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Google Earth, animazioni e storie per anniversario Apollo 11
Su sito retroscena missione e storie degli astronauti

18 luglio 2019 09:50

Anche Google Earth, il software che genera immagini virtuali della Terra, celebra i 50 anni dell’allunaggio e della storica missione Apollo 11. Sul sito è possibile scoprire i retroscena della missione

grazie ad una presentazione animata: collega gli avvenimenti ai luoghi in cui sono accaduti e ripercorre le tappe che hanno portato l’uomo sulla Luna, dal discorso di John F. Kennedy al conto alla rovescia finale.
E’ possibile inoltre scoprire come la Nasa sta aggiornando i siti di lancio esistenti in vista delle prossime missioni ed esplorare la Luna in modo nuovo, grazie ad uno strumento di animazione per immagini satellitari e 3D integrato in Google Earth Studio. Permetterà anche di creare animazioni della Luna e di Marte.

Infine, c’è la possibilità di approfondire la storia di dieci iconici esploratori dello spazio: dal cosmonauta russo Yuri Gagarin a Neil Armstrong passando anche per Sally Ride, prima astronauta Lgbtq.

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Sex toys ammessi al Ces di Las Vegas
E giro di vite su abbigliamento delle hostess

18 luglio 201917:31

Il Ces di Las Vegas, la più grande fiera dell’elettronica al mondo, ammetterà i sex toys dalla prossima edizione a gennaio 2020, mentre ci sarà un giro di vite sull’abbigliamento delle hostess presenti negli stand, che non dovrà essere troppo sexy. Lo ha annunciato, riporta il sito The Verge, la Consumer Tecnology Association (Cta), che organizza lo show.

La novità viene dopo che nella scorsa edizione ad un sex toy era stato revocato un premio per l’innovazione assegnato dalla stessa Cta, ed era stata ritirato all’azienda produttrice anche il permesso di esporlo. Per poter essere ammessi alla sezione ‘salute e wellness’ i dispositivi dovranno essere “innovativi e contenere tecnologie nuove o emergenti – ha affermato Karen Chupka, uno degli organizzatori -. Non vogliamo vedere solo file e file di vibratori comuni”.

La Cta ha anche aggiornato la politica sul dress code dello staff del Ces, per evitare che le compagnie utilizzino modelle poco vestite per promuovere i propri stand. Le nuove regole affermano che sono banditi gli outfit “sessualmente rivelatori o che lasciano un eccesso di pelle nuda o sono troppo attillati sui genitali”. La pena in questo caso per le aziende è la retrocessione in una speciale classifica che permette di avere una buona posizione del proprio stand.

Delude la crescita abbonati, Netflix crolla in Borsa Pesano aumento prezzi e concorrenza. A Wall Street -12%

18 luglio 201917:36

La crescita degli abbonati delude e Netflix affonda a Wall Street, dove arriva a perdere fino al 12%. Il colosso della tv in streaming chiude il secondo trimestre con 2,7 milioni di abbonati in più, decisamente al di sotto dei cinque milioni attesi. A preoccupare è soprattutto la perdita di 130.000 abbonati negli Stati Uniti a causa del rincaro dei prezzi e della programmazione debole. Alla fine di giugno Netflix conta 151,6 milioni di abbonati nel mondo, meno dei 153,9 milioni che aveva previsto e meno dei 156,5 milioni attesi dal mercato. La società stima per il terzo trimestre 7 milioni di abbonati in più, di cui 800.000 negli States, grazie al ritorno sul piccolo schermo di alcune delle serie di maggiore successo, quali Stranger Things e Orange is the New Black.Nonostante la crescita deludente degli abbonati, Netflix chiude il secondo trimestre con ricavi in crescita del 26% a 4,92 miliardi di dollari. L’utile invece è sceso a 270 milioni di dollari dai 384,3 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Risultati positivi che passano però in secondo piano per gli investitori rispetto alla crescita degli abbonati. Il timore è che fra l’aumento dei prezzi e della concorrenza Netflix inizi a perdere colpi e questo preoccupa alla luce delle forti spese della società per la produzione di contenuti e la bassa redditività. Gli analisti continuano però a prevede una positiva seconda metà dell’anno, anche se la concorrenza incalza.Nei prossimi mesi è infatti atteso il lancio dei servizi in streaming di Walt Disney, Apple e AT&T e questo si è già tradotto nel ritiro da Netflix di alcuni programmi popolari, quali The Office e Friends che tornano rispettivamente su NBCUniversal di Comcast e su HBO Max. Nella lettera agli azionisti allegata ai risultati Netflix ammette di aver sottovalutato gli effetti di una programmazione debole sulla crescita degli abbonati. Ma chiarisce di non voler intraprendere la strada della pubblicità per sostenere il suo servizio. “Riteniamo di avere un modello di business di maggior valore nel lungo termine stando fuori dalla concorrenza per i ricavi pubblicitari e concentrandoci sul soddisfare solo i nostri abbonati”.

Oppo lancia in Italia il primo telefono 5GIl manager, ‘abbiamo 250 milioni di clienti e vogliamo crescere’

18 luglio 201913:53

Oppo porta in Italia il suo primo primo smartphone 5G. Dopo Huawei, Lg, Samsung e Xiaomi, anche la compagnia cinese – quinta nel mercato mondiale dei telefoni – lancia un dispositivo compatibile con le nuove reti di telecomunicazioni che sono in fase di costruzione su scala globale. Lo smartphone è il Reno 5G, un device top di gamma che arriva nella Penisola annoverando Tim e Qualcomm tra i partner principali.”Siamo il quinto produttore di smartphone al mondo, abbiamo 250 milioni di utenti in oltre 40 Paesi e intendiamo crescere ancora, anche grazie al 5G. Stiamo investendo 1,5 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo”, ha detto il deputy general manager di Oppo Italia, Enrico Pappolla, alla conferenza di presentazione, oggi a Roma.Il Reno 5G ha uno schermo da 6,6 pollici, tripla fotocamera posteriore (sensore principale da 48 megapixel coadiuvato da un teleobiettivo da 13 megapixel e da un grandangolare da 8 megapixel), e fotocamera frontale a scomparsa da 16 megapixel.La dotazione interna è di fascia alta (processore Snapdragon 855 di Qualcomm, 8 GB di Ram e 256 GB di memoria interna). Sarà disponibile da fine luglio con Tim.

Google chiude definitivamente il progetto DragonflyEra versione censurata del motore di ricerca per la Cina

18 luglio 201915:43

Google chiude definitivamente Dragonfly, il controverso progetto di un motore di ricerca ‘epurato’ per la Cina. La conferma arriva dalle parole di Karan Bhatia, Vice President of Public Policy per il gruppo di Mountain View, che è intervenuto di fronte al Judiciary Committee del Senato Usa affermando che il progetto è “terminato”.Il caso era esploso quasi un anno fa grazie ad una inchiesta del sito The Intercept, provocando le proteste interne dei dipendenti ma anche delle organizzazioni per i diritti umani.Un portavoce della società è intervenuto attraverso il sito BuzzFeed per sottolineare che non si tratterebbe di una novità, poiché il lancio di un motore di ricerca censurato destinato alla Cina non rientra già da mesi nei piani della società californiana.Non è l’unica iniziativa di Google ad aver provocato reazioni negative negli ultimi mesi. C’è anche Project Maven attraverso il quale l’azienda ha collaborato con il Pentagono per l’uso dell’Intelligenza artificiale nell’analisi delle immagini aeree catturate dai droni in zone di conflitto: in seguito alle proteste dei dipendenti il contratto non è stato rinnovato.

Creatori FaceApp, immagini cancellate dal cloud in 48 oreSviluppatori app che invecchia rispondono a timori privacy

18 luglio 201917:36

Il team di FaceApp, l’app che invecchia i volti e sta spopolando in questi giorni sui social, risponde ai dubbi sulla privacy. Conferma – come riporta il sito TechCrunch – che le foto vengono caricate sui server della propria infrastruttura ‘cloud’ per l’elaborazione e che vengono conservate per un periodo che non va oltre le 48 ore, in modo da evitare che gli utenti debbano trasmetterle nuovamente per eseguire altri editing e per analisi interne a fini statistici.La società russa sottolinea inoltre di non rendere accessibili i file né le informazioni private a terze parti. Da utenti ed esperti sono stati sollevati in questi giorni preoccupazioni sul fatto che FaceApp carica le foto scelte degli utenti sul cloud e quindi l’elaborazione delle immagini non viene eseguita localmente sul proprio dispositivo. Nessun dato degli utenti, specifica poi la società, viene “trasferito in Russia”, anche se il suo team di ricerca e sviluppo ha sede lì e che non “vende o condivide i dati degli utenti con terze parti” e che questi su richiesta possono essere cancellati. Il team di FaceApp, infine, sottolinea che la stragrande maggioranza degli utenti non effettua il login e quindi l’app non è in grado di collegare le foto alle identità degli stessi.Nelle scorse ore il leader dem al Senato Usa, Chuck Schumer, ha chiesto all’Fbi e alla commissione federale per il commercio (Ftc) di indagare su FaceApp definendo “profondamente preoccupante” che i dati personali di cittadini Usa possano finire nelle mani di una “potenza straniera ostile”. L’app è stata creata da Wireless Lab OOO, con sede a San Pietroburgo, e lanciata a gennaio 2017. Da allora circa 80 milioni di persone hanno già scaricato il software.

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DALLE 08:37 DI MERCOLEDì 17 LUGLIO 2019

ALLE 09:50 DI GIOVEDì 18 LUGLIO 2019

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Oggi è il World Emoji Day
Sondaggio Wiko, per 42% meglio non utilizzare faccine nel lavoro

17 luglio 2019 08:37

C’è una giornata per tutto anche per le emoji, cioè le faccine che sono entrate da tempo in chat, messaggi e social. Il 17 luglio si festeggia il World Emoji Day, la faccina che ride a crepapelle è stata eletta parola dell’anno 2015 dai dizionari Oxford.Secondo un’indagine di Wiko, le emoji più diffuse sono quelle legate a emozioni positive. Al primo posto c’è la faccina che piange di gioia (usata dal 53% del campione italiano), seguita dal classico smile che sorride (18%) e dalla faccina con gli occhi a forma di cuore (16%). Inoltre, se il 100% del campione le usa abitualmente per velocizzare e sintetizzare messaggi, per il 42% degli intervistati è meglio non utilizzarle all’interno delle comunicazioni in ambito professionale, mentre il 25% dice che sarebbe meglio evitarne l’utilizzo, oltre che con il proprio responsabile anche con i colleghi di lavoro.C’è una emoji per tutti i gusti, interraziali, no gender, per l’insalata vegana e anche per la doppia elica del Dna. E a cadenza regolare ne sono disponibili sempre di più e delle più disparate a testimonianza di quanto sia diventato un’abitudine consolidata comunicare con le faccine. Il termine emoji deriva dal giapponese e vuol dire pittrogramma, cioè un disegno o un simbolo in uno o più colori immediatamente riconoscibile.La prima faccina è stata creata tra il 1998 e il 1999 da Shigetaka Kurita, che lavorava per dispositivi mobili della società di telecomunicazioni NTT DoCoMo. Poi sono arrivate in Occidente e sono state inserite nel sistema di codifica Unicode. Ad oggi ne sono disponibili migliaia e non c’è tastiera o computer o sistema operativo, da iOS di Apple ad Android di Google, che non abbia le proprie faccine.

