Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 48 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 15:47 DI MARTEDì 19 NOVEMBRE 2019

ALLE 10:11 DI GIOVEDì 21 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre: ‘U.MANO’, arte e scienza alla Fondazione Golinelli
Percorso dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura

BOLOGNA19 novembre 2019 15:47

– Un percorso espositivo dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura, dall’esplorazione dell’interiorità dell’uomo all’aprirsi alla comprensione dell’universo che gli sta intorno. E’ ‘U.MANO – Arte e scienza: antica misura, nuova civiltà’, la nuova mostra della Fondazione Golinelli a Bologna, aperta al pubblico dal 20 novembre al 9 aprile e allestita nel Centro Arti e Scienze Golinelli, per l’occasione trasformato in un tempio classico.
Si parte da due grandi installazioni centrali: le mani chiuse, emblema della riflessione sulla propria origine e interiorità, e quelle aperte, che rappresentano invece l’esplorazione e la conoscenza del mondo circostante. C’è anche il ‘De Symmetria partium in rectis formis humanorum corporum libri’ di Albrecht Durer, un trattato sul disegno della figura umana le cui istruzioni sono state interpretate come uno dei primi algoritmi di arte generativa. E ci sono due atlanti anatomici straordinari: il ‘De humani corporis fabrica’ di Andrea Vesalio e i ‘Deux Livres de chirurgie’ di Ambroise Parè.
Nel percorso, curato da Andrea Zanotti, sono poi collocati dipinti realizzati tra ‘500 e ‘600, particolare momento storico nel quale si è registrato un cambio di passo per alcuni versi simile a quello odierno: dalla ‘Madonna col Bambino’ attribuita a Caravaggio a quella di Ludovico Carracci. Poi, un indice puntato verso il Cielo, reinterpretato da Michelangelo Pistoletto nel ‘quadro specchiante’ che ripropone la ‘Creazione di Adamo’ di Michelangelo nella contemporaneità, fino alla ricostruzione della ‘Battaglia di Anghiari’, opera perduta di Leonardo la cui informazione in rete è stata ri-materializzata dai ragazzi che frequentano i laboratori sulla mostra di Fondazione Golinelli.
L’ultimo passo nell’evoluzione della mano conduce ad un presente avveniristico, nel quale è protagonista l’arto bionico, un’opera di ingegneria avanzata realizzata dai giovani ricercatori di BionIt Labs, una delle start-up che operano nell’incubatore-acceleratore G-Factor, che hanno progettato un arto innovativo e adattabile a ogni paziente.

Su Fox arriva Stumptown, la nuova serie con Robin ScherbatskyBasata sul graphic novel di Greg Rucka e Matthew Southworth

9 novembre 201916:53

– Coraggiosa e determinata. Sicuramente con una vita disordinata. Dex Parios (Cobie Smulders), interpretata dalla Robin Scherbatsky di How I Met Your Mother, è la protagonista di Stumptown, la serie basata sull’omonima graphic novel di Greg Rucka e Matthew Southworth che andrà in onda dal 20 novembre ogni mercoledì alle 21.05 su Fox (Sky, 112).La storia segue le vicende di Dex, ex veterana dell’esercito statunitense diventata investigatrice privata nella sua città natale, Portland (Oregon) per mantenere il fratello disabile e pagare i suoi debiti di gioco. Il suo metodo investigativo tutt’altro che convenzionale la rende un bersaglio facile dei peggiori criminali in circolazione e non è di certo vista di buon occhio dalla polizia. Dex Parios conduce una vita caotica e spesso il suo modo di essere la porta a creare problemi a chiunque le stia intorno. In ogni episodio la protagonista dovrà risolvere i casi che le verranno affidati, cercando di gestire, non sempre con grandi risultati, lavoro e vita privata. Nel cast troviamo Jake Johnson (New Girl, Jurassic World), Michael Ealy (Secrets and Lies), Camryn Manheim (Ghost Whisperer), Adrian Martinez (No Activity), Tantoo Cardinal (Frontiera) e Cole Sibus.

Sylvia Plath, tormenti di una poetessaAnalisi poetica e politica di Giorgi su un’icona del XX secolo

21 novembre 201908:51

Sylvia Plath. L’altare scuro del sole  (Edizioni della Sera, pp 200, euro 17) Un’icona dall’animo tormentato, una grande poetessa ancora oggi fonte di ispirazione: si intitola “Sylvia Plath. L’altare scuro del sole”  il libro nel quale Gaia Ginevra Giorgi affronta la complessa figura della celebre autrice statunitense, nata a Boston nel 1932 e morta suicida a soli 31 anni. Con la prefazione di Roberto Coaloa, il libro offre un ritratto sfaccettato e non convenzionale della Plath: non si tratta infatti di una biografia classica, ma di un saggio che continuamente mescola le prospettive di analisi, passando dagli eventi della vita personale alle angosce, alla malattia mentale e alle frustrazioni della poetessa fino all’analisi delle opere.
Un intento ambizioso che stimola il lettore, genera domande e fa nascere suggestioni, ma più che altro una necessità chiaramente espressa dall’autrice già nell’introduzione: Giorgi infatti afferma di aver voluto seguire, nell’avvicinarsi alla vita e alla produzione letteraria della Plath, un duplice approccio, “uno poetico e uno politico”.
I due livelli di analisi sono in un certo senso “dovuti”, considerata la complessità di una figura come quella della poetessa così piena di sfumature e forse ancora mai compresa del tutto. Ecco allora che il libro nei 3 densi capitoli “procede per fotogrammi, zoom tematici, incursioni e continui ribaltamenti di prospettiva”: nell’inquadrare anche storicamente la Plath, l’autrice non può non considerare quanto la poetessa, le cui angosce sono perennemente riflesse in ogni suo scritto, manifestasse “un disagio di genere, un disagio sociale legato al sistema fortemente binario della società americana del secondo dopoguerra, che la voleva corpo femminile, normativo e convenzionalmente sottomesso”. Difficile, ed emozionante, anche l’analisi della produzione poetica, in cui Plath evidenzia un talento folgorante e un’ispirazione dolorosa e purissima: come scrive Giorgi, “c’è qualcosa nei suoi componimenti che resta alieno, misterioso e ineffabile, qualcosa che si svincola di continuo dalle gabbie ideologiche, le categorie estetiche e le etichette commerciali”.

Festival: Quartieri di vita da Pina Bausch al teatro sociale22 novembre il via al Madre. 12 compagnie, direttore Cappuccio

NAPOLI19 novembre 201916:56

– Dall’omaggio a Pina Bausch , al teatro sociale: torna da novembre a marzo ‘Quartieri di vita’, il festival diretto da Ruggero Cappuccio, realizzato con il sostegno della Regione Campania dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano. La rassegna, puntando sulla formazione, si propone di sostenere le realtà teatrali che da anni orientano il proprio lavoro a supporto delle fasce deboli.
Al via dal 22 novembre, fino al 6 gennaio, con ‘Ensembles’ videoinstallazione al Madre (presidente della Fondazione Donnaregina, Laura Valente) sul Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, a dieci anni dalla scomparsa Dal 20 dicembre al 5 gennaio per i visitatori mini-workshop condotti dalla coreografa Marigia Maggipinto. Il 14 e il 15 dicembre debutto assoluto al Teatro San Ferdinando di Napoli di ‘Another round for five’ di Cristiana Morganti (progetti con Goethe-Institut di Napoli e Ministero Federale degli Affari Esteri -Berlino).

Moda: Jennifer Lopez è il nuovo volto di CoachLa diva sarà protagonista delle campagne dalla S/S 2020

9 novembre 201917:08

– Jennifer Lopez sarà il nuovo volto globale di Coach. La sua collaborazione con il marchio di accessori di lusso statunitense includerà la partecipazione della diva a campagne pubblicitarie globali di pret-à-porter e accessori, a partire dalla stagione primavera/estate 2020.
JLo, una star che ha costruito la sua carriera e ridefinito gli standard del settore attraverso un percorso personale, ha basato il suo successo sulle sue radici newyorkesi, come il brand, che è stato fondato proprio nella Grande Mela nel 1941.
“Sono così entusiasta di questa collaborazione con Coach – ha commentato Jennifer Lopez -. È un marchio senza tempo di cui sono sempre stata fan e la prossima collezione parla davvero del mio stile personale, un mix tra uptown e downtown”.

Fellini, Lercio e Degrado Postmezzadrile a BiumorBiennale Umorismo Tolentino si occupa di “Odio”

TOLENTINO (MACERATA)19 novembre 201919:25

– Una mostra su Federico Fellini e la premiazione di alcuni dei maggiori gruppi di satira contemporanea come Degrado Postmezzadrile, premio Accademia Teatro; lercio.it, premio Accademia Social; il Terzo Segreto di Satira, premio Accademia Video, oltre a Iginio Straffi, il papà delle Winx, premio alla carriera come patron della Rainbow. Sono alcuni dei primi appuntamenti di Biumor, Biennale dell’Umorismo di Tolentino, organizzata da Popsophia e dal Comune, che si tiene nella città marchigiana dal 20 al 23 novembre. “L’odio” è il tema dell’edizione 2019, di calzante attualità in epoca di haters, buonismo e social. L’odio è il tema declinato in tutte le sue sfaccettature dai 239 autori in concorso, provenienti da 46 nazioni, in 620 opere. I vincitori saranno annunciati nella serata del 21, animata dai gruppi satirici. Tre le mostre: una sulle opere in concorso, una su Fellini, protagonista della Biennale nel 1991 e una su Norberto Bobbio. Tra gli ospiti Carlo Massarini e Pietro Sansonetti.

Arte: base originale per statue tornate in Duomo OrvietoUn convegno dedicato a opere ricollocate dopo 122 anni

ORVIETO19 novembre 201919:49

– Poggiano sui basamenti originali le monumentali 12 statue degli Apostoli e quelle dei quattro Santi protettori che hanno fatto ritorno nel Duomo di Orvieto dopo 122 anni. Anticipate da quelle dell’Angelo annunciante e della Vergine, realizzate da Francesco Mochi. Un intervento illustrato oggi pomeriggio nel corso di un incontro nella stessa cattedrale.
Le statue sono state realizzate da vari artisti tra la fine del 16/o secolo e l’inizio del 18/o e la loro presenza in Duomo costituisce – è stato spiegato – un chiaro richiamo all’Ecumenismo. Trovano posto ai piedi delle colonne che presentano le iconiche fasce alternate di travertino e basalto.
Il progetto di riposizionamento delle statue è stato coordinato dall’Opera del Duomo, presieduta da Gianfelice Bellesini che ha guidato il convegno al quale ha presto parte anche il vescovo, monsignor Benedetto Tuzia, il professor Antonio Paolucci, il sindaco Roberta Tardani e la soprintendente alle Belle arti dell’Umbria, Marica Mercalli.
All’interno del duomo molto fedeli e cittadini orvietani per ammirare da vicino il nuovo allestimento.

X Factor, anteprima inediti tra emozioni e sogniConcorrenti presentano loro canzoni nel loft del programma

RUGHERIO (MONZA)19 novembre 201920:34

Un brano frutto delle loro esperienze e desideri, che gli aderisca addosso come un vestito: è quanto hanno espresso i concorrenti di ‘X Factor’, nel raccontare in anteprima i loro inediti, in attesa del quinto live, in diretta su Sky Uno giovedì sera. Sguardo da sognatore, sorriso gentile e un universo di emozioni da raccontare, Eugenio Campagna porta Cornflakes, una canzone d’amore scritta da lui, che racchiude quel che voleva dire da tempo e “finalmente è uscito fuori”. Una rivalsa per chi ha cercato il suo equilibrio è stato il senso dato da Giordana Petralia alla sua “Chasing Paper”, scritta da Sia Furler, Pineapple Lasagne e Samuel Ronald Dixon.”Far aprire alle persone quei cassetti che la gente normalmente non aprirebbe” è la mission di “Enfasi”, della ‘Sierra’, il duo formato da Giacomo Ciavoni e Massimo Gaetano, che già alle audition aveva presentato il brano che ora però è stato rielaborato. Sonorità internazionali, e moderne di chi ha “già un disco pubblicato ma che cresciuto nella vecchia scuola ora si sente cambiato e pronto a dire la sua”, è come Nicola Cavallaro ha descritto con determinazione la sua “Like I Could”, scritta da Tom Walker, Jon Green e Jordan Riley. Un amore impossibile per una donna “irraggiungibile a cui però solo lui può dare quel tipo di sentimento”, canta invece Davide Rossi con ‘Glum’, con la voce potente e le mani che scorrono sul pianoforte.Parla di un amore ancora sconosciuto e di come lei lo vorrebbe vivere Sofia Tornabene, un concentrato di energia che si sprigiona con la prima nota di “A domani per sempre”, la prima canzone scritta “completamente da sola. Infine, pieno di energia, uno tsunami di strumenti e ritmo, ecco “Elefante” dei ‘Booda’, “un bambino nato totalmente nel loft di X Factor”, che narra della giungla urbana e dei vari animali che abitano in noi”.

Fossati, Mina una gioia ma non parlatele di passatoEsce album inediti. Pani, sono uguali, conta emozione

20 novembre 201909:40

Entrambi non amano i cambi di tono e questa è stata l’unica difficoltà da superare. Lo dice Massimiliano Pani, figlio e produttore di Mina (”è l’unico mandato che mi hanno dato…”) e lo conferma Ivano Fossati. Il 22 novembre, dopo 2 anni di lavoro, esce Mina Fossati un disco di cui i due protagonisti della musica italiana, da tempo, per scelta, lontani dalla ribalta, avevano parlato per la prima volta nel 1996. “Poi qualcosa nell’ambito delle case discografiche non andò per il verso giusto – ha raccontato Ivano Fossati – Quando un paio di anni fa ho scoperto che Mina ancora pensava a questa idea confesso che mi ha spiazzato un po’, ho avuto qualche esitazione, poi sono tornato a casa, ho raccontato la cosa a mia moglie e lei mi ha risposto ‘se dici no a Mina chiedo il divorzio’: ma è stata una eccezione, lavorare con lei è una gioia che non mi sarei mai negato, nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina”. Fossati aveva deciso di ‘staccare da quella routine’ che lo aveva coinvolto per 42 anni, 8 anni fa (‘disco , tournée intervista, e poi di nuovo da capo’) e, ha ribadito, non cambierà idea. Undici inediti, prodotto da Massimiliano Pani per Pdu e Il Volatore e distribuito da Legacy-Sony Music, Mina Fossati è stato presentato in anteprima alla stampa (e fatto ascoltare attraverso le cuffie) ieri sera nella Sala Puccini del Conservatorio Giuseppe Verdi, nell’ambito della Milano Music Week 2019. “Lavorare con quelli veramente bravi è più facile perché non hanno frenesie artistiche, fragilità, debolezze, sanno quello che sanno fare e lo fanno al meglio – ha detto Massimiliano Pani -, loro due poi cantano in maniera simile e per entrambi conta l’emozione, non la performance tecnica, vogliono arrivare a dare un cazzotto nella pancia”. “Ivano era un po’ titubante all’inizio, poi ha cominciato a mandare pezzi e ogni volta arrivava una sorpresa – ha aggiunto Pani – Ha avuto una vena compositiva straordinaria, non credo ci sia nessuno che scriva così, è un gigante”. A proposito della madre ha confessato invece di continuare a stupirsi ed emozionarsi ogni volta che lavora con lei. “La sua forza è nel capire cosa serve al pezzo -ha detto- arriva in sala che già sa cosa deve fare”. “Questo non è un disco celebrativo, non è un monumento ai caduti – ha aggiunto – ma credo che in questo momento non c’e’ nulla del genere così in giro, può piacere o non piacere, ma è un disco che fa da riferimento”. Un disco tra blues-rock e ballad dirette e toccanti, con le voci dei due interpreti accompagnate da pianoforte e orchestra d’archi, ma anche ripercussioni latine. “Bisogna forse avere una idea diversa di quello che è Mina – ha spiegato Fossati passeggiando sul palco del Conservatorio in una sala strapiena – pensiamo che lei sia una grandissima cantante e invece è una grandissima musicista, dietro ad ogni parola che canta, a ogni nota c’e’ un pensiero, il suo pensiero che si fa suono, lei poi non ascolta la musica la scannerizza”. “Quando ho cominciato a scrivere per lei ho visto che le idee fluivano – ha aggiunto- Ci conosciamo da anni e so che le sue scelte a volte sono spiazzanti, ma lei è sempre un chilometro avanti o di lato”. Un’artista appassionata e che vuole vivere nel presente guardando al futuro: “Con lei non si deve accennare all’argomento passato – ha aggiunto – Se si parla di passato, si rischia di vederla chiudersi, se invece si parla di progetti, del domani si trasforma in una valanga di idee”. Sull’importanza di concentrarsi sul qui e nel presente parla il disco, raccontando di sentimenti, e di amore. “Chissà perché mi considerano un esperto in materia e invece non ci ho mai capito nulla – scherza Fossati- Di sicuro le donne le ho sempre ascoltate, tutte”.

Handke e l’ape de ‘La ladra di frutta’Esce il nuovo romanzo per Guanda

21 novembre 201908:51

PETER HANDKE, LA LADRA DI FRUTTA (GUANDA, PP 426, EURO 20,00). Parte da una puntura d’ape, la prima dell’anno, l’esplorazione che compie Peter Handke nel suo nuovo libro ‘La ladra di frutta’, in libreria il 21 novembre per Guanda nella traduzione di Alessandra Iadicicco.
‘Ultimo epos’ come ne parla il Premio Nobel per la Letteratura 2019, questo romanzo si apre con un’immagine luminosa, di libertà. Lo scrittore, che nel 2014 aveva auspicato l’abolizione del prestigioso riconoscimento dell’Accademia svedese, ci porta a un giorno di mezza estate, quando con piacere si cammina a piedi nudi nell’erba e la puntura di un ape diventa un segno. “La puntura mi dava il segnale…di partenza. E’ tempo che tu ti metta in cammino. Strappati via dal giardino e da questa contrada. Vattene. L’ora di partire è arrivata” scrive Handke, anche sceneggiatore di ‘Falso movimento’ e de ‘Il cielo sopra Berlino’ dell’amico Wim Wenders . Lasciati i volumi che stava leggendo, i taccuini e diari, per il narratore è il momento di salutare la “baia di nessuno”, la casa nei pressi di Parigi, per mettersi in cammino verso il Vexin, in Piccardia, ripercorrendo l’itinerario compiuto, in un tempo indefinito, dalla ladra di frutta. “Con un bagaglio evidentemente pesante, camminava veloce, con passi ora decisi, ora esitanti, come se giocasse il gioco dell’inferno e paradiso” scrive Handke che da 25 anni almeno vive in Francia, a Chaville, sul limitare di un bosco, vicino a Parigi, dove risiede la figlia Amina.
Nelle 426 pagine del libro ci confrontiamo continuamente con la presenza reale e immaginaria di questa figura che in un gioco di specchi finisce per confondersi e sovrapporsi con il viaggio del narratore.
Sfuggente, “afflitta dalla smania di vagare”, sempre pronta a uscire dalla strada maestra per assaporare i frutti di orti e frutteti, la ragazza sta cercando la madre, scomparsa da un anno dopo aver lasciato improvvisamente il suo posto di dirigente in banca.
Grande protagonista del romanzo è la natura, i campi di stoppie, la boscaglia, ma soprattutto il contatto con essa: “di tanto in tanto si chinava per raccogliere una spiga di grano sospinta dal vento sull’asfalto e sulla ghiaia, e se la infilava dietro l’orecchio come una sigaretta” .
Tra incontri, peripezie, folgorazioni, viene celebrato, in una grande festa che sconfina nell’immaginazione, il vagare e tutte quelle deviazioni “verso i frutteti estranei; la mossa di scartare dal percorso; lo sciamare; il prendere qualcosa e farlo suo” che regalano doni inaspettati. Così il viaggio stimolato da un ape, che non è morta dopo aver punto ma è volata via rinvigorita, la ricerca della madre della ragazza di frutta, che in qualche modo ci riporta a ‘Infelicita’ senza desideri’ in cui Handke ha raccontato il suicidio di sua madre, è profondamente fisico e meravigliosamente interiore. Handke, che è originario di Griffen, in Carinzia, dove è nato nel 1942, ne ‘La ladra di frutta’ sembra sia riuscito a seguire il soffio della poesia nei dettagli minimi, in un gioco di astrazioni, allusioni e simbolismi che sono caratteristici della sua opera.

André Aciman all’anteprima di Libri ComeIl 21 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma

20 novembre 201910:20

– Andrè Aciman sarà il protagonista, il 21 novembre, dell’Anteprima di Libri Come, la festa del libro e della lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con ‘Cercami’, il suo nuovo libro, pubblicato da Guanda.
Nel romanzo, l’autore di ‘Chiamami col tuo nome’, diventato un best seller internazionale grazie anche all’omonimo film diretto da Luca Guadagnino, torna a raccontare le vite di Elio e Oliver.
Ormai trentenne Elio in ‘Cercami’ è un pianista e docente al conservatorio di Parigi. Mentre Oliver, che ha 42 anni, è un professore universitario con due figli adolescenti. Stelio, il padre di Elio, separato dalla moglie afflitta da demenza senile, troverà un nuovo amore.
Nel corso della serata sarà annunciato anche il tema di Libri Come 2020.

Jean Luc Godard alla Fondazione PradaDal 4 dicembre materiale tecnico,mobili,libri da studio regista

0 novembre 201910:25

– “Anch’io avevo creduto per un momento che il cinema autorizzasse Orfeo a voltarsi senza far morire Euridice. Mi sono sbagliato. Orfeo dovrà pagare” dice in Histoire(s) du cinéma Jean Luc Godard, che dal 4 dicembre è alla Fondazione Prada di Milano con ‘”Le Studio d’Orphée’, un atelier, uno studio di registrazione e di montaggio, un luogo di vita e di lavoro dove il cineasta ha deciso di trasferire il materiale tecnico, utilizzato nella realizzazione dei suoi ultimi film a partire dal 2010, così come i mobili, i libri, i quadri e gli altri oggetti personali provenienti dal suo studio abitazione di Rolle in Svizzera.
All’interno de “Le Studio d’Orphée” il lungometraggio Le Livre d’image, 2018 e nove cortometraggi del regista saranno diffusi su uno schermo televisivo impiegato abitualmente da Godard come strumento di lavoro. Godard ha anche concepito “Accent-soeur”, un intervento sonoro installato all’interno dell’ascensore della Torre.

‘Alberto Sordi, un italiano come noi’. Arriva il filmUn viaggio nei luoghi più importanti della vita del più celebre attore italiano del dopoguerra

0 novembre 201912:04

Il minuto teatro settecentesco domestico, il salotto con il ritratto di Gaeleng, la sala da barbiere con le poltrone girevoli: il film Alberto Sordi, un italiano come noi le cui riprese saranno ultimate entro questa settimana, farà fare agli spettatori un tour del tutto particolare all’interno della casa del più celebre attore italiano del dopoguerra. “Era nato a Roma il 15 giugno del 1920 e l’Italia si prepara a celebrare i suoi cento anni come meglio merita questo italiano, che avrebbe dovuto persino ottenere la nomina a senatore a vita per aver “bene illustrato la Patria” – questa nomina, tuttavia, non arrivò mai”, dice Giancarlo Governi, storico collaboratore di Sordi, che ha scritto il film che sarà diretto dal figlio Silvio e avrà come guida, in scena, Sabrina Impacciatore: sarà proprio lei a portare per mano il pubblico nei luoghi più importanti della vita e dell’opera di Alberto Sordi.

Si tratta di un viaggio che parte dalla nascita e dai primi passi in Trastevere e arriva ai teatrini di varietà, alla Radio di Via Asiago dove si cimentava con i suoi celeberrimi personaggi come Il Compagnuccio della Parrocchietta, Mario Pio e il Conte Claro. Il film, che si avvarrà delle testimonianze di Ettore Scola, Furio Scarpelli, Gigi Magni, Carlo Verdone, Giovanna Ralli e altri, mostrerà le sale di doppiaggio dove Sordi dava la voce a Oliver Hardy, l’immortale compagno di Stan Laurel, illustrerà i luoghi del suo cinema e della televisione con le sue memorabili apparizioni, arrivando fino agli onori del Campidoglio dove l’allora Sindaco Francesco Rutelli gli volle cedere la fascia tricolore di “Sindaco di Roma per un giorno”, quando Sordi compì 80 anni.

Alberto Sordi, un italiano come noi, che prima di andare in onda su Raiuno sarà distribuito nelle sale, prodotto da Pierfrancesco Fiorenza per Produzione Straordinaria e con la partecipazione di Rai Cinema e il patrocinio e il sostegno della Fondazione Casa Museo di Alberto Sordi, finisce, inevitabilmente, nella sua casa romana, dove visse per più di 40 anni: un vero monumento alla sua persona e alla sua arte incommensurabile. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A teatro, Gleijeses e Amadeus, Francini come Rame
Willy Wonka sbarca in Italia; Popolizio e “Furore” di Steinbeck

20 novembre 201912:11

– Geppy e Lorenzo Gleijeses nell'”Amadeus” di Peter Shaffer diretto da Andrei Konchalovsky ed Eros Pagni ne “La tempesta” di Shakespeare, secondo Luca De Fusco, entrambi a Roma; la prima volta in Italia per “Charlie e la fabbrica di cioccolato” dal romanzo di Roald Dahl e Chiara Francini e Alessandro Federico nel celebre “Coppia aperta, quasi spalancata” di Franca Rame e Dario Fo, tutti a Milano; Lucia Mascino nello “Smarrimento” di Lucia Calamaro tra Vicenza e Novara; e, ancora nella capitale, Massimo Popolizio con “Furore” di John Steinbeck e il “Satyricon” che Francesco Piccolo ha tratto da Petronio per Andrea De Rosa: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Terremoto: Paolucci, Basilica Norcia torni come era”Sarà restaurata e non rifatta” dice presidente Commissione

ORVIETO20 novembre 201912:15

– “La Basilica di San Benedetto a Norcia dovrà tornare come era, seppur provvista di tutte le necessarie dotazioni antisismiche”: a dirlo è stato il professor Antonio Paolucci, presidente della commissione ministeriale che si occupa del recupero della “casa” del patrono d’Europa distrutta dal sisma di tre anni fa. L’ha fatto ieri pomeriggio a Orvieto, a margine della presentazione del ritorno in Duomo delle statue degli apostoli e dei santi protettori.
“Entro dicembre, al massimo la metà di gennaio – ha spiegato Paolucci – faremo come commissione un incontro conclusivo, per poi passare al concorso internazionale per il restauro della Basilica”. Il presidente ha tenuto a sottolineare che la chiesa “dovrà essere restaurata e non rifatta”. “Perché – ha concluso – non si dovrà inventare nulla”.

Fotografia: Erwitt, McCurry e Mitidieri per diritti bambiniLe foto dei tre autori per la prima volta insieme a Bologna

BOLOGNA20 novembre 201913:34

– Il gioco, il divertimento, lo studio, la salute, ma anche i diritti negati, la povertà, lo sfruttamento, la guerra. In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dei 30 anni della Convenzione Onu, inaugura a Bologna la mostra fotografica ‘Children’, in programma all’Auditorium Enzo Biagi della biblioteca Salaborsa fino al 6 gennaio.
Promossa da Legacoop Bologna e Legacoopsociali, curata da Monica Fantini e Fabio Lazzari con foto a cura di Biba Giacchetti, la mostra presenta, per la prima volta insieme, gli scatti di Elliott Erwitt, Steve McCurry e Dario Mitidieri: tre autori profondamente diversi dal punto di vista espressivo, ma accomunati dalla volontà di testimoniare in prima persona la partecipazione emotiva alle vicende dei bambini che hanno incontrato negli angoli più remoti del mondo, “dove il diritto primario all’esistenza e quelli irrinunciabili all’uguaglianza, alla giustizia, alla libertà e alla pace, vengono calpestati nel silenzio e nell’oblio”.
Le immagini di Steve McCurry sono sempre a colori e producono un senso di stupore e di meraviglia per l’eccezionalità espressiva del momento e l’intensità degli sguardi che l’autore è riuscito a catturare. Nel caso di Dario Mitidieri, la scelta di utilizzare il bianco e nero e l’apparente normalità delle scene producono un tipo di partecipazione emotiva diversa ma ugualmente forte, rendendo in modo efficace quella che Hannah Arendt definiva “la banalità del male”. Elliott Erwitt scandisce invece nell’infanzia il tempo nel suo scorrere, nel suo farsi futuro e storia insieme. Tema prevalente di tutti gli autori è quello del gioco, spesso senza il sorriso e la spensieratezza che dovrebbero accompagnare questa attività fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle bambine e dei bambini. E al gioco si richiama anche la scenografia di Peter Bottazzi, che colloca le immagini di McCurry, Mitidieri ed Erwitt su strutture che rimandano alle giostre, ai blocchi di legno per le costruzioni e ad un abaco, simboli del diritto al divertimento, alla fantasia e all’istruzione.

Premi: al via il Luchetta 2020, bando online dal 1 dicembreA maggio a Trieste il Festival del Buon giornalismo

TRIESTE20 novembre 201914:01

– Parte simbolicamente oggi, nella Giornata Mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza la 17/a edizione del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, perché è cura, rispetto e tutela dei più piccoli che si ispira il Premio, istituito dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin nel ricordo dei primi inviati Rai uccisi in Bosnia e Somalia.
Cinque le categorie in gara, riservate a Tv news, Tv reportage, carta stampata e web per testate italiane e straniere, fotografia. Il Bando – online dal 1 dicembre – è riservato alle corrispondenze sul campo, pubblicate o trasmesse su una testata giornalistica registrata cartacea, televisiva o web. Al Premio Luchetta potranno concorrere i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi fra il 2 marzo 2019 e il 1 marzo 2020.
Il premio sarà consegnato durante ‘Link, il Festival del Buon giornalismo’ (8-10 maggio 2020 a Trieste), rassegna dedicata a incontri, dialoghi e dibattiti sull’attualità con i protagonisti della cultura e dell’informazione.

Più libri, 670 eventi da sindaca Danzica a Caino di CamilleriDa 4 a 8 dicembre alla Nuvola, festeggia 18 anni

21 novembre 201908:47

Compie 18 anni e li festeggia con oltre 520 espositori e 670 appuntamenti la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ‘Più libri più liberi’,  dedicata, nell’edizione 2019, ai Confini dell’Europa.
In cinque giorni, dal 4 all’8 dicembre, alla Nuvola dell’Eur, a Roma, saranno ospiti d’eccezione della manifestazione, di cui è ideatrice e curatrice del programma Silvia Barbagallo, la diciasettenne attivista russa Olga Misik, che sfida il regime di Putin, e la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, che sarà protagonista del giorno d’apertura con un intervento che riguarderà anche e soprattutto la sua città, simbolo della storia europea del Novecento. Nel giorno di chiusura grande omaggio ad Andrea Camilleri, che era tradizione chiudesse la manifestazione, con la presentazione per la prima volta di ‘Autodifesa di Caino’ (Sellerio), il monologo, mai andato in scena, che lo scrittore, morto il 17 luglio 2019, avrebbe dovuto portare in scena a Caracalla il 15 luglio. Ne parleranno Roberto Andò, Roberto Fabbriciani, Tomaso Montanari, Alessandra Mortelliti, Salvatore Silvano Nigro e Marino Sinibaldi. Sempre più internazionale, la fiera che è “la più grande vetrina della piccola e media editoria in Italia e in Europa, è una sfida vinta” ha sottolineato alla presentazione la presidente della manifestazione Annamaria Malato. Tra gli ospiti più attesi lo scrittore algerino, da anni residente in Francia, Yasmina Khadra, la messicana Valeria Luiselli, l’israeliano Assaf Gavron e lo statunitense Brian Selznick con ‘La quercia’ che per la prima volta raccoglie 12 poesie inedite di Walt Whitman dedicate all’amore omosessuale. Si discuterà, dopo il caso della senatrice Liliana Segre, che vive sottoscorta, de ‘Il valore della memoria’ in un incontro con Sami Modiano e lo storico dell’Olocausto Marcello Pezzetti.

Venezia: premier Armenia visita Monastero San LazzaroAssessore comunale, tesori biblioteca non hanno subito danni

VENEZIA20 novembre 201914:52

– Il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan si è recato oggi in visita al Monastero Mechitarista sull’isola di San Lazzaro degli Armeni a Venezia per constatare i danni causati dalle acque alte straordinarie della scorsa settimana. Ad accompagnarlo l’assessore comunale alla coesione sociale, Simone Venturini, il prefetto, Vittorio Zappalorto e l’arcivescovo Lévon Boghos Zékiyan. Venturini si è detto “profondamente dispiaciuto” per i danni subiti dall’isola nel suo insieme “ma sollevato nell’apprendere che i veri tesori che sono custoditi nella biblioteca e nella struttura museale e monumentale sono ben conservati e non hanno subito danni”.

Tiziano Ferro: “Accetto miracoli’ è ilmio nuovo inizio”Album prodotto da Timbaland, dal 30 maggio tour negli stadi

20 novembre 201920:57

La nuova vita a Los Angeles, l’amore, il matrimonio, l’incontro con Timbaland: in pochi anni è cambiato tutto per Tiziano Ferro e il suo nuovo album, ‘Accetto miracoli’, è lì a raccontarlo, fin dal titolo, con il suo invito a “consegnarci al nostro destino, senza forzarne l’andamento”. Ed è proprio così – racconta oggi l’artista, tra autoironia e un filo di commozione – che sono andate le cose, da quel giorno del giugno 2016 quando, tre giorni prima di ripartire da Los Angeles, ha conosciuto Victor, l’uomo che poi ha sposato, al caffé preso con Timbaland, “il mio idolo da quando avevo 16 anni”, da cui è uscito con una canzone e mezza e la proposta di un progetto più completo. “Dopo 18 anni di lavoro in una zona di conforto, per una persona come me, di provincia, con la stessa famiglia anche per un disco, è stato importante cambiare qualcosa a 40 anni, e lavorare con un guru come Timbaland – racconta – mi ha costretto a mettermi in gioco come un alunno, con tutto da perdere, a propormi da zero. Ha dovuto capire come canto, scrivo e quella piccola venatura di sana paura ha portato a una crisi creativamente importante”.Nel mettersi in discussione, Ferro ha sentito che “con la musica si può ancora giocare a 40 anni e con 20 di carriera”. Di qui “un nuovo inizio, che non so come proseguirà, ma di cui sono molto orgoglioso”. Nell’album, canzoni cui è più legato come ‘In mezzo a questo inverno’, ispirata alle perdita della nonna Margherita “ma declinata al maschile, perché volasse per conto suo” e ‘Casa a Natale” in cui canta ‘sono solo ed è sempre stato così”. “E’ il tema più complesso della mia vita, mi sono sempre sentito un outsider, fin da bambino, perché ero grasso, emarginato, non amavo il calcio e non andavo alle feste”. Quel “senso di inadeguatezza enorme” non se ne è andato nemmeno con il successo ma oggi, a quasi 40 anni, “non è che diventi felice ma inizi ad accogliere ciò che accade come parte di un copione che troverà un senso”. E impari “a non rispondere alle offese” come canta in ‘Il destino di chi visse per amare’.”Mi piace la meditazione, prendersi un minuto prima di rispondere, è faticosissimo perché la risposta ce l’ho in almeno tre lingue ed è sempre molto buona – scherza – ma non reagire ti aggiunge valore come essere umano”. Purtroppo – nota – “il bullismo non è finito a 13 anni” e viene anche da chi scrive canzoni. A chi gli chiede se si riferisca a Fedez, che lo cita in brani come ‘Tutto il contrario’, Ferro risponde ‘uno dei dai…’., ma poi si fa serio e dice: “Mi si tira in ballo e io sono ironico, finche’ si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perche’ anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo e’ un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me”. Per Ferro c’è un problema di civiltà e per questo “serve una legge contro l’odio, perche’ le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi. Anche questo e’ bullismo, non ci si deve scherzare”. Lui, che si definisce uno “scrittore pop molto guerriero”, è convinto che “fare la guerra con il pop può cambiare gli animi”. Attenzione però: “quando ti avvicini al sociale o al politico ti manca un certo tipo di credibilità, le persone vogliono un messaggio da chi deve fare qualcosa per il Paese. Io la beneficenza la faccio volentieri, ma sarebbe ora che lo facessero le istituzioni”. Vista da lontano, l’Italia “è una ruota che gira, dove si cambia idea troppo spesso per affezionarsi”.L’Italia però è anche casa, famiglia, ricordi, come il poster di Jovanotti nella camera da bambino: “era il 1987 e io avevo l’astuccio e il diario da Jovanotti e a Carnevale mi sono vestito come lui, con il chiodo rosso e il cappellino con la scritta ‘Boy'”. Oggi il suo idolo canta con lui in ‘Balla per me’: “non è un featuring, ma un duetto ed è come se cantassimo insieme da 15 anni..d’altronde – scherza – io canto con lui dal 1987″. All’album, in uscita il 22 novembre, seguirà il tour Tzn2020, dal 30 maggio negli stadi italiani e da novembre in Europa per 10 date indoor.

Musica: Ligabue a Reggio E., oltre 70mila biglietti vendutiA una settimana da apertura prevendite, concerto 12 settembre

REGGIO EMILIA20 novembre 201915:59

Sono già oltre 70mila i biglietti venduti a una settimana dall’apertura delle prevendite” per ’30 anni in un giorno’, l’evento in data unica di Luciano Ligabue in programma il 12 settembre 2020 alla Rcf Arena (Campovolo) di Reggio Emilia per festeggiare trent’anni di carriera. Lo ha dichiarato il manager di Ligabue, Claudio Maioli, ai microfoni di Rtl 102.5.
Rcf Arena è un nuovo spazio per la musica, la prima arena che nasce per lo spettacolo con una capienza di 100.000 posti e una pendenza del 5% studiata per garantire visibilità e acustica ottimali.

Le meraviglie delle corti europee al Met per NataleAnche da Italia; tra automata, strumenti scientifici, gioielli

EW YORK20 novembre 201916:59

– Come in “Hugo Cabret”, il capolavoro di Martin Scorsese sul bambino che vive in una stazione accudendo enormi orologi con l’unico cruccio di far rivivere l’automa meccanico lasciatogli dal padre che sembra nascondere il suo ultimo messaggio? O in Peter Carey e il suo romanzo Chimica delle Lacrime in cui un’anatra meccanica d’argento fa sfondo a storie d’amore impossibili. Precursori dei robot, gli automata sono al centro di “Making Marvels: scienza e splendore alle corti d’Europa” la mostra di Natale del Metropolitan Museum di New York. “Orologi, automaton, mobilia, strumenti scientifici, avori e gioielli che originariamente abitavano le Kunst Wunderkammer dei sovrani servivano per intrattenere e sorprendere” ha detto il direttore del Met, Max Hollein, davanti a un tour de force di 170 oggetti che ha coinvolto 50 istituzioni di tutto il mondo tra cui il Museo Galilei di Firenze con strumenti astronomici e meccanici e il Castello del Buonconsiglio di Trento con una fontana portatile da cui durante i banchetti spillava acqua o vino. Gli automaton avevano un ruolo nella vita di corte: spesso usati nei “drinking games” delle tavole reali. In tutte le sale della mostra video e modelli digitali ne illustrano il funzionamento creando paralleli con le meraviglie tecnologiche del nostro tempo che catturano la nostra attenzione usando gli stessi espedienti: suspense e meraviglia attraverso drammatiche trasformazioni. Tra i pezzi della mostra, aperta dal 25 novembre, molti non erano mai stati esposti negli Usa. Tutti sono destinati a lasciare il visitatore a bocca aperta come gli arredi d’argento del Tesoro Esterhazy, il più grande diamante verde del mondo nella sua montatura originale da ornamento per cappello (il “Dresden Green” in onore del quale l’Empire State Building questa settimana si e’ illuminato di verde) e la ricostruzione moderna di un robot-giocatore di scacchi della fine del Settecento detto “il Turco” mise ko Napoleone.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: Fenice riapre, il 24 novembre in scena il Don Carlo
Dopo verifiche impianti antincendio dato ok ripresa attività

VENEZIA20 novembre 201917:09

– La Fenice ce l’ha fatta, e dopo i danni patiti nell’eccezionale acqua alta del 12 novembre, potrà riprende l’attività, mettendo in scena il ‘Don Carlo’ di Verdi domenica 24. I vigili del fuoco hanno effettuato il sopralluogo, verificando il funzionamento degli impianti antincendio, e constatata la sicurezza del teatro hanno dato parere favorevole al proseguo delle attività. “Un grazie di cuore” è stato rivolto dalla Fondazione teatro la Fenice a quanti hanno lavorato in questi giorni per rimettere in piedi il teatro.

Camilleri inedito, esce ‘Autodifesa di Caino’In libreria postumo per Sellerio il 21 novembre

20 novembre 201917:12

– L’inedito ‘Autodifesa di Caino’ , il monologo che Andrea Camilleri avrebbe dovuto interpretare lo scorso 15 luglio alle Terme di Caracalla, attesissimo dal pubblico e fortemente voluto dallo scrittore, è diventato ora un libro che esce il 21 novembre per Sellerio. E’ il primo volume postumo dello scrittore, morto il 17 luglio 2019, che la casa editrice pubblica “con grande commozione e rimpianto”.
‘Autodifesa di Caino’ che Camilleri aveva completato e per il quale aveva immaginato tutto: la scena e gli intermezzi musicali, i filmati da proiettare sullo schermo, i testi da interpretare di persona e quelli da far recitare, avrebbe segnato il ritorno di Camilleri sul palcoscenico dopo Tiresia. “Torno a teatro perché sono un contastorie. In fondo non sono mai stato altro” aveva spiegato il creatore del commissario Montalbano in un’intervista pubblicata nel giugno 2019. Il libro sarà presentato per la prima volta l’8 dicembre alle 19.00 a ‘Più libri pù liberi’, alla Nuvola di Roma, evento conclusivo della fiera della piccola e media editoria che era diventato tradizione fosse chiusa da Camilleri.
Testo potente, profondo, lo scritto su Caino risponde alle incessanti domande sul bene e il male. “Sapete qual è stato il mio vero errore? Quello di non essermi mai difeso, di non avere mai esposto le mie ragioni. Ma ora basta! Questa sera ho deciso di pronunciare la mia autodifesa, immaginando che davanti a me ci sia un’aula di tribunale e che voi, se vorrete ascoltarmi, siate i giurati” dice il primo assassino della storia.
Caino, l’emblema stesso del Male, è chiamato a giudizio ma Camilleri vuole che siano i lettori ad emettere il verdetto, i testimoni a carico sono tanti, ma non mancano quelli che Caino può convocare a suo sostegno.
“Ho finito. Non voglio che pronunciate il vostro verdetto ora.
Riflettete su quanto vi ho raccontato questa sera e poi decidete da voi. Secondo coscienza” .

Bocelli candidato ai Grammy e anche il trio dei produttori MeduzaNella cinquina con Streisand, Bublè, Costello, Legend

20 novembre 201919:23

Andrea Bocelli è candidato nelle nomination ai Grammy 2020. L’artista con il suo album “Sì” (Sugar) è stato candidato nella cinquina dei “Best Traditional Pop Vocal Album” in compagnia di Barbara Streisand, Michael Bublé, Elvis Costello & The Imposters, John Legend.
Bocelli, che è contemporaneamente il n.1 della classifica Usa e Uk, segna così un traguardo mai raggiunto prima da un artista italiano.
Una candidatura importante , la sesta nella sua carriera. “Ho appena ricevuto l’annuncio della nomination – ha commentato Bocelli – E’ una notizia fantastica che ancora una volta testimonia il grande affetto e la stima che l’America mi riserva da più di 20 anni, ma è anche un’occasione fantastica per ringraziare tutti i miei sostenitori e chi ha creduto in me fin dall’inizio. Un avvenimento importante più unico che raro.  Voglio anche ringraziare la Recording Academy e tutti coloro che, come la Sugar, hanno lavorato a questo progetto incredibile”.E in nomination anche, con un singolo di debutto tra i più grandi successi internazionali del 2019, Meduza (feat. Goodboys) il trio di produttori italiani, nella categoria Best dance recording con il brano Piece of Your Heart . Meduza sono l’iconica firma sonora dietro alla hit mondiale multi-platino Piece Of Your Heart che ha registrato un record di streaming – 600 milioni di stream e certificazioni in 21 paesi, 10 dischi d’oro, 5 di platino (2 due quali in Italia), 4 doppio platino, 1 triplo platino e un diamante.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gallerie Accademia, nuovi spazi per accoglienza
Rinnovati design e allestimento

ENEZIA20 novembre 201917:28

– Da oggi le Gallerie dell’Accademia di Venezia si dotano di spazi di accoglienza rinnovati nel design e nell’allestimento e adeguati agli standard europei, di un nuovo bookshop con un progetto editoriale e di una linea di merchandising, oltre a percorsi personalizzati e tour virtuali in base all’età e agli interessi, che saranno messi a disposizione dei visitatori. Tra i primi ad aver concluso – secondi tra i musei autonomi statali dopo la Gnam di Roma – i lavori di affidamento di servizi di biglietteria, bookshop e assistenza alla visita, assegnati lo scorso 28 agosto all’ati composta da Opera Laboratori Fiorentini, Tosc Ticketone, Civita Tre Venezie, Marsilio Editori, le Gallerie hanno trasformato il grande atrio d’ingresso non solo in uno spazio funzionale a una migliore gestione dei flussi, ma anche in un punto di accoglienza e informazione. La nuova linea di merchandising, realizzata secondo modalità ecosostenibili e plastic free, vuole sottolineare il nesso tra la collezione permanente, il contesto di riferimento veneziano e i gadget, oggetti e souvenir proposti. Parallelamente, le Gallerie stanno mettendo a punto, grazie all’esperienza di Marsilio, da anni impegnata nella pubblicazione di cataloghi e volumi monografici sui più grandi artisti italiani e stranieri, un nuovo progetto editoriale che accompagni il visitatore all’interno dell’ampio percorso. E’ prevista la pubblicazione di nuove guide del Museo, oltre a prodotti editoriali dedicati all’intera collezione e ai suoi restauri, e piccoli cataloghi monografici su particolari nuclei di opere.

Musica: Teresa Iervolino a Palazzo Donn’AnnaLa cantante lirica rende omaggio ai grandi classici napoletani

APOLI20 novembre 201917:44

– Teresa Iervolino, mezzosoprano appena applaudita nell’Ermione di Rossini al San Carlo, è la protagonista del prossimo progetto speciale della Fondazione Pietà de’ Turchini. L’interprete presenterà a Napoli, in prima assoluta sabato 23 novembre (ore 19), nel Teatro della Fondazione Culturale Ezio De Felice a Palazzo Donn’Anna, il concerto “Jate sospiri mieje” prodotto dall’Associazione Talenti Vulcanici. Un programma musicale, pensato a quattro mani con il musicologo Paologiovanni Maione, in cui l’artista presenterà un recital di canzoni napoletane quale autentico tributo alla sua terra di elezione. Si va da “Marechiaro” (di Francesco Paolo Tosti e Salvatore Di Giacomo), a “Fenesta Vascia” (musicata da Guglielmo Cottrau), “La Danza” (di Gioacchino Rossini) e così via fino a “Me voglio fa ‘na casa” di Gaetano Donizetti, “Santa Lucia luntana” di E.A. Mario, “Miezz o’ grano” (di Edoardo Nicolardi ed Evemero Nardella), solo per fare qualche esempio.
Sarà accompagnata da l’Ensemble Scherza l’Alma.

Teatro: Aldo Fabrizi e Sora Lella, piece su due icone di RomaAl teatro Due a gennaio L’acqua e la farina

20 novembre 201917:45

– Erano due icone di Roma, due attori celebri, e pure fratello e sorella. E li accomunava anche la passione per la cucina, naturalmente romanesca. Eppure, Aldo Fabrizi e sua sorella Elena (meglio nota come Sora Lella) non hanno mai lavorato insieme, hanno avuto carriere completamente diverse. Lui, attore di teatro brillante, poi di film come “Roma città aperta” e “Guardie e ladri” con Totò, oltre che di irresistibili scenette in tv. Lei, titolare col marito di una trattoria verace sull’Isola tiberina, poi star della radio privata di Claudio Villa, infine irresistibile caratterista dei film di Carlo Verdone.
Ma quale era il rapporto fra Aldo e Lella? Prova a raccontarlo “L’acqua e la farina”, una piece teatrale di Mary Ferrara, Antonio Nobili e Alessio Chiodini, che debutterà il 29 gennaio prossimo al Teatro Due di Roma. La data non è casuale: l’anno prossimo saranno trent’anni dalla morte di Aldo Fabrizi, mentre nel 2019 cadono i 60 anni del ristorante della Sora Lella (morta nel 1993). Il locale è portato avanti oggi dai figli di suo figlio, i quattro fratelli Trabalza, vincitori di recente di una puntata del reality Quattro Ristoranti di Alessandro borghese.
Nel cast, anche uno dei nipoti-ristoratori della fondatrice, Mauro Trabalza, che recita se stesso. Nella trama, un giovane giornalista americano arriva a Roma per girare un documentario sulla città, e va a mangiare al ristorante sull’Isola tiberina.
Qui, misteriosamente si materializzano i fantasmi della Sora Lella e di Aldo Fabrizi, che però non sanno di essere fantasmi, e cominciano a interagire coi presenti come se nulla fosse…
“Abbiamo cercato di evitare il facile macchiettismo -, racconta Mary Ferrara, che interpreta Lella, mentre Antonio Nobili è Aldo, Alessio Chiodini il giornalista americano e Sara Morassut una cameriera -. Volevamo raccontare chi erano davvero questi due attori e il rapporto che c’era fra di loro. Hanno raccontato che c’erano delle ruggini fra di loro, ma non è vero.
Si volevano un gran bene, litigavano soltanto sul come fare l’amatriciana”.

“Thank you for the dance”, esce Leonard Cohen postumoIl figlio Adam completa nove brani, uno dedicato a Marianne

NEW YORK20 novembre 201919:39

Leonard Cohen fece uscire il suo ultimo album “You want it darker” nell’ottobre 2016, 19 giorni prima di morire. Suo figlio Adam ha completato alcuni brani inediti registrati in quelle sessioni e non utilizzati. “Thanks for the dance”, il nuovo album postumo del musicista e poeta canadese, uscira’ venerdì prossimo. Nove canzoni a base di sesso, morte, fede, politica, economia, Cristo e Karl Marx. Tra le piu’ elegiache, “Moving on”, e’ un tributo alla ex amante e musa Marianne Ihlen: Leonard registro’ la parte vocale alla fine di maggio 2016, subito dopo aver appreso che Marianne era morta. “Happens to the Heart”, un altro brano, segue la tradizione di Cohen di inserire in un momento romantico banalità di tutti i giorni (“There was a mist of summer kisses/Where I tried to double-park”), mentre nel sensuale “Night of Santiago” ispirato a Garcia Lorca un uomo anziano evoca una antica passione.Come in “Blackstar” di David Bowie, uscito due giorni prima della morte del Duca Bianco, Cohen era chiaramente consapevole che non gli restava molto da vivere. Con Adam, in quelle ultime settimane, aveva parlato di completare le canzoni: “Quali strumentazioni usare, quali sentimenti avrebbe voluto evocare nel lavoro finito”, ha detto al New York Times Adam secondo cui i nove brani di “Thanks for the Dance” non sono “canzoni di scarto o lati B”. A quel punto Leonard Cohen stava davvero male: vittima della leucemia e di dolori alla spina dorsale, la decisione di far produrre a Adam “You want it darker” era stata presa in parte “per non avere estranei nella stanza”. E tuttavia quasi sempre, anche in momenti di acute sofferenze, anche se costretto in una sedia a rotelle, Leonard “trovava spesso la forza di indossare un vestito e un fedora”. Dopo la morte del padre a 82 anni in seguito a una caduta notturna a Los Angeles, Adam non se l’era sentita di ascoltare i brani non finiti. Ci sono voluti sette mesi per trovare “il pizzico di coraggio” necessario per aprire le registrazioni.Per realizzare “Thank you for the dance”, Adam si e’ fatto aiutare da amici e ammiratori del padre tra cui Beck, Daniel Lanois, Bryce Dessner, Damien Rice, Jennifer Warnes, Leslie Feist e Javier Mas, lo storico bandmate, arrivato apposta da Barcellona per suonare la chitarra di Leonard.

Libri: ‘Non solo Gutturnio’, 60 storie di vino ed emozioniVenerdì a Piacenza i racconti del giornalista Giorgio Lambri

PIACENZA20 novembre 201918:19

– Si intitola ‘Non solo Gutturnio’ (Tep Editrice) il libro del capocronista di Libertà da Piacenza Giorgio Lambri, che sarà presentato venerdì pomeriggio (ore 18,30) nella sala dei Teatini a Piacenza. “Non è una guida enologica – chiarisce l’autore – ma una sessantina di racconti piacentini del vino dove trovano posto più emozioni che retrogusti, più storie che tannini”. Un viaggio nel territorio: dalla Valtidone alla Valdarda, dalla Valnure alla Valtrebbia, dalla Val Luretta alla Val Chiavenna.
Quasi 300 pagine divise in quattro sezioni: vini rossi, bianchi e rosé, spumanti e passiti. Tra grandi aziende di tradizione, cantine sociali e piccoli produttori.
A raccontarsi sono una sessantina di bottiglie che svelano altrettante aziende. Ognuna di esse è corredata, oltre che da una scheda tecnica, da un abbinamento gastronomico del territorio, cioè piatti preparati da ristoranti che se non sono proprio a km zero saranno al massimo a “km cinque dalla cantina”.
Vicino al completamento del corso di terzo livello per sommelier Ais, l’autore di ‘Non solo Gutturnio’ confessa: “Se devo descrivere i ‘muscoli’ potenti e capaci di andare dritti al bersaglio di un rosso di corpo, preferisco accostarli a un sinistro chirurgico di Gigi Riva o ai do di petto di Pavarotti nella Figlia del Reggimento”.
La copertina di ‘Non solo Gutturnio’ è stata realizzata da Federico Arcuri, mentre le fotografie sono di Serena Groppelli e Sergio Ferri (Effetre Fotostudio), e di Massimo Bersani.

Rivoluzione e bellezza al festival Pazza ideaA Cagliari dal 21 al 24 novembre

0 novembre 201921:07

Sarà dedicata a Bellezza e Rivoluzione l’ottava edizione di ‘Pazza idea’ il festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale che si apre il 21 novembre a Cagliari e vedrà tra gli ospiti, fino al 24 novembre, Emanuele Trevi, lo stilista Antonio Marras, la giovane filosofa Ilaria Gaspari, Bobo Rondelli, Frankie Hi NG, Giovanni De Mauro, Giuseppe Lupo, Benedetta Barzini, Francesca Mannocchi, Luca Scarlini e Pierluigi Vaccaneo. A condurre gli incontri saranno Yari Selvetella e Stefano Salis.
Doppia inaugurazione con il focus ‘Fotografa e Rivoluzionaria’, una retrospettiva sulla fotografa Tina Modotti, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite .
Grande spazio all’arte anche con la mostra ‘Temperature’ , raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti.
“Cercheremo di esplorare la complessità del reale e del possibile attraverso il nostro consueto approccio multidisciplinare: incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il fitto mosaico di Pazza Idea” spiega la nota di presentazione. ‘Pazza Idea’ rinnova quest’anno anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

Joan Collins protagonista campagna Natale ValentinoAttrice 86 anni regina del party in rosso dello stilista

0 novembre 201918:52

– Joan Collins, 86 anni, è la protagonista della nuova campagna natalizia di Valentino che prevede un video. La regista Barbara Anastacio ha girato il filmato a Londra il 23 ottobre con un cast di modelle e modelli che fingevano di trovarsi in un party durante le vacanze. Mentre gli amici festeggiavano il Natale a tavola venivano interrotti da un suono alla porta d’ingresso. E’ Joan Collins vestita di rosso, versione Babba Natale, che è venuta a portare i regali!

Tiziano Ferro contro Fedez per bullismo. Lui si scusa e rilancia: ‘Facciamo qualcosa insieme’Il cantante di ‘Sere Nere’: “Non si scherza su sessualità, può mettere adolescente a disagio”

0 novembre 201919:57

”Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me”: lo ha detto Tiziano Ferro, parlando non troppo velatamente di Fedez, che in “Tutto il contrario”, brano datato 2011, faceva ironia sulla sessualità del cantante. Ferro ha parlato durante la conferenza di presentazione del suo nuovo album “Accetto miracoli” e poi sottolineato che “serve una legge contro l’odio, perché le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi”. Per l’artista di Latina “anche questo è bullismo, non ci si deve scherzare”.Un po’ stupito per essere stato citato da Tiziano Ferro per una canzone di qualche anno fa dove faceva allusione alla sua sessualità, Fedez si scusa in una Instagram Stories e rilancia, invitando il rapper di Latina a fare qualcosa insieme contro il bullismo e l’omofobia. Per quanto riguarda ‘Tutto il contrario’, del 2011, dove parlava dell’outing di Ferro, “questo testo – dice Fedez – l’ho scritto che avevo 19 anni, quando ancora non avevo un casa discografica e un pubblico. Questa canzone mi ha lanciato ed è stata la mia prima canzone famosa. Mi fa strano rendere conto di una cosa che ho scritto tanti anni fa. A quell’età si hanno delle esperienze diverse e ci si esprime con toni diversi”.”Penso, negli anni, di aver dimostrato che io e l’omofobia – sottolinea – viaggiamo in parallelo e non ci incontriamo. Basti pensare a quello che ho fatto con Mika, e da solo, contro il bullismo e l’omofobia”. E poi le scuse e una proposta: “Non ho mai pensato che quella canzone potesse aver offeso Tiziano. Ora che lo so mi sento di dire che non avevo intenzione di offendere. Mi dispiace e sono sicuro che sul tema omofobia e bullismo sia io che Tiziano possiamo trovarci d’accordo e fare tante belle cose insieme. Cerchiamo di rendere costruttiva questa cosa, vorrei rilanciare: qualora Tiziano avesse voglia di fare qualcosa che possa sensibilizzare le persone, mi trova a completa disposizione, facciamo qualcosa di bello per una volta”.

Cinema: i monaci guerrieri di Faith in concorso all’IdfaDocu-film regia di Valentina Pedicini a festival documentari

20 novembre 201921:18

– Faith è il nuovo film documentario di Valentina Pedicini e sarà l’unico italiano in Concorso al Festival di documentari Idfa di Amsterdam dove verrà presentato il prossimo 22 novembre.
La regista ha vissuto per lunghi mesi al fianco dei Monaci Guerrieri, ex campioni di arti marziali, che da vent’anni si preparano a combattere per il bene, tra preghiere notturne e allenamenti massacranti. Ha condiviso la quotidianità di questa comunità di monaci cristiani che vive in un monastero isolato tra le colline italiane, praticando le discipline orientali.
Cosa si è disposti a perdere per vincere in nome della fede? Faith è un viaggio poetico ed emotivo in un mondo sconosciuto, un film che indaga le motivazioni di una scelta radicale, le ragioni della devozione.
“Faith è nato con l’intento di essere per lo spettatore un’esperienza visiva ed emotiva nella vita e nella psiche dei Monaci – spiega la regista – Per ottenere questo risultato “immersivo” è stato fondamentale vivere accanto a loro e accettare alcune rigide leggi che regolano il loro universo. La troupe di Faith ha dovuto nei lunghi mesi trascorsi in monastero, tra le altre regole, vestire rigorosamente di bianco e utilizzare abiti e scarpe apposite per non contaminare il monastero con impurità provenienti dal mondo esterno. I monaci hanno fatto una scelta di vita ‘monocromatica’. Girare in bianco e nero, ci è sembrata la scelta più coerente e rigorosa per guardare questo universo, esclusivo ed escludente, misterioso e misterico, bianco e pieno di ombre come attraverso gli occhi dei protagonisti”. Faith è una produzione Stemal Entertainment con Rai Cinema, con il contributo di Dg Cinema e Audivisivo – MIbact con la partecipazione dell’Idm Sudtirol – Alto Adige, prodotto da Donatella Palermo (Nomination agli Oscar e Orso d’Oro con Fuocoammare, Orso d’Oro con Cesare deve morire dei fratelli Taviani).

“Una serata di stelle per il Bambino Gesù”Grande festa per i 150 dell’istituto nell’Aula Paolo VI del Vaticano

0 novembre 201922:49

“Una serata di stelle per il Bambino Gesù” il grande evento Rai condotto da Amadeus, una serata di beneficenza dedicata all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù in occasione della celebrazione dei suoi 150 anni, presso l’Aula Paolo VI del Vaticano

L’inedita Autodifesa di Caino di CamilleriEsce per Sellerio il primo libro postumo dello scrittore (2)

21 novembre 201908:44

ANDREA CAMILLERI (SELLERIO, PP 96, EURO 8). L’altra faccia di Caino, il primo assassino della storia umana. Ce la mostra Andrea Camilleri nelL’inedito monologo che avrebbe dovuto interpretare lo scorso 15 luglio alle Terme di Caracalla. E’ ‘Autodifesa di Caino’, attesissimo dal pubblico e fortemente voluto dallo scrittore, morto il 17 luglio 2019, diventato ora un libro, il primo ad uscire postumo, il 21 novembre per Sellerio.
Testo potente, profondo, risponde alle domande sul bene e il male. “Sapete qual è stato il mio vero errore? Quello di non essermi mai difeso, di non avere mai esposto le mie ragioni. Ma ora basta! Questa sera ho deciso di pronunciare la mia autodifesa, immaginando che davanti a me ci sia un’aula di tribunale e che voi, se vorrete ascoltarmi, siate i giurati” dice Caino che ci mette a nudo con le sue domande. “Avanti, diciamocelo, agli assassini ci avete fatto, come si usa dire, il callo” afferma citando le due guerre mondiali, gli stermini, i massacri, le stragi, gli attentati, i femminicidi degli ultimi 150 anni.
“E’ il primo libro di Andrea Camilleri che pubblichiamo dopo la sua morte. Ed è per noi quindi il primo che egli non ha potuto vedere stampato. In esso, per come è ideata e compiuta l’opera, il lettore sentirà risuonare la sua voce” spiega nella nota che apre il libro l’editore e ringrazia “Arianna Mortelliti che, avendo sostenuto il nonno Andrea Camilleri nella rifinitura del testo in vista della messa in scena, ha collaborato alla cura di questa edizione”.
Camilleri aveva completato tutto e immaginato la scena , gli intermezzi musicali, i filmati da proiettare sullo schermo, tra cui un video di Dario Fo da ‘La storia di Caino e Abele’ , i testi da interpretare di persona e quelli da far recitare per questo monologo che avrebbe segnato il suo ritorno sul palcoscenico, dopo il successo di Tiresia.
Caino, l’emblema stesso del Male, è chiamato a giudizio ma Camilleri vuole che siano i lettori ad emettere il verdetto, i testimoni a carico sono tanti, ma non mancano quelli che Caino può convocare a suo sostegno.
“Ho finito. Non voglio che pronunciate il vostro verdetto ora.
Riflettete su quanto vi ho raccontato questa sera e poi decidete da voi. Secondo coscienza” dice lo scrittore che poco prima indica nel testo la proiezione sullo schermo di un breve spezzone del film ‘Il terzo uomo’ di Carol Reed, con battuta di Orson Welles.
Sono proprio e soprattutto le parole di autodifesa dell’assassino di Abele a fornirci una nuova versione dei fatti, la sua. Ricorda Camilleri che “nella tradizione ebraica, e in parte anche in quella musulmana, esistono una miriade di controstorie che ci raccontano un Caino molto diverso da quello della Bibbia. In alcune di quelle antiche narrazioni lo scontro tra i due fratelli ne rovescia in qualche modo le posizioni”.
Lo scrittore che pensava di essere “in fondo un contastorie” come ha più volte detto, ripercorre quella parte del mito totalmente ignorata: è quella del Caino fondatore di città, inventore dei pesi e delle misure, della lavorazione del ferro, ma soprattutto quella di Caino inventore della musica. “…Una volta che me ne stavo disteso in un canneto sentii il vento che entrava e usciva dai buchi delle canne producendo un rumore” racconta.
Autodifesa di Caino sarà presentato per la prima volta l’8 dicembre alle 19.00 a ‘Più libri pù liberi’, alla Nuvola di Roma, come evento conclusivo della fiera della piccola e media editoria, di cui è ideatrice e curatrice del programma Silvia Barbagallo, che era diventato tradizione fosse chiusa da Camilleri.

‘Cetto c’è’ e questa volta è sovranista’Albanese: ‘Ormai la mia maschera superata dalla realtà’

20 novembre 201909:43

Con ‘Cetto c’è senzadubbiamente’, in sala dal 21 novembre in oltre 500 copie, la maschera politico-cialtrona creata da Antonio Albanese torna per la terza volta (dopo Qualunquemente e Tutto tutto niente niente) scegliendo la forma politica più estrema: l’essere sovrano. Ma va detto, spiega oggi l’attore a Roma, che la realtà ormai supera tutto: “Siamo stati scavalcati dalla famiglia reale – dice facendo riferimento allo spot di Emanuele Filiberto di Savoia per la serie Netflix, The Crown – . Non so davvero cosa dire di questa cosa senza troppa dignità se non che supera di molto la mia stessa comicità espressionista”.Ignorante, cafone, maschilista, truffaldino, senza alcun senso dello stato, Cetto La Qualunque torna così, dopo sette anni passati in Germania, decidendo di andare oltre ogni mediazione politica tradizionale proponendosi direttamente come re. E questo anche grazie a una rivelazione, quella che vuole sia figlio illegittimo di un principe locale e quindi del tutto legittimato a fregiarsi del titolo di Re delle due Calabrie. Non manca, a questo proposito nel film anche un vero e proprio referendum: monarchia/repubblica. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo con cui ha scritto i primi due film, mentre alla regia c’è Giulio Manfredonia. Riferimenti a Matteo Salvini, sovranista per eccellenza? “Non guardo certo a una sola persona – dice Albanese- . Faccio un esempio: in Svezia il primo partito è di ultra destra. È vero però che la parola sovranismo sottintende un sovrano e questo mi spaventa un po’ anche per il futuro dei miei figli”. Nel cast del film anche: Nicola Rignanese, Caterina Shulha e Gianfelice Imparato.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cinema: ‘Ravenna Strikes Back’, evento per fan di Star Wars
Modelli scala reale e costumi ufficiali. Ospite d’onore Tim Rose

RAVENNA20 novembre 201915:32

– Appassionati di ‘Star Wars’ da tutta Italia si ritroveranno il 30 novembre e 1 dicembre a ‘Ravenna Strikes Back’, alle Artificerie Almagià, per una due giorni con modelli in scala reale, costumi ufficiali, mostre Lego, panel con esperti. Ospite d’onore Tim Rose, storico interprete dell’Ammiraglio Ackbar ne ‘Il Ritorno dello Jedi’, ‘Il risveglio della forza’ e ‘Gli ultimi Jedi’, ma ci saranno anche le voci italiane di Rey, Kylo Ren e Poe Dameron.
L’iniziativa, che nel titolo richiama il quinto capitolo della saga, nasce dal fan club ravennate EmpiRa, che si avvia al decimo anno di vita. Nella ‘Exhibit Hall’ i visitatori si troveranno subito immersi in alcune delle ambientazioni che hanno caratterizzato maggiormente la saga, con riproduzioni giganti dei veicoli più iconici, dall’X-Wing di Luke Skywalker all’AT-AT Imperiale, mentre l’area Lego (a 20 anni dall’uscita del primo set Lego Star Wars) ospiterà alcuni dei più importanti ‘Master builder’ che si sono fatti notare per i loro lavori originali.

Cinema: Del Brocco, VR strada per alfabetizzazione digitale2/a edizione contest che trasforma cinema in realtà virtuale.

20 novembre 201916:09

– Un debutto al Lido, 250 mila visualizzazioni su Rai Play, Rai Cinema Channel e i social, e più di 5 milioni di views per i contenuti legati al progetto.
Sono fra i numeri registrati da Happy Birthday, il corto in Vr di Lorenzo Giovenga, con Fortunato Cerlino, Jenny De Nucci, e la partecipazione di Achille Lauro, immersione nel mondo di una hikikomori ( ragazzi e ragazze che decidono ritirarsi dalla vita sociale per lunghi rinchiudendosi in camera e utilizzando come mezzo di contatto con l’esterno i device e il web). Il film breve ha vinto la prima edizione del contest ‘La realtà che non esiste’, che ora torna con la seconda edizione.
Gli organizzatori, One More Pictures e Rai Cinema sono alla ricerca del miglior script per un corto Vr e per lo sviluppo di un progetto crossmediale che verrà prodotto entro il prossimo anno. “La differenziazione è nel dna della Rai – spiega Paolo del Brocco, ad di Rai Cinema -. Il Vr è una delle strade con cui rispondere alle esigenze di alfabetizzazione digitale e alla mission di dare stimoli per sviluppare l’industria, anche dal punto di vista creativo”. La realtà virtuale è presente su Rai Cinema Channel, dove ottengono migliaia di visualizzazioni contenuti creati ad hoc in virtual reality, come i red carpet a Venezia vissuti con le star; tra i nuovi in programma, una scena speciale in Vr dell’ultimo film di Gabriele Muccino, Gli anni più belli. Il vincitore del contest “parteciperà anche all’Expo di Dubai 2020″ annuncia Francesco Rutelli, presidente dell’Anica e ideatore di Videocittà dove il corto sarà presente con una speciale versione in videmapping narrativo -. Il Vr è parte del presente e di quell’innovazione che diventa processo industriale, dando lavoro e facendo crescere le imprese italiane. Serve ora creare un legame anche con i grandi artigiani del nostro cinema, in un panorama dove i confini tra le varie modalità di creazione probabilmente non ci sono più”.

The Last Porno Show, film scandalo-esistenzialeAd AfterHours il film canadese di Kire Paputts

20 novembre 201921:07

Non deve essere stato facile per Wayne da bambino crescere con un padre che per vivere gestiva un cinema a luci rosse. Di fatto, come si vede in ‘The Last Porno Show’ di Kire Paputts, l’uomo ora che è adulto e fa di mestiere l’attore non professionista ha dimenticato, o meglio, rimosso tutto. Ma ora che il padre Al, che non vede da molto, è morto e gli lascia in eredità l’ultima sala cinematografica per adulti della città, Wayne (Nathanael Chadwick) non si può più tirare indietro e deve affrontare il suo passato, i traumi legati alla sua giovinezza e anche questa imbarazzante eredità. Nel gestire il cinema che non sa ancora se tenere aperto o vendere, Wayne incontra così bizzarri personaggi tra cui Ralf, il socio in affari di Al, Julia (Mickey Vos) compagna, amante e dipendente del padre, e Athar (Amaan Morrell), ragazzo immigrato che vive negli appartamenti del piano superiore verso cui scoprirà di provare un sentimento paterno. Wayne mentre si immerge nel suo passato, tra proiezioni porno da condividere, bambole gonfiabili di ultima generazione, black hole e autoerotismo (stupendo il suo amplesso mimato con un televisore consenziente che sta trasmettendo un porno) fatica comunque a trovare la figura del padre anche perché forse ne è come posseduto. In più questo film – presente ad After Hours al Torino Film Festival – mescola lo scandalo di alcune sequenze esplicite e i problemi esistenziali del protagonista che rivive attraverso Athar delle esperienze sessuali vissute da ragazzino che ha sapientemente rimosso. Quando ottiene poi il suo primo ruolo da protagonista in un film soft-porno, Wayne non potrà fare a meno di notare le somiglianze tra questo personaggio immaginario e suo padre e di come lui ormai si sia immedesimato. “Come tutti i miei film precedenti, The Last Porno Show – spiega il regista – inserisce caratteri, situazioni e temi non tradizionali in uno stile narrativo basato sui personaggi. Sono molto attratto da storie incentrate su protagonisti fuori dagli schemi o persone comunque ai margini. Sono cresciuto – aggiunge – con i film di John Waters e Harmony Korine, registi che hanno raccontato storie di persone eccentriche. Con questo film ho voluto riunire alcuni dei personaggi più famosi e colorati di Toronto e metterli tutti sotto lo stesso tetto. Questo prevede l’uso di attori non professionisti, l’improvvisazione e momenti inaspettati e non scritti”. E ancora Kire Paputts: “Siamo stati respinti da tutti i principali istituti cinematografici canadesi. Non hanno capito il film prodotto poi con le sovvenzioni del Consiglio Artistico, il crowdfunding e i risparmi personali. È importante spingersi al di là dei propri limiti, sia attraverso la forma, la storia o i progressi tecnici. Un film dovrebbe condurre il pubblico in un posto in cui non è mai stato e talvolta questo significa portarlo su una montagna russa emotiva. Sebbene ci siano stati numerosi film che ruotano attorno all’industria del porno, non ne ho mai visto uno che trattasse l’argomento utilizzando una storia tradizionale come la nostra. Molte persone – conclude – resteranno scioccate dall’uso dell’hardcore, ma alla fine questo film è fatto con il cuore e questo è quello che mi rende più orgoglioso”.

Cinema: Rutelli, dati in sala migliori di 2017 e 2018Presidente Anica, serve piena applicazione legge Franceschini

20 novembre 201918:13

– “Le somme si tirano al 31 dicembre, finora il cinema in sala sta andando molto meglio sia del 2018 che del 2017. Sia gli incassi sia il numero degli spettatori registrano un segno decisamente positivo”. Lo dice il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, a margine della presentazione della seconda edizione del contest per corti in realtà virtuale, organizzato da One More Pictures e Rai Cinema ‘La realtà che non esiste’. “Dobbiamo guardare però al medio termine – aggiunge Rutelli – perché tutta l’industria sia allineata e compatta per il cinema in sala 12 mesi all’anno, programmando l’uscita e la diffusione dei prodotti sia internazionali che italiani. L’esperimento di Moviement in questo primo anno ha funzionato ma è un impegno di un triennio”.
Dal Governo “ci aspettiamo che la legge Franceschini abbia piena attuazione. Purtroppo finora non è stato così – sottolinea -. E’ un’ottima legge ma con modalità attuative molto lente. Stiamo dialogando”. Applicando “lo svolgimento ordinato delle previsioni della normativa, si permette alla filiera di programmare – spiega il presidente dell’Anica -. Sapendo con certezza quando potranno avere i contributi automatici, quelli selettivi, il tax credit, gli operatori possono configurare i loro prodotti, le collaborazioni internazionali, l’uscita nelle sale, gli accordi con le televisioni e le piattaforme in modo razionale e certo”. Dall’approvazione “della Legge sono passati tre anni e alcuni dei suoi strumenti non hanno avuto uno sviluppo ordinato e sicuro”. Con le istituzioni “stiamo collaborando, sono fiducioso che questi notevoli ritardi possano essere colmati. Dobbiamo partire nel gennaio 2020 con la piena efficacia della normativa”.

Cinema: a festival di Marrakech da Cotillard a RedfordAl festival anche Luca Guadagnino

RABAT20 novembre 201918:50

– A tu per tu con i grandi del cinema.
A pochi giorni dall’apertura del Festival internazionale del film di Marrakech, svelata la lista di grandi nomi che faranno “conversazione” col pubblico durante questa 18ma edizione della kermesse.
Gli incontri gratuiti sono destinati al più grande pubblico degli appassionati e a quello dei professionisti del cinema.
Toccherà al premio Oscar Marion Cotillard aprire le danze, sabato 30 novembre (alle 14.00), per il primo degli incontri della serie ‘Conversation with’, che introdotta l’anno scorso ha accolto oltre 3000 spettatori nel corso dei primi 7 incontri. In rappresentanza del cinema italiano sarà presente il regista Luca Guadagnino (venerdì’ 6 dicembre, alle 11.30).
Hanno assicurato la loro presenza anche il pluripremiato regista palestinese Elia Suleiman e il produttore britannico Jeremy Thomas oltre che l’attore culto Harvey Keitel, indimenticabile protagonista di film quali Thelma e Louise, Lezione di piano o Pulp Fiction.
Ci sarà l’icona del cinema hollywoodiano Priyanka Chopra Jonas, miss mondo 2000. A Robert Redford è affidato il compito di chiudere la rassegna, sabato 7 dicembre alle 12.

Un sequel per Joker? Rumors da HollywoodIncontro Todd Phillips con Emmerich di Warner Bros

0 novembre 201920:55

Joker, il film di Todd Phillips da 1 miliardo di dollari al botteghino, potrebbe avere un sequel, secondo le indiscrezioni raccolte da Variety e The Hollywood Reporter. Il film, che potrebbe essere tra i candidati all’Oscar (e la nomination per il camaleontico Joaquin Phoenix avrebbe unanimi applausi) è stato al centro di un incontro tra il capo del cinema della Warner Bros. Toby Emmerich, il registaTodd Phillips e il co-sceneggiatore Scott Silver per esplorare possibili idee per un sequel del dramma sui primi giorni del Clown Prince of Crime. Nessun accordo è in atto, nessuna trama è stata decisa e nessuna sceneggiatura è attualmente in fase di scrittura ma la notizia sta facendo il giro del web. Resta da chiarire se Joaquin Phoenix è dell’avviso oppure no.

Elton John: “un’autobiografia scritta per i miei figli”Popstar presenta libro a Londra, ‘basta tournée, starò con loro’

LONDRA21 novembre 201909:53

“Voglio che i miei figli sappiano come era il loro padre”. E’ stata la paternità a spingere Elton John a pubblicare ‘Me’, l’autobiografia che i suoi bambini “naturalmente non hanno il permesso di leggere, perlomeno fino a quando avranno 15 o 16 anni”. E il veto non desta stupore visto i coloriti resoconti del divo nel libro di memorie, edito in Italia da Mondadori, soprattutto negli anni in cui era affetto da bulimia, shopping compulsivo, oltre a dipendenza da cocaina e alcol. Intervistato ieri sera a Londra dallo scrittore e comico David Walliams davanti alla platea dell’Hammersmith Apollo di Londra, sir Elton – in gessato rosa con occhiali in nuance – ha passato in rassegna 72 anni di vita ed oltre cinquanta di carriera fra commozione e risate.”Un giorno nel 1957 mia madre portò a casa il disco di Elvis Heartbreak Hotel, e per me è stata la fine”, ha ricordato. Ma la vera svolta avviene anni più tardi, all’audizione con Ray Williams di Liberty Records: “Gli spiegai che sapevo cantare e comporre musica, ma non scrivere le parole; c’era una pila di buste sul tavolo e me ne diede una con i contatti del paroliere Bernie Taupin. Da lì è cominciato tutto”. Un sodalizio di oltre 30 album con hit come Rocket Man, Crocodile Rock e Candle in the Wind. Le parole di Taupin nelle mani di Elton si tramutavano in note. “Scrissi Your Song in poco più di 15 minuti”. Era l’inizio di una carriera straordinaria segnata da eccessi e stravaganze. Non sono mancati aneddoti su amici celebri come Rod Stewart, John Lennon o Freddy Mercury. Parlando di quest’ultimo, la popstar ha stentato a trattenere le lacrime. Il leader dei Queen era appassionato d’arte e all’epoca, sir Elton collezionava le opere di Harry Scott, un artista che dipingeva barche e ragazzi nudi.Anche se devastato dall’aids, Mercury fino alla fine era circondato di medicine e cataloghi perché continuava a fare acquisti all’asta. “Dopo la sua scomparsa, la mattina di Natale mi recapitarono un acquarello di Scott con annesso un suo biglietto che diceva ‘ho visto questo dipinto ad un’asta e ho pensato che ti sarebbe piaciuto. Ti voglio bene’. Era veramente commovente”, ha detto con la voce spezzata. Un altro momento di svolta fu l’incontro con Ryan White, ragazzino dell’Indiana stigmatizzato dalla sua comunità perché aveva contratto l’aids attraverso una trasfusione di sangue. E che Elton decise di aiutare. “Mentre io mi lamentavo con l’hotel della carta da parati o delle tappezzerie, la famiglia di Ryan aveva perdonato tutti quelli che erano stati orribili con loro, fui assalito dalla vergogna”, ha aggiunto il cantante, all’epoca nel tunnel della droga.”Sei mesi più tardi ero pulito. Quel ragazzino mi aveva fatto capire il livello del mio degrado e quanto fossi arrogante e viziato”. Senza Ryan, non avrebbe fondato la Elton John Aids Foundation, una charity che finora ha raccolto 450 milioni di sterline a favore della malattia. Anche l’incontro con il compagno di vita David Furnish è raccontato come uno scherzo del destino. “Ero sobrio da tre anni, ma solo. Un giorno ero a casa mia a Windsor e chiamai un amico che lavorava nello store di Versace in Bond Street, invitandolo da me con i suoi amici gay non per fare sesso, ma semplicemente per passare una piacevole serata insieme. Uno dei 4 amici che portò con lui era David”. Sono 26 anni che fanno coppia. “Nell’ultima fase della vita non voglio più viaggiare, ma solo stare con mio marito e i ragazzi”, ha concluso la popstar in partenza per l’Australia per il tour d’addio che proseguirà poi negli Usa e in Canada. Il sipario, stando a quanto già annunciato, calerà nel novembre del 2021.

Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X a top nomination GrammyLa rapper nera domina con otto candidature

0 novembre 201917:12

La cantante rapper Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X, rispettivamente con otto, sei e sei nomination, dominano le candidature ai Grammy 2020 rese note oggi. Ariana Grande, H.E.R. e il fratello di Eilish e collaboratore musicale Finneas O’Connell ne ha conquistate cinque (in totale la ‘famiglia Eilish ne ha ben 11) mentre otto artisti, tra cui Beyonce, J. Cole, Yola e Thom Yorke dei Radiohead ne hanno quattro. Le principali categorie — Album, Canzone e Album dell’anno e Best New Artist — sono passate da quattro a otto.

Ecco manifesto Tolo Tolo, Zalone in cammino nel desertoIl film uscirà nelle sale il primo gennaio 2020

0 novembre 201915:59

In attesa dell’uscita del nuovo film di Checco Zalone, al cinema dal primo gennaio 2020, è stato svelato il manifesto della pellicola. Il film si intitola “Tolo Tolo” ed è prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi.
Nel manifesto si vede Zalone in primo piano in cammino nel deserto, in bermuda, camicia, occhiali, mocassini e borsello, con sullo sfondo un camion stracarico di bagagli e con alcuni tuareg sopra. Il film, che vede Zalone come attore e regista, racconterà un viaggio tra l’Italia e l’Africa.

Iannacone, nelle periferie con Che ci faccio quiSu Rai3 dal 2 dicembre, prima puntata Scampia ‘Oltre Gomorra’

20 novembre 201909:44

Giornalista, regista, scrittore, autore dei suoi programmi, riesce ogni volta senza retorica, senza enfasi, a raccontare storie di miseria, vite perdute o redenzione, povertà, quella vera, di protezione o di perdita totale del consentito.
Dal 2 dicembre Domenico Iannacone torna su Rai3 in seconda serata con 4 puntate speciali di Che ci faccio qui (senza punto di domanda), per portarci nel cuore di due periferie-simbolo del nostro Paese: Scampia a Napoli e San Basilio a Roma.
– “Rappresentano – racconta il giornalista e conduttore in una conversazione – due facce della stessa medaglia, collocate in due città bellissime cariche di storia, ma che hanno delle criticità enormi, e anche sappiamo importanti problemi, non solo di gestione amministrativa, ma anche di criminalità, droga, violenza”. Con il suo sguardo senza pregiudizi, Domenico Iannacone ci accompagna in luoghi in cui il male e il bene si scambiano di posto continuamente.
Nella prima puntata, intitolata La Famiglia, prosegue Iannacone, “affrontiamo una storia che è come un romanzo crime scritto alla rovescia: potremo chiamarla la storia ‘Oltre Gomorra’. Siamo a Scampia, una volta luogo indiscusso di supremazia per lo spaccio, ma non più oggi perchè gli è stato soffiato via il primato da altri luoghi tristemente noti”. A volte basta nascere in una famiglia che vive e annusa sin dall’infanzia questi codici comportamntali di vita che gli vengono trasmesssi imposti perché la propria vita sia già segnata, infilata in un binario che sembra non concedere scampo. Mancanza di un tetto, miseria, violenza, prigione, morte, fanno spesso da sfondo all’esistenza di tante persone. Ma può succedere di rinascere una seconda volta, anche a Scampia: come è avvenuto a Davide Cerullo, ex camorrista, che “è stato in carcere e aveva fatto solo la quinta elementare, non aveva mai letto un libro, ha iniziato a farlo dietro le sbarre – prosegue Iannacone – e oggi è diventato uno scrittore – tradotto anche all’estero, in Francia – fotografo e animatore dei bambini che vivono all’interno delle Vele. “Non sapevo cosa fosse il valore della vita – dice Davide – Quello che valeva per me in quella vitaccia era cosa pensava il boss di me: se io per lui valevo, se io per lui contavo, se io per lui ero utile, se lui di me si fidava. Se io gli davo fiducia”.
Un racconto crudo e senza sconti, che attraversa la vicenda tragica di una vita e di un’intera famiglia. “Perchè a un certo punto, dopo aver scontato la sua condanna, senza essere un pentito – aggiunge Iannacone -. Davide ha una sorta di crisi esistenziale, si rende conto che la sua vita è sempre stata quella di un altro e piano piano cambia, fino alla svolta definitiva, per questo dopo aver vissuto fuori decide di tornare a vivere a Scampia dove tutto era iniziato, come un’espiazione, un purgatorio, ma è lì la sua salvezza”.
La seconda puntata è ambienta a San Basilio dove l’emergenza abitativa è un allarme sociale. Perchè queste due periferie Napoli e Roma? “Il tema dell’emarginazione, l’idea che possano esserci città esterne e uomini invisibili mandati ai margini – spiega Iannacone -, è un argomento che mi sta a cuore, perché è uno dei grandi problemi sociali. Oggi, mentre il centro città si svuota, nelle periferie c’è ancora energia insieme ai problemi: ci sono dinamiche legate alla sopravvivenza ed una solidarietà assente altrove. C’è il bene, ovvero l’altruismo, e il male, possono coesistere o camminare su binari paralleli”.
Che ci faccio qui condotta da Domenico Iannacone e prodotta da Hangar TVdi Gregorio Paolini, va in onda su Rai3 con 4 puntate speciali a partire dal 2 dicembre, alle 23:15

Siberia, nostre fotografie dell’amore tra eros e salvazione’Tutti amiamo senza fine’ è nuovo album in uscita per Sugar

9 novembre 201917:35

S’intitola ‘Tutti amiamo senza fine’ il terzo album dei Siberia. In uscita il 29 novembre, il lavoro da studio al completo della band livornese composta da Eugenio Sournia (voce), Cristiano Sbolci Tortoli (basso), Luca Pascual Mele (batteria) e Matteo D’Angelo (chitarra), è stato anticipato dall’uscita dei singoli ‘Ian Curtis’ e ‘Non Riesco a respirare’. In scaletta ci sono undici brani, da quello che dà il titolo a tutto l’album, fino a ‘Peccato’ e passando per ‘Piangere’, ‘Sciogliti’, ‘Canzone dell’estate’ e tutte le altre, per una sorta di concept album dedicato all’amore, si, ma declinato in tutte le sue forme.
“Il titolo è anche un’affermazione importante – ha raccontato Eugenio Sournia, che è anche autore di gran parte dei brani – ma ci siamo accorti, una volta avute tutte le canzoni in mano, che c’era una forte identità tematica comune a tutto l’album e che rappresentava le relazioni e l’amore, inteso come eros nel più ampio modo possibile. La canzone che dà il titolo a tutto l’album parla di un amore che da un lato è salvifico, ma dall’altro è anche qualcosa di naturalmente legato all’uomo, una sorta di destino ineluttabile”.
‘Tutti amiamo senza fine’ esce su etichetta Sugar, in collaborazione con Maciste Dischi, e racconta per fotografie messe in musica le varie declinazione del tema amoroso, ma anche il momento preciso della carriera di una band. “Al nostro terzo album – ha spiegato Sournia – per la prima volta ci sono altre penne oltre alla mia. I testi sono scritti anche da Cristiano Sbolci, il bassista del gruppo e da Alessandra Flora nel caso di ‘Mademoiselle’. Non sono canzoni nate a tavolino, ma il disco è stato scritto in un tempo relativamente breve di sei mesi. E’ un lavoro che fotografa anche un preciso momento della nostra vita artistica, fatto di volontà di parlare questa volta al maggiore numero possibile di persone, oltre alla nicchia, ma senza per questo rinunciare alla nostra identità. Forse con questo disco raccontiamo anche il momento in cui ci siamo voluti arrendere ad una certa leggerezza”.
Il 15 febbraio, dal The Cage di Livorno, i Siberia ripartiranno anche per un nuovo tour che, dopo la prima data, farà poi tappa verso Milano (Ohibò 19/2), Roma (Monk, 22/2), Torino (Hiroshima Mon Amour, 12/3), Modena (Off, 14/3), per poi chiudere il 28 Marzo al Blue di Firenze. “Questo è un disco più suonato del precedente – ha spiegato Sournia – e sarà quindi più divertente da fare dal vivo. Sul palco si sentirà molto la band e cercheremo di portare in giro un live molto energico, perché quella è nostra cifra stilistica. Noi veniamo dal post punk e dall’alternative rock e anche facendo una canzone italiana ‘commestibile’, la nostra ricerca è sempre rivolta all’energia”.

Paul McCartney torna in Italia con due dateA Napoli il 10 giugno e a Lucca il 13

19 novembre 201916:33

Al termine di mesi di speculazioni, Paul McCartney annuncia due concerti in Italia per il 2020, a sette anni di distanza dal suo ultimo concerto nel nostro Paese.Il tour lo porterà a esibirsi a Lucca (13 giugno) per la prima volta e tornare a Napoli (10 giugno) dopo 29 anni. “Non posso credere che siano passati sette anni dal nostro ultimo concerto in Italia. Ci siamo divertiti tantissimo in quell’ultimo viaggio quindi siamo certi che queste saranno due serate memorabili per noi e non vediamo l’ora di tornare. Un ulteriore bonus per me è il fatto che questa sarà la mia prima volta di sempre a Lucca. Tieniti pronta a scatenarti, Italia!”.”Paul, ti aspettavamo da tanto. Siamo orgogliosi che tu abbia scelto Napoli come prima tappa del tuo tour 2020 a piazza del Plebiscito. Welcome back”, scrive il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris sulla sua pagina instagram.Paul si è già esibito in 39 spettacoli straordinari in 12 paesi diversi da quando ha annunciato il suo tour mondiale Freshen Up, la cui ultima tranche si è conclusa con un concerto sold-out al Los Angeles Dodger Stadium a luglio. Le 5 stelle ricevute nelle recensioni della critica musicale e lo stesso totale entusiasmo ricevuto da parte dei suoi fan, un pubblico di ogni età e background, dimostra come la carriera di Paul sia senza eguali, un fenomeno sia come performer che come songwriter e con un appeal globale.

Rivoluzione e bellezza al festival Pazza ideaA Cagliari dal 21 al 24 novembre

21 novembre 201908:49

Sarà dedicata a Bellezza e Rivoluzione l’ottava edizione di ‘Pazza idea’ il festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale che si apre il 21 novembre a Cagliari e vedrà tra gli ospiti, fino al 24 novembre, Emanuele Trevi, lo stilista Antonio Marras, la giovane filosofa Ilaria Gaspari, Bobo Rondelli, Frankie Hi NG, Giovanni De Mauro, Giuseppe Lupo, Benedetta Barzini, Francesca Mannocchi, Luca Scarlini e Pierluigi Vaccaneo. A condurre gli incontri saranno Yari Selvetella e Stefano Salis.
Doppia inaugurazione con il focus ‘Fotografa e Rivoluzionaria’, una retrospettiva sulla fotografa Tina Modotti, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite .
Grande spazio all’arte anche con la mostra ‘Temperature’ , raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti.
“Cercheremo di esplorare la complessità del reale e del possibile attraverso il nostro consueto approccio multidisciplinare: incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il fitto mosaico di Pazza Idea” spiega la nota di presentazione. ‘Pazza Idea’ rinnova quest’anno anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

Annunci
Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 50 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 11:08 DI LUNEDì 18NOVEMBRE 2019

ALLE 15:47 DI MARTEDì 19 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Carissimi, i segreti di una famiglia
Enigmi e sentimenti nel romanzo ‘epistolare’ di Letizia Muratori

18 novembre 2019 11:08

LETIZIA MURATORI, CARISSIMI (LA NAVE DI TESEO, PP.224, EURO 17) – Le radici che fanno da zavorra al presente, la sincerità sbandierata e le falsità nascoste dalla cortesia apparente, le parole taglienti e i ricordi che fanno male, la solitudine di ognuno e il desiderio di contrastarla con il calore familiare: il sapore agrodolce di “Carissimi”, il nuovo libro di Letizia Muratori edito da La nave di Teseo, è già racchiuso tutto nel titolo, e subito rafforzato dall’autrice, capace di scavare con le parole nei segreti dell’anima.
Con la sua struttura originale – il libro è una raccolta di lettere che i vari personaggi si scrivono gli uni con gli altri, intervallata da momenti di narrazione più classica, in terza persona – “Carissimi” invita alla lettura di una storia che indaga la famiglia, mettendo sotto i riflettori la complessità dei rapporti, le fragilità, le bassezze, le ripicche e il bagaglio di quel pesante non detto che ogni persona si porta dietro, e ancora quei segreti di famiglia che forse è meglio non rivelare; ma nel libro c’è spazio anche per l’amore con tutte le sue trasformazioni.
La trama del romanzo vede al centro Nurit Camerini, diciottenne che sa di essere nata da un’inseminazione artificiale.
Contrariamente da quanto accade di solito, la ragazza ha conosciuto dai genitori il nome del padre biologico, Giorgio Amati, facendo in tempo, prima che quest’ultimo morisse, a instaurare un rapporto epistolare con lui. Ora decide di ricercare le proprie radici attraverso la realizzazione di un documentario che coinvolga tutta la famiglia Amati, i figli di Giorgio e sua moglie, ma anche i suoi fratelli in Israele.
Per contattarli, Nurit sceglie di scrivere lettere nelle quali fa domande indiscrete, precise, sollevando più di un malumore e molti ricordi: non tutte le persone a cui scrive – i “carissimi” del titolo – reagiscono infatti allo stesso modo nei confronti di questa ragazza che, pur non volendosi porre come una parente acquisita, è determinata a conoscere e a trovare sincerità in questa nuova famiglia, lontana eppure in qualche modo a lei vicina.
La dimensione familiare nelle mani dell’autrice diviene dunque terreno d’indagine, quasi di studio, per esplorare sentimenti e frustrazioni, peccati nascosti e mancanze affettive, ma anche per andare indietro nel tempo, dentro quella grande Storia di cui tutti siamo figli. Il risultato è un libro che, nel solco di una lunga parabola spazio-temporale (dalle leggi razziali a internet, dall’Italia a Israele), coinvolge e apre prospettive e spunti di riflessione, anche su noi stessi e sui nostri rapporti familiari: sarà forse possibile ritrovarsi e riconoscersi nello scontro tra caratteri, nel confronto tra delusioni e aspettative e in quelle differenze, anche linguistiche, che da sempre separano, anche se mai definitivamente, le generazioni dei nonni, dei padri e dei figli.

Tv: torna L’amica Geniale, la giovinezza di Lila e LenùSul set della seconda stagione, sugli schermi in primavera

NAPOLI18 novembre 2019 11:08

– Era il 30 agosto, un’ estate fa… Una passeggiata sul set nel cuore di Napoli in una piazza dei Martiri d’altri tempi.Tra insegne ai negozi anni Sessanta, comparse in abiti d’epoca, vecchie automobili e lambrette, lo slargo cambiava volto, sotto gli occhi incuriositi di passanti e turisti. In questa giornata di una stagione trascorsa, si è girata la sesta puntata della seconda stagione della serie tv (la messa in onda su Rai1 è prevista per la primavera 2020) de ‘L’amica Geniale – storia del nuovo cognome’: basata sul secondo volume della quadrilogia di Elena Ferrante dedicata al racconto dell’amicizia tra le due protagoniste Lila (Gaia Girace) e Lenù (Margherita Mazzucco), pubblicata negli Stati Uniti da Europa Editions, che vede, così come la prima, dietro la macchina da presa Saverio Costanzo (“Private,” “La solitudine dei numeri primi,” “Hungry Hearts”).
Per sei episodi, mentre Alice Rohrwacher (“Lazzaro felice”, “Le Meraviglie”) ha curato la regia del quarto e del quinto. I mesi sono passati le riprese sono terminate in Toscana e nel frattempo la scrittrice ha dato in stampa il suo nuovo libro che non ha nulla a che vedere con la storia di Lila e Lenù, ‘La vita bugiarda degli Adulti’ (sempre edito e/o). La nuova serie tv, è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction e HBO Entertainment, in coproduzione con Umedia.
Soggetto e sceneggiature sono di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle sarà il distributore internazionale in associazione con Rai Com.
A metà settembre sono invece iniziate le riprese a Pisa, ora concluse, per un totale di 4 settimane (Elena la si vedrà con i capelli tagliati – come racconta il libro di Ferrante verrà ammessa alla prestigiosa Università Normale ndr). Costanzo durante le riprese del sesto episodio a Napoli è in camicia di lino verde, ferma il ciak più di una volta (qualche passante attraversa il campo perchè sfuggito a un set apparentemente blindato, i curiosi sono centinaia impossibile chiudere) nonostante i problemi alla viabilità limitata per le riprese, va detto che al ‘pronti, azione’ cala un religioso silenzio in piazza e dietro le transenne. L’Amica geniale nella città partenopea come anche Caserta dove sono ubicati gli studi nell’area ex Saint Gobain del capoluogo della Reggia vanvitelliana (dove è stato ricostruito un intero rione del capoluogo campano riprodotto e riportato alle sue origini urbanistiche su un’area di 25mila metri quadrati dallo scenografo Giancarlo Basili) ha portato anche tanto lavoro, compresa una scuola di operai e apprendisti scenografi.
La bionda Elena, per tutti Lenù (Margherita Mazzucco), attraversa con passo calmo Piazza dei martiri, poco prima si sofferma a guardare la vetrina di un negozio di occhiali, la gonna blu è sotto al ginocchio, la camicetta è bianca abbottonata, i capelli raccolti in una coda di cavallo sono legati con un fermaglio. A puntargli gli occhi addosso un gruppo di ragazzi. A poca distanza imponente sorge il negozio elegante della sua amica Lila che diventerà anche mamma (girate poco prima le scene che la vedono con il figlio in braccio…) ma chi ha letto il libro conosce la storia della gravidanza, delle violenze del marito… Come spiega lo stesso Costanzo: “Gli eventi del secondo capitolo de L’amica geniale riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione. Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso sé stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione né fuori.
Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche ritrovano Nino Sarratore (Francesco Serpico), vecchia conoscenza d’infanzia diventato ormai studente universitario di belle speranze.
L’incontro apparentemente casuale, cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli; Elena, invece, continua gli studi ed arriverà a partire per frequentare l’università a Pisa. Le vicende de L’amica geniale ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano”. Dopo diversi ciak a Ischia: “qui spiega – Costanzo – Alice ha girato gli episodi 4.5. Una scelta voluta e che sono felice abbia accettato perchè ritenevo fosse come un momento a parte ma anche rivelatore, della vita di queste due amiche, rivali, che sono brave, e inevitabilmente anche cattive ragazze. Ogni volta che rileggo i libri di Elena Ferrante non è un caso, colgo nuove sfumature”. Sul set Fiat d’antan, Lancia, un Duetto, l’autobus Viberti, il 128, da piazza Plebiscito a Capo Posillipo. C’è poi la salumeria Carracci, di Stefano, marito di Lila, con tanto di Poster che campeggiano in bella vista dietro il bancone.
L’atmosfera di decadenza verrà riproposta anche nella seconda serie il cui le due protagoniste Lila ed Elena si muovono in un contesto storico compreso tra il 1961 e il 1967.

Tv: L’amica Geniale-Storia del nuovo cognome in numeri

NAPOLI18 novembre 2019 11:08

– Sono terminate da poche settimane le riprese de la serie L’amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome, la cui messa in onda è prevista nella primavera del 2020 su Rai1, girate in gran parte tra Napoli, Caserta, Ischia e La Toscana (soprattutto Pisa). Tratto dal best seller dal titolo omonimo, secondo libro della quadrilogia di Elena Ferrante (Edizioni E/O). Dietro la macchina da presa torna Saverio Costanzo (ep.1,2,3,6,7,8) che condivide l’onore per le puntate girate ad Ischia con Alice Rorhwacher (ep. 4,5), sorella di Alba voce narrante della prima stagione.
Nei panni delle protagoniste Gaia Girace e Margherita Mazzucco, intanto cresciute e diventate giovani donne che Elena Ferrante descrive fra i seni che si gonfiano e i cuori che si fanno carichi di responsabilità. Una serie Hbo e Rai Fiction, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction e HBO Entertainment, in coproduzione con Umedia.
Soggetto e sceneggiature sono di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle sarà il distributore internazionale in associazione con Rai Com. Ma ecco alcuni numeri. Attori: 125 fra principali e secondari Comparse: circa 8500 maggiorenni e 860 minorenni.
Bambini nel cast: 860 circa. Costumi: 2.000 circa tra realizzazioni originali e di repertorio. Paia di scarpe: 1.700 circa. A Napoli il Rione ricreato dalla scenografia di Giancarlo Basili Basili si estende su una superficie di circa 26 mila metri quadrati di cui 6 mila per la ricostruzione delle nuove palazzine. In totale dunque ci sono 26 edifici. Per il rione “vecchio”, usato anche nella prima stagione, la troupe tecnica, composta da 150 persone, ha creato 20 mila metri quadrati di set costruiti in oltre 100 giorni di lavorazione. Sono state costruite inoltre 15 palazzine, 5 set di interni, una chiesa e un tunnel. Utilizzati una ventina di lavoratori tra falegnami, stuccatori, stampatori, montatori, pittori e aiuti. Sono oltre mille i pezzi di di arredamento d’epoca utilizzati. I costumi sono Antonella Cannarozzi. La sceneggiatura è firmata dalla stessa Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi.

Scrittori britannici a Bookcity per Tour dell’amiciziaJojo Moyes, Follett, Lee Child e Kate Mosse

8 novembre 201912:46

– “Il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se i politici leggessero i libri”. Ne è convinta Jojo Moyes, protagonista del ‘Tour dell’amicizia’, un giro iniziato da Bookcity Milano che farà tappa a Madrid, Berlino e Parigi, con cui lei e altri tre romanzieri bestseller britannici dichiarano il proprio amore per l’Europa e il dissenso verso la Brexit. “I libri permettono di mettersi nei panni degli altri, e i leader di oggi non sono empatici: non leggono e ne sono fieri, non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi libri”, ha sorriso Moyes, autrice di romanzi come ‘Io prima di te’, tradotti in quaranta Paesi, affiancata da Ken Follett, Lee Child e Kate Mosse in conferenza stampa e poi sul palco del Teatro Carcano, dove hanno risposto alle curiosità dei lettori in platea. “Mia moglie è una politica, è brava, ha grande empatia”, è intervenuto Follett, marito di una esponente laburista. “Nella mia esperienza i buoni politici leggono libri”, ha confermato Child, il creatore della saga di Jack Reacher, ricordando che “Obama è un buon lettore come Clinton, avido di letteratura e appassionato di thriller: c’è una gran differenza fra loro e Bush o Trump, in gran parte proprio legata ai libri”. E per Kate Mosse, che ha firmato romanzi storici come ‘I codici del labirinto’, “in un momento difficile, in cui il popolo è diviso e non si ascolta più, le storie fungono da ponte, fanno capire che, in mezzo fra chi strilla a destra e a sinistra, c’è anche altro”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Follett, chi vuole Brexit teme nuovo referendumRomanziere britannico, imbarazzato che mio Paese rifiuti Europa

18 novembre 201912:48

– Un nuovo referendum sulla Brexit “mi piacerebbe, perché questa volta andrebbe diversamente. Chi vuole la Brexit non vuole un altro referendum, sa che perderebbe”. E’ l’opinione di Ken Follett, protagonista con altri tre romanzieri bestseller britannici del ‘Tour dell’amicizia’, un giro in quattro Paesi europei iniziato da Bookcity Milano con cui gli scrittori vogliono dichiarare il proprio amore all’Europa e il dissenso verso l’uscita dall’Ue.
“C’è una possibilità, forse” di un nuovo referendum, “lo dovrebbe chiedere il Labour, ma non credo che vincerà le elezioni, quindi è una chance ridotta”, ha ammesso Follett a meno di un mese dal voto, affiancato al Teatro Carcano da Lee Child, Jojo Moyes e Kate Mosse. “Sono imbarazzato – ha spiegato l’autore di bestseller come ‘I pilastri della terra’ – che il mio Paese voglia rifiutare il suo posto in Europa, e che gli inglesi dicano di stare bene da soli. Io da solo non sto bene”.

Un ‘naso elettronico’ può salvare i libri rovinatiFiuta gli odori e individua le malattie della carta

18 novembre 201912:59

– Un naso elettronico potrà aiutare a curare i libri e a salvarli sin dai primi segni del degrado della carta. I vecchi volumi emanano odori così diversi che vanno da quelli più piacevoli (come gli odori di mandorle, caramello e cioccolato) a quelli più cattivi (come quelli di formaldeide, vecchi vestiti e spazzatura). Secondo gli studiosi portoghesi dell’Università di Aveiro fiutandoli è possibile capire quali parassiti li hanno colpiti e, di conseguenza, come intervenire prima che sia troppo tardi. La carta è composta principalmente da cellulosa, insieme ad altri componenti vegetali e additivi che ne migliorano le proprietà. La cellulosa è resistente all’invecchiamento, ma gli altri componenti sono molto più vulnerabili al degrado causato da calore, umidità e luce. Prima del 1845, spiegano gli studiosi, la carta era costituita principalmente da stracci di cotone e lino, che erano forme relativamente pure di cellulosa e quindi abbastanza stabili. Da quell’anno in poi, invece sono stati sviluppati processi per produrre carta da fibre di pasta di legno. Questa è meno resistente di quella in cotone, ma con il vantaggio che il legno è un materiale più economico e più facilmente disponibile.
Nello studio i ricercatori hanno analizzato 19 libri pubblicati dal 1567 al 2016. Li hanno classificati e hanno rilevato i gas con un naso elettronico contenente sei sensori che collegavano selettivamente diversi composti organici volatili. Questo nuovo metodo, spiegano, permette di aiutare a identificare meglio tutti quei libri che necessitano di una particolare conservazione e cura.

Giallini-Proietti in commedia natalizia, ciak a gennaio’Io sono Babbo Natale’, alla regia Edoardo Falcone

18 novembre 201913:18

– Partiranno a gennaio le riprese del nuovo film scritto e diretto da Edoardo Falcone (Se Dio Vuole), una commedia natalizia dal titolo provvisorio “Io sono Babbo Natale”. Protagonisti d’eccezione Marco Giallini e Gigi Proietti. Prodotto da Lucky Red e Rai Cinema con 3 Marys, il film sarà interamente girato a Roma.
Ettore (Marco Giallini) è un ex galeotto dalla vita turbolenta e sgangherata. Ha scontato 5 anni di carcere per una rapina commessa con dei complici di cui non ha mai rivelato i nomi. Alle spalle ha una relazione finita male con Laura, da cui ha avuto una figlia che non ha mai potuto conoscere. Non ha grandi alternative se non quella di continuare a fare il rapinatore. È così che si ritrova a casa di Nicola (Gigi Proietti), un amabile signore che non ha niente di valore che si possa rubare. In compenso ha una bizzarra rivelazione da fare ad Ettore: dichiara infatti di essere Babbo Natale. Ettore è decisamente scettico: Nicola sarà davvero chi dice di essere? Dopo il successo de “La befana vien di notte”, a Natale 2020 una divertente commedia per tutta la famiglia, ricca di effetti speciali, sull’amicizia, sul valore degli affetti e sulla generosità.

Successo a Hollywood per Il Traditore, parte la campagnaAnche Sorrentino a premiere del film di Bellocchio con Favino

18 novembre 201913:45

– Parte alla grande la campagna per la nomination all’Oscar straniero del candidato per l’Italia, Il Traditore di Marco Bellocchio. Il 17 novembre il debutto al Chinese Theatre di Hollywood è stato un successo, presenti il regista e Pierfrancesco Favino che ne è lo straordinario protagonista nel ruolo di Tommaso Buscetta. Erano presenti tra gli altri Paolo Sorrentino, Martha De Laurentiis, John Savage, il montatore Pietro Scalia. La lunga campagna di promozione verso il traguardo degli Academy Awards 2020, continua già stasera a San Francisco e prosegue subito per New York.
“Bellocchio non è solo un maestro del cinema italiano ma uno dei più grandi cineasti viventi del mondo”, così lo ha presentato al pubblico eccellente di Los Angeles, prima della proiezione, Michael Barker, presidente e co-fondatore di Sony Pictures Classics, che ha acquisito il film per la distribuzione in America, e il pubblico gli ha reso omaggio con un lungo applauso.
“Sono orgoglioso di essere qui e colpito da quest’accoglienza così calorosa, ma spero soprattutto che questo film vi piaccia e vi emozioni”, il grazie di Bellocchio che ha lasciato a Favino il compito di ‘orientare’ il pubblico americano alla visione di un film che – ha detto – “mostra il vero volto della mafia, niente di cool ma solo un gruppo di persone ignoranti”.
Evento promosso con Sony Pictures Classic, il film è stato presentato nella sezione World Cinema dell’AFI Fest 2019 alla presenza di Paolo Del Brocco, Rai Cinema e Simone Gattoni, Kavac Film, e di Anastasia Michelagnoli per IBC Movie di Beppe Caschetto, produttori de Il traditore. Dopo il successo al Festival di Cannes, venduto in oltre 50 Paesi, il film è ora candidato a 4 European Film Awards premi EFA nelle categorie più importanti (Miglior Film, Regista, Attore Protagonista, Sceneggiatura). Il film è prodotto da Ibc Movie, Kavac Film con Rai Cinema, in coproduzione con Ad Vitam Production (Francia), Match Factory Productions (Germania), Gullane (Brasile), distribuito in Italia da 01 Distribution, e venduto nel mondo da Match Factory.

Portici Bologna candidati a Unesco, via a piano di gestioneRaccoglie attività di tutela, obiettivo candidatura nel 2021

BOLOGNA18 novembre 201913:49

– La cabina di regia per la candidatura dei portici di Bologna all’Unesco ha firmato il 18 novembre in Comune il protocollo d’intesa per la gestione, la tutela, la conservazione e la fruizione dei portici della città.
Si tratta di un passaggio importante verso la stesura definitiva del dossier, che sarà sottoposto alla valutazione del Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.
L’obiettivo è ottenere la candidatura per l’Italia nel 2021, dopo che quella di quest’anno tocca, invece, a Padova Urbs Picta (la decisione nella riunione Unesco di Fuzhou, in Cina, nell’estate 2020).
Il piano di gestione è parte integrante del dossier ed è stato redatto sotto la supervisione e il supporto tecnico-scientifico del Mibact e con il contributo della Fondazione Carisbo. Al suo interno è descritto il sistema di gestione e di coordinamento delle attività di tutela, conservazione, comunicazione e fruizione in atto e in programma relative ai portici, tra cui interventi, restauri, azioni di contrasto al vandalismo grafico e proposte dei cittadini. Oltre al Comune, che è il soggetto referente per l’Unesco, hanno firmato il protocollo il segretario generale del Mibact per l’Emilia-Romagna, la Soprintendenza alle Belle Arti, la Regione, la Città metropolitana, l’Università di Bologna, l’Arcidiocesi, la Banca d’Italia, le Fondazioni Carisbo e Del Monte, la Camera di Commercio, Acer, il comando dei carabinieri dell’Emilia-Romagna e Bologna Welcome.

Montessori, consigli per bimbi feliciIn italiano le lezioni tenute in Sri Lanka nel periodo bellico

18 novembre 201914:02

– MARIA MONTESSORI, TUTTO QUELLO CHE DOVRESTI SAPERE SUL TUO BAMBINO (Garzanti, pp.160, 15 Euro.
Traduzione di Monica Salassa). L’autonomia, per far sì che il bambino cresca con le sue forze e le sue conquiste seguendo il suo naturale impulso creativo; i cinque sensi come “porte” dalle quali far entrare nella mente la conoscenza; la necessità di evitare inutili repressioni in favore della possibilità di sperimentare il mondo circostante; la disciplina intesa come un non problema se l’educazione si fonda sulla giusta libertà, su un ambiente idoneo e su una attività adatta alle varie fasi dell’età. Sono alcuni dei concetti espressi nel libro di Maria Montessori “Tutto quello che dovresti sapere sul tuo bambino” (Garzanti), nato da un ciclo di lezioni tenute in Sri Lanka nel 1944 e pubblicato in una prima edizione nel 1948 a Colombo. Nel volume, organizzato all’epoca da Anthony Gnana Prakasam, un avvocato con laurea in Pedagogia, vengono raccolti i principi alla base del celebre metodo educativo che Maria Montessori insegnò nei suoi corsi quando, in contrasto con il regime fascista, nel 1939 lasciò l’Europa per poi raggiungere il subcontinente indiano.
In agili capitoli, questi principi sono presentati al lettore in modo straordinariamente semplice, permettendo davvero di farsi un’idea chiara sul pensiero montessoriano. Eppure il libro è stato per anni trascurato, in quanto ritenuto di minore importanza rispetto al resto della produzione della studiosa: dopo diverse edizioni (tra cui la prima indiana nel 1961 e quella in lingua inglese del 1989), ora questo volume viene tradotto in italiano per la prima volta colmando dunque una lacuna. In questa piccola guida, in cui si affronta lo sviluppo fisico e psicologico del bambino nei primi anni di vita, si possono trovare tanti consigli pratici, suggerimenti, riflessioni che seppur legate alla società e agli studi dell’epoca risultano ancora oggi attuali. “Il bambino ha un modo di agire che l’adulto non può imitare. Se l’adulto ha intenzione di aiutare il bambino deve imparare da lui”, si legge per esempio tra le pagine dedicate ai bambini da 0 a 3 anni.
Al centro del metodo la gioia e la serenità del bambino, nella convinzione che quest’ultimo sia “il costruttore e il creatore dell’uomo adulto”: ecco perché genitori e insegnanti dovrebbero aiutare i piccoli ad “aiutarsi da soli”, favorendo indipendenza ed evitando inutili repressioni, per far sì che, in modo sicuro ma naturale, il bambino faccia esperienza del mondo e di se stesso seguendo le proprie inclinazioni, a partire dalle primissime fasi della vita. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna Serena Dandini e convoca gli Stati Generali

Su Rai3 da giovedì 21 novembre in prima serata

18 novembre 201919:46

In questo mare di virtualità dove galleggiamo come naufraghi, gli ‘Stati Generali’, il nuovo programma che vede il ritorno ogni giovedì dal 21 novembre per sei prime serate su Rai3 di Serena Dandini con una variegata flotta di ‘amici’, sono un luogo dove chiunque può intervenire e portare la sua istanza, in una specie di riunione di condominio.
Ospiti fissi e special guest intervengono ogni settimana in un rimbalzo, dice la padrona di casa’ “dadaista tra realtà e deformazione satirica”. Il programma è stato presentato dal direttore di Rete Stefano Coletta che sottolinea la durata della messa in onda gli Stati Generali: dalle 21.20 a mezzanotte “ma – aggiunge – è la tv delle Ragazze, è qualcosa di diverso, è necessario che la tv pubblica abbia il diritto di leggere, criticare, ridere, piangere sulla nostra contemporaneità”. Dandini ” tra i protagonisti anche tanti uomini a cominciare dal ritorno di Neri Marcorè, che farà anche satira politica, nella serata del debutto farà una parodia del premier Conte”. Corrado Guzzanti? “Non lo vedremo nella prima puntata, ma non è detto che non ci sarà nelle prossime, è un’effetto attesa. Con lui non si può mai sapere”.   Gli Stati Generali aggiunge “sarà una satira su quello che non va, una fotografia dei tempi che viviamo, di confusione e mancanza di speranze, sogni”. Dandini cerca di dare ordine a questa varia umanità, coadiuvata da Martina Dell’Ombra (Federica Cacciola), tuttofare sovranista e “influencer semplice”, il cui ruolo è tentare di inserire contenuti che ritiene attuali e più moderni di quelli proposti dalla conduttrice e lanciare teaser di scoop inesistenti. Nel cast fisso Lucia Ocone impegnata in parodie varie. Torna la signorina Vaccaroni di Cinzia Leone, guida nei meandri della politica economica, mentre Elio e Rocco Tanica animeranno la parte musicale. Stati Generali proporrà una serie di inedite “Storie scellerate” di Franca Leosini, interpretata da Germana Pasquero. Poi tanti ospiti annuncia Dandini: “Verrà a trovarci anche Ascanio Celestini. Nella prima ci sarà Dario Argento, ci spiegherà cosa è la paura”. Ma le sorprese non sono finite: Giorgia reciterà, Impacciatore ci sarà dalla seconda puntata. Lucia Ocone farà una donna delle caverne”. E infine si lascia sfuggire: “ci sarà Marco Mengoni, stavolta in uno schema non prevedibile”. Tra i fissi ancora: Edoardo Ferrario sarà l’immancabile Sondaggista “che – spiega Dandini – ci terrà aggiornati sui volatili umori del popolo italiano. Non mancheranno incursioni di vecchi compagni di strada come Lillo, protagonista di ‘video. Viene mostrata una clip: Marcorè, con felpa ‘Diccì’ imita Andreotti. Partecipano anche molti altri personaggi che varieranno di settimana in settimana. Inoltre ci saranno i contributi video di The Pills, le Sbratz e Natalino Balasso che porterà le ragioni del Nord Est. E vengono presentate le copertine di Starmale. Si siederanno sul divano rosso di Serena Dandini ospiti internazionali e persone fuori dal comune che stanno dando un contributo significativo alla nostra società. La sigla finale sarà affidata all’improvvisazione di Elianto, geniale cantante di strada.TGLercio, in edizione speciale, fornirà le breaking news.
Gustav Hofer e Luca Ragazzi, documentaristi di talento, saggeranno in 4 minuti gli umori delle piazze

Amadeus, il mio Sanremo internazionale piacerà ai giovani’Nuovo’ Dopofestival solo su RaiPlay. In città una ‘walk of fame’

8 novembre 201919:58

– Potrebbe salire da 20 a 24 il numero dei Big in gara a Sanremo 2020 (4-8 febbraio): lo annuncia Amadeus, impegnato nel “lavoro di selezione”, “difficilissimo” perché “la qualità dei brani è alta” e guidato dall’idea che le canzoni “possano avere lunga vita” dopo l’Ariston. La rosa sarà ufficializzata il 6 gennaio, durante la puntata speciale di Soliti ignoti dedicata alla Lotteria Italia. “In una serata già importante ho pensato di dare i nomi dei cantanti e anche di averli tutti insieme in studio al Teatro delle Vittorie, sarà una grande festa”, promette il direttore artistico e conduttore incontrando la stampa in occasione della Milano Music Week. Gli otto Giovani si conosceranno il 19 dicembre, mentre nella tradizionale conferenza stampa di metà gennaio a Sanremo sarà annunciato il cast dei conduttori. Massimo riserbo sui nomi.Il fronte ospiti potrà contare sulla presenza di Fiorello, protagonista in questi giorni del boom di RaiPlay, mentre si tratta per il ritorno di Tiziano Ferro. E si punta anche a personalità “di respiro internazionale”, promette Amadeus: “Faremo in modo di avere artisti attuali che possano essere sul palco”. In cima alla lista dei sogni c’è sempre Lady Gaga. Quanto al cast fisso, sarebbe sfumata la possibilità di vedere sul palco Monica Bellucci, mentre nei rumors di queste ore si rincorrono i nomi di Chiara Ferragni (celebrata nel documentario di Elisa Amoruso Chiara Ferragni Unposted, che arriva il 28 novembre su Amazon dopo l’anteprima alla Mostra di Venezia) e di Diletta Leotta.”Siamo nella fase calda e più importante del festival, ci stiamo occupando delle selezioni di Sanremo Giovani e poi è la fase in cui arrivano anche tutte le proposte dei big”, spiega Amadeus. All’Ariston “deve esserci la musica tradizionale sanremese d’autore, ma anche quello che piace ai giovani. Questa è la forza che ha avuto Sanremo negli ultimi anni, riportare i giovani”. “Da Baglioni in poi – insiste – non si torna indietro, lì si è aperta la porta a cose nuove che sono quelle che i ragazzi ascoltano”. E se per i Big non ci saranno eliminazioni, i Giovani si confronteranno in “duelli già dalla prima puntata”, “fino alla sfida finale”. “Chi vincerà – sottolinea ancora Amadeus – secondo me dovrebbe avere di diritto l’accesso al Sanremo successivo come big”. Dalla rosa intanto si è sfilato Devil A, che ha scelto di entrare nella scuola di Amici di Maria De Filippi. al suo posto la commissione ha ammesso per le semifinali – ospitate da Marco Liorni a Italia sì – Simona Severini. La tradizione dialogherà con l’innovazione: anche per questo il Dopofestival sarà sostituto dall”Altro Festival’ che andrà in onda solo su RaiPlay: “Da un lato abbiamo il teatro Ariston e contemporaneamente l’Altro Festival con un linguaggio più vicino al web e ai giovani”. Per l’edizione numero 70, Sanremo avrà anche la sua speciale ‘walk of fame’: “Un red carpet con i nomi dei 69 vincitori collegherà il palco dentro all’Ariston ad un palco fuori dal teatro, allestito in piazza Colombo, per un festival della canzone italiana diffuso in città”, annuncia Amadeus.

Cinema: Abel Ferrara ospite d’onore 18/o Festival PorrettaMostra fotografica ricorda Volontè, premio intitolato a Petri

BOLOGNA18 novembre 201915:08

– Il regista statunitense Abel Ferrara sarà l’ospite d’onore della 18/a edizione del Festival del Cinema di Porretta Terme (Bologna), in programma dal 7 al 14 dicembre, che gli dedicherà una retrospettiva di otto film: Ferrara – hanno reso noto gli organizzatori – terrà una masterclass e l’8 dicembre riceverà il Premio alla carriera.
Inoltre il 6 dicembre saranno 25 anni dalla scomparsa di Gian Maria Volontè, per il quale a settembre è partita una campagna social per ottenere un ‘Google Doodle’ a lui dedicato (una versione modificata del logo di Google che viene visualizzata sulla home page in occasione di particolari ricorrenze) alla vigilia della manifestazione. Il Festival lo ricorderà anche con una mostra fotografica, una rara selezione di scatti dai set dei film che lo hanno visto protagonista, grazie ai materiali provenienti dagli archivi della Csc-Cineteca nazionale di Roma.
Proprio a Porretta, alla Mostra Internazionale del Cinema Libero, nel 1971 fu presentato in anteprima mondiale il film ‘La classe operaia va in paradiso’, di Elio Petri, poi premiato con la Palma d’oro a Cannes.
E proprio nel nome di Elio Petri Porretta ha ideato un Premio nazionale, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, che intende promuovere la valorizzazione e conservazione del suo patrimonio cinematografico e audiovisivo, ma anche premiare un’opera contemporanea in cui “sia evidente il lascito della sua eredità autoriale, con tematiche di denuncia sociale e politica in linea con il suo cinema”. In concorso sono 6 opere: Claudio Bonivento, ‘A mano disarmata’; Fratelli D’Innocenzo, ‘La terra dell’abbastanza’; Claudio Giovannesi, ‘La paranza dei bambini’; Andrea Zaccariello, ‘Non sono un assassino’; Marco Bellocchio, ‘Il traditore’; Valerio Mastandrea, ‘Ride’.

Mps: banca apre suo museo e archivio a visite guidateAl via dal 30/11, obbligatoria prenotazione online

SIENA18 novembre 201915:12

– Parte sabato 30 novembre ‘Invito al Monte’, l’iniziativa attraverso la quale la banca Mps torna ad aprire al pubblico il museo e l’archivio storico in piazza Salimbeni a Siena attraverso una serie di visite guidate e gratuite.
Da domani gli interessati potranno iscriversi all’appuntamento scegliendo tra cinque diversi orari di ingresso. Da dicembre poi, spiega una nota, mese per mese, saranno comunicate le date e le modalità di prenotazione dei successivi appuntamenti. Le visite saranno a numero chiuso solo su prenotazione obbligatoria online. I visitatori potranno vedere il percorso espositivo del museo di Banca Mps che si snoda attraverso i diversi corpi di fabbrica che componevano l’antico castellare Salimbeni: il fondaco, luogo di compravendita delle merci; l’ampio cortile della Dogana, fulcro del palazzo; la famosa scala progettata dall’architetto fiorentino Pierluigi Spadolini; la sala di studio e consultazione, la galleria peruzziana e infine la pinacoteca, riallestita in anni recenti seguendo i più moderni standard museali. Qui i visitatori potranno ammirare la collezione che Banca Mps ha acquisito nel corso dei secoli, con opere realizzate da artisti senesi o legati alla città, e visitare anche l’archivio storico dove sono custoditi numerosi documenti antichi e libri mastri e contabili risalenti ai primi anni di attività della banca.

Moda: Brioni celebra 75/o scegliendo Brad Pitt come testimonialSeguirà una campagna a gennaio 2020

8 novembre 201915:13

– Per festeggiare i suoi primi 75 anni, Brioni, maison della moda maschile di lusso nata a Penne (Abruzzo) annuncia che Brad Pitt è il nuovo ambasciatore del marchio. “Icona del cinema e di stile – spiega dell’azienda in una nota – interprete di ruoli cinematografici tra i più memorabili di tutti i tempi, Pitt incarna e rinforza il legame di Brioni con Hollywood. Brad Pitt è considerato uno degli attori più versatili, influenti ed ammirati del cinema contemporaneo ed è stato recentemente protagonista in ‘C’era una volta a… Hollywood’ di Quentin Tarantino e in ‘Ad Astra’ di James Grey. Pitt, vincitore di un premio Oscar come produttore cinematografico, è un grande appassionato di arte e architettura”. Pitt ha scelto di indossare Brioni in occasione di numerosi eventi, tra cui il 72° Festival di Cannes e la 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sigillando uno stretto legame con il brand.
La collaborazione tra Brioni e Brad Pitt segnerà l’inizio delle celebrazioni del 75/o anniversario del brand con una campagna pubblicitaria che verrà lanciata a gennaio 2020.

Chiavi città Firenze a regista Andrej KoncalovskijCerimonia in Palazzo Vecchio il 28/11

IRENZE18 novembre 201915:15

– Le Chiavi della città di Firenze allo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico russo Andrej Končalovskij. La cerimonia si terrà il 28 novembre nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
A consegnare le chiavi a Končalovskij sarà il vicesindaco Cristina Giachi.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Un quadro di Jean Calogero donato al Comune di CataniaFigli dell’artista regalano ‘Cattedrale’. Sindaco, città grata

CATANIA18 novembre 201915:28

– Un’opera di grande impatto visivo ed emotivo quella regalata a Catania dai figli dell’artista Jean Calogero. Il 18 novembre, alla presenza del sindaco Salvo Pogliese, gli eredi del grande pittore catanese, Patrizia e Massimiliano, hanno donato il quadro ‘Cattedrale’, opera di 120 per 90 centimetri, che raffigura uno scorcio della piazza principale della città, osservata da una finestra, con l’usuale personalità pittorica dell’artista siciliano ammantato di surrealismo.
“Catania tutta è grata per aver ricevuto un regalo così importante – dice Pogliese – con la donazione di questa opera, oltre tutto, si colma un vuoto dato che la nostra città, che ha dato i natali al maestro, non possiede alcun lavoro dell’artista che tanto lustro ha dato alla nostra comunità”. La cerimonia ha fatto da prologo all’apertura della personale “Jean Calogero – omaggio a Catania” curata da Luigi Nicolosi che sarà inaugurata il 23 novembre alla Galleria d’arte moderna (Gam) nell’ex monastero di Santa Chiara.

Musica: Ron chiude a Bologna il tour su Lucio DallaNel corso della serata cantante riceverà la ‘Turrita d’Argento’

OLOGNA18 novembre 201915:44

– “Lucio!! Il tour”, l’omaggio che Ron sta dedicando da poco meno di due anni all’amico di sempre, Lucio Dalla, si concluderà il 23 dicembre all’Europauditorium di Bologna, proprio nella città di Dalla e in uno dei teatri che il cantautore ha calcato più volte. Per l’occasione il Sindaco di Bologna, Virgilio Merola, conferirà a Ron la Turrita d’Argento della città “per la sua carriera così importante per la musica italiana – ha spiegato l’assessore alla cultura, Matteo Lepore, alla presentazione della serata – e per la nostra città, in modo particolare come autore di bellissime canzoni, tra le quali Piazza Grande”.
Nel corso della serata, Ron renderà omaggio a Lucio Dalla, oltre che con alcuni dei suoi brani più importanti, da ‘Anna e Marco’ a ‘Henna’ a ‘Tutta una vita’, con uno spettacolo dal taglio molto teatrale, attraverso racconti di vita e con l’aiuto di foto e video, che culminerà con l’inedito ‘Almeno pensami’.
“Un brano importante, – ha detto – non una di quelle canzoni che si fanno e si lasciano lì, per vedere cosa succede nel tempo.
Lucio non è riuscito a inserirla nel suo ultimo disco perché, poi, se ne è andato. Ho messo le mani su questa canzone con grande rispetto”.
A proporgliela per il Festival di Sanremo di 2 anni fa, Claudio Baglioni, 4 giorni prima dell’inizio della kermesse: “Non ne sapevo nulla, non la conoscevo. E’ stata per me un’emozione enorme. Sanremo è stato un palco importantissimo per questo brano – ha detto Ron – e lo è stato anche per me. Un palco che mi ha fatto stare a volte anche molto male, perché Sanremo non è mai una cosa tranquilla e serena. Però con ‘Almeno pensami’ ho trovato una grande tranquillità, ho sentito Lucio presente, e questa cosa credo che sia arrivata anche a casa, nelle case degli italiani che si sono emozionati come mi sono emozionato tantissimo anch’io. Da quel Sanremo – ha concluso il cantante – è partita l’idea di andare in giro a cantare Lucio.
Non l’avevo mai fatto prima. Cantare Lucio è stato strepitoso, me ne sono accorto proprio cantando. Mai mi sarebbe venuto in mente che un giorno avrei fatto dei concerti per Lucio”.

Helen Mirren, non sono perfetta, ma è volto L’Oreal nel mondoLa diva premio Oscar si aggiunge a Fonda, Moore, MacDowell

8 novembre 201915:58

– “Non sono perfetta e mai lo sono stata, ma ho sempre avuto un bell’ aspetto e desidero mantenerlo. Ho sempre amato il brand L’Oréal Paris e sono veramente felice di diventarne ambasciatrice e di entrare a far parte di un gruppo di talenti di questo calibro. Spero di poter ispirare altre donne nella ricerca della fiducia in sé, valorizzando al massimo il loro aspetto naturale”. Parola di Helen Mirren, 74 anni, attrice vincitrice del premio Oscar nel 2007 con The Queen, acclamata per la sua interpretazione in moltissimi film e in numerose produzioni teatrali della Royal Shakespeare Company, che dopo aver sfilato con movenze glamour da vera professionista nel defilé de L’Oreal a Parigi, e dopo essere stata promossa ambasciatrice L’Oreal UK per skincare, make up e haircare, diventa testimonial del colosso francese della bellezza a livello globale.
Helen Mirren, che nel suo paese, la Gran Bretagna, è considerata icona e simbolo nazionale, si aggiunge quindi alle altrettanto mature colleghe Jane Fonda, Julianne Moore e Andie MacDowell, che rappresentano il fascino delle donne non più giovanissime. “Helen Mirren – precisa una nota dell’azienda – dimostra che la bellezza e il raggiungimento di un traguardo non nascono solo da dentro, ma sono anche frutto del giusto approccio: l’allure può crescere con il passare degli anni”.

Musica: concerto Giovanni Allevi a Bologna per Face3DIl 18 dicembre al Manzoni per ricerca chirurgia facciale

OLOGNA18 novembre 201916:05

– “Sono felicissimo ed emozionato per questo concerto a fianco della più grande scultrice italiana contemporanea come Rabarama, la cui opera regala meraviglie, per dare una mano all’associazione Face3d”. Così il pianista Giovanni Allevi ha presentato ‘Concerto per un Sorriso’, in programma il 18 dicembre a Bologna al teatro Manzoni, a favore dell’associazione onlus che sostiene la Chirurgia maxillo-facciale adulta e pediatrica per la cura e la ricostruzione dei volti gravemente lesionati per traumi, patologie oncologiche e malformazioni congenite, per la ricerca e lo sviluppo delle nuove tecnologie 3D e 4D.
Rabarama (Paola Epifani) donerà una sua opera creata espressamente, ‘Kintsugi’, un pezzo unico in terracotta. Allevi presenterà ‘Hope’, il disco appena pubblicato che è in testa alla hit parade di musica classica, con l’orchestra sinfonica Italiana e il coro dell’Opera di Parma.

Moda: arriva il primo denim stretch biodegradabileA lanciarlo in Italia è Candiani Denim

8 novembre 201916:39

– Candiani Denim, azienda lombarda di Robecchetto con Induco (Mi), lancia il denim stretch ‘biodegradabile’. L’innovativa tecnologia sviluppata e brevettata che realizza la nuova fibra naturale che sostituisce il poliestere nel tessuto elasticizzato si chiama Coreva. In pratica si sostituisce la fibra elastica sintetica con una fibra vegetale, ricavata dalla gomma naturale. In questo modo la tela denim per la prima volta prodotta senza l’utilizzo di plastiche e micro plastiche, i cosiddetti gli elastomeri sintetici ottenuti comunemente dal petrolio, senza comprometterne l’elasticità, le qualità fisiche e la durata. Il primo brand che ha potuto utilizzare questa nuova tela stretch è l’olandese Denham, partner fidelizzato e storico della tessitura italiana, con una collezione totalmente prodotta attraverso la tecnologia Coreva.
“In un mondo dove le risorse stanno diminuendo – spiega Alberto Candiani, global manager e titolare dell’azienda – e c’è un eccesso ingestibile di capi di abbigliamento da smaltire, è un dovere di tutti guardare ad un consumo e ad una produzione sostenibili, con una massima attenzione a risorse rinnovabili, materiali biodegradabili e compostabili. Il mondo del denim dev’essere in prima linea in questa rivoluzione, non perché ci sia una domanda, semplicemente perché è corretto farlo”.

Subsonica, il nostro viaggio a ritroso nel tempoEsce ‘Microchip temporale’. E da marzo 2020 in tour

18 novembre 201920:00

– A vent’anni da ‘Microchip emozionale’ i Subsonica rispolverano i brani di quell’album per ‘Microchip temporale’. Il progetto discografico è quello in uscita venerdì 22 novembre e per il quale la band torinese ha coinvolto una lunga lista di colleghi, per rivedere in chiave aggiornata pezzi chiave per la carriera dei Subsonica. Con Samuel e soci si sono messi al lavoro, tra gli altri, anche Achille Lauro, Motta, Coez, Cosmo ed Elisa. Dal mese di marzo la band tornerà anche in tour, con partenza il 5 marzo da Padova.”Abbiamo fatto un viaggio a ritroso nel tempo – hanno spiegato i Subsonica – scegliendo alcune delle voci italiane di oggi che sentiamo più vicine. Siamo riusciti, in questo modo, ad osservare la nostra storia da fuori, scegliendo di collaborare con artisti che hanno tutti un linguaggio musicale molto forte”. A mettere la voce in ‘Microchip temporale’ ci hanno infatti pensato Willie Peyote (‘Sonde’), Nitro (‘Colpo di pistola’), ma anche Elisa per ‘Lasciati’, Motta per ‘Tutti i miei sbagli’, Lo Stato Sociale sulle note di ‘Liberi tutti’ e ancora Cosmo (‘Disco labirinto’), Achille Lauro (‘Il mio DJ’). Spazio anche per le voci di Ensi che ha cantato ‘Il cielo su Torino’, Fast Animals and Slow Kids per ‘Albe meccaniche’, Miss Keta su ‘Depre’ e Gemitaiz che ha detto la sua in occasione di ‘Perfezione’. “Lavorando con altri artisti – hanno detto i Subsonica – ci siamo accorti di quanto la nostra musica sia stata un punto di riferimento anche per artisti che oggi hanno l’età nostra di allora”. Ad anticipare il lavoro al completo è stata la nuova versione di ‘Aurora sogna’, con Coma Cose e Mamakass, seguito poi da ‘Il mio DJ’ con Achille Lauro.”La nostra band – hanno spiegato – è nata nei tempi in cui c’erano ancora le grandi religioni, intese come grandi divisioni di generi musicali in cui credere. Per questo motivo alcune canzoni hanno assunto un carattere quasi sacro, come ‘Aurora sogna’. Non pretendiamo che tutti abbiano avuto lucidità per seguire i cambiamenti nella musica negli ultimi vent’anni, ma chi ci ha seguito ha capito il nostro percorso”. Con il nuovo album, i Subsonica torneranno anche in tour nei club la prossima primavera, con partenza il 5 marzo da Padova e gran finale l’8 aprile all’Alcatraz di Milano. “Non consideriamo la musica come qualcosa di intoccabile – ha sottolineato la band – perché in un certo senso scriviamo la colonna sonora della vita delle persone che ci ascoltano. Abbiamo affrontato questo progetto con leggerezza e si è sviluppata una collaborazione reciproca con i nostri colleghi, esattamente come succedeva nei nostri anni Novanta”. In occasione del tour, i Subsonica hanno assicurato che sul palco ci sarà spazio anche per numerosi ospiti del nuovo album.

All’Opera di Roma Un romano a MarteMix di generi nel lavoro composto dal giovane Vittorio Montalti

18 novembre 201917:14

– Un lavoro a cavallo tra opera lirica e teatro musicale, che trae spunto dal flop della messa in scena teatrale a Milano nel 1960 di “Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano per diventare flusso di immagini oniriche e astratte su un tessuto sonoro fortemente legato alla contemporaneità. E’ un omaggio al mitico scrittore e alla capitale “Un romano a Marte”, composta dal giovane musicista Vittorio Montalti su libretto di Giuliano Compagno, che il Teatro Nazionale presenta in prima assoluta venerdì 22 novembre.
Il nuovo allestimento del Teatro dell’ Opera di Roma mette insieme una squadra di energie giovani, con il regista Fabio Cherstic; Giuliano Toccafondo, che firma scene costumi e video, scenografo Gianluigi Toccafondo, e il cast ‘interno’ di voci emergenti. Sul podio alla guida dell’ orchestra dell’ Opera di Roma il maestro americano John Axelrod, che torna al Costanzi quattro anni dopo aver diretto “Ascesa e caduta di Mahogonny” di Weill-Brecht. “Ultima opera in cartellone della stagione 2018-2019, Un romano a Marte è nata interamente in questo teatro – ha detto il sovrintendente Carlo Fuortes -. L’ opera ha vinto un concorso per giovani compositori bandito nel 2015. Montalti nel frattempo ha scritto altre opere, è giovane ma è tra gli autori che si stanno affermando maggiormente. In questo modo rispondiamo a una missione che è quella di fare nuovo teatro contemporaneo, che in Italia si fa poco”.

Lo sconosciuto Marco Polo emerge in inedito che lo raccontaDocumento del 1323 scoperto da ricercatore Università di Venezia

VENEZIA18 novembre 201917:30

– Una nuova scoperta su Marco Polo si fa strada attraverso i secoli fino a noi grazie al lavoro di un’equipe di giovani studiosi dell’Università Ca’ Foscari Venezia che hanno ritrovato al locale Archivio di Stato un documento, finora ignoto e inedito, che fornisce nuove informazioni sulla biografia del commerciante-viaggiatore, dopo il suo ritorno nella città lagunare, e un anno prima della morte.
Una scoperta importante perché aggiunge un nuovo tassello alla sua vita e ai suoi rapporti con gli ordini religiosi.
Marcello Bolognari, da poco laureato a Ca’ Foscari e borsista dell’ateneo veneziano nel quadro del progetto “Biflow”, ha rinvenuto un nuovo documento in cui compare il nome di Marco Polo. Il documento è datato al 1323 e riguarda l’accettazione di alcuni lasciti testamentari di Giovanni dalle Boccole da parte dei frati predicatori del convento veneziano di SS. Giovanni e Paolo, riuniti in capitolo. Tra i testimoni di questa accettazione vi è il famoso viaggiatore “Marco Paulo de confinio Sancti Iohannis Grisostomi”: si tratta senza ombra di dubbio del Marco Polo conosciuto, che, come noto, risiedeva in quella zona della città, dove il padre Nicolò e lo zio Maffeo avevano acquistato una casa. A riprova dell’identità, bisogna ricordare che, nel lungo elenco dei frati riportati, figurano Benevenuto e Centorio, ossia i domenicani di SS. Giovanni e Paolo espressamente nominati da Marco Polo nel suo testamento dell’anno seguente, recentemente riedito per le cure di Attilio Bartoli Langeli.
La pergamena offre informazioni nuove sulla vita, poco o nulla documentata, di Marco Polo dopo il ritorno a Venezia.
Traccia il disegno, sommario ma significativo, di un uomo non solo attivo nella gestione delle attività commerciali di famiglia, ma pure coinvolto nella vita religiosa contemporanea, in particolare quella dell’ordine domenicano (che tra XIII e XIV secolo agiva nel cuore delle vicende della società urbana italiana, specie in ambito simbolico-culturale).
Il documento offre un appiglio documentario all’affascinante ipotesi che, dopo il rientro a Venezia dalla prigionia genovese, Polo si sia dedicato alla revisione dell’opera (redatta a Genova con Rustichello da Pisa, negli anni intorno al 1298), lavorando in collaborazione con i Domenicani di SS. Giovanni e Paolo; tale revisione è testimoniata dalla fisionomia della redazione latina cosiddetta Z, che numerose testimonianze suggeriscono prodotta a Venezia, in ambito appunto domenicano.

Musica: Paul McCartney è la ‘sorpresa’ di Glastonbury 2020E’ arrivata la conferma sulla partecipazione al festival

ONDRA18 novembre 201917:37

– L’inossidabile Paul McCartney non si ferma, nonostante i 77 anni, ed è pronto a salire da grande protagonista sul palco del festival estivo più famoso d’Inghilterra (e non solo), quello di Glastonbury. La sua partecipazione è una delle ‘sorprese’ dell’edizione 2020 (dal 24 al 28 giugno), la 50/a della kermesse musicale. Non poteva mancare l’ex Beatle, figura-simbolo del pop britannico.
“Siamo incredibilmente emozionati nell’annunciare che Paul McCartney si esibirà come attrazione principale sul palco Pyramid nel sabato sera di Glastonbury 2020”, si legge sul profilo Twitter ufficiale degli organizzatori. Sir Paul, che ha subito risposto dal suo account “ci vediamo la prossima estate!”, ha già suonato e cantato proprio lì nel 2004, in una indimenticabile performance durante la quale aveva ripercorso la sua intera carriera musicale, dai tempi dei ‘Fab Four’ ai successi più recenti come solista.

Vecchi, da Canale 5 alle favole con il lupo cattivoDal 21 novembre con BookRoad, proventi devoluti in beneficenza

19 novembre 201908:37

Un “esordio da favola” per il giornalista e scrittore Francesco Vecchi, volto noto di Mediaset e conduttore da anni del programma ‘Mattino 5’: dal 21 novembre sarà infatti in libreria ‘La vera storia del lupo cattivo’ (BookRoad Editore), in cui Vecchi racconta proprio in forma di favola “come il lupo è diventato cattivo e soprattutto perché”.
E’ “una storia di paura perché racconta di un personaggio di paura”.
I proventi della vendita di questo libro per l’infanzia saranno devoluti in beneficenza al progetto scelto per il 2019-2020 dalla Fabbrica del Sorriso, ovvero per sostenere l’attività della Cooperativa Sociale Parco del Mulino di Livorno. Con il progetto “Io qui lavoro” sostenuto da Mediafriends, la cooperativa si pone l’obiettivo di dare a ragazzi con disabilità una vera possibilità lavorativa che li aiuti ad essere autonomi, a garantirsi un futuro e a diventare una risorsa per la società.
Vecchi ha già pubblicato due romanzi, pluripremiati, con Leone Editore.

S. Cecilia, Beatrice Rana con Chopin e StravinskijGiovane pianista salentina in recital per Stagione da Camera

8 novembre 201917:51

– Beatrice Rana, talentuosa pianista protagonista di esibizioni nei maggiori teatri del mondo e ospite delle principali orchestre internazionali, torna a Santa Cecilia mercoledì 20 novembre per un recital con brani di Chopin, Albèniz e Stravinskij nel cartellone della Stagione da Camera. La giovanissima artista salentina proporrà un viaggio tra le pagine più significative della letteratura pianistica.
In apertura i dodici Studi op. 25 di Chopin, tra i pezzi più difficili e suggestivi dell’intero repertorio per piano. Spazio quindi al mondo di Albéniz, del quale verrà eseguito il Terzo Volume del suo capolavoro Iberia. A completare il mosaico, Stravinskij con Tre movimenti da Petruška, trascrizione per pianoforte del celebre balletto composta dallo stesso autore.
Con questa composizione, che Beatrice Rana ha inciso per Warner Classic e pubblicato lo scorso 25 ottobre, Stravinskij trasporta il pianoforte in pieno Novecento, allontanandolo dal cliché romantico di strumento salottiero e sentimentale.
Allieva dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale sotto la guida di Benedetto Lupo, Beatrice Rana nel 2011 si è aggiudicata a soli 18 anni il primo premio al Concorso internazionale di Montreal e ha esordito a 21 anni con l’Orchestra di Santa Cecilia nel 2015. Tra i riconoscimenti, vanta un “Gramophone Award” nel 2017 per la sua incisione delle Variazioni Goldberg.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maggio: choc Pereira, voglio più incassi, alzo biglietti
Sovrintendente: “Dobbiamo puntare sul turismo internazionale”

FIRENZE18 novembre 201919:34

– “La brutta notizia è che non posso ingaggiare cantanti come Stoyanova, Meli, Domingo, senza alzare i prezzi. Non posso portare cantanti come questi per 120 euro, non è possibile. Devo rischiare che il pubblico diminuisca ma devo avere più incassi e prometto che gli incassi non saranno di meno, forse le persone saranno meno, ma non gli incassi”.
Così, con una cura-choc per i conti, Alexander Pereira, nuovo sovrintendente del Maggio presenta il festival 2020. “La cosa più importante è puntare sul turismo internazionale”, ha spiegato. D’accordo con lui il sindaco Dario Nardella. “Non sono particolarmente preoccupato dell’aumento dei prezzi dei biglietti del Maggio – ha detto Nardella – ho sostenuto la decisione del sovrintendente Pereira perché nei grandi teatri europei ci sono biglietti molto più costosi di Firenze: a Salisburgo si arriva a oltre i 400 euro, la Scala ben oltre i 200 euro e il costo medio dei biglietti di Firenze è al di sotto della media italiana”.

Seigner, Polanski? Chi è accusato non è già colpevoleEsce in Italia ‘L’ufficiale e la spia’ sul caso Drefus. “L’antisemitismo è ancora attuale”

18 novembre 201919:55

– “A tutte le polemiche della vigilia alla fine ha risposto il pubblico in Francia con le sue 400mila presenze in sala (è in testa al box office, ndr). Il fatto è che ‘L’ufficiale e la spia’ è un film ancora molto attuale perché parla di razzismo e antisemitismo, ma soprattutto di uomini molto stupidi e cattivi nonostante i molti progressi fatti”.Così l’attrice Emmanuelle Seigner parla a Roma del film del marito, Roman Polanski, in sala dal 21 novembre con 01 in 350 copie che, nonostante il Leone d’argento a Venezia, non è mai davvero uscito dal cono d’ombra delle polemiche (non ultime le accuse di Valentine Monnier di essere stata stuprata dal regista a Gstaad nel 1975). Ma su questi temi la Seigner oggi all’incontro stampa preferisce non rispondere se non dicendo: “Il fatto che Polanski sia accusato non vuol dire che sia colpevole”. Mentre il produttore italiano Luca Barbareschi non manca di dire la sua sul destino di questo lavoro e del suo autore: “Non è certo una coincidenza, ogni volta che Polanski fa un film qualcuno si alza e dice la sua. Ma che un ministro della cultura francese come Franck Riester sconsigli addirittura di non vedere il film è davvero gravissimo”.’L’ufficiale e la spia’ è la storia di innocenza e pregiudizio di cui è protagonista Alfred Dreyfus (Louis Garrel), ufficiale dell’esercito francese che il 5 gennaio 1895 viene pubblicamente degradato perché accusato di aver agito come spia per la Germania e condannato all’ergastolo sull’isola del Diavolo. Fra i testimoni della sua umiliazione c’è Georges Picquart (Jean Dujardin), un ufficiale promosso a dirigere l’unità di controspionaggio militare. Sarà lui, con grande coraggio, a scoprire le false accuse, ammantate di antisemitismo, a Dreyfus e a fare una lunga battaglia per la sua liberazione.Lavorare con Polanski? “E’ un regista che dà indicazioni estremamente precise, ma allo stesso tempo ti lascia molta libertà a patto che tutto alla fine rientri nelle sue linee. Adoro lavorare con lui, è come scegliere il miglior chirurgo possibile” dice ancora la Seigner, classe 1966, moglie del regista con cui ha avuto due figli, Morgane e Elvis. Divertente, infine, notare come l’attrice smentisca oggi a Roma la tesi sostenuta al Lido a settembre. “Questo film – dice – non vuole evocare il caso giudiziario di mio marito. Roman non avrebbe infatti avuto alcun interesse a richiamarlo e metterlo sotto una lente d’ingrandimento”. Al Lido sempre la Seigner ricordava invece quanto Polanski fosse esperto sia di persecuzione che d’innocenza. Motivo di questo cambio di fronte? Molto probabilmente le ultime accuse della Monnier che, su tutto, ha trovato sconveniente il fatto che ‘J’accuse’ avesse l’intenzione di evocare il caso giudiziario del regista con tanto di happy-end.

Contagiati, la malattia come disagio di vivereVirus, ossessioni, solitudini in 12 brevi storie di Andrea Mauri

18 novembre 201920:02

– La paura della malattia che diventa ossessione, il virus che con violenza separa gli amanti, e i padri e le madri dai propri figli, la quarantena come estrema difesa per non riuscire a non contaminarsi, il “diverso” come qualcuno da allontanare per preservarsi, la solitudine come arma di protezione. Sono dodici, tutte tormentate e visionarie, le brevi storie che Andrea Mauri svela nel suo libro “Contagiati” (pp.122, Euro 12), edito da Ensemble. Appassionanti, ma scarni, potenti ma di grande semplicità, i racconti appaiono come grida di aiuto per uscire da una prigione di malattie, manie e ossessioni, in cui ogni personaggio si trova ingabbiato mentre anela la libertà.
Molto spazio è dato dall’autore alla dimensione della quarantena, descritta e “osservata” con attenzione: la quarantena appare infatti come un isolamento forzato del corpo ma anche dell’anima, un luogo mentale e fisico claustrofobico che può accrescere strane percezioni e condurre verso la pazzia, una modalità difensiva per allontanare da coloro che sono sani i “diversi”, pericolosi untori portatori di terribili, sconosciute malattie.
Poco importa se in questi racconti Mauri presenti vicende che sembrano poco probabili, perché tutte hanno il sapore della verità: ciò che arriva al lettore è un autentico senso di angoscia che invece si percepisce in modo chiarissimo. Dietro l’ossessione per la malattia, dietro il sospetto dei virus che compromettono la salute, c’è il disagio di rapporti forse incapaci di essere del tutto sinceri, l’alienazione dei tempi moderni e il male di vivere radicato nell’animo in profondità.
Con una scrittura asciutta e piena di ritmo e un registro capace di tenere alti il pathos e l’intensità, Mauri lega il lettore alla pagina, mentre offre con le sue attente parole la descrizione di un contagio – più mentale che fisico – che in fondo può riguardarci tutti, così insidioso da stravolgere amori, amicizie e legami familiari.

Geronimo Stilton, un progetto dedicato all’ambienteTante idee green ne ‘Il piccolo libro della Terra’

8 novembre 201920:33

– Dopo il successo di “Mostri di Gentilezza”, Geronimo Stilton lancia un nuovo progetto destinato a tutti i ragazzi delle scuole primarie d’Italia e alle loro famiglie. In collaborazione con WWF Italia, Tutti su per Terra vuole sensibilizzare grandi e piccini sul rispetto dell’ambiente. Dalla scuola al web, dalla famiglia alle librerie, tutti sono invitati a scoprire i gesti quotidiani necessari per proteggere e prendersi cura del nostro pianeta giorno dopo giorno.
Oltre ai tanti eco-consigli e alle attività-gioco, è disponibile in libreria – e scaricabile gratuitamente dal sito per gli aderenti al progetto – Il piccolo libro della Terra in cui i giovani lettori possono trovare tante idee green. Il culmine dell’iniziativa sarà nella Settimana della Terra , fino al 24 novembre, durante la quale si è invitati a compiere quotidianamente un gesto di cura nei confronti della Natura. I ragazzi, le scuole e le famiglie potranno rendere virali le loro attività online attraverso gli hashtag #GeronimoStilton #TuttisuperTerra. Molte sorprese accompagneranno questo stratopico girotondo anche nelle librerie aderenti fino allo speciale evento finale: la Grande Festa di Tutti Su per Terra che si terrà domenica 24 novembre alle 16 al MUSE di Trento, proclamata la città più green d’Italia grazie al miglioramento nella qualità dell’aria, nell’utilizzo di trasporti pubblici e nell’attenzione alla mobilità ciclabile.
Qui i giovani amici potranno assistere a un grande spettacolo a tema e incontrare Geronimo Stilton “in pelliccia e baffi” accompagnato da un ospite d’eccezione: Lorenzo Baglioni , attore, comico, cantante e conduttore su Boing de L’isola degli eroi. La scuola è il primo canale a cui Geronimo si rivolge. Per questo motivo, i docenti hanno la possibilità di registrarsi sul sito http://www.tuttisuperterra.it accedendo a contenuti dedicati ed esclusivi (oltre che a materiali didattici specifici) attraverso i quali i ragazzi potranno imparare tutto ciò che serve su biodiversità, alimentazione, ecosostenibilità, energia e clima.
Sono migliaia gli insegnanti che hanno già aderito al progetto e partecipato a un concorso per vincere una visita di Geronimo “in pelliccia e baffi” a scuola oppure una biblioteca dei suoi libri.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moccia: nuovo libro con storie di 8 aspiranti scrittori

19 novembre 201911:17

‘La ragazza di Roma Nord’ esce a dicembre per Sem

Calopresti, una favola sugli ‘ultimi’ di ieri e oggiIn sala Aspromonte con Bruni Tedeschi, Fonte e Rubini

9 novembre 201912:04

‘Aspromonte La terra degli ultimi’ di Mimmo Calopresti – già al Taormina Film Fest e in sala con Italian International Film dal 21 novembre – si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni.
Tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco, ‘Via dall’Aspromonte’ (Rubettino Editore), il film racconta di questo paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada in cui una sera l’ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva. Gli uomini sono ormai esasperati e vanno così a protestare dal sindaco per avere un medico condotto, ma c’è chi, come Peppe (Francesco Colella), pensa bene di ribellarsi e coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada. In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene da Como, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è anche chi, come Don Totò (Sergio Rubini), brigante della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che questo paese diventi ‘italiano’. “Quando ho cominciato a girare, il tema mi sembrava lontano dall’oggi, ma poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo. Insomma gli ‘ultimi’ c’erano allora e ci sono oggi e penso in questo momento agli operai dell’Ilva”. Il film, prodotto da Italian International Film con Rai Cinema e scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de ‘I cento Passi’, con la collaborazione di Fulvio Lucisano che nel film fa un cameo nel finale, per Marcello Fonte, ovvero il ‘poeta’, paesano colto e curioso “dimostra che non bisogna mai smettere di sognare e anche di realizzare i propri sogni”.
Valeria Bruni Tedeschi si identifica totalmente nel personaggio di Giulia, maestrina infelice.”Quando si tratta di infelicità ci sguazzo come un pesce nell’acqua. E poi fare la maestra – aggiunge l’attrice – è stato in qualche modo il mio primo vero lavoro. La facevo sempre quando giocavo con le mie bambole da ragazzina”. Infine Sergio Rubini: “Non c’è che dire: ‘Aspromonte’ è un film molto attuale. Ora che va di moda alzare i muri qui, al contrario, c’è chi pensa di aprire una strada. E poi – conclude – adoro fare il cattivo forse perché non avrei mai il coraggio di esserlo davvero”.

Heather Parisi, per 7 anni picchiata con calci e pugni”Sono andata via da casa. Donne non arrendetevi, siate forti”

19 novembre 201912:24

“Finalmente ho la forza di dare coraggio alle donne che subiscono violenza tra le mura di casa perché anche io l’ho vissuta ma sono riuscita a salvarmi. Non parlerò di luoghi, di date e soprattutto di lui ma cercherò di aggiungere dei dettagli. Io mi sentivo un pugile con le mani legate. Sono stata 7 lunghi anni picchiata con calci, sberle ma soprattutto pugni. Mi minacciava, mi chiamava ‘gallina americana’. Adesso però mi sento forte, mi sento protetta. Io da un giorno all’altro ho preso la borsa e sono andata via da casa per non tornare più. E come ho fatto io dovete fare voi: dovete essere forti, non dovete arrendervi, dovete uscire”. Lo ha detto Heather Parisi questa sera a “Live-Non è la d’Urso”.

Torna la Mazzucco e ci racconta ‘L’Architettrice’Il romanzo esce il 26 novembre per Einaudi

19 novembre 201912:35

– MELANIA MAZZUCCO, ‘L’ARCHITETTRICE (EINAUDI). Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l’arte e ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, Plautilla, nel suo nuovo romanzo, ‘L’Architettrice’ , in libreria il 26 novembre per Einaudi.
Abilissima a non far parlare di sé , Plautilla, la prima architettrice della storia moderna, nasconde audacia e sogni per poter realizzare l’impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei.
Figlia di Giovanni Briccio, un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte: materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta, Plautilla viene educata alla pittura e lanciata dal padre nel mondo dell’arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità.
La Mazzucco, Premio Strega 2013 con ‘Vita’, tradotta in 27 paesi, che ha scritto per il cinema, il teatro e la radio, ci racconta una donna di umili origini che fatica a emergere nell’ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. Ma, l’incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiare la vita a Plautilla che diventerà molto di più di ciò che il padre aveva immaginato per lei.

Danza: Eisa Jocson svela gli ‘inganni’ del mondo DisneyAl Teatro Massimo di Cagliari prima nazionale di Princess

CAGLIARI19 novembre 201913:03

– Una prima nazionale con la danzatrice e coreografa filippina Eisa Jocson e l’ensemble di Simona Bertozzi. Sono i due appuntamenti con la danza il 20 e 21 novembre alle 21 al Teatro Massimo di Cagliari. Reduce dal riconoscimento internazionale del Premio Hugo Boss per artisti emergenti, Jocson presenta la sua Princess per muovere, attraverso il linguaggio della danza, una critica ai modelli estetici e narrativi della Disney. Assieme a Russ Ligtas, l’artista destruttura il mondo del Fantasy mettendo sotto accusa l’industria dell’intrattenimento e i suoi canoni.
Nella Disneyland di Hong Kong una legione di danzatori delle Filippine è impiegata nel ruolo di animatore professionista.
Esclusi dai ruoli principali, riservati a profili razziali specifici, vengono assegnate loro parti secondarie come una zebra ne “Il Re Leone”, un corallo ne “La sirenetta”, una scimmia in “Tarzan”. In Princess l’immaginario disneyano viene utilizzato per riscrivere il modello culturale dominante nei bambini, quello della principessa bianca. E mettere al centro i danzatori filippini. Da questa posizione di vantaggio infondono il loro essere e immaginano nuove narrazioni di formazione identitaria.
Il 23 novembre, alle 21, e il 24, alle 19, sempre per Sardegna Teatro in collaborazione con il festival Autunno Danza, è la volta di Joie de Vivre, spettacolo di Simona Bertozzi. La coreografa e danzatrice romagnola, vincitrice del Premio Hystrio Corpo a Corpo e del Premio dell’Associazione nazionale critici di Teatro, per le edizioni 2019 firma una coreografia che vede in scena Wolf Govaerts, Manolo Perazzi, Sara Sguotti, Oihana Vesga. Lo spettacolo volge lo sguardo al mondo della natura, al modo in cui la natura prova ad emergere, a diventare rigogliosa, ad esprimere la propria e la nostra felicità.

Laurea honoris causa a Patti Smith a PadovaCerimonia e mini concerto-reading università di Padova il 28/11

PADOVA19 novembre 201913:27

– L’Università di Padova assegna a Patti Smith una laurea honoris causa in “Lingue e Letterature europee e americane”.La sacerdotessa del rock che nei ’70 si traferì dall’Illinois alla New York di Lou Reed e dei Velvet Underground per cominciare una carriera artistica che l’avrebbe portata a essere la Smith che conosciamo, sarà il 28 novembre a Palazzo del Bo dove terrà un concerto-reading. “Per Patti la parola è dialogo fra arte e società,sospesa fra il sussurro religioso e l’ urlo disperato – la motivazione dell’Università di Padova -. Dai suoi esordi come autrice di poesie recitate e di happening punk rock fino alle successive sperimentazioni nel rock alternativo,Patti Smith ha esplorato le virtù espressive della parola in ogni sua forma: recitata, cantata, urlata, sputata, sognata, sussurrata.[…] Nei suoi testi riscontriamo inoltre l’ispirazione che le proviene anche dalle grandi letterature europee e americane fra modernità e contemporaneità.
Patti disse che per lei Rimbaud era come un fidanzato”.

Annie Ernaux e l’aborto nei primi anni ’60Esce per L’Orma ‘L’Evento’

19 novembre 201913:55

ANNIE ERNAUX, L’EVENTO (L’ORMA, PP 113, EURO 15,00). Il rapporto tra memoria e scrittura è il fondamento delle opere di Annie Ernaux. A mostrarcelo con maggiore forza è ora ‘L’evento’ che L’Orma editore pubblica, a 19 anni dalla sua uscita in Francia per Gallimard, nella traduzione di Lorenzo Flabbi. Un libro dove il corpo prende il sopravvento sulle elucubrazioni mentali.
Nel 1963 una studentessa francese di 23 anni, scopre di essere incinta e decide di abortire ma è costretta a farlo clandestinamente perché l’aborto in Francia è ancora illegale, la parola stessa non “aveva posto nel linguaggio” . Quella ragazza, che studia lettere all’Università, che va alla ricerca di un medico che accetti di farla abortire, che finisce nelle mani dei cosiddetti “fabbricanti d’angeli”, che se ne va in giro per giorni con una sonda nell’utero, è la Ernaux da giovane. “La prospettiva di abortire non mi spaventava. Mi sembrava una cosa, se non facile, perlomeno fattibile, che non richiedeva nessun particolare coraggio. Una prova come altre” racconta la scrittrice che in uno dei suoi precedenti libri, ‘Memoria di ragazza’ , bestseller in Francia, era tornata ancora più indietro nel tempo, ai suoi 18 anni , alla scoperta del sesso, alla passione e alla bulimia. L’ autofiction sempre con la Ernaux diventa racconto di un’epoca, di una generazione, ci offre un quadro della società. Questa volta ci fa sentire la solitudine di una ragazza che negli anni Sessanta si era “fatta fregare all’ultimo degli ardori” , che non si arrende e segue la sua ossessione di trovare un medico che la possa aiutare “da qualche parte quell’essere doveva pur esistere” dice.
L’autrice culto de ‘Gli anni’, con cui ha vinto in Italia il Premio Strega Europeo nel 2016, non risparmia particolari e dettagli che potrebbero essere anche fastidiosi ne ‘L’evento’.
La stessa Ernaux ne è consapevole: ” Puo’ darsi che un racconto come questo – scrive – provochi irritazione, o repulsione, che sia tacciato di cattivo gusto” ma poi sottolinea: “E se non andassi fino in fondo nel riferire questa esperienza contribuirei a oscurare la realtà delle donne, schierandomi dalla parte della dominazione maschile del mondo”.
Il libro si apre alle soglie del 2000 con una donna in attesa di sapere l’esito di un esame sull’HIV. E’ un’insegnante, il risultato è buono, non è sieropositiva,. Se ne va felice dall’ospedale ma associa quel momento “all’attesa del verdetto dal dottor N. nel 1963” . Da qui parte il viaggio, la discesa agli inferi e la risalita, dentro un evento doloroso che diventa spazio di testimonianza letteraria. E in tutto questo c’è spazio anche per la fierezza.
“Non sapevo se ero stata ai confini dell’orrore o della bellezza. Provavo un senso di fierezza. Forse la stessa dei navigatori solitari , dei drogati e dei ladri, quella di essersi spinti fin dove gli altri non oserebbero mai andare. Può darsi sia qualcosa di quella fierezza ad avermi fatto scrivere questo racconto” dice la Ernaux . Nell’Evento la scrittrice, originaria di Lillebone dove è nata nel 1940, si interroga sul significato della scrittura nella sua vita, mettendosi un po’ a nudo. In una sorta di riflessione in cui diventa la storica di se stessa dice: “Le cose mi sono accadute perchè potessi rendermene conto” e “forse il vero scopo della mia vita è soltanto questo: che il mio corpo, le mie sensazioni e i miei pensieri diventino scrittura, qualcosa di intelligibile e di generale, la mia esistenza completamente dissolta nella testa e nella vita degli altri” dice parlandoci di quali sia per lei il valore della narrazione.

Parma, opera permanente Maurizio Nannucci alla Pilotta190 metri di lunghezza e 55 lettere in neon di vetro di Murano

PARMA19 novembre 201914:27

– Un’opera permanente di Maurizio Nannucci, tra i protagonisti dell’arte italiana degli ultimi decenni, sarà presentata e accesa nel cortile di San Pietro del Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, venerdì 22 novembre (ore 16.30). Con i suoi 190 metri di lunghezza e le 55 lettere in neon di vetro di Murano illuminate di luce blu, ‘Sentences. Time, past, present and future’ è la più grande opera permanente realizzata da Nannucci in Italia e vincitrice della quarta edizione dell’Italian Council. Si sviluppa lungo i quattro lati del cortile di uno dei più antichi complessi storici d’Italia, che ospita la Galleria Nazionale, il Teatro Farnese, il Museo Archeologico, la Biblioteca Palatina e il Museo Bodoni, dando vita così a un nuovo ingresso monumentale per l’edificio.
L’opera crea un collegamento ideale tra la storia del Complesso e il presente, tra un’arte secolare e l’arte contemporanea, tra l’esterno e l’interno dell’edificio, invitando chi passa a rallentare, leggere, riflettere sulle parole e l’immagine poetica che generano.
In occasione della presentazione il compositore elettronico e video-artista berlinese Lillevan realizzerà, con la consulenza artistica e la co-organizzazione di Lenz Fondazione, la electronic music performance ‘Eventually Elusive’ – già parte di una tournée che lo vedrà nuovamente ospite anche della 24/a edizione del Festival Natura Dei teatri di Parma – in dialogo con l’installazione di Nannucci.

S. Cecilia, Afkham dirige Wagner e BrahmsE’ la prima italiana di ‘Triumph to exist’ di Magnus Lindberg

19 novembre 201915:29

– Wagner, Brahms e un’incursione nella musica contemporanea con la prima esecuzione italiana di “Triumph to exist”, composta dal finlandese Magnus Lindberg per il centenario della fine della Grande Guerra. E’ il programma del concerto nel cartellone sinfonico di Santa Cecilia del giovane direttore tedesco David Akfham che giovedì 21 novembre alle 20:30 torna a dirigere orchestra e coro dell’Accademia Nazionale dopo tre stagioni (repliche venerdì 22 alle 20:30 e sabato 23 alle 18). Considerato tra i migliori direttori tedeschi della sua generazione, Afkham è stato nominato recentemente Direttore principale e Direttore artistico del Coro e dell’Orchestra Nazionale di Spagna. In passato è stato assistente di Valery Gergiev alla London Symphony Orchestra e di Bernard Haitink alla Royal Concertgebouw Orchestra e alla Chicago Symphony Orchestra. Il concerto nell’Auditorium Parco della Musica si apre con il Preludio e morte di Isotta dal Tristano e Isotta di Richard Wagner. Poi l’opera di Lindberg, su testo in lingua svedese della poetessa finlandese Edith Södergran. Infine, la Terza Sinfonia di Johannes Brahms, che manca dal cartellone ceciliano dal 2010, quando venne diretta da Georges Prêtre per il suo ultimo concerto alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale.

Le Mans 66 debutta in vetta al box officeSeguono Le ragazze di Wall Street e Sono solo fantasmi

8 novembre 201912:02

– Debutto in vetta al box office del weekend appena trascorso, secondo i dati Cinetel, per Le Mans ’66: La grande sfida, di James Mangold e con un cast stellare che comprende tra gli altri Christian Bale e Matt Damon. Il film che rievoca la celebre sfida del 1966, quando sul noto circuito, Ford e Ferrari lottarono per il primato, ha conquistato il primo posto anche in Nord America con 31,5 milioni di dollari. In Italia uscito in 497 sale nel week end ha incassato 1.246.126 euro. La storia è nota. Dall’inizio del decennio l’egemonia Ferrari era senza rivali, ma il rifiuto di Drake a vendere la sua scuderia al colosso americano scatenò la rivalsa che alla fine portò Ford a vincere. Il film ricostruisce il dietro le quinte della sfida seguendo le strade paralelle dell’ex pilota Carroll Shelby che progettò la macchina della riscossa e quella del collaudatore che portò al successo la Ford, il britannico Ken Miles. Nella parte di Enzo Ferrari, Remo Girone. Perde il trono Le Ragazze di Wall Street la commedia sull’avidità e l’arricchimento facile con Jennifer Lopez nel ruolo dell’esperta spogliarellista Ramona, che si ferma al secondo posto con 1.154.957 euro (3.179.472 totali). Segue un’altra new entry Sono solo fantasmi, la commedia horror di Christian De Sica, distribuita da Medusa in oltre 469 copie, omaggio a suo padre Vittorio De Sica, che segna 812.443 euro. Perde una posizione La famiglia Addams che si ferma sul quarto gradino con 684.455 euro (5.792.435 in tre settimane). Slitta al quinto dal secondo posto Il giorno più bello del mondo di e con Alessandro Siani, con 629.748 (5.728.005).
Totale box office 8.700.783 euro, -21,37% rispetto allo stesso periodo del 2018 (11.065.175), -4% rispetto al week end precedente (9.025.855).

Francesca Cavallo, vi racconto una favola di Natale rivoluzionariaLa coautrice delle Ragazze ribelli racconta la sua ultima opera da sola

19 novembre 201914:13

FRANCESCA CAVALLO, ELFI AL QUINTO PIANO (FELTRINELLI, PAG. 128, EURO 14)Francesca Cavallo, la coautrice con Elena Favilli di quel fenomeno da quattro milioni di copie che è stato Storie della Buonanotte per bambine ribelli, affronta il suo primo libro per ragazzi da sola e sceglie l’impiano classico della favola di Natale per raccontare il mondo dal suo innovativo punto di vista. L’abbiamo intervistata per voi.1) Cara Francesca lei definisce Elfi al quinto piano una storia di Natale rivoluzionaria, perché? Per il modello familiare che propone? O per quello di organizzazione sociale?
La definisco rivoluzionaria perché mette al centro di una struttura narrativa classicissima come quella della fiaba di Natale una famiglia birazziale e omosessuale. Molti considereranno questa una provocazione, ma non lo è. È solo un modo di esporre i bambini a personaggi ancora troppo rari nei media, per educarli al rispetto della diversità. Credo che questo di per sé sia un messaggio semplice ma fortemente rivoluzionario, specialmente nel periodo storico che il nostro Paese sta attraversando.2) I temi sociali ed etici ed il ruolo della donna pensa che siano quelli da cui dipende il futuro?Credo che il modello di società in cui viviamo, il patriarcato, sia entrato fortemente in crisi e che richieda un grosso ripensamento. I temi intorno ai quali il bisogno di cambiamento è più impellente sono l’uguaglianza di genere e il rispetto dell’ambiente. Sono temi strettamente interconnessi, perché entrambi sono legati a un’idea di società che non si basa allo sfruttamento selvaggio e violento di persone, animali e cose intorno a noi.3) E sono sempre i bambini che fanno il futuro o i genitori che ne segnano la crescita?Credo che entrambe le cose siano vere. Ovviamente i genitori e gli adulti in generale hanno un’influenza enorme nella formazione delle nuove generazioni. Allo stesso tempo, ogni generazione ha un tema proprio, nuovo, una battaglia o un insieme di battaglie che porta avanti, a volte comprensibili per gli adulti, a volte no. È affascinante vedere il futuro del mondo affacciarsi nello sguardo dei bambini. È una delle ragioni per cui amo il mio lavoro.4) C’è secondo lei qualcosa di cui ai bambini non si può parlare e qualcos’altro di cui sarebbe in qualche modo obbligatorio farlo?Credo che ai bambini si possa parlare di tutto, facendo attenzione a non essere gratuitamente provocatori e rispettando la loro capacità di comprensione di un tema. A età diverse si può parlare ai bambini in modi diversi dello stesso tema. La cosa importante è fare in modo che i bambini non sentano che ci sono degli argomenti tabù dei quali non si può o non si deve parlare e questo riguarda sia questioni familiari private, che temi più generali. Il peso dei tabù e dei segreti è infinitamente maggiore di quello che immaginiamo e genera dei rimossi che hanno conseguenze pericolose sia nella vita privata degli individui che nella vita di un Paese.5) Vive a Los Angeles perché? Le pare che ci sia differenza nel ruolo sociale della donna tra USA e Italia?Vivo a Los Angeles da diversi anni e la adoro. Ho un amore sfrenato per le palme e per i colori di questa città e credo che non ci sia un posto più bello al mondo per persone alle quali piace raccontare storie. La cultura della città è strettamente legata alla narrazione, principalmente dal punto di vista di cinema e tv sicuramente, ma il fatto che il cinema sia l’industria principale la rende un posto molto ospitale per gli artisti. Mi ci sento a casa.Il sessismo è vivo e vegeto anche negli Stati Uniti, ma c’è una maggiore consapevolezza del tema nel dibattito pubblico e nei media. Questo mi ha fatto molto maturare e mi ha aiutato a superare una gran parte della misoginia che ho interiorizzato crescendo.
6) Il libro lo ha scritto da sola, è finita del tutto l’esperienza a 4 mani con Elena Favilli o si tratta solo di un momento della sua storia lavorativa del resto molto ricca e composita ma il sodalizio continua?“Elfi al Quinto Piano” è il mio primo libro “da solista” sì. L’esperienza con Elena Favilli è finita e sono pronta a vedere cosa ha in serbo per me il prossimo capitolo della mia vita.7) Come immagina il suo futuro quale sogno sta inseguendo?Ho fondato una nuova società con la quale, oltre che creare nuovi libri, mi piacerebbe anche produrre per il cinema e la televisione.8) Nel libro c’è una forte critica sociale all’isolamento dovuto alla paura dell’estraneo, qui risolve tutto Babbo Natale ma nella realtà quale pensa possa essere la soluzione?In realtà, nel libro Babbo Natale non risolve nulla, sono i bambini della città a prendere in mano la situazione, ad aiutare Babbo Natale e a dare una lezione agli adulti della città. Nella realtà, credo che si debba costantemente costruire ponti verso gli altri e creare occasioni di confronto con persone diverse da noi. Per isolarsi, spesso, non serve alcuno sforzo. Per incontrare gli altri, invece, soprattutto quelli diversi da sé, bisogna mettere da parte la paura che possa accaderci qualcosa di inaspettato e rendersi un minimo vulnerabili. Credo che se più persone si sforzassero di andare oltre la propria paura dell’ignoto, il mondo sarebbe un posto molto più ospitale.9) Lei crede a Babbo Natale? In cosa crede?Certo che credo a Babbo Natale! Credo che sia fondamentale non farsi vincere dal cinismo, e che molto spesso crescendo ci sia il rischio di diventare cinici perché si ha l’impressione che solo cosi si possa soffrire di meno. Babbo Natale è un personaggio potente, che ci ricorda che credere nella magia nonostante le difficoltà può aiutarci a tenere il cuore aperto e a vivere la nostra vita con slancio.
10) Come passerà il Natale?Come l’ho sempre passato, in Puglia, con la mia grande famiglia. Saremo una quarantina, sarò circondata da bambini di tutte le età e, a un certo punto della serata, verrà a farci visita Babbo Natale in persona.11) La letteratura per ragazzi negli ultimi anni ha prodotto storie che hanno saputo incidere nell’immaginario collettivo più di quanto abbia fatto la letteratura per adulti. Perché a suo avviso?È un fenomeno molto interessante e credo che abbia a che fare con una crescente necessità da parte dei bambini di sentirsi coinvolti e di partecipare ai discorsi del proprio tempo. Credo che alcuni scrittori abbiano risposto a questo bisogno confrontandosi con temi e storie che fino a poco tempo fa non sarebbero stati considerati “adatti” alla letteratura per l’infanzia, che è rimasta per moltissimo tempo una letteratura principalmente d’intrattenimento con un impianto valoriale conservatore. Usciti da questo schema si è scoperto un mercato che non si credeva esistesse.12) Esiste ancora la capacità degli intellettuali di incidere sul loro tempo?Non so chi possa definirsi un intellettuale oggi. Il mondo è cambiato in modo molto profondo e può difficilmente essere compreso con un approccio solo “intellettuale”. L’esposizione a culture ed esperienze diverse richiede un approccio alla conoscenza che passi da più sensi e da una capacità di usare una varietà di strumenti che sarebbero guardati con scetticismo dagli intellettuali di un tempo.Per queste ragioni, credo che oggi siano gli artisti più che gli intellettuali ad avere la capacità di incidere sul tempo che stiamo vivendo.

Claudio Magris, torna con Le polene

19 novembre 201911:08

Claudio Magris torna con un libro che parla di mare, di donne, di navi e di letteratura. Un gioiello di scrittura e inventiva che è solo apparentemente una storia degli oggetti.CLAUDIO MAGRIS, POLENE. OCCHI DEL MARE (LA NAVE DI TESEO)
Le polene – le statue che decoravano la prua delle navi – in queste pagine emergono dal mito per diventare figure reali, che popolano una galleria di indimenticabili ritratti femminili: sono sirene, dee, donne comuni o veggenti come Cassandra, seduttrici, madri, sono donne perverse, terribili, visionarie. Attraverso le loro forme sensuali, davanti agli occhi del lettore si svolge una storia colta e stravagante, documentata e luminosa: un racconto illustrato di eroine, avventurieri, cimiteri di navi, che riemergono immortali dagli abissi della memoria.
Il mare, reale o fantasioso che sia, diventa occasione per riflettere sulla vita, sulle sue zone di luce e ombra, sull’infanzia e la sua spericolatezza, sulla necessità di un approdo e sul potere della letteratura – da Karen Blixen e Nathaniel Hawthorne a Juan Octavio Prenz e Giuseppe Sgarbi – capace di condurci in ogni tempo, verso un altrove irraggiungibile.In libreria dal 5 dicembre.

Cochi e Renato, la biografia intelligente

19 novembre 201910:10

COCHI E RENATO LA BIOGRAFIA INTELLIGENTE (SAGOMA EDITORE)C’erano una volta Cochi e Renato… con galline, corvi, volpi, pecore che passano davanti con il maglione, indiani ma quelli con le piume non quelli che han fame e canzoni che faran cantar tutta la gente. Aurelio “Cochi” Ponzoni e Renato Pozzetto sono due amici che giocano insieme a Gemonio, lago Maggiore, mentre Milano è sotto i bombardamenti. Due ragazzi con chitarrine in osterie frequentate da alcuni dei maggiori artisti degli anni Sessanta. Due saltimbanchi al debutto nel cabaret. Grazie al loro stile e al caso abilmente manovrato dalla città di Milano, sempre in due, incontrano Dario Fo, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Marcello Marchesi, Maurizio Costanzo, Paolo Villaggio, Enrico Vaime, entrano al Derby, tempio della comicità, nel mondo della TV e in quello del cinema. E la vita? La vita l’è bela perché dopo vent’anni di separazione si ritrovano, si guardano e si dicono: “Forse siamo ancora in tempo a salvare il mondo dalla serietà”. Ecco, allora, la biografia di Cochi e Renato, la più grande storia di cabaret mai raccontata, farcita di foto incredibili e ricostruita a partire da oltre cinquanta interviste a colleghi, amici e… semplici conoscenti. Insomma una biografia intelligente che non può che portare la firma di due grandi firme in tema di comicità e… milanesità, rispettivamente Andrea Ciaffaroni e Sandro Paté. Dal 28 novembre in libreria.«Una serata al Derby con Cochi, Renato e Jannacci valeva un mese di scuola». Diego Abatantuono«Grazie a Cochi e Renato ho fatto anche io la figura del figo». Enrico Beruschi«Il mio incontro con Cochi e Renato? Un romanzo. Ora ve lo racconto…». Massimo Boldi

Trent’anni senza Leonardo Sciascia e le sue eresieRitratto dello scrittore protagonista di tante battaglie civili

PALERMO18 novembre 201913:11

Negli ultimi giorni della sua vita Leonardo Sciascia aveva scritto all’amico Gesualdo Bufalino: “Ho l’impressione di stare a temperare una matita dalla punta sempre più fine, ma che non riesce più a scrivere”. Quel fatale impedimento era vissuto da Sciascia come la metafora di una vita che si stava inesorabilmente spegnendo e come un ostacolo crudele all’esercizio di una scrittura a cui assegnava un “destino di verità”. E alla quale non rinunciava neppure in punto di morte, tanto da dettare alla figlia Anna Maria la prefazione, uscita postuma, a una raccolta di articoli per il giornale L’Ora di Giuseppe Antonio Borgese, lo scrittore che aveva tanto amato. Sciascia morì, stroncato da una rara forma di leucemia, nella sua casa di Palermo la mattina del 20 novembre 1989. Aveva 68 anni, la gran parte spesi nella testimonianza di un impegno civile votato alla ragione, alla giustizia e all’esercizio di una critica palpitante del potere. La sua è stata la lezione di un intellettuale disorganico ma soprattutto eretico: lo stesso profilo dei protagonisti dei suoi romanzi e dei suoi saggi.
La sua scomparsa, trent’anni fa, ha spento una voce che aveva toccato tanti temi di grande attualità. Sciascia non era stato solo lo scrittore che aveva colto in alcuni libri fondamentali (“Il giorno della civetta” e “A ciascuno il suo”) i caratteri nuovi e antichi della mafia e gli interessi criminali, intrecciati con la corruzione e il potere (“Todo modo”). Era anche il grande nemico dell’impostura (“Il Consiglio d’Egitto”) e l’intellettuale inquieto che aveva attaccato le ingiustizie della giustizia, che aveva riletto il caso Moro con un libro concepito come “opera di verità”. E con la politica era passato attraverso la critica del sistema democristiano, il difficile rapporto con il Pci fino alla rottura con Renato Guttuso e la polemica con Enrico Berlinguer, l’approdo nel partito radicale e l’amicizia con Marco Pannella e infine la denuncia sui “professionisti dell’antimafia” che lo portò sul terreno di uno scontro molto duro prima che, una volta raffreddata la temperatura del confronto, e dopo la scomparsa, affiorassero elementi profetici. Una forza intellettuale straordinaria aveva proiettato Sciascia al centro di una trama di relazioni e di scambi con il mondo della cultura. Intensi quelli con Vincenzo Consolo e Italo Calvino, più recenti quelli con Gesualdo Bufalino che aveva scoperto e lanciato. Con Pier Paolo Pasolini divideva un modo di guardare ai fatti e alle storie che esaltava le loro affinità eretiche. “Gli ultimi eretici” è non a caso il titolo di uno dei tanti convegni che in questi giorni rievocano la figura di Sciascia e la sua concezione di illuminista orgoglioso di trovarsi spesso nella condizione di “contraddire e contraddirsi”.
La sua casa di contrada Noce a Racalmuto, che in questi giorni ha conquistato una nuova forza rievocativa, era per lui un osservatorio della Sicilia come metafora dei mali del mondo.
La sua non era una visione periferica ma questo era il mondo nel quale era cresciuto e si era formato. Prima della Noce, dove passava le sue estati, c’era comunque la casa di Racalmuto che adesso Giuseppe Di Falco ha recuperato riempiendola di libri e facendola diventare un museo.
Ma il vero fondo della memoria è nella palazzina della fondazione intestata a Sciascia che raccoglie le sue carte, i suoi libri, i ritratti degli autori più amati, l’epistolario non ancora completamente esplorato. Forse a questo mondo, che racchiude tutta la sua vita, Sciascia si riferiva quando, ispirandosi a Auguste de Villers de L’isle-Adam, fece scrivere sulla sua tomba: “Ce ne ricorderemo, di questo Pianeta”.

Bookcity: Moyes, mondo migliore se politici leggessero libriRomanziera britannica,non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi

17 novembre 201915:33 NOTIZIA AGGIORNATA ALLE 11:10 DEL 18.11.2019

– “Il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se i politici leggessero i libri”. Ne è convinta Jojo Moyes, protagonista del ‘Tour dell’amicizia’, un giro iniziato da Bookcity Milano che farà tappa a Madrid, Berlino e Parigi, con cui lei e altri tre romanzieri bestseller britannici dichiarano il proprio amore per l’Europa e il dissenso verso la Brexit.
“I libri permettono di mettersi nei panni degli altri, e i leader di oggi non sono empatici: non leggono e ne sono fieri, non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi libri”, ha sorriso Moyes, autrice di romanzi come ‘Io prima di te’, tradotti in quaranta Paesi, affiancata da Ken Follett, Lee Child e Kate Mosse in conferenza stampa e poi sul palco del Teatro Carcano, dove hanno risposto alle curiosità dei lettori in platea.
“Mia moglie è una politica, è brava, ha grande empatia”, è intervenuto Follett, marito di una esponente laburista. “Nella mia esperienza i buoni politici leggono libri”, ha confermato Child, il creatore della saga di Jack Reacher, ricordando che “Obama è un buon lettore come Clinton, avido di letteratura e appassionato di thriller: c’è una gran differenza fra loro e Bush o Trump, in gran parte proprio legata ai libri”. E per Kate Mosse, che ha firmato romanzi storici come ‘I codici del labirinto’, “in un momento difficile, in cui il popolo è diviso e non si ascolta più, le storie fungono da ponte, fanno capire che, in mezzo fra chi strilla a destra e a sinistra, c’è anche altro”.

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 24 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 22:25 DI VENERDì 15 NOVEMBRE 2019

ALLE 11:08 DI LUNEDì 18NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Arte: due dipinti del Mastelletta alla Pinacoteca di Bologna
Donati da storico arte Eugenio Busmanti, mercoledì presentazione

BOLOGNA 15 Novembre 2019 22:25

– Due tele di Andrea Donducci detto ‘Il Mastelletta’ (1575-1655), ‘Sansone e Dalila’ e ‘L’offerta di Abigail a David’, donate alla Pinacoteca nazionale di Bologna per lascito testamentario dello storico dell’arte Eugenio Busmanti, saranno presentate al pubblico mercoledì 20 novembre (ore 17) nella sede di via Belle Arti dalla Società di Santa Cecilia-Amici della Pinacoteca nazionale, associazione nata per sostenere le attività del museo e incrementarne le collezioni. I dipinti fanno parte del percorso espositivo e vanno ad integrare il fondo di opere dell’artista bolognese già presenti in collezione, provenienti dalle soppressioni napoleoniche e dalla donazione Zambeccari. I due grandi dipinti con storie bibliche, in esemplare stato di conservazione, compaiono nell’inventario (1638) della collezione romana del marchese/banchiere Vincenzo Giustiniani e sono pressoché coevi delle due tele che il pittore realizzò per la Cappella dell’Arca nella Basilica di San Domenico, subito dopo il suo rientro a Bologna.

Mostre: a Trieste il Dorfles inedito, tra disegni e lettereAperta alla Biblioteca nazionale ‘Il segno rivelatore di Gillo’

TRIESTE16 novembre 201914:44

– Ha i pantaloni a quadri e un naso grande. E’ un ‘bue’ seduto, realizzato con varie tecniche, tra cui biro e pastelli. Ha naso e orecchie grandi come gli altri disegni di animali e creature fantastiche che Gillo Dorfles realizzava per i suoi nipoti, Giorgetta e Piero. Rivela anche uno spaccato inedito della sua vita privata, con le immagini improvvisate per gioco, la mostra artistico-documentaria “Il segno rivelatore di Gillo”, inaugurata ieri alla Biblioteca statale Stelio Crise di Trieste, ideata e curata da Marianna Accerboni e promossa dall’Associazione Culturale Gillo Dorfles di Milano.
In mostra ci sono 90 anni della sua pittura, dai primi lavori del 1910 a quelli realizzati nel 2000. Varie le opere su carta, che ‘esprimono il segno’ e che sono esposte per la prima volta.
Ed è così che a metà degli anni 50 dalla sua fantasia nascono, per i nipoti, “l’uccello dell’inferno”, “la mucca alata con stivaletti” e anche un occhio speciale “per vedere il futuro”.
Esposti anche i bozzetti per stoffe da arredamento, realizzati tra gli anni ’30 e ’50, da cui sono stati tratti i motivi per la collezione di illycaffè, e quelli firmati nel 2009 da cui gli allievi della Scuola per mosaicisti del Friuli di Spilimbergo hanno ispirato le loro opere. Accanto ai disegni, anche la parte documentaria: una trentina di suoi libri nell’edizione originale, la rassegna stampa con i tributi per i suoi 100 anni e alcune foto che lo ritraggono con Andrea Bocelli o Renzo Piano. In esposizione anche le lettere autografe del ’46 inviate da Letizia Fonda Savio, figlia di Svevo, e dalla sorella Dora al direttore de La Lettura in polemica con un articolo di Gillo; 5 lettere autografe uscite dai cassetti di casa Dorfles del pittore triestino Arturo Nathan a Gillo, che lo invitava a una critica “prudente” e ancora riviste come L’Italia Letteraria del 1930 con i primi articoli di critica di Gillo.
“E’ stata mia l’idea di una prima mostra a Trieste – ha spiegato la nipote di Dorfles, Giorgetta – l’allestimento ha un’impostazione privata e per realizzarlo ho tirato fuori i disegni che mia madre aveva conservato nei decenni. Gillo era un uomo riservato non espansivo, ma questo era il suo modo per esprimersi: giocare con l’arte come ha sempre fatto nella vita”.

Gianni, fotografo che scatta immagini come nell’OttocentoWorkshop in sua bottega con studiosi Usa per salto nel passato

PALERMO16 novembre 201915:17

– Un salto nel passato di oltre 160 anni, senza usare la macchina del tempo? E’ possibile farlo varcando la soglia della bottega del fotografo Gianni Cusumano, 35 anni, a Castelbuono sulle Madonie nel palermitano. Lui, che contemporaneamente a questa passione fa anche il consulente economico per alcuni enti, usa per realizzare le sue immagini il “collodio umido”, una tecnica in voga soprattutto tra il 1850 e il 1880. Poi tramontata con l’avvento dei processi “a secco”, sostituiti, infine, con il procedimento della gelatina-bromuro d’argento, che consentì anche ai dilettanti, con maggiore semplicità, di dedicarsi alla fotografia. Insomma iniziò la massificazione degli scatti. Ma Cusumano ferma il calendario. E ora la sua tecnica è materia di workshop tenuti da Mark Osterman e France Scully in collaborazione con il George Eastman Museum di New York presso la sua bottega. Gianni nato a Porto Empedocle, il comune da cui Andrea Camilleri ha preso spunto per creare l’immaginaria Vigata, ha vissuto per anni tra Atene e Londra e poi nel 2013 è ritornato in Sicilia. “La passione per la fotografia ce l’ho da bambino, ma mentre i mie coetanei si limitavano a guardare le immagini io mi chiedevo come fossero state realizzate dal punto di vista tecnico – racconta – Cercavo una mia indipendenza delle industrie fotografiche. E cosi il primo banco otico lo costruii con le mie mani. Quello che uso adesso l’ho comprato negli Usa”. Le sue immagini ritraggono la natura o si concentrano sui primi piani che fa su commissione. “Ho sempre vissuto in grandi città, ora abito immerso nella natura in un piccolo borgo medievale situato in uno dei parchi più grandi della Sicilia. – dice – Amo il colore delle foglie, il ritorno degli uccelli, il vento del nord, il tempo del grano e quello del raccolto”. Il suo approccio alla fotografia, attraverso l’antica tecnica del collodio umido, riflette “la lentezza del posto in cui trascorro la gran parte delle mie giornate. Mi piace perdermi nel silenzio della natura, – spiega – fotografandone le forme: ulivi, con tronchi nodosi e rami flessibili, instancabili osservatori delle generazioni umane che si susseguono”. “Adoro anche fare ritratti: la tensione che si crea tra il mio occhio e il soggetto davanti a me si trasforma in una lastra unica e irripetibile”, prosegue. “In passato le persone vivevano con poche immagini che conservavano per tutta la vita e le lasciavano ai loro figli come testimonianza della loro esistenza – osserva – Il processo fotografico che pratico ci riappropria della materialità perduta”. Per ogni scatto la posa dura dai 12 ai 14 secondi. Poi l’intero processo, dalla pulizia del vetro all’applicazione della vernice, richiede metodi lunghi e laboriosi che sono decisivi per ottenere buoni risultati. Ma il tic tac delle lancette nella bottega di Cusumano si è fermato a centinaia di anni fa.

Montalbano, nel 2020 tre nuovi episodi diretti da ZingarettiAttore ha partecipato ad incontro al Politeama di Catanzaro

CATANZARO16 novembre 201915:49

– Nel 2020 andranno in onda tre nuovi episodi del Commissario Montalbano diretti da Luca Zingaretti, dopo la scomparsa di Alberto Sironi, storico regista della fiction di Raiuno campione di ascolti. Lo ha annunciato lo stesso attore romano nel corso di un incontro svoltosi nel Teatro Politeama di Catanzaro. “Abbiamo lavorato – ha detto Zingaretti – con tutto il cast storico di questa serie di cui siamo particolarmente orgogliosi. Un grande successo per la Rai”.
Intervistato da Fabrizio Corallo, Zingaretti ha affrontato tanti argomenti e raccontato una miriade di episodi ed aneddoti che lo hanno accompagnato nella sua carriera, parlando, in particolare, del suo rapporto con Andrea Camilleri e con Sironi.
“Fate bene ad applaudirlo – ha detto facendo riferimento al regista – perché in vita di applausi non gliene hanno fatti molti”.
Presentato dal sovrintendente del Teatro Politeama, Gianvito Casadonte, Zingaretti ha instaurato col pubblico un rapporto di forte intensità emotiva e simpatia.

Morto Falqui: Brachetti, fu lui a lanciarmi in ItaliaIl noto trasformista apparve in tv nel varietà Al Paradise

16 novembre 201917:31

– “In quel caldo pomeriggio, nella pesante penombra che caratterizzava sempre la sua casa, gli parlai dei miei numeri e dei miei personaggi. Così lui mi prese come ospite fisso di Al Paradise, varietà del sabato sera. Lo spettacolo era il mio ritorno in Italia dopo 5 anni all’ estero e grazie a lui ci tornavo dalla porta principale. Fu un’esperienza bellissima e ricca di insegnamenti . Nella vita passano pochi treni delle occasioni fortunate e uno di quelli lo guidavi tu, grazie Antonello!” A ricordare gli esordi della carriera artistica in Italia è Arturo Brachetti, artista poliedrico già conosciuto all’estero negli anni Settanta/Ottanta ma ancora sconosciuto in Italia, dove fu lanciato proprio grazie all’intuizione di Antonello Falqui.
“Nel luglio 1984, in T-shirt e pantaloncini suonavo il campanello di una casa signorile dei Parioli. Ero molto ansioso.
Un signore alto, austero, severo mi venne ad aprire. Era Falqui, il Regista con la R maiuscola della televisione italiana. Era il mio idolo fin da bambino, quando vedevo sullo schermo “Studio Uno, regia di Antonello Falqui” e sognavo di appartenere a quel mondo”. Brachetti era già conosciuto a Parigi per la sua arte di trasformista, poi nel resto dell’Europa ma non in Italia e Falqui lo lanciò. Quest’anno tra l’altro, Brachetti festeggia 40 anni dal debutto di Parigi, al Paradin Latin, avvenuto nell’aprile del 1979. Brachetti era molto legato a Falqui, che andava sempre a vederlo al Sistina quando era in tour. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Malore Matsumoto, migliorano condizioni padre Capitan Harlock
Riscontrata alterazione elettrolitica, resta in ospedale

TORINO16 novembre 201918:25

– Migliorano le condizioni del maestro Leiji Matsumoto. Nel pomeriggio il celebre disegnatore giapponese, ricoverato ieri sera alle Molinette di Torino in prognosi riservata, è stato estubato. L’82enne, in Italia per celebrare i 40 anni di Capitan Harlock, suo personaggio più celebre, è sveglio e cosciente. Lo si apprende da fonti sanitarie.
Matsumoto era arrivato in pronto soccorso in condizioni critiche e, dopo essere stato sottoposto a tutti gli esami diagnostici per escludere una patologia cerebrale, era stato trasferito nel reparto di Rianimazione 2. Qui gli è stata riscontrata un’alterazione elettrolitica per la quale è stato immediatamente trattato. Intubato, è stato estubato oggi intorno alle 16 ed è giudicato in fase di miglioramento. Rimarrà ricoverato alle Molinette in osservazione ancora per qualche giorno, assistito dall’equipe dell’Anestesia e Rianimazione 2 diretta dal dottor Roberto Balagna.

Paestum nel segno di Palmira: “Il mondo non dimentichi”La figlia del direttore ucciso, “grazie a voi riposa in pace”

PAESTUM16 novembre 201918:44

– A più di quattro anni dalla tragedia che vide la devastazione del sito archeologico di Palmira, e la barbara uccisione del suo direttore, l’archeologo Khaled al Asaad, lentamente, la Siria della cultura comincia a rialzare la testa. La scorsa settimana, racconta alla Borsa del turismo archeologico di Paestum l’archeologo Paolo Matthiae, ha riaperto le porte, rinnovato e modernizzato, lo splendido museo di Aleppo, “forse il più importante del Paese, almeno per le opere del periodo pre-classico”.
E tra gli operatori, gli studenti, persino la gente più semplice, sottolinea commosso lo scopritore di Ebla, “si percepisce un entusiasmo che emoziona”. Non è ancora così, purtroppo, nella Palmira di Khaled al Asaad, dove il parco archeologico per il quale il grande direttore sacrificò la vita porta i segni feroci delle mutilazioni inferte dall’Isis. Anche lì però, anche a Palmira, fa notare Mohamad Saleh, ultimo direttore dell’Ufficio del Turismo, qualcosa si muove: “Trecento famiglie sono tornate in città, è stata riallacciata l’acqua, ripristinata l’elettricità, sono state aperte due scuole e anche qualche negozio”.
La vita tenta, lentamente di tornare alla normalità anche se il parco archeologico rimane sfregiato (“Ci sono tornato una sola volta- dice Saleh- terribile vederlo senza il grande tempio di Bahl”) e anche se è impossibile dimenticare. Anzi,”Non si deve” avverte commosso Mounir Bouchenaki, archeologo algerino, per tanti anni presidente dell commissione Unesco e poi dell’Iccr: “Non si deve dimenticare la distruzione di Palmira così come non si deve dimenticare l’attacco al Museo del Bardo, che furono strage di persone e di monumenti ma anche di tanti operatori della cultura”.

E’ da Oscar la fine dolorosa di un matrimonioIl 18 novembre esce il film con Scarlett Johannson e Adam Driver

18 novembre 201909:30

In poche sale dal 18 novembre (con Cineteca di Bologna) e poi dal 6 dicembre in streaming su Netflix uno dei film da non perdere in questa stagione e che secondo i rumors, dopo il passaggio in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, tra i favoriti per gli Oscar. E’ Storia di un matrimonio (Marriage Story) di Noah Baumbach, il racconto doloroso e implacabile della fine di un matrimonio. Ogni divorzio e’ doloroso specie se non c’e’ un vero motivo scatenante ma solo il riconoscere che c’e’ stato l’amore e ora non c’è più rende traumatico il distacco, se poi c’e’ di mezzo un figlio la scelta di separarsi e’ ancora piu’ complicata. Accade cosi’ a Adam Driver e Scarlett Johansson, regista off di Broadway e attrice californiana di serie tv, con un figlio di otto anni.”A volte un film e’ un segno del destino – ha detto la 34enne vedova nera degli Avangers, l’attrice piu’ pagata del mondo secondo le classifiche di Forbes, 56 milioni di dollari – volevo lavorare con Baumbach e ci siamo incontrati, non sapevo il tema del progetto e quando me lo ha proposto e’ stato davvero un po’ uno shock, mi stavo separando (dal secondo marito Romain Dauriac dopo Ryan Reynolds, ndr) e lui non lo sapeva. Ho accettato il ruolo di Nicole e ho messo tutta me stessa ben piu’ che nei film precedenti”. “Ho scelto gli attori prima di scrivere i dialoghi e abbiamo tutti contribuito”, ha detto Baumbach, anche lui con esperienza di divorzio (Jennifer Jason Leigh e’ la ex moglie, Greta Gerwig l’attuale partner, ndr). “Senza rendere pubblico il mio privato – ha aggiunto la Johansson – la mia Nicole cerca semplicemente di essere riconosciuta come persona, non piu’ definita dal matrimonio ma come identita’. Ama moltissimo Charlie ma non vuole sentirsi plasmata da lui, soffocata, corretta anche con i piccoli appunti che le fa sul suo lavoro di attrice”.Il racconto e’ doloroso e compassionevole al tempo stesso persino quando le cose che entrambi pensavano di risolvere accordandosi tra loro prendono un’altra piega, quella in mano a giudici e avvocati, con una svolta drammatica che tira fuori il peggio di loro perche’ a quel punto e’ la competizione tra i legali a provocarlo (Laura Dern interpreta Nora, la divorzista che tutti potrebbero temere). “Ad attirarmi di questo personaggio – ha raccontato l’attrice che ha una figlia di 5 anni – e’ proprio l’elemento di amore che in piena crisi familiare e quando la scelta di voler divorziare e’ definitiva, sembra riemergere. Trovo che sia molto bello continuare a provare sentimenti, sguardi amorevoli e umanita’ proprio quando invece stai rompendo tutto: secondo me e’ un aspetto di verita’ che e’ la bellezza di Marriage Story: ci vuole coraggio a rendersi conto che una storia e’ finita, ricostruire se stessi e far si che questo nutra una felicita’ reciproca, aiutando in questo modo i figli. Cosi’ i piccoli gesti di affetto continuando ad alimentare il senso dell’unita’ della famiglia che resta nonostante tutto”.

Tv: The young pope nella top ten migliori miniserie del TimeLa classifica su produzione ultimo decennio

6 novembre 201920:11

– The young pope di Paolo Sorrentino è tra le migliori dieci miniserie televisive degli ultimi dieci anni, secondo una classifica stilata dal Time, che segnala “l’enorme impiego di idee e mezzi per creare format di un’ora o mezz’ora”, che diventano “meraviglie di una stagione con una forma d’arte tutta loro”. Secondo il Time le miniserie “richiedono una narrazione e uno sviluppo del personaggio più efficienti di uno spettacolo progettato per durare anni. E poiché non rimangono abbastanza a lungo da logorare il loro benvenuto, alla fine sono spesso più soddisfacenti”.
Il Time rileva che le reti di produzione “sembrano utilizzare la designazione di “serie limitata” per testare concetti a lungo termine. Miniserie popolari come Downton Abbey e Big Little Lies sono state rinnovate per due o più stagioni, ed è più difficile che mai definire cosa non rientra in questa categoria. Per essere una miniserie deve essere definita tale prima del suo debutto. M ala miniserie può avere sequel, come Top of the Lake e The Young Pope, ma non può essere una storia singola e continua che abbraccia più stagioni o una serie che è stata cancellata dopo una sola”.

Anastacia, debutto in musical con We will rock youPiparo firma show con musiche Queen. Debutto 6/12 ad Amsterdam

7 novembre 201919:28

La parrucca totalmente bianca, quasi scolpita. Le scarpe altissime. E poi la navicella spaziale che la farà addirittura volare sul palco. Sulle note, nientedimeno, dei Queen. Così Anastacia, la regina del soul e del pop, debutta per la prima volta in un musical: We will rock you, successo planetario che cuce insieme 23 hit della band inglese e Freddie Mercury – da Radio Gaga ad I want to break free, We are the champions o Boheamian Rapsody – con il libretto di Ben Elton, on stage il 6 dicembre davanti ai 5 mila spettatori dell’Afas Live di Amsterdam, il tempio del rock olandese. Star mondiale, ma show tutto Made in Italy, diretto e prodotto da Massimo Romeo Piparo (Mamma mia!, Billy Elliot, The school of rock). “Sono diciannove anni che avevo puntato We Will rock, dalla prima volta che l’ho visto in scena al Palladium di Londra”, racconta lui dal baskstage delle prove ad Assisi, prima di trasferirsi tutti in Olanda.”Al tempo, però, avere i diritti sembrava molto complicato, per non parlare di tradurlo in italiano”. Due anni fa, nel pieno del successo internazionale del suo Jesus Christ Superstar con Ted Neeley, l’idea, invece, di proporlo con un grande show europeo. E di chiamare Anastacia per la parte della spietata Killer Queen. Ambientato nel futuro fra 300 anni, in un luogo una volta chiamato Terra e ora diventato Pianeta Mall, dove il rock e la musica dal vivo sono banditi, il musical racconta infatti della caccia della Global Soft, capeggiata appunto da Killer Queen e dal suo collaboratore Khashoggi, alla Resistenza di un gruppo di Bohemians che si nascondono nei sotterranei e che, con l’aiuto del bibliotecario Pop, tramandano ricordi sbiaditi del tempo glorioso nel quale il rock regnava sulla terra. Ad attendere l’arrivo degli eletti che restituiranno la musica al Pianeta, i predestinati Galileo e Scaramouche. “Killer Queen – spiega Piparo – è sempre stata interpretata da un’imponente cantante di colore, con la classica voce Rhythm & blues. Per una volta ho pensato a una performer bianca dalla voce black e la più grande voce soul di sempre è Miss Anastacia. Che si è rivelata anche una donna molto simpatica, di grandissimo spirito”. Primo incontro, in Olanda. “Ho ‘fatto’ Anastacia per un’intera carriera – racconta lei – Oggi, a interpretare un ruolo in musical, sono emozionata come una debuttante. Ma non poteva capitare opportunità migliore. Ho avuto l’onore di cantare con Brian May e Roger Taylor (gli storici chitarrista e batterista dei Queen ndr) e adoro la loro musica, trovo sia il miglior rock di sempre. Appena Brian ha saputo che avrei cantato Killer Queen era estasiato”.Tra hit come A kind of magic, Don’t stop me now, Another One Bites the Dust, il ruolo, dice chi l’ha sentita, “sembra scritto apposta per lei”. Costumi futuristici (“Si è affidata totalmente, il Made in Italy conquista sempre nel mondo”, dice Piparo) e una sola richiesta: grande attenzione alle scarpe, che in scena sono altissime e più volte dovrà fare su e giù per le scale della scenografia disegnata da Teresa Caruso. Con lei, Giorgio Adamo/Flavio Gismondi nei panni di Galileo e Arianna Galletti/Eleonora Facchini in quelli di Scaramouche, orchestra dal vivo del Maestro Emanuele Friello e coreografie di Roberto Croce. “Lo spettacolo sarà in tournée per almeno due anni in Olanda – prosegue Piparo – Anastacia sarà con noi fino a gennaio. Ci lascerà per il suo tour in Nuova Zelanda e poi tornerà (al suo posto Tia Architto). La meraviglia – prosegue il regista – è che tutto questo sta nascendo in Italia, con talenti e maestranze italiane. Per la prima volta insegniamo davvero noi il mestiere a quelli che abbiamo sempre visto come ‘grandi’”. Ma vedremo mai questa versione di We will rock you in Italia? “Diritti a parte – riflette Piparo con una punta di rammarico – nel nostro Paese sta diventando tutto troppo complicato e viene voglia di andarsene. Non c’è riconoscenza. Abbiamo creato un volano economico importante e siamo ripagati e vessati con difficoltà burocratiche. Chi vuole – conclude – verrà a vederlo in Olanda. Per fortuna, un volo low cost costa meno di un Roma-Milano”.

Tv: Andreatta, Amica Geniale svolta per produzione fictionTerminate riprese del secondo capitolo, da quadrilogia Ferrante

18 novembre 201909:59

– “L’amica geniale per acclamazione di critica e pubblico, segna una svolta nella produzione della fiction italiana. Un traguardo, questo, frutto del lungo percorso di internazionalizzazione della serialità Rai”. Lo ha sottolineato il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta nel corso di una visita sul set a Napoli de L’Amica Geniale Storia del Nuovo Cognome, secondo capitolo tratto dal betseller della quadrilogia di Elena Ferrante, la cui messa in onda è prevista per la primavera del 2020, e le cui riprese sono nel frattempo terminate. Parlando alla presenza del regista Saverio Costanzo e delle due protagoniste Margherita Mazzucco e Gaia Girace e dei produttori Lorenzo Mieli e Domenico Procacci. Una produzione Fandango-Wildside, in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment,in coproduzione con Umedia.
“Un budget importante – ha sottolineato Andreatta – uno sforzo produttivo enorme, un’attenzione minuziosa a ogni tassello della realizzazione, dalla scrittura alla regia, dal cast alla produzione. Un grande lavoro di eccellenze italiane. Con Storia del nuovo cognome – ha osservato ancora Andreatta – prosegue e si rafforza l’ambizione di raccontare e portare l’immaginario italiano nel mondo tenendo sempre al centro della narrazione il vissuto del nostro Paese. Una sfida narrativa, produttiva e culturale in piena coerenza con il ruolo di Servizio Pubblico della Rai. È questa una serie di passioni, nell’accezione più ampia e complessa del termine. Vediamo fin dalle primissime immagini nuove tematiche emergere e farsi potenti: l’amore, il rapporto con il corpo, i rapporti famigliari insani, talvolta terribilmente violenti, il rifiuto della propria condizione e l’aspirazione a una vita migliore, la sessualità delle due ragazze fra ragione e sentimento, maternità negata e desiderata, violenza subita e desiderio”.
Nei nuovi episodi esplodono – ha fatto notare Andreatta – “le molte contraddizioni delle vite di Lila e Lenù. Il racconto si fa anche politico, nel senso che emerge il rancore di classe, la contrapposizione fra la borghesia e la classe meno abbiente, dalla quale le nostre due eroine provengono. Il Rione napoletano continua a rappresentare il microcosmo, la parte per il tutto, il concentrato delle trasformazioni sociali in atto, non prive di violenza. Ma la prospettiva si amplia, dal Rione si passa al mondo esterno: le due ragazze oltrepassano definitivamente il tunnel, scoprono e vivono la città caotica e in piena trasformazione”. Molte quindi le novità, stilistiche, narrative e produttive.
Si ritorna anche a Ischia, che sarà presente in due episodi, diretti da Alice Rohrwacher. Vedremo infine Lenù, matricola universitaria, a Pisa. La sfida registica segna un cambio di stile, coerente con il passo del racconto, con gli anni affrontati, i Sessanta. Lila e Lenù sono cresciute, guardano al loro futuro, passano all’azione, prendono in mano le rispettive vite. E manifestano una ribellione e una voglia di riscatto fortissima, sociale l’una, culturale l’altra.

Deneuve e figlia tra famiglia e memoriaIn sala Tutti i ricordi di Claire con Chiara Mastroianni

18 novembre 201910:03

Perché Claire Darling (Chaterine Deneuve), ottantenne un po’ confusa sta svendendo nel giardino della sua grande villa nell’Oise gli oggetti di antiquariato raccolti in una vita? Compresi straordinari automi e quadri di famiglia? Inizia così, con questa inspiegabile follia, ‘Tutti i ricordi di Claire’ di Julie Bertuccelli, in sala dal 21 novembre con Movies Inspired. A chi cerca di fermarla, come il suo storico sacerdote o la figlia Marie (Chiara Mastroianni), accorsa anche per le sue ultime stranezze, dice che fa questo perché è convinta che morirà la sera stessa. Su questo semplice canovaccio si sviluppa il comedy drama di Julie Bertuccelli (Da quando Otar è partito, L’albero, Squola di Babele) da sempre attenta a temi come famiglia, memoria, segreti e sradicamento. E va detto che nel film solo con la giusta lentezza si risale alla vita di Claire, alle sue ombre, al fatto di aver perso un figlio per un incidente, una morte di cui sarebbe, dal suo punto di vista, colpevole il marito. Un fatto doloroso, mai davvero superato, che la fa invecchiare tra le amarezze e un’antipatia molto forte per la figlia Marie. Partita vent’anni prima, quest’ultima è tornata a casa anche per chiudere i conti con Claire, questa madre che ha perso la testa e sembra determinata a suicidarsi e vivere comunque solo un altro giorno.Adattamento del romanzo americano di Lynda Rutledge, ‘Faith Bass Darling’s Last Garage Sale’, ambientato in Texas, Tutti i ricordi di Claire questa volta è trasposto nella provincia francese in un incessante andare e venire temporale. Insomma tanti flash back per questi personaggi che, di volta in volta, aggiungono, almeno apparentemente, un tassello alla loro storia. Grande coraggio infine da parte della Deneuve nell’affrontare questo personaggio di Claire, anziana signora, con grande e professionale disinvoltura. Dice la regista: “Nel libro tante le cose in cui mi sono identificata: i rapporti complessi tra madre e figlia; i morti che ci perseguitano; gli oggetti e i mobili che ci invadono e ci servono da memoria di sostituzione; le menzogne, i segreti e i non detti familiari che ci aggrediscono; la fine della vita che ci attende; la memoria che, di volta in volta, ci forma, imprigiona, soffoca; e l’oblio che ci rattrista eppure ci libera e alleggerisce”. E ancora la Bertuccelli: “Il mio attaccamento agli oggetti proviene, a mia discolpa, da numerose generazioni di appassionati. Le case della mia infanzia erano piene di cimeli incongrui di viaggi, eredità di famiglia, scoperte e collezioni: così tante metafore, sensazioni, tanti legami emotivi, ricordi, simboli di un tempo o di un luogo rimpianto, e riflessi delle nostre vite dai quali è difficile staccarsi. Nonostante tutte le obiezioni che facevo da bambina a questa follia patologica, a questo gusto smisurato per le cianfrusaglie, anch’io ne sono stata contagiata. Per me – conclude – era giunto il momento di rovistare tra quei demoni e affrontare tutto quel disordine che mi apparteneva”.

The Irishman, Zaillian a Capri ‘award’ per scriptA dicembre omaggio a film Martin Scorsese aspettando gli Oscar

NAPOLI17 novembre 201918:18

É stato assegnato a ‘The Irishman’ di Martin Scorsese il premio per la miglior sceneggiatura dell’anno di Capri,Hollywood 2019: Steven Zallian, già Oscar per Schindler’s list di Spielberg, ritirerà il riconoscimento nel corso dell’International Film fest sull’isola azzurra che dal 27 dicembre al 2 gennaio, come da tradizione, aprirà la stagione degli Awards 2020. Lo annuncia Tony Renis, presidente onorario della manifestazione:”The Irishman può definirsi la summa del grande cinema di Scorsese e la sua sceneggiatura è uno dei capolavori di Zaillian, talento come pochi della scrittura, collaboratore di lungo corso del maestro italomericano e di tanti altri grandi autori. Questo script – aggiunge – è un lavoro assolutamente perfetto grazie al quale i fuoriclasse De Niro, Pacino e Pesci hanno dato vita ad interpretazioni memorabili”.
Il film prodotto da Netflix, dopo il passaggio in sala, sarà in streeming dal 27 novembre e si annuncia tra i favoriti alle nomination di Golden Globes e Oscar 2020.
Regista, sceneggiatore e produttore statunitense, Zaillian è tra le più influenti personalità di Hollywood ed è molto legato all’Italia dove girerà, a venti anni dal film di Antony Minghella, parte della serie tv tratta da ‘ Il talento di mister Riplay’ dai romanzi di Patricia Highsmith. The Irishman non è il primo gangster movie firmato da Zaillian che ha scritto anche le sceneggiature di ‘America gangster’ di Ridley Scott e ‘Gangs of New York’ di Scorsese. Zaillian è stato autore della miniserie di grandissimo successo ‘The Night Of’ per HBO. Tra i suoi prossimi lavori anche la serie storica Montezuma.
La 24esima edizione di Capri, Hollywood International film festival (che ha assegnato a ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio, film italiano scelto per concorrere all’Oscar, il Capri International feature film) è promossa dall’Istituto Capri nel mondo col sostegno del Mibact-Dg Cinema e della Regione Campania in collaborazione con diversi sponsor privati.

Scala: Tosca soldout, Mattarella a inaugurazione stagioneBiglietti esauriti per tutte le repliche di dicembre

ILANO17 novembre 201917:19

– Tutti pazzi per Tosca: l’opera che inaugurerà il 7 dicembre la stagione lirica della Scala è già esaurita, non solo per la serata inaugurale (a cui saranno presenti fra gli altri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese) ma in tutte le repliche di dicembre.
“Se avessi il doppio dei biglietti, riempirei comunque il teatro” aveva profetizzato il sovrintendente Alexander Pereira lo scorso 4 ottobre quando gli era stato consegnato Al Mattarel il premio per la milanesità. E la profezia si è avverata. Delle nove repliche in programma (senza contare l’anteprima giovani) le prime sei sono già soldout. Mentre per le tre di gennaio – quando la superstar Anna Netrebko lascerà il posto a Saioa Hernández, sono comunque rimasti solo pochissimi biglietti.

17 novembre 201917:50

Dori Ghezzi canta “La canzone di Marinella” con Morgan e Franco Mussida. La performance a “Una storia da cantare” che sabato sera, in prima serata su Rai1, nella puntata dedicata a Fabrizio De André, ha conquistato 4.147.000 spettatori con uno share del 21,1%

Bookcity: organizzatori, straordinaria affluenza di pubblicoConclusa l’8/a edizione con oltre 3.000 autori e 1.500 eventi

MILANO17 novembre 201918:50

– Si è conclusa a Milano l’8/a edizione di BookCity, la grande festa partecipata che ha coinvolto quest’anno oltre 3.000 autori, 1.400 classi di vari istituti scolastici e 400 volontari con più di 1.500 eventi dislocati nelle 250 sedi del territorio urbano e metropolitano.
Oltre al Castello Sforzesco, che rimane il cuore di BookCity Milano, teatri, musei, scuole, università, palazzi storici, librerie, circoli e associazioni culturali, carceri e ospedali, spazi pubblici ma anche case private e negozi, nei diversi quartieri della città, hanno ospitato incontri, dialoghi, spettacoli, mostre ed eventi.
“La straordinaria affluenza di pubblico e l’eccezionale interesse suscitato dalla manifestazione hanno dimostrato che BookCity Milano è la casa dei libri e degli attori della filiera”, si legge nella nota conclusiva degli organizzatori.
“Editori, autori, librai, bibliotecari, agenti, traduttori, illustratori, tutte le professioni che concorrono alla realizzazione di un libro – continua la nota – hanno avuto la possibilità di incontrarsi e di incontrare il pubblico dei lettori e della comunicazione. BookCity per la ricchezza del suo programma si caratterizza come un grande evento culturale capace di unire e di stimolare. È una manifestazione unica che caratterizza in modo originale, anche sul piano europeo, Milano e la sua area”.
Per l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno “BookCity Milano si conferma sempre più una piattaforma globale di dibattito e confronto, capace di spaziare da luoghi e temi della molteplice identità cittadina alle grandi sfide del tempo futuro per l’intero pianeta. Nel 2020 ci dedicheremo al tema dell’ambiente e della sostenibilità globale, in un anno caratterizzato dal protagonismo dei talenti delle donne”.

Box office Usa, primo Le Mans ’66Seconda piazza per Midway, solo 8 milioni per Charlie’s Angels

17 novembre 201919:49

– Weekend senza grandi sussulti al botteghino Usa. Buono il risultato di Le Mans ’66. Il film, diretto da James Mangold, che segue le vicende degli ingegneri e dei membri della scuderia statunitense Ford contro l’avversaria Ferrari, conquista il primo posto con 31,5 milioni di dollari nel primo fine settimana di uscita.
Mantiene il secondo posto con 8,7 milioni Midway, film di guerra di Roland Emmerich, mentre non va oltre la terza posizione Charlie’s Angels, che porta a casa solo 8,6 milioni nella prima settimana di uscita.

Vittorio Arrigoni, l’utopista di GazaAutrice, ‘suo ‘Restiamo umani’ va spiegato a nuove generazioni’

MILANO17 novembre 201919:24

– ANNA MARIA SELINI, VITTORIO ARRIGONI, RITRATTO DI UN UTOPISTA (CASTELVECCHI, PP. 200, EURO 18,50) – Mentre proseguono i tentativi di mantenere una tregua nata fragile e subito violata nella Striscia di Gaza, ancora una volta teatro di violenze e lutti, un nuovo libro ripercorre la vita e la morte di un giovane attivista italiano, Vittorio Arrigoni, icona dei ‘Pro-pal’ e bandiera dei sostenitori dei diritti umani e della Striscia, ucciso per mano di un gruppo di presunti salafiti, che lo rapirono nel 2011.
In ‘Vittorio Arrigoni – Ritratto di un utopista”, la sua figura viene delineata da una giornalista che già si era occupata del drammatico caso con un documentario che aveva ricostruito la vicenda in modo accurato. Oggi l’autrice ha però deciso di approfondire nuovamente l’uomo Vittorio – poeta, scrittore, giornalista, attivista quasi eroico – ma anche figlio, fratello e giovane passionale innamorato della vita.
“Ho conosciuto ‘Vik’ nel 2009 a Gaza City ed è stato come scontrarsi con un personaggio in fuga da un romanzo – racconta Anna Maria Selini – Il suo slogan ‘Restiamo umani’, è ormai un’icona nelle manifestazioni per i migranti, in quelle contro i sovranisti (è stato usato recentemente anche da un sindacalista, ‘Zorro’ in polemica con Matteo Salvini, ndR). E’ un messaggio che continua a ispirare, di scottante attualità nazionale e internazionale, talvolta abusato. Ed è per questo che ho ritenuto necessario un libro che spiegasse alle generazioni di oggi cosa ci sta dietro, quale vita, quale persona. Perché non rimanga uno slogan vuoto”. Il volume ripercorre poi tratti delle vicende giudiziarie, e ne sottolinea incongruenze e ‘buchi’. In attesa di una giustizia compiuta almeno della memoria, se non nelle aule dei tribunali.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Amica Geniale, le protagoniste diverse ma speculari
Parlano le giovani attrici Gaia Girace e Margherita Mazzucco

NAPOLI18 novembre 201910:03

Gaia Girace (Lila) e Margherita Mazzucco (Elena) tornano protagoniste nella seconda stagione de L’amica Geniale – Storia Del Nuovo Cognome, una collaborazione fra HBO, Rai fiction, e la produzione di Wildside e Fandango la cui messa in onda è prevista sempre su Rai1 per la primavera del 2020. Sono state a Napoli negli ultimi giorni del set (poi si sono spostate a Pisa a settembre prima del fine ciak) in una calda giornata di fine agosto, interpretano rispettivamente Lila ed Elena, la mora e la bionda.
Diverse, bellissime e speculari al tempo stesso. Gaia e’ inquieta, magnetica, fumantina, geniale, un’indole solitaria, poco interessata alla fama, ma concentrata sul superamento dei propri limiti. Nata a Vico Equense, penisola sorrentina, ha iniziato a studiare recitazione “a 13 anni, alla scuola di teatro e cinema “La ribalta” a Castellammare di Stabia prima di essere scelta per la prima stagione da Saverio Costanzo. Come ha accolto la tua famiglia questa scelta? “Mia madre – risponde la giovane attrice, quasi 16 anni -, è sempre sul set con me. E’ un insegnate di sostegno, mio padre lavora nel campo immobiliare, era più preoccupato all’inizio. Ora entrambi sereni”.
Margherita è l’opposto: abita nel cuore di Napoli, è nata e cresciuta a Piazza del Gesù. E’ piena di amici, pacata, annidata in una famiglia numerosa: “Prima non ci pensavo proprio a fare l’attrice, è stato un caso. Un volantino, poi il provino quasi per sfida e Saverio mi ha scelta. Non è cambiata molto la mia vita – osserva – se non che se prima per strada non mi guardava nessuno ora mi riconoscono tutti. Sono iscritta al quarto anno del liceo classico. Ma adesso si è ovvio che mi piacerebbe continuare a fare l’attrice, magari con un altro film di Costanzo, è stato un regista estremamente paziente, mi ha insegnato tanto, ho scoperto lati di me stessa che non immaginavo di avere”.
Gaia di un anno più giovane frequenta il liceo linguistico, ama il francese, l’inglese e anche l’Italiano, ma – spiega – “siamo state supportate anche da un coach sul set, i professori del liceo quando dovevo saltare le lezioni erano clementi sapevano che dovevo lavorare”. Gaia, diciamolo, è più loquace, una somiglianza impressionante con Sophia Loren, anche se ama molto Audrey Hepburn e nella fisicità, longilinea, ha un che di Margareth Madè, e anche una grazia infinita. A catturare è il magnetismo dello sguardo, un dono prezioso che ci auguriamo non venga sprecato da cattivi consiglieri: “Di certo – dice saggia – dopo l’Amica Geniale con un regista come Saverio, in futuro non voglio buttarmi via accettando proposte che mi squalificano”. Ma proposte arrivano? “Si tante, ma ho un contratto. Comunque bisogna aspettare, valutare, non aver fretta. Soprattutto studiare bene le lingue, continuare ad approfondire la recitazione e terminare il liceo”. Hai un sogno? “Si, andare in America, sto mettendo i soldi da parte, quelli che ho guadagnato con questo lavoro”.
Lia in questo secondo capitolo avrà dai 17 ai 23 anni in più diventa madre. Gaia non ti sei sentita a disagio ad interpretare un personaggio più grande? “No, non ci ho pensato troppo. I bambini mi piacciono molto, secondo l’età non mi ha condizionata, pensavo solo al ruolo, ascoltavo quello che mi diceva Saverio. Certo il fatto che Lia sia una ragazza che ha vissuto delle privazioni, si è sposata quasi bambina, ha vissuto dei maltrattamenti gravi vessazioni, quelli sono aspetti che da ragazza di oggi non vivrei mai”. Sei fidanzata? “No, non ho neanche il tempo. Ma quando non sono sul set vedo anche gli amici. Alcuni di scuola li ho portati qui”.
Nella seconda stagione ritroviamo le due ragazze 16enni sempre legate da una grande amicizia, intraprendere strade diverse. Lila scoprirà che il marito Stefano è molto diverso da quello che sembrava e chi ha letto L’Amica geniale-Storia del nuovo cognome ben sa che la ragazza si ritroverà vittima di violenze quotidiane da parte del coniuge. Inizialmente lavorerà nel negozio di scarpe ma la giovane sentirà sempre di più il peso di aver perso la propria identità. In questa seconda stagione sarà proprio la tematica dell’identità ad essere centrale: le due giovani donne dovranno fare i conti con se stesse. Lenù continuerà a frequentare il liceo classico da studentessa modello e questo la porterà a studiare alla Normale di Pisa. Tuttavia anche quest’ultima non riesce ad essere felice sentendosi inadeguata sia nel rione dove è nata e sia nel nuovo ambiente universitario. Inoltre l’amicizia tra le due donne sarà messa a dura prova a causa di Nino Sarratore, amico di infanzia di cui entrambe sono innamorate, con il quale Lila intraprenderà una relazione durante una vacanza a Ischia. Il neorealismo rimane il punto di partenza, ma viene adeguato al nuovo racconto, a quanto sta succedendo a Lila e Lenù e, soprattutto, all’Italia di quegli anni.

Il cardellino diventa film, in Italia dal 6 dicembreIl best seller Donna Tartt, da Warner Bros. e Amazon Studios

18 novembre 201910:06

– L’attesa trasposizione sul grande schermo del romanzo best seller di Donna Tartt, Il Cardellino sarà da Warner Bros.
Pictures e Amazon Studios in esclusiva digitale in Italia dal 6 dicembre.Diretto dal regista premio BAFTA John Crowley, il film vede un cast multigenerazionale guidato da Ansel Elgort nel ruolo di Theo Decker e Nicole Kidman in quello della Sig.ra Barbour.
Theodore “Theo” Decker aveva 13 anni, quando sua madre venne uccisa dallo scoppio di una bomba al Metropolitan Museum of Art.
La tragedia cambiò il corso della sua vita, conducendolo in una commovente odissea fatta di dolore e colpevolezza, di reinvenzione e redenzione, e persino di amore. Nel mezzo di tutto ciò, si aggrappa ad un tangibile oggetto di speranza, ricordo di quel giorno…il quadro di un uccellino incatenato al suo trespolo, Il Cardellino.La sceneggiatura è del candidato all’Oscar Peter Straughantratta dal romanzo di Donna Tartt (premio Pulitzer del 2014 nella categoria Fiction e della Medaglia Andrew Carnegie for Excellence in Fiction) , apparso per 30 settimane di seguito sulla lista dei libri più venduti del The New York Times.
“Il Cardellino” è una presentazione Warner Bros. Pictures, in associazione con Amazon Studios, una produzione Color Force, un film di John Crowley.
Il film sarà distribuito in Italia da Warner Bros. Home Entertainment in esclusiva digitale per l’acquisto e il noleggio dal 6 dicembre sulle seguenti piattaforme: Apple TV App, Itunes, Google Play, Youtube, Infinity, Sky Primafila, Chili, Rakuten TV, TIMvision, Playstation Store e Microsoft Film&TV.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sky Uno: primo show per Alessandro Siani
A Natale l’attore protagonista di Stasera felicità

18 novembre 201911:01

– Dopo il record d’ incassi al box office, Alessandro Siani approda in tv, in esclusiva su Sky Uno, per il suo primo tv show da protagonista. Nel periodo natalizio si accenderanno i riflettori di Stasera felicità, serata-evento su Sky Uno, una sorta di one-man-show cinematografico pensato per la Tv e studiato per Siani. Il cinema sarà difatti un riferimento al centro del progetto, che emerge già nella maestosa scenografia-omaggio a “The Truman Show” (curata dallo scenografo Marco Calzavara) e si sviluppa nella fusione continua tra esibizioni e perfomance sul palco e veri e propri cortometraggi firmati da un direttore della fotografia d’eccellenza come Michele D’Attanasio (David di Donatello per Veloce come il vento di Matteo Rovere, collaboratore di grandi registi come Nanni Moretti, Gabriele Mainetti, Mario Martone, e direttore della fotografia de Il giorno più bello del mondo, film con cui Siani è in questi giorni in testa al box office).
Siani, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà – proporrà uno show che sfrutta idee e tecniche proprie del grande schermo. Sul palco e nei corti grandi ospiti. “Diamo il benvenuto a un grande artista come Alessandro Siani, con il quale abbiamo pensato ad un vero e proprio regalo di Natale per i nostri abbonati – ha detto Nicola Maccanico, executive vice president programming Sky – . Stasera Felicità è un grande spettacolo televisivo e una luminosa celebrazione dell’immaginario cinematografico”. “Sono stracontento di accettare l’invito di una piattaforma prestigiosa ed innovativa come Sky, che vuole festeggiare il Natale televisivo con me ed i suoi abbonati – ha detto Siani -. Proporremo una sorta di cinetv: il cinema e la TV si abbracceranno in uno show che vuole condividere, con leggerezza, la magia del Natale”.

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 99 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 10:50 DI MERCOLEDì 13 NOVEMBRE 2019

ALLE 22:25 DI VENERDì 15 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostre: ‘What a wonderful world’ e la storia dell’Ornamento
A Reggio Emilia un viaggio tra arte e natura attraverso i secoli

REGGIO EMILIA13 novembre 2019 10:50

– La storia dell’Ornamento tra arte e natura è protagonista di ‘What a wonderful world’, un percorso dall’età antica ai grandi protagonisti della storia dell’arte, con oltre 200 opere di autori come Durer, Leonardo, Piranesi, Escher, Picasso, Matisse, Warhol e Haring. La mostra è in programma a Reggio Emilia, a Palazzo Magnani e ai Chiostri di San Pietro, dal 16 novembre all’8 marzo. L’esposizione rivela i significati profondi dell’ornamento, visto non più come semplice e superficiale abbellimento, ma fenomeno che investe la quotidianità e il rapporto con la dimensione estetica, “attraversando processi storici sottesi, intrecci tra culture, prestiti di natura filosofica, sociologica e antropologica”.
La rassegna propone diverse sezioni, dal mondo naturale di piante e animali alla pratica, da sempre usata dall’uomo, di adornare il proprio corpo, dall’evoluzione del motivo ornamentale vegetale nei secoli e nelle culture all’attuale visione dell’ornamento perfezionata tra Ottocento e Novecento.

Westwood lancia capsule suoi corsetti-iconaSfilò per la prima volta con la collezione F/W 1987/88

13 novembre 201913:04

– Vivienne Westwood lancia una limited edition dei suoi iconici corsetti disponibili in tre colori – avorio, rosso, nero – solo in alcune selezionate boutique, tra cui Londra, New York, Parigi, Los Angeles. Il corsetto firmato dalla stilista britannica sfilò per la prima volta per la collezione autunno/inverno 1987/88 Harris Tweed, che comprendeva alcuni dei pezzi più iconici degli archivi Westwood. Il corsetto Stature of Liberty è il risultato più evidente del lavoro della designer negli anni ’80, con il quale è riuscita abilmente a trasformare un capo intimo delle donne nobili del diciottesimo secolo in un capo per tutti i giorni.
A 30 anni dal suo debutto il corsetto della Westwood è diventato un capo icona per la sua donna il cui motto è “Buy less, Choose Well, Make it last”.

Ciak per Il Venditore di Donne di Fabio ResinaroTratta da libro di Giorgio Faletti

13 novembre 201913:10

– Al via le riprese del nuovo film di Fabio Resinaro il Venditore di donne, con Miriam Dalmazio,Mario Sgueglia, Libero Di Rienzo, Paolo Rossi, Francesco Montanari, Antonio Gerardi e con la partecipazione straordinaria di Michele Placido. La pellicola è Mario Sgueglia, da Appunti di un venditore di donne di Giorgio Faletti, edito da La Nave di Teseo, uno dei libri più venduti in Italia nel 2010.
È il 1978. Nella Milano da bere dove Vallanzasca comanda la mala, Bravo, interpretato da Mario Squeglia, vive la sua vita tra locali di lusso, discoteche e bische in compagnia dell’amico Daytona, interpretato da Paolo Rossi. Bravo si definisce un imprenditore. Il suo settore sono le donne. Sì, perché lui le vende. Ma la vita di un venditore di donne non è facile. Sarà sconvolta dall’arrivo di Carla, interpretata da Miriam Dalmazio, che risveglierà in lui sensazioni sopite da tempo. Una sola notte fuori da una bisca cambierà tutto. Non si tratterà però dell’inizio di una nuova vita. Sarà l’inizio della fine. Il film prodotto da Luca Barbaraschi è una cooproduzione Eliseo cinema – Rai Cinema

Mostre: Gauguin e Cina, percorsi opposti insieme a CataniaDal ‘buen retiro’ a Noa Noa all’Oriente in movimento dal 15/11

CATANIA13 novembre 201913:15

– CATANIA – Un’immersione visiva ed emozionale nelle ansie dell’uomo attraverso due percorsi diametralmente opposti: l’immensa e misteriosa Cina con la sua frenesia di movimento alla conquista del mondo dopo secoli di isolamento da un lato e dall’altro il ‘buen retiro’ polinesiano dell’anima inquieta di Paul Gauguin che da quel mondo confuso decise di ritirarsi tra le bellezze selvagge e seducenti dei Maori, lasciando opere memorabili e suggestive. E’ una doppia mostra quella che i curatori Daniela Arionte, Giacomo Fanale, Giuseppe Frazzetto, Vincenzo Sanfo propongono con il Comune di Catania al Palazzo della Cultura dal 15 novembre sino al 31 marzo.
Centinaia di opere ed oggetti per descrivere e scoprire le ansie del popolo cinese che si è messo in movimento, colonizzando intere regioni del mondo occidentale, rimanendone tuttavia distanti e mantenendo una propria identità quasi imperscrutabile. Da questo percorso corale che sembra identico nelle sue liturgie, si stagliano figure artistiche capaci di far riflettere rompendo schemi rigidissimi: Ai Weiwei, Xiao Lu, Song Yongping sono solo alcuni presenti in questa mostra con tutta la loro forza trasgressiva.
Di rottura, anche se in senso contrario, l’esperienza e la vita stessa di Paul Gauguin, uomo di navi e di mare che decide di ritirarsi in una piccola isola della Polinesia raccontandola con le sue opere come un Paradiso in terra dove la bellezza dei paesaggi e la sensualità dei corpi maori liberati da ogni convenzione perbenista diventano emblema di gioia e benessere.
Due percorsi diametralmente opposti che attraverso l’Arte dei suoi protagonisti prova a descriverli mantenendo eterna la domanda: “Ma quest’Uomo dove può andare per essere felice?”.

Mibact, situazione Venezia “complessa e preoccupante”Segretario generale Nastasi, allerta anche a Matera

13 novembre 201913:18

– “Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico di Venezia e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante”. Lo conferma il segretario generale Mibact Salvo Nastasi che ricorda di aver attivato l’unità di crisi. “Il Ministro Franceschini segue da ieri la situazione passo passo, i soprintendenti sono al lavoro e hanno messo a disposizione tutti i loro restauratori. In attesa delle valutazione stiamo verificando ogni capitolo di spesa del Mibact per fare il punto sui fondi da destinare al patrimonio artistico veneziano”. Nastasi parla da Matera dove oggi si sta inaugurando la nuova stazione ferroviaria progettata da Stefano Boeri.
“Anche qui – spiega- c’è una situazione di allarme che tocca i beni culturali , in particolare i templi ipogei. E anche qui i nostri soprintendenti e tutti i tecnici sono al lavoro per verificare e poi eventualmente quantificare i danni”. Quanto a Venezia, precisa, la situazione è preoccupante, “non solo per il livello raggiunto dall’acqua alta, che al momento è di soli 7 centimetri inferiore a quello raggiunto nell’alluvione del 1966, ma per la quantità di ore in cui i beni artistici, dai preziosissimi pavimenti in marmo della Basilica di San Marco ai rivestimenti lignei, sono rimasti sommersi”. A differenza dell’ultimo allarme di un anno fa, precisa, “L’acqua ha invaso tutta la Basilica e non solo la prima parte”.
Per di più, sottolinea il segretario generale del Mibact, “il maltempo purtroppo è ancora in corso. A Venezia, perché si possa fare una quantificazione reale dei danni al patrimonio bisogna aspettare che l’acqua scenda”.
L’attenzione, intanto, è alta per tutto il territorio italiano: “Ho chiesto ai nostri soprintendenti di tutto il territorio italiano di farci un quadro delle loro situazioni.- conclude Nastasi – Al momento comunque non sono state segnalati altri siti in allarme”.

Ristampa fumetto Zerocalcare e Herrepusch dedicato a BiagettiA 13 anni omicidio, Prossima fermata – Una storia per Renato

13 novembre 201913:20

– A 13 anni dall’ omicidio del giovane Renato Biagetti, ucciso a Focene da due coetanei dell’ultra destra, torna in edizione limitata la ristampa del fumetto firmato da Zerocalcare e Errepush edito da Elementi Kairos, dedicata alla vittima. Prossima fermata – Una storia per Renato entra subito nel catalogo libri della famiglia OpenDDB, portale che sostiene la circolazione di opere indipendenti (80 pp prezzo libero ma consigliata donazione di minimo 22 euro). Un libro che è un viaggio a ritroso nel tempo che ci parla di Renato ma soprattutto di come sia necessario posizionarsi di fronte alla barbarie in nome di una ideologia brutale, che si fa normalità e codificazione, di fronte all’ insostenibile perdita di umanità che caratterizza il dibattito pubblico degli ultimi anni. Dopo il tour della prima edizione, iniziato nel 2016 nel decennale della morte di Renato Biagioietti, l’intento è di “tornare sulla strada per incontrare ancora una volta tutte le comunità resistenti disseminate nel paese: nelle scuole, nelle piazze, nei paesi, nelle biblioteche, nei circoli dove siamo stati accolti calorosamente, e arrivare dove non si è riusciti fino ad ora per continuare a tessere relazioni e complicità” spiega una nota dell’editore. . Zerocalcare ed Errepush da anni riempiono la città di Roma con i loro disegni sulle locandine di cortei, concerti, iniziative che dal basso resistono e tentano di cambiare l’esistente. Fumettista l’uno, disegnatore e artista grafico l’altro, hanno vergato una storia appassionata colma di amore e rabbia. OpenDDB è un progetto dell’associazione culturale Smk Videofactory è il primo portale europeo in creative commons che supporta la circolazione di opere indipendenti (libri, film, musica) in creative commons, attraverso la distribuzione on-demand, eventi e proiezioni per i film.

A teatro, da Solfrizzi come Auteuil a libro MurgiaIn scena anche Lavia, Marchesi e coppia Benvenuti-Fresi

3 novembre 201913:27

– Emilio Solfrizzi (come Daniel Auteuil) insieme a Paola Minaccioni in “A testa in giù” di Florian Zeller, diretto da Gioele Dix, e Anna Della Rosa per Veronica Cruciani in “Accabadora” dal best seller di Michela Murgia, tutti a Roma. E poi Giorgio Marchesi in “7 anni” di José Cabeza e Julia Fontana, ancora nella capitale, e Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi a Milano con “donchisci@tte”, ispirato a Cervantes; “La locandiera” di Goldoni secondo Walter Le Moli e Gabriele Lavia con “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello, entrambi a Torino: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Musica: Theatralia Jazz Festival, ponte Londra-RomaPromosso da Filomena Campus, con lei ospiti italiani e Gb

ONDRA13 novembre 201913:27

– E’ stato un debutto emozionante quello di ieri sera a Londra per l’edizione 2019/2020 del Theatralia Jazz Festival, rassegna di jazz italo-britannica promossa dalla vocalist e regista sarda Filomena Campus, divenuta ormai una tradizione sulla scena londinese e trasformata quest’anno in una sorta di ‘ponte’ fra la capitale del Regno Unito e Roma. Infatti dopo le due date inglesi, ieri e questa sera, entrambe nella storica cornice del Jazz Club di Pizza Express, a Soho, la ‘città eterna’ e il ristorante Qvinto, nel quartiere Tor di Quinto, sono stati scelti per ospitare l’esibizione in programma il 22 maggio.
L’esordio del festival è avvenuto all’insegna di suoni mediterranei e ritmi sudamericani. Campus ha duettato col chitarrista Giorgio Serci nella loro creazione dal titolo ‘Scaramouche’: un intenso viaggio fra melodie e versi, che contiene al suo interno canzoni dedicate ai maestri brasiliani Hermeto Pascoal e Chico Buarque, e le poesie di Jack Hirschman e Maria Carta, recitate da Natasha Stanic Mann, che ha anche letto testimonianze sulla Brexit dal libro ‘In Limbo’ di Elena Remigi.
I due artisti erano accompagnati da un quintetto di archi del Keld Ensemble. Per questa sera, invece, Campus sale sul palco col suo rodato quartetto e insieme al virtuoso del flauto, Rowland Sutherland, scelto come ‘special guest’ per una performance che si prefigura altrettanto coinvolgente. Anche in questo caso sono previsti suoni e contaminazioni musicali da tutto il mondo e fra generi, come jazz e musica classica contemporanea. Insieme a Campus e Sutherland ci sono Steve Lodder al pianoforte, Rod Youngs alla batteria e Charlie Pyne al contrabbasso. Ma la kermesse musicale dopo Londra approda a Roma in primavera: Campus e il suo quartetto si esibiscono nello spazio dedicato alla musica nel ristorante Qvinto con ospiti italiani e britannici per un’altra serata al ritmo di jazz.

Cheyenne nuovo singolo di Francesca MichielinPer cantautrice concerto al Carroponte il 20 settembre 2020

13 novembre 201914:16

– Francesca Michielin torna con un nuovo singolo, Cheyenne feat. Charlie Charles, che ha curato la produzione del brano, in rotazione radio e disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 15 novembre, che anticipa il prossimo importante progetto discografico che uscirà in primavera.
Il brano, scritto da Alessandro Raina, Davide Simonetta, Mahmood e Charlie Charles è un brano romantico, nostalgico, pieno di contrasti, che nasconde un cuore synth e ballabile, incalzante con i suoi ritmi electro-pop. La voce di Francesca si lega in modo speciale alla consolle di Charlie Charles, i tappeti di archi alle percussioni digitali e i vocalizzi tribali al pianoforte. Cheyenne è il primo singolo del nuovo album di inediti di Francesca: un progetto unico che vedrà la luce nel 2020.
La cantautrice è pronta a tornare anche dal vivo e, per la prima volta, il 20 settembre 2020, suonerà live sul palco del Carroponte, il tempio della musica urban alle porte di Milano.

Musica: Niccolò Fabi, tour in Europa con Tradizione e tradimentoIn Italia date in programma a dicembre e gennaio 2020

13 novembre 201914:19

– Niccolò Fabi porterà “Tradizione e tradimento” in tour in Europa ad aprile 2020, accompagnato da Roberto Angelini e Pier Cortese che con lui hanno prodotto il nuovo disco. Il cantautore romano presenterà al pubblico europeo il nuovo album e i suoi brani di repertorio, in una nuova veste musicale, nei club delle città di Lugano, Berlino, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Parigi, Zurigo, Barcellona, Madrid e Lisbona.
I biglietti per le date del tour europeo (organizzato da Magellano Concerti) sono disponibili in prevendita dalle ore 16.00 di oggi, mercoledì 13 novembre.
Ecco le date del 2020: 3 aprile allo Studio Foce di Lugano, 6 aprile al Frannz Club di Berlino, 7 aprile al Q-Factory di Amsterdam, 9 aprile al Vk di Bruxelles, 12 aprile al The Garage di Londra, 14 aprile al Cafè de la danse s Paprigi, 16 aprile al Mascotte di Zurigo, 20 aprile al Razzmatazz di Barcellona, 23 aprile alla Sala caracol di Madrid, 25 aprile al Lav di Lisbona.
Ecco le date in Italia nei mesi di dicembre e gennaio: esauriti i biglietti per le date di Cascina (PI) (27 novembre-data zero), Ravenna (1° dicembre), Milano (2 dicembre), Pescara (8 dicembre), Palermo (13 dicembre), Trento (19 dicembre), Vicenza (20 e 21 dicembre), Bologna (10 gennaio), Firenze (11 gennaio) e Torino (12 gennaio), restano ancora disponibili gli ultimi biglietti per le altre date del tour, prodotto e organizzato da Magellano Concerti e Ovest. Radio partner del tour è Radio Capital.

Tv: una Torino inedita per la serie ‘Giustizia per tutti’Riprese fino a febbraio, c’è sostegno Film Commission e Regione

TORINO13 novembre 201914:36

– Un uomo ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie che, dopo 10 anni di carcere, prende in mano la sua difesa riuscendo a scagionarsi e poi si mette al servizio di altri per far vincere la verità. Tutto sullo sfondo di una Torino spesso inedita. ‘Giustizia per tutti’ è la serie Tv Mediset, con protagonista Raoul Bova, girata nel capoluogo piemontese con la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte e il sostegno della Regione.
Ventuno settimane di riprese, che dovrebbero concludersi a febbraio, per una produzione che vede una grande partecipazione di professionalità del territorio. “Un dato rilevante – dice Maurizio Zaccaro, regista insieme a Eros Puglielli – perché significa rispettare le professionalità del posto, creare un indotto, offrire non solo un impiego per i giovani ma anche fare una grande formazione quadri”.
Per Zaccaro “girare a Torino è sempre molto significativo, abbiamo dedicato molto tempo alla ricerca di posti meno conosciuti, dal centro alla periferia”. E c’è chi, come l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Vittoria Poggio, suggerisce di ampliare le location a tutto il Piemonte.
“Il cinema – dice – è un asset di sviluppo molto importante in cui la Regione crede e la presenza di un attore come Bova conferma la valenza di un lavoro che punta sempre più sulla qualità. Torino è un set importante ma tutta la regione ha molte potenzialità da sviluppare”.

Libri: al via Premio biennale Lattes per Traduzione

TORINO13 novembre 201914:37

– E’ al via il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione. La prima edizione è dedicata ai romanzi tradotti dalla lingua araba e coinvolgerà anche studenti delle università italiane.
“Consapevole del fondamentale ruolo dei traduttori nella diffusione della letteratura e dell’impareggiabile contributo della traduzione nell’avvicinare popoli e culture differenti, abbattendo muri ideologici, creando ponti culturali e favorendo il dialogo – spigano gli organizzatori – la Fondazione Bottari Lattes indice il Premio biennale per la Traduzione, in collaborazione con l’Associazione Castello di Perno. L’obiettivo è promuovere la conoscenza di culture e di autori meno noti al pubblico italiano e incoraggiare la traduzione in italiano delle loro opere più significative”.
“La traduzione – aggiungono – non si risolve in una semplice trasposizione di parole da una lingua all’altra, ma deve saper trasferire pensieri e concezioni del mondo da una cultura all’altra. Richiede quindi una compenetrazione totale del traduttore in quella cultura.
Il Premio in questa edizione è rivolto aperto alle opere di narrativa contemporanea di lingua araba tradotte pubblicate in italiano tra il 2017 e il 2019, che devono essere inviate alla Fondazione Bottari Lattes entro il 10 gennaio 2020. La cinquina dei traduttori finalisti sarà resa nota entro maggio. La premiazione si svolgerà il 20 giugno 2020 al Castello di Perno, nel cuneese. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

In arrivo Singin’ in the rain al Teatro nazionale Chebanca!
Nel musical Chiara Noschese si cimenta con leggenda Gene Kelly

13 novembre 201914:48

– È in arrivo la nuovissima produzione firmata Stage Entertainment Italia: Singin’ in the rain – cantando sotto la pioggia Il Musical. Lo spettacolo si terrà nella prima parte di stagione al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano, con repliche a partire dal 15 novembre 2019, e resterà in scena fino all’11 gennaio 2020. I biglietti sono già disponibili sul sito www.teatronazionale.it, www.ticketone.it, presso il Box Office e l’Ufficio Gruppi del teatro.
Dopo i successi di pubblico e critica raccolti nelle scorse stagioni teatrali da Flashdance – il Musical e A Chorus Line, l’attrice e regista Chiara Noschese torna a cimentarsi con la Leggenda che, questa volta, di nome fa Gene Kelly.
“Singin In The Rain è una storia che strappa una risata e fa sognare, in un’evasione unica, che capita solo quando siamo chiusi in un teatro, immersi in una che parla di poesia, talento, musica, arte, di quella “materia divina” di cui, a mio avviso, abbiamo una grande nostalgia”, commenta Chiara Noschese.

Fiorello riparte VivaRaiPlay! e torna a VivaAsiago10Ospiti di stasera Biagio Antonacci, Paola Cortellesi, i Meduza

3 novembre 201915:34

– Mancano poche ore all’esordio di “Viva RaiPlay!”: questa sera ore 20,35 solo su RaiPlay in esclusiva assoluta, ma Rosario Fiorello ha già stupito tutti tornando alla striscia quotidiana intitolata “Viva Asiago10!”, anche questa in esclusiva solo su RaiPlay. Il contenuto è disponibile da ora on demand ed è stato realizzato nell’acquario posizionato su via Asiago, da dove lo showman commenta le notizie della giornata, coinvolge i passanti, telefona a sorpresa a personaggi noti e anticipa ospiti e temi della trasmissione della sera.
Alla prima puntata (saranno realizzate ogni mattina il mercoledì, giovedì e venerdì come anteprima dello show della sera), già disponibile su RaiPlay, hanno partecipato Gabriele Muccino, Paola Cortellesi, Fabrizio Biggio, Mauro Casciari.
L’appuntamento con Viva RaiPlay! è stasera alle 20,35 sulla rinnovata piattaforma digitale Rai, in esclusiva, con il varietà di 50 minuti. Nella prima puntata ci saranno Biagio Aantonacci, che finalmente arriverà in studio, in anteprima esclusiva con il nuovo singolo, Paola Cortellesi e i Meduza, il trio italiano dei record della musica house.

S. Cecilia, debutta violinista TjeknavorianGiovane talento il 15/11 in concerto diretto da Jurai Valcuha

13 novembre 201916:44

– Il debutto a Roma sul palcoscenico di Santa Cecilia del giovanissimo violinista austriaco Emmanuel Tjeknavorian nel concerto di Aram Kachaturian è il pezzo forte dell’ appuntamento in programma all’ Auditorum Parco della Musica venerdì 15 novembre alle 20:30 per la Stagione Sinfonica.
Sul palco a guidare l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale torna il direttore slovacco Juraj Valcuha, tra le bacchette più apprezzate della scena contemporanea e presenza fissa del cartellone ceciliano dal 2011. Lo spettacolo, con repliche sabato 16 e domenica 17 alle 18, proporrà inoltre due composizioni di Sergej Prokofiev, la Suite L’amore delle tre melarance e la Sinfonia n. 3. Per Tjeknavorian, 24 anni, il concerto per violino dell’ autore armeno ha un significato particolare perché lo riporta alla terra d’ origine dei suoi genitori. Il brano, scritto nel 1940 e dedicato al grande violinista David Oistrach, fa parte di un trittico di concerti scritti da Kachaturian nella prima fase della sua produzione e rappresenta molto bene le caratteristiche generali del suo stile, in particolare quelle neo-nazionaliste e moderniste. La Suite da L’amore delle tre malarance, ispirata all’opera omonima, fu composta da Prokofiev nel 1922 e diretta dallo stesso autore a Parigi nel 1925. La Sinfonia n. 3, che nasce come un adattamento dell’opera L’angelo di Fuoco, non venne mai eseguita quando l’autore era in vita.

Hitchcock a Genova, 70 scatti per il maestro del brividoA Palazzo Ducale mostra su suoi film, il primo girato in Liguria

GENOVA13 novembre 201917:12

– Alfred Hitchcock non era contento di venire in Italia a girare il primo film della sua carriera, perchè non conosceva l’italiano e temeva di incontrare troppe difficoltà. La produzione lo convinse e così il primo ciak del maestro – nel 1925, ‘The Pleasure garden’ – inquadrò le strade di Genova e la stazione marittima. I successivi ripresero la splendida spiaggia di Alassio. C’è anche l’Hitchcock genovese in una mostra a Palazzo Ducale a Genova che con 70 fotografie scattate sui set e nei backstage dei film più celebri, da Psyco a La finestra sul cortile, celebra il maestro del brivido. Si intitola “Alfred Hitchcock nei film della Universal Picture” e fino all’8 marzo 2020 permetterà di scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sui primi effetti speciali ma anche sulla vita privata di uno dei registi più famosi. “La contemporaneità di Hitchcock credo stia nel fatto di esser stato un inventore di forme – spiega il curatore, Gianni Canova -: ha saputo tradurre in luci, colori, movimenti di macchina, inquadrature, i sentimenti umani, dal sospetto all’invidia, alla gelosia. Le tecniche della suspence che inchiodano a una poltrona lo spettatore le ha inventate lui. E poi lui non impressiona in modo violento, nella scena sotto la doccia in Psycho, il coltello non tocca il corpo della vittima”.
Apre la mostra la sezione dedicata a Hitchcock a Genova. “Qui ha fatto il primo ciack, a 26 anni – spiega Renato Venturelli -, fu un’esperienza avventurosa che ricordò tutta la vita perchè alla frontiera gli sequestrarono la pellicola e a Genova gli rubarono il portafoglio. Tra l’altro nel film si vede una delle ultime immagini della vecchia stazione Marittima”. La mostra offre anche una chiave di lettura particolare: in alcune date è prevista una “visita con delitto”. “Il direttore di Palazzo Ducale sarà ucciso – spiega la direttrice, Serena Bertolucci – e gli spettatori potranno collaborare con degli attori alla soluzione del delitto”.

Al via Festival Borghi più belli d’Italia307 borghi a Bologna da 22 a 24/11. Focus su Lombardia

3 novembre 201917:23

– Sarà la Lombardia l’ospite d’onore della seconda edizione del Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia, in programma a FICO Eataly World di Bologna dal 22 al 24 novembre. Tre giornate alla scoperta del fascino dell’Italia nascosta, con i Borghi a raccontare bellezza e territori, forse, meno battuti ma altrettanto preziosi e autentici, con anche un centinaio di produttori locali, eventi, incontri, mostre ed esperienze da provare. “Nella prima edizione abbiamo accolto 40 mila visitatori, quest’anno puntiamo a 50 mila – racconta il direttore dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia, Umberto Forte – La nostra rete conta ormai 307 borghi. Non si pone come alternativa, ma come integrazione della grande offerta nazionale. Siamo convinti di poter dare un forte supporto al turismo tradizionale, sollevando un po’ le mete più ambite dal sovraffollamento. Anzi, non sarebbe male se città come Roma, Venezia o Firenze ci aiutassero, promuovendo i borghi vicini”.
Il cui patrimonio, sottolinea il presidente dell’Associazione, Fiorello Primi, “non è da meno delle più grandi e conosciute destinazioni turistiche. Con un elemento in più: l’accoglienza, l’ospitalità, l’umanità delle nostre comunità locali, della gente che abita questi luoghi di grande fascino e che rappresenta il valore aggiunto della nostra offerta”.
Inaugurazione del Festival con il patron di Eataly Oscar Farinetti e a seguire il convegno Un viaggio nel fascino dell’Italia nascosta e poi presentazione della nuova piattaforma Buy Borghi, l’arrivo dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale con una mostra fotografica sui tesori trafugati dai borghi e ritrovati e il focus realizzato con inLombardia con 20 borghi lombardi protagonisti e Morimondo (MI) a farla da padrone.

Gilet per le freddolose si carica a batteriaE’ realizzato in softshell. Durata del calore 7 ore

13 novembre 201917:50

– Dopo aver pensato al pubblico maschile Capit dedica alle signore freddolose il nuovo gilet WarmMe che si scalda con una batteria, mantenendo il calore per diverse ore. E’ un capo adatto soprattutto a chi pratica attività outdoor come sci, scooter, moto o semplicemente perfetto per chi ama stare al caldo, quello proposto dall’azienda di Arese, che unisce alta tecnologia senza rinunciare allo stile: design sciancrato, cura nelle finiture, cuciture trapuntate a spina di pesce sul davanti, collo alto per una maggiore protezione dal freddo e scelta del total white, per un look elegante in tutte le occasioni del giorno-sera. WarmMe è realizzato in tessuto laminare softshell, che trattiene il calore mantenendo la traspirabilità, è molto resistente e si adatta alle forme del corpo, consentendo libertà di movimento mentre il doppio strato esterno protegge dal vento e dal freddo anche in caso di pioggia. L’hi-tech che scalda un circuito invisibile di piastre riscaldanti flessibili e ultrapiatte è posizionato in specifiche zone del petto e della schiena, così da contribuire a mantenere una temperatura confortevole e uniforme sul tutta l’area del busto. Dispone poi di 3 diversi livelli di temperatura, regolabili attraverso un unico pulsante “easy touch” retroilluminato (da usare senza sfilare i guanti).
Il nuovo gilet donna è dotatao di cavo Usb che, collegato a una batteria power bank, scalda il gilet in poco tempo, con un’autonomia media di 7 ore.

Fay Archive rilancia con 5 pezzi iconiciImmancabile il giaccone 4 ganci versione fisherman

3 novembre 201918:00

– La collezione Fay Archive fa tappa nei principali monomarca italiani del brand. In questi giorni viene proposta nella boutique di Roma da Andrea Della Valle, Michele Lupi men’s collections visionary del gruppo Tod’s, e dall’influencer Alessandro Squarzi. Il marchio Fay ha una storia che affonda le sue radici negli anni Ottanta, quando Andrea e Diego della Valle scoprono le giacche divisa dai pompieri del Maine: il 4 ganci, un caban in cordura e nylon con collo in velluto che rivisitato dal team stilistico del Gruppo Tod’s che acquista il marchio, diventa il capospalla simbolo di un’epoca.
“Questo è un brand che ha una grande storia da raccontare” spiega Lupi, padre del progetto che comprende un guardaroba vintage con 6mila pezzi originali. Fay Archive è una capsule, “un brand nel brand” come la definisce Lupi, che valorizza l’originalità del marchio che ha saputo tradurre lo spirito di una giacca da lavoro in un capo perfetto per la città. “Il progetto Archive vive di luce propria con 5 pezzi iconici per l’inverno e altrettanti per l’estate – spiega Lupi. Per elaborare il primo capitolo della serie Fay Archive è stato fatto uno studio dell’heritage del marchio. Siamo andati a vedere le prime campagne pubblicitarie come quelle che avevano come protagonisti i pompieri americani ritratti nelle sedi storiche delle fire-houses – ricorda Lupi – ma in questa operazione di valorizzazione del dna del marchio abbiamo puntato a sintetizzare lo spirito vintage Usa, con l’attenzione ai dettagli in sintonia con la cultura giapponese e l’amore per lo stile italiano. Alla fine siamo riusciti a ottenere un equilibrio che Diego della Valle aveva indicato come un’ unione tra lo spirito degli american worker e l’eleganza italiana”. Il risultato di questa operazione “che ha la forza di un gong nella storia del marchio” si concretizza in capi versatili adatti alle differenti stagioni e temperature”.

Teatro: un monologo di Lucia Calamaro per Lucia MascinoApplausi ad Ancona, ‘la più bella prima, nella mia città’

NCONA13 novembre 201919:20

– Lucia Mascino sceglie Ancona, sua città natale, per portare in scena il suo primo monologo ‘Smarrimento’ ed ottiene uno strepitoso successo. Sette minuti di applausi ieri sera al Teatro Sperimentale, per una grande prova di recitazione voluta dall’attrice e cucita su di lei dalla pluripremiata drammaturga e scrittrice Lucia Calamaro, dopo una gestazione di due anni che ha trovato in Marche Teatro il suo ente di produzione. Una prima che vede Mascino sul palco da sola per un’ora nelle vesti di una scrittrice che ha perso l’ispirazione, in un ipotetico colloquio con il pubblico perché la sua casa editrice per guadagnare qualche soldo l’ha coinvolta in un giro di conferenze. Ma è solo lo spunto per una divagazione esistenziale a più voci: la sua, quella della protagonista del libro Anna. Per Mascino che torna nella sua città d’origine è stata “la più bella prima di sempre in una platea dove conoscevo tutti e dove mi sono sforzata di non guardare i miei parenti per non perdere la concentrazione”.

Torna in duomo Orvieto ciclo Apostoli e SantiStatue erano state collocate in sede distaccata museo Opera

ORVIETO (TERNI)14 novembre 201909:48

–  Dopo 122 anni di ‘esilio’ e una migrazione in quattro sedi diverse, torna all’interno del Duomo di Orvieto l’intero ciclo scultoreo degli Apostoli e dei quattro Santi, l’unico ancora completo e conservato integralmente avviato prima dell’avvento del barocco.
Il riposizionamento delle statue all’interno della Cattedrale – è stato spiegato oggi in una conferenza stampa – è la conclusione di un impegnativo percorso sia burocratico sia di restauro, che ha visto collaborare numerosi ed esperti professionisti, oltre che soggetti istituzionali.
Le statue – otto realizzate tra il 1556 e il 1612, la nona nel 1618, la decima nel 1644 e le ultime due tra il 1714 e il 1722 – dal 2006 erano infatti state collocate nella sede distaccata del museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, tornando al centro dell’interesse e dello studio. Il progetto del riposizionamento in situ, già delineato nel 1986 dalla Soprintendenza, è stato di recente presentato agli organi del ministero per i Beni e le attività culturali e autorizzato dalla stessa Soprintendenza, grazie alla collaborazione con l’Opera del Duomo, l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, l’Enea (per gli aspetti scientifici e di innovazione nella prevenzione del rischio sismico), il Comune di Orvieto (per il supporto logistico) e alla piena condivisione da parte della diocesi di Orvieto-Todi.
“Questo progetto nella sua complessità rappresenta un caso inedito nella storia del restauro” ha sottolineato il presidente dell’Opera del Duomo, Gianfelice Bellesini. “Istituzioni e professionisti – ha aggiunto – con passione e competenza hanno condotto un gioco di squadra grazie al quale, in tempi ragionevoli, siamo riusciti a mettere fine a questo malinconico esilio. Per noi è una grande emozione”.
In occasione del restauro cosiddetto ‘di liberazione’ di matrice purista del 1897, che cancellò la fase artistica manierista-barocca del Duomo, le statue vennero infatti esposte nel museo e in seguito dimenticate nei depositi. Era stato il critico d’arte Federico Zeri, dopo una visita, a reclamare il loro recupero.
Ora il ritorno in Duomo del ciclo scultoreo, con i propri monumentali basamenti originali, è pronto ad essere celebrato: martedì 19 novembre alle 17 la presentazione delle statue ricollocate sarà affidata ad Antonio Paolucci, tra i più convinti sostenitori del progetto e promotore della giornata di studi ad esso dedicata presso i Musei Vaticani, la lettura teologica di monsignor Giacomo Morandi, segretario della Congregazione per la dottrina della Fede, e con la solenne benedizione impartita dal vescovo di Orvieto, Benedetto Tuzia.
La presentazione sarà il primo di una serie di eventi che si concluderanno con le celebrazioni del Corpus Domini, tra cui una mostra fotografica, allestita presso i sotterranei del Modo, che verrà inaugurata il 7 dicembre.
Già nel marzo scorso in Duomo si era celebrato il ritorno delle due statue dell’Angelo annunciante e della Madonna annunciata di Francesco Mochi, opere tra le più significative del Seicento italiano.

Lirica: l’Evgenij Onegin sorprende pubblico del PetruzzelliOpera Chajkovskij in scena con allestimento Heliko Opera Mosca

BARI13 novembre 201920:14

– ‘Piacevole sorpresa’, rispetto ad una iniziale diffidenza per un’opera in lingua originale, è la sensazione provata stasera dal pubblico del Petruzzelli nell’assistere alla presentazione di ‘Evgenij Onegin’ di Petr Ilic Chajkovskij, nel prestigioso allestimento curato dal teatro dell’ Helikon Opera di Mosca. Nata da un accordo tra il teatro barese e quello moscovita, la messa in scena che sembrava dovesse essere un omaggio alla comunità russa residente a Bari, si è rivelata un grande omaggio al Petruzzelli. La regia è stata curata da Dimitry Bertman, dall’originale storico di Konstantin Stanislavsky, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli diretta da Valery Kiryanov, un cast eccezionale a cui si è affiancato il coro della Fondazione barese diretto da Fabrizio Cassi. Le scene e i costumi sono di Viancheslav Okunev. ‘Evgenji Onegin’ ha un libretto che lo stesso Chajkovskij trasse dall’omonimo romanzo in versi di Puskin, di cui si limitò a musicare frammenti per comprendere la psicologia dei personaggi.

Midway, film di guerra old styleDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

13 novembre 201920:30

– Un film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra. Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour.

Scotti, il mio nuovo quiz alla Mike BongiornoPer vincere non basta essere bravi ma occorre essere velocissimi

14 novembre 201909:33

Domande veloci, nervi saldi, cultura generale e soprattutto un nemico implacabile: il tempo. E’ un format tutto italiano quello che debutta lunedì 18 novembre su Canale 5 alle 18,45. Un preserale affidato al re dei quiz Mediaset, Gerry Scotti che, accantonata per il momento ‘Caduta libera’, parte con un nuovo gioco ‘Conto alla rovescia’. Cinque concorrenti (età variabile dai 20 ai 69 anni), 4 manche di gioco, fino al time out finale in cui il vincitore delle fasi precedenti in 3 minuti dovrà dare 20 risposte esatte “Per un programma come questo l’ideale sarebbe un concorrente alla Mike Bongiorno: questo è un quiz puro – ha detto Gerry Scotti presentandolo – Per vincere non basta essere bravi, ma occorre essere velocissimi, è un gioco incisivo senza perdite di tempo, abbiamo voluto fare una cosa diversa da Caduta Libera, molto giocabile da casa”. “Con l’uomo dei record per puntate di quiz serale e anche dal punto di vista degli ascolti – ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri – abbiamo voluto sperimentare qualcosa di nuovo perché credo questo sia anche il nostro compito, non fermarsi ai successi”. Studio avveniristico caratterizzato da un enorme ledwall sul quale il tempo scorre, quasi tutto il gioco è all’adrenalina ma non mancherà anche un momento di riflessiva tranquillità con quiz che richiederanno un maggiore ragionamento. “Sarà un genere di domande diverse da quelle che si sentono in televisione e per questo c’e’ stata una grande attenzione al casting – ha spiegato Scotti – Per questo abbiamo voluto persone preparate, come i concorrenti di una volta, curiosi, quelli in grado di anticipare anche il presentatore creando quindi situazioni divertenti”. Vincita a puntata fino a 100.000 euro e la possibilità di tornare nelle successive a difendere il titolo, il gioco è un format originale di Bannijay Italia e Rti. ‘Conto alla rovescia’ andrà in onda tutti i giorni fino al 5 gennaio. Per Scotti quindi una nuova sfida nella fascia oraria che non ha mai nascosto essere la sua preferita. “Lo ripeto dagli anni’90: per me stare in video tra le 19 e le 20 è quanto di meglio possa desiderare – ha detto oggi – Mi piace entrare nelle case nell’ora in cui ci ritornano anche gli italiani, è il momento di cucinare, della cena, della famiglia che sta insieme”.

Midway, un film di guerra old styleDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

14 novembre 201909:42

n film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra. Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour. Sceneggiatore, produttore e regista, Hemmerich ,maestro nell’uso degli effetti speciali, dopo ‘Independence Day’, ‘Godzilla’, ‘The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo ‘e ‘2012’, torna così a raccontare un pezzo di storia e lo fa con un certo equilibrio tra le parti in campo. “Il nostro film segue tre linee narrative che descrivono tre punti di vista che si intersecano – dice il regista Re Mida del genere catastrofico, dai grandi budget e incassi -: una è quella dei piloti a bordo della porta aerei USS Enterprise, principalmente Dick Best (Ed Skrein), Clarence Dickinson (Luke Kleintank) e Bruno Gaido (Nick Jonas) che sono personaggi storici. Una seconda narrazione segue il difficile lavoro dell’ufficiale di Marina Edwin Layton (Patrick Wilson), del crittografo Joseph Rochefort (Brennan Brown) e dell’ammiraglio Chester W. Nimitz (Woody Harrelson) a Pearl Harbor. La terza è incentrata, infine, sugli ufficiali giapponesi: l’ammiraglio Isoroku Yamamoto (Etsushi Toyokawa) e gli ufficiali Tamon Yamaguchi (Tadanobu Asano), Kaku Tomeo (Noboyu Shimamoto) e Chuichi Nagumo (Yun Kunimura), anche loro personaggi storici”. Una curiosità, questo fatto storico é stato già portato sul grande schermo nel 1976 nel film ‘La battaglia di Midway’, con Charlton Heston, Henry Fonda, Toshiro Mifune e Robert Mitchum.

The Crown 3, arriva premio oscar Olivia ColemanDal 17 su Netflix serie su regina Elisabetta II e casa reale

13 novembre 201920:36

– A tenere alto un genere che non conosce crisi dopo un anno e mezzo di distanza dall’ultima, sta per iniziare la terza e attesissima stagione di The Crow su Netflix, la serie originale di successo mondiale che sarà disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo da domenica 17 novembre. Incentrata come noto sulla vita di Elisabetta II e sulla famiglia reale britannica, stavolta nel periodo che va dal 1964 al 1977. Nella terza serie creata da Peter Morgan, Olivia Colman ereditera’ il ruolo della sovrana da Claire Foy, mentre Tobias Menzies sara’ il principe Filippo al posto di Matt Smith. I nuovi episodi vedono tra le altre protagoniste Helena Bonham Carter volto triste e duro della Principessa Margaret. Dopo aver posto l’attenzione sul matrimonio tra Elisabetta e Filippo fino alla nascita del quarto e ultimo figlio della regina, il principe Edoardo si concentra sugli anni più succosi del regno. Quelli più vicini a noi. Anche solo per le conseguenze di questi eventi: l’incontro tra Carlo (Josh O’Connor) e Camilla (interpretata da Emerald Fennell) per esempio, avvenuto a una partita di polo. Inoltre The Crown 3 suggerisce l’ipotesi che Elisabetta abbia avuto un’amicizia stretta con un conte. La corte sostiene che il legame della Regina con il nobile direttore delle sue scuderie sia stato solo un bel rapporto di amicizia, e niente più. Anche se lo soprannominò affettuosamente Porchie. Mentre, Peter Morgan, il creatore, difende l’attenzione all’episodio facendo appello al suo diritto di licenza poetica, in quanto creatore di uno show di finzione.

‘L’affare Modigliani’, inchiesta di Loidice e MondiniTruffe e falsi, una trama di 70 anni per un business da 11 mld

GENOVA14 novembre 201910:12

– Truffe, esposizioni con quadri falsi, prolifici falsari, fondazioni nate dal nulla. Guerre intestine che ruotano attorno a critici d’arte o presunti tali e malfattori, che negli ultimi decenni hanno fatto la loro fortuna legando il proprio nome a quello di Amedeo Modigliani. Sono alcuni dei ‘protagonisti’ del libro-inchiesta su ‘L’affare Modigliani’ di Claudio Loidice e Dania Mondini, dal 10 ottobre in libreria (Chiarelettere, 19 euro). All’ombra del grande Modì, a cento anni dalla morte, emergono mercanti disposti a tutto, il cui unico interesse è il profitto, opere che in poco tempo acquisiscono un valore immenso, decuplicando le stime. Si tratta di un business stimato in almeno 11 miliardi di euro, che probabilmente non sarà sfuggito alla criminalità organizzata e ai riciclatori internazionali. Gli autori promettono di solcare le strade e i vicoli della Parigi dei primi del Novecento e per rimanerci settant’anni, arrivando poi in Italia, seguendo il destino funesto e criminale di tutti i grandi protagonisti di una storia che li ha affascinati e che, ne sono certi, conquisterà anche i lettori. Otto capitoli, con altrettante scene del crimine in molte città italiane (Livorno, Roma, Genova, Palermo…), ma anche a Londra, o Ginevra, per raccogliere testimonianze preziose e documenti, molti dei quali inediti e rivelatori, qui per la prima volta resi pubblici.

Gigi Proietti, voce del cane in Attraverso i miei occhiL’attore, Non mi sento un maestro di vita

14 novembre 201910:26

Voce di Dustin Hoffman nel ritratto del provocatorio stand-up comedian, scomparso prematuramente, Lenny Bruce in Lenny di Bob Fosse (“penso sia il mio doppiaggio migliore”), ma anche del primo Rocky e del funambolico genio di Aladdin (“molto divertente ma faticoso”). Sono solo alcune delle grandi prove di doppiaggio di Gigi Proietti, che ne regala un’altra come voce di Enzo, il saggio golden retriever (in originale doppiato da Kevin Costner) protagonista di Attraverso i miei occhi, la dramedy di Simon Curtis, in sala dal 7 novembre con 20th Century Fox, tratta dal bestseller di Garth Stein, L’arte di correre sotto la pioggia. Il film racconta, attraverso gli occhi e il racconto interiore del cane, il legame simbiotico del golden retriever con il suo padrone/migliore amico Denny (Milo Ventimiglia), pilota automobilistico, che l’ha preso cucciolo. Insieme, in un viaggio lungo una vita attraversano gioie, come l’amore che nasce fra Denny e Eve (Amanda Seyfried), poi moglie del pilota e madre della figlia Zoe, ma anche drammi famigliari. Nel cast, fra gli altri, Martin Donovan e Kathy Baker. “Questo cane ci insegna qualcosa che noi umani non sempre rispettiamo, cioè che amare significa volere il bene dell’altro e fare di tutto per non farlo soffrire – spiega Proietti – Il film è una grande metafora, come sarebbe più facile avere rapporti se assomigliassimo più ai cani. In loro non c’è odio, voglia di rivalsa, solo lealtà e fedeltà”. Personalmente “non penso di avere la saggezza di Enzo. Non mi sento uno che possa insegnare ad altri, non mi sento maestro di vita, anche se a volte qualcosa mi è capitato di dire, anche stancando chi mi è vicino, come le mie figlie o quando avevo la scuola di teatro, i miei allievi…Poi magari dopo qualche anno mi hanno chiamato per dirmi che avevo ragione”. Il doppiaggio è fin dall’inizio della sua carriera un compagno di strada, mentre di cinema, come attore, “ne ho fatto poco, anche perché mi offrivano sempre le stesse parti”.
Oggi “mi sembra il cinema si stia televisizzando sempre di più, i film restano poco in sala, risente molto della concorrenza dei grandi seriali – commenta -. Il nostro cinema ha molti buoni attori ma è un po’ piccolo a livello di storie. Comunque non si può generalizzare, ci sono delle eccezioni”. Tra queste, c’è Matteo Garrone, per cui ha appena interpretato Mangiafuoco in Pinocchio (in uscita a Natale): “sono stati solo tre giorni, ho lavorato con un regista straordinario che viene da un altro pianeta – dice -. E’ stata un’esperienza bellissima”. Da quanto fa intendere, potremmo rivederlo presto anche in tv: “Tornerò sicuramente, con una fiction, o magari qualche show anche se sono stancanti – accenna -. Mi sono arrivate varie proposte, ho anche idee mie per delle storie, ma sono ‘inturcinate”’. Quanto agli impegni con il teatro, spiega che sta cercando di tenersi “stretta la direzione artistica del Silvano Toti Globe Theatre, perché è una di quelle cose che ho fatto per Roma e sento che resta. Fra tutti i teatri che ho diretto o rilanciato, il Globe è forse la cosa più importante, perché è una struttura che prima non esisteva. E’ nato come un fungo in mezzo alla città, e continua ad avere un successo enorme”. Tornando ad Attraverso i miei occhi, Proietti, come il protagonista (umano) del film, ama molto gli animali: “Avendo un grande giardino, oltre a cani e gatti, che adoro, ne abbiamo avuti a casa di più specie, compreso un piccione. La mia compagna l’aveva comprato a Ponza da una signora per non farlo finire in padella.
Apparteneva a una razza che non volava, l’avevamo chiamato ‘Poro Toto’. Finché passeggiava in mezzo agli altri è andato bene, ma appena ha provato a svolazzare… – spiega l’attore in un racconto trascinante simile a quello dei suoi spettacoli -. Il mio animale preferito però è la gracula, il merlo parlante, ne ho avuti vari. Uno imitandomi mi ha anche fatto capire quanto fosse antipatico il mio modo di rispondere al telefono”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musica: a Bologna torna ‘Europavox’, festival senza confini
Il 6 e 7 dicembre dodici artisti da 9 Paesi al teatro Comunale

OLOGNA14 novembre 201910:58

– Torna il 6 e 7 dicembre ‘Europavox Bologna’, ultima tappa annuale del festival internazionale ‘senza confini’ dedicato alla diversità musicale europea. I foyer Rossini e Respighi del teatro Comunale ospiteranno per il terzo anno nuove tendenze musicali al di fuori dei soliti parametri: in programma, in partnership con l’Estragon Club, otto ore di musica, con 12 artisti provenienti da nove Paesi.
In cartellone il duo dream-pop austriaco Anger, il leader dei Mogwai Stuart Braithwaite, la dark electronica della londinese Eckoes, il rocker francese Jean Felzine, la darkwawe dei britannici Iyeara, dalla Polonia (ma statunitense d’origine) Low Roar con i suoi ariosi paesaggi sonori, dall’Estonia il Dj e produttore Noep. E ancora: le pennellate elettroniche del giovanissimo tedesco Niklas Paschburg, i bielorussi Super Besse con il post-punk e una rappresentanza italiana con Beatrice Antolini, Fragments of Light e Giungla.
Il festival ha il sostegno del Programma Europa creativa dell’Unione europea.

Musica: la prima mondiale di Donizetti è un cantiereAnteprima dell’Ange de Nisida al festival di Bergamo

14 novembre 201911:14

– Non poteva che essere nella ‘sua’ Bergamo la prima mondiale dell’opera ritrovata di Gaetano Donizetti. E non a caso – ieri si è svolta l’anteprima – è stata messa in scena nel teatro che porta il suo nome e che al momento è chiuso (riaperto solo per l’occasione) per restauri.
D’altronde un cantiere è l’ambientazione migliore per un’opera che mai andò in scena, perduta e da poco ritrovata, dopo un lungo ‘cantiere’ di ricerca. Per questa prima messa in scena in cantiere il regista Francesco Micheli, che è direttore del festival, ha sistemato il pubblico nei palchi e in una gradinata allestita in palcoscenico, mentre la platea – senza poltrone – è il centro della scena che si svolge su un ‘tappeto’ di fogli di pentagramma. Applausi all’orchestra Donizetti, al maestro Jean-Luc Tingaud, ai cantanti Lidia Fridman (l’Ange), Florian Sempey (il re), Don Gaspar (Roberto Lorenzi), Konu Kim (Leone) e Federico Benetti (il monaco). Ma applausi soprattutto a Donizetti presente sotto forma di busto in palcoscenico.

Con ‘Fuori la Voce’ la tv si fa ascoltare sui temi di oggisu Laf, tanti testimoni per parlare da cittadinanza a bellezza

14 novembre 201911:54

– Parità, futuro, spiritualità, digital addiction, cibo, natura, educazione, resistenza: questi alcuni dei temi al centro della società di oggi trattati in “Fuori la voce”, nuova produzione originale di laF (Sky 135) in onda da lunedì 18 novembre alle 21.10.
“Fuori la voce” è uno spettacolo di parola, un luogo di incontro e di ascolto di visioni, opinioni e storie differenti, per comprendere meglio il mondo che ci circonda e riscoprire il valore e il diritto all’ascolto, anche in tv. “Oggi ci sentiamo sempre tutti interpellati: con i blog, con i social network, ci viene chiesto di esprimere continuamente il nostro parere, la nostra opinione. Siamo entrati nella grande epoca di ‘Dico ergo sum’: il contrario di dire è ascoltare, ‘Ausculto ergo sum’. Non è detto che qualunque cosa ci accada, vicina o lontana, accada affinché noi la commentiamo. Forse basterebbe talvolta semplicemente ascoltare le cose, ascoltare gli altri, ascoltare i suoni”: così lo scrittore Stefano Massini, che introduce ogni tema, diverso per puntata, con le sue esclusive storie di copertina.
Sul palco di “Fuori la voce”, di fronte al pubblico e a un microfono, si avvicenderanno 24 voci chiare, forti e appassionate, due a puntata, per raccontare agli spettatori storie, riflessioni e punti di vista alternativi: una voce nuova, esperta e competente sempre accompagnata dal racconto personale di un personaggio della cultura e dello spettacolo.
Nel primo appuntamento, si parte con il jazzista Paolo Fresu e la giornalista d’inchiesta Federica Angeli che discutono del significato di cittadinanza, mentre è la bellezza il tema affrontato dallo scrittore e giornalista Beppe Severgnini e dalla ricercatrice di Fisiologia dell’Università di Verona Chiara Della Libera. Nelle puntate successive, aperte dalle copertine di Stefano Massini, Lella Costa e Alex Corlazzoli, Chef Rubio e Leonardo Caffo, Daniele Silvestri e Raffaele Laudani, Sonia Bergamasco e Darya Majidi, Ascanio Celestini e Agnese Bertello con Stefania Lattuille, Federica Cacciola (Martina Dell’Ombra) e Matteo Lancini, Oliviero Toscani e Carla Costanzi, Gianluigi Ricuperati e Massimo Temporelli, Gad Lerner e Don Gino Rigoldi, Elly Schlein e Telmo Pievani.
“Fuori la voce” è un format di 12 puntate, ciascuna da 30 minuti, prodotto da Effe Tv e realizzato da Ruvido Produzioni, che amplia il racconto culturale della tv di Feltrinelli, da sempre rivolto agli amanti della parola, della cultura e del pensiero originale.

Libri: Chika, storia di un’orfana del sisma di HaitiL’autore è Mitch Albom, sceneggiatore e scrittore di successo

14 novembre 201911:59

– Chika è nata tre giorni prima del devastante terremoto che ha sconvolto Haiti nel 2010. Quando sua madre muore per dare alla luce il fratellino, Chika ha tre anni e viene accolta dall’orfanotrofio Have Faith Haiti, che Mitch Albom e sua moglie Janine hanno fondato a Port-au-Prince. Per la coppia, che non ha figli, i quaranta bambini che vivono, giocano e vanno a scuola all’orfanotrofio sono diventati una seconda famiglia. E l’arrivo di Chika, spavalda e sicura di sé, delizia tutti, dai compagni agli insegnanti. Ma all’età di cinque anni le viene diagnosticata una grave forma di tumore, che ad Haiti nessuno può curare. Mitch e Janine portano Chika a Detroit, nella speranza che i medici americani possano permetterle di tornare a giocare. Chika diventa così parte integrante della loro vita e in compagnia della piccola intraprendono un viaggio di due anni intorno al mondo per trovare una cura.
Mitch Albom, autore bestseller di successo negli Usa, in Chika, edito da Sperling & Kupfer, abbandona la narrativa per raccontare una commovente e storia vera vissuta in prima persona. La storia di Chika apre il cuore ai lettori e l’autore dice “E’ il libro più importante che ho scritto”. Ma Chika è anche una storia d’amore. Nel racconto l ‘ottimismo e il coraggio della bambina sono un vero raggio di sole per Mitch e Janine, che grazie a lei vivono la gioia di prendersi cura di un bambino, imparando ad essere una famiglia.
Mitch Albom è sceneggiatore e giornalista, autore di opere teatrali e bestseller. Tra questi, tutti numeri uno del New York Times, si ricordano Le cinque persone che incontri in Cielo e I miei martedì col professore. Le sue opere hanno venduto oltre 36 milioni di copie nel mondo e sono tradotte in 42 lingue. Il suo ultimo romanzo, La prossima persona che incontrerai in Cielo (Sperling & Kupfer). Albom ha fondato diversi enti caritatevoli a Detroit, la sua città natale e un orfanotrofio ad Haiti.

Libri: Milano al top export con 81,5 milioni euro in 6 mesiSu totale nazionale mezzo miliardo, compresi prodotti editoriali

ILANO14 novembre 201916:16

Libri ed editoria sono tra i prodotti culturali italiani più esportati all’estero, per un valore di mezzo miliardo circa nei primi sei mesi del 2019.
Milano, con 81,5 milioni, rappresenta un sesto di questo giro d’affari e cresce del 5,5%, a fronte di una contrazione del dato nazionale. I dati sono della mappa ‘Cultura e tempo libero: i prodotti italiani nel mondo’, realizzata dalla Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza, Lodi e da Promos Italia.
Per quanto riguarda la cultura nel suo complesso, in cui vengono considerati musica, cinema, creatività, intrattenimento, fotografia e sport, che vale 1,4 miliardi totali, Milano è ancora al top, con 193 milioni in sei mesi. Seguono Forlì-Cesena, Treviso (+12,6%), Piacenza (+33,1%) e Bergamo (+19,7%). Le principali destinazioni sono Francia (20,5% del totale, +10,8%), Stati Uniti (15%, +10,8%) e Germania (8,8%).
Cina in forte crescita: +44,4%, seguita da Austria (+20,8%) e Paesi Bassi (+11,9%).

Mostre: ‘Cast off’, l’israeliana Yael Bartana espone a ModenaInstallazioni su tematiche dell’identità, rito e stato-nazione

MODENA14 novembre 201912:10

– Sei installazioni video e fotografiche, tra realtà e finzione, ruotano attorno alle tematiche dell’identità, del rito, dello Stato-nazione: è la proposta dell’israeliana Yael Bartana per la mostra ‘Cast off’, allestita da Fondazione Modena Arti Visive nella Galleria Civica a Palazzo Santa Margherita dal 15 novembre al 13 aprile.
Mentre Italia ed Europa affrontano tensioni nazionaliste e nuove spinte separatiste, l’artista, che vive e lavora tra Amsterdam e Berlino, intende attirare l’attenzione sull’esistenza di meccanismi sociali e politici predominanti, incoraggiando il pubblico ad interrogarsi sulla propria posizione rispetto a questi sistemi.
“Partendo dallo stile documentaristico dei primi lavori – spiega la curatrice Chiara Dall’Olio – Yael Bartana è poi passata nella seconda metà degli anni Duemila a creare azioni, rituali collettivi, storie che pur essendo verosimili sono in realtà finzioni filmiche, allargando nel contempo lo sguardo al mondo europeo, in cui oggi vive. L’ambiguità presente in queste video installazioni è quella del confine fra realtà e finzione, ma è anche la mescolanza fra uno stile documentario e una modalità di ripresa tratta dai film della propaganda sionista degli anni Venti e Trenta, con momenti che possono risultare quasi ironici, fino alle ultime opere che portano all’estremo un’estetica raffinata e minimalista, ma densa di stratificazioni di significati e simbologie”.

Libri: biografia di Arafat sovrano senza Stato”Dopo Moro, anche Mitterand volle fare il suo Lodo”

14 novembre 201912:14

– (ARAFAT, IL SOVRANO SENZA STATO – CASTELVECCHI EDITORE- 233 PP., EURO 17,5) Il Lodo Moro, l’accordo tra l’Italia e la Resistenza palestinese stabilito nei primi anni ’70, fu un modello per una analoga iniziativa presa da Francois Mitterand quando divenne presidente della Repubblica francese. Lo rivela l’ex consigliere dell’Eliseo, giornalista e studioso, Frederic Laurant, all’autrice del libro biografico “Arafat, Il Sovrano senza Stato” che oggi l’editore Castelvecchi manda nelle librerie italiane. Il lavoro di Stefania Limiti, giornalista e scrittrice, ripercorre la vita dell’ingegnere di al-Fatah letta alla luce di “un primo e un dopo Oslo”, i famosi accordi del ’93 con Israele che tanto avevano promesso e poco hanno mantenuto.
L’uomo dallo “sguardo arcigno, grandi orecchie, naso grosso, labbro inferiore enorme, carattere pessimo, irascibile, temperamento esplosivo” si impose tra i leader del ‘900 mondiale portando nell’agenda internazionale la questione palestinese, cioè la rivendicazione nazionale di un popolo rimasto senza terra e tutt’ora al centro di una occupazione che sembra destinata a non finire mai. Nato al Cairo nel 1929 da genitori palestinesi, precisamente il 24 agosto, la sua “sicura ascendenza non ha impedito che venisse alimentato il mito che lo vuole nato in una data approssimativa nella magica città di Gerusalemme, così i suoi natali sarebbero stati un rassicurante marchio di garanzia. Un vezzo forse comprensibile per i suoi simpatizzanti, più antipatico per i suoi detrattori, ma di certo un peccato veniale. E comunque lì inciampa anche Oriana Fallaci che lo dà per certo: Indiscrezioni ormai diffuse ti confermeranno che nacque a Gerusalemme”.
Uomo e leader politico controverso, accattivante con i suoi interlocutori, di sicuro “amava piacere”, cercava sempre di lasciarsi una strada aperta, tanto che girava anche una storiella spiritosa tra i suoi colleghi: “in pellegrinaggio alla Mecca, Arafat si reca nella valle di Mina per il lancio rituale di sette pietre contro l’immagine del diavolo, ma lui non le lancia tutte. Quando gli chiedono il perché, risponde: Non dobbiamo chiudere la porta in faccia a nessuno”. Gestì l’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, come un padre di famiglia autoritario e non riuscì a lasciare i metodi di capo di un movimento guerrigliero neanche quando si trovò tra le mani una piccola entità statuale che non divenne mai Stato, boicottata dal terrorismo di Hamas e dalla espansione delle colonie israeliane. Pragmatico fino al midollo, si muoveva come un rabdomante alla ricerca di spazi di mediazione, fiutava il pericolo come un lupo inseguito, era ispirato solo dall’idea nasseriana della patria e dalla quasi ossessione dell’unità, che lo portò a non estromettere mai i suoi nemici interni. Anche quando i miliziani di Hamas gli contendevano il controllo dell’Autorità palestinese cercò di riportare l’ordine accettando la collaborazione con un team europeo di 007 che provò a riportare l’ordine senza azioni repressive nei confronti della popolazione: una inedita vicenda raccontata nel libro grazie alla confidenza di un ex agende del Sismi tra i protagonisti dell’esperimento fatto poi saltare dalle strategie opposte scelte da Tony Blair.

Capitan Harlock compie 40 anni, il maestro Matsumoto a TorinoQuattro giorni di celebrazioni, c’è anche annullo filatelico

TORINO14 novembre 201912:28

– Capitan Harlock, il celebre pirata spaziale nato dall’immaginazione del maestro Leiji Matsumoto, compie 40 anni. Per l’occasione il suo padre artistico è a Torino, che gli dedica quattro giorni di eventi, tra cui c’è anche l’annullo filatelico di Poste Italiane con speciale folder commemorativo.
L’iniziativa ‘Mare di stelle’, promossa dall’Associazione Culturale Leiji Matsumoto con Comune e Città Metropolitana prevede, fra gli appuntamenti, una serata speciale al Cinema Massimo con la proiezione di ‘Galaxy Express 999 The Movie’ alla presenza del sensei, che sabato sarà al Mufant per l’inaugurazione della statua di Harlock e della mostra ‘Anno 1979 Capitan Harlock sbarca in Italia’. Eventi anche al Mao, al Museo del Cinema e alla Scuola Holden con una inedita performance live drawing di Matsumoto che per la prima volta realizzerà in Italia un bokusaiga, tipico disegno giapponese.
“Siamo onorati – dice l’assessora Francesca Leon – di avere qui il maestro. I suoi personaggi incarnano alcuni tra i migliori sentimenti degli esseri umani e ci portano a riflettere su temi importanti come il rispetto della terra”.

Musica: Muti con orchestra Chicago al Teatro del MaggioConcerto straordinario il 20 gennaio

IRENZE14 novembre 201912:32

– Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino annuncia il concerto sinfonico straordinario della Chicago Symphony Orchestra diretta dal maestro Riccardo Muti. Il concerto con musiche di Richard Wagner, Paul Hindemith e Sergej Prokof’ev, si terrà al Teatro del Maggio il 20 gennaio 2020.
La Cso, impegnata in un tour europeo, torna a Firenze dove manca dal 20 settembre 1974, quando si esibì diretta da sir George Solti al Teatro Comunale. Il programma del concerto di gennaio prossimo comprende l’ouverture di Der fliegende Holländer di Wagner, la Sinfonia Mathis der Maler di Hindemith e la Sinfonia n.3 in do minore, Op.44 di Prokof’ev.

Tognazzi, omaggio al gastronomo del cinema italianoIl 30 novembre chef Pelliccia reinterpreta ricette dell’attore

14 novembre 201913:10

Va in scena il 30 novembre un omaggio a Ugo Tognazzi, gastronomo e “cuoco prestato al cinema”, come lo stesso attore, scomparso agli inizi degli anni ’90, amava definirsi. Nelle stanze della casa-museo Ugo Tognazzi di Velletri, nella zona dei Castelli Romani, la casa vitivinicola Tognazza propone “Amici Miei”-Situescion II, format artistico e multisensoriale che unisce enogastronomia e musica. Protagonista della serata rievocativa dell’attore, allestita negli ambienti dove si riunivano, tra i tanti, Mario Monicelli, Vittorio Gassman e Paolo Villaggio, è lo chef Danilo Pelliccia, custode della cucina romana in Piemonte e che reinterpreterà il ricettario di Tognazzi in un concentrato amarcord di scene di vita quotidiana fuori dal set. Il progetto e la Situescion “Amici Miei” è dedicato al valore dell’amicizia.

Mostre: il 15 novembre prima esposizione su Gillo Dorfles’Il segno rivelatore di Gillo’, a Trieste. Molti inediti

TRIESTE14 novembre 201913:35

– “Il segno rivelatore di Gillo”.
E’ il titolo della mostra artistico-documentaria presentata alla Biblioteca statale Stelio Crise, ideata e curata da Marianna Accerboni, e che sarà inaugurata domani con una performance di luce e musica. La mostra, promossa dall’Associazione Culturale Gillo Dorfles di Milano, è la prima che è stata allestita dalla scomparsa dell’intellettuale e artista, avvenuta il 2 marzo 2018 a Milano.
In esposizione si trovano vari inediti, tra cui lettere autografe del ’46 inviate da Letizia Fonda Savio, figlia di Svevo, e dalla sorella Dora al direttore de La Lettura in polemica con un articolo di Gillo; 5 lettere autografe uscite dai cassetti di casa Dorfles del pittore triestino Arturo Nathan a Gillo, datate 1928, ’29 e ’30, che invitava Dorfles a una critica “prudente” e ancora riviste come L’Italia Letteraria del 1930 con i primi articoli di critica di Gillo, riflessioni sulla moda austriaca, italiana e americana e i suoi libri, una trentina, quasi tutti in edizione originale.

Moda: Kitajima e Vickers firmano campagna Prada ResortRilettura classicismo nei ritratti dei due maestri fotografia

14 novembre 201913:43

– Celebrazione del valore del quotidiano nella nuova campagna Prada Resort 2020 che propone una visione alternativa sul classicismo, adottando la semplicità come ribellione, ricercando lo straordinario nell’ordinario e la novità nella familiarità. Una nuova prospettiva cercata da un lato, attraverso gli scatti del fotografo giapponese Keizo Kitajima, noto fin dagli anni ’70 per lo stile dinamico e reale della sua fotografia di strada, dall’altro, con le immagini del newyorkese Drew Vickers, conosciuto per i suoi ritratti composti, calmi ed eleganti, che mettono delicatamente in risalto la quiete e la dolcezza dei soggetti. Le fotografie diventano espressione del sentimento della collezione, un ritratto della moda e dei modelli stessi. Qui i modelli sono in movimento, calati nella viva realtà, ognuno con un mazzo di fiori avvolto dalle immagini di campagna. Non più un’immagine statica e distante che appare sulle riviste o sullo schermo di un computer, la campagna Prada Resort 2020 si integra nella vita di tutti i giorni, sovvertendo le convenzioni e abbattendo le barriere. Nelle città di Milano, Londra, Mosca, New York, Parigi, Shanghai e Tokyo presso chioschi di fiori, bouquet profumati sono avvolti dalle immagini di campagna. Nelle immagini un insieme di volti maschili e femminili, nuovi e familiari, provenienti da diversi contesti. Freja Beha Erichsen, Lexi Boling e Sara Blomqvist sono affiancate da Stella Jones, Xiao Wen Ju, Xara Maria, Vik Nahishakiye, Ashley Radjarame, Kyla Ramsay, Toni Smith, Qun Y, Freek Men e Yang Hao.

Guccini, le mie Note di viaggio per le altre generazioniArriva l’album di canzoni arrangiate da Pagani eseguite da Elisa, Ayane & Co

15 novembre 201909:37

– Esce venerdì 15 novembre il primo capitolo di ‘Note di viaggio’, il progetto discografico dedicato alle canzoni di Francesco Guccini, arrangiate per l’occasione da Mauro Pagani. Ad interpretare dodici brani del repertorio del cantautore, si è prestata una lunga lista di nomi noti della musica italiana, da Giuliano Sangiorgi (‘Stelle’) a Malika Ayane (‘Canzone quasi d’amore’), passando per Ligabue (Incontro’), Elisa (‘Auschwitz’), Samuele Bersani e Luca Carboni (‘Canzone delle osterie di Fuori Porta’), Manuel Agnelli (‘L’avvelenata’), Carmen Consoli (‘Scirocco’), Nina Zilli (‘Tango per due’), Brunori Sas (‘Vorrei’) e Margherita Vicario (‘Noi non ci saremo’).”All’inizio ho pensato a tre o quattro brani da proporre a ciascuno – ha detto Mauro Pagani – ma poi in tanti sono arrivati con la loro proposta, perché le canzoni di Francesco per molti di loro sono state parte della rispettiva formazione musicale”. La copertina dell’album è un’opera realizzata dall’artista Tvboy che rappresenta Guccini e Pagani su una barca, circondati da tutte le voci che hanno messo lo zampino nel progetto discografico. Lo street artist ha realizzato la sua opera la mattina del 29 ottobre a Bologna, nei pressi di via Paolo Fabbri. “E’ interessante vedere come tanti artisti di generazioni diverse – ha detto Guccini – interpretino a modo loro le mie canzoni. A volte, nel tempo, è sembrato che io avessi scritto solo tre canzoni come ‘Dio è morto’, ‘La locomotiva’ e ‘L’avvelenata’, ma c’è stato molto altro oltre a queste”. Tra le canzoni che sono finite nella scaletta di ‘Note di viaggio’, del quale ci sarà anche un capitolo secondo previsto per il prossimo anno e sul quale Pagani è già al lavoro, c’è anche l’inedito ‘Natale a Pavana’ cantato dallo stesso Guccini utilizzando direttamente il dialetto pavanese.”Nonostante alcuni singoli episodi – ha detto il cantautore – come questo ma anche come è capitato con Vecchioni e con Morgan, non ho nessuna intenzione di rimettermi a cantare. Faccio lo scrittore come sognavo da piccolo prima ancora di cominciare a fare canzoni. Non sono più nemmeno capace di suonare le mie chitarre che ho messo in un angolo e non tocco mai. Solo qualche volta, con gli amici, mi viene da fare una cantata”. Da Pavana, dove Pagani lo ha anche dovuto raggiungere per registrare l’inedito, Guccini non perde di vista però l’attualità. “E’ una cosa vergognosa che una sopravvissuta ad un campo di concentramento sia costretta ad avere una scorta – ha detto Guccini a proposito della recente cronaca che ha visto protagonista la senatrice Liliana Segre – così come è stata vergognosa l’astensione in Parlamento (a proposito della costituzione di una commissione a nome della senatrice, ndr)”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al Mann mostra e spettacolo contro la violenza sulle donne
Verso la Giornata internazionale, esposizione fino al 2 dicembre

NAPOLI14 novembre 201914:28

– Ci sono i volti di donne sfregiate, ritratti di madri senza nome che, in luoghi imprecisati d’Italia crescono da sole i propri figli, un manichino, una parrucca colorata ed un vestito abbandonato su una panca: sono 26 gli scatti presentati nella mostra ‘Il rumore del silenzio’ una delle iniziative che Museo Archeologico Nazionale di Napoli, mette in campo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulla donna del 25 novembre.
L’esposizione, fino al 2 dicembre nell’Atrio del MANN, è promossa dall’Associazione Flegrea Photo e curato da FIAF/Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Nove le fotografe italiane coinvolte nel progetto: Stefania Adami, Daniela Bazzani, Maria Grazia Beruffi, Renata Busettini, Tiziana Mastropasqua, Antonella Monzoni, Ilaria Sagaria, Irene Vitrano e Federica Zuccinini. Venerdì 29 novembre (ore 17) nella sala del Toro Farnese in scena lo spettacolo “Ventre nero”, un viaggio al tempo di Nerone per raccontare storie e sofferenze delle donne.

Nero Giallo al via ricordando Camilleri20-22/11 a Roma, Napoli, Palermo con firme Europa e Sudamerica

14 novembre 201914:50

– Tre giorni dedicati al romanzo giallo, alla novela negra, in tre città italiane e con alcune delle più incisive penne europee e sudamericane. E’ la terza edizione di Nero/Giallo, rassegna dedicata alla letteratura noir in lingua spagnola e italiana, organizzata dall’Instituto Cervantes, in collaborazione con l’Istituto Bulgaro di Cultura, Rai Radio3, Vueling e il patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia. Al via il 20 novembre, quest’anno la kermesse allarga i suoi confini e oltre alla città di Roma raggiungerà per la prima volta anche Napoli e Palermo, con un omaggio ad Andrea Camilleri, il papà del commissario Montalbano scomparso a luglio.
A aprire il programma, a inresso gratuito, l’incontro all’Instituto Cervantes di Roma con Clara Sánchez, l’unica scrittrice ad aver vinto con i suoi romanzi i tre più importanti premi letterari spagnoli: l’Alfaguara con La meraviglia degli anni imperfetti, il Nadal con Il profumo delle foglie di limone (bestseller da oltre un milione di copie) e il premio Planeta con Le cose che sai di me. In contemporanea a Napoli, il dialogo moderato dall’hispanista Marco Ottaiano tra Élmer Mendoza – primo narratore a cogliere con successo l’effetto della cultura del narcotraffico in Messico e autore della saga poliziesca più emblematica della letteratura messicana, tradotta in dieci lingue – e Maurizio De Giovanni, autore delle fortunate serie noir sul Commissario Ricciardi, i Bastardi di Pizzofalcone e, di recente, Sara Morozzi.
Mentre a Palermo, alla Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani, toccherà allo scrittore e sceneggiatore galiziano Alfredo Conde, autore tra gli altri dei romanzi Il mistero del santo sul cammino di Santiago e Gli altri giorni”. E poi ancora, sono attesi Marilù Oliva, Guillermo Roz, Alek Popov, Giorgia Lepore, Patrik Fogli, Víctor del Árbol, Empar Fernández, Piergiorgio Di Cara.

Amadeus, serata stelle per 150 anni Bambino Gesù / VIDEOIn diretta su Rai1 20/11 il charity show con celebrities

15 novembre 201911:35

Anche il mondo dello sport sarà sul palco – rappresentanti della Nazionale italiana di Calcio come il CT Roberto Mancini, e tanti campioni come Alessandro Florenzi, Ciro Immobile e Javier Zanetti. Il 20 novembre, parata di celebrità, a partire da big della musica, per festeggiare i 150 anni dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù fondato nel 1869, con una serata-evento di solidarietà condotta da Amadeus all’interno dell’aula Paolo VI (sala Nervi) in Vaticano e trasmessa in diretta su Rai1 dalle 21.25. “Lo scopo da realizzare – ha sottolineato il conduttore nel corso della presentazione dell’evento a Viale Mazzini insieme al direttore di rete Teresa De Santis e del Presidente dell’ospedale Mariella Enoc, grazie all’acquisto dei biglietti per lo spettacolo e le donazioni al numero solidale 45535, è finanziare il nuovo Istituto dei tumori e trapianti, un progetto di ricerca focalizzato sullo sviluppo e il consolidamento della terapia cellulare e genica CAR-T e sui trapianti sia di organi solidi sia di cellule staminale per la rigenerazione dei tessuti”. Amadeus accompagnerà il pubblico in un viaggio in cui i protagonisti saranno le storie dei bambini e dei ragazzi accolti e sono tanti gli artisti che (a titolo gratuito) hanno deciso di essere vicini ad Amadeus in questo show unico: Francesco Renga, Alessandra Amoroso, Mahmood, Fabio Rovazzi, J-Ax, Benji & Fede, Elodie, The Kolors, Irama, Noemi, Giovanni Allevi, Renzo Arbore, Ficarra e Picone accenderanno questa serata di stelle dando voce alle emozioni di storie uniche, straordinarie e difficili. Tanti saranno gli ospiti presenti, fra i quali Massimo Ghini. “Sarà anche uno spettacolo, che fa bene ai telespettatori e ai bambini. Molti dei cantanti sono gli idoli dei giovanissimi”. Poi aggiunge: “Le storie saranno raccontate dai medici e anche dai bambini”. Poi il direttore artistico e conduttore del prossima edizione di Sanremo precisa: “alcuni artisti canteranno anche i nuovi brani”. Ma tiene soprattutto a sottolineare: “Passare del tempo al Bambino Gesù è un grande arricchimento umano. Ho appreso molto – ha aggiunto.
Sono contento che il direttore De Santis abbia pensato a me per questo evento. Ho conosciuto la presidente Enoc, una donna dalla grande umanità, ben voluta da tutto il personale e dai bambini dell’Ospedale”. Viene citato e ringraziato anche Monsignor Dario Viganò, definito il “deus ex machina” dell’evento. Ci sarà è stato annunciato, un videomessaggio di Papa Francesco.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un centro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per la cura di patologie complesse. I pazienti ricoverati in ospedale arrivano da tutta Italia e dal mondo, anche grazie a programmi di solidarietà che consentono a bambini provenienti dalle aree più svantaggiate di avere accesso a cure avanzate. “Una serata di stelle per il Bambino Gesù” è prodotto dalla Master Group Sport Srl. Alla domanda come si costruisce intrattenimento solidale che funzioni in tv? Amadeus replica: si parte con gli autori,, da due mondi che vanno uniti, ci sono le storie, dall’altra parte c’è lo spettacolo. Poi le due cose vanno fuse”.
Enoc ha sottolineato: “si racconta questo ospedale, il grande impegno che tutti ci mettono per le cure dei piccoli”. Nel 2018 sono, ha ricordato, stati effettuati 28.730 ricoveri e 327 trapianti, con il 30% dei pazienti provenienti da regioni diverse dal Lazio e un 15% di bambini di cittadinanza straniera.
Il progetto dell’Istituto tumori e trapianti rafforzerà la ricerca e la cura delle malattie oncoematologiche in età pediatrica e i trapianti di cellule staminali emopoietiche e di organi solidi.
Il programma è scritto da Paolo Biamonte, Simone De Rosa, Sergio Rubino e Armando Vertorano. La regia è di Stefano Vicario. Per chi avesse piacere di seguire la serata nella sala Nervi si trovano ancora biglietti disponibili su vivatiket.it.

Festival Dedica, Hisham Matar protagonista nel 2020A Pordenone dal 7 al 14 marzo

ORDENONE14 novembre 201915:10

– E’ Hisham Matar, scrittore di origini libiche che vive tra Londra e New York, vincitore del premio Pulitzer 2017 con il libro “Padri, figli e la terra fra di loro”, il protagonista di Dedica 2020. Il festival, organizzato dall’associazione Thesis, con una formula inedita – otto giorni di approfondimento su un autore, attraverso libri, teatro, mostre, cinema, incontri – tornerà a Pordenone dal 7 al 14 marzo 2020 per la 26/a edizione.
“Al di là della qualità indiscutibile dell’opera di un autore tradotto in 40 lingue, pluripremiato – ha affermato il curatore artistico Claudio Cattaruzza, ufficializzando il nome del protagonista del prossimo anno – ancora una volta la scelta è caduta su uno scrittore la cui vicenda personale ci porta dritti dentro la storia e dentro l’ attualità. E Dedica diventerà come sempre anche occasione per avere uno sguardo alto e privilegiato su altri Paesi”.
Nell’edizione 2019 Dedica protagonista è stata la scrittrice nicaraguense Gioconda Belli. Prima di lei, fra gli altri, Claudio Magris, Amos Oz, Nadine Gordimer, Paul Auster, Wole Soyinka, Javier Cercas e Luis Sepúlveda”.

Al via a Italia sì la sfida di Sanremo GiovaniLa finale il 19 dicembre su Rai1, 5 posti in palio per l’Ariston

14 novembre 201916:36

– Una sfida di musica e parole, lungo l’arco di un mese – dal 16 novembre al 7 dicembre -, per conquistare i 10 posti in palio per la finalissima di Sanremo Giovani, in onda su Rai1 il 19 dicembre, in prima serata. La principale novità dell’edizione 2019 del contest di Rai1 consiste proprio nella sfida diretta tra i 20 artisti che hanno superato le audizioni dal vivo. Il percorso a tappe inizia sabato 16 novembre a Italia sì, la trasmissione del sabato pomeriggio di Rai1 condotta da Marco Liorni, con l’esibizione dei primi 10 semifinalisti.
Un appuntamento, il primo, utile a far conoscere interpreti e canzoni, che non prevede votazioni. Mentre il sabato successivo 23 novembre, sempre a Italia sì, gli stessi 10 concorrenti si “batteranno” 1 contro 1 e saranno votati da una Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale del Festival composta dal direttore artistico Amadeus insieme a Claudio Fasulo, Gianmarco Mazzi, Massimo Martelli e Leonardo De Amicis. Alla conclusione del secondo appuntamento, quello del 23 novembre si conosceranno i primi 5 artisti ammessi alla finalissima del 19 dicembre. Meccanismo analogo per la seconda semifinale che vedrà il secondo gruppo di 10 artisti scendere in campo il 30 novembre e poi sfidarsi il 7 dicembre per la conquista degli altri 5 posti in palio. 10 giovani artisti così selezionati potranno concorrere il 19 dicembre per aggiudicarsi i 5 posti in palio per la sezione Nuove proposte del Festival 2020. A loro si aggiungeranno i 2 artisti provenienti dalla selezione di Area Sanremo e, di diritto, la vincitrice di Sanremo Young. In totale saranno quindi otto le canzoni che a febbraio, si contenderanno il titolo di vincitore della categoria Nuove Proposte nella penultima giornata del Festival di Sanremo, venerdì 7 febbraio.
Questi i primi 10 semifinalisti in ordine alfabetico (sabato 16 e sabato 23 novembre a Italia sì): Federica Abbate, I sogni prima di dormire; Ainé, Van Gogh; Fadi, Due noi; Fasma, Per sentirmi vivo; Leo Gassmann, Va bene cosi’; Nova, Resta; Samuel Pietrasanta, E dove sarai tu; Raim, Labirinto; Marco Sentieri, Billy Blu; Thomas, Ne 80.

L’alta gioielleria apre l’ Armani day a MilanoSfila collezione pre-Fall, conclusione con show di Giorgia

14 novembre 201917:10

– Nella moda ha inventato un colore che non c’era, il greige, e nella gioielleria, dove debutta oggi, ha brevettato una lega che ancora mancava, quella dell’oro Armani, di cui sono fatti i preziosi presentati questa mattina a Milano, nel primo degli appuntamenti dell’Armani day che culmina stasera all’Armani/Teatro, dove sfila per la prima volta la collezione Pre-Fall 20/21. Poco prima della sfilata, al Silos, dall’altro lato della strada, l’apertura di Accenti di stile, la prima mostra dedicata al mondo degli accessori, con 800 scarpe e borse disegnate negli anni da Giorgio Armani. Subito dopo la passerella, sempre nel teatro disegnato da Tadao Ando, una cena a cura dell’Emporio Armani Ristorante e, infine, l’esibizione di Giorgia aĺl’Armani privé. Ad aprire la full immersion nel mondo Armani il lancio della collezione di alta gioielleria, esposta in una suite dell’Armani hotel di via Manzoni: in diverse teche trovano posto le tre linee, con costi dai 900 ai 350 mila euro.

Esce Michel Houellebecq CahierIl 21/11 per La nave di Teseo con inediti di grandi scrittori

14 novembre 201917:14

– Torna Michel Houellebecq. Il 21 novembre arriva nelle librerie italiane Cahier (euro 30), a cura di Agathe Novak-Lechevalier, un ritratto in movimento dello scrittore, poeta e saggista francese più profetico e controverso dei nostri tempi. Pubblicate da La nave di Teseo, nella traduzione di Fabrizio Ascari, le 400 pagine del libro contengono testi inediti di Houellebecq e, tra gli altri, di Julian Barnes, Emmanuel Carrère, Teresa Cremisi, Bret Easton Ellis, Bernard-Henry Lévy, Michel Onfray, Iggy Pop, Yasmina Reza e Salman Rushdie.
Inclassiflicabile, inafferrabile, ambiguo, Houellebecq è una figura sfuggente. Da scrittore ha esplorato tutti i generi: poesia, romanzo, saggio ma la sua creatività ha sconfinato anche nel cinema, dietro e davanti la macchina da presa come nel caso de ‘La possibilità di un’isola’; nella musica dove si è improvvisato cantante o con adattamenti dei suoi testi e nell’arte, come artista o come oggetto di ispirazione.
I Cahier rievocano lo strano arrivo sulla scena letteraria dell’autore de ‘Le particelle elementari’ e di ‘Piattaforma’, fanno scoprire lo scrittore giorno per giorno, nelle sue gioie e nelle sue inquietudini e incrociando i testi, rari o inediti, i saggi, le testimonianze di parenti, scrittori, artisti, musicisti, amici o nemici, tracciano in un libro-mondo un ritratto di Houellebecq in continua evoluzione.

Canti come Freddie Mercury? Queen e YouTube aiutano a capirloArriva FreddieMeter, sfida canora con Intelligenza Artificiale

14 novembre 201917:17

– Sai cantare come Freddie Mercury? I Queen e YouTube aiutano a scoprirlo con FreddieMeter, una sfida canora sviluppata da Google con il supporto dell’Intelligenza Artificiale e per beneficeza. FreddieMeter è uno strumento creato per permettere ai fan di tutto il mondo di conoscere quanto la loro voce corrisponda a quella del leggendario frontman dei Queen. Analizza l’intonazione, il timbro e la melodia di chi canta, per poi assegnare un punteggio incluso fra 0 e 100. La sfida canora si sviluppa in quattro step. Il primo è Sing (si sceglie uno dei quattro brani dei Queen presenti tra Bohemian Rhapsody, Don’t Stop Me Now, Somebody to Love e We Are the Champions). Poi c’è Share (una volta ottenuto il punteggio si condivide) e Challenge (usando l’hashtag #FreddieChallenge sui canali social si possono sfidare tre amici). Infine l’opzione Donate, con cui si può supportare il Mercury Phoenix Trust.
Freddiemter, infatti è stato sviluppato con il sostegno di questa organizzazione benefica fondata da Brian May, Roger Taylor e Jim Beach per sensibilizzare e finanziare la lotta contro l’Hiv e celebrare il 44/mo anniversario della prima esecuzione live di Bohemian Rhapsody da parte della band.
Google Creative Lab e Google Research hanno creato FreddieMeter usando i nuovi modelli di machine learning disponibili su dispositivi. FreddieMeter è ottimizzato per voci singole e funziona su dispositivi desktop, Android e iPhone. Ne ho già trattato nella sezione “Tecnologia”, dove ho riportato, come faccio qui ora, il link all’iniziativa ed al progetto. Vi potete accedere cliccando qui

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Fiorello, record di visualizzazioni con Viva RaiPlay!
Oltre 850mila, meglio di Euro 2020

4 novembre 201917:33

Fiorello vince la sfida: portare uno show con contenuto originale per la prima volta su una piattaforma digitale. Il 13 novembre (dato registrato fino alle 23.59 anche per fruizione on demand) il varietà Viva RaiPlay! (compresa l’anteprima Aspettando VivaRaiPlay!) ha generato oltre 850mila visualizzazioni. Il 72% proviene da App e App TV. Si tratta di un numero eccezionale per una diretta digitale – sottolinea la Rai in una nota – se si tiene conto anche della breve durata del format (50 minuti previsti) e dell’assenza del traino televisivo.
Viva RaiPlay! ha generato un effetto positivo su tutta la piattaforma e rispetto a un mese fa – ieri RaiPlay – è cresciuta in termini di utenti unici del doppio. Il risultato merita di essere valutato in relazione al fatto che mai prima d’ora uno show live era stato trasmesso in diretta, solo ed in esclusiva, su piattaforma e quindi è difficile fare paragoni.
Nel caso si volesse fare un confronto, l’evento più visto su RaiPlay prima di Fiorello è stato il Festival di Sanremo, tra l’altro un evento che gode di un grandissimo traino mediatico.
Nessun programma sulla piattaforma è arrivato in termini di visualizzazioni a questi numeri: Viva RaiPlay! con Fiorello ha addirittura superato del 40% le partite dell’Italia valide per Euro 2020 e trasmesse lo scorso ottobre. L’incontro più visto su RaiPlay lo scorso anno è stato Ajax-Juventus, andata dei quarti di finale di Champions League, evento più seguito in diretta streaming della scorsa stagione, che aveva generato a aprile 2019 un numero di visualizzazioni simile a quello generato da Fiorello.

Cinema: Museo Fellini, in primavera via ai lavori a RiminiTra realtà aumentata, installazioni, proiezioni e multimedialità

RIMINI14 novembre 201917:40

– E’ pronto a diventare realtà il sogno del Museo internazionale Federico Fellini, il più grande progetto museale dedicato al genio del regista riminese, nel quale la poesia di uno dei più apprezzati cineasti al mondo si unisce alle tecnologie e alle scelte urbanistiche più innovative. La Giunta comunale di Rimini ha approvato il progetto esecutivo del primo dei quattro stralci previsti per la realizzazione del Museo, che riguarda gli allestimenti e le installazioni che interesseranno i tre poli attorno al quale ruoterà il Museo Fellini: il quattrocentesco Castel Sismondo, Palazzo Valloni e la Piazza dei Sogni, spazio urbano che farà da ‘fil rouge’ tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico. Gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo, così interconnessi, diventeranno luogo di una narrazione attraverso film, documentari, interviste e ancora sceneggiature, lettere, spartiti, oggetti di scena e costumi.

Spike Lee, il nuovo film è Giulietta e Romeo a BrooklynIl regista mescola Shakespeare con hip hop e graphic novel

EW YORK15 novembre 201909:33

– Giulietta e Romeo a Brooklyn in versione hip hop: Spike Lee si ispira Shakespeare e a una graphic novel scritta e illustrata da Ron Wimberly per il suo prossimo film ambientato negli anni Ottanta. Il regista di “Fa’ la Cosa Giusta” e “Lola Darling” scriverà anche il copione, ha appreso l’Hollywood Reporter, in cui la tragica storia dei due innamorati e’ vista attraverso gli occhi di Tebaldo, l’aggressivo cugino di Giulietta, erede del potere e delle ricchezze della famiglia, presuntuoso, arrogante e sempre alla ricerca della rissa nella strada.Intitolato “Prince of Cats”, il film segue le scorribande di Tebaldo e dei suoi fratelli Capuleti che navigano la Repubblica dei Da People di Brooklyn sfidando i rivali Montecchi in duelli underground con la spada, incluse le mitiche “katana”, scimitarre a due mani dei samurai. In questo mondo parte essenziale hanno elementi dell’hip hop come la breakdance, il Djing e i graffiti. A collaborare con Lee, oltre a Wimberly, sara’ Selwyn Seyfu Hinds, che aveva scritto la sceneggiatura originaria e la cui conoscenza dell’ambiente hip hop deriva dall’epoca in cui era direttore della rivista The Source. Hollywood ha visto molte versioni di Romeo e Giulietta: oltre al musical del 1961 “West Side Story” e al classico del 1968 di Franco Zeffirelli con gli adolescenti Olivia Hussey e Leonard Whiting, nel 1996 Baz Luhrmann aveva ambiento la tragedia nella Los Angeles delle gangs con Leonardo DiCaprio e Clare Danes nel cast.Con “Prince of Cats” a sua volta Lee torna a raccontare storie con la sua amata Brooklyn sullo sfondo: il quartiere dove il regista e’ nato e cresciuto nell’area di Fort Greene, e’ stato al centro di film iconici come “Lola Darling” del 1986, “Fa’ la Cosa Giusta” del 1986, “Jungle Fever” del 1991 e poi “Crooklyn”, “Clockers”, “He Got game” e “RedHook Summer”. Quest’anno con “BlaKkKsman il regista e’ tornato ad essere il beniamino degli studi quando il film, basato sul libro “Black Klansman” dell’ex poliziotto Ron Stallworth, ha portato a casa sei nomination agli Academy Awards e l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. In questi giorni Lee e’ al lavoro sulla post produzione di “Da 5 Bloods”, un film distribuito da Netflix su quattro soldati afro-americani che tornano sui luoghi della guerra del Vietnam: nel cast, tra gli altri, Chadwick Boseman, Paul Walter Hauser e Jonathan Majors.

Nasce Testo, salone di Firenze dedicato ai libriNuova fiera prevista a marzo 2020, in cantiere a Pitti Immagine

FIRENZE15 novembre 201911:37

– Dopo le esperienze Torino e Milano, anche Firenze prova la strada di un ‘suo’ salone del libro. Un progetto, previsto alla distanza ravvicinata del marzo 2020, già messo in cantiere da Pitti Immagine i cui vertici questa mattina, a Milano, durante la presentazione dei prossimi saloni invernali moda, lo hanno annunciato. Si chiamerà ‘Testo. Come si diventa libro’ il nuovo salone e analizzerà il libro in tutte le sue forme, dalla sua genesi all’arrivo sugli scaffali.L’idea, è stato anticipato, è sviluppare un percorso attorno al valore del libro, analizzando tutte le fasi che portano alla creazione di un testo, dalla nascita dell’idea alla produzione, dall’arrivo nelle librerie fino alla fase finale in cui le pagine arrivano di fronte agli occhi del lettore. Insomma sarà protagonista tutta la catena che porta alla creazione del libro, la filiera produttiva che porta il testo nelle mani del lettore. I rumors raccontano che la nuova fiera fiorentina dedicata al libro cercherà di mettere in risalto le librerie indipendenti, testi nuovi e interessanti, insomma tutto un mondo dell’editoria di qualità che non vuole rimanere outsider. Sarà quindi sempre alto il livello della qualità dell’offerta, come per tutte le fiere organizzate da Pitti Immagine. E all’editoria indipendente e di qualità sarà data una nuova casa. Sono attesi piccoli e grandi editori, con un’offerta trasversale che va dall’arte alla moda, all’architettura. Tutti i dettagli sul nuovo salone tuttavia vengono tenuti riservati in attesa di una prima discovery ufficiale, tra pochi giorni, si dice lunedì prossimo. Al momento si sa che il salone si terrà a Firenze e c’è una data indicativa che dovrebbe essere il 22 marzo 2020.Molto probabilmente sarà organizzato alla Stazione Leopolda. E’ la stessa location che Pitti Immagine utilizza per le altre fiere che organizza a Firenze (Fragranze, sulla profumeria artistica, e Taste, sulle eccellenze enogastronomiche) corollari dell’impegno sulla moda che ci concentra alla Fortezza da Basso. ‘Testo’ sarà quindi in calendario subito dopo Taste, giocando pure sull’assonanza tra italiano e inglese. D’altronde Stazione Leopolda è stata acquisita da Pitti Immagine appena un anno fa, a fine 2018, quindi l’ente fieristico fiorentino giocherà pienamente in casa.

Dimore storiche, accordo con Mibact per catalogazionePatrimonio dimore vincolate sarà anche online

14 novembre 201917:51

– Ampliare con un impegno congiunto il censimento dei beni storico-architettonici, del nostro Paese: è l’obiettivo dell’accordo siglato tra l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del ministero di beni culturali e turismo e l’Associazione Dimore Storiche Italiane, aggiungendo ai dati già presenti nel catalogo anche quelli dell’associazione che raccoglie migliaia di immobili storici distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Istituto per il Catalogo e Associazione dimore storiche, spiegano dall’Adsi, uniranno competenze e conoscenze per incrementare la banca dati sugli immobili vincolati, “uno strumento essenziale per garantire la conoscenza e la conservazione di un patrimonio” fatto di castelli, ville, palazzi, masserie, ma anche giardini, boschi e tenute agricole, che, se debitamente conservati e gestiti, “possono diventare strumenti di promozione dei valori locali con ricadute positive sull’economia dei territori e sull’occupazione”.
Catalogazione e digitalizzazione, fanno notare dall’Adsi, “offriranno un punto di accesso unico in cui studiosi, professionisti e cittadini potranno reperire informazioni dettagliate su tutti i beni culturali catalogati”. E servirà per progettare e realizzare, in sinergia fra istituzioni pubbliche e attori privati programmi a medio e lungo termine ed interventi per valorizzare il patrimonio immobiliare storico italiano.
Secondo i dati ad oggi disponibili, il patrimonio immobiliare storico italiano soggetto a vincolo è costituito da circa 200.000 beni culturali, dei quali circa 30.000 privati, che rappresentano circa il 17% del capitale storico-artistico complessivo. Un impatto positivo, che a livello europeo, solo nel 2018 ha mosso 52 milioni di visitatori, e generato un fatturato di 335 miliardi di euro con la creazione di 9 milioni di posti di lavoro.

Musica: esce ‘Più amore’, brano di Curreri per l’AntonianoSostiene ‘Operazione pane’ ed è nella compilation Zecchino d’Oro

OLOGNA14 novembre 201918:05

– Esce venerdì ‘Più amore’ (Sony Music Italy), brano donato dal leader degli Stadio Gaetano Curreri all’Antoniano per sostenere ‘Operazione pane’, la campagna che supporta una rete di 15 mense francescane in tutta Italia e ad Aleppo, in Siria, per aiutare chi vive in situazioni di estrema povertà (dal 17 novembre sarà attivo il numero solidale 45588 da sms o rete fissa). Alla voce di Curreri si sono unite quelle di Mario Biondi, Amara e dei bimbi del Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni. Il brano racconta i valori francescani di accoglienza, ascolto, fraternità e amore verso il prossimo, il tutto con l’elaborazione musicale del maestro Peppe Vessicchio.
Il pezzo sarà contenuto anche nella compilation dello Zecchino d’Oro in uscita il 29 novembre: la 62/a edizione del festival di canzoni per bambini andrà in onda per tre appuntamenti pomeridiani su Rai1 dal 4 al 6 dicembre, finale in prima serata sabato 7 dall’Unipol Arena di Casalecchio, con la conduzione di Carlo Conti e Antonella Clerici.

Novità di stagione per Fido da Moncler & Poldo Dog CoutureSmanicati e impermeabili imbottiti

4 novembre 201918:15

– Moncler & Poldo Dog Couture tornano a collaborare a una nuova collezione di abbigliamento e accessori per cani caratterizzata da tessuti fantasia e da un comfort studiato. I cappotti della nuova stagione per gli amici a quattro zampe sono al tempo stesso classici e di tendenza. Il progetto, in collaborazione con il brand milanese Poldo Dog Couture, detta gli standard dell’eleganza di Fido. I grandi classici, direttamente dagli archivi Moncler, come gli smanicati e gli impermeabili, sono reinterpretati e adattati alle esigenze del miglior amico dell’uomo. I piumini, naturalmente in nylon laqué, sono disponibili in sei diverse taglie e in una selezione di vivaci tonalità tra cui il giallo, il rosa e il blu. I nostri amici potranno passeggiare anche sotto la pioggia grazie ad un impermeabile in pvc semi-trasparente. E per la prima volta in assoluto, il gilet stampato riproduce un effetto tricot che ricorda i tipici maglioni invernali. La collezione è completata da un guinzaglio e un collare coordinati nei colori della bandiera francese.

Le lettere di Ian Fleming alla moglie AnnPassione, James Bond e storie di corna all’asta da Sotheby’s

NEW YORK14 novembre 201918:38

– Caro Ian, cara Ann: le lettere d’amore e del disamore del padre di James Bond, Ian Fleming, alla moglie Ann Charteris saranno messe in vendita online in dicembre da Sotheby’s e gettano una nuova luce sulla tempestosa relazione tra lo scrittore e la donna che prima fu la sua amante, poi consorte fedifraga e a sua volta tradita. Datate tra gli anni ’40 fino alla morte di Fleming nel 1964, le 160 lettere, per un totale di 500 pagine, sono stimate da Sotheby’s tra 200 e 300 mila sterline. La straordinaria corrispondenza, in cui la passione si vena di erotismo sado-maso, getta nuova luce sulla “nascita” di James Bond, il personaggio che ha reso Fleming un’icona della spy story.
L’agente 007 “fu un prodotto della relazione tra Ian e Ann”, ha detto Gabriel Heaton, l’esperto di Sotheby’s di libri e manoscritti. Non e’ un caso, a suo avviso, che Casino Royale, il primo romanzo della serie, fu scritto nell’anno del matrimonio (lei era incinta), “sia come sfogo per la sua libido, che come mezzo per fare soldi per una donna che prima era ricca anche senza pensarci”. Ann era nata in una famiglia dell’aristocrazia britannica e nei precedenti matrimoni era rimasta all’altezza. Morto il primo marito, il barone Shane O’Neill, in guerra nel 1944, sposo’ l’erede della fortuna del Daily Mail Esmond Harmsworth, secondo visconte di Rothermere, di cui nel frattempo era diventata l’amante. Matrimoni che duro’ poco a causa della relazione con Fleming. Nel 1948, incinta di Ian, Ann aveva dato alla luce una bambina prematura morta otto ore dopo il parto: “Non ho niente da dire per darti conforto. Posso solo mandarti un abbraccio, il mio amore e tutte le mie preghiere”, le scrisse il romanziere tornato in camera dopo aver giocato a golf con il marito cornuto. Si sposarono nel 1952, ma andavano a letto assieme da almeno 15 anni. Per celebrare Ian compro’ la leggendaria macchina da scrivere d’oro e la testo’ in una lettera a Ann “per vedere se scrive parole d’oro”. Dopo le nozze Fleming ebbe numerose relazioni con altre donne: “Parli dei tuoi vecchi giorni da scapolo, ma l’unica persona con cui hai smesso di fare sesso quando sono finiti sono io”, gli scrisse Ann. L’unione in definitiva non fu felice. In una lettera su carta intestata della British Overseas Airways Corporation Fleming scrive che “nell’attuale crepuscolo, ci stiamo facendo male a vicenda al punto da renderci la vita a malapena vivibile”. Oltre a Casino Royale, il resto dei romanzi di Fleming furono scritti a Goldeneye, la casa dello scrittore a Giamaica, spesso meta di visitatori illustri tra cui il pittore Lucian Freud e il leader laburista Hugh Gaitskell, con cui Ann ebbe una lunga relazione, e tutto questo e’ riflesso nelle lettere all’asta. Ian e Ann rimasero comunque assieme fino alla morte di lui: sono sepolti uno accanto all’altro nel cimitero della chiesa di St. James a Sevenhampton vicino al figlio Caspar, ucciso nel 1975 da una overdose.

Premio Sila ’49 a Claudia Durastanti e Luigi FerrajoliPer Letteratura e Economia.Premio alla carriera Giovanna Marini

OSENZA14 novembre 201918:50

– Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo) è la vincitrice della sezione Letteratura del Premio Sila ’49 giunto alla sua VIII edizione. Durastanti, nella cinquina dell’edizione 2019 del Premio Strega, si è imposta sugli altri finalisti che erano Francesco Pecoraro Lo stradone (Ponte alle Grazie), Francesco Permunian Sillabario dell’amor crudele (Chiarelettere), Andrea Pomella L’uomo che trema (Einaudi) e Nadia Terranova Addio fantasmi (Einaudi). La giuria che ha annunciato i vincitori ha premiato per la sezione Economia e Società Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto nell’Università Roma Tre, con il libro Manifesto per l’uguaglianza (Laterza). Il Premio alla carriera è andato alla musicista e ricercatrice etnomusicale Giovanna Marini che sabato 30 novembre terrà una lectio magistralis dal titolo “Dalla campagna alla città”.
I riconoscimenti verranno consegnati a Cosenza nelle sale di Palazzo Arnone venerdì 29 e sabato 30 novembre 2019.

Musica: Muti con orchestra Chicago al Teatro del MaggioConcerto straordinario il 20 gennaio

FIRENZE14 novembre 201919:13

– Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino annuncia il concerto sinfonico straordinario della Chicago Symphony Orchestra diretta dal maestro Riccardo Muti. Il concerto con musiche di Richard Wagner, Paul Hindemith e Sergej Prokof’ev, si terrà al Teatro del Maggio il 20 gennaio 2020. La Cso, impegnata in un tour europeo, torna a Firenze dove manca dal 20 settembre 1974, quando si esibì diretta da sir George Solti al Teatro Comunale. Il programma del concerto di gennaio prossimo comprende l’ouverture di Der fliegende Holländer di Wagner, la Sinfonia Mathis der Maler di Hindemith e la Sinfonia n.3 in do minore, Op.44 di Prokof’ev.

I 40 anni di Happy Meal nel segno dei libriDal 15 novembre tornano i laboratori di lettura

15 novembre 201911:40

– Happy Meal compie 40 anni. Il menù di McDonald’s dedicato ai più piccoli, contraddistinto dalla casetta rossa, festeggia il suo compleanno all’insegna della lettura e dei libri, con il ritorno dal 15 novembre nei ristoranti di tutta Italia dei laboratori per i bambini.
Happy Meal è nato nel 1979 negli Stati Uniti, da un’idea del pubblicitario Dick Brams, che decise di realizzare un menù dedicato ai bambini che contenesse anche un gioco, al prezzo di 1 dollaro. “Per noi Happy Meal non rappresenta solo un pasto ma un’esperienza di gioco e condivisione – ha commentato Giorgia Favaro, Chief Marketing Officer di McDonald’s Italia -. Per questo la scorsa primavera abbiamo lanciato Happy Meal Readers, una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di stimolare la passione per la lettura tra i bambini, dando la possibilità di scegliere, al posto del gioco, un libro. Ai bambini e alle loro famiglie l’iniziativa è piaciuta moltissimo, ecco perché abbiamo deciso di proseguire anche nel 2020”.

Musica: Vasco Rossi apre il Firenze Rocks 2020Il 10 giugno.Il 15/6 sarà a Milano, il 19 a Roma e il 26 a Imola

IRENZE15 novembre 201911:12

– Sarà Vasco Rossi ad aprire il Firenze Rocks 2020 con un concerto in programma il 10 giugno alla Visarno Arena della Cascine.
Lo ha annunciato lo stesso cantautore sui suoi profili social pubblicando le date del tour ‘Vasco non stop festival 2020′.
Dopo la data del 10 giugno a Firenze, il cantante sarà a Milano il 15 giugno, a Roma il 19 e a Imola il 26.
Dopo l’apertura di Vasco Rossi, il Firenze Rocks proseguirà con i Green Day attesi sul palco l’11 giugno e i Red Hot Chili Peppers che chiuderanno il festival sabato 13 giugno. Per il 2020 dunque il festival fiorentino di musica rock non si svolgerà, come gli anni precedenti, da giovedì a domenica, ma bensì da mercoledì 10 a sabato 13 giugno. Nelle prossime settimane gli organizzatori annunceranno anche il gruppo che suonerà venerdì 12 giugno.

Sala, fondi raccolti alla Scala per teatro La Fenice di Venezia’Deciso con Pereira su proposta sindacati lavoratori del teatro’

15 novembre 201911:33

– “Milano a sostegno di Venezia.
Venerdì 29 novembre il Teatro alla Scala alzerà il sipario per una rappresentazione straordinaria del trittico di balletto con il Boléro di Ravel, e i fondi raccolti saranno destinati al Teatro La Fenice che ha subito pesanti danni per l’acqua alta e ha momentaneamente sospeso le attività”. Lo ha annunciato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sulla sua pagina Facebook.
“Lo abbiamo concordato con il sovrintendente Alexander Pereira, su proposta dei sindacati dei lavoratori della Scala.
Un’iniziativa che mi rende orgoglioso, una testimonianza concreta di solidarietà alla città. Milano è sempre stata vicina ai Comuni in difficoltà e lo fa ancora una volta con un atto concreto e tangibile”, ha concluso.

Cinema: a 100 anni nascita Pisa ricorda Gillo Pontecorvo19/11 tavola rotonda, filmati Istituto Luce e ‘Battaglia Algeri’

PISA15 novembre 201911:37

– Nel centesimo anniversario della nascita di Gillo Pontecorvo – nato a Pisa il 19 novembre 1919 – l’Università pisana gli rende omaggio con due iniziative per approfondire la sua opera di regista e presentare al pubblico uno dei suoi film più intensi, importanti e belli, ‘La battaglia d’Algeri’, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1966, nella copia restaurata dalla Cineteca di Bologna. Alle iniziative partecipano Simone e Picci Pontecorvo, figlio e moglie del regista scomparso nel 2006.
Martedì 19 novembre, alle 17, nell’aula magna Storica della Sapienza, dopo i saluti del rettore Paolo Mancarella, si terrà una tavola rotonda con presentazione di materiali audiovisivi provenienti dall’Istituto Luce. Alle 20.30 poi, al Cinema Arsenale, appuntamento con la proiezione de ‘La battaglia d’Algeri’ (ingresso libero). La giornata, curata da Sandra Lischi e Chiara Tognolotti, è organizzata dall’Università in collaborazione con Cise-Centro interdipartimentale di Studi ebraici.
L’esistenza di Pontecorvo, ricorda l’Ateneo, si snoda “su un filo rosso saldo e tenace: la tensione verso l’impegno collettivo e politico. Fin dalla necessaria fuga in Francia insieme al fratello Bruno dalle leggi razziali del ’38, l’impatto di Gillo con la storia fece maturare in lui un impegno collettivo, insieme agli altri esuli politici, non solo per opporsi all’ondata nazifascista, ma per immaginare un sistema sociale ed economico diverso, più giusto e accogliente”.

Frozen 2, il futuro è donna e non si arrendeIn sala il film Disney con voci di Rossi, Brignano e Sangiorgi

5 novembre 201911:45

Si fa presto a dire “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle” e a liquidare il tutto dicendo che, dopo sette anni, arriva in sala dal 27 novembre il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee (ora direttrice creativa della Walt Disney Animation dopo le dimissioni di John Lasseter). In realtà alla conferenza stampa di questo film di animazione si è parlato davvero di tutto, come non accade neppure per i film d’autore: futuro, passato, amore, figli, omosessualità, mondo femminile e rispetto della natura. E tutto nel segno di “il futuro è donna” e del non arrendersi mai. Presenti all’incontro, oltre ai registi, il produttore Peter Del Vecho, l’attrice-cantante Serena Rossi (che dà la voce alla principessa Anna), Enrico Brignano, che presta ancora una volta la voce a Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi autore de Nell’Ignoto che si sente nei titoli di coda.
Questa la storia. Sono trascorsi tre anni da Frozen – Il Regno di Ghiaccio e la cittadina di Arendelle sembra aver trovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri di ghiaccio, mentre la sorella Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore. Ora mentre le due sorelle, il pupazzo di neve Olaf, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando, Elsa viene distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta. Una voce angelica che non smette di tormentarla per giorni e giorni. Così per capire da dove viene quella voce la principessa di Arendelle, Anna, insieme ad Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un nuovo regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile potere.
“Nel primo Frozen – spiega il regista Buck – abbiamo sviluppato i personaggi mentre in questo secondo atto ci siamo divertiti a fare un po’ un musical di Broadway. In questo tipo di film – aggiunge poi – è normale inserire il mondo che ci circonda con la giusta attenzione: sappiamo bene del potere di queste opere sui giovani che le vedono ossessivamente più di una volta”.
“Lo spirito di non arrendersi mai e dell’amore che vince su tutto è certo qualcosa che vogliamo si percepisca in questo film”, dice invece la Lee che glissa però sulla domanda su cosa si prova ad aver preso il posto del mito Lasseter. Sull’eventualità poi di far declinare questa storia di sorellanza in qualcosa a sfondo omosessuale, spiega Lee : “Abbiamo pensato che Elsa non fosse ancora pronta per questo e così ci siamo concentrati sulla sorella”.
Sul fronte voci italiane, Serena Rossi è felice di aver dato la sua alla principessa Anna: “Ho molto amato raccontare la storia di queste due piccole donne e avuto anche voglia di avere un altro figlio e chiamare mia sorella tutti i giorni. E non nascondo – conclude – che ho pianto tantissimo in sala doppiaggio”. “La cosa che più mi ha sconvolto è che non potevo immaginare il lato emozionale di mia figlia Martina – dice Brignano -. Adesso cerca continuamente su Google la voce Olaf e poi sta tutto il giorno a cantare le canzoni del pupazzo di neve”.
Anche per Sangiorgi, è l’orgoglio paterno a prevalere: “Quando crescerà Stellina potrà essere orgogliosa e dire: mio padre lavora per la Disney”.

‘Vertigo’ di Hitchcock torna restaurato nelle saleDal 18 novembre, distribuito dalla Cineteca di Bologna

BOLOGNA15 novembre 201912:22

– Arriva dal 18 novembre nelle sale italiane il nuovo classico restaurato distribuito dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’: è ‘La donna che visse due volte’ di Alfred Hitchcock, conosciuto anche con il titolo internazionale ‘Vertigo’, interpretato dalla coppia Kim Novak-James Stewart.
Capolavoro tra i capolavori hitchockiani degli anni Cinquanta, di tutti il più esistenziale: sotto la vernice del Technicolor serpeggia il senso del disagio, dell’umana inadeguatezza, della ragione inservibile, delle passioni inutili, di una tristezza che François Truffaut arrivò a chiamare “necrofilia”. Il film (1958) è tratto dal romanzo ‘D’entre les morts’, scritto da Thomas Narcejac e Pierre Boileau. Mentre l’azione del romanzo si svolgeva nella Francia degli anni Quaranta, il film è ambientato nella California del decennio successivo.

Museo Egizio prosegue tour in America, tappa a Kansas CityDopo successo Washington, reperti al Nelson-Atkins Museum of Art

ORINO15 novembre 201912:24

– Prosegue il tour nordamericano dei reperti del Museo Egizio. Dopo il successo di Washington, la mostra itinerante ‘Regine del Nilo’ approda con un nuovo allestimento al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, dove resterà fino al 29 marzo del 2020. Il percorso espositivo si snoda tra circa 250 reperti, che comprendono, insieme a statue e oggetti di vita quotidiana, il corredo funerario e il coperchio del sarcofago di Nefertari, portati alla luce dalla Missione Archeologica Italiana guidata da Ernesto Schiaparelli e al lavoro nella Valle delle Regine tra il 1903 e il 1905.
Prima di approdare nelle sale espositive del Nelson-Atkins, alcuni di questi reperti hanno soggiornato in un altro edificio della cittadina del Missouri: il Saint Luke’s Hospital, dove alcune indagini diagnostiche ne hanno certificato lo stato di conservazione ottimale.
L’esposizione racconta ai visitatori anche la storia delle mogli dei faraoni durante il Nuovo Regno quando regine come Nefertari erano donne influenti.

Mostre: 50 foto di Tina Modotti a Trani, allestimento ineditoDal 7/12 al 6/1, lavori dalla collezione berlinese di Schultz

BARI15 novembre 201912:43

– Tina Modotti. Opere dalla Galerie Bilderwelt’ è il titolo della mostra che sarà allestita a Palazzo delle Arti Beltrani a Trani (BAT) dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio prossimi, con 50 foto dalla collezione berlinese di Reinhard Schultz. “Cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni”, ha più volte affermato Modotti, definendo i propri lavori che ora sarà possibile vedere a Trani in un “allestimento inedito”, evidenziano gli organizzatori.
Sarà una “sorta di antologica che celebra una delle più grandi fotografe del Novecento – aggiungono – attraverso un progetto espositivo pensato dalla storica dell’arte Alessia Venditti, che delinea il percorso evolutivo della Modotti dalle sue prime foto sino alle ultime, raccontando per immagini la sua vicenda esistenziale e artistica”.
La mostra avrà “un impianto espositivo in cui fotografia e vita si fondono in un gioco di specchi in cui l’una racconta e riflette l’altra, sottolineando il fluire del tempo, la trasformazione del costume e il percorso della Modotti ‘dalla poetica della rivolta all’etica dell’utopia’, come ben sintetizzava Pino Bertelli nel titolo del libro a lei dedicato”.
Creatura “nomade e rivoluzionaria, figlia di una cucitrice e di un carpentiere, Assunta Adelaide Luigia Modotti, detta Tina, nasce il 17 agosto 1896 a Udine e scompare a Città del Messico il 5 gennaio 1942, dopo avere espresso nel suo breve e luminoso percorso biografico, costellato di viaggi, passioni e separazioni, gran parte delle inquietudini culturali e politiche di inizio Novecento”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Restauro per la pala ‘Madonna con Bambino e Santi’
Opera di Benozzo Gozzoli risalente a XV secolo

SAN GIMIGNANO15 novembre 201912:47

– Nuova vita per un capolavoro di Benozzo Gozzoli risalente al quindicesimo secolo. Sabato 16 novembre a San Gimignano sarà presentato l’intervento di restauro della pala raffigurante ‘Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta’.
L’intervento degli strati pittorici del dipinto è stato realizzato con la tecnica del ‘sottovuoto localizzato’.
All’incontro ‘La cura del patrimonio di San Gimignano’ parteciperanno il sindaco Andrea Marrucci, l’assessore alla Cultura Carolina Taddei, Felicia Rotundo della Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto. “La cura del ricco patrimonio artistico e storico-architettonico sangimignanese è stata fin da subito una priorità di questa amministrazione”, spiega Marrucci. La pala proviene dalla chiesa del convento femminile di Santa Maria Maddalena, a San Gimignano, soppresso nel 1810 e andato distrutto in seguito alla vendita a un privato nel 1816.

Arte: Imago splendida, capolavori scultura lignea a BolognaDal Romanico al Duecento in mostra al Museo Civico Medievale

OLOGNA15 novembre 201912:57

– La produzione scultorea a Bologna tra XII e XIII secolo è al centro della mostra ‘Imago splendida.
Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento’, in programma dal 23 novembre all’8 marzo al Museo civico medievale. Organizzata in collaborazione con la Curia Arcivescovile, l’Università di Bologna e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, l’esposizione – curata da Massimo Medica e da Luca Mor – è l’occasione per presentare per la prima volta rari capolavori lignei della città, alcuni dei quali restaurati per l’occasione.
Le opere, principalmente grandi crocifissi, consentiranno di fissare una nuova tappa verso la comprensione dei modelli di riferimento nella Bologna di quel tempo. Qui, del resto, il Medioevo fu animato da un fiorente clima multiculturale, favorito sia dalla posizione strategica della città sulla via Emilia, quindi tra gli Appennini e le direttrici verso l’Oltralpe, sia per la nascita nel tardo XI secolo di una celebre scuola giuridica.

Il Cardellino in Italia dal 6 dicembre in esclusiva digitaleDa romanzo Donna Tartt il film con Nicole Kidman

15 novembre 201918:29

– L’attesa trasposizione sul grande schermo del romanzo best seller di Donna Tartt, Il Cardellino sarà da Warner Bros. Pictures e Amazon Studios in esclusiva digitale in Italia dal 6 dicembre.Diretto dal regista premio BAFTA John Crowley, il film vede un cast multigenerazionale guidato da Ansel Elgort nel ruolo di Theo Decker e Nicole Kidman in quello della Sig.ra Barbour.
Theodore “Theo” Decker aveva 13 anni, quando sua madre venne uccisa dallo scoppio di una bomba al Metropolitan Museum of Art.
La tragedia cambiò il corso della sua vita, conducendolo in una commovente odissea fatta di dolore e colpevolezza, di reinvenzione e redenzione, e persino di amore. Nel mezzo di tutto ciò, si aggrappa ad un tangibile oggetto di speranza, ricordo di quel giorno…il quadro di un uccellino incatenato al suo trespolo, Il Cardellino.La sceneggiatura è del candidato all’Oscar Peter Straughantratta dal romanzo di Donna Tartt (premio Pulitzer del 2014 nella categoria Fiction e della Medaglia Andrew Carnegie for Excellence in Fiction) , apparso per 30 settimane di seguito sulla lista dei libri più venduti del The New York Times.
“Il Cardellino” è una presentazione Warner Bros. Pictures, in associazione con Amazon Studios, una produzione Color Force, un film di John Crowley.
Il film sarà distribuito in Italia da Warner Bros. Home Entertainment in esclusiva digitale per l’acquisto e il noleggio dal 6 dicembre sulle seguenti piattaforme: Apple TV App, Itunes, Google Play, Youtube, Infinity, Sky Primafila, Chili, Rakuten TV, TIMvision, Playstation Store e Microsoft Film&TV.

Un Dna sintetico protegge opere d’arteNuova frontiera anticontraffazione, prova su tela Alessio-B

15 novembre 201913:05

– Si chiama DNArt la tecnologia anticontraffazione a Dna sintetico sviluppata da Aries, lo spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per proteggere le opere d’arte con un’impronta genetica unica e invisibile, indecifrabile da terzi e impossibile da replicare. La tecnologia è stata presentata in anteprima mondiale oggi alla fiera ArtePadova 2019, con una dimostrazione live di applicazione su un’opera: una tela dello street artist Alessio-B, il primo artista che vedrà la sua intera produzione marcata con l’innovativo sistema.
DNArt si presta – è stato spiegato – ad essere utilizzata per rendere inequivocabilmente riconoscibili opere antiche e moderne, su tela, carta e legno. Sono invece in fase di sviluppo tecniche per rendere il sistema pienamente performante anche su altri materiali, tra cui vetro, ceramica, metallo e plastica.
“DNArt è il frutto di anni di ricerche e vuole rappresentare un’evoluzione del concetto di sistema anticontraffazione. La nostra tecnologia è utilissima per catalogare e rendere riconoscibile univocamente l’immenso patrimonio artistico del nostro Paese. Può anche essere associata ai sistemi di tracciamento già presenti sul mercato”, spiega Alessandro De Toni, ceo di Aries. Nel solo 2018, secondo i dati diffusi dal Rapporto sull’Attività Operativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sono stati sequestrati 1.232 falsi per un valore stimato di oltre 422 milioni e si è registrato un lieve aumento di furti di beni culturali rispetto all’anno precedente (da 419 a 474), mentre è aumentato il recupero di beni antiquariali, archivistici e librari (da 7.606 a 12.096).

Torna Amici con l’appuntamento pomeridianoDa sabato 16 novembre su Canale 5 De Filippi forma nuova classe

5 novembre 201913:16

– Torna la scuola del talento Amici: il 16 novembre primo appuntamento alle 14.10 su Canale 5. Maria De Filippi inaugura il nuovo anno accademico e forma la classe.
Chi saranno i prescelti che riusciranno ad ottenere un banco nella scuola della tv, nata nel 2001? Il programma è ideato e condotto da Maria De Filippi e scritto con Mauro Monaco e Fabio Pastrello. Produttore esecutivo Claudia Ciaramella. Produce Fascino P.g.t. per Mediaset. Regia di Andrea Vicario.

Filarmonica Romana, al via “Chopin e…”Giovani pianisti in 5 concerti in collaborazione con S. Cecilia

15 novembre 201913:18

– Giovani talenti alla prova con “Chopin e…, seconda edizione del programma di cinque concerti promosso dall’ Accademia Filarmonica Romana con il coordinamento artistico di Benedetto Lupo che vedranno impegnati gli allievi deli Corsi di perfezionamento dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nelle esibizioni – tutti la domenica alle 17:30, Sala Casella – la musica del compositore polacco dialogherà con altri autori che per Chopin sono stati fonte di ispirazione o che da lui sono stati ispirati. Primo appuntamento, domenica 17 novembre, con il pianista Stefano Andreatta, che proporrà uno dei lavori pianistici più amati ed eseguiti da Chopin, la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35, e nella seconda parte due Études-Tableaux dall’op. 33 e la Sonata n. 2 op. 36 di Sergey Rachmaninoff. Il 15 dicembre sarà la volta del pianista Axel Trolese che affiancherà Chopin alla Spagna, esplorando l’influenza che la musica del polacco ebbe su Isaac Albéniz e Manuel De Falla. Il 2 febbraio la violoncellista Ludovica Rana e la pianista Maddalena Giacopuzzi affrontano due dei rari lavori cameristici di Chopin, la Introduction et Polonaise brillante per violoncello e pianoforte op. 3 del 1829 e Sonata per violoncello e pianoforte in la minore op. 65, accanto alla Sonata n. 2 per violoncello e pianoforte in fa maggiore op. 99 di Johannes Brahms. Il 1 marzo, con la giovane formazione del Trio Kanon proporrà due Trii per pianoforte: in sol minore op. 8 di Chopin e il n. 2 in do minore op. 66 di Mendelssohn. Infine, il 29 marzo, il confronto con Johann Sebastian Bach, sarà affidato al pianista Andrea Napoleoni in un programma incentrato sulle danze: la Suite francese n. 6 in mi maggiore e la Suite inglese n. 6 in re minore; e due polacche di Chopin: la Polonaise in fa diesis minore op. 44 e la Polonaise-Fantaisie in la bemolle maggiore op. 61.

Monica Bellucci debutta a teatro a Parigi con lettere CallasSuo primo spettacolo al Petit Marigny dal 27 novembre

ARIGI15 novembre 201913:24

– Monica Bellucci sbarca a teatro.
Per la prima volta nella sua carriera l’attrice italiana star del cinema ha accettato l’ingaggio per uno spettacolo teatrale nel quale leggerà lettere e ricordi di Maria Callas. “Per me è un vero salto nel vuoto”, dice la Bellucci ai microfoni di RTL, la prima radio privata di Francia, dicendosi profondamente sedotta e affascinata dalla vita della piu’ grande cantante lirica di tutti i tempi. “La cosa interessante rispetto alla Callas, è la sua duplicità tra la diva e la donna, che ha saputo amare con la purezza di un bambino”, aggiunge. Lo spettacolo è in programma dal 27 novembre al 6 dicembre al Petit Marigny.

Libri: 100 green jobs per trovare lavoroNuova guida alle professioni più richieste in Italia

15 novembre 201913:32

– Le 100 professioni più richieste, oggi, in Italia, sono al centro della nuova guida “100 green jobs per trovare lavoro”, firmata da Tessa Gelisio e Marco Gisotti ed edita da Edizioni Ambiente, nelle librerie fisiche e digitali dal 21 novembre 2019 (370 pagine, 18 euro). Un vademecum per orientare sul percorso formativo da seguire ma anche sul lavoro da ricercare con le relative attitudini richieste per ogni professione.
La top ten delle professioni che hanno il più alto disallineamento tra domanda delle imprese e offerta lavorativa sono chimico verde; cuoco; data analyst/scientist; esperto del marketing ambientale; esperto di acquisti verdi; esperto in gestione dell’energia (Ege); guida turistica e naturalistica; installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale; meccanico industriale; programmatore agricolo della filiera corta.
Oggi, le competenze “verdi” sono sempre più richieste in maniera trasversale in ogni settore: in Italia sono ormai più di 3 milioni i “Green Jobs”, il 13,4% degli occupati, con 432mila imprese che, negli ultimi 5 anni, hanno investito sulla green economy per superare la crisi (Fonte: Rapporto Greenitaly 2019).
Nella guida “alle professioni sicure, circolari e sostenibili”, le 100 occupazioni segnalate sono soprattutto green jobs (70), qualificanti, ad alto potenziale occupazionale e di carriera, con ricadute in termini di innovazione e orientamento alla sostenibilità, selezionate grazie alla banca dati Excelsior di Unioncamere e al rapporto Greenitaly della Fondazione Symbola.
“Oltre alle soft skill (saper lavorare in gruppo, risolvere problemi, gestire lo stress, avere intuito creativo, essere flessibili e dotati di spirito di adattamento), la competenza più richiesta è dedicata al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale; anche le conoscenze delle lingue e le competenze digitali vengono dopo”, affermano Tessa Gelisio e Marco Gisotti.
Oltre ai contributi dei ministri dell’Ambiente Sergio Costa e dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti, per stimolare e ispirare chi non trova lavoro o desidera cambiarlo, nel volume è presente anche una sezione con le storie di professionisti di successo: chef stellati, giornalisti, youtuber, imprenditori, architetti.

Tv: Curon, ciak per nuova serie Netflix con cast ItalianoSupernatural drama ambientato in provincia di Bolzano

5 novembre 201914:58

– Un villaggio sommerso dall’acqua, il campanile della chiesa emerge ancora dal lago. La leggenda narra che in certe notti puoi sentire il suono delle campane che, però, sono state rimosse nel 1950.
Sono in corso le riprese di Curon ( affascinate località in provincia di Bolzano) la nuova serie originale Netflix prodotta da Indiana Production, un supernatural drama in cui mistero, leggenda e realtà si fondono per dare vita ad un racconto capace di trasportare gli spettatori in un incredibile viaggio alla scoperta di se stessi e della propria identità. Un percorso in cui non tutto è come sembra. La serie sarà disponibile, nei 190 paesi in cui il servizio è attivo, nel 2020.
Tra i protagonisti Valeria Bilello (Anna), Luca Lionello (Thomas), Federico Russo (Mauro), Margherita Morchio (Daria), Anna Ferzetti (Klara), Alessandro Tedeschi (Albert), Juju Di Domenico (Miki), Giulio Brizzi (Giulio), Max Malatesta (Ober) e Luca Castellano (Lukas). Anna è appena tornata a Curon, sua città natale, insieme ai suoi gemelli adolescenti, Mauro e Daria. Quando Anna scompare misteriosamente, i ragazzi dovranno intraprendere un viaggio che li porterà a svelare i segreti che si celano dietro l’apparente tranquillità della cittadina e a trovarsi faccia a faccia con un lato della loro famiglia che non avevano mai visto prima.
Scopriranno che si può scappare dal proprio passato ma non da se stessi. La serie, in 7 episodi, è diretta da Fabio Mollo e Lyda Patitucci. La scrittura è affidata a Ezio Abbate come head writer insieme agli autori, Ivano Fachin, Giovanni Galassi, e Tommaso Matano. Le riprese si stanno svolgendo a Curon e Bolzano.

Musica: sold out il concerto 2020 di Emma all’Arena di VeronaTour 9+1 Fortuna Live nei palasport per 10 anni carriera

5 novembre 201914:10

– È sold out a meno di un mese dall’apertura delle prevendite, il concerto previsto il 25 maggio 2020 all’Arena di Verona in cui Emma presenterà live il nuovo album di inediti Fortuna e festeggerà insieme al pubblico il suo compleanno e i 10 anni di carriera. Per celebrare questi primi 10 anni saranno 9+1 i concerti di Emma nel 2020: dopo l’Arena di Verona, infatti, da ottobre Emma sarà impegnata con Fortuna live palasport 2020, 9 concerti nei principali palasport d’Italia. Queste tutte le date di Fortuna live palasport 2020 (prodotto e organizzato da Friends&Partners): 3 ottobre Jesolo Pala Invent (data zero); 5 ottobre Milano Mediolanum Forum Di Assago; 10 ottobre Roma Palazzo Dello Sport; 13 ottobre Firenze Nelson Mandela Forum; 16 ottobre Napoli Pala Partenope; 17 ottobre Bari Pala Florio; 20 ottobre Catania Pala Catania; 23 ottobre Bologna Unipol Arena; 24 ottobre Torino Pala Alpitour.
Intanto prosegue il grande successo di Fortuna, settimo disco di inediti di Emma che nel suo decimo anniversario di carriera musicale, torna più matura e consapevole con un disco positivo, colorato, dal sound moderno. Un album composto da 14 brani che vanta la produzione di Dardust insieme a Luca Mattioni (in “Manifesto”, “Corri”, “Basti solo tu” e “A mano disarmata”), Elisa (in “Mascara”) e Frenetik & Orang3 (in “Dimmelo Veramente”). Anticipato dal singolo Io sono bella, l’album è disponibile in versione cd in versione doppio vinile (etichetta Polydor/Universal Music) e su tutte le piattaforme digitali.

Ron “Dalla e quel disco capolavoro di 40 anni fa”Su Sky Arte riparte ’33 Giri – Italian Masters’, dal 20/11

15 novembre 201919:46

“Ognuno di noi ha un angolo riservato per scrivere, per lui andava bene ovunque, bastava che fosse per terra” così Ron ricorda l’amico Lucio Dalla, protagonista con l’omonimo album della prima puntata della nuova stagione della produzione originale Sky Arte ’33 Giri – Italian Masters’, al via dal 20 novembre ogni mercoledì alle 21.15 (canale 120 e 400 di Sky), dedicata ai migliori dischi della musica italiana.A celebrare il disco uscito nel 1979, Ron e Maurizio Biancani che al mixer dell’Angelo Studio di Garlasco ripercorrono i momenti della creazione dell’album con toccanti inserti della voce di Dalla e un’emozionante reinterpretazione di Anna e Marco eseguita alla chitarra dallo stesso Ron. Nella puntata anche le interviste ai musicisti che hanno collaborato con Dalla, Ricky Portera e Giovanni Pezzoli, realizzate proprio a Lo Studiolo di Bologna (il luogo di Lucio Dalla), e un’esibizione esclusiva di Tango di Luca Carboni e Bruno Mariani.”Eravamo felici mentre facevamo questo disco – racconta oggi Ron – capivamo che Lucio era lì lì per scoppiare e ce ne accorgevamo ogni giorno, anche se lui non aveva ancora finito le sue canzoni e ogni tanto si buttava per terra e scriveva, ma c’era un’aria bella, gloriosa, si capiva che stava nascendo un capolavoro”. Nel lavoro di Sky Arte tanti dettagli tecnici: “ci siamo accorti che un sacco di gente che non sa nulla di come si fa un disco è interessatissima e questo – dice Ron ci rende felici”, ma anche tanti aneddoti: “arrivavano le zoccolate di Lucio – ricorda l’amico – quando uno sbagliava”.Riascoltare l’album di 40 anni fa è anche andare indietro nel tempo: “abbiamo cominciato a lavorare da subito con Lucio quando mi fece sentire ‘Occhi da ragazza’, che dovevo cantare io a Sanremo ma fu bocciata, poi la cantò Morandi e fu un successo. Ci conoscemmo lì e con Lucio ho collaborato in maniera strepitosa: scriveva i testi delle mie canzoni finché non mi disse ‘adesso cominci a farteli te’ e io a momenti svenni. E’ stata una bella zoccolata che però – conclude Ron – è servita”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rai 1: De Santis, rete punta su programmi culturali
E’ compito del servizio pubblico

NAPOLI15 novembre 201915:18

– ”Con questo programma vogliamo proseguire nella linea culturale del sabato sera della Rai.
Scelte che non sono nella logica della contro programmazione, ma rappresentano una precisa volontà di andare in un’altra direzione”. Lo ha detto il direttore di Rai 1, Teresa De Santis, in occasione della presentazione di ‘Una storia da cantare’, nuovo programma del sabato sera della rete ammiraglia.
”Dopo i successi di Ulisse – ha aggiunto – abbiamo deciso di costruire un format che narrasse la nostra storia attraverso le canzoni, le poesie di questi grandissimi autori. Il servizio pubblico deve rischiare, deve intrattenere e fare divulgazione perché Rai 1 è la rete che parla a tutti”.

Tre serate evento per De André, Dalla, BattistiDall’Auditorium Rai di Napoli, ‘Una storia da cantare’

NAPOLI15 novembre 201919:42

– Rai 1 propone tre serate evento per raccontare e rivivere Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla e Lucio Battisti. Tre miti indiscussi della canzone italiana, tre geni, tre rivoluzionari che hanno accompagnato la vita di intere generazioni e raccontato l’Italia. Tutto questo è ‘Una storia da cantare’, il nuovo programma del sabato sera della rete ammiraglia della Rai, in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli, in quello che fu lo studio di ‘Senza Rete’. Si parte il 16 novembre, con la prima puntata dedicata a De Andrè. Un artista che sapeva guardare il mondo con occhi diversi e descriverlo con straordinaria creatività e poesia, i cui brani appartengono a tutti, sono un patrimonio nazionale a cui anche il mondo accademico ha aperto le porte e che al tempo stesso rappresenta un universo da scoprire per i più giovani.Ad accompagnare il pubblico nel racconto saranno Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero. Con loro, in quello che si annuncia un programma ”con una narrazione assolutamente innovativa”, tanti ospiti che racconteranno ”il proprio Faber”: Dori Ghezzi, Massimo Ranieri, Lino Guanciale, Ornella Vanoni, Loredana Bertè, Anastasio, Elena Sofia Ricci, Morgan. Nek, PFM, Paola Turci, Mauro Pagani in collegamento dal vecchio porto di Genova, Willie Peyote e i The Andrè. Artisti che saranno accompagnati da una band di 13 elementi diretta da Maurizio Filardo. ”Questo programma – ha detto il direttore di Rai 1, Teresa De Santis – è un po’ un sogno. Dentro c’è la mia storia, la mia vita. Abbiamo ritenuto che fosse arrivato il momento di raccontare la storia culturale e pop, una storia meravigliosa che attraverso la musica è in grado di raccontare il nostro Paese”. Un programma che il direttore di Rai 1 ha voluto dedicare a Pierluigi Tabasso, storico dirigente Rai scomparso. Il programma si annuncia come ”una festa” a cui anche il pubblico è chiamato a partecipare con l’hashtag #unastoriadacantare attraverso il quale ognuno potrà indicare la propria canzone del cuore di De Andrè e a fine serata il brano eletto come canzone più amata farà da gran finale.”Se c’è una cosa su cui l’Italia è inattaccabile – ha affermato Ruggeri – è la musica d’autore. Il compito che mi è stato affidato è oneroso ma direi anche molto semplice perché raccontando questi tre artisti immensi non si può sbagliare. Ritengo che esista un prima e un dopo De Andrè che per me è letteratura perché così come facevano Manzoni e Dickens ci ha raccontato gli ultimi, i deboli”. Nel corso della serata anche Ruggeri interpreterà la sua canzone del cuore di Faber e con la Guaccero faranno incursioni nelle esibizioni degli ospiti. ”Sono onorata e felice di partecipare a questo progetto di altissima qualità – ha detto l’attrice – e cercherò di portare il mio bagaglio emotivo”. Un programma che – come annunciato dal vice direttore di Rai 1, Claudio Fasulo (rpt, Fasulo) – potrebbe diventare ”un format in cui celebrare i protagonisti della canzone coniugando intrattenimento e divulgazione”. E in quest’ottica, in un prossimo ciclo, dovrebbe esserci spazio anche per Pino Daniele. Chicca della seconda puntata dedicata a Lucio Dalla, il duetto Arbore-Proietti che si esibiranno in ‘Ma come fanno i marinai’. Il programma è scritto da Ernesto Assante, Gino Castaldo, Matteo Catalano, Alberto Di Risio, Angela Fortunato, Duccio Forzano, Pietro Galeotti, Enrico Ruggeri. Con la regia di Duccio Forzano.

Da terremoto a riscoperta lana con SeaseCapsule collection sostenibile tinta con guado, indaco italiano

15 novembre 201915:31

– La ricerca della sostenibilità e il riscatto delle popolazioni colpite dal sisma si incrociano nella capsule collection in lana sopravissana di Sease, il brand di Franco e Giacomo Loro Piana.
Al centro dei 5 modelli da uomo, come giacche da sci, trench e gilet tecnici, la lana di Visso, paese in provincia di Macerata duramente colpito dal terremoto. “L’iniziativa – racconta Franco Loro Piana – nasce perché mio padre con una serie di amici imprenditori due anni fa ha deciso di aiutare le persone di Visso costruendo un nuovo stabilimento dove potessero ripartire con le loro attività artigianali come la ristorazione, chiamato la compagnia dei maestri artigiani. Mentre le famiglie hanno ripreso a lavorare, il lanificio Loro Piana ha capito che lì c’era anche una lana particolare, la sopravissana, che somiglia allo shetland per resistenza e carattere e ha scoperto che c’erano ancora piccole realtà che facevano tecniche di tintura antiche grazie a una pianta, il guado, chiamata l’indaco italiano”.

Museo Cinema, Ghigo nuovo presidenteScelto dopo Toffetti. ‘Un’altra avventura con grande passione’

ORINO15 novembre 201915:33

– Enzo Ghigo, ex governatore della Regione Piemonte ed ex senatore, è il nuovo presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Lo ha scelto la Regione Piemonte, dopo le dimissioni di Sergio Toffetti in polemica per la scelta di Domenico De Gaetano come direttore. L’annuncio al termine della seduta odierna della giunta regionale e alla vigila della 37esima edizione del Torino Film Festival.
“Un’altra avventura, con grande passione”, commenta su Facebook Ghigo, 66 anni, una lunga militanza in Forza Italia e dal 2015 presidente della Lega del Ciclismo Professionistico.

Mostre: Giacometti e l’emozione del suo tempo a VeronaCento capolavori dalla Fondazione Maeght dal 16 novembre

ERONA15 novembre 201916:04

– I disegni e i quadri dell’infanzia, poi le sculture del periodo surrealista, quelle ispirate al mondo africano o classico, per quattro enormi sale che ruotano intorno al triangolo dei suoi capolavori. È la grande mostra “Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky” che il palazzo della Gran Guardia a Verona ospita dal 16 novembre al 5 aprile del 2020 con 100 capolavori.
Settanta sono le opere qui esposte di Giacometti, insieme a grandi quadri degli artisti del suo tempo, amici e collaboratori e fondatori della straordinaria Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence che li ha prestati per questa occasione. ” Tra disegni, sculture e scrittura – ha sottolineato il curatore Marco Goldin presentando la mostra – c’è un filo conduttore che è quello di costruire nell’immediatezza qualcosa destinato all’eternità”.

Musica: scultura Certosa per foto tour My Chemical RomanceBologna, immagine Cella Magnani per ritorno sulle scene band Usa

BOLOGNA15 novembre 201916:17

– Non hanno mai suonato a Bologna, ma c’è un pezzo della città nella storia del gruppo musicale statunitense My Chemical Romance. Il legame lo ha dichiarato la stessa band sui propri profili Facebook, Instagram e Twitter svelando che l’immagine scelta per accompagnare la notizia della loro reunion si riferisce a una scultura realizzata dallo scultore bolognese Pasquale Rizzoli per la Cella Magnani situata nel Cimitero Monumentale della Certosa.
L’autore dello scatto è il fotografo napoletano Luigi Boccardo.
Il 31 ottobre i My Chemical Romance, fra gli esponenti di maggiore successo nel genere emo-core, avevano annunciato ufficialmente la decisione di riformarsi, dopo lo scioglimento avvenuto nel 2013, con un post pubblicato sempre via social. Ad accompagnare la didascalia ‘Like Phantoms Forever’ – citazione del titolo di un loro Ep del 2002 – una misteriosa immagine in bianco nero, priva di credito fotografico, dove a fare da sfondo alla parola ‘Return’, e alle coordinate del primo concerto in programma il 20 dicembre a Los Angeles, compare in primo piano il dettaglio di una scultura con i volti di due creature con gli occhi chiusi, di cui una alata, unite in un abbraccio.
La rivelazione pubblica del soggetto dell’immagine da parte dei My Chemical Romance è frutto di un accordo con l’Istituzione Bologna Musei: dopo un contatto stabilito con il management del gruppo “per esprimere un onorato apprezzamento e raccontare la vicenda del monumento della Cella Magnani”, il presidente Roberto Grandi aveva raccolto un’immediata disponibilità a “onorare l’immagine e la sua inquietante bellezza” comunicandone la fonte. Portata a termine alla fine del 1906, la scultura in bronzo costituisce una delle opere di maggior pregio realizzate dal bolognese Pasquale Rizzoli (1871-1953), cui fu commissionata per il sepolcro voluto dalla vedova del giovane Natale Magnani.

Musica: esce videoclip di Battiato Torneremo AncoraUn tributo all’artista, girato nella sua Sicilia

15 novembre 201916:47

– Sony Music pubblica dal 15 Novembre, il videoclip del brano “Torneremo ancora”, l’inedito di Franco Battiato contenuto nell’album dal titolo omonimo, di recente uscita. Il video costituisce una libera interpretazione della canzone, un’opera visuale che vuole rappresentare un tributo all’artista, realizzata dal regista siciliano Giuseppe La Spada, ed è visibile al link https://SMI.lnk.to/FBVideo Girato nella terra di Battiato, La Spada ha optato per due location: una di queste è l’Etna con il suo comprensorio, dove Battiato ha scelto di vivere, l’altra l’Argimusco, luogo a lui caro e unico nel suo genere per la densità spirituale, perfetto per un momento di contemplazione. Il videoclip vede la partecipazione dell’attrice siciliana Margareth Madè.
“Per me è un onore e una grande responabilità avere avuto la possibilità di lavorare a questo progetto” racconta La Spada “L’idea iniziale è stata quella di collocare un cammino metaforico in una ‘dimensione sospesa’, scevra da tutto quello che è stato creato dall’uomo, dove spazio e tempo si annullano.
In questa dimensione ho ‘collocato’ un cammino di persone che visto dall’alto evidenzia quanto gli esseri umani siano piccoli e uguali agli altri esseri del creato, un cammino in cui la Natura funziona da ‘specchio’ e ci restituisce ispirazioni e intuizioni utili alla nostra evoluzione.” Il video inizia con l’acqua, elemento dal quale tutti proveniamo e che come in qualsiasi processo che mira alla ricerca della luce, attraversa zone impervie, la materia, le nebbie. Si conclude, invece, con il movimento ciclico di un derviscio, omaggio iconografico a Battiato, gesto inteso a rimettere in moto il tutto, finché non avremo raggiunto la liberazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nannipieri nuovo direttore artistico Musicultura
Succede a Piero Cesanelli. 760 giovani artisti al concorso

MACERATA15 novembre 201917:12

– Sono oltre 760 i giovani artisti che hanno risposto al bando per l’iscrizione alla XXXI edizione del concorso di Musicultura, inviando due brandi a testa. Ad annunciarlo è Ezio Nannipieri, nuovo direttore artistico del Festival della canzone popolare e d’autore, dopo la prematura scomparsa di Piero Cesanelli, ideatore e cofondatore di Musicultura. “Oltre vent’anni vissuti intensamente al fianco di Piero sono stati una palestra professionale e di vita formidabili – osserva -. Sono pronto a mettermi al timone, Piero purtroppo non è più con noi, ma a bordo la sua presenza benigna è percepibile. Riprendiamo la navigazione di Musicultura, cominciando dalla massima attenzione che meritano le oltre millecinquecento canzoni affidate con fiducia al vaglio del nostro concorso”. Gli artisti iscritti a Musicultura 2020, come da tradizione tutti autori dei brani che interpretano, provengono da ogni angolo del Paese. Lazio, Lombardia e Campania le regioni più rappresentate. A seguire Puglia, Emilia Romagna, Sicilia, Marche, Piemonte, Veneto. Fra tutte le proposte in gara 79% sono di artisti singoli, 21% le band. Parte ora la selezione che culminerà nelle audizioni live, in programma fra febbraio e marzo 2020 al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Nelle fasi successive saranno coinvolti il pubblico e il prestigioso Comitato Artistico di Garanzia del Festival, i cui primi firmatari furono nel 1990 Fabrizio De André e il poeta Giorgio Caproni. Oggi ne fanno parte, tra gli altri, Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Brunori Sas, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Frankie hi-nrg mc, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Andrea Purgatori, Vasco Rossi, Ron, Enrico Ruggeri, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Willie Peyote. Intanto Musicultura sbarca a Barcellona per un progetto di valorizzazione della canzone italiana all’estero.

Cc riconsegnano dipinto pittrice ‘600 a sindaco FossombroneMadonna di Camilla Guerrieri era stata rubata nel 1992

FANO (PESARO URBINO)15 novembre 201917:34

– Riconsegnata dai carabinieri al sindaco di Fossombrone una preziosa opera del Seicento marchigiano, attribuibile alla pittrice Camilla Guerrieri, figlia del più celebre Francesco Guerrieri: il dipinto era stato rubato nel 1992, insieme ad altri oggetti d’arte e sacri dalla chiesa di Santa Maria Annunziata. Il comandante della Compagnia di Fano Maximiliano Papale e il comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona Carmelo Grasso hanno restituito al sindaco Gabriele Bonci la tela, databile intorno al 1650-55, dipinta ad olio, di 50×45 cm.
raffigurante la “Madonna orante”. A rintracciare per la prima volta il dipinto, che all’origina aveva una cornice dorata e una corona d’argento mai più ritrovate, fu cinque anni dopo nel novembre del 1997 Marco Luzi, l’attuale responsabile dei beni culturali del Comune di Fossombrone, che notò il quadro esposto in una bancarella al mercato dell’antiquariato di Fano. Grazie alla sua segnalazione i carabinieri identificarono il detentore dell’opera, un antiquario di Rimini: il dipinto fu sequestrato pochi giorni dopo anche se il mercante asseriva di averlo acquistato con regolare fattura per 2 milioni di lire da un antiquario fanese, già noto alle forze di polizia in quanto coinvolto in altre indagini su furti di opere d’arte. Poiché il dipinto non risultava, per errore, nell’elenco delle opere rubate al convento di Fossombrone (50 candelieri e 3 quadri), il Nucleo Tutela Patrimonio, dopo una serie di verifiche, in collaborazione con Daniele Diotallevi della Soprintendenza per beni Artistici delle Marche di Urbino, riuscì a stabilirne la provenienza. L’antiquario fanese, oggi deceduto, indagato per ricettazione, aveva riferito di averlo avuto in dono nel 1987 da un sacerdote già all’epoca deceduto da qualche annoI due antiquari sono stati condannati in primo grado per ricettazione, ma il ricorso in appello e l’approdo Cassazione hanno allungato l’iter burocratico fino alla consegna di oggi. Il sindaco Bonci ha annunciato che la Vergine che legge il libriccino verrà ora esposta al pubblico nella della Pinacoteca civica.

Musica: Didone ed Enea a Lecce, in scena commento CapraricaOpera Purcell ambientata nel Salento dello sbarco di Enea

LECCE15 novembre 201917:46

– Debutta domenica al Teatro Apollo di Lecce un ‘Didone ed Enea’ di Purcell messo in scena da Antonio De Petris con incursioni del giornalista Antonio Caprarica, chiamato a ‘commentare’ le vicende dei due protagonisti, tra mito e realtà.
L’opera è ambientata sulle coste salentine, tra Porto Badisco dove la tradizione vuole l’approdo di Enea, e Castro dove le ultime scoperte del tempio di Minerva rispondono più fedelmente al luogo dove Virgilio colloca lo sbarco. La scenografia è in videoediting, tra riprese riprese in movimento e immagini fisse, comprese quelle della Grotta dei Cervi, concesse dalla Soprintendenza ai beni Archeologici, Culturali e Paesaggistici di Taranto: saranno in apertura del secondo atto, con la scena delle streghe convocate in una grotta per preparare la rovina di Cartagine e Didone. Andrea Crastolla sarà sul podio dell’orchestra Terra del Sole, con il supporto del Leo Chorus, con la soprano Rachele Stanisci nei panni di Didone e il baritono Carlo Provenzano in quelli di Enea.
L’opera, supportata da molti enti locali pugliesi (dopo Lecce sarà il 20 dicembre al Teatro Fusco di Taranto e il 21 dicembre al Monticello di Grottaglie), è anche un’occasione per giovani talenti: gli interpreti dei personaggi secondari sono stati selezionati attraverso audizioni nei conservatori di Lecce e Taranto.

Novecento Rendez-Vous, alla ricerca dell’arte del XX secoloPrima edizione evento diffuso, si comincia da Roma

5 novembre 201918:19

– S’intitola Novecento Rendez-Vous la prima edizione di una iniziativa nazionale che celebra il XX Secolo, attraversando gli stili che si sono succeduti e le architetture, mode ed eventi cui hanno dato vita. Il curatore dell’associazione Italia Liberty, Andrea Speziali, ha scelto un percorso ideale che inizia dove il Liberty cede il passo all’Art Déco per proseguire fra Razionalismo, Simbolismo, Eclettismo, Futurismo fino ai ruggenti anni Sessanta e, in parte, anni Novanta. Dal 16 novembre all’8 dicembre l’evento diffuso con appuntamenti in varie località: visite guidate in prestigiose residenze, mostre e workshop per consentire a un vasto pubblico di vivere un’esperienza originale a ritroso nel tempo. Questa prima edizione vede infatti una notevole concentrazione di attività con passeggiate alla scoperta e riscoperta dell’Art Déco perché proprio nel 2019 ricorre il centenario dalla realizzazione dei primi manufatti Déco.
Vede inoltre al centro la figura e l’opera di Mario Mirko Vucetich, poliedrica figura di architetto e artista del ‘900. Un personaggio che, tra l’altro, ha portato il nome di Marostica nel mondo con la partita a scacchi con personaggi viventi che ideò, curò e realizzò nel 1955.
I principali centri attorno ai quali si sviluppano percorsi di visita ed esperienze sono Torino, Bari, Catania, Firenze e Roma, ma altri ancora i luoghi coinvolti in giro per l’Italia.
Primo appuntamento sabato 16 novembre a Roma a Villino Ximenes, la casa-studio di Ettore Ximenes e la dimora del misantropo Principe Torlonia ovvero la Casina delle civette in cui l’utilizzo di forme sinuose e di un raffinato gusto decorativo rendono questi due luoghi due capolavori assoluti del liberty romano. Dalla Città universitaria de ‘La Sapienza’ al rione EUR contrapponendo lo sfarzo e la ricchezza del modernismo, all’essenzialità ed il rigore delle forme dello stile razionalista che a partire dagli anni Venti cambiò profondamente di Roma.

Musica: Netrebko e Eyvazov per serata evento The Stars of OperaCon Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri all’Arena di Verona

15 novembre 201918:45

– Un atteso ritorno della coppia d’oro più affermata del belcanto mondiale per il secondo anno consecutivo in Arena: Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, dopo il successo del 2019 che li ha visti protagonisti nel Trovatore verdiano con la regia del grande Franco Zeffirelli, tornano all’Arena di Verona il 23 luglio 2020 per la serata evento The Stars of Opera, a fianco di Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri, per un appuntamento davvero imperdibile, diretto dal Maestro Marco Armiliato. Coppia d’arte e di vita, Anna Netrebko e Yusif Eyvazov sperimentano, già da tempo e sui migliori palcoscenici del mondo, le dinamiche del gala che consentono loro libertà e studio continuo, familiare, sempre alla ricerca di nuove vie d’espressione. Il programma della serata è in fase di definizione proprio per assicurare al pubblico uno spettacolo unico lontano dai modelli attualmente proposti nella loro tournée mondiale, ma che sarà il frutto di un lavoro meditato attentamente per valorizzare al meglio il connubio tra la magia del palcoscenico all’aperto più famoso al mondo e le potenzialità vocali degli artisti. Il gala sarà diretto dal Maestro Marco Armiliato, continuamente chiamato nei teatri più prestigiosi, dal MET all’Opéra de Paris, alla Wiener Staatsoper, famoso per aver diretto sin dai loro esordi grandi voci come Luciano Pavarotti, Placido Domingo e più recentemente Jonas Kaufmann, Angela Gheorghiu e la stessa Anna Netrebko. Per questa serata eventoAnna Netrebko e Yusif Eyvazov saranno affiancati da altri due nomi importanti del panorama internazionale: Daniela Barcellona, mezzosoprano che, dal suo debutto nel Tancredi al Rossini Opera Festival nel 1999, si è affermata come interprete di riferimento dei ruoli “en travesti”, che l’hanno vista protagonista dei più prestigiosi teatri al mondo, dal MET al Teatro alla Scala, dalla Royal Opera House al Festival di Salisburgo. Ambrogio Maestri, grande baritono che ha debuttato con Riccardo Muti al Teatro alla Scala e da allora è ospite dei più importanti teatri mondiali, famoso e apprezzato per i ruoli verdiani e la cui felice collaborazione con l’Arena di Verona è ormai quasi decennale.

Hit parade, Marracash ancora in vettaSecondo e terzo posto le new entry Zucchero e Il Volo

15 novembre 201920:22

E’ ancora “Persona”, nuovo lavoro di Marracash, il rapper di Nicosia, a dominare la classifica degli album più venduti della settimana secondo la classifica stilata d Fimi/Jfk. L’album che conquista per la seconda settimana consecutiva la vetta della classifica, l’8 novembre ha esordito anche al primo posto della classifica dei vinili e della Top Singoli, con 12 pezzi nelle prime 13 posizioni! Inoltre, il disco conta oggi oltre 76 milioni di stream in Italia e, già nelle prime 24 ore dall’uscita, aveva dominato la Top 50 Italia di Spotify con 15 pezzi nelle prime 16 posizioni, la Global di Spotify con ben 6 brani, nonché la vetta di tutte le piattaforme digitali. Non sono da meno i risultati live: con 30.000 biglietti venduti per le 3 date milanesi, apre la nuova e quarta data! Il rapper è pronto quindi a salire sul palco del Mediolanum Forum di Milano per ben quattro date nel 2020: sold out in meno di 48 ore i concerti del 3 e 4 aprile al Forum, ultimissimi biglietti per la data del 18 aprile, nuova data il 2 maggio. Infine, dato il grande successo della data torinese, il live inizialmente previsto per il 21 aprile al Concordia di Torino Venaria si terrà il 28 aprile al Pala Alpitour. E annunciata anche la data zero del tour il 28 marzo al PalaInvent di Jesolo (Ve). Intanto, nella top ten, seguono a Marracasch quattro new entry. Medaglia d’argento per Zucchero con il suo D.O.C. che si piazza sul podio al secondo posto e al primo tra i vinili più venduti, seguito dal Volo con l’album che raccoglie il meglio dei successi del primo decennio di attività del trio, intitolato appunto “10 years- The best of”. Anche il quarto e quinto gradino della classifica sono occupati da due nuovi ingressi. Si tratta di Vega Jones con La bella musica, secondo lavoro del rapper di Cinisello, e di Nick Cave & The bad seeds con Ghosteen, titolo anche del brano del nuovo disco dell’artista australiano con i Bad Seeds, che ha elaborato il grave lutto che lo ha colpito nel 2015, quando suo figlio Arthur, precipitò da una scogliera mentre era sotto effetto dell’lsd. Al sesto posto si piazza Marco Mengoni, da 50 settimane in classifica, con il Atlantico on tour, seguito da un altro longevo della hit, ovvero Ultimo, presente in classifica da 32 settimane con Colpa delle favole. Chiudono Emma con Fortuna, Renato Zero con Zero il folle e Rocco Hunt con Libertà. Per i singoli è in testa il nuovo Blun7 a swishland, del giovanissimo rapper tomano Tha Supreme.   Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album piu’ venduti della settimana dall’ 8 al 14 novembre:1) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)3) 10 YEARS – THE BEST OF, IL VOLO (MASTERWORKS SONY)4) LA BELLA MUSICA, VEGA JONES (RCA RECORDS LABEL SONY)5) GHOSTEEN, NICK CAVE & THE BAD SEEDS (AWAL-GHOSTEEN LTD SELF/KOBALT DIGITAL LICENSING)6) ATLANTICO ON TOUR, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL SONY)7) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)8) FORTUNA, EMMA (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC )9) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE/BELIEVE)10) LIBERTA’, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL SONY)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUNT7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) SUPREME (L’EGO), MARRACASCH (ISLAND UNI)3) DANCE MONKEY, TONES AND I (ELEKTRA (NEK) WMI)4) CRUDELIA (I NERVI), MARRACASH (ISLAND UNI)5) FLASHBACK, GHALI (STO RECORDS/ATLANTIC/WMI WMI )Infine ecco la classifica dei vinili più venduti:1) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)2) GHOSTEEN, NICK CAVE & THE BAD SEEDS (AWAL-GHOSTEEN LTD SELF)3) FLEURS-LA TRILOGIA COMPLETA, FRANCO BATTIATO (UNIVERSAL STRATEGIC UNIVERSAL MUSIC)4) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY WMI)5) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE).

Allevi, io dissidente guardo all’antico per il futuro’Hope’ è nuovo album. Da dicembre in tour

15 novembre 201919:39

Parla di speranza, questa volta, Giovanni Allevi che oggi pubblica il nuovo album intitolato ‘Hope’. Il compositore, pianista e direttore d’orchestra, torna in scena con un lavoro dedicato ai suoni del Natale, ma solo per una sorta di inno all’antico che possa ispirare speranza per il futuro.”Cerco di distinguere le parole antico e passato – spiega Allevi – perché la prima, a differenza della seconda, mantiene la sua attualità come elemento a cui attingere. L’antico non è qualcosa di morto, ma di attivo e da utilizzare continuamente per capire e progredire”. E così, nella scaletta del nuovo ‘Hope’ sono entrati, tra un’opera inedita e l’altra, anche l’interpretazione personale di capolavori per coro e orchestra tratti dal repertorio classico di Bach, Mozart e Händel, “perché – ricorda Allevi – non c’è futuro senza storia”.In questo ultimo album l’enfant terrible della musica classica contemporanea per la prima volta affianca al suo pianoforte anche il canto, affidato per l’occasione al Coro dell’Opera di Parma e alle voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano, il tutto sostenuto dai musicisti dell’Orchestra Sinfonica Italiana che in una veste inedita propone un accompagnamento con batteria. “Il mio obiettivo – racconta Allevi – è sempre quello di trovare la magnificenza della musica antica che si esprime attraverso il coro polifonico, l’orchestra e i grandi capolavori dei compositori, affiancando però il tutto al suono del mondo contemporaneo che c’è attorno a noi. E’ una delle cose più difficili da fare, forse, ma il mio senso di malinconia e di precarietà mi porta a compensare nella musica, affidando la mia anima ad un linguaggio maestoso, un qualcosa che non sento dentro di me ma che desidero profondamente”.Tra ‘O generosa’ e ‘Te deum’, ‘Ave verum corpus’ e ‘Halleluja’, Allevi ha inserito nel suo album-inno alla speranza anche una sua versione di ‘Christmas Time’ e la cantata sacra ‘Sotto lo stesso cielo’. “E la mia via di fuga da tutto quello che è scontato – ha detto il compositore – e da un presente dove vige l’ansia dell’essere immediatamente riconosciuti. Viviamo in un mondo dove i numeri sono tutto ma la bellezza va ricercata nel tempo, aspettata e capita. Io sono per le esplosioni di cori, per il contrappunto, le visioni musicali mistiche e notturne. Faccio il dissidente ed è questo il mio modo di dire chi mi ama mi segua”. A dicembre Allevi tornerà anche sui palcoscenici italiani per una serie di concerti del suo ‘Hope Christmas tour’, al via il primo dicembre dal Teatro Dal Verme di Milano.

Ploi. La strada per Paradise Valley

14 novembre 201916:41

Un pulcino piviere e i suoi sogni. Daranno vita ad una fantastica avventura, tanti incredibili amici e nuove scoperte. Questi gli ingredienti di Ploi, divertente film d’animazione per la famiglia che sarà al cinema dal 21 novembre con Altre Storie e Minerva Pictures.   Il racconto di un pulcino di piviere, Ploi, e del viaggio avventuroso che gli permetterà di ‘diventare grande’, superando ogni paura. Un viaggio pieno di pericoli che affronterà con coraggio grazie all’amore per la famiglia e per la sua pulcina preferita, Ploveria, ma anche grazie all’aiuto di tanti nuovi amici: dalla pernice Giron pronta a proteggerlo dal freddo, alla pecora ‘reggae’ che lo spingerà a seguire il proprio cuore.    Un film dedicato a tutta la famiglia, un’occasione per divertirsi e condividere gli stessi desideri, le emozioni, le conquiste di Ploi: la sua curiosità, la voglia di crescere e aiutare gli altri, il coraggio necessario per superare le paure e le difficoltà. In fondo per riuscire a ‘volare’ e diventare dei piccoli grandi eroi, bisogna uscire dal proprio nido, credere sempre in sé stessi e aver cura delle persone a cui vogliamo bene. E Ploi incarna perfettamente i valori del film.?
Ploi, realizzato dallo studio d’animazione islandese GunHil, una filiale della Sagafilm, e dallo studio d’animazione 3D belga Cyborn, è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival dove ha conquistato i piccoli giurati con la sua storia avvincente.

Il Tff tra Verdone, Hitler, Frida Kahlo e BifoA Torino 197 film dal 22 al 30 novembre. In concorso Padovan

15 novembre 201911:27

– Sotto la protezione dell’iconica attrice britannica Barbara Steele che campeggia inquieta nel manifesto del 37/mo Torino Film Festival (22 al 30 novembre), presentata stamani a Roma dal direttore artistico Emanuela Martini questa nuova edizione nel segno di varietà, qualità e low budget (1.900.000 euro). In tutto 197 film di cui 142 lungometraggi e 15 titoli internazionali. Comunque un’offerta monstre che mette insieme Carlo Verdone, Hitler, Frida Khalo, Bifo, Di Gregorio, Altan e migranti e che si apre con JOJO RABBIT di Taika Waititi commedia nera con Thomasin McKenzie, Sam Rockwell e Scarlett Johansson con protagonista un ragazzino di dieci anni che ha un solo idolo: Adolf Hitler. Chiusura poi del festival nel segno del thriller con Daniel Craig nei panni di un detective in KNIVES OUT di Rian Johnson.Nella sezione concorso, Torino 37, un solo film italiano in concorso IL GRANDE PASSO di Antonio Padovan con Giuseppe Battiston e Stefano Fresi in un lavoro che si ispira a Carlo Mazzacurati. Tanta Italia invece a Festa Mobile. Si va da COLPITI AL CUORE di Alessandro Bignami che, a cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana, va ad interrogare Amelio, Bellocchio, Renato De Maria, Marco Tullio Giordana e Wilma Labate e i loro film che hanno raccontano quella stagione.Ci sarà poi FRIDA VIVA LA VIDA, docu film di Giovanni Troilo con la partecipazione di Asia Argento, che racconta questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. C’è poi LONTANO LONTANO di Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini e Giorgio Colangeli vede il ritorno della poesia del regista di ‘Pranzo di ferragosto’ alle prese questa volta con tre pensionati alla ricerca di un posto più economico dove vivere. Tra gli altri italiani, NOUR di Maurizio Zaccaro con la storia di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e di una bambina scappata dalla Siria che cerca la sua mamma; VACCINI. 9 LEZIONI DI SCIENZA di Elisabetta Sgarbi con una serie di scienziati e filosofi che raccontano la loro verità sui vaccini e MI CHIAMO ALTAN E FACCIO VIGNETTE di Stefano Consiglio, il racconto di quarant’anni di storia italiana: con la Pimpa, con le sue languide donne dai capelli blu, i suoi uomini con l’ombrello e l’inamovibile metalmeccanico comunista Cipputi. Nella sezione TFFdoc c’è poi L’UNICA COSA CHE HO È LA BELLEZZA DEL MONDO ovvero quattro documentari e la conversazione con lo scrittore e filosofo Franco “Bifo” Berardi.Carlo Verdone sarà poi il Guest Director di 37a edizione del Torino Film Festival. L’attore-regista presenterà al pubblico ‘Cinque grandi emozioni’, la sezione da lui curata composta dai film da lui amati. Si va da ‘Ordet’ di Carl Theodor Dreyer a ‘Buon compleanno Mr. Grape’ di Lasse Hallström, da ‘Divorzio all’italiana’ di Pietro Germi a ‘Oltre il giardino’ di Hal Ashby fino a ‘Viale del tramonto’ di Billy Wilder. Voglia, infine, di restare da parte di Emanuela Martini all’ultimo anno di mandato: “Questa città e questo festival mi hanno dato tanto e io ho dato tanto loro. Nonostante lo snellimento del budget, la manifestazione in questi ultimi anni ha tenuto botta ed è anzi in crescita. Mi piacerebbe così – conclude la Martini – continuare a seguire questa crescita”.

A Marco Bellocchio il Premio del VittorialeCerimonia il 30/11 con visite a Prioria e al Parco illuminato

14 novembre 201916:14

– E’ Marco Bellocchio il vincitore del X Premio del Vittoriale. Il regista, sceneggiatore e produttore che con il suo ultimo film ‘Il Traditore’, già vincitore di 7 Nastri d’Argento 2019, è stato scelto per rappresentare l’Italia nella corsa agli Oscar 2020 per il miglior film straniero” ha saputo unire, magistralmente, l’impegno sociale alla bellezza dell’arte: in ciò perfettamente dannunziano” spiega nella motivazione al premio il presidente Giordano Bruno Guerri.
La cerimonia di premiazione sarà sabato 30 novembre alle 17.00, al Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera, in provincia di Brescia. In occasione della serata ci saranno l’apertura straordinaria e speciali visite gratuite alla Prioria e al Parco illuminato. La visita alla Prioria è riservata alle prime 100 persone che prenoteranno tramite mail all’indirizzo segreteriaprogettispeciali@vittoriale.it, per tutti gli altri partecipanti ci sarà una visita gratuita al Museo D’Annunzio Eroe e ai luoghi illuminati del parco.
Il Premio del Vittoriale, istituito nel 2011, è stato finora assegnato a Ermanno Olmi, Paolo Conte, Umberto Veronesi, Giorgio Albertazzi, Alberto Arbasino, Ida Magli, Riccardo Muti, Piero Angela, Samantha Cristoforetti.
Ai vincitori viene donata un’opera di Mimmo Paladino e la riproduzione del cavallo blu che domina l’Anfiteatro del Vittoriale.

Woody Allen omaggia la Grande Mela nel suo film più difficileIn sala dal 28 novembre Un giorno di pioggia a New York

15 novembre 201919:24

Come ricorda il titolo, ‘Un giorno di Pioggia a New York’, l’ultimo film di Woody Allen è un vero e proprio omaggio alla Grande mela, una città che ti avvolge e coccola se parli la sua lingua, ma a volte ti strangola (se vieni dalla provincia). E questo ultimo lavoro del regista di ‘Provaci ancora Sam’ è anche un omaggio a tutti i suoi temi, al suo umorismo filosofico ammantato di nichilismo in un film, tra l’altro, realizzato ai tempi del MeeToo. Una cosa nata con le campagne mediatiche condotte contro di lui dal figlio Ronan e da Mia Farrow che ha spinto Amazon Studios a ritirarne l’uscita nell’agosto del 2018 e poi a sospenderla a tempo indeterminato. ‘Un giorno di Pioggia a New York’, in sala con Lucky Red dal 28 novembre, racconta la storia di una coppia di innamorati, Gatsby e Ashleigh (Timothée Chalamet ed Elle Fanning), che arrivano nella Grande Mela perché la ragazza è riuscita a ottenere un’intervista con Roland Pollard (Liev Schreiber), regista in crisi. L’idea dei due, che più diversi non potrebbero essere, è quella di passare un weekend a New York, ma succederà di tutto oltre una incessante pioggia battente. La provinciale Ashleigh, piu groupie che giornalista, si ritrova prima a diventare confidente del regista in crisi, poi a condividere un momento di crisi matrimoniale con lo sceneggiatore Ted Davidoff (Jude Law) e, infine, a finire nelle grinfie del divo bello impossibile Francisco Vega (Diego Luna).
Un incontro, quest’ultimo, che la ragazza definirà “la cosa più bella mai incontrata dopo la pillola del giorno dopo”. E Gatsby? È per tutto il tempo in attesa che Ashleigh si liberi, ma non sta certo con le mani in mano. Lui che è un newyorkese vero di famiglia benestante, un ragazzo appassionato di gioco d’azzardo, musica jazz e blues come della New York di un tempo, si ritroverà a girare un improvvisato film accanto alla bella Shannon (Selena Gomez) e a ritrovarsi in una festa di famiglia dove scoprirà qualcosa sulla madre davvero incredibile. “Ho sempre amato le vecchie commedie romantiche di Hollywood – dice Allen -, le trovo davvero meravigliose. Questa – aggiunge – è una storia d’amore e mi piaceva moltissimo l’idea di ambientarla in una romantica New York piovosa”. E ancora il regista: “Penso che questo sia un film positivo e che Gatsby, alla fine del weekend, trovi comunque se stesso a un rapporto migliore con sua madre. E poi, come dice Gatsby, New York ha un piano tutto suo e il tempo è sempre contro di te. Puoi cercare di controllarlo o di manipolarlo un po’, ma alla fine devi arrenderti”. Infine, direttore della fotografia di ‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nostro Vittorio Storaro

Netflix cambia mappa discordia sui lagerIl premier polacco ringrazia su Facebook

WASHINGTON15 novembre 201921:08

Netflix accoglie le richieste di Varsavia e cambierà la mappa della discordia che compare in uno dei suoi documentari sui campi di sterminio nazisti. Una mappa dei lager all’interno degli attuali confini della Polonia dà l’impressione che sia questo Paese, e non la Germania nazista, responsabile degli eccidi.
“Cambieremo la mappa per evitare ogni equivoco”, afferma Netflix. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, che aveva sollevato la questione con una lettera all’amministratore delegato di Netflix Reed Hastings, ringrazia su Facebook: “Gli errori non sempre sono fatti in cattiva fede, e vale sempre a pena di parlare in maniera costruttiva per correggerli”.

‘Leonardo inventò anche il pelapatate’Lo ha ricordato astrofisico italiano in una conferenza a Praga

PRAGA15 novembre 201921:05

Non solo l’elicottero, il paracadute e la tuta da immersione: fra le invenzioni o intuizioni di Leonardo da Vinci ce ne sono anche alcune che riguardano al cucina come lo sbuccia patate e consigli dietetici ancora attuali.
La curiosità è stata ricordata da un giovane astrofisico, Lorenzo Pizzuti, in una conferenza tenuta all’Istituto italiano di cultura (Iic) di Praga per introdurre gli eventi previsti in Repubblica Ceca per la Settimana della cucina italiana.
Guidando il pubblico alla scoperta di alcuni aspetti del genio a 500 anni dalla sua morte, Pizzuti ha parlato anche di cucina e cultura alimentare: “campi in cui Leonardo introduce nuovi strumenti pratici, quali rudimentali trita pepe e sbuccia patate, nonché prescrizioni dietetiche all’avanguardia”, sintetizza un comunicato dell’Iic.

Lara Prescott, le parole possono ancora cambiare il mondoLa scrittrice americana e Zivago di Pasternak

5 novembre 201918:32

La prima volta che ha letto ‘Il dottor Zivago’ era al liceo, ma da allora Lara Prescott ogni due anni è tornata a leggerlo. “Ed era sempre un’esperienza diversa. Mi ha accompagnata tutta la vita, ma la scintilla che mi ha spinto a scrivere ‘Non siamo mai stati qui’ è scattata quando mio padre mi ha parlato dei 29 documenti, tra circolari e rapporti sulla missione segreta Zivago, resi pubblici dalla Cia nel 2014, da cui si capisce chiaramente come il romanzo di Pasternak sia stato utilizzato come strumento di propaganda, come arma per far cambiare opinione al mondo intero negli anni della Guerra Fredda” spiega la scrittrice americana, 37 anni, che vive ad Austin, in Texas, con il marito, è laureata in scienze politiche e ha lavorato a Whashington D.C. come autrice di discorsi politici e poi nella pubblicità.La Prescott è andata a cercare i segreti, le parole non dette, ha scavato dietro le quinte di un capolavoro della letteratura, di un romanzo più forte della censura, che appartiene a un tempo in cui si credeva che i libri potessero cambiare la storia, ‘Il dottor Zivago’ del Premio Nobel Boris Pasternak. E’ nato così il romanzo con cui esordisce nella narrativa, ‘Non siamo mai stati qui'(euro 18), pubblicato in Italia da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Baffa, che è in corso di pubblicazione in 30 paesi e diventerà un film.”Se non avessi letto i documenti secretati non avrei potuto cogliere molti elementi di verità e raccontare la vita delle dattilografe che lavoravano alla sede centrale della Cia, a Whashington. Alcune, come Irina nel libro, muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio. Ma nessuno parla più di loro. In questo libro ho voluto rendere giustizia a queste donne cancellate dalla storia” racconta.Il romanzo si apre nel 1949 a Mosca quando Olga Ivinskaja, la scrittrice e poetessa russa, amante di Pasternak, che ha ispirato il personaggio di Lara, viene prelevata da casa e sbattuta in una cella. Gli uomini con il completo nero vogliono sapere se Pasternak sta lavorando a un’opera sovversiva, che può gettare cattiva luce sul regime sovietico. Nelle 440 pagine del romanzo i capitoli sull’Est si alternano a quelli dedicati all’Ovest dove troviamo la giovane Irina arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia che cerca di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Zivago in Unione Sovietica sfruttando l’arma più sottovalutata, il potere delle parole. “Mi ha sempre affascinata la capacità che hanno le parole di cambiare il cuore e il pensiero delle persone. Per me è stato così quando ho letto Tony Morrison e tanti altri. E anche se oggi non vengono utilizzate dal governo come strumenti di propaganda hanno sempre un grande impatto sulla vita” sottolinea la scrittrice che, non a caso, ha il nome della protagonista del romanzo di Pasternak.
“E’ stata mia madre a sceglierlo. E’ sempre stata una fan del libro e del film su Zivago del ’65 con Omar Sharif e Julie Christie. I miei genitori sono grandi lettori e appassionati di cinema. Sono cresciuta tra i libri” racconta la Prescott che nel suo libro fa riferimento a “eventi reali romanzati”. “E’ vero – dice – che queste giovani donne muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio, per quanto riguarda l’Ovest.Mentre per la parte che si rivolge ad Est mi sono basata su fonti primarie. Ho usato come documento principale l’autobiografia di Olga ‘Prigionieri del tempo’ per cogliere gli elementi più veri e l’essenza dell’amore per Boris. Ma la parte più bella della fiction è quella di poter inventare dettagli, dialoghi” spiega la scrittrice che ha lavorato 4 anni a questo libro facendo ampie ricerche di documentazione sulla storia e il capolavoro proibito di Pasternak che fu pubblicato per la prima volta nel 1957 in Italia da Giangiacomo Feltrinelli. “E’ stato una persona straordinaria e coraggiosa.Giangiacomo Feltrinelli non ha mai ceduto alle pressioni dell’Unione Sovietica che voleva fermare la pubblicazione” sottolinea la scrittrice. “L’Italia è stata anche il primo paese a comprare il mio libro quando gli agenti hanno aperto l’asta” dice la Prescott che collaborerà al film tratto da ‘Non siamo mai stati qui’. “Non scriverò la sceneggiatura, sarò produttrice esecutiva e consulente. Stanno valutando sia il cast, che gli sceneggiatori e il regista. Mi piacerebbe che ci fossero anche attori emergenti. Certo, se dovessi esprimere un desiderio per Olga vedrei bene Nicole Kidman, per Boris l’attore svedese Alexander Skarsgård e per Irina Emily Watson” racconta la scrittrice e annuncia che ‘Non siamo mai stati qui’ potrebbe diventare anche una serie tv.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Breat Easton Ellis, farò un film horror e un nuovo romanzo
In Italia con ‘Bianco’

15 novembre 201918:27

Bret Easton Ellis, l’enfant terrible della letteratura finalmente farà il suo film e sarà un horror. “Scritto e diretto da me. Premesso che tutto può andare storto, è l’unico progetto in cui ci sono le persone che ci credono veramente e i soldi veri. Sarà un film semplice, di genere, un horror, che parla di giovani, di mostri e di dipendenza dalla droga. Siamo in una fase di pre, pre produzione” dice  l’enfant terrible della letteratura tornato in Italia, dieci anni dopo la sua ultima visita, con ‘Bianco’ (euro 19,00) pubblicato da Einaudi nella traduzione di Giuseppe Culicchia.  Strutturato in 8 capitoli, il libro parte dalla sua infanzia, dall’adolescenza tutta cinema con grandi scorpacciate di film horror, passa attraverso i successi letterari, dall’esordio con ‘Meno di zero’ ad American Psycho e arriva al 2018 passando attraverso i social e il nuovo Easton Ellis. Ma la maggior parte delle 268 pagine di ‘Bianco’ sono occupate dai film che tutti volevano fare negli anni Settanta, tanto che viene da pensare che forse lo scrittore che ha cambiato il modo di concepire la narrativa americana, volesse in realtà fare cinema. “E’ vero”, dice Bret Easton Ellis, 55 anni, che mentre scriveva ‘Meno di zero’ pensava sempre “ora finisco questo e poi mi metto a fare cinema. Ma non è andata così perché nella testa avevo altri cinque o sei libri e per scriverli non ci sono voluti 10 anni come pensavo, ma 35”. Un memoir, un saggio, un libro diverso da quelli a cui l’autore di American Psycho ci ha abituato, ispirato ai monologhi dei suoi podcast, ‘Bianco’ ‘ alla fine “mi ha riattivato qualcosa. Mi è venuta voglia di riprendere in mano il romanzo abbandonato che cito nel libro. Mi torna continuamente in mente, mai come quest’anno.
Allora credo sia il caso che lo scriva e lo faccio dicendo vaffanculo a un mio ragionamento sul senso del romanzo americano oggi. Scrivere un romanzo da molto più piacere che scrivere 40mila sceneggiature” afferma convinto. Poi lo scrittore, che si sente “romantico” rispetto a chi fa politica, dice: “Ho sempre pensato che la politica non può risolvere i problemi della condizione umana, è molto più burocratica e pragmatica e quindi essenzialmente portata a controllare e da questo io mi sottraggo”. In ‘American Psycho’ c’è un personaggio ossessionato da Donald Trump. “All’epoca vivevo a Manhattan, frequentavo molti giovani come me e ho constatato personalmente quanti aspirassero ad essere come Trump. Così mi è venuto in mente di metterlo nel libro, però, sia chiaro, non ho il dono della preveggenza. Mai avrei pensato che sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti e ho l’impressione che non se ne fosse reso conto nessuno. All’inizio del romanzo cito un pezzo dei Talking Heads in cui dicono: ‘Nessuno è sembrato accorgersi che tutto quanto si stava disfacendo’. E’ quello che penso dei nostri anni Ottanta’” racconta lo scrittore. E precisa: “Nel mio podcast però non lo nomino mai Trump perché non voglio dividere il mio pubblico nel modo in cui è contrapposta l’opinione pubblica americana. Le due parti non fanno altro che strillarsi addosso e nessuno capisce cosa l’altro abbia da dire”.Bret Easton Ellis  fa anche notare che i social media, a cui è dedicata l’ultima parte di ‘Bianco’, “sono per molti aspetti l’unica cosa di cui Trump dispone”, ma “io a questo gioco non voglio giocare. Fino a dieci anni fa era molto divertente, una specie di club di comici, di selvaggio west in cui la gente tirava fuori battute scandalose. Adesso è diventato punitivo”.

Ferlinghetti, la cosa più importante è imparare a respirareParla il poeta centenario e arriva il suo Little boy

5 novembre 201918:15

“La cosa più importanmte di una vita è imparare a respirare. Parole e respiro sono a volte due cose diverse. Little Boy è un lungo respiro. Come una vita intera”. Lo dice Lawrence Ferlinghetti dalla sua abitazione di San Francisco, sopra la libreria e casa editrice City Lights da lui fondata. Il padre della Beat Generation, il testimone della Summer of Love e della rivoluzione hippy, primo editore di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, di Gregory Corso e William Burroughs, da sempre non ama “dare risposte. Visionario, poetico, arriva in Italia  il suo ‘Little Boy’, l’atteso libro in cui, a 100 anni,  Ferlinghetti si racconta in un flusso di coscienza trascinante e senza punteggiatura. Uscito negli Usa per il suo compleanno, festeggiato il 24 marzo scorso, e’ un memoir, un’autobiografia, un autoritratto in prosa. E’ il libro di un poeta in viaggio, di un ragazzino che vivra’ per sempre, come tutti i giovani. “Sono un poeta. Lascio alla critica – sottolinea – il compito di decidere se ‘Little Boy’ sia piu’ memoir, piu’ autobiografia, o anche altro. I poeti hanno sempre preferito che fosse la critica a farlo!”. Dell’esperienza della Beat Generation dice ridendo “Beat chi?” e dei suoi amici racconta: “Mi manca il buffo senso dell’umorismo di Gregory Corso. Eppure la sua poesia era cosi’ piena di premonizioni di morte”. Mentre di quello che pensa del mondo di oggi perduto nella tecnologia, a cui piu’ volte fa riferimento nel libro, tra smartphone, Facebook e droni, Ferlinghetti spiega: “E’ una domanda troppo grande. Domande, risposte. Dovrei scrivere un libro intero solo per rispondere a questa singola domanda. Sono solo – ribadisce – un poeta, le domande e le risposte sono piu’ adatte agli storici, ai critici”.Dissidente romantico o romantico dissidente come parla di se stesso nelle ultime pagine del libro, Ferlinghetti, poeta, pittore, artista di origini italo-americane nell’edizione di Little Boy pubblicata da Edizioni Clichy e tradotta dalla sua fedele collaboratrice Giada Diano, saluta i lettori del paese d’origine della sua famiglia facendoci entrare nello spirito del libro: “Sono felice che Little Boy sia riuscito ad arrivare in Italia. Credo che Little Boy sia universale. Ci sono Little Boy ovunque nel mondo e Little Boy puo’ essere di qualunque nazionalita’”.Con il libro arriva anche il film documentario ‘Lawrence. A Lifetime In Poetry’, diretto dalla stessa Diano ed Elisa Polimeni. “Questo meraviglioso film di Giada Diano e Elisa Polimeni e’ davvero prezioso come documento letterario perche’ nessuno ha mai raccontato cosi’ la mia figura di poeta. Sono felice e spero che lo vedano tutti” dice Ferlinghetti al quale e’ molto piaciuto il film.Il viaggio che si compie con ‘Little Boy’ a cui Ferlinghetti ha lavorato per quasi tutta la vita ci porta dentro la realta’ e il sogno dell’autore di ‘A Coney Island of the Mind’, ‘Il senso segreto delle cose’ e ‘Poesia come arte che insorge’. “Non sono memorie, le memorie sono per le signore vittoriane. Non e’ nemmeno un’autobiografia, e’ semplicemente un io immaginario, il tipo di libro che ho scritto per tutta la mia vita. Diciamo che e’ un romanzo sperimentale” come spiega Ferlinghetti di questa autobiografia di stampo quasi joyciano che ti trascina nella pagine e ti fa stare dentro la storia fin dalle prime parole: “Little Boy si sentiva completamente perso. Non sapeva chi fosse ne’ da dove venisse”. E la sua e’ la vita di un ragazzino, little boy appunto, dall’infanzia travagliata: nato nel 1919 a Yonkers, New York, rimasto orfano di padre da piccolo, affidato dalla madre sconvolta nelle braccia della zia Emilie che lo porta in Francia, tornato con lei a New York, finito in orfanatrofio, ripreso dalla zia e adottato dalla facoltosa famiglia Bisland. Arruolato in Marina appena prima di Pearl Harbor. Duecentotrentasette pagine in cui tra poeti, folli, artisti, Ferlinghetti ci parla anche di noi e di quella paura dell’ignoto che genera nemici ovunque.

La Romagna in ‘giallo’ di Enrico FranceschiniNel suo noir lati oscuri e ironici della Riviera fuori stagione

LONDRA15 novembre 201914:39

–  ENRICO FRANCESCHINI, ‘BASSA MAREA’, (RIZZOLI, PP 352, EURO 19,00). Quando si spengono le luci sfavillanti della vita mondana e del turismo di massa la Riviera romagnola, immersa nella pausa del fuori stagione, mostra anche il suo lato oscuro. E’ questo che indaga lo scrittore e giornalista Enrico Franceschini nella sua commedia gialla dal titolo ‘Bassa marea’ e lo fa con l’ironia del Grande Lebowski, laddove personaggi e ambientazioni della Romagna ricordano quelli della California, e sentendo il richiamo irresistibile degli autori che hanno dato lustro al genere noir della West Coast americana.
La scelta del protagonista è piuttosto inusuale, non si tratta, infatti, del solito commissario o maresciallo dei Carabinieri, e nemmeno di uno scrittore molto curioso e acuto, ma di Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione, tornato nel paesino di villeggiatura dell’infanzia dopo una lunga carriera da inviato giramondo, con pochi soldi in tasca, un capanno di pescatori come casa e in pace con se stesso. Per costruire i tratti del suo personaggio Franceschini si è ispirato alla sua esperienza personale: per decenni corrispondente di Repubblica in diversi Paesi, è ora in pensione, e più volte nel romanzo descrive come è cambiato nel tempo il mondo dell’editoria. Il suo Mura ora deve affrontare una situazione del tutto inaspettata. Tocca a lui infatti trovare sul bagnasciuga una donna, mezza tramortita e infreddolita, che si scoprirà poi essere una enigmatica russa di nome Sasha. Da lì inizia un viaggio nella Riviera fuori stagione, in cui gli abitanti verniciano e riparano, sperperando i guadagni estivi e portando a galla vizi nascosti, fra un clan di calabresi che traffica schiave del sesso e immigrati cinesi che spacciano erba. Il protagonista sente tutta la responsabilità di una impresa ardua e quindi si rivolge a tre amici, sessantenni irresistibili come lui che lo aiutano, colorando la narrazione con battute e sarcasmo, perché pur sempre si tratta della Romagna, terra del divertimento per definizione. Tanti i rimandi e gli omaggi offerti dal libro, dal film ‘I vitelloni’ di Federico Fellini, al romanzo poliziesco ‘Rimini’ (1985) di Pier Vittorio Tondelli: anche in quel caso era un giornalista a improvvisarsi detective ma non durante il fuori stagione bensì fra la pazza movida dei giorni e delle notti d’estate.

Pmi: +38% innovative, ma ancoraGrant Thornton, in media il loro fatturato cresce del 51%

4 novembre 201911:17

– Aumenta il numero delle Pmi innovative e cresce il loro fatturato. Tuttavia, a quattro anni dalla nascita del Registro del Mise che le riguarda, il loro numero è ancora contenuto così come le loro dimensioni. Questi i principali risultati della terza edizione del report dell’Osservatorio Open Innovative Pmi, realizzato da Grant Thornton in collaborazione con l’Università di Pisa, secondo il quale nell’ultimo anno il numero di Pmi innovative è aumentato del 38% mentre la crescita media del loro fatturato è stata del 50,82%. “Ad oggi il numero delle Pmi innovative è di oltre 1.200 unità ma la stima del bacino potenziale fatta dal Mise un paio di anni fa parlava di 19.000 imprese”, fa notare l’head of tax di Grant Thornton Alessandro Dragonetti spiegando che questo risultato “non può definirsi propriamente un insuccesso perché comunque le iscrizioni sono in aumento, ma sicuramente c’è un tema di scarsa conoscenza dei vantaggi che l’iscrizione a questo registro può comportare”. In continuità col 2018, “il 55% delle società monitorate rileva un valore della produzione inferiore al milione di euro e tre Pmi innovative su quattro possono qualificarsi come micro-imprese, avendo un valore della produzione inferiore ai 2 milioni di euro”, continua lo studio.

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 57 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 12:41 DI DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019

ALLE 10:50 DI MERCOLEDì 13 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Scomparsi, si riparte da caso Mirella Gregori
Con P. Orlandi da 12/11. Sorella Gregori, 36 anni e ancora buio 10 Novembre 2019 12:41

È il 7 maggio 1983, un sabato pomeriggio di primavera. In via Nomentana 91, a Roma, suona un citofono. “Mamma, scendo cinque minuti”, dice Mirella Gregori, 15 anni. Sotto ci sarebbe Alessandro, un compagno delle medie per il quale ha avuto un debole. Mirella scende, sorridente, con la chioma di riccioli scuri e, forse, anche un po’ di batticuore. È l’ultima volta che la mamma la vedrà, perché quel pomeriggio Mirella svanisce nel nulla. Solo 44 giorni dopo, un’altra ragazza incontra lo stesso destino. Sempre a Roma, sempre a 15 anni. È Emanuela Orlandi e da allora le due storie si legano in una fitta rete di misteri. Mai risolti. È con lo speciale sul “caso” di Mirella Gregori che parte la terza stagione di “Scomparsi”, la docu-serie in onda da martedì 12 novembre alle 22 su Crime Investigation (Sky, 119), nuovamente con Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, su e giù per la penisola a incontrare familiari e amici di persone ancora oggi sparite nel nulla. “Quando sentimmo alla tv di Mirella – racconta lui – sembrava una situazione molto lontana da noi. Mio padre disse ‘a noi queste cose non succederanno mai perché non abbiamo una lira’. E invece poche settimane dopo scomparve Emanuela”.
“A che punto siamo? Che dopo 36 anni sto ancora cercando mia sorella”, aggiunge Maria Antonietta Gregori.

Pochissime le certezze, per un mistero che qualcuno custodisce da allora, continuando a proteggere i colpevoli. Ma chi sono? Mirella ed Emanuela sono davvero, come si pensò presto, vittime dello stesso intrigo di terrorismo, servizi e segreti e politica? “I dubbi e le domande sono tanti”, prosegue Maria Antonietta. “Spero davvero che questo speciale sia uno spunto di riflessione per chi vuole e chi può. Per chi c’era, per gli inquirenti, per chi oggi è adulto e potrebbe finalmente liberarsi e parlare”.

Addio Elda Lanza, prima presentatrice della tv

10 novembre 201917:32

La scrittrice e giornalista Elda Lanza, conosciuta al grande pubblico come prima presentatrice della Rai e poi come “nuova signora del giallo italiano” grazie al successo di ‘Niente lacrime per la signorina Olga’ , ‘Il matto affogato’, Il venditore di cappelli ed altri titoli ancora pubblicati dalla casa editrice Salani, è morta questa mattina a Castelnuovo Scrivia, dove ormai risiedeva da anni, dopo aver vissuto a lungo a Milano.
Ad annunciare la morte lo scrittore e giornalista Mariano Sabatini. ”Dopo una brevissima malattia, la prima presentatrice della tv (il termine fu coniato per lei), giornalista e scrittrice, si è spenta con accanto il figlio Max e il marito Vitaliano Damioli a Castelnuovo Scrivia, dove ormai risiedeva.
Questi ultimi dieci anni di intensa amicizia sono stati per me magnifici, impagabili, e sono orgoglioso di averla riportata in tv, visto che dopo averla tenuta a battesimo – dalle trasmissioni sperimentali della Rai nel 1952, e fino agli anni Settanta – se l’erano quasi dimenticata. Era tornata prima su La7 con Benedetta Parodi, e poi dalla Balivo, per una serie di tutorial a Detto fatto su Rai2. Sempre molto apprezzata e amata dal pubblico, per l’ironia, la cultura, la simpatia. Stesso discorso per i romanzi con Salani: oltre 100mila copie vendute.
Fino all’ultimo abbiamo parlato gioiosamente di lavoro, di progetti, di idee e, per fortuna, è riuscita a portare a termine e a vedere pubblicato ‘La farfalla pavone’ per la Lisciani Libri e ‘La Terza sorella” per Salani, entrambi da poco nelle librerie”.
Nata a Milano il 5 ottobre del 1924 aveva compiuto da poco 95 anni vissuti in modo intenso e segnati da tanti incontri con Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Walter Chiari, Dario Fo, Giorgio Gaber, Eugenio Montale. Femminista attiva e convinta aveva studiato alla Cattolica di Milano e poi alla Sorbona di Parigi. Nel 1952 aveva iniziato a lavorare per l’allora tv pubblica, ed era così stata la prima presentatrice televisiva italiana. Tv che poi aveva a lungo frequentato, spesso come opinionista in tema di galateo e buone maniere, suo il best seller ”Signori si diventa le nuove regole dello stile” per Mondadori, fino agli anni recenti e al debutto, nel 2012 come giallista..
“Non ho una ricetta, posso soltanto dire come è successo a me.
Sembrava una cosa qualsiasi. Non era una cosa qualsiasi: tumore al pancreas. Sicuramente faccio prima io ad andarmene che questo indesiderato a crescere e a farmi male. Una gara tra me e lui… vincerò io”, aveva scritto qualche giorno fa in un pezzo per il sito web con cui collaborava.

Strike, l’investigatore british nato da J.K RowlingSu Premium Crime, opere firmate con pseudonimo Galbrith

10 novembre 201916:29

La penna di J.K. Rowling non ha creato solo l’universo di Harry Potter, ma anche il detective Cormoran Strike, protagonista dei romanzi polizieschi scritti dietro lo pseudonimo di Robert Galbraith (nome de plume tenuto a lungo segreto e nonostante tutto il personaggio letterario fu subito amato dalla critica , certo una volta svelata l’identità dell’autrice le copie vendute aumentarono di ben il 4 mila per cento). Da queste opere (La via del male. Il richiamo del cuculo, Il baco di Seta e Bianco Letale – tutte edite in Italia da Salani) è nata la serie Strike – che sbarca per sette appuntamenti in prima serata su Premium Crime, ogni martedì dal 2 dicembre. L’investigatore, è un reduce della guerra in Afghanistan dove è stato ferito nel corpo e nello spirito (privo di una parte di una gamba per una ferita). La Rowling figura anche tra i produttori (Strike a debuttato su BBC1 per poi essere distribuita da Hbo negli USA e in Canada). La serie vede protagonista Tom Burke, che nei panni di Cormoran Strike interpreta un ex veterano diventato investigatore privato.
Figlio naturale di una rockstar tossica e schizzata l’uomo, che lavora in un minuscolo ufficio in Denmark Street, a Londra, è dotato di un’eccezionale capacità d’intuizione che, unita all’esperienza maturata nella Special Investigation Branch, lo rendono capace di risolvere casi impossibili. Su Strike vigila la segretaria Robin Ellacott, ventinovenne maga del trucco e del travestimento segretamente invaghita di Strike, ad impersonarla Holly Grainger, già vista ne I Borgia e Patrick Melrose.

Ballestra, viviamo nella frammentarietàIl nuovo romanzo ‘La nuova stagione’

10 novembre 201916:30

– SILVIA BALLESTRA, LA NUOVA STAGIONE (BOMPIANI, PP 273, EURO 17). I paesi del Centro Italia distrutti dal terremoto, le leggende e i miti legati alla terra, la campagna e la città. Silvia Ballestra ci porta in una dimensione sovrannaturale, arcaica, e nello stesso tempo profondamente concreta e attualissima nel suo nuovo romanzo ‘La nuova stagione’ in cui torna a casa, nelle sue Marche, e apre a nuove dimensioni. Un viaggio interiore e fisico partito sull’onda di quello che è successo con il terremoto in luoghi che “sono vicini e lontani nello stesso tempo” dice la scrittrice. “Si parla sempre di Amatrice, Norcia ma ci sono – spiega – tanti altri paesi delle Marche isolati, tristemente dimenticati come Camerino o Arquata del Tronto”. Quest’ultimo si racconta sia nato sulle pietre scagliate dalla Sibilla contro le fate che si attardavano a ballare il salterello con i pastori. “Questo aspetto un po’ magico dei territori volevo coniugarlo con l’oggi, con le monoculture, lo sfruttamento della terra con i veleni, con le coltivazioni intensive” sottolinea la scrittrice che ha esordito nel 1990 nell’antologia “Papergang, Under 25” di Pier Vittorio Tondelli.
“Sono abbastanza divisa tra dimensione cittadina e di paese.
Cerco di tenere insieme le due cose. Mi piacerebbe che in Italia le città dialogassero di più fra loro e con la provincia.
Milano sembra lontanissima da Roma, nelle Marche c’è una netto distacco tra la costa e la campagna, tra nord e sud. C’è una frammentarietà che non so a cosa ci porterà” dice la Ballestra che è originaria di San Benedetto del Tronto e vive a Milano.
Nel romanzo le sorelle Olga e Nadia sono legate alla terra che hanno ereditato e nello stesso tempo non vedono l’ora di disfarsene. Vengono da una famiglia che coltivava i campi ma le cose sono cambiate. Loro se ne sono andate, i loro figli sono cittadini del mondo, eppure provano una grande nostalgia di quei luoghi e, dopo il terremoto, anche un senso di protezione.
Compiono così un doppio viaggio: a ritroso, nella memoria, e poi nel presente, nella vita reale dove sono impegnate a vendere il terreno di famiglia. I possibili acquirenti sono ex mezzadri arricchiti o mezzi imprenditori della frutta dei quali la Ballestra ci regala degli indimenticabili ritratti umoristici.
“Questa è una storia di contraddizioni , in parte anche di una sconfitta. Le protagoniste non vorrebbero liberarsi di quella terra ma non vedono l’ora di vendere. La campagna non è una cosa semplice, è quasi impossibile da gestire ormai” sottolinea l’autrice di ‘Compleanno dell’iguana’, ‘Gli Orsi’ e de ‘La guerra degli Antò’ da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Riccardo Milani.
La scrittrice non lo immaginava ma ha scoperto “che c’è tanta gente che ha un pezzetto di terra, di campo, che apparteneva alla famiglia e ora è diventato un peso. Il nostro è un paese agricolo. La tendenza dagli anni ’70 in poi è stata di andare a inurbarsi. Questa è una storia di contadini”.
Ma qual è la nuova stagione che ci aspetta nell’era dei cambiamenti climatici? E qual è il nostro rapporto con la natura in questi anni di grandi trasformazioni? “Sono una grande fan di Greta Thunberg, sono felicissima che sia apparso questo movimento di giovani attivisti. I temi sono complessi e la loro richiesta è che la politica se ne occupi davvero, senza esitazioni. I ragazzi le risposte le vogliono subito perché in ballo c’è il loro futuro. Greta è stata attaccata perchè è giovane e donna. Le generazioni precedenti non avevano capito l’imminenza del problema” dice la scrittrice.
Voce narrante della storia è la cugina di Olga e Nadia e sono tante le donne de ‘La nuova stagione’, dalla madre delle due sorelle, Liliana, alle tre ex pazze del manicomio di Teramo, Santina, Luigia e Meri, all’omicidio di Giancarla. “Le donne o sono vessate oppure, nella gestione del lavoro a livelli più alti, sono escluse”ì dice la Ballestra. “La cosa che più mi avvilisce è la mancanza di visione del futuro. Mentre i ragazzi ci lavorano, ci pensano, la politica è miope, è sempre sul presente, sul tiriamo a campare” afferma la scrittrice che nel suo ampio tour di presentazioni sarà il 13 novembre al Modo Infoshop a Bologna, il 20 novembre alla libreria Tuba di Roma, il 27 alla Quodlibet diMacerata e il 28 alla Ubik Il Catalogo di Pesaro.

Arriva il Mahabharata in graphic novelL’epopea indiana con testi Carriere e illustrazioni Michaud

11 novembre 201914:23

– Si alleggerisce la maestosa impresa di leggere la mistica saga indiana de ‘Il Mahabharata’ finalmente disponibile in un graphic novel che mantiene la stessa intensità narrativa e forza espressiva.
Ci sono voluti oltre tre anni di grande lavoro da parte del disegnatore e fumettista Jean-Marie Michaud, che ha illustrato in migliaia di tavole i testi del grande sceneggiatore Jean-Claude Carrière , amico di Luis Bunuel, per fare dell’opera letteraria più estesa al mondo un graphic novel di 440 pagine. Circa 15 volte la Bibbia, scritta in sanscrito a partire dal IV secolo a.C., riveduta e arricchita per oltre 700 anni, ‘Il Mahabharata’ arriva nelle nostre librerie per L’ippocampo a cui va il grande merito di averlo pubblicato, nella traduzione dal francese di Fabrizio Ascani, ad un prezzo davvero contenuto (29,90 euro) per l’eccezionale valore del libro che parla di religione, politica, morale e cosmologia ma soprattutto di liberazione ede elevazione spirituale che secondo la tradizione indiana, sono i fini ultimi della condizione umana.
Complesso e labirintico il “grande poema del mondo” racconta la lunga e furibonda lite dinastica che contrappone i Pandava e i Kurava, due clan di cugini composti rispettivamente da 5 e 100 membri. Sedici i personaggi principali tra cui Krishna, manifestazione terrena del dio Vishnu, che per la prima volta nel Mahabharata fa la sua comparsa nella mitologia indiana e sarà lui a rivelare nella Bhagavad Gita, “Il canto del Signore” ,i misteri del rapporto fra Dio e l’uomo e il loro reciproco amore. La vicenda si svolge tremila anni avanti Cristo.
Opera cardine dell’induismo il Mahabharata è stato a lungo misconosciuto in Occidente e da questa straripante epopea sono derivate le migliaia di credenze e leggende dell’anima indiana che imprimono nel cuore degli uomini il Dharma, la sacra legge che governa il mondo.

Cinema: a sorpresa Midway vince a box office UsaSegue Doctor Sleep, che era al top nelle previsioni.

10 novembre 201918:28

– Il film sulla seconda guerra mondiale “Midway” ha segnato una vittoria a sorpresa al botteghino sul sequel di “The Shining” “Doctor Sleep” questo fine settimana. Domenica l’epopea di guerra del regista Roland Emmerich ha guadagnato circa 17,5 milioni di dollari nei cinema nordamericani per conquistare il primo posto nelle classifiche.
Verso il fine settimana, gli esperti si aspettavano che il primo posto andasse alla Warner Bros per “Doctor Sleep”, l’adattamento da Stephen King con Ewan McGregor. Ma ha incassato solo 14,1 milioni di dollari, quando si aspettava un incasso oltre i 25. “Playing With Fire”, diretto da John Cena, ha esordito al terzo posto con 12,8 milioni, mentre la commedia romantica “Lo scorso Natale” con Emilia Clarke ha conquistato il quarto posto con 11,6 milioni.

Cavallaro racconta Sciascia l’ereticoLe battaglie e le lezioni civili di un “siciliano scomodo”

PALERMO11 novembre 201912:18

FELICE CAVALLARO, ‘SCIASCIA L’ERETICO. STORIE E PROFEZIE DI UN SICILIANO SCOMODO’ (Solferino, pag 298, 17,00 euro).
Non era uomo di passioni. Ma di pensieri originali, di intuizioni lucide e di scelte anticonformiste. In una parola: un eretico. E questo è il ritratto di un grande scrittore del Novecento che Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera, traccia con un ricco campionario di fatti e ricordi personali nel suo libro “Sciascia l’eretico. Storie e profezie di un siciliano scomodo”, edito da Solferino . A trent’anni dalla scomparsa, le sue lezioni civili tra ragione e diritto mantengono tutta la loro forza e toccano temi cruciali della vita pubblica che appaiono ancora oggi di una bruciante attualità. Cavallaro li ripercorre tutti: dalla mafia che cambia in sintonia con i nuovi interessi criminali alla corruzione, dalle ingiustizie della giustizia al caso Moro, dal difficile rapporto con il Pci agli affilati colpi al sistema di potere della Dc, fino ai “professionisti dell’antimafia”, l’ultimo fronte polemico che Sciascia aveva aperto attirandosi attacchi astiosi e intolleranti. Ci fu anche chi lo pose “fuori dalla società civile” e chi lo definì un “quaquaraquà”, l’ultima categoria umana priva di dignità che Sciascia aveva descritto nel Giorno della civetta. Cavallaro propone una biografia intellettuale e umana di Sciascia vivificata da una conoscenza personale cominciata come vicini di casa nella campagna di contrada Noce a Racalmuto, la Regalpetra che lo scrittore amava e aveva descritto come metafora del Paese, e proseguita lungo gli itinerari del giornalismo. Tra cultura e politica tanti sono gli snodi che lo scrittore ha toccato. E tanti i rapporti intrecciati. Cavallaro ne offre una rassegna ragionata ripescando negli archivi della memoria intanto le tracce delle relazioni intellettuali e degli scambi culturali con Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Enzo ed Elvira Sellerio. Difficile nel caso di Sciascia tracciare un confine tra la dimensione culturale e la lettura politica della società. Il suo metro di giudizio era dato dall’autonomia dell’illuminista volterriano che cercava solo e sempre la verità. E in suo nome era pronto anche a rotture dolorose. Clamorosa quella con Renato Guttuso, che sullo sfondo del caso Moro sfiorò anche Enrico Berlinguer e chiuse il suo dialogo con il Pci così pieno di tormenti per aprire un canale con i radicali di Marco Pannella. Un approdo facilitato dal caso di Enzo Tortora che per Sciascia era diventato l’emblema dell’ingiustizia, il nervo scoperto del sistema Italia. Il libro attraversa la vita dello scrittore, ne racconta battaglie e inimicizie. Descrive l’eredità di un uomo abituato a vivere e a pensare da eretico. L’assenza della sua voce è per Cavallaro un grande vuoto: “Avremmo ancora molto bisogno di Sciascia, del suo pessimismo, del suo moralismo illuminista, del suo ragionamento, delle sue battaglie contro pupi, mezzi pupari e pupari”.

Ligabue, evento 30 anni carriera apre arena CampovoloIl 12 settembre 2020 data unica inaugura RCF Arena Reggio Emilia

11 novembre 201911:19

– ”Campovolo è il posto dove festeggeremo i 30 anni di carriera, è il posto delle nostre feste e delle nostre ricorrenze. Cercheremo di comprimere 30 anni in una serata sola, non sarà facile, anche perchè lo faremo insieme a tutti i musicisti e tutte le band con cui in questi anni ci siamo incrociati. E qua vicino stanno costruendo la fatidica arena dove sarà più facile assistere ai concerti e con quel concerto, il 12 settembre 2020 avremo il piacere di inaugurarla. 12 settembre 2020 30 anni in un giorno”. Così Luciano Ligabue, direttamente da Campovolo, annuncia sui social il concerto-evento del prossimo anno. Festeggerà i 30 anni della sua straordinaria carriera, iniziata nel 1990 con l’album omonimo, e anche i 15 anni dal suo primo mega concerto in quel di Campovolo a Reggio Emilia che negli anni lo ha visto protagonista, più volte, con eventi entrati a pieno titolo nella memoria collettiva della grande musica live italiana. . La Festa si terrà in uno spazio totalmente nuovo e creato rigorosamente ad hoc per la musica al Campovolo, denominato RCF Arena Reggio Emilia, attrezzato per ospitare fino a 100.000 persone (con una pendenza del 5% per garantire una visuale e un’acustica ottimali). Sarà appunto LUCIANO LIGABUE a inaugurare la RCF Arena Reggio Emilia il 12 settembre 2020 (inizio concerto: ore 20.30) in un evento live in data unica (prodotto e organizzato da Riservarossa e Friends & Partners).

Subito in vetta al box office Le ragazze di Wall StreetEntrano al sesto e settimo posto Gli uomini d’oro e Parasite

11 novembre 201912:17

Subito in vetta al box office del week end ‘Le ragazze di Wall Street’, la scanzonata e feroce commedia sull’avidità e il sogno dell’arricchimento facile con Jennifer Lopez nel ruolo dell’esperta spogliarellista Ramona.
Ispirato a una storia vera, il film, secondo i dati Cinetel, guadagna in quattro giorni 1.563.233 euro e fa scivolare al terzo posto ‘La famiglia Addams’ che nel fine settimana ottiene 1.150.218 euro per un totale in due settimane di 4.951.170 euro.
Saldo al secondo posto ‘Il giorno più bello del mondo’di e con Alessandro Siani con 1.278.949 euro per un totale in 2 settimane di 4.753.994 euro. Al quarto posto ancora Joker con Joaquin Phoenix che questo week end guadagna 741.647 euro per un totale in sei settimane di 28.108.1992 di euro.
Tre new entry: al sesto posto ‘Gli uomini doro’ di Vincenzo Alfieri con Fabio De Luigi che ci porta nella Torino degli anni ’70, dove Luigi, conducente del furgone che ogni giorno trasporta i valori degli uffici postali, progetta la rapina perfetta, che si conquista in quattro giorni 428.139 euro, al settimo l ‘esilarante e spietata commedia nera sullo sfondo della Corea di oggi, ‘Parasite’ di Bong Joon Ho, Palma d’oro a Cannes,con 390.093 euro in quattro giorni. E all’ottavo ‘Motherless Brooklyn – I segreti di una città’ di e con Edward Norton e con Bruce Willis, ispirato al romanzo di Jonathan Lethem, ambientato in una New York a ritmo di jazz, che guadagna 361.097 euro in quattro giorni. Balza dal venticinquesimo al nono posto il corale ‘La Belle Epoque’ di Nicolas Bedos, con Fanny Ardant e Daniel Auteuil che nel week end registra 339.214 euro.
Chiude la top ten ‘L’uomo del labirinto’ di Donato Carrisi con Toni Servillo e Dustin Hoffman che guadagna 331.566 euro nel week end per un totale in due settimane di 1.749.145 euro.
Il botteghino italiano scende a 8.928.045 euro con un calo del -48% rispetto allo settimana scorsa e una crescita del 21.41% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

KISS in concerto all’Arena di Verona il 13 luglioTappa italiana per il tour d’addio mondiale della band ‘END OF THE ROAD WORLD TOUR’

11 novembre 201918:48

Dopo una carriera leggendaria durata 45 anni, i KISS annunciano il loro ultimo tour mondiale, END OF THE ROAD WORLD TOUR. La band farà tappa anche in Italia con un’unica data il 13 luglio 2020 nella splendida cornice dell’Arena di Verona.Conosciuti per lo stile unico e inimitabile, i KISS dominano da oltre quattro decadi la scena del rock ‘n’ roll mondiale portando in scena concerti iconici e spettacolari. Entrati a far parte della Rock and Roll Hall of Fame,  hanno venduto oltre 100 milioni di dischi nel mondo.
“Tutto quello che abbiamo costruito e conquistato nelle scorse quattro decadi non sarebbe stato possibile senza i milioni di persone nel mondo che ci seguono e sono venute a vederci nei club, nelle arene e negli stadi durante tutti questi anni. Questa sarà l’ultima celebrazione per tutti coloro che ci hanno già visto e l’ultima occasione per quelli che non lo hanno ancora fatto. Stiamo per salutarvi con il nostro tour d’addio e il più grande show di tutti i tempi. Ce ne andiamo esattamente come siamo arrivati: senza rimpianti e inarrestabili!”.KISSWORLD – THE BEST OF KISS è uscito a gennaio e riunisce 20 dei brani più amati della band in un unico album, tra cui “I Was Made For Lovin’ You”, “Rock and Roll All Nite” e “God Gave Rock ‘N’ Roll To You II” oltre alle hit “Beth” e “Detroit Rock City”.

Cinema: a sorpresa Midway vince a box office UsaSegue Doctor Sleep, che era al top nelle previsioni.

10 novembre 201918:28

– Il film sulla seconda guerra mondiale “Midway” ha segnato una vittoria a sorpresa al botteghino sul sequel di “The Shining” “Doctor Sleep” questo fine settimana. Domenica l’epopea di guerra del regista Roland Emmerich ha guadagnato circa 17,5 milioni di dollari nei cinema nordamericani per conquistare il primo posto nelle classifiche.
Verso il fine settimana, gli esperti si aspettavano che il primo posto andasse alla Warner Bros per “Doctor Sleep”, l’adattamento da Stephen King con Ewan McGregor. Ma ha incassato solo 14,1 milioni di dollari, quando si aspettava un incasso oltre i 25. “Playing With Fire”, diretto da John Cena, ha esordito al terzo posto con 12,8 milioni, mentre la commedia romantica “Lo scorso Natale” con Emilia Clarke ha conquistato il quarto posto con 11,6 milioni.

Cosmesi made in Italy, successo ad Hong Kong, export +23%A Cosmoprof Asia 100 imprese italiane, trend da Cosmetica Italia

11 novembre 201913:33

– La cosmesi made in Italy piace sempre di più nei paesi dell’area del Sud-Est Asiatico e Pacifico.
Nell’ultimo anno l’export dei nostri prodotti di bellezza verso Hong Kong è infatti cresciuto del 23 % superando i 244 milioni di euro. Secondo paese di sbocco la Cina dove l’export italiano nel 2018 è aumentato del 19,3% per un valore di circa 63 milioni di euro.
Le donne asiatiche amano in particolare i prodotti illuminanti e gli sbiancanti per viso e corpo, i profumi e il trucco nostrani.
Le eccellenze di circa 100 imprese italiane sono esposte alla 24esima edizione di Cosmoprof Asia, la più importante fiera delle industrie della bellezza nell’area Asia-Pacifica dal 12 al 15 novembre ad Hong Kong. Oltre 50 imprese sono rappresentate dall’associazione Cosmetica Italia che promuove e sostiene le opportunità di business anche di una ‘Collettiva’ di espositori italiani in collaborazione con ICE Agenzia. L’associazione ha effettuato una puntuale analisi sul mercato del made in Italy ed i trend beauty del mondo asiatico. Spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia: “L’Asia si conferma una importante area di destinazione dei cosmetici italiani e, globalmente, nel 2018 le esportazioni verso il continente asiatico hanno raggiunto un valore di 874 milioni di euro, pari al 18% delle esportazioni di cosmetici made in Italy nel mondo.
Si tratta di un mercato con interessanti prospettive non solo per i grandi volumi generati, ma anche per i costanti ritmi di crescita”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Colletta National Gallery per comprare Mosè di Gentileschi
Opera vale circa 20 milioni di sterline, al museo ne mancano 2

LONDRA11 novembre 201913:55

– La National Gallery di Londra lancia una raccolta pubblica online di fondi per cercare di mettere insieme il denaro che le manca per completare l’acquisto del Ritrovamento di Mosè di Orazio Gentileschi, unica opera del pittore pisano vissuto fra ‘500 e ‘600 ospitata nelle sue sale.
L’annuncio è stato dato in una nota diffusa dal celebre museo (diretto dall’italiano Gabriele Finaldi). Il quadro, concesso in prestito da ormai una ventina d’anni da un collezionista privato alla Gallery, che vanta un diritto di prelazione ormai in scadenza, è valutata 22 milioni di sterline (oltre 25 milioni di euro). L’istituzione ne deva pagare, sottratte le detrazioni fiscali, quasi 19,5 milioni, ma tra fondi propri, contributi pubblici britannici e soprattutto di grandi sostenitori privati, ne ha in cassa circa 17,4 milioni: i 2 mancanti spera di raccoglierli attraverso singole donazioni private, eseguibili presso il suo sito ufficiale sotto l’hashtag #SaveOrazio.
Altrimenti il quadro potrebbe finire fuori dal Regno Unito.
Il Ritrovamento di Mosè è stato valorizzato dalla National Gallery in esibizioni in cui ha potuto essere proposto al pubblico accanto ad altre opere del barocco italiano di artisti come Caravaggio o Guido Reni. In anni recenti le è stato inoltre affiancato l’autoritratto nelle vesti di Santa Caterina di Alessandria dipinto dalla non meno celebre figlia di Orazio, Artemisia Gentileschi, acquisito nella collezione dello stesso museo londinese. Il quadro ha un legame stretto con la capitale britannica. Fu infatti commissionato attorno al 1630 dopo l’approdo del pittore alla corte di Carlo I d’Inghilterra – ultima e più infelice stagione di una vita segnata in precedenza da un lungo girovagare tra diverse città italiane e quindi da una tappa a Parigi presso la corte del re di Francia – su ordine della regina consorte Enrichetta Maria: per celebrare la nascita in casa Stuart dell’erede al trono, il futuro Carlo II.

Guenzi, da musica a set amo raccontare libertàGira 1/o film da attore. X factor? ‘Formula un po’ anacronistica

1 novembre 201913:56

– Il teatro è il primo amore, che continua a frequentare come attore in diversi spettacoli: poi per Lodo Guenzi sono arrivati la musica come frontman de Lo Stato Sociale, e la televisione, come giudice per una stagione a X factor e due anni da conduttore del Primo maggio. Ora debutta da attore anche al cinema, come protagonista, con Jacopo Costantini e Matteo Gatta, di Dittatura Last Minute, opera seconda di Antonio Pisu prodotta da Genoma Films, in uscita nel 2020. E’ un road-movie ambientato nel 1989 in Romania alla vigilia della caduta del muro, e della fine del regime di Ceausescu.
“Il film indaga sull’unica cosa di cui ha senso parlare anche nelle canzoni, il tema della libertà in tutte e sue le vesti – dice Guenzi, al telefono da Brasov, in Romania dove sono in corso le riprese -. Si racconta un passaggio tra epoche, che ha come centro quell’anno fatidico, il 1989. Il tutto dalla prospettiva di tre 25enni cesenati che partono con la voglia di fare vacanze avventurose e si ritrovano a scoprire cose del mondo che mai avrebbero pensato di conoscere”. La sfida del film “era talmente particolare e rischiosa che è andata un po’ a sovrapporsi alla possibilità di continuare a X factor – dice -. Mi divertirei anche a rifarlo, ma considerando che ormai ogni anno escono almeno una decina di nomi nuovi, capaci di fare subito i sold out e arrivare ai primi posti in classifica, una trasmissione di cover ha qualcosa di leggermente anacronistico.
E’ nei miei progetti tornare a fare tv, ma con un gioco più proprio” .

Segre a Lugano per concerto diretto da Pappanol saluto al maestro e ai musicisti al termine dello spettacolo

11 novembre 201914:00

– Serata di grande musica ieri a Lugano per Liliana Segre, sotto scorta da alcuni giorni dopo le minacce antisemite subite recentemente. La senatrice a vita ha preso posto tra il pubblico che ha gremito il Lac, la principale sala da musica della città, per assistere al concerto diretto da Antonio Pappano con l’Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nell’ ultima data della loro trionfale tournèe europea. Liliana Segre, che era in compagnia di una amica, al termine dello spettacolo ha salutato il maestro anglo-italiano e alcuni musicisti che le hanno manifestato la soddisfazione particolare di aver suonato sapendola tra gli spettatori. Nella tournèe, cominciata il 4 novembre a Parigi con un sold out proseguito nei cinque appuntamenti successivi in Svizzera, Pappano ha diretto l’ orchestra nel primo concerto di Liszt con la straordinaria pianista Martha Argerich alla quale in alcune date si è alternato il pianista Francesco Piemontesi per il primo concerto di Chopin, proponendo poi l’ Ouverture da Euryanthe di Weber e la seconda sinfonia di Schumann.

Danza: Natalie Wagner in Puglia tra sensori, app e desideriCoinvolge in progetto interattivo pubblico duetto Human Design

BARI11 novembre 201914:40

– La coreografa svizzera Natalie Wagner è in Puglia per una serie di appuntamenti, al via con una residenza al Lab Urbano Rigenera di Palo del Colle (Bari), che il 15 novembre ospiterà il duetto Human Design, frutto di un progetto tra danza e telecomunicazione. Qui Wagner esamina il desiderio umano di perfezione, “obiettivo irraggiungibile”: un “affare ambivalente, come la vita”, rileva in una nota. Nel portarlo in scena – il 15 alle 19:30, per la rassegna ‘A Maglie Larghe’ di Factor Hill fra arte e scienza – coinvolgerà 10 spettatori volontari, collegati a un’app con dei sensori, che compileranno anche un questionario. La Wagner intende così “ricevere quante più informazioni fisiche dal pubblico durante la performance”, per comprendere come il corpo reagisce a quello che percepisce”, anche se “non esiste una reazione errata o corretta. L’importante è essere lì insieme”. Wagner sarà poi al weekend di formazione del Network Internazionale Danza Puglia il 16 e 17 novembre all’Accademia Kaloc di Modugno (Bari).

Musica: cittadinanza onoraria di Napoli a Bruno VenturiniDe Magistris, un grande interprete della musica partenopea

NAPOLI11 novembre 201915:45

– Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha conferito la cittadinanza onoraria a Bruno Venturini, interprete della canzone napoletana nel mondo.
”E’ una giornata importante per la musica napoletana nel mondo perché viene riconosciuta la cittadinanza onoraria a un grande interprete contemporaneo – ha detto il sindaco de Magistris – un’artista che ha venduto oltre 100milioni di dischi nel mondo cantando Napoli”.Venturini, pseudonimo di Bonaventura Esposito, nato a Pagani, è stato il primo artista occidentale invitato in Cina, ed ha al suo attivo una lunga serie di dischi di platino e d’oro. Una carriera – ha spiegato Venturini – influenzata da Sergio Bruni, Michele Galdieri, Enrico Caruso, Salvatore Di Giacomo, Roberto de Simone che – dice – ”mi ha insegnato la vera musica”. Venturini, negli anni, si è esibito per la famiglia reale inglese, Gorbaciov, Clinton, il re di Spagna, Juan Carlos, e Papa Giovanni II. Per festeggiare il riconoscimento il 13 novembre concerto gratuito al Politeama di Napoli.

Bologna si tinge di ‘giallo’, un festival tra libri e tvIl 16 e 17 novembre appuntamento con Carlo Lucarelli e Vito

BOLOGNA11 novembre 201915:45

– Un festival per riflettere su come letteratura, cinema e tv trattano il ‘giallo’, insieme a esperti e grandi autori tra i quali Carlo Lucarelli e Marco Malvaldi. Il 16 e il 17 novembre, a Bologna, arriva la prima edizione di ‘Giallo Festival’, al Sympò, in via delle Lame 83.
Tra i tanti ospiti anche il regista Alessandro D’Alatri: dopo la serie tv ‘I bastardi di Pizzofalcone’, racconterà in anteprima la nuova fiction a cui sta lavorando. Carlo Lucarelli e Stefano Bicocchi, in arte Vito, sveleranno invece i segreti de ‘L’ispettore Coliandro’. Il comico è anche il protagonista del thriller ‘Buono da morire’: nel libro, scritto dal collettivo bolognese Rems, Vito-Bicocchi si sdoppiano come Dottor Jekill e Mister Hide. Spazio anche alla cronaca con l’incontro sulla Uno Bianca insieme a Carmelo Pecora e Maurizio Matrone, ex poliziotti oggi scrittori. Organizzato dalla Damster-Edizioni del Loggione, col contributo di Bper Banca, ‘Giallo Festival’ ha il patrocinio della Regione e del Comune di Bologna.

A Genova nasce l’archivio del Pci, con inedito Palmiro TogliattiPresidente Fondazione Diesse: ‘Anche fogli clandestini de L’Unità’

GENOVA11 novembre 201919:06

Nessuna operazione nostalgia e tantomeno il ‘come eravamo’ formato museo: l’archivio della Fondazione Diesse che racconta il Partito comunista genovese è un omaggio alla storia del partito dei lavoratori che a Genova ha avuto grande peso culturale, politico e sociale. Nasce in una sede storica che fu del Pci, quella di via Cantore a Sampierdarena che è stato teatro nel 1921 del primo congresso nazionale della Federazione giovani comunisti italiani, la Fgci.
E contiene reperti storici importanti come un inedito di Palmiro Togliatti che si rivolge ai lavoratori genovesi invocando l’unità della sinistra, alcune lettere di Sandro Pertini, foto d’epoca, i documenti falsi di un partigiano che combatté in Spagna la guerra civile tra repubblicani e franchisti.Ci sono anche alcuni fogli ciclostilati de L’Unità, di quello che diventerà un grande quotidiano: “Allora – ha detto il presidente della Fondazione Diesse Ubaldo Benvenuti – chi fosse stato trovato in possesso di quei fogli sarebbe stato arrestato”.
Tra le cose che saranno esposte, le bandiere rosse con la falce e martello, il simbolo dei lavoratori. Tra queste, la bandiera della sezione di Buranello dedicata a Ernesto Jursé, uno dei partigiani massacrati dai fascisti tra il 14 e il 16 gennaio 1944 nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela’.L’archivio, che contiene documenti che ripercorrono le trasformazioni del Pci in Pds e Ds, sarà consultabile da chiunque, privati cittadini e studiosi. Con la speranza che chi ha conservato i pezzi di una storia che, volenti o nolenti, appartiene al Paese possa riempire una teca vuota.

Prodigi, cuore e musica in Tv per i bimbi dell’UnicefSu Rai1 il 13/11, con Insinna e Autieri 9 piccoli artisti

12 novembre 201910:09

Dalle periferie del mondo a quelle di casa nostra, seguendo un percorso che parla di sogni e riscatto, passione per l’arte e solidarietà: torna per il quarto anno “Prodigi – La musica è vita”, il programma di Rai1, in collaborazione con Unicef ed EndemolShine Italy, che il 13 novembre andrà in onda in prima serata sulla rete ammiraglia della Rai. Alla conduzione ci saranno Flavio Insinna con Serena Autieri e la ‘mascotte’ Giulia Golia, che l’anno scorso aveva partecipato al programma come cantante, pronti ad accompagnare il pubblico alla scoperta dei 9 giovanissimi, incredibili talenti (i prodigi, appunto) di questa edizione: i ballerini Davide, Eleonora e Rachele, i cantanti Laura, Manuel e Mattia Francesco, i musicisti Emanuele, Filippo e Matteo, tutti dagli 8 ai 15 anni, si esibiranno al cospetto della giuria composta da Arisa (per il canto), Rossella Brescia e Luciano Cannito (per la danza), Peppe Vessicchio (per la musica; il Maestro è anche direttore artistico) e, nel ruolo di segretario speciale, Nino Frassica. I tre finalisti (uno per categoria), scelti dai giurati, si contenderanno una borsa di studio offerta dall’Unicef Italia: a decretare il vincitore assoluto sarà una giuria di 100 esperti. Nel corso della serata, in cui i piccoli artisti saranno accompagnati dall’orchestra giovanile Sesto Armonico diretta dal Maestro Matteo Parmeggiani, ci sarà spazio però anche per il racconto di tante storie di bambini e ragazzi di Paesi in difficoltà che, proprio come i protagonisti di Prodigi, hanno trovato nella musica, nel canto e nella danza più di una passione, ma una strada di speranza per conquistarsi un futuro migliore. Sul palco di Rai1 si esibiranno alcuni bambini di Gambia, Panama e Sierra Leone e ci saranno le testimonianze “sul campo” di tanti ospiti d’eccezione: Roberto Mancini, CT della Nazionale e Goodwill Ambassador Unicef parlerà della sua esperienza in Giordania, i testimonial Geppi Cucciari, Rossella Brescia e Luciano Cannito racconteranno i loro viaggi rispettivamente in Gambia e a Panama, e poi Alessandra Mastronardi, Goodwill Ambassador, parlerà delle famiglie siriane che vivono nei campi per rifugiati in Libano. E poi ancora si esibirà la musicista, educatrice e attivista Sona Jobarteh e verrà trasmesso un video che Ultimo, nuovo Goodwill Ambassador Unicef, ha realizzato con i bambini di una scuola del quartiere San Basilio di Roma, dove il cantante è cresciuto. Come sempre quindi nel format – che ha visto crescere gli ascolti dall’11% della prima edizione al 16% dello scorso anno – lo spettacolo si intreccia alla solidarietà, la gara tra talenti all’amore per gli altri: una ricetta vincente da ogni punto di vista, sia “per i dati commerciali che per quelli ‘solidali’, perché la raccolta fondi e l’indotto che si crea è sempre più importante. Con Prodigi mettiamo in pratica la vocazione del servizio pubblico, quella di offrire l’intrattenimento gradevole e i contenuti importanti”, spiega Claudio Fasulo, vicedirettore di Rai1. Anche per i conduttori “Prodigi” rappresenta, al di là dell’impegno professionale, un progetto necessario, in cui lavorare con il cuore: “Dopo un anno non pensavo avremmo avuto ancora più filo spinato, guerre e bombe: io che sono un uomo fortunato credo che la fortuna la devi rimettere in circolo”, spiega Flavio Insinna, conduttore dalla seconda edizione, “mi viene naturale dare una mano ed è bello far recuperare al nostro mestiere la dimensione dell’altro, della cura”. “Ci siamo divertiti e commossi: da mamma e da donna ho accettato subito questa opportunità”, dice Serena Autieri, “ho conosciuto talenti straordinari e mi sono messa dalla loro parte perché anche io ho iniziato questo lavoro da bambina”. “Ai bambini in difficoltà l’Unicef offre cura e protezione, ma anche di poter realizzare i propri sogni attraverso l’arte, la musica e la conoscenza”, afferma il presidente Unicef Italia Francesco Samengo, “tutti devono avere le stesse opportunità, a prescindere dal luogo di nascita”. Come sempre, il pubblico potrà sostenere la campagna di raccolta fondi dell’Unicef (promossa dalla Rai dall’11 al 17 novembre) per combattere la malnutrizione infantile e proteggere bambini e adolescenti donando fino al 31 dicembre al numero solidale 45525 (o telefonando al numero 800070606 o sul sito unicef.it/tv).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Leggiamo al museo!’, 100 eventi in Italia per bimbi e famiglie
Dal 15-17 novembre il nuovo progetto di Kid Pass

11 novembre 201916:04

– Cento eventi in simultanea in musei e spazi culturali di tutta Italia, da Milano a Palermo, che aprono le porte a visite guidate, letture creative e attività condivise dedicate alle famiglie con bambini, per promuovere l’importanza di avvicinarsi alla cultura già dall’infanzia, assieme ai genitori. E’ la prima edizione di Avventure tra le pagine – Leggiamo al museo!, il nuovo progetto di endutainment creato da Kid Pass e promosso dall’associazione Kid Pass Culture, che si svolgerà nel weekend del 15-16-17 novembre.
Tra i principali eventi in programma: a Milano la Veneranda Fabbrica del Duomo propone una lettura interattiva tra opere d’arte e parole, alla GAMeC di Bergamo una lettura animata con albi illustrati alla scoperta dei movimenti artistici del Novecento. A Palazzo Reale di Genova saranno di scena le storie di principi e principesse e una lettura ispirata alle Metamorfosi di Ovidio, a Torino una visita speciale al museo della Basilica di Superga e letture al MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile. A Venezia al Museo Archeologico l’autrice Stella Nosella leggerà il suo nuovo libro della collana Sebastian’s Chroniclesi mentre la Fondazione Querini Stampalia proporrà un’avventura tra mappe e letture che risalgono a più di 400 anni fa.
E ancora, al FICO Eataly World di Bologna, in collaborazione con Mielizia – CONAPI Consorzio Nazionale Apicoltori, all’interno della giostra didattica dell’uomo e degli animali, saranno proposte letture di fiabe speciali sulle api. A Firenze, letture al Museo Galileo e allo Spazio Costanza, in collaborazione con la libreria Cuccumeo. A Roma il Museo Explora invita al bookshop per leggere il libro “Fiabe delle montagne Italiane” di Idalberto Fei. Al Parco Archeologico di Siracusa tre iniziative sulle favole dell’antichità e sulla della filosofia degli antichi greci e a Palermo, a Palazzo Branciforte le avventure dei Pupi siciliani.

‘Pit’ ora cerca fantasmi e emozioni anche al SudParanormal investigation team presenta ‘La casa del pazzo’

NAPOLI11 novembre 201917:20

– Youtubers e ‘cercatori di fantasmi’, Paolo Dematteis e Debora Bedino, 33 e 32 anni, cuneesi, fondatori del PIT (Paranormal Investigation Team), sono alla caccia soprattutto di emozioni, di ‘belle emozioni (che ‘si sentono e non si vedono’), attraverso l’individuazione di ‘entità’. E ora queste ‘entità’ intendono farle venir fuori anche al Sud, a partire da Napoli. Perchè Napoli e molte aree del Meridione sono ricche di storie da raccontare in una dimensione ‘paranormale’ come quella che vorrebbero affrontare per mettersi in contatto con l’entità di Dracula che potrebbe essere presente nel chiostro di Santa Maria La Nova (l’ipotesi, come è noto, è che la tomba del conte Vlad possa essere lì, nel cuore del centro antico della città). Spiegano

in occasione di un ‘firmacopie’ alla Mondadori di Piazza Vanvitelli del loro primo libro ‘La casa del pazzo’ (Sperling & Kupfer), che i primi a essere scettici sono proprio loro: “Noi cerchiamo qualcosa partendo da storie, segnalazioni, racconti popolari.
Intendiamo verificare le ipotesi e le voci con metodo e utilizzando diversi strumenti come il rilevatore di variazioni di campi elettromagnetici, ‘M1’, e lo scansionatore di onde radio, il ‘Black Box’, apparecchio che ha anche la funzione di data base di suoni fonetici”. Scetticismo (“vale sempre il vecchio adagio ‘bisogna aver paura dei vivi non dei morti'”) ma anche paura? “Certo, e tanta” dice Debora come quella che ha avuto nella vicenda ricostruita nel libro.

Musica: da Sting a Bocelli per i 60 del flautista GriminelliIl 20 novembre a Reggio Emilia con Zucchero e Amii Stewart

11 novembre 201917:25

– Il flautista Andrea Griminelli celebra i suoi 60 anni con una parata di stelle in un concerto live il 20 novembre al Palabigi di Reggio Emilia. Insieme a lui artisti come Andrea Bocelli, Sting, Amii Stewart, Sumi Jo, Beppe Carletti, con cui ha condiviso intensi momenti di amore per la musica. Nelle ultime ore si sono aggiunti Zucchero, Renato Zero, Irene Fornaciari, Gheorghe Zamfir. E le sorprese potrebbero non finire qui.
Il palazzetto ha visto esaurire i posti in pochissime ore dalla messa in vendita. Il concerto, non a caso, avverrà nella Giornata Universale dei Diritti dell’Infanzia dell’Onu, celebrata con un coro di voci bianche sul palco, un coro di 50 bambini. Insieme a loro un coro di 150 elementi accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Stradivarius. La serata sarà a sostegno di : Core, Apro, Mire e l’Associazione Sol Azul.
In occasione dei suoi 60 anni, in uscita per Decca Universal, l’ultima incisione discografica di Andrea Griminelli dal titolo “Nessun Dorma”, che raccoglie le più grandi arie d’opera arrangiate per Flauto e Orchestra.

Al via campagna ‘C’è vita, in un libro’ per piccoli lettoriLanciata da Mondadori Store

11 novembre 201918:11

– Voce ai piccoli lettori nella nuova campagna per la promozione del libro e della lettura ‘C’è vita, in un libro. La tua’ lanciata da Mondadori Store.
L’iniziativa del network di librerie del Gruppo Mondadori, giunta alla seconda edizione, vuole valorizzare l’esperienza della lettura attraverso testimonianze autentiche.
” Per noi i lettori sono i migliori portavoce di questo messaggio. Quest’anno abbiamo scelto come protagonisti dell’iniziativa i piccoli lettori di oggi, con l’augurio che possano diventare i grandi lettori di domani” ” spiega Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail.
Nato da un’idea dell’artista Mr. Savethewall, il progetto coinvolge più di 40 bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, intervistati nel corso di due sessioni speciali di Bookshot, brevi shooting video e fotografici condotti dall’artista con la consulenza della psicologa e psicoterapeuta Stefania Andreoli. Ognuno di loro ha raccontato il proprio libro del cuore, dando vita con le parole e la fantasia alle emozioni suscitate dalla lettura. “Nel tempo ho riflettuto sul fatto che se il suggerimento di leggere mi fosse arrivato da un bambino come me, forse sarebbe stato più credibile e convincente ed io avrei guadagnato tempo prezioso.” spiega Mr. Savethewall. “Va in scena lo spettacolo di chi diventano, come pensano e che mondo interno ricco e intenso sviluppano i nostri figli quando diamo loro l’occasione di essere dei lettori” dice la Andreoli. La campagna, on air dal 15 novembre, sarà declinata su quattro soggetti stampa e video di 30” e 60”, e sarà visibile su quotidiani, magazine, web, Facebook, Instagram, Youtube, in tutte le librerie della Mondadori Store e Mondadoristore.it e sugli schermi digitali nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, nei centri commerciali e nei centri urbani. “Si tratta di un progetto molto ambizioso, che ci ha fatto vivere una bellissima esperienza” dice Alessandro Pedrazzini, CEO di Action & Branding.

Bambini Dynamo Camp ‘disegnano’ PostinaZanellato,usati ritagli pelle,beneficenza con asta a Londra

11 novembre 201918:36

– Un’asta di beneficenza a Londra il 14 novembre, per 10 borse, realizzate con l’aiuto di bambini, con ritagli di pelle, come in un gioco. Si concretezza così il progetto che Franco Zanellato, l’imprenditore da 20 anni alla guida di un marchio di pelletteria made in Italy di grande successo, ha deciso di dedicare a Dynamo Camp, l’onlus che offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi, affetti da patologie gravi e croniche. Con sede a Limestre (Pistoia), la struttura è collegata al SeriousFun Children’s Network di camp fondati nel 1988 da Paul Newman e attivi in tutto il mondo.
Proprio i piccoli ospiti del Camp sono stati coinvolti nella realizzazione dei disegni decorativi interni alla borse, partecipando ad un collage su maxi tele 100 x 150 con l’uso di oltre 10.000 tasselli di pelle, in svariate tonalità di colore, tutte ricavate da scarti di taglio. Hanno collaborato anche gli studenti del master in Strategic Design del Poli.

Verso banca digitale per valorizzare manoscritti LeopardiAccordo Università Macerata – Istituto Nazionale Catalogo

MACERATA11 novembre 201919:22

– L’Università di Macerata e l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico hanno stipulato una convenzione triennale di collaborazione scientifica per la catalogazione, metadatazione e digitalizzazione dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi non conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli. L’iniziativa si collega con il progetto di ricerca di Unimc “Biblioteca digitale leopardiana”, con una borsa di dottorato, co-finanziata dalla Regione Marche e dalla Fillippetti spa, patrocinata dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, e con il tutoraggio scientifico della prof. Laura Melosi, direttrice della Cattedra Giacomo Leopardi Unimc. Il lavoro di ricerca procederà in sintonia con l’attività nella Biblioteca Nazionale di Napoli e si avvarrà del software MOL-ManusOnLine. Obiettivo dei lavori la costituzione di una banca dati digitale finalizzata alla valorizzazione dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi.

A Genova l’archivio del Pci, con inedito TogliattiPresidente Fondazione Diesse, anche fogli clandestini L’Unità

GENOVA11 novembre 201921:30

– Nessuna operazione nostalgia e tantomeno il ‘come eravamo’ formato museo: l’archivio della Fondazione Diesse che racconta il Partito comunista genovese è un omaggio alla storia del partito dei lavoratori che a Genova ha avuto grande peso culturale, politico e sociale. Nasce in una sede storica che fu del Pci, quella di via Cantore a Sampierdarena che è stato teatro nel 1921 del primo congresso nazionale della Federazione giovani comunisti italiani, la Fgci.
E contiene reperti storici importanti come un inedito di Palmiro Togliatti che si rivolge ai lavoratori genovesi invocando l’unità della sinistra, alcune lettere di Sandro Pertini, foto d’epoca, i documenti falsi di un partigiano che combatté in Spagna la guerra civile tra repubblicani e franchisti. Ci sono anche alcuni fogli ciclostilati de L’Unità, di quello che diventerà un grande quotidiano: “Allora – ha detto il presidente della Fondazione Diesse Ubaldo Benvenuti – chi fosse stato trovato in possesso di quei fogli sarebbe stato arrestato”.
Tra le cose che saranno esposte, le bandiere rosse con la falce e martello, il simbolo dei lavoratori. Tra queste, la bandiera della sezione di Buranello dedicata a Ernesto Jursé, uno dei partigiani massacrati dai fascisti tra il 14 e il 16 gennaio 1944 nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela’.
L’archivio, che contiene documenti che ripercorrono le trasformazioni del Pci in Pds e Ds, sarà consultabile da chiunque, privati cittadini e studiosi. Con la speranza che chi ha conservato i pezzi di una storia che, volenti o nolenti, appartiene al Paese possa riempire una teca vuota.

Lara Prescott, dietro le quinte di ZivagoIl romanzo d’esordio della scrittrice americana

12 novembre 201909:52

ARA PRESCOTT, NON SIAMO MAI STATI QUI (DEA PLANETA, PP 446, EURO 18,00). E’ andata a cercare i segreti, le parole non dette. Lara Prescott ha scavato dietro le quinte di un capolavoro della letteratura, di un romanzo più forte della censura, che appartiene a un tempo in cui si credeva che i libri potessero cambiare la storia, ‘Il dottor Zivago’ del Premio Nobel Boris Pasternak. E’ nato così ‘Non siamo mai stati qui’ con cui la scrittrice americana esordisce nella narrativa, pubblicato in Italia da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Baffa. Il romanzo è in corso di pubblicazione in 30 paesi e diventerà un film.
“La prima volta ho letto ‘Il dottor Zivago’ al liceo e da allora ogni due anni tornavo a leggerlo ed era sempre un’esperienza diversa. Mi ha accompagnata tutta la vita, ma la scintilla che mi ha spinto a scrivere ‘Non siamo mai stati qui’ è scattata quando mio padre mi ha parlato dei 29 documenti tra circolari e rapporti sulla missione segreta Zivago, resi pubblici dalla Cia nel 2014, da cui si capisce chiaramente come il romanzo sia stato utilizzato come strumento di propaganda, come arma per far cambiare opinione al mondo intero negli anni della Guerra Fredda” spiega la Prescott, 37 anni, che vive a Austin, in Texas, con il marito, è laureata in scienze politiche e ha lavorato a Whashington D.C. come autrice di discorsi politici e poi nella pubblicità.
“Se non avessi letto i documenti secretati non avrei potuto cogliere molti elementi di verità e raccontare la vita delle dattilografe che lavoravano alla sede centrale della Cia, a Whashington. Alcune, come Irina nel libro, muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio. Ma nessuno parla più di loro. In questo libro ho voluto rendere giustizia a queste donne cancellate dalla storia” racconta.
Il romanzo si apre nel 1949 a Mosca quando Olga Ivinskaja, la scrittrice e poetessa russa, amante di Pasternak, che ha ispirato il personaggio di Lara, viene prelevata da casa e sbattuta in una cella. Gli uomini con il completo nero vogliono sapere se Pasternak sta lavorando a un’opera sovversiva, che può gettare cattiva luce sul regime sovietico. Nelle 440 pagine del romanzo i capitoli sull’Est si alternano a quelli dedicati all’Ovest dove troviamo la giovane Irina arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia che cerca di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Zivago in Unione Sovietica sfruttando l’arma più sottovalutata, il potere delle parole. “Mi ha sempre affascinata la capacità che hanno le parole di cambiare il cuore e il pensiero delle persone. Per me è stato così quando ho letto Tony Morrison e tanti altri. E anche se oggi non vengono utilizzate dal governo come strumenti di propaganda hanno sempre un grande impatto sulla vita” sottolinea la scrittrice che, non a caso, ha il nome della protagonista del romanzo di Pasternak.
“E’ stata mia madre a sceglierlo. E’ sempre stata una fan del libro e del film su Zivago del ’65 con Omar Sharif e Julie Christie. I miei genitori sono grandi lettori e appassionati di cinema. Sono cresciuta tra i libri” racconta la Prescott che nel suo libro fa riferimento a “eventi reali romanzati”. “E’ vero – dice – che queste giovani donne muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio, per quanto riguarda l’Ovest.
Mentre per la parte che si rivolge ad Est mi sono basata su fonti primarie. Ho usato come documento principale l’autobiografia di Olga ‘Prigionieri del tempo’ per cogliere gli elementi più veri e l’essenza dell’amore per Boris. Ma la parte più bella della fiction è quella di poter inventare dettagli, dialoghi” spiega la scrittrice che ha lavorato 4 anni a questo libro facendo ampie ricerche di documentazione sulla storia e il capolavoro proibito di Pasternak che fu pubblicato per la prima volta nel 1957 in Italia da Giangiacomo Feltrinelli. “E’ stato una persona straordinaria e coraggiosa.
Giangiacomo Feltrinelli non ha mai ceduto alle pressioni dell’Unione Sovietica che voleva fermare la pubblicazione” sottolinea la scrittrice. “L’Italia è stata anche il primo paese a comprare il mio libro quando gli agenti hanno aperto l’asta” dice la Prescott che collaborerà al film tratto da ‘Non siamo mai stati qui’. “Non scriverò la sceneggiatura, sarò produttrice esecutiva e consulente. Stanno valutando sia il cast, che gli sceneggiatori e il regista. Mi piacerebbe che ci fossero anche attori emergenti. Certo, se dovessi esprimere un desiderio per Olga vedrei bene Nicole Kidman, per Boris l’attore svedese Alexander Skarsgård e per Irina Emily Watson” racconta la scrittrice e annuncia che ‘Non siamo mai stati qui’ potrebbe diventare anche una serie tv.

Le Mans ’66, quando Ford sfidò la Ferrari e vinseCon Christian Bale e Matt Damon. In sala dal 14 novembre

12 novembre 201909:57

‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold, in sala dal 14 novembre con la Fox dopo la premiere di Toronto e alla Festa di Roma e un’anteprima con bolidi d’epoca al Warner Moderno, ti porta dentro la pista e non ti annoia mai nonostante la durata di oltre due ore. Dentro questo sport-movie ad alta velocita’ c’è un pezzo di storia da raccontare alle nuove generazioni: Ford Vs Ferrari.
Siamo negli anni 60 e il marketing della Ford e’ stanco di non avere appeal sul pubblico giovane che vuole la velocita’. Cosi’ Henry Ford 2 si affida all’ex pilota e brillante ingegnere Carroll Shelby (Matt Damon) perche’ progetti un’auto capace di trionfare nell’impresa di vincere alla 24 ore di Le Mans dove il Cavallino Rampante non perde un colpo. Shelby a sua volta chiede aiuto al pilota Ken Miles (Christian Bale), noto per le sue intemperanze ma anche per un fiuto e una competenza eccezionali che, dopo un iniziale scetticismo, accetta la proposta. I due inizieranno a collezionare vittorie in poco tempo dopo la messa a punto della mitica Ford Gt40 che vinse nello stesso anno la 12 ore di Sebring, poi la 24 ore di Daytona e, infine, la fatidica gara di Le Mans del 1966. Ed Enzo Ferrari? E’ interpretato da Remo Girone che mostra tutto il caratteraccio del costruttore di Modena specie quando, rifiutando la proposta d’acquisto della sua fabbrica da parte di Henry Ford, gli dimostra il suo disprezzo e in qualche modo lo sfida. Centrale in questo film, pieno di ritmo e cavalli motore, la lotta tra il corporate thinking della miliardaria Ford e l’artigianato creativo e artistico della Ferrari.
“Con Le Mans ’66 – dice Mangold – volevo fare un film di corse dove le auto non fossero creazioni digitali e dove fossimo davvero sulla pista. Troppi dei nostri film ci fanno addormentare piuttosto che svegliarci e farci pensare alla vita.
Io insomma non voglio anestetizzare il mio pubblico, piuttosto rinuncio a fare film”. E ancora Mangold: “Sono partito da una storia che ho amato subito. Un action movie con tanto di battaglia in pista e una sorprendente serie di eventi che si susseguono. Quel che accade in Le Mans poi non e’ come Rocky, non e’ cosi’ scontato. Eppure in tv – aggiunge – le corse sono spesso noiose. Cosi’ ho cambiato strategia, facendo entrare lo spettatore nell’abitacolo, coinvolgendo chi osserva direttamente nella guida”. E’ stato “bello girare un film interpretando un personaggio universalmente conosciuto come e’ ancora Enzo Ferrari – dice Remo Girone -. Un esempio su tutti per far capire quanto e’ ancora noto. Quando sul set hanno saputo che interpretavo Ferrari non c’e’ stato nessuno che non mi abbia chiesto di fare una foto con lui”. A completare il cast di Le Mans ’66 – La Grande Sfida, Jon Bernthal, Caitriona Balfe, Noah Jupe e Paul Sparks. Il film è tratto dal bestseller Le Mans – La sfida del secolo di A.J. Baime edito in Italia da Sperling & Kupfer.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rai, slittano le nomine, Boccia attacca il canone

12 novembre 201910:13

Nulla di fatto in cda Rai. Le nomine alle direzioni di rete e alle nuove direzioni di genere create dal piano industriale messo a punto dall’ad Fabrizio Salini sono, come previsto, slittate. A far discutere la politica non è solo la girandola di nomi, ma anche la sorte del canone Rai.
“Non penso sia più tollerabile un canone, al tempo della società digitale, interamente assorbito dalla Rai”, afferma il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia. “Serve una riflessione molto seria sulla crisi in atto delle tv locali – afferma -. Hanno assicurato per quasi cinquant’anni pluralismo nei territori e crescita economica di imprese con dimensioni locali. La stessa crisi vissuta nella raccolta pubblicitaria anche dai quotidiani e in generale da chi investe sull’informazione ma poi trova un mercato condizionato dalla raccolta selvaggia delle multinazionali del web e dagli assetti polverosi del vecchio sistema televisivo”.
E proprio in questi giorni il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, membro della Commissione di Vigilanza, ha avviato una petizione su Change.org per la riduzione del canone “finché non sarà ristabilito un vero pluralismo in Rai”, che ha raccolto 20mila firme in tre giorni.
E’ però il tema nomine a scaldare il dibattito politico.
Dopo l’atto di indirizzo della Commissione di Vigilanza sul piano industriale Rai, è attesa a San Macuto un’audizione dell’ad Fabrizio Salini. Dopo quell’appuntamento il capitolo nomine potrebbe sbloccarsi. La prossima riunione del consiglio è in programma il 28 novembre, ma non è escluso che arrivi una convocazione prima se si trovasse un’intesa. A Rai2 è prevista, proprio il 28 novembre, l’uscita per scadenza dell’anno di contratto di Carlo Freccero, che dovrebbe lasciare il posto a Ludovico Di Meo. E c’è chi ritiene possibile che in quell’occasione si proceda solo con pochi interventi, prima di una tornata di nomine più complessiva.
Manca ancora l’accordo sui nomi, ma è l’ipotesi che si intervenga sulle testate ad impensierire i partiti di maggioranza e opposizione. In particolare sul Tg1, dove Antonio Di Bella e Franco Di Mare sarebbero in corsa per sostituire Giuseppe Carboni, e sul Tg3, dove Andrea Montanari potrebbe prendere il posto di Giuseppina Parterniti, destinata alla guida della nuova redazione di Rainews. Stefano Coletta appare, invece, destinato a Rai1 e alla nuova direzione Intrattenimento Day Time.
Nel progetto di Salini sono proprio le nuove direzioni di genere, più che le reti, i veri punti cardine della nuova organizzazione. Confermatissima a Rai Fiction Eleonora Andreatta, circolano i nomi di Mario Orfeo per la direzione Approfondimento e di Maria Pia Ammirati per Rai Doc. Oggi in consiglio di amministrazione c’è stata, intanto, l’audizione di Monica Maggioni che guiderà il nuovo canale inglese della tv pubblica.

Fotografia: Jobs, mostra e giornata di studio nel ReggianoForme e spazi del lavoro nella Quarta rivoluzione industriale

12 novembre 201910:58

– Una mostra collettiva su forme e spazi del lavoro nel tempo della Quarta rivoluzione industriale: è Jobs, in programma dal 17 novembre (inaugura il 16) al 22 dicembre all’Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia). Promosso da Linea di Confine per la fotografia contemporanea, il progetto di ricerca si propone di contribuire a una maggiore conoscenza delle forme e degli spazi assunti dal lavoro negli ultimi decenni e prevede una giornata di studio aperta al pubblico, il 16 novembre e un concorso fotografico under 35. Con la Quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da un forte impulso all’automazione, il lavoro sembra diventato invisibile nei flussi governati dagli algoritmi, ma in realtà ha assunto nuove forme in rapporto alla tecnologia e al territorio, diventato quest’ultimo una vera e propria fabbrica a cielo aperto.La mostra presenta opere prodotte su questo tema da autori e collettivi. Tra loro, Michele Borzoni di Terra Project, con la serie ‘Workforce’, dove la forza lavoro è analizzata in vari contesti lavorativi, dall’Icommerce ai call center, all’impegno di mano d’opera a basso prezzo nei lavori agricoli stagionali (2017); Allegra Martin con la serie ‘I luoghi e i lavori 4.0’ (2017), progetto a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, realizzato in collaborazione con la Fondazione Mast di Bologna; Andrea Paco Mariani, del collettivo SMK VideoFactory, con il video ‘The Harvest’ (2017) realizzato nelle campagne dell’Agro Pontino, dove viene impiegata in lavori agricoli mano d’opera indiana a basso costo; William Guerrieri con la serie ‘Bodies of Work’ (2018), un’indagine sul lavoro e il corpo, in rapporto alla tecnologia, alla Saipem di Marghera e nelle aree circostanti Fincantieri, realizzata per il Comune di Venezia; Andrea Simi, con la serie ‘Poimec’, realizzata su una piccola azienda situata nel Tecnopolo di Moncalieri, in Piemonte, che opera sui mercati internazionali (2019). Esposte anche fotografie provenienti dalla collezione di Linea di Confine.

Teatro: dopo Macbettu Serra rilegge capolavoro di CechovIn prima nazionale a Cagliari “Il giardino dei ciliegi”

CAGLIARI12 novembre 201912:16

– Una sinfonia di voci e suoni per un viaggio tra vita e sogno nella rilettura di Alessandro Serra del capolavoro di Anton Cechov, “Il giardino dei ciliegi”.
In scena in prima nazionale al Teatro Massimo di Cagliari – repliche fino al 16 novembre – ha aperto la stagione del Cedac.
Il visionario spettacolo firmato dal regista del “Macbettu” (Premio Ubu 2017), prodotto da Sardegna Teatro, descrive “la distruzione della bellezza” in nome del progresso e del profitto attraverso le vicende di una nobile famiglia ormai decaduta.
L’ultima opera del grande drammaturgo russo narra la fine di un mondo e le trasformazioni della società nella Russia dell’Ottocento, la crisi dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia in un affresco dove tra futili conversazioni e dissertazioni filosofiche emergono la vacuità e l’inadeguatezza delle classi dominanti. Il giardino dei ciliegi di Alessandro Serra restituisce in un raffinato racconto per quadri, con un linguaggio simbolico ed evocativo, tra dissolvenze cinematografiche e giochi di luci e ombre, lo svolgersi di una silenziosa tragedia e l’incapacità dei protagonisti di agire per impedire la catastrofe. La trama è nota: il ritorno dalla Francia di Ljubov’ Andreevna Ranevskaja, un tempo ricca proprietaria terriera, coincide con la messa all’asta del prezioso giardino. Vani i tentativi d’impedire la vendita, che anzi si risolverà in favore di Lopachin, il mercante, figlio di un servo, in una sorta di giustizia sociale. Nel cast Arianna Aloi, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Marta Cortellazzo Wiel, Massimiliano Donato, Chiara Michelini, Felice Montervino, Fabio Monti, Massimiliano Poli, Valentina Sperlì, Bruno Stori, Petra Valentini.
Una versione inedita e magica del capolavoro di Cechov che “si apre e si chiude in una stanza speciale, ancora oggi chiamata stanza dei bambini”, spiega il regista.

Apre BookCity, a Milano è festa di inclusione con i libri13-17/11 con 1600 eventi, 300 luoghi, 3000 autori, focus Africa

12 novembre 201918:39

Perdersi e ritrovarsi nei libri e nelle parole condivise, nel contesto di partecipazione di una città intera, aperta e inclusiva in ogni suo quartiere, dagli spazi pubblici alle case private, dalle librerie ai musei, perfino nei tram e nelle palestre: torna a Milano dal 13 al 17 novembre BookCity, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura, giunta all’ottava edizione. Anche quest’anno BookCity sarà un momento di grande festa – per gli autori e gli editori, ma soprattutto per i lettori – e insieme un’occasione per riflettere sul valore della condivisione, del confronto tra idee diverse e della conoscenza attraverso un menu vario e accattivante, dai numeri esorbitanti: in 5 giorni sono in programma quasi 1600 eventi gratuiti (tra incontri, reading, laboratori e mostre) che coinvolgeranno oltre 3000 autori in circa 300 luoghi diversi, 1400 classi di scuole e 400 volontari.
Promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Milano e dall’Associazione Bookcity Milano, costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la manifestazione ha la particolarità di essere diffusa a macchia d’olio nei luoghi simbolo della città ma anche in quelli minori e perfino privati: gli eventi si svolgeranno “al Castello Sforzesco, nei teatri e nei musei milanesi, in tutte le università, in vari enti culturali, nelle librerie, nelle scuole e nelle abitazioni: ogni anno riceviamo e sollecitiamo proposte dagli editori, ma sono tantissimi i soggetti che ci chiedono di partecipare spontaneamente”, spiega oggi Piergaetano Marchetti, presidente Associazione BookCity Milano alla presentazione a Roma della manifestazione, “BookCity non è una fiera con gli stand ma è un modo per sviluppare la capacità di parlare con le persone di vari temi, anche piccoli, con un approccio aperto e inclusivo”.
E di inclusione si parlerà per tutta la durata di questo grande appuntamento: non solo con un approccio che guarda al territorio (nessun quartiere viene considerato periferico, perché tutta la città è “attivata”), ma allargando lo sguardo al mondo.
Quest’anno per la prima volta è presente un focus tematico, dedicato alle Afriche, perché tante sono le realtà ancora poco conosciute di un continente spesso osservato con la lente del pregiudizio o dell’assistenzialismo: a parlarne saranno il premio Nobel Wole Soyinka, la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie e Leonora Miano, accanto a tanti protagonisti di oltre 130 eventi. Si conferma dunque la vocazione internazionale di BookCity, nel corso della quale (proprio nella serata inaugurale del 13 novembre dal titolo “Convivenze”, con Paolo Giordano e Michela Marzano) il sindaco di Milano Sala consegnerà al romanziere basco Fernando Aramburu il Sigillo della Città, e che vedrà la partecipazione di numerosi autori stranieri, tra cui il premio nobel Svjatlana Aleksievic, gli scrittori Cees Nooteboom, Gilles Kepel, Amin Maalouf, ma anche (nell’ambito del progetto “The Friendship Tour”) di 4 star della letteratura britannica, Ken Follett, Lee Child, Jojo Moyes e Kate Moss, in città per raccontare il loro rapporto con la cultura europea nell’era della Brexit. Inoltre, nel progetto Barcellona-Milano, le due città Unesco Creative Cities for Literature lavorano in sinergia per portare alla manifestazione milanese la scena letteraria ed editoriale catalana. La serata conclusiva si svolgerà invece al Teatro dell’Arte, con il concerto “Goethe/Schubert/Beethoven. Parole e Musica” della Filarmonica di Milano.
“BookCity è una piattaforma che accoglie sollecitazioni e contenuti dal basso”, afferma Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, “massime la diffusione e la partecipazione: non ci sarà un solo quartiere non attivato, da Quarto Oggiaro a Giambellino, anche per abbattere ogni pregiudizio verso le periferie. Ma non sarà tanto un modo per promuovere i libri e gli autori, quanto la bellezza della condivisione dell’esperienza della lettura”.

Arte: Torino, a Palazzo Madama 130 opere raccontano MantegnaDal 12/12 mostra con i capolavori del Rinascimento italiano

TORINO12 novembre 201915:47

– Il percorso artistico di Mantegna, una delle più importanti firme del Rinascimento italiano, in 130 opere, sue e di altri protagonisti dell’epoca, a Palazzo Madama di Torino, dal 12 dicembre al 4 maggio 2020. Dipinti, disegni e stampe dell’artista per decenni alla corte dei Gonzaga, bronzetti, sculture, lettere autografe saranno raccolti nelle sale monumentali, con un percorso preceduto da un’installazione multimediale, dove i visitatori in un video di 15′ potranno vedere, a 270 gradi, opere di Mantegna che, per la loro natura o il delicato stato di conservazione, non possono essere spostate.
I capolavori in mostra a Palazzo Madama sono prestate da musei e altre istituzioni culturali in Italia e a all’estero, tra cui The National Gallery di Londra, Metropolitan Museum di New York, Musée Jacquemart-Andrè di Parigi. La mostra ha un budget di 2 milioni di euro; è promossa da Fondazione Torino Musei e Intesa Sanpaolo e organizzata da Civita, con il contributo, per la comunicazione, della Camera di Commercio.

A Brescia l’attivista curda Zehra DoganOpere create in carcere al centro ‘Avremo anche giorni migliori’

MILANO12 novembre 201916:10

– Sono state tutte create in carcere, dove è stata rinchiusa per 2 anni, nove mesi e 22 giorni con l’accusa di propaganda terrorista per aver postato su Twitter un acquarello tratto da una foto scattata da da un soldato turco, le opere di ‘Avremo anche giorni migliori’, la prima mostra italiana dedicata a Zehra Dogan, artista e attivista curda, fondatrice dell’agenzia giornalistica femminista curda “Jinha”, che aprirà il 16 novembre al Museo di Santa Giulia a Brescia.
Il percorso espositivo riunisce circa 60 opere inedite, tra disegni, dipinti e lavori a tecnica mista, che interessano tutto il periodo della detenzione dell’artista, cui Banksy ha dedicato il più ambito dei muri di Manhattan, il Bowery Wall, con un’opera che la raffigura dietro le sbarre, mentre impugna una matita. Attivista femminista, tra i primi giornalisti ad avere raccolto le testimonianze delle Yazide scampate all’ISIS, Dogan dedica alla rappresentazione della donna la parte più vasta della sua produzione.

Chanel porta a Milano in Goude we trust30 anni di collaborazione, da Vanessa Paradis a saga Chance

12 novembre 201916:12

– “La personalità di Coco Chanel è così viva nel mio inconscio che mi sembra che lei sia sempre presente e che io stia lavorando per il suo spirito. ecco svelato il motivo per il quale appare così spesso nelle mie foto, è così naturale per me” dice Jean Paul Goude, autore e curatore della mostra ‘In Goude We Trust!’, presentata da Chanel, che apre il 15 Novembre a Palazzo Giureconsulti.
Il creativo francese, classe 1940, collabora da 30 anni con Chanel e proprio il suo lavoro per la celebre maison apre la mostra milanese, con i film Égoïste del 1990 e Coco del 1992, nel quale Vanessa Paradis interpreta un uccellino. Un mini-teatro integrato nella galleria presenta So Far So Goude, un film di 90 minuti che offre una panoramica delle ispirazioni e della carriera di Jean-Paul Goude: l’infanzia in Francia, le collaborazioni con la rivista Esquire a New York, il rapporto con Grace Jones, l’incontro con Vanessa Paradis, scelta appena diciottenne nel 1992 per la campagna della fragranza Coco.

Leggenda batteria Steve Gadd a FabrianoIl 30/11 chiude 6/o FabriJazz. Concerti, lezioni e jam session

FABRIANO (ANCONA)12 novembre 201916:17

– Steve Gadd, leggendario batterista che ha prestato la sua tecnica ed il suo feeling a giganti del calibro di Eric Clapton, James Taylor, Chick Corea, Michel Petrucciani, Paul McCartney, Pino Daniele e tanti altri ancora, terrà un concerto al teatro Gentile di Fabriano (Ancona) il 30 novembre alle 21.30. L’esibizione dello Steve Gadd trio, è l’ultimo grande evento per il 2019 nell’ambito del FabriJazz promosso dall’Associazione Fabriano Pro Musica e dal Comune.
Il 28 e 29 novembre, il batterista di Elio e Le Storie Tese, Christian Meyer, terrà due lezioni a Fabriano e Camerino (Macerata): il 28 novembre nell’auditorium della “Marco Polo” organizzato da Fpm ed offerto dal Comune. Il giorno successivo sarà ospite del Comprensivo “Betti”. Con il concerto di Gadd calerà il sipario su FabriJazz 2019: la sesta edizione ha visto aumentare del 40% gli iscritti alle lezioni e concerti sold out ai Giardini del Poio. Apprezzate e partecipate anche le tante jam session in locali del centro storico.

Cnmi pubblica linee guida influencerRegole attuali poco gestibili, aprire dialogo con istituzioni

12 novembre 201916:19

– E’ tra i maggiori utilizzatori dell’influencer marketing, ma il settore della moda ha caratteristiche tali che le regole applicabili in altri campi sono poco gestibili nel mondo del fashion: così Camera Nazionale della Moda Italiana spiega perché ha dato vita a un tavolo di lavoro da cui sono nate le “Linee guida influencer”, elaborate con il supporto degli avvocati Ida Palombella e Federica Caretta di Deloitte Legal – Studio Associato.
Il documento è stato elaborato “con lo scopo di riassumere le best practices attualmente adottate dai brand del settore” ed è “finalizzato ad aprire un dialogo con le istituzioni, anche in vista dell’emanazione di futuri eventuali provvedimenti legislativi in materia, ma anche con i social network maggiormente interessati e gli influencer o loro rappresentanti”.

Musica: rifiuti e scarti diventano strumenti musicaliIn mani 80 ragazzi dell’I.C. Di Capua di Castellammare di Stabia

APOLI12 novembre 201916:27

– Musica ed Ecologia unite nel progetto “Suoniamo la città” finanziato da MiBACT e di SIAE e realizzato in una scuola del napoletano dai musicisti Elisabetta Ferraro e Maurizio Capone. Barattoli, lattine, bidoni, elastici, materiale elettrico e ferroso, tutto diventa suono, ritmo, armonia, musica nelle mani di ottanta ragazzi dell’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua di Castellammare di Stabia, retto dalla preside Rosa Vitale, che, per la qualità e la particolarità della proposta artistica, si è aggiudicato l’importante riconoscimento nazionale proposto dal bando pubblico “Per Chi Crea”. Otto mesi di attività per costruire, insieme ai musicisti docenti Rosario Minetti, Antonio Del Prete, Lucio Miele, un percorso di formazione artistica, ma anche di educazione civica, che parte dalla trasformazione di oggetti d’uso comune e rifiuti solidi urbani in strumenti musicali per arrivare alla costituzione di una vera e propria orchestra e alla messa in scena di una serie di spettacoli realizzati e programmati.

I lupi di Ruowang a Napoli, è la natura che si ribella all’uomoMonumentale installazione ‘Wolves coming’ in piazza Municipio

NAPOLI12 novembre 201917:33

– I cento grossi lupi di metallo di Liu Ruowang ‘invadono’ piazza Municipio a Napoli assediando la statua di un guerriero. E’ la monumentale installazione dell’artista cinese Liu Rouwang che inscena in maniera allegorica la ribellione della natura alle devastazioni dell’uomo.
Ogni elemento dell’opera ‘Wolves coming’ pesa quasi tre quintali ed è stata così ideata per offrire momenti di interazione con i passanti che, nonostante vento e pioggia, hanno già cominciato a ‘cavalcare’ e a farsi selfie con i lupi.
L’installazione è stata curata da Matteo Lorenzelli della galleria milanese Lorenzelli Arte, con la collaborazione di Milot e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli resterà in piazza fino al 31 marzo 2020.

Frozen 2, il futuro è donna e non si arrendeIn sala film Disney con voci di Rossi, Brignano e Sangiorgi

13 novembre 201909:30

Si fa presto a dire “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle” e a liquidare il tutto dicendo che, dopo sette anni, arriva in sala dal 27 novembre il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee (ora direttrice creativa della Walt Disney Animation dopo le dimissioni di John Lasseter). In realtà oggi alla conferenza stampa di questo film di animazione si è parlato davvero di tutto, come non accade neppure per i film d’autore: futuro, passato, amore, figli, omosessualità, mondo femminile e rispetto della natura. E tutto nel segno di “il futuro è donna” e del non arrendersi mai. Presenti all’incontro, oltre ai registi, il produttore Peter Del Vecho, l’attrice-cantante Serena Rossi (che dà la voce alla principessa Anna), Enrico Brignano, che presta ancora una volta la voce a Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi autore de Nell’Ignoto che si sente nei titoli di coda. Questa la storia. Sono trascorsi tre anni da Frozen – Il Regno di Ghiaccio e la cittadina di Arendelle sembra aver trovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri di ghiaccio, mentre la sorella Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore. Ora mentre le due sorelle, il pupazzo di neve Olaf, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando, Elsa viene distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta. Una voce angelica che non smette di tormentarla per giorni e giorni. Così per capire da dove viene quella voce la principessa di Arendelle, Anna, insieme ad Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un nuovo regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile potere.
“Nel primo Frozen – spiega il regista Buck – abbiamo sviluppato i personaggi mentre in questo secondo atto ci siamo divertiti a fare un po’ un musical di Broadway. In questo tipo di film – aggiunge poi – è normale inserire il mondo che ci circonda con la giusta attenzione: sappiamo bene del potere di queste opere sui giovani che le vedono ossessivamente più di una volta”.
“Lo spirito di non arrendersi mai e dell’amore che vince su tutto è certo qualcosa che vogliamo si percepisca in questo film”, dice invece la Lee che glissa però sulla domanda su cosa si prova ad aver preso il posto del mito Lasseter. Sull’eventualità poi di far declinare questa storia di sorellanza in qualcosa a sfondo omosessuale, spiega Lee : “Abbiamo pensato che Elsa non fosse ancora pronta per questo e così ci siamo concentrati sulla sorella”.
Sul fronte voci italiane, Serena Rossi è felice di aver dato la sua alla principessa Anna: “Ho molto amato raccontare la storia di queste due piccole donne e avuto anche voglia di avere un altro figlio e chiamare mia sorella tutti i giorni. E non nascondo – conclude – che ho pianto tantissimo in sala doppiaggio”. “La cosa che più mi ha sconvolto è che non potevo immaginare il lato emozionale di mia figlia Martina – dice Brignano -. Adesso cerca continuamente su Google la voce Olaf e poi sta tutto il giorno a cantare le canzoni del pupazzo di neve”.
Anche per Sangiorgi, è l’orgoglio paterno a prevalere: “Quando crescerà Stellina potrà essere orgogliosa e dire: mio padre lavora per la Disney”.

Gianna Nannini, amore sì ma non sdolcinatoEsce ‘La differenza’, 10 inediti in presa diretta da Nashville

12 novembre 201918:35

C’e’ anche un messaggio rivolto al tempo che passa e in particolare per le donne, nell’ultimo album di Gianna Nannini ‘La differenza’. “Dicono ‘tu dopo i 30 anni non puoi più fare rock perché le donne invecchiano e non le c…ga più nessuno -. ha scherzato oggi – Invece ho dimostrato che sono molto viva soprattutto dopo i 50″.
Cappello in testa, jeans, stivaletti, blusa, Gianna Nannini, 63 anni, sempre diretta ma piena di entusiasmo ha presentato oggi a Milano il suo ultimo album fatto ascoltare in anteprima ai giornalisti con un vinile su un giradischi. Questa è la prima caratteristica che fa la differenza del suo ultimo lavoro, come ha spiegato la stessa artista, in un periodo in cui tutto è affidato al digitale. ”Ho voluto un live in studio, un disco registrato in presa diretta ma con le tecniche di oggi – ha raccontato – senza campionatura e senza overdubus, il metodo in cui si registra uno strumento alla volta”.
Per raggiungere questo è andata a Nashville (”dove non conoscevo né mi conosceva nessuno”) nel Blackbird Studio di John Mc Bride, e nel Tennessee ha trovato il suono che voleva, ”il suono rock nuovo, mio e con la mia identità”. Così è nato l’album, a due anni dall’ultimo, prodotto dalla Sony, in uscita venerdì 15 novembre. Musica registrata in America, riscoprendo che nelle sue radici ”c’e’ sempre stato un sangue bianco-nero”, i testi invece sono stati interamente composti in uno studio Londra.
Una ‘stanza tutta per me’ a Gloucester Road (è anche il titolo di una canzone) che si è cercata quando ha capito che in casa non riusciva a concentrasi con una bimba di 10 anni, la figlia Penelope, che ogni tanto correva da lei e le diceva ‘mamma quando smetti di cantare?”.
“Io non sono una rap ma cercavo un linguaggio molto più diretto e così l’ho trovato – ha spiegato – Ognuno ha il suo blues e il mio nasce dalla cultura popolare”.
Dieci i brani inediti, storie che parlano soprattutto d’amore.
“In realtà sono tutti conflitti d’amore, è un amore incazzato non sdolcinato, noi i meccanismi tossici li creiamo già tra le persone, parte da lì il problema ambientale non perchè ci bombardano di bombe chimiche”.
“Questo è un disco sulle differenze, tutte le differenze che incontri nei rapporti con gli altri perché siamo così diversi che non si riesce ad andare mai d’accordo, ma io non ho paura di guardare, amare, abbracciare chi sa fare la differenza, vorrei riuscire ad abbattere i muri mentali, nelle relazioni con gli altri, cerco di capire la differenza invece di colpevolizzare qualcuno per le sue opinioni diverse bisogna accettarlo proprio per questo”. Insomma ‘il mio è un messaggio – ha aggiunto -fai tu la differenza’. “E qui veniamo fuori anche noi, la musica italiana – ha detto ancora – il nostro Made in Italy ha bisogno di fare la differenza”.
Nel 2020 Gianna, che ha appena ricevuto il Premio Tenco 2019 e tra un paio di giorni sarà ospite a X Factor con il singolo da Berlino, sarà impegnata in un tour europeo in debutto a Londra il 15 maggio. Unica data italiana il 30 maggio allo Stadio Artemio Franchi a Firenze, dove l’artista senese si esibirà per la prima volta.

Arriva Disney+, e si apre la guerra dello streamingLa nuova app di Topolino su dispositivi mobili e smart tv

NEW YORK12 novembre 201918:36

Topolino va in streaming. Walt Disney lancia l’attesa Disney+ e apre una nuova era per l’intrattenimento dei suoi fan. Forte di migliaia di titoli di successo, da The Avengers a Toy Syory, dai Simpsons a X-Men, Topolino punta a strappare a Netflix e alle rivali fasce di mercato anche a grazie a un prezzo competitivo: negli Stati Uniti l’abbonamento costa 6,99 dollari al mese, circa la metà dei 12,99 dollari mensili chiesti da Netflix.
Disney+ – disponibile per ora negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi, arriverà in Italia nel marzo del 2020 – è un “momento storico per la nostra azienda e segna una nuova era di innovazione e creatività” dice l’amministratore delegato Robert Iger. “Disney+ offre un’eccezionale esperienza di intrattenimento: il nostro archivio di amatissimi film, serie tv e contenuti originali esclusivi di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars e National Geographic” aggiunge Iger. Con Disney+ Topolino amplia la sua offerta via streaming, finora concentrata su Hulu che continuerà con la sua proiezione e la sua offerta di film destinati a un pubblico adulto o ritenuti troppo ‘rischiosi’ per le tipiche famiglie che accedono ai contenuti di Walt Disney.
Senza interruzioni pubblicitarie, Disney+ è disponibile su varie piattaforme – da Apple a Google, da Amazon a Roku – e consente di impostare profili dedicati per i più piccoli in modo che accedano solo ai contenuti adatti alla loro età.
La discesa in campo di Walt Disney accende la guerra dello streaming, che vede i maggiori colossi della tv e del cinema a caccia di un nuovo pubblico per motivi però diversi. Disney e Warner Media di At&t puntano a reinventare le loro attività core a fronte della fuga dei consumatovi dalla tv tradizionale. Per loro quindi lo streaming è una tassello importante per restare redditizi e crescere. Per Apple, che ha lanciato il suo servizio in streaming agli inizi di novembre, si tratta di un ampliamento dell’offerta e di un ‘esperimento’, secondo alcuni analisti, che può anche fallire senza causare danni alla società. Apple comunque ha dalla sua parte un potenziale vasto pubblico, ovvero i 900 milioni di persone che hanno un iPhone. Per Comcast si tratta invece di non rinunciare all’identità di tv via cavo: Peacock, atteso nel 2020, sarà gratuito ma con limitata pubblicità per i clienti di Comcast. Un approccio quindi per non abbandonare del tutto la tv via cavo ma cercare di ampliare il pubblico e posizionarsi di fronte alla fuga dal tradizionale piccolo schermo. C’è poi l’atteso servizi di HBO Max, che arriverà nel 2020 e che grazie ai suoi titoli e alla capacità di creare contenuti originali di successo fa tremare i rivali.
Sopra a tutti, al momento, c’è Netflix, padrone incontrastato del settore ma quello che dalla concorrenza ha più da perdere.

Sergio Castellitto artigiano in Pezzi UniciSu Rai1 da domenica con Panariello, di Cinzia Th Torrini

FIRENZE13 novembre 201909:29

“Ci tenevo a dar luce a questo mondo che per secoli si è tramandato di padre in figlio.
Attirare l’attenzione su una realtà che è sotto la minaccia di scomparire. E mostrare ad un pubblico più giovane che esiste un’alternativa,ma soprattutto che il lavoro c’è”.
La regista Cinzia Th Torrini ha spiegato nel corso della presentazione nell’Antico setificio di Firenze (dove sono state girate alcune scene) come è nata la sua idea di girare la fiction Pezzi Unici, in onda su Rai1 da domenica 17 novembre in sei prime serate e che vede protagonista Sergio Castellitto nel ruolo di Vanni un artigiano maestro di intaglio e restauratore e Giorgio Panariello in quello del suo amico e vicino di bottega fabbro. Vanni è un uomo che ha perso suo figlio e che indaga su quello che è davvero successo. Un uomo che vede nell’arte l’unica via della riabilitazione per altri ragazzi che, come suo figlio, hanno smarrito la retta via. Oltre a Castellitto (che ha terminato le riprese del suo film come regista e protagonista Il Materiale Emotivo, titolo provvisorio in post-produzione ndr), troveremo anche un più che convincente Giorgio Panariello in un ruolo per lui sicuramente inedito. Alla proiezione, a cui erano presenti la regista e il cast della fiction oltre a diverse istituzioni compreso il sindaco di Firenze Dario Nardella, la direttrice Rai Fiction, Eleonora Andreatta, ha detto: “Noi portiamo la fiction in una bottega artigiana”.
Questa – ha detto Castellitto – è la vera eccellenza. Il mio personaggio, Vanni, offre una possibilità a 5 ragazzi difficili offre una chance anche a se stesso. La condizione del fallito può offrirti l’occasione di costruire personaggi bellissimi.
L’attore è un artigiano: noi “facciamo” i film, e in fondo anche l’attore racconta una storia attraverso la recitazione. Il gesto che facciamo di più è sfiorare gli iPhone… Non tocchiamo più e con le mani, si possono fare tante cose. Vanni è un uomo che tocca”.
“Nei panni di Vanni, il falegname Sergio Castellitto è davvero un ‘pezzo unico’, come lo sono i suoi cinque giovani allievi dal passato difficile, e pure Giorgio Panariello che interpreta Marcello, fabbro un po’ bonario che aiuta l’amico nelle difficoltà. E’ vedovo da molto tempo e ha cresciuto da solo l’unica figlia che però adesso è adolescente e gli renderà la vita complicata innamorandosi dell’uomo sbagliato.La storia, coprodotta da Rai Fiction, Indiana Production e Cassiopea Film Production, è ambientata nel mondo dell’artigianato toscano. Una vicenda che si colora di giallo per la trama che attraversa le sei puntate, che ricostruisce poco a poco la morte del figlio di Castellitto avvenuta anni prima. Suicida, almeno così sembra. E poi ci sono le tinte più accese che raccontano il passato difficile dei cinque “pezzi unici”, che sono ragazzi con una vita complicata alle spalle. E ancora, la funzione “salvifica” del lavoro manuale: nell’insegnare loro il mestiere della falegnameria, Vanni in realtà insegna a questi ragazzi a tornare alla vita. Che poi è quello che riesce a fare lui stesso dopo il lutto, ritrovandosi con cinque nuovi figli e una sorta di nuova famiglia. Nel cast anche Irene Ferri nelle vesti dell’assistente sociale responsabile della casa famiglia dove vivono i ragazzi tutti con storie difficili alla spalle (chi ha commesso un reato, è tossico, non ha una famiglia) e ciascuno ha un sogno.
Per questi giovani, in bilico fra speranza e dannazione, la differenza può farla un corso di artigianato, quello che Lorenzo aveva avviato e che Vanni, per superare il senso di colpa nei confronti del figlio (sa che se si è perso è anche colpa sua), decide di proseguire.
Vanni è un uomo ferito, dai modi burberi ma con qualcosa di autentico da trasmettere, è un maestro di artigianato e di vita che riesce nell’impresa più grande: tirare fuori il talento nascosto di ciascuno dei suoi improbabili allievi.
Ogni episodio concentrerà i sospetti di Vanni su uno dei “Pezzi Unici” svelando, attraverso un uso sistematico del flashback, il dramma personale vissuto dal ragazzo protagonista della puntata e il pezzetto di verità che detiene sulla morte sospetta di Lorenzo.
L’artigianato artistico è un’arena tanto inedita quanto affascinante: a Firenze le botteghe artigiane affondano le radici nella storia. E nelle immagini c’è sempre lei, Firenze, perfetta sintesi di identità italiana e appeal internazionale.
Nel Cast Fabrizia Sacchi (moglie di Vanni che lo ha lasciato dopo la morte del figlio), Marco Cocci, il cognato, e con la partecipazione di Giulio Berruti e Loretta Goggi.

Venezia: Franceschini, ispettori a S.Marco per verifichePronti fondi richiesti da soprintendenza

12 novembre 201918:51

– “Attendiamo gli esiti del sopralluogo degli ispettori del ministero – che avverrà non appena l’attuale fenomeno di acqua alta sarà terminato – ma siamo pronti a finanziare quanto richiesto lo scorso anno dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna per la tutela della Basilica di San Marco”. Così il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini.

Fiorello arriva su Raiplay e con pupazzo Mollica va al topDal 13 novembre in esclusiva sulla piattaforma Rai

12 novembre 201918:54

– Vincenzo Mollica, il giornalista che presta la voce al divertente, ironico e cinico pupazzo dal dissacrante linguaggio giovanile che accompagna Fiorello in Viva RaiPlay! (che da l 13 novembre andrà in onda in esclusiva su RaiPlay dalle 20 e 35 il mercoledì, giovedì e venerdì) è diventato in pochissimi giorni un personaggio cult dei social.
I numeri sono da capogiro: secondo le rilevazioni Nielsen il post pubblicato il 9 novembre scorso sugli account Instagram di Fiorello e Viva RaiPlay! ha generato 35mila interazioni. A spopolare, soprattutto, un duetto tra Fiorello e Mollica sulla musica trap. Non solo: il pubblico di twitter cerca addirittura di capire se il pupazzo si trovi in vendita nei negozi di giocattoli come regalo di Natale. Lo storico volto del Tg1, coinvolto da Fiorello nella nuova avventura, ‘spacca’ e condisce la sua parlata di giovanilismi tipici del linguaggio televisivo contemporaneo. Una partecipazione al programma a cui Mollica presta la sua voce squillante, che, puntata dopo puntata, è diventato via via più dissacrante e sferzante.

Molestie, Andrea Bocelli difende Domingo”Assurdo negare teatri prima di aver verificato le accuse”

MIAMI (USA)13 novembre 201908:41

Il tenore Andrea Bocelli difende fermamente la leggenda dell’opera Placido Domingo, definendo “assurdo” che teatri abbiano annullato le esibizioni della star per accuse di molestie sessuali prima che siano completamente investigate.

“Sono ancora sconvolto da quello che è successo a questo incredibile artista”, ha detto Bocelli. “Non capisco: domani una signora può semplicemente venire e dire ‘Bocelli mi ha molestato 10 anni fa’ e da quel giorno in poi nessuno vuole più cantare con me e i teatri d’opera non mi chiamano più; è assurdo”. Secondo Bocelli inoltre, le persone dovrebbero distinguere tra “la moralità delle figure pubbliche e la loro arte e abilità”.

‘The Report’ la tortura in Usa dopo l’11/11In sala film Amazon di Burns con Adam Driver e la Bening

10 novembre 201916:30

– Le immagini forti ci sono e sono quelle delle torture di ultima generazione: Waterboarding, acqua gelata, incatenamenti, musica heavy metal ad alto volume, privazione del sonno e seppellimento in una cassa piena di insetti. D’altronde ‘The Report’ di Scott Z. Burns, film Amazon in sala il 18, 19 e 20 novembre distribuito da QMI (e poi su Amazon Prime Video dal 29), racconta la storia di un portaborse, idealista quanto basta, che ha svelato il programma di torture che la Cia aveva applicato a 119 detenuti arrestati dopo l’11 settembre. Un programma declinato alla totale sottomissione, umiliazione e dipendenza psicologica dei torturati.
Eroe del film Daniel J. Jones (Adam Driver) un uomo che per sette anni in un buio scantinato ha lavorato, insieme a una piccola squadra, a un rapporto sulla tortura commissionatogli da un gruppo di senatori capitanati dalla democratica Dianne Feinstein (Annette Bening). In tutto 525 pagine, riassunto di un fascicolo ben più grande (6700 pagine), a tutt’oggi secretato, sul controverso programma Cia creato da due psicologi, James Mitchell e Bruce Jessen, senza nessuna esperienza reale di interrogatori, ma per il quale hanno ottenuto un contratto da 80 milioni di dollari.

De Sica, horror-comedy con omaggio a papà’Sono solo fantasmi’ con Buccirosso e Tognazzi

12 novembre 201912:16

‘Sono solo fantasmi’ di Christian De Sica, in sala dal 14 novembre distribuito da Medusa in oltre 400 copie, è uno strano film che mescola horror, commedia e amarcord. Ed è un chiaro omaggio al grande Vittorio De Sica che nel finale compare anche nei panni di un Christian sempre più simile a lui. Non finisce qui, perché tra i protagonisti c’è anche un figlio d’arte non da poco, come Gian Marco Tognazzi, a cui viene affidato, non a caso, il nome del padre, Ugo.
Questa la storia del film che nelle parti horror è davvero da paura. Thomas (De Sica), mago in bolletta, e  Carlo (Carlo Buccirosso), napoletano altrettanto sfigato con moglie e suocero settentrionali che lo disprezzano, sono due fratellastri che si rincontrano a Napoli per la morte del padre Vittorio, giocatore incallito e donnaiolo (di nome e di fatto identico al padre vero di Christian). Qui i due scoprono di avere un terzo fratello,  Ugo (Tognazzi) visibilmente autistico.
L’eredità agognata dai tre sfuma subito a causa dei debiti del padre, e così i fratelli in bolletta si inventano un lavoro: mettere su una ditta di ‘acchiappa fantasmi’.
Tutto sembra andare per il meglio fino a quando lo spirito del padre Vittorio s’impossessa del corpo di Carlo e i tre risvegliano il fantasma della Janara, temibile strega che vuole dare fuoco a Napoli “In realtà volevo fare un remake di ‘Oscar insanguinato’ con me e Boldi intenzionati ad uccidere la Detassis e tutti i critici che non ci hanno dato mai grandi soddisfazioni – dice scherzando De Sica -. Ma poi ho diretto questo mio nono film da regista con tutte le difficoltà nel mescolare commedia e horror. E in questo devo dire grazie a mio figlio Brando che è un vero esperto del genere”. I tratti biografici del film? “Certo che ci sono, come la passione per il gioco, l’eredità complicata e l’essere donnaiolo. Ogni tanto arrivava una telefonata a casa con qualcuno che diceva di essere mio fratello o sorella. Certo che è un omaggio a mio padre – aggiunge – da qui anche l’ispirazione di mettere insieme tre fratelli con madri diverse. Ma mio padre, a parte tante cose, alla fine era un genio. Il vero omaggio a lui sarebbe riuscire a fare finalmente il film La porta del cielo, con la bella storia d’amore tra mio padre e mia madre.
Oggi sono troppo vecchio per interpretare mio padre a 45 anni, ma sarebbe bello fare questo film o con Indiana o con Netflix”.
Ancora De Sica: “Questo è un paese che dimentica troppo facilmente e così ogniqualvolta si parla di mio padre sono felice. L’ho perso a 23 anni e devo dire che mi manca tanto.
Anche lavorando con Gian Marco ho visto che cita il padre almeno tre volte al giorno, ma io e lui abbiamo un vantaggio: se abbiamo nostalgia dei nostri padri possiamo comunque vedere un loro film”.
Gli fa eco Tognazzi: “Credo che in questo film anche per il nome che porto, Ugo, ci sia stato un vero e proprio transfer. E penso proprio che i nostri padri ci abbiano protetto”.

Nuove accuse a Polanski fermano promozione francese di J’accuseDisagio in Francia a pochi giorni da uscita film

PARIGI12 novembre 201915:37

– Disagio in Francia dopo le accuse di stupro mosse da Valentine Monnier contro il regista ottantaseienne Roman Polanski, a due giorni dall’uscita del film ‘J’accuse’ a Parigi e nei cinema d’Oltralpe. L’attore protagonista del film premiato al Festival di Venezia, Jean Dujardin, ha annullato l’intervista prevista ieri sera al telegiornale delle 20 su TF1. Mentre radio France Inter ha fatto sapere che Emmanuelle Seigner, la moglie del regista anch’essa nel cast del film sull’affaire Dreyfus, ha annullato la sua presenza alla trasmissione ‘Boomerang’ prevista oggi.
Cancellati, tra l’altro, i programmi ‘Pop pop pop’ e ‘C à vous’ registrati rispettivamente per radio France Inter e la tv France 5. In entrambi, un altro attore di ‘J’accuse’, Louis Garrel, era stato invitato a promuovere la pellicola ma visti i recenti sviluppi si è preferito soprassedere. Il caso Polanski sembra imbarazzare il cinema francese, rimasto in questi ultimi giorni piuttosto silenzioso. Un atteggiamento in contrasto con i numerosi messaggi di sostegno rivolti invece, la settimana scorsa, all’attrice Adèle Haenel che ha accusato di violenze sessuali un altro regista, Christophe Ruggia, ai tempi in cui era minorenne. Dopo le accuse di Haenel, Ruggia è stato rapidamente escluso dalla Societé des Réalisateurs (ARP).Sul caso di Polanski, l’ARP ha fatto sapere che se dovessero esprimersi “lo farebbero in accordo con i cineasti” membri dell’organizzazione. Anche se “per il momento” non sono previsti consigli di amministrazione. Accusato dalla francese Valentine Monnier di averla violentata 44 anni fa, il regista ha respinto ogni accusa, “con la massima fermezza”. Ma ora la promozione del suo film diventa piu’ difficile.

Cinema: Fabio Volo, essere voce Ailo è fico coi figliIl film di Guillaume Maidatchevsky in sala dal 14 novembre

11 novembre 201909:29

– Volo si mangia Ailo in un sol boccone. L’attore scrittore e conduttore di radio e tv, voce narrante di ‘Ailo – Un’avventura tra i ghiacci’ di Guillaume Maidatchevsky in sala dal 14 novembre distribuito da Adler Entertainment con Italian International Film, nell’incontro stampa a Roma si lascia andare e parla di tutto: figli, educazione, ecologia, libri, radio e tv. Anche se, ovviamente, si parte dal film (già ad Alice nella Città) che racconta l’incredibile viaggio di un piccolo cucciolo di renna tra le meraviglie della Lapponia con i suoi strepitosi paesaggi caratterizzati dalla natura incontaminata. Un film comunque girato in sedici mesi che mostra, passo dopo passo, la lotta per la sopravvivenza del vulnerabile Ailo nel suo primo anno di vita. “Ho visto il trailer del film – dice oggi a Roma Volo – e ho subito accettato anche per il fatto che ho due bambini piccoli, di quattro e sei anni, e so che sarei stato fico per loro quando avrebbero sentito la mia voce”. In Lapponia, dice poi: “Non ci sono mai andato, ma la mia compagna è islandese e così conosco bene quei posti super-puliti e straordinariamente belli”. E l’ecologia? “Non credo che tutti i giovami siano oggi interessati all’ecologia più di tanto. Non sono davvero rivoluzionari perché alla fine non sono connessi con la natura.
Insomma, non abbandoni una bottiglia se vivi tutto l’anno in un posto incontaminato. La prima cosa da fare per essere Green – aggiunge – è andare al supermercato e non comprare prodotti troppi inscatolati. In Italia però non è facile avere un atteggiamento ecologico – continua -, in California, tu trovi dei dispenser per riempire la tua borraccia d’acqua”. Greta Thunberg? “È una ragazzina che si è trovata nel posto giusto al momento giusto. Forse prima ci sono state molte altre Greta, ma nessuno se n’è accorto”. Da Fabio Volo poi una netta distinzione tra le madri di Nord e Sud Europa: “Nei paesi cattolici le madri creano dei figli che restano dipendenti da loro fino a tardi, la madri del Nord, al contrario, danno ai loro figli i mezzi per diventare indipendenti il prima possibile”. Per quanto riguarda i figli di Volo le cose non vanno troppo male: “Non hanno ipad e telefono. Io e mia moglie vogliamo che a tavola siano davvero con noi”. Fabio Volo la tv non ha più voglia di farla:”Ormai ci sono troppi compromessi specie per chi fa anche l’autore. Una volta c’erano i direttori di rete che ti proteggevano. A volte ci vogliono anni per lanciare un programma, penso ad esempio a Giorgio Gori e Le iene, oggi se non fai subito ascolti ti chiudono il programma”. È innovativo il Fiorello di Raiplay? “Fiorello fa solo Fiorello – dice Fabio Volo -, fa le imitazioni di sempre e la grammatica è ancora quella di Alighiero Noschese”. Una curiosità, infine, sul regista di Ailo: “Nato come biologo prima di diventare un cineasta, Guillaume Maidatchevsky ha prodotto documentari per committenze prestigiose come France 2, National Geographic, ZDF e Sky. Il regista ha poi in passato dedicato opere ai lupi, ai babbuini e all’esperienza di Nicolas Barth (il fattore che nel Cantone Svizzero si è impegnato per ridare spazio alla vita selvatica).

Il Traditore ‘Capri International feature film’Premiato Bellocchio. Dal 26 dicembre aspettando gli Oscar

NAPOLI10 novembre 201916:49

– E’ ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio il ‘Capri International feature Film’: il regista dell’opera candidata dell’Italia all’Oscar 2020 (con quattro nomination agli EFA 2019 nelle principali categorie) sarà premiato nel corso della 24esima edizione di Capri,Hollywood in programma sull’Isola azzurra dal 26 dicembre al 2 gennaio. La serata d’onore per il film sul pentito della mafia Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, potra’ rappresentare un’ulteriore tappa della campagna verso la cinquina per il miglior Film straniero dell’anno (elenco finale atteso per il 13 gennaio). Un’attività in piena evoluzione negli Usa dove la coproduzione Italia-Francia-Germania-Brasile (prodotta da Beppe Caschetto con Ibc Movie, Kavac Film e Rai Cinema e distribuita nella Penisola da 01 Distribution) sarà presentata nell’attesa proiezione di sabato 16 novembre al Teatro Cinese di Hollywood, dopo il successo di critica a New York e in vista dell’uscita del 31 gennaio con Sony Pictures Classic.
”Un premio che assegniamo con particolare convinzione ed entusiasmo – annuncia Marina Cicogna, honorary co-chair per l’Istituto Capri nel Mondo – ‘Il Traditore’ è un grande film che parla al pubblico internazionale, opera di un vero maestro del cinema mondiale sempre ispirato. Un evento artistico che rappresenta l’Italia ai massimi livelli”. ‘Il Traditore’, presentato all’ultimo Festival di Cannes, sfiderà il 7 dicembre a Berlino, per gli Efa – European Film Awards 2019, i film di Almodovar e Polanski tutti con nomination per miglior film, regia, sceneggiatura e attore protagonista.

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 37 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 09:35 DI VENERDì 08 NOVEMBRE 2019

ALLE 12:40 DI DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Morto a 84 anni Fred Bongusto
Era malato da tempo. I funerali lunedì a Roma

08 novembre 2019 09:35

– E’ morto la notte scorsa, nella sua abitazione a Roma, Fred Bongusto. Il cantante, che aveva 84 anni, era malato da tempo. Lo rende noto il suo ufficio stampa, spiegando in una nota che il suo cuore “ha cessato di battere alle 3,30 circa”.
Il celebre artista, nato a Campobasso, e il cui nome all’anagrafe era Alfredo Antonio Carlo Buongusto, aveva compiuto 84 anni il 6 aprile scorso. Da qualche tempo aveva problemi di salute. I funerali saranno celebrati a Roma, lunedì 11 novembre, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo. Bongusto fu molto popolare negli anni Sessanta e Settanta come il classico cantante confidenziale che spopolava in quegli anni. Uno dei suoi successi internazionali fu la canzone ‘Una rotonda sul mare’.

Gazzola, arriva la mia Costanza MacallèProtagonista della nuova serie ‘Questione di Costanza’

08 novembre 201917:15

ALESSIA GAZZOLA, QUESTIONE DI COSTANZA (LONGANESI, PP 343, EURO 18,60). Alessia Gazzola si prende una pausa dalla sua Alice Allevi per dare spazio a una nuova figura, quella della paleopatologa Costanza Macallè protagonista del romanzo, ‘Questione di Costanza’ pubblicato da Longanesi, con cui inaugura una nuova serie. Ma che cos’è la paleopatologia? “E’ un po’ come la medicina applicata all’archeologia, si studiano le malattie del passato a partire dai resti umani. Mummie, roba così” spiega la scrittrice bestseller.
Dopo la fortunata serie da un milione di copie vendute in Italia da cui è stata tratta la fiction ‘L’allieva’ con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale, ci troviamo di fronte a una madre single di 29 anni, specializzata in anatomia patologica, che dalla Sicilia si trasferisce un po’ controvoglia, con la figlia Flora, in Veneto perché a Verona c’è uno dei pochi centri italiani di Paleopatologia e vive anche la sorella di Costanza, Antonietta.
“Ho preso una pausa rispetto ad Alice, ma non escludo che un domani possa tornare. Con la scrittura vale ancora di più il ‘mai dire mai’ e poi non riesco a chiudere la porta in maniera definitiva, ma avevo voglia di nuove storie e ambientazioni. Su Alice avevo detto tanto e tutto”, racconta la Gazzola, originaria di Messina dove è nata nel 1982, medico chirurgo specialista in medicina legale, che ha esordito nella narrativa nel 2011 con ‘L’allieva’ di cui si sta girando la terza serie per Rai1. “La serie si distanzia molto dai libri ma, pur nella diversità, è divertente. Ho collaborato come consulente. E’ un prodotto ben fatto. Le scelte narrative sono diverse ma l’atmosfera dei romanzi è presente”, spiega la scrittrice che ha dedicato otto volumi all’Allieva.
Alice e Costanza sono diverse per tanti aspetti ma hanno qualcosa che in fondo le accomuna. La Allevi aveva “un sano egoismo giovanile” mentre per la Maccalè la “priorità è Flora, la sua bambina. E’ difficile non ci sia qualcosa del mondo dell’autore nelle storie. Costanza ha la mia stessa età e come me è una ragazza di Messina trasferita a Verona. “Quei sentimenti di nostalgia che prova sono cose che ho vissuto”, dice la Gazzola.
La Macallè tutto voleva fare tranne che dissotterrare vecchie ossa e analizzare resti centenari ma, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra, deve resistere un anno a Verona, quanto dura il contratto con l’Istituto di Paleopatologia. Al concorso per titoli è arrivata seconda in graduatoria su due, ma la vincitrice ha rifiutato e così il posto è toccato a lei. Costanza non è una viaggiatrice, ma nel libro fa una piccola escursione fuori porta e “andrà anche in Francia”, racconta la Gazzola che ha già in mente una “trilogia per la Macallè”.
‘Questione di Costanza’ “non è un giallo ma una piccola raccolta di indizi. C’è un’indagine storica e una medica. Con la paleopatologia si possono scoprire cose interessanti”, spiega la scrittrice che ci tiene a precisare che “fatti realmente avvenuti si mischiano ad altri immaginati dalla fantasia dell’autore”. Così tra i luoghi e le figure che troviamo nel libro non esiste una necropoli a Montorio e nella Torre Abbaziale di San Zeno a Verona non è conservato nessun manoscritto delle Cronache Veronesi di Paride da Cerea. Mentre Selvaggia e Binacofore furono realmente due figlie naturali di Federico II. “Questo libro non potrebbe esistere senza l’imprescindibile ausilio del Dipartimento di Paleopatologia dell’Università di Pisa, nella persona del professor Gino Fornaciari, che mi ha aperto le porte del suo Istituto e della sua conoscenza con generosità ed entusiasmo e mi ha raccontato la storia di una treccia deposta insieme a un cavaliere” racconta la Gazzola.

‘Sulla via dell’Oriente’, al Mic ceramiche da RomaAlla Project Room arrivano 44 opere dal Museo delle civiltà

RAVENNA08 novembre 201909:53

– Una piccola ma significativa mostra è allestita nella Project Room del Mic, il Museo internazionale delle ceramiche, a Faenza (Ravenna) dal 10 novembre al 6 gennaio: dal titolo ‘Sulla via dell’Oriente’, espone 44 opere provenienti dal Museo delle Civiltà di Roma rappresentative delle principali tradizioni ceramiche orientali.
L’esposizione “è un ulteriore tassello di una collaborazione che da decenni lega il Museo di Faenza al Museo d’arte orientale ‘Tucci’ di Roma, da qualche anno confluito insieme ad altri istituti culturali nell’importante realtà del Museo delle Civiltà di Roma”, spiega la conservatrice del Mic, Valentina Mazzotti. In mostra a Faenza una selezione di esemplari dell’altopiano iranico del Periodo del Ferro (1200-800 a.C.), della produzione islamica dell’Iran di epoca samanide (IX-X secolo) e della Cina di un vasto arco cronologico dalla prima dinastia storica (Shang, circa 1600-1050 a.C.) alla nascita della Repubblica di Cina (1912).

A dicembre debutta Prada x AdidasNel 2020 le calzature tecniche da vela di Luna Rossa

08 novembre 201910:21

– Non è ancora nata e già se ne parla sui social, da quando i due marchi hanno postato la foto di un sacchetto Prada in cui si intravedono due scatole di scarpe con il logo Adidas. Oggi la conferma ufficiale: debutteranno a dicembre due modelli Prada for Adidas.
Non è detto che si tratti solo di sneakers, anche se sicuramente una calzatura sarà nel pacchetto a edizione limitata da mettere sotto l’albero: “nati per lo sport, ripensati per lo street style, e ora trasformati in articoli di lusso, i classici di entrambi i marchi, ricontestualizzati e rivisitati, debutteranno a livello mondiale – si legge nella nota di Prada – a dicembre 2019, a testimonianza di una nuova ed esclusiva collaborazione in cui creatività e manifattura si uniscono dando vita a modelli per uomo e donna in edizione limitata, interamente realizzati da Prada in Italia”. La collaborazione porterà poi alla produzione delle nuove calzature tecniche da vela di Luna Rossa che saranno svelate nel 2020.

Quartetto Lyskamm con Beethoven e BartòkEnsemble il 10 novembre nel secondo appuntamento della stagione

08 novembre 201912:50

– Il Quartetto Lyskamm in scena domenica 10 novembre per il secondo appuntamento della stagione della Filarmonica Romana. L’ensemble – le violiniste Cecilia Ziano e Clara Franziska Schoetensack, la violista Francesca Piccioni e il violoncellista Giorgio Casati – in residenza alla Accademia per il triennio 2019-21 è impegnato nel progetto dell’esecuzione dell’intero ciclo di sei Quartetti per archi op.
18 e op. 74 di Beethoven, affiancando i sei Quartetti per archi di Bartòk e, per ogni concerto, un brano di musica contemporanea. Nel primo spettacolo in programma (Sala Casella, alle 17:30) la formazione proporrà il Quartetto op. 18 n. 6 di Beethoven e il Quartetto n. 6 di Bartók, e “7” composizione del 2004 di Emanuele Casale, autore siciliano con una particolare attenzione per la musica elettroacustica. Fondato nel 2008 al Conservatorio di Milano, il Quartetto Lyskamm è ospite di società concertistiche in Italia e in Europa e si è aggiudicato riconoscimenti in Austria, Germania e Svizzera. Nel 2016 ha vinto il premio speciale per la musica da camera intitolato alla memoria di Claudio Abbado assegnato dal Borletti Buitoni Trust.
Il secondo concerto della formazione è previsto il 24 febbraio 2020 con l’esecuzione dell’op. 18 n. 4 di Beethoven, il Secondo Quartetto di Bartók e In Superficie (2014) di Giulia Lorusso.
“La voglia di far musica insieme guida l’impostazione della nuova stagione della Accademia Filarmonica Romana che vede la musica da camera al centro di tutta la programmazione”, ha detto il direttore artistico Andrea Lucchesini presentando giovedì 7 novembre il concerto inaugurale al Teatro Argentina con la violoncellista brasiliana Sol Gabetta e il pianista, suo connazionale, Nelson Goerner su brani di Schubert, Brahms e Franck. “Due grandissimi solisti – ha aggiunto – tra i più importanti concertisti a livello internazionale che si sono messi insieme per sperimentare una proposta nuova, un programma pensato per violino eseguito dal violoncello”.

Jonas Brothers, il nuovo singolo “Like It’s Christmas”Il brano natalizio è stato annunciato dai ragazzi su Instagram

08 novembre 201915:32

– E’ già aria di Natale per i Jonas Brothers che pubblicano il nuovo singolo “Like It’s Christmas”.
Il brano natalizio è stato annunciato dai ragazzi tramite il loro profilo Instagram, dove hanno condiviso la cover e successivamente parte del ritornello. “Like It’s Christmas” è una ballad romantica che racchiude gli elementi più caratteristici e suggestivi del periodo dell’anno che tutti amiamo di più, quello natalizio.
È stato anche annunciato l'”Happiness Begins Tour” che farà tappa in Europa, in 15 città, e vedrà il trio esibirsi anche in Italia in un’unica data in programma al Mediolanum Forum di Assago il 14 febbraio 2020.

Musica: Fidelio di Beethoven al Comunale di BolognaAnticipate le celebrazioni per il 250/o della nascita

BOLOGNA08 novembre 201915:47

– Il Teatro Comunale di Bologna anticipa le celebrazioni per il 250/o della nascita di Beethoven, con l’allestimento, nuovo per l’Italia, dell’opera Fidelio proveniente dalla Staatsoper di Amburgo e realizzato dal regista svizzero Georges Delnon. In scena dal 10 al 16 novembre, l’unico lavoro per il teatro musicale di Beethoven (titolo poco diffuso in Italia ma molto popolare in Austria e Germania) verrà diretto da Asher Fisch, il maestro israeliano ormai di casa sul podio dei complessi artistici bolognesi e da molti indicato come possibile nuovo direttore principale del Comunale, dove nella prossima stagione sarà impegnato in molte produzioni sia operistiche che sinfoniche.
Il doppio cast è capitanato dalle soprano Simone Schneider e Magdalena Anna Hofmann nel ruolo della protagonista Leonore e dai tenori Erin Caves e Daniel Frank in quello di Florestan. La prima recita del Fidelio sarà trasmessa in diretta dalle 20 su Radio3 Rai, mentre quella del 14 si potrà vedere anche in diretta streaming sul canale YouTube del teatro.
Opera molto travagliata, Fidelio è stata riscritta più volte dal suo autore: a Bologna verrà proposta per la quarta volta in oltre duecento anni, la prima rappresentazione avvenne infatti nel 1805. “Di tutte le mie creature, il Fidelio è quella la cui nascita mi è costata i più aspri dolori, quella che mi ha procurato i maggiori dispiaceri. Per questo è anche la più cara”, scrisse Beethoven. Per il direttore Asher Fisch si tratta di un lavoro molto difficile e problematico sia da suonare che da cantare “però ogni sua nota è di altissimo livello. In essa ci sono almeno quatto pezzi degni del miglior Beethoven: il quartetto del primo atto, il coro dei prigionieri (che per i tedeschi è un po’ come il Va pensiero per gli italiani), e le arie di Florestan e di Leonore. Chi ama Beethoven non può non apprezzare Fidelio”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Aquileia 2200, la porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente
Fino 1/12 ad Ara Pacis i 2200 anni della città romana

09 novembre 201916:30

– “Nona tra le illustri città sarai chiamata, Aquileia, colonia italica che fronteggi i monti dell’Illiria, per le mura e per il porto famosissima”. Così scriveva Ausonio nel I d.C. di quella città, nata appena due secoli prima, nel 181 a.C., concepita come avamposto della grande Roma ma subito tra le predilette di Augusto, crocevia di bellezza, culture, lingue, merci, popoli. Per festeggiare l’anniversario della sua fondazione, arriva nella capitale “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente”, mostra fino all’1 dicembre al Museo dell’Ara Pacis dedicata alle numerose trasformazioni della città, al tempo punto più a nord della via dell’Ambra nel Mediterraneo, oggi meta di oltre 200 mila visitatori l’anno solo nella sua Basilica dagli stupefacenti pavimenti a mosaico.
“Una mostra – spiega il Presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi – che racconta la capacità di rinascere della città. Ma anche la capacità di Roma di creare altre piccole ‘Rome’ esterne, prima per conquistare e poi per dialogare con i territori circostanti. Aquileia è l’esempio più riuscito di interfaccia attivo verso il ‘diverso’, di una vocazione al dialogo verso l’Africa, il vicino Oriente, i Balcani fino alla Mittleuropa. Quarta città dell’Impero per dinamismo, divenne porta d’ingresso non solo di merci ma anche di idee, modi di vedere, filosofie, religioni, saperi”. E i segni di quegli scambi si leggono oggi nel viaggio nel tempo della mostra – promossa da Roma Capitale e realizzata dalla Fondazione Aquileia con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia – che parte da un pezzo iconico come la celebre testa al vento, con i riccioli maschili scolpiti nel bronzo, in arrivo dal Museo Archeologico della città. “Non sappiamo esattamente quale fosse la sua funzione – raccontano i curatori Cristiano Tiussi e Marta Novello con don Alessio Geretti – perché fu ritrovata in un pozzo nell’area del Foro, durante uno scavo del 1988.
Decontestualizzata, ma per fortuna, laggiù, non venne fusa per riutilizzarne il bronzo”. Ecco poi la galleria di pezzi originali romani come la Stele funeraria del gladiatore Quinto Sossio Albo o i due mosaici raffiguranti i “pesci adriatici” e il pavone; collezioni di ambre preziose in gran parte da corredi funerari, 23 calchi di reperti realizzati nel 1937 per la Mostra Augustea della romanità (dal Museo della civiltà romana), il docu-film Le tre vite di Aquileia e le fotografie di Elio Ciol.
Si scopre così non solo la figlia dell’Impero, ma anche l’Aquileia bizantina e medioevale, il Patriarcato, il periodo sotto l’impero asburgico fino al dopoguerra e alla storia, “non a tutti nota”, racconta il direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, Luca Caburlotto, “della scelta del Milite Ignoto”, con l’esposizione per la prima volta del tricolore che avvolgeva il feretro del soldato scelto dalla madre di un caduto e disperso, Maria Bergamas, nella cerimonia alla Basilica di Aquileia nel 1921.
Una mostra, racconta il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, che racconta anche “lo sguardo al presente e al futuro di chi quei reperti li realizzò”. “Questo non è solo un evento di grandissimo valore culturale, ma una forte opportunità per fare conoscere il nostro territorio”, aggiunge il presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
“Ora stiamo cercando di risanare la discrasia tra la città del passato e quella del presente”, aggiunge il sindaco Emanuele Zorino, annunciando, due giornate, il 23 e 24 novembre, “per assaggiare i sapori della nostra cultura che arriva dall’antico, dal prosciutto crudo amato dai Romani al Refosco bevuto già dall’imperatrice Livia”.

Taylor Hawkins dei Foo Fighters pubblica Get the MoneyCon The Coattail Riders, tra collaborazioni anche compagni band

08 novembre 201915:51

– E’ uscito il nuovo disco di Taylor Hawkins and the Coattail Riders dal titolo “Get The Money”, pubblicato da Shanabelle/RCA Records. Il primo singolo che ha inaugurato il progetto è “Crossed the linee” featuring Dave Grohl e Jon Davison, cantante degli Yes, in radio dal 15 novembre.
Prodotto da John Lousteau e dallo stesso Taylor, e mixato da Sylvia Massy, Get The Money segue la pubblicazione del mini-LP “KOTA” del 2016 e affronta il sottoterra bizzarro della periferia. Nel nuovo album troviamo “Taylor e Coattail Riders”, ossia Chris Chaney, Brent Woodse John Lousteau, accompagnati da un cast stellare che include i compagni di Taylor nei Foo Fighters, Dave Grohl e Pat Smear e poi Roger Taylor, Joe Walsh, Duff McKagan, Nancy Wilson, Chrissie Hynde, Perry Farrell, LeAnn Rimes e altri.
Online anche il video “I Really Blew It” che richiama l’atmosfera degli spettacoli televisivi degli anni’70. Diretto da Wiley Hodgen e Taylor stesso, “I Really Blew It” racconta una classica storia di seduzione rock’n’roll con una apparizione di Dave Grohl, dei miniaturizzati Coattail Riders che si uniscono a Perry e Etty Farrell, membri della famiglia Hawkins, e naturalmente a Taylor, che mostra le sue doti attoriali interpretando più ruoli.

Su RaiPlay la vita di Liliana Segre in “Figli del destino”

08 novembre 201920:59

Su RaiPlay la vita di Liliana Segre in “Figli del destino”

RaiPlay propone in esclusiva sulla homepage della piattaforma il docufilm “Figli del destino” sulla vita di Liliana Segre. I registi Francesco Miccichè e Marco Spagnoli in 132 minuti ci fanno rivivere le vite di Liliana Segre, Lia Levi, Tullio Foà e Guido Cava stravolte quando Vittorio Emanuele III firma le leggi razziali il 5 settembre 1938. Quella data segna per i quattro ragazzi l’inizio di un percorso fatto di discriminazione, umiliazione, paura e sofferenze che culmina con la deportazione. I protagonisti sono Massimo Poggio, Massimiliano Gallo e Valentina Lodovini.
Il docufilm è una produzione Red Film e Rai Fiction.Sono quasi un milione e mezzo di bambini che furono assassinati durante la Shoah. Oltre un migliaio erano italiani e morirono tra stenti terribili e atroci sofferenze fisiche e psicologiche.
Ci sono voluti quasi cinquanta anni per recuperare la memoria e raccontare una storia che non deve essere dimenticata.
Ecco l’obiettivo di Figli del destino la docufiction prodotta da Red Film in collaborazione con Rai Fiction, nel quadro del programma di “San Rossore 1938”, dall’Università di Pisa che ne ha curato anche la revisione scientifica e storica.
Nel cast Massimo Poggio, Patrizio Rispo, Chiara Bono, Giulia Roberto, Catello Alfonso Di Vuolo, Lorenzo Ciamei, con Massimiliano Gallo e la partecipazione di Valentina Lodovini.
Ambientata in Italia, racconta delle leggi razziali volute dal regime fascista a partire dal 1938. Una storia ricostruita attraverso il punto di vista inedito di quattro piccoli protagonisti ebrei che, in tenera età, furono vittime di questo sconvolgimento epocale voluto dalla follia nazifascista: Liliana Segre (a Milano), oggi senatrice a vita. Tullio Foà (a Napoli); Lia Levi (a Roma); Guido Cava (a Pisa).
Seguendo le loro drammatiche storie si attraversa l’Italia da Nord a Sud: un paese devastato e dolorante per le ferite inferte dalla guerra; un paese dove, con la firma delle leggi razziali, i bambini ebrei furono costretti a non andare più a scuola, a nascondersi, a fuggire. Bambini improvvisamente discriminati dai loro compagni, obbligati a sentirsi diversi.
La docufiction è realizzata attraverso scene di finzione – accuratamente ricostruite a partire dalle testimonianze dei personaggi reali – e materiali di repertorio forniti dal Cdec (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), dall’Istituto Luce – Cinecittà, da Rai Teche e dall’United States Holocaust Memorial Museum. La voce narrante è quella di Neri Marcorè che fa da filo conduttore agli eventi più significativi che hanno portato l’Italia dentro una vergognosa pagina di storia.

La scrittrice Ólafsdóttir vince il Prix Médicis étranger 2019Per il romanzo Miss Islanda pubblicato in Italia da Einaudi

08 novembre 201916:38

– E’ la scrittrice AuÐur Ava Ólafsdóttir la vincitrice del ‘Prix Médicis étranger 2019’ per il suo romanzo ‘Miss Islanda’, pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Stefano Rosatti, come i suoi precedenti romanzi.
Nell’Islanda degli anni Sessanta una donna dovrebbe solo gestire la casa e occuparsi dei figli. O, al massimo, ambire al titolo di Miss Islanda. E questo vale anche per Hekla, la splendida ragazza protagonista di ‘Miss Islanda’. Appena arrivata a Reykjavík da un angolo remoto dell’isola, Hekla va a vivere da DJ Johnsson, il suo piú caro amico, omosessuale, con cui condivide la fame di sogni e libertà. Lei vuole diventare una scrittrice ma c’è un ostacolo insormontabile: è una donna, e “i poeti sono maschi”.
Nata a Reykjavík nel 1958, la Ólafsdóttir è una delle piú importanti scrittrici islandesi viventi. Ha insegnato Storia dell’arte ed è stata direttrice del Museo dell’Università d’Islanda. Tra i suoi libri pubblicati da Einaudi ‘Rosa candida’ , ‘Il rosso vivo del rabarbaro’ e ‘Hotel Silence’ con cui è stata finalista al Premio Strega Europeo 2018.

Moda: Brioni festeggia a Pitti i suoi primi 75 anniA Firenze brand protagonista prima sfilata uomo nel 1952

08 novembre 201916:49

– A Firenze Brioni nel 1952 fu protagonista della prima sfilata maschile della storia, nella sala Bianca di Palazzo Pitti. E a Firenze il brand torna per celebrare i suoi 75 anni, con una speciale presentazione che si terrà il 7 gennaio 2020, giorno di apertura di Pitti Immagine Uomo 97. L’evento, curato da Olivier Saillard, presenterà la collezione Autunno/Inverno 2020 attraverso un’installazione che renderà omaggio alla tradizione sartoriale del brand.
“È un onore per Pitti Immagine accogliere l’evento di celebrazione dei 75 anni di Brioni – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – Firenze ha avuto un ruolo importante nella storia di questo prestigioso marchio, perché è proprio qui che Brioni nel 1952 ha tenuto la prima sfilata di moda maschile in assoluto. Questo speciale evento, che avrà un curatore d’eccezione come Olivier Saillard, sarà un tributo alla tradizione di Brioni, un riferimento per l’intera industria della moda uomo”.

Music week, un concept-album in carcereHaber, Ovadia e Fiumanò a 3 voci, riflettere su detenuti e figli

08 novembre 201916:58

– Musica e parole in carcere: è una ‘Music week’ per i cittadini meno fortunati quella organizzata per il prossimo 19 novembre al Carcere di Opera (Milano) grazie alla collaborazione tra tre artisti da sempre attenti ai temi sociali: Alessandro Haber, Moni Ovadia e Domenico Fiumanò Violi.
L’iniziativa ‘Musica e parole per riflettere sul rapporto tra detenuti e figli’, fa parte degli eventi della Music Week, presentata oggi a Milano, e nasce nell’ambito del convegno “Dal carcere per i cittadini di domani”, organizzato dal Gruppo della Trasgressione, per riflettere “su come la comunicazione fra genitori detenuti e figli incida sulla percezione che i figli hanno delle istituzioni”. In questo contesto, che vede anche il patrocinio del Gruppo Cronisti Lombardo, verrà presentato “9 minuti 9”, il nuovo concept album di Fiumanò, cantautore impegnato sul fronte dei diritti umani. Il pezzo che dà il titolo all’album, è stato creato a tre voci con Alessandro Haber e Moni Ovadia, che saranno presenti a Opera.

Touring Club Italiano festeggia 125 anni a MilanoEsce il volume ‘Prendersi cura dell’Italia bene comune’

MILANO08 novembre 201917:31

– Il Touring Club Italiano, con i suoi 2mila iscritti, festeggia oggi i 125 anni dalla fondazione e per l’occasione pubblica il volume ‘Prendersi cura dell’Italia bene comune’, con cui fissa gli obiettivi del futuro: ‘Costruire una visione’, ‘Ripensare il viaggio’, ‘Valorizzare la memoria’, ‘Tutelare l’eredità’, ‘Sostenibilità’ e ‘Innovazione’, solo per citarne alcuni.
Una pubblicazione a più mani, destinata ai soci, con saggi firmati da studiosi ed consiglieri dell’associazione, vecchi e nuovi, tra cui Romano Prodi, il cardinale Gianfranco Ravasi, Antonio Paolucci, Giuseppe De Rita, Antonio Calabrò, Nando Pagnoncelli, Livia Pomodoro e Salvatore Veca.
Un club che sin dalla fondazione partecipò attivamente alla storia e allo sviluppo del Paese (ad esempio con la promozione della prima legge italiana per la protezione delle bellezze naturali del 1922 o l’istituzione dei primi parchi nazionali), alla sua tutela e conoscenza del territorio con l’idea della gite scolastiche (nata nel 1913), alla divulgazione attraverso le sue famose ‘Guide’. “Il Touring di oggi – ha detto il presidente Franco Iseppi – ha deciso di rifocalizzare la sua funzione e le sue attività come associazione che si prende cura del nostro Paese. Ha acquisito un ruolo crescente di autorità morale che mette al primo posto l’interesse pubblico, quello del Paese, dei cittadini e del contesto ambientale e territoriale nel quale viviamo”.

Musei: Francois Hollande in visita a UffiziEx presidente Francia oggi a Firenze per conferenza Aici

FIRENZE08 novembre 201917:42

– L’ex presidente francese Francois Hollande, oggi a Firenze per partecipare alla conferenza nazionale dell’Aici, ha visitato questo pomeriggio la Galleria degli Uffizi prima di ripartire per Parigi. A condurlo tra i tesori della Galleria, spiega una nota, é stato lo stesso direttore Eike Schmidt. Circa un’ora la durata del tour: in particolare, Hollande si é soffermato ad apprezzare l’Annunciazione di Leonardo, i ritratti dei Doni di Raffaello, la Venere di Urbino di Tiziano e la Giuditta ed Oloferne di Artemisia Gentileschi e l’antica scultura greca della Venere Callipigia di Doidalses.

Nella favola di Calopresti gli ultimi di ieri e oggiIn sala Aspromonte con Bruni Tedeschi, Fonte e Rubini

09 novembre 201910:55

‘Aspromonte La terra degli ultimi’ di Mimmo Calopresti – già al Taormina Film Fest e in sala con Italian International Film dal 21 novembre – si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni.Tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco, ‘Via dall’Aspromonte’ (Rubettino Editore), il film racconta di un paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada in cui una sera l’ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva in tempo. Gli uomini, esasperati, vanno  a protestare dal sindaco per ottenere un medico condotto, ma c’è chi come Peppe (Francesco Colella), pensa di ribellarsi e coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada.In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene da Como, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è  chi, come Don Totò (Sergio Rubini), brigante della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che il paese diventi ‘italiano’.”Quando ho cominciato a girare, il tema mi sembrava lontano dall’oggi, poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo. Insomma gli ‘ultimi’ c’erano allora e ci sono oggi e penso in questo momento agli operai dell’Ilva”, spiega il regista.Il film, prodotto da Italian International Film con Rai Cinema e scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de ‘I cento Passi’, con la collaborazione di Fulvio Lucisano che nel film fa un cameo nel finale, per Marcello Fonte, ovvero il ‘poeta’, paesano colto e curioso “dimostra che non bisogna mai smettere di sognare e anche di realizzare i propri sogni”. Valeria Bruni Tedeschi si identifica totalmente nel personaggio di Giulia, maestrina infelice.”Quando si tratta di infelicità ci sguazzo come un pesce nell’acqua. E poi fare la maestra – aggiunge l’attrice – è stato in qualche modo il mio primo vero lavoro. La facevo sempre quando giocavo con le mie bambole da ragazzina”. Infine Sergio Rubini: “Non c’è che dire: ‘Aspromonte’ è un film molto attuale. Ora che va di moda alzare i muri qui, al contrario, c’è chi pensa di aprire una strada. E poi – conclude – adoro fare il cattivo forse perché non avrei mai il coraggio di esserlo davvero”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

De Gregori ad Abu Dhabi, Rossi e Tardelli sul palco con lui
Show per Associazione Diplomatici

08 novembre 201919:07

– Due coristi d’eccezione per Francesco De Gregori nel suo concerto di chiusura ad Abu Dhabi del Change the World Emirates 2019, il forum con 800 studenti di tutto il mondo organizzato alla sede emiratina della New York University da Associazione Diplomatici. L’ artista romano ha chiamato sul palco Marco Tardelli e Paolo Rossi, gli eroi del Mundial 1982, per cantare insieme “La storia siamo noi”, il brano che ha chiuso lo show. De Gregori ha emozionato gli 800 spettatori con tutti i suoi pezzi più amati strappando ovazioni e cori da stadio che hanno coinvolto anche i due grandi campioni del calcio. Rossi e Tardelli, ora commentatori sportivi Rai, sono intervenuti insieme con De Gregori, al Change The World secondo il Modello delle Nazioni Unite, l’ appuntamento che allena i giovani all’ attività diplomatica simulando il lavoro delle commissioni e dell’ Assemblea generale dell’ Onu, parlando di tolleranza e futuro alla platea di studenti di quasi cento Paesi.

Hit parade, è il momento di MarracashIl rapper in testa con Persona. E parte anche il tour

08 novembre 201920:04

– E’ Persona, l’attesissimo nuovo lavoro di Marracasch, l’album più venduto della settimana secondo la classifica stilata dalla Fimi, e il rapper di Nicosia , che dopo il disco ha appena annunciato su Instagram il nuovo tour (in partenza il 3 aprile da Milano) invade questa settimana anche la classifica dei singoli. Podio d’argento per un’altra novità Il sole a Est di Alberto Urso, il tenore che ha vinto Amici di Maria De Filippi. Mentre scivola in terza posizione Emma con il suo Fortuna, che la settimana scorsa era la regina.
Fuori dal podio Marco Mengoni con Atlantico Tour , seguito da Renato Zero con Zero il folle. Risale dalla decima alla sesta posizione Ultimo con il suo Per colpa delle favole, successo ormai consolidato dalle 31 settimane in classifica. Segue in settima posizione Testa o croce dei Modà davanti a Libertà di Rocco Hunt. Al nono posto c’è Machete Mixtape del collettivo italiano Machete, chiude la top ten Re Mida del rapper Lazza.
Tra i singoli in vetta Supreme (L’ego) di Acash , Tha Supreme & SferEbbasta.

Nuovi guai per Polanski, accusa di stupro in Francia’Fu di estrema violenza’ dice Valentine Monnier

09 novembre 201910:50

Quarantaquattro anni dopo, Valentine Monnier non ce l’ha fatta più a tacere. E a convincerla a parlare è stato proprio l’ultimo film di colui contro il quale oggi punta il dito, Roman Polanski. Aveva appena 18 anni, dice Valentine, quando lui la stuprò, “con estrema violenza”. Lei era una giovane fotografa, modella, saltuariamente attrice. Molto bella. Oggi, a Le Parisien, racconta tutto.
“Nel 1975 – ha scritto in un testo dopo aver più volte chiesto sostegno a personalità come Brigitte Macron o la ministra Marlene Schiappa – fui violentata da Roman Polanski.
Non avevo alcun legame con lui, né personale, né professionale e lo conoscevo appena. Fu di estrema violenza, dopo una discesa in sci, nel suo chalet a Gstaad, in Svizzera. Mi colpì, mi riempì di botte fino a quando non opposi più resistenza, poi mi violentò facendomi subire di tutto. Avevo appena 18 anni”.
Perché l’ultimo lavoro di Polanski, ‘J’accuse’, l’ha spinta a uscire allo scoperto? Dopo aver ricevuto sempre risposte evasive o di impotenza da un punto di vista giudiziario vista la prescrizione dei fatti, ha deciso di rivelare tutto a Le Parisien: “il ritardo di reazione non significa che si è dimenticato – dice – lo stupro è una bomba a orologeria. La memoria non si cancella, diventa fantasma e ti insegue, ti cambia insidiosamente. Il corpo finisce spesso per risentire di quello che la mente ha tenuto in disparte, fino a quando l’età o un avvenimento di rimette di fronte al ricordo traumatico”.
Nel film, Polanski mette in scena l’errore giudiziario per antonomasia, la storia del capitano Alfred Dreyfus: “è sostenibile, con il pretesto di un film, nascondendosi dietro la Storia, sentir dire J’accuse da colui che ti ha marchiato a fuoco, mentre a te è vietato, a te vittima, di accusarlo?”.
Figlia di industriali alsaziani, Valentine all’epoca dei fatti aveva appena preso la maturità e decise di andare a festeggiare in montagna con amici, ospiti di Polanski.
Valentine racconta che Polanski le chiese molto chiaramente se volesse fare sesso con lui durante una risalita in seggiovia.
Lei rispose di no, poi la sera cenò con lui in un ristorante dal quale si sarebbe tornati scendendo lungo la pista con le fiaccole. Nello chalet, Polanski la chiamò e quando lei uscì sul pianerottolo cominciò la sua furia: botte, colpi, una pillola che le fece ingoiare prima di violentarla: “ero totalmente sotto shock, pesavo 50 chili, Polanski era piccolo, ma muscoloso e, a 42 anni, nel pieno delle forze: ebbe la meglio in due minuti. Mi dissi: ma è Roman Polanski, non può rischiare che si venga a sapere, quindi mi dovrà uccidere”. Poi, arrivarono le scuse del regista, in lacrime, con lei che promise di non dire niente.
Polanski, 86 anni, è stato condannato nel 1977 per violenza sessuale su minore negli Stati Uniti, paese nel quale non può tuttora rientrare. Sua moglie, Sharon Tate, fu uccisa da una setta guidata da Charles Manson nel 1969 negli Stati Uniti, mentre era incinta. Attualmente vive in Francia con la sua ultima moglie, l’attrice Emmanuelle Seigner, dalla quale ha avuto due figli

Le sorelle Labèque al Romaeuropa FestivalIl 10/11 pianiste in quartetto con Dressner e Chalmin

09 novembre 201911:16

– Le sorelle Katia e Marielle Labèque, pianiste di successo, presentano domenica 10 novembre al Romaeuropa Festival in anteprima italiana il progetto Minimalist Dream House Quartet, nato come omaggio ai maestri del minimalismo e ora sviluppato come ponte ideale tra la musica classica contemporanea e il rock. Con loro sul palco Bryce Dessner, chitarrista dei The National che con le sue nuove composizioni e i nuovi brani gioca un ruolo fondamentale nel live insieme a David Chalmin, compositore, polistrumentista e tecnico del suono francese. Il Quartetto – due pianoforti, due chitarre, voce ed elettronica – proporrà musiche commissionate a Max Richter, David Lang, Timo Andres, Caroline Shaw e Thom Yorke, il frontman del gruppo alternative rock inglese Radiohead, per la prima volta impegnato con una “composizione classica”.
Il Romaeuropa Festival dal 17 settembre al 24 novembre ha in cartellone il meglio della scena Internazionale di danza, musica, teatro e arti digitali. La collaborazione con la Fondazione Musica per Roma e l’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha prodotto negli ultimi anni una serie di concerti memorabili e sperimentazioni uniche con i nomi più interessanti della scena contemporanea sperimentale e classica.

Franceschini, ripristino di 25 mln per museo ebraismoMinistro, “lo dobbiamo a Liliana Segre”

10 novembre 201911:37

Cancellati dal precedente governo, sono stati ripristinati dal Mibact con 25 milioni di euro i finanziamenti per il Meis, il museo dell’ebraismo di Ferrara. Lo dice il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Lo dobbiamo – sottolinea – a Liliana Segre, a lei personalmente e a quello che rappresenta. La conoscenza è il migliore antidoto contro odio e intolleranza”.”Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – ricorda Franceschini – è stato istituito con una legge dal Parlamento nel 2003. Durante lo scorso governo era saltato il finanziamento di 25 mln di euro necessario per il completamento del Museo. Ma un’idea così importante non si può lasciare a metà ecco perché attraverso una rimodulazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione del Ministero, abbiamo recuperato il finanziamento che era stato cancellato”. La legge a cui fa riferimento il ministro Franceschini – che ne era il primo firmatario – è la 91 del 17 aprile 2003 che prevede la realizzazione a Ferrara di un polo culturale per testimoniare le vicende che caratterizzano la bimillenaria esperienza ebraica in Italia e far conoscere la vita, il pensiero e la cultura dell’ebraismo italiano dalle sue origini al presente, includendo, con un’attenzione speciale, il periodo delle persecuzioni e della Shoah nell’esperienza specifica degli Ebrei italiani.

Si torna a Zombieland con Harrelson e StoneA 10 anni da zomedy cult arriva sequel in sala dal 14 novembre

09 novembre 201916:16

– Era il 2009 quando con Benvenuti a Zombieland, Ruben Fleischer ha portato il pubblico a conoscere la divertente e combattiva ‘famiglia per caso’ composta da Woody Harrelson, Emma Stone, Jesse Eisenberg e Abigal Breslin, costretta a lottare per sopravvivere in un mondo nel quale gran parte dell’umanità si era da poco trasformata in zombie a causa di una deriva del virus della mucca pazza. Una ”’zomedy’ (o zombie comedy), piena di battute fulminanti, scontri splatter e situazioni esilaranti diventata cult e hit al botteghino. Un gioiello di humour nero, di cui regista, sceneggiatori e cast originale, con new entry molto azzeccate come quella di Zoey Deutch e Rosario Dawson, ci propongono, ora, dopo dieci anni, il sequel, Zombieland – Doppio Colpo, in arrivo in sala il 14 novembre con Warner Bros.
Il nuovo viaggio, ha tra le tappe la Casa Bianca, che i protagonisti eleggono per un po’ come dimora e parco giochi personale (dai regali di Natale incartati con le tele dei ritratti dei presidenti alla Grazia concessa a Wesley Snipes), Graceland (la storica residenza di Elvis Presley), fino a una comunità hippie/hipster, Babylon. il gruppo si trova ad affrontare fratture, fughe e ritorni, cercando al tempo stesso di non farsi sopraffare da un nuovo tipo di zombie più potenti, pericolosi e difficili da eliminare, ribattezzati T800, come il robot di nuova generazione di Terminator 2.
Non mancano per ognuno anche le sfide personali: Tallahassee (Harrelson) combattente implacabile e leader, esplora gioie e complicazioni delle dinamiche famigliari; il brillante e logorroico Columbus (Eisenberg) sempre più sicuro dei suoi sentimenti per la compagna Wichita (Stone), finisce per spaventare la ragazza, tanto abile nell’uccidere i morti viventi quanto allergica agli impegni sentimentali; mentre la sorellina di Wichita, Little Rock (Breslin), ormai giovane donna, non ne può più di ‘no’ e del non avere coetanei con cui relazionarsi.
In un percorso scandito dalla ormai sempre più lunga lista di regole di sopravvivenza (dalle 32 del primo capitolo sono arrivate a 73), coniata da Columbus (si spazia dalla necessità del ‘doppio colpo’ per eliminare i nuovi morti viventi a non avere paura di chiedere aiuto), i protagonisti fanno vari sorprendenti nuovi incontri. Fra questi, Madison (una bravissima Zoey Deutch), biondina un po’ svampita ma coriacea; il pacifista e neo-hippie Berkeley (Avan Jogia); una copia esatta del duo Tallahassee – Columbus, incarnata da Albuquerque (Luke Wilson) e Flagstaff (Thomas Middleditch, già protagonista della serie Silicon Valley), e l’indipendente e coraggiosa Nevada (Dawson), proprietaria di un motel/ santuario dedicato a Elvis.
Fleischer e gli sceneggiatori Rhett Reese, Paul Wernick e Dave Callaham, hanno lavorato per anni sul progetto e lo script; il film, pur perdendo lungo la strada un po’ di originalità, ripropone in maniera convincente l’armonia fra action, elementi horror/splatter e una commedia in diverse gradazioni, dalla satira sociale allo slapstick, alla family comedy. Non mancano anche un paio di riferimenti ad altri trionfi zombie degli ultimi anni, come The Walking Dead. Woody Harrelson, durante la promozione, oltre a dirsi, insieme agli altri protagonisti, più che disponibile a un terzo capitolo, ha scherzato sul perché gli zombie vadano così di moda: “Credo vediamo tutti dove il mondo sia destinato a finire – ha detto a Rolling Stone -. Ce ne sono già molti di zombie là fuori, hanno già invaso Washington e sicuramente anche la Casa Bianca”.
Il film, infine, riserva anche, come regalo, una spettacolare (in tutti i sensi) scena sui titoli di coda con un cameo molto speciale.

Giardino Giusti: Franceschini, mai abbassare guardia contro odio

09 novembre 201915:17

– “L’antisemitismo è la negazione delle basi della nostra democrazia. Ogni violenza, minaccia o atto vandalico contro persone e luoghi che rappresentano la diversità culturale e religiosa nel nostro paese è un attacco alla Repubblica italiana e non può essere sottovalutato. Mai abbassare la guardia contro l’odio è l’intolleranza”. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini commenta gli atti vandalici compiuti questa notte nel Giardino dei Giusti di Milano, da poco riqualificato e inaugurato alla presenza della senatrice a vita Liliana Segre.

In sceneggiatura il finale ‘scomparso’ di 8 e mezzoTra ‘tesori’ di iniziative a Rimini per centenario felliniano

BOLOGNA09 novembre 201915:22

– Un treno invece di un circo danzante, un viaggio dalla destinazione (forse) ignota anziché l’inizio di un gioco e di una festa: è la prima versione del finale di ‘8 e mezzo’, il capolavoro cinematografico di Federico Fellini. Un finale provvisorio che si può leggere nella sceneggiatura appartenuta a Lina Wertmuller, che del film fu assistente alla regia, e ora custodita nell’archivio della Cineteca Comunale di Rimini.
Il documento, ricco di appunti apportati dalla stessa Wertmuller, fresca di Oscar alla carriera e che mosse i primi passi al fianco di Fellini, rappresenta uno dei ‘tesori’ conservati dal Comune romagnolo che saranno valorizzati e riscoperti nel 2020, l’anno del centenario felliniano.
Tra i tesori rispolverati dall’archivio anche la prima sceneggiatura di Amarcord col titolo ‘Il borgo’, e ancora foto e documenti inediti. Saranno il cuore di alcune delle iniziative che segneranno l’anno del centenario del maestro. Tra gli appuntamenti la mostra itinerante ‘Fellini 100 e La dolce vita exhibition’, a Castel Sismondo dal 14 dicembre, ideata, progettata e messa in scena da Studio Azzurro e curata da Marco Bertozzi e Anna Villari. La mostra rappresenta una sorta di anticipazione, attraverso un sistema di ‘messe in scena’ come set cinematografici, del progetto del Museo internazionale dedicato a Federico Fellini, che si svilupperà tra Castel Sismondo, piazza Malatesta e cinema Fulgor.

Riccione Ice Carpet, Natale con Ezio Bosso ospite specialeEventi dal 23 novembre al 19 gennaio, investimento 950mila euro

RIMINI09 novembre 201916:29

– Natale e Capodanno a Riccione saranno lunghissimi, con eventi dal 23 novembre al 19 gennaio, in concomitanza con il Sigep alla Fiera di Rimini. Il cartellone del ‘Riccione Ice Carpet’ è stato presentato a Palazzo del Turismo dal sindaco Renata Tosi e dall’assessore Stefano Caldari che hanno parlato di “un Capodanno di città dove tutti, dalle scuole ai bagnini, dagli albergatori alle associazioni culturali e ai commercianti, sono stati coinvolti”.
Un investimento da 950mila euro per l’amministrazione che si occuperà di tutte le luci, inoltre in ogni quartiere ci sarà un albero di Natale. L’ospite per l’evento clou del Concerto degli Auguri, il 29 dicembre, è il maestro Ezio Bosso che dirigerà la Europe Philharmonic Orchestra a Palazzo dei Congressi.
Appuntamento gratuito come le due prove aperte al pubblico, dal 27 dicembre allo Spazio Tondelli. Per gli allestimenti, il concept grafico è dedicato a Fellini nei 100 anni della nascita, e alla filastrocca di Amarcord ‘le manine sono su e l’inverno non c’è più’.
Attesa per gli addobbi del salotto cittadino di viale Ceccarini che anche quest’anno avrà un lungo tappeto bianco ecologico, di materiale di riciclo e vedrà la proiezione di uno spettacolo di luci. Riconfermati la pista di ghiaccio, la casa di Babbo Natale e il villaggio di Natale che saranno inaugurati il 23 novembre, il 30 arriverà Babbo natale e il 7 dicembre con uno spettacoli di luci e musica si accenderà l’albero.
Non mancherà Deejay On Ice con concerti pensati dal direttore artistico Linus con la regia di Rudy Zerbi e che saranno presentati più a ridosso della festività. A loro è affidato il veglione di Capodanno in piazzale Ceccarini. Torna per il 1 gennaio il ‘Tuffo di Capodanno’, quando i più temerari faranno il primo bagno al mare del 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Mosca, censurato spettacolo tratto da Gianni Rodari
Lo denuncia il regista. Era ispirato a Le avventure di Cipollino

MOSCA09 novembre 201916:40

– Uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal celebre romanzo di Gianni Rodari ‘Le avventure di Cipollino’ è stato improvvisamente cancellato dal programma del festival internazionale teatrale per dilettanti ‘I Giovani ai Giovani’, che si tiene a Mosca, in quello che appare come un caso di censura. A denunciare il fatto è stato il regista dello spettacolo Alexander Tattari, in un post su Facebook (ripreso poi da molti media liberali russi).
A far scattare l’allarme, probabilmente, il titolo a forte sfondo politico, che richiamava la celebre frase pronunciata dal premier Dmitri Medvedev (“non ci sono soldi, resistete”) nel corso di un incontro con alcuni pensionati inferociti, in Crimea, dopo l’annessione. Lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena oggi ma, secondo Tattari, la direttrice del centro culturale Szena di Mosca, Angelica Petrova, lo ha contattato il 6 novembre per comunicargli la cancellazione. “Una cosa del genere non si può mostrare sul palcoscenico di un ente statale, abbiamo addetti, famiglie e mutui in banca”, avrebbe detto Petrova.

Echo The Bunnymen e Apparat al Barezzi FestivalA Parma dal 15 al 17/11 anche J.P.Bimeni, Vasco Brondi e Dente

PARMA09 novembre 201917:03

– Dagli alfieri del post-punk britannico Echo & The Bunnymen al producer Apparat, che ha trasformato Berlino nella capitale dell’elettronica, fino al “superstite del soul”, J.P.Bimeni, senza trascurare la musica italiana d’autore, rappresentata da Vasco Brondi, Dente e Renzo Rubino. Sono tra i protagonisti della 13/a edizione del Barezzi Festival, in programma dal 15 al 17 novembre a Parma. In cartellone anche il ‘french touch’ dei Nouvelle Vague, il folk rock di Scott Matthews, la musica da camera del Quartetto Coll’Arco e il djset di Marcellus Pittman.
Diretto da Giovanni Sparano, il festival dà avvio a un sodalizio con la Fondazione Teatro Regio, che da quest’anno ne cura l’organizzazione, diventa la sua casa e accoglierà la maggior parte degli eventi in calendario. Si comincia venerdì 15 con il cantautore e scrittore ferrarese Vasco Brondi, anima de ‘Le luci della centrale elettrica’, poi con Echo & The Bunnymen, di cui è uscito da poche settimane il nuovo album ‘The Stars, The Oceans & The Moon’.

Morto Bodei: cerimonia funebre in cortile ateneo PisaPresenti familiari, docenti, politici, studiosi, ex allievi

PISA09 novembre 201917:05

– Una celebrazione funebre per l’ultimo saluto al filosofo Remo Bodei, si è tenuta stamani nel cortile del Palazzo della Sapienza, all’università di Pisa, davanti a un centinaio di persone. Presenti, oltre ai familiari, docenti, politici, studiosi, ex allievi. “In un periodo storico e politico in cui sembrano dominare le frammentazioni e la mancanza di dialogo – ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – Remo Bodei aveva la capacità di unire ed era un autentico intellettuale del dialogo”. Secondo il direttore del Dipartimento di civiltà e forme del sapere, Pierluigi Barrotta, “Bodei aveva la straordinaria capacità di catturare sempre l’attenzione di chi lo ascoltava”, mentre Barbara Carnevali, ex allieva, ne ha ricordato la figura di accademico.

Per Letteratura e Economia.Premio alla carriera Giovanna Marini

COSENZA09 novembre 201918:51

– Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo) è la vincitrice della sezione Letteratura del Premio Sila ’49 giunto alla sua VIII edizione.
Durastanti, già finalista dell’edizione 2019 del Premio Strega, si è imposta sugli altri finalisti che erano Francesco Pecoraro Lo stradone (Ponte alle Grazie), Francesco Permunian Sillabario dell’amor crudele (Chiarelettere), Andrea Pomella L’uomo che trema (Einaudi) e Nadia Terranova Addio fantasmi (Einaudi).
La giuria che ha annunciato i vincitori ha premiato per la sezione Economia e Società Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto nell’Università Roma Tre, con il libro Manifesto per l’uguaglianza (Laterza).
Il Premio alla carriera è andato alla musicista e ricercatrice etnomusicale Giovanna Marini che sabato 30 novembre terrà una lectio magistralis dal titolo “Dalla campagna alla città”.
I riconoscimenti verranno consegnati a Cosenza nelle sale di Palazzo Arnone venerdì 29 e sabato 30 novembre 2019.

Con Bellocchio, Barrese e Selfie. Italia vola a EfaIn corsa anche Almodovar, Polanski e Lanthimos

09 novembre 201919:21

IL TRADITORE di Marco Bellocchio sbanca agli European Film Academy (EFA) con ben quattro nomination, ma vanno forte, sempre per l’Italia, SELFIE, documentario di Agostino Ferrente (L’Orchestra di Piazza Vittorio) nella categoria miglior Documentario dove è in corsa anche LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese. Un’edizione dominata quest’anno da grandi nomi come Pedro Almodóvar, Marco Bellocchio e Roman Polanski in testa alle nomination con quattro categorie ciascuno. È interessante poi notare che questo tris di film, DOLORE E GLORIA, IL TRADITORE e L’UFFICIALE E LA SPIA, hanno ottenuto le nomination nelle categorie europee più importanti: film, regia, sceneggiatura e attori (Antonio Banderas, Pierfrancesco Favino e Jean Dujardin).
Anche il regista greco Yorgos Lanthimos ha ricevuto quattro nomination per LA FAVORITA, già nominata nella categoria commedia europea a cui si aggiungono ora le categorie film, regista e attrice europea (Olivia Colman). Per quanto riguarda l’Italia, oltre IL TRADITORE di Bellocchio sul pentito Tommaso Buscetta, già candidato per l’Italia agli Academy Awards dopo le vendite in oltre 70 paesi e l’uscita negli USA con Sony Pictures, troviamo SELFIE con protagonisti Alessandro e Pietro due adolescenti del quartiere Traiano di Napoli che si filmano con un iPhone per raccontare il loro difficile quartiere, la loro vita quotidiana r la tragedia di Davide, ucciso a 17 anni ad un posto di blocco. In LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Barrese protagonista del documentario è Benedetta Barzini, madre del regista. Chi era la Barzini? La prima grande modella italiana icona degli anni Sessanta , che ispirò i più importanti fotografi e artisti dell’epoca come Andy Warhol, Richard Avedon, Salvador Dalì e Irving Penn. Non solo, femminista militante, scrittrice e docente universitaria, la Barzini decide a 75 anni, di lasciare tutto per raggiungere un luogo lontano. Il film racconta il tentativo da parte del figlio di trovare delle risposte e fermare nella memoria la vera essenza e autenticità di sua madre. Da segnalare poi come l’ultimo film di Céline Sciamma, RITRATTO DI UNA DONNA IN FIAMME, ha ben tre nomination: regista europeo (l’unica donna nominata), sceneggiatura e attrice. Sorprese, infine, dai registi esordienti Ladj Ly e Nora Fingscheidt, rispettivamente con LES MISÉRABLES e SYSTEM CRASHER nominati nella categoria European Film. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Berlino il sette dicembre anche se in precedenza, l’Academy presenterà i vincitori degli European Film Awards tecnici (nelle categorie cinematografia, montaggio, scenografia, costume, compositore e sound design).

Paolo Mieli, la storia va resa attraente per far breccia

09 novembre 201919:23

“C’è certamente un problema di scarsa conoscenza della storia nel nostro Paese, ma io sono convinto che la storia non vada imposta: bisogna renderla attraente per poter fare breccia anche tra i giovani. C’è una sciatteria delle classi dirigenti che si riempiono bocca dell’importanza della memoria e poi non fanno nulla, ma c’è anche una pigrizia nel modo di offrirla. Bisogna riconoscere che da questo punto di vista la Rai, e lo dico da esterno, nato e cresciuto sulla carta stampata, ha sempre avuto una marcia in più”. Paolo Mieli torna con la terza stagione di Passato e Presente, da lunedì al venerdì su Rai3 alle 13.15 e alle 20.30 su Rai Storia.
Si parte da lunedì 11 novembre con 115 nuove puntate. Le prime cinque saranno dedicate, in occasione del trentennale della caduta del muro di Berlino, alla fine di un mondo, quello comunista, dopo 50 anni di dominio sull’Europa orientale. Un muro crolla sotto l’assalto dei cittadini che ha diviso per 40 anni, un dittatore in fuga è catturato e fucilato, un sindacato clandestino stravince le elezioni e una superpotenza globale si dissolve ed esce dalla Storia. “Dalla caduta della Romania, a quella della Cecoslovacchia, fino alla fine dell’Unione Sovietica cercheremmo di dare un quadro ampio di quel cambiamento epocale”, spiega Mieli. Giovanni Sabbatucci apre la serie di cinque puntate con il racconto della divisione delle due Germanie, fino alla caduta del muro e alla successiva riunificazione tedesca, mentre la professoressa Krystyna Jaworska ripercorre le tappe del sindacato libero Solidarnosh fino all’elezione del suo leader Walesa alla presidenza. Ernesto Galli Della Loggia approfondisce, invece, la “rivoluzione di velluto” in Cecoslovacchia e Marcello Flores si sofferma sulla Romania, l’unico paese dove la fine del regime avviene in modo violento con l’esecuzione del dittatore Ceaucescu e della moglie.
L’ultima puntata, con il professor Adriano Rocucci, riguarda la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Nella nuova edizione aprirà ogni puntata una scenografia virtuale, realizzata in alta definizione, con una nuova time-line grafica per collocare i temi trattati nel giusto contesto storico. In ogni appuntamento Paolo Mieli e tre giovani studenti di storia si confronteranno sui temi del passato con storici e docenti universitari. “E’ una formula ormai sperimentata ed apprezzata – aggiunge il conduttore -. Credo sia l’unico programma della tv italiana dove i ragazzi contribuiscono al dibattito, dimostrando di avere competenze maggiori o uguali a quelle degli altri interlocutori. Li prendiamo dalle università di tutta Italia e quello che mi piace di più è che non hanno mai l’aria di chi ha imparato la lezioncina a memoria, ma intervengono puntualmente e in modo estremamente valido”. Dopo le prime cinque puntate sguardo aperto su tutta la storia. “Seguiremo un percorso per spaziare tra temi di storia antica, medievale e moderna, dalla scoperta dell’America in poi.
Rispetto a un programma come La grande storia, che basandosi sui filmati è costretto a concentrarsi sulla storia contemporanea, in questo caso possiamo aprire lo sguardo anche al passato remoto”. Oltre agli storici che collaborano con il programma, saranno coinvolti nel corso delle puntate esperti di temi specifici. “Devo ringraziare Silvia Calandrelli e Giuseppe Giannotti (rispettivamente direttore di Rai Cultura e di Rai Storia, ndr), oltre ad Alessandra Bisegna e Sara Chiaretti (autrici del programma, ndr) – prosegue Mieli -. La loro presenza dà un tocco in più al programma che raramente è realizzato da soli maschi. La sensibilità femminile credo sia una chiave vincente, anche perché sanno stare meglio in video”.

Duemiladiaciannove, torna Gabbani ma solo whattsapp

09 novembre 201919:40

Con Duemiladiaciannove torna Francesco Gabbani ma solo ‘clandestino’ su whattsapp. Il cantante infatti ha deciso di distribuire questo nuovo brano in modo ‘clandestino’ attraverso il passaparola degli smartphone che senza dubbio in questo momento rappresentano il mezzo più frequentato dagli italiani, soprattutto giovani. Il brano non si troverà sulle piattaforme quindi.
Insomma ‘Francesco ha deciso di scegliere questa sorta di catena di Sant’Antonio virtuale per vedere se funziona. Un regalo ai fan. Intanto in ‘2019 cantano ”sul bagnato ci piove”, nel video le immagini dei poster in strada o delle foto dei giornali di Matteo Salvini, Giuseppe Conte, di Papa Francesco, di Claudio Baglioni, Fabio Fazio, Carola Rakete, Barbara D’Urso, Di Maio, Greta, Renzi, Leonardo Di Caprio, Trump e molti altri in un coro, anche questo virtuale che scandisce gli avvenimenti principali dell’anno.

Lorenzo Mattotti incanta con i suoi orsi saggiIn sala l’opera prima dell’illustratore, tra le voci Camilleri

10 novembre 201911:58

– Dopo la consacrazione a Un Certain Regard a Cannes e il premio per la miglior regia ad Alice nella Città, arriva in sala il 7 novembre “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, debutto alla regia dell’illustratore Lorenzo Mattotti.
“Questa storia mi insegue da piu’ di 10 anni – ha raccontato Mattotti, classe 1954, bresciano di nascita ma ormai da oltre 20 anni parigino d’adozione – e da sei ci lavoro a intervalli regolari. Il vero problema era misurarsi con i disegni di Dino Buzzati che accompagnarono la prima edizione in libreria del romanzo. Sono datati 1945 ma hanno una freschezza e una modernita’ che non potevo copiare e di cui pero’ non potevo non tener conto. Ho scelto un tratto piu’ netto, sottratto dettagli, lavorato su un’idea pittorica che mi appartiene di piu'”. Uscito a puntate sul Corriere dei piccoli nel 1944 e poi, interamente rivisto, un anno dopo in libreria, il romanzo di Buzzati e’ una favola moderna sul contrasto tra la natura incontaminata e l’umanita’ tentatrice e rovinata dalla coscienza di sé. Seguendo con pudore la trama originale ma incorniciandola in un improvvisato spettacolo di marionette (che del resto era il solo adattamento precedente a questo film), Mattotti racconta di come, durante un gelido e imprevisto inverno siciliano, gli orsi delle montagne, sotto la guida di Re Leonzio, scendano a valle per cercare cibo nelle terre del Granduca di Sicilia. A spingere il re, in verita’, e’ soprattutto il desiderio di ritrovare suo figlio Leonzio, rapito dai cacciatori un anno prima. Con sprezzo del pericolo e l’aiuto di un alchimista mago, pur in inferiorita’ numerica, gli orsi vincono la guerra e si insediano in citta’. Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribu’ e spaventosi mostri, gli orsi finiscono pero’ per farsi contagiare dai difetti degli uomini, l’egoismo, la lussuria, la pigrizia, finche’ a pagare per tutti sara’ proprio Re Leonzio. Che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l’umanita’ e tornare tra i monti, dove e’ il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti. Solo una favola per bambini? “Non direi proprio – ha osservato Mattotti – anche se nel disegno ho cercato di conservare la fresca ingenuita’ che mi ha sedotto in Buzzati.
Del resto basta guardare a cosa siamo diventati oggi per capire che quella fiaba, scritta in tempo di guerra, parla a tutti noi”. Com’e’ il Mattotti regista rispetto al Mattotti illustratore ricercato in tutto il mondo? “Un timido artigiano che impara un mestiere nuovo: avevo fatto le prove generali con il film collettivo “Peurs du noir” del 2007, ma questa volta rischiavo da solo. Spero di non sfigurare e ho usato i soli strumenti che conosco bene: i colori, la luce, la sobrieta’ della linea. Mi considero soprattutto un colorista e il lavoro con Enzo D’Alo’ per ‘Pinocchio’ mi ha molto aiutato”.
Risultato finale: “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” e’ davvero un film e non un lungo fumetto srotolato anche se conserva il ritmo quasi fisso dei suoi meravigliosi quadri colorati. Bisogna accettarne il tempo narrativo, ma poi ci si immerge in un mondo fitto di suggestioni e il film, che per l’Italia e’ coprodotto da Indigo e avra’ la voce di Toni Servillo, Antonio Albanese e perfino Andrea Camilleri, e’ destinato a incantare anche il pubblico delle sale italiane dove esce grazie a Bim.

Sciarelli, con Dottori in Corsia “ma solo con il lieto fine”Per giornalista nuova sfida oltre Chi L’ha visto su Rai3 dal 16 novembre.

09 novembre 201911:06

– ” Prima di accettare ho messo un paletto, le storie che raccontiamo anche se hanno un inizio difficile, devono essere tutte a lieto fine”. Lo ha detto Federica Sciarelli in una conversazione telefonica (assente alla presentazione a Viale Mazzini per un problema personale) che guida l’appassionato racconto con interviste ai protagonisti della docuserie Dottori in corsia-Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, di Simona Ercolani, prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction. Dopo tanti anni, e ben 16 edizioni da lei guidate, è la prima volta che la giornalista (ex volto del del Tg3) esce dallo studio del programma (che continua a macinare ottimi ascolti ndr) che aiuta a cercare le persone scomparse in tutta Italia.
La prima di Dottori In Corsia sabato 16 novembre in prima serata 21:45 su Rai3. Si tratta di una puntata speciale della durata di un’ora e mezza seguita da 7 episodi di 50 minuti ciascuno la domenica in seconda sulla rete diretta da Stefano Coletta. La puntata del debutta darà il via alla nuova stagione “raccontando – spiega Sciarelli le vicende di (Alex, Anna, Giulia, Guido), piccoli pazienti, delle loro famiglie e dei professionisti che hanno accompagnato il loro difficile percorso di guarigione “ma ho chiesto che non si indugiasse troppo sul dolore, proprio perchè si tratta di bambini, dei loro genitori, alcune di queste coppie unite determinate delle autentiche rocce, per rimanere vicino ai figli in terapia mi hanno con pudore confessato di aver dormito in macchina. La mattina a svegliarli con il caffè il parcheggiatore. Ecco in questi piccoli gesti di solidarietà, c’è anche il bello di un Italia che non conosciamo, come centinaia di persone che donano ogni giorno l sangue senza venire a contatto con i piccoli pazienti o i genitori. Sciarelli ripercorre in questa prima puntata la storia di Alessandro Maria Montresor, conosciuto da tutti come “il piccolo Alex”, un bimbo arrivato dall’Inghilterra nel reparto di oncoematologia del Bambino Gesù di Roma nell’inverno del 2018: “Una storia- aggiunge la giornalista – che i suoi genitori Paolo e Cristiana hanno deciso di raccontarci”. Da tutto il mondo migliaia di persone sono scese in piazza per aiutarlo, rispondendo ad un appello lanciato sui social dal papà Paolo per cercare un donatore di midollo compatibile. Ad Alex infatti a 16 mesi viene diagnosticata una malattia genetica rara: l’HLH, patologia che colpisce il sistema immunitario, la cui unica cura possibile è un trapianto di midollo. Purtroppo però nonostante le migliaia di donazioni nessuna risulta compatibile con il piccolo Alex. “In verità – spiega ancora Sciarelli in Inghilterra non gli avevano dato speranza – per questo i medici ipotizzano un’altra disperata e pericolosa soluzione per salvargli la vita: tentare un trapianto di midollo con una persona che è compatibile parzialmente, cioè un genitore. In Europa l’unico centro che ha l’esperienza per tentare questa strada è proprio il reparto di oncoematologia del Bambino Gesù. Ma – aggiunge ancora la giornalista abbiamo voluto raccontare attraverso le telecamere questa di Alex anche perchè di questo bimbo non si era saputo più nulla dopo il trapianto del midollo, molti addirittura credevano che il silenzio fosse dovuto al fatto che il bambino fosse morto e invece Alex sta bene”. Federica intervista la mamma Cristiana e i medici protagonisti ripercorrendo tutta la storia dalla diagnosi al trapianto di midollo fino all’esame più importante – quello dei 100 giorni – e l’emozionante ritorno a casa della famiglia a Londra.”È la discesa dell’Everest” la definisce il padre. Ultima osservazione di Sciarelli “Ogni giorno ci capita di perdere la pazienza sul lavoro, nel traffico anche per delle stupidagini e farne dei drammi, ecco suggerirei a tutti di farsi una passeggiata o se hanno tempo a disposizione un pò di volontariato ogni tanto al Bambin Gesù. Chi entra vede quella realtà subito comprende quanto è fortunato, ogni minuto è prezioso, magari mandiamoci anche i nostri figli a portare un sorriso a questi bambini cosi’ coraggiosi”.
“Questo è un programma inserito nell’ottica del Servizio Pubblico. Non c’è voyeurismo” dice la direttrice di RaiFiction Eleonora Andreatta e “Federica Sciarelli naviga all’interno di questo mondo con sobrietà”. “Quello che ci tocca sono storie vere che non hanno niente a che vedere con tante fake news” spiega Mariella Enoc presidente del Bambin Gesù: L’ospedale funziona, è vicino alle famiglie. Andremo da papa Francesco. Simona Ercolani ricorda che il Bambino Gesù compie 150 anni.

Corrado Cagli, maestro di modernitàA Roma sguardo e ricerca di un artista a tutto campo

08 novembre 201916:23

Artista versatile che aveva ben chiaro che cosa significasse fare pittura, Corrado Cagli rifiutava di farsi ingabbiare nel recinto delle definizioni. “In arte una sola logica è dannosa”, scriveva giovanissimo nel 1933 sulla rivista Quadrante, diretta da Massimo Bontempelli, precisando di poter seguire senza problemi la pittura figurativa e l’ astrazione, le due logiche allora in contrapposizione.
Conosciutissimo e rispettato dai critici era un personaggio non facile, al quale la storia dell’ arte non ha riservato il posto che avrebbe meritato. Mettere a fuoco sulla base di questi presupposti la figura complessa del pittore anconetano guardandola con occhi nuovi è l’ obiettivo della mostra “Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni”, che la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale propone a Palazzo Cipolla, a Roma, fino al 6 gennaio 2020. Il curatore Bruno Corà, direttore della Fondazione Burri, ha selezionato in collaborazione con l’ Archivio Cagli una ricca antologia di 200 opere provenienti da istituzioni e collezioni private di prestigio per descrivere il percorso e l’ attività di un autore che si è messo alla prova a tutto campo.
“Il filo fondamentale del racconto è chiarire che Cagli, maestro indiscusso del Ventesimo Secolo, non è un eclettico, ma un artista che ha molto chiaro il concetto della logica artistica”, avverte Corà. La retrospettiva segue il percorso cronologico, dal Primordio negli anni Trenta della Scuola Romana, definizione coniata in occasione di una mostra a Parigi che presentava le sue opere insieme con quelle di Emanuele Cavalli e Giuseppe Capogrossi. Fu quello un punto di partenza che generò nuove energie, suggerisce il curatore. “Cagli va avanti, l’ antico secondo lui deve essere attualizzato e portato nel presente, la Storia deve servirci oggi non come fatto retrospettivo”. Il racconto procede anche per temi descrivendo il Cagli pittore, disegnatore, architetto scenografo, ceramista, creatore di arazzi, scultore. Un artista “leonardesco” dunque, o “copernicano” come lo definì Carlo Ludovico Ragghianti presentando la mostra straordinaria del 1972 con oltre 600 opere riunite a Palazzo Strozzi, a Firenze.
L’ appuntamento di Palazzo Cipolla riporta Corrado Cagli nella Capitale, “teatro della sua azione maggiore”, a 20 anni di distanza dall’ultima rassegna che nel 1999 gli dedicò la Galleria Arco Farnese. In mostra i primi lavori giovanili in maiolica, i dipinti a olio e con altre tecniche negli anni della Scuola di Roma (1928-1938), le prove neometafisiche elaborate tra il 1946 e il 1947 elaborate a New York, dove Cagli, di madre ebrea, espatriò in conseguenza delle Leggi Razziali; gli studi sulla Quarta dimensione (1949), i Motivi cellulari (1949), le Impronte dirette e indirette (1950), le Metamorfosi (1957 – 1968), le Variazioni orfiche (1957), la serie suggestiva delle Carte (1958 – 1963) e infine le Mutazioni modulari sviluppate fino alla metà degli anni Settanta.
Un campo d’ azione vasto che conferma l’attualità della lezione dell’ artista, “visto da molti – ha osservato Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – come esponente privilegiato di una via italiana alla modernità, alternativa al Futurismo da una parte e alla tradizionale arte del Novecento dall’altra. Una caratteristica fondamentale di Cagli è certamente lo sforzo continuo verso la contaminazione, cercando collaborazioni al di fuori dei confini di una singola disciplina: non solo con letterati ma anche con musicisti, architetti, matematici”.
La retrospettiva dà conto anche della ricerca dell’artista per dare una identità al “muralismo” italiano, in parallelo con quanto faceva Mario Sironi, e della censura che in parte prese di mira il ciclo di pannelli per l’Esposizione Universale di Parigi del 1937. Oltre agli arazzi, spazio è dedicato ai bozzetti architettonici della Fontana dello Zodiaco di Terni e a quelli del Monumento di Göttingen in Germania, e al monumentale cartone della pittura murale eseguita per la XXI Biennale di Venezia del 1938, Orfeo incanta le belve.
Durante la seconda Guerra Mondiale Cagli, che nel 1939 era divenuto cittadino americano, si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti e partecipò alla campagna d’ Europa e allo sbarco in Normandia. L’ artista tornò definitivamente in Italia nel 1948.
Morì a Roma nel marzo del 1976, nella sua casa all’Aventino.
Aveva 66 anni e venne sepolto nel cimitero ebraico della capitale.

Rivlin, inorridito dalle minacce a SegrePresidente di Israele scrive una lettera alla senatrice a vita

TEL AVIV10 novembre 201911:08

– Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha inviato oggi una lettera a Liliana Segre nella quale si dice “inorridito di aver sentito la notizia che minacce antisemite” contro la senatrice “abbiano reso necessario ricevere protezione per assicurare la sua incolumità”. “Sarebbe un grande onore mio personale e per lo Stato di Israele, accoglierti a Gerusalemme e in Israele”, scrive Rivlin. “La tua missione personale, la tua forza e il tuo coraggio sono modello per noi in Israele e per le comunità ebraiche in tutto il mondo”, aggiunge il capo dello Stato ebraico.

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 4 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 18:18 DI GIOVEDì 07 NOVEMBRE 2019

ALLE 08:21 DI VENERDì 08 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musica: Bocelli, domani esce “Sì Forever: The Diamond Edition”
Il tenore celebra i 25 anni de “Il mare calmo della sera”

A07 novembre 2019 18:18

– Dopo aver superato il milione di dischi venduti in tutto il mondo con “Sì”, il suo ultimo album entrato nella storia con il numero 1 sia in Usa che in Inghilterra, Andrea Bocelli l’8 novembre torna con un’edizione speciale dal titolo “Sì Forever: The Diamond Edition”, pubblicata su etichetta Sugar.
L’album contiene due featuring inediti con Jennifer Garner in “Dormi Dormi Lulluby” e con Ellie Goulding in “Return To Love” e tre nuovi brani: una versione speciale per il 25/o anniversario del successo “Il mare calmo della sera”, vincitore al Festival di Sanremo 1994, che presenta un inciso in inglese scritto da Zucchero; il brano “Alla Gioia”, registrato per commemorare il 250/o anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrato in tutto il mondo nel 2020 e una nuova registrazione di “Ragazzo Mio”, basata sul tradizionale motivo irlandese “Danny Boy” che affronta il tema centrale della separazione. Nel suggestivo brano “Return to love”, invece, Bocelli duetta con la star internazionale Ellie Goulding, vincitrice di due Brit Awards e nominata ai Grammy. Qui l’artista britannica canta per la prima volta in italiano con Bocelli.
Nell’inedito “Dormi Dormi Lullaby” il tenore si esibisce a sorpresa insieme all’attrice e produttrice Jennifer Garner, pluri-nominata ai Golden Globe, inserita nel 2005 nella classifica delle cento celebrità più potenti del mondo stilata da Forbes, e icona di bellezza per People che a maggio scorso le ha dedicato la copertina come donna più bella dell’anno.
A questi brani si aggiunge una line-up costellata di importanti nomi della musica internazionale, tra cui Ed Sheeran, Dua Lipa, Aida Garifullina e Matteo Bocelli che con “Fall on Me” sfiora i 60 milioni di visualizzazioni.

Morta Maria Perego, creatrice Topo GigioAveva 95 anni. Stava lavorando a ritorno in serie tv su Rai YoYo

08 novembre 201900:02

– Addio a Maria Perego, creatrice di Topo Gigio. Nata a Venezia l’8 dicembre del 1923 avrebbe compiuto il prossimo mese 96 anni. A darne notizia con immenso dolore il suo procuratore Alessandro Rossi (amministratore della Topo Gigio srl): “E’ avvenuto tutto all’improvviso -racconta- fino a ieri sera era al lavoro su mille progetti, mi hanno chiamato dalla sua abitazione milanese ‘la signora non si è sentita bene’, è stato chiamato il 118, ma è volata via prima”.
Perego stava lavorando al ritorno di Topo Gigio su Rai Yoyo, in una serie animata attesa per il prossimo anno. E’ stata anche protagonista solo il 12 ottobre scorso della prima puntata de Le Ragazze il programma di Rai3 condotto da Gloria Guida. Maria aveva mosso i primi passi in teatro tra la sua città e Roma. Ha inventato diversi personaggi tra cui Picchio Cannocchiale, ma il vero successo è arrivato con la creazione, insieme al marito Federico Caldura, di Gigio ispirato a Topolino, un rapporto importante che ha raccontato in un libro. Ma l’exploit della sua carriera, avviene proprio col simpaticissimo pupazzo amato dai bambini. Topo Gigio ha presto conquistato tutti con la sua semplicità e i suoi discorsi. I suoi show, con la voce di Peppino Mazzullo, furono subito trasmessi in prima serata e conquistarono anche un pubblico adulto. Topo Gigio è stato in programmi con degli indici di ascolto altissimi. Nel 1974 lo troviamo come co-conduttore affiancato da Raffaella Carrà e Cochi e Renato. Il topolino duettava con personaggi famosi come Louis Armstrong e Frank Sinatra. ” E’ stata – aggiunge Alessandro Rossi – una eccezionale ambasciatrice della creatività italiana;una infaticabile lavoratrice e fino alla fine ha lavorato su nuovi progetti. Ci mancherà moltissimo.”

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tornano i big per il capodanno di Roma, ci sarà Skin
Leader degli Skunk Anansie al Circo Massimo.Festa per ‘la Terra’

ROMA08 novembre 201900:05

Un’artista internazionale di una band molto popolare che animerà un meraviglioso dj set da mezzanotte alle tre a Circo Massimo. A dare l’annuncio di quello che sarà il Capodanno di Roma è proprio la sindaca, Virginia Raggi, che rivela così il nome di Skin, l’artista della band Skunk Anansie, presentando la Festa di Roma 2020 per Capodanno. Questa’anno la festa di Roma sarà dedicata al tema della Terra e alla relazione fra uomo e Natura. “Un’ode alla straordinaria bellezza, vitalità e grandiosità della Natura”, che partirà la sera del 31 dicembre al Circo Massimo e che proseguirà per 24 ore, “come il ciclo di una giornata e come il tempo di una rotazione del nostro pianeta”, spiegano dal Campidoglio. In sostanza, “una festa pensata come un viaggio nella Natura, all’interno degli ecosistemi terrestri e delle loro biodiversità, interpretato poeticamente nella giornata dell’1 gennaio come un percorso attraverso cinque ambienti immersivi dentro e intorno alla Terra, una Terra senza confini e senza barriere, una Terra che fa della diversità il suo valore”.
La Festa di Roma inizierà il 31 dicembre al Circo Massimo a partire dalle ore 21.00. Ad aprire la serata sarà Ascanio Celestini che intratterrà il pubblico raccontando una favola inedita scritta appositamente sul tema della Terra. Con lui sul palcoscenico ci sarà la musica della Rustica X band diretta da Pasquale Innarella, una numerosa banda di bambini e adolescenti nata all’interno del centro Diurno della Cooperativa sociale ONLUS “Nuove Risposte”, come attività di formazione e intrattenimento per prevenire il disagio giovanile nella periferia romana. Poi dalle ore 22, la compagnia andalusa AERIAL JOCKEY STRADA eseguirà, per la prima volta in Italia, lo spettacolo di danza aerea Sylphes, con le coreografie di Eduardo Zúñiga, la regia di Roberto Strada e la felice coproduzione con Musica per Roma. Lo spettacolo, che si sposterà tra terra e cielo tramite l’ausilio di una gru, è dedicato alle Silfidi, figure mitologiche femminili identificate dal noto alchimista Paracelso come spiriti dell’aria e dei boschi e sarà realizzato con la musica del PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretta da Tonino Battista, che suonerà dal vivo Le Quattro Stagioni di Vivaldi riscritte da Max Richter (The Four Seasons Recomposed, 1966). Violino solista Francesco Peverini.
E dopo il countdown per la mezzanotte e lo spettacolo pirotecnico realizzato grazie al contributo di Acea, con musica dal vivo del PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble, partirà il Dj Set di Skin. Lei dal centro del Circo Massimo, come in un ideale centro della Terra, proporrà fino alle 3 del mattino una miscela esplosiva di suoni di derivazione indie-rock, house ed electro.

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 32 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 15:12 DI MERCOLEDì 06 NOVEMBRE 2019

ALLE 18:18 DI GIOVEDì 07 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna a “casa” a Milano la Madonna Litta
Capolavoro a museo Poldi Pezzoli fino al 10 febbraio

MILANO 06 Novembre 2019 15:12

– Torna a casa la Madonna Litta, il capolavoro attribuito a Leonardo e realizzato a Milano intorno al 1490, che il duca Antonio Litta Visconti Arese vendette all’Ermitage di San Pietroburgo nel 1865.
Fino al 10 febbraio sarà il cuore della mostra ‘Leonardo e la Madonna Litta’ al museo Poldi Pezzoli, evento che rientra nel palinsesto per i 500 anni dalla morte del genio toscano che a Milano visse a lungo, realizzando una serie di opere fra cui L’ultima cena e gli affreschi della Sala delle Assi del Castello Sforzesco, la cui apertura è stata prorogata fino al 19 aprile.
Il ritorno è un evento non solo perché dal 1865 ha lasciato la Russia solo sei volte (a Milano arrivò trent’anni fa per un’esposizione a Palazzo Reale) ma anche e soprattutto perche la Madonna sarà in mostra al museo Poldi Pezzoli accostata a una ventina di capolavori di Leonardo e dei suoi allievi, incluso Giovanni Antonio Boltraffio, di cui il Poldi possiede la pregevole Madonna con bambino.
L’attribuzione a Leonardo del dipinto, che un tempo sembrava certa, è a dir poco controversa, c’è chi lo ritiene opera di un suo allievo come Boltraffio. In mostra (l’esposizione è a cura di Pietro C. Marani, uno dei massimi esperti di Leonardo, e Andrea Di Lorenzo, con progetto allestitivo e grafica espositiva di Migliore + Servetto Architects e progetto grafico di Salvatore Gregorietti) ci sono però anche lavori importanti di altri allievi di Leonardo fra cui Marco D’Oggiono, il maestro della Pala sforzesca e di Francesco Napoletano.
Sono visibili dunque le affinità della Madonna Litta con la Venere delle rocce della National Gallery, e di quelle della Madonna con bambino con la seconda Madonna delle rocce (conservata al Louvre). Questo accostamento permette di far comprendere al pubblico come avviene (e come cambia nel tempo) l’attribuzione delle opere.
Grazie alla fondazione Bracco, è stata anche eseguita una serie di analisi diagnostiche su alcune opere presenti in mostra, coordinata dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR in collaborazione con l’Università di Milano e l’Università di Milano-Bicocca. Radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore e così via hanno permesso di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, in un arco cronologico ristretto: dal 1482 al 1499, gli anni della presenza di Leonardo a Milano.
Grazie a un apparato multimediale i risultati saranno visibili ai visitatori della mostra, ma anche consultabili sul sito del museo e della fondazione Bracco, che, insieme a Comune e Regione, ha reso possibile l’esposizione.
Ad assistere il pubblico è stata anche realizzata una App.
oltre all’ album “Diventa un allievo di Leonardo” rivolto ai bambini dai 7 agli 11 anni.

Petite Messe Solennelle in jazz a Pesaroil 16 novembre con Paolo Fresu, Uri Caine,Daniele Di Bonaventura

PESARO06 novembre 201915:44

– Una Petite Messe Solennelle in chiave jazz nell’ambito delle celebrazioni dell’anniversario della morte di Gioachino Rossini. La Petite (jazz) solennelle, rilettura dell’ultimo lavoro del compositore è stata realizzata appositamente per il Rossini Opera Festival da un trio composto da alcuni dei più importanti musicisti contemnporanei: Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Uri Caine (pianoforte) e Daniele Di Bonaventura (bandoneon). Sarà eseguita in prima assoluta sabato 16 novembre alle 21 al Teatro Rossini di Pesaro.
Il trio interpreterà la partitura rossiniana con rigore e, assieme, originalità, attraverso linguaggi improvvisativi e strumenti inusuali come la tromba, il flicorno e il bandoneon, che sostituisce l’harmonium della versione originale.

Vasco NonStop Live approda al cinemaIl film delle estati ’18 e 19 in sala il 25, 26 e 27 novembre

06 novembre 201915:46

– Il Vasco NonStop Live 018+019 arriva al cinema in tutta Italia per tre giorni. Il film del live di Vasco Rossi, con la regia di Pepsy Romanoff, sarà sul grande schermo il 25, 26 e 27 novembre.
Immagini, suoni e parole di due estati rock. Il racconto si snoda da come nasce una scaletta “perfetta” al fronte del palco.
Vasco racconta i segreti delle sue scelte, affida pensieri ed emozioni alla telecamera che lo riprende in vari momenti dall’intimità di una sala d’incisione alle prove con la band, mentre lo show si compone fino all’esplosione finale dello stadio.
Vasco NonStop Live 018+019 è prodotto da Universal Music Group, in collaborazione con Giamaica, realizzato da EXCEPT e distribuito al cinema da QMI Stardust.

Il MoMA compie 90 anni, torna a origini radicaliFondatrici volevano luogo dove arte doveva “andare e venire”

NEW YORK06 novembre 201915:54

– NEW YORK, 06 NOV – Al giro di boa del novantesimo compleanno, il MoMA torna alle origini riscoprendo l’anima radicale dell’epoca della fondazione. 7 novembre 1929: immaginato dalle fondatrici come un luogo dove l’arte moderna doveva “andare e venire”, il museo sulla 53esima strada e’ uscito come un “work in progress” dalla sua ultima (e quinta ristrutturazione) completata appena in tempo per l’anniversario.
Dal 1929 il MoMA ha continuamente ridefinito l’idea di museo di arte moderna nella cultura contemporanea occidentale.
All’inizio (e fino al 1952) non aveva una collezione permanente: il primo direttore, Alfred Barr, lo immaginava come “un siluro che avanza nel tempo: la punta e’ il presente in continua evoluzione, la coda il passato che arretra di 50, 100 anni”.
L’idea di Barr era di vendere opere vecchie di oltre 50 anni ad altri musei come il Metropolitan e il Whitney, per comprare creazioni di artisti viventi. Il primo direttore considerava gli spazi a sua disposizione come un laboratorio per l’esplorazione delle varie forme della produzione artistica.
Da allora il MoMA ha continuato a allargarsi sia in metratura che in focus abbracciando installazioni, concettualismo, performance e video-art. Da ultimo, la rivoluzione culturale del nuovo look da 450 milioni di dollari che utilizza il progetto dello studio Diller, Scofidio +Renfro per trascendere il canone dell’arte occidentale intrecciandone la narrazione con “altre voci e prospettive”: non piu’ un universo, ma un “pluriverso” in cui c’e’ spazio per donne, asiatici, latino-americani, afro-americani, accanto a beniamini del pubblico come “Les Demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso e la “Notte Stellata” di Vincent van Gogh.
Tutto comincio’ il 7 novembre di 90 anni fa quando Abby Aldrich Rockefeller e le amiche Lillie P. Bliss e Mary Quinn Sullivan affittarono uno spazio al dodicesimo piano dell’Heckscher Building su Fifth Avenue e 57esima strada, quello dove oggi si trova Bulgari. “Le Ladies”, come erano soprannominate allora, aprirono il nuovo museo al pubblico nove giorni dopo il crollo di Wall Street con una mostra sanzionata da loro di capolavori dei maestri del Modernismo. Passarono 10 anni prima che il MoMA si insediasse dove si trova oggi, in un appezzamento di proprietà della famiglia Rockefeller, con un progetto realizzato dagli architetti Philip L. Goodwin ed Edward Durell Stone e oltre 20 prima del primo nucleo della collezione permanente. Nel 1964 Philip Johnson disegno’ l’Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden. Prima dell’ultimo rinnovo, aveva messo le mani agli spazi il giapponese Yoshio Taniguchi, con un ampliamento pari a 58mila metri quadri.
Nelle ultime trasformazioni l’unica costante e’ rimasta Glenn Lowry: 65 anni e al timone dal 1995, l’anno scorso e’ stato prorogato per altri 7 anni. Lowry resterà in carica fino al 2025: un’estensione temporale tanto lunga da renderlo il direttore per più tempo al servizio dell’istituto.

Marco Masini celebra 30 anni carriera con disco e tourIn primavera nuovo lavoro e live nei teatri italiani ed europei

06 novembre 201916:35

– Il 2020 si preannuncia un anno di festeggiamenti per Marco Masini, che celebra 30 anni di carriera. Nel 1990 usciva “Marco Masini”, l’omonimo primo album dell’artista toscano che nel corso degli anni ha pubblicato undici album in studio. Tra i suoi successi singoli come T’innamorerai, Bella Stronza, Ci vorrebbe il mare, L’uomo volante, Raccontami di te o, ancora, Spostato di un secondo, brano con cui ha partecipato per l’ottava volta al Festival di Sanremo.
Il prossimo anno sarà caratterizzato da un disco, in uscita in primavera, e da un tour: da aprile, infatti, Marco Masini si esibirà live nei principali teatri italiani ed europei. Queste le date confermate: 3 aprile Mons, 4 aprile Liegi, 15 aprile Zurigo, 16 aprile Milano, 18 aprile Ancona, 25 aprile Brescia, 30 aprile Bologna, 2 maggio Roma, 9 maggio Torino, 12 maggio Venezia, 15 maggio Firenze, 18 maggio Parma.

Incidente domestico per Piero Angela, sta bene ora a casaIl giornalista, Ringrazio tutto il mio pubblico per l’affetto

06 novembre 201916:52

– Piccolo incidente domestico all’avambraccio per Piero Angela (91 anni a dicembre) decano dei divulgatori scientifici della tv e amatissimo dai telespettatori. Angela comunque ora sta bene ed è già rientrato nella sua abitazione. Dopo un controllo all’ospedale romano Sant’Andrea il giornalista è tornato a casa con la moglie, ma ci tiene a far sapere attraverso la sua portavoce che le sue condizioni sono migliorate, e soprattutto a ringraziare tutti coloro che lo hanno riempito di messaggi e telefonate e incoraggiamento anche attraverso i social, un abbraccio speciale va “al mio pubblico – ha detto Angela – che vedo ancora con affetto mi segue e si preoccupa per me”.

Inedito di George Michael nel film Last ChristmasThis is how (We Want you to get high), primo originale dal 2012

06 novembre 201918:44

– A quasi tre anni dalla morte, avvenuta il 26 dicembre 2016, esce “This Is How (We Want You To Get High)”, primo brano inedito di George Michael dal 2012.
La canzone, scritta e prodotta da George Michael in collaborazione con James Jackman, è pubblicata da Universal Music e fa parte della colonna sonora del film “Last Christmas”, ispirato alla musica di George Michael e degli Wham!.
“This Is How (we want you to get high)”, registrato a Londra durante le ultime sessioni in studio di George, è il primo materiale originale che viene condiviso dal 2012 ed è un tipico brano di George Michael dal ritmo funky.
Il testo, scritto esclusivamente da George, racconta dei mali della società con la caratteristica miscela di umorismo e autoironia tipica della pop star inglese. Il singolo accompagna perfettamente la scena finale di “Last Christmas”, la nuova commedia romantica di Universal Pictures, ispirata dall’omonimo successo degli Wham! e in uscita il 19 dicembre. Il film è diretto da Paul Feig (Bridesmaids) e co-sceneggiato da Emma Thompson, con Emilia Clarke (Game of Thrones), Henry Golding (Crazy Rich Asians), Michelle Yeoh ed Emma Thompson stessa.
Thompson aveva incontrato George nella sua casa nel nord di Londra, nella primavera del 2013, per parlare della sceneggiatura. L’attrice aveva poi sviluppato varie versioni della storia prima della improvvisa scomparsa di Michael. Nella primavera del 2018, dopo aver discusso su quali canzoni sarebbero state inserite nel film, Emma Thompson ha avuto un’anteprima esclusiva di quattro brani inediti di George Michael. La colonna sonora del film, che contiene tre brani degli Wham! e dodici canzoni della carriera solista di George Michael, sarà disponibile dall’8 novembre.

Manuel Agnelli, esce An Evening with Manuel AgnelliIl 22 novembre il vinile in tiratura limitata

06 novembre 201919:24

– Manuel Agnelli, in occasione delle nuove date del tour da solista nei teatri, ha deciso di pubblicare il vinile di “An Evening With Manuel Agnelli” in uscita il 22 novembre su etichetta Island Records.
Questa edizione speciale in tiratura limitata è testimonianza dell’omonimo tour che lo vede protagonista assoluto, insieme al polistrumentista Rodrigo D’Erasmo, in uno spettacolo inedito che unisce musica, letteratura e il racconto nelle sue mille sfaccettature e il dialogo col pubblico.
Il vinile raccoglie alcuni brani e momenti più coinvolgenti registrati durante il live in cui si alternano le versioni rivisitate delle canzoni degli Afterhours alle cover che hanno influenzato il percorso musicale di Manuel e hanno ispirato la sua poetica.
“L’esperienza di questo tipo di spettacolo in teatro è stata prima di tutto liberatoria – racconta il frontman degli Afterhours -. Ho sempre pensato che il concerto dovesse essere un lungo viaggio privato, con un suo ritmo interiore preciso.
Quando suono con la band ho ancora quel desiderio, quella voglia di perdermi totalmente dentro l’energia e, a volte, la violenza del suono. Non ho mai parlato molto sul palco prima di oggi, perché mi sembrava di interrompere e rovinare quel flusso di energia. Riuscire a raccontare delle storie mi ha fatto scoprire la possibilità di un rapporto diverso con chi ci viene a sentire, magari meno ancestrale e meno istintivo, non necessariamente più complice, ma più sfumato, più dettagliato, in qualche modo più consapevole. Mi ha fatto scoprire un nuovo me. Mi ha fatto sentire meno prigioniero di un personaggio e, per questo, ancora più orgoglioso di poterlo essere quando voglio. Soprattutto, mi ha dato la possibilità di prendermi la totale responsabilità della mia musica senza il guscio della band”.

Apollo Mission: Irlando, Franceschini chieda spiegazioniIrlando, ministro intervenga su legittimità iniziativa Louvre

NAPOLI06 novembre 201919:26

– “Il ministro Franceschini dovrebbe chiedere dettagliate spiegazioni alla Francia sulla legittimità dell’acquisto in corso, da parte del Museo Louvre di Parigi, di una preziosa statua in bronzo di Apollo citarista proveniente, ma non si sa in che modo, dal territorio entro cui si trovano gli scavi archeologici di Pompei”. E’ quanto sostiene l’architetto Antonio Irlando, responsabile di “Osservatorio Patrimonio Culturale” riguardo all’iniziativa annunciata ieri dal grande museo francese.
“E’ sconcertante leggere sul sito ufficiale del Louvre che è stata avviata una vasta campagna di raccolta fondi denominata ‘Apollo Mission’ – sostiene l’Osservatorio Patrimonio Culturale – per contribuire all’acquisizione di quanto, impropriamente si definisce un ‘tesoro nazionale’, per la cifra di 6,7 milioni di euro richiesta dal misterioso detentore della statua e a cui la ‘Société des Amis du Louvre’ ha già garantito la somma di 3,5 milioni di euro”. “Il sito del museo francese per convincere i mecenati a contribuire al raggiungimento della somma di 800.000 euro entro il prossimo 28 febbraio – spiega l’architetto Antonio Irlando – fornisce notizie accattivanti facendo sapere che questa grande statua in bronzo risale al II o I secolo avanti Cristo ed è una superba rappresentazione di Apollo, aggiungendo, senza pudore e rispetto istituzionale per l’Italia, che probabilmente fu usata per decorare una villa romana alla periferia di Pompei, distrutta dall’eruzione del Vesuvio”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

American Horror Story, torna con nona stagione
Ogni giovedì su Fox, tra addii e nuovi arrivi

06 novembre 201919:34

– American Horror story, la pluripremiata serie antologica, questa volta intitolata 1984 e nata per omaggiare film come Venerdì 13, che viene citata esplicitamente nella serie, o Nightmare, torna da domani alle 21.25 su Fox (112, Sky) con la nona stagione. Creata dalle menti di Ryan Murphy e Brad Falchuk, i nuovi episodi sono caratterizzati da tinte slasher tipiche degli horror anni ’80.
La location di AHS: 1984 è il campo estivo di Redwood dove si aggira un pericoloso serial killer, Mr. Jingles, che semina morte e terrore. Per la prima volta la serie non vedrà la partecipazione di due dei suoi interpreti storici. Evan Peters non ci sarà, mentre Sarah Paulson comparirà solo in un cameo, ma non farà parte del cast. Per due attori che escono arrivano tre new entry assolute: si tratta dello sciatore freestyle Gus Kenworthy, atleta seguitissimo e molto amato in America, che fa il suo debutto assoluto come attore in 1984, Matthew Morrison, l’ex professor Schuester di Glee e Angelica Ross che recitato nella fortunata serie tv Pose – anche lei per la prima volta nel cast. Rivedremo invece Billie Lourd, Cody Fern, Emma Roberts e Leslie Grossman, mentre Mr. Jingles sarà interpretato da John Carroll Lynch (Fargo, The Founder), che aveva già vestito i terrificanti panni del clown Twisty nella serie

Modì torna a casa, arriva grande giornoDa domani al 6 febbraio in mostra l’avventura di Montparnasse

LIVORNO06 novembre 201919:51

– ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori delle collezioni Netter e Alexandre’ è la grande mostra che Livorno, città natale, da domani al 16 febbraio 2020, dedica al suo grande artista nel centenario della scomparsa al Museo della Città, nel quartiere Venezia.
L’esposizione,organizzata dal Comune insieme all’Istituto Restellini di Parigi, con la Fondazione Livorno, fa ammirare 14 dipinti e 12 disegni di Amedeo Modigliani (1884-1920), opere raramente visibili dal pubblico. Tra quelle, sue, esposte c’è il ritratto Fillette en Bleu del 1918, il ritratto di Cham Soutine del 1916, il ritratto Elvire au col blanc e il ritratto Jeune fille rousse(Jeanne Hébuterne) del 1919. Dei disegni la Cariatide del 1913. “La mostra segna un avvenimento molto importante – ha detto Marc Restellini – Pensando a una mostra su Modigliani volevamo lavorare su Livorno, condividere cos’è stato Modì a Parigi nel tempo nell’Avanguardia pensando che quella che fu Parigi per Modigliani fosse nulla senza Livorno”.

Recanati, ultimo saluto a Vanni Leopardi51 rose rosse sulla bara, gli anni della figlia Olimpia

RECANATI (MACERATA)06 novembre 201920:58

– “Caro Vanni, ci siamo conosciuti e stimati… ora anche tu fai parte della tua nobile ascendenza, di quanti lungo i secoli ti hanno preceduto, condottieri letterati e religiosi. La tua memoria sia tra quelli che renderanno sempre più glorioso il passato del tuo nobile casato”. Così lo studioso padre Floriano Grimaldi ha ricordato Vanni Leopardi, discendente di Giacomo, nell’omelia durante la messa funebre a Recanati, nella chiesa di Santa Maria di Montemorello nella piazzuola Sabato del Villaggio, d asempre chiesa della famiglia. Sul feretro, presidiato da un picchetto d’onore del Carabinieri, 51 rose rosse della figlia Olimpia, lo stesso numero degli anni della nobildonn. In prima fila Olimpia, con i figli Gregorio, Diana, Ettore e il nipote Pier Francesco.
Tra i presenti le massime autorità civili e militari. Un lungo corteo a piedi ha accompagnato il carro funebre fino a Porta Romana, da dove il feretro è stato trasferito a San Leopardo nella tomba monumentale della famiglia.

X Factor 2019: Marracash ospite del terzo appuntamento liveDieci i concorrenti, due manche e due eliminazioni

07 novembre 201910:14

Sono dieci i concorrenti di X FACTOR 2019 che questa sera, alle ore 21.15, si sfideranno per continuare il proprio percorso nella gara del talent di Sky prodotto da Fremantle.E per tutti il primo obiettivo, quello di riuscire a presentare tra due settimane il proprio inedito, si avvicina sempre di più. Malika Ayane e Sfera Ebbasta gareggiano con due concorrenti mentre sono ancora intatte le squadre di Mara Maionchi e Samuel.Sul palco, Alessandro Cattelan guiderà la gara e accompagnerà giudici e concorrenti nel meccanismo di questa settimana: una sfida al cardiopalma che prevede due manche con altrettante eliminazioni. Il primo concorrente abbandonerà la corsa verso la finalissima al Mediolanum Forum di Assago al termine della prima manche, che vedrà i concorrenti impegnati in un mash-up dei propri cavalli di battaglia.A seguire, i nove rimasti si esibiranno in una sfida con un unico round in cui i due meno votati dovranno sottoporsi al giudizio del televoto. Tra gli OVER, squadra di Mara Maionchi, Eugenio Campagna proporrà il suo inedito “Cornflakes”; Nicola Cavallaro canterà “Happy” di Pharrell Williams; Marco Saltari, invece, porterà sul palco “Foxey Lady” di Jimi Hendrix. Samuel ha assegnato ai suoi GRUPPI i seguenti brani: “Le acciughe fanno il pallone” di Fabrizio De André ai Sierra; “Vedrai Vedrai” di Luigi Tenco ai Seawards; “All or Nothing” di Elliphant feat. Bunji Garlin & Diplo ai Booda. Malika, per i suoi ragazzi degli UNDER UOMINI, ha scelto: “Baby I Love You” dei Ramones per Lorenzo Rinaldi; e “Why’d You Only Call Me When You’re High?” degli Arctic Monkeys per Davide Rossi. Infine, per la categoria delle UNDER DONNE, Sfera ha dato “Bellyache” di Billie Eilish a Giordana Petralia e “C’est la vie” di Achille Lauro a Sofia Tornambene.Nell’X Factor Dome, l’ospite di questa settimana è MARRACASH, che presenterà il suo nuovo disco “Persona”. Dopo tanta attesa da parte dei fan, l’album arriva come simbolo di una crescita, soprattutto delle due anime del “king del rap”. Come ha affermato lo stesso rapper, i brani presenti nell’album – ricco di featuring – sono fatti di “carne, ossa e sangue”: il corpo che Marra e Fabio, il suo vero nome, condividono da sempre diventa in questo album il mezzo di comunicazione tra i due.

Modigliani nella sua LivornoFino al 16 febbraio 2020 in mostra l’avventura di Montparnasse

LIVORNO07 novembre 201910:30

– ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori delle collezioni Netter e Alexandre’ è la grande mostra che Livorno, città natale, dedica, fino al 16 febbraio 2020, al suo grande artista nel centenario della scomparsa al Museo della Città, nel quartiere Venezia.
L’esposizione, organizzata dal Comune insieme all’Istituto Restellini di Parigi, con la partecipazione della Fondazione Livorno, fa ammirare 14 dipinti e 12 disegni di Amedeo Modigliani (1884-1920), opere raramente visibili dal pubblico.Tra quelle esposte c’è il ritratto Fillette en Bleu del 1918, il ritratto di Cham Soutine del 1916, il ritratto Elvire au col blanc e il ritratto Jeune fille rousse (Jeanne Hébuterne) del 1919. Dei disegni la Cariatide (blue) del 1913. Accanto alle opere di Modigliani, un centinaio di altri capolavori, anch’essi collezionati da Jonas Netter a partire dal 1915, opere rappresentative della grande École de Paris. Tra queste i dipinti di Cham Soutine come L’Escalier rouge à Cagnes, di Maurice Utrillo tra cui Place de l’église à Montmagny, rue Marcadet à Paris e Paysage de Corse. Poi Suzanne Valadon, Andrè Derain che con Le Grand Bagneuses ha realizzato un’opera considerata uno dei capisaldi dell’arte moderna e dipinti come St.Tropez, e Portrait d’homme di Mose Kisling, artista polacco che ci ha lasciato uno dei ritratti più emblematici proprio del collezionista Jonas Netter.
“E’ una mostra che segna un avvenimento molto importante – ha detto Marc Restellini – quello che volevamo pensando a una rassegna su Modigliani era lavorare su Livorno, sulle percezioni e condividere cos’è stato Modigliani a Parigi nel periodo dell’Avanguardia pensando che quella che è stata Parigi per Modigliani fosse nulla senza Livorno”. “Il miracolo – ha aggiunto – si è prodotto per il centenario: la collezione Modigliani ha avuto molte richieste da tutto il mondo e siamo riusciti a farla qui: per me è un grande onore, meraviglioso che fosse fatta a Livorno”. Alla presentazione c’erano anche il sindaco Luca Salvetti, l’assessore alla cultura Simone Lenzi e il coordinatore del progetto Sergio Risaliti. “Ci sono appuntamenti che non si possono mancare – hanno detto Salvetti e Lenzi – e quello del centenario di Modigliani è uno di questi: dovevamo presentarci come città e ci siamo presentati. Un lavoro enorme, in due mesi ci siamo riusciti. Modigliani era livornese, a Livorno c’è nato ci ha vissuto e si è formato e noi abbiamo l’occasione storica di raccontarlo: lo sguardo che Modì portò a Parigi si è formato qui, sotto questo cielo”.

Mina Fossati, esce il singolo Tex-Mex che anticipa albumDa 7/11 il trailer film Ozpetek con Luna Diamante

07 novembre 201911:34

– Il primo singolo, Tex-Mex, estratto dal nuovo album Mina Fossati, esce il 7 novembre.
Nell’album i due grandi protagonisti della musica italiana tornano a collaborare in un’occasione unica in cui per la prima volta uniscono le loro voci in 11 brani inediti, scritti e composti da Fossati e cantati da Mina e Fossati, in uscita il 22 novembre prossimo per Sony Music, prodotto da Massimiliano Pani per Pdu e Il Volatore.
Sempre il 7 novembre, viene lanciato anche il trailer de ‘La Dea Fortuna’, il nuovo film di Ferzan Ozpetek che ha scelto il brano di Mina e Fossati, Luna Diamante, tra i pezzi che compongono la colonna sonora del suo film. Tex-Mex ha un sound blues-rock, mescolato ad atmosfere di stampo latino. E’ un inno all’amore che illude, che tradisce e che perdona ma che permette anche quegli eterni ritorni di cui canta Mina: “Ma guarda tutti quelli laggiù come ballano e si baciano, con che sguardi si ingannano, per un’occhiata cosi anche tu mi hai desiderata e allora sono tornata”.
Il video del singolo, per la regia di Mauro Balletti, art director storico di tutti i progetti di Mina, è ambientato in un non-luogo che allude proprio all’immaginario Tex-Mex, in cui un uomo si trova a vivere uno strano presente.
Luna Diamante, tra i pezzi che compongono la colonna sonora del film di Ozpetek, racconta il valore della fatica e dell’attesa, del perdono e del ritrovarsi. La forza comunicativa e emotiva di Luna Diamante svela una Mina quasi inedita dalla potenza cruda, sincera e reale. Il brano è totalmente affidato a Mina, ma nei vocalizzi finali si unisce Fossati, come in una tenera risposta. Il pre-order digitale dell’album è disponibile dal 7 novembre.

Donaera, vi racconto ‘Io sono la bestia’Il romanzo d’esordio dello scrittore che viene dalla poesia

07 novembre 201911:59

– ANDREA DONAERA, IO SONO LA BESTIA (NNE, PP 226, EURO 16,00). Parla solo attraverso le poesie che scrive e ascolta musica black metal, Michele Trevi, il quindicenne protagonista del primo romanzo di Andrea Donaera, ‘Io sono la bestia’, pubblicato da NN Editore. Figlio di Mimì, un capoclan della Sacra Corona Unita, il ragazzo si toglie la vita quando Nicole, sua compagnia di scuola di buona famiglia, rifiuta ridendo il suo regalo, un quaderno di venti poesie d’amore che nel romanzo è diventato un contenuto speciale con un codice per scaricarlo che si trova alla quarta pagina del libro.
Michele è un po’ come mi sono sentito io per tanti anni.Le sue sono poesie di un quindicenne. E’ un personaggio poco realistico, l’unico del romanzo, gli altri sono tutti plausibili” dice

Donaera, salentino, nato a Maglie nel 1989 e cresciuto a Gallipoli, che vive da tre anni a Bologna, viene dalla poesia e ha un gruppo metal. “La poesia è stata una grande esperienza di scrittura, una palestra per arrivare al romanzo. Ho scritto poesie in prosa o saggi dedicati alla poesia, in particolare a Elio Pagliarani” racconta Donaera che tra i poeti più amati cita Sylvia Plath e Amelia Rosselli.
“Negli anni dell’Università ho amato tantissimo la Rosselli e Michele nel libro muore come lei, lanciandosi sal balcone di casa” .
Ambientato nel 1994, quando la Sacra Corona Unita “era molto più vivace di adesso in Puglia” e quando esplodeva il Black Metal, ‘Io sono la bestia’ “non è – sottolinea l’autore – un romanzo sulla mafia. Sono cresciuto ascoltando tante storie di Paese, quasi sempre inventate, sulla Sacra Corona Unita. Sono state la mia mitologia privata. Con gli amici si parlava sempre di quello. La Sacra Corona Unita è uno sfondo plausibile nello spazio-tempo di questo romanzo. Volevo raccontare una storia estrema e poichè sono salentino questa era la cosa più naturale.
La Sacra Corona Unita non è in superficie, è la superficie. La vita quotidiana in Salento è connessa con il sistema criminale” racconta lo scrittore. E aggiunge :”la musica è molto presente nella vita dei personaggi. Molti ascoltano i Nirvana. Il romanzo non è ambientato a caso nel ’94, pochi mesi dopo il suicidio di Kurt Cobain”.
La narrazione a più voci, con Mimì che vuole vendetta per la morte del figlio e così prende Nicole e la fa rinchiudere in una casa sperduta nella campagna salentina, usa diversi registri in un interessante confronro tra le parole dell’oralità e quelle della scrittura.
Il linguaggio principale è quello psichico, molto ritmico e impastato di Mimì, una specie di traduzione dal dialetto perchè io penso e sogno in dialetto.Il primo passo linguistico è stato questo ma volevo ci fosse un controcanto: una lingua più pura, più vicina al linguaggio scritto. I personaggi alternano i due registri” dice Donaera. Così Veli, il guardiano della casa dove è prigioniera Nicole, ha una lingua estremamente pulita”. E in qualche modo lo è anche quella di Arianna, la figlia maggiore di Mimì della quale i il guardiano è innamorato. In Nicole, Veli rivede un po’ la donna che ama e tra i due nasce un legame strano, di silenzi e ferocia. “Credo che la scrittura dovrebbe entrare nelle cose autentiche che sono sempre le più terribili e oscure. Mi interessa indagare i simboli che ci portiamo dietro.
Il suicidio è un grande simbolo e ho avuto a che fare con persone che hanno compiuto questo gesto. Non è autofiction, ma tanti elementi della mia vita in qualche modo sono entrati nella ideazione della storia” spiega lo scrittore di questo romanzo di “amore e morte”.
“‘Io sono la bestia’ è un titolo stratificato, può voler dire tante cose” sottolinea Donaera che ha cominciato a scrivere questo romanzo appena è arrivato a Bologna. “Musica e scrittura per me vanno insieme, ma mi viene meglio scrivere che suonare” dice Donaera che non si sente di nessun luogo.

Su Rai3, 1989 Cronache del Muro di BerlinoIl film documentario di Ezio Mauro, venerdì 8 in prima serata

07 novembre 201912:55

Nel trentesimo anniversario dalla caduta del Muro di Berlino, che per 28 anni divise in due non solo una città ma il mondo intero, separando famiglie, amici e destini, arriva su Rai3 “1989 Cronache dal Muro di Berlino”, film documentario di Ezio Mauro, prodotto da Stand by Me e Rai Cinema, in onda in prima tv assoluta venerdì 8 novembre in prima serata. Ezio Mauro dopo aver raccontato la rivoluzione russa in “Cronache di una rivoluzione” e la tragedia italiana del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro ne “Il Condannato”, torna sui luoghi che hanno segnato i 28 anni di storia del Muro di Berlino, ripercorrendone le tappe secondo un doppio registro narrativo: le vicende – mese per mese – dell’incredibile 1989, l’ultimo anno del Muro, si intrecciano alla storia di questo ‘mostro’ fisico e politico, dal suo concepimento, il 13 agosto 1961, fino alla sua caduta. Attraverso interviste ai testimoni e materiali d’archivio raccolti da numerose fonti internazionali, Ezio Mauro riporta alla memoria i 155 chilometri di cemento e filo spinato del muro, raccontando una storia fatta di persone, sguardi, speranze e delusioni, sullo sfondo dei luoghi simbolici delle vicende, dove sopravvivono le tracce di un recente passato. Dai politici agli oppositori, dai fuggitivi agli uomini di fede, dai carcerati agli artisti fino alla gente comune, Ezio Mauro incontra decine di persone dando spazio sia ai protagonisti della “grande storia” del Muro, sia a storie “dal basso” di cittadini italiani che hanno vissuto a Berlino in quegli anni. Tra i testimoni illustri, l’ex Presidente della Repubblica (2012 – 2017) Joachim Gauck, pastore protestante ed esponente dell’opposizione ai tempi della DDR; Joachim Rudolph, scappato dalla DDR nel ’61, protagonista l’anno successivo nell’avventura del tunnel che consentì la fuga da Berlino Est a Ovest di 29 persone; Brigitte Seebacher, la vedova di Willy Brandt, leader della Spd quando cadde il Muro, ex Cancelliere ed ex sindaco di Berlino; Rainer Eppelmann, altro pastore protestante con un ruolo di primo piano nei moti che accompagnarono la caduta del Muro, aiutò l’ascesa politica di Angela Merkel, suggerendo il suo nome come portavoce al primo premier della DDR libera. E ancora tra gli italiani, Graziano Bertussin che, accusato di essere una spia, fu tenuto prigioniero nel carcere della Stasi a Berlino Est per 4 lunghi e terribili anni; Riccardo Ehrman, ex corrispondente dalla Germania, che alla celebre conferenza stampa del 9 novembre 1989, con la sua domanda determinò la caduta del muro; Giuseppe Vita, da molti definito “l’italiano più influente a Berlino”, che divenne Ad della nota società farmaceutica berlinese Schering e poi consigliere di Schroeder, oggi nel vertice dell’azienda Springer. A completare questo mosaico variegato di testimonianze, i luoghi cardine delle vicende, essi stessi protagonisti del documentario: i pezzi di Muro ancora oggi in piedi, gli edifici coinvolti nello stravolgimento architettonico di Berlino, i simboli più conosciuti e visibili della città divisa come il Checkpoint Charlie, posto di blocco tra l’area di influenza statunitense e quella sovietica; la Porta di Brandeburgo, simbolo della città, che dopo la costruzione del Muro di Berlino, si ritrovò nella terra di nessuno, rinchiusa fra est ed ovest; la sede della Stasi, dove il ministro Mielke teneva i fili della sua tela di spie; Bornholmer Strasse, il varco del muro che è “caduto” per primo.
E tanti altri luoghi, meno noti ma non per questo meno rappresentativi, come le stazioni fantasma della metropolitana, il cimitero degli Invalidi, una casa popolare di Berlino Est fedelmente arredata come in quegli anni, gli studi di registrazione dove David Bowie compose Heroes.

Moda: nuova campagna Bottega Veneta firmata Tyrone LebonNelle foto la modella Jean Campbell e lo stilista Andre Walker

07 novembre 201913:29

– La campagna pubblicitaria Pre Spring 2020 sovverte l’iconografia del lusso continuando a definire attraverso le immagini del fotografo Tyrone Lebon la nuova identità di Bottega Veneta concepita dal direttore creativo della maison, Daniel Lee. Nella scenografia una catena d’oro oversize attraversa uno studio fotografico. Lo spazio che non ha subito ritocchi crea una tensione tra elementi grezzi e sofisticati. La gioielleria, un elemento chiave del design di Lee, invade la silhouette. Accessori intesi come un’estensione essenziale della forma. S’intrecciano entrambi nel nuovo dna del brand. Colori smorzati e viscerali a comporre una palette che va dal blu fumo al verde pino, dal caramello bruciato al nero.
Abiti di taglio sofisticato, dalla eleganza disinvolta vengono presentati in una contesto austero. Protagonisti della campagna la modella Jean Campbell e lo stilista di culto Andre Walker, personaggi che hanno saputo prendere il controllo delle proprie vite.
La campagna studia il culto di un’icona e trae ispirazione dal cinema neorealista italiano: elementi dello studio, realismo e raffinatezza, personaggi della vita reale accanto ad attori professionisti, l’alto in contrasto con il basso, tutto aggiunge tensione all’ immaginario.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moda: Jil Sander rinuncia all’uso di pelli esotiche
Con Peta assieme a Chanel, Westwood, von Furstenberg, Beckham

07 novembre 201913:30

– A seguito di un incontro con la Peta Usa, il marchio di lusso Jil Sander si è impegnato ad interrompere la vendita di borse, portafogli, portamonete, ed altri articoli in pelli esotiche di animali come alligatori, coccodrilli, struzzi, lucertole e serpenti. La maison ha adottato la politica contro la vendita della lana d’angora dal 2015. A darne nota è un comunicato della stessa associazione di animalisti. “Dietro a ciascuna borsa o scarpa di coccodrillo, alligatore, serpente, struzzo o lucertola vi è una morte violenta” ricorda la direttrice di Peta Elisa Allen nella nota.
“La decisione di Jil Sander di vietare le pelli esotiche risparmierà immensa sofferenza ad innumerevoli animali straordinari. Peta chiede ad altri brand di lusso di seguire l’esempio compassionevole di questa casa di moda”. Nella decisione di bandire l’uso di pelli esotiche Jil Sander si unisce a Vivienne Westwood, Diane von Furstenberg, Victoria Beckham e Chanel.
“Peta, il cui motto recita, in parte, che ‘gli animali non sono nostri da indossare’, ha pubblicato numerose denunce sull’industria delle pelli esotiche. Il gruppo ha rivelato che gli alligatori vengono tenuti in acque fetide all’interno di capanni umidi e bui. Successivamente il loro collo viene tagliato e gli viene infilata una barra di metallo nella testa, nel tentativo di distruggergli il cervello, spesso mentre sono ancora del tutto coscienti. Struzzi di un anno vengono trasportati tramite camion verso il mattatoio, dove gli operai li mettono a testa in giù in uno storditore, li sgozzano e gli strappano le piume. E i serpenti normalmente vengono inchiodati agli alberi, poi i loro corpi vengono aperti da un lato all’altro mentre vengono spellati vivi.

Tour Banco Mutuo Soccorso da BresciaStorica band in scena propone brani successo cd ‘Transiberiana’

MILANO07 novembre 201913:44

– Il Banco del Mutuo Soccorso torna dal vivo con il tour invernale le cui prime tappe sono stasera a Brescia al Teatro Display e domani a Milano al Dal Verme. La tournèe teatrale porterà la storica band sui palchi delle principali città italiane dopo il successo del recente album ‘Transiberiana’, le cui canzoni saranno proposte per la prima volta dal vivo, da parte di pubblico e critica.
Tra gli appuntamenti: 16 novembre Torino (Teatro Colosseo), 14 dicembre Martina Franca-Taranto (Teatro Verdi), 11 gennaio 2020 Chiasso (Cinema Teatro Chiasso), 31 gennaio Roma (Auditorium Parco della Musica), doppia data il 1 e 2 febbraio Campobasso (Teatro Savoia), 5 febbraio Genova (Teatro Politeama), 27 marzo Avezzano (Teatro dei Marsi), 31 marzo Bologna (Teatro Duse). E’ un periodo felice per la storica band, dopo le dolorose vicissitudini degli ultimi anni. Il gruppo, guidato dal carismatico leader Vittorio Nocenzi, ha ritrovato nuova linfa vitale e rinnovata energia.

Cultura: torna ‘Officina Roversi’ per conoscere opera poetaDue volumi, reading di scritti e messa in scena testo teatrale

BOLOGNA07 novembre 201913:52

– Due volumi appena stampati, un reading di suoi scritti e la prima messa in scena assoluta di un suo testo per il teatro: è quanto propone dal 10 novembre la nuova edizione del progetto ‘Officina Roversi’, avviato dal Comune di Pieve di Cento (Bologna) nel 2017 per ricordare il poeta Roberto Roversi (1923-2012), che fu tra l’altro per anni protagonista di un sodalizio artistico d’autore con Lucio Dalla.
Al Museo della Storia di Pieve di Cento domenica prossima è in programma la lettura integrale de ‘Le descrizioni in atto’, volume pubblicato solo in ciclostile autoprodotto da Roversi, una raccolta-simbolo della più alta poesia civile del Novecento.
Venerdì 22, alla Sala Borsa di Bologna, sarà presentato l’ultimo libro di Roversi, ‘Epifonemi dell’agosto 1983 a Giulianova’, pubblicato da un piccolo editore siciliano, Angelo Scandurra. Il 30, al teatro storico Alice Zeppilli di Pieve di Cento (replica il 28 gennaio ai Teatri di Vita a Bologna), sarà messa in scena per la prima volta l’unica opera teatrale di Roversi pubblicata ma mai rappresentata, ‘La macchia d’inchiostro’.
Stesso luogo, il 15 dicembre, per la presentazione del libro ‘Trenta piccoli viaggi’ di Graziano Campanini, ultimo volume uscito con la prefazione di Roversi; sarà l’occasione per discutere anche sull’attività di promotore culturale di Roversi, sempre disponibile ad aiutare i giovani autori.
“Roberto Roversi – dice il sindaco Luca Borsari – amava Pieve di Cento e per questo abbiamo l’onore di custodire qui il suo archivio privato di lavoro. Anche per questo abbiamo pensato insieme ad Antonio Bagnoli, nipote del poeta ed editore della Pendragon, ad una serie di appuntamenti che consentiranno a tutto il territorio metropolitano di scoprire l’attualità dei testi di una delle figure che hanno contribuito a rendere grande Bologna in Italia e nel mondo”.

Alpini e Protezione civile in difesa dei Beni culturaliEsercitazione interforze in monastero imperiese

GENOVA07 novembre 201914:03

– E’ stato il monastero di san Domenico a Taggia lo scenario del primo giorno operativo della esercitazione interforze denominata Vardirex 2019. Per la prima volta Esercito, Associazione Nazionale Alpini, Protezione Civile e Ministero Beni e Affari Culturali hanno operato per testare le procedure di intervento nel caso in cui siano in pericolo le opere d’arte. Un ipotetico crollo, decine di opere di inestimabile valore, l’intervento della Sala Operativa presso la Prefettura e la conseguente attivazione degli assetti interagenzia. Le unità delle Truppe Alpine e dell’Associazione Nazionale Alpini, formati dai tecnici della Protezione Civile e dagli esperti della Riserva Selezionata dell’Esercito Italiano hanno provveduto all’individuazione, catalogazione e messa in sicurezza di oltre 20 opere, confermando l’efficacia del sistema di sinergie elaborato nelle fasi di pianificazione.
La giornata è stata caratterizzata anche dal completamento dei campi e delle strutture di supporto della Sanità Alpina che nei prossimi giorni costituiranno un elemento importante della Vardirex che è entrata nel vivo con scenari di soccorso di persone in pericolo di vita sia nell’imperiese che nel lodigiano dove si sta provvedendo alla realizzazione di un ponte Baley necessario a causa di un dissesto idrogeologico. Un fuori programma ha visto un nucleo del 32° reggimento Genio guastatori alpino impiegato, a seguito di una specifica richiesta, per alcuni sopralluoghi tecnici reali in alcune zone della provincia colpite dalle pioggia della scorsa settimana.

Zucchero, in tempi non sereni la mia redenzione passa dal blues’D.O.C.’ è il nuovo album in uscita domani il tutto il mondo

07 novembre 201916:31

Esce domani il tutto il mondo il nuovo album di Zucchero. Intitolato ‘D.O.C.’, il lavoro di Adelmo Fornaciari, prodotto da Don Was, ha una scaletta di undici brani inediti, tre bonus track e segna il ritorno in scena di Zucchero a tre anni di distanza dal precedente ‘Black cat’.L’album è stato anticipato dal singolo ‘Freedom’, con l’artista britannico Rag’n’Bone Man. Dal vivo, Fornaciari partirà con un tour mondiale il prossimo aprile e a settembre 2020 tornerà anche all’Arena di Verona, con dodici concerti, per gli unici appuntamenti italiani dell’anno.”Vivo i tempi in cui tutti viviamo – ha detto Zucchero – e ho abbandonato molti doppi sensi perché non è periodo per essere così goliardici e sereni. La mia redenzione, però, passa sempre dal blues”.

Red Hot Chili Peppers a Firenze Rocks 2020Il 13 giugno 2020, è unica data in Italia

FIRENZE07 novembre 201915:54

Concerto dei Red Hot Chili Peppers a Firenze Rocks il 13 giugno prossimo: è l’unica data italiana del gruppo il prossimo anno. Fra gli ospiti del festival fiorentino – prodotto e organizzato da Live Nation Italia, in collaborazione con Le Nozze di Figaro, al Visarno Arena – già annunciati Green Day e Weezer. L’annuncio del concerto dei Red Hot Chili Peppers – oltre 60 milioni di dischi venduti e sei Grammy Awards vinti – è stato dato anche dal sindaco Dario Nardella su Facebook.Firenze Rocks ha portato nel capoluogo toscano, nelle precedenti edizioni, Aerosmith, Guns ‘N’ Roses, Eddie Vedder, Foo Fighters, Ozzy Osbourne, Iron Maiden, System of a Down, Tool, The Smashing Pumpkins, Ed Sheeran e The Cure. Nelle due precedenti edizioni sono stati in totale più di 550.000 le persone arrivate da vari paesi a Firenze per assistere ai concerti.

Boni, io Enrico Piaggio e il mio sogno italianoSu Rai1 film tv il 12 novembre su papà Vespa

07 novembre 201915:02

– Alessio Boni si riconferma un volto di punta della fiction Rai. L’attore bergamasco presta il suo volto con intensità a Enrico Piaggio, il papà della Vespa lo scooter più venduto al mondo. “Era un autentico visionario, un pioniere – ha detto – Comprende che la gente, siamo nel 1945, ha bisogno di muoversi, si inventa la Vespa pensando per prima alle donne e ai preti che hanno l’abito talare. Poi si inventa le rate per il pagamento. Quindi convince i produttori e il regista di Vacanze Romane con protagonisti Gregory Peck e Audrey Hepburn, e che secondo i piani avrebbero dovuto spostarsi per Roma su un calessino, ad utilizzare la sua Vespa. E fu subito successo in America e nel mondo”. Prodotto da Rai Fiction e Movieheart, con la regia di Umberto Marino Enrico Piaggio Un Sogno Italiano è un film Tv in onda su Rai1 in prima serata il 12 novembre presentato a Viale Mazzini dal direttore di Rai Fiction alla presenza del protagonista del regista e del cast.
Con Enrica Pintone nei panni della moglie Paola Piaggio, Roberto Ciufoli nelle vesti del genio progettista Corradi o D’Ascanio, cui Enrico Piaggio si rivolge, Francesco Pannofino in quelle del banchiere senza scrupoli Rocchi Battaglia, e con la partecipazione straordinaria di Violante Placido nel ruolo di Lia Rivelli. Nel cast Beatrice Grano è Suso. Il film parte nel 1945 la fabbrica di Pontedera e’ in macerie, Piaggio avverte la responsabilita’ di creare nuovo lavoro.

Moda: Barocco western per Versace Cruise 2020Rielaborazione dei codici della maison della Medusa

07 novembre 201915:16

– L’esplorazione di varie culture, di diversi riferimenti geografici e periodi storici, mescolati con i codici del brand, rappresenta il dna di Versace. Il brand è stato uno fra i primi italiani ad abbracciare la cultura del Western americano, rielaborando questo genere con un punto di vista europeo. Per la collezione Cruise 2020, la donna Versace viaggia giungendo alla frontiera del West e riscrive le proprie radici con un accenno alla cultura Pop. Le giacche di pelle strutturate sono abbinate a sete stampate e stivali da cowboy. I dettagli iconici in metallo spiccano sui capi e sugli accessori: le fibbie delle cinture stile western, i distintivi a forma di stella, le spille da balia e i medaglioni a forma di testa di Medusa. I cappotti in suede e gli accessori sono arricchiti dal motivo Barocco intarsiato su pelle. Il suede è declinato nei colori del deserto, sabbia, verde e rosso fuoco. Le cappe sono in lana jacquard, con i codici del brand che danno risalto al motivo Barocco a V. Le fodere dei cappotti proseguono con risvolti ed orli asimmetrici, ispirandosi alle coperte e ai ponci sfrangiati. I capospalla sono abbinati alle stampe Barocco Western e i colorati tweed strutturati sono arricchiti da inserti di pelle. Una nuova manica a sbuffo è abbinata agli abiti drappeggiati ispirati ai foulard. Le spalle esagerate prendono forma grazie alla seta attorcigliata e annodata. I pantaloni con stampa Barocco sono svasati. Le stampe d’archivio sono accennate sulle maniche, sui colletti e sugli inserti delle gonne. Gli abiti stampati dalle silhouettes fluide sono proposti nei colori dell’ambra, del verde ginepro e del rosa, sovrapposti a paesaggi desertici e ad elementi presi in prestito dal mondo del rodeo. La collezione uomo reinterpreta la figura del cowboy ispirandosi allo stile da biker. Le classiche giacche da motociclista in denim e in pelle sono impreziosite da finiture ispirate al mondo del rodeo. Gli abiti dal taglio sartoriale sono abbinati a cinture stile Western e a bolo tie da cowboy con la testa di Medusa.

Un’antichità moderna, memorie di bellezza classicaA Villa Medici esposte 87 opere in collaborazione con il Louvre

07 novembre 201916:34

– Un’importante testimonianza storica a cavallo tra i secoli, ma anche un innegabile trionfo di virtù e bellezze del mondo classico che emoziona e sorprende: apre l’8 novembre la mostra “Un’Antichità moderna” allestita fino al 1 marzo negli ampi spazi dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e a cura di Jean-Luc Martinez ed Elisabeth Le Breton. Il progetto, che l’Accademia ha realizzato in collaborazione con il Museo del Louvre, punta a valorizzare i calchi in gesso di opere d’arte della Grecia classica ed ellenistica, oggi scomparse e riesumate dalla Roma Imperiale e in seguito riscoperte a Roma nel Rinascimento, che la Francia decise di realizzare a partire dal XVII secolo (dal momento che le statue in marmo non si potevano spostare in ottemperanza alle leggi pontificie) per rievocare tutta l’armoniosa perfezione del mondo antico. In una sorta di passeggiata storica, la mostra presenta al pubblico 87 opere in gesso, oggetto di approfonditi studi scientifici negli ultimi anni, provenienti per la maggior parte dalla collezione dell’Accademia di Francia a Roma e dal Louvre, ma anche dagli Ateliers d’Art della Réunion des Monuments Nationaux del Grand Palais, dalla Cité de la Céramique Sèvres et Limoges, dalla Biblioteca Nazionale di Francia, dal Museo dell’Arte Classica del Polo Museale dell’Università La Sapienza di Roma.

‘Mente locale’ festival sul tema del territorioNelle province di Bologna e Modena dal 13 al 17 novembre

07 novembre 201916:48

– Quattordici film (selezionati tra 3.920) in concorso a ‘Mente locale’, il festival internazionale dedicato al territorio dal 13 al 17 novembre tra le province di Modena e Bologna: a Vignola, Valsamoggia e Savignano sul Panaro.
In palio due premi di mille euro per la categoria ‘non fiction’ e ‘fiction’ e menzioni speciali. Per la non fiction, i temi sono legati a drammi, dall’inquinamento di ‘Copper mountains’ al racconto del paese più bombardato del mondo, il Laos di ‘The Remnants’, dalla vita di una pastora iraniana in ‘Beloved’ ai progetti di sviluppo nel Senegal di ‘Nouvelle vague Kafountine’ fino alla vita sul treno transiberiano di Vostok n.20′. Nei titoli sull’Italia spazio a memoria e bellezza da conservare, come lo spopolamento dell’Irpinia e la rinascita dei borghi d’Abruzzo. Per la fiction in gara ‘Agua mole’ su un villaggio portoghese che scompare; la fuga di ‘Tariq’ dalla Siria; l’incontro fra due bambini di ‘Les enfants du rivage’ e ‘Rosso’, un pescatore che trova un corpo in mare.

A Milano arriva il misterioso Esercito di Terracotta’Grazie ai calchi originali un’esposizione unica per fruibilità’

07 novembre 201917:19

– Si respira l’immensità della Cina nella mostra sull’Esercito di Terracotta che si inaugurerà domani a Milano alla Fabbrica del Vapore. Un’esposizione davvero unica nel suo genere, che trasporta il visitatore indietro nel tempo di 2.200 anni, a Xi’an, nella parte orientale del grande Paese asiatico dove si trova il grande sito archeologico.
Trecento pezzi, tra soldati e oggetti, per “la più grande e completa ricostruzione” della colossale area archeologica, 50 Km quadrati di necropoli “qualcosa di comparabile soltanto alla piana di Giza, o a Machu Picchu – ha detto il curatore, Fabio Di Gioia -. Opere che escono dalla Cina solo in rare occasioni, e in numero limitato. Mentre nella mostra italiana, grazie all’ utilizzo dei calchi usati per i restauri si è potuto ricostruire una delle ‘fosse’ in cui si trova diviso l’esercito”. Un percorso di 1.800 mq, con 170 soldati, e sale espositive dove la fruizione è al centro, pensato soprattutto per le scuole.
“Nel 1974 un contadino ha trovato alcune statue che poi, dopo l’intervento degli archeologi, sono diventate quasi 8mila, di cui oggi ne sono fruibili 5-6 mila, in una decina di ‘fosse’ rettangolari all’interno della necropoli dell’imperatore, dove ve ne sarebbero forse ancora migliaia, molte delle quali in fosse vuote per la morte prematura del re. Un’opera misteriosa e ciclopica, dove lavorarono 700mila persone, una immensa cittadella le cui grandi tombe sono ancora da scavare”. Sempre l’Italia, nel 2020, alla Reggia di Caserta, dovrebbe ospitare una straordinaria mostra con i soldati originali.

Words Edizioni, arriva una nuova casa editriceI primi titoli in libreria a gennaio 2020

07 novembre 201917:20

– Arriva Words Edizioni, una nuova casa editrice che vuole “ridare importanza e spazio alla parola, strumento che lega ogni libro al suo lettore, attraverso un lavoro accurato e di qualità sui testi e lavori grafici accattivanti e innovativi”.
Il progetto è nato dall’idea di quattro donne, quattro amiche che vengono da mondi professionali differenti. “Tutte e quattro abbiamo avuto esperienze in ambito editoriale a più livelli, ognuna per le proprie competenze. Ci accomuna la passione per i libri e il desiderio di dare nuova dignità alla parola scritta” spiega la titolare della casa editrice, Anita Sessa.
Words Edizioni si rivolge a un pubblico eterogeneo e si occuperà di opere di generi vari, dal romance al fantasy, dal thriller alla narrativa, alla storia, che possano rivolgersi ad un ampio bacino d’utenza.
I primi titoli della nuova casa editrice – che ha sede ad Albanella, un paesino della provincia di Salerno, alle porte del Cilento, che confina con Paestum – usciranno a gennaio 2020.
“Partiremo con un bellissimo regency, ambientato nell’Inghilterra dell’800, per poi passare ad uno storico con un bel po’ d’azione e mistero e ancora un dark romance, ambientato tra America ed Est Europa. Questi sono solo i primi titoli, ma abbiamo un ricco calendario che prevede dalle due alle tre pubblicazioni mensili” annuncia la Sessa. E ci tiene a sottolineare che “la base fondante del progetto è la volontà di andare a recuperare quella che è la parola scritta, nel tempo sempre più svalutata e svilita, ridandole dignità e importanza.
Crediamo fortemente nel potere della parola, nell’importanza che ha nel quotidiano di ognuno di noi. Vogliamo che torni ad essere ispirazione, cambiamento e rivoluzione”.

Giorgio Tirabassi dimesso dall’ospedale di AvezzanoEra stato ricoverato venerdì dopo un infarto

AVEZZANO07 novembre 201913:20

Giorgio Tirabassi, l’attore ricoverato venerdì scorso all’ospedale di Avezzano a seguito di un infarto, è stato dimesso ieri sera ‘in ottime condizioni cliniche’ come recita il bollettino medico. Il noto personaggio del mondo dello spettacolo, al momento di lasciare l’ospedale, ha ringraziato l’équipe medica del reparto di cardiologia-Utic-emodinamica, diretto dal dr. Giuliano Valentini, composta da Sabrina Bencivenga, Elvasio Berardini, Michele Carrozza, Cristiana Ippoliti, Valerio Lucci, Romina Murzilli, Lazzaro Paraggio, Elisa Salustri e Flavio Tiburzi.

I ringraziamenti dell’attore, oltre ai medici, hanno riguardato tutti gli altri operatori che l’hanno assistito, vale a dire gli infermieri e il personale ausiliario. Il direttore sanitario dell’ospedale, dottoressa Lora Cipollone, dal momento dell’arrivo in ospedale di Tirabassi fino alle sue dimissioni, ha coordinato tutte le fasi interne e garantito la privacy al celebre degente.

Scuola, più lavoro con professionali e tecnici Guida agli istituti superiori da Nord a Sud elaborata dalla Fondazione Agnelli

TORINO07 novembre 201911:17

Frequentare istituti tecnici e professionali dà più possibilità rispetto al passato di trovare un lavoro dopo il diploma, soprattutto al Nord e al Centro Italia. Più articolata la situazione al Sud, dove ci sono situazioni di crescita e altre di stagnazione. Lo rivela la nuova edizione di Eduscopio.it della Fondazione Agnelli con i dati aggiornati sulle scuole superiori che meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma.Il portale – nato nel 2014 e gratuito – si propone di aiutare a scegliere la scuola dopo la terza media ed è diventato un riferimento per le famiglie e per le stesse scuole come dimostrano gli oltre 1,5 milioni di utenti che hanno a oggi visitato il portale, con 6.7 milioni di pagine consultate. Gli studenti possono comparare le scuole dell’indirizzo di studio che interessa nell’area dove risiedono, sulla base di come queste preparano per l’università o per il mondo del lavoro dopo il diploma. Informazioni più affidabili del ‘passa parola’.
La Fondazione Agnelli dedica una sezione alle scuole che preparano al lavoro, mettendo sotto la lente gli esiti lavorativi di più di 500 mila diplomati. Il portale permette di conoscere la percentuale di occupati che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal diploma tra quanti non si sono immatricolati all’università.Per i tecnici tecnologici (industriale e geometra) nel Nord-Ovest l’indice sale dal 57% dei ragazzi diplomati nel 2014 al 60,3% di quelli che hanno finito la scuola nel 2016, nel Nord-Est dal 65 a 67,5%, nel Centro dal 46 al 53%, al Sud dal 33 a 35%. Per i professionali la crescita è nel Nord-Ovest dal 60 al 68%, nel Nord-Est dal 70 a 76%, nel Centro dal 52 al 61% e nel Sud dal 34 al 38%.Eduscopio si occupa anche di come i licei italiani preparino agli studi universitari. A Roma il Torquato Tasso è nuovamente il miglior Classico, ma l’Ennio Quirino Visconti è ora secondo (risalendo numerose posizioni), più indietro il Mamiani. Tra gli Scientifici capitolini l’Augusto Righi resta in testa davanti al Virgilio. A Milano, invece, tra i Classici sempre prima la paritaria Alexis Carrel della Fondazione Grossman, ma lo statale Berchet torna al secondo posto. Si conferma in testa, tra gli Scientifici, l’Alessandro Volta. A Napoli sempre primo fra i Classici il Sannazaro, ma fra gli Scientifici ora primeggia il Convitto Vittorio Emanuele II, testa a testa con il Mercalli, entrambi di gran lunga i migliori della città. Così come sempre primo a Torino resta il Cavour fra i Classici e il Galileo Ferraris fra gli Scientifici.

Arrivano i giovani-vecchietti di Di Gregorio

Arrivano i giovani-vecchietti di Di Gregorio /TrailerAl Tff ‘Lontano lontano’ con Colangeli e ultimo Fantastichinii

07 novembre 201909:37

Dal trailer si annuncia delizioso ‘Lontano lontano’ film diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini e Giorgio Colangeli. E questo per tanti motivi. Intanto c’è il tratto delicato del regista di ‘Pranzo di ferragosto’ che tra gli altri meriti ha quello di aver sdoganato il vero dialetto romano, dolce e privo di volgarità, e poi perché mette in campo quella condizione esistenziale molto comune, ma non al cinema, della terza età, ovvero dei pensionati. Il film, che sarà presentato in prima mondiale nella sezione Festa Mobile della 37/ma edizione del Torino Film Festival e in sala giovedì 5 dicembre distribuito da Parthènos, racconta come non sia mai troppo tardi per dare una svolta alla propria vita anche se si hanno i capelli bianchi. O almeno è quello che pensano Attilio (Fantastichini alla sua ultima interpretazione), Giorgetto (Colangeli) e il “Professore” (Di Gregorio), tre pensionati romani stanchi del loro quotidiano arrabattarsi che sognano di scappare in qualche posto esotico dove la loro piccola pensione vale più che in Italia. Cominciano così a raccogliere il capitale necessario, ma non è facile lasciare le proprie abitudini.
“L’idea di questo film nasce da una conversazione con Matteo Garrone – spiega Di Gregorio – che conoscendomi profondamente mi stimolò a scrivere di un pensionato povero che è costretto ad andare all’estero per migliorare le sue condizioni di vita.
L’idea mi folgorò e dopo tre anni di lavoro sono arrivato a scrivere prima un racconto, pubblicato da Sellerio e poi la sceneggiatura del film”.
E tutto questo per parlare di un tema “che mi sta molto a cuore: l’istinto buono, quello che abbiamo tutti, certo chi più e chi meno, ma tutti, io credo. Mentre scrivevo queste storie individuali, la realtà delle cose e in questo caso specifico le tragedie in mare legate all’immigrazione, sono entrate prepotentemente nella storia. Ed è nato un nuovo personaggio – continua il regista -, il vero viaggiatore dei nostri tempi, incarnato nel nostro film da Abu, un giovane africano arrivato in Italia con un gommone”.
Infine da Di Gregorio un ricordo di Ennio Fantastichini: “È stato un uomo e un attore straordinario, che nascondeva dietro la sua spumeggiante leggerezza una grande tensione artistica e morale e ha trasformato il suo personaggio in un archetipo. Per tutti noi che abbiamo fatto questo film è un’enorme assenza”. Nel cast del film, prodotto da Bibi Film con Rai Cinema in coproduzione con la francese le Pacte, anche Daphne Scoccia, Salih Saadin Khalid, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado, Galatea Ranzi e Roberto Herlitzka.

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 78 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 13:04 DI DOMENICA 03 NOVEMBRE 2019

ALLE 15:12 DI MERCOLEDì 06 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Bikeconomy’, fra memoria e visione
Volume scritto da avvocato Santilli e giornalista Soldavini

03 novembre 2019 13:04

– Itinerario, cammino, passione, futuro, storia che si fa prospettiva, memoria che guarda al domani. In due parole lo sguardo su un mondo antico e ora visionario, ma con le radici ben piantate nella società, e allo stesso tempo un impianto di analisi concreto e reale. Appaiono queste le linee guida – l’esplorazione di un universo non così conosciuto – di ‘Bikeconomy’, sottotitolo ‘Viaggio nel mondo che pedala’, che in maniera originale affronta un settore molto più complesso di quello che sembra e che potrebbe riservare più di una sorpresa sullo scacchiere dello sviluppo globale.
Il libro, edito da Egea casa editrice dell’Università Bocconi (18 euro, 166 pagg.), è stato scritto dall’avvocato d’affari Gianluca Santilli, che si definisce “ammalato delle due ruote”, e dal giornalista del Sole 24 Ore, Pierangelo Soldavini, esperto di tecnologia e innovazione e “innamorato della poesia del mondo legato alla bicicletta”.
Nel volume – ricco di dati, excursus, storie, ricordi – si affrontano tutte le potenzialità del settore della bicicletta e si aprono interrogativi, alla società civile ma anche nei fatti al mondo della politica, sui quali varrebbe la pena interrogarsi su più piani. La viabilità nelle città e nelle megalopoli, la nuova economia della condivisione, la logistica delle consegne a domicilio, la filosofia del benessere e del movimento lento, la sostenibilità, l’epica dell’avventura. Tutto però approfondito in modo rigoroso cosicché il contributo non sia solo di idee.

La paura tra Dustin Hoffman e Toni ServilloIn sala il nuovo thriller di Donato Carrisi

03 novembre 201913:50

Thriller, mistery, noir, horror, fantasy e anche un po’ fumetto, ‘L’uomo del labirinto’ di Donato Carrisi non manca certo di generi ed è labirintico anche riguardo a tempo e luogo. Tratto dal libro omonimo di Carrisi (Longanesi), il film, in sala da mercoledì 30 ottobre con Medusa in 400 copie, mette in campo un super cast con Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè e Vinicio Marchioni per raccontare una storia nera dove a fare paura è un coniglio alla Donnie Darko. Di scena la storia di Samantha Andretti (Bellè), una ragazza rapita mentre si recava a scuola. L’investigatore privato Bruno Genko (Servillo) ha l’incarico di ritrovare la ragazzina, ma ogni tentativo risulta vano. Quindici anni dopo la ragazza si risveglia in un letto d’ospedale, è cosciente, ma non ricorda nulla. Ad assisterla un profiler, il dottor Green (Dustin Hoffman), che cerca in tutti i modi di recuperare la sua memoria. Chi l’ha tenuta prigioniera? Samantha si ricorda solo di un oscuro e buio labirinto dove è stata prigioniera tra fame, sete e terrore. Nel frattempo Genko, a cui è stato comunicato che ha solo due mesi di vita per una rara malattia di cuore, quando viene a sapere che Samantha è riapparsa, torna alle sue indagini. Tra agenti con tanto di distintivo al collo, un dipartimento persone scomparse che sembra uscito da un libro di Kafka, bar malfamati, un caldo che rende tutti sudati, un investigatore privato in bretelle alla guida di una Saab cabrio 900, il film scorre tra atmosfere alla David Lynch, tra realtà e fantasia, ma forse tutto quello che vediamo è solo nella testa dei protagonisti. “Sono partito da un dato di fatto – spiega oggi Carrisi, già autore de La ragazza nella nebbia -: la mia storica claustrofobia. Poi ci ho messo anche la mia paura del buio e inserito nel labirinto delle porte dietro le quali ci sono altrettante paure. Tutti abbiamo l’illusione di aver superato i nostri timori infantili e invece sono ancora lì”.
Dustin Hoffman? “È bastato raccontargli la storia e dirgli che c’era Toni Servillo ed ha subito accettato. Erano anni che non faceva ruoli da protagonista – spiega sempre Carrisi -. Dustin si è tanto divertito che non voleva andare più via da Cinecittà che per lui era come un tempio anche perché ci aveva girato Fellini”. Film di riferimento? “Sicuramente quelli di Lynch, ma anche ‘Game’ e ‘Il silenzio degli innocenti'”. Dice infine Servillo di questo film che va forte nelle vendite all’estero: “C’è il racconto di una città immaginaria non collocabile nel tempo e nello spazio, una sorta di labirinto mentale dove il mio personaggio, un detective chandleriano, si inoltra nei suoi personali gironi infernali”.

Moda green, dalle piume riciclate alla fur freeStella McCartney lancia gli stivali sostenibili con Hunter

03 novembre 201915:53

– Mentre Stella McCartney, pioniera della green fashion, in collaborazione con Hunter presenta i primi stivali in gomma sostenibile, e prepara il lancio della Koba Fur Free Fur, la prima pelliccia biologica prodotta con l’utilizzo d’ingredienti vegetali, giunge notizia che anche Thindown, primo unico tessuto di piuma al mondo interamente prodotto in Italia da Nipi (Natural Insulation Products Inc.) è ora disponibile nella nuova versione realizzata con piuma 100% riciclata.
Una “notiziona” perchè Thindown Recycled conferma l’attenzione da parte di chi l’ha creato, verso i prodotti naturali e lo sviluppo sostenibile: due requisiti ai quali si stanno convertendo la maggior parte delle case di moda, soprattutto quelle che realizzano piumini e capospalla imbottiti. Ma anche le aziende di ski e outdoor, sportswear, accessori, home, footwear, abbigliamento militare. Inoltre il nuovo material rispecchia il modello di produzione dell’economia circolare, che si basa sul riutilizzo delle materie prime estendendo il ciclo di vita dei prodotti per creare un sistema virtuoso. Il nuovo tessuto è “upcycle”, ovvero dona nuova vita e valore a un prodotto dismesso, riducendo al minimo gli scarti, consuma poca energia e produce un impatto minimo sull’ambiente.
La piuma utilizzata per Thindown Recycled, certificata GRS (Global Recycled Standard, standard internazionale della piuma riciclata) viene ricavata da piumini e coperte che hanno terminato il loro ciclo di vita. Di provenienza europea la piuma dismessa viene lavata, igienizzata depolverizzata, sterilizzata, rigenerata

L’autrice di ‘Piccole donne’ non amava Jo MarchLo racconta una nuova biografia su Louisa May Alcott

03 novembre 201916:02

03 novembre 201916:02

– Chiunque abbia letto e amato ‘Piccole donne’ ha identificato l’autrice Louisa May Alcott con la vivace ed esuberate protagonista del romanzo, Jo March. Se si considera poi che la giovane eroina fa di tutto per diventare scrittrice la sovrapposizione è completa. Ma un libro appena uscito per le edizioni ‘Jo March’, l’omonima piccola casa editrice umbra, viene a scardinare questo profondo credo che ha accomunato le appassionate lettrici di ‘Piccole donne’. Dunque, mentre attendiamo l’uscita del nuovo film sulle gesta delle quattro sorelle March, programmata per la fine di gennaio con un cast d’eccezione di cui fanno parte Saoirse Ronan, Emma Watson, Timothée Chalamet, Laura Dern e Meryl Streep, apprendiamo che la Alcott faticava moltissimo a riconoscersi nella sua eroina e ancor più nella famiglia esemplare e unita che aveva costruito intorno a lei. L’autrice della biografia sulla Alcott, Martha Saxton, americana nata a New York, insegnante all’all’Università di Amherst, lo ha scoperto andando alla ricerca della verità sulla scrittrice, scandagliando la sua vita lontano dal successo editoriale, nelle zone d’ombra della sua produzione letteraria più inquieta , nel profondo e sofferto rapporto con i genitori.

Fiorello testimonial traghetta nuovo pubblico su RaiPlayViva RaiPlay, lo show debutta per la app streaming

03 novembre 201919:47

Con un testimonial entusiasta come Fiorello, parte rinnovata la piattaforma RaiPlay, un catalogo praticamente infinito di film, fiction, documentari, programmi con lo spettatore-direttore a decidersi il palinsesto e a fruire di contenuti da pc, ta blet, smartphone e smart tv. Fiorello, che ha fatto un blitz da Mara Venier a Domenica in, si è lasciato contagiare dalla possibilità di traghettare nuovo pubblico tra i meandri contemporanei dello streaming. Si comincia ‘come esca’ su Rai1: dopo il Tg1 delle venti di lunedì 4 novembre partirà “Viva RaiPlay!”, il nuovo varietà di Fiorello, appuntamento quotidiano di quindici minuti che sarà in onda su Rai1 e RaiPlay per cinque giorni, fino all’8 novembre. Sarà un’anteprima dello show di 50 minuti che dal 13 novembre si vedrà in esclusiva sulla rinnovata piattaforma della Rai ogni mercoledì, giovedì e venerdì, sempre alle 20.30. Nella “multilocation” di via Asiago 10, storica sede di Rai Radio, andrà in scena un insolito e innovativo varietà, dove per varietà s’intende proprio la contaminazione e la diversificazione di stili, idee e linguaggi portati in scena da Fiorello. Il flusso di ospiti darà vita ad un imprevedibile spettacolo nello spettacolo con grandi nomi del mondo della musica e giovani star del web che si alterneranno sul palco, anzi sui palchi, di “Viva RaiPlay”. Al fianco di Fiorello ci sarà un cast composto da vecchie e nuove conoscenze: l’immancabile maestro Enrico Cremonesi, Danti, gli Urban Theory, i Gemelli di Guidonia, l’attore e regista Phaim Bhuiyan, un “inedito” Vincenzo Mollica e il tiktoker da 7 milioni di follower Luciano Spinelli.
“Il ‘Buonasera signori e signore’ sarà abolito, non c’è più sera, mattina o pomeriggio, è un contenuto che può essere visto in qualunque orario”. Con 18 show live pensati per la app di RaiPlay, Rosario Fiorello a quasi 60 anni torna in campo. La app con nuova grafica, menu semplificato e ricerca più intuitiva sbarcherà su tutti i device ma, soprattutto, RaiPlay diventerà un vero e proprio canale OTT che proporrà sia programmi in diretta che contenuti on demand e vere e proprie esclusive, come appunto il “Viva RaiPlay” di Fiorello. “Questo di VivaRaiPlay – ha detto Fiorello alla presentazione è un inizio, come la tv a colori, la terza rete. A volte mi sorprendo di come faccio ad accettare certe cose. Ho 60 anni, mi piacciono le sfide, se mi avessero chiesto di fare un programma di 4 puntate su Rai1 avrei detto di no, sarebbe statofacile, ma non altrettanto interessante. Farò uno show in 50 minuti, tutto da inventare, libero come sono sempre stato”.

Arrivano gli alieni di War of the WorldsByrne e McGovern nella serie Fox dal romanzo di H.G.Wells

03 novembre 201919:48

Il countdown all’invasione aliena è iniziato. Dal 4 novembre alle 22.05 su Fox (Sky, 112), andrà in onda War of the Worlds, la serie tratta dal romanzo fantascientifico e apocalittico di H.G. Wells ambientata ai giorni nostri e prodotta da Canal+ e Fox Networks Group Europe & Africa. Al centro della trama il primo contatto extraterrestre grazie all’intercettazione di una trasmissione proveniente da un’altra galassia che conferma definitivamente l’esistenza di vita intelligente fuori dal pianeta Terra. Mentre l’umanità attende l’evolversi degli eventi, lo scenario diventa presto catastrofico. La Terra viene pian piano invasa dagli alieni e la razza umana rischia lo sterminio. I sopravvissuti sono pochissimi e dovranno cercare di restare in vita cercando un rifugio sicuro in una nuova realtà dominata dagli alieni.
Il vincitore del Golden Globe e protagonista in Hereditary e In Treatment, Gabriel Byrne, guida il cast della nuova serie insieme a Elizabeth McGovern, candidata all’Oscar e di recente tornata alla fama per il ruolo della contessa Cora Crowley in Downton Abbey. La serie scritta e creata dal vincitore del premio Bafta Howard Overman (Misfits, Crazyhead, Merlin) ha in Gilles Coulier (De Dag, Cargo, The Natives) il regista dei primi quattro episodi e Richard Clark (Innocent, Versailles) per gli episodi dal quinto all’ottavo. Questa nuova versione, dopo gli illustri precedenti di Steven Spielberg e Orson Welles, è composta da 8 episodi da un’ora, e verrà trasmessa sui canali Fox di oltre 50 Paesi fra Europa e Africa.

Baudo, pronto a tornare, se nasci torero lo sei per sempreDa Diaco racconta “cinema e giornali, ma la tv mi manca”

3 novembre 201917:53

“Se non mi emozionasse, sarebbe tutto finito. L’emozione si trasmette attraverso la telecamera, la gente la percepisce a casa. Quindi io ogni volta che appaio in televisione, guardo la telecamera e quando si accende la lucetta rossa, io provo dei sentimenti” così Pippo Baudo intervistato da Pierluigi Diaco a io e Te su RaiUno ha parlato del suo rapporto con la tv. L’artista, colonna della televisione italiana, ha spiegato di trascorrere le sue giornate sempre in attività: “Vado molto al cinema, seguo sia il cinema italiano sia straniero. Devo dire che mi interesso molto. Leggo, ovviamente, tutti i giorni, sono informatissimo… i giornali per me sono un patrimonio del quale non posso fare a meno”. Baudo ha raccontato di non sentirsi in pensione ma anzi pronto se la tv lo chiamasse ancora: “Ci penso ci penso, certo, la voglia di stare sempre nell’arena c’è! Caro Diaco, quando uno nasce torero, deve fare il torero per tutta la vita, non c’è niente da fare!”. La tv gli manca e non ne fa mistero. I ricordi sono infiniti ma la giornata speciale della sua carriera risale al 1967, “quando fui chiamato da Guido Sacerdote che mi disse: “Tu sei il quarto presentatore per studio 1, devi partecipare assieme a Corrado, Mike, Tortora con Mina a una puntata di Studio 1 di Antonello Falqui”.

Festival Popoli, sold out Film Sea WatchFirenze,documentario illustra attività della ong in Mediterraneo

FIRENZE03 novembre 201917:53

Tutto esaurito in sala per la prima italiana del documentario ‘Sea-Watch 3’ al cinema La Compagnia di Firenze per l’inaugurazione del 60/o Festival dei Popoli, il festival dedicato al film documentario più antico d’Europa.
Presenti alla proiezione i registi Jonas Schreijäg e Nadia Kailouli che hanno raccontato come “hanno documentato, fin dal primo giorno, l’equipaggio della Sea Watch 3, da quando salvarono 53 persone su un gommone alla deriva e poi nei tempi successivi”. Il documentario illustra il susseguirsi delle vicende della ong fino a filmare quando la guardia costiera è salita a bordo per consegnare una comunicazione firmata dall’ex ministro Matteo Salvini. Il documentario dà particolare attenzione al ruolo ricoperto da medici e personale di bordo tra cui Carola Rackete. “Ci tengo a sottolineare – ha spiegato la regista – che il documentario non è su Carola Rackete ma un lavoro corale sulle vicissitudini di bordo dando spazio ai profughi e al personale”.

A gennaio 2020 The New Pope di Sorrentino

Diffuso teaser serie Sky-Hbo-Canal+ con John Malkovich e Jude Law

03 novembre 201918:42

Andrà in onda in esclusiva per l’Italia su Sky a gennaio 2020, The New Pope, la serie originale SKY-HBO-CANAL + creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino e ambientata in Vaticano. “Indolente, presuntuoso, irresponsabile, vanitoso” si autodefinisce il nuovo papa interpretato da John Malkovich nel nuovo trailer diffuso oggi e in cui tutta l’atmosfera provocatoria e trasgressiva della serie sembra venir fuori, a concludere con il sorriso irresistibile e beffardo di Pio XIII ossia Jude Law, il papa che è in coma ma ancora vivo. The New Pope, scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è in nove episodi, tutti diretti dal premio Oscar Sorrentino (ora in America a preparare il nuovo film, con Jennifer Lawrence protagonista, Mob Girl).
Prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte di Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio, la serie è distribuita da Fremantle. Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in “The Young Pope”. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir e Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.The New Pope è una serie Sky Original, legata alla crescita di investimenti in produzioni originali Sky annunciati per il lancio di Sky Studios, la nuova casa di produzione e sviluppo pan-Europea. Ed è l’ultima, in ordine di tempo, delle serie esclusive targate Fremantle.
Fremantle ha ideato molte serie TV di successo tra cui L’amica geniale prodotta da Wildside in Italia, American Gods prodotta da Fremantle North America, Picnic a Hanging Rock prodotta da Fremantle Australia, The Rain prodotta da Miso e Deutschland 86 prodotta dalla UFA in Germania.

Casey Affleck padre post-apocalitticoAttore, Light of My Life è solo una storia per i miei figli

04 novembre 201909:37

A lui, uomo di oltre quarant’anni (Casey Affleck), tocca fare anche la mamma alla figlia Rag (Anna Pniowsky) di undici anni e spiegarle con grande imbarazzo che se un domani vedrà del sangue tra le gambe non deve preoccuparsi troppo. E questo poi in un mondo post-apocalittico, alla deriva, dopo che un virus ha sterminato gran parte della popolazione femminile e dove la figlia deve nascondersi. A raccontare tutto questo è ‘Light of My Life’ diretto, scritto ed interpretato da Casey Affleck, già film di chiusura ad Alice nella città e in sala dal 21 novembre con Notorious Pictures. “Un lavoro – dice oggi a Roma l’attore premio Oscar per Manchester by the sea – che parte proprio dalle storie che raccontavo per la buonanotte ai mie figli e nipoti e in cui, alla fine, parlo un po’ di me”. Siamo in un futuro prossimo dove una misteriosa malattia ha ucciso la maggior parte delle donne, sterminando quasi del tutto la popolazione femminile, e reso, anche per questa innaturale assenza, molto più violenti e brutali gli uomini sopravvissuti. Rag e suo padre cercano però di sopravvivere nascondendosi tra i boschi del Midwest pieni di neve. Al padre poi il compito di nascondere la figlia, a cui fa tagliare i capelli per farla sembrare un maschio e soprattutto quello di darle un’etica e i mezzi per sopravvivere da sola in caso lui venisse meno. Ma, nonostante precauzioni e accorgimenti, i due si troveranno a un certo punto ad affrontare una situazione che farà precipitare in un attimo il loro precario equilibrio. “Noi tutti cerchiamo di proteggere i nostri figli dal mondo, una cosa del tutto normale – spiega Affleck oggi a Roma -. Mentre scrivevo la sceneggiatura avevo un bambino molto piccolo perciò conosco bene cosa sia la voglia di proteggerli ed educarli. Anche se va detto – sottolinea – che il vero pathos nel film non viene tanto dalla minacce di questo mondo alla deriva, ma dall’inevitabile perdita d’innocenza”. Per quanto riguarda poi le tematiche del film e il suo significato più intimo, Affleck spiega come abbia fatto tesoro dell’esperienza sul set con Gus Van Sant in ‘Gerry’. “Ogni volta gli chiedevo dove stavamo andando – dice – lui mi spiegava che non lo sapeva affatto e che bisognava lasciar andare avanti le cose da sole”. Tanti i film e i libri a cui si è ispirato Casey Affleck come ‘I am legend’ o ‘La strada’ di Corman McCarty, “ma ho sempre cercato di essere originale per quanto possibile” dice l’attore 44enne che viene da una famiglia di artisti. Perché tanti film in Usa con un futuro negativo? “Forse perché non ci sono aspettative positive negli States”. Film femminista? “Forse sì, anche se non sono uno scrittore capace di indicare un particolare messaggio politico. Tiro solo fuori cose personali nei miei film”. L’Oscar? “Non credo abbia cambiato troppo la mia vita. Alla fine mi piace essere al servizio di una storia, ma ancor più forse stare sia avanti che dietro la macchina da presa. E questo per raccontare storie che parlano di me e di come vedo la vita”.

Artissima chiude con 55mila visitatoriA Torino 400 curatori e direttori musei, 5.500 collezionisti

TORINO03 novembre 201920:06

– Si chiude a Torino la 26esima edizione di Artissima, unica fiera italiana dedicata solo al contemporaneo, che si conferma tra i grandi appuntamenti internazionali del contemporanea. Sono stati 55 mila i visitatori all’Oval nelle quattro giornate di apertura, con 43 Paesi rappresentati da 208 gallerie, di cui 49 per la prima volta in fiera, 129 straniere. Oltre 400 i curatori e i direttori di musei presenti, il 68% provenienti dall’estero, e 5.500 i collezionisti.
“Sono soddisfatta per l’alto livello delle proposte e per essere riuscita a portare a Torino gallerie assenti da tempo”, commenta Ilaria Bonacossa, che ha diretto Artissima per il terzo anno consecutivo. “I commenti dei collezionisti e degli addetti ai lavori me lo confermano – aggiunge -: alla fiera sono stati riconosciuti un’energia creativa senza precedenti e un’attenzione particolare verso le pratiche sperimentali. Molti l’hanno definita la migliore edizione degli ultimi anni”.
L’appuntamento è per la prossima edizione a novembre 2020.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Incassi Usa, in testa Terminator “delude attese”29 mln dollari per sesto film saga. Seguono Maleficent e Joker

04 novembre 201909:54

Il ritorno di Linda Hamilton, di nuovo in coppia con Arnold Schwarzenegger per il sesto capitolo del franchise Terminator (Terminator – Destino oscuro) ha deluso le attese, secondo gli analisti, al botteghino americano: appena 29 milioni di dollari al debutto per la pellicola diretta da Tim Miller e di nuovo con James Cameron produttore.
Nel weekend hanno debuttato anche Harriet, il film d’animazione Arctic Dogs (realizzato dall’italiano Iervolino), Motherless Brooklyn con Edward Norton. Per il secondo e terzo posto al b.o. Usa è battaglia tra Maleficent: Mistress of Evil e Joker: entrambi intorno ai 12.5 milioni di dollari nel fine settimana. Joker potrebbe sfiorare nel totale i 300 milioni di dollari dall’uscita 5 settimane fa (934 milioni worldwide) e diventare il settimo più grande successo americano di adattamento di un fumetto DC Comics. Quanto al secondo capitolo di Maleficent siamo intorno, secondo i dati Mojo, a 84 milioni di dollari per incasso Usa, 383 milioni worldwide in tre settimane.

The Irishman, i malinconici mafiosi di ScorseseDe Niro, Pacino e Pesci star film su sparizione Jimmy Hoffa

04 novembre 201909:42

Arriva in sala dal 4I al 6 novembre (p oi dal 27 su Netflix) il nuovo film di Martin Scorsese, The Irishman, una saga epica dove il passare degli anni e’ sottolineato dalla tecnologia digitale che ha ‘giocato’ con l’eta’ dei suoi principali protagonisti, tutti attori da Oscar come Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Un film molto malinconico, quasi un testamento, dove aleggia sempre la difficile condizione umana, la sua precarieta’. The Irishman e’ un’epica storia sulla criminalita’ organizzata nell’America dal dopoguerra ad oggi. La vicenda è raccontata da Frank Sheeran (De Niro) veterano della Seconda Guerra Mondiale, imbroglione, eterno gregario e soprattutto sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure piu’ importanti del XX secolo tra cui il leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Pacino) con cui instaura un autentico rapporto di amicizia. Tratto dall’omonimo libro di Charles Brandt, il film racconta, nel corso di decenni (si arriva fino al 2000), uno dei piu’ grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa di Hoffa, basandosi anche su anni di interviste rilasciate da Frank Sheeran a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana. E l’Irlandese, come rivela il film e il libro, alla fine si e’ detto responsabile di piu’ di venticinque omicidi, tra cui quello dello stesso Jimmy Hoffa.
Sullo sfondo di rivelazioni come il coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy e il racconto del tradizionale rapporto tra politica e mafia in Usa, il film ci porta dentro il mondo criminale degli anni Settanta. Un mondo tutto maschile, fatto d’onore, rituali da rispettare, pistole da scegliere (secondo l’omicidio da perpetrare), camicie sporche di sangue da farsi lavare dalla disponibile moglie. Centrali in The Irishman i ‘duetti’ tra De Niro e Al Pacino, cosi’ bravi da fagocitare il film e farlo scomparire di fronte ai loro teatrini. Al Pacino/Hoffa e’ pieno di vezzi fino all’ossessione: intanto non sopporta i ritardi, ama il gelato e trova sconveniente ritrovarsi a un incontro di lavoro, anche fosse con il peggiore dei killer, con una persona non vestita adeguatamente. A rendere questo film una sorta di ibrido, tra classicita’ e avanguardia, e’ soprattutto il confronto con il tempo grazie alle tecnologie messe in campo per ringiovanire i protagonisti del film, che ha reso, tra l’altro, The Irishman un lavoro piu’ che travagliato a livello economico. Cosi’, non a caso, il film e’ passato dalle mani di una Paramount, spaventata dall’elevato costo della pellicola. Per l’effetto fontana della giovinezza delle attempate superstar – da Ray Romano a Jack Huston, da Bobby Cannavale a Stephen Graham da Harvey Keitel a Kathrine Narducci – e’ stata chiamata la “Industrial Light & Magic” gia’ resa celebre dalla saga di Star Wars. Si’ perche’, va detto, che questo film racconta di fine vita e destino umano, inizia non a caso in un ospizio dove troviamo un De Niro molto vecchio, un uomo che ha gia’ scelto e comprato la sua bara, che prega con un sacerdote e che dice, con immensa complicita’, a una giovane infermiera che lo assiste: “Stia attenta il tempo va veloce”.
Frase cult del film, quella cinica di Sheeran: “Perche’ tre persone mantengano il segreto, due devono essere gia’ morte”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Lilli Gruber, è tempo di dire ‘Basta!’
Giornalista firma pamphlet contro “politica del testosterone”

04 novembre 201909:44

LILLI GRUBER, ‘BASTA! IL POTERE DELLE DONNE CONTRO LA POLITICA DEL TESTOSTERONE’ (SOLFERINO, pp. 192 – 13,90 euro). Aggressioni scioviniste sul web, risse, stuðpri, omicidi. L’invisibilità delle donne, escluse dai ruoli decisionali. In una parola: il machiðsmo al potere. “E’ tempo di dire ‘basta’”. Dalla scrivania di Otto e mezzo Lilli Gruber scende in campo, anzi, in libreria, con il suo ultimo lavoro, vero e proprio reportage dal fronte della battaglia per il potere femminile, che quel monito lo incide persino sul titolo in copertina: “Basta! Il potere delle donne contro la politica del testosterone”, edito da Solferino.
“E’ evidente, in questi tempi travagliati, che esiste un rapporto diretto tra suprematismo bianco, razzismo e machismo”, denuncia lei. Ma attenzione. “Questa non è una battaglia femminista, come non è un libro contro i maschietti ma di giustizia, di democrazia – precisa presentando il libro – Un mondo costruito solo da uomini non può funzionare, anche per molti di loro”. E per sgombrare subito ogni dubbio, prosegue: “La battaglia per la parità tra uomini e donne non è di destra né di sinistra. Anzi, siccome la nostra politica e le politiche hanno dato prova di saper fare battaglie bipartisan quando si tratta di donne, lancio loro un appello. Sono sicura che anche le parlamentari della Lega non possono essere favorevoli, ad esempio, a certi linguaggi sessisti quando i loro colleghi maschi si rivolgono a loro”.
E proprio dall’incontro con l’allora vicepremier, Matteo Salvini, parte la riflessione, ricostruendo nel libro quello scambio di battute alla vigilia di una puntata di Otto e mezzo.
“Domani devo andare da Lilli Gruber: simpatia portami via”, disse lui a un comizio. “Se le sue promesse elettorali sono così farlocche come il mazzo di fiori per me – replicò lei davanti alle mancate scuse – non sono messi tanto bene i suoi elettori”.
Da lì la Gruber parte per un viaggio nel modo sessista e maschilista che ha assediato e insultato la capitana Carola Rakete; delle donne che accusano Trump di molestie; o di Canan KaftancÕoğlu, responsabile regionale del Chp, condannata a oltre nove anni di carcere perché, dice, alle elezioni Erdogan “ha perso e noi abbiamo vinto. Perché sono una donna e i maschi misogini hanno paura delle donne”. E ancora le calciatrici azzurre (ma non solo) che nonostante l’exploit ai Mondiali non sono considerate professioniste e non godono di nessuno dei diritti (o stipendi) dei loro colleghi maschietti.
“Il problema è che invece noi ci ritroviamo a discutere del muscolo centrale che gli uomini non sanno controllare – prosegue la Gruber – È un dato di fatto. Le cose devono cambiare. Lo dicono anche i numeri”. Nel libro ne riporta di emblematici.
Come il 22% di giovani donne in più, rispetto ai loro coetanei, che vivono in estrema poverðððtà. I 200 milioni di bambine che hanno subito mutilazioni genitali. Le 39 nazioðni dove la legge ereditaria non è uguale per figli e figlie o i 49 paesi dove non esiste una norma sulla violenza doðmestica. Mentre ogni tre giorni si piange un femminicidio in Italia. E ancora, “a chi appartiene il terreno coltivabile sul pianeta? – chiede – Alle donne, per il 13%”, mentre per la FAO se le donne se avessero parità di accesso alle riðsorse produttive i raccolti potrebbeðro aumentare di quasi un terzo. Senza contare che il 75% del lavoro mondiale non retribuito è svolto da donne (McKinsey ne calcola il valore in circa 10 trilioni di dollari), mentre le aziende con cda anche femminile contano il 20% in più di profitto e se l’intero pianeta accelerasse sulla via verso la parità di genere, nel 2025 la crescita del Pil globale sarebbe di 12 trilioni.
Tre le proposte da mettere in atto subito. “La tecnologia a servizio delle donne, contro la violenza – scrive la giornalista – Tolleranza zero per la volgarità, sui social come in strada.
Quote rosa: vere e ovunque”. E qualche consiglio per le ragazze, a partire da “non abbiate paura del potere”. Anzi, “dopo aver ben studiato il campo di gioco, andate a prendervi ciò che vi spetta. E studiate. Sempre, tutto, un sacco. Il lato positivo dell’intollerabile lassismo di questi tempi è che incontrerete uomini impreparati. Autocompiaciuti. Rilassati. Hanno dalla loro millenni di storia in cui sono stati ascoltati solo in quanto maschi”.

Iggy Pop negli scatti di Esther FriedmanGli anni berlinesi, dal 1976 al ’78, in 25 foto a Bologna

BOLOGNA04 novembre 201910:56

– Una mostra fotografica su Iggy Pop, ‘The Passenger’, per celebrare il 30/o anniversario della caduta del muro di Berlino. La ospita dal 7 novembre all’8 dicembre la galleria Ono arte contemporanea di Bologna: si compone di 25 immagini realizzate dalla fotografa tedesca Esther Friedman, sua compagna per sette anni, oltre a una proiezione che ricostruisce il landscape urbano di Berlino, Est e Ovest.
Dal ’76 al ’78 Iggy Pop e David Bowie vissero nella Berlino divisa dal muro al numero 155 di Hauptstrasse, in un quartiere abitato in prevalenza da immigrati turchi. Quei due anni diedero vita ad alcuni dei dischi più importanti e innovativi della storia della musica pop. La relazione sentimentale che Esther e Iggy iniziarono nel ’77 permise alla fotografa tedesca di ritrarre James Newell Osterberg, alias Iggy Pop, nel loro appartamento, in giro per Berlino, in tour negli Usa, in vacanza in Kenya: negli scatti perlopiù in bianco e nero di quegli anni emerge l’aspetto creativo-distruttivo dell’ex Stooges.

Incassi, in testa gli Addams e Siani secondoContinua il successo di Joker che supera i 27 milioni totali

04 novembre 201914:19

Halloween e il Ponte di Ognissanti spingono in alto gli incassi del box office in generale e soprattutto quelli di un film a tema come La Famiglia Addams. Il botteghino italiano sfiora i 17 milioni in crescita dell’89% sulla settimana scorsa e del 12.05% rispetto alla stessa settimana di un anno fa. Il film di Greg Tiernan e Conrad Vernon dedicato a Morticia e Gomez va in testa 3 milioni 543 mila euro incassati in 4 giorni. La media è di 6.712 euro su 528 schermi.
Parte bene la “favola” Il giorno più bello del mondo di e con Alessandro Siani: il guadagno è di 2 milioni 925 mila euro con una media di 5.781 euro su 506 sale.
In calo del 12% e di due posizioni, scende al terzo posto l’Angelina Jolie-Maleficient che incassa 2 milioni 219 mila per un totale di 10 milioni 570 mila. Continua il successo di Joker con Joaquin Phoenix che mette via 2 milioni 209 mila con complessivo record di 27 milioni 36 mila e una media di 5.523 su 400 schermi.

Il maltempo non ferma la domenica gratis nei museiBoom per l’archeologia, oltre 22mila presenze al Colosseo

04 novembre 201912:19

– Ancora record di ingressi per la prima domenica gratuita di novembre. La forte ondata di maltempo – sottolinea in una nota il ministero dei Beni culturali e del Turismo – non ha ridotto il numero dei visitatori nei musei e nei parchi archeologici dello Stato. Ecco alcuni dati del 3 novembre: Parco del Colosseo: 22.373; Pompei: 9.324; Musei Reali di Torino: 8.911; Museo Nazionale Romano: 7.482; Museo Archeologico Nazionale di Napoli: 6.848; Palazzo Barberini e Palazzo Corsini: 4.682; Galleria Nazionale delle Marche: 3.878; Pinacoteca di Brera: 3.782; Museo e Real Bosco di Capodimonte: 3.757; Gallerie dell’Accademia di Venezia: 2.135; Paestum: 1.686; Museo Archeologico Nazionale di Taranto: 1.516; Palazzo Reale di Genova: 1.457; Parco Archeologico di Ercolano: 1.299.
La #domenicalmuseo è l’iniziativa introdotta nel luglio del 2014 dal ministro per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei e nei parchi archeologici statali ogni prima domenica del mese e che dalla sua introduzione ha portato al museo circa 15 milioni di visitatori.

Blade Runner, quando il futuro diventa il presenteFilm cult di Ridley Scott è ambientato nel novembre 2019

NEW YORK05 novembre 201914:58

Quando il futuro diventa il presente. Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott ispirato al racconto di fantascienza di Philip K. Dick “Il cacciatore di androidi”, ha raggiunto il target della data in cui e’ ambientato: novembre 2019. Nel 1982 Scott aveva immaginato una Los Angeles in disfacimento. Palle di fuoco esplodono nel cielo di una metropoli distopica perennemente avvolta dallo smog che offusca il Sole e produce una pioggia continua, probabilmente acida.Inquinamento, clima impazzito, avidità delle corporation, governi repressivi e una popolazione che fatica a mantenere la propria umanità. Sui social media i primi fotogrammi del film hanno fatto trend assieme alla consapevolezza che 37 anni fa in tante cose il regista aveva visto giusto. Rutger Hauer, il replicante filosofo Roy Batty il cui monologo cult “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia” segna l’epilogo del film, non ce l’ha fatta a vedere il giorno in cui il film che lo rese icona ha raggiunto la sua data di scadenza. L’attore olandese dagli occhi di ghiaccio, che in Blade Runner recitava accanto a Harrison Ford e Sean Young, e’ morto in luglio a 75 anni, ancora grato per aver avuto l’opportunità di far parte del cast, a differenza di Ford, che aveva trovato la lavorazione troppo scomoda, soprattutto per la pioggia incessante. Mentre nella vera Los Angeles un novembre secco e caldo alimenta gli incendi che hanno messo in allerta milioni di persone, su Twitter gli ammiratori del film si sono impegnati a confrontare come il futuro di Ridley Scott coincida con il loro presente.Se le auto volanti che solcano il cielo lasciandosi dietro una scia di fuoco non esistono ancora, se la robotica dietro gli androidi “piu’ umani dell’umano” Zhora, Pris, Roy e Leon non e’ ancora realta’, l’intelligenza artificiale sta diventando ogni giorno sempre piu’ intelligente. Non esistono cellulari e smartphone nel mondo di Blade Runner, ma Harrison Ford (il cacciatore di replicanti Rick Deckard) parla in video call con Zhora, anticipando le videochiamate di Skype, Whatsup e FaceTime, mentre gli assistenti vocali usati da Deckard e da Eldon Tyrell, il fondatore dell’azienda che fabbrica i replicanti, evocano gli attuali Siri di Apple o Alexa di Amazon.

Padova, concerto 60 anni Solisti VenetiIn programma Tchaikovsky e Strauss per ‘eredi’ Claudio Scimone

PADOVA04 novembre 201913:02

– Compie 60 anni il 10 novembre prossimo l’Orchestra “I Solisti Veneti” storico ensemble diretto dal Maestro Giuliano Carella, erede della bacchetta di Claudio Scimone, che celebrerà l’anniversario con un concerto speciale all’Auditorium Pollini.
Due opere costituiscono il programma: la Serenata per archi op. 48 di Tchaikovsky e “Metamorfosi” per 23 archi solisti di Richard Strauss. Composta a San Pietroburgo nel 1880, dedicata a Karl Albrecht ma eseguita la prima volta solo l’anno successivo, la Serenata di Tchaikovsky è opera che Scimone amava particolarmente ed è apparsa già nei primi programmi dei “Solisti”. Altrettanto emblematica la “Metamorfosi” di Strauss, scaturita da alcuni versi di Goethe.

Bolaffi, asta opere Boetti e Carol RamaLa vendita all’incanto a Torino mercoledì 6 novembre

TORINO04 novembre 201913:26

– Dalle opere di Alighiero Boetti al design di Gio Ponti passando per gli scatti di Nobuyoshi Araki e alle litografie di Joan Mirò. Sono oltre 550 le opere, provenienti da prestigiose collezioni, che Bolaffi vende all’asta mercoledì 6 novembre a Torino. In catalogo arte italiana e internazionale del XX secolo storicizzato nelle sue principali espressioni – dalla fotografia e il design alla pittura e i multipli – con alcune incursioni nel XXI secolo.
Top lot due importanti lavori di Alighiero Boetti: il grande arazzo “1978”, opera iconica dell’ultimo anno dell’avventura in Afghanistan, del valore superiore ai 165 mila euro; e “Aerei” un trittico con una esplosione di aerei sullo sfondo di un cielo/mare di onde d’inchiostro blu (stima 145-165 mila euro).
All’incanto anche ‘On the road’ di Carol Rama (60-80 mila euro), tre opere di Felice Casorati e un’importante opera di Ugo Nespolo. L’asta propone anche un ricco insieme di oggetti di design e di fotografie d’autore.

Il premio Goncourt 2019 a Jean-Paul DuboisPer il romanzo ‘Tous les hommes n’habitent pas le monde de la meme façon’. Non ce l’ha fatta la Nothomb

PARIGI05 novembre 201910:51

Lo scrittore francese Jean-Paul Dubois, 69 anni, ha vinto il Prix Goncourt 2019 per ‘Tous les hommes n’habitent pas le monde de la meme façon’, romanzo nostalgico sulla felicità perduta: l’annuncio è stato fatto, come di consueto, durante la cerimonia di premiazione al ristorante Drouant di Parigi. Non ce l’ha fatta l’autrice best-seller belga, Amélie Nothomb, in corsa con ‘Soif’, già grande successo di libreria a tre mesi dalla sua uscita.

Moda: Zac Posen dice addio alla sua House of ZEx enfant prodige Usa su Instagram, cercava socio finanziatore

04 novembre 201913:59

– “Voglio esprimere il mio apprezzamento al nostro straordinario team e a tutti coloro che hanno sostenuto me e il marchio. Devo molta gratitudine per il loro costante sostegno e dedizione alla società. Sono grato alla squadra che ha prestato il suo incomparabile talento e impegno lungo il mio cammino. Rimango incredibilmente orgoglioso di ciò che abbiamo creato e speriamo per il futuro. Love ZP”. Con questo messaggio postato due giorni fa su Instagram, Zac Posen, enfant prodige della moda americana che ha creato incredibili mise da red carpet – tra corsetti, taffetà, strascichi, volants: le silhouette a sirena h stregato star come Katie Holmes e Rihanna, Dita Von Teese e Sarah Jessica Parker, Oprah Winfrey e Natalie Portman- ha annunciato di dover chiudere il suo atelier.
La House of Z, dopo mesi di tentativi per salvare l’etichetta, chiude per non aver trovato partner finanziatori, come rivela il designer a Vogue Us. Ma l’uscita di scena potrebbe essere momentanea come si evince dal post che accompagna una foto del team che lo stilista ringrazia con affetto sul social network.
Classe 1980, Posen è americano di origine boema. Diplomatosi giovanissimo alla Central Saint Martins, nel 2002 fonda la propria casa di moda. Le sue sfilate e i suoi abiti scultorei diventano presto i più apprezzati negli Usa. Posen viene premiato nel 2004 ai CFDA Awards. Crea la linea low-budget ZAC, Posen diventa direttore creativo per Brooks Brothers, disegna le divise di Delta Airlines e per sei anni partecipa al talent show Project Runway.

Nasce il ‘Dizionario che cura le parole’Omaggio al linguista scomparso due anni fa, edito da Sui Generis

TORINO04 novembre 201915:03

– Da ‘odio’ a ‘verità’, da ‘politica’ a ‘populismo’, ma anche ‘cura’ e ‘coraggio’: sono alcune delle parole che compaiono nel ‘Dizionario che cura le parole’ della casa editrice Sui Generis, realizzato dal Fondo Tullio De Mauro con il sostegno della Fondazione Crt, presentato oggi a Torino.
“La mancanza di parole, l’incapacità di usarle o di comprenderle – si legge nella prefazione firmata dal presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia – possono lasciare spazio alla paura e alla diffidenza. Avere a cuore le parole significa occuparsi del bene della comunità e delle persone”.
Le voci del Dizionario sono compilate ciascuna da un esperto diverso: sociologi, filosofi, politologi, storici, scrittori. Il volumetto non è un testo finito, ma si arricchirà con ulteriori termini, frutto degli appuntamenti del ciclo Il Potere delle Parole organizzati nella sede del Fondo De Mauro, nel centro di Torino, dove è ospitato un migliaio dei libri del linguista scomparso quasi due anni fa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

The Affair, arriva l’ultima stagione
New entry il premio oscar Anna Paquin

04 novembre 201915:17

– La vita, quello che siamo, non sono che le conseguenze delle scelte che compiamo. E accettarne le ripercussioni non è mai facile, specialmente quando figli e sentimenti si mettono di mezzo. Tra amori senza fine, matrimoni finiti in pezzi e strazianti addii, ritorna, per una quinta e ultima stagione, The Affair, la serie Showtime firmata da Sarah Treem (House of Cards) e Hagai Levi – già insieme per In Treatment – che partirà il 5 novembre, tutti i martedì alle 21.15 su Sky Atlantic.
Attraversoo i ricordi e le diverse prospettive dei protagonisti, la quinta stagione racconta gli effetti provocati dalle travolgenti relazioni extraconiugali intavolate nelle passate stagioni dai personaggi che, adesso, non possono più restare indifferenti alle conseguenze delle loro scelte. Ma la cosa ancor più difficile sarà fare i conti con la realtà: per cambiare il loro futuro, devono prima venire a patti con il loro passato. Mentre Helen, interpretata da Maura Tierney (E.R. The Good Wife) che con questa serie ha conquistato un Golden Globe, si ritrova coinvolta in una nuova e inebriante relazione con una carismatica star del cinema (la guest star Claes Bang, The Square), Noah (Mona Lisa Smile, The Wire) deve mettere da parte orgoglio e gelosia per occuparsi della loro famiglia. Ma proprio quando le cose sembrano essersi stabilizzate, qualcuno riemerge dal passato mettendo di nuovo in subbuglio la loro vita. Il tempo passa per tutti, ma non sempre cancella il dolore. Lo sa bene Joanie Lockhart (Anna Paquin, al suo debutto nella serie), la figlia di Alison e Cole che, ormai adulta, ritorna per scoprire cosa è successo veramente alla madre, chiudendo così il cerchio dell’intera storia.
A completare il cast insieme a Maura Tierney, Dominic West, Anna Paquin e Claes Bang, Julia Goldani Telles (Bunheads) e Jadon Sand nei panni dei figli di Noah ed Helen; Sanaa Lathan (Now You See Me 2, American Assassin, Nip/Tuck) torna a vestire i panni della fidanzata di Noha, nonché preside della scuola dove lui insegna. Tra le guest star Jennifer Jason Leigh (Patrick Melrose), Lyriq Bent (She’s Gotta Have It), Russell Hornsby (Barriere), Emily Browning (American Gods), Omar Metwally (Mr. Robot), John Doman (I Borgia), Kathleen Chalfant (The Guardian), Max Fowler (The Killing), Michael Braun, Abigail Dylan Harrison e Jake Siciliano.

Morto Vanni Leopardi, discendente e testimonial di GiacomoUna vita per accompagnare la poetica leopardiana nella modernità

RECANATI04 novembre 201915:28

– E’ morto il conte Vanni Leopardi, discendente del poeta. Aveva 77 anni ed era malato da tempo.
Considerato il decano di Casa Leopardi, è stato molto attivo nel promuovere la figura e l’opera di Giacomo in Italia e all’estero, un testimonial a tutti gli effetti della poetica leopardiana che ha accompagnato con successo nella modernità. la morte lo ha colto al culmine delle celebrazioni per il bicentenario de L’Infinito. A settembre aveva partecipato all’inaugurazione dell’Orto dell’Infinito con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma sono state moltissime lo occasioni che lo hanno visto in prima linea nella valorizzazione dell’opera leopardiana, dal’apertura di Palazzo Leopardi al pubblico, alle manifestazioni di giugno a Recanati, alla celebre diretta Tv con Carmelo Bene affacciato sulla piazzola del Sabato del Villaggio nel 1987, fino alle celebrazioni per l’Infinito.
Lascia la figlia Olimpia, con i tre nipoti e il fratello Mimmo.
I funerali mercoledì alle 16 a Recanati.

Santa Cecilia, Brunello e i capolavori di BachAl violoncello piccolo con le Sonate 1 e 2 e la Suite n. 5

04 novembre 201915:56

– Mario Brunello, considerato ra i massimi interpreti contemporanei della letteratura violoncellistica, torna ospite dell’Accademia di Santa Cecilia per la Stagione da Camera mercoledì 6 novembre ore 20.30 (Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica) con una monografia dedicata a Bach. Il violoncellista veneto, come ogni concerto, unisce alla bellezza del repertorio la spiegazione dei brani scelti, per questa occasione le Sonate per violino numero 1 e 2, eseguite su violoncello piccolo, strumento che assomiglia a un violoncello, ma accordato come il violino, molto di moda negli anni venti del Settecento, scomparve quasi del tutto verso la fine dello stesso secolo.
“Così la musica acquista più colore e grana” spiega Brunello, che completerà il programma con la Suite per violoncello n. 5, opera tra le più virtuose mai scritte per violoncello solo. Il concerto del 6 novembre sarà il primo dei quattro appuntamenti – due in questa stagione e due nella prossima – in cui Mario Brunello racconta ed esegue tutto il repertorio di Bach per arco utilizzando il violoncello piccolo. Il prossimo concerto è in programma il 29 gennaio con l’esecuzione della Partita per violino n. 1 e n. 3 e la Suite per violoncello n. 6.

Ken Follett fan di Donato CarrisiGrande giallista twitta trailer L’uomo del labirinto

04 novembre 201916:02

– Ken Follett ‘fan’ di Donato Carrisi.
L’illustre collega dopo aver visto il film, L’uomo del Labirinto’, secondo lungomentraggio del giallista, fa il suo endorsement twittando sul suo profilo ufficiale: Watch out for “Into the Labyrinth” (L’Uomo Del Labirinto), written by Donato Carrisi. Intriguing and very scary.
https://t.co/4qqindVGfK— Ken Follett (@KMFollett) November 3, 2019 Prodotto da Gavila e Colorado Film e distribuito da Medusa, il film con Toni Servillo e Dustin Hoffman nel primo week end di programmazione ha raggiunto un incasso pari a 1.262.000 euro mentre “Doctor Sleep”, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, si ferma a 1.118.000.

Moda: svolta da Camicissima con il “Non Iron”Camicie che non si stirano già diffuse da anni negli Usa

04 novembre 201918:23

Camicissima lancia la camicia Non Iron, che, come lascia intuire il nome, non ha bisogno di essere stirata. #Noniron24h – 24 Hours Perfection, è un progetto link tra Digital e Retail che ha l’obiettivo di approfondire il mondo Non Iron. Per Camicissima e per il mercato italiano, una svolta, visto che negli Stati Uniti le camicie che non si stirano sono in vendita da diversi decenni .
Da lunedì 4 novembre una speciale installazione pop appare nei flagship in tutta Italia, per segnalare la novità che in realtà esisiteva già per l’azienda ma non era stata pubblicizzata con una  campagna dedicata.
Parallelamente le social properties del brand inizieranno a proporre la novità attraverso gli scatti realizzati da Nima Samiee, fotografo e video-maker di origini persiane, già autore di importanti campagne digital per prestigiose maison.
“La camicia Non Iron è un prodotto innovativo e multi-generazionale allo stesso tempo- commenta Fabio Candido, ad di Fenicia spa, società a cui fa capo il marchio -. Ideale per i giovani e le loro occasioni speciali, ma anche per un uomo più maturo con la sua routine”.

Moda: campagna Natale di Coach con Kate MossWonder for all. Foto di Juargen Teller

04 novembre 201916:33

– Coach svela “Wonder For All”, la campagna per le festività natalizie 2019 con un cast stellare che include l’attrice Yara Shahidi, la top model Kate Moss, il rapper Megan Thee Stallion nella sua prima campagna di moda, Spike e Tonya Lee. La campagna segue il gruppo di festaioli mentre si riunisce a un party improvvisato in una brownstone di New York.
Catturando l’atmosfera magica del periodo, la campagna difende la credenza di riunirsi per le feste e lo spirito inclusivo di New York. Fotografata da Juergen Teller, che ha debuttato con la sua prima campagna per Coach lo scorso autunno, la campagna colorata e irriverente evidenzia l’individualità dei membri del cast. Ambientata nell’Upper West Sidela campagna vede i protagonisti che comprendono anche l’attore Miles Heizer e un’inaspettata amica piumata, riuniti in scene allegre e non filtrate che mettono in risalto lo spirito giocoso della casa.
La campagna introduce anche la nuova collezione Horse and Carriage di Coach, che reinventa l’iconico motivo degli anni ’50 come un modello colorato e vivace su abiti e borse, tra cui la nuova versione della Kat Saddle Bag, indossata da Kate Moss.

Hans Zimmer torna in Italia nel 2021Il 17 marzo a Bologna, il 18 a Milano

04 novembre 201917:05

– Hans Zimmer, uno dei produttori musicali tra i più celebri al mondo, tornerà in Italia nel 2021 con band, orchestra e coro per l”Hans Zimmer Live The New Experience Europe Tour’, durante il quale proporrà le colonne sonore più significative della sua carriera. Due le date in calendario: il 17 marzo all’Unipol Arena a Bologna e il 18 marzo al Mediolanum Forum di Assago (Milano).
Zimmer, tra i compositori più richiesti di Hollywood, vanta una lista incredibile di riconoscimenti: nel 1995 vince un Premio Oscar nella categoria Miglior colonna sonora per Il re leone, della Disney, due Golden Globes, il primo sempre per Il re Leone, il secondo per la Miglior colonna sonora per Il Gladiatore (2001), quattro Grammy Awards e tre Brit Awards. A questi si aggiunge un numero considerevole di candidature per le colonne sonore di Inception di Christopher Nolan, Sherlock Holmes, Rain Man, Qualcosa è cambiato, La sottile linea rossa e Il principe d’Egitto, film d’animazione della DreamWorks. Nel 2003, la ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers) gli conferisce il premio Lifetime Achievement per i suoi risultati. L’artista ottiene anche una stella a suo nome sulla Hollywood Walk of Fame nel dicembre del 2010.
Oltre che alla cinematografia, l’artista si dedica spesso ad altri settori. Nel 2014 firma l’inno ufficiale del Tomorrowland, celebre festival di musica elettronica, mentre nel 2018, in occasione dei Mondiali di Calcio in Russia, scrive, insieme a Lorne Balfe, il tema ufficiale per la FIFA, dal titolo ‘Living Football’. Nello stesso anno è autore della colonna sonora per il film Widows, diretto da Steve McQueen, regista con il quale aveva già lavorato per la pellicola 12 anni schiavo.

Piero Pelù torna in tourSei date dal 13 novembre, il via da Roma

04 novembre 201917:45

– Piero Pelù, in pausa dai Litfiba, torna live dal 13 novembre con “Benvenuto al mondo Tour”: 6 date in stile Pelù! Ospiti sul palco Andrea Appino degli Zen Circus, Erriquez e Finaz della Bandabardó, Rancore e opening act di Alosi e i Life in the woods.
“Sono felice e orgoglioso di condividere il palco di questo tour di riscaldamento, oltre che con i miei magnifici Bandidos, anche con artisti di grande calibro come Andrea Appino degli Zen Circus, Erriquez e Finaz della Bandabardó, Rancore, Alosi e i Life in the woods”, ha dichiarato il rocker.
Queste le date: 13 novembre Roma (ospiti Andrea Appino degli Zen Circus e Rancore), 15 novembre Bologna (opening act Alosi), 16 novembre San Biagio di Callalta (Treviso) (opening act Alosi), 19 novembre Milano (opening act Alosi), 20 novembre Venaria Reale (Torino) (opening act Alosi), 22 novembre Firenze (ospiti Erriquez e Finaz della Bandabardó e opening i Life in the woods).

Hit parade, Emma si prende la vettaTra le new entry anche Mengoni, Fabri Fibra, Willie Peyote

04 novembre 201919:27

Emma la guerriera ha vinto anche la battaglia della hit parade: il nuovo album Fortuna (uscito in un momento difficile per la salute dell’artista) si piazza al debutto in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk.Dietro di lei, Marco Mengoni che ha ripubblicato l’album doppio platino Atlantico nella versione On Tour, in doppio cd con tre inediti. Scivolano al terzo posto Benji & Fede, in testa una settimana fa, con Good Vibes. A seguire ancora tre new entry: Fabri Fibra con la raccolta Il tempo vola 2002-2020, seguito dal nuovo lavoro di Willie Peyote Iodegradabile, e da Enzo Dong con Dio Perdona io no. Franco Battiato è settimo con il live album Torneremo ancora, davanti alla follia creativa di Renato Zero con Zero il Folle. Il ritorno dei Modà con Testa o Croce dopo 4 settimane è nono. Chiude Ultimo, con Colpa delle Favole. Tra i singoli, primo posto per l’australiana Tones and I con Dance Monkey, mentre per i vinili la vetta è della Legacy Edition di “Lucio Dalla”, a 40 anni dalla pubblicazione dell’album del cantautore bolognese.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 25 al 31 ottobre:1) FORTUNA, EMMA (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) ATLANTICO ON TOUR, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)3) GOOD VIBES, BENJI & FEDE (WARNER RECORDS-WMI)4) IL TEMPO VOLA 2002-2020, FABRI FIBRA (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)5) IODEGRADABILE, WILLIE PEYOTE (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)6) DIO PERDONA IO NO, ENZO DONG (BELIEVE-BELIEVE)7) TORNEREMO ANCORA, FRANCO BATTIATO (RCA RECORDS LABEL-SONY)8) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA-INDIPENDENTE MENTE/BELIEVE)9) TESTA O CROCE, MODÀ (F&P-BELIEVE)10) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) DANCE MONKEY, TONES AND I (ELEKTRA (NEK)-WMI)2) TI VOLEVO DEDICARE, ROCCO HUNT FEAT. J-AX & BOOMDABASH (RCA RECORDS LABEL-SME)3) NON AVERE PAURA, TOMMASO PARADISO (ISLAND-UNI)4) POOKIE (REMIX), AYA NAKAMURA FEAT. CAPO PLAZA (REC. 118-WMI)5) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)E infine la classifica dei vinili:1) LUCIO DALLA LEGACY EDITION, LUCIO DALLA (RCA RECORDS LABEL-SONY)2) IODEGRADABILE, WILLIE PEYOTE (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)3) FORTUNA, EMMA (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)4) TORNEREMO ANCORA, FRANCO BATTIATO (RCA RECORDS LABEL-SONY)5) ABBEY ROAD, THE BEATLES (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL
MUSIC)

Brachetti a studenti Accademia, mondo cambia, troverete lavoroNapoli, artista presenta Costumi di de Vincentiis e Carbone

NAPOLI04 novembre 201919:24

– “Disoccupati? Il mondo stacambiando, per fortuna mia e vostra. Non è un caso se grandimultinazionali stiano comprando spazi teatrali per esibizionidal vivo.
Troverete lavoro”. E’ il messaggio che l’attore ArturoBrachetti lancia agli studenti dell’Accademia di Belle Arti diNapoli in occasione della presentazione del libro di Zaira deVincentiiis e Marianna Carbone “Costumi, 10 lezioni diprogettazione (Dino Audino Editore). Costume e corpo, colore,tessuti e materiali, le fasi di realizzazione del bozzetto sonogli argomenti al centro del lavoro: “Questo libro – aggiunge ilnoto trasformista 62enne – spiega come fare anche, ad esempio,nell’impostare il rapporto con il regista o come ‘consumare’ uncostume”. Oltre a Brachetti, al centro dell’incontro con iragazzi – introdotto dallo scenografo Renato Lori – l’artista escenografo Toni Stefanucci (“la scenografia è un’artefinalizzata non finale”) ed il direttore dell’Accademia,Giuseppe Gaeta: (“Condividere percorsi e segreti è un atto digenerosità” ha detto parlando del libro che “non è un manuale maun racconto di esperienze”). E nella dimensione chedeve tener conto di tradurre il pensiero in prodotto, ciò checonta, spiega Zaira de Vincentiis, docente di Costume per loSpettacolo nell’Accademia di Belle Arti di Napoli, “è ilprogetto”. “La forza è nel progetto – aggiunge – tutto deve partire dalla testa, e il bozzetto è tutto, elemento anche, ‘protettivo’, che certifica il lavoro. Occorre difendere la professionalità e ridare autorevolezza a questa arte antichissima”.

Libro del Giorno: Il Ciarlatano di Isaac Bashevis

05 novembre 201910:04

– IL CIARLATANO DI ISAAC BASHEVIS SINGER (ADELPHI, PP. 268, euro 20).
Appena arrivati a New York, nei primi anni della guerra, gli ebrei polacchi dicono tutti la stessa cosa: «L’America non fa per me». Ma poi, un po’ alla volta, molti ricominciano a «sguazzare negli affari» come pesci nell’acqua. Altri invece, e più di chiunque il protagonista di questo romanzo Il Ciarlatano di Isaac Bashevis Singer – a cura da Elisabetta Zevi (traduzione di Elena Loewentha), girano a vuoto, si barcamenano, vivono alle spalle degli amici ricchi, o delle donne, tante, troppe, che riescono a sedurre. Ci sono due amici che non potrebbero essere più diversi: tarchiato, pragmatico, dotato di un prodigioso fiuto per gli affari, l’uno; affilato e erudito, svagato e inconcludente, l’altro il nostro protagonista. Hertz è coltissimo: ha frequentato diverse università senza mai conseguire una laurea, lavora da decenni a un libro, ha vissuto alle spalle di chiunque senza mai guadagnare un centesimo, ha abitato in ogni città senza mai conoscerne nessuna a fondo, scrive in tutte le lingue senza parlarne alcuna – a parte lo yiddish -, ha avuto quattro mogli e innumerevoli donne senza che neppure una gli sia rimasta attaccata. Perennemente senza un soldo e alla ricerca di qualcuno che gli risolva i problemi, ha uno straordinario talento per cacciarsi nei guai. Tanto seduttivo e bugiardo è Hertz, quanto tachless e generoso è Morris sempre pronto a venirgli in aiuto, compreso aiutarlo ad arrivare in America. «Stammi a sentire,» disse ora al suo amico Hertz Minsker «lascia perdere le tue assurdità. Datti agli affari, come tutti gli altri ebrei. Si tratta solo di fare il primo passo, credimi. Non è con Freud che ti guadagnerai da vivere». «Se non la smetti di blaterare di psicoanalisi non ti parlo più!». «Bene, bene, non mi immischio nella tua scienza, ammetto che non ne so niente. Ma sono un uomo pratico. In America bisogna cambiare. Qui, anche un rabbino deve diventare un businessman….”.”Persino il Messia, se arrivasse a New York, dovrebbe mettere un annuncio sul giornale… ». Morris disse ora a Hertz: “Se proprio non vuoi metterti in affari, apri uno studio. A New York i matti non mancano». «Ci vuole un’abilitazione”. “Ma tu hai studiato, sei discepolo di Freud”.
“Non posso iniziare una carriera Singer nel mezzo di una catastrofe mondiale. Questo Hitler non scherza. È l’arcidiavolo in persona, venuto a spegnere l’ultima scintilla di luce: lui da una parte e Stalin, sia cancellato il suo nome, dall’altra”. Il tallone di Anchille è lui il ‘ciarlatano’ del libro, sono le donne, di queste ultime Hertz Minsker non può fare a meno: sono «il suo oppio, le sue carte, il suo whisky»; le loro gambe, le loro ginocchia contengono «una sorta di promessa», e lui ha bisogno ogni giorno di nuove avventure amorose, di «nuovi giochi, nuovi drammi, nuove tragedie o commedie». Minsker, che pure è un erudito e ha familiarità con il Talmud e può «recitare poesie in greco antico e in latino», ha avuto una corrispondenza con Freud, sembra capace solo di finire nei guai, anche se aveva conosciuto Alfred Adler, Martin Buber e altre personalità note in tutto il mondo. I suoi articoli erano apparsi in antologie ebraiche e in pubblicazioni tedesche e francesi. Ma la sua è una natura indolente. In genere, però, le catastrofi che provoca, a sé stesso e a chi gli sta intorno, si risolvono in una strepitosa commedia – una commedia alla Lubitsch, con mariti traditi, amanti imbufalite, sedute spiritiche fasulle, crisi di nervi, mercanti di quadri falsi, audaci e fumose teorie edonistico-cabbalistiche. Anche qui, come sempre in Singer, il comico e il grottesco si intrecciano mirabilmente con un pathos lacerante.

ArcelorMittal,100 disegnatori contro inquinamento Strega RossaA Taranto una mostra sull’impatto ambientale del siderurgico

TARANTO05 novembre 201910:51

– Sarà inaugurata venerdì 8 novembre alle 19 la mostra collettiva “Ilvarum Yaga: cento disegnatori contro la Strega Rossa”, ovvero la mega acciaieria ex Ilva, ora ArcelorMittal. Protagonista dell’esposizione sarà il fumetto con le tavole realizzate da 100 autori di importanti case editrici che raccontano l’inquinamento prodotto dall’industria pesante nella città di Taranto.
“Ilvarum Yaga – spiegano gli organizzatori – è il nome di una strega malefica capace di trasformarsi in vento e polvere: così s’insinua nelle case degli uomini, si nasconde nei corpi dei bambini e lentamente si nutre dei loro pensieri, dei loro sogni, del loro futuro”. Scopo della rassegna, che negli ultimi due anni è già stata allestita in cinque comuni del tarantino e del leccese, è sensibilizzare su questa tematica e raccogliere fondi per l’acquisto di libri da donare, tramite i pediatri, ai genitori dei bambini del quartiere Tamburi, il più esposto alle emissioni del Siderurgico.
La mostra è promossa da ‘Manuscripta-Festival della letteratura a fumetti’, con la collaborazione del Centro Servizi Volontariato di Taranto ed altre associazioni. L’inaugurazione si terrà nel Centro di Ricerca Arte Contemporanea (Crac Puglia) della Fondazione Rocco Spani Onlus. Sarà possibile visitare l’esposizione, con ingresso gratuito, fino a sabato 30 novembre.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A febbraio prima sfilata co-ed Versace
Donatella, ‘non si tratta di inclusività ma di parità’

05 novembre 201911:04

– Prima sfilata co-ed per Versace, che a febbraio presenterà insieme in passerella le collezioni Autunno-Inverno 2020 per lui e per lei. La decisione di combinare gli show – dicono dalla maison – nasce dalla volontà di evidenziare la vicinanza stilistica tra le collezioni uomo e donna di Versace, che da tempo parlano un solo linguaggio.
“Viviamo in una società in cui tutti parlano con tutti e questo fa sì che ci si influenzi a vicenda nel modo di vedere le cose. Questo è successo anche a me ed è per questo motivo – spiega Donatella Versace – che ho sentito il bisogno di concentrare la mia creatività e disegnare una collezione che avesse un unico punto di vista, una sola visione, che comunicasse un mondo Versace. Non si tratta solo di voler essere inclusivi o abbracciare le diversità, ma di parità, anche in passerella”.

Arte: due opere per Fondazione CarisboDipinti di Pupini e Beccadelli aggiudicati con asta a Vienna

BOLOGNA05 novembre 201911:20

– Due nuove acquisizioni per le Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo: sono il ‘Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria’ di Biagio Pupini e ‘Ragazza che accorda un liuto’ di Antonio Beccadelli, dipinti che bene illustrano la cultura figurativa del loro tempo. La Fondazione riporta così in Italia due opere di artisti bolognesi in precedenza immesse sul mercato d’arte internazionale e infine aggiudicate con l’asta Dorotheum di Vienna il 22 ottobre.
Biagio Pupini, attivo dal 1511 al 1551, è presenza costante a Bologna: eseguito a olio su tavola attorno al 1530, il dipinto riflette schemi raffaelleschi e partecipa del classicismo che si sviluppa a Bologna negli anni dell’incoronazione di Carlo V.
Antonio Beccadelli (1718-1803), pittore e ‘negoziante di quadri’, riprende su tela a distanza di tempo un soggetto caro a Giuseppe Maria Crespi, destinato al collezionismo privato: quello della giovane che, girando la chiave, accorda il liuto, una sorta di allegoria dell’udito.

Morto l’attore Omero Antonutti’Padre padrone’ per i Taviani e voce narrante de ‘La vita è bella’

05 novembre 201914:44

Addio a Omero Antonutti, attore, doppiatore indimenticabile interprete di tante pellicole a cominciare da Padre padrone dei fratelli Taviani. Nato a a Basiliano, Friuli Venezia Giulia, nel 1935, si è spento in ospedale a Udine dove era ricoverato per le complicanze di un tumore che lo aveva colpito da tempo, al suo fianco la moglie.Noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di doppiatore, ha negli anni prestato la sua voce a importanti interpreti internazionali (tra i quali C. Lee , M. Parks, J. Hurt, O. Sharif). Voce narrante in film come La vita è bella (1997) e Il mestiere delle armi (2001).Tra le sue interpretazioni: Padre padrone (1977); La notte di S.Lorenzo (1982); Kaos (1984); tutti dei fratelli Taviani. L’attività di Antonutti fin dagli anni settanta proseguì alternando cinema e teatro con continuità: tra i film più intensi interpretati nel cinema si ricordano Farinelli – Voce regina di Gérard Corbiau, Un eroe borghese di Michele Placido, I banchieri di Dio – Il caso Calvi di Giuseppe Ferrara e Tu ridi ancora dei fratelli Taviani. Tra le produzioni recenti, la serie televisiva Sacco & Vanzetti, N (Io e Napoleone), La ragazza del lago e, nel 2008, Miracolo a Sant’anna.Omero Antonutti è una delle figure più eclettiche del panorama artistico italiano. Esordì nel cinema nel 1966 con una piccola parte in Le piacevoli notti con Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida e Ugo Tognazzi.Nel 1974 fece parte del cast di Processo per direttissima e Fatevi vivi, la polizia non interverrà, ma il suo primo ruolo di spessore è del 1977, quando venne scritturato per il ruolo del padre di Gavino Ledda in Padre padrone di Paolo e Vittorio Taviani

Marcella, i miei 50 anni di musica con passioneL’11 novembre al Dal Verme per evento ’50 anni di Bella Musica’

05 novembre 201919:49

Mezzo secolo di carriera di Marcella arriva sul palco del Teatro Dal Verme per l’evento ’50 anni di Bella Musica’. L’appuntamento è in calendario per lunedì 11 novembre, quando Marcella Bella replicherà anche sul palco milanese lo spettacolo già andato in scena lo scorso aprile al Brancaccio di Roma. Il secondo evento dedicato alla lunga avventura musicale della cantante segue anche la pubblicazione del vinile dedicato al concerto romano, in occasione del quale la cantante aveva anche registrato un doppio album.”Il concerto al Brancaccio – ha raccontato l’artista siciliana – è stato emozionante per tanti motivi. Ho ricevuto tanto affetto dal pubblico ed ero molto concentrata perché stavamo registrando tutto in vista dell’album. A Milano sono sicura che torneranno tutte quelle emozioni’. In scaletta, per il concerto speciale che vedrà la voce di Marcella affiancata anche dalla musica di un’orchestra di venti elementi, ci sono molti dei grandi successi collezionati durante mezzo secolo di canzoni. “Ho voluto mettere un po’ tutta la mia storia – ha detto la voce di ‘Montagne verdi’ – dagli esordi fino ad oggi, passando per il Festival di Sanremo. Non potevano ovviamente mancare le canzoni di Mogol e Bigazzi e un momento dedicato a mio fratello Gianni”. Un percorso , quello portato in scena da Marcella, che non rappresenta solo la storia di un’artista ma anche lo spaccato di cinquant’anni di storia della musica italiana. “Per carattere sono più portata a guardare al futuro – ha commentato l’artista a proposito del giro di boa dei cinquant’anni di carriera – ma so bene anche che senza passato non c’è né presente né futuro. Quello che è certo, in tempi in cui le regole le dettano i talent show e le case discografiche non investono in progetti di lunga durata, la melodia è quello che resterà sempre nella musica Italiana”.Quella stessa melodia che Marcella ha sempre cercato nella sua musica, tra palcoscenico e vita privata. “Sono una persona passionale – ha detto – e la musica per me è stata davvero la colonna sonora di tutta una vita, anche quella privata. Ci sono stati momenti in cui ho deciso di lasciare perdere le note per dedicarmi ad altro, perché ho sempre voluto vivere ogni parte della mia vita intensamente e con la giusta attenzione. Poi è sempre arrivato Gianni con una canzone bella per me e io sono sempre tornata alla musica”. Alcuni momenti dello show saranno infatti dedicati anche a Gianni Bella, fratello, protagonista della canzone italiana e ‘spalla’ fondamentale della carriera di Marcella, per la quale ha scritto alcuni dei più grandi successi. L’artista durante lo spettacolo sarà accompagnata anche dalla sua storica band, composta da Tony De Luca (basso), Roberto Palladino (batteria), Cristiana Polegri (sax e cori), Rosario Bella (tastiere), Dario Zeno (pianoforte), Simona Malandrino (chitarre).

Il Volo, la trap non fa per noi, avanti con il pop liricoEsce nuovo album con il meglio della loro carriera mondiale

05 novembre 201920:32

Pronti per altri dieci anni insieme, forse anche venti, magari di più. I tre ragazzi del Volo celebrano il primo decennio di carriera e successi con una serie di eventi, un nuovo tour, un nuovo album e soprattutto facendo il bilancio della loro esperienza, cominciata nel 2009 dal talent show canoro per bambini ‘Ti lascio una canzone’. Con alcuni punti fermi ai quali, ammettono, sono arrivati dopo aver provato anche altre strade: la chiave del loro successo è il pop lirico, vorrebbero essere gli eredi di Pavarotti e Bocelli, non trascureranno altri progetti ma sempre all’insegna della tradizione e il loro obiettivo resta portare per il mondo la cultura musicale italiana che ”non è quella di Sfera Ebbasta, con tutto il rispetto, e del genere trap”. Anzi: “secondo me – ha aggiunto, in un incontro con il trio nella sede Sony, uno dei tre componenti, Piero Barone, 26 anni – bisognerebbe controllare alcuni testi, alcuni messaggi che si mandano ai giovani, credo che un ordine, un messaggio pulito sia necessario darlo ogni tanto. Oggi ascoltando alcuni testi, senza generalizzare o giudicare perché c’è chi giudica noi, penso che dovrebbero prima essere controllati, forse dalle case discografiche o comunque da qualcuno”.”Questo è un giudizio soggettivo – è intervenuto subito Ignazio Boschetto, 25 anni – da anni esiste la libertà di espressione degli artisti ma ogni tanto passano dei messaggi brutti”. “Radio, internet, streaming hanno una influenza molto importante sui dischi e sugli artisti e sicuramente il Volo non è un gruppo da streaming, lo ascolti due o tre volte al giorno, mentre un gruppo di trap 150 volte – ha aggiunto il trio – Il nostro messaggio riusciamo a trasmetterlo soprattutto attraverso la tv, le persone si sono affezionate a noi vedendoci cantare, rimane l’unico mezzo con quale possiamo farci conoscere: del resto siamo nati in un talent show”. “Io all’inizio volevo fare cose più giovanili – ha ammesso Gianluca Ginoble, 24 anni – Poi ho capito quale era strada giusta”. L’album, che esce in tutto il mondo l’8 novembre, si intitola ’10 Years’ (Sony Music), racchiude i migliori successi della carriera dei due tenori e il baritono (da ‘O sole mio’ a ‘My Way’), sia con brani registrati che con nuove registrazioni live. E’ disponibile anche in versione CD + DVD dello spettacolo del concerto di Matera a giugno.Dal 9 novembre Il Volo sarà impegnato in un Instant tour, al via da Roma (il 10 a Milano con uno speciale mini live in Piazza Duomo) e il 19 novembre Canale 5 dedicherà una serata evento, con le immagini del concerto di Matera e i momenti più significativi della vita artistica del gruppo. Quindi il trio, che ha venduto 2 milioni di dischi in tutto il mondo, reduce da un tour in America Latina davanti a oltre 70mila persone, partirà a gennaio per i live in Nord America. La prossima estate tornerà in concerto in Italia per due date speciali: il 30 agosto all’Arena di Verona e il 4 settembre al Teatro Antico a Taormina. I tre ragazzini di 10 anni fa intanto sono diventati adulti insieme superando anche le inevitabili differenze di carattere. “I momenti più difficili sono quelli in cui uno di noi sta male e bisogna portare a casa lo spettacolo – hanno detto – Li salta fuori la vera amicizia”.

Parte tournee Aggiungi un posto a tavolaGenova prima tappa, con orchestra e coro

GENOVA05 novembre 201913:41

– Quarantacinque anni dopo il debutto con l’indimenticabile Johnny Dorelli torna sui palcoscenici italiani “Aggiungi un posto a tavola”, la commedia musicale dei record che continua ad entusiasmare le platee di tutto il mondo.
Lo spettacolo di Garinei e Giovannini (da un’idea di Jaja Fiastri che trasse ispirazione da un romanzo di David Forrest, “After me the deluge”) ripartirà giovedì sera (ore 20) dal Carlo Felice di Genova per una nuova tournée che toccherà molte città della penisola. La nuova edizione realizzata tre anni fa vede Gianluca Guidi nel doppio ruolo di regista e protagonista, affiancato da Marco Simeoli (il sindaco Crispino), Piero Di Blasio (Toto), Camilla Nigro (Clementina), Francesca Nunzi (Ortensia), Lorenza Mario (Consolazione) mentre “la voce di lassù” sarà quella di Enzo Garinei. “Siamo felici – ha spiegato Guidi – perché possiamo contare per la prima volta su una orchestra sinfonica e su un vero coro. Il successo di questa commedia si spiega innanzitutto con la qualità degli autori: Garinei e Giovannini sono i padri del nostro teatro leggero, la musica porta la firma di Armando Trovajoli, le coreografie sono di Gino Landi. E poi è una commedia attuale: chi oggi non desidererebbe un diluvio per ripartire da zero”? Il “veterano” del cast è Enzo Garinei che a 93 anni, dopo aver vestito i panni del sindaco Crispino, ora presta la sua voce a Dio: “Mi guarderò lo spettacolo da un palchetto. Essere in un teatro come il Carlo Felice sarà davvero emozionante”.
Nel cast, anche un’esordiente di lusso, Lorenza Mario, ballerina, cantante, attrice: “Sono emozionatissima, è una commedia meravigliosa che ho visto recitare da Johnny Dorelli e poi da Giancarlo. Certo il mio è un personaggio particolare che Giancarlo mi sta cucendo addosso. Sarà una Consolazione diversa dalle precedenti”.

Torna a Firenze unica firma LeonardoRestauro digitale per contratto per ‘La Vergine delle rocce’

05 novembre 201914:00

– L’unica firma nota di Leonardo da Vinci, posta in calce al contratto per la realizzazione del dipinto “La Vergine delle Rocce” – esposto al Museo del Louvre – ha lasciato l’Archivio di Stato di Milano, per raggiungere l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. “Già ci manca – dice il Direttore Benedetto Luigi Compagnoni- ma lo scopo è nobile: sottoporre il contratto a indagini diagnostiche sullo stato di salute, per procedere poi a un restauro digitale del documento, che renderà leggibile a occhio nudo anche la parte attualmente interpretabile solo con l’ausilio della lampada di Wood”.
Il documento è stato restaurato nel 2010, in quanto presentava danni dovuti all’umidità, che aveva indebolito il supporto cartaceo e dilavato in parte la traccia grafica. Oggi la porzione mancante risulta leggibile solo tramite la lampada di Wood, che emette radiazioni elettromagnetiche prevalentemente nella gamma degli ultravioletti. Ma presto, con il restauro digitale sarà possibile leggere a occhio nudo l’intero atto.

L’adolescente Giovanna della nuova FerranteEsce il 7 novembre ‘La vita bugiarda degli adulti’

05 novembre 201914:56

– E’ una ragazzina di dodici anni, Giovanna, detta Giannina, che vive in una casa con tanti libri, è figlia di due insegnanti e non vorrebbe deludere le loro aspettative, la protagonista e voce narrante del nuovo attesissimo romanzo di Elena Ferrante, ‘La vita bugiarda degli adulti’, che sarà in libreria il 7 novembre per le edizioni e/o, dopo l’anticipazione nella notte alla stampa in versione digitale con la protezione di una password.
A cinque anni dall’uscita di ‘Storia della bambina perduta’ del 2014, l’ultimo dei quattro volumi della saga bestseller de ‘L’Amica geniale’, che ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo, il nuovo romanzo della misteriosa scrittrice, sulla cui identità si sono fatte numerose ipotesi, ci porta ancora a Napoli, ma in quella del Rione Alto e del Vomero. ‘La vita bugiarda degli adulti’ (euro 19) ci racconta in 336 pagine le trasformazioni e turbamenti del crescere, il disincanto, i tradimenti, le menzogne dei grandi seguendo la vita di Giovanna fino ai 16 anni, fino allo sgreatolarsi delle certezze, alla separazione dei suoi genitori, a una poco esaltante iniziazione sessuale.
Non ci sono Lila e Lenù, ma il rapporto tra Giovanna e la zia paterna Vittoria che è la cosa più intensa e forte di questo nuovo romanzo, che a questo punto potrebbe essere il primo di una nuova saga. Ed è proprio la ricerca e la scoperta di questa zia, con la quale da tempo il padre di Giovanna ha rotto ogni rapporto, ad alimentare le paure, le scoperte, le menzogne e le verità della ragazzina. Di Vittoria, cancellata dalle foto, si parla come di una persona brutta e malvagia e quando Giovanna viene paragonata a lei dal padre, la ragazza va in crisi, si specchia ovunque per capire se è davvero così brutta, finchè fa di tutto per incontrare questa zia e quando la vedrà sarà una rivelazione per tante cose.
“Le guardai per pochi secondi il viso senza trucco, poi fissai il pavimento. Vittoria mi sembrò di una bellezza così insopportabile che considerarla brutta diventava una necessità” scrive la Ferrante.
Ci sono anche e come sempre le donne e le amiche del cuore come Angela e Ida. Con quest’ultima Giannina parte in treno per Venezia in un viaggio che ha tutti gli ingredienti per proseguire.
Si accendono le inziative alla vigilia dell’uscita, che ci riporta alle attese notturne in libreria per l’arrivo dei romanzi di Harry Potter. Il 6 novembre dalle ore 21.30 fino a mezzanotte nelle librerie Feltrinelli di Milano (Buenos Aires), Roma (Torre Argentina) e Napoli (Piazza dei Martiri) , saranno prposte letture in anteprima di brani tratti dal romanzo . Nella serata anche la proiezione del docu-film Ferrante Fever realizzato a partire dalle interviste di testimoni autorevoli, dalla traduttrice della Ferrante ai colleghi scrittori come Roberto Saviano, Francesca Marciano, Elizabeth Strout e Jonathan Franzen. A laFeltrinelli Roma il film sarà introdotto dallo stesso regista e sceneggiatore Giacomo Durzi e dalla co-sceneggiatrice Laura Buffoni. E allo scoccare della mezzanotte si potrà acquistare il romanzo in anteprima. Anche al Circolo dei Lettori di Torino il 6 novembre dalle 22 ci sarà una Ferrante Night con Nicola Lagioia.

Neshat racconta Oum Kulthum, voce del mondo araboFoto e video sulla cantante a Parigi, in sede Associazione Alaia

05 novembre 201915:47

– “Ogni primo giovedì del mese dovevamo cenare presto. Dovevo stare tranquillo, per non fare rumore, perché mio nonno stava cercando di catturare le onde radio provenienti dall’Egitto: Oum Kulthum stava cantando.
Questa è la prima grande voce che ho ascoltato durante la mia infanzia”. Partendo dal fatto che le canzoni di Oum Kulthum, cantante simbolo egiziana, che univa tutto il mondo arabo con la sua voce, erano molto amate da Azzedine Alaia, che aveva cominciato ad apprezzarle durante la sua infanzia in Tunisia, per poi trasformarle nella colonna sonora delle sue giornate lavorative in atelier a Parigi e della vita privata, in occasione della Paris Photo Week, l’Associazione Azzedine Alaia presenta nella sua sede a Parigi la mostra “Alla ricerca di Oum Kulthum”, foto e video dell’artista iraniana Shirin Neshat (6 novembre-5 gennaio 2020) omaggio a Oum Kuorthum.
Nota per il suo lavoro fotografico e cinematografico, che riflette la complessità della società islamica, Neshat, fotografa e videoartista iraniana – premiata alla Biennale di Venezia del 1999, e con la regia di Donne senza uomini, tratto dal romanzo omonimo di Shahrnush Parsipur, Leone d’argento per la miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009 – offre per la prima volta in Francia i suoi nuovi lavori ispirati all’omonimo film Looking for Oum Kulthum, presentato al Festival di Venezia nel 2017. Cara in tutto il mondo arabo, la figura di Oum Kulthum, straordinaria cantante, attivista politica e donna indipendente in una società conservatrice, e il forte fascino che esercita sul pubblico sono i punti di partenza delle otto fotografie e due video di Neshat.

A Viola Ardone il Premio ‘Amo Questo Libro’Con il romanzo ‘Il treno dei bambini’

05 novembre 201916:15

– E’ Il treno dei bambini di Viola Ardone (Einaudi) il romanzo vincitore della seconda edizione del ‘Premio Amo Questo Libro’. Il riconoscimento è attribuito dalle libraie e dai librai della catena Giunti al Punto presente in tutte le regioni del Paese.
Grande la partecipazione inquesta edizione con circa 500 voti provenienti da tutta Italia. La Ardone ha prevalso nettamente nella cinquina di finalisti preselezionata da un gruppo di esperti librai GAP. Sono state esaminate opere di tutte le case editrici per una partecipazione al concorso, senza distinzioni di genere.
Già caso letterario a poche settimane dall’uscita, Il treno dei bambini, che verrà tradotto in trenta paesi, racconta la storia di Amerigo, un bambino di sette anni che, nel 1946, lascia il suo rione di Napoli per ritrovarsi a migrare in un’Italia in costruzione, in mezzo alle macerie della seconda guerra mondiale.
Il Premio Ama Questo Libro da diritto all’opera vincitrice a una vetrina dedicata nelle librerie Giunti al Punto dal 5 all’11 dicembre e garantisce l’impegno di tutte le libraie e i librai GAP a vendere e consigliare l’opera in vista del Natale.

Selena Gomez, in radio dall’8/11 Lose you to love meSingolo anticipa la pubblicazione del terzo album della cantante

05 novembre 201916:17

– Arriverà in Italia dall’8 novembre “Lose you to love me”, il nuovo singolo di Selena Gomez, che ha già conquistato il vertice della classifica ufficiale singoli americana e di tutte le playlist radio di tutto il mondo. Il brano ha raggiunto anche la vetta della classifica Globale di Spotify, la n.1 di Apple Music e di iTunes America (per la prima volta un artista raggiunge simultaneamente la vetta delle classifiche di Rolling Stone Usa e di Billboard Usa). A oggi il brano ha totalizzato oltre 87 milioni di stream. Un risultato arrivato anche grazie al video che accompagna il brano, diretto da Sophie Muller e girato con il nuovo iPhone 11 Pro. Il video, che ha totalizzato oltre 112 milioni di views in una settimana, è l’unico video internazionale in tendenza in Italia su Youtube.
Il singolo anticipa la pubblicazione del terzo album della cantante americana.
Il brano è stato scritto dalla Gomez insieme a Julia Michaels (già autrice delle hit di Justin Bieber e molte altre pop star americane, Justin Tranter e Mattias Larsson, a cui si è aggiunto per la produzione Finneas (fratello, co-autore e coproduttore di Billie Eilish).
“L’ispirazione per questo brano arriva dalle tante cose che sono accadute nella mia vita da quando ho pubblicato l’ultimo album ad oggi – ha raccontato Selena -. Ho pensato che fosse importante condividerle nella musica, dato che sono in tanti quelli che potranno rivedersi nel percorso per la scoperta di sé stessi, che generalmente inizia con le cicatrici della vita.
Vorrei che le persone si sentano speranzose e sappiano che il lato più forte di noi può venire fuori, così rivelando la versione migliore di noi stessi”.

Mick Jagger, in vinile gli album da solistaI 4 dischi, pubblicati tra il 1985 e il 2001, usciranno il 6/12

05 novembre 201916:50

– Il catalogo completo della carriera solista di Mick Jagger arriva in vinile. I quattro dischi, pubblicati tra il 1985 e il 2001, usciranno in Vinile 180 grammi il 6 dicembre. Si tratta degli album She’s The Boss (1985), Primitive Cool (1987), Wandering Spirit (1993) e Goddess In The Doorway (2001).
Questi quattro dischi dimostrano la creatività del frontman dei Rolling Stones da artista solista e mettono in luce la tavolozza artistica che ha successivamente influenzato innumerevoli frontman rock.
Gli album sono stati recentemente rimasterizzati dai nastri analogici originali con masterizzazione half speed da Miles Showell agli Abbey Road Studios di Londra. Lo stesso procedimento di rimasterizzazione audio in alta definizione è stato recentemente utilizzato per tutti gli album del box-set “The Rolling Stones, Studio Albums Vinyl Collection, 1971 – 2016”.
Jagger pubblicò vari progetti a suo nome all’inizio della sua carriera, ma dopo il suo cameo nel singolo del 1984 ‘State Of Shock’ dei Jacksons, fu “She’s The Boss” del 1985 ad aprire ufficialmente la sua carriera da solista.

Musica: Harry Styles, il 13/12 esce il nuovo disco Fine LineGià in radio e in digitale il primo singolo Lights up

05 novembre 201917:38

– Uscirà il 13 dicembre Fine Line, il nuovo album di inediti di Harry Styles (Columbia Records/Erskine Records), a due anni di distanza dall’omonimo album di debutto solista (Harry Styles, certificato Oro in Italia).
Fine Line sarà disponibile in formato CD, vinile e in una speciale edizione con un booklet di 32 pagine con foto del dietro le quinte della registrazione dell’album.
Il disco, con 12 nuove tracce, contiene anche il singolo Lights up, attualmente in radio, che ha già totalizzato complessivamente più di 100 milioni di visualizzazioni e streaming in tutto il mondo.
Il cantante degli One Direction (ufficialmente la band è in pausa) festeggerà l’uscita dell’album con un evento speciale il 13 dicembre a Los Angeles: “Harry Styles – Fine Line live at the Forum – One Night Only”. Il 16 novembre, inoltre, Harry condurrà per la prima volta il famoso “Saturday Night Live”, in onda su NBC, e presenterà dal vivo in anteprima tv il nuovo album.

Argerich e Pappano incantano ParigiEmozioni e successo per Orchestra Santa Cecilia alla Philarmonie

05 novembre 201921:05

“Philarmonie” gremita, pubblico in adorazione, alla fine entusiasmo, emozione e molti in piedi ad applaudire Martha Argerich con l’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano. La serata del 4 novembre a Parigi, straordinaria per la sua intensità, è stata la prima tappa di una tournée dell’orchestra diretta da Pappano – con la Argerich e Francesco Piemontesi in alcune date – che inaugura la stagione concertistica fuori sede che ogni anno la porta ad esibirsi nei teatri e sale da concerto più prestigiosi al mondo.Il pubblico francese è arrivato all’atteso appuntamento accogliendo con calore gli orchestrali e il direttore, impegnati in avvio di concerto con l’Ouverture da Euryanthe di Carl Maria von Weber per poi trasferire ogni emozione sull’arrivo in scena del pianoforte e dell’attesissima pianista argentino-svizzera. L’esibizione della Argerich – il Concerto per pianoforte e Orchestra n. 1 di Franz Liszt – è andata via tutta d’un fiato e senza un battito di ciglia nella grande sala. La Argerich, 78 anni, ha emozionato, c’è voluto un istante di sospensione affinché il pubblico uscisse dalla sensazione di incanto prodotta dalla grande pianista. Poi un tributo entusiasta di applausi e grida di incitamento, con l’artista e Pappano richiamati più volte in scena fin quando la Argerich – che molto raramente concede bis – ha essguito, quasi in punta di piedi e a mo’ di saluto, “Kinderszenen” (Scene d’infanzia) di Robert Schumann.Nella seconda parte, pubblico ancora molto vicino all’orchestra italiana – che per la terza volta si esibiva alla Philarmonie di Parigi – impegnata nella Sinfonia n. 2 di Robert Schumann. Finale con applausi, e l’Orchestra di Santa Cecilia e Pappano ad eseguire, fuori programma, le “Antiche danze e arie per liuto” dall'”Italiana” di Ottorino Respighi e “La danza delle Ore” da “La Gioconda” di Amilcare Ponchielli.

A Cremona l’abito gourmet di marshmallowEsposto a Il Bontà, salone eccellenze enogastronomiche

CREMONA05 novembre 201919:05

– Vestiti fatti con marshmallows, peperoncini e taralli: la stilista Angela Colosimo porta a Il BonTà, il Salone della eccellenze enogastronomiche dei territori che si terrà dal 9 al 12 Novembre a CremonaFiere, il suo nuovo progetto dal titolo “L’abito gourmet – La moda che fa bene”.
Si tratta di vestiti che, letteralmente, si mangiano.
Realizzati con ingredienti dolci, come caramelle o cioccolato, ma anche salati, come il pane, i tarallini e gli snack. Il progetto è nato per la necessità di voler comunicare un messaggio sociale contro l’immagine emaciata delle modelle e dell’ideale di ‘magrezza mezza bellezza’ imposto dai media.
Quello di Colosimo è solo uno degli appuntamenti che animerà Il BonTà: arrivato alla 16 edizione, conta 2.000 prodotti artigianali dei territori e l’anno scorso ha registrato 30 mila visitatori.

Musica: Io corro, viaggio alla scoperta di se stessiNuovo singolo del duo Tomacelli che anticipa l’ep Amor

06 novembre 201911:43

– “Io corro dietro al vento/ A tutto ciò che fugge/ A quello che m’incanta/ E quindi anche a te”: c’è il desiderio di ritrovare se stessi per non perdersi nelle tante, spesso inutili, distrazioni della vita quotidiana, ma anche l’omaggio alla città di Roma, scelta come ambientazione privilegiata e luogo magico di suggestioni, nel nuovo singolo “Io corro” del duo Tomacelli, composto da Fabio Di Ranno e Francesco Paterni. Scritto, composto e suonato dai due artisti, il brano anticipa l’ep “Amor”, ora in lavorazione: nella canzone, che mescola influenze vintage e contemporanee, gli autori celebrano la possibilità per ognuno di scorgere, nel caos e nelle complicazioni inevitabili della vita di ogni giorno, nuovi centri di gravità che siano fonte di rinnovata sicurezza per tornare protagonisti del proprio cammino. Ad accompagnare l’uscita del brano “Io corro”, il videoclip per la regia dello stesso Di Ranno insieme con Ferdinando D’Urbano, girato nel Teatro dei Calanchi a pochi chilometri da Matera. Il progetto Tomacelli, lanciato ormai un anno fa da Di Ranno e Paterni, è prodotto da Tomacelli Tune.

Gucci apre i Gucci Pin, store temporaneiEsperienze digitali immersive e proposte diversificate

06 novembre 201912:23

– Non pop up, ma Pin: così si chiameranno i negozi temporanei di Gucci, le cui aperture saranno scaglionate da ora al prossimo anno e che prendono il nome proprio dai “pin”, le puntine segnaposto delle cartine interattive digitali.
L’apertura avverrà in grandi città come Parigi, Seoul e Hong Kong, e i negozi avranno un nome che rispecchia l’offerta proposta al loro interno. Ogni Gucci Pin sarà poi accompagnato da un’esperienza digitale immersiva interattiva grazie alle nuove tecnologie di realtà aumentata previste per alcuni di questi negozi, nel 2020. I primi store sono dedicati alla collezione Gift Giving, che celebra il motivo Flora. All’inizio del 2020, apriranno i Gucci Pin per l’anno del topo cinese dedicati a Mickey Mouse. I Gucci Pin GG Psychedelic apriranno tra la fine di gennaio e marzo 2020, e saranno dedicati ad articoli da viaggio, accessori e capi ready-to-wear caratterizzati dal motivo GG multicolore con stelle.

A teatro tra Steinbeck, King e BernhardMicol riprende Memorie di Adriano; Malosti omaggia 100 anni Levi

06 novembre 201912:39

– Pino Micol nel “Memorie di Adriano” che fu di Giorgio Albertazzi, per Maurizio Scaparro, a Firenze e Umberto Orsini ne “Il nipote di Wittgenstein di Thomas Bernhard a Torino; “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman secondo il regista russo Andrei Konchalovsky e “Se questo è un uomo” nel centenario della nascita di Primo Levi (1919 – 1987) per Valter Malosti, tutti a Roma. E ancora “Misery” dal romanzo di Stephen King per Filippo Dini a Genova e “La valle dell’Eden” dello scrittore premio Nobel John Steinbeck per Antonio Latella a Bologna: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

I Tiromancino in concerto per TelethonIl gruppo suonerà il 18 novembre all’Auditorium di Milano

06 novembre 201912:44

– I grandi successi e gli inediti dei ‘Tiromancino’ saranno i protagonisti del concerto benefico in favore di Fondazione Telethon, per la cura delle malattie genetiche rare, organizzato dal Gruppo BNP Paribas il prossimo 18 novembre, ore 21, all’Auditorium di Milano. Federico Zampaglione (voce e chitarra), Antonio Marcucci (chitarra elettrica), Francesco “Ciccio” Stoia (basso), Marco Pisanelli (batteria e percussioni) e Fabio Verdini (pianoforte e tastiere) saranno accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Giacomo Loprieno.
“Sarà uno spettacolo speciale – ha dichiarato Federico Zampaglione – in cui punteremo a valorizzare l’aspetto ritmico delle nostre canzoni, preparatevi, perché ci sarà da ballare”. I biglietti del concerto sono disponibili in tutte le Agenzie BNL di Milano e direttamente presso l’Auditorium di Milano.

Accademia Crusca nomina corrispondentiObiettivo promuovere lingua italiana all’estero

FIRENZE06 novembre 201913:07

– Il Collegio degli Accademici della Crusca, riunito in seduta straordinaria, ha nominato 13 nuovi accademici corrispondenti. Nove sono italiani e quattro stranieri. Lo riporta una nota dell’istituzione in cui si precisa che sono stati nominati accademici corrispondenti italiani: Emanuele Banfi, Gabriella Cartago, Lorenzo Coveri, Antonio Daniele, Valeria Della Valle, Claudio Giovanardi, Riccardo Gualdo, Sabatina Matarrese e Raffaele Simone. Sono inoltre stati nominati accademici corrispondenti esteri Angela Ferrari, Martin Maiden, Elton Prifti e Michel Zink.
Il corpo accademico risulta ora composto da 89 accademici suddivisi in tre classi: gli accademici ordinari (42) e gli accademici corrispondenti a loro volta suddivisi in italiani (19) e esteri (28). “Da sempre – si legge nella nota – la Crusca si rinnova guardando agli studi di italianistica e di linguistica italiana, sia in Italia che oltre confine, ma anche con l’obiettivo di promuovere la nostra lingua all’estero”.

Esce Ultima edizione, tributo a La Notte350 pagine per raccontare un quotidiano rivoluzionario

06 novembre 201913:46

– “Ultima edizione. Storie nere dagli archivi de La Notte” raccoglie le foto inedite del quotidiano milanese La Notte, in edicola del 1952 al 1995 e nasce come progetto di ricerca nel 2017, per uscire in libreria con le Edizioni Milieu (350 pagine, euro 39) domani su progetto grafico del designer Beppe Del Greco a cura di Salvatore Garzillo, Alan Maglio e Luca Matarazzo.
Il volume è stato presentato in prefettura, alla presenza dei curatori del volume, del prefetto di Milano Renato Saccone. Con il sostegno di archivisti e altri collaboratori, l’indagine attraversa diversi fondi di conservazione che riguardano il quotidiano milanese. Gli autori hanno studiato la produzione fotografica direttamente dai negativi realizzati dai fotoreporter de La Notte. La suddivisione del materiale in categorie quali “Aggressioni e ferimenti”, “Rapine”, “Prostituzione”, “Droga”, “Incidenti”, “Reati Vari” ricalca quella creata dai fotografi di redazione dello storico quotidiano.

A Veronica Etro Harper’s Bazaar Awards SpagnaTra i premiati di questa edizione Sharon Stone e David Gandy

06 novembre 201913:46

– Veronica Etro ha ricevuto a Madrid il premio Best Designer agli Harper’s Bazaar Awards Actitud 43, che ogni anno premiano personalità influenti e fonti d’ispirazione per il loro carattere, lavoro, talento e creatività. La serata di gala, presentata dalla giornalista e conduttrice televisiva Isabel Jiménez, si è tenuta nella prestigiosa cornice del Palacio de Santoña di Madrid. Tra i premiati di questa edizione: Sharon Stone, David Gandy, Jon Kortajarena, Elena Medel, Paco Arango, Vanesa Lorenzo, Lita Cabellut e Ramón Freixa.

Prometheus Journey, viaggio siderale ai confini dell’inumano

06 novembre 201913:51

“Immaginare il nostro lontano futuro è una delle imprese più difficili per la mente umana, abituata ad affrontare il presente giorno per giorno”. E’ il commento di Roberto Paura, direttore dell’Italian Institute for the Future, a proposito del progetto Prometheus Journey al confine tra musica, arte e scienza.Prometheus Journey è un film e un progetto tripartito, composto da una performance live e un cortometraggio che saranno raccolti in un sito web. Il video è il primo capitolo di un cortometraggio che rappresenta l’ideale viaggio di un astronauta verso il futuro, un futuro che nasce dalla memoria del cosmo. Tutto il progetto è supportato a livello scientifico dalla consulenza del professor Paura. Si tratta, nello specifico, di una produzione che prova a tradurre in immagini e suoni alcune teorie scientifiche che partono dall’analisi dell’Antropocene per ipotizzare futuri possibili.Paura aggiunge: “E’ importante puntare su opere evocative come il cortometraggio di Stefano De Felici, che ci spingono a riflettere sul destino della civiltà umana, sui rischi dell’Antropocene e sulle possibilità di trasformarci in una specie multiplanetaria. Non solo, De Felici enfatizza nel video il concetto che la sopravvivenza della nostra civiltà è legato alla preservazione della conoscenza accumulata nei millenni. Se è vero che “in principio era il Verbo”, cosa ne sarà di noi se la parola scritta andasse irrimediabilmente perduta? Eppure è un rischio che corriamo affidando all’etereo mondo digitale tutta l’informazione prodotta negli ultimi anni. Vint Cerf, tra i “padri” di Internet, ha messo in guardia dal rischio di un buco nero digitale se dovessimo perdere la memoria riversata sul web. Oggi molti esperti si occupano di elaborare sistemi per preservare la conoscenza della civiltà in caso di catastrofe. Lungi dall’essere esercizi di pessimismo, questi scenari ci aiutano a proiettarci su lungo periodo e anticipare i rischi a venire. Con l’Italian Institute for the Future abbiamo quindi voluto contribuire con suggestioni e idee all’elaborazione di Prometheus”.I registi Stefano De Felici e Federico Mazza di Almost Videolab non hanno utilizzato, per la realizzazione, nessun effetto speciale, anzi tutto ciò che si vede è stato ricostruito artigianalmente in piccolo, realizzando macroriprese che riassumono il cosmo partendo dal microscopico.Il video e l’intero progetto hanno origine da un album di recente pubblicazione (settembre 2019) intitolato S/T del duo di musicisti Stefano Greco (elettronica, monochord) ed Eloisa Manera (violino e composizione), conosciuti a livello nazionale e in ambito jazzistico. Prometheus Journey, infatti, è la prima traccia del disco realizzato dal loro duo, Phase Duo, un’atmosfera sonora che ha inspirato il lavoro dei videoartisti per la sua capacità evocativa dei suoni del cosmo e la caratteristica di collocarsi al di là di una specifica dimensione temporale.
La collaborazione darà il via a una serie di performance live, la prossima è in programma a Milano tra un paio di settimane.

La yacht woman di Luisa Spagnoli CruiseVariazioni sul tema Navy. Capo ammiraglio il trench

06 novembre 201913:49

– Chic a velocità di crociera: la collezione Cruise 2020 di Luisa Spagnoli prende il largo con uno stile yacht club evergreen. Tante le variazioni sul tema “navy”: pull tricot a macro righe mariniére con dettaglio incrociato sulla spalla, portati su bermuda blu, cappello baker boy stile marina e giubbino corto in double di lana in un’inedita versione cherry. Il classico pull girocollo rayé si porta con gonna a tulipano con lo spacco centrale. Capospalla ‘ammiraglio’ è il trench, nella versione denim più sportiva, o in tessuto bouclé multicolor dall’appeal chic genere da portare con femminili gonne longuette, o ancora più classico come trench coat lungo e un po’ over. Sono in denim i completi camicia e pantaloni dalla linea morbida e il blazer con rifiniture bianche a contrasto. Il denim, in versione light, è perfetto anche per le gonne a matita allacciate al centro con balza arricciata sul fondo, da abbinare a maglie a righe multicolor. Le gonne sono protagoniste: longuette in pelle, plissè a tinte rainbow o con macro stampe floreali.
I tailleur sono composti da blazer dalle proporzioni maschili, leggermente over ma pur sempre calibrati, portati su shorts coordinati o pantaloni ampi, abbinati a bluse di seta stampata, rese iperfemminili dal fiocco sul collo. Perché Luisa Spagnoli gioca sul filo del maschile e del femminile, mescolando tagli sartoriali e fluidità. Per aperitivi sul ponte centrale, il pezzo chiave diventa lo chemisier dalla texture impalpabile e dalle delicate stampe fleury, a piccoli pois in bianco e nero, o rigati.
Per la sera, ecco il tailleur smoking con blazer allongé su pantaloni svasati sul fondo; uno smoking fucsia, in raso e shantung di seta, per accendere la notte di tonalità pink.
Sempre rosa ma nella delicata tonalità quarzo, ecco il completo pantaloni in pizzo rebrodé e cady si seta.

La yacht woman di Luisa Spagnoli CruiseVariazioni sul tema Navy. Capo ammiraglio il trench

06 novembre 201913:49

– Chic a velocità di crociera: la collezione Cruise 2020 di Luisa Spagnoli prende il largo con uno stile yacht club evergreen. Tante le variazioni sul tema “navy”: pull tricot a macro righe mariniére con dettaglio incrociato sulla spalla, portati su bermuda blu, cappello baker boy stile marina e giubbino corto in double di lana in un’inedita versione cherry. Il classico pull girocollo rayé si porta con gonna a tulipano con lo spacco centrale. Capospalla ‘ammiraglio’ è il trench, nella versione denim più sportiva, o in tessuto bouclé multicolor dall’appeal chic genere da portare con femminili gonne longuette, o ancora più classico come trench coat lungo e un po’ over. Sono in denim i completi camicia e pantaloni dalla linea morbida e il blazer con rifiniture bianche a contrasto. Il denim, in versione light, è perfetto anche per le gonne a matita allacciate al centro con balza arricciata sul fondo, da abbinare a maglie a righe multicolor. Le gonne sono protagoniste: longuette in pelle, plissè a tinte rainbow o con macro stampe floreali.
I tailleur sono composti da blazer dalle proporzioni maschili, leggermente over ma pur sempre calibrati, portati su shorts coordinati o pantaloni ampi, abbinati a bluse di seta stampata, rese iperfemminili dal fiocco sul collo. Perché Luisa Spagnoli gioca sul filo del maschile e del femminile, mescolando tagli sartoriali e fluidità. Per aperitivi sul ponte centrale, il pezzo chiave diventa lo chemisier dalla texture impalpabile e dalle delicate stampe fleury, a piccoli pois in bianco e nero, o rigati.
Per la sera, ecco il tailleur smoking con blazer allongé su pantaloni svasati sul fondo; uno smoking fucsia, in raso e shantung di seta, per accendere la notte di tonalità pink.
Sempre rosa ma nella delicata tonalità quarzo, ecco il completo pantaloni in pizzo rebrodé e cady si seta.

Olivia Newton-John, asta per il look di Grease450mila dollari per giubbotto Sandy, a fondazione contro cancro

03 novembre 201918:41

– L’outfit di Grease con gli abiti che fecero epoca alla fine degli anni ’70 grazie al successo planetario del film con Olivia Newton John e John Travolta, è andato all’asta a Los Angeles e il ricavato della collezione dell’artista australiana, oggi 71enne, andrà a finanziare la Fondazione Onj, da lei stessa realizzata anni fa, per la ricerca, le cure, anche psicologiche, contro il cancro di cui la stessa attrice-ballerina soffre ciclicamente dal 1992, quando le fu diagnosticato un primo tumore al seno (oggi è in lotta con la terza recidiva). Il giubbotto di pelle e i pantaloni attillati indossati da Sandy per sedurre Danny nella scena finale di Grease sono stati venduti all’asta per 405.700 dollari, più del doppio della stima iniziale. Ad aggiudicarseli un compratore rimasto anonimo, collezionista evidentemente affezionato al film musicale che fece ballare una generazione.

Whoopi Goldberg a Bassano con suo libroAppuntamento a Libreria palazzo Roberti il 30 novembre

VENEZIA04 novembre 201914:21

– Appuntamento unico in Italia, in libreria a Bassano del Grappa (Vicenza), per Whoopi Goldberg, attrice statunitense tra le più famose al mondo, doppiatrice, scrittrice, conduttrice televisiva e attivista, tra le 15 persone ad aver vinto un Emmy, un Grammy, un Oscar e un Tony Award.
Lo annuncia, per sabato 30 novembre, la celebre Libreria Palazzo Roberti, dove l’attrice incontrerà i lettori per autografare il suo quarto libro “The Unqualified Hostess” (Rizzoli International, 2019), dedicato all’arte di apparecchiare la tavola con stile e originalità.
“Ho scritto questo libro – ha dichiarato Goldberg – che francamente è l’ultimo libro che qualcuno si sarebbe aspettato da me. ‘I do it in my way and you can too’, io lo faccio a modo mio e potete farlo anche voi. Voglio mostrarvi che basta la passione per preparare una bella tavola”.

Ken Follett fan di Donato CarrisiGrande giallista twitta trailer L’uomo del labirinto

04 novembre 201917:33

Ken Follett ‘fan’ di Donato Carrisi.
L’illustre collega dopo aver visto il film, L’uomo del Labirinto’, secondo lungomentraggio del giallista, fa il suo endorsement twittando sul suo profilo ufficiale:

Prodotto da Gavila e Colorado Film e distribuito da Medusa, il film con Toni Servillo e Dustin Hoffman nel primo week end di programmazione ha raggiunto un incasso pari a 1.262.000 euro mentre “Doctor Sleep”, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, si ferma a 1.118.000.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le tante vite di Frida Kahlo in un docu-film
Al Torino Film Festival e poi in sala dal 25 al 27 novembre

05 novembre 201909:57

Bellissima, in alcune foto, e per niente bella in altre con quelle sue sopracciglia folte e quella peluria sopra le labbra che non ha mai voluto nascondere, Frida Kahlo già dall’aspetto mostrava una natura selvaggia, proprio come le sue tante vite e i colori dei suoi vestiti. E va detto che libera, anche sentimentalmente, questa artista messicana nata nel 1907 lo fu davvero come fa vedere ‘Frida. Viva la vida’, docu film di Giovanni Troilo che passerà alla 37/a edizione del Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile per poi approdare nelle sale italiane in esclusiva il 25, 26, 27 novembre.Il film, prodotto da Ballandi Arts e Nexo digital in collaborazione con Sky Arte e con la partecipazione straordinaria di Asia Argento, racconta, per quanto è possibile, questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. E questo in un lungo viaggio tra le opere, ma anche le fotografie, i vestiti e gli oggetti personali della Kahlo con la colonna sonora originale di Remo Anzovino. Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima poi di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida affrontò ben 32 operazioni e convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Nonostante questo, grazie alla sua pittura e ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento, un’icona capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti. Asia Argento in ‘Frida. Viva la vida’ conduce lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge dato dalle stesse parole dell’artista e tratto da lettere, diari e confessioni private. Si scoprirà così come l’opera della pittrice affondi le sue radici sia nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, che nell’arte e nell’impegno di uomini del suo tempo, dal compagno di una vita, Diego Rivera (da lei sposato due volte), a Trotsky. Del resto, dopo la rivoluzione del 1910, il Messico aveva provato a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana in cui anche Frida esplorò l’identità degli opposti come dolore e piacere, tenebre e luce, vita nella morte e morte nella vita.Nel documentario sarà possibile vedere per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l’apertura del bagno di Frida nel 2004. ‘Frida. Viva la Vida’, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946). Ecco, infine, l’ultima frase scritta sul suo diario: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.

Cinema: Monica e Karim, wrestlers tra amore e lottaMonica e Karim, wrestlers tra amore e lotta

05 novembre 201912:24

In docu Wrestlove, ritratto coppia di lottatori fra Italia e Usa – ROMA, 05 NOV – Monica Passeri, abruzzese, classe 1992, nome d’arte Miss Monica, e Karim Bartoli, romano, classe 1991, nome d’arte Karim Brigante: sono i due wrestler, compagni di vita e spesso di ring (il loro nome di battaglia congiunto è Roman Dinasty), raccontati in un loro ritorno a casa, in Italia, tra quadrato e vita, in Wrestlove, il documentario di Cristiano di Felice, che aprirà in anteprima il Sulmona International Film festival (6 – 9 novembre).
Prima coppia italiana di ‘fighter’ che si è costruita insieme una carriera negli Stati Uniti Miss Monica e Karim Brigante, girano gli States e l’Europa combattendo nei circuiti indie e non solo, spesso conquistando cinture e difendendo titoli.
“Loser, perdente: il mondo del wrestling a differenza del mondo attuale è rimasto immune dalla parola sconfitta – spiega nel film Karim -. E’ un mondo che ha dato casa a tanti perdenti e tanti insicuri, che siano lottatori o fan… nel wrestling i perdenti non esistono”. In docu Wrestlove, ritratto coppia di lottatori fra Italia e Usa.

Addio all’attore Omero Antonutti84 anni, carriera eclettica, indimenticabile Padre Padrone

05 novembre 201912:38

– Addio a Omero Antonutti, attore, doppiatore indimenticabile interprete di tante pellicole a cominciare da Padre padrone dei fratelli Taviani. Nato a a Basiliano, Friuli Venezia Giulia, nel 1935, si è spento il 5 novembre in ospedale a Udine dove era ricoverato per le complicanze di un tumore che lo aveva colpito da tempo, al suo fianco la moglie. Noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di doppiatore, ha negli anni prestato la sua voce a importanti interpreti internazionali (tra i quali C. Lee , M.
Parks, J. Hurt, O. Sharif). Voce narrante in film come La vita è bella (1997) e Il mestiere delle armi (2001). Tra le sue interpretazioni: Padre padrone (1977); La notte di S.Lorenzo (1982); Kaos (1984); tutti dei fratelli Taviani. L’attività di Antonutti fin dagli anni settanta proseguì alternando cinema e teatro con continuità: tra i film più intensi interpretati nel cinema si ricordano Farinelli – Voce regina di Gérard Corbiau, Un eroe borghese di Michele Placido, I banchieri di Dio – Il caso Calvi di Giuseppe Ferrara e Tu ridi ancora dei fratelli Taviani. Tra le produzioni recenti, la serie televisiva Sacco & Vanzetti, N (Io e Napoleone), La ragazza del lago e, nel 2008, Miracolo a Sant’anna.Omero Antonutti è una delle figure più eclettiche del panorama artistico italiano. Esordì nel cinema nel 1966 con una piccola parte in Le piacevoli notti con Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida e Ugo Tognazzi.
Indimenticabile nel ruolo del padre di Gavino Ledda in Padre padrone di Paolo e Vittorio Taviani (1977).

Proietti, non mi sento un maestro di vitaAttore voce cane protagonista del film Attraverso i miei occhi

05 novembre 201919:47

Voce di Dustin Hoffman nel ritratto del provocatorio stand-up comedian, scomparso prematuramente, Lenny Bruce in Lenny di Bob Fosse (“penso sia il mio doppiaggio migliore”), ma anche del primo Rocky e del funambolico genio di Aladdin (“molto divertente ma faticoso”). Sono solo alcune delle grandi prove di doppiaggio di Gigi Proietti, che ne regala un’altra come voce di Enzo, il saggio golden retriever (in originale doppiato da Kevin Costner) protagonista di Attraverso i miei occhi, la dramedy di Simon Curtis, in sala dal 7 novembre con 20th Century Fox, tratta dal bestseller di Garth Stein, L’arte di correre sotto la pioggia.Il film racconta, attraverso gli occhi e il racconto interiore del cane, il legame simbiotico del golden retriever con il suo padrone/migliore amico Denny (Milo Ventimiglia), pilota automobilistico, che l’ha preso cucciolo. Insieme, in un viaggio lungo una vita attraversano gioie, come l’amore che nasce fra Denny e Eve (Amanda Seyfried), poi moglie del pilota e madre della figlia Zoe, ma anche drammi famigliari. Nel cast, fra gli altri, Martin Donovan e Kathy Baker. “Questo cane ci insegna qualcosa che noi umani non sempre rispettiamo, cioè che amare significa volere il bene dell’altro e fare di tutto per non farlo soffrire – spiega Proietti – Il film è una grande metafora, come sarebbe più facile avere rapporti se assomigliassimo più ai cani. In loro non c’è odio, voglia di rivalsa, solo lealtà e fedeltà”. Personalmente “non penso di avere la saggezza di Enzo. Non mi sento uno che possa insegnare ad altri, non mi sento maestro di vita, anche se a volte qualcosa mi è capitato di dire, anche stancando chi mi è vicino, come le mie figlie o quando avevo la scuola di teatro, i miei allievi…Poi magari dopo qualche anno mi hanno chiamato per dirmi che avevo ragione”. Il doppiaggio è fin dall’inizio della sua carriera un compagno di strada, mentre di cinema, come attore, “ne ho fatto poco, anche perché mi offrivano sempre le stesse parti”. Oggi “mi sembra il cinema si stia televisizzando sempre di più, i film restano poco in sala, risente molto della concorrenza dei grandi seriali – commenta -. Il nostro cinema ha molti buoni attori ma è un po’ piccolo a livello di storie. Comunque non si può generalizzare, ci sono delle eccezioni”. Tra queste, c’è Matteo Garrone, per cui ha appena interpretato Mangiafuoco in Pinocchio (in uscita a Natale): “sono stati solo tre giorni, ho lavorato con un regista straordinario che viene da un altro pianeta – dice -. E’ stata un’esperienza bellissima”.Da quanto fa intendere, potremmo rivederlo presto anche in tv: “Tornerò sicuramente, con una fiction, o magari qualche show anche se sono stancanti – accenna -. Mi sono arrivate varie proposte, ho anche idee mie per delle storie, ma sono ‘inturcinate”’. Quanto agli impegni con il teatro, spiega che sta cercando di tenersi “stretta la direzione artistica del Silvano Toti Globe Theatre, perché è una di quelle cose che ho fatto per Roma e sento che resta. Fra tutti i teatri che ho diretto o rilanciato, il Globe è forse la cosa più importante, perché è una struttura che prima non esisteva. E’ nato come un fungo in mezzo alla città, e continua ad avere un successo enorme”. Tornando ad Attraverso i miei occhi, Proietti, come il protagonista (umano) del film, ama molto gli animali: “Avendo un grande giardino, oltre a cani e gatti, che adoro, ne abbiamo avuti a casa di più specie, compreso un piccione. La mia compagna l’aveva comprato a Ponza da una signora per non farlo finire in padella. Apparteneva a una razza che non volava, l’avevamo chiamato ‘Poro Toto’. Finché passeggiava in mezzo agli altri è andato bene, ma appena ha provato a svolazzare… – spiega l’attore in un racconto trascinante simile a quello dei suoi spettacoli -. Il mio animale preferito però è la gracula, il merlo parlante, ne ho avuti vari. Uno imitandomi mi ha anche fatto capire quanto fosse antipatico il mio modo di rispondere al telefono”.

Tff, 4 documentari e incontro con BifoNuovo spazio ‘L’unica cosa che ho è la bellezza del mondo’

TORINO05 novembre 201914:49

– Quattro documentari e la conversazione con lo scrittore e filosofo Franco ‘Bifo’ Berardi: è il nuovo spazio tematico del Torino Film Festival, nella sezione TFFdoc dal titolo “L’unica cosa che ho è la bellezza del mondo”. Si tratta – spiegano gli organizzatori – di un’ulteriore riflessione rispetto a quanto affrontato lo scorso anno nel focus TFFdoc/apocalisse: in questo periodo connotato dall’attesa della catastrofe e angosciato dall’urgenza di evitarla TFFdoc ha deciso di concedersi il tempo di fermarsi a contemplare ciò che abbiamo intorno, di godere del piacere dello stare nel mondo.
Franco ‘Bifo’ Berardi, l’autore di Dopo il futuro. Dal futurismo al cyberpunk (2013), Il secondo avvento. Astrazione apocalisse comunismo (2018), e Futurabilità (2019), terrà un incontro abbinato alla proiezione del documentario di Christian Labhart, Passion – Beetwen Revolt and Resignation, con l’obiettivo di guidare lo spettatore e aiutarlo a orientarsi nella follia del mondo contemporaneo.

Scorsese replica su Marvel, “soffocano l’arte”Il regista sul Nyt, “avrei voluto The Irishman in più sale”

NEW YORK05 novembre 201916:11

– C’è un nesso tra l’uscita di ‘The Irishman” su Netflix e la polemica di Martin Scorsese contro i film Marvel. Mentre la sua ultima fatica sulla scomparsa di Jimmy Hoffa è nelle sale, il regista torna alla carica sul New York Times e definisce lo straordinario successo dei supereroi una minaccia per i valori del cinema d’autore.
La polemica era scoppiata all’inizio di ottobre quando Scorsese, in un’intervista a Empire, aveva definito i film Marvel “l’equivalente di un parco-giochi”. Era seguito un acceso dibattito che aveva visto schierati con il 77enne Scorsese gli anziani colleghi Francis Ford Coppola e Ken Loach. Ieri contro Scorsese era sceso in campo il boss di Disney, Bob Iger: “Grande regista, ma non credo che ne abbia mai visto uno”.
Scorsese mette sul banco degli imputati il modello di business imposto dalla franchise: “Variazioni illimitate su un numero definito di temi fatti per soddisfare una serie specifica di domande, i film Marvel sono sequel di nome, ma remake di fatto, basati su ricerche di mercato e test dell’audience, modificati, riverificati e rimodificati fino a che non sono pronti per il consumo”.
Il regista spiega quindi che la scala e il costo di un film Marvel richiede di farlo uscire nel massimo numero di sale possibili, ma c’è solo un numero limitato di sale in Nordamerica e il risultato è un collo di bottiglia che marginalizza i film che Scorsese ama vedere e fare relegandoli alla distribuzione in streaming o home video. “Avrei voluto vedere ‘The Irishman’ proiettato in più sale”, ha ammesso il regista.

Catherine Deneuve colta da malore, ricoverata a Parigi Le Parisien: ‘Condizioni gravi’. Fonti: ‘E’ colpo di stanchezza’

06 novembre 201913:28

Catherine Deneuve è stata ricoverata a Parigi dopo un malore nella notte tra ieri e oggi: è quanto rivela Le Parisien. Secondo il giornale, l’attrice di 76 anni sarebbe in “condizioni gravi”, da non sottovalutare, e necessita di esami approfonditi. Fonti a lei vicine citate da BFM-TV, parlano di una “botta di stanchezza” dovuta all’agenda molto fitta. L’icona del cinema francese è impegnata, dal mese scorso, sul set dell’ultimo film di Emmanuel Bercot, ‘De son vivant’, con Benoît Magimel. Secondo radio RTL, Catherine Deneuve è ancora ricoverata in un ospedale parigino, oggetto di esami approfonditi da parte dell’equipe medica. L’attrice, prosegue la prima radio privata di Francia, sarebbe stata colpita dal malore durante le riprese del film ‘De son vivant’ con Magimel e Cécile de France le cui riprese sono in corso nella regione di Parigi. Il film racconta la storia di un figlio affetto da un tumore, una madre sofferente dinanzi alla sua impotenza nonché un medico che cerca di fare del suo meglio dinanzi alla malattia. L’attrice nata a Parigi il 22 ottobre del 1943 è attualmente in cartellone nei cinema di Francia con ‘Festa di famiglia’, l’ultimo film di Cédric Kahn recentemente presentato alla Festa del Cinema di Roma. Bella di Giorno (1967)Catherine Deneuve è stata ricoverata a Parigi dopo un malore nella notte tra ieri e oggi: è quanto rivela Le Parisien. Secondo il giornale, l’attrice di 76 anni sarebbe in “condizioni gravi”, da non sottovalutare, e necessita di esami approfonditi. Fonti a lei vicine citate da BFM-TV, parlano di una “botta di stanchezza” dovuta all’agenda molto fitta. L’icona del cinema francese è impegnata, dal mese scorso, sul set dell’ultimo film di Emmanuel Bercot, ‘De son vivant’, con Benoît Magimel.

La Belle Epoque, ode malinconica all’amore
Fanny Ardant e Daniel Auteil nella commedia romantica dell’anno

06 novembre 201910:23

E’ uno dei film migliori dell’anno, una commedia sorprendente e ‘terapeutico’, che ha emozionato al festival di Cannes 2019 e che ora esce in sala dal 7 novembre con I Wonder Pictures: il divertente La Belle Epoque di Nicolas Bedos. Fanny Ardant interpreta Marianne, una donna di successo, vitale, piena di occasioni mondane. Ha un amante, forse non il solo e comunque nonostante l’eta’ non giovane ha intenzione di vivere pienamente la sua vita. Il marito Victor, Daniel Auteuil, sembra il suo opposto, uno di quegli uomini che non si sono adattati ai tempi che cambiano, non ha voglia di curarsi, si veste trasandato, si e’ insomma lasciato andare, soprattutto ora che le sue stupende vignette di satira politica non trovano piu’ posto sui giornali.Victor va da Antoine (Guillaume Canet) regista-imprenditore di ‘viaggi nel tempo’, un’organizzazione che porta il pubblico a vivere nel passato con set cinematografici, attori, messe in scena curatissime dal mobilio agli arredi ai dialoghi, per una sera o per giorni interi. E poi c’e’ il figlio che vorrebbe trovare il modo di lavorare con il padre ora che si e’ messo a produrre web serie animate. Al culmine di una lite, la Ardant caccia di casa Auteuil. Il fumettista con i soldi ricavati dalla vendita di un appartamento si installa ai Viaggi nel tempo: porta le vignette degli anni ’70, della ‘belle epoque’ della sua giovinezza, quella in cui ha conosciuto Fanny, provocante, sfacciata, spiritosa ragazza.Tutto viene allestito com’era: il suo bar, le sue feste hippy, il suo primo incontro con la giovane che poi sposera’.Attori in panni vintage recitano nella scena, guidati all’auricolare da Canet e una giovane ragazza, interpretata da Doria Tillier (di cui Canet e’ innamorato) sembra la piu’ adatta per il ruolo. Sara’ la settimana piu’ bella della sua vita. Il viaggio nei ricordi funziona, Auteuil si veste come un tempo, i baffoni al posto della barba incolta, i pantaloni a zampa, tutto torna com’era, finzione e memoria. L’incontro con la ragazzina lo rivitalizza, pensa al passato, ma anche al presente, quasi si innamora della giovane attrice che ricambia l’attenzione di questo malinconico signore.Intanto la Ardant e’ libera, puo’ vivere con il suo amante (Francois Delis Podalyses) ,il migliore amico di Auteuil, ovviamente) salvo scoprire che la noia della routine e’ simile, incluso il russare del partner che la tiene sveglia. Quando la Ardant rivede Auteuil ringiovanito ha un colpo al cuore, lo segue ed entra nel set dei Viaggi nel tempo. “E’ un film melanconico, buffo, romantico e divertente al tempo stesso. C’e’ l’ode al passato che siamo stati certo ma anche l’ambizione di vivere il presente pienamente” dice Nicolas Bedos, “una commedia pervasa di nostalgia gioiosa sull’amore giovane e al tempo stesso sull’amore in tutte le eta’ della vita”. Il regista si e’ dichiarato “completamente pazzo di Fanny Ardant, attrice e donna eccezionale, l’idea di fare un film con lei e vederla tutti i giorni ha resto questo film magico”.

Fitoussi a Pierantozzi, neolingua eco

06 novembre 201910:22

– JEAN-PAUL FITOUSSI, LA NEOLINGUA DELL’ECONOMIA ( a cura di Francesca Pierantozzi, EINAUDI, PAG 273, euro 17,00) – ”Non si tratta soltanto di economia, ma di un’esercitazione per leggere e ripensare l’attualità e il mondo che le gira intorno. Mettere alla prova le nostre convinzioni.
Si tratta di una riflessione a volte anche intima che non chiede necessariamente di essere d’accordo, ma di essere disponibili. E si tratta infine, tra le righe, di un signore che è bellissimo stare ad ascoltare”. Dopo mille interviste lei lo può dire, Francesca Pierantozzi che ha deciso che le domande fatte a Jean-Paul Fitoussi nelle tante interviste oramai non le bastavano più e così è nato questo libro. Per l’economista invece ”questo libro nasce da una contraddizione: le parole più comuni, di cui credevamo di conoscere alla perfezione il significato, ora ci sfuggono. Quello che credevo essere un problema di elite in realtà è un problema di lingua”. A partire ad esempio dal termine ”populista”, che non lo convince perché sottintende un disprezzo: ”demagogo mi sembra invece il termine più adatto, perché il populismo non caratterizza il popolo ma chi vuole prendere il posto del popolo”.
Quindi domanda e risposta, come in una vera e propria partita, Francesca e Jean-Paul che procede nell’analisi economico-politica dell’oggi momento caratterizzato dal ”lavaggio del cervello”, ovvero ”la ripetizione che logora le parole, le priva di senso e e credibilità.
Peggio ancora: convince la gente che la situazione così com’è è normale”.
In un clima nel quale la politica è possibile, spiega Fitoussi, ma nel quale il lavoro sta finendo. ”Qualsiasi progresso comporta una ristrutturazione del lavoro. E i lavori sicuri, a vita, non torneranno più per quanto si continui a proteggerli”.
Lo accusano di essere grillino, perché ”è stata creata una trappola semantica per impedire l’esistenza di qualsiasi altro discorso che non fosse quello ortodosso”. Insomma un dialogo sulle mille ”trappole della neolingua”, dove l’economia si intreccia strettamente con la politica, in un mondo che è più ricco che in passato ma nonostante questo perde esponenzialmente diritti tanto da fargli dubitare che la democrazia duri ancora a lungo. Dice Fitoussi. ”Il dogmatismo dottrinale è un pericolo per la democrazia quanto l’estremismo.
Dobbiamo fare il possibile per evitare di passare dall’uno all’altro. Non è l’Europa il nostro problema, ma il cinismo delle sue politiche”.

Le star web ai Macchianera Awards

PERUGIA05 novembre 201918:40

Oltre cento star del web saranno a Perugia per gli Oscar del web e per tre giorni di eventi. Il capoluogo umbro ospiterà infatti dall’8 al 10 novembre la ‘Festa della Rete’ che terminerà con la consegna dei ‘Macchianera internet Awards’ ai personaggi più amati e scelti dal pubblico con le votazioni online.Appuntamento che torna per la seconda volta a Perugia. ‘Connessi e sostenibili’ è il tema scelto quest’anno, come annunciato dagli organizzatori Gigi Mazzeschi (ideatore insieme a Gianluca Neri), Claudia Alfonso e Matteo Grandi. Protagoniste le star della Rete. In programma, tra gli altri, eventi ed incontri con Estetista cinica, Camihawke, K4U, Jody Cecchetto, Emilife, Pinuccio, Fotografie Segnanti, Signor Distruggere, Trash Italiano, Lercio, Tegamini, Maccio Capatonda, Casa Surace, Commenti Memorabili, Human Safari, Sofia Viscardi, Alice Venturi, Riccardo Pirrone (Taffo), Muriel, Carletto’s Life, The Pozzoli’s family, Le frasi di Osho. Non mancheranno anche personaggi della cultura, dello spettacolo e del giornalismo.Sono infatti attesi Luca Telese, David Parenzo, Pierluigi Pardo, Riccardo Cucchi, Selvaggia Lucarelli, Mauro Casciari, Renza Castelli, Willie Peyote, Gio Evan, Il Pagante, The Andrè, Romina Falconi, oltre a padre Enzo Fortunato.La premiazione dei vincitori degli Internet Awards è prevista la sera del 9 novembre al Teatro Morlacchi. Tra oltre 300 candidature, di 31 categorie, saranno proclamati il miglior sito e quello più attendibile, il personaggio dell’anno e la rivelazione, i migliori articolo o post, community, pagina Facebook, trasmissione tv e radio, creator-videomaker, foodblogger e travelblogger, hashtag, miglior tweeter ed instagrammer. Saranno proprio gli utenti del Web, con le loro preferenze, a decretare i vincitori.

L’adolescente Giovanna della nuova FerranteEsce il 7 novembre ‘La vita bugiarda degli adulti’

05 novembre 201916:41

E’ una ragazzina di dodici anni, Giovanna, detta Giannina, che vive in una casa con tanti libri, è figlia di due insegnanti e non vorrebbe deludere le loro aspettative, la protagonista e voce narrante del nuovo attesissimo romanzo di Elena Ferrante, ‘La vita bugiarda degli adulti’, che sarà in libreria il 7 novembre per le edizioni e/o, dopo l’anticipazione nella notte alla stampa in versione digitale con la protezione di una password.A cinque anni dall’uscita di ‘Storia della bambina perduta’ del 2014, l’ultimo dei quattro volumi della saga bestseller de ‘L’Amica geniale’, che ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo, il nuovo romanzo della misteriosa scrittrice, sulla cui identità si sono fatte numerose ipotesi, ci porta ancora a Napoli, ma in quella del Rione Alto e del Vomero. ‘La vita bugiarda degli adulti’ (euro 19) ci racconta in 336 pagine le trasformazioni e turbamenti del crescere, il disincanto, i tradimenti, le menzogne dei grandi seguendo la vita di Giovanna fino ai 16 anni, fino allo sgreatolarsi delle certezze, alla separazione dei suoi genitori, a una poco esaltante iniziazione sessuale.Non ci sono Lila e Lenù, ma il rapporto tra Giovanna e la zia paterna Vittoria che è la cosa più intensa e forte di questo nuovo romanzo, che a questo punto potrebbe essere il primo di una nuova saga. Ed è proprio la ricerca e la scoperta di questa zia, con la quale da tempo il padre di Giovanna ha rotto ogni rapporto, ad alimentare le paure, le scoperte, le menzogne e le verità della ragazzina. Di Vittoria, cancellata dalle foto, si parla come di una persona brutta e malvagia e quando Giovanna viene paragonata a lei dal padre, la ragazza va in crisi, si specchia ovunque per capire se è davvero così brutta, finchè fa di tutto per incontrare questa zia e quando la vedrà sarà una rivelazione per tante cose. “Le guardai per pochi secondi il viso senza trucco, poi fissai il pavimento. Vittoria mi sembrò di una bellezza così insopportabile che considerarla brutta diventava una necessità” scrive la Ferrante.
Ci sono anche e come sempre le donne e le amiche del cuore come Angela e Ida. Con quest’ultima Giannina parte in treno per Venezia in un viaggio che ha tutti gli ingredienti per proseguire.
Si accendono le inziative alla vigilia dell’uscita, che ci riporta alle attese notturne in libreria per l’arrivo dei romanzi di Harry Potter. Il 6 novembre dalle ore 21.30 fino a mezzanotte nelle librerie Feltrinelli di Milano (Buenos Aires), Roma (Torre Argentina) e Napoli (Piazza dei Martiri) , saranno prposte letture in anteprima di brani tratti dal romanzo . Nella serata anche la proiezione del docu-film Ferrante Fever realizzato a partire dalle interviste di testimoni autorevoli, dalla traduttrice della Ferrante ai colleghi scrittori come Roberto Saviano, Francesca Marciano, Elizabeth Strout e Jonathan Franzen. A laFeltrinelli Roma il film sarà introdotto dallo stesso regista e sceneggiatore Giacomo Durzi e dalla co-sceneggiatrice Laura Buffoni. E allo scoccare della mezzanotte si potrà acquistare il romanzo in anteprima. Anche al Circolo dei Lettori di Torino il 6 novembre dalle 22 ci sarà una Ferrante Night con Nicola Lagioia.

Parasite, family-drama alla MonicelliDa Corea film di Bong Joon-ho Palma d’oro a Cannes

05 novembre 201910:28

Una storia di ricchi contro poveri in Corea che sembra scritta, in quanto a cattiveria, da Mario Monicelli. Una lotta di classe ravvicinata in cui a fare la differenza c’è anche l’olfatto, i poveri infatti puzzano un po’ troppo per i ricchi coreani, o almeno è quello che capita nel film ‘Parasite’, scritto e diretto dal talentuoso regista sud coreano Bong Joon-ho, premiato con la Palma d’Oro al 72/o Festival di Cannes e ora in sala dal 7 novembre con Academy Two.
‘Parasite’ parte in commedia, ma poi atterra nel dramma, un family-drama con una forte valenza politica. Perché alla fine a giocarsi tutto in questa storia sono due famiglie agli opposti, i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. I primi vivono in un sottoscala che spesso viene derattizzato (da qui forse l’odore), i secondi in una stupenda villa con giardino arredata con gusto e senza badare a spese. Tutto inizia in casa Ki-taek quando l’intera famiglia, padre, madre, figlio e figlia è nel panico più totale perché il wifi del vicino, a cui attingono tutti da sempre, ha cambiato password. Ma le cose vanno sicuramente meglio quando il primogenito di questa famiglia di ‘brutti, sporchi e cattivi’, con un espediente non proprio corretto, si ritrova a fare lezione di inglese alla figlia dei Park. Il ragazzo sarà come un cavallo di Troia per aprire le porte degli ignari Park all’intera sua famiglia che sarà in pochissimo tempo tutta al servizio della ricca casa. Per i Ki-taek la povertà sembra finita, ma nel rifugio antiatomico della ricca casa c’è un’orribile sorpresa e la pace tra le due famiglie sarà rotta.
L’ultima tragica e indimenticabile scena si sviluppa, incredibilmente, sulle note di In ginocchio da te di Gianni Morandi. “L’ispirazione mi è arrivata con questa domanda: cosa accadrebbe se due famiglie – una ricca e una povera, che occupano quartieri molto diversi – si incontrassero? Cosa accadrebbe poi se quei due mondi dovessero alla fine scontrarsi?” ha spiegato il regista coreano a Cannes. E ancora Bong Joon-ho: “Non sono ossessionato dal tema della famiglia, nel caso di questo film sarebbe poi comunque diverso dai miei lavori precedenti in cui le famiglie erano incomplete. In ‘Mother’ non c’era infatti il padre, e in ‘The Host’, madre”.
L’ultimo film del regista coreano, Okja, fu realizzato per Netflix e creò non poche polemiche proprio a Cannes nel 2017. La favola ecologista accese infatti il dibattito Cannes vs Netflix.

Il Ciarlatano di Isaac Bashevis

05 novembre 201910:29

IL CIARLATANO DI ISAAC BASHEVIS SINGER (ADELPHI, PP. 268, euro 20).
Appena arrivati a New York, nei primi anni della guerra, gli ebrei polacchi dicono tutti la stessa cosa: «L’America non fa per me». Ma poi, un po’ alla volta, molti ricominciano a «sguazzare negli affari» come pesci nell’acqua. Altri invece, e più di chiunque il protagonista di questo romanzo Il Ciarlatano di Isaac Bashevis Singer – a cura da Elisabetta Zevi (traduzione di Elena Loewentha), girano a vuoto, si barcamenano, vivono alle spalle degli amici ricchi, o delle donne, tante, troppe, che riescono a sedurre. Ci sono due amici che non potrebbero essere più diversi: tarchiato, pragmatico, dotato di un prodigioso fiuto per gli affari, l’uno; affilato e erudito, svagato e inconcludente, l’altro il nostro protagonista. Hertz è coltissimo: ha frequentato diverse università senza mai conseguire una laurea, lavora da decenni a un libro, ha vissuto alle spalle di chiunque senza mai guadagnare un centesimo, ha abitato in ogni città senza mai conoscerne nessuna a fondo, scrive in tutte le lingue senza parlarne alcuna – a parte lo yiddish -, ha avuto quattro mogli e innumerevoli donne senza che neppure una gli sia rimasta attaccata. Perennemente senza un soldo e alla ricerca di qualcuno che gli risolva i problemi, ha uno straordinario talento per cacciarsi nei guai. Tanto seduttivo e bugiardo è Hertz, quanto tachless e generoso è Morris sempre pronto a venirgli in aiuto, compreso aiutarlo ad arrivare in America. «Stammi a sentire,» disse ora al suo amico Hertz Minsker «lascia perdere le tue assurdità. Datti agli affari, come tutti gli altri ebrei. Si tratta solo di fare il primo passo, credimi. Non è con Freud che ti guadagnerai da vivere». «Se non la smetti di blaterare di psicoanalisi non ti parlo più!». «Bene, bene, non mi immischio nella tua scienza, ammetto che non ne so niente. Ma sono un uomo pratico. In America bisogna cambiare. Qui, anche un rabbino deve diventare un businessman….”.”Persino il Messia, se arrivasse a New York, dovrebbe mettere un annuncio sul giornale… ». Morris disse ora a Hertz: “Se proprio non vuoi metterti in affari, apri uno studio. A New York i matti non mancano». «Ci vuole un’abilitazione”. “Ma tu hai studiato, sei discepolo di Freud”.
“Non posso iniziare una carriera Singer nel mezzo di una catastrofe mondiale. Questo Hitler non scherza. È l’arcidiavolo in persona, venuto a spegnere l’ultima scintilla di luce: lui da una parte e Stalin, sia cancellato il suo nome, dall’altra”. Il tallone di Anchille è lui il ‘ciarlatano’ del libro, sono le donne, di queste ultime Hertz Minsker non può fare a meno: sono «il suo oppio, le sue carte, il suo whisky»; le loro gambe, le loro ginocchia contengono «una sorta di promessa», e lui ha bisogno ogni giorno di nuove avventure amorose, di «nuovi giochi, nuovi drammi, nuove tragedie o commedie». Minsker, che pure è un erudito e ha familiarità con il Talmud e può «recitare poesie in greco antico e in latino», ha avuto una corrispondenza con Freud, sembra capace solo di finire nei guai, anche se aveva conosciuto Alfred Adler, Martin Buber e altre personalità note in tutto il mondo. I suoi articoli erano apparsi in antologie ebraiche e in pubblicazioni tedesche e francesi. Ma la sua è una natura indolente. In genere, però, le catastrofi che provoca, a sé stesso e a chi gli sta intorno, si risolvono in una strepitosa commedia – una commedia alla Lubitsch, con mariti traditi, amanti imbufalite, sedute spiritiche fasulle, crisi di nervi, mercanti di quadri falsi, audaci e fumose teorie edonistico-cabbalistiche. Anche qui, come sempre in Singer, il comico e il grottesco si intrecciano mirabilmente con un pathos lacerante.

Fiorello tra musica e satira, 6 milioni e mezzo al debuttoBattute su Renzi e il Pd, tra gli ospiti Giorgia e Mengoni

05 novembre 201912:49

“Non ne potevo più della pubblicità, meno male che cominciamo”. Fiorello lancia il primo appuntamento di “Viva RaiPlay!”, collegandosi con il Tg1. Tanta musica e qualche sprazzo di satira per lo showman che arriva agli studi di via Asiago, storica sede di Radio Rai, accompagnato in auto da Raffaella Carrà, che dopo averlo fatto scendere si allontana sgommando, e Achille Lauro. La striscia quotidiana di 15 minuti andrà in onda su Rai1 e RaiPlay per cinque giorni, fino all’8 novembre, in un’anteprima dello show di 50 minuti che dal 13 novembre si vedrà in esclusiva sulla rinnovata piattaforma Rai Play ogni mercoledì, giovedì e venerdì, sempre alle 20.30. Nella prima puntata il 4 novembre sono stati 6.532.000 telespettatori pari al 25,1% di share a seguire Fiorello.
Prima del via è Pippo Baudo, “monarca della Rai”, a dare il lasciapassare a Fiorello. Poi microfono a Giorgia che introduce lo showman. “Lo so avevo detto che mi sarei ritirato ma sono ancora qua, sono il Matteo Renzi della Rai”, dice Fiorello, prima di leggere un finto titolo di giornale dal titolo ‘Fiorello: tutto qua?’ e un articolo fortemente critico con il programma.
Poi duetto con la voce fuori campo che lo invita a un intermezzo di satira. “Satira io? Non voglio rovinarmi la mia immagine di comico qualunquista’, replica Fiorello. “Fare battute sul Pd è come sparare sulla Croce Rossa – prosegue -. Lo sai che quelli della Croce Rossa dicono: è come sparare sul Pd?”. Poi Fiorello intona Rose Rosse di Massimo Ranieri, ma un direttore di Rai Play ragazzo lo invita a suonare con l’auto-tune prima che la trap vada fuori moda. Ed ecco che parte una versione trap di Rose Rosse. Nel finale ci sono Vincenzo Mollica in versione Muppet, ancora musica con Anna e Marco di Lucio Dalla cantata con Calcutta e Marco Mengoni. Finale in compagnia di Amadeus: Fiorello si veste esattamente come il conduttore de I soliti ignoti e del prossimo Festival di Sanremo, che lo vedrà tra gli ospiti.

Sanremo Giovani, ecco i 20 semifinalistiNon passa ma sarà all’Ariston brano eseguito con malato di Sla

04 novembre 201918:40

Quattro appuntamenti pomeridiani, da sabato 16 novembre a sabato 7 dicembre nella trasmissione Italia Sì condotta da Marco Liorni su Rai1, in cui giocarsi il tutto per tutto per poi approdare alla finalissima di Sanremo Giovani del 19 dicembre, in diretta su Rai1. Inizia così il percorso a tappe per i 20 semifinalisti dell’edizione 2019 del contest, tra i quali spiccano i nomi di Federica Abbate, Leo Gassmann, Giulia Mutti, Eugenio in via di Gioia. Solo 10 di loro nella serata del 19 dicembre potranno concorrere per aggiudicarsi i 5 posti in palio per la sezione Nuove proposte del Festival 2020, a cui si aggiungeranno i 2 artisti di Area Sanremo e, di diritto, la vincitrice di Sanremo Young. Alla fine saranno in 8 a poter calcare, a febbraio, il palco dell’Ariston. Venerdì 8 febbraio, nella penultima giornata del Festival, si conoscerà la canzone vincitrice della categoria Nuove Proposte.
“Non è stato facile selezionare i 20 brani per le semifinali di Sanremo Giovani – commenta il direttore artistico Amadeus – ma la decisione presa ci ha trovato tutti d’accordo. Vorrei fare un grande in bocca al lupo a chi non è stato scelto consigliandogli d’insistere perché nel gruppo degli Artisti abbiamo trovato grandi potenzialità”.
“Tra i 65 c’era il brano ‘Io sto con Paolo’ – prosegue – interpretato da un artista, Cristian Pintus, che si è presentato sul palco insieme ad un ragazzo affetto da Sla. Non è passato tra i 20 ma ho comunque deciso d’invitarlo come ospite e con la sua canzone sul palco dell’Ariston durante una delle cinque serate del Festival in quanto questo tema, che è estremamente importante, tocca profondamente la mia sensibilità e quella di tutti. L’invito è stato accolto da Paolo e dalla sua famiglia con entusiasmo”.
Ecco la lista completa dei semifinalisti: Ainè (Arnaldo Santoro) canta Van Gogh; Avicola (Simone Avincola), Un rider; Devil A (Angelo Autorino), Disordine; Eugenio in Via di Gioia (Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia, Lorenzo Federici), Tsunami; Fadi (Thomas Olowarotimi Fadimiluyi), Due noi; Fasma (Tiberio Fazioli), Per sentirmi vivo; Federica Abbate, I sogni prima di dormire; Giulia Mutti, Romanzo Cattivo; Jefeo (Fabio Migliano), Un due tre stella; Leo Gassmann, Va bene così; Libero (Libero Proietto), La Casa del Vento; Marco Sentieri (Pasquale Mennillo), Billy Blu; Mike Baker (Michele Sechi), Stupido; Nico Arezzo (Domenico Arezzo), Volo; Nova (Davide Ferlito), Resta; Raim (Raimondo Cataldo), Labirinto; Reclame (Marco Fiore, Riccardo Roia, Edoardo Roia, Gabriele Roia), Il viaggio di ritorno; Samuel Pietrasanta, E dove sarai tu; Shari (Shari Noioso), Stella; Thomas (Thomas Bocchimpani), Ne 80.

A Pittsburgh l’immaginazione cattolica di Warhol15 Jackie e otto Elvis allo stesso tempo santini e icone

NEW YORK05 novembre 201910:33

Andy Warhol e l’immaginazione cattolica: Revelation, una mostra al museo di Pittsburgh intitolato al padre della pop art, esamina un aspetto poco noto dell’artista puntando i riflettori sul suo rapporto con la religione in cui era cresciuto.
Da “Sunset” del 1969, un film di 33 minuti creato per un progetto commissionato da Dominique e John de Menil per il padiglione del Vaticano all’Expo mondiale di Sant’Antonio in Texas e mai realizzato, alle “Ultime Cene” di meta’ anni Ottanta, “Revelation” presenta oltre cento oggetti dalle collezioni permanenti del museo tra cui materiale di archivio, film, disegni, dipinti e stampe.
Alcune delle opere in mostra non sono mai state esposte prima d’ora e neppure mai pubblicate: ci sono i disegni a sfondo religioso di Warhol e della madre Julia Warhola degli anni Cinquanta; un Gesu’ di gesso dipinto quando Andy era adolescente, santini, crocifissi (anche quello che fu messo sulla bara del padre, un operaio, morto quando Warhol aveva 14 anni) e altri oggetti religiosi conservati negli archivi Warhol.
Tra i pezzi piu’ significativi, le icone dipinte dall’artista John Hegedus intorno al 1916 prestati dalla parrocchia frequentata dai Warhola, la chiesa di rito bizantino-ortodosso di San Giovanni Crisostomo.
Motivi cristiani appaiono sia in forma esplicita che metaforicamente in tutta l’opera di Warhol: gli otto Elvis o le 15 Jackie sono allo stesso tempo santini e icone, ma la mostra esplora anche le rappresentazioni in codice della spiritualita’ di Warhol che da piccolo andava in chiesa piu’ volte alla settimana assieme alla madre. Per ore il piccolo Andy fissava trafitto le icone di Cristo e dei santi nella iconostasi davanti alla navata. Nel quartiere Carpato-Russo della capitale dell’acciaio la vita dei Warhola girava intorno alla chiesa e il giovane artista fu profondamente influenzato da questo ambiente.
Warhol mantenne pratiche cattoliche per tutta la vita, anche dopo esser diventato famoso. Nell’eulogia funebre al memoriale del primo aprile 1987 nella cattedrale di San Patrizio a New York, il critico d’arte John Richardson parlo’ della “pieta’ segreta” di Andy Warhol un artista “che ci ha ingannato tutti proiettando l’immagine di una persona le cui uniche ossessioni erano i soldi, la fame e il glamour e che era cinico al limite della cattiveria”. La relazione col cattolicesimo fu pero’ tutt’altro che semplice anche alla luce dei sensi di colpa legati all’essere gay che gli impedivano di immergersi pienamente nella fede della sua infanzia. Questa tensione appare nell’arte, spiega il curatore della mostra Jose Diaz: dai ritratti iconici di celebrità alle appropriazioni di capolavori del rinascimento, Warhol flirto’ con gli stili e i simboli del cattolicesimo orientale e occidentale reinterpretandoli nel contesto del pop.

Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ultimo aggiornamento

Tempo di lettura: 59 minuti

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 15:13 DI GIOVEDì 31 OTTOBRE 2019

ALLE 13:04 DI DOMENICA 03 NOVEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Carmelo Bene, patrimonio artistico riunito ed esposto a Lecce
Accordo Regione Puglia-eredi, opere maestro al Convitto Palmieri

BARI31 ottobre 2019 15:13

– Il patrimonio “librario, documentario e collezionistico” dell’attore e poeta salentino Carmelo Bene, sarà raccolto in un solo luogo e messo a disposizione di pubblico e ricercatori nel convitto Palmieri a Lecce già dai prossimi mesi. Lo annuncia la Regione Puglia sottolineando che è stato “firmato a Roma un accordo storico” con le “eredi di Carmelo Bene” per “l’acquisizione dell’importantissimo patrimonio”. Nello specifico, spiega la Regione, il patrimonio è costituito da un fondo librario contenente gran parte della biblioteca personale del maestro, composta da circa seimila volumi attualmente custoditi in parte presso il monastero delle suore benedettine e in parte depositati presso il Castello Carlo V di Lecce. C’è poi un archivio che contiene scritti, dattiloscritti, documenti, foto, materiale audio e video, materiale bibliografico, volumi, recensioni e testi critici. Un terzo fondo, infine, è costituito da una collezione di costumi ed elementi di scena, arredi e oggetti personali.

Nasce Lindau Junior, per bimbi felici e consapevoliNuova serie di albi cartonati con storie divertenti e attuali

31 ottobre 201915:26

– Animali sorridenti e cortesi, amici immaginari e luoghi conosciuti, accanto a tante bellissime illustrazioni e a qualche domanda a cui provare a dare una risposta: è un mondo colorato e divertente ma anche ricchissimo di emozioni e spunti di riflessione quello che il nuovo marchio di albi cartonati Lindau Junior ha in serbo per i piccoli lettori. I primi due titoli arriveranno in libreria il 7 novembre: “Grande Orso abbraccia tutti”, primo albo di una fortunata serie canadese ideata da Nicholas Oldland, e “Una piccola, grande storia di amicizia” di Réca Kiraly, che inaugura una serie di libri caratterizzati dal finale leggermente aperto e dunque modificabile da ogni bambino. Due le strenne pensate per le festività natalizie (con uscita il 21 novembre): si tratta di “Un Natale selvaggio”, che vede il ritorno di Orso, con i suoi amici Alce e Castoro, alle prese con un’avventura tra crepacci e scalate, e di “Qui da noi non c’è posto”, di Andrée Poulin ed Enzo Lord Mariano, il racconto pieno di speranza di due fratelli che insieme a tanti altri bambini fuggono su un gommone dal proprio Paese devastato dalla guerra.

Torna Celentano, tanti ospiti da De Filippi a SalaDal 7/11 riecco ‘Adrian’, Molleggiato show e poi il cartoon

01 novembre 201908:37

Le canzoni che hanno scritto la storia della musica, i monologhi che hanno segnato quella della tv e soprattutto gli incontri con i big dello spettacolo, ma anche con i politici. Torna Celentano e stavolta ‘ci mette la faccia’: dopo la sospensione dello scorso febbraio, tra ascolti deludenti e problemi di salute del Molleggiato, riecco ‘Adrian’, lo show ideato, scritto e diretto dallo stesso artista, prodotto dal Clan, dal 7 novembre in prima serata su Canale 5 per quattro appuntamenti. In una versione, però, completamente rinnovata, con Celentano in scena nei panni di protagonista e padrone di casa e ospiti di primo piano. Il riserbo è d’obbligo, ma tra i nomi confermati ci sarebbero quelli di Carlo Conti, Paolo Bonolis, Maria De Filippi, Gerry Scotti, Enrico Mentana, Massimo Giletti, Checco Zalone, Ligabue, Elisa. Ci sarà anche – probabilmente in una delle prime due puntate – il sinda