro pubblico’ potrebbe ospitare, con traduzione, anche i direttori e gli autori stranieri in cartellone con loro opere. Si sta pensando di cominciare con il compositore cinese Tan Dun che sarà sul podio il 6, 7 e 8 febbraio per dirigere la prima esecuzione italiana del suo Buddha Passion.

Morta ‘Agnese delle cocomere’, Lucio Dalla le dedicò pezzoA 93 anni è scomparsa una delle figure-simbolo di Bologna

BOLOGNA13 gennaio 202019:15

– Lucio Dalla le dedicò un pezzo, ‘Agnese delle cocomere’, nell’album ‘Luna Matana’ del 2001: a 93 anni è morta Agnese Lelli, una delle figure più note di Bologna, titolare per molti anni di un chiosco in piazza Trento e Trieste (ora gestito dal figlio e dai familiari) aperto fino a tarda notte d’estate e frequentato da artisti e sportivi. Non solo Dalla, ma anche Morandi, Guccini, Carboni, Cremonini, Antonacci, gli Stadio, i calciatori del Bologna, a volte Vasco Rossi, come testimoniano le tante foto di un album dei ricordi visibile anche in rete, e politici come l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca.
“Di nuovo insieme, ciao mitica Agnese”, si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook del locale (ora ‘drink, fruit & food’) accompagnato da una foto che ritrae assieme Dalla, scomparso quasi otto anni fa, e Agnese. Tanti i like e i messaggi di cordoglio. I funerali sono in programma giovedì mattina in Certosa.

Moda: Versace Cruise sfilerà il 16 maggio di nuovo negli UsaDopo il defilé del 2 dicembre la maison tornerà in America

13 gennaio 202019:53

– Versace sfilerà di nuovo con la Collezione Cruise 2021, il 16 maggio 2020 negli Stati Uniti. Lo annuncia una nota dell’ufficio stampa della maison, che non indica però, la città americana e la location, dove si svolgerà il defilé.
In linea con la recente scelta creativa di sfilare con la formula co-ed, il direttore creativo, Donatella Versace, svelerà le Collezioni Donna e Uomo con uno show che porterà nuovamente in America il glamour Versace, che ora gravita nell’orbita di Capri Holdings.
Il ritorno di Versace negli Usa si riferisce alla sfilata della collezione pre-fall del 2 dicembre 2019, andata in scena negli spazi dell’America Stock Exchange a New York. Una presentazione quasi commemorativa, piena di ricordi e citazioni di Gianni Versace, il fratello della stilista, celebrato proprio nel giorno del suo compleanno. In pedana era andato uno stile tra il pop e il western. Un tocco di America e un mix di suggestioni in cui lo stile cowboy si combina alla cultura pop europea e al barocco tipico di Versace. La collezione, indossata da un casting di top model, aveva sfilato davanti ad un parterre di celebrity tra cui Uma Thurman, Lupita Nyong’o, Mary J Blige, Kim Kardashian e Kanye West.

Sky: Patriarcato Venezia contro sigla ‘The New Pope’Delegato cultura, inopportuno video musicale in luogo monastico

VENEZIA13 gennaio 202019:55

– Il Patriarcato di Venezia contro Paolo Sorrentino per l’utilizzo “offensivo” di simboli religiosi e una sala della Fondazione Cini dell’isola di San Giorgio per la sigla di “The New Pope”.
In una nota, il delegato del Patriarca per i beni culturali, don Gianmatteo Caputo, sottolinea oggi che “la scena – parte integrante del film – risulta in sé offensiva, mancando oltretutto di un contesto narrativo che ne giustifichi la ragione e il contenuto. Pertanto ciò che viene offerto agli spettatori è solamente una ripresa simile ad un video musicale realizzato in un luogo fondamentale della storia e della tradizione monastica a Venezia, trasformato in una sorta di stage per una danza dal contenuto ammiccante e allusivo, collocata – precisa – sotto il simbolo cristiano per eccellenza, la croce”.
Secondo Caputo “non è necessario scomodare la censura per dire che siamo davanti a un episodio che offende e profana, per il riferimento al simbolo della croce. Sarebbe stato comunque opportuno non concedere, per le riprese – conclude – l’utilizzo di quello spazio ad elevato valore storico e simbolico”.

Mahmood, nuovo album e tourIl primo singolo, dal titolo Rapide, è atteso per il 16 gennaio

13 gennaio 202020:13

– Il 2020 sarà un anno importante per Mahmood: dopo aver annunciato il tour europeo, sono in arrivo un nuovo singolo, un nuovo album e un nuovo tour italiano. Il primo singolo, dal titolo Rapide, è atteso per il 16 gennaio.
E’ sicuramente straordinario il percorso di Mahmood – dalla doppia vittoria a Sanremo Giovani e Sanremo nel 2019, al secondo posto all’Eurovision Song Contest di Tel Aviv, al successo del primo tour europeo e la vittoria del premio per il Best Italian Act agli Mtv EMA dello scorso autunno – in meno di dodici mesi è riuscito a ritagliarsi un suo percorso, frutto di sperimentazioni e contaminazioni.
Queste le date live: 14 aprile Milano, 15 aprile Anversa, 19 aprile Parigi, 20 aprile Amsterdam, 21 aprile Londra, 25 aprile Murcia, 27 aprile Madrid, 3 maggio Monaco, 4 maggio Stoccarda, 7 maggio Colonia, 10 maggio Amburgo, 15 maggio Losanna, 16 maggio Zurigo. Poi di nuovo in Italia a novembre: 4 novembre Firenze, 9 novembre Milano, 13 novembre Napoli, 14 novembre Roma, 17 novembre Torino/Venaria, 19 novembre Nonantola (MO), 21 novembre S. Biagio di Callalta (TV).

Tracy Chevalier, racconto le donne “in eccedenza”La scrittrice a Milano presenta “La ricamatrice di Whinchester”

MILANO14 gennaio 202009:35

Zitelle, o con più garbo definite donne in eccedenza, lo diventarono, e non per scelta, circa due milioni di inglesi negli anni ’30 del secolo scorso, quando la prima guerra mondiale aveva falcidiato gli uomini e non ce ne erano a sufficienza per garantire un matrimonio a tutte. Violet, la protagonista di ‘La ricamatrice di Winchester’ (Neri Pozza Editore, 287 pagine,18 euro), nuovo romanzo di Tracy Chevalier, autrice del best seller ‘La ragazza con l’orecchino di perla’, era una di quelle. Giovani costrette a cercare una strada fuori dal matrimonio e dal destino di badanti per i genitori, rassegnandosi a lavori ingrati per garantirsi l’indipendenza e inventandosi nuovi spazi sociali dove coltivare relazioni adatte a donne sole. Come diventare appunto ricamatrice della Cattedrale di Winchester, un’associazione fondata proprio agli inizi degli anni ’30 per decorare le centinaia di cuscini cuciti per rendere più confortevole la permanenza dei fedeli nella chiesa. “Volevo una storia che parlasse ancora di una donna sulla scia della ragazza con l’orecchino di perla, ma più adulta e ambientata in tempi più vicini ai nostri – spiega Tracy Chevalier a Milano per il lancio del’edizione italiana del suo libro – Violet ha 38 anni ed è una donna costretta suo malgrado ad emanciparsi, porta avanti una battaglia che apre le premesse alle successive conquiste femminili, anche se incredibilmente per certi versi oggi non sembra siano passati 90 anni anni da allora, è vero siamo più libere, abbiamo più opportunità di lavoro e di movimento, ma certe etichettature sono rimaste: parlo con tante mie amiche single e mi raccontano di sentire su di loro spesso tutta la differenza con cui vengono trattate rispetto alle donne sposate”. Violet riesce ad abbattere i pregiudizi del tempo, lavora come dattilografa e impone pure alcune scelte al suo datore di lavoro, si concede ogni tanto incontri con uomini conosciuti nei bar, diventa amica di due donne lesbiche, fino ad innamorarsi di un campanaro sessantenne e sposato. E continuando a ricamare cambia pure la trama della sua vita. Un libro al femminile, dove gli uomini sembrano comparse spaesate di fronte a queste nuove donne. “Si direi che gli uomini sono sorpresi, sembrano pure accettare certi cambiamenti, finché non intaccano delle norme consolidate – spiega la scrittrice – Quando succede si aspettano che la donna torni a comportarsi secondo le vecchie regole”. Tracy, che è nata a Washington ma da decenni vive in Inghilterra, è già al lavoro per il prossimo libro che sarà ambientato in Italia. “Lo avevo promesso durante un mio incontro al Festival della Letteratura a Mantova – ha detto – Si svolgerà a Murano tra i lavoratori e le lavoratrici del vetro”. Come fa sempre con i suoi libri si documenterà con pignoleria e precisione e tornerà quindi spesso in Italia ‘un paese che amo, soprattutto per il suo sole, le bellezze, il cibo’. L’Inghilterra invece le sta procurando qualche dispiacere (‘ma non chiedetemi nulla di Megan’, esclama riferendosi alle vicende dei reali). “Vedo in quel paese molta inquietudine, rabbia, divisioni – ammette – ma credo sia un pò cosi in tutto il mondo”.

Per l’Archivio Alinari una villa museo a FirenzeAllestimento in 27 mesi. Fondazione per valorizzare patrimonio

14 gennaio 202009:36

Il patrimonio Alinari, composto da oltre 5 milioni tra immagini e altri oggetti, sarà destinato alla fruizione pubblica grazie all’allestimento di un nuovo museo, a Villa Fabbricotti a Firenze, in circa 27 mesi. E per gestire e valorizzare l’archivio entro aprile 2020 la Regione Toscana, che ne è divenuta proprietaria il 19 dicembre scorso, approverà un ‘Piano strategico di sviluppo culturale del patrimonio’ ed entro maggio procederà alla creazione di una Fondazione nella quale potrebbe essere coinvolto anche il Mibact. Questo il futuro dell’antica azienda fotografica Fratelli Alinari, fondata a Firenze nel 1852, illustrato oggi dalla Regione che ha così ufficializzato l’acquisizione scattata dopo l’annuncio della vendita della sede storica della società nel maggio scorso. L’archivio comprende fotografie, negativi su lastra di vetro e su pellicola, diapositive, autocromie, cartoline, apparecchi fotografici e 26mila pezzi del fondo stamperia d’arte. Entro maggio 2020 poi sarà acquistato anche il patrimonio di oltre 200mila immagini digitali, con il relativo sistema di catalogazione e indicizzazione: la società F.lli Alinari Idea, ha spiegato la Regione, si è già impegnata a cedere questo patrimonio al prezzo che sarà determinato con valutazione economica e comunque entro i 2,4 milioni previsti dalla legge. Nel suo complesso, il patrimonio, uno dei più grandi del mondo, testimonianza unica della cultura, del paesaggio, dell’arte, della moda italiana tra la seconda metà dell’800 e la prima metà del ‘900, sarà poi esposto nella nuova sede di Villa Fabbricotti appena saranno terminati i lavori necessari per adeguare la struttura. Il valore di tutta l’opera, tra acquisizione e allestimento della sede, è di circa 15 milioni di euro. “Abbiamo reso pubblico un grande patrimonio – ha detto il governatore toscano Enrico Rossi -, abbiamo impedito che si disperdesse, che venisse venduto all’estero, a privati o ad altre istituzioni”: ha “un valore culturale enorme, quello che abbiamo realizzato potrà avere grandi sviluppi ed essere foriero di ulteriori acquisizioni, senza trascurare che, grazie alla sua unicità, il suo valore è destinato a crescere”.

Oscar, Joker sbanca alle nominationSeguono Tarantino, Scorsese, Mendes. Johansson raddoppia

NEW YORK14 gennaio 202009:42

“The Joker” si prende la rivincita dopo le polemiche sulla violenza scoppiate all’uscita nelle sale: il dramma di Todd Phillips sull’arcinemico di Batman ha trionfato alle nomination per gli Oscar portandone a casa 11, piu’ di tutti gli altri film del 2019. Seguono a ruota con 10 candidature ciascuno “C’era una volta…a Hollywood” di Quentin Tarantino, “1917” di Sam Mendes (campione di incassi all’ultimo box office) e “The Irishman” di Martin Scorsese, ma a insidiare il sistema Hollywood si infila a gamba tesa “Parasite” del sudcoreano Bong Joon ho che vince in sei categorie: miglior film, miglior film straniero, miglior regista, sceneggiatura originale, production design ed editing.
Appuntamento al 9 febbraio: come per i Golden Globes, anche la notte degli Oscar sara’ quest’anno uno showdown tra vecchia e nuova Hollywood. Sulla scia delle polemiche tra Scorsese e i film Marvel che hanno dominato l’autunno, “Joker”, che peraltro non appartiene a quella scuderia, diventa il film su un supereroe campione di nominations dopo “The Dark Knight” nel 2008, e potrebbe diventare il primo film tratto dai “comics” nella storia a vincere come miglior film (“Avengers Endgame” e’ candidato per gli effetti speciali).
Due grandi esclusi: Robert De Niro per la recitazione (Al Pacino e Joe Pesci sono in corsa come supporting actors in “The Irishman”) e Greta Gerwig, di nuovo snobbata come regista.
Candidata nel 2018 per “Lady Bird”, la Gerwig resta in gara con “Piccole donne” per il miglior film, migliore sceneggiatura non originale, miglior attrice (Saoirse Ronan) e gli straordinari costumi di Jacqueline Durran. Snobbati anche gli attori di colore: solo la nigeriano-britannica Cynthia Erivo e’ entrata in corsa per “Harriet” e c’e’ poco da stupirsi: pur cercando dal 2015 di essere piu’ inclusiva, la giuria dell’Academy resta al 68% composta da uomini e all’84% di bianchi.
Dopo lo schiaffo dei Golden Globes, in cui su 34 nomination ha incassato due premi soltanto, Netflix si e’ presa la rivincita con oltre 20 candidature tra cui quelle per il miglior film (“The Irishman” e “Marriage Story”), piu’ altre due per lungometraggi a cartoni animati e il dramma vaticano “I due papi”: Jonathan Pryce e Anthony Hopkins sono candidati rispettivamente come attore protagonista e non non protagonista, mentre “American Factory”, finanziato e distribuito da Netflix e candidato tra i documentari, equivale a un invito agli Oscar a Michelle e Barack Obama che lo hanno prodotto.
“Marriage Story” di Noah Baumbach (candidato anche per sceneggiatura e miglior film) domina intanto nelle categorie della recitazione con Adam Driver e Scarlett Johansson protagonisti (quest’ultima anche tra le miglior supporting actresses in “Jojo Rabbit”, la prima attrice in 13 anni a ricevere piu’ di una nomination) e Linda Dern, non protagonista.
Driver se la dovrà vedere con una fitta concorrenza: oltre a Pryce, sono in finale Joaquim Phoenix (“Joker”), Leonardo DiCaprio (“C’era una volta”) e Antonio Banderas (“Pain and Glory”). Tra le donne, oltre Erivo, la Ronan e ScarJo, anche Charlize Theron (“Bombshell) e Renee Zellweger (“Judy”)

Dardust, io tra classica ed elettronica17/1 esce S.A.D. Storm and Drugs, chiude trilogia con 7 e Birth

14 gennaio 202010:26

Dici Dardust e pensi a tanti successi degli ultimi tempi, da Soldi di Mahmood a Riccione e Felicità Puttana dei Thegiornalisti, passando per Se piovesse il tuo nome di Elisa e Nuova Era di Jovanotti, solo per citarne alcuni. Pezzi nei quali c’è immancabilmente il suo tocco. E’ il re Mida dei produttori, il genio della composizione, l’eminenza grigia della musica pop.
Ma Dardust, all’anagrafe Dario Faini, è prima di tutto un compositore e un pianista che si muove da sempre in maniera fluida tra sonorità classiche e l’elettronica più spinta. E lo dimostra anche con il suo nuovo album strumentale: S.A.D. Storm and Drugs, in uscita il 17 gennaio per Sony Music Masterworks e Artist First, che chiude la trilogia iniziata nel 2014 con “7” e continuata nel 2016 con “Birth”.
Il titolo del nuovo lavoro è una rivisitazione corretta dello Sturm und Drang tedesco del Settecento. “Mi piaceva l’idea di essere un po’ irriverente e scorretto. La tempesta, sturm in tedesco, storm in inglese, rimane, perché mi apparteneva molto la sensazione di trovarmi in uno sconvolgimento personale e familiare, nel momento in cui ho scritto questi pezzi, non mediati dalla razionalità. Nello stesso momento mi sono sentito senza riparo dopo la fine di una storia e la perdita della casa di famiglia ad Ascoli Piceno per il terremoto. L’impeto, il drang, è diventato Drugs, ma più legato a una dipendenza affettiva che non alle droghe vere e proprie che non mi appartengono”, racconta Dardust il cui obiettivo era traslare in epoca moderna il concetto espresso dalla rivoluzione culturale settecentesca. “Mi sono sentito un po’ Giovane Werther, un po’ Mark Renton, l’eroe negativo del film cult Trainspotting”.
Il disco, e l’intera trilogia, attraversa l’asse geografico-musicale tra Berlino, Reykjavik ed Edimburgo e riesce nell’intento di unire il mondo pianistico neoclassico a quello che ruota intorno all’elettrica di matrice Nord Europea. “A Berlino devo il mio imprinting musicale legato all’elettronica, a quel mondo che arriva fino a David Bowie, a Brian Eno. La scena irlandese, a partire dai Sigur Ros, mi ha insegnato una modalità più libera e meno ingessata nell’approccio alla forma canzone. Da Edimburgo ho assorbito l’influenza cupa dei luoghi di Trainspotting”.
Come Bowie, che aveva scelto per sé l’alter ego di Ziggy Stardust, Faini ha scelto Dardust. “Più che un alter ego è la mia metà. quella che esplora, che cerca nuovi confini, che va oltre tutto e tutti. E’ più futuribile di Dario, l’immagine che non invecchia”. Come il ritratto di Dorian Gray. “Sì, io mi vedo ancora a suonare a 80 anni il pianoforte con incursioni nell’elettronica, fuori dalle mode del momento”. Con le quali però deve fare i conti quando lavora per il pop. “Uno non esclude l’altro. Ma il progetto Dardust è l’ambizione maggiore.
E l’obiettivo è farlo uscire dai confini italiani”.
Classica ed elettronica. Uno scontro, a volte, più che un incontro. “Passo da una all’altra. Senza scegliere né una, né l’altra. Ma è da lì, in quel passaggio, che può sembrare forzato, che nasce la scintilla vitale – dice ancora Faini -.
Non mi è mai piaciuto che la musica classica, solo perché senza parole, sia considerata musica d’ambiente, di sottofondo.
L’ascolto deve essere attivo, non passivo. E l’incontro-scontro con l’elettronica è come sfondare un muro”. Quel muro che sembra sfondare anche con la foto di copertina, dove appare in bianco e nero con il pugno alzato. Un’immagine che rimanda a quelle delle Pantere Nere alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968. “Il riferimento non era voluto, ma mi piace. Lo considero strapositivo”.
In attesa del tour che partirà a febbraio (“un primo atto più intimista e teatrale, un secondo più colorato e vivace”), anche quest’anno parteciperà a modo suo al festival di Sanremo. L’anno scorso aveva firmato il pezzo vincitore (Soldi di Mahmood), quest’anno quello di Elodie (dal titolo Andromeda, al quale ha lavorato con lo stesso Mahmood) e quello di Rancore (Eden). “Ma al festival non vado, l’anno scorso ho diretto l’orchestra per gli Ex-Otago e mi sono divertito. Stavolta però rimango a casa”.

Manifesto socialista per il XXI secoloDa classe operaia a ecologia, ecco la rivoluzione di Sunkara

14 gennaio 202010:13

BHASKAR SUNKARA, MANIFESTO SOCIALISTA PER IL XXI SECOLO (Editori Laterza, pp. 290, 18 Euro). Un sos per salvare quello che resta di un sogno socialista andato in pezzi, ma anche un’occasione per ripensare il passato alla luce dei fatti del presente e in vista del futuro: arriva forte dagli Stati Uniti la voce di Bhaskar Sunkara, trentenne newyorkese figlio di immigrati, autore del “Manifesto socialista per il XXI secolo”, edito in Italia da Laterza con la traduzione di Alberto Prunetti. Sunkara, fondatore ed editor di Jacobin (rivista che viene pubblicata anche in Italia), è riuscito negli ultimi anni a galvanizzare la sinistra del partito democratico statunitense con le sue idee rivoluzionarie, intrise di un ottimismo contagioso, che questo libro condensa ed espone con un linguaggio brillante e chiaro.
L’autore coltiva il sogno di costruire una nuova società più a misura d’uomo e crede ciecamente nella possibilità di guarire il mondo capitalista dalle sue sofferenze attraverso un socialismo che, se oggi è in difficoltà, di certo non è morto e può avere un futuro se a impegnarsi è la collettività. Essere socialista per Sunkara significa sostanzialmente, come scrive nella premessa, “avere fiducia nella capacità delle persone comuni di dare forma a quei sistemi che plasmano le loro vite”.
Nel libro l’autore dapprima immagina, descrivendola, la vita di un operaio negli Stati Uniti e in Svezia, poi passa ad analizzare la storia del socialismo nei vari Paesi, i suoi protagonisti, i punti deboli e quelli di forza, in una analisi lucida e appassionata. Dall’excursus storico l’autore infine arriva a strutturare una sorta di programma politico, sottolineando che pensare di realizzare davvero un socialismo democratico non è un’utopia, ma un progetto concreto, che parte dalla volontà di incanalare la rabbia e la disillusione di intere classi sociali in qualcosa di costruttivo.
L’idea è quella di iniziare la rivoluzione dagli Stati Uniti e poi allargarsi al mondo: non basta certo discutere di socialismo nelle università e sui social network, ma serve coinvolgere la classe operaia – che comprende chi sta nelle fabbriche, ma anche chi lavora da casa e nei servizi -, cercare strade economiche credibili e alternative al capitalismo per ridistribuire in modo equilibrato la ricchezza, arginare il populismo di destra, lavorare “a un nuovo sistema politico che rappresenti pienamente i cittadini degli Stati Uniti”, sfidando il federalismo, abolendo il Collegio elettorale e spingendo verso un sistema elettorale proporzionale. Con forza Sunkara afferma che il socialismo democratico non può prescindere dalla coscienza ecologista e dall’impegno non più rimandabile nella salvaguardia di un pianeta ormai distrutto dall’inquinamento, dal “dare battaglia per l’eliminazione dell’intolleranza, dello sciovinismo, di ogni forma di pregiudizio all’interno delle nostre organizzazioni”, coltivando fin da subito l’uguaglianza.
Lungi dal pensare che il progetto politico socialista sia semplice da realizzare, lo scrittore ritiene non solo che sia fattibile, ma che oggi sia “la migliore garanzia per la pace”: “le barriere tecniche e politiche del progresso non possono essere sottostimate – scrive in chiusura – ma se vogliamo fare qualcosa di meglio per il mondo in cui tutti abitiamo, le politiche socialiste, intese in senso ampio, ci offrono i migliori strumenti a disposizione”.

Sulle ali dell’avventura per salvare la naturaAdventure movie da storia vera di ‘Birdman’ salvatore oche rare

14 gennaio 202010:19

Dal 1999, l’ornitologo Christian Moullec, soprannominato “birdman”, dedica la sua vita a allevare e salvare esemplari di oche, rimaste orfane, appartenenti a specie rare che rischiano di estinguersi. Diventandone di fatto la figura ‘paterna’, le guida anche in volo, a bordo di un deltaplano a motore, attraverso l’Europa (che solo negli ultimi 30 anni ha perso 430 milioni di uccelli), per mostrare agli stormi le rotte di migrazione più sicure per la nidificazione.
Una straordinaria storia vera, già raccontata dalla stampa di tutto il mondo e in un documentario, che ora approda anche al cinema di fiction, con Nicolas Vanier, un regista e scrittore da sempre appassionato difensore della natura, capace di declinare spesso il tema in film di grandissimo successo come Belle e Sebastien (2013). Una ricetta riuscita anche con Sulle ali dell’avventura, che dopo essere stato visto oltralpe da oltre un milione di spettatori, arriva in Italia dal 9 gennaio con Lucky Red.
Nella sua rilettura, il cineasta, che ha dedicato alla storia anche un romanzo, dallo stesso titolo, edito in Italia da Sperling & Kupfer, e in arrivo nelle librerie il 14 gennaio, mantiene intatto il ritratto della personalità e della missione di Moullec, che ha collaborato alla sceneggiatura e ha seguito le riprese dalla Francia all’Artico, curando in prima persona quelle in volo con le oche. Il racconto si apre a un pubblico ampio diventando un adventure movie per tutta la famiglia, capace di appassionare e commuovere. E’ basato sul rapporto fra un padre e un figlio, la bellezza delle scene nella natura ma anche sul realismo, con tanto di utilizzo di oche vere e non ricreate digitalmente. Tra le carte vincenti del film c’è anche aver affidato il ruolo del protagonista a un interprete versatile come Jean-Paul Rouve, popolarissimo in Francia grazie alla saga comica dei Les Tuche (che in Italia ha ispirato le commedie di Fausto Brizzi, Poveri ma ricchi e Poveri ma ricchissimi), perfettamente a suo agio anche su toni più seri.
Nella storia Rouve è Christian, padre divorziato, scienziato visionario e appassionato, che dopo essersi visto rifiutare i fondi per il suo progetto di salvaguardia delle oche, decide di andare avanti da solo, anche con mezzi non proprio leciti.
Diventa fondamentale in particolare l’aiuto del figlio 14enne Thomas (Louis Vazquez), teenager di città, che dopo aver cercato in tutti i modi di convincere la madre (Melanie Doutey) a non mandarlo in vacanza per l’estate dal padre, in campagna, finisce per farsi coinvolgere in toto dal progetto del genitore. Tanto da trovarsi, in un momento nel quale il viaggio delle oche sembra doversi interrompere, a prendere una decisione fondamentale.
“Non ho la pretesa di cambiare il mondo con un film – ha spiegato Vanier a La Republique du Centre – ma agisco utilizzando i mezzi che mi appartengono: la meraviglia può provocare l’emozione. E dall’emozione può arrivare la voglia di fare qualcosa. In questo film evoco la tragica scomparsa di tante specie di uccelli e attraverso questo il crollo della biodiversità nel mondo. Nello stesso tempo c’è il messaggio di speranza di quest’uomo che utilizza il suo cuore e la sua energia per essere al servizio della natura”.

Jojo Rabbit, satira anti-odio sul nazismoIn sala la commedia nera di Waititi con Scarlett Johansson

12 gennaio 202020:13

Non è certo la prima volta che la sulfurea figura di Adolf Hitler viene cucinata in commedia. È il caso anche di Jojo Rabbit del regista neozelandese Taika Waititi (What We Do In The Shadow), film d’apertura del 37/o Torino Film Festival dopo aver vinto il premio del pubblico a Toronto e ora in sala dal 16 gennaio con la Fox. Una singolare commedia nera con un esplicito intento morale: “Non volevo fare un film zuccheroso sul nazismo, ma piuttosto una satira anti-odio” ha sottolineato lo stesso regista che nel film interpreta Hitler.Il film racconta la storia di Jojo (Roman Griffin Davis), un ragazzino di dieci anni nella Germania nazista ormai prossima alla sconfitta, irriducibilmente fedele al Führer, tanto da averlo come amico immaginario. Dopo un incidente durante l’addestramento, il giovane, che sembra uscito da Moonrise Kingdom di Wes Anderson, scopre che la madre (Scarlett Johansson) offre rifugio ad una ragazza ebrea. È troppo per lui. Molte delle sue convinzioni cominciano a sfaldarsi, mentre è sempre più frequente in Jojo la domanda: cosa significa davvero essere nazisti? In fondo Jojo, questa una delle tesi del film, è solo un ragazzino che non sa neppure esattamente quello che pensa in un mondo più grande di lui. Per lui e il suo amico Yorki, ci sarà comunque ancora il tempo per la redenzione, mentre il vecchio sistema in cui sono cresciuti crolla sotto gli attacchi degli alleati.Con Jojo Rabbit torna al cinema la figura di Hitler in maniera ironica dopo film come Lui è tornato e, in chiave più demenziale, Kung Fury. Una lunga linea di lavori che partono dal Grande dittatore di Chaplin fino a La vita è bella di Benigni e a Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, ma nel caso dell’Hitler dì Waititi la figura del dittatore ha una chiave molto macchiettistica, in fondo è solo la proiezione di un bambino. Sull’attualità del pericolo della destra estremista ha detto in un’intervista a Toronto il regista Taika Waititi, sangue maori, russo ed ebraico: “Mi sembra oggi di rivivere gli anni Trenta, quando la gente mormorava per strada: ‘Hey, dopo la Prima Guerra Mondiale non commetteremo più gli stessi errori. Il mondo sarà un posto migliore’. Un’illusione. Sta succedendo di nuovo. L’ignoranza e l’arroganza sono un grosso difetto del genere umano. Azzerano la nostra memoria. Ecco perché è importante mettere in circolo esempi come Jojo. Dobbiamo trovare un modo nuovo e immaginifico di reagire e raccontare la storia con S maiuscola. E farci ascoltare dalle giovani generazioni”. Ha detto, infine, a Torino il giovanissimo attore che interpreta Jojo: “Quando a scuola ci hanno fatto vedere La vita è bella di Benigni nessuno conosceva i lager, tranne un mio compagno che aveva letto Il bambino con il pigiama a righe”. E ancora Griffin Davis: “Il messaggio del film è che ognuno deve guardare la vita con i propri occhi. In questo caso il film insegna ai bambini, con umorismo, cos’è stata la seconda guerra mondiale”.

Archibugi e Amoruso, eccellenze a HollywoodPremio e film per due registe al festival Los Angeles, Italia

2 gennaio 202016:58

– Francesca Archibugi ed Elisa Amoruso riceveranno il premio ”LA Italia Excellence Award 2020” domenica 2 febbraio, giornata inaugurale di Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Festival. Le due registe, insieme a Gabriele Salvatores e a Chiara Ferragni, saranno tra gli ospiti della 15/a edizione dell’happening del cinema e dell’audiovisivo italiani a Hollywood promosso dall’Istituto Capri nel mondo con il patrocini del ministero degli Affari Esteri, il sostegno del Mibact (Dg Cinema e Audiovisivo) e la partecipazione di Intesa Sanpaolo, Rai Cinema, Rai Com, Rainbow, Medusa, Iervolino Erntertainment. Nonché del Consolato Generale, l’Ice e l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles.
LA Italia 2020, la kermesse che precede la notte degli Oscar e che coinvolge il Gotha dell’industria globale al Chinese Theatre nel momento più caldo dello showbiz, quest’anno festeggerà, con una retrospettiva, gli 80 anni dell’attore Al Pacino. E sarà teatro della sfida diretta tra Quentin Tarantino (Once Upon a Time in Hollywood) e Martin Scorsese (The Irishman).
Ad annunciare l’omaggio ”losangelino” alle due registe italiane, Marina Cicogna, vice-presidente onoraria della manifestazione che dice: ‘E’ un bel momento per il cinema italiano al femminile ed a LA Italia avremo modo di apprezzare l’ultimo film della Archibugi ‘Vivere’ e le prime due opere della Amoruso ‘Chiara Ferragni – Unposted’ (documentario campione d’incassi 2019) ed il film ‘Bellissime’ che decretano Elisa tra i principali talenti del cinema italiano made in Italy”.
Tra gli altri artisti attesi a LA Italia 2020, Franco Nero, i premi Oscar Nick Vallelonga (Green Book), Mira Sorvino (Mighty Aphrodite), Bobby Moresco (Crash), Barry Morrow (Rain Man) insieme a Diane Warren, Eli Roth, David O. Russell e Robert Davi e Maylin Aguirre.

Incassi Usa, 1917 batte Star WarsDopo i Golden Globes Mendes punta agli Oscar. Terzo Jumanji

12 gennaio 202020:07

– Fresco di vittoria ai Golden Globes per il miglior film drammatico e la miglior regia, in pista per le nomination agli Oscar, 1917 conquista la vetta del box office nordamericano del week end. La storia di un’amicizia tra il sangue e i combattimenti della prima guerra mondiale a firma Sam Mendes ha incassato 36,5 milioni di dollari, scalzando dalla prima posizione Star Wars, L’ascesa di Skywalker, ultimo capitolo della saga, che ha ottenuto 15 milioni di dollari nel fine settimana, superando in totale sul mercato domestico i 478 milioni di dollari. Sul terzo gradino del podio Jumanji: The Next Level (14 milioni di dollari nel week end, per un incasso totale di 257 milioni).
New entry, in quarta posizione, Like a Boss (Amiche in affari), commedia al femminile di Miguel Arteta, con 10 milioni di dollari, seguita da Just Mercy (Il diritto di opporsi), con 10 milioni di dollari, e dalle Piccole donne di Greta Gerwig (7,6 milioni di dollari nel fine settimana, per un totale di 74 milioni sul mercato domestico).

Critics’ Choice, C’era una volta a Hollywood miglior filmPer la tv vincono Succession e Fleabag

13 gennaio 202012:44

C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino è il miglior film 2019: è stato premiato dai critici di cinema nella 25/ma edizione dei Critics’ Choice Awards che si è tenuta a Los Angeles. Per il film premiato anche Brad Pitt come migliore attore non protagonista (aveva vinto anche il Golden Globe per lo stesso ruolo), lo stesso Tarantino per la migliore sceneggiatura originale e Barbara Ling e Nancy Haighbest per il best production design. Migliore attore Joaquin Phoenix per Joker, migliore attrice Renée Zellweger per Judy.Laura Dern è la migliore attrice non protagonista (Storia di un matrimonio, Marriage Story), mentre miglior giovane attore è Roman Griffin Davis (Jojo Rabbit).Il cast di The Irishman ha vinto come best acting ensemble. Ex aequo per la regia: Sam Mendes per 1917 e Bong Joon Ho per Parasite, film che ha vinto anche come miglior pellicola straniera.Tra i premati anche Greta Gerwig per il miglior adattamento di sceneggiatura (Little Women). Per la tv: miglior drama è Succession (HBO) (premiato anche il protagonista Jeremy Strong), miglior commedia è Fleabag (Amazon) (premiata anche la protagonista Phoebe Waller-Bridge).

Cinema: Il Traditore miglior film Sncci,Bellocchio a TriesteFilm uscirà presto in Usa con Sony

13 gennaio 202012:46

– Marco Bellocchio sarà alla serata inaugurale del Trieste Film Festival, venerdì 17 gennaio, per ritirare il premio che il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) ha assegnato a Il Traditore come Miglior film italiano 2019.
Dopo la lunga tenitura in fase di uscita, in Italia il film ha avuto e ha tuttora un’intensa vita – nelle sale d’essai, nelle occasioni pubbliche, nelle manifestazioni culturali, con incontri col pubblico, studenti, cinefili a Bologna, Caserta, Salina, Bobbio.. – culminata nella giornata del 9 dicembre con l’assegnazione della “Laurea honoris causa” a Marco Bellocchio allo Iulm di Milano. Quanto all’estero, dopo le vendite in oltre 70 paesi e gli inviti nei più prestigiosi festival del mondo, il film di Bellocchio su Tommaso Buscetta uscirà prossimamente negli Usa con Sony Pictures.
Il film è prodotto da Ibc Movie, Kavac Film con Rai Cinema, in coproduzione con Ad Vitam Production (Francia), Match Factory Productions (Germania), Gullane (Brasile), distribuito in Italia da 01 Distribution, e venduto nel mondo da Match Factory.

Oscar: al top Joker con 11 candidature10 nomination per Hollywood di Tarantino, 1917, The Irishman

13 gennaio 202016:10

– Sono state annunciate le nomination agli Oscar. La cerimonia di premiazione si terrà domenica 9 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles. Guida Joker con 11 candidature (già vincitore di 2 Golden Globe e del Leone D’Oro a Venezia), The Irishman, C’era una volta a Hollywood e 1917 ne hanno ottenute 10, mentre 6 sono andate a Piccole Donne e Parasite. Tra le curiosità: la doppia candidatura di Scarlett Johannson per due diversi film: Storia di un matrimonio (Marriage Story) come protagonista e Jojo Rabbit come non protagonista. Tra i migliori attori si sfidano Leonardo DiCaprio, Antonio Banderas, Adam Driver, Joaquin Phoenix e Jonathan Pryce. Tra le migliori attrici la sfida è tra Cynthia Erivo (Harriet), Scarlett Johansson, Saoirse Ronan, Charlize Theron e Renee Zellweger. Tra i non protagonisti Brad Pitt, Tom Hanks, Anthony Hopkins Joe Pesci e Al Pacino (entrambi per lo stesso film, The Irishman). Tra le non protagoniste Kathy Bates, Laura Dern, Scarlett Johannson, Florence Pugh e Margot Robbie.

Oscar: Parasite fa la storia e torna in sala a febbraioPrimo sud coreano, film di Bong Jooh Ho ha vinto Palma e Golden

13 gennaio 202019:13

– Parasite è certamente tra i film dell’anno. Dopo aver vinto la Palma d’oro a Cannes, aver vinto il Golden Globe come miglior film straniero è candidato a ben sei premi Oscar, diventando il primo film sud coreano ad entrare nell’Academy. Il film di Bong Joon Ho Parasite, ha conquistato le nomination come Miglior Film, Regia, Film Internazionale, Sceneggiatura Originale, Montaggio e Scenografia. E in occasione della consegna degli Oscar, Academy Two in collaborazione con Lucky Red, riporta in sala Parasite che dal 6 febbraio riuscirà nei cinema di tutta Italia.
Uscito in sala il 7 novembre Parasite è stato visto da oltre 300.00 spettatori, è stato designato Film dell’anno dal Sindacato nazionale critici cinematografici italiani, ha raccolto riconoscimenti dalle associazioni di categoria di tutto il mondo ed è anche candidato ai Bafta in 4 categorie.
Inoltre dal 20 febbraio arriverà in sala, inedito in Italia, il primo capolavoro di Bong Joon Ho Memorie di un assassino – Memories of Murder, un thriller avvincente con Song Kang-ho, in cui il regista miscela perfettamente, proprio come in Parasite i registri comico e drammatico. In un piccolo villaggio, nel 1986, viene trovata una giovane donna brutalmente assassinata. Due mesi dopo, un crimine molto simile, attira l’attenzione dell’opinione pubblica. Lo spettro di un assassino seriale fa sprofondare l’intera regione nel terrore. Due poliziotti locali, tanto brutali quanto impreparati, indagano con mezzi poco ortodossi sugli omicidi. Si unirà a loro un terzo detective, in arrivo direttamente da Seul. Penserà di poter risolvere il caso ma, fra errori e false piste, verrà trascinato negli abissi di un’indagine senza apparente risoluzione

Festival di Cannes, Spike Lee presidente di giuriaE’ il primo nero a ricoprire il ruolo

PARIGI14 gennaio 202010:21

Il regista americano Spike Lee è stato scelto come presidente della giuria del Festival del cinema di Cannes, in programma dal 12 al 23 maggio 2020. E’ il primo nero ad occupare il prestigioso ruolo che lo scorso anno fu del cineasta messicano Alejandro Iñarritu. “Quando sono stato chiamato, non potevo crederci, ero felice, sorpreso e orgoglioso allo stesso tempo”, ha dichiarato Spike Lee, 62 anni. “Sono onorato di essere la prima persona nella diaspora africana” negli Stati Uniti ad assumere questa funzione.

Morto Giampaolo Pansa, giornalista controcorrente Aveva 84 anni. Provocatore fino all’ultimo ha raccontato l’Italia dei vinti

13 gennaio 202013:11

Scrittore, polemista, commentatore, firma dei più importanti quotidiani italiani, dalla Stampa, dove ottenne il suo primo contratto giornalistico, nel 1961, al Giorno, dal Corriere della Sera a Repubblica (di cui è stato vicedirettore) al Messaggero, dall’Espresso a Epoca a Panorama, Giampaolo Pansa, morto a Roma all’età di 84 anni, ha raccontato con acume la società e la politica italiana, mettendo alla berlina i vizi della classe dirigente e soprattutto proponendo un punto di vista controcorrente, sempre in grado di stimolare il dibattito e la riflessione.Basti pensare alle polemiche giornalistiche e storiografiche che hanno sempre accompagnato i suoi libri dedicati alla Resistenza, su tutti Il sangue dei vinti, il saggio del 2003 sui crimini dei partigiani compiuti dopo il 1945 che gli è costato l’accusa di revisionismo. Suoi numerosi scoop, per esempio sullo scandalo Lockeed, ma anche espressioni entrate ella storia come la ‘Balena bianca’, cioè la Democrazia cristiana, o il ‘Bestiario’, titolo di una sua celeberrima rubrica. Piemontese di Casale Monferrato allievo di Alessandro Galante Garrone, Pansa ha esordito nel giornalismo con la Stampa, occupandosi tra l’altro del disastro del Vajont, per passare poi al Giorno, al Messaggero di Roma, al Corriere della Sera (quotidiano con cui era tornato da poco a collaborare), e ancora a Repubblica e all’Espresso con cui ha collaborato dal 1977 al 2008 quando abbandonò polemicamente il Gruppo Espresso, in contrasto con la linea editoriale. Da allora ha scritto per Il Riformista, Libero, Panorama e The Post Internazionale. Una passione per gli anni del fascismo e della Resistenza maturata fin dalla tesi di laurea, Pansa ha firmato innumerevoli romanzi e saggi storici.Nel 2001 ha pubblicato Le notti dei fuochi, sulla guerra civile italiana combattuta tra il 1919 e il 1922, ma anche I figli dell’Aquila, racconto della storia di un soldato volontario dell’esercito della Repubblica sociale italiana. Ha firmato poi il ciclo dei vinti, libri dedicati alle violenze compiute dai partigiani nei confronti di fascisti durante e dopo la seconda guerra mondiale: Il sangue dei vinti (vincitore del Premio Cimitile 2005), Sconosciuto 1945, La Grande Bugia e I vinti non dimenticano (2010).Nel 2011 ha firmato Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri, in cui ritrae l’Italia degli umili tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX attraverso la storia dei propri nonni e genitori. E ancora La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti ( 2012) e Sangue, sesso e soldi . Una controstoria d’Italia dal 1946 ad oggi. Provocatore fino all’ultimo, tra i suoi libri più recenti l’autoritratto intitolato Quel fascista di Pansa e poi con un pamphlet su Salvini “Ritratto irriverente di un seduttore autoritario” Pansa è morto a Roma assistito da sua moglie, la scrittrice Adele Grisendi. Nel 2016 aveva perso il figlio Alessandro, ex ad di Finmeccanica morto di malattia a 55 anni. Un dolore dal quale non si era mai ripreso.

Rai: ecco chi sono i direttori proposti dall’AdDirigenti interni di lungo corso già responsabili di aree cruciali dell’azienda a prescindere dalle aree o dalle etichette politiche

13 gennaio 202012:56

In sintesi, il ‘chi è’ dei nuovi direttori indicati dall’ad Rai Fabrizio Salini in vista del cda di domani. Si tratta di dirigenti interni di lungo, in alcuni casi, lunghissimo corso già responsabili di aree cruciali dell’azienda a prescindere dalle aree o dalle etichette politiche.ANGELO TEODOLI (coordinamento generi) – Nato a Roma il primo gennaio 1956, è un dirigente Rai di lungo corso, un autentico ‘uomo macchina’ della tv pubblica. E’ stato direttore di Rai1, di Rai2 (rete per la quale aveva già curato i palinsesti sotto la direzione di Giampaolo Sodano), direttore dei Palinsesti, responsabile di RaiGold, consigliere di amministrazione Rai Pubblicità, responsabile progetto Fiorello su RaiPlay.STEFANO COLETTA (prime time e Rai1) – Cinquantaquattro anni, dal 1991 in Rai, autore e capoprogetto di programmi di prima e seconda serata e di programmi di servizio sociale, innovatore di programmi tv di successo come Chi l’ha visto, dal luglio 2017 è direttore di Rai3.LUDOVICO DI MEO (Serie tv e cinema e Rai2) – E’ stato vicedirettore del Tg2 e di Rai1, responsabile delle Rubriche e approfondimenti informativi.SILVIA CALANDRELLI (Cultura e Rai3) – 56 anni, mente di Rai Cultura e di Rai Storia, da un anno vicedirettore di Rai3, è stata direttore di Rai Educazione, Rai Cultura e Rai Scuola.FRANCO DI MARE (Day Time) – In Rai al Tg2 e al Tg1, inviato e corrispondente in zone di guerra, autore di servizi e documentari su mafia e criminalità, dal 2003-2004 conduttore di UnoMattina per molte edizioni, è vicedirettore di Rai1 con delega agli approfondimenti e alle inchieste.DUILIO GIAMMARIA (Documentari) – Giornalista, conduttore televisivo e documentarista, 60 anni, lavora in Rai dal 1985, prima a Rai2 e poi per i programmi di approfondimento di Rai3 fino al 1996. Nel 1990 è stato autore e produttore di Extra, primo programma di coproduzione europea. Dal 1998 ha lavorato al Tg1 nella redazione Speciali e successivamente agli Esteri, come inviato speciale (tra l’altro in Iraq a in Afghanistan). Dal 2013 conduce il programma di inchieste Petrolio.ELEONORA ANDREATTA (Fiction) – Nata a Bologna nel 1964, è direttrice Rai Fiction dal 2012, artefice di successi mondiali e della leadership Rai della fiction degli ultimi anni. Già nel 1999 aveva seguito le attività di cinema e fiction alle dirette dipendenze del direttore di Rai1 e l’anno successivo le era stata affidata la responsabilità della struttura Programmazione cinema e fiction della rete. Nel 2006 è diventata responsabile dell’area Coproduzioni e Serie della Direzione Rai Fiction.LUCA MILANO (Ragazzi)- Nato a Roma nel 1958, in Rai dal 1982, da giugno 2017 è direttore di Rai Ragazzi (nella quale confluiscono, oltre ai due canali Rai Yoyo e Rai Gulp, anche le attività di produzione di cartoni animati) e dal 2018 è presidente del gruppo “Kids Media” della UER/EBU, l’unione delle televisioni pubbliche europee. E’ stato a lungo dirigente di Rai Cinemafiction e Rai Fiction, mantenendo un’attenzione particolare alle coproduzioni internazionali e ai rapporti con l’industria audiovisiva indipendente. Nel 2013 è stato nominato vicedirettore di Rai Fiction, con delega su Marketing, Pianificazione e Cartoon.

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Lady Gaga, io stuprata più volte all’età di 19 anni
Confessione popstar durante intervista con Oprah Winfrey

NEW YORK09 gennaio 2020 10:52

Lady Gaga è stata stuprata ripetutamente all’età di 19 anni. Lo ha ricordato la stessa popstar durante un’intervista con Oprah Winfrey. L’artista ha aggiunto anche che in seguito alle violenze subite ha sviluppato disturbi post-traumatici da stress.
Il periodo coincide con l’avvio della sua carriera, quando all’improvviso si è ritrovata ad essere una star e a girare il mondo. “A causa di questo – ha detto – non sono riuscita ad elaborare ciò che mi era accaduto”.

La cerimonia degli Oscar sarà di nuovo senza presentatoreIl 9 febbraio. Nel 2019 formula era stata premiata da ascolti

NEW YORK09 gennaio 202012:42

– Per il secondo anno consecutivo la cerimonia di assegnazione degli Oscar, il 9 febbraio prossimo, sarà senza presentatore. Lo ha annunciato Karey Burke, presidente di ABC Entertainment, il network che manda in onda la cerimonia.
La decisione è stata presa d’accordo anche con Academy of Motion Picture Arts and Science (ente che organizza gli Oscar).
L’anno scorso la formula aveva dato i suoi frutti in termini di ascolti e quindi è stato deciso di ripeterla. Ha aiutato anche inoltre a contenere i tempi di durata dello show. “Lo scopo principale – ha spiegato la Burke – è di far rientrare lo show nelle tre ore. I produttori hanno deciso saggiamente di non avere un presentatore e di far sì che i film siano i veri protagonisti”.
Lo scorso anno la cerimonia è stata vista da 29 milioni e 600mila telespettatori con un incremento del 12% rispetto al 2017.

Da Emma Dante alla Merini, a teatro sarà anno delle donneProve d’attrice per Angiolini, Lazzarini, Guarnieri, Ricci

10 gennaio 202009:42

A due anni dall’esplosione mondiale del #metoo, nel pieno del fiorire di campagne contro femminicidio e gender-gap, si può forse davvero parlare di una nuova ondata di consapevolezza femminile che in qualche modo si riflette e cresce anche sui palcoscenici del teatro italiano.
Dove a scorrere i cartelloni dei primi mesi del 2020, sembra sempre più saldo e promettente un “teatro delle donne”, che dalle donne è diretto, scritto, recitato o che le donne racconta a platee che non siano, però, per forza esclusivamente “rosa”.
Titolo molto atteso è certo “Misericordia”, nuovo spettacolo di Emma Dante, regista che all’universo femminile si dedica spesso in diverse declinazioni, da successi come “Le sorelle Macaluso” all’Eracle femmina al Teatro greco di Siracusa. Questa volta la Dante porta in scena la forza delle donne condannate a lottare per sopravvivere, a combattere con ogni possibile risorsa per emergere dal degrado e dallo squallore in cui la società pare averle relegate, con la storia di Anna, Nuzza e Bettina, che lavorano a maglia di giorno e si vendono la notte, e del povero orfano menomato che vive con loro (debutto 14 gennaio al Piccolo di Milano).
Dopo il successo di “In nome del padre” è alla Madre, figura spesso intoccabile, a volte soffocante nei confronti dei figli, altre escludente verso i padri, che Mario Perrotta dedica il secondo capitolo della sua trilogia sulla famiglia, con la consulenza di Massimo Recalcati (dal 7 gennaio al Piccolo poi in tournée). Laura Curino e Lucia Vasini raccontano invece le storie de “L’anello forte” che Nuto Revelli, cantore di un’Italia contadina d’altri tempi, assegna alle donne: memorie di lavoro e tenacia, storie struggenti di soprusi ed emancipazione dove in campagna prima e nell’industria poi si affrontano i desideri di autonomia e libertà per un futuro diverso per se stesse e per i propri figli (maggio al Gobetti di Torino).
Ci sono poi i grandi omaggi. Ai dieci anni della scomparsa la Merini rivive in scena con Milvia Marigliano in “Alda. Diario di una diversa” (maggio, Duse di Genova). Vivian Maier, astro della street photography americana, è al centro di “Tutt’intera” di Guillame Poix con Tamara Bartolini e Michele Baronio (febbraio, India di Roma). Mary Anderson, che inventò il tergicristallo, Maria Curie, Nobel per la fisica, Tina Anselmi, primo ministro della Repubblica Italiana, Tina Modotti, fotografa di guerra, sono tutte in palcoscenico in “Se non posso ballare… non è la mia rivoluzione”, il nuovo spettacolo di Lella Costa ispirato a “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini (tournée al via il 25 gennaio dal Teatro Trivulzio di Melzo – MI).
L’attualità irrompe poi con l’indagine teatrale di Carlotta Corradi sullo scandalo delle “baby squillo” dei Parioli in “Nel bosco” (dal 9 gennaio all’India). O con il tema del femminicidio in “Scene di violenza coniugale / atto finale” di Gérard Watkins, per il quale Elena Serra firma una regia nello spazio di un vero appartamento (dal 20 gennaio alla Galleria d’arte Franco Noero di Torino).
Tahar Ben Jelloun, tra le voci più alte e libere della letteratura araba, apre una finestra sulla condizione femminile nel suo mondo con “Creatura di sabbia” interpretato da Raffaella Azim (febbraio, Duse di Genova). Da una storia vera, Anna Della Rosa ne “L’angelo di Kobane” di Henry Naylor diventa la giovane Rehana che in un villaggio della Siria sogna di diventare avvocato, ma si ritrova in prima linea contro l’ISIS (marzo, Brancaccino di Roma e poi tournée).
Elena Sofia Ricci torna al teatro e affronta il tema dell’Olocausto nei panni di Sylvia, l’ebrea, casalinga, improvvisamente colpita da paralisi dei “Vetri rotti” di Arthur Miller (febbraio, Eliseo di Roma e poi in tournée), inaugurando una lunga galleria di bellissime occasioni per una prova d’attrice. Come “Il nodo” di Johnna Adams, in cui Ambra Angiolini e Ludovica Modugno si fronteggiano sul tema dell’educazione dirette da Serena Sinigaglia, a sua volta regista che solo nei prossimi sei mesi vanta il record personale di ben 11 spettacoli in scena. Ma c’è anche “Harper Regan. Due giorni nella vita di una donna” per Elena Russo Arman con cui Elio De Capitani ha fatto conoscere in Italia la scrittura di Simon Stephens (giugno, Elfo Puccini di Milano). O la madre e la figlia attiviste politiche de “L’eclisse” Joyce Carol Oates che Francesco Frongia affida a Ida Marinelli ed Elena Ghiaurov (marzo, Elfo Puccini). Per la Ghiaurov c’è anche l’ossessione del tempo che passa di “Jezabel”, da uno dei romanzi più noti di Irène Némirovsky per la regia di Paolo Valerio (febbraio, Rossetti di Trieste e poi in tournée). E ancora Mascia Musy è “Anna dei miracoli” che William Gibson ha tratto dalla storia vera della sordo-cieca Helen Keller e della sua insegnante Anne Sullivan, per la regia di Emanuela Giordano (dal 9 gennaio al Duse di Genova e poi in tournée). Fino a due grandissime signore del palcoscenico italiano: Anna Maria Guarneri e Giulia Lazzarini, in un cult di risate e noir come “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesserling, dirette da Geppy Gleijeses (dal 7 gennaio al Quirino Gassman di Roma e poi in tournée).

Coez, primo italiano a registrare Spotify singlesAll’estero coinvolti Ed Sheeran, Taylor Swift e Sam Smith

09 gennaio 202012:58

– Spotify ha scelto Coez per il lancio degli Spotify Singles in Italia. Il cantautore, in esclusiva per la piattaforma, ha registrato una versione inedita di “La tua canzone”, tratta dal suo ultimo album E’ sempre bello, e la cover “Via” di Claudio Baglioni presso gli iconici Abbey Road Studios di Londra. I due singoli sono già disponibili.
Il programma Spotify Singles prevede la realizzazione in esclusiva per Spotify di alcuni brani rivisti da artisti famosi: una canzone propria e la cover di un brano, scelto per aver rappresentato qualcosa di importante per il percorso dell’artista.
L’iniziativa è già partita in molti Paesi: ad oggi sono stati coinvolti ben 185 artisti (tra quelli coinvolti ci sono Ed Sheeran, Taylor Swift e Sam Smith), che hanno registrato più di 600 Singles, per un totale di 23 ore di musica e quasi 3 miliardi di ascolti.
“Sono molto contento di essere il primo artista a portare in Italia Spotify Singles – afferma Coez -. Per l’occasione abbiamo scelto due brani molto diversi tra loro: il primo è la reinterpretazione di La tua canzone. Abbiamo cercato di dare una nuova chiave di lettura, più morbida rispetto alla versione rock del disco, solo con piano e voce. Mentre per il secondo pezzo, abbiamo scelto una cover degli anni ’70 di Claudio Baglioni: Via. Anche in questo caso abbiamo cercato un ritmo diverso rispetto al pezzo originale, precisamente drum and bass, fornendo una nuova chiave interpretativa, nel rispetto dello spirito del pezzo”.
“Singles è un omaggio ai 45 giri. Per il debutto del programma in Italia abbiamo scelto Coez che, con la sua scrittura, ha dato il via in Italia a un genere crossover tra rap e pop con cui ha dominato le classifiche, collezionando oltre 20 dischi di platino e diventando un portavoce della sua generazione, oltre che un simbolo del nuovo cantautorato italiano”, ha dichiarato Federica Tremolada, Managing Director, Southern and Eastern Europe di Spotify.

Reggia Caserta: oltre 40 mila visitatori per feste NataleIn continuo incremento presenze in complesso vanvitelliano

CASERTA09 gennaio 202013:27

– Oltre 40mila persone hanno scelto la Reggia di Caserta per le festività natalizie appena trascorse. Un trend di crescita costante quello registrato dal Complesso vanvitelliano che, dall’istituzione dei musei autonomi voluta nel 2014 dal Ministro dei Beni e delle Attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini, ha raddoppiato il numero di visitatori nel periodo compreso tra il 24 dicembre e il 6 gennaio. La Reggia di Caserta si conferma così un formidabile attrattore culturale e turistico. I dati dei biglietti delle feste lo attestano: dai 22444 nel 2014 ai 43813 di quest’anno.
Sono stati il 30 dicembre e il 2 gennaio i giorni di apertura ordinaria che hanno fatto registrare la maggiore affluenza, con 4518 presenze nel penultimo giorno del 2019 e 4619 nel secondo giorno del 2020 (primo giorno di apertura dell’anno della Reggia di Caserta). Non solo numeri, però. La Direzione della Reggia di Caserta ha infatti avviato in questi mesi una valutazione delle potenzialità e criticità del complesso.

Giornalisti: morto Italo Moretti, storico volto Rai86 anni, ex direttore Tg3, raccontò orrori regimi in Sud America

09 gennaio 202013:45

– E’ morto a Roma, all’età di 86 anni, il giornalista Italo Moretti. Volto storico della Rai, era stato a lungo inviato in Sud America. Lo rende noto il Tg3.
Iniziò la sua carriera a 17 anni, collaborando a Perugia con le redazioni locali dei quotidiani nazionali. Entrò in Rai nel 1966. Si occupò di sport, cronaca, politica interna e politica estera. Nel 1968 iniziò il suo lavoro in America Latina.
Raccontò le delicate situazioni di quegli anni in Cile, Argentina e Uruguay.
Nel 1976 Italo Moretti entrò nella redazione del Tg2 continuando a dedicarsi al Sud America, ma anche alla politica di Portogallo e Spagna. Nel 1987 fu nominato vide-direttore del Tg3 di cui diventò poi direttore nel 1995. Dal ’96 al ’98 fu condirettore della Tgr.

La Rai perde un volto storico e interprete del giornalismo televisivo. Addio a Italo Moretti, famoso inviato della Rai in Sud America. Aveva 86 anni. È stato conduttore del Tg2 e direttore del Tg3. E’ morto a Roma all’età di 86 anni.Nella sua vita è sopravvissuto a una sciagura aerea nello scalo di Addis Abeba, vicenda di cui fece un reportage che gli valse il Premio Saint-Vincent. Ha sempre inseguito la verità sul caso Alpi-Hrovatin, e non a caso è stato anche presidente del Premio Ilaria Alpi per il giornalismo televisivo.Originario di Giulianova, in Abruzzo, classe 1933, aveva iniziato la sua carriera a soli 17 anni collaborando a Perugia con le redazioni locali dei quotidiani nazionali. Intelligente, tenace, entrò in Rai nel 1966. Nella sua lunga carriera si è occupato di sport, cronaca, politica interna ma soprattutto di politica estera. Nel 1968 iniziò il suo lavoro in America Latina. Da Cile, Argentina e Urugua, ha raccontato i regimi golpisti e autoritari di quei paesi, documentando la tragedia dei desaparecidos. Nel 1976 Italo Moretti passò alla redazione del Tg2 continuando a dedicarsi al Sud America, ma anche alla politica di Portogallo e Spagna.Nel 1987 fu nominato vice-direttore del Tg3 di cui diventò poi direttore nel 1995. Dal ’96 al ’98 fu condirettore della Tgr Italo Moretti è stato anche scrittore . Tra i tanti riconoscimenti anche la Colomba d’Oro per la pace, il Microfono d’Argento, il Premiolino, il Premio Scarfoglio. Tra i messaggi di cordoglio alla famiglia quello congiunto della Federazione Nazionale della Stampa italiana e l’Usigrai che ricordano Italo Moretti come “un uomo che ha davvero onorato con il suo impegno e la sua passione per il giornalismo la funzione del servizio pubblico, che ha contrastato ogni forma di oscurità, oscurantismo e bavaglio, in Italia e non solo. Milioni di italiani hanno conosciuto attraverso i suoi reportage gli orrori e le atrocità delle dittature in America Latina”.Tanti i messaggi di cordoglio alla famiglia: il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Andrea Martella sottolinea in nota: “La scomparsa di Italo Moretti segna una perdita significativa. Non solo per il mondo del giornalismo che da tempo lo colloca tra i suoi principali maestri, ma anche per tanti italiani che grazie alla sua professionalità e al suo certosino lavoro di inchiesta hanno potuto beneficiare di un eccellente servizio pubblico”. Ma tiene a rilevare anche “un sentimento di gratitudine nei confronti di questo grande giornalista che ha interpretato il suo ruolo senza mai risparmiarsi bensì addentrandosi in realtà sociali, luoghi e vicende di particolare complessità e drammaticità. Tra gli esempi emblematici di questo suo taglio, l’impegno costante per far luce sull’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”.In una dichirazione congiunta il presidente e l’ Ad Rai tengono a rilevare: “Italo Moretti, cronista attento, inviato delle vicende politiche e sociali dell’America Latina, indimenticato direttore del Tg3, è stato un modello per tutti i giornalisti. La sua passione per la notizia in tutte le sue declinazioni, il suo respiro internazionale e la sua capacità di comunicare con il pubblico trasferendo competenza, credibilità e emozione hanno dato orgoglio e lustro alla Rai”. Infine in un comunicato congiunto la Federazione Nazionale della Stampa italiana e l’Usigrai ricordano Italo Moretti come “un uomo che ha davvero onorato con il suo impegno e la sua passione per il giornalismo la funzione del servizio pubblico, che ha contrastato ogni forma di oscurità, oscurantismo e bavaglio, in Italia e non solo. Milioni di italiani hanno conosciuto attraverso i suoi reportage gli orrori e le atrocità delle dittature in America Latina”.

A Riad in scena la forza delle donne nello show LeilaIl 16 gennaio al King Fahd Stadium e in diretta su tv nazionale

RIAD11 gennaio 202021:45

Al King Fahd Stadium, che accoglie più di 30 mila persone, in scena il 16 gennaio (e in diretta sulla tv nazionale) “Leila, the Land of Imagination”, spettacolo senza precedenti in Arabia Saudita ideato e creato da Balich Worldwide Shows. Team tutto al femminile capitanato dalla Creative Director italiana Anghela Alò per celebrare una nuova generazione di donne in Arabia Saudita. Lo show chiude la Riyadh Season, il festival con più di 100 eventi artistici e sportivi, in 12 zone della capitale, che ha ospitato milioni di visitatori, grazie anche alle recenti aperture verso il turismo straniero.
“Leila è il simbolo della nuova generazione femminile saudita che vive una realtà mutevole, in profondo cambiamento. Il concetto dello spettacolo potrebbe essere ripreso in un’unica frase: le linee del terreno e le linee della mano sono le stesse. Il futuro, che è alle porte, è nelle mani di Leila ma, per poterlo conoscere, ha solo bisogno di dare libero sfogo alla sua immaginazione” dice Anghela Alò.
Lo show è costituito da 7 segmenti principali con performance di danza e teatro, ma anche numeri acrobatici, di parkour, videoproiezioni, film, ologrammi ed effetti speciali, sia acquatici che pirotecnici, che hanno coinvolto circa 500 artisti, 300 membri del team provenienti da 26 paesi diversi, oltre 90 ballerini, più di 600 costumi, 260 elementi scenici straordinari, musiche originali e produzioni video spettacolari.
Nel team centinaia di professionisti sauditi, danzatori folcloristici e artisti locali. Il più giovane di tutti è un acrobata di 8 anni, giovane promessa del panorama saudita. Ma vede anche la partecipazione di artisti speciali come Samira Al Khamis, la prima ballerina saudita, lo scrittore saudita Youssef Al Mohaimeed, la cantante Amel Sdiri, il calligrafo Mohammed Khodr. Lo show verrà trasmesso dalla tv nazionale saudita dalle 20:30 ora locale. Su www.instagram.com/balichws/?hl=it il racconto social dalle 18:30 ora italiana.

Fellini 100 anni: il successo, gli attori, le donnePillole a tema per ricordare il maestro del cinema

11 gennaio 202019:54

Federico Fellini e il successo, le donne, i film e poi la sua amata Giulietta, suo porto e approdo. Pillole a tema per ricordare il maestro del cinema che ha sempre confuso sogno e realtà, in occasione dei cento anni dalla sua nascita (20 gennaio).Leggi anche FELLINI, 100 ANNI DOPO DIARI E SOGNI IN LIBRERIA    IL SUCCESSO – Fellini lo ha ottenuto essendo solo se stesso e attingendo esclusivamente alla sua vita, senza indicare strade, giudicare, voler essere un maestro di pensiero. “Non faccio film – diceva – per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio film alla stessa maniera in cui vivo un sogno che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo, ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato”. Chi avrebbe mai scommesso che questo ragazzo di provincia che avrebbe poi conquistato quattro Oscar? E tutto questo raccontando solo se stesso. “Sono autobiografico anche quando parlo di una sogliola” aveva detto con un certo orgoglio e molta onestà il regista di Rimini parlando della sua creatività. Ma nell’immaginario collettivo il suo premio più grande è stato l’Oscar alla carriera ricevuto nel ’93 dalle mani di Sofia Loren e di un Marcello Mastroianni visibilmente commosso. E questo al teatro Dorothy Pavillon di Los Angeles dove tra il pubblico c’era una piangente Giulietta Masina. “Per favore, sedetevi, restate a vostro agio – aveva detto allora Fellini -. Che posso dire? Beh, non me lo aspettavo davvero… Vorrei naturalmente, prima di tutto, ringraziare tutte le persone che hanno lavorato con me. Non posso nominare tutti, quindi lasciate che faccia un solo nome, quello di un’attrice che è anche mia moglie. Grazie, carissima Giulietta, e per favore, smettila di piangere!”.

I SUOI FILM – Sogno, fumetto, circo e fantasia, ovvero l’idea che nel mondo c’è sempre un po’ di magia, anche se si fosse all’inferno. Gran parte dei film di Fellini seguono questa surreale grammatica con l’aggiunta ovviamente del vento come colonna sonora. E questo da LO SCEICCO BIANCO, esordio del 1952, fino a GINGER E FRED del 1985, terz’ultimo lavoro nel segno della nostalgia. In mezzo, in ordine di tempo, troviamo I VITELLONI con protagonisti cinque perditempo in una città di provincia tanto simile a Rimini; LA STRADA, premio Oscar come miglior film in lingua straniera con la storia di due artisti di strada (Anthony Quinn e Giulietta Masina) e , nel 1957 LE NOTTI DI CABIRIA, altro premio Oscar per il film straniero, protagonista ancora la Masina (Palma d’oro a Cannes) che sceglie la prostituzione come rimedio alla povertà. È ancora Palmares nel 1960 con LA DOLCE VITA (Oscar per i costumi e Palma d’oro a Cannes) uno dei film più conosciuti al mondo anche solo per la scena della Ekberg che fa il bagno nella fontana di Trevi. 8½, forse il suo film più maturo e intimo, si porta a casa due premi Oscar, miglior film straniero e per i costumi. Di scena la storia di un regista in crisi (Mastroianni). Anche in GIULIETTA DEGLI SPIRITI del 1965 tracce di autobiografia. Qui troviamo una donna tradita dal marito (Masina) a cui viene in soccorso la vicina (Sandra Milo). Con ROMA Fellini torna poi al passato, quello di un giovane di provincia che arriva alla stazione Termini nel 1939 e con AMARCORD, infine, va ancora più dentro alla sua memoria: quella dell’infanzia in famiglia. LE DONNE – Fellini, come è noto, amava le donne abbondanti, quelle che negli anni Sessanta si chiamavano ‘maggiorate’, e così non a caso ha riempito i suoi film di attrici extralarge. È il caso di Anita Ekberg in LA DOLCE VITA, quello di Magali Noel (la mitica Gradisca di AMARCORD) e, su tutte, della generosa tabaccaia Titta (Maria Antonietta Beluzzi) sempre dello stesso film del 1973. Traditore seriale come era, Fellini aveva un’idea della donna del tutto particolare che si lega alla meraviglia. La stessa che ha rappresentato in AMARCORD nella scena in cui una folla, a bordo di piccole imbarcazioni, attende il passaggio nell’Adriatico del transatlantico Rex. Ma una vera sintesi dell’immaginario di Federico Fellini e del suo rapporto con le donne sta tutta nel suo 8½. Qui Guido Anselmi, suo alter ego interpretato da Mastroianni, immagina un’inconfessata fantasia erotica comune a tutti gli uomini: un harem in cui tutte le donne convivono felicemente.

GIULIETTA – Forse il film più bello Federico Fellini non lo ha mai scritto, quello dedicato al suo infinito amore per Giulietta Masina. Sposati il 31 ottobre del 1943, i due restarono insieme tutta la vita. E questo contro tutto e tutti. Tra le cose più dolorose subite dalla Masina, le rivelazione dell’attrice Sandra Milo che dichiarò di avere avuto una relazione durata diciassette anni con Fellini. E anche che il regista sarebbe stato pronto a lasciare la moglie. Eppure la minuta e dolce Giulietta, la donna più lontana dall’idea estetica di Fellini, superò tutto e restò il grande amore del regista come dimostra questo commovente episodio. Ovvero il messaggio che Federico scrisse alla moglie nel 1992 prima di entrare in sala operatoria per un ictus: “Ancora un bacetto prima di addormentarmi. È un grande conforto sapere che quando mi risveglierò ti vedrò vicina a me come sempre, mia adorata Giulietta. Lo so, le parole sono un po’ goffe, convenzionali, ma tu sai di essere veramente la mia vita. A tra poco amore mio, con profonda tenerezza e gratitudine».

GLI ATTORI – “Io avevo bisogno di un italiano, di un amico che accettasse con umiltà di essere come un’ombra rispettosa, che non venisse fuori in modo eccessivo. Così ho preso Mastroianni, lo conoscevo già, ed è stato bravissimo: così allusivo, discreto, simpatico, antipatico, tenero, prepotente. C’è e non c’è. Perfetto”. Così Federico Fellini sulla scelta dell’attore protagonista di 8½ e de LA DOLCE VITA, ovvero quel Marcello Mastroianni che è stato il suo attore feticcio, il suo alter ego. Conservatore con Mastroianni, come con la sua adorata Giulietta Masina, Fellini fu rivoluzionario quando scelse, ad esempio, Paolo Villaggio e Roberto Benigni per LA VOCE DELLA LUNA, suo ultimo film del 1990.

‘Gli anni più belli’ di Claudio Baglioni – IL VIDEORegia di Gabriele Muccino. Il brano dà anche il titolo al suo nuovo film

11 gennaio 202000:32

E’ online il video de ‘Gli anni più belli’, il nuovo brano inedito di Claudio Baglioni, già in radio e in digitale.“Gli anni più belli’ dà anche il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, nelle sale cinematografiche dal 13 febbraio 2020. Ed è stato proprio Gabriele Muccino a dirigere il video del brano, disponibile sul canale ufficiale Youtube dell’artista:Nel video, le immagini di Claudio Baglioni si intrecciano con alcune scene del film del regista romano. ‘Gli anni più belli’ è un brano sulla limpidezza, la vitalità e il richiamo di libertà dei sogni dell’adolescenza; sul valore dell’amicizia e il rapporto tra amore e dolori; sull’esigenza di cercare dentro di noi le energie per vivere il futuro ma anche sulla saggezza e la profondità dell’età matura.
Ed è anche una delle 12 tracce che comporranno il nuovo album di inediti di Baglioni, in uscita nella primavera 2020. VAI ALLA POLITICA VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA CRONACA VAI ALLO SPORT VAI AL CALCIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Campiello, Paolo Mieli presidente giuria 58/ma edizione
Il 29 maggio la cinquina, cerimonia premiazione il 19 settembre

VENEZIA10 gennaio 202011:22

Sarà il giornalista e storico Paolo Mieli il presidente della Giuria dei letterati della 58/a edizione del Premio Campiello, che vedrà il 29 maggio a Padova la selezione della cinquina finalista e il 19 settembre a Venezia la cerimonia di proclamazione del vincitore. Mieli è stato direttore de ‘La Stampa’ e de ‘Il Corriere della sera’ e fino al 2016 è stato presidente di RCS Libri S.p.A. “Come da tradizione – afferma Enrico Carraro, per la prima volta presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto – anche quest’anno la Fondazione Il Campiello ha affidato la guida della Giuria dei letterati ad una personalità di alto profilo della cultura italiana. Paolo Mieli, che ringraziamo per aver accettato l’incarico, è uno dei giornalisti più autorevoli e un profondo conoscitore delle vicende storiche del nostro Paese. Siamo certi che saprà coordinare con competenza e autorevolezza i lavori della Giuria. Questo premio è diventato non solo uno dei concorsi letterari più prestigiosi, ma anche una manifestazione culturale tra le più importanti e seguite in Italia e rappresenta l’espressione delle energie e dell’impegno degli imprenditori del Veneto nella promozione della cultura. Voglio infine rivolgere un ringraziamento particolare a Carlo Nordio che con professionalità ed intelligenza ha presieduto la Giuria dei letterati nelle ultime due edizioni”. Gli altri componenti della Giuria sono Federico Bertoni, docente di Critica letteraria e letterature comparate all’Università di Bologna, Daniela Brogi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’Università per Stranieri di Siena, Silvia Calandrelli, direttore di Rai Cultura, Philippe Daverio, storico dell’arte, Chiara Fenoglio, docente di Letteratura Italiana all’Università di Torino, Luigi Matt, docente di Storia della lingua italiana all’Università di Sassari, Ermanno Paccagnini, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea alla Cattolica di Milano, Lorenzo Tomasin, Docente di Filologia Romanza all’Università di Losanna, Roberto Vecchioni, cantautore, ed Emanuele Zinato, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Padova.Al 58/mo Campiello possono partecipare i romanzi pubblicati per la prima volta in volume tra il primo maggio 2019 e il 30 aprile 2020 e regolarmente in commercio. Non sono ammessi saggistica, né poesia, né opere tradotte in italiano da altre lingue.

Ginette Kolinka, ‘Superiamo l’odio’95 anni, sopravvissuta a lager, i ricordi in un libro

10 gennaio 202010:24

GINETTE KOLINKA CON MARION RUGGERI, RITORNO A BIRKENAU (PONTE ALLE GRAZIE, PP. 89, EURO 12,00). Deportata a Birkenau quando aveva 19 anni, fra gli ultimi sopravvissuti ai campi di concentramento dove è stata da aprile del 1944 a giugno 1945, Ginette Kolinka, matricola 78599 come mostra sul braccio tatuato, dice a 95 anni che “l’odio è all’origine di tutti gli orrori”.
“Hitler odiava gli ebrei e voleva sterminare tutti quelli che c’erano in Europa. Questo odio è all’origine di tutto e ai ragazzi che incontro nelle scuole chiedo di rendersene conto. Di capire che quando dicono – come si fa spesso, con leggerezza, quando si è molto giovani – ‘a me stanno sulle scatole gli ebrei o i neri, oppure i musulmani’ si ha già un piede dentro Auschwitz”, spiega la Kolinka in questi giorni in Italia dalla Francia dove vive con ‘Ritorno a Birkenau’ scritto con la giornalista Marion Ruggieri.
Nel libro, pubblicato da Ponte alle Grazie, Ginette, che è una donna luminosa, sorridente e di grande energia, si racconta, dopo 50 anni di silenzio su quello che ha vissuto. A farle riaprire quello che considerava un libro chiuso è stato Steven Spielberg che, dopo il film Schindler’s List, ha creato una fondazione e mandato dei giovani cineasti in giro per il mondo a raccogliere la testimonianza dei deportati. “Quando mi hanno contattata ho rifiutato il colloquio perchè per me la deportazione era una pagina chiusa. Non ricordavo e non avevo voglia di ricordare. Ma hanno talmente insistito che a un certo punto mi hanno convinta. I colloqui mi hanno fatto scoprire un sacco di cose. Ma quando parlo ai giovani cerco anche di divertirli. Faccio battute su quello che, per esempio, vedo al supermercato quando compro la carta igienica: c’è una scelta enorme, diversi spessori, colori, disegni. Io per 15 mesi non ho avuto a disposizione neppure un coriandolo di carta” racconta Ginette che dai primi anni Duemila si dedica a tramandare la memoria della Shoah.
“Le cose sono molto cambiate. All’inizio i ragazzi dicevano ‘Ah, che bello! Viene questa, ci racconta una storia così non c’è lezione’. Adesso c’è più preparazione, anche da parte degli insegnati. I ragazzi ascoltano” afferma.
“Certo, nessuno è perfetto, gli esseri umani non sono fatti soltanto di bontà, ma spero che le manifestazioni di odio siano sempre meno. Che si riescano a tenere sotto controllo in modo da non creare una seconda Auschwitz. Per il momento non vedo questo rischio, però i pregiudizi sono duri a morire. Ebrei e musulmani dovrebbero darsi la mano. Ciascun popolo è stato vittima di altri. Faremmo bene a non detestarci più” è l’invito della Kolinka.
In ‘Ritorno a Birkenau’ uscito in Italia nella traduzione di Francesco Bruno – che purtroppo in copertina riporta il numero di matricola di Ginette con un refuso, un 6 al posto di un 5 – la Kolinka è riuscita a raccontarsi in modo diretto, semplice, ma sono tante anche le cose di cui non ha parlato.
“Non ci penso mica sempre a quello che ho vissuto. E’ difficile ricordare. Quando ne parlo rivedo le cose e le rivivo, ma senza quel dolore. Potevano esserci anche meno venti gradi a Birkenau a febbraio o marzo. Adesso, quando andiamo in visita con gli studenti siamo vestiti di tutto punto, berretto, guanti, sciarpa. Noi non avevamo niente. Dovevamo congelare. Erano previste la fame, la sete, il freddo. Io però non li ricordo, l’unica cosa che mi torna in mente è che quando avevo molto freddo alle mani per scaldarle, durante l’appello, le mettevo sotto le ascelle della compagna che avevo davanti” racconta Ginette che, dopo la guerra, per molti anni ha tenuto un banco di articoli di maglieria al mercato di Aubervilliers, con il marito. La gente “ci vede come esseri sovrannaturali per il fatto che siamo tornati. Quello che abbiamo passato è difficile da credere. Noi stessi abbiamo difficoltà a renderci conto di che cosa ci è stato inflitto”.
Tra le cose che più la fanno ancora soffrire l’aver spinto, dopo il terribile viaggio in treno, il padre, il fratello minore di 12 anni, Gilbert, e il nipote a salire sui camion che portavano i più stanchi al campo senza sapere che così sarebbero finiti direttamente nelle camere a gas. “Sono andati in fumo subito dopo l’arrivo. Ho sempre avuto il rimorso di aver raccontato a mia madre con tanta brutalità quale era stata la sorte degli uomini della famiglia. Certo per me i sentimenti sono una cosa problematica. Per farmi piangere ce ne vuole”.

Berlinale, Jeremy Irons sarà presidente della giuria 2020L’attore: “sono onorato, è un festival che ammiro da tempo”

BERLINO09 gennaio 202018:42

L’attore britannico Jeremy Irons sarà il presidente della giuria della Berlinale 2020. Lo ha annunciato lo stesso festival attraverso una nota. “Sono molto lieto di questo incarico.- ha commentato Irons – E mi sento onorato di poter essere presidente della giuria del festival di Berlino, un festival che ammiro da tempo e che ho sempre frequentato con piacere”. Sulla nomina di Irons è intervenuto Carlo Chatrian, nuovo direttore della Berlinale: “Le figure iconiche che ha interpretato Jeremy Irons e il suo stile inconfondibile mi hanno accompagnato nel mio viaggio nel cinema e mi hanno messo davanti agli occhi la complessita’ della natura umana. Io ammiro Jeremy Irons come uomo, e come artista – ha sottolineato Chatrian – e sono orgoglioso di poterlo salutare come presidente della 70/ma edizione della Berlinale”.

Weinstein, legali chiedono rimozione giudicedifficile selezione della giuria, troppi conoscono il caso

10 gennaio 202009:45

“Il giudice e’ di parte” e la difesa di Harvey Weinstein ne chiede la rimozione. Il magistrato che presiede sul processo newyorchese contro l’ex produttore di Hollywood si e’ visto recapitare una lettera con la richiesta di farsi da parte per aver minacciato di mandare in prigione l’imputato se non avesse smesso di mandare sms dall’aula del tribunale.
Prevedibilmente il giudice James Burke ha risposto picche: “Non c’era nulla di incendiario o di parte nel rimproverare un imputato che non rispetta i regolamenti della corte”, ha detto il magistrato in apertura dell’udienza: “Non ho alcun pregiudizio verso di lui e anzi, ho fatto il possibile perche’ il vostro cliente abbia il processo equo che si merita”.
Un legale di Weinstein aveva scritto al giudice affermando che i suoi commenti “ne hanno messo in dubbio l’imparzialità”. L’uso dei cellulari in aula è severamente proibito dalla corte, ma l’avvocato aveva sostenuto che Weinstein avrebbe inviato i messaggi prima dell’inizio dell’udienza.
L’avvocato, Arthur Aidala, aveva osservato che le parole del giudice “hanno aggiunto un ulteriore elemento ai molti ingiusti pregiudizi” che il suo cliente ha di fronte. Procede intanto con difficoltà la selezione della giuria: molti dei potenziali giurati sono state esclusi perchè a conoscenza del caso e convinti che Weinstein dovrebbe essere riconosciuto colpevole.
“E’ un procedimento laborioso” ha detto un ufficiale giudiziario al sito Deadline Hollywood davanti a oltre duemila convocazioni inviate per quello che dovrebbe essere un processo di otto settimane. La selezione dovrebbe proseguire la prossima settimana in vista della scadenza del 21 gennaio fissata al momento per la presentazione del caso da parte della procura e della difesa.
Weinstein e’ accusato a New York di violenze e stupro su due donne mentre un altro caso si e’ aperto a Los Angeles con quattro capo di imputazione basati sulle denunce di altre due donne, tra queste una attrice italiana. L’ex boss di Miramax, che ha 67 anni e che rischia dunque di restare a vita in prigione se riconosciuto colpevole, ha sempre sostenuto che con le sue accusatrici il sesso e’ stato consensuale.

Fellini 100 anni: omaggio Vince Tempera con colonne sonoreIl 20 gennaio a Rimini nel giorno del compleanno del maestro

RIMINI11 gennaio 202012:04

– Nel giorno del compleanno Rimini omaggia Federico Fellini con il concerto ‘Buon Compleanno Federico’: lunedì 20 gennaio al Teatro Galli sarà Vince Tempera a rendere onore al regista che in quella data avrebbe compiuto 100 anni, dirigendo, raccontando e suonando le colonne sonore che hanno accompagnato le pellicole di Fellini con la Simphonitaly e con l’Orchestra sinfonica Oles di Lecce e del Salento diretta da Eliseo Castrignanò. Sul palco, insieme a Tempera, oltre 45 elementi.
Tempera proporrà in concerto le musiche di Nino Rota e le colonne sonore che hanno accompagnato le pellicole felliniane, racconterà le atmosfere dei film e, in maniera evocativa, ne spiegherà le musiche. “La suggestione predominante – dice – non era tanto la precisione, quanto la dimensione del sogno; la musica nei film echeggiava in modo onirico, così come era lui in effetti, sia come regista che come uomo. La musica come qualcosa che trasportava, perché Federico Fellini aveva una sua letteratura musicale precisa”.

A tutto Fellini, tra Rimini e il mondoMostre ed eventi, tanti gli omaggi per il centenario

11 gennaio 202015:01

– Le fotografie, gli oggetti personali, le sceneggiature, i disegni, e poi ovviamente tanti, tantissimi fotogrammi, in cui si è espressa tutta la visionarietà del suo genio di cineasta e grande narratore di storie: entrano nel vivo le celebrazioni per il centenario della nascita di Federico Fellini, avvenuta a Rimini il 20 gennaio 1920. A rendergli i primi omaggi è stata la sua città, dove già il 14 dicembre scorso è partita la grande “festa collettiva” nel segno del regista – tante attività riunite sotto l’etichetta ‘Fellini 100′ (e lo speciale logo firmato da Paolo Virzi’) e coordinate dal Comitato Nazionale – con l’inaugurazione di “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, in programma fino al 15 marzo a Castel Sismondo. Una sezione della mostra è dedicata anche alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini, che aprirà i battenti a dicembre 2020. Anche Roma rende omaggio al regista, con una selezione di trenta immagini provenienti dalla Fototeca Nazionale (Centro Sperimentale di Cinematografia) che compone la mostra “Federico Fellini. Ironico, beffardo e centenario”, in programma dal 20 gennaio al 28 febbraio alla Biblioteca Angelica. “Ricordiamo Federico Fellini” è invece il titolo del grande convegno internazionale organizzato a Palazzo Reale a Milano il 20 gennaio. Sempre Palazzo Reale ospiterà dal 17 settembre al 15 novembre la mostra “1920 – 2020 Federico Fellini. Un racconto”, che chiuderà l’anno di celebrazioni. Il ricordo di Fellini si celebra anche oltreconfine: da marzo 2020 a marzo 2021 sarà realizzata “Il Centenario. Fellini nel mondo”, esposizione itinerante in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e gli Istituti Italiani di cultura nel mondo che toccherà 10 città, tra cui Mosca, San Paolo, San Pietroburgo, Toronto, Buenos Aires, Tirana, Berlino.

Parte la corsa agli Oscar, lunedì le nominationScorsese, Tarantino, Joker in pole. Polemiche Netflix/studi

NEW YORK11 gennaio 202019:58

A Hollywood potrebbe essere l’anno di “C’era una volta…a Hollywood”. Ma anche la rivincita di “The Irishman” di Martin Scorsese per Netflix snobbato ai Golden Globes, o la vendetta del “Joker” dopo le polemiche seguite all’uscita del film di Todd Phillips ispirato da DC Comics e premiato a Venezia. La corsa agli Oscar dopodomani entra nel vivo quando nella mattina di Los Angeles (primo pomeriggio in Italia) l’Academy annuncerà le candidature per i 24 premi in palio il 9 febbraio.    Molti i concorrenti con pedigree, ma manca quest’anno un chiaro frontrunner. “Parasite” di Bong Joon Ho potrebbe fare storia non solo come il primo film sudcoreano candidato al miglior film straniero, ma anche come miglior film. Gli omaggi alla diversità, nei pronostici della vigilia, si fanno peraltro desiderare: in un anno in cui donne registe hanno sfornato film eccellenti, la categoria del miglior regista sarà probabilmente una cinquina tutta maschile (Pedro Almodovar per ‘Pain and Glory’, Bong Joon Ho, Sam Mendes per ‘1917’, Scorsese e Tarantino) mentre, dopo che a Londra le venti nomination dei Bafta sono andati a attori bianchi, anche la rosa degli Oscar sarà probabilmente altrettanto monocromatica.   Fino a dieci candidature sono a disposizione nella categoria miglior film: oltre a “The Irishman” e “Marriage story” di Netflix, “Once Upon a Time in Hollywood”, “The Joker” e “Parasite”, i papabili includono “1917” (che a sorpresa ha vinto il Golden Globe), “Jojo Rabbit”, “Little Women”, “Marriage story”, “Ford vs Ferrari” e “Knives Out”, tutti vincitori di candidature della Pga, l’associazione dei produttori. Ad indebolire i film Netflix, in questa e altre categorie, è l’opinione di molti giurati, Steven Spielberg in testa, secondo cui il colosso dello streaming non dovrebbe partecipare agli Oscar dopo aver fatto fare una tappa di pochi giorni soltanto nelle sale alle sue produzioni che includono, tra le papabili, anche “I due Papi” e “Dolemite is My Name”.    Quasi tutta bianca la cinquina delle migliori attrici, secondo i pronostici della vigilia: la rosa potrebbe includere Renée Zellweger (Judy Garland in “Judy”), Saoirse Ronan (Jo di “Piccole Donne”), Charlize Theron (“Bombshell”) e Scarlett Joahnnson (“Marriage Story”), con Awkwafina (Golden Globe per “The Farewell”), Cynthia Erivo (“Harriet”), Lupita Nyong’o (“Us”), Alfre Woodard (“Clemency”) a contendersi la quinta candidatura.    Nel ruolo del migliore attore dovrebbero entrare in finale Adam Driver (“Marriage Story”) in competizione con Leonardo DiCaprio (“C’era una volta a… Hollywood”), Taron Egerton (“Rocketman”), Antonio Banderas (“Pain and Glory”) e Joaquim Phoenix (“Joker”). In forse Robert De Niro dopo esser stato snobbato oltre che dai Globes, dalle nominations dei SAG), ma la sua potrebbe essere la sorpresa di lunedì.

Luna Nera, il fantasy in Italia lo fanno le donneLa caccia alle streghe su Netflix. 6 puntate dal 31 gennaio

10 gennaio 202009:52

Un fantasy completamnte made in Italy targato Netflix con un team femminile che ha confezionato un prodotto inedito e forte focalizzato sulla caccia alle streghe nell’Italia del XVII secolo: Luna Nera, in uscita il 31 gennaio 2020 sulla piattaforma e composta da sei puntate. Basato sul primo volume della saga Le Città Perdute di Tiziana Triana che ha appena iniziato le pubblicazioni per la casa editrice Sonzogno, ma la serie è entrata in produzione prima dell’uscita in libreria del romanzo, ha avuto il fondamentale supporto di Francesca Comencini, diventata direttore artistico e regista del progetto insieme a Paola Randi e Susanna Nicchiarelli. In questa appassionante vicenda per ragazzi (ma non solo) ambientata in Italia, la storia dell’Inquisizione prende forma trasportando indietro nel 1600, secolo della Rivoluzione scientifica e del fanatismo religioso: tra grandi avventure, passioni amorose e ingiustizie, La serie narra di streghe del Seicento in un fittizio paesino della Tuscia alle prese con incantesimi e pericoli. Le figure femminili, vere eroine illuminate, in tempi di terrore e di buio della mente.
Susanna Mastroianni ha curato i costumi e Laura Buffoni è il produttore delegato. Le sei puntate, sono state girate nel Lazio per sedici settimane. Anche il team di sceneggiatrici è femminile: oltre alla stessa scrittrice anche Francesca Manieri, Laura Paolucci e Valentina Picciarelli.
La storia ambientata nel Seicento vede una giovane levatrice di nome Ade di 16 anni affrontare le conseguenze di un’infamante accusa di stregoneria. Come si vede nel trailer la giovane è rimasta sola con la responsabilità in più di occuparsi del fratellino piccolo. Dopo la strana morte di un neonato è costretta a fuggire dal proprio villaggio che già diffidava di lei. Troverà rifugio in una comunità di donne, al limitare del bosco, emarginate dalla società in quanto ritenute streghe e che, appunto, dichiarano di avere un potere che gli altri fanno bene a temere (e che si scatenerebbe in concomitanza di una misteriosa eclissi). Ade verrà accolta in questa nuova realtà.
La ragazza si vedrà costretta a fare una scelta: l’amore impossibile per Pietro – figlio del capo dei Benandanti, i cacciatori di streghe – o l’adempimento del suo vero destino, una minaccia per il mondo in cui vive, diviso tra ragione e misticismo”. Il cast unisce esordienti (otto i debutti) e talenti emergenti con grandi interpreti, anche della scena, come Manuela Mandracchia e Federica Fracassi.
I protagonisti della serie sono: Antonia Fotaras (Ade), Giada Gagliardi (Valente), Adalgisa Manfrida (Persepolis), Manuela Mandracchia (Tebe), Lucrezia Guidone (Leptis), Federica Fracassi (Janara), Barbara Ronchi (Antalia), Giorgio Belli (Pietro), Gloria Carovana (Cesaria); Giandomenico Cupaiolo (Sante), Filippo Scotti (Spirto), Gianmarco Vettori (Nicola), Aliosha Massine (Benedetto), Nathan Macchioni (Adriano), Roberto De Francesco (Marzio Oreggi), Martina Limonta (Segesta), Giulia Alberoni (Petra), Camille Dugay (Aquileia), e Gaetano Aronica (padre Tosco). La serie è prodotta da Fandango.

Brachetti torna ‘Solo’ con 60 personaggiRe del quick-change in scena al Sistina di Roma

ROMA09 gennaio 202016:14

– Dai personaggi dei telefilm a Magritte e le grandi icone della musica pop, passando per Biancaneve e la lotta con i raggi laser in stile Matrix. Tutto in meno di una manciata di istanti. Dopo il trionfale debutto in Europa (oltre di 300.000 biglietti venduti in 300 repliche e innumerevoli sold out), Arturo Brachetti, il più celebre trasformista al mondo, torna il 10 gennaio sul palco del Teatro Sistina di Roma nel suo caleidoscopico one man show “Solo. The Legend of quick-change” (in cartellone fino al 19 gennaio e poi ancora in tournée a Corigliano Calabro -CS, Palermo, Cesena-Fc e Udine).
Un vero e proprio assolo, dopo il trionfo dei suoi precedenti one man show L’uomo dai mille voli e Ciak!, applauditi da 2.000.000 di spettatori in tutto il mondo. Ma anche un ritorno alle origini per Brachetti che in questo spettacolo apre le porte della sua casa, fatta di ricordi e di fantasie. Una casa senza luogo e senza tempo, in cui il sopra diventa il sotto e le scale si scendono per salire.
Così, reale e surreale, tra verità e finzione, magia e realtà, in 90 minuti di show il maestro internazionale di quick-change, uno dopo l’altro indossa, letteralmente, i panni di oltre 60 personaggi, in un viaggio che ripercorre anche la sua storia artistica, da grandi classici come le ombre cinesi, il mimo e la chapeaugraphie, o nuove tecniche come la poetica sand painting, raggi laser e videomapping.

Pitti Uomo: il comfort avvolgente della maglieriaPaesaggi nordici per scelte ecosostenibili

IRENZE09 gennaio 202016:34

– L’inverno fa sognare paesaggi innevati e un guardaroba su cui contare, scelto anche per da brand che nordici non sono. Design minimal, tessuti caldi e tanta maglieria, soprattutto in cachemire, oppure in lana effetto bouclé e mohair, lavorate con linee e design sobri, vivacizzate da inserti jacquard. Brooksfield rinnova il suo stile coinvolgendo la maglieria in una capsule in chiave green.
Malo punta sulla maglieria nei colori dell’autunno. Navigare lancia il girocollo in maglia rigata, fondo lavorato con punto links a rilievo con effetto 3D. La lavorazione è a motivo di trecce all-over. La tecnica vanisè dona inoltre il tipico effetto bicolore. C’è anche il dolcevita rigato a due colori, lavorato con un punto mosso. Invece il girocollo a losanghe sul davanti è in morbido filato cardato. Il maglione dolcevita davanti è in un mix di punti e trecce. Aeronautica militare presenta la nuova collezione e una capsule celebrativa dei 60 anni delle Frecce Tricolori. Lardini pensa alla superficie ghiacciata del lago Bajkal e il volto del lupo siberiano nelle illustrazioni che riproduce sulla maglieria, lavorata ad intarsio. Non mancano avvolgenti cardigan in baby alpaca e giacche-maglia dal taglio sartoriale. Collezione di calze e maglieria sul tema ambiente intitolata Hurracane dal marchio In The Box. Anche Cividini presenta una collezione che punta sulla maglieria in una summa dei suoi must have, coprendo per pesi e tipologia di filati e di lavorazioni ogni necessità maschile. Si parte da polo e girocollo leggeri, colli alti in lana e cotone a tessitura tubica con disegni rubati al clan Rob Roy, fino ai classici colorati ad aerografo oppure con l’utilizzo del jet print, lavorazione tintoriale che unisce alta tecnologia ed artigianato con cui si ottengono risultati coloristici inediti.
Must have sono le maglie tricot in in puro cachemire o in cachemire blend a 12 fili ispirate al tradizionale aspetto dei maglioni da sport d’hiver. Capi tecnici in taffettà di poliestere foderati di puro cachemire con la novità di stagione della fodera in bouclè d’alpaca.

Pitti Uomo: Armani Exchange e lo street style anni NovantaCapsule speciale per uomo e donna dedicata a Pitti

FIRENZE09 gennaio 202016:35

– Dopo il debutto dello scorso giugno, A|X Armani Exchange torna a Pitti Immagine Uomo, con le collezioni uomo e donna autunno/inverno 2020/21. Novità di quest’anno è l’A|X Park. Immaginario scenario in cui stile pop e colore si mescolano alla forte ispirazione anni Novanta, periodo in cui Giorgio Armani ha lanciato questa linea. Rispettando il dna del marchio, lo scenario è quindi lo street style degli anni Novanta presente nelle stampe all over e nelle grafiche con il logo tape o pattern su capospalla e abiti per lei, e nei volumi baggy con dettagli sportivi in bianco, nero, blu e arancio di pantaloni e giacche maschili. La collezione comprende anche la serie ‘back in the years’: felpe con cappuccio, bomber e T-shirt ispirate alle campagne pubblicitarie degli anni Novanta che hanno contribuito a creare il linguaggio visivo di A|X. Infine, presentata anche una esclusiva capsule Pitti, per uomo e donna, in tessuto tecnico rosso e nero, e in blu effetto denim, con dettagli lime fluo e patch logato.

Pitti Uomo: moda green con IED, Consorzio Detox e GreenpeaceSeconda tappa progetto The time is now!, 6 capsule per giugno

FIRENZE09 gennaio 202017:13

– Il progetto The time is now! sulla moda sostenibile, lanciato nelle scorse edizioni di Pitti Uomo entra in una seconda fase che guarda all’identità e alle scelte del cittadino contemporaneo. L’Istituto Europeo di Design, il Consorzio Italiano Implementazione Detox – Cid e Greenpeace Italia, hanno presentato l’evoluzione del progetto The time is now!, che ha visto il lancio di cinque capsule collection sostenibili durante le scorse edizioni di Pitti Immagine Uomo.
“Oggi The time is now! accoglie la sfida del New citizen 1.5, questa la declinazione 2020 del progetto, e indaga il profilo di un cittadino contemporaneo che compie delle scelte e che quindi, con il suo comportamento, è consapevole di poter determinare un cambiamento, non solo nel suo modo di vivere ma anche di riflesso nella società. – hanno detto i responsabili dell’Istituto Europeo di Design, del Consorzio Detox (Andrea cavicchi) e di Greenpeace Italia . “Il cittadino contemporaneo – ha detto Chiara Campione di Greenpeace Italia – è anche cosciente della crisi climatica che affronta il nostro Pianeta, parliamo infatti di un cittadino 1.5, dove l'”1.5″ indica l’aumento massimo della temperatura media globale, secondo gli accordi di Parigi, per limitare i cambiamenti climatici”.
L’evoluzione del progetto The time is now! ha preso il via dall’intenzione di Greenpeace Italia di voler ridisegnare l’identità del proprio Green Market, andando ad inserire al suo interno prodotti che nel loro utilizzo possano orientare comportamenti sostenibili e la riduzione dei consumi. In collaborazione con le aziende impegnate in Detox, selezionate per i processi attenti all’ambiente e che anche quest’anno forniranno i tessuti con cui saranno realizzate le collezioni, è stata lanciata una nuova call agli studenti IED delle Scuole di Moda, Design, e Comunicazione delle sedi di Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia, Cagliari e dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, dal 2010 nel Network IED, che una volta selezionati, con la guida di Italo Marseglia creeranno 6 capsule che saranno presentate nell’edizione di giugno di Pitti Uomo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un avatar robot per visitare a distanza Santa Maria Scala Siena
Controllato in remoto permette a disabili di ‘muoversi’ in museo

FIRENZE09 gennaio 202019:38

Un avatar robotico per permettere a chi ha difficoltà motorie di visitare ‘in remoto’ il complesso museale Santa Maria della Scala di Siena. Si tratta del primo museo dotato di ‘BrainControl Avatar’, servizio unico al mondo messo a punto dall’azienda senese Liquidweb.
Collegandosi con il sistema sarà possibile pilotare a distanza l’avatar robotico per muoversi all’interno degli spazi museali in modo del tutto autonomo, osservare gli oggetti in maniera ravvicinata, ed interagire con il pubblico. Si tratta di un servizio avanzato di accessibilità che pone il Santa Maria della Scala all’avanguardia nel campo dell’innovazione tecnologica e dell’inclusione sociale. Il servizio è rivolto a persone con diversi gradi di disabilità e il dispositivo integra differenti modalità di interazione: dal simulatore di mouse ai puntatori oculari, fino alla modalità Bci (Brain-computer interface), che interpreta e classifica le onde cerebrali generate dal movimento immaginato.

Filarmonica Romana, in scena Raffaele PeIl controtenore il 23/1 con il suo Giulio Cesare, eroe barocco

ROMA09 gennaio 202018:13

– Il controtenore Raffaele Pe in scena il 23 gennaio al Teatro Argentina con il suo “Giulio Cesare, un eroe barocco” nel primo appuntamento del 2020 della Accademia Filarmonica Romana. Il cantante, fra i più appressati della nuova generazione, propone al pubblico della capitale il progetto, inciso su cd per l’ etichetta Glossa, al quale l’ associazione dei critici musicali italiani ha assegnato il premio Abbiati 2019 per la ”rigogliosa ricchezza di mezzi vocali e l’impeccabile proprietà stilistica. Raffaele Pe, 34 anni di Lodi, sarà sul palcoscenico con l’ ensemble La lira Di Orfeo, da lui fondatp nel 2014 per riscoprire e promuovere il repertorio antico e barocco. Dopo la tappa romana, il controtenore sarà impegnato in una internazionale che toccherà il Valletta Baroque Festival e la Wigmore Hall di Londra. Pe conduce il pubblico in un viaggio alla scoperta dei mille volti della figura di Giulio Cesare la cui fortuna barocca produsse ben cinque opere a lui dedicate. La stagione della Filarmonica Romana prosegue fino a maggio con oltre 30 appuntamenti fra musica, danza, teatro. In cartellone, l’integrale dei Quartetti per archi di Beethoven (Il 2 e 20 febbraio, e il 26 marzo), il recital del pianista Denis Matsuev (il 27 febbraio), l’attore Edoardo Pesce protagonista il 13 febbraio di una serata su Marcel Proust. Per la danza dal 12 febbraio al 1 marzo i leggendari Momix saranno al Teatro Olimpico con “Alice”, ispirata alla favola di Lewis Carrol, e da 3 all’ 8 marzo sarà la volta della nuova coreografia di Micha van Hoecke “Shine.
Pink Floyd Moon” con i Pink Floyd Legend dal vivo. Il gran finale è in programma il 10 maggio nei Giardini della Filarmonica con una intera giornata dedicata a Beethoven.

Raffaello: per mostra alle Scuderie è boom di prenotazioniDiecimila richieste già nelle prime 48 ore di prevendita

09 gennaio 202018:21

– Diecimila prenotazioni nelle prime 48 ore di prevendita. Tutto fa pensare ad un avvio da record per “Raffaello”, la rassegna evento in programma dal 5 marzo alle Scuderie del Quirinale a Roma. Le richieste, sottolineano dal museo romano, arrivano da ogni dove, dalla Corea al Giappone, dagli Stati Uniti e da tutti i paesi europei. In mostra 200 capolavori provenienti da tutto il mondo, 50 dei quali frutto della collaborazione con gli Uffizi di Firenze.
Quella delle Scuderie, viene fatto notare, si configura come “la più grande rassegna dedicata ad un artista mai realizzata in Italia”.

Tornano i Delitti del Barlume su Sky con 2 nuove storieCon Timi e Lucia Mascino e Guzzanti il 13 e il 20 gennaio

10 gennaio 202009:48

Torna in tv con due nuovi appuntamenti a gennaio, dopo le feste natalizie, la provincia toscana raccontata da I Delitti del Barlume, la serie di gialli a tinte comedy con protagonisti Filippo Timi e Lucia Mascino, e la regisa ancora una volta Roan Johnson. Una produzione Sky Original coprodotta con Palomar, ispirata al mondo dei romanzi di Marco Malvaldi editi da Sellerio Editore. Saranno due le nuove storie: Donne con le Palle (dall’omonimo racconto di Malvaldi) in onda lunedì 13 gennaio e Ritorno a Pineta, tratto dal mondo del BarLume, lunedì 20 gennaio, entrambe alle 21.15 su Sky Cinema Uno. I due film saranno visibili anche in 4K HDR con Sky Q satellite e disponibile anche on demand su Sky e NOW TV, in una collezione dedicata dove è già possibile recuperare tutte le storie precedenti.
Nel cast i gli attori che hanno reso celebri i personaggi del “BarLume”: Filippo Timi veste ancora i panni di Massimo Viviani, Lucia Mascino quelli del Commissario Fusco, Enrica Guidi è la Tizi, mentre tornano Stefano Fresi e Corrado Guzzanti per interpretare Beppe Battaglia e Paolo Pasquali. Immancabile anche il “quartetto uretra”, capitanato da Alessandro Benvenuti (Emo), insieme ad Atos Davini (Pilade) Marcello Marziali (Gino) e Massimo Paganelli (Aldo).

La sitcom La tata diventerà un musical a BroadwaySerie trasmessa negli anni ’90 in oltre novanta paesi

NEW YORK10 gennaio 202009:50

‘La tata’ approderà su un palcoscenico di Broadway. Secondo quanto scrive Hollywood Reporter è in lavorazione un adattamento musicale della sitcom andata in onda negli anni ’90 e il cui titolo originale è The Nanny. Saranno gli stessi Fran Drescher, nella serie la protagonista nei panni di Francesca Cacace e Peter Marc Jacobson, autore della stessa nonché ex marito della Drescher, ad occuparsi dell’adattamento teatrale. La serie ebbe undici nomination agli Emmy e fu trasmessa in oltre 90 paesi e in trenta lingue.
La trama ruota intorno alla Cacace che dopo essere licenziata dal suo datore di lavoro si ritrova a fare la tata a tre bambini figli di un ricco vedovo di Manhattan. Sempre secondo Hollywood Reporter non c’è ancora un cast o una data di uscita.

Antonio Teti, viaggio nella Virtual HumintLa nuova frontiera dell’Intelligence

10 gennaio 202010:13

ANTONIO TETI, ‘VIRTUAL HUMINT – LA NUOVA FRONTIERA DELL’INTELLIGENCE’ (RUBBETTINO, pp. 166, – Euro 15,00) . All’inizio di un nuovo decennio, non può mancare un viaggio nella Virtual Humint, ovvero la Human Intelligence che rappresenta la metodologia di intelligence basata sulla raccolta di informazioni per mezzo di contatti interpersonali. Ad aprire questa finestra sul futuro con il suo 15/o libro è Antonio Teti, responsabile del Settore Sistemi Informativi e Innovazione Tecnologica dell’ Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, e docente di Cyber Intelligence alla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia di Roma e di Cyber Espionage e Cyber Counterintelligence alla Luiss “Guido Carli” di Roma e al Master in Intelligence della Unical. “Si tratta – spiega Teti – della tecnica più antica di acquisizione delle informazioni praticata sin dal 4.000 a.C. dai Sumeri per controllare i loro centri abitati”.”Al giorno d’oggi questa tecnica, basata su rapporti ‘reali’, viene ancora praticata nella società attuale, ma stiamo assistendo ad una inarrestabile e rapida migrazione delle pratiche di spionaggio e controspionaggio nel mondo ‘virtuale’ attraverso l’ analisi soprattutto dei profili social e delle informazioni in esse contenute. Nulla di nuovo sotto il sole, si tratta semplicemente di adeguarsi ai continui cambiamenti epocali, che influiscono sia a livello tecnologico che sociale”.
Quattro capitoli che si prefiggono di condurre il comune lettore, quindi anche non esperto di information technology, all’interno dell’intricato mondo dei social media. Si inizia dall’analisi della psicologia dei social media proseguendo con la descrizione delle tradizionali tecniche di human intelligence, fino ad approdare alla descrizione del connubio della humint con il mondo dei social media. ‘Virtual Humint – La nuova frontiera dell’Intelligence’, pubblicato da Rubbettino con la prefazione di Gianfranco Linzi e l’introduzione di Mario Caligiuri, è un libro divulgativo che può essere letto da chiunque sia interessato a comprendere come si possano facilmente acquisire informazioni dal mondo virtuale e come le stese possano essere utilizzare per finalità diverse. Non mancano degli esempi concreti sull’applicazione delle tecniche di virtual humint e la descrizione di esperienze reali condotte a livello mondiale da operatori di intelligence.
“Siamo noi stessi, in maniera inconsapevole – avverte Teti – a fornire materiale informativo. Ogni dato che inseriamo in rete, a partire dai social per finire sul web, può essere accoppiato ad altre informazioni assimilabili nel mondo virtuale per creare un ‘prodotto di intelligence’ utile per applicazioni diverse”.
La virtual humint “non è un pericolo, è solo una tecnica di raccolta di dati nel mondo virtuale. Il vero problema è rappresentato dall’uso che se ne fa”.
Il libro vuole assumere anche la connotazione di un percorso finalizzato alla comprensione di ciò che ci attende in futuro: un mondo virtuale fatto di profili reali o ‘fake’ in cui si confondono dati veri e falsi ma che producono conseguenze nella vita reale di ognuno di noi. Infine l’appello: inserire meno informazioni in rete. “Non bisogna dimenticare che tutto ciò che viene immesso in rete rimane in rete per sempre”.

Mostre e residenze d’artista allo Csac di Parma’Through time: integrità e trasformazione dell’opera’

PARMA10 gennaio 202010:33

– Il Centro studi e archivio della comunicazione (Csac) dell’Università di Parma riapre gli spazi rinnovati e restaurati dell’Abbazia di Valserena con ‘Through time: integrità e trasformazione dell’opera’, un programma di mostre e residenze d’artista realizzato in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, con la partecipazione di Massimo Bartolini, Luca Vitone ed Eva Marisaldi.
L’Archivio-Museo Csac conserva dal 1968 oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte, Fotografia, Media, Progetto e Spettacolo. Un patrimonio su cui gli artisti sono invitati a riflettere proponendone una propria lettura.
Il primo capitolo vedrà protagonista Massimo Bartolini con un progetto dal titolo ‘On Identikit’, che inaugura il 16 febbraio (fino al 22 marzo) negli spazi della grande Chiesa dell’Abbazia, focalizzato sulle opere di Luigi Ghirri e Luciano Fabro.
Seguiranno Luca Vitone, con ‘Il Canone’ (4 aprile-30 maggio), ed Eva Marisaldi dal 5 settembre al 17 ottobre.

Campiello: al via 58/a edizione, Mieli presidente giuria (2)

Il 29 maggio la cinquina, cerimonia premiazione il 19 settembre

VENEZIA10 gennaio 202011:13

– Sarà il giornalista e storico Paolo Mieli il presidente della Giuria dei letterati della 58/a edizione del Premio Campiello, che vedrà il 29 maggio a Padova la selezione della cinquina finalista e il 19 settembre a Venezia la cerimonia di proclamazione del vincitore. Mieli è stato direttore de ‘La Stampa’ e de ‘Il Corriere della sera’ e fino al 2016 è stato presidente di RCS Libri S.p.A.
“Come da tradizione – afferma Enrico Carraro, per la prima volta presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto – anche quest’anno la Fondazione Il Campiello ha affidato la guida della Giuria dei letterati ad una personalità di alto profilo della cultura italiana. Paolo Mieli, che ringraziamo per aver accettato l’incarico, è uno dei giornalisti più autorevoli e un profondo conoscitore delle vicende storiche del nostro Paese. Siamo certi che saprà coordinare con competenza e autorevolezza i lavori della Giuria.
Questo premio è diventato non solo uno dei concorsi letterari più prestigiosi, ma anche una manifestazione culturale tra le più importanti e seguite in Italia e rappresenta l’espressione delle energie e dell’impegno degli imprenditori del Veneto nella promozione della cultura. Voglio infine rivolgere un ringraziamento particolare a Carlo Nordio che con professionalità ed intelligenza ha presieduto la Giuria dei letterati nelle ultime due edizioni”.
Gli altri componenti della Giuria sono Federico Bertoni, docente di Critica letteraria e letterature comparate all’Università di Bologna, Daniela Brogi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’Università per Stranieri di Siena, Silvia Calandrelli, direttore di Rai Cultura, Philippe Daverio, storico dell’arte, Chiara Fenoglio, docente di Letteratura Italiana all’Università di Torino, Luigi Matt, docente di Storia della lingua italiana all’Università di Sassari, Ermanno Paccagnini, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea alla Cattolica di Milano, Lorenzo Tomasin, Docente di Filologia Romanza all’Università di Losanna, Roberto Vecchioni, cantautore, ed Emanuele Zinato, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Padova.
Al 58/o Campiello possono partecipare i romanzi pubblicati per la prima volta in volume tra il primo maggio 2019 e il 30 aprile 2020 e regolarmente in commercio. Non sono ammessi saggistica, né poesia, né opere tradotte in italiano da altre lingue.

Brunori Sas, il mio Cip! in un mondo che urla”Sanremo? La gara non è per me”. “Le Sardine sono scintilla vitale”

11 gennaio 202011:18

Il cinguettio di un tenero e fiero pettirosso in un mondo dove la normalità è gridare. Cip! è il titolo che Brunori Sas ha scelto per il suo nuovo album di inediti. “Non volevo che l’attenzione fosse focalizzata su un concetto piuttosto che su un altro – spiega il 42enne cantautore calabrese -. Questo disco parla di ciò che ho sentito: e come faccio a spiegare ciò che ho sentito? Con un suono. Che è un Cip, ironico, ma deciso con il suo punto esclamativo, in tutto questo gridare che ci circonda”. Undici tracce, registrate tra Milano e la Calabria e prodotte dallo stesso artista con Taketo Gohara, per parlare “dell’Uomo, e non degli uomini”.Un lavoro, anticipato dall’uscita della struggente Per due che come noi e di Al di là dell’amore, che cerca di sfumare divisioni e confini e si muove tra i temi cari all’artista: etica, esistenza, amore, vita, morte. “Stavolta quello che è cambiato veramente è il tono, che definirei più sentimental-patetico. Nel corso del tempo, oltre alle parole, ho capito l’importanza di come trasmetti certe cose. E ho sentito il bisogno di un approccio più pacificato, con il desiderio di guardare il mondo da una prospettiva più ampia e d’insieme. Ed è forse un album anche della mia età, basato su un amore per l’opposizione e l’attrito che si può creare, a patto che questo attrito provochi scintille vitali, altrimenti è inutile” (e tra le scintille delle ultimi tempi cita il movimento delle Sardine: “Ho partecipato alle loro riunioni a Cosenza, condivido la necessità di confrontarsi in carne e ossa. Una visione poetica del mondo contro una politica antipoetica”).Un disco, il quinto, che torna in parte alle origini (“E’ come se fosse il 1/bis per il recupero di una certa sincerità non filtrata dall’ironia a tutti i costi, di quello sguardo un po’ da fanciullino pascoliano che non si dovrebbe mai abbandonare”, dice) e si abbevera alla fonte della tradizione più classica del cantautorato italiano. Ci sono echi di Lucio Dalla, di Francesco De Gregori. “E dire che io arrivo dall’heavy metal, dall’hard rock. E, a dirla tutta, da ragazzo i cantautori mi rompevano un po’: conoscevo le canzoni più popolari perché era necessario saperle quando facevi i falò in spiaggia. Trovarmi a fare il cantautore ha significato anche scoprire tutto un mondo di cose meravigliose che avevo ignorato bellamente fino a 32 anni. C’è stata un’influenza a posteriori”, ammette con il suo tono sempre ironico, anche se aggiunge “ora ascolto poco, “sono in una fase di saturazione”.In molti speravano di vederlo sul palco dell’Ariston, e Brunori non nega di aver ricevuto la “chiamata”. “Sì, è vero. E’ arrivata, ma in gara proprio non mi ci vedo. Evidentemente non l’avverto come esigenza. E immagino che abbia a che fare con il mio carattere e con l’imperativo che mi sono dato: cantare in una condizione emotiva e non competitiva. L’anno scorso sono andato, ma come ospite, e questo mia ha fatto sentire più a mio agio”. A marzo Brunori sarà in tour nei palazzetti: dopo la data zero a Vigevano, il debutto è fissato a Jesolo per il 3 marzo.

Casimiro Piccolo, i suoi segreti tra elfi e fateViaggio nell’universo magico dell’ultimo barone di Calanovella

PALERMO10 gennaio 202019:38

GIUSEPPE RUGGERI, ‘I SEGRETI DI CASIMIRO PICCOLO’ (GIAMBRA EDITORI, PP 35, 8 EURO)”A tavola ci sedevamo curando sempre di apparecchiare il posto di mamam anche dopo la sua dipartita. Io ne avvertivo nitidamente la sua presenza, udivo perfino la sua voce che m’indicava quali fossero le quantità di bevande e cibo che si doveva somministrarle”. Era un rituale che si ripeteva ogni giorno, come raccontava il barone Casimiro Piccolo di Calanovella, fratello della botanica Agata Giovanna e del poeta Lucio e cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che scrisse il famoso romanzo “Il Gattopardo”. Lui non credeva all’esistenza di un confine tra corpo e anima. Alla sua figura è dedicato un libro “I segreti di Casimiro Piccolo”, scritto da Giuseppe Ruggeri,pubblicato da Giambra Editori.L’autore racconta, di aver avuto una notte un dialogo proprio con il fantasma del barone che era “considerato un’autorità in metapsichica e il suo nome era ben noto negli ambienti americani d’oltreoceano. Perfino la rivista americana Atlantic parlava di lui come se fosse un negromante”. Ma oltre a quelle degli spiriti le passeggiate notturne di Casimiro registravano pure la presenza di “strane creature che gli capitava di rinvenire, affermava, ai piedi degli alberi, su una pianta, su un punto indefinito del cielo, ovunque insomma la sua sbrigliata fantasia lo spingesse a immaginarli”. Ed erano proprio questi personaggi a ispirare la vena artistica del barone che nacque a Palermo il 1894 e morì il 4 dicembre 1970. Elfi, fate, gnomi, folletti, streghe, ritratti al ritorno dalle lunghe passeggiate all’interno del parco della villa, prendevano forma nei suoi acquarelli, 34 in tutto realizzati tra il 1943 e il 1970. Sono adesso esposti nella “Casimiroteca” presso la fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella a pochi chilometri da Capo d’Orlando nel Messinese.Scrive Ruggeri: “il barone mi confidò di non aver mai amato la luce. Le persiane della sua stanza restavano sempre chiuse dormiva tutto il giorno e si alzava nel tardo pomeriggio”. Poi vestito in abito scuro e indossando un papillon “disseminava ciotole d’acqua dappertutto, in casa e in ogni angolo del giardino per abbeverare le creature che avrebbe evocato”. E con la sua macchina fotografica cercava di fermare le loro immagini sulla lastra per dar conferma della loro esistenza. “Per Casimiro, la fotografia – ricorda il cavaliere Carmelo Germanà figlio di Giuseppe che fu amministratore della famiglia Piccolo di Calanovella – costituiva un’arte vera e propria alla quale dedicava molto tempo e attenzione. Si faceva inviare le pellicole direttamente dagli Stati Uniti. Casimiro catalogava minuziosamente ogni foto in base ai parametri tecnici. In quei tempi la fotografia era roba per intenditori come lui, che stavano ore e ore prima di realizzare lo scatto e sviluppavano le immagini in camera oscura curando che la resa fosse il più possibile nitida ed esteticamente apprezzabile”.”I fratelli Piccolo, specie Lucio e Casimiro, sono apprezzati e conosciuti dal pubblico a patto che accanto alla loro bravura si parli delle loro stranezze. – sottolinea nella prefazione Andrea Italiano – Ecco, fermandoci a Casimiro, credo che sia finalmente giunto il tempo di superare questo binomio, che alla fine è un ostacolo per il riconoscimento globale della caratura assoluta della sua capacità di essere artista, quindi in nuce visionario, trasgressivo, originale. Folle”. “Ad esempio, quanti guardando i film della saga del ‘Signore degli anelli – prosegue – hanno pensato ai folletti, agli stregoni, agli gnomi di Casimiro? Pochi, anzi pochissimi. Eppure credo che per qualche strana via della conoscenza quei personaggi, le loro fisionomie, persino il loro comportamento, debbono qualcosa alla creatività del nostro nobile artista”.

Tv: C’è posta per te fa 20 anni, tra gli ospiti Johnny DeppDe Filippi torna in prima serata su Canale 5

10 gennaio 202020:48

– La superstar hollywoodiana Johnny Depp è tra gli ospiti di C’è Posta per Te che riparte da sabato 11 gennaio, in prima serata su Canale 5. Tornano protagonisti in Tv i sentimenti, le emozioni, le sorprese, i sorrisi e gli imperdibili ricongiungimenti che Maria De Filippi narra con attenzione, delicatezza, cura, e discrezione. L’amato people show compie 20 anni e inaugura anche la 23° edizione di programmazione (la prima puntata è andata in onda il 12 gennaio 2000). In questi vent’anni “C’è Posta per Te” ha instaurato un rapporto di fiducia con i telespettatori, grazie alla veridicità delle storie e alla straordinaria capacità di storytelling di Maria De Filippi nel raccontare importanti vicende umane.
Ad aprire questa attesissima stagione la grandissima stella di Hollywood Johnny Depp. Il carismatico “pirata” del cinema, è pronto ad ascoltare le vicissitudini, i dolori e le gioie al centro del programma e a mettersi in gioco per regalare ai protagonisti un momento indimenticabile.
Un’ulteriore sorpresa vede in studio per la prima volta insieme la bellissima coppia formata dall’attore Luca Argentero e la sua amata Cristina Marino.
Un successo internazionale – ricorda in una nota Mediaset – che ha visto la vendita del format originale di Maria De Filippi in oltre 24 nazioni tra cui: Spagna, Francia, Grecia, Germania, Portogallo, Libano, Turchia, Marocco, Tunisia, Argentina, Perù, Venezuela, Romania, Bulgaria, Belgio, Canada e USA.
Il programma ideato da Maria De Filippi e Alberto Silvestri, è prodotto da Fascino P.g.t. per Mediaset. Regia: Paolo Pietrangeli.

Cdp, 28,5 mln per nuovo centro YslPalermo, recuperiamo immobile Scandicci e creiamo posti lavoro

FIRENZE10 gennaio 202013:15

– Cassa Depositi e Prestiti investirà 28,5 milioni di euro per la riqualificazione del Palazzo delle Finanze di Scandicci, in provincia di Firenze, che ospiterà un nuovo centro di Yves Saint Laurent per sviluppo e produzione di accessori di pelletteria, nonché formazione di nuovi professionisti. La firma del contratto di locazione di 27 anni è stata annunciata oggi da Fabrizio Palermo, ad di Cdp che è proprietaria dell’immobile, da Francesca Bellettini, ad di Ysl e dal sindaco di Scandicci Sandro Fallani. “Non solo recuperiamo per la collettività un immobile che era trascurato ma creiamo anche posti di lavoro”, ha spiegato Palermo. Il complesso immobiliare, costruito fra il 1991 e il 1994 per il ministero delle Finanze, completato soltanto all’85% e mai utilizzato, è composto da due edifici per una superficie lorda di circa 28.700 mq, e secondo le previsioni sarà consegnato al brand del gruppo Kering nel mese di settembre del 2022.

Dalla quercia al fiume Lete, ecco l’Italia di Dante2021, Franceschini e Poste presentano iniziative nei comuni

10 gennaio 202019:46

-La grande quercia sul delta del Po che secondo la leggenda aiutò il poeta a ritrovare la strada di casa, i luoghi del suo esilio dalla Toscana a tutto il centro nord della penisola, la reggia che fu teatro dell’amore di Paolo e Francesca.Chiamata a raccolta dal Comitato per le celebrazioni, con il sostegno dello Stato ma anche quello di Poste Italiane, l’Italia dei comuni si prepara a celebrare i 700 anni dalla morte di Dante, che ricorrono nel 2021. Ed è un profluvio di iniziative e di progetti, dai festival di lettura agli studi scientifici, dai parchi a tema alle mostre e agli itinerari di scoperta, persino i restauri. Tante idee per ritrovare i luoghi del sommo poeta, ma anche quelli in cui l’autore esiliato della Divina Commedia di fatto non mise mai piede, come il piccolo Pietravairano, 2.906 anime nel casertano, che pure ha voluto essere della partita presentando un progetto che invita “a riveder le stelle” dalle piazze del Sud (“Con Dante non c’entriamo niente, è vero, – si sbraccia appassionata la rappresentante del comune – ma abbiamo il fiume Volturno nelle cui acque si bagna il Lete e la memoria vale per tutti… “).Non poteva essere diversamente perché quello di Dante, sottolinea il presidente del Comitato Nazionale Carlo Ossola, è “davvero un centenario particolare”. Difficile limitarlo ad un luogo solo, con la fuga e l’esilio la geografia delle testimonianze si è ampliata, spiega il professore, e ci permette, anzi, “una rappresentazione molto più aderente alla realtà italiana”. Il progetto immaginato con Poste (Franceschini lanciò la proposta all’ad del Fante alla fine dello scorso ottobre in una affollatissima ed emozionata riunione di sindaci) punta proprio su questo: mettere insieme l’Italia dei comuni, dei centri piccoli e piccolissimi, i borghi, le frazioni. La sorpresa comunque è arrivata da basso, tanto che il Comitato per le celebrazioni ne è stato travolto: “Ci aspettavamo 50 domande di partecipazione, ne abbiamo ricevute addirittura 322 anche dall’estero”, racconta Ossola. Tanto che anche il budget iniziale si è dimostrato insufficiente perché la somma delle richieste “è di 11 volte superiore alle nostre disponibilità”.Una montagna di proposte e di progetti, insomma, che ora, ad un anno dalla partenza, bisognerà capire se e come finanziare tutte. “Il progetto di Poste prevede di puntare su 70 comuni, ma potranno essere anche di più”, anticipa l’ad Matteo Del Fante. Che per il momento mantiene la riservatezza sull’ammontare del suo contributo, ma si dichiara pronto ad aperture. Tant’è, l’impegno globale dello Stato per le celebrazioni dantesche, chiarisce da parte sua Franceschini, è di due milioni di euro (uno aggiunto proprio con l’ultima finanziaria). Ma è certo che pure il Mibact metterà del suo e farà di tutto per trovare ulteriori risorse. Un appello parte dritto al mondo delle imprese: “Poste contribuisce, gli altri facciano altrettanto”, rilancia Franceschini : “Non possono sottrarsi, tutti loro quando vanno all’estero lo fanno forti del prestigio dell’Italia”. Quasi una chiamata alle armi, quella del ministro, che tira in causa treni, aerei, tv: “Mi aspetto di vedere Dante dappertutto”, dice, mentre chiede alla Rai di produrre “qualcosa da far circolare anche fuori dall’Italia”.Nella grande sala del Collegio Romano i sindaci applaudono. Ad ascoltare il ministro con l’ad di Poste e la presidente Bianca Maria Farina (“Ai piccoli comuni dedichiamo sempre un’attenzione particolare”) sono arrivati in 70, ognuno con la sua proposta. Impossibile dare spazio a tutti, l’organizzazione ne ha selezionati quattro. Uno dopo l’altro, emozionati, cercano di spiegare cosa immaginano di realizzare.Con quello che resta della grande quercia di San Brebino frazione di Ariano del Polesine, per esempio, si vorrebbe avviare uno studio sui cambiamenti climatici e in sua memoria (l’alberone è caduto nel 2013) si vorrebbe dare vita a un festival. La rocca di Gradara, ovvero il castello degli amanti Paolo e Francesca, vuole invece essere il punto di partenza per un lavoro interregionale tra Marche ed Emilia Romagna con un focus sulla figura di Francesca da Rimini e tre mostre a Urbino, Gradara e Rimini. Il comune di Mulazzo (Massa Carrara) immagina un parco a tema con tecnologie per coinvolgere i ragazzi “speciali”.Anche chi non ha avuto un ruolo 700 anni fa oggi scalpita per esserci :”La nostra – spiega la delegata di Pietravairano – sarà una memoria interpretata. La Divina Commedia è memoria pure per noi”. Franceschini è d’accordo. A Roma, ricorda, saranno le Scuderie del Quirinale (che a marzo aprono le porte a Raffaello) ad accogliere la grande mostra nazionale. Nel nome di un Paese, sottolinea non a caso il ministro Pd, che di unità e di orgoglio “oggi ha molto bisogno”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cinema: nelle sale 5 film di Fellini in versione restaurata
Per celebrare centenario nascita regista il 20 gennaio

BOLOGNA10 gennaio 202013:43

– Cinque film di Federico Fellini sono distribuiti, in versione restaurata, nelle sale cinematografiche di tutta Italia grazie all’impegno congiunto di Cineteca di Bologna, Csc-Cineteca Nazionale e Istituto Luce-Cinecittà (in collaborazione con Rti-Mediaset e Cristaldifilm), per celebrare il centenario della nascita del regista, che cadrà il 20 gennaio.
Da lunedì 13 gennaio sarà possibile vedere sul grande schermo – come amava Fellini, sostenitore della visione in sala – ‘Lo sceicco bianco’, ‘I vitelloni’, ‘La dolce vita’, ‘8½’, ‘Amarcord’. I cinque restauri saranno disponibili per tutto il 2020 e il calendario aggiornato sarà consultabile al link distribuzione.ilcinemaritrovato.it/fellini-100.
Il percorso va dall’esordio solitario di Fellini con ‘Lo sceicco bianco’, dopo la co-regia assieme ad Alberto Lattuada di ‘Luci del varietà’, al successivo ‘I vitelloni’, per giungere a quel personale catalogo di ricordi rappresentato da ‘Amarcord’, passando per più rappresentativi ‘La dolce vita’ e ‘8½’.

Pitti Uomo: un finale tra denim, tute e diviseStreet da Armani Exchange, moto e motori da Gas e Lamborghini

FIRENZE10 gennaio 202013:52

– L’ uomo nuovo proposto a Pitti n.97 ha mostrato il suo lato classico, attento alle regole, ma anche quello ribelle, anche se decisamente metropolitano. Ama la classicità del tailoring di matrice inglese, il comfort della maglieria in lane pregiate, ma non trascura il suo lato rock, affidandosi al denim, o alla street culture (Armani Exchange), cedendo al fascino del militar style, o a quello agender che propone capi, come la mantella pied de poule e i colori neutri, adatti ad ambo i sessi (Gabriele Pasini). Il tutto in una estetica sostenibile che ha contagiato un pò tutti i marchi presenti a Pitti. Must-have del nuovo guardaroba è il cappotto, che per il rock boy deve sottolineare la spalle (Paltò) come negli anni Ottanta, oppure deve trasformarsi in passepartout da portare anche sulla tuta (American Vintage).
Tra i capispalla irrinunciabili c’è anche la giacca in stile biker (Aeronautica Militare) e il gilet imbottito che lascia intravedere felpe grintose, il trench classico come quello de L’Impermeabile. I tagli sartoriali diventano imprescindibili (Luigi Bianchi di Mantova) e rendono possibile l’alternarsi della pelle alla seta (Carlo Pignatelli) e ai velluti. Come dire, duri ma con stile. Lo spirito rock si esprime soprattutto nelle stampe che richiamano simboli e icone care al mondo underground, unite a frasi che inneggiano all’indipendenza e al coraggio di essere se stessi. Anche il mondo delle uniformi, militari (Blauer Usa) e da lavoro, torna ad influenzare l’estetica delle collezioni autunno-inverno 2020-21 e restituisce capi dall’anima rétro, ridisegnati in chiave contemporanea e resi impeccabili dall’impiego di materiali di alta qualità. Dettagli, dalla palette dei colori alla scelta di bottoni e alamari, che attingono alle linee vintage delle divise navali inglesi e giapponesi, capispalla comodi che citano le giacche dell’ aeronautica francese degli anni Trenta, scarponcini pensati per l’esercito italiano. Gas connette il denim al mondo del moto-racing, del suo dna, e presenta la nuova capsule Indigo Racing Club. La collezione Automobili Lamborghini punta a tre linee: Informal Luxury, Casual e Pilota Ufficiale.

Pitti Uomo: da Herno Globe il piumino è biodegradabileSi autoelimina in 5 anni anziché 50

FIRENZE10 gennaio 202013:55

– Da Herno il piumino è completamente biodegradabile comprese le zip e le imbottiture e si auto-elimina in 5 anni se gettato in una discarica anziché in 50 anni come quelli comuni. Fa parte della linea Herno Globe, contenitore che racchiude e tutti i progetti eco-sostenibili della collezione main di Herno. La prima apparizione dell’etichetta Globe, con 2 progetti, è stata durante la collezione primavera/estate 2020, di fatto lo step successivo e la naturale evoluzione del primo studio di impatto ambientale certificato, Pef, di cui l’azienda si era fatta promotrice fin dal 2016 con Herno First Act. La sostenibilità per Herno è un progetto culturale, di presa di coscienza e sensibilità a livello aziendale e personale, del suo presidente Claudio Marenzi, e dei dipendenti, che lo ritengono essenziale in un sistema fatto di valori comuni e responsabilità che avranno conseguenze sul nostro pianeta in futuro.
Per la stagione AI 2021 Herno Globe aggiunge 3 nuovi progetti, raccontando il prodotto, sottolineandone le origini dei materiali, le tipologie di lavorazione e le rispettive peculiarità ambientali. Per questa collezione presenta su un tessuto 20 denari, 2 piumini completamente biodegradabili perché occorrono solo 5 anni per essere smaltiti, accessori e imbottitura in piuma inclusi. Il processo di biodegradazione risulta più veloce che nel comune nylon, che invece si elimina in circa 50 anni. Si tratta di un bomber e cappotto in tessuto Fastdegradabile: un nylon appunto 20 denari creato dal filato di poliammide 6.6 Amni Soul Eco. Passando ad un altro progetto, sono invece 3 i modelli in Nylon 100% rigenerato Econyl, fibra prodotta utilizzando rifiuti pre e post consumo derivati da reti da pesca e scarti di tessuti provenienti da stabilimenti produttivi e da moquette destinate alla discarica. Un parka, un cappotto ed un blazer, di cui anche l’imbottitura deriva da piuma rigenerata ricavata da duvet dismessi. Il terzo progetto è la lana riciclata effetto melange derivata da materiale di scarto per cappotti e peacoat.

Cecilia Alemani dalla High Line alla Biennale ArteE’ la prima direttrice italiana. Franceschini:”sarà innovativa”

VENEZIA10 gennaio 202019:55

– Il ministro della Cultura Franceschini, che nel 2017 la volle alla guida del Padiglione Italiano, già la applaude: “Il suo sarà certamente un progetto innovativo e coraggioso”. Classe 1977, studi milanesi e carriera di successo nella Grande Mela dove vive ormai da 15 anni, Cecilia Alemani è da oggi alla guida della Biennale Arte 2021, prima donna italiana a ricoprire quello che per un curatore è forse l’incarico più di prestigio offerto dalle istituzioni del Belpaese. Una nomina arrivata in estremis dal cda della Biennale in scadenza (il mandato del presidente Baratta scade il 30 gennaio) dopo aver preso atto che non si poteva più rimandare per non compromettere la realizzazione del progetto (di solito l’incarico veniva dato poco dopo la chiusura della precedente edizione) e che la curatrice italiana, da tempo inserita nella lista delle personalità più influenti dell’arte stilata da Art Review, accoglie con il consueto aplomb: “Capisco e apprezzo la responsabilità e anche l’opportunità che mi è stata offerta e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società”.Cresciuta a pane e musei (il prozio era Lodovico Barbiano di Belgiojoso progettista della Torre Velasca di Milano, ma anche i nonni e i genitori sono stati fondamentali nel dirigere verso l’arte la sua formazione), laureata in filosofia estetica a Milano, master al Beaubourg, corsi alla Tate Modern e al Bard College di New York, Alemani è del resto una solida professionista abituata anche ai primati.In America, dove si è trasferita nel 2005 proprio per ragioni di studio e dove vive con il figlio e il marito Massimiliano Gioni (anche lui curatore d’arte ha guidato tra l’altro la Biennale Arte nel 2013) , è stata la prima curatrice under 40 quando nel 2011 le venne affidata la direzione artistica della High Line di New York, la passeggiata costruita sul percorso in disuso di una ferrovia merci ai bordi dell’Hudson. Non ha deluso le aspettative: in pochi anni con gli oltre 200 artisti internazionali che ha chiamato ad esporre, ha saputo trasformare la passeggiata in una delle maggiori attrattive artistiche della città, percorsa ogni anno da 8 milioni di visitatori, tanto per capire un milione in più rispetto al Colosseo, il monumento più visitato d’Italia.Ha lavorato con molti degli artisti più importanti della scena contemporanea, da Olafur Eliasson a Barbara Kruger, da John Baldessari all’italiana Paola Pivi, Ed Ruscha, Nari Ward e Adrián Villar Rojas, tanto per citarne alcuni. Sempre dal 2011 è curatrice anche di Frieze projects, programma no profit di Frieze New York. Ha collaborato con musei, istituzioni, fondazioni, guest curatrice di Performa, la biennale di performance di New York, co fondatrice di No Soul For Sale, festival di spazi indipendenti.Nel 2017, scelta appunto da Franceschini, ha firmato un’edizione molto applaudita del Padiglione Italiano alla Biennale Arte 57. Nel 2018, in collaborazione con la città di Buenos Aires e Art Basel Cities, Hopscotch (Il gioco del mondo), ha curato una mostra di arte pubblica che ha celebrato il ricco ecosistema culturale della città argentina. Attenta all’innovazione, ma anche al discorso sul femminile, si preannuncia come un interessante mix di equilibrio e spregiudicatezza. Un mese fa, intervistata da D di Repubblica , la signora della High Line, come qualcuno la chiama, ha incoronato artista del 2020 Simone Leigh, l’artista afroamericana famosa per le sue donne con le grandi gonne, molto impegnata socialmente, protagonista tra l’altro di una personale al Guggheneim dopo aver vinto il prestigioso Hugo Boss Prize. “Per lei – ha detto – solo l’inizio di una grandissima carriera”. Di solito non sbaglia.

Pitti Uomo: Trussardi riparte dal simbolo del LevrieroCapsule artisti e designer, la prima con Giorgio Di Salvo

10 gennaio 202015:04

– Trussardi, a Pitti, riparte con le Beautiful Minds. Un percorso di collaborazioni a più livelli con alcuni selezionati talenti creativi che gravitano attorno al mondo della moda e del lifestyle. Menti artistiche, appassionate del marchio del levriero, fondono il proprio stile con il dna di Trussardi. Il primo appuntamento è la presentazione della collezione autunno/inverno 2020-21 pensata e realizzata da Giorgio Di Salvo, direttore creativo del brand di culto United Standard.
La collezione parte dall’idea primaria di ridare respiro e attualità al patrimonio di Trussardi, quello degli anni ’80 e ’90, ibridandolo col contemporaneo e le evoluzioni subite dalla moda in questo ultimo decennio. “Trussardi, nell’immaginario collettivo, rappresenta un’eleganza sofisticata ma mai inaccessibile; l’invenzione del lifestyle italiano, la sublimazione di una voglia di distinguersi ma con gusto” afferma lo stesso Di Salvo. “Mi ricorda, in qualche modo, il sapore di alcuni salotti di case di amici in cui durante l’adolescenza andavamo a giocare in assenza dei genitori. Se chiudo gli occhi e torno a quelle sensazioni trovo sempre un dettaglio che mi riporta al levriero. L’atmosfera che ho voluto ricreare con questa collezione è proprio questa: l’arrivo di una nuova generazione nel salotto buono della moda milanese. Un incontro di stili e una stratificazione di generazioni da cui nasce sempre qualcosa di nuovo, seppur strettamente legato all’intuizione originale di Nicola Trussardi”.
Ne viene fuori una collezione casual, disinvolta, elegante, adatta alla personalizzazione e che tiene conto dei processi in atto che stanno progressivamente assottigliando la linea di demarcazione fra formale e sportivo, fra giorno e notte, fra lavoro e tempo libero. Un esercizio di stile che aggiorna gli stilemi che hanno reso Trussardi celebre nel mondo: la pelle, il denim, le grafiche, declinate sia sul jersey sia sulla maglieria, con il levriero che torna protagonista.

Herzog incontra Gorbaciov ed è testamentoIn sala dal 19 al 22 gennaio il docu sull’ultimo leader Urss

10 gennaio 202015:57

– Nonostante ‘Herzog incontra Gorbaciov’ sia solo un documentario fatto di tutta una serie di interviste e materiali di repertorio, non manca di fascino perché quello che racconta è grande storia. Distribuito da Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, in sala dal 19 al 22 gennaio, il documentario ha come protagonista l’88enne ultimo presidente dell’Unione sovietica e premio Nobel per la pace, Mikhail Gorbaciov. È lui che racconta, senza mai annoiare e con la sua faccia da contadino, gli anni che rivoluzionarono il corso del Novecento, dalla firma degli accordi sul disarmo nucleare alla fine della Guerra fredda e al crollo dell’Urss. Insomma i momenti più importanti della sua vita politica (1985-1991) e privata in quello che può essere definito una sorta di suo testamento morale ed esistenziale. Realizzato dal regista Werner Herzog e dal regista e produttore André Singer, il film racconta Gorbaciov dall’infanzia contadina agli studi all’Università di Mosca, fino alla sua rapida ascesa nelle fila del Partito Comunista Sovietico. È un viaggio tra ricordi, materiali d’archivio in bianco e nero e testimonianze d’eccezione, dalla Thatcher a Reagan, per ripercorrere le tappe salienti della politica degli ultimi decenni.

Harry Potter, a New York apre il primo megastore ufficialeAccanto al Flatiron, flagship sarà il più grande del mondo

NEW YORK11 gennaio 202011:23

J.K. Rowling si prepara a diventare ancora più ricca: la prossima estate a New York aprirà i battenti il primo megastore ufficiale dedicato a Harry Potter. Il negozio “flagship” occuperà tre piani di un palazzo accanto all’iconico Flatiron, area Eataly per intendersi, nel cuore di Manhattan.”Sarà il più grande negozio di Harry Potter nel mondo e una meta obbligata per i fan più entusiasti anche per le esperienze interattive e le opportunità di ‘selfie’ offerte”, ha detto Sarah Roots, vicepresidente della divisione viaggi e retail di Warner Bros, lo studio hollywoodiano dei film della serie. La data dell’inaugurazione deve essere ancora fissata: il Consiglio di quartiere ha infatti contestato all’unanimità il progetto dello studio di design Superette di installare dettagli architettonici (aste per la bandiera a forma di drago, ad esempio), a modifica della facciata dello storico edificio di Broadway, uno dei primi costruiti esclusivamente a scopo commerciale: “Se Harry Potter può installare un drago, Nike potrà installare una scarpa, e il fornaio dietro l’angolo un croissant. Non si sa dove si va a finire”, è stata la motivazione. Il negozio di Harry Potter apre però apre a fronte di una crisi del retail a New York dove department store e boutique continuano a chiudere e Madison Avenue sembra diventata un cimitero di serrande abbassate e locali sfitti. La flagship debutterà a 12 anni dall’ultimo romanzo della serie,”Harry Potter and the Deathly Hallows,” a riprova che la magia del mondo creato dalla Rowling continua a generare profitti: al Lyric Theater di Broadway è ancora in scena lo spinoff “Harry Potter and the Cursed Child,” mentre la marca di skateboard Vans l’anno scorso ha tenuto a battesimo una collezione di sneaker. Ci sono poi ovviamente il negozio online dove già si possono acquistare mantelli da maghi, divise di Hogwarts e bacchette magiche e le opportunità di acquisto offerte dagli studi Universal di Los Angeles e Orlando e dagli studi Warner a Londra, ma la flagship “ospiterà la più grande collezione di prodotti Harry Potter e Bestie Fantastiche nel mondo”, ha anticipato la Warner.

In mostra a Livorno le pagelle del liceo di ModiglianiDa archivio Niccolini documenti fanno allestire altra rassegna

LIVORNO10 gennaio 202016:38

– Livorno ritrova ed espone le pagelle di un ginnasiale Amedeo Modigliani (1884-1920), mentre prosegue con grande successo la super-mostra dedicata all’artista. Frutto di una ricerca all’Archivio storico del Liceo Ginnasio Niccolini Guerrazzi di Livorno, dove Modigliani fu studente, è allestita nei locali della biblioteca di via Ernesto Rossi dell’attuale Liceo Niccolini Palli, la mostra ‘A scuola di Dedo’, quadro d’insieme della vita del liceo negli anni in cui Modigliani lo frequentò. La rassegna è stata possibile dopo il ritrovamento di documenti e materiali inediti, tra i quali il registro dei voti, i libri dei verbali e il tabellone della sessione autunnale del 1898 consentendo di ricostruire la carriera scolastica dell’artista, che fu iscritto al Liceo classico Niccolini Guerrazzi negli anni 1893-98.
L’esposizione sarà visitabile (ingresso gratuito) dal 16 gennaio al 17 febbraio. Fino al 16 febbraio aperta la mostra ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse’ al Museo della Città.

Tv: Don Matteo vola al 30%, non delude dopo 20 anniRovazzi guest star prima puntata “sono felice”. Social impazziti

10 gennaio 202017:42

– Che Terence Hill sia molto amato è un dato incontrovertibile, sia dalle vecchie che dalle nuove generazioni, e a Don Matteo è difficile non voler bene: forse non proprio tutti hanno la faccia tosta di confessare che lo guardano in tv su Rai1 dopo 20 anni e continuano a farlo, anche alla 12/a stagione. Ma i dati non lasciano scampo, tonaca e bicicletta sono una certezza annunciata per Rai1: la prima puntata della dodicesima serie con Terence Hill e Nino Frassica nei panni del maresciallo Cecchini, andata in onda ieri sera, intitolata ‘Non avrai altro Dio all’infuori di me’ (il filo conduttore della nuova stagione sono i 10 comandamenti) ha registrato risultati boom. È stata seguita, infatti, da 7.005.000 spettatori pari al 30.6% di share. Il primo episodio ha visto anche la partecipazione di Fabio Rovazzi che ha interpretato uno spietato documentarista che spara a Don Matteo.
L’esordio vincente della serie targata Lux Vide ricorda i dati del debutto dell’undicesima stagione. La prima puntata, trasmessa a gennaio del 2018, registrò 7.632.000 spettatori pari al 31.6% di share. Canale 5 ha trasmesso ieri il film ‘The legend of Tarzan’, che si è fermato a 1.797.000 spettatori (share 7.9%). Guest star Rovazzi, con poche battute che hanno mandato in tilt i social (#Donmatteo12 si è aggiudicato la prima posizione nella classifica dei trending topics Italia) . C’è chi ha postato divertito: “Rovazzi crea il panico a Spoleto” e chi: “Da andiamo a comandare, a andiamo a confessare è un attimo”. In tanti chiedono il suo ritorno nelle prossime puntate.
Lo stesso Rovazzi ha commentato: “Inizialmente mi ha molto spaventato questa richiesta di recitazione, ma una volta andato in onda Don Matteo ho ricevuto talmente tanti complimenti che ringrazio e ringrazierò sempre per avermi coinvolto in questo incredibile ruolo. Sono anche molto contento – ha aggiunto – che la puntata in cui ho esordito abbia ottenuto questi risultati”.
Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta sottolinea: “Colpisce il dato complessivo e, nel dettaglio, impressiona il successo fra i ragazzi (32% fra gli 8 e i 14 anni) e le ragazze (35% fra gli 8/14 e 37% fra i 15/24)”. Per Andreatta “la serie dimostra così la sua vocazione profondamente inclusiva con risultati omogenei dal Nord al Sud e in tutti livelli socio-economici e di istruzione”. “Una longevità – rileva ancora – straordinaria, dovuta a un carisma inossidabile e all’ininterrotto lavoro che via via ha riarticolato trame e personaggi, fino alla svolta di questa edizione con puntate di cento minuti, ciascuna tematizzata su uno dei dieci comandamenti. E’ un impareggiabile testimonial questo sacerdote in bicicletta di Terence Hill che con la sua umanità riesce a parlare al cuore di tanti e dei suoi compagni di strada, primo tra tutti Il maresciallo Cecchini, nella grandiosa interpretazione di Nino Frassica”.

Hit parade, Tha Supreme resta in vettaIl rapper al top anche tra i singoli. Pink Floyd dominano vinili

10 gennaio 202019:54

– Resta pressoché invariata la classifica Fimi-Gfk degli album più venduti della settimana. In vetta si conferma 23 6451 di Tha Supreme, che guida anche la top ten dei singoli con Blun7 a Swishland. Alle sue spalle resta Marracash con Persona, al terzo posto Tiziano Ferro con Accetto Miracoli.Appena fuori dal podio resiste la coppia d’annata Mina Fossati, con il disco che porta il loro nome. Resiste al quinto posto Colpa delle favole di Ultimo, che questa settimana torna ad occupare anche la decima posizione con Peter Pan, da ben 100 settimane in classifica. Guadagna tre posizioni ed è sesto il gruppo trap FSK Satellite, con FSK TRapshit revenge, che precede Salmo Con Playlist Live, Vasco Rossi con Vasco Nonstop Live e Cesare Cremonini, 2C2C the best of.Tra i vinili dominano incontrastati i Pink Floyd con gli ‘evergreen The Dark Side of The moon, The Wall e Wish You Were Here.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 27 dicembre 2019 al 2 gennaio 2020:1) 23 6451, THA SUPREME (EPIC-SONY)2) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU-SONY)5) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)6) FSK TRAPSHIT REVENGE,FSK SATELLITE (THAURUS-UNIVERSAL MUSIC)7) PLAYLIST LIVE, SALMO (EPIC-SONY)8) VASCO NONSTOP LIVE, VASCO ROSSI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)9) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)10) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)Ecco la classifica dei primi cinque singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC-SME)2) DANCE MONKEY, TONES AN I (ELEKTRA-WMI)3) TI VOLEVO DEDICARE, ROCCO HUNT FEAT. J-AX & BOOMDABASH (RCA RECORDS LABEL-SME)4) TUTTO QUESTO SEI TU, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)5) FUCK 3X, THA SUPREME (EPIC-SME)Infine la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) WISH YOU WERE HERE, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)4) BACK TO BLACK, AMY WINEHOUSE (USM-UNIVERSAL MUSIC)5) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)

E’ morto Neil Peart, batterista dei RushIl musicista canadese aveva 67 anni e un tumore al cervello

LOS ANGELES (USA)11 gennaio 202020:15

E’ morto in California all’età di 67 anni Neil Peart, batterista e paroliere del famoso gruppo rock progressive Rush; aveva un cancro al cervello. Lo ha annunciato ieri la band canadese.
“È col cuore spezzato che condividiamo la terribile notizia che il nostro amico, fratello e partner Neil ha perso martedì la sua battaglia di 3 anni e mezzo contro il glioblastoma”, hanno scritto i Rush su Twitter. “Coloro che desiderano esprimere le proprie condoglianze possono scegliere un’organizzazione di ricerca sul cancro e fare una donazione per conto di Neil”, ha aggiunto la band nata nel 1968 e a cui Peart si era unito nel 1974 in sostituzione di John Rutsey, iniziando così la sua avventura con il cantante-bassista Geddy Lee e il chitarrista Alex Lifeson.
Partendo dall’hard-rock per spostarsi gradualmente verso il jazz-rock, Neil Peart aveva uno stile brillante e una tecnica molto precisa, che lo rendeva uno dei batteristi più rispettati e apprezzati dai suoi colleghi e musicisti.

Lucinda Riley, la mia ragazza del soleIl sesto capitolo delle Sette sorelle

11 gennaio 202011:18

– LUCINDA RILEY, LA RAGAZZA DEL SOLE (GIUNTI, PP 912, EURO | 19,80).
Ci porta dai grattacieli di New York alle pianure del Kenya degli anni ’40 Lucinda Riley nelle oltre 900 pagine de ‘La ragazza del sole’, sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle, di cui è protagonista la modella di colore Electra, in libreria per Giunti. E mentre la saga bestseller, basata sul mito della costellazione delle Pleiadi, che diventerà una serie tv prodotta da Hollywood, si avvia verso la fine, la scrittrice, che con i suoi romanzi ha venduto oltre 20 milioni di copie nel mondo, più di un milione in Italia, e vola subito in testa alle classifiche, sta pensando a una nuova serie.
“Ho una grande idea per una nuova saga, ma prima di svilupparla ulteriormente, voglio concentrarmi su ‘Le sette sorelle’. Le loro storie e la trama complessiva che attraversa tutti i libri sono state la mia vita per sette anni. Potrei dover andare in terapia una volta terminata perché sarà come perdere i miei migliori amici!” dice la Riley che ha iniziato la sua carriera come attrice per il cinema, il teatro e la tv e ha pubblicato il suo primo libro a 24 anni.
“Quando ho iniziato a scrivere ‘La ragazza del sole’ mi sono tuffata direttamente dentro la vita caotica di Electra. La sua voce è arrivata senza difficoltà. Mi preoccupava che i lettori potessero trovarla sgradevole dato che di lei, nei libri precedenti, avevamo intravisto solo alcune cose: che è una donna facile all’ira, che ha problemi di droga e alcol ed è una affermata top model. Ho deciso di non celare nessuno di questi aspetti negativi e di mostrare il suo percorso di scoperta di sé e riabilitazione e di come sia riuscita gradualmente a circondarsi di amici veri che tengono a lei” spiega l’autrice che è nata in Irlanda. “Credo che molti lettori saranno capaci di comprendere bene la sua solitudine e quindi che l’abuso di alcol e droghe era solo un modo di affrontare, di attenuare il dolore nel suo cuore. Io adoro Electra: è divertente, imperfetta e intensamente passionale. Spero che i miei lettori la amino quanto me” aggiunge.
La scrittrice racconta anche di aver sempre voluto esplorare l’Africa e di essere stata “attratta dal Kenya dopo la visione di ‘Misfatto bianco’, un film emblematico con Greta Scacchi, John Hurt, e Charles Dance. Ero affascinata dalla vita decadente dei ricchi coloni che fecero della ‘Happy Valley’ il loro paese dei balocchi. Mi intrigava anche la complessa relazione tra le varie etnie che vivevano una accanto all’altra: i coloni bianchi, i Maasai, i Kikuyu, i Somali e gli Indiani. Lo studio dei Maasai è stato impegnativo ma volevo evitare di rappresentare la loro cultura come in una foto turistica. Ho visitato il Centro di Studi africani e orientali a Londra e ho trovato ritratti della loro cultura. Poi io stessa sono andata in Kenya, e dopo vari incontri con la popolazione locale ho incominciato a capire il loro amore e rispetto per la terra e la relazione simbiotica che hanno con essa” dice la Riley che per il personaggio di Bill Forsythe si è ispirata “a Gilbert Colville, che usò la sua stretta relazione con i Maasai per diventare il più ricco allevatore di bestiame in Kenya” dice.
Electra D’Aplièse, la più giovane delle sette sorelle, non sembra aver superato il dolore per la morte del padre e da quando è stata mollata dal fidanzato si rifugia in alcol e droghe. Ma Stella Jackson, noto avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, tenta di contattarla in tutti i modi. E, proprio grazie ai suoi racconti, Electra scoprirà l’importanza di lottare per chi si ama.
La Riley sta lavorando anche alla serie tv delle Sette sorelle’. “Sono molto coinvolta dal punto di vista creativo, lavoro con i produttori per scegliere il regista e gli sceneggiatori giusti. Avendo i personaggi ben chiari nella mia immaginazione, ho una visione ben precisa di come dovrebbe essere la serie” sottolinea.
E del suo grande successo spiega: “Quando vedo i libri al numero uno in tutto il mondo mi sembra che stia succedendo a qualcun altro. Forse è perché sono madre di quattro figli e vedo quello come il mio lavoro principale. E poi perché adoro raccontare storie e mi sento la persona più fortunata del mondo a farlo ogni giorno. Successo o no, avrei scritto libri in ogni caso, perché è un bisogno dentro di me, è parte di ciò che sono” racconta la scrittrice.

Wall Eyes, in mostra sguardo tra Italia e AfricaDopo Johannesburg e Cape Town, approda a Roma dialogo tra mondi

11 gennaio 202011:53

– L’Italia guarda all’Africa. E l’Africa guarda l’Italia, attraverso l’arte. Dopo le prime due tappe espositive a Johannesburg e Cape Town, approda a Roma “Wall Eyes. Looking at Italy and Africa”, mostra collettiva itinerante curata da Ilaria Bernardi, fino al 29 gennaio all’Auditorium Parco della musica. Un progetto presentato in Sudafrica dall’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria all’interno del programma di promozione integrata Italia, Culture, Africa promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che va alla ricerca dei punti in comune tra Italia e Africa, per sottolineare anche quanto il grande continente sia sempre un’importante fonte di ispirazione artistica.
“Wall Eyes” (ovvero, sguardo “strabico” poiché rivolto allo stesso tempo da una parte verso l’Italia e dall’altra verso l’Africa) raccoglie le opere di dieci artisti italiani, in qualche modo ispirate all’Africa o realizzate durante un soggiorno africano. “Come nel caso di Gian Maria Tosatti – spiega la curatrice – che ha trascorso tre mesi in Sudafrica grazie alla borsa di studio vinta con il Cape Town Prize” e che firma il dittico Void. Ma ci sono anche le opere di Rä di Martino, Silvia Giambrone, Andrea Mastrovito, Elena Mazzi, Luigi Presicce, Marta Roberti, Marinella Senatore, Eugenio Tibaldi, Luca Trevisani. Nelle due precedenti tappe in Sudafrica, le opere sono state messe in dialogo con tre lavori di altrettanti giovani artisti africani: a Johannesburg con le opere di Lhola Amira, Jessica Webster, Neill Wright, prese in prestito da tre importanti gallerie della città, Goodman, SMAC e Everard Read, mentre a Cape Town con quelle di Jared Ginsburg, Rodan Kane Hart, Bronwyn Katz dalla collezione cittadina della A4 Art Foundation.

Parma 2020: cibo per futuro sostenibile, apre mostra BarillaFino al 13 aprile, spunto per ripensare sistemi agroalimentari

PARMA11 gennaio 202014:04

– L’alimentazione, la nutrizione e la tutela dell’ambiente sono i temi con cui si apre Parma 2020, l’anno che celebra la città emiliana come capitale italiana della cultura. Il primo evento che caratterizza l’anno è stato infatti il taglio del nastro della mostra “Noi, il cibo, il nostro pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile”, esposizione promossa dalla Fondazione Barilla.
Una mostra, spiegano gli organizzatori, che ha come obiettivo far nascere in tutti, giovani generazioni e non, un senso di cittadinanza attiva e una crescente consapevolezza che porti a ripensare i nostri sistemi agroalimentari. Sensibilizzare le coscienze, mettendo al centro una corretta educazione, alimentare e ambientale, per dar vita a un vero cambiamento.
Visitabile gratuitamente fino al 13 aprile, la mostra è pensata come un percorso immersivo, diviso in più parti. La prima, negli spazi della Galleria San Ludovico, rappresenta un ‘viaggio virtuale’ che evidenzia i paradossi globali del sistema alimentare. La seconda, sotto i Portici del Grano, è dedicata gli scatti di National Geographic Italia sui mille volti delle culture del cibo nel mondo. La terza è formata da percorsi di approfondimento riservati ai ragazzi e alle scuole.
“C’è un’emergenza che è sotto gli occhi di tutti, il nostro modello di vita non è più sostenibile – ha spiegato Riccardo Valentini, membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, Premio Nobel per la pace 2007 – Migliaia di ragazzi chiedono a noi adulti, ai politici e a chiunque ne abbia la capacità, di fare qualcosa di concreto. C’è un rischio concreto di estinzione di specie animali e vegetali, al tempo stesso le emissioni di gas serra sono quasi raddoppiate rispetto al 1980 portando a un aumento della temperatura di circa 0,8 gradi centigradi rispetto all’inizio del secolo. I cambiamenti climatici, che colpiscono i nostri raccolti, che provocano incendi, inondazioni o anche altre catastrofi ambientali, sono causati in buona parte dal modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Fellini, 100 anni dopo diari e sogni in libreria
Da Pennac al libro della nipote Daniela Barbiani

11 gennaio 202020:15

L’uomo e il genio, il suo universo reale e immaginario. A cento anni dalla nascita di Federico Fellini, il 20 gennaio 1920 a Rimini, si riaccende la curiosità sul mondo onirico, pieno di idee e visioni del grande regista Premio Oscar.
Uno stimolo a ripercorrere la sua avventura viene da nuovi libri, anche per ragazzi, e dal ritorno di pubblicazioni ormai introvabili, come il grande omaggio di Daniel Pennac al regista o la biografia-conversazione di Charlotte Chandler. Tra i titoli spicca il ‘Dizionario intimo per parole e immagini’ (Piemme) dell’universo felliniano, curato dalla nipote, Daniela Barbiani, con testi di MIlan Kundera e Pietro Citati, in cui sono raccolte fedelmente le parole, le espressioni, gli amori, i ricordi, gli appunti visivi del regista.
Ispirato all’antica passione di Pennac per un gigante del cinema italiano che con il sogno ha dialogato tutta la vita, ‘La legge del sognatore’ , che arriva in libreria il 16 gennaio per Feltrinelli, mette in scena la rappresentazione della vita attraverso una concatenazione di sogni. E questo libro diventa realmente uno spettacolo teatrale che Pennac porta in tournée dal 20 al 22 gennaio a Milano al Piccolo Teatro Strehler, a Torino all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo e a Rimini al Teatro Galli, grazie ad una produzione firmata Compagnie MIA – Il Funaro, in coproduzione con Intesa Sanpaolo e in un adattamento di Daniel Pennac e Clara Bauer, anche alla regia. A Bologna il 19 gennaio, nella Biblioteca Salaborsa , Pennac sarà invece in dialogo con Silvia Avallone. Pennac nel libro immagina che salti la lampadina del proiettore mentre sta guardando Amarcord con la moglie Minne e lui per aggiustarla frana a terra e fa una serie di sogni.
E torna in libreria nei Rizzoli illustrati ‘Il Libro dei sogni’, il diario tenuto da Federico Fellini dalla fine degli anni Sessanta fino all’agosto 1990, in cui il grande regista ha registrato fedelmente i suoi sogni e incubi notturni sotto forma di disegni, o nella sua stessa definizione di “segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati”. E’ un coloratissimo viaggio negli sterminati territori della fantasia in una nuova edizione, con testi di Paolo Sorrentino, Gian Piero Brunetta, Filippo Ceccarelli, Simona Argentieri, Milo Manara, pubblicato in collaborazione con il Comune di Rimini e con Il Museo Nazionale del Cinema, Il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca di Bologna, corredata da un nuovo apparato critico e con una nuova veste grafica.
A fine 2020, Rizzoli che seguirà i vari eventi per la celebrazione del centenario, pubblicherà una confezione in anastatica DeLuxe del Libro dei sogni e un’edizione in brossura riservata all’apertura del Museo Fellini di Rimini.
L’ormai introvabile ‘Io, Federico Fellini’ della giornalista Charlotte Chandler torna in libreria per Bur Rizzoli restituendoci la biografia-testamento del regista nata dal sodalizio e dalle conversazioni di Fellini con la giornalista.
E’ venuta fuori così una narrazione in prima persona, dall’infanzia a Rimini, all’amore con Giulietta Masina che lo conquistò con la sua voce, agli incontri con Marcello Mastroianni, Alberto Sordi e Anna Magnani. Torna in una nuova edizione per La nave di Teseo anche il romanzo culto di Ermanno Cavazzoni, ‘Il poema dei lunatici’ da cui Fellini trasse il suo ultimo film ‘La voce della luna’. Mentre Italo Moscati in ‘Federico Fellini cent’anni: film, amori, marmi’ (Castelvecchi) svela i tanti volti di Fellini e il suo talento multiforme e segue passo passo i suoi film da ‘La dolce vita’ a ‘I Vitelloni’. Attraverso fonti eterogenee e documenti inediti ricostruisce la genesi produttiva e creativa di un film che ha rivoluzionato il linguaggio cinematografico il libro ‘Fellini e 8 e 1/2, la genesi’ di Paolo Grassini, rilanciato da Edizioni ETS.
A ‘Giulietta e Federico’ e alla loro storia d’amore e di cinema è invece dedicato l’albo illustrato di Federica Iacobelli, con le illustrazioni di Puck Koper, talento emergente del libro per bambini, in uscita per la casa editrice Camelozampa, che prende spunto dal loro primo incontro, poco più che ventenni, nel 1943 negli studi radiofonici della Eiar.
Tra le curiosità lo scritto inedito denominato dallo stesso Fellini ‘La dieta dell’astronauta’ che sarà esposto alla mostra alla Biblioteca Angelica di Roma ‘Federico Fellini. Ironico, beffardo e centenario’ che si apre il 20 gennaio.

Christian De Sica: ‘Io sul palco per la finale di Sanremo’Con Abatantuono, Ghini,Finocchiaro e Rossi per brano film Brizzi

11 gennaio 202020:15

Christian De Sica sarà sul palco dell’Ariston durante la serata finale del Festival di Sanremo, l’8 febbraio. Lo ha annunciato lo stesso attore al microfono di Pino Strabioli, ospite di Viva Sanremo su Radio2.
“In passato – ha raccontato De Sica – mi hanno proposto di presentare il Festival, ma prima ero impegnato con le riprese del film Natale sul Nilo e un’altra volta avevo paura di farlo e ho rifiutato, se me l’offrissero oggi lo farei. Quest’anno sarò presente per la serata finale insieme a Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Donatella Finocchiaro e Paolo Rossi e insieme canteremo questa canzone che abbiamo inciso per il film di Fausto Brizzi ‘La mia banda suona il pop’, quindi parteciperò come cantante!”, ha concluso.

Iacona: Presadiretta torna con Attacco al Papa”Quanti nemici ha Francesco?” Da lunedì in prima serata su Rai3

11 gennaio 202019:57

“Ha un consenso popolare immenso, anche tra i più giovani, è considerato il più amato tra i leader mondiali; il Papa dell’ascolto, della misericordia. Ma i nemici più agguerriti sono a casa sua e li conosce. Quando parla di migranti lo accusano di fare politica, per il sinodo dell’Amazzonia lo anno tacciato di idolatria. Gli hanno dato dell’apostata e dell’eretico per le sue prese di posizione a difesa dell’ambiente, sono arrivati a chiedere le sue dimissioni, accusandolo di aver coperto casi di pedofilia, chi son è perché ce l’hanno con papa Francesco, l’inflessibile”.
“Attacco al Papa” è il titolo della prima puntata del nuovo ciclo di Presadiretta, di Riccardo Iacona, in onda su Rai3 da lunedì 13 gennaio, alle 21.20, con nove appuntamenti in prima serata.
Per la ripresa di stagione Iacona ha deciso di affrontare un argomento forte e delicato: il pontificato di Bergoglio. E in una conversazione chiarisce perché fornendo alcuni dettagli. “La potente spinta riformatrice del pontificato di Papa Francesco, la prima dopo oltre 20 anni, ha lasciato un segno. Perché allora il pontefice è sotto l’attacco del ‘fuoco amico’ all’interno dello stesso mondo cattolico? Chi sono e che cosa vogliono i suoi potenti nemici? Tra questi – sottolinea – mettiamo anche i sovranisti di casa nostra, ma anche Trump e non solo. Le parole e le scelte di Francesco in questi anni hanno toccato temi sensibili come la morale sessuale, il cambiamento climatico e la crisi ambientale, i migranti, i giovani, la giustizia sociale, il dialogo tra le religioni, i toni e le parole della politica”.
Iacona ricorda il ‘J’accuse’ mosso da Carlo Maria Viganò, arcivescovo ed ex nunzio negli Stati Uniti. “Viganò, considerato dentro le gerarchie della Chiesa avversario di Papa Francesco, alleato con i gruppi conservatori ostili alle aperture del pontefice, aveva già attaccato Bergoglio sostenendo che dovesse dimettersi per aver ignorato le accuse di abuso sui minori nei confronti di un importante prelato americano, il cardinale di Boston Theodore McCarrick. Accuse arrivate mentre Bergoglio si trovava in volo con giornalisti al seguito di ritorno dall’Irlanda dove da tempo era scoppiato un altro scandalo sessuale all’interrno della chiesa e aveva deciso di chiedere scusa di persona e attaccare gli episodi. Il Papa – ricorda – ha preferito non rispondere direttamente alle accuse di Viganò che, in ogni caso, non erano sostenute da prove; ma solo da quello che raccontava fosse un colloqui privato a due, diverse persone coinvolte nella ricostruzione ne hanno smentito le circostanze, e alcuni dettagli del racconto di Viganò”.
Con Presadiretta il giornalista è andato negli Stati Uniti, a capire perché una parte della potentissima Chiesa cattolica americana si sia apertamente schierata contro le scelte di Papa Francesco, in difesa della conservazione della dottrina. Il programma ha attraversato le comunità cattoliche di base, come quella di Sant’Egidio, che mettono in pratica nella vita di tutti i giorni la Chiesa di cui parla Papa Bergoglio. Infine è stata in Germania, dove ha raccolto l’ansia riformatrice della Curia e dei fedeli tedeschi. Lì i cattolici chiedono da tempo una vera e propria rivoluzione, donne diacono, apertura verso coppie divorziate e gay, basta con i dogmi, la Chiesa deve cambiare.
Nel nuovo ciclo di inchieste tanti i temi approfonditi: le prossime elezioni in Emilia Romagna (“in quella data avremo una sorta di talk e saremo con la nostra inviata in collegamento in diretta, andando in onda di lunedì avremo la possibilità di aggiornamenti e commenti a caldo”, dice Iacona); il mercato dei dati, un business miliardario (Fino a che punto siamo spiati?).
E ancora, un viaggio all’interno del cratere a tre anni dal terremoto nel centro Italia, per fare il punto sulla ricostruzione. I temi dell’ambiente e il futuro del pianeta.
Infine, anticipa, “andremo sulle tracce dei soldi che entrano nelle casse dei partiti”.

Moda: Dolce e Gabbana, artigiani al ritmo di Tik TokUn ponte tra tradizione italiana del lavoro e nuove generazioni

11 gennaio 202016:23

– Il giardiniere, il sarto, il pastore, l’orafo, il lattaio sfilano sulla passerella di Dolce e Gabbana dedicata alle arti e ai mestieri. La tradizione italiana del fatto a mano viaggia al ritmo di Tik Tok, con 40 giovanissimi arruolati per fare i video delle postazioni-installazioni di artigiani all’ingresso della sfilata. “Il messaggio che vogliamo lanciare è un ponte tra la tradizione italiana del lavoro e le nuove generazioni – spiega Stefano Gabbana – Per dire loro che con le mani si può fare qualcosa di utile a se stessi e alla società”.

A Riad in scena la forza delle donne nello show LeilaIl 16 gennaio al King Fahd Stadium e in diretta su tv nazionale
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RIAD11 gennaio 202016:34

– Al King Fahd Stadium, che accoglie più di 30 mila persone, in scena il 16 gennaio (e in diretta sulla tv nazionale) “Leila, the Land of Imagination”, spettacolo senza precedenti in Arabia Saudita ideato e creato da Balich Worldwide Shows. Team tutto al femminile capitanato dalla Creative Director italiana Anghela Alò per celebrare una nuova generazione di donne in Arabia Saudita. Lo show chiude la Riyadh Season, il festival con più di 100 eventi artistici e sportivi, in 12 zone della capitale, che ha ospitato milioni di visitatori, grazie anche alle recenti aperture verso il turismo straniero.
“Leila è il simbolo della nuova generazione femminile saudita che vive una realtà mutevole, in profondo cambiamento. Il concetto dello spettacolo potrebbe essere ripreso in un’unica frase: le linee del terreno e le linee della mano sono le stesse. Il futuro, che è alle porte, è nelle mani di Leila ma, per poterlo conoscere, ha solo bisogno di dare libero sfogo alla sua immaginazione” dice Anghela Alò.
Lo show è costituito da 7 segmenti principali con performance di danza e teatro, ma anche numeri acrobatici, di parkour, videoproiezioni, film, ologrammi ed effetti speciali, sia acquatici che pirotecnici, che hanno coinvolto circa 500 artisti, 300 membri del team provenienti da 26 paesi diversi, oltre 90 ballerini, più di 600 costumi, 260 elementi scenici straordinari, musiche originali e produzioni video spettacolari.
Nel team centinaia di professionisti sauditi, danzatori folcloristici e artisti locali. Il più giovane di tutti è un acrobata di 8 anni, giovane promessa del panorama saudita. Ma vede anche la partecipazione di artisti speciali come Samira Al Khamis, la prima ballerina saudita, lo scrittore saudita Youssef Al Mohaimeed, la cantante Amel Sdiri, il calligrafo Mohammed Khodr. Lo show verrà trasmesso dalla tv nazionale saudita dalle 20:30 ora locale. Su www.instagram.com/balichws/?hl=it il racconto social dalle 18:30 ora italiana.

Morricone premiato al Senato, “Sono emozionato, non parlo”Omaggio alla carriera consegnato in Aula da presidente Casellati

11 gennaio 202016:17

– Ennio Morricone ha ricevuto il premio alla carriera dal Senato. Un omaggio dedicato alle eccellenze italiane nelle arti, nella cultura e nel sociale, voluto dalla presidente Elisabetta Casellati che gli ha consegnato il riconoscimento nell’Aula. Commosso il musicista, che ha compiuto 91 anni a novembre: “Non è previsto che io parli e sa perché? Perché sono molto emozionato”, si è limitato a dire tra gli applausi del pubblico.
Primo appuntamento dell’anno del ciclo ‘Senato&Cultura’, al direttore d’orchestra, Oscar alla carriera e vincitore di decine di premi internazionali, è andato l’omaggio di Palazzo Madama “per aver saputo raccontare con la sua musica – si legge nella motivazione – storie di valore universale che, dal grande cinema alla televisione, dalla direzione d’orchestra alla composizione, hanno saputo incantare intere generazioni, divenendo testimonianza vivente del genio ed eccellenza italiana nel mondo”. Casellati ha poi ricordato che “Morricone in oltre 70 anni di carriera non ha mai smesso di comporre, dirigere e battersi per la cultura italiana, a partire dall’insegnamento della musica nelle scuole”.
In Aula, accompagnato dall’orchestra Roma Sinfonietta, il maestro ha diretto alcuni brani tratti dalle colonne sonore dei suoi film più noti, come il tema di Deborah tratto da “C’era una volta in America” di Sergio Leone. Altri brani sono stati eseguiti dal figlio, Andrea Morricone anche lui compositore e direttore, come “Nuovo cinema paradiso” di Giuseppe Tornatore e “Vittime di guerra” di Brian de Palma. Finale con la lettura di un estratto da “Se questo è un uomo” di Primo Levi e l’accompagnamento musicale di Morricone e dell’orchestra. Al termine, pubblico in piedi e un lunghissimo applauso.

Il classico progressivo di Emporio ArmaniDominano rosso e nero, “netti e puliti senza influenze esterne”

11 gennaio 202017:52

– In tutto questo parlare di ritorno al sartoriale, arriva Giorgio Armani a mettere ordine e a dare la definizione di come va interpretata l’eleganza oggi: “classic pro” è il nome che accompagna alcuni capi della linea Emporio in passerella oggi e che si staglia sulle pareti del teatro di via Bergognone. È dunque un “classico progressivo”, come spiega Armani dopo lo show, quello giusto per i giovani uomini di oggi.
Una formula che si tiene ben lontana dal passatismo da una parte e dal grottesco dall’altra.
Ma come rendere glamour tessuti e capi che fanno parte del passato, che i ragazzi hanno visto in vecchie foto? La soluzione di Armani passa attraverso la lente di ingrandimento che esaspera la trama dei capisaldi maschili come Chevron, resche, diagonali, Galles, gessati, pied de poule. E poi la scelta dei colori, solo due: rosso e nero, “che non sono un omaggio ad Arnault – scherza lo stilista – ma due colori netti e puliti senza influenze esterne”. E la contaminazione continua con il mondo sportivo, dai gilet sartoriali ma con i tasconi al giustacuore imbottito da mettere sopra o sotto al cappotto, ai sottocolli in velluto o fustagno. “Ci vuole coraggio per uscire fuori dalla tradizione” dice Giorgio Armani, che per la sera rende brillante il nero con filamenti d’argento e decora anche le giacche più classiche con mini baguette luccicanti. Alla fine della sfilata, una sorpresa: si spengono le luci e appare la scritta “I am saying yes to recycling”, la stessa che appare su alcuni dei 18 capi in bianco e nero e in tessuti recuperati che chiudono lo show, di cui è ospite anche Biagio Antonacci.

I Pooh, la discografia completa in edicolaDa “Opera prima” a “Pooh 50 – L’ultimo Abbraccio”

11 gennaio 202017:43

– Da “Opera prima” a “Pooh 50 – L’ultimo Abbraccio”: la discografia completa dei Pooh è appena arrivata in edicola in un nuovo cofanetto da collezione. Canzone dopo canzone, la collana Pooh – Le Canzoni della Nostra Vita, curata da Paolo Maiorino, responsabile del catalogo Sony Music, ripercorre tutti gli album in studio e i migliori live in 32 CD (29 CD singoli, 2 doppi e un triplo CD) in un’elegante edizione nell’ultima versione di rimasterizzazione, ampliata da contenuti esclusivi.
A dare il via alla collezione, in edicola per 32 settimane, sarà “Opera Prima” (1971), l’album che ha segnato la svolta nella storia artistica della band, il primo pubblicato con la casa discografica CBS e con il produttore Giancarlo Lucariello, inaugurando di fatto il nuovo corso dei Pooh, nella formazione composta da Roby Facchinetti, Riccardo Fogli, Dodi Battaglia e Valerio Negrini (a cui, proprio durante il tour di questo disco, sarebbe subentrato Stefano D’Orazio).
“Il testo originale scritto da Valerio Negrini si intitolava “Meno Male”, ricorda Roby Facchinetti a proposito della genesi di Tanta Voglia di Lei, “ma non era ben centrato e, su suggerimento di Lucariello, lo cambiammo e nacque quello che poi è divenuto il testo e il titolo finale”. E aggiunge – commentando la decisione di lanciare il secondo estratto, Pensiero, quando ancora Tanta Voglia di Lei era primo in classifica – come, in quel caso, proprio “la combinazione di due grandi successi così diversi tra di loro fu una delle chiavi di quell’incredibile successo”. “La vera storia dei Pooh inizia lì – dichiara Riccardo Fogli – con Giancarlo Lucariello e un album, Opera Prima destinato a entrare nella storia con la forza delle sue canzoni”.

Parma 2020: tre secoli di storia con la GazzettaEventi e protagonisti in una mostra del giornale più antico

BOLOGNA11 gennaio 202020:13

La storia di Parma, gli avvenimenti, i protagonisti, la cronaca e le imprese sportive. Tutto è stato raccontato in quasi tre secoli di attività dalla Gazzetta, il più antico quotidiano italiano pubblicato con continuità nella città emiliana dal 1735, che metterà in mostra a Palazzo Pigorini una selezione delle pagine più significative che sono state pubblicate per ripercorrere, insieme ai lettori, un cammino lungo 285 anni.    Lunedì 13 gennaio verrà inaugurata la mostra “Parma è la Gazzetta. Cronaca, cultura, spettacoli, sport: 285 anni di storia” che resterà aperta, con ingresso gratuito, fino al 15 marzo. Un evento organizzato in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 e patrocinato dall’assessorato comunale alla Cultura.    L’allestimento, curato dal direttore del quotidiano Claudio Rinaldi e dallo storico Giancarlo Gonizzi, attraverso una selezione di 200 prime pagine della Gazzetta di Parma permetterà ai visitatori di fare un salto nel tempo e rivivere i momenti che hanno segnato la comunità cittadina e non solo. Come è suddiviso il quotidiano, anche la mostra sarà articolata in sezioni: cronaca, cultura, spettacoli e sport. Una quinta verrà dedicata alle grandi firme che hanno lasciato il segno in pagina come Egisto Corradi, Giovannino Guareschi, Cesare Zavattini, Attilio Bertolucci, Bruno Barilli o Pietrino Bianchi.    Oltre ad oggetti storici, che scandiranno il corso del tempo, saranno fruibili contributi multimediali, estratti dagli archivi di 12 Tv Parma, emittente che fa parte del gruppo Gazzetta di Parma insieme a Radio Parma. Usando lo smartphone e inquadrando un Qr code, che si trova vicino alle pagine esposte, i visitatori potranno vedere filmati di repertorio o interviste.    Per sfogliare da casa i contenuti dell’allestimento è stato preparato un catalogo in due volumi, per oltre 800 pagine, realizzato, come l’esposizione, in collaborazione con il Comitato scientifico.
Il primo libro, aperto dal saggio di Franco Contorbia, raccoglie oltre cinquanta articoli e saggi per approfondire eventi storici, culturali ed economici della città, firmati da giornalisti della Gazzetta di Parma, docenti universitari ed esperti. Ci sarà spazio anche per la cronaca nera e lo sport.    Nel secondo volume sono state pubblicate le 200 prime pagine protagoniste della mostra. “Parma è la Gazzetta” sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Tutte le informazioni sono disponibili su questo sito.

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Zimmermann, I luoghi più strani del mondo antico
Viaggio tra le civiltà del passato, tra meraviglie e curiosità

07 gennaio 2020 10:42

MARTIN ZIMMERMANN, I LUOGHI PIU’ STRANI DEL MONDO ANTICO (Einaudi, pp.300, 20 Euro)Ci sono città fantasma, posti sconosciuti in cui le persone si sono amate o in cui si sono fatte la guerra, altri in cui il divino si è manifestato o in cui era concentrato tutto lo scibile umano, fino ad arrivare alle terre lontane, poste ai confini del mondo: sono “I luoghi più strani del mondo antico” (Einaudi, con la traduzione di Emanuele Zimbardi) raccontati dalla penna di Martin Zimmermann.Dall’India alla Mesopotamia, dall’Europa al Nordafrica, perfino nell’oscurità dell’Oltretomba, in questo viaggio pieno di curiosità il lettore potrà scoprire ben 40 luoghi inconsueti appartenenti al passato, tra segreti e stranezze di civiltà antiche di cui forse non conosciamo abbastanza. Obiettivo di Zimmermann, che insegna Storia Antica all’Università di Monaco, è quello di percorrere il mondo in cui sono fiorite le culture del passato senza fermarsi a ciò che è già noto e ampiamente divulgato, ma soffermandosi su una “molteplicità di esistenze ed esperienze umane” per allargare lo sguardo verso piccoli ma significativi dettagli dell’antichità. Il lettore così potrà idealmente camminare nelle antiche biblioteche del Medio Oriente, nelle scuderie dorate dell’Egitto dei Faraoni o nelle case infestate dai fantasmi di Atene, in un appassionante percorso di conoscenza di un mondo sommerso in epoche lontane.

Reggia Venaria: oltre 50.000 visitatori in feste di NatalePer La Chapelle 66.800 visitatori, a marzo la Sfida al Barocco

TORINO07 gennaio 202012:24

– La Reggia di Venaria Reale chiude con 66.803 visitatori la mostra ‘David LaChapelle. Atti divini’ (inclusi gli abbonamenti in 178 giorni d’apertura) e si prepara a lanciare nel mese di marzo la grande esposizione ‘Sfida al Barocco’, con oltre duecento capolavori provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo, già indicata tra le 10 da non perdere nel panorama nazionale. Dal 21 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 sono stati 51.661 i biglietti staccati complessivamente con soli 3 giorni di chiusura (lunedì 23 e 30 dicembre, e il giorno di Natale). Tanti i turisti da fuori Piemonte, nord est e centro Italia in particolare, ma anche molti stranieri. Nel 2019 alla Venaria Reale sono stati staccati complessivamente 837.093 biglietti.

Pitti Uomo, eleganza da baronetto in tempi di BrexitBrit boy da Pignatelli, London style da L.B.M 1911

FIRENZE07 gennaio 202012:56

– In tempi di Brexit a Pitti Uomo non poteva mancare il British style, l’eleganza classica del tailoring del gentiluomo inglese che affianca però quella del ribelle brit boy. Come da Manuel Ritz dove fantasia e colore si rincorrono tra i classici tessuti made in England, dal Principe di Galles e al pied de poule. Nuance cammello, ocra, blue royal e biscuit ricordano i look di David Bowie e Jarvis Cocker e si alternano alle nuance fumo di Londra e nero dei vestiti più informali che potrebbero essere indossati da Robbie Williams e da Pete Doherty. Un personaggio che sembra aver ispirato anche Paltò con le sue tre linee: Archive, Plus e Hybrid.
Capofila del British style classico è Carlo Pignatelli che debutta a Pitti con 25 capi ispirati ai brit boy che mixano stile classico e fantasie brillanti, con un aplomb del gusto sartoriale nelle rifiniture ricercate, con abbinamenti insoliti, per smoking e giacche da baronetto. La palette è quella della campagna inglese: blue al red berry (mirtillo, lampone, mora), green fir (aghi di pino), black coal (nero carbone), honey (miele) and chestnut (castagno). Non mancano gli smoking in lana ricamata paisley con redingote e dettagli in raso di seta, le camice-gioiello. Meno classico lo smoking doppiopetto collo sciallato in crespo di lana nero e oro con bottoni silver, cravatta in micro fantasia lurex, camicia in twill di cotone con ruches sul collo. La collezione prende spunto da un club per gentiluomini, quindi i tessuti sono strutturati, lucide e opachi, pieni e vuoti, con effetti 3D e in fantasie animalier, geometriche e floreali.
Da Paltò il cappotto ha tre anime: Archive, Plus e Hybrid.
L.B.M.1911 propone un viaggio nelle due città-simbolo della GB, Londra e Liverpool. Prima tappa South Kensington, quartiere frequentato da giovani designer, spunto della collezione London Active, a base di capi tecnici e outerwear. La Brick Line è l’altra zona ispiratrice, un quartiere storico che ha conosciuto lunghi periodi di degrado e che ha saputo rinascere come territorio di ricchezza multiculturale. Da Gabriele Pasini il cappotto in tartan è in pieno British style.

Ultimo, Colpa delle favole album più venduto del 2019Fimi, Fred De Palma al top dei singoli con Una volta ancora

07 gennaio 202013:57

– Anche il 2019 è stato un anno ad alto tasso di musica italiana: Colpa delle favole di Ultimo guida infatti una classifica Album (che include i canali: fisico, digitale e streaming premium) quasi interamente governata dal repertorio locale. Il resto del podio è dominato dal rap di Salmo, in seconda posizione con Playlist live e in terza insieme al collettivo Machete con Machete Mixtape 4. Emerge dalla classifica annuale di Fimi.
L’unico nome internazionale in top ten è quello dei Queen, al decimo posto con Bohemian Rhapsody, mentre si posiziona al numero 15 la prima artista femminile: è la giovane Billie Eilish, con When we all fall asleep, where do we go? Primo tra i Singoli Digitali (download e streaming premium) è Fred De Palma, che con Ana Mena si piazza al primo posto con Una volta ancora. Seguono È sempre bello di Coez e Calma (Remix) di Pedro Capó, in una chart ampiamente dominata dalla musica italiana: sono infatti solo due i singoli internazionali a conquistare un posto nelle prime dieci posizioni, invertendo una lunga stagione di brani internazionali che dominavano le classifiche dei singoli.
Lo streaming domina incontrastato i consumi italiani con oltre 37,5 miliardi di stream – sia premium che free – e una crescita del 48% rispetto a un anno fa. Nulla muta in area Vinili – al primo posto è riconfermato l’iconico The dark side of the moon dei Pink Floyd – né tra le Compilation, anche quest’anno guidate dal Festival di Sanremo.

La Fondazione Zeffirelli ospita un’antologica su BalestraCelebluetion, dal 2 gennaio all’8 febbraio

FIRENZE07 gennaio 202013:32

– Dopo le tappe di Domodossola (Museo Civico di Palazzo San Francesco), Monza (Villa Reale), Napoli (Certosa e Museo di San Martino) e Forte dei Marmi (Fortino lorenese), in occasione di Pitti Uomo 97, la mostra monografica sulla moda di Renato Balestra, Celebluetion (dal nome del particolare colore blu preferito dal couturier) approda nella sede della Fondazione Zeffirelli, a Firenze, la cui facciata per l’inaugurazione viene illuminata di blu. La mostra antologica che rende omaggio al talento creativo del longevo stilista triestino con atelier a Roma, è patrocinata dal Mibact.
Prodotta da Armando Fusco e fortemente voluta da Pippo Zeffirelli, la mostra, in programma dall’8 gennaio al 2 febbraio, vede protagonisti circa 300 pezzi tra bozzetti, disegni e abiti, testimonianze di un percorso che evidenzia l’evoluzione dello stile di Renato Balestra durante una lunga carriera. Si tratta di un’esposizione ampliata, rispetto alle precedenti tappe, che si offre in un allestimento nella Sala della Musica (oratorio del complesso monumentale di San Firenze realizzato nella seconda metà del Seicento, unica architettura completamente barocca di Firenze) e che comprende anche un’inedita selezione di pezzi che attestano gli esordi, quando ancora lo stilista adottava un’espressione pittorica per dare vita alle sue creazioni.
Il percorso espositivo prevede anche una sezione teatrale ampliata rispetto alle precedenti edizioni, impreziosita dalle creazioni dei costumi disegnati per Il lago dei cigni messo in scena dal Teatro dell’Opera di Belgrado, produzione per la quale Renato Balestra ha firmato per la prima volta anche le scene.
Dopo la tappa fiorentina l’esposizione proseguirà al Castello di San Giusto di Trieste, per poi volare verso est, fino ad arrivare in Thailandia.

Pitti Uomo: Blauer Usa, mostra celebra 20/o Fgf IndustryLo stile urban-police contaminato dalla moda montagna

FIRENZE07 gennaio 202013:45

– Il gruppo Fgf Industry celebra il ventennale in collaborazione con Pitti Immagine Uomo e una mostra fotografica immersiva, a cura di Felice Limosani, in programma dal 7 al 10 gennaio negli spazi della Dogana di Firenze. Un viaggio on the road negli Stati Uniti realizzato per Blauer Usa dal fotografo britannico James Mollison, che ha immortalato personaggi e paesaggi di Texas, California, Colorado e Michigan. “Abbiamo collaborato con James Mollison perché è l’artista con il talento adatto per realizzare il difficile compito”, spiega Enzo Fusco, presidente di Fgf Industry e direttore creativo del brand Blauer Usa.
La nuova collezione Blauer Usa rivisita in chiave alpinistica il suo spirito urban/police, senza dimenticare la sostenibilità.
Ci trasporta in America, sulle montagne della città di Aspen, in Colorado. I piumini ispirati al mix corpo forestale/police presentano tessuti più pesanti, come il Taslan light abbinato a ecopelle e il nylon con stampe mimetiche abbinato al Taslan per le applicazioni. Per i capi più tecnici, cuciture nastrate e passamontagna in pile inserito nel cappuccio. Alcuni piumini sono in tessuti metallizzati argento. La linea urban/police comprende modelli che mischiano tessuti e trapunte. Il panno lana o la lana bouclé sono abbinate al nylon, questo è affiancato al neoprene, che a sua volta è imbottito in piuma, sempre con l’interno con la tipica trapunta ad onda. Nylon cangianti in mix con ecopelliccia danno vita ai piumini più eleganti. In tema green, diverse le proposte di tessuti tecnici ed eco-friendly in materiali riciclati, sia all’esterno che per l’imbottitura. I tessuti in questione sono il Repreve, fibra sostenibile ottenuta da materiali di riciclo, come le bottiglie di plastica; la P.U.R.E., piuma riciclata che garantisce isolamento, traspirabilità e leggerezza; la Sorona, ovatta eco-sostenibile effetto piuma; il Cash Lab, imbottitura made in Italy ottenuta dal riciclo al 50% di cachemire e al 50% da bottiglie di plastica.

Riondino, La guerra è finita, storia liberazione nel segno memoria /VIDEOSu Rai1 da 13 gennaio la nuova fiction con la regia di Soavi

08 gennaio 202009:53

“Questo film offre la possibilità di ascoltare le storie che conosciamo grazie a testimonianze di persone oggi adulte come la senatrice Liliana Segre (richiusa ad Auschwitz quando era una bambina e sopravvissuta mentre suo padre no), ma gurdandoli con gli occhi dei fanciulli. Qui, sono infatti le vittime a parlare, poco dopo essere state salvate. La perdita di un cucchiaio comportava nei campi di concentramento la condanna a morire di fame e loro sono per miracolo, in pochi scampati allo sterminio”.   – Michele Riondino parla nel corso della presentazione alla Casa del Cinema a Roma de ‘La Guerra è Finita’, serie tv che lo vede protagonista, in quattro prime serate su Rai1 (in onda il lunedì dal 13 gennaio) e che narra quello che è “venuto dopo” la Liberazione e gli orrori dei campi di concentramento. Tra i sopravvissuti anche chi non troverà più nessuna famiglia ad attenderlo: bambini, bambine e adolescenti che hanno visto e vissuto l’orrore – allora ancora nascosto e indicibile – dei campi di sterminio. Questa storia parla di loro e di alcuni adulti coraggiosi che aiutano i ragazzi a riemergere lentamente alla vita, in un luogo improvvisato e privo di risorse, sullo sfondo di un’Italia provata, miserabile, ridotta in macerie.
Per la prima volta, un tv movie dove non si parla di morte ma di rinascita, di voglia di rimboccarsi le maniche. Al fianco dell’attore pugliese Isabella Ragonese, Andrea Bosca, Carmine Buschini e Valerio Binasco. Quest’ultimo interpreta il personaggio ispirato a Moshe Zeiri che per primo organizzò un centro di raccolta dei piccoli sopravvissuti. La vicenda è spostata dai monti della Bergamasca alla pianura emiliana.
“La guerra è finita – ricorda il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta – nasce da una storia vera, quella dell’esperienza di Sciesopoli a Selvino, dove tra il 1945 e il 1948 furono raccolti in un istituto e aiutati più di 800 bambini e adolescenti ebrei provenienti dai campi di concentramento di tutta europa perché potessero recuperare la serenità e il diritto alla felicità che era stata loro sottratta. Quella narrata dalla Rai è una storia che intreccia temi delicati attraverso la magistrale capacità di un autore come Sandro Petraglia ed è una libera rielaborazione della realtà con personaggi di fantasia e un’ambientazione nella provincia di Reggio Emilia. Una serie necessaria che interpreta lo spirito del servizio pubblico nella sua capacità di tradurre in una storia i valori comuni in cui tutti dovrebbero riconoscersi e di lavorare sul tema della memoria con il dovere di ricordare l’orrore che è stato, il dolore e la sofferenza di chi lo ha vissuto perché quello che in passato è accaduto possa non avvenire mai più”.
È l’aprile del 1945. All’indomani della Liberazione iniziano a tornare in Italia, dai campi, gli ebrei sopravvissuti al nazismo. Tra questi, ci sono dei bambini. Davide (Riondino), un ex ingegnere si reca alla frontiera alla ricerca del figlio deportato due anni prima con sua moglie. Di Daniele non c’è traccia, ma al suo posto c’è un bambino della sua età, Giovanni, muto per i traumi subiti. E insieme a lui ce ne sono altri di varie località e età. Tutti sopravvissuti ai campi, tutti senza nessuno che si prenda cura di loro. Davide li porta a Milano, dove spera che possano ricongiungersi con le loro famiglie, ma arrivato al Centro Rifugiati scopre che non c’è più posto per accogliere loro né i ragazzi arrivati con Ben (Binasco), un ex ufficiale della Brigata Ebraica, e con Giulia (Ragonese), una pedagogista di buona famiglia che si dà da fare come volontaria.
Davide allora decide di portarli tutti in una Tenuta che conosce, abbandonata dai tempi della guerra. Una produzione Palomar in collaborazione con Rai Fiction. Per Riondino, “il valore aggiunto di questo progetto è voler raccontare il dramma dell’Olocausto con la forza narrativa del diario di Anna Frank”.
“La memoria se non la racconti non esiste – afferma Soavi -.
Mi sono aggrappato alla storia di mia nonna, che si chiamava Levi, e ad una filastrocca che mi ha turbato da ragazzo, ossia Re degli elfi di Goethe”. Ragonese rileva: “Fare i conti con il proprio passato, anche oggi è è un modo per andare avanti sempre, non uno slogan”.
I toni si alzano alla domanda di un cronista: “Questi fatti storici sono molto conosciuti dai giovani, c’è rischio overdose?” Petraglia si stizzisce: “Sempre le solite questioni”.
Interviene Michele Riondino: ” Così si alimenta un revisionismo basato sulla reinterpretazione della storia dal punto di vista di chi ha interessi nel raccontarla secondo un punto di vista soggettivo e personale. Si sta sminuendo l’esperienza di individui di persone che hanno perso la vita, comparandoli ad altre vittime che non hanno nulla a che fare con la nostra. Non si parla di Gulag perché in Italia non li abbiamo subiti. Noi parliamo di italiani che hanno ammazzato altri italiani”.
Degli Esposti aggiunge: “Due ragazzi che dicevano stupidaggini sull’Olocausto, due giorni fa, hanno picchiato uno che voleva fermarli. E allora io voglio morire di retorica, se questa è retorica”. Home Mappa del sito

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Manoscritto inedito di Goldoni ritrovato a Dresda
Recuperato da docente dell’Università di Venezia

07 gennaio 202015:32

– Il Goldoni della commedia dell’arte prima del nuovo teatro riformato, meno conosciuto e poco documentato, riemerge da un manoscritto inedito della commedia ‘Il cavaliere e la dama’ ritrovato da Riccardo Drusi dell’Università Ca’ Foscari alla Sächsische Landesbibliothek di Dresda. Si tratta di un manoscritto settecentesco in una redazione diversa da quella stampata e che rispecchia, con ogni probabilità, la forma più vicina al testo inizialmente concepito per la rappresentazione. “Se infatti nelle edizioni a stampa – spiega Drusi – l’autore si premura di dichiarare che, rispetto all’originale portato in scena nel 1749, ha proceduto alla sostituzione delle maschere dialettali con altrettanti personaggi che parlano in lingua, la redazione di Dresda vede invece agire Pantalone, Arlecchino, Brighella, ciascuno nell’idioma che gli è più tipico”. Già per queste varianti, “il manoscritto appare come un tassello molto importante per ricostruire quelle fasi più remote della scrittura goldoniana”.

‘La ragazza d’autunno’, donne in guerraIn sala il film russo di Balagov in corsa per gli Oscar

07 gennaio 202015:36

– Colori sgargianti, freddo, miseria e una guerra appena alle spalle che ha lasciato su tutti le sue ferite. All’interno di questi contrasti vive ‘La ragazza d’autunno’, war drama diretto dal giovane Kantemir Balagov, allievo di Sokurov, in corsa per la Russia agli Oscar per il miglior film in lingua straniera. In sala dal 9 gennaio con Movies Inspired, il film ha come titolo originale ‘Dylda’, “spilungona”, ovvero il soprannome della protagonista, Iya (Viktoria Miroshnichenko), una giovane goffa piena di impacci, capelli rossi e momenti di improvvisa catatonia, ovvero black out mentali che la rendono assente con gli occhi fissi nel vuoto. Siamo a Leningrado, nel 1945, la guerra è appena finita, ma il feroce assedio nazista vive ancora nelle menti e nei corpi dei pochi sopravvissuti. È il caso appunto di Iya che presta servizio come infermiera in un ospedale pieno di soldati di guerra mutilati o gravemente feriti. Insieme a lei c’è la sua amica del cuore, Masha (Vasilisa Perelygina), con la quale ha condiviso il fronte in fanteria. Quest’ultima, di corporatura minuta, ma anche troppo svelta e manipolatrice, ha affidato alla ‘spilungona’ il suo bambino, Pashka. Ma ora suo figlio è scomparso e proprio su questo fatto ruota la storia morbosa tra queste due donne. Masha desidera infatti a tutti i costi un altro figlio (“voglio sentire la vita dentro di me” dice all’amica), ma pretende che lo porti in grembo una reticente Iya perché lei ha ormai perso la capacità di generare a causa di una grave ferita al ventre.

Signorini, ecco il ‘mio’ Gf VipDal 8/1 su Canale 5 , edizione ventennale con Wanda Nara e Pupo

07 gennaio 202015:39

– “Sono molto contento. È banale dirlo ma è la cosa più vera. Ho visto nascere il Grande Fratello Vip dalla mia postazione di opinionista. So che è un programma nelle mie corde. Certo, quel ruolo era diverso, ne sono pienamente consapevole. Sarò un conduttore sui generis, porterò le mie particolarità, il mio mood, le mie curiosità”. Così Alfonso Signorini racconta il suo debutto, primo uomo in Italia, alla guida del GF Vip, il reality EnedmolShine Italy, che torna dall’8 gennaio in prima serata su Canale 5 e fa subito il bis con una prima puntata che raddoppia venerdì con i concorrenti divisi in due gruppi (la messa in onda sarà poi lunedì e venerdì, tranne il 13 gennaio). Al suo fianco, sulle poltrone degli opinionisti, ci saranno Pupo e Wanda Nara.
In gara, per i 100mila euro in palio, 19 Vip: Adriana Volpe, Andrea Denver, Andrea Montovoli, Antonella Elia, Antonio Zequila, Aristide Malnati, Barbara Alberti, Carlotta Maggiorana, Licia Nunez, Clizia Incorvaia, Elisa De Panicis, Fabio Testi, Fernanda Lessa, Ivan Gonzalez, Michele Cucuzza, Pago, Paola Di Benedetto, Paolo Ciavarro, Rita Rusic. Più quattro ‘highlander’, gli ex gieffini Pasquale Laricchia, Patrick Ray Pugliese, Salvo Veneziano e Sergio Volpini.
“L’ho vissuta come la ‘mia’ edizione. Potete immaginare con quanta cura l’ho seguita – dice Signorini – Visto che è il ventennale del Grande Fratello nel mondo, volevo facesse la differenza”. Politici nel cast? “Ne abbiamo un po’ tutti le tasche piene – risponde – poi, certo, avere la Boschi che fa la doccia…. ma credo che con la politica siano due mondi lontani.
L’unico che avrei voluto vedere nella casa è Rocco Casalino, perché lo trovo molto divertente”.

Successo Terme di Caracalla, +15,4% di pubblicoSoprintendenza archeologica di Roma, uno dei siti più visitati

07 gennaio 202015:44

– Le Terme di Caracalla nel 2019 hanno registrato un aumento del pubblico pari al 15,4%, passando da 224.771 del 2018 a 259.402 visitatori dello scorso anno, con un aumento di 34.631 unità. Lo rende noto la Soprintendenza archeologica di Roma.
“Caracalla si conferma uno dei siti archeologici più visitati della Capitale – commenta Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma, esprimendo la sua soddisfazione -. Un risultato raggiunto anche grazie a iniziative come le mostre di arte contemporanea, che hanno lì un luogo d’elezione, la realtà virtuale, le domeniche gratuite e altre iniziative. Dobbiamo ringraziare la guida della dottoressa Marina Piranomonte, che da anni dirige le Terme, rendendole accoglienti in tutte le loro parti: il complesso termale, il grande giardino, i suggestivi sotterranei”.
Il grande complesso termale, iniziato da Settimio Severo, venne completato e inaugurato nel 216 dal figlio Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto, detto Caracalla. La planimetria è quella delle grandi terme imperiali, non solo edificio per il bagno, ma anche spazio sociale: un luogo per il passeggio, lo studio (erano presenti due grandi biblioteche una in lingua latina, l’altra in greco), gli incontri, lo sport, il benessere e la cura del corpo. Le Terme di Caracalla sono il primo grande sito archeologico italiano a essere dotato di un visore in 3D che copre l’intero percorso di visita. Ogni anno ospita mostre di arte contemporanea, incontri, concerti, spettacoli.

Esce la biografia di David BowieBowie – Stardust, Rayguns Moonage Daydreams per Panini Comics

07 gennaio 202016:54

– In contemporanea con l’originale americano e in occasione del quarto anniversario della sua scomparsa, Panini Comics pubblica in Italia Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams, la biografia a fumetti che racconta la vita dell’icona mondiale David Bowie: un artista anticonformista che ha sedotto intere generazioni con la sua musica, uno straordinario performer visivo che ha lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo.
Un volume illustrato dalla coppia pop e technicolor del fumetto americano, Michael e Laura Allred, con la sceneggiatura di Steve Horton, che ripercorre la scalata al successo dell’artista dall’anonimato alla fama mondiale, in parallelo all’ascesa e alla caduta del suo alter ego Ziggy Stardust.

Sanremo: via libera della Rai a Jebreal ospiteDopo le polemiche dei giorni scorsi. All’Ariston già la 1/a sera

07 gennaio 202017:55

– La Rai ha dato il via libera alla presenza di Rula Jebreal come ospite al prossimo Festival di Sanremo. Nell’incontro tra l’amministratore delegato Fabrizio Salini, il direttore di Rai1 Teresa De Santis e il direttore artistico e conduttore Amadeus sono stati approvati il progetto del festival e la lista degli ospiti proposta dallo stesso Amadeus.
Jebreal – la cui partecipazione era finita nei giorni scorsi al centro delle polemiche – è attesa all’Ariston già durante la prima serata per comporre il mosaico di voci che racconteranno i mille aspetti del talento e della sensibilità femminile, ma anche temi più spinosi come i pregiudizi o la violenza contro le donne.

Rita Pavone, non mi preoccupo delle critiche”Ho 74 anni, ma la mia voce non l’ha ancora capito”

08 gennaio 202010:43

Alla fine il nome che non ti aspettavi, è quello di Rita Pavone. Monumento della musica italiana, a 48 anni dall’ultima volta, torna al Festival di Sanremo. Una sorpresa anche per lei, dopo che Amadeus – direttore artistico e conduttore della prossima edizione, la 70/a – aveva già reso nota la lista dei 22 artisti in gara, portati ora a 24 con gli inserimenti in extremis della Pavone e di Tosca. “Ho scoperto di esserci anche io solo lo scorso venerdì – racconta, appena finita la sessione per le foto di rito in vista del festival -. Mi ha chiamato lo stesso Amadeus per dirmi che lunedì mi sarei dovuta presentare a Roma per la trasmissione. Tosca ha pensato a uno scherzo di Fiorello, io invece ho iniziato a preoccuparmi del vestito e del parrucchiere”. Felice, felicissima della chiamata. “Mi hanno raccontato che ero già dentro, ma che volutamente il mio nome non era stato annunciato perché la Rai voleva avere una sorpresa da giocarsi. Comunque sia, io sono contenta di esserci. Lo prendo come un bel regalo di Natale, anzi della Befana!”.
Lei contenta, i social un po’ meno: in tanti all’annuncio della sua presenza nel cast di Sanremo hanno gridato al festival sovranista, per le posizioni espresse in passato dall’artista a favore del leader della Lega Matteo Salvini. “E’ un rischio che sapevo di correre, ma come diceva Charlie Chaplin, preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è un problema loro”, taglia corto, risoluta a non farsi rovinare il bel momento. Non la scalfiscono neppure le critiche sull’età, che non ha nessun timore di affrontare. “Ho 74 anni, ma la mia voce non l’ha ancora capito. Se non mi guardo allo specchio non me lo ricordo neanche io. E dato che il tempo non si è accorto dell’errore, io vado avanti per la mia strada. L’età anagrafica è solo per la carta d’identità: quello che si ha dentro non sempre rispecchia quello che si è fuori. Tutti hanno il diritto di dimostrare le loro capacità. La modestia non deve essere ipocrisia e io so di avere ancora una gran bella voce”.
L’inserimento di due donne è servito anche a riequilibrare le quote rosa, decisamente scarse (“Siamo in 7, ma non voglio vederci niente di strano. Magari le canzoni più belle le hanno presentate gli uomini, tutto qui”) e bilanciare un festival molto orientato sui giovani (“Sarà una sfilata di bella musica, con tanti ragazzi che difendono i propri sogni e un po’ mi rivedo in loro. Qualcuno, come Rancore, non lo conosco ma sono curiosa. I miei ascolti sono altri come Frank Sinatra o Michael Bolton, ma non ho pregiudizi e ognuno vive il proprio tempo”).
La canzone che ha convinto la Commissione, dal titolo Niente (Resilienza ’74) dice che “è una gran bella canzone, grintosa e vitale, un vestito cucito addosso me”. E c’è da crederle, soprattutto perché a firmarla è Giorgio Merk, uno dei figli dell’ex Pel di Carota e del marito Teddy Reno (“non avevo detto niente neanche a lui, non sapeva dove andavo: l’ha scoperto dalla tv ieri sera”, rivela ridendo).
“Non ho la presunzione di andare lì per vincere, vado piuttosto per far scoprire una Rita Pavone che non è più quella del Geghegè (uno dei suoi successi), ma che sa dare ancora tanta energia”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Signorini: ecco il ‘mio’ Grande fratello Vip
Dall’8 gennaio su Canale 5 , edizione ventennale con Wanda Nara e Pupo

07 gennaio 202020:08

“Sono molto contento. È banale dirlo, ma è la cosa più vera”. Entusiasta, ma perfettamente a suo agio, nel salone super colorato dove tra una manciata di ore arriveranno i “suoi” concorrenti. Così Alfonso Signorini, l’ex professore di liceo, direttore di giornali, regista di opere liriche, tante volte volto dei programmi Mediaset, racconta il suo debutto più importante. E’ lui a guidare il nuovo Grande Fratello Vip, il reality EnedmolShine Italy, che nel ventennale della nascita del Big Brother nel mondo torna da domani in prima serata su Canale5 e fa subito il bis con una prima puntata che raddoppia venerdì con i concorrenti divisi in due gruppi (la messa in onda sarà poi lunedì e venerdì, tranne il 13 gennaio).
“Ho visto nascere il GF Vip dalla mia postazione di opinionista – racconta – So che è un programma nelle mie corde.
Quel ruolo era diverso, ne sono pienamente consapevole. Sarò un conduttore sui generis, dinamico, porterò le mie particolarità, il mio mood, le mie curiosità”.
Al suo fianco, sulle poltrone degli opinionisti siedono l’irrefrenabile Pupo (che l’11 gennaio parte anche in tour mondiale per i 40 anni di Su di noi) e Wanda Nara, moglie del campione Mauro Icardi, che per una volta potrà mostrare la sua simpatia senza le briglie delle rigide regole del calcio. Ma soprattutto ci sarà il cast, scelto personalmente anche da Signorini che firma come autore, con 19 vip pronti a varcare la soglia della mitica porta rossa e a resistere tre mesi sotto le telecamere per i 100 mila euro in palio (metà dei quali in beneficenza). Ovvero, Adriana Volpe, Andrea Denver, Andrea Montovoli, Antonella Elia, Antonio Zequila, Aristide Malnati, Barbara Alberti, Carlotta Maggiorana, Licia Nunez, Clizia Incorvaia, Elisa De Panicis, Fabio Testi, Fernanda Lessa, Ivan Gonzalez, Michele Cucuzza, Pago, Paola Di Benedetto, Paolo Ciavarro, Rita Rusic. Più quattro highlander, gli ex gieffini Pasquale Laricchia, Patrick Ray Pugliese, Salvo Veneziano e Sergio Volpini.
“L’ho vissuta come la ‘mia’ edizione. Potete immaginare con quanta cura l’ho seguita”, dice Signorini, primo uomo alla guida del GF in Italia. “Viviamo in una società fluida. Finalmente un traguardo per gli uomini – sorride – Cercherò di limare ciò che in questi anni non mi piaceva e di dare la mia impronta. Il Gf è come la vita: ha tanti registri, storie vissute, ma anche leggerezza, che non voglio sia stupidità. Non mi diverte”.
Piuttosto, prosegue, “visto che è il ventennale del GF volevo un’edizione che facesse la differenza. Non tanto per i nomi più o meno noti, ma per le personalità e i caratteri. Volevo volti ‘fuori dal giro’. E storie, almeno in parte, inesplorate”.
Politici? “Ne abbiamo un po’ tutti le tasche piene – risponde lui – Poi, certo, avere la Boschi che fa la doccia…. ma credo che con la politica siano due mondi lontani. L’unico che avrei voluto vedere nella casa è Rocco Casalino, lo trovo molto divertente”.
E se qualcuno pensasse che il Gf non ha più il suo smalto, rispondono fatti e numeri: ancora in onda in 36 paesi del mondo, solo nell’ultimo mese di preparazione ha toccato 20 milioni di video visualizzati su Instagram. “Insieme a Chi vuol esser milionario risollevò la tv generalista dalla crisi degli anni ’90”, racconta il direttore di Canale 5, Giancarlo Scheri. “Ha cambiato il linguaggio televisivo e il modo di raccontare le storie”, aggiunge l’ad di EndemolShine Italy, Leonardo Pasquinelli. Intanto la Casa di Cinecittà, tra colori vivaci e mori siciliani, anticipa l’autore Andrea Palazzo, tornerà con “un privée, ovvero una zona molto scomoda immaginata come un laboratorio di hacker, più un castigatoio e una suite”. Il numero degli inquilini potrebbe a salire, se, come dice, “una parte dei concorrenti è ancora a piede libero”. “Le mie colleghe? Mi hanno chiamato tutte – conclude Signorini – Ilary (Blasi) mi ha detto: sono molto contenta di passarti lo scettro, anche se la vera regina sei sempre stata tu”.

Pitti Uomo: Brioni celebra 75 anni di alta sartoriaA Palazzo Gentili rievocata prima sfilata maschile Sala Bianca

FIRENZE07 gennaio 202018:59

– La maison di alta sartoria maschile Brioni celebra il suo 75/o anniversario a Pitti Uomo,con un evento speciale di moda e musica a Palazzo Gerini a Firenze, che vuole ricordare la prima sfilata di una linea maschile proprio a Palazzo Pitti, 68 anni fa, nell’iconica Sala Bianca, culla del made in Italy. Facendo ritorno a Firenze, Brioni ripercorre una delle tappe principali della sua storia guardando al futuro con la lussuosa collezione per l’autunno/inverno 2020 disegnata dal direttore creativo della maison dal 2017, il designer austriaco Norbert Stumpfl, un passato da Lanvin, da Balenciaga e da Vuitton, presentata in sei sale del palazzo patrizio, ma addosso a 23 musicisti internazionali, in una performance quindi che unisce moda e musica: cappotti perfetti e valzer, giacche preziose e note di Debussy, vestiti da gentleman e violini Stradivary originali.
Brioni continua ad estendere i propri codici sartoriali rimanendo fedele alle origini. Radici romane, anche se l’azienda e’ nata e continua a rimanere a Penne, in Abruzzo, e un’attitudine nonchalant, leggermente distratta. Del resto Brioni ha sempre firmato i vestiti del piu’ celebre agente segreto del mondo, James Bond, alias 007. I nuovi vestiti sono realizzati in materiali ricercati, come il prezioso cappotto in cachemire albino in color naturale, morbido al tatto fino a sembrare vivo, tagli precisi e punti invisibili. ‘Tutto e’ fatto a mano in azienda – rivela lo stilista – abbiamo mille impiegati e alcuni cuciono a mano anche bendati’. Gli uomini Brioni indossano blazer impeccabili in lane gessate realizzate con filo che ‘per cento grammi si estende fino a 250 metri di lunghezza’, ricorda Stumpfl. Oppure blazer in pelle di cervo dipinto a mano portato sopra al dolcevita blu. Si avvolgono in cappotti in twill di lana, vivono la notte sfoggiando giacche in jacquard realizzati su telai veneziani secolari, abbinano camicie da lavoro a ricercati pantaloni in seta. Il formale si contamina con un tocco di informale, conferendogli un lustro di formalita’.

Pitti Uomo: l’eleganza urbana di CucinelliLo stilista, la sostenibilità è armonia con il creato

FIRENZE07 gennaio 202020:24

– E’ un’eleganza urbana, quella proposta da Brunello Cunicelli per la prossima stagione autunno/inverno 2020, dedicata all’uomo metropolitano, che vive la città e le sue mutevoli dimensioni, vestito con capi connotati da un lusso raffinato e disinvolto in linea con il tema della tutela dell’ambiente suggerito da Pitti. “La mia moda è sostenibile – dice l’imprenditore di Solomeo che festeggia la sua partecipazione al salone della moda maschile fiorentino, con una cena di gala al Teatro Pergola – perchè io da sempre suggerisco ai miei dipendenti che bisogna lavorare in armonia con il creato”. La collezione del “Re del cachemire”, eletto da GQ in Gran Bretagna come terzo uomo più elegante del mondo, si snoda sempre su materiali pregiati, e cede il passo soltanto a piccole modifiche di stile. Come i pantaloni che diventano più morbidi.
Oppure aprendo ai colori vivaci, come il giallo mais, il rosso melagrano e l’arancio carota, che entrano nella palette tipica di Cucinelli generalmente snodata sui toni neutri.
“L’innovazione – dice Cucinelli – è fondata sulla reinterpretazione in chiave moderna di forme, materiali e dettagli. Con un’attenta combinazione capace di valorizzare le ispirazioni sotto una nuova luce, intorno alle linee sartoriali delle giacche, ai volumi morbidi e avvolgenti, che conferiscono un appeal moderno”.

Arte: Mic Faenza, nuovo allestimento sezione Vicino OrienteE Antico Egitto. Arricchita nuovi reperti, inaugura 18 gennaio

FAENZA08 gennaio 202012:20

– Nuovo allestimento – il precedente risaliva al ’99 – per la sezione del Vicino Oriente ed Egitto antichi del Museo internazionale delle ceramiche (Mic) di Faenza, che inaugura il 18 gennaio. La sezione propone un notevole incremento delle collezioni: saranno esposti nuovi oggetti provenienti sia dai depositi del Mic per l’ambito palestinese, sia dal MuCiv di Roma attraverso un significativo nucleo di ceramiche dell’Iran del Periodo del Ferro (1200-800 a.C.), e torneranno ad essere visibili una serie di reperti dell’Antico Egitto.
Il riallestimento è stato accompagnato da una generale ridefinizione degli apparati didattici, con una più chiara contestualizzazione dei reperti esposti e delle culture di riferimento attraverso la predisposizione di mappe geografico-culturali e linee del tempo. Disponibile anche la ricostruzione grafica delle forme di riferimento di alcuni reperti di Mesopotamia, Iran, Anatolia ed Egitto, per meglio comprendere la lettura morfologica dei frammenti.

Pitti Uomo, il cappotto must have del nuovo guardarobaLa mantella da Pasini, nuove lunghezze per parka e montogomery

FIRENZE08 gennaio 202013:49

– È il cappotto il capo di cui l’uomo delineato a Pitti n.97 non potrà fare a meno per il prossimo inverno, punto di contatto tra classicità e contemporaneità. Ma i nuovi capispalla non prescinderanno dalla matrice sartoriale, abbinata all’ingegneria delle imbottiture e dei tessuti waterproof. Le linee saranno sofisticate, pulite, i contenuti funzionali per le sfide di tutti i giorni. La ricerca spazia anche nel campo delle lunghezze: il parka scende sotto al ginocchio oppure diventa corto. Anche montgomery e caban vengono rivisitati attraverso materiali pregiati e innovativi. Per la sera, le giacche si avvalgono di tessuti scintillanti dal bluette all’argento. E per i dandy c’è chi propone la mantella (Gabriele Pasini). Navigare rilancia il montgomery in caldo misto lana double, esterno unito interno check fantasia. Il taglio più lungo è ideale come protezione dal freddo e rende il capo facile da indossare anche sopra la giacca. Chiusura centrale con zip, alamari in ecopelle, tasche esterne ampie, interno rifinito con profilature. Da Lardini il parka realizzato con il designer giapponese Yosuke Aizawa, è un modello fish tail, foderato con ovatta trapuntata. Realizzato in tessuto di cotone e nylon, water repellent, è dotato di cappuccio, chiusura davanti con zip, tasche oblique laterali e tasche al petto con zip waterproof. Stile retrò da American Vintage, maison francese nata nel 2005 con Michael Azoulay, che nel corso degli ultimi anni si è legata all’Italia aprendo nel nostro paese cinque store monobrand, a Roma, Firenze, Bologna e Verona e a Torino.
Per Pitti la maison ha selezionato i migliori tessuti naturali per realizzare look piacevoli da toccare e confortevoli da indossare. Il pregiato cotone Pima si declina su capispalla morbidi, dal taglio classico e dai colori caldi. Etica e responsabile governa produzione dei look in denim realizzati garantendo il minor utilizzo di acqua possibile secondo standard internazionali comodi ed eco-friendly.

A teatro Mauri, Orsini, BranciaroliGuarnieri-Lazzarini con Kesselring; Bruni-Frongia per Wilde

08 gennaio 202014:05

– Glauco Mauri, che torna per la terza volta nella sua carriera nei panni di “Re Lear”, diretto da Andrea Barraco, a Firenze, e Franco Branciaroli e Massimo De Francovich con “Falstaff e il suo Servo” per Antonio Calenda, a Roma; Umberto Orsini ne “Il costruttore Solness” di Ibsen con Lucia Lavia, a Perugia, e “Zio Vanja” di Cechov secondo Kriszta Székely con Paolo Pierobon e Ivano Marescotti, a Torino; “Della madre” di Mario Perrotta e i processi a Oscar Wilde raccontati in “Atti osceni” di Moisés Kaufman per Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, tutti a Milano; fino a due signore del teatro come Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini, ancora a Roma, in “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring, per la regia di Geppy Gleijeses: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Musei: Natale “record” per Uffizi e Pitti218 mila visitatori. Schmdt: ‘Grazie ad aperture straordinarie’

FIRENZE08 gennaio 202014:16

– Durante le feste di Natale, dal 23 dicembre al 6 gennaio, sono stati 218.351 i visitatori dei musei Uffizi e Pitti e del Giardino di Boboli, cresciuti di quasi un terzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Un risultato “record” si spiega dalle Gallerie degli Uffizi che quantificano poi in quasi 280.000 i visitatori complessivi considerando anche la Galleria dell’Accademia: in 61.440 si sono recati al museo che custodisce il David di Michelangelo.
In particolare poi dall’1 al 3 gennaio l’incremento delle presenze è più che raddoppiato rispetto al 2019: 43.092 ingressi tra Uffizi, Palazzo Pitti e il giardino di Boboli, il 139,6% in più, con una crescita di 25.105 visitatori a confronto con lo scorso anno. “Numeri da capogiro” alle Gallerie degli Uffizi anche per la prima domenica gratuita del mese, il 5 gennaio: in questo caso l’aumento è stato del 91,6%, +13.129 visitatori, pari in termini assoluti a 27.457 ingressi. Con una novità: per la prima volta, Palazzo Pitti ha superato gli Uffizi per numero di presenze (Palazzo Pitti 9.792, +141,2% rispetto ai 4.059 del 2019; Uffizi 7.390, +21,9% rispetto ai 6.065 del 2019; Giardino di Boboli 27.457, +91,6% rispetto ai 14.328 del 2019).
Per il direttore degli Uffizi Eike Schmidt “abbiamo raggiunto questo record grazie alle numerose aperture straordinarie, sia di lunedì che di sera, studiate appositamente per questo speciale periodo dell’anno e grazie alla ricca offerta culturale tra nuove sale e grandi mostre. In questo modo, la presenza dei visitatori è stata distribuita lungo tutto l’arco della giornata diminuendo l’affollamento”.

Milly Carlucci metto in gioco le celebrity celando identità / VIDEOIl nuovo show Il Cantante Mascherato su Rai1 da 10 gennaio

09 gennaio 202010:09

Otto le spettacolari maschere in gara: il Mastino, il Leone, il Coniglio, il Mostro,l’Angelo, l’Unicorno, il Barboncino e il Pavone. “Sotto di esse si celano otto personaggi famosissimi (non solo cantanti ma anche personaggi dello spettacolo e insospettabili) la cui reale identità è completamente nascosta dagli sfarzosi costumi che indossano: il primo problema da affrontare è la segretezza. In tutta la produzione sono pochissime le persone che abbiano conoscenza del nome della persona che si cela sotto la maschera”.
Milly Carlucci lancia la sua nuova sfida tv: sbarca su Rai1 dal 10 gennaio in prima serata come padrona di casa de ‘Il Cantante Mascherato’, il nuovo talent game show, che ha conquistato il pubblico mondiale, e che la conduttrice del fortunato Ballando con le Stelle (che ritornerà dopo Sanremo ndr) porta in Italia, grazie a Endemol- Shine Italy che lo produce in collaborazione con Rai1. Al suo fianco, in questa nuova avventura, quattro giurati d’eccezione: Patty Pravo, Ilenia Pastorelli, Flavio Insinna, Guillermo Mariotto e Francesco Facchinetti. A Raimondo Todaro, insegnante di Ballando, è affidata la coreografia. Il regista precisa che anche lui e Todaro non conoscono l’identità dei personaggi in gara e non possono sentire la voce a riposo delle maschere.
Il Cantante Mascherato avrà come competitor la puntata del venerdì del Gf Vip. Il direttore di Rai1 Teresa De Santis sottolinea: “La bravura di Milly nel gestire anche programmi complicati è nota a tutti, non deve certo dimostrare nulla”.
Tra i concorrenti, aggiunge Carlucci, “ci sono personaggi famosissimi. Canteranno senza far emergere le loro caratteristiche vocali. Saranno belli da ascoltare, ma senza dettagli che li facciano sgamare”. Solo pochissime persone che lavorano allo show conoscono le loro reali identità. Nel backstage: per poter girare all’interno degli studi durante le prove o al loro arrivo i concorrenti devono indossare un casco integrale e un mantello nero che li nasconde completamente, accompagnati sempre da una persona della produzione vestita in modo identico. Non possono rivolgersi ad altre persone, sui loro abiti scuri campeggia una grande scritta: “NON PARLARMI!”. Inoltre, nessuno dei concorrenti conosce l’identità degli altri. Sono i giurati, insieme al pubblico a casa tramite il televoto e il voto sui social, a giudicare.
Flavio Insinna cita Pirandello: “dice guai a chi non saprà portare la sua maschera, ma la maschera ti dà una grande libertà”. Mariotto, storico giudice inflessibile di Ballando,  invece ironizza: “A me la maschera mi ossessiona. La vivo in maniera eccitante, di notte. È erotica”.
L’attrice Ilenia Pastorelli la butta in caciara: “È diventata una perversione per lui…”. Per poi far notare: “Le maschere sono fatte veramente bene, serve Nostradamus per scoprire i personaggi”. Francesco Facchinetti, già giudice in passato di The Voice, preferisce giocare sul dubbio: “Non sento mio padre da tre settimane, potrebbe essere dietro una maschera? Avevo inizialmente pensato anche Rita Pavone, ma adesso farà Sanremo…”.                                         Il pubblico a casa, oltre a poter votare le esibizioni, può tentare di indovinare l’identità di ciascun concorrente basandosi, oltre che sulla voce che viene però modificata quando parlano, da alcuni indizi dati dalla conduttrice di volta in volta. Gli otto cantanti mascherati complessivamente vantano: 46 partecipazioni al Festival di Sanremo e, di queste, 5 vittorie all’Ariston, 250 milioni di dischi venduti, la conduzione di 70 programmi televisivi, 25 film, concerti in tutto il mondo, 107 album pubblicati e milioni di ore televisive

In Oman un hub culturale tra Est ed OvestNuova produzione del Flauto magico con un Papageno ‘astemio’

MASCATE08 gennaio 202016:18

– Una nuova produzione del Flauto Magico di Mozart eseguita dai Barocchisti diretti da Diego Fasolis e la prima mondiale di Tahr el Bahr, i tesori del mare, del compositore egiziano Monir Elsweseimy sono due degli spettacoli inseriti nella stagione della Royal Opera House di Muscat. Bastano questi due titoli a far capire l’obiettivo del teatro omanita, che si candida a diventare un hub culturale e un punto di incontro fra la tradizione musicale occidentale ed araba. La struttura, con 1.100 posti, è stata inaugurata nel 2011 ma ora si è aggiunto un auditorium da 600 posti (la Casa delle arti musicali) e sono in apertura anche una biblioteca musicale e un grande spazio espositivo dedicato alla musica occidentale e araba. “Sarà una porta fra Occidente e Oriente”, spiega il direttore della Royal Opera House Umberto Fanni. L’obiettivo è diventare un teatro di produzione. Lakmé, andata in scena la scorsa stagione con la regia di Davide Livermore, è la prima coproduzione ‘mondiale’ che coinvolge teatri di tutti i cinque continenti (l’Opera di Los Angeles, il Teatro dell’Opera di Roma, l’Arena di Verona, il Carlo Felice di Genova, la Cairo Opera House, l’Astana Opera, il Shangai Oriental Art Center e la Sydney Opera House). E per la stagione inaugurale della nuova House of Musical Arts, il teatro ha realizzato un nuovo allestimento del Flauto Magico di Mozart, con la regia sempre di Livermore. “E’ un omaggio al sultano Qabus, che ama Mozart in modo particolare”, sottolinea Fanni. L’opera è ambientata nello Stato, con costumi tipici, l’immancabile Khanjar (il pugnale omanita), il dhow (l’imbarcazione tradizionale), il deserto e perfino la lampada di Aladino. Anche il libretto è stato adattato, togliendo ogni riferimento agli alcolici perché “bisogna tenere presente di dove ci si trova”. Il pubblico ha apprezzato.

Caterina de’ Medici nel ritratto della NecciPer Marsilio libro che restituisce la grandezza della sovrana

08 gennaio 202018:33

– ALESSANDRA NECCI, CATERINA DE’ MEDICI (MARSILIO, PP 384, EURO 18,00). La complessa personalità di Caterina de’ Medici viene restituita in un inedito ritratto di Alessandra Necci che valorizza le doti politiche, la capacità di contare solo sulle proprie forze e l’amore per le cose belle della sovrana rinascimentale di incomparabile ingegno.
Abile nel valorizzare l’Italia del Rinascimento, sua terra d’origine, e le opportunità della Francia dei Valois, sua patria d’adozione, ‘Caterina de’ Medici – Un’italiana alla conquista della Francia’, viene raccontata nel libro pubblicato da Marsilio tra vicende personali e intrighi dinastici che fanno rivivere il clima di un’intera epoca.
La Necci, professore universitario e avvocato, che ha lavorato a lungo nelle istituzioni ed è stata consigliere per le Relazioni esterne del presidente del Senato, insignita dell’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal ministro della Cultura francese e di Cavaliere al merito della Repubblica italiana, ci mostra la grandezza di una donna che sembra incarnare il Principe di Machiavelli al femminile, capace di trovare un equilibrio tra Fortuna e Virtù.
Nata a Firenze nel 1519, rimasta orfana, “la Fiorentina”, come veniva chiamata Caterina de’ Medici, arriva a Marsiglia nel 1533 per sposare il secondogenito del re Francesco I, Enrico di Valois il quale ha però occhi solo per la sua amante, Diane de Poitiers.
Tenace, imperscrutabile, con grande capacità di autocontrollo, Caterina viene capita unicamente dal suocero, ma arriverà il tempo in cui si prenderà la sua rivincita. Morto Enrico governerà in nome dei figli ancora piccoli un regno che durerà circa trent’anni ponendo le basi per la nascita della Francia del Grand Siècle. In anni di guerre di religione fra cattolici e ugonotti, viaggerà tessendo rapporti e alleanze.
Nel libro l’autrice, che è segretario generale della Fondazione Necci, ci restituisce tra luci e ombre la personalità della sovrana mal compresa e avversata da contemporanei e posteri. “Ho affrontato le difficoltà senza farmi abbattere, senza chinare la testa, senza dichiararmi sconfitta. Ora capisco che non è stato abbastanza. Ma avrei combattuto comunque, anche se avessi saputo di essere destinata alla débacle. E, se non fossi stata donna e straniera, avrei vinto; ce l’avrei fatta” afferma nel libro Caterina de’ Medici che Alessandra Necci – autrice fra l’altro di ‘Il Diavolo zoppo e il suo Compare. Talleyrand e Fouché o la politica del tradimento’ e di ‘Donne di potere e di corte nell’Italia del Rinascimento’ – fa parlare con grande abilità narrativa e uno stile inconfondibile. “Si dice che il tempo passi: in realtà siamo noi, a passare. Il tempo non ha età, noi sì. E a nulla servono i ricordi , quando si tramutano in una sequenza di occasioni perdute”, dice la sovrana.

Craxi, 20 anni dopo ritratti e ricordi ineditiAscesa e caduta in libri e saggi da Martelli a Sorgi e Martini

08 gennaio 202019:12

– Amato e odiato con la stessa intensità, osannato e ferocemente detestato, fino al lancio delle monetine davanti all’hotel Raphael a Roma, Bettino Craxi viene ricordato e riscoperto a vent’anni dalla morte – avvenuta il 19 gennaio 2000 ad Hammamet, in Tunisia – attraverso documenti, testimonianze inedite e racconti di chi lo ha conosciuto. Mentre sul grande schermo esce il 9 gennaio il film ‘Hammamet’ di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino , in libreria arrivano in questi giorni saggi, romanzi e memoir dedicati al leader socialista. Tra questi ‘Presunto colpevole’ (Einaudi Stile Libero) in cui Marcello Sorgi ripercorre il crepuscolo di Craxi, il destino di un uomo e di un politico con cui il Paese non ha ancora fatto i conti fino in fondo. Perchè alla fine del 1999 non fu possibile costruire un corridoio umanitario per far rientrare in Italia da Hammamet Bettino Craxi, gravemente malato e farlo curare in un centro specializzato senza che fosse arrestato? Nel resoconto della trattativa si affacciano il governo, il Quirinale , il Vaticano, l’America e la Cia, i magistrati di Mani pulite e i socialisti dispersi, spiega nel libro Sorgi. E ricorda che negli ultimi due decenni i governi italiani hanno negoziato su tutto tranne che per Moro e Craxi.
L’intera esperienza umana e politica del leader socialista, con molti retroscena inediti, viene ricostruita da Fabio Martini, inviato de La Stampa, in ‘Controvento. La vera storia di Bettino Craxi’, in libreria il 9 gennaio per Rubbettino. Dai molti materiali raccolti da Martini in anni di ricerche esce un ritratto che ci mostra il rapporto personale del leader socialista con Enrico Berlinguer, le sue relazioni con i poteri forti, da Enrico Cuccia in giù e la sbalorditiva task force che mise in piedi per salvare Aldo Moro. In ‘Controvento’ anche il lungo apprendistato che portò Craxi a diventare segretario del Psi a 24 anni di distanza dal giorno in cui prese la tessera del partito e le differenze con le attuali fulminanti carriere politiche.
Racconta l’uomo politico e l’amico intimo Claudio Martelli ne ‘L’antipatico’ (La nave di Teseo) in cui descrive l’ascesa e il declino del leader socialista con lo sguardo di chi l’ ha davvero vissuta. “Oggi, a distanza di vent’anni dalla sua morte, è possibile e anzi necessario ripensare Craxi e recuperare il suo lascito, per colmare il vuoto lasciato dal riformismo socialista e dal socialismo liberale. La sua figura suscita ancora tante domande e comprenderla può fornire tracce importanti per capire la crisi della sinistra, della democrazia liberale e l’irruzione del populismo e del nazionalismo in Italia e nel mondo”, spiega Martelli che nel libro fa notare che Craxi “diceva quel che pensava e faceva quel che diceva, anche le cose spiacevoli”.
Su quale sia stato il ruolo di Craxi nella storia della Repubblica italiana e sul senso storico di vicende apparentemente non collegate tra loro come il proliferare delle tangenti e la caduta del muro di Berlino, si sofferma e si interroga ‘Ad Hammamet. Ascesa e caduta di Bettino Craxi’ (Graphofeel Editore) di Mario Pacelli, a lungo funzionario della Camera dei Deputati. Dall’elezione alla segreteria del Partito socialista italiano alla conquista della presidenza del Consiglio, fino all’inchiesta di Mani Pulite e alla morte ad Hammamet, viene ripercorsa la storia di un uomo complesso anche attraverso le testimonianze inedite che fanno luce sugli incontri segreti con Antonio Di Pietro, sul rapporto controverso con Israele, sul ruolo dello IOR nel sistema delle tangenti e sulla rottura del monopolio della DC nelle relazioni con gli Stati Uniti.
La ricostruzione degli eventi che hanno segnato il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica sono al centro di ‘Bettino Craxi, il primo e ultimo giorno di una Repubblica’, che arriverà in libreria a marzo per Marsilio, in cui il giornalista e scrittore Filippo Facci rilegge un giorno che è stato evocato più volte come il principale simbolo di un decennio: quello in cui una folla inferocita davanti all’hotel romano Raphael investì Bettino Craxi con una pioggia di monetine che viene considerato nel libro come il palcoscenico, in qualche modo, del feroce debutto dell’antipolitica che avrebbe segnato la vita pubblica dei successivi decenni.

Caterina de’ Medici nel ritratto di Alessandra NecciPer Marsilio libro che restituisce la grandezza della sovrana

08 gennaio 202019:22

ALESSANDRA NECCI, CATERINA DE’ MEDICI (MARSILIO, PP 384, EURO 18,00). La complessa personalità di Caterina de’ Medici viene restituita in un inedito ritratto di Alessandra Necci che valorizza le doti politiche, la capacità di contare solo sulle proprie forze e l’amore per le cose belle della sovrana rinascimentale di incomparabile ingegno.
Abile nel valorizzare l’Italia del Rinascimento, sua terra d’origine, e le opportunità della Francia dei Valois, sua patria d’adozione, ‘Caterina de’ Medici – Un’italiana alla conquista della Francia’, viene raccontata nel libro pubblicato da Marsilio tra vicende personali e intrighi dinastici che fanno rivivere il clima di un’intera epoca.
La Necci, professore universitario e avvocato, che ha lavorato a lungo nelle istituzioni ed è stata consigliere per le Relazioni esterne del presidente del Senato, insignita dell’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal ministro della Cultura francese e di Cavaliere al merito della Repubblica italiana, ci mostra la grandezza di una donna che sembra incarnare il Principe di Machiavelli al femminile, capace di trovare un equilibrio tra Fortuna e Virtù.
Nata a Firenze nel 1519, rimasta orfana, “la Fiorentina”, come veniva chiamata Caterina de’ Medici, arriva a Marsiglia nel 1533 per sposare il secondogenito del re Francesco I, Enrico di Valois il quale ha però occhi solo per la sua amante, Diane de Poitiers.
Tenace, imperscrutabile, con grande capacità di autocontrollo, Caterina viene capita unicamente dal suocero, ma arriverà il tempo in cui si prenderà la sua rivincita. Morto Enrico governerà in nome dei figli ancora piccoli un regno che durerà circa trent’anni ponendo le basi per la nascita della Francia del Grand Siècle. In anni di guerre di religione fra cattolici e ugonotti, viaggerà tessendo rapporti e alleanze.
Nel libro l’autrice, che è segretario generale della Fondazione Necci, ci restituisce tra luci e ombre la personalità della sovrana mal compresa e avversata da contemporanei e posteri. “Ho affrontato le difficoltà senza farmi abbattere, senza chinare la testa, senza dichiararmi sconfitta. Ora capisco che non è stato abbastanza. Ma avrei combattuto comunque, anche se avessi saputo di essere destinata alla débacle. E, se non fossi stata donna e straniera, avrei vinto; ce l’avrei fatta” afferma nel libro Caterina de’ Medici che Alessandra Necci – autrice fra l’altro di ‘Il Diavolo zoppo e il suo Compare. Talleyrand e Fouché o la politica del tradimento’ e di ‘Donne di potere e di corte nell’Italia del Rinascimento’ – fa parlare con grande abilità narrativa e uno stile inconfondibile. “Si dice che il tempo passi: in realtà siamo noi, a passare. Il tempo non ha età, noi sì. E a nulla servono i ricordi , quando si tramutano in una sequenza di occasioni perdute”, dice la sovrana.

Le ‘Piccole donne’ si affacciano nel nuovo millennioAdattamento da Oscar di Greta Gerwig con Ronan, Streep, Chalamet

08 gennaio 202019:39

Non è mai facile adattare il proprio romanzo della vita, e la sfida si fa ancora più ardua quando si tratta di un cult come Piccole donne. L’impresa non ha spaventato una delle attrici e registe più interessanti della sua generazione, Greta Gerwig (già candidata agli Oscar per Lady Bird), che firma il settimo adattamento cinematografico del libro di Louisa May Alcott, pubblicato in due volumi nel 1868 e 1869 (che noi conosciamo come Piccole donne e Piccole donne crescono).Nel film, in arrivo in sala il 9 gennaio in 400 copie con Warner Bros, la storia delle sorelle March che ha ispirato le più diverse trasposizioni, anche per radio, teatro e tv (l’ultimo adattamento per il piccolo schermo è del 2017), trova una freschezza e un ritmo sorprendenti: le quattro protagoniste emergono come eroine moderne, attuali e al tempo stesso senza tempo. A aiutare la regista un cast di prim’ordine composto da Saoirse Ronan (già protagonista di Lady Bird) per la talentuosa e anticonformista Jo; Florence Pugh per l’inquieta e ambiziosa Amy; Emma Watson per la mite e giudiziosa Meg; Eliza Scanlen, per la sensibile e fragile Beth. Un nuovo idolo come Timothée Chalamet si cala nei panni del classico ‘principe azzurro’ Teodore ‘Laurie’ Laurence. Nel cast fra gli altri, Laura Dern per la capofamiglia Marmee (in assenza del marito in guerra), Meryl Streep per Zia March e Louis Garrel per il professor Friedrich Bhaer.Il film, ha già conquistato il pubblico (costato 40 milioni di dollari ne ha incassati finora oltre 80) e critica, con decine di candidature ai maggiori premi, dai Golden Globe (aveva 2 nomination per Gerwig e Ronan) ai Bafta (cinque nomination), ottenendo già vari riconoscimenti, fra gli altri, ai National Society of Film Critics Awards e agli Afi Awards dove ha vinto come miglior film dell’anno. Un viatico che lo rende tra i maggiori contendenti agli Oscar. Fra le scelte più riuscite di Greta Gerwig, quella di rimescolare l’ordine cronologico di Piccole donne e Piccole donne crescono, introducendoci alle sorelle March già adulte, per poi alternare momenti e fatti chiave della loro adolescenza, “in modo da far capire meglio chi sono e qual è il loro percorso” ha spiegato l’autrice.Un percorso nell’America della seconda metà dell’800, tra sogni, limiti e obblighi imposti alle donne: una prospettiva nella quale il matrimonio spesso era l’unica scelta possibile per una crescita economica e sociale “a meno che non si sia ricche” sottolinea la rigida Zia March. La figura centrale e iconica di Jo (in passato interpretata sul grande schermo, fra le altre, anche da Katharine Hepburn e Winona Ryder, convincente anche nella prova appassionata e libera di Saoirse Ronan), talentuosa scrittrice che non ci sta ad adeguarsi ai ruoli sociali scritti per il ‘gentil sesso’, diventa nella rilettura di Greta Gerwig anche uno specchio della stessa Louisa May Alcott: una donna indipendente e fiera, fra le prime in grado di difendere il controllo sulla propria opera. La regista regala anche un nuovo sguardo sulla sorella March in genere meno amata, Amy, della quale si evidenziano contraddizioni e vulnerabilità, nella performance sfaccettata di Florence Pugh.”Ho sempre considerato le sorelle March un po’ come mie sorelle” spiega Greta Gerwig introducendo in un videomessaggio il film. “Io sono diventata un’autrice grazie a Jo March e a Louisa May Alcott – aggiunge -. Come scrittrice la mia eroina è Jo March e come donna lo è Louisa May Alcott. Grazie per seguirmi in questo viaggio nel passato, che ci accompagna nel futuro”

Pitti Uomo: Chiara Boni debutta con linea maschileCapsule con 5 pezzi in jersey come la petite robe

FIRENZE08 gennaio 202020:54

– La giacca e i pantaloni sono in jersey elasticizzato, gli stretch Sensitive Fabrics, gli stessi utilizzati nelle petite robe femminili divenuti i capi di punta delle collezioni donna. I vestiti si possono così lavare in lavatrice senza essere stirati e sono sempre perfetti. Un nuovo modo di concepire il guardaroba maschile per Chiara Boni che debutta con la sua linea per l’uomo nell’ambito di Pitti con una presentazione nella nuova boutique monomarca aperta nella padronale Loggia Ruccellai a Firenze . Quello della stilista toscana è un concept fatto di 5 must haves: una giacca, tre camicie e i pantaloni. L’essenziale per il guardaroba di un uomo che ama viaggiare. La presentazione della capsule maschile è avvenuta nella terza boutique monomarca situata nella padronale Loggia Rucellai a Firenze: la capsule è stata realizzata nella gamma di tessuti per capi che si lavano anche in lavatrice, non si stirano e non si stropicciano. I pantaloni sono modello classico, con passanti, cinturino ed orlo a taglio vivo, con il dettaglio della piega stirata e chiusura nascosta. Il blazer è un modello sfoderato, super leggero, realizzato completamente a taglio vivo, che si adatta perfettamente alle linee del corpo accompagnandolo in ogni movimento. La camicia ha tre modelli, ognuna con la sua vestibilità classica o slim, bottoni asola o automatici, tinta unita o stampata, button down. Tutte le stampe strizzano l’occhio alla sartorialità, dall’iconico scozzese alla stampa a micro quadri. Le camicie modello Antonio, Amadeus e Leonardo sono perfette compagne di viaggio.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Justin Bieber: “Ho la malattia di Lyme”
La rivelazione su Instagram, “per molti ero sotto droghe”

09 gennaio 202010:24

“Mi è stata diagnosticata la malattia di Lyme”. Justin Bieber ha rivelato in un post su Instagram il suo momento difficile. “Molte persone continuavano a dire che Justin Bieber sembrava una merda, che ero sotto metanfetamine, ma non si sono rese conto che mi recentemente mi è stata diagnosticata la malattia di Lyme, e anche una mononucleosi cronica che ha colpito la mia pelle, le funzioni del cervello e la mia salute in generale”, ha scritto in un lungo messaggio.
La popstar canadese ha poi aggiunto che tutto questo “sarà raccontato in una docu serie che pubblicherò a breve su Youtube”. Bieber spiega di aver vissuto “un paio di anni difficili” ma che con il giusto trattamento “tornerò e meglio di prima”. La malattia di Lyme è una malattia infettiva di origine batterica.

Ritratto di Caterina de’ MediciLibro di Alessandra Necci restituisce grandezza della sovrana

09 gennaio 202010:32

ALESSANDRA NECCI, CATERINA DE’ MEDICI (MARSILIO, PP 384, EURO 18,00). La complessa personalità di Caterina de’ Medici viene restituita in un inedito ritratto di Alessandra Necci che valorizza le doti politiche, la capacità di contare solo sulle proprie forze e l’amore per le cose belle della sovrana rinascimentale di incomparabile ingegno.
Abile nel valorizzare l’Italia del Rinascimento, sua terra d’origine, e le opportunità della Francia dei Valois, sua patria d’adozione, ‘Caterina de’ Medici – Un’italiana alla conquista della Francia’, viene raccontata nel libro pubblicato da Marsilio tra vicende personali e intrighi dinastici che fanno rivivere il clima di un’intera epoca.
La Necci, professoressa universitaria e avvocato, che ha lavorato a lungo nelle istituzioni ed è stata consigliere per le Relazioni esterne del presidente del Senato, insignita dell’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal ministro della Cultura francese e di Cavaliere al merito della Repubblica italiana, ci mostra la grandezza di una donna che sembra incarnare il Principe di Machiavelli al femminile, capace di trovare un equilibrio tra Fortuna e Virtù.
Nata a Firenze nel 1519, rimasta orfana, “la Fiorentina”, come veniva chiamata Caterina de’ Medici, arriva a Marsiglia nel 1533 per sposare il secondogenito del re Francesco I, Enrico di Valois il quale ha però occhi solo per la sua amante, Diane de Poitiers.
Tenace, imperscrutabile, con grande capacità di autocontrollo, Caterina viene capita unicamente dal suocero, ma arriverà il tempo in cui si prenderà la sua rivincita. Morto Enrico governerà in nome dei figli ancora piccoli un regno che durerà circa trent’anni ponendo le basi per la nascita della Francia del Grand Siècle. In anni di guerre di religione fra cattolici e ugonotti, viaggerà tessendo rapporti e alleanze.
Nel libro l’autrice, che è segretario generale della Fondazione Necci, ci restituisce tra luci e ombre la personalità della sovrana mal compresa e avversata da contemporanei e posteri. “Ho affrontato le difficoltà senza farmi abbattere, senza chinare la testa, senza dichiararmi sconfitta. Ora capisco che non è stato abbastanza. Ma avrei combattuto comunque, anche se avessi saputo di essere destinata alla débacle. E, se non fossi stata donna e straniera, avrei vinto; ce l’avrei fatta”, afferma nel libro Caterina de’ Medici che Alessandra Necci – autrice fra l’altro di ‘Il Diavolo zoppo e il suo Compare. Talleyrand e Fouché o la politica del tradimento’ e di ‘Donne di potere e di corte nell’Italia del Rinascimento’ – fa parlare con grande abilità narrativa e uno stile inconfondibile. “Si dice che il tempo passi: in realtà siamo noi, a passare. Il tempo non ha età, noi sì. E a nulla servono i ricordi, quando si tramutano in una sequenza di occasioni perdute”, dice la sovrana.

Pitti Uomo: Marras presenta divise Cagliari da L.B.M. 1911La squadra di calcio rossoblu festeggia il centenario

FIRENZE07 gennaio 202019:11

– Lo stilista Antonio Marras ha presentato le nuove divise che ha disegnato per il Cagliari Club, realizzate da Lubiam con il brand L.B.M.1911. L’azienda italiana leader nel menswear sartoriale d’alta gamma diventa così il fashion sponsor dei rossoblù per la storica stagione del centenario.
Le divise ufficiali della squadra sono state realizzate su misura con tessuti selezionati, 100% lana peso four seasons natural stretch, per una perfetta perfomance durante le trasferte. Per i giocatori è stato scelto un abito check, con giacca modello tre bottoni stirato a due, decostruita, con la spalla montata a camicia, dalla caduta naturale; un outfit ricercato che al contempo garantisce comfort ed estrema adattabilità ai movimenti. Il look è completato da pantaloni ad una pince e fondo con risvolto. La dirigenza invece indosserà un abito Principe di Galles fuso, con gilet doppiopetto e pantaloni con una pince. Entrambe le divise sono state personalizzate con una fodera speciale appositamente studiata per il centenario. I capi sono contraddistinti da dettagli squisitamente sartoriali, come impunture AMF, fezzini con asole aperte, bottoni pregiati.
Un connubio naturale quello tra il Cagliari Calcio e Antonio Marras, legati al territorio dal forte senso di appartenenza.
Anche la scelta di collaborare in questo progetto con il brand L.B.M.1911 non è stata casuale: un’azienda di tradizione centenaria, che ha già lavorato recentemente con il figlio di Antonio, Efisio, realizzando una capsule collection presentata proprio a Pitti a gennaio 2019.
Alla presentazione hanno partecipato rappresentanze dei dirigenti e della squadra, i vertici di Lubiam e Antonio Marras con sua moglie Patrizia.

Le ‘Piccole donne’ si affacciano nel nuovo millennioAdattamento da Oscar di Greta Gerwig con Ronan, Streep, Chalamet

09 gennaio 202010:40

– Non è mai facile adattare il proprio romanzo della vita, e la sfida si fa ancora più ardua quando si tratta di un cult come Piccole donne. L’impresa non ha spaventato una delle attrici e registe più interessanti della sua generazione, Greta Gerwig (già candidata agli Oscar per Lady Bird), che firma il settimo adattamento cinematografico del libro di Louisa May Alcott, pubblicato in due volumi nel 1868 e 1869 (che noi conosciamo come Piccole donne e Piccole donne crescono). Nel film, in arrivo in sala il 9 gennaio in 400 copie con Warner Bros, la storia delle sorelle March che ha ispirato le più diverse trasposizioni, anche per radio, teatro e tv (l’ultimo adattamento per il piccolo schermo è del 2017), trova una freschezza e un ritmo sorprendenti: le quattro protagoniste emergono come eroine moderne, attuali e al tempo stesso senza tempo.
A aiutare la regista un cast di prim’ordine composto da Saoirse Ronan (già protagonista di Lady Bird) per la talentuosa e anticonformista Jo; Florence Pugh per l’inquieta e ambiziosa Amy; Emma Watson per la mite e giudiziosa Meg; Eliza Scanlen, per la sensibile e fragile Beth. Un nuovo idolo come Timothée Chalamet si cala nei panni del classico ‘principe azzurro’ Teodore ‘Laurie’ Laurence. Nel cast fra gli altri, Laura Dern per la capofamiglia Marmee (in assenza del marito in guerra), Meryl Streep per Zia March e Louis Garrel per il professor Friedrich Bhaer.
Il film, ha già conquistato il pubblico (costato 40 milioni di dollari ne ha incassati finora oltre 80) e critica, con decine di candidature ai maggiori premi, dai Golden Globe (aveva 2 nomination per Gerwig e Ronan) ai Bafta (cinque nomination), ottenendo già vari riconoscimenti, fra gli altri, ai National Society of Film Critics Awards e agli Afi Awards dove ha vinto come miglior film dell’anno. Un viatico che lo rende tra i maggiori contendenti agli Oscar.
Fra le scelte più riuscite di Greta Gerwig, quella di rimescolare l’ordine cronologico di Piccole donne e Piccole donne crescono, introducendoci alle sorelle March già adulte, per poi alternare momenti e fatti chiave della loro adolescenza, “in modo da far capire meglio chi sono e qual è il loro percorso” ha spiegato l’autrice. Un percorso nell’America della seconda metà dell’800, tra sogni, limiti e obblighi imposti alle donne: una prospettiva nella quale il matrimonio spesso era l’unica scelta possibile per una crescita economica e sociale “a meno che non si sia ricche” sottolinea la rigida Zia March. La figura centrale e iconica di Jo (in passato interpretata sul grande schermo, fra le altre, anche da Katharine Hepburn e Winona Ryder, convincente anche nella prova appassionata e libera di Saoirse Ronan), talentuosa scrittrice che non ci sta ad adeguarsi ai ruoli sociali scritti per il ‘gentil sesso’, diventa nella rilettura di Greta Gerwig anche uno specchio della stessa Louisa May Alcott: una donna indipendente e fiera, fra le prime in grado di difendere il controllo sulla propria opera. La regista regala anche un nuovo sguardo sulla sorella March in genere meno amata, Amy, della quale si evidenziano contraddizioni e vulnerabilità, nella performance sfaccettata di Florence Pugh.
“Ho sempre considerato le sorelle March un po’ come mie sorelle” spiega Greta Gerwig introducendo in un videomessaggio il film. “Io sono diventata un’autrice grazie a Jo March e a Louisa May Alcott – aggiunge -. Come scrittrice la mia eroina è Jo March e come donna lo è Louisa May Alcott. Grazie per seguirmi in questo viaggio nel passato, che ci accompagna nel futuro”.

Malattia di Lyme, cosa è e come si trasmetteE’ un’infezione causata dal batterio Borrelia burgdogferi, trasmesso all’uomo dalla puntura di zecche, che dopo aver attaccato la pelle.

09 gennaio 202010:24

La malattia di Lyme, nota anche come borreliosi, è un’infezione causata dal batterio Borrelia burgdogferi, trasmesso all’uomo dalla puntura di zecche, che dopo aver attaccato la pelle.Trasmessa all’uomo dalla zecca detta ‘dei boschi’ o ‘della pecora’(Ixodes ricinus, che attacca anche caprioli, cani e altri mammiferi), l’infezione da Borrelia e’ caratterizzata da un eritema migrante, che si allarga introno al morso fino a raggiungere i 50 cm di diametro e compare dopo un periodo di incubazione da 5 a 30 giorni. Se riconosciuta nella fase iniziale guarisce quasi sempre con una terapia a base di antibiotico specifico. Se cronicizzata pero’ puo’ portare complicazioni a carico di cute, articolazioni, apparato nervoso e, piu’ raramente, cuore e sistema immunitario. Inoltre non pochi, soprattutto tra i bimbi, sono gli episodi di paralisi facciale.Il batterio e’ molto diffuso in Europa centrale e settentrionale. In Italia interessa soprattutto il Triveneto, con casi riportati in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto. Sempre piu’ arrivano casi provenienti da regioni non tradizionalmente interessate come Toscana, Sardegna, Abruzzo.

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Sorrentino, i miei papi né trasgressivi né provocatori
Dal 10/1 su Sky è sfida Malkovich e Law. Tema è fondamentalismo
06 Gennaio 2020 09:28

Con “la libertà espressiva” che spesso le serie televisive consentono rispetto “ai più rischiosi” progetti cinematografici, ecco di nuovo il talento di Paolo Sorrentino applicato alla narrazione tv: dal 10 gennaio va in onda in esclusiva su Sky Atlantic e Now Tv ‘The New Pope’, la nuova serie del premio Oscar della Grande Bellezza ambientata in Vaticano, seguito del successo internazionale The Young Pope. La serie originale Sky creata e diretta da Sorrentino, scritta con Umberto Contarello e Stefano Bises, prodotta da The Apartment e Wildside, parte di Fremantle, con ricostruzioni kolossal – 4500 costumi, 22 settimane di riprese, 9 mila fra protagonisti e figuranti, ricostruzione della facciata e degli interni della Basilica di San Pietro e della Cappella Sistina – comincia dove finiva la prima: il giovane e affascinante americano papa Pio XIII (Jude Law) è in coma.
Dopo l’anteprima alla Mostra del cinema di Venezia ora per il prodotto Sky, Hbo, Canal +, è il momento della messa in onda e c’è curiosità sulla sfida tra i due protagonisti Law e John Malkovich e sullo sviluppo narrativo della storia. Il nuovo plot è noto: “il papa è in coma e c’è la necessità del Vaticano di avere un reggente affidabile e visto che – dice

Sorrentino – nella prima serie Lenny Belardo aveva una forma di estremismo conservatore. Come spesso accade nella realtà si tende a creale alternanza e dunque grazie alla diplomazia del segretario di Stato Voiello (Silvio Orlando) la scelta ricade su un personaggio meno duro, meno spigoloso, più incline al compromesso e alla ‘via media’ da lui stessa teorizzata in un libro”. E così l’aristocratico inglese moderato, sofisticato, egocentrico, elegantissimo sir John Brannox (Malkovich) sale al soglio di Pietro e prende il nome di Giovanni Paolo III. Ma il carismatico Law, che folle di fedeli idolatrano e pregano invasati per le strade, si risveglia dal coma.
Ecco che due papi, cosi come nella realtà con Benedetto XVI e Francesco I, sono in Vaticano mentre minacce esterne colpiscono i simboli della cristianità. “Pio XIII e Giovanni Paolo III – prosegue Sorrentino – rappresentano due visioni diverse del papato, di fare politica e anche della vita: la prima prevede che i problemi vengano affrontati in maniera diretta, senza compromessi l’altra si adopera per l’opposto”. Ma al di là degli scontri è il tema del fondamentalismo, anche cattolico, a tenere alta la tensione di The New Pope. “Vista l’imprevedibilità con cui avvengono gli attentati terroristici siamo tutti vulnerabili e questo personalmente mi angoscia molto. Nella serie ho provato ad immaginare scenari futuribili che spero non accadano per davvero, legati alle ombre che incombono su tutti noi”. Ha fatto scalpore vedere all’inizio della serie il papa in costume da bagno. bellissimo e muscoloso come un modello, camminare tra ali di donne svenevoli e in bikini. “Se ti fermi alla visione di una scena la vista è parziale. The New Pope – prosegue il regista – non è irriverente, né trasgressivo né provocatorio, anzi ho rispetto e anche ammirazione per come funziona l’apparato della Chiesa Cattolica. Il mio obiettivo non è proprio questo, sarebbe peraltro un gioco facile che appartiene al passato di schematismi superati per cui essere provocatorio è fare arte”.
La serie, che vede nel cast anche Cecile de France, Javier Camara, Ludivine Sagnier nei ruoli principali, potrebbe non essere l’ultima né dell’ambientazione vaticana (un nuovo sequel a grande richiesta internazionale?) né in generale. La fascinazione di Sorrentino per la serialità tv non è esaurita, tutt’altro. The Young Pope è stata inserita nella classifica del Time tra le serie più importanti del decennio mentre The New Pope è tra quelle più attese nelle hit dal Guardian al New York Times. “Per anni la tv è stata un luogo di serie B perché la libertà viveva nel cinema, oggi va diversamente: i film dal punto di vista finanziario sono più rischiosi di una serie, preoccupano di più, sono più esposti a censure e raddrizzamenti narrativi per non scontentare nessuno”. Ma il prossimo progetto è per il cinema: Sorrentino torna in questi giorni a Los Angeles per proseguire la scrittura del nuovo film, dal titolo provvisorio Mob Girl, che avrà Jennifer Lawrence protagonista.

‘Il racconto degli dei’ di Vanni De SimoneRomance-script pubblicato da Elemento 115

06 gennaio 202018:44

VANNI DE SIMONE, IL RACCONTO DEGLI DEI (ELEMENTO 115, PP 211, EURO 15) Si muovono in un nuovo mondo falso che si chiama ‘Utopia Reale’, Pheros ed Euridix, i due protagonisti, ispirati al mito classico di Orfeo ed Euridice, del nuovo romanzo, ‘Il racconto degli dei’, di Vanni De Simone, scrittore di matrice cyberpunk, autore tra l’altro de ‘La leggenda dei fantasmi’, ‘Cyberpass’ e ‘Il respiro dell’orso bianco’.
“Romance-script” come viene definito il libro in copertina, ‘Il racconto degli dei’ ha una struttura complicata, che può ricordare quella di un film, sia per la scansione e l’andamento della narrazione, sia per i punti di vista dei personaggi indicati graficamente da macchine da presa (cameras), con didascalie per le ambientazioni (interno o esterno) e con immagini che possono stimolare la fantasia del lettore al quale è richiesto un certo impegno per calarsi nella vicenda. Il plot si snoda attraverso diverse citazioni attinte da scrittori, registi e saggisti, da Paolo Volponi a George Orwell al Sub Comandante Marcos, ringraziati nell’ultima pagina, che si fondono nel testo creando un corpo unico con le parti originali.
Il racconto degli dei continuamente evocato è basato, come spiega l’autore, “su un vero comunicato politico del Sub Comandante Marcos che si ispirò per l’occasione a un mito centro-americano”.
Euridix è una prostituta sfruttata da un cialtrone al servizio del potere che verrà eliminato e Pheros, anagramma di Orfeo, è un cantante che si innamora perdutamente di lei, ma, dopo una notte d’amore fantastico, la perde di vista e cerca in tutti i modi di ritrovarla. “In qualche modo la vicenda del romanzo rispecchia quello che è successo nel mito greco dove l’eroe va nell’Ade tenta di recuperare la donna ma non ci riesce. Nel libro Pheros si cala in una certa realtà dove si trova Euridix ma non riesce a portarla fuori. La perde, però contemporaneamente riesce a immettere nel circuito di questo mondo finto, come se fosse un virus del computer, il racconto degli dei che magicamente distrugge Utopia Reale e si ritorna ad un mondo vero, umano, vivibile” racconta De Simone che con questo romanzo inaugura la collana DeadLine della casa editrice Elemento 115  (http://www.elemento115.com) che pubblica in ebook e in cartaceo inediti, biografie, testi antichi recuperati, nuove proposte narrative d’avanguardia, saggi e reportage su argomenti d’attualità e contenuti multimediali.
Siamo in un non-luogo e non-tempo e dopo l’instaurazione dell’Utopia Reale, ci troviamo nella Città degli Dei, o Machina Dio, in cui si vive in uno stato di perfezione, in apparenza assoluto ma in realtà tirannico e predatorio e la storia si svolge all’interno di una gigantesca auto-illusione in cui solo Pheros e Euridix possono offrire una via di salvezza. “La Città degli Dei è una metafora del mondo contemporaneo perché rispecchia in maniera trascendente le contraddizioni del nostro mondo. Gli abitanti di Machina Dio è come se non vivessero, come se non si accorgessero della realtà che li circonda. Vivono una realtà irreale. Penso che il mondo attuale sia qualcosa di simile, si vive con gli occhi chiusi, ostaggio di forze che non si riescono a controllare. Gli individui non hanno più il controllo della loro vita che dipende sempre da un qualcos’altro che non è nelle possibilità delle persone” spiega l’autore. “Mi sono ispirato ad Orfeo ed Euridice perché riuscivano ad illustrare esattamente quello che volevo dimostrare e cioè la possibilità di uscire da questa sorta di stato catatonico nel quale si vive. Nel romanzo questo è diventato possibile immettendo all’interno di quella realtà finta un racconto della mitologia maya che non ha un nome e che io ho chiamato ‘racconto degli dei'” sottolinea De Simone che propone anche l’immagine della Piramide che rimanda alla memoria globale.

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Incassi, Zalone a quota 30 mln, vola il box office
+74% rispetto a un anno fa. Sul podio Jumanji e Pinocchio

06 gennaio 202019:50

– La marcia trionfale di Tolo Tolo continua e fa volare in alto il box office: dopo aver infranto il record di incassi nella storia del cinema italiano al debutto in sala con 8,7 milioni di euro, il nuovo film di Checco Zalone, prodotto da Taodue e distribuito da Medusa, sfiora i 30 milioni in cinque giorni di programmazione sugli schermi (ben 1286 quelli monitorati da Cinetel) e trascina il botteghino a 30,6 milioni, centrando un +22% su una settimana fa e un +74% rispetto al 2019 (quando l’incasso totale era stato di 17,5 milioni).Una manna per gli esercenti e una conferma del successo personale di Zalone, per la prima volta dietro la macchina da presa, ancora nei panni dell’italiano medio/mediocre stavolta alle prese con i temi dell’immigrazione, affrontati però con piglio meno comico del solito e più riflessivo. Alle spalle di ‘san Checco’ nella top ten del fine settimana si piazza Jumanji: The Next Level, con poco più di 2 milioni (e 9,9 milioni in totale), seguito sul terzo gradino del podio da Pinocchio, la rilettura della favola firmata da Matteo Garrone con Roberto Benigni-Geppetto, con 1 milione 760mila euro (e oltre 13,4 milioni complessivi). Risale in quarta posizione La dea fortuna, il nuovo film di Ferzan Ozpetek che supera di poco il milione di euro nel fine settimana (6,5 milioni in totale), poi l’ultimo capitolo della saga di Star Wars, L’ascesa di Skywalker (953mila euro, 12,3 milioni complessivi). Scivola sul sesto gradino della classifica Il primo Natale di Ficarra e Picone (926 mila euro nel week end), che con 14,7 milioni complessivi si avvia però ad occupare il secondo posto tra i film italiani più visti delle feste dopo Tolo Tolo (al netto, ancora, della giornata della Befana, per molto un irrinunciabile appuntamento con il cinema).New entry in settima posizione il drammatico 18 regali (801mila euro di incasso), poi il fenomeno Frozen II – Il segreto di Arendelle, film animato con il maggiore incasso di sempre, a quota 1,3 miliardi di dollari nel mondo, che in Italia porta a casa altri 415mila euro nel week end e viaggia oltre i 18,6 milioni. Chiudono la top ten il coraggioso Sorry we missed you di Ken Loach (405mila euro) e Playmobil -The Movie (263mila euro). Nel complesso, complice il boom di Zalone, gli incassi volano a 30 milioni 567 mila euro, +22% sullo scorso fine settimana (25 milioni 143 mila) e +74% su un anno fa (17 milioni 503mila).

Da Mine vaganti ad Hamlet, i 10 titoli da non perdereStagione riparte tra anniversari, grandi ‘duelli’ e nuovi testi

07 gennaio 202010:01

Bullismo, anniversari, grande cinema in scena o eterni Shakespeare. Corre su molti fili il nuovo anno a teatro. Con grandi mattatori che proseguono tournée consolidate, da Gabriele Lavia con I giganti della montagna di Pirandello a Umberto Orsini ne Il costruttore Solness da Ibsen o Carlo Cecchi che riprende il suo dittico da Eduardo con Dolore sotto chiave / Sik-Sik, l’artefice magico. Ma anche molti nuovi testi e messe in scena. Ecco 10 titoli, più uno, da non perdere in questa seconda parte di stagione.IL NODO – Un’aula di scuola pubblica. L’ora di ricevimento. Un’insegnante e una madre: suo figlio è stato sospeso. Vittima di bullismo o molestatore? Ambra Angiolini e Ludovica Modugno portano per la prima volta in Italia il testo dell’americana Johnna Adams sulla più alta responsabilità umana: educare la generazione del domani. Regia Serena Sinigaglia (debutto l’11 gennaio al Dei Rozzi di Siena, poi in tournée).FUORIUSCITI – Brooklyn, 1944. Mentre in Europa infuriano i combattimenti tra nazifascisti e Alleati, l’esule politico Gaetano Salvemini va a trovare don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano, anche lui fuggito dall’Italia fascista. Dall’incontro immaginato dallo studioso Giovanni Grasso, Luigi Diberti e Antonello Fassari, diretti da Piero Maccarinelli, danno vita a due intensi ritratti e un confronto serrato sulle sorti del paese (dal 14 gennaio al Mina Mezzadri di Brescia e poi in tournée).MISERICORDIA – Emma Dante dedica il suo nuovo spettacolo alla storia di Anna, Nuzza e Bettina, che lavorano a maglia di giorno e si vendono la notte, e del povero orfano menomato che vive con loro. Con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli (dal 14 gennaio al Piccolo di Milano e poi in tournée).MINE VAGANTI – Per la prima volta Ferzan Ozpetek dirige un testo di prosa e sceglie uno dei suoi film più riusciti. Arturo Muselli e Giorgio Marchesi sono Tommaso, che torna nella grande casa di famiglia a Lecce per confessare la sua omosessualità, e suo fratello Antonio, che lo brucia sul tempo rivelando la propria. Con Francesco Pannofino, Paola Minaccioni e Caterina Vertova (debutto 17 gennaio a Caserta, poi in tournée e a febbraio all’Ambra Jovinelli di Roma).LE VERITÀ DI BAKERSFIELD – Ispirato a eventi realmente accaduti, Marina Massironi e Roberto Citran portano per la prima volta in Italia il testo di Stephen Sachs. Sullo sfondo di un’America dai forti divari sociali, è la storia di Maude, che nella sua roulotte cela un presunto quadro di Pollock. E di Lionel, arrivato da New York per l’expertise. Regia di Veronica Cruciani (tournée al via il 15 febbraio dal Teatro Comunale di Conselice-RA).LOCKE – Un uomo esce da un cantiere, si sfila un paio di stivali da lavoro e sale su una bella auto. A casa lo aspettano due figli, una moglie, la partita alla tv. E’ il più bravo capocantiere d’Inghilterra, ma questa notte non tornerà a casa. Dal film di Steven Knight con Tom Hardy, Filippo Dini porta in teatro questo testo sull’assunzione di responsabilità e sulla fragilità degli edifici morali sui quali costruiamo le nostre famiglie e sicurezze (marzo al Franco Parenti di Milano).HAMLET – Antonio Latella torna per la terza volta al capolavoro di Shakespeare con la nuova traduzione di Federico Bellini, “che riporta il senso della parola del Bardo per quello che è, e non per quello che vogliamo sia”. Nel ruolo del protagonista, Federica Rosellini (marzo al Piccolo di Milano).DIPLOMAZIA – Il generale Dietrich von Choltitz, governatore di Parigi nell’occupazione nazista, e il console svedese Raoul Nordling, si fronteggiano in uno scontro verbale senza esclusione di colpi nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1944. Il tedesco ha l’ordine di radere al suolo la città. Il diplomatico userà tutta la sua retorica per convincerlo a disobbedire al führer. Dopo Frost/Nixon, Elio De Capitani e Ferdinando Bruni tornano a sfidarsi sul palco portando in Italia il testo di Cyril Gely, già film per Volker Schlöndorf (marzo all’Elfo Puccini di Milano).ALDA DIARIO DI UNA DIVERSA – Nel decennale della scomparsa di Alda Merini, Giorgio Gallione esplora gli intrecci tra poesia, follia, danza, vita e opera di una donna straordinaria. A darle corpo e voce è Milvia Marigliano (maggio al Duse di Genova e poi in tournée).UNO SGUARDO DAL PONTE – Una passione forte e immorale, una dignità che si sgretola di fronte a un’attrazione inconfessabile. Valerio Binasco affronta per la prima volta la piece di Arthur Miller, diretta negli anni da grandi come Peter Brook e Luchino Visconti. Con lui, Deniz Özdoğan e Dario ed Emmanuele Aita (maggio al Carignano di Torino).I DUE GEMELLI VENEZIANI – Primo incontro con Goldoni per Valter Malosti in una commedia ricca di equivoci, scambi di persona, espedienti, battute, ma che riflette su famiglia, identità, amore e morte (maggio al Piccolo di Milano).

Torna Best Bakery con i nuovi giudici Servida e AchererDal 7 gennaio su Sky e Now Tv

06 gennaio 202014:38

– Il cooking show più dolce arriva, con la sua seconda edizione e con tante novità, su Sky e Now Tv: dal 7 gennaio tutti i martedì alle 21.15, va in onda Best Bakery, prodotto da Endemol Shine Italy per Sky. I due nuovi giudici sono Alessandro Servida e Andreas Acherer, due maestri della pasticceria italiana, pronti a esplorare alcune delle città più belle d’Italia, da Salerno a Como, passando per Firenze, Pavia e Milano, per scovare i potenziali vincitori e giudicare le prelibatezze da loro proposte.
Nel corso delle undici settimane i due saranno protagonisti di una sfida all’ultimo dolce, per eleggere la miglior pasticceria d’Italia. In ogni città si sfideranno 12 pasticcerie, tre per ogni puntata, e i giudici saranno chiamati a valutare i partecipanti affidando loro un punteggio. Solo cinque saranno le pasticcerie finaliste, ovvero le vincitrici di ognuna della città, che potranno gareggiare nella “finalissima nazionale”. Durante le ultime due puntate, infatti, le migliori pasticcerie si sfideranno al Castello di Belgioso, nei pressi di Pavia, dove dovranno dar prova di tutta la loro abilità per portare a casa il titolo di Best Bakery d’Italia.
Alessandro Servida, pasticcere di esperienza trentennale, è un imprenditore di successo e docente in diverse scuole di specializzazione di pasticceria. Nel 2014 si è aggiudicato il premio speciale di Gambero Rosso per il “Miglior Packaging”. Il suo primo insegnante fu il padre, ma il suo mentore è stato il maestro dei Maestri pasticceri italiani, Iginio Massari, del quale è stato anche assistente per un anno.
Andreas Acherer, alla sua prima apparizione televisiva, è l’unico pasticcere italiano a far parte della prestigiosa associazione di cioccolatieri svizzeri “Chaîne Confiseur”. È il proprietario delle pasticcerie Acherer, premiate con 3 torte Gambero Rosso. Dopo il liceo si è trasferito a Vienna per imparare l’arte dolciaria, e poi da lì in Francia, Svizzera, Germania e Svezia. La sua pasticceria è entrata a far parte del prestigiosissimo Relais Dessert, l’esclusivo circolo di 80 pasticceri provenienti da tutto il mondo.
Il programma è in onda su Sky Uno (canale 108, canale 455 digitale terrestre), sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su Now Tv.

Su Italia 1 arriva La pupa e il secchione e viceversaA Paolo Ruffini il compito di mettere a confronto mondi opposti

06 gennaio 202014:52

– Cosa succederebbe se persone provenienti da mondi agli antipodi fossero costrette a convivere sotto lo stesso tetto? Occhialuti nerd dal discutibile sex-appeal e ragazze spigliate dal fisico mozzafiato, tutte smalto e selfie, ma anche…viceversa? Martedì 7 gennaio, in prima serata su Italia 1, parte “La Pupa e il Secchione e Viceversa”, versione completamente rinnovata del programma cult da EndemolShine Italy.
Tante le novità, a cominciare dal conduttore: Paolo Ruffini.
A lui il compito di raccontare l’incontro-scontro tra questi pianeti completamente opposti, che avranno come rappresentanti non solo pupe e secchioni, ma anche pupi e secchione. Nuova e moderna anche la modalità di racconto. Non più la classica conduzione in studio, ma una narrazione che si svolgerà direttamente in loco: una sontuosa villa in cui vivranno i protagonisti del programma. Nel corso delle sei puntate, Paolo Ruffini sarà affiancato da Francesca Cipriani. Tra gli ospiti del primo appuntamento Alessandro Cecchi Paone e Valeria Marini.
Sei le pupe e sei i secchioni. Da un lato, quindi, donne dalla femminilità prorompente e dal fisico mozzafiato che si dividono tra palestra, beauty farm ed eventi mondani. Dall’altro sei studiosi e intellettuali poco avvezzi alla vita sociale e alla cura del loro aspetto, con alle spalle un’esistenza dedicata quasi unicamente all’approfondimento culturale. I dodici concorrenti varcheranno il cancello della villa dove formeranno sei coppie. I secchioni coordineranno lo studio delle loro pupe, le quali, a loro volta, sottoporranno i propri partner a duri allenamenti giornalieri e a un miglioramento del look. In questa edizione entreranno in gioco anche i viceversa: due pupi e due secchione. I pupi sono giovani prestanti ma scarsamente preparati sotto il profilo didattico, intenti a postare sui social corpi perfetti. Le secchione, per contro, sono donne che da sempre combattono per conquistare un posto nella società e dimostrare il loro valore e che, al giorno d’oggi, sono cool, ironiche, tenaci e pronte a mettersi in gioco.
Su Mediaset Play (sito, app, smart tv) sarà possibile seguire le puntate in diretta, rivederle insieme ai momenti più divertenti e fruire di una serie di contenuti esclusivi. Ci sarà, inoltre, il pre-show con Tommaso Zorzi e Giulia Salemi: realizzato in collaborazione con Studio71, sarà distribuito in streaming su Mediaset Play e i relativi canali Facebook e YouTube a partire dal secondo appuntamento dalle ore 20.50 fino all’inizio della puntata, in una sorta di “passaggio del testimone” dal web alla tv. L’hashtag ufficiale è #lapupaeilsecchione.

Santa Cecilia, Honeck dirige la Creazione di HaydnCon orchestra e coro un cast internazionale di voci

06 gennaio 202015:58

– Manfred Honeck sul podio di Santa Cecilia per dirigere La Creazione di Franz Joseph Haydn: con il capolavoro del compositore austriaco riprende giovedì 9 gennaio alle 19:30 (repliche venerdì 10 alle 20.30 e sabato 11 alle 18, Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica) la stagione sinfonica del’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Honeck sarà sul podio per guidare Orchestra e Coro e un cast internazionale, composto dal soprano Robin Johannsen, il tenore Maximilian Schmitt e il basso Tareq Nazmi. La Creazione è una delle più belle pagine composte da Haydn al culmine della sua carriera. Un oratorio, una narrazione in musica, in cui vengono raccontati i sette giorni della nascita dell’Universo. Composta fra il 1796 e il 1798, La Creazione fu influenzata dai viaggi in Inghilterra e dall’ascolto di alcuni oratori di Händel. Al rientro dal suo secondo viaggio londinese, l’autore ricevette dalle mani dall’impresario Salomon un libretto in lingua inglese, ricavato dal libro della Genesi, da alcuni versetti dei Salmi e da stralci del Paradiso perduto di Milton. Tornato a Vienna, Haydn fu convinto ad affrontare il lavoro dall’amico e protettore barone Gottfried van Swieten, che ne allestì la traduzione in tedesco, e lo portò a termine.

Addio a John Baldessari, pioniere dell’arte concettualeLeone alla carriera Biennale 2009; cremò opere per farne dolci

NEW YORK06 gennaio 202019:45

Uno dei più famosi artisti americani contemporanei, John Baldessari, è morto a 88 anni nella sua casa di Venice in California. Lo ha annunciato la galleria Marian Goodman, che lo rappresentava, definendolo una persona “intelligente” e un artista “incomparabile”.Baldessari, che aveva realizzato migliaia di opere combinando immagini e parole e inserendo una dose di umorismo nell’arte concettuale, era stato premiato alla Biennale di Venezia del 2009 con il Leone d’Oro alla carriera e nel 2014 aveva ricevuto dal presidente Barack Obama la Medaglia Nazionale per le Arti. Figlio di un robivecchi italiano emigrato in California e di una infermiera danese, Baldessari aveva cominciato la sua carriera come pittore semiastratto. A metà anni 60 aveva cominciato a sperimentare oltre la tela, girando film, creando collage e installazioni. Nel 1970 era diventato famoso prendendo le distanze dalla sua produzione precedente: aveva bruciato i quadri ripudiati del periodo 1953-1966 nel crematorio di una impresa di pompe funebri di San Diego, usando poi le ceneri per fare biscotti. “The Cremation Project” – o meglio l’urna che conteneva i dolcetti – fu esposto al MoMA di New York nella mostra “Information”, la prima importante rassegna di arte concettuale organizzata in America.Influenzato da Marcel Duchamp e a sua volta ispirazione per altri artisti contemporanei da Barbara Kruger a Cindy Sherman, Matt Mullican e David Salle (quest’ultimo lo definì “un gigante”, in senso sia letterale che metaforico), Baldessari traeva le sue immagini dai mass media o dal cinema. Tra le altre opere, un anno dopo “The Cremation Project”, aveva creato “I Will Not Make Any Boring Art,” per cui aveva istruito studenti a scrivere questa frase (non farò arte noiosa) sulle pareti di una galleria. Più recentemente, nel 2007, “”Beethoven’s Trumpet (With Ear),” era quello che dice il titolo: una gigantesca cornetta accanto a un altrettanto grande orecchio replicato in sei edizioni fuse in bronzo.Protagonista di oltre 300 mostre, Baldessari aveva tra l’altro esposto a Documenta 7 Kassel (1982), alla Biennale d’arte di Venezia (1997) al MoMA (1994), al Deutsche Guggenheim di Berlino (2004) e alla Fondazione Prada di Milano (2010). Tra 2009 e 2011 la retrospettiva itinerante “Pure Beaty” ne aveva portato l’opera dalla Tate Modern al Los Angeles County Museum of Art e al Metropolitan di New York.

Tosca e Rita Pavone, le sorprese tra i BigSalini sul caso Jebreal, su ospiti Amadeus si confronterà con me

07 gennaio 202010:04

E alla fine anche Tosca e Rita Pavone risposero alla chiamata per salire sull’ultimo treno, destinazione Festival. Con l’annuncio delle due artiste stasera in diretta su Rai1 durante la trasmissione Soliti Ignoti – Speciale Lotteria Italia (a sorpresa? programmato a tavolino? deciso in extremis per placare gli animi dopo la decisione irrituale di Amadeus di rivelare qualche giorno fa i nomi dei cantanti al quotidiano La Repubblica?) passano da 22 a 24 i Big in gara all’Ariston, in calendario dal 4 all’8 febbraio.
Era stato lo stesso direttore artistico e prossimo conduttore della 70/a edizione della manifestazione a dire che no, gli artisti in gara non sarebbero aumentati di numero. Impossibile – assicurava – per i tempi legati alle esigenze televisive (anche se in passato è già successo). Possibile invece, evidentemente, per le più stringenti esigenze di una pax augustea in salsa musical-televisiva. E anche, c’è da immaginare, per mettersi al riparo dalle già incombenti polemiche sulle poche presenze in rosa (che ora diventano 7 su 24, sempre pochine a dire il vero).
La scelta di Rita Pavone potrebbe però far storcere il naso a qualcuno per le sue posizioni pro Salvini e per le critiche a Greta Thunberg. Perché Sanremo, si sa, diventa cosa seria in Italia e fa tremare i piani alti di Viale Mazzini, arriva in Parlamento, sollecita batti e ribatti politici, accende polemiche via social. L’ultima questione, che ha costretto lo stesso amministratore delegato Rai Fabrizio Salini a intervenire, è quella scoppiata sulla presenza o meno tra gli ospiti della giornalista palestinese, con cittadinanza italiana, Rula Jebreal, da sempre impegnata contro la violenza sulle donne. “Le proposte della direzione artistica, già discusse con la direzione di Rai1, saranno oggetto, come di prassi, di un confronto con l’amministratore delegato, con il solo obiettivo di realizzare un grande Festival di Sanremo”, precisa Salini, che già domani ha in programma un incontro con lo stesso Amadeus e con la responsabile della rete ammiraglia Teresa De Santis.
“Da domani – precisa l’ad – si definiranno le presenze che affiancheranno Amadeus nel corso delle 5 serate e la partecipazione di altri ospiti, oltre a quelli già decisi”.
E’ stata la stessa Jebreal a rivelare la marcia indietro della Rai, dopo l’invito ricevuto da Amadeus: “Evidentemente – ha detto a Repubblica – qualcuno si è spaventato che venisse offerta una ribalta a italiani nuovi, a persone diverse come me che appartengono a un’Italia inclusiva, tollerante, aperta al mondo, impegnata in missioni di dialogo e di pace”.
Il contorno “politico” allontana l’attenzione da quello che dovrebbe essere il cuore del festival (e che ogni direttore artistico mette al primo posto delle sue priorità, prima di essere smentito dagli eventi) e cioè la musica e le canzoni.
Stasera, ad esempio, a far notizia dovevano essere i titoli dei brani che gli artisti portano in gara e che loro stessi, entrando uno alla volta in studio (è la prima volta che tutto il cast viene presentato insieme in tv prima del festival), hanno rivelato tra l’identità di un ignoto e l’altro. “Ci tenevo che fossero qui in mezzo alla gente”, ha spiegato Amadeus.Questo l’elenco degli artisti e dei brani (in ordine alfabetico): Achille Lauro (Me ne frego), Alberto Urso (Il sole a est), Anastasio (Rosso di rabbia), Bugo e Morgan (Sincero), Diodato (Fai rumore), Elettra Lamborghini (Musica – E il resto scompare), Elodie (Andromeda), Enrico Nigiotti (Baciami adesso), Francesco Gabbani (Viceversa), Giordana Angi (Come mia madre), Irene Grandi (Finalmente io), Junior Cally (No grazie), Le Vibrazioni (Dov’è), Levante (Tiki Bom Bom), Marco Masini (Il confronto), Michele Zarrillo (Nell’estasi o nel fango), Paolo Jannacci (Voglio parlarti adesso), Piero Pelù (Gigante), Pinguini Tattici Nucleari (Ringo Starr), Rancore (Eden), Raphael Gualazzi (Carioca), Riki (Lo sappiamo entrambi), Rita Pavone (Niente – Resilienza 74), Tosca (Ho amato tutto).

Il mondo che cambia tutto in una notteUn thriller tra realtà e fantasia di Marco Panella

07 gennaio 202010:06

MARCO PANELLA, ”TUTTO IN UNA NOTTE” (ROBIN, pp. 324 – 18,00 euro)
Servizi deviati, una costante nella nostra storia repubblicana, con dietro interessi di poteri economici o politici, su cui magari si innescano interessi e tentazioni personali. Insomma, un gioco a incastri dietro le quinte dove c’è un non meglio definito Ufficio che opera libero da ogni controllo. Di quell’ufficio è anima Giulio Vanacurti che una bella e calda sera d’estate romana, mentre è in vacanza e passa il tempo sul proprio divano in terrazzo a Trastevere bevendo rum Saint Jacques, riceve uno strano anonimo messaggio sul telefonino.
E’ solo l’inizio di una rapida, ‘tutto in una notte’, scivolata nell’orrore non solo personale. Lo si avvisa che c’è una scatola, anzi un ‘pakko’, per lui lasciata davanti alla sua porta di casa, sarà la prima di una serie sempre più macabra con una sorta di caccia al tesoro che lo costringe a andare in giro per la città a rivisitare i luoghi legati alla sua vita passata, di cui in verità nessuno dovrebbe sapere alcunché. Del resto anche l’Ufficio, che non sarebbe dovuto esistere, che per certi versi non esisteva, lo conoscevano in pochi e tra loro qualcuno era di troppo.
Marco Panella, imprenditore della comunicazione qui al suo primo libro di narrativa, un thriller che pare nascere da quel ‘Trastevere noir’, festival di cui fu uno dei curatori qualche anno fa, gioca coi misteri del nostro Paese sulla base di alcuni dati oramai davanti agli occhi di tutti, dai quali derivano una serie di ipotesi, di invenzioni narrative più o meno plausibili.
Giulio quella sera del 2018 si ricorda di un dossier letto nel 1989 (anno della caduta del Muro) che preconizza nel giro di pochi anni un inimmaginabile flusso di denaro che sarebbe derivato dal traffico internazionale di droga e di come la malavita organizzata e la finanza più speculativa avrebbero creato un mondo in cui la corruzione e la collusione tra politica e affari e malaffari sarebbe diventata pervasiva, senza risparmiare nessuno.
Il racconto, scritto in modo quasi sincopato, senza fronzoli, asciutto ma non scarno, procede con capitoli che di una notte estiva del 2018 riportano come titolo solo l’ora, il procedere del tempo dalle 22,30 alle 6 di mattina, con qualche raro flashback, in una corsa individuale del nostro protagonista sempre più distrutto da quel che man mano va scoprendo e dal sentirsi manovrato e minacciato da qualcuno spietato e misterioso che sa tutto di lui. ”Gli avevano insegnato che quasi mai quelle che tutti a prima vista penserebbero essere semplici coincidenze sono poi veramente solo tali. Esiste la realtà, ma gli avevano insegnato che esiste anche il suo simulacro, apparenza così tanto verosimile e credibile quanto altrettanto falsa e fuorviante. Nel suo lavoro era così”.
All’alba, dopo quell’unica notte, non sarà davvero più lo stesso, ma forse nessuno lo sarà.
Tradimenti, disegni politici-strategici, manovre di potere pian piano, tra un colpo di scena e una rivelazione, diventano un po’ più chiari tra agenti dell’Ufficio che vengono uccisi e terroristi che qualcuno non ha fermato prima che il gioco gli sfuggisse di mano deflagrando per piazzette e vicoli di Trastevere, di Roma. E’ la stessa sicurezza nazionale che viene messa in grave pericolo. E Roma e la nostra storia recente non fanno solo da sfondo, ma sono in parte protagonisti di questo racconto che non si appiattisce sulla sequenza spietata di fatti, ma ci rivela particolari poco noti su alcuni luoghi e monumenti o ci ricorda avvenimenti che sono stati cruciali negli ultimi vent’anni, nel cambio di secolo, di millennio.

Regio Parma apre con Turandot, il 12 atteso MattarellaIn scena dal 9/1 l’ultima opera di Puccini, repliche fino al 19

PARMA07 gennaio 202010:23

– L’ultima opera di Giacomo Puccini, il capolavoro incompiuto Turandot, inaugura il 10 gennaio alle 20 la stagione lirica del Teatro Regio di Parma (repliche 11, 12, 17, 18 e 19). Alla recita di domenica 12 assisterà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per le giornate inaugurali di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.
L’allestimento è quello del Teatro Comunale di Modena realizzato da Giuseppe Frigeni, autore di regia, coreografia, scene e luci, con i costumi di Amélie Haas. Responsabile della sezione musicale sarà Valerio Galli che guiderà la Filarmonica dell’Opera Italiana “Bruno Bartoletti”, il Coro del Regio preparato da Martino Faggiani e un cast che comprende per i tre ruoli principali Rebeka Lokar e France Dariz (Turandot), Carlo Ventre e Samuele Simoncini (Calaf), Vittoria Yeo e Marta Torbidoni (Liù). Puccini morì poco prima di avere ultimato il duetto finale e sarà Franco Alfano a completare l’opera, sulla base degli appunti lasciati dal compositore. Alla prima alla Scala, il 26 aprile 1926, Arturo Toscanini fermò l’esecuzione in quel punto, spiegando: “Qui finisce l’opera lasciata incompiuta da Puccini per la sua morte”.
“Turandot non è la carnefice leggendaria – scrive il regista Giuseppe Frigeni – ma una donna ferita nel proprio orgoglio, vittima di una violenza maschile atavica (nel ricordo della sua antenata violentata), che si difende dagli attacchi maschili utilizzando le loro proprie leggi contro di loro. Quando alla fine ella si concederà, ammaliata da Calaf, sarà sconfitta dalla sua ambizione di potere. Se la principessa incarna l’amore difensivo, Liù rappresenta quello sacrificale: è l’innocenza, l’umiltà, i gesti discreti. Sarà proprio lei a suggerire a Calaf le risposte che lo libereranno dalla minaccia di morte. Liù è la figura centrale, il cui suicidio è un atto d’amore di tale forza che farà calare un silenzio di morte”.

Scuola: al via le iscrizioni, 1 su 2 indeciso sulla sceltaGiovani molto preoccupati sulla possibilità di trovare lavoro

07 gennaio 202010:11

Al via oggi le Iscrizioni Scolastiche online. Ma, a pochi giorni dal via, circa la metà dei ‘licenziandi’ non ha le idee chiare sul percorso post diploma. A rivelarlo è un sondaggio di Skuola.net, svolto in collaborazione con Radio 24 il quale evidenzia che ben 9 su 10 ragazzi hanno partecipato ad attività di orientamento. Decisivi, per la scelta, passioni e sbocchi lavorativi. I giovanissimi sono preoccupanti le prospettive percepite: il 52% dei 13enni ha paura di non trovare lavoro e il 63% mette seriamente in conto la possibilità di lavorare o studiare all’estero dopo il diploma.

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Leopardi: Franceschini, ecco i 22 cantautori per l’Infinito
Da Pausini a Mina, ministro, “atto d’amore per la poesia”

05 gennaio 2020 10:17

– “Grazie a Pausini, Zucchero, Giorgia, Vanoni, Paoli, Baglioni, Ligabue, Conte, Zero, Mannoia, Nannini, Turci, Venditti, Morandi, Pravo, Jovanotti, Vecchioni, Fossati, Guccini, De Gregori, Celentano, Mina. Le loro voci insieme un atto d’amore per la poesia”. Così su Twitter il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini svela i nomi dei 22 cantautori italiani che hanno recitato L’Infinito nell’ambito dell’iniziativa Rai-Mibact che ha concluso le celebrazioni dei 200 anni della poesia di Leopardi. QUI LO SPECIALE RAI CON LA PAGINA DEDICATA

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Teatro: la intensa Antigone dello Stabile di Catania
Inizia il 7 da Napoli tour con regia Scignano e con Lo Monaco

CATANIA05 gennaio 202014:06

– Un Creonte che, al contrario di sua moglie Euridice, alla fine non si abbandona allo strazio del dolore, ma, colpito da un destino troppo pesante, è annichilito dal sentirsi ormai un niente, come dice, e Sebastiano Lomonaco questo rende con misura e sospensione della voce senza più qualsivoglia inflessione, mentre attorno tutto crolla e arrivano gli applausi, calorosi, del pubblico del teatro Verga a questa bella ”Antigone” firmata da Laura Sicignano, nuova direttrice dello Stabile di Catania.
Dal 7 al 12 gennaio, dopo aver girato la Sicilia, lo spettacolo inizia al Bellini di Napoli una lunga tournee le cui tappe principali saranno Genova (alla Corte 28 gennaio-2 febbraio), Lecco (5 febbraio), Treviso (7-9 febbraio), Milano (Carcano, 20 febbraio-1 marzo), Verona (3-8 marzo), Trieste (11-15 marzo) e Firenze (pergola, 14-29 marzo)- Un testo classico per andare alle radici della Magna Grecia siciliana e assieme un personaggio che ha sempre fatto riflettere sul ruolo della donna e sul difficile rapporto tra ragion di stato e valori universali che da quella trascendono, tra rispetto della legge e leggi superiori in nome del rispetto della vita e della morte. E già da questo, in particolare in quella sponda del mediterraneo, se ne colgono gli echi nell’attualità dei nostri giorni, quasi nella cronaca se il pensiero va a un’Antigone odierna come Carola Rakete. In nome di una legge superiore che impone il rispetto dei morti e di un consanguineo in particolare, la sorella Antigone si oppone all’editto e trasgredisce l’ordine che prevede in tal caso la pena di morte. A dare a questa donna pietosa, appassionata, ribelle e vittima, quella verità intensa e misurata, che sta sul confine tra sentimento e ragione e deriva da un destino maledetto che la rende una profuga e una diversa, è Barbara Moselli, applauditissima alla fine con tutti gli altri interpreti, dalla Ismene di Lucia Cammaleri all’Euridice di Egle Doria, dall’Emone di Luca Iacono al Tiresia di Franco Mirabella, molti con una doppia parte.

Ice Music Festival, con Bandabardò via a concerti nell’iglooSul Ghiacciaio Presena, 52 date fino a marzo

TRENTO06 gennaio 202002:15

Con il ritmo frizzante della Bandabardò ha preso il via la seconda edizione di Ice Music Festival, la manifestazione musicale che si tiene all’interno di un igloo costruito a quota 2600 metri sul Ghiacciaio Presena. Tutti esauriti i 300 posti disponibili.

L’enorme xilofono, le avveniristiche percussioni e i 16 tra violini, viole, violoncelli, chitarre sono assemblati con il ghiaccio dall’artista statunitense Tim Linhart.
Il calendario prevede fino a marzo 2020 due concerti il giovedì – con i classici della canzone d’autore riletti in chiave popolare e contemporanea – e 2 il sabato – per spaziare tra tutti i generi musicali.
Attesa per il doppio concerto di sabato 1 febbraio di Elio, che si esibirà in un inedito dedicato a un’avventura tutta ghiacciata.
Lo scorso anno sono andati tutti esauriti i biglietti per i 52 concerti di Ice Music Festival, e anche quest’anno per l’evento organizzato dal Consorzio Pontedilegno-Tonale, dall’APT Val di Sole e da Trentino Marketing è partita la caccia.

Si suicida Franco Ciani, musicista ex marito Anna OxaTrovato in albergo a Fidenza. Scrisse la hit ‘Io ti lascerò’

BOLOGNA05 gennaio 202015:26

– È morto suicida in un albergo di Fidenza (Parma) Franco Ciani, musicista, autore e produttore ed ex marito di Anna Oxa. La morte sarebbe avvenuta nella sera di giovedì, mentre il corpo è stato ritrovato venerdì mattina dai dipendenti dell’albergo. La notizia è stata diffusa oggi dalla stampa locale.
Secondo una prima ricostruzione sarebbe morto per soffocamento utilizzando un sacchetto di plastica. Ciani, 62 anni, autore di successi come ‘Tutti i brividi del mondo’, cantato da Anna Oxa, e ‘Ti lascerò’ (che vinse il Festival di Sanremo 1989) avrebbe spiegato le ragioni del gesto in un biglietto lasciato nella camera e indirizzato al suo impresario Nando Sepe.

Musica: Billie Eilish e Tones and I, è girl powerNeanche ventenni hanno conquistato classifiche e radio nel mondo

05 gennaio 202016:02

– Due giovani artiste, neanche ventenni, si sono prese recentemente la scena mondiale a colpi di primi posti in classifica e di passaggi in radio. Sono Billie Eilish, 18 anni appena festeggiati, di Los Angeles, e Tones and I, un anno di più, in arrivo dall’Australia: una nuova generazione post-millennial che ha rivoluzionato il panorama musicale degli ultimi mesi. E la parola che più ricorre accanto ai loro nomi è “rivelazione”.
“Quando vedo qualcuno come lei, so che la morte del rock non è vicina”: così Dave Grohl, anima dei Foo Fighters e prima dei Nirvana, ha definito Billie Eilish, da poco eletta “Donna dell’anno” dalla bibbia della musica americana Billboard. Un fenomeno inafferrabile secondo i canoni stilistici del passato, tra attitudine hip-hop, umorismo sfrontato, suoni elettronici cupi industrial e un immaginario dark. E’ la prima artista nata in questo millennio ad aver raggiunto la posizione numero 1 sia dei dischi che dei singoli, nonché la prima ad ottenere 6 nomination ai Grammy Award. È la terza artista femminile negli ultimi 31 anni con più canzoni in vetta alla Billboard Alternative Songs airplay chart (insieme ad Alanis Morrissette e Sinead O’Connor).
E’ partita, invece, dall’Australia, alla conquista del mondo, Tones and I, all’anagrafe Toni Watson. E’ suo il tormentone “muffami, muffami” (“move for me, move for me” verso della hit Dance Monkey) che impazza in radio, sua quella voce sottile e penetrante. Il brano è entrato in vetta alla classifica globale di Spotify e ha conquistato anche l’Italia dove è da settimane tra i primi posti della classifica ufficiale di vendita (Fimi/Gfk) (per tre settimane consecutive in vetta: era da Adele con “Hello” nel 2015 che una donna non raggiungeva la vetta della classifica), al n.1 di iTunes.

Cosa resterà della moda del secondo decennio del 2000L’ascesa delle sneakers, la rivoluzione della green fashion

05 gennaio 202016:05

– La moda del decennio appena finito verrà ricordata per tre grandi rivoluzioni legate indissolubilmente ai cambiamenti che avvengono nella società contemporanea. Il primo è lo sdoganamento delle sneakers da scarpe sportive tout court a calzature per ogni occasione, anche elegante. Una rivoluzione sancita nientemeno che da Karl Lagerfeld, il grande couturier scomparso nel febbraio 2019, con la collezione di haute couture disegnata per Chanel nel 2014, dove inserì a sorpresa e destando sconcerto tra i purusti dell’alta moda, sneakers preziose, ricche di fiori e di ricami, glitterate e argentate, messe sotto ai tailleur perfetti, ai completi con pantaloni aderenti e corti come tute da jogging, ai tubini da cocktail e perfino sotto ai lunghi abiti da sera in pizzo bianco e nero. La seconda rivoluzione del decennio riguarda la presa di coscienza delle griffe sulla situazione dell’ambiente con la conseguente volontà di porre fine al degrado generato da una produzione incontrollata e poco rispettosa della natura, scegliendo il riciclo di plastiche e materiali di scarto, la produzione organica di cotone e di altri materiali naturali. Infine, l’abbandono graduale anche da parte d’ importanti nomi del fashion system di una moda crudele che utilizzava gli animali da pelliccia e i piumati soltanto per soddisfare la vanità femminile e la voglia di profitto delle aziende. Da qui le nuove frontiere del denim, che diventa tendenza eco-sostenibile anche nella versione couture e il boom delle fur free, dette eco-pellicce e dei piumini ‘vegani’, cioè imbottiti con materiali non animali. Hanno sposato il concetto di fur free Gucci, Versace e Miuccia Prada che dopo aver rinunciato alle pellicce ha lanciato le borse in nylon riciclato. Poi c’è Sara Cavazzi Facchini che con Genny ha già cominciato un percorso di moda green dal 2015. Home Mappa del sito

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Teatro: Maurizio Battista sold out e a febbraio show tv
37 mila a spettacolo su 30 anni carriera comico.Dopo Roma, tour

05 gennaio 202016:24

– E’ successo a Roma per lo spettacolo del comico Maurizio Battista pensato per ripercorrere i suoi 30 anni di carriera: “30 anni e non li dimostra” ha totalizzato oltre 37.000 paganti, tanto da dover aprire, sempre al Teatro Olimpico, un’altra settimana di repliche dal 9 al 14 giugno.
Lo stesso spettacolo, una volta terminata la presenza a Roma, girerà poi i maggiori teatri italiani fino a giungere a New York a settembre dove è atteso dalla numerosa comunità italiana.
Maurizio Battista sarà poi protagonista di altre 4 prime serate su Rai2, prodotte da Ballandi, che andranno in onda a febbraio.

Teatro: la ‘follia’ di Vernia nella sua Genova il 14 gennaio’Nello spettacolo città con occhi di comico che ci è cresciuto’

GENOVA05 gennaio 202016:26

– Giovanni Vernia arriva a Genova con lo show ‘Vernia o non Vernia’, il 14 gennaio al Politeama, e l’appuntamento si preannuncia in qualche modo unico: “Di Genova c’è tanto perché questo spettacolo è un po’ la mia storia e io sono nato e cresciuto a Genova”, racconta il comico. “Il mio essere matto è il fil rouge che accompagna tutta la mia vita”, da qui la follia del dubbio ‘Vernia o non Vernia’. E nello show “Genova è rappresentata con gli occhi di un comico che ci è cresciuto”, spiega, raccontando di divertirsi sempre molto per il realismo disarmante dei genovesi: “Quand’ero bambino la maestra mi toglieva anche la voglia di giocare a nascondino: ‘tanto alla fine ti trovano sempre’ “.
Ma il bersaglio non sarà la sua città: “Più che altro sarà presa in giro Milano e Genova nel paragone – anticipa -. Il milanese ha l’entusiasmo: ‘andiamo a mangiare la pizza? andiamo a mangiare il sushi? andiamo al mare? facciamo tutte e tre insieme?. Per il genovese ‘ma dove vuoi andare che tanto non troviamo parcheggio?'”. “Tutto comunque è fatto per ridere e anche un po’ riflettere sulla realtà che ci circonda”, racconta ancora Vernia dello show in cui per oltre un’ora domina da solo il palco, passando dalla parodia, al canto e al ballo, con il racconto del proprio demone interiore, la storia della propria follia comica, e nel quale la propria vicenda personale si sovrappone a un viaggio attraverso i luoghi comuni di questi strani tempi. ‘Vernia o non Vernia’ è uno spettacolo scritto da Giovanni Vernia, Paolo Uzzi, con la collaborazione di Pablo Solari. La regia è di Giampiero Solari e Paola Galassi. Dopo Genova sarà a Milano (il 3 febbraio al Manzoni) e, a seguire, in molte altre città italiane.

Cinema: incassi Usa, al top Star WarsPoi Jumanji e Piccole Donne. Frozen 2 per animazione è record

05 gennaio 202018:56

– Star Wars: L’ascesa di Skywalker è saldo in testa al primo box office americano del 2020: è arrivato a 33.7 milioni di dollari (ha superato i 450 milioni di dollari nel botteghino domestico, mentre nel mondo ha superato i 900 e si avvicina al miliardo di dollari). Al secondo posto Jumanji: The Next Level, con 26.5 milioni nel periodo 3-5 gennaio , seguito dalle Piccole Donne di Greta Gerwig , che hanno incassato 13 milioni 600 mila dollari e un totale domestico di 60 milioni. Esordio in quarta posizione con 11.3 milioni di dollari per il remake di The Grudge. E poi Frozen II, arrivato nel fine settimana ai 450 milioni di dollari in Usa e nel mondo, ad oggi, a oltre 1 miliardo 325 milioni di dollari diventando così il film d’animazione di maggiore incasso di sempre.

Biblioteca comunale a Palermo intitolata a Leonardo SciasciaNel 99esimo anniversario della nascita dello scrittore

PALERMO05 gennaio 202020:09

– Nel 99esimo anniversario della nascita Leonardo Sciascia, il Comune di Palermo intitolerà la Biblioteca Comunale, la più antica fra le istituzioni culturali cittadine, allo scrittore, scomparso il 20 novembre 1989, che nella città siciliana visse per 22 anni e nella quale fu anche consigliere comunale.
La cerimonia si svolgerà alle ore 16.30 di mercoledì 8 gennaio in piazza Casa Professa e vi prenderanno parte il Sindaco Leoluca Orlando, l’assessore alle Culture Adham Darawsha, la direttrice della stessa Biblioteca Eliana Calandra e un rappresentante dei familiari di Sciascia.
Per l’occasione saranno messe in mostra alcune edizioni rare o particolari dei volumi di Sciascia ospitati presso la stessa biblioteca.
Le celebrazioni dello scrittore proseguiranno la sera di mercoledì, sempre presso la biblioteca dove, alle 20.30, si svolgerà uno spettacolo con la lettura di alcuni brani di Sciascia a cura di Alfio Scuderi e con musiche dal vivo eseguite da Diego Spitaleri.

Musei:Mibact, ingressi record per prima domenica gratis 2020Franceschini, tornerà permanente

05 gennaio 202020:19

– Il 2020 dei musei italiani si apre con una edizione da record della domenica gratuita, la promozione del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali ogni prima domenica del mese.
Introdotta dal ministro Franceschini nel 2014, dalla prima edizione a oggi sono stati circa 17 milioni i visitatori dei soli musei statali che ne hanno approfittato. A questi si sommano gli altrettanti numerosi visitatori dei musei comunali che hanno via via aderito alla promozione.
“La cultura è per tutti ed è davvero una festa vedere così tanti cittadini e famiglie andare a visitare i musei delle proprie città. Dalla sua prima edizione del luglio 2014 più di 17 milioni di persone sono andate al museo gratuitamente con questa promozione. Un vero e proprio successo ecco perché la domenica gratuita tornerà a essere permanente tutto l’anno per tutti i musei dello Stato”, così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

#Generazione Bellezza, ecco l’Italia da preservareSu Rai3 nell’access prime time, il programma di Emilio Casalini

05 gennaio 202021:13

#Generazione Bellezza, il primo nuovo appuntamento del 2020 di Rai3, in onda da lunedì 6 a venerdì 10 gennaio in access prime time alle 20.20, vuole raccontare il valore della bellezza che impregna ogni centimetro quadrato del nostro Paese e chi si impegna a preservarlo e valorizzarlo Emilio Casalini, conduttore del programma e autore insieme a Maria Iodice hanno raccolto storie in città, borghi, campagne, mari e montagne di dieci regioni: Trentino, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Puglia, Campania, Calabria, e Sicilia. Fra i protagonisti Nicola Facciotto, che porta i visitatori dove nessuno era mai arrivato, per toccare con le proprie mani l’affresco a tema unico più grande del mondo; Edoardo Tresoldi e Fabio Viola, che trasformano la narrazione dell’archeologia; Florinda Saieva e Andrea Bartoli, che portano la bellezza tra cemento e degrado di Favara.
Le storie di don Antonio Loffredo e i ragazzi del Rione Sanità, che conducono un intero quartiere fuori da un isolamento secolare riaprendo le catacombe di S. Gennaro; di Arianna Fabbri e Paolo Tomislav Moro che dopo la laurea in chimica tornano sui campi dei nonni per creare prodotti cosmetici naturali; di Brunello Cucinelli che trasforma una tradizione manifatturiera in un brand mondiale; di Tonino Nunnari che non abbandona il suo borgo deserto in Calabria; di Emanuele Montibeller che porta l’arte contemporanea tra i boschi del Trentino; di Pina Spinella che scrive un libro per bambini per raccontare il mito della sua terra.

Gabriele Salvatores presidente Los Angeles, ItaliaFestival pre-Oscar dedicato ad Al Pacino che compie 80 anni

LOS ANGELES05 gennaio 202017:06

Il regista premio Oscar Gabriele Salvatores (“Mediterraneo”) è stato selezionato dall’Istituto Capri nel mondo come presidente della 15a edizione di Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Fest, che quest’anno si svolgerà dal 2 all’8 febbraio presso il Chinese Theatre di Hollywood. Quest’anno la kermesse arriverà a Hollywood alla vigilia degli Oscar, con un parterre di celebri artisti italiani e italo-americani e un ricco programma di anteprime, retrospettive e mostre che metteranno in primo piano il cinema e la cultura del nostro paese.
In occasione dell’80° compleanno di Al Pacino (25 aprile), La Italia 2020 sarà dedicato a questo attore leggendario e ai suoi successi indimenticabili, con una retrospettiva dei suoi film più importanti: “Il Padrino”(1972), “Serpico”(1973), “Quel pomeriggio di un giorno da cani”(1975), “Scarface”(1983), “Profumo di donna”(1992), “Carlito’s Way”(1993), “Donnie Brasco”(1997), “Once Upon a Time… In Hollywood” e “The Irishman(2019)”.
Lo hanno annunciato Franco Nero, icona del cinema italiano, e Pascal Vicedomini, fondatore e produttore del festival.
Presidente onorario torna il produttore Mark Canton. La 15a edizione di Los Angeles, Italia è presentata dall’Istituto Capri nel mondo con il sostegno del Ministero delle Attività e dei Beni Culturali e Turismo (DG Cinema e Audiovisivo), ANICA, APA, Intesa Sanpaolo, la SIAE, la National Italian American Foundation, Iervolino Entertainment, Rai Cinema, Mediaset Italia e ISAIA, nonché la Hollywood Chamber of Commerce, il Consolato Generale e l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles.
“Gabriele Salvatores è l’artista ideale a presiedere l’attuale edizione del festival. Il suo amore per il nostro paese, il suo sostegno e il suo importante contributo alla nostra cultura non conosce frontiere. Siamo – hanno aggiunto Franco Nero e Pascal Vicedomini – inoltre felici di avere l’occasione di festeggiare l’80° compleanno di Al Pacino, attore unico, che nel corso della sua lunghissima carriera ha dato vita a personaggi straordinari, vere e proprie icone del cinema, diventando uno degli artisti più noti e amati in tutto il mondo”. Gabriele Salvatores ha iniziato la sua carriera come regista teatrale nel 1972, fondando il Teatro dell’Elfo a Milano, in cui è rimasto attivo fino al 1989, anno in cui ha esordito nel cinema con il road movie “Marrakech Express”. Dopo questo primo successo sono seguiti “Turné”, presentato nel 1990 al festival di Cannes, e “Mediterraneo” (1991), che ha vinto l’Oscar come Migliore film in lingua straniera nonché tre David di Donatello. Alfredo James “Al” Pacino ha esordito sul grande schermo negli anni ’70, nel corso di un decennio che resta fra i più interessanti del cinema americano. Grazie al suo talento e al suo fascino, è diventato subito uno degli attori più amati e seguiti da parte del pubblico internazionale. Vanta una carriera di oltre 50 anni, costellata da numerosissimi premi e riconoscimenti, fra cui otto nomination agli Oscar, vincendone uno per il remake americano di “Profumo di donna”, film con cui si è aggiudicato anche due Tony Awards e due Primetime Emmy Awards. È fra i pochi attori ad aver ricevuto il Triple Crown of Acting. È stato inoltre onorato con 17 nomination ai Golden Globes (vincendone quattro) e con 4 candidature ai BAFTA awards (vincendone uno). Ha vinto inoltre l’ AFI Life Achievement Award, il Cecil B. DeMille Award e il National Medal of Arts

Cinema: incassi, Tolo Tolo vola, ora è a 24 milioni di euroA feste finite con questo ritmo sarà intorno ai 35.

05 gennaio 202015:51

– Prosegue la marcia di Tolo Tolo: in vetta al box office italiano dal giorno dell’uscita, il 1 gennaio scorso, il nuovo film diretto e interpretato da Checco Zalone è intorno ai 24 milioni di euro totali in quattro giorni.
Ieri, secondo i dati Cinetel, ha incassato ulteriori 5 milioni 488 mila euro. Ed ha già ampiamente superato Frozen 2 (ha incassato oltre 18 milioni). Tra oggi e il giorno della Befana, Tolo Tolo con questo passo arriverà intorno ai 35 milioni.
Continua la ‘sfida’ tra gli altri due italiani: Il Primo Natale di Ficarra e Picone che ha superato i 14 milioni e Pinocchio di Matteo Garrone che è a 13 milioni.

2020 super animato, da Soul ai MinionsDa Raya and the last dragon a ritorni Croods e Trolls

05 gennaio 202020:05

Il 2020 si presenta come l’anno dei ritorni per quanto riguarda l’animazione: con ben due film Pixar, Soul e Onward, e le nuove avventure di paladini dei bambini molto amati anche dai grandi, come i Minions, Spongebob, i Croods, i Trolls e Scooby-Doo. Dopo il trionfo di Frozen II, la Disney punta invece su una nuova principessa (o meglio guerriera), con Raya e the last dragon.
C’è da scegliere anche per chi ama gli anime, fra gli altri, con la caccia al tesoro di Lupin III – The first di Takashi Yamazaki (27 febbraio) il gattone spaziale blu di Doraemon: Nobita alla scoperta della Luna di Shinnosuke Yakuwa, i profondi viaggi emotivi di Her blue Sky di Tatsuyuki Nagai e Hello World di Tomohiko Ito. Non manca l’animazione italiana in Cgi con Trash di Francesco Dafano e Luca Della Grotta, fiaba on the road in cui si dà vita e voce a oggetti considerati ormai inutili, che aspirano a una seconda vita. Si è scelta una formula ibrida live action/animazione per la rilettura di un classico come Il richiamo della foresta di Jack London. Chris Sanders dirige l’adventure movie (in uscita il 20 febbraio) nel quale il San Bernardo/Scotch Collie protagonista, Buck è creato interamente in Cgi mentre Harrison Ford interpreta il cercatore d’oro John Thornton. Di cani animati sul grande schermo ne arriveranno tanti altri: da Tappo – Cucciolo in un mare di guai di Kevin Johnson (23 gennaio) su un cagnolino abituato a una vita agiata che dopo la morte dell’anziana padrona deve imparare a cavarsela da solo, a Arctic – Un’avventura glaciale di Aaron Woodley (6 febbraio) su una volpe artica che sogna di diventare un corriere top Dog, come gli husky. Torna una star come l’alano Scooby doo in Scooby! di Tony Cervone (maggio), storia ‘delle origini’, sulla grande amicizia fra i piccoli Scooby e Shaggy e come più avanti si forma il gruppo con gli altri compagni d’avventura umani. La Pixar quest’anno raddoppia con Onward di Dan Scanlon (5 marzo) su due fratelli elfi adolescenti che decidono di scoprire se nel mondo esista ancora un po’ di magia e Soul (16 settembre), diretto da Pete Docter, che dopo l’addio di John Lasseter, è diventato direttore creativo della factory d’animazione. Protagonista della storia è Joe, un insegnante di musica di scuola media e pianista jazz che si trova per uno scherzo del destino in un percorso di riassegnazione di anima/personalità. Torna in campo anche la casa madre Disney, con Raya and the Last Dragon di Paul Briggs e Dean Wellins (dovrebbe arrivare a fine novembre), su una giovane guerriera che va in cerca dell’ultimo drago. A cinque anni dalla loro storia di fondazione, tornano le buffe creature gialle golose di banane, in Minions 2 di Kyle Balda d Brad Abelson (27 agosto), in un’avventura che racconta anche l’ascesa del loro ‘Cattivissimo’ capo Gru. Dal mondo dei videogiochi, in un’adventure comedy a tecnica mista Live action/cgi diretta da Jeff Fowler, arriva Sonic (13 febbraio), sul riccio blu superveloce che approda nel nostro mondo, dove con l’aiuto dello sceriffo Tom Wachowski (James Marsden) deve affrontare il malefico Dr. Eggman (Jim Carrey). In Trolls World tour di Walt Dohrn e David P. Smith (2 aprile) le coloratissime e molto musicali creature dei boschi partono per conoscere le loro tribù intorno al mondo. Il dolce coniglietto creato da Beatrix Potter, si ripresenta nella sua versione cinematografica meno politicamente corretta in Peter Rabbit 2 – Un birbante in fuga di Will Gluck (9 aprile) con il roditore che deve affrontare i pericoli della città . In Spongebob – Amici in fuga di Tim Hill (22 maggio), l’imprevedibile spugna marina si imbarca nell’impresa di andare a recuperare l’amica lumaca di mare Gary nella città perduta di Atlantic City. Infine, fra gli altri, a Natale si torna indietro nel tempo fino alla preistoria per The Croods 2 di Joel Crawford, dove la famiglia di cavernicoli si trova a confronto con nuovi ‘vicini’, i Bettermans.

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Frozen 2 film d’animazione con maggior incasso di sempre
Record, 1 miliardo 325 milioni di dollari a box office mondiale

05 gennaio 202019:10

Frozen 2, il film d’animazione Disney, sequel della storia di Elsa nel regno ghiacciato di Arendelle, ha raggiunto il primato: è il film animato con il maggior incasso di sempre. Nel mondo, ad oggi, ha superato 1 miliardo 325 milioni di dollari. Il precedente record era del primo Frozen ($1,281M) e a seguire gli Incredibili 2 ($1,243M).
In Italia, dove è uscito il 27 novembre ha incassato circa 19 milioni di euro. Sul mercato domestico, Frozen 2 è a 450 milioni di dollari.

Golden Globes: Chernobyl miglior serieProduzione Sky/Hbo sulla tragedia nucleare sovietica

NEW YORK06 gennaio 202004:36

– A “Chernobyl” il Golden Globe per la la miglior miniserie drammatica in tv. Prodotta da Sky/HBO, la ricostruzione della tragedia nucleare nella repubblica sovietica dell’Ucraina correva con ben quattro nomination: Stellan Skarsgård ha già portato a casa quello del miglior attore non protagonista. Ad accettare il premio il protagonista Jared Harris in lizza come miglior attore per l’interpretazione dello scienziato Valerij Alekseevič Legasov. “Fleabag” ha vinto come miglior serie tv comica.

Golden Globes: vince commedia Tarantino”C’era una volta…a Hollywood” era superfavorito

NEW YORK06 gennaio 202004:59

– Come da pronostico, “C’era una volta…a Hollywood” di Quentin Tarantino ha vinto il Golden Globe per la miglior commedia o musical del 2019, secondo la giuria dei premi in corso a Los Angeles. Tarantino ha vinto anche un premio per la miglior sceneggiatura nella stessa categoria.

Golden Globes: Phoenix miglior attoreIn un film drammatico, ringrazia HFP per la cena vegana

NEW YORK06 gennaio 202005:09

– Joaquin Phoenix è il miglior attore del 2019 in un film drammatico. L’attore, premiato ai Golden Globes per “Joker”, è anche un attivista per i diritti degli animali: ha ringraziato la Hollywood Foreign Press per la cena “vegana” che ha preceduto i premi, prima di invitare i suoi colleghi e i giurati a non prendere troppi aerei per partecipare a altre cerimonie del genere.

Golden Globes: “1917” film drammaticoDoppia sorpresa dopo miglior regista a Sam Mendes

NEW YORK06 gennaio 202005:20

– “1917” è il miglior film drammatico del 2019 secondo la giuria dei Golden Globes. Sam Mendes ha accettato la statuetta dopo aver ricevuto il premio come miglior regista: in entrambi i casi le maggiori sorpresa della serata al Beverly Hills Hotel di Los Angeles.

Golden Globes,Sam Mendes miglior registaPer “1917”, batte i favoriti Scorsese e Bong Joon-Ho

NEW YORK06 gennaio 202004:12

– Sam Mendes vince il premio per il miglior regista per “1917” e lo strappa ai favoriti Martin Scorsese (“The Irishman”) e al sudcoreano Bong Joon-Ho “Parasite”. Questo il verdetto dei Golden Globes in corso a Los Angeles.

Golden Globes: ‘Parasite’ film stranieroDel sudcoreano Bong Joon-Ho

NEW YORK06 gennaio 202002:46

– “Parasite” è il miglior film straniero. Lo ha deciso la giuria dei Golden Globes. “Una volta che supererete la barriera dei sottotitoli sarete introdotti a un mondo incredibile di film”, ha detto il regista sudcoreano Bong Joon-Ho accettando il premio che potrebbe aprire la strada al miglior film in assoluto del 2020 agli Oscar del 9 febbraio. Le regole dei Golden Globes non permettono che un film straniero sia candidato come miglior film. Bong è candidato come miglior regista, un premio ancora non assegnato.

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Hill e Frassica, “grazie a Don Matteo da 20 anni amici”
12/a stagione dal 9/1 su Rai1 tra guest star Rovazzi

04 gennaio 2020 13:09

Diversi, che di più non si può, ma complici, e speculari al tempo stesso, il primo parla il necessario, voce pacata, ha gli occhi azzurri, un tempo lo chiamavano Trinità. L’altro ha la battuta tagliente, non riesci a guardarlo negli occhi perchè ti fa venire il dubbio, sempre, che si stia burlando di te. Una cosa è certa: si capiscono con uno sguardo. Terence Hill e Nino Frassica, in tv rispettivamente Don Matteo e il maresciallo Cecchini, amici autentici anche nella vita. Don Matteo XII andrà in onda in prima visione dal 9 gennaio 2020 in prima serata con la prima puntata della 12ma stagione della fortunata fiction campione di ascolti (l’11a ha registrato 8,5 milioni), realizzata dal 2000 da Lux Vide per Rai Fiction, prodotta da Luca e Matilde Bernabei. A firmare la regia quest’anno Raffaele Androsiglio e Cosimo Alemà. Apprezzata dalla Finlandia all’Australia perchè i buoni sentimenti non hanno confini. In due decenni è cambiata l’Italia, ma per milioni di appassionati il sacerdote detective è diventato quasi uno di famiglia. Frassica e Hill nel corso di questi lunghi anni si sono prima studiati, rispettati profondamente, infine è esplosa l’amicizia. “Terence Hill è un amico, un gran signore, unico, spirituale”, dice Frassica”.
Bisogna sottolineare che raramente l’attore siciliano – scoperto da Renzo Arbore – lo si è visto coinvolto emotivamente, proprio lui il re ‘del non sense’, insiste: “Terence è un mito per me”.
Dall’altra parte fa coro l’attore, Mario Girotti, all’anagrafe, in arte Terence Hill, classe 1939, “Senza Nino non sarebbe lo stesso, perché lui è la parte concreta della commedia di Don Matteo, ma fa anche commuovere in certi momenti riesce a far combaciare alla perfezione insieme le due cose”. Nel corso del tempo si sono aggiunte le nuove generazioni.
La dodicesima stagione – rinnovata nel format – è un viaggio nella società di oggi,: dieci film, uno a serata, con una forte unità tematica incentrati sul contenuto dei 10 Comandamenti, attualizzati e riletti non solo in chiave religiosa, ma anche laica. Al centro della narrazione sempre Don Matteo – il punto di riferimento di ognuno – la Capitana Anna Olivieri (Maria Chiara Giannetta) e il Maresciallo, un triangolo capace di creare un racconto che mescola risate ed emozioni. Tornano Nathalie Guetta, Maurizio Lastrico, Francesco Scali e tanti altri. Quale per i due attori tra i comandamenti è quello che non si può transigere, il peccato che l’uomo in assoluto non può commettere, viene chiesto. Momento di pausa. “Sicuramente l’omicidio, nel senso più esteso del termine, esistono oggi tanti modi di uccidere puoi annientare una persona, la sua dignità, renderlo niente”. Poi aggiunge Frassica “Mica puoi paragonarlo al non desiderare la donna d’altri, anche perchè una cosa è desiderare, un pensiero”. Ma il segreto di Don Matteo, Terence e Nino lo hanno scoperto, in fondo le serie tv sono cambiate? “crediamo – risponde il protagonista – dipenda dalla commistione di generi e storie. Su Don Matteo ho voluto ad esempio non si sapesse nulla del suo passato, come lo fu per Trinità. Due figure che hanno in comune la solitudine”. Mentre su Cecchini, replica Nino “conosciamo tutto”.
Ma la tonaca è vero che è sempre la stessa? “Si ad un certo punto sembravo – conferma Hill – uno straccione, le toppe sono autentiche. Adesso poi che abbiamo questo papa Francesco che è straordinario, e ci sta dando a tutti un grande esempio, ci manca che Don Matteo si metta a lucido”. La bicicletta no, ma il modello è “antico, senza marce”. Hill ricorda “Quando mi proposero allora una fiction con un prete, trovai una motocicletta storica. Una settimana prima di cominciare a girare mi chiama il regista Enrico Oldoini: ‘Devo darti un dolore: il tuo prete non lo vedo in moto ma in bicicletta. Pensaci è più atletico, simpatico’. Aveva ragione lui”. “Nelle prime stagioni la mia preoccupazione era di renderlo credibile, dal momento che il pubblico era abituato a vedermi come un cowboy. Poi pian piano la gente si è affezionata e io mi lascio coinvolgere nelle scene divertenti, soprattutto quelle con Nino Frassica”. Adesso gli sceneggiatori lo hanno attualizzato, è più veloce, forse troppo per i miei gusti, anche perché se vediamo Montalbano, che continua a fare ascolti strepitosi i più alti, ecco non cambia mai, neanche la macchina. Invece dicono che è meglio cosi’ e in effetti gli ascolti vanno bene”. Frassica aggiunge: “noi siamo contemporanei, ci rinnoviamo ogni anno”. Ma fareste il 13/mo don Matteo? “A noi non lo dicono aspettano prima di vedere come vanno gli ascolti”, replicano in coro “ma ovvio che siamo pronti”. Aggiunge Frassica: Don Matteo ogni situazione è misurata per piacere a tutti: Comunque potremmo arrivare alla stagione 30″. E un film insieme? “Pronti ad ogni proposta, siamo qui”. La dodicesima stagione si presenta ricca nel cast: ai volti noti e ai personaggi consolidati si aggiungono numerose guest star del calibro di Fabio Rovazzi, Christiane Filangieri, Simone Montedoro, Giorgia Surina, Nadir Caselli, Simona Cavallari, Paolo De Vita, The Jackal, Elena Sofia Ricci (nel ruolo di se stessa), Antonio Catania, Stefano Dionisi.

Pitti Uomo: tra rilettura mascolinità e moda greenScelte sostenibili, british style, boom maglieria

04 gennaio 202015:05

– La mascolinità è oggi un territorio aperto alla ridefinizione di limiti e interpretazioni. L’abbigliamento è uno degli strumenti più potenti per forzarne i confini. Le aziende presenti a Pitti Uomo 97 hanno lavorato con il valore immaginifico del vestire maschile, per proporre la loro interpretazione di mascolinità.
Con una nuova consapevolezza che elegge i nuovi codici del vestire con eleganza senza dimenticare praticità e comfort.
Tanto che una delle tendenze principali è quella della maglieria (Cividini, Navigare, American Vintage, Lardini). L’uomo di Pitti sceglie anche l’eleganza londinese dei gentiluomini dei club (Pignatelli, L.B.M. 1911, Gabriele Pasini), il rigore del classico vestire maschile, in una lettura che sperimenta nuovi equilibri. Conscio della celebrazione del piacere estetico, della legittimità del desiderio d’apparire, dell’attenzione a temi legati all’ambiente, l’uomo di Pitti pensa che siano i capi che abitano l’armadio a permettergli di sperimentare le diverse sfumature della sua mascolinità. Così Landi con la linea L’Impermeabile continua la sua ricerca nei tessuti compatti come il cover originale inglese che reinterpreta nella giacca da pesca con struttura in lana extra battuta. Oppure come il worsted, resiliente e leggero, che restituisce ai capi la versatilità di utilizzo delle lane inglesi. Riproposti capi storici come i modelli Martin, Gilbert, Tony, in tessuti con mani militari e secche, o lanose e ruvide come i black watch britannici originali, e due capsule, in stile rigoroso ma in colori brillanti. Infine, in linea con la tendenza alle economie circolari, dove L’Impermeabile utilizza tessuti di denim riciclato al 95%. Da Chimborazo entra in collezione il nylon riciclato. I sistemi di riscaldamento vengono alimentati da power bank applicati ai capospalla e agli scaldacollo. Anche Blauer Usa punta alla sostenibilità con capi e maglieria che ci catapultano sulle montagne della città di Aspen, in Colorado, il cui corpo forestale ha ispirato la nuova linea di piumini, realizzati in tessuti pesanti come il Taslan light abbinato a eco-pelle.

Pitti Uomo: al via tra Jil Sander, Pilati e BrioniRetrospettiva per Tacchini, prima linea maschile Chiara Boni

04 gennaio 202015:06

– L’edizione n. 97 di Pitti Uomo, in programma a Firenze dal 7 al 10 gennaio, si colora di progetti speciali, come il tema dei saloni invernali, firmato dall’art director Angelo Figus e per il set design da Alessandro Moradei, che parla di bandiere (Show Your flags at Pitti), tra le quali quella di Pitti Immagine, immortalata nello scatto di Franco Pagetti. Ospiti della nuova edizione della rassegna griffe prestigiose come la maison tedesca Jil Sander, disegnata da Lucie e Luke Meier, che in qualità di guest designer presenterà la nuova collezione con un evento speciale. Special Guest sarà invece lo stilista Stefano Pilati, con la sua label indipendente Random Identities. Il brand unisex Telfar sarà lo Special Project. Il fondatore del marchio nato a New York nel 2005, Telfar Clemens, presenterà il suo concetto di moda fluida e simplex (simple + complex). Brioni celebrerà 75 anni dalla nascita con un evento curato da Olivier Saillard, nel quale sfilerà la nuova collezione e sarà ricordata la storia del marchio nato a Penne che debutto’ nella Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1952. Tra le ricorrenze anche quella di Blauer Usa che celebrerà i 20 anni del gruppo FGF Industry, a cui fa capo il marchio, presentando in Dogana Human Landscapes, mostra fotografica a cura di Felice Limosani, che vedrà protagoniste le foto di James Mollison, un viaggio on the road negli Usa realizzato dal fotografo britannico, in mostra dal 7 al 10 gennaio. Il brand francese Chevignon celebrerà 40 anni con una sfilata in scena il 7 gennaio allo Spazio Alcatraz della Stazione Leopolda. Woolrich festeggerà 190 anni con The Ultimate Woolrich Experience installazione alla Dogana in tre ambienti, dove sarà presentata la prima Woolrich Arctic Capsule, tributo all’evoluzione del capo icona del marchio l’Arctic Parka. Sergio Tacchini presenterà una retrospettiva e la nuova collezione nata con la nuova proprietà e firmata dal nuovo direttore creativo Dao-Yi Chow. Chiara Boni lancia la sua prima collezione maschile, Trailblazer, in scena nella sua nuova Boutique di Firenze, una capsule di 4 must-have dall’approccio sostenibile.

Vogue Italia gennaio senza foto, creatività e sostenibilitàFarneti, sfida raccontare abiti senza immagini

04 gennaio 202015:22

– Per la prima volta nella sua storia il patinato magazine Vogue Italia rinuncia a utilizzare le foto di abiti e modelle per dare spazio a disegni e illustrazioni, di artisti noti, come Milo Manara e in ascesa, mettendo la creatività al servizio della sostenibilità in un numero speciale, in edicola il 7 gennaio, ma anche a sostegno di un’altra buona causa, che vedrà la cifra risparmiata per la realizzazione del numero, andare a contribuire al restauro della Fondazione Querini Stampalia onlus di Venezia, danneggiata dall’acqua alta.
“Tutte le copertine, e i servizi del numero di gennaio – scrive il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti nell’editoriale – sono stati realizzati da artisti, noti, emergenti, nomi dell’arte e leggende del fumetto, che hanno raccontato la moda rinunciando a viaggiare, spedire interi guardaroba, inquinare.
La sfida è dimostrare che è possibile raccontare gli abiti senza fotografarli. È una prima volta: Vogue Italia non aveva mai avuto una copertina illustrata e nessun Vogue, da quando esiste la fotografia, ha mai realizzato un numero prescindendone”.
Nelle illustrazioni, tutti gli abiti e gli accessori sono di Gucci. Milo Manara disegna Olivia Vinten con una mise sexy: top di chiffon con inserti di pizzo, spalline in pelle con fibbia motivo G, choker di pelle, guanti di latex e frustino con manico di pelle. David Salle immortala la modella Lili Sumner in abito di seta con intagli e collo a contrasto in pelle nera. La modella dai tratti “alla Modigliani” in abito plissè è di Vanessa Beecroft. Cassi Namoda disegna la modella Ambar Cristal Zarzuela vestita con maglione di cotone a righe, pantaloni di lana pied-de-poule. Delphine Desane disegna il busto della top di colore Assa Baradji, in giacca rosa. L’italiano Paolo Ventura disegna la modella Felice Nova Noordhoff, in abito senza maniche completamente ricoperto di frange. Yoshitaka Amano disegna il ritratto delicato di Lindsey Wixson in abito di seta azzurro e choker di pelle al collo.

Fondo Tullio De Mauro, riparte ‘Il potere delle parole’Al via il 14 gennaio a Torino con l’ex partigiano Bruno Segre

TORINO04 gennaio 202017:21

– Il Fondo De Mauro, presieduto dalla sociologa Chiara Saraceno, ricorda il linguista Tullio De Mauro, nell’anniversario della morte avvenuta il 5 gennaio scorso, con la nuova edizione del progetto Il potere delle parole. Agli incontri, al via il 14 gennaio, parteciperanno Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, gli scrittori Hamid Ziarati di origini iraniane, Nicola Brunialti e Christian Raimo, la professoressa Eva Cantarella, il giornalista Rai Antonio Sgobba, l’ex partigiano ultracentenario Bruno Segre.
L’obiettivo è ragionare su come cambia il significato dei vocaboli nel tempo, con accademici, intellettuali, rappresentanti del volontariato, di quello produttivo, delle istituzioni. Tutti gli incontri si svolgeranno in via dell’Arsenale 27 a Torino, dalle 18,30.
Ignoranza, libertà, Costituzione, uguaglianza, empatia e resistenza sono le parole al centro della nuova edizione. Ogni ospite si prenderà cura di una parola e poi scriverà un testo che verrà pubblicato nella seconda edizione del ‘Dizionario che cura le parole’, edito dal Fondo Tullio de Mauro, con il sostegno dalla Fondazione Crt. Uno strumento destinato soprattutto alle scuole.
“Le parole non giacciono morte o mummificate ma si riempiono di sensi per ogni parlante che le usa in produzione o le interpreta in ricezione, o ancora le presenta e ne discute al Fondo che porta il nome di Tullio, che di parole si è sempre occupato”, osserva Silvana Ferreri, moglie di Tullio De Mauro.

Cinque anni senza Pino DanieleCommovente post figlia, sui social da Venditti a Zampaglione

04 gennaio 202020:02

Cinque anni senza Pino Daniele. Senza la sua musica struggente tra blues e pop, senza la sua poesia che non aveva confini di lingua né di territori. Se ne è andato troppo presto, Pino, tradito dal suo cuore malandato la sera del 4 gennaio 2015.
“Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più. Il dolore piano piano si sta trasformando in forza, con la consapevolezza che ogni giorno che passa assomiglio sempre di più a te”, lo ricorda con un tenero messaggio Sara, una delle figlie, su Instagram, accompagnato da una fotografia in bianco e nero che li ritrae insieme, lei bimba innamorata del babbo. Ma il suo dolore intimo e familiare, è anche dolore collettivo che si moltiplica e si allarga a macchia d’olio sui social, coinvolgendo amici, colleghi e fan.
Tra i tanti a dedicare un pensiero nel giorno della ricorrenza è Antonello Venditti su Facebook, in giro per le strade di Roma. “Ricordo quando seppi della sua morte: ero tornato da un viaggio lungo e la prima notizia che ricevetti fu quella. Mi ricordo lo sgomento e l’incazzatura”.
Federico Zampaglione pubblica invece un video in cui, voce e chitarra, canta “Alleria”, un brano del 1980: “La tua musica è sempre stata e sarà per sempre… Manchi Pinù”. Gigi D’Alessio posta una foto che li ritrae insieme. Lo ricordano anche Massimo Ranieri e il rapper Clementino.

Il commovente post di Sara Daniele in ricordo del papà ‘Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più’

04 gennaio 202014:03

Commovente post su Instagram di Sara Daniele in ricordo del papà: ‘Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più. Il dolore piano piano si sta trasformando in forza, con la consapevolezza che ogni giorno che passa assomiglio sempre di più a te’, scrive la figlia del cantautore scomparso 5 anni fa.

Golden Globes, vegani e tra polemiche, chi vincerà?Netflix in testa tra 25 premi, nessuna donna candidata a regia

NEW YORK04 gennaio 202016:48

Se anche Joaquin Phoenix non strapperà il premio come migliore attore nella notte tra il 5 e il 6 gennaio ai Golden Globes, la star di “Joker”, che e’ anche un attivista per i diritti degli animali, uscirà soddisfatto dalla serata al Beverly Hilton: per la prima volta nei 77 anni di storia dei premi, il menu’ sara’ interamente vegano.
La scelta della Hollywood Foreign Press, ha spiegato il presidente Lorenzo Soria, e’ all’insegna della sostenibilita’ e della lotta al cambiamento climatico. Nella serata in onda negli Usa su Nbc e in Italia in diretta esclusiva su Sky ( dalle 00:55 alle 05.30 su Sky Atlantic e Sky TG24) sono in palio 25 premi spesso considerati precursori degli Oscar. Padrone di casa per la quinta volta non consecutiva il comico britannico Ricky Gervais, i Golden Globes 2020 arrivano tra le polemiche: a dispetto dell’ultimo studio della University of Southern California secondo cui nella top 100 ai botteghini i film di registe donne sono in netta ascesa, nessuna donna e’ stata candidata al premio per la miglior regia. Stando alle nomination, Netflix potrebbe rubare il mazzo grazie alle sei candidature di Storia di un matrimonio (Marriage Story), le cinque di “The Irishman”, ai “Due Papi” e alla commedia con Eddie Murphy “Dolemite Is My Name”. Per la tv guidano il gruppo “Chernobyl” (Hbo), “The Crown” e “Unbelievable” (entrambi Netflix) con quattro candidature a testa. Per il miglior regista la battaglia sembra essere tra Martin Scorsese, Quentin Tarantino con “C’era una volta a Hollywood” (una delle cinque nominations) e il coreano Bong Joon Ho per “Parasite”, quest’ultimo superfavorito comunque per il miglior film straniero.  CALCIO SPORT

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Morta la scrittrice e regista Lorenza Mazzetti
Testimone strage nazista Einstein. Premiata per Il cielo cade

FIRENZE04 gennaio 202018:29

– E’ morta a Roma, a 92 anni, la scrittrice e regista Lorenza Mazzetti. Fu vincitrice del premio Viareggio Opera prima nel 1961 con il ‘Cielo cade’ (ed.
Garzanti), autore di altri libri e anche di film. La sua vicenda personale la vide nel 1944 superstite con la sorella gemella Paola della strage nazista di Focardo di Rignano sull’Arno (Firenze), paese dove viveva dopo esser stata adottata con la gemella Paola da Robert Einstein, cugino dello scienziato Albert Einstein di cui Hitler aveva ordinato lo sterminio di familiari e parenti. Un anno dopo quell’eccidio Robert Einstein si suicidò. Dando notizia della morte su Fb il sindaco di Rignano Daniele Lorenzini scrive: “Rignano piange la scomparsa di una delle sue cittadine. Poche ore fa infatti ci ha lasciato Lorenza Mazzetti, sopravvissuta alla strage della famiglia Einstein, che ha sempre avuto nella sua vita un legame forte e indissolubile con la nostra comunità. Da Sindaco ho avuto l’onore di poterle conferire la cittadinanza onoraria del Comune di Rignano sull’Arno assieme alla gemella Paola”.

Musica: premio Ciampi Livorno speciale a Cristiano De AndrèIn concerto il 19 gennaio con La Crus e Omar Pedrini

LIVORNO04 gennaio 202019:09

– Il Premio musicale Ciampi celebrerà domenica 19 gennaio 2020 i 40 anni dalla scomparsa di Piero Ciampi, poeta e cantautore, nato a Livorno nel 1934.
Assegnato il premio speciale, che andrà a Cristiano De André, nelle altre categorie riconoscimenti vanno al poeta Haydar Ergülen per la sezione straniera e a Giulia Rusconi per quella italiana. Evento clou della manifestazione, che si svolgerà dal 17 al 19 gennaio, un concerto al Teatro Goldoni. In quella sede, serata finale, si esibiranno Cristiano De André, La Crus, Omar Pedrini, l’Orchestra multietnica di Arezzo con Andrea Scanzi e Paolo Benvegnù e l’Andrea Pellegrini Trio di Livorno.
L’iniziativa, intitolata ‘Piero Ciampi ieri, oggi e domani’ avrà un prologo a Genova giovedì 16 gennaio con il dibattito ‘Piero Ciampi e Genova, un’affinità inevitabile’, realizzato in collaborazione con via del Campo 29r e “la casa dei cantautori genovesi”. Le celebrazioni proseguiranno il 17 e 18 in vari luoghi di Livorno (oltre alla Galleria Gennai di Pisa) e si concluderanno domenica 19 gennaio con la consegna dei premi L’Altrarte e Valigie Rosse, mentre la serata finale si terrà al Teatro Goldoni.

Don Matteo storia di 20 anni, numeri e attori oggi star Borghi, Micaela Ramazzotti, Mastronardi, Insinna, Rohrwacher

04 gennaio 202020:25

Don Matteo, giunto nel 2020 ai venti anni dalla sua prima messa in onda, è la serie che riesce a riunire davanti alla Tv un pubblico diversissimo per età, livello di istruzione ed estrazione sociale; un vero fenomeno televisivo. Terence Hill torna nei panni del prete detective in bicicletta e tonaca con 10 prime serate con la 12ma stagione in prima visione su Rai1 dal 9 gennaio 2020.
Un format tutto italiano, andato in onda la prima volta il 7 gennaio 2000 su Rai1 prodotto da Lux Vide Italia per Rai Fiction . La serie è stata una delle più seguite di sempre nella storia della fiction italiana (7 mln di spettatori e 27% share in media dalla prima alla 11esima stagione) ed è sempre più apprezzata in tutto il mondo, dalla Francia alla Finlandia, dall’America all’Australia. Adattato anche in Russia.
Le dodici stagioni di Don Matteo vantano circa 1600 ore di trasmissione, 245 episodi e la collaborazione con 12 registi. In Don Matteo, all’inizio della loro carriera, hanno recitato attori oggi noti ed affermati come: Alessandro Borghi (Don Matteo 5), Micaela Ramazzotti (Don Matteo 1), Alessandra Mastronardi (Don Matteo 5) Alba Rohrwacher (Don Matteo 4) e Giacomo Ferrara (Don Matteo 10).
Per questo, dopo tutti questi anni, invece di invecchiare Don Matteo ringiovanisce, si rinnova e, continua ad essere amatissimo dal pubblico(la prima puntata di Don Matteo 11 ha raccolto 8,5 mln di telespettatori), anche da quello più giovane (share 35,2% sui giovani 15-19 anni nella prima serata di Don Matteo 11). Questo è Don Matteo oggi: la serie più longeva della Tv italiana, ma allo stesso tempo una serie giovanissima.
Il segreto di un successo così duraturo sta nella capacità della serie di cambiare per rimanere sempre contemporanea nel racconto della società, crescendo insieme al suo pubblico, ma rimanendo, in fondo, sempre uguale.
Nei venti anni di storia della serie, a capo della caserma dei carabinieri si sono succeduti tre diversi capitani: Anceschi (Flavio Insinna), Tommasi (Simone Montedoro), fino al recente ingresso nella serie di Olivieri (Maria Chiara Giannetta), il primo capitano donna della storia della serie. Con al comando della nostra Caserma una donna, attraverso gli occhi stupiti e i modi impacciati del nostro Maresciallo Cecchini (Nino Frassica), Don Matteo si mette al passo coi tempi e aiuta il grande pubblico della televisione generalista ad affrontare i temi legati alla parità di genere e al confronto nel mondo del lavoro.
Nel corso di questi venti anni ad evolversi sono state anche le forme del racconto, che è cambiato insieme al suo pubblico. Se in origine il format della serie era esclusivamente verticale, incentrato su casi gialli autoconclusivi all’interno di ogni singolo episodio, risolti da Don Matteo in collaborazione-competizione con i carabinieri, con il passare delle stagioni (e in particolare a partire dalla sesta), sono stati gradualmente introdotti elementi orizzontali alle diverse puntate: storie d’amore, casi gialli, storie che coinvolgono i teen e molto altro, permettendo al racconto di raggiungere fasce di pubblico più ampie e rispondendo allo stesso tempo ai nuovi bisogni di un’audience abituata a serie “lunghe”, da seguire fedelmente settimana dopo settimana. Don Matteo è diventata nel tempo una serie in grado di mescolare generi diversi, dal giallo alla love story, dal family al racconto teen, fino alla commedia.

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ALLE 13:09 DI SABATO 04 GENNAIO 2020

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Il 5 gennaio torna la domenica gratuita
Da Pompei al Colosseo, dalla Reggia di Caserta agli Uffizi

03 gennaio 2020 09:41

– Lungo fine settimana dedicato all’arte: con la #domenicalmuseo il 5 gennaio l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti – ricorda il ministero dei Beni culturali e del Turismo in una nota – è visibile su www.beniculturali.it/domenicalmuseo. Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del Mibact sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana.

Il ciarlatano seduttore di Isaac SingerGran romanzo inedito su diaspora ebraica a NY durante la guerra

03 gennaio 202011:46

– ISAAC BASHEVIS SINGER, ”IL CIARLATANO” (ADELPHI, pp. 268 – 20, 00 euro – Traduzione di Elena Loewenthal) – ”Mentre lui si rendeva ridicolo cacciandosi in avventure sentimentali con donne mature, migliaia giovani morivano in guerra. Chissà quanti ebrei soffrivano nei campi di concentramento e nei ghetti” si dice Hertz Minsker, addentando un panino in un bar di New York inizio anni Quaranta, autocommiserandosi ipocritamente per giustificare la propria inettitudine, il vivacchiare alle spalle di un amico ricco e principalmente delle sue donne e di una moglie che va a fare l’operaia in fabbrica, pur essendo uomo erudito e colto cabalista che potrebbe impegnarsi scrivendo e insegnando.
Herst, pur costruito con più leggerezza, non è diverso dall’Herman Broder di ‘Nemici’, altro romanzo dello scrittore Isaac B. Singer, scritto come questo una decina di anni prima di ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1978 e pubblicato a puntate settimanali sul quotidiano yiddish di New York, fino a oggi inedito in volume e ora per la prima volta pubblicato da Adelphi, come già accaduto per ‘Keyla la Rossa’.
Questi ebrei polacchi arrivati in America per sfuggire al nazismo raccontati da Singer sono come allo sbando. Ma ci sono anche quelli che appena sbarcati si dicono ”L’America non fa per me” ma finiscono per sguazzarvi come fossero sempre a Varsavia, adattandosi bene tanto che si sono anche arricchiti e hanno una buona posizione. Questi ultimi però hanno un qualche vago senso di colpa e molto rispetto per la loro cultura ebraica originaria che hanno un po’ tradito, così che inconsciamente non vedono l’ora di aiutare qualche Rabbi o studioso dei sacri testi, come appunto Hertz, che si dice avesse conosciuto Alfred Adler e Martin Buber e pare fosse stato in corrispondenza con Freud e Bergson oltre a essere impegnato nella scrittura di un saggio fondamentale, che però cresce senza mai prendere una forma e trovare un senso, mentre il suo impegno principale è tradire la moglie Bronia con la moglie Minna del suo miglior amico e sostenitore Morris Kalisher, e occasionalmente anche con altre donne. Attorno a loro, cameriere seducenti, scrittori senza qualità, trafficanti di quadri falsi, tutti in cerca oltreoceano di qualcosa o qualcuno cui aggrapparsi. Un mondo senza senso di miseri esseri umani di cui, ”se c’era qualcuno che si beffava, era proprio Lui, il Dio dell’universo – si disse Hertz – Un Dio onnipotente… che concentrava i suoi sforzi su un patetico pungo di minuscole creature e le caricava di passioni, di peccati, di paure e castighi. Perché non aveva scelto di tormentare qualcuno delle Sue dimensioni?”.
La mistificazione, reale e esistenziale, è un po’ la caratteristica di questo uomo senza qualità, e nel romanzo ha la sua forza esemplare nelle truffaldine sedute spiritiche che conduce Bessie, padrona della casa che ospita Hertz, grande, impenitente e consapevole bugiardo che ama dire di sé ”Sono un ciarlatano”, ma poi ha spesso il pensiero, subito sepolto, di quelle stelle gialle che in Europa sono costretti a portare gli ebrei.
Così, tra donne, di cui non riesce a fare a meno e quindi non sopporta, che perde e cerca di riconquistare in un gioco di necessità per sfuggire se stesso e la propria solitudine, che lascia e ricerca anche quando sembrano inviperite per aver scoperto i suoi tradimenti, conduce una vita apparentemente normalissima e di pura sopravvivenza, in realtà movimentatissima. Le sue giornate, magari in cerca di un bar in cui riparare e talvolta un posto dove dormire, sono piene di imprevisti, colpi di scena e sorprese, scarti e vere e proprie fughe da cui torna con la coda tra le gambe e senza riuscire a approfittare delle occasioni vere che gli si presentano, come quando è chiamato a insegnare alla Black River University da un miliardario invaghitosi delle sue teorie sulla Natura Umana e le sue idee filosofiche su Leibniz, Dio e la religione. Anzi, quello è il momento in cui tutto sembra precipitare e impedirgli finalmente di fare ciò che in cuor suo vuole invece evitare. Una vicenda comica e grottescamente tragica nel cercar di sopravvivere comunque tra bisogno d’amore e paura, sensi di colpa, vitalità e inettitudine di vivere, eros come fuga dal senso della fine, ma anche con quello sguardo ironico ebraico autolamentoso cui ci ha abituati uno come Woody Allen e con una serie di interrogativi assoluti senza risposta: ”Se c’era un Dio, cosa pensava di lui, l’intellettuale corrotto, il seduttore? E se non c’era nessun Dio, cosa restava da sperare a Hertz, uomo anziano con un piede nella fossa?”.

Loach racconta i nuovi schiavi del deliveryEsce l’odissea di Rick in Sorry We Missed You

03 gennaio 202011:47

Prima di fare un acquisto on line o farvi recapitare un pranzo a domicilio o usare le consegne per qualcosa bisogna pensarci bene. Dal 2 gennaio è in sala Sorry We Missed You e sarà un po’ più difficile essere disinvolti in tema delivery: il nuovo film di Ken Loach è un pugno nello stomaco e non lascia indifferenti. Racconta la discesa negli inferi della working class ridotta a schiavitù nell’illusione turbocapitalista e quello che capita al protagonista Ricky e alla sua famiglia ridotta in breve sul lastrico potrebbe accadere a tutti. Sì ma come avrà votato il padroncino del camioncino delle consegne vessato dall’azienda vessata a sua volta? La domanda è lecita dopo l’esito delle elezioni in Gran Bretagna con la schiacciante vittoria dei tory di Boris Johnson.
Ken Loach, l’irriducibile maestro inglese, cantore delle sventure della classe operaia sin dai primissimi film per la Bbc due volte Palma d’oro a Cannes (Il vento che accarezza l’erba, nel 2006 e Io, Daniel Blake nel 2016) in Sorry We Missed You, scritto con il grande Paul Laverty ambienta la nuova storia nella provincia inglese, proprio quella che ha fatto vincere Boris Johnson. Non più contratti regolari, non più assicurazioni, l’illusione di mettersi in proprio e la realtà di venire stritolati da un infernale meccanismo di competizione, deregulation, assenza di diritti elementari. Persino fare pipi’ e’ un lusso: si ferma il camioncino delle consegne e si fa nella bottiglia, neanche un minuto e si riparte, perché tutto e’ tracciato, tutto e’ una performance obbligata. E’ un j’accuse alla società’ in rovina, ad una disgregazione sociale che sembra ormai ad un passo dal baratro definitivo quella che racconta questo film potentissimo con attori non attori ma poveri cristi.
Ricky (Kris Hitchen) è un uomo di mezz’età costretto a ricominciare da capo dopo aver perso il lavoro come tanti.
Mettersi a fare il freelance per le consegne dei pacchi può essere un’idea: il delivery impazza anche a Newcastle, si compra su Amazon qualunque cosa e qualcuno te la deve recapitare.
Peccato che il camioncino costi una follia e che il manager dell’agenzia, sottolineando che è lavoro in proprio, sia a capo di fatto di un’organizzazione di consegne ad orologeria che non ammette altro e per cui non ci sono ferie, non ci sono emergenze, non ci sono diritti, altrimenti la competizione fa fallire anche lui.
Tutto costa a Ricky e il lavoro è fonte di stress e guai, quelli più piccoli (il destinatario del pacco che non si fa trovare) fino a quelli più grandi (il furto del prezioso scannerizzatore delle consegne). Ma intanto è un lavoro e pazienza se bisogna vendere l’utilitaria di Abby (Debbie Honeywood, ipoteca la Palma) che andrà in bus a fare il suo lavoro: custodire per un’agenzia che non paga straordinari le persone in difficoltà, anziani, disabili. Lei ha una regola: trattare tutti come fossero suoi parenti con dolcezza e calore.
A casa ci sono anche i due ragazzi, la dolce Liza di 10 anni (Katie Proctor) e l’adolescente ribelle Seb (Rhys Stone).
E’ una famiglia modesta, ma l’amore tra loro è la vera forza dirompente in una vita di fatica e abbrutimento, miserabile.
Forse persino un anticorpo. Ma le cose non sono lineari, il ragazzo si mette nei guai, viene sospeso a scuola, ha discussioni con il padre: il conflitto familiare esplode ma il lavoro deve venire prima di tutto, chi paga altrimenti le rate del van?

San Zalone ha rifatto il miracolo, in due giorni sfiora 14 milioni è recordValsecchi, è vero fa ridere di meno, ma emoziona di più

03 gennaio 202013:54

Il miracolo di San Zalone si è ripetuto: Tolo Tolo il nuovo film di Luca Medici, atteso come la liquefazione del sangue di San Gennaro dagli esercenti di tutta Italia e ovviamente dagli spettatori orfani dei cinepanettoni di una volta e desiderosi di divertirsi a Natale, forse anche di immedesimarsi, con le imprese del personaggio di Checco, l’italiano medio/mediocre dedito all’arte di arrangiarsi come un Alberto Sordi degli anni Duemila, ha sbancato. E battuto se stesso: uscito il 1 gennaio a tappeto in 1200 sale il film, distribuito da Medusa e diretto per la prima volta dallo stesso Zalone, al primo giorno ha sfiorato gli 8,7 milioni di euro, diventando il film con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione e superando il precedente record di Quo Vado (7,3 milioni). Al secondo ha incassato quasi 5 milioni raggiungendo in due giorni poco meno di14 milioni di euro.
Cinema sold out, prenotazioni online in tilt come per una finale di mondiali di calcio: Luca Medici non commenta i suoi successi, ci medita sopra. Il produttore Pietro Valsecchi che di Medici è uno dei due padri cinematografici (lo scopritore fu Gennaro Nuziante, regista dei primi film quando Checco faceva le parodie a TeleNorba, mentre storicamente fu il figlio di Valsecchi a segnalare al padre le performance neomelodiche su Youtube) parla di “risultati entusiasmanti che ripagano di due anni faticosi e difficili, perché il progetto di Luca Medici era ambizioso e la scelta di debuttare alla regia mi era stata sconsigliata da tutti, oggi invece è una scommessa vinta.
Luca aveva una grande responsabilità: il nuovo film atteso da tutti e l’esordio alla regia. Questo record se lo merita: ha dato l’anima per Tolo Tolo, sul set lo chiamavo ‘precisetto’, non soprassedeva su nulla, voleva ogni scena perfetta come l’aveva in mente lui”. Ieri Valsecchi si è intrufolato all’uscita di alcuni cinema per ascoltare in incognito i commenti e dice di aver sentitolo solo cose entusiastiche.
Però rispetto ai precedenti Zalone, che era comico pure nel trattare argomenti sociali come la crisi del lavoro, qui, con una tematica altrettanto attuale come il fenomeno dei migranti, si ride molto meno: “è vero si ride di meno ma ci si emoziona di più – risponde Valsecchi – e anche su questo si è preso un bel rischio, e io da produttore con lui. Luca dice ‘non sono più il comico di 10 anni fa, sono cambiato, cresciuto e il mio sguardo è un altro’. Il pubblico ha capito e apprezzato e il passaparola sono sicuro che funziona anche questa volta”. Se il film ha avuto critiche varie, più o meno positive, il cortometraggio animato che chiude Tolo Tolo è piaciuto a tutti e chissà non divenga spin off di qualcos’altro, magari di un musical.
E le polemiche sui social di istigazione al razzismo? “Lasciano il tempo che trovano. I social sono un megafono, ma decidiamo noi a chi rispondere e con chi litigare e abbiamo deciso con nessuno”. Tolo Tolo, con il suo 1 milione 174 mila presenze del 1 gennaio, guida ovviamente gli incassi ed una top ten, come rileva il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, “con tante presenze italiane, segno di vitalità del nostro cinema”. Oltre a Zalone ci sono il Pinocchio di Garrone, Il Primo Natale di Ficarra e Picone e La Dea Fortuna di Ozpetek.
Quanto ai precedenti film di Zalone, ecco un ripasso della marcia trionfale del box office: Il primo film del comico e musicista di Bari, Cado dalle Nubi (2009) incassò 14 milioni 084 mila euro (il primo giorno, il 27 novembre 401.278); il secondo, Che bella giornata (2011) incassò 43 milioni 475 mila euro (il primo giorno, il 5 gennaio, 2.722.367); il terzo, Sole a catinelle (2013) incassò 51 milioni 948 mila euro (il primo giorno, il 31 ottobre 2.354.057), il quarto infine, Quo Vado (2016) raggiunse 65 milioni 365 mila euro (il primo giorno, 1 gennaio 7.360.192).

Capitale italiana della cultura, 44 città candidate per il 2021Mibact, entro il 2 marzo i dossier di candidatura

GENOVA03 gennaio 202013:06

– Sono 44 le città candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2021. Lo comunica il Mibact segnalando che entro il 2 marzo vanno presentati i dossier di candidature. Regione per regione le candidature sono: in Abruzzo l’Aquila; in Basilicata Venosa; per la Calabria Tropea. Per la Campania , Capaccio Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano. Per l’Emilia Romagna Ferrara, l’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. E ancora, in Friuli Venezia Giulia Pordenone, in Lazio Arpino e Cerveteri, in Liguria Genova e in Lombardia Vigevano. Nelle Marche Ancona, Ascoli Piceno, Fano; in Molise Isernia; mentre in Piemonte si candida Verbania. Candidate in Puglia Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani, l’Unione Comuni Grecia Salentina. In Toscana Arezzo, Livorno, Pisa, Volterra. In Sardegna Carbonia e San Sperate. In Sicilia Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli e Trapani; infine in Veneto in lizza Belluno, Feltre, Pieve di Soligo, Verona.

Io scrivo, un laboratorio per vincere la malattiaCon D’Errico su Rai3, 12 pazienti oncologiche a scuola scrittura

04 gennaio 202011:21

“Tutte noi che siamo in quest’aula abbiamo avuto la stessa diagnosi. Tutte noi possiamo pronunciare le stesse parole e capirne il significato”. Parte da qui il nuovo viaggio di Matilde D’Errico, scrittrice, regista, per Rai3 autrice di “Amore criminale” e conduttrice di “Sopravvissute” (entrambi di ritorno dal 19 gennaio), ora al centro di “Io scrivo. Cronache dal pianeta cancro”, docu-film tratto dal laboratorio di scrittura che lei stessa ha realizzato per le pazienti oncologiche del Policlinico Gemelli di Roma, in onda il 4 gennaio, in prima serata, sempre sulla terza rete.”Tutto nasce dalla mia esperienza personale”, racconta la D’Errico che nel 2016, “durante un normale controllo”, scopre e affronta un tumore al seno. “La prima emozione? Paura, paura di morire”, ammette. Ma proprio durante le cure e i controlli l’autrice conosce il reparto di Terapie integrate del Gemelli dove “accanto ai protocolli medici ufficiali se ne affiancano altri per migliorare la vita delle pazienti. Così ho proposto alla onlus Susan G. Komen Italia di realizzare un laboratorio di scrittura per le pazienti oncologiche, perché scrivere – riflette – significa riconoscere le emozioni forti che genera l’incontro con la malattia. E imparare a governarle”. Una classe speciale che è tornata sui banchi per studiare regole di drammaturgia e manuali di scrittura, la cui esperienza – tuttora in corso con un secondo laboratorio – è diventata poi il docu-film che oggi racconta il viaggio di dodici donne con cancro al seno, la vita dei medici e degli infermieri che le hanno in cura al reparto di Senologia del Gemelli e le attività della onlus Susan G. Komen Italia da sempre impegnata nella lotta a questa malattia. “Dodici donne – prosegue l’autrice – che probabilmente non si sarebbero mai incontrate nella vita ‘normale’: dalla carabiniera della forestale alla psicoterapeuta, una casalinga, l’impiegata amministrativa, l’insegnante di inglese, due funzionari pubblici. C’è chi è sposata, chi ha figli. Chi per la prima volta ha pronunciato la parola ‘cancro’, chi in questa battaglia si è sentita più forte di prima. Ma tutte nel laboratorio hanno scoperto di avere un patrimonio comune. Fra di noi possiamo pronunciare le stesse parole e capirne il significato”. La scrittura diventa così strumento per tracciare confini, mettere distanza, conoscere sé stessi anche in una fase delicata come la malattia e la cura. Partendo dalla propria esperienza, lezione dopo lezione, la D’Errico insegna a queste donne a raccontarsi, perché attraverso la scrittura si esternano e comunicano, in modo intimo, emozioni, paure, sensazioni, riflessioni. E si sconfigge il senso profondo di solitudine che spesso si sperimenta nella malattia. Non a caso, la scelta di quel titolo.”‘Io scrivo’ è come dire ‘Io esisto’, ‘io ci sono’ – prosegue la D’Errico – Io stessa nel mio percorso ho scritto molto, a mano, così come ho chiesto nel laboratorio, perché fosse uno sforzo anche fisico. Non so cosa farò di quegli scritti. In parte li ho raccontanti nel laboratorio”. Perché un docu-film? “La speranza è che oltre alla vita delle pazienti e dei medici, possa divulgare messaggi importanti. Innanzitutto, la prevenzione. E poi, quanto sia fondamentale cogliere la propria fragilità, permettersi di avere paura, ma vivere la malattia come occasione per conoscersi. Con le pazienti – conclude – abbiamo lavorato sul Viaggio dell’eroe di Vogler. Ecco, come quell’eroe deve superare delle prove fino ad arrivare alla caverna più recondita, penso che anche con una diagnosi di cancro al seno devi arrivare lì, sfiorare con la mano il muro della caverna e poi mettercela tutta per testimoniare che si può tornare indietro e sopravvivere”.

Striscia la notizia riparte con Ficarra e PiconeDa martedì 7 gennaio alle 20.35 su Canale 5 torna il tg satirico

03 gennaio 202013:42

– Da martedì 7 gennaio, Ficarra e Picone tornano a condurre Striscia la notizia (su Canale 5 alle 20.35). Il duo comico raccoglie il testimone da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, in una stagione in cui il tg satirico di Antonio Ricci – sottolinea una nota – ha conservato la leadership in access prime-time sul pubblico 15-64 anni e ha introdotto per la prima volta in Italia l’uso della tecnologia deepfake in tv.
Dal set al bancone più famoso della tv italiana: per i comici siciliani reduci dal successo al botteghino per “Il primo Natale” (film italiano più visto di tutto il 2019), si tratta della sedicesima stagione consecutiva alla guida di Striscia la notizia. Salvatore Ficarra e Valentino Picone hanno debuttato alla conduzione dello storico varietà dell’access prime-time di Canale 5 nella stagione 2004/2005 e a oggi sono arrivati a quota 1098 puntate.

Le Iene, nuovo preserale dal 7/1, poi prime time dal 13/2Ieneyeh striscia quotidiana dedicata al meglio ultimi 20 anni

03 gennaio 202013:51

– La stagione 2020 de “Le Iene” comincia con una novità: da martedì 7 gennaio infatti parte “Ieneyeh”, la nuova striscia quotidiana targata “Le Iene” con il meglio di oltre 20 anni di trasmissione, reportage e studio con ospiti che hanno contribuito alla storia del programma. Uno spin off in day time in onda su Italia1 dal lunedì al venerdì, dalle 19.20 alle 20.20, dedicato alle Iene storiche e ai conduttori dello show – da Simona Ventura ad Enrico Lucci, da Luciana Littizzetto a Luca e Paolo – e ai loro servizi di cronaca e attualità, inchieste, interviste ma anche scherzi e curiosità, dal 1997 fino ad oggi.
“Sarà un viaggio attraverso i vent’anni di messa in onda, con i servizi che meglio hanno raccontato la storia dell’Italia e che celebrano il meglio di tutta l’attività giornalistica, e non, della trasmissione”, spiega Davide Parenti, ideatore del programma. “Ripercorreremo 20 anni di storia d’Italia attraverso l’archivio di tutti i nostri servizi. Ieneyeh: un tuffo nel nostro passato per capire meglio il nostro presente”.
Il giovedì, a partire dal 13 febbraio, ricomincia “Le Iene Show”, in diretta e in prima serata, su Italia 1. La conduzione è affidata, a rotazione, al trio tutto al femminile formato da Nina Palmieri, Roberta Rei e Veronica Ruggeri e a quello maschile composto da Giulio Golia, Filippo Roma e Matteo Viviani. Da martedì 25 febbraio, sempre in prime-time, torna il consueto doppio appuntamento settimanale che vede al timone del programma Alessia Marcuzzi e Nicola Savino, con la Gialappa’s Band.

La legge del sognatore, Pennac omaggia FelliniTesto diventa spettacolo con scrittore a Milano,Torino e Rimini

03 gennaio 202014:03

– DANIEL PENNAC, LA LEGGE DEL SOGNATORE (Feltrinelli Editore, pp.160, 14 euro; traduzione di Yasmina Mélaouah). Un omaggio fatto di sogni, di parole e di emozioni è quello che Daniel Pennac ha pensato per ricordare Federico Fellini a 100 anni dalla nascita con il suo nuovo libro dal titolo “La legge del sognatore” (Feltrinelli Editore), in libreria dal 16 gennaio. Oltre a concepire una storia che sottolinea la potenza e la libertà dei sogni, Pennac, da sempre grande appassionato del regista riminese e della sua visionarietà, ha pensato di trasformare il libro in una lettura teatrale: lo spettacolo, in coproduzione con Intesa Sanpaolo, sarà in scena Milano al Piccolo Teatro Strehler lunedì 20 gennaio (sul palcoscenico a cui tutto il progetto si è ispirato), a Torino all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo il 21 e a Rimini al Teatro Galli il 22. Quest’ultimo appuntamento si inserisce nella settimana di festeggiamenti promossa dal Comune di Rimini per il compleanno di Fellini, che proprio il 20 gennaio 2020 avrebbe compiuto un secolo.
“E il progetto teatrale sulla risurrezione di Fellini è la cosa più reale di tutta questa storia. Dopo averlo sognato, non solo l’ho ideato, ma l’ho raccontato agli attori della nostra troupe, alla nostra banda italiana del Funaro, nonché al mio amico Gianluca che mi ha proposto di parlarne alla direzione del Piccolo”, ha dichiarato Pennac. Inoltre prima di questi impegni, il 19 gennaio a Bologna, lo scrittore sarà alla Biblioteca Salaborsa insieme Silvia Avallone per incontrare i lettori. POLITICA  Home Mappa del sito TECNOLOGIA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Panariello-Conti-Pieraccioni chiudono a Montecatini
Dopo spettacoli da ‘tutto esaurito’ a Firenze tour va verso fine

MONTECATINI TERME03 gennaio 202014:29

– Il 24 e 25 gennaio andranno in scena al Teatro Verdi di Montecatini Terme (Pistoia) gli ultimi due spettacoli de ‘Il Tour’ con Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni. Per l’occasione sono previste riprese televisive. Sarà, questo, un congedo in grande stile per uno spettacolo amato in tutta l’Italia. Ancora ‘viva’ la festa al palasport Mandela Forum di Firenze, tutto esaurito, per festeggiare il Capodanno con il loro show dove il trio ha accolto il 2020 con oltre 5.000 spettatori e a mezzanotte 1.000 bottiglie di spumante sono state stappate per dare il benvenuto al nuovo anno. Gli spettacoli portano numeri da record: dal 27 al 31 dicembre solo a Firenze hanno fatto registrare 23.000 presenze con quattro date completamente sold out e ben 130.000 la stagione precedente solo nel capoluogo toscano. Le altre date di gennaio 2020 sono Milano (il 15 agli Arcimboldi), Bari (il 17 al Teatro Team); Roma (il 20 al Teatro Brancaccio).

Morte della democrazia, come Hitler conquistò il potereLa storia raccontata da Benjamin Carter Hett come un romanzo

03 gennaio 202014:53

– BENJAMIN CARTER HETT, MORTE DELLA DEMOCRAZIA. L’ASCESA DI HITLER E IL CROLLO DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR (Einaudi, pp.324, 30 Euro) È il racconto appassionante di una delle pagine di storia più feroci e drammatiche del XX secolo “Morte della democrazia”, l’ultimo libro di Benjamin Carter Hett (Einaudi, con la traduzione di Anna Tagliavini e Maria Baiocchi) dedicato alla presa del potere da parte di Hitler nella Germania degli anni ’30. Professore di storia alla City University di New York, l’autore ha il talento della narrazione e riesce a raccontare i grandi avvenimenti storici in modo avvincente e senza sminuirne la complessità, strutturando il libro come un romanzo.
Il racconto ha inizio il 27 febbraio 1933, in quella che Benjamin Carter Hett definisce “l’ultima notte della Repubblica di Weimar”: come in un thriller sfilano i personaggi principali e gli eventi cardine di una vicenda che va avanti con rigore scientifico e a ritmo sostenuto, fondendo i fatti a elementi di fiction che “colorano” la narrazione. Mostrando quanto sia fragile la democrazia quando chi è al potere non la rispetta, lo scrittore svela i retroscena del tragico avvento del nazismo: per il pubblico una lettura istruttiva, attuale e coinvolgente, grazie a un registro narrativo capace di tenere incollato il lettore alla pagina.

Musica: ‘Capricci’ Paganini per inaugurazione di Parma 202011/1 Prima assoluta partitura violino-orchestra de La Toscanini

BOLOGNA03 gennaio 202016:24

– Una prima assoluta con la partitura dei 24 ‘Capricci’ di Paganini per violino e orchestra sinfonica realizzata da Roberto Molinelli. Così la Filarmonica ‘Arturo Toscanini’ inaugurerà sabato 11, all”Auditorium Paganini’, le celebrazioni per ‘Parma Capitale della Cultura Italiana 2020’. A dirigere l’orchestra lo stesso Roberto Molinelli mentre il violinista russo Yuri Revich con il suo Stradivari del 1709 – prestito della Goh Family Foundation – sarà il solista impegnato a suonare i 24 funambolici pezzi nella nuova versione.
A spingere ‘La Toscanini’ a proporre i ‘Capricci’ per l’inaugurazione di Parma 2020, i duecento anni dalla loro pubblicazione che ricorrono nel 2020 e il forte legame tra Paganini e la città emiliana dove il compositore è sepolto nel cimitero della Villetta e dove era stato convocato, nel 1843, alla corte della duchessa Maria Luigia per la riorganizzazione della Ducale Orchestra di Corte.
“Quando nel 1820 Paganini li pubblicò – spiega Molinelli riferendosi ai ‘Capricci’ e al lavoro dell’orchestra – li aveva raccolti in tre volumi: i primi sei, poi gli altri sei, e successivamente i dodici rimanenti, e così ho impostato il mio lavoro. Alla base – aggiunge – vi è la sfida lanciata dai ‘Capricci’ all’esecutore che ho raccolto nell’orchestrarli, lasciando intonsa la scrittura paganiniana. Ma a mia volta ho osato, facendo assumere all’orchestra un ruolo spesso da co-protagonista assieme al solista. Quindi – chiosa il direttore d’orchestra e violinista anconetano – ho osato ancora collegando i ‘Capricci’ attraverso dei ponti solamente orchestrali che fungono da raccordo, dando a tutta la composizione la forma di una lunga suite da concerto per violino e orchestra”.

Al via a marzo le riprese della fiction Cuori coraggiosiSi rafforza il ruolo del centro di produzione di Torino

TORINO03 gennaio 202016:27

– Cominceranno lunedì 2 marzo a Torino le riprese della nuova fiction Cuori Coraggiosi, ambientata nella Torino degli anni ’60 e dedicata ai primi trapianti di cuore effettuati all’ospedale Molinette. Lo ha annunciato il direttore del Centro Produzione Rai di Torino, Guido Rossi, durante la presentazione del nuovo allestimento del Museo della Radio e della Televisione Rai.
“E’ stato deciso nell’ultimo consiglio di amministrazione, a fine anno. E’ una coproduzione tra la Rai e la Aurora Film, con otto puntate da 100 minuti ciascuna, che andranno in onda tra novembre e dicembre del 2020. Saranno più di 50 i dipendenti Rai del centro di produzione di Torino coinvolti in tutti i momenti della fiction. Ricostruiremo l’interno dell’ospedale degli anni ’60 negli studi Lumiq e stiamo cercando altre location”, spiega Rossi. “E’ un’iniziativa importante – sottolinea – che rafforza il ruolo del centro di Torino anche per la produzione di fiction, dà un’identità ed è un importante segnale per il futuro”.

Diaco, in tv racconto gli ‘irregolari’Torna Io e te di notte con Grignani, poi Venier, Garko, Lear

04 gennaio 202011:17

Gli irregolari, “cioè chi è capace di rendere normale, perché parte del proprio vissuto, della propria storia, un’opinione che potenzialmente può apparire controcorrente o anticonvenzionale”: sono le persone che ama più intervistare Pierluigi Diaco, di ritorno su Rai1, dal 4 gennaio in seconda serata, per cinque puntate, con ‘Io e te di notte’. Si comincia con Gianluca Grignani, “che considero un amico, ci conosciamo da 25 anni”, per poi proseguire nelle prossime settimane “con Mara Venier – spiega- poi Gabriel Garko, Amanda Lear. E per la quinta puntata ho delle idee in testa… vedremo”.Il programma, dove tornano fra i compagni d’avventura Valeria Graci (“con la sua ironia graffiante”), Sandra Milo per la posta del cuore (“conquista con la sua spontaneità”), Santino Fiorillo e come new entry la giornalista Flavia Perina, ha debuttato quest’estate nel primo pomeriggio della rete ammiraglia e poi è stato confermato, nella variazione ‘di notte’ in autunno, per la tarda serata nel sabato. Una nuova sfida per il giornalista che ha debuttato in radio da adolescente nel 1993, e sul piccolo schermo su Telemontecarlo, quasi diciottenne, nel 1995, con Generazione X, grazie a Sandro Curzi: “un maestro che mi ha cambiato la vita”. Diaco, che continua anche il suo impegno la mattina, dalle 6 alle 9, su Rtl 102.5, con Non stop news, insieme a Giusi Legrenzi e Fulvio Giuliani, nel suo percorso ha appreso una lezione importante: “Se non sincero e leale si capisce, e a me è capitato in passato di non esserlo – dice -. Siamo abituati a tantissime persone che in tv interpretano un ruolo, sono pochi i sinceri”. Qualche esempio? “Mara Venier la trovo molto sincera, come Franca Leosini, o Maria De Filippi, che malgrado le campagne mediatiche di cui è stata vittima, ha avuto la sensibilità e la costanza di raccontare un Italia che nessuno raccontava”. Poi Maurizio Costanzo (per cui Diaco è da anni anche coautore in tv, ndr): “c’è tra noi un rapporto tenerissimo, indissolubile. Io e te è anche frutto di tante conversazioni fatte con lui”.Come trova la tv generalista in Italia di oggi? “L’offerta è molto ricca, non abbiamo niente da invidiare ai nostri competitor internazionali. Mi spiace però che a volte si usi uno stile volgare, che non legga l’Italia nel suo essere anche un Paese generoso e gentile”. A Diaco invece piace fare “una tv come quella che guardavo da piccolo, quella di Barbato, di Rispoli, Costanzo”. E’ uno stile “che oggi porto nei miei programmi senza imbarazzi, senza più ansie di competere. Mi piace essere quello che sono”. La ricetta sembra ripagare anche a livello di ascolti: Io e te (che ha avuto fra gli ospiti Pippo Baudo, Paolo Bonolis, Bianca Berlinguer, Paola Barale, Roberto D’Agostino, Vittorio Sgarbi) si è attestato nell’edizione estiva del pomeriggio “intorno al 12% e nell’edizione del sabato tra il 10,5% e 11%”. Un programma “nato da un’intuizione avuta con il direttore di Rai1 Teresa De Santis – sottolinea -. Il nuovo corso è inaspettato, un riconoscimento al lavoro di tutta la squadra, visto che è un programma realizzato interamente da risorse interne Rai”.In un’epoca “di ossessione della contemporaneità digitale”, attacchi e critiche sui social non lo spaventano: “Non me ne importa niente, non troverete mai una mia risposta pubblica là”. Io e te di notte si concluderà il primo febbraio in coincidenza con la fine in prima serata di ‘Meraviglie’ di Alberto Angela perché “poi partiranno le dirette e saremmo andati in onda troppo tardi”. Comunque “stiamo ragionando con la rete per un ritorno di Io e te d’estate”. Ha anche qualche idea per nuovi programmi? “Mi piacerebbe farne uno dedicato agli animali, mettendo in primo piano il loro rapporto con i padroni. Avere con me in studio il mio bassotto, Ugo, mi ha fatto rendere conto di quante persone sole, soprattutto anziani, debbano tutto all’affetto per un animale”. Quale sarebbe un ospite dei sogni per Io e te? “Quello che vorrebbero tutti, Papa Francesco. E’ il primo pontefice che appare realmente accessibile, ha umanizzato la sua figura mostrandone anche le fragilità”.

Gf Vip, anche Fabio Testi tra i concorrentiDa 8 gennaio su Canale 5 reality condotto da Alfonso Signorini

03 gennaio 202016:42

– L’attore Fabio Testi si aggiunge ai vip già ufficializzati del Grande Fratello Vip che sarà condotto da Alfonso Signorini su Canale 5 dall’8 gennaio. Ad entrare dalla porta rossa anche Rita Rusic, Pago, Michele Cucuzza, Adriana Volpe, Antonella Elia, Antonio Zequila, Clizia Incorvaia, Paola Di Benedetto, Aristide Malnati, Licia Nunez e Fernanda Lessa. A loro si aggiungeranno anche i quattro “Highlander” di Grande Fratello: Salvo Veneziano e Sergio Volpini, della prima edizione, Pasquale Laricchia, concorrente della terza edizione, e Patrick Ray Pugliese, che ha partecipato alla quarta e alla dodicesima edizione. Ma altri nomi restano ancora da svelare.
Originario di Peschiera del Garda, Testi, classe 1941, è uno dei più noti attori del cinema italiano. Un diploma da geometra che lo spingerà a laurearsi in architettura, inizia come controfigura per il film Il buono, il brutto, il cattivo, capolavoro western di Sergio Leone, e da quest’ultimo viene scritturato per una piccola parte nel celebre C’era una volta il West. Il primo ruolo di prestigio arriva con Il Giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica (tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani e premiato con l’Oscar come miglior film straniero). Da quel momento Testi ha recitato in decine di pellicole di grande successo, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Negli anni ’80 è poi approdato in televisione, con alcuni film molto importanti e anche fiction.
Ma ha partecipato anche come naufrago all’Isola dei famosi.
È sempre stato un latin lover, l’affascinante Fabio. Tanto che, tra le sue conquiste, vanta alcune delle donne più belle del mondo dello spettacolo. Ad esempio, è stato con Ursula Andress,e qualche anno dopo ha frequentato la collega Charlotte Rampling. Chiacchierata la relazione con Edwige Fenech: l’attrice aveva infatti in passato affermato che Fabio era il padre del suo unico figlio Edwin, notizia poi smentita più volte dalla stessa attrice.Testi si è sposato per la prima volta con la stilista spagnola Lola Navarro, da cui poi si è separato. Dal matrimonio sono nati tre figli. Le seconde nozze nel 2015 con Antonella Liguori, gallerista d’arte di trent’anni più giovane.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Debutta a Torino Zio Vanja con Pierabon e Marescotti
In prima nazionale al Carignano dal 7 al 26 gennaio

TORINO03 gennaio 202016:43

– Debutta in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino martedì 7 gennaio, alle 19.30, la nuova produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale: Zio Vanja di Anton Cechov, adattamento di Kriszta Székely e Ármin Szabó-Székely, traduzione italiana di Tamara Török curata da Emanuele Aldrovandi. Lo spettacolo, diretto dalla giovane regista ungherese Kriszta Székely, sarà interpretato da Paolo Pierobon, Ivano Marescotti, Ariella Reggio, Ivan Alovisio, Federica Fabiani, Lucrezia Guidone, Franco Ravera, Beatrice Vecchione. Le scene sono di Renátó Cseh, i costumi di Dóra Pattantyus, le luci di Pasquale Mari e il suono di Claudio Tortorici.
Zio Vanja, diretto dalla giovane regista ungherese Kriszta Székely, sarà replicato al Teatro Carignano fino a domenica 26 gennaio per la Stagione in abbonamento del Tst. Dopo le recite torinesi, andrà in scena il 29 e il 30 gennaio 2020 al Teatro Katona József Színház di Budapest.

Moda: capodanno cinese e Anno del Topo in campagna GucciProtagonista della collezione è Mickey Mouse

03 gennaio 202017:09

– In occasione del prossimo capodanno cinese, che cade il 25 gennaio, il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele celebra l’Anno del Topo con una collezione di articoli in cui appare Mickey Mouse, il celebre personaggio Disney. La collezione è al centro della nuova campagna realizzata dal fotografo e regista Harmony Korine, che vede come protagonisti Ni Ni, attrice, già volto di altre campagne Gucci, l’attore Earl Cave e la designer, stylist e poetessa Zoe Bleu. Le immagini sviluppano una narrazione che segue Mickey Mouse durante la sua giornata a Disneyland. Le immagini, coloratissime e vivaci, richiamano le cartoline delle vacanze e lo spirito surreale che caratterizza oggi le creazioni Gucci.
La collezione comprende accessori che vanno dalle scarpe alle borse, dalla piccola pelletteria alle sciarpe. Molti nuovi stili si aggiungono ad una serie di classici articoli Gucci. La collezione è improntata ad uno spirito divertente e rétro, con il personaggio Disney abbinato a molti degli iconici motivi della maison. L’elemento chiave della collezione per il capodanno cinese è il nuovo Mini GG Supreme con stampa Topolino, un tessuto beige ed ebano dal motivo vintage Mini GG con sovrapposta la divertente immagine di Mickey Mouse in varie dimensioni. Questo stampato riprende un tessuto della maison degli anni ’80, il cui design, colore e aspetto originali sono stati riprodotti grazie ad un processo di stampa digitale ad alta definizione. Il rivestimento protettivo e la goffratura gli conferiscono l’aspetto e la consistenza del lino. Una targhetta in pelle marrone che identifica la collaborazione ufficiale con la Disney accompagna molti degli articoli.

Cantastorie e pupi insieme per le donne vittime di mafiaAl via collaborazione tra Francesca Prestia e Angelo Sicilia

POTENZA03 gennaio 202017:31

– Francesca Prestia, la “cantastorie calabrese”, ha avviato una collaborazione con Angelo Sicilia, l’inventore dei pupi antimafia che da anni porta i suoi spettacoli in giro per l’Italia e per l’Europa. Una collaborazione finalizzata alla messa in scena di un’opera marionettistica e musicale dedicata alla testimone di giustizia Lea Garofalo, uccisa nel novembre del 2009 dal compagno Carlo Cosco, ed a tutte le donne calabresi vittime della ‘ndrangheta.
Per la prima volta i pupi di Angelo Sicilia affiancheranno Francesca Prestia, che racconterà in forma musicale le emozioni, i turbamenti, il coraggio e la gioia di vivere delle donne che hanno pagato con la vita la loro ribellione alla ‘ndrangheta ed il loro desiderio di riscatto. “I pupi – dice Francesca Prestia – diventeranno ‘pupe’. Dagli eroi antimafia di cui é disseminata la storia della Sicilia e della Calabria si passa alle ‘eroine’ che si sono immolate per il loro impegno in favore della legalità. Perché si sa che il futuro é donna”.

Lavezzi, tour nei teatri per i 50 anni di carriera’…E la vita bussò’, anteprima il 18 gennaio, ospiti e sorprese

03 gennaio 202018:10

– Mario Lavezzi festeggia 50 anni di musica d’autore con il tour teatrale ‘… E la vita bussò’.
Saranno cinque gli appuntamenti dal vivo con il pubblico: l’anteprima è fissata per il 18 gennaio a Cagli (Pesaro e Urbino) al Teatro Comunale; poi il 20 gennaio a Milano, Teatro Dal Verme; il 24 gennaio a Bologna, Teatro Duse; il 28 gennaio a Roma, Auditorium Parco della Musica; e il 31 gennaio a Torino, Teatro Colosseo.
Lavezzi ha scritto, cantato, prodotto, arrangiato, suonato brani tra i più della nostra musica: molti di questi sono stati raccolti nel recente cofanetto “…E la vita bussò”, tra cui “E La Luna Bussò”, “In Altomare” (Loredana Berte’); “Vita” (Lucio Dalla e Gianni Morandi); “Stella Gemella” (Eros Ramazzotti); “Varietà'” (Morandi); “Non Scendo”, “Io No”, “E’ Tutto Un Attimo”, “Eclissi Totale” (Anna Oxa); “Succede”, “Dolcissima”; “Torneranno Gli Angeli” (Fiorella Mannoia); “Stella Nascente”, “Insieme a Te”, “Piccoli Brividi” (Ornella Vanoni), “Avanti Cosi” (Eros Ramazzotti).
Molti ospiti saliranno sul palco con Lavezzi e non mancheranno le sorprese: le canzoni saranno accompagnate da curiosità e racconti inediti messi a punto insieme a Danilo Vizzini e Marzia Turcato e arricchiti da filmati e immagini esclusive che Mario ha trovato e approfondito con l’aiuto del talentuoso scenografo Giuseppe Ragazzini. La regia è affidata a Duccio Forzano. in scaletta non mancheranno i grandi successi scritti da Lavezzi per le celebri voci della musica italiana, alternate alle nuove canzoni. Lo accompagneranno Cristina Di Pietro al pianoforte e voce che duetterà con lui e i Pop Deluxe con Alessandro Governatori al basso, Paolo Tarini alla batteria, Paolo Pedretti alla chitarra, Michele Scarabattoli alle tastiere.

Al via concorso di poesia con immagine ‘I corpi e i luoghi’Via Instagram. Presiede la giuria Franco Arminio

03 gennaio 202019:04

– Al via il terzo concorso di poesia con immagine ‘I corpi e i luoghi’, aperto a tutti, via Instagram, promosso e organizzato dall’Accademia mondiale della poesia. Franco Arminio presiede la giuria. Fino al 10 marzo si potranno inviare le poesie (per iscrizioni e informazioni: www.accademiamondialepoesia.com).
“I corpi e i luoghi sono una forma di resistenza al mondo globale. Andare in giro, guardare e scrivere dei luoghi che vediamo è un bell’esercizio contro la miseria spirituale dilagante. Bisogna tenere vive le nostre facoltà percettive. Ci vuole un’attenzione ai dettagli più che alle astrazioni opinionistiche. Questo esercizio ci rende meno apatici, più resistenti alla vertiginosa evanescenza del mondo dominato dall’attualità”. Questa la riflessione di Franco Arminio che ha ispirato il tema del concorso di quest’anno. Il poeta e paesologo guida la giuria composta da Michele Francesco Afferrante (giornalista e autore radiotelevisivo), Ottavio Rossani (giornalista, poeta e curatore del Blog di poesia del Corriere della Sera), Enza Silvestrini (scrittrice) e Anna Lisa Tiberio (rappresentante della Rete Costituzione e Cittadinanza).
Le sezioni del concorso sono tre: Poesia con immagine, Videopoesia e Polaroid. Fino al 10 marzo i lavori potranno essere inviati all’Accademia Mondiale della Poesia che li pubblicherà sul suo profilo Instagram. Le premiazioni si svolgeranno a Verona il 21 marzo, nel corso delle celebrazioni della Giornata mondiale della poesia.

Napoli per Pino Daniele, tanti omaggi 5 anni dopoOggi il pianoforte sul lungomare per cantare in coro

NAPOLI04 gennaio 202012:24

A cinque anni dalla scomparsa, il 4 gennaio a Napoli sarà più che mai vivo il ricordo di Pino Daniele attraverso omaggi con concerti, incontri e programmazioni radiofoniche. Torna anche l’appuntamento con il pianoforte del maestro Danise che suonerà per il quarto anno sul lungomare per chiamare a raccolta tutti i fan. L’invito per l’evento “Pino Daniele, I still love you” è partito dalla pagina Facebook “Ricordando Pino Daniele” in collaborazione con “Danise #scugnizzoDelJazz”.
“Proprio su via Partenope più di 40 anni fa Pinotto ha scritto le prime righe di Napule è” spiegano gli organizzatori.
Diffusa anche la scaletta per prepararsi al coro collettivo: sono 38 titoli dello sterminato canzoniere di Daniele, e naturalmente non mancano tutti i grandi successi. Il via alle 21. Molti sono gli omaggi già annunciati nel corso di eventi in programma domani sera. Tra gli altri, Lina Sastri ricorderà Pino Daniele nel concerto dell’Epifania, Monica Sarnelli alla Domus Ars di Santa Chiara a Napoli.

20 anni senza Charlie Brown e SnoopyIl 3 gennaio 2000 stop alla striscia dopo mezzo secolo

03 gennaio 202019:11

– Charlie Brown continuerà a volare in aria ogni volta che tenterà di calciare il pallone da football americano che Lucy immancabilmente gli sottrarrà all’ultimo minuto e i suoi aquiloni continueranno inesorabilmente ad essere mangiati dagli alberi; il saggio Linus non abbandonerà mai la sua fedele coperta blu, rifugio sicuro dalle insidie del mondo, né il suo dito in bocca; il romantico Schroeder rimarrà in eterno piegato sul suo pianoforte inconsapevole dello sguardo innamorato di Lucy. E Snoopy, il bracchetto superstar amico dell’incomprensibile Woodstock, non finirà mai la frase cult da scrittore mancato “era una notte buia e tempestosa…”.
Esattamente venti anni fa, i personaggi immaginati da Charles Schulz e diventati patrimonio di mezzo mondo con milioni di fan, sono rimasti cristallizzati in un non tempo, in una non dimensione. Il 3 gennaio del 2000, infatti, il papà dei Peanuts dava alle stampe la sua ultima striscia quotidiana dopo 50 anni di carriera (la prima vignetta aveva visto la luce il 2 ottobre 1950), poco prima della sua morte avvenuta il 12 febbraio dello stesso anno.
Il commiato era stato affidato a Snoopy, chino sulla macchina da scrivere sul tetto della sua cuccia, accompagnato dal messaggio: “Sono stato fortunato. Ho disegnato Charlie Brown e i suoi amici per quasi 50 anni”.
I Peanuts sono stati pubblicati su oltre 2600 giornali in tutto il mondo e hanno raggiunto oltre 350 milioni di lettori in 75 paesi e 21 lingue diverse.
Schulz aveva più volte dichiarato che non avrebbe mai lasciato a nessuno in eredità le sue creature: “Quando non potrò più disegnare non voglio che nessuno prenda il mio posto.
Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy, Woodstock e gli altri miei personaggi usciranno di scena con me”, aveva annunciato. E così è stato, ma la popolarità delle “noccioline” non si è mai fermata.

Rai e Mediaset, tra show e talent è sfida 2020Dal Gf Vip al Cantante Mascherato a C’è posta, ritorni e novità

04 gennaio 202011:14

In attesa della 70/a edizione di Sanremo (dal 4 all’8 febbraio su Rai1) il 2020 televisivo si appresta a nuove sfide in prima serata tra show, intrattenimento e talent che mettono in campo Rai e Mediaset: se Alfonso Signorini con il suo Grande Fratello Vip ha fatto rivoluzionare i palinsesti Mediaset, Milly Carlucci non si troverà ad affrontare, con il nuovissimo show, almeno per una volta, la competitor per antonomasia Maria De Filippi: Il cantante mascherato andrà in onda da venerdì 10 gennaio sull’ammiraglia Rai, mentre C’è posta per te tornerà sabato 11 su Canale 5 e sfiderà le Meraviglie di Alberto Angela su Rai1.
Ma le due signore di Rai e Mediaset si ritroveranno successivamente nella consueta sfida Auditel quando ripartiranno Ballando con le stelle e Amici.
La DOMENICA su Rai1 è prevista la partenza di molte fiction.
Salvo variazioni, saranno collocate di domenica, lunedì e giovedì (dal 9 gennaio parte Don Matteo 12, in 10 prime serate, a distanza di vent’anni dalla primissima puntata della serie targata Lux Vide). Su Canale 5 la domenica tornerà appannaggio di Live – Non è la D’Urso, il nuovo ciclo di puntate, condotte in diretta da Barbara D’Urso, atteso dal 19 gennaio. Su Rai2 confermato l’appuntamento con Fabio Fazio e Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa. Su Rai3 staffetta tra due trasmissioni di delicata attualità: dal 19 gennaio ci sarà Veronica Pivetti con Amore Criminale, dal 1° marzo Franca Leosini con Storie Maledette.
Dopo la partenza mercoledì 8 gennaio, Grande Fratello Vip si sposta al LUNEDI’ sera, mentre il venerdì ci sarà una seconda puntata settimanale. Rai2 apre l’anno con la messa in onda di alcuni film, per lasciare poi spazio alla comicità; a febbraio sarà la volta de I Sogni son Desideri con Maurizio Battista, mentre a marzo appuntamento con la nuova edizione di Made in Sud. Su Rai3 spazio all’approfondimento con Riccardo Iacona a Presadiretta, per lasciare poi il testimone a metà marzo al ritorno di Report di Sigfrido Ranucci.
Il MARTEDI’ Canale 5 apre l’anno con la serie New Amsterdam, al via dal 14 gennaio. Poi a seguire spazio alla Champions League. Su Rai2 dall’11 FEBBRAIO tornerà Costantino Della Gherardesca con Pechino Express 8, 10 coppie in gara dalla Thailandia alla Cina fino alla Corea. Su Rai3 per tutta la stagione il martedì sarà in compagnia di Bianca Berlinguer a #Cartabianca. Su Italia 1 il 7 gennaio inizia la terza, nuova edizione de La Pupa e Il Secchione – E viceversa. Sempre martedì 7, al via la nuova versione delle Iene, che andrà in onda in preserale, dal lunedì al venerdì, dalle 19.20 fino alle 20.00 circa. Le Iene torneranno anche in prime time dal 13 febbraio.
Il MERCOLEDI su Rai1 spazio ai grandi film. Su Rai3 l’inossidabile Chi l’ha visto? con Federica Sciarelli.
Il GIOVEDI’ su Canale 5 torna il quiz Chi vuol essere milionario?, condotto da Gerry Scotti (stando ai listini, la prima puntata del quiz pare sia prevista per il 23 gennaio). per Rai3 è la serata dedicata all’intrattenimento, a cominciare da Serena Dandini e Stati Generali, che proseguirà fino a metà gennaio; a febbraio (probabilmente il 13 e il 20) in programma due serate con Skianto, lo show di Filippo Timi, cui seguiranno due appuntamenti musicali in Mia e Lucio dedicati a Mia Martini e Lucio Dalla.
Il VENERDI l’intrattenimento di Rai1 sarà inaugurato dal nuovo show di Milly Carlucci, Il cantante mascherato. Da metà febbraio, invece, torna Carlo Conti con una nuova edizione de La Corrida dilettanti allo sbaraglio. Su Canale 5 spazio al Grande Fratello Vip. Su Rai2 quattro puntate de Il Cacciatore 2, fiction con Francesco Montanari di nuovo nei panni del procuratore antimafia Saverio Barone. Da metà febbraio, invece, tornerà l’attualità di Duilio Giammaria con Petrolio.  Su Rete4 dal 10 gennaio torna Quarto Grado: il programma di cronaca nera condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.
Il SABATO sarà Alberto Angela ad ‘aprire’ la stagione su Rai1 con il nuovo ciclo di puntate di Meraviglie, dal 4 al 25 gennaio, e uno speciale di Ulisse il 1° febbraio. Toccherà, poi, a Tre, Due, Uno… Fiorella con Fiorella Mannoia da sabato 15 febbraio, una serata con Gino Paoli il 14 marzo e la quindicesima edizione di Ballando con le Stelle dal 21 marzo.
Dall’11 gennaio su Canale 5 torna in prima serata C’è posta per te, programma che quest’anno festeggia i 20 anni di messa in onda; la prima puntata fu trasmessa su Canale 5 il 12 gennaio 2000. Fra gli ospiti che si attendono, Mara Venier, Francesco Totti, Johnny Depp. Su Rai3 Gloria Guida con Le Ragazze andrà avanti per tre puntate; bisognerà aspettare aprile per rivedere Raffaella Carrà e scoprire i personaggi cui farà visita con nuove puntate di A raccontare comincia tu.

Playmobil: The Movie, avventure in un mondo magicoCon Cristina D’Avena e J-Ax doppiatori speciali

04 gennaio 202011:35

Quando il piccolo Charlie scompare misteriosamente in un mondo magico e meraviglioso, sua sorella maggiore Marla decide di andarlo a cercare, vivendo una straordinaria avventura durante la quale, tra incredibili personaggi, capirà che nella vita anche da grandi è sempre bello affidarsi all’immaginazione: emoziona bambini e adulti “Playmobil: The Movie”, il nuovo film diretto da Lino DiSalvo, realizzato e immaginato da ON Animation Studio, in sala dal 31 dicembre distribuito da Notorius Pictures.
Con un prologo e un epilogo in live-action, il film, che ha per protagonisti i mitici giocattoli di plastica alti 7.5 cm, i celeberrimi Playmobil, nella versione italiana ha due doppiatori d’eccezione: Cristina D’Avena, che darà la voce al personaggio della Fata Madrina, fervida sostenitrice dell’importanza di credere nei propri sogni, e J-Ax, che invece interpreterà il cattivo Imperatore Maximus, un dittatore che nasconde dentro di sé una parte infantile.
In questa coloratissima e divertente avventura, in cui anche la colonna sonora del brasiliano Heitor Pereira ha un ruolo fondamentale, tutto l’universo Playmobil viene rappresentato alla perfezione, grazie all’animazione capace di duplicare il modo in cui i giocattoli si muovono mentre i bambini giocano con loro.

200 mila biglietti in 2 mesi per musical PiparoNumeri record, da Full Monty a We will rock you con Anastacia

03 gennaio 202017:46

– Si chiude con numeri da record per tutti i suoi spettacoli e 200mila biglietti staccati tra Italia e Olanda solo negli ultimi due mesi, il 2019 di Massimo Romeo Piparo, regista, produttore con la sua PeepArrow Entertainment e direttore artistico dello storico Teatro Sistina di Roma.
Tocca quota 50mila biglietti “The Full Monty”, il nuovo musical tratto dal film campione di incassi del 1997, che con la regia e l’adattamento di Piparo è in tournée da due mesi in un’edizione rinnovata con Paolo Conticini e Luca Ward protagonisti insieme a Gianni Fantoni, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis. “We Will Rock You” sulle note dei Queen, che ha segnato il debutto nel musical della rockstar Anastacia, ha venduto in Olanda 65mila biglietti. E nonostante il numero ridotto di repliche della ripresa del tour, sono già 15mila i biglietti per “School of Rock”, la commedia che Andrew Lloyd Webber ha tratto dal film di Richard Linklater, arrivata in Italia sempre con adattamento e regia di Piparo, con Lillo Petrolo. A questi, si aggiunge poi il successo di Mary Poppins, scelto tra i titoli in cartellone al Sistina (fino al 6/1), con 70mila biglietti staccati da metà ottobre.
Numeri destinati a crescere (i musical sono tutti ancora in scena), ai quali si affiancano ora anche “Belle Ripiene – Una gustosa commedia dimagrante”, lo spettacolo di Piparo tutto al femminile, interpretato da Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo, che il 7/1 riparte in tour in oltre 30 città italiane.
Un successo fatto di creatività e talento, impegno, serietà e grande rispetto nei confronti del pubblico, anche in Europa, con cui Piparo conferma sul campo la grande professionalità e gli alti standard che l’Italia sa garantire, sia dal punto di vista artistico che produttivo.

Sordi: per centenario della nascita apre la sua villaMostra, percorso multimediale e proiezione film,ok da Campidoglio

04 gennaio 202012:37

Per il centenario della nascita di Alberto Sordi, la storica residenza romana dell’attore aprirà i battenti per una mostra. A proporla, da marzo a giugno 2020, la Fondazione Museo Alberto Sordi e la giunta Raggi in una memoria ha acconsentito a promuoverla. La mostra si svilupperà “in vari locali della villa”. Si tratterà di “un percorso multimediale” realizzato anche in un padiglione “nel piazzale antistante la villa che ospiterà una sala cinematografica di ingresso gratuito per la proiezione dei vari film” di Sordi. L’esposizione è fortemente voluta dal Campidoglio a guida di Virginia Raggi che l’ha definita, nella memoria approvata, una “indiscutibile opportunità culturale per la città di Roma con la quale Alberto Sordi nei lunghi anni della sua carriera ha creato un unicum tanto che la sua romanità è stata elemento fortemente connotante tutte le sue rappresentazioni artistiche”. Sempre nella memoria, si parla della mostra come di “un percorso volto ad illustrare oltre che le attività artistiche” di Alberto Sordi, “restituendone un ritratto di uomo e di artista”, anche “le poliedriche capacità professionali dell’attore romano che in oltre 60 anni di carriera è stato doppiatore, cantante, compositore, musicista, giornalista e regista. Dalla mostra – la promessa – emergeranno anche aspetti del suo carattere, il suo modo di essere nella vita pubblica e privata, con testimonianze, oggetti, supporti audiovisivi”.

L’anno record della Disney, 11.1 miliardi di dollariDa Captain Marvel ad Avengers, lo studio ha il 33% in Usa

03 gennaio 202015:55

– Box office americano storico per Disney che ha raggiunto nel 2019 la quota del 33% di tutti gli incassi al botteghino nazionali dell’anno. Secondo Comscore, è la prima volta da almeno il 1999 che un singolo studio ha incassato così tanto negli Stati Uniti e in Canada. E nel mondo è record assoluto: 1.1 miliardi di dollari. “Captain Marvel” dei Marvel Studios (1,13 miliardi di dollari) e “Avengers: Endgame” (2,8 miliardi); “Aladdin” della Disney live-action (1,05 miliardi) e “Il Re Leone” (1,66 miliardi); “Toy Story 4” di Pixar (1,07 miliardi); e “Frozen II” di Walt Disney Animation (1,26 miliardi) – e con 815,7 milioni di dollari in tutto il mondo e oltre, “Star Wars: The Rise of Skywalker” di Lucasfilm dovrebbe presto unirsi alla classifica.
“Siamo molto orgogliosi del nostro team Studios e della straordinaria lista di film che hanno consegnato ai fan di tutto il mondo nel 2019”, ha dichiarato Alan Hornman, copresidente e direttore creativo della Disney su Variety e il copresidente Alan Bergman. “Questo è stato un anno come nessun altro!”.

Il 2020 del cinema italiano, da Amelio a MorettiEscono Muccino, Verdone e Mainetti

04 gennaio 202012:23

Parte bene il cinema italiano nel 2020 con TOLO TOLO di Checco Zalone che, nonostante il cambio di registro, sbanca al box office e in due giorni di programmazione sfiora i 14 milioni di euro. E non finisce certo qui. Quest’anno l’Italia vedrà scendere in campo, tra i tanti film annunciati, anche il ritorno massiccio d’autori come Gianni Amelio, Gabriele Muccino, Carlo Verdone, Gabriele Mainetti, Paolo Genovese e Nanni Moretti. Il tutto declinato in un ventaglio di generi, dalla commedia d’autore alla biopic politica. Ecco una lista minima degli ‘imperdibili’ del 2020.HAMMAMET di Gianni Amelio è il racconto di un ennesimo pezzo di storia d’Italia pieno di mistero sullo sfondo del tramonto della prima repubblica. Ovvero il lungo e complicato esilio di Bettino Craxi ad Hammamet. Ad interpretare il segretario del Psi, uno straordinario Pierfrancesco Favino che conferma la sua capacità di metamorfosi dopo il Buscetta del Traditore. Il film sarà in sala il 9 gennaio con 01, in occasione del ventesimo anniversario della morte di Bettino Craxi.Il 13 febbraio arriva invece nelle sale GLI ANNI PIÙ BELLI di Gabriele Muccino, ovvero la storia di quattro amici, Giulio, Gemma, Paolo, Riccardo, nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi. Un affresco che racconta inevitabilmente chi siamo, da dove veniamo e anche un po’ del futuro che ci aspetta. Dopo ‘A casa tutti bene’, Muccino dà corpo a un progetto alla Ettore Scola e al suo C’eravamo tanto amati.PADRE NOSTRO di Claudio Noce punta ancora su Pierfrancesco Favino in quello che si annuncia il progetto più “off” del regista della Foresta di ghiaccio e di quel 1994 firmato insieme a Giuseppe Gagliardi. Ispirato a un fatto di cronaca, il film racconta la storia di due ragazzini, Valerio e Christian, e dell’estate in cui fanno una scoperta terribile, la violenza degli adulti, e una meravigliosa, la forza dell’amicizia. Dentro SI VIVE UNA VOLTA SOLA di Carlo Verdone, in sala sempre a febbraio, tutta la sua antica passione per la medicina. E questo in un film, a suo dire, “cattivo alla Amici miei” e con protagonisti, oltre lui, Rocco Papaleo, Max Tortora e Anna Foglietta, quattro medici on the road in un misterioso viaggio riparatore. In FIGLI diretto da Mattia Torre, scomparso a luglio, e poi da Giuseppe Bonito, sono protagonisti Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi. In sala il 23 gennaio, il film racconta la storia di Nicola e Sara, coppia innamorata e felice con una figlia di sei anni. Tutto perfetto fino all’arrivo del secondo figlio.Ancora una storia d’amore in SUPEREROI di Paolo Genovese. Ovvero quella tra Alessandro Borghi e Jasmine Trinca. Il regista di Perfetti sconosciuti (venduto in oltre 40 paesi e con 25 remake in lavorazione) racconta questa volta in un dramedy sentimentale, in sala nella seconda metà del 2020, gli effetti del tempo che passa sulle coppie e con una domanda sottintesa: “Quanti superpoteri deve avere una coppia per resistere al tempo che passa?”.Gabriele Mainetti, autore di Jeeg Robot, alza il tiro con FREAKS OUT in cui mette insieme un gruppo di freak sperduto in una Roma dilaniata dalle bombe della seconda guerra mondiale. L’impresario Ismael decide di fuggire oltreoceano insieme ai circensi Mario, Cencio, Matilde e Fulvio, ma quando poi scompare nel nulla, i quattro andranno alla sua ricerca mentre i nazisti si metteranno alla loro caccia per sfruttare i loro “poteri”.TRE PIANI di Nanni Moretti intanto ha un primato: è il primo soggetto non originale del regista tratto, come è, dal romanzo omonimo dell’israeliano Eshkol Nevo. Cosa racconta? Le tensioni sociali in un condominio abitato da Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini ed Elena Lietti, già first lady nel Miracolo di Niccolò Ammaniti. Infine, DIABOLIK dei Manetti Bros, forse il titolo italiano più atteso del 2020 (in primavera). Dalle prime immagini tutto sembra pronto. C’è la Jaguar E nera coupé in garage, lo sguardo di ghiaccio e un po’ psicopatico (di Luca Marinelli) sotto la maschera nera d’ordinanza. Ci sono poi la fatale Eva Kant (Miriam Leone) e l’ispettore Ginko (Valerio Mastandrea). Per i Manetti Bros è il passaggio dal mafia-musical Ammore e malavita all’adattamento del fumetto cult che cercavano di fare da anni.

Al via processo Weinstein, in aula molte vittimeCirco mediatico, sei testimoni tra cui Annabella Sciorra

NEW YORK03 gennaio 202017:49

– Per Harvey Weinstein si prepara il giorno del giudizio: il 6 gennaio l’ex potente produttore accusato di molestie e stupri si presenterà davanti al giudice e alcune delle oltre 80 sue presunte vittime saranno ad attenderlo in aula.
Più volte rinviato, il processo al quindicesimo piano della corte di Downtown Manhattan sarà un circo mediatico: oltre 150 reporter hanno chiesto di assistere. Il caso si impernia su due “supertestimoni” – Mimi Haleyi, ex assistente alla produzione alla Weinstein and Co. e una seconda donna rimasta anonima – che sono riuscite a superare gli sbarramenti legali interposti all’apertura di un procedimento penale. Accuse contro Weinstein sono state presentate anche a Los Angeles, Londra e Cannes ma la magistratura di New York e’ la sola finora ad essere riuscita a portare Weinstein davanti alla giuria. Altre accusatrici stanno finalizzando un patteggiamento milionario.
Il caso si è aperto nell’ottobre 2017 quando in simultanea New Yorker e New York Times hanno scoperchiato lo scandalo: dopo Weinstein, a catena, altri potenti uomini nel mondo dello spettacolo tra cui Leslie Moonves, Charlie Rose, Matt Lauer e Brett Ratner, sono stati travolti. Per molte accusatrici l’idea di vedere “l’uomo dell’accappatoio” davanti a una giuria era impensabile quando l’ex capo di Miramax era all’apice del suo potere. Molte si presenteranno in aula per dar forza alle deposizioni di sei testimoni, tra cui l’attrice dei “Soprano” Annabella Sciorra che accusa l’ex produttore di averla stuprata a New York negli anni Novanta.

Hit parade, Tha Supreme di nuovo in vettaRapper-cartoon primo anche tra i singoli

03 gennaio 202020:48

Tha Supreme si riprende la vetta della classifica dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk e conquista anche quella dei singoli con il brano Blun7 a Swishland. Il fenomeno delle ultime settimane con l’album 23 6451 continua così a collezionare un successo dopo l’altro. Subito dietro Marracash con Persona e Tiziano Ferro, spodestato dal primo posto, con Accetto Miracoli.
Appena fuori dal podio resiste la coppia d’annata Mina Fossati, con il disco che porta il loro nome. Sempre alto in classifica, ormai da 39 settimane, Colpa delle favole del giovane cantautore romano Ultimo, che precede al quinto posto il cofanetto live di Vasco Rossi, Vasco Nonstop, stabile al sesto.
Il lavoro di Cesare Cremonini, 2C2C the best of, che festeggia 20 anni di carriera dell’artista bolognese, è settimo, in discesa di due posizioni. Salmo piazza la versione live dell’ultimo album Playlist all’ottavo posto. Chiudono la top ten il gruppo trap FSK Satellite, con FSK TRapshit revenge, e Zucchero con D.O.C.
Tra i vinili ancora primi i Pink Floyd con l’evergreen The Dark Side of The moon.
Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 27 dicembre 2019 al 2 gennaio 2020:1) 23 6451, THA SUPREME (EPIC-SONY)2) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU-SONY)5) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)6) VASCO NONSTOP LIVE, VASCO ROSSI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)7) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)8) PLAYLIST LIVE, SALMO (EPIC-SONY)9) FSK TRAPSHIT REVENGE, FSK SATELLITE (THAURUS- UNIVERSAL MUSIC)10) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR-UNIVERSAL)   Ecco la classifica dei primi cinque singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC-SME)2) DANCE MONKEY, TONES AN I (ELEKTRA-WMI)3) RITMO (BAD BOYS FOR LIFE), THE BLACK EYED PEAS & J BALVIN (EPIC/VIRGIN-SME/UNI)4) TI VOLEVO DEDICARE, ROCCO HUNT FEAT. J-AX & BOOMDABASH (RCA RECORDS LABEL-SME)5) TUTTO QUESTO SEI TU, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)   Infine la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) LEGEND, BOB MARLEY & THE WAILERS (USM-UNIVERSAL MUSIC)4) WISH YOU WERE HERE, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC).

Greta Thunberg diventa Sharon su TwitterIronia sulla gaffe della concorrente di un gioco in tv

04 gennaio 202010:11

Greta Thunberg è diventata Sharon sul suo account Twitter in onore di una concorrente di un game show televisivo britannico che l’ha chiamata con questo nome rispondendo a una domanda sull’identità di una nota attivista ambientalista svedese. Secondo quanto riporta la Bbc online, la concorrente in questione è la giovane attrice Amanda Henderson, che partecipato al game show Celebrity Mastermind della stessa Bbc. Un video che mostra Henderson mentre risponde alla domanda cercando di indovinare il nome di Greta è già stato visualizzato oltre cinque milioni di volte sul web.

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Baglioni, esce l’inedito ‘Gli anni più belli’
Dà il titolo al nuovo film di Muccino, sarà poi nel nuovo album

02 gennaio 2020 07:02

– Arriva il 3 gennaio in radio e digitale ‘Gli anni più belli’, il nuovo brano inedito di Claudio Baglioni, che dà anche il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, nelle sale dal 13 febbraio. Un brano sulla limpidezza, sulla vitalità e sul richiamo di libertà dei sogni dell’adolescenza: (“Noi che volevamo fare nostro il mondo e vincere o andare tutti a fondo”), sul valore dell’amicizia e sul rapporto tra amore e dolore (“E sapere già cos’è un dolore e chiedere in cambio un po’ d’amore”), sull’esigenza di cercare dentro di noi le energie per vivere il futuro (“Noi in una fuga da ribelli un pugno di granelli noi che abbiamo preso strade per cercare in noi gli anni più belli”).
‘Gli anni più belli’ è anche una delle 12 tracce che comporranno il nuovo album di inediti di Baglioni, in uscita in primavera; dodici come le serate di ‘Dodici note’, dodici concerti a giugno alle Terme di Caracalla di Roma, in cui tutti i classici dell’artista verranno presentati per la prima volta in un’inedita e raffinata dimensione classica: grande voce, solisti d’eccezione, grande orchestra e coro.
‘Dodici note’ è anche una ‘prima nella prima’: per la prima volta in assoluto, infatti, la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ospiterà dodici serate consecutive dello stesso artista. Queste le date, prodotte e organizzate da Friends & Partners in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18 giugno a Caracalla.

Morto l’ex fidanzato della figlia di Whitney HoustonEra stato condannato per l’omicidio di Bobbi Kristina Brown

MIAMI02 gennaio 202012:10

– Nick Gordon, l’allora ragazzo di Bobbi Kristina Brown ritenuto responsabile della sua morte per averle dato un ‘cocktail letale’, è morto il 1 gennaio a 30 anni.
Unica figlia della cantante leggenda del pop Whitney Houston, la Brown è morta nel 2015 all’età di 22 anni. In un’inquietante ripetizione della scena della morte di sua madre, la giovane fu trovata incosciente in una vasca da bagno nella sua casa di Atlanta, mentre Gordon e un altro uomo erano ospiti lì.
L’avvocato del 30enne, Joe Habachy, ha affermato di non poter discutere di come è morto il suo cliente. “Posso solo dire che è stato davvero straziante aver assistito in prima persona alla totale devastazione che la tossicodipendenza ha provocato a un gruppo di giovani amici, che erano tutti amati e avevano un potenziale immenso”, ha commentato il legale.

Morto Carlo Quartucci, il teatro come laboratorio permanenteRegista, attore, scenografo, 81 anni. Funerali il 3/1 a Roma

ROMA02 gennaio 202012:10

– È morto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, a 81 anni, Carlo Quartucci, regista, attore e scenografo. Era ricoverato da circa un mese all’ospedale San Giovanni di Roma. I funerali si terranno il 3 gennraio a Roma, alle 12, nella chiesa della Natività, in via Gallia. Carla Tatò, compagna di arte e di vita di Quartucci, ha scelto questo luogo perché nel 1959 Carlo vi debuttò con Aspettando Godot di Samuel Beckett.
“In fondo ‒ amava ripetere Quartucci – non mi interessa definire cosa sia teatro. Mi interessa incontrare sguardi artistici che stravedono”. Per cinquant’anni ha viaggiato nel teatro, senza mai definirlo ma interrogandone il senso e sperimentandone le forme, con un vitalità ludica e visionaria profondissima, una energia travolgente e instancabile.
Siciliano, figlio d’arte, poi studente di architettura, amante di Van Gogh e Malevic, nel 1964, accanto ai primi compagni di viaggio Claudio Remondi, Rino Sudano, Leo de Berardinis, ha firmato la di un memorabile Aspettando Godot a Genova. Sono seguiti Cartoteca, Zip Lip Lap… (insieme a Giuliano Scabia e Lele Luzzati), alla Biennale di Venezia nel 1965, Majakovskij & compagni, quindi l’inizio della intensa collaborazione con Jannis Kounellis a partire dai Testimoni, e poi Lavoro teatrale (sempre alla Biennale nel 1969), quindi il lavoro in radio e in televisione negli anni Settanta, la collaborazione con Roberto Lerici, con Primo Levi, con Giulio Paolini.
Carlo Quartucci ha attraversato intensamente gli anni di avvio del Nuovo teatro italiano, in una continua interrogazione sul suo significato, sperimentando forme e mettendo in discussione radicale ruoli, luoghi e l’intero apparato teatrale.

Si conferma il successo di Umbria Jazz WinterOrganizzatori confermano formula con arte, storia e buona cucina

ORVIETO02 gennaio 202012:15

– Conferma “un successo che non conosce crisi”, secondo gli organizzatori, Umbria jazz winter che si è conclusa a Orvieto il primo gennaio. E lo fa grazie agli ingredienti che fanno parte della sua ricetta, la musica, l’ospitalità, l’arte, la storia, la buona cucina.
Un evento connaturato con il tessuto stesso della città – è stato sottolineato ancora – che non rinuncia alla sua vetrina invernale, richiamando anche quest’anno numerosi visitatori e decretando la riuscita di questa kermesse che ha seguito il trend positivo intrapreso negli ultimi anni.
Nei cinque giorni in cui si è svolto il festival gli appuntamenti in cartellone (90 eventi, sette location, 30 band, più di 150 musicisti) hanno richiamato tantissimi appassionati, che sono affluiti al teatro Mancinelli, al Palazzo del Popolo e al Museo Greco, realizzando quasi sempre il tutto esaurito con circa 200 mila euro d’incasso e 8.000 biglietti.
Notevoli ugualmente i numeri del Palazzo dei Sette e del ristorante del festival, con più di 5.000 presenze.
Ottimi sono stati definiti i risultati per i tre appuntamenti di UJ4Kids, che hanno registrato sempre il tutto esaurito, con il pubblico, composto da bambini e famiglie, che ha occupato anche il palco.
A conferma del grande richiamo della manifestazione i dati degli alberghi del territorio hanno registrato il tutto esaurito.

Costa Ronin a Capri, io dalle serie cult a Tarantino’Sul set di C’era una volta… a Hollywood come in famiglia’

CAPRI02 gennaio 202012:17

– A “Capri, Hollywood”, in rappresentanza del premiato cast del film di Tarantino “C’era una volta…a Hollywwod”, l’australiano di origine russa Costa Ronin è un volto cult per gli amanti delle serie tv e non passa certo inosservato con il suo metro e 93 e l’aria da spia venuta dal freddo.
“Non c’è un attore al mondo che non sogni di essere diretto da Tarantino. Quentin sul set forma una grande famiglia, mette tutti proprio agio, senza far differenza tra noi e le star come Pitt e DiCaprio”, racconta Kostantin, questo il suo vero nome, ricordando l’esperienza nei panni di Wojciech Frykowski, lo sceneggiatore polacco amico di Polanski e Sharon Tate. Un grande regista con la sua visione originale sempre disponibile ad ascoltare gli attori”, lo definisce. Ronin è stato Oleg Igorevich Burov, un ufficiale dell’ambasciata sovietica, nella celebre serie televisiva “The Americans”.

Concerto Capodanno dalla Fenice, successo su Rai1 e sui social3,4 milioni e 23.8% di share, in testa ai trending topic

VENEZIA02 gennaio 202013:48

– Il Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice in diretta su Rai1 ha raggiunto il 23,8% di share e 3.418.000 spettatori, confermandosi lo spettacolo di musica classica più seguito della televisione italiana. Lo sottolinea lo stesso Teatro, rilevando che il suo sito, nella fascia oraria compresa tra le 11 e le 15 di ieri, ha registrato quasi 30 mila utenti. L’hashtag #capodannofenice su Twitter si è posizionato, durante la diretta Rai1, tra i primi posti dei trending topic Italia. Instagram ha registrato un engagement del 2,72 %, con circa 30 mila visualizzazioni delle storie e dei video-spot del concerto e 13mila like. Anche sulla pagina ufficiale Facebook le visualizzazioni dei video dal 26 Dicembre all’01 Gennaio sono state 77.860, mentre le interazioni sui post solo della giornata di ieri ben 21.000. VAI ALLE NEWS DI TECNOLOGIA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Beethoven 2020, l’Italia celebra un gigante della musica
Un anno di eventi in teatri, fondazioni e istituzioni

02 gennaio 202019:10

Ludwig van Beethoven superstar della musica nel 2020. Per ricordare il 250/o anniversario della nascita del grande compositore tedesco l’intero anno sarà costellato di concerti e grandi eventi in tutto il mondo. Cuore delle celebrazioni sarà ovviamente Bonn, in cui il musicista nacque il 16 dicembre 1770, che ha praticamente previsto da quella data del 2019 un evento al giorno fino al 17 dicembre prossimo, quando per la serata conclusiva sul podio dell’ Opera House salirà il maestro Daniel Barenboim per dirigere la Nona Sinfonia con la sua Western-Eastern-Divan Orchestra e lo European Youth Choir condotto da Simon Halsey. Non sarà da meno Vienna, dove Beethoven ventiduenne si trasferì restandovi per 35 anni fino alla morte nel 1827, che ha messo a punto un ricco calendario di spettacoli e una specifica app interattiva. In Italia i grandi teatri, le Fondazioni e le principali istituzioni renderanno omaggio al gigante della musica intensificando dall’inizio dell’anno i programmi con una serie straordinaria di concerti con direttori d’orchestra prestigiosi e solisti di grande richiamo.
ROMA – L’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia presenta due rarissime Ouverture: Re Stefano, diretta da Antonio Pappano (il 16, 17 e 18 gennaio), e La Consacrazione della Casa diretta da Tomáš Netopil (il 19,20 e 21 marzo). A metà febbraio il maestro Gianandrea Noseda con Leonidas Kavakos dirigerà il Concerto per violino. Il 23, 24 e 25 aprile debutterà sul podio il giovanissimo maestro israeliano Lahav Shani che dirigerà il Concerto n. 5 “Imperatore” con il pianista Emanuel Ax. Per la stagione da Camera tornano Nikolai Lugansky (18 marzo) e Maurizio Pollini (6 aprile) che eseguiranno Sonate per pianoforte. Beethoven sarà protagonista anche della tournée che l’Orchestra dell’Accademia, diretta da Daniele Gatti e con Leonidas Kavakos, affronterà ad aprile ad Atene con l’esecuzione della Sinfonia n.7 e il Concerto per violino. A giugno Alexander Lonquich, in veste di pianista e direttore, sarà interprete di un festival monografico dedicato a Beethoven con variazioni, sonate e i 5 Concerti per pianoforte e orchestra. MILANO – Il Teatro alla Scala il 16, 17 e 19 gennaio proporrà l’ appuntamento con Riccardo Chailly per l’ esecuzione dell’ Ouverture Egmont e delle Sinfonie n. 8 e n. 5. Il direttore tornerà l’8, 11 e 12 giugno per chiudere il ciclo beethoveniano con la Sinfonia n. 9 con il Coro scaligero diretto da Bruno Casoni.
VENEZIA – Il Teatro La Fenice ha in programma la Sinfonia n.
9 diretta da Hartmut Haenchen (29 febbraio), i Concerti per pianoforte n. 3 e n. 5 con Rudolf Buchbinder (7 marzo), e la Sinfonia n. 2 diretta da Ton Koopman (6 giugno). Il sovrintendente Fortunato Ortombina ha annunciato che la stagione 2020/2021 sarà inaugurata da Fidelio, unica opera lirica composta da Beethoven, sotto la direzione di Myung-Whun Chung.
TORINO – L’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il 22 e 24 aprile eseguirà l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra, con Rudolf Buchbinder direttore e solista. Dal 3 giugno il Festival di Primavera vedrà l’esecuzione integrale delle Sinfonie – a eccezione della Nona – distribuite in quattro concerti in serata unica. Il primo, diretto da Myung-Whun Chung, affiancherà la Sesta (“Pastorale”) alla Settima Sinfonia; l’11 sarà la volta di Gustavo Gimeno, con la Prima e la Quinta; il 18 Kazuki Yamada con la Seconda e la Quarta; e in chiusura, il 25 giugno, sul podio ci sarà Fabio Luisi per l’Ottava e la Terza (“Eroica”).
VERONA – Il 23 agosto nello scenario fantastico dell’ Arena il direttore e compositore Ezio Bosso dirigerà la Nona Sinfonia, unico evento sinfonico del Festival 2020.
FIRENZE – Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino avrà Zubin Metha sul podio per cinque concerti dedicati a Beethoven.
Il primo l’8 maggio con il violinista Leonidas Kavakos per l’Ouverture Egmont, il concerto per violino e orchestra e, con la sinfonia n. 3, inizierà l’intero ciclo delle nove sinfonie beethoveniane. Gli altri concerti sono fissati il 13 (sinfonie 1, 2 e 4) , il 16 (sinfonie n. 5 e 8) , il 21 (sinfonie n. 6 e 7) e il 30 maggio con la monumentale Nona. Il maestro, nel cartellone operistico del Festival, dirigerà inoltre il Fidelio, in forma di concerto, il 28 e il 31 maggio. Il 18, 19 e 22 maggio il direttore e pianista Kristian Zimerman proporrà l’ integrale dei concerti per pianoforte e orchestra.
NAPOLI – Il Teatro San Carlo in occasione delle Universiadi 2019 ha già proposto il 22 giugno scorso una maratona Beethoven con l’ esecuzione integrale delle nove sinfonie dirette da Juraj Valčuha con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Al Teatro Mercadante il 21 maggio è in programma il ciclo integrale delle sonate per violino e pianoforte con Kristòf Barati (violino) e Enrico Pace (pianoforte).
PALERMO – Il Teatro Massimo dedica al genio di Bonn un ciclo con l’integrale delle nove Sinfonie. Si comincia il 4 gennaio con la Nona: sul podio Omer Meir Wellber dirigerà l’orchestra del Teatro Massimo e il coro istruito da Ciro Visco. Il 7 febbraio Daniel Cohen con le Sinfonie 2 e 5; il 14 maggio ancora Wellber con la Sinfonia n. 4; il 19 maggio Gabriele Ferro con le Sinfonie 1 e 8; il 23 maggio Daniele Gatti con la Sinfonia n. 6; il 25 settembre torna Wellber con il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 61 e la Sinfonia n. 7. Il 2 e il 4 novembre due serate dedicate ai cinque concerti per pianoforte e orchestra con Paul Lewis direttore e solista. Infine, l’8 novembre Alpesh Chahuan dirigerà la Sinfonia n. 3.

Musica per Roma, il 2019 chiude con 424mila spettatori, +5%Bene Natale. Nel 2020 Nick Cave, Simple Minds, Paul Weller

ROMA02 gennaio 202017:27

Chiude con successo il 17/o anno di attività della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica con 424.000 spettatori paganti, il 5% in più del 2018 e oltre 800 eventi. Alla Casa del Jazz invece sono stati invece oltre 26.000 gli spettatori. Molto bene anche il bilancio del Natale, che segna 40.000 presenze per un programma che comprende Festival Gospel e i concerti di Britti – Gazzè, Fiorella Mannoia, Nicola Piovani, Ambrogio Sparagna e molti altri artisti.
“Anche quest’anno siamo orgogliosi del dato di affluenza e dell’incasso – commenta il presidente della Fondazione Musica per Roma Aurelio Regina – perché evidenzia una crescita rispetto all’anno precedente e una grande affezione del nostro pubblico sia ai concerti che ai nostri Festival tematici: letteratura, scienza, economia, gospel”. “È stato un anno ricco di grandi nomi e big internazionali – gli fa eco l’amministratore delegato Josè R. Dosal – e la qualità della programmazione è più che premiata dal nostro pubblico. Il nuovo anno porterà tante novità, prime fra tutte le date già annunciate di Roma Summer Fest che vedrà quest’anno salire sul palco della cavea artisti come Nick Cave, Pixies, Simple Minds, Paul Weller”.

Capri, Hollywood premia The Irishman e TarantinoTutti i riconoscimenti del festival 2020

02 gennaio 202017:26

Alla vigilia di due celebri eventi cinematografici, il voto per le nomination agli Oscar e la cerimonia dei Golden Globes prevista domenica 5 gennaio, Franco Nero e il produttore del festival Pascal Vicedomini hanno annunciato i vincitori della 24° edizione del festival internazionale Capri, Hollywood. Due film in particolare si sono aggiudicati ben sei riconoscimenti a testa, fra cui i premi di miglior film, migliore attore non protagonista (Joe Pesci) e migliore sceneggiatura non originale (Steve Zaillian) per The Irishman di Martin Scorsese, e i premi per la migliore regia, miglior cast corale e migliore produttore (Shannon McIntosh) per C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino.
A Joaquin Phoenix (Joker) è andato il premio di migliore attore, a Renee Zellweger (Judy) quello di migliore attrice, mentre Joe Pesci (The Irishman) è stato riconosciuto migliore attore non protagonista e Laura Dern (Marriage Story) migliore attrice non protagonista.
Il Re Leone ha meritato tre premi (per la canzone originale, il montaggio sonoro e il missaggio sonoro), e Storia di un matrimonio si è aggiudicato due premi (migliore attrice non protagonista e migliore sceneggiatura originale). A Toy Story 4 è andato il premio di miglior film d’animazione, a Parasite il riconoscimento di miglior film internazionale e ad American Factory quello di miglior film documentario. Il Capri Award è stato consegnato a Dolemite is My Name con Eddie Murphy, per la migliore commedia dell’anno mentre il regista Paul Feig (Bridesmaids, Ghostbusters, Last Christmas) ha ricevuto il titolo inaugurale di Re della Commedia.
“E’ stata un’edizione straordinaria per il livello degli artisti che vi hanno preso parte e la varietà dei film che abbiamo presentato”, dichiarano Franco Nero e Vicedomini al termine della kermesse. “Siamo certi che la maggior parte dei nostri vincitori verrà premiata ai Golden Globes e agli Oscar. Auguri a tutti e arrivederci a Los Angeles per il festival di LA Italia 2020, che quest’anno avrà luogo dal 2 all’8 febbraio”.
Presieduto da Francesca Archibugi al fianco della cantante israeliana Noa, l’evento di Capri è tappa importante per i film che concorrono alle premiazioni internazionali. Organizzato dall’Istituto Capri nel mondo, quest’ultima edizione di Capri, Hollywood è stata dedicata a Gillo Pontecorvo, in occasione del centenario della sua nascita.
Capri, Hollywood è presentato con il sostegno di Mibact-Dg Cinema e la Regione Campania, nonché la collaborazione di numerosi sponsor privati

Cinema: per Marvel arriva il primo supereroe transgenderCapo Studios, ‘in un film che stiamo girando in questo momento’

NEW YORK02 gennaio 202019:23

Per Marvel Cinematic Universe arriva il primo supereroe transgender. Accadra’ “molto presto”, ha spiegato il capo di Marvel Studios, Kevin Fiege, durante un incontro con la New York Film Academy: sara’ “in un film che stiamo girando in questo momento”. Quest’anno inoltre The Eternals presenterà il primo personaggio gay in un film Marvel, e secondo le informazioni diffuse dai media nei film che seguono la saga di Avengers Infinity ci sarebbe un personaggio trans.Marvel ha fatto anche sapere che introdurrà il suo primo supereroe sordo in The Eternals e il primo supereroe asiatico-americano in Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings.
“Pensiamo al successo di Captain Marvel e Black Panther – ha spiegato Feige – vogliamo che i film riflettano il pubblico e che tutti gli spettatori si vedano rappresentati sullo schermo”.

Alberto Angela torna con nuove MeraviglieSu Rai1 dal 4 gennaio in prima serata

02 gennaio 202020:32

Il duomo di Milano, la reggia di Torino, Paestum, la Basilica di san Marco, le fontane di Roma, il Palazzo Vecchio di Firenze… nelle tante “Meraviglie” italiane che conosciamo – o crediamo di conoscere – Alberto Angela ci rivela l’impronta di urbanisti sapienti e grandi mecenati, artigiani sconosciuti o geni assoluti come Bernini, Vincenzo Bellini, Vasari, il Bronzino. Da sabato 4 gennaio in prima serata su Rai1 va in onda la terza stagione di Meraviglie, il programma di Alberto Angela in viaggio per l’Italia alla scoperta delle bellezze naturali e artistiche che rendono il nostro paese una vera e propria penisola dei tesori di cui andare orgogliosi.
Quattro puntate che costituiscono una dichiarazione d’amore all’Italia, tra siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità e meraviglie artistiche o naturali che tutto il mondo ci invidia.E grazie ad attori come Remo Girone, Violante Placido, Massimo Bonetti, Fabio Troiano, Aurora Ruffino, Francesca Cavallin, Giorgio Marchesi, Fabio Angeletti, ogni tappa è scandita da incontri con personaggi come Gian Galeazzo Visconti, Eleonora Duse, Giacomo Casanova, Eleonora di Toledo, Celestino V, Vincenzo Bellini, Cristoforo Colombo.
La prima puntata prende il via da un luogo magico: Capri, un sogno fatto isola. La storia, il costume, la moda si intrecciano su questo scoglio al largo del golfo di Napoli. Come

dimenticare la mitica Grotta Azzurra? – ma anche la storia: da Villa Jovis, la sontuosa abitazione dell’imperatore Tiberio, a Villa Lysis, culla della mondanità, al sentiero dei fortini. Il regista Mario Martone ci racconterà i suoi primi incontri con l’isola, mentre Violante Placido, impersonando Eleonora Duse, rievocherà il contrastato rapporto della diva con Capri.
“Meraviglie La penisola dei tesori” è un programma in quattro puntate diretto da Gabriele Cipollitti e realizzato interamente da professionalità Rai.

Cinema: 2019, record incassi per film Usa diretti da donneStudio Inclusion Initiative, due nellla top ten box office

NEW YORK02 gennaio 202017:32

– Hollywood e’ ancora un mondo a prevalenza maschile ma nel soffitto di vetro dell’industria dei sogni si stanno aprendo alcune crepe. Il numero dei film diretti da donne che nel 2019 hanno sbancato il box office ha raggiunto livelli record, secondo un nuovo studio della Inclusion Initiative dell’Università della Southern California a Annenberg pubblicato a conclusione di un dibattito di un decennio su come Hollywood discrimini per il colore della pelle, il sesso, l’orientamento sessuale e rilanciato da Variety.
Il segnale e’ che la polemica sul gender gap ha smosso le acque provocando un reale cambiamento. Negli ultimi 12 mesi registe come Greta Gerwig (“Piccole Donne”), Lorene Scafaria (“Hustlers”), Olivia Wilde (“Booksmart”), Lulu Wang (“The Farewell”) e Melina Matsoukas (“Queen and Slim”) hanno contribuito a spingere a nuove altezze la proporzione di film diretti da donne: il 10,6% dei 100 campioni di incassi al box office 2019 con due – “Frozen II” e “Captain Marvel” rispettivamente di Jennifer Lee e Anna Boden – nella Top Ten.
In generale e’ un balzo in avanti rispetto al 2018 dove la fetta dei film diretti da donne era stato di appena il 4,5% in linea con le percentuali dal 2007 quando l’ateneo di Annenberg aveva cominciato a tenere i conti. “Finalmente le cose si muovono”, ha detto Stacy Smith, che ha co-firmato lo studio, secondo cui una confluenza di fattori ha contribuito alla svolta: dall’impatto di movementi come #MeToo e Time’s Up che hanno puntato i riflettori sulle assunzioni da parte degli studi, alla maggiore presenza di donne registe a festival come Sundance, in tv e sulle piattaforme in streaming come Netflix.
Finora il rapporto nella top 100 era stato di una donna ogni venti registi maschi.

Judy con Renee Zellweger esce il 6 febbraioNuova data uscita, in occasione 50/o anniversario morte Garland

02 gennaio 202019:12

Dopo essere stato presentato con grande successo alla 44esima edizione del TIFF – Toronto International Film Festival e alla 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma, arriva nelle sale italiane Judy, l’atteso ed emozionante biopic in cui l’attrice premio Oscar Renée Zellweger interpreta Judy Garland, leggendaria icona internazionale e protagonista di enormi successi come Il mago di Oz, È nata una stella e Incontriamoci a St. Louis. Judy sarà distribuito nelle nostre sale da Notorious Pictures a partire dal 6 febbraio 2020, in occasione del 50° anniversario della morte della Garland e dell’80° anniversario de Il Mago di Oz.
Il film – attraverso flashback che regalano alcune delle performance più eccezionali della sua carriera – esplora in particolare l’ultimo periodo della vita della Garland, prima della sua morte, tra amori tormentati, drammi familiari e il costante amore dei suoi fan. A dirigere il film è Rupert Goold (True Story), mentre a completare il cast, tra gli altri, sono Rufus Sewell (Dark City, L’uomo nell’alto castello), Jessie Buckley (A proposito di Rose, Chernobyl), Michael Gambon (Il mistero di Sleepy Hollow, la saga di Harry Potter) e Finn Wittrock (The Normal Heart, American Horror Story).

Mostre: Dario Ballantini pittore a FirenzeRassegna esalta cromatismo personaggio della tv

FIRENZE02 gennaio 202017:54

– Ventun opere nella mostra monografica dedicata alla pittura di Dario Ballantini che indaga la fragilità della condizione umana: è quanto propone ‘Esistenze Inafferrabili’ allestita alla galleria d’arte La Fonderia, a Firenze. A dare il via alla mostra dell’artista livornese, noto al grande pubblico come imitatore e attore, un vernissage in programma per giovedì 11 gennaio (chiusura il 31/1). La rassegna mostra una selezione di opere realizzate ad acrilico su tela, carta intelata e tavola, frutto della sperimentazione stilistica dell’ultimo decennio. Opere che presentano come tema fondante la condizione esistenziale dell’essere umano: pennellate dal cromatismo accentuato con una prevalenza di toni rossi, blu e neri portano in scena l’uomo, vittima e carnefice del proprio tempo, che si trova smarrito e inerme davanti all’incessante scorrere del tempo. Affascinato dalle avanguardie del primo ‘900, Ballantini si dedica all’arte e alle arti performative da oltre 30 anni.

Raffaello, una rosa apre celebrazioni 500 anni mortePer tutto il 2020 sarà posata sulla sua tomba al Pantheon

ROMA02 gennaio 202018:31

– Dal 2 gennaio e per tutto il 2020 una rosa rossa sulla tomba di Raffaello al Pantheon accompagnerà le celebrazioni per i cinquecento anni dalla sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 ad appena 37 anni.
Le spoglie del celebre artista, detto l’Urbinate, sono conservate al Pantheon per sua stessa volontà. Nel 1520 il corpo venne sepolto nel monumento romano e sistemato nell’edicola della Madonna del Sasso, opera commissionata dallo stesso Raffaello ed eseguita da Lorenzo Lotti detto Lorenzetto. Sulla lapide sono impresse le parole dedicategli da Pietro Bembo che, esaltandone la forza creatrice, scrive: ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI, cioè “Qui giace Raffaello dal quale, mentre era in vita, la Natura temette di essere vinta e, quando morì, temette di morire anch’essa”.
Dal 5 marzo al 2 giugno, alle Scuderie del Quirinale a Roma, una grande mostra monografica rappresenterà l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale istituito nel gennaio 2018 dal ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, e presieduto da Antonio Paolucci.

Rai, un 2019 di ascolti top con Montalbano, Sanremo e fiction su Mia Martini18 posizioni su 20 sono targate Rai1, bene RaiPlay

02 gennaio 202019:08

Fiction, intrattenimento, sport, cinema, cultura, informazione. Sei generi e un unico risultato: “Il successo degli ascolti Rai anche nel 2019, che con 18 programmi di Rai1 occupa altrettante posizioni (e di queste tutte le prime 17) della classifica top 20 dei programmi dell’anno appena trascorso”. Lo sottolinea in una nota Viale Mazzini.
Sul primo gradino del podio, con 11 milioni 574 mila spettatori (e uno share del 45.4 per cento) c’è la serie del Commissario Montalbano con l’episodio andato in onda l’11 febbraio “L’altro capo del filo”, che supera anche – in termini di ascolto – la finale del Festival di Sanremo 2019 con 10 milioni 654 mila spettatori (ma uno share del 65.2 per cento).
Terzo posto, invece, per il film dedicato a Mia Martini “Io sono Mia” visto, il 12 febbraio, da 8 milioni 10 mila persone per uno share del 31.4.
Dal quarto al settimo posto la classifica va a tutto calcio con ascolti superiori ai 7 milioni per Ajax – Juventus di Champions League, Juventus – Milan per la Supercoppa d’Italia, Italia – Bosnia Erzegovina per la qualificazioni agli Europei, e Atalanta – Lazio per la Coppa Italia. Sempre per il calcio da segnalare anche l'”irruzione” di quello femminile che per la prima volta entra nella classifica dei programmi più visti, grazie alla partita dei Mondiali Italia – Brasile: 6 milioni 525 mila spettatori, 29.1 di share e tredicesimo posto nella Top Twenty degli ascolti.
Tornando alle prime dieci posizioni, il film tv tratto da Camilleri “La stagione della caccia. C’era una volta Vigata” occupa l’ottavo posto con 7 milioni 275 mila spettatori e uno share del 31 per cento, precedendo la miniserie “Il nome della rosa” (6 milioni 730 mila e 27.7).
Chiude la Top Ten, una delle ultime novità di maggiore successo: “Viva RaiPlay” con 6 milioni 704 mila e uno share del 25.5, in onda su Rai1.

Da lady Obama alla Novello, è toto-donne all’AristonGasparri, no a tribuna anti-Trump. Fedeli,chi ha posto il veto?

02 gennaio 202020:30

Donne che raccontano storie di donne: non è un mistero che Amadeus voglia fare di Sanremo 2020 (4-8 febbraio) un festival in grado di dare spazio alle diverse sensibilità femminili, ma l’identikit di chi lo affiancherà sul palco dell’Ariston è ancora confinato nel regno delle indiscrezioni.
Qualche indicazione potrebbe arrivare oggi, quando è atteso l’incontro tra il direttore artistico e conduttore e il direttore di Rai1 Teresa De Santis per fare il punto sui nomi sui quali puntare. Intanto però fa discutere l’ipotesi – di cui parla il Corriere della Sera – che la giornalista Rula Jebreal abbia proposto un’intervista all’ex first lady Usa Michelle Obama (o in alternativa a Oprah Winfrey, altra icona femminile contemporanea), salvo poi finire in stand by dopo le polemiche sulla sua possibile presenza al festival, cavalcate in particolare dal centrodestra. “Che c’entra un comizio di Michelle Obama in una rassegna musicale?”, si chiede Maurizio Gasparri (FI), che definisce “geniale l’idea di trasformare il popolarissimo palco di Sanremo in una tribuna anti Trump”. “Chi ha posto il veto? La Rai cosa ha da dire?”, incalza invece dal Pd l’ex ministra Valeria Fedeli.
Se l’idea di portare all’Ariston l’ex first lady americana era già stata accarezzata in passato da Fabio Fazio e Carlo Conti (che per ‘par condicio’ aveva pensato anche a Melania Trump), pur essendo rimasta nel cassetto anche per motivi di budget (il cachet di Michelle Obama si aggirerebbe sui 600mila dollari), nel toto-donne spunta in queste ore Francesca Sofia Novello, la modella che ha conquistato il cuore del campione di MotoGp Valentino Rossi. In quota ‘fidanzate’ circola sempre il nome Georgina Rodriguez, compagna di Cristiano Ronaldo. Data per certa Diletta Leotta, il fronte giornaliste dovrebbe contare su due volti molto amati del Tg1 come Emma D’Aquino e Laura Chimenti. Non si esclude che nel valzer di donne possa entrare anche una star internazionale, mentre resta in piedi il sogno di Amadeus di avere sul palco Monica Bellucci, ma come ospite.
Confermatissimi Fiorello, che oltre ad avere libertà di incursione potrebbe essere ospite del festival durante la prima serata, e Roberto Benigni, che avrà come sempre carta bianca e potrebbe stupire stavolta con una performance diversa dai monologhi che hanno lasciato un segno negli annali di Sanremo.
Tiziano Ferro è atteso all’Ariston tutte le sere: canterà le sue hit ma alcuni successi che hanno fatto la storia del festival…
e poi chissà. Acquisita anche la presenza di Al Bano e Romina Power e quella del rapper Salmo, ufficializzata da Amadeus nell’intervista di qualche giorno fa a Repubblica insieme alla lista ufficiale dei 22 big: Achille Lauro, Alberto Urso, Anastasio, Bugo e Morgan, Diodato, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Levante, Elettra Lamborghini, Marco Masini, Michele Zarrillo, Junior Cally, Paolo Jannacci, Piero Pelù, I pinguini tattici nucleari, Rancore, Raphael Gualazzi, Riki. Nella serata del venerdì attesi anche Pippo Baudo, Carlo Conti, Gigi D’Alessio, Piero Chiambretti e Antonella Clerici, già nella giuria di Sanremo Giovani, invitati ufficialmente da Amadeus.

Tv: un 2020 a tutta fiction per Rai, Mediaset e SkyDa The New Pope a Ferrante, da Don Matteo a Diavoli e Montalbano

02 gennaio 202020:33

Per gli appassionati di serie tv e fiction, il 2020 si preannuncia dai primi mesi ricco di appuntamenti, con numerose proposte d’autore su Rai, Mediaset e Sky.
Apre le danze l’ammiraglia del servizio pubblico con Don Matteo 12 – che festeggia 20 anni di onorata attività – in prima serata dal 9 gennaio. Filo conduttore per la serie targata Lux Vide, i 10 comandamenti. L’Inossidabile coppia formata da Terence Hill nei panni del sacerdote in tonaca e bicicletta e Nino Frassica in quelli del Maresciallo Cecchini, terrà compagnia al pubblico per 10 prime serate.
Martedì 7 gennaio, nel prime time di Canale 5, debutta New Amsterdam 2: qui in Italia, la fortunata serie tv verrà trasmessa in sole quattro puntate.
Il premio Oscar Paolo Sorrentino dal 10 gennaio torna su Sky Atlantic con The New Pope mettendo insieme due pontefici, Jude Law (The Young Pope) e John Malkovich. Guest star Sharon Stone e Marilyn Manson. La serie è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte di Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court Tv e The Mediapro Studio. Su Rai2 sempre il 10 gennaio parte la seconda stagione de Il Cacciatore (4 puntate) con Francesco Montanari. La serie è ispirata alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella.
Il 13 gennaio su Rai1 va in onda La guerra è finita, serie creata da Sandro Petraglia e diretta da Michele Soavi. Il racconto inizia poco dopo la Liberazione, nei mesi in cui i sopravvissuti alle deportazioni tornano a casa. Prodotta da Palomar con Rai Fiction è interpretata, tra gli altri, da Michele Riondino, Isabella Ragonese, Valerio Binasco, Andrea Bosca, Carmine Buschini. Sempre sull’ammiraglia Rai il 19 gennaio ecco Come una madre: un dramma in tre puntate con Vanessa Incontrada e Giuseppe Zeno. Il 10 febbraio finisce l’attesa e sbarca in prima serata su Rai1 – dopo un passaggio al in sala al cinema (solo il 27.28.29 gennaio) L’amica geniale – Storia del nuovo cognome di Saverio Costanzo con Alice Rohrwacher che firma due puntate. Lila (Gaia Girace) ed Elena (Margherita Mazzucco) sono cresciute e diventate giovani donne che Elena Ferrante descrive fra i seni che si gonfiano e i cuori che si fanno carichi di responsabilità.
Il 13 e il 20 gennaio vanno in onda su Sky Cinema Uno I delitti del BarLume di Roan Johnson, ispirati dal libri di Marco Malvaldi, con Filippo Timi, Lucia Mascino, Corrado Guzzanti e il cast di sempre. Il 14 febbraio su Sky Atlantic il kolossal crime ZeroZeroZero di Stefano Sollima dal libro di Roberto Saviano, produzione girata in tre continenti. Otto episodi – nel cast Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico e Adriano Chiaramida – raccontano il narcotraffico, i sistemi criminali e familiari violenti, la sete di potere. Canale 5 darà spazio all’inedito secondo appuntamento col Grande Fratello Vip. Slitta, dunque, la partenza di fiction come Fratelli Caputo che non si vedono da anni, Masantonio (con Alessandro Preziosi) e Made in Italy sul mondo della moda. Ne citiamo una per tutte: Fratelli Caputo, diretta da Alessio Inturri, è una serie in cui si ride molto. Protagonisti due fratelli diversissimi. Nino (Nino Frassica), un agente di spettacolo che vive in Puglia con la madre, da quando il padre è scappato al Nord con un’altra donna, dalla quale ha avuto Alberto (Cesare Bocci), ora diventato sindaco del borgo. Dopo anni di lontananza, i due fratelli dovranno lavorare assieme.
Su Rai1 il 23 febbraio arriva Vite in fuga (ma le date potrebbero subire variazioni) La serie diretta da Luca Ribuoli è un thriller familiare in sei puntate. Claudio Caruana (Claudio Gioè) è un dirigente di Banca, sposato con Silvia (Anna Valle) e padre di due adolescenti. A causa delle minacce per uno scandalo finanziario, i Caruana scappano in Alto Adige.
Il marzo di Rai 1 è nel segno del compianto Andrea Camilleri con tre nuovi episodi del Commissario Montalbano, alla 14/a stagione. Nel Il metodo Catalanotti, Salvo Montalbano (Luca Zingaretti) indaga su un delitto. Mentre un doppio mistero è al centro di La rete di protezione, con Vigàta in agitazione per le riprese di una fiction ambientata nel 1950. In Salvo amato, Livia mia, Montalbano deve riuscire a risolvere a distanza l’omicidio di una cara amica della sua compagna Livia. Il 6 aprile poi il film di Roan Johnson tratto dal romanzo storico di Camilleri: La concessione del telefono, con Alessio Vassallo nei panni di Genuardi, povero commerciante di legnami schiacciato dalla burocrazia per aver richiesto una linea telefonica. Con Corrado Guzzanti, Fabrizio Bentivoglio, Thomas Trabacchi.
A fine marzo è atteso su Rai1 Medical Report: il medico Andrea (Luca Argentero) viene colpito con un’arma da fuoco ed entra in coma. Poche ore dopo si risveglia, ma ha completamente rimosso gli ultimi dodici anni della propria vita. Sempre per la Rai Andrea Molaioli firma la regia di Bella da morire.
L’ispettrice di polizia Eva Cantini indaga sulla morte di Gioia Scuderi, la più bella del paese trovata morta in fondo al lago.
Nel cast Cristiana Capotondi, Matteo Martari, Lucrezia Lante della Rovere, Elena Radonicich. La serie è prodotta da Cattleya con Rai Fiction. In arrivo ancora Io ti cercherò di Gianluca Maria Tavarelli, con Valerio (Alessandro Gassmann) ex poliziotto disilluso, espulso dalla Polizia in circostanze poco chiare (la serie è una coproduzione Rai Fiction-Publispei) e la serie del Commissario Ricciardi, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni (editi da Einaudi) e diretta da Alessandro D’Alatri, con Lino Guanciale, una delle più attese del 2020.

Zalone fa record, 8,7 mln in un giorno per Tolo ToloMaggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano

02 gennaio 202012:11

Checco Zalone batte se stesso. Tolo Tolo, quinto film dell’attore, prodotto dalla Taodue, distribuito da Medusa e diretto per la prima volta dallo stesso Zalone, al primo giorno in sala sfiora gli 8,7 milioni di euro, diventando il film con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione e battendo il precedente record di Quo Vado (7,3 milioni).
L’incasso di Tolo Tolo è stato di 8.680.232 euro, con oltre 1.175.000 presenze; quattro anni fa Quo Vado aveva rastrellato 7.341.414 euro.
“Checco Zalone ha riunito gli italiani dentro le sale cinematografiche” commenta con soddisfazione Pietro Valsecchi, produttore del film: “Un risultato incredibile che mi rende ancora più felice perché premia l’opera prima di Checco come regista, una scommessa vinta non solo per gli incassi ma anche per la riuscita del film, che ha saputo divertire ed emozionare grandi e piccoli al di là di ogni divisione ideologica. Il nuovo decennio inizia bene per il cinema italiano grazie a questa iniezione di fiducia e di incassi che ricadono su tutto il sistema cinematografico”.

Dagli archivi le lettere di T.S. Eliot alla sua musaPrinceton, da corrispondenza con Emily Hale luce sul rapporto

NEW YORK02 gennaio 202018:20

Lui le aveva ordinato di bruciare le lettere. Lei, l’amica di sempre, aveva disobbedito. E così oggi, dopo esser rimasta per 60 anni chiusa in dodici scatoloni negli archivi della Princeton University Library, la corrispondenza tra il poeta premio Nobel T.S. Eliot e la sua confidente e musa Emily Hale vedrà finalmente la luce.
Per Anthony Cuda, studioso dell’autore di “La Terra Desolata”, “e’ forse l’evento letterario del decennio”. Dagli scatoloni sono emerse oltre mille lettere datate tra 1930 e 1956 che promettono di gettare luce inedita sulla vita e il lavoro di Eliot: su opere ad esempio come “Il libro dei gatti tuttofare” portato a Broadway da Andrew Lloyd Webber con il musical “Cats”.
Il focus e’ ovviamente sulla relazione con Emily, rimasta al centro di congetture per decenni e che ha ispirato romanzi come “The Archivist” di Martha Cooley, ma non solo: come ha notato Princeton, sorprese potrebbero arrivare “sulla conversione religiosa del poeta, il suo atteggiamento verso le donne, le sue decisioni alla casa editrice Faber and Faber e il loro impatto sulla cultura del Regno Unito”.
Era stata la Hale a donare l’archivio a Princeton con la condizione che le lettere restassero segrete fino a 50 anni dalla morte dell’ultimo dei loro autori: lei nel caso specifico, scomparsa nel 1969, mentre Eliot l’aveva preceduta di quattro anni.
Si erano conosciuti ragazzi a Cambridge, Massachusetts, nel 1912 quando Eliot studiava a Harvard e lui, secondo un saggio pubblicano nel 2002 sul New Yorker, si sarebbe segretamente innamorato dell’intellettuale bostoniana. L’amicizia era rinata nel 1927, dopo la crisi del primo matrimonio del poeta con la britannica Vivienne Haigh-Wood, mentre la Hale, che non si era mai sposata, aveva continuato a insegnare teatro in università americane tra cui lo Scripps College in California.
Secondo Cuda, la relazione con Emily doveva essere “incredibilmente importante” e la corrispondenza contenere “dettagli profondamente intimi”, altrimenti non si capisce perché Eliot fosse cosi preoccupato per la pubblicazione.
Le lettere cominciano infatti dopo la fine del primo matrimonio con Vivienne, una donna instabile morta nel 1947 in manicomio. Studiosi hanno notato come “Burnt Norton”, il primo poema della serie “Quartetti” che prende il nome da una casa in Inghilterra visitata con la Hale, e’ significativo per alcuni versi che suggeriscono opportunità mancate e quel che avrebbe potuto essere e non e’ stato.