L’Ue apre un’indagine antitrust su AmazonNel mirino l’utilizzo dei dati dei venditori indipendenti

17 luglio 201917:49

La Commissione Ue ha deciso di aprire un’indagine per verificare se l’utilizzo, da parte di Amazon, dai dati dei dettaglianti indipendenti che vendono i loro prodotti attraverso la piattaforma del gigante dell’e-commerce viola le regole sulla concorrenza. “Dobbiamo assicurare che le piattaforme online – ha detto la commissaria Ue alla concorrenza Margarethe Vestager – non elimino i benefici che il commercio elettronico offre ai consumatori attraverso comportamenti anti-competitivi”.Amazon sta “offrendo la massima collaborazione alla Commissione europea e continueremo a lavorare intensamente per sostenere le aziende di tutte le dimensioni e per aiutarle a crescere”. E’ quanto precisa l’azienda segnalando inoltre che l’Antitrust tedesco ha chiuso l’inchiesta relativa al suo Marketplace senza sanzioni anche grazie alla decisione di adottare alcuni interventi che cambieranno diritti e responsabilità dei suoi partner commerciali.”Il commercio elettronico – ha osservato ancora Vestager – ha stimolato la concorrenza nelle vendite al dettaglio, ha ampliato le possibilità di scelta e ha fatto scendere i prezzi”. Per garantire che i consumatori possano usufruire correttamente di questi vantaggi “ho deciso – ha aggiunto la commissaria – di esaminare molto attentamente le pratiche commerciali seguite da Amazon, e il suo doppio ruolo nelle vendite all’ingrosso e al dettaglio, al fine di verificare se la società stia rispettando le regole Ue sulla concorrenza”.Secondo i primi accertamenti condotti in una fase preliminare, osserva la Commissione in una nota, Amazon utilizzerebbe informazioni ‘sensibili’ dal punto di vista della concorrenza, in particolare sui venditori all’ingrosso, i loro prodotti e le transazioni effettuate. E questo, secondo Bruxelles, potrebbe portare a comportamenti non corretti visto che Amazon opera attraverso il suo sito web come dettagliante ma allo stesso tempo mette anche a disposizione la sua piattaforma per operatori indipendenti in modo tale che anch’essi possano vendere direttamente i loro prodotti ai clienti.”Si faccia subito chiarezza e si accertino eventuali abusi”. Lo afferma il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), Massimiliano Dona, commentando la decisione della commissione Ue di aprire un’indagine per verificare se l’utilizzo, da parte di Amazon, dai dati dei dettaglianti indipendenti che vendono i loro prodotti attraverso la piattaforma viola le regole sulla concorrenza. “Siamo pronti ad intentare cause risarcitorie contro l’azienda sia per conto dei consumatori che hanno acquistato sul portale online, sia dei venditori eventualmente danneggiati da pratiche scorrette”, dice Carlo Rienzi del Codacons.

Congresso Usa all’attacco su Libra, Facebook pericolosa Coro bipartisan di critiche a criptovaluta, è una follia

17 luglio 201915:32

Un fuoco di fila durato due ore e mezzo. Facebook tenta di difendersi dalle critiche del Congresso americano su Libra. Ma lo scetticismo e in alcuni casi l’ostilità bipartisan dei senatori americani lascia poco spazio di replica a David Marcus, il manager del social network a cui fa capo il progetto della critovaluta. Il nodo principale sollevato durante l’audizione è quello della fiducia su Facebook, che – attaccano democratici e repubblicani – non ha dimostrato con gli scandali della privacy di meritarla.”La fiducia è qualcosa che si guadagna, e Facebook di sicuro non l’ha guadagnata” dice senza mezzi termini il senatore Robert Menendez. Per la società di Mark Zuckerberg si è capito subito che la strada alla commissione bancaria del senato sarebbe stata in salita. Aprendo i lavoro il democratico Sherrod Brownde finisce Facebook “pericolosa” e la paragona con Libra a una bambino che gioca con il fuoco: il rischio, dice, è quello che possa dar fuoco alla casa.”Sarebbe una pazzia consentire” a Facebook di effettuare “esperimenti con i conti correnti della gente” dice. Poi rincara ancora la dose: è “delirante” per Facebook pensare che i consumatori le daranno fiducia sui loro dati finanziari dopo il ruolo giocato dalla società nelle elezioni del 2016 e gli altri scandali. Scettici anche i senatori repubblicani. Mike Crapo, il presidente della commissione bancaria, si dice preoccupato dalla già vasta influenza di Facebook e dalla quantità di informazioni che la società controlla. Le ambizioni di Facebook – aggiunge Crapo – mostrano la necessità per il Congresso di dare ai consumatori un “vero controllo” sui loro dati per prevenirne un cattivo uso. Marcus tenta di difendere l’iniziativa di Facebook, assicurando che è solo nella fase iniziale. Il processo che porterà al lancio sarà “aperto” e lungo, rassicura spiegando che i dati personali saranno mantenuti separati da Libra.Ma le sue parole cadono nel vuoto. A nulla valgono anche i tentativi di rassicurare sul fatto che la priorità di Facebook con Libra non è guadagnare. Un’affermazione che scatena l’ira del senatore repubblicano della Louisiana John Neely Kennedy che, incredulo davanti alle parole di Marcus, chiede: “Non avete azionisti?”. Un invito alla cautela su Libra e sulle criptovalute arriva anche dal Fmi: le autorità – dice David Lipton, il direttore generale pro tempore – devono accelerare gli sforzi per contenere i rischi che arrivano dalle criptovalute simili a Libra di Facebook: è necessario “creare un contesto per raccogliere i benefici di questa nuova tecnologia minimizzando i rischi”. L’audizione di Facebook ha come effetto immediato quello di far scivolare il Bitcoin sotto i 10.000 dollari, in una flessione che riflette le difficoltà in vista per Libra, ritenuta dal mondo delle criptovalute la chiave di accesso al grande pubblico.

Huawei amplia l’app StorySign, per bimbi non udentiCon Intelligenza Artificiale traduzione in lingua dei segni per più libri

7 luglio 201914:49

Huawei rafforza l’impegno a sostegno dei bambini non udenti, l’app Storysign che aiuta ad aprire il mondo dei libri ai 32 milioni di bambini non udenti nel mondo, si amplia con due nuovi classici della narrativa. L’app, presentata a dicembre e disponibile in 11 Lingue dei Segni differenti, utilizza la potenza dell’Intelligenza Artificiale dell’azienda “per creare un’esperienza di lettura semplificata, traducendo in tempo reale i più famosi libri per bambini in Lingua dei Segni Italiana”, spiega una nota.I nuovi classici, che si aggiungono a Tre Piccoli Coniglietti di Beatrix Potter sono Questo (non) è un leone di Ed Vere e Il Tuo amico Spotty di Eric Hill. Tutte le storie dei libri su StorySign sono raccontate da Star, l’avatar animato sviluppato in partnership con Aardman Animation e con il supporto degli esperti della comunità sorda europea. Per utilizzare StorySign basta inquadrare con il dispositivo il libro desiderato perché Star cominci, in tempo reale, a tradurre le pagine nella Lingua dei Segni.L’impegno di Huawei per la comunità dei non udenti si attua anche “attraverso una donazione di 500.000 dollari all’Unione Europea Sordi, per finanziare numerosi progetti che vedranno vita nel 2019 in tutta Europa”. “Huawei sta utilizzando la potenza dell’Intelligenza Artificiale per migliorare la vita dei bambini sordi, offrendo un contributo concreto alle famiglie di tutta Europa attraverso l’applicazione StorySign. Grazie anche alla donazione, saremo in grado di dare vita a numerosi progetti per la comunità sorda, anche in Italia”, dice Mark Wheatley, Executive Director dell’Unione Europea Sordi. “Siamo sempre alla ricerca di nuovi utilizzi della nostra tecnologia per rendere il mondo un posto migliore. Ci impegneremo per fare in modo che ogni bambino abbia la possibilità di godersi il momento della storia della buonanotte”, sottolinea Isabella Lazzini, Marketing & Retail Director Huawei CBG Italia.

Da Apple 59 nuove emoji in autunnoMolte di queste celebrano la diversità

17 luglio 201915:05

In occasione del World Emoji Day, Apple presenta in anteprima 59 nuove emoji che saranno disponibili in autunno. Coppie multirazziali, ma anche il cane guida, un orecchio con apparecchio acustico, sedie a rotelle, un braccio protesico e una gamba protesica. “Celebrare la diversità in tutte le sue molteplici forme è parte integrante dei valori di Apple e queste nuove opzioni aiutano a colmare una significativa lacuna nella tastiera emoji”, spiega la società.Oltre alle faccine ‘politically correct’, molte altre categorie di emoji avranno aggiornamenti. Come una nuova faccina che sbadiglia, un costume da bagno intero, nuovi alimenti tra cui waffle, falafel, burro e aglio, e nuovi animali come il bradipo, il fenicottero, l’orangotango e la puzzola. In tutto saranno cinquantanove le nuove emoji disponibili in autunno con un aggiornamento software gratuito per iPhone, iPad, Mac e Apple Watch. Le nuove emoji sono create sulla base dei personaggi approvati in Unicode 12.0.

Instagram nasconde i ‘Like’, al via test in Italia”Porre attenzione su foto e video, non su mi piace ricevuti”

17 luglio 201917:50

Dopo l’esperimento in Canada, Instagram nasconde il numero dei ‘like’ anche in Italia. Il test inizia da oggi, non è una decisione definitiva ma una prova per sondare il parere degli utenti. Se in futuro la decisione venisse applicata definitivamente, sarebbe una rivoluzione per il mondo del marketing digitale e dei cosiddetti ‘influencer’.”Vogliamo aiutare le persone a porre l’attenzione su foto e video condivisi e non su quanti Like ricevono”, dice Tara Hopkins, Head of Public Policy EMEA di Instagram. “Vogliamo che Instagram sia un luogo dove tutti possano sentirsi liberi di esprimersi. Stiamo avviando diversi test in più paesi per apprendere dalla nostra comunità globale come questa iniziativa possa migliorare l’esperienza su Instagram”, aggiunge Tara Hopkins.La novità era stata anticipata da Mark Zuckerberg alla Conferenza per gli sviluppatori di Facebook di fine aprile a San Josè, in California. Poi il test è partito in Canada. In pratica, il tasto ‘Like’ non verrà rimosso, bensì non sarà più visibile il numero dei ‘Mi piace’; solo l’utente che ha condiviso il post su Instagram potrà avere accesso a tale informazione. E agli utenti coinvolti nel test comparirà un avviso. Instagram ha oltre 1 miliardo di utenti nel mondo, 500 milioni usano Le Storie.”Questo cambiamento potrà avere un effetto positivo su influencer e aziende. Gli influencer, soprattutto i più piccoli, potrebbero beneficiarne perché il proprio pubblico non sarebbe più influenzato dal numero di like”: è il commento di Vincenzo Cosenza, Responsabile marketing di Buzzoole, azienda di influencer marketing, sul test avviato da Instagram in Italia di nascondere il numero dei ‘Like’. “Le aziende che vogliono fare attività di Influencer Marketing – aggiunge – potrebbero essere spinte a valutare elementi più significativi rispetto al semplice numero di like, come la qualità dei contenuti, la reach, cioè il numero effettivo di persone raggiunte da un contenuto o le visualizzazioni. Per ottenere questi dati, che non sono immediatamente visibili, bisogna rivolgersi ad aziende specializzate”

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Il cervello è la nuova sfida di Elon Musk
Presenta dispositivo microscopico per impiantare piccoli elettrodi e sviluppare computer

NEW YORK17 luglio 201915:30

Elon Musk lancia la sua nuova sfida. Dopo i pannelli solari, le auto elettriche, i razzi spaziali e Hyperloop, il miliardario visionario dietro a Tesla e SpaceX annuncia che Neuralink è pronta a iniziare le attese operazioni al cervello. Lo fa presentando un dispositivo microscopico alla quale la sua società lavora dal 2017 e che per ora è stato sperimentato solo su cavie da laboratorio. Il sogno di Musk è quello di avviare i test sugli esseri umani entro la fine del prossimo anno.Neuralink si propone di impiantare piccoli elettrodi nel cervello che potrebbero un giorno caricare e scaricare pensieri. L’obiettivo è quello di sviluppare computer per il cervello prima per curare malattie e poi per evitare che l’umanità sia messa in difficoltà dalle macchine intelligenti.”Vogliamo consentire agli esseri umani di centrare una sorta di simbiosi con l’intelligenza artificiale”, spiega Musk.Inizialmente i dispositivi di Neuralink potrebbero essere usati su pazienti con gravi disturbi mentali. L’ambizione di Neuralik è però quella di elettrodi microscopici e wireless che i singoli individui possono decidere di impiantare nel loro cervello e poi controllare tramite un’app sul loro iPhone.

Huawei, escludere cinesi costerebbe 15 miliardi Italia In tutto il mercato europeo 55 miliardi di euro

17 luglio 201917:48

Un’emarginazione dei vendor cinesi sul mercato europeo delle telecomunicazioni avrebbe un costo di circa 55 miliardi di cui per l’Italia circa 15 miliardi di euro. Sono i dati presentati dal presidente di Huawei Italia, Luigi De Vecchis, in un’audizione alla commissione Trasporti della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big data. “Il quadro normativo sul golden power che va delineandosi rischia di mettere Huawei in una posizione di difficoltà tale da discriminarla dalla competizione”, aggiunge De Vecchis. “Abbiamo tentato in questi giorni – conclude – di avere dei colloqui con i decision maker della politica, ma non siamo riusciti”.La società cinese ha deciso di destinare 3,1 miliardi di dollari di investimenti in Italia, dei quali 1,9 miliardi andranno in acquisto di forniture, 1,2 miliardi in marketing e operations e 52 milioni in ricerca e sviluppo.

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ALLE 08:37 DI MERCOLEDì 17 LUGLIO 2019

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Samsung lavora su occhiali a realtà aumentata
Deposita brevetto presso ufficio americano

16 luglio 2019 08:33

Samsung sta lavorando agli occhiali a realtà aumentata, lo dimostra un nuovo brevetto depositato presso l’ufficio brevetti americano che ne mostra alcune caratteristiche. Il dispositivo sarebbe diverso dall’attuale visore VR in commercio sia per le tecnologie impiegate, sia per l’estetica, più vicina invece a quella di un paio di occhiali da vista tradizionali.Tra le caratteristiche tecniche previste, la possibilità di attivare il display con l’apertura di una delle aste, grazie all’impiego di alcuni sensori. Al momento non si sa molto altro e, trattandosi di un brevetto, non è detto che questo prodotto vedrà mai la luce.Sono diverse le aziende che stanno lavorando in questa direzione, forse anche la rivale Apple, con la produzione sempre più massiccia di contenuti a Realtà aumentata, fatti apposta per questi dispositivi.

L’intelligenza artificiale risolve il cubo di RubikUtile a decifrare la struttura delle proteine

6 luglio 201911:13

Dopo aver sfidato l’uomo ai videogiochi e averlo battuto a dama cinese e a poker, l’intelligenza artificiale risolve il cubo di Rubik. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Machine Intelligence dal gruppo dell’Università della California a Irvine, coordinato da Pierre Baldi.Non si tratta solo di una prova di abilità, fanno notare gli autori dello studio. “Un problema con un numero così alto di combinazioni – sottolineano gli esperti – può, infatti, aiutare a risolvere questioni altrettanto complesse, come decifrare la struttura finale delle proteine.
Il sistema di intelligenza artificiale sviluppato dal gruppo di Baldi, chiamato ‘DeepCubeA’, è stato in grado di risolvere il cubo di Rubik, utilizzando meno memoria rispetto a quella impiegata dai tradizionali algoritmi.Non è la prima sfida vinta dall’intelligenza artificiale, soprattutto nel confronto con l’uomo. Una delle prime vittorie di un computer sull’uomo è quella di Deep Blue della Ibm, diventato famoso nel 1997 per aver battuto il campione mondiale di scacchi, Garry Kasparov. Un altro esempio è il programma AlphaGo, della Google DeepMind, che nel 2016 ha sfidato e battuto 4-1 uno dei campioni del mondo nell’antico gioco da tavola cinese, il Go, considerato uno dei più intuitivi e difficili per il numero pressoché infinito di mosse possibili.

Turing sulla nuova banconota da 50 sterline Il matematico svelò i codici nazisti, ma fu arrestato perché gay

16 luglio 201911:13

Non sarà una donna né Stephen Hawking a comparire su una delle due facce della nuova banconota britannica da 50 sterline (sull’altra come sempre ci sarà la regina). Ma Alan Turing, il matematico-eroe perseguitato dopo la guerra dal sua Paese solo perché gay. La decisione è stata annunciata oggi dalla Bank of England e si tratta di un atto di omaggio, ma anche di riparazione postuma.Turing, nato nel 1912 a Londra e morto suicida a nemmeno 43 anni a Manchester dopo aver sperimentato il carcere per l’allora reato di omosessualità, è considerato uno dei matematici più brillanti della sua generazione, nonché un pioniere dell’informatica e dell’intelligenza artificiale. Durante il secondo conflitto mondiale lavorò per conto dell’intelligence di Sua Maestà nel centro di crittoanalisi di Bletchley Park, ideando una serie di tecniche in grado di far breccia nei cifrari della Germania nazista inclusi quelli generati dalla macchina Enigma. Nel 2014 la vita di Turing è stata raccontata nel film ‘The Imitation Game’.

in Italia il primo super microscopio da NobelSi chiama Cryo-Tem, basato sulla tecnologia premiata nel 2017

16 luglio 201911:13

Arriva in Italia il primo super microscopio da Nobel. Si chiama Cryo-Tem, funziona a temperature bassissime e si basa sulla tecnologia premiata nel 2017 con il Nobel per la Chimica. E’ in fase di installazione presso l’Area di Ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli e permetterà di analizzare i campioni biologici a livello di singoli atomi per studiare come funzionano molecole e proteine e per scoprire i segreti dell’organismo umano. Lo ha annunciato

il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, intervenuto a Napoli, nel convegno sul progetto europeo ‘Human Brain Flagship’ e organizzato dall’Istituto di Biochimica e biologia cellulare (Ibbc) del Cnr. “Questo microscopio sarà un’avventura enorme, ci permetterà di essere in gara con gli Usa”, ha rilevato Inguscio. Finanziato con il Programma Operativo Nazionale (Pon) Infrastrutture, il microscopio sarà installato nel primo laboratorio di imaging avanzato per la biologia molecolare strutturale e cellulare basato sull’utilizzo della microscopia elettronica criogenica a trasmissione (Cryo-Tem).E’ un campo nel quale l’Italia è attualmente in ritardo rispetto ad altri Paesi scientificamente rilevanti, come Regno Unito, Europa continentale e Stati Uniti. “Questo microscopio – ha spiegato il presidente del Cnr – vede ogni singola struttura con una risoluzione di pochi miliardesimi di metro, alla scala degli atomi, cioè ai primi mattoni”. Si potrà vedere così come si aggregano gli atomi per diventare proteine e analizzare nei dettagli le loro strutture, incluso il modo in cui si piegano nelle forme che spesso determinano le loro funzioni, che sono alla base del meccanismo di funzionamento di tutti gli esseri viventi.

Cnn, Assange in contatto con intelligence RussiaNuovi documenti ottenuti in esclusiva

16 luglio 201915:25

Nuovi documenti ottenuti in esclusiva dalla Cnn rivelano che il fondatore di Wikileaks Julian Assange riceveva personalmente consegne, potenzialmente di materiale hackerato legato alle elezioni Usa del 2016, durante una serie di incontri sospetti nell’ambasciata ecuadoregna dove ha vissuto protetto per sette anni. E che “non ci sono dubbi sulla prova che aveva legami con le agenzie di intelligence russe”.I documenti rafforzano l’ipotesi, sollevata dal procuratore speciale Robert Mueller nel sul rapporto sulle interferenze russe, che corrieri gli abbiano portato file trafugati. Assange avrebbe incontrato russi e hacker di prima classe in momenti critici, frequentemente per ore ogni volta. Inoltre acquisì un potente nuovo sistema informatico e hardware di rete per facilitare il trasferimento di dati proprio settimane prima che Wikileaks ricevette materiale da operativi russi.I dettagli arrivano da centinaia di rapporti di sorveglianza compilati per il governo di Quito dalla Uc Global, una società di sicurezza privata spagnola. Rapporti da cui emerge che Assange, ora sotto inchiesta in Usa, aveva trasformato l’ambasciata in un centro di comando e orchestrato una serie di rivelazioni dannose che travolsero la campagna presidenziale del 2016 negli Stati Uniti.I registri di sicurezza indicano che Assange gestì personalmente direttamente dall’ambasciata alcune delle rivelazioni.

Vodafone Italia, stop a plastica monouso negli ufficiIn 1 anno 700mila bottiglie e 1,5 mln bicchieri plastica in meno

16 luglio 201915:26

Vodafone Italia elimina la plastica monouso dai propri uffici. Secondo i dati raccolti dall’azienda, si abbatterà il consumo di 700.000 bottiglie e di 1.500.000 di bicchieri in plastica in un anno. Con l’hashtag #contribuiscoancheio, viene lanciata infatti l’iniziativa “Save the Planet”, che parte oggi dalla sede milanese di Lorenteggio, per essere poi estesa gradualmente, a partire da settembre, alle principali sedi Vodafone sul territorio.”Save The Planet” prevede azioni concrete quali l’eliminazione delle bottiglie d’acqua, dei bicchieri e delle palettine in plastica per le bevande calde e la sostituzione con prodotti eco-compatibili. In più, secondo una nota, Vodafone Italia continua a promuovere iniziative per lo sviluppo tecnologico delle proprie infrastrutture di rete finalizzate al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni in atmosfera. In particolare, sono proseguite le attività di diffusione su tutti gli apparati di rete delle tecnologie per lo spegnimento intelligente delle risorse radio e lo sviluppo della tecnologia per l’ottimizzazione delle configurazioni radio.Accanto a questo, gli interventi per rendere più efficienti i locali che ospitano gli apparati di rete attraverso l’implementazione delle tecnologie di raffreddamento e dei sistemi di controllo dinamico della climatizzazione. Grazie agli interventi sulla rete e all’evoluzione della tecnologia ‘mobile’, Vodafone ha risparmiato 151 mila tonnellate di CO2 pari alla quantità assorbita da oltre 180.000 alberi nel loro ciclo di vita. Il 71% dell’energia utilizzata dall’azienda proviene da fonti rinnovabili. Vodafone Italia contribuisce alla riduzione generale delle emissioni in atmosfera anche grazie ai servizi e soluzioni a disposizione di cittadini e imprese. Si stima che il contributo delle tecnologie mobili, come l’IoT, alla riduzione delle emissioni in Europa nel 2020 potrà essere quantificato in 110 mila tonnellate di CO2.

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Con tv e social più depressione teenager, scagionati i videogame
Studio su 4mila ragazzi, problemi nascono dal confronto

16 luglio 201915:28

Tv e social media aumentano il rischio di depressione negli adolescenti, mentre l’uso del computer e dei videogiochi non hanno questo effetto. Lo ha scoperto uno studio dell’università di Montreal pubblicato da Jama Pediatrics, secondo cui i problemi nascono nel momento in cui i teenager sono chiamati a confrontarsi con altre persone, come avviene sui social o in alcuni programmi televisivi.I ricercatori hanno seguito circa 4mila ragazze e ragazzi, che all’inizio dello studio avevano in media 12 anni. I soggetti sono stati sottoposti periodicamente ad un questionario in cui dovevano indicare le ore passate davanti ai diversi schermi, dal computer alla tv allo smartphone, e valutare su una scala da zero a quattro una serie di sintomi della depressione, dalla tristezza al senso di inutilità fino ai pensieri suicidi. Al termine dello studio, durato quattro anni, è emerso che per ogni ora in più davanti alla tv o ai social crescono i sintomi depressivi, mentre per computer e videogame non è stata vista questa associazione.”Social media e tv – spiega Elroy Boers, uno degli autori dello studio – sono forme di comunicazione che espongono frequentemente gli adolescenti ad immagini di altre persone in situazioni favorevoli, come quelle con corpi perfetti o con uno stile di vita eccitante o facoltoso”.

Nuovo gioco social, invecchiare il volto con un’appFaceApp usa Intelligenza Artificiale, ma dubbi su privacy

16 luglio 201915:27

Un nuovo gioco che ha contagiato anche i vip sta invadendo le bacheche dei social: invecchiare il proprio volto, in controtendenza con i tempi. E’ possibile grazie a FaceApp, un’applicazione disponibile su App Store e Google Play Store che grazie ad un’aggiornamento con le tecnologie di Intelligenza Artificiale offre una trasformazione digitale abbastanza realistica.Dopo aver scaricato l’app basta scattarsi una foto o prenderla dalla propria galleria di immagini e in pochi click è possibile modificare il volto, modificando l’acconciatura, invecchiando o ringiovanendo i tratti somatici, ma anche riuscendo a trasformarci in uomini o donne. Anche le celebrities sono state contagiate dal gioco, tanto che è diventato virale l’hashtag #FaceAppChallenge.”Abbiamo sviluppato una nuova tecnologia che sfrutta le reti neurali per modificare in maniera realistica il volto nelle foto”, ha spiegato al sito TechCrunch il fondatore e Ceo Yaroslav Goncharov. All’aspetto ludico si uniscono però i dubbi sulla privacy. Alla perplessità di far circolare troppe immagini personali sulle piattaforme social, nella pagina dell’app dedicata all’uso delle informazioni si legge che “potrebbe condividere i contenuti e le informazioni degli utenti con le aziende che fanno parte del gruppo di società di FaceApp”. Politica e termini d’uso comuni a tante aziende a cui però bisognerebbe prestare sempre più spesso attenzione.

Netflix taglia scena suicidio teenager in TrediciDecisione per paura emulazione, ‘serie ha aiutato adolescenti’

16 luglio 201918:11

Netflix ha deciso di tagliare la scena del suicidio dalla serie ’13 reasons why’, in cui la protagonista, una tredicenne, si toglie la vita, per evitare l’emulazione da parte dei ragazzi. Lo ha annunciato la stessa piattaforma sul proprio profilo Twitter La serie è incentrata sulla figura di Hannah, una adolescente che ha registrato su video i tredici motivi che l’hanno condotta al suicidio.”Abbiamo saputo da molti adolescenti che 13 Reasons Why’ li ha incoraggiati a iniziare una conversazione su temi difficili come la depressione e il suicidio, e a cercare aiuto, spesso per la prima volta – si legge nel tweet -. Ora che è in preparazione il lancio della terza stagione abbiamo riconsiderato il dibattito sullo show. Quindi su consiglio di esperti medici, fra cui Christine Moutier, Chiefo Medical Officer della American Foundation for Suicide Prevention, con l’ideatore della serie Brian Yorkey, di modificare la scena in cui Hannah si toglie la vita nella prima stagione”.La scena modificata, che prima mostrava chiaramente il suicidio della protagonista, ora passa da un’immagine in cui si guarda allo specchio alla reazione dei genitori alla morte.

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Anche le app più comuni armi per fare stalking
Coinvolte quasi sempre negli abusi. Esperti, ‘bisogna difendersi’ 13 LUGLIO 2019 10:44

Lo smartphone, il computer e persino l’automobile possono diventare, se non ci si protegge, mezzi per essere spiati, spesso anche dal proprio partner. Lo sottolinea un report del Citizen Lab dell’università di Toronto, intitolato ‘Il predatore nella tua tasca’ secondo cui la tecnologia è ormai parte integrante delle violenze domestiche.Diversi studi, riportano gli esperti canadesi, hanno legato lo stalking ai software ‘spia’, che vengono appunto chiamati ‘stalkerware’, e che spesso vengono pubblicizzati per applicazioni ‘buone’, come il controllo dei figli o dei dipendenti. Una ricerca in Canada ad esempio ha trovato che il 98% dei colpevoli di violenza nei confronti del partner aveva usato la tecnologia per intimidire o minacciare la vittima e il 72% aveva hackerato le email e gli account dei social delle donne.”Il fenomeno ha un’ampia diffusione anche da noi – commenta Nicola Bernardi, direttore di Federprivacy -. Per difendersi ci sono gli antivirus, ma serve anche un cambiamento culturale”,

bisogna valutare attentamente le conseguenze di tutto ciò che si installa”.
I metodi per spiare sono diversi, sottolinea Bernardi. Ci sono decine di app semplicemente scaricabili dagli store. Chi ha dimestichezza con il deep web può invece trovarne di più sofisticate. “Ma al giorno d’oggi tutto può diventare un mezzo per spiare – sottolinea l’esperto – si pensi alle app per trovare la propria auto, o lo smartphone”.

Mercato pc a +1,7% nel secondo trimestreGartner, Lenovo, Hp e Dell hanno i due terzi del settore

15 luglio 201916:03

Dopo due trimestri in calo, il mercato dei personal computer tradizionali torna a crescere nel secondo trimestre. Da aprile a giugno pc fissi, notebook e “ultramobile” come i Surface di Microsoft hanno totalizzato, nel complesso, consegne per 63 milioni di unità, con un incremento dell’1,7% su base annua. A dirlo sono i dati preliminari degli analisti di Gartner, secondo cui l’incremento è stato trainato dalla domanda per aggiornare i computer a Windows 10. La crescita dei pc fissi è stata robusta, e ha più che controbilanciato la flessione dei portatili.Sul podio ci sono Lenovo (15,8 milioni di pc), Hp (14 milioni) e Dell (13,6 milioni), che insieme detengono circa i due terzi del mercato (64,1%). A seguire Apple con 3,7 milioni di Mac e Acer con 3,4 milioni di unità.Parzialmente diversi i dati preliminari degli analisti di Idc, in base a cui il secondo trimestre si è chiuso con consegne in aumento del 4,7% a quota 64,9 milioni di unità. La cifra comprende anche le workstation, ma non i dispositivi con tastiera staccabile.Nelle prime tre posizioni si confermano Lenovo (16,2 milioni di computer), Hp (15,3 milioni) e Dell (11,6 milioni). Al quarto posto, stando a Idc, c’è però Acer, a quota 4,3 milioni di dispisitivi, seguita da Apple a poco meno di 4,1 milioni.

Huawei: investiremo 3mld dlr in Italia in tre anniL’AD Thomas Miao, chiediamo regole giuste su golden power 5g

15 luglio 201914:26

Huawei investirà in Italia nei prossimi tre anni 3,1 miliardi di dollari (2,75 miliardi di euro) e creerà 1.000 posti di lavoro diretti più 2.000 di indotto. Lo ha detto il Ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, durante un incontro con la stampa in occasione della sponsorizzazione della mostra ‘Leonardo mai visto’ al Castello Sforzesco. Nel dettaglio, il colosso cinese, presente in Italia da 15 anni, investirà “1,9 miliardi di dollari in acquisto di forniture, 1,2 miliardi in marketing e operations e 52 milioni in ricerca e sviluppo”.”Voglio chiedere regole trasparenti, efficienti e giuste” per l’applicazione del golden power sul 5g in Italia. E’ la richiesta del Ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, durante una conferenza stampa al Castello Sforzesco. “Al momento si applica solo ai fornitori non europei, invece, dovrebbe essere rivolto a tutti, perché la tecnologia è neutrale e non è legata a questioni geopolitiche”, aggiunge Miao.L’Italia e la Cina sono due paesi che “da adesso in poi saranno sempre più vicini – sostiene il Ceo di Huawei Italia – Da un punto di vista economico i due paesi sono ben combinati. L’Italia ha bisogno della Cina e la Cina ha bisogno dell’Italia&rdquo, aggiunge Miao, che si dice “ottimista” dal punto di vista commerciale. Per quanto riguarda il rapporto con i partner italiani, dopo le tensioni tra il colosso cinese e gli Stati Uniti, il Ceo assicura che “il business e il dialogo continua ad andare avanti come di consueto”.

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Test per il primo vaccino creato dall’AI
Contro l’influenza, sarà sperimentato su 240 volontari

15 luglio 201914:25

Un vaccino per l’influenza completamente progettato da un’intelligenza artificiale sta per essere testato sull’uomo negli Stati Uniti. A svilupparlo è stata la Flanders University australiana, che in un comunicato ricorda come sia la prima volta che un farmaco messo a punto da un algoritmo arriva alla sperimentazione umana.Non è la prima volta che i computer aiutano a progettare una terapia, spiega Nikolai Petrovsky al sito Business Insider Australia, ma in questo caso tutta la progettazione è stata affidata a un programma basato sull’intelligenza artificiale chiamato Sam (Search Algorithm for Ligands).”Prima abbiamo mostrato al programma una serie di composti che attivano il sistema immunitario umano – spiega l’esperto – e altri che invece non lo attivano, per fargli distinguere tra un farmaco che funziona e uno no. Poi abbiamo sviluppato un altro programma, chiamato ‘il chimico sintetico’, che ha generato migliaia di miliardi di differenti composti chimici che poi abbiamo fatto analizzare a Sam perchè trovasse quelli che potevano essere dei buoni farmaci”.I migliori candidati sono poi passati attraverso i test preclinici fino ad arrivare a quello sull’uomo, che nella prima fase verrà condotto su 240 volontari per circa un anno. “Questo rappresenta l’inizio di una nuova era – ha aggiunto Petrovsky – in cui l’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre maggiore nello sviluppo dei farmaci”.

Robot costruiti da altre macchine, la fantascienza è realtà Progettazione impossibile per l’uomo

15 luglio 201914:31

Come accade nei film di fantascienza, le macchine sono in grado di progettare e stampare in 3D componenti per i robot che permettano di svolgere nuove funzioni. Il sistema messo a punto dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) riesce a fare in modo automatico ciò che è impossibile per un essere umano: vale a dire testare milioni di possibili combinazioni di materiali e caratteristiche, fino a trovare quella ottimale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, potrebbe rappresentare il primo passo per la progettazione automatizzata di strutture molto più grandi, come le ali degli aerei.I ricercatori, guidati da Subramanian Sundaram, hanno dimostrato il funzionamento del loro sistema fabbricando attuatori, cioè dispositivi che controllano meccanicamente i sistemi robotici in risposta a segnali elettrici. In questo caso, erano in grado di mostrare due diverse immagini in bianco e nero solo cambiando la propria angolazione e quindi il modo in cui la luce era riflessa: un ritratto di Van Gogh in un caso e il famoso “L’urlo” di Edvard Munch nell’altro.Gli attuatori sono costituiti da tre materiali, ognuno con colore chiaro o scuro e con diverse proprietà. Il software inizia scomponendo il design di ogni attuatore in milioni di piccoli pixel tridimensionali, anche chiamati “voxel”, che possono essere riempiti da ciascuno dei materiali. A questo punto, l’algoritmo fa partire milioni di simulazioni, provando tutte le combinazioni possibili: una volta trovata quella giusta, una stampante 3D appositamente realizzata comincia a fabbricare l’attuatore, disponendo strato dopo strato il giusto materiale nel giusto pixel tridimensionale.

Facebook difende Libra, vuol prevenire riciclaggio denaro Allo studio misura per vietare emissione valute digitali

NEW YORK15 luglio 201917:14

Facebook difende Libra. La criptovaluta “vuole prevenire il riciclaggio di denaro” spiega David Marcus, il manager del social network che è alla guida di Libra, al senato americano, in base agli estratti del suo intervento che terrà martedì davanti alla commissione bancaria. “Non interferirà con la politica monetaria e non competerà con le altre valute nazionali” aggiunge Marcus, mettendo in evidenza che Libra è uno strumento di pagamento, “non un investimento”. Libra – osserva ancora Marcus – non sarà lanciata fino a quando i timori delle autorità di regolamentazione non saranno completamente risolti.Intanto il titolo della società di menlo Park è pesante a Wall Street, dove ha perso l’1 per cento. A pesare sono le indiscrezioni su un progetto di legge allo studio da parte dei democratici che vieterebbe al social network, così come agli altri colossi tecnologici, di emettere valute digitali. I democratici starebbero mettendo a punto il provvedimento, chiamato ‘Keep Big Tech Out Of Finance’, per vietare non solo l’emissioni di valute digitali da parte dei big della Silicon Valley ma anche l’offerta di prodotti finanziari e bancari.Nei giorni scorsi anche Donald Trump ha attaccato Libra. “Non sono un fan di bitcoin e altre criptovalute, che non sono soldi e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla”, ha twittato il presidente americano. “Similmente Libra, la ‘moneta virtuale’ di Facebook, avrà poco sostegno ed affidabilità. Se Facebook e altre compagnie vogliono diventare una banca devono ottenere un nuovo documento di autorizzazione bancaria ed essere soggetti a tutte le regole bancarie, come le altre banche, sia nazionali che internazionali”, ha aggiunto.

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Agcom, tutelare l’informazione sul web
Cardani, vuoti normativi e posizioni dominanti tra le criticità
12 luglio 2019 08:04

– “Nel sistema dell’informazione online, e soprattutto nei social network, emergono fenomeni di polarizzazione nella formazione dell’opinione pubblica e di disinformazione che possono configurarsi come vere e proprie strategie”. Anche per questo “è essenziale il ruolo del legislatore per salvaguardare il bene pubblico ‘informazione’ e promuovere la cultura. L’occasione degli Stati generali dell’editoria dovrebbe essere colta per muoversi in questa direzione”. Lo ha detto il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, nella sua ultima relazione annuale al Parlamento in cui ha evidenziato le criticità del web, tra carenze normative e rischio di posizioni dominanti.
Cardani ha poi parlato dello sviluppo del 5G, dopo la gara conclusa per l’assegnazione delle bande pioniere che – sottolinea – “ha costituito un caso di successo unico in Europa”. Le frequenze sono, però, una risorsa scarsa “la cui contendibilità deve essere regolata con rigore, efficacia e massima trasparenza”.
Nel mercato delle tlc serve, inoltre, equilibrio “fra l’esigenza di sviluppare infrastrutture di nuova generazione e quella di mantenere un adeguato livello competitivo del mercato, che si traduce in benessere del consumatore”. Consumatore che, ha proseguito Cardani, nell’anno appena trascorso ha potuto beneficiare di una contrazione dei prezzi per l’offerta mobile “in parte determinato dall’entrata sul mercato” dell’operatore low cost Iliad.
La spesa di famiglie e imprese in servizi di tlc è diminuita del 2,9% nel 2018, con un calo del 6,4% per la rete mobile e un aumento dell’1% per la fissa.

La banca per smartphone N26 sbarca negli UsaLa mobile bank tedesca ha 3,5 milioni di clienti in Europa

12 luglio 201914:25

– N26, la mobile bank tedesca nata nel 2015, sbarca oltreoceano. La banca progettata per stare sul display dello smartphone arriva negli Stati Uniti, ora progetta di sbarcare anche in Brasile. Circa 100mila clienti americani in lista d’attesa – spiega – saranno invitati a registrarsi sulla app e avranno pieno accesso ai servizi offerti.
Per il co-fondatore e ceo di N26, Valentin Stalf, il lancio negli Stati Uniti costituisce un “importante traguardo per cambiare l’esperienza bancaria a livello globale e raggiungere più di 50 milioni di clienti nei prossimi anni. Sappiamo che tuttora, specialmente negli Stati Uniti, vengono pagate commissioni elevate. Noi vogliamo cambiare radicalmente il modo americano di concepire la banca”.
N26 ha raggiunto 3,5 milioni di clienti in 24 mercati europei, e procede con una media di 10mila nuovi utenti al giorno e un volume mensile delle transazioni pari a 2 miliardi di euro. In Italia la banca è presente da settembre 2017 e conta su 500 mila clienti, il 60% dei quali è fatto da persone con età inferiore ai 35 anni, mentre il restante 40% ha oltre 40 anni.

L’AI batte l’uomo a Texas hold’emSviluppata da università e Facebook. Zuckerberg si congratula
12 luglio 201911:40

– L’intelligenza artificiale continua a mietere successi nel gioco, e dopo gli scacchi e i videogiochi, batte di nuovo l’uomo nel poker, questa volta nella versione a 6 giocatori del Texas hold’em, la variante più popolare del poker. Il risultato si deve ai ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburg, che hanno lavorato insieme agli esperti di Facebook.
Si tratta del primo sistema di AI ad aver battuto i professionisti del poker in partite con più giocatori, si evidenzia nell’articolo pubblicato sulla rivista Science. Finora vi era riuscito solo in sfide a due giocatori. I ricercatori sono stati in grado di sviluppare un programma, chiamato Pluribus, che ha imparato a giocare a Texas hold’em no limit a 6 giocatori contro cinque copie di se stesso per poi essere testato, con successo, contro i professionisti.
“Congratulazioni al nostro team che ha sviluppato un’AI capace di sconfiggere molteplici professionisti a poker”, ha scritto il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, in un post. “La maggior parte delle sfide più impegnative che ci troviamo ad affrontare – come combattere gli spammer o le interferenze straniere – richiede di sconfiggere più avversari contemporaneamente in ambienti in cui abbiamo informazioni imperfette sulle loro risorse o su ciò che stanno facendo. Il poker è una migliore approssimazione di queste sfide, e costruire un’intelligenza artificiale in grado di sconfiggere i migliori al mondo è un importante traguardo tecnologico”.

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Google si fa poliglotta, traduttore in 88 lingue
Dall’ arabo all’hindi, basta inquadrare la scritta con la fotocamera

12 luglio 201914:16

In vista delle vacanze estive, Google potenzia il suo traduttore istantaneo integrato nella fotocamera e dotato di intelligenza artificiale, che consente di leggere nella propria lingua insegne, cartelli stradali e menu quando ci si trova all’estero. La compagnia di Big G ha attivato la funzione in altre 60 lingue – dall’arabo l’arabo all’hindi, dal thailandese al vietnamita – che portano in totale a 88 gli idiomi supportati. Che ci si trovi in India o negli Emirati, quindi, basterà inquadrare la scritta che ci interessa con la fotocamera dello smartphone per vederla comparire nella nostra lingua. Altra novità della app “Google Traduttore” è che la traduzione, finora offerta solo in inglese, può ora essere ottenuta in oltre cento lingue. Si potrà cioè scegliere di tradurre dall’arabo al francese o dal giapponese al cinese, ad esempio, e ovviamente da qualsiasi lingua all’italiano.
L’utente non avrà bisogno di conoscere il nome dell’idioma che si trova davanti, perché sarà riconosciuto dalla app.
“Nei viaggi all’estero, specialmente in zone in cui si parlano lingue diverse, può essere complicato per le persone capire quale sia la lingua che si ha bisogno di tradurre. Nella nuova versione dell’app, potete selezionare ‘Rileva lingua’ e il traduttore di Google capirà di quale lingua si tratta automaticamente e la tradurrà”, spiega Google sul suo blog.

Canon, crowdfunding per nuova fotocameraE’ piccola e resistente, si aggancia e ‘parla’ con lo smartphone

12 luglio 201912:41

– Canon sceglie di seguire la strada delle startup e di lanciare una raccolta fondi in crowdfunding, sulla piattaforma Indiegogo, per finanziare la produzione di una fotocamera a vocazione outdoor e in grado di dialogare con lo smartphone. Il dispositivo si chiama Ivy Rec ed è una piccola fotocamera pensata per la vita e lo sport all’aria aperta.
Fatta come una sorta di moschettone per essere agganciata allo zaino o al passante dei jeans, promette di essere resistente all’acqua e agli urti, anche perché non ha uno schermo che potrebbe rompersi. Integra un sensore Cmos da 13 megapixel, gira video in full HD, è leggera e ha connettività wi-fi e Bluetooth per trasferire le foto e i filmati allo smartphone attraverso una app.
La fotocamera è ancora in fase di prototipo. Su Indiegogo può essere prenotata in tre colori accesi – rosa, verde e azzurro – a un prezzo inferiore rispetto a quello di listino, che è fissato in 130 dollari. La consegna è prevista in ottobre.

Trump mobilita il governo per la libertà d’espressione sui socialIl presidente Usa ha anche attaccato la criptovaluta di Facebook

WASHINGTON12 luglio 201915:43

“Sto ordinando alla mia amministrazione di esplorare ogni soluzione regolatoria e legislativa per proteggere i diritti alla liberta’ di espressione di tutti gli americani. Speriamo di vedere piu’ trasparenza, piu’ responsabilita’ e piu’ liberta’”: lo ha twittato il presidente americano Donald Trump dopo aver accusato in un summit sui social media che quest’ultimi discriminano le voci conservatrici online. Il presidente Usa  ha anche attaccato su Twitter Libra, la criprovaluta proposta da Facebook. “Non sono un fan di bitcoin e altre criptovalute, che non sono soldi e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla”. “Similmente Libra, la ‘moneta virtuale’ di Facebook, avrà poco sostegno ed affidabilità. Se Facebook e altre compagnie vogliono diventare una banca devono ottenere un nuovo documento di autorizzazione bancaria ed essere soggetti a tutte le regole bancarie, come le altre banche, sia nazionali che internazionali”, ha aggiunto. Secondo il tycoon, i “cripto asset non regolati possono facilitare comportamenti illegali, compreso il commercio di droga ed altre attivita’ illecite”. “In Usa abbiamo solo moneta reale, ed e’ piu’ forte che mai, sia sicura che affidabile. E’ di gran lunga la moneta piu’ dominante ovunque nel mondo, e sara’ sempre cosi’. E’ chiamata dollaro statunitense!”.Nella sua audizione al Congresso anche il presidente della Fed, Jerome Powell, aveva espresso preoccupazione per Libra riferendo che se ne parlera’ la prossima settimana tra i ministri delle Finanze e i banchieri centrali dei Paesi del G7 in Francia.

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Crescere in digitale ma mancano giovani
Caviglia, 100 aziende pronte a ospitare ragazzi da assumere

GENOVA12 luglio 201919:29

– Parte presso la Camera di commercio di Genova la seconda edizione di “Crescere in digitale”, pensato per formare i giovani proprio nelle competenze digitali e avvicinare al web le imprese italiane: ci sono oltre 100 imprese pronte, dall’altra parte però mancano i ragazzi che per ora sono solo una decina. “Purtroppo abbiamo la fila di imprese disposte a ospitare giovani digitalizzatori ma l’offerta di tirocinanti è molto bassa – dice il segretario generale della Camera di commercio di Genova, Maurizio Caviglia al termine del primo matching fra aziende e ragazzi -. Eppure bastano un corso on line e un po’ di attitudine al digitale per essere inseriti in un’azienda con buone probabilità di assunzione. Nelle precedenti edizioni la percentuale di assunzione dei nostri tirocinanti a Genova è stata di uno su tre”. Il progetto del ministero del Lavoro e Politiche sociali e Anpal, realizzato in partnership con Unioncamere e Google, si rivolge ai giovani che non studiano e non lavorano con una formazione da 50 ore.

Stangata da 5 miliardi su Facebook, ha violato privacy Multa dell’autorità federale per il caso Cambridge Analytica

WASHINGTON12 luglio 201922:15

Una stangata da 5 miliardi di dollari si abbatte su Facebook per aver violato le norme sulla privacy nel caso Cambridge Analytica. La multa – secondo quanto riporta il Wall Street Journal – è stata decisa dalla Federal Trade Commission (Ftc), l’autorità del settore, ed è la più grande mai comminata contro una società hi-tech.
L’authority aveva cominciato ad indagare nel marzo del 2018 quando fu scoperto che Cambridge Analytica per scopi politici era venuta in possesso dei dato di circa 87 milioni di utenti Facebook.

Finora la multa più salata contro un’azienda hi-tech per violazione della privacy era quella inflitta a Google nel 2012, pari a circa 22,5 milioni di dollari. Facebook aveva già accantonato nei conti del primo trimestre dell’anno una cifra di 3 miliardi di dollari per far fronte alla prevista sanzione. La decisione di punire il re dei social è stata presa a maggioranza dalla Ftc, con i repubblicani che hanno votato a favore e i democratici contro. Sarà ora all’esame del Dipartimento di giustizia americano che dovrà dare il suo imprimatur alla strada  indicata dalla Federal Trade Commission, normalmente una  semplice formalità. Del resto ultimamente i rapporti dei big del  web e del settore hi-tech con l’amministrazione Trump non sono  proprio idilliaci. Lo dimostrano anche gli attacchi degli ultimi giorni che il presidente americano ha sferrato contro i social media, accusandoli di partigianeria politica e di escludere dalle loro piattaforme le voci conservatrici, in quella che il  tycoon ha espressamente definito come una discriminazione.
Il precedente record in fatto di multe ai big del web apparteneva a Google, che nel 2012 per violazione della privacy fu sanzionata con 22 milioni di dollari. Una cifra che impallidisce di fronte alla durezza con cui è stata colpita Facebook, che anche dopo lo scandalo Cambridge Analytica ha avuto diversi altri problemi in fatto di privacy, con Zuckerberg costretto più volte a scusarsi e a far mettere da parte
nell’ambito degli ultimi conti trimestrali 3 miliardi di dollari proprio per far fronte all’attesa stangata.

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Trump contro la digital tax di Parigi
Washington pronta ad avviare indagine, possibili nuovi dazi

WASHINGTON11 luglio 2019 07:12

– La digital tax sui big del web Usa rappresenta “un danno ingiusto e sproporzionato” per le imprese americane. Questa la posizione dell’amministrazione Trump che si appresta – secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg – ad avviare un’indagine sul piano della Francia per tassare colossi come Google e Facebook, minacciando nuovi dazi come rappresaglia.
Si tratta dello stesso tipo di inchiesta che Donald Trump ha voluto prima dei dazi alla Cina accusata di furto di proprietà intellettuale: al rappresentate Usa al commercio Robert Lighthizer verrà dato un anno di tempo per verificare se il piano francese danneggia le imprese americane.
Parigi propone una digital tax del 3% che farebbe entrare nelle casse dello Stato francese almeno 750 milioni di euro. La misura è stata già approvata da un ramo dell’Assemblea nazionale e sarà votata nelle prossime ore dal Senato.
Per Washington il piano, simile a quello in via di adozione in altri Paesi europei, va fermato. Dal canto suo il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, ha affermato nei giorni scorsi che usare la minaccia del ricatto per fermare il piano di Parigi è “inutile”.

Fed, la criptovaluta di FB preoccupaPowell, c’è il rischio che Libra sia usata per riciclare denaro

WASHINGTON11 luglio 201910:47

– Libra, la criptovaluta di Facebook, “solleva molte serie preoccupazioni”, soprattutto quelle che riguardano “il riciclaggio di denaro”. Lo ha detto il presidente della Fed, Jerome Powell, parlando in Congresso, e spiegando che la banca centrale americana ha incontrato i vertici di Facebook prima dell’annuncio di Libra.
La moneta digitale di Facebook, che dovrebbe esordire nel 2020, sarà monitorata da vicino dai regolatori sia americani, sia stranieri, ha osservato Powell, secondo cui Libra potrebbe essere usata per riciclare denaro sporco e per finanziare i terroristi.
Altra preoccupazione, ha aggiunto Powell, riguarda il fatto che la criptovaluta potrebbe minacciare la stabilità finanziaria, dal momento che l’enorme numero di utilizzatori di Facebook – 2,38 miliardi di utenti – potrebbe portare a un’ampia adozione della nuova moneta.

Pneumatico del futuro è senz’ariaMichelin e General Motors, arriverà entro 2024, si stampa in 3D

11 luglio 201911:01

– Controllare la pressione degli pneumatici prima di partire per le vacanze diventerà presto solo un ricordo: Michelin e General Motors (GM) hanno unito le forze per portare sul mercato entro il 2024 il primo pneumatico senz’aria. Chiamato “Unique Punctureproof Tire System”, o Uptis, avrà una struttura leggera e robusta in grado di sopportare buche e asperità presenti sulle strade. Il nome sottolinea proprio il suo pregio principale per gli automobilisti: dimenticarsi per sempre del rischio di bucare una ruota. GM e Michelin hanno preso in considerazione anche l’aspetto ecologico: uno pneumatico che non si fora né viene danneggiato dalle asperità dell’asfalto, consente di produrre meno rifiuti. Infine Uptis, nella sua versione definitiva, avrà anche altre caratteristiche: potrà essere stampato in 3D, sarà ecosostenibile, in quanto realizzato con materiali biocompatibili, e sarà uno pneumatico “connesso”: ossia comunicherà in tempo reale le proprie condizioni al sistema di bordo dell’auto.

Huawei, rete 5G nel Principato di MonacoPrimo Stato europeo interamente servito da nuova infrastruttura

PARIGI11 luglio 201911:44

– Il colosso tecnologico cinese Huawei ha costruito una rete di telefonia mobile 5G nel Principato di Monaco, rendendo la città-stato della riviera francese il primo Paese europeo a essere interamente coperto da questa tecnologia di nuova generazione.

“Prima mondiale per il 5G: Monaco Telecom ha coperto per primo l’intero Paese con il 5G!”, ha scritto su Twitter Xavier Niel, proprietario dell’operatore telefonico. “L’ultra-alta velocità registrata ha raggiunto gli 1,4 Gbps. Il 5G è incluso in tutti i pacchetti di telefonia mobile”.

Frederic Genta, delegato interdipartimentale di Monaco incaricato della transizione digitale, ha a sua volta salutato l’evento definendolo “un cambio di paradigma” grazie alla rete di telefonia mobile in 5G basata sulla tecnologia prodotta da Huawei. “Il 5G rappresenta la promessa di una migliore qualità della vita per tutte le eccezionali opportunità offerte”, ha sottolineato Genta. “Permetterà di adattare la vita ai nostri bisogni”.

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Apple Watch, disattivato Walkie-Talkie
Una falla nella app può consentire di ascoltare altri utenti

11 luglio 201911:43

Apple ha disattivato l’applicazione Walkie-Talkie, che consente di scambiare messaggi vocali tramite l’Apple Watch, a causa della scoperta di una vulnerabilità che permetteva di ascoltare le conversazioni di altri utenti attraverso l’iPhone. Lo ha reso noto l’azienda di Cupertino, senza fornire dettagli specifici sulla falla di sicurezza.

In una nota, Apple ha spiegato di aver disabilitato la app a scopo precauzionale, e che la riabiliterà “appena possibile”, una volta risolta la vulnerabilità che comunque, ha sottolineato, non è stata mai sfruttata da nessuno per spiare altri utenti.

“Benché non siamo a conoscenza di alcun uso della vulnerabilità contro gli utenti, e nonostante il fatto che per sfruttarla siano richieste condizioni e sequenze di eventi specifiche, prendiamo estremamente sul serio la sicurezza e la privacy dei nostri utenti”. Per questo, si legge, “abbiamo deciso che disabilitare l’app era la giusta linea d’azione, in quanto questo bug poteva consentire a qualcuno di ascoltare attraverso l’iPhone di un altro utente, senza consenso”.

Corte Ue, legittima banda a Open FiberFusione con Metroweb non altera gara d’appalto

BRUXELLES11 luglio 201913:59

– La concessione a Open Fiber dei servizi concernenti la rete a banda ultralarga in varie regioni italiane non viola il diritto Ue. E’ quanto ha stabilito la Corte di giustizia europea sul ricorso di Tim che, a seguito della fusione di Open Fiber con Metroweb, denunciava ‘alterazioni’ nella gara pubblica indetta nel 2016 dal ministero dello Sviluppo economico. Telecom a suo tempo si era rivolta alle giurisdizioni amministrative italiane ritenendo illegittima l’aggiudicazione dell’appalto a Open Fiber poiché la fusione con Metroweb (società che si era prequalificata alla procedura di gara per poi ritirarsi), avvenuta in virtù di un accordo stipulato prima del termine per la presentazione delle offerte e approvato dalla Commissione europea il 15 dicembre 2016, avrebbe alterato l’identità giuridica delle offerte e gli scenari competitivi.
Chiamati in causa dal Consiglio di Stato, i giudici di Lussemburgo hanno constatato invece che Open Fiber ha mantenuto la sua identità giuridica e, sotto il profilo sostanziale, si è semplicemente verificato un aumento del suo capitale sociale.
Sia Open Fiber sia Metroweb, inoltre, si erano prequalificate per la gara pubblica e avevano quindi dovuto rispettare i medesimi requisiti. Nessuno dei due, pertanto, ha ricevuto favoritismi durante la procedura. Quindi, conclude la Corte “non è stato violato il principio, posto dalla direttiva sugli appalti pubblici, della parità di trattamento delle imprese partecipanti alla selezione”.

Francia, si’ tassa contro big del webVia libera dal Senato. Gli Usa hanno minacciato nuovi dazi

PARIGI11 luglio 201920:23

Definitivo via libera del Parlamento francese all’introduzione della digital Tax (la cosiddetta ‘Taxe Gafa’) sui colossi del web. Il testo di legge, già adottato all’Assemblea Nazionale, ha ottenuto questa mattina l’ok del Senato. La tassa che fa infuriare Washington, che ha minacciato nuovi dazi per ritorsione, si dovrebbe applicare a una trentina di colossi del web, tra cui Google, Amazon, Facebook e Apple, ma anche Meetic, Airbnb, Instagram o la francese Criteo. E porterà alle casse dello Stato 400 milioni di euro nel 2019 e 650 nel 2020.

Risolto problema tecnico per Twitter, interruzione per cambio di configurazione interna Per un’ora circa la scritta: “Abbiamo qualche problema tecnico. Risolveremo il problema e tutto tornerà presto alla normalità”. L’interruzione per cambio di configurazione interna

11 luglio 201923:01

Risolto il guasto tecnico su twitter. Per un’ora circa collegandosi all’home page del sito, compariva la scritta “Abbiamo qualche problema tecnico. Grazie per la segnalazione. Risolveremo il problema e tutto tornerà presto alla normalità”. Ora il problema sembra risolto.”Un cambio di configurazione interna”: così Twitter ha spiegato il problema tecnico che per circa un’ora ha reso impossibile l’accesso alla piattaforma, sia dal web che dai telefonini. Il problema, secondo Down Detector, un sito che traccia i blackout, è stato segnalato in Usa, Europa e altrove.

Trump contro i social mobilita governo”Regolamentare a tutela della libertà”. E attacca Libra

WASHINGTON12 luglio 201905:06

– “Sto ordinando alla mia amministrazione di esplorare ogni soluzione regolatoria e legislativa per proteggere i diritti alla liberta’ di espressione di tutti gli americani. Speriamo di vedere piu’ trasparenza, piu’ responsabilita’ e piu’ liberta’”: lo ha twittato il presidente americano Donald Trump dopo aver accusato in un summit sui social media che quest’ultimi discriminano le voci conservatrici online.
Trump attacca poi Libra, la criprovaluta proposta da Facebook. “Non sono un fan di bitcoin e altre criptovalute, che non sono soldi e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla”, twitta il presidente americano. “Similmente Libra, la ‘moneta virtuale’ di Facebook, avrà poco sostegno ed affidabilità. Se Facebook e altre compagnie vogliono diventare una banca devono ottenere un nuovo documento di autorizzazione bancaria ed essere soggetti a tutte le regole bancarie, come le altre banche, sia nazionali che internazionali”, aggiunge.

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INSTAGRAM OSCURA MESSAGGI BULLI

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INSTAGRAM OSCURA MESSAGGI BULLI

NUOVA FUNZIONE PER INSTAGRAM CHE OSCURA MESSAGGI BULLI E PERMETTE DI PROTEGGERSI IN MODO SICURO

AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA” DELLE 10:30 DI MERCOLEDì 10 LUGLIO 2019

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– Instagram dichiara guerra al cyberbullismo. Il social ha annunciato una nuova funzione per tenere a distanza i bulli. Si chiama Restrict e sarà testata a breve. Consente alle vittime di oscurare i messaggi del molestatore senza che ne venga al corrente.
Una volta che gli utenti decidono di “limitare” un bullo, i suoi commenti ai loro post vengono oscurati, risultando leggibili solo al bullo stesso. Gli utenti possono però renderli visibili decidendo di volta in volta se approvarli.
Sul social è già possibile bloccare i molesti. Tuttavia – spiega in un post Adam Mosseri, a capo di Instagram – “i giovani sono riluttanti a bloccare o segnalare il loro persecutore, perché ciò potrebbe aggravare la situazione, specialmente se interagiscono con lui nella vita reale”. Da qui il nuovo strumento.
In aggiunta, Instagram da alcuni giorni sta sperimentando una funzione basata sull’intelligenza artificiale, che avverte gli utenti se il commento che stanno per pubblicare rischia di essere offensivo. In pratica si dà modo alle persone di riflettere e di fare marcia indietro prima di postare un messaggio.

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Nintendo produrrà anche fuori dalla Cina
Ls compagnia giapponese teme i dazi sulle esportazioni in Usa

09 luglio 2019 02:21

– Nintendo, il colosso nipponico dei videogame, intende spostare parte della produzione delle sue console da gioco, chiamate “Switch”, dalla Cina al Vietnam. Lo spostamento, di cui scrive il quotidiano economico giapponese Nikkei Asian Review, dovrebbe avvenire a breve. La mossa è legata ai timori per la guerra commerciale tra Washington e Pechino, che potrebbe ripercuotersi sulle esportazioni di Nintendo in Usa.
Il 40% dei 18 milioni di console vendute da Nintendo nell’esercizio fiscale 2018 sono andate nelle Americhe, e principalmente negli Stati Uniti, che rappresentano il primo mercato per Nintendo. Al momento la Switch non è soggetta a dazi doganali in Usa, ma la compagnia teme il peso dei dazi al 25% minacciati da Donald Trump sulle importazioni dalla Cina.
Ad oggi la gran parte della produzione di Switch avviene in Cina per mano di aziende come la Foxconn. I loro stabilimenti vietnamiti, secondo Nikkei, prenderanno in carico parte di questo lavoro “entro pochi mesi”.

British Airways multata per cyberattaccoGli hacker avevano rubato i dati personali di 500mila passeggeri

09 luglio 201911:34

– Multa record per la British Airways.
La compagnia di bandiera britannica dovrà pagare 183 milioni di sterline (circa 204 milioni di euro) per l’attacco hacker subito l’anno scorso, quando furono rubati i dati delle carte di credito e dei passaporti di 500mila passeggeri. Una sanzione pesantissima – pari all’1,5% del fatturato globale della compagnia nel 2017 – e la prima basata sul Gdpr, cioè sulle nuove norme Ue in materia di protezione dati entrate in vigore a maggio del 2018.
Il cyberattacco era avvenuto tra la sera del 21 agosto e mercoledì 5 settembre del 2018 ma la Ico, l’autorità britannica per la privacy e la protezione dei dati, è convinta che sia cominciato due mesi prima, a giugno. I pirati informatici si impossessarono di dati di viaggio, indirizzi e-mail, numeri e data di scadenza di carte di credito e persino il codice CVV che si trova sul retro.
All’epoca il presidente e ad di British Airways, Alex Cruz, lo definì “un sofisticato e maligno cyberattacco criminale”. Per la Ico, tuttavia, molto dipese dai sistemi di sicurezza della compagnia, rivelatisi poco efficaci.

Musica trasmette dati via smartphoneInteressanti applicazioni per alberghi, musei e grandi magazzini

09 luglio 201916:12

Dopo la luce, anche la musica può trasmettere dati su frequenze che l’orecchio umano non riesce a percepire, utilizzando uno smartphone. Lo dimostra la tecnica messa a punto dal Politecnico di Zurigo, interessante per le applicazioni che potrà avere in alberghi, musei e grandi magazzini. Il risultato dimostra, a esempio, che queste frequenze possono contenere i dati di accesso per la rete Wi-Fi locale e il microfono incorporato di un telefono cellulare può riceverli. “Sarebbe comodo in una camera d’albergo”, rileva uno degli autori, Simon Tanner. In questo modo, aggiunge “gli ospiti avrebbero accesso al Wi-Fi dell’hotel senza dover inserire una password sul proprio dispositivo”.
I ricercatori fanno viaggiare i dati nella musica stessa, ma su frequenze che l’orecchio umano non può ascoltare e una volta catturati dal microfono dello smartphone li decodificano grazie a un algoritmo. La tecnica può trasferire fino a 400 bit al secondo. Il principio di trasmissione è diverso dal sistema RDS, nelle autoradio.

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Huawei: Furcas, non è cambiato nulla
Mercato italiano il meno colpito dai timori del bando Usa

09 luglio 201919:35

– Per Huawei, e soprattutto per i suoi clienti, “non è cambiato assolutamente nulla”, nonostante l’azienda sia finita nel mirino degli Usa. “I nostri dispositivi funzionano, sia quelli già in circolazione sia quelli che stanno arrivando sul mercato”, come il primo smartphone 5G che l’azienda lancia stasera in Italia, e quello pieghevole, il Mate X , che “arriverà nei negozi a settembre”. Lo assicura Pier Giorgio Furcas, deputy general manager di Huawei, in un’intervista in cui spiega che l’Italia è stato il Paese a pagare lo scotto minore nella guerra commerciale tra Washington e Pechino, “e stiamo già recuperando. Gli smartphone avranno i servizi di Google, le app, gli aggiornamenti di sicurezza e del sistema operativo, dice Furcas. Su questo si sono concentrati i timori degli utenti all’indomani di quella che Furcas definisce la “data fatidica”: quel 20 maggio scorso quando gli Stati Uniti hanno inserito Huawei nella lista nera del commercio che impedirebbe alle aziende Usa di venderle prodotti”.Un bando mai entrato in vigore – c’è stata una proroga iniziale di 3 mesi – e che forse non sarà mai realtà.
In questo senso vanno infatti le parole pronunciate da Donald Trump al G20 giapponese di fine giugno, dove ha dichiarato che Huawei potrà comprare da aziende americane.
“Le affermazioni di Trump hanno stemperato il clima, e confermato la serenità che le imprese statunitensi hanno avuto con Huawei”, dice Furcas. “Noi abbiamo continuato a lavorare con Google, non si è interrotto nulla”.
I timori dei consumatori hanno avuto in Italia l’impatto minore sulle vendite. Ad aprile Huawei aveva il 29% del mercato degli smartphone. “A fine maggio e giugno c’è stata una flessione, ma abbiamo iniziato subito a recuperare. Nel giro di un paio di settimane, massimo un mese, torneremo ai livelli di aprile”, assicura.

Huawei, in Italia il primo smartphone 5GÈ il Mate 20 X, top di gamma già disponibile in preordine

09 luglio 201919:37

– Arriva in Italia il primo smartphone di Huawei compatibile con le nuove reti cellulari di quinta generazione. Si tratta del Mate 20 X 5G, ed è stato presentato stasera in un evento a Milano in cui il colosso cinese ha offerto rassicurazioni sulla piena funzionalità – presente e futura – dei suoi dispositivi. Rassicurazioni che arrivano dopo i timori suscitati in questi mesi dalla guerra commerciale tra Usa e Cina che aveva fatto finire Huawei nel mirino di Washington.
Lo smartphone è una versione 5G del Mate 20 X, un dispositivo top di gamma con schermo Oled molto grande (7,2 pollici) e ad alta definizione. La differenza sta nella batteria, che si fa un po’ più piccola – da 5.000 a 4.200 mAh, ma promette di durare tutta la giornata – per far posto alle antenne grazie a cui funziona il nuovo chip 5G Balong 5000, sviluppato “in casa” da Huawei così come il processore Kirin 980, con cui lavora in tandem.
Il comparto fotografico è composto da una tripla fotocamera posteriore sviluppata con la tedesca Leica (un sensore principale da 40 megapixel cui si aggiungono un grandangolare da 20 megapixel e un teleobiettivo da 8 megapixel). La fotocamera frontale è da 24 megapixel. Il telefono integra 8 GB di Ram e 256 GB di memoria interna, espandibile.
Lo smartphone, nella finitura verde smeraldo, è già disponibile in preordine, e arriverà nei negozi degli operatori di telefonia mobile nelle prossime settimane. Il prezzo è elevato: sfiora i 1.100 euro.

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Molenbeek, da jihad a incubatore startup
La storia del siciliano Yahiaoui, a Bruxelles per lavorare

– BRUXELLES

– “Dopo il diploma non vedevo prospettive in Italia, le ho trovate poi a Molenbeek, a Bruxelles, con Molengeek”. Così Yahiaoui Zakaria, siciliano di 27 anni e studente di ingegneria informatica, arrivato in Belgio sei anni fa da Barcellona Pozzo di Gotto, racconta l’incubatore di start up, Molengeek, dove lavora come sviluppatore e formatore e che conta tra i finanziatori anche Google e Samsung.
Molengeek, il cui nome è il risultato di un gioco di parole tra il nome del quartiere Molenbeek e ‘geek’, termine che indica una persona incline alle nuove tecnologie, cambia il volto dei quartieri dimenticati, dopo aver sviluppato progetti a Bruxelles e Padova ora punta ad Amsterdam. Fondato proprio da un giovane, Ibrahim Ouassari, di Molenbeek, uno dei quartieri più complessi della capitale belga per l’elevata disoccupazione, 29,7% nella fascia tra i 15 e i 25 anni, e cittadini di origini non belghe, offre corsi gratuiti che avviano i giovani a professioni tecnologiche.
“Quando si parla di Molenbeek la mente va automaticamente agli attentatori, in quel periodo chi aveva Molenbeek scritto sulla carta di identità non trovava lavoro, ma le cose stanno cambiando e con Molengeek ora le grandi aziende vengono qui a cercare talenti, almeno la metà degli allievi sono del quartiere”, racconta Yahiaoui. Il 93% dei ragazzi che seguono il corso di sei mesi a fine percorso trova un lavoro, uno stage o intraprende una formazione di livello superiore. “Non servono titoli, basta essere motivati, in Italia c’è chi ha lauree e dottorati in ingegneria ma non trova lavoro, qui dopo il corso quelli che prima erano per strada a chiacchierare abbandonati a se stessi, ora li vedi a capo di agenzie di design, start up, business”.

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Computer in cella per i detenuti francesi
Ma niente contatti col mondo, non avrebbero accesso a internet

Computer ai detenuti in Francia.
Secondo Le Parisien, l’amministrazione penitenziaria avrebbe infatti l’intenzione di dotare le oltre 50.000 celle delle carceri nazionali di terminal digitali a disposizione dei condannati. Obiettivo? Permettere di interagire con l’amministrazione penitenziaria attraverso uno speciale sistema intranet. L’internet esterno resterebbe, dunque, inaccessibile.
Grazie a questo sistema, i detenuti potranno effettuare acquisti, ordinare ticket per la mensa, prenotare il parlatorio.
I computer consentirebbero anche alle famiglie di approvvigionare direttamente i loro conti. Previsti, tra l’altro, anche servizi culturali. Tra questi, la possibilità per i detenuti stranieri di tradurre le loro richieste o seguire corsi di formazione online.
Dal 2018, il dispositivo viene già testato in tre carceri della Francia, a Digione e nei penitenziari di Meaux e Nantes.

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DALLE 04:25 DI VENERDì 05 LUGLIO 2019

ALLE 05:44 DI SABATO 06 LUGLIO 2019

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Italia, +56% su ricerche Google
A Treia il rapporto Symbola, Unioncamere, Fondazione Edison

05 luglio 2019 04:25

– Cresce la domanda e l’interesse dei cittadini stranieri nei confronti dell’Italia. In base all’analisi svolta sulle ricerche effettuate su Google, il numero di quelle legate al made in Italy e alle parole chiave ad esso riconducibili, un fondamentale indicatore della notorietà e del desiderio dei prodotti italiani nel mondo, è cresciuto del 56% tra il 2015 e il 2018. E’ una delle novità che emergono dal rapporto I.T.A.L.I.A. 2019 – Geografie del nuovo made in Italy, realizzato da Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison e presentato, oggi, a Treia. Una indagine condotta da Ipsos, all’interno del rapporto, sulla percezione e consapevolezza delle capacità del Bel Paese mostra che l’Italia è tra i primi 10 Paesi al mondo per investimenti in ricerca e sviluppo ma solo il 13% degli italiani ne è consapevole, e addirittura quasi uno su due (45%) la ritiene una notizia poco attendibile. Siamo il primo Paese europeo per riciclo di rifiuti col 76,9% del totale di quelli prodotti: ma solo un italiano su 10 lo sa e addirittura il 51% ritiene questa notizia non credibile “Il Rapporto mette in luce un volto dell’Italia che non è conosciuto a sufficienza”, sottolinea Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. “L’export nazionale è aumentato di quasi il 60% in 10 anni, passando da un saldo negativo ad un saldo positivo di circa 39 miliardi di euro. Il nostro Paese vanta quasi mille prodotti su 5mila ai primi posti nel mondo in termini di saldo commerciale”. “Troppo spesso questo Paese – aggiunge Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – non ha piena coscienza delle proprie potenzialità. Tanto che è una delle nazioni al mondo in cui è maggiore la forbice tra percezione interna, spesso negativa, e percezione esterna positiva e favorevole. Un’Italia che fa l’Italia può essere protagonista se trova una visione comune, se non lascia indietro nessuno, se non lascia solo nessuno”.

La spesa mondiale in app sale a 40 mldSono 56 miliardi le applicazioni scaricate, trainano i videogame

luglio 201911:34

– Nei primi sei mesi del 2019 la popolazione mondiale ha scaricato su smartphone e tablet oltre 56 miliardi di applicazioni, spendendo quasi 40 miliardi di dollari, con una crescita a cifra doppia rispetto al primo semestre del 2018. A stimare il giro d’affari sono gli analisti di Sensor Tower.
Stando ai dati, da gennaio a giugno su scala globale la spesa mobile in app ha raggiunto i 39,7 miliardi di dollari, con un incremento del 15,4% si base annua. A fare la parte del leone è l’App Store di Apple, con 25,5 miliardi di dollari, mentre sul Google Play, che è il negozio di applicazioni per dispositivi Android, vanno 14,2 miliardi.
La piattaforma di Apple si conferma quindi più ricca, nonostante in termini di volumi venga molto dopo Android. Dei 56,7 miliardi di app scaricate, infatti, solo 14,8 miliardi sono su iPhone e iPad, e 41,9 miliardi su smartphone e tablet del robottino verde.
Tra le tipologie di app, la maggior parte della spesa – 29,6 miliardi, +11,3% – va ai videogiochi. Le app di gioco scaricate nel periodo in esame ammontano a 20,1 miliardi (+3,2%). Il videogame più gettonato è “Color Bump 3D”, ma quello che registra gli incassi maggiori è “Honor of Kings” della cinese Tencent.
Videogiochi a parte, la app che registra le entrate maggiori è Tinder. La piattaforma di incontri amorosi ha raccolto 497 milioni di dollari, con un aumento del 32% su base annua.

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I bitcoin consumano più della Svizzera
L’università di Cambridge calcola l’elettricità usata per mining

05 luglio 201913:03

– Il bitcoin, cioè la più popolare delle criptovalute, consuma più elettricità di diversi paesi nel mondo. Il “mining”, cioè il sistema utilizzato per emettere bitcoin attraverso la potenza di calcolo di moltissimi computer sparsi per il globo, richiede infatti 60,45 terawattora di potenza all’anno. Più dei consumi elettrici dell’intera Svizzera. A evidenziarlo è l’Indice dei consumi elettrici del bitcoin messo a punto dall’università di Cambridge.
I dati, aggiornati ogni 30 secondi, mostrano che la produzione di bitcoin usa appena lo 0,27% dell’elettricità consumata nel mondo. La cifra, tuttavia, assume un altro peso se paragonata al fabbisogno energetico delle nazioni.
Vista così, il bitcoin richiede più energia della Svizzera, che con i suoi 8 milioni di abitanti consuma 58,46 terawattora.
La moneta virtuale è solo lievemente meno energivora della Repubblica Ceca, che per alimentare la vita dei suoi 10 milioni di cittadini ha bisogno di 62,34 terawattora. E anche dell’Austria, i cui consumi si attestano a 64,60 terawatora